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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXXV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLV.
La presente edizione è posla sotto la salvaguardia delle leggi

vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui


l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

TES TES
1 ESSALOMCA, T1ic<;salonìca, riva al mare, hanno nome di fortezza; il

Thcrniii. Sede arcivescovile dell'aulica occupa la


castello delle Sette-Torri, che
Macedonia, aulica e celebre cillà, situa- sommità della montagna, è male armalo
la in fondo del suo golfo Termaico, ora e signoreggiato dalle vicine allure. Salo-
chiamata Salunichi o Salonicchio, città nichi, benché considerata come una delle
della Tutchia europea in Romelia, capo- più belle città della Turchia, non è per-
luogo del sangiaccalo e della giurisdizio- ciò meno irregolarissima ,
per le sue vie
ne del suo nome, uno de'più popolati del- angustissime, tortuose e non insiniciate,
l'impero ottomano, a i5 leghe da Co- i per le case mal costruite e per l'aria mal-
stantinopoli, ed a 70 d'Atene. Costruita sana, ad onta d'ima certa polizia. L'ac-
sulla china d'una montagna a guisa d'an- qua bevibile vi si conduce per canali da
lìtealro, n'era la vetta difesa da una cit- una montagna vicina, laghetti della qua-
i

tadella di vasta estensione. Residenza d'un le gelandosi nell'inverno somministrano

pascià a 3 code, d'un gran n)ollah,e d'un il ghiaccio per l'estate. Vi si coniano 10

nrcivescovo greco con 8 suftVaganei e 70 grandi moschee e alcune pir;cole,tra le qua-


preti, e del gran hakam degli ebrei che li le
7 primarie furono tutte
antiche chie-
vi sono numerosissimi, le sue cupole, gli se; la moschea di Cassini è l'antica chiesa
alti suoi minareti, le case circondale da di s. Giorgio, l'Eski-Djarai o vecchia mo-
giardini piantati d'alberi, tra'quali pre- schea composta di due templi e ricoperta
dominano i cipressi, i suoi bastioni, le tor- di porfido e di diaspro, è la celebre chiesa
ri e il castello, le danno dalla parte del di s. Demetrio martire ili Tessalonica. La
mare un aspetto imponenlissimo. Il re- missionede'calloliciè affidala a'Iazzarisli;
cinto, che può aver 4ooo tese di circon- ne parlai nel voi. XVIII,p. o8,e
i la chiesa
ferenza , è di mattoni fiancheggialo da
, di s. Luigi già de'gesuili,dislrutta da un in-
loi ri e interrotto da 5 porte; 3 di esse tor- cendio, fu ultimamente rifabbricata. Di-
ri, più dcH'altre considerabili e situate in pende dal vicario apostolico de' latini di
4 TES TE S
Costanliiiopoli. luoltie visono varie chie- era chiamato 21ieniui.e\\ era un villag-
se greche, iix-lle sinagoghe, 9 bagni pub - gio quando Cassandro figlio d'Antipalro
bhci, molti han, un bel bezeslan.la scuo- re di.Macedonia, dopoAlessandro il6'/v/«-
la ebraica con bella biblioteca in
vi fiorì df^ falle varie conquiste nella Grecia, a-
notabile edificio, fu celebre ed eia con- bolita la democrazia d'Atene, fatta mo-
siderata come una università. Si trovano rire Olimpia madre d'Alessandro e spo-
molle antichità, essendo le più interes- sata Tessalonica sua sorella , ingiatidila
santi, i Ippodromo,
Propilei dell'antico considerabilmente Tcnna e trasportati-
la Rotonda sul modello del Paulheou di vi gli abitanti delle città vicine, le die ii

Roma, e gli archi trionfali d' Augusto e nome di sua moglie. Cassandro cessò di
di Costantino I. Adorava questa città va- vivere 3oi anni avanti l'era cristiana. Al-
rie false divinità, ed a parecchi impera- lorché fula ìMacedonia conquistata sopra

toli rese culto pubblico. Giove era prin- Perseo suo ultimo re, da Paolo Emilio
cipalmente onorato a Tessalonica, come co'romaniji 68 anni innanzi la detta era,
padre d'Ercole, ceppo della famiglia rea- fu divisa in 4 parti, e Tessalonica stabilita
le. Anche Apollo era rappresentato sopra capitale della 2.^ 11 governo particolare
i suoi monumenti. Un Cabiro vi avea un della città era regolato da magistrati chia-
tempio, e furonvi rappresentati i giuochi niatiPolilarchi,e dipoi sotto l'impero gre-
cabirici ed i onore de' Cabiri, co-
pitici a co continuò ad essere diretta dal proprio
me gli olimpici a onore di Giove. Avea senato. Nel lenipo del suo esilio, Cicero-
questa ricca e polente città, pegli spelta- ne ne passò una parte a Tessalonica. Vi
coli e passatenipo de' cittadini, un anfi- dijiiorarono alcuni imperatori romani, e
teatro in cui davansi combattimenti di Valeriano e Gallieno, dopo la metà del
gladiatori. ed un circo pe'giuochi pubbli- HI secolo, le dierono il titolo di colonia,
ci. Sainnichi, ad eccezione di alcune fab- come portava quello di Neocori, per a-
briche di coperte e tappeti di lana, non ver avuto il privilegio di celebrare solen-
ha manifatture propriamente dette, ma nemente le feste e i giuochi omonimi in
è il centrod'ungian commercio, ed ècon- onore degl'imperatori ogni anno, e le città
siderala come la città più importante del- che n'erano decorate ricevevano daKoma
la Turchia europea dopo Costantinopoli. l'immagini de'nuovi imperatori, oltre al-
Hiceve da quasi tulle le parti deirim[)e- tri privilegi, e ponevano il titolo del Neo-

10 produzioni greggie che sparge poi pei* coralo sulle loro medaglie e monete, che
tutta l'Europa. Sta il commercio quasi in- coniavano nella celebrazione delle feste
teramente nelle mani de'greci e degli e- e giuochi. Aveano propri sacerdoti chia-
brei.e la maggior parte de' turchi viene mati pure Neocori, incaricati delle prin-
considerala di loro razza e sono chiamati cipali funzioni ne' sagrifizi. Le sole città
mamini per distinguerli dogli altri mao- più popolate erano insignite del Neoco-
mettani; come pure in quelle de'negozian- anche replicatamente,
rato, e l'ottennero
ti fiancesi, inglesi, tedeschi, italiani e o- comeEfeso, Smirne, Sardi, Pergamo, Ni-
landesi, che tulli vi tengono consoli e fat- comedia e Tessalonica, per avere eretto
torie: i francesi ed i tedeschi vi faimoil de'teinpliagl'imperatori e perciò merita-
Iranico più impoi tante. Questa città non to il ìNeocoralo. Su questo gli antichi ci
ha \eraniente porto, una rada eccti- ma lasciarono poche notizie, ed i moderni non
ienle.e conia quasi 00,000 abilauli,cofn-
1 dicono molto veramente preciso e si-
di
piesi molli stranieri. Sono ne'conlorni
i
curo. Nel 3qo avvennela famosa strage
alcune miniere d'argento poco ricche, e di Tessalonica, d'ordine di Teodosio 1 ii
bagni d'acr|ue termali nell'estate frequeii- 6'/v///r/r.Duterico comandante delle trup-
Iblibsiiui. Straboue dii^ft che questo luogo pe d'llliiia,chc taceva lu sua le^ideuza iu
TES TE S 5
Tessalonica, avea fallo carcerare un coc- l'indugio, tolsero la vita ad ambedue.Que-
cliiere addelto al circo, per aver sedotto sla tragica scena ricolmò di dolore s. Am-
una giovane fantesca di sua casa. Il po- brogio e gli altri vescovi. Il santo credet-
polo gli domandò la libertà del cocchie- te tuttavia di dover dissimulare per qual-
re, affinchè potesse comparire nel circo un che tempo, Teodosio l venendo
allineile
giorno di festa: il che non avendo potuto a fare delle cousideiazioni, potesse rien-
ottenere, montò sulle furie e si abbando- trare in se stesso. L'imperatore non era
nò agli ultimi eccessi. In questa sedizio- allora a Milano , ma dovea tornarvi fra
ne parecchi ufFjziali furono uccisi a colpi pochi giorni. Il santo lasciò la città per
di pietre, e strascinali i loro corpi per le non trovarvisi con lui, ma gli scrisse u-
vie della città: Buterico pure perde la vi- na lettera piena di alfetto. Dopo averlo
ta. Questa notizia fece montare in colle- esortalo a far penitenza, gli dichiarò che
ra l'imperatore, il quale, sebbene virtuo- non poteva ricevere la sua offerta, né of-
naturalmente focoso. A prò de'col-
so, era frire i di villi misleri alla di lui presenza,
pevoli s'interposero s. Ambrogio vescovo finché non abbia soddisfi Ito la giustizia
di Milano, con alcuni vescovi intervenuti divina. Aggiunse, d'esser pieno di rispetto
a!sinodo in quella citlà,e Teodosio I, sem- verso l'imperatore, ma che dovea la pre-
pre inclinato alla clemenza, promise loro ferenza a Dio, e che l'amore che gli por-
la grazia: mail famosollufino, allora mae- lava dovea conciliarsi colla salute di sua
stro degli uflìzi , e altri cortigiani gli fe- anima.Uitornatos.AmbrogioinlMilanoed
cero cambiare risoluzione, sotto pretesto essendosi l'imperatore presentato per en-
che l'insolenza del popolo era stata trop- trar nel tempio secondo il costume, il santo
po grande; che l'impunità sarebbe peri- l'incontrò nell'atrio e gli vietò di avanzar-
colosa, e che un esempio di severità era si di piij, dicendogli : » Signore, pare che
man-
necessario in quella circostanza. Si voi non conosciate ancora l'enormità del-
dò adunque un ordine al comandante d'Il- la strage commessa per ordine vostro. Lo
liria, per mettere a morte settemila uo- splendore della porpora non videveimpe-
mini di Tessalonica, il quale ordine fu e« dire di riconoscerela fralezza di questo
seguilo colla più grande barbarie. I sol- corpo magnificamente vestito. Voi siete
s'i

dati colsero il momento in cui il popolo composto di fango, come vostri sudditi: i

era radunatone! circo, e trucidarono tut- non vi ha che un Signore e padrone del
ti che poterono e che incontrarono
quelli mondo. Con quali occhi considererete voi
per Questa strage durò 3 ore e pe-
la città. il suo tempio? Con quali pieili calpesterete
rirono 7000 uomini senza distinzione (Va il suo santuario? Arduete voi, pregando,
gl'innocenti e colpevoli, e tanta fu la bru- d'innalzare verso di lui le vostre mani an-
talità de'soldati, che uno schiavo fu tru- cor grondanti d'un sangue ingiustamente
cidalo per essersi offerto in luogo del suo sparso? R.Ì tiratevi adunque di qua, e non
padrone. Si dice parimenti che un padre vogliate al vostro delitto aggiungerne iiu
vedendo i suoi due figli pronti a ricevere nuovo. Accettate con sommis-ione il giu-
il colpo mortale, si gettò a'piedi di quelli go che il Signore v'impone. Esso è duro,
ch'eiano per vibrarlo, e li commosse sif ma salutare, e procura la guarigione del-
fittamenle colle sue lagrime e con I' of- l'anima. "Avendo detto il principe, per i-

Iella di tulio l'oro che possedeva, che gli scusarsi, che David avea peccato; il ve-
promisero di lasciarne vivere uno a sua scovo gli rispose, che giacché l'avea imi-
scelta. Quest'infelice padre, a cui la sua talo peccando, dovea altresì imitarlo nel-
tenerezza impediva di fìrne la scelta, cor- la sua penitenza. Teodosio I si sottomise
levn a'suoi figli l'uno dopo l'altro, senza e accettò la penitenza canonica clrjgli ven-
p jlcrsi decidere; e soldati impuzienti del-
i ne imposta. Uitirossiuel suo palazzo, dove
G T E S TES
piissn 8 mesi senza antlore alla chiesa, in- permettergli l' ingresso in compagnia di

ttiaiiienle occuj^alo nella penifenza [)iib- .\o cavalieri. iMa giunto Enrico alle porte,
Mica. Venuta la festa di Natale, radilup- i soldati invasero la città e imprigionaro-

piò le sue layi iuie, pcnsamlo ch'eia esclu- no il conte. L'imperatore armò cavaliere
so dall'adunanza de' fedeli. Rufino 1' in- il Demetrio e lo fece coronare,
fanciullo

dusse a recarsi in chiesa per domandare e Margherita d' Ungheria sua madre fu
l'assoluzione, feimandosi nella sala d'u- messa alla testa della reggenza, ed otten-
dienza, ove s. Ambrogio gl'ingiuMse di col- ne la protezione di Papa Innocenzo III,
locarsi fra'penilenli. Ivi l'iinperalore fece ed allreltanlo fece il successore Onorio
[ìubblica confe>si()ne del suo peccato., si IH, che pose il regno sotto il patrocinio
Ijallè \\ petto e si sciolse in lagrime. Prima della santa Sede. Nel 12 19 Teodoro La-
che s. Ambiogio gli dasse l'assoluzione, scaris imperatore di Nicea, tiiltavia con-
volle che ordinasse con legge di sospen- quistò il regno di Tessalonica, e Deme-
dere per 3o giorni l'esecuzione delle sen- trio si ritirò nel Monferrato, domandan-
tenze concernenti la vita e la confisca de' do aiuto dagl'italiani e dal Papa. Morto
beni de'cittadini. Finalmente l'imperato- l'imperatore nel 1222, gli successeli ge-
le ricevè l'assoluzione, ma non cessò per nero Giovanni Duca, e fremendo di sde-
tutto il resto di sua vita di detestare ilIaU gno Teodoro Alessio Angelo parente del
lo nel (juale era caduto per inganno, e ad defunto, ed a cui toccava l'impero, intra-
istigazione degli altri. Vedasi l'annalista prese la conquista del regno di Tessaloni-
Rinaldi, an. 890, n.°i e seg. Nella divisio- ca, e dopo molli combattimenti s'impa-
ne dell'impero romano, Tessalonica re- dronì ancora della capitale Tessalonica,
stò congiunta all'impero greco e ne seguì Inorgoglito de'prosperi successi, prese la

le vicende. Guglielmo 1 redi Sicilia, vo- insegne imperiali e si dichiarò imperalo-


lendosi vendicare dell'imperatore greco re;e non potendo indurre l'arcivescovodi
Emanuele Comneno, s'impadronì di Tes- Tessalonica a coronarlo, ricevè le inse-

salonica, e ricuperala dopo la sua morte, gne imperiali e la corona per le mani del-
nel I I
79 die per dote a sua figlia Maria il l'arcivescovo di Bulgaria. Così l'antico im-
legno diTessalonica,nellosposarlaaRai- pero greco si divise in 4 imperi; il Lnti-
niei i marchese di Monferrato, nel quale )ioi\\ CostdiilinopoH, quello di .V/r(v7 de'
artico!© riportai le notizie di vari ledi Tes- Lascaris, quello di 'Trclìisoiìda de'Com-
sal(jnica della potente famiglia di Monfer- ueni, e quello di Tcssaloniraj \(nui\\ im-
rato. Il celebre marchese Bonif.icio III pu- peri per la loro debolezza ebbero corta du-
re ne fu rc,e contribuì al concpiistodi Co- rata, finché si ripristinò l'anlico. Nel 1 243
stantinopoli fatto da'Iatini francesi e ve- coronandosi Baldovino IIimperatore
in
neziani, e allo stabilimento im- ilei loro Ialino, confermò le ragioni del regno di
pero, inarilando la fig'ia .Maria ad En- Tessalonica in favore di Eleiia di Monfer-
rico 2.° imperatore latino. Morendo Bo- rato nipotedi Demetrio, maritatasi a Gu-
nificio HI nel 1207, lasciò al figlio De- glielmo signore di Negro[)onte, ciò che
metrio di 3 anni il regno di Tessalonica, confermò pure nel 244 1*<'P''< Innocenzo i

e amministratore il pai ente conte di Rian- 1V, contro Teodoro Comneno cieco, che
diate. Questi, mollici rino, voleva conse- se n' era impadronito, dopo averne cac-
gnare il regno al primogenito Guglielmo ciato il proprio fratello Emanuele. II re-
V 1 marchese di Monferrato. Avendo sco- gno soggiacque a varie vicende e venne
perto il disegno l'imperatore Enrico, si re- del tutto meno in tempo di Giovanni fi-
cò coll'csercilo a Tessalonica, e sebbene glio diTeodoro; poiché l' imperatore ili
il tonte ne avesse chiuse le porle, riuscì Nicea Giovanni Duca, irato con lui per a-
al kgalu poulilicio Cououe di Delhuue di vcr preso la porpora e il titolo d' iuipc-
TE S TE S 7
latore, lo spogliò delle insegne imperiali lonicensì, che perseveravano nella fede,
e (lei regno che conquistò. Guglielmo VII m.ilgrado le persecuzioni; però molti si

il G'/Y/»(^/f marchese di Monferrato, aven- aflliggevano troppo per la morte de' lo-
do maritato sua figlia Jolanda ad Andro- ro parenti, altri non erano abbastanza i-

nico Il Paleologo imperatore di Costan- struitiintorno alla venuta del Salvatore


tinopoli, per dote gli cede i propri diritti e intorno al giudizio universale; l'avvisa-
al regno di Tessalonica. Quest'imperato- rono pure che alcuni erano oziosi, cu! io-
re, al dire d'alcuni, nel 1 3 i 3 fece cessione si,inquieti. Ed è perciò che poco dopo s.
del medesimo regno alla repubblica di Ve- Paolo scrisse la sua ."epistola a'tessalo-
1

nezia, che meglio secondo altri neh 423 Tiicensi, ch'è pur lai. 'delle da lui scritte.
ne divenne signora: fu l'imperatore Gio- Egli vi consola i fedeli, ne loda il fervo-
vanni 111 Paleologo che vendè Tessalo re, la costanza, la carità verso tutti i cri-
iiica a Venezia, alla quale la tolse prima stiani della Macedonia; dà loro alcuni av-
della metà del secolo XV, o nel 43o «Io- f vertinienli intorno alla santità del ma-
po assedio, l'imperatore de'turchi Amu- trimonio, alla fuga dell'ozio, la manieia
rat II, il Maometto II im-
cui successore di piatigerei morti, le precauzioni che con-
padronitosi nel 1453 di Costantinopoli, viene porre in opera per non essere sor-
liiuiì all'antico impero il regno di Tessa- presi dall'Anticristo, e sopra alcuni altri
lonica, e tuttora è nel dominio ottoma- argomenti. La 2. "epistola a'tessalonicensi

no, seguendo destini della Turchia^dì cui


i fu scritta per rassicurarli contro i timori
fa parte. ch'erano stati loro inspirali sulla fine del
La fede cristiana fu predicata in Tes- mondo.Egli Jiuovamente condanna l'o- vi

salonica dall'apostolo Paolo. Co'suoi s. zio, ed esorta i lessalonicensi ad un'in-

discepoli e cooperatori, Timoteo e Si- s, vincibile pazienza, qualunque sia la per-


la, s'imbarcò per la Macedonia nell'an- secuzione che possa loro sopraggiungere.
ìio 02, e promulgò l'evaugelo in Tessa- Ebbe questa cospicua città la sede vesco-
lonica sua capitale, dove gli ebrei avea- vile per istituzione di s. Paolo, e vi furo-
no la sinagoga. Vi predicò 3 giorni con- no vescovi greci, armeni elatini. Sino dal
secutivi, ma gli ebrei avendo mosso con- I. "secolo della Chiesa i vescovi di Tessa-
tro s. Paolo ed suoi compagni il popolo
i lonica furono soggetti al patriarcato ro-
ed magistrati, fedeli furono costretti di
i i mano e divennero metropolitani, nel IV
condurli fuori della città. Essi recaronsi secolo esarchi dell'llliria, e nel Xli della
a Berrea, dove gli ebrei li ascoltarono con Tessaglia. Furono loro sulfraganei ve- i

'^ioia e molli di loro si convertirono, co- scovati di Berrea, Erisso, Servia, Citnim,
mepurenon pochi gentili, tra'quali mol- Campania, Petra, Ardamiri o Herculia,
le donne di qualità. Gl'i ebrei di Tessa- Platamon o Pianiamone, Poliann, Cas-
lonica avendo saputo che s. Paolo co'suoi sandra, Lita,[lenclina,Diuin, Stobi, Dea-
compagni trovavansi a Berrea, vi si reca- boli o Deboro, Parecopoli, Torone, Era-
rono e suscitarono un tumulto. Avendo clea, Taso o Tasso, Primula, Zappara o
;.l'aolo dovuto partire dalla città per re- Zapara,Drygobizia ed altre. Nelle IVoti-
iMtsi in Atene, per mezzo di Sila e di Ti- zic ecclesiastiche, l'Illiria era divisa in 3
moteo che avea lasciato in Berrea seppe diocesi ecclesiastiche: la 3.' di esse por-
[)oiche cristiani di Tessalonica soifri-
i lava il nome d\ 3Iacedonia ovvero i.\' fi-
vano persecuzioni. Allora s. Paolo man- ///7V/orientale,comprendeva tutta \aGfc-
do loro Timoteo, per confortarli e ren- cia. ed avea per nietropoli Tessalonica
derli piìifcrmi. Indi passato s. Paolo a Co- che esercitava per il Papa, come suo vi-
rinto, vi si recarono Timoteo e Sila, con- cario apostolico, la giurisdizione anche
jlaudolo con riferirgli lo stato de'tessa- sulla Morea e suir£/,'?V'o(/ .). La giuris-
8 TE S T i; S
dizione lUioque dell'arcivescovo di Tes- role che quasi spada a due tagli ferisco-

sidouica come vicario del Papa, si eslcii- no egualmente la chiesa bizantina e quel-
deva nella Crei iti, ììtW'/lliria. nella Ma- la delregno ellenico. La Grecia pro[)ria-
ct'iloniaA\e[\'Ei)iro,in:\\a Tessaglia, iiel- mente detta (egli scrive) dipendeva dal
r Acaia, di cui Atene era la metropoli, Vicario del Papa residente a Tessalonica,
nella Dacia, nella Mesia, nella Darda- e Leone Isaurico imperatore iconoclasta
niaavenlea metropoli Scopia, utWd pro- fu (juegli che tentò di sottrarre tpieste cou-

vincia Pre\-alitana, e nell'isola di Cre- Iradealla giurisdizione del Pontefice Gre-


ta o Ct'ndiaff '.). la tali arlicjli e ne're- gorio il per farle passare sotto il patriar-
lativi parlai della vaslagiurisdizione del- ca Anastasio infetto anch'egli della stessa

l' arcivescovo di Tessalonica, priucipal- eresia. Cosi, dice Farmacide, fu un impe-


ineule per l'eniineule qualifica di vicario ratore eretico che tolse queste diocesi alla
ilella s. Sede, ()er aveie Papi loro coui- i giurisdizione d* un Papa ortodosso, per
jnesso le proprie veci sino dal IV secolo sottometterle ad un patriarca eretico co-
e con podestà esarcale sopra i vescovi e me lui. Questo brano che tolgo dalla Ci'
i uielropolitani delle ricordate provincie, \'iltà cattolica, nella rivista dell'opera lo-
cioè negli articoli Illiria e Macedonia, e data e intitolata L' Eglise orientale,
: par
ti. Sisto III e altri difesero i diritti del- Jaccpu's Pitzipios, R.ome i855, fece ad
l'arcivescovo di Tessalonica. 1 greci per essa giustamente esclamare: » Vedete se
lo scisma e per le violenze dell'iconocla- non è questo il proverbio che nulla è più

sta imperatore Leone 111 Vlsauiico, sot- forte della Verità, la quale sa tiionfire
trassero dall'antica giurisdizione pontifi- ancora degli animi più ostinati nell'im-
cia, esercitata con facoltà delegata dagli piignarla!" Dopo che l'empio Leone III
arcivescovi di Tessalonica, quella parte sottomise al [latriarca di Costantinopo-
dell'llliria di cui esso era vicario aposto- li le Provincie discorse. Papa Imioceu-
lico, e s. Nicolò 1 nell'858 ne domandò zo III le restituì all'ubbidienza della san-
il ristabilimento, frastornato daH'inifjuo ta Sede, quando conferì il pallio all'ar-
Tozio, ed Alessandro 111 concesse all'ar- civescovo latino di Tessalonica. Peiò do-
civescovo di Tessalonica il privilegio di po la conquista de' turchi, 1' arcivesco-
farsi precedere dalla croce astata, e lo ri- vo greco scismatico si sottopose al simi-
levai nel vol.XVlll,p. 260. Notissime so- le patriarca di Costantinopoli, col tito-

no le acerbe controversie suscitatesi in lo d'esarca di Macedonia o piuttosto di


ijuesti ultimi anni tra il |)utriaica di Co- Tessaglia. Ih ."vescovo greco di Tessalo-
stantinopoli e il cleio di Atene (lutti e- nica fu s. Aristarco discepolo di s. Paolo,
leiodos^i),il <|uale pretende distabilire la ordinato dallo stesso apostolo, che soffrì

ina religiosa indipendenza sopra 1"


indi- il martirio nella persecuzione di Nerone,
pendenza politica del regno di Creda, ed il martirologio romano lo registra a'4
quasi che la soggezione o libertà religio- agosto. Suo successore fu Caio, di cui è fit-
sa sia un corolliu 10 della soggezione u del- ta menzione nell'epistola a'romani, e che

la libertà civile. Tra le scritture die dal- Origene dice che fu vescovo di Tessaloni-
l' una e dall' altra parte si publ>licaro- ca, seguendo la tratlizione del suo teni|)o.
no, tiene luogo principalissimo un'opera Indi Achilleo, nella cui epoca fiorì s. De-
iitampala in Atene nel i8jÌo dall'arcbi- metrio martire di Tessalonica, chiamato
iiiandiila Farniacide professore di teolo- da'greci il gran inaitire, poiché nel 3o7
gia neiruniversilà d'Atene. Ora volendo presentato in Tessalonica all'imperatore
<|uesti dimostrare la vanità delle preten- ]Mas-.imianoErcole(|ual militare che aveu
sioni del patriarca bizantinosopra la cliie- abbracciato il cristianesimo, lo lece chiù-
sa ellenica, si lasciò sfuggile alcune pa-
T E S TE5 9
ciiii all'ali fi teatro, e trafiggere a colpi di N. verso il
479, Andrea per aver abbau-
lancia, e così riportò la corona del mar- donato lo scisma d'Acacio di Costantino-
tirio. Strascinato da'cariiefici il cadavere poli, gli scrissero lodandolo s. Felice 11 e
[ler la piazza, alcuni fedeli segretan)ente s. Gelasio I Papi. Nel 5i 5 Doroteo ere-
lo seppellirono fuori della città, e circa lieo per comunicare con Acacio, nondi-
I oo anni dopo Leonzio prefetto del pre- meno scrisse una gi'atulatoria a s. Ormi-
torio d' llliria vi fece sopra edificare una sda per l'elevazione alla SqCìg apostolica,
bella chiesa, riedificata poi dall'impera- perle cui sollecitudini tornò all'unità cat-
tore Basilio Macedone, per la gran co-
il tolica. Elia si trovò neh' aliare de' Tre

pia de' miracoli co' quali Dio avea illu- Capitoli s. al costituto fatto da Papa Vi-
strato il frequentato sepolcro di questo gilio nel 55o in Costantinopoli, ed al V
eroe. 1 greci ne fanno la festa a' 26 ot- sinodo rappresentare da Benigno
si fece
tobre, i latini 18. il vescovo Alessandro d'Eraclea. Biasimevole fu l'arcivescovo
fu ul concilio JXiceno nel 32 0; Giovanni Taleleo, che visse a tempo di s. Grego-
è mentovato nell'epistola del concilio di rio I, il quale scrisse al successore Euse-
Filippopoli; nel 347 intervenne a quello bio. Papa s. Martino 1 nel 649 scomu-
di Sardica Aezio, e nel SSg a quel di Ri- nicò nel concilio di Laterano Paolo ere-
mini Eremio. Celebre per santità e pel tico monotelita. Giovanni II intervenne
suo attaccamento alla fede cattolica fu A- nel 680 al VI sinodoesisottoscrisse,/ort/i-
sconio o Ascolio,a cui dalla chiesa di Go- ìiesmisericordia Dei episeojms Thes.m-
zia fu scritta l'enciclica sul miulirio di s. lonicae, et J icarius apostolicac Sedis
Saba nel 372, e mandalo il suo corpo, co- et Legatariiis : quest'ultima voce si di-
me narrai a Svezia, e di questo vescovo ce usurpazione. N. del 7 1 6, Teofilo sot-
fecero elogi s.Ambrogio.Dimo-
s. Basilio e toscrisse al VII sinodo, Tommaso trasla-
rando Teodosio 1 in Tessaionica nel 38o, lo da Alessandria, e fu nel 787 al con-
ammalatosi gravemente, volle essere i- cilio Niceno 11. Gli successero Giuseppe

struito nella religione cattolica e riceve- studita, poiN., indi luiovamente Giusep-
re il battesimo da questo santo vescovo, pe nell'808, che perdifendere il cidto del-
il quale morì verso il 383. l^apa s. Da- le ss. Imniagini patì molto e fu cacciato
maso 1 nel 38o l'avea costituito suo vi- in prigione. Giovanni eretico partigiana
cario nelle provincie dell' Illirico orien- diFozio,come lo fu Leone. Da Creta ven-
tale. Dignità die il Papa confermò al suc- ne trasferito l'ateniese Basilio I di santa
cessore Aiiisio, e altrettanto fecero i Pa- vita, e perciò morì tra'lormenti, celebra-
pi s. Siricioes. Anastasio 1. Di Anisio per lo ne'iMenei greci il 1 ."febbraio. Teodoro
la sua santità se ne legge la men)oria nel fu all' VI 11 sinodo, ove l'indegno Fozio fu
martirologio romano a'3o dicembre. Nel fitto patriarca; indi Paolo II, Anatolio,
fio Rufo, al quale scrisse Papa s. limo- Teofauio, Prometeo poi deposto. Teodo-
ceiizo 1 nel 4 '2, costituendolo suo vica- lo, Niceta 1 trasferito da Marronea, nel

I io nelle provincie che enumerai nel voi. I i56 Basilio II di cattolici sentimenti, per
XL,p. 232; podestà che confermò Papa cui scrisse a Papa Adriano IV. Insegui-
s. Douifacio 1. Nel 4^1 fo al concilio di to Costantino I, Eust.izio ilotto già elet-
Efeso e poi morì. Anastasio egualmente to di Mira, ornalo ili molle viitìi. Mi-
fu da s. Sisto 111 dichiarato vicario apo- chele Chumni, Costantino II Mes(jp(»la-
stolico nelle provincie illiriclie, con epi- inita, familiaie d'Isacco Angelo Comne-
stola scritta al sinodo adunato in Tessa- no imperatore, ricusò dare le e perciò si

ionica nel 43 5, morì dopo quello di Cal-


e insegne imperiali (lell'impero di Tessaio-
cedouia e di altro nel 45 tenuto in Tes- ' nica al fralelld Teotloro Alessio Angelo,
talouica. Quindi furono vescovi Eusiteo, onde questi si fccecorouarc da Demetrio
io T E S TES
mei vescovo di Bulgaria, come nniroi; ov- to e fece la professione di fede cattolica.

vero come liferisce il p. Le Quieti, ^Z/-- Nel I 5G4 lo era Teona,nel ijyc) Joasaf-
< liicnìscoj)it/n Tlu'xsaloiiiccnscni Theo- (o, indi Melrofane; Gabriele 11 nel i .Tpo
doro coronnm ideo iniiìoiwre renuisse, traslato a Costantinopoli; Paisio;nel i634
nuod lcgiuimu.<! Thcasaloniccnsis ìmpe- Atanasio di Creta, che recatosi in Roma
rii licwrcs in Ilalùim ad Jfonoriiim III fu da Urbano Vili ammesso alla comu-
Pnpain,ìiti(]uepcrr('Xcrat.Vd\ec\\eTeo- nione cattolica; Giacomo, Callinico, Me-
doio mandasse in esilio Costaiilino II, per lezio del 1672, Neofllo nel iGf)4> che do-

e<setsi ricusalo di ungerlo. Manuele Dy- po 3 anni fu deposto da'turchi e condan-


sip;tl() fu rimosso doll'inìperatore Miclie- nato a' triremi; Metodio lo fu 6 anni, I-

le Paleoloi5o,-ioslituendogli Giovanni Cy- giiazio lo era nel 1740, quando il p. Le


doiie, al qiiide e agli alili metropoliti o- Quien scrisse la cronologia de'prelali di

lieti tali scrisse Gregorio X per I' unione Tessalon:ca,neirO/'zV/i.y christianns t. 2,


della (.hiesa greca colia latina. A Deme- p. 27, e nel t. i, p. i44^ registrò Isaia
trio I successero Igna;,i.). iVicela II di Mi- vescovo di Tessalouica armeno, che inter-
tileiie, Giacomo Geremia di santa vita, venne al concilio di Sis; e Commanville
del 322,(iiovanni IV, Giovanni V, Ma-
I neir riistoirc de toiis les archcvc.schcz^
cario superiore de'roonaci del monte A- dice che Saloniki o Tessalonica, nell'e-
ilio, DdU^etrio 11, Nilo Cahasilas deli 34o, sarcato di Macedonia, sotto il patriarca-
acerrimo avversario che mollo de'Iatini, to di Sis armeno, nel secolo XIII per gli

scrisse sugli errori di sua nazione. Gre- armeni divenne arcivescovato onorario.
gorio Palauias monaco del monle Albo, La sede vescovile di Tessalonica degli ar-
Compose anch'egli diversi scrini contro i meni nel secolo XIII divenne arcivesco-
Ialini sulla processione dello Spirito san- vile. Dopo che i Ialini s' im[)adrouirono
to, e per difendere ropinioue di (juelli che di Costantinopoli in principio del secolo
dicevano che la luce che gli Apostoli vi- Xlll, vi stabilirono un vescovo Ialino del
dero 6ul monte Tahor era una luce in- loro rito con autorità d'Innocenzo IH, e
creala. I seguaci de'suoi errori si dissero NivelodeCherisy,già vescovo di Soissoiis,
dal suo cognome palamiti. Dopo ili 354 fu nominato arcivescovo di Tessalonica
promosso alla sedi; di Costantinopoli, gli nel 12o5, ebbe dal I*apa il pallio, e mori
successe in questa di Tessalouica Nicolò a Bari nel 1207, ritornando a Costanti-
Cahasilas, poi Isidoro autore d'operejGa- nopoli dovecontluceva alcune truppe riu-
hriele I ornato di virtù lodò con orazio- nite in Francia per soccorso de'Iatini. Nel
ne funebre l'imperatore Emamiele Pa- 1208 Innocenzo 111 con sua lettera eles-
mori nel 1429; Simeone, al cui
leologo, e Piemonte abbate de'certosi-
se Pietro di
tempo turchi espugnarono Tessalouica
i ni del monastero la Ferie, potente in o-
marzo i43o; Gregorio 11 monaco;
a' "ZQ pere e sermone, già vescovo d'I vrea, nel
ÌNifo nietiopolila di Tessalouica ed esar- i20f) traslato a patriarca d' Autiuchia
ca di Tessaglia, poi patriarca di Coslaii- perchè non avea accettato la sede di Tes •

linopoii; Giovanni VI sedeva all'epoca saloiiica. Nello stesso 1208 lnnocen/,o III
della celebrazione <lel concilio di Firen- a postulazione de'ranoiiici di s. Sofia di
ze, per la riunione delle due chiese, ed al Tessalouica, e di .Margherita vedova di
«juale intervenne l'arcivescovo di Kioi'iu lionifacionidi Monferrato, e de'magna-
[
I .) [sidoro di Tcs.snloidca (F.) chcEu- li Guarino vesco-
del regno, gli sosliluì
geino IV creò cardinale. Occupala la cit- vo Verisiense, e gli confermò privilegi i

1.1 e la regione da'turchi, non si Irovaiio della chiesa di Tessalonica. Formò inol-
jiiiri arcivescovi sino a Macario II, che tre la provincia ecclesiastica di vescovi
nel 1 j5i fu ammesso nel concilio diTrcu- bulhagauei Ialini, colle sedi di Cilrum,
TES TES II

Dcnoa, Campnnia, Servia, Petra, Plafa- de di quella regia biblioteca, già dallo stes-
nion, Ardamiri, Cassandra, Vardarieii- so Gregorio XVM fatto suo prelato do-
se,Laiigardensee Nerisieiise, alcuni nomi mestico e protonotario apostolico, stalo
delle cjuali per incuria degli anaanuetisi istitutore de'reali figli di Francesco I re
sono coiiotti, pei- cui come spesso avvie- delle due Sicilie, con quell'elogio che si
ne nella nomenclatura di non poche del- legge nella proposizione concistoriale. Pin
l' antiche diocesi, non si può stahilire il VII l'avea nominato prefetto della Va-
vero noa)e,essendo con altri chi.imale da' ticana, ma non accettando gli surrogò il

geografi sagri, ilche rileva anco il p. Le non meno sapiente mg.' Mai poi cardina-
Quien. Il Papa invitò al concilio generale le, e fu ancora vicario apostolico de'gre-
di Lalerano IV l'arcivescovo e vescovi ci qua dal Faro, cui fece ac-
d'Italia di
della provincia Tessalonicense. NehaSg cettare BenedettoXlV, e com-
la bolla di
N. arcivescovo di Tessalonica accompa- missario della bolla della crociata in Na-
gnò nel'a spetlizione di Palestina l'impe- poli. La sua profonda dottrina, l'elenco

ratore latino Baldovino II. Nel 1345 Cle- delle sue opere, e il novero di sue virti^i,

mente VI fece arcivescovo fr. Lodovico { è celebrato nella necrologia, riportata nel
d'Orvieto fiancescauo. Ijonifaclo IX nel 1. 1
,p. 298 degli Amialì delle scienze re-
I396 Iraslatò da Antivari a questa chiesa ligiose compilati dal prof. Arrighi. Inol-
Lodovico li Donalo (T'.),e poi neliSgc) tre Gregorio XVI avendo destinato nel
hi iriisfer'i a Pisa, e nel 4o8 divenne car-
1 1845 nunzio apostolico di Snagna(h .)
dinale. IMartino V neh 4' 8 fece arcive- mg,"^ Giovanni Brunelli romano, segreta-
scovo fr. Paulo da Roma francescano, che rio della congregazione di [)ropaganda fi-

successivamente avea occupato lesedid'I- de, con breve apostolico ebbe il titolo ar-
sernia e di Monreale, ed al quale eragli civescovile di Tessalonica, ed il regnante
stata commendata la chiesa di Tebe. Al- Pio I Xi5 marzo 18^3 lo creòcardina*
a'

tri non si leggono neW Orìens dir. t. 3, le, pubblicandolo a'7 marzo 853; per ti- 1

[). I ego. Imperocché conquistata neli43o tolo gli die la chiesa di s. Cecilia, e lo fece
Tessalonica da'lurchi, fu interdetto co- prefetto della congregazione degli studi.
me altrove a'paslori latini tli risieilere nel- TESSIEa Pietro, Cardinale: Nac-
le diocesi; laonde Tessalonica, Thcssalo^ que nella città di s. Antonino, diocesi di
ìiiccii,divenne un titolo arcivescovile /'/« Cahors, ove ottenne un priorato, dottore
jxirlibus, che conferisce il Papa, co'simili in gius canonico e cappellano di Giovan-
titoli vescovili da esso dipendenti diErisso, ni XXII, neh 3 17 questi l'inviò nunzio
Apollonia, Lita, Deboro, Parecopoli, To- in Sicilia (al qual articolo parlando di
i
rune e Tasso. Furono per idtimo insigniti questa missione lo chiamai Testori*), con
del titolo arcivescovile di Tessalonica i (lUglitilmo vescovo di Troyes, alla corte
seguenti. Per morte di mg.' fr. Ignazio di di Federico II per stabilire la pace col re
s. Gaetano, Gregorio XVI a'22 novem- R.ol)erto; ma
una tregua di 3 anni, il
fu
bre i<S39 lo conferì all'ottimo mg.' Vin- 2.°non mantenendo il convenuto. Nel me-
cenzo Massi vescovo di Gubbio (J.), scio- desimo! Siy fu destinato con (ìalhardo
gliendolo dal vincolo di quella chiesa, ed vescovo di Riez, Pietro de'Prati poi car-
i
eccellente nunzio diTorino presso il re dinale, edaltri, a formare il processo con-
di Sardegna (l.). Per la pianta sua mor- tro alcuni malefici cospiratori controia vi-
te, il medesimo Papa nel concistoro de' ta del Papa e de'cardinali, per tentativi di
gennaio 1844 dichiarò arcivescovo di
?,?, veleno. In premio di sue fatiche nel 1 3 i 8
Tessalonica il celebre e dotto autore d'o- otteiuie l'abbazia dell'insigne chiesa di s.

I
pei-eprcgievoIimg.'AngeloAnlonio Scot- Saturnino di Tolosa, ed a' 20 dicembre
ti di Procida arcidiocesi di N<ipuIi,cuslo- i32o Giovanni XXII lo creò cardinale
12 TE S TE S
piefedi s. Stefano al Monte Celio, colla come leggo nelle Notizie di Roma; indi
carica di vice-cancelliere di s. Chiesa. Sic- passali (> mesi lo promosse nel 1801 a de-
come profondo teologo e canonista, ebbe legalo apostolico della vasta provincia di
tU\Papa r incombenza di scrivere sulla Macerata, e lo attesta Leopardi, Serica
cpiestione allora agitata singolarmente Rectoruni Anconitanae Mctrchiae, ove
nell'ordine francescano, intorno al domi- vieppiìi esercitò le sue virtù, sapere e co-

nio di Ciislo e degli apostoli, circa le co- noscenza delle pubbliche cose,qualità che
se che (iervivano al sostentamento della univa a prudenza, giustizia e singolare
vita. Dopo aver esaurito l'incarico, raor\ cortesia; esercitandosi da lui la carica eoo
in Avignone nel 1 325, altri prolungando- magnificenza e decoro, riuscì d'univer-
gli la vita. sale soddisfizione della provincia, e mo-
TESTAFEIIRATA SCEDERRAS dello a'zuagistrali, per cui le popolazio-
V AUR\zio, Ctii-flinfilc. Nacque in Valletta ni lo piansero allorché il Papa lo tolse dal
capitale dell'isola di IMalla, a' "ìo aprile suo mirabile reggimento, preconizzando-
I 7'78,dachiarae ragguarilevole famiglia lo nel concistoro de'20 settembre 1802
per antica nobiltà, magnanime virtù e arcivescovo di Derito inparllbiis, per in-
ricchezza. Furono suoi genitori Pasqua- viarlo nella Svizzera nunzio apostolico.
le barone di Cicciano e Lucrezia M.M' Au- R.icevè l'episcopale coiisagrazione dal car-

reli, quali osservando nel figlio animo


i
dinal Giuseppe Doria Pamphilj vescovo
genUle e assai composti costumi, divisa- di h'rascati, e nel declinar dell'ottobre
rono di collocarlo a eilticare in qualche i8o3 parù per Lucerna. Narrai a Sviz-
nobile e rinomato istituto dllalia, ove il zera come l'illustre prelato, in mezzo al
cuore e l'ingegno si culti vassero, e gli fos- commovimento e perturbazione guerre-
sero istillali nell'animo sani principii di sca di tutta Europa, funse il dilllcile inca-
pii-tà. A tale ell'elto scelsero il collegio rico, e nella deportazione di Pio VII eoa
Clc/iiciitino (di cui riparlai a Somasciu) quello ili Vienna mg.' tSVvr/'o// furono gli

di Roma, dove si raccoglieva il fiore del- unici nunzi che restarono al posto loro
la nobiltà italiana. Ivi egli ben presto die (trannee in parte per quello pure di Spa-
a conoscere la dolce indole di cui l'avea iarla mg."^ Gravina). In tanta dillicoltàdi
dotato natura, e mostrò intellettoad ogni tempi e mentre la s. Sede era tanto mal-
nobile scienza; imperocché percorsa con menata, egli seppe acquistarsi la stima e
sotnmo onore la carriera studiosa, si for- l'alFetto delia signoria del cantone ove ri-

mò bella reputazione per l'alma città. Sen- siedeva, non menocheil rispettoe la consi-
len<losi inclinalo allo stato clericale lo derazionedegli altri cantoni elvetici. Sen-
abbracciò, ed in fresca età Pio VI lo an- za ingerire sospetti, con prudenza zelò gli
noverò tra'suoi camerieri segreti sopran- interessi della religione, e con saggia av-
numerari, e poi lo fece prelato domesti- vedutezza potè tenere in riverenza pres-
co,conservandogliil [."udìzio: tale era an- so la nazione svizzera la sua rappresen-
cora nel jqS, come ricavo dalle Notizie
I tanza e il potere della chiesa romana, ed
(li Jloina. iJa essepuie apprendo che suc- il) epoca in cui infelicemente si deprime-
cessivamente lo destinò governatore nel va l'autorità del supremoCapo dellaChie-
1 ySt) di Narni, nel 790 di Città di Ca- i sa, massime in Italia, Francia e Spagna.
stello, e nel 179^ ti' Fano: Io era pure Anzi ottenne dalla dieta generale della
nel I 7f)S r|uando il Papa fu portato pri- confeJerazione,che monasteri dellaSviz- i

gione m Francia, ove gloriosamente mo- zera non dovessero essere gravali di tas-
ri. Eletto nel 1800 a successore Pio VII, se [)iù degli altri cittadini, ad onta ch'e-
questi poco dopo lo nominò delegato a- rasi stabilito di laglieggiarli forte, e per-

postolico di Cu(ncriiio e sue dipcndeuzc, chè non si leulusse sopprimerli, ;^Ii riu-
TE 3 TE S i3
SCI di non potersi ciò eiretluare senza il mata sede, se non che per giovare a'suoi
pontificio beneplacito. Ritornalo Pio VII figli, e per intervenire a' conclavi in cui
liioiifànte alla sua sede, volendo preDiia- restarono eletti Leone XII, Pio Vili e
re il prelato che con tanta fedeltà e no- GregorioXVI,niuuode'(iuali furono me-
biltà avea per ben i3 anni sostentilo in no di Pio VII io ammirarlo, per 1" im-
Isvizzera la dignità di nunzio apostolico, menso bene che faceva, e di buon grado
con notabile ritardo alla sua giusta ele- vi contribuirono. Siccome questo lo de-
vazione, lo richiamò in Roma, lasciando scrissi aSiNiGAGLiA, meglio e dettaglia-
un nonieamatoestinia-
egli tra gli svizzeri tamente lo celebrò con edificanti partico-
lo. JXeli8i6 giunto in Roma fu ben ac- larità r aurea penna del prof. Giuseppe
colto ed encomialo dal Papa, e da lui ne' Montanari, nel Breve comwcnlario del-
primi di marzoi8i6 venne promosso a le cose operate in Si/ifi;/ìglia dal car-
segretario della congregazione de'vesco- dinale, provocato dalla divola alfetluos;»
vi e regolari, primario uflìzio che ezian- riconoscenza del suo l)enefìcalo cancellie-
dio esercitò con moltissima lode. Final- reLivio Bruschettini sinigagliese,eda lui
mente Pio VII, che nel concistoro degli dedicato al rispettabile poi poratocol suo

8 raarzoi8i6già lo avea creato e riserva- ritratto in fronte, col precipuo intendi-


lo in petto cardinale dell'ordine de'preti, mento di palesarci moltissimi e gì andis-
in quello de'6 del seguente aprile lo pul> simi benefìzi compartiti alla sua [)alria,
blicò, nominandolo insieme vescovo di Si- in che fu corrisposto nobilmente e con e-
nigaglia, conferendogli per titolo la chie- leganza di dettato, inoltre Livio imito al
sa di s. Pudenziana, e annoverandolo al- padre e ad altri della curia, pubblicò pu-
le congregazioni de' vescovi e regolari, re colle stampe un magnifico elogio bio-
propaganda ftdc, fabbrica di s. Pietro, e grafico in istile lapidario. Per non ripe-
buon governo; e poscia fu dato in pro- tere dunque il descritto a Sinigaglia, gio-
iettore alla terra di Morrò nel distretto vandomi del Commentariu[i\\ cui die un
di Jesi e nella sua diocesi, ed alla confra- saggio Francesco M.' Torricelli neW 11-

ternita delle s. Stimmate di Filottrano. limi di Roma t.


9, p. i i i, e rilevando:
Portatosi in Siuigaglia coll'animo pieno Nel commentario impareranno i giovani
di evangelica carità verso il gregge alle l'arte di bene scrivere, grandi l'arte di i

sue pastorali cure aflldato, senza fasto e fare il bene), mi limiterò qui ad accenna-
con modesto decoro, l'indicibile sua alfa- re, che il cardinal Testaferrata, modello
bilità e lemagnanime sue azioni presto d'ogni più bella virtù, lasciò in tale illu-

superata la comune espetlazione gli gua- stre città e diocesi njonumenli indelebili
dagnarono tulli cuori, e nell'universale
i della sua sapienza e della sua industrio-
si nominava ad esempio de' vescovi ze- sa e inesauribile carità. Riaprì in fatti a'
lanli,solleciti e benefici. Tulto a tutti, sen- chierici il seminario, ampliato e miglio-
za distinzione amorevolmente accoglieva rato; affidò alle monache benedettine l'i-

ciascuno in qualunque abito, singolar- struzione delle fauci ullejriaperseque'mo-


mente poveri, di cui fu vero padre, e co-
i nasteri cui beni non erano stali venduli
i

loro che conosceva bisognosi di soccorso nella dominazione francese; ripristinò le


o di consiglio. Nelle slesse punizioni, ch'e- collegiate della diocesi; istituì del proprio
ra costretto inlliggere, il faceva con amo- un monte di pietà; die nuovi chiostri al-
re, considerando virtuosamente un figlio le orfane e alle esposte, facendo rifiorire
nel colpevole. Non è a dire com'egli co' l'ospedale degl'infermi; ornò templi ma-
suoi caritatevoli modi si affezionò soa- gnificamente, e nella cattedrale, olii e di-

vemenle i diocesani d'ogni grado e con- versi nìiglioramenli e doni di utensili sa-
dizione. Non si diparli inai dalla sua a- gri^ costruì ricca cappella, facendo orni»-
li T E S TES
jedi corone preziose l'iinniai^iiii dellalMa TESTAMENTO, Tcstamcnfwn, Tu-
tloiiiia e del divin Figlio; chiamò le so- Indac Testamcnlariac. Alto di ultima
relle della Carila a reggere le oi fanelle, e volontà, nel quale si costituisce 1' erede,
i fraltlii delle scuole cristiane 1' orfano- Tcslntio mentis, formandone l'etimolo-
liododa Idi fonilalopegli orfani, i:he por- gia e la definizione, cioè un'esplicita di-
la il suo nome : InUociò resterà perenne- chiarazione della propria volontà, di tut-
menle impresso ne'cnori de'snoi diocesa- tooiò diesi desidera succeda dopo la Mai-'
ni, che per organo del nuinicipio gli de- te (/.) intorno alle proprie sostanze. Aio-
cretarono vivente l'onore dell' eHlgie in destino aulico giureconsulto roma no, nel-
inai nio,ton corrispondente epigrafe nel- la legge I, (F. h. t.,ne fa questa definizio-
la sala coiuiinale. Quella ricorderà le sue ne: T'oluìitatis nostrac j'iista scntenùa
moitcpiici egeneroseazioni,esercilale lar- de co quod vis post, mortem suam fieri
gmienle con tante beneficenze sopra la {'elit. Dunque il testauienlo è una giusta
(liietlissinia snagregge,le ptihhlicheepri- disposizione della nostra volontà (alme-
^ate Jiniosiiie, elargite pure alla peiico- no deve essere), su ciò che ciascuno vuo-
liinte onestà per condnrla ad onore; e che le che sia fritto dopo la sua morte. Il le-
.•[)iì sempre a tutti le viscere di sua pa- sta mento si fa per lo più per iscriltura pub-
tema pietà, regolata da spirilo di sincera blica con rogito di notaro, commettendo-
religione. Oltre icpiolidiani soccorsi, di- ne l'esecuzione agli eredi, o all'esecutore
slnbueniloli anco di propria mano, par- testamentai io che ha meritato la fiducia
ile olai mente in tempo della s. visita o del- del testatore. Chiamasi testamento per si-

la villeggiatura, aiutava mensilnienle4oo gnificare ch'è una dichiarazione della no-


fimiglie, che altrimenti sarebbero slate stra volontà fatta alla pre^eI)za de'lcsli-
{ibiiiindonate nella miseria, in lutto riful- nioni, i quali attestano e fanno fede del
ge il< lo oli imo ed e.->i mio pastoie, onde chia- seguito atto. Il testamento comincia ad
rii benedetta resterà sempie la sua me-
e avere il suo elTeltu subito dopo la "morte
moria. Giunto alla grave età di 86 anni, del testatore, e può sempre essere da lui
|'(,clii giorni dopo il suo ritorno dalla vil- livocalo fino all'ultimo istante di sua vi-
leggiatura di Vaccarile , ed assistilo dal ta, sebbene Morilioiido (/^ .), ma sano di
suo ospite cardinal Alessandro Snoda le- mente e intelligente. Al testau)enlosi pon-
gato di Folli, cessò di vivere in Siniga- no fare delle aggiunte o cambiamenti con
giia a'3ago>lo 84 3,n)ezz'ora dopo il mez-
i olire disposizioni chiamate Codicillo, co-
>< di, mentre si celebrava la t'.miosa (ie- dieilli, tabella,perchèCoc/fXanlicamen-
la, come notifica con isplendide parole il le fu detto il lestamenlo, rendendo ragio-
n.^GS del Diario di Itnnia, tra il pian- ne della voce il Donati, De' Diitici, p.i8.
to e commozione universale de'snoi de- Il lestamenlo è inoltre un atto che deve

.solali diocesani, gareggiando negli onori e>sere conforme alle formalità prescritte
funebri e nelle alleltuose dimostrazioni dalla legge. Afllnchè una persona sia ca-
(li duolo. La funebre orazione pose nuo- pace di far testamento, bisogna che ab-
Minieiile in chiarii luce una vita beneme- bia le qualità lichieste dal diritto natu-
imtisNima, che si spense Iranfjnillameu- rale e umano in generale, quanto dalle
le nella pace del Signore, e che fu tutta leggi o statuti particolari de'luoghi in cui
lina continuazione il'ogni opera di carità \uole essa fare il suo lestamenlo. Le oc-
t di religione; essendo altresì stato l'am- correnti (jualilà sono l'uso della ragione
plissimocardiiial vescovo decoroso orna- e (li celli sensi, l'età, la proprietà, ed il

luenlo del sagro collegio e dell'episcopa- libero possesso de'beni de'quali intende
to. La sua salma fu deposta nella sua cap- di dis|)orre in via di lestamenlo. Per con-
l'clla dellu calledrule con onoi ifica lapide. seguenza sono incapaci di testare i furio-
T E S T E S 1 5
si, gl'insensati, gl'iinbecillijipiodiglii.gl'in- stenti e non più esistenti, parlai de'Ioro

tculelli dall'autorilà pubblica; non pon- speciali notali. Diconsi Libali pii (f .)

ilo egualmente leslaiegl'impubfiijequeb le disposizioni fatte dal testatore per l'a-

li cliesono raorti civihnente. Negli stati dempimento di qualche opera pia, in fa-

in cui è conservata la patria podestà ,


i vore della chiesa, de'monasteii, degli o-
figli di famiglia non ponno testare, eccet- spizi, degli ospedali e altri benefìci stabi-

tuato il caso in cui non siavi peculio ca- limenti, ede'poveii. Anche i legali depre-

sti euse, cioè acquistato in guerra, o quasi- catorii, essere obbligatorii per gli eredi, i

castrense, cioè acquistato con qualclie ca- quali debbono impiegare i legati pii ri-

I ica, o per l'esercizio d'una professione di pudiali in altre opere pie. La Congrega-
iililiià pubblica, come di avvocalo, medi- zioiie della rev. fabbrica dis. Pietro(1 .),

co, uolaro, ec. I migliori scrittori sosten- vigila all'esatto adempimento dei legali
gono che l'origine de'teslamenti, quanto pii; e per RoJiia più specialmente la Con-

alia loro natuia, sta nel diritto delle gen- gregazioiie della visita ai;ostoliea e a-
ti; tua che i regolamenti sulla foimadei dewpimento de' legati pii di Roma (V.).
testamenti, la capacità attiva o passiva, o .
Sui legati anche vedere Con-
pii si pt;ò

altre condizioni del testamento, sono di di- gregazione DEL Concilio, Congregazione
ritto civile. Ragionai a NotaRo, l'antico de' vescovi e regolari, ed altri relativi
Scriniario (V.j, del suo grave, delicato, articoli, come Ceni di Chiesa e Rendita
onorevole e responsabile ministero, qua- ECCLESIASTICA. A Legati PI!, oltre l'aver

le geloso custode delle pubbliche e priva- parlato del più principale che riguarda
te azioni degli uomini, ministro e deposi- l'argomento, disM pure dell'origine delle
tario della fede pubblica, manteuitore del- pie lascile, e dell'anlichità di far donati-
le facoltà altrui e testimonio inefiagabi- vi per testamento o per codicillo, degli
le de'pubblici e piivali interessi, fia'qua- romani pagani ecri*
ebrei, egiziani, greci,
lì i testamenti, legati,! codicilli, dove v'in-
i stiaui, longobardi e franchi: delle facol-
tervenga l'autorità del principe e il vigo- tà concesse a quelle che si facevano Ee-
re delle leggi. Ivi accennai, come aulica- ligiose e Monache (T\), per disporre del-
mente si stipulavano gli atti, le donazio- la 3.' parte di loro sostanze in opere pie:
ni e i testamenti de'chierici dal Primice- riportai le antiche formole usale nelle pie
rio della s. Sede (l\) e da'suoi notar), disposizioni: Per la redenzione de'pec-
e poi si fece anco da altri ecclesiastici. Ivi catij per la salvazione dell'anima pro-
notai, e ripetei ne'vol. LIX, p. yy.LXI, pria e di alleile de'parentij-forntoìe che
p. 9, che il Papa Pio IX affidò al Sena- consimili o varianti riprodussi in diver-
to Ronioìio la cura e sorveglianza dell'ar- si analoghi articoli, ed a Regalia. Nell'ar-
chivio e deposilo degli alti notarili di Ro- cibasilica Lateranense , celebrandosi gli

ma. Che nel palazzo Sah'iati^ova del go- AìUìiversari di Suffragio a' V< fanti, nd
verno, vi è l'archivio Urbano, eziandio imitazione de'sagri Dittici (T .), dal più
cogli alti pubblici di que'notari i cui uffi- antico de'pi eli beneficiati, dalla partedel-
zi furono chiusi, ed ancora di quelli esi- r evangelo e dopo 1'
OJJertorio , si pro-
stenti per esuberanza de'medesimi: gli at- nunzia con voce chiara il nome del testa-
ti de'uotari capitolini,! cui uffizi cessaro- tore, in di cui suftiagiosi offre il s. Sagiifì-
no, si conservano nell'arciiivio di Campi- zio, e dicendo: Praesens Anniver.sariuia
doglio. La raccolta esistente nell'archivio celebra tur prò anima iV. iV. etutprcces
Urbano rimonta ad un'epoca anteriore al no.stras Deus eocaudire dignetur, conjes-
1744» e di recente fu bene riordinalo e sionem agamus. Confiteor Deo omni-
classificato, a vantaggio del governo e del due beneficiati recitano
potenti, etc. Indi
pubblico. Negli articoli òetrìl/iuiali^esÀ- due Pater ed Ave, uno per la remissio*
iG T ES TE S
ne (Ielle colpe del ca|>itolo, l'ald'o pel no- mono le avessero apprese da'iliscendcnti
minalo ilefìinlo. Talvolia recitnnsi pure di C^am. Nel libro del profeta Ezechiele
o il Dcprnfuiuìis, o il Misererà, ec. L'u- si pirla egualmente di eredità e di lega-
so cie'leslatnenli è della più remota aiUi' li. Trovasi Geremia una prova dell'u-
in
ciiilù, e la loro origine dee riferirsi al di- so che aveano
gli ebrei di faie un dupli-

ritto della natura e delle genti, e non già calo de'contratti civili, di cui uno resta-
al diritto civile, poiché essi fjcevansi an- va aperto nelle mani dell'acquirente, e
che ne'lenipi in cui gli uomini altra leg- l'altro sigillato veniva depositato in luo-
ge non aveano non quella della natu-
se go sicuro. Però avverte il Bergier, Dizio-
ra. Al iliritto civile devono soltanto rife- ìiario enciclopedico, che il termine Te-

rirsi leformalitii e le regole stabilite per stamento negli scrittori ebrei non fu a-
la confezione de'teslatnenli. Si legge nel- doprato nel senso di dichiarazione del-
1j Cronaca d'Eusebio, che ^'oè divise la l' ultima volontà. Che se il solo esempio

terra cli'egli conosceva tra' suoi tre figli che trovasi presso loro patriarchi d'un i

.Sem, Cam e Jafet, e che dopo aver dichia- Testamento propriamente detto è quel-
ralo il riparlo da esso fallo a'medesitni, lo di Giacobbe, che al letto di morte ma-

trovandoci presso il fine di sua vita, sle- nifestò a'siioi figli l'ultimo suo volere, ma
se quella sua volontà in uno scrilto, che questo era piuttosto una profezia quan- di
sigillò e consegnò a Sem. Da questo si ri- to loro dovea avvenire, e di ciò che Dio
leva pine quanto sia antico l'uso del Si- avea deciso sulla loro sorte, anziché una
gi/lo (I .) . per segnare e legalizzare gli disposizione libera e arbitraria di Giacob-
alti pubblici. Abramo ancora, mentre non be. Di più dichiara Bergier, che (pianto
avea alcuna prole, proponevasi d'isliliii- alle uhi me parole di Giuseppe, Mosè, Gio-
le suo erede il figlio di Eleazaro, suo in- suè e David, non può dare loro il no-
si

tendente o ministro di tutti i suoi alfari. me di se non in un senso


Testamentn ,

In appresso lasciò tutti i suoi beni ad Isac- assai improprio; ciò che ripeto a Testa-
co suo figlio, e soltanto ordinò alcuni le- mento Vecchio «Nuovo, per la spiegazio-
gati particolari a' figli della sua concu- ne etimologica de' vocaboli. I legislatori
bina o moglie di 2.° ordine. Isacco, per in- greci viaggiando neirEgitto,avendoneap-
gegnosa industria di Piebecca, die al se- preso le migliori leggi, quindi fu introdot-
condogenito Giacobbe la sua benedizio- to il regolare ii<o de'testamenti a Sparta,
ne, lasciandogli come creduto Esaù pri- in Atene e nell'altre città della Grecia.
mogenito il godimento dei suoi possedi- Tra'roraani, nella legge delle XII tavole
menti più fertili, e benché sopravvenuto eia ristretta ne' soli padri di famiglia la

Esaù e conosciuto l'inganno e da lui sol- facoltà di far disposizioni testamentarie e


lecitato grandemente a riformare la sua di assegnare o ricevere legati; ma il dirit-
ultima disposizione, non voile gianunai to di far testamento era già radicato e
rivocarla. Giacobbe dispose siu)ilmenle sparso nell'uso presso i romani, e tra lo-
colla celebre sua benedizione l'ordine di ro riguardavasi come un onore l'essere
successione tra 'suoi figli, ed assegnò al mi- partecipe in caso di morte delle liberalità
nore Giuseppe la porzione doppia che ap- degli amici, e così l'esclusione da quelle
parteneva al primogenito Piuben. Gli e- disposizioni riguardavasi in qualche mo-
gizi impararono la maniera di disporre do come vergognosa. Riferisce Plutarco,
de'beni loro per testamento dai figli e ni- chementrei romani erano ordinati in bat-
poti di fiiacobbe, gl'israeliti o ebrei, che taglia e pronti ad imbrandire gli scudi e a
soggiornarono buigamente in Egitto. Al- cingersi delle loro vesti militai i, costuma-
ti credono che gli egizi già conoscessero
i
vano di fare il loro testamento anche sen-
l'uso delle dispusizionilcslaiuentarie, oal- za alcuna scrittura, uumiuandu soltanto
TE S TE S 17
il lofo erede alln presenza di 3 o 4 lesli- no. Le dichiarazioni che fanno per mez-
si

moni, il che dicevasi Ialinamente, tosta- zo de'testimoni, sono il genere di prove il


mento fatto nel procinto di combattere, più antico presso tutte le nazioni. I roma-
in nrocìnctn facta. Trovo però nel cita- ni ficevano anche i testamenti, radunati
to Donali, die i soldati romani fino sul- i comizi in pracinctnper acs,etlibrani,
la sabbia scrissero i loro testamenti olo- presente l'antistato, l'erede come imma-
grafi col gladiiim. Dicesi olografo, gre- ginario compratore dell'eredità, il pub-
cismo de'Iegali, il testamento, codicillo o blico pesatore, e 5 testimoni uomini, pu-
simile, ch'è scritto di proprio pugno del beri e cittadini romani. Tra di essi, se una
testatore, il Cancellieri nelle Disscrt. e- moglie rinunzia va 1' eredità del marito,
pistolari l)ìl>liogrq/icJie,a p. 8, riportai! sulla sua Sepoltura (1''.) si poneva ima
diritto e privilegio concesso a'militari, in borsa con entro le chiavi di tutte le co-
procincfuet in expedi tiene a\\ convalida- sedomestiche, che per averne cura avea
re im leslanientoo codicillo olografo, pri- ricevuto dal marito nel giorno dello spo-
"vo di tutte le necessarie e legittime solen- Questo costume si mantenne in
salizio.

nità; insieme ad un elenco di scrittori clie Francia nel medio evo. Leggo nel Gua-
lianno trattato del testamento militare e sco, / riti funebri di Roma pagana, p.
del testamento marittimo fiuto sul mare, I I , che quando l'infermo con mortali se-
la cui forma è prescritta dalle leggi del gni (che secondo le curiose osservazioni
governo del testatore, che dcbbonsi osser- di Plinio erano, il ridere nella violenza
vare sotto pena di nullità. Il testamento del male, l'adattarsi l'orlo della veste, il

olografo, non firmato alla presenza d'al- ripiegare e increspare le lenzuola, il non
cun ufiJziale pubblico, è quello che ven- voler essere scosso dal sonno, il giacer con •

ne interamente scritto, colla data e colla tinuamente supino, l'aver il polso disegna-
firma di propria mano del testatore, sen- le e formicolato, e altri che si manifesta-

za alcuna addizione di mano straniera; vano negli occhi e nel naso) indicava vi-
poiché se vi fossero delle cose scritte da cino il suo trapasso, si facevano avvisare
;illra mano,ciò produrrebbe la nullità del i congiunti, radimati i quali il moribon-
testamento. La sola formalità richiesta do o leggeva o f.iceva leggere il suo te-
per questo genere di testamento, è chesia stamento scritto sopra le tavole cerate te-
tutto scritto colla data e colla firma di stamentarie (al modo detto a Scrittura}:
mano propria del testatore, senza addizio- terminata la lettura, pronunziava ad al-
ne alcuna di mano straniera. Nello stato ta voce, sela veemenza del male non glie-
pontificio però non ha eflìcacia il testa- lo impediva, queste parole. Haec uti in

mento olografo, se dal testatore prima di his tabulis cerisi'e scripta sunt, ita do,
sua morte non viene consegnalo ad un ita lego, ita le-itor: itaque k>os, Quirites,
pubblico notaio in presenza di due testimo- testimonio praebetote.(lvie^laa\ineMO era
ni; salvo il caso se si trattasse d'un testa- la formola usata ne'testamenti,che si fi-

mento che chiamasi inter liberos,o ad cevaoo calatis Comitiis. Il moribondo


causas pias,\ quali ponno aver eincàcia chiamava quindi il suo erede, e gli por-
per privilegio, rapporto al i. "secondo il di- geva gli anelli, che avea in dito, o ch'e-
ritto ci vile, e rapporto al 2.°in forza del ca- ra solito portare, servendo anche di sigib
pitolo Relatum. Inoltre Cancellieri, Dei lo. Questa ceremonia di consegnar all'e-

misteriosi attributi de' numeri ternario rede propri anelli appunto derivava
i ,

e setfen/71-io, a p. 75, dicendo dovere es- perchè siccome uno di que'cerchietti con-
sere 7 testimoni necessari perla validi-
i teneva il sigillo, col quale si chiudevano i

tà della consegna della propria ultima vo- contratti e le letlere,*così conveniva che
lonlà,ricorda diverse opere che ne tralta- il testatore cedesse nell'alto della dona-
VOL. LXXV. 2
i8 TE S T E S
zinne le sue divise, come clii clona un for- rane privi di figli; gli Eumichi non po-
ziere o altra cosa simile , cede anr.he la tevano adoltarne, e colui che voleva a-
chiave che lo npre. Adempiuti così gli dottare, bisognava che avesse 8 anni di i

oljbliglii propri dell'uomo did)bene,quaii- pili del figlio che adottava. L'in)perato-
do si avvedeva d esser negli eslienii rao- re Adriano preferì i figli adottivi a'iiatii-
nìcnti s'accomiatava da'Mioi paienli e a- rali, perchè cpielli, diciva egli, si sceglie-
niici. Moglie,Jìgli, anìici, addio, ^-ivi le, vano, e questi li dava il ca^o. A INbe^-
state sani Jiuehì- io \'i ri\'eda eolaggiìc TE, dicendo tle'gradi di parentela, ripar-
negli Telisi. JNell'alto d'esalar Io spinto, lai dell'adozione. Tulli i popoli inciviliti
un j)ai ente conginngendo alla sua la pio- conobbero l'iinporlanza e i vantaggi del-
pria bocca, con pielcsissinin ufìlzio, ne li- le disposizioni testamentarie , e toltile
eevea l'estremo fiato vilale, ed un altro praticarono variando solo le formalit.'i, co-
gli chiudeva gli occhi. Nel 7Wo/o(/ .)( he me può vedersi specialmente nel Nieu-
lomani cuslodi\ano nel Ter?ii)io(/ .) di
i poi De ritUnis
t, roìiiaìioriim, ed in tul-
Saturno, eravi ancora il deposilo in cui li gli altri scrittori dell'antichità. Co'lan-
si riponeva il ventesimo di tutte le suc- tino I nel Zio per togliere le cagioni del
ce>sioiii, che si riscuoteva da lutti gli e- litigare detern)iiiò,che ne'tcstamenti non
redi, fuorché da' figli de' defunti. Sicco- fosse necessaiia alcuna forma di paiole ne!
me l'adottare è lo sle>so che prendere uno ftr l'istituzione dell'erede, e che bastasse
straniero per suo Figlio, inellerlo ne Ila che il testamento fosse scritto in qualun-
sua famiglia, e destinai lo alla sua succes- que malei ia, usandosi per antico [)ifi fie-
sione, così i figli adottivi presso i roma- quentemente di scrivere in tavolette di
ni dividevano tutto co' figli naturali del legno, come notai a Scbittura, onde di-
Padre adottante: ed è appunto per cjue- cevano darsi la possessione eonfra tahìi-
slo che prendevano il nome e il sopran- las, eontra ligmi/n. Testamenti scritti o
nome di colui che lì adottava; ma per in- scolpiti in pietra trovansi iie'celebri mar-
dicare la loro discendenza e la loro nasci- mi di Faros, e in tempi posteriori si scris-
la vi aggiungevano il nonie della stirpe o sero testamenti sopra diverse materie, fio-
il sopiiirinome di rjucl ramo di famiglia che più comune d'ogni altro divenne l'u-
dond'essi erano nati. Vi erano tra'roma- so della pergamena, che si proli asse, mas-
ni due specie di adozione, una che si fa- sime per quella sorte di alti, sin oltre il
ceva innanzi al pretore, e l'altra nell'as- secolo XIV, ed alla quale successe la car-
send)leadel [ìopolo romano in tempo del- ta. L'erodila, //<7r/-(Y///<7.v. pigliasi pe'beili
la repubblica, mentre ne'tempi posterio- stessi che si ereditano, o pe'diiilti die si

ri mediante rescritti imperiali. Oc-


fetesi hanno sopra un defunto, h'tie-
i beni di
correva òhe il padre naturale emancipas- (ìejuieres, è quello che ha diritto di suc-
se il suo figlio, ed acconsentisse che pas- cedere ad un altro nel possesso di alcuni
sasse nella famiglia di colui che lo adot- beni, e se ne distinguono di più soi la. Vi
tava.L'adozione di pei sona libera chia- sono gli eredi legillimi ed i presuntivi, i

mavasi airogazione. 1 figli adottivi non quali hanno un diritto acqiiistatoalla suc-
erano punto distinti dagli altri, ed entra- cessione del defunto; tali sonoi figli rispet-
vano in tutti i dii itti che dà la nascila a'fi- to a'Ioro padri e alle loro madri. Si cliia-
gli, lelalivaroenle a' loro [)adii adottivi ma\ano [iure eredi ali intestato, pevchò
soltanto; poiché non ereditavano alfallo succedono di pieno diritto, e senza che
dagli avi, né dagli zii, a meno clie que- siavi testamento in loro favoie. Vi sono
sti non avessero acconsentilo all'adozione. gli eredi testamentari, che sono chiamati
L'adozione era nn'imitazionedella natu- all'eiedilàin tutto e» m parte al testamen-
ra, inventata per sollievo di coloro ch'e- to. Sonovi eredi estranei che non sono in
TES TES 19
nessjinmodo solida giurisdizloiiedel Ic- bile, gli esiliali, i colpiti d'una sentenza
stalore, eredi de' pioiMi, eredi di acqui- iiifautaule,quelli che perseguitavaiiiti car-

sii, eredi beneficiali o per beneficio d'iii- dinali, gli scomunicati denunciati, i ba-
\eMlano,i quali accellano una siiccessio- stardi, i colpevoli d'incesto con persone
ije, senza essere obbligali a'deliili, se non religiose, i rei di lesa maestà, i simonia-
die alla concorrenza della so>>lanza lascia- ci. La diseredazione o privazione delj'e

ta, con obbligo di farne inveiilario, e poi redilà, exhaeredatio, è una dispo>izionc
ripudiarla, subentrando nel possesso ere- i per la quale escladesi dalla successione o
clilori; ovvero non è obbligalo di soddi- da porzione di essa, quello cui è duvula
sfarli se non alla concorrenza di quanto ed a[»parliene per legge e per uso. Secon-
Ila ricevuto. Visone eredi fiduciari, ese- do le leggi romane la diseredazione non
cutori delle segrete disposizioni del testa- può esser fatta che per teslamentu, per-
tore. Sonovi ancora eredi legatari, cui il chè non si può istituire erede che per le-
flefunloha lasciato qualche legalo di do- stamenlo. Giustiniano I proibii a'paJri e

nali vo; eredi sostituiti all'erede legillinio, madri il diseredare i loro figli senza giu-
supposto ch'esso non possa o clie non vo- ste cause espresse nel testamento, e delle
glia accettare l'eredità; eredi àn' Fidi-com- quali l'erede istituito deve farne prova do
messi (T\) che islituisconsi per lasciare pò la morte del testatore. Queste cau-<e

la successione ad un altro. Finaluieute vi Giustiniano I le stabilì nelle segueuii. 1!

sono eredi degli ufiizi , di cariche, di di- padre e la madre pomio


e altri superiori

gnità. Egli è questo il diritlo che la per- diseredare i loro figli: se essi hanno al
sona provveduta d'un uflìzio, d'una ca- tentato alla loro vita; se essi gli hanno per-
iica,d'una dignità, ha di trasmettere quel- cossi o hanno fatto loro qualche oltrag-

lo a'suoi eredi o successori. Questo dirit- gio o qualche grave Difesa; se essi non gli
to ebbe probabilmente la sua origine nei hanno liberati dalla prigione, obbligan-
regni e i\Q principati, che si vollero ere- dosi di pagar per essi, secondochè pote-
ditari, e si allargò poi grandemente nei vano permetterlo i loro beni; se essi gli

Ijassi tempi, allorché si istituirono \ feu- hanno lasciati in cattività, potendoli ri-

di, i quali per la maggior parte da prin- scattare; se il padre essendo stato deinea-
cipio non erano se non che le cariche ed te, essi aveano mancato di rendergli que-

ullizi, per lo più di governi. Si goduno gli che tale stato poteva donaiiJa-
gli uffizi

uffizi ereditari per concessioni sovrane. I re; secon alcune violenze o per nllra cat-
Papi crearono le cariche ereditarie di tiva via, Io aveano impedito di disporre
Principe assistente al soglio pontificio, de'suoi beni per testameulo; se essi si so

di Maresciallo di s. Chiesa e del Con- no resi loro accusatori di tuli' altro de-

s. Chiesa (V.),td
clave, di Vessillifero di litto che di quello contro il principe o con-
anche di Gonfaloniere del senato e po- tro lo slato; se avea commesso
un figlio

polo romano {T .). Gli eredi sono tenu- incesto colla sua madrigna; se si era im-
ti, sotto pena di peccalo mortale, d'esegui- pegnato in alcune abitudini con iscelìera-
re la volontà del testatore, di osservare li e ne segui va la vita; seavea abbraccia

i suoi coalratti legittimi, di pagarne i de to una professione inlame che non fosse

bili secondo l'estensione dell'eredità, d'a- quella del padre; se una figlia preferiva
dempiere i voti reali, come sono leofTer al matrimonio una vita infame. Secondo
te, ma non i come digiuni,
personali, i i alcuni giureconsulti, si volevanoduecou-
pellegrinaggi, ec. Secondo il diritto comu- dizioni per la validità della disereilazio-
ne non potevano essere ìslituiti eredi gli ne in paese di diritto scritto. La i.' the
eretici ed i pagani, i fautori e nascondi- fosse fatta con testamento in buoni for-
tori di eretici, gli apostali, le società proi- ma, di maniera che uou era valevole se
20 TE S T E S
veniva fi Ila da un codicillo, ed anclie da si di quello, che è inleramenle scrilto e

un Ie<t;inipnlotl>e non fosse sosleniilo die pugno del testatore me-


sottoscritto di
dalla clausola codicillare. La 2/ die ti te- desimo, oppure è scritto di mano di al-
slanieiilo contenente la diseredazione sus- tra persona di fiducia e sottoscritto dal
sistesse; per cui quando l'erede isliluilo lestaloie: se il testamento è tutto scritto
mancava prima del testatore, il lestamen- di pugno del testatore, chiamasi anche o-
lo non polendo sussistere, la diseredazio- loi^i-afo. 11 /nmrupativo.iWcesi quello nel
ne svaniva, e il figlio diseredato raccoglie- quale non v'interviene alcuna scrittura,
va la successione (il> inlislalo. Era la stes- ma il testatore colla sua voce nomina e
sa cosa quando l'erede istituito ripudia- istituisce lerede. Il misto, che dicesi an-
va l'eredità ocirera incapace a raccoglier- co nuncupativo implicito, è quello che
la. Non succedeva lo ste:-so ne'paesi d'u- partecipa e dello sci ilio e del nuncupati-
so; la diseredazione poteva esservi fatta vo, e che avviene quando il leslafore scri-
con un semplice alto. La diseredazione ve di propria mano, o sottoscrive il testa-

die fa un padre d'un figlio, non può e- mento, poi lo sigilla dichiarando a testi-

stendersi a beni sostituiti, perchè essa non moni essere quella l'ultima sua voIonl;u
può aver maggiore estensione dell'istilu- Questo testamento misto, è quello che si

zione.Ora beni non ponnogiammai esse-


i f<i presso il nolaro e i testimoni, col qua-
re compresi uell'islituzione; quia .scilicct le il testatore esterna la sua volontà. O
Iona sithstìtiita non jurv liacreditario, il notaioo altra persona di fiducia del te-
s('(l Jìirc sa?if;nìiiìs ad filiian pertincnt. slatore redige in iscritto la disposizione
Cliiaoiasi poi diseredazione ofìiciosa quel- di sua ultima volontà. Quindi la scheda
la the torna in vantaggio del figlio disere- testamentaria chiusa e munita dT 7 sigil-

dato, e clie le leggi romane consigliano li, dal testatore in presenza di teslimom
a'padri saggi eprudenti.Taleèquellache viene consegnata al nolaro che ne stende
un [ìadre fa, allorquando avendo un figlio il rogito. 11 lestalore nel consegnare la sche-
dissipato, lo disereda e istituisce i suoi ni- da deve dichiarare al nolaro ed a' testi-

poti,non lasciando a tale figlio die il go- moni insieme presenti, che in essa è scrit-
dimento di sua porzione ereditaria, per to il suo teslainento; giacché in questa es-
goderne in vita, a titolo di pensione ali- senziale formalità consiste l'implicita nun-
mentaria colla clausola ch'essa non po- cupazione, ed è basata la validità del te-
trà essere lolla da'suoi creditori. Alla di- stamento. Morto il teslalore,ad istanza di
seredazione o pretei izioiiede'lialeliiodel- chiunque, può procedere all'apertura
si

le sorelle, il diritto romano non accorda e pubblicazione del teslamenlo. Conviene


loro la doglianza d'inoUiciosità, che allor- però adire l'autorità giudiziaria, se il te-
quando uno di loro, a pregiudizio degli slatore non abbia espressamente facolliz-
altri, ha istituito una pei sona infame. INIa zato il nolaro a pubblicare il testamen-
in paese regolato da particolari statuti non to senza mandato e presenza di giudice,
si poteva, senza giusta causa, privare i col- ma alla sola presenza di due testimoni.
laterali de'[)i (pi ibeni.se do ven no loro ap- Al testatore poi è permesso ritirare in vi-
partenere per disposizione degli statuti in ta quando vuole la scheda testamentaria
cuieraiiosilnali. Ora colpruK Vermiglio- dal notaio cui l'avrà consegnata, ed in
li, Lizioiii di dìiitlo canonico, lib. 3,lez. questo caso deve per alto pubblico, da ro-
2G, De
Testamenti ed altre ultime vo- garsi dallo stesso notaio alla presenza di
lontà, di questo argomento vado a dame due lesti moni, ri lasciargliene ricevuta, on-
un estratto. de in perpetuo consti tale fatto. Ritiralo
Il testamento si divide in sciitlo, in che sia il testamento non ha più alcuna
nuneufjati\o, e in misto. Lo sailto, dice- eflicacia, se non venisse di nuovo coDse-
TE S TE S 21
gnato nelle forme prescritte. AfTuichè sie- ne da un notaro a perpetua me-
in iscritto

no validi i detli leslaineuti, conviene vi moria dell'atto, e se testimoni ad una- i

coMcoiiano certe furmalilà e solennità vo- nimità asserissero alcuna cosa, che fosse
lute dalle leggi, che sono interne ed ester- in contraddizione collo scritto, si sta al det-
ne. Le interne sono comuni a tutti te- i to di questi, e lo scritto non ha alcun va-
stamenti anclic privilegiali ; l'isliluzione lore.Può dirsi, che i! testamento si è con-
dell'erede, e se è testamento paterno, la segnato ad un amico , se si spiegherà se
menzione de'figli, o come eredi, o come sia scritto di proprio carattere, si diviene
diseredati con causa,o legittimati; {'ester- in tal caso alla ricognizione, e se nulla a-
ne, l'intervento in un sol tempo di 7 te- vesse detto deve riportarsi all'onoratezza
stimoni pregati all'uopo, questi devono dell'amico, in cui ripose fiducia il testa-
vedere il testatore, udirne la voce chiara- tore. l\Ia tale maniera di testare, secon-
mente, e se è di notte vi occorrono 3 lumi do le leggi dello stato pontificio, non ha
accesi. Deve farsi il testamento in un so- valore. Noterò, che i testatori illetterati
lo atto e contesto, ed in tempo continua- non ponno fare che il testamento nuneu-
to, permettendolo lo stato della malattia patii'o, ossia il meno solenne, giacché nel
del testatore. E' comune al testamento solenne si richiede la loro firma, o l'in-

scritto, nuncupativo e misto, che ad essi tervento d' un 8.° testimonio, il quale si
intervenir non debbano né i parenti del- richiede anche nel testamento del cieco.
l'erede, né l'erede stesso, né i parenti del 1 testimoni poi devono essere letterati, os-
testatore, e neppure ponno essere testimo- sia debbono firmarsi in tutti i testamen-
ni: cioè quelli che sono in potere del te- ti, e lo spacco della croce pe' testamenti
slatore o dell'erede. Il di Ini padre che non è valido. Dello spacco della croce,
lo ha sotto il suo potere, né fratelli, che i valido per altre sottoscrizioni, ne riparlai
sono sotto la podestà del medesimo padre. nel voi. LXIII, p. i >. Non può morirsi
Gli altri consanguinei ed adìni del testa- con più testamenti, ma l'ultimo legalmen-
tore o dell'erede, i servitori, udiziali, mi- te fatto prevale; come neppure può mo-
nistri e domestici ponno essere, ed anche rirsi parte testato e parte intestato, e se
i fratelli emancipati, e pure il padre nel si dassequestocaso l'erede nominato pren-
testamento del figlio emancipato; il ma- deintera l'eredità. Il dirittociviie ammet-
rito nel testamento della moglie, e tutti te i testamenti privilegiati, come il milita-
questi ponno essere cessando la ragione re; quello che fa il padre versoi suoi di-
legale, i •vincoli cioè dell' unità nascente scendenti legittimi; quello insinuato nel-
dalla patria potestà ponno essere nel te- l'archivio del principe;(juelIo fatto in cam-
slamento d'un 3.° Non ponno essere testi- pagna; quello in tempo di peste (quan-
moni gl'impuberi, le donne, i muti, cie- i do nel 1837 il cholera afflisse Roma, con
chi, i sordi, le persone dichiarate itifami, editto del cardinal vicario, ad esempio del
e tutti quellicui è interdetta la libera am- praticatosi nella Pestilenza sotto Ales-
ministrazione de'propri beni; ponno esse- sandro VII, si concesse da Gregorio XVF
re i legatari, i fidecommissari particola- a' parrochi e confessori le facoltà di ro-
ri, ed anche loro parenti. 11 testamento
i gare i testamenti, e così neppure in que-
scn'tlo deve il testatore scriverlo, o per lo gli estremi momenti defraudare il desi-
meno sottoscriverlo, non e non sapendo o derio de'moribondi); quali privilegiati te-
jìotendo scrivere farà la sottoscrizione im stamenti sono esonerati, o di tutte o d'al-
8.° testimonio e il notare. Lo devono sot- cune delle solennità esterne. Il prof. Ver-
toscrivere testimoni, e devono apporvi
i miglioli si limita quindi a trattare di quei
i loro sigilli, ed uno solo è per tulli ba- testamenti prescritti e ordinati dal dirit-
stante. Il teslameuto /luncupalivo si po- to canonico, col quale per altro an#rchè
22 TE S TES
pfssa lesinisi n causa profana, non resta li agli Spogli ccrlcsiasliri. In tale ar-
(li-rognto alle iliS()(>sÌ7Ìoni dtl tliiillo ci- ticolo ho parlato con qualche dilhisione
^ile, eresiano in pieno %ig<)re, ma volen- ilelle disposizioni teslamentarie ilegli ec-

dosi prevalere del lesianienlo canonico clesi.islici d'ogni grado soggetti allo spo-
deve farsene espressa menzione. IVr pri- glio o esenti da esso per indulto aposto-
vilegio delle l)olle di Alessandro \l, Giu- lico o per seguile composizioni colia rev.
lio ìli, Fio IV, Sisto V e Paolo V, pon- camera degli spogli; non che di quanto ri-

ilo testare i cardinali (quanto al hreveper guarda i cardinali, il loro breve di testa-

disporre de'Inro beni e de'sagii utensili, re, i frulli arretrali non percetti, e gli ii-
anche pel decretalo dal regnante Pio IX, tensili sagri. Secondo il diritto pontificio
ne tenni proposito nel voi. LX, p. ig?- e vale il testamento fallo avanti al parro-
seg.: de' carclinali celebri e generosi coi co o ordinario confessore, con 2 o 3 te-
loro fiitnigliari con magnifici testamenti, stimoni, ed è più vale- ole se fatto a cau-
trattai alle loro biografie e specialmente sa pia,come se venissero istituiti eredi i

di diversi ne feci onorata menzione nel Pnwri, la Chicsa^W MonasU'ro (T^.),'^&'


voi. XXIII, p.i3i. Anche il Nardi, De condo il cap. Riladtnii de Tcstameiit. i

fu/rrodii, g6, dice eh' è validis- Si fa questione in questi testamenti, se


t. 2, p. i

>imo il testamento olografo d' un cardi- ponno essere testimoni le donne. La più
nale. A n'articolo Lutto parlando di ([uel- assennata opinione è la negativa, mentre
lo de' cardinali, dissi pure del compen- si ricercano due testimoni legittimi, che
do pecuniario che in morie lasciano a'Io- non sono le donne, nel teslamento. Il di-

lO famigliari per corruccio o vestiario e rittocanonif'oderoga alla solcnnitìi del di-


fpiarantena, enei voi. XXIII, p. 3o, del- i lillo civile in quanto al numero, attenen-
le pensioni e spaili/ioni di scudi 2000, dosi al detto della s. Scrittura, in ore dico-

e 3ooo se principi, che assegnano a'me- rimi v(d friiimslal ornile ver!)iii>i; ma non
desiroi. Nel decorso secolo i Di(frl di Ho- deroga alla qualità. La donna non può
rnii pubblicavano il tenore de'testamen- essere testimonio nel teslamento per la

li de'ciirdinali, prelati e signori laici), tul- .sua fragilità, che milita in qualunque
il

li i vescovi assistenti al soglio, ed alili testamento. Stabilisce ancora il diritto


ecclesiastici (cioè di (juelli che notai a'Io- pontifìcio, che se invece del parroco v'in-

ro ailicoli, i Comlavisti e Dapiferi go- tervenissero altri due testimoni legittimi,

dendo privilegi riguardanti i testamenti; e il testamento sarebbe valido, mentre essi

ipielii de'famigliai i ponli[icii,se loro viene farebbero le veci del parroco, e sarebbe-

speditoli breve de'privjlegi loro spellanti, ro d' un' autorità maggiore del parroco
liiipoi tainel vol.XMll.p. i02,io3eseg.), stesso, e sembra che questa massima pos-
e le sn[ipelleltili sagre de' ve-covi e ret- sa aver luogo soltanto ne'tesfameiiti a cau-
tori di chiese devonsi non agli credi, ma sa pia. Secondo il diritto ilei Regolainen-
alle rispettive loro chiese, giusta la bolla lo legist(Uì\-o giudizi/ir io di Gregorio
di s. Pio V. Gli ornamenti della cappel- XVI, sono validi i testamenti per i/iipli-

la, i calici, lecrocide'curiali episcopali, dei (ila Niineiipazione, quando siano scritti
raidinalie altri benefidali, che muoiono interanjente, datali e sotloscrilli di carot-
in l'orna, secondo la bolla di Giulio III, iere del testatore, presenti due testimoni
spettano alla sagrestia della cappella pon- iill'atto della consegna nelle mani di pub-

tificia. Ria di questo meglio ne trattai nel blico nolaro, quale consegna deve conte-
citalo luogo, riferendo le disposi/, oni di nere la dichiarazione del testatore. Che la

Pio IX. E qui aggiungerò, che gli eccle- schedola chiusa e sigillata è scritta, data-
siastici IJcni'fii itili (J\) non ponno testa- la e soltoscrilla di suo carattere, ed an-
re senza fncoitù, altrimenti vanno sogget- che l'atto di conscRiia dovrà essere sotto-
T E S T E S 23
scritto dal testatore, da due teslimoiii e de è la base e il fondamento della testa-
dal tiutarochese ne rogherà. Modifica \l mentaria volontà, ed essendo solennità so-
detto Regolamento il lestauieiito secon- stanziale è di necessità assoluta in qua-
do la forma del cap. Ctini csscs,e%\ ren- lunque allo di (dlima volontà anche pri-
de valido soltanlo quante volte sia frit- vilegiala, ancorché sia in piena facollàdel

to negli esplodali, ovvero da persone ma- testatore d'islituire erede chiunque abbia
iale e una campagna, ovillag
defunte in la facollà passiva di testare. Tuttavolta il

gio lontano più di 3 miglia da'Iuoghi ove testatore, che abbia soggetti al patrio po-
risiedono ptdjblici notari, ed iti tali casi tere i suoi discendenti, deve necessaria-
devono osservarsi le regoleslabilileda Be- mente nel testamento o istituirli eredi, o
nedello XIV nella sua Istituzione cecie- diseredarli nominatamente per giusta cau-
siastieaìo5, Quarnvi.s- conscntaneiun. Il sa da provarsi; se avrà preteriti i discen-
leslamento,secondo tale prescrizione, deve denti emancipali, il giudice darà a que-
essere rilevato; questa rilevazione però, se- sti il possesso de'beni contro il testamen-
condo l'opinione della s. R.ola, si esige di to. Ojtinano alcuni, che secondo il dirit-

necessità, quando il testamento sia fatto to canonico non sia necessario che il pa-
seinpliccnienle e ^'crbal/iienteìo f iccia del dre istituisca erede il figlio, o nominata-
parroco e testimoni, e ciò per una mag- mente lo diseredi, ma che valga il testa-
giore e sicura prova della volontà del te- uiento se lo preterisce nella qualità ere-
statole, e per ruiiuovere le frodi e raggi- ditaria, purché gli lasci qualche cosa a ti-
ri. 1 leslamcnti in favore della causa pia tolo di legalo o donazione. Ma la più as-
restano tiel loro vigore, a termini del pre- sennata opinione è che i figli devono isti-
scritto dal duilto canonico. La disposino- tuirsi eredi, diseredarsi per giusta causa,
ne testamentaria non deve dipendere dal- o legittimarsi a titolo d'istituzione. Una
l'altrui arbitrio e volontà, e ciò è espres- volta la legittima (cioè quella parte del-
samiMite riprovato dal diritto civde. Ciò l'eredità de'genitori, che non può torsi ai

nondimeno l'equità canonica ammette, figli, per accordargliela la legge) non do-
che chi lascia all'arbitrio e volontà altrui vea essere meno della 4-' parte sulle so-
in favore della causa pia, non dicesi mo stanze de'genitori; in oggi se i figli sono
rire intestato. Alcuni dottori opinano do- 4 o meno, si dà per legittima il triente,

versi piuttosto intendere del dare esecu- cioè la 3." parte e tutti vi hanno luogo, e se
zione alle ultime volontà, come accade sono 5 più si dà il yc/nisse, cioè la metà
nell'erede fiduciario, che della disposizio- dell'eredità: se co'figli concorressero i ni-

ne. Come pure è cotilio verso, se un le- poti, questi succedono in .s'^/r/^/, quelli in

siamento fatto a causa non pia sia vali- cdpi. Che se meno si lasciasse della legit-
do nel furo di coscienza se mancassero le tima, si può agire non colla querela di te-
solennità esterne ordinale dal diritto po- stamento inofficioso, ma per la costituzio-
sitivo, quali secondo la comune opinione ne di Giustiniano I; quale azione non si
in tale alto nasce l'obbligazione natura- eslingue col quinquennio, come la que-
le, la quale ancorché non partorisca azio- rela d'inofficioso, dura 3o anni come
ma
ne civile, tuttavia le solennità di diritto tutte l'altre azioni personali. Questa le-
ne' testamenti si richiedono acciò facciano gittima dev' essere interamente libera e
fede nel f jro esterno, e per togliere qua- senza onere. Se figli eredi sono gravati
i

lunque falsila, frode ed inganno. Queste dell'onere di restituire l'eredità, eoo sosti-
tolte e assicui alo tale essere la volontà del tuzione fidecoramissaria universale, han-
testatore, ad evitar qualunque dubbiez- no il diritto alla percezione della legit-

za di coscienza, dice il prof Vermiglioli, tima e della trebellianica (vale a dire la

dovrebbe eseguirsi. L'istiluzioae dell'ere- 4.' parte, che all'erede è permesso di ri-
24 TES TE S
tt'ueisi nel resliluiie i fjJecominlssi uni- alti d' ultima volontà devono eseguirsi ,

\t'i>ali), eJ anco se l'eieclità fosse grava- ariiiicliè non resti delusa la disposizione
lidi legati oltre il dodrante(inisiirii),lian- d'un defunto, dagli esecutori i quali sono
iio il benefizio alla clelrazione anciie del- o gli eredi istituiti u altri, sia l'esecutore
Ki fiilcidia, eccettuati i legati pii, e altri che testamentario asit'^xìdlo dal testatore, sia
laleggea laldelrazione non auinielte. An- quello stabilito dalla legge e che dicesi le-

che il vescovo da'Iegati lasciati alle chie- gilti/no.ovvero dal giudice e chiamato
se di sua diocesi ha il diritto alla detra- dativo. Questo incarico in principio, ed
zione, che dicesi porzione canonica, ed è a cosa integra può ricusarsi, accettato può
TBiia secondo la consuetudine de'luoghi, costringersi a proseguire, dal vescovo del-
t non ne sono esenti neppure le chiese [)ii- la diocesio dal suo vicario, e anche dal
vilcgiate. Non si deve tal porzione se i la- sovrano secolare, come materia di misto
kcili iguaidano ornamenti, fabbriche, ce-
I foro, i)er reirettuaziune della volontà del
l'ì,lumi e altre pie cause, cou)e per ali- defunto. Se non è nominato l'esecutore,
naentare i poveri, per maritare e collo- può costringersi dal vescovo l'erede anche
care povere donzelle in monastero. Nasce colle censure, e se ricusa si può interdir-
ili^piita fra'dottori, se il testatore lascias- gli l'amministrazione de'beni del defun-
m; al vescovo qualche legalo, se esso ab- to, e privarlo d'ogni comando e vantag-
bia il duitto di percepire anche la porzio- gio che gli si dovesse per titolo del testa-
ne canonica: la pili plausibile o[)inione si mento. 11 vescovo è l'esecutore dell'ulti-
è, che se non fa menzione del-
il testatore me volontà , stabilito anche dal concilio
hi porzione canonica, pub delrarla. Non di Trento, laonde i vescovi agiscono co-
è vietato al testatore, all'erede o eredi i- me delegati apostolici ne'casi dalla legge
sliluiti, unoo più eredi sostituii e. La so- concessi, quali esecutori di tutte le pie
stituzione è diretta e i/ulii'ctta o obli- disposizioni tanto derivanti da ultima vo-
(jiui. La diretta è quella che si ordina lontà, (juanto da alti fra vivi. Queste teo-
colle parole dirette, e che si fa dipende- rie sui teslamenli e altri alti d'ultima vo-
re dal fdtlo [)roprio la tradizione dell'e- lontà, si ponilo applicare a'tidecommissi,
redilà nel sostituito; ì'indirclta u oldicjiia legali, codicilli e donazioni per causa di
è quella che con parole obli({ue u
si fa morte. Nella lez. 27,11 prof Vermigliuli
[irccarie, che dicesi anco /idecoiiuiiissa- ragiona, L>('//rt successione intcstala.K"\'i
ria, ed è quella che ordina il testatore, dice che può andarsi al possesso d'una e^
che la trasmissione dell'eredità dipenda ledila, o per testamento o senza: non può
dal fatto dellerede istituito. Inoltre la di- ac(piistarsi l'eredilà, uè per patto, né per
n/la si divide in volgare ,
perchè è co- contratto. La successione intestata è un
mune n tutti quelli che lianno l'azio- diritto accordato dalla legge d'ac(juista-
ne attiva e passiva di testare; \npnpiliii- re il dominio di lutto quello che spetta
re, esemplale, eoinpendiusa, recìproca ad un uomo a cui si resta congiunli coi
o brevilocpiii, e iiiilitare. La sostituzione vincoli del sangue, secondo l'ordine sta-
può essere espressa o taciti/. Il sostitui- bilito dalle leggi, e che si è lasciato in mor-
to succede in tutti i diritti dell' istituito. te senza disporre, e cjuando non si fece af-
Facendosi più sostituzioni di seguilo lu- fatto testamento, o si fece illegalmente,
na all'altra, il chuunato iiell'ullima sin- cioè senza le solennità volute dalla legge,
lentie sohliluito anche all'erede nomina- ovveroche fatto il testamento poi si rom-
to, quando maiicliino i sostituiti inlertne- pe, e si rende irrito e mancante dell* e-
di. Il pi of. Vermiglioli pa>sa (juitidi a spie- rede. La successione intestata, rapporto
gare le divisioni delia costituzione <//V(7- ai beni de'secolaii, si delei isce in primo
lii. ludi dichiuia, che i Icblutueuli calili luojiu u'diaueuUculi legittimi, o ai leQilU-
TES TES 2j
mali per susseguente mairi cnonio. Man- la successione intestata si ammeltono an-
caiidu (lisceiitlenli,si dà luogo aj^liascen-
i che i religiosi professi non mendicanti, e
denli, salva la prerogativa del grado, co- l'eiedilà l'acquista il suo ordine. Se inuo»
sicclièi pili prossimi al defunto escludono re prima d'aver piofessato, se non ha te-
j più remoti: la divisione *i fa per sV/'/yj/, stato prendono l'eredità gli eredi legit-
non per capi. iNon trovandosi né discen- timi. Altri giurisperiti, quanto alla succes-
detiti,nè ascendenti, né collaterali, succe- sione testamentaria, ecco in breve quan-
donsi a vicenda il marito e la moglie di to riferiscono. Successione dicesi della sur-
legittimo matrimonio. Se il coniuge su- rogazione, che si fa di tulli i diritti e pe-
perstite fosse stato contemplato nel tesla- sid'un defunto nella persona del suo e-
cuenlo, enon avendoavutoquanto la leg- rede. Vi sono varie sorla di successione,
ge gli accorda, avrà diritto al supplimen- cioè: la lestameiitaria, quella ch'é devo-
lo. Quando non sia vi succesiione a cui per luta all'erede istituito; la legittima o ab
diritto competa l'eredità, succede il f" isco iiìtcstato, quella ch'é devoluta dalla sola
(/ .) . il quale succede pure a esclusione disposizione della legge agli eredi del san-
di tulli all'eredità de'rei di lesa maestà, gue; la chiamata nude vir et iijor, ch'è
che a'nostri giorni fu limitato al solo uii- quella per la quale, allorché il dehmto
sfaito di perduellione ossia delitto di sta- non lascia parenti ingrado succe^sil)ile, uè
lo; d'eretici non tollerali; di (pielliclie non fjgii naturali, i beni della successione spet-
avessero vendic;ila la morie del loro au- tiiuo al consorte sopravvivente;successio-
tore avanti i tribunali qualora non fo>se ne del fìsco è quella eh' è devoluta allo
stata naturale, se avesseroimpedilodi fir stalo.
lestamento. 11 fisco peiò resta escluso dal- L'albinaggio o l'albinalo, la cui eti-
la chiesa, dal monastero, dal collegio, did mologia deriva da alibi iiaLiis, o da ali-
corpo militare e da un numero di perso- bi nasci o da ach'cna, è quella legge o di-
ne , a cui sia slata fatta in comune una ritlo in forza della quale il fisco d'un pae-
donazione dal sovrano, nella successione se succede ne'beni d'un forastiere morto
iutestala d'un chierico, monaco, o addet- nel paese medesimo senza che vi fosse na-
to a collegio o sodalizio. 1 beni de'pelle- tur;ilizzato, sempre che il defunto non ab-
grini che muoiono in lontani paesi, dopo bia disposto de' suoi beni, e non abbia
fatte tutte l'indagini onde ini venire gli e- ivi fra'suoi concittadini alcun erede ne-
redi, non succede uè l'ospedale, né l'ospi- cessario. L'origine di (|ueslo diritto risale
zio, né l'albergo in cui niorirono, ma si a'tempi remotissimi ne'cpiali gli stranieri

competono al vescovo per erogarli in cau- erano considerati come nemici presso le
se pie, come approvò Onorio HI. Circa i pili colte e potenti nazioni deirautichità.
heni de'rnorieuti negli spedali de'poveri e Sono note le inumane leggi fatte dagli a-
de'pellegrini, sembra a tali luoghi devo- leniesi in odio di quelli che non nasceva-
luti, e si può vedere cosa rispose a'dubbi no entro il territorio della loro repubbli-
la congregazione del concilio l'S maggio ca. Sembra naturale il credere, che que'
i683. A'beni patrimoniali d'un chierico romani stessi, i (juali contendevano agli e-
succedono discendenti, e in mancanza gli
i stranei, pcrcgriiiis, la facoltà di condur-
ascendenti, ov vero i collaterali, e in loro re in moglie la figlia d'un cittadino ro-
mancanza la chiesa a cui prestava il ser- mano, la capacità di aspirare alle cariche
vizio. Vi sono casi in cui il peculio del chie- dello stalo, e persinoil diritto di succe-

rico si divide tra il vocovo, la chiesa, i deie co(ne eredi ocoine legatari ne' be-
poveri ed parenti. Morendo un bastar-
i ni d'un cittadino romano,/»^ quii'itiun^

do o un naturale senza lestamento e pa- avessero con più forte ragione ad opporsi
ieuli, bucceJe airciedilà il priucipc. Al- a che uu c»Uuncu pulessc mureudu Ira-
26 T E S T ES
snit'Ucre !c proprie ricchezze agli abitato- distribuita in diverse nazioni, ne venga di

ri di legioni non sottoposte alla romana conseguenza che ognuna di esse abbia la

cloininazione, o chianiare al godimento di facoltà di regolare colle proprie leggi ead


e8>e nel romano territorio una generazio- arbitrio le successioni e il commercio de*
ne (li persone che destava gelosia e difìì beni , e di distinguere , allorché trattasi
tlenza nella conqni-.tatrici-' del mondo. Al- d'accordare il conseguimento de'diiilti ci-

lorihe dopo l'irruzione de'barbari in Eu- vili che debbono essere esercitati ne'limiti
ropa pullularono gli ordini fendali, al- del di lei territorio, la condizione del cit-

lorché gli abiiuri, i carupi, le vettovaglie, lailino da quella del forasliere. Avvisano
le consorti, e le vite de' sciagurati Sm'i altri che una nazione non abbia siili' e-

e / assilli (J '.;, venivano giudicate una slraneo se non che r|ue'soli diritti che la
proprietà de' pochi e polenti oppressori, propria sicurezza può renderle necessarii,
Donerà «l'aspettarsi che questi tlimostras- e che i beni che sotio di proprietà dell'e-
iero maggiore indulgenza verso gli stra- straneo non cessino d' appartenergli per
nieri, di quello che fosse per loro usata ver- essere posti fuori del territorio della sua

so i propri concittadini. Aggiuìigasi che patria, o pei ch'egli ne >ia accidentalmen-

la necessità di tenere in freno i sudditi e te lontano. Montesquieu non dubitò di

mantenersi colla forza nell' usurpazione chiamare insensati diritti sui beni del fo-
i

delle I egie prerogative, sottoponendoli a raxiiere morto e su quelli de' naufraghi.

grave dispendio, li rendeva acutissimi in- Ove poi deviando dalle astratte specula-
tlagalori di luiti gli spedienli the vales- zioni,si consideri che l'esercizio d'un sìo-

sero ad ampliai e il tesoro feudale, fra'qna- dioso diritto, lungi da es^eredi giovamen-
li non era cerio il più illegittimo quello to alla nazione che se ne prevale, riesce
(l'iippro[)riaisi : beni de'furastieri che fos- il più ilelle volte alla medesima pregiu-
sero morti nella giurisdizione de'lorodo- dizievole; imperocché seda un lalo il fi-
Djinii. In fine la disperazione delle classi sco di lei s'impingua colle successioni de-
conculcate, lapreponderante fermezza de' gli estranei, dall' altro ne viene grave il

principi e i progressi della civiltà grada- deiriraenlo a'membri stessi che la com-
tamente riuscirono a far crollare presso pongono, i quali per giusto titolo di re-

il maggior numero delle nazioni un tal si- ciprocanza vengono esclusi dalle succes-
stema di violenza. Fu abolita 1' infamia sioni nel paese a cui gli estranei appar-
di tener l'uomo Schicivn (7.), venne io- tengono; ove si consideri che una tale e-

li cjdotta l'equalilù nell'amministrazione sclusione ingenerando la diilidenza e il di-

della giustizia civile, ritornarono a' reg- sgusto ne'foraslieri che ne sono percossi,
gitori de'popoli que'privilegi che I oligar- diminuisce le relazioni sociali e di com-
chica prepotenza avea tolti da essi; ed an- mercio fra'diversi stati ne' quali è divisa
che il diii'lo d'albiiiaggio nato dall'egoi- l'umana generazione, troverassi ben giu-
uno degli antichi, e sanzionalo dalla fcu- sto il temperamento introdotto ne'tempi

dile rapacità, fu in questa sociale rifor- a noi vicini da'più illuminati principi, di
ma dalla legislazione di alcuni paesi con- rinunziare per mutui accordi al diritto di

servalo a' loro principi per timore forse albinaggio, riserbandosene soltanto l'eser-
che l'abolizione scemar potesse la nazio- cizio verso quelle nazioni le quali si ri-

nale prosperità e agiatezza, impadionen- fiutano di pareggiare gli stranieri a'Ioro

dosi il fisco de'beni de'furastieri defanli. sudtliti nel goihmenlo de'dirittidi succes-
L'opinione de'()ubbricisti è divisa intor- sione. Ecco un elenco di reciproche con-
no al punto se il diritto d'albmaggio sìa venzioni per leabolizioni fra'nspeiti vi sta-
o no findato sull'ordine naturale. Affer- ti de'dirìlti d'albiiiaggio, che ricavo da-
mano ahiini che essendo l'uMiana Società gli Annali iV Italiii del eh. Coppi. Nel
TES TE S 27
I 7^3 fra Sardegna, e l'impera-
il re di il rediSarclegna,quoIIodi Wurlemberg,e
trice regina d'Ungheria e di Boemia. Nel il duca di Lucca. Nel 1827 tra il re di Sar-
1768 Ira Francia e Toscana, acciò lo- i degna e Amburgo. Neli83o tra il redi
ro sudditi potessero lilìerainente succe- Sardegna equello di Baviera, conferman-
dere nell'eredità loro devolute nello sla- do col duca di Modena l'abolizione del-
to dell'altro. Nel 1772 tra la Sardegna e l' albinaggio con Massa e Carrara. Nel
la Baviera. Nel i 782 Ira la Sardegna e la 1 835 granduca di Toscana dispose.»» A.-
il

Spagna, stabilendo fra' rispettivi sudditi vendo rivolta la nostra sovrana attenzio-
un'assoluta eguaglianza e intera recipro- ne alle veglianti leggi che per diritto di
cazione in fallo di successione, dichiaran- retorsione escludono gli esteri dalle suc-
dosi espressamente che i beni ereditari cessioni inToscana, abbiamo riconosciuto
tanto nel possederli che nel venderli ed che la loro conservazione è essenzialmen-
esportarne il prezzo non fossero soggetti te contraria a' veri interessi dello stalo, e

a pesi di sorte alcuna, lolti quelli a'qnali perciò siamo venuti nella determinazio-
sono tenuti i sudditi propri e naturali del ne d'ordinare: Gli esteri, a qualunque na-
paese in cui si trovano le devolute succes- zione a[)parlengano,saranno auìmessi nel-
sioni. Nel 1784 ti'a l'Austria e la Tosca- l'avvenirea succedere in tutta l'estensione

na pel Milanese e Mantovano. Nel 1787 del Ieri itorio de'nostri stali nell'eredità te-
tra la Sardegna e il Portogallo. In Fran- slateed intestate, e ad acquistare per qiia-
cia fu abolito nel 1791 dalla Convenzio- lun(|ue litolo,ancheIucrativo,alla paride'
ne, dichiarando che la costituzione non nostri sudditi e nel modo stesso ed a'me-
ammeltevaalcundirittod'albinaggio.Ncl desimi elfelti, senza che ad alcuno di essi
ibo6 tra Francia, regno d'Italia e Par- possa opporsi 1' esi>lenza delie leggi che
ma. Nel 8 [ofra'regni d'Italia e di Napo-
I inabilitano i toscani a succedere eil acqui-
li. Nel 18 12 fra il regno d'Italia, col prin- stare nello stato a cui appartiene. Nel ca-
cipato di Lucca e Piombino, colla Prus- so di divisione di una successionedeferita
sia e colla Svizzera. Nel 18 (7 tra il redi per alti di ultima volontà, o per dispo-
Sardegna, il duca di Modena e la duches- sizione della legge, ad eredi toscani e stra-
sa diParma. Ne! 1818 tra il re di Sarde- nieri, e composta di beni situati parte in
gna con Toscana, Massa e Carrara, il re- Toscana e parte in estero dominio, gli e-
gno delle due Sicilie, e lo Stato pontifì- redi toscani potranno prelevare sui beni
cio : fra l'Austria e Parma: Ira il re del- situati nel granducato una porzione egua-

le due Sicilie e la Prussia, dichiarando le in valore a'beni posti in paese stranie-


il re che 1' albinaggio non sarebbe eser- da quali pe le le
aa
o, e o statuti di quel
citato relativamente a' sudditi di quel- paese vengono esclusi. E tale disposizio-
le potenze, le qu;di per parte loro non lo ne ne' casi analoghi si applicherà pure a-
esercitavano verso quelli del regno delle gli eredi per titolo singolare ed a' lega-
due Sicilie; per conseguenza gli stranieri fari." Nel Sardegna conven-
1837 il re di
comincierebbero a godere degli elfetti ri- ne con quello Annover, e col princi-
di
sultanti da questa disposizione dal giorno pe d'HohenzolJern-Sigmaringen, l'aboli-
in cui la potenza alla quale apparteneva- zione dell'albinaggio fra'rispettivi suddi-
no avrebbe manifestato di non esercitar- ti. Neh 838 il re di Sardegna concluse al-
lo contro i sudditi del regno delle due Si- trettanto col regno del Belgio, con Hohen-
cilie; indi molto potenze dichiararono per zollern-Hechingcn,ecoirelettore d'Assia.
reciprocanza di non esercitare tale diritto Neli83c) re di Sardegna col granduca
il

e di considerarlo soppresso pe'stiddlli del- di SassoniaWeimar-Eisenach,ecol gran-


le due Sicilie. Nel 1825 tra il re di Sar- duca d'Assia. Neh 841 il redi Sardegna
degna e quello di Sassonia. Nel 1826 tra e l'imperatore di Russia ratificarono le

28 TE S T E S
ilichiaiazioni del i Sag.suirabulizionedel rislrello la storia del suo ponti ficaio, è
dirilto di detiazione già esercitato a pro- chiamato suo leslamenlo. Leone X asse-
fitto dellci corona sull'esportazione e lias- gnò beni delle Mcrclrin[1 .)\f\x Roma,
i

uiissione della eredità e di allri beni ap- che morissero ab intestato. a\ monastero
partenenti a' loro sudditi, e stabilirono. delle Convertile, di cui riparlai nel voi.
» Gli stranieri essenilo aoKnessi nell'itn* LXXU, i8g, dicendo che Clemente
p.
pero di Russia e nel regno di Polonia a Vili confermò il disposto, ed aggiunse che
raccogliere le successioni, ed il diritto di facendo testamento, dovessero lasciargli
albinaggio non essendo in vigore in quegli almeno la 5.' parte de'Ioro beni. Clemen-
slati, limperatore obbligarsi di non sla- te VII vicino a morte esclamò: Scil pon-
bihrlo in avvenire, né di esercitarlo sul- tificato si conferisse per eredità, nomi'
l'eredità che fossero devolute ne'suoi sta- nerei nel mio testamento per Successore
ti a' sntldili sardi. Heciprocanieule il re (V.) ilcarclinal Farnese. Gli successe do
di Sardegna obbligarsi a non esercitarci! pò 17 giorni col nome di Paolo HI. Nel
diritto di albiiiaggio verso i sudditi del- citato articolo riportai il novero di que'
l'imperatore di Russia. Questi potessero Papi, che disegnarono nel punto eslre-
pertanto raccoglieie l'eredità che fossero mo il successore, come per disposizione
loro devolute negli stali sardi. Intendersi testamentaria. Cenedello XIII edificò e
che tali stipulazioni non derogassero alle dotò \' Ospedale di Gallicano (/'.), de-
.?,

legislazioni pai licolari degli slati delle par- cretando che al medesimo dovessero ri-

li contraenti, in (pianto concernealle con- cadere tulle l'eredità di quelli che muo-
dizioni, mediante le quali è permesso a- iono in Roma uh intestalo e senza legil-
gli stranieri in generale di ricevere in e- mi eredi. Clemente XIV moribondo fu
redilà beni stabili, o allri immobili qua- slimolato a fne il testamento, ma egli si

lunque." Dopo tali e altre stipulazioni di contentò rispondere : ì^a roba anderà a
reciproche convenzioni, è da speratsiche chi tocca. Quando Pio VI si recò a Vien-
fra non molto la legge inumana dell'al- na, prima di parliredièa'suoi nipoti il suo
hinaggio' venga interamente cancellata testamento sigillato, dicendo loro: Ecco^
dal diritto pubblico europeo. De' testa- se io morrò in questa ^ita, U ultima mia
nienti e altre ullime volontà, come eser- volontà: ricordatevi di me nelle vostre
cilate dagli antichi e dalle odierne nazio- orazioni. Sul clamoroso testamento di d.
ni, in molli de' loro articoli lo accennai, Amanzio Lepri a favore di Pio VI, ripar-
così ile'leslamenli curiosi e singolari, co» lai nel voi. LUI, p. 9I Pio VII neli8o3

medi ali;unedis|josizionislravai;aiili. Nel- ordinò agli abitanti di Roma e dell'Agro

le biografìe de'Papi e negli articoli Pro- romano.che facessero testanieiilo,una sov-


fessione DI FEDE, Penitenziere maggiork, venzione aW Ospedale di s. Spirito ( f.),
Sepolcro de'Pontefici, parlai de'Ioro te- non minore di paoli to.vSu questo vasto
stamenti, e delle ullime loro disposizioni e iiuportante argomento ponilo supplire
dichiarale moribondi. Solo qui dirò, che quegli autori cb^ trattano de'teslamenli
Onorio IV, fu l'esecutore testamentario nel corpo del Diritto, come Bartolo, Bal-
del predecessore Martino IV. Gregorio do, Heiueccio, Donneilo, Ciijacio, De Lu-
XI nel suo leslamenlo rivocò e abrogò ca, Brunemann ed i seguenti autori. Fran-
qualun(|ue cosa potesse aver dello, noa cesco Thirion, De testamento ologra-
come Papa, ma come un uomo privato, pho, Argenlorati 7 I I 3. Job. Geilkirche-
controia callolica fede, per isbigliodi lin- rus. De testamento militari, Ingolsladii
gua , ovvero per fpialche perturbazione. 1577. Jo. Henr. Bergen, />/.7'- de Jare
11 lungo discorso fatto da Nicolò V a'car* militum circa, tesianienta, S'iltember-
diuali, vicino a morire, e chcooDlieue io gae 1691. Carlo Vander Ileydcu, Dis-
TES TES 29
scrt. de militum testamenta'
pvivilcs,iis che li solo esempio che trovasi veramen-
l'US, Lngiltini Jjiitav. 1695. Ferdinando te presso i patriarchi d' un Testamento
Hoininel, Dv diffcrcntia cxigua iiiter [T .) pi ripriamente dello, è quello di Gia-
test, niilif. et tfstanicntnm pagaimm, in cobbe, che al letto della morte manife-
Jlostko ronditum, Lipsine l'j'ì'J- Jo. stò a' suoi figli l'ultimo suo volere, e ri-
Christ. Treilliiiger, Disscrt. de militihu.'i guardante le loro Ti'ilnc (T'.jj ma que-
jure niilitari testaufibiis , Argentorali sta era una profezia di quanto dovea loro
1752. Pietro Magdaleno, De numero te- avvenire,ediciòche Dio a ve va deciso sul-
sliitin Vene-
in testameìitiiin requisito, la loro sorte, anziché una disposizione li-

liisi586. Gio. Tahoris, Dissert. de se- bera earbitraiia di Giacobbe. Ed inoltre


ptenario testiuin te'^tamenlorum nume- dichiara, che quanto alle ultime parole di
ro. Argentorali 1639. Samuele Sanlyn, Giuseppe, Rlosè, Giosuè, Davidde, non si
De testìbus in testamento necessariis, può dare il nome di testamento, se non ia
Lllrajecti 1707. Calcagnini, ultima De un senso assai improprio; qualificando o*
i'oluntate, Piomae. Gaspare ^rTan^i, Tra- pera apocrifa composta in greco da un giu-

ctatus alisolutissimus de testarne/ito va- deo convertito al cristianesimo ne' primi


lido vel invalido, Bononiae i843. Ber- tempi della Chiesa, il Testamento de' XII
nardino Ijfdsetti, De testamentis, Ro- Patriarebi figli di Giacobbe. Aggiunge
niae 698. Emanuele Dunii, De veteri ac
1 che la parola ebraica Beritb significa in
novo jure eodieillonun eommentai'ius, generale, disposizione, istituzione, tratta-
Romae 752. Giusto Bohmers, Disputa-
( lo, ordinanza, alleanza, comepure una di-
tio de eodirillis. Quaglia, Pratiea lega- cliiarazioiie di ultima volontà ;
quindi i

le sìdledonazioni tra vivi, e de' testa- traduttori hanno comimemente tradotto


menti, Torino. Francesco cardinal Mnn- quel vocabolo per qoello di Testamento,
l\ca, De eonj'eeturis ullimarum volunta- sebbene alla lettera significhi piuttosto
?/<«?,Romaei 58o,Veneliis i6o5. Capra e un' alleanza, un trattato solenne col quale
Bolognini, Z>c testamentis et substitutio- Dio dichiara agli uomini le sue volontà,
nibus.Tovie,De pactisfuturae suecessio- le condizioni sotto le quali egli fa loro le
ColoniaeiGgg. Bruni, De statutis a
h/.?, sue promesse, e vuoie accordar loro suoi i

successione f
Geminas, necnon cognato- beni. Dio si ilegnò più d'una volta di fare
rum lineani excludentibus curo aliis. tali trattati cogli uomini, facendo (7//<'rt/?-

De executoribus iestamentariis et
Cavp't, za con Adamo, con Noè sortilo dall'arca,
comniissariis, Romae 1672. Grossi, De con Àbramo; ma non si dà a quegli alti
suceessionibus ab intestato.'^ca^oW 1678. solenni il nome di alleanza o testamento:
T. Daniliouderi, Pupillorum patroci- il nome di testamento fu espressamente
nium, Venetiisi 572. Galganetti, Z>f' tu- riservalo alle due alleanze posteriori, a
telaet cura tutoiibus eteuiuitoribus,Ye- quella cioè che Dio conclude cogli Ebrei
iietiis 1617. Patini, // notaro ben istrui- a! monte Sinai co\ ministero di DIosì-, ed
to, di cui vi sono diveise edizioni. a quella ch'egli fece con tulli i Cristiani
TESTAMENTO VECCHI O E NUO- colla mediazione di Gesù Cristo.W quale
VO, Testamentum t'etus et Novum. 11 la fermò nel |)rezioso suo Sangue, spar-
termine di Testamento (7 .) in Ialino e so per la redenzione di lutti gli uomini, e
in altre lingue significa propriamente l'at- durerà quanto il mondo. La prima chia-
to col quale si dichiara l'ultima volontà masi Yantica alleanza oi]\\ l'ecchio Te-
per la disposizione delle sostanze e altro; stamento, e la seconda è \a nuova allean-
ma dagli antichi scrittori ebiei non è a- za ossia \\ Nuovo Z'e,y^7/7?f/( ^.Essendone*
doperà lo in questo senso, secondo il Ber- disegni divini l'antico testamento un preli-
gier, Dizionario enciclopedico^ dicendo minare, una figura e un preparatone de
3o TE S TE S
nuovo feslnniento, «mìi I)en coiiveniciile massime nc'sagri 7V//jy.'//, nelle Cafacnn:-
«Ile Dio ne fìiresse uielteie in isciillo le /<', ne" r//////*'//, per esprimer vi il confron-
disposizioni e le promesse, e die queste ci to tra la figui a e il figurato. I saggi ammo-
fissero lrasn:esse dullo slesso Mo-è, e da- niscono gli artisti, specialmente i pittori,

gli <t1ii i iioniiiii da Ini ispii ati^siccoinescei- di fuggile nelle loro lapiU eseiitazioni di
li pei ;iniiini7ÌMie lavila *()!oiil;i.Diocpian- filli sagri, missimenellecliies"-, quelli che
lo Jill'anlico tcfstanienlo relTeftiiò con 4 ^ iono lubrici in se, o cnstig une il coiicetlo
libri, i contengono le sole vere ori-
qtio!i per modo che non sieno mai d"inciaui[)0
gini del genere limano, e un'infinità di no- idi' occhio e alla mente de' riguardanti,
prime età del mondo;
li7Ìe sl<ii ielle sulle siccome sarebbe l'antro di Lot inebriato
e peniò interessano tulle qoanle le na- dalle figlie, e condotto nell'orrendo e ri-
7Ìoiii. Questi libri c'insegnano con cerlez7a provevole inganno; il gran cimento del
l'origine, i progressi, i diversi periodi del- virtuoso Giuseppe nella casa di Putifir;
la vera Religione (f^.): senza di essi tut- o la tradita ospitalilàde'Beniamili nel li-

to è tenebre, favole, sistemi frivoli, più David nel


bi o de'Giudici; l'inciampo di
facile a distruggeie die a coslruire. Il te- vedere Bersabea, o l'agguato a Susanna
slainentf) nuovo significa il nuovo ordine de'due iinpudici veccliioni di Daniele, e
di cose, die piacipie a Dio di stabilire per cosi d'altri fitti che si leggono nel diviii

mezzo di Gesù Cristo suo unigenito figlio, libro della Bibbia registrali a scuola e non
ossia la nuova alleanza cheba volutocon- mai a seduzione immorale de'feJeli. Nd-
trarre cogli uomini, colla mediazione di l'arlicùIoBiGBiAla dissi raccolta dclla.S'c/-/^-
quel divino Salva tare (\t\ genere uma- /»/Yi .sv7^'/v7, che coiiliene il Tcxta/nc/ilo
no. Questo testamento è nuovo non nel \Tcchio e il Tcstainrntn nuovo. Parlai dei
.senso cbe Dio ne abbia formato il dise- suoi libri chiamali à\\c\\^Canone(T.)^(A\Q
gno ieceulemente,seiiza averlo annunzia- la Chiesa ammette per canonici, nel det-
to ne'secoli precedenti, senza averne pre- to numero, sì dell' antico e sì del nuovo
venuto il genere umano, e senza averlo lesUimenlo: da chi e in quali idiomi scrit-
preparato; ma è nuovo nel senso die Dio ti dagli Scrittori sagri (F.). Dell' auto-
cioè ha dato per mezzo di Gesù Cristo rità, venerazione e bellezza della sagra
delle lezioni più chiare, delle leggi più per- Bibbia; di sua traduzione in pressoché
fette, delle promesse più vantaggiose, una tutte le lingue, e con dilTerenli e molte-
>peranza più sicura, maggiori motivi d'a- plici edizioni, chiamandosi il testo Iali-

more, grazie più abboiiduiili ditjuelleac- no della Bibbia, dichiarato autentico dal
cordate agli ebrei, e che perciò fgli esige concilio di Trento, col nome di T olgatd
da noi viriti iìkjIIo più sublimi. 11 dottore (J '.). Dissi delle riprovevoli società bibli-

delle genti s. Paolo in falli diiiima questa che, che alterando il senso della Bibbi. 1,
nuova alleanza FA'aiigcloo\a buona no-
\' la riempirono di errori, e così viziala con
vella, che Dio avea promesso pi ima per immenso numero di esemplari la dilfu-

mezzo de'suoir/Yi/t'^/ nel la sagra ScrittU' sero e dilfondono in tulle le lingue e ilia-

/YT.Le opere del nuovo testamento dichia- letti.ln queste traduzioni di eretici e [uo-
rate canoniche dal concilio di Trento sono testanti, essi .-cullano, mutano, aggiungo-
27. De'siin boli dell'antico vecchio lesla- no, precipuamente in que'testi, che citali
nieiifo, rappresentali da'primitivi cristia- a dovere sarebbero contrari alle loro fal-
ni lie'loro monumenti, per ispiegaie la fi- se dottrine; onde furono sollecili i l'api,

gura e il figuralo, ne ragionai a Simbolo per eliminarne le funeste conseguenze, di


e Sjmboi.ka. 1 falli dell'antico e del nuo- avvertire i cattolici di silfiUe i'.ilsifica/io-
vo testamento furono sino da'piimi tem- ni, vielando di ritenerle e leggerle sotto
pi della Chiesa espressi da tutte le aili, severa proibizione e con peua di scoiuu-
TE S T E S 3 r

iiica. Nell'arlicolo Scrittura sagra, di- Testimonio. Il libro della legge che sole-

chiarai essere designali con tal nome ge- vasi mettere sulla testa de* re di Giudea
nerale i libri dell'aulico e del nuovo le- nel giorno di sua coronazione, è pure chia-
slameuto , composti dagli scrittori sagri malo Testimoni unì, ed Isaia disse Testi-

ispirali dallo Spirito saiito^ che ivi eiiuiiie- monium uno scritto che avea composto
rai,per cui la s. Scrittura è la parola di per ordine del Signore. Si vuole che oltre
Dio scritta. Che il vecchio testamento con- le tavole della legge, fosse collocalo nel-
tiene i libri sagri scritti prinui di Gesù l'arca la verga del Sommo Sacei-dote \-
Cristo, nuovo testamento contiene li-
il i ronne che prodigiosamente avea fiorito,
bri sagli scritti dopo Gesù Cristo, e con- ed un vaso di quella manna, colla quale
tenenti la ìxi'^^e i\e\\' Evangelo f^'-). Chia- Dioaveanudiitogl'iNracliti per4'>anni nel
marsi la s. Scrittura anche Bibbia, // /?'-
deserto dell'Arabia. Sebbene molti scrit-
òro per eccellenza, e il libro de'lihìi. La tori alFermino che l'arca del Testamento
s. Scrittura dividesi in due parti, nell'an- s'ignori ove fosse Ira-portata, nondimeno
tico e nel nuovo Testa/neìito,e di questo si vuole essere precisamente quella della
vocabolo ne spiegai I' etimologia. Ripor- patriarcale Chiesa di s. Giovanni in La'
tai i canoni de'concilii di Costantinopoli e terano, come
Crescimbeni altri as-
col
di Trento, sull'autcnlicilà ecanonicità dei seriscono esistere nella medesima, l'arca
libri delle s. Scritture; i decreti de'Papi; del vecchio Test.'imento, il pastorale d'A-
come si classificano e distinguono i me- ronne e la veiga di Mosè. Memore s. Pie-
desimi dalla Chiesa, quale giudice inse- tro dell'arca di Noè, sotto il cui simbolo
gnante nella persona del soininoPontefìce, era figurata la Chiesa, e siccome in (luci-
maestro universale e infjllibile. R;igioiiai la, oltre la famiglia Noetica, che lalllgu-
ancora sulla lettura della s. Scrittura e del- rava la Sinagoga (T\), vennero racchiu-
la s. Bibbia, di loro sinistre e maliziose in- si tutti gli animali della terra secondo le

terpretazioni, e feci parola de'y?. o Settan- di verse specie,che nondoveano perire col
ta interpreti (7^.) dell'antico Testamen- diluvio, sotto la figura de'quali er;mo e-
to, che pe'primi lo tradusseio 277 anni spressi gentili, come più chiaramente s.
i

avanti Gesù Cristo, con mirabile unifor- Pietro slesso l'avea conosciuto nella visio-
mità. Kegli articoli Tabernacolo e Tem- ne del gran lenzuolo cogli animali, quan-
pio DI Salomone ripailai della prodigio- do egli chiacnò per divino consiglio nel-
sa arca dell'Alleanza e delTestanienlo, do- la persona di Cornelio il centiuione la

ve si deposeio le due tavole di pietra del- gentilità alla fede: memore ancora del-
la legge che Dio diede a Mese sul mon- l'arca del TeslamentOjdentro la ([uale si

te Sinai, scritte dalle dita di Dio, cioè per conservava la legge di Dio, ed il vaso del-
per la operazione immediata o da un an- la manna ch'era il simbolo della divina
gelo, e se da Mosè certamente per ispi- Eucaristia, per tanto e pe'misteriosi sim-
razione dello Spirito santo, e contenen- boli dell'arca, scelse s. Pietro per celebr.t-
ti i precetti del Decalogo oss,\ii dieci prin- i re il divino Sagrijìzio un'ara di legno a
cipali Coìnandamenti dì Dio {T .), cioè forma di arca, e al modo che accennai nel
le parole dell'alleanza da Dio conclusa co- voi. LVlll, p. 2 3, e narro a ss. Teste.
I

gli ebrei, e perciòl'Arca santa fu detta del- Riferisce il Crescimbeni a p.121, Stato
l' Alleanza e del Testami'nto. Fu an- della ss. chiesa papale Lateranensc.che
che denominata assolutamente Testimo- in un santuario di essa sono riposti l'ar-
niìim , perchè conteneva le dette tavole ca del vecchio Testamento, il pastorale o
della divina legge della testimonianza bastone d'Aronne, la verga di Mosè, e la

dell'effettuala alleanza. La Volgala leg- tavola della cena del Signore, le quali ve-
ge in Taheniacìdo, ma l'ebreo legge in nerabili reliquie si aioslrano il giovedì
,^

32 TE S T E S
Siinlo e nella festa di s. Tnmmnso aposto- Testamento: 2." BihliograJJa per intra-
lo, ardendovi conliiiuaniente innan/i Ire duzione allo studio della storia del \'er-
Iainpadp,per disposizione del cardi nalRa- chio T'estamento, ossia Indieetto ragio-
sponi. Si può vedere Predica, ove ripor- nato degli autori elle si possono consul-
tili le opere di diversi sagri espositori del- tare. Marco Mastrofini, liitratti poetiei,
la sagra Scrittura, la (piale si fa nelle cat- storici e critici de'persanaggi j)iic fanìo-
tedree nelle chiese. E (|ni diibclie la lettu- si del l'antico e nuovo Testainento.^owìa
ra dell'antico e nuovo Teslaniento si suol 1807. J etus et novum Testanieiituìn
fare anche nel molte corpora-
refettoi iodi graece,cxversioneseptuagintainlerprc-
zioni religiose. A hbiamodas. Giustino ciò tuni juxta esemplar Vaticanuni, Glas-
chefacevasi nell'adimauze e sagre Sì'/ms- guaei822. Lecchio e nuovo Testamen-
.v/ (/ .) de* piimitivi cristiani, e special- to secondo la Volgata,traduzionc in lin-
mente in quelle del Papa, alle quali esso gua italiana e con annotazioni di mg.''
interveniva. Prima di giungere all'azio- jlntonio Mardni, Pi ato 827-32. Biìdia 1

re immediata del s. Sagrilizio. il chieri- sacra Eulgataeeditioins Sixti Pont. V


co Lettore leggeva da'lihri dell'antico e Max.j'ussu rceognita,et Clementis T Ifl
delnuovo Testamento quanto corrispon- ouctoritate edita, Vesuntione 828. Mo- i

de all'oilierna lettura delia sagra Litur- naldo Leopardi, /«/o/vVz evangelica spie-
E
gia AeW pistola e deiryù'<7»^(7oy quin- gata, in italiano, Velavo ^Zi. Storia san- 1

di il Papa faceva seduto un' omelia, un ta dell'antico Testamento spiegata in le-


discorso a'fedeli congregati, su quel tan- zioni da vari celelai autori ,\^\e%c\a 1882.
to che aveano inteso leggere da'lihri san- Pasquale de Nardis, Fatti di maggiore
ti dell'antico e del nuovo Testamento, e- rilievo dell'antico e nuovo Testa mento^
sortandoli a riteneine gl'insegnamenti; Roma i836.Ab. Dassance, Les saintesE-
poscia seguiva l'oblazione deTedeli, e fi- vaugilestraduits de laT ulgate,illustrés
nalmente il canone eia consagrazionedeU par mni. Tony Johannot, Cavalier, Gè»
lespecieEucaristiche e tutte le altre par- rard-Segi!ÌnetBrevièrc,Pav\s iS36. Sto-
ti del Sagrifizio. Anche gli ebrei tanto nel- ria santa dell'antico 7\'stamento spie-
J'adunanzc dell'antica che dell'odierna AV- gfJta in lezioni da. vari celebri autori
7ia^o^a {T .), facendovi orazioni e diver- Granelli, Pellegrini, Barotti , Rossi e
se funzioni , viene loro spiegata la legge Zucconi, Brescia 8 3 7. Francesco Luca e
i

Mosaica e l'antico Teslameulo inteipre- Roberto Falesie , Sacrorum Bildioruni


tato i\iì' llahl>i/ìi (/^.). Ora ricorderò al- I ulgataeeditionisCoiicoi'dantiae adre-
cune edizioni riguardanti il Testamento cognitinnemjussu Sixti Pont. Max., V
vecchio e Testamento nuovo, e delle o-
il lusulis 838. Novum Jesu Christi Testa-
1

pere che ne trattano. Girolamo Natali ge- meli tiim T ulgalae editioidsjuxla exeni-
suita, Evaii'^clicne historiae iniagines ^
piar Vaticanum, Parisiisi837. G. An-
Antuerpiae 1(196. Agostino Calmai be- tonielli, Storia del vecchio e nuovo Te-
nedettino, I^a storia dcU'antieo e nuovo stamento, Foligno i844- Bihlia sacra
Testamento, traduzione dal franeese di T^ulgatae editiouis, ad exemplar Vati-
•Seh'ag;gio Canturani, Venezia 767. Na- i canum novissime expressa cura d.'' Jas.
tale Alessandro domenicano, ///v/o/'/<7 re- Fr. Aiuoli, latine et germanice,'L!in(iìS'
clesiastira veteris novìsque Testamen- liuti i84'>-46- Negli Annali delle scien-
ti s, opera et studio Constantini Ronea- ze religiose compilati dal prof. Arrighi,
glifi, aeredunt ainmadversiones J. D. nel 254, legge i-agio-
t. 3, p. t.
4> P- 3, si il

AJansi,\p.nc\\\% 1777. Francesc'Autonio namentodel eh. barnabita p. d. Carlo Ver-


Zaccaria, />/s.9f/7/7r.;o«/4'/7/-/V',rioma 17 80: cellone: Avvertenzecriticìie sulla versio-
I .' Sulla storia ccelcsiastica del veccldo ne greca dell' antico Testamento fatta
TES TES 33
fin Jaìtila. Nello-stes^of..^) P-'^i e349j prudente discrezione lascia leggere il testo

è riportata lii flotta aivilisi che con elo- latino senza note; poiché suppone che chi

gio fece il gesuita p. Giovanni Feiione, ha fitto i suoi studi fino a capire il latino

dell'opera del can. G. M. Maloii intitola- della Volgata, abbia abbastanza giudizio
ta: La lettura della santa Bibbia in lin- per non pigliar lecosea rovescio. Ma quan-
gua, volgare giudicata secondo le Scrit- do si tratta di quegli altri che non han-
ture, la tradizione e la sana ragia- no fatto studio di sorta, e non sono per-
ne. Opera diretta contro i prinripii, le ciò in caso di leggere la Bibbia in latino,

tendenze e difensori piii recenti del-


i non
essa ha ragione di credere che questi
le società bibliche; con una storia cri- debbono essereciraed'uomini. Perciò non
tica del canone de' libri santi del Testa- volendo proibir loro la lettura della Bib-
mento antico, delle versioni protestan- bia, la dà loro tradotta con note a pie di
ti della Bibbia e delle missioni prote- pagina, le quali spieghino luoghi che po- i

stanti trai pagani ,V,o'van\o i84fi- La trebbero essere interpretati male, e fra
Civiltà cattolica, 2/ serie, t. 4. P- 55 r, le buone e approvate traduzioni in ita-

fa la rivista della deplorabile ed enoiiea liano, bellissima e fedele è la ricordata di

traduzione, che ad onta di averla la Chie- mg. 'Martini arcivescovo di Firenze. Vie-
sa proibita sotto pena di scomunica, fa- ne lodata la recente opera assai popola-
talmente a piene mani si dona, e porta re intorno alle ceremonie della Chiesa e
partitolo,Nuovo testamento tradotto in Lecons sur la Bible
alla storia biblica:

lingua italiana da Giovanni Diodati, ou Ilistoire de Vancien et du nouveau


Londra od altrove, ec. Rammenta che si- Testament suivies de Vexplication des
mili versioni di Bibbie falsificate e per- céréinoniesde VEglisepar M. Gavniron
ciò non approvate, anzi condannate in o- ancienne maitresse de pensionai, Paris
gni Inogo, è peccato punito di scomuni- 1854.
ca dalle leggi ecclesiastiche il distribuir- TESTE GvGUZLMOjCardinale. Fran-
le. E" altresì peccato il ricevere tali Bib- cese di Condoni, illustre per chiarezza di
bie monche e fcìisate, il leggerle, il rite- sangue, per iscienza e virtù, arcidiacono
nerle.Se la Chièsa proibisce la versione di Comrninges, essendo nunzio in Inghil-

dellaBibbiadelDioda ti ed al tri eretici, non da Clemente V a'22 o 24


terra, assente
è già perchè voglia vietare la lettura delia dicembre 3 2 fu creato cardinale diaco-
i !

Bibbia, ma pevallre ragioni che principal- no, e per distinzione il Papa gli mandò ia
mente riduconsi a 3. La f .'si è perchè quel- detto regno il cappello cardinalizio; e poi
la versione è fiìtta da un eretico, e la Chie- lo dichiarò dell'ordine de'preti colla chie-
sa vieta tutte le traduzioni fatte da'pro- sa di s. Ciriaco per titolo. Da Giovanni
testanti; la 2. 'perchè è senza nota di sor- XXII, alla cui elezione si trovò piesente,
ta, e siccome la Bd)bia contiene molti luo- fu fatto I ."vescovo di sua patria, donde pas-
ghi oscuri, nioiti chea prima vista sono sò all'arci vescovato di Pieims, vescovati da
equivoci, e per chi non capisce pericolo- altri Mor\ in Avignone nel
contraddefti.
si, ese vi fossero note d'un Diodati non po- i32G, e come altri pretese-
non più tardi
trebbero essere che ereticali, come quello ro, insieme ad altre cose non vere.
che nel 1607 pubblicando la sua versio- TESTE DE'SS. PIETRO E PAOLO,
ne in Ginevra ov'era nato, lo ritenne uno Capita ss. Petri et Pauli magni Aposto-
de'mezzi per propagar l'eresia in Italia; li, custodes tutelares, propugnatores Ur-
la S.'perchèèin più luoghi ma- falsificata bis. Insigni e celebratissime reliquie degli
liziosamente e fraiidolentemente. Quan- eroici e trionfanti Principi (P ) romani
timcpie il sapere il Ialino non sia segno di e della terra, i ss. Pietro e Paolo princi-
grande sapienza, pure la Chiesa nella sua pi degli apostoli, fondatori di Roma cri-

VOL. txxv.
3 ; T E S T E S

sliana e suoi massìini prolelloii. Esse so' che nel suo predio !' avea deposto, e so-
no quelle sagre ossa quelle iDaiidiliole, ,
pra del (juale Papa s. Anacleto vi avea e-
qneMmli, qiie' ciani che furono già de- dificalo una nieuìoria. Delle due Lucine,
stinali ila Dio per vasi di elezione a pre- nel voi. Lll, p. 281, indicali luoghi ove
ditare la verità in tulio l'orbe. Allres'i so- ne parlo, essendo stale confuse, sebbene
no i gloriosi e principali trofei delia no- in assai diverse epoche ambedue fiorisse-
stra s. Pieligione.uiio de'[»iìi preziosi eiiie- ro. Il Severano nelle 3/eìnorie sai:;re.^).
slimabili tesori sagri che vanta possede- 38^7, riferisce che nell'area della basilica
re l'avventurosa ed eterna Ixtmn/ (/ .) pa- Ostiense eranvi gli orti di s. Lucina di-
li ia di tutti i cattolici j oggetti della pro- scepola de'[MÌiicipi degli Apostoli e di ro-
fonda venerazione di tutto il Cristitnicsì' mana famiglia senatoria, e dove essa sep-
//7o, esistenti nella i /chiesa del mondo la pelliva i coi pi de'mailiri, e il medesimo
sagrosantapalriarealcarcihasihcae Chie- fece con quello di s. Paolo, riponendo pe-
sa fli s. Ciovanni in Laterano {J .),trìiì- rò la lesta scparalameule dove fu poi e-
dre e capo di tulle quante le chiese l r- retto un altare aGregorio nell'en-
s. I ,

l isct 0/7)/.?,ecalledraIe del souimo l'on- trare in chiesa per la prilla grande a tle-
tefìce /// omncm gciitcìu Pritiìaluni ha- slra. In questo luogo, allerma mg.' Nico-
lui. Le sagre Teste de'ss. Pietro e Paolo, lai,Della hnsilica di s. Paolo, p. 37, fu
in uno a'Ioro Liniina Jpostolnrwn^l .), trovato il suo capo, secondo la memoria

che formano l'ornamento inconiparahiie precisa conlenuta in una iscrizione ivi col-
delle patriarcali basiliche ove sono i loro locala nel muro: ///'<• inventmìi fuit ea-
l)eati corpi, cioè la Chiesa di s. Pietro in imi s. Patdi apostoli. Di tutte le reliquie
f aticanofi\i.\Chicsa (li s. Paolo nella \'ia de' ss. Pietro e Paolo e del loro culto ra-
(ostiense [à'ìcw ri[)arlai aTEMPionel com- gionai ne'limghi ove si ptjseroe venerano,
piere la desciizione del risorto splendido e singolarmente nelle loro biografìe, do-
sagro ediflzio), in ogni len>po ebbe i fe- po che secondo alcuni s. Silvestro 1 le di-
deli d'ogni grado accorrenti, anche da re- vise, il (he ricordai anco nel voi. LXIV,
mote legioni, a sfogare la loro tenera pie- p. 97. Qui pure noterò, che passiuido in-
tà e divozione da cui furono e sono [)ene- nanzi alle confessioni ed agli altari papa-
Irali persi grandi benefattori universali, lidelle basiliche Laleranense, Vaticana e
('ostante, profonda e munifica fu la cura Ostiense,si deve fare la Genuflessione (f''.)
de' Papi, pel mantenimento e inciemen- indusivamenle dal Papa; e che Benedet-
lo dell'ossequio e riconoscenza \erso i due to XIV nel rendere [)iìi solenne tutta l'ot-
precipui campioni illustri della Chiesa, e tava della festa de'ss. Pietro e Paolo, or-
perciò gelosi nella custodia e conserva- dinò che nell'ultimo gioì 110 si celebrasse
zione dellesagre ceneri de'ss. Pietro ePao- da'cardinali avanti less. Teslequellacap-
lo.Imperocché, e come ripetei a Sepol- pella semi-papale che descrissi nel voi, IX,
cro de'bomani Pontefici, l*apa s. Anacle- p. i4o. a tale eirello erigendosi un aliare
to eresse in onore di s. Pietro lai.^ me- amovibile nella nave mezzo avanti le
di
moria; Papa s. Calisto Irasfer'i le spo- 1 ss. Teste. Inoltre lìenedetto XI V stabilì,
glie de'medesimi ss. Apostoli alle Cata- che dopo il ve'«pero dello stesso giorno,
(omhejePapa s. Cornelio con altra Tra- il senatore e i conservatori di Roma in
slazione le ricondusse a' luoghi illustra- rubboni d'oro e con treno pubblico (col
li dal loro martirio col ministero di Lu- corteggio di tutta la curia cajutolina e dei
cina giuniore piissima matrona romana, caporioni, finche esisterono), si portasse-
e quanto Paolo nel cimile-
al cf)ipo di s. ro a venerarle nella basilica, ovesono ri-
rio nondicjuella matrona, ma di altra s. cevuti alla porta nìaggiore da 4 canoni-
Lucina seniore e discepola dell'apostolo, ci, essendo le ss. Teste esposte per tutto
T E S T E S 3ì
r[nel giorno. Indire s. Silvestro 1 forino che rilevai ne! voi. LIV, p. 297, nella cap-
In meiisii (leUVr/Zc/re tiiiigiiiore con quel- pella dei Transito e Assunzione in cielo

lo ligneo dis. Pietro, ove sino allorn avea- della B. Vergine; ma l'iscrizione sepolcra-
noc<.'I<'l)rnlo quasi setnpre i Papi,raccliin- le da lui composta e ivi citala ove si ri-

(lenilolo nel medesimo, e lo descrissi nel porta, \\i levata e trasportala nella canie-
voi. XII, p. 22. In quest'altare, in cui non retla dietio l'altare senza stabile sisteina-
\\ ( elebra che il Papa o un cardinale au- zione.e ciò per ornare il paviuiento,ed ivi

torizzato da speciale breve aposlolioo, si- appena ne lessi il nome in piccole lette-'

no a Bonifacio Vili fn permesso per pri- re di melallo: Heic Fi\ Cancellieri. I de-
vilegio di celebrarvi a'7 cardinali Fcsco- creti de'principi, i monumenti i più soli-
\'i sidntrbìcfin' lì' Ostia .Porto, Selva CaJi- di della mano dell' uou^o, spesso da. chi
TusculoeAl'
diiìa, Sahiìia, Palcstrina, deveconservarli,non che dal tempo, ven-
ì>auo(T'.)nA\a ebdomadaria ufficiatura, gono distrutti. Solo la Storia, verace tut-
e perciò detti Ebdomadari [T .) Lalera- to tramanda, e il suo testimonio resta im-
ncnsi e collaterali del !^apa. Fra tolte le perituro sino alla consumazione de'seco-
cospicue prerogative di cjii è doviziosa- ii.Pe'grandi meriti del Cancellieri, sia con
mente decorala i'arcibasilica Laleranen- l'erudizione, coll'alina Roma, e con la ba-
se, la piìi singolaree illustre è senza dub- silica Lateranense, qui lo reintegro nel
bio l'anticliissio)o possesso delle veneran- tolto epitaliio, come una gloria nazionale,
de Teste de'priiici|>i degli Apostoli, poi- riproducendolo per grato animo e per am-
ché tra le reliquie insigni de' santi delle Franciscus Ilie-
mirazione.//<"/r situs est
quali si può fai ne 1' uiìlzio, la testa pri- ron. Cancellieri US Rom. qui
vixit ann.
meggia. La testa, r^7^of//, è la parte supe- LXXV niensis il dies xix. Decessi t ir kal.
riore e anteriore del corpo umano, la sua januar. an. mdcccxxvi. Huini sepultus
più nobile parie, la sede principale dell'in- prope Cenotaphiwn T'. E. Leonardi An-
gegno, del sapere e della bellezza,elo spec- tonelli Card, patroni benejicentissinu -
chio degli affelli interni. 1 soli bruii guar- Qui latein vivens haesi fere lustra per
dano sempre in basso, ma l'uomo di cui odo - Ipsc tuos recubo nwrtuus ante pe-
non è quaggiìi la beata patria, il sapien- des- Corporc duni tecum din virtutc re-
tissimo Facilore del tutto, nel crearlo se- sumpto- Perpetua liceat pace bonoque
condo la sua immagine divina, gli pose la frui.Sarebbe riuscita assai più utile la
testa in alto perchè mirasse lecose immor- 2/ edizione delle. l/c'/^o/'/V, pubblicata nel
tali e il Paradiso che lo attende operan- 853 in Roma dal tipografo Ferretti, con
I

do virtuosamente. I latini dissero capo m avviso bibliografico che si legge a p. i 09G


singiilos hojniues, in capita, viritim j e del Giornale di Pw ma, se illustrata col-
per capo dissero pure la vita o uiiiouedel- le memorale aggiunte dell' esemplare e-
i' anima col cor[)o. Francesco Cancellie- sistente nell'archivio Lateranense. Le ss.

ri sommo erudito ci diede le preziose i1/c- Teste già l'a^eano dottamente illustrale,

morie istoriche delle sagre Teste de'ss. oltre gli scrittori della basilica, il benefi-
Apostoli Pietro e Paolo e della loro ri- ciato della Giuseppe INL'So-
medesima d.
cogìùzìone nella basilica Lateranense ^ resini, De Capitibusss. Apostoloruni Pc-

con un' appendice di docianenti , Roma tri et Palili in sagrosancta Lateranen-

I806. Quasi duplicate con postille del me- si ecclesia, asscrvatis. Opusculuni, etc,

desimo,i suoi eredi le donarono, colla Sto- RomaeiSyS.Indifu compendialo dal cu-
ria de' solenni possessi de'sonmu Ponte- stode di Sancta Sanetnrum d. Giusep-
fici, egualmente arricchita dalle postille pe Pazzaglia, Compendio delle cose piìi
dell'autore, alla basilica Laleranense, per cospicue concernenti la Scala santa, e
esservi slato tumulato per distinzione, il le ss. Teste chili apostoli gloriosi Pie-
^G T E S TE S
Im e Paolo, tratto dalle oiìcic latine di madre e capo di tutte le chiese, e sede del
Giiisi'pjicMariaSorcsiiii,coiiiinsnnìma- Pontefice romano, in essa pose le loro ss.

/io di rclifiuic (ite \i conscn-aiio , e in' Ti'ste, e ivi dentro l'altare con altri sa-

(hdiiciizc chi' sono nel Saneta SaNcto- gi i pegni le depositò. Altrettanto ri|)or-
ni/i!.V\.omaiCì'j'.\.\uo\\te prima del Can- tano Baldcschi e Crescimheni nello >S7/7-

cellieri, il tloUissimo cau. d. Giovanni Ma- io della ss. chiesa Papale Lateranen-
langoni avea nel 1747 pubblicato in Ro- se. p. 96 Del trasporto
: delle sacre Te-
ma: [storia dell' antieldssinio oratorio o ste de'gloriosi apostoli Pietro e Paola
cappella di S.Lorenzo nel Patriarchio in questa ha si lira, e della loro venera-
Lalcraneiìse . comunemente appellato zione. Nella quale opera essi ci dierono
Saneta Sanctorum. Siccome in qnesla nel 1723 un breve e importante eslrallo
per vari secoli si custodirono le ss. Teste, del libro di Soresini. INel i852 il dotto
e siccome al santuario vi è unita la Scala archeologo mg.'DomenicoBartolini pub-
santa, così in quell'arlicoloe in altri, col blicò in Roma la sua Dissertazione so-
IMarangoni e col Cancellieri ragionai del- pra l'antichissimo altare di legno lin-
l'insigni reliquie medesime, laonde in bre- chinso nell'altare papale della sagra-
ve e per evitare ripetizioni vado a farne santa arcibasilica Lateranense. Do-
la licapitolazione,per poi col Cancellie- vendo in seguilo parlare di esso, conviene
ri proseguire la narrazione. L'imperato- che qui dia un laconico cenno della bel-
je Costantino I il G/Y///rA', divenuto cri- lissitiia dissertazione. Uiferisce il eh. pre-
stiano, ridonò la pace alla Chiesa, accor- lato,che Cornelio centurione, il i ."de'gen-
dò a'cristiani il libero esercizio del culto tili che entrò nella chiesa di Cristo, per
Joro, e circa il 3i3 donò a Papa s. ì\Iel- opera di s. Pietro che lo battezzò in Ce-
chiade parte dell'imperiale palazzo iWT.a- sarea, allorquando 1' apostolo si recò io
/(77///o.perdi lui uso e per quello de'suc- R.oma, Cornelio o l'accoiupagnò o lo for-
c.essori. Il Papa probabilmente nel remo- nì di lettere commendatizie per la sua no-
lo eslretno lato formò un oratorio per la bile famiglia de' Cornell Pudenti, dove
celebrazione del s. Sagrifizio e altri riti. potesse alloggiare; ed a Chiesa di s. Pu-
Certamente s. Silvestro I, ihe nel 824 gli DENziANA, a Terme ed altrove, notai che
successe, avendo ricevuto da Costantino iu tale casa si ospitavano i novelli cri-
I lutto intero il palazzo, vi formò la pon- stiani, massime i provenienti dall'orien-
tificia residenza o Patriarchio Latera- te. Avendo s. Pietro convertito i Pu-
nen.se (J '.), poi Palazzo apostolico La- denti, e nella loro casa stabilita la sua di-
teranense {T .). In essa dedicò una cap- mora e seile, ivi estese le sue cure pasto-
pella o oratorio, delta per eccellenza ba- rali su tulle le parti del mondo e vi ce-
silica, a s. Lorenzo arcidiacono delia chie- lebrò il santo sagrifizio. IMemore dell'ar-
sa romana e mai lire, e vi pose le sue re- ca di Noè, sotto il cui simbolo era figu-
liquie. Adiacente al palazzo l'imperatore rata la Chiesa, e l'arca del Testamen-
edificò l'arcibasilica Lateranense, nel Va- to dentro la quale si conservava la legge
ticano la basilica di s. Pietro ov'era sla- di Dio e la manna simbolo
Eucari- dell'
to sepolto, nella via Ostiense la basilica stia, scelse per la celebrazione della mes-

di s. Paolonelcimilerio dis. Lucina senio- sa un'ara di legno a forma d'arca, anche


re, e s. Silvestro I le consagrò, ma per l'O- pel suo facile trasporlo in que' tempi di
sliensecdubbiotal rito. Bensì ilPapa, giu- persecuzione, con furi in ambo i luti per
sta le antiche tradizioni, collocò nelle con- inlromcttei vi le aste per trasportai la da

fessioni delle basiliche Vaticana e Ostien- un luogo all'altro, mediante maniglie. So-
se i corpi dess. i'ietro e Paolo; ed aven- pra di essa celebrarono pure successo- i

do dichiarala l'arcibaiilica Lateranense ri, e s. Evaristo nel disUibuiie i titoli o


T E S T ES ^7
oratoiii tielle diverse regioni di Roma, or- sempre per divina provvidenza si è ser-
dinò die avessero aitai eli pietra e l)ene- i ])ata illesa e integia quella lacera
arca di
delti;però l'antica arca lignea si conti- legno vincitrice del tempo e delle bar-
nuò da 'Papi ad adoperare nelle sagre si- barie. Termina mg.' Cartolini con ram-
nassi a cui essi presiedevano, in riveren- mentare, quanto all'identicità dell'alta-
za a s. Pietro. Eretto il luogo da lui a- re di s. Pietro, avere Benedetto XIV de-
bifato in titolo e nella Cìiiesa di s. Pu- cretato:Che quando una reliquia da tem-
dfiiziana, Papi si conser-
ivi abitando i po antichissimo riscuote il culto de' fe-
vava l'arca di legno, come luogo residen- deli con non mai interrotta tradizione
ziale del vescovo di Rom;i, tranne tem- i della sua identicità, scienti e consenzienti
pi in cui si ritirarono nelle catacombe e i vescovi e i Papi, deve questa ritenersi
iie'cimiteri per le peisecuzioni,oin (|ual- come autentica, essendo sulllciente per de-
clie altro titolo da loro eretto, oe'quali cidere dell'identicilàdellereliquiela mo-
luoghi probabilmente trasferivano l'arca rale certezza. Sull'asserto di mg.' Barto-
come altare portatile. Donato da Costan- lini mi occorre di fare due dichiarazio-
tino 1 parte del palazzo di Lalerano a s. ni. La I. 'è sulla erezione della basilica
La-
Melcliiade, d'allora in poi ivi fu stabilita teranense, per quale non intendo ac-
la

la residenza papale. Crede mg.' Bartoli- cedere al suo opinaraenlo, ma solo di ri-
ni che il palazzo avesse la propria basi- portarlo, e ripeterò il protestato altro-
hca, e che s.Melcliiade la destinò pel cul- ve Chi narra dice un fatto, non con-
:

to cristiano, e che il successore s. Silve- ferma una sentenza. La 2.' riguarda la


stro 1 la dedicò al Salvatore, trasferen- cap[)elletta che mg.' Bartolini non rico-
dovi dalla casa de'Pudenli l'altare di le- nosce per confessione, benché molti scrit-
gno di s. Pietro e de'suoi successori, e ve tori con tal chiamarono, e su
vocabolo la

lo collocò solennemente,lasciandone qual- di questo pure non intendo farne que-


che tavola in quell'antico titolo, dove tut- stione, ma bensì noterò che nel suo alta
tora si venera, porzione avendone pure re vi sono delle reliquie, poiché il capi-
la basilica di s. Marco. Sostiene ancora tolo della basilica Lateranense ritiene pos-
il pi elalo, chela basilica Lateranense non sedervi corpi de'ss. Crisnntn e Daria
i

ha avuto mai confessione sotto l'altare già vestale, martiri, e ne celebra la festa.

in cui si custodissero le reliquie de'mar- So bene che pretendono


altre chiese ne
tlri, mai il sepoicrino di essi nella mensa, il possesso, e lo dissi conBuller nelle brevi

ma sempre si è celebrato il s. Sacrifizio sul- loro biografie, il quale agiografo narran-


l'altare ligneo, e di presente ancora si cele- do che loro corpi furono trovati nelle ca-
i

bra ivi sul nudo legno, mentre per legge tacombe Papa s. Da-
della via Salaria,
universale della Chiesa in tutto il mondo, maso I tomba e compose un
ne decorò la

secondo il decreto di s. E varisto, celebrasi epitaflloa loroonore. Dicendo poi ilButler


sugli altari di pietra che contengono nel- dell'invenzione delle A't'//V/?izV de'ss. Con-
la loro mensa le reliquie de'marliri. E' iugi e de'Ioro compagni, che in tale ar-
pregio singolare, unico ed esclusivo del- ticolo descrissi col p. Severano, Memo-
la basilica Lateranense, il celebrarvisi la rie sagre, sebbene dichiari che Stefa-
divina sinossi sopra l'arca su cui avea ce- no VI neir8j6 (non è giusta questa da-
lebrato la messa s. Pietro e i successori, ta, perchè il Papa fu creato neir88j)di
per esenzione dello stesso s, E varisto. Qui- questi ultimi soltanto ne trasferì parte
vi da s. Silvestro 1 lino a noi è stato sem- nella basilica Lateranense, e nella basi-
pre custodito quell'altare sagrosanto, e lica de'ss. XII Apostoli (per cui il Papa
nelle varie rovine e incendi, cui la basi- la rinnovò, come riferisce il Piazza nel-
lica fu soltoposia uel corso di tanti secoli, YErucrologio dìRoì/iaa p. 64^, parlau-
38 TE S T E S
di> de'ss. Coniugi che ilice vissuti vergi- sione Lateranense ebbe ed ha nel suo al-

ni, ma le relic|uie de'cjuali e non (|nelle tare le ss. Reliquie. Fiallanlo divenula
tle'conipagni egli inlencle^lraslerite nelle la cappella di s. Lorenzo roialerio pri-
delle basiliche, e che si venerano anche valo e domestico de'Papi, ebbe 3 altari,
in s. Silveslio /// Cajtiti), menUe quelle e nel G87 s. Sergio I vi collocò un rag-
de'ss. Ciisanlo e Daria nel!' 842 erano guardevole pezzo della vera Croce, che
slate portate nell'abbazia di Pruni, indi a'noslri giorni Gregorio XVI die in cu-
in quella di s. Avolo, e cita il [). ÌSlaliil- stodia alla basilica \ alicana, come nar-
lon, Ji tu Siiìicloìuni ord. s. JJciicd.'cti, rai hel voi. ^ lll.p. 3 14 *i altrove, descri-
secolo I\ p. 61 1. Il p, Severanoin par-
,
vendola. Essendovi slata collocata ncll'al-
te conviene col Dutler, senza e>plicila- lai e maggiore la prodigiosa immagine a-
menteihchiararsi, anzi con s. Gregorio di chcropila de! ss. Salvatore (la cui origine
Tonrs diceche Papa Pelagio (il fu crea- I raccontai nel voi. LXII, p. ^4) *^ della
lo nel 555, d 11 nel 578) concesse delle quale lo slesso Soresini nel 167 5 ci die,
loro reliquie a un diacono che partiva da JJc ì/nrtgi/tc ss. Salvatoris, dall'oralorio
Roma, e concilia il nuovo rinveniuienlo nel 752 Stefano li! con solenne /;/o<r.v-
seguilo solto Stefano VI, di porzione de' sioiic andò nella patriarcale basilica Li-

colpi de'ss. Crisanlo e Daria, e di queste beriana. La liadizione riferita da Gio-


una parte Giovanni X delgi4 ne donò vanni Diacono Lateranense, De ecclesia
a Ceieiigario I re d' Italia, e c[)e a >uo Latcraiieìisi, presso il p. Mabillon, Mu-
lenq)o Irovavansi a Iteggio {d\ Lombar- scuinltalicumi. 2,p. 570, diceches, Leo-
dia e lo notai in quell' articolo, dicendo ne III del 7C)5 ripose nell'oialoi io molle
le altre essere nelle due memoiale basi- ss. Reli(|uie, e nel 2." altare (nel i .°eravi
liche di iioma),t-(l il reslo rimase nel La- la nominala celeberrima immagine, il 3.°

teraiio, com'è solilo farsi in tulle le Iras- era quello del titolare s. Lorenzo) le sa-
lazioui. Però qui ancora conviene tene- gre Teste de' ss. Pietro e Paolo, ciò che
re pieseiile, che molli confusero la par- si Leone IV deir847.
volle allribuilo as.
ie col tulio, e [)onno benissimo venerar- Però il p. Gianuingo gesuita nel Coin-
si le loro reli(piie tanto sollo l'aliare del- mcntario {storico intorno alle ss. lit-li-
la confessione Lateranense, e saranno la qiiie de' Principi degli apostoli^ a'2g di
maggior porzione, (|uanto nelle allie /{. giugno degli Acta ss. de'B(dlandisii, va
chiese ricordale. Il p. Seveianu chiama la congliieltiiiaudo che la tiaslazioue delle
cappella sotterranea Lateranense, de'ss. ss. Teste dalla basilica Lateranense nel-
Ci isanlo e Daria, e confessione. Raccon- l'oratorio di s. Lorenzo del propiiwpio
ta che non solo vi fu venerala la veste di palriarc|iio, possa essere seguila ne!r8c)7
s. Giovanni apostolo ed evangehsla, ma a tem[)o di l'apa Stefano Vi dello VII,
ancora la dalmatica di Pascasio, la i|Uci- per cagione d'un orribile leiremolo che
le toccala da un ossesso restò subito li- rovinò tale basilica di Laterano, [ler ili-

bero dal demonio. Che l'una e l'allia e- fello ancora di coslruzione, dall'altare
ranu tenute in molla venerazione, ope- principale posto nel bel mezzo e sollo l'ar-
rando il Signore per esse molle grazie, co maggiore, sino alla sua porla; e che
per cui in tempo di siccità e d'inonda- perciò dovendosi rif.d)l)ricare, fu neces-
zione SI solevano cavar fuori, e si otleiie- sario di trasferire altrove le ss. Reliipiie
va il tlesideralo. Porzione d'ambedue s. ch'erano nel medesimo aliare, e perciò
Gregorio I dava a quelli clie domanda- insieme con esse anco le ss. Teste furono
vano reliquie, e perciò la superstite di s. collocale nella cappella pontificia del pa-
Giovanni trovarti mollo dimiuuila. Dun- lazzo Laleraiiense. ìNolerò, che l'aliare li-

que la cuppellclla suUerrauca ocoufcs- gneo di s. PieUo u quell'epoca era lode-


TES TE S Z^j

rato (li lamine crargento, circondato ne' gelista, come rilevai nel citato articolo,

4 angoli da allieltanle colonne di porli- che poi per la grande lunidità fu neces-
do S(jsreiienti l'elegante tabernacolo o ci- sario toglierla : inoltre un tempo si cuslo-
luirio. Avanti a questo eslendevasi ilpre- divano anche gli Olii santi, che ivi an-
t,i)iterio,cliius()(la cinta inarinorea,e den- nualmente si consagrano come cattedra-
tro il presbiterio l'altare dedicato a s. Ma- le del Papa vescovo di Roma. Egli inol-

ria iMaddalena, adorno pure di taberoa- tre opina, che invece di aprire la doppia
colo. Inoltre l'altare avea una tavola col- scala con balaustri e darle una forma
le iniruagini dipinte de'ss. Pietro e Pao- d'antica confessione di martiri (come fe-
lo. Fra l'altare e il coro 4colonne di me- ce Gregorio XVI e rinnovò più grande
tallo corintio scanalate sostenevano va- l'io IX), dovea chiudersi la cappellina e
ne immagini di santi, e ciascuna un pre- tornare la basilica nella sua intera inte-
zioso luminare cbe ardeva di baUamo o- grità, pelsuoimico e singolare pregio che
rientale, a piedi delle (piali i divoti ap- la distingue dalle altre chiese patriarcali,
jìeiulevanoi loro voti. 11 balsamo che nel- non che da quelle di tutto il mondo, di
le feste principali bruciava in dette lu- non avere confessione, vale a dire san-
cerne, solevano annualmente mandarlo tuario di reliquie di santi sotto la mensa,
gli orientali quale tributo alla chiesa ro- perchè suo grande santuario è l'altare
il

mana, benché Papa Formoso del-


sotto ligneo di Pietro. Nel disastro ricorda-
s.

rSg I , essi con denaro si alTraucarono da lodelI'Syg, rovinò il ciborio,egli altri or-
lai gravezza;e>iccomeofFrivanoauco de- nauìenti dell'altare nella più parte resta-
gli aromati, come garofani, per quan-
i rono distrutti. Dipoi compita la riedifi-

to dissi ne' voi. XI 1, p. 4o, e L V, p. 4 '


>
cazione della basilica nel 908, regnando
nella basilica tuttora con misteriosa be- Sergio i 1, e per sua munificenza con nuo-
1

nedizione si distribuiscono a* canonici e vi ornamenti d'oro e d'argento, con ci-


a tutto d clero Lateranense, prima della borio di stupendo lavoro tempestato di
celebrazione de'vesperi nella vigilia di s. gioie, in questa congiimlura si crede che
Gio, Battista, ioltoposta all'altare eravi fossero riportate nell'altare della basili-
la cap[)elladi S.Giovanni Evangelista eoo ca le altre ss. Reliquie, ma le ss. Teste si

Fenestrella (T'.}, ove si custodivano le ss. lasciarono nell'oratorio del patriarchio,


Ueliquie, leallre essendo chiuse nell'alta- che avea preso il nome di Sancta Saii-
re, per l'operato da s. Gregorio I, al rife- cloriim e lo ha ancora. Questo titolo gli
"^

rire di Giovanni Diacono. Ma, ripeto, mg. derivò dalle ricordale ss. lieliquie depo-
Bartolini ritiene, che la basilica Latera- stevi da s. Leone HI, le quali chiuse in
nense non ebbe mai sotterraneo e con- un'arca di cipresso, questa avea l'iscrizio-
fessione in cui si custodissero sotto l'al- ne di Sancta Sane to rum. Restò dun-
tare le reliquie de'mai tiri. Aggiunge che que all'oratorio il classico titolo, coraechè
l'esistente piccolissima cappella non è di divenuto cospicuo santuario, sia per l'ita-
antica data, e soloebbe origine in età pò- luagine acheropila del ss. Salvatore, sia
steriore,quando rialzato il piano della cal- per le Teste de'ss, Pietro e Paolo, sia pel
cidica o tribuna, venne sepolto iu buona numeroecomplessodelless. Reliquie che
parte il ciborio; allora fu che in quello visi veneravano, e tenuto quindi il luogo
spazio aiigu>to fra il piano antico e la por- piùsantoepiù venerabile di tutto il mon-
zione interrata del ciborio, venne cava- do. Essendo l'antica cappella di Sancta
lo quel piccolo andito con l'altare, indi Saiicloruni co' detti 3 altari e più vasta
per renderne sagro il luogo, vi fu conser- dell'odierna, nel voi. LXII, p. 60, 70 e
vata per qualche tempo la reliquia della 83, non che ne'molti luoghi relativi, de-
luuica di s. Giovanni apo.stoio edevan- scrissi le solenni pontificie funzioni, sagre
4o TES TES
ceiemonie e feste che vi cclebiaioiio i l'a- narrato a p. 64 e 68 del più volte cilalo

pi, inclusivameiile alla benedizione degli volume. 11 successore Onorio 111, dopo a-

ylgniis Z>('/{de'quali i ipiii laiaSuPERSTi- vere rinnovata la ca[)pelladi.S',///(7^i Saii-


2I0NE, perchè a questa la Ciiiesa \\ sosti- clcruin, pe'travagli della Chiesa, non so-
tuì), rinnovata da ultimo dal Papa che lo de'minacciati da Federico II, ma co-
regna (munifìcù col santuario della Sca- me leggo inUinaldi all'annoi 21 7, n.° 28,
la salila, per quanto riferii in quell'ar- per implorare da Dio il suo polente pa-
ticolo, e nel voi. LXVlI,p. i o5, ed in altri trocinio all'armi crociale d'Andrea 11 re
luoghi). Una di esse era quella del vener- d'Ungheria, di Leopoldo VI il Glorioso

«Pi santo, nel quale dall'altare de'ss. Pie- duca d'Ausilia, del duca di Moravia e di
lioe Paolo, rompendosi i sigilli, .siestiae- altri principi cristiani, nella sagra spedi-
\ano le loro ss. Teste, insieme a óiit Ciò- zione di Gerusalemme, per nuovamente
ti, e dal Papa si davano a baciare a'car- liberai la cogli altri luoghi santi dal cru-

limali ed a tutti gli ordini di coloro che dele giogo de'saraceni, non solamente or-
intervenivano, e poi ripoi.eva le ss. Teste dinò a'vescovi pubbliche processioni nel-
e una Croce nel suo luogo, che lornavasi a la 1.' 6.' feria d'ogni mese in ciascuna cit-
.vigillare, Croce presa da un car-
e l'altra tà e in qualunque luogo popolato, ma e-
dinale prete con essa in processione an- gli slesso convocato nella basilica Late-
tlavano nella basilica di s. Croce in Ge- ranense tanto il chiericato, quanto il po-

lusalcmme, ove si rendeva solenne ado- polo, a piedi nudi si recò nella basilica
1 azione alla medesima. INella festa dell'E- Liberiana con processione di peniteii/a,

saltazione della ss. Croce, il Papa ficeva portando avanti le Teste de'bb. Apostoli
la stessa e>«tiazione, consegnoi.do a' car- J'ietro e Paolo, per im[)eliare a'couibal-
dinali le ss. Teste, e il legno vivifico della tenti pel popolo cristiano e di Gesù Cri-
vera Croce, per trasportarsi alla vicina sto per riiilercessionedella sua ss. Madre
chiesa di s. Silvestro 1 presso la basilica, raiutodivino,conoscendo non essere suf-
onde venerarsi dal Papa^da' cardinali e ficienti i propri Dienti per ottenerlo. A.

dagli altri, indi processionalmente i car- Pr.ocHssioNiì ancora riportai quelle altre
dinali preti Seniori poi lavano le ss. Te- fatte da' Papi colle ss. Teste, narrando
ste nella basilica Lateranense, e scalzi ri- qiiandosicavavang dalla loro custodia per
tornavano nel palazzo a riporle nell'oia- farle venerare e baciare. Clemente IV cou
torio.iSello slesso voi. a p. 62, con LXll, suo breve a Isabella sorella di s. Luigi IX
Giovanni Diacono, notai le copiose e in- re di Francia, nel I 268 la disingannò dal
fcigni reliquie che nel 59 si veneravano 1 1 credersi posseditrice del capo di s. Paolo,
nella cappella di S'anela Saiicloìiun. per che gliaveanodonato corti greci con frau-
felenco che lòrmò d'oidined'Altssandro dolenta assicurazione, ovvero lo confuse-
III, comprese le ^s. Teste, ed a p. 69 re- ro con Paolo vescovo; breve che con al-
s.

gistrai (juelle non riportate dal dello scrit- tri documenti comprovanti l'idenlilà del-
tore. Tornato Filippo 11 Augusto dalla le ss. Teste può leggere nel Cancellie-
si

ciociata di Terra santa, fu ricevuto in Ko- ri. INicolò 1277 per la rinnova-
lll<lel
nia da Celestino 111, il quale gli lece que' zione del palazzo e dell'oratorio di San-
doni che accennai nel voi. LI, [). G9, e gli ila Sanclorian, tolse da esso eh notte le

lece nwjstrare le ss. Teste de'ss. l'ietro e ss.Teste e altre reliquie, e colle sue pro-
i'aolo, ed il l'ollu sanlo. Innocenzo 111 prie mani, in casse distinte, ledepositò ge-
dell 198 nell'armadio io cui erano ripo- losamente in altro lato del palazzo, e tioti

ste le ss. Te>le,(ece lavorare due sportelli nella basilica come dice il .Soresini, e poi
di metallo colle medesime scolpile, <la ve le riporlo nell'unico altare da lui fal-
chiuderò! eoa chiuNi e culeuacci,ul Uiodu lo costruire iuvecc dc'3 preccdculi,aveu-
TES TES 4r
clune rislrelta l'ai-ea e l'aulica forma, e ter eorruptìhiles, sopra l'autenticità del-
riiiuliiiise iiicasse d'argento. Pare che cle- le bolle [)onlificie dal sigillo di piombo,
liic.isse il nuovo ontloi io, ollrecliè al suo coirim|.rcssioiie delle ss. Teste, si leggo-
titolare s. Lorenzo, anche al ss. Salvalo- no nel Cancellieri. Inoltre nell'articolo
1 e, etl ci'ss. Pietro e Paolo, essendovisi fat- Sigilli roiVTiFicu riparlai dell'^://ir//o Pc-
to (li|iinf;cie in attodoifiiie una chiesa a .5-(V/to/7V>, altro sigillo papale, coll'edigiedi
s. Piclio, oltre l'iininagine di i|uesti e tli s. Pietro; e qui aggiungerò, che Eugenio
s. Paulo in musaico. Con altri dipinti fe- IV fece scolpire le ss. Teste nell'anellocol
ce esprimere le gesta e inariirio d' am- quale sigillava ìeh()\\ii,subCr//)iliunPri/i-
hediie, e i fatti rigtiaidaiiti le ss. Teste, e cipitni yipostoloriun. Nicolò III nel ripor-
fra di esse una Croce, essendo quella di je nella detta cappella di s. Lorenzo le ss.

s Paolo alla destra per quanto dichiarai lieliquie e le ss. Teste, per custodia di
ne' \o\. LUI, p. 22 e 23, LX Vi, p. 93 e queste s'r servi degli antichi sportelli, e vi
svj^.Aìccuiìo <\e Sigilli jìU!itifin!jàa[)po\- pose analoga iscrizione, che si può legge-

clic in tal modo in quelli di piombo del- re inMarangoni a p. 36, ove il Pa[)ala
le /olle pontilìcie, sono rappresentate le chiama iSixs volte basilica, e dice d'aver-
Teste de'ss. Pietro e Paolo, per dimostra- la consagrala.il cardinalStefaneschi nella
re i i^api con pubblica e solenne testiino- descrizione del solenne possesso preso nel
niiiiiza il loro speciale cullo alle medesi- I 2(y5da Boiiif icio V ! 1 ! della basilica La-
uic, da Papa s. Paolo 1 in poi (|uanto al- teranense, tra le sue reliquie enumerale
le immagini, e prima di Pasquale 11
loro ss. Teste: Et caput aetlicrei Petri, Pau'
colla ss. Croce che le separa, dimostran- licjue Celebris, Bonificio Vili unì al ca-
do non ostante che la maggiore onoranza pitolo Laleranense 1' abbazia nullius di
devcsi a s. Pietro. Però Cancellieri cre- Ferentino i^J .), colia giurisdizione ba-
de assai più remota l'inlroduziune delle ronale della contea: però il l'apa che re-

ss. Teste ne'sigilli pontificii per singolare gna separò dal capitolo l'abbazia e l'uni
distinzione de'Papi, onde autenticare Io- i al l'arci diocesi di i9yjoZc'/o(^7'. Inoltre Bo- ).

io solenni atti e diplomi, e ne riporta le nifacio Vili, toltala dignità di Pr/o/r(/''.)


diverse opinioni; dicendo che vollero per dalla basilica e Chiesa di s. Giovanni iti

ossequio e venerazione renderli legali eoa Laterano (T"'.),\\ sostituì il cardinal Ar-
tali ÌM)()ressioni, per ricordare anche la ciprete (F.), della qual dignità riparlai
loro residenza presso l'oratorio loro pri- a Preti CARDINALI. Nel I 3ut) mentre Cle-
vato di s. Lorenzo, ove si custodivano le mente Va vea trasferito la residenza pon-
ss. Teste, ed Innocenzo 111 e Innocenzo I V lillcia in nel maggio o giugno
Avignone,
con encicliche nolificaiono all'episcopa- Laleranense rieddlcala da [)o-
la basilica

to e alle chiese, simili sigilli formare l'au- chi anni da Nicolò IV, andò in fiamme
tenlicitiì delle ponlilìcie bolle [)er distin- colle sue adiacenze, restando le ss. Teste
guerle dalle false, anzi le medesime furo- illese nel contiguo oratorio di s. Loren-
no espiesse ne'loro denari e inoiwte, ed zo, preservalo prodigiosamente. Ora ec-
il N'eltori, nel Fiorino d'oi-o, p. 260, ne comi a riprendere la narrazione col Can-
jl porla molte colle ss. Teste si de' Papi cellieri.

clic di altri principi che ve le fecero scol- Per la lunga e de[)!orabile assenza de'
pire, e che perciò volgarmente furono Papi dalvoma erasi trascurato inqiie'lem-
tliiainate /c.vto/i/, e siccome il loro valo- pi torbidi e di fizioiie l'antico culto alle
re era di 3 paoli, tal nome è reslalo alle ss. Teste, che nondimeno sempre rima-
monete papali d'egual valore. L'encicli- sero nell'oratorio di Sancta Sanclonini.
ca d'Innocenzo \\ì Pridcnico Btdlac uo- Ma piacque a Dio che nel 3G2 fosse e- 1

^slrac, e l'euciclica d' luuoceuzo IV, fn- levalo al ponliiicalo Urbano V Grimoar-
4o TE S T ES
ceiemonie e feste che vi celebiaiono i Pa- nairato a p. 64 e 68 del più volte citalo
pi, iiiclusivaiuenle aihi benedizione defili volume. Il successore Onorio 111, dopo a-
j-lgmis 7J<'/{cle''quali ripai lai a Supersti- vererinnovnlalaca[)pelladi.S\//K7(^i Saii-
zione, perchè a questa la Cliiesa \\ sosli- ctoruiii, pe'lravagli della Chiesa, non so-

tiù), rinnovata da ultimo dal l^npa che lo de'minacciati da Federico II, ma co-
iL'gna (munifico col santuario della AV^- me leggo in Uinaldi all'annoia lyjU.^zS,
la santa, per quanto riferii in quell'ar- per implojare da Dio il suo potente pa-
licolo.e nel voi. LXVlI,p. i o5, ed in altri d'Andrea 11 re
trocinio all'arnii crociate
luoghi). Lna di esse era quella del vener- d'Ungheria, Leopoldo VI il Glorioso
di

«h santo, nel quale dallallare ile'ss. Pie- duca d'Ausilia, del duca di Moravia e di
tro e Paolo, rompendosi i sigilli, si cstrae- altri principi cristiani, nella sagra spedi-
\ano le loro ss. Teste, insieme a due Cro- zione di Gerusalemme, per nuovamente
ci, e dal Papa si davano a baciare a'car- liberai la cogli altri luoghi santi dal cru-

ilmali ed a tutti gli ordini di coloro che dele giogo de'saraceni, non solamente or-
inlervenivano,e poi ripoi.cva le ss. Teste dini) a'vescovi |)ubbliche processioni nel-

e una Croce nel suo luogo, che torna vasi a la i.' 6.' feria d'ogni
mese in ciascuna cit-
Croce presa da un car-
sigillare, e l'altra tà e in qualunque luogo popolalo, ma e-
dinale prete con essa in processione an- gli slesso convocalo nella basilica Latu-
elavano nella basilica di s. Croce in Ge- ranense tanto il chiericato, quanto il po-

rusalemme, ove si rendeva solenne ado- polo, a piedi nudi si recò nella basilica
j azione alla medesima. ìNella festa dell'E- Liberiana con processione di penitenza,
saltazione della ss. Croce, il Papa faceva portando avanti le Teste de'bb. Apostoli
lu stessa estrazione, consegnando a' car- Pietro e Paolo, per iin[)elrare a'combal-
dinali le ss. Teste, e il legno vivifico della tenti pel popolo cristiano e di Gesù Cri-
vera Cioce. per traspoitarsi alla vicina sto per linlercessione della sua ss. Madre
chiesa di s. Silvestro 1 presso la basilica, l'aiuto di vinojconoscendo non essere suf-
onde venerarsi dal PapUjdu' cardinali e ficienti i propri meriti per ottenerlo. A.

dagli altri, indi processionalmente i car- PnocnssioNE ancora riportai quelle altre
duiali preti seniori portavano le ss. Te- fitte da' Papi colle ss. Teste, narrando
ste nella basilica Lateranense, e scalzi ri- quandosicavavaiigdalla loro custodia per
lornavano nel palazzo a riporle nell'ora- farle venerare e baciare. Clemente IV con
torio. JNello stesso voi. LXll, a p. G2,con suo breve a Isabella sorella di s. Luigi IX
Giovanni Diacono, notai le copiose e in- re di Francia, nel 1 268 la disingannò dal
cigni reliquie che nel 59 si veneravano i i credersi possedilrice del capo di s. Paolo,
nella cappella di Sa/icla SuihIoìuiìì. per chegliaveanodonatocerligieci con frau-
lelenco che flurmò d'oidined'Alcssandro dolenta assicurazione, ovvero lo confuse-
III, comprese le ss. Teste, ed a p. 69 re- ro con Paolo vescovo; breve che con al-
s.

gistrai quelle non liporlate dal detto scrit- tri documenti conqirovanti l'idenlilà del-
tore. Tornato Filippo 11 Augusto dalia le ss. Teste si può leggere nel Cancellie-
crociata di Terra santa, fu ricevuto in lio- ri. Nicolò HI <lel 1277 per la rinnova-
ma da Celestino Ili, il quale gli lece quc' zione del palazzo e dell'oratorio di San-
doni che accennai nel voi. LI, p. Gq, e gli ila Sanctoi'uni, tolse da esso di notte le

Itjce mostrare le ss. Teste de'ss. l'ietro e ss.Teste e altre reliquie, e colle sue pro-
J'aolo, ed il l olio santo. Innocenzo 111 prie mani, in casse distinte, lede[)ositò ge-
<lel I 198 nell'armadio in cui erano ripo- losamente in altro lalo del palazzo, e non
4te le ss. Teste, fece lavorare due sportelli nella basilica come dice il Soresini, e poi
di metallo colle medesime scolpile, da ve le riportò nell'unico altare da lui fal-

chiudersi con chiuNÌ e caleuac»;i,ul modo lo cusUuire iuvecc de'S preccdculi,aveu-


1

TE S T E S 4
tlone lislrelta l'area e l'antica forma, e ter corruptiììilcs, sopra l'autenticità del-
rincliiuse incasso d'argento. Pare che de- le bolle pontificie dal sigillo di pioud)o,
tlicasse il nuovo oruloi io, oltreché al suo coll'impressione delle ss. Teste, si leggo-
titolare s. Lorenzo, anche al ss. Salvato- no nel Cancellieri. Inoltre nell'articolo
re, ed a'ss. Pietro e l^aolo, esseudovisi fat- Sigilli pontificii riparlai deiry-y/zc/ZoPc-
to dipingere in attoduilVire luia chiesa a iTrtto/70, altro sigillo papale, coH'edigie di
8, Pietro, oltre l'immagine di questi e di s. Pietro; e qui aggiungerò, che Eugenio
s. Paolo in musaico. Con altri di pai ti fe- IV fece scolpire le ss. Teste nell'anellocoi
ce esprimere le gesta e martirio d'am- quale sigillava ìeboWn^subCapitianPri/i-
bedue, e fatti riguardanti le ss. Teste, e
i cipuni Aposioloram. Nicolò III nel ripor-
fra di esse una Croce, essendo quella di re nella detta cappella di s. Lorenzo le ss.

s. Paolo alla destra per quanto dichiaiai Reliquie e le ss. Teste, per custodia di
ne' voi. LUI, p. 22 e 23, LXVI, p. 98 e queste sr servi degli antichi sportelli, e vi
seg.,dicendode'i.S7;i,'77// /vo/^/Z/Mz/j-dappoi- pose analoga iscrizione, chesi può legge-

chè in tal modo in quelli di piombo del- re inMarangoni a p. 36, ove il Pa[)a la
le hoilc pontificie, sono rappresentate le chiama due volte basilica, e dice d'aver-
Teste de'ss. Pietro e Paolo, per dimostra- la consagiata. 11 cardinalSlef ineschi nella
re i Papi con pubblica e solenne testimo- tiesci izioiie de! solenne possesso preso nel
nianza il loro speciale cullo alle medesi- 1 2C)5da Doiiificio VII! lidia basilica La-
me, Papa s. Paolo 1 in poi <|uanto al-
ila teraneiise, tra le sue relitjuie enumerale
le loro immagini, e prima di Pasquale II ss. Teste : Et caput aethcrei Petri, Pau'
colla ss. Croce che le separa, dimostran- licpie celebri.^. Bonificio Vili unì al ca-
do non ostante che la maggiore onoranza pitolo Lateranense 1' abbazia iinllius di
devesi a s. Pietro.Però Cancellieri cre- Ferentino (/ .), colia giurisdizione ba-
de assai più remota l'uitroduzione delle ronale della contea: però il Papa che re-

ss. Teste ne'sigilli pontifìcii per singolare gna separò dal capitolo l'abbazia e l'uni
distinzionede'Papi, onde autenticare i lo- all'arci diocesi di Spoleto (T".).\nQ\\.ve Ho-

ro solenni atti e diplomi, e ne riporta le nifacio Vili, toltala dignità di P/'/o/t(/''.)


diverse opinioni; dicendo che vollero per dalla biisilica e Cìdesa di s. Giova n/d iti

o^isequioe venerazione renderli legali con Latcrano (f'\),\\ sostituì il cardinal Ar-
lidi in)pressioni, per ricordare anche la ciprete (T'.), della qual dignità riparlai
loro residenza presso l'oratorio loro pri- a Preti CARDK\ALi. Nel 1 3u8 mentre Cle-
vato di s. Lorenzo, ove si custodivano le mente Va vea trasferito la residenza [)on-
ss. Teste, ed Innocenzo 111 e Innocenzo IV lilìcia in Avignone, nel maggio o giugno
con encicliche notificarono all'episcopa- la basilica Lateranense riedificata da po-
to e alle chiese, sinjili sigilli formare l'au- chi anni da Nicolò IV, andò in fiamme
tenticità delle pontifìcie bolle per distin- colle sue adiacenze, restando le ss. Teste
guerle dalle false, anzi le medesime furo- illese nel contiguo oratorio di s. Loren-
no espiesse ne'Ioro denari e moiicle, ed zo, preservato prodigiosamente. Ora ec-
il Vettori, nel Fiorino d'oro, p. 260, ne comi a riprendere la narrazione col Can-
riporta molte colle ss. Teste si de' Papi cellieri.

che di altri principi che ve le fecero scol- Per la lunga e de[dorabile assenza de'
pire, e che perciò volgarmente furono Papi daRoina erasi trascurato inque'tem-
chiamate /r.s7o/;/, e siccome il loro valo- pi torbidi e di fazione l'antico culto alle
re era di 3 paoli, tal nome è restato alle ss. Teste, che nondimeno sempre rima-
monete papali d'egual valore. L'encicli- sero nell'oraloi io di Sa/irta Sa/ietoi-uin.
ca d'Innocenzo \\\ Pridcinco Bullac 110- ]\Li piaccpie a l)io che nel 3G2 fosse e- 1

stracy e l'euciclica d' Innocenzo IV, /«• levalo al pontificalo Urbano V Griraoai-
s

4i T lì S T E S
di, il quale ligiiardiuxlo la tlignilà papale ienaloreeda'mngiiali della città. Recatosi
come esilialii ni eli l<i dc'iiKJiili, iiuii volle nella cappella di SancLa Sane tortini 0:1'-

nella coruiiaziouecomparire in cavalcala caudole ss. Rerupiie, Ira esse, e in sito re-
ad Avignone. Animalo da (|ue.>lo senti- condito sotto la colonna dell'altare, ritro-
nienin, cominciò a vincere la ripugnanza vò dentro una cas.>ella d'argento in due
di n)ulti cardinali, cli^ nella più pai le fran- vasi simili le Teste de'ss. Pietro e Paolo,
cesi non volevano abbandonare il delizio- e tulio commosso di divozione ne fecel'o-
so clima di Piovenza, ed a risolversi di stensione al popolo romano accorso nel-

cetleie alle replicate istanze del popolo ro- la sottoposta piazza. Poscia le fece mostra-
mano, alle pei suasioni di s Brigida di S\'C- re dal cardinal Guglielmo de Soiidrc ve-
zid, e alle «pieiele del facondo Petrarca, scovo d'Oslia e Vellelri e dal cardinal Ni-
die preso dall'anuirosoe nobile trasporlo coli) Cr/y^orr/ vescovo d'Urgel (non di Ver-

che avea per l'alllitta lìoma, ebbe il co- celli come diversi pretesero, non trovan-'
raggio di scrivergli: Qtio iiu/iinni, animo d(jlo alfatto tra' vescovi di Vercelli iiel-
Tu ad ripa/Il Rhodaia'y'^iil) auralìs tecto- V/talia sacra dell'Ughelli, uè nella Se-
riim laaiu'aiìhiiSy soinnum capix, et La- rie cronologica de\'csco\'i del cali. Duna;
teraiatni liiiniì jactt et Ecclesiariim .Va- errore che rimarcò anco il Caidella, nel-
ler oiimhun, tecto careiis et vcnlìs pa- le Memorie xtoriche de cardinali). Tra
U't, etpluviisj et Petn,et Paulisanctìs' le testimonianze prodotte da Cancellieri
siniae Doiniis tremunt, et Jpostolorum, sulla ostensione delle ss. Te-ile,osservo non
qiiae mine Aedes fuerat^ j'ani ruina est, poche coiilraddizioni di date, pe' diversi

inforinìsque lapidimi acen'us, lapidei tempi in cui si fecero, ed anco altri er-
tpioque peetorihus suspiria extorcpiens? rarono con anacronismo. O tre 1' Osten-
Si determinò dunrpie ili riunirsi alla sua sione descritta, si ricordi (juella del 1.

sposale di ricondurre la residenza pontifi- marzo 368, che 1 altri dicono meglio fal-
cia in /ìV>«/(7, ove giunse in trionfo sabato la a' 5, nella quale il Papa mostrò al po-
16 ottobre iSGy. Lazione più strepitosa polo il capo di s. Pietro, con inesplicabile
e memoiabde della sua breve dunora nel- allegrezza, ed il cardinal Capocci il capo
l'alma cillii, fu l'invenzione e la nuova col- di s. Paolo. Indi Urbano V volle che le
locazione delle ss. Teste nella baNÌlica La- !»s. Teste fossero di nuovo sigillate, co'si-
leianense, dii huiiaiidoii Papa essere con- gilli de'caidinali Rinaldo Orsini e A/ar-
veniente che 1 Capi (le'ss. Apostoli, i qua- co da f
iterbo, non che dal senatore di
liaccano piantalo co'loro sudori, ed ui- Uouia Biagioo Blascodi Fernandodi Bei-
iiaHiata col pro|)rio sangue la Chiesa cat- viso (parente del celebre cardinal Albor-
tolica, ripo<assero nella basilici Latera- noz, poi aiari;hese d' Ancona, rettore di
iiense,capo e madre di tulle le chiese, [)er Bologna e duca di Spoleto). Intanto il Pa-
prouuioverne la venerazione universale. pa volendo restituire alla [)ubblica vene-
Come ci(> segui, il Cancellieri con mol- iazione le ss. Teste, con riportarle alla
teplice ei udizione ne raccolse le prove, ri- b.isilica Laleraneiisc, ordinò che per lora

ferendo le rel.izioni >ci ilte da'conteuipo- nobile e decorosa cuslodiu si lavorassero


rauei, e raccolle da'docuuienli. Di tulio ilue mezze slalue o busti d'argento, ilei
trovo meglio darne un complessi voestral- [leso di 700 marche per ciascuno ( 200
I 1

to, seiiiplincando con più chiarezza il dii:ono bahleschie Cresciiubeiii), e che la

laceonlo, e rettificando le varianti e di- inedesime fossero adornee ricche di molte


verse cose con altri autori. A' 1 8 ottobre pietre preziose. In pan tempo commise eoa
I 367 sembra che il Papa visitasse la basi- un breve a Giovanni dì Sleiaiio da Siena
lica Laterunense, indi passò nel contiguo archilello e scultore (secondo l'asserto del
[)uluzzo uccumpuguulo du' cardinali, dui dolio artlieolouocomujeuJ.i'. li. \ isoou-
TE S TE S 43
li, clie inoltre riferisce aver coiulotto pu- cavi delle loro teste collocò i Capi de'ss.
le litvoii tli soultiira nel tliioiuo crOr\ie- Pietro e Paolo). In pari tempo dalla cap-
to, ilu\esi iioniiiia iiiqiiulità il'iucliileKo pella di Sa lieta Sanetoi-ia/i furono est rat-
neh 370, e [jerciò poleie ancora avere e- te le ss. Teste dall'altare di s. Ijoreii/o,
seyuilo sculture pel lalieriiacolo. Iti filli da'cardiiiali Francesco Te!>àldesrìii,V\Q.
j
Iffjjf^o uella Storia del duomo d'Orvieto tro Roger
Jllonstrio arciprete della ba-
di 1 p. \ alle, le sue iiolizie a (), i 1 7, 1 1 8 Lateranense e poi Gregorio XI, e
silica

e 286, che ili." agosto I 367 h\ preso ti. il- Rinaldo fV.v7/jz,coirassislenza del vicario
ju fabbrica per aichilello c<j11.i coucloUa del Papa Giacomo IMuti (Papazzurri) ve-
pei 6 ai)ni;e -siccome ini teinposi Iralleiuie scovo d'Arezzo (il Ponzetti, D<' 7 icario-
in i'ioina per aver mai ii)i,yli orvietani ri- rum Urbis, lo dice vicario di Gregorio
cui>eioalI*apa, inaegli si difese assai bene XI), e l'intervento del senatore, conser-
econliiiiiò neirim|)iegn olire il leiiipo con- vatori e caporioni di Roma,come di mol-
tenuto), r erezione della stupenda mole li sacerdoti, Irovundosi la cassetta co'diie
del ciborio e del tabernacolo marmoreo, vasi ehe leconlenevano co'sigilli impressi
die di gusto gotico racchiutle e sovrasta nel 1367 intalli. Portate le ss. Teste nel-
l'ullaie pi inci()ale che contiene quello li- la pcjiilificia residenza del Valicano, Ur-
gneo di s. Pietro, in cui stabili con debi- bano V alla presenza di molti distinti per-
! lo onore di collocare busti colle ss. Teste. i sonaggi, secondo aleuni a' 18 aprile festa
l'rcyòpoi il Papa principi ci isliani a con-
i di P.isijiia (veramente a' 1 6 aprile sene
coi lere negli ornainenli dc'busli d'argeU'- celeliia l'annivei sario, e meglio deve es-
lo. l'erciò Carlo V redi Francia olìTiilue seie avvenuto in tal giorno come pure af-
glieli d'oro, con gemme e pietre preziose ferma Marangoni, a' i 6 aprile 370) be- 1

del xalored'oltre 4,O0o fiorini, contrilHÙ ned'i i due busti e gli ornamenti, ripose
all' eiezione del gran ciborio e taberna- in essi i Capi de'ss. Pietro e Paolo, cia-
colo, e poi si recò a venerare le ss. Te- scuno in quello che li rappresentava , e
ste, («iovanna regina di Francia e iNavar- poi li consegnò a'cardinali Uinaldo Or-
ra ^e.ioè sorella del dello re di Francia, e siili, ed Angelico Grimoardi di lui fra-
moglie di Carlo 11 il Malvagio re di Na- tello (e non nipote), I (juali, insieme co-
Vl.i ia),doiiò una croce d'oio d'mestimabi- gli altri cardinali e molti prelati, col cle-
le v.ilure con Uiollc mai gai ile, Giovanna I ro e popolo romano, accompagnati da
lesina diSicilia dièuiiduideina realeador- nìolti lumi, con pubblica e solenne pro-
nu (.li ì>ellissime gemme preziose. 11 valo- cessione, per la città recarono alla basi-
re ile'tjuali doni ascese a 3o,ooo liorini. lica Lateranense le ss. Teste co'Ioio bu-
Queliti insieme all' argento, all'oro, alle sti, sopra due piedistalli di noce dipinti a
alti e gioie de'diie busti, secondo il comu- varicolori,e indoraticon orofinoedazzur-
ne [iireie fu di 3oo,ooo (iorini di came- ro, sotto baldacchino retto da 12 aste.
la. l^erò la complessiva valuta più [)ro- Giunti nella basilica, i cardinali deputati
liahile fu stimata i5o,ooo liorini, ossia collocarono busti colle i ss. Teste sopra l'al-

3o(),ooo scudi. Comjìito il lavoro de'bu- tare maggiore papale, nell'alto dell'eini-
sli lui gennaio SGg.altridicono nel i Syo,
1 nenle tabernacolo sovrastante al ciborio
ed a' i5 o 16 aprile, furono portali nel appositamente edificalo di firma quasi go-
\ alleano presso il Papa (e Maiangoni the tica, (juailrata e piramidabile,e sostenuto
con errore tipografico riporta al 3q4 l'in-
1 da 4 colonne del ciborio di marujo d'or-
veiizione delle ss. Teste falla da Urbano dine corintio con capitelli messi a oro, es-
iV, dice eh' egli slesso nei palazzo V'ali- sendo il luogo ove li deposero uno stanzi-
jcauo volle assislere alla disposizione delle no o camera quadrata o caj)pellelta cir-
gioie sulle grandi mt^ze statue, e ue'cuu- condata di grandi e forti ferrate. 11 lavo-
4'i T E S TE S
Cionìnlc di Ronui, di cui parlerò in fi- foglio senza affatto ninna insegna e in-
ne, si coinniisero alcuni efjiiivoci, clie ini teramente vuoti perchè non ne conobbe
j'Oi t;i esaminare. L()$leinin;i posloal fian- Io stemma, come un gran numero «li
di
co deirailare, nel lato (l(ir«'pislola,di nie- cardinali e perciò li mentre
lasciò vuoti;
talluduralo,Misostìliizione rect^nledi (|iif I- nella slessa p 220,n.° 8, fra 8 larghe di1

lo inariiKH eu della thic^a romana, si disse slemmi cardinali/i parimenti vuoti , ri-

dai CìornnIe.dt\ cardinal J^rifcglio giti porta soltanto quello del cardinal iNicoIò
iTu'ie ranicilciìgo. Invece lo slenuua di Capocci, tal quale come lo produsse Ciac-
cpiesli, (li cui riparlai nel voi. IH, p. iqi cotiio, c(m 4 sbarre aventi nel mezzo 3
e 202, si lornia di 3 glol)i o polle e di 3 rose. Quanto poi all' arma del carilinal
Meiie,di\ive nella mela della lari;a danna Gì-iinoardi. frater PP. Lrhaid A, dice
shaira. Lo stemma egmiie de'dne Agri- pure Panvinioa p. 229, ivi nel n.°i o nel
foglio, 2Ìo e nipote, dal Ciarconio, l itac suo slemma lo si vede precisamente egua-
J'niìt. et Card., si ripui la nel t. 2, p. 5o6 le a quello del Papa fratello, formalo d;i

e 5G6: il giimioiecoinecanierieiigodi Ur- fascia a 4 seghe, quale appunto si ha in


lano\ forsepoteva [lerciòavere laleoiio- Ciacconio, a p. 56 t, inoltre avvertendo
ie.TiiUa\olla essendosi da meesaminalo questo ultimo scrittore, che il cardinale,
(jueslo pnniodi araldica, e gli stemmi de' L rhaid V non fi a tris pliux, sed frater,
carilinali,piiieclie taieslenuna a|iparlen per le testimonianze che adduce. Tanto
ga piollosioaUnnnonnnalocaidinal Ugo il Ciacconio quanto il Paiivinio danno al
iiogf /'.imperocché I aniicoe ricordatoor- cardinal Ugo Roger il suddescrilto stem-
ramento marmoreo dellaltareavea dalla ma. Quiinto a quello del cardinal Allior-
parlecliegiiarila la nave grande gli sleoi- noz,\\ Paiivinio non loconolibe,ed il Ciac-
nii di r.regorioXI, di Ui L'ano V e del car- colilolodiècon una semplice sb.irra a tra-
dinal L'go /l'ogT/- scolpili in marmo. Ora verso, la quale forse essendo stata falla in
limosMi lede opera per sostituirvi l'idlra or< o con colori, e questi col tempo ve-
file poidii ò,fpiellodeiyii'ogr7 invece fu ese- nendo meno, opino che le piccole larghe

gnilo in metallo doralo e [insto nel suildtt- senza alcun segno fuse a luiapparlenghi-
lo fìdnco dell'aliare: antoreliè non si cre- no, uè mi fu duto vedere sul monumenlo
dette del A'oijr/". ma dell'. /g^/'//òg^//o.tn Ita- stemmi del cardinal d'.7g-;//(>g^//o. In fatti
vi;! lostemtna èdel/tOi^rv.H V\\\mi\^Fasù la riesci izioiie del tabernacolo eseguila dal
Caìdiìudiitnì, riproducendone gli>tem- IMillini, lo ripeto, non fa parola dello stem-
concorda con quelli diCiacconio.LV//-
liii, ma ò' Agrifoglio, hiHìSì de'cardiuali Ro-
ì uin di liomn, <li cui pure Girò poi ricor- ger e AUiornoz. E'verochenon ricorda
do, non solo ripetè l'asserto del Giornale, gli stemmi del cardinal Griinoardi, ma

di lioniay sullo stemma del cardinal d*^/- essisi vedono manifestamenle replicati nel

{yr''J"Slif>, ma aggiunse che desso e quello monumento, olire quelli de'ie di Fran-
delcaidinal (J /7///0(7/t// nipote («leve lieo- cia. Avendo Gregorio XI dichiarato col-

conieho giàawei li-


liosceisi perfratello, la bolla Super iau\'ersas OrìiisKcelesins,
to)d'tlrhano V elaltonel .3'j da Gì ego- 1 chela basilica Lateranense era la sede prin«
rio XI arciprete Lateranense, come altri cipale del sommo Pontefice, dipoi si la-
furono iiifeilelnientc prodotti dal Ciacco- sciò persuadere di ritornare in Roma per
liio, e trovarsi esatti nel Panvinio, che se- ristabilirvi la residenza pontifìcia, glorio-
gui l'autoi e dell'articolo del (Jioriiaie di samente vi fece il .suo ingresso la sera de'
lìoiiin.W Panvinio, Kuitome Poiitificunì, I
7 gennaio) 377,6 recatosi poi nella ba-
Cardiiialium iiisig//in,ói\ me riscontiato silica Lateranense, O.itensa Apnstolorinn
a p. 220 e 229, numeri! 4 e6, riporta gli Capita, plaudendo niaìdl'ii^ turba rej>a-
triat rum laelilia. Laonde osserva Can-
TE S T E S 4?
CpUicri, qneslo fu ih." Papa solfo di cui de»imo ciborio; et questo poco tempo fa

si Ila memoiirt die s' iiiconiincinsse l'uso (nel declinar del 1


649 circa), è slato di-

tli mosti are soleiinemeiile le ss. Teste nel- sfatto nella nuova restaurazione d'Inno*
la basilica. Nel 1889 Boiiilucio IX poco cenzo X." Adunque per tutto il narrato
dopo li» sua elezione, colla bolla Sincera sembra spiegato, dicono alcuni, perchè in
devo/io, e poscia colia bolla QuaiiKiiinin alcuni luoghi del tabernacolo Uibaniano
luiìversìf! Orhis Erclcsiac, dichiarò clie si videro alcuni stemmi de'Colonnesi: io

nella chiesa Lotcìaneiise, capo di tulle le però nelle accurate indagini che feci sul

altre di Roma e del inondo, si conserva- monumento, come ora trovasi, non mi fu
vano con ogni venerazione i Capide'due dato vederne alcuno. Divotissimo Marti-
jirincipi degli A postoli. Nel 1 4 o [tortalo-
' no V delle ss. Teste, morendo nel 143 l

si in Roma Luigi il ledi Sicilia, a'2 1 set- ordinò che si tumulasse avanti le mede-
tembre col legalo tii Giovanni XX 111 as- sime, e crederono tliversi Sicritlori e Can-
sente, e con molti baioni di casa Orsini, cellieri, che si fosse ciò eseguito e collo-

si reco a visitare le ss. Teste; ostensione cato nel deposito di mai n»o e bronzo, scol-
ripetuta a'i4 mar70 4 4 ^'' '^^ •'"P*'*"^'
1 1
pito da Simone fratello di Donatello, e
tore Veiueslao VI redi Boemia. WartmO da Antonio l'^ilarele fiorentini, scultori e-
^ Colonna, già canonico e arciprete del ziandio delle superbe porte di bronzo del»
la basilica Laleranense, riidzò il suo pa- la basilica Vaticana, come alfenna Vasa-
vimento nella nave di mezzo d'opera a- ri, il cui disegno circoud ito da architet-
lessandrina ad intarsio, leggiadraiuenle ture e ornato di sue medaglie, fi a le (piali

disposto in vari compartimenti ili piccole una colle ss. Te»te, riporl 1 il citato Ciac-

pietre a diversi colori, che fanno bellissi- conio a S^B. Nell'opera magnifica con
p.
mo elTelto; tolse gli amboni forse di Ser- La patriarcalr basilica
bellissimi i-aini.
gio 111, l'altare di s. AbiriaìMaddalena e il Tjnteraneiìse ilhistrnln per cura di A-
coro de*canonici,che essenilo iiin;mzi l'ai- gostiìio T^alc liti Ili, ^onvA 83 4,1 il disegno
tale papale, ne impedivano la vista com- del monumento si riporta nel t. 1, tavola
pleta, e perchè meglio si godesse isolato 3?. Come notai nell'articolo Chiesa bis,
il soM-astante tabernacolo e il ciborio che Giovanni in Laterano, la descrizione e
lo circonda. Inoltre e come dissi nel voi. illustrazione dell'encomiata opera è stu-
LXIV, p. io5,e alti ove, nella basilica Mar- dioso lavoro del eh. Filippo Gerardi. Ma
tino V fece altre opere, fra le quali pose per quanto narrai nel vol.LXIV,p. io5
sullo il propinquo tabernacolo delle re- e >eg., pare che il magnifico deposito non
li(piie da lui eretto, e sopra l'altare, una sia le miericercheon-
che un cenotafio, e
s. Maria Maddalena, forse per memoria de stabilire il luogo dove fu sepolto, in-
«lei rimosso altare, e per di dietro il pro- contrarono l'approvazione di qualche per-
prio ritratto in ginocchio, ambo dipinti souiiggio e altri antichi ecclesiastici appar-
da Scipione Gaetiìno. Trovo poi nel Bai- tenenti alla basilica, dopoché fu pubbli-

deschi e Crescimbenijche il quadro di s. cato il detto volume, e ad onta delle ossa


Maddalena fu posto ad altro suo altare e- che vi furono collocale dentro nel recen-
relto nella sagrestia debenefìciali dal ca- tetrasferimento del deposilo.di che pai le-
nonico Fui \ io Orsini, die morendo nel ròa suoluogo,lecjuali non si ritengono per
1600 vi volle essere sepolto innanzi. 11 dia- le identiche del Papa. Si vuole die Mar-
rista Gigli riferisce. «Le reliquie de'Sanli tino V fosse sepolto da un lato del taber-
stavano prima in altro ciborio, a niano nacolo, cioè nella cappella de'ss. Filip[»o e
destra di quello degli Apostoli, fatto già Giacomo di sua casa Colonna, a desti a del-
«la Papa Martino V,il ritratto del quale l'attuale cappella del coro d'inverno. Ve-
in atto d'orare, sta dipinto dietro il me- nendo poi murata la cappella,sicrede ra-
48 T E S T ES
gionevolmenle die le sue «pni^lie movlnli TI: a figlio il canonico Nicola poefa di va-
si tias|)Oi fiissero con (|uclle ilfgli iilti Co- i lore. A '3 I maggio 43 i '
»
ft:s'<i d' Penteco-
loimesi in taleciippella del coro, ncll'allra ste, l'imperatore Sigismondo, dopo essere
sepoltura gentilizia ili sua illustre casa(l'u- stato coronato in s. Pietro da Eugenio IV,
Ila e l'altra eretta dal caidinalAscanio Co- si recò nella basilica. Lateranense, ove gli

lonna, che assetino 1 1 lampade d'argento fiiiono mostrate le Te^te de'ss. Apostoli
pei pel ne alle ss.Tesfe,conie narrai nel luo- da IMaltinSoresini beneficiato custode del-
go esempio iniitalo dal bene-
citalo, pio le medesime, e poi canonico Liberiano. Ai

ficialo Girolamo Tciccalcielo, il cpiale do- 29 agosto 1436 venerò e vide le ss. Te-
nòi2 lampade d'ottone ben lavorate pe' ste il celebre patriarca / itelleschi, poscia
giorni feriali: contribuì pure all'erezione cardinale, il quale giunto all'arco di s. Vi-
della cappella il contestabile d.Fili[)po Co- to fu ricevuto sotto un drappo d'oro e ac-
lonna, elle ivi innalzò alla moglie un son- compagnato così as. Lorenzo in Damaso.

tuoso monumento). Ciò conferma il co- Ad onta delle somme precauzioni pre-
dice Vaticano 5994 contemporaneo allo se da Urbano V, le ss. Teste furono ripro-
slesso Papa, poicliè a p. 74 si legge bi vevole segno della rapacità iniqua e sa-
seguente epigrafe ritmica, composta dal crilega di 3 ladri, due de'quali Nicola Ga-
suo segretario, nella (juale èchiaramenle rofalo e G. Capocciola regnicoli, benefi-
dello essere Martino V
sepolto nella cap- ciali Lateranensi, e il manutengolo zio Ni-
pella di padronato della sua famiglia; e- cola di Valmoutone canonico della sles-
pi£:rafe favoritami dal eli. mg.' Pio ÌMar- sa basilica. due beneficiali a' 12 aprile
1

linucci 2.° prefetto delia bil>lioteca Vati- 1 438 lunedì di Pascpia.dopo aver mostra-
cana. Epytapliium Diìi Martini Pape lo le ss. Teste, nella notte diabolicamen-
Quinti obiit auteni ano Diii \^'6\ dn-fc- te ardirono di spogliarle di 2 balasci,d'un

hriiarii xxii, composi timi per clarissi- grosso zadlro, di 3 preziosissimi diamanti
ìiiutn viruni diium Antouiumde Luschis e di 12 grandi perle. Né contenti di que-
dniPapcsecrctariwn.-Sunimwn in gen- sto furto, nel giorno della festa de'ss. A-
ie dcciis ,
genuil qiicni clara Colunine- posloli a' 29 giugno, ne tolseio altre 18

Stirps antirpia, potejis, romani magna gemme, facendosi ascendere il furto fra
Et pars fida piis,acquintus ab
senatu.9 - lutto al valore di 3o.ooo scudi e più. Sco-
ordine Papa-JIic Martinus crai; pro- perto il delitto da un orelìce che a vea com-
prio epa membra sacello - Et superis a- prato per Seducati una perla di gran va-
lìimani terris per lustra politus - Reddi- lore, e da un pio e nobile veneziano che

dilj iitfaeta est sevis iam pena ij ra- avea acquistato una margarita pure di
mnisj - Coniposiùt iustosjct mundi regna gran valore perdonarla alle ss. Teste on-
redegit-El i'irlute sua pacato vijcit in de ricuperare la sanità, furono portali nel-
orbe. Apprendo dal Bonamici, Pont. E- le carceri di Campidoglio il canonico e i

pist. Scriplorilnis, p. iyo,edal Marini, ni[)oli beneficiati. Piicupeiate tutte li' gio-

Archiatri Pontificii, 1. p. 87, t. 2, p.


1 ,
i ie , con solennissima processione furono
!o3 eiio, che Antonio Loschi vicentino restituite a'20 agosto nel tabernacolo, con
fu illustre segretario apostolico, dicin- l'intervento del senatore che lesse pubbli-
rpie o sei Papi successi vaineiite,comincian- camente la tremenda scomunica di Ur-
do da Gregorio }v II, Alessandro V, Mar- bano V, control ladri ei manutengoli, che
tino V, Eugenio IV, ec, e tanto distinto deponeva qualunque ecclesiastico o laico
scrittore e poeta latino, che Lorenzo Val- dalle dignità, vietando loro di fir testa-
la l'antepose a Bartolomeo Poliziano. Eb- mento riè testimonianza, di essere ogni
,

J)e a fratello Francesco, dotto giurecon- domenica scomunicati, e in morte sotter-


sulto, poeta, oratore e segretario di Pio rali a"Casaliiii, come fu fatto. Il canonico
-

T E S T E S 49
bencliò avesse giurato al governatore tli sognò concedere al popolo romano di sa-

Roma di nulla sapere, fu convintoci rei- lire sul tabernacolo, perchè ognuno po-
tà, e co' beneficiali costretti a confessare tesse accertarsi co'propri occhi, che tut-
tutto, furono degradati nell'altare mag- te le gioie e perle erano stale rimesse ai
giore di s. Maria d'Araceli, e da Anilrea loro antichi siti. Per altro le ss. Teste re-
de Castro vescovo d'Osimo e vicario del starono illese e intatte, non essendo sta-
Papa, condannati a morte esemplare, do- te mai rimosse dairinterno del taberna-
po essere stati per 3 giorni e 3 notti tra colo in cui furono collocate da Urbano
la continua pioggia, in 3 gabbie di legno V; anzi il deplorabile avvenimento sor-,
poste su alte travi a piazza di Campo di ve di confutazione alla traduzione grec<i
fiore. Pertanto 8 settembre, il cano-
a' i degli alti del concilio di Firenze (V.) di
nico fu posto a cavallo d'un asino con in Cariofilo, il quale asserì che
g aprile a'

capo una mitra di carta co'diavoli dipin- 1438 nel tempio Ferra'
di s. Giorgio in

ti e colla faccia rivolta alla coda; e due i rn, ove ne incominciò le sessioni Eugenio
beneficiati legati in due tavole dietro al- IV, sopra l'altare maggiore eranvi le Te-
lo zio, furono alle code di due asini stra- ste de' ss. Pietro e Paolo ivi esposte fra
scinati per la città fino alla piazza Late- cerei ardenti, avendo nel mezzo l'Evan-
ranense. Ivi Nicola di Val montone, come gelo, onde altri asserirono che presiede-
meno reo, fu impiccato all'albero dell'ol- vano al sinodo trasferito a Firenze; men-
mo cbe stava nella medesima. A Garofa- tre a' 2 dello stesso mese n'era stata fat-
I

lo e Capocciola fu troncata la mano dritta ta la narrata ostensione, per cui furono

e per memoria furono chiavistellate nel- confuse le immagini delle ss. Teste colle
le pareti della torre presso l'olmo, accanto identiche reliquie, ad onta che narrò il

all'opera di metallo, che pare fosse stata diarista Marc'Antonio Valena, che furo-
famosa Lupa di bronzo clie allora a-
la' no da due sacrileghi rubbate per una not-
dornava la piazza colla simile statua eque- te, e che in un corridore oscuro dell'an

stre di Marc'Aurelio; indi ferrali insieme lieo patriarchio eravi stata dipintala sto-
ad un legno, furono ambedue arsi col fuo- ria, colla gran giustizia fatta sui rei tena-
co. Tutto ricavai dalle 3 relazioni de'dia- gliandoli. Giammai dunque queste ss. Pie-
visti contemporanei pubblicate dal Sore- liquie e i busti che le contengono sino al-

sino e da Cancellieri. Se non che, riscon- lora erano stati rimossi, poiché il diari-
trando il p. Casimiro da Roma, Memo- sta Infessiu-a registrò a'2 novembre i438
rie della chiesa di s. Maria d'Araceli, l'ostensione delle medesime e del Folto
egli riporta i veri nomi de' delinquenti, Trt/zfóye questo e quelle a' o ottobre 44 i r '

tratti dall'archivio Lateranense, comese- furono mostrati all'abbate di s. Antonio


gue: Domiiiicus de Tito Capocciola A- in Egitto, ambasciatore del Prete Janni
pulns, Joauues Christophorus Garofa- al Papa. Temendo! canonici secolari del-
lus Castri Vallis Montanae, Nicolaus la basilica,che Eugenio IV volesse sosti*
Andreuccius de Peroscia ex eodem Ca- tuire loro interamente canonici regola- i

stro. Il cardinal Foschi, ch'era allora ar- ri, artificiosamente sparsero la voce che
ciprete della basilica, in un muro di es- il Papa voleva ciò fare per non trovare
sa, presso la cappella Ceci vicino al taber- opposizioni di trasportare altrove le ss.

nacolo, a terroredi tutti e m perpetuade- Teste. Ma il Papa a confusione degli ac-


testazione di sì orribile sacrilegio, ne fe- cusatori, il t.° maggio i444 colla bolla

ce dipingere la formidabde punizione; la Quuni ad sacratissiìnam venerandam


pittura vi rimase sino al 1587, ma il di- 7yrt/c7'/7mv?.s(7«,onorificentissioiaperque-
segno si conserva nell'arcliivio. L'indegna- sta,afri(lòagli stessi canonici la custodia dei
zione contro i malfattori fu tanta, che bi- Copi de'ss. Pietro e Paolo finché fossero
VOL ixxv. 4
So TES T E S
\issuli, e loro mancando si devolvesse la ste, e l'imperatore si gettò a terra e bat-
cura a i o hlerici cilladini roDiani,a'(jua-
( tendosi il petto con gran divozione disse

Jì die il lilolodi rrohUori delle ss. Ile- 3 orazioni; poi il Papa gli mostrò tutte le

liijuic. assegnando loro uno stipendio dal- gioie e pie tre preziose de'busti, rimai can-

la camera aposlolicn. Con altra bolla poi dosi che lo smeraldo che il Papa teneva
de'i 5 gennaio 44'^-^^S''"'^ '^' piescris I
in dito, somigliava a quello piìi bello del

se il mudo con cui doveano cnslodirsi e triregno di s. Pietro. ZSel dì seguente si

moslrarsi le ss. Teste, e le ss. l'.elicpiietlie restituì Paolo 11 coirimperaloie alla ba-
alloia si consci vavano in un aliare con- silica per la festa della Circoncisione, e Fe-
tiguo, con)e lo ricordai parlandodi Mar- derico 111 in mezzo alla chiesa nel faldi-

tinoV, con altra bolla ripetendo gli en- storio presso quello del Papa con singo-
comi di questi sagri tesori. A' 22 marzo iar pietà venerò le ss. Teste e poi mol-
i452rederico 111, dopo avere ricevuto la te altre insigni reliquie d'altri santi. Si-

corona im[)ericile in s. Pietro da Nicolò stoIV colle bolle Quainvis del i47'>> e
V, portatosi con pomposa cavalcata alla QnamqìKtin deli 4^3, fece comineiuora-
basdicaLateraneuise, fu condotto sino al- zione cle'Capi de'ss. Pietro e Paolo, con-
l'altaremaggiore CajntumJpostolorunì, servati e venerali nella basilica Lntcra-
ed ivi venne fatto canonico della basili- nense sua sposa, specchio e capo di tot.

ca, venendogli imposta dal priore gene- te le chiese. A'26 agosto 1492 hioni476
rale de' canonici regolari la cotta, la cap- come [ter ei rore tipografico leggesi inCan •

pa e la berietla, e dato un ducato, distri- C(llieri), all' anticliissiiiie ceiemonie del


buzione di (juel giorno, nel modo che nar- Possesso de' Papi [T .) nella basilica La
rai nel voi. X\ li, p. 220 e altrove. Al- leranense, per Alessandro VI s'incomin-
lorquando Pio neli4C2 con sontuosis-
11 ciòad aggiungere la particolare ostensio-
sima Processione (J .) si lecòfinoa Pon- ne delle ss. Teste. Onde Cancellieri a p.
Ic j)lil\ io a ricevere la donata lesta ilei- 53 della Storia de' possessi [f>\e ancora
rajjostùlo s. Andrea, per accrescerne la molle nozioni riporta su queste s<. Pieli-

splendida pompa voleva condurvi i Capi quie), ciò espresse colle parole del celebre
de'ss. Pietro e Paolo, ma non potè ese- generale camaldolese p. ab. Delfini. Jd
guirsi la religiosa idea, perchè loro bu- i altaiein pri/nittn, cui supposita siint Ca-
sti non si potevano levare dal Inbernaco- pita Jposlolorum, Jleais genilnis, ora-

lo senza guastai lo e senza esporli a per- de more aeeepta^


K'itjpossessionegite loei
dere quiilclie gemma, ed anco pel gran populiim henedixit. Questo lodevole uso,
peso dell'ai gent(j,ch'egli dicene'suoirom- rinnovato neh 525 nella visita che Cle-
rnenUiii ascendere a piiadi 4^00 libbre, mente \ Il fece della basilica, non essen-
ed ancora per la dinicoltà di segare e di dovi memoria se poi realmente ne prese
muovere i ferri co' (piali erano fermati. possesso, quanto a questa funzione, il suc-
Onde si contentò ordì iiare,che quando fos- cessore Paolo 111 l'ii aprile! 53 5 ne ri-

se occorso portare la mattina in proces- pristinò la consuetudine, che ritenuta nei


sione la testa di s. Andrea fratello di s. successivi possessi, dura ancora. Di Pao-
Pietro, nelle ore pomeridiane si dovesse- lo 111 diUKjuesi legge: f/ide iiifonato jier

ro mostrare i Capi de'ss. Pietro e Paolo eaiitorcs liymno Te Deum , Papani ai!
nella basilica Lateranense. Nel 14^»^ 'o'"" lociini, uhi in loco praeparato gcnii/le-
nato Federico 111 imperatore in Pioma, a-us ostcnsn Capita Jpostolorwn ado-
nell'ultimo dell'anno si recò con Paolo II ravi t. Tnm ad altare majiis in faldisto-
alla basilica Laleianense, e mediante un rio oravil eie. Noterò, che dopo l'ingres-

tavolato e scala di legno ambedue enti a- so del l'apa nella basilica in sedia gesta-
lono De'caocelli Ita'quali erano le s-.. Te- toriuy uè discende per adorare il »s. Sa-
T E S TES Ti

gramenlosolennenjeiile esposto nella cap- te e tre, ivi mi godè l'animo di manìfe


pella del ss. Crocefisso e tleltu ili s. Seve- starlo con religioso giubilo, che qui cogli
per ;l]è edificala dal cardinal Saiilo- stessi sensi rinnovo lietamente; aggiun
iio aicivescovo deiroinoniina citlà, indi gendo quanto alle ss. Testede'principi de-
risale in della sedia, ne cala per venera- gli Apostoli, che in quella circoslauza a
re le ss. Teste, poi si ripone sulla gesla- scesi ancora taberua
alla cappellella del
toria, dalla quale discende perorare in- colo, per vedere in essa da vicino gli o
nanzi l'altare principale. E tjui aggiunge- dierni busti de'ss. Pietro e Paolo, con mia
rò, che per la fesla dell'Ascensione il l'a- gran compiacenza. Per mirabile li alto de!
pa cardinali e tutti quelli che hanno
, i la divina provvidenza, nel tragico, sacri
luogo nelle cappelle pontificie, dopoché lego e tremendo sacco di Ilo/ua del ^ìy, 1

il cardinale autoiizzato con apposito bre- in cui fdiono barbaramente depied.iti i

ve, prò iiìiica \i'cc tantiiin, ha celebrato sagri te(upli e le ss. Pieliquie, pure le ss.
la messa nell'altare papale, passano a ve- Teste furono rispellate, e rimasero intat-
nerare le ss. Teste con cortine aperte; il li loro pieziosissimi ornamenti. Le vi-
i

che ha pur luogo per la cappella dell.t fe- sitarono, neh 533 !Margheiila d'Austria,
sta della Natività di s. Gio. Ballista, ina e nel 1536 suo padre Carlo V impera-
il

dopo di avtMe veneralo il ss. Sagi amen- tore. Paolo III a'25 giugno 537 si re- 1

to e perciò avanti la messa. Per la fesla cò a celebrare messa nella basilica, e


la

di s. Gio. Battista del 18 55 fu stabilito, poi si prostrò avanti le ss. Teste, per iin
che il Fapa,i cardinali, prelati e gli al- i plorale il divino aiuto ne' gravi bisogni
tri che hanno luogo iii cappella, non più si della Chiesa colla mediazione de'ss. Pie-
dovessero recare nelle funzioni della ba- tro e Paolo. Pio IV non solo fece buona
silica Lateranensein sagrestia; ma entra- parte del soRìllo, e l'arco di travertino,

ti nel propinquo palazzo Lateraneiise, per sovrastante il ciborio, anticauieute chia-


la porta rispondente nella basilica, ossia mato del Salvatore per l'apparizione di
quella che conduce alla loggia perla bene- sua immagine quando s. vSilvestro con I

dizione, si portassero nella temporanea ca- sagrò la basilica; ma rialzò il pavimento


mera de'paramenli o cappellone che for- della nave maggiore, onde per questo e
masi dopo la cappella Torlonia, da dove per altro che ricorderò in seguito, cam-
poi il Papa cogli altri si recasse a vene- biò forma la cappellina sottoposta all'al-

rare il ss. Sagramento, esposto coll'alter- tare papale. Gregorio XIII nell'anno san-
nativa «iella cappella Corsini e nella del- to 1575 fece mostrare più volte straor-
ta cappella del ss. Crocefisso, e quindi ad dinariameule ilTe- f'olto sa/ito e le ss.

orare innanzi le ss. Teste, per poi passa- ste, ed altretlanlo praticarono Pa- di versi

re al presbiterio dell' altare pontificio. pi negli Anni santi da loro celebrati. Di


Tutte le altre volte poi che il Papa visi- più fece ridorare a nuovo il ciborio e il

ta la basilica per sua divozione colla sua tabernacolo.e tolse dinanzi all'altare mag-
corte, si tirano le cortine di seta cremisi giore le suddette 4 colonne scanalate di

che velano le ss. Teste. Nel voi. LV, p. bronzo dorato, che vi avea collocato l'im-
265, riportai l'invito che romani fecero i peratore Costantino I, e le p(jse per or-
ad Adriano "VI di recarsi dalla Spagna in namento dell' altare del ss. Sagramen-
Roma, dicendogli che non v'era cosa più to,che magnificamente compì poi Cle-
gloriosa, grata e beata, che il venerare e mente Vili, rialzando inoltre il pavimen-
baciare le ss. Teste de'principi deg!i Apo- Questo Papaa'i4 g"'i-
to della crocerà.
stoli e quella di s. Andrea. E siccome io gnoi5q2, mediante un palco e comoda
ebbi la consolante sotldisfazione di vene- scala di legno, volle entrare ne'cauoelli di
rarle da viciuo e baciarle di votaineate lut- ferro del tabernacolo, per venerare più da
52 T E S TES
\icino le ss. Teste. Quiiuli, afnncliì; tut- ce visitarci busti e le gemme che gli or-
to il limilo restasse più def enlemcnle or- navano, e da'suddetti Urbano e Benedet-
nalo, volle clic s'imlorassero le medesi- to iNIillini fece (are la descrizione de'me-
me ferrate, e che vi si ai^gimigesscro in desimi, e quella della struttura del cibo-
prospettiva immagini de' ss. Pietro e
le rio e del tabernacolo. Intorno a questo
l'aolo in velluto rosso. Essendo la cappel- ultimo il Papa fece eseguire una ringhie-
lina sotterranea dipinta con fioroni e un ra di ferro dorato, con lampade dorale
agnello nel mezzo, ed avendo sull'altare da ardere sempre, per mostrare al popo-
l'immagine del Sai valore con gloria d'an- lo le reliquie de' santi, le quali prima sta-

geli, Clemente Vili vi operò alcuni ab- vano in altro ciborio o tabernacolo fatto
bellimenti. Nella predella o scalino del- da Martino V, a mano destra di questo
l'altare papale fece eseguire 3 bellissimi de'ss. A[)ostoli. Abbellì tutte le parti del
quadretti a olio da Giovanni Balduccio tabernacolo che ne abbisognavano ,
per
Cosci fiorentino: in quello di mezzo e più cui fu posta un'iscrizione sui 4 lai' J' es-
grande espresse 1' ultima cena del Signo- so. Ps'el 16 )5,sotto Alessandro VII. venu-
re, ne'Iatera li s. Pietro che batiezza il Cen- la a stabilirsi in B.oma la celebre regina
turione Coiiielio, e Cristo che chiama a Cristina di Svezia, visitò le ss. Teste, e
se s. Pietro. Questi quadrelli e ben inci- nel suo soggiorno ripetè la sua venera-
si si ponno vedere nella ricordala opera, zione: altri sovrani che anteriormente e
La Patriarcali- basilica Lahranciisc il- posleriormente fecero il simile, li ricorda
lii.strafa. In seguito fuiono levali, e con Cancellieri.Alessandro Vllsi mostrò mol-
r aggiunta di due altri esprimenti Ana- to zelante del cullo delle ss. Teste, ordi-
nia e Zaflira die per aver mentito muo- nò il disegno di lutti gli ornamenti e la

iono a'piedi di s. Pietro, e il risanamen- delineazione del ciborio e del lal)ernaco-


to dello stor[)io da lui operato, si formò lo, e poi fece indorare cancelli di ferroi

l'odierno scalino delTaltare del coro del- con nobili intrecci di rami di quercia, fra
la tribuna. Altro ne fu sostituito all'alta- i quali torreggiavano nel mezzo 3 mon-
le papale, poi rimosso iieirullima sua ri- ti coperti d'oro, allusivi allo stemma di
duzione. Inolile Clemente \ Ili fece dal sua casa Chigi, avendo arricchito la par-
Cosci dipingere a fresco nella volta del ci- te interiore del tabernacolo da tulli 4 i
borio che sovrasta l'aliai e,le 4 Virtù car- lati con colline di velluto cremisi trina-
dinali, e ne'4 mezzi londi altiettante sto- te d'oro. Dipoi a'28 sellembre G~6 vol- 1

liette de' fatti de' ss. Piilro e Paolo con le salire egli stesso nello stanzino o cap-
gran diligenza eseguili. Urbano Vili nel pellelta delle ss. Teste, e venerarle più da
1624 tJidinò che sopra al ciborio e nel vicino. Inoltre nel 1GG7 ordinò che ne fos-
tabernacolo in cui sono le ss. Teste, niu- sero custodi due canonici da eleggersi o-
no vi potesse ascendere senza incorrere gni anno dal capitolo, i quali dovessero
nelle censure; onde neppure a'soviani fu custodire in sagrestia dentro una casset-
permesso entrare nel santuario, senza uu tina e chiusa con due serrature, la eh la-
Ijieve pontificio derogatorio. Lo slesso Pa- ve del tabernacolo, che deve ritenersi dal-
j)a nel 1G29 convertì in indulgenza ()le- lo stesso capitolo, e 4 volte l'anno in cia-
iiaiiii tulle le altre più limitate, conces- scuna domenica precedente la settimana
se da'pi tiiecessori a clii si porla a vene- de'qiiattro tempi, riconosceile e farle ri-
rare le ss. Teste. Innocenzo X a vendo in- pulire coH'intervento del iMaiii^iordonio
tiapieso la restaurazione della basilica, che custodisce la chiave del Papa, d'uno
onde quasi da laterizia la tra'sformò in de'conservatoii di lioma (ora alla magi-
jnarniorea con architellure del cav, Bor- stratura romana), e d'uno de' guardiani
romino, neliG.'igda mg.' vicegeienle fé* di Sancla Sanctwum (poi devoluta al
TE S TE S 53
clenulalo ecclesiastico ùeW Ospedale del chi e scale di legno, nei 1
674 fece fibbri-
s.t. Siilvalorc ad Sanata Sanctoruin). care due comode scale , con disegno di
Tanto il capitolo, quanto il maggiortlo- Basilio Bricci. Nel pontificato d'Innocen-
mo del Papa per questo, i conservatori zo XI, la faustissima memoria dell'mven-
di Roma, ed i guardiani già ciascuno a- zione e traslazione delle ss. Teste fu au-
\ea una cliiave per entrare nello stanzi- tenticata dalla Sedea'4 marzo 1677 eoa
s.

no o cappelletta interna del tabernacolo decreto della s. congregazione de'riti, con-


ove sono le ss. Teste, e per aprirlo con- cedendo al capitolo Lateranense la facol-
veniva la presenza di 4 <^'' ^^^'j come lo tà di celebrarne ogni anno a' 16 aprile
è tuttora; e quanto al Maggiordomo e speciale festa, con ullìzio e messa di rito
al Senato, in tali articoli ne riparlai, e doppio. InnocenzoXI nel davanti del log-
nel voi. Marangoni ri-
LXII, p. 6q e 77. giato fece pone un ben adorno armadio
ferisce che le uno spor-
4 cUiavi aprivano grande, con figure di divote immagini e
tello di ferro latto a grata, ov'erano4ca- intagli tutto dorato, per custodia delle ss.

tenacci ciascuno con sua chiave. Il Can- Reliquie che si venerano nella basilica, il

cellieri riporta il progetto del fantastico cui catalogo si legge a p. gS del libro di
Borroaiino per riformare nella sua biz- Baldeschi e Crescimbeni, ed a p. q5 sono
zarra foggia il ciborio e il tabernacolo, enumerati quelli che fecero lascite per far
che si propose di rifarlo di giallo di Sie- ardere continuamente intorno al taber-
na scanalato, coni 2 colonnette di verde nacolo e alle ss. Reliquie 4 1 lacnpade, ol-
antico, e scalini intorno di rosso, come se tre 3 del capitolo che anticamente pen-
fossero copeiti da un tappeto; con balau- devano dall'alto della tribuna per vene-
stri d'alabastro trasparente di Siena, io- razione all'immagine del Salvatore mi-
torno, sopra e sotto alla confessione o al- racolosamente apparsa. Sotto l'armadio
tare papale, ed avanti alla cappeilina vo- furono collocati due angeli di legno sor-
leva farvi un teatro. A questa voleva por- reggenti il pontificio stemma d'Innocen-
re la porticella di bronzo, già de! palaz- zo XI, egualmente intagliato,e messi a oro.
zo Lateranense e poi della sagrestia (e git- Nell'articolo Feivestrella dissi con altri,
tate da' nominati nel voi. Lll, p. s'Tg), cheCIemente VI II, oltre al tri abbellimen-
per sicurezza delle ss. Teste, che voleva ti,nella cappellina sotterranea di s. Gio-
pure circondare di cristalli; poiché nella vanni Evangelista avea fatto eseguire le
cappella sotterranea o confessione, come pitture da Brughi; ora mi rettifico colei-
suole chiamarsi, voleva apri re la porla che tato libro, Lo stato della s. Chiesa pa-
ad esse conducesse per una scala lumaca a pale Lateranense nelFanno 1^7.3, dove
tla cavarsi dentro imo de'pilastri. Tran- ap. t20 si dichiarano fitte da poco tem-
ne fondamenti, assicurò Borromino oc-
i il po. Clemente XII con breve de'sS giu-
correre 5,000 scudi. Queste spese fecero
I gno 73 i, l'indulgenza plenariachesi rin-
1

limitare il Papa a'narrati abbellimenti, e novava ogni I 5anni, la decretò perpetua


così il venerando monumento del taber- a chiunque si recasse a venerare le ss. Te-
nacolo, del ciborio e dell'altare restaro- ste. Nel 1735 per decreto della congrega-
no sai vi. Nel GySCIementeX concesse per
1 zione deputata da detto Papa, sopra la
j 5 anni indulgenza plenaria, a quelli che vertenza della ripulitura de'busti delle ss.

avessero visitate a' 16 aprile le ss. Teste, Teste e loro cappelletta o camera o stan-
indi fu rinnovata ogni i 5 anni; ed aftin- zino come si denominano da' vari scritto-
ché si potesse salire alla ringhiera o log- ri, fu stabilito: che i conservatori di Ro-
giato d'Innocenzo X, ed alla cappelletta ma e i guardiani di Suneta Saneturuni
delle ss. Teste, con maggior facilità e de- dovessero cedere dall'antica pretensione
cenza, senza costruire ogni volta de'pal- di precedenza sopra i canonici, ogniqnal-
i; T E s TES
volta avessero dovuto entrare ne' giorni Sette chiese, chiedendone [ìerù licenza al
consueti nel tabernncoio. Come Bencdel- capitolo che l'accorda per rescritto. Pon-
to XiV auiuenlò il culto delle ss. Tote ilo somministrare molto belle orazioni da
ludissi superiorniente;»Hl iuipegnatoa di- recitarsi avanti le ss. Teste, questi due o-
latarne la venerazione e accrescerne le glo- piiscoli: Oiuilioiies et ureccs in ve/ier/i-
rie, ordinò che argomenli di sto-
fra gli lioitcm .V.9. Jpostolorum Pelri et Palili,
ria ecclesiastica, che doveano trattarsi in ex calììolicac ecrlesiae litia-giis cxccr-
varie dissertazioni alla di Ini presenza nel- ptdc, Romaei752. Orcio precuni, qiiae
i'acradeniia pontificia/d i .'fossequellodel recitari poteriint in visitatioiie hasili-
ritrovamento delle ss. Teste. Il n)edesimo cariun Urbis, ex Psalterio, Sacrameli-
toccò a svolgersi dal dotto Gnelano Cen- tai'iis, et oratioiiihus aiitinuis disposi'
ni, che la lecito il I. "dicembre 7 55, ma I Ins, Uomae 178 5.
non fn stampata. Il Cancellieri non solo In molti articoli con dolore deplorai le
con ricco corredo ili erndizione prova l'i- triste e infelici vicende cui soggiacque /ìo-
denticità delle venerande Teste de'ss. l'ie- iiìi! nel declinare del secolo ilecorso, il suo
Irò e Paolo, ne celebra il colto e leglorie totaledepauperamento e generale spoglio
de'«.s. Apostoli, ma per vieppiù eccitare la di quanto [ìossedeva di più prezioso, mas-

divozione deTedeli verso medesime, e le sime Papi, le chiese ei santuari, anche


i

per ispirare in ciascuno un vero ardore del rimanente dello stato pontificio, in-
di santa fiducia nel validis-imo loro pa- clusivamente al tesoro di £ore/o, oltre il
tiociiiio, indica i giorni in cui si mostra- Tesoro Pontificio (F.)j .sia per soddisfa-
no al popolo, e che sono i seguenti, oltre re alle gravissime condizioni imposte nel-
I già mentovati. Nel n)artedì, giovedìe sa- la prepotente pace di Tolentino (U.) òiù
bato santo; nella domenica e lunedì di repubblicani francesi, onde ritardare di
Pasqua di Risurrezione; a' i 6 aprile per consumare l'intera e violenta occupazio-
l'anniversario di loro traslazione; nella ne del principato temporale della chiesa
mattina del martedì delle roga zioni; nel- romana; sia per le dilapidiizioni enormi
la domenica fra l'S/ del CoijnLs Domini, da'medesimi dopoaver invasa Roma
fitte
in cui il capitolo dopo 1' esposizione «lei eie altre provincie, proclamatala re[)ub-
ss. Sagramento sull'altare j)a pale, celebra blica, detronizzalo il magnanimo Pio V^f,

la solenneproce<<sione, coll'intervento del e strascinato prigione in Francia a'-xo feb-


Papa e de'cardinali, degli ordini menili- braio 798. Il resto lo fecero fanatici de-
I i

canti e degli alunni del seminario roma- magijghi deujocratici, la cui ra|)ace e ob-
no, al modo che la descrissi nel voi. IX, brobriosa avidità non rispai mio le Sepnl'
p. 67; a'29 giugno per la festa de'mede- ture, che spogliò frugandole [ler trarne i

simi principi degliApostoli;a'c) novendne pochi ornamenti de'cadaveri,e il [)iombo


per l'anniversaiio della dedicazione del- delle casse! Furono essi che nel 1799 *^'^'

la basilica; a'27 dicembre per la festa di predarono i\ue busti d'argento, spez-
i li

s. Giovarmi apostolo ed evangelista; nel zaronoe venderono, rubando altresì tut-


giovedì gì assodi carnevale pe'fialelli di-l- te le gemme preziose, solo lasciando le re-
rniaiorio di s. Filippo ISeri; dentro l'8. liquie, e quelle gioie che giacendo Ira la

dellaPasquadi Piisurrezionea'fralelli del- polvere del pavimento della camera qua-


'a conprt'gazione de'nobili esistente nella drata o cappelletta non furono vedute
,

chiesa del Gesù, sotto l'invocazione del- dalla loro avidità. Questa empietà non la
l'Assunta; nell'ultima domenica (f otto- commisero neppure furibondi i solitati lu-

bre, in cui suol farsi la comunioue gene- terani e queir altra parte di feccia d' e*
rale nella basilica; a tutte le confraterni- sercilochespogliòcriidelmente R.oina nel
te che vi si conducono per la visita delle ricordato infausto 1527; onde poi Carlo
TE S T E S 50;

V in ginocchio fece a Clemente VII quel- leTeste sagralissiuie de'due Apostoli. E-


la foin)aIe dichiarazione, che rammentai rano questi busti d' argento dorato con
anche nel voi. LXX, 49- riprovando
p. copioso ornamento di gioie... Onde ben si

le scelleraggiiii commesse da tal suo eser- può immagini medesime era-


dire che le
cito a sua insaputa. Narra mg.' Baldas- no (la se sole un vero tesoio. INbi ancor
sari Relazione delle avversità e pati-
, questo tesoro fu ghermito e distrutto e
ni enti di Pio TI, t. 2, p. 35o e seg., che dissipalo dalla rivoluzione". Alle poche e
grandissimo fu il bottino che fecero re- i generiche parole dell'accurato Cancellie-
pubblicani ne'monasteri, conventi, colle- ri, ho voluto supplire co'discorsi cenni per
gi e altri luoghi di pubblica utilità. » Ei detestare la sacrilega rapacità di chi si di-

calici, le pissidi, gli oslensorii, i reliquiari, ceva repubblicano cristiano,e forse ilCan-
le lampade, ed altre cose simili, che co- cellieri tenne quel prudenziale conlegno,
storo tolsero alle chiese di Roma, comin- che spesso devono usare gli scrittori con-
ciando dalle patriarcali basiliche fino a temporanei con pena e pregi mlizio della
quelle delie confi aternite laicali, ben si Storia, perchè viveano ancora in Roma
pu() dire senza esagera7Ìone che avrebbe- molli degli spoglialori della medesima. fi-
ro formato un monte d'oro e di argento. gli si limita a dire, che memore Roma del
Pure i ribaldi mai non direvauo basta: grave e salutevole avviso di s. Leone I il

perocché stavano aperte ad inghiottir te- G'r,7//(i?(', di superare nella divozione e nel-
sori due voragini senza fondo. Lai. "era- la pietà verso i ss. Pietro e Paolo le cit-

no i bisogni e le paghe de'soldati france- tà tutte del mondo intero, e di celebrar-


si, e l'ingordigia insaziabile de'capitani e ne con maggior solennità trionfi, con- i

commissari parimenti francesi. L'altra e- sumati nella capitale dell'universo, geme-


lano le spese della piccola repubblica di va amara(nenle sulla perdila de'ricchi e
Roma, fallita fin dalla nascita, e l'avidi- tanto preziosi busti d'argento, in cui dal
tà di coloio c!»e la governavano. Onde si 1870 al 1799 era rimasto gelosamente
arri\ò fino all'eccesso di rompere in mol- rinchiuso l'inestimabile tesoro delle loro
te chiese i sepolcri, e lasciarvi insepolte ss. Teste; oer cui le ss. Teste eransi do-
le ossa, per portar via le casse di piom- vute collocare involte in di appi rossi e
bo. Si parlò ancora di frugare entro i de- rinchiuse iti teche a forma di palle d'ar-
positi de'Papi, per aver le medaglied'oro gento dentro coperture di drappo bianco
e d'argento che si suole riporvi, ed altre tessuto in oro, e situate in una cassetta di
cose di gran prezzo, che si credeva vi fos- latta, con fitluccia e sigilli de'prelati Pas-
sero chiuse. Ria fortunatamente si giudi- sari vicegerenle, IMattei e Marini canoni-
cò che la spesa di scomporre ed aprire ci cameilenghi del capitolo, bensì riposte
quegli avelli sarebbe stata maggiore del- nel proprio tabernacolo e custodite col-
l'utile sperato, e il vandalico divisamento le consuete 4 chiavi. Tali teche e palle e-

non fu messo ad elfetto". Fra le rapine rano quelle identiche in cui sin dal 1270
sacrileghe enumerò mg."^ Baldassari i re- erano riposte a tempo di Nicolò III le ss.
liquiari d'oro e d'argento della ss. Croce, Teste, e che da Urbano V furono rispet-
del suo ss. Titolo, d'un s. Chiodo e di due tate. Ma la provvidenza divina, che tut-

ss. Spine, nella chiesa Sessoriana di s. Cro- to efficacemente e soavemente dispone,


ce in Gerusalemme, {iredati a' i 4 settem- convertì in gaudio il lullo de'divoti ro-
lire 1798; la cassa d'argento d'una por- mani, premurosi custodi di sì illustri sagre
zione del s. Presepio, nella basilica Libe- memorie, che eminentemente illustrano
riana. "La basilica di s. Giovanni in La- ìaluìa città, e fmno tanto decoro e ono
teraiio possedeva due busti colossali di s. re alla prima basilica Lateranense, ove si
Pietro e s. Paolo, entro i quali stavano conservano con sonama venerazione. Do-
56 TE S TE S
j)0 avere ispirato, a mezzo di mg.' Bene- volti e colli d'oro rappresentanti s. Pie-

tlelti Ctippcllelti caooiùco Liberiano e poi tro e s. Paolo, sopra basi di metallo, do-
cardinale, di ripararvi ad. Maria Ema- po che il cardinal Leonardo Anlonelli con
nuela vedova di Vil-
Fij^nattelli ducliessa ponlificia facoltà a'aS luglio i8o3, con ro-
la Hermosa, degna nipote del ven.p. Giu- gito notarile eformale, riportalo da Can-
seppe Pignallelli gesuita, benemerita pu- cellieri, fece la ricognizione delle ss. Te-
re delle missioni d'oriente per le grandi ste lavvolle in drappi di seta, onde for-
iimosine cb'ella fece, mentre la s. congre- marne le proporzionale e convenienti cu»
gazione di propaganda era stala depau- slodie. Ambo i busti d'aigenlo riuscirono
perala da'repubblicani; quando il prela- perfetti, colossali e maestosi, d'ottimo ed
to come ablegato apostolico di Pio VII elegante disegno, colle teste d'oro e me-
al nunzio di IMadrid Filippo Casoni, che diante lucchetto si levano le maschere au-
avendolo creato cardinale a'23 febbraio ree del volto (le quali maschere, median-
1801 , si recò in f|uella città a recargli te una molla, hanno il meccanismo sca-
la berretta cardinalizia non solamente ,
ricatore,che calando si vedono le ampol-
d;d re di Spagna Carlo IV ottenne che le ove sono racchiuse le ss. Teste), on-

il fratello re delle due Sicilie reintegras- de eslrarre ed esporre separatamente le


seilsuo capitolo delle annue pensionisul- ossa spezzale de' crani e delle masjcelle

le mense vescovili di Catania eJMazzara, di ciascuno, poste dentro ampolle di cri-

costituenti l'opera pia di Spagna a teno- stallo arrotale e ornate di simboli allu-
j e della bolla d'Innocenzo X, ma contrat- sivi (quando ebbi la sorte di baciarle e ri-
ta relazione colla Pignallelli duchessa ve- baciarle,mi fu insegnato cortesemente da
dova di Villa Hermosa, siccome matro- mg."^ Vaccari, che in quella di s. Paolo
na di singolari virtù e pietà, e d' incom* vi è pure parie del suo corpo), con pie-

parabilc zelo per la nostra s. Religione, di, coperchi e legature d'argento doralo.
loltinio prelato per la venerazione che a- Ognuna delle due leste d oro è ornala di
vea per le preziosissitne relicpiie della s. diadema aureola dorala, traforata e de-
Culla di sua basilica, della ss. Croce del- corala di varie gioie poste vagamente a
la basilica Scssoriana,edelle ss. Teste del- disegno. Ciascun semibuslo termina (ino
la basilica Lateranense, baibaramente sotto al petto, colle due braccia e mani
spogliale delle loro magnifiche custodie, dorale. Sono vestili, con clamide s. Pie-
gli riuscì di delcrminarla con eroico im- tro, e con tunica s. Paoloj ili.°in allodi
pulso e gloiia dei suo nome, a generosa- benedire colla destra, stringendo colla si-

mente 1 innovarle splendiditineule, come nistra le simboliche chiavi j il 2.° colla de-

rilevai «lel voi. LXVIII, p. 1 3(),e altrove, stra in alto, quasi predicando la dottrina
incaricando Io stesso prelato dell'esecu- evangelica, stringendo coila sinistra la mi-
zione. Tornato in Iioma mg."^ Cappellet- steriosa spada.L'uno e l'altro busto po-
ti e tutto uarrralo al Papa, ne allidò l'ef- sano sopra un basamento di melallo do-
lelluazione al genio dell' aichitello cav. rato, ed ornato inlorno con ro^e e festoni
Giuseppe Valailier che avea ereditalo la foinianlicorona,e (piali si vedono egregia-
celebre e paterna fonderia e olllcina d'ar- mente incisi a p. 52 delle Memorie delle
genlieie (visitando già la quale le zie di ss. Teste, tìì Cancellieri. Terminalo tulio
Luigi X\ ! proruppero in pianto, per so- il lavoro e trasportati i nuovi busti nella
migliare Giuseppe al virtuoso e sventa* basilica dentro la cappellaCorsini, a'3 lu-
iato nipote), ed il (juale in tulio corrispo- glio 1804 Pio Vii visi portò col suo se-
se colla sua perizia valorosamente. Quan- guilo [)er farne la solenne ricognizione, e
to alle ss. Teste, mg.' Cappellelli gli or- rini-hiudere le venerande ossa dentro de- i

•crilli vasi di cribUllo, per situarsi uc'ripo-


TES TES ^7
stigli a bella posta formati nellecavilà del- s. "Reliquia. Altretlanlo Pio VII eseguì per
le leste de'biisti.Tuttu fu eseguito colle più la testa di s. l'aolo. Da questa però, co-
y II gusle cereiiiotiie tu inula niente tiesciil te me dall'altra di s. Pietro, ne esitasse una
con rogito del notaio del capiloloeripro- particella, e ambedue consegnò a mg."
(lollo dai Cancellieri. Pinna die arrivas- Cappelletti per l'insigne benefallrice du-
se il Papa, il detto cardinal Anlonelli in chessa di Villa Ilermosa, la qiialeiinno-
piviale rosso e mitra fece la benedizione vò pure l'apparato interno del taberna-
de'due busti, Z^e Iinaginihus Sancioì'uin, colo delle ss. Teste, già fatto da Alessan-
del Pontificale romano, situate in mezzo dro VII, formandolo di velluto cremisi
a vari caudellieri, sopra altare apposita- con galloni d'oro a'4 lati e anco nella vol-
mente eretto; poscia passò all'altare di s. ta seminata di stelle d'oro ricamate, eoa

Andrea Corsini a benedire collo slesso ri- 8 bandinelloni d'ormesino cremisi da te-
to sopra la mensa due vasi o ampolle di i nersi tirali quando non si fa l'ostensione
cristallo, denlro i quali doveansi rinchiu- delle ss. Teste; oltre il baldacchino eoa
dere le ss. Teste e sigillarsi dal Papa. In- cascate didamasco trinato d'oro per le
tanto mg.' Malici in cotta, rocclielto e maggiori solennità, con corrispondenti pa-
stola rossa si recò all'altare [lapale a pren- rali di velluto cremisi pegli otto pilastri,
deie la cassetta colle ss. Teste, e le con- guarniti di ricami d'oro, con tiireguo e
segnò al cardinale, che recitamlo i salmi chiavi. Collocale le
s. ampolle ne' busti,

le collocò nel mezzo dell'aliare, le incen- Pio VII l'incensò duplici diiclu o^wuna,
I

sò, e furono recitale le preci. De[)osto il e dopo l'antifona Gloriosi Pri/icipcs cui
cardinale il piviale e assunta la cappa, an- "^. Iti Oììinem Icrrain, lesse 1' orazione.
dò a incontrare Pio VII, il quale dopo a- Deus, cujus dextera, e rilavatesi le ma-
ver veneralo Sagramento si condus-
il ss. ni die termine alla commovente funzio-
se nella cappella Corsini. Venerate le ss. ne.11 Papa dichiarò, che setini che a- i

Reliquie, udì la lettura dell' istromeiilo veano per 434 anni involtate le ss. Teste,
1
rogato sotto Urbano V per l' invenzione dovessero esseie tenuti in conto di reli-
le traslazione delle ss. Teste, e lavatosi le quie da venerarsi, purché munite de'si-
mani si portò a farne la ricognizione, fra gilli de'canonici camerlenghi fossero au-
r alternare delle antifone e degl' inni. 11 tenticate da qualche vescovo. Partilo il

iPapa aperta la palla d' argento dov'era Papa, due canonici con islole rosse ripre-
il capo di s. Pietro, sciolse l'interno in- sero le s. ampolle e temporaneamente le
!volto del setino rosso, e con somma sua portarono nella custodia della s. Tavola
[consolazione edi lutti gli astanti, preseri- in cui il Signore fece l'ultima Cena. In-
Iverentemente le s.05sa,cunsislenti in ver- di a'6 luglio ricorrendo l'S." de'ss. Pie-
l(;lira, inandibula con denti, varide'cjua- tro e Paolo, si recò Pio VII nella basili-
li sciolti, eporzione di cranio,ecolla mag- ca a tenervi cappella papale, avendo fat-
gior diligenza collocò tutto dentro l'am- to solennemente esporre innanzi la rin-
pulla , in modo che dal cristallo potesse ghiera del tabernacolo sotto maestoso pa-
1 sempre visibile a tutti, e così le vi-
listare diglione busti colle ss. Teste su ricca
i
,

di IO a'2 5 maggio! 85 1, e perciò più fur- ed elegante mensa erigendosi il trono ,

tuiialo d' un s. Gio. Crisostomo che ar- pontifìcio accosto alla nicchia ov'è la sta-
dentemente bramò di vedere le spoglie tua dis. Giacomo Maggiore, concedendo
jmortali degl'invitti Campioni della fede. indulgenza plenaria a chi confit^ssati e co-
[Chiusa l'ampolla col coperchio, l' invol- municati l'avesse venerate in quel gior-
ilo con un cordoncino russo, e da ambo no e ne'due seguenti in cui rimasero so-
Ile parti vi applicò sulla cera di Spagna il lennemente esposte, invila.KÌovi soda- i

Isuo sigillo, autenticando in tal forma la lizi a portarviai in processione. In quella


-

5ìi TE S TES
luailina pontificò la messa il cardinal ar- mente i ss. Apo^toli e creduto del rav.
ciniete, ed il capitolo ne'3 giorni celebrò d' Alpino, ma ora trovasi nella parte e-
uu triduo con gran pompa e immenso steriia sopra la porla d'ingresso alla cap-
cuiicirso di po[«olo e di personaggi, onde pella ilei ss. Crocefisso de'principi Mas-
fu pubblicalo il libretto: Orazioni , che simo, cioè dopo che lateralmente alla det-
si no t sono recitare nel triduo da cclc- ta cappella del Presepe vi furono collo-

irarsi nella basilica Lateranensc il ìTl cate le due tavole esprimenli s. Pietro e
6. 7 f 8 del corrente luglio, per ordine s. Paolo dipinte dal coinmend. Agricola
della S. di N. S. Pio TU, in occasione e già esisleiili nell' altare pontificio, per
dell' espor\.'isi nuovamente alla pubblica quanto dirò. Dopo situato il quadro, l'o-

K'enerazioue le Teste de' ss. 1postoli Pie- dierno princi^pe Massimo, patrono della
tro e Paolo, ne' ricchi busti pur ora/atti cappella, la medesimi Principi
dedicò a'

costruire di Ila pia munificenza di per- degli Apostoli, lasciando intatto il qua-

somi religio<;issinia. Terminalo il triduo, dro dell'altare espiinienle Gesù Croce-


nella notte furono tolte da'biisti les. nm- fisso, e ne'Iali la B. Vergine, s. Giovanni

pulie nella custodia del'a s. Tavola. Indi e s. Maddalena. Il capitrdo Laterauense

il l'apri Pce riattare la stanza rpiadrata o giubilante di vedere sempre più accre-
cappelleìla della sommità del tabernaco- sciuta la venerazione e il cullo alle sagro
lo, fici'iidi) indorare tutto il cornicione saule Teste, fece rinchiudere le porzioni
colle grosse ferrale, e quella di me7Z(» fa dtdie ss. Ossa date da Pio Vii a mg.' Gap-
tagliala per collocarsi due S[)orlelli di fer- pcllelli, in due peculi busti d'argento do-
ro doralo, da potersi aprire nell'espo'i- lalo, simili nel disegno a'giandi fitti dal-

zionedc'busli delle ss. Teste alla pubbli- la li man-


dui hessaPignaltelli,ed a questa
ca venerazione, concorrendovi nelle spe- dò dono accompagnati (lami pontifi-
in

se anche il capitolo. Finalmente colloca- cio breve onorificentissimo. Laonde la du-

ti i busti a'Ioro Inoglii, vi si posero le s. chessa ncH'ampliare suo palazzo di Ma- il

ani polle. De'depredali preziosi busti ^e ne drid, fece cosliuire un elegante oratorio
vede rinipoi tantissima memoria in due in onore de'ss. Pietro e Paolo, e vi col-

far simile di due quadri dipinti a olio, locò i busti loro ricevuti dal capitolo La-
esistenti nell:i cappella del coro d'inver- ternnense;ed suo arciprete cardinal An-
il

no in allo inconiro l'altare; e con essi in lonelli le dedicò le Memorie istoriche


qualche modo si prende un'idea del ma- dylle sagre 7'c?/t', stampate a sue spese,

gistero col qu ile erano slati foi mali i di- e composte dal suo maestro di camera e
^lrulli, mirabili altresì per la profusione bibliolecaiioCancellieri.il gran cardina-
dellegemmeedeile perle. Uifeiisce il Ge- le Antonelli,che celebrai in tanti luoghi
raicli, che in delta epoca di Pio VII si per le sue gloriose azioni, chiamava il vir-

k-vò dalla fet rata rispondente al gran co- tuoso e dolio Cancellieri, il migliore de*
ro della tribuna il celebre quadio in ta- suoi amici, e tale fu pure dopo morto;
vola, dipinto dal cav. d'Arpino, rap[)re- poiché non solo gli eresse un magnifico
sentante i busti dc'ss. Pietro e Paolo (cioè Cenotafio nella basilica Laleranense, e
le mezze figure loro, non gli antichi bu- quindi illustrò col libro intitolato Cenn-
sti gemmali), donati alla basilica d d suo ttiphiiini,iuaco\ bene[)lacit(j di LeoiieXII,
vicario mg.' Giacomo ("rispi ferrare>e, e si fece tumulare presso tal memoria di

the fu collocato in una parete della cap- graliludineedi amore,comedi sopra nar-
pella del s. Presepe. In questa cappella,si- rai. Anche il capitolo Liberiano grato al-
tualu a destra dell' ingresso della porta la munificenza della duchessa per la rin-
minore ilella basilica, per molti anni vi- novazione del magnifico ornato della s.
di la! quadro, r appiesenlanie semplice- Culla, le mandò in dono un nobile rcli-
T E S TE .S
59
quirnio ornalo di lapislazzuli e altre pie- sione,r7regorioXVI vi fece operare quan-
tre dure, con entro la reliquia della sles- to descrissi nei citati luoghi, restauran-
sa s. Culla, che Fio VII uìunì col s\io si- do alcune aggiungendone altre,
pitture,
gillo e accompagnò di sua autentica Tul- e rico[)rendo con marini quelle del Biti-
io questo venneancora descritto dal loda- chi non meritevoli di restauro, e percui
to uig/Baldassari, e da mg.' Francesco Li- nell'encomiata descrizione della Patriar-
verani nel suo doiloComnientrtrio rlcl no- cale hasilica Lateranense del Gerardi,
me di s. Maria ad Praesepe clic la ha '.i- si dichiara non darsene le tavole siccome

lira Liberiana portale delle rellarde del' malconce dall'umidità e perchè di niuii
la Natii'ità ed Infanzia del Salvatore merito in arte. Di più fece ampliare l'a-
"he conserva, e del quale feci nicn7Ìoue dito della cappella con un'area scavata,
:on oiioraic parole nella biografìa di Pa- ricinta e ornata di marmi colorati, con
pa Teodoro I (V.), al cui lem pò que'sa- balaustra elegante di metallo con orna-
jri tesori pervennero in Roma. Quanto al menti dorati, alla (piale si discendeva per
(Ummentovafo reliquiario della ss. Cro- due scale laterali con disegno del cav. Ca-
ie, ne li'atla il p. De Corrieris, De Sesso- nina, a foggia flelle confessioni, onde si
"ianis praeeipuis Passio ni s D. N. J. C. pose sul fiontespizio della cappella l'isi-ri-

"eliqinis Coni'mentarius.^eWa deporta- zione ricordante pure l'eseguitovi da Cle-


rione di Pio VII (T^.), sotto l'ammini- mente Vili e che riportai. Siccome que-
strazione imperialefrancese, che durò dal st' opere si fecero nel pro-camerlengato
1 8of) al 8 4, hiisti e le ss. Teste non
1 I ' del cardinal Lanibruschini, vi furono [)o-

si tolseio dalle loro custodie, e restarono sii di marmo il suo stemma e quello del
del tutto illesi e nella loro piena integri Papa. I\La per i grandi restauri di tutto il

là. Gregorio XVI fu benemerito della lia- monumento che vado a celebrare, furo-
silica Lateranense, pel narralo ne' voi. no tolti i duequaihi dipinti ti d commend.
XXIII,p.28i,XXXI[,p 32r,edaPAtAZ- Agricola, e trasportati nella cappella ri-

zo APOSTOLICO Lateranense da lui gran- cordata del Presepe, presso l'ingresso mi-
demente restaurato, fondandovi il Mu- nore della chiesa, tolta l'iscrizione « gli
seo Gregoriano Lateranense[J\),\\ che stemmi marmorei (di questi e di tpiella
aumentò il decoro dell'adiacente basili- poi parlerò), non che tolte le scale per più
ca. In questa fece restaurare lesuddetle ampie lavorazioni. Nella deplorabile e-
pitture a fresco del C'isci della volta del poca anarchica di Uoma, in cui i ilenia-
ciborio che sovrasta l'altare papaIe,alFu- goghi eransi impadronili del governo, ap-
micale e quasi perdute, onde nell'opera pena si proclamò ne'priuii del 1849 l'as-
[lelGerardi pubblicata nel i
834 si ^''^^ '^'"^ semblea nazionale o cosliluente ro(nana,
non si era potuto tentare di ritrarne i tlise- di cui parlai nel voi. LI II, p. 206 e 9.07,
jni: i quali lestauii furono eseguiti coH'o- saggiamenle il capitolo Lateranense, con
pera del valente commend. Filippo Agri- autorizzazione del Pa|)a Pio I\, ch'erasi
cola; e dal medcNimo Papa fece dipin-
il rifugiato a Gaeta, volle porre in salvo i

tele a olio due tavole rappiesentanti ss. i busti e le ss. Teste, e ne allidò la diflicile

Pietro e Paolo, che pose ne'due pilastri iri- operazione a 4 canonici, ed al sagrestana
lerni dell'aliare, rimovendo quelle che vi che prese in aiuto due suoi parenti. Seb-

jrano colorate a chiaroscuro, percui nel- beneprividelleallre 3 chiavi, soltantocoii


la volta vi furono dipinti due piccoli stem- una 5.^ e particolare che aprica la ser-
mi gentilizi di tal Papa e del suo celebre se- ratura e il catenaccio del cancello, inge-
gretario di slato cardinal Luigi Lambrii- gnosamente riuscì al sagrestano di a[)rir-
echini, tuttora esistenti.A vendo molto sof- |() (onde per memoria fu a lui data la ser-
ferto la sottoposta cappellelta o confes- ratura, colla chiave e catenaccio, che vi-
Go T E S TE S
di e baciai), e col niiìnifesto aiuto de' ss. la Chiesa, ne'giorni 26, 27 e 28 del cor-
Apostoli da tanta altezza con modi secu- rente aprile fece un triduo in onore de'
jìlici si pervenne a calare i pesanti gran due ss. Apostoli colla esposi/ione ilelle re-
liusli (per quante ricerche feci, non mi liquie medesime. La benedizione col Ve-
fu dato conovcerne il peso), e quindi fu- nerabile nel 1 .'^giorno fu com[)artita dal-

rono segretamente nascosti. Non tardò a l'Eni." e rm.° sig.' cardinal Barberini, ar-
proclamarsi a'9 febbraio la nuova repub- ciprete dell'arcibasilica ; nel 2.°dairEm.°
blica, che imitando quella del i
798, per erm." sig." cardinal della Gcnga Sermat-
ben 3 volte alcuni suoi individui si reca- tei.giàcanonicodi quel rm. "capitolo. Nel
rono alla basilica a farepremurosa ricer- 3.° giorno si cantò solenne Te Dcnrn, e
ca de'busti, forse per farne V uso prati- la benedizione fu data dall'Eni." e rni.
cato dalla precedente, ma inutilmente. sig."^ cardinal Patrizi vescovo d'Albano,
Questo giustificò la lodevole previdenza e vicario generale di Sua Santità. In que-
del capitolo, e cosi furono conservati in- st'ultimo giorno v'intervenne la Santità
tatti i busti colle ss. Teste. Allorché poi Sua, col sagro collegio. Ad accrescere la
a'3 lug!i<j le armi di Francia liberarono pubblica divozione ne' giorni del triduo
Pioma dall'anarchia repubblicana, il suo si recarono alla visita delle sagre Teste le
supremo couìandanle general Oudinof, confraternite, collo stesso metodo che pra-
sapendo pochi giorni dopo ch'erano stali ticano neil' 8.' susseguente alla festività

diseppelliti i busti, si recò a \enerare nel- de'ss. .'\posloli. Grande fu il concorso del
la sagrestia della basilica le ss. Teste chiu- popolo in lutl'i giorni. Immenso nell'ul-

se ne' volti d'oro, poiché i busti si diero- linio". Innanzi di descrivere il magnifico
no a ripulire. Quanto precedette, accom- restauro e abbellimento di lutto il gran-
pagnò e segui tale calamitosa epoca lo , dioso monumento marmoreo e isolalo,

iiairai nell'articolo l'io I X.. Questi rien- che nel bel mezzo e quasi sotto il gran-
trato trionfdmente in Roma a' 1 2 aprile d'arcodella basilica elevasi maestoso, for-
i8jo, fitta fermare la carrozza innanzi mato de'descritli cappellelta o confessio-

la basilica, ne discese e col corteggio no- ne, dell'altare papale, del ciborio e del ta-
bilissimo si recò a visitarla, adorandoli bernacolo che lo chiiul(nio,cuopiono e no-
ss. Sagra mento solennemente esposto, e bilitano: di ([ueste ultime parti co'suoi de-
poi venerando le Teste de'ss. Pietro e Pao- scrittori e con quelli della basilica passo
lo. Leggo nel n." 98 del Giornale di /lO- a descriverle brevemente, acciò meglio si

;«(^/ La patriarcale arcibasili-


del 18 jo: " conoscano le posteriori opere, tralascian-

ca Lateranense, madre e capo di tulle le do di ripetere molle delle cose riferite,

chiese dell'alma città e dell'orbe cattoli- tranne le piìi indispensabili, e limitando-


co, per divina provvidenza possiede le sa- mi al complesso di sua mole. Questa da
gre Teste del principe degli Apostoli s. Agincourl si divide in ciborio e taberna-
Pietro e del dottore delle Genti s. Pao- colo: chiama ih. "parte inferiore del mo-
lo. Nel teu)[)o dell'anaichia queste insigni numento, chiama il 2." piano superiore,
reliquie furono nascoste. I faziosi non chiuso da ferrate a custodia delle ss. Teste.

inancaronodi cercarle, coll'idea di rapir- Aduiupie l'altare papale Lateranense da


ne le preziose custodie, e forse disperder- Urh.uio V fu nel I 369 coperto e circon-

ne il sagro, come fecero altrove; ma tul- dalo con ampio ciborio di marmo di for-
le le loro pili minute ricerche furono va- ma quadra, sorretto da 4colonne,cioè due
ne. Il rm." capitolo Lateranense, in rin- di granito orientale, una di granito del-
graziamento a sua Divina Maestà per ta- l'Elba, e la 4. "di bigio morato antico, tut-
le preservazione, ed insieme per aver ri- te d' ordine corintio. Sono loro capitel-
i

donalo alla sua sede il Capo visibile del- li messi a oro di forme diverse, vale u di-
,

TES TES 6i
re i due bellissimi incontro alla tribuna di lutto rilievo in marmo e rappresenta-
lianno ciascuno 4 glifi che posano su fo- no: la B. Vergine, s. Gio. Battista che ha
glie d'acanto e sostenenti l'abaco o par- sollo il manlo una rozza pelliccia; gli e-

te supcriore del capitello, idiie limpetlo vangelisli s. Giovanni, Lu- s. Matteo, s.

alla porta sono d'ordine com-


pi incipale ca, Marco, ciascuno avendo in mano un
s.

posito e dissimili nella forma. Sopra al ci- libro chiuso, simbolo dell'Evangelo da lo-
borio s'innalza una specie di tabernacolo ro scritto; s. Pietro colle chiavi qual se-
j
con cappelletta o stanza quadrata, pari- gno di sua supiema autorità e con libro
menti di marmo, nell'esterno di forma allusivo alla dotlrina evangelica da lui in-
I piramidale e di architettura quasi goti- segnala; s. i'aolo colla spada e uu libro
ca, tutto all'intorno chiuso con grosse per indicare esser egli il dottore delle gen-
ferrate dorale, onde cuslodirele Teste de' ti. Queste figure, come tutte le altre scul-
ss. Pietro e Paolo che vi ripose lo stesso ture, sono di rozza maniera, proprie del-
Li l»ano V. INel disotto del cornicione che l'epoca del risorgimento dell'arti, e per-
s'alza sulle 4 colonne e che forma base ciò luite riprodotte dal d'Agincouit, in-
(o piedistallo come lo chiauìò Millini) del sieme all'aitai e, ciborio e tabei nacolo.Os-
tabernacolo, e recinto superiore all'alia- serva il Gerardi, che in mezzo alla roz-
re, si vedevano in faccia alla nave mag- zezza del lavoro, vi si rinviene una certa
giore l'arme di rilievo, messe a oro, lau- semplice imitazione del vero, laiche l'oc-
to di Urbano V, quanto
di Gregorio XI chio dcirintelligenle resta soddisfatto nel
che compì ornamenti dell'edifìcio.edel
gli riguardarle, e nel farne paragone colle o-
suo zio cardinal Roger. Sulla cima del ci- |)ere in seguito condotte in iscullura. Nelle

borio tra gl'nitercolunni e propriamente 4 facce dello slesso basamento del laber-

I
nella linea de'capitelli delle colonne, so- nacolosonovi in ciascuna 3 quadretti con
I novi 3 piccoli archi di marmo traforalo bellissime pitture aifresco assai antiche,

j
per ogni porle con due colonnelle qua- esprimenti alcuni tratti della Passione del
i drale isolale da quella della porla prin- Salvatore, della vita di Maria Vergine, e
ci[>ale, ed una per Iato dalle altre parli, l'effigie d'alcuni santi e sante. Ma le 3 pit-
tranne quella che guarda la tribuna,e lut- ture del lato incontro la porta maggiore

I
te terminanti in cespi di foglie frappale erano affatto coperte dal grande armadio
come descrive il Gerardij sopra i quali ar- di legno dorato, collocatovi da Innocenzo
chi eranvi learmi de'niemorali personag- XI per custodirvi le ss. Reliquie. Le pitture
gi, e de' cardinali Grinioaidi fratello di sonodiscuola toscana e reputale pregievo-
Libano V, ed Albornoz suo legalo e vi- lissinte, in parte fuiono iporlale dal d'A- i

cario generale dello stalo pontifìcio, lo gincouitcon tnolle Iodi, sulla tavola 129
sltinma del quale per le ragioni suespo- della Sezione di Pittura, come uno de'mo-
sìe sembia doversi riconoscere nelle lar- delli dello stile di pingere del secolo XI V^,

I
glie vuole sovrastate dal cappello cardi- e tulle furono ben incise nell'illuslrazioiie
;
iializio. Gli ubimi due archi però, chepiìi delGerardi, il quale le descrive con detlagli
sono vicini alla nave media, rimanevano egiegiamenle, e iiunendo erudite notizie
occupali da due piccole scale interne di sul tredutoautore Berna Sanese.'che Can-
legno falle da Clemente X per ascendere cellieri dice avere avuto a discepolo Gio-
sulla ringhiera che ciicondava il taberna- vanni di Bartolo, uno degli orefici autori
I
colo; la quale ringhiera esegnila d'ordine de'busli antichi de'ss. Pietro e Paolo, ma
I
d'hniocenzo X, avea lampade di conli-
le gli sono assai contrastate da'crilici; tulli
S
nuoardenti.]Ne'4fingoli di basamento del ! però convenendo del loro merito, massi-
tabernacolo sotto una specie di baldacchi- me quelle rispondenti alla nave media,
no, in ognuuo vi sono due piccole statue che sicconìe copeile finora dal ricordato
62 TES TE S
armadio, le preservò ila'pi egiudizicvoli ri Ste e del Salvatore; l'ultimo quadreltocon-
tocchi e replicali restaiii i che non poco le tieue le figure di due altri ilotlori di s.
guastaioiio, per ultimo nvciuio ciò fat- Chiesa, ciiiès. Bonaventura canlinale ve-
to nei I 8o4 Domenico Fiorentini di Sei- scovo d'Albano,es. Ago>tino vescovod'lp-
u^oneta. 1 ncomi nei. mdodiuKpie da Ile pit- pona. Verso la cima dtl tabernacolo si ele-

ture piti conservale della facciala della vano 4 frontoni coulornali nella cornice
confessione, dirò che nel mezzo è Gesù da gruppi di foglie frappate, nel oeutrode'
crocefisso, avendo a' lati la B. Vergine e quali si aprono 4 ^'i o rosoni rotondi e
s. Giovanni apostolo: nel quadretto a de- traforali, con entrovi una mezza figiu-a
stra vi sono espressi ss. Paolo e Giacomo i di marmo sporgente, ed esprimente cia-
apostoli : in quello a sinistra i ss. l'ielro scuna un Evangelista, ed all'intorno sono
e Andrea apostoli fratelli. Incontio alla le armi d'Urbano V e di Gregorio XI, del
porla minore della basilica si vedono 3 re di Francia Carlo V semiu ile di gigli, e
quadretti, ed in quello di mezzo è efligia- degli altri nominati cardinali. Inoltre a-
ta la Regina del cielo su maestosa sedia, g'iang(jli dello stesso tabernacolo ergonsi
col s. Band^ino sulle ginocchia, quale sopra al piedistallo pilastri con capitelli
il
4
sia beneilicendo un personaggio con au) e basi alla loro foggia, i quali poi s'innal-
pia cappa di porpora geun'lesso colle ma- zano in forma di piccole guglie di mar-
ni giunte, e credesi il cardinal Pietro Ro- mo in figura bizzarrissima, tutte frasta-
ger arciprete della ba>«ilica, e poi Grego- gliate secondo il gusto del secolo XIV, e
rio XI, che trovossi alia traslazione delle aventi in cima una stella di metallo do-
ss. Teste, ed a proprie spese ornò in |)iù rato, e contornano vagamente i lati del-
parti il moimmento, e forse fu egli clie fe- l'edificio. Nelle pareti interne di ciascu
ce eseguire le pitture, giacché in qiie'lem- no di essi, per moderna aggiunta, è ad-
pi e anco in seguito fu in uso di porre il dossata mezza colonna spirale girala di
ritratto di chi ordinava il dipinto in que- musaico che sorregge un leggiero archi-
sto slesso. quadretto che rimane a de-
Il trave, su cui riposano 4 archi e l'impo-
stra, rappresenta ss. Gio. Battista Pre- i sta della volta, chiusa da'detti trafori di
cursore di Gesù ('risto, e l'arcidiacono e marino e da arabeschi. Corona l' intero
inartiie S.Lorenzo; l'altro quadretto, cioè monumento ardita cusplile o punta di
a sinistra, con tiene S.Giovanni apostolo ed marmo, sormontata dalla Croce, e su per
evangelisla,e s. Stefano protomartire.Di- gli angoli le corrono gi'uppi di foglie frap-
limpetto all'apside o tribuna sonovi al- pate.
tri 3 quadrelli, e nel i." di essi rappresen- Il regnante Papa Pio IX, emulo de'suoi
tasi la B. \ ergine annunziala dall'angelo predecessori nella divozione e munificen-
Gabriele, che sarebbe madre del Reden- za per le ss. Teste e arcibasilica Latera-
tore del mondo; il 2.° quadrello che ri- iiense, nel i85o dopo alcuni mesi del suo
mane nel mezzo esprime la solenne co- flice ritorno in Roma, si propose in es-
ronazione in cielo della Madre di Dio, per sa di fire magnificamente restaurare e ab-
le ojani proprie del suodivin Figlio; nel bellire l'altaie papale, in modo che si ve-
3. quadi etto sono efljgiatis. Caterina ver- desse il racchiuso ligneo di s. Pietro e si

gine e martire, e s. Antonio abbate. Fi- tornasse a celebrare sulla sua nuda men-
lialmente incontro l'aliare del ss. Sagra- sa, di rinnovare la sottoposta confessione
mento, nel i
."
de'3 qtiadrelti sono dipinti con aui[)liazione, di togliere le opere ag-
i dottori di s. Chieda, s. Gregorio I Ma- giunte al ciborio che circonda l'ai lare stes-
gno, e s. Ambrogio arcivescovo di Mila- so, e di ornare il tabernacolo e custodia
no; il dijiitito che segue esprime il buoni^a- di dette ss. Pieliquie. Colla soprintenden-
sture colle pecorelle nella figura di que- za del cardinale Giacomo Anlonelli se-
.

TE S T E S G3
gretai'io di sialo e piefello de'ss. Palaz- brò il s. Sagrifizio l'apostolo s. Pietro, il

zi apostolici, il Pontefice ne commise i di- Papa si porlo a vtderlo e ordinò che un


segni e la direzione all'aichilelto cav. Fi- monumento tanto prezioso non restasse
li|)po Mai tinucci, sotto-fuiieie de'uiede- per l'avvenire nascosto alla divozione dei
simi ss. Palazzi , ingiungendogli allresì feileli. Trovo narrato nel Ginriialc de'3

priiicipaliuenle la delta i emozione di tut- dicembre i85o, che a'28 del precedente
te le cose aggiunte al ciborio e taberna- iiuvembre il Papa dopo avere nella ba-
colo, posteiiorrnente alla sua primitiva e- silica Liberiana posto i sigdli all'urna del-

iezione,a dannodellasua intera vista, del- la s. Culla (ehe ne'ti istissinii giorni che re-

la simmetria e allo siile del monumento, sero fatalmente mentorabile a Pioma il

iu parte occultandone le forme, gli orna- i849) era slata nascosta alla rapacità dei

ti e le pitture. Il cav. Marlinucci pose ma- faziosi, i quali inutilmente osarono fu-
no con impegno all'opera, coadiuvato nel gare tutto il sagro edifizio, per predare
l'esecuzione da egregi artisti , e portalo la magnifica urna donala dalla sullodata
tuttoa piosperoed encomialo compimen- duchessa Pignaltelli), si dilesse alla basi-
to, nella faustissima epoca in cui per la lica Laleranense per lo slesso motivo di
dogmatica definizione dell' Immacolata apporre in sagrestia i sigilli alle ampolle
Concezione (che con entusiasmo religioso contenenti le Teste de'ss. Pietro e Paolo,
descrissi, con quanto l'avea preceduta e le quali porse a baciare alla porzione (.lei

poscia seguì, nel voi. LXXllI, p. 4^ ^ seg. c<q:>itolo ivi presente, a' suoi firoigliaii e
co' Ccìiiii storici), convennero in Roma in olle guai die nobili ehe lo accompngiìava-
tiuito mimerò i pastori della s. Chiesa cai no. Il n.° 121 del Giornale del i85i di-
tolica, rese contezza di tutto con pubbli- chiara, che essendo sialo compito il re-
care in essa neh 854 ^ dedicato al som- stauro dell'aliare papale e suo tabernaco-
mo Pontefice, l'interessante, artistico ed lo ripristinalo neirantica forma, e riposlo
erudito:Breve Commentario intorno le nel I ."quello ligneo sul quale si crede ab-
reparazioni eseguite all' altare papale bia celebralo s. Pietro, a'2 3 maggio il Pa-
I.ateranense e suo Tabernacolo, con 3 pa recatosi nella basilica Laleranense a os-
tavole. Contiene lai ."l'elegante prospetto servare i magnifici lavori, uianifeslòla sua
della confessione e sua pianta; la 2.' il no- sovrana soddisfazione, vedendo busti i del-
bile fianco e prospello dell'altare papale, le ss. Teste diligeiitemenle ripuliti llipor-
colla pianta del tabernacolo e palle su- lati questi nel loro tabernacolo, a''ì5 del-
periore della confessione; la 3/ l'intero lo sles^o mese vi furono riposte le ss. Te-
maestoso e splendido prospetto dell'alia- ste. jNella mattina di quel giorno a tal ef
re papale nella basilica Laleranense, il di fello si portarono nella sagrestia della ba-
cui ciborio è stato adornato e restituito silica, ov'eiasi adunalo il capitolo, l'ar-
all'anticaforma dal Papa PiolX nel 85 i i ciprete cardinal Baiberini, mg."^ Medici
Puferisce l'oniciale Giornale di Roma dei maggiordomo, 3 conservatori di Roma, e
i5 ottobre 85o, che a' o del mede>imo
I I d. Carlo Corgnana ileputalo ecclesiastico
il Papa col solito corteggio si recò alla vi- dell'arcis[)edale del ss. Salvatore. Vene-
sita della basilica Laleranense,, e dopo l'a- rate le ss. Teste esposte nell'altare della
dorazione del ss. Sagramento, visitò la tri- medesima sagrestia, furono esse livereu-
buna dell'altare papale,quale a sue spe- il lemenle prese dal cardinal Barberini e da
se si restaurava e ridonava all'antica for- nìg,"^ Tizzani canonico della ba>ilica e ar-
ma; e che lavori iniziali promettevano
i ci veseovodiNisibi, piocessionalmente por-
l'adempimento de'suoi pii desiderii. Es- tale al tabernacolo e collocate ne'rispetli-
sendosi trasportalo in sagiestia l'allaiedi vi busti, per la ([uale leposizione era sta-
legno sul quale, com'è la tradizione, cele- ta eretta una temporanea scala di legno
C4 TE S TES
e palco simile, parali di damasclii rossi, nevano sconciamente occupali due in- 1

Cliinso r unico cancello di ferro colle 4 tercohmni che rispondono alla nave tra-
chiavi da'iiominati personaggi e da'due versa), l'armadio o custodia delle ss. Re-
camerlenghi del capitolo custodi delle me- liquie messo sulla ringhiera dalla parte
desime, rimasero le ss. Teste [)er tutto il della nave maggiore; cose tutte che oc-
giorno scoperte alla venerazione de'fede- cultavano la forma e gli ortiamentienuo-
h, in gran numero accorsi, come molti e- cevano all'insieme dell'edilìzio. »» l\esti-

lano pure intervenuti alla traslazione. luilo questo al suo [."e proprio aspetto,
Racconta il n.°i iSdeK^/o/vz^/rdellostes- si mostrò qual era e quale avrebbe dovu-
so I 85 i ,che a'29 maggiojfesta dell'Ascen- to esser sempre serbato. Le pitture, i fre-
sione, il Papa, i cardinali, la prelatura e gi, gli stemmijsi tornaronoa vedere. Quel-
gli altri elle vihanno luogo, intervenne- l'armonia, che pure secondo lo stile te-

ro nell'arcihasilica Lateranense alla con- nuto vi regna, tornòa comparire con gran-
sueta c.ippella papale. E siccome con 11- de vantaggio. Si venne allora a'restauri.
iiiversale soddisfazione si vide cou)|)ito il Questi, per generosissima disposizione di
sontuoso restauro eseguito nell'altare pa- Sua Santità, che tutta del suo proprio e
pale, e nel ciborio e tabernacolo per mu- privato peculio ne ha fatta la ben rilevan-
nificenza del Papa Pio IX, sotto la su|)e. te spesa, furono accompagnati da grandi
l'icire cura del cardinale Antoncili, i dise- e molti abbellimenti. Perchè oltre alle
gni e la direzione intera dell'andamento parti rifatte, alle dorature rinnovate, al-
dell'opera del cav. Martinucci cosi con , le pitture rimesse in islato coll'opera del
erudito articolo si encomiò il pensiero del valentissimo artista cav. Francesco Co-
Papa che l'antico edilizio d'Urbano V per ghetti (sopra tulle fanno di loro bella mo-
collocarvi le Teste de'ss. Pietro e Paolo, stra i 3 quadrelli rimasti per quasi due
non più si vedesse alterato in tanti uìodi secoli coperti dall'armadio delle ss. Reli-
dal primiero suo essere, non che si loila- quie, per freschezza e armonia dicolori-
lono le cos[)icue addizioni da lui ordina- lo);ben altre cose vennero eseguitea mag-
te (nel Importare il [)iìi importante di ta- gior decoro del sagro edifìcio: ben altre
le articolo, fra [)arentesi aggiungerò alcu- con nuova opera accresciute". Indi si di-
ni schiarimenti, parte de'quali li ricavo ce, come fu tolto un colore sovra[)poslo
dal Comnicnlario del cav. Martinucci). che ricopriva i marmi antichi, i quali tor-
Inoltre ivi si narra, che fu tolto uno dei narono a far bella mostra. Ma perchè nei
gradi aggiunto da Clemente Vili, rpinn- fondi il risalto delle tinte non si deside-
do pavimento della nave traver-
rialzò il rasse, vi furono incrostate lastre di smal-
sa o crocerà, con che si ottenne che più to turchino, che sembrano lapislazzuli,
sopravanzassero al suolo le 4 colonne sor- e vi furono posti rincassi di musaici. Le
reggenti tutta la mole, le quali per 4 p'd- ferrate antiche senza disegno, di semplici
mi erano state ricoperte, acquistando le sbarrediritteetraverse,si rifecero con mi-
coloime più sveltezza e proporzione (col- gliore analogia al limanenle, e con ricco
la grandiosità del monumento, avuto ri- ordine di bronzi lilevali e dorali. Quindi
guardo a'postcrioii rialzamenti del pavi- si passa a parlare dell'altare ligneo di s.

mento Clemente Vili, eda-


dello stesso Pietro racchiuso in quello di maimo, in
gli anteriori di Martino Vedi altri in tem- guisa che la niinsa è scoperta (in fatti di-

pi piii rimoti, per cui ora di due soli gra- poi , alzata la tovaglia potei baciare con
di è rilevato l'altare). Ch'erano state pu- venerazione il nudo legno), e dagl'inta-
re rimossele ringhiere di ferro intorno al gli trafiiiati nel C(jrpo dell'altare può an-
l)asamcnto, le scale e le altre parli di le- cora vedersi in parte la preziosa reliquia.
gno addossale alle colonne (per cui ritna- Essere ncll'innanzi(o paliollo) dell'aliare,
TE S T F S 6 j:
iiiconlio la (ribnna, 4 colonnine spirnli, me del cardinal Giacomo Antonelli, a de-
t;!i;ite(li iiMisaico, che due a due ortliiiale stra di quella d'Urbano V, alla cui sini-
pongono in mezzo nel maggior spazio la stra èquella del fratellocardinalGrimoar-
cioce cinta di raggi (di metallo dorato io dijCome leggo nel Comnic/itario dei cav.
cpiitio a rosone vuoto, sopra un fondo di Martinucci e trovai nelle osservazioni fat-

gro<!«o vetro turchino), e ne' due minori tesul monumento. Aggiungemedesimo, il

le statue in marmo de'ss. Pietro e Paolo che il fondomarmoreOjSoprail qualefau-


(queste graziose statuette, con quelle di no lilievo gli ornamenti descritti dell'al-
simile grandezza di s. Matteo apostolo e tare, è ordinato a disegni in traforo con
di s. Simpliciano vescovo, apparteneva- dorature di quella sobrietà che luogo sì
no alla non piùesistenfe Chiesa dix.Mat' venerando richiedeva e tutte le tavole :

fcn in Mcrulana, ne feci cenno a s. Mat- marmoree, che componevano l'antico al-
teo e meglio altrove: trasportate nella ba- tare, con altre memorie rimosse, furono
siliei furono tutte e
4 poste lateralmente trasferite nel chiostro della basilica e di-
ali altare del ss. Crocefisso, indi trasferite spostecom'erano antecedentemente. Di
nel chiostro della basilica, ove le vidi; poi murate nelle pareti, testi-
fatto le trovai
per ornare il nuovo altare papale oppor- monio irrefragabile del mio parere sullo
ttinamenle furono tolte quelle de'princi- stemma del cardinal Ugo Pvoger ivi esi-
pi degli Apostoli equivisituale.lnoltrenel- stente, tal quale a quello del nipote Gre-
la sagrestia de' beneficiati si vedono mu- gorio XI, e non mai del cardinal Agri-
rate nelle pareti le statue ojarmoree, più foglio, che facendo, il che già notai, per
jgrandi delle ricordate, ed anche ivi por- arme 3 palle e 3 stelle, divise da sbarra o
li
tate dalla chiesa di s. Matteo, e rappre- metà
fascia a della larga e non traversal-
sentanti s. Giovanni Battista, s. Giovanni mente, come le insegne gentilizie de'Pvo-
;
apostolo ed evangelista, s. Marco e s. Lu- ger formate di 6 rose separate da sbarra
ca evangelisti, e s. Lorenzo). Dall'oppo- o'fascia traversa, la dilTeienza tra 1'
uno
sto lato (nella fronte dell'altare) che guar- e gli altri è troppo patente). Il lavoro de'
da la nave grande, è l'arme del regnante bronzi dorati dell'altare, come di tutto il

Pio IX di metallo dorato (la (juale è po- rimanente, fu eseguito nell'officina e stu-
sta nel centro di rosone vuoto di grosso dio di Pietro Paolo Spagna; quello deinu •

vetro turchino), fra colonnine eguali alle salci lo diresse il cav. Michelangelo Bar-
descritte, in mezzo alle simili d' Urbano beri; i fratelli Sante e Giuseppe Cianfara-
Ve Gregorio XI (fiancheggiate da altre ni eseguirono ogni opera in marmo (tutti
jdue simili colonnine spirali, onde la detta quanti operarono stupendamente). Nel
jfroule è partita in Squadrati). A'duefian- n.° iSg del Giornale dei 1 85 1, si ripor-
'chi minori poi dello stesso altare sonovi ta un estratto della dissertazione recitat;i
gli stemmi (di metallo dorato nel centro nell'accademia romana d' archeologia a'
ili rosoni vuoti di grosso vetro turchino), 5 giugno dal commend. Pietro Ercole Vi-
claila parte del vangelo, della real casa di sconti commissario dell'antichità e segre-
Francia, da f|uella dell'epistola, del car- tario perpetuodella stessa accadeinia:!^/^^-
dinal d'Agrifjglio (non ci posso conveni- l' Aliare papale, Ciborio eTabernacolo
•re pel dimostrato superiormente, e in ve- della basilica Lateraiiense. Dichiaròdo-
|ce la ritengo per l'arme del cardinal Ugo versi impedire le alterazioni de' monu-
Pi0ger),e si aggiunge: che che ne sia stato menti, massime i sagri, e perciò celebrò
da altri scritto in sentenza contraria, (Nel che si rivendicava quello Lateranense.Di-
1.° degli archetti dell' intercolunnio del viso l'argomento in 3 parti, nella i.» disse
prospetto della confessione, nella targa di sua origine nelgennaio 369, produ- i

d'uno stemma cardinalizio fu scolpita l'ar- cendo un breve d'Urbano V, col (|uale Vi-
VOL. LXXV.
G<\ T E S TE S
iialmenle rese noto il suo architetto nel l)nno V, e del cardinal Grimoardi : nel
s.'ineseGiovanni di Steflino, che siccome frontone sopra l'Evangelista una corona
pure scultore può avervi o[)erato anco con reale, e lateralmente al rosone in basso
quest'arie. Die nuove notizie di Giovan- duearmi di Francia seminale di gigli. In-

ni di Bartolo orafo e scultore, e delle mez- contro la porta minore della basilica, su-
7e statue stupeudanienle operale perle ss. gli archetti gli stemmi del cardinal Albor-
Teste. Parlando delle pitture chesono nel roz, ma senza la traversa, d' Urbano V, e
basamento del tabernacolo, escluse alTat del cardinal Grimoardi ; nel frontone .so

to cije ne fosse autoie Herna da Siena, il pra l'Evangelista l'insegna della chiesa ro
che neliSGc) dipingeva in Arezzo, e che mana, e lateralmenle in basso al rosone
secondo Vasari u)ai si recò in Roma; con due armi d'Urbano V.Ritnpetto alla tri-
Aitando inoltre il Rocca che l'avea attri- buna, sugli archetti gli stemmi del car-
buite a Leonardo da Vinci. Stabilì a quali dinal Grimoardi, d'Urbano V, e del car-
cardinali si dovessero assegnare le armi dinal Roger: nel frontone sopra l'Evan-
rappresentate in diverse parti del ciborio, gelista il triregno colle chiavi incrociate,
come del tabernacolo (che però dal ri fé e lateralmente al rosone in basso duear-
rito nel Giornale, non si nominano), che mi Giegorio XI. Nel lato inconlio al-
di
ad altri alcuni scrittori l'altribuirono sen l'altare delss. Sagramento, sugli archet-

7.1 guardare la storia e meno l'araldica. ti gli stemmi del cardinal Albornoz, e-
Si dice che nella 2.^ parte, espose le al- gualmenle senza la traversa, d' Urbano
terazioni alle quali il mnnimiento era an V, e del cardinal Grimoardi ; nel fron-
dato soggetto, e come lo avessero reso di- tone so[)ra l'Evangelista nulla, e late-
verso dali.° disegiiojeche nella 3.' trattò ralmente al rosone in basso due armi di
degli operati restauri, facendone conosce Gregorio XI. Finalnienle nell' aliare gli
le i pregi. Nel n.'iy dell' .///^?/w di Ro- stemmi già descritti. Nel n.^aSydel G/or-
ma de' 17 del medesimo giugno, si ripor- 7//7 A', riferendosi il celebratoaiiniversario
ta un articolo intitolato: fJ Altare papa- della dedicazionedella chiesa Lateranen-
le della hasiliea Lateratìeìise,co\ dise- se, a'g novembre 85i, I si notifica che in

gno del prospetto di tutto il monumento, tale occasione, dopo il grande restaurodel
lice si riprodusse l'articolo pubblicatone! ciborioUrbaniano,si era scoperto il celebre
n.°i Giornale di Roma, di cui so-
23 del vetustissimo altare di legno di s.Pietro,sul
pra diedi un sunto, manifestandosi esser- quale ordinò s. Silvestro I che ninno fuori
neautore l'encomiato commend. Viscon- de' romani Pontefici vi potesse celebrare.
ti; indi si aggiunse un ristretto della dis- Si legge nel n.°io2 ddGiornale di Roma
sertazione ricordala del medesimo archeo- dell 853, che a'5 maggio, giorno dell'A-
logo, esplicitamente nominandosi le armi scensione, per la ."volla comparve
i al pub-
«•ardinaliziecìie sono nel monumento,cioè blico nella basilica Lateranense l'amplia-
de'cardinali Grimoardi e Agrilbglio, di- zione della confc'^sione dell'aitare papale
chiarandosi infedelmente prodotte dal per munificenza del Papa Pio IX, poiché
Ciacconio, e trovarsi esatte nelPanvinio, quella ristietta costruita da non molti an-
che il disserente seguì. Ma anche su que- ni da Gregorio XVI, poco ormai confa-
sto punto provai superiormente,che in ciò cevasi alla ricchezza del sovrastante co-
non errò Ciacconio,e che nelPanvinio non spicuo altare. E poiché la restaurazione
esiste l'asserto. Avendo attentamente e- ileimedesimo, aflldata già al cav. Mar-
saminalo gli stemmi del ciborio e del ta- tinucci, riuscì non solamente di piena sod-
bernacolo, ho trovalo, the nella parie li- disfazionedel santo Padre, ma unitamen-
spondcnlealla na\ e grande, sugli archetti te riscosse le lodi e l'ammirazione del pub-
sotJovilearmidclcaidinalAnlonelli.d'Ur- blico, a lui fu parimenti commessa Tese-
- -

TE S T ES 67
cii^Innp dell'opera aggiuntaci. Imperoc- di Gregorio XVI (e del cardinal Latn-
ci.è v'impiegò sensatezza di disegno, ai bruschini, ambedue eseguiti dopo la re-

nioniosa disposizione negli oinainenli di mozionedelleloro armi marmoree situa-


]u eziosi mai mie bronzi, con accrescimen- te esternamente, le quali ho trovato mu-
ti) ulteriore di decoro alla i /basilica del- rate nelle pareti del chiostro, presso quel-
l'oriìe cattolico. Ora col lodalo Co/ìuiien- le dell' antico altare papale) ; e so|)ia la
{./rio del cav. Martioucci supplirò alle porla la memoria de' rinnovamenti che
mancanti notizie del sin qui narrato. II eh. vi fe'operare (cioè nell'interno della cap
' autore nella descrizione de'reslauridel la pella, poiché l'iscrizione di metallo do-
bernacolo marmoreo e de'monumenti a- rato di Gregorio XVI, che ricordava pu-
diacentij premile brevemente la storia di re l'operato di Clemente Vili, fu tolta: la

essi, onde meglio dichiararne lostalo pre- sostituita è dipinta del seguente tenore;
sente. Egli comincia dajla confessione, che Gregorms XFIP.M. - S.P.Aniio XIII
forma e abbellimenti degni
inlcse darle PerAloysium Lamhruschinuin - Firum
jdeir augusto tempio e della mole di cui Eminentissimum- Ej). Sabine n. A Cons.
fa parte. Perciò attenendosi alle norme Sanct. - S. E. R. Pro Camerarium- Ve-
delle consuetudini ed a'caooni dell'arte tustatis injiiriasuhlata-Pro loci flig?n-
Architettonica, la estese nella lunghezza tate- Omni cultu-Exomavit). Nell'ab-
tlipalmi 16 verso la nave media e si ap- bassare che si fece l'area della confessio-
profondò di palmi 2. '--E' cinta la confes- ne si discoprì per la i
.^ volta il piano di
sione d' un nuovo parapetto in marmo antica via che corre parallela alla nave
[lunense, dis|)osto a quadrali chiusi da a- traversa dal settentrione al mezzogiorno,
ìiabeschi di metallo traforati, che conli- formata di poligoni irregolari e fi^ncheg
jnuano il tipo del monumento principa- giata di marciapiedi in pietra tiburtina.
le. Il piccolo cancello, che ne chiude l'en- Sotto la soglia poi dell'ingresso della cap-
ti ala verso la porla principale della ba pella fu rinvenuto un pertugio corrispon-
silica. è similmente di metallo in foggia di dente a lungo sotterraneo formato di due
I osone. Si discende nell'area per mezzo grandi sale a volta di ottima costruzio-
di doppia scala dii4 giadi ciascuna, di- ne, lunghequautola nave traversa equa-
jfesa da parapetto a piccoli balaustri di si intieramente colme di macerie. So-
Ijérro fuso doiato. Le pareti sono rivesti- pra della volta che guarda ad oriente ba-
te di marmi colorati a riquadro, e la fron- sano le due colonne del tabernacolo che
te che sorregge il tabernacolo è architet- sono verso 1' abside, le altre due colon-
tata di 6 colonnelle in mezzano rilievo, ne piantano sopra il muro del rinveuu
rbe dimostrano sostenere il fregio sul qua- to edifizio imminente all'antica via. Per
le posano gradi dell'aliare superiore e
i ultimo nell'area stessa si liasferì il depo-
le basi delle colonne del medesimo taber- sito di IMartino V, che dianzi era lungo
nacolo. La porta della cappella è a sesto la nave, e si rinvenne vuoto. Alcuni eru
acuto, adorna di coruicea guscio con due diti delle patrie antichità per tale l'avea-
bastoni a compartimenti dorati: ed il suo no". E qui pubblicò l'inedita epigrafe rit-

cancello di metallo è pure nuova opera mica, che ricevuta da me anteriormente


lavorata a rose dentro di rombi col fon- dalla gentilezza del di lui degno fratello

do di cristalli colorali (riceve pure luce n»g.'^]\larlinucci,riprodussipiìi sopra, nel-


da una piccola ferrata, posta sotto ìi
1° la quale è detto essere Mailino V sepol-
de'3 scalini dell'altare pontificio). L'inte to nella cappella propria di sua famiglia ...

liore della cappella si è lasciato come an- proprio qui met!iì>ra sacello... Recldidit.
tecedentemente era colla volta dipinta a "Continuate per altro le ricerche, sotto il
chiaroscuri.e nel mezzodì tssa lo slemma paviu)culo alla profondità di circa 4 l'^''
68 TE S TES
mi (alla presenza del nobilissimo paren- tantCjchea giudizio de'periti in simili ma-
tiido di quel Pap.n^fiirono rinveniile mol- terie addimostravano straordinaria anti-
te ossa umane da poleine {'uiiDaie uno cliilii. Fra i vari strati di tavole si seno-
stljelelro intiero, ed erano disposte che s'i priiono riposte moltissime monete del se-

i piedi dello scheletro corrispondevano al colo XIII al XVI. Rimosso il paliollo, gli
punto superiore in cui vedevasi il capo specchi laterali, i 3 strati di tavole, si vi-

del l'ontefìce Martino V nelT elligie di de a nudo una cinta di abete per 3 Iati
bronzo. Entro il deposito suddetto sono aderente a .\ altre cinte di legno antichis-
state riposte le rinvenute ossa, e lasciala sime e logore, che racchiudono, o per dir
memoria dell'eseguito rimuovimento col •
più esalto, foderano gli avanzi dell'albuo-
Martini V R. P. condì torium
la scritta: cio selvatico ond'era tbrmato l'altare di
marmoreis cmhlcmatilnts ornatimi, ae- s. Silvestro. Nello specchio di fronte è la
neo occlusimi operculo Simonis Jloren- croce latina di tarsìa in legno giallogno-
tini arte caelato anno 433. Pio IX P. i lo e biancastro a guisa di mosaico, conia
]M. seclusum,et opcrtum, e tessellato Ec- già si è detto. Anche nel piano giacente sot-
clesiae pavimento Ime translatimi est 6 to l'altare si rinvennero monete di Pon-
idus fcbriiarias iS53". Ecco poi come il tefici e di città italiane. Tutte queste me-
cav. Marlinucci descrive l'altare ligneo di morie, gelosamente esaminate e custodi-
s. Pietro, chiuso nel nuovo suddescritto, te , sono state novellamente riposte per
e la forma in cui fu trovato." Il piano su- entro il nuovo altare, fermatele per mag-
periore era composto di 5 tavole di cipres- gior cautela con due lamine d'ottone, che
so, quindi si prolungava di i3 tavolette abbracciano tanto a destra che a sinistra
di castagno poste verticalmente alle già l'altare, la tavola superiore e la cassa in
indicate. Di (juestea destra ed a sinistra fondo, suggellale cogli stemmi di Nostro
erano aderenti due mensolette. 11 paliot- Signore,edeirE.uio Antonelli prefetto dei
to fu ritrovato composto di cornice d'al- sagri Palazzi apostolici". Narra inoltre il

buccio, che stringeva una lunga rete di cav. Marlinucci, che si i ipniirono e dora-
cordicella annodata a'quadrilateri oblun- rono a nuovo i capitelli delle colonne, e
ghi; di mezzo a'quali scorgevasi una cas- queste lustrate, vintele didìcoltàdel mar-
sa con croce nel mezzo formata da tarsìe mo e delle posture; egualmente ripuliti
ad angoli acuti in colore bianco e giallo- e dorati gli archetti di marmo traforati,
gnolo. Negli specchi laterali erano dipin- ed incassati per risalto degli ornamen-
te le immagini di s. Pietro e di s. Paolo, ti alcuni smalti che imitano i lapislazzo-
in tutta persona , coperte però in parte li. Che fu nuovamente ornato l'architra-
dalle due indicate mensolette, lequali in- ve del ciborio per 3 Iati di lista a colori
oltre ascondevano due iscrizioni. Legge- in musaico, ed in quel lato che sovrasta
vasi in quella a cornuEvangelii: Sanctus la confessione fu posta per memoria del-
óilvester Papa
Primiis pontificia san- le riparazioni eseguile la seguente iscri-

ctione statuii ut si cpiis praeter roma- zione in lettere di smalto doralo. Plus
num Ponlijicem in hoc Altare Missam IX Pont. Max. in vcterem formam re-
celehrasset anatìiema csset: ed in quel- ac splendidiori eiiltii inslauravit
stituii
la a cornu Epistolae: Sanctus Silvester anno mdcccl. Tulle le parli maigiorcc
P-itpaPiimus Altare ligneitm in quo s. e superiori del tabernacolo, con I' aiuto
Petrus et reliqui ante se Pontlfices sa- della chimica, furono scoperte e rinfresca-
era fecerunt lionoris eausa hic colloca- te di nuovismalti. Nelle pareti interne dei
vii. Tolte quindi le indicate tavole, altre 4 pilastri con capitelli e basi, che solle-
due di ci[)iesso ne si rinvennero: e dopo vandosi terminano in guglie, fu addossa-
queste, 4 tavole di noce aderenti ad allret- ta a ciascuno mezza colonna sj[)irale gi-
TES TET G<j

rala iV\ musaico, die sostiene leggiero ar- vere assistito a'24 giugno alla cappella per
cliilrave, su cui riposa l'imposta della vol- la festa di s. Gio. Iiallista,si portò all'al-
ta, il che già rimarcai. Ad ognuno de'4 tare di Francesco a venerare le ss. Re-
s.

]ati della cap|)elletla (|ua(irata che rac- liquie dell'arcibasilioa, ed osservando re- i

chiude le ss. Teste, furono poste a riem- stauri fatti alle custodie e il resto, espres-
pirne gli spazi 1 6 c.obuiielte di ferro fu- se la sua [)iena soddisfazione.
so, intonacate di lamine di metallo in par- TETCITA. Sede vescovile dellaBiza-
te durale, con simili aral)esclii ornamen- cena nell'Africa occidentale, sotto la me-
tali; e da queijato cli'èdi fronte alla nave tropoli d'Adrumeto,
suo vescovo Ru- e il

inagi-ioie pontjo contemplarsi i due bu- stico fu esilialo nel 4'^4- '^'^ Unnerico re
sti iiL'Vjuali si conservano iCapi de'ss. l'ie- de' vandali, perchè doverosamente si di-
tro e Paolo. Quivi essendo l'unico cancel- chiarò cattolico, nella conferenza de'dona-
lo chiuso da 4 chiavi diverse, per cui si tisli in Cartagine. Morcelli, Afr. dir. 1. 1.

possa penetrare nella cappelletta o inter- TETRADITI. Nome di molle sette di


no del tabei-nacolo. Restituiti in tal guisa eretici, cos'i chiamati pel superstizioso ri-

ol prin)ilivo aspetto il ciborio e il taberna- spetto chealfettavanoper il numero quat-


colo, compito il monumento di quegli ab- tro, come i Sahbatai-i (f^.) perchè cele-
Itellimenti diesi desideravano nell'altare bravano la Pasqua nel giorno xiv della
e nella confessione per l'armonia ilell'in- luna di marzo, e perchè digiunavano ne*
sieme, sagro e celebre ediflzio per la
il
,
mercoledì eh' è il Z^.." gior/io della srtti-
inunificenza del Papa Pio IX ordinatore inana; cos\anco Manichei (V.) e loro
i i

dell'opera, per l'intendimento e gusto del settari, perchè ammettevano in Dio 4 per-
cardinal Antonelli che ne fece eseguire i sone in vece di 3 seguaci di Follone, ; i

voleri, per avervi egregiamente corrispo- perchè aggiungevano al Trisagio (J\)


sto l'archilelto cav. Marlinucci, ritornò a alcune parole colle quali insinuavano che
fare di se decorosa e splendida mostra in non fu una sola delle tre Persone della
mezzo al santuario, che qua! (.'chiesa del- ss., Trinità che avea patito per noi, ma la
l'universo per antonomasia fu chiamata Divinità intiera ; e Hnalmente anco i Se
Chiesa apostolica Romaiui. Dirò per ul- K'eriani(F.) furono denominati telraditi,
timo, che riferisconon.' 4^ e i52 del i i secondo l'annalista Rinaldi. Altri voglio-
Giornale di Roma del 1 855, die il capi- no che discepoli di Tetrardio, seguace di
i

tolo Lateranense ha fatto recentemente Severo capo de'severiani, si chiamarono


restaurare e indorare la bellissima custo- ^ci/-mv//V/; questi eretici pretendevano col
dia o armadio delle ss. Ilelit(uie, che fat- loro eresiarca, che il corpo di Gesìi Cri-
ta lavorare da Innocenzo X.I, per circa due sto fosse stato corruttibile e soggetto alle
1 secoli era stata sul gran ciborio dell'altare passioni, come quello del restante degli
I papale, e la collocò sull'altare della cap- uomini.
! pella ddle Stimmate di s. Francesco d'A- TETRAPOLI, Tetrapolis. Voce gre-
I
sisi, di consenso della principessa Rlassi- ca espressiva di quattro città, e fu dato
I
ino Lancellolti patrona della stessa cap- a'regni divisi in 4 parti, ed alla Seleuci-

I
polla. Gli estremi lati della custodia fu- de, antica parte della Siria, lungo il ma-
j
rono allungali e ornali d'intagli simili ai re, fertilissima e popolosa, formata prin-
preesistenti pregievolissimi; essendosi pu- cipalmente dalle 4 città di Antiochia (di
re disposti all'intorno due angeli che so- i cui meglio a Siria), Apaniea, Laodicea
I

stenevano l'arme d'InnocenzoXI, anch'es- e Seleucia{r.). Osserva il Terzi nella Si-


si ridi)rali,ed ora sorreggono imo la Cro- ria sacra, che la s. Scrittura chiamò la
ce, l'altro la palma, e de'cornucopi ezian- provincia dellaTetrapoli,Celesiria,vocec-
dio messi u oro. il Papa Pio IX, dopo u- quivalenle aCuva o Curva Siria, ne descri-
70 TET TE U
verampiezz<i,lecillàclie comprese, i «noi l)ilì chei suoi figli avessero: Antipn la te-
confini e la regione. Inoltre il nome iliTe- trarchia della Galilea e della Pelrea ; il

trapolifudalo ancora n4cillà dei non! del- regnodi Giudea Archelao;FiIi[)po la Tra-
l'Altica, ricordale dal Uandrand nel Le- condite, la Gaulonile eia Datanea, ch'e-
jìcoìi gvou^rdjihìciim. inoltre Tetrnpoli resse in tetrarchia; die poi a Salome su?»
venne appellala Anlioiliia, perchè divisa sorellaJamnia,AzoteFasaelidecoii 5o,ooo
in 4 ^"•''''•'eri principali, clic foi mavaiio monete. Ma malcontenti i principi di tal
per coM dire altrellante città, quando e- divisione, ricorsero ad Augusto, il quale
racioè nel suo splendore e 3/ citlà del ro- concesse ad Archelao la metà del regnodi
mano inipero dopo Roma e Alessandria. Giudea sotto ii titolo di enarchia , e gli
Dipoi il regno e 1'
isola di Sicilia (f.), promise di stabilirlo re se colle virtù lo
(piandosi denominava Trinacria, fu di- avesse merilalo: divise 1' altra metà tra
visa da Coiiifacio IX in .°
4 parti o Telrur- Filippo e Anlipa, cioè il i ebbe la Ba-
chic per mantenere le laijioni della s. Se- tanca o Batabea, la Tracondile e 1'
Au-
de, assegnandone il governo a 4 potenti ranidite, ed il paese di Zenodoro; il 1.°
conti con annuo censo, e che sommiui- la Galilea col paese al di là dal Giorda-
An-
stras'-ero aiuti di galere e cavalieri. no. Ad Archelao [ìiopriameiite die la Giu-
ticamente chiamò Tetrarca, Tctrar-
si dea, l'Idumea e la Samaria; a Salome con-
cha, vocabolo greco formato da quarto fermò e ampliò Io statuilo dal fr.ilello.

e da coniando, quegli che comandava la Questi principati furono delti Telrar-


4
4." paried'un regno o contrada, perchè cliie. I latini dierono a'ietrarchi il titolo
ilgoverno d'un regno diviso ia 4 parli di Re, come apparisce dall' orazione di
nominò Tetrarchia e Tctrarcato il
.si
, Cicerone per Dejotaro, che non era se non
governo o douìinio del tetrarca. Altri ri- se tetrarca della Galazia, accusato d' a*
feriscono cheletrarca significa un Signo- ver allentato alla vita di Cesare. Anche
re, che ha la 4-" parte d'uno stato in pie- abusarono del titolo di tetrar-
gli ellenisti
na sovranità. Dice il M;igri verbo Te- , ca, e lo davano a'governatoi delle pro- i

Irarcha, che questo fu il titolo d'unii di- vincie. Fu anche dato il titolo di telrar'
gnità chegoverna va la 4-" parte d'un rea- ca a chi possedeva la metà o il 3.° d'u-
me, il capo di es>a, e che cos'i gli evange- no slato.
listi chiamarono i discendenti di Eroile, TETRARCA. F. Tetrapom.
governatori o signori dellaGiudea (T.;, TEUCHIRA oTAOCHARA.Sedeve-
divisa da'roinani in
4 governi o princi- scovile della Libia Penlapoli nel patriar-
pati. Erode Antipa fu gialilìcato da Au- cato d'Alessandria, sotto la metropoli di
gusto coi governo della 4' parie del re- Cirene, eretta nel V secolo, e chiamata
gno di suo padre,sollo il nome di tetrarca; pure Arsinoe. Zenone suo vescovo jiar-
nondimeno s. Matteo lo chiama re,quim- tigiano d' Ario, assistè e sottoscrisse nel
hmque non ne avesse la dignità cui per 43 I ii concilio generale d'Efeso. Oricni
altra aspirava nella sua ambizione. Si chr. 623.
t. 2, p.
legge nel p. Calmet, Storia dell' antico TEUDALDO, Cardinale. Fioi'i nel
e luun'o Testamento, lib.
7, che Erode e pontificato di Benedetto IX e nel io44>
suo fratello Fasaele fui ono fatti lelrarchi sottoscrivendo il privilegio accordato al
degli ebrei da Ma re' A Ionio; indi Erode11 patiiarca di Grado.
recatoci in Roma fu dicliiarato le degli e- TEUDERIO (s.), abbate. Uscito d'u-
brei , ed Angusto aumentò ii suo regno na delle migliori famiglie di Vienna nel
con alcune [novincie. Erode detto il Gran- Delfiiiato, si segregò dal mondo, e dojìO
de^ prima di moiire cambiò il suo lesla- essersi esercitalo akpianlo tempo nello
inciilojdivise il uguoiii Ictiarchie, e sta- pratiche della vita religiosa, P*ce ritorno
TE U TE U 71
in piitria. Avendogli le sue TJrltj procac- attribuivano gli effetti a' cattivi demonii,
ciato buon numero di discepoli, fabbri- invocandosi gliDci infernaliei malefìcige-
cò diipprirua delle celle per essi, poscia nii,con arte empia edetestabi!e,esercitata
(ondò un monastero presso Vienna. Es- specialmente dagli Strrgo/a'e dalle Stre-
jicndovi colà il particolare costume di sce- ghe (F.)j e la magia benefica, che appel-
glie re un monacogrande riputazione
di lavano Teurg'ìa, cioè operazione divina,
di santità, che volentieri menasse vita da colla quale s'invocavano genii buoni. E- i

rinchiuso, e che confinato in una cella, ra questa la sola magia di cui facevano
con orazione continua e con rigorosi di- uso saggi del paganesimo, riguardando-
i

giuni implorasse la misericordia divina la per arte divina che non serviva che a

per se e pel suo paese, fu eletto a ciò s. perfezionare lospirito, e a render l'anima
Teuderiojil quale esercitò la funzione di divina. Quelli che arrivavano alla perfe-
cui era stalo incaricato con tanto fervo- zionedella teurgia,aveanoun iutimocom-
re, che non pose alcuna misura alle sue mercio cogli Dei, si credevano rivestiti del
lagrime e alle sue mortificazioni. Mori loro potere, e si persuadevano che nulla
circa il 57 5, celebre per miracoli, e fu sep- fosse loro impossibile. Ma per giungere a
pellito nel monastero di s. Lorenzo, Le quello stato di perfezione, era d'uopo di
sue reliquie furono dipoi trasportate iu sottomettersi a parecchie ben difficili pra-
una chiesa collegiata di cui è patrono, e tiche; passare prima di tutto per l'espia-
che diede il nome alla piccola città di s. zioni, farsi poscia iniziare a'piccoli miste-
Teuderio, distante 8 leghe da Vienna nel ri, digiunare, pregare, vivere in un'esat-
DeKinalo. Questo santo è nominato nel ta continenza, purificarsi. Allora veniva-
martirologio romano a' 29 ottobre, no grandi
i misteri, ove più non trattava-
TEURGIA o TEURGICA. Arte di ar- si che di meditare e di contemplare tut-
rivare ad alcune cognizioni soprannatu- ta la natura ; imperocché non avea essa

ed operare delle cose meravigliose,


rali, più nulla di celato, dicevano eglino, per
deiMiracoli {f •), e delle cose divine col- tutti quelli i quali eransi a tali prove sot-
l'aiuto degli spiriti o genii, che pagani no-
i toposti. Credeasi che in forza del potere
minavano Dei, e che i padri della Chiesa della teurgia Ercole, Giasone, Teseo, Ca-
a ppellaronoZ>e/«o/«>Y/'.j. Quest'arte im- store e Polluce, e tutti gli altri eroi del-
maginaria e d'i Siifjerstìzione (f'.J, è sia- la favolosa e immorale Mitologia, operas-
la sempre icercata e praticata con miste-
1 sero que' prodigi di valore, che tanto in
ri arcani, da un buon numero di filosofi, loro si ammiravano per finzione de' poe-
Platonici e Piltagorici, eque'del III e IV ti. L'invenzione disila teurgia si attribui-
secolo della Chiesa che presero nome di
il sce ad Orfeo,conosciuto per uno de'faino-
Eclettici o di nuovi Platonici, come Por- si maghi teurgici. Insegiiòegli inqual nn»-

firio, Giuliano r ApostataGiamblico, , do si doveano servire gli Dei, placare il


Massimo, ec, ne furono principalmente loro sdegno, espiare i delitti, e le malat-
prevenuti. Eglino si persuadevano checon tie guarire. Fra la
magia teurgica , e la
alcune formole d' invocazione, con certe religione misteriosa del paganesimo, ei-a-
pratiche, si poteva avere commercio fa- vi una gran conformità, vale a dire quel-

migliare cogli spiriti, comandare ad essi, la che concerneva i misteri segreti, di cui
conoscere e operare col soccorso loro del- parlai a Setta, a Sacerdozio, descriven-
le cose superiori alle forze della natura. do quello degl'idolatri, e ne'relativi arti-
Ella in sostanza non era altro che la Ma- culi;usandosi formule che derivate dalle
gia (f.Ji ma questi filosofi ne distingue- lingue egizia e caldea, greci e romani i i

vano due specie, cioè la magia nera e ma- conservarono molle parole originali per-
lefica che chiauuivano Goe/ut, di cui ne
rjl T E U TE U
piclcsi genii motori della natura clie ne lora se ne concepisca il significato, tutte

animavano tulle le parti, non avea per sono mirabili lezioni di morale e di vir-
piova verun sodo ragionamento, né alcun tù. La Chiesa adora Dio, l'onora, e rende

l'alio certo ; era una puia immaginazio- tril)uto di iauJi al suo divino Sposo, di
ne fondata sull'illusione, sul!' ignoranza cui è la diletta, con gì' idiomi di molle
delie cause flsiclie e del mecc:misino del- nazioni; e con la varietà di riti e di cere-
la naturajquesto nondimeno è tulio il fon- monie gli presta ipiel cullo che gli é do-
damento del Politeismo (f\) e i\e\[' Ido- vuto; e Dioé egualmente lodalo e ono-
latria (y.). Il popolo cieco attribuì fal- rato in qualsivoglia conveniente rito gli
samente ad alcune intelligenze particola- si renda quell'omaggio di soggezione si

ri, ad alcuni spirili dispersi in ogni luo- interno che esteruo,che Tuomo deve tri-

go, fenomeni, che Dio solo autore e go-


i butargli.
vernatore dell' universo, opera o per se TEUTONICO, Orui.ve religioso e
stesso o per le leggi generali del moto che MILITARE. Ordiiùs Militiac. B. Manata
ha stabilito e conserva; e lilosofi sveu- i lirginis Tlu'utonicoriim. Nobilissimo,
turalamenle, invece dicombultere questo antico e già sovrano e potente ordine e-
pregiudizio, lo adottarono e lo resero più questre, denominato pure Ordine della
incurabile, perpetuandosi l'errore per tra- JLidoima del Monte di Sion o di i. Ma-
dizione e per gl'insegnamenti di molli ira- ria di Gerusa lemme, dì cui p. Ilelyot il

La
pijstoii. teurgia vieppiìi divenne co- nella Storia degli ordini religiosi e mi-
mune dopo lo slabilimeulo del cristiane- li tai'i, t. 3, cap. 1 6: De'caK'alieri dell'or-
simo, poiché con essa vollero i filosofi pa- dine Teutonieo, dice che le divisioni in-
gani distruggere l'impressione stupenda sorte nel medesimo, e l'ambizione colle-
che aveano fatto su tutti gli spirili i mi- gata coll'eresia, hanno fatto tale ingiuria
1 acoli di Gesù Cristo, degli Apostoli e dei alla di lui gloria, e ad un tale stalo ridot-

primi cristiani. In generale essendo la tolo, clie dillìcilmente si crederebbe, ch'e-


teurgia viziosa, come alto di (loliteismo e gli fosse un tempo stato il terrore de' re
d'idolatria, que'che vi si abbandonarono più potenti, se la storia non ci facesse pie-
furono a un tempo insensati, impostori na fede della possanza di quest'ordine, ri-
ed empii. Alcuni maligni incretinii e i dotto al suo leinpo al possesso d' alcune
])iotestanli, calunniosamente osarono di- commende, sufìlcienti appena al mante-

le che la più parie delle veneiande Cc- nimento del gran maestro e de'cavalieri.
iciiìoiiiv (/ .) del cristianesimo non sono L'ordine teutonico, del quale vocabolo
dilfereiili insostanzadalla teurgia, se non parlai nel voi. XXIX, p. i 2 i e altrove, eb-
ne'sagramenti, nelle benedizioni, negli e- be sotto il suo assoluto dominio la PruS'
sorcisini, ec. Dio prescrisse le
Lo stesso sia reale e ducale, la Livonia, la piccola
sagre ceremonie per mezzo di Mosè agli Pomerania, la IMarca nuova di Drande-
ebrei, e le ceremonie cri.>tiane per mezzo Lurgo, l'Estonia, ed i ducati di Curlan-
di Gesù Cristo, degli Apostoli e ilella Chie- dia e di Semigallia, provinciedi vasta e-
sa, cui lo stesso Gesù promise il suo spi stensione, ed altri dominii, i quali si esle-

l'ilo, il suo soccorso e la sua assistenza; ed sero dall'Oder al golfo di Finlandia. L'or-
iiiveced'aver avuto alcuna intenzione d'i- dine de'cavalieri teutonici deve la sua o»
milaie i pagani, la Chiesa al contrario eb ligine alle Crociale {f non meno che .),

}»e il proposito d'allonlanoi e e prcserva- quelli degli ospitalieri da' Gerosolimita-


je i suoi O^li dagli abusi e dalle super- ni nA a' Templari. Verso il 27 o il 28 i i i i

hlizionidc'l p;igaiiesimo. Tutte le ceremo- un icco particolare alemanno, che avea


I

nie ed i
///.'/' (/ .) cristiani spirano la pie- slalnlila la sua dimora a Gerusalemme,

tà, il rispetto, la cunlideuza in Dio; e qua- comiuciava a raccogliere in casa sua pu- i
TE U TE U 73
veti pellegi'mi della propria nazione, tra- Gerusalemme, d'Enrico re di
patriarca di
vagliati dalle malattie o dalle fatiche del Gerusalemme, degù arcivescovi di Naza-
lungo epenoso viaggio. La moglie dicjue- reth, di Tiro e di Cesarea, de' vescovi di
slo carilatevole alemanno istituì quindi Betlemme ed Acri, de' gran maestri dei
un 2.° ospizio allato ali.", per accogliervi gerosolimitani e templari, e di molti dei
le povere donne della sua patria. Tali li- loro cavalieri, di Piidolfo signore di Ti-
deilalenianuo non potendo
uiiti rispetti beriade e del suo fratello Ugo, di l\inal-
bastare al suo zelo, fece costruire a pro- do signore ili Sidone, di Cimaro signore
prie s[>ese un ospedale, e ottenne dal pa- di Cesarea, e di molti altri principi e si-
triarca d'unirvi una cappella dedicala a gnori del regno diGerusalemme,come an-
Maria Vergitse. In seguilo vari gentiluo- cora d'alcuni signori alemanni, i quali si

Uiiui alemanni e non poclii [)arlicolari del- trovavano all'assedio. Essi furono Corra-
la stessa nazione si dieroiio cura d'aumen- do arcivescovo di Magonza, Corrado d'Er-
tar la fondazione, votandosi al servizio dei bipoli cancelliere dell'impero, WolsOge-
poveri e de'malati di loro nazione. Come ro vescovo di Baia via. Federico duca di
oggetto del pellegrinaggio loro era quel- Svevia, Enrico di Walpot conte del Pie-
lo di coudjattere contro gl'infedeli, a ciò no e duca di BrunsAvick, Federico il Cat-
si obbligarono con un 2." voto, prenden- tolico duca d'Au>tria, Enrico di Brabau-
do a modello la regola de'templari. L'o- te, e molti altri principi e signori, qua- i

spedale alemanno ossia teutonico di Ge- li |)revedendo di quanta utilità poteva di-

rusalemme non fu distrutto, come quel- venire l'istituzione, furono di parere che
lodi Giovanni de'gerosolimitani, allor-
s. il duca di Svevia inviasse deputati al fra-

ché Saladino re saraceno diSoria,dopo la tello Enrico VI imperatore, aitine di pre-

battaglia di Tibeiiade, a'2 ottobre i 187 garlo d'ottenere da Papa Celestino HI la


prese Gerusalemme; ma solamente il vin- conferma dell'ospedale. Alcuni riferisco-
citore non vi tollerò che quel numero di no che fu Fedeiicudi Svevia, che per da-
persone ch'erano assolutamente necessa- l'è slabile forma allo stabilimento, imma-

rie al servizio di esso. Questo stabilimen- ginò d'islituire un ordine di cavalieri, ad


to pio viene riguardalo come la più rimo- imitazione di quel li de'gerosolimitani e de'
la originedell'oidine teutonico. Intrapre- templari; divisamento che vuoisi applau-
sosi poi da'cristiani l'assedio di Tolemai- dito da lutti i nominati, e che i vescovi
de ossia s. Giovanni d'Acri nel i i8q, si compilarono una regola tratta dagli ospe-
vide tosto rinnovare lo stesso alto di ca- dalieri gerosolimitani, perquanto riguar-
jrilà nel campo loro per essere l'esercito dei da la cura de'malati, e da quella de'tem-
I
crociati desolalo dalla fame e dalle raa- plari per ciò che si riferiva alla milizia e
lallie. Mentre i cavalieri gerosolimitani a- alla particolare disci[)lina. Aggiungono,
\eano preso cura degl'italiani, ed i cava- che dopo di essa, il duca di Svevia solen-
lieri templari de'francesi, isoli tedeschi e- nemente eresse il nuovo ordine, a cui do-
lano miserabilmente rimasti privi di qua- nò a titolo di fondazione l'ospedale leu-
lunque aiuto. Allora alcuni benefici citta- tonico ossia alemanno di Gerusalemnie,
dini di Brema e dì Lubecca, com[ìasiio- e che allora impetrò dal fratello la san-
Bando le miserie e i bisogni de'soldati te- ziuneaposlolica. Clemente III inen Ire sta-
deschi infermi e feriti, i quali per man- va per approvare l'istituzione moi"i, on-
canza di soccorso morivano, candiiarono de il successore Celestino Ili neh 1910
le loro tende, fatte di vele da nave,in un o- nel 192 confermò l'ospedale e ristiluto,
1

spedale, in cui davano ricetto a'feiiti e ai erigendolo in online ospitaliere e milita-


jmalati, che con molta mnillìi e cai ila soc- re sotto l.i rcircjla dis. Amjslino, orilinan-
SGiie vano: ciò loro guadagnò la stima del
74 TEU T lì U
gerosolimitani nel governo e servizio dei tura anche nell'atto di celebrare! divini
iiiiilali e i!e'|joveii, e gli slaliili cle'leiu- ulllii, cioè colla corazza e la spada al fian-

plaii quanto ull'esseie di militari e di ec- co, ()er essere sempre pionti ad opporsi
clesiastici; che facessero voto di difendere al nemico. In tempo di pace cappella- i

la Chiesa, Palestina o Terra santa,


la ni dimoravano ne'convenli in numero di
le vedove e gli orfani; e che il loro abi- 6 con I 2 cavalieri; ecjuandoi cavalieri riii-

to consistesse in un ma niello bianco, or- nivansi per l'elezione del gran maestro,
nato d'una croce nera: concesse all'ordi- fra gli elettori era vi sempre un frale cap-
ne le stesse indulgenze, privilegi ed esen- pellano. Circa al gran maestro dell'ordi-
zioni già accord.ite dalla s. S>n\^ agli or- ne, narra che Celestino 111 die facoltà d'i-
dini ospedalieri ed a'ieniplarij e per arine stituirload Enrico di l fa Ipot cowle del
stabilì una ci oce piena di panno nero in Reno, ch'era stato eletto nel campo d'A-
cainj)ubiiinco, alla quale, dicono alcuni, fu cri gran maestro dell'ordine. Che poi il

a^giullla la croce potenziata del regno di 3.° gran maestro aggiunse alla croce ne-

Gerusaleinine, pei concessione di (piel re ra un'altra doro, per distinguersi da'ca-


Enrico, o del le Giovanni da Drieniie al valieri a lui subortlinati, o meglio la con-
dire di allri. L'imperatore accordi) a'ca- cesse il suddetto re Giovanni al 4-° giau
valieri il diritto di possedere in perpetuo maestro, testimonio delle valorose azioni
le terre e le provincie, che avessero con- de'teutonici, distinzione che restò a'snc-
quistalo sugl'infedeli. 11 p. Bunanni, Ca- cessori; che Papa Onorio ili versa il ( 220
talogo cicali ordini t(/iicstri e militari, gli concesse il titolo di principe, allri di-
a p. 1 I 6 e >eg. riporta le figure del cava- conoche inoltre gli donò un anellodi graa
liere teutonico, del cavaliere teutonico ec- prezzo, che trasmise per njenxnia a'suc-
clesiastico, e dei gran maestro teutonico, cessori; Federico il imiieralore, non so-
ma^niis niagisttr Tcntonicoru/n.Quiìu- lo lo dichiarò in uno a'snccessori princi-
lo al cavaliere teutonico, riferisce che gli pe dcl'i'iinpero, ma inoltre gli accordò l'a-
fu [)rescrilla una croce nera contornata quila imperiale da porsi nell'arme, e s.

o filettata d'argento sopra abito nero, e Luigi IX re di Francia all'estremità del-


ujaiito di lana biatica, onde furono ca- i la croce vi aggiunse gigli reali. Per cui
i

valieri anco chiamali cavalieri di s. Ma- ilgran maestro portava sopra la veste di
ria e crociferi, ed a p. 162 riproduce al lana nera e stesa sino al ginocchio la cro-
n." 06 la forma della croce equestre de-
I ce patente, nel cui centro sopra uno scu-
nominata patente. Del cavaliere teutoni- do era ra(|uila imperiale, e al manto di
co ecclesiastico o cappellano, dice il p. Bo- lana bianca, lungo sino a terra, nel sini-
nanniche l'ordine è diviso in cavalieri mi- stro lato era aAissa la medesima croce. Il

liari ed ecclesiastici, e l'uflìzio de'secondi gran maeslroavea sottodi se il g/-anco/ii'


era ^anlalini^trare sagramenli agl'infer- i ineiidalorc, i ."uffizialedeH'ordinejilgTrt/j
mi dell' os[)edtde, come pure a'cavalieri maresciallo ,c\i>i risiedeva a Ronigsberg;
d'armi, recitare i divini udlzi nella chie- il ^l'ciu snedaliere, che dimorava inEI-

6:1, e aver cura del decoro e splendore di bing; \\draj)j)iei-e,C[.\\ incombeva la prov-
essa; siccome ancora ammaestrare nelle vista degli abiti; ed il tesoriere, che do-
cose spettanti alla religione i cavalieri e vea continuamente dimorare nella coi te

serventi lutti dell'ordine. Che portavano del gran maestro. Oltre a questi l'ordi-
pel' insegna la croce stessa, la veste nera ne asea molti commendatori come di ,

lunga e il mantello bianco egualmente Thorn, Culli», Brandeburgo.Konigsberg,


lungo, il tutto di lana piij grossolana. Al- Elbing e di multe altre città ragguarde-
lorché erano in guerra, i cappellani teu- voli. Eranvi pure de'commendalori par-
tonici ebbero fucullà d indossare l'arma- liculari destinati al governo dc'castelli e
T E U T E U 7 1?

forle/zi; degli avvocali, clti'provveclltoii, forziere o cassa serrata a chiave, per non
tle'ca validi i quali sopiiiilendevanoa'ino- dai- motivo di sospettare che vi si nascon-
liiii ed a'viveri, e molti allrj iiniziali. Do- desse denaro o altra cosa n(jn permessa.
po la pontifìcia approvazione dclTordine, Quanto aveano tutto possedevano a no-
il re di Gerusalemme, duca di Svevia
il me dell'ordine o del ca[)itolo, né lo pos-
e gli alti i signori che ne aveano procura- sedevano che per distribuirlo a'poveri, a-
to la conferma, vollero colla loro presen- gl'infermi,oa quelli dell'ordine che ne
za rendere più maestosa la cereinonia, nel- aveano bisogno. Alcuni scrittori afferma-
l'accettazione de'prinii cavalieri. Presen- no, che ili. "gran maestro ordinò a'cnva-
tatisi 4o alemanni pcrcssere
nobili ascrit- lieri di recitare ogni giorno e in tutte le
ti all'ordine, riceverono l'abito da altret- notti 200 volte l'orazione domenicale, il

tanti ^ignori, ed i cavalieri presero il ti- simbolo degli apostoli, e la salutazioneaii-

alemanni, Cavalieri del'


tolo à\ fratelli gelica: la regola non prescrive di ta-
però
la casa e dell'ospizio Teutonico di Ge- li preciun numero cos'i copioso. Le loro
rusalemme, 3Iariesi, e d i O speda lieri del- celle doveano essere continuamente aper-

la Madonnadegli alemanni, perchè nel- te onde si vedesse ciò che facevano, né


,

l'ordine non si doveano ammettere chea- cosa alcuna rimaneva occulta agli occhi
lemanni,ondechi(uiqiiesi presentava per del superiore, ch'era ordinariamente un
dovea giurareil'essere a-
esservi ricevuto, commendatore. In ciascun con vento di mo-
lenianno nato da idonea fa-
di nazione, e ra va no 2 cavalieri in onore de' 12 Aposto-
I

miglia nobile, di non essersi mai coniu- li, ed il gran maestro Wmrico di Knipro-

gato, di voler vivere ce!d)e, di sottomet- de ordinò che oltre i i 2 cavalieri, vi abi-
tersi a tutte le regole e leggi dell'ordine, tassero ancora 6 cappellani, l conventi e-
di prestare esatta ubbidienza al maestro rano circa 4o,e in un medesimo luogo ve
deirospedale,di consagrarsi principalmeu- n'era più d'uno, cornea lAIariembm-goove
le al servizio di Dio, degli ammalati, dei se ne contavano 4- H lo'O letto si fjrma-
poveri di loro nazione, alla difesa di Ter- va del detto semplice pagliariccio. Le lo-
ra santa, delle vedove e degli orfani, e di ro armi non doveano essere né dorate, né
vivere d'una totale S[>ropriazione. L'or- inargentate. Letà dalla regola piescrilla
dine non era tenuto asomministrargli al- per essere accettato nell'ordine era quel-
tro che pane e acqua, e vestilo; né in al- la di I 5 anni; doveano però essere i cava-
tro veramente consisteva il loro vitto sul lieri aspiranti di forte e robusta comples-
cominciar dell'ordine, né altro letto lu- sione , capace di resistere a' disagi della
singava i loro riposi, che un rozzo paglia- guerra. L'ordine era diviso a somiglian-
riccio. Le altre antiche osservanze dell'or- za del Gerosolimitano in 3 classi: i cava-
dine, liferitedal p. Heiyot, sono leseguen- lieri con baliaggi e commende, i cappel-
ti, professate pure da'cavalieri di Livoiiia lani, i frati serventi. Eianvi altresì delle
dopo la loro incorporazione tra'teuloiii- persone coniugale, cui permettevasi por-
ci. Per togliere loro ogni occasione di mac- tare delle mezze croci. L'ordine ebbe an-
chiare la castità giurala, proibiva ad es- che delle ed eravi prescritta la
religiose,
si laregola qualumpie conversazione eoa forinola d'orazioni che si recitavano nel
donne, specialmente giovani, uè era per- dare ad esse l'abito. Il gran commenila-
messo ad un cavaliere il baciare sua ma- tore presiedeva a tutti i consigli, e gover-
dre nell'alto di salutarla. Era s\ rigorosa nava la provincia in assenza dei gran mae-
la povertà che professavano, che non po- stro; soprintendeva al tesoro, alle biade,
tevano possedere cosa alcuna in proprio, alla navigazione; ed i frali cappellani, e i

senza licenza del gran maestro o altri su- serventi d'armi, i qualidimoravano nel
periori; poiché non potevano tenere alcun I. "convento, a lui ubbidivano. Dovea il
•j'ò TE U T E U
gran maresciallo provvedere quanto ap- pò morie del gran maestro, del cui de-
la

parteneva alla guerra, e tutù cavalieri i cesso rendeva consapevoli maestri pro- i

eriiiiu temili a ubbidirlo in assenza del vinciali, e fissava il giorno dell'elezione,


gran maestro; provvedeva loro le armi e acciocché essi vi si trovassero con uno o
1cavalli, quali però non comprava sen-
i due cavalieri. Si distribuivano tulli gli a-
za licenza del gran maestro, e senza le cui bili del gran maestro a' poveri, uno dei
lìicoUà neppure poteva licenziare dal- quali alimentavasi per un intero anno, e
l'armata alcun cavaliere, ne dare alcuna per 40 giorni ciò facevasi alla morte di
Ij^ittaglia. In tempo di pace il gran com- un cavaliere. Nel giorno dell' elezione si

mendatore gli precedeva, ma in tenipodi celebrava la messa, dopo la quale legge-


guerra egli lo pi ecedeva. Allìdali alla cu- vasi gli statuii dell'ordine, indi i frati re-

ra del gran spedaliere erano i poveri e citavano 5 volle l'orazione domenicale,e


I

lutti gli spedali; a lui spellava il dare gli poi si dava da mangiare ai3 poveri. E-
oiditii o[)poi tuni agli spedalieri inferiori, leggeva il vicereg^ente un cavaliere di
uè era lenulo a rendere conto delle spe- gradimento ilell'assemblea, per commen-
se che faceva ; e quando gli mancavano datore degli elettori. Questo commenda-
den ili o altre cose necessarie [)egli speda- tore prendeva un altro cavaliere per col-
li e pe'poveri, toccava al gran commen- legi, e questi due ne eleggevano un 3.",
datore a provvederle: prima dimorava a e questi 3 un ^.",6 così proseguivasi fin-
Elbing, ma dopoché fu ceduta alla Po- ché giuiigevasi al numero di 3. Tra que- I

lonia, trasferì la sua sede a Drandebur- sti elettori eravi un cappellano, 8 cavalie-

go. 11 drappiere avea la cura di tuttociò ri e 4 l'^l' serventi, facendosi in manie-

che spettava agli abiti de' fra li: se davasi ra che lutti gli elettori fossero di differen-
un pezzo di panno a'cavalieri, non lo po- ti Provincie. Fatta l'elezione il vicereggea-
tevano ritenere senza licenza del drap- leconducevaaHaltare il nuovogran niae-
piere. Se il [)ezzo di panno dato a un ca- slro. cui do[)0 aver rappresentalo le ob-
valiere bastava per fare due mantelli, ne bligazioni di sua carica, consegnava l'a-
riteneva la inelìi per se, l'altra davala al nelloeilsigilloaiUdatogli dal defunto pre-
drii|)piere, al quale pure spettava prov- decessore, e quindi l'abbracciava. Tanto
vedere l'occorrente a' viaggi de'cavalieri il gran maestro, quanto il suo coadiutore
che da un convento passa vano ad altro. Il devono essere onninainente cattolici.
tesoriere per essere sempre pronto a di- Espugnata nel luglio i 191 Toleinaìdc
stribuire ciò ch'era necessario, dimorava o Acri{T .) dall'armata cristiana, il gran
presso gran maestro, a cui tutti
il no- i maestro Walpot comprò un pezzo di ter-

minati grandi ufllziali erano tenuti a ren- ra fuori della città, incontro la porta di s.

dere conto in ciascun mese delle spese Nicolò, ove fece erigere una chiesa, e un
che aveanofilte, tranne il gran spedalie- ospedale con ispaziosa abitazione, rice-
re. Circa all'elezionedelgran maestro, ec- vendo ines>oi inalati con grandissima ca-
co (pianto anticamente praticavasi. Es- rità, e destinò quest'ospedale per prima-
sendo il gran maestro vicino a morte, po- ria residenza de'cavalieri. Walpot alla te-

teva dare a quel cavaliere che piii a lui sta de' -.noi cavalieri combattè valorosa-
piac<-va, l'anello e il sigillo di sua digni • iiienle contro i saraceni, che ponevano a
tà, acciò lo consegnasse al successore. Il guaslo la Siria, fino alla morte avvenuta
cavaliere che ricevea tali insegne era di- a'24 ottobre 200; fu sepolto nella detta
i

chiaralo vicereggente, e governava l'or- chiesa, ove pure furono tumulati due i

tline sino alla nuova elezione; ma s'egli suoi immediati successori, e Federico du-
non possedeva la grazia di tutto il capi- cadi Svcvia morto aiich'egli in Terra san-
tolo, eU'ggevasi un ullro vicercggentc do- ta, hi dà d"8o uuui fu dello gran maa-
T EU T EU 77
Siro Ottone di Kcrpen tli Rremn,che si aggiunge, come immediatamente dipen-
tlisliose per la sua carità e governò l'or- dente dalla s. Sede. Salza fu pure uno di
dine con saggezza. Morto nel 1206 gli suc- quelli che contribuirono in gian parte a
cesse Ermauìio di Biirdt. die per le fe- riconciliare l'imperatore con Papa Gre-
rite ricevute cotubaltenclo all'assedio di gorio IX, il quale poi scomunicò Federi-
Tripoli contro il suitanodi Cogni, insieme co II qual persecutore della Chiesa. Nar-
al re d'Armenia e a'cavalieri gerosolimi- rai a Prussia che Corrado duca di Ma-
tani, cessò di vivere nel i 2 lo.nientreror- sovia e di Cuiavia o L ladisla^'ia ( l.) in
dine non ancora avea fatto progressi con- Polonia, non solamente contro gl'infede-
diSdlza an-
siderabili. L'eletlo/i777/r//;7/o li prussiani, che commellevano frequen-
zi io trovò molto affievolito per le soffer- ti e crudeli irruzioni, avea istituito l'or-
te perdite, ma in poco tempo, sotto il suo dine militare de'cavalieri tVOhrino (/^ .),

magistero, prodigioso ne fu l'incremen- a somiglianza de'cavalieri di Cristo di Li-


to, e ricolmo di benefizi e privilegi da'Pa- voiiia (/.), deltianche Porta Spada o
pi, dagl'imperatori e da vari principi, to- Spadaccini di Livoina (T.); ma perchè
sto si trovò in islato di tentare le più gran- gl'idolatri e barbari prussiani ponevano
di imprese. La saggia e accorta condotta vieppiù il paese a ferro e fuoco, trucida-
di Salza salvò l'ordine dall'infelice stato vano sacerdoti sugli altari e calpestava-
i

cui l'aveano ridotto gl'uifcdeli,che minac- no divini misteri, e le sue terre eranodi-
i

ciava estinguersi, e nel suo governo di 3o vcnute bersaglio della loro furiosa labbio,
'

anni divenne celebre la fama del di lui no- niun vantaggio ritraendo dai cavalieri
me. Nel 1217 combattè contro gl'infede- d'Obrino, invotò l'aiuto deVavidiei teu- i

I
li co're d'Ungheria e di Gerusalemme, e tonici, per la ftima che godevano di va-

I
si distinse massimamente nel 1219 all'as- non vi si deter-
lore e di possanza. Salza
i sedie di Damiala, ove cavalieri teuloni- i minò che dopo aver consultato il Papa e
j
ci ed i templari ebbero la gloria di sal- l'imperatore, i quali 1' incoraggiarono a
vare col coraggio loro l'armala cristiana. tentare l'impresa, promettendogli anche
; Dopo lo sventurato fine della spedizione grandi soccorsi. Il duca Corrado fece do-
de'crociafi in Egitto, Salza passò in Ita- nazione perpetua all'oidine delle proviu-
lia, egtiadagnalasi la confidenza e la gra- cie di Culnia e Lubonia o Livonia inva-
zia dell'imperatore Federico 11, lo deter- sa da'prussiani, e gli donò quanto i cava-
minò a sposare Jolanda di Crienne, ere- lieri avessero potuto conquistare nella
de del regno di GerusaIemme,coirinten- Prussia. Gregorio IX, a cui l'ordine era
dimeulo d' indurlo a soccorrere con più immediatamente soggetto , confermò le

ellìcacia laTerra santa. Federico 11 si gio- donazioni falle dal duca, e ordinò che si

vò del gran maestro in tulle le negozia- predicasse la crociala contro i prussiani,

\
zioni più iualagevoli, e segnatamente nel- esortando con lettere circolari tulli i fe-

le sue controversie con Papa Onorio IH, deli di quelle vicinanze a regolarsi in tut-
il quale acconsenti di rimettersi nel giu- te le loro inlraprese col consiglio de'ca-
dizio arbitrale di Salza quanto alle sue valieri teutonici; ed accordando a'r/'ore-
\
dillerenze con esso. Egli si regolò con tan- signati indulgenze concesse a
le stesse
ta equità e destrezza in congiiuitura co- quelli delle crociale di Palestina. L'impe-
\
sì delicata, eli' entrambi lo colmarono ratore ancora conferì piena sovranità al-
di benefìzi, di cui già parlai rettificando l' ordine sul ricevuto dal duca di Maso-
'

il Bonanni; e Gregorio IX
riferito dal p. via,e sull'intera Prussia se potevanocou-
colla hoWa Etsi ncque, f\e l'è luglio 1227, quislarla contro i pagani. Salza scorgen-
Bull. Ho/lì. t. 3, par. i 248, confermò
, p. do il proprio ordine assai numeroso, edi
all'oidinei privilegi clìe godeva e altri ne poter assalir la Prussia senza abbandonar
78 TE U T E U
la difesa Terra saiiln, elesse il cav. Her-
tli ciistianesimo nel nord, il Signore ne Irns-
man Jjalka a capo dell'iinpiesa con lito- so la sua gloria. Nel 2 33 i il gran maestro
Jo tli piovvcdiloie e inaestio provinciale si recò nella Prussia a ricrmo'^cerne lo sta-
di Prussia, lialka adunalo un esercito, nel lo, ed a'28 dicembre pubblicò le prime
laSi (alni vogliono alcuni anni prima) sue leggi e ordinò la coniazione della mo-
passò la Vistola, e pose il campo sull'op- neta. I cavalieri aiutati da Enrico marche'
j>osta sponda. Dopo avere riportati non .sedi Mi-inia, conquistarono poi la provin-
pochi vantaggi sui prussiani, fece ingran- cia di Pomernnia, e neh 7,37 il maestro
dire e fortidcareil suo accauipanienlo
,
provinciale fece gelfare le prime fonda-
convertendolo poi in seguilo ut una città inenfa delia città d'Elbing. l teutonici sol-
ch'ebbe il nome di Tliorn (poi patria di tomi.sero inseguito completamente la Po-
Copernico); ed ottenute ne'duc anni se- inerania,ele provincie di ^Varlnia, Nat-
guenti nuove vittorie , fondi) le città di Inngia e Bartonia coli' aiuto d' Ottone 1

r»//;/^/ (altri dicono che esisteva ila poco: duca di Brunswick; dimodoché nello spa-
l'avi à ingrandita, poiché vuoisi ceduta dal zio di circa g anni (piasi la metà della Prus-
tinca di I\Iasovia, e non I\I<jSi:ovia com'è sia fu rischiarata dalla luce dell'evange-
dello nell'indicalo articolo; anche l'ori- lo, !a predicazione e la spada contribuen-
gine della sede vescovile nella medesima do a vicenda alla dilfusione del cristiane-
è contiasJitlOjchi l'anticipa al c)65, echi simo, e riconobbe la sovranità dell'ordi-
]n ritarda al 1222 e al i
243), e di Marien- ne teulonico. Intanto l'ordine di Cristo dei
werder. il ìjt:vcai[t\, Storia del cristia' Porta-Spada di Li vonia, avendo colle ar-
jirsimo, parlando dello stabilimento dei mi acquistalo vasti dominii, andava inde
teutonici nella Prussia, racconta che in bolendo non meno per le vittorie che per
principio fu insufljciente la loro somma le perdile, così i cavalieri vedendosi ini-
potenza. Dopo il loro arrivo in Prussia, potc^nti di difendcic i livonii cattolici con-
i pagi! ni, così antichi conje apostati, si sol- tro gl'infedeli, fecero istanza d'esserecon-
levarono tutlia un trallo,erecipiocamen- ceiitrati nell'ordine teutonico, e nel 1 287
le istigandosi si recarono sulla frontiera, ciò fu concesso dal gran maestro Salza e
e v' niccndiarono più di io, eoo villaggi da (Èiegorio IX, ed in tal modo la Livonia
con molli monasteri e chiese. La devasta- divenne soggetta a' teutonici e restò nel
zione fu così orrdjile, che i fedeli non eh d'iUiinio loro (juasi Beo anni. Anche l'or-

l)ero altri luoghi che le foreste per abi- dine d'Oblino passòfra'teutonici.e in tal

tare e celeljrare 1'


ulllzio divino. Più di guisa terminò. Si vuole piuttosto deriva-
2o,ooocri>tiani reslaioiio immolali, sen- zione de'cav;dieri di Livonia, che assolu-
za contare gli schiavi che i loro [tadroni ta fondazione del duca Corrado. Grego-
facevano perire a forza di fiitithe ecces- rioIX in Viterbo a' 4 maggio 1 fece la ce-
sive. Lasciavano morir di fame, oppure remoniadi sciogliere deputati i dell'ordi-
trucìdavanoi vecchi. Sagrificavano lefan- ne di Cristo di Livonia dal loro i.° voto,

tiulle nel fuoco a'demonii, dopo di avtile e fece loro pronunziarci! nuovo, riveslen-
coronate ili fìoii. Impalavano bambini, i dolidell'abilo dell'ordine teutonico: com-
ovvero gli schiacciavano contro agli albe- mise a'stipei sliti cav.dieri di farealtrettan-
ri ed a'macigni. li Papa informalo di tulli to, ed emanò bolle della seguila incorpo-
questi orrori, fece commutare i voli de'cio- razione. Le incessanti sollecitudini de'Pa-
ciati poveri o infermi di quelle vicinanze, pi [)er la conversione degl'idolatri prus-
jier mandai li contro a ijuesli forsennati e siani, e per l'incremento dell'ordine teu-
leioci nemici del nome crisliano. Aggiun- lonico, con molte notizie che lo riguarda-
ge il Dercaslel, qualunrpie si fossero que- no, avendole riportale a Pnussn, convie-
sti mezzi di conversione e de'piogiessi del ne tenere sempre predente quell'articolo,
TE U TEU 79
ove pur dissi die i teutonici foncìnrono 4 dere la pariglia, sorprese Snrlowilz ca-
\escovali in Prussia e 5 in Livonia. Lega- slello di SAvantopelco, il (piale dolente di

to del Papa presso l'ordine fu il cardinal questa perdila radunò numeroso esercito
Guglielmo vescovo di Modena. Quindi per ripararvi. Ma il maresciallo assaliti i

Salza nominò il benemeriloBalka cotìqui- poroerani li pose in fuga, ne uccise 900, e


slatoie della Prussia, al governo della Li- costrinse il duca a levar l'assedio di Culm.
vonia in qualità di provveditore o pre- I cavalieri collegatisi col duca di Cujavia,
cettore, e nel i ^38 concluse un trattato di Kalisch e della gran Polonia, presero
d'alleanza con Valdemaro I! re di Dani- Nackel e saccheggiarono laPomerelIia.il
marca , al quale restituì Revel capitale duca lemendodiDanzica sua capitale, nel
dell'Estonia, non meno che una parte del- 124^ domandò e ottenne la pace, dando
l'Estonia slessa, che i cavalieri Porta-Spa- MeslAvino suo pri-
in ostaggio a'teuloiiici
tla a veano conquistata sui danesi. Fu ap- ir/Ogenito.Siccomela più parte della Prus-
punto verso quest'epoca che il ca[)0 del- sia era ancora sepolta nelle tenebre del-
l' oi dine teutonico fu denominato gran l'idolatria. Papa Innocenzo IV neli243
maestro, ossia maestro generale, per in- ordinò che si dividesse in 4 diocesi di Cul-

iluaie la di lui superiorità sui precettori ma, di Pomesiana nella Prussia ducale, di
tli Prussia, di Livonia e di Germania, che Warmia e di Siimbia (questa ultima si unì
c(;!ìiinciaronoadassnu)ere il titolo di mne- poi a 7^/ oPomeriana
(7/7;//V/,ePomt'rania
stii, aggiungendo il nome della provin- o Pomesiana con residenza a Marienwer-
cia alla cura loro commessa. Nel t.i6 del- der fu unita nCiii/iin nel secoloX Vl),e vol-
l'. Y;7r di verificare le date, vi è la cro- le che le terre conquistate e da conquistar-
nologia storica di 5o maestri provinciali si fossero divise in 3 porzioni, cioè due pei
di-ll'ordine teutonico inLivonia. Erman- teutonici e la 3." pe' vescovi e loro capi-
no diSalzn, colcredilo d'imo de'piìi gran- medesimo anno e per quanto no-
toli. INcI

di uomini del suo secolo, morì nelisSc) tai nel voi.LXIX, p. 277, Innocenzo IV
nella commenda di Barletta, e ivi fu se- prese la Prussia come diritto e proprietà
pollo. Fu nominato gran maestro Cor- di s. Pietro, e la donò a'cavalieri, alìln-
rado di Turingia figlio di quel landgia- chè la possedessero liberamenle, serven-
vio, vedovo d'Agnese figlia dell'impera- dosi della formola: Aiiiatln nostro iìivc-
tore Federico ll,(juandoS\vantopelco du- stiìnii.s, per investirne il gran maestioCor-
ca della Pomerellia di Danzlca, o piccola rado, il quale morì nel 1244 e fu sepol-
Pomerania (l'altra Fomeranla ha perca- to nella chiesa dell'ospedale teutonico a
pitale Slettino, e ne ragionai a Svezia e Marpurgoo Marburgo nell'Assia elettora-
Prussia), regione della Prussia reale, in- le, che per un tempo fu residenza del grau
vidioso de'progressi dell'ordine, eccitò a maestro e commenda dell'ordine. Qui di
sollevazione neofili della Pomesiana, del-
i nuovo avvertirò, checonviene tener sem-
la Warmia, della Natlangia e della Bar- dre presente quanto descrissi a Prussia, sia
Ionia. Questi prussiani quindi abimando perquanlooperarono Papi a suo vantag- i

la religione del vero Dio, guidati dal du- gio, sia per altre notizie del conquisto e
ca si gettarono nella parte bassa della dominazione del celeberrimo ordine teu-
Prussia, e di là nella Pomesiana e nel pae- tonico. suo gran capitolo radunato a
Il

se di Culm, masseicrando lutti i crisliani Venezia, non si potè accordare intorno


che incontrarono, e ponendo a guasto niol- alla scelta del gran maestro, per trovar-
ti castelli. Le sole fortezze d' Elbing, di si i Enrico d' Holieii-
suffragi divisi Ira
Balga, di Reden, di Gulm
Thnrn du-e di /o/;<'e Luigi e mancato poi a'vi-
di Quede,
rarono salde contro que'fmibondi. il ma- vi quest'ultimo, qualche mese dopo ca- i

resciallo dell'ordine, volendo ad essi len- valieri della bassa Alemagna dierono ad
8o T EU T F. U
TlohenloVie nn nitro competitore In Oa- teutonici, soccorsi da vari principi dell'im-
glielino d' Uieinhacli.Però questo aiUi- pero, li costrinsero a tornireall'ublìiilien-
gian maestro, appena conosciuto di no- za; e l'irrequieto Swanlopelco, che avea
me, non potè impeilirechellolienlohe non ricevuta un'altra sanguinosa sconfitta,nel
venisse riconosciuto in Prussia, in Live- I 2 53 dovè rinnovar la pace sotto condi-
nia, in Germania, e finalmente da lotto zioni umilianti, e così terminò una guer-
l'ordine e dall'imperatore come solo e le- ra di I 3 anni. Le armi de'leutonici di Li-
gittimo gran maestro.Alcuni antichi scrit- vonia corsero fortuna ancor piìi felice,
tori dell'ordine, volendo togliere la ricor- dacché il maestro provinciale di Livonia
danza di tale scisma alla posterità, non Andrea Stuckland costrinse colle sue vii-
fecero menzione d'Holienlolie, il che pro- torie.Mendog granduca di Litiianin a chie-
dusse confusione nella storia. Il duca di der pace, e lo persuase ad abbracciare il

Pomerellia,che avea sottoscritta la pace cristianesimo. promettendogli di fargli ot-


nnine di prepararsi a romperla utilmen- tenere dal Papa il titolo di re. Infitti In-
te, di nuovo levò a rimiore gli apostati nocenzo I V aderendo all'istanze di Sluck-
della Prussia, e fece stinge d' un distac- land e di IMendng, prese la Lituania sot-
camento di 4oocavnlieri teutonici presso to la protezione, e come diritto e proprie*
il lago di Uensen. Allora i cavalieri ridot- tà di s. Pietro,ed eiigeinlola in regno.coro-
ti agli estremi in Culm, ne uscirono con mise a'vescovi di Prussia e di Livonia di
un pugno di genti per assalile il ducale consagrar Mendog, il quale fu colla sua
esercito, uccisero i5oo pomerani, e in- spo<a coronato pel I25r dal vescovo di
seguirono i vinti cos"i vivamente clie la Culm colle insegne reali nel pontificiono-
più parte affogò nella Vistola. Tale perdi- me. In Palestina cavalieii teutonici pu- i

ta costrinseSwanlopelco a rinnovare l'ul- gnarono vfdorosamente sotto gli occhi di


tima pace, ma solamente per infranger- s. Luigi W durante l'infelice sua spedi-
la una 2.' volta. Il legato ilella s. Sede fe- tione in Egitto; e questo gran redi Fran-
ce quindi predicarla crociata conti o il du- cia lionoròdisiiigolaradezione.Moiì Ho-
ca di Pomerellia e contro i prussiani, ed i henlohe circa il 1 2 53, fu sepolto nella chie-
teutonici sbaragliarono il duca sotto le sa del castello di Meigenlheitn o iMarien-
mura di Sclnveilt,e poi anco in campo a- thal.da lui donata all'ordine, e gli successe
perto.Quesledue vittorie costarono al ne- Popone d'O sterna. Nel i254 Prirnislao
mico 3ooo uomini. Ad interposizione di Oltocaro II re di Boemia on 4o, 000 uo-
Federico il Bellicoso duca d'Ausi ria, nel mini entrò in Prussia e battè i sambii, ob-
124'^ si rinnovò la pace. In seguito leu- i bligandoli a sottomettersi all' ordine, il

tonici fabbricarono la fortezza diClirist- quale per tenerli in soggezione fabbricò


burgo, e il duca di Pomerellia, rotta di nel I 2 55 Konigsberg, che di venne metro-
nuovo la pace, si collegò co'prussiani per poli della Prussia ducale o orientale, eco-
assediarla.! cavalieri battendo l'antiguar- sì chiamò in onore di detto re di Boe-
la

do armala andò in
de' prussiani, la cui mia amico dell'ordine, vale a dire Mon-
rotta, ruppero pur quella de'pomerani; tagna del Re, Regius lìlons. Essendosi
laonde temendo il duca fedifrago di re- poi riuniti i cavalieri di Piussiae di Livo-
star preso, implorò di nuovo la pace, che nia nel I2 5c). furono vinti a Durben dai
si concluse nel novembre i^H i colla me- lituani ribelli al sovrano loro, avvenimen-
diazione di Jaco|'0 Pantaleonc legato a- to che ispirò ai prussiani il pensiero di
postolico e poi Piipa Urbano IV, il qua- scuotere il giogo. Intanto re Mendog pen-
le inoltre a'y febbraio 249 "lumeggiò un 1 sando di rij)rendere il culto degl'idoli, fo-
accordo Ira'cavalieri e prussiani, che pe-i nici! tò occultarne n te la ri beli ione de'prus-
lò lostameute lo nippeio. Finalmente i siaui, la quale scoppiò neh 2G0. Spalleg-
TE U TE U 81
giali (la lui capUanaiidoSOjOOoarmati, in- schiarala dal prezioso lume della fede, fu
sorti massacrarono tulli cristiani in die i per intero sottomessa alla sovranità del-
si abbatterono, né rimasero fedeli chele l'ordine teutonico. Nell'anno slesso i ca-
sole Provincie di Culm Pomerania.
e di valieri volsero le armi contro lituani, e i

Avutala peggio i teutonici neh 261 a Fo- le ostilità durate oltre un secolo, venne-
kai-vis, nel segiienteanno soccorsi da'con- ro in seguito più volte rinnovate. Nel 1 289
li Marck, resero a'sambii la
di Juliers e di lanuova cospirazione de'prussiani fu su-
pariglia con l'uccisione di 3ooo. Durante bito estinta, e nel 290 Burcardo si recò
1

il lunghissimo assedio di Konig^berg, i a soccorreie Acri che i saraceni minaccia-


teutonici operarono prodezze degne di e. vano d'assediare; però vinto dagl'infede-
terna memoria, ma il gran maestro Po- li, morì dalle ricevute ferite nell'isola di

pone non vide la (Ine di tanti mali, aven- Rodi. Corrado di FcucJiiwangen òWixi
do per la grave età abdicato nel 262. Gli 1 successore, ebbe molla parte co'suoi ca-
successe Aimone di Sangershaiiscii, sot- valieri nell'ultimo assedio d'Acri, e allor-
to~l quale i cavalieri di Konigsberg rup- ché fu presa nel 1291 , avendo perduta
pero per ben 3 volte i sambii, e nuova- quella residenza, stabilì la sede dell'or-
mente li sottomisero; ma nel 263
1 i teu- dine nellacommenda di Venezia, per tro-
tonici furono sbaragliati a Lobau e co- varsi in grado di adoperarsi nelle nuove
stretti ad abbandonare molte piazze for- imprese che poteano tentare per la ri-
si

tificale. Numerosi eserciti lituani e samo- cupera di Terra santa, e per essere mal-
gizi, unitisi a' ribelli per saccheggiar la contento della dissolutezza de'f rateili o ca-
Prussia, resero questo sciagurato paese per valieri di Prussia. Dopoché i saraceni si

lungo tempo il teatro di orrori e stragi. stabilirono in Acri, i cristiani furono ban-
I cavalieri or vincitori, or vinti, mostra- diti da tutta la Soria, con sommo cordo-
rono sempre la medesima intrepidezza, e glio del Papa Nicolò IV e ne accelerò il
terminarono con riportar sui prussiani 3 suo fine. Nel 129^ tornati a insorgere i

vittorie così sanguinose, ch'essi finonoco- prussiani, la cospirazione fu sopita colla


1273 a rientrare nell'ubbidien-
stretti nel punizione de'capi, e fu l'ultimo loro ten-
za. Morto Annone d'alti meriti nel 1274 tativo per riabbracciare l'idolatria.! gran I

e deposto in Marburgo, gli successe Art- maestro, ch'erasi recato in Prussia, partì
inanno di Hcldrungtn. Questi trovò che per la Boemia, e mancalo in Praga nel
in sole 3 provincie «li Prussia i cavalieri 1297, fu sepolto nella chiesa del castello
non aveano ancora portalo le armi. La di Dragowilz. Gli successe Godi/redo o
Scalovia e la Nadruvia però furono sol- Goffredo dVIohenlohe nipotetlel6.''gran
ton)essein nienodi 3 anni,eueli278 ica- maestro, elelto dal capitolo dell'ordine
valieri attaccarono la Sudavia, contrada raccolto in Venezia a' 4 settembre, e po-
1

prussiana di tulle più popolosa e polen- scia il commendatore o maestro provin-


te. Questa guerra fu condotta con som- ciale di Prussia. La guerra civile fra'ca-
ma attività, ma il gran maestro non ne valieri di Livonia e l'arcivescovo di Rif^fi
vide il termine, morendo nel 1283, dopo (nel quale articolo riparlai de'cavalieri
aver comincialo la costruzione della ce- Porta-Spada, ed ancora vi esiste l'anti-

lebre fortezza di Marienburgo , ed ebbe co castello ove risiedè gran maestro o il

tomba nella chiesa di Mergenlheim. Elet- meglio il maestro provinciale di Livonia)


to al mngistero BiircardodiSchwenden, scoppiò intanto con un furore indicibile;
poco dopo i cavalieri compirono la con- guerra funesta che durò molto lungo tem-
quista della Prussia, soggiogando la Su- po e produsse le più terribili conseguen-
davia: così soltanto dopo 52 anni di tra- ze, che accennai anche a Prussia. Lo sci-

vagli e di combattimenti, la Prussia ri- sma sorto nell'ordine ueIi3o3, fu pron-


VOL. LXXV. 6
82 T E U J E U
lainciile csllnlo ilalla s.iggczzj del com- \'\\. Quiiuli scoigemloi cavalieri tornare
peliloit', che una parie deVavalieri avea inutili le vie della conciliazione co'polac-
Jalo a notlifretlo, il quale cesso di vive- chi, presero le armi e terminarono la già
re nel I 3o(ì e Cu sepolto n IMailniigo. .S7- Cominciala conquista della Pomerellia.
^cfrcdo di l\ii(lit\y(iirj;c!i. dello già da Questo evento divenne sorgenle di lun-
unaparlede'cavajieri vivente il predeces- glieguerre fra l'ordine e la Polnnit/ (/'.).
sore, avea riguardala quest'elezione couie Do[)oaver fatto erigere una nuova città
nulla, né volle prendere le redini del go- a Danzica, ca[)itale (.lei ducalo, Sigeh'e-
verno senoncliè do[)o essere stalo di nuo- do nel I 3 1 2 meri a IMariembiirgo e fu se-
vo unaniu)eDienle eletto. Abolì Y uHlzio pollo a Cumlsee, residenza del vescovo di
di maestro provinciale di Prussia, e tra- Culo), e nella sua cattedrale. C///7r)f//Z?('/^
sferì la sede principale dell' ordine e la fr/rl di Treveri gli successe, e spinse vi-
propria residenza a IMaiienihurgo o Rla- vamente la guerra contro la Lituania.
rienburgo nella Prussia occidentale (ira- Continuando le controversie tra l'arcive-
sferiuienlo clieallri attribuiscono al pre- scovo di Riga, unito a'vescovi di Livonia,
decessore), tlie divenne la capitale della contro i teutonici, i livonii partigiani del-
Prussia occidentale, cessando i maestri l'arcivescovo, ricorsero a Pa[»a (jiovanni
provinciali ili Prussia, poiché i gran mae- \XII, facendogli credere che i cavalieri
stri governarono da [)er loro la provincia. impedissero a Gediinino granduca di Li-
iMaricnburgo, l/r/.'/V/c/jV/zY,'-;/.'//. era il luo- tiiitìiit! di abbracciare il cristianesimo. In-
go d'una fortezza, onde nel 128 cava- I i tanto Uladislao IV re di Polonia inlen-
lieri teutonici vi fabbricarono la città, al- lò all'ordine una lite inloinoalla Pome-
la quale dierono il nome clie [)orta in con- rellia, e Papa Giovanni XXII, al quale le
siderazione dun'inioiaginc di Maria Ver- parti ricorsero, elesse a giudici della con-
gine che ivi si venerava. Essa è cinta di troversia 3 polacchi, 1 de'quali vantava-
mura, con due sobborghi e chiese catlo- no de diritti cavalieri. Le prole-
contro i

hdie, e vi è il vecchio castello, antica re- non impedirono che


ste de' teutonici i

sidenza de'gran maestri dell'ordine teu- nunzi pronunciassero neli32'2 una sen-
tonico. Mentre con gran calore si tratta- tenza, che condannò l'online a restituire
va il gran processo per 1'
abolizione dei la Pomerellia, e alla rifazione de" danni
templari, Federico arcivescovo di Riga e interessi. 1 nunzi inviati dal Papa a Ri-
Avignone daClementeV, ten-
pollatosi in ga per accertarsi de'ricordati reclami dei
tò d'inviluppare anche teutonici neila i livonii.li trovaronoinsu'*sistenti,elo
pro-
medesima proscrizione. Però ad onta di vò Gedimino con criulelmenle saccheg-
tulle le sollecitazioni e le querele, il Pa- giare le frontiere ilella Livonia e della Po-
pa si hmitò con bolla de' c) giugno 3f)Q 1 1 lonia, |)er la sua avversione al cristiane-
a ordinare indagini, che ruiscirono sen- simo. Il gran maestro si recò in Avigno-

za elìètto. Morto senza discendenti legit- ne, ove risiedeva il ''apa, reclamò sid de-
timi Mestvvino, ultimo duca della Ponie- cretalo, onde restò senza effetto, e vi gua-
rellia, i polacchi con diveisi pretesti s'im- dagnò varie liti importanti; ma avendovi
padronirono di sua eredità, ma i n)argra- contratto una malallia, ripalriò in Tre-
vi di Brandciìhurgo^ già da gran teen- veri e ivi morì nel 13^4 in seno di sua
po costituiti dagl'imperatori quali signo- famiglia, ed è probabile che restasse se-
rifeudali de'duchi di Pomerellia, riven- pollo nella gran commenda dell'ordine
dicaiono questa successione come feudo in quella città. A'6 luglio gli lìi sostitui-
a loro devoluto, e venderono gran parie lo / 1 ciì/criì ^'(hsc/ri/, ed avendo il re
della Pomerellia all'ordine leu tonico, col- polacco assalilo l'oi dine, l't/Slilità median-

l'approvazione dell' imperatore Eni ice te tregua si sospesero fino al Natale i32G.
TE rj TEU 83
]ì re Uladisliio IV profittò dell'intervallo armi, ivi morì nel i333. Sul cominciare
per iiideboliiC gli alleati de'teulonici,e Ilei del seguente anno gli fu surrogato Teo-
I 3^6 orribilmenle saccheggiò il Brande- dorico d' AllcììdiHi i^o burgravio di tal
burghese. Nel i 827 i cavalieri s'iinpadro- paese, ottuagenario, in tempo del (piale i

uiroiio di molte piazze della Polonia , e re d'Ungheria e di Boemia, di nuovo scel


nel 1328 il re entrò in l'russiacon poten- li ad arbitri, nel 1 335 pronunziarono una
tearmata, sebbene dovè retrocedere sen- sentenza in fot za della quale la Pomerelli.»
za successo. P^ecatOii Giovanni di Lussem- venne aggiudicata a' teutoni, ma conce-
burgo re di Boemia in aiuto dell'ordine, pila in modo che il nuovo redi Poloni.i
la guerra divenne piii sanguinosa, e solo Casimiro 111 dovea rinunziarne formai
fu sospesa neli33o per la tregua, duran- niente il ducalo. Non volendoli re adem-
te la quale dovea>>.i rimettere le questio- piere tal condizione, ricominciò leostdità,
ni fra l'ordine e la Polonia all'arbitrio di mentre il gran maestro era occupato in
detto re e di Carlo 1 re d'Ungheria. JNel- una spedizione nella Lituania; senonchè
l'anno stesso fu il giau maestro assassi- i re d' Ungheria e di Boemia, nella loro
nato a INIariemburgo, e fu sepolto a Ma- qualiiìi di giudici arbitri, ordiuaronouna

lienwerder nella cattedrale del vescova- nuova tregua fino al giorno di s. Giovan-
to di Pomesiana. ni del 1337. Il g'''in maestro, malgrado la

Ne! i33i l'i I febbraio fu eletto gran sua età,animoso nel 338 si pose alla lesta
i

maestro Lutero o Liulero di Brunswick dell'armala teutonica, e battuti lituani i

figlio del duca, che per non aver avuto li costrinse a levar l'assedio di Bayern: tal

luogo il detto giudizio arbitrale, spirata vittoria fu seguita da altra riportata dal

la tregua si apparecchiò alla guerra. Nel maresciallo dell'ordine. Ricusando Casi-


medesimo anno formidabile esercito teu- miro III di sottomeltcrsialla sentenza de
tonico invase la Polonia e le diede il gua- gli arbitri , ricorse cogli stati di Polonia
sto, e nella battaglia di Plowcze si com al Papa Benedetto XII, accusando i re-
battè due volte nello stesso giorno: nella ligiosi teutonici di smodata ambizione,*per

i.'i teutonici furono battuti per tradi- avere invaso armala mano alcune delle
mento del palatino di Posuania, che tro- più ragguardevoli signorie di Polonia e
vavasi nella loro ainiata; ma nella 2.' essi fra le altre la bella provincia di Poinerel-
ruppero si compiutamente l'esercito re- lia " in pregiudizio alla chiesa romana,
gio, che poterono conquistare una parte egualmente che al nostro regno, il quale
della grande Polonia,senza che il re si tro- si fa una gloria di esserne tributario, e di

vasse in istato di prestar soccorso alle piaz non riconoscere alcun altro supcriore do-
Ee, onde successivamente ne venne spo- po Dio." Benedetto XII col parere de'car
glialo. Però Uladislao IV nel 332 aven- 1 dinali inviò due nunzi a prendere sulla
do ricevuto un potente soccorso dagli un- faccia de'luoghi le opportune informazio
gheresi, volle rendere la pariglia a' teu- ni su tali querele, ed a correggerne gli a-
tonici, emosse verso la Prussia per ricu- busi. I nunzi fecero citare innanzi ad essi
perare il tolto. Sul punto di combattere ilgran maestro e cavalieri teutonici, e no
i

convenne col gran maestro ad una tregua minatamente 2 3 commendatori. Il prò


duratura sino alla festa della ss. Trinità curatore dell'ordine comparve in loro no
del 333. Lutero dopo aver fatto gettare
I me, e siccome teutoni che avea no per se
i

le fondamenta d'una nuova cattedrale a causa vinta, ripugnavano di correre il ri-


Konigsberg ( nei sotterranei della quale schiod'una nuova sentenza, il procurato-
si vedono sepolcri di diversi gran mae-
i re proteslòcontro la commissione de'nun-
stri dell'ordine), per grata memoria de' zi, appellò al Papa stesso, e improwrsa-

felici eventi che Dio avea concesso alle sue mente si ritirò seuza prendere congodo.
H T E U TE U
1 nuDzi giiulicaiido illusoria sifQitla appel- prenderel)bero giammai questo titolo ne-
hizioiu;, piocedetlero per coiilumaci;i su- gli atti loro.Meditando poi il gran mae-
( ondo le furale contro al gran niaeslro e stro una spedizione contro la Lituania,!
a'coinniendalori, poi li dichiararono sco- le d'Ungheria e di Boemia, il marchese
niiinicali, e li condannarono a restituire di Moravia, il conte d'Olanda e altri prin-
le terre invase. co'frutti ne che in seguito cipi, si recarono in Prussia per prendervi
avevano percepito, unitamente a'danni e parte; ma l'inverno del i 344 venendo al

interessi.il tulio fu tassalo a 194,3 00 aiar- i34j' fu cos'i mite che i ghiacci non so-
chi d' argento, a cui ne furono aggiunti stenevano, e divenne quindi impossibile
altri 1600 per le spese. In modo diverso si di traversare il fiume e le maree; così que-

racconta il risultato. llBercastel riferisce, sti non ebbero che l'incomodo del
principi
the con religiosi armati, totalmente di- viaggio, e l'ordine non trasse alcun frui-
Tersi da'pacifìci solitari degli antichi tem- to da sì grande armamenlo. Dopo grave
pi, era cosa assai più facile il pronunzia- malattia, trovandosi Ludolfo indebolito,
re la sentenza, che metterla in esecuzio- abdicò nel 1 345 e indi a 3 anni morì, ve-
ne. Denedelto XII non fu uhbidilo,e sot- nendo sepolto in INlarienwerder. A' i3
to il seguente pontificalo di Clemente VI, dicembre gli successe Enrico Diisener
i cavalieri teutonici, sostenuti da Lodo- d'.'Irfùerg, che rese illustre il suo magi-
vico V il Biivaro , forzarono la dieta di stero con due memorabili vittorie ripor-
Polonia ad abbandonar loro definitiva- tale sui lituani. Neh 347 comprò
il du-

mente la Pomerellia. In vece 1' ylrtc di calo d' Estonia daValdemaro IV re di


verificare le date, nella cronologia sto- Danimarca per 9,000 marchi d'argento,
»

rica de' gran maestri dell' ordine teuto- e nel 35 anch' egli abdicò; si crede che
j I

nico, di cui mi vado giovando, narra: Che morisse nell'anno stesso e fu tumulalo a
il Papa fatta esaminare la causa e la setr- Marienwerder. Venne scelto a successore
teuza da'cardiuali, dichiarò che il giudi- 7^7 iiirico di Kniprodc di Dusener, e il

zio era ingiusto, e consigliò il re a venire Papa Innocenzo VI inlimò all'ordine di


ad un accomodamento. I re d'Ungheria restituireliiga al proprio arcivescovo. Go-
e di Boemia, dopo essere stali giudici, fe- swino maestro provinciale io Livonia noa
cero allora l'ufìizio di mediatori; e si era credè ubbidire, poiché gli abitanti della

già punto di cominciar le conferenze,


al città aveano dato terribiiraeule il guasto
allorché il gran maestro mori a INIariem- alle terre de' cavalieri e pretendevano
,

burgo a' 1 4 giugno 34 e fu sepolto nel- i


1
, potersela trattenere a titolo di conquista.
la chiesa sotterranea da lui costruita per Quindi nel i354il vescovosvedesedi We-
tomba 1342 venne elet-
de'successori. Nel steras commissario pontificio dichiarò ,

to Qian n\aes{io Lodolfo Koing di Jì eit- Goswino, il maresciallo e commenda- i

z</j/,dopo un interregno di più di 6 mesi, tori di Livonia tutti scomunicati. Casimi-


e nel 343 si concluse la pace fra l'ordine
1 ro IV obliando giuramenti falli a Ra-
i

e la Polonia : i teutonici restituirono le lisch, neh 3 56 riprese il titolo di signore


conquiste fatte nella grande Polonia sot- e di erede della Pomerania, in un trattalo
to il magistero di ErunsAvick, e il re Ca- concluso coll'imperatore Carlo IV contro
simiro III 1*8 luglio solennemente rinun- l'ordine teutonico e contro la casa di Ba-
ziò a Ralisch ad ogni pretensione sui pos- viera, il cui oggetto tendeva alla loro ro-
sedimenti dell'ordine, ed in ispecie sul du- vina. R.estata la lega senza elfeito, l'ordine
cato di Pomerellia o Pomerania piccola, rimase in pace colla Polonia. Il gran mae-
e si obbligò a far cancellare il titolo in- stro non cessando di proseguire la guer-
ciso sul gran sigillo della Polonia, pro- ra con furore a danno de'liluani, ne fu-
metleudo per se e suoi successori, che uoo rono principali eveuli l'assedio e presa di
TE U T E U 81
RoAvno nel i 363, e la giornata di Rudau dal duca di Opelen, il che grandemente
nel I
3 70, nella qual battaglia Winricocon dispiacque a' polacchi. Siccome poi i pi-

4o,ooo uomini disfece 70,000 fra litua- rati vitali!, ch'eransi impadroniti dell' i-

ni, russi e tartari che ne lasciarono


1,000 I sola di Golhland, ledevano sommamente
sul campo e ne perdettero maggior nu- il commercio della Prussia, il gran mae-
'
mero nella fuga. Questo principe, che fu stro armò una flotta contro di essa e li cac-
uno de'piii grandi personaggi che gover- ciò. Allora la celebre Margherita regina
nasse l'ordine, mori neh 382 e fu sepolto di Danimarca, Svezia e Norvegia, spedi
a Marieinburgo,dopo aver veduto il prin- anch'essa una flotta per riunire il Golh-
cipio del desolante e lungo >cisraa clie^^i- land alla Svezia; ma i teutonici sostenen-
vise la Chiesa tra'legiltimi Papi di Roma do Wisby un assedio, fecero abbando-
in
e gli antipapi d'Avignone, l'ordine restaa- nar l'impresa. Avendo però l'imperatore
do sempre ubbidiente a R.oma ove tene- Venceslao olFerta la sua mediazione, nel
va un suo rappresentante. Gli successe congresso tenuto a Helsimburgo nel i 3q8,
Corrado Zoliwr di Rotenfiteiii, che con- fu convenuto che i teutonici restituirebbe-
tinuò la guerra in Lituania, sebbene riu- roil Golhland alla Svezia, e che la regina

nita alla Polonia, e verso il i388 fondò pagherebbe le spesedella guerra: indi pas-
l'università di Culni,il cui perfezioiiacnen- sati a Copenhagen gli ambasciatori del
to fu impedito dalle successive turbolen- gran maestro, fecero un trattato d'unio-
ze. Morto nel 1390 a Christburg, ven- ne fra'3 detti regni del Nord e l' ordine
ne sepolto a Mariemburgo. NeliSgi e- teutonico. Nel402 il gran maestro com-
1

letto Corrado di TVallcnrod, continuò prò la nuova Marca di Brandeburgo da


la guerra contro lituani, e sebbene nel i Sigismondo margravio di Brandebur-
i3q3 allestii un formidabile esercito di go e re d' Ungheria, e con tale acquisto
4o,ooo uomini di truppe ausiliarie, ter- si assicurò una comunicazione colla Ger-
minò la campagna senza notevoli fatti mania indipendentemente dalla Polonia.
d'armi. Fino al gran maestro Corrado i Nel 1 4o4 lennesi il congresso di Racziansz,
cavalieri teutonici eransi contentati del ove Uladislao V o Jagelloue re di Polonia
titolo di frati, come usavano il mae-
1^
cede il ducato di Samogizia all' ordine,
stro provinciale e i commendatori, ma lo che in iscambio gli rilasciò la provincia di
tralasciarono per assumere quello di Si- Novogrodeck che avea già conquistata.
,

gnori. Corrado Zulner erasi opposto a Con altri atti i teutonici restituirono Do-
questa novità, siccome contraria agli sta- brzin, e il re rinnovò la pace di Casimiro
lu'.i dell'ordine, ma prevalendo lo spirito III, il gran maestro ricevendo poi Uladi-
d'ambizione, Corrado di Wallenrod non slao V a Thorn. In tal modo la sovranità
solo nel 1391 approvò il titolo di signori dell'ordine si estese dall'Oder fino al gol-
preso da' cavalieri, ma volle ancora che fo di Finlandia. I cavalieri teutonici, do-
si prestassero alla sua persona onori con- po aver assunto il titolo di signori, nel lo-
venienti a'piùgran principi. A vendoLean- ro portamento ordinario si abbandona-
dro, già eretico albigese, adottatigli erro- rono ad un'eccessiva pompa, e fu neces-
ri (li Wiclef, per la connivenza del gran sario nel capitolo dell'ordine tenuto nel
maestro fece de'proseliti in Prussia, e poi i4o 5 Mariemburgo, di fare un decreto,
a
perì miserevolmente: non dissìmile fu la in cui proibiva ad un semplice cavalie-
si

fine diCorrado, poiché morì d'un accesso re di mantenere pii^i di o cavalli, e ad un 1

di frenesia nel 394. Eletto gran maestro


i commendatore l'averne piùdi 1 00 persuo
a'3o novembre Corrado di Jnngingeii, uso, non meno che per servizio delle per-
ricusò la dignità fino al successivo anno. sone di suo equipaggio. Corrado ebbe
Nel 1 3(j6 acquistò la provincia di Dobrzin qualche dissapore culi' Inghilterra pel
85 T E U TEU
ruuituercìo de' suoi &t;i(i. il quale crn sii tori,dI commendatori de'caslelli,d'8
1-6 t

che molle
fiorente, cillìi della Prnssiaan- spedalieri.di 3i maestri di conveuli,di 6:>
davanool pari colle [)iùcommeicianlideU cellerari, di 4o. maestri degli spedali, di 7
!c uosle del Dallico. Questo saggio graa piovvedilori,di 18 panallieri, di 3() mae-
riiaestrojcheavea innalzalo l'oi dine al più stri della pesca, e f)3 maestri di molini. E-
Sublime grado di ()olenza e di grandezza, ranvi 700 semplici frati, i quali come liberi

tiapassò piamente neIi4o7 e fu sepolto d'ogni impiego potevano maneggiar l'ar-


a Maiiemhnigo. 11 suo fratello l Iricn di mi, 162 sacerdoti o frati da coro, quali i

Juni^ingc/ig\\ snccessea'27 giugno. Incor- portavano la croce,e 6200 servitori o do-


se una controversia co'polacclii per San- mestici Di più eravi il maestro provinciale
tock e Driesen, cittadella nuo«a Marca; dell'ordine teutonico in Livonia che la go-
e Vitoldo, a cui il re di Polonia avea con- vernava. Il conte Enrico di Plattcìi, che
ferito in feudo la Lituania, tolse la Samo- avea coraggiosamente difeso Mariembur-
gizia a'teutonici d'accordo collo stesso re, go, fu nello stesso novembre eletto gran
il quale in un pnjclama riassimse il titolo maestro, e co'leutouici in breve ricuperò
di signore della Poraerania. Riusciti mu- tutto il perduto. Per la pace di Tliorn del
tili i tentativi per aver giustizia, il gran I
.° febbiaioi4i •; 'I 'e di Polonia rinun-
maestro con un esercito s' impadronì di ziò dinuovo alla Pomerania, riconoscen-
v.irie piazze di Polonia; ed il re di Boe- do com'ella dovesse appartenere all' or-
mia fatto arbitro dalle parti, sentenziòin dine egualmente che l'altre provincia, ai-
fdvorede'teutonici, ma Uldislao V ricusò Ire volle contrastale, e s'obbligò a lasciar
«li sottomettersi, entrando in Prussia con i prigionieri senza riscatto. I teutonici sol-
formidabile esercito di i5o,ooo uon»ini tanto accordarono che li Samogizia si go-
e composto di polacchi, lituani, saraogizi, desse dal re e da Vitoldo, vita loro du-
lussi e tartari. II gran maestro, sebbene rante. Appena il re concluse il trattato si

deluso dal re d'Ungheria col cpiale avea ricusò si soddisfarne le principali condi-
<fincluso un trattato, incontrò il nemico zioni, riprese il titolo di signore della Po-
relle pianure di Tannebeig a' 5 luglio i merania, e si collegò coiriraperatore Si-
4 'o con 8.3,000 uomini. Dopo aver fat-
) gismondo per distruggere l'ordine. Aven-
to macello dell'ala destra, il gran maestro do poi Sigismondo cambialo d'avviso ed
stava già per ottener vittoria, ma mentre eletto dalle parli giudice arbitro, ordinò
adoperava ullimo sforzo per raggiun-
I' a UladislaoV l'esecuzione del lo stipulato
gerla , la perde in im colla vita. La sua a Thorn,manon lardò con raggiri a spie-
caduta fu il segnale della rotta de'teuto- gar nuove pretensioni sulla Pomerania.
nii.che divenne compiuta. Essi però non >el trattato di Tliorn compresosi il ve-
rimasero soccombenti senza gloria, per- scovo di Wladislavia, l'ordine fu tenuto
chè è comune opinione che vi morii-ono a rendergli ledecimeapparlenenliallasua
tiella battaglia i 00,000 uomini, fia'quali chiesa. Il gran maestio che avea ben me-
GojOoo Ira [«^lacchi eloroalleaii. Quindi ntalo dell'ordine nella difesa di iVIariera-
molte piaz7e della Prussia aprirono le por- borgo e pel modo come condusse il ^ìne
le a'vincilori, e il le assediò Mariend)ui- della guerra, si rese poi odioso colla sua
gn, «he dovè abbandonare do[)0 Sy gior- mala condotla e piìi ancora col fivorir ,

ni per tornar in Polonia, ove si videscn- l'eresia di Wiclef, della quale non andò
7a esen-ito. Gli scrittori dell'ordine in que- neppure egli esente. Lo scontento alloni
sto rifi[MÌsc<.no ch'esso si componeva, del giunse al colmo, e in una grande adunan-
gìan maeslro,del grancommendatore,del za del capitolo venne destituito agli r i

gran maresciallo, del gran spedaliere, del ottobre f4i3- Indi a'f) gennaio 4 '4 '''" r

diappicre,dellesr)riere,di 18 couimenda-
T E U T E U 87
lìc Slcììiibcrg, che trovò l'osLliiie molto car pregiudizio, attesoché i nunzi non a-
clectukito nella disciplina. Frallanlo l'ar- vevano veduti titoli sui fpiali il re fon-
i

civescovo di Striguiiia commissario im- dava le sue pretensioni. L'imperatore Si-


periale, pronunciò nuova sentenza arbi- gis'Hondo, scelto anch' egli nuovamente
trale a favore de'cavalieri; ma i polacchi adaibitro fra le due parti, giudicò la cau-
aspirando sempre siila l'omerania, al pae- sa interamente a fivore de'teutonici, con
se di Culm e a IMichalou, corsero di nuo- sentenza del gennaio 1420. 11 re di Po-
vo alle armi. Postosi Uladislao V alla te- Ionia, ch'erasi sottomesso a questo arbi-
sta dell'esercito il più formidabile chela trale giudizio col più solenne compromes-
Polonia avesse niai allestito, devastò il so, tentòallora pured'eludererelfelto del-
paese di Culm e le provincie vicine; se- la sentenza, ricorrendo di nuovo al Papa;
nonchè il gran maestro che tenevasi sulla ma non volendo i cavalieri essere piùcon-
difesa , destramente attirò tutte le forze dotti di Iribunaiein tribunale da'Ioro av-
ncmiclie avanti la fortezza di Strasbur- versari, protestarono con tanta maggiore
go o Brodnitz, vaglieggiando il re d'in- ragione, in quanto che l'imperatore col-
signorirsene. Il gran maestro tanto fece, l'assenso delle parti avea ordinalo ch'esse
che armata sì florida fu distrutta dalla fa- pagherebbero una multa di i 0,000 mar-
me pe'viveri intercettati e dalla dissente- chi d'argento per ogni contravvenzione
ria. Quindi il vescovo di Losanna legato alla [)ace,non meno per qualsiasi briga per
di (iiovanui XXllI,givmto in tal tempo, ottener modificazioni alla sentenza. Fa-
indusse il le e il gran maestro ad una tie- talmente nemici più formidabili minac-
gua di 1 anni, ed a rimettere la decisio- ciavano all'ordine nuovi disastri, cioè la

ne di loro controversie al sinodo di Co- divisione insorta fra'cavalieri e lo spirilo


stanza, di cui riparlai a Svizzera, il re tol- il'indipendeiìza, il quale si può riguarda-

se l'assedio per ritornare in Polonia, ed re come il germedella rivoluzioneciie co-


il gran maestro ebbe la gloria, senza in- minciava a esfendere i suoi progressi nel-
sanguinare una spada, d'aver dissipato il la Prussia. gran maestro ne provò tan-
Il

più potente esercito che nemici avesse- i to rammarico, che abdicò nella (juaresi-
ro niai posto a fronte dell'ordine. Nel con ma 1^11. A' IO marzo gli fu surrogato
ciliodi Costanza i polacchi attaccarono vi- Paolo Belligero di Rnsdorf, e nello stes-
vamente teutonici, ma ogni procedura
i so anno un'armata di 100,000 uocnini al-
cessòquando cavalieri stanchi di con-
i lestita dal re di Polonia, il quale senz'al-
trastare, domandarono che in piena ses- tro motivo, tranne quello di compiere il

sione fossero letti i loro titoli. Peiò i rag- disegno che avea da limgo tempo forma-
giri de' polacchi impedirono a'teulonici di to di sterminare l'ordine, si gettò nel de-
compierne la lettura, e cosi il concilio nul- clinar di luglio sul laPr ossia, abbandonan-
la potè decidere. Nel 1419 Papa Martino dola a uno spaventevole saccheggio, con as-
V delegò nuovi nunzi, adJnchèsi adope- sedi!, massacri e incendi!. Come poi ! prus-
rassero a terminare i litigi fra l'ordine e la siani sopportavano con cuore esacerbato
Polonia. Si tenne inutilmente una con- questi mali, che sì di sovente si rinnova-
ferenza a Guiewkow ,
poiché i polacchi vano, il gran maestro col trattato de'27
non vollero prestare orecchio a veruna settembre fu costretto rinunziare al du-
proposizione. I nun/i, esaminati! titoli de' cato di Samogizia e al Suderland, ed ab-
cavalieri, non poterono rifiutarsi dall'e- bandonare inoltre alla Polonia la fortezza
iiiettere un alleslato, il quale pose la gin- di Nessaw con tolte l'altre terre situate
stizia di loro causa in piena evidenza ; ma nella Cujavia, che duchi di Masovia a- i

il Papa vivamente sollecitato da! re Ula- veano precedentemente donate a'cavalie-


dislao V, dichiarò l'atto non potergh re- ri; laddove poi in compenso la Polonia as-
88 T E U TE U
sicmòdl nuovo all'ordine ilducalodi Po- a' 19 aprile fu eletto Corrado di Erlì-
merania, non meno die il paese di Culm ihshnuscii, saggio e prudente: mantenne
e di RliclialoLi, a'quali non avea mai ces- la pace co'vicini, ma non potè ristabilirla

salo di rinunziare e di aspirare a vicenda. né nella Prussia, né nell' ordine. Il raui-


Questa fu lai. ''pace in cui l'ordine teu- marico ne accorciò il vivere, che cessò a*
tonico fu costretto ad abbandonare una 6 novembre i449- e fu 1' ultimo graa
parte de'suoi dominii. L'esercito polacco maestro sepolto a Mariemburgo. Il nipo-
nella spedizione commise tanti eccelsi, che te Luigi di Erlicìishaiiscn ^Wmccesit nel

il re fu costretto chiedere al Papa l'asso- i4^o. iVeli4j'i ebbe luogo a Volraar un


luzione dalla scomunica in che erano in- accordo coU'arcivescovo e col clero di Li-
corsi suoi soldati, con sacrdegiiemisfutti
i vonia, quali si obbligarono fra le altre
i

enormi. Tuttavolla ricominciata la guer- cose a vestir l'abito e seguir la regola del-
ra neli43i, i cavalieri fecero un'incur- l'ordine teutonico, rinunziando i cavalieri
sione in Polonia: 24 c\y[li furono coslret- alla visita delle chiese. Neh 4^3 poi con
le aprir loro le porle, ed essi vendicaronsi Tallio trattato di Rircliholm fraGio vanni
sulle campagne d'una parie de'mali che di Mengden maestro provinciale di Livo-
i polacchi aveano fallo sollrire alla Prus- nia e l'arcivescovo di Riga, fu convenuto
sia, il re chiamati allora i feroci eretici ?^9- che avendo essi egual diritto sulla città di
,s/// in suo aiuto, devastò con loro mise- Riga, il possesso e il governo di essa si ter-
revolmente la nuova Marca di Brande- rebbe comune. Papa Nicolò V
fra loro in

burgo e la Pomerania; ostilità che fini- confermò l'accordo, e commise a'vescovi


rono colla tregua di 12 anni stipulata in di Pomesiana, di Curlandia e di Sambia

dicembre e poi convertita in pace perpe- che vegliassero all'esecuzione, e adoperas-


tua a'3 dicembre 1436 ntlla conferenza
I sero le censure eci:lesiasliche contro la |par-
di Brzesc, sotto Uladislao VI. Prima di te che Io trasgredisse. La Prussia essen-
tale epoca e nel 1426 l'arcivescovo di Ri- do sotto l'alto dominio della s. Sede, il Pa-
ga Hetuiing di Scharfemberg, entrato in pa vi teneva un commissario, e di quan-
discordia co'cavalieri per non più volere do in quando ne concedeva il godimento
sebbene ne fosse
vestir l'abito dell'ordine, all'ordine teutonico militare e regolare,
sialo membro, ne fece lagnanze con Mar- ch'era sotto la prolezione di s. Pietro; ed
lino V, il quale però nel 1428 ordinò che è perciò che Nicolò V per le dissensioni
tutti gli ecclesiastici della Livonia doves- insorte fia'prussiani e i teutonici vi spe-
sero portare l'abito teutonico, oltre altre dì per legato il celebre cardinal di Cusa,
disposizioni. Crescendo intanto la divisio- che colie censure ecclesiastiche costrinse
ne nella Prussia, e con essa disordini , i i prussiani all'ubbidienza de'cavalieri.Ma
il gran maestro slabih un nuovo consi- i prussiani neh 453 iie!i4')4. dopo es-
glio pio vinciale,concedend<)gli grande au- sersi assicurati dell'aiuto polacco, si ribel-
torità; condiscendenza che non fu sulli- larono, eil re Casimiro IV che avea non

cienle a ristabilire buon ordine. A ven-


il poche volle rinnovato il giuramento di
do nobili e alcune cillàfjrrnala una con-
i mantenere l'ultima p ice cuU'ordine, ac--
federazione pel conservamento de' loro colse l'omiiggio de'ribelli, e li s[)alleggiò
privilegi, il savio gran mae>>lro, trovan- con tutte le forze del regno. Allora i leuloni-
do ben fondata una parte de'Iagni loro, cijcuinon più rimaneva che qualche piaz-
slava già per rimediarvi; ma una polente za dopo la rivoluzione, non si scoraggia-
fazione sorse contro di esso, egli riuscì tan- rono, e dopo aver ipotecata a Federico II

to doloroso, che a'Gdiceinbiei44o abdi- elettore di Rrandeburgo la nuova Marca


cò, e morì a'2«j dello stesso mese aElbing di tal nome, uell' anno stesso riportaro-
e fu sepolto iu IMariemburgo. Nel i44' no un'insigne vittoria a Comitz, ove Ca^-
TEU TEU 89
simiro IV vi perde la libertà, non però di Nicola Tungen che aspirava al vesco-
la vita, come vuole VArte di verificare vato di Warmia; ma non avendo Maltia
le date. Per un lungo corso di anni seguì inviati i promessi soccorsi, nel 14^0 fu co-
una serie di rovesci e di vittorie dall'u- stretto a rinnovar la pace colla Polonia,
na parie e dall'altra; questa guerra miele ed a rendere omaggio al re Casimiro IV
3oo,ooo uomini, e si contarono fino a per la Prussia. L'arcivescovo di Piiga Sil-
18,000 villaggi per essa dati alle fiaai- vestro insistendo nel volere disciolto il

ine.Per colmo de'mali, la peste congiun- suddetto trattalo di Rirchholm, pure riu-
se la sua desolazione a'furori della guer- scì a Bernardo di Borch maestro pro-
ra; ciò non ostante il gran tnaC'Nlro si so- vinciale di Li venia di fare un accordo per
stenne 3 anni contro
i tutti gli sforzi della riuìanere tranquilli per 60 anni. Nondi-
Polonia e de'prussiani ribelli; fiualmenle meno Silvestro poco tlopo gli suscitò con-
fu d'uopo cedere, e venire ai trattato ro- tro molti nemici stranieri, e il maestro pa-
vinoso di Thorn. La Prussia fu allora di- zientòjfìnchè indispettito pel trattalo con-
visa indueparli: V occidentale Aie conte- cluso daSilvestro contro l'ordmecon l'am-
neva la Pomerania piccola o Pomerellia, ministratore del regno diSvezia nel 1479,
passò sotto la dominazione del re, e per- nonché con alcuni arcivescovi del mede-
ciò prese nome di reale; e Vorientale
il simo, s'impadronì delle fortezze dell'arci-
restò in mano del gran maestro e fu della vescovato, prese e incendiò il castello di
ducale, con obbligo per altro di farne o- Kokenhause, ove Sdveslro erasi chiuso,
maggio feudale alla corona di Pulonia.di- lo cacciò in carcere, e die l'amministra-
venendo cavalieri suoi vassalli feudatari.
i zione de'beni dell'arcivescovato al proprio
Siccome poi Marieaiburgo cadeva nella fratello Simone di Borch vescovo di Re-
porzione de'polacclii (che altri dicono ad vel capitale dell'Estonia esuffraganeo di
essi Vendola da'capilaui de' soldati mer- Riga (già di Lunden quando fu eretta la
cenari che r aveano ricevuta per malle- sede vescovile nel 1280 ). Papa Sisto IV
veria di loro paghe), il gran maestro tra- pubblicò una bolla fulminante contro il

sferì la sede dell'ordine a Ronigsberg, o- maestro Bernardo, scomunicandolo e or-


ve morì a'4 aprile ^Gj e fu sepolto nella
1 dinandogli di lasciar libero Silvestro, i-
cattedrale.Fu eletto vice gran maestro il gnorando la sua morte. Questa conosciu-
conte Enrico Renss diPlaueii.e resse con ta, IV elesse l'arcivescovo Stefmo,
Sisto
tal grado l'ordinesinoa'aooUobre 146910 con che si aumentarono le dinicoltà,e l'im-
cui fu innalzato alla dignità di gran mae- peratore Federico HI sostenendo Riga es-
stro. Muri poco dopo a Morungen, essen- sere feudo dell'impero, assunse la difesa
do stato colpito d'apoplessia a Thorn, a'2 di Bernardo. Risiedendo in Pioraa il pro-
geniiaioi470, mentre ritornava dal ren- curatore dell'ordine, nel 1 484 intervenne
dere omaggio al re di Polonia, e fu sepol- formalmente nella cavalcala pel possesso
to in Konigsberg.Gli successe Enrico Ref- d'Innocenzo Vili. Morì il gran maestro
Jle di Richteniberg, che si condusse con Giovanni nel 1489, e fu sepolto in Ko-
molla prudenza, peiò censurato per aver nigsbergjCome il predecessore. Giovanni
spinto troppo la severità col vescovo di di Tiefen che gli successe, resse l'ordine
Sambia, che morì in carcere, il quale fa- teutonico con molta saggezza e modera-
ceva la sua residenza a Ronigsberg. Mor- zione. Però avendo condotto alcune trup-
to neli477> (y\e.\t\.\.o Martino Truchsess pe ausiliarie al redi Polonia, per una spe-
di TI etziiaiisen^ il quale si adoperò per dizione contro r ospodaro di Valacchia,
iscuotere il giogo della Polonia, stringen- morì di dissenteria a Lemberg nel 1497,
do alleanza con Mattia re d'Ungheria, e ed il cadavere fu trasferito a Ronigsberg
parteggiando contro i polacchi a favore nella cattedrale. Asuo tempo l'ordine per-
9« T E U T 1: U
de il baliag^io di Sicilia, ad onta di luUe pieslar oniiiggio alla Polonia, il re zio a'

le cure che si die per conservarlo. Nel 28 iliccmbiei5i 8 gli dichiaiò guerra, e
i4q8 scelto a gran maestro i! duca Fede- durò fino al 1 52 i,in cui l'iinpcratoreCar-

rico di Sassoìda, si recò a prender pos- lo V e Uladislao II re d'Ungheria, inter-

sesso della digiiilà a' 2r) settembre. Egli postisi fra le parli belligeranti, l' indus-
costanteinenlesi rifiulò di prestar omag- sero a conchiudere una tregua di43nni.
gio alla l^oloiiia ,
procurandosi gii aiuti Alberto avendo ricevute grosse somme
«leli'impeio, se si fosse voluto coslringer- da Gualtiero diPlettemberg maestro pro-
\e!o. Mori a'i4 dicenibrei 5 i o, e fu se- vinciale di Livonia, neli52i gli conces-
polto a Meisscn nella tomba di sua fami- se l'indipendenza, cioè il diritto d'eser-

glia. A'suoi tempi Ivan III gran principe citare la sovranità in proprio nome egli

diMosca tentò con 4o,ooo russi d'inva- ed i suoi successoli colla libertà dell'ele-

dere la Livoiìia, ma Guglielmo o Gual- zione. Nel i522 Gualtiero concluse un


maestro
tiero o "NValtero di lMctlein')erg trattalo con Basilio IV gran principe di
prounciale dc'cavalienleulonici di Livo- IMosca, nel quale venne qualificalo prin-
nifijdopoaver costretto alla fuga due vol- cipe di Livonia. Alberto nel i524 prestò
te i russi, ne! Sor riportò una 3.' villo-
I ilgiuramento di fedeltà all'impero nella
ria così completa presso Pleskow, che 1- dieta tli Norimberga,e prese sede tra'prin-
van 111 giudicò meglio concludere tregtia cipi ecclesiastici dopo gli arcivescovi e pri-

di 5o anni. Imperocché nella battaglia di ma di tutti vescovi dell'impero. Neh 52 5


i

Pìeskow, Gualtiero uccise 4o,ooo nemici, essendo vicina a spirare la tregua colla
l'esercito de'quali com|)onevasidi go,ooo Polonia, si tennero conferenze a Presbur-
moscoviti e di 3o,ooo tartari. Altri lo fe- go, nia riuscirono inutili; e poscia a'9 a-
cero ascendere a 3o,ooo combattenti, e i
prile in Cracovia Alberto prestò a Sgis-
mentre (juello del maestro era di soli moi'do I fede e omaggio di vassallo per
i4:000. Di lutte le narrate controversie la Prussia orientale da lui governala, di

e guei re tra la Polonia e il celebre ordi- cui fu dichiarato (."duca ereditario, e per-

ne militare e regolare teutonico, convie- ciì) allora la regione fu propriamente det-

ne avvertire che rispettivi storici difese-


i ta Prussia ducale^ per avere già aposta-
ro la parte che seguirono con parzialità, talo al modo riprovevole riferito a Prus-
e viceversa gravarono l'altra. sia. Imperocché narra pure Bercaslel,che
Neh 5i AV<crtodiBr,iiLdchnrgoùc
I l'empio Lutero (/^.) frate apostata, dopo
margravi o maichesi di tale illustre ca- il suo sacrilego maritaggio, avendo con

sa, canonico di Colonia e figlio della so- impndenle sfactialaggine scritto al car-
rella di Sigismondo re di Polonia, nella 1 dmal Alberto di Drandeburgo, arcivesco-
speranza che questi restituirebbe all'or- vo di IVIjgdebiirgo e Magonza, che la vo-
dinegliusur|)ali dominii in considerazio- lontà di Dio era che ogni uomo avesse
ne del nipote, fu eletto gran maestro. E- lina compagna, eche il vivere solo era un

yli emise il proprio voto a Merg«ntheiai, tentare il Signore, per la qual privazio-
«;ve ricevè l'atto di sua nomina, e fece l'in- ne facile era il cadere e perdersi; il sag-
gres>oaRonigsberga'22novembrc 5 12. t gio prelato e zelante cattolico non rispo-
Nel seguente anno procuratore dell'or il se all'eresiarca apologista dellincontinen-

cline dimorante in lioina, col vessillo del za che col silenzio e col disprezzo. Ma il

Il D. Vergine de'teutonici, cavalcò nella di lui parente Alberto gran maestro del-
solenne funzione del jjossess(j tli Leone X, I'okIìiic teutonico, cede più facilmente a
dopo il gonfiloniere del popolo romano, tjueste lezioni di libertinaggio. Il lubrico
ed insicuie al procuratore dell'ordine gè- vecchio avea fìc) anni, quando violando
jobuiimilano. Essendosi poi rifiulalo di lacasltà religiosa che avea professala eoo
TE U TEfT cjt

vo»o solenne, «posò Dorolea d' Holslein de inMergenlheim o ìMergenthal o ]\]a.


figlia del re di Danimarca Federico a* I rienthal, Margenthcmuni, città già da

24 giugno 526, 1 e visse altri 3o anni. In Enrico d' Hohenlohe donata all' ordine,
seconde nozze sposò Anna figlia d'Erico allora della Franconia e poi del regno di

I il T'ecchìo duca di Di unswick-Lune- Wurtemberg,sidla riva del Tauber,con


Lurgo. Ebbe due figli da ciascuna, e Al- bastioni, ed a pochissima distanza sulla
berto Federico nato dalla 2/ gli successe montagna di Rilzl)erg vi è il castello in

nel ducato, il qualealla sua morte fu riu- cui fecero la loroordinaria dimora i gran
nito a'suoi stati dall'elettore di Brande- maestri dell'ordine teutonico. I cavalieri

borgo, anch'egli apostata e seguace de- esistenti in Germania pensarono a costi-


glierrori di Lutero. L' ex gran miiestro tuirsi un capo. Thierri di Cleen maestro
Alberto pel trattato col re di Polonia, ri- di essi e de'cavalieri d'Italia, ed in (|uesta

conosciuto duca ereditario di tultociò che sua qualità principe dell'impero, ben si

l'ordine teutonico possedeva in Prussia, avvide che non satebbe potuto forma-
si

tanto per se, quanto pe'suoi fratelli e loro renna conveniente reudita al nuovo graa
successori, a patto di ricevere 1' investi- maestrOjSenzaunirea questa dignilà (luci-

tura dal re e riconoscersi suo tributario; la ch'egli godeva, per cui ruìunziò la di-

fattosi forte d'un gran numero di polac- gnità maestro di Germania e d'Italia,
tli

eli;, pigliò possesso del ducato, si attri- la filiale venne concentrala con quella

Imi la miglior parte del tesoro de'cava- del gran maestro. Herconsegueiiza Cron-
lieri,distruggendo tutti i privilegi dell'or- berg assunse il titolo di amministratore
dine, cacciando d >lla Prussia tutti i com- dell'udicio di gran mnestro di Prussia e
nìendalori, i cavalieii e gli uflìziali del- di gran maestro dell'oi lime teutonico ia
l' ordine, e con essi tutti i cattolici. La- Germania e in Italia. L'imperatore Car-
sciato l'abito teutonico, si dichiarò fana- lo V confermò Ci ouberg nella dignità, e

tico luterano, e aperto nemico della re- neh 53o gli conferì la solenne investitu-
ligione cattolica di cui ne avea giurata la ra nella dieta d'Augusta, de'territorii che
difesa, premiando con commende eredi- l'ordine possedeva, massime nel 1 ircolo

tarie (pie'cavalieri che per le loro passio- di Franconia. Cronberg cominciò il giu-
ni aveano con lui abbracciata la funesta dizio che l'ordine stimò doversi intenta-
eresia. Alberto disprezzò l'esortazioni de* re ad Alberto, portò le sue querele al con-
Papi e dell'imperatore, e neìl' assemblea siglio aulico dell'imperatore, il quale fa-

ò'.^iiguxta fu d<posto dal magistero, col- cendogli ragione, casNÒe annullò il trat-

l'unanime consenso de'principi si lutera- tato fallo tra il re di Poloni. 1 e Alberto


ni che cattolici. INel i522 Guglielmo di di Crandeburgo. Questo perciò venne po-
Biandeburgo arcivescovo di Riga si di- sto al bando dell'impero, e proscritto dal-
chiarò pel luteranismo, e il popolo ne al> la camera impeii^dedi Spira, quale in-

braccio colla sua pretesa riforma i per- giusto detentore della Prussia; ma le gra-
niciosi errori: dipoineli56i R.iga si sot- vi turbolenze dell'impero, suscitate da'
topose alla Polonia. Sigismondo re di I luterani, che presero il nome di Prole-
Polonia fu censurato, poiché avendo vi- stanti(T'.),no\\ permisero di dare esecu-
vamente supplicato la s. Sede per la sop- zione alla sentenza. Cronberg non rispar-
pressione dell'ordine teutonico, comechè miò né ragioni, né fatiche, uè travagli per
sempre infesto al regno, cede poi infeu- rientrare al possesso della Prussia, ed in
do la Prussia all'apostata Alberto che la essa ristabilire la bandita religione cat-
fece divenire eretica. Verso la fine di a- tolica. Ricorse egli a quesl'elIeUo a'Papi
gosto 526 fu eletto gran maestro JT al-
I Clemente VII e Paolo III, e quasi a tutte
tiero di Cronbcrg, e slabirj la propria se- le corti della cristianità, ma inutilmen-
9^ TEU TEU
te, non polendo fare reintegrare l'ordine re nella sua qualità di religioso. Gualtie-
delle perdile solTerle, morendo a'4 aprile ro, lodato come uno de' piìi grandi uo-
1 543aMergenlheiir>ovefii sepolto. Qu.tI- mini del suo secolo, morì nel 1 535, col-
che mese dopo gli successe / ^ oljti/igo la taccia d'aver favorito e professato per
Srliuzh(7r(\e\\.u.Uil(li/iiìg, i ."comnienda- politica il luteranismo che in principio
lore d'Assia, il (piale nel i
544 licevè dal- avea avversato. Gli successe il marescial-
l' imperatore nella dieta di Spira la con- lo di Livonia e suo coadiutore Bruggeney,
feirna e l'investitura della dignità. Car- che morì nell' orribile peste del 1549.
lo V intimò al jnarcliese di Brandebur- Gli successero, nel detto anno Giovanni
go di re>tiluire la Prussia all'ordine teu- di Recke; neli552 Enrico di Galen che

tonico, ma non essendo l'ingiunzione ac- ricevè 1' imperiale investitura della Li-
compagnata d.j podeioso eseicito, restò vonia, Estonia e Curlandia; nel 1 557 '^

senza Wolfmgo piesiò aiuto colle


elTelto. coadiutore Guglielmo di Furstemberg,
sue genti a Carlo V ptr tutto corso della il de'qiiali feci parola all'articolo Prussia,

guerra co'proteslanlijclie andavano sac- dicendo che alcuni storici riguardarono


cheggiando possedimenti de' cavalieri
i nel 1 525 separalo l'ordine de'cavalieri di
teutonici in Germ;uiia,e non mostrò me- Livonia dal teutonico e i maestri provio-
ro zelo del suo predecessore per il risla- ciali di essa divenuti gran maestri. Essen-
bilimeutodcirordinein Prussia, però con do già spirata la tregua di 5o anni che I-
successo egualmente infelice. Gualtiero van II 1 di R ussia avea concluso con Gual-
di Plettemberg erasi airrancalo dalla di- tiero di Plettemberg maestro provinciale
pendenza del gran macitro, rispetto al- di Livonia, a questa nel 1 558 dichiarò la

sercizio della sovranità ne' doininii del- guerra nel magistero di Furstemberg, e
l'ordine in Livunia, insieme colla libertà vi entrò con 4o,ooo russi, che orribilmen-
dell'elezione, dicesi per preservare la re- te la desolarono in parte, ripigliando il

gione dall'introduzione dell'eresia, quan- disegnodell'avo suo inlornoalla Livonia.


do già ne vedeva infetto il gran maestro Furstemberg col suo capitolo fece ricono-
Alberto. Neil 529 egli e i successori fu- scere Gottardo Reltler commendatore di
rono innalzati alla dignità di principi del- Fellino a suo coadiutore. Indi 100,000
l'impero, con f.icollà di battere moneta. russi assediarono e |)resero Derpt, dopo
Nelle diete il maestro di Livonia sedeva essersi impadroniti di diverse fortezze ab-
immediataniente dopo Brema ePiiga, pre- bandonate da' teutonici o espugnale. Il
siedeva a'4 vescovi di Livonia ed al ve- coadiutore riportò qualche vantaggio sui
russi, quali però nel 5 ^9 in numero di
'

scovo d'Eicbstetl,e ad altri vescovi prin- i 1

cipi dell'impero. Pare inoltre che sedes- I So, 000 passarono presso R.iga per dare
se vicino al gran maestro dell'ordine teu- il guasto alla Cui landia, ma riuscì a Cri-
tonico, il quale seguiva gli arcivescovi e Mecklemburgo, coadiutore del
stoforo di
precedeva lutti i vescovi principi dell'iin- suddetto Guglielmo arcivescovo di Riga,
pero. Nel 1 'j^S Ferdinando I re de' ro- con tenui forze di fuli ritirare. iVel gen-
mani confermò Ermanno Bruggeney di naio di tale anno Furstembierg si spogliò
detto AV7.vf//AYAwy;,incoadiuloiedel mae- inleramenle della dignità a prò del suo
stro di LivoniaGualtiero, il (piale lo avea coadiutore, e scelse per ritiro la città di

domandato coli' assenso del gran mae- Follino riguardata inespugnabile. A' 3r
stro Cronberg. Cosi sebbene indipenden- agosto Reltler fece iu Wilna un trattato,
te quanto alla sovranità e alla libertà col (piale si pose sotto la prolezione del
dell'elezione, il maestro di Livonia tut- re di Polonia, salvi i diritti dell'impero,
tavia riguardava sempre il gran maestro e gli die in pegno un distretto ragguar-
dell' ordine come proprio suo superio- devole con molte piazze per guarentirlo
TEU TEU 93
dalle spese della guerra. Il re Sigismon- Svezia. Nel giorno della festa di s. Giotan-
do Il si obbligò a difenderlo contro i rus- ni, il commendatore della cittadella di
si, e a dividere con lui le con([uisle che si Revel fu quindi costretto a renderla agli
fosse potuto fare sui nemici; ma questo svedesi, ilopo averla valorosamente dife-
principe che non pensava che a prolìtlar sa. Kelller disperando ormai di salvar la
de'inali della Livonia, non glisommini- Livonia, non perde di vista il proprio in-
strò soccorso veruno. L'i i novembre, es- teresse : abbracciò apeìtamenle il lutera-
sendo il maestro di Livonia venuto alle nismo, ed a'28 novembre 56 1 1 lasciò al-
mani co'russi pressoDerpt,riportò un rag- la Polonia tutte ie possessioni dell'ordi-

guardevole vantaggio, ma poi fu obbli- ne, a riserva della Ciirlandia e della Se-
gato a rinunziare i propri disegni intor- migallia, delle quali prestò omaggio al re
no tal piazza, per timore di venir preso Sigismondo II, che a di lui favore le eresse
in mezzo. Dopo un inu-
ciò Kelller fece in ducalo secolarizzato e feudo ereditario.
tile tentativo sopra Lays presa da'russi, i Così l'ordine teutonico perdette quanto
quali nel gennaio 56o espugnarono per
i gli rÌQ)aneva in Livonia, al modo stesso
capitolazione IMarienibuigo. A' 5 aprile che avea perduto la Prussia, vale a dire
Kelllei-, che bramava insignorirsi d'una per l'aposlasiaela diserzione di Gottardo
parfedellespoglie delstioordine,concluse Kelller, ultimo e So.^o maestro provin-
un patto con parecchi de'principiili com- ciale di Livonia ei.°duca di Ciirlandia,

mendatori, col qualesiobbiigòa impiegare che introdusse il luteranismo in tutto il

iogni sforzo a favore dell 'online e del pae- paese, il quale dipoi fu riunito allaRussia.
se ; e se ciò non riusciva, dovea esser libe- Perduti dall'ordine gì' immensi dominii
ro di prender moglie e formarsi un prin- che possedeva in Livonia, gli restarono
cipato ereditario. A'a agosto nella batta- sollanto que'che avea nell'impero di Ger-
glia d'Ermes, cavalieri furono intera-
i mania. Il gran maestro Schuzbar morì
mente sconfìtti, perdendovi il fiore del- nel I 566, e fu sepolto a Mergenlheim. Il
l'ordine, e que'che caddero vivi nelle ma- succes^oveGiorgioIliiìul di J f ciiclhciin,
ni del nen)ico, condotti a jMosca b;irba- poco dopo ricevè l'investitura nella die-
ranieiile si fecero perire tra'più crudeli ta ti' Augusta dall'imperatore Massimilia-

supplizi. I vincitori si mossero contro Fol- no II. Frattanto Papa s. Pio V fece solen-
lino, ov'erasi trincierato il vecchio signo- ne prolesta per la Prussia, lolla all'ordi-
re di Livonia,e lo presero.chiudcnilo Fur- ne teutonico, che per investimento della
stemberg a Lubino,dopo averlo fatto ser- s. Sti\e la possedeva, la quale perciò nel-
vire di spettacolo al popolaccio di ftbjsca. la niedesin)a teneva un commissario pon-
Kelller spedi allora deputali a Gustavo 1 tificio residenziale, e rinnovavo di lenipo
re di Svezia, il quale avea dato qualche in tempo, li gran maestro Giorgio non
speranza di soccorso, ma Io trovarono mo- cessò mai di cercare aiuti per ricuperare
rienle, e il Erico XIV
di lui successore la Prussia e la Li venia, e morì in Mergen-
occupato da pensieri ben dilFerenti.il gran lheim nel ì5']i. Eurico di Bohcìtiinu-
maestro dell'ordine teutonico Sthuzbar, sen gli successe a'6 agosto, al quale Gre-
che si dava tulle le possibili cure per in- gorio XIII colla bolla Exiiiìiii.i\^'Z mag-
durre principi dell'impero a soccorrere
i gio i 57 3, ^n//. Ti'ow.l. 4, par. 3, p. 365,
la Livonia, non avea miglior successo in conferniò i privilegi concessi all' ordine
Germania pe'prolestanti. Sul cou/inciar da'suoi predecessori. Allorché la diela di
del giugno i56i, Revel e la nobiltà del Ralisbona propose si trasferisse l'ordine
ducato di Esfonia rinunziaiono formal- sulle frontiere dell'Ungheria per contrap-
mente all'ubbidienza che aveano giurata porlo a'progressi de'lurchi, il gran mae-
al maestro di Livonia, e si dierouo alla stro raccolse il copilolo nel i577> alliue
94 T E U T E U
(li consultare intorno a silT.Uta pi'oposlaj vati. L'ordine perde inleranjenle il ha-
e spedì nel I 578 nll'iinperalore Roilolfo jiaggio d'/ Irccht (T'.) ne'Paesi Bassi, e
Jl un elenco non sularuente delle [)erdite Massimiliano vero modello di virtù mo-
che cavalieri aveano provate in Prussia
i rì Vienna a'a novembre! G 8, e fu se-
in 1

e in Livonia, ma eziandio in Germania, pollo nell'imperiali tombe. Gli succes>'e il


in forza dell'infelice introduzione del lu- cugino arciduca Carlo d'Austria, dopo
teranismo. Quindi l'imperatore scorgen- essere stalo prescelto a coadiutore nel pre-
do che tale disegno poteva condurre l'or- cedente settembre. Questo principe pos-
dine alla sua rovina, ces>>ò di |)Ìli inquie- sedeva i due vescovati di Breslavia e di

tarlo su tale proposito. Nel 1 jS^ Boljen- Bressannoiie,maPaoIo V lo dispen>ò a ri-


liausen creò suo coadiutore l'arciduca tenerli insieme al magistero teutonico.
Massimiliano (V Anxtria, figlio deiriiri- Urbano Vili colla bolla Dccct, de'g gen-
peratore Massimiliano II efratello di Ro- naio 16 ?.4, ^"//- /lom. l. 5, par. 5, p. 179,
dolfo II, allìd mdogli una parte delle cu- confermò all'ordine suoi privilegi. Nel-i

iedeli*an)ministrazi()ne,senza però rinun- lo stesso anno Filipijo IV re di Spagna

ziare alla sua dignità di gran mae>lro. chiamò al governo del Portogallo l'arci-
IMorlo poi Stefano Datori redi Polonia nel duca Carlo, e recatosi perciò a Madrid vi
1 5yG, l'ordine vide rinascere le sue spe- morì a'28 dicembre e fu sepolto all' E-
ranze di ricu[)erare la Prussia, poiché una scuriale. A* g marzo 1 62
1 Giovanni Eu- ti

parte de' polacchi elesse il p!Ìncipe coa- stachio di rj'cstcrnacli, ^rau coinmeo-
diutore Massimiliano, e l'allra porse i d.itore del baliaggio di Eranconia,fu e-
propri voli a Sigismondo HI allora prin- lelto gran maestro per la singolare ripu-
cipe di iVtr-zV/. Tali speranze tosto svani- tazione che godeva, avendo impiegato la
rono, per essere stato l'arciduca due vol- sua vita al servizio di casa d'Austria, così
te battuto e fatto prigione, ciò che lo co- in guerra come nelle negoziazioni più dif-

strinse a rinunziare a'ie sue pretensioni ficili. IMorì nel 1627 d'82 anni, compian-
sulla corona polacca, e Sisto V s'impegnò to d.dl'ordine e dall' ira[)eratore Ferdi-
))er f.ngli ricuperare la libertà. IMorlo Co- nando ed ebbe sepoltura in IMiMgen-
II,

benhausen nel iSg") a Cronveiseoibur- ihcim. 11 gran commendatore del baliag-


go, ov'erasi ritirato, e sepolto nella chie- gio d'Alsaia Gio. Gaspare di Sladion
sa dell'orilinedi tal città, l'arciduca si tro- gli successe, somigliandolo nella virtù e
\o in possesso della dignilà di gran mae- nell'ingegno. Nel i6>9 egli col capitolo
stro. Eletto genei'.de in capo dall impe- nominarono coadiutore l'arciduca Leo-
ratore fratello, egli combattè con meno poldo Guglielmo d'Austria figlio di Fer-
fortuna che ingegno, essendo stalo sbara- dinando II, il (juale giovane principe po-
glialo a Rcre-ìle da'turchi nel 1 ogG: 1 00 sto dall'imperatore Ferdinando Ili suo
cavalieri e4oo uomini a cavallo mantenu- fiatello a capo d' un' armata contro gli
ti dall'ordine, combatterono con lui nel- svedesi, lo fece accompagnare daStadioii,
l'esercito imperiale. 1 catubiamenli pro- Ja cui destrezza militare era conosciuta.
vati da'ieutonici esigevano che altri pu- IMa egli morì d' ajioplessia nel villaggio
re se ne introducessero nel loro governo, d'Ammeren a'2 1 novembre i64', '"di
non essendo più numerosi in
i ca valici i ilcadavere trasferito a Mergentheim, fu
modo da poter condurre una vita in co dL'posto nella chiesa del convento de'cap-
Illune, come aveano pi ecedenlemente puccini da lui eretta. Leopoldo avendo
praticalo, per cui Massimiliano nelifìoG abbandonato armi, riunì al'a dignità
le

rinnovò gli slatuti con quelle modifica- di gran maestro quelle di vescovo di Pas-
zioni che le cii costanze resero necessarie, savia, Stiasburgo, llalbersladt,01mulze
e sono fjue' tnedesiuii in seguilo osser- liresla via,e governò Paesi Bassi dal 1 G47
i
T il U
nUG'')Cì. Nel ta[iitolu die tenne n' i
7 a- L egiediMunstcr.preposto d'Elwangcii,
nrile 1G62, nominalo suo coadiulore
fu vescovo di Worms e coadiutore dell'e-
l'ai-ciducii nipote Curio (jitiscfiric cU Au- lettore di Magonza a'[)iiini del 1 C)()\. Eb-
stri/i figlio dell' inipcialore Feidinando be qualche voce in sui; favore pel vesco-
HI, e n)on a Vienna il 20 del successivo vato di Liegi, mori a'4 maggio 169 4 e fu
iiovenihre. Osserva il p. IIeIyot,che l'or- sepolto in Dusseldorf A' 3 luglio gli fu 1

dine pel uianleniuiento delle lene e del- sostituitoli fratello Franci'sro A,»/^'/ con-
lecouimende ch'eiangli testate, non so- te Palatino e vescovo di Bresla via, suc-
lamente procurava con prudente condot- cedendo pure nella sede di Worms e nel-
ta conservarsi nell'amicizia de'princi[)i e la piepositura d'Elwangen.NcI i 70 i pio
signori nelle quali esistevano, ed in quel- clamato Federico 111 elettore di BiMiide-
le de're e pruicipi vicini, ma era solleci- buigo re di Prussia aKcjuigsberg, il gran
to di promuovere a gran maestri [)erso- maestro prolcstòcontid tal [)romidga7.io-
naggi dicasesovrane.il gran maestro Car- ne, reclamando diritti dell'ordine su
i

lo Giuseppe era ancor minorenne quan- quello stato. Egli venne in ciò f ivorito da
do successe allo zio, pei cui l'oi dine scelse Papa Clemente XI, il quale riproviindo
Gio'i'niiiiì Cfispaic d' jlinpriiii^cii com- il titolo assunto a pregiudizio deirordi-
mendatore del baliaggio d' Austria, ad ne teutonico, scrisse ili versi brevi all'im-
amministratole deiruU'icio, finche avesse peraloie Leopoldo I, ed agli altri princi-

raggiunto l'età maggiore, alla quale uou pali Sovrani, per indurli a ricusare il ti-

pervenne, essendo mancato in Vienna a' tolo regio a Federico, ma i di lui eccita-
A
27 gennaio 664- '20 marzo gli fu sosti-
1 menti restarono senza effetto, quanto Ic-
tuito l'amministratore d'Auipringen,indi neigiche pratichcdelgran maestro. Que-
Clemente IX culla bolla Ad Fdslorale, sti a'5 novembre I 710 fu creato coadiu-
de'9 giugno 16G8, Bull. Poni. t.6,ipav. 6, tore dell'arcivescovo elettore di ìMagoii-
p. 264, confermò i privilegi dc-H'urdini'. za, edivenuto poi a'20 febbiaioi 7 G ar- 1

Il gran maestro ad esempio del Pa[)a in- civescovo ed elettore di Tieveri, rinunviò
viò soccorsi a'venc7Ìaii:,già da lungo tem- allora alla carica di governatore della Sle-
po assediati da' turchi in Candia, e nel sia, eh' egli avea esercitata dopo la mor-
iGrS fu cicalo viceré d'Ungheria, e poi te del gran maestro d'Am[)iingpn. Papa
governatore di Slesia. Anche Innocenzo Innocenzo XllI aì\ istauya del cardinal
XI volle riconoscere e confiTiiiare le pre- Schoebron commendatore dell'ordine
rogative e i privilegi dell'ordine leutoni- teutonico e ministro del gran maestrOjCol-
(n,c()I disposto della bulla Mllitaiilìs.i\{t\- la bolla Iiiscrutdhili. de'24 luglio i 7?- 1

l'iS gennaio 1 (17 7, Bull. Barn. 1.8, p. 2 1. Btdl. Boni, t.i I, par. 2, p. 226, confer-
^'el 1G79 il gran maestro si elesse coa- mò all'ordine tutti i suoi antichi privile-
<liuIore J.id^i Aidnido conte Palatino, fi- gi concessi da 'Pontefici predecessori. In-
glio di Filippo Guglielmo duca di Neu- di colla bolla Uiliftrnlix. de' io novem-
buigo, e tes»ò di vivere a Bieslavia ii'() bre, Biilì. cit. p. 228, confermò la bolla
llembre!684, venendo tumulalo nel- di s. Pio V del l 'ìQ'^, colla quale veniva-
la chiesa del convento dell'ordine a Fi en no esentali cavalieri dalle gabelle, de-
i

denthal nella Slesia. Luigi Antonio nel- rime ed imposizioni reali e personali. Gi?i
la coadiuloria pili volle si ilislinse all.i le- il p. Ilelyot avea pubblicato la bella Sto-
sta de'cavalieii leulonici, e nell'assedio ruì drilli ordini Vilii^ioyi e nii!i,',n-:, nel-

di Vienna fatto da'iurchi. Quoto prin- la quale egli dice che allora l'ordine teu-
abbracciata la vita ecclesiastica, di-
cipe, tonico non avea che 2 provincie, cioè di 1

venne abbate comnundatai iodi Fecau'p Alsazia, Torgogna, Ausilia, Coblcnlz ed


in Normandia, canonico di Colonia, di Ealeijloquali aucoia si chiamavano del-
96 TEU TEU
la giurisdizione di Prussia-, le altre prò- concluso un accordo, pel quale il re ahoPi
•vincie essendo quelle di Gerniania, cioè nel suo sialo, e il gran maestro negli siali
di Francia, Assia, Bissen, Weslfalia, Lo- dell'ordine immediatamente soggetti al-
rena, Tiuingia, Sassonia ed Utrecht, ma l'impero, il diritto del principe sulla suc-
che di lullociò che l'ordine possedeva nel- cessione degli stranieri, chiama lo albinag-
l'ult ima,n erano padroni sii olandesi. Ci
no pacnv gio e di cui parlai a Testamento, a favo-
scuna provincia avea le sue commende re de'rispetlivi loro sudditi. iMorì a'4 lu-
particolari, delle quali era crealo com- glio 1780 nel castello di Terwuren, e fu
mendatore provinciale il commendatore sepolto in s.Gudula diBrusselles. Ai suc-~
più antico. Esse erano tutte insieme sog- cessore Massimiliano indirizzò Fio VI il
gette al gran maestro di Germania, co- hvevePraeclarac rei;iae,àe 5 settembre,
me a loro capo, ed erano tenute a rende- Bull. Rom. cent. l. 6,p. 289: Lululluni
re a lui ubbidienza. Questi 12 commen- non emittendiprofessioneni reguiarem^
datori provinciali formavano il capitolo, ac vota solemnìa per alias niagnos mi-
e quando erano convocati aveano il di- litiac B. Mariac Firginis Theutonico-
ritto d'eleggere gian maestro, il quale
il rum eniitti consueta, et nìkilominus ju-
godeva 20,000 scudi d'annua rendita per rìhus, privilegiis, et indultis uti magno
mantenersi decorosamente. Finalmente magìstro militiae praefatac competen-
il gian maestro Francesco a'^f) gennaio tihus uti, etfruipossit, et valeat. IVIassi-

1729 fu eletto arcivescovo ed elettole di luiliano entrò in possesso del magistero


IVIagonza, e mori a Breslavia nel marzo e della gran signoria dell'ordine a'2^ ot-
o 732. A' 12 luglio fu eletto
nell'aprilei tobre a Mergentheim, e a'29 dicembre
in successore Clemente Angusto Maria 1781 il conte Kaunitz-Rillberg cavalie-
dì Baviera, e\c\.tove e arcivescovo di Co- re dell'ordine e ministro plenipotenzia-
lonia^onsagratodaBeuedettoXIIl inVi- rio di Massimiliano, come gran maestro,
teibo, vescovo di INIunster e Paderbona, ricevè a nome di esso dall'imperatore Giu-
d'Hildesheim e d'Osnabruck. Questi re- seppe Il l'investitura de'feudi immedia-

clamò a'duitti dell'ordine sulla Curlan- tamente soggetti all'impero. Massimilia-


clia,allorchè morto Ferdinando ultimo di- no scelto a coadiutore dell'elettore arci-
scendente di Gol tardo Kettler, Carlo Cri •
vescovo di Colonia e del vescovo di Mun-
stierno duca di Sassonia fu investilo di sler nel 1780, pervenne al possesso delle
tal ducato. INIoiì a'4. febbraio 1761 nel due dignità a' 5 aprilei 784- ^ T^^^^t'e-
1

castello d'Ehrenbreilstein, residenza del- poca l'ordine formavasi de' seguenti ii


l' elettore di Tievei i, e fu sepolto ncl'a Laliaggi. Alsazia e Borgogna, Austria,
metropolitana di Colonia. A'3 maggio fu Coblentz, Etscho Tiralo, Franconia, As-
creato in Mergentheim cavaliere teuto- sia. Paesi-Bassi denominato del vecchio
nico Carlo Alessandro di Lorena fia- g^7/^«ro,Weslfidia,Turingia, Lorena, Sas-
lello dell'imperatore Francesco I, feld- sonia; dappoiché il baliaggio d' Utrecht
maresciallo dell'armata imperiale e go- era ntera mente
i se[)a rato da irordine,seb-
\ernatoi e generale de'PaesiBassi austria- bene sino agli ultimi tempi ne avea rite-
ci, e nel dì seguente fu eletto gran mae- nuto il nomee la forma. Ne'baliaggi d'As-
stro. Avendo egli adunalo un gran ca[)i- sia, di Turingia e di Sassonia erano am-

tolo dell'ordine aBruxelles, fu a'3 ottobre messi i celibi protestanti; in tutti gli altri
i769elettoa unanimi voti coadiutore l'ar- era indispensabile il professare la religio-

ciduca suo nipolee fratellodell'imperalo- ne cattolica; come indispensabilmente


reGiuseppe li, Massimiliano Francesco cattolici dovevano essere il gran maestro
Saverio fC Austria. India' 7 aprilei 774 1 ed il suocoadiiitore.Appartenendo il gran
tra il gran tnaestro Carlo e la Francia fu maeslro tra'membri dell'impero del cir-
TEU TEU. f)7

coiodi Fi'nnconia,neI lyg'ì i suoi posses- ormine 180 5. A'26 di tal mese, in conse-
si consistevano nel £:;ran mneslrato tliiMer- guenza della guerra tra la Francia e l'Au •

gentheiinoMaiicnthal, in 3 leiritoiii im- stria, la pace fu conclusa a Presbuigo, an-


mediatamente, e in altri inediatanienle tica capitale dell'Ungheria, e coll'artico-
dipendenti dall'impero. Massimiliano ten- lo 12.° fu dichiai-ato la dignità di gran
ne sua residenza fieqnentemente a Don-
In inaestrodell'ordine teutonico passare nel-
na ed a Vienna. Per l'nniune di sue di- la casa imperiale d' Austria, ereditaria e
gnità, di poleree di rendite, accrebbe l'in- per investirne uno de'suoi arciduchi. Ne-
flnenza di sua casa d'Austiia nei^li all'ari gli stati della confederazione del Pieno,
dell'iinpero germanico. Allorché i fran- Napoleone I imperatore de'francesi, con
cesi nel 1
7g4 s'impadronirono del suo e- decreto de'24aprile 1809, soppresse l'or-
lelloralo.egli riparò a Mergentheini, in- dine teutonico, Mergentheim toccò al re-

di si ritirò a Vienna, e morì a Ilel7,end<jrf gno di Wiirlemberg, tutti gli altri terri-

presso quella cillà, a'26 luglio 1801. Per torii diventarono retaggio de'principi del-
la pace di Luneville,de'g febbraio! 80 r, la confederazione negli stati in cui si tro-
egli avea veduto l'ordine teutonico per- vavano, e questi si obbligarono ad asse-
dere i Icrrilorii di Coblentz, d' Alten- gnare pensioni a quelli tra' loro sudditi
biesen, di Lorena, ed una parte di quel- che in qualità di Qìembri dell'oriline era-

li dell'Alsazia e della Borgogna. In vece no stati in possesso de'beni dell'ordine me-


gli'si dierono per compenso i capitoli, le desimo. Anche l'Austria riconobbe que-
abbazie e i conventi del Vorarlberg nel- stedisposizioni, con l'articolo 4-°della pa-
la Svevia Austriaca, e in generale lutti i ce di Vienna de' 1 4 ottobre 1 Soc), per ri-
conventi ancora disponibili delle diocesi spetto a'beni dell'ordine situati fuori del-
d'Augusta e di Costanza della stessa Sve- l'impero austriaco.l beni dell'ordine posti
via, tranne quelli di Brisgovia. A Massi- in Sassonia furono nel 8ettembrei8i ulal
miliano, e come notai nel voi. XXIX, p. re Federico Augusto impiegati a stabilire

186, dal capitolo dell' ordine fu ilaio in un assegno alle università di Lipsia e di
successore il celebre arciduca Carlo Lui- Vittemberga, ed ai collegi di Pforta, di
gi d'Austria fratello dell'imperatore MisniaediGrimma. A' 18 maggio 18 t si i

Francesco II, il quale a'i4 ottobre 80 1 [ convennea IMergenlheim, tra le corti che
approvò r elezione del capitolo. Tra' 3 aveano interesse sugli antichi possedimen-
stali ecclesiastici di Germania cui il decre- ti dell'ordine teutonico, quanto occorre-

to deli 8o3 prolungò la durala, fu com- va per regolarne gl'inleressi relativi al-
preso quello del gran maestro dell'ordi- l'ordine: esse furono Baviera, Wiirlem-
ne teutonico, in considerazione de'servi- berg, Baden, Assia, Nassau, e il grandu-
gi militari resi da' cavalieri. L'arciduca cato di Francfort. Il congresso di Vienna
Carlo rinunziò il magistero a'3o giugno con l'articolo 5i,e mediante protocollo
I8o4) e fu poi governatore e capitano ge- de' IO giugno 181 5, fallo da'plenipoteu-
nerale del regno di Boemia, feld-mare- ziarii d'Austria, Russia, Inghdterra, Prus-
sciallo dell'impero austriaco; combattè sia e Francia, chiarì e (issò le analoghe

valorosamente contro Napoleone I,e u)0- convenzioni, le quali a' 1 5 giugno furono
n nel 1847, come narrai nel voi. LV, p. argomento di particolare Iraltalo tra tali

63. A' 3o dello stesso giugno i8o4 di- potenze. Indi Pio VII emise quelle pro-
venne gran maestro il fratello del prece- teste che riportai a Germania, contro le

dente, l'arciduca Aiitoìiio P itlorio d' Au- disposizioni prese nel congresso di Vien-
strie, poi viceré del regno Lombardo- na, su lutti i beni ecclesiastici di Germa-
Veneto. Quindi Badeu s'impossessò de'be- nia, ed in conseguenza di quelli pure già
Ili dell'ordine nel suo territorio, a' 3 di- appartenuti ali' ordine teutonico. L'As-
VOL ixxv.
.,S T E U TE C
sia elelloiaIe(1i(!ii;u-n poi con ortliiie del- lissinie foltezze e castelli. Con savia legis-

rS ollobre 8 6, dio eli tlirilto essa siic-


i i lazione assiemarono lo stato tianquillo
ccdcvanl rrdiAVcslfalia ne'hcni (ìciroi<li- de'ciltadiiii, svincolarono l'industria e a-
iicrh'eiaiio leccali a quest'ultimo. L'Au- prirono un fiorente commercio in paesi
jilria possiede con dii ilio sovrano la casa ove la moneta era appena conoscitila. Cir-

dell'ordine leiilonico a Fiancfoit sul [Me- condati però i teutonici d'ogni parte da

no, come pure i tlominii, le rendite e i pri- potenti e bellicose nazioni, invece di po-
vilegi clie gran maesiio
ne dipendono. 11 ter godere pacificamente il frullo di loro

gode le rendite delle posses>ionidi Frane- fitiche, furono quasi sempre obbligali a
fori, delle signorie di Soppau e Ratscli, stare colle armi in mano, comb.iltendo
(Ine dominii dell'ordine nella Slesia prns per molti secolijOra contro [lolacclii, ora i

siana. Per morte dell'arciduca .\nlonio, contro i lituani, ed ora contro i russi, che
nel I 836 fu fatto gian maestro dell'ordi- invidiandone la gloria, ne vagheggiava-

ne teutonico I' odieiiio arciduca l/r/v,v?- no con cupidigia dominii. Il coraggioi

iinlinnn Giuscpjn' d' .lustri.'! de'duchi di dell'inclita nazionegcrmanica non •i mo-

^fodcìin e 7.Ì0 del regnante Francesco V, strò forse mai come in questo illustre or-

clic riabbracciò in Modena nel fcbliraio dine con maggior forza ed energia; e la
i85i. Non solamente l'ordine teutonico descrizione de! le guerre chebbe a soste-

esiste nell'impero d'Ausli ia co'suoi beni, nere giustifica pienamente l'epigrafe che
ma senza relazione con esso esiste pure nno de' suoi storici gli applicò: Similis
nel territoriod'Utrecht e ne'Paesi Bassi. facliis est leoni in Oju-rilni.'; suis, ci sicnt

11 nobilissimo, sovrano e celebre ordine catuliix Iconis ntgicns invciiatioiic. Fi-


teutonico, fondalo dallo spirilo di carila, nalcnenle l'ordine teutonico giunse all'a-

di virtù e fralernilà, si obbligò con volo pice della sua gloria e potenza, ed allora
di combattere grinft;fleli invasori di Ter- appunto fu, che secondo il consueto antla-
ra santa. 1 suoi cavalieii furono a un tem- mcnto delle cose umane, cominciò esso u
po umili serventi negli ospedali, e inlie- declinare; solili rapidamente disgrazie e
pidi guerrieri in campo. Divisero cogli al perdile, quante priuia erano state le sue
tri celebri ordmi gerosolimilanoe de'tera- fortune e conipiiste, finché gli sforzi di
plari le prodezze, la gloria e i pericoli ne' quelli che aveano congiurato alla sua di-
rombattimenti.Cliiamati i teutonici a fre- struzione, il tradimento e l'eresia gli die-
gare le invasioni eie stragi die gl'idolatri rono l'ultimo crollo. Tuttavia si conser-
prussiani commettevano in Polonia e nel- va l'ordine ne'suoi pochi decorosi avan-
le contrade circoslanli, col valore loro zi, e se gii sfuggì di mano lo scettro, le

Irionfarono, bagnando la Prussia del san- sue onorate e invitte insegne decorano
gue loro, finché la sollomisero. Nel me- ancora distinti nomi di Germania. Ma del-

desimo modo s'insignorirono di Livonia le glorie e fasti dell'ordine teutonico me-


e di altre provincie, e tulle le loro con- glio trattarono i seguenti scriltori. Uai-
quiste furono seguite da immensi vantag- iiiondo Duellio, llislorin ord. equilum
gi che ne derivarono a'popoli conquista- Tlii'ulonicorum iiospilalis s. Marine V.
li, oltre il prezioso lume (Iella conoscen- J/irro.soliiìii(aiìi,'\'\tnnaekui,\v\ne i
727.
za del vero Dio. Dessi furono che fecero Jiicertiautoris Cliroiiicon equeslri.s ord.
per lai. "volta conoscere i piìi dolci costu- Tliculnnici ex rnss. Trajectcìmm t. 5
mi ne' piìj orridi climi, che distrussero Jiialert. feteris nevi Ant. Matthaci,
templi fumanti di sangue umano, ed ove llagae Comitiim 1738. Essai sur L'Ili-

prima non eranvi che umili e poche ca- de Vordre Teutonirjue pariinchc'
s taire
panne, fecero sorgere magnificile città, valier de Vordre, Paris 780). Statata 1

alcune delle quali ancora floride, muni- et yleta jnddica varia ord. Theutoniei
T E U TE V <)9
I

/// Joh. Crist. Lunigs Continuat. Speci- cono che il Tevere fu padredi Oeno,ch'e- |

/,.rr.
.p. 356, et in Conti/1, f. 2, p.
(,ccl. 1. 1 gli ebbe da INIanto, e che edificò la città 1

3 8. Pietro Dusbourg, Clironicon Priis-


I di Dlantova, così chiamata dal nomedel-
v/V?(% colle ]Votc e le Dissertazioni di la propria madre profetessa d'Italia, che |
Ilarlknoch. Enrico L. Schmvfleiscb, //z- altri mitologi confondonocull'antica Man
storia Ensiferorwn ordiiii.s Tlieutonici to figlia di Tiresia e gran profete<sa co- j

Livonoriim HeìS'faeJIistoire de l'Empi-


. me il proprio padre. vSi vuole che Man-
j

re t. 2. Fa vili, Théiilre dlionneur et de tomadredi Oeno sposòTiberinored'Al- !

cJwi'alerie t. ?,, e pei" non dire di altri, ba, che per aver dato il suo nome al fiu-
.'
gl'istorici degli ordini militari e religiosi. me, si disse moglie di questo. L'iconolo-

TEUZZONE oTEUTO^E,C^/Y///^.7- già Io personificò sui monumenti e sulle


^^ Prete del titolo de'ss. Gio. e Paolo di medaglie, sotto la figura d'un vegliardo
Urbano 11 del io88,col qualesi trovò nel- maestoso coronato di fiori e di fruiti, ed
le Gailie, allorquando quel Papa esami- Bucod'alloro simbolodelle vittorieripor*
nò i privilegi della cbiesa di Toins, ed ap- tate daromani, e semisdraiato. Tiene e-
pose neh 096 il suo nome ad una bolla gli un cornucopio per denotare la ferti-
dal medesimo emanata in Poitiers; indi lità del paese e delle terre che bagna: il

nel I IDI sottoscrisse la bolla da Pasquale vomere che ne fregia la cima, mostra che
H spedita in Monte Cassino a favore del- non giova la fertilità del suolo senza la-
la chiesa di Troia. gricoltura. Gli fu dato un remo per in

TEVERE, Tibris, Tyberis, Tiheri.<f. dicare eh' egli è navigabile e favorevole |

Fiume famoso nella romana storia e di ni commercio. Si appoggia ad una lupa, I

cui tanto favoleggiarono i poeti, che ba- presso la quale stanno i gemelli Romolo '.

gna e divide Roina (T'.), la quale chia- e R^emo ancor bambini, poi fondatori di
mata regina dei mondo, perciò il decan- Roma, per ricordarecheesposti sulle sue
talo Tevere da più storici fu chiamato fiu- ripe,mentieeranoalquantoiuondate, nel j

me reale, e da'pceti enfaticamente, Teve- sitoche oggi si appella Velabro, furono ;

re Fiume de' Regi e He de' Fiumi, per es- da quella fiera sagra a Marte lor geni
sersi eziandio veduto più volte il suo al- tore allattati. La maestà del sembiante
\eo o letto carico delle più nobili e ricche fa conoscere, ch'egli è il Padre Teìno,
spoglie delie vinte nazioni, e andò super- come lo chiamò Virgilio; ch'egli è il fiu

bo per la sua profondità di ricevere sul me trionfale che irriga la capitale del
suo dorso ogni sorta di navi, comechè più mondo, ralma Roma. Infatuali i viaggia-
ricco di acque, co'capolavori della Gre- tori delle sue glorie e rinomanza, resta-
cia, i giganteschi Obelischi (P.) òeW'E- no in vederlo diverso in pio[)orzione dai
gitto. Colonne, Pietre, marmi e bronzi la fama che ne corre (cioè se lo si fa sen 1

preziosi per natura e Scultura (V-). Il za esaminarlo), come gli antichi re>;taro-
Tevere colle sue non arginate acque so- no sorpresi in vedere Alessandroil Gran
stenne, oltre i legni de'primire di Roma, de, nomine magnus, corpore prirvns. Il
molte prue e molte piccole navi che ap- fiume dagli antichissimi abitatori d'Italia
partennero alla successiva repubblica fii appellalo Albula (a Tivoii tratto del-
,

trasportò molli imperatori, trasse a Ro- le acque omonime) in origine, dal colo
ma le ambascerie di tutti i principi e po- re biancastro tendenle al ceruleo che ha
poli, spinse i legni barbari e stranieri, e presso R.ooja, quando non venga intorbi-
la più famosa per boma,
fu nell'epoca il dato dalle pioggie e dalle cretose argille
fiume più frequentato e il più ricco , il mescolate. Ma allorché le pioggie Io gon-
più augusto e il più sospiralo eziandiode- fiano primieramente le accpie cambiaiisi
gli avvicinamenti ed arrivi. 1 mitologi di- in rossastre e quindi in gialle, donde de-
-

1 00 T E V TE V
jivò l'epitelo comunemente datogli ili /7<^- chiaDiano il monleFumaioIo).Questogio-
\'i!s dagli nnliclii, e di /'/n/?r^o da'inodcr- go altissimo è posto quasi a ceiitrodell'l-
ni. Di Albula canihiò il nome in Ti/cri.^, talia,poiché di là ad occhio nudo scor-
donde noi abbiamo fallo Tcvitc, secon- gonsi ambedue mari, che fiancheggia-
i

do la tradizione più comune, dopoché Ti- no la bella penisola. A levante di questo


lt rio o TU crino re d'Alba Longa vi ri- monte, che presenta un ciicnilo d'oltre
mase annegato altre leggende antiche
; 5o miglia, ameuissimo per l'abbondan-
però derivavano l'climologia di (jueslo no- za e freschezza de'pascoli, e per la sua vi-
me posteriore, da Tlì)liris personaggio gorosa vegetazione, trovansi le sorgenti del
di forme gigantesche della schiatta de'si- Tevere.Propiianìenteesfo nasce in 3 fon-
culi, da \'irgilio chianìati sicani; altre da tane diviso nella macchia delle Balze, po-
Tyì'cri (iglio di Giano e di Camesone,che desteria di Veighereto e diocesi di Sar-
vi rimase spento; altre tlnahnente da Dc- .sina. ìVato appena questo fiume, Tiene il
>i(!>ri o lììt'lìii re de'veienti. T. Livio e volume delle sue acque aumentato dalla
Dionigi d'Alicarnasso tentano di smentire derivazione de'vicini ruscelli, e quindi ri-

che il fiume ritenesse il nome di Tiberi- cevendo sempre nuovi accrescimenti scen-
no re degli albani dopo che vi perde la de lungo cordini di J'ov(v/7?<7. tra versando
i

vila,sostenendochegià l'Albulaaveacam- impetuosamente la Valle Tiberina, e del-


I)iato in Tevere la sua denominazione a- l'^ iiihria, dove entra negli stati romani,

vanti l'esistenza d'Alba Longa e de'suoi presso /^or^'-o s. Sepolcro. Innalllale quin-
re. Altricon più probabilità credono con di le valli dell'Umbria, Città di Ca-^tel-
Virgilio, che da Tliyhris o Tiberino, che lo.Pcntgi/t, dove da varie e molte acque
dicesi re degli etruschi, e dalle piraterie ed in particolare del Chiagio notabilmen-
che vi commetteva, assumesse il 2.° nome te ingrossalo, stende rapido il corso pe'ter-
che gli crestato. Di questa opinione è l'Ai Todi e di Orvieto. Quindi acco-
rilorii di

veri, dicendo che il fiume si chiamò Teve- gliendo non lungi da Baschi la Paglia, e
je da un re di Toscana di tal nome, che da Oi-te presioOtricoIi la iXera (della qua-
infestando con varie incursioni il Lazio, le e del Velino trattai a Rieti e Terni,
fu ucciso alle sue rive;nè tace la tradizio- con nozioni interessanti il Tevere e le sue
ne che lo vuole denominato da Tiberino antiche inondazioni), e dividendo dai Pa-
re degli albani che restò sommerso neh' Al- trimonio r L/nhri(i e la Salina (nel qua-
bula. Servio riferisce che questo fiume learticolo descrivendo pure la città di Ma-
ne'rituali designavasi col nome di Serra, gliano, dissi che a questa anticamente il

sega, dal rodere che faceva le ripe, e nel- Tevere servuli porto, ed ivi parlai del suo
la lingua comune del Lazio primi ti vo,/iu- propinquo corso e del l'onte Felice sot-
Jìiou per la stessa ragione. Deriva la sor- to il quale scorre in nuovo alveo), viene
gente del Tevere in quella parte dell'A- incontrato presso Ponte Salaro dal Te-
pennino, di dove la trae ancora 1' Arno, verone (o Aniene,di cui ragionai a Sucia-
ilMontonee altri fiumi minori. Le sue sca- co e Tivoli). Il Tevere, tra il Patrimo-
turigini si riconoscono nelle montagne nio q\\ Z/^/z/o, torbido e gonfio, entra mae-
deirAlverniainToscana,che formano par- stoso a dividere lioma dal nord al sud, e
te della catena Apennina, e quella parti- quindi scorrendo per l'Agro Piomano (di
colarmente da dove cominciano a mo- cui a Roma), do[)0 il suo continuo giro
strarsi le sue acque dicesi di Fallerona nel tortuoso (dice il Pascoli, di ben 4oo mi-
Casentmo (Calmdri dice che il Tevereco- glia, col ricco tributo d'8o e più fiumi; m'i
mincia da una fonte dell' A pennino nel comunemente si ritiene ascendere a cir-
monte Coronaro, all' opposto della qual ca 7.70 miglia il suo corso, formato dal
fonte altra dù principio all' Arno: altri tributo di 40 fiunii, come dichiara l'Alve-
TE V TEV 10.
lì nella Roma in ogni statoja^^hin^e Pa- ria, il rivo di Licenza, la Fara, l'Imella
scoli, in due rami diviso con l'uno a Por- in Sabina, il rivo della i^Lirrana in Ro-
to, coU'allro a Ostia va a morite nel Tir- ma, e la IMagliana al di sotto della città.
reno, cioè in quella parte del Mediterra- Di quasi tutti tali fiumi e rivi parlai de-
lìeo chiamata Marc Tirreno, e perciò il scrivendo luoghi che bagnano e scorro-
i

fjuuie fu pur detto Tyrrcuiis Ti/>cj-,[ìev no. L'alveo navigabile del Tevere si di-
jjifluire nel quale e per la sua derivazio- vide in due tronchi, superiore e inferio-
«e veime anche chiamato Toscano, Tu- re, il superiore è quello che da Ponte Fe-

scimi), va a scaricarsi nel Mediterraneo lice, presso Otricoli (di cui riparlai a Spo-
ad Ostia e pel canale di Fiumicino, divi- leto e Terni), giunge a Ripa Grande. Il
dendosi a Capo due Piami poco prima di tronco inferiore è quello che correda det-
giungervi. La parte piana sulla ripa de- ta Piipaalla foce di Fiumicino, presso/'o/'-
stra del fiume fra'Colli del Gianicoio ed to. Nell'articolo Ostia ,
già città celebre
il Tevere anticamente costituiva princi- e antichissima, e ora vescovato suburbi-
palmente la regione di Pioma designata cario, con Saline (J\), pi esso la foce o-
col nome di Transtihcriinjnome però che rientale del Tevere in un angolo, distan-
Boti sempre si restringeva a questo trat- te da Piomai5 miglia e quasi 3 dal lito-
to, tna che alle volte indicava in genere rale odierno del mare Mediterraneo, ed
]a contrada sulla riva destra del Tevere, ivi detto Tirreno, dichiarai che l'edificò

anche ad una distatiza considerabile da Anco Marzio dopo aver esteso limiti del i

Roma come può , vedersi in Tito Livio dominio romano sino al mare. Che per
nel lib. 8,c. i4- Della regione di Trasteve- essere la città in ore Tihcris, fu detta O-
re ragionala Chiese di Roma, Mura di Pio- stia e Ostia Tiberina, (\Via%\ porta, foce,
ma, PoBTEDI Roma, Ponti di Pioma, Fon- bocca o apertura della navigazione del
tane Roma, Pxioni di Roma, Strade di
di Tevere; però ignorarsi se già il Tevere a-
RoMA,ec. ec. Dice il march. Melchiorri, \ea i due rami di alveo, pc'quali anche
nella Guida di Roma, il quale come Pli- oggi si formando l'Iso-
scarica nel mare,
nio bene scrisse del Tevere, che il cor- la sagra di Porto. Che il ramo destro fu

so tortuoso del Tevere dalla sorgente si- per lungo tempo il meno praticato, fin-
no al confine dello stato papale viene cal- ché r itnperatore Claudio vi fabbricò il
colato a circa miglia 5i (leghe 17); di là Porto, che die il nome all'omonima cit-
sino a Roma 224 miglia (leghe 73); da tà. Che nel tempo più antico il ramo si-

Roma al mare miglia 2 6(leghe 9 ciica): nistro era il più frequentato, e come più
totale del suo corso quasi 3oo miglia pa- aperto e più comodo alle navi; e per que-
ri a leghe 100 di Francia. Aggiunge che sto Enea approdò quando venne nel La-
Plinio contò ^o fiumi tributari delle lo- zio [F.) a stabilire i primi fondamenti
ro acque al Tevere, ma osserva, o che vi della potenza romana: non essendo però
comprese i piccolissimi rivoli, o che mol- l'alveo di questo sinistro ramo troppo a-
ti deviarono nell' alto corso. Gli attuali gevole a transitarsi con navigli di qualche
egli li divise in due classi, maggiori e mi- portala, Anco Marzio vi fabbricò l'am-
nori. 1 tìiaggiori fiumi che confluiscono pio porto o rada e la città, cioè servì per
nel Tevere sono: la Nera, il Velino, l'A- porto la bocca slessa del fiume, la
quale
nieiie, il Chiasio, la Paglia, le Chiane ed non chiudeva e otluravacolle arenedel
si

il Clitunno. Fra'minori si annoverano: mare, né il Tevere veniva per questa par-


la Soara, il Pibico, il Nicone, il Nestore, te a profondarsi e disperdersi iu istagni
r Asiniio, la Fratta, la Carpina verso la e paludi prima di giungere al mare; di
Toscana, il Topino, il Carignano, la Tri- maniera che per mezzodì remi vi entra-
glia nell'Umbria, il Farfa, il Laia, la Fo- vano grosse navi da carico, le altre restan
102 TEV TE V
ilo nel sicuro porlo quiintuiique vi domi- Mg.' Nicolai, Della basiUra di i. Paolo,
iiosi>e il \tnlo occidentale, peiòle iiitvi più avverte che le terre poste tra la chiesa u
glandi erano obblii;atc leneiMin alloiua- il (lume, non sono di\ise dal piccolo Ai-
)e, essendo riempila la bocca. Tale sen- mone, il quale traversa l'attuale via e va
io fu spesso di grave incomodo allo sca- a scaricarsi nel Tevere verso Pioma. Se
lito del Tevere in modo, che molle volle, l'aulica Ostia ricevè ih. "suo deteriora-
«•econdo alcuni, pi odusse inondazioni e ri- mento all'apertura del Porto di Claudio,
stagni, onde le navi doveansi alleggerire la moderna Ostia cadde in abbandono pel

[)er entrare nella foce, tirandosi fino allo- riaprimenlo della foce deslra del Tevere,
ma per C)0 stadi. ^ eramenle, e
i come poi ossiaFiumicino, fitto nel 6 2 da Pao- i i

lipeteiò, il vento non trattiene leac(|(ie loV. Negli ultimi tempi Oslia si rese nuo-
del Tevere in modo da produrre inonda- vamente rinouiata |)eg!i ubertosi e im-
zioni, ed il celebre p. Doscovicli gesuita portanti scavi di monumenti antichi, in-
trattò con somma dotlrina di cpieTeno- trapresi da Pio VI, e principalmente da
iiieni. Così si aumeiilò ilcomododel com- Pio VII , non che dal vescovo cardinal
mercio [jcr acqua e fornì a Piotna un por- Pacca e da pai licolari. Nel corrente i8ti5
lo marittimo, precisamente costruendo- d'ordine del regnante Pa|)a Pio IX, e
si dove il Te\ere scaricava le sue acque per cura e spesii del ministero del com-
nel mare, dal quale ora è lontano pel suo mercio, lavori pubblici e belle arli, si ria-

posteriore riliiamento. Ivi a[)piodav;mo prirono i doviziosi scavi, onde rividero la

le I ornane flotte e le navi d'Asia, e ne li- luce altri monumenti pregevoli per l'e-

portai più esempi; ma coli' andare del rudizione e per l'arte. Lo notificò il cooi-
tempo il tragitto di questo ramo sinistro raeiid. Visconti commissario dell'antichi-
del Tevere incomodo, e la città di
si rese tà, nel Giornale di Roma, e coi n." dei
abbandonata. A ripararvi,
O.ilia fu (piasi 3 luglio rese conio delle cose trovale. Fra
Claudio fabbricò il suddetto Porlo dalla queste sono rimarchevoli un pavimento
parte desila, per la quale il viaggio per di musaico pei fellamente conservalo, ed
Roma era più breve, ed il canale di Fiu- eseguilo con franco e grandioso disegno,
micino, ancora in attivila, onde riparare esprimente in figure nere sul campo bian-
all'interramento che ficeva il Tevere al co, Nettuno trailo da 4 ippocampi, meu-
porto d'Ostia, non polendo più da esso tre tranquillo scorre le onde. Un'iscrizio-
le navi cariche di viveri piogreili'C per ne, tra le altre, ricorda Vitellioche nel-
lloma, che liduia perciò patì CUI eslia.^al•- la colonia ostiense esercitò l'onore quin-
laiquindi quanto romani ed i i Papi fe- quennalizio. E fra' marchi delle figuline
cero a vantaggio d'Ostia e del suo por- è singolare per rarità il bollo dell'oflìci-
to e foce. Notai i l*api e altri personag- na,clie ricorda L. Emilio Giuliano sacer-
giche pel porto d'Ostia a[)prodaroni) ui dote del Sole e della Luna, di che è forse
RoDia o viceversa da questa veleggiaro- da stabilirne in Ostia il culto e il tempio.
no nel mare. Il Tevere passando assai vi- Tutto questo e gli altri importanti ogget-
«ino al Tc/iìfìio (/ .) della basilica di s. ti rinvenuti, fanno ragionevolmente spe-
l'aolo, ne'tempi di mezzo formò presso rare ulteriori scoperte. Leggo poi nel n.
di esso una specie di canale e poi lo, do- 234 di detto Gioriudr, che il Pa|)a Pio
ve appiodavano da Ostia que'cheperla IX l'i ollubreiSS'T si recò ad
I Ostia, ri-

via ili mare lecavansi in Roma, e ne par- cevuto nella chiesa di s. Aurea dal vesco-
tivano qiie'che passavano in Ostia egual- vo cardinal .Alacchi, e da'cardinali Anto-
mente per navigare nel mare; e l'antica iielli e Ivoberti, non che da' prelati Mer-
via Osliense pa:,sava fra la Ijasilica e suo lel ministro dell' interno e Milesi mini-
portico, ed il Tcveie, radenJoue la riva. stro de'luvori pubblici. D;jpo ricevuta la
TE V TEV loJ
Ijciietlizione col Santissimo, passò ad ora- minare sulla foce del Tevere, donde O-
le nella cappella ili s. Mutiica madre del slia prese ilnome, e perchè servi va egual-
yrau doltore s. Agostino, per cui da quel uieiile per le due sponde del fiume. Che
luoi;o sagro trasse il Papa argomento per inoltre si denominò Porto Romano di ,

«lire brevi, ma affettuose parole agli alun- Roma e de Romani, per la sua celebrità
ni del Seminario Pio, che da Fiumici- e quale I. "ingresso del Mediterraneo alla
no eransi recati ad ossequiarlo. Nell'epi- gran metropoli del mondo, Porto f//C/rf«-
scopio osservò le sculture e le iscrizioni dio, Porto d'Augusto, Porto di Traia-
antiche, de'mariui scoperti negli scavi fat- no, e Porto del Tevere siccome eretto nel -

ti in passalo, e in quelli già ricordati e da la sua riva presso la foce. Che Traiano
lui ordinati, con piena sua soddisfazione. apr^i il canale fra Porto e Ostia, omle >i

]*assò <|uindi a osservare restauri da lui i formò l'Isola sagra, ricinla da due brac-
falli nella Rucca, destinata pe'condanna- ci che forma il fiume a Capo due Rami,

li a' lavori pubblici, onde in buona sta- e dal mare. Che cogli avanzi dell'antica
gione adopriuli in opere agricole e di al- città si formò la borgata di Fiumicino, e

tra pubblica utilità. Ivi il couìuiend. Vi si riempirono le palizzate che servono a

jicunti umiliò al Pontefice alcune iscrizio- regolare il corso del fiume. Che la foce
ni stampati-, che si leggono io vari punti destra del Tevere è artificiale,
chiaman-
della Rocca, insieme a quella incisa io dosi Fiumieino o Porto Canale di Fin-
marmo nel baluardo moggiore,che ricor- niieino. Discorsi inoltre, cogli autoriche
da 1 detti rcstauri,(piale la riporta il Gior- hanno Te-
trattato della questione, se il

naif. Inoltre il prof. Giorgi, ingegnere in vere sboccasse sempre nel mare con due
capo di Roma Comarca, ebbe 1' onore
e foci, ovvero se sboccando originalmen-

di esporre al Papa diversi lavori esegui-


i te con una, I' altra sia stata aperta dal-

ti nella Rocca e quelli che fa continua- l'arte onde agevolare lo scarico delle ac

re, riportandone piacevole approvazione. que nel mare , ed avere al tempo stesso
Dalla Rocca si condusse il Papa a visi- alveo pili regolare e più adatto alla na-
tare il siunmentovatoscavo, fatto sotto la vigazione. Che il dotto Fea fu ili.°a ri-

«lirezione del cominend. Visconti e del conoscere autore della foceartilicialeTia-


cav. Guidi ispettore onorario degli scavi, iano , e scavate fosse nel Tevere le fece
e vide i materiali e i marmi che ne sono sboccare in mare, liberando R.oma dal pe-
tratti, e gli avanzi d'un grandioso sepol- ricolo d'inondazione, e poi fece la fossa e
cro verso l'antica parte della città. Osser- canale esistente di Fiumicino, anche per
vò pure la vastissima area dell' edifizio, agevolare la navigazione del fiume. Che
già ospedale di Ostia, e non mancò di vi- l'ultima memoria della navigazione del
sitare l'altro scavo di !Monticello,ove osser- canale Poi tuense è deli i i
8, poiché ab-
vò l'encomiato musaico e l'altro che anda- bandonatasi la foce si tornò a frequentare
vasi scoprendo. Indi nell'episcopio il Papa quella più larga d'Ostia come ne' tempi
ammise alla sua mensa gli encomiati per- primitivi, e perciò minore di Porto fu la

sonaggi, la sua corlee altre distinte perso- delta Fiumicino. Che abbandonata la na-
ne, restituendosi nella sera «Roma. Nell'ar- vigazione del Tevere, l'ingresso nel fiu-
ticolo PoRTOjgià porti e città celebri e anti- me dal canto del mare diventò pericolo-
chi, e ora vescovato suburbicario, presso so, fu riapertaTraiana, o ramo la fossa

la ri va destra del Tevere e dove questo fiu- destro del Tevere o Fiumicino, da Gre-
me ha foce artificiale nel Mediterraneo, gorio XIII e piti completamente da Pao-
1 impetto a Ostia situata sull'altra spon- lo V, ma con bia-
riuscì pregiudizievole
da, lungi da Roma circa miglia 4 1/^, dis- i simala divisione dell'acque unite del Te-
isi che si chiamò Porto d'Ostia per ter- verca forza di passonale, riuscendo qiiin-
104 TEV TEV
disovente malagevolea'navlgnnliclal ma- cav. Linotte fu stampalo: Sull'esistenza
re TiDgresso nel fiume, per cui essendo delle due foci del TcK'crc prima della
la sua imboccatura assai peiicolosa, i na- coslruzione del Porto Claudio, Roma
vigliper non naufragare sono regolati dal 1824- Nel t. 8 dtWe Dissert. della pon-
piloto del governo. Riportai finalmente tìfìcia accademia romana di archeolo-
tutle le notizie riguardanti s"i importan- gia, si riporta la Dissert, sopra uìia iscri'
te aigomenlo, il Porto, la foce del fiume zioìicantica dell' imperatore Claudio
e la sua navigazione, e dell'operato dagli trovata in Porto; e la Dissert. della Fos-
antichi romani che ivi con 3 porli ne for- sa Traiana e di (fucile che Vimperatone
marono il loro navale. Narrai inoltre che Claudio fece scavare dal fiume Tevere
nel 1828 per disposizione di Leone XII al mare a cagione del porto da lui fon-
giunse alla foce di Fiumicino ili. "battel- dato, nonché del nome di Augusto dato
lo a vapore che si vide sul Tevere pel ri- ad esso porto, arnheàue del segretario
nuirchio delle barche, invece de'bulfali, della stessa accademia commend. P. E. Vi-
ma poco durò l'impresa. E lèci onorevo- sconti eruditissimo archeologo. E' cosa es-

le ricordo della dotta opera idraulica del senziale per maggior cliiarezza a notarsi,
romniend. Cialdi, sia suU' introduzione che alla distanza di 3 miglia circa dal ma-
ilcllebarche a vapore nel Tevere operata re,ed a miglia 21 circa da Roma, il Te-
stabilmente da Gregorio XVl, sia sul mo- vere si divide in due canali, il ."canale a 1

do di rendere più sicura e più agevole la sinistra, ed è il maggiore, dà passo a due


navigazione del Tevere e deila sua foce terzi dell'acqua del Tevere, e si apre fo-

in Fiumicino, cioè il rendere più sicura ce ad Ostia; il 1° canale a destra convo-


l'entrata de'legni in c|ue! canale e più a- glia l'acqua del fiume al mare, cioè l'al-

i-evole il risalirlo sino a Ripa Grande, me- tro terzo dell'acqua sbocca al sito di Fiu-

diante un porto di rifugio o rada artifi- micino. Questa 2.^ foce è distante dall'al-
ciale,con frange-onda o molo o antemu- tra d'Ostia, che restale al sud, e sopra
rale galleggiante; e degli alti encomii che la corrente litorale circa metri 3ooo, pa-
gli lese l'esimio ingegnere veneto Giovan-