Sei sulla pagina 1di 308

d S

DI

/:!

DIZIONARIO
ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI SANTI, BEATI,


PI

MARTIRI, PADRI,
AI

AI

CELEBRI CHIESA

SCRITTORI ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA


ARCIVESCOVILI
CARDINALIZIE
E

DELLA
AI

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII,


RITI,

ALLE FESTE PI
PAPALI,

SOLENNI,
E

ALLE

ALLE

CAPPELLE

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI, EQUESTRI

ED OSPITALIERI, NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LXXV.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCLV.

La presente edizione
vigenti, per

posla sotto la salvaguardia delle leggi


la

quanto riguarda
il

propriet letteraria, di cui

l'Autore intende godere


relative.

diritto, giusta le

Convenzioni

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

TES
1 ESSALOMCA,
la in

TES
T1ic<;salonca,
riva al mare,

hanno nome

di fortezza;

il

Thcrniii. Sede arcivescovile dell'aulica

Macedonia, aulica e celebre cill, situafondo del suo golfo Termaico, ora chiamata Salunichi o Salonicchio, citt della Tutchia europea in Romelia, capoluogo del sangiaccalo e della giurisdizione del suo nome, uno de'pi popolati deli5 leghe da Col'impero ottomano, a
i

occupa la sommit della montagna, male armalo


castello delle Sette-Torri, che

e signoreggiato dalle vicine allure. Salonichi,

bench considerata come una delle


irregolarissima

pi belle citt della Turchia, non perci

meno
le

per

le

sue vie

angustissime, tortuose e non insiniciate,

per

case

mal

costruite e per l'aria mal-

70 d'Atene. Costruita sulla china d'una montagna a guisa d'anltealro, n'era la vetta difesa da una citstantinopoli, ed a
tadella di vasta estensione. Residenza d'un

sana, ad onta d'ima certa polizia. L'ac-

pasci a 3 code, d'un gran n)ollah,e d'un

nrcivescovo greco con 8 suftVaganei e 70 preti, e del gran hakam degli ebrei che
vi

qua bevibile vi si conduce per canali da una montagna vicina, laghetti della quale gelandosi nell'inverno somministrano il ghiaccio per l'estate. Vi si coniano 10 grandi moschee e alcune pir;cole,tra le quai

li

le

sono numerosissimi,
suoi minareti,
le

le

sue cupole,

gli

se; la

antiche chie7 primarie furono tutte moschea di Cassini l'antica chiesa

alti

case circondale da

di

s.

Giorgio, l'Eski-Djarai o vecchia

mo-

giardini piantati d'alberi, tra'quali pre-

schea composta di due templi e ricoperta


di porfido e di diaspro, la celebre chiesa
di
s.

dominano
ri

cipressi,

suoi bastioni,

le

tor-

il

castello, le

danno

dalla parte del


Il

Demetrio martire ili Tessalonica. La


voi.

mare un
cinto,

aspetto imponenlissimo.

re-

missionede'callolici affidala a'Iazzarisli;

ferenza
loi
ri,
ri

che pu aver 4ooo tese di circon di mattoni fiancheggialo da


, ,

ne parlai nel
di
s.

XVIII,p. o8,e
i

la

chiesa

Luigi gi de'gesuili,dislrutta da un in-

e interrotto

da 5 porte; 3

di esse tor-

cendio, fu ultimamente rifabbricata. Di-

pi dcH'altre considerabili

e situate in

pende dal vicario apostolico de'

latini di

TES
9 bagni pub
-

TE
gio

S
figlio

Costanliiiopoli. luoltie visono varie chiese greche, iix-lle sinagoghe,

era chiamato 21ieniui.e\\ era un villag-

quando Cassandro

d'Antipalro
il6'/v/-

bhci, molti han,


la

un

bel bezeslan.la scuo-

re di.Macedonia,

dopoAlessandro

con bella biblioteca in notabile edificio, fu celebre ed eia considerata come una universit. Si trovano
ebraica
vi fior

df^ falle varie conquiste nella Grecia, abolita la


rire

democrazia d'Atene, fatta moOlimpia madre d'Alessandro e spo,

molle antichit, essendo


santi,
i

le

pi interes-

sata Tessalonica sua sorella

ingiatidila

Ippodromo, la Rotonda sul modello del Paulheou di Roma, e gli archi trionfali d' Augusto e di Costantino I. Adorava questa citt varie false divinit, ed a parecchi imperatoli rese culto pubblico. Giove era prinPropilei dell'antico

considerabilmente

Tcnna

e trasportatiii

vi gli abitanti delle citt vicine, le die

nome

di sua moglie.

Cassandro cess di

vivere 3oi anni avanti l'era cristiana. Al-

lorch fu

la Macedonia conquistata sopra Perseo suo ultimo re, da Paolo Emilio

cipalmente onorato a Tessalonica,

come

co'romaniji
fu divisa in

68 anni
11

innanzi

la

detta era,

padre d'Ercole, ceppo della famiglia reale. Anche Apollo era rappresentato sopra suoi monumenti. Un Cabiro vi avea un
i

parti, e Tessalonica stabilita

capitale della 2.^

della citt era regolato

governo particolare da magistrati chia-

tempio, e furonvi rappresentati


cabirici

giuochi

niatiPolilarchi,e dipoi sotto l'impero gre-

me

gli

onore de' Cabiri, coolimpici a onore di Giove. Avea


ed
i

pitici a

co continu ad essere diretta dal proprio


senato. Nel lenipo del suo esilio, Cicero-

questa ricca e polente citt, pegli speltacoli e

ne ne pass una parte a Tessalonica. Vi


dijiiorarono alcuni imperatori romani, e

passatenipo de' cittadini, un anfi-

teatro in cui davansi combattimenti di


gladiatori. ed
ci.

un circo pe'giuochi pubbliSainnichi, ad eccezione di alcune fab-

Valeriano e Gallieno, dopo la met del HI secolo, le dierono il titolo di colonia,

come portava
ver avuto
il

quello di Neocori, per agiuochi

briche di coperte e tappeti di lana, non

privilegio di celebrare solene


i

ha manifatture propriamente dette, ma il centrod'ungian commercio, ed considerala


la

nemente

le feste

omonimi

in

come la citt pi importante delTurchia europea dopo Costantinopoli.


le parti

Hiceve da quasi tulle


tutta l'Europa. Sta

deirim[)e-

10 produzioni greggie che sparge poi pei*


il

commercio quasi

in-

onore degl'imperatori ogni anno, e le citt che n'erano decorate ricevevano daKoma l'immagini de'nuovi imperatori, oltre altri privilegi, e ponevano il titolo del Neocoralo sulle loro medaglie e monete, che coniavano nella celebrazione delle feste
e giuochi.

teramente nelle mani de'greci e degli ebrei.e la maggior parte de' turchi viene
considerala di loro razza e sono chiamati

Aveano propri

sacerdoti chia-

mati pure Neocori, incaricati delle principali funzioni ne' sagrifizi.

Le

sole citt

mamini per distinguerli dogli altri maomettani; come pure in quelle de'negozianti

pi popolate erano insignite del Neoco-

fiancesi, inglesi, tedeschi, italiani e o-

landesi, che tulli vi


torie:
i

tengono consoli
i

e fat-

anche replicatamente, comeEfeso, Smirne, Sardi, Pergamo, Nicomedia e Tessalonica, per avere eretto
rato, e l'ottennero

francesi ed

tedeschi

vi

faimoil

de'teinpliagl'imperatori e perci meritato


il

Iranico pi impoi tante. Questa citt

non

Neocoralo.

Su questo
i

gli

antichi ci

una rada ecctiienle.e conia quasi 00,000 abilauli,cofnpiesi molli stranieri. Sono ne'conlorni alcune miniere d'argento poco ricche, e
1
i

ha \eraniente porto,

ma

lasciarono poche notizie, ed

moderni non

dicono molto
curo. Nel
di

veramente preciso e sila famosa strage Tessalonica, d'ordine di Teodosio 1 ii


di

3qo avvenne

bagni d'acr|ue termali nell'estate frequeiiIblibsiiui.

6'/v///r/r.Duterico

comandante delle truplu

Straboue

dii^ft

che questo luogo

pe d'llliiia,chc taceva

sua le^ideuza iu

TES
Tessalonica, avea fallo carcerare
cliiere

TE
un cocIl

S
di
Il

5
dolore

l'indugio, tolsero la vita


sla tragica scena

ad ambedue.Ques.

addelto al circo, per aver sedotto


di

ricolm
vescovi.

Am-

una giovane fantesca


polo
gli

sua casa.

po-

brogio e

gli altri

santo credet-

domand

la

libert del cocchie-

te tuttavia di

comparire nel circo un giorno di festa: il che non avendo potuto ottenere, mont sulle furie e si abbandore, affinch potesse

che tempo,

allineile

dover dissimulare per qualTeodosio l venendo

a fare delle cousideiazioni, potesse rien-

trare in se stesso. L'imperatore non era

agli ultimi eccessi. In


ufFjziali

questa sediziouccisi a colpi


le

allora a

Milano
Il

ma

dovea tornarvi fra


la citt

ne parecchi

furono
i

pochi giorni.

santo lasci

per
u-

di pietre, e strascinali

loro corpi per

non

trovarvisi con lui,

ma
gli

gli scrisse

vie della citt: Buterico pure perde la vita.

na lettera piena

di alfetto.

Dopo

averlo

Questa notizia
il

fece

montare

in colle-

esortalo a far penitenza,

dichiar che
of-

ra l'imperatore,
so, era

quale, sebbene virtuo-

non poteva ricevere


frire
i

la

sua offerta, n

naturalmente focoso. A pr de'colpevoli s'interposero s. Ambrogio vescovo di Milano, con alcuni vescovi intervenuti
sinodo in quella citl,e Teodosio I, sempre inclinato alla clemenza, promise loro
a!

di

villi

misleri alla di lui presenza,


la giustizia

finch

non abbia soddisfi Ito

divina. Aggiunse, d'esser pieno di rispetto

verso l'imperatore,

ma

che dovea

la
gli

pre-

ferenza a Dio, e che l'amore che

por-

la grazia:

mail famosollufino, allora mae,

stro degli uflzi

e altri cortigiani

gli fe-

lava dovea conciliarsi colla salute di sua anima.Uitornatos.AmbrogioinlMilanoed


essendosi l'imperatore presentato per entrar nel

cero cambiare risoluzione, sotto pretesto

che l'insolenza del popolo era stata troppo grande; che l'impunit sarebbe pericolosa, e che

tempio secondo

il

costume, il santo
viet di avanzar-

l'incontr nell'atrio e
si

gli

un esempio

di severit era

di piij, dicendogli

Signore, pare

che

mand adunque un ordine al comandante d'Ilnecessario in quella circostanza. Si


liria,

per mettere a morte settemila uodi

non conosciate ancora l'enormit della strage commessa per ordine vostro. Lo splendore della porpora non videveimpevoi
la fralezza di questo magnificamente vestito. Voi siete composto di fango, come vostri sudditi: non vi ha che un Signore e padrone del

mini

Tessalonica,

il

quale ordine fu e
I

dire di riconoscere
s'i

seguilo colla pi grande barbarie.


dati colsero
il

sol-

corpo

momento

in cui

il

popolo

era radunatone! circo, e trucidarono tut-

che poterono e che incontrarono Questa strage dur 3 ore e perirono 7000 uomini senza distinzione (Va gl'innocenti e colpevoli, e tanta fu la brutalit de'soldati, che uno schiavo fu truti

quelli

mondo. Con
il
il

quali occhi considererete voi


pieili

per

la citt.

suo tempio? Con quali

calpesterete

suo santuario? Arduete


lui le

voi,

pregando,

d'innalzare verso di

vostre

mani an-

cor grondanti d'un sangue ingiustamente


sparso?
R.

cidalo per essersi offerto in luogo del suo

tiratevi

adunque

di

qua, e non
giu-

padrone.

Si dice
i

parimenti che un padre


figli

vogliate al vostro delitto aggiungerne iiu

vedendo
il

suoi

due
si

pronti a ricevere

nuovo. Accettate con sommis-ione

il

colpo mortale,

gett a'piedi di quelli


li

go che

il

Signore v'impone. Esso duro,


la
il

ch'eiano per vibrarlo, e


Iella di tulio l'oro

commosse
I'

sif
of-

ma

salutare, e procura

guarigione delprincipe, per


il

fittamenle colle sue lagrime e con

l'anima. "Avendo detto


scusarsi, che

i-

promisero

di

che possedeva, che gli lasciarne vivere uno a sua


sua
corla scelta,

David avea peccato;


dovea

ve-

scovo

gli

rispose, che giacch l'avea imialtres imitarlo nelI si

scelta. Quest'infelice padre, a cui la

talo peccando,
la

tenerezza impediva di frne

sua penitenza. Teodosio


la

sottomise

levn a'suoi

figli

l'uno
i

dopo

l'altro,

senza

e accett

penitenza canonica clrjgli ven-

jlcrsi

decidere; e soldati impuzienti del-

ne imposta. Uitirossiuel suo palazzo, dove

G
piissn

T E

S
permettergli
l'

TES
ingresso in

8 mesi senza antlore alla chiesa, inttiaiiienle occuj^alo nella penifenza [)iibMica.

compagnia

di

.\o cavalieri. iMa


i

giunto Enrico alle porte,

Venuta

la festa di

Natale, radilup-

soldati invasero la citt e imprigionaroil

pi le sue layi iuie, pcnsamlo ch'eia escluso dall'adunanza de' fedeli. Rufino
1'

no
il

conte. L'imperatore

arm

cavaliere

in-

dusse a recarsi in chiesa per


dienza, ove

domandare
d'udi col-

l'assoluzione, feimandosi nella sala


s.

Ambrogio gl'ingiuMse

locarsi fra'penilenli. Ivi l'iinperalore fece

Demetrio e lo fece coronare, e Margherita d' Ungheria sua madre fu messa alla testa della reggenza, ed ottenne la protezione di Papa Innocenzo III, ed allreltanlo fece il successore Onorio
fanciullo

[ubblica confe>si()ne del suo peccato.,


Ijall
\\

si

IH, che pose


scaris

il

regno sotto
di

il

patrocinio

petto e

si

sciolse in lagrime.
gli

Prima

della santa Sede. Nel 12

19 Teodoro La-

che

s.

Ambiogio

dasse l'assoluzione,

imperatore
il

Nicea, tiiltavia con-

volle

che ordinasse con legge di sospenla vita

quist
trio
si

regno

di Tessalonica, e

Deme-

dere per 3o giorni l'esecuzione delle sentenze concernenti


e
la

ritir nel

Monferrato,

domandanPapa. Morto

confisca de'

do aiuto

dagl'italiani e dal
gli

beni de'cittadini. Finalmente l'imperatole ricev l'assoluzione,

l'imperatore nel 1222,

successeli ge-

ma non

cess per

tutto

il

resto di sua vita di detestare ilIaU

nero Giovanni Duca, e fremendo di sdegno Teodoro Alessio Angelo parente del
defunto, ed a cui toccava l'impero, intraprese
ca, e
la

lo nel (juale era

caduto per inganno, e ad

istigazione degli altri. Vedasi l'annalista

conquista del regno di Tessaloni-

Rinaldi, an. 890, n.i e seg. Nella divisio-

dopo molli combattimenti s'impala

ne dell'impero romano, Tessalonica rest congiunta all'impero greco e ne segu


le

dron ancora della capitale Tessalonica,


Inorgoglito de'prosperi successi, prese

vicende. Guglielmo

redi

Sicilia, vo-

insegne imperiali e
re;e

si

dichiar imperalo-

lendosi vendicare dell'imperatore greco

non potendo indurre l'arcivescovodi


le inse-

Emanuele Comneno, s'impadron di Tessalonica, e ricuperala


nel
I
I

Tessalonica a coronarlo, ricev

dopo

la

sua morte,

gne imperiali
pero greco
)ioi\\
si

e la

corona per

le

mani
il

del-

79

die per dote a sua figlia

Maria

il

l'arcivescovo di Bulgaria. Cos l'antico imdivise in

legno diTessalonica,nellosposarlaaRainiei
i

imperi;

Lnti-

marchese

di
le

Monferrato,

nel

quale

CostdiilinopoH, quello di .V/r(v7 de'

artico! riportai
sal(jnica della

notizie di vari ledi Tes-

Lascaris, quello di 'Trclisoida

de'Com-

potente famiglia di MonferIII

ueni, e quello di Tcssaloniraj \(nui\\


peri per la loro debolezza rata, finch
si

rato.

Il

celebre marchese Bonif.icio

pu-

imebbero corta du1

re ne fu rc,e contribu al concpiistodi

Co-

ripristin l'anlico. Nel


II

243

stantinopoli fatto da'Iatini francesi e ve-

coronandosi Baldovino
Ialino,

pero, inarilando la fig'ia .Maria

imad Enrico 2. imperatore latino. Morendo Bonificio HI nel 1207, lasci al figlio Deneziani, e allo stabilimento
ilei

loro

conferm

le

imperatore ragioni del regno di


in

Tessalonica in favore di Eleiia di Monferrato nipotedi Demetrio, maritatasi a

Gu-

glielmo signore di Negro[)onte, ci che

metrio
e

di 3

anni

il

regno

di Tessalonica,

amministratore
regno
al

il

pai ente conte di Rian-

conferm pure nel 244 1*<'P''< Innocenzo V, contro Teodoro Comneno cieco, che
i
1

diate. Questi, mollici rino, voleva conse-

se n' era

impadronito, dopo averne cacII

gnare
V
1

il

primogenito Guglielmo
re-

ciato

il

proprio fratello Emanuele.


a varie
in

re-

marchese
il

di

Monferrato. Avendo scosi

gno soggiacque
del tutto
glio di

vicende e venne
di

perto

disegno l'imperatore Enrico,

meno

tempo

Giovanni

fi-

c coll'csercilo a Tessalonica, e sebbene il tonte ne avesse chiuse le porle, riusc


al

Teodoro; poich l' imperatore ili Nicea Giovanni Duca, irato con lui per avcr preso
la

kgalu

poulilicio

Cououe

di

Delhuue

di

porpora e

il

titolo d'

iuipc-

TE
e
il

S
lonicens,

TE
m.ilgrado
le

latore, lo spogli delle insegne imperiali


(lei

che perseveravano nella fede,


persecuzioni; per molti
la
si

G'/Y/(^/f

regno che conquist. Guglielmo VII marchese di Monferrato, avenfiglia

aflliggevano troppo per


struiti

morte

de' loi-

do maritato sua
nico
Il

Paleologo imperatore

Jolanda ad Androdi Costani

ro parenti, altri non erano abbastanza

tinopoli, per dote gli


al

cede
3

propri

diritti

intorno alla venuta del Salvatore e intorno al giudizio universale; l'avvisa-

regno

di Tessalonica.
1

Quest'imperatoi

re, al dire d'alcuni, nel

3 fece cessione

del

nezia,

medesimo regno alla repubblica di Veche meglio secondo altri neh 423
fu l'imperatore Gio111

rono pure che alcuni erano oziosi, cu! ioinquieti. Ed perci che poco dopo s. Paolo scrisse la sua ."epistola a'tessalosi,
1

Tiicensi, ch'

pur
i

lai. 'delle
fedeli,

da

lui scritte.
il

ne divenne signora:
vanni
iiica

Egli

vi

consola

ne loda

fervoi

Paleologo che vend Tessalo

re, la costanza, la carit verso tutti stiani della

cri-

a Venezia, alla quale la tolse


f

prima

Macedonia; d loro alcuni av-

met del secolo XV, o nel 43o Iopo assedio, l'imperatore de'turchi Amudella

vertinienli intorno alla santit del

ma-

trimonio, alla fuga dell'ozio,

la

manieia

Maometto II im1453 di Costantinopoli, liiui all'antico impero il regno di Tessalonica, e tuttora nel dominio ottomarat II,
il

cui successore

di piatigerei morti, le precauzioni che con-

padronitosi nel

viene porre in opera per non essere sorpresi dall'Anticristo, e sopra alcuni altri

argomenti. La
ch'erano

2. "epistola a'tessalonicensi
i

no, seguendo destini della Turchia^d cui


i

fu scritta per rassicurarli contro

timori
del

fa parte.

stati loro inspirali sulla fine


vi

La fede

cristiana fu predicata in Tess.

Paolo. Co'suoi Timoteo e Sila, s'imbarc per la Macedonia nell'anio 02, e promulg l'evaugelo in Tessalonica sua capitale, dove gli ebrei aveano la sinagoga. Vi predic 3 giorni consecutivi, ma gli ebrei avendo mosso contro s. Paolo ed suoi compagni il popolo ed magistrati, fedeli furono costretti di
salonica dall'apostolo
discepoli e cooperatori,
s,
i
i

condanna l'ozio, ed esorta i lessalonicensi ad un'invincibile pazienza, qualunque sia la persecuzione che possa loro sopraggiungere.

mondo.Egli Jiuovamente

Ebbe
vile

questa cospicua citt


di
s.

la

sede vescovi

per istituzione
greci,

Paolo, e
elatini.

furo-

no vescovi
I. "secolo

armeni
i

Sino dal

della Chiesa

vescovi di Tessa-

lonica furono soggetti al patriarcato ro-

mano

e divennero metropolitani, nel

IV

condurli fuori della citt. Essi recaronsi


a

secolo esarchi dell'llliria, e nel Xli della

Berrea, dove

gli

ebrei
si

li

ascoltarono con

Tessaglia.

'^ioia

e molli di loro

convertirono, co-

scovati di Berrea, Erisso, Servia,

Furono loro sulfraganei veCitnim,


i

pochi gentili, tra'quali moldonne di qualit. Gl'i ebrei di Tessalonica avendo saputo che s. Paolo co'suoi compagni trovavansi a Berrea, vi si recarono e suscitarono un tumulto. Avendo l'aolo dovuto partire dalla citt per reiMtsi in Atene, per mezzo di Sila e di Timoteo che avea lasciato in Berrea seppe
le
;.

mepurenon

Campania, Petra, Ardamiri o Herculia, Platamon o Pianiamone, Poliann, Cassandra, Lita,[lenclina,Diuin, Stobi, Deaboli o Deboro, Parecopoli, Torone, Eraclea, Taso o Tasso, Primula, Zappara o
Zapara,Drygobizia ed
diocesi ecclesiastiche:
altre. Nelle IVoti-

zic ecclesiastiche, l'Illiria era divisa in 3


la 3.' di

esse pori.\'

[)oi

che cristiani di Tessalonica soifrivano persecuzioni. Allora s. Paolo mani

lava

il

nome

d\

3Iacedonia ovvero

fi-

///7V/orientale,comprendeva tutta \aGfccia. ed avea per nietropoli Tessalonica

do loro Timoteo, per confortarli e renderli piifcrmi. Indi passato s. Paolo a Corinto, vi
si

che esercitava per


sulla

il

recarono Timoteo e

Sila,

con-

cario apostolico, la giurisdizione

Papa, come suo vianche


.).

jlaudolo con

riferirgli lo stato de'tessa-

Morea

e suir/,'?V'o(/

La

giuris-

TE
come
Crei

S
eslcii-

T
si

i;

S
due
tagli ferisco-

dizione lUioque dell'arcivescovo di Tessidouica


vicario del Papa,
iti,

role che quasi spada a

no egualmente
la del

la

chiesa bizantina e quel-

deva

nella

tW'/lliria. nella

Maiiel-

ct'iloniaA\e[\'Ei)iro,in:\\a

Tessaglia,

r Acaia, di cui Atene era la metropoli, nella Dacia, nella Mesia, nella Dardaniaavenlea metropoli Scopia, utWd provincia Pre\-alitana, e nell'isola di Creta o Ct'ndiaff
'.).

regno ellenico. La Grecia pro[)riamente detta (egli scrive) dipendeva dal Vicario del Papa residente a Tessalonica, e Leone Isaurico imperatore iconoclasta
fu (juegli che tent di sottrarre tpieste cou-

Iradealla giurisdizione del Pontefice Gre-

la

tali arlicjli

e ne're-

gorio

il

per

farle passare sotto

il

patriar-

lativi parlai della


l'

vaslagiurisdizione del-

ca Anastasio

infetto anch'egli della stessa

arcivescovo di Tessalonica, priucipal-

eresia. Cosi, dice

Farmacide,

fu

un impe-

ineule per l'eniineule qualifica di vicario Papi loro couiilella s. Sede, ()er aveie
i

ratore eretico che tolse queste diocesi alla


giurisdizione d*

un Papa ortodosso, per


dalla Ci'

jnesso le proprie veci sino dal

IV

secolo

sottometterle ad un patriarca eretico co-

e con podest esarcale sopra


i

vescovi e

me

lui.

Questo brano che tolgo


:

uielropolitani delle ricordate provincie,

\'ilt

cattolica, nella rivista dell'opera lo-

cio negli articoli Illiria e Macedonia, e


ti.

data e intitolata L' Eglise orientale,


essa

par

Sisto III e

altri difesero

diritti del1

Jaccpu's Pitzipios, R.ome i855, fece ad

l'arcivescovo di Tessalonica.
lo

greci per

scisma e per

le

violenze dell'iconocla111

non questo

giustamente esclamare: Vedete se il proverbio che nulla pi


la

sta

imperatore Leone

Vlsauiico,

sot-

forte della Verit,

quale sa tiionfire
l'empio Leone III
di

trassero dall'antica giurisdizione pontificia, esercitata

ancora degli animi pi ostinati nell'impiignarla!"


sottomise
li

con facolt delegata dagli


era vicario aposto-

Dopo che

arcivescovi di Tessalonica, quella parte


dell'llliria di cui esso
lico, e
il

al [latriarca

Costantinopo-

le

Provincie discorse. Papa


le restitu

Imioceu-

s.

Nicol

nell'858 ne

domand

zo III
ta

all'ubbidienza della sanil

ristabilimento, frastornato daH'inifjuo

Sede, quando confer

pallio all'ar-

Tozio, ed Alessandro 111 concesse all'ar-

civescovo latino di Tessalonica. Pei do-

civescovo di Tessalonica
farsi

il

privilegio di
lo ri-

precedere dalla croce astata, e

po la conquista de' turchi, 1' arcivescovo greco scismatico si sottopose al simile

levai nel

vol.XVlll,p. 260. Notissime soanni tra


il

patriarca di Costantinopoli, col

tito-

no

le

acerbe controversie suscitatesi in


il

lo d'esarca di

Macedonia o piuttosto
di
s.

di

ijuesti ultimi

|)utriaica di

Co-

Tessaglia.
nica fu
s.

Ih ."vescovo greco

TessaloPaolo,
soffr

stantinopoli e

cleio di

Atene

(lutti e-

Aristarco discepolo di

leiodos^i),il <|uale pretende distabilire la

ordinato dallo stesso apostolo, che


il

ina religiosa indipendenza sopra

1"

indi-

martirio nella persecuzione di Nerone,


il

pendenza
quasi che
sa sia

politica del
la

regno

di

Creda,

ed

martirologio romano

lo registra

a'4

soggezione o libert religio-

agosto.

Suo successore fu Caio, di

cui fit-

la libert civile.
l'

un corolliu 10 della soggezione u delTra le scritture die daluna e dall' altra parte si publ>licaro-

no, tiene luogo principalissimo un'opera

iitampala in Atene nel i8jo dall'arcbiiiiandiila Farniacide professore di teolo-

ta menzione nell'epistola a'romani, e che Origene dice che fu vescovo di Tessalonica, seguendo la tratlizione del suo teni|)o. Indi Achilleo, nella cui epoca fior s. Demetrio martire di Tessalonica, chiamato

da'greci

il

gran
in

inaitire, poich nel

3o7

gia neiruniversil d'Atene.


<|uesti

Ora volendo
la cliie-

presentato

Tessalonica all'imperatore
cristianesimo, lo lece chi-

dimostrare

la

vanit delle preten-

]Mas-.imianoErcole(|ual militare che aveu

sioni del patriarca

bizantinosopra

abbracciato

il

sa ellenica,

si

lasci sfuggile

alcune pa-

T E
ciiii all'ali fi

S
N. verso
il

TE5
corona del maril cadavere

teatro, e trafiggere a colpi di

479, Andrea per aver abbaulodandolo s. Felice 11 e Papi. Nel 5i 5 Doroteo ere-

lancia, e cos riport la


tirio.

donato
s.

lo

scisma d'Acacio di Costantino-

Strascinato da'cariiefici

poli, gli scrissero

[ler la

piazza, alcuni fedeli segretan)ente

Gelasio

lo
I

seppellirono fuori della citt, e circa


prefetto del pre-

lieo per

oo anni dopo Leonzio

meno

scrisse

comunicare con Acacio, nondiuna gi'atulatoria a s. Ormi-

torio d' llliria vi fece sopra edificare

una

sda per l'elevazione alla SqCg apostolica,

bella chiesa, riedificata poi dall'impera-

tore Basilio

pia de' strato


eroe.
1

Macedone, per la gran comiracoli co' quali Dio avea illuil

perle cui sollecitudini torn all'unit cattolica. Elia si trov neh' aliare de' Tre
Capitoli
gilio nel
s.

al

costituto fatto da
in

Papa Vial

il

frequentato sepolcro
18.

di

questo

55o
fece

Costantinopoli, ed

greci ne fanno
i

la festa a'

26

ot-

sinodo

tobre,

latini

il

vescovo Alessandro

rappresentare da Benigno d'Eraclea. Biasimevole fu l'arcivescovo


si

fu ul concilio JXiceno nel

32 0; Giovanni

Taleleo, che visse a


rio
bio.
I,
il

tempo
al
1

di

s.

Grego-

mentovato

nell'epistola del concilio di

quale scrisse
s.

successore Eusenel

Filippopoli; nel
di

Sardica Aezio, e nel

347 intervenne a quello SSg a quel di Ri-

Papa

Martino

649 scomu-

mini Eremio. Celebre per santit e pel suo attaccamento alla fede cattolica fu Asconio o Ascolio,a cui dalla chiesa di
zia fu scritta l'enciclica sul

nic nel concilio di Laterano Paolo eretico monotelita. Giovanni II intervenne


nel
ies

680 al VI

sinodoesisottoscrisse,/ort/i-

Gos.

miulirio di

Saba

nel

372, e mandalo
s.

il

suo corpo, co-

misericordia Dei episeojms Thes.mlonicae, et J icarius apostolicac Sedis et Legatariiis : quest'ultima voce si dice usurpazione. N. del 7
toscrisse al
1

me

narrai a Svezia, e di questo vescovo


Basilio e

6, Teofilo sot-

s.Ambrogio.Dimorando Teodosio 1 in Tessaionica nel 38o, ammalatosi gravemente, volle essere ifecero elogi
struito nella religione cattolica e riceve-

VII sinodo,

Tommaso

trasla-

da Alessandria, e fu nel 787 al concilio Niceno 11. Gli successero Giuseppe


lo

studita, poiN., indi luiovamente Giusep-

re
il

il

battesimo da questo santo vescovo,


il

pe nell'808, che perdifendere


le ss.

il

cidto del-

quale mor verso


1

383. l^apa

s.

Da-

Imniagini pat molto e fu cacciato

maso
tale.

nel

38o

l'avea costituito suo vi-

cario nelle provincie dell' Illirico orien-

in prigione. Giovanni eretico partigiana diFozio,come lo fu Leone. Da Creta ven-

Dignit die

il

Papa conferm
1.

al suci

ne trasferito l'ateniese Basilio


vita, e perci
lo ne'iMenei greci

di santa

cessore Aiiisio, e altrettanto fecero


pi
la
s.

Pa-

mor tra'lormenti, celebrail


1

Siricioes. Anastasio

Di Anisio per

."febbraio.

Teodoro

sua santit se ne legge la men)oria nel

fu

all'

martirologio

fio Rufo,
ceiizo
I

al

romano a'3o dicembre. Nel quale scrisse Papa s. limovica-

fitto

VI 11 sinodo, ove l'indegno Fozio fu patriarca; indi Paolo II, Anatolio,

nel

4 '2, costituendolo suo

Teofauio, Prometeo poi deposto. Teodolo, Niceta 1 trasferito da Marronea, nel


I

io nelle

provincie che enumerai nel voi.

i56

Basilio

II

di cattolici sentimenti, per

XL,p. 232; podest che conferm Papa s. Douifacio 1. Nel 4^1 fo al concilio di
Efeso e poi mor. Anastasio egualmente
fu da
s.

cui scrisse a

Papa Adriano IV. InseguiI,

to Costantino

Eust.izio ilotto gi eletili

to di Mira, ornalo

molle
II

viiti.

Mi-

Sisto 111 dichiarato vicario apo-

chele

Chumni, Costantino
e perci
si

Mes(jp(la-

stolico nelle provincie illiriclie,

con epiin

inita, familiaie d'Isacco

Angelo Comne-

stola scritta al sinodo

adunato

Tessa-

ionica nel

43 5,

cedouia e di
talouica.

mor dopo quello di Calaltro nel 45 tenuto in Tese


'

ricus dare le insegne imperiali (lell'impero di Tessaionica al fralelld Teotloro Alessio Angelo,

no imperatore,

Quindi furono vescovi Eusiteo,

onde questi

si

fccecorouarc da Demetrio

io

T E
come
liferisce
il

TES
to e fece la professione di fede cattolica.

mei vescovo
vero
<

di Bulgaria,

come nniroi; ovp. Le Quieti, ^Z/-Theo-

Nel

5G4

lo era

Teona,nel ijyc) Joasaf11

liicnscoj)it/n

Tlu'xsaloiiiccnscni

(o, indi

Melrofane; Gabriele

nel

.Tpo

doro coronnm ideo iniioiwre renuisse,

traslato a Costantinopoli; Paisio;nel

i634

nuod lcgiuimu.<! Thcasaloniccnsis mperii licwrcs in

Atanasio di Creta, che recatosi in


fu

Roma

Ilalim

ad Jfonoriiim III
per

Pnpain,iti(]uepcrr('Xcrat.Vd\ec\\eTeo-

doio mandasse
sip;tl()

in esilio Costaiilino II,

e<setsi ricusalo di

ungerlo. Manuele Dy-

da Urbano Vili ammesso alla comunione cattolica; Giacomo, Callinico, Melezio del 1672, Neofllo nel iGf)4> che dopo 3 anni fu deposto da'turchi e condannato
a' triremi;

fu rimosso doll'inperatore Miclie-

Metodio

lo fu

anni, Iil

le

Paleoloi5o,-ioslituendogli

Giovanni Cyper

giiazio lo era nel

1740, quando

p.

Le
2,

doiie, al qiiide e agli alili metropoliti olieti tali scrisse

Quien
p.

scrisse la cronologia de'prelali di


t.

Gregorio

I'

unione
Mi-

Tessalon:ca,neirO/'zV/i.y christianns

della (.hiesa greca colia latina.


trio
I

A Deme-

successero

Igna;,i.). iVicela II di

27, e nel t. i, p. i44^ registr Isaia vescovo di Tessalouica armeno, che interal

Geremia del 322,(iiovanni IV, Giovanni V, Macario superiore de'roonaci del monte Atileiie,
I

Giacomo

di santa vita,

venne

concilio di Sis; e
toiis les

Commanville
archcvc.schcz^

neir riistoirc de

dice che Saloniki o Tessalonica, nell'e-

ilio,

DdU^etrio

11, Nilo

Cahasilas deli 34o,


de'Iatini,

sarcato di Macedonia, sotto


to di Sis

il

patriarcagli

che mollo scrisse sugli errori di sua nazione. Gregorio Palauias monaco del monle Albo,
acerrimo avversario

armeno,

nel secolo

XIII per

Compose anch'egli
Ialini sulla
to, e

diversi scrini contro

armeni divenne arcivescovato onorario. La sede vescovile di Tessalonica degli armeni nel secolo XIII divenne arcivescovile.

processione dello Spirito san(juelli

Dopo che
vi

Ialini

s'

im[)adrouirono

per difendere ropinioue di


la

che
vi-

di

Costantinopoli in principio del secolo


stabilirono

dicevano che

luce che

gli

Apostoli

Xlll,

un vescovo Ialino del

dero

6ul
I

monte Tahor

era

una luce
si

in-

loro rito con autorit d'Innocenzo IH, e

creala.

seguaci de'suoi errori

dissero

NivelodeCherisy,gi vescovo di Soissoiis,


fu
nel

dal suo

cognome

palamiti.

Dopo ili 354

promosso

alla sedi; di Costantinopoli, gli

nominato arcivescovo di Tessalonica 2o5, ebbe dal I*apa il pallio, e mori


1

successe in questa di Tessalouica Nicol

a Bari nel 1207, ritornando a Costanti-

Cahasilas, poi Isidoro autore d'operejGahriele


I

nopoli dovecontluceva alcune truppe riunite in Francia per soccorso de'Iatini. Nel

ornato di virt lod con orazio-

leologo, e
i

ne funebre l'imperatore Emamiele Pamori nel 1429; Simeone, al cui

se Pietro di
ni del

1208 Innocenzo 111 con sua lettera elesPiemonte abbate de'certosimonastero


la

a' "ZQ

tempo turchi espugnarono Tessalouica marzo i43o; Gregorio 11 monaco;


Tessalouica ed esar-

Ferie, potente in o-

pere e sermone, gi vescovo d'I vrea, nel


i20f) traslato a patriarca d' Autiuchia

Nifo nietiopolila di

ca di Tessaglia, poi patriarca di Coslaiilinopoii;


della

perch non avea accettato


saloiiica.

la

sede di Tes

Giovanni VI sedeva all'epoca celebrazione <lel concilio di Firen-

Nello stesso 1208 lnnocen/,o III


s.

a postulazione de'ranoiiici di

Sofia di

ze, per la riunione delle

due

chiese, ed al

Tessalouica, e di .Margherita vedova di

juale intervenne l'arcivescovo di Kioi'iu


[

I .)

[sidoro di Tcs.snloidca (F.) chcEu-

li

geino IV cre cardinale. Occupala la cit1.1 e la regione da'turchi, non si Irovaiio


jiiiri

nidi Monferrato, e de'magnaGuarino vescovo Verisiense, e gli conferm privilegi


lionifacio del regno, gli soslilu
i

della chiesa di Tessalonica.


tre la provincia

Form

inol-

arcivescovi sino a Macario

II,

che

ecclesiastica di

vescovi

nel

j5i fu ammesso nel concilio diTrcu-

bulhagauei

Ialini,

colle sedi di

Cilrum,

TES
Dcnoa, Campnnia,
Servia, Petra, Plafa-

TES
nomi

II

nion, Ardamiri, Cassandra, Vardarieii-

de di quella regia biblioteca, gi dallo stesso Gregorio XVM fatto suo prelato domestico e protonotario apostolico, stalo
istitutore de'reali figli di

se,Laiigardensee Nerisieiise, alcuni

delle cjuali per incuria degli anaanuetisi

sono coiiotti,

pei-

cui

come
di
si

spesso avvie-

delle

due

Sicilie,

Francesco I re con quell'elogio che si


della

ne
l'

nella

nomenclatura

antiche diocesi, non

non poche delpu stahilire il


chi.imale da'

legge nella proposizione concistoriale. Pin

VII l'avea nominato prefetto


ticana,

Vail

vero noa)e,essendo con


geografi sagri,
il

altri

ma non

accettando

gli

surrog

Quien.
di

Il

che rileva anco il p. Le Papa invit al concilio generale


e vescovi

non meno sapiente mg.' Mai poi cardinale,


ci

e fu ancora vicario apostolico de'gred'Italia di


la

Lalerano IV l'arcivescovo

della provincia Tessalonicense.

NehaSg

cettare

N. arcivescovo di Tessalonica accompa-

gn

nel'a spetlizione di Palestina l'impeII.

qua dal Faro, cui fece acBenedettoXlV, e commissario della bolla della crociata in Napoli. La sua profonda dottrina, l'elenco
bolla di
il

ratore latino Baldovino

Nel
fr.

1345

Cle{

delle sue opere, e

novero

di sue

virti^i,

mente VI
I

fece arcivescovo

Lodovico

celebrato nella necrologia, riportata nel


1.
1

IX nel 396 Iraslat da Antivari a questa chiesa Lodovico li Donalo (T'.),e poi neliSgc) hi iriisfer'i a Pisa, e nel 4o8 divenne cardinale. IMartino V neh 4' 8 fece arcived'Orvieto fiancescauo. Ijonifaclo
1

,p.

298

degli

Amial delle scienze

re-

ligiose compilati dal prof. Arrighi. Inoltre

Gregorio

XVI

avendo destinato nel

1845 nunzio
mg,"^

apostolico di

Snagna(h .)

scovo

fr.

Paulo da

Roma

francescano, che

successivamente avea occupato lesedid'Isernia e di Monreale, ed


stata
tri
[).
I

Giovanni Brunelli romano, segretario della congregazione di [)ropaganda fide, con breve apostolico ebbe il titolo arcivescovile di Tessalonica, ed
il

al

quale eragli

regnante

commendata

la

chiesa di Tebe. Al-

Pio
le,

non si leggono neW Orens dir. t. 3, ego. Imperocch conquistata neli43o


tli

i5 marzo 18^3 lo crecardina* pubblicandolo a'7 marzo 853; per tiI

a'

tolo gli die la chiesa di

s.

Cecilia, e lo fece

Tessalonica da'lurchi, fu interdetto co-

prefetto della congregazione degli studi.

me altrove a'paslori latini


le diocesi;
iiccii,

risieilere nel-

TESSIEa
que

Pietro, Cardinale: Nacs.

laonde Tessalonica, Thcssalo^

nella citt di

Antonino, diocesi di
di

divenne un titolo arcivescovile /'/ jxirlibus, che conferisce il Papa, co'simili


titoli

Cahors, ove ottenne un priorato, dottore


in gius

canonico e cappellano

Giovan-

vescovili

da esso dipendenti diErisso,

ni

XXII, neh 3 17
lo

questi l'invi nunzio

Apollonia, Lita, Deboro, Parecopoli, Torune e Tasso. Furono per idtimo insigniti
del titolo arcivescovile di Tessalonica
i

in Sicilia (al

qual articolo parlando di

questa missione

chiamai Testori*), con


la

(lUglitilmo vescovo di Troyes, alla corte


di

seguenti. Per morte di mg.'


s.

fr.

Ignazio di

Federico

II

per stabilire
fu

pace col re

Gaetano, Gregorio
di

XVI

a'22

novemscio-

bre i<S39 lo confer all'ottimo mg.' Vin-

cenzo Massi vescovo


eccellente nunzio di

Gubbio (J.),

una tregua di 3 anni, il 2.non mantenendo il convenuto. Nel medesimo! Siy fu destinato con (alhardo
R.ol)erto;

ma

gliendolo dal vincolo di quella chiesa, ed


i

vescovo

di Riez, Pietro de'Prati poi caril

Torino presso il re di Sardegna (l.). Per la pianta sua morte, il medesimo Papa nel concistoro de'
gennaio 1844 dichiar arcivescovo di Tessalonica il celebre e dotto autore d'opei-eprcgievoIimg.'AngeloAnlonio Scot?,?,
I

dinale, edaltri, a formare

processo con-

tro alcuni malefici cospiratori controia vita del

Papa

e de'cardinali,

per tentativi di
1

veleno. In premio di sue fatiche nel

8
s.

otteiuie l'abbazia dell'insigne chiesa di

Saturnino

di

Tolosa, ed
lo

a'

20 dicembre

ti

di

Procida arcidiocesi

di N<ipuIi,cuslo-

i32o Giovanni XXII

cre cardinale

12

TE
s.

S
Monte
s.

TE
Celio, colla

piefedi

Stefano

al

come

leggo nelle Notizie di


(>

Roma;

indi

carica di vice-cancelliere di

Chiesa. Sic-

passali

mesi

lo

promosse nel 1801 a de-

tU\

come profondo teologo e canonista, ebbe Papa r incombenza di scrivere sulla


cpiestione
allora agitata

legalo apostolico della vasta provincia di

singolarmente

Macerata, e lo attesta Leopardi, Serica Rectoruni Anconitanae Mctrchiae, ove


vieppii esercit le sue virt, sapere e co-

nell'ordine francescano, intorno al

domile

nio di Ciislo e degli apostoli, circa


se

co-

noscenza delle pubbliche cose,qualit che

che (iervivano

al

sostentamento della
l'incarico, raor\
altri

univa

prudenza, giustizia e singolare

vita.

Dopo aver esaurito


vita.

cortesia; esercitandosi

da

lui la

carica eoo

in

Avignone nel 1 325,

prolungando-

magnificenza e decoro, riusc d'universale soddisfizione della provincia, e

gli la

modal

TESTAFEIIRATA SCEDERRAS
V AUR\zio, Ctii-flinfilc.
I

dello a'zuagistrali, per cui


ni lo

le

popolaziolo tolse

Nacque

in

Valletta

piansero allorch

il

Papa

capitale dell'isola di IMalla, a' "o aprile

suo mirabile reggimento, preconizzandolo nel concistoro

7'78,dachiarae ragguarilevole famiglia

de'20 settembre 1802

per antica nobilt,


ricchezza.
le

magnanime

virt e

arcivescovo
viarlo nella

di

Derito inparllbiis, per in-

Furono

suoi genitori Pasqua-

Svizzera nunzio apostolico.

barone di Cicciano e Lucrezia M.M' Auquali osservando nel figlio animo reli,
i

R.icev l'episcopale coiisagrazione dal car-

dinal Giuseppe Doria Pamphilj vescovo


di h'rascati, e nel

genUle e

assai

composti costumi, divisa-

declinar dell'ottobre

rono
cuore
sero
pii-t.

di collocarlo a eilticare in

nobile e rinomato istituto


e l'ingegno
si

qualche dllalia, ove il

i8o3 par per Lucerna. Narrai a Svizzera come l'illustre prelato, in mezzo al

culti vassero, e gli fos-

commovimento
sca di tutta
rico, e nella

e perturbazione guerreil

istillali

nell'animo sani principii di


il

Europa, funse
deportazione

dilllcile

inca-

tale ell'elto scelsero

collegio

di

Pio VII eoa


posto loro

Clc/iiciitino (di cui riparlai a


di

Somasciu)
il

quello

ili

Vienna mg.'
in

tSVvr/'o// furono gli

Roma, dove
la

si

raccoglieva

fiore del-

unici nunzi che restarono al

la nobilt italiana. Ivi egli

ben presto die

(trannee
iarla mg."^

parte per quello pure di

Spa-

a conoscere

dolce indole di cui l'avea

dotato natura, e mostr intellettoad ogni


nobile scienza; imperocch percorsa con

sotnmo onore

la

carriera studiosa,

si

for-

m bella reputazione per l'alma citt. Senlen<losi inclinalo allo

Gravina). In tanta dillicoltdi tempi e mentre la s. Sede era tanto malmenata, egli seppe acquistarsi la stima e l'alFetto delia signoria del cantone ove risiedeva, non menocheil rispettoe la considerazionedegli
altri

stato clericale

lo

cantoni elvetici. Sen-

abbracci, ed in fresca et Pio VI lo an-

za ingerire sospetti, con prudenza zel gli


interessi della religione, e

nover tra'suoi camerieri segreti soprannumerari, e poi lo fece prelato domestico,conservandogliil [."udzio: tale era an-

con saggia av-

vedutezza pot tenere in riverenza presso


la

nazione svizzera
il

la

sua rappresen-

cora nel

jqS, come ricavo dalle Notizie (li Jloina. iJa essepuie apprendo che successivamente lo destin governatore nel ySt) di Narni, nel 790 di Citt di Castello, e nel 179^ ti' Fano: Io era pure
I

tanza e
il)

potere della chiesa romana, ed


in cui

epoca

infelicemente

si

deprimee

va l'autorit del
sa,

supremoCapo dellaChieFrancia

massime

in Italia,

Spagna.

Anzi ottenne dalla dieta generale della


confeJerazione,che monasteri dellaSvizi

nel

7f)S r|uando

il

Papa

fu

portato pri-

gione
ri.

Francia, ove gloriosamente mo-

zera

non dovessero

essere gravali di tas-

Eletto nel

questi

1800 a successore Pio VII, poco dopo lo nomin delegato a-

se [)i degli altri cittadini,

ad onta ch'eriu-

rasi stabilito di laglieggiarli forte, e per-

postolico di Cu(ncriiio e sue dipcndeuzc,

ch non

si

leulusse sopprimerli,

;^Ii

TE
SCI di

3
il

TE
mata
figli,

i3

non

potersi ci eiretluare senza

sede, se

non che per giovare a'suoi

pontificio beneplacito. Ritornalo Pio


liioiifnte alla sua sede,

VII

e per intervenire a' conclavi in cui


eletti

volendo preDiia-

restarono

Leone XII, Pio Vili e

re

il

prelato che con tanta fedelt e no-

bilt avea per

ben i3 anni sostentilo in


alla sua giusta ele-

Isvizzera

la

dignit di nunzio apostolico,

GregorioXVI,niuuode'(iuali furono meno di Pio VII io ammirarlo, per 1" immenso bene che faceva, e di buon grado
vi

con notabile ritardo


egli tra gli svizzeri

contribuirono. Siccome questo lo de-

vazione, lo richiam in

Roma,

lasciando

scrissi a

un nonieamatoestinialo. JXeli8i6 giunto in Roma fu ben accolto ed encomialo dal Papa, e da lui ne' primi di marzoi8i6 venne promosso a
segretario della congregazione de'vescovi e regolari,

SiNiGAGLiA, meglio e dettagliatamente lo celebr con edificanti particolarit r aurea penna del prof. Giuseppe Montanari, nel Breve comwcnlario delle cose operate in Si/ifi;/glia dal cardinale, provocato dalla divola alfetluos;

primario

uflzio

che ezian-

riconoscenza del suo l)enefcalo cancellie-

dio esercit con moltissima lode. Final-

mente Pio VII, che nel concistoro degli 8 raarzoi8i6gi lo avea creato e riservalo in petto cardinale dell'ordine de'preti,

dedicato

reLivio Bruschettini sinigagliese,eda lui al rispettabile poi poratocol suo


ritratto in fronte, col precipuo intendidi

mento
in

palesarci moltissimi e g andis-

in quello de'6 del seguente aprile lo

pul>
chieal-

simi benefzi compartiti alla sua [)alria,

blic, nominandolo insieme vescovo di Si-

che fu corrisposto nobilmente e con edi dettato, inoltre

nigaglia, conferendogli per titolo


sa di
le
s.

la

leganza

Livio imito al

Pudenziana, e annoverandolo
ftdc, fabbrica di
s.

congregazioni de' vescovi e regolari,


Pietro, e
e poscia fu dato in pro-

propaganda

padre e ad altri della curia, pubblic pure colle stampe un magnifico elogio biografico in istile lapidario. Per non ripetere dunque il descritto a Sinigaglia, giovandomi del Commentariu[i\\ cui die un

buon governo;

iettore alla terra di

Morr
di

nel distretto

di Jesi e nella sua diocesi,

ed alla confraFilottrano.

saggio Francesco M.' Torricelli

neW
i

11-

ternita delle

s.

Stimmate

limi

di

Roma

t.

9, p.

i,

e rilevando:

Portatosi in Siuigaglia coll'animo pieno


di

Nel commentario impareranno


l'arte di
i

giovani

evangelica carit verso

il

gregge

alle

sue pastorali cure aflldato, senza fasto e

con modesto decoro,


bilit e le

l'indicibile

sua alfa-

bene scrivere, grandi l'arte di fare il bene), mi limiter qui ad accennare, che il cardinal Testaferrata, modello
d'ogni pi bella virt, lasci in tale
stre citt e diocesi
illu-

magnanime sue azioni presto superata la comune espetlazione gli guadagnarono tulli cuori, e nell'universale nominava ad esempio de' vescovi zelanli,solleciti e benefici. Tulto a tutti, senza distinzione amorevolmente accoglieva ciascuno in qualunque abito, singolarmente poveri, di cui fu vero padre, e coi

njonumenli

indelebili

della sua sapienza e della sua industriosa e inesauribile carit. Riapr in fatti a'
chierici
il

si

seminario, ampliato e miglio-

rato; affid alle

monache benedettine

l'i-

struzione delle fauci ullejriaperseque'monasteri


nella
cui beni non erano stali venduli dominazione francese; ripristin le
i

loro che conosceva bisognosi di soccorso

o di consiglio. Nelle slesse punizioni, ch'era costretto inlliggere,


re,
il

collegiate della diocesi; istitu del proprio

faceva con

amofiglio

un monte
le

di piet; die

nuovi chiostri al-

considerando virtuosamente un

orfane e alle esposte, facendo rifiorire

nel colpevole.

Non

a dire com'egli co'


si

l'ospedale degl'infermi; orn templi

ma-

suoi caritatevoli

modi

affezion soa-

gnificamente, e nella cattedrale,

olii e di-

vemenle
dizione.

diocesani d'ogni grado e consi

versi niglioramenli e doni di utensili sagri^ costru ricca cappella,

Non

diparli inai dalla sua a-

facendo orni-

li

T E

S
dellalMa
le

TES
TESTAMENTO, Tcstamcnfwn,
Indac

jedi corone preziose


tloiiiia e

l'iinniai^iiii

Tu-

del divin Figlio;

chiam
1'

so-

relle della
i

Carila a reggere

le oi fanelle, e

Testamcnlariac. Alto di ultima volont, nel quale si costituisce 1' erede,


Tcslntio mentis, formandone l'etimolola

fraltlii delle
Idi

scuole cristiane

orfano-

liododa
la
il

fonilalopegli orfani, i:he por:

gia e

definizione, cio un'esplicita didi tut-

suo

nome

InUoci rester perennede'snoi diocesadel nuinicipio gli dedell' eHlgie in

chiarazione della propria volont,


tooi diesi desidera succeda
te

menle impresso ne'cnori


ni,

dopo

la

Mai-'

che per organo

cretarono vivente l'onore


la sala coiuiinale.

inai nio,ton corrispondente epigrafe nel-

(/.) intorno alle proprie sostanze. Aiodestino aulico giureconsulto roma no, nella legge I, (F. h. t.,ne fa questa definizione: T'oluitatis

Quella ricorder

le

sue

nostrac

j'iista

scntena

moitcpiici egeneroseazioni,esercilale lar-

de co quod
{'elit.

vis post,
il

mortem suam fieri

gmienle con
(liietlissinia

tante beneficenze sopra

la

Dunque

testauienlo una giusta

snagregge,le ptihhlicheepri-

disposizione della nostra volont (alme-

^ate Jiniosiiie, elargite pure alla peiicoliinte


.[)i

no deve
le

essere), su ci

che ciascuno vuosua morte.


Il

onest per condnrla ad onore; e che

che

sia fritto
fa

dopo
lo

la

le-

sempre

a tutti le viscere di sua pa-

sta

mento si

per

pi per iscriltura pub-

tema

piet, regolata

da spirilo

di sincera

blica con rogito di notaro, commettendo-

religione. Oltre icpiolidiani soccorsi, di-

slnbueniloli anco di propria


ile

mano,
visita

par-

ne l'esecuzione agli eredi, o all'esecutore testamentai io che ha meritato la fiducia


del testatore.

olai

mente

in

tempo della

s.

o del-

Chiamasi testamento per

si-

la

villeggiatura, aiutava

mensilnienle4oo

gnificare ch' una dichiarazione della nostra volont fatta alla pre^eI)za de'lcsli-

fimiglie, che altrimenti sarebbero slate


{ibiiiindonate nella miseria, in lutto rifulge
rii
il<

nioni,

quali attestano e fanno fede del


Il

lo oli

imo ed

e.->i

mio

pastoie, onde chia-

seguito atto.

testamento comincia ad

benedetta rester sempie la sua memoria. Giunto alla grave et di 86 anni,


e
|'(,clii

avere

il

suo

elTeltu subito

del testatore, e

dopo la "morte pu sempre essere da lui


(/^ .),

giorni

dopo

il

suo ritorno dalla


,

vil-

livocalo fino all'ultimo istante di sua vita,

leggiatura di Vaccarile

ed

assistilo dal

sebbene Morilioiido

ma

sano di

suo ospite cardinal Alessandro Snoda legato di Folli, cess di vivere in Sinigagiia
><

mente e intelligente. Al testau)enlosi ponno fare delle aggiunte o cambiamenti con


olire disposizioni
dieilli, tabella,

di,

a'3ago>lo 84 3,n)ezz'ora dopo il mezmentre si celebrava la t'.miosa (iei

la,

come

notifica

con isplendide parole


tra
il

il

n.^GS
to e
.solali

del

Diario di Itnnia,

pian-

commozione

universale de'snoi de-

chiamate Codicillo, coperchCoc/fXanlicamenle fu detto il lestamenlo, rendendo ragione della voce il Donati, De' Diitici, p.i8. Il lestamenlo inoltre un atto che deve
e>sere

diocesani, gareggiando negli onori

conforme

alle formalit prescritte

funebri e nelle alleltuose dimostrazioni


(li

dalla legge. Afllnch

una persona

sia ca-

duolo. La funebre orazione pose nuo-

pace
bia

di far

Minieiile in chiarii luce

una

vita

beneme-

le

testamento, bisogna che abqualit lichieste dal diritto natu-

imtisNima, che

si

spense Iranfjnillameu-

rale e

umano

in generale,

quanto dalle

le nella pace del Signore, e lina continuazione il'ogni

che fu tutta opera di carit

leggi o statuti particolari de'luoghi in cui

\uole essa fare


e

il

suo lestamenlo. Le oced

t di religione; essendo altres stato l'amplissimocardiiial vescovo decoroso orna-

correnti (jualil sono l'uso della ragione


(li

celli sensi, l'et, la propriet,

il

luenlo del sagro collegio e dell'episcopato. La sua salma fu deposta nella sua capl'clla

libero possesso de'beni de'quali intende


di dis|)orre in via di lestamenlo.

Per coni

dellu calledrule con onoi ifica lapide.

seguenza sono incapaci

di testare

furio-

T E

S
stenti e
speciali
le

T E
non pi

si, gl'insensati, gl'iinbecillijipiodiglii.gl'in-

esistenti, parlai de'Ioro

tculelli dall'autoril pubblica;


ilo
li

non ponegualmente leslaiegl'impubfiijequeb


stati
,

notali. Diconsi

Libali pii (f

.)

disposizioni fatte dal testatore per


di

l'a-

cliesono raorti civihnente. Negli


conservata
la

dempimento

qualche opera

pia, in fa-

in cui
figli di

patria podest

vore della chiesa, de'monasteii, degli ospizi, degli ospedali e altri benefci stabi-

famiglia non
il

ponno

testare, eccet-

tuato
sti

caso in cui non siavi peculio ca-

limenti, ede'poveii.

Anche
i

legali deprei

euse, cio acquistato in guerra, o quasi-

catorii, essere obbligatorii per gli eredi,

castrense, cio acquistato con qualclie caI

quali

debbono impiegare

legati pii

ri-

ica,

o per l'esercizio d'una professione


pubblica,
I

di

pudiali in altre opere pie.


zioiie

La Congrega.),

iililii

come

di

avvocalo, medi-

della rev. fabbrica dis. Pietro(1

co, uolaro, ec.

migliori scrittori sosten-

vigila all'esatto

adempimento

dei legali

gono che
ti;

l'origine de'teslamenti,

quanto

alia loro natuia, sta nel diritto delle gen-

pii; e per RoJiia pi specialmente la Congregazioiie della visita ai;ostoliea e a-

tua che

regolamenti sulla foimadei


capacit attiva o passiva, o
.

dewpimento
Sui legati

de' legati pii di

Roma (V.).

testamenti,

la

altre condizioni del testamento, sono di diritto civile.

Ragionai a NotaRo, l'antico

Scriniario (V.j, del suo grave, delicato, onorevole e responsabile ministero, quale

anche vedere Congregazione DEL Concilio, Congregazione de' vescovi e regolari, ed altri relativi articoli, come Ceni di Chiesa e Rendita
pii si pt;

ECCLESIASTICA.

Legati

PI!, oltre l'aver

geloso custode delle pubbliche e priva-

parlato del pi principale che riguarda

te azioni degli

uomini, ministro e deposi-

l'argomento, disM pure dell'origine delle


pie lascile, e dell'anlichit di far donativi

tario della fede pubblica, manteuitore delle

facolt altrui e testimonio inefiagabi-

le
l i

de'pubblici e piivali interessi, fia'quatestamenti, legati,! codicilli, dove v'ini

ebrei, egiziani, greci,


stiaui,
t

per testamento o per codicillo, degli romani pagani ecri*

longobardi e franchi: delle facolsi

tervenga l'autorit del principe e


re delle leggi.
Ivi

il

vigo-

concesse a quelle che

facevano Ee-

accennai,

come

aulica-

ligiose e
la 3.'

Monache (T\),
le

per disporre del-

mente
ni e
i

si

stipulavano

gli atti, le

donazio-

parte di loro sostanze in opere pie:

testamenti de'chierici dal Primices.

riportai

antiche formole usale nelle pie

rio della e poi


si

Sede (l\)
anco da

e da'suoi notar),

disposizioni:

Per

la redenzione de'pec-

fece

altri ecclesiastici. Ivi

catij per la salvazione dell'anima pro-

notai, e ripetei ne'vol.


p. 9,

che

il

LIX, p. yy.LXI, Papa Pio IX affid al Senacura e sorveglianza dell'aralti notarili di

pria e di
si

alleile de'parentij-forntoe

che

consimili o varianti riprodussi in diver-

to

Ronioio

la

analoghi articoli, ed a Regalia. Nell'ar-

chivio e deposilo degli

Ro-

cibasilica

Lateranense
di

celebrandosi
a' V< fanti,
.),

gli

ma. Che
verno,
vi

nel palazzo Sah'iati^ova del go-

AUiversari
antico de'pi

Suffragio

nd

l'archivio

Urbano, eziandio
i

imitazione de'sagri Dittici (T


eli beneficiati,

dal pi

cogli alti pubblici di que'notari


zi

cui uffi-

dalla partedel-

stenti
ti

furono chiusi, ed ancora di quelli esiper esuberanza de'medesimi: gli atuffizi

r evangelo e dopo

1' OJJertorio , si pronunzia con voce chiara il nome del testa-

de'uotari capitolini,! cui


si

cessaro-

tore, in di cui suftiagiosi offre


zio, e

il s.

Sagiif-

no,

conservano nell'arciiivio

di

Campi-

dicendo: Praesens Anniver.sariuia

doglio.

La

raccolta esistente nell'archivio

celebra tur pr

anima

iV. iV.

etutprcces

Urbano rimonta ad un'epoca


1744 e
di recente fu classificato, a

anteriore al

no.stras Deus eocaudire dignetur, conjes-

bene riordinalo e

vantaggio del governo e del

potenti, etc. Indi

pubblico. Negli articoli etrl/iuiali^es-

sionem agamus. Confiteor Deo omnidue beneficiati recitano due Pater ed Ave, uno per la remissio*

iG ne
(Ielle

T ES
colpe del ca|>itolo, l'ald'o pel no-

TE
mono
si
li.

le

avessero apprese da'iliscendcnti

minalo ilefinlo. Talvolia recitnnsi pure o il Dcprnfuiuis, o il Miserer, ec. L'uso cie'leslatnenli della pi remota aiUi'
ciiil, e la

di C^am.

Nel libro del profeta Ezechiele

pirla egualmente di eredit e di lega-

loro origine dee riferirsi al di-

ritto della

natura e delle genti, e non gi


poich
essi

al diritto civile,

fjcevansi analtra leg-

Geremia una prova dell'ugli ebrei di faie un duplicalo de'contratti civili, di cui uno restava aperto nelle mani dell'acquirente, e
Trovasi
in

so che

aveano

che ne'lenipi
ra. Al iliritto
rirsi

in cui gli

uomini

l'altro sigillato

veniva depositato in luoil

ge non aveano

non quella della natucivile devono soltanto rifese

go

sicuro.

Per avverte

Bergier, Dizio-

leformalitii e le regole stabilite per

la
1j

confezione de'teslatnenli. Si legge nel-

Cronaca d'Eusebio, che

^'o divise la
figli

terra cli'egli conosceva tra' suoi tre

.Sem,
ralo

Cam
il

e Jafet, e che

dopo aver dichiasua vita, slescrilto,

riparlo da esso fallo a'medesitni,


il

il termine Testamento negli scrittori ebrei non fu adoprato nel senso di dichiarazione dell' ultima volont. Che se il solo esempio che trovasi presso loro patriarchi d'un Testamento propriamente detto quello di Giacobbe, che al letto di morte ma-

iario enciclopedico, che

trovandoci presso
sigill e

fine di

nifest a'siioi

figli

l'ultimo suo volere,


di

ma

se quella sua volont in

uno

che
ri-

consegn

Sem. Da questo

si

leva pine quanto sia antico l'uso del Si-

quanto loro dovea avvenire, e di ci che Dio avea deciso sulla loro sorte, anzich una
questo era piuttosto una profezia
disposizione libera e arbitraria di Giacobbe. Di pi dichiara Bergier, che (pianto
alle uhi

gi/lo (I

.)

per segnare e legalizzare

gli

alti pubblici.

Abramo ancora, mentre non


d'isliliiiil

avea alcuna prole, proponevasi


le suo erede
figlio di

me parole di
si

Giuseppe, Mos, Gio-

Eleazaro, suo ini

tendente o ministro
In appresso lasci

di tutti
i

suoi alfari.

tutti

suoi beni ad Isac-

co suo

figlio, e

soltanto ordin alcuni le-

pu dare loro il nose non in un senso assai improprio; ci che ripeto a Testamento Vecchio Nuovo, per la spiegaziosu e David, non

me

di

Testamentn

figli della sua concubina o moglie di 2. ordine. Isacco, per in-

gati particolari a'

ne etimologica de' vocaboli.


preso
to
in
il

legislatori

greci viaggiando neirEgitto,avendoneaple

gegnosa industria
ne, lasciandogli

di Piebecca, die al sela

migliori leggi, quindi fu introdotii<o

condogenito Giacobbe

sua benediziopri-

regolare

de'testamenti a Sparta,

come creduto Esa

Atene

e nell'altre citt della Grecia.

mogenito il godimento dei suoi possedimenti pi fertili, e bench sopravvenuto Esa e conosciuto l'inganno e da lui sollecitato grandemente a riformare la sua ultima disposizione, non voile gianunai rivocarla. Giacobbe dispose siu)ilmenle
colla celebre sua benedizione l'ordine di

Tra'roraani, nella legge delle XII tavole


eia ristretta ne'
soli

padri di famiglia

la

facolt di far disposizioni testamentarie e


di

assegnare o ricevere legati;

ma

il

dirit-

to di far testamento era gi

radicato e
tra lo-

sparso nell'uso presso


ro riguardavasi

romani, e

come un onore

l'essere

successione tra 'suoi

figli,

ed assegn

al

mi-

partecipe in caso di morte delle liberalit


degli amici, e cos l'esclusione da quelle
disposizioni riguardavasi in qualche

nore Giuseppe
parteneva
gizi
al

la

porzione doppia che ap-

impararono

primogenito Piuben. Gli ela maniera di disporre


figli

mo-

de'beni loro per testamento dai

e ni-

poti di fiiacobbe, gl'israeliti o ebrei,

che

soggiornarono buigamente in Egitto. Alti credono che gli egizi gi conoscessero


i

do come vergognosa. Riferisce Plutarco, chementrei romani erano ordinati in battaglia e pronti ad imbrandire gli scudi e a cingersi delle loro vesti militai i, costumavano di fare il loro testamento anche senza alcuna scrittura,

l'uso delle dispusizionilcslaiuentarie, oal-

uumiuandu

soltanto

TE
il

S
lesli-

TE
no.

S
si

17

lofo erede alln presenza di 3 o 4


il

Le

dichiarazioni che
il

moni,

mento

fatto nel procinto di

che dicevasi Ialinamente, tostacombattere,

zo de'testimoni, sono

fanno per mezgenere di prove il


nazioni.
I

pi antico presso tutte


ni
i

le

roma-

in nrocnctn facta.

to Donali, die
la

Trovo per soldati romani


i

nel cita-

ficevano anche

testamenti, radunati

fino sul-

comizi in pracinctnper acs,etlibrani,

sabbia scrissero

loro testamenti olo-

presente l'antistato, l'erede

come immail

grafi col gladiiim. Dicesi olografo, gre-

ginario compratore dell'eredit,


beri e cittadini romani.

pub-

cismo

de'Iegali,

il

testamento, codicillo o

blico pesatore, e 5 testimoni uomini, pu-

simile, ch' scritto di proprio

pugno

del

Tra

di essi, se

una

testatore,

il

Cancellieri nelle Disscrt. ep. 8,

pistolari l)l>liogrq/icJie,a

riportai!

moglie rinunzia va 1' eredit del marito, sulla sua Sepoltura (1''.) si poneva ima
borsa con entro
se
le

diritto e privilegio concesso a'militari, in

chiavi di tutte le co-

procincfuet in expedi tiene a\\ convalidare

im leslanientoo codicillo olografo,

pri-

domestiche, che per averne cura avea ricevuto dal marito nel giorno dello spo-

"vo di tutte le

necessarie e legittime solen-

salizio.

nit; insieme

ad un elenco di scrittori clie lianno trattato del testamento militare e del testamento marittimo fiuto sul mare,

Questo costume si mantenne in Francia nel medio evo. Leggo nel GuaI

sco,
I ,

/ riti funebri di Roma pagana, p. che quando l'infermo con mortali seil

forma prescritta dalle leggi del governo del testatore, che dcbbonsi osservare sotto pena di nullit. Il testamento olografo, non firmato alla presenza d'alcun ufiJziale pubblico, quello che venla cui

gni (che secondo le curiose osservazioni


di

Plinio erano,

ridere nella violenza


il

del male, l'adattarsi l'orlo della veste,

ripiegare e increspare

le

lenzuola,

il

non

voler essere scosso dal sonno, il giacer con

ne interamente
firma
di

scritto, colla

data e colla
straniera;

propria

mano

del testatore, sen-

tinuamente supino, l'aver il polso disegnale e formicolato, e altri che si manifesta-

za alcuna addizione di

mano

vano
cino
i

negli occhi e nel naso) indicava viil

poich se
;illra

vi

fossero delle cose scritte da


la nullit

suo trapasso,

si
i

facevano avvisare
quali
il

mano,ci produrrebbe

del

congiunti, radimati

moribon-

testamento.

La

sola
di

formalit richiesta

per questo genere

testamento, chesia

do o leggeva o f.iceva leggere il suo testamento scritto sopra le tavole cerate testamentarie
(al

tutto scritto colla data e colla firma di

modo

detto a Scrittura}:

mano propria del testatore, senza addizione alcuna di mano straniera. Nello stato
pontificio per

terminata
lo

la lettura,

ta voce, sela

veemenza

pronunziava ad aldel male non glie-

non ha

eflcacia

il

testa-

impediva, queste parole.

Haec

uti in

mento

olografo, se dal testatore prima di

his tabulis cerisi'e scripta sunt, ita do,


ita lego, ita le-itor: itaque k>os, Quirites,

sua morte non viene consegnalo ad

un

pubblico notaio
ni; salvo
il

in

presenza di due testimosi

testimonio praebetote.(lvie^laa\ineMO era


la formola usata ne'testamenti,che si ficevaoo calatis Comitiis. Il moribondo chiamava quindi il suo erede, e gli porgeva gli anelli, che avea in dito, o ch'era solito portare, servendo anche di sigib lo. Questa ceremonia di consegnar all'erede propri anelli appunto derivava perch siccome uno di que'cerchietti coni ,

caso se

trattasse

d'un

testa-

mento che chiamasi

inter liberos,o

ad
di-

causas pias,\ quali ponno aver einccia


per privilegio, rapporto
ritto ci vile, e
al i. "secondo
il

rapporto

al 2.in

forza del ca-

pitolo Relatum. Inoltre Cancellieri,

misteriosi attributi de'

Dei numeri ternario

e setfen/71-io, a p. 75, dicendo dovere essere 7 testimoni necessari perla validii

teneva

il

sigillo, col
le

quale

si

chiudevano

t della

consegna della propria ultima voVOL. LXXV.

contratti e
il

letlere,*cos

conveniva che

lonl,ricorda diverse opere che ne tralta-

testatore cedesse nell'alto della

dona-

i8
zinne
le

TE
sue divise,

S come

T E
clii
,

clona

un

forla

rane privi

di figli; gli

Eumichi non poi

ziere o altra cosa simile

cede anr.he

chiave che lo npre. Adempiuti cos


oljbliglii

gli

tevano adoltarne, e colui che voleva adottare, bisognava che avesse 8 anni di
pili

propri dell'uomo did)bene,quaiiesser negli eslienii rao-

del figlio

che adottava. L'in)peratoi

do

si

avvedeva d

re

Adriano
perch

prefer
cpielli,
li

figli

adottivi a'iiatiiegli,
si

ncnti s'accomiatava da'Mioi paienli e aniici.

rali,

diciva
il

sceglie-

Moglie,Jgli,

anici,
\'i

addio,

^-ivi le,

vano,

e questi

dava

ca^o.

A INbe^-

state sani Jiueh- io

ri\'eda eolaggic

TE, dicendo tle'gradi di parentela, riparlai

negli

Telisi. JNell'alto d'esalar Io

spinto,
la

dell'adozione. Tulli

popoli inciviliti
e
i

un

j)ai

ente conginngendo alla sua

pioli-

conobbero l'iinporlanza
le disposizioni

vantaggi del,

pria bocca, con pielcsissinin uflzio, ne

testamentarie

toltile
co-

eevea l'estremo fiato vilale, ed un altro


gli
i

praticarono variando solo

le formalit.'i,

chiudeva

gli

occhi. Nel

7Wo/o(/

.)(

he

lomani cuslodi\ano nel Ter?ii)io(/ .) di Saturno, eravi ancora il deposilo in cui


si

me pu vedersi poi De ritUnis


t, li

specialmente nel Nieuroiiaioriim, ed in tul-

gli altri scrittori dell'antichit.


I

Co'lan-

riponeva

il

ventesimo
si

di tutte le sucgli e-

tino

nel

Zio per

togliere

le

cagioni del

ce>sioiii,

che

riscuoteva da lutti

litigare detern)iii,che ne'tcstamenti


fosse necessaiia

non

redi, fuorch da' figli de' defunti. Sicco-

alcuna forma

di

paiole ne!

me l'adottare

lo sle>so

che prendere uno


Ila

ftr l'istituzione dell'erede, e che bastasse

straniero per suo Figlio, inellerlo ne

che

il

testamento fosse scritto in qualun-

sua famiglia, e destinai


sione, cos
ni
i

lo alla

sua succesi

figli

adottivi presso

roma-

dividevano tutto

co' figli naturali del

Padre
slo che

adottante: ed appunto per cjue-

prendevano
che
l

il

nome

il

sopranper in-

nome
dicare
la
il

di colui
la

adottava;
la

ma

loro discendenza e
il

loro nasci-

que malei ia, usandosi per antico [)ifi fiequentemente di scrivere in tavolette di legno, come notai a Scbittura, onde dicevano darsi la possessione eonfra tahilas, eontra ligmi/n. Testamenti scritti o scolpiti in pietra trovansi iie'celebri marmi di Faros, e in tempi posteriori si scrissero testamenti sopra diverse materie, fio-

vi

aggiungevano

nonie della stirpe o

sopiiirinome di rjucl

ramo

di famiglia

dond'essi erano nati. Vi erano tra'romani

due specie

di adozione,
al

una che
in

si

fa-

ceva innanzi

pretore, e l'altra nell'as-

che pi comune d'ogni altro divenne l'uso della pergamena, che si proli asse, massime per quella sorte di alti, sin oltre il secolo XIV, ed alla quale successe la carta.

send)leadel [opolo
la
ri

romano

tempo

del-

L'erodila,

//<7r/-(Y///<7.v.

pigliasi pe'beili
si

repubblica, mentre ne'tempi posteriofetesi

stessi

che

si

ereditano, o pe'diiilti die


i

mediante rescritti imperiali. Occorreva he il padre naturale emancipasse


il

suo

figlio,

ed acconsentisse che pas-

un defunto, h'tie(ejuieres, quello che ha diritto di succedere ad un altro nel possesso di alcuni
beni
di

hanno sopra

sasse nella famiglia di colui che lo adot-

beni, e se ne distinguono di pi soi

la.

Vi
i

L'adozione di pei sona libera chiamavasi airogazione. 1 figli adottivi non


tava.

sono
quali

gli

eredi legillimi ed

presuntivi,

hanno un

diritto acqiiistatoalla suctali

erano punto

distinti dagli altri,


i

ed entra-

cessione del defunto;

sonoi

figli rispet-

vano
gli,

in tutti

dii itti

che d

la

nascila a'fi-

to a'Ioro padri e alle loro

madri. Si

cliia-

lelalivaroenle a' loro [)adii adottivi

ma\ano
siavi
gli

[iure eredi ali intestato,


di

pevch

soltanto; poich

non ereditavano
zii,

alfallo

succedono

pieno diritto, e senza che

dagli avi, n dagli


sti

meno

clie

que-

non avessero acconsentilo all'adozione.

testamento in loro favoie. Vi sono eredi testamentari, che sono chiamati


e

L'adozione era nn'imitazionedella natura, inventata per sollievo di coloro ch'e-

all'eiedilin tutto
to.

parte

al

testamenin

Sonovi eredi estranei che non sono

TES
nessjinmodo solida giurisdizloiiedel
sii,

TES
Ic-

19

bile, gli esiliali,

colpiti

d'una sentenza
i

stalore, eredi de' pioiMi, eredi di acqui-

iiifautaule,quelli che perseguitavaiiiti cardinali, gli


stardi,
i

eredi beneficiali o per beneficio d'iiisiiccessio-

scomunicati denunciati,
rei di lesa

ba-

\eMlano,i quali accellano una


ije,

colpevoli d'incesto con persone


i

senza essere obbligali

a'deliili, se

non

religiose,
ci.

maest,

simoniadelj'e

die alla concorrenza della so>>lanza lasciata, con obbligo di farne inveiilario, e poi ripudiarla, subentrando nel possesso ereclilori; ovvero non obbligalo di soddisfarli se non alla concorrenza di quanto
i

La diseredazione o privazione

exhaeredatio, una dispo>izionc per la quale escladesi dalla successione o da porzione di essa, quello cui duvula
redil,

ed a[parliene per legge

e per uso.

Secon-

Ila

ricevuto.

Visone

eredi fiduciari, ese-

cutori delle segrete disposizioni del testatore. Sonovi ancora eredi legatari, cui il flefunloha lasciato qualche legalo di donali vo; eredi sostituiti all'erede legillinio,

do le leggi romane la diseredazione non pu esser fatta che per teslamentu, perch non si pu istituire erede che per lestamenlo. Giustiniano
I

proibii a'paJri e
figli

madri
ste

il

diseredare

loro

senza giu-

supposto ch'esso non possa o

clie

non vo-

cause espresse nel testamento, e delle

glia accettare l'eredit; eredi n' Fidi-com-

quali l'erede istituito deve farne prova

do
1!

messi (T\) che islituisconsi per lasciare la successione ad un altro. Finaluieute vi


sono eredi degli
ufiizi
il
,

la

morte del
I

testatore.

Queste

cau-<e

Giustiniano

le stabil nelle

segueuii.

di cariche, di di-

gnit. Egli questo

diritlo

che

la

per-

sona provveduta d'un

uflzio,

d'una cadirit-

iica,d'una dignit, ha di trasmettere quello a'suoi eredi o successori.

Questo
si

to ebbe probabilmente la sua origine nei

pomio diseredare i loro figli: se essi hanno al tentato alla loro vita; se essi gli hanno percossi o hanno fatto loro qualche oltraggio o qualche grave Difesa; se essi non gli hanno liberati dalla prigione, obbliganpadre
e la

madre

e altri superiori

regni e
Ijassi

i\Q
si

principati, che

vollero ere-

dosi di pagar per essi, secondoch pote-

ditari, e

allarg poi grandemente nei


si

vano permetterlo

loro beni; se

essi

gli ri-

tempi, allorch

istituirono

feu-

hanno
te, essi

lasciati in cattivit,
il

potendoli

di,

quali per la maggior parte da prin-

scattare; se

cipio
ullizi,

non erano
per

se

non che

le

cariche ed
gli
I

aveano mancato

padre essendo stato deineadi rendergli que-

lo pi di

governi. Si goduno

gli uffizi

uffizi ereditari

per concessioni sovrane.


le

Papi crearono

cariche ereditarie di

che tale stato poteva donaiiJacon alcune violenze o per nllra cattiva via, Io aveano impedito di disporre
re; se

Principe assistente al soglio pontificio, di Maresciallo di s. Chiesa e del Cons. Chiesa (V.),td anche di Gonfaloniere del senato e popolo romano {T .). Gli eredi sono tenu-

de'suoi beni per testameulo; se essi

si

so

no

resi loro accusatori di tuli' altro de-

clave, di Vessillifero di

litto

che di quello contro

il

principe o con-

ti,

sotto pena di peccalo mortale, d'esegui-

re la volont del testatore, di osservare


i

avea commesso incesto colla sua madrigna; se si era impegnato in alcune abitudini con iscelerali e ne segui va la vita; seavea abbraccia
tro lo slato; se

un

figlio

suoi coalratti legittimi, di pagarne

de

to

una professione inlame che non

fosse

bili

secondo l'estensione dell'eredit, d'ai

dempiere te, ma non

voti reali,
i

personali,

pellegrinaggi, ec.

come sono leofTer come digiuni, Secondo il diritto comui

quella del padre; se una figlia preferiva al matrimonio una vita infame. Secondo

alcuni giureconsulti,

si

volevanoduecou-

dizioni per la validit della disereilazio-

ne non potevano essere


eretici

slituiti

eredi

gli

ne

in paese di diritto scritto.

La

i.'

the
se

ed

pagani,

fautori e nascondi-

fosse fatta

con testamento in buoni for-

tori di eretici, gli apostali, le societ proi-

ma,

di

maniera che uou era valevole

20
veniva
fi Ila

TE
da un
Ie<t;inipnlotl>e

S
ed anclie da
si

T E
di quello,

S
scrilto e

codicillo,

che inleramenle

un

non

fosse sosleniilo

die
te-

dalla clausola codicillare.

La 2/ die

ti

pugno del testatore medesimo, oppure scritto di mano di alsottoscritto di


tra

slanieiilo contenente la diseredazione sussistesse;

persona di fiducia e sottoscritto dal


il

per cui quando l'erede isliluilo


del testatore,
il

lestaloie: se
di

testamento tutto scritto

mancava prima
lo

lestamen-

pugno

del testatore, chiamasi


11

anche

o-

non polendo
il

sussistere, la diseredaziofiglio
(il>

loi^i-afo.

/nmrupativo.iWcesi quello nel

ne svaniva, e
va
la

diseredato raccoglie-

quale non v'interviene alcuna scrittura,

successione

inlislalo.

Era

la stes-

ma

il

testatore colla sua voce


Il

nomina e

sa cosa

quando

l'erede istituito ripudia-

istituisce lerede.

misto, che dicesi ane del nuncupatiil

va l'eredit ocirera incapace a raccoglierla.

co nuncupativo implicito, quello che


partecipa e dello
sci ilio

Non succedeva

lo ste:-so ne'paesi d'u-

so; la diseredazione poteva esservi fatta

vo, e che avviene quando

leslafore scriil

con un semplice alto. La diseredazione

ve

di

propria mano, o sottoscrive


lo sigilla

testatesti-

die

fa

un padre d'un

figlio,

stendersi a beni sostituiti,

non pu eperch essa non

mento, poi

dichiarando a

zione.Ora

pu aver maggiore estensione dell'istilubeni non ponnogiammai essei

moni essere quella Questo testamento


f<i

l'ultima sua voIonl;u

misto, quello che


i

si

presso
il

il

nolaro e

testimoni, col qua-

re compresi uell'islituzione;

quia

.scilicct

le
il

testatore esterna la sua volont.


altra

Iona
s('(l

sithsttiita

non jurv liacreditario,

notaioo

persona

di fiducia del tela

Jirc sa?if;niis

ad

filiian pertincnt.

slatore redige in iscritto


di

disposizione
la

Cliiaoiasi poi diseredazione oficiosa quella

sua ultima volont. Quindi


dal testatore in presenza di
al

scheda
sigil-

the torna

in

vantaggio del

figlio disere-

testamentaria chiusa e munita dT 7


li,

dato, e

clie le leggi

romane

consigliano

teslimom
la

a'padri saggi eprudenti.Talequellache

viene consegnata
il

nolaro che ne stende


scheal

un

[adre fa,

allorquando avendo un
i

figlio

rogito. 11 lestalore nel consegnare

dissipato, lo disereda e istituisce


poti,

suoi ni-

da deve dichiarare

nolaro ed
in

a' testi-

non lasciando a tale figlio die il godimento di sua porzione ereditaria, per goderne in vita, a titolo di pensione alimentaria colla clausola ch'essa non potr essere lolla da'suoi creditori. Alla di-

moni insieme
to
il

presenti, che in essa scrit-

suo teslainento; giacch

questa es-

senziale formalit consiste l'implicita

nun-

cupazione, ed basata

la

validit del te-

stamento. Morto

il

teslalore,ad istanza di

seredazione o pretei izioiiede'lialeliiodelle sorelle,


il

chiunque,
e

diritto

romano non accorda


pregiudizio degli

pu procedere all'apertura pubblicazione del teslamenlo. Conviene


si

loro

la

doglianza d'inoUiciosit, che allordi loro, a

per adire l'autorit giudiziaria,


slatore

se

il

te-

quando uno
altri,

non abbia espressamente


nolaro a pubblicare
il

facolliz-

ha

istituito

una

pei sona infame. INIa

zato

il

testamen-

in paese regolato
si

da particolari statuti non


i

to senza

mandato

e presenza di giudice,

poteva, senza giusta causa, privare

col-

ma

alla sola

presenza di due testimoni.

laterali de'[)i (pi ibeni.se

do ven no loro ap-

partenere per disposizione degli statuti in


cuieraiiosilnali.
li,

Al testatore poi permesso ritirare in vita quando vuole la scheda testamentaria


dal notaio cui l'avr consegnata, ed in

Ora colpruK Vermigliolib.

Lizioiii di diitlo canonico,

3,lez.

questo caso deve per alto pubblico, da rogarsi dallo stesso notaio alla presenza di

Testamenti ed altre ultime volont, di questo argomento vado a dame


2G,

De

un

estratto.
Il

testamento

si

divide in sciitlo, in

nuneufjati\o, e in misto.

Lo

sailto, dice-

due lesti moni, ri lasciargliene ricevuta, onde in perpetuo consti tale fatto. Ritiralo che sia il testamento non ha pi alcuna eflicacia, se non venisse di nuovo coDse-

TE
gnato
nelle
i

S
ne
in iscritto

TE
conviene
vi
i

21

forme

prescritte. AfTuich sie-

no

validi

detli leslaineuti,

coMcoiiano certe furmalil e solennit volute dalle leggi, che sono interne ed estertene. Le interne sono comuni a tutti
i

da un notaro a perpetua memoria dell'atto, e se testimoni ad unanimit asserissero alcuna cosa, che fosse
in contraddizione collo scritto,
si

sta al det-

to di questi, e lo scritto
lore.

non ha alcun va-

stamenti anclic privilegiali

l'isliluzione

dell'erede, e se testamento paterno, la

Pu dirsi, che i! testamento si consegnato ad un amico , se si spiegher se


sia scritto di

menzione

de'figli,

o come eredi, o

come

proprio carattere,

si

diviene

diseredati con causa,o legittimati; {'ester-

in tal caso alla ricognizione, e se nulla a-

ne, l'intervento in un sol

tempo
la

di 7 te-

vesse detto deve riportarsi all'onoratezza

stimoni pregati all'uopo, questi devono

dell'amico, in cui ripose fiducia


tore. l\Ia tale

il

testa-

vedere
accesi.

il

testatore,

udirne

voce chiara-

maniera

di testare,

secon-

mente, e

se di notte vi
farsi
il

occorrono 3 lumi
in

do

le leggi

dello stato pontificio,


i

non ha

Deve

testamento

un

so-

valore. Noter, che

testatori illetterati

lo atto e contesto, ed in
to,

tempo continuamalattia
al

non ponno
solenne

fare che
il

il

testamento nuneusolenne, giacch nel

permettendolo

lo stato della

patii'o, ossia

meno

del testatore. E'


scritto,

comune

testamento

nuncupativo
n l'erede

e misto,
i

che ad

essi

si richiede la loro firma, o l'intervento d' un 8. testimonio, il quale si

intervenir non
l'erede,

debbano n
stesso,

parenti deli

richiede anche nel testamento del cieco.


1

parenti del

testimoni poi devono essere letterati, os-

testatore, e

neppure ponno essere testimoche sono


Il

sia
ti,

debbono firmarsi
e lo

in tutti

testamen-

ni: cio quelli

in potere del tedi Ini


i

spacco della croce pe' testamenti

slatore o dell'erede.
lo

padre che

non

valido. Dello spacco della croce,

ha sotto il suo potere, n fratelli, che sono sotto la podest del medesimo padre.
Gli altri consanguinei ed adni del testatore o dell'erede,
nistri e
i
i

valido per altre sottoscrizioni, ne riparlai


nel voi.

LXIII,
prevale;

p.

>.

Non pu

morirsi

con pi testamenti,
te fatto
rirsi
si

ma l'ultimo legalmen-

servitori, udiziali,

mi-

come neppure pu mo-

domestici ponno essere, ed anche

parte testato e parte intestato, e se

fratelli

emancipati, e pure
figlio

il

padre nel
il

dassequestocaso l'erede nominato prenIl

testamento del
questi

emancipato;
la

ma-

deintera l'eredit.
te
re;
i

dirittociviie

ammetil

rito nel testamento della moglie, e tutti

testamenti privilegiati,

come

militadi-

ponno
i

essere cessando

ragione

quello che

fa

il

padre versoi suoi

legale,

vincoli cio dell'

unit nascente
essere nel teessere testii

scendenti legittimi; quello insinuato nell'archivio del principe;(juelIo fatto in

dalla patria potest

ponno
le

slamento d'un
chi,

3.

Non ponno
donne,

pagna; quello

in

tempo

di peste

cam(quan-

moni gl'impuberi,
i

muti, ciei

do

nel

1837

il

cholera

afflisse

Roma, con

sordi, le persone dichiarate itifami,

editto del cardinal vicario, ad esempio del


praticatosi nella Pestilenza sotto Ales-

tutti quellicui

interdetta

la

libera

am-

ministrazione de'propri beni; ponno essere


ri,
i

sandro VII,
a'

si

concesse da Gregorio

XVF
ro-

legatari,
i

fidecommissari particola-

parrochi e confessori
i

le facolt di

ed anche loro parenti. 11 testamento scn'tlo deve il testatore scriverlo, o per lo

gare
gli

testamenti, e cos neppure in que-

estremi

momenti defraudare

il

desi-

non jotendo scrivere far la sottoscrizione im 8. testimonio e il notare. Lo devono sottoscrivere testimoni, e devono apporvi i loro sigilli, ed uno solo per tulli bae non sapendo o
i

meno sottoscriverlo,

derio de'moribondi); quali privilegiati te-

stamenti sono esonerati, o di tutte o d'al-

cune

delle solennit esterne.


si

Il

prof.

Ver-

miglioli

limita quindi a trattare di quei

testamenti prescritti e ordinati dal diritto canonico, col quale per altro

stante.

Il

teslameuto /luncupalivo

si

po-

an#rch

22

TE

S
li

TES
agli

pfssa lesinisi n causa profana, non resta


(li-rognto alle iliS()(>s7oni dtl tliiillo ci^ile,

ticolo
ilelle

Spogli ccrlcsiasliri. In tale arho parlato con qualche dilhisione


disposizioni teslamentarie ilegli ec-

eresiano

in

pieno

%ig<)re,

ma

volen-

dosi prevalere del lesianienlo canonico

clesi.islici

d'ogni grado soggetti allo spo-

deve farsene espressa menzione. IVr privilegio delle l)olle di Alessandro \l, Giulio li, Fio IV, Sisto V e Paolo V, ponilo

glio
lico

o esenti da esso per indulto apostoo per seguile composizioni colia rev.
degli spogli;
i

testare

cardinali (quanto al

hreveper
IX,
coi

camera guarda
re,
i

non che di quanto


il

ri-

cardinali,
arretrali

loro breve di testa-

disporre de'Inro beni e de'sagii utensili,

frulli

anche

pel decretalo dal regnante Pio

tensili sagri.

non percetti, e gli iiSecondo il diritto pontificio


al

ne tenni proposito nel voi.

LX,

p. ig?- e

vale

il

testamento fallo avanti

parro-

seg.: de' carclinali celebri e generosi

loro fiitnigliari con magnifici testamenti,


trattai alle loro biografie e
di diversi
voi.

co o ordinario confessore, con 2 o 3 testimoni, ed pi vale- ole se fatto a causa pia,

specialmente

ne feci onorata menzione nel XXIII, p.i3i. Anche il Nardi, De


t.

come se venissero istituiti eredi Pnwri, la Chicsa^W MonasU'ro (T^.),'^&' condo il cap. Riladtnii de Tcstameiit.
i
i

fu/rrodii,

2, p.

g6, dice eh'

validis-

Si fa questione in

questi testamenti, se
le

>imo
nale.
lo

il testamento olografo d' un cardiA n'articolo Lutto parlando di ([uelde' cardinali, dissi pure del compen-

ponno
si

essere testimoni
la

donne. La pi

assennata opinione

negativa,

mentre
Il

ricercano due testimoni legittimi, che


le

do pecuniario

che

in

morie lasciano

a'Io-

non sono

donne, nel teslamento.

di-

lO famigliari per corruccio o vestiario e fpiarantena, enei voi. XXIII, p. 3o, deli

rittocanonif'oderoga alla solcnniti del dilillo civile in

quanto
s.

al

numero, attenen-

le

pensioni e spaili/ioni di scudi

2000,

dosi al detto della

Scrittura, in ore dico-

3ooo

se principi,

desiroi.
rnii
li

Nel decorso secolo


il

che assegnano a'meDi(frl di Hoi

rimi v(d friiimslal ornile ver!)iii>i;

deroga

alla qualit.

ma non La donna non pu


teslamento per
la

pubblicavano

tenore de'testamen-

essere testimonio nel


.sua fragilit,
il

de'ciirdinali, prelati e signori laici), tuli

li

vescovi assistenti al soglio, ed alili

ecclesiastici (cio di (juelli

che notai

a'Io-

che milita in qualunque testamento. Stabilisce ancora il diritto pontifcio, che se invece del parroco v'intervenissero
il

ro ailicoli,

Comlavisti e Dapiferi goi

altri

due testimoni

legittimi,
essi

dendo
ipielii

privilegi riguardanti

testamenti; e

testamento sarebbe valido, mentre


le

de'famigliai

ponli[icii,se loro viene

farebbero
stesso, e
sa

veci del parroco, e sarebbe-

speditoli breve de'privjlegi loro spellanti,


liiipoi tainel

ro d' un' autorit maggiore del parroco

vol.XMll.p. i02,io3eseg.),
sagre de' ve-covi e ret-

sembra che questa massima posil

le sn[ipelleltili

aver luogo soltanto ne'tesfameiiti a cau-

tori di chiese

devonsi non agli credi,

ma

sa pia. lo

Secondo

diritto

ilei

Regolainendi

alle rispettive loro chiese, giusta la bolla di


la,
s.
i

legist(U\-o giudizi/ir io
validi
i

Gregorio
i/iipli-

Pio V. Gli ornamenti della cappellecrocide'curiali episcopali, dei


altri benefidali,

XVI, sono

testamenti per

calici,

(ila Niineiipazione,

quando

siano scritti

raidinalie
in l'orna,

che muoiono

interanjente, datali e sotloscrilli di carotiere del testatore, presenti


iill'atto della

secondo

la

bolla di Giulio III,

spettano alla sagrestia della cappella pontificia.

consegna nelle mani

due testimoni di pub-

Ria di questo meglio ne trattai nel

blico nolaro, quale

consegna deve conte-

citalo luogo, riferendo le disposi/, oni di

nere

la

dichiarazione del testatore.

Che

la

Pio IX.

qui aggiunger, che

gli eccle-

schedola chiusa e

sigillata scritta,

data-

siastici IJcni'fii itili

(J\) non ponno testa-

la e soltoscrilla di

suo carattere, ed an-

re senza fncoit, altrimenti

vanno sogget-

che

l'atto di conscRiia

dovr essere sotto-

T E
scritto dal testatore,

T E
\l

23

da due teslimoiii e
lestauieiito secon-

dal tiutarochese ne rogher. Modifica

detto Regolamento

il

de la base e il fondamento della testamentaria volont, ed essendo solennit sostanziale di necessit assoluta in qua-

do la forma del cap. Ctini csscs,e%\ rende valido soltanlo quante volte sia fritto negli esplodali, ovvero da persone
iale e

ma-

lunque allo di (dlima volont anche privilegiala, ancorch sia in piena facolldel testatore d'islituire erede chiunque abbia
la facoll passiva di testare.

una campagna, ovillag gio lontano pi di 3 miglia da'Iuoghi ove


defunte
in

Tuttavolta

il

testatore,

risiedono

ptdjblici

notari, ed

iti

tali casi

tere

che abbia soggetti al patrio posuoi discendenti, deve necessarianel testamento o istituirli eredi,

devono
nedello

osservarsi le regoleslabilileda Be-

mente
sa

XIV

nella sua Istituzione cecieIl

diseredarli

nominatamente per giusta cause

siastieao5, Quarnvi.s- conscntaneiun.

da provarsi;

avr preteriti
il

discen-

leslamento,secondo tale prescrizione, deve


essere rilevato; questa rilevazione per, se-

denti emancipali,
sti
il

giudice dar a queil

possesso de'beni contro

testamendiritil

condo l'opinione
necessit,

della
il

s.

R.ola,

si

esige di
sia fatto

to.

quando

testamento

to

Ojtinano alcuni, che secondo il canonico non sia necessario che


istituisca

pa-

seinpliccnienle e ^'crbal/iienteo f iccia del

dre

erede

il

figlio,

o nominata-

parroco e testimoni, e ci per una maggiore e sicura prova della volont del testatole, e per ruiiuovere le frodi e raggiri.
1

lo diseredi, ma che valga il testauiento se lo preterisce nella qualit ereditaria, purch gli lasci qualche cosa a ti-

mente

leslamcnti in favore della causa pia


tiel

tolo di legalo o donazione.

Ma

la

pi as-

restano

loro vigore, a termini del pre-

sennata opinione che


tuirsi eredi, diseredarsi

figli

devono isti-

scritto dal duilto canonico. La disposinone testamentaria non deve dipendere dall'altrui arbitrio e volont, e ci espres-

per giusta causa,

o legittimarsi a
volta
la

titolo d'istituzione.

Una

legittima (cio quella parte del-

samiMite riprovato dal diritto civde. Ci

l'eredit de'genitori,
figli,

che non pu
la

torsi ai

nondimeno l'equit canonica ammette,


che chi
lascia all'arbitrio e

per accordargliela

legge)

non dosono

volont altrui

vea essere

meno
si

della 4-' parte sulle soi

in favore della causa pia, rire intestato.

non dicesi mo Alcuni dottori opinano do-

stanze de'genitori; in oggi se

figli
il

4 o meno,
cio
la 3."

d per legittima
vi

triente,

versi piuttosto intendere del dare esecu-

parte e tutti
si

hanno

luogo, e se

zione alle ultime volont,

come accade
se

sono 5

pi

il

yc/nisse, cio la

met
i

nell'erede fiduciario, che della disposizione.

dell'eredit: se co'figli concorressero


poti, questi

ni-

Come

pure cotilio verso,

un

le-

succedono

in

.s'^/r/^/,

quelli in

siamento fatto a causa non pia sia valido nel furo di coscienza se mancassero le
solennit esterne ordinale dal diritto positivo, quali

cdpi.

Che
si

se

meno

si

lasciasse della legitcolla querela di te-

tima,

pu agire non
inofficioso,
I;

stamento

secondo

la

comune opinione
natura-

ne

di

Giustiniano

per la costituzioquale azione non si

ma

in tale alto nasce l'obbligazione


le, la

eslingue col quinquennio,


rela d'inofficioso,

come

la

que-

quale ancorch non partorisca aziorichiedono acci facciano


frode ed inganno. Queste

ne

civile, tuttavia le solennit di diritto


si

ne' testamenti

fede nel f jro esterno, e per togliere qua-

dura 3o anni come tutte l'altre azioni personali. Questa legittima dev' essere interamente libera e figli eredi sono gravati senza onere. Se

ma

lunque

falsila,

dell'onere di restituire l'eredit, eoo sosti-

tolte e assicui alo tale essere la volont del

tuzione fidecoramissaria universale, han-

testatore, ad evitar

qualunque dubbiezil

no

il

diritto alla percezione della

legitla
ri-

za di coscienza, dice

prof Vermiglioli,

dovrebbe

eseguirsi. L'istiluzioae dell'ere-

tima e della trebellianica (vale a dire 4.' parte, che all'erede permesso di

24
tt'ueisi
\t'i>ali),

TES
nel resliluiie
i

TE
alti d'

S
,

fjJecominlssi uni-

ultima volont devono eseguirsi

eJ anco se
il

l'eieclit fosse

grava-

ariiiicli

non

resti

delusa

la

disposizione
i

lidi legati oltre


iio
il

dodrante(inisiirii),lian-

d'un defunto, dagli esecutori

quali sono

benefizio alla clelrazione anciie deleccettuati


i

Ki fiilcidia,

legati pii, e altri

laleggea laldelrazione non auinielte.

che An-

o gli eredi istituiti u altri, sia l'esecutore testamentario asit'^xdlo dal testatore, sia
quello stabilito dalla legge e che dicesi
gilti/no.
le-

che

il

vescovo da'Iegati

lasciati alle chie-

se di sua diocesi

ha

il

diritto alla detra-

ovvero dal giudice e chiamato dativo. Questo incarico in principio, ed

zione, che dicesi porzione canonica, ed


TBiia secondo la consuetudine de'luoghi,
t

a cosa integra

pu

ricusarsi, accettato

pu

costringersi a proseguire, dal vescovo del-

non ne sono

esenti
si

neppure
tal

le

chiese
se

[)iii

vilcgiate.
kcili
l',
I

Non

deve

porzione

la-

o dal suo vicario, e anche dal sovrano secolare, come materia di misto
la diocesi

iguaidano ornamenti, fabbriche, celumi e altre pie cause, cou)e per alinaentare i poveri, per maritare e collocare povere donzelle in monastero. Nasce
ili^piita fra'dottori, se
il

foro, i)er reirettuaziune della volont del

defunto. Se non nominato l'esecutore,

pu costringersi
gli

dal vescovo l'erede


si

colle censure, e se ricusa

anche pu interdire vantag-

testatore lascias-

l'amministrazione de'beni del defunprivarlo d'ogni


gli si
11

m; al vescovo

bia

il

qualche legalo, se esso abduitto di percepire anche la porziola pili

to, e

comando

gio che

dovesse per titolo del testastabilito


i

ne canonica:
,

plausibile o[)inione

si

mento.

vescovo l'esecutore dell'ulti,

che

hi

non fa menzione delporzione canonica, pub delrarla. Non


se
il

testatore

me
di

volont

anche dal concilio

Trento, laonde

vescovi agiscono co-

vietato al testatore, all'erede o eredi


sliluiti,

i-

me

delegati apostolici ne'casi dalla legge


le

unoo pi

eredi sostituii

e.

La

so-

concessi, quali esecutori di tutte

pie

stituzione diretta e i/ulii'ctta o


(jiui.

obli-

disposizioni tanto derivanti da ultima vo-

La diretta

quella che

si

ordina

lont, (juanto da alti fra vivi. Queste teorie sui teslamenli e altri alti

colle parole dirette, e

che

si

fa

dipende-

d'ultima vo-

re dal fdtlo [)roprio la tradizione dell'eredil nel sostituito; 'indirclta u oldicjiia

lont,

si

ponilo applicare a'tidecommissi,

legali, codicilli e

donazioni per causa di


27,11 prof Vermigliuli
possesso d'una e^

quella che

con parole obli({ue u [irccarie, che dicesi anco /idecoiiuiiissaria, ed quella che ordina il testatore, che la trasmissione dell'eredit dipenda
si

fa

morte. Nella
dice che

lez.

ragiona, L>('//rt successione intcstala.K"\'i

pu andarsi

al

ledila, o per testamento o senza:


ac(piistarsi l'eredil,

non pu

dal fatto dellerede istituito. Inoltre

la

di-

u per patto, n per


intestata

n/la

si

divide in volgare

perch col'azio-

contratto.

La successione

un

mune

n tutti quelli che

lianno

diritto accordato dalla legge d'ac(juista-

ne attiva e passiva di testare; \npnpiliiire, esemplale, eoinpendiusa, recproca


o brevilocpiii, e
iiiilitare.

re

il

dominio

di lutto quello

che spetta
sta-

ad un

uomo

a cui

si

resta congiunli coi

La

sostituzione
Il

vincoli del sangue,


bilito dalle leggi, e
te

secondo l'ordine
si

pu
to

essere espressa o taciti/.


tutti
i

sostitui-

che

lasciato in
si

mor-

succede in

diritti dell' istituito.

senza disporre, e cjuando non

fece af-

Facendosi pi sostituzioni

di

seguilo lu-

fatto

testamento, o
le

si

fece illegalmente,

na
to, di.

all'altra,

il

lentie sohliluito

chuunato iiell'ullima sinanche all'erede nominai

cio senza

solennit volute dalla legge,


il

ovveroche
pe, e
si

fatto

testamento poi

si

rom-

quando
Il

maiicliino

sostituiti inlertne-

rende

irrito e

mancante

dell* e-

pi of. Vermiglioli pa>sa (juitidi a spiele

rede.
ai

La successione
si

intestata, rapporto
delei isce in

gare
lii.

divisioni delia costituzione <//V(7i

beni de'secolaii,

primo

ludi dichiuia, che

Icblutueuli calili

luojiu u'diaueuUculi legittimi, o ai leQilU-

TES
mali per susseguente mairi cnonio. Mancaiidu (lisceiitlenli,si d luogo aj^liasceni

TES
la

2j

successione intestata
i

si

ammeltono an-

che
re

religiosi professi
il

non mendicanti, e

denli, salva
sicclii pili
j

la

prerogativa del grado, co-

l'eiedil l'acquista

suo ordine. Se inuo

prossimi al defunto escludono


la

pi remoti:

divisione

*i

fa

per

sV/'/yj/,

non per

capi. iNon trovandosi n discen-

detiti,n ascendenti, n collaterali, succe-

prima d'aver piofessato, se non ha teprendono l'eredit gli eredi legittimi. Altri giurisperiti, quanto alla successione testamentaria, ecco in breve quanstato
to riferiscono. Successione dicesi della sur-

donsi a vicenda

il

marito e
il

la

moglie

di

legittimo matrimonio. Se

coniuge sula leg-

rogazione, che
si

si

fa di tulli

diritti e

pe-

perstite fosse stato contemplato nel tesla-

cuenlo,

enon avendoavutoquanto
al

d'un defunto nella persona del suo erede. Vi sono varie sorla di successione,

ge
lo.

gli

accorda, avr diritto

supplimenisco

cio: la lestameiitaria, quella ch'

devo-

Quando non sia vi


competa
il

succesiione a cui per


il

luta all'erede istituito; la legittima o


iitcstato, quella ch'

ab

diritto

l'eredit, succede

f"

devoluta dalla sola


vir et iijor, ch'
il

(/

.)

quale succede pure a esclusione

disposizione della legge agli eredi del san-

di tulli all'eredit de'rei di lesa

maest,

gue;

la

chiamata nude
la

che a'nostri giorni


lo; d'eretici

fu limitato al solo uii-

quella per

quale, allorch

dehmto
u

sfaito di perduellione ossia delitto di sta-

non
fjgii

lascia parenti

ingrado

succe^sil)ile,

non
i

tollerali; di (pielliclie
la

non

naturali,

beni della successione spet-

avessero vendic;ila
tore avanti

morie

del loro au-

tiiuo al

consorte sopravvivente;successiofsco quella eh'

tribunali qualora

non

fo>se

ne del
stalo.

devoluta allo
cui eti-

stata naturale, se

avesseroimpedilodi fir

lestamento.

11

fisco

pei

resta escluso dal-

L'albinaggio o l'albinalo,

la

la chiesa, dal

monastero, dal collegio, did


e

corpo militare
ne
,

da un numero

di

perso-

mologia deriva da alibi iiaLiis, o da alibi nasci o da ach'cna, quella legge o diritlo in forza della

a cui sia slata fatta in

comune una

quale

il

fisco

d'un pae-

donazione dal sovrano, nella successione iutestala d'un chierico, monaco, o addetto a collegio o sodalizio.
grini che
1

se

succede ne'beni d'un forastiere morto

nel paese

beni de'pelle-

tur;ilizzato,

medesimo senza che vi fosse nasempre che il defunto non abnon abbia

muoiono

in lontani paesi,

dopo
l'ospi-

bia disposto de' suoi beni, e


ivi

fatte tutte l'indagini


redi,
zio,

onde

ini venire gli e-

fra'suoi concittadini alcun erede ne-

non succede u
n l'albergo

l'ospedale,

cessario. L'origine di (|ueslo diritto risale

in cui

niorirono,

ma

si

a'tempi remotissimi ne'cpiali

gli stranieri

competono al vescovo per erogarli in cause pie, come approv Onorio HI. Circa
i

erano considerati come nemici presso


pili colte e

le

potenti nazioni deirautichit.


le

heni de'rnorieuti negli spedali de'poveri e


de'pellegrini,
luti, e
si

Sono note
no entro
ca.
il

inumane

leggi fatte dagli a-

sembra a

tali

luoghi devo-

leniesi in odio di quelli

che non nascevacredere, che que'


agli e-

pu vedere cosa

rispose a'dubbi
l'S

territorio della loro repubbliil

la

congregazione del concilio

maggio

Sembra naturale
stessi,
i

i683. A'beni patrimoniali d'un chierico succedono discendenti, e in mancanza gli


i

romani
re in

(juali

contendevano

stranei, pcrcgriiiis, la facolt di

condur-

ascendenti, ov vero

collaterali, e in loro
il

moglie
la

la figlia

d'un cittadino ro-

mancanza
vizio.

la

chiesa a cui prestava


casi in cui
il il

ser-

mano,

capacit di aspirare alle cariche

Vi sono

peculio del chiela chiesa,


i

dello stalo, e persino

rico

si

divide tra
i

vocovo,

parenti. Morendo un bastardo o un naturale senza lestamento e pa-

poveri ed

il diritto di succedeie co(ne eredi ocoine legatari ne' beni d'un cittadino romano,/^ quii'itiun^

avessero con pi forte ragione ad opporsi

ieuli, bucceJe airciedil

il

priucipc. Al-

a che uu cUuncu pulessc

mureudu

Ira-

26
ri di

T E
legioni

S
alla

T ES
distribuita in diverse nazioni, ne

snit'Ucre !c proprie ricchezze agli abitato-

non sottoposte
territorio

romana

conseguenza che ognuna


arbitrio
le

di esse

venga abbia

di
la

cloininazione, o chianiare al
e8>e nel

romano

godimento di una generaziodif

facolt di regolare colle proprie leggi

ead

successioni e
,

il

commercio de*
de'diiilti ci-

ne
lori

(li

persone che destava gelosia e

beni

e di distinguere
il

allorch trattasi

tlenza nella conqni-.tatrici-' del

mondo. Al-

d'accordare
vili

conseguimento

he dopo l'irruzione de'barbari in Europa pullularono gli ordini fendali, algli

che debbono essere esercitati ne'limiti


lei

del di
lailino

territorio, la condizione del cit-

lorch

abiiuri,

carupi,

le

vettovaglie,

le consorti, e le vite de' sciagurati

Sm'i

e / assilli (J

'.;,

venivano giudicate una

da quella del forasliere. Avvisano altri che una nazione non abbia siili' eslraneo se non che r|ue'soli diritti che la
propria sicurezza pu renderle necessarii,
e che
i

propriet de' pochi e polenti oppressori,

Doner l'aspettarsi che questi tlimostrasiero maggiore indulgenza verso gli stranieri, di quello

beni che sotio di propriet dell'e-

straneo non cessino d' appartenergli per


essere posti fuori del territorio della sua
patria, o pei ch'egli ne >ia accidentalmente lontano. Montesquieu non dubit di chiamare insensati diritti sui beni del foraxiiere morto e su quelli de' naufraghi. Ove poi deviando dalle astratte speculazioni,si consideri che l'esercizio d'un sodioso diritto, lungi da es^eredi giovameni

che

fosse

per loro usata verfreno


sudditi e

so

propri concittadini. Aggiuigasi che


i

la necessit di tenere in

mantenersi colla forza


delle
I

nell'

usurpazione
in-

egie prerogative, sottoponendoli a


li

grave dispendio,
sero ad ampliai e
li

rendeva acutissimi

tlagalori di luiti gli spedienli the valesil

tesoro feudale, fra'qna-

non era cerio


:

il

pi illegittimo quello

to alla nazione che se ne prevale, riesce


il

(l'iippro[)riaisi

beni de'furastieri che fos-

pi

ilelle

volte alla

sero morti nella giurisdizione de'lorodoDjinii. In fine la

dizievole;

imperocch

se

medesima pregiuda un lalo il fiil

disperazione delle classi

sco di
gli

lei

s'impingua colle successioni destessi

conculcate,
principi e
i

la

preponderante fermezza de' progressi della civilt grada-

estranei, dall' altro ne viene grave

deiriraenlo a'membri

che

la

com-

tamente riuscirono a far crollare presso il maggior numero delle nazioni un tal sistema di violenza. Fu abolita 1' infamia di tener l'uomo Schicivn (7.), venne ioli

pongono,

quali per giusto titolo di re-

ciprocanza vengono esclusi dalle successioni nel paese a cui gli estranei

appartale eil

tengono; ove

si

consideri che
la

una

cjdotta l'equalil

nell'amministrazione

sclusione ingenerando

diilidenza e

di-

della giustizia civile, ritornarono a' reggitori de'popoli que'privilegi

sgusto ne'foraslieri che ne sono percossi,

che

oligar-

diminuisce

le

relazioni sociali e di
stati ne'

com-

chica prepotenza avea

tolti

da

essi;

ed an-

mercio fra'diversi

quali divisa

che

il

diii'lo d'albiiiaggio nato dall'egoi-

uno

degli antichi, e sanzionalo dalla fcu-

l'umana generazione, troverassi ben giusto il temperamento introdotto ne'tempi


a noi vicini da'pi illuminati principi, di

dile rapacit, fu in questa sociale rifor-

ma

dalla legislazione di alcuni paesi cona'

rinunziare per mutui accordi


cizio verso quelle

al diritto di

servalo

loro principi per timore forse


la

albinaggio, riserbandosene soltanto l'eser-

che l'abolizione scemar potesse


dosi

nazio-

nazioni
gli

le

quali

si

ri-

nale prosperit e agiatezza, impadionenil

fiutano di pareggiare
sudtliti nel

stranieri a'Ioro

fisco de'beni de'furastieri defanli.

L'opinione de'()ubbricisti divisa intor-

sione.

goihmenlo de'dirittidi succesEcco un elenco di reciproche conche ricavo da-

no al punto se il diritto d'albmaggio sa o no findato sull'ordine naturale. Affer-

venzioni per leabolizioni fra'nspeiti vi stati

de'dirlti d'albiiiaggio,

mano

ahiini che essendo l'uMiana Societ

gli

Annali

iV Italiii del eh. Coppi.

Nel

TES
Sardegna, e l'imperatrice regina d'Ungheria e di Boemia. Nel 1768 Ira Francia e Toscana, acci loI

TE
il
il

27

7^3

fra

il

re di

rediSarclegna,quoIIodi

Wurlemberg,e

ro sudditi potessero lilerainente succe-

dere nell'eredit loro devolute nello slato dell'altro. Nel 1772 tra la Sardegna e
la

Baviera. Nel

782

Ira la

Sardegna e

la

Spagna, stabilendo

fra' rispettivi sudditi

duca di Lucca. Nel 1827 tra il re di Sardegna e Amburgo. Neli83o tra il redi Sardegna equello di Baviera, confermando col duca di Modena l'abolizione dell' albinaggio con Massa e Carrara. Nel 1 835 granduca di Toscana dispose. A.vendo rivolta la nostra sovrana attenzioil

un'assoluta eguaglianza e intera recipro-

ne

alle veglianti leggi

che per diritto di


gli esteri

cazione in fallo di successione, dichiarandosi espressamente che


i

retorsione escludono
cessioni inToscana,

dalle suc-

beni ereditari

abbiamo

riconosciuto

tanto nel possederli che nel venderli ed

che

la

loro conservazione essenzialmen-

esportarne

il

prezzo non fossero soggetti


lolti quelli

te contraria a' veri interessi dello stalo, e

a pesi di sorte alcuna,

a'qnali

sono tenuti
paese in cui
sioni. Nel

sudditi propri e naturali del

perci siamo venuti nella determinazione d'ordinare: Gli esteri, a qualunque na-

si

trovano
ti'a

le

devolute succes-

zione a[)parlengano,saranno aumessi nell'avvenirea succedere


in tutta l'estensione

1784

l'Austria e la Tosca-

na pel Milanese
tra la

Mantovano. Nel 1787


il

del Ieri itorio de'nostri stali nell'eredit te-

Sardegna e

Portogallo. In Frandalla

slateed intestate, e ad acquistare per qiialun(|ue litolo,ancheIucrativo,alla paride'


nostri sudditi e nel

cia fu abolito nel

1791
la

Convenzio-

ne, dichiarando che

costituzione

non

modo

stesso

ed a'me-

ammeltevaalcundirittod'albinaggio.Ncl

desimi

elfelti,

senza che ad alcuno di essi


1'

ibo6 tra Francia, regno d'Italia e Parma. Nel 8 [ofra'regni d'Italia e di NapoI

possa opporsi
inabilitano
i

esi>lenza delie leggi


eil

che

toscani a succedere

acqui-

li.

Nel 18 12 fra

il

regno

d'Italia, col prin-

stare nello stato a cui appartiene. Nel ca-

cipato di Lucca e Piombino, colla Prussia e colla Svizzera.

so di divisione di

una successionedeferita

Sardegna,
sa di

il

duca

di

Nel 18 (7 tra il redi Modena e la duches-

per

alti di

ultima volont, o per dispo-

sizione della legge, ad eredi toscani e stra-

Parma. Ne! 1818 tra il re di Sardegna con Toscana, Massa e Carrara, il regno delle due Sicilie, e lo Stato pontifcio
le
il
:

fra l'Austria e
Sicilie e la
1'

Parma:

Ira

il

re del-

composta di beni situati parte in Toscana e parte in estero dominio, gli eredi toscani potranno prelevare sui beni situati nel granducato una porzione eguanieri, e
le in

due
re

Prussia, dichiarando

valore a'beni posti in paese stranie-

che

albinaggio non sarebbe esera' sudditi di

citato relativamente
le potenze, le qu;di

quel-

aa da quali pe le le paese vengono esclusi.


o, e

o statuti di quel

tale disposizio-

per parte loro non lo


stranieri
elfetti ri-

ne
gli

ne' casi analoghi

si

applicher pure a-

esercitavano verso quelli del regno delle

eredi per titolo singolare ed a' lega-

due

Sicilie;

per conseguenza
a

gli

comincierebbero
sultanti
in cui
la

godere degli

da questa disposizione dal giorno potenza alla quale appartenevadi

Sardegna convenAnnover, e col principe d'HohenzolJern-Sigmaringen, l'abolifari." Nel

1837

il

re di

ne con quello

di

zione dell'albinaggio fra'rispettivi sudditi.

no avrebbe manifestato
lo contro
cilie; indi
i

non

esercitar-

Neh 838

il

re di

Sardegna concluse

al-

sudditi del regno delle

due

Si-

trettanto col regno del Belgio, con

Hohen-

molto potenze dichiararono per

zollern-Hechingcn,ecoirelettore d'Assia.

reciprocanza di non esercitare tale diritto


e di considerarlo soppresso pe'stiddlli delle

Neli83c)

di Sassonia

due

Sicilie.

Nel 1825 tra


di

il

re di

Sartra

re di Sardegna col granduca Weimar-Eisenach,ecol granduca d'Assia. Neh 841 il redi Sardegna
il

degna e quello

Sassonia. Nel

1826

e l'imperatore di Russia ratificarono le

28
ilichiaiazioni del
i

TE

T E
rislrello la storia del

S suo ponti ficaio,

Sag.suirabulizionedel

dirilto di detiazione gi esercitato a profitto dellci

corona sull'esportazione e
a'

lias-

uiissione della eredit e di allri beni ap-

chiamato suo leslamenlo. Leone X assegn beni delle Mcrclrin[1 .)\f\x Roma, che morissero ab intestato. a\ monastero
i

partenenti

loro sudditi, e stabilirono.


nell'itn*

delle Convertile, di cui riparlai nel

voi.

Gli stranieri essenilo aoKnessi

LXXU,

pero

di

Russia e nel regno


le successioni,

di
il

Polonia a
diritto di
in

i8g, dicendo che Clemente Vili conferm il disposto, ed aggiunse che


p.
la 5.'

raccogliere

ed

facendo testamento, dovessero lasciargli

albinaggio non essendo in vigore


slati,

quegli
sla-

almeno
te

parte de'Ioro beni.

Clemen-

limperatore obbligarsi

di

non

VII vicino a morte esclam: Scil pon-

bihrlo in avvenire, n di esercitarlo sull'eredit che fossero devolute ne'suoi stati

tificato si conferisse

per eredit, nomi'

nerei nel mio testamento per Successore

a' sntldili sardi.

Heciprocanieule

il

re

(V.) ilcarclinal Farnese. Gli successe do

di

Sardegna obbligarsi a non esercitarci!


i

p 17 giorni

col

nome

di
il

Paolo HI. Nel

diritto di albiiiaggio verso

sudditi del-

citato articolo riportai

novero

di

que'

l'imperatore di Russia. Questi potessero pertanto raccoglieie l'eredit che fossero


loro devolute negli
stali sardi.

Papi, che disegnarono nel punto eslre-

mo
dot

il

successore,

come per
.?,

disposizione

Intendersi
alle

testamentaria. Cenedello XIII edific e


\'

che

tali

stipulazioni

non derogassero

legislazioni pai licolari degli slati delle parli

cretando che
iono in

Ospedale di Gallicano (/'.), deal medesimo dovessero ri-

contraenti, in (pianto concernealle con-

cadere tulle l'eredit di quelli che

muo-

dizioni,

mediante
in

le

quali permesso a-

Roma

gli stranieri

generale di ricevere in e-

mi

eredi.

uh intestalo e senza legilClemente XIV moribondo fu

redil beni stabili, o allri immobili qua-

slimolato a

fne

il

testamento,
:

ma

egli si

lunque."
fra

Dopo

tali

e altre stipulazioni di

content rispondere
chi tocca.

^a

roba ander a
si

reciproche convenzioni, da speratsiche

Quando

Pio

VI

rec a Vienil

non molto

la

legge

inumana

dell'al-

na, prima di parliredia'suoi nipoti

suo

hinaggio' venga

interamente cancellata

testamento
se io

sigillato,

dicendo loro: Ecco^


^ita,

dal diritto pubblico europeo. De' testanienti e altre ullime volont,

morr in questa

U ultima mia
nelle vostre

come

eser-

volont: ricordatevi di

me

cilate dagli antichi e dalle odierne nazioni, in molli de' loro articoli lo

orazioni. Sul clamoroso testamento di d.

accennai,

cos ile'leslamenli curiosi e singolari, co

Amanzio Lepri a favore di Pio VI, riparlai nel voi. LUI, p. 9I Pio VII neli8o3
ordin
agli abitanti di

medi

ali;unedis|josizionislravai;aiili. Nel-

Roma

e dell'Agro

le biografe

de'Papi e negli

articoli

Prote-

fessione DI FEDE, Penitenziere maggiork,

Sepolcro de'Pontefici, parlai de'Ioro

stamenti, e delle ullime loro disposizioni


dichiarale moribondi. Solo qui dir, che

romano.che facessero testanieiilo,una sovvenzione aW Ospedale di s. Spirito ( f.), non minore di paoli to.vSu questo vasto e iiuportante argomento ponilo supplire
quegli autori cb^ trattano de'teslamenli
nel corpo del Diritto,

Onorio IV,

fu l'esecutore testamentario

come

Bartolo, Bal-

del predecessore

XI

nel

Martino IV. Gregorio suo leslamenlo rivoc e abrog


privato,

do, Heiueccio, Donneilo, Ciijacio,


ca,

De Lu-

Brunemann ed
I

seguenti autori. Fran-

qualun(|ue cosa potesse aver dello, noa

cesco Thirion,

De

testamento olograI

come Papa, ma come un uomo

pho, Argenlorati 7
rus.

3.

Job. Geilkirche-

controia callolica fede, per isbigliodi lingua , ovvero per fpialche perturbazione.
11

De

testamento militari, Ingolsladii

lungo discorso

fatto

da Nicol

a'car*
io

1577. Jo. Henr. Bergen, />/.7'- de Jare militum circa, tesianienta, S'iltembergae 1691. Carlo Vander Ileydcu, Dis-

diuali, vicino a morire, e

chcooDlieue

TES
militum testamenta' l'US, Lngiltini Jjiitav. 1695. Ferdinando Hoininel, Dv diffcrcntia cxigua iiiter
scrt.

TES
che
li

29

de

pvivilcs,iis

solo
i

te presso

esempio che trovasi veramenpatriarchi d' un Testamento


al
figli

[T

.)

pi

ripriamente dello, quello di Gialetto della

test, niilif. et tfstanicntnm pagaimm, in Jlostko ronditum, Lipsine l'j''J- Jo. Christ. Treilliiiger, Disscrt. de militihu.'i jure niilitari testaufibiis , Argentorali

cobbe, che
st a' suoi

morte manife-

l'ultimo suo volere, e ri-

guardante
sta era

le

loro Ti'ilnc (T'.jj


di

ma

que-

una profezia

quanto dovea loro


li-

1752. Pietro Magdaleno,


sliitin

De numero

te-

avvenire,ediciche Dio a ve va deciso sulla

Veneliisi586. Gio. Tahoris, Dissert. de septenario testiuin te'^tamenlorum numero. Argentorali 1639. Samuele Sanlyn,
in testameitiiin requisito,

loro sorte, anzich

una disposizione

bera earbitraiia di Giacobbe.

Ed

inoltre

dichiara, che quanto alle ultime parole di Giuseppe, Rlos, Giosu, Davidde, non si

De

testbus in testamento necessariis,

pu dare
un senso

il

nome

di testamento, se

non

ia

ultima i'oluntate, Piomae. Gaspare ^rTan^i, Tractatus alisolutissimus de testarne/ito valido vel invalido, Bononiae i843. Bernardino Ijfdsetti, De testamentis, RoLllrajecti 1707. Calcagnini,

De

assai

improprio; qualificando o*

niae 698. Emanuele Dunii, De veteri ac novo jure eodieillonun eommentai'ius, Romae 752. Giusto Bohmers, Disputatio de eodirillis. Quaglia, Pratiea lega1
(

in greco da un giudeo convertito al cristianesimo ne' primi tempi della Chiesa, il Testamento de' XII Patriarebi figli di Giacobbe. Aggiunge che la parola ebraica Beritb significa in

pera apocrifa composta

generale, disposizione, istituzione, trattalo,

ordinanza, alleanza, comepure una di-

cliiarazioiie di

ultima volont

quindi

donazioni tra vivi, e de' testamenti, Torino. Francesco cardinal Mnnle sdle
l\ca,

traduttori

hanno comimemente tradotto


significhi

quel vocabolo per qoello di Testamento,

De eonj'eeturis ullimarum

volunta-

sebbene

alla lettera

piuttosto

?/<?,Romaei 58o,Veneliis i6o5. Capra e

un' alleanza, un trattato solenne col quale

Bolognini, Z>c testamentis et substitutio-

Dio dichiara

agli

uomini

le

sue volont,

nibus.Tovie,De pactisfuturae suecessio-

le condizioni sotto le quali egli fa loro le

ColoniaeiGgg. Bruni, De statutis a Geminas, necnon cognatorum lineani excludentibus curo aliis.
h/.?,

successione

sue promesse, e vuoie accordar loro suoi beni. Dio si ilegn pi d'una volta di fare
i

tali trattati

cogli uomini, facendo

(7//<'rt/?-

Cavp't,

De executoribus iestamentariis et comniissariis, Romae 1672. Grossi, De


T. Daniliouderi, Pupillorum patrocinium, Venetiisi 572. Galganetti, Z>f' tutelaet cura tutoiibus eteuiuitoribus,Ye-

za con Adamo, con No sortilo dall'arca, con bramo; ma non si d a quegli alti
solenni
il
il

suceessionibus ab intestato.'^ca^oW 1678.

nome
di

di alleanza o

testamento:
posteriori, a

nome

testamento fu espressamente

riservalo alle

due alleanze

quella cio che Dio conclude cogli Ebrei


a!

iietiis

to, di cui vi

1617. Patini, // notaro ben istruisono diveise edizioni.


t'etus et
.)

monte Sinai co\ ministero

di DIos-,
i

ed

a quella ch'egli fece con tulli


colla
la

Cristiani

TESTAMENTO VECCHI O E NUOVO, Testamentum


termine
di

Novum.
in Ialino

11

mediazione di Ges Cristo.W quale ferm nel |)rezioso suo Sangue, sparla

Testamento (7
si

so per

redenzione

di lutti gli

uomini, e

in altre lingue significa to col quale

propriamente

l'at-

dichiara l'ultima volont

per

la

disposizione delle sostanze e altro;

ma

dagli antichi scrittori ebiei non ain

doper lo
gier,

questo senso, secondo

il

Ber-

Dizionario enciclopedico^ dicendo

durer quanto il mondo. La prima chiamasi Yantica alleanza oi]\\ l'ecchio Testamento, e la seconda \a nuova alleanza ossia \\ Nuovo Z'e,y^7/7?f/( ^.Essendone* disegni divini l'antico testamento un preliminare, una figura e un preparatone de

3o
Ile

TE
Dio ne

S
I)en coiiveniciile

TE
massime
nc'sagri
/<', ne" r//////*'//,

S
nelle

nuovo feslnniento,

mi

7V//jy.'//,

Cafacnn:il

firesse uielteie in isciillo le


ci

per esprimer vi
il

confron-

disposizioni e le promesse, e die queste

to tra la figui a e

figurato.

saggi
i

ammopittori,

fissero lrasn:esse dullo slesso Mo-, e dagli


li

niscono

gli artisti,

specialmente

<t1ii

iioniiiii

da

Ini ispii ati^siccoinescei-

di fuggile nelle loro lapiU eseiitazioni di


filli sagri,

pei ;iniiini7Mie lavila *()!oiil;i.Diocpian-

missimenellecliies"-, quelli che


in se,

lo Jill'anlico tcfstanienlo relTeftii con 4 ^


libri,
i

iono lubrici
per
idi'

o cnstig

une

il

coiicetlo

qtio!i

gini del

contengono le sole vere origenere limano, e un'infinit di no-

modo

che non sieno mai d"inciaui[)0

occhio e alla mente de' riguardanti,

prime et del mondo; e peni interessano tulle qoanle le nali7e sl<ii ielle sulle
7oiii. Questi libri

c'insegnano con cerlez7a


i

siccome sarebbe l'antro di Lot inebriato dalle figlie, e condotto nell'orrendo e riprovevole inganno; il gran cimento del
virtuoso Giuseppe nella casa di Putifir;

l'origine,
la

progressi,

diversi periodi del-

vera Religione (f^.): senza di essi tut-

la

tradita ospitalilde'Beniamili nel

li-

to tenebre, favole, sistemi frivoli, pi


facile a distruggeie

bi o de'Giudici; l'inciampo di

die
a

a coslruire.
il

Il

te-

David nel vedere Bersabea, o l'agguato a Susanna

slainentf)
di cose,

nuovo

significa

nuovo ordine
per

die piacipie

Dio

di stabilire

de'due iinpudici veccliioni di Daniele, e cosi d'altri fitti che si leggono nel diviii
libro della Bibbia registrali a scuola e

mezzo di Ges Cristo suo unigenito figlio, ossia la nuova alleanza cheba volutocontrarre cogli uomini, colla mediazione di

non

mai
//Yi

seduzione immorale de'feJeli.

Nd-

l'arlicIoBiGBiAla dissi raccolta dclla.S'c/-/^.sv7^'/v7,


il

quel divino Salva tare

(\t\

genere umanel
dise-

che coiiliene

il

Tcxta/nc/ilo

no. Questo testamento


.senso

nuovo non
il

\Tcchio e

Tcstainrntn nuovo. Parlai dei

cbe Dio ne abbia formato

suoi libri chiamali \\c\\^Canone(T.)^(A\Q


la

gno ieceulemente,seiiza averlo annunziato ne'secoli precedenti, senza averne pre-

Chiesa ammette per canonici, nel det-

to

numero,

dell'

antico e

del

nuovo

venuto

il

genere

umano,

e senza averlo

lesUimenlo: da chi e in quali idiomi scritti

preparato;

ma

cio ha dato per

nuovo nel senso die Dio mezzo di Ges Cristo

dagli Scrittori sagri (F.). Dell' auto-

rit, venerazione e bellezza della

sagra

delle lezioni pi chiare, delle leggi pi perfette, delle

Bibbia;

di

sua traduzione in

pressoch
testo

promesse pi vantaggiose, una

tutte le lingue, e con dilTerenli e molteplici edizioni,

>peranza pi sicura, maggiori motivi d'a-

chiamandosi

il

Iali-

more, grazie pi abboiiduiili ditjuelleaccordate agli ebrei, e che perci fgli esige

no
(J

della Bibbia, dichiarato autentico dal

concilio di Trento, col


'.).

nome

di

T olgatd

da

noi viriti ikjIIo pi sublimi.


s.

11

dottore

Dissi delle riprovevoli societ bibliil

delle genti

Paolo
\'

in falli diiiima

questa

che, che alterando


la

senso della Bibbi. 1,

nuova alleanza FA'aiigcloo\a buona novella, che Dio avea promesso pi ima per mezzo de'suoir/Yi/t'^/ nel la sagra ScrittU' /YT.Le opere del nuovo testamento dichiarate canoniche dal concilio di Trento sono
27. De'siin boli dell'antico vecchio leslanieiifo, rappresentali da'primitivi cristiani lie'loro

riempirono

di errori, e cos viziala

con
ilia-

immenso numero
letti.ln

di esemplari la dilfule

sero e dilfondono in tulle

lingue e

queste traduzioni di eretici e [uo-

testanti, essi .-cullano,

mutano, aggiungo-

no, precipuamente in que'testi, che citali a dovere sarebbero contrari alle loro false dottrine;

monumenti, per
1

ispiegaie

la fi-

onde furono
le

sollecili

l'api,

gura e

il

figuralo, ne ragionai a Simbolo


falli

per eliminarne
avvertire
ni,
i

funeste conseguenze, di

e Sjmboi.ka.

dell'antico e del nuo-

cattolici di silfiUe i'.ilsifica/io-

vo testamento furono sino da'piimi tempi della

vielando di ritenerle e leggerle sotto

Chiesa espressi da tutte

le aili,

severa proibizione e con peua di scoiuu-

TE
iiica.

S
di-

T E
Testimonio.
vasi
Il

S
che

Nell'arlicolo

Scrittura sagra,

libro della legge

sole-

chiarai essere designali con tal

nome
nuovo

gele-

mettere sulla testa de* re di Giudea

nerale

libri dell'aulico e del


,

nel giorno di sua coronazione,

pure chia-

slameuto

composti dagli

scrittori sagri

malo Testimoni un, ed

Isaia disse Testi-

ispirali dallo Spirito saiito^

che

ivi eiiuiiie-

monium uno
le

scritto

che avea composto

rai,per cui

la s.

Scrittura

la

parola di

per ordine del Signore. Si vuole che oltre


tavole della legge, fosse collocalo nel-

Dio

scritta.
i

Che

il

vecchio testamento condi

tiene

libri sagri scritti prinui


il

Ges
i

l'arca la

verga del

Sommo

Sacei-dote \-

nuovo testamento contiene libri sagli scritti dopo Ges Cristo, e contenenti la xi'^^e i\e\\' Evangelo f^'-). ChiaCristo,

ronne che prodigiosamente avea fiorito, ed un vaso di quella manna, colla quale
Dioaveanudiitogl'iNracliti per4'>anni nel

marsi

la

s.

Scrittura anche Bibbia,


il

//

/?'-

deserto dell'Arabia. Sebbene molti scrittori

ro per eccellenza, e
s.

libro de'lihi.

La

alFermino che

l'arca del

Scrittura dividesi in due parti, nell'an-

s'ignori ove fosse Ira-portata,


si

Testamento nondimeno
in

tico e nel

nuovo Testa/neito,e
I'

di

questo

vuole essere precisamente quella della


s.

vocabolo ne spiegai
tai
i

etimologia. Ripordi

patriarcale Chiesa di

Giovanni

La'

canoni de'concilii

Costantinopoli e
decreti de'Papi;
i

di

Trento, sull'autcnlicil ecanonicit dei


s.

libri delle

Scritture;

Crescimbeni altri asseriscono esistere nella medesima, l'arca del vecchio Test.'imento, il pastorale d'Aterano,
col

come

come

si

classificano e distinguono

me-

ronne

e la veiga di

Mos.

Memore s.
il

Pie-

desimi dalla Chiesa, quale giudice inse-

tro dell'arca di No, sotto

cui

simbolo

gnante nella persona del soininoPontefce,


maestro universale e infjllibile. R;igioiiai ancora sulla lettura della s. Scrittura e della s.

era figurata
la, oltre la

la

Chiesa, e siccome in (luci(T\), vennero racchiule

famiglia Noetica, che lalllgu-

rava
si

la

Sinagoga

Bibbia, di loro sinistre e maliziose in-

tutti gli

animali della terra secondo

terpretazioni, e feci parola de'y?. o Settanta interpreti (7^.) dell'antico


to,

di verse specie,

Testamen-

che pe'primi

lo

tradusseio

277 anni

che nondoveano perire col diluvio, sotto la figura de'quali er;mo egentili, come pi chiaramente s. spressi
i

avanti Ges Cristo, con mirabile unifor-

Pietro slesso l'avea conosciuto nella visio-

mit. Kegli articoli Tabernacolo e Tempio DI

ne del gran lenzuolo cogli animali, quan-

Salomone
le

ripailai della prodigio-

do
la

egli

chiacn per divino consiglio neldi

sa arca dell'Alleanza e delTestanienlo, do-

persona

Cornelio

il

centiuione

la

ve
la

si

deposeio

due

tavole di pietra del-

gentilit alla fede:


l'arca del

memore

ancora della ([uale si


il

legge che Dio diede a

Mese

sul

mon-

TeslamentOjdentro
la

te Sinai, scritte dalle dita di Dio, cio per

conservava
la

legge di Dio, ed
il

vaso del-

per

la

operazione immediata o da un an-

manna

ch'era

simbolo della divina


Pietro per celebr.tdi

gelo, e se da

Mos certamente per


i

ispi-

Eucaristia, per tanto e pe'misteriosi simboli dell'arca, scelse


s.

razione dello Spirito santo, e contenenti


i

precetti del

cipali
le

Decalogo oss,\ii dieci prinConandamenti d Dio {T .), cio


percil'Arca santa fu detta deldel

re

il

divino Sagrijzio un'ara

legno a

parole dell'alleanza da Dio conclusa co-

gli ebrei, e
l'

Alleanza e

Testami'nto.

Fu

an-

forma di arca, e al modo che accennai nel voi. LVlll, p. 2 3, e narro a ss. Teste. Riferisce il Crescimbeni a p.121, Stato della ss. chiesa papale Lateranensc.che
I

che denominata assolutamente Testimoniim


,

in

un santuario

di essa

sono
il

riposti l'ar-

perch conteneva

le

dette tavole

ca del vecchio Testamento,

pastorale o
la

della divina legge

della testimonianza

bastone d'Aronne,
nerabili reliquie

la

verga di Mos, e
le
il

dell'effettuala alleanza.

La Volgala

leg-

tavola della cena del Signore,


si

quali ve-

ge in Taheniacdo,

ma

l'ebreo legge in

aioslrano

gioved

,^

32
lo,

TE
s.

T E
aposto-

Siinlo e nella festa di

Tnmmnso

ardendovi conliiiuaniente innan/i Ire

Testamento: 2." BihliograJJa per intraduzione allo studio della storia del \'erchio T'estamento, ossia Indieetto ragio-

Iainpadp,per disposizione del cardi nalRasponi. Si


tili

pu vedere Predica, ove


la

ripor-

nato degli autori elle


tare.

si

possono consulliitratti poetiei,

le

opere

di diversi sagri espositori del-

Marco Mastrofini,

la

sagra Scrittura,

(piale
(|ni

si fa

nelle catla

storici e critici de'persanaggi j)iic fanosi

tedree nelle chiese. E


ra dell'antico e
fare

diibclie

lettu-

del l'antico e nuovo Testainento.^owa

nuovo Teslaniento

si

suol

anche nel

refettoi iodi

zioni religiose.

molte corporaA hbiamodas. Giustino ci

chefacevasi nell'adimauze e sagre S'/ms.v/

1807. J etus et novum Testanieiitun graece,cxversioneseptuagintainlerprctuni juxta esemplar Vaticanuni, Glasguaei822. Lecchio e nuovo Testamen-

(/

.)

de* piimitivi cristiani, e specialin quelle del

mente

Papa, alle quali esso

gua

interveniva. Prima di giungere all'aziore immediata del s. Sagrilizio. il chieri-

co Lettore leggeva da'lihri dell'antico e

nuovo Testamento quanto corrisponde all'oilierna lettura delia sagra Liturgia AeW pistola e deiry'<7^(7oy quindel

di

il

Papa faceva seduto

un' omelia,

un

discorso a'fedeli congregati, su quel tanto che


ti

secondo la Volgata,traduzionc in linitaliana e con annotazioni di mg.'' jlntonio Mardni, Pi ato 827-32. Bidia sacra Eulgataeeditioins Sixti Pont. Max.j'ussu rceognita,et Clementis T Ifl ouctoritate edita, Vesuntione 828. Monaldo Leopardi, //o/vVz evangelica spiegata, in italiano, Velavo ^Zi. Storia santa dell'antico Testamento spiegata in lezioni da vari celelai autori ,\^\e%c\a 1882.
to
1

dell'antico e del

aveano inteso leggere da'lihri sannuovo Testamento, efi-

sortandoli a riteneine gl'insegnamenti;


poscia seguiva l'oblazione deTedeli, e

nalmente
ti

il

canone eia consagrazionedeU


le

Pasquale de Nardis, Fatti di maggiore rilievo dell'antico e nuovo Testa mento^ Roma i836.Ab. Dassance, Les saintesEvaugilestraduits de laT ulgate,illustrs par mni. Tony Johannot, Cavalier, G
rard-Segi!netBrevirc,Pav\s iS36. Storia santa dell'antico 7\'stamento spiegfJta in lezioni da. vari celebri autori

lespecieEucaristiche e tutte
del Sagrifizio.

altre par-

Anche

gli

ebrei tanto nel-

J'adunanzc dell'antica che dell'odierna AV-

7ia^o^a {T
se funzioni

.),
,

facendovi orazioni e diver-

Granelli, Pellegrini, Barotti


i

Rossi e

viene loro spiegata la legge

Mosaica
tato
i\i'

e l'antico

Teslameulo inteipre-

Zucconi, Brescia 8 3 7. Francesco Luca e Roberto Falesie , Sacrorum Bildioruni


I ulgataeeditionisCoiicoi'dantiae adrecognitinnemjussu Sixti Pont. Max., lusulis 838. Novum Jesu Christi Testameli tiim T ulgalae editioidsjuxla exenipiar Vaticanum, Parisiisi837. G. Antonielli, Storia del vecchio e nuovo Testamento, Foligno i844- Bihlia sacra

llahl>i/i (/^.).

Ora ricorder
il

al-

cune

edizioni riguardanti
il

Testamento

Testamento nuovo, e delle opere che ne trattano. Girolamo Natali gevecchio e


suita, Evaii'^clicne historiae iniagines
^

Antuerpiae 1(196. Agostino Calmai benedettino, I^a storia dcU'antieo e nuovo Testamento, traduzione dal franeese di

T^ulgatae editiouis,

ad exemplar

VatiJas.

Canturani, Venezia 767. Natale Alessandro domenicano, ///v/o/'/<7 reclesiastira veteris novsque Testamenti s, opera et studio Constantini Roneaglifi, aeredunt ainmadversiones J. D. AJansi,\p.nc\\\% 1777. Francesc'Autonio
Seh'ag;gio
i

canum
liuti

novissime expressa cura

d.''

Fr. Aiuoli, latine

et germanice,'L!in(iS'

i84'>-46- Negli Annali delle scien-

ze religiose compilati
nel
t.

dal prof. Arrighi,


si

3, p.

254,

t.

4> P- 3,

legge

il

i-agio-

namentodel

eh. barnabita p. d. Carlo Ver-

Zaccaria, />/s.9f/7/7r.;o/4'/7/-/V',rioma 17 80:


I .'

cellone: Avvertenzecriticie sulla versio-

Sulla storia ccelcsiastica del veccldo

ne greca dell' antico Testamento fatta

TES
fin Jatila. Nello-stes^of..^)

TES
prudente discrezione
ha fitto
lascia leggere
il

33
testo
chi

riportata

lii

flotta

gio fece

il

gesuita p.

P-'^i e349j aivilisi che con eloGiovanni Feiione,

latino senza note; poich


i

suppone che
il

suoi studi fino a capire

latino

dell'opera del can. G.


ta:

M. Maloii

intitolain lin-

della Volgata, abbia abbastanza giudizio

La lettura

della santa Bibbia

per non pigliar lecosea rovescio. Ma quan-

gua, volgare giudicata secondo le Scrit-

ture,
ne.

la tradizione e la sana ragiadiretta contro


i

do no

si

tratta di quegli altri

fatto studio di sorta, e

che non hannon sono per-

Opera

prinripii, le

ci in caso di leggere la Bibbia in latino,

difensori piii recenti delle societ bibliche; con una storia cri-

tendenze e

non debbono essereciraed'uomini. Perci non


essa ha ragione di credere che questi

tica del canone de' libri santi del Testamento antico, delle versioni protestanti

della Bibbia e delle missioni prote-

volendo proibir loro la lettura della Bibd loro tradotta con note a pie di pagina, le quali spieghino luoghi che pobia, la
i

stanti trai
Civilt

pagani ,V,o'van\o cattolica, 2/ serie, t.

i84fi-

4. Pla

La 55 r,

trebbero essere interpretati male, e fra


le

buone

approvate traduzioni

in ita-

fa la rivista della

deplorabile ed enoiiea

liano, bellissima e fedele la ricordata di

traduzione, che ad onta di averla


sa proibita sotto

Chiefa-

mg. 'Martini arcivescovo


ne lodata
la recente

di Firenze.

Vie-

pena

di

scomunica,

opera

assai

popola-

partitolo,

talmente a piene mani si dona, e porta Nuovo testamento tradotto in lingua italiana da Giovanni Diodati,

Londra od
ci

altrove, ec.

Rammenta che

si-

ceremonie della Chiesa e Lecons sur la Bible ou Ilistoire de Vancien et du nouveau Testament suivies de Vexplication des
re intorno alle
alla storia biblica:

mili versioni di Bibbie falsificate e per-

non approvate, anzi condannate in ogni Inogo, peccato punito di scomunica dalle leggi ecclesiastiche
le.
il

crinoniesde VEglisepar M. Gavniron ancienne maitresse de pensionai, Paris

1854.

distribuirtali
il

TESTE GvGUZLMOjCardinale. Francese di Condoni, illustre per chiarezza di

E" altres peccato

il

ricevere

Bibrite-

bie

monche

e fcisate,

il

leggerle,

Se la Chisa proibisce la versione dellaBibbiadelDioda ti ed al tri eretici, non


nerle.
gi perch voglia vietare la lettura delia

sangue, per iscienza e virt, arcidiacono di Comrninges, essendo nunzio in Inghilterra, assente
i !

da Clemente V a'22 o 24 dicembre 3 2 fu creato cardinale diacono, e per distinzione


il

Bibbia, ma pevallre ragioni che principal-

Papa

gli

mand

ia

mente riduconsi
la

a 3.

La

.'si

perch quella

detto regno
lo

il

cappello cardinalizio; e poi

versione

fitta

da un eretico, e

Chie-

dichiar dell'ordine de'preti colla chies.

sa vieta tutte le traduzioni fatte da'pro-

sa di

Ciriaco per

titolo.
si

Da Giovanni

testanti;
ta, e

la 2.

'perch senza nota di sor-

XXII,
fu fatto

alla cui elezione


I

trov piesente,

siccome

la

Bd)bia contiene molti luo-

."vescovo di sua patria, donde pas-

ghi oscuri, nioiti


equivoci, e
si,

chea prima vista sono per chi non capisce pericolonon poquello
ereticali,

s all'arci vescovato di Pieims, vescovati da

ese

vi

fossero note d'un Diodati

trebbero essere che

come

che nel 1607 pubblicando la sua versione in Ginevra ov'era nato, lo ritenne uno
de'mezzi per propagar
la

Mor\ in Avignone nel come altri pretesero, insieme ad altre cose non vere. TESTE DE'SS. PIETRO E PAOLO, Capita ss. Petri et Pauli magni Apostoaltri

contraddefti.
e

i32G,

non pi

tardi

l'eresia in Italia;

li,

custodes tutelares, propugnatores Urcelebratissime reliquie degli

S.'perchin pi luoghi
sapere
Ialino
la

liziosamente e

mafraiidolentemente. Quanfalsificata
il

bis. Insigni e

eroici e trionfanti

Principi (P ) romani
Pietro e Paolo princi-

timcpie

il

non

sia

segno di

e della terra,
pi degli

ss.

grande sapienza, pure


VOL. txxv.

Chiesa nella sua

apostoli, fondatori di

Roma

cri-

3 ;

T E
,

T E
che nel suo predio
pra del (juale Papa
dificalo
!'

S
e soe-

sliana e suoi massini prolelloii. Esse so'

avea deposto,

no quelle sagre ossa quelle iDaiidiliole, qneMmli, qiie' ciani che furono gi destinali ila Dio per vasi di elezione a preditare
la verit in

s.

Anacleto

vi

avea

tulio l'orbe. Allres'i so-

no
stra

gloriosi e principali trofei delia


s.

no-

Pieligione.uiio de'[ii preziosi eiiie-

una nieuoria. Delle due Lucine, nel voi. Lll, p. 281, indicali luoghi ove ne parlo, essendo stale confuse, sebbene in assai diverse epoche ambedue fiorissero. Il Severano nelle 3/enorie sai:;re.^).
38^7, riferisce

slimabili tesori sagri che vanta possedere l'avventurosa ed eterna Ixtmn/ (/


li

che nell'area della basilica


gli orti di s.

.)

pa-

Ostiense eranvi

Lucina di-

ia

di tutti

cattolici j oggetti della prodi tutto


i

scepola de'[Miicipi degli Apostoli e di ro-

fonda venerazione
//7o, esistenti

il

Cristitnics'

mana
pelliva

famiglia senatoria, e dove essa sepi

nella

/chiesa del

mondo
{J

la

coi pi de'mailiri, e
s.

il

medesimo
e-

sagrosantapalriarealcarcihasihcae Chie-

fece con quello di

Paolo, riponendo pe-

sa

fli s.

Ciovanni

in

Laterano
le

.),tri-

la lesta

scparalameule dove fu poi


s.
I
,

dre e capo di tulle quante


l

chiese l rl'on-

isct 0/7)/.?,ecalledraIe del


///

souimo

tefce

omncm

gciitcu Pritialuni ha-

Gregorio nell'entrare in chiesa per la prilla grande a tleslra. In questo luogo, allerma mg.' Nicoretto

un altare a

Le sagre Teste de'ss. Pietro e Paolo, uno a'Ioro Liniina Jpostolnrwn^l .), che formano l'ornamento inconiparahiie
lui.
in

delle patriarcali basiliche ove sono


l)eati corpi, cio la

loro

Chiesa di

s.

Pietro in
nella
\'ia

Della hnsilica di s. Paolo, p. 37, fu il suo capo, secondo la memoria precisa conlenuta in una iscrizione ivi collocala nel muro: ///'< inventmi fuit eaimi s. Patdi apostoli. Di tutte le reliquie
lai,

trovato

f aticanofi\i.\Chicsa (li s. Paolo

de'

ss.

Pietro e Paolo e del loro culto rasi

(ostiense ['cw ri[)arlai aTEMPionel

comfere-

gionai ne'limghi ove

ptjseroe venerano,

piere

la

desciizione del risorto splendido


i

e singolarmente nelle loro biografe, do-

sagro ediflzio), in ogni len>po ebbe


deli d'ogni

po che secondo alcuni


vise,
il

s.

Silvestro
voi.

le

di-

grado accorrenti, anche da

(he ricordai anco nel

LXIV,

mote legioni,
t e
Irali

a sfogare la loro tenera pie-

divozione da cui furono e sono [)enepersi grandi benefattori universali,

p. 97. Qui pure noter, che passiuido innanzi alle confessioni ed agli altari papa-

lidelle basiliche Laleranense,

('ostante, profonda e munifica fu la cura


de' Papi, pel

Ostiense,si deve fare

la

Vaticana e Genuflessione (f''.)


e

mantenimento

e inciemeni

indusivamenle dal Papa;


to

che Benedetl'ot-

lo dell'ossequio e riconoscenza \erso

due

XIV

nel rendere

[)ii

solenne tutta

precipui campioni

illustri della

Chiesa, e

tava della festa

de'ss.

Pietro e Paolo, orgio 110


si

perci gelosi nella custodia e conserva-

din che nell'ultimo

celebrasse

zione dellesagre ceneri de'ss. Pietro ePaolo.

da'cardinali avanti less. Teslequellacappella semi-papale che descrissi nel voi, IX,
p.

Imperocch, e come ripetei a Sepolcro de'bomani Pontefici, l*apa s. Anacleto eresse in

i4o. a

tale eirello erigendosi


di

onore

di

s.

Pietro lai.^ me1

amovibile nella nave


ss.

moria; Papa s. Calisto Irasfer'i le spoglie de'medesimi ss. Apostoli alle Cata-

Teste. Inoltre
il

un aliare mezzo avanti le lenedetto XI V stabil,


di

che dopo
il

ve'pero dello stesso giorno,


i

(omhejePapa s. Cornelio con


slazione
li

altra

TraLu-

senatore e

conservatori

Roma

in

le

ricondusse

a'

luoghi illustra-

rubboni d'oro e con treno pubblico


corteggio di tutta
la

(col

dal loro martirio col ministero di

curia cajutolina e dei


si

cina giuniore piissima matrona romana,

caporioni, finche esisterono),

portasseri-

Paolo nel cimilerio nondicjuella matrona, ma di altra s. Lucina seniore e discepola dell'apostolo,
al cf)ipo di
s.

quanto

ro a venerarle nella basilica, ovesono

cevuti alla porta naggiore da 4 canonici,

essendo

le ss.

Teste esposte per tutto

T E
r[nel giorno.
In

S
Silvestro
1

T E
forino

S
p.

3
297,
nella capin cielo

Indire

s.

che

rilevai ne! voi.

LIV,

meiisii (leUVr/Zc/re tiiiigiiiore

lo ligneo dis. Pietro,


noc<.'I<'l)rnlo

con quelove sino allorn aveai

pella dei Transito e

Assunzione
ivi citala

della B. Vergine;
le

ma l'iscrizione sepolcraove
si

quasi setnpre

Papi,raccliin-

da

lui
\\i

composta e

ri-

(lenilolo nel
voi.
\\
(

medesimo,
il

e lo descrissi nel

porta,

levata e trasportala nella canie-

XII,

p.

22. In quest'altare, in cui non

retla dietio l'altare senza stabile sisteina-

elebra che

Papa o un cardinale ausi-

zione.e ci per ornare

il

paviuiento,ed

ivi

torizzato da speciale breve aposlolioo,

appena ne

lessi

il

nome
i

in piccole lette-'
I

no
\'i

a Bonifacio Vili fn

vilegio di celebrarvi a'7 cardinali

permesso per priFcsco-

re di melallo:

Heic Fi\ Cancellieri.

de-

creti de'principi,

monumenti

pi soli-

sidntrbcfin' l' Ostia .Porto, Selva CaJi-

di della

mano

dell'

uou^o, spesso da. chi

TusculoeAl' >auo(T'.)nA\a ebdomadaria ufficiatura,


diia, Sahiia, Palcstrina, e perci detti

deveconservarli,non che dal tempo, vengono distrutti. Solo la Storia, verace tutto

Ebdomadari [T
di
cjii

.)

Lalerale

tramanda, e

il

suo testimonio resta im-

ncnsi e collaterali del !^apa. Fra tolte

perituro sino alla consumazione de'secoii.Pe'grandi meriti del Cancellieri, sia con
l'erudizione, coll'alina
silica

cospicue prerogative

doviziosa-

mente decorala
se, la pii

i'arcibasilica

Laleranen-

Roma,
lo

con

la

ba-

singolaree illustre senza dub-

Lateranense, qui

reintegro nel

l'anticliissio)o possesso delle venerande Teste de'priiici|>i degli Apostoli, poich tra le reliquie insigni de' santi delle quali si pu fai ne 1' uilzio, la testa primeggia. La testa, r^7^of//, la parte superiore e anteriore del corpo umano, la sua

bio

tolto epitaliio,

come una

gloria nazionale,

riproducendolo per grato animo e per am-

pi nobile parie,

la

sede principale dell'in-

gegno, del sapere e della bellezza,elo specchio degli affelli interni. 1 soli bruii guar-

dano sempre in basso, ma l'uomo di cui non quaggii la beata patria, il sapientissimo Facilore del tutto, nel crearlo se-

Franciscus Ilievixit ann. LXXV niensis il dies xix. Decessi t ir kal. januar. an. mdcccxxvi. Huini sepultus prope Cenotaphiwn T'. E. Leonardi Antonelli Card, patroni benejicentissinu Qui latein vivens haesi fere lustra per odo - Ipsc tuos recubo nwrtuus ante pedes- Corporc duni tecum din virtutc resumpto- Perpetua liceat pace bonoque
mirazione.//<"/r situs est

ron. Cancellieri US

Rom. qui

condo
tali

la

sua

immagine

divina,

gli

pose

la

frui.

testa in alto

il

perch mirasse lecose immorParadiso che lo attende operanI

Sarebbe riuscita assai pi utile la 2/ edizione delle. l/c'/^o/'/V, pubblicata nel 853 in Roma dal tipografo Ferretti, con
I

do virtuosamente.

latini dissero

capo

avviso bibliografico che si legge a


del
le

p.

09G

singiilos hojniues, in capita, viritim j e

Giornale di Pw ma,

se illustrata col-

per capo dissero pure la vita o uiiiouedeli' anima col cor[)o. Francesco Cancellieri

memorale aggiunte

dell'

esemplare e-

sistente nell'archivio Lateranense.

Le

ss.

sommo

erudito

ci

diede

le

preziose i1/c-

Teste gi l'a^eano dottamente


oltre gli scrittori della basilica,

illustrale,
il

morie istoriche delle sagre Teste de'ss. Apostoli Pietro e Paolo e della loro ricogzone nella basilica Lateranense ^ con un' appendice di docianenti , Roma 806. Quasi duplicate con postille del medesimo,i suoi eredi le donarono, colla Storia de' solenni possessi de'sonmu Pontefici, egualmente arricchita dalle postille
I

benefi-

ciato della

Giuseppe INL'Soresini, De Capitibusss. Apostoloruni Pctri et Palili in sagrosancta Lateranensi ecclesia, asscrvatis. Opusculuni, etc, RomaeiSyS.Indifu compendialo dal custode di Sancta Sanetnrum d. Giusep-

medesima

d.

dell'autore, alla basilica Laleranense, per


esservi slato

pe Pazzaglia, Compendio delle cose pii cospicue concernenti la Scala santa, e


le ss.

tumulato per distinzione,

il

Teste chili apostoli gloriosi Pie-

^G

T E
e

TE
madre
e

Im

Paolo, tratto dalle oicic latine di


,

capo

di tutte le chiese, e sede del


le

Giiisi'pjicMariaSorcsiiii,coiiiinsnnma/io di rclifiuic (ite \i conscn-aiio


(hdiiciizc chi'

Pontefice romano, in essa pose


Ti'ste, e ivi
gi
i

loro

ss.

e in'

dentro

l'altare

con

altri sa-

ni/i!.V\.omaiC'j'.\.\uo\\te
cellieri,
il

sono nel Saneta SaNctoprima del CantloUissimo cau. d. Giovanni Ma-

pegni

le

deposit. Altrettanto ri|)or>S7/7-

tano Baldcschi e Crescimheni nello


io

della

ss.
:

chiesa

Papale Lateranendelle sacre Te-

langoni avea nel 1747 pubblicato in Roma: [storia dell' antieldssinio oratorio o

se. p.

96 Del trasporto

ste de'gloriosi

apostoli Pietro e

Paola

cappella di S.Lorenzo nel Patriarchio Lalcraneise . comunemente appellato Saneta Sanctorum. Siccome in qnesla
per vari
secoli
si

in

questa ha si lira, e della loro venerazione. Nella quale opera essi ci dierono nel 1723 un breve e importante eslrallo

custodirono
vi

le ss.

Teste,

del libro di Soresini. INel

i852

il

dotto

e siccome al santuario

unita la

Scala

santa, cos

in quell'arlicoloe in altri, col

archeologo mg.'DomenicoBartolini pubblic in Roma la sua Dissertazione so-

IMarangoni e col Cancellieri ragionai dell'insigni reliquie medesime, laonde in brela licapitolazione,
ri

pra

l'antichissimo altare di legno lin-

chinso nell'altare papale della sagra-

ve e per evitare ripetizioni vado a farne per poi col Cancellieproseguire


la
I

narrazione. L'imperatoil

santa arcibasilica Lateranense. Dovendo in seguilo parlare di esso, conviene che qui dia un laconico cenno della bellissitiia

je Costantino

G/Y///rA',

divenuto

cri-

dissertazione. Uiferisce

il

eh. pre-

stiano, ridon la pace alla Chiesa, accor-

lato,che Cornelio centurione,


tili

il i

."de'gen-

a'cristiani

il il

libero esercizio del culto

Joro, e circa

3i3 don

Papa

s.

\Iel-

opera

che entr nella chiesa di Cristo, per di s. Pietro che lo battezz in Ce1'

chiade parte dell'imperiale palazzo iWT.a/(77///o.perdi lui uso e per quello de'succ.essori.
Il

sarea, allorquando

apostolo

si

rec io

lo eslretno lato

Papa probabilmente nel remoform un oratorio per la


s.

R.oma, Cornelio o l'accoiupagn o lo forn di lettere commendatizie per la sua nobile famiglia de' Cornell Pudenti, dove
potesse alloggiare; ed a Chiesa di
s.

celebrazione del

Sagrifizio e altri

riti.

Pucri-

Certamente s. Silvestro I, ihe nel 824 gli successe, avendo ricevuto da Costantino I lutto intero il palazzo, vi form la pontificia residenza o Patriarchio Lateranen.se (J '.), poi Palazzo apostolico Lateranense {T .). In essa dedic una cappella o oratorio, delta per eccellenza basilica, a
s.

DENziANA, a
iu tale casa
stiani,
te.

Terme ed
si
i

altrove, notai che


i

ospitavano

novelli

massime
s.

provenienti dall'orieni

Avendo

Pietro convertito

Pu-

denti, e nella loro casa stabilita la sua di-

mora
rali

e seile, ivi estese le sue cure pastole

su tulle
il

parti del

mondo

e vi ce-

Lorenzo arcidiacono
e

delia chie-

lebr
rata
to
di

santo sagrifizio. IMemore dell'aril

sa

romana

mai

lire,

e vi pose le sue re-

ca di No, sotto
la

cui

simbolo era figu-

liquie.

Adiacente
la

al

palazzo l'imperatore

Chiesa, e l'arca del


la

Testamenla

edific l'arcibasilica Lateranense, nel

Va-

dentro

quale

si

conservava
dell'

legge

ticano

basilica di

s.

Pietro ov'era sla-

to sepolto, nella via Ostiense la basilica


di
s.

Paolonelcimilerio
s.

dis.

Lucina senio-

Eucaristia, scelse per la celebrazione della messa un'ara di legno a forma d'arca, anche
e la pel suo facile trasporlo in que'

Dio

manna simbolo

re, e

Silvestro

le

consagr,

ma

per l'O-

tempi
i

di

sliensecdubbiotal
sta
le

rito. Bens

ilPapa, giu-

persecuzione, con
inlromcttei

furi in

ambo

luti

per

antiche tradizioni, colloc nelle con-

fessioni delle basiliche

Vaticana

e Ostien-

se

corpi dess. i'ietro e Paolo; ed avenl'arcibaiilica

vi le aste per trasportai la da un luogo all'altro, mediante maniglie. Sopra di essa celebrarono pure successoi

do dichiarala

Lateranense

ri,

s.

Evaristo nel disUibuiie

titoli

T E

T ES
Roma, orsempre per divina provvidenza
])ata illesa e integia quella lacera
si

^7
ser-

oratoiii tielle diverse regioni di


i

din die avessero aitai eli pietra e l)eneper l'antica arca lignea si continu da 'Papi ad adoperare nelle sagre sidelti;

arca di legno vincitrice del tempo e delle bar-

nassi a cui essi presiedevano, in riveren-

za a

s.

Pietro. Eretto

il

luogo da

lui as.

Termina mg.' Cartolini con rammentare, quanto all'identicit dell'altare di s. Pietro, avere Benedetto XIV debarie.

bifato in titolo e nella Ciiesa di

Pu-

Papi si conservava l'arca di legno, come luogo residenziale del vescovo di Rom;i, tranne tempi in cui si ritirarono nelle catacombe e
dfiiziana,
ivi

abitando

Che quando una reliquia da tempo antichissimo riscuote il culto de' fedeli con non mai interrotta tradizione
cretato:
della sua identicit, scienti e consenzienti
i

vescovi e

Papi, deve questa ritenersi

iie'cimiteri per le peisecuzioni,oin (|ualclie altro titolo

come autentica, essendo sulllciente per decidere dell'identicildellereliquiela

da loro eretto, oe'quali

mo-

luoghi probabilmente trasferivano l'arca

rale certezza. Sull'asserto di mg.' Bartolini

come
tino
1

altare portatile.

Donato da Costans.

mi occorre
I. '

di fare

due dichiarazio-

parte del palazzo di Lalerano a


ivi

ni.

La

Melcliiade, d'allora in poi


la

fu stabilita

teranense, per

residenza papale. Crede mg.' Bartoli-

cedere
ve

al

Laquale non intendo acsuo opinaraenlo, ma solo di rila


il

sulla erezione della basilica

ni

che

il

palazzo avesse
la

la

propria basiSilve-

portarlo, e ripeter
:

protestato altro-

hca, e che s.Melcliiade


to cristiano, e che
il

destin pel culs.

successore

Chi narra dice un fatto, non conferma una sentenza. La 2.' riguarda la
cap[)elletta

stro

la

dedic al Salvatore, trasferenle-

che mg.' Bartolini non ricoscrit-

dovi dalla casa de'Pudenli l'altare di

nosce per confessione, bench molti


tori

gno

di

s.

Pietro e de'suoi successori, e ve

lo colloc

solennemente,lasciandone qualin quell'antico titolo,

che tavola
tora
si

venera, porzione

dove tutavendone pure

la basilica di s.
il

pi elalo,

Marco. Sostiene ancora chela basilica Lateranense non


l'altare
le

chiamarono, e su di questo pure non intendo farne questione, ma bens noter che nel suo alta re vi sono delle reliquie, poich il capitolo della basilica Lateranense ritiene possedervi corpi de'ss. Crisnntn e Daria
con
tal

vocabolo

la

ha avuto mai confessione sotto


in cui
tlri,
si

gi vestale, martiri, e ne celebra

la festa.

custodissero
il

reliquie de'maressi nella


il s.

mai

sepoicrino di
si

mensa,
cele-

ma sempre
bra
ivi sul

celebrato

Sacrifizio sul-

l'altare ligneo, e di presente

ancora

si

pretendono il possesso, e lo dissi conBuller nelle brevi loro biografie, il quale agiografo narrando che loro corpi furono trovati nelle caaltre chiese ne
i

So bene che

nudo

universale della

mentre per legge Chiesa in tutto il mondo,


legno,
s.

secondo
la loro

il

decreto di

E varisto, celebrasi
de'marliri. E'

sugli altari di pietra

che contengono nel-

Papa s. Datomba e compose un epitaflloa loroonore. Dicendo poi ilButler dell'invenzione delle A't'//V/?izV de'ss. Contacombe
I

della via Salaria,


la

maso

ne decor

mensa

le reliquie

iugi e de'Ioro

compagni, che

in tale ar-

pregio singolare, unico ed esclusivo della basilica

ticolo descrissi col p. Severano,


rie sagre,

Memo-

Lateranense,

il

celebrarvisi la

divina sinossi sopra l'arca su cui avea celebrato


la

messa

s.

Pietro e
s,

successori,

sebbene dichiari che Stefano VI neir8j6 (non giusta questa data, perch il Papa fu creato neir88j)di
questi ultimi soltanto ne trasfer parte
nella basilica Lateranense, e nella basilica de'ss.
la

per esenzione dello stesso


vi

E varisto. Qui-

da

s.

Silvestro

lino a noi stato sem-

pre custodito quell'altare sagrosanto, e nelle varie rovine e incendi, cui la basilica fu

XII Apostoli (per cui

il

Papa

rinnov,

come

riferisce

il

Piazza nel-

soltoposia uel corso di tanti secoli,

YErucrologio dRo/iaa

p.

64^, parlau-

38
di> de'ss.
ni,

TE
Coniugi che

S
ilice vissuti

T E
vergi(|nelle

S
al-

sione Lateranense
tare
la le ss.

ebbe ed ha nel suo

ma

le relic|uie

de'cjuali e

non

Reliquie. Fiallanlo divenula


s.

tle'conipagni egli inlencle^lraslerite nelle

cappella di

Lorenzo roialerio
I

pri-

delle basiliche, e che


in
s.

si

venerano anche

valo e domestico de'Papi, ebbe 3 altari,


e nel

Silveslio

///

Cajtiti),

menUe

quelle

G87

s.

Sergio

vi

colloc

un rag-

de'ss. Ciisanlo e Daria nel!'

842 erano
il

slate portate nell'abbazia di Pruni, indi


in quella di
s.

guardevole pezzo della vera Croce, che a'noslri giorni Gregorio XVI die in custodia alla basilica \ alicana,
rai hel voi.

Avolo, e

cita

[).

Slaliil-

come nar-

Ji tu Siiiclouni ord. s. JJciicd.'cti, secolo I\ p. 61 1. Il p, Severanoin parlon,


,

^ lll.p. 3 14

*i

altrove, descri-

vendola. Essendovi slata collocata ncll'allai e

conviene col Dutler, senza e>plicilamenteihchiararsi, anzi con s. Gregorio di


te

maggiore

la

prodigiosa

immagine

a-

chcropila de!
raccontai nel

ss.

Salvatore

(la cui

origine

Tonrs diceche Papa Pelagio (il fu crealo nel 555, d 11 nel 578) concesse delle loro reliquie a un diacono che partiva da Roma, e concilia il nuovo rinveniuienlo
I

voi.

LXII,

p.

quale
nel

lo slesso Soresini nel


ss.

^4) *^ della 167 5 ci die,

JJc /nrtgi/tc

Salvatoris, dall'oralorio

seguilo solto Stefano VI, di porzione de'


colpi de'ss. Crisanlo e Daria, e di queste

752 Stefano li! con solenne /;/o<r.vsioiic and nella patriarcale basilica Liberiana. La liadizione riferita da Giovanni Diacono Lateranense,
Latcraiieisi, presso
il

una parte Giovanni


a Ceieiigario
I

X delgi4

ne don

De

ecclesia

re d' Italia, e c[)e a

>uo

p.

Mabillon,

Mu-

lenq)o Irovavansi a Iteggio {d\

Lombarbasi-

dia e lo notai in quell' articolo, dicendo


le

scuinltalicumi. 2,p. 570, diceches, Leone III del 7C)5 ripose nell'oialoi io molle
ss.

altre essere nelle


il

due memoiale

Reli(|uie, e nel 2." altare (nel

.eravi
il

liche di iioma),t-(l
teraiio,

reslo rimase nel

La-

la

nominala celeberrima immagine,


s.

3. sa-

com' solilo farsi in tulle le Iraslazioui. Per qui ancora conviene tenere pieseiile, che molli confusero la parie col tulio, e [)onno benissimo venerarsi

era quello del titolare

Lorenzo)

le

gre Teste de'


si

ss.

Pietro e Paolo, ci che

le

loro reli(piie tanto sollo l'aliare della


/{.

Leone IV deir847. Per il p. Gianuingo gesuita nel Coinmcntario {storico intorno alle ss. lit-livolle allribuilo as.
qiiie de' Principi

la

confessione Lateranense, e saranno

degli apostoli^ a'2g di


ss.

maggior porzione, (|uanto nelle allie chiese ricordale. Il p. Seveianu chiama

giugno degli Acta


ss.

de'B(dlandisii, va
la

la

congliieltiiiaudo che

tiaslazioue delle

cappella sotterranea Lateranense, de'ss.


Ci isanlo e Daria, e confessione. Racconta
s.

Teste dalla basilica Lateranense nels.

l'oratorio di

Lorenzo del propiiwpio


Vi dello VII,
[ler ili-

che non solo vi fu venerala la veste di Giovanni apostolo ed evangehsla, ma


la

palriarc|iio, possa essere seguila ne!r8c)7

a tem[)o di l'apa Stefano

ancora
le

dalmatica di Pascasio,

la i|Ucili-

per cagione d'un orribile leiremolo che


rovin tale basilica di Laterano,
fello

toccala da

un ossesso rest subito

bero dal demonio.

Che

l'una e l'allia e-

ancora

di coslruzione,

dall'altare
sollo l'ar-

ranu tenute

in

molla venerazione, ope-

principale posto nel bel

mezzo e

rando

il

Signore per esse molle grazie,

co maggiore, sino alla sua porla; e che


perci dovendosi rif.d)l)ricare, fu necessario di trasferire altrove le
ss.

per cui in tempo di siccit e d'inondazione SI solevano cavar fuori, e si otleiieva


il

Reliipiie

tlesideralo.

Porzione d'ambedue

s.

Gregorio I dava a quelli clie domandavano reliquie, e perci la superstite di s. Giovanni trovarti mollo dimiuuila. Dun-

ch'erano nel medesimo aliare, e perci insieme con esse anco le ss. Teste furono
collocale nella cappella pontificia del palazzo Laleraiiense. Noler, che l'aliare
li-

que

la

cuppellclla suUerrauca ocoufcs-

gneo

di

s.

PieUo u quell'epoca era lode-

TES
rato
(li

TE
gelista,

Z^j

lamine crargento, circondato ne'


tabernacolo o
ci-

come
la

rilevai nel citato articolo,

angoli da allieltanle colonne di porliS(jsreiienti l'elegante

che poi per

do

sario toglierla

grande lunidit fu necesinoltre un tempo si cuslo-

luirio.

Avanti a questo eslendevasi ilprecinta inarinorea,e dens.

t,i)iterio,cliius()(la

tro
ria

il

presbiterio l'altare dedicato a

Ma-

iMaddalena, adorno pure di taberoa-

divano anche gli Olii santi, che ivi annualmente si consagrano come cattedrale del Papa vescovo di Roma. Egli inoltre opina, che invece di aprire la doppia
scala

colo. Inoltre l'altare


le
lo.

avea una tavola col-

con balaustri e darle una forma

iniruagini dipinte de'ss. Pietro e

Pao-

Fra

l'altare e

il

coro 4colonne di me-

d'antica confessione di martiri (come fece Gregorio XVI e rinnov pi grande


l'io IX),

tallo corintio scanalate

sostenevano vaciascuna un pre-

dovea chiudersi
la basilica

la

cappellina e

ne immagini

di santi, e

tornare
grit,
la

nella sua intera inte-

zioso luminare cbe ardeva di


rientale, a piedi delle (piali
i

baUamo

o-

pelsuoimico e singolare pregio che

divoti apnel-

distingue dalle altre chiese patriarcali,

jeiulevanoi loro voti.


le feste

11

balsamo che

principali bruciava in dette lu-

non che da quelle di tutto il mondo, di non avere confessione, vale a dire santuario di reliquie di santi sotto la mensa,

cerne, solevano annualmente mandarlo


gli

orientali quale tributo alla chiesa ro-

perch

mana, bench

rSg
lai
gli

essi

Papa Formoso delcon denaro si alTraucarono da


sotto

ligneo di

suo grande santuario l'altare Pietro. Nel disastro ricordalodelI'Syg, rovin il ciborio,egli altri oril

s.

gravezza;e>iccomeofFrivanoauco dearomati,

nauenti dell'altare nella pi parte resta-

to dissi ne'

come garofani, per quanvoi. XI 1, p. 4o, e L V, p. 4


i
'

rono

distrutti. Dipoi

compita

la riedifi-

>

nella basilica tuttora

con misteriosa bea*

cazione della basilica nel 908, regnando Sergio i 1, e per sua munificenza con nuo1

nedizione

si

distribuiscono

canonici e
della
s.

a tutto d clero Lateranense,

prima

celebrazione de'vesperi nella vigilia di


cap[)elladi S.Giovanni Evangelista
(T'.},

ornamenti d'oro e d'argento, con ciborio di stupendo lavoro tempestato di gioie, in questa congiimlura si crede che
vi

Gio, Battista, ioltoposta all'altare eravi


la

fossero riportate nell'altare della basili-

eoo

ca le altre

ss.

Reliquie,

ma

le ss.

Teste

si

Fenestrella
re,

ove

si

custodivano

le ss.

lasciarono nell'oratorio del patriarchio,

Ueliquie, leallre essendo chiuse nell'alta-

per l'operato da

s.

Gregorio

I,

al rife"^

rire di

Giovanni Diacono. Ma, ripeto, mg.

che avea preso il nome di Sancta Saiicloriim e lo ha ancora. Questo titolo gli deriv dalle ricordale ss. lieliquie depostevi

Bartolini ritiene, che la basilica Latera-

da

s.

Leone HI,

le

quali chiuse in
l'iscrizio-

nense non ebbe mai sotterraneo e confessione in cui


si

un'arca di cipresso, questa avea

custodissero sotto
tiri.

l'al-

ne

di

Sancta Sane to rum. Rest dun-

tare

le

reliquie

de'mai

l'esistente piccolissima cappella

Aggiunge che non di

que

antica data, e soloebbe origine in et p-

all'oratorio il classico titolo, coraech divenuto cospicuo santuario, sia per l'italuagine acheropila del ss. Salvatore, sia

steriore,quando rialzato
parte

il

piano della cal-

per

le

Teste

de'ss, Pietro e Paolo, sia pel

cidica o tribuna, venne sepolto iu


il

buona
la

ciborio; allora fu che in quello


il

spazio aiigu>to fra

piano antico e

por-

zione interrata del ciborio, venne cavalo quel piccolo andito con l'altare, indi

numeroecomplessodelless. Reliquie che visi veneravano, e tenuto quindi il luogo pisantoepi venerabile di tutto il mondo. Essendo l'antica cappella di Sancta
Saiicloruni co' detti 3 altari e pi vasta
dell'odierna, nel voi.

per renderne sagro


vata per qualche
luuica di
s.

il

luogo,
la

vi

fu conser-

LXII,

p.

tempo

reliquia della

83, non che ne'molti luoghi


scrissi le

relativi,

60, 70 e de-

Giovanni apo.stoio edevan-

solenni pontificie funzioni, sagre

4o
ceiemonie
pi,

TES
e feste

TES
i

che

vi

cclebiaioiio

l'a-

narrato a

p.

64

68

del pi volte cilalo

inclusivameiile alla benedizione degli


i

volume.

11

successore Onorio 111,

dopo

a-

ylgniis Z>('/{de'quali

ipiii

laiaSuPERSTi\\

vere rinnovata

la ca[)pelladi.S',///(7^i

Saii-

2I0NE, perch a questa la Ciiiesa


tu),

sosti-

clcruin, pe'travagli della Chiesa, non solo de'minacciati

rinnovata da ultimo dal Papa che


riferii in
i

da Federico

II,

ma

co-

regna (munifc col santuario della Scala salila, per quanto


ticolo, e nel voi.

me leggo in

quell'araltri

Uinaldi all'annoi 21 7, n. 28, per implorare da Dio il suo polente patrocinio all'armi crociale

LXVlI,p.

o5, ed in

luoghi).
Pi

Una

di esse era quella del vener-

d'Ungheria, di Leopoldo VI

santo, nel quale dall'altare de'ss. Piei

duca d'Ausilia,

del

d'Andrea 11 re il Glorioso duca di Moravia e di


sagra spedi-

lioe Paolo, rompendosi

sigilli, .siestiae-

altri principi cristiani, nella

\ano
ti, e

le

loro

ss.

Teste, insieme a iit Cisi

zione di Gerusalemme, per nuovamente


liberai la cogli altri luoghi santi dal cru-

dal

Papa

davano a baciare
le ss.

a'car-

limali ed a tutti gli ordini di coloro che

dele giogo de'saraceni,

non solamente or-

intervenivano, e poi ripoi.eva

Teste

din a'vescovi pubbliche processioni nella 1.'

e una Croce nel suo luogo, che lornavasi a

6.' feria d'ogni

Croce presa da un cardinale prete con essa in processione antlavano nella basilica di s. Croce in Gelusalcmme, ove si rendeva solenne ado.vigillare,

e l'altra

t e in

mese in ciascuna citqualunque luogo popolato, ma econvocato nella basilica Lateil chiericato, quanto il posi

gli slesso

ranense tanto

polo, a piedi nudi

rec nella basilica


di peniteii/a,

azione alla medesima. INella festa dell'Ess.

Liberiana con processione

saltazione della

Croce,

il

Papa ficeva
a' car-

portando avanti
tenti pel

le

Teste de'bb. Apostoli


di

la stessa e>tiazione,

consegnoi.do
il

J'ietro e Paolo, per im[)eliare a'couibal-

dinali le

ss.

Teste, e

legno vivifico della


presso

popolo cristiano e

Ges Criss.

vera Croce, per trasportarsi alla vicina


chiesa di
s.

sto per riiilercessionedella sua

Madre
A.

Silvestro

la basilica,

raiutodivino,conoscendo non essere sufficienti


i

onde venerarsi dal Papa^da' cardinali


dagli altri, indi processionalmente
i

propri Dienti per ottenerlo.

car-

Pr.ocHssioNi ancora riportai quelle altre


fatte da'

dinali preti Seniori poi lavano


ste nella basilica

le ss.

Te-

Papi

colle ss. Teste,

narrando

Lateranense, e

scalzi ri-

tornavano nel palazzo


torio.iSello slesso voi.

a riporle nell'oia-

qiiandosicavavang dalla loro custodia per farle venerare e baciare. Clemente IV cou
suo breve a Isabella sorella
re di Francia, nel
I

a p. 62, con Giovanni Diacono, notai le copiose e infcigni reliquie che nel 59 si veneravano
1

LXll,

di

s.

Luigi

IX

268

la

disingann dal
s.

credersi posseditrice del capo di

Paolo,

nella cappella di S'anela Saiicloiun. per

che gliaveanodonato
ro con
tri

corti greci
lo

con frauconfuse-

felenco che lrm d'oidined'Altssandro

dolenta assicurazione, ovvero


s.

comprese le ^s. Teste, ed a p. 69 registrai (juelle non riportate dal dello scrittore. Tornato Filippo 11 Augusto dalla ciociata di Terra santa, fu ricevuto in KoIII,

Paolo vescovo; breve che con aldocumenti comprovanti l'idenlil delTeste


INicol

le ss.
ri.

nia da Celestino 111,

il

quale

gli lece
[).

que'
gli

zione del

pu leggere nel Cancellie1277 per la rinnovapalazzo e dell'oratorio di Sansi

lll<lel

doni che accennai nel


lece nwjstrare le
i'aolo, ed
il

voi. LI,

G9, e

ila Sanclorian, tolse da esso eh notte


ss.

le

ss.

Teste

de'ss. l'ietro e

l'ollu sanlo. Innocenzo 111


io cui

Teste e altre reliquie, e colle sue proprie mani, in casse distinte, ledeposit gein altro lato del

dell
ste le

198 nell'armadio
ss.

erano riposportelli
<la

losamente
ve
le

palazzo, e

tioti

Te>le,(ece lavorare

due

nella basilica

come

dice

il

.Soresini, e poi

di

metallo colle medesime scolpile,

riporlo nell'unico altare da lui fal-

chiuder! eoa chiuNi e culeuacci,ul Uiodu

lo costruire iuvecc dc'3 preccdculi,aveu-

TES
clune rislrelta l'ai-ea e l'aulica forma, e
riiiuliiiise iiicasse
liic.isse
il

TES
cle-

4r
piombo,
si

ter eorrupthiles, sopra l'autenticit delle bolle [)onlificie dal sigillo di

d'argento. Pare che


io, ollrecli al

nuovo

ontloi

suo

coirim|.rcssioiie delle

ss.

Teste,

leggo-

titolare
1

s.

Lorenzo, anche

al ss.

Salvalo-

no

nel Cancellieri. Inoltre

nell'articolo

e, etl ci'ss.

Pietro e Paolo, essendovisi fat-

Sigilli roiVTiFicu riparlai dell'^://ir//o Pc.5-(V/to/7V>,


s.

to (li|iinf;cie in
s.

attodoifiiie una chiesa a


tli

altro sigillo papale, coll'edigiedi

Piclio, oltre l'iininagine di i|uesti e

Pietro; e qui aggiunger, che


fece scolpire
le ss.

Eugenio

s.

Paulo

in

musaico.
le

Con

altri dipinti fe-

IV

Teste nell'anellocol

ce esprimere
hediie, e
i

gesta e inariirio d'

am-

quale sigillava eh()\\ii,subCr//)iliunPri/icipitni yipostoloriun. Nicol III nel ripor-

fatti rigtiaidaiiti le ss.

Teste, e

una Croce, essendo quella di s Paolo alla destra per quanto dichiarai ne' \o\. LUI, p. 22 e 23, LX Vi, p. 93 e
fra di esse

je nella detta cappella di


lieliquie e le
ss.

s.

Lorenzo

le ss.

Teste,

per custodia di

queste

s'r

servi degli antichi sportelli, e vi

svj^.Accuio <\e Sigilli jU!itifin!ja[)po\clic in tal


le

modo

in quelli di

piombo

delle

/olle pontilcie, sono rappresentate


de'ss. Pietro e Paolo, per

si pu leggeMarangoni a p. 36, ove il Pa[)ala chiama iSixs volte basilica, e dice d'aver-

pose analoga iscrizione, che


re in

Teste
re
i

dimostra-

la consagrala.il

cardinalStefaneschi nella

i^api con pubblica e solenne testiinoil

descrizione del solenne possesso preso nel


I

niiiiiza

loro speciale cullo alle medesis.

2(y5da Boiiif icio


le

della basilica La-

uic,
le

da Papa

Paolo

in poi (|uanto al-

teranense, tra
ss.

sue reliquie

immagini, e prima di Pasquale 11 colla ss. Croce che le separa, dimostrando non ostante che la maggiore onoranza devcsi a s. Pietro. Per Cancellieri crede assai pi remota l'inlroduziune delle ss. Teste ne'sigilli pontificii per singolare distinzione de'Papi, onde autenticare Ioio solenni atti e diplomi, e ne riporta le diverse opinioni; dicendo che vollero per ossequio e venerazione renderli legali eoa tali M)()ressioni, per ricordare anche la
loro
i

Teste:

Et caput

aetlicrei Petri,

enumerale Pau'
al

licjue Celebris,

Bonificio Vili un
1'

ca-

pitolo Laleranense

abbazia nullius di
giurisdizione ba-

Ferentino

i^J .),

colia

il l'apa che regna separ dal capitolo l'abbazia e l'uni al l'arci diocesi di i9yjoZc'/o(^7'. Inoltre Bo).

ronale della contea: per

nifacio Vili, toltala dignit di Pr/o/r(/''.)

dalla basilica e Chiesa di

s.
il

Giovanni
cardinal

iti

Laterano

(T"'.),\\ sostitu

Ar-

ciprete (F.), della qual dignit riparlai


a Preti CARDINALI. Nel
I

loro residenza presso l'oratorio loro pri-

3ut)
la

mentre Cle-

vato di
ss.

s.

Lorenzo, ove

si

custodivano

le

mente

Va vea trasferito
Avignone,

residenza pon-

Teste, ed Innocenzo

111 e

Innocenzo

con encicliche nolificaiono all'episcopato e alle chiese, simili sigilli

formare

l'au-

nel maggio o giugno Laleranense rieddlcala da [)ochi anni da Nicol IV, and in fiamme
lillcia in

la basilica

tenliciti delle ponlilcie bolle [)er distin-

colle sue adiacenze, restando le


illese nel

ss.

guerle dalle

false,

anzi le

medesime furo-

contiguo oratorio di

s.

Teste Loren-

no espiesse ne'loro denari e inoiwte, ed il N'eltori, nel Fiorino d'oi-o, p. 260, ne


jl

zo, preservalo

prodigiosamente. Ora ecnarrazione col Can-

comi

a riprendere la

porla molte colle

ss.

Teste
le

si

de' Papi

cellieri.

clic di altri principi

che ve

fecero scol-

pire, e che tliiainate

perci volgarmente furono


e siccome
il

Per la lunga e de[)!orabile assenza de' Papi dalvoma erasi trascurato inqiie'lempi torbidi e di fizioiie l'antico culto alle
ss.

/c.vto/i/,

loro valo-

re era di 3 paoli, tal

nome

reslalo alle

Teste, che nondimeno sempre rimapiacque a Dio che nel


al

monete papali d'egual valore. L'enciclica d'Innocenzo \\ Pridcnico Btdlac uo^slrac, e l'euciclica d'

sero nell'oratorio di Sancta Sanclonini.

Ma

luuoceuzo IV, fn-

levalo

ponliiicalo

3G2 fosse eUrbano V Grimoar1

4o
ceiemonie
e feste

TE
che

S
celebiaiono
i

T ES
Panairato a
p.

vi

64

68

del pi volte citalo

pi, iiiclusivaiuenle aihi

benedizione
lai

defili

volume.

Il

successore Onorio 111,

dopo
non

a-

j-lgmis 7J<'/{cle''quali ripai

a Supersti\\

vererinnovnlalaca[)pelladi.S\//K7(^i Saiictoruiii, pe'lravagli della Chiesa,


lo de'minacciati

zione, perch a questa la Cliiesa


ti),

sosli-

so-

rinnovata da ultimo dal l^npa che

da Federico

II,

ma

co-

iL'gna (munifico col santuario della

AV^altri

me leggo in Uinaldi

all'annoia lyjU.^zS,
il

la santa, per quanto


licolo.e nel voi.

riferii in
i

quell'ar-

per implojare da Dio

suo potente pa-

LXVlI,p.

o5, ed in

luoghi).

Lna

di esse era quella del venerile'ss.

d'Ungheria,

h santo, nel quale dallallare

Pie-

d'Andrea 11 re Leopoldo VI il Glorioso duca d'Ausilia, del duca di Moravia e di


trocinio all'arnii crociate
di
altri principi cristiani, nella

tro e Paolo,

rompendosi
ss.
si

sigilli, si

cstrae-

sagra spedi-

\ano
ci,

le

loro

Teste, insieme a due Cro-

zione di Gerusalemme, per nuovamente


liberai la cogli altri luoghi santi dal cru-

e dal

Papa

davano a baciare
le ss.

a'car-

ilmali ed a tutti gli ordini di coloro che

dele giogo de'saraceni,


6.' feria d'ogni

non solamente or-

inlervenivano,e poi ripoi.cva


e

Teste

dini) a'vescovi |)ubbliche processioni nella i.'

una Croce

nel suo luogo, che torna vasi a

Croce presa da un cardinale prete con essa in processione anelavano nella basilica di s. Croce in Gerusalemme, ove si rendeva solenne adosigillare, e l'altra
j

t e in

mese in ciascuna citqualunque luogo popolalo, ma econvocalo nella basilica Latuil chiericato, quanto il posi

gli slesso

ranense tanto

polo, a piedi nudi

rec nella
di

basilica

azione alla medesima. Nella festa dell'Ess.

Liberiana con processione

penitenza,

saltazione della

Croce,

lu stessa estrazione,

il Papa faceva consegnando a' car-

portando avanti
tenti pel

le

Teste de'bb. Apostoli


di

Pietro e Paolo, per iin[)elrare a'combal-

dinali le

ss.

Teste, e

il

legno vivifico della


presso
la basilica,

popolo cristiano e

Ges Cri-

vera Cioce. per traspoitarsi alla vicina


chiesa di
s.

sto per linlercessione della sua ss.

Madre
sufA.

Silvestro

l'aiuto di vinojconoscendo
ficienti
i

non essere

onde venerarsi dal PapUjdu' cardinali


dagli altri, indi processionalmente
duiali preti seniori
ste nella basilica
i

propri meriti per ottenerlo.

car-

portavano

le ss.

Te-

PnocnssioNE ancora riportai quelle altre fitte da' Papi colle ss. Teste, narrando
quandosicavavaiigdalla loro custodia per
farle venerare e baciare. Clemente

Lateranense, e

scalzi ri-

lornavano nel palazzo


torio. JNello stesso voi.

a riporle nell'ora-

IV con

LXll,

a p.

G2,con

suo breve a Isabella sorella


re di Francia, nel
1

di

s.

Luigi

IX

Giovanni Diacono, notai le copiose e incigni reliquie che nel 59 si veneravano


i

268

la

disingann dal
s.

credersi possedilrice del capo di

Paolo,

nella cappella di Sa/icla SuihIoui. per

chegliaveanodonatocerligieci con fraudolenta assicurazione, ovvero


ro con
tri
s.

lelenco che flurm d'oidined'Alcssandro

lo

confuse-

comprese le ss. Teste, ed a p. 69 registrai quelle non liporlate dal detto scrittore. Tornato Filippo 11 Augusto dalia crociata di Terra santa, fu ricevuto in lioIII,

Paolo vescovo; breve che con aldocumenti conqirovanti l'idenlil delTeste


si

le ss.
ri.

pu leggere
<lel

nel Cancelliela

Nicol HI

1277 per

rinnova-

ma
Itjce

da Celestino

Ili,

il

quale

gli lece

quc'
e gli

zione del palazzo e dell'oratorio di Sanila Sanctoi'uni, tolse da esso di notte


ss.

doni che accennai nel voi. LI,

p.

Gq,

le

mostrare
il

le ss.

Teste

de'ss. l'ietro e

J'aolo, ed
<lel
I

l olio santo.

Innocenzo

111

Teste e altre reliquie, e colle sue proprie mani, in casse distinte, lede[)osit gein altro lalo del

198 nell'armadio
ss.

in cui

erano riposportelli

losamente
ve
le

palazzo, e

non

4te le

Teste, fece lavorare

due

nella basilica

come

dice

il

Soresini, e poi
lui fal-

di

metallo colle medesime scolpile, da

riport nell'unico altare da

chiudersi con chiuN e caleuac;i,ul

modo

lo cusUuire iuvecc de'S preccdculi,aveu-

TE

S
Pare che deSalvato-

T E

4
pioud)o,
si

tlone lislrelta l'area e l'antica forma, e


rincliiuse incasso d'argento.
tlicasse
il

ter corruptiilcs, sopra l'autenticit delle bolle pontificie dal sigillo di

nuovo

oruloi io, oltrech al suo


al ss.

coll'impressione delle

ss.

Teste,

leggo-

titolare
re,

s.

Lorenzo, anche

no

nel Cancellieri. Inoltre

nell'articolo

ed

a'ss.

Pietro e l^aolo, esseudovisi fat-

Sigilli pontificii riparlai deiry-y/zc/ZoPciTrtto/70, altro sigillo papale, coH'edigie di


s.

to dipingere in attoduilVire luia chiesa a


8,

Pietro, oltre l'immagine di questi e di

Pietro; e qui aggiunger, che


fece scolpire
le ss.

Eugenio

Paolo in musaico. Con altri di pai ti fece esprimere le gesta e martirio d'ambedue, e fatti riguardanti le ss. Teste, e fra di esse una Croce, essendo quella di s. Paolo alla destra per quanto dichiaiai
s.
i

IV

Teste nell'anellocoi
nel riporle ss.

quale sigillava eboWn^subCapitianPri/icipuni Aposioloram. Nicol


re nella detta cappella di
s.

III

Lorenzo

Reliquie e
queste
sr

le ss.

Teste,

per custodia di

ne' voi.

LUI,

p.

22

23,

LXVI,

p.

98

servi degli antichi sportelli, e vi

seg.,dicendode'i.S7;i,'77// /vo/^/Z/Mz/j-dappoi-

ch
le

in tal

modo

in quelli di

piombo

delle

hoilc pontificie, sono rappresentate


de'ss. Pietro e Paolo, per
e

si pu leggeMarangoni a p. 36, ove il Pa[)a la chiama due volte basilica, e dice d'aver-

pose analoga iscrizione, che


re in

Teste
re
i

dimostra-

la

consagiata. 11 cardinalSlef ineschi nella

Papi con pubblica


il

solenne testimo-

tiesci izioiie de!


1

solenne possesso preso nel

nianza

loro speciale cullo alle medesi-

2C)5da Doiiificio VII! lidia basilica La-

le loro

Papa s. Paolo 1 in poi <|uanto alimmagini, e prima di Pasquale II colla ss. Croce che le separa, dimostrando non ostante che la maggiore onoranza
me,
ila

teraneiise, tra le sue relitjuie


ss.

enumerale
al

Teste

Et caput aethcrei Petri, Pau'


Bonificio Vili un
1'

licpie celebri.^.

ca-

pitolo Lateranense

abbazia iinllius di
giurisdizione ba-

devesi a

s.

Pietro.

de
ss.

assai pi

Per Cancellieri creremota l'uitroduzione delle


per singolare
i

Ferentino (/

.),

colia

Teste

ne'sigilli pontifcii

distinzionede'Papi, onde autenticare

lole

il Papa che regna separ dal capitolo l'abbazia e l'uni all'arci diocesi di Spoleto (T".).\nQ\\.ve Ho-

ronale della contea: per

ro solenni

atti e

diplomi, e ne riporta

nifacio Vili, toltala dignit di P/'/o/t(/''.)

diverse opinioni; dicendo che vollero per


o^isequioe venerazione renderli legali con
lidi

dalla biisilica e Cdesa di

s.
il

Giova n/d
cardinal

iti

Latcrano

(f'\),\\ sostitu

Ar-

in)pressioni, per ricordare

anche

la

ciprete (T'.), della qual dignit riparlai


a Preti CARDK\ALi. Nel
1

loro residenza presso l'oratorio loro pri-

3u8 mentre Clela

vato
ss.

di

s.

Lorenzo, ove

si

custodivano

le

mente

Va vea trasferito
Avignone,
nel

residenza [)on-

Teste, ed Innocenzo

111 e

Innocenzo IV

lilcia in

maggio o giugno
and
in

con encicliche notificarono all'episcopato e alle chiese,


sinjili sigilli

la basilica

Lateranense riedificata da po-

tenticit delle pontifcie

formare l'aubolle per distin-

chi anni da Nicol IV,

fiamme
ss.

colle sue adiacenze, restando le


illese nel

Teste
ec-

guerle dalle

false,

anzi

le

medesime
p.
si

furo-

contiguo oratorio di

s.

Loren-

no
il

espiesse ne'Ioro

denari
ss.

e moiicle, ed

zo,

preservato prodigiosamente.
a riprendere la

Ora

Vettori, nel Fiorino d'oro,

riporta molte colle

Teste
le

260, ne de' Papi

comi

narrazione col Can-

cellieri.

che

di altri principi

che ve

fecero scol-

pire, e che

perci volgarmente furono


e siccome
tal
il

Per la lunga e de[dorabile assenza de' Papi daRoina erasi trascurato inque'tempi torbidi e di fazione l'antico culto alle
ss.

chiamate

/r.s7o/;/,

loro valo-

re era di 3 paoli,

nome

restato alle

Teste, che nondimeno sempre rimal)io

monete papali d'egual valore. L'enciclica d'Innocenzo \\\ Pridcinco Bullac 110stracy e l'euciclica d' Innocenzo IV, /

sero nell'oraloi io di Sa/irta Sa/ietoi-uin.


]\Li piaccpie a

che nel

levalo

al

pontificalo

3G2 fosse eUrbano V Griraoai1

4i
di,
il

T
esilialii ni
eli

S
la tlignil

T E
papale
nella cappella di

S
citt.

quale ligiiardiuxlo
l<i

ienaloreeda'mngiiali della

Recatosi
0:1'-

come

dc'iiKJiili, iiuii volle

SancLa Sane tortini

comparire in cavalcala ad Avignone. Animalo da (|ue.>lo sentinienin, cominci a vincere la ripugnanza


nella coruiiazioue
di n)ulti cardinali, cli^ nella pi pai le francesi

caudole

ss.

Rerupiie, Ira esse, e in sito rela

condito sotto
vasi simili le

colonna dell'altare, ritrocas.>ella

v dentro una
e tulio

d'argento

in

due

Teste
di

de'ss. Pietro e

Paolo,

non volevano abbandonare

il

delizio-

commosso

divozione ne fecel'o-

so clima di Piovenza, ed a risolversi di


cetleie alle replicate istanze del popolo ro-

stensione al popolo
la

romano accorso
le

nel-

sottoposta piazza. Poscia

fece mostra-

mano, alle

pei suasioni di

Brigida di S\'C-

re dal cardinal

Guglielmo de Soiidrc ve-

zid, e alle pieiele del facondo Petrarca,

die preso dall'anuirosoe nobile trasporlo che avea per l'alllitta loma, ebbe il coraggio
di scrivergli:

scovo d'Oslia e Vellelri e dal cardinal Nicoli) Cr/y^orr/ vescovo d'Urgel (non di Vercelli

come

diversi pretesero,

non

trovan-'

Qtio iiu/iinni,

animo
tecto-

d(jlo alfatto tra' vescovi di Vercelli iiel-

Tu ad ripa/Il Rhodaia'y'^iil) aurals


teraiatni
liiini jactt

V/talia sacra dell'Ughelli, u nella Serie cronologica de\'csco\'i del cali.

riim laaiu'aihiiSy soinnum capix, et Laet Ecclesiariim .Va-

Duna;

errore che rimarc anco


le
le

il

Caidella, nel-

ler oiimhun, tecto careiis et vcnls


U't,

pa-

Memorie

xtoriche de cardinali).

Tra
non

etpluviisj et Petn,et Paulisancts'

testimonianze prodotte da Cancellieri


ss.

siniae Doiniis tremunt, et

qiiae

Jpostolorum, mine Aedes fuerat^ j'ani ruina est,

sulla ostensione delle

Te-ile,osservo

poche coiilraddizioni
tempi in cui
si

di date, pe' diversi

inforinsque lapidimi acen'us, lapidei

fecero, ed anco altri er-

tpioque peetorihus suspiria extorcpiens? Si determin dunrpie ili riunirsi alla sua
sposale
di

rarono con anacronismo.


sione descritta,
1

tre

1'

Osten1.

si

ricordi (juella del


altri
il

ricondurre

la

residenza pontifiin trionfo

marzo 368, che


la a' 5, nella

dicono meglio

fal-

cia in /V>/(7,

ove giunse

sabato

quale
s.
il

Papa mostr

al

po-

16 ottobre iSGy. Lazione pi strepitosa e memoiabde della sua breve dunora nell'alma cillii, fu l'invenzione e la nuova collocazione delle ss. Teste nella baNlica Laleianense, dii huiiaiidoii Papa essere conveniente che
li
1

polo

il

capo

di

Pietro, con inesplicabile

allegrezza, ed
di
!s.

cardinal Capocci

il

capo

s.

Paolo. Indi

Teste fossero

Urbano V volle che le di nuovo sigillate, co'si-

gilli

de'caidinali Rinaldo Orsini e A/ar-

Capi

(le'ss.

Apostoli,

qua-

co

accano piantalo co'loro sudori, ed uiiiaHiata col pro|)rio sangue la Chiesa cattolica, ripo<assero nella basilici

iterbo, non che dal senatore di Uouia Biagioo Blascodi Fernandodi Bei-

da f

viso (parente del celebre cardinal

Albor-

Latera-

noz, poi aiari;hese d' Ancona, rettore di

iiense,capo e

madre di
la
il

tulle

le

chiese, [)er

prouuioverne

venerazione universale.
Cancellieri con
le

Come
teplice

ci(>

segui,

molri-

ei

udizione ne raccolse
le rel.izioni >ci ilte

prove,

Bologna e duca di Spoleto). Intanto il Papa volendo restituire alla [)ubblica veneiazione le ss. Teste, con riportarle alla b.isilica Laleraneiisc, ordin che per lora
nobile e decorosa cuslodiu
ilue
si

ferendo

da'conteuipo-

lavorassero

rauei, e raccolle da'docuuienli. Di tulio

trovo meglio darne un complessi voestralto, seiiiplincando

mezze slalue o busti d'argento, ilei [leso di 700 marche per ciascuno ( 200
I
1

con pi chiarezza
le

il

dii:ono bahleschie Cresciiubeiii), e

che

la

laceonlo, e rettificando

varianti e di1

inedesime fossero adornee ricche


pietre preziose. In

di

molte

verse cose con altri autori. A'


I

8 ottobre

pan tempo commise eoa


d Sleiaiio

367 sembra che

il

Papa

visitasse la basi-

un breve

Giovanni

da Siena
isoou-

lica

Laterunense, indi pass nel contiguo

archilello e scultore (secondo l'asserto del

[)uluzzo

uccumpuguulo du' cardinali, dui

dolio artlieolouocomujeuJ.i'.

li. \

TE
li,

S
aver coiulotto pucrOr\ie-

TE

S
i

43
Capi
de'ss.

clie inoltre riferisce


tli

cavi delle loro teste colloc

le litvoii

soultiira nel tliioiuo

Pietro e Paolo). In pari


pella di
te le ss.

tempo
di
s.

dalla cap-

to, ilu\esi iioniiiia iiiqiiulit il'iucliileKo

Sa lieta

Sanetoi-ia/i furono est ratIjoreii/o,

neh 370, e
Iffjjf^o

[jerci

poleie ancora avere eIti

Teste dall'altare

seyuilo sculture pel lalieriiacolo.


uella

filli

da'cardiiiali

Francesco Te!>ldesrii,V\Q.

Storia del
le

duomo
I

d'Orvieto
i 1

tro

di e
ju

p.

\ alle,

sue

iiolizie a

(),

7,

silica

286, che

ili."

agosto

367

h\

preso

ti. il-

Jllonstrio arciprete della baLateranense e poi Gregorio XI, e Rinaldo fV.v7/jz,coirassislenza del vicario

Roger

fabbrica per aichilello

c<j11.i

coucloUa

del

Papa Giacomo
(il

IMuti (Papazzurri) ve-

pei

ai)ni;e -siccome ini teinposi Iralleiuie

scovo d'Arezzo

Ponzetti, D<' 7 icario-

in i'ioina

per aver mai

ii)i,yli
si

orvietani

ri-

rum

Urbis,

lo

dice vicario di Gregorio

cui>eioalI*apa, inaegli

difese assai
il

bene

XI), e l'intervento del senatore, conservatori e caporioni di


li

econliiiii neirim|)iegn olire

leiiipo con-

Roma,come di molla

tenuto),

r erezione della stupenda

del ciborio e del

mole tabernacolo marmoreo,


che contiene quello
li-

sacerdoti, Irovundosi

cassetta co'diie

vasi

ehe leconlenevano

co'sigilli
le ss.

impressi

die

di

gusto gotico racchiutle e sovrasta

nel
la

1367

intalli.

Portate

Teste nel-

l'ullaie pi inci()ale

pcjiilificia

residenza del Valicano, Ur-

gneo di s. Pietro, in cui stabili con debilo onore di collocare busti colle ss. Teste. l'rcypoi il Papa principi ci isliani a coni
i

bano
di

alla

presenza

di

molti distinti per-

sonaggi, secondo aleuni a' 18 aprile festa


P.isijiia

(veramente
tal

a'

6 aprile sene
es-

coi lere negli ornainenli dc'busli d'argeU'lo.

celeliia l'annivei sario, e

meglio deve

l'erci

Carlo

redi Francia olTiilue


e pietre preziose
fiorini,

seie avvenuto in

giorno come pure afa'


gli
i

glieli

d'oro, con

gemme
4,O0o

ferma Marangoni,
ned'i
i

del xalored'oltre
all'

contrilH

due
i

busti e

6 aprile 370) beornamenti, ripose


1

eiezione del gran ciborio e tabernasi

in essi

Capi

de'ss. Pietro e

Paolo, cia,

colo, e poi
ste,

rec a venerare

le ss.

Te-

scuno
poi
siili,
li

in quello

che

li

rappresentava

(iovanna regina di Francia e iNavar-

ra ^e.io sorella del dello re di Francia, e

consegn a'cardinali Uinaldo Ored Angelico Grimoardi di lui fra-

moglie
Vl.i

di

Carlo

11

il

Malvagio

re di

Na-

tello (e
gli altri

non

nipote),

(juali,

insieme co-

ia),doii

le v.ilure

una croce d'oio d'mestimabicon Uiollc mai gai ile, Giovanna I

cardinali e molti prelati, col cle-

ro e popolo
nolti

romano, accompagnati da

lesina diSicilia diuiiduideina realeador-

lumi, con pubblica e solenne pro-

nu

(.li

>ellissime

gemme

preziose.

11

valo-

cessione, per la citt recarono alla basilica


sti,

re ile'tjuali doni ascese a

3o,ooo
il

liorini.

Queliti insieme all' argento, all'oro, alle


alti e gioie de'diie busti,

Lateranense le ss. Teste co'Ioio busopra due piedistalli di noce dipinti a


baldacchino retto da 12
i

secondo

ne [iireie fu
la. l^er la

di

3oo,ooo

(iorini di

comucame[)ro-

varicolori,e indoraticon orofinoedazzurro, sotto


aste.

complessiva valuta pi

Giunti nella basilica,


i

cardinali deputati
ss.

liahile fu stimata

i5o,ooo

liorini, ossia

collocarono busti colle


tare

Teste sopra

l'al-

3o(),ooo scudi. Comjito il lavoro de'busli lui gennaio SGg.altridicono nel i Syo,
1

maggiore papale,

nell'alto dell'eini-

ed

a'

i5 o 16

aprile,
il

furono portali nel


(e

nenle tabernacolo sovrastante al ciborio appositamente edificalo di firma quasi gotica, (juailrata e

\ alleano presso

Papa

Maiangoni the
al

piramidabile,e sostenuto

con errore tipografico riporta


veiizione delle
ss.

Teste falla

3q4 l'inda Urbano


1

iV, dice eh' egli slesso nei

palazzo V'ali-

da 4 colonne del ciborio di marujo d'ordine corintio con capitelli messi a oro, essendo il luogo ove li deposero uno stanzi-

jcauo volle assislere alla disposizione delle


gioie sulle grandi

mt^ze statue,

e ue'cuu-

no o camera quadrata o condata di grandi e forti

caj)pellelta cirferrate.
11

lavo-

4'i

T E
si
t;i

S
fi-

TE
ini

Cionnlc di Ronui,
ne,
j'Oi

di cui parler in

foglio senza affatto ninna insegna e in-

coinniisero alcuni efjiiivoci, clie

teramente vuoti perch non ne conobbe


Io

esaminare. L()$leinin;i posloal fian-

stemma, come

co deirailare, nel lato (l(ir'pislola,di nietalluduralo,Misostliizione rect^nledi


lo inariiKH eu della thic^a
(|iif I-

cardinali e perci
nella slessa

un gran numero li mentre p 220,n. 8, fra 8 larghe di


di
li

lasci vuoti;
1

romana, si

disse
giti

slemmi

cardinali/i parimenti vuoti

ri-

dai CornnIe.dt\ cardinal J^rifcglio


iTu'ie ranicilcigo. Invece lo
cpiesli,
(li

porta soltanto quello del cardinal iNicoI

slenuua di

Capocci,
cotiio,

tal

quale come
poi

lo

produsse Ciac-

cui riparlai nel voi. IH, p.

iqi

c(m 4 sbarre aventi nel mezzo 3


all'

e 202,

si

lornia di 3 glol)i o polle e di 3

rose.

Quanto

Meiie,di\ive nella

mela

della lari;a

danna
l itac

G-iinoardi. frater

arma del carilinal PP. Lrhaid A, dice


ivi

shaira.

Lo stemma
Card.,
si

egmiie de'dne Agri-

pure Panvinioa
suo slemma
le a lo
si

p.

229,

nel n.i

o nel
d;i

foglio, 2o e nipote, dal Ciarconio,


J'nit. et

vede precisamente egua-

ripui la nel

t.

2, p.

5o6

quello del Papa fratello, formalo

e 5G6:

il

giimioiecoinecanierieiigodi Ur-

lano\
(jueslo

forsepoteva [lerciavere laleoiio-

4 seghe, quale appunto si ha in Ciacconio, a p. 56 t, inoltre avvertendo


fascia a

ie.TiiUa\olla essendosi da meesaminalo

questo ultimo scrittore, che


L rhaid

il

cardinale,

pnniodi araldica, e

gli

stemmi

de'

V non fi a tris pliux, sed frater,


il

carilinali,piiieclie taieslenuna a|iparlen

per
il

le

testimonianze che adduce. Tanto


Paiivinio

ga piollosioaUnnnonnnalocaidinal Ugo
iiogf /'.imperocch
I

Ciacconio quanto

danno

al

aniicoe ricordatoordalla

cardinal

Ugo Roger

il

suddescrilto stem-

ramento marmoreo dellaltareavea


parlecliegiiarila
nii di
la

ma. Quiinto
colilo

a quello del cardinal Allior-

nave grande

gli sleoi-

noz,\\ Paiivinio

non loconolibe,ed

il

Ciac-

r.regorioXI, di Ui L'ano V e del car/l'ogT/- scolpili in

dinal L'go

marmo. Ora
l'idlra

lodicon una semplice sb.irra a traverso, la quale forse essendo stata falla in
o con colori, e questi col tempo vele piccole larghe

limosMi lede opera per sostituirvi

or<

file poidii ,fpiellodeiyii'ogr7 invece fu ese-

nendo meno, opino che

gnilo in metallo doralo e [insto nel suildttlo fdnco dell'aliare: antoreli

senza alcun segno fuse a luiapparlenghino, u mi fu duto vedere sul

non

si

cre-

monumenlo

dette del A'oijr/". ma dell'. /g^/'//g^//o.tn Itavi;!

stemmi

del cardinal d'.7g-;//(>g^//o. In fatti

lostemtna del/tOi^rv.H V\\\mi\^Fas

la riesci izioiie

del tabernacolo eseguila dal

Cadiudiitn, riproducendone gli>tem-

IMillini, lo ripeto,

non

fa

parola dello stem-

concorda con quelli diCiacconio.LV// uin di liomn, <li cui pure Gir poi ricordo, non solo ripet l'asserto del Giornale, di lioniay sullo stemma del cardinal d*^/liii,

ma

' Agrifoglio, hiHS de'cardiuali

Ro-

{yr''J"Slif>,

ma

aggiunse che desso e quello


nipote (leve lieo-

delcaidinal

(J /7///0(7/t//

ger e AUiornoz. E'verochenon ricorda gli stemmi del cardinal Griinoardi, ma essisi vedono manifestamenle replicati nel monumento, olire quelli de'ie di Francia. Avendo Gregorio XI dichiarato colla

conieho giawei lito)d'tlrhano V elaltonel .3'j da G egoliosceisi perfratello,


1

bolla

Super iau\'ersas OriisKcelesins,


la

chela basilica Lateranense era


cipale del
sci

sede prin
si

rio

XI

arciprete Lateranense,

come

altri

sommo

Pontefice, dipoi

la-

furono
liio,

iiifeilelnientc prodotti dal Ciacco-

persuadere
fece

di ritornare in

Roma

per

e trovarsi esatti nel Panvinio,

che se-

ristabilirvi la residenza pontifcia, glorio-

gui l'autoi e dell'articolo del (Jioriiaie di


loiiin.W Panvinio,

samente
I

vi

il

.suo ingresso la sera de'

Kuitome

Poiitificun,

7 gennaio)

377,6

recatosi poi nella ba-

Cardiiialium iiisig//in,i\ me riscontiato a p. 220 e 229, numeri! 4 e6, riporta gli

silica

Lateranense, O.itensa

Apnstolorinn

Capita, plaudendo niadl'ii^ turba rej>atriat

rum

laelilia.

Laonde osserva Can-

TE
si
tli

T E
solfo di cui

4?
fa

CpUicri, qneslo fu ih."


Ila

Papa

deimo ciborio;
(nel declinar del
sfatto nella

et
1

questo poco tempo

memoiirt die

s'

iiiconiincinsse l'uso
le ss.

649

circa), slato di-

mosti are soleiinemeiile

Teste nel-

nuova restaurazione d'Inno*

la basilica.

Nel 1889 Boiiilucio IX poco

cenzo X."

Adunque

per tutto

il

narrato

dopo

li

sua elezione, colla bolla Sincera

devo/io, e poscia colia bolla QuaiiKiiinin


luiversf!

nella chiesa Lotcaneiise, altre di

Orhis Erclcsiac, dichiar clie capo di tulle le


e del

sembra spiegato, dicono alcuni, perch in alcuni luoghi del tabernacolo Uibaniano si videro alcuni stemmi de'Colonnesi: io
per nelle accurate indagini che
feci sul

Roma

inondo,
i

si

conserva-

monumento, come ora


no

trovasi,

non mi fu
nel
le

vano con ogni venerazione


jirincipi degli A postoli. Nel
si
1

Capide'due 4 o [tortalo' 1

dato vederne alcuno. Divotissimo Marti-

delle

ss.
si

Teste,

morendo

in

Roma

Luigi

il
tii

ledi

Sicilia, a'2

set-

ordin che
cellieri,

tumulasse avanti

tembre
sente, e
si

col legalo

Giovanni

XX 111

as-

sime, e crederono

tliversi Sicritlori

43 medee Can1

con molti baioni


le ss.
1

di casa Orsini,

che

si

fosse ci eseguito e collo-

reco a visitare

Teste; ostensione
1

cato nel deposito di mai no e bronzo, scolpito da Simone fratello di Donatello, e da Antonio l'^ilarele fiorentini, scultori eziandio delle superbe porte di bronzo del
la

ripetuta a'i4
tore ^

mar70 4 4 ^'' '^^ '"P*'*"^' Veiueslao VI redi Boemia. WartmO

la basilica

Colonna, gi canonico e arciprete del Laleranense, riidz il suo panella

basilica Vaticana,

come alfenna Vasafi

vimento

nave

di

mezzo d'opera aleggiadraiuenle


ili

ri, il

cui disegno circoud ito da architeta


le (piali

lessandrina ad intarsio,

ture e ornato di sue medaglie,

disposto in vari compartimenti

piccole

una

colle
p.

ss.

Tete, riporl

il

citato Ciac-

pietre a diversi colori, che fanno bellissi-

conio a

mo

elTelto; tolse gli


s.

amboni

forse di Seril

bellissimi i-aini.

gio 111, l'altare di

AbiriaMaddalena e

S^B. Nell'opera magnifica con La patriarcalr basilica Tjnteraneise ilhistrnln per cura di A-

coro de*canonici,che essenilo iiin;mzi


tale papale, ne

l'ai-

gostiio T^alc liti Ili,

^onvA 83 4,
1

il

disegno
tavola

impedivano la vista completa, e perch meglio si godesse isolato il soM-astante tabernacolo e il ciborio che
lo

del

monumento

si

riporta nel

t. 1,

3?.

Come

notai nell'articolo Chiesa bis,


in

Giovanni

Laterano,

la

descrizione e

circonda. Inoltre e
p.

come

dissi nel voi.

illustrazione dell'encomiata opera stu-

LXIV,
tino

io5,e

alti

ove, nella basilica


le

Mar-

dioso lavoro del eh. Filippo Gerardi.


per quanto narrai nel vol.LXIV,p.
e >eg., pare che
sia
il

Ma

V
il

fece altre opere, fra

quali pose
delle re-

sullo
li(piie
s.

propinquo tabernacolo
lui eretto, e

io5 magnifico deposito non

da

sopra

l'altare,

una
pro-

Maria Maddalena,

forse per

memoria
il

lei

rimosso altare, e per di dietro

le miericercheonde stabilire il luogo dove fu sepolto, incontrarono l'approvazione di qualche per-

che un cenotafio, e

prio ritratto in ginocchio,

ambo

dipinti

souiiggio e altri antichi ecclesiastici appar-

da Scipione Gaetino. Trovo poi nel Baideschi e Crescimbenijche il quadro di s.

tenenti alla basilica,

dopoch

fu pubbli-

cato

il

detto volume, e ad onta delle ossa

Maddalena

fu posto ad altro suo altare e-

che
te

vi

furono collocale dentro

nel recen-

relto nella sagrestia debenefciali dal ca-

nonico Fui \

io

Orsini, die

morendo
11

nel
dia-

trasferimento del deposilo.di che pai lera suoluogo,lecjuali non si ritengono per
le

1600 vi

volle essere sepolto innanzi.

identiche del Papa. Si vuole die Mar-

rista Gigli riferisce.

Le

reliquie de'Sanli

tino

fosse sepolto

da un lato del taber-

stavano prima
la

in altro ciborio, a

niano
quale
il

nacolo, cio nella cappella de'ss. Filip[o e

destra di quello degli Apostoli, fatto gi

Giacomo di sua
nendo
poi

casa Colonna, a desti a del-

Papa Martino V,il

ritratto del

l'attuale cappella del coro d'inverno.

Ve-

in atto d'orare, sta dipinto dietro

me-

murata

la

cappella,sicrede ra-

48

T E

S
TI: a figlio
il

T ES
canonico Nicola poefa di vai '

gionevolmenle die le sue pni^lie movlnli si tias|)Oi fiissero con (|uclle ilfgli iilti Coi

lore.
ste,

A '3

maggio 43
s.

ft:s'<i

d'

Penteco-

loimesi in taleciippella del coro, ncll'allra

l'imperatore Sigismondo, dopo essere

sepoltura gentilizia
Ila

ili

sua illustre casa(l'u-

stato
si

coronato in

Pietro da

Eugenio IV,
gli

e l'altra eretta dal caidinalAscanio Co1

rec nella basilica. Lateranense, ove


le

lonna, che assetino

1 lampade d'argento

fiiiono mostrate

Te^te

de'ss.

Apostoli

pei pel ne alle ss.Tesfe,conie narrai nel luo-

da IMaltinSoresini beneficiato custode delle

esempio iniitalo dal beneficialo Girolamo Tciccalcielo, il cpiale doni2 lampade d'ottone ben lavorate pe' giorni feriali: contribu pure all'erezione della cappella il contestabile d.Fili[)po Colonna, elle ivi innalz alla moglie un songo
citalo, pio

medesime, e

poi canonico Liberiano. Ai


e vide le
ss.

29 agosto 1436 vener


ste
il

TeVi-

celebre patriarca / itelleschi, poscia


il

cardinale,

quale giunto all'arco


cos

di

s.

to fu ricevuto sotto

compagnato

un drappo d'oro e acas. Lorenzo in Damaso.


precauzioni pre-

tuoso monumento). Ci conferma


dice Vaticano
slesso

il

cose

Ad

onta delle

somme
le ss.

5994 contemporaneo allo Papa, poicli a p. 74 si legge bi

da Urbano V,

Teste furono ripro-

vevole segno della rapacit iniqua e sacrilega di 3 ladri,

seguente epigrafe ritmica, composta dal

due de'quali Nicola Gail

suo segretario, nella (juale chiaramenle sepolto nella capdello essere Martino

rofalo e G. Capocciola regnicoli, beneficiali

Lateranensi, e

manutengolo zio Ni-

pella di
pi:rafe

padronato della sua famiglia; efavoritami dal eli. mg.' Pio Mar-

linucci 2. prefetto delia bil>lioteca Vati-

Valmoutone canonico della slessa basilica. due beneficiali a' 12 aprile 438 luned di Pascpia.dopo aver mostracola di
1 1

cana. Epytapliium Dii Martini

Quinti obiit auteni


hriiarii xxii,

Pape ano Diii \^'6\ dn-fc-

lo le
te

ss.

Teste, nella notte diabolicamendi spogliarle di 2 balasci,d'un

ardirono

composi timi per clarissi-

grosso zadlro, di 3 preziosissimi diamanti


e di 12 grandi perle.

iiutn viruni diium Antouiumde Luschis dniPapcsecrctariwn.-Sunimwn in genie dcciis


,

contenti di que-

sto furto, nel giorno della festa de'ss.


posloli
a'

A-

genuil qiicni clara Colunine-

29 giugno, ne

tolseio altre 18
il

senatu.9 -

Stirps antirpia, potejis, romani magna Et pars fida piis,acquintus ab

gemme,

facendosi ascendere

furto fra

ordine Papa-JIic Martinus crai; proprio epa

membra

sacello

Et

superis a-

limani terris per lustra politus


dilj iitfaeta est sevis

Reddi-

iam pena ij ramnisj - Coniposit iustosjct mundi regna


redegit-El i'irlute sua pacato vijcit in orbe. Apprendo dal Bonamici, Pont. Epist. Scriplorilnis, p. iyo,edal Marini,
Archiatri Pontificii, 1. p. 87, t. 2, p. !o3 eiio, che Antonio Loschi vicentino
1 ,
i

3o.ooo scudi e pi. Scoperto il delitto da un orelce che a vea comprato per Seducati una perla di gran valore, e da un pio e nobile veneziano che avea acquistato una margarita pure di
lutto al valore di

gran valore perdonarla alle ss. Teste onde ricuperare la sanit, furono portali nelle carceri di Campidoglio il canonico e i
ni[)oli beneficiati. Piicupeiate tutte
ie
, li'

gio-

con solennissima processione furono

restituite

a'20 agosto nel tabernacolo, con

fu illustre segretario apostolico, dicinrpie

l'intervento del senatore che lesse pubbli-

o sei Papi successi vaineiite,comincian-

do da Gregorio }v II, Alessandro V, Martino V, Eugenio IV, ec, e tanto distinto scrittore e poeta latino, che Lorenzo Valla l'antepose a Bartolomeo Poliziano. EbJ)e

camente la tremenda scomunica di Urbano V, control ladri ei manutengoli, che deponeva qualunque ecclesiastico o laico
dalle dignit, vietando loro di fir testa-

a fratello Francesco, dotto giurecon-

sulto, poeta, oratore e segretario di

Pio

mento ri testimonianza, di essere ogni domenica scomunicati, e in morte sotterrali a"Casaliiii, come fu fatto. Il canonico
,

T E
Roma

S
tli

T E
sogn concedere
lire sul
al

49
di sa-

bencli avesse giurato al governatore


di nulla sapere, fu

popolo romano

convintoci

rei-

tabernacolo, perch

ognuno po-

t, e co' beneficiali costretti a confessare

tesse accertarsi co'propri occhi,


te le gioie e perle

tutto, furono degradati nell'altare

mag-

che tuterano stale rimesse ai

giore di s. Maria d'Araceli, e da Anilrea de Castro vescovo d'Osimo e vicario del Papa, condannati a morte esemplare, do-

loro antichi

siti.

starono
te

illese e intatte,

Per altro le ss. Teste renon essendo sta-

mai rimosse dairinterno del taberna-

po
la

essere stati per 3 giorni e 3 notti tra

colo in cui furono collocate da

Urbano

continua pioggia,

in 3

gabbie

di

legno
di

V;
ve

anzi
di

il

deplorabile avvenimento sor-,

poste su alte travi a piazza di


fiore.

Campo

confutazione alla traduzione grec<i

8 settembre, il canonico fu posto a cavallo d'un asino con in capo una mitra di carta co'diavoli dipinPertanto
a'
i

degli alti del concilio di

Firenze (V.) di
a'

ti

e colla faccia rivolta alla coda; e

beneficiati legati in
lo zio,

furono

alle

due due tavole dietro alcode di due asini strai

g aprile Ferra' rn, ove ne incominci le sessioni Eugenio IV, sopra l'altare maggiore eranvi le TeCariofilo,
il

quale asser che


di
s.

1438

nel

tempio

Giorgio

in

ste de'

ss.

Pietro e Paolo

ivi

esposte fra

scinati per la citt fino alla piazza Late-

ranense. Ivi Nicola di Val montone,

come

meno

reo, fu impiccato all'albero dell'olnella

mo cbe stava
e per

medesima.

Garofa-

lo e Capocciola fu troncata la

mano dritta
accanto

avendo nel mezzo l'Evangelo, onde altri asserirono che presiedevano al sinodo trasferito a Firenze; mentre a' 2 dello stesso mese n'era stata fatta la narrata ostensione, per cui furono
cerei ardenti,
I

memoria furono

chiavistellate nel-

confuse

le

immagini

delle

ss.

Teste colle
il

le pareti della torre presso l'olmo,

identiche reliquie, ad
diarista

onta che narr

all'opera di metallo, che pare fosse stata


la'

famosa Lupa di bronzo clie allora adornava la piazza colla simile statua eque-

Marc'Antonio Valena, che furono da due sacrileghi rubbate per una notte, e che in un corridore oscuro dell'an
lieo patriarchio eravi stata dipintala storia, colla

stre di Marc'Aurelio; indi ferrali insieme

ad un legno, furono ambedue arsi col fuoco. Tutto ricavai dalle 3 relazioni de'diavisti contemporanei pubblicate dal Soresino e da Cancellieri. Se non che, riscontrando il p. Casimiro da Roma, Memorie della chiesa di s. Maria d'Araceli,
egli riporta
i

gran giustizia
busti che
le

fatta sui rei

tenaPieal-

gliandoli.
liquie e
lora
i

Giammai dunque
stati rimossi,

queste

ss.

contengono sino
poich
il

erano

diari-

sta Infessiu-a registr a'2

l'ostensione delle

novembre i438 medesime e del Folto


i

veri

nomi

de' delinquenti,

tratti dall'archivio

Lateranense, comese-

gue: Domiiiicus de Tito Capocciola Apulns, Joauues Christophorus Garofalus Castri Vallis Montanae, Nicolaus

Trt/zfye questo e quelle a' o ottobre 44 furono mostrati all'abbate di s. Antonio in Egitto, ambasciatore del Prete Janni
r '

al

Papa.

Temendo!

canonici secolari del-

Andreuccius de Peroscia ex eodem Castro.


Il

cardinal Foschi, ch'era allora ar-

che Eugenio IV volesse sosti* tuire loro interamente canonici regolari, artificiosamente sparsero la voce che
la basilica,
i

ciprete della basilica, in

un muro

di es-

il

Papa voleva

ci fare per

non trovare
ss.

sa, presso la cappella Ceci vicino al taber-

opposizioni
Teste.

di trasportare altrove le
il

nacolo, a terroredi tutti e


testazione di
s

perpetuadela

Ma
il

orribile sacrilegio, ne fe-

cusatori,

Papa a confusione degli act. maggio i444 colla bolla

ce dipingere
pittura
vi

la

formidabde punizione;
al

Quuni ad sacratissinam venerandam


7yrt/c7'/7mv?.s(7,onorificentissioiaperquesta,afri(lagli stessi

rimase sino

1587,

ma

il

di-

segno

si

conserva nell'arcliivio. L'indegnai

canonici

la

custodia dei

zione contro

malfattori fu tanta, che bi-

Copi

de'ss.

Pietro e Paolo finch fossero

VOL ixxv.

So
\issuli, e loro

TES
mancando
si

T E
devolvesse
la

ste, e

l'imperatore
il

si

gett a terra e bat-

cura
J

die

il

o hlerici cilladini roDiani,a'(jualilolodi rrohUori delle ss. Ile(

tendosi

petto con gran divozione disse


il

3 orazioni; poi
dosi che
in dito,

Papa

gli

mostr tutte

le

liijuic.
la

assegnando loro uno stipendio dalaposlolicn.


I

gioie e pie tre preziose de'busti, rimai canlo

camera

Con

altra bolla poi

smeraldo che
s.

il

Papa teneva
pii

de'i 5 gennaio 44'^-^^S''"'^ '^' piescris se il mudo con cui doveano cnslodirsi e

somigliava a quello

bello del
si

triregno di
restitu
silica

Pietro. ZSel d seguente


11

moslrarsi
alloia
si

le ss.

Teste, e

le ss. l'.elicpiietlie

Paolo
la

coirimperaloie

alla

ba-

consci

vavano

in

un

aliare con-

per

festa della Circoncisione, e

Fe-

tiguo, con)e lo ricordai parlandodi


tino

Mar-

derico

111 in

mezzo

alla chiesa nel faldi-

V, con altra bolla ripetendo gli encomi di questi sagri tesori. A' 22 marzo i452rederico 111, dopo avere ricevuto la corona im[)ericile in s. Pietro da Nicol V, portatosi con pomposa cavalcata alla
basdicaLateraneuise, fu condotto sino
l'altare
al-

storio presso quello del


iar piet

Papa con singo-

vener

le ss.

Teste e poi mol-

te altre insigni reliquie d'altri santi. Si-

sto

IV colle bolle Quainvis del i47'>> e QnamqKtin deli 4^3, fece comineiuorabasilica

zione cle'Capi de'ss. Pietro e Paolo, conservati e venerali nella

maggiore CajntumJpostolorun, ed ivi venne fatto canonico della basilica, venendogli imposta dal priore generale de' canonici regolari la cotta, la cap-

Lntcradi tot.

nense sua sposa, specchio e capo


te le chiese.

A'26 agosto 1492 hioni476

come [ter ei

rore tipografico leggesi inCan

pa e la berietla, e dato un ducato, distribuzione di (juel giorno, nel modo che narrai nel voi.

C(llieri), all' anticliissiiiie

ceiemonie del

Possesso de' Papi [T


ci

.)

nella basilica

X\

li,

p.

220

e altrove. Al-

leranense, per Alessandro

La VI s'incomin-

lorquando Pio
Ic j)lil\ io

sima Processione (J
rajjostlo

neli4C2 con sontuosis.) si lecfinoa Pona ricevere la donata lesta ilei11


s.

ad aggiungere la particolare ostensione delle ss. Teste. Onde Cancellieri a p. 53 della Storia de' possessi [f>\e ancora

Andrea, per accrescerne


voleva condurvi
i

la

molle nozioni riporta su queste


generale camaldolese
pita

s<. Pieli-

splendida
de'ss.

pompa

Capi

quie), ci espresse colle parole del celebre


p. ab. Delfini.

Pietro e Paolo,

ma non

pot esei

Jd

guirsi la religiosa idea,


sti

non

si

perch loro bupotevano levare dal Inbernaco-

altaiein pri/nittn, cui supposita siint Ca-

Jposlolorum, Jleais

genilnis, ora-

lo

senza guastai lo e senza esporli a perquiilclie

dere
peso

gemma,

ed anco pel gran

de more aeeepta^ populiim henedixit. Questo lodevole uso,


K'itjpossessionegite loei

dell'ai gent(j,ch'egli

dicene'suoirom-

rinnovato neh 525 nella

visita

che Cle-

rnenUiii ascendere a piiadi

4^00

libbre,

mente
dovi

Il

fece della basilica, se

ed ancora per

la

dinicolt di segare e di

memoria

non essenpoi realmente ne prese


il

muovere
se

ferri co' (piali

erano fermati.
in

possesso, quanto a questa funzione,

sucri-

Onde si content ord iiare,che quando fosoccorso portare


la
la

cessore Paolo
pristin
la

111 l'ii

aprile!

53

ne

mattina

process.

consuetudine, che ritenuta nei

sione

testa di

s.

Andrea
de'ss.

fratello di
si

successivi possessi,

dura ancora. Di Pao-

Pietro, nelle ore pomeridiane

dovesse-

lo 111 diUKjuesi legge: f/ide iiifonato jier

ro mostrare

Capi
111

Pietro e Paolo
'o'""

eaiitorcs liymno
lociini,

Te Deum

Papani

ai!

nella basilica Lateranense. Nel 14^^

uhi in loco praeparato gcnii/le-

nato Federico
alla basilica

imperatore
si

in

Pioma,
II

a-us ostcnsn

Capita Jpostolorwn ado-

nell'ultimo dell'anno

rec con Paolo

ravi t.

Tnm ad altare majiis in faldistodopo


l'ingres-

Laleianense, e mediante un

rio oravil eie. Noter, che

tavolato e scala di legno

ambedue
erano
le

enti
s-..

a-

so del l'apa nella basilica in sedia gesta-

lono

De'caocelli Ita'quali

Te-

toriuy u discende per adorare

il

s.

Sa-

T E

S
te e tre, ivi

TES
mi god l'animo
di
stessi

Ti

gramenlosolennenjeiile esposto nella cappella del ss. Crocefisso e tleltu ili s. Seveper ;l] edificala dal cardinal Saiiloiio aicivescovo deiroinoniina citl, indi risale in della sedia, ne cala per venerare
le ss.

manfe

starlo con religioso giubilo, che qui cogli


sensi

rinnovo lietamente; aggiun

gendo quanto alle ss. Testede'principi degli

Apostoli, che in quella circoslauza a

Teste, poi

si

ripone sulla gesla-

toria, dalla quale discende

nanzi l'altare principale.


r, che per
, i

perorare intjui aggiungeil

la

fesla

dell'Ascensione

l'a-

taberua da vicino gli o dierni busti de'ss. Pietro e Paolo, con mia gran compiacenza. Per mirabile li alto de!
scesi

ancora

alla cappellella del

colo, per vedere in essa

pa cardinali e tutti quelli che hanno luogo nelle cappelle pontificie, dopoch
il

la

divina provvidenza, nel tragico, sacri


1

cardinale autoiizzato con apposito bre-

ve,
la

pr

iiiica \i'cc tantiiin,

ha celebrato
a veil

messa nell'altare papale, passano


le ss.

nerare

Teste con cortine aperte;


la
s.

tremendo sacco di Ilo/ua del ^y, fdiono barbaramente depied.iti sagri te(upli e le ss. Pieliquie, pure le ss. Teste furono rispellate, e rimasero intatli loro pieziosissimi ornamenti. Le vilego e
in cui
i i

che ha pur luogo per


sta della Nativit di

cappella

dell.t fe-

sitarono,

Gio. Ballista, ina


il

e nel
tore.

dopo

di avtMe veneralo

ss.

Sagi

amenla fesla

neh 533 !Margheiila d'Austria, 536 suo padre Carlo V imperaPaolo III a'25 giugno 537 si reil
1

to e perci avanti la messa.

Per

c a celebrare
poi
si

di s. Gio. Battista del 18 55 fu stabilito, che il Fapa,i cardinali, prelati e gli altri che hanno luogo iii cappella, non pi si
i

messa nella basilica, e prostr avanti le ss. Teste, per iin


la
il

plorale

divino aiuto ne' gravi bisogni

della Chiesa colla mediazione de'ss. Pietro e Paolo. Pio

dovessero recare nelle funzioni della basilica


ti

IV non

solo fece

buona

Lateranensein sagrestia;

ma

entra-

parte del soRllo, e l'arco


sovrastante
il

di travertino,

nel

propinquo palazzo Lateraneiise, per

ciborio, anticauieute chia-

la

porta rispondente nella basilica, ossia

quella che conduce alla loggia perla benedizione, si portassero nella temporanea ca-

mato del Salvatore per l'apparizione di sua immagine quando s. vSilvestro con
I

sagr
della

la

basilica;

ma

rialz

il

pavimento

mera de'paramenli o cappellone che


masi dopo
poi
il

for-

nave maggiore, onde per questo e


in seguito,

la

cappella Torlonia, da dove


si

per altro che ricorder


bi forma
la

cam-

Papa
il

cogli altri

recasse a venecoll'alter-

cappellina sottoposta

all'al-

rare

ss.

Sagramento, esposto
ss.

tare papale.
to

Gregorio XIII nell'anno sanf'olto sa/ito e


le ss.

nativa

iella

cappella Corsini e nella delCrocefisso, e quindi ad

1575

fece mostrare pi volte straoril

ta cappella del

dinariameule
ste,

orare innanzi
re
al

le ss.

Teste, per poi passa-

presbiterio dell' altare pontificio.


le altre

pi

TePanegli Anni santi da loro celebrati. Di


ed altretlanlo praticarono
di versi
il

Tutte
corte,

volte poi che

il

Papa

visi-

pi fece ridorare a nuovo


giore

ciborio e

il

ta la basilica
si

per sua divozione colla sua


le

tabernacolo.e tolse dinanzi all'altare magle suddette 4 colonne scanalate di bronzo dorato, che vi avea collocato l'imperatore Costantino I, e le p(jse per or-

tirano

cortine di seta cremisi


Teste. Nel
i

che velano

le ss.

voi.

LV,

p.

265, riportai l'invito che romani fecero ad Adriano "VI di recarsi dalla Spagna in

namento
to,

dell' altare del

ss.

Sagramen-

Roma,
baciare
stoli

dicendogli che non v'era cosa pi


il

gloriosa, grata e beata, che


le ss.

venerare e

che magnificamente comp poi Clemente Vili, rialzando inoltre il pavimen-

Teste de'principi deg!i Apos.

e quella di
la

Andrea.

siccome

io

Questo Papaa'i4 g"'ignoi5q2, mediante un palco e comoda


to della crocer.
scala di legno, volle entrare ne'cauoelli di

ebbi

consolante sotldisfazione di vene-

rarle da viciuo e baciarle di votaineate lut-

ferro del tabernacolo, per venerare pi da

52
\icino
to
il

T E S
le ss.

TES
ce visitarci busti e le
le

Teste. Quiiuli, afnncli; tut-

limilo restasse pi def enlemcnle or-

nalo, volle clic s'imlorassero

medesi-

gemme che gli ornavano, e da'suddetti Urbano e Benedetto iNIillini fece (are la descrizione de'medesimi, e quella della struttura del ciborio e del tabernacolo.

me

ferrate, e
le

che

vi si

ai^gimigesscro in

immagini de' ss. Pietro e l'aolo in velluto rosso. Essendo la cappellina sotterranea dipinta con fioroni e un agnello nel mezzo, ed avendo sull'altare l'immagine del Sai valore con gloria d'angeli, Clemente Vili vi oper alcuni abprospettiva
bellimenti. Nella predella o scalino dell'altare

Intorno a questo

ultimo

il

Papa

fece eseguire

una ringhie-

ra di ferro dorato,

con lampade dorale

da ardere sempre, per mostrare al popolo le reliquie de' santi, le quali prima stavano in altro ciborio o tabernacolo fatto da Martino V, a mano destra di questo
de'ss. A[)ostoli.

papale fece eseguire 3 bellissimi

Abbell tutte

le

parti del
,

quadretti a olio da Giovanni Balduccio


Cosci fiorentino: in quello di

tabernacolo che ne abbisognavano


cui fu posta un'iscrizione sui
so.
Ps'el

per
es-

mezzo
il

pi

lai' J'

grande espresse
re, ne'Iatera li
s.

1'

ultima cena del Signo-

16 )5,sotto Alessandro VII. venu-

Pietro che batiezza

Ceninci-

la a stabilirsi in

B.oma

la

celebre regina
le ss.

turione Coiiielio, e Cristo che chiama a


se
s.

Cristina di Svezia, visit

Teste, e

Pietro. Questi quadrelli e

ben

nel suo soggiorno ripet la sua venera-

si si

ponno vedere

nella ricordala opera,

zione: altri sovrani che anteriormente e

La Patriarcali- basilica Lahranciisc illii.strafa. In

posleriormente fecero

il

simile,

li

ricorda

seguito fuiono levali, e con


di

Cancellieri.Alessandro Vllsi mostr molto zelante del cullo delle


ss.

r aggiunta
iono a'piedi

due
s.

altri

esprimenti Ana-

Teste, ordila

nia e Zaflira die per aver mentito


di

muoform

il

disegno di lutti

gli

ornamenti e

Pietro, e
lui

il

risanamensi

delineazione del ciborio e del lal)ernacocancelli di ferro lo, e poi fece indorare con nobili intrecci di rami di quercia, fra quali torreggiavano nel mezzo 3 moni

to dello stor[)io da

operato,

l'odierno scalino delTaltare del coro della tribuna. Altro

ne fu sostituito all'altaIli fece

le papale, poi rimosso iieirullima sua ri-

ti

coperti d'oro, allusivi allo

stemma
la

di

duzione. Inolile Clemente \

dal
ci-

sua casa Chigi, avendo arricchito


te interiore del
lati

par-

Cosci dipingere a fresco nella volta del

borio che sovrasta


liette de' fatti de'

l'aliai e,le

4 Virt car-

dinali, e ne'4 mezzi londi altiettante stoss.

te

tabernacolo da tulli 4 i con colline di velluto cremisi trinad'oro. Dipoi a'28 sellembre G~6 vol1

Piilro e Paolo con

le salire egli stesso nello

stanzino o cap-

gran diligenza

eseguili.

Urbano Vili
le ss.

nel

pellelta delle

ss.

Teste, e venerarle pi da

1624
no
vi

tJidin che sopra al ciborio e nel


in cui

vicino. Inoltre nel

tabernacolo

sono

Teste, niu-

sero custodi

1GG7 ordin che ne fosdue canonici da eleggersi oi

potesse ascendere senza incorrere

gni

anno

dal capitolo,

quali dovessero

nelle censure;

onde neppure a'soviani fu


nel santuario, senza

custodire in sagrestia dentro una cassettina e chiusa con

permesso entrare
j)a

uu

due serrature,

la

eh la-

Ijieve pontificio derogatorio. Lo slesso nel

Pa()le-

ve del tabernacolo, che deve ritenersi dallo stesso capitolo, e

1G29
tulle

convert in indulgenza
le

volte l'anno in ciala

iiaiiii

altre pi limitate, concessi

scuna domenica precedente

settimana

se da'pi tiiecessori a clii

porla a vene-

de'qiiattro tempi, riconosceile e farle ri-

rare

le ss.

Teste. Innocenzo

a vendo in-

pulire coH'intervento del iMaiii^iordonio

tiapieso

la

restaurazione della basilica,


laterizia la

che custodisce

la

chiave del Papa, d'uno

onde quasi da

tra'sform in

de'conservatoii di lioma (ora alla magistratura romana), e d'uno de' guardiani


di

jnarniorea con architellure del cav, Bor-

romino, neliG.'igda mg.' vicegeienle

f*

Sancla Sanctwum (poi devoluta

al

TE
clenulalo ecclesiastico
s.t.

TE
chi e scale di legno, nei

S
1

53

eW Ospedale del
Sanctoruin).
il
i

674

fece fibbri-

Siilvalorc
il

ad Sanata
quanto

care due
zo XI,

comode

scale

con disegno di

Tanto

capitolo,

maggiortloconservatori

Basilio Bricci. Nel pontificato d'Innocenla

mo
di

del

Papa per questo,


i

faustissima

memoria dell'mvenss.

Roma, ed

guardiani gi ciascuno a-

zione e traslazione delle


tenticata dalla
s.

Teste fu au-

\ea una cliiave per entrare nello stanzi-

no o cappelletta interna del tabernacolo


ove sono
veniva
la

le ss.

Teste, e per aprirlo con-

presenza di
al

<^''

^^^'j

come

lo

tuttora; e quanto
al

Maggiordomo

Senato,
che

in tali articoli
p.

ne riparlai, e

nel voi.
ferisce

Marangoni riuno sportello di ferro latto a grata, ov'erano4catenacci ciascuno con sua chiave. Il CanLXII,
le

6q

e 77.

cUiavi aprivano

Sedea'4 marzo 1677 eoa decreto della s. congregazione de'riti, concedendo al capitolo Lateranense la facolt di celebrarne ogni anno a' 16 aprile speciale festa, con ullzio e messa di rito doppio. InnocenzoXI nel davanti del loggiato fece pone un ben adorno armadio grande, con figure di divote immagini e
intagli tutto dorato, per custodia delle
ss.
il

Reliquie che
cui catalogo

si

venerano nella
legge a
p.

basilica,

cellieri riporta

il

progetto del fantastico


biz-

si

gS

del libro di

Borroaiino per riformare nella sua


zarra foggia
il

ciborio e

il

tabernacolo,

Baldeschi e Crescimbeni, ed a p. q5 sono enumerati quelli che fecero lascite per far

che si propose di rifarlo di giallo di Siena scanalato, coni 2 colonnette di verde


antico, e scalini intorno di rosso,

ardere continuamente intorno al tabernacolo e alle ss. Reliquie 4 1 lacnpade, oltre 3 del capitolo

come

se

che anticamente pen-

fossero copeiti da
stri

un

tappeto; con balau-

devano

dall'alto della tribuna per

vene-

d'alabastro trasparente di Siena, io-

torno, sopra e sotto alla confessione o altare papale, ed avanti alla cappeilina voleva farvi

razione all'immagine del Salvatore miracolosamente apparsa. Sotto l'armadio

furono collocati due angeli


reggenti
il

di

legno sor-

un

teatro.

A questa

voleva por-

pontificio

stemma d'Innocen-

re

la

porticella di bronzo, gi de! palaz(e git-

zo XI, egualmente intagliato,e messi a oro.


Nell'articolo Feivestrella dissi con altri,

zo Lateranense e poi della sagrestia

tate da' nominati nel voi. Lll, p. s'Tg),

cheCIemente VI II, oltre al tri abbellimennella cappellina sotterranea di s. Giovanni Evangelista avea fatto eseguire le pitture da Brughi; ora mi rettifico coleiti,

per sicurezza delle

ss.

Teste, che voleva


poich nella

pure circondare

di cristalli;

cappella sotterranea o confessione,

come

suole chiamarsi, voleva apri re la porla che

ad esse conducesse per una scala

lumaca tla cavarsi dentro imo de'pilastri. Tranne fondamenti, assicur Borromino occorrere 5,000 scudi. Queste spese fecero limitare il Papa a'narrati abbellimenti, e cos il venerando monumento del tabera
i

il

tato libro, Lo stato della s. Chiesa papale Lateranense nelFanno 1^7.3, dove ap. t20 si dichiarano fitte da poco tempo. Clemente XII con breve de'sS giugno 73 i, l'indulgenza plenariachesi rinnovava ogni I 5anni, la decret perpetua a chiunque si recasse a venerare le ss. Te1

nacolo, del ciborio e dell'altare restaro-

ste.

Nel

1735 per decreto

della congrega-

no sai vi. Nel GySCIementeX concesse per j 5 anni indulgenza plenaria, a quelli che
1

zione deputata da detto Papa, sopra la

vertenza della ripulitura de'busti delle


zino
ri,

ss.

avessero visitate

a'

16 aprile
i

le ss.

Teste,
aftin-

Teste e loro cappelletta o camera o stan-

indi fu rinnovata ogni

5 anni; ed

come
e
i

si

denominano
che
di
i

da' vari scritto-

ch

si

potesse salire alla ringhiera o log-

fu stabilito:

conservatori di Ro-

giato d'Innocenzo
delle
ss.

X, ed

alla cappelletta

ma
di

guardiani

Suneta Saneturuni
i

Teste, con maggior facilit e de-

dovessero cedere dall'antica pretensione

cenza, senza costruire ogni volta de'pal-

precedenza sopra

canonici, ogniqnal-

i;
volta avessero

T E

TES
Sette chiese, chiedendone [er licenza al

dovuto entrare ne' giorni

consueti nel tabernncoio.


to

Come Bencdelss.

capitolo che l'accorda per rescritto. Ponilo

XiV

auiuenl

il

culto delle

Tote
dile

somministrare molto belle orazioni da

ludissi superiorniente;Hl

iuipegnatoa

recitarsi avanti le ss. Teste, questi


piiscoli: Oiuilioiies et

due oPalili,

latarne
rie,

la

venerazione e accrescerne
fra gli

glo-

ureccs in ve/ier/i-

ordin che

ria ecclesiastica,

argomenli di stoche doveano trattarsi in


Ini
i

lioitcm

.V.9.

Jpostolorum Pelri et

ex

calolicac ecrlesiae litia-giis cxccr-

varie dissertazioni alla di

presenza nel-

ptdc,

Romaei752. Orcio precuni,

qiiae

i'acradeniia pontificia/d

.'fossequellodel
Il

recitari poteriint in visitatioiie hasili-

ritrovamento delle

ss.

Teste.

n)edesimo

cariun Urbis, ex Psalterio, Sacramelitai'iis, et

Gnelano Cenni, che la lecito il I. "dicembre 7 55, ma non fn stampata. Il Cancellieri non solo
tocc a svolgersi dal dotto
I

oratioiiihus aiitinuis disposi'

Ins,

Uomae 178 5.
vicende cui soggiacque /oil

In molti articoli con dolore deplorai le


triste e infelici
iii!

con ricco corredo

ili

erndizione prova

l'i-

denticit delle venerande Teste de'ss.


Ir e Paolo, ne celebra
de'.s.
il

l'ie-

nel declinare del secolo ilecorso,

suo

colto e leglorie
la

Apostoli,

ma

per vieppi eccitare


le

divozione deTedeli verso

per ispirare in
di
tiociiiio, indica

medesime, e ciascuno un vero ardore


giorni in cui
i

depauperamento e generale spoglio di quanto [ossedeva di pi prezioso, massime Papi, le chiese ei santuari, anche
totale
i

del

santa fiducia nel validis-imo loro pai

si

mostra-

no
I

al

popolo, e che sono

seguenti, oltre

rimanente dello stato pontificio, inclusivamente al tesoro di ore/o, oltre il Tesoro Pontificio (F.)j .sia per soddisfare alle gravissime condizioni imposte nella

gi mentovati. Nel n)arted, giovede sa-

prepotente pace di Tolentino (U.) i


l'intera e violenta

bato santo; nella domenica e luned di

repubblicani francesi, onde ritardare di

Pasqua

di Risurrezione; a'

6 aprile per

consumare

occupazio-

l'anniversario di loro traslazione; nella

ne del principato temporale della chiesa

mattina del marted delle roga zioni; nella

domenica
il

fra l'S/ del

CoijnLs Domini,
1'

fitte

romana; sia per le dilapidiizioni enormi da'medesimi dopoaver invasa Roma


blica, detronizzalo
il

in cui
ss.

capitolo

dopo

esposizione
j)a

lei

eie altre provincie, proclamatala re[)ub-

Sagramento

sull'altare

pale, celebra

magnanimo Pio
i

V^f,

la

solenneproce<<sione, coll'intervento del


e de'cardinali, degli ordini menili-

e strascinato prigione in Francia a'-xo feb-

Papa
no,
p.
al

braio

canti e degli alunni del seminario

roma-

798. Il resto lo fecero fanatici demagijghi deujocratici, la cui ra|)ace e obI

modo

che

la descrissi

nel voi. IX,

brobriosa avidit non rispai mio le Sepnl'


ture,

67; a'29 giugno per

la festa

de'mede-

che spogli frugandole

[ler
il

trarne

simi principi degliApostoli;a'c)

novendne
la festa di

pochi ornamenti de'cadaveri,e


delle casse!
i

[)iombo
*^'^'

per l'anniversaiio della dedicazione della


s.

Furono

essi

che nel 1799


li

basilica;

a'27 dicembre per

Giovarmi apostolo ed evangelista; nel


g

predarono i\ue busti d'argento, spezzaronoe venderono, rubando altres tutte le

gioved

assodi carnevale pe'fialelli


s.

di-l-

gemme preziose,

solo lasciando

le

re-

rniaiorio di

Filippo

ISeri;

dentro

l'8.

liquie, e quelle gioie

che giacendo

Ira la

dellaPasquadi Piisurrezionea'fralelli del'a

polvere del pavimento della camera qua-

conprt'gazione de'nobili esistente nella

drata o cappelletta
dalla loro avidit.

chiesa del Ges, sotto l'invocazione del-

non furono vedute Questa empiet non la


,
i

l'Assunta; nell'ultima
bre, in cui suol farsi la

domenica (f ottocomunioue genela

commisero neppure furibondi


terani e queir altra

solitati lu-

parte di feccia d' e*

rale nella basilica; a tutte le confraternite

sercilochespoglicriidelmente R.oina nel


ricordato infausto 1527;

che

vi si

conducono per

visita delle

onde

poi Carlo

TE
V
in

S
le

T E
che rammentai

50;

ginocchio fece a Clemente VII quel-

la foin)aIe dichiarazione,

Teste sagralissiuie de'due Apostoli. Erano questi busti d' argento dorato con
gioie...

anche

nel voi.

LXX,

le scelleraggiiii

49- riprovando commesse da tal suo eserp.

copioso ornamento di

Onde ben

si

Narra mg.' BaldasRelazione delle avversit e patini enti di Pio TI, t. 2, p. 35o e seg., che grandissimo fu il bottino che fecero recito a sua insaputa.
,

sari

immagini medesime erano (la se sole un vero tesoio. INbi ancor questo tesoro fu ghermito e distrutto e dissipalo dalla rivoluzione". Alle poche e
dire che le

pu

generiche parole dell'accurato Cancellieri,

pubblicani ne'monasteri, conventi, collegi e altri

ho voluto supplire co'discorsi cenni per


la

luoghi di pubblica

utilit.
i

Ei

detestare

sacrilega rapacit di chi

si

di-

calici, le pissidi, gli oslensorii,


le

reliquiari,

ceva repubblicano cristiano,e forse ilCancellieri

lampade, ed

altre cose simili,

che co-

tenne quel prudenziale conlegno,

storo tolsero alle chiese di

Roma, cominsi

ciando dalle patriarcali basiliche fino a


quelle delie confi aternite laicali, ben
pu() dire senza esagera7one che avrebbe-

che spesso devono usare gli scrittori contemporanei con pena e pregi mlizio della Storia, perch viveano ancora in Roma
molli degli spoglialori della medesima. figli
si

ro formato un monte d'oro e di argento.

limita a dire, che

memore Roma del


s.

Pure

ribaldi

mai non direvauo basta:

grave
la

e salutevole avviso di
di

Leone

il

perocch stavano aperte ad inghiottir tesori due voragini senza fondo. Lai. "era-

G'r,7//(i?(',

superare nella divozione e neli

piet verso

ss.

Pietro e Paolo

le cit-

no
si,

bisogni e

le

paghe

de'soldati france-

t tutte del

mondo

intero, e di celebrari

e l'ingordigia insaziabile de'capitani e


e-

commissari parimenti francesi. L'altra lano le spese della piccola repubblica

di

ne con maggior solennit trionfi, consumati nella capitale dell'universo, gemeva amara(nenle sulla perdila de'ricchi e
tanto preziosi busti d'argento, in cui dal

Roma,
t di

fallita fin dalla nascita, e l'avidila

coloio c!e

governavano.

Onde

si

1870
ss.

al

1799 era rimasto gelosamente


le ss.

arri\ fino all'eccesso di rompere in molte chiese


le ossa,
i

rinchiuso l'inestimabile tesoro delle loro


Teste; oer cui

sepolcri, e lasciarvi insepolte


le

Teste eransi dodi

per portar via


per aver
si

casse di

piomi

vute collocare involte in


rinchiuse
iti

appi rossi e

bo. Si parl ancora di frugare entro


positi de'Papi,
le

de-

teche a forma di palle d'ardi

medaglied'oro
credeva
si

gento dentro coperture


latta,

e d'argento che

suole riporvi, ed altre


si

tessuto in oro, e situate in

drappo bianco una cassetta di


Marini canoni-

cose di gran prezzo, che

vi fos-

con

fitluccia e sigilli de'prelati Pas-

sero chiuse. Ria fortunatamente

giudi-

sari vicegerenle, IMattei e


ci

c che

la

spesa di scomporre ed aprire

cameilenghi del capitolo, bens riposte

quegli avelli sarebbe stata maggiore dell'utile sperato, e


il

nel proprio tabernacolo e custodite colle consuete 4 chiavi. Tali teche e palle erano quelle identiche in cui sin dal 1270 erano riposte a tempo di Nicol III le ss. Teste, e che da Urbano V furono rispettate. Ma la provvidenza divina, che tutto efficacemente e soavemente dispone,

vandalico divisamento
elfetto".

non

fu

messo ad

Fra

le

rapine
i

sacrileghe

enumer

mg."^ Baldassari
ss.

re-

liquiari d'oro e d'argento della

Croce,

del suo
ss.

ss.

Titolo, d'un

s.

Chiodo
i

e di
s.

due
Cro-

Spine, nella chiesa Sessoriana di

ce in
lire

Gerusalemme,
la
s.

{iredati a'

4 settem-

convert in gaudio

il

lullo de'divoti ro-

1798;

cassa d'argento d'una por-

zione del

Presepio, nella basilica Libes.

riana. "La basilica di


teraiio possedeva

Giovanni

in

Las.

due

busti colossali di
i

mani, premurosi custodi di s illustri sagre memorie, che eminentemente illustrano alua citt, e fmno tanto decoro e ono re alla prima basilica Lateranense, ove si
conservano con sonama venerazione. Do-

Pietro e

s.

Paolo, entro

quali stavano

56
j)0

TE

S
volti e colli

TE
tro e
s.

S
s.

avere ispirato, a mezzo di mg.' Benetlelti Ctippcllelti caooico Liberiano e poi

d'oro rappresentanti

Pie-

Paolo, sopra basi di metallo, docardinal Leonardo Anlonelli con

Maria Emavedova di Villa Hermosa, degna nipote del ven.p. Giuseppe Pignallelli gesuita, benemerita pucardinale, di ripararvi ad.

po che

il

nuela

Fij^nattelli ducliessa

ponlificia facolt a'aS luglio

gito notarile eformale, riportalo


cellieri, fece la

re delle missioni d'oriente per le grandi

ste lavvolle in

i8o3, con roda Canricognizione delle ss. Tedrappi di seta, onde for-

iimosine cb'ella fece, mentre


perala da'repubblicani;
to
al

la

s.

congreprela-

marne
slodie.

le

proporzionale e convenienti cu
i

gazione di propaganda era stala depau-

Ambo

busti d'aigenlo riuscirono

quando

il

perfetti, colossali e maestosi,

d'ottimo ed

come ablegato

apostolico di Pio

VII

elegante disegno, colle teste d'oro e me-

nunzio di IMadrid Filippo Casoni, che avendolo creato cardinale a'23 febbraio 1801 , si rec in f|uella citt a recargli non solamente la berretta cardinalizia d;d re di Spagna Carlo IV ottenne che
,

diante lucchetto

si

levano

le

ree del volto (le quali maschere,


te

maschere aumedian-

il

fratello re delle

due

Sicilie reintegras-

una molla, hanno il meccanismo scache calando si vedono le ampolle ove sono racchiuse le ss. Teste), onde eslrarre ed esporre separatamente le
ricatore,

seilsuo capitolo delle annue pensionisulle

ossa spezzale de' crani e delle


di ciascuno, poste dentro
stallo arrotale e
sivi

masjcelle
di cri-

mense

vescovili di Catania eJMazzara,

ampolle

costituenti l'opera pia di


j

e della bolla

Spagna a tenod'Innocenzo X, ma contrat-

ornate di simboli allu-

ta

relazione colla Pignallelli duchessa ve-

baciarle,

dova di Villa Hermosa, siccome matrona di singolari virt e piet, e d' incom*
parabilc zelo per
la

(quando ebbi la sorte di baciarle e rimi fu insegnato cortesemente da mg."^ Vaccari, che in quella di s. Paolo vi pure parie del suo corpo), con piecoperchi e legature d'argento doralo.
delle

nostra

s.

Religione,

di,

loltinio prelato per la venerazione che a-

Ognuna
diadema

due

leste

d oro ornala di

vea per

le

preziosissitne relicpiie della


ss.

s.

aureola dorala, traforata e de-

Culla di sua basilica, della


la basilica

Scssoriana,edelle

ss.

Croce delTeste del-

corala di varie gioie poste vagamente a

disegno. Ciascun semibuslo termina (ino


sotto al petto, colle

la

basilica

Lateranense, baibaramente
delcrminarla con eroico im-

due braccia
con clamide

e
s.

mani
Pie-

spogliale delle loro magnifiche custodie,


gli riusc di

dorale.
tro, e

Sono

vestili,
s.

con tunica

Paoloj ili.in allodi


si-

pulso e gloiia dei suo nome, a generosa-

benedire colla destra, stringendo colla


nistra le simboliche chiavi j
stra in alto, quasi
il

mente

innovarle splendiditineule,

come

2. colla dela

rilevai lel voi.

LXVIII,
in

p.

3(),e altrove,

predicando

dottrina
la

incaricando
zione.
ti

Io stesso

prelato dell'esecumg."^

evangelica, stringendo coila sinistra


steriosa spada.

mi-

Tornato

Iioma

Cappellet-

e tutto uarrralo al Papa, ne allid l'ef-

L'uno e l'altro busto posano sopra un basamento di melallo dorato, ed

lelluazione al genio dell' aichitello cav.

ornato inlorno con ro^e e festoni


(piali
si

Giuseppe Valailier che avea ereditalo


genlieie (visitando gi
la

la

foinianlicorona,e

vedono egregia-

celebre e paterna fonderia e olllcina d'ar-

mente
ss.
il

incisi a p.

52

delle

Memorie

delle

quale

le zie di

Teste, t Cancellieri. Terminalo tulio


i

Luigi

X\

proruppero
il

in pianto,

per so-

lavoro e trasportati

nuovi busti nella


port col suo se-

migliare Giuseppe al virtuoso e sventa*


iato nipote), ed
(juale in tulio corrispose colla sua perizia to alle ss. Teste,

basilica
glio

dentro la cappellaCorsini, a'3 luvisi

1804 Pio Vii


[)er

valorosamente. Quangli or-

guilo

farne
le

la

solenne ricognizione, e
i

mg.' Cappellelli

rini-hiudere
crilli vasi di

venerande ossa dentro de-

cribUllo, per situarsi uc'ripo-

TES
stigli

TES
s.

^7
VII esegu per
questa per, co-

a bella posta formati nellecavil del-

"Reliquia. Altretlanlo Pio


s.

le leste de'biisti.Tuttu fu

eseguito colle pi

la testa di

l'aolo.
s.

Da

II

gusle cereiiiotiie tu inula niente tiesciil te

me

dall'altra di

Pietro, ne esitasse

una

con rogito del notaio del capiloloeripro(lollo dai Cancellieri. Pinna die arrivasse
il

particella, e

ambedue consegn
la

a mg."

Cappelletti per l'insigne benefallrice du-

Papa,

il

detto cardinal Anlonelli in

chessa di Villa Ilermosa,

qiialeiinno-

piviale rosso e mitra fece la benedizione

v pure l'apparato interno del tabernacolo delle


ss.

de'due busti, Z^e Iinaginihus Sancio'uin,


del Pontificale

Teste, gi fatto da Alessandi velluto

romano,

situate in

mezzo

dro VII, formandolo

cremisi

a vari caudellieri, sopra altare apposita-

mente eretto; poscia pass all'altare di s. Andrea Corsini a benedire collo slesso rito sopra la mensa due vasi o ampolle di
i

con galloni d'oro a'4 lati e anco nella volta seminata di stelle d'oro ricamate, eoa 8 bandinelloni d'ormesino cremisi da tenersi tirali

quando non
il

si

fa l'ostensione

cristallo,

denlro

quali doveansi rinchiusigillarsi

delle

ss.

Teste; oltre

baldacchino eoa

dere

le ss.

Teste e

dal Papa. In-

cascate di

tanto mg.' Malici in cotta, rocclielto e


stola rossa
si

damasco trinato d'oro per le maggiori solennit, con corrispondenti pacremisi pegli otto pilastri,

rec all'altare [lapale a prenss.

rali di velluto

deie

la

cassetta colle

Teste, e

le
i

consalmi

guarniti di ricami d'oro, con tiireguo e


chiavi. Collocale le
s. ampolle ne' busti, Pio VII l'incens duplici diiclu o^wuna,

segn
le
I

al

cardinale, che recitamlo


le

colloc nel mezzo dell'aliare,

incenil

s, e

furono recitale
il

le

preci. De[)osto

dopo

l'antifona Gloriosi Pri/icipcs cui


1'

cardinale

piviale e assunta la cappa,


il

an-

"^. Iti Oinem Icrrain, lesse

orazione.

a incontrare Pio VII,


il

quale dopo a-

Deus, cujus dextera, e


ni

rilavatesi le

ma-

ver veneralo
se nella

Sagramento si conduscappella Corsini. Venerate le ss.


ss.

die termine alla

commovente
i

funzio-

ne.

Reliquie, ud
1

la

lettura dell' istromeiilo

11 Papa dichiar, che setini che aveano per 434 anni involtate le ss. Teste,

rogato sotto Urbano


le traslazione delle
ss.

V
la

per

l'

invenzione
le

Teste, e lavatosi

dovessero esseie tenuti in conto di reliquie da venerarsi, purch munite de'sigilli

mani

si

port a farne

ricognizione, fra
inni.
11

de'canonici camerlenghi fossero auil

r alternare delle antifone e degl'

tenticate da qualche vescovo. Partilo

iPapa aperta la palla d' argento dov'era il capo di s. Pietro, sciolse l'interno involto del setino rosso, e con somma sua
!

Papa, due canonici con islole rosse ripresero le s. ampolle e temporaneamente le portarono nella custodia della s. Tavola
in cui
il

[consolazione edi

lutti gli astanti,

preseri-

Signore fece l'ultima Cena. Inricorrendo


si

Iverentemente
l(;lira,
li

le

s.05sa,cunsislenti in ver-

di a'6 luglio

l'S." de'ss.

Pie-

inandibula con denti, varide'cjua-

tro e Paolo,

rec Pio VII nella basili-

sciolti,

eporzione

di

cranio,ecolla

mag-

gior diligenza colloc tutto dentro l'ampulla


1

in

modo

che dal cristallo potesse

sempre visibile a tutti, e cos le vidi IO a'2 5 maggio! 85 1, e perci pi furtuiialo d' un s. Gio. Crisostomo che ardentemente bram di vedere le spoglie jmortali degl'invitti Campioni della fede.
listare

avendo fatsolennemente esporre innanzi la ringhiera del tabernacolo sotto maestoso padiglione busti colle ss. Teste su ricca ed elegante mensa erigendosi il trono
ca a tenervi cappella papale,
to
i

pontifcio accosto alla nicchia ov' la sta-

tua dis.

Giacomo Maggiore, concedendo


confit^ssati e

indulgenza plenaria a chi

co-

[Chiusa l'ampolla col coperchio,


ilo
Ile

l'

invol-

municati l'avesse venerate

in

quel gior-

con un cordoncino russo, e da


parti
vi

ambo
il

no
lizi

ne'due seguenti

in cui

applic sulla cera di Spagna

lennemente esposte, invila.Kovi

rimasero sosodai

Isuo sigillo,

autenticando

in tal

forma

la

a portarviai in processione. In quella

5i

TE
il

S
il

TES
cardinal ar-

luailina pontific la messa


ciniete, ed

mente
d'
steriia

ss.

Apo^toli e creduto del rav.

capitolo ne'3 giorni celebr


e

Alpino,

ma
la

ora trovasi nella parte e-

uu triduo con gran pompa


fu pubblicalo
si
il

immenso
onde

sopra

porla d'ingresso alla cap-

cuiicirso di po[olo e di personaggi,


libretto:

pella

ilei ss.

Crocefisso de'principi

Mascollo-

Orazioni , che

simo, cio dopo che lateralmente alla detta cappella del

no t sono recitare nel triduo da cclc-

Presepe

vi

furono

irarsi nella basilica Lateranensc il Tl 6. 7 f 8 del corrente luglio, per ordine della S. di N. S. Pio TU, in occasione
dell' espor\.'isi

cate le
s.

due tavole esprimenli s. Pietro e Paolo dipinte dal coinmend. Agricola


dir.

e gi esisleiili nell' altare pontificio, per

nuovamente alla pubblica

quanto

Dopo
dedic

situato

il

quadro,

l'o-

K'enerazioue le Teste de' ss. 1postoli Pietro e Paolo, ne' ricchi busti

dierno princi^pe Massimo, patrono della

costruire

pur ora/atti di Ila pia munificenza di perTerminalo il triduo,

somi

religio<;issinia.

nella notte furono tolte da'biisti les.

nm-

pulie nella custodia del'a


il

s.

Tavola. Indi

l'apri

Pce

riattare la stanza rpiadrata o

medesimi Principi il quadro dell'altare espiinienle Ges Crocefisso, e ne'Iali la B. Vergine, s. Giovanni e s. Maddalena. Il capitrdo Laterauense giubilante di vedere sempre pi accrecappella,
la

a'

degli Apostoli, lasciando intatto

cappellela della
lo, fici'iidi)

sommit

del tabernacoil

sciuta

la

venerazione e

il

cullo alle sagro


le

indorare tutto

cornicione

saule Teste, fece rinchiudere


dtdie
ss.

porzioni

colle grosse ferrale, e quella di me7Z( fa

Ossa date da Pio Vii

a mg.'

Gap-

tagliala per collocarsi

due

S[)orlelli di fer-

pcllelli, in

due peculi

busti d'argento do-

zionedc'busli delle

ro doralo, da potersi aprire nell'espo'iss. Teste alla pubbli-

lalo, simili nel disegno a'giandi fitti dalli mandono accompagnati (lami pontificio breve onorificentissimo. Laonde la duchessa ncH'ampliare suo palazzo di Ma-

la

dui hessaPignaltelli,ed a questa


in

ca venerazione, concorrendovi nelle spese


ti

anche
i

il

capitolo.

Finalmente collocavi si

busti a'Ioro Inoglii,

posero

le s.

il

ani polle. De'depredali preziosi busti ^e ne

drid, fece cosliuire


in

un elegante oratorio
vi

vede rinipoi tantissima memoria

in

due

onore
i

de'ss.

Pietro e Paolo, e

col-

far simile
no

di

due quadri

dipinti a olio,

loc

busti loro ricevuti dal capitolo


il

La-

esistenti nell:i cappella del

coro d'inver-

ternnense;ed
lonelli le

in allo inconiro l'altare; e

con

essi in

suo arciprete cardinal Andedic le Memorie istoriche

qualche

modo
qu

si

prende un'idea
erano
per
la

del

mai

dylle sagre
e

gistero col

ile

slati foi mali

di-

^lrulli, mirabili altres

profusione
il

7'c?/t', stampate a sue spese, composte dal suo maestro di camera e bibliolecaiioCancellieri.il gran cardina-

dellegemmeedeile
raicli,

perle. Uifeiisce

Ge-

le

Antonelli,che celebrai in tanti luoghi


le

che

in delta
fet

k-v dalla

epoca di Pio VII si rata rispondente al gran coil

per

sue gloriose azioni, chiamava


il

il

vir-

tuoso e dolio Cancellieri,


suoi amici, e tale fu pure

migliore de*

ro della tribuna
sentante
le
sti

celebre quadio in ta-

vola, dipinto dal cav. d'Arpino, rap[)rei

poich non solo

gli

eresse

dopo morto; un magnifico

busti dc'ss. Pietro e Paolo (cio

Cenotafio nella basilica Laleranense, e


quindi illustr col libro intitolato Cennttiphiiini,iuaco\ bene[)lacit(j di LeoiieXII,
si

mezze figure loro, non gli antichi bugemmali), donati alla basilica d d suo

vicario mg.'

Giacomo

("rispi ferrare>e, e

fece

tumulare presso
il

tal

memoria

di

the fu collocato in una parete della cappella del


s.

graliludineedi amore,comedi sopra narrai.


la

Presepe. In questa cappella,si-

Anche

capitolo Liberiano grato al-

tualu a destra dell' ingresso della porta

minore
di la!

ilella basilica,

per molti anni

vi-

munificenza della duchessa per la rinnovazione del magnifico ornato della s.


Culla,
le

quadro,

r appiesenlanie

semplice-

mand

in

dono un nobile

rcli-

T E
tre dure,
sa
s.

TE
sione,r7regorioXVI
vi

.S

59
operare quan-

quirnio ornalo di lapislazzuli e altre pie-

fece

con entro

la

reliquia della slessi-

to descrissi nei citati luoghi, restauran-

Culla, che Fio VII uun col s\io

gillo e
io

accompagn

di sua autentica

Tul-

questo venneancora descritto dal lodauig/Baldassari, e da mg.' Francesco Lis. Maria ad Praesepe clic la ha '.iLiberiana portale delle rellarde del' Natii'it ed Infanzia del Salvatore

to

verani nel suo doiloComnientrtrio rlcl no-

me di
lira la

"he conserva, e del quale

feci

nicn7oue

:on oiioraic parole nella biografa di Papa

Teodoro I (V.),

al

cui

lem p que'saal

aggiungendone altre, con marini quelle del Bitichi non meritevoli di restauro, e percui nell'encomiata descrizione della Patriarcale hasilica Lateranense del Gerardi, si dichiara non darsene le tavole siccome malconce dall'umidit e perch di niuii merito in arte. Di pi fece ampliare l'adito della cappella con un'area scavata, ricinta e ornata di marmi colorati, con balaustra elegante di metallo con ornapitture,
e rico[)rendo

do alcune

jri tesori

pervennero

in

Roma. Quanto
della
ss.

(Ummentovafo reliquiario
ie,

Cro-

ne

li'atla

il

p.

De

Corrieris,

De Sesso-

menti dorati, alla (piale si discendeva per due scale laterali con disegno del cav. Canina, a foggia flelle confessioni, onde si
pose sul fiontespizio della cappella
l'isi-ri-

N. J. C. Coni'mentarius.^eWa deportarione di Pio VII (T^.), sotto l'amministrazione imperialefrancese, che dur dal 8 4, hiisti e le ss. Teste non 1 8of) al
"ianis praeeipuis Passio ni s D.
"eliqinis
1
I

zione ricordante pure l'eseguitovi da Cle-

mente Vili
st'

che

riportai.

Siccome quevi

opere
di

si

fecero nel pro-camerlengato

'

del cardinal Lanibruschini,


sii

furono

[)o-

si

tolseio dalle loro custodie, e restarono


illesi

marmo
I\La

il
i

suo stemma e quello del


il

del tutto
l.

e nella loro piena integri


lia-

Papa.

per

grandi restauri di tutto


a

Gregorio

XVI fu benemerito della

monumento che vado


no
tolti
i

celebrare, furoti

silica

Lateranense, pel narralo ne'

voi.

duequaihi

dipinti

commend.
ri-

XXIII,p.28i,XXXI[,p 32r,edaPAtAZzo APOSTOLICO Lateranense da


lui

Agricola, e trasportati nella cappella

gran-

cordata del Presepe, presso l'ingresso mi-

demente restaurato, fondandovi il Museo Gregoriano Lateranense[J\),\\ che aument il decoro dell'adiacente basilica.

nore della chiesa,

tolta l'iscrizione gli

In questa fece restaurare lesuddetle

stemmi marmorei (di questi e di tpiella poi parler), non che tolte le scale per pi ampie lavorazioni. Nella deplorabile epoca anarchica di

pitture a fresco del C'isci della volta del


ciborio che sovrasta l'altare papaIe,alFu-

Uoma,

in cui

ilenia-

micale e quasi perdute, onde nell'opera


[lelGerardi pubblicata nel
i

goghi eransi impadronili del governo, appena si proclam ne'priuii del 1849 l'as-

834

si

^''^^ '^'"^
i

semblea nazionale o cosliluente ro(nana,


di cui parlai nel voi. LI
II, p.

non
jni:

si
i

era potuto tentare di ritrarne

tlise-

206

e 9.07,

quali lestauii furono eseguiti coH'o-

saggiamenle

il

capitolo Lateranense, con

pera del valente


cola; e

dal

tele a olio

commend. Filippo AgrimedcNimo Papa fece dipindue tavole rappiesentanti ss.


il
i

autorizzazione del Pa|)a Pio I\, ch'erasi


rifugiato a Gaeta, volle porre in salvo
busti e le
ss.
i

Teste, e ne allid

la diflicile

Pietro e Paolo, che pose ne'due pilastri


lerni dell'aliare,

iri-

rimovendo quelle che


piccoli

vi

che prese

operazione a 4 canonici, ed al sagrestana in aiuto due suoi parenti. Seb-

jrano colorate a chiaroscuro, percui nella

volta

vi

furono dipinti due


di tal

stemse-

beneprividelleallre 3 chiavi, soltantocoii una 5.^ e particolare che aprica la serratura e


il

mi gentilizi

Papa

e del

suo celebre

catenaccio del cancello, ingeriusc al

gretario di slato cardinal Luigi Lambriiechini, tuttora esistenti.A


ferto la sottoposta

gnosamente
|()

sagrestano di a[)rirfu a lui data la ser-

vendo molto

sof-

(onde per memoria

cappellelta o confes-

ratura, colla chiave e catenaccio, che vi-

Go

T E

S
ss.

TE
la

di e baciai), e col niinifesto aiuto de'

Chiesa, ne'giorni 26, 27 e 28 del cor-

Apostoli da tanta altezza con


jlici
si

modi

secu-

pervenne a calare

pesanti gran
feci,

liusli

(per quante ricerche


il

non mi
a

rente aprile fece un triduo in onore de' due ss. Apostoli colla esposi/ione ilelle reliquie medesime. La benedizione col Venerabile nel
1

fu dato conovcerne

peso), e quindi fu-

.'^giorno fu com[)artita dalsig.'

rono segretamente
blica,

nascosti.
la

Non tard
i

l'Eni." e rm.

cardinal Barberini, ar;

proclamarsi a'9 febbraio

nuova repub798, per


si

ciprete dell'arcibasilica

nel

2.dairEm.

che imitando quella del


fare

erm."

sig."

cardinal della

Gcnga Sermat-

ben 3 volte alcuni rono alla basilica a


ca de'busti, forse

suoi individui

reca-

tei.gicanonicodi quel rm. "capitolo. Nel


3. giorno
la
si

premurosa ricerper farne V uso prati-

cant solenne

Te Dcnrn,

benedizione fu data dall'Eni." e rni.


cardinal Patrizi vescovo d'Albano,

cato dalla precedente,

ma

inutilmente.

sig."^

Questo
tatti

giustific la lodevole

previdenza

e vicario generale di Sua Santit. In quest'ultimo giorno v'intervenne


la

del capitolo, e cosi furono conservati ini

Santit

busti colle

ss.

Teste. Allorch poi

Sua,

col

sagro collegio.

Ad

accrescere la

lug!i<j le armi di Francia liberarono Pioma dall'anarchia repubblicana, il suo supremo couandanle general Oudinof, sapendo pochi giorni dopo ch'erano stali

a'3

pubblica divozione ne' giorni del triduo


si

recarono alla
neil' 8.'

visita delle

sagre Teste le

confraternite, collo stesso

metodo che prafestivit


il

ticano

susseguente alla

diseppelliti

busti,

si

rec a \enerare nelss.

de'ss. .'\posloli.

Grande

fu

concorso del
nell'ul-

la sagrestia della basilica le

Teste chiusi

popolo

in lutl'i giorni.

Immenso
il

se ne' volti d'oro, poich

busti

diero-

linio". Innanzi di descrivere

magnifico
il

no a ripulire. Quanto precedette, accompagn e segui tale calamitosa epoca lo


,

restauro e abbellimento di lutto


dioso

gran-

monumento marmoreo
mezzo

e isolalo,
il

iiairai nell'articolo l'io

X..

Questi riena'
1

che

nel bel

e quasi sotto

gran-

trato trionfdmente in

Roma

2 aprile

d'arcodella basilica elevasi maestoso, for-

i8jo,

fitta

fermare

la

carrozza innanzi
col corteggio

mato

de'descritli cappellelta o confessio-

la basilica,

ne discese e

no-

ne, dell'altare papale, del ciborio e del ta-

bilissimo
ss.

si

rec a visitarla, adorandoli

bernacolo che
scrittori e

lo

chiiul(nio,cuopiono e no-

Sagra mento solennemente esposto, e poi venerando le Teste de'ss. Pietro e Paolo. Leggo nel n." 98 del Giornale di /lO;(^/

bilitano: di ([ueste ultime parti co'suoi de-

con quelli della basilica passo


si

a descriverle brevemente, acci meglio

La patriarcale arcibasilica Lateranense, madre e capo di tulle le


del 18 jo: "
le

conoscano

le

posteriori opere, tralascian-

do mi

di ripetere
le pii

molle delle cose


di

riferite,

chiese dell'alma citt e dell'orbe cattolico, per divina provvidenza possiede


sas.

tranne
al

indispensabili, e limitando-

complesso

sua mole. Questa da

gre Teste del principe degli Apostoli


Pietro e del dottore delle Genti
lo.
s.

Pao-

Nel teu)[)o dell'anaichia queste insigni


nascoste.
I

Agincourl si divide in ciborio e tabernacolo: chiama ih. "parte inferiore del monumento, chiama il 2." piano superiore,
chiuso da ferrate a custodia delle
ss. Teste.

reliquie furono

faziosi

non

inancaronodi cercarle, coll'idea

di rapir-

Aduiupie
Urh.uio

l'altare

papale Lateranense da
I

ne ne

le
il

preziose custodie, e forse disperdersagro,

fu nel

369 coperto

e circon-

come

fecero altrove;

ma

tul-

le le loro pili

minute ricerche furono vatari-

dalo con ampio ciborio di marmo di forma quadra, sorretto da 4colonne,cio due
di granito orientale,

ne.

Il

rm." capitolo Lateranense, in rin-

graziamento a sua Divina Maest per


le

l'Elba, e la 4. "di bigio


te d'
li

preservazione, ed insieme per aver


alla

ordine corintio.

una di granito delmorato antico, tutSono loro capiteli

donalo

sua sede

il

Capo

visibile del-

messi a oro di forme diverse, vale u di-

TES
re
i

TES
di lutto rilievo in

6i
e rappresenta-

due

bellissimi incontro alla tribuna

marmo
s.

lianno ciascuno

glifi

che posano su foo par-

no:

la

B. Vergine,
il

Gio. Battista che ha


rozza pelliccia;
s.

glie d'acanto e sostenenti l'abaco

sollo

manlo una
s.

gli e-

te supcriore del capitello, idiie limpetlo

sono d'ordine composito e dissimili nella forma. Sopra al ciborio s'innalza una specie di tabernacolo con cappelletta o stanza quadrata, parimenti di marmo, nell'esterno di forma
alla porta
pi incipale

ca,

LuMarco, ciascuno avendo in mano un libro chiuso, simbolo dell'Evangelo da lovangelisli


s.

Giovanni,

Matteo,

s.

ro scritto;

s.

Pietro colle chiavi qual see con libro

gno

di sua

supiema autorit
i'aolo colla
egli
il

allusivo alla dotlrina evangelica da lui in-

piramidale e di architettura quasi gotica, tutto all'intorno chiuso con grosse


ferrate dorale,
ss.

segnala;

s.

spada e uu libro
dottore delle gentutte
le

per indicare esser


ti.

onde cuslodirele Teste

de'

Queste

figure,

come

altre scul-

Pietro e Paolo che vi ripose lo stesso


INel disotto del

ture, sono di rozza maniera, proprie del-

Li lano V.
s'alza sulle

cornicione che

l'epoca del risorgimento dell'arti, e perci luite riprodotte dal d'Agincouit, in-

(o

4 colonne e che forma base piedistallo come lo chiau Millini) del


si

sieme
serva

all'aitai e, ciborio e tabei


il

nacolo.Os-

tabernacolo, e recinto superiore all'aliare,

Gerardi, che in mezzo alla rozvi si

vedevano

in faccia alla

nave mag-

zezza del lavoro,

rinviene una certa

giore l'arme di rilievo, messe a oro, laudi Gregorio XI ornamenti dell'edifcio.edel suo zio cardinal Roger. Sulla cima del ciborio tra gl'nitercolunni e propriamente

semplice imitazione del vero, laiche l'occhio dcirintelligenle resta soddisfatto nel
riguardarle, e nel farne paragone colle o|)ere in seguito

to di

Urbano V, quanto
gli

che comp

condotte

in iscullura. Nelle

facce dello slesso


in

basamento

del laber-

nella linea de'capitelli delle colonne, soI

nacolosonovi

ciascuna 3 quadretti con

novi 3 piccoli archi di

marmo

traforalo

bellissime pitture aifresco assai antiche,

per ogni porle con due colonnelle quaj


i

esprimenti alcuni

tratti della

Passione del

drale isolale da quella della porla princi[>ale,

Salvatore, della vita di Maria Vergine, e


l'effigie

ed una per Iato dalle altre parli,


la

d'alcuni santi e sante.


la

Ma

le

3 pit-

tranne quella che guarda


I

tribuna,e lut-

ture del lato incontro

porta maggiore

te terminanti in cespi di foglie frappale

come
gi, e

descrive

il

Gerardij sopra

quali ar-

erano affatto coperte dal grande armadio di legno dorato, collocatovi da Innocenzo

chi eranvi

learmi de'niemorali personagGrinioaidi fratello di


legalo e vi-

de' cardinali

Libano V, ed Albornoz suo


sltinma del quale per
se
le

XI per custodirvi le ss. Reliquie. Le pitture sonodiscuola toscana e reputale pregievolissinte, in parte fuiono iporlale dal d'Ai

cario generale dello stalo pontifcio, lo

gincouitcon tnolle
delli dello stile di

Iodi, sulla tavola

129
V^,

ragioni suesponelle lar-

della Sezione di Pittura,

come uno de'mo-

sembia doversi riconoscere


Gli ubimi

pingere del secolo XI

glie
I

vuole sovrastate dal cappello cardivicini alla

e tulle furono ben incise nell'illuslrazioiie

iializio.

sono
legno

due archi per, chepii nave media, rimanevano

delGerardi, il quale

le

descrive con detlagli

egiegiamenle, e iiunendo erudite notizie


sul
cellieri dice

occupali da due piccole scale interne di


falle

da Clemente

per ascendere
il

tredutoautore Berna Sanese.'che Canavere avuto a discepolo Giodi Bartolo,

sulla ringhiera
I

che ciicondava

taberna-

vanni

uno

degli orefici autori

colo; la quale ringhiera esegnila d'ordine

de'busli antichi de'ss. Pietro e Paolo,


gli

ma

d'hniocenzo X, avea
I S

lampade di conlinuoardenti.]Ne'4fingoli di basamento del tabernacolo sotto una specie di baldacchino, in ognuuo vi sono due piccole statue
le
!

sono

assai contrastate da'crilici; tulli

per convenendo del loro merito, massime quelle rispondenti alla nave media,

che siccone copeile finora dal ricordato

62

TES
ila'pi egiudizicvoli ri
i

TE
che non poco
le

S
quadreltocon-

armadio, le preserv

Ste e del Salvatore; l'ultimo

tocchi e replicali restaiii

tieue le figure di

guastaioiio, per ultimo nvciuio ci fatto nei


I

Chiesa,

ciiis.

due altri ilotlori di s. Bonaventura canlinale ve-

8o4 Domenico
1

Fiorentini di Seipit-

scovo d'Albano,es. Ago>tino vescovod'lpla cima dtl tabernacolo si elevano 4 frontoni coulornali nella cornice da gruppi di foglie frappate, nel oeutrode' quali si aprono 4 ^'i o rosoni rotondi e traforali, con entrovi una mezza figiu-a

u^oneta.

ncomi nei. mdodiuKpie da Ile

pona. Verso

ture

piti

conservale della facciala della

confessione, dir che nel mezzo


crocefisso,

Ges

avendo a' lati la B. Vergine e s. Giovanni apostolo: nel quadretto a destra vi sono espressi ss. Paolo e Giacomo
i

di

apostoli

in quello a sinistra
fratelli.

ss.

l'ielro

marmo sporgente, ed esprimente ciascuna un Evangelista, ed all'intorno sono


le

e Andrea apostoli

Incontio alla
si

armi d'Urbano

V e di
V

porla minore della basilica


quadretti, ed in quello di
ta la

vedono 3
efligia-

re di Francia Carlo

Gregorio XI, del semiu ile di gigli, e

mezzo

degli altri nominati cardinali. Inoltre ag'iang(jli dello stesso tabernacolo ergonsi

col

Regina del s. Band^ino

cielo su

maestosa sedia,
il

sulle ginocchia,

quale

sopra

al piedistallo

pilastri
i

con

capitelli

sia beneilicendo

un personaggio con au)

e basi alla loro foggia,

quali poi s'innal-

pia cappa di porpora geun'lesso colle


ni giunte, e credesi
il

ma-

zano

in

forma

di piccole guglie di

mar-

cardinal Pietro Ropoi Grego-

mo

in figura bizzarrissima, tutte frasta-

ger arciprete della

ba>ilica, e

gliate

secondo

il

gusto del secolo

XIV, e
lati

rio XI, che trovossi alia traslazione delle


ss.

aventi in cima una stella di metallo dorato, e contornano

Teste, ed a proprie spese orn in


il

|)i

vagamente

del-

parti

moimmento,
le

e forse fu egli clie fe-

l'edificio. Nelle pareti interne di ciascu

ce eseguire
pi e

pitture, giacch in qiie'lemil

no

di essi,

per moderna aggiunta, ad-

anco

in

seguito fu in uso di porre


il

dossata mezza colonna spirale girala di

ritratto di chi ordinava


sto slesso.
Il

dipinto in que-

musaico che sorregge un leggiero architrave, su cui riposano


sta della volta,

quadretto che rimane a destra, rappresenta ss. Gio. Battista Precursore di Ges ('risto, e l'arcidiacono e
i

archi e l'impo-

chiusa da'detti trafori di


l'

marino

da arabeschi. Corona

intero

inartiie S.Lorenzo; l'altro quadretto, cio

a sinistra, con tiene S.Giovanni apostolo ed

monumento ardita cusplile o punta di marmo, sormontata dalla Croce, e su per


gli

evangelisla,e s. Stefano protomartire.Dilimpetto all'apside o tribuna sonovi altri

angoli

le

corrono gi'uppi di foglie frap-

pate.
Il

3 quadrelli, e nel

i." di essi

rappresendel

regnante Papa Pio IX, emulo de'suoi

tasi la B.

\ ergine annunziala dall'angelo

predecessori nella divozione e munificenza per


le ss.

Gabriele, che sarebbe


tore del

madre
la

Redenri-

Teste e arcibasilica Lateradel suo


in es-

mondo;

il

2.

quadrello che

iiense, nel

i85o dopo alcuni mesi

mane
le

nel

mezzo esprime
in cielo della

solenne codi

flice ritorno in
sa di fire

Roma,

si

propose

ronazione
3.

Madre

Dio, per

ojani proprie del suodivin Figlio; nel

bellire

magnificamente restaurare e abl'altaie papale, in modo che si veracchiuso ligneo di


s.

quadi etto sono efljgiatis. Caterina vergine e martire, e s. Antonio abbate. Filialmente incontro l'aliare del
ss.

desse

il

Pietro e

si

tornasse a celebrare sulla sua nuda


sa, di

men-

Sagra-

rinnovare

la

sottoposta confessione

mento,
i

nel

."
i

de'3 qtiadrelti sono dipinti


Chieda,
s.

con aui[)liazione,
giunte
al

di togliere le

opere aglare stes-

dottori di
s.

s.

Gregorio

Ma-

ciborio che circonda

l'ai

gno, e
no;
il

Ambrogio arcivescovo
che segue esprime
il

di Mila-

so, e di

ornare

il

tabernacolo e custodia

dijiitito

buoni^a-

di dette ss. Pieliquie. Colla

soprintendense-

sture colle pecorelle nella figura di que-

za del cardinale

Giacomo Anlonelli

TE
zi

S
Palazi

T E
br
il

S
s.

G3
Pietro,
il

gretai'io di sialo e piefello de'ss.

s.
si

Sagrifizio l'apostolo

apostolici,

il

Pontefice ne

commise

di-

Papa

porlo a vtderlo e ordin che un


tanto prezioso

segni e la direzione all'aichilelto cav. Fili|)po

monumento

non

restasse

Mai
ss.

tinucci, sotto-fuiieie de'uiede,

simi

Palazzi

ingiungendogli
delta
al
i

allres

per l'avvenire nascosto alla divozione dei feileli. Trovo narrato nel Ginriialc de'3

priiicipaliuenle
te le cose

la

emozione

di tut-

aggiunte

ciborio e taberna-

iiuvembre
silica

dicembre i85o, che a'28 del precedente il Papa dopo avere nella baLiberiana posto
i

colo, posteiiorrnente alla sua primitiva e-

sigdli all'urna del-

iezione,a dannodellasua intera vista, della

la

s.

Culla (ehe

ne'ti istissinii giorni

che

reil

simmetria e allo siile del monumento, iu parte occultandone le forme, gli ornae le pitture.
Il

sero fatalmente mentorabile a Pioma

i849) era
faziosi,
i

slata nascosta alla rapacit dei

ti

cav. Marlinucci pose

manel

quali inutilmente osarono


il

fu-

no con impegno all'opera, coadiuvato


l'esecuzione da egregi
artisti
,

gare tutto
la

sagro edifizio, per predare


dilesse alla basi-

e portalo

magnifica urna donala dalla sullodata


si

tuttoa piosperoed encomialo compimento, nella faustissima epoca in cui per


la

duchessa Pignaltelli),
lica

Laleranense per
in sagrestia
le
i

lo slesso

dogmatica definizione dell' Immacolata Concezione (che con entusiasmo religioso descrissi, con quanto l'avea preceduta e
poscia segu, nel voi.
co' Cciiii storici), tiuito

apporre
le

sigilli alle

motivo di ampolle
Paolo,
(.lei

contenenti

Teste

de'ss. Pietro e

quali porse a baciare alla porzione

LXXllI,
s.

p.

4^

^ seg.
in

c<q:>itolo ivi

presente, a' suoi firoigliaii e

convennero

in

Roma

olle guai die nobili

ehe

lo

accompngiavare-

mimer

pastori della

Chiesa cai

no.

Il

n.

121 del Giornale del i85i diil

tolica, rese

contezza di tutto con pubbli-

chiara, che essendo sialo compito


lo ripristinalo neirantica

care in essa

neh 854

^ dedicato al

som-

stauro dell'aliare papale e suo tabernaco-

mo

Pontefice, l'interessante, artistico ed

forma, e riposlo
si

erudito:

Breve Commentario intorno le reparazioni eseguite all' altare papale I.ateranense e suo Tabernacolo, con 3
tavole. Contiene lai ."l'elegante prospetto
la 2.'
il

nel

."quello ligneo sul quale


s.

crede abil

bia celebralo

Pietro, a'2 3

maggio

Pa-

pa recatosi nella basilica Laleranense a osservare


i

magnifici lavori, uianifeslla sua


i

della confessione e sua pianta;

no-

sovrana soddisfazione, vedendo busti


le
ss.

del-

bile fianco e prospello dell'altare papale,

Teste diligeiitemenle

ripuliti

llipor-

colla pianta del

tabernacolo e palle sula

lati

questi nel loro tabernacolo, a''5 del-

periore della confessione;

3/

l'intero

lo sles^o
ste. jNella

mese

vi

furono riposte
di

le ss.

Teef

maestoso

splendido prospetto dell'aliail

mattina

quel giorno

a tal

re papale nella basilica Laleranense,


cui ciborio stato
all'antica

di

fello

si

portarono nella sagrestia della bail

adornato e restituito forma dal Papa PiolX nel 85 Puferisce l'oniciale Giornale di Roma dei i5 ottobre 85o, che a' o del mede>imo
i

silica,

ov'eiasi adunalo

capitolo, l'ar-

ciprete cardinal

Baiberini, mg."^ Medici

d.

il

Papa

col solito corteggio

si

rec alla

vil'a-

maggiordomo, 3 conservatori di Roma, e Carlo Corgnana ileputalo ecclesiastico dell'arcis[)edale del ss. Salvatore. Venele ss.

sita della basilica Laleranense,, e

dopo

rate

Teste esposte nell'altare della

dorazione del

ss.

Sagramento, visit
il

la tri-

medesima
ng,"^
ci

buna
se
si

quale a sue sperestaurava e ridonava all'antica fori

dell'altare papale,

sagrestia, furono esse livereulemenle prese dal cardinal Barberini e da

Tizzani canonico della ba>ilica e ar-

ma; e che lavori iniziali promettevano l'adempimento de'suoi pii desiderii. Essendosi trasportalo in sagiestia l'allaiedi

veseovodiNisibi, piocessionalmente por-

tale al tabernacolo e collocate ne'rispetlivi busti,

per

la

([uale leposizione era sta-

legno sul quale, com'

la

tradizione, cele-

ta eretta

una temporanea

scala di legno

C4

TE

TES
4
due intercohmni che rispondono alla nave traversa), l'armadio o custodia delle ss. Reliquie messo sulla ringhiera dalla parte della nave maggiore; cose tutte che occultavano la forma e gli ortiamentienuo-

e palco simile, parali di damasclii rossi,


Cliinso r unico cancello di ferro colle

nevano sconciamente occupali

chiavi da'iiominati personaggi e da'due camerlenghi del capitolo custodi delle medesime, rimasero le ss. Teste [)er tutto il giorno scoperte alla venerazione de'fedeh, in gran numero accorsi, come molti elano pure intervenuti alla traslazione. Racconta il n.i iSdeK^/o/vz^/rdellostes-

cevano all'insieme
si

dell'edilzio.

l\esti-

luilo questo al suo [."e proprio aspetto,

mostr qual era e quale avrebbe dovu-

so

85

,che a'29 maggiojfesta dell'Ascen-

to esser
gi, gli

sempre serbato. Le pitture,

fre-

sione,

il

Papa,

cardinali, la prelatura e

stemmijsi tornaronoa vedere. Quelstile te-

hanno luogo, intervennero nell'arcihasilica Lateranense alla consueta c.ippella papale. E siccome con 11gli altri elle vi

l'armonia, che pure secondo lo

nuto vi regna, torna comparire con grande vantaggio. Si venne allora a'restauri.
Questi, per generosissima disposizione di

iiiversale soddisfazione

si

vide cou)|)ito

il

sontuoso restauro eseguito nell'altare papale, e nel ciborio e tabernacolo per

Sua

Santit, che tutta del suo proprio e


la

mu-

privato peculio ne ha fatta


te spesa,

ben rilevanalle

nificenza del
l'icire

Papa Pio IX,

sotto

la
i

su|)e.

furono accompagnati da grandi

cura del cardinale Antoncili,


la

dise-

e molti abbellimenti.

Perch oltre

gni e

direzione intera dell'andamento


cosi con encomi il pensiero del edilizio d'Urbano V per
,

parti rifatte, alle dorature rinnovate, alle

dell'opera del cav. Martinucci

pitture rimesse in islato coll'opera del

erudito articolo

si

valentissimo artista cav. Francesco Coghetti (sopra tulle fanno di loro bella
stra
i

Papa che
non pi
lono
le

l'antico

moReli-

collocarvi le Teste de'ss. Pietro e Paolo,


si

3 quadrelli rimasti per quasi due

vedesse alterato in tanti uodi

secoli coperti

dall'armadio delle

ss.

dal primiero suo essere,

non che
da
lui

si

loila-

cos[)icue addizioni

ordinadi ta-

te (nel

Importare

il

[)ii

importante

le articolo, fra [)arentesi

aggiunger alculi

ni schiarimenti,

parte de'quali
del cav.

ricavo

armonia dicolorilo);ben altre cose vennero eseguitea maggior decoro del sagro edifcio: ben altre con nuova opera accresciute". Indi si dice, come fu tolto un colore sovra[)poslo
quie, per freschezza e

dal

Comnicnlario
ivi si

Martinucci).

che ricopriva

marmi antichi,

quali tor-

Inoltre

narra, che fu tolto uno dei

narono
fondi
il

a far bella mostra.


risalto delle tinte

Ma
non

perch nei
si

gradi aggiunto da Clemente Vili, rpinn-

desidedi smal-

do

pavimento della nave traversa o crocer, con che si ottenne che pi


rialz
il

rasse, vi

furono incrostate lastre

to turchino, che
e vi

sembrano

lapislazzuli,

sopravanzassero
reggenti tutta
la

al

suolo
le

le

4 colonne sor4
p'd-

furono posti rincassi

di musaici.

Le

mole,

quali per

ferrate antiche senza disegno, di semplici

mi erano state ricoperte, acquistando le coloime pi sveltezza e proporzione (colla grandiosit del monumento, avuto riguardo
a'postcrioii rialzamenti del pavi-

sbarrediritteetraverse,si rifecero con migliore analogia al limanenle, e con ricco

ordine
si

di

bronzi lilevali e dorali. Quindi


s.

passa a parlare dell'altare ligneo di


in

Clemente Vili, edagli anteriori di Martino Vedi altri in tempi piii rimoti, per cui ora di due soli gradi rilevato l'altare). Ch'erano state pudello stesso
re rimossele ringhiere di ferro intorno al

mento

Pietro racchiuso
guisa che
poi
,

quello di

maimo,

in

la

niinsa scoperta (in


la
il

fatti di-

alzata

tovaglia potei baciare con

venerazione
cora vedersi

nudo
parte

legno), e dagl'inta-

gli trafiiiati nel C(jrpo dell'altare

pu an-

l)asamcnto,

le scale e le altre parli di le-

in

la

preziosa reliquia.

gno addossale

alle

colonne (per cui ritna-

Essere ncll'innanzi(o paliollo) dell'aliare,

TE
iiiconlio la (ribnna,
t;!i;ite(li iiMisaico,

S
spirnli,

T F
me
stra

6 j:
Antonelli, a dealla cui sini-

4 colonnine

del cardinal

Giacomo

che due a due


nel

ortliiiale
la

stra di quella

d'Urbano V,

pongono
cpiitio a

in

mezzo

maggior spazio

quella del fratellocardinalGrimoarnel Comnic/itario dei cav.


fat-

cioce cinta di raggi (di metallo dorato io

dijCome leggo
tesul

rosone vuoto, sopra un fondo di

Martinucci e trovai nelle osservazioni

gro<!o vetro turchino), e ne'


le

due minori
Paolo

statue in

marmo

de'ss. Pietro e

(queste graziose statuette, con quelle di


simile grandezza di
di
s. s.

Matteo apostolo e

medesimo, che il fondomarmoreOjSoprail qualefauno lilievo gli ornamenti descritti dell'altare, ordinato a disegni in traforo con
il

monumento. Aggiunge

Simpliciano vescovo, apparteneva-

dorature

no

alla

fcn in

non piesistenfe Chiesa dix.Mat' Mcrulana, ne feci cenno a s. Mat-

si

teo e meglio altrove: trasportate nella baliei furono tutte e 4 poste lateralmente
altare del
ss.

di quella sobriet che luogo s venerando richiedeva e tutte le tavole marmoree, che componevano l'antico altare, con altre memorie rimosse, furono
:

trasferite nel chiostro della basilica e di-

ali

Crocefisso, indi trasferite

nel chiostro della basilica,

ove

le vidi;

poi

per ornare

il

nuovo

altare papale oppor-

ttinamenle furono tolte quelle de'principi degli Apostoli equivisituale.lnoltrenella

com'erano antecedentemente. Di murate nelle pareti, testimonio irrefragabile del mio parere sullo stemma del cardinal Ugo Pvoger ivi esisposte
fatto le trovai

stente, tal quale a quello del nipote

sagrestia de' beneficiati


le

si

vedono muivi

gorio

XI,

Grenon mai del cardinal Agriil

rate nelle pareti

statue ojarmoree, pi

foglio,

che facendo,

che gi notai, per

jgrandi delle ricordate, ed anche


li

por-

arme 3
fascia a

palle e 3 stelle, divise


della larga e
le

tate dalla chiesa di

s.

Matteo, e rappres.

sentanti
;

s.

Giovanni
s.

Battista,
s.

Giovanni
e
s.

met mente, come

da sbarra o non traversal-

insegne gentilizie de'Pvo-

apostolo ed evangelista,
ca evangelisti, e

Marco

Lu-

ger formate

di

6 rose separate da sbarra


la

Lorenzo). Dall'oppo-

o'fascia traversa,

dilTeienza tra
Il

1'

uno
il

sto lato (nella fronte dell'altare) che guar-

e gli altri troppo patente).

lavoro de'
di tutto

da

la

Pio IX
sta nel

nave grande, l'arme del regnante di metallo dorato (la (juale pocentro di rosone vuoto di grosso

bronzi dorati dell'altare,

come

rimanente, fu eseguito
salci lo diresse

nell'officina e stu-

dio di Pietro Paolo Spagna; quello


il

deinu

vetro turchino), fra colonnine eguali alle


descritte, in

cav. Michelangelo Bare

mezzo

alle simili d'

Urbano

beri;
ni

fratelli

Sante

Giuseppe Cianfara-

Gregorio XI (fiancheggiate da altre jdue simili colonnine spirali, onde la detta


jfroule partita in Squadrati). A'duefian'chi
gli
ili

Ve

eseguirono ogni opera in

marmo

(tutti

quanti operarono stupendamente). Nel


n.
ta

minori poi dello stesso altare sonovi

iSg del Giornale dei 1 85 1, si riporun estratto della dissertazione recitat;i


a'

stemmi

(di

metallo dorato nel centro

nell'accademia romana d' archeologia

rosoni vuoti di grosso vetro turchino),

5 giugno dal commend. Pietro Ercole Visconti commissario dell'antichit e segretario perpetuodella stessa accadeinia:!^/^^l'

claila

parte del vangelo, della real casa di

Francia, da f|uella dell'epistola, del cardinal d'Agrifjglio (non


re
|ce

ci

posso conveni-

Aliare papale, Ciborio eTabernacolo


impedire
le
i

pel
la

dimostrato superiormente, e in veritengo per l'arme del cardinal Ugo


si

della basilica Lateraiiense. Dichiardoversi

alterazioni de'

monu-

Pi0ger),e

aggiunge: che che ne


in

sia stato

menti, massime

sagri, e perci celebr

da

altri scritto

sentenza contraria, (Nel

che

si

rivendicava quello Lateranense.Dii.

1. degli

archetti dell' intercolunnio del

viso l'argomento in 3 parti, nella di sua origine nel


i

disse

prospetto della confessione, nella targa

d'uno stemma cardinalizio fu scolpita


VOL. LXXV.

l'ar-

gennaio 369, producendo un breve d'Urbano V, col (|uale Vi-

G<\

T E
il

S
suo architetto nel
l)nno

TE
V,
frontone sopra

S Grimoardi
:

iialmenle rese noto


s.'inese

e del cardinal

nel

Giovanni di Steflino, che siccome pure scultore pu avervi o[)erato anco con quest'arie. Die nuove notizie di Giovanni di

l'Evangelista una corona

reale, e lateralmente al rosone in basso

duearmi
contro
gli
la

di

Francia seminale
gli

di gigli. In-

Bartolo orafo e scultore, e delle mezss.

porta minore della basilica, su-

7e statue stupeudanienle operale perle

archetti

stemmi
la

del cardinal Albor-

Teste. Parlando delle pitture chesono nel

roz,

ma

senza

traversa, d'
;

Urbano V, e
.so

basamento

del tabernacolo, escluse alTat


il

del cardinal

Grimoardi

nel frontone

Herna da Siena, che neliSGc) dipingeva in Arezzo, e che secondo Vasari u)ai si rec in Roma; con Aitando inoltre il Rocca che l'avea attribuite a Leonardo da Vinci. Stabil a quali
cardinali
si

to cije ne fosse autoie

pra l'Evangelista l'insegna della chiesa ro

mana, e lateralmenle in basso al rosone due armi d'Urbano V.Ritnpetto alla tribuna, sugli archetti gli stemmi del cardinal Grimoardi, d'Urbano V, e del cardinal Roger: nel frontone sopra l'Evangelista
il

dovessero assegnare
in

le

armi
ri f

rappresentate

diverse parti del ciborio,

triregno colle chiavi incrociate,

come

del tabernacolo (che per dal

e lateralmente al rosone in basso duear-

rito nel Giornale, non si nominano), che ad altri alcuni scrittori l'altribuirono sen 7.1 guardare la storia e meno l'araldica. Si dice che nella 2.^ parte, espose le alterazioni alle quali il mnnimiento era an

mi

l'altare del

Giegorio XI. Nel lato inconlio alss. Sagramento, sugli archetti gli stemmi del cardinal Albornoz, egualmenle senza la traversa, d' Urbano
di

V,

e del cardinal

Grimoardi

nel fron-

dato soggetto, e come lo avessero reso diverso dali. disegiiojeche nella 3.' tratt
degli operati restauri, facendone conosce

tone so[)ra l'Evangelista nulla, e late-

le

pregi. Nel n.'iy dell' .///^?/w di

Ro-

ralmente al rosone in basso due armi di Gregorio XI. Finalnienle nell' aliare gli stemmi gi descritti. Nel n.^aSydel G/or7//7

ma
ta
le

de' 17 del

un

articolo

medesimo giugno, si riporintitolato: fJ Altare papail

A',

riferendosi

il

celebratoaiiniversario

della dedicazionedella chiesa Lateranense,

della hasiliea Laterateise,co\ disedel prospetto di tutto


si

a'g

novembre 85i,
I

gno
lice
n.i

monumento,

tale occasione, dopo

il

si notifica che in grande restaurodel


il

riprodusse l'articolo pubblicatone!


del

ciborioUrbaniano,si era scoperto

celebre

Giornale di Roma, di cui sopra diedi un sunto, manifestandosi esserneautore l'encomiato commend. Viscon-

23

vetustissimo altare di legno di s.Pietro,sul

quale ordin
Si legge nel

s.

Silvestro
vi

che ninno fuori

de' romani Pontefici

potesse celebrare.

ti;

indi

si

aggiunse un ristretto della

dis-

n.io2 ddGiornale di Roma


dell'Aal

sertazione ricordala del

medesimo archeole

logo, esplicitamente nominandosi


ardinaliziecie

armi

853, che a'5 maggio, giorno scensione, per la ."volla comparve


dell
i

pub-

sono nel monumento,cio


e Agrilbglio, di-

blico nella basilica Lateranense l'amplia-

de'cardinali

Grimoardi

zione della confc'^sione dell'aitare papale

chiarandosi

infedelmente prodotte dal

per munificenza del Papa Pio IX, poich


quella ristietta costruita da non molti anni

Ciacconio, e trovarsi esatte nelPanvinio,

che
sto

il

disserente segu.

Ma anche

su quein ci

da Gregorio XVI, poco ormai confa-

punto provai superiormente,che

cevasi alla ricchezza del sovrastante co-

non err Ciacconio,e che nelPanvinio non


esiste l'asserto.

spicuo altare.
ilei

poich

la

restaurazione

Avendo attentamente

e-

saminalo

gli

stemmi

del ciborio e del tali-

medesimo, aflldata gi al cav. Martinucci, riusc non solamente di piena sod-

bernacolo, ho trovalo, the nella parie

disfazionedel santo Padre,


te riscosse le lodi e

ma unitamen-

spondcnlealla na\ e grande, sugli archetti


sotJovilearmidclcaidinalAnlonelli.d'Ur-

l'ammirazione del pub-

blico, a lui fu

parimenti commessa Tese-

TE
ci.

T ES
Imperocai

67
cardinal Latn-

cii^Innp dell'opera aggiuntaci.

di

Gregorio

XVI

(e del

v'impieg sensatezza

di

disegno,

bruschini,

ambedue
le

eseguiti

dopo

la re-

nioniosa disposizione negli oinainenli di


]u eziosi
ti)

mozionedelleloro armi marmoree situate

mai mie bronzi, con accrescimeni

esternamente,

quali

ho trovato mu;

ulteriore di decoro alla

/basilica del-

rate nelle pareti del chiostro, presso quelle dell'

l'orie cattolico.

Ora

col lodalo Co/uiien-

antico altare papale)

e so|)ia la

{./rio del

cav. Martioucci

supplir alle
II

porla
vi

la

memoria

de' rinnovamenti che

mancanti
'

notizie del sin qui narrato.

eh.

fe'operare (cio nell'interno della cap

autore nella descrizione de'reslauridel la bernacolo marmoreo e de'monumenti adiacentij premile


essi,

pella, poich l'iscrizione di metallo

do-

rato di Gregorio
re l'operato di

XVI, che

ricordava putolta: la

brevemente la storia di onde meglio dichiararne lostalo precomincia dajla confessione, che

Clemente Vili, fu

sostituita dipinta del

seguente tenore;

sente. Egli

forma e abbellimenti degni jdeir augusto tempio e della mole di cui


inlcse darle
fa parte.

Gregorms XFIP.M. - S.P.Aniio XIII PerAloysium Lamhruschinuin - Firum


Eminentissimum- Ej). Sabine n. A Cons. Sanct. - S. E. R. Pro Camerarium- Vetustatis injiiriasuhlata-Pro loci flig?n-

Perci attenendosi alle

norme

delle consuetudini ed a'caooni dell'arte

Architettonica, la estese nella


tli

lunghezza

tate-

Omni cultu-Exomavit).
si

Nell'ab-

palmi 16 verso la nave media e si approfond di palmi 2. '--E' cinta la confes-

bassare che

fece l'area della confessioi

ne

si

discopr per la

.^

volta

il

piano di

sione d' un nuovo parapetto in

marmo

antica via che corre parallela alla nave

[lunense, dis|)osto a quadrali chiusi da aiabeschi di metallo traforati, che conli-

traversa dal settentrione

al

mezzogiorno,
fi^ncheg

formata
Sotto
la

di poligoni irregolari e

jnuano
le. Il
ti

il

tipo del

monumento

principa-

giata di marciapiedi in pietra tiburtina.


soglia poi dell'ingresso della cap-

piccolo cancello, che ne chiude l'en-

ala verso la porla principale della ba

pella fu rinvenuto

un pertugio corrispon-

silica.
I

similmente di metallo in foggia di

dente a lungo sotterraneo formato di due


grandi sale a volta di ottima costruzione,
si

osone. Si discende nell'area per

mezzo
didi

doppia scala dii4 giadi ciascuna, jfesa da parapetto a piccoli balaustri


di

lunghequautola nave traversa equa-

Ijrro fuso doiato.


te di

Le pareti sono marmi colorati a riquadro, e


il

rivestila

intieramente colme di macerie. Sopra della volta che guarda ad oriente bale

fron-

sano

due colonne

del tabernacolo

che

te

che sorregge

tabernacolo architet-

tata di 6 colonnelle in mezzano rilievo, rbe dimostrano sostenere il fregio sul quale posano gradi dell'aliare superiore e
i

sono verso 1' abside, le altre due colonne piantano sopra il muro del rinveuu to edifizio imminente all'antica via. Per
ultimo nell'area stessa
sito di
la
si

liasfer

il

depo-

le basi delle

colonne del medesimo taberdella cappella a sesto


di

IMartino
si

V, che dianzi era lungo

nacolo.

La porta

nave, e

rinvenne vuoto. Alcuni eru


rit-

acuto, adorna

coruicea guscio con due


il

diti delle

patrie antichit per tale l'avea-

bastoni a compartimenti dorati: ed


cancello di metallo pure

suo

no".

qui pubblic l'inedita epigrafe

lavorata a rose dentro di

nuova opera rombi col fonpure luce


i

mica, che ricevuta da

me

anteriormente

dalla gentilezza del di lui

degno

fratello

do

di cristalli colorali (riceve

ng.'^]\larlinucci,riprodussipii sopra, nella

da una piccola ferrata, posta sotto


liore della cappella
lasciato

1
an-

quale detto essere Mailino

sepol...

de'3 scalini dell'altare pontificio). L'inte


si

to nella cappella propria di sua famiglia

come

tecedentemente era
chiaroscuri.e nel

colla volta dipinta a

proprio qui met!i>ra sacello... Recldidit. "Continuate per altro le ricerche, sotto il
paviu)culo
alla

mezzod

tssa lo

slemma

profondit di circa 4

l'^''

68
mi
(alla

TE
umane da

S
terie

TES
tantCjchea giudizio de'periti
cliilii.

presenza del nobilissimo paren-

in simili

ma-

tiido di
te ossa

quel Pap.n^fiirono rinveniile mol-

addimostravano straordinaria anti-

poleine {'uiiDaie uno


s'i

Fra

vari strati di tavole

si

senose-

stljelelro intiero,
i

che ed erano disposte piedi dello scheletro corrispondevano al

priiono riposte moltissime monete del


colo XIII al

XVI. Rimosso
i

il

paliollo, gli
si

punto superiore in cui vedevasi il capo del l'ontefce Martino V nelT elligie di bronzo. Entro il deposito suddetto sono
state riposte le rinvenute ossa, e lasciala

specchi laterali,

3 strati di tavole,

vi-

de a nudo una cinta di abete per 3 Iati aderente a .\ altre cinte di legno antichissime e logore, che racchiudono, o per dir
pi esalto, foderano
cio selvatico
s.

memoria dell'eseguito rimuovimento col Martini V R. P. cond torium marmoreis cmhlcmatilnts ornatimi, ae

gli

avanzi dell'albuo-

la scritta:

ond'era tbrmato l'altare di

Silvestro. Nello specchio di fronte la

neo occlusimi operculo Simonis Jlorentini arte caelato anno 433. Pio IX P. ]M. seclusum,et opcrtum, e tessellato Ecclesiae pavimento Ime translatimi est 6 idus fcbriiarias iS53". Ecco poi come il cav. Marlinucci descrive l'altare ligneo di
i

croce latina di tarsa in legno giallognolo e biancastro a guisa di mosaico, conia

gi

si

detto. Anche nel piano giacente sotsi

to l'altare
tefici

rinvennero monete

e di citt italiane.

di PonTutte queste me-

morie, gelosamente esaminate e custodite


,

s.

Pietro, chiuso nel


la

nuovo suddescritto,
Il

sono
il

state

novellamente riposte per


altare, fermatele per

forma
quindi

in cui fu trovato."

piano su-

entro

nuovo

periore era composto di 5 tavole di cipresso,


si

gior cautela con

magdue lamine d'ottone, che


a destra

prolungava

di

i3 tavolette

abbracciano tanto
l'altare, la tavola

che a sinistra
la

di castagno poste verticalmente alle gi

superiore e

cassa in

indicate. Di (juestea destra ed a sinistra

fondo, suggellale cogli stemmi di Nostro

erano aderenti due mensolette. 11 paliotto fu ritrovato composto di cornice d'albuccio, che stringeva una lunga rete di cordicella annodata a'quadrilateri oblunghi; di mezzo a'quali scorgevasi una cassa

Signore,edeirE.uio Antonelli prefetto dei


sagri Palazzi apostolici".

Narra inoltre

il

cav. Marlinucci, che

si

ipniirono e dora-

rono a nuovo

capitelli delle

colonne, e

queste lustrate, vintele didcoltdel

mar-

con croce

nel

mezzo formata da

tarse

mo

e delle posture;
gli

egualmente

ripuliti

ad angoli acuti
te le

in colore

bianco e giallodi

e dorati

archetti di

marmo
i

traforati,

gnolo. Negli specchi laterali erano dipin-

ed incassati per
ti li.

risalto degli

ornamenlapislazzo-

immagini

di
,

s.

Pietro e

s.

Paolo,
parte

alcuni smalti che imitano

in tutta

persona

coperte per

in

Che fu nuovamente ornato

l'architra-

dalle
oltre
vasi

due indicate mensolette, lequali inascondevano due iscrizioni. Leggein quella a cornuEvangelii: Sanctus

ve del ciborio per 3


la confessione fu
le

Iati di lista

a colori

in musaico, ed in quel lato che sovrasta

posta per
la

memoria

del-

Primiis pontificia sanctione statuii ut si cpiis praeter romailvester

Papa

riparazioni eseguile

seguente

iscri-

zione in lettere di smalto doralo. Plus

num

Ponlijicem in hoc Altare Missam celehrasset anatiema csset: ed in quella a cornu Epistolae: Sanctus Silvester

IX Pont. Max.
stituii

in vcterem

formam re-

ac splendidiori eiiltii inslauravit anno mdcccl. Tulle le parli maigiorcc


e superiori del tabernacolo, con
I'

Piimus Altare ligneitm in quo s. Petrus et reliqui ante se Pontlfices saera fecerunt lionoris eausa hic collocaP-itpa
vii.

aiuto

della chimica, furono scoperte e rinfrescate di nuovismalti. Nelle pareti interne dei

Tolte quindi
di ci[)iesso

le

indicate tavole, altre


si

pilastri

con

capitelli e basi,

che solleaddossagi-

due

ne

rinvennero: e dopo

vandosi terminano
ta a

in guglie, fu

queste,

tavole di noce aderenti ad allret-

ciascuno mezza colonna

sj[)irale

TES
rala
iV\

TET
la festa di
s.

G<j

musaico, die sostiene leggiero ar-

vere assistito a'24 giugno alla cappella per


Gio. Iiallista,si port all'al-

cliilrave, su cui riposa l'imposta della volta,


]ati
il

che gi rimarcai. Ad ognuno de'4 che racle ss.

della cap|)elletla (|ua(irata

Francesco a venerare le ss. Reliquie dell'arcibasilioa, ed osservando retare di


s.
i

chiude
pirne

Teste, furono poste a riem1

stauri fatti alle custodie e

il

resto, espres-

gli spazi

6 c.obuiielte
lamine
di

di ferro fuin par-

se la sua [)iena soddisfazione.

so, intonacate di

metallo

TETCITA.
tropoli

Sede vescovile dellaBizala

te durale,
tali;

con simili

aral)esclii

ornameni

cena nell'Africa occidentale, sotto

me-

e da queijato cli'di fronte alla

inagi-ioie pontjo contemplarsi


sti iiL'Vjuali si

nave due bu-

conservano iCapi

de'ss. l'ie-

suo vescovo Rustico fu esilialo nel 4'^4- '^'^ Unnerico re de' vandali, perch doverosamente si die
il

d'Adrumeto,

tro e Paolo. Quivi essendo l'unico cancello chiuso

chiar cattolico, nella conferenza de'donatisli

da 4 chiavi diverse, per cui

si

in Cartagine. Morcelli,

Afr. dir.

1.

1.

possa penetrare nella cappelletta o inter-

TETRADITI. Nome
eretici, cos'i

di

molle

sette di
ri-

no

del tabei-nacolo. Restituiti in tal guisa

chiamati pel superstizioso


il

ol prin)ilivo

aspetto
il

il

ciborio e

il

taberna-

spetto chealfettavanoper
tro,

numero quatperch cele-

colo,

compito

monumento di quegli abilell'in,

come
la

Sahbatai-i

(f^.)

Itellimenti diesi desideravano nell'altare

bravano
luna
di

Pasqua
il
i

nel giorno xiv della

e nella confessione per l'armonia sieme,


il

marzo, e perch digiunavano ne*


Z^.."

sagro e celebre ediflzio per la inunificenza del Papa Pio IX ordinatore

mercoled eh'

gior/io della srttii

inana;
settari,

dell'opera, per l'intendimento e gusto del

anco Manichei (V.) e loro perch ammettevano in Dio 4 percos\


;
i

cardinal Antonelli che ne fece eseguire


voleri, per avervi

egregiamente corrispo-

sone in vece di 3 seguaci di Follone, perch aggiungevano al Trisagio (J\)


alcune parole colle quali insinuavano che

sto l'archilelto cav. Marlinucci, ritorn a


fare di se decorosa e splendida mostra in

non
ss.,

fu

una

sola delle tre

Persone della

mezzo

al

santuario, che qua! (.'chiesa del-

Trinit che avea patito per noi,


;

ma
i

la

l'universo per antonomasia fu chiamata

Divinit intiera

Hnalmente anco

Se

timo, che riferiscono

Chiesa apostolica Romaiui. Dir per uln.' 4^ e i52 del


i i

K'eriani(F.) furono denominati telraditi, secondo l'annalista Rinaldi. Altri voglio-

Giornale di

Roma

del

tolo Lateranense

ha

fatto
la

855, die il capirecentemente


che fat-

restaurare e indorare
dia o armadio delle
ta lavorare
1

bellissima custoIlelit(uie,

ss.

no che discepoli di Tetrardio, seguace di Severo capo de'severiani, si chiamarono ^ci/-mv//V/; questi eretici pretendevano col loro eresiarca, che il corpo di Gesi Crii

secoli

da Innocenzo X.I, per circa due era stata sul gran ciborio dell'altare
di

sto fosse stato corruttibile e soggetto alle

passioni,

come quello

del restante degli

papale, e la colloc sull'altare della cappella


sisi,

uomini.

ddle Stimmate

s.

Francesco d'A-

TETRAPOLI,
a'regni divisi in

Tetrapolis. Voce greparti,

di consenso della principessa Rlassi-

ca espressiva di quattro citt, e fu dato

ino Lancellolti patrona della stessa cappolla. Gli estremi lati della custodia

ed

alla Seleuciil

fuai

de, antica parte della Siria, lungo


re, fertilissima e

ma-

rono allungali e ornali d'intagli simili


j

popolosa, formata princitt di

preesistenti pregievolissimi; essendosi puI

cipalmente dalle 4
cui meglio a Siria),

due angeli che sostenevano l'arme d'InnocenzoXI, anch'essi ridi)rali,ed ora sorreggono imo la Crore disposti all'intorno
i

Antiochia (di Apaniea, Laodicea


il

e Seleucia{r.). Osserva

Terzi nella Si-

ria sacra, che

la

s.

Scrittura

chiam

la

ce, l'altro la

palma,
il

de'cornucopi ezian-

provincia dellaTetrapoli,Celesiria,vocec-

dio messi u oro.

Papa Pio IX, dopo u-

quivalenle aCuva o Curva Siria, ne descri-

70
confini e
la

TET
i

TE
noi
l)il

U
la

verampiezz<i,lecillclie comprese,
regione. Inoltre
il

chei suoi

figli

avessero: Antipn

te;

nome iliTenel Le-

trarchia della Galilea e della Pelrea

il

trapolifudalo ancora n4cill dei non! dell'Altica, ricordale dal

regnodi Giudea Archelao;FiIi[)po


condite,
la

la

Trasu?

Uandrand

Gaulonile eia Datanea, ch'e-

jcoi gvou^rdjihciim.

inoltre Tetrnpoli

resse in tetrarchia; die poi a

Salome

venne appellala Anlioiliia, perch divisa in 4 ^"'''''eri principali, clic foi mavaiio per coM dire altrellante citt, quando eracio nel suo splendore e

sorellaJamnia,AzoteFasaelidecoii 5o,ooo

monete.

Ma

malcontenti

principi di tal
il

divisione, ricorsero ad Augusto,

quale
e gli

3/

citl del ro-

concesse ad Archelao

la

met

del

regnodi
,

mano
Dipoi

inipero
il

dopo Roma
e
1'

e Alessandria.

Giudea
promise

sotto

ii

titolo di

enarchia
altra
.
i

regno

isola di Sicilia

(f.),

di stabilirlo re se colle virt lo


1'

(piandosi denominava Trinacria, fu divisa da Coiiifacio IX in 4 parti o Telrurchic per mantenere


de,
le laijioni

avesse merilalo: divise

Filippo e Anlipa, cio


tanca o Batabea,
ranidite, ed
la
il

il

met tra ebbe la Ba1'

della

s.

Se-

la

Tracondile e

Au1.

assegnandone il governo a 4 potenti conti con annuo censo, e che sommiui-

paese di Zenodoro;

il

Galilea col paese al di l dal Giordala

Anchiam Tetrarca, Tctrarcha, vocabolo greco formato da quarto e da coniando, quegli che comandava la
stras'-ero aiuti di galere e cavalieri.

no. Ad Archelao [iopriameiite die

Giu-

ticamente

si

dea, l'Idumea e

la

Samaria;

Salome condal
fr.ilello.

ferm
Questi

ampli

Io statuilo

principati furono delti Telrar-

.si

d'un regno o contrada, perch governo d'un regno diviso ia 4 parli nomin Tetrarchia e Tctrarcato il governo o douinio del tetrarca. Altri riil
,

4." parie

cliie. I latini

dierono a'ietrarchi
dall'

il

titolo

di

Re, come apparisce

orazione di
se

Cicerone per Dejotaro, che non era

non

se tetrarca della Galazia, accusato d' a*

feriscono cheletrarca significa


re, che

un Signo-

ver allentato alla vita di Cesare. Anche

ha

la 4-"

parte d'uno stato in pie,

na sovranit. Dice il M;igri verbo TeIrarcha, che questo fu il titolo d'unii dignit chegoverna va
la

4-" parte

d'un rea-

me,
listi

il

capo

di es>a, e
i

che

cos'i gli

evange-

chiamarono

discendenti di Eroile,

abusarono del titolo di tetrardavano a'governatoi delle provincie. Fu anche dato il titolo di telrar' ca a chi possedeva la met o il 3. d'uno slato. TETRARCA. F. Tetrapom.
gli ellenisti

ca, e lo

governatori o signori della


divisa da'roinani in

Giudea (T.;, 4 governi o principati. Erode Antipa fu gialilcato da Augusto coi governo della 4' parie del re-

TEUCHIRA oTAOCHARA.Sedevescovile della Libia Penlapoli nel patriar-

cato d'Alessandria, sotto

la

metropoli di

Cirene, eretta nel

secolo, e chiamata
jiar-

gno di suo padre,sollo il nome di tetrarca; nondimeno s. Matteo lo chiama re,quimhmque non ne avesse la dignit cui per
aspirava nella sua ambizione. Si legge nel p. Calmet, Storia dell' antico e luun'o Testamento, lib. 7, che Erode e
altra

pure Arsinoe. Zenone suo vescovo

tigiano d' Ario, assist e sottoscrisse nel

43

ii

concilio generale d'Efeso.


2, p.

Oricni
nel

chr.

t.

623.
Cardinale.
Fioi'i

TEUDALDO,
sottoscrivendo
il

pontificato di Benedetto

IX

e nel

io44>

suo fratello Fasaele


degli ebrei da
recatoci in
brei
,

fui
11

ono

fatti

lelrarchi

privilegio accordato al

Ma re' A Ionio; indi Erode Roma fu dicliiarato le degli eaument


ii

patiiarca di Grado.

TEUDERIO
Delfiiiato,
si

(s.),

abbate. Uscito d'udi

ed Angusto

suo regno

na delle migliori famiglie


essersi esercitalo

Vienna

nel

con alcune [novincie. Erode detto il Grande^ prima di moiire cambi il suo leslainciilojdivise
il

segreg dal mondo,

e dojO

akpianlo tempo nello

uguoiii Ictiarchie,

e sta-

pratiche della vita religiosa, P*ce ritorno

TE
in piitria.

U
sue
TJrltj

TE U
procacposcia

71

Avendogli

le

attribuivano

gli effetti a' cattivi

demonii,

ciato

buon numero

di discepoli, fabbriessi,

c diipprirua delle celle per


jicndovi col
glie re

nii,

invocandosi gliDci infernaliei malefcigecon arte empia edetestabi!e,esercitata

(ond un monastero presso Vienna. Esil

specialmente dagli Strrgo/a'e dalle Stree la magia benefica, che appellavano Teurg'a, cio operazione divina, colla quale s'invocavano genii buoni. Ei

particolare costume di scedi

ghe (F.)j

grande riputazione di santit, che volentieri menasse vita da rinchiuso, e che confinato in una cella, con orazione continua e con rigorosi digiuni implorasse
la

un monaco

misericordia divina
s.

magia di cui facevano uso saggi del paganesimo, riguardandola per arte divina che non serviva che a
i

ra questa la sola

per

se e pel

suo paese, fu eletto a ci


la

perfezionare lospirito, e a render l'anima


divina. Quelli che arrivavano alla perfe-

Teuderiojil quale esercit


re,

funzione di

cui era stalo incaricato con tanto fervo-

zionedella teurgia,aveanoun iutimocom-

che non pose alcuna misura alle sue

lagrime e alle sue mortificazioni. Mori


circa
il

pellito nel

57 5, celebre per miracoli, e fu sepmonastero di s. Lorenzo, Le


collegiata di cui patrono, e

mercio cogli Dei, si credevano rivestiti del loro potere, e si persuadevano che nulla fosse loro impossibile. Ma per giungere a quello stato di perfezione, era d'uopo di
sottomettersi a parecchie ben
tiche; passare
difficili

sue reliquie furono dipoi trasportate iu

pra-

una chiesa

prima

di tutto

per l'espiain un'esat-

che diede il nome alla piccola citt di s. Teuderio, distante 8 leghe da Vienna nel DeKinalo. Questo santo nominato nel
martirologio

zioni, farsi poscia iniziare a'piccoli misteri,

digiunare, pregare, vivere

ta

continenza, purificarsi. Allora venivamisteri, ove pi non trattavache di meditare e di contemplare tutla natura ; imperocch non avea essa
i

romano

a'

29

ottobre,

no grandi
si

TEURGIA o TEURGICA. Arte di arrivare ad alcune cognizioni soprannaturali,

ta

ed operare delle cose meravigliose, deiMiracoli {f ), e delle cose divine cole che

pi nulla di celato, dicevano eglino, per


tutti quelli
i

quali eransi a

tali

prove

sot-

l'aiuto degli spiriti o genii,

minavano Dei,

che pagani nopadri della Chiesa


i

toposti.

Credeasi che in forza del potere

della teurgia Ercole, Giasone, Teseo,

Ca-

a ppellaronoZ>e/o/>Y/'.j. Quest'arte im-

store e Polluce, e tutti gli altri eroi della favolosa e

maginaria e d'i Siifjerstzione (f'.J, siala sempre icercata e praticata con miste1

immorale Mitologia, operasfinzione de' poesi

sero que' prodigi di valore, che tanto in


loro
ti.

ri

arcani, da

un buon numero

di filosofi,

si

ammiravano per
disila

Platonici e Piltagorici, eque'del III e


secolo della Chiesa che presero
Eclettici o di
firio,
il

IV

L'invenzione

teurgia

attribui-

nuovi Platonici,
,

nome di come Por-

sce

Giamblico, Massimo, ec, ne furono principalmente prevenuti. Eglino si persuadevano checon alcune formole d' invocazione, con certe
pratiche,
si

Giuliano r Apostata

ad Orfeo,conosciuto per uno de'fainosi maghi teurgici. Insegiiegli inqual nndo si doveano servire gli Dei, placare il
loro sdegno, espiare
tie
i

delitti, e le

malat-

poteva avere commercio faspiriti,

magia teurgica , e la religione misteriosa del paganesimo, ei-avi una gran conformit, vale a dire quella

guarire. Fra la

migliare cogli

comandare ad

essi,

che concerneva

misteri segreti, di cui

conoscere e operare col soccorso loro delle

parlai a Setta, a Sacerdozio, descriven-

cose superiori alle forze della natura.

do quello
culi;

degl'idolatri, e ne'relativi arti-

Ella in sostanza non era altro che la

Ma-

gia (f.Ji ma questi filosofi ne distinguevano due specie, cio la magia nera e malefica

usandosi formule che derivate dalle lingue egizia e caldea, greci e romani
i i

conservarono molle parole originali per-

che chiauuivano Goe/ut,

di cui

ne

rjl

T E U
tulle le parti,

TE
natura clie ne non avea per
lora se ne concepisca

U
il

piclcsi genii motori della

significato, tutte

animavano

piova verun sodo ragionamento, n alcun l'alio certo ; era una puia immaginazione fondata sull'illusione, sul!' ignoranza delie cause flsiclie e del mecc:misino della

sono mirabili lezioni di morale e di virt. La Chiesa adora Dio, l'onora, e rende
tril)uto di iauJi al

cui la diletta,

suo divino Sposo, di con g' idiomi di molle


variet di
riti

nazioni; e con

la

e di ceregli

naturajquesto nondimeno tulio


del Politeismo (f\) e
Il

il

fon-

monie

gli

presta ipiel cullo che

do-

damento

i\e\['

Idofal-

vuto; e

Dio egualmente
di

lodalo e ono-

latria (y.).

popolo cieco attribu

rato in qualsivoglia conveniente rito gli


si

samente ad alcune intelligenze particolari, ad alcuni spirili dispersi in ogni luogo, fenomeni, che Dio solo autore e goi

renda quell'omaggio

soggezione

si

interno che esteruo,che


butargli.

Tuomo deve

tri-

vernatore

dell'

universo, opera o per se

TEUTONICO,
MILITARE.

Orui.ve religioso e

stesso o per le leggi generali del

moto che

Ordiis Militiac. B. Manata

lilosofi sveustabilito e conserva; e turalamenle, invece dicombultere questo pregiudizio, lo adottarono e lo resero pi

ha

lirginis Tlu'utonicoriim. Nobilissimo,


antico e gi sovrano e potente ordine e-

incurabile, perpetuandosi l'errore per tra-

dizione e per gl'insegnamenti di molli ira-

Ordine della JLidoima del Monte di Sion o di i. Maria di Gerusa lemme, d cui p. Ilelyot
questre, denominato pure
il

La mune dopo
pijstoii.

teurgia vieppii divenne colo

nella Storia degli ordini religiosi e mili tai'i,


t.

slabilimeulo del cristianei

3, cap.

6: De'caK'alieri dell'orle

simo, poich con essa vollero

filosofi

pa-

dine Teutonieo, dice che


sorte nel

divisioni in-

gani distruggere l'impressione stupenda

che aveano
1

fatto su tutti gli spirili

mi-

acoli di

Ges

Cristo, degli Apostoli e dei

medesimo, e l'ambizione collegata coll'eresia, hanno fatto tale ingiuria alla di lui gloria, e ad un tale stalo ridottolo, clie dillcilmente
gli fosse
si

primi

cristiani.

In generale essendo la

crederebbe, ch'eil

teurgia viziosa,

come

alto di (loliteismo e
si

un tempo

stato

terrore de' re
ci

d'idolatria, que'che vi

abbandonarono
i

pi potenti, se

la storia

non

facesse pie-

furono a un tempo insensati, impostori


ed empii. Alcuni maligni incretinii e ])iotestanli, calunniosamente osarono dile che
la

na fede della possanza di quest'ordine, ridotto al suo leinpo al possesso d' alcune
suflcienti appena al mantenimento del gran maestro e de'cavalieri. L'ordine teutonico, del quale vocabolo

commende,

pi parie delle veneiande Cc.)

iciioiiiv (/
dilfereiili

del cristianesimo

non sono

insostanzadalla teurgia, se non

parlai nel voi.

XXIX,
la

p.

e altrove, ebla

ne'sagramenti, nelle benedizioni, negli esorcisini, ec.

be sotto

il

suo assoluto dominio

PruS'

Dio prescrisse le sagre ceremonie per mezzo di Mos agli ebrei, e le ceremonie cri.>tiane per mezzo di Ges Cristo, degli Apostoli e ilella Chiesa, cui lo stesso Ges promise il suo spi

Lo

stesso

sia reale e ducale,

Livonia,

la

piccola

Pomerania,

la

IMarca nuova di Drandei

Lurgo, l'Estonia, ed

ducati di Curlan-

dia e di Semigallia, provinciedi vasta estensione, ed altri dominii,


i

quali

si

esle-

l'ilo,

il

suo soccorso e
pagani,

la

sua assistenza; ed
contrario eb

sero dall'Oder al golfo di Finlandia. L'or-

iiiveced'aver avuto alcuna intenzione d'i-

dine de'cavalieri teutonici deve


ligine alle Crociale {f
.),

la

sua o

milaie
}e
il

la

Chiesa

al

proposito d'allonlanoi e e prcservasuoi O^li dagli abusi e dalle super-

je

hlizionidc'l p;igaiiesimo.

Tutte

le

ceremola

nie ed
t,
il

///.'/'

(/

.)

cristiani

spirano

pie-

non meno che quelli degli ospitalieri da' Gerosolimita28 ni nA a' Templari. Verso il 27 o il un icco particolare alemanno, che avea slalnlila la sua dimora a Gerusalemme,
i
i i i
I

rispetto, la cunlideuza in Dio; e

qua-

comiuciava a raccogliere in casa sua pui

TE

U
patriarca di

TE
reth, di

73

veti pellegi'mi della propria nazione, travagliati dalle malattie o dalle fatiche del

Gerusalemme, d'Enrico re di Gerusalemme, deg arcivescovi di NazaTiro


e di Cesarea, de' vescovi di

lungo epenoso viaggio. La moglie dicjueslo carilatevole

alemanno

istitu

quindi

Betlemme ed

Acri, de' gran maestri dei

un
le

2. ospizio allato ali.", per accogliervi

gerosolimitani e templari, e di molti dei


loro cavalieri, di Piidolfo signore di Ti-

povere donne della sua patria. Tali lideilalenianuo non potendo bastare al suo zelo, fece costruire a prouiiti rispetti

beriade e del suo fratello Ugo, di l\inal-

do signore

ili

Sidone, di Cimaro signore

prie s[>ese
triarca

un ospedale, e ottenne dal pad'unirvi una cappella dedicala a

di Cesarea, e di molti altri principi e si-

gnori del regno diGerusalemme,come an-

Maria
Uiiui
la

Vergitse. In seguilo vari gentiluo-

cora d'alcuni signori alemanni,

quali

si

alemanni e non poclii [)arlicolari delstessa nazione si dieroiio cura d'aumendi loro

trovavano

all'assedio. Essi
di

do arcivescovo

furono CorraMagonza, Corrado d'Er-

tar la fondazione, votandosi al servizio dei

bipoli cancelliere dell'impero,

WolsOgedel Pie-

poveri e de'malati
lo di coudjattere
si

nazione.

Come

ro vescovo di Baia via. Federico duca di

oggetto del pellegrinaggio loro era quel-

Svevia, Enrico di

Walpot conte

contro gl'infedeli, a ci
regola de'templari. L'o-

obbligarono con un 2." voto, prendena

do

modello

la

spedale alemanno ossia teutonico di Ge-

rusalemme non
lodi
s.

fu distrutto,

come quel-

Giovanni de'gerosolimitani, allorch Saladino re saraceno diSoria,dopo la


battaglia di Tibeiiade, a'2 ottobre
i

187
vin-

prese Gerusalemme;
citore

ma solamente

il

non

vi

toller

che quel numero di

persone ch'erano assolutamente necessarie al servizio di esso.

Questo stabilimen-

duca di BrunsAvick, Federico il Cattolico duca d'Au>tria, Enrico di Brabaute, e molti altri principi e signori, quali |)revedendo di quanta utilit poteva divenire l'istituzione, furono di parere che il duca di Svevia inviasse deputati al fratello Enrico VI imperatore, aitine di pregarlo d'ottenere da Papa Celestino HI la conferma dell'ospedale. Alcuni riferiscono che fu Fedeiicudi Svevia, che per dal' slabile forma allo stabilimento, immagin d'islituire un ordine di cavalieri, ad
e
i

no

to pio viene riguardalo

come la pi rimoTolemaii

imitazione

di

quel li de'gerosolimitani e de'

la originedell'oidine teutonico. Intrapresosi poi da'cristiani l'assedio di

templari; divisamento che vuoisi applaudito da lutti


i

nominati, e che

vescovi

de

ossia

s.

Giovanni d'Acri nel

i8q,

si

vide tosto rinnovare lo stesso alto di cajril nel


I

campo

loro per essere l'esercito dei

crociati desolalo dalla


lallie.

fame

e dalle raa-

Mentre

cavalieri gerosolimitani adegl'italiani,

\eano preso cura


lieri

ed

cava-

templari de'francesi,

isoli tedeschi e-

lano miserabilmente rimasti privi di qualunque aiuto. Allora alcuni benefici cittadini di Brema e d Lubecca, com[asiio-

Bando

le

miserie e

bisogni de'soldati tei

deschi infermi e

feriti,

quali per

man-

canza di soccorso morivano, candiiarono


le

loro tende, fatte di vele da nave,in un o-

compilarono una regola tratta dagli ospedalieri gerosolimitani, perquanto riguarda la cura de'malati, e da quella de'templari per ci che si riferiva alla milizia e alla particolare disci[)lina. Aggiungono, che dopo di essa, il duca di Svevia solennemente eresse il nuovo ordine, a cui don a titolo di fondazione l'ospedale leutonico ossia alemanno di Gerusalemnie, e che allora impetr dal fratello la sanziuneaposlolica. Clemente III inen Ire stava per approvare l'istituzione moi"i, onde il successore Celestino Ili neh 1910 nel 192 conferm l'ospedale e ristiluto,
1

spedale, in cui
jmalati,

davano

ricetto a'feiiti e ai
e cai ila soc-

erigendolo in online ospitaliere e militare sotto


l.i

che con molta mnilli

rcircjla

dis. Amjslino, orilinan-

SGiie vano: ci loro

guadagn

la stima del

74
iiiiilali

TEU
e i!e'|joveii, e gli slaliili cle'leiuull'esseie di militari e di eculllii,

U
la

gerosolimitani nel governo e servizio dei

tura anche nell'atto di celebrare! divini


cio colla corazza e

spada

al fian-

plaii

quanto
la

co, ()er essere


al ni

sempre pionti ad opporsi


i

clesiastici;
la

che facessero voto di difendere

Chiesa,

le

Palestina o Terra santa, vedove e gli orfani; e che il loro abi-

nemico. In tempo di pace cappelladimoravano ne'convenli in numero di


I

6 con

2 cavalieri; ecjuandoi cavalieri

riii-

to consistesse in

un ma niello bianco,

or-

nivansi per l'elezione del gran maestro,


fra gli elettori era vi

nato d'una croce nera: concesse all'ordi-

sempre un

frale cap-

ne

le stesse

indulgenze, privilegi ed esens.

pellano. Circa al gran maestro dell'ordine, narra che Celestino 111 die facolt d'i-

zioni gi accord.ite dalla

S>n\^ agli or-

dini ospedalieri ed a'ieniplarij e per arine


stabil

una
la

ci

oce piena di

panno nero

in

cainj)ubiiinco, alla quale, dicono alcuni, fu

a^giullla

croce potenziata del regno di


di (piel re

ad Enrico di l fa Ipot cowle del Reno, ch'era stato eletto nel campo d'Acri gran maestro dell'ordine. Che poi il 3. gran maestro aggiunse alla croce nestituirlo

Gerusaleinine, pei concessione

ra un'altra

Enrico, o del le Giovanni da Drieniie al


dire di allri. L'imperatore accordi) a'cavalieri
le
il

valieri a lui subortlinati,

cesse

il

doro, per distinguersi da'cao meglio la consuddetto re Giovanni al 4- giau

diritto di possedere in
le

perpetuo

maestro, testimonio delle valorose azioni


de'teutonici, distinzione che rest a'snccessori;
gli

terre e

provincie, che avessero con11

quistalo sugl'infedeli.

p.

Bunanni, Ca-

che Papa Onorio


il

ili

versa

il

220

talogo cicali ordini t(/iicstri e militari,


a p.
1
I

concesse

titolo di principe, allri digli

e >eg. riporta le figure del cava-

conoche

inoltre

don un anellodi graa


il

liere teutonico, del cavaliere teutonico ec-

prezzo, che trasmise per njenxnia a'successori; Federico


lo lo dichiar in

clesiastico, e dei gran maestro teutonico, ma^niis niagisttr Tcntonicoru/n.Quiulo al cavaliere teutonico, riferisce che gli fu [)rescrilla una croce nera contornata

imiieralore,

non

so-

uno

a'snccessori princi-

pe dcl'i'iinpero,
Luigi
la

ma

inoltre gli accord l'as.

quila imperiale da porsi nell'arme, e

o filettata d'argento sopra abito nero, e

IX

re di

Francia all'estremit deli

onde furono caanco chiamali cavalieri di s. Maria e crociferi, ed a p. 162 riproduce al n." 06 la forma della croce equestre denominata patente. Del cavaliere teutonico ecclesiastico o cappellano, dice il p. Bonanniche l'ordine diviso in cavalieri miujaiito di lana biatica,
i

valieri

croce vi aggiunse gigli reali. Per cui gran maestro portava sopra la veste di lana nera e stesa sino al ginocchio la croil

ce patente, nel cui centro sopra

do era

ra(|uila imperiale, e al

uno scumanto di
croce.
Il

lana bianca, lungo sino a terra, nel sinistro lato era aAissa la

medesima
se
il

liari ed ecclesiastici, e l'uflzio de'secondi

gran maeslroavea sottodi


ineiidalorc,
i

g/-anco/ii'

era ^anlalini^trare sagramenli agl'inferi

."uffizialedeH'ordinejilgTrt/j

mi
6:1,

dell' os[)edtde,
i

come pure

a'cavalieri

d'armi, recitare
e

divini udlzi nella chie-

maresciallo ,c\i>i risiedeva a Ronigsberg; il ^l'ciu snedaliere, che dimorava inEIbing;


\\draj)j)iei-e,C[.\\

aver cura del decoro e splendore di

incombeva

la

prov-

essa;

siccome ancora ammaestrare nelle


i

vista degli abiti;

ed

il

tesoriere, che dote

cose spettanti alla religione


serventi lutti dell'ordine.
pel'

cavalieri e

vea continuamente dimorare nella coi

Che portavano
la

del gran maestro. Oltre a questi l'ordi-

insegna
il

la

croce stessa,

veste nera

lunga e
lungo,
il

mantello bianco egualmente


cappellani teu-

ne asea molti commendatori come di Thorn, Culli, Brandeburgo.Konigsberg,


,

tutto di lana piij grossolana. Ali

Elbing
voli.

lorch erano in guerra,


tonici

ebbero fucull d indossare l'arma-

e di multe altre citt ragguardeEranvi pure de'commendalori parliculari destinati al governo dc'castelli e

T E U
forle/zi; degli avvocali, clti'provveclltoii,
tle'ca
liiii

T
dai-

E U
che
vi si

1?

forziere o cassa serrata a chiave, per

non

validi

quali sopiiiilendevanoa'inoe molti allrj iiniziali.

motivo

di sospettare

nascon-

ed a'viveri,
la

Do-

desse denaro o altra cosa n(jn permessa.

po
il

pontifcia approvazione dclTordine,

Quanto aveano

tutto possedevano a no-

re di
gli alti

Gerusalemme,
i

duca di Svevia signori che ne aveano procurail

me

dell'ordine o del ca[)itolo, n lo pos-

to la

conferma, vollero colla loro presenla

gl'infermi,

za rendere pi maestosa

cereinonia, nel-

sedevano che per distribuirlo a'poveri, aoa quelli dell'ordine che ne aveano bisogno. Alcuni scrittori affermano, che
lieri di
ili. "gran

l'accettazione de'prinii cavalieri. Presentatisi


ti

maestro ordin a'cnva-

alemanni pcrcssere all'ordine, riceverono l'abito da


nobili
i

4o

ascrit-

recitare ogni giorno e in tutte le

altretil

notti

200

volte l'orazione domenicale,

il

tanti ^ignori, ed

cavalieri presero

ti-

simbolo degli apostoli,


gelica:
li

e la salutazioneaii-

alemanni, Cavalieri del' la casa e dell'ospizio Teutonico di Getolo \ fratelli

rusalemme, 3Iariesi, e d
la
l'ordine non
si

O speda lieri del-

Madonnadegli alemanni, perch neldoveano ammettere chea-

lemanni,ondechi(uiqiiesi presentava per


esservi ricevuto,

lenianno

dovea giurareil'essere anato da idonea famiglia nobile, di non essersi mai coniudi nazione, e

la regola non prescrive di taun numero cos'i copioso. Le loro celle doveano essere continuamente aperte onde si vedesse ci che facevano, n cosa alcuna rimaneva occulta agli occhi del superiore, ch'era ordinariamente un commendatore. In ciascun con vento di mora va no 2 cavalieri in onore de' 12 Apostoli, ed il gran maestro Wmrico di Knipro-

per

preci

gato, di voler vivere ce!d)e, di sottomettersi a tutte le

de ordin che oltre


tassero ancora

2 cavalieri, vi abi-

regole e leggi dell'ordine,

di prestare esatta

ubbidienza

al

maestro

rano circa
se ne

6 cappellani, l conventi e4o,e in un medesimo luogo ve


4-

deirospedale,di consagrarsi principalmeule al servizio di

n'era pi d'uno, cornea lAIariembm-goove

Dio, degli ammalati, dei

contavano

H lo'O

letto

si

fjrma-

poveri di loro nazione, alla difesa di Terra santa, delle vedove e degli orfani, e di

va del detto semplice pagliariccio.


ro armi

Le

lo-

non doveano essere n dorate, n

vivere d'una totale S[>ropriazione. L'or-

inargentate.

Let

dalla regola piescrilla

dine non era tenuto asomministrargli


tro che
tro

al-

per essere accettato nell'ordine era quella di


lieri
I

pane e acqua, e vestilo; n in veramente consisteva il loro vitto


loro riposi, che

al-

5 anni; doveano per essere


capace di resistere

cavadella

sul

aspiranti di forte e robusta comples,

cominciar dell'ordine, n altro


singava
riccio.
i

letto lu-

sione

a' disagi

un rozzo pagliadell'or-

guerra. L'ordine era diviso a somiglianza del Gerosolimitano in 3 classi:


lieri
i

Le altre antiche osservanze

cava-

dine, liferitedal p. Heiyot, sono leseguenti,

con baliaggi e commende,


i

cappel-

professate pure da'cavalieri di Livoiiia


la

lani,

frati serventi.

Eianvi

altres delle

dopo
ci.

loro incorporazione tra'teuloiiidi

persone coniugale, cui permettevasi portare delle

Per togliere loro ogni occasione


la castit

mac-

mezze

croci.

L'ordine ebbe an-

chiare
si la

giurala, proibiva ad es-

che delle

regola qualumpie conversazione eoa donne, specialmente giovani, u era permesso ad un cavaliere il baciare sua madi salutarla.

ed eravi prescritta la forinola d'orazioni che si recitavano nel


religiose,

dare ad esse l'abito.

Il
i

gran commenilaconsigli, e

tore presiedeva a tutti

gover-

dre nell'alto
la

Era

s\

rigorosa

nava
stro;

la

provincia in assenza dei gran maeal tesoro, alle biade,


i

povert che professavano, che non po-

soprintendeva

tevano possedere cosa alcuna in proprio,


senza licenza del gran maestro o altri superiori; poich

alla navigazione;

ed
i

frali

cappellani, e

serventi d'armi,
I.

quali

non potevano tenere alcun

"convento, a

lui

dimoravano nel ubbidivano. Dovea il

j'

TE U
p
la
i

T E U
morie del gran maestro, del cui decesso rendeva consapevoli maestri proi

gran maresciallo provvedere quanto apparteneva alla guerra, e tut cavalieri


eriiiiu temili

ubbidirlo in assenza del

vinciali, e fissava

il

giorno dell'elezione,
trovassero con uno o
poveri,

gran maestro; provvedeva loro le armi e cavalli, quali per non comprava sen1
i

acciocch

essi

vi si

due
bili

cavalieri. Si distribuivano tulli gli adel

za licenza del gran maestro, e senza


licoU

le

cui

gran maestro

a'

uno dei
morte
di
si

neppure poteva
In

licenziare

dal-

quali alimentavasi per un intero anno, e

l'armata alcun cavaliere, ne dare alcuna


Ij^ittaglia.

per

40

giorni ci facevasi alla

tempo

di

pace

il

gran comin

un

cavaliere. Nel giorno dell' elezione


la

mendatore
guerra

gli

precedeva,

ma

tenipodi
poveri
e
gli

celebrava

messa, dopo

la

quale leggei

egli lo pi

ecedeva. Alldali alla cui

vasi gli statuii dell'ordine, indi


I

frati re-

ra del gran spedaliere erano

citavano 5 volle l'orazione domenicale,e


poi
si

lutti gli spedali; a lui spellava

il

dare

dava da mangiare ai3 poveri. E-

oiditii o[)poi tuni agli spedalieri inferiori,

u era lenulo
se che faceva
;

rendere conto delle spe-

quando

gli

mancavano
[)egli

den
li

ili

o altre cose necessarie

speda-

e pe'poveri, toccava al gran

commen-

datore a provvederle: prima dimorava a


Elbing,
go.

ma dopoch

fu ceduta alla

lonia, trasfer la sua sede a


11

PoDrandeburdi tuttoci

drappiere avea

la

cura

il vicereg^ente un cavaliere di gradimento ilell'assemblea, per commendatore degli elettori. Questo commendatore prendeva un altro cavaliere per collegi, e questi due ne eleggevano un 3.", e questi 3 un ^.",6 cos proseguivasi finch giuiigevasi al numero di 3. Tra questi elettori eravi un cappellano, 8 cavalieri e 4 l'^l' serventi, facendosi in manie-

leggeva

che spettava

agli abiti de' fra li: se

davasi
lo po-

ra che lutti gli elettori fossero di differenti

un pezzo

di

panno

a'cavalieri,

non

Provincie. Fatta l'elezione


il

il

vicereggea-

tevano ritenere senza licenza del drappiere. Se il [)ezzo di panno dato a un cavaliere bastava per fare

leconducevaaHaltare
slro. cui do[)0

nuovogran niaele

aver rappresentalo

ob-

due mantelli, ne
l'altra

bligazioni di sua carica, consegnava l'a-

riteneva

la ineli

per se,

davala

al

nelloeilsigilloaiUdatogli dal defunto predecessore, e quindi l'abbracciava.


il

drii|)piere, al

quale pure spettava prova'

Tanto

vedere l'occorrente

viaggi de'cavalieri

gran maestro, quanto

il

suo coadiutore

che da un convento passa vano ad altro. Il tesoriere per essere sempre pronto a distribuire ci ch'era necessario,

dimorava
i

devono essere onninainente cattolici. Espugnata nel luglio i 191 Toleinadc o Acri{T .) dall'armata cristiana, il gran
maestro Walpot compr un pezzo
ra fuori della citt, incontro
Nicol, ove fece erigere
la

presso

nogran maestro, a cui tutti minati grandi ufllziali erano tenuti a renil

di ters.

porta di

dere conto

in ciascun

mese
il

delle

spese

una

chiesa, e

un

che aveanofilte, tranne


re.

gran spedalie-

ospedale con ispaziosa abitazione, rice-

Circa all'elezionedelgran maestro, ec-

vendo ines>oi
rit, e destin

inalati

con grandissima ca-

co (pianto anticamente praticavasi. Es-

quest'ospedale per prima-

sendo

il

gran maestro vicino

morte, popiii

ria residenza de'cavalieri.

Walpot

alla te-

teva dare a quel cavaliere che


piac<-va, l'anello e
t, acci lo
il

a lui

sta de' -.noi cavalieri


iiienle

combatt valorosa-

sigillo di
al

sua digni

contro
la

saraceni, che

consegnasse

successore.

Il

guaslo

Siria, fino alla


i

ponevano a morte avvenuta


i

cavaliere che ricevea tali insegne era di-

chiaralo vicereggente, e governava


tline sino alla

l'or-

nuova elezione;
la

ma
il

s'egli

non possedeva
tolo, eU'ggevasi

grazia di tutto

capi-

un

ullro vicercggentc do-

a'24 ottobre 200; fu sepolto nella detta chiesa, ove pure furono tumulati due suoi immediati successori, e Federico ducadi Svcvia morto aiich'egli in Terra santa, hi d d"8o uuui fu dello gran maa-

T
Siro Ottone di
tlisliose

EU
tli

Kcrpen

Rremn,che

si

aggiunge,

T EU 77 come immediatamente dipens.

per

la

sua carit e govern l'or-

dente dalla
quelli

Sede. Salza fu pure uno di


in

dine con saggezza. Morto nel 1206 gli successe Ermauio di Biirdt. die per le ferite ricevute cotubaltenclo all'assedio di

che contribuirono

gian parte a

riconciliare l'imperatore con

Papa Gre-

gorio IX,

il

quale poi scomunic Federidi


(

Tripoli contro
al re

il

suitanodi Cogni, insieme


e a'cavalieri gerosolimii

co

II

qual persecutore della Chiesa. Nar-

d'Armenia

rai a

Prussia che Corrado duca

Ma-

tani, cess di vivere nel

2 lo.nientreror-

sovia e di Cuiavia o L ladisla^'ia


prussiani, che

l.) in

siderabili. L'eletlo/i777/r//;7/o
zi

dine non ancora avea fatto progressi condiSdlza anio

Polonia, non solamente contro gl'infedeli

commellevano frequen(/^ .),

trov molto affievolito per

le sofferil

ti

e crudeli irruzioni, avea istituito l'or-

te perdite,

ma

in

poco tempo, sotto

suo

dine militare de'cavalieri tVOhrino


voiiia (/.), delti

magistero, prodigioso ne fu l'incremento, e pi,

a somiglianza de'cavalieri di Cristo di Li-

ricolmo

di benefizi e privilegi

da'Pa-

dagl'imperatori e da vari principi, tosto si trov in islato di tentare le pi grandi imprese.

anche Porta Spada o Spadaccini di Livoina (T.); ma perch gl'idolatri e barbari prussiani ponevano
vieppi
i

La

saggia e accorta condotta

il

paese a ferro e fuoco, trucida-

di Salza salv l'ordine dall'infelice stato


cui l'aveano ridotto gl'uifcdeli,che minac-

vano sacerdoti sugli altari e calpestavano divini misteri, e le sue terre eranodii

ciava estinguersi, e nel suo governo di


'

3o

vcnute bersaglio della loro furiosa labbio,


niun vantaggio ritraendo dai cavalieri d'Obrino, invot l'aiuto deVavidiei teutonici, per la ftima che godevano di vai

la fama del di lui nome. Nel 1217 combatt contro gl'infedeli co're d'Ungheria e di Gerusalemme, e si distinse massimamente nel 1219 all'assedie di Damiala, ove cavalieri teuloni-

anni divenne celebre

lore e di possanza. Salza

non vi si determin che dopo aver consultato il Papa e


l'imperatore,
i

ci
j

ed

templari ebbero
lo

la

gloria di sal-

quali

1'

incoraggiarono a

vare col coraggio loro l'armala cristiana.


;

tentare l'impresa, promettendogli anche

Dopo
lia,

sventurato fine della spedizione


confidenza e
11, lo

de'crociafi in Egitto, Salza pass in Ita-

egtiadagnalasi

la

la

gra-

grandi soccorsi. Il duca Corrado fece donazione perpetua all'oidine delle proviucie di Culnia e Lubonia o Livonia invasa da'prussiani, e gli
lieri

zia

dell'imperatore Federico
a sposare
di

deter-

don quanto

cava-

min

Jolanda

di Crienne, ere-

avessero potuto conquistare nella

de del regno

GerusaIemme,coirinten-

Prussia. Gregorio IX, a cui l'ordine era

dimeulo

d'

indurlo a soccorrere con pi

immediatamente soggetto
predicasse
la

conferm

le
si

Terra santa. Federico 11 si giov del gran maestro in tulle le negoziazioni pi iualagevoli, e segnatamente nelellcacia la
le
il

donazioni falle dal duca, e ordin che


crociala contro
i

prussiani,
tulli
i

esortando con lettere circolari

fe-

sue controversie con Papa Onorio IH,

deli di quelle vicinanze a regolarsi in tutte le loro inlraprese col consiglio de'ca-

quale acconsenti di rimettersi nel giu-

dizio arbitrale di Salza


\

quanto
si

alle

sue

dillerenze con esso. Egli

regol con tan-

ta equit e destrezza in congiiuitura co\

ed accordando a'r/'oreindulgenze concesse a quelli delle crociale di Palestina. L'impevalieri teutonici;


le

signati

stesse

delicata,

eli'

entrambi

lo

colmarono

ratore ancora confer piena sovranit all'

di benefzi, di cui gi parlai rettificando


'

ordine sul ricevuto dal duca di Masopagani. Salza scorgen-

Bonanni; e Gregorio IX colla hoWa Etsi ncque, f\e l' luglio 1227,
il

riferito dal p.

via,e sull'intera Prussia se potevanocou-

quislarla contro

Bull. Ho/l.

t.

3, par.

all'oidinei privilegi

248, conferm cle godeva e altri ne


i

p.

do

il

proprio ordine assai numeroso, edi


la

poter assalir

Prussia senza abbandonar

78
la difesa
tli

TE
tli

U
so la
si

T E U
ciistianesimo nel nord,
i

man
Jo

Terra saiiln, elesse il cav. HerJjalka a capo dell'iinpiesa con litopiovvcdiloie e inaestio provinciale

il

Signore ne Irnsil

sua gloria. Nel 2 33

gran maestro
le

rec nella Prussia a ricrmo'^cerne lo sta-

di Prussia, lialka

adunalo un esercito, nel laSi (alni vogliono alcuni anni prima)


la

lo,

ed a'28 dicembre pubblic


la

prime

sue leggi e ordin


neta.
I

coniazione della mo-

pass
j>osta

Vistola, e pose

il

campo

sull'op-

cavalieri aiutati da Enrico

marche'
provin-

sponda.

Dopo

avere riportati non

.sedi Mi-inia,

conquistarono poi

la

pochi vantaggi sui prussiani, fece ingranil suo accauipanienlo , convertendolo poi in seguilo ut una citt ch'ebbe il nome di Tliorn (poi patria di

dire e fortidcare

Pomernnia, e neh 7,37 il maestro provinciale fece gelfare le prime fondacia di

inenfa delia citt d'Elbing.


tomi.sero inseguito

teutonici solla

completamente

Po-

Copernico); ed ottenute ne'duc anni seguenti nuove vittorie


r//;/^/ (altri
,

inerania,ele provincie di ^Varlnia, NatInngia e Bartonia coli' aiuto d' Ottone


1

fondi)

le citt di

dicono che esisteva

ila

poco:

duca di Brunswick; dimodoch nello spazio di circa

l'avi ingrandita,

poich vuoisi ceduta dal

g anni

(piasi la

met

della Prus-

tinca di I\Iasovia, e

non

I\I<jSi:ovia

com'

sia fu rischiarata lo, !a

dalla luce dell'evangela

dello nell'indicalo articolo; anche l'origine della sede vescovile nella medesima
contiasJitlOjchi l'anticipa al c)65, echi
]n ritarda al

predicazione e

spada contribuen-

do

a vicenda alla dilfusione del cristianela

simo, e riconobbe

sovranit dell'ordi-

1222

e al

werder.

il

jt:vcai[t\,

243), e di MarienStoria del cristia'

ne teulonico. Intanto l'ordine di Cristo dei Porta-Spada di Li vonia, avendo colle ar-

jirsimo, parlando dello stabilimento dei


teutonici nella Prussia, racconta che in

mi acquistalo vasti dominii, andava inde bolendo non meno per le vittorie che per
le

principio fu insufljciente

la

loro

somma
si

perdile, cos

cavalieri vedendosi inii

potenza.
i

Dopo

il

loro arrivo in Prussia,


sol-

potc^nti di

difendcic

livonii cattolici

con-

pagi! ni, cos antichi conje apostati,

tro gl'infedeli, fecero istanza d'essereconceiitrati nell'ordine teutonico, e nel


1

levarono tutlia un trallo,erecipiocamenle istigandosi


si

287

recarono sulla frontiera,


e chiese.
i

ci fu concesso dal

e v' niccndiarono pi di io, eoo villaggi

gran maestro Salza e da (iegorio IX, ed in tal modo la Livonia

con molli monasteri


l)ero altri luoghi

zione fu cos orrdjile, che

fedeli

La devastanon eh
Pi
di

divenne soggetta

a'

teutonici e rest nel

d'iUiinio loro (juasi

Beo

anni.

Anche

l'ortal

che
1'

le

foreste per abi-

dine d'Oblino passfra'teutonici.e in

tare e celeljrare

ulllzio divino.

guisa termin. Si vuole piuttosto deriva-

2o,ooocri>tiani reslaioiio immolali, senza contare


gli

zione de'cav;dieri di Livonia, che assoluta

schiavi che

loro [tadroni

fondazione del duca Corrado. Grego1

facevano perire a forza sive. Lasciavano morir

di fiitithe eccesdi

fame, oppure

IX in Viterbo a' 4 maggio remoniadi sciogliere deputati


rio
i

fece la cedell'ordii. voto,

trucdavanoi vecchi. Sagrificavano lefantiulle nel fuoco a'demonii,

ne

di Cristo di

Livonia dal loro

coronate

ili

foii.

dopo di avtile Impalavano bambini,


i

e fece loro pronunziarci!

nuovo, riveslen-

dolidell'abilo dell'ordine teutonico:

com-

ovvero
ri

gli

schiacciavano contro agli albeli

mise a'stipei
to,

sliti

cav.dieri di farealtrettan-

ed a'macigni.

Papa informalo

di tulli

ed

eman
Le

bolle della seguila incorpo-

questi orrori, fece


ciati jier

commutare

voli de'cio-

razione.
pi [)er la siani, e

incessanti sollecitudini de'Pa-

poveri o infermi di quelle vicinanze,

conversione degl'idolatri prus-

mandai

li

contro a

ijuesli forsennati e

per l'incremento dell'ordine teu-

leioci nemici del

nome

crisliano.
si

Aggiun-

lonico, con

molte notizie che

lo

riguarda-

ge
sti

il

Dercaslel, qualunrpie

fossero que-

no, avendole riportale a Pnussn, convie-

mezzi di conversione e de'piogiessi del

ne tenere sempre predente

quell'articolo,

TE U
ove pur
to del
dissi

TEU
4
dere
la

79
(piale dolente di

die

teutonici foncnrono

pariglia, sorprese Snrlowilz ca-

\escovali in Prussia e 5 in Livonia. Lega-

slello di

SAvantopelco,

il

Papa presso l'ordine fu il cardinal Guglielmo vescovo di Modena. Quindi Salza nomin il benemeriloBalka cotquislatoie della Prussia, al governo della Livonia
in

questa perdila radun numeroso esercito

per ripararvi.

Ma

il

maresciallo assaliti

poroerani
costrinse
I
il

li

pose in fuga, ne uccise 900, e

qualit di provveditore o prei

cavalieri collegatisi col

duca a levar l'assedio di Culm. duca di Cujavia,

cettore, e nel

d'alleanza con

^38 concluse un trattato Valdemaro I! re di Danirestitu

Kalisch e della gran Polonia, presero Nackel e saccheggiarono laPomerelIia.il


di

marca

al

quale

Revel capitale

duca lemendodiDanzica sua capitale, nel

dell'Estonia,

non meno che una parte deli

124^ domand

e ottenne

la

pace,

dando

l'Estonia slessa, che

cavalieri Porta-Spa-

in ostaggio a'teuloiiici

tla a veano conquistata sui danesi. Fu appunto verso quest'epoca che il ca[)0 dell' oi dine teutonico fu denominato gran maestro, ossia maestro generale, per in-

MeslAvino suo priir/Ogenito.Siccomela pi parte della Prussia

era ancora sepolta nelle tenebre del-

l'idolatria.

ordin che si dividesse

iluaie
tli

la di lui

superiorit sui precettori

ma, di
poi a

Papa Innocenzo IV neli243 in 4 diocesi di CulPomesiana nella Prussia ducale, di


ultima
si

Prussia, di Livonia e di Germania, che


il

Warmia e di Siimbia (questa


7^/

un

c(;!iinciaronoadassnu)ere
stii,

titolo di

mne-

cia alla
l'.

aggiungendo il nome della provincura loro commessa. Nel t.i6 delvi

oPomeriana o Pomesiana con residenza a Marienwer(7/7;//V/,ePomt'rania

der fu unita nCiii/iin nel secoloX Vl),e volle


si

Y;7r di verificare le date,

la

cro-

che

le

terre conquistate e da conquistar-

nologia storica di

5o maestri

provinciali

fossero divise in 3 porzioni, cio


la 3."

due

pei

di-ll'ordine teutonico inLivonia.

Erman-

teutonici e
toli. INcI

pe' vescovi e loro capi-

no diSalzn, colcredilo d'imo de'pii grandi uomini del suo secolo, mor nelisSc)
nella

pollo.

commenda di Barletta, e ivi fu seFu nominato gran maestro Corfiglio di


figlia

rado di Turingia
vio,

quel landgiadell'impera-

medesimo anno e per quanto noLXIX, p. 277, Innocenzo IV prese la Prussia come diritto e propriet di s. Pietro, e la don a'cavalieri, allnch la possedessero liberamenle, serventai nel voi.

vedovo d'Agnese

dosi della formola: Aiiiatln nostro iivcstinii.s,

tore Federico ll,(juandoS\vantopelco duca della Pomerellia di Danzlca, o piccola

per investirne

il

gran maestioCor-

rado,

il

quale mor nel 1244 e fu sepolnell'Assia elettora-

Pomerania

(l'altra

Fomeranla ha percain-

to nella chiesa dell'ospedale teutonico a

pitale Slettino, e ne ragionai a Svezia e

Marpurgoo Marburgo
le,

Prussia), regione della Prussia reale,

che per un tempo fu residenza del grau

vidioso de'progressi dell'ordine, eccit a


sollevazione neofili della Pomesiana, deli

maestro e commenda dell'ordine. Qui di nuovo avvertir, checonviene tener semdre presente quanto descrissi a Prussia, sia perquanlooperarono Papi a suo vantagi

la

Warmia,

della Natlangia e della Bar-

Ionia. Questi prussiani quindi


la

abimando
du-

religione del vero Dio, guidati dal


si

gio, sia per altre notizie del conquisto e

ca

Prussia, e di
se di

gettarono nella parte bassa della l nella Pomesiana e nel paelutti


i

dominazione
tonico.
Il

del celeberrimo ordine teu-

Culm, masseicrando

crisliani

suo gran capitolo radunato a Venezia, non si pot accordare intorno


alla scelta del
si
i

che incontrarono, e ponendo


ti

guasto niol-

gran maestro, per trovar-

castelli.

Le

sole fortezze d' Elbing, di

Balga, di Reden, di

rarono salde

Thnrn ducontro que'fmibondi. il mae di

Gulm

resciallo dell'ordine, volendo

ad

essi

len-

Enrico d' Holieiie mancato poi a'vivi quest'ultimo, qualche mese dopo cavalieri della bassa Alemagna dierono ad
suffragi divisi Ira
/o/;<'e

Luigi

di

Quede,

8o

EU
Oapero,
li

F.

TlohenloVie nn nitro competitore In


glielino d' Uieinhacli.

teutonici, soccorsi da vari principi dell'im-

Per questo aiUigian maestro, appena conosciuto di nome, non pot impeilirechellolienlohe non
venisse riconosciuto in Prussia, in Livenia, in

costrinsero a tornireall'ubliilien-

za; e l'irrequieto

Swanlopelco, che avea


la

ricevuta un'altra sanguinosa sconfitta,nel


I

53 dov rinnovar
3 anni.

pace sotto condi-

Germania,

e finalmente

da lotto
solo e lescrit-

zioni umilianti, e cos ra di


I

termin una guerde'leutonici di Li-

l'ordine e dall'imperatore

come

Le armi

gittimo gran maestro.Alcuni antichi


tori dell'ordine,

volendo togliere

la ricor-

vonia corsero fortuna ancor pii felice, dacch il maestro provinciale di Livonia

danza
fecero

di tale

scisma alla posterit, non


il

Andrea Stuckland
der pace, e
lo

costrinse colle sue vii-

menzione d'Holienlolie,

che pro-

torie.Mendog granduca di Litiianin a chiepersuase ad abbracciare


il

dusse confusione nella

storia. Il duca di Pomerellia,che avea sottoscritta la pace nnine di prepararsi a romperla utilmen-

cristianesimo. promettendogli di fargli ot-

tenere dal Papa

il

titolo di re. Infitti In-

te, di

nuovo lev
di

a rimiore gli apostati

nocenzo

V aderendo all'istanze
la

di

Sluck-

della Prussia, e fece stinge d'

un

distac-

land e di IMendng, prese


to la protezione, e

Lituania sote proprie*

camento
il

4oocavnlieri teutonici presso


i

come diritto

lago di Uensen. Allora


agli

cavalieri ridot-

t di

s.

Pietro,ed eiigeinlola in regno.corodi Prussia e di


il

ti

estremi

in

Culm, ne uscirono con


per assalile
il

mise a'vescovi

Livonia di

un pugno
seguirono

di genti

ducale
e inla

consagrar Mendog,

quale fu colla sua

esercito, uccisero
i

i5oo pomerani,
vivamente

spo<a coronato pel I25r dal vescovo di

vinti cos"i

clie

Culm colle

insegne reali nel pontificionoi

pi parte affog nella Vistola. Tale perdi-

Swanlopelco a rinnovare l'ultima pace, ma solamente per infrangerla una 2.' volta. Il legato ilella s. Sede feta costrinse

me. In Palestina cavalieii teutonici pugnarono vfdorosamente sotto gli occhi di


s.

Luigi

W durante
il
1

l'infelice

sua spedi-

tione in Egitto; e questo gran redi Francia

ce quindi predicarla crociata conti o


ca di Pomerellia e contro
teutonici sbaragliarono
i

il

dui

lionordisiiigolaradezione.Moi

Ho-

prussiani, ed

henlohe circa

2 53, fu sepolto nella chie-

mura

di Sclnveilt,e poi

il duca sotto le anco in campo a-

sa del castello di Meigenlheitn o iMarien-

thal.da lui donata all'ordine, e

gli

successe

perto.Quesledue vittorie costarono al nemico 3ooo uomini. Ad interposizione di Federico il Bellicoso duca d'Ausi ria, nel 124'^ si rinnov la pace. In seguito leui

Popone d'O sterna.


Oltocaro
II

Nel

i254
i

Prirnislao

re di

Boemia

on 4o, 000
all'

uo-

mini entr

in Prussia e batt

sambii, obordine,
il

bligandoli a sottomettersi

tonici

fabbricarono
il

la fortezza diClirist-

quale per tenerli


nel
I

in

soggezione fabbric

burgo, e

duca
si

di

Pomerellia, rotta di

55 Konigsberg, che di venne metroducale o orientale, eco-

nuovo
do

la

pace,

colleg co'prussiani per

poli della Prussia


s

assediarla.! cavalieri battendo l'antiguar-

armala and in ruppero pur quella de'pomerani; laonde temendo il duca fedifrago di restar preso, implor di nuovo la pace, che
de' prussiani, la cui
rotta,
si

chiam in onore di detto re di Boemia amico dell'ordine, vale a dire Montagna del Re, Regius llons. Essendosi
la
i

poi riuniti nia nel I2

cavalieri di Piussiae di Livo-

5c).

furono

vinti a

Durben

dai

concluse nel

novembre i^H
i

colla

mequa-

lituani ribelli al

sovrano loro, avvenimenil

diazione di Jaco|'0 Pantaleonc legato apostolico e poi Piipa


le inoltre a'y febbraio

to che ispir ai prussiani

pensiero di

Urbano IV,
1

il

scuotere

il

giogo. Intanto re
il

Mendog penione de'prus-

249 "lumeggi un accordo Ira'cavalieri e prussiani, che pel lostameute lo nippeio. Finalmente i
i

sando
nici! t

di rij)rendere

culto degl'idoli, fo-

occultarne n te

la ri beli

siaui, la

quale scoppi

neh 2G0.

Spalleg-

TE
giali (la lui
sorti
si

U
i

TE U
schiarala dal prezioso

81
della fede, fu

capUanaiidoSOjOOoarmati, inmassacrarono tulli cristiani in die


fedeli

lume
alla

per intero sottomessa


valieri volsero le
le ostilit

sovranit deli

abbatterono, n rimasero

chele

l'ordine teutonico. Nell'anno slesso


i

ca-

sole Provincie di

Avutala peggio
kai-vis, nel
li

Pomerania. teutonici neh 261 a Foe di

Culm

armi contro lituani, e durate oltre un secolo, venne1

segiienteanno soccorsi da'con-

ro
la

in

seguito pi volte rinnovate. Nel

289

Marck, resero a'sambii la pariglia con l'uccisione di 3ooo. Durante il lunghissimo assedio di Konig^berg, i teutonici operarono prodezze degne di e. terna memoria, ma il gran maestro Popone non vide la (Ine di tanti mali, avendo per la grave et abdicato nel 262. Gli
di Juliers e di
1

nuova cospirazione de'prussiani fu subito estinta, e nel 290 Burcardo si rec


1

a soccorreie Acri che

saraceni minaccia-

vano d'assediare; per vinto dagl'infedeli, mor dalle ricevute ferite nell'isola di Rodi. Corrado di FcucJiiwangen Wixi
successore, ebbe molla parte co'suoi cavalieri nell'ultimo assedio d'Acri, e allor-

successe

Aimone
i

di Sangershaiiscii, sot-

to~l quale

cavalieri di
i

pero per ben 3 volte

Konigsberg rupsambii, e nuovanel

ch fu presa nel 1291

avendo perduta
la

quella residenza, stabil

sede dell'or-

mente
tonici
stretti

li

sottomisero;

ma

furono sbaragliati a

263 Lobau
1

teu-

dine nellacommenda di Venezia, per trovarsi in

e co-

grado
si

di adoperarsi nelle

nuove

ad abbandonare molte piazze fortificale. Numerosi eserciti lituani e samogizi, unitisi a' ribelli

imprese che

cupera

di

poteano tentare per la riTerra santa, e per essere mal-

per saccheggiar

la

contento della dissolutezza de'f rateili o cavalieri di Prussia.

Prussia, resero questo sciagurato paese per

Dopoch
i

saraceni

si

lungo tempo
I cavalieri

il

teatro di orrori e stragi.

stabilirono in Acri,
diti

cristiani

furono bancordo-

or vincitori, or vinti, mostra-

da tutta

la

Soria, con

sommo

rono sempre la medesima intrepidezza, e terminarono con riportar sui prussiani 3


vittorie cos sanguinose, ch'essi
stretti nel

Papa Nicol IV e ne acceler il suo fine. Nel 129^ tornati a insorgere


glio del
i

finonoco-

prussiani, la cospirazione fu sopita colla

1273 a rientrare nell'ubbidienMorto Annone d'alti meriti nel 1274 e deposto in Marburgo, gli successe Artinanno di Hcldrungtn. Questi trov che
za.

punizione de'capi, e fu l'ultimo loro tentativo per riabbracciare l'idolatria.! gran maestro, ch'erasi recato in Prussia, part
I

per

la

Boemia, e mancalo

in

Praga nel

in sole 3 provincie

li

Prussia

cavalieri

non aveano ancora portalo le armi. La Scalovia e la Nadruvia per furono solton)essein nienodi 3 anni,eueli278 icavalieri attaccarono la

1297, fu sepolto nella chiesa del castello di Dragowilz. Gli successe Godi/redo o

Goffredo dVIohenlohe nipotetlel6.''gran


maestro, elelto dal capitolo dell'ordine
raccolto in Venezia a'
scia
il

Sudavia, contrada

prussiana
te.

di tulle

pi popolosa e polen-

Questa guerra fu condotta con somattivit,


il

ciale

4 settembre, e pocommendatore o maestro provindi Prussia. La guerra civile fra'ca1

ma

ma

il

gran maestro non ne


nel

valieri di

Livonia

e l'arcivescovo di Rif^fi

vide

termine,

morendo
la

1283, dopo
ed ebbe

(nel quale articolo riparlai de'cavalieri

aver comincialo

costruzione della ce,

Porta-Spada, ed ancora
co castello ove risied
il

vi esiste l'anti-

lebre fortezza di Marienburgo

tomba

nella chiesa di

to al mngistero

poco dopo

Mergenlheim. EletBiircardodiSchwenden, cavalieri compirono la conla

gran maestro o meglio il maestro provinciale di Livonia) scoppi intanto con un furore indicibile; guerra funesta che dur molto lungo tem-

quista della Prussia, soggiogando

Suri-

po
ze,

e produsse le pi terribili conseguen-

davia: cos soltanto dopo 52 anni di travagli e di

che accennai anche a Prussia.

Lo

sci-

combattimenti,

la

Prussia

sma

sorto nell'ordine ueIi3o3, fu pron-

VOL. LXXV.

82
peliloit',

T E U
com\'\\.

E U

lainciile csllnlo ilalla s.iggczzj del

Quiiuli scoigemloi cavalieri tornare

Jalo a notlifretlo,
re nel
I

che una parie deVavalieri avea il quale cesso di vive.S7-

inutili le vie della conciliazione co'polac-

chi, presero le

armi e terminarono

la

gi

3o( e Cu sepolto n IMailniigo.


l\ii(lit\y(iirj;c!i.

^cfrcdo di

dello gi da
il

Cominciala conquista della Pomerellia. Questo evento divenne sorgenle di lunglieguerre


fra l'ordine e la

unaparlede'cavajieri vivente
nulla, n volle prendere

predeces-

Polnnit/ (/'.).
citt

sore, avea riguardala quest'elezione couie


le

Do[)oaver
do
nel

fatto erigere
(.lei

una nuova

redini del go-

a Danzica, ca[)itale
I

ducalo, Sigeh'e-

verno senoncli do[)o essere stalo di nuovo unaniu)eDienle eletto. Abol Y uHlzio di maestro provinciale di Prussia, e trasfer la

2 meri a IMariembiirgo e fu se-

pollo a Cumlsee, residenza del vescovo di

Culo), e nella sua cattedrale. C///7r)f//Z?('/^


fr/rl di Treveri gli successe, e spinse vi-

sede principale dell' ordine e

la

propria residenza a IMaiienihurgo o Rla-

rienburgo nella Prussia occidentale


sferiuienlo clieallri attribuiscono
al

(ira-

vamente la guerra contro la Lituania. Continuando le controversie tra l'arcivescovo di Riga, unito a'vescovi
di

pre-

Livonia,

decessore), tlie divenne

la

capitale della
i

contro

teutonici,

livonii partigiani del-

Prussia occidentale, cessando


provinciali
stri
ili

maestri

l'arcivescovo, ricorsero a Pa[a (jiovanni

Prussia, poich
[)er

gran maeprovincia.
era
I

governarono da

loro

la

\XII, facendogli credere che i cavalieri impedissero a Gediinino granduca di Litiiitiit!

iMaricnburgo,

l/r/.'/V/c/jV/zY,'-;/.'//.

il

luo-

di

abbracciare

il

cristianesimo. In-

go d'una fortezza, onde nel 128 cavalieri teutonici vi fabbricarono la citt, alla quale dierono il nome clie [)orta in coni

tanto Uladislao
l all'ordine
rellia, e

IV

re di Polonia inlen-

una lite inloinoalla PomePapa Giovanni XXII, al quale le

siderazione dun'inioiaginc di Maria Ver-

parti ricorsero, elesse a giudici della con-

gine che

ivi si

venerava. Essa cinta di


e chiese catlo-

troversia 3 polacchi, 1 de'quali vantavacavalieri. Le prolenon impedirono che nunzi pronunciassero neli32'2 una sentenza, che condann l'online a restituire

mura, con due sobborghi


hdie, e
tonico.
vi
il

no de

diritti

contro

vecchio castello, antica re-

ste de' teutonici

sidenza de'gran maestri dell'ordine teu-

Mentre con gran calore


1'

si

tratta-

va

il

gran processo per

abolizione dei

la

Pomerellia, e alla rifazione de" danni


1

templari, Federico
pollatosi in

arcivescovo di Riga

e interessi.

nunzi inviati dal Papa a Ri-

Avignone daClementeV, tent d'inviluppare anche teutonici neila medesima proscrizione. Per ad onta di
i

ga per accertarsi de'ricordati reclami dei


livonii.li trovaronoinsu'*sistenti,elo

prov Gedimino con criulelmenle sacchegle

tulle le sollecitazioni e le querele, il Papa si hmit con bolla de' c) giugno 3f)Q a ordinare indagini, che ruiscirono sen1
1

giare

frontiere

ilella

Livonia e della Po-

lonia, |)er la sua avversione al cristiane-

simo.
ne,

za eltto.

Morto senza

discendenti legit-

timi Mestvvino, ultimo duca della Ponierellia,


i

polacchi con diveisi pretesti s'imdi

padronirono
vi di

sua eredit,

ma

n)argrateen-

Il gran maestro si rec in Avignoove risiedeva il ''apa, reclam sid decretalo, onde rest senza effetto, e vi guadagn varie liti importanti; ma avendovi contratto una malallia, ripalri in Tre-

Brandcihurgo^ gi da gran

veri e ivi

mor

nel

13^4

in

seno di sua
dell'ordine
li

po
ri

costituiti

dagl'imperatori quali signo-

famiglia, ed probabile che restasse se-

feudali de'duchi di Pomerellia, rivendicaiono questa successione come feudo


a loro devoluto, e

pollo nella gran


in

commenda
luglio gli

quella

citt.

A'6

sostitui-

venderono gran parie


imperatore Eni
ice

lo

/ 1 ci/cri

^'(hsc/ri/, ed

della Pomerellia all'ordine leu tonico, col-

polacco assalilo
te

avendo il re l'oi dine, l't/Slilit medianal

l'approvazione

dell'

tregua

si

sospesero fino

Natale i32G.

TE
]

rj

TEU
armi,
ivi

83

re Uladisliio

IV

profitt dell'intervallo

mor

nel

i333. Sul cominciare

per iiideboliiC gli alleati de'teulonici,e Ilei I 3^6 orribilmenle saccheggi il Brandeburghese. Nel
nel
te
i

del seguente anno gli fu surrogato Teodorico d' AllcdiHi i^o burgravio di tal

827

cavalieri s'iinpadro,

paese, ottuagenario, in
re d'Ungheria e di
li

tempo

del (piale

uiroiio di molte piazze della Polonia

1328

il

re entr in l'russiacon poten-

ad arbitri,

nel

Boemia, di nuovo scel 335 pronunziarono una


quale
la

armata, sebbene dov retrocedere senza successo. P^ecatOii Giovanni di Lussem-

sentenza

in fot za della

Pomerelli.

venne aggiudicata
pila in

a' teutoni,
il

ma

conce-

burgo
la

re di

Boemia

in aiuto dell'ordine,

modo
111
il

che

nuovo redi

Poloni.i

guerra divenne
quale

piii

sanguinosa, e solo
la

Casimiro
niente

dovea rinunziarne formai

fu sospesa
te la

neli33o per
dovea>>.i

tregua, duranle

ducalo.

Non volendoli

re

adem-

rimettere

questio-

piere tal condizione, ricominci leostdit,

ni fra l'ordine e la Polonia all'arbitrio di

detto re e di Carlo

re

d'Ungheria.

JNel-

l'anno stesso fu il giau maestro assassinato a INIariemburgo, e fu sepolto a Malienwerder nella cattedrale del vescovato di Pomesiana. Ne! i33i l'i I febbraio fu eletto gran

mentre il gran maestro era occupato in una spedizione nella Lituania; senonch re d' Ungheria e di Boemia, nella loro qualiii di giudici arbitri, ordiuaronouna nuova tregua fino al giorno di s. Giovanni del 1337. Il g'''in maestro, malgrado la
i

maestro Lutero o Liulero di Brunswick figlio del duca, che per non aver avuto luogo il detto giudizio arbitrale, spirata la tregua si apparecchi alla guerra. Nel

sua et,animoso nel 338 si pose alla lesta dell'armala teutonica, e battuti lituani li costrinse a levar l'assedio di Bayern: tal
i

vittoria fu seguita

da

altra riportata dal

maresciallo dell'ordine. Ricusando Casi-

medesimo anno formidabile


tonico invase
la

esercito teu-

miro
al

III di
,

sottomeltcrsialla sentenza de
ricorse cogli stati di Polonia

Polonia e

le

diede

il

gua-

gli arbitri

sto, e nella battaglia di

Plowcze

si

com

batt

due

volte nello stesso giorno: nella

i.'i teutonici furono battuti per tradi-

Papa Benedetto XII, accusando i religiosi teutonici di smodata ambizione,*per avere invaso armala mano alcune delle
pi ragguardevoli signorie di Polonia e
fra le altre la bella provincia di Poinerellia

mento

del palatino di Posuania, che tro-

vavasi nella loro ainiata;

ma

nella 2.' essi

ruppero si compiutamente l'esercito reche poterono conquistare una parte della grande Polonia,senza che il re si trogio,

" in pregiudizio alla chiesa

romana,

egualmente che al nostro regno, il quale si fa una gloria di esserne tributario, e di

vasse in istato di prestar soccorso alle piaz


Ee, onde successivamente ne venne spoglialo. Per Uladislao IV nel 332 avendo ricevuto un potente soccorso dagli un1

non riconoscere alcun altro supcriore dopo Dio." Benedetto XII col parere de'car dinali invi due nunzi a prendere sulla faccia de'luoghi le opportune informazio
ni su tali querele,

gheresi, volle rendere


tonici, e

la

pariglia

a'

teu-

mosse verso la Prussia per ricuperare il tolto. Sul punto di combattere convenne col gran maestro ad una tregua duratura sino alla festa della ss. Trinit del 333. Lutero dopo aver fatto gettare le fondamenta d'una nuova cattedrale a Konigsberg ( nei sotterranei della quale si vedono sepolcri di diversi gran maeI i

busi.
il

ed a correggerne gli anunzi fecero citare innanzi ad essi


i

stri

dell'ordine), per grata

memoria

de'

gran maestro e cavalieri teutonici, e no minatamente 2 3 commendatori. Il pr curatore dell'ordine comparve in loro no me, e siccome teutoni che avea no per se causa vinta, ripugnavano di correre il rischiod'una nuova sentenza, il procuratore proteslcontro la commissione de'nunzi, appell al Papa stesso, e improwrsai

felici

eventi che Dio avea concesso alle sue

mente

si

ritir seuza

prendere congodo.

H
1

T E U
sifQitla

TE
appelsugli atti loro.

nuDzi giiulicaiido illusoria

prenderel)bero giammai questo titolo nestro

hizioiu;,
(

piocedetlero per coiilumaci;i

ondo

le

furale contro al gran niaeslro e


li

a'coinniendalori, poi
niiinicali, e
li

dichiararono scorestituire

condannarono a
che

Meditando poi il gran maeuna spedizione contro la Lituania,! le d'Ungheria e di Boemia, il marchese di Moravia, il conte d'Olanda e altri principi,
si

le terre invase. co'frutti

ne avevano percepito, unitamente a'danni e interessi.il tulio fu tassalo a 194,3 00 aiarin seguito

recarono in Prussia per prendervi

parte;

ma

l'inverno del

344 venendo
ghiacci

al

i34j' fu

cos'i

mite che

non

so-

chi d' argento, a cui ne furono aggiunti


altri

stenevano, e divenne quindi impossibile


di traversare
sti
il fiume e le maree; cos quenon ebbero che l'incomodo del viaggio, e l'ordine non trasse alcun fruito da s grande armamenlo. Dopo grave malattia, trovandosi Ludolfo indebolito, abdic nel 1 345 e indi a 3 anni mor, venendo sepolto in INlarienwerder. A' i3 dicembre gli successe Enrico Diisener d'.'Irferg, che rese illustre il suo magi-

1600 per
il

le spese.

In

modo diverso

si

racconta

risultato. llBercastel riferisce,

principi

the con
pi,

religiosi

armati, totalmente di-

Tersi da'pacifci solitari degli antichi tem-

era cosa assai pi facile


la

il

pronunzia-

re

sentenza, che metterla in esecuzio-

ne. Denedelto

XII non

fu uhbidilo,e sot-

to
i

il

seguente pontificalo di Clemente VI,

cavalieri teutonici, sostenuti

da Lodola

vico

il

Biivaro

forzarono

dieta di

stero con

due memorabili

vittorie ripor-

Polonia ad abbandonar loro definitivamente la Pomerellia. In vece 1' ylrtc di


verificare le date, nella cronologia storica de' gran maestri dell' ordine teuto-

calo d' Estonia da

il duValdemaro IV re di Danimarca per 9,000 marchi d'argento, e nel 35 anch' egli abdic; si crede che

tale sui lituani.

Neh 347 compr

nico, di cui
il

mi vado giovando, narra: Che


esaminare
la

morisse nell'anno stesso e fu tumulalo a

Papa

fatta

causa e
il

la setr-

Marienwerder. Venne
7^7

scelto a successore
il

teuza da'cardiuali, dichiar che


zio era ingiusto, e consigli
il

giudi-

iiirico

di Kniprodc di Dusener, e

re a venire

Papa Innocenzo VI inlim


swino maestro provinciale
cred ubbidire, poich
citt

all'ordine di

ad un accomodamento. I re d'Ungheria e di Boemia, dopo essere stali giudici, fecero allora


gi
al

restituireliiga al proprio arcivescovo.


io

Go-

Livonia noa

l'ufizio di

mediatori; e

si

era

gli abitanti della

punto di cominciar le conferenze, allorch il gran maestro mori a INIariemburgo a' 1 4 giugno 34 e fu sepolto neli ,
1

alle

aveano dato terribiiraeule il guasto terre de' cavalieri e pretendevano


,

potersela trattenere a titolo di conquista.

la chiesa sotterranea

da

lui

costruita per

tomba

1342 venne eletto Qian n\aes{io Lodolfo Koing di J eitz</j/,dopo un interregno di pi di 6 mesi, e nel 343 si concluse la pace fra l'ordine
de'successori. Nel
1

Quindi nel i354il vescovosvedesedi Wedichiar steras commissario pontificio Goswino, il maresciallo e commenda,
i

tori di

Livonia

tutti
i

scomunicati. Casimi-

la

Polonia

teutonici

restituirono le

IV obliando giuramenti falli a Ralisch, neh 3 56 riprese il titolo di signore


ro
e di erede della

conquiste fatte nella grande Polonia sotto


il

Pomerania,

in

un

trattalo

magistero

di

ErunsAvick, e

il

re

Ca-

concluso coll'imperatore Carlo IV contro


l'ordine teutonico e contro la casa di Baviera,
il

simiro

III 1*8 luglio

solennemente rinunsui posin ispecie sul

zi a Ralisch

ad ogni pretensione

cui oggetto

tendeva

alla loro ro-

sedimenti dell'ordine, ed
e

du-

vina. R.estata la lega senza elfeito, l'ordine

cato di Pomerellia o Pomerania piccola,


si

obblig a far cancellare

il

titolo in-

ciso sul

gran

sigillo della

Polonia, pro-

rimase in pace colla Polonia. Il gran maestro non cessando di proseguire la guerra con furore a danno de'liluani, ne fu-

metleudo per

se e suoi successori,

che uoo

rono principali eveuli

l'assedio e presa di

TE
RoAvno
nel
I

U
giornata di

T E U
Rudau
dal duca di Opelen,
il

81
pii-

nel

363, e

la

che grandemente

3 70, nella qual battaglia Winricocon


disfece

dispiacque
sola di
il

a' polacchi.

Siccome poi

4o,ooo uomini
ni, russi e tartari

70,000

fra lituaI

rati vitali!, ch'eransi

impadroniti

dell'

1,000 sul campo e ne perdettero maggior numero nella fuga. Questo principe, che fu uno de'piii grandi personaggi che governasse l'ordine, mori

che ne lasciarono

Golhland, ledevano

sommamente
il

commercio

della Prussia,

gran mae'

stro
ci.

arm una flotta contro di

essa e

li

cac-

neh 382

e fu sepolto
il

a Marieinburgo,dopo aver veduto


vise la Chiesa tra'legiltimi Papi di

prin-

Allora la celebre Margherita regina Danimarca, Svezia e Norvegia, spedi anch'essa una flotta per riunire il Golhdi

cipio del desolante e lungo >cisraa clie^^i-

land alla Svezia;

ma

teutonici sostenen-

Roma

do

gli

antipapi d'Avignone, l'ordine restaa-

Wisby un assedio, fecero abbandonar l'impresa. Avendo per l'imperatore


in

do sempre ubbidiente a R.oma ove teneva un suo rappresentante. Gli successe Corrado Zoliwr di Rotenfiteiii, che continu
la

Venceslao

olFerta la sua

mediazione, nel
i

congresso tenuto a Helsimburgo nel


fu convenuto che
i

3q8,

teutonici restituirebbe-

guerra

in

Lituania, sebbene riuil

ro

nita alla Polonia, e verso

i388 fond

il Golhland alla Svezia, e che la regina pagherebbe le spesedella guerra: indi pas-

l'universit di Culni,il cui perfezioiiacnen-

sati a

Copenhagen

gli

ambasciatori del

to fu impedito dalle successive turbolenze.

Morto nel 1390 a Christburg, venne sepolto a Mariemburgo. NeliSgi eletto Corrado di TVallcnrod, continu lituani, e sebbene nel la guerra contro i3q3 allestii un formidabile esercito di 4o,ooo uomini di truppe ausiliarie, teri

gran maestro, fecero un trattato d'unione fra'3 detti regni del Nord e l' ordine

402 il gran maestro compr la nuova Marca di Brandeburgo da Sigismondo margravio di Brandeburteutonico. Nel
1

go e re
si

d'

Ungheria, e con

tale acquisto

assicur una comunicazione colla Gerdalla Polonia.

min

la

campagna senza
al

notevoli fatti
i

mania indipendentemente
Nel
1

d'armi. Fino

gran maestro Corrado

4o4 lennesi

il

congresso di Racziansz,

cavalieri teutonici eransi


titolo di frati,

contentati del

come
i

stro provinciale e

usavano il maecommendatori, ma lo
1^

tralasciarono per assumere quello di Si-

ove Uladislao V o Jagelloue re di Polonia cede il ducato di Samogizia all' ordine, che in iscambio gli rilasci la provincia di Novogrodeck che avea gi conquistata.
,

gnori. Corrado Zulner erasi opposto a questa novit, siccome contraria agli stalu'.i

Con
III,

altri atti
il

teutonici restituirono
la

Do-

brzin, e
il

re rinnov

pace di Casimiro
sovranit

dell'ordine,

ma

prevalendo

lo spirito

gran maestro ricevendo poi Uladia

d'ambizione, Corrado di Wallenrod non


solo nel 1391

slao

Thorn.
si

In tal

modo

la

approv

il

titolo di signori

dell'ordine

estese dall'Oder fino al golI

preso da' cavalieri,


si

ma

volle

ancora che

fo di Finlandia.

cavalieri teutonici, do-

prestassero alla sua persona onori con-

venienti a'pigran principi. A vendoLeandro, gi eretico albigese, adottatigli errori


(li

po aver assunto il titolo di signori, nel loro portamento ordinario si abbandonarono ad un'eccessiva pompa, e fu necessario nel capitolo dell'ordine tenuto nel

Wiclef, per

la

connivenza del gran

maestro fece de'proseliti in Prussia, e poi per miserevolmente: non dissmile fu la fine diCorrado, poich mor d'un accesso di frenesia nel 394. Eletto gran maestro
i

a'3o novembre Corrado di Jnngingeii, ricus la dignit fino al successivo anno.


Nel
1

Mariemburgo, di fare un decreto, proibiva ad un semplice cavaliere di mantenere pii^i di o cavalli, e ad un commendatore l'averne pidi 1 00 persuo uso, non meno che per servizio delle persone di suo equipaggio. Corrado ebbe

i4o 5

in cui

si

3(j6 acquist

la

provincia di Dobrzin

qualche dissapore

culi'

Inghilterra

pel

85
fiorente,

T E U
&t;i(i.
il

TEU
quale crn
sii

ruuituerco de' suoi

che molle davanool pari colle


!c

cilli

della Prnssiaan-

commendatori de'caslelli,d'8 spedalieri.di 3i maestri di conveuli,di 6:>


tori,dI
1-6
t

[)i

uosle del Dallico.

commeicianlideU Questo saggio graa


l'oi

cellerari, di 4o. maestri degli spedali, di 7 piovvedilori,di 18 panallieri, di 3() maestri

riiaestrojcheavea innalzalo

dine

al

pi

della pesca, e f)3 maestri di molini.

E-

Sublime grado di ()olenza e di grandezza, tiapass piamente neIi4o7 e fu sepolto a Maiiemhnigo. 11 suo fratello l Iricn di
Juni^ingc/ig\\ snccessea'27 giugno. Incorse

ranvi

700 semplici

frati,

quali

come
i

liberi

d'ogni impiego potevano maneggiar l'ar-

una controversia
il

co'polacclii per

San-

mi, 162 sacerdoti o frati da coro, quali portavano la croce,e 6200 servitori o domestici Di pi eravi il maestro provinciale
dell'ordine teutonico in Livonia che la go-

tock e Driesen, cittadella nuoa Marca;


e Vitoldo, a cui
ferito in

re di

Polonia avea conla

vernava.

Il

conte Enrico di Plattci, che

feudo
in

la

Lituania, tolse

Samore,
il

avea coraggiosamente difeso Mariemburgo, fu nello stesso

gizia a'teutonici
il

d'accordo collo stesso

novembre
la

eletto

gran

quale

un pnjclama riassimse

titolo

maestro, e co'leutouici in breve ricuper


tutto
I

di
tili

signore della Poraerania. Riusciti


i

mugran
di

il

perduto. Per
;
'I

pace di Tliorn del

tentativi per aver giustizia,


s'

il

febbiaioi4i

'e di Polonia rinun-

maestro con un esercito


v.irie piazze di

impadron
il

zi di

Polonia; ed

re di Boe-

mia
li

fatto arbitro dalle parti, sentenziin

nuovo alla Pomerania, riconoscendo com'ella dovesse appartenere all' ordine egualmente che l'altre provincia, aiIre volle contrastale, e s'obblig a lasciar
i

fdvorede'teutonici,

ma

Uldislao

ricus

sottomettersi, entrando in Prussia con

prigionieri senza riscatto.


li

teutonici solsi

formidabile esercito di i5o,ooo uonini


e

tanto accordarono che

Samogizia

go-

<

composto di polacchi, lituani, saraogizi, lussi e tartari. II gran maestro, sebbene deluso dal re d'Ungheria col cpiale avea fincluso un trattato, incontr il nemico
relle
)

desse dal re e da Vitoldo, vita loro durante.

Appena
si
il

il

re concluse
le

il

trattato

si

ricus

soddisfarne

principali condi-

zioni, riprese

titolo di signore della

Po-

pianure di Tannebeig a' 5 luglio 4 'o con 8.3,000 uomini. Dopo aver fatto macello dell'ala destra, il gran maestro
i

merania, e

si

colleg coiriraperatore Si-

gismondo per distruggere l'ordine. Avendo poi Sigismondo cambialo d'avviso ed


eletto dalle parli giudice arbitro, ordin
a

stava gi per ottener vittoria,

ma mentre

adoperava
gerla
,

la

ullimo sforzo per raggiunperde in im colla vita. La sua


I'
il

UladislaoV l'esecuzione del

lo stipulato

Thorn,manon

lard con raggiri a spie-

caduta fu

segnale della rotta de'teuto-

gar nuove pretensioni sulla Pomerania.


>el trattato di Tliorn compresosi il vescovo di Wladislavia, l'ordine fu tenuto
a rendergli

nii.che divenne compiuta. Essi per

non

rimasero soccombenti senza gloria, perch comune opinione che vi morii-ono


tiella

ledecimeapparlenenliallasua
di iVIariera-

battaglia
Ira

GojOoo

00,000 uomini, fia'quali [^lacchi eloroalleaii. Quindi


i

chiesa.

Il

gran maestio che avea ben me-

ntalo dell'ordine nella difesa

molte piaz7e della Prussia aprirono


le a'vincilori, e
il

le

por-

le assedi Mariend)uigior-

gn, he
ni

dov abbandonare do[)0 Sy


in

per tornar

Polonia, ove

si

videscndel

7a esen-ito. Gli scrittori dell'ordine in questo rifi[Msc<.no ch'esso


g
si

componeva,

an maeslro,del grancommendatore,del gran maresciallo, del gran spedaliere, del


diappicre,dellesr)riere,di

borgo e pel modo come condusse il ^ne della guerra, si rese poi odioso colla sua mala condotla e pii ancora col fivorir l'eresia di Wiclef, della quale non and neppure egli esente. Lo scontento alloni giunse al colmo, e in una grande adunanza del capitolo venne destituito agli r ottobre f4i3- Indi a'f) gennaio 4 '4 '''"
,

18 couimenda-

T E U
lc

T E U
molto
car pregiudizio, attesoch
i

87
i

Slciibcrg, che trov l'osLliiie

nunzi non a-

clectukito nella disciplina. Frallanlo l'ar-

civescovo di Striguiiia commissario imperiale,

vevano veduti titoli sui fpiali il re fondava le sue pretensioni. L'imperatore Sigis'Hondo, scelto anch' egli

pronunci nuova sentenza arbi-

nuovamente
con

trale a favore de'cavalieri;

ma

polacchi
al

adaibitro fra

le

due

parti, giudic la cau-

aspirando sempre
se di

siila

l'omerania,

pae-

sa interamente a fivore de'teutonici,

Culm

e a IMichalou, corsero di

nuo-

sentenza del gennaio 1420.


trale giudizio col pi solenne
so, tentallora
la

11

re di

Po-

vo

alle

armi. Postosi Uladislao


il

alla te-

Ionia, ch'erasi sottomesso a questo arbi-

sta dell'esercito

pi formidabile chela
il

compromesal

Polonia avesse niai allestito, devast


paese di

pured'eludererelfelto del-

Culm
il

e le provincie vicine; se-

sentenza, ricorrendo di

nuovo

Papa;

nonch
difesa
,

gran maestro che tenevasi sulla


attir tutte le forze
la

ma non

volendo

cavalieri essere

picon-

destramente

dotti di Iribunaiein tribunale da'Ioro av-

ncmiclie avanti

fortezza di Strasbur-

versari, protestarono con tanta

maggiore

go o Brodnitz, vaglieggiando il re d'insignorirsene. Il gran maestro tanto fece,


che armata
s

ragione, in quanto che l'imperatore coll'assenso delle parti avea ordinalo ch'esse

florida fu distrutta dalla fa-

pagherebbero una multa


alla [)ace,non

di

0,000 marbriga per

me
ria.

pe'viveri intercettati e dalla dissente-

chi d'argento per ogni contravvenzione

Quindi
le

il

di (iiovanui

indusse

il

vescovo di Losanna legato XXllI,givmto in tal tempo, e il gran maestro ad una tie-

meno per qualsiasi

ottener modificazioni alla sentenza. Fa-

talmente nemici pi formidabili minacciavano all'ordine nuovi


il'indipendeiza,
disastri, cio la

gua di 1 anni, ed a rimettere la decisione di loro controversie al sinodo di Costanza, di cui riparlai a Svizzera,
il

divisione insorta fra'cavalieri e lo spirilo

re tol-

se l'assedio per ritornare in Polonia,


il

ed
in-

re

come

il

il quale si pu riguardagermedella rivoluzioneciie coi

gran maestro ebbe

la gloria,

senza

minciava
la

a esfendere
Il

suoi progressi nel-

sanguinare una spada, d'aver dissipato il pi potente esercito che nemici avessei

Prussia.

to

gran maestro ne prov tanrammarico, che abdic nella (juaresi-

ro niai posto a fronte dell'ordine. Nel con


ciliodi Costanza
i i

polacchi attaccarono

vi-

cess

vamente teutonici, ma ogni procedura quando cavalieri stanchi di coni

ma 1^11. A' IO marzo gli fu surrogato Paolo Belligero di Rnsdorf, e nello stesso anno un'armata di 100,000 uocnini allestita dal re di

Polonia,

il

quale senz'al-

trastare,

domandarono che
letti
i

in piena ses-

tro motivo, tranne quello di

compiere

il

sione fossero

loro

titoli.

Pei

ragdi

disegno che avea da limgo tempo formato di sterminare l'ordine,


si

giri de' polacchi

impedirono a'teulonici
il

gett nel de-

compierne
la

la

lettura, e cosi

concilio nul-

clinar di luglio sul laPr ossia, abbandonan-

pot decidere. Nel

1419 Papa Martino


litigi fra

dola

uno spaventevole saccheggio, con asmassacri e incendi!.

deleg nuovi nunzi, adJnchsi adopei

sedi!,

Come poi
si

prus-

rassero a terminare

l'ordine e la

siani

sopportavano con cuore esacerbato


s

Polonia. Si tenne inutilmente una conferenza a

questi mali, che

di

sovente

rinnova-

Guiewkow
I

poich

polacchi

vano,

il

gran maestro

col trattato

de'27

non

vollero prestare orecchio a

veruna
titoli

proposizione.
cavalieri,
iiiettere

nun/i, esaminati!

de'

settembre fu costretto rinunziare al ducato di Samogizia e al Suderland, ed ab-

non poterono rifiutarsi dall'eun alleslato, il quale pose la gincausa in piena evidenza
sollecitato da! re
l'atto
;

stizia di loro
il

ma
re-

bandonare inoltre alla Polonia la fortezza di Nessaw con tolte l'altre terre situate duchi di Masovia anella Cujavia, che
i

Papa vivamente
V, dichiar

Ula-

veano precedentemente donate a'cavalieri;

dislao

non potergh

laddove poi in compenso

la

Polonia

as-

88

T E U
a'

TE

sicmdl nuovo all'ordine ilducalodi Pomerania, non meno die il paese di Culm e di RliclialoLi, a'quali non avea mai cessalo di rinunziare e di aspirare a vicenda.

19 aprile fu eletto Corrado di Erlihshnuscii, saggio e prudente: mantenne la pace co'vicini, ma non pot ristabilirla

Questa

fu lai. ''pace in cui l'ordine teu-

tonico fu costretto ad abbandonare una

parte de'suoi dominii. L'esercito polacco


nella spedizione
il

commise

tanti eccelsi,

che

n nella Prussia, n nell' ordine. Il rauimarico ne accorci il vivere, che cess a* 6 novembre i449- e fu 1' ultimo graa maestro sepolto a Mariemburgo. Il nipote Luigi di Erlicishaiiscn ^Wmccesit nel

re fu costretto chiedere al

Papa

l'asso-

luzione dalla scomunica in che erano incorsi

suoi soldati, con sacrdegiiemisfutti enormi. Tuttavolla ricominciata la gueri

i4^o. iVeli4j'i ebbe luogo a Volraar un accordo coU'arcivescovo e col clero di Livonia, quali si obbligarono fra le altre
i

cose a vestir l'abito e seguir

la

regola deli

ra

neli43i,

cavalieri fecero un'incur-

l'ordine teutonico, rinunziando


alla visita delle chiese.

cavalieri
poi

sione in Polonia:

24

c\y[li

furono coslretvendicaronsi

Neh 4^3

con

le aprir loro le porle,

ed

essi

Tallio trattato di Rircliholm fraGio vanni


di

sulle
i

campagne d'una parie de'mali che


re chiamati allora
i

Mengden maestro provinciale di Livoessi

polacchi aveano fallo sollrire alla Prusil

nia e l'arcivescovo di Riga, fu convenuto

sia,
,s///

feroci eretici ?^9-

che avendo
Riga,
il

egual diritto sulla citt di


il

in

suo aiuto, devast con loro mise-

possesso e

governo

di essa

si

ter-

revolmente la nuova Marca di Brandeburgo e la Pomerania; ostilit che finirono colla tregua di 12 anni stipulata in dicembre e poi convertita in pace perpetua a'3 dicembre 1436 ntlla conferenza
I

comune. Papa Nicol V conferm l'accordo, e commise a'vescovi di Pomesiana, di Curlandia e di Sambia
rebbe
fra loro in

che vegliassero all'esecuzione,


sero
te
le

adoperasla

censure eci:lesiasliche contro


Io

|par-

di Brzesc, sotto Uladislao VI.


tale

Prima

di

che
vi

trasgredisse.

La Prussia
della
s.

essenil

epoca e nel 1426 l'arcivescovo di Ridi

do
pa

sotto l'alto

dominio

Sede,

Pa-

ga Hetuiing

Scharfemberg, entrato

in

teneva un commissario, e di quan-

discordia co'cavalieri per non pi volere


vestir l'abito dell'ordine,

do

in

quando ne concedeva
la

il

godimento
Pietro; ed
dissensioni
vi

sebbene ne fosse sialo membro, ne fece lagnanze con Marlino V, il quale per nel 1428 ordin che
tutti gli ecclesiastici della

all'ordine teutonico militare e regolare,

ch'era sotto

prolezione di

s.

perci che Nicol

per
i

le

Livonia doves-

insorte fia'prussiani e
d per legato
il

teutonici

spe-

sero portare l'abito teutonico, oltre altre

celebre cardinal di Cusa,

Crescendo intanto la divisione nella Prussia, e con essa disordini , il gran maestro slabih un nuovo consiglio pio vinciale,concedend<)gli grande autorit; condiscendenza che non fu sullidisposizioni.
i

che
i

colie

censure ecclesiastiche costrinse

prussiani all'ubbidienza de'cavalieri.Ma prussiani

neh 453

iie!i4')4.

dopo
si

es-

sersi assicurati dell'aiuto polacco,

ribel-

larono, e

buon ordine. A vendo nobili e alcune cillfjrrnala una confederazione pel conservamento de' loro
cienle a ristabilire
i

il

il re Casimiro IV che avea non poche volle rinnovato il giuramento di

mantenere l'ultima p

ice

cuU'ordine, ac-li

colse l'omiiggio de'ribelli, e

s[)alleggi
i

privilegi,

il

savio gran mae>>lro, trovande'Iagni loro,

con tutte le forze del regno. Allora


cijcui

leuloni-

do ben fondata una parte


slava gi per rimediarvi;
to doloroso, che
c, e

ma una

polente

non pi rimaneva che qualche piazza dopo la rivoluzione, non si scoraggiarono, e dopo aver ipotecata a Federico
elettore di
di tal
II

fazione sorse contro di esso, egli riusc tan-

mor

a'2j

e fu sepolto iu

a'Gdiceinbiei44o abdidello stesso mese aElbing IMariemburgo. Nel i44'

Rrandeburgo la nuova Marca nome, uell' anno stesso riportarovittoria a Comitz, ove Ca^-

no un'insigne

TEU
simiro
la

IV vi perde la libert, non per vita, come vuole VArte di verificare


Per un lungo corso di anni segu
dall'altra; questa

di Nicola

vato di
inviati
i

89 Tungen che aspirava al vescoWarmia; ma non avendo Maltia


promessi soccorsi, nel 14^0 fu coal re

TEU

le date.

una

serie di rovesci e di vittorie dall'u-

stretto a rinnovar la pace colla Polonia,

na parie e

3oo,ooo uomini,
ine.

si

guerra miele contarono fino a

ed a rendere omaggio
per
la

Casimiro

IV
il

Prussia. L'arcivescovo di Piiga Sil-

18,000 villaggi per essa dati alle fiaaiPer colmo de'mali, la peste congiun-

vestro

insistendo nel

volere disciolto

suddetto trattalo di Rirchholm, pure riusc a

se la sua desolazione a'furori della guerra; ci


i

Bernardo

di

non ostante

il

gran

tnaC'Nlro

si

so-

vinciale di Li venia di fare

Borch maestro proun accordo per

stenne 3 anni contro

tutti gli sforzi della


ribelli;

riuanere tranquilli per

60

anni. Nondisuscit con-

Polonia e de'prussiani
fu

fiualmenle
rodi-

meno Silvestro

poco tlopo

gli
il

d'uopo cedere, e venire ai trattato vinoso di Thorn. La Prussia fu allora


neva
la

tro molti nemici stranieri, e

maestro pa-

zientjfnch indispettito pel trattalo con-

visa indueparli: V occidentale Aie conte-

cluso daSilvestro contro l'ordmecon l'am-

Pomerania
la
il

piccola o Pomerellia,
re, e

pass sotto
ci prese

dominazione del

per-

ministratore del regno diSvezia nel 1479, nonch con alcuni arcivescovi del mede-

rest in

nome di reale; e Vorientale mano del gran maestro e fu della


o-

simo, s'impadron delle fortezze dell'arcivescovato, prese e incendi


il

castello di

ducale, con obbligo per altro di farne

Kokenhause, ove Sdveslro


lo cacci in carcere, e die

erasi chiuso,

maggio feudale alla corona di Pulonia.divenendo cavalieri suoi vassalli feudatari. Siccome poi Marieaiburgo cadeva nella porzione de'polacclii (che altri dicono ad essi Vendola da'capilaui de' soldati mercenari che r aveano ricevuta per mallei

l'amministradi

zione de'beni dell'arcivescovato al proprio


fratello

Simone

di

Borch vescovo

Re-

vel capitale dell'Estonia

esuffraganeo di
fu eretta la
Sisto

Riga

(gi di

Lunden quando
).

sede vescovile nel 1280

Papa

IV
il

veria di loro paghe),


sfer la

il

gran maestro

tra-

pubblic una bolla fulminante contro

sede dell'ordine a Ronigsberg, o1

maestro Bernardo, scomunicandolo e ordinandogli di lasciar libero Silvestro, i-

cattedrale.

ve mor a'4 aprile ^Gj e fu sepolto nella Fu eletto vice gran maestro il
tal

gnorando
ta,

la

sua morte. Questa conosciu-

conte Enrico Renss diPlaueii.e resse con

grado l'ordinesinoa'aooUobre 146910

cui fu innalzato alla dignit di gran


stro.

mae-

IV elesse l'arcivescovo Stefmo, con che si aumentarono le dinicolt,e l'imperatore Federico HI sostenendo Riga esSisto

Muri poco dopo a Morungen, essendo stato colpito d'apoplessia a Thorn, a'2 geniiaioi470, mentre ritornava dal rendere omaggio al re di Polonia, e fu sepolto in Konigsberg.Gli successe Enrico RefJle di Richteniberg, che si condusse con molla prudenza, pei censurato per aver
spinto troppo
la

sere feudo dell'impero, assunse la difesa


di

Bernardo. Risiedendo
1

in Pioraa

il

pro-

curatore dell'ordine, nel

484

intervenne

formalmente

nella cavalcala pel possesso

d'Innocenzo Vili. Mor il gran maestro Giovanni nel 1489, e fu sepolto in Ko-

nigsbergjCome
di Tiefen che
zione. Per

il

predecessore.

Giovanni

severit col
in carcere,

vescovo di
il

gli

successe, resse l'ordine

Sambia, che mor


ceva
la

quale fa-

teutonico con molta saggezza e modera-

sua residenza a Ronigsberg. Mor(y\e.\t\.\.o

to neli477>

Martino Truchsess

pe ausiliarie

avendo condotto alcune trupal redi Polonia, per una spe-

di TI etziiaiisen^
iscuotere
il

il quale si adoper per giogo della Polonia, stringen-

dizione contro r ospodaro di Valacchia,

mor
ed
il

do alleanza con Mattia


parteggiando contro
i

re d'Ungheria, e

di dissenteria a Lemberg nel 1497, cadavere fu trasferito a Ronigsberg

polacchi a favore

nella cattedrale.

Asuo tempo l'ordine

per-

9
de
le
il

T E U
baliag^io di Sicilia, ad onta di luUe
si

T
28 iliccmbiei5i 8
dur
lo

1:

U
il

pieslar oniiiggio alla Polonia,


gli

re zio a'

cure che

die per conservarlo. Nel

dichiai guerra, e

i4q8

scelto a

gran maestro
si

i!

duca Fede-

fino

al

52

i,in cui l'iinpcratoreCarII

rico di Sassoda,

rec a prender pos-

e Uladislao

re

d'Ungheria,
l'

inter-

sesso della digiiil a' 2r) settembre. Egli

postisi fra le parli belligeranti,

indus-

costanteinenlesi rifiul di prestar


gio alla l^oloiiia
leli'impeio, se
si
,

omag-

sero a conchiudere

una tregua di43nni.

procurandosi

gii aiuti

Alberto avendo ricevute grosse

somme

fosse voluto coslringeri

\e!o.

Mori a'i4 dicenibrei 5


tempi Ivan
III

o, e fu se-

da Gualtiero diPlettemberg maestro provinciale di Livonia, neli52i gli concesse l'indipendenza, cio
il

polto a Meisscn nella tomba


glia. A'suoi

di

sua fami-

diritto d'eser-

gran principe

citare

la

sovranit in proprio

nome

egli

di

Mosca tent con 4o,ooo russi d'invadere la Livoiia, ma Guglielmo o Gualmaestro prounciale dc'cavalienleulonici di Livoalla

ed

suoi successoli colla libert dell'ele-

zione. Nel

tiero o "NValtero di lMctlein')erg

trattalo con Basilio

i522 Gualtiero concluse un IV gran principe di

IMosca, nel quale venne qualificalo principe di Livonia. Alberto nel


il

nifijdopoaver costretto
te
i

fuga due vol-

i524

prest

russi, ne!

ria cos

Sor riport una 3.' villocompleta presso Pleskow, che 1I

van 111 giudic meglio concludere tregtia di 5o anni. Imperocch nella battaglia di Peskow, Gualtiero uccise 4o,ooo nemici, l'esercito de'quali com|)onevasidi go,ooo
cero ascendere a
moscoviti e di 3o,ooo tartari. Altri lo fe3o,ooo combattenti, e
i

giuramento di fedelt all'impero nella dieta tli Norimberga,e prese sede tra'principi ecclesiastici dopo gli arcivescovi e prima di tutti vescovi dell'impero. Neh 52 5
i

essendo vicina a spirare


Polonia,
si

la

tregua colla

tennero conferenze a Presbur-

go, nia riuscirono inutili; e poscia a'9 aprile in

Cracovia Alberto prest a SgisI

mentre

(juello

del

maestro era

di soli

moi'do
la

fede e

omaggio

di vassallo

per
di

i4:000. Di lutte le narrate controversie e guei re tra la Polonia e il celebre ordi-

Prussia orientale da

lui

governala,

cui fu dichiarato (."duca ereditario, e perci)

ne militare e regolare teutonico, conviene avvertire che rispettivi storici difesero la parte che seguirono con parzialit, e viceversa gravarono l'altra. Neh 5i AV<crtodiBr,iiLdchnrgoc
i

ta

allora la regione fu propriamente detPrussia ducale^ per avere gi aposta-

talo al
sia.

modo

riprovevole riferito a Prus-

margravi o maichesi di tale illustre casa, canonico di Colonia e figlio della sore di Polonia, nella rella di Sigismondo
1

speranza che questi restituirebbe

all'or-

dinegliusur|)ali dominii in considerazio-

ne
yli

del nipote, fu eletto

emise

il

proprio voto

gran maestro. Ea Mergntheiai,


l'in-

Imperocch narra pure Bercaslel,che l'empio Lutero (/^.) frate apostata, dopo il suo sacrilego maritaggio, avendo con impndenle sfactialaggine scritto al cardmal Alberto di Drandeburgo, arcivescovo di IVIjgdebiirgo e Magonza, che la volont di Dio era che ogni uomo avesse lina compagna, eche il vivere solo era un
tentare
il

Signore, per
il

la

qual privazioil

;ve ricev l'atto di

sua nomina, e fece


t

ne

facile era

cadere e perdersi;

sag-

gres>oaRonigsberga'22novembrc 5 12. procuratore dell'or Nel seguente anno cline dimorante in lioina, col vessillo del
il

gio prelato e zelante cattolico non rispose all'eresiarca apologista dellincontinen-

za che col silenzio e col disprezzo.


di lui

Ma

il

Il

D. Vergine de'teutonici, cavalc nella


jjossess(j
tli

parente Alberto gran maestro del-

solenne funzione del

Leone X,

I'okIiic teutonico,

cede pi facilmente a
Il

dopo

il

gonfiloniere del popolo romano,


al

tjueste lezioni di libertinaggio.

lubrico

ed insicuie

procuratore dell'ordine g-

vecchio avea

fc)

anni,

quando violando

jobuiimilano. Essendosi poi rifiulalo di

lacaslt religiosa che avea professala eoo

TE
24 giugno 526,
1

U
de
in
I

TEfT

cjt

voo solenne, pos Dorolea d' Holslein a* figlia del re di Danimarca Federico
e visse altri

3o

anni. In

Mergenlheim o Mergenthal o ]\]a. rienthal, Margenthcmuni, citt gi da Enrico d' Hohenlohe donata all' ordine,
allora della Franconia e poi del regno di

seconde nozze spos Anna figlia d'Erico T'eccho duca di Di unswick-Luneil Lurgo. Ebbe due figli da ciascuna, e AlI

Wurtemberg,sidla

riva del

Tauber,con
il

bastioni, ed a pochissima distanza sulla

berto Federico nato dalla 2/


nel ducato,
il

gli

successe

montagna

di Rilzl)erg vi

castello in
i

qualealla sua morte fu riu-

cui fecero la loroordinaria

dimora
I

gran

nito a'suoi stati dall'elettore di Brande-

maestri dell'ordine teutonico.


esistenti in
tuirsi

cavalieri

gli

borgo, anch'egli apostata e seguace deerrori di Lutero. L' ex gran miiestro


col re di Polonia, ri-

Germania pensarono a costiun capo. Thierri di Cleen maestro


ed
in (|uesta
si

Alberto pel trattato

di essi e de'cavalieri d'Italia,

conosciuto duca ereditario di tultoci che


l'ordine teutonico possedeva in Prussia,

sua qualit principe dell'impero, ben

tanto per

se,

quanto pe'suoi

fratelli e loro
1'

satebbe potuto formarenna conveniente reudita al nuovo graa


avvide che non
si

successori, a patto di ricevere

investi-

maestrOjSenzaunirea questa dignil


la ch'egli

(lucila

tura dal re e riconoscersi suo tributario;


fattosi forte
eli;,

godeva, per cui ruunzi

di-

d'un gran numero

di
si

polacattri-

pigli possesso del ducato,


la

Imi

miglior parte del tesoro de'cavai

lieri,distruggendo tutti
dine, cacciando d
>lla

privilegi dell'ortutti
i

maestro di Germania e d'Italia, la filiale venne concentrala con quella del gran maestro. Herconsegueiiza Cronberg assunse il titolo di amministratore
gnit
tli

Prussia

comLa-

dell'udicio di gran
di

mnestro

di Prussia

nendalori,
l'

cavalieii e gli uflziali delessi tutti


si
i

gran maestro

dell'oi

lime teutonico ia
nella dignit, e

ordine, e con

cattolici.

Germania
lo

e in Italia. L'imperatore Car-

sciato l'abito teutonico,


tico luterano, e

dichiar fana-

conferm Ci ouberg
gli

aperto nemico della re-

neh 53o

confer

la

solenne investituircolo
il

ligione cattolica di cui ne avea giurata la


difesa,

ra nella dieta d'Augusta, de'territorii che

premiando con commende erediche per


le

l'ordine possedeva,
di

massime

nel

tarie (pie'cavalieri
ni

loro passiola

Franconia. Cronberg cominci


sue querele
il

giu-

aveano con

lui

abbracciata

funesta

dizio che l'ordine stim doversi intenta-

eresia. Alberto disprezz l'esortazioni de*

re ad Alberto, port

le

al

confa-

Papi e dell'imperatore, e nel' assemblea '.^iiguxta fu d<posto dal magistero, col-

siglio aulico dell'imperatore,

quale
il

cendogli ragione, casNe annull


tato fallo tra
di
il

trat-

l'unanime consenso de'principi


ni

si

luteradi
di-

re di Poloni.

e Alberto

che

cattolici. INel

i522 Guglielmo
di

Biandeburgo arcivescovo
chiar pel luteranismo, e
niciosi errori: dipoi
il

Riga

si

popolo ne al>
i

Crandeburgo. Questo perci venne posto al bando dell'impero, e proscritto dalla camera impeii^dedi Spira, quale ingiusto detentore della Prussia;
vi

braccio colla sua pretesa riforma

per-

ma
di

le

gra-

neli56i R.iga si sottopose alla Polonia. Sigismondo re di Polonia fu censurato, poich avendo vivamente supplicato la s. Sede per la soppressione dell'ordine teutonico, comech sempre infesto al regno, cede poi infeudo la Prussia all'apostata Alberto che la fece divenire eretica. Verso la fine di agosto 526 fu eletto gran maestro JT altiero di Cronbcrg, e slabirj la propria seI
I

turbolenze dell'impero, suscitate da'


il

luterani, che presero

nome

Prole-

stanti(T'.),no\\ permisero di dare esecu-

zione alla sentenza. Cronberg non rispar-

mi n

ragioni, n fatiche, u travagli per

rientrare al possesso della Prussia, ed in


essa ristabilire la bandita religione cattolica.

Ricorse

egli a quesl'elIeUo

a'Papi

Clemente VII
le corti

Paolo

III, e

quasi a tutte

della

cristianit,

ma

inutilmen-

9^
te,

TEU
non polendo fare reintegrare l'ordine

TEU
re nella sua qualit di religioso. Gualtiero, lodato

delle perdile solTerle,


1

morendo a'4
^

aprile

come uno

de' pii grandi uo1

543aMergenlheiir>ovefii sepolto. Qu.tIgli

mini del suo secolo, mor nel


la taccia

535, colprincipio

che mese dopo

successe /
i

oljti/igo

d'aver favorito e professato per


il

Srliuzh(7r(\e\\.u.Uil(li/iig,

."comniendalicev dal-

politica

luteranismo che
e

in
il

lore d'Assia, il (piale nel


l'

544

avea avversato. Gli successe


lo di

marescial-

imperatore nella dieta

di Spira la

con-

Livonia

suo coadiutore Bruggeney,

feirna e l'investitura della dignit. Carlo

che mor
di

nell' orribile peste del

1549.

intim

al jnarcliese di

Brandebur-

Gli successero, nel detto

anno Giovanni

go

di re>tiluire la

Prussia all'ordine teu-

Recke; neli552 Enrico


1'

tonico,

ma non
d.j

essendo l'ingiunzione ac-

ricev

di Galen che imperiale investitura della Li1

compagnata
senza
elTelto.

podeioso eseicito, rest

vonia, Estonia e Curlandia; nel

557

'^

sue

Wolfmgo piesi aiuto colle corso della genti a Carlo V ptr tutto
il
i

coadiutore Guglielmo di Furstemberg,


de'qiiali feci parola all'articolo Prussia,

guerra co'proteslanlijclie andavano saccheggiando possedimenti de' cavalieri


teutonici in Germ;uiia,e

dicendo che alcuni


nel
1

storici

riguardarono

525

separalo l'ordine de'cavalieri di


i

non mostr meil

Livonia dal teutonico e


ciali di essa

maestri provio-

ro

zelo del suo predecessore per

risla-

divenuti gran maestri. Essenla

bilimeutodcirordinein Prussia, per con successo egualmente infelice. Gualtiero

do gi
van
II

spirata
1

tregua di

5o anni che

I-

di

R ussia

avea concluso con Gual-

Plettemberg erasi airrancalo dalla pendenza del gran macitro, rispetto


di

di-

tiero di

Plettemberg maestro provinciale


1

al-

di Livonia, a questa nel

558 dichiar

la

sercizio della sovranit ne' doininii del-

guerra nel magistero


vi

di

Furstemberg, e
il

l'ordine in Livunia, insieme colla libert


dell'elezione, dicesi per preservare la re-

entr con 4o,ooo russi, che orribilmen-

te la

desolarono
col

in parte, ripigliando

gione dall'introduzione dell'eresia, quan-

disegnodell'avo suo inlornoalla Livonia.

do

gi ne vedeva infetto

il

gran maestro
successori fu-

Furstemberg

suo capitolo fece ricono-

Alberto. Neil

529
alla

egli e

scere Gottardo Reltler

commendatore

di

rono innalzati l'impero, con


Nelle diete
il

dignit di principi delbattere moneta.

Fellino a suo coadiutore. Indi 100,000


russi assediarono e |)resero
essersi

f.icoll di

Derpt, dopo ab-

maestro

di

Livonia sedeva

impadroniti

di diverse fortezze

immediataniente dopo Brema ePiiga, presiedeva a'4 vescovi di Livonia ed al vescovo d'Eicbstetl,e ad
cipi dell'impero.
altri vescovi

prin-

bandonate da' teutonici o espugnale. Il coadiutore riport qualche vantaggio sui russi, quali per nel 5 ^9 in numero di
i

'

se vicino al

Pare inoltre che sedesgran maestro dell'ordine teugli

So, 000 passarono presso R.iga per dare

il

guasto alla Cui landia,

ma

riusc a Cri-

tonico,

il

quale seguiva
lutti
1
i

arcivescovi e

stoforo di

precedeva
pero. Nel

vescovi principi dell'iin-

Mecklemburgo, coadiutore del suddetto Guglielmo arcivescovo di Riga,


con tenui forze
naio
di tale

'j^S

Ferdinando
di

re de' ro-

di fuli ritirare. iVel


si

gen-

mani conferm Ermanno


stro di LivoniaGualtiero,

Bruggeney detto AV7.vf//AYAwy;,incoadiuloiedel maeil

anno Furstembierg
a

spogli

inleramenle della dignit

pr del suo
la citt di

(piale lo

avea

coadiutore, e scelse per ritiro

domandato
te

coli'

assenso del gran

mae-

Follino riguardata inespugnabile. A' 3r

stro Cronberg. Cosi sebbene indipenden-

agosto Reltler fece iu


col (piale
si

Wilna un
la

trattato,

quanto

alla
il

sovranit e alla libert

pose sotto
i

prolezione del
dell'impero,

dell'elezione,

maestro

di
il

Livonia tutsuperio-

re di Polonia, salvi

diritti

tavia riguardava
dell'

sempre

gran maestro

gli

die in

pegno un

distretto ragguar-

ordine

come proprio suo

devole con molte piazze per guarentirlo

TEU
dalle spese della guerra.
Il

TEU
re Sigismoni

93
s.

Svezia. Nel giorno della festa di


ni,
il

Giotan-

do
si,

Il si

obblig a difenderlo contro

rus-

commendatore

della

cittadella di

e a dividere

con

lui le con([uisle

fosse potuto fare sui nemici;

ma

che si questo

Revel fu quindi costretto a renderla agli svedesi, ilopo averla valorosamente difesa.

principe che non pensava che a proltlar


de'inali della Livonia,

Kelller disperando ormai di salvar la


il

non
i

str soccorso veruno. L'i

sommininovembre, esgli

Livonia, non perde di vista


teresse
:

proprio inil

abbracci apetamenle
1
1

lutera-

sendo

il

maestro

di

Livonia venuto

alle

nismo, ed a'28 novembre 56


la

lasci al-

mani

co'russi pressoDerpt,riport

un rag-

Polonia tutte

ie possessioni dell'ordi-

guardevole vantaggio,
gato a rinunziare
i

ma

poi fu obbli-

ne, a riserva della Ciirlandia e della Se-

propri disegni intor-

migallia, delle quali prest

omaggio

al

re

no
in
tile

tal

piazza, per timore di venir preso

Sigismondo
in

II, che

a di lui favore le eresse

mezzo.

tentativo sopra
i

quali nel

un inuLays presa da'russi, gennaio 56o espugnarono per


ci Kelller fece
i

Dopo

ducalo secolarizzato e feudo ereditario.


rQ)aneva in Livonia,
la

Cos l'ordine teutonico perdette quanto


gli

al

modo
di

stesso

capitolazione IMarienibuigo. A' 5 aprile


Kelllei-,

che avea perduto

Prussia, vale a dire

che bramava insignorirsi d'una


de'principiili

per l'aposlasiaela diserzione


ciale di Livonia

Gottardo

parfedellespoglie delstioordine,concluse

Kelller, ultimo e So.^o maestro provin-

un patto con parecchi

com-

ei.duca
il

di Ciirlandia,
il

mendatori, col qualesiobbiiga impiegare


iogni sforzo a favore dell 'online e del paese
;

che introdusse

luteranismo in tutto
g'

paese, il quale dipoi fu riunito allaRussia.

e se ci

non

riusciva,

dovea esser

libe-

Perduti dall'ordine

immensi dominii
gli

ro di prender moglie e formarsi un principato ereditario. A'a agosto nella battaglia

che possedeva
mania.
nel
I

in

Livonia,

restarono

sollanto que'che avea nell'impero di GerIl

d'Ermes, cavalieri furono interamente sconftti, perdendovi il fiore dell'ordine, e que'che caddero vivi nelle mai

566, e

gran maestro Schuzbar mor fu sepolto a Mergenlheim. Il

succes^oveGiorgioIliiul di J f ciiclhciin,

ni del nen)ico, condotti a jMosca b;irba-

ranieiile
supplizi.
I

si

fecero perire tra'pi crudeli


si

vincitori

mossero contro Folil

poco dopo ricev l'investitura nella dieta ti' Augusta dall'imperatore Massimiliano II. Frattanto Papa s. Pio V fece solenne prolesta per la Prussia, lolla all'ordine teutonico, che per investimento della
s.

lino, ov'erasi trincierato

vecchio signo-

re di Livonia,e lo presero.chiudcnilo Fur-

stemberg a Lubino,dopo averlo

fatto ser-

Sti\e la possedeva, la quale perci nel-

vire di spettacolo al popolaccio di ftbjsca.

la

niedesin)a teneva un commissario pon-

Kelller spedi allora deputali a Gustavo


re di Svezia,
il

quale avea dato qualche


Io

speranza di soccorso, ma
rienle, e
il

trovarono mo-

Erico XIV occupato da pensieri ben dilFerenti.il gran maestro dell'ordine teutonico Sthuzbar, che si dava tulle le possibili cure per indurre principi dell'impero a soccorrere
di lui successore
i

rinnovavo di lenipo tempo, li gran maestro Giorgio non cess mai di cercare aiuti per ricuperare la Prussia e la Li venia, e mor in Mergenlheim nel 5']i. Eurico di Bohctiinusen gli successe a'6 agosto, al quale Gretificio residenziale, e

in

gorio XIII colla bolla Exiiiiii.i\^'Z


gio
i

mag365,

57 3, ^n//.
i

Ti'ow.l. 4, par. 3, p.
all'

la

Livonia, non avea miglior successo in


pe'prolestanti. Sul cou/inciar

conferni

privilegi concessi

ordine

Germania
del

da'suoi predecessori. Allorch

la

diela di

giugno i56i, Revel e la nobilt del ducato di Esfonia rinunziaiono formal-

Ralisbona propose

si

trasferisse l'ordine

sulle frontiere dell'Ungheria per contrap-

mente all'ubbidienza che aveano giurata al maestro di Livonia, e si dierouo alla

porlo a'progressi de'lurchi,


stro raccolse
il

il

gran mae-

copilolo nel i577> alliue

94
(li

T E U
consultare intorno a silT.Uta pi'oposlaj
I

T E U
vati.

L'ordine perde inleranjenle

il

ha-

e sped nel
Jl

578

nll'iinperalore Roilolfo

jiaggio d'/ Irccht (T'.) ne'Paesi Bassi, e

che

un elenco non sularuente delle [)erdite cavalieri aveano provate in Prussia


i

Massimiliano vero modello


r

di virt
1

mo-

e in Livonia,

ma

eziandio in Germania,

in forza dell'infelice introduzione del lu-

Vienna a'a novembre! G 8, e fu sepollo nell'imperiali tombe. Gli succes>'e il cugino arciduca Carlo d'Austria, dopo
in

teranismo. Quindi l'imperatore scorgen-

essere stalo prescelto a coadiutore nel pre-

do che
dine

tale disegno

poteva condurre
ces>> di
1

l'or-

cedente settembre. Questo principe possedeva


i

alla

sua rovina,

|)li

inquie-

due vescovati

di Breslavia e di

tarlo su tale proposito. Nel

jS^ Boljen-

liausen cre suo coadiutore l'arciduca

Bressannoiie,maPaoIo V lo dispen> a ritenerli insieme al magistero teutonico.

Massimiliano
dolfo
II, alld

(V Anxtria, figlio deiriiriII

Urbano Vili

colla bolla Dccct, de'g genl.

peratore Massimiliano

efratello di

Ro-

naio 16 ?.4, ^"//- /lom.


i

5, par. 5, p.

179,

mdogli una parte


di

delle cu-

iedeli*an)ministrazi()ne,senza per rinunziare alla sua dignit

gran mae>lro.
le

IMorlo poi Stefano Datori redi Polonia nel


1

5yG, l'ordine vide rinascere


la

sue spe-

ranze di ricu[)erare

Prussia, poich
il

una
i

parte de' polacchi elesse

p!ncipe coa-

diutore Massimiliano, e l'allra porse

propri voli a Sigismondo HI allora principe di iVtr-zV/. Tali speranze tosto svani-

conferm all'ordine suoi privilegi. Nello stesso anno Filipijo IV re di Spagna chiam al governo del Portogallo l'arciduca Carlo, e recatosi perci a Madrid vi mor a'28 dicembre e fu sepolto all' Escuriale. A* g marzo 1 62 Giovanni Eustachio di rj'cstcrnacli, ^rau coinmeod.itore del baliaggio di Eranconia,fu elelto gran maestro per la singolare riputazione che godeva, avendo impiegato la
1

ti

rono, per essere stato l'arciduca due volte battuto e fatto prigione, ci

sua vita
in

al servizio di

casa d'Austria, cos


dif-

che

lo co-

guerra come nelle negoziazioni pi


IMor nel

strinse a rinunziare a'ie sue pretensioni


sulla

ficili.

1627 d'82

anni,

compianFerdi-

corona polacca,

e Sisto

s'impegn

to d.dl'ordine e dall' ira[)eratore

))er f.ngli

ricuperare la libert. IMorlo Conel iSg") a Cronveiseoibur-

benhausen

go, ov'erasi ritirato, e sepolto nella chiesa dell'orilinedi tal citt, l'arciduca
si

ed ebbe sepoltura in IMiMgenihcim. 11 gran commendatore del baliaggio d'Alsaia Gio. Gaspare di Sladion
II, gli

nando

tro-

successe, somigliandolo nella virt e

\o

in possesso della dignil di

gran mae-

stro. Eletto genei'.de in

ratore fratello, egli

capo dall impecombatt con meno


ogG:

fortuna che ingegno, essendo stalo sbaraglialo a Rcre-le da'turchi nel


1

00

cavalieri
ti

e4oo uomini
1

a cavallo

mantenului nel-

dall'ordine,

combatterono con
che

i6>9 egli col capitolo nominarono coadiutore l'arciduca Leopoldo Guglielmo d'Austria figlio di Ferdinando II, il (juale giovane principe posto dall'imperatore Ferdinando Ili suo fiatello a capo d' un' armata contro gli svedesi, lo fece accompagnare daStadioii,
nell'ingegno. Nel
Ja cui

l'esercito imperiale.

catubiamenli proaltri

destrezza militare era conosciuta.

vati da'ieutonici esigevano

pu-

IMa egli mor d' ajioplessia nel villaggio

re se ne introducessero nel loro governo,

d'Ammeren
il

a'2

novembre i64',

'"di

non essendo pi

numerosi in modo da poter condurre una vita in co Illune, come aveano pi ecedenlemente
i

ca valici

cadavere trasferito a Mergentheim, fu dL'posto nella chiesa del convento de'cappuccini da lui eretta. Leopoldo

avendo

praticalo, per cui Massimiliano nelifoG

abbandonato

rinnov
zioni che

gli

slatuti

con quelle modifica-

armi, riun al'a dignit di gran maestro quelle di vescovo di Pasle

le cii

costanze resero necessarie,

savia, Stiasburgo, llalbersladt,01mulze


liresla via,e

e sono fjue' tnedesiuii in seguilo osser-

govern Paesi Bassi dal 1 G47


i

T
nrile

il

U
die tenne
n'
i

nUG'')C. Nel ta[iitolu

7 a-

L egiediMunstcr.preposto d'Elwangcii,
vescovo di
lettore di

nominalo suo coadiulore l'ai-ciducii nipote Curio (jitiscfiric cU Austri/i figlio dell' inipcialore Feidinando HI, e n)on a Vienna il 20 del successivo
1G62,
fu

Worms

coadiutore dell'e1

Magonza

a'[)iiini del

C)()\.

Eb-

be qualche voce

in sui;

favore pel vesco-

iiovenihre. Osserva

il

p.

IIeIyot,che

l'or-

sepolto in Dusseldorf A'

vato di Liegi, mori a'4 maggio 169 4 e fu 3 luglio gli fu


1

dine pel uianleniuiento delle lene e delle

sostituitoli fratello Franci'sro A,/^'/ conte

couimende ch'eiangli testate, non solamente procurava con prudente condotta

Palatino e vescovo di Bresla via, sucnella sede di

cedendo pure
la

Worms e
i

nel-

conservarsi nell'amicizia de'princi[)i e

piepositura d'Elwangen.NcI
111

70

pio

signori nelle quali esistevano, ed in quelle

clamato Federico

elettore di BiMiide-

de're e pruicipi vicini,

ma

era solleci[)erso-

to di

promuovere

gran maestri

naggi dicasesovrane.il gran maestro Carlo

Giuseppe era ancor minorenne quanallo zio, pei cui


l'oi

buigo re di Prussia aKcjuigsberg, il gran maestro prolcstcontid tal [)romidga7.iodiritti dell'ordine su ne, reclamando quello stato. Egli venne in ci f ivorito da
i

do successe
Gio'i'niiii

dine scelse

Papa Clemente XI,


il

il

quale riproviindo
versi brevi all'imagli altri princiil

Cfispaic

d' jlinpriiii^cii

comad

titolo

assunto a pregiudizio deirordiscrisse


ili

mendatore

del baliaggio d' Austria,

ne teutonico,
pali Sovrani,

amministratole deiruU'icio, finche avesse raggiunto l'et maggiore, alla quale uou
pervenne, essendo mancato in Vienna a' A 27 gennaio 664- '20 marzo gli fu sosti1

peraloie Leopoldo

I,

ed

per indurli a ricusare

ti-

tolo regio a Federico,

ma

di lui eccita-

tuito l'amministratore d'Auipringen,indi

menti restarono senza effetto, quanto Icneigiche pratichcdelgran maestro. Questi

Clemente IX
p.
Il

culla bolla

Ad

Fdslorale,
t.6,ipav. 6,

a'5 novembre

710

fu creato coadiu-

de'9 giugno 16G8, Bull. Poni.

tore dell'arcivescovo elettore di Magoiiza,

264, conferm

privilegi dc-H'urdini'.
in-

edivenuto poi a'20 febbiaioi 7 G ar1

gran maestro ad esempio del Pa[)a

civescovo ed elettore

di

Tieveri, rinunvi

vi soccorsi a'venc7aii:,gi da lungo tem-

allora alla carica di governatore della Slesia, eh' egli te del

po

assediati da' turchi in Candia, e nel


fu cicalo vicer
di Slesia.

avea esercitata dopo


istauya del

la

mor-

iGrS

d'Ungheria, e poi

gran maestro d'Am[)iingpn. Papa


a\

governatore

Anche Innocenzo

Innocenzo XllI

cardinal

XI

volle riconoscere e confiTiiiare le prei

Schoebron commendatore dell'ordine


teutonico e ministro del gran maestrOjColla

rogative e
(n,c()I
l'iS

privilegi dell'ordine leutoni-

disposto della bulla Mllitaiils.i\{t\1

bolla Iiiscrutdhili.
t.i I,

de'24

luglio

7?-

gennaio

(17 7,

Bull. Barn. 1.8,


si

p.

1.

Btdl. Boni,

par. 2, p. 226, conferi

^'el

1G79

il

gran maestro

elesse coa-

all'ordine tutti

suoi antichi privileIn-

<liuIore J.id^i
glio di

Aidnido conte Palatino, fiFilippo Guglielmo duca di Neua Bieslavia


ii'()

gi concessi

da 'Pontefici predecessori.
Uiliftrnlix. de' io

di colla bolla

novemla

buigo, e tes di vivere


la

bre, Biil. cit. p.


di
s.

228, conferm

bolla

llembre!684, venendo tumulalo


denthal nella Slesia. Luigi Antonio
la

nel-

Pio

del
i

'Q'^,

colla quale veniva-

chiesa del convento dell'ordine a Fi en


nel-

no esentali cavalieri dalle gabelle, derime ed imposizioni reali e personali. Gi?i


il

coadiuloria

pili

volle

si

ilislinse all.i le-

p. Ilelyot

avea pubblicato

la

bella Sto-

sta

de'cavalieii leulonici, e nell'assedio

ru drilli ordini Vilii^ioyi e


la

nii!i,',n-:, nel-

di

Vienna

fatto da'iurchi.

Quoto

prin-

quale egli dice che allora l'ordine teu1

cipe,

abbracciata la vita ecclesiastica, divenne abbate comnundatai iodi Fecau'p


in

tonico non avea che 2 provincie, cio di


Alsazia,

Torgogna, Ausilia, Coblcnlz ed


si

Normandia, canonico

di

Colonia, di

Ealeijloquali aucoia

chiamavano

del-

96
vincie

TEU
pr-

TEU
concluso un accordo, pel quale
nel suo sialo, e
il

la giurisdizione di Prussia-, le altre

il

re ahoPi
siali

essendo quelle di Gerniania, cio

gran maestro negli

di Francia, Assia, Bissen, Weslfalia,

Lo-

dell'ordine

immediatamente

soggetti al-

rena, Tiuingia, Sassonia ed Utrecht,

ma

l'impero,

il

diritto del principe sulla suc-

che di lulloci che l'ordine possedeva nell'ult ima,n erano pacnv no padroni sii olandesi. Ci
scuna provincia avea
le

cessione degli stranieri, chiama lo albinag-

gio e di cui parlai a Testamento, a favore de'rispetlivi loro sudditi. iMor a'4 luglio

sue

commende

particolari, delle quali era crealo

mendatore provinciale

il

comcommendatore
Germania, coa

1780

nel castello di

Terwuren,

e fu

sepolto in s.Gudula diBrusselles. Ai suc-~

pi antico. Esse erano tutte insieme soggette al gran maestro di

me

a loro capo, ed
lui

erano tenute

rende-

re a

ubbidienza. Questi 12
il

commencapitolo,
il

datori provinciali formavano

quando erano convocati aveano


il

di-

VI il hvevePraeclarac rei;iae,e 5 settembre, Bull. Rom. cent. l. 6,p. 289: Lululluni non emittendiprofessioneni reguiarem^ ac vota solemna per alias niagnos militiac B. Mariac Firginis Theutonicocessore Massimiliano indirizz Fio

gian maestro, il quale godeva 20,000 scudi d'annua rendita per mantenersi decorosamente. Finalmente il gian maestro Francesco a'^f) gennaio
ritto d'eleggere

rum

eniitti

consueta, et nkilominus ju-

rhus, privilegiis, et indultis uti

magno
IVIassi-

magstro militiae praefatac competentihus uti, etfruipossit, et valeat.


luiliano entr in possesso del magistero
e della gran signoria dell'ordine

1729
o

fu eletto arcivescovo ed elettole di

IVIagonza, e mori a Breslavia nel


nell'aprilei

marzo

a'2^ ot-

732. A' 12 luglio fu eletto in successore Clemente Angusto Maria d Baviera, e\c\.tove e arcivescovo di Colonia^onsagratodaBeuedettoXIIl inViteibo, vescovo di INIunster e Paderbona, d'Hildesheim e d'Osnabruck. Questi reclam a'duitti dell'ordine sulla Curlanclia,allorch morto Ferdinando ultimo discendente di Gol tardo Kettler, Carlo Cri stierno duca di Sassonia fu investilo di

tobre a Mergentheim, e a'29 dicembre

1781

il

conte Kaunitz-Rillberg cavalie-

re dell'ordine e ministro plenipotenziario di Massimiliano,

ricev a

come gran maestro, nome di esso dall'imperatore Giu-

seppe

Il l'investitura de'feudi immediatamente soggetti all'impero. Massimilia-

no

scelto a coadiutore dell'elettore arci-

vescovo di Colonia e del vescovo di Munsler nel

tal

ducato.

INIoi a'4.

febbraio 1761 nel


e fu sepolto
ncl'a

due dignit

1780, pervenne al possesso delle a' 5 aprilei 784- ^ T^^^^t'e1

castello d'Ehrenbreilstein, residenza dell'

poca l'ordine formavasi de' seguenti ii


Laliaggi. Alsazia
e

elettore di Tievei
di

i,

Borgogna, Austria,

metropolitana

Colonia. A'3 maggio fu

Coblentz, Etscho Tiralo, Franconia, Assia.

creato in Mergentheim cavaliere teutonico Carlo Alessandro di


lello

Paesi-Bassi denominato del vecchio

Lorena
I,

fia-

g^7/^ro,Weslfidia,Turingia, Lorena, Sassonia;


i

dell'imperatore Francesco

feld-

dappoich

il

baliaggio d' Utrecht

maresciallo dell'armata imperiale e go\ernatoi e generale de'PaesiBassi austriaci,

era ntera mente

se[)a rato

da irordine,seb-

e nel d seguente fu eletto gran

maeca[)i-

stro.

Avendo

egli

adunalo un gran

bene sino agli ultimi tempi ne avea ritenuto il nomee la forma. Ne'baliaggi d'Assia, di Turingia e di Sassonia erano ammessi
i

tolo dell'ordine aBruxelles, fu a'3 ottobre

celibi protestanti; in tutti gli altri


il

i769elettoa unanimi voti coadiutore l'arciduca suo nipolee fratellodell'imperalo-

era indispensabile

professare

la religio-

ne
ed

cattolica;

come indispensabilmente
il

reGiuseppe li, Massimiliano Francesco Saverio fC Austria. India' 7 aprilei 774


1

cattolici
il

dovevano essere

gran maestro
il

suocoadiiitore.Appartenendo

gran

tra

il

gran tnaestro Carlo e

la

Francia fu

maeslro tra'membri dell'impero

del cir-

TEU
coiodi Fi'nnconia,neI lyg'
si
i

TEU.
suoi possestliiMer-

f)7

consistevano nel

:;ran

mneslrato
in

ormine 180 5. A'26 guenza della guerra


stria, la

di tal

mese, in conse-

tra la

Francia e l'Au

gentheiinoMaiicnthal,

3 leiritoiii im-

pace fu conclusa a Presbuigo, andell'Ungheria, e coll'articodi

mediatamente,
ne
In

e in altri

inediatanienle

tica capitale

dipendenti dall'impero. Massimiliano tensua residenza fieqnentemente a Donna ed a Vienna. Per l'nniune di sue dignit, di poleree di rendite, accrebbe l'in-

lo 12. fu dichiai-ato la dignit

gran

inaestrodell'ordine teutonico passare nella

casa imperiale d' Austria, ereditaria e

per investirne uno de'suoi arciduchi. Negli stati della

flnenza di sua casa d'Austiia

nei^li all'ari
i

confederazione del Pieno,

dell'iinpero germanico. Allorch


cesi nel
1

fran-

Napoleone

imperatore de'francesi, con


al re-

7g4 s'impadronirono
Vienna, e mor

del suo e-

decreto de'24aprile 1809, soppresse l'or-

lelloralo.egli ripar a Mergentheini, indi


si

dine teutonico, Mergentheim tocc

ritir a

a Ilel7,end<jrf

gno
torii

di

Wiirlemberg,

tutti gli altri terri-

presso quella cill, a'26 luglio 1801. Per


la

diventarono retaggio de'principi delstati in cui


si

pace di Luneville,de'g febbraio! 80


di

r,

la

confederazione negli
si

tro-

egli

avea veduto l'ordine teutonico peri

vavano, e questi

obbligarono ad asse-

dere

Icrrilorii

Coblentz, d' Alten-

biesen, di Lorena, ed
li

dell'Alsazia e della

una parte di quelBorgogna. In vece


i

che

gnare pensioni a quelli tra' loro sudditi in qualit di Qembri dell'oriline era-

no

stati in

possesso de'beni dell'ordine

me-

gli'si

dierono per compenso


i

capitoli, le

desimo. Anche l'Austria riconobbe questedisposizioni, con l'articolo 4-della pace di

abbazie e
la

conventi del Vorarlberg nellutti


i

Svevia Austriaca, e in generale

Vienna

de'

4 ottobre

Soc), per ri-

conventi ancora disponibili delle diocesi

spetto a'beni dell'ordine situati fuori del-

d'Augusta
via,

e di Costanza della stessa Svedi Brisgovia.

l'impero austriaco.l beni dell'ordine posti


in Sassonia

tranne quelli

A Massip.

furono nel 8ettembrei8i ulal

miliano, e

come notai
dell'
il

nel voi.

XXIX,

re Federico

Augusto impiegati
alle universit di
ai collegi di

a stabilire

186, dal capitolo


successore

ordine fu

ilaio in

un assegno

Lipsia e di
Pforta, di
i

celebre arciduca

Carlo Lui1

Vittemberga, ed

gi d'Austria fratello

dell'imperatore
[

Francesco

II,

il

quale a'i4 ottobre 80

MisniaediGrimma. A' 18 maggio 18 t si convennea IMergenlheim, tra le corti che


aveano interesse sugli antichi possedimenti dell'ordine teutonico, quanto occorreva per regolarne gl'inleressi relativi all'ordine: esse

approv r elezione del capitolo. Tra' 3


stali ecclesiastici di

Germania
la

cui

il

decre-

to deli

8o3 prolung
in

durala, fu com-

preso quello del gran maestro dell'ordi-

furono Baviera, Wiirlemil

ne teutonico,

considerazione de'servi-

berg, Baden, Assia, Nassau, e

grandu-

gi militari resi da' cavalieri.

L'arciduca

cato di Francfort.

Il

congresso di Vienna

Carlo rinunzi il magistero a'3o giugno 8o4) e fu poi governatore e capitano geI

con

l'articolo

5i,e mediante protocollo


5, fallo da'plenipoteu-

de' IO
ziarii
sia

giugno 181

nerale del regno di Boemia, feld-maresciallo

d'Austria, Russia, Inghdterra, Prusle analoghe 5 giugno furono

dell'impero austriaco; combatt


voi.

e Francia, chiar e (iss


le

valorosamente contro Napoleone I,e u)0-

convenzioni,

quali a'

nel

1847, come narrai nel

LV,

p.

argomento
teste

di particolare Iraltalo tra tali

63. A' 3o dello stesso giugno i8o4 divenne gran maestro il fratello del precedente, l'arciduca Aiitoiio P itlorio d' Austrie, poi vicer del

potenze. Indi Pio VII emise quelle pro-

che riportai a Germania, contro


beni ecclesiastici di
di quelli

le

disposizioni prese nel congresso di Vien-

regno Lombardoa'

na, su lutti
nia,

Germapure gi

Veneto. Quindi Badeu s'impossess de'beIli

ed

in

conseguenza
ali'

dell'ordine nel suo territorio,

3 di-

appartenuti

ordine teutonico. L'As-

VOL ixxv.

.,S

T E U
poi con ortliiie deli

TE
de'ciltadiiii,

sia elelloiaIe(1i(!ii;u-n
i

lissinie foltezze e castelli. Con savia legis-

rS ollobre 8 6, dio eli tlirilto essa siicccdcvanl rrdiAVcslfalia ne'hcni (ciroi<liiicrh'eiaiio leccali a quest'ultimo.
jilria

lazione assiemarono lo stato tianquillo

svincolarono l'industria e aconoscitila. Cir-

L'Aula

prirono un fiorente commercio in paesi

possiede con

dii ilio

sovrano

casa

ove

la

moneta era appena


i

dell'ordine leiilonico a Fiancfoit sul [Meno,

condati per

teutonici d'ogni parte da

come pure

tlominii,

le
11

rendite e

pri-

potenti e bellicose nazioni, invece di poter

gran maesiio gode le rendite delle posses>ionidi Franevilegi clie

ne dipendono.

godere pacificamente

il

frullo di loro

fori, delle signorie di

Soppau

e Ratscli,

(Ine

dominii dell'ordine nella Slesia prns

furono quasi sempre obbligali a stare colle armi in mano, comb.iltendo per molti secolijOra contro [lolacclii, ora
fitiche,
i

siana.
nel
I

Per morte dell'arciduca .\nlonio,


fu fatto
I'

contro

lituani, ed ora
la

contro

russi,

che

836

gian maestro dell'ordil/r/v,v?-

invidiandone

gloria, ne vagheggiavai

ne teutonico
^fodcin e
clic

odieiiio arciduca

iinlinnn Giuscpjn' d' .lustri.'! de'duchi di


7.0

del regnante

Francesco V,
nel

riabbracci in

Modena

fcbliraio

no con cupidigia dominii. Il coraggio dell'inclita nazionegcrmanica non i mostr forse mai come in questo illustre ordine con maggior forza ed energia; e la
descrizione de!
le

i85i. Non solamente l'ordine teutonico


esiste nell'impero d'Ausli ia co'suoi beni,

guerre chebbe

a soste-

nere giustifica pienamente l'epigrafe che

ma
11

senza relazione con esso esiste

pure

nno

de' suoi storici gli applic: Similis


Oju-rilni.';

nel territoriod'Utrecht e ne'Paesi Bassi.

facliis est leoni in

suis, ci sicnt

nobilissimo, sovrano e celebre ordine

catuliix Iconis ntgicns invciiatioiic. Fi-

teutonico, fondalo dallo spirilo di carila,


di virt e fralernil, di
si

nalcnenle l'ordine teutonico giunse

all'a-

obblig con volo


invasori di Ter-

pice della sua gloria e potenza, ed allora

combattere
1

grinft;fleli

ra santa.

suoi cavalieii furono a

un tem-

po umili serventi negli ospedali, e inliepidi guerrieri in campo. Divisero cogli al tri celebri ordmi gerosolimilanoe de'teraplari
le

appunto fu, che secondo il consueto antlamcnto delle cose umane, cominci esso u declinare; solili rapidamente disgrazie e perdile, quante priuia erano state le sue
fortune e conipiiste, finch gli sforzi di quelli che aveano congiurato alla sua distruzione, il tradimento e l'eresia gli dierono l'ultimo crollo. Tuttavia si conserva l'ordine ne'suoi pochi decorosi avanzi,

prodezze,

la

gloria e
i

pericoli ne'

rombattimenti.Cliiamati

teutonici a fre-

gare
le

le

invasioni eie stragi die gl'idolatri

prussiani

commettevano
bagnando
la

in

Polonia e nel-

contrade circoslanli, col valore loro


Prussia del san-

e se gii sfugg di

mano
di

lo scettro, le

Irionfarono,

sue onorate e invitte insegne decorano

gue loro, finch la sollomisero. Nel medesimo modo s'insignorirono di Livonia


e di altre provincie, e tulle
le

ancora

distinti

nomi
i

Germania. Ma

del-

le glorie e fasti

dell'ordine teutonico me-

loro con-

glio trattarono

seguenti scriltori. Uai-

quiste furono seguite da


gi
li,

immensi vantag-

iiiondo Duellio, llislorin ord. equilum

che ne derivarono a'popoli conquistaoltre il prezioso lume (Iella conoscenpii dolci

Tlii'ulonicorum iiospilalis

s.

Marine V.
i

J/irro.soliiii(aii,'\'\tnnaekui,\v\ne

727.
t.

za del vero Dio. Dessi furono che fecero

Jiicertiautoris Cliroiiicon equeslri.s ord.

per lai. "volta conoscere

costu-

Tliculnnici
Jiialert.

ex

rnss.

Trajectcmm

mi

ne' pij orridi climi, che distrussero

feteris nevi Ant. Matthaci,


L'Ili-

templi fumanti di sangue umano, ed ove prima non eranvi che umili e poche ca-

llagae Comitiim 1738. Essai sur


s taire

panne, fecero sorgere magnificile

citt,

alcune delle quali ancora floride, muni-

de Vordre Teutonirjue pariinchc' valier de Vordre, Paris 780). Statata et yleta jnddica varia ord. Theutoniei
1

T E U
///

TE V

<)9
I

Joh. Crist. Lunigs Continuat. Speci(,ccl.


1.
1

.p. 356, et in Conti/1, f. 2, p. 3 8. Pietro Dusbourg, Clironicon Priis/,.rr.


I

v/V?(%

colle ]Votc

e le Dissertazioni di

cono che il Tevere fu padredi Oeno,ch'egli ebbe da INIanto, e che edific la citt di Dlantova, cos chiamata dal nomedella propria madre profetessa d'Italia, che
altri

Ilarlknoch. Enrico L. Schmvfleiscb, //zstoria Ensiferorwn


.

mitologi confondonocull'antica

Man
j

ordiiii.s

Tlieutonici

to figlia di Tiresia e

Livonoriim HeS'faeJIistoire de l'Empire t. 2. Fa vili, Thiilre dlionneur et de cJwi'alerie t. ?,, e pei" non dire di altri,
gl'istorici degli ordini militari e religiosi.

me

il

proprio padre.

gran profete<sa covSi vuole che Mansuo

tomadredi Oeno sposTiberinored'Alba, che per aver dato


il

nome

al fiu.'

me,

si

disse

moglie
la

di questo. L'iconolo-

TEUZZONE oTEUTO^E,C^/Y///^.7^^ Prete del


titolo de'ss. Gio. e

gi Io personific sui

monumenti

e sulle

Paolo di

medaglie, sotto

figura d'un vegliardo


di fiori e di fruiti,

Urbano
n
dal
i

11 del

io88,col qualesi trov nel-

maestoso coronato
tate
gli

ed

le Gailie,

allorquando quel Papa esami-

Bucod'alloro simbolodelle vittorieripor*

privilegi della cbiesa di

Toins, ed apad una bolla

pose
nel

neh 096

il

suo

nome
la

daromani, e semisdraiato. Tiene eun cornucopio per denotare la fertidel paese e delle terre che bagna:
fregia la cima,
il

medesimo emanata
I

in Poitiers; indi

lit

IDI sottoscrisse
Troia.

bolla da Pasquale

vomere che ne
non giova

mostra che
in
|

spedita in

Monte Cassino

a favore del-

la fertilit

del suolo senza la-

la chiesa di

gricoltura. Gli fu dato

un remo per

TEVERE,
Fiume famoso

Tibris, Tyberis, Tiheri.<f.


nella

dicare eh' egli navigabile e favorevole


ni

romana
i

storia e di

commercio.
la

Si

appoggia ad una lupa,


i

cui tanto favoleggiarono

poeti,

che badecanfiu-

presso
e

quale stanno

gemelli

Romolo

'.

gna e divide Roina

(T'.), la

quale chiail

R^emo ancor bambini,

poi fondatori di

mata regina
talo

dei

mondo,

perci
fu

Roma,
sito

per ricordarecheesposti sulle sue


j

Tevere da pi storici
e

chiamato

me
re

reale, e da'pceti enfaticamente, Teve-

ripe,mentieeranoalquantoiuondate, nel che oggi si appella Velabro, furono


da quella
fiera

Fiume de' Regi

He

de' Fiumi, per esil

sagra a Marte lor geni


del sembiante

sersi eziandio

veduto pi volte

suo

al-

tore allattati.

La maest
il

\eo o

letto carico delle pi nobili e ricche

fa conoscere, ch'egli

Padre Teno,
il

spoglie delie vinte nazioni, e

and super-

come

lo

chiam

Virgilio; ch'egli

fiu

bo per

la

sua profondit di ricevere sul


di navi,

me

trionfale che irriga la capitale del Infatuali


i

suo dorso ogni sorta


cia,

ricco di acque, co'capolavori della


i

comech pi Gre-

mondo, ralma Roma.


tori delle sue glorie e

viaggia-

rinomanza, resta(cio se lo
gli
si fa

giganteschi Obelischi (P.) eW'E-

no
la

in

vederlo diverso in pio[)orzione dai


sen
1

gitto.

Colonne, Pietre, marmi e bronzi preziosi per natura e Scultura (V-). Il


colle sue
i

fama che ne corre

za esaminarlo),

come

antichi re>;taro-

Tevere

non arginate acque

so-

stenne, oltre

legni de'primire di

Roma,

de,

molte prue partennero

molte piccole navi che apsuccessiva

alla

repubblica

no sorpresi in vedere Alessandroil Gran nomine magnus, corpore prirvns. Il fiume dagli antichissimi abitatori d'Italia fii appellalo Albula (a Tivoii tratto delle

trasport molli imperatori, trasse a Ro-

acque omonime)

in origine, dal colo

ma

le

ambascerie
i

di tutti

principi e po-

re biancastro tendenle al ceruleo che

ha

poli, spinse

legni barbari e stranieri, e


il

presso R.ooja,

quando non venga

intorbi-

fu nell'epoca

la pi famosa per boma, fiume pi frequentato e il pi ricco


,

dato dalle pioggie


mescolate.

e dalle cretose argille

il

Ma

allorch le pioggie Io gonle

pi augusto e
gli

il

pi sospiralo eziandiodearrivi.
1

fiano primieramente
in rossastre e

accpie cambiaiisi

avvicinamenti ed

mitologi di-

quindi

in gialle,

donde

de-

00

T E V
comunemente datogli ili /7<^/'/n/?r^o

TE V
chiaDiano
talia,
il

jiv l'epitelo
\'i!s

monleFumaioIo).Questogio-

dagli nnliclii, e di

da'inodcrin Ti/cri.^,

ni.

Di Albula canihi

il

nome

donde noi abbiamo fallo Tcvitc, secondo la tradizione pi comune, dopoch Tilt rio o TU crino re d'Alba Longa vi rimase annegato altre leggende antiche
;

go altissimo posto quasi a ceiitrodell'lpoich di l ad occhio nudo scorgonsi ambedue mari, che fiancheggiano la bella penisola. A levante di questo monte, che presenta un ciicnilo d'oltre 5o miglia, ameuissimo per l'abbondani

per derivavano l'climologia

di (jueslo

no-

za e freschezza de'pascoli, e per la sua vi-

me
di
culi,

posteriore, da

Tl)liris personaggio
della schiatta de'si-

gorosa vegetazione, trovansi

le

sorgenti del
in

forme gigantesche
da
(iglio di

Tevere.Propiianenteesfo nasce

3 fon-

\'irgilio chianati sicani; altre

Ty'cri
vi

Giano

e di

da Camesone,che

tane diviso nella macchia delle Balze, podesteria di Veighereto e diocesi di Sar.sina. Vato

rimase spento; altre tlnahnente da Dco


lt'lii

>i(!>ri

re de'veienti. T. Livio e
di

volume

delle sue

appena questo fiume, Tiene il acque aumentato dalla


e

Dionigi d'Alicarnasso tentano

smentire

derivazione de'vicini ruscelli,

quindi

ri-

che

il

fiume ritenesse

il

nome

di Tiberi-

no

re degli albani

dopo che

vi

perde

la

cevendo sempre nuovi accrescimenti scende lungo cordini di J'ov(v/7?<7. tra versando
i

vila,sostenendochegi l'AlbulaaveacamI)iato in

Tevere

la

sua denominazione a-

impetuosamente la Valle Tiberina, e dell'^ iiihria, dove entra negli stati romani,
presso /^or^'-o
di le valli
s.

vanti l'esistenza d'Alba


re. Altri

Longa

e de'suoi

Sepolcro. Innalllale quin-

con pi probabilit credono con Virgilio, che da Tliyhris o Tiberino, che


dicesi re degli etruschi, e dalle piraterie

dell'Umbria, Citt di Ca-^tel-

lo.Pcntgi/t, dove da varie e molte acque

ed

in particolare del

Chiagio notabilmenil

che vi commetteva, assumesse il 2. nome che gli crestato. Di questa opinione l'Ai veri, dicendo che il fiume si chiam Teveje da un re di Toscana di tal nome, che infestando con varie incursioni il Lazio,
fu ucciso alle sue rive;n tace la tradizio-

te ingrossalo,
rilorii di

stende rapido

corso pe'ter-

Todi e di Orvieto. Quindi accogliendo non lungi da Baschi la Paglia, e


da Oi-te presioOtricoIi
le e del
la

iXera (della

quasue

Velino

trattai a Rieti e
il

Terni,
le

con nozioni interessanti

Tevere e
(nel

ne che

lo

vuole denominato da Tiberino

antiche inondazioni), e dividendo dai

Paqua-

re degli albani che rest

sommerso neh' Al-

trimonio r L/nhri(i

e la

Salina

bula. Servio riferisce che questo fiume


ne'rituali designavasi col

learticolo descrivendo pure la citt di

Mail

nome

di

Serra,

gliano, dissi che a questa anticamente

sega, dal rodere che faceva le ripe, e nella lingua


Jiou

comune del Lazio primi ti vo,/iula stessa

per

ragione. Deriva

la

sor-

gente del Tevere in quella parte dell'A-

pennino,
il

di

dove

la

trae ancora

1'

Arno,

Montonee altri fiumi minori. Le sue scaturigini si riconoscono nelle montagne


deirAlverniainToscana,che formano parte della catena Apennina, e quella particolarmente da dove cominciano a mostrarsi le sue acque dicesi di Fallerona nel

Tevere servuli porto, ed ivi parlai del suo propinquo corso e del l'onte Felice sotto il quale scorre in nuovo alveo), viene incontrato presso Ponte Salaro dal Teverone (o Aniene,di cui ragionai a Suciaco e Tivoli). Il Tevere, tra il Patrimonio q\\ Z/^/z/o, torbido e gonfio, entra maestoso a dividere lioma dal nord al sud, e quindi scorrendo per l'Agro Piomano (di cui a Roma), do[)0 il suo continuo giro
tortuoso (dice
il

Pascoli, di ben

4oo mi-

Casentmo (Calmdri dice che il Teverecomincia da una fonte dell' A pennino nel monte Coronaro, all' opposto della qual fonte altra d principio all' Arno: altri

glia, col ricco tributo

d'8o

e pi fiumi; m'i

comunemente
ca 7.70 miglia

si
il

ritiene ascendere a cir-

suo corso, formato dal

tributo di

40

fiunii,

come

dichiara l'Alve-

TE
l

V
ria,
in
il

TEV
a Por-

10.

nella

Roma in ogni statoja^^hin^e Padue rami diviso con l'uno


Ostia va a morite nel Tir-

rivo di Licenza, la Fara, l'Imella

scoli, in

to, coU'allro a

reno, cio in quella parte del Mediterraleo

chiamata Marc Tirreno, e perci

il

fjuuie fu pur detto Tyrrcuiis Ti/>cj-,[ev


jjifluire nel quale e per la sua derivazioe veime anche chiamato Toscano, Tuscimi), va a scaricarsi nel Mediterraneo

Sabina, il rivo della i^Lirrana in Roma, e la IMagliana al di sotto della citt. Di quasi tutti tali fiumi e rivi parlai descrivendo luoghi che bagnano e scorrono. L'alveo navigabile del Tevere si divide in due tronchi, superiore e inferiore, il superiore quello che da Ponte Fei

lice,

presso Otricoli (di cui riparlai a Spo-

ad Ostia

e pel canale di Fiumicino, divi-

dendosi a Capo due Piami poco prima di


giungervi.
stra del
il

leto e Terni), giunge a Ripa Grande. Il tronco inferiore quello che correda detta Piipaalla foce di
to.

La parte piana

sulla ripa de-

Fiumicino, presso/'o/',

fiume fra'Colli del Gianicoio ed Tevere anticamente costituiva princila

Nell'articolo

Ostia

gi citt celebre

e antichissima, e ora vescovato suburbicario, con

palmente
col Boti

regione di Pioma designata


restringeva a questo trat-

nome di Transtihcriinjnome per che


sempre
si

rientale del
te

Saline (J\), pi esso la foce oTevere in un angolo, distan-

to, tna

]a

che alle volte indicava in genere contrada sulla riva destra del Tevere,
distatiza

anche ad una
,

considerabile da

da Piomai5 miglia e quasi 3 dal litomare Mediterraneo, ed ivi detto Tirreno, dichiarai che l'edific Anco Marzio dopo aver esteso limiti del
rale odierno del
i

Roma come pu

vedersi in Tito Livio

dominio romano sino

al

mare. Che per

nel lib. 8,c. i4- Della regione di Trasteve-

essere la citt in ore Tihcris, fu detta


stia e Ostia Tiberina,
(\Via%\

O-

re ragionala Chiese di

Roma, Mura

di Pio-

porta, foce,

ma, PoBTE

DI Roma, Ponti di Pioma, FonRoma, Pxioni di Roma, Strade di RoMA,ec. ec. Dice il march. Melchiorri,

tane

di

bocca o apertura della navigazione del Tevere; per ignorarsi se gi il Tevere a-

\ea
oggi

due rami
si

di alveo, pc'quali

anche

nella

Guida di Roma,

il

quale come Pliil

nio bene scrisse del Tevere, che

corsi-

so tortuoso del Tevere dalla sorgente

formando l'Isola sagra di Porto. Che il ramo destro fu per lungo tempo il meno praticato, finscarica nel mare,

no

al

confine dello stato papale viene cal-

colato a circa miglia 5i (leghe 17); di l sino a Roma 224 miglia (leghe 73); da

ch r itnperatore Claudio vi fabbric il Porto, che die il nome all'omonima citt.

Che

nel
il

tempo pi antico

il

ramo

si-

Roma
ri

al

mare miglia

2 6(leghe

ciica):

nistro era

pi frequentato, e come pi

totale del suo corso quasi

3oo

miglia pa-

aperto e pi
sto

comodo
i

alle navi; e

per quenel

a leghe 100 di Francia.

Aggiunge che

Enea approd quando venne

La-

Plinio cont

^o

fiumi tributari delle lo-

zio [F.) a stabilire


della potenza

primi fondamenti

ro acque comprese
ti

al
i

Tevere,

ma

osserva, o che vi

romana: non essendo per

piccolissimi rivoli, o che

mole

l'alveo di questo sinistro

ramo troppo

a-

deviarono
li

nell' alto corso. Gli attuali

gevole a transitarsi con navigli di qualche


portala,

egli

divise in
1

due

classi,

maggiori

mi-

Anco Marzio
bocca

vi

fabbric l'amcio serv per

nori.

tiaggiori

fiumi che confluiscono


la

pio porto o rada e

la citt,

nel

Tevere sono:
il

Nera,

il

Velino, l'A-

nieiie,
il

Chiasio,

la

Paglia, le
si

Clitunno. Fra'minori
Soara,
il

Chiane ed annoverano:
il

quale chiudeva e otluravacolle arenedel mare, n il Tevere veniva per questa parla

porto

slessa del fiume, la

non

si

la

Pibico,

il

Nicone,

Nestore,

te a profondarsi e disperdersi iu istagni

r Asiniio, la Fratta, la Carpina verso la Toscana, il Topino, il Carignano, la Triglia

e paludi prima di giungere al

mare;

di

nell'Umbria,

il

Farfa,

il

Laia,

la

Fo-

maniera che per mezzod remi vi entravano grosse navi da carico, le altre restan

102
ilo
iiosi>e

TEV
vi

TE
domipi
iiitvi
il

nel sicuro porlo quiintuiique


il

\tnlo occidentale, peile

Mg.' Nicolai, Della basiUra di i. Paolo, avverte che le terre poste tra la chiesa u
(lume, non sono di\ise dal piccolo Aiil

glandi erano obblii;atc leneiMin alloiua)e,

essendo riempila

la

bocca. Tale senallo scavolle,


ri-

mone,

io fu spesso di

grave incomodo
in

a scaricarsi nel

quale traversa l'attuale via e va Tevere verso Pioma. Se

lito del

Tevere
le

modo, che molle

l'aulica Ostia ricev ih. "suo deteriora-

econdo alcuni, pi odusse inondazioni e


stagni,
[)er

onde

navi doveansi alleggerire

mento all'apertura del Porto di Claudio, la moderna Ostia cadde in abbandono pel
riaprimenlo della foce deslra del Tevere,
ossia
lo

entrare nella foce, tirandosi fino allo-

ma
del

per C)0 stadi. ^ eramenle, e


i

come

poi

lipetei,

il

vento non trattiene leac(|(ie


in

Tevere
ed
il

modo da produrre inondap. Doscovicli

Fiumicino, fitto nel 6 2 da PaoV. Negli ultimi tempi Oslia si rese nuovamente rinouiata |)eg!i ubertosi e imi
i

zioni,

celebre

gesuita

portanti scavi di

monumenti

antichi, in-

tratt con
iiieni.

somma
si

dotlrina di cpieTeno-

trapresi da Pio VI, e principalmente

Cos

aumeiil ilcomododel com-

Pio VII

da non che dal vescovo cardinal

mercio
lo
si

[jcr acqua e forn a Piotna un pormarittimo, precisamente costruendodove il Te\ere scaricava le sue acque

Pacca e da pai licolari. Nel corrente i8ti5 d'ordine del regnante Pa|)a Pio IX, e per cura e spesii del ministero del commercio, lavori pubblici e belle
arli,
si

nel

mare, dal quale ora


ornane
flotte e le

lontano pel suo

ria-

posteriore riliiamento. Ivi a[)piodav;mo


le
I

prirono

doviziosi scavi,

onde rividero
notific
il

la

navi d'Asia, e ne li-

luce altri

monumenti
l'arte.

pregevoli per

l'e-

portai pi esempi;

ma

coli'

andare del
sinistro

rudizione e per
raeiid. Visconti
t, nel

Lo

cooi-

tempo
del

il

tragitto di questo
si

ramo

commissario dell'antichicoi n." dei

incomodo, e la citt di abbandonata. A ripararvi, Claudio fabbric il suddetto Porlo dalla


rese
O.ilia fu (piasi

Tevere

Giornale di Roma, e

3 luglio rese conio delle cose trovale.

Fra

queste sono rimarchevoli un pavimento


di

parte desila, per

la

quale
il

il

viaggio per

musaico

pei fellamente conservalo, ed

Roma

era pi breve, ed

canale di Fiu-

eseguilo con franco e grandioso disegno,

micino, ancora in attivila, onde riparare


all'interramento che ficeva
il

esprimente
co,

in

figure nere sul

campo

bian-

Tevere

al

Nettuno trailo da 4 ippocampi, meuonde. Un'iscrizio-

porto d'Ostia, non polendo pi da esso


le

tre tranquillo scorre le

navi cariche di viveri piogreili'C per


eslia.^ali

ne, tra le altre, ricorda Vitellioche nella

lai

lloma, che liduia perci pat CUI quindi quanto romani ed


i

colonia ostiense esercit l'onore quin-

Papi

fe-

quennalizio.

fra'

marchi
il

delle figuline

cero a vantaggio d'Ostia e del suo porto e foce.


gi

singolare per rarit

bollo dell'oflci-

Notai

l*api e altri

personag-

na,clie ricorda L. Emilio Giuliano sacer-

che pel porto d'Ostia a[)prodaroni) ui RoDia o viceversa da questa veleggiaroIl

dote del Sole e della Luna,

di

che forse
il

da stabilirne

in

Ostia

il

culto e

tempio.

no nel mare.
l'aolo, ne'

Tevere passando
.)

assai vis.

Tutto questo
ti

e gli altri

importanti ogget-

ino al Tc/ifio (/

della basilica di

rinvenuti, fanno ragionevolmente spe-

tempi di mezzo form presso di esso una specie di canale e poi lo, dove appiodavano da Ostia que'cheperla
via
ili

rare ulteriori scoperte.

Leggo
il

poi nel n.

234 di detto Gioriudr, che IX l'i ollubreiSS'T si rec ad


I

Pa|)a Pio

Ostia,

ri-

mare lecavansi

in

Roma, e

ne par-

cevuto nella chiesa di

s.

Aurea dal
prelati

vesco-

tivano qiie'che passavano in Ostia egual-

vo cardinal .Alacchi,
iielli

e da'cardinali

Anto-

mente per navigare


portico, ed
il

nel mare; e l'antica

e Ivoberti,

non che da'

Merla

via Osliense pa:,sava fra la Ijasilica e

suo

lel

ministro dell' interno e Milesi mini-

Tcveie, radenJoue

la riva.

stro de'luvori pubblici.

D;jpo ricevuta

TE
Ijciietlizione col

V
minare
slia

TEV
sulla foce del
il

loJ

Santissimo, pass ad oraili

Tevere, donde O-

le nella cappella

s.

Mutiica

madre

del

prese

yrau doltore
lire

s.

Agostino, per cui da quel


il

uieiile per le

luoi;o sagro trasse

Papa argomento per

inoltre

si

nome, e perch servi va egualdue sponde del fiume. Che denomin Porto Romano di
,

brevi, ma affettuose parole agli alun-

Roma e

de Romani, per

la

sua celebrit

ni del Seminario Pio, che da Fiumicino eransi recati ad ossequiarlo. Nell'epi-

scopio osserv

le

sculture e le iscrizioni

antiche, de'mariui scoperti negli scavi fatti

e quale I. "ingresso del Mediterraneo alla gran metropoli del mondo, Porto f//C/rfdio, Porto d'Augusto, Porto di Traiano, e Porto del Tevere siccome eretto nel
-

in passalo, e in quelli gi ricordati e

da

la

sua riva presso


il

la foce.

Che Traiano
>i

lui ordinati,

]*ass <|uindi a osservare


falli
li

con piena sua soddisfazione. restauri da lui


i

apr^i

canale fra Porto e Ostia, omle


l'Isola sagra, ricinla

form
ci

da due brac-

nella Rucca, destinata

pe'condannain

a' lavori

pubblici,
in

onde
il

buona

sta-

gione adopriuli
tra

opere agricole

e di al-

pubblica
umili

utilit. Ivi
al

couuiend. Vi

il fiume a Capo due Rami, mare. Che cogli avanzi dell'antica citt si form la borgata di Fiumicino, e si riempirono le palizzate che servono a

che forma

e dal

jicunti

Pontefice alcune iscriziosi

regolare

il

corso del fiume.

Che

la

foce

ni

stampati-, che

leggono io vari punti


io

destra del Tevere artificiale,


dosi

della Rocca, insieme a quella incisa

chiamanFiumieino o Porto Canale di Fintrattato della questione, se


il

marmo
da
1

nel

detti

baluardo moggiore,che ricorrcstauri,(piale la riporta il Gioril

naif. Inoltre

prof. Giorgi, ingegnere in


e

capo

di

di esporre al
ti

nella

Comarca, ebbe 1' onore Papa diversi lavori eseguiRocca e quelli che fa continuai

Roma

che Tevere sboccasse sempre nel mare con due foci, ovvero se sboccando originalmente con una, I' altra sia stata aperta dall'arte onde agevolare lo scarico delle ac

niieino. Discorsi inoltre, cogli autori

hanno

re,

riportandone piacevole approvazione.


si

que

nel

mare

ed avere

al

tempo

stesso

Dalla Rocca
tare
il

condusse

il

Papa

a visi-

alveo

pili

regolare e pi adatto alla na-

lirezione del

siunmentovatoscavo, fatto sotto la cominend. Visconti e del


materiali e

vigazione.

Che

il

dotto Fea fu ili.a

ri-

conoscere autore della foceartilicialeTiaiano


,

cav. Guidi ispettore onorario degli scavi,


e vide
i

scavate fosse nel Tevere

le

fece

marmi che ne sono

tratti, e gli

avanzi d'un grandioso sepolvastissima area dell' edifizio,

sboccare in mare, liberando R.oma dal pericolo d'inondazione, e poi fece la fossa e

cro verso l'antica parte della citt. Osserv pure


la

canale esistente di Fiumicino, anche per

agevolare
l'ultima

la

navigazione del fiume.

Che

gi ospedale di Ostia, e

non manc

di vi-

memoria
la

della navigazione del


i i

sitare l'altro scavo di !Monticello,ove osser-

canale Poi tuense deli

8, poich ab-

v l'encomiato musaico e l'altro che andavasi scoprendo. Indi nell'episcopio


il

bandonatasi

foce

si

torn a frequentare

Papa

quella pi larga d'Ostia


primitivi, e perci
la

come

ne'

tempi

ammise

alla

sua mensa

gli

encomiati per-

sonaggi, la sua corlee altre distinte persone, restituendosi nella sera


ticolo

Roma. Nell'ar-

minore di Porto fu delta Fiumicino. Che abbandonata la navigazione del Tevere, l'ingresso nel fiu-

PoRTOjgi porti e

citt celebri e anti-

me

dal canto del

mare divent

pericolo-

chi, e ora vescovato suburbicario, presso


la ri

so, fu

va destra del

Tevere e dove questo


sull'altra
i

fiu-

Traiana, o ramo destro del Tevere o Fiumicino, da Greriaperta


la fossa
piti

me ha
1

foce artificiale nel Mediterraneo,

gorio XIII e
lo

completamente da Pao-

impetto a Ostia situata


che

spon-

da, lungi da
isi

Roma circa miglia 4 1/^, dister-

con biasimala divisione dell'acque unite del Teriusc pregiudizievole

V,

ma

si

chiam Porto d'Ostia per

verca forza

di

passonale, riuscendo qiiin-

104
di

TEV
i

TEV
cav. Linotte fu stampalo: Sull'esistenza

sovente malagevolea'navlgnnliclal mare TiDgresso nel fiume, per cui essendo

delle due foci del TcK'crc

prima della

la

sua imboccatura assai peiicolosa,

na-

coslruzione del Porto Claudio,

Roma

per non naufragare sono regolati dal piloto del governo. Riportai finalmente
vigli

1824- Nel
tfcia

t.

8 dtWe Dissert. della ponla

accademia romana di archeoloriporta

tutle le notizie riguardanti


te

s"i

importan-

gia,

si

Dissert, sopra uia iscri'

aigomenlo,

il

Porto,

la

foce del

fiume

zioic

e la sua navigazione, e dell'operato dagli

antica dell' imperatore Claudio trovata in Porto; e la Dissert. della Fos-

antichi

romani che

ivi

con 3 porli ne for-

marono il loro navale. Narrai inoltre che nel 1828 per disposizione di Leone XII
giunse alla foce di Fiumicino
lo a
ili. "battelri-

vapore che

si

vide sul Tevere pel

sa Traiana e di (fucile che Vimperatone Claudio fece scavare dal fiume Tevere al mare a cagione del porto da lui fondato, nonch del nome di Augusto dato ad esso porto, arnheue del segretario
della stessa

nuirchio delle barche, invece de'bulfali,

accademia commend. P. E. Vi-

poco dur l'impresa. E lci onorevole ricordo della dotta opera idraulica del romniend. Cialdi, sia suU' introduzione

ma

sconti eruditissimo archeologo. E' cosa es-

senziale per

maggior

cliiarezza a notarsi,

che
re,

alla distanza di 3 miglia circa dal

ma-

ilclle

barche a vapore nel Tevere operata stabilmente da Gregorio XVl, sia sul modo di rendere pi sicura e pi agevole la
navigazione del Tevere e deila sua foce
in

ed a miglia 21 circa da Roma, il Tevere si divide in due canali, il ."canale a


1

sinistra,

ed

il

maggiore, d passo a due


Tevere, e
al
si

terzi dell'acqua del

apre

fo-

Fiumicino, cio

il

rendere pi sicura

ce ad Ostia;

il

canale a destra convo-

l'entrata de'legni in c|ue! canale e pi ai-evole


il

glia l'acqua del

fiume
2.^

mare, cio

l'al-

risalirlo sino a

Ripa Grande, me-

tro terzo dell'acqua sbocca al sito di Fiu-

ciale,

diante un porto di rifugio o rada artificon frange-onda o molo o antemulese l'esimio ingegnere veneto

micino. Questa
tra d'Ostia,
la

foce distante dall'alal sud,

che restale

e sopra

rale galleggiante; e degli alti encomii che


gli

corrente litorale circa metri 3ooo, pa-

ni Casoni

Giovanprima chesi stampasse, con bell'o-

ria miglia una e 5 ottavi geografiche. Quei due rami ed il mare circoscrivono il DeU
ta

lissimoe dotto ragguaglio, l'ubblicata

Tiberino, cui dato

il

nome

d'Isola sa-

pera colle stampe e dedicata ra primaria di comnercio di


rit

cameRoma, mealla

gra di Porlo. Nell'articolo ]Mari\a, in bre-

ve trattai quanto comprende questo vocabolo e


la

che (juesla decretasse una medaglia onorai ia inoro all'autore commend. Cialdi, notificandolo col n.2i del Diario di
del \'6\'j
;

nautica,

navigli delle princi-

pali specie e di quelli

moderni
militari

a vapore,
p.

del quale riparlai nel voi.


delle principali
ciali,

LXX,

102;

Roma

e che

il

eh. p.

France-

marine

ecominer-

sco Loudjardi co.oventuale ne dasse pre-

delle quali trattai pure a'speciali ar-

gievole contezza, facendo rilevare l'utilit dello

ticoli delle citt e

nazioni, e pi partico-

scopo

co'

dovuti elogi, comesi

pu leggere
Io neir

nel suo bello articolo inseri-

Album

di

Roma,

l.

i3, p. 6').

larmente della marina de'romani e della marina pontificia (della (|uale riparlai a Soldato, ed a Tesoriere generale per la
so[)rintendenza e rauloril che
l, e
vi ese'rci-

Inoltre dell'opere del cav, Linolte; e di-

cendo delie jVtn'cllc del Tci'crc dell'avv. Fea, notai essere egli di contraria opinione che il Tevere anticamente ebbe una sola foce, e su altri punti; un estratto si pu leggerlo nel Giornale Arcadico, t.
i

per quella restata all'odierno mini-

stro delle finanze, e che essendo, oltre la

commerciale, divisa in 4 classi, dichiarai propriamente quelle che dipendono da'minislri delle armi e del commercio).
Parlai dell'ampia pianura di Uuiua chiU'

l,p.

iGi,

t.

?.3,p.

4G. A parte poi

e del

T E V
mala Navaiia, dopo che venne deslinaj

TEV
di in
8.

loj;

Paolo,

si

lec a benedirla Sisto

IV

la alla coshuzioiie e custodia delle navi,

ed airappiodo delle
dai

burelle che risalivano

mare
p,
I

il

Tevere, cio non lungi dalla


,

jiorla
j !

Trigemina
.sulle

come

rilevai nei voi.

uno a due bandiere della mcdesiuia, prima di partire a conibalterei turchi, iub.ircatosi perci il l'apa in Roma a Ripa Grande, allora come accennai nel voi. L,
p.

LI V,

C)5 (enutnerai.do le porle di

ma
I

poste

Rodue sponde dclTeveie,sini-

49,

ap[)ellala l{i]>a linniea, sopra de-

coroso legno dello Bucenloro, e nujiitatu


sulla capitana esegui la cerenionia; e nel
voi.

sda e destra), presso d luogo deltoIMaiLOoove si slahili lo siiiuco de'marmi che sono condulli dal mare a Ruma montando il Tevere, e ne riparlai in pi luoghi, come ne'vol. XLVII, p. 3o, LIV, |). 27 ei()4. Degli Ellelti ilice, che l'antica Roma ebbe sul Tevere due porli, uno fuori
lata,
i
i

XV HI,
V

p.

61 .ricordai
gli slessi

la fiotta di

23

navi inviala contro

turchi da Al-

di porta
ta
!

Trigemina, Flaminia nel sito

l'altro fuori di pordi

Acqua Acetosa,
p.

lo notai nel voi.


dell'

194- Parlando Ohciisco Latcraiicnsc, dissi che la

LIV,

retli Portogallo, e prima mandaTevere per ricevere la benedizione di Sisto II j ed alla sua biografia notai che per recarsi ad Ostia s'imbarc coi cardinali a s. Paolo. De' Saraceni (f .) che rimontarono il Tevere per aggredire i luoghi suburbani di Roma, e ponendo

f )nso

la nel

a (pjesta l'assedio, ne parlai a qiiell'arlicolo,

nave su cui era caricato

pel

Tevere

lo

p-

ad Ostia e altrove. Delle

pontificie

{se a terra nella via Ostiense, vicino al con-

fluente dell'acque Salvie col fiume.


I

Ora

provvidenze emanale sulle cose naufragate. Delle navi a vapore, insieme al naviglio ponliiicio

leggo in Nibby, AiKiiisl de dintorni di


(

che

il

commend.
.)

Cialdi

UonuiA. 3,p. 49 '> '^'"^ secondo Ammiano, l'obelisco rimontando il corso del Tevere venne sbaicato
(Ili tritio
/;t

introdusse nel Tevere co' massi degli alabaslri presi in


silica di
s.

Kgitto (J
la

per

la

ba-

/ icuni

Alcxdu-

Paolo (per

lapide ab urbe .srinnctti/njo'

avea fallo galleggiare


si

sul

medesima gii Tevere masi

ve, posto sopra curuli, fu tiralo placida-

mente, per la porta Ostiense e la Piscina [ubblica, e inlrodullo nel Circo Mas
isiino.

Egli (|uindi crede, clie

le

3 miglia

due colonne dell'arco di Piacidia, il Paci di Grollammare, che lodai nel voi. LXVll, p. 83), dopo aver con esso pel primo mirabilmenleapprodato alla 1.'^
per
le

Idalla porla antica assegnate

comedistanza

cataratta del INilo, essendosi recato (jre-

Idei / ico di

Alessandro co\tc\i\i\uo preciifiamentepoco dopo il caricatore della pozzijlai!a,e perci cerio


<|UL',lo

gorio

XVI

a vederli nel canale presso

s.

l'aolo in

una

delle
,

barche a vapore da

lui

che quel vico fu

in

fatte acquistare

il

che ricordai eziandio

punto, situato in luogo opportuno,


al

nel voi.

giacch iruvavasi

bivio,dovela viaLau-

LIV, p. 95, ammirando le belle macchine degli slessi piroscafi. Terminai


1

lentina diramava alla sinistra de!la

O-

l'articolo

Marina

pontificia colla stalisti-

isliense,epressoad un porlo o[)ern)cgliodijie

ca tle'suoi legni d'ogni specie, pel

comilel-

approdo naturale del liuuie. De'prefctiti navali antichi, mentre degli antichi collegi c'naviciilari, i jalni lun'ali , del
corjus suburrarioriiin per
veano entrare nel Tevere,
voi. Lll, p.iirij, e
sit"
si

mercio
le

e per la pesca, e col fir

cenno

leggi

marittime.

All' articolo

i'oRTO

E Porti dello stato Pontificio, luogo


di sicurezza
si

le

navi die do-

per ricovero delle navi, disi

feci

parola nel

pu vedere Univer-

che 1' imboccature ile' fiumi furono primi porli de'paesi e de'luoghi,colle no-

ARTISTICHE. Di pi nell'articolo

Ma-

zioni relative, e fra'porti pii celebri ri-

BiNA parlai della fiotta delle galere pontilcie militari,

cordai pure quello d'Ostia. Feci menzio-

che essendosi portata vi-

ne

i\{i

Consoli

esteri in

Roma

pe'porti di

lUna

Griiiulct:di nijjellit^ cpcrullripor-

u'3

TE V
delle disposizioili

TE
poiUifieia, agli

V
marina
inililarc

li

(k'IIu stillo poiilifiiio;

ridile colonnello della

ni lie'Papi

Idsoie tle'iKuifra^lii, e del

amatori del bene di Roe del

ie principali icgi^i tiiaiilliine, aiiclie


tificie, e

pon-

ma e

dello stato. L'imlicai parlando del

delie >anilarie.

Quindi

cui

Ca-

Porto di Ripa Grande


cordai
gli

Porto d'Anri-

liadri ripotlai

rennnieraziune e
lo stalo

classfi-

zio nell'articolo in discorso; inoltre ivi

cazionede'porli de

papale, fortualidi

lidalla naltiia odall'ai le,ne'suoi


I

ina-

illuni

de'due mari Adriatico e MediterFiumiciTevere,


i

raneo, ricordando quello d Ostia per asilo a' piccoli legni, e ipiello di

no porlo
ed
in

di

Uoina

sulla foce del

Schiarimenti sul Tevere, sulla linea pia conveniente per V unione dei due niari,e sulla marina, mercantile dello stato pontificio delcnmmend. A. Cini' J/, Rinna 1847. Nel conriilto dunque, sulla preleienza da darsi ad uno de'due porli

Uoina per

tale fiiiue ilescrissi


i

di Civitavecchia (((Ualificato dal Cial-

seguenti porli fluviali,

.ll

Porlo di Ripa

di colle
p.

paroleche ho

riferito nel voi.


il

LI V,

Grtindc, incontro a Marniorata, Tibcris

194), " d'Anzio, per essere


il

porto di
del-

Ripa, dicendo che baslinienli di gran mole provenienti dall'Airiatico e dal Mediterraneo, che approdano alla foce del Tevere a Fiumicino, non potendo rimoni

Roma,
la

commenti,

l/ialdi,

amatore

sistemazione del Tevere e

la possibili-

t di renderlo navigabile per


lo,

come in
il

antico,

quando
a

le

lungo traibarche giunRipa Granatti

tare

il

fiume, di

trasportare in

Roma

con navi pialle ranno le loro merci, ma


pi-

gevano quasi vicino


che

Perugia, sostemia
di

Te ceree
tali

il

suo Porlo
di ventre

che

le

navi minori, sehbene cariche, ap-

de sono
ciale,

da

ficilmente

prodano sicuramente al poito;echei


roscali a
li

a convenientis>iina inliaprc'a

commercoiii.)

vapore ponhficii sono destinail

eziandio prefeien(.lo(|uesla via

a risalire

Tevere, non solamente da

mercialealla Sli-adit.diJ'?rro{J
lo d'Anzio a Ptoma.

Fiumicino a detto j)orlo, ma anco lino a Ponte Felice e sotto Magliano ri"norchiando bastimenti mercanldi. Cos'i del lutto fu liinosso il tiro degli uomini pei piccoli baslimenti, e quello pe'legni maggiori de'bovi e de'buli'ali (i quali secondo Paolo Diacono furono introdotti in Ita, i

E
i

daPorci perch il Telegni

vere un fiume adatto alla navigazione,


suscettibile di ricevere

d'una con-

veniente grandezza: e che se

Roma

deve

avere un porlo, questo dev'essere quello di Ripa Grande, che ha il vantaggio di


trovarsi entro le
Jl

mura

dell'eterna citt.

5q5); del quale tiro feci ricordo ne'vol. X'XIX, p.ayq.XXXVll, p. 8,


lia

nel

eh.

Giuseppe Solfredini pubblic quiu-

di,

Dell' eccellenza, utilit e necessit

LIV,

p.

20C)e2i8.
i

iNello slesso articolo


;p'.;rali

del fior lo Neroniano in Anzio,

Roma

da Innocenzo Xll,e (juanlo fece Gregorio XVI al Porlo di Uipa Graiule, riferito ancora
descrissi

miglioramenli

1847
l

-Gli i'^poi'i

ilcommend.

Cialdi con

opuscolo. Osservazioni idraulico-nau-

tiche sui porti

Neroniano ed lunoeen1

dal

II."

ove

si

Diariu di [ionia del 842, legge l'iscrizione posta sul pronao


7 3 del
i

zi ano in Anzio, ^oy\i.

848. Di pi

volle in

esso ricorda re quello delI'avv.Rlasi,Z^t'//a

del furo, e quella fatta incidere dal

cumsud-

meiid. Cialdi e da' suoi

ulllziuli nel

detto piroscafo da lui asceso nel recarsi a


s.

strada ferrata Pia-Cassia da Citt della. Pieve a. Civitavecchia, e del restauro del porto Nei'oniano in Anzio, Roma
I

Paolo.
si

>'el

1.

13, p. 2 jy {\A\' Allntni di

840. Riferisce
di

il

card. Morichini,
1

Z^^'g"/"/-

Roma
sere
il

vede

il

disegno del l^orto

di Ui-

stitiili

Roma, K.
il

p.

26, che importanil

si legge: Quale debba esPorlo di Roma, e ci che meglio convenga a Civilawcehia ed Anzio. Fa-Iter a del comuiend.Alessaiulro Cialdi te-

pa Grande, e

tissimo potrebbe essere

commercio

di

breve distanza, e un bel fiume navigabile per quasi 100 miglia, il quale pu reggere navigli cain

Roma

che ha

mare

TE
j)aci

V
valleggieri,
ti DI
ficili

TEV
che condott Pio IV.
dichiarai, ch'essi
le

107

'

190 tonnellate. L<\ tonnellata il peso d'un metro cubo d'acqua, ed ecjuivale a un milione di gi"an)nii, ossia 2042
di

A Pon-

UoMA
i

rendono pi
suoi 8 [lou-

contatti fra

due

parti della citt


i

libl>ieei4ocie francesi, pari a libbre ro-

separata dal Tevere: descrissi


ti,

mane 29496
i

un'oncia.

2 U Porto
se.

di Riri-

duedc'cpiali per distrutti, e


il

uno de'6
vatocoii

pella, } eteri iiavium staU'oiie, lo dissi

superstiti

Po/;to Rotto, fu

rialti

dotto colla spesa di


te

60,000
si

duCleniendel

supplirsi agli archi

mancanti
di

col

ponte di

XI
per

al

modo

die

vede, e posto nella

ferro, che descrissi nel voi.

LXX,
si

p.i4

J^,

riva sinistra e
re,
la

minore uibaiia

Tevefiu-

pagandosi discreta tassa


i

pedaggio;

ma

navigazione superiore del

3 ponti sospesi di ferro che

volevano

me.,

ed

a scarico delle barelle

con legna-

erigere innanzi a' 3 descritti porti fluviali di

me, carbone, vino

e altre vettovaglie pro-

Pioma, come riportai a Ponti di


finora

venienti dalie provinciedi Sabina, del PaIriinonio, dell'Umbria, ealtre terre eluo-

Roma,

non furono

eseguiti. Xello

stesso articolo ricordai, che forse l'idea del-

ghi verAO Toscana, situato incontro

la

l'invenzione de' ponti di ferro deriv

da

Chiesa di
voi.

s.

Girolamo degli

Schiavoiii,

quello fitto eseguire sul Tevere nel

434

della quale e della contrada riparlai nel

da Francesco Sforza con grossissimi canapi. Inoltre nello stesso articolo ragionai di alcune inondazioni del Tevere, e

LXII,

[). 1

65

6^.

Che

ivi nelle

due

colonne milliari sono scolpile l'aUezze dell'inondazioni del fiunie,av venute dal
al
I I

149^

de'principali danni che recarono a'ponti


di

17 JO, delineate da mg."^ Bianchini, e

|)oscia dal cav.


j

Linolle in poi

si

notano

nell'idrcnnetro ch'egli colloc d'orduiedel

governo

in

questo niedesiuio porto. AnI\Iaria so-

Roma nelle maggiori escrescenze. De' fiumi dello stato pontificio, e de' principali delle altre regioni ne parlai a' loro articoli. Per quelli dello stato ponlificiosi

ticamenle l'inondazioni notavansi alla facI

pu vedere ilCa li nd ri, ^(^/^'ji;/o.vtodel Pontifcio Stato. Insuolo di Ru-

ciata esterna della chiesa di

s.

tistico storico

pra Minerva, dove esistono ancora 5 me-

nanzi di parlare del fiume Tevere, di sua


topografia relativamente
al

morie

marmo.ed in altri luoghi della citPorto Z,eo/iz/;o,silualo alla destra del Tevere, incontro il Palazzo Sah'iati (F.) nella via Lungara, ma non fu ancora destinato ad alcun uso. Leggo nella Storia dcir acque \ Fea,che nell'inondazione del Tevere de'2 febbraio! 80 5 fu rovesciato dall'actjua il muro, che faceva
in
t. 3." Il

ma,

della qualil di sue acque, del suo cor-

so nella cilt, del


l'altezza,

volume

e larghezza, del-

sua isola

temperatura, pesci che produce, e mole, sua navigazione, inonsui fiu-

dazioni e altre sue notizie, stimo oppor-

tuno dire poche parole generiche


mi, ed alcune riguardano pure
re,
Il

il

Teve'

fronte alla piazza del [)alazzu Salviati. In

fiume, Flunicn,

si

definisce, gran-

que>to stesso luogo Sisto


care delle galere, Nel

fece fibbri-

1826

fu suggerito a

de ammasso e adunanza d'acqua dulcc, che partendo da qualche sorgente s[)an-

Leone XII di ridurlo allo stato per farne uno scalo alle barche,
vi
l

attuale,
le

quali

portassero legna, carbone, cummestibie altre merci per

un letto o alveo vasto e profondo, continua menle correndo per andare poi per lo pi a gettarsi nel mare, ci' queldesi in
la

comodo

di

quella re-

vasta e

immensa

eslensiune d'acque

gione.

Fu

insieme pensato che fosse ne-

che circondano

la Z'c/vy? e

occupano una

cessaria

una Fontaria,\a quale fu fortnata col mascherone antico di marmo che avea servilo al fonte nel mezzo del Foro

gran porzione del globo terrestre,che clas-

Romano
i

Campo

Vaccino, e per l'acqua

Tehremoto. Si chiao sinistra del fiume, quella parte che corrisponde alla dritta o sinisificai

nell'articolo

ma

la dritta

profitt di quella clic viene da porta

Ca-

stra

d'una persona che cammina nel scn-

io8

TEV
Foce, Ostinin
il
,

TEV
dicesi

so della coneiite.

recando
sa r

fertilit alle

campagne
che
il

e con es-

)u itbucoo del liuine nel ninie o in altro

abbondanza.
si

colle loro diver-

liuuje, nel quale va a lermioare


so.

suo cor-

se altitudini

volle iiulicare

loro corso

Chiamasi fiume tributario (|uello che perde il suo nume neli'iuiirsi ad un altro.
maqi^ioiedi
tulli
i

o placido e piano, o precipitoso e cadente da' monti. E' indubitalo che fiumi pari

il

fiumi del globo l'A-

teciparono anticamente degli onori tributati alla

luazzoiie, detto

uierica meridionale, ed

anche Maianon, nell'Ail maggiore del-

Divinit, e questo
i

avvenne presi

so quasi tulli
persiani.

popoli antichi, massime


la

Volga nella Russia europea. La niilologia chiama (lumi figli di Teti e deir Oceano ed Esiodo ne enumer
l'Europa

il
i

Secondo

mitologia greca e ro-

lare, al
zi,
il

mana, ogni fiume avea un Dio particoquale si olfrivano anche sagrifie talvolta gli
si

3ooo.

|)it(ori
i

ed

poeli rappresentano

eressero templi

coma

comunemente

fiimii

con

la

figiua d'un

vecchio rispettabile, di folta e prolissa barba, di lunga e sciolta capigliatura che giun-

ge fino a terra,

sdraiato sopra canne, e

coronalo di giunchi: sta si appoggia ad un'

Alinone (F.) suburbano a Roma e dedicato da'romaui al fiume piccolo di tal nome, come sagro a Cibele, il cui simulacro a' 27 di marzo si portava
d'

Tempio

da'suoi sacerdoti, insiemecogli utensili del


culto, a lavare al confluenle dell'Aimo-

luna che spande acqua, donde si forma il fiume'che rappresenta. Secondo le speciali
sue condizioni,
siiviboli
si

ne nel Tevere. Grandissima


re fu
la

in particola-

aggiinigouo altribtUi e

venerazione de' lacetleinoni per


l'Ilisso,

per caratterizzarlo. Gli antichi

l'Eurota, degli ateniesi per

degli

cristiani colla loro Siin!>olica, nelle pit-

argivi per l'Inaco, degli arcadi per l'Alfeo, degli elolii

ture e ne'musaici, significarono col rappresentarci fiumi del Paradiso (/^)lerreslre, e chiamati Fison , Gehoii, Tigri,

per l'Acheloo. de'messeni


l'

pel Painiso, de'beozii per


sali

Asopo, de'tes-

per l'Alsone, de' tarsensi pel Cidiio,

Eufrate,

4 Evangeli o

Evangelisti, e pel

de'siciliani pel Crisa, degli

umbri

pel Cli-

monte da
gura
fiumi
si

cui scaturiscono Cristo, io fi-

tunno, e per non dire


pel Tevere.
1

di altri,

de'romani

d' Agnello

o della Croce, l delti 4 spiegarono per quelli della graed irrigano

romani

|)er solfrir

meno

calori dell'eslate, a'7 di

giugno solevano

ziache scaturiscono dal fonte perenne dello Spirilo santo,


le

celebrare

giuochi delti pescalorii, in o-

pa'l' del

inondo antico, co'doni suoi e co'sagra menti, massime del ballesimo. De'significali sagli e profani, secondo lediverse rappresentanze
il

nore del Tevere, dal pretore urbano. A' i4 giugno per la festa della Fortuna Forte, istituita da Servio
(jiielli

Tullio,

plebei e

e [)ersoni(icazioni de'fiumi, tratta

qualche arte, banchettavano allegramenle lungo il Teche viveano


di

luonarolli nelle Osscrvazioid

dcva^i

vere, e con altri piacevoli divertimenti,

ajitichi di vclro, e nelle


lira, i

Osservazioni so-

parte a piedi, parte in barchette deliziosainenle


si

/ncdai^lioni antichi. Egli crede che

sollazzavano, allo spirare de'

una

delle pi antiche /V/r^/(^/;/-/<'de'popoli


i

giocondissimi venticelli.
luglio,
i

venerazione de'fiumi, per avere vicini abitatori continuamente davanti agli occhi i benefizi e utili grandi che ne
sia la

lungo

la

riva del

giuochi in onore di

re,

con certe casette

Anche a' 23 di Tevere faceansi iNelluno dio del macomposte di verzu-

ricavavano, l'amenit de'Ioro

letti,

Furono poi scolpiti nelle informa umana.quantunque di versi


siti.

acque medaglie
scrit-

tori

li

dicono

fatti
i

con
se

testa di

toro, per denotare

sili felici

bove o ili delle citt che

vagamente ornate di fiori. Parlando del Ponte Sablieio dissi delle solenni ceremonie elicgli antichi romani facevano in esso, ed annualmente agl'idi di maggio le vestati gettavano nel Tevere 3o fanle, e

UH godono

vantaggi

da luio bagnale,

tocci di

giunchi espriurienli greci e chi-

TE V
mali Argei, costume inlrodolto da Ercobarbari sagrifizi umani le, per abolire
i

TEV
e guidarle al loro centro

109

que che soverchiavano e che avrebbero


impaludatole valli,ammaestrarle al corso comune, peresseme tratte nuovamente con artificio mirabile di quella provvidenza che governa
il

degli aborigeni, che gettavano nel fiiune

3o uomini colle mani


DI
I

e co'piedi legati per

placar Saturnoe in o<lio de'greci.A Ponti

Roma

narrai che da alciino di

essi

fa-

mondo.

Ma

1'

industria dell'

uomo
li

cinorosi furono gettati nel sottoposto


vere, ed

Te-

che

fa

tutto servire a proprio vantaggio,

anche

diversi imperatori (oltre

in progresso di

tempo

li

padroneggi, e

l'esservi perito co' suoi tesori

Massenzio
vinto da
indicai ne'

assoggett ad esseredomati dalle navi, discesi e saliti a ritroso

nella

famosa battaglia
I,

in cui fu

con vari mezzi, ora


a'suoi disegni.

Costantino

u)a nel

modo che

pi, ora

meno conducenti
la

vol.XIj p.266, LVIII, p. 228; e qui noter che per singoiar coincidenza, pare eziandio

Per superare
le

resistenza, che la coriensi

presenta

quando
la

tratti di

navigare

che

il

suo

figlio

Romuiogi

fosse peritonei

a ritroso, fu adoperata in tutti

Tevere.comenotai nel vol.XLYll!,p.i86, onde Massenzio per celebrarne la memoria gli edific il circo, che poi prese il

su

tutti

fiumi

forza degli

tempi e uomini o
i

quella delle bestie, istituendo sulle rips

una strada
termine
di

di

alaggio

di alzaia; cos
si

con

nome
pochi
putati

di Caracalla, e in

breve

lo descrissi

marineria

dice l'azione di

nel voi. LVIII, p.


ss.
1

173

e altrove); e

non

alare o tirare con

una corda un basticanale, colla for-

Martiri, dagl'idolatri essendoricristiani facinoi'osi e scellerati.il

mento per un fiume o


za

d'uomini,
il

di cavalli

o altre bestie,
si

p.Severano nelle 3Ii'?no?-ie sagrca p. 355 riporta un bel numero di ss. IMartiri precipitati nel

ed

cammino

destinato a ci

chiama
,

strada di alaggio, strada di alzana

per-

Tevere. Osserva

il

Colucci nelse
i

ch alzaia dicesi
fiimii

la

fune,eheatlaccata alserve per condiulipe

X Aiticht picene, che resta indeciso


fiumi dieroiio
il

l'alberij de'navicelli

nome alle contrade

e alle

contro

la

corrente.

Ma dacch

fu a[>-

ovvero se da questi lo presero quelli. Crede probabilecheda'primicitt o luoghi,


tivi

plicala alla navigazione l'ammirabilefor-

za del vapore accjneo.non s'indugi a sostituire


il

popoli delle regioni, e da'primi fonda-

facilee potente sistema di

limurfiumi,

loridelle citt e luoghi sia stato

imposto il

chio co'piioscafi,al barbaro e incomodo ai


laggio.

nomea'rispetlivi fiumi che

ivi

nascevano

Anche

il

Calindri appella

li

bagnavano. Se poi
essi gli

fiumi gi aveano

canali

o strade dell'acque scorrenti, per

nome proprio
luoghi, allora

all'erezione delle citt e de'

comunicarono

il

no-

me proprio

per adozione de'fondatori de' medesimi. Conclude, restate dubbioso il


decidere, se
citt
le citt

ne dichiara tuttora incerta 1' origine. Vi fu chi disse che nati siano da un certo cambiamento casuale tra gli acquosi e gli aridi luoghi; altri

crederono essere venuti


altri

a'fiumi o

fiumi alle

colla

formazione del mondo,

credet-

comunicasseio il loro nome. Con ingegnosa definizione un filosofo chiam


i

tero che siano istradati

dopo

l'universale

diluvio, ed altri che tutti venghino da

ma-

fiumi sentieri che ca/nnii/iajio, cio meglio


le Strade terrestri altrettanto pu dire de'mari, se bastimenti sono legolati dal vapore. Sembra in vero che la natura non abbia destinato fiumi

no d'opera. Su
vi

di

quest'ultima opinione
il

che
si

sono molti esempi, come

gran canale

quasi

di

Gotha nella Svezia, che non certamente opera della natura, importante opera destinata a liunireilCattegat
al

Bal-

in origine a tal fine;

poich princi pai scopo

tico;

il

canale Reale di Francia, che d la

per cui

la

mano

dell'Artefice divino trac-

ci queste linee sulla superficie della terra, si fui!

comunicazione a'due mari, non fu aporto dal caso; la diversione d'una parte delrEufiate per l'irrigazione delle campa-

richiamare nel loro alveo Icac-

T E V
die
e
il

TE
suo corso
il

V
fiumi, e

gne, roti cliefrnllocistulnfeoperejriiltra (lerivazioiie del


j-oli seri; cos

a'

come

l'ori-

Flavo fu

falla ila'po-

gmc, anche

suo termine. Questa masdall'

l'opera dei lago di

Fucino

sima d'unione viene confermata


sperienza. Tutta
tln
la

e-

e dello di Celano, prndollo di foilissi-

Lombardia
(di

si

vede gi

rna spesale !o desci

i^si

nl^EsciNA (come feci

gran tempo
di tutti
i

bonifi<-ata dalla

unione ne!
quale

allieltiinlo a'hinglii loro sia de'priiicipali


Jiiglii,<;iado'principali canali fluviali e rua-

Po

fiumi

cpiestogran fiume

d'lliilia,chiamalo

/<

tc'fiuni, e del

iiltiiiii);rinmiersione(lelNilonellMare rosso, mediaiilealcunc fosse


si

parlai negli articoli che Io riguardano, ed


a

oltenne; olire

tanle allre simili meravigliose condotltue


di alvei fluviali odi

Pahuli (f'.j^er uso

di

Ferrara, dice il Degli ElTetli, che* ivi Papi con quegli argini seppero meltergli ceppi), che in quella immensa pianura
i

liseccameiito, o pel beneflcio dell^irriga-

dalle opposte Alpi

si

scaricano.

E le 3 pr
Uom.igna
,

zione,o

pei- lo

scolo del le

campagne sopral)-

vincie di Bologna, Ferrara e

boiidanti d'acrpie. Perci ilCalindri ritiene,

che

opinioni abbiano pur luogoperpii fiumi etorrenli, anzi sembragli che ogni ragione persuada a credere,
le

suesposte

liue

devono ormai la loro salvezza all'unione delle loro acque col Reno (d'Italia), che per il Primaro le porta al mare abbassandosi di letto, contro l'opinione di chi
voleva, che
si

clieilDaiudjio iiiGermania,rEufiateinAsia,il

richiei lesse

con molta mag-

Gange nell'Indie, Meandro ili Tessaglia, Po in Italia, la Senna in Fiancia,


il

gior pendenza anche un alveo mollo


giore. Tutti
ti
i

magdi

il

fiumi producono dilFeieu


qualit

ed

il

Tevere eziandio

in Italia,
si

siano altret-

e pii

meno abbondanti
Ponti
feci

tanti canali, la cui via

formala dalla
i

pesci; ed a

parola

i\e\ j'iis j)i-

natura e dal caso. Io poi dir, che


nali aperti dalla

ca-

seaiul, coi\ a Piegaiia. Sui doveri de'i'ustodi de'fumi, de'canali e de'porti dello

mano
fiumi,

dell'

uomo
Il

sono
fece

pi
i

docili

che

ma Dioper
i

fiumi per alimentare

canali.

Nico-

lai,

Dc'boiificancnti delle terre Pouli-

Sulla presidenza delle strade ed acque. Se fiumi sono pe'paesi che percorrono sorslato pontificio tratta mg."^ Nicolai,
i

ic.7\ p.

2 i4 osserva, che

la

massima del-

genti inesauste di prosperit, se col loro

l'unione de'fiumi,cheora universalmente costante,

mezzo

si

facilita

moltissimo
in certe

il

commercill:i;
si

non era certamente tale ne' tempi antichi. Si aveano intorno ad essa
mille dincoll, e fino nell'anno

cio e la fortuna nell' interno delle

accade per che

epoche

essi

tra

768

di

sformano
tili

in fligello devastatore, clie


i

an

lionia (u proposto in senato di divertire dal Tevere


i

nienla in pochi giorni


di

rispirmi

e gli it-

iinmi ei laghi, da'qnali vele di

molli anni.

questi tristissimi ef-

niva ingrossalo, per moderare


inondazioni; e forse
ne, che ad altro,
si

lui

fetti

sono oltremodo maggiori quando non


della natura,

pii alla

superstizio
del

solo l'arte ncui accorre al riparo de' difetti

debbe
tu'l

la vittoria

ma

gliuomini lungi dal


ne peggiorano anzi
scol-

parere
.'U'/nt.

di Pisone,

qui

nuitanrhtni cen
si

trarre da'fiumi tutto quel profittocheso-

Dal narrato
elle

di

Tacito

deduce

no pure
la

atti a fornire,

ad evidenza,
dere
la

da tutl'altio,che<lalcre
di divertire le actpie

condizione. A qiiesli pochi cenni sui fiui

pioposizione

mi suppliranno
i i

.seguenti scrittori^

vSi

.svantaggiosa alla repubblica, e


fcua alle inondazioni del
il

non proTevere, venne

pirono fiumi cornuti e di guardatura bieca, come tori, quasich il loro coiso al>l)ia

rifiuto del la

ya,

medesima; e per cnnsegueiiche adottata non era la massima delsi

del violento e del

mugghiante.E

forse

a'fiumi per (pieslo motivo sagiificavansi


i

l'unione defilimi, tuttoch

tenesse per

tori,

principio indubitato aver la natura provida

dio.
na,

cura delle cose, col dar

le

sue boc-

come dice Omero dello ScamanNondimeno se ne vedono senza corche convcricbbeio piii all' Oceano,

TE
i

F V
il

essendo indoinaliile pi cle'ljumi. Phiiriuli

anrora. E' certo tbe

no livello fu alBrocclii, ap-

scu Coninti y de Natur. JJcoruin


VeneliisiSo'). Golof'resiipcrsliiisit,

tissimo lelalivaniente a quello d'oggid, co-

Commcnlarim,
i

me

giiistanicnte riflcUeva
alla

il

do Braem, Vctcriim, scu de


toso Afiufic

poggialo

din)oslia7one dcTnlti an;

apud

vclcrcs cnlfu, et
i

cora apparenti

ma

cpiella sua elevazio-

'

Disscrtatio, Ila Ine

Q)C)5.

Disscrt. sur le

cidtv dcs Divinilc'Z dcx caiix par tah. de Fonh'ui, daiis VTTist. de VAcad. des Iiscript. . 6, p. 4o. Gio. G. Cosseck, Disserta de eultii /(utnininn apud Ac' gypiios et Persas. Lipsiaei74o. C. Ar-

ne rimonta all'epoca in che rpiesla contrada era copei la dal mare, cio ad oltre

secoli

avanti l'eia nostra. E' certo


falli storici

ni-

tres'i

da'

dell' esistenza d'Aii-

temne
che

e di altre cill fondale da' siculi,

dagli aborigeni e da'Ialini nella pianura


solca, e

noldo,

De

religiosa vcierationc Jlunii-

almeno da 82
ni

secoli

non ha
si-

jium. Giovanni Doccoccio,


syh'isjjhiililius. laeulvs.
tonii

De

montHuis,

varialo di molto quanto

suo livello or-

f/uminihus.Bo 1481. Giovanni Loccenio, Z'r /re iiiaritiiun ef navali, Ilolmiae f652. F. Miclielini, Trattato della direzione de' fiumi. Fii<ii7e 1664, Bologna 1700.
Giiglielnuni, /A7/(t
I

dinario dello stalo attuale. Sulla riva


nistra
il

gruppo
sopra
i

de'Colli o
si

Monti di loalti

ma (V.),

quali
fi

eslese la citt, che

all'epoca di sua

nd;izione ciano pi
al

e dirupati di quello the sono

pre^enle,

1).

natura de' fiunii^

poich parte perla


li

mano degli uomini che


le

loiogiia

Bqyrf

0// le

auuol{iziou di F.u-

ha

falli

pi accessibili, parie per

10le

stachio 3/aifredi, Bologna 1739, IMila-

vlne degli edifizi che


valli,

hanno coltnato

no 1821.

Vibiiis .*^<*(jneslcr,

De
r

/luniini-

hanno molto
di Bona.

varialo di aspetto. Rinella


Il

hus,joiti)us. laeul<us.Vi.(^\e\oi\
foniieiti di J. J. Obeilini,
1

Co'

ferisce Caneellieri

Lettera aopra,

Aigenlorali

r aria

uaidi,

Nigio, Traetatus de jure veaueupandi et piseandi, Conslan\.'\ae 6o7..CA)r$\n\, Apologe tiro del la eae-

778.

De

Teverecon tortuoso giro inegnahnente divide Pioma poich


,

enlrantlovi dal settentrione e uscendo-

ne verso
stra
la

il

mezzogiorno, ne bagna a del'o-

f/V/.Beiganio 626. Oppiano, />r//<7 pesca


I

parte occidentale, ed a sinistra

e della eaccia, traduzione di


\'m;,Fii-enzei

A. M. Sai-

rientaJe.
di

Le

serve non solo di delizia,

ma

728. Fv'd&chWy Jus /Inviatirum, sivedejureflununurn,fontiuin.piseationum, alluviouis. niolendinaruin, aquaedue funi, Jenae 1772. S. Bechi, fstoria dell' orip;ine e piogressi della nautica antica, Firenze 1785. Boudicr, Trattalo della navigazione tradotto
.

molla comodila pe'traspoiti


in

sia di que.'

generi che vengono


sia di tpielli

gi dalla Sabino,

che vengono contr'acqua dal

mare, che non n troppo vicino, n troppo lontano, come voleva l'ialone unacapilale,
al

acciocch per
sia
si

la

tirippa vicinanza

mare non
genti,
la

soggetta alle sorprese de'


rienipia de'vizi di tutte

df/l Jrunacci.
si,

Livornoi 795. Bomngno.e sidle

nemici, e non
le

Sulle donazioni

prede

niarit-

che vengono ad approdarvi; n


resti

finrc de' fiumi. Prato i8/|0. Il valeiitMngegnere Kiia Lonibardmi pubblic di re-

per

troppa lontananza
del

priva del-

l'iililil

commercio

e della pesca, di

cente
Il

l'ini

poi tante Statistica de'fiunn.

cui perci in

Roma

vi

fu

sempre grande
e de'vicini

Tevere

el)be certjinienle

intl(ieii7a nel

dare

al

simln di

una glande lioma\^ lorfiiilicup.


(,

abbondanya, anche
laghi.

del

fiume

ma

die

ritiene, onieileseriveNibby nella


1

Dice l'Alveri, che alle rive del Tevere anticamente face vano corona soni nosis'^imi palazzi, delizioe

/{orna neUdui.'O

S'-)S,

par.

."
1

ville e

amenissi-

dirliiarando
I'

eli'es<.()f(i

(ina delle caiiccdel-

filloiitannniento del
la

mare,

e dell; eol-

niuhi dellelene, e

sna axi<;nc

cm

Imiia

La topografia di Roma relalivameiite al Tevere 1' avv. Castellano Ia) Slato Poilifieio. la descrive io-

mi

giardini.

7.

TE V
Papn
s.

T F V
trionfail

me

appresso.

Leone IV,

dalle antiche inondazioni, polche se

I'

al-

tore cle'saraceni, pose al coperto

Vati-

veo del Tevere anticamente era pi basso, del pari lo era


citt;
l'ili
il

cano da ogni loro ulteriore aggressione,

livello del suolo della

murato limite oltre il Tevere, che per Ini si chiam Citt Lconia (I .). che dipoi Alessandro VI abbattendo muri divisnrii l'un al resto di Boma. l'eici nella sinistra del Tevere
racchiuflenclolo in
i

veo non sembra innalzalo pi di


noi,

3 palmi

daTraianoa
il

scovich, ed

suolo

lo

secondo il p. Bomolto di pi, cosi

me vediamo
il

da

tanti scavi;

pu vedere

Roma propriamente detta, e con fiume contermini sono a borea suoi bastioni, avendo da quel lato la Po/-^^r/cZ Popolo, la Porta Salam, la Porta Pia
trovasi
esso
i

Delle >ai-cie a vapare e la navigazione del Tevere.^. tSg. Il Gnattani di opinione che il Tevere copCialdi,
ra sull'antico piano,

commend,

provandolo colle

pla-

tee de'ponti e l'imposte degli archi: se ci


si

(del cui recente

compimento
i

e restauro

animelle,

di

naturale conseguenza.clie

parlai nel

vol.LXX,p.
la

4j);f> levante

dan-

le

antiche inondazioni erano assai pi di-

no accesso

la Magi^inrc, la

ad ostro la ta s. Paolo, e non lungi dall'ili li ma raggiunge il muro la sponda del Tevere alla
falda meridionale del

s. Lorenza Aa PorPorta di s. Giovanni Porta s, Scl>astiano, la Por-

Porta di

sastrose);

ricopresi

onde non di rado la bassa citt d'acque, non essendo facile il

porvi rimedio. Pi volle fu progettata

deviazione della corrente

al di fuori delle

La

destra parie

(lei

Monte Testardo. fiume comprende il

mura, ma sempresi oppose il timore delle mefitiche esalazioni. Siccome credesi che il letto del Tevere contenga tesori archeologici, vi fu negli ultimi

RioneiW Trastevere protrailo sino al principio della Citt Leonina col mezzo della Stinda Lungara, che dall' arco aperto della Porta Seltimiana conduceall'ailro
della

tempi chi

si

olfri

con macchine a fune l'estrazione con purgare l'alveo, ma non senza sua vergogna
riuscirono inelTioaci. Verso
secolo passalo
fililo
il
il

la

i.'met del
letto del Tele

Porta

s.

Spirito, Al lato sud-ovest

cardhial Polignac avea


il

incomincia
e dalla

la

muraglia

che ne serra

il

progetto di ripulire
i

circuito, intersecata dalla Porta.

Porteic
poi

vere, e di cavarne

marmi,

iscrizioni

Porta a. Pancrazio; prosegue

gli

antichi
Il

monumenti

nel suo fondo se-

mollo dilatandosi verso l'ovest, e termina colle fortificazioni di Castel s. Angelo

polti.

cardinal Polignac avea immagi-

nalo

di deviare per circa


il

due miglia

il

medesimo Tevere,avendo su questo fianco la Porta Cavallei^postoal rujrd sul


i^eri e la ]\n-ta

corso del Tevere,


seguibile; e dato

che fu riputato ine-

anco che con immensa


le

Angelica.

Il

perimetro

spesa

vi

fosse

riuscito,immancabile sarebpesti-

di

6 leghe e 3
al

quinti,

ma

la

parte abita-

be stato un fiero contagio, per


zo che copre per qualche piede
nativa.

la, cli' tutta al

nord, nella pianura cir-

fere esalazioni, per la pulref izione del lezla

costante

fiume non eccedei leghe, troville,

sabhia
ebrei

vandosi nel rimanente grandiose


leganli giardini, e

e-

Trovo

nel Gualtaiii, che

gli

molto terreno addetto all'orticoltura e a'vigneti. Il graduato inle fresensibile avvallamento de' colli
,

altre volte fecero un'offerta alla

camera

apostolica per
zione,

la

privativa d'una escavafu rigettata per timo-

ma sempre

quenti rovine degli edifizi, ed altrettali


cagioni insorte nel lungo corso de'secoli

re d' epidemia. Egli tiene per fermo che

facendosi nel fiume


vo, vi
si

un ben ordinato

sca-

moderna lioma. Cos pure i'mlerramento del Tehanno innalzalo


il

livello della

troverebbero ogni genere


facilit, e

di pre-

zioseanticaglie;e che gl'idraulici olandesi


vi

vere andato sempre crescendo

in guisa,

riuscirebbero con

scavando

che pi
ni (a

facili

sono divenule

le

inondaziovi

a piccole porzioni senza


si

alcun

rischio. Dis-

me

pare che poca differenza

corra

gi che l'aDlica bianchezza delle

acqua

TE
ce
!

V
Illa

T E V
ere-

3
r

Tevere,pro(lo(ta torse dcl Tevere,pi'0(lo(ta forse tlall'ar


Iacea (abboiitlante la creta eh

produ-

Tevere, e serve per modellare e pei altre cose) di cui abbonda il suo letto, fece dare il nome di Albula al fiume e di
I

S aggiunge che fino a questi ultimi tempi ne fecero uso leresianidelconvenlodella Scala e benedettini del monastero di s. Calisto, ambedue situati in Trastevere, ed
che nel suo Dlercatn stampato nel
i

bionde all'acque. Dice il Melcliiorri, che per le acquede'fiumi tributari che vis'inIroducono, vuoisi da molti chesomministrino al
Je quali

filippini della chiesa

Nuova;

bens'i tutti

facevano depurare per 6 mesi ne'purgatorii delle cisterne. Il Cancellieri ne rila

Tevere alcune sostanze minerali, rendono le sue acque potabili.conlenendo iu se qualit depurative. Narra ;la storia che realmente le sue acque fulono adoperate per bevanda da'primi a, ,

parla nella Lettera sopra V aria di Ro-

ma a

p.

68. Leggo inoltre nel Melchiorri,

che sembra essere stato cosliuiie, usando l'acqua delTevere,di farla deporre per vari

giorni; per aveasi l'avvertenza di attin-

bitatori della citt sino all'annodi

Roma

gerla aldi sopra de'ponli,valea dire supe-

44 1)
dal di
mina.

"el

trodusse in
lui

quale Appio Claudio Crasso incitt r Acqua detta Claudia

riormente alPortodiRipetta,dove il fiume

non ha ricevuto

lo scarico delle
citt.

cloache e

nome

per

le

Fontane

Idi

Ro-

dell'immondizie della

llFea, Storia

Anche

in seguito

ne

di potabile all'

dur It reputazioacqua del fiume, e fi.i

talvolta reputata migliore delle avventizie, e

delVacque antiche sorgenti in Roma, a p. 5, anch'egli attesta, chedopo perduti i grandi acquedotti, romani doverono rii

come

tale preferita alle altre. Gli ai

tornare a bere l'acqua de' Pozzi)a piovana


delle cisterne, e l'acqua del Tevere, per lo

bltanti

ne fecero sovente uso dopoch


gli

barbari guastarono
ti,

esterni

Acquedot-

o per essere rovinati

dall' incuria de*

pi bionda e turbolenta, che si depurava alla meglio in vettine perpochigiorni, e si

necessari restauri, per cui sino a Sisto


del
I

vendeva,
salute.
cisi

ma

con molto pregiudizio della


scrisse
il

585, che

li

ripar e arriccln

la citt

Poich
di
alla

Petroni e poi Lansi

vendeva perizoma l'acqua del Teveie,dopo averla attinta nelle cisterne depuratorie, e si portava in bacoiracqiiaFelice,si
riletti

medico

Clemente XI, che

rimeusa-

diava
va

torbidezza

dell'acqua del Tesi

vere con 6 mesi di riposo, quindi


;

co'somari per

le case.

Ne

tratta
s.

AI-

purch per, dice


la

il

Petroni. sia

ben

lessandro Pelioni medico e amico di

purgata,

qual cosa rare volte accade

gnazio, onorario della famiglia di Paolo

IV

"medico palatino di GiegorioXIlI; De aqua Tyherina adJuliuni III Pont. J\lax., Romaeo52. R.ilevai altrove che
e
I.

che possa esser prima che siano passati 6 mesi. Aggiunge, che al tempo loro continuarono a fare elogi dell'acqua del Tecos'i supposta depurata, il Fabricio, il Boissardo e altri. Al fine fecero ben covere,

alcuni Papi esclusivamente

la

preferiro-

no

alle altre

acque. Clemente VI! a consi-

noscere
delli, e

il

vizioso dell'acqua

il

Gagliar-

glio del suo

medicoCorli dottissimo, quanfece

do

nel

i533

per

Marsiglia, ne port seco

mare il buona

viaggio di
provvista.

prima Gio. Battista Modio nel suo libretto: // Tc^'cre, ove si ragiona di tutte le acque, ed in particolare di quelle del

Altrettanto fece

il

successore Paolo Ulne'

fum
sti

di

Roma,

ivi

suoi viaggi di Loreto,

Bologna

e Nizza, ri-

a bella posta sotto

556. Lo scrisse quePaolo IV, contro

lenendola perfettissima e migliore delle


altre d'Italia.

le

opinioni di vari medici, fra'quali

An-

Gregorio Xlll immediato

V, la beve costantemente sino alla morte avvenuta nell'et d'84 anni. Ci affermano molti scrittori
predecessore di Sisto

dreaBacci(poi raedicodi Sisto V,che scrisse, Del Tevere libri tre. ne'quali si tratta della natura e bont dell' acqua, e specialmente del Tevere, ed acque antiche di

da
i

me

letti,

inclusivaraente a Cancellieri.

Ronra^m 558)
1

e Petroni, i quali

VOL. l.XXV.

r.M^^*

1.4
ut facevano
jieisiiaddc

T E

^^
fi
i

T
irla.) fjncl

r.

tali elogi, dii pr.

ma
i

chi
<lel

il

la de'conilolli, a st'gno (lic

:ii

rivniniio

so'to

fiume Ir.ivcrsi la citt, e al di Porto di Ripa Giai>de, ajlorch


pol-

(demente VII

e l'aoji) ili di

esce da'l'abitato. Uii;i libbra d'acqua de!

portarsela ne'ltuo viaggi, luollrc Feo


poilii la leslimonian?;! del

n
,

Tevere presa alPonteMil vio,coiiliene


lici

Cainpana

il

cid)ici ^,

e47

centesimi

di flu'di elasti-

quale dice chec<<luio


ti

i(jiiali

eiaiuicoslief

a bere ordinaiiaineiite l'acqua drl Tesi

vere,

>piriineiilava in elTeUoche molli


di renella

79 centesimi di materie sa< Una libbra dell' acqua presa a Rina Grande coni iene pollici cubici 6, e \\ cenci;

e grani 4, e

line.

moiivano per male

da essa ca-

tesimi di

fluiili

elaslici

gionalo. 'St:\\'Es(7m(' /.-n'ro-cli/n'ro rhlle

centesimi di materie ialine.


te

acque potabili di Roma del d.'' Pietro Carpi, Rotnai83r, e di cui feci onorevole menzione a Fontane di Roma, non trovo ad'.iUo ennmerala tra evse l'acqua
dei Te>ere.

defernunare

cos

80 Furono potumnimamente queste


;

e grani 4> e

proporzioni, perch fu fatta fespei

ieii/.a

sopra una ma^sa di 100 libljie d' acipia.

Conclude ilChi!uenli,che
torit
la

le

ragioni el'an-

Nondimeno
/"

il

Cancellieri,.r.-Yp.

da

lui aildolle a

soslenimento del
e

tera sopra
risce:

a/-iti

di lloiua

(he

ne' primi del secolo

68, rifedecorso,

salubrit dell'acqua Tilicrina, che disi

set alcune volte


in

romani,

che scorre

essendo stata anal7?ata qnesl' acqtui, erasi rilevato,

un fiume non meno

di essi celebratis-

che

la

sua opacit, e

il

suo

siuio,

colore fangoso dipendono da particelle


calcarle, o piuttosto

analisi,

che cred potersi dedurre dalla sua non furono da lui riportale Ci,n
di

mainose.

Due
la

libbre

disegno

rimettere in credito e

in

voga

sponda del fiume, ed evaporata, dierono un residuo di grani due e mezzo coujposto di finissima terra marnosa di color cenerino, che messa sulla lingua svilupp imi sapore sensibile assai di miniato di stida
o
sia di sale

e mezza d'actpia atlmla lungi

(]uest'iicqua,

mentre ne abbiamo dimoile

e eccellenti,

ma

bens

il

fece al Solo fine


delle altre
ser-

di mostrare, clie in

mancanza

questa tal

acqua da poter benissiuui

vire u'bisogni della vita,

com' accaduto

alcune volte, e da non poter recar d/mno


a coloro, che tuttora necessariamente ne bevfno, essendo questo l'uso di mollissi-

comune. A'nostri
vol.XXN",
:

giorni, coi

me

indicai nel

p.

i6i,nel i83

fu pubblicata in

Roma DelV accnia

del

mi lavoratori
di coloro

in

vicinanza del Tevere, e


il

Tevere, analisi ehiinie a di /littonio Chi-

che scorrono
di

menti poi professore dell'universit rotTiana. Risulla da questa analisi, che l'acqua del Tevere non solamente polabile,
.

che

da pesca, che

fiume con barcommercio. Tor-

nando
vere,

a pai lare del corso e caduta delTe-

roa superiore ancora per


fisiche a quelle della

le

sue

(|u.tlit

corso non veloce come riferirono non pochi, cio relativamente ad altri
il

Senna

e del

Tamigi,
piu' serpiti

fiumi navigiti;essoan7,i put dirsi per


zione essendo caso eccezionale
a
le

l'or-

che bagnano Parigi e Londra, che

dinario di mite corso, quello dell'inondala

vono

all'

uso degli abitanti di quelle


cil l

Orte

d'Europa. Confess il Touinoii, quanto alle acque potabili di Roma, che des^a ne ha ^o volte [)i che Parigi;
popolose
la

Roma

Tevere corre raggiiaglialaineit 3 miglia l'ora; da Roma a Fiumicino


il
il

2 e mezzo. Rens

coi so e

il

voiiunedelle
va-

qual dovizia d'un


il

necessario elemenla

sue acque
sto,

risii

etto in

uno spazio poco

to, su|)eifluo

dite quanto giovi

sa-

lubrit del vivere, e quanta utilit reca.

Ecco

il

risultato dell'analisi fatta dall'en-

mollo contribuisce a aimientarne la forza, e<seiido in proporzione diqiiellons sai piofoiido il suo letto, che tale per le
sudfletle ragioni
ne.

comiato professore, defunto nel luglio i83o, sopra due grandi quantit d'acqua,
prese
al

perennemente si mantieCialdi, Selvap.

Leggo

nel

commend.
G

Ponte lUiMo o M(jlle,

cio pri

rif/ie/iti

sid Tevere,

e scg.. che la-

TE
sue acque, ed

V
senta minori
i:orso

T
entro

i::

V
da superare.
Il

gevolezza della navigazione in un rjuine

diflTicoll
la citt,

suo

dipende dalla velocit e dalla massa delle il Tevere appuiitu possienel

calcolato dalla co-

lonna inferiore
al

al

Porlo di Uipetla, sino

de qaesle due qualit

massimo graprova

parapetto inferiore del Porlo di R.ipa


di miglia 2 e

do

eli

convenienza.

Il

tb. autore ci

Grande,

canne 216

ar-

nnche ne! suo llagionamento delle l'arche a v(;pore e lei na^'igazione del Tevere, citando con onore l'autorit del prof.
I

chitettoniche, pari a metri 346o.').4-7.

La caduta

totale del suo livello ordinario


ri-

presa alle rovine del Ponte Sublicio,


spelli va mente a Hi vello del

Brighenli,

il

quale nel

84^

spedilo dalla

ma re, per giundi cir-

prefettura generale dell' acque e strade a

gere

al

quale percorre una distanza

studiare quel trailo del Tevere ohe da Ro-

ca miglia 21, di palmi 2i.3.o, e peici


si

ma
!

ai

niaie co ndu ce,


>'oii
vi

ei

Il

nel suo rai


piti

calcola dagl' idraulici

ad oncie 3

poito dichiar:
alla

ha fiume

allo

a miglio nella

traversa della citt. Per

navigazione interna, di queslo Teve-

l'esperienza fatta nel


ri

182

dagl'ingegne

re da

Ruma

Fiumicino. IMa sulla


il

cosli-

pontificii sulla velocit del


le

Tevere,

ri-

tuzione del fiume, dice


di, essere
!

coujiuend.Cialil

sultano

seguenti osservazioni, misurale

incontrastabile che

disbosca-

all'idrometro fallo collocare dal governo


al

mento produce un

sollecito deflusso delal

Porto

di

Ripella, sotto

la

direzione del
il li

l'acque piovane, e quindi

divenire esse

cav, Linolte, nel quale lo zero indica

rade o cessare, sembrei ebbe che pel Tevere,

come per

gli altri

fiumi, dovesse se-

vello del mai^e. Essendoli 19 giugnoilfiu me a metri 6.2,calcoI.ita la velocit media


al
ili

guirne l'eirello
il

di

penuria d'acque. IMa

sopra del dello Porlo, dove

il

fiume

Tevere, nato per signoreggiare sempre,


a dispetto dell'incuria degli
i

entra incitt,fulrovatoesseredio.662.La
sezione media di (jnell'epoca era di metri

anche
ni,

uomila

su tulli

fiumi del mondo, non potene^si in

quadrali 218,779, eia quantit d'acqua,

do competere con
ce sopra
li

estensione,

vin-

che

vi

passava ogni minuto secondo, era

gli altri in

[lerennit.

Egb

in fal-

di nielli cubici

deve avere degl'invulnerabili serbatoi

ingegneri

si

244,o^i-4' f^ag'' stessi ebbero seguenti risultati iu


i

ben pi efficaci de'boschi per conservargli una tal signoria; corroborando il coai-

torno

al

volume

delle acque.

Dopo

la col

locazione delTidroinetro fatte diligente-

mend.

Cialdi

la

sua opinione col riferito

nell'utilissima Statistica de'fiumi e\\"\n-

mente ie osservazioni per un ottennio, dal 18223! 1829, risulta il quantilat vod'acqua, che ha avuto passaggio
in ciascuir

gegnere Lombardini, dichiarando che


magnifico Po deve cederla
perennit
col
al

il

Tevere

in

giorno
tati

e in ciascun

anno.

Da

questi risul-

; fi^nomeno ch'egli pure spiega supporre nelle viscere de' monti costituenti il bacino del Tevere una quan-

tit

enorme

di cavit, nelle quali

molta

parie dell' acque piovane o provenienti


!

prendendo la media, ilTevere trasporanno metri cubici 283,o43,36ti, 26/ 00 d';icqua.ln ogni giorno metri cubici 773,342.52. La larghezza del Tevere (l'Alveri dice che 1' antica era di 53
ta ogni
I

dalla liquefazione delle nevi,

si

raccoglie

canne) desunta dalle osservazioni fatte


dagl' idraulici in varie epoche, cio da-

come

un ampio serbatoio per defluii e successivamente al fiume in forma di sorgente. Conclude, che il deflusso sotterra neo del Te vere non sia mi noie di trequarti
in

gl'ingegneriCIiiesaeGamberini nel
getta a variazioni secondo
stante che
il

771,

e dal cav. Linolte in queslo secolo, sog


le

stagioni, e

del deflusso totale; ed

il

Cialdi aggiunge,
tulli
i

fiume non ha alcuiM ar


le
1

che mentre esso

il

pi alto di

fiu-

ginalura regolare e continuata, tranne


quella delle abitazioni, che toccano
ac'\\:

mi d'Europa

all'

interessantissimo

ramo

U'induslria della navigazione, inoltre pie-

que. Sezioni misurale nel dicembre

']

,,6
palmi
l'isola
f)4'1i;

TEV
sonale e
la

TEV
pubblica decenza, prescrive:
I. "Dalle ore 8 antimeridiane fino alle c) pomeridiane permesso in ciascun giorno agl'individui di sesso mascolino di prendere bagni nelle capanne presso la Rei

a Ripetla palmi 278; al Ponte Trionfale


all'Isola

Tiberina coni[)resa

palmi 740; He rovine del Ponte Snblicin palmi ^o5; fia il palazzo Falcoil

nieri e

giardino delia Farnesina, mi-

sura presa in aprile, palmi 253. Sezioni

nella, presso

s.

Anna

de' bresciani, e di

misurate dal cav. Linotte:

alla

punta
i

in-

fronte

al

Porto
la

di Ripetta.
s.

L'uso de' ba gratuito

feriore dell'Isola Tiberina, metri

07.30; incontro la cloaca Massima palmi 111.70, Altezza desunta come sopra nel dicem-

gni presso

Renella e

Anna

XVI emanata a'24 giugno 1837 per organo di mg/


(per disposizione di Gregorio

bre 1744= 3 Ripetla palmi 63 oncie 9; al Ponte s. Angelo palmi 25.3.3; al Ponte Sisto palmi 25.6.2; a Ripa Grande pal-

Roma, per rimuoannegamenti accaduti miseramente.a quelli che non volevano spendeCiacchi governatore di
vere
gli

mi 58.3. o. Al

palazzo Falconieri

come solo
al-

re e per recarsi in luoghi pericolosi): quello di fronte a

pra nell'aprile, palmi 33.i.o; avanti sbocco della cloaca Massima, maggior
te. JNeir estate quest' ac(|ue

Ripetta importa una lieve


a'

retribuzione da soddisfarsi
di

proprietari

tezza metri 4-90> misure del cav. Linot-

sono

d'

una

approvata dalla Polizia. 2." Fuori dell'anbiella tarilFa

quellecapanne,a forma

temperatura ottima per bagni, che ven-

zidette
tri

gono
lit

reputati salubri ancora per le quagli si

luoghi lungo

capanne proibito bagnarsi in alla riva del Tevere. S/E*

minerali che

attribuiscono, in

vietalo l'uscire fuori de'recinti delle ca-

specie per malattie di fegato,

come

legnel-

go

nel Guatlani.

La sua tenperatura
1

l'estate varia da'

metro

di

8 a'24 giadi del termoReaumui', e suol essere pili bas-

sa della temperatura dell'aria di


di circa.

a 2 gra-

Da

ci risulta

che

il

suo tepore

favorevole a quelli checoncoriono a bagnarvisi. Antichissimo l'uso di bagnarsi

panne per nuotare, come del pari il far transito dal capannone alle capannelle, o dall'una capanna all'altra. 4- E' proibito condurre cani ne' luoghi destinati a* bagni. 5 I conduttori delle capanne sono responsabili della custoilia degli effetti de'bagnanti, non che del buon ordine nell'uso de'bagni, e la forza de'gendarmi
presta

nel Tevere, praticato dagli antichi romani


tra
gli esercizi

mano

forte alle giuste requisitorie


la

ginnastici per essere destri


le

de' medesimi: inoltre

forza pubblica,
il

nel nuotare e per fortificale


Altres gli antichi

membra.
re-

anche mediante scorridore lungo


scrizioni. 6.l barcaiuoli
il

Te-

romani per semplice

vere, veglia all'osservanza di queste pre-

frigerio del corpo, per la sua nettezza e

che trascorrono

per la sua salubrit costumarono bagnarsi

Tevere devono

tenersi in proporziona-

nel Tevere. Bandita


i

la

semplicit di tale

ta

distanza da'locali de'bagni, onde noi


I

uso,

cittadini della

romana repubblica
i

cagionare nocumento o molestia.


viganti inglesi

na-

cominciarono a fare Jagni (!''.) nelle casce nelle ville, formandoli privati e modesti, e poi sotto g'

danno

le

seguenti sempli-

imperatori

dato lusso

li

convert in

smosontuosi e imlo
(P'.).

cissime istruzioni a tutti (juelli, che non sapendo nuotare, cadono sventuratamente nell'acqua, o vi si gettano apposita-

mensi
la

edifizi

chiamati

Tenne
le

per

mente per
titi si

splendidezza delle quali

defin atto-

darsi la morte, e poscia penvorrebbero salvare. Ordinariamen-

nito

Ammiano

Marcellino: Lavaera in
Il

te chi trovasi

nell'acqua e tenta di uscirte-

inodtiin jioK'ineiiirim exlriiclti.


i

go-

ne, innalza le braccia al disopra della


sta;

verno presente,aninch bagnanti si possano giovare de'bagni nel Tevere, senza


che ne
sia

ma

(juesto invece

il

pi certo mezzo

d'immergersi nuovamente, e morire annegalo. Innalzando


le

compromessa

la

sicurezza pei-

braccia fuori del-

TE
l'acqua la testa perde

V
il

TE V
suo equilibrio, e
te

1.7

tana d' Acqua acetosa scaturiscono mol-

non essendo pi contrabilanciala, discende conseguentemente al disotto. E" necessario quindi tenere e raani e braccia

vene di gas acido carbonico, che miosserv, che quasi tulle


le

neralizza quell'acqua acidula e salubre.


Il E.iccioli

sor-

sott'acqua, e

muoverle in qualsiasi senso o direzione, ed in allora la testa del sommerso s'irmalzer di tantoch potr re-

genti di gas infiammabile trovansi presso gli sbocchi delle cloache o ne'depositi

d'immondezze, ove
gna, e
gas,
la

il

fiume quasi
lo

rista-

spirare libera mente.

Movendo poi

le

gam-

corrente diviene debole e lenta:

be come

se

come

avesse a

camminasse, o meglio ancora montare una scala, usci-

osserv anche cessare

svolgimento del
di

quando
di

il

Tevere povero

acque ne
per an-

r colle spalle fuori dell'acqua in modo, ielle potr impiegar le mani per attaccarsi

lascia a secco le origini, le quali

che fuori
ni,

questo caso non sono peren-

a qualsiasi oggetto cui per accidente


gii

si

ma

intermittenti ad intervalli pi o

trovasse vicino, o

venisse lanciato

da

meno
to

lunghi, tranne

la

pi prossima a
il

chi fosse accorso sul luogo per salvarlo.

Ponte Molle, ch' perenne. Quindi


diede
l'analisi cliimica di
il

dotex

L'uomo

il

pili

debole,

come anche

il

pii

Morichini con l'encomiata Lettera


gas un odor di petrolio, che

timido, pu mantenersi, usando un


finch possa essere soccorso.

tal

questo gas. Difsi e-

rimedio, qualche teujpo a fior d'acqua,

fonde

Un gran nula vita.

stingue a lungo conlatto coll'acqua: ar-

mero d'individui caduti nell'acqua.consci


idi

de con fiamma turchina debole: una misura


di questo gas con due di gas ossigeno detonano: parti eguali in volume di gas del Tevere e di clorino si combinano con leggero fremilo, depongono il carbonio in forma di polvere, e mostrano galeggiante una sostanza oleosa che rende odore di nafta: 100 pollici cubici di gas

detta istruzione,

si

salvarono

Gli annegati nelTevere sono raccolti pia-

mente, seppelliti e suffragati daWArciconfraternita di a. Maria dell' OrazioIne detta la Morte, della quale riparlai
\

nel voi.

LVI,

p.
I

i4-

Il

d.'

Domenico

RIo-

182 pubblic in Koma: Lettera sopra il gas infammahile del Terichini nel

alla

temperatura zero, e

alla pressione di

vere.
!

Il

Crocchi col Riccioli percorren-

76

centimetri, pesano grani

36.75 della
il

dola
lo
la

riva destra del

Tevere

nel luogo det-

libbra

romana. Lo

stesso gas intorbida

Penna vide sorgere alcune


continuando poi a

bolle d'a-

l'acqua di calce, che ne assorbe

4- del

ria,
\

che facilmente riconobbe per infiaravisitare

inabile, e

am-

bedue

sponde del fiume, rinvenne sulla riva destra una copiosa sorgente presso il Ponte Molle, altre molte fino al di l del Praticello, sotto il bastione di Cale

volume, dunque contiene il 20 per 100 d'acido carbonico. In 100 misure di gas racchiuse per 24 ore nell' eudiometro a
fosforo

non avviene

il

menomo

assorbidi

mento; dunque non contiene punto

gas

ossigeno. La quantit de'principii infiam-

stello presso la
'

Legna ra,

fra la Farnesi-

mabili del gas del Tevere fu dal prof.


richini

Mo-

na

e porla Settimiana,e

due miglia fuo-

determinala per mezzo delle de-

ri di

porla

s.

Paolo. Nella riva sinistra,

tonazioni col gas ossigeno nell'eudiometro di Vuoila: egli

al di l del

Ponle Molle, nella riva della

non tenne conto

del gas

Penna, presso l'arco di Parma, fra questo e il Ponte s. Angelo, presso s. Giovanni de'fiorentini, presso la via

acido carbonico prodotto nelle detonazioni. Dall'analisi del gas

infiammabile
i

dell'Arma-

del Tevere
stituenti
il

si

ricava, the

principii co-

ta, sotto gli archi dell' arciconfralernita

gas sono, gas idrogeno carbu-

della

Morte, lungo
il

le

rive del rione E.eebrei, porta

gola, presso

ghetto degli

rato 55, percarburalo 2, gas acido carbonico 25, gas azoto 18: in tutto 1 00. Le
rive del

Leone

e la Salara.

Non

lungi dalla

Foq-

Tevere sono composte

di sabbia

i:

V
tli

T E V
coipi oigntii
(itigli

liiiudaj
t:i

jnegna cVavan/i

bimcnlod'ogni specie d in)mondczze,clie


per
lo

deposti dall' inoncliizii

ni,

scoli

sfogo di tante acque.


,

Abbiamo

il

dcllecloiidieeilugli scaiiilii doU'iitiiJuiu.

uioto-proprio di Pio \\
(

Ejti nclionis
jiin.
i

dezzc: da ci dee lipcrcrsi

la

fnrmazio-

'fjii

a inini inidliariun TU e fis roncessns


aluac
il

ne

e lo

svilnjipo dtl gas.

Il

d." IMoiicliini

1,1

il lis

? ///\,

dato kal.

non crede the l'odore >pecinco nasca da


lina
s.

Osserv
lucati

cardinal Moiichini, che

563. pi

sorgente di petrolio scoperta pies>o

vasti istituti

de'po veri furono saviamente


il

Maria in Trastevere, ma sospetta con fondamento, (he quest'odore pro[)rio di gas inlainmahdi dipenda da una tutti
i

lungo

fiume, poich esso giova

al!a nettezza e salubrit della citt. Co-'

uie lutti
di pesci sa

debole cou.binaziune del gas acido carbonico col gas idrogeno pei cabinato. Molte rose sidisserosulla .scoperta. Alcuni sif or-

fiumi, anche il Tevere ricco (massime nel tratto che traverPioma, per l'abbondante nutrimento
i

che
te vi

vi

trovano),

quali sogliono dividersi


in

inarono un idea cos'i gigantesca della (piantila delle sorgenti, e nientemeno formaro-

in avventizi,

perch

epoche detcrminain

passano dal mare, ed


11

indi^eui fluil

no
lo

il

progetto bizzarro di cavarne parlila citt. A!ti


i

viatili.

novero che ne

fece

Mclchiorri

per illiin.inar

biamaroe

il

seguente. Gli avventizi sono (princi-

10 che ilTevei e f<jsse meno biondo


aludi

meno

palmente).

pingue, e non foimasse tanti stagni, seni e


:

che
la

le

cloache sboccassero dov'

Lo Storione, Accipe user stu,/o;Nibby confuta l'opinione di quelli che Io credettero il pesce Lupus, mentre altri

pi rapida

correntejed osservarono che

d preveniilosvolginientod' qnestogas interessa la sua analisi eh mici;

al

credono corrisponda all' Accipeiisci'y Silarus e al Tursio degli antichi, ma

che

la

sua

senza certezza. Plinio ricorda


siti
i

come

squi-

gravit specifica poco diUrisie da rpiella

Zf//J/^^ycc.y presi fra'd ne ponti

Pa-

dell'aria atmosferica; e
il

che

in

questo

si

contiene probabimente
ratore delle febbri

miasma gene-

inlermiltenli, delle

quali parlala Pestilenza. Altri finalmente,

cio

pescatori d'antichit,

avendo
il

in-

Pcrc^ Lc' / /-trj;; Nibby dichiara sembrar chiaro per ogni riguardo, che il Lupus tibcrinus %\i\ la spigola. La Laccia, Cuplca aiosa: nota Nibby che Pomponeo Leto e Platina
latino e Sublicio.

La

Spigola,

teso dire, che l'acqua a contatto di certi

(lederono corrispondere anch'essa


j)us.
11

al

Lu-

metalli

si

decompone, e se ne svolge
la pili
il

gas

Cefalo, I\higil ccphaliis.


Il

Il

pesce

idrogeno, concepirono

certa lusin-

Cane, JSutmiiis occUarius.


ius
iic;cr.

Jozo, GnLi

ga di ritrovar fra poco nel Tevere

can-

Lo

storione pel primo, per

delabro d'oro degli ebrei, o


litare di !Ma>-seiizio,
le.

la

cassa mi-

sua carne molto delicata e per lo

s(piisilo

ed altre cose sogna-

suo sapore, forma


montuose, e
al
I

la

delizia delle

mense

Colle cloache o acquedotti sotterra-

vi

cresce smisuratamente fino


t.

nei e scolatoi

ricarvi nel
ti

ine,

comuni per ricevervi e scaTevere l'immondezze e le laper dar scolo alle acque naturali e
piovane, delle fontane e
servito all'ubo degli

peso di pi centinaia di libbre. Nel


I

S, p.

co

AiAV Album di

Roma

si

ripore la

ta la

figura dello storione

comune,

)v\enlizie, alle
di

sua erudita descrizione secondo


logi. Ivi
si

gl'ittio-

quelle che

hanno

dice,

che questo pesce marino


dalla sua abiludine di
te-

abilaiili.gli antichi

romani fecero opere


Massima. Ui
ipie-

prende

il

nome

mera vigliose, facendole confluire nell'ampio canale della cloaca


'a

nersi in

fondo all'arqua (con etimologia

tedesca,

onde

pur chiama to/>//y>/w/ Ce/'il

e delle cloache minori parlai a

ho-

inauuiu), (juindi abbandonalo

suo piosue

%M ed a Strada. Grandissima l'utilit die il Tevere ha sempre portato alla nettezza e salubrit di

Tondo

ritiro

marittimo,

ama di

salire a ri|.

Iroso de'grandi fiumi, per depoivi

Roma,

per

l'assor-

uova

in

primavera, ed ogni flmuiiua ne

T
eli

i:

V
historiii,

TliV
il

.,9

noiiu ulineiio un inilioite del peau laluia

neiupc cpiadrupcdu.'H, insccto-

200

libbre. Qtiesle

uova e

lalte dei

maschi sono cibi multo sliuialijil caviale composto di queste uovii. Nell'Est ne
fu preso
il

uno
nel

cht^

pesava

460

libbre, e fu

ruf/, pisc.iunif varioru/mpie niariiioruni corporuni,fossilium,planctarwnexoticarum, ac pracsertini testaccoriun existcntiuiniii niusaeo Kirchcriano, Rotnae

pi glande de'piCM ne'funii d'Inghil-

1773. Nel

voi.

LXIV,

p.

57, parlai del-

leita;

ma

758

ne fu pescalo uno nel

55o libbre, e venne Papa dal duca di Carpineto. Ponlopidannu alleima, che in Norvegia la lesta d'un solo storione d spesso un barile d'o'io, e che si hanno pesci di
Tevere
clie

pesava

goduta sino a'nostri giorni da'magistrali Conservatori di Rol'antica prerogativa

presentalo

al

ma, di ricevere tutte


di
la

le teste

de'pesci gran-

pescavano nel Tevere, secondo misura marmorea di Campidoglio, si-

che

si

no
se
1.
1

e inclusive a' pesci lunghi

5 palmi e

questa specie del peso


l'antica

di

000

libbre. Nel-

un' oncia. Di questo tributo municipale

Roma,

a tenqjo

vSevero, era tanto in pregio


dello storione, che
la

deirimperatore la vivanda
e preceduti dal
I

ne pai

la

ancora nelWllfiui di
legge a
delti

Roma,
del-

8, p.2 39, riportandosi la seguente iscrisi

recavano a mensa
pesci nati-

zione mai inorea che


le scale

mezzo

donzelli coronali di

fiori,

del palazzo di

magistrati.

suono
vi

di

musicali strumenti.

Tevere sono. Il B.irbo, C)'priiius harhus. La Regina, Carpio. La


e pi opri del

Scnix\A(\,Erjtlii'OpJt(il/nuscoiius.h'A.nguilla,

Capita Pisciwn-Coi'iervatoribus Danto - Fraudeni ne committito - Ignorantia cxcusari ne eredita- Angelo Clavaria Francisco Cah'io - Curdo Sergardio
Coss.- Instaura tum et
h.ii suoi uccelli acquatici,

Murena

anguilla. La Squale, Cy-

priuus leuciscus. L'Alaiinoo Lattarino,


tlcrna lu'psetus. Pi copiosa la seguente nomenclatura de' pesci che si pescano nel Tevere, prodotta dal Cancellieri. Capidoglio, Bue, Canicula, Slurione, Ombrina, Tonno, Lecchio, Corvo, Spigola o Lupo, slimato il migliore, Cefalo,

ne o

erectumMTevere come il GaimoGabbiano o Corvo bianco, Larus i-iche appartiene alla famiglia desi confonE'
pesci.

c/77>/rZ.y,

gli

Ai'cs Anscres, e da alcuni

de coIl'Ardea bianca oAcchiappa

magro di corpo, con peone bianchissime. Svolazza pai ticolarmeute quando minaccia la pioggia, nel
sull'i

Orata, Dentale, Fragoline, Salpa, Sargo,


;

mattino, nel giorno e

Ca[)pone, Laccia, Triglia, Sauro, Tracirro,

mbi unir

della notte, con torti giri,

Scombro, Asino,

iMerla, Boca,

Gobio,

n:\tanle poi sulla corrente a fior d'acqua


col rostro

Scropena, Perca, Occhiada, Rondjo, Pasna. Foglia, Ciarla o pesce

Torpedine, Ragia, Criigro, Muretia, Ago, Anguille, Lampreda, Frutta, Tinca, Luccio, Regina, Burbaro, Tolpo, Sep[)ia Calas.

Pietro,

e altri pesci piccoli,

imbecca lamprede, roviglioni che sono nella super11

ficiedell'acqua per cibarsi.


Belli

cav.
in

Andrea
con
del

ne fece

la

dccrizione
a p.

versi
t.

note bibliografiche

5i

del

maio, Locusta, Ostriche, Salami. Trat-

tarono de' pesci del Tevere. Paolo Giovio, Lihcllus ad Ludovicwn Dorboidum

card. De roma/ds pi.9Cbus,Bas\\eaei 5i f, i^Si, 1578. Ma il Giovio confuse insie-

V Album di Roma. Aggiunger, che Gaimoni l'estate lo passano nelle spiagge del mare nelle altre stagioni sono nel Tevere, ma la sera partono pel mare, e dori

mono
da

sopra

gli

alberi e
illesi

cordami de' ba-

me
che

pesci che
si

vengono dal mare, con quei prendono nel Tevere. Fu trado'to

stimenti, lasciati

da'marinari,perch

certi loro segnali

in italiano lo di

da Cirio Zancaruolu, col titoLibro de' pesci roniaid, ed egre-

narsi della tempesta;

apprendono l'avvicidopo l'aurora fanno


si

ritorna nel Tevere. Delle piante che cre-

giamente stampalo a Venezia nel


(j\q. \\\.o\\o^ix\\.a:a,Rcruni

56o. naluraliuni
1

scono presso
vedere
il

le

rive del Tevere,

ponnr

Maralli, Plantaruni Romulac-,

I20
ci Satuiiiar in
///,

TEV
Agro roinaiw
Sabliali,

TEV
cxlslin-

Romae 1772; e

Synopsis

per riporli sul Irono dagli Aquilii, dai Vitelii e da allri, per cui il senato decrela

plnntariini,

quac in solo romano liixnriantur, Fenariae 1745. Una sola isola ha il Tevere denlro la citt, situala verso la fine clell'ubitato di qua dal Tevere, in mezzo a Roma, classica per l'oi igiue che
LYllI, p. i4i 6192, e inegliu negli articoli che citer, ove raccontai come si form e monumenti che la resero celebre, ancocon obelisco che riaccennai nel
voi.
i

t la confisca de'beni de'detronizzali,clie

concesse
le lece

al

popolo, e

le

loro messi tagliail

gettare nel fiume, sebbene

rac-

conto cuncorde presso


chi, ed
le;
il

gli scrittori anti-

Kibby dichiara non improbabiil

inveceil Melchiorii

racconto e

la

suc-

cessiva

produzione

fisica dell' isola ritie-

cordai nel voi.

XL\ 111, p. 182. Le


gettale

biade

ne favola die non trova pi fede alcuna. Egli pertanto osserva, che ivi il fiume si divide in due rami, cui sono sovrapposti
i

de'Tarquinii

ivi

formarono pro-

due

ponti, Cestio al destro e Fai

babilmente una specie d'argine, die arrestando poi tutte


le

brieio al sinistro;

quali

due canali non

materie galleggianti
il

the porta naturalmente

fiume,

tali

ra-

duni a poco a poco composero un'isoletla, la quale vieppi crescendo e coprendosi di boscaglia divent permanente: aiutala
poi con soslruzioni artificiali di legno die

sono eguali per mole d'acqua. Dice ch' provato per molte idrauliche osservazioni, essere stato anticamente pi attivo il
braccio sinistro:
il

ponte sotto del quale

scorre a sinistra essendo formalo a


archi,

mentre

l'altro lo

d'uno

solo,
gli

due d
ar-

luogo a fabbriche sontuose, e quindi nel 495 di Roma consolidala da muri coperti

a conoscere questa variet. Infatti


chi del ponte Fabrieio
niti

hanno insieme

u-

di massi di travertino, fu ridotta a fog-

gia di nave in

memoria
il

di quella

che a-

metri 48.75 di corda sia di Juce, mentre l'altro non ha che metri 23.87.

vea traspoitato in essa


dal fiumetlie la

Dragone sagro

di Esculapio. El)!je vari

nomi, Tiberina circonda; /o/^/, dalla sua


di

Ora per il maggior confluente pass nel ramo destro, e ne fu questa la causa. All'estremit superiore dell'isola era vi di-

forma; Licaonia, dal tempio


caonio;

Giove Liil

staccalo dalla sua punta

un

isolotto,

che

Sagra

e ' E.sculapio, dal


(f'
.)

pio (V Esculapio
di
1'
il

eretto

Temdopo 460

Roma;y/YZ
uniscono

zV//<c Po//^'.

per quelli che

alle due ripe del fiume, cio Ponte di y. Barlolumco Cestio (P'.J, e il Po///r Quattro Capi o Fabrieio ( T '.); di s. Baitolomeo, dalla Cliiesadi s. Bartolomeo (di cui riparlai nel voi. Lll, p. 226 e altrove), rimpetto aW Ospedale di s. Giovani di Dio de' Benfratelli (V.):

acque molto pi avanti, eie dirigeva alla sinistra. Di quest'isolotto si vede la figura in tulle le antiche piante sino al 1788, nella quale epoca essendosi per una forte alluvione distaccate dalla
divideva
le

ripa destra e dal

Monte deCenei(.\ue gran


il

falde di terra, (piellearene vennero ad oslruire e chiudere

canale, che divideva

l'isolottodal continente della ripa sinistra,

e ve

li

unirono. Essendosi per avanzaper l'aumento dell'isolotil

denominazioni resi ragione a tali articoli. Nell'isola Tibeiiuafu puieil temdi altre

ta la detta ripa

to

e pe' successivi fabbricali ristretto

pio di Fauno, e
la

la

statua di Cesare; oltre


le

corso del fiume superiormente

all' isola

carcere pubblica, ove

persone d'al-

Tiberina,

le

to

giudo

vi

restavano un mese prima di


al carnefice.

direzione, ed

acque cambiarono in parie il loro maggiore volume

consegnarsi

Indi l'isola diven-

corre oggi a destra.

La larghezza magtempo
degli
e-^

ne giurisdizione ed episcopio del vescovo di J'ort(j{r.). Ma quanto alla primitiva iurmazioue dell'isola Tiberina, dopo l'cspulsioue de'Tarquinii e
la

giore dell' isola Tiberina di metri 80.


il

l'onte Cesilo (da dove a


si

antichi romani

gettavano quelli eh'

congiura ord-

ruuo presi dulia disperazioue) fu

anciie

TE
articolo, gli deriv tal
la

V
denominazione dal-

TEV
ro a Mileta, per cui deriv
il

121

chiama!oyrTr<7ro,poicli come dissi al suo

tribuendosi l'invenzionea Pilunno,ovve-

vocabolo di

quantit delle catene di ferro de' prosiiiiiini

Mola

simi

galleggianti e pensili posti so-

Ora 9 sono le mole sul Tevere, ed appartengono a 4 diverse cue l/olino.

pra barconi che sono nel finne ; ed ivi narrai, che per la i. volta furono nel 53 j

stodie della soprintendenza del


di

macinato

Roma. La
le
s.

custodia dell'Isola presso di

immaginati da Belisario, dopoch Vitige tagli gli acquedotti che l facevano agire, sebbene il Fea non sembra persuaso che Traiano facesse girare le mole del Monte Giaiicolo con l'acqua del suo acquedotto, e
altri
cos'i

quelle acque potabdi di

mole denominate ss. AnBartolomeo, s. Francesco, e Giuditta. La custodia di s. Bonosa presso la chiesa omonima e tra'due ponti, ha le mole chiamale s. Agostino e s. Nicola. La custodia del Sole presso il tempio di Vequesta, ha

nunziata,

acquedotti non crede che fossero impiegate per tale uso meccanico. Antica-

sta,ove
la

si

venera
delia

la

Madonna
la

del Sole, al-

mente, riferisce lo stesso Fea, si macinava il grano a mano, in molini o macinelli di pietra rossa, e chiamati mole a mano, e 3Iolae trusatilesj vi furono mole mosse da asini, e dette mole asinarie, volgarmente a sangue; e ne'iemoti tempi si
pest
il

s. Mauro. Mal va,vicino alla chiesa di s. Giovanni della Malva e presso ponte Sisto, ha la mola delta Fonlanone, per-

Bocca della Verit, ha

mola

La custodia

ch

ivi

la

fonte cos appellata.


il

Alcuna
il

di queste

mole, oltre

grano e

gran-

grano

nel

farina e formarci poiil P(7/u'(/'.j.

mortaio per ridurlo a A Poril

ta MAGGIORE

descrissi

monumento

del

fornaio Eurisace, in cui sono rappresentali gli usi della panificazione.

Pare che

l'arte di essa fosse introdotta in

Roma

nel

anche il sale.Siccomeanticamente il grano alle mole e la farina si trasportava dalle mole a' forni con truppe di cavalli e muli, ciascuno con un sacco contenente mezzo rubbio, che cagionavano disordini edisgrazie, cos Sisto V limit ogni trasporto a soli 5 di tali animali. A'nostri giorni riconosciutosi difettoso tale sistema e indecoroso,
si

turco, macinano

suo anno 58o, secondo l'Alveri, il quale dice che le donne cuocevano il pane nelle pile,

ordin
il

ne'remoli tempi. lIGuattani, /\oi

che

alle

mole

e a'forni

si

portasse
carri.

gra-

ma

descritta, dice che

molini furonvi

no

e la

macinata farina con

Anche

sino dal

tempo

de' primi re di

Roma,

con questo metodo se ne fece abuso, caricandosi con pesi enormi di grano e poi
di farina

diversi autori parlano di molini futti ne*

fiumi, ma di que'composli soltanto di ruote esposte alla corrente,

con 3

o4

cavalli,

con notabile

non

de' galleg-

danno

de'selciali delle strade.

A rimuoi

gianti a guisa di barche, che Procopio,

verlo, di recente fu ordinato, che

carri

De
le

hello gotliico, afferma essere sotti-

da'forni alle mole, e viceversa,


tessero trasportare pi di
i

non po-

invenzione di Belisario vir prnden-

o sacchi di gra-

tae

singtdan's.FevoV A\vei\ ne dice ini

no o

farina.
fu
il

ventori

goti e Belisario restauratore, e

Navigabile
Pascoli

Tevere anticamente
in

che siccome prima erano le mole sostenute da corde soggette ad essere troncate, anche dalla veemenza delle acque, egli le cinse con grossissime catene di ferro per resistere a qualsivoglia inipelo.A.g-

per pi lungo corso del presente. Leone

neh 740 pubblic

Roma

e de-

dic a Benedetto

XIV,

//

gato e navigabile, in cui si torit evidenti e non sospette, che


pi passali sino dalla

Tevere naviprova con aune'teoisi

giunge che
fuori del
so),

molini anticamente erano

sua scaturigine
si

na-

fiume (e ve ne sono anche adesprendendo l'acqua dagli acquedotti,


da uomini o da
cavalli, al-

vigava.

Che

al

suo tempo

poteva na-

falli aiiire

gi

vigareahnenoda Orte a Ponlenuovolunda Perugia miglia 4 'Z^; e che alcuni

ii2
ticolarnMUle
ra ed
li,
il

t:v
il

T r y
Ftoiic. ncIl*0;v//;o a Paulo
di nel
ni
,

(Ic'moltissimi fiumi elicvi >Ij(jcoauo, [jarCliiagio, la Paglia, la


i

111,

Lombar-

Ne-

Discordo

f,u\

rimedi all'inondazio-

[).inmet)ti
ti

Tevernne, che sono 4 piincipasi navigavano. Vi aggiiin>e


u de' quali sulle cause delle

il

cardinal Biscia nel Discorxo sulla


il

navigazione,
/iato,

Bonini nel Tevere iuraledi restituir

3 discorsi,

ed

il

Meyer nell'w/Vc
forti

iiif>i)da7,ioni del

Tevere ede'rimedi loro; e l'altro de'riniedi per rinondazione della Chiana, con diversi nuovi [rogelli del medesimo, non meno che di altri, e halli
da"p celebri autori. Dagli antichi storiquali Dionisio d' Ahcarnasso, da Strahone, da Plinio il Fccchio, da Plinioil Giovane, che della navigazione del
ci, fra'

Roma

la tralasciata

iiavigizionedel
ragioni
la

Tene-

vere,

d;moslraronocon
i

cessit, l'utilit e

mezzi opportuni ona


il

de

di

nuovo ricondurla

Sino da'tempi pi rimoti

Pontenuovo. Tevere ha di
le

sua nalura soverchialo spi sso

sponde,

e uscendo dall'ordinario suo alveo ha recati a

Teverene'Ioro tempi
ria, rilevasi clic
il

ci

lascianjiio

memoPonvi-

B.oma danni gravissimi. Molli dei memorali e altri scrittori che in fine ria trattare delle

fiume con barche d'orsi

corder, impresei o
di di jiorvi riparo.

cause

dinaria grandezza navigav;isi fino a


teniiovo, e con piccoli navigli

questo naturale fenoneno e sul

modo
le

rimonta-

La maggior parte conven-

Ta fino a Citt

di Castello,

ed anche

gono
al

nell'attribnire a doppia cagione

cino alle sue scalutigini con piccole barche, tranne restale. Questi navigli o pie
cole b;irche

straordinarie escrescenze del fiume, cio

ventodi ovest, che alzando


le

il

livello del

veiido
elicti

il

erano semplici travate, sci naturalista, che la navigazione


K'eriii.i.ninin
,

isi

mare spinge
il

arene

le, e respinge le sue


livello.

Tevcacque innalzandone
alla foce del
i

u \'ii, fj-a/iil'us

ralibus;
il

Ci per avviene allorch

ven-

ed aggiunge inoltre

che allorquando

ti

meridionali, veisando dirolle piog^ie,

fiume era povero d'acque, queste

gli si

col loro tepore sciolgono le nevi ilelle vi-

aumentavano coll'apcrlura
gerlo in canali per

delle raltenu-

cine

montagne.
ri

A queste

due cause, bene


volle coperta
la

te da'fiuui in esso influenti, e

con

isirin-

spesso

unite, voglionsi attribuire le inon-

mezzo

di

pa'aftteove

dazioni, che
sii|)er(cie del
le

hanno tante

l'alveo avea soverchia laighezza,


vasi all'

efrena-

basso suolo della cilt e delil

opposto con de' sostegni ov' era

prossime campagne. Dice

Pascoli che

liop[io rapido e pericoloso. !Ma colla ca-

le

inondazioni ponno procedere: da piogper cui alzate

duta del romano intpeio, (jiiando


\\

Roma

gie eccessive e da quantit di nevi sepiagliale,


le

invasa dall'orde de'barbari distruggi,

acque del Teveimpedite non po-

tori

il

Tevere

colla sua

navigazione fu

re, e da'venli australi

trascurato; e sebbene quasi indispettito coi

dannosi e funesti straripamenti cercasse di

richiamare a
fu se

se la
il

pubblica allenzionp,non
corso di molli secoli, cio

tendo liberamente correre, sono costrette ad uscire dal Ielle e a dilatarsi pij o meno secondo l'eccessivil dell'une e furia
degli altri: dalle chiaviche o cloache, per
le

non dopo

all'uscire dalle barbarie,


stargli

che si pot preascoltoje sventuratamente era troppoich


di
il

quali entrandole acque, e vers indo per

le

strade non

ponno per

la

disegualil dei

po

lardi,

di lui letto Ir vossi trop-

sili
ti,

dove

alti e bassi,

e dove larghi e stret-

po ingombro

melma
non
si

e di materie arpii

ritornar tulle con quella facilit nell'alil

gillose, per cui

poteva

rimone sue-

veo, con cui ne uscirono;

che

[rincipal-

tare che fino ad

Oi

te.

Furono allora

niente
pi;!/7a
il

ces-ivamenie

filli

diversi piogetti per rie ritoriiar'o navidisi tri,

vediamo nelle chiaviche presso la (Il s. Lorenzo in Lucina, e presso


e le delle

uHioverue
te d.>

gli ostacoli,

Pantheon, e nelle cantine, ad onta che


o altir cloache sieno
alil

gabi'e insiuo a

Ponleuuovo poco
Il

queste

Perugia.

ricordilo Dacci

mg.'

qujiiio disi mti dall'alveo del Tvere,

TE
ncque,
e quali
i

V
le

T
sue
re,

1:

1^3

niMle per vie sullernmee v'insinua

per

le

conllnue deposizioni ricordale


spinge, non avendoessa
d;!

luoghi bassi escono a inon!c

di cieta,
le

arena, ghiaia e altro, e da quel-

lime anche
ilezze

pianterreni e
i

vie della cit-

che

il

mare

vi

t, ne'ricoidali e alti

luoghi: ilall'immongli si

forza di rigettarle;

mare

stesso

che

che sovente per es>e


altre vie,

irasmetsi

agitato imperversa e qual forte argine ritiene la corrente, obbligandola talora a

fono, e per quelle ancora che vi

getta-

no per
zioni lo

che per

le

loro deposigli

fanno disegnale, e

ritardano

perci

il

corso: dalla quantit de'molini,

che vi sono sfati ralti,ea'ciini a suo tempo con poca avvertenza: dalle scale, lerracci pilastri,

frantumi e avanzi

di fabbriil

che e di

isolette,

che contrastano

libe-

ro corso all'acque: dall'inegualit degli

orchi de' ponti,

quando

gli luii

ne dige-

procedere a ritroso. Essendo talvolta incomprensibilecome possa ilTevere all'improvviso con violenza travasare, il Pascoli vi riconosce un castigo di Dio, e ne riporta due esempi, unonell'agonizzar della repubblica romana, e per tale riconosciuto da Dione; l'altro sotto Pelagio l, e confessato per tale da Paolo Diacono, ed accompagnalo da non meno terribile /'i'stih'iiza, nel

riscono Daggior corpo che digerir

non

quale articolo notai

le pesti

ponno
lo

gli altri,

che incapaci a riceverlo

prodotte dall'inondazioni. Queste poiiuo succedere inaspettatamente senza tempeste,

respingono: dal poco

numero
Angelo

degli ardi 7

chi slessi, che al

Ponte

s.

che

senza venti e senza ecesio d'acf[ue

ne avea,
te

erasi ridotto a 3 e iji, restando-

piovane, per non conosciute o incerte cagioni,

ne parte sotto il bastionediCastello, e parnell'opposta sponda.

ed inutilmente
che
fallaci

si

ricorre alle cauil

Non putendo
corpo

perlar-

se naturali
scoli,

per filosofare. Conclude

Pa-

ci cos ristretto ricevere quel

sono

le

osservazioni d'al-

go d'acque, che ha nelle piene da Ponte

cuni, che pretendono prevedere le inondazioni dal ritiro degl'insetti che abitano le

Molle
ivi

al

Teatro

di

Tordinona

il

Tevere,

questo rincalzato dall'ui to


si

di loro vio-

sponde del fiume;


della
zioni,

che

si

deve tenere che

spande per Roma. Da cpieslo slesso difetto, che hanno gli altri ponti fablenza
hiicati
di ci

pi dalle narrate cagioni, che dall'acque

ne

sili pii stretti,

tutto all'opposto

Chiana possanoderivare le inondamaggioii il quale non de' fiumi

che

l'arte insegna, [)ouno

proveni-

rele inondazioni.

Aggiunge
ali 11

il

Pascoli,

che

dagli alberi grossi e da


la la corrente,

legni

che por-

che influiscono nel Tevere. Dichiara Calindri, che da Pioma al marcia pendenza dell'alveo del Tevere molto minore
d'un palmo per miglio, camminando ia

attraversandosi negli ar-

chi de'ponti le impedisce la velocit (sebbet)e lungo l'alveo


si

un
che

letto di
in

materie sottilissime. Ritiene

vanno estraendo con


aver

lunghe cordicelle,
la forza e

talvolta fatali, per

un minuto secondo porta d^acqua metri 244-o554; e che il suo livello dal
pelo basso del mare, in
I

l'impelo della corrente strascile

Roma

di

metri

nato nell'acque quegl' incauti, che se

legavano
le

al

braccio); altre cause essendo

frequenti piegature, tortuosit e andi-

rivieni dell'alveo,
di petto

dove le acque urtando sono costrette a retrocedere; le


fa la stessa
ci

Tevere danneggia R.onia e le campagne adiacenti, pel vento sudovest che vi domina, e molto pi se s'incontra r e[)Oca delle burrasche marine,
che
il

o. Opina

poich

le

acque del mare s'introducono

continue deposizioni, che


rente nel

cor-

nell'alveo Tiberino e ristagniino lo smal-

viaggio di abbondante

et,

ghiaia, fango,arena e altro che porta seco


e la cui

danno

timento delle acque dolci; e che egual vi reca lo scioglimento delle nevi
apennine. Molto adoperaronsi
gli

rendono pi pesante. Altre cause da procedono rinouda/ioni, sono la difsbocco de!


la

antichi
fla-

licolt dello

corrente nel

ma-

romani per liberare la gello d'ogni tempo, e

citt

da (piesto

vari tentativi pia-

124
tieni

TEV
ponevano
in
la iscrizione

TEV
comunicazione col mare, operazioneconfermata dalla ricordata belscoperta negli ultimi anni a

ODO per irapeilirlo.Ebbei'operci cura Ji mantenere pi'ucipalniente arginate le sponde del fiume, ed a quest'elFetto eraviunpailicolcuemagislialOjCui apparteneva
la

vigilanza della cunseivazionedel


ri-

Porto presso Fiumicino, ed ivi esistente, dove si dice che con quelle fosse L'rheni
inundatioiiis pcriciilo liberavi l. Pi di

suo alveo, e detto Curatorcs alvei et

panna

Tiberis.

ReTaiquinio Prisco
il

a-

mezzo secolo dopo limperatore Traiano


per impedire
le

vea divisalo di cambiare

suo corso, di-

inondazioni

ristabiPi

il

ca-

\idendoIoin pi rami. Gualtani dice che


il

nale destro alla foce del Tevere, che Clau-

Tevere

fu ralFrenato da' re, poi da

A-

dio avea aperto onde procurargli un esito

grippa,e che Svetonio lasci scritto avere

pi

facile, egli fece


il

intorno una

fos-

Augusto purgalo diligentemente


pliato
il

e ani-

sa iu cui scaricasse

supeifiuo,
si

ma non

suo letto:

di

pi l'imperatore

bast. Dice Melchiorri che

ricorse pe-

cre un apposito magistrato per averne

r sempre
natura, ed
reliano
(il

al

migliore rimedio dell'argi-

cura
le

SI

dell'alveo che delie ripe,


citt.

come del-

cloache della

L' imperatore Tii

fiumi che vi connuisconoedi f.uli correre altrove, ma il suo piogetlo and a vuoto. Imperocch nana Tacito. deputali del Tevere pro1

berio propose di deviare

all'impero d'Au quanto si ha da Vopisco, lo nett di nuovo e gli fece in molti luoghi sponde di muro, con che ancass l'una e l'altra sponda, e cinse il fiume
in fatti sino

quale, per

d'altissima arginatura, e cos ripar

Ro-

posero

in senato, se

per ovviare alle piei

ma, inculcando a'C/v/to/c.v

la

pi attenta
2." perio-

ne

fsse

da voltare altrove

fiumi ed
le

la-

vigilanza sulle sponde), verso

il

ghi ond'egli ingrossa. Si udirono

am-

bascerie delle terre e colonie. Pregavano

non si voltasse la Chiana dal Arno, che sarebbe la loro rovina. Simil cosa dicevano que'da 7V/7//, che il pi grosso terreno d'Italia andrebbe a male se la Nera si spartisse, come
i

fiorentini

do della mela del secolo III, le sponde furono sempre mantenute e reitaurale, e cos vennero minorati perniciosi e terrii

suo

letto in

bili elfelti dell'eicrescenze, le

quali se nei

tempi posteriori divennero maggiori, deriv dalla piica o ninna cura che si ebbe ne'bassi tempi dell'alveo e delle ripe. Le provvide cure de'Papi dissiparono negli

si

disegnava,

in

pi

rii,

e quivi

si

lascias-

se stagnare.
si

turasse

la

Gridavano que'di Ridi, non bocca del lago Velmo che


,

ultimi tempi ogni timoredi vedere ria-

novali questi straordinari e pregiudizievoli accidenti, a'qiiali,


ri, si

sgorga nella Nera, poich trabocchereb-

be in que'piani. Avere la natura provveduto alle cose de'mortali ottimamente, e


a'fiumidaloi loro convenevoli
si,

secondo Melchiorpotrebbe ovviare del tutto se venisfiume, a foggia delle citt di To-

se introdotto l'uso delle strade arginate

fonti, corle

lungo

il

letti e foci.

Doversi anco rispettare

scana bagnate dall'Arno, e di quelle d'oltrcinonti. Altri per

religioni de' confederati,

che consagrato

sono di contraria

o-

hanno a'fiumi
tari e santit.

di loro patrie boschi, al-

pinione, riflettendo al caso di rotture d'argini,

Lo

slesso

Tevere non vorFosse


il

rebbe senza

la

corte de'suoi tributari fiualtiero.

guenze; mentre
l'escrescenze,

che avrebbero terribilissime consele acque del Tevere nel-

mi correre meno

pregar
il

non trovando opposizione,si

delle colonie o la religione, vinse

gi
si

dilatano gradatamente, e senza violenza

riportato parere di Fisone, che niente

mutasse. Pochi anni dopo 1' imperatore Claudio fece scavare lesummentovate fa-

siine nel

hanno sfogo in una grande estensione,inassuburbio e nell'aperta campagna. Conviene riflettere, che ne'bassi tempi le

mose

fosse,

l'acqua al

che dal Tevere couducevano Porto Romano, e da questo le

inondazioni furono frequenti, e che


Io

ora

sono meno, per

essersi a bella

p-

TE V
fiume in origine, cio alle Chi.inein Toscana, operazione di cui in pi luoghi feci menzione. Dice Gnaltnni, che sebbene si bada Plinio l'.illezza dellesueantiche sponde, pure gli allagamenti si riproducevano atl ogni [)iccolo incresta tiveiilto
il

TEV
que metri
8.

1^5
la

maggiore fu quella del 598 di metri 15.287, soggiunge che un'inondazione simile sommergerebbe quasi tutta la citt quindi che
siccome
1

il

tnenlo d'acqua, giacch secondo


,

lo slesso

regolamento del corso del fiume e una via arginata s<il Tevei e.che francesi chiamano quai, sarebbe della pi alla impori

Gualtani allora il piano della citt era da 3o a 4o palmi pi liasso dell'ali naie.
Egli
altres")

tanza.

La

storia dell'inondazioni del


vi

Tei

vere comprende quanto


suoi movimenti

ha

di

pi sin-

crede che

za delTevere sia dalle

maggior larghez5o alle 56 canne rola

golare e grandioso negli annali di tutti


:

essa risale all'antichit

mane,ene'siti pi angusti 4o.


dit,

La profondi

con Plinio,

la

dice

non minore

pi remota,e per una serie di cosealquanle volte intei rotle.scende fino a noi bene stu-

quella del Nilo, coll'esperienza


sare, ed

dVObcCe-

lisca J <7//W7/?o(^/^"J portatovi da Caio

Boma

il pi grande degli esistenti in (dopo l'obelisco Lalerancnse). In

tale articolo parlaidell'auipiezzadella na-

ve sul quale fu trasportato, quindi affondata da Claudio per fondamento


al

molo

dei suo porlo. Osserva

il

cardinal

Moricliini a p. 207, che non deve recare

meiaviglia

le

frequenti e disastrose inon-

mediante gli scrittori che ricordai, che in ultimo riporter. L'Alveri, Roma in ogni stato, 1. 1, p. 57 r, tratta: Delle inondazioni del Tevere, e delle peste che hanno afflitto la citt di Roma dalla sua fondazione fino /7Z1660. Antonio Grifi nel t. 4> P- 29 e 390 delV lbum di Ro/na ci diede l'eruditissimo articolo: ////me Tevere e le sue pili memoraiili inondaziod .^oneno\\ in frondiata,

gli altri

dazioni antiche di

Roma,

imperoci^^h

il

te la figura incisa del personificalo


re.
Il

Teveinonstoria

piano antico della


tri

citt era di 3 a

6 me-

Melchiorri not brevemente

le

pi basso del presente, e rilevasi dai


il

dazioni pi terribili delle quali

la

piloni degli antichi ponli,che

pelo d'ac-

tramand

a noi la

qua

fiume Tevere ha di poco variato, il che gi notai pure con altri. Bastava dunque un' inondazione di 6 o 7 metri
del

nali 3 scrittori e con altri

memoria. Co' nomivado a fare alesi-

trettanto anche

io,

cronologicamente

per mellere sott'acqua gran parte della


citt, e
te.

no all'ultiuia inondazione. Avendo l'encomiato Grifi premesso delle nozioni sulle grandi cause del meraviglioso fenomeno, sulle opinioni de'naluralisli e idrauli-

questo avvenne assai di frequen che nella parte pi bassa di

Quindi
ci
i

Roma
ti
,

restano pochi antichi motuimen-

quali certamente furono rovesciati

dall'onde.

Roma moderna,
non
al

sebbene

di li-

vello pi elevalo,

coperto

dell'al-

tanto delle cause che lo producono, ci quanto sul modo di rimediarvi, ed avendo lolle le sue osservazioni da'celebri p. Boscovich gesuita, e avv. Fea, prima di
,

luvioni.
tstiqiics

11

conte

tli

Tournon, Eliides stariferisce

raccotilare

le

inondazioni, intendo ricavarla

sur Rome,

che suppo-

ne un breve cenno, per


da architetti

grande impor-

nendo passare un
metri (che fu
il

jiiano all'altezza di

9.85

tanza del tanto discusso argomento^ sia


idraulici, sia da'scienziati.
il

livello della cresciuta delil

A-

l'acque del 1702) sopra


dell'acque,si trovano
citt

pelo ordinario

dunque osserva
quando
pe
le
il

Grifi,

che

il

parere dei

ben 200 punti della


per 3 e
cardinale riprosulle
al

pi dotti convenga concordemente, che

che ne sono

inferiori, alcuni
il

Tevere versa dalle adiacenti


il

ri-

fino per

metri. Indi

onde, o

vento di libeccio spinge e


le
il

dusse una tavola del Tournon, famose q inondazioni dali4c)5

pi

innalza sulla su foce

arene e

le

174^,

mediterranee, o piove
i

cielo dirotto,

acque ed
le

misurale sopra

il

pelo ordinario deli'ac-

venli del

mezzogiorno rompono per

?.G

TE
tulli
i

V
g<'li,

T E V
e f.miio scor-

nionlngne

gran

topo>ta,

la

culle pi veloce,

rere imineiisi

li({ui(.li

nel suo letto,

dalut

a searicnrseiie

onde lorn quanta ne viene. Per iu


t

tdci dei ivano le inondazioni. Ili.di tali

lesto alzarsi, quella vicino allo


all'

sbuco

fenomeni, eio
se alle dolci,

la

resistenza dell'acque salessere can>;;i

serve d' mi nuo^o ostacolo viene aitprcNSo;


pi-iC!
l'i

onde il Tevere non tra-corr.T. e perci pu inipedire che quando le sue acque nouo altissime, queste sgonil)rino immantinente, e \adano velocemente al consueto destino, ma non causa dell'inondazione delle medesime; perch quando fosic cos e (|uando il Tevere soverchiasse le sponde per un impedimento dell' uscila, le acque rista-

pu

la

che quale pur conviene che


altra

s'

alzi di

pi, e cos distendendosi

(Tetto del

rigurgito a una gran distanza

dallo sbocco, (piando la peutlenza sia picnel Tevere piccolissima da mare, avviene l'inondazione dtl Tevere. Aggiungasi la forza altres d'un vento contrario, che spirando lungo lasu-

cola,

come
al

Roma

gnerebbero ahneno, n trarrebbero seco loro le travi con impeto repentino; e l'Aiiiene prima di [)recipitarsi d.i Tivoli non
si

dilaterebbe

come

quasi simultaneale

fiume incanti quasi il [)elo acque e le respinga increspandole, si concluder che il non aver felice esito sia cagione d'una maggior durata, alla (piantila di quelle acque che non venperfcie
ilei
,

delle sue

inenle suol faie, per


pi sassi,
il

terree pegli

amtali

gono
vi

se

non
si

dal cielo, e dalle disfille ne-

p.Boscovich, profondo matema-

e da'inonli.

tico, .<;pedilo

due

volle

ad esaminar
alla

Tevere

Laonde l'inondazioni del devono altribuiie all'eccessive


e l'alzata e dal

sorgenti, .scrisse al cardinal

che allora soprintendeva


fiumi.
sa,

Camerlengo, mirina e ai

pioggie, mentre la loro ilurala dipendono da' venti meridionali


re,

ma-

Non

essere l'inimico vento la cau-

.afferma

il

p.

Boscovich, che nel tem-

le dilcolt

dello sbocco; queste co-

manlcner l'inondazione vieppi, ma propriamente derivale l'inonse concorrere a

po in cui faceva le sue osservazioni e contemplava il fenomeno, e mentre era assediato dall'acque, vide manifestamente crescere e scemare l'inondazione, col voltare
il

dazione dalle dirottissime e prolungale


pioggie(il che di
lo

anche

io),

ho sempre osservache scendono a torrenti anfitlo

vento verso

le

parti australi e alzarsi

l'onde; all'opposto vide soflar da terra e

co da'mcnti, e allora s'alzano

le

acque,

il

spianare
per

il

Tevere gonfia
le

il

corso e quasi a cima del-

/o.'/?r/
i

mare. Nel memorabile gionn (^ .), in cui furono gettali nel

sue rive

l'iove a

le naturali acque congiunge. mezzogiorno mai sempre, il caldo

Tevere
la

gemelli

Romolo
i

Remo, che

poi

fondarono, fama che l'acque traboc-

sofTiodel venloscioglieigcii e le nevi, mancia a pie

cassero ne'piani, e che

bambini pieganil

del

pie

le valli,

monte lant'acqu che riemivi il Tevere straripa e sboci i

do
il

al di l della

riva, ritirandosi subito

fiume, rimasero in secco presso


alle radici del

Vela-

ca allagando

cajnpi e

[)aesi.

Se

colle
il

li-

bro
di

Monte Palnlinoj quinbere dalle colline,

Ijecciate e colle sciroccate gagliarde

vo-

una

luia calata a

lume rum entra libero e intero Sotto il peso dell'accpie marine, allora l'inondazione maggioriiente elevasi, contide!

hmie

corse pietosa al vagire loro e appressandosi colle maraiuelle gli allatt. Egli per
(piesta tradizione meravigliosa, ehe
il

Terap-

nua

si

fa

universale.
I'

Loscovich,

Per cui dice il [>. acqua trovando dilcolt a


sua velocit minore, socn-

vere personificato dall'iconologia,


presenta quale in principio

si

Io descrissi, a-

uscire perde

la

venie accoltola famosa lupa, co'poitent(jsi

ininislrandola sorgente pi acqua di quel-

che si scarica in mare, subitauienle si allagherebbe ogni cosa. .Ma fiallanfo l'ac
la

re re

gemelli. Fatti adulti, lo zio Numilod'Mb Longa (di cui a L\zio), die
il

a'gemelli nipoti alcine boi-gate lungo

qua alzandosi

premendo

di

pi

la

sol-

Tevere,

le

quali poi essendosi auuicni.i-

T
te,
II'

E\
zio. Ivi

TEV
fiume. Inuccise
il

,27

pn:ve coiivenLMUf aTratelIi di fonda mia cilli pressoi! luogo ve bambini

famoso fu puic il Iago di Giulurna, presso il Te/npio di Castore e Poil ice.


i

t'iaiio siali raccolti, vicino al

Da

questi

sorta disputa tra loro,


fratello, e alla

Romolo

|)rimitivi

cennidunque ricavasi, che romani sin tlalla fondazione

nuova citt die il proprio nome, formandola con circondare (h Mn777, aperte da 3 Porte, il solo Jfo/i.tc PaIalino, presso
lude.
il

da'piimoidi dell'ingramlimentodiRoina,
si

videro cinti da un fiume, da stagni e

fiume,

gli

stagni e la pa-

palude. Ma non vitlero il j)adre Tebro venire co'suoi xortici nell'abitato, al(la

delle truppe in

Mentre Romolo faceva la rassegna mezzo a un ori ibi le temla

lagarci templi e

le vie,

consumarne le fon-

damenta,

porale, fu ucciso presso

palude

("iiprea,

firmata da'depositi
e dipoi fu colmata.

lasciati dal

fiume

in

qnalclie escrescenza, con ristagni d'acque,


Si

scompaginarne rovinosamente le pietre. 1 consoli romani C.neo C,enuzio ed Emilio Mamerronel 890 di R.Oma, se Tito Livio non ha conosciuto le
e

questiona sul

silo

precedenti inondazioni, narra nel


ch'essi

lib.

7,
la

dtlla palude Caprea, e propendesi pe'din-

furono

primi a vedere

danni,

torni del Tenijio del Paulieoii, die tut-

violenza e l'imponente (orza ileiracf|ue


tiberine, che allagarono tutta la cilt. Nel-

tora

come

rimane la parie pi bassa di Roma, fan prova gli allagamenti quasi an-

lospavento,stimandogli Dei
li

irati,

conso-

nuali del fiume.

si

vuole che per tale


il

istituirono nuovi sagrifizi, e poi procui

tradizione Agrippa eresse


fzio e le

sontuoso edi.).Y\e.

contigue
il

Terme

(I

Anco

rarono ristorarne daiineggiamenli. Anlicameiile il freddo di Lvoiiui era molto


|)Li

Marzio Cosimi
iiio

suddt;llo porto alla foce

intenso di quello che proviamo nellib.

del Tevere, peici detto Ostia; e

Taripnla

l'inverno, poichsi app' ende daLi vio,


5,1 3, che nello stesso secolo

Prisco che

gli

successe disecc
il

pa-

Urbino

l'an-

lude del Velabio, coll'arginare


e inalveare le
li

fiume
pluviacostru-

no 356 fu memorabile
voso inverno, sicch
se e
il

pel fieddo e ne-

acque sorgenti e
cominci

le
la

le

strade eianochiu-

nelle cloache, perci

Tevere innavigabile.

nell'anno
il

zione dflla cloaca Massima, e al Tevere


fece quell'argine di grandi massi, detto

482
re,

pel fredilo gel similmente

Te^'e-

perirono armenti per mancanza di pasi

i:iilehrfm
del

Utiis.

Cos pel diseccaraento


le valli

scolo, e

sccc irono molti alberi,

come

si

Velabro che inondava


ai

inter-

medie

pitolino,

Monti Palatino, Aventino e Camediante la mirabde costruzione dell'ampia tioaca Massima; e per aver nstreto 1' aeque del fiume, che da questo lato solevano maggiormente inondare
le

ha diF-e\ufil,SujK'jl./idLii'i:;n,\\\). i5,5. Orosio racconta lai." inondazione di R.o-

ma

nel suo

anno 5

12, in cui

littori ve-

acque ne notavano gradi deirallagaincnlo Al tempo de' consoli Q. Faliio Massiaio e M.


gliando sull'avanzamento
i

<leir

dette valli, restarono difese


di

le s[i()ti-

M
la
i

ocello nel 5'>6 di

Roma,

a!

nascer del'

dc con argini composti


pietra tagliala,
ripa e dal
la

grandi ma^i di
bellezza della
fu del-

onde

ilalla

comodo che ne provenne


ia

Tevere inondtutta la cilt, somuierse le case,i templi, uomini e animali, vigili annunziando con voce alta le ore
luna
il

bel lido. La palude del Velabro [irima

per rimarcare
no. EiiLroj)io

il

progresso dell'acque insi

del diseccamento impediva

couiuniia-

vadilrici, le quali
si

ostinarono sino

al

gior-

zione tra'detti monti,

peraudarvi occor[)reso

vuole

clie parli d'iin'inon-

reva
il

la l)arca.

Loslaguo che avea

ilazione del ^Sg; bens Livio ;dtra ne registra nel

nome

di

lago Curzio, per l'avvenuto

540, nel
l.

Mezio Curzio nella pugna co'sabini, si narra che portentosamente poi si chiiise, quando si gett nella voragine Marco Cura

gesuita che nel

lib. 1^. Il p. Riccioli 3,lnd. 3 della sua Cro-

i.oicgia, riporta l'inondazioni del


re,

Teveossia

per

!a

."
i

registr quella del

890

128

TEV
8""' avonli di Ges Crislo; per
la
l,

TE
nemente
letto, e

364
no
re.
Jio,

e die dessa fosse con sagrlfiz solenpurificata con Litslrazinni. Dice


il

2.' quello del 54o,coiiispoiidL*nle all'an-

1 i4 prima della venuta del Salvato-

l'Ai veri, che

Tevere 1
1

volte usc dal

suo

Essendo consoli A. Cotta


nell'anno di

e C. Serviil

rovin

il

ponte Sublicio, e ne fra-

Roma
che

54>>, dicono
il

p.

altro, ed

liiccioli e l'Alveri,

Tevere crebbe
i

le falde di

un gran sasso slaccalosi dalCampidoglio uccise molli. Inoni

a tanta allezza, che circond

monti del-

dati
li

luoghi suburbani, spogli


piuttosto al

pecorilib.

Ja citt, per cui fu ordinato a'saceidoli du'religiosi

rovin molte campagne. Livio nel

romani,

[)er

giorni che fa-

38 sembra che
le

565

riporti

cessero sagrifzi agli Dei. Livio nel


descrive, che nel

552

di

lib. 3o Roma, quando

12 mentovale inondazioni, ne' luoghi

bassi e nel
di nel 5qai

Campo Marzo
il

della citt. In-

Cartagine ribell, molti prodigi apparvero per la campagna di Roma, fra'quali per
le dirotte pioggie sorse il Tevere in ogni sponda, entr con violenza nella citt, riempi il Ciico Massimo, per cui gli spettacoli e le allegrie che ivi si celebravano a onore d'Apollo, si trasferirono fuori di Porta Collina. Nel 557 Ro'"a i'"' f"*-''

Tevere

di sotto al

fondo

ri-

mescol

le

sue arene, venne alla cima vor-

ticoso e ondoso, sbocc e sparse l'acque

per l'abitato, e serv pi tardi per tema


a Virgilio nelle sue sublimi visioni. Altrettanto fece nel

65

Sul finire del VII


il

secolo della repubblica,

senato

si

occup

singolarmente
citt e

di far

separare

le

proprie-

riosa inondazione del

Tevere devast

le

t pubbliche dalle privale ne" terreni in

biade e

raccolti: altrettanto fece nel 5

58

campagna;

de' quali limili spesso

e nel 55f). In quest'ultiiua, riconosciuta

se ne
di
le

anco dal p. Riccioli, dichiara l'Alveri, che il Tevere si alz talmente, che rovin la Porla Flaminia e molti edifizi per tutta sagri fi Ja citt, onde furono rinnovati
i

trovarono testimonianze nelle lapiscritte. In particolare si ebbe cura delsulle quali

sponde del Tevere,


si

con

se-

natus-cousulto

fece fissare a ogni data

distanza de'cippi o termini di travertino

zi
iii.

novendiali e consultati
In questa

libri

SibilU-

per segnare
ti,

confini de'lerreni adiacenrestasse

inondazione e nella seguen-

in

modo che
la

te che dir, assai patirono gli edifizi delJa contrada Argilelo,.Y<'//.v.//v:;77t'//,perch prossima al fiume e in silo basso, ov'era la Porta Flumi'iitdna del recinto di

stanza libera

ad ima buona disponda del fiume per uso


di questi

pubblico.

Da uno
si

termini del

607 con
te

iscrizione scoperto di l dal

Ponfiu-

Molle,

riconosce

la

larghezza del

Tullio Ostilio, cos detta

come

vicina al

me

presso a poco l'attuale,

ma

l'altezza

fiume e presso la rupe Tarpeia, chiamata anche Porla Argiletana, contrada delle pi frequentate di lioma antica, cio nella direzione della via di Ponte Rotto ol'alalino. Nel 56 narra Livio, lib. 35. 9, il censore C. Cornelio Celego fece il no\erode"ciltadinifheainmonta 43,704 e il ftune traboccando allag tulli pia1 1
i

della sponda assai maggiore; prova ancor

questa, secondo
le

il

riferito nel n.''44'J^''

Notizie del idioma di


si

Roma

del 1819,
in pro-

che

alzato
le

il

letto del

fiume e

porzione

terre adiacenti, ed

ivi si

leg-

ge
s

la

detta lapide. Se Virgilio pot aver

inteso narrare l'inondazione del

vide quella sotto

592, benAugusto nel 781 di

ni di

Roma

Livio dice acitidc in^cilcs

Pioraa, e da Dione Cassio descritta.

Quan-

vaainiofitcrunt. Crollarono varie fabbri-

do
d'
lo,

che
e
la

alla

Poi la

Flumentana circonvicine,
fu percossa dal fulmi-

romani imputarono a Livia moglie Augusto la morie del nipote Marceli

Celimontana

l'intemperie della stagione


forti

la

scus e

ne. Vari altri fenomeni avvenuti sull'A-

mise

ventino, a Lanuvio, all'Alicia mossero

il

ch
te

l'aria

dubbi nelle opposizioni, perera contaminata e molla genIl

senato a ordinare supplicazioni nella

cil-

moriva.

Tevere veonc fuori dal suo

TE V
lello albondiinte e altiero,
il

TEV
che superaugtiii per esdi scavargli

.29

per mezzo di uomini di grande ingegno,

sliziosainente predissero

gli

una doppia

uscita, ci ch'egli
il

sere capitato e foituilameiite restalo

un

aCapo due rami esegu, proseguendo

ca-

lupo
si

nella citt.

Cadde

il

ponte

Sid)licio,

nale suo fino alla foce di Fiumicino, e fu

e per 3 giorni lioma piena d'acqua fu (pianavigabile. Nel 744*^''


il

zionefececadere

Rooja l'inondaTeinpiodi Pesta, tras-

chiamataFossaT'raiana.Neli iQenel 27 vide Adriano due voluminose sortile del


i

fituiie: nella i." fu

dubitalo che Pioiaa re1."

se in rovina l'antica abitazione di re

Nu-

stasse lutla

sommersa;nella

furono ab-

ma, la quale congiunta al tempio forma\a come un portico alle vestali ivi stabilite

battuti molti edifizi della citt: pare che

per

la

conservazione del fuoco sagro.


il il

cidio.

anco neli 32 Adriano rivedesse questo ecEssendo imperatoi'e Antonino, per


l'inondazione del tSg,
ripet neli4i e
,

Questo era
latino verso
sistente

tempio

alla falda del

l^a-

egli

sparse straoril

Velabro, e diverso daliesul

dinarie beneficenze sul popolo:


si

disastro

rotondo Tempio di T est

Te-

neh 5 1, come pure

nel

vere.
il

Ndjby con buone ragioni crede che guasto fallo al tempio e alla reggia di

j6i

segnalando l'anno della morte di

quell'egregio imperatore. Molti scrittori

JVuma, ambedue poi consumati nell'incendio Neroniano, sia stato operalo dalle

piecedenli inondazioni del

ySo

781

di

Pioma,

registrano l'inondazione del 228 con anacronismo sotto Marc'Aurelio, il quale era morto nei 180. P>egnava Alessandro Severo, e perci a lui si debbono attri-

Nell'anno seguente alla nascita di Ges Cristo e 2. di nostra, il Tevere inond


tutta la citl con grandissima strage degli

buire

il

merito della riedificazione delle


il

diroccale case sul fiume, ed


dell'alveo del

ripurgo

Tevere

eh' erasi riempito.

abitanti, per cui

Augusto
la

il

suo ge-

L' Al veri, che pure


precedenti.

nomina M. Aurelio,
il

nero Agrippa assunsero


di curatoli, e fecero

magistratura
di gi notai.

dice che l'inondazione fu pi terribile delle

quanto

Dopo

268 sotto
il

Gallieno,
usc dal
i.*'

Negli ultimi anni dell'impero d'Augusto

e quindi sotto Macrino,

Tevere
del

un'inondazione assab
difiziche rovin fu
il

la citt,

e fra gli eil

suo

letto, e nel

268
i

in

tempo

l'Ai

ponte che

succes-

sore Tiberio poi rifabbric. Nell'anno


essendosi allagata
la citt

20

sotto Tiberio,
si

fu decretato in senato che

chiamasse-

ro uomini periti, che rimovessero per l'avvenire


a
la

una pestilenza di Pcoma; ed altro contagio nel 3 5, regnando Costali tino I che ridon la pace alla Chiesa, e partendo poi da Pioraa prepar il seggio della sovranit lempoiale a'Fapi.Nel 867
veri registra
-

cagione di simdi danni. Nel 4l


di

nel pontificato di

s.

Damaso

grandissila
i

tempo
la

zione;

Claudio fuwi altra inondaquale si rinnov regnando Ne-

ma

fu l'escrescenza del

Tevere, e forse

rone nel 56, divenendo Pioma quasi tutta navigabile, rovinando il ponte Sublicio ch'era stato rifatto di legno, e pe'ri-

maggiore di tulle le precedenti. Nel 4' sedendo l'apa s. Innocenzo I l'inondazione afflisse romani gli edifizi restarono tanto danneggiali, che si temeva di recai :

stagni paludosi lasciati

nella citt

vi

fu

re soccorso agli assediali dalle acque.L'Alveri riporta


s.
1'

pestilenza. Nel Q' circa sotto Vilellio la

inondazione

ilei

497
si

sotto

veemenza dell'acque produsse gravi danni.

Anastasio

11,

e la peste che

rimiov

Pi violenta
di

ruisci nel

77 l'inondaziole
il

nel

ne all'epoca
strade e
i

Vespasiano, allagando

no

al

023 nel pontificato di s. Ormisda. Si555 non vi sono memorie che deldeplorata sotto Papa Pelagio
le
I,

piani della citt. Sotto


nell'US.
Il

figlio

la gi

che

Domiziano
lagando
le

Tevere nel io5

al-

supei

campagne e Pioma,

fece conce-

pire all'ottimo principe Traiano l'idea,

mura della citt (quando si parla di mura superate dall'acque del Tevere, iocredo doversi intendere le mura dei
9

VOL. LXXV.

3o
le

TE V
mura meno
il

T E
alte,

\^

'uoglii bns^i

ovvepro-

le fu difeso

dal dottissimo

Fea

ie!le3'o-

ro

le le

mura che

forlifcnvano eargiiiava-

{clic (lei Tn'crc. Cittadino e nobilissimo

uo

sponde del fiume,

che

pi

romano
no,
s.

e illuminalo, gi pieloie
I

urba-

liahile) e fu segnila

dalla

peste; pr)icli

Gregorio
Tevere,
in

sapeva bene

le leggi riil

iiarra l'Alveri
in

che dal mare s'inlrfxlnsse


quali restando ne'vicini
l'aria

gorose per tener nello e piofondo


to del

let-

Roma
e

nn dragone con una moliitndii

mezzo
alla

un popolo sem-

ne
lidi

di serpenti,

pre allaccatissimo

conservazione dei

corrompendo
I

generarono u-

pubblici ornamenti della patria, d'antichit e di belle arti, e sotto

na spietata pestilenza. Nel ^70,essendo Pa-

un imperale

pa Giovanni
lagio

II.

rinondazione rovino

an

tore iracondo qual era Maurizio. Invece


s.

parte degli edifizi; nel


11, si

586 a tempo
i

di

Pe-

Gregorio

passando per

fabbriche

rinnov, per

diluvi d'accpia

sonluo^e e

caduta, che sembravano aperte lecalaralte del cielo; e l'annalista RinaUli all'an-

Tempio di Troiano (7 .), neli'ammirarle, si muoveva a piet di (piell'impcralore, pensando alla sua anima,
il

no 5Sc) diceche fu sterminala eseguila dalla peste, mentre s. Grrgoi io di Tnui s la descrive avvenuta nel novembre 588 (daquantoleggonel Fea, questa pare una T." inondazione), e con tanla abbondanza d acqua, che caddero gli antichi edifizi, ed ntterrati granai della chiesa romana, andarono a male alcune migliaia di moggia di fiumenlo. La peste il santo i'altribuisce ad una moltitudine di biscie, con un dragone g osso come un grande trave, che dal liume portato al maie, essendosi afi

Papa non
il

si

occupava che a provvedere


e le

popolo

di g ai!o e d'altri capi di sussirisjircii

slenza, a

mura

della citt

difenderla da'liingobnrdi per

6 mesi,

co-

me padre esovrano di

fitlo;giainmai pen-

s allo spoglio d' infiniti

monumenti,

a-

vanzi della roQiana grandezza, ed all'isoli' acqua, dopoch l'aveano risparmiali barbari nella generale distruzione che operarono in Roma. Fu mos'^o il Fea a pubblicare le

gnobile idea di nietlerli

No^'illc del T'ri'f/r,che V Elfhiwridi let-

fogali dall'acqua salsa furono ributtati al


lido, e

quindi produssero incontanente


il

la

terarie di Roma del 182 2, t. g, p. i2r, chiama breve trasunlodi pi antico e'pii

luora delta dell'anguinaia, e


so

Papa

stes-

dotto lavoro dell'autore e inserito gi nella

ne

fu vittima.
si

Osserva

il

Rinaldi che

Disscrt. xtdle roviie di Hnnia,

e.

solo

per dragone

deve intendere un gran .serpente boa, della quale specie lalvolla se ne videro ue'Iuoghi vicini al Tevere. Anhe Papa s. Gregorio I del ScjO parla di
delta inondazione, che pass sopra
ra di
le

pubblicate nuovamente per disingannare


il

bel sogno

caduto

in

di pescare cio nel letto del

mente d'alcuno, levere le im-

mense
s

ricchezze che
SI

vi

sup[)ose giacenti,

muGie-

di arte e

di tesori.

Perci l'onesto Fea,

Roma
i

gran paese allag, e dell'ms.

(piai

lezione spaventevole. Calunniato

lev alto
ni di

gorio

da alcuni

scrittori,

quali preten

commissario dell'antichit di Roma, la voce contro quelle vantaziociurmatori, cui animi eiansi riscali

dono essere stato autore della dislriizione de'monumenti dell'aite pagana, ed'a>er fallo gettare nel Tevere
ti

dali dall'avidit de! bottino, ed a suo luo-

le

statue e

algli
i

del
le

go ne riparler. Quanto all'inondazione 586, riferisce mg."^ Nicolai che per


,

e sculture gentilesche,

mallraltando
in

strabocchevoli pioggie patirono inoni

dilizi

pubblici

donde
non
si

le tolse, [)ercli(''

dazioni quasi tulli

paesi d'Italia;
di

il

[>ellegiini

che venivano
sniilij

Roma

a visiia-

vere pass sopra

le

mura

Roma

Tesomle

lei luoghi
li

occu|)assero di ta-

merse

le

pi grandi regioni, rovinando


il

magnifiche

curiosili

profuie e

l.ilvolla

pioggie anche

territorio Pontino. Altra

scandalc>se, diviigfindosi dalla

flivo7one

verso

sepolcri de'ss. Martiri,

validamen-

primi del

inondazione rin)arcabile non troxosinoa' 685 sotto s.Cenedello 1 1, la qua

T E V
le

T E V
il

alliig

;i!j1;uiI,

Ptoma con danno notabile degli quali commiseralid;d Papafiicon ogni cai
ita aiutati e sol-

Tevereda'snoi termini per

la

porta Flala

oiinia,che lev da'fondamenti e

men

roiio

da

lui

sino all'arco delle 3 Favinelle (lo descris


nel voi. L, p. 7^, e sorgeva innanzi il pa!a7Z0 Fi.nio), e trapass in alcuni luo ghi sopra le mura, e ingorgando oltre la
si

levali dal

miseio vivere
I

in cui

erano ca-

duti. Ne! 7

7 nel pontificato di
la

rio

11,

da cui poi incominci

GregoSovranis.

t deronanPontcfi(i(T'.),%\ allag per 5, ovvero


ni, tutto
il

basilica di

s.

Marco,

si

diram
il

pel porti

come vuole
piano della

['latina

per 7 gior-

co Palatino e fece rovinare

ponte d'z\u
nel suo letto.
piti di

cilli

all'aUe/^ad'in
degli assedia-

tonino (poi Sisto), poi

tomo

uomo, con gran patimento


ti

Crebbe
no
a

l'acqua nella via Lata

due
fi-

dall'acque, olire quello degli edifizi e

stature, e allag dal ponte di

s.

Pietro

della

campagna, incedendosi per la vasta Pioma navigando; indi fu pure miseraiiiente dal contagio travagliata.

ponte IMilvio, atterr case, abbatt

Narra Ri-

naldi,
ta

che l'inondazione entr [)er la porFlaminia e in alcuni luoghi pass soi

campagna gli alberi, e se non cessava l'inondazione in breve sovrastava una gran tribolazione. Or mentre
e diveise nella
il

fiume scorreva per Roma, come


suo

se la

muri che fortificavano la riva del fiume si propag per le piazze oltre la basilica di s. Marco; per cui nella via Lala l'acqua si alz una misura e mezza, e comprese ogni cosa dalla parte di s. Fiepra
;

citt tutta fosse stato

letto, persisten-

do Adriano I in umile e divota orazione, il Signore l'esaud, e dopo 3 giorni tanta


calamit cess, sebbene l'acrpia per
d
altri

tenne

la citt

impedita, nel qual temcolle

li

ilic alberi,

o sino a ponte Molle. Atterr case,sragmisi !a campagna e fece pi


danni. L'acqua tenne allagata R.od"),

po
che

Io stesso
il

Papa somministr

bar-

sostentatnenloagliabitanli nella via


i

altri

Lata,

quali non potevano uscire di casa.


le

ina 7

facendosi intanto dal Papa condi

L'Alveri descrivendo
della Torre, di
Ili

chiese di
s.

s.

Maria

tinue orazioni e processioni;

che mosil

s.

Cecilia, di
s.

Giovau
al

so a compassione Dio, fece tornare

fiu-

de'genovesi, di

Salvatore

Ponte,

me

entro

al

proprio

letto.

Nel

725

pari-

ed altre del rione di Trastevere e vicino

menti governando s. Gregorio II, il fiume debord per la citt e vi rest una settimana. Alcuni scrittori confusero partii

Tevere, riferisce che s. Leone IV nel r848, volendo render sicura quella parie di Pioma da'nemici, massime Saraceal
Ili,

colari di questa colla precedente inonda-

colla fabbrica di diverse torri in vari

zione. Nel 7 78, regnando Adriano!,

il

Te-

siti

delle

sponde del Tevere conegual

di-

vere dirup coll'allezza dell'acque di nuo-

stanza e corrispondenti alla riva opposta,


diverse ne edific con catene grossissime
})er

vo

la

porta Flaminia da' fondamenti, e


in

allog

un momento
il

la

citt

rovi-

chiudere

il

passo a coloiocbe infesta-

n molte fabbriche e

ponte Sublicio.

vano
sul

Grande
le

fu

la

carit del

Papa, perch colromani. Indi

con continue scorrerie anche Tevere. La citt ne intese gran sollie-

Roma

diligenze da lui usate provvide all'ansi

vo,

ma dopoch

fu purgata

la

spiaggia

gustie in che
I

trovavano

marittioja da ogni nemica nazione, sia

ma

Adriano Riaffililo nel 780 in veder Rodominata dall'influsso di maligno contagio. Inoltre a suo tempo, trovo nel
Tevere inon<l e sommerse molle case della citt: dal Platina apprendo che l'inondazione fu grande e dur 3 giorni. Il Rinaldi dice che nel dicembre usci

con altre toni,


che andavano
in poi
i

sia colla

marina militare

Papi arniandoe perfezionando, principalmentcda Giovanni VII!

Lenglet, Tavolette cronologiche, che nel

791

il

(come riportai altiove, mentre ne! vol.LXlX.p. 81 6271 notai perch Gio,

vanni Vili

si

sottomise
si

di

pagare tributo

a'saraceni, dal quale

sottrasse

dopo

a-

verpel i.tra'Papi armato un regolare na-

,32
\ig!io), le

TEV
toni
sul

T E V
ili

Tevere rimasero nbripa-

bniidonale, disabitate, sprovviste


1 i,

e (nirono col cadere o con essere u-

minci a chiamare s. Bartolomeo, e rpieslo stabilmente prefalse. Nel i ')7 inondando grandemente il Tevere, fu il corpo
1

nile ad altre fabbriche.


di all'anno

Lo

slesso llinab

di

s.

Bartolomeo trasportato dalle acque

856, governando Benedetto 111, racconta che a"6 gennaio crebbe tanto il Tevere che nsii da' suoi termini, e allag Roma e la campagna, atterrando case e guastando biade, abbattendo e divellendogli alberi. A ore o
i

eritiovnto in una chiesa antica della stessa i^ola, lutto intero e senz'aver soilerto,

e fu restituito alla sua chiesa. Tale miracolosi rinnov nell'inondazione del


1

5c)8,

nella quale l'acqua che cingeva l'arca del

sal sulla chies.

corpo

di

s.

Bartolomeo, non

si

accost mai
nell'isola

sa di

s.

Agata, copri quella di


hi pia7.7a
s.

Silvestro,

per alcuni palmi. Anticamente

inond
poi

della via Lata e nella sua


s'

basilica di

Rlaria

introdusse. Ascese
il

al clivo
s.

Argentario, e copr

porti-

Tiberina vi era la chiesa di s. Giovanni Battista, che bruciata da' vandali nel45, rif-ibbricPietro vescovo di Porto del46j>
cio nel sito ove poi fu edificat-i la chiesa di

Marco. R.itiratosi il Tevere nel suo letto, per la grande umidit lasciata, poi venne la peste, che dur lungamente, producendo febbri e turando con flussione
co
di
lei

tra chiesa in
il

Giovanni Calibita: eravi pure nionore di s. Maria, secondo Gaetani, ma confutato dal p. Casimiro
s.

gola, levava prestamente la vita,

vi fu

gran mortalit. Nell'istesso


.)

onde anno un

Terremoto (T
che sotto
li di
s.

scosse tutta la superfi-

cie della terra. Di pi leggo in Rinaldi,

da Roma, Meinoric islorielic delle ciicDel' se della provncia romana, cap, 1 la chiesa e del com'cnto di s. Bartolomeo neir Isola di Roma, il quale bens
1

Nicol

il

Tevere crescendo

afferma che
s.

vi fu altra e

diversa chiesa di
di

tlisordinatanientesi spande dentro e fuo-

Maria con monastero

monache
si

be-

a'3o ottobre e a'27 dicembre 860 con giandissimo danno, quasi come l'inondazione accaduta in tempo del
predecessore Renedetto
lasci di apportare
i

Roma

nedettine. Altre inondazioni non

tro-

vano
le

registrate sino a quella del pontifi111,

calo d'Onorio

per

la

furia delinqua-

111. 11

Papa non

cadde

il

ponte Palatino o Emilio, poi

rimedi conforme al

dello Rotto.

bisogno. Deplorai nelle biografie de'Fapi

cessore Gregorio IX, nel

Regnando l'immediato suc1229 il Tevere


maniera che
si

Farinoso eStefano

^ //.l'inauditoebar-

inond

la citt di

dubit

se

barooltraggiochequesti fece a quello; do-

dovesse restare sommersa,imperocch Iddio era sdegnalo contro


i

po averne

vilipeso

il

cadavere

lo fece

get-

romani

ribelli al

tare nel Tevere nell'SQG. Eletto nell'i^gS

Papa,che a veanocostrettodi

ritirarsi

aPe-

Tror/o/o //e ritrovato da'pescatori

il

cor-

rugia. L'annalista Rinaldi parla di questo

po di Formoso, lo
ticana
,

restitu alla basilica Va-

manifesto castigo e del gran diluvio d'ac-

venendo salutalo col capo chino dalle Immagini che stavano nelle nicchie
del tempio,
abitanti di
IS'el

(jjS

il

contagio

afflisse gli

Roma,

e ripullul nel ioo3.


p.

Narra
sola

il

p.

Severano a

822, che

nell'i-

qua che produsse la sterminata inondazione, cuuprendo sino tetti di molte case, onde parecchie persone alfogarono, e assai animali si annegarono, con immensi guasti della campagna. N con questi
i

Tiberina l'imperatore Ottone 111


s.

e-

mali ebberofnelecalamil, perch

il

fiu-

dific la chiesa di

Adalberto

e vi pose
il

me

lasci nella citt

una immensa

quiiii-

un suo
corpo
al

braccio, e da Benevento preso


s.

tit di

di

Bartolomeo apostolo
s.

e lascia-

grandissime serpi, che morendo e corrompendosi, infestarono l'atmosfera di


pestifero

ta la sua pelle in quella citt, e

insieme
port in
si

corpo

di

Paolino vescovo,

li

time
ni

morbo che fece Doltissime vitumane e di bestie. Umiliali romai

Roma

in della sua chiesa, la quale

co-

invocarono perdono

al

Papa, e

lo

sup-

TE

V
celebri
vej'si,

TEV
fu di peste nel

i33

plicarono a ritornale fra loro; ed egli be-

vivente e dopo morta, che

nignauienlegli esaiiLPi.e don loro gi'audissiuiaquanfildi fnnnenlo.Mi pare esa-

1348, nel giorno aimiver-

sario in cui

gerato
fu
s'i

il

riferito dall'Alveri, ciie la peste

niante
traica

1'

suo fervente e costante aavea veduta per la 1.' volta. Peil

atroce, che delie io parti degli uo-

dov soffocare un impuro amoi'e

mini, una ne lasci in

si

vernando Nicol li l,il all'ullirao segno con gran danno

280, goTevere crebbequavita. iNel


i

senza speranza, sfogandolo colla sublime

sua poesia. Poich Laui-a, sebbene in segreto lusingata dagl'incensi del poeta, e
dalla

e spa-

vento de'roiuani, poi travagliati dal contagio: l'acqua entrata nel Pantheon, ora

rinomanza perci piopagatasi dall'amoie de'suoi doveri pievalsua vanit.

l'ammiratrice Europa pe' versi del som-

Chiesa di
di

.V.

Maria ad Martyrcs, sal


il

pi

mo
pre

vate,

piedi all'altare

maggiore, per tanta

se,e la

cura di sua reputazione trionf sem-

altezza superando

pavimento. Dopoch
il

tlella

Le

rese

luminosa

a'5 giugno!

3o5

fu eletto

francese Cleil

giustizia Io stesso Peliai'ca,nariandoi vari

mente

di

Guascogna, avvenne

fatale

suoi sforzi per sedurla, e quelli cui fece e-

alla Chiesa eali'llalia trasferimento della

ziandio inutdmente per combatteie e per


soffocare
il

residenza pontifcia in Francia (non mai

suo cieco trasporlo.

Un tempo

\aScde apostolica, come impropriamente vollero esprimersi taluni: la Cattedra di s. Pietro giammai fu trasportata da

Petrarca per diaienticarla o per piangere


suoi amori, soggiorn nel vdlaggto di Valchiusa presso Avignone, accanto alla
i

Roma

sua propria e vera sede,

in niun'al-

famigerata per bellezze natui-ali e solitaria

tra parte), e poi in

Avignone

in

Proven-

fontana di Valchiusa, che soige in unn

za, posto sulla riva sinistra del

fiume Ro.)
il

dano, che originando nella Svizzera (f' scorre lungo le sue mura. Prima che

nuovo Papa avesse manifestato


1

la

strana

sua intenzione, di preferire pel ."tra'Punteflci le rive

selvagge del Rodano,


delle grandezze di
1'

come

le

qualific lo sdegnalo italiano Petrar-

ca
a'

ammiratore
lidi
il

Roma,

due grandi caverne al basso d'una montagna, e poi forma il fiuuie Soi'ga, un bi-accio del rpiale attiaversa quasi per mezzo A.viguone. L' accademia d' Avignoneda ultimo ivi fece erigei'e un mouuniento in onoi'e del Petrarca e di Laura. Or dunque, sebbene al Peti-arca fosse diletto il soggiorno d' Avignone e lo
delle

fortunati del Tevere,

avea beu

vagheggiasse, italiano e ammiratoi'e delle

penetrata
ni

sagace cardinal Rosso Orsi-

grandezze

di

Roma,

a far cessai'e la ve-

romano e decano del sagro collegio, quando gravemente disse al famoso cardiClemente V: Joi avete
otte-

nal di Prato, che tanto avea inlluitoall'e-

lezione di

dovanza della chiesa romana, procui' colla sua miiabile eloquenza e aurei vei'si, d'infiammare gli animi de' francesi Giovanni XXII, Benedetto XII e Urbano V,
a restituire a

nuto
sto
il

il

vostro intento.

Noi vedremo pre-

Roma

la

papale residenza.

Rodaiiojese io conosco bene iguaseonin per lungo tempo il Tevere non rivedr i Papi ! Il Petrarca, gran poeta, di
spirito

Teuiporaneamente lo fece Urbano V, ma stabilmente e nel Syy il glorioso Gregorio

XI

(a

persuasione di que' servi di


all'

repubblicano, era stato condotto


contea d'Avignone, ed
vide lai. ''volta
la
ivi ai

Dio che

celebrai

articolo Avignone;,

dal ghibellino padre colla famiglia a stabilirsi nella

e per quelle cause che descrissi a

Sede

apostolica, a
articoli),

Roma

e in divei'si i-elativi

aprii!

327

bella

Lau-

ra di Provenza de'signori di Noves,


ritata
t.

ma-

ad Ugo Sade dimorante

in tal cit-

Ne

rest [)olenlemente appassionato

approdando ad Ostia, il quale Tevere sbarc a s. Paolo, e trionfante fece r ingresso in Roma. Uibano VI che gli successe nell'infausto iSyS, vide
pel

d'dlecito utuoie, e la iminorlal co'suoL

a'20 settembre

il

principio del lagrime-

34

TE
[jaliiii d;il

V
Ki sp.tveii'
si

T E
gravi
e
i

V
che produsse,

vole Scis/aa, e 1*8 uovenibie


lc\olc iiioiiilazioue del
/'i>

danni e

le uecessit

Tevere che

als.

IO

jj'iaiio

della piazza di

non inferiore la [)rovvidenza pontilieia, sebbene a tulio non pot rimediale.

Maiia su[jia IWineiva, nella cui facciala se ne vede la nietuoiia marmorea. Sic..onies)i

Sommerse
t, e

tulli

luoghi piani della

cit-

poi produsse la peste. Sotto Sisto

IV

allribu d
s.

nino

del fiurne alle o-

trovo nelZaccaria,.SVo/7<i lellevnviacVIlalia^


t.
il

razioni di

Caleiina di Svezia, coii co

3, p. 3i

suoi storici nel voi.


si

64, la disavvenuta nel iSyg. A palmi 7 arriv


|).
1

LXXI,
si

pioggia
pi

I, che nel 1480 per le Tevere rimbocc, inond cami

e fece danni.

iN'el

149^ a'5
ciel

tiicembie

lu delta facciala,

come

i'avvi!>a

dalla la-

Alessandro VI

pide, neir inondazione spaventevole del

nondazione, che segui a

i4i 2,in cui era inllonia Giovanni


re usc

XXI II.

^el 1422, regnando Martino V,il Teve-

tremenda ie menIn; il mare era quieto. Pi memorie marmoree si hanno di essa. A s. Giacomo defu afBitluda

sereno

imponente dal suo letlo, e il Papa colla sua canti accorse a riparare i

gli
s.

spagnuoli in piazza JNavonaj a Castel

lianni recaliairaflliUaciU.Kipoi la
cellieri nelle

Can-

Mciiwiic delle, .ss. Tede, che a'2 iiovendjie i438, sotto Euj^enio IV as>enle, perch in barca pel Tevere eia fui;gilo dagl'insorti romani, perla gran
pioggia crebbe
il

Angelo di palmi 8 e mezzo; alla !\Iinerva di palmi 16 dal snolo; dal livello ordinario del fiume palmi 23. io; a Piipetta palmi 24^'"' livello; sulla chiesa di s. Eu-

stachio palmi 8; al palazzo del cardinal

Gaetani palmi 16, secondo Melchiorri,


17

fiume

e die fuoii. iNel-

come
i

vuole Alveri; e vicino

al

palaz-

r.-i/</iOir//if(in<|uestoarticolo,ed

aPoR

zo de Massimi paimiio. Desol


paglie e
terr, Nell'articolo Borgia,
rai,

le

cam-

TE SANTE nolai cjuando


lei universali, a
ni del

Papi u Giubi-

pecorili, e molti fabbricati at-

motivo delle inondazioTeveie che impedivano l'accesso


s.

famiglia nardi Ueneveiilo

che Pier Luigi Dorgia dal suo padie

alla basilica di basilica e

Paolo,
s.

vi

sostituirono

la

Aless.indro

VI

fatto

duca

Jlaria in TrasLeicvr) i4l>o celebrato da Nicol V, 87 persone caddero nel fiume dal ponte s. Angelo per
la

Chiesa di

e signore di Terracina a'y


pcjco

giugno

497

dopo

fu ucciso di notte, forse d'or-

dine del famoso falello Cesare, e gettato nel petla.

calca, nell'andare e tornare


e
li'ije

das. Pietro,

loro magnifici funerali

Tevere in una chiavica presso RiIl Papa inconsolabile ne fece ripe-

come penitenti che a veaiio


te nell'esercizio della

trovalo

la

mor-

scare ilcadavere tulio lacero da


scatori.
11

3oo

pe-

penitenza. Osserva

p.

Gallico,

De

ilincribufi Rorii.

l'Alvei

i,

che

il

disastro

gustia del ponte

avvenne per l'aningombro di casipole che


il

ne impedivano

transito libero,

e che

molti nella calca perirono calpestati du'


cavalli e dalla moltitudine. Pio 11 neli4'j4

Pont. p. 6, riferisce che Alessandro VI a'i4 uovembrei 497 cavalc verso Oslia con Scardinali; e poi torn a Roma pel fiume in bai ca,ir/ ice adliij)a/n in Transtjberint

Urbe Leonina, ubi ascendit

e-

partendo da iloma per porsi


lidia crociala navale contro
i

alla testa

(jiaun et cani

xu
ad

Cardinaliuni vcnienPalatiuni. A'


2 di-

turchi,

tibus ci obviani

per viaia Traiislybcri1

ponte Molle sah iu una barca e approd u Piano e Ouicoli, donde per terra prsegi
il

nani cquitavit
iia

cembre i5i3 Leone

vide

la

repeoli-

viaggio pel porto d'Ancona. Uc1*8 aprile


1

inondazione del superbo Tevere, re-

gna lido Sisto 1\

4? *>,

l'^ 'em-

[lesla, lolgoii e terreUioli,

hera inondaal

zione lece arrivare l'accjua a 8 palmi del


la

cando gravissimi danni, arrivando a 12 palmi sulla facciata della IMinerva, ove e al palazzo Gaetani ne fu posla memoria
ni,
:

facciata della

Minerva,

segno

mar

la

descrisse in versi Luigi

uioieo

clic hi ricorda.

Tu

mollo tcmula.

A suo

tempo

fioriva in 1'i.oiua

Alamanil ma-

TE
miifico Agostino Chii;/,
g.ettii sul

V
il

TE V
quale uella logtutte
si

trovavano
la

in deplorabile
le

pover-

Tevere

della Farnesina die

t, e fu

cagione che molli per

acque e

regi convili al

Papa

e a' cardinali e
i

una
oro

altri

sontuosa cena, nella quale


e

piatti d'
si

fu
to

fame morirono. Certauienlo una delle maggiori inondazioni, equanper

d'aigento appena

serviti

gettavano

liei

fiume, lacculti per da una rete na-

VI, eletto Il successore Adriano mentre trovavasi nella Sjjiigua, per mare apprud ad Ostia, da dove pel Tevere sbarc a s. Paulo e si port in Roma neli Sii. In tal atuio stette di ghiaccio il Tevere 6 giorni, per modo clie sopra |;a->savano molte geuti, almeno verso Pescosta.

rugia,

come

riporta

il

Bianconi nel belsi

l'articolo su
I.

Deruta, che

legge a
il

p,

7,

20 tM'Alba/n di Roma, fi-tli, Memorie chi Soratte


confidili, tra
le

Degli Ef-

de luoghi

mai affliggeute e calamitosa: forse Ilo sarebbe pi,se non s'interponeva il patrocinio della B. V^ergine. Diverse memorie riport il Melchiorri, cio quelle scolpite in marmo alla Minerva colla data del ben teiribileinnulzameuto.e la misura dal livello del fiume palmi 3o.i,e dal suolo palmi 5; a Castel s. Angelo nel torrione a destra palmi 5; a piazza Navonaiy; al porto di Piipetta palmi 3o.6; e giunse per anco a coprire l'altare maggiore della basilica de' ss. XII Apostoli, dopodich ne fi saviamente alzato il pa

ma non

multe notizie.che reca sul

vimento. Altra iscrizione riporta Cancellieri

Tevere

e sua navigazione, a p.
il

228 dopu

nel

Mercato

a p. 21, collocata nel


s.

nvere riportato

pas>o di Livio: Lisi-

palazzo Caffuelli, poi Stoppani, a

An-

gnis annns hieme gelida, et nivosafuil, adeo ut viae clausae Tiheris iniiavigalilis fiierit.

drea della Valle. Inoltre


nio del

il

cardinal Auto-

Monte

vendo fabbricato un pail

Annona ex

convecta copia^
si

lazzo ove ora sorge

Palazzo

B raschi,

nilul mutaK'itj dice che da questo


coglie,

rac-

sopra

la testa

della statua di

Pasquino po-

la navigazione debba infenTevere sopra ad Orte, ch' fa elle ad agghiacciarsi, massime verso Perugia e Todi, che dopo Orte per la violenza della iNeraeTeverone non pu succedere, il virtuoso e grave Adriano VI, indignato dalle Satire (/ .) de' mordaci romani, che si attaccavano al famoso sinudacro di Pasquino, risolse di furio gettare nel Tevere. Per uno de'suoi gli rappresent, che se avesse annegato nel fiu-

che

se quell'iscrizione che riporta Cancellieri

dersi del

a p.

se statue d'un
te

7 delle Notizie delle due famoFiume e di Patroclo, det-

volgarmente di Mar/brio e di Past/uisi

no, nella quale

rammenta
colle sue
all'

il

lagrime(1

vole sacco di Pioma delijay, pianto

no d.d Tevere, che


giunse 3 anni do()o

iuonduziom

altezza della sta.

tua di Pasquino. Leggo nel Laurenli,iS'/oria della diaconia e monisterodi s. rigata alla Suburra, p.53, che Clemente VII tornando da Ostia VS ottobre i53o
(ov'era andato a'
d'aria,

me

Pasquino,

egli

si

farebbe sentire pi

forte e loquace delle ranocchie dal

fondo

delle loro paludi.

che

poeti, per na-

ma

la

4 per prendere i\u po' mancanza de'viveri lo coal-

tura maledici, nel luogo del supplizio ogni


cUiuo ne avrebbero celebralo
ria,
la

stiinse al ritorno in Pioma.obblig to a ca-

memo-

valcare colla corte sempre coU'acqui


la

con lacerar la fama di chi ordiu il supplizio.Governando Clemente Vii l'infausto pontificato, 18 ottobre
i

pancia de'ca valli,

come

leggo in .Mium-

53o
si

a ciel

tori), e non potendo portarsi al palazzo Valicano (u in Castel s. Angelo, per tro-

sereno e fuori d'ogni espettazioue

vide

vare tutti

ponti o fracassati o coperti di


la citt

improvvisamente alzare \ Tevere, e cosi seguitare a grande altezza, cl>e le geuti

acqua), a cagione d'esser


la dall'escrescenza de!

inonilasi

Tevere^

ferm

non avendo provvisioni da

potersi

sov-

per dae giorni nel palazzo diaconale di

venire, pel recente furioso sacco di

Roma,

36

T E V
cavallo.

T E V
Egualmente furono
s.

Ili

ricordanti riiiondazione furono poste

rovinati, la

all'altezza nella

quale montarono

le

ac-

chiesa di

IJartolomeo e

il

palazzo Gaesi

que, cio as.

Giacomo
i

degli spagnuoli in

tani o C. tetani;

ed 8 mole

allagarono,

piazza rVavona a

cantone

7 palmi da terra; sul della chiesa di s. IMaria sopra Mi-

come

riporta

il

diarista Coleinc. Siccojne

notai con Alveri che l'inondazione venne

nerva; nella piazza del Popolo; e sopra


la lesta del

con sereno di luna e senza causa apparente fece

tolta

simulacro di Pasquino, poi nella costruzione del palazzo Biat.

navigabile

la citt,

il

Grifi la pen-

sa col Bacci,

che abbia piovuto a dismiinfiuenti nel letto

schi. Nell'opera, Z.z7t7Y/i'i-'///R7/;.

2, leti,

sura o sui gioghi dell'Apemiino, o s\A co-

ad Alessandro de' Medici duca diFirenze e nipote diClemente VII, si fa ladescrizione del disastro. Il Tevere si dice cresciuto tantoch and per tutta
r.llima, scritta

minciamento deTiumi

del Clilunn e della Paglia, od abbia fatto grandi e maggiori la Soara,


il
il

Pibrio,
la

IS'icone,

Roma,
dell

e in alcuni luoghi l'acqua

si

alz

ta.

FratSe avesse piovuto nella Sabina avrebil


il

Nestore, l'Asinno o

dal piano della strada 8 palmi pi alta

be gonfiato

Farfa,

il

Laia,

la

Foria,

il

inondazione accaduta sotto Alessanla

rivo Licenza, la Fara, l'Iinella.

dro VI,
dissima.

quale era stala reputata gransino alla

bria la Triglia,

il

Nell'UmCarignano, il Topino.

Le barche navigarono
s.

Perci pot naturalmenteessere


rena e gonfiare nondimeno
il

Roma seLo-

piazza de'ss. XII Apostoli, ed arrivarono


jinche alle scale di
Pietro.

Tevere. Ne

Quasi

tutti

fece la lagrimevole descrizione mg."^

furono sequestrati nelle case. Il danno fu grandissimo e sembr un altro sacco. Si

dovico Gomez, Coiiincitaria


giosis

clt

prodi-

perde

il

vino nuovo e una gran quantit


cos'i
il

condito

Tyhcris inundatioinbus ab orbe liscine ad anno i53i , Komae


lezzo e
il

del vecchio;

grano, onde subito


1'

si

i53i.
ti siti

Il

puzzo lasciato
il

in

tan-

<|uadruplic nel prezzo, e senza


della Sicilia

aiuto

sotterranei, produsse poi

contagio,

non

si

credeva
gli

in

quell'anno
la
le-

quindi mali sopra mali.

poter vivere. Le biade,


guasta,

strami,

Paolo HI seguendo
te

gli

esempi de'Papi

gna, e un' infinit di roba fu perduta


la

predecessori, occupandosi particolarmen-

rapidit dell'itiondazione
salvarla. Port via
si
il

non
in

permettendo

bestia-

neh 545 dell'importante regolare navigazione del Tevere, della custodia e conservazione delle sue ripe, e delia vigilanza
la
pii.1

me

e molte persone, che

trovavano
il

luoghi o case basse. Uscito


letto a'7,

fiume
si
:

(.lai

esatta su lutloci che influisce, tan-

crebbe r8,ea'g non

pol praa'
1

to a fare risentire a
fizi

Roma

larghi bene-

ticale per

Roma

senza barche

tor-

n
in

nel suo letto, lasciando le vie e le case

derivano da questo fiume salutare,quantoa preservarla da'danni else la


le

che

modo

spaventevole. Rovinarono sucsi


i

sua forza soverchiamente auinentala ca-

cessivamente molle case, altre


rono, avendo l'accpja scavati
li,

puntella-

pace arrecarle, riun

in

una presidenza ca-

fonilamen-

merale tutte
r istituirla
Jli/M'.

le

relative ingerenze, e nel-

vere.
li

massime nella via Giulia e in TrasteCadde un gran fabbricato, e scppelle

la

chiam Prcsiilciiza delle


le

Nello stabilire

sue cure, attribu-

tulle

persone e animali che contenesi

zioni e giurisdizioni del tribunale,^segul


le traccie

va.

Dappertutto

vedevano rovine.

Il

fa-

dell'operato dagli stessi impe-

moso ponte Palatino o Senatorio,

poscia

ra lori, eh e ne' va ri

tempi deputarono comri-

tello Rollo, precipit colla cappella deIj.

missari a'quali adldaiono la cura delle

dicata alla

Vergine, onde puree chias.

parazioni e lavori occorrenti

al

fiume,

eil

malo

[ionie di

Maria. Rovinarono

ba-

inoltre prollttando dell'esperienza de'secoli

stioni di Castel
te Sisto,

s.

Angelo, e

solfri

il

pon-

perfezion

metodi precedenleinen

la

niun ponte potendosi passare a

in uso, e dcleruiin

quanto

si

appailcuu-.

TE V
nuova tuagistratura, atlaltnndo mezzi alle cose, e dicliiaiaiitlo un prelato
va
iilla
i

TEV
per
notiti assicurati

l^7

ealtre simili diffeien-

ze, per
si

condotture marittime, dal quale

[ler piesitleiile.E

({Ili

aggi iiiig(i,cl>e que-

devolve l'appellatione alla camera apresiilentato di

ste (lisposi'/.iouidierono a tale

maggiore regulaiil,
nei a conoscere,

nell'

nel giudiziai io; indi in

azienda una economico e icguitu si venne

poslolica, a quel chierico al quale in di-

slnbutione sar tocco


Ili|)a

il

e Ripetla, et

il

medesimo

cinetico

che

rapporti della na-

tiene a Ripelta

un giudice che amminiche


il

vigazione del Tevere erano cosi connessi


colla tesoreria apostolica pel

stra giuslitia a'marinari e barcai noli

commercio
conal

praticano in quel luogo, el

signor car-

e approvigicniamento di

Roma, che
i

dinal camerlengo destina nel

medesimo
frauda

sigliavano ad adldtire in vece


Tcsoii-'v ^cnr'(iU'{f
.)

prelato

luogo, con sua patente, un commissario

lavori relativi,

sopra
so

le

legna, acci

non

sia fitto

a/Ilnchiohsero speditamente esegui li, spe-

in piegiuditio
il

de'oompratori."ln appresri-

cialmente ne'particolari e

tVeipieiiti bisola

presidentato del tribunale delle


si

gni di urgenza. Si adott quindi

sag-

pe del Tevere non

esercit per turno,

gia provvidenza di dividere l'iiicumbenze

ma

per espressa nomina del Papa. Nella

della presidenza delle ripe, rilasciando aiJa

Relazione della Corte di

Roma delcav.
,

medesima

lu

c(jngervazione delle
i

mac-

chie compresene! raggio di

2 miglia dal-

l'una all'altra sponda, da Orle fino a Fiu-

Lunadoro aecrcsciuta da Zaccaria e pubblicata nel 774> si legge. Del chierico di cantera preside/ite alle Ripe ed
i

micino,

la

promulgazione delle leggi re-

alle Acque.

Un

prelato ha

la

presiden-

lative alla navigazione,e l'attributo di giu-

za delle ripe, ed giudice', ordinario de'

dicare nelle contestazioni propriedel soggetto; e


si

mercanti di legna, carbone, vino,


de' narinai, che trasportano pel
re ogni sorta di rio della
fari di

ec.

alid a mg.' tesoriere la

cura
de'

Tevegli, if-

del corso dell' ac(|ue e dello spurgo dell'alveo,


il

mercanzie, ed segretaisliluila

tiro de'navicelli col

mezzo

congiegazione

per

bufali, e la custodia delle ripe dintelli-

questo tribunale. Egli mcde>iino


ilelle

genza con mg.' presidente delle medesi-

sopranteiide alla conservazione

fon-

me. Per non interrompere quesl' argontenlo, e non riparlarne che dicendo del
secolo corrente, qui pure noter che dipoi la presidenza delle ripe e del fu con ferita

tane del distretto e della citt qual presidente ancora dell' acque. Vi pure la

Co/tgrcfiazione dell' acc/ ne (f^-)-" Notai


nel voi. LI V, p.2 i6, che a

Tevere ad un prelato Cliicrico dicaBenedetto

Fiumicino

ter-

minava
le ripe,

la

giurisdizionedel presiilentedel-

iicra {/'.), linch

XIV

die la

e cominciava quella del

commis-

carica al chierico di

camera presidente
/vr-

sario del mare, utlizio esercitato talvolta

dell'acipie, co'titolie giurisdizionedi

sdfiitc si'f^i-cliirio delle ripe, ciu segre-

tario del suo tribunale,

come
il

leggo nelle

da un chierico di camera, tale altra dal tesoriere. Ritornando a Paolo Ili, ancli'egliebbea deplorare rinoiidazionedel Tevere nell

NoLzie d Hoiiui a tutto


i

secolo decorso.

547
si

a'

4 setteuibre,
e

e la

mei

Gi chierici di cameia nel [xjiitilcato di Clemente Vili esercitavano l'udiziodi


presidente delle ripe, poich trovo nel con-

moria die

pose alla Minerva segua

palmi: fece incaloolabili d.uini


rovine. Sotto Paolo

generali

temporaneo Lunadoro, Relutlone della Carte di Ro;im. Del camerlengo di Ripa. Vi ancora a Ripa granile un ntaetrato solito darsi a un gentiluomo romano sotto il titolo di camerlengo di Ripa,
tiuult eseiciliij^iuiibdiliuuc

IV a'i j selteinbro 15T7 il Tevere con danni notabili allag Roma, che in parte furono rimossi laila

provvidenza

di

quell'accurato e diliil

gentissimo Papa. Rovin

ponte Sena-

torio in seguito detto Rotto, che Giulio

fiu'muiiuaii,

llldiicceulcavcd rcluuralo^l'uLqua saU

38

TE V
del fuDe palmi 3o.3,

T E V
ei4
|J1-

(lai livello

abitanti de' patiti e gravi danni, con generosi aiuti. Gregorio XllI
si

lui dal suolo,

come

si
il

legge
p.

iiell.i

iapitie

rec a Ci-

della JMiiierva. Dice

Casimiro da Roina, the l'inondazioiie rovin iiotahilmeiite nell'isola Tdjeriiia la chiesa e


il

vitavecchia coU'inlendiinenlo di formare

un alveo navigabile

pel Tevere,

ma

per
il

con-

consiglio degl'idraulici ne

abbandon
sue cure a

vento

di

s.

Bai toloaieo,

il

cui corpo colle

disegno; laonde rivolse


stabilire
il

le

ri-

altre relicjuie
i)i>sin)a

furono

trasferite

con solen-

ponle Senatorio, ora denomiIl meu)orabde pontificato di anche segnalalo dall'inonda-

pompa

nella basilica Vaticana, e

nalo Rotto.
Sisto

poi nella stessa chiesa liportateoon eguale

fu

solennil a 27 luglio i5Go.


il

La

chiesa

zione a'4
e
I

novembre 1089,

si

ripet a' 10

perde

baltisterio e molle bellissiuepit-

dello stesso mese,

un palmo d'acqua

Iure e musaici, e probabilmente ne avea

anche

Imperocch leacque impetuose corsero pure pe'clivi della citt, e fecero ovunque memorabili guasti, colla niurte di iindla gente, un cupo orrore di morte dominando la citt; tutti tremanti
la

facciata.

Paolo IV, e nella deirOiSo una lapide accenna a palmi IO da quel suolo. L'Angeloni, Historia di Tcr/ii,p. 229 e seg., discorre del Nera
di piLulcll'inondazionedi

via

che cade
fece

nel

Tevere

e lo

rende vieppi

navigabile, e de' suoi pregi, e di quanto

e spaventali piangevano e

si

disperava-

no, calando nella nolle lumi dalle finestre per ntisurarne


il

desolalore innalza-

Clemente Vili neh' ingrandimento Cava Curiana, acci il V^elino e la iN'era non pili nuocc'isero a'reatini e a'terdella

mento. Per buona ventura l'inondazione successe appena fatta la pace per la guerra della
si

nani, n alle inondazioni di

diante un ponle regolatore.

Campagna romana, che

descris-

Clemente Vili

[>erch le

Roma, meOuanto fece acque del VeTevere,


inonfUali

nel voi.
il

L\\

,p.

^34, altrimenti con po-

lino e della iSer.i introdotte nel

chi

grati
ili

nemico poteva occnpareRoma. Gl'iliromani dimentichi delle grandi virPaolo IV, con

non potessero rinnovare

le

dazioni, lo celebrai a Rieti e Terni, on-

e de'grandi beiielzi di

iudiiferenza lasci.irono che in sua mortegli


ebrei, eia feccia del [lopolo

de imjLdire nelle grandi escrescenze la piena dell'acque. Reduce Clemente Vili


in

degno
ro

partilo,

mossa da un inobbrobriosamente facesse1

Roma

a'

20 dicembre 1598,

ilall'

a-

ver preso possesso del ducato di Ferrara, riunenilolo al diretto

in pezzi la

statua erettagli dalla

icono-

dominio della
Per le veemenza del

fccenza del senato e

popolo romano, e ne

santa Sede,

il

suo giubilo e quello de'roconverti in pianto.

gettassero

la tesla
la

alle vere, donde alcune

mani

loslo

si

pie persone

pescarono, per non ricorsua

incessanti pioggie e per la

dare

altri

infami oltraggi che riprovai in

vento meridionale, per cui fu impedito


lo scarico del

pi luoghi.

La

memoria per

fu rei

fiume nel mare, a'24 dicem-

integrala da'successori e dal tempo. A'3

bre terribile inondazione spavent tutta

dicembre iDyi
vedere
il

s.

Pio

fu

commosso
il

in

Ruma,
la citt

e nel giorno di Natale quasi tutta

terroie de' romani, per la rinno-

era solt'.icipia,

compreso
la

le

parti
di
s

vata inondazi(;ue, scorrendo


leuiento impetuoso per
e negli /Ignus

possente e-

pi nobili, non essendovi

memoria

la citt; egli

per

sterminata inondazione,

quale super

pieno di fiducia neda misericordia

di

Dio

Dei

benedetti, che

la

Chie-

sa avea sosliluito alla

pagana Stincr.slizioiic, fece gettarne uno da un arcivescovo, e ci fallo il Tevere incontanente retrocesse nel suo alveo. Quindi il benigno Papa tulio (pianlo si die a ristorare gli

maggiore delle precedenti dd dicono che sal a palmi 5 dal suolo, e l'Alveri contemporaneo dicei 5 e mezzo al muro della Alinerva.ln questo la Iapidesegnapalini3 r.7 dal livello del fiume: a liqjelta palmi 3:>..6.Cadilero nuova8 j)almi
la

i53o:

altri

mente due archi

del ponte Palatino Sena-

'1

E V
zie a
tlcil'

ThV
Dio, tulle rinondazioiii seguite
inuxilo
tlell'e-

.3y
dopo

l()rii;,uic>l

pinnlalosiiH) cliiH'tjiigine e per-

ci '^einprt; bersaglio

(pu'sta infelicemente

sciesccnze,e ogni volla

le

ripaiaziuiii

non

no

di

poco moinenlo o

memoranda, furodi as-.ai meno fua-

eiiiiioiinscite solide abbasl.uizajcfn allo-

neste conseguenze per llouia e suoi


bitanli. Nel ponlincato di

ra [)ro|)iiameuleclieclilje
nt'ieli cos'i rest sino
[iisoilii

il

nome
i

ili

fiotto,

Paolo
ietto

V
il

a'2

a'nosd

giorni. Gii

gennaio 1G06

iis dal

suo

Te-

del disaslio lacerano l'animo, vale

cillando crollanti

case,

percuotendone
a
igeilo,

vere e crel)l)e a 9 palmi ; l' allagamento produsse spavento, ricordevoli tutti della

l'onda
stortno

le

porle;

le

campane suonarono
il

rovinosissima recente inondazi^jiir, ed

a'

[)er

avvisare

Ireuienilo
le

fl.

danni accorse al riparo


teficc.

il

maguanimoPou-

e deplorabili ne fmvnio

consegnen/e.

L'operato da Paolo

a Fiumicila

Perirono nella
1

citt e nella cani[)agiia di

no,

c(l

divisauieulo di nigliorare

na-

Roma" 5oo persone


I. '700,

alTogale, cio nella


di fa-

vigazione del Tevere, l'indicai superior-

ine.

nella 2. 800, oltre le [)ei ile Mor nn numero grandissimo


si

mente: ingrand

e restaiii

lecloacheche
Tevere, eoa
liife-

di be-

conducono l'iiumoiidezze
lisce Degli Ellelli,

al

glianie, rovinarono edilizi,

dispersero

notabile ulilit dell'aria di lloma.

imn.ensa
re

(luanlil.'i

ili

clletli,

ili

merci, di

die Paolo

incaric

vtllovaglie.
il

Maggiorsliagenon poteva fid'animo grande,


si

pi crudele >aci lieggio nnlilare. Clec(jn

Onorio Lunghi a proporre riuiedi per l'inondazione di R.oma, senza il pregiudizio di sua navigazione, e di esso
si

tneiite Vili,

esem-

ha: Di-

plarissima carit

apjilic a soccorrere

scorso del Tevere, della sua inondazione, e suoi rimedi, .Milano 1G07. Aggiun-

IMontamente
jjoigcre
te
li

bisognoai, ed a provvede-

le agl'iniuinierabili danni, e per


gli aiuti

poco nel
pcjii-

ge l'opinamento del prelato allora vivente


Discia, poi cardinale,

non

vi

pei su dello

che cavandosi
le

il

let-

nipote cardinal l'ielro iVldobrandmi,

to del fiume, reso pi ca[)ace d'acqua, ser-

Indi colla bolla Mdiius Domiii^ de' 2 3

virebbe non poco a impedire


lo vicino a Perugia,
ti

grandi

i-

gennaio ^99, Bull. Rodi, t. 5, par 2, p. a';)0, attribuindo piamente questo disa1

noiidazioni di lioma, e che ristrettoli lei'

duvesi dilata,

si

gua-

stroso castigo a'peccati degli


t tutti alla
alle

a!)i(aiiti,

esor-

igiierebbe mollo [)aese sterile e arenoso

compunzione
e alle

e alla penitenza,

alla

opere sante
s.

preghiere nelle ba-

siliche di

l'ielro e dis. Alarla IMaggio-

re, nelle quali egli slesso

inlervenne co*

cardinali, colla [irelalura e con tutta la

corte ponti llcia. Di questa mondazione abl)iamo:l'aoio liciw^Ji-.corso primo .sopra

V inondazione del Tevere, UoiuaiSgg; Discorso secondo, liuiiia ^99. JacouD Castiglione, A7/7//o//r//M70w del Tevere, Roma 1599. Andrea Bacai, Del 'Tevere nitro rpuirto con un sommario di in^.r Lodovico Goniez di tutte l'inondazioni dal principio di Roma, sino al 53o, aggiuntevi r altre sino a(pu'st ultima del 599. lloma 099. Marsiglio Cagliali, A; Tilic-is inundalione medica di.yiutatio,
( i I
I

camera apostolica. Ampliando Paolo Palazzo apostolica Quirinale col uionaslero de'benedeliiiii, ili loro il P^pa in compenso il palazzo di s. Calisto, e una barca sul Tevere pe'lrasporli alla basilica dis. Paolo. Rrgo uidoUibanoVIII, due volle il Tevere inond Roma, a'23 febbraio 1628, e vi meinoria alla .Minerva di palmi G;ed a'22 febbraio iGBy,

il

Ripetta essendo segnalo palmi


1

26.6.

L' Mveri dice della

.'che laciltelacauifu

pagna
per
ne, ed

in

gran parte

messa sotto acqua


prudenlissinii per

la velocit e
il

(|uanlil dell' inondazio-

Papadiordmi
i

dimiiiuiie
l'

patimenti dagli assediati daldili-

acque, facendoli con caritaievole

genza provvedere sogna vano. Nel


1

di vitto e di (jnanto!)i-

Roinaei.'}99.Giusei)pe Castalio, Tyberis

G47 a'7 dicembre o a'24,

inuiulalioanid .Ui>/;c,lloiuue

)y9.Gra-

bollo luuuccazu X,il Teveiecuopiilsuu-

4o

TE V
riiizza ]Vai'ona[ne\ quale articolo
si
f,i

TE
fu
nelle fe-

V
tra
fece

lo di

parlo tleirinoiulazioiie che


ste d'agoslo coll'acqua di di alile

un combattimento barche, che Paolo IH


11

una nave

e le
es-

sospendere

sue fuiilaue, e
coli'

seiuhxpiaresima.
di lieto

successore Giulio III,

inondazioni eseguite
luoghi della

acque

di fonti in altri
gli

citt), ov'e-

stava innalzando

qi<;eg!i edilizi

che ain-

niiianio, di palmi 2 e dal suo letto pal-

mi

i,

come

si

vede

alla

Minerva; minacla

ci peggio,

ma

presto torn nell'alveo.

umore, soleva andare a prendere una barca nel Tevere il cardinal Nicol Gaetaiii che abitava all' Orso, cio presso s. Maria in Posterula, nel palazzo \q Cactani ove furono poste le rammentate lapidi, slato pure monastero de' Cein

Alessandio VII dopo aver veduto


cidiale peste
1

mi-

Icstinij ed ivi nelle sere estive facevano


fra loro

che fece strage, nel 6G0 da'

una geniale conversazione, e

luti-

5 novemhre vide pure il Tevere inondaie quasi due terze parli della citt
3
a'
:

gainentesi trattenevano a prender fresco. Circa


si

la

tnet del si-colo d'Innocenzo XI,

alla JMinerva fu

segnalo palmi io, a Ri-

faceva nel mese d'agoslo sul Tevere udi regala,

petta palmi 24, e io dalla sua superficie.

na specie

o gara o corsadi bar-

iNeli686. governando Innocenzo XI, finondazioiiefudi palmi


livello, e la
I
1

che, per arrivare al termine prefisso, Lu-

oltre

il

consueto

dus Navicdarii.
a'
ili

Nella festa di

s.

Rocco
i

memoria di Uipella segna palmi 21.G. Nel voi. XVII, p. 24, e altrove notai, che Innocenzo XI convert in favovideiiza nella via di Ripetla,

16 agoslosi correvano pel Tevere


praticava in

pal-

delle barchette e de'nuotalori; altretsi

tanto

re del Coiiser\'alorio della divina Fro\'-

la festa di s.

tal tnese, a' 2 5 per Bartolomeo, ed a'2C) per quel-

una

contri-

buzione che dagli addetti di quel portosi pagava perla fe^ta della propinqua chiesa eWarcico/ifrdternita di
s.

ili s. Gio. Decollato. A'iG agosto 1670, secondo l'annuale festeggiamenloe diporto delle ore pomeridiane, per la festa di

la

Rocco, pe*

s.

Hocco, innanzi

la

sua chiesa situata alla

giuochi pescatori!, palili e corse di barche,


e pegii slrappacolli de'paperi nel Tevere,

riva del Tevere, detta


petla,
si

comunemente Ri-

fece

il

corso delle barchette nel


di lotta, e uccisione in-

con

altri simili tiastulli

secolareschi.

Di

fiume con giuochi


gegnosa
tili,

questi giuochi e spettacoli fluviali ora ne

di vari

animali terrestri e volail

dar un cenno con Cancellieri che ne tratta nel Mcrcdlo. Egli ricorda che Foinpilio Totti, nel

strappandosi

collo a' paperi,


d'

con-

correndovi persone
in tanto

ogni condizione e

Ritrailo di
i

Roma

auli-

numero che riempi vano la conle

ca e moderna, dichiara

giorni destinati

trada e
legrie

vicine rive

con vaghissima vi-

a questi divertimenti, e notando che per


l'occasione di pubbliche feste date sul

sta e allegria universale (delle

romane
di
p.

al-

Tevia
si

che

si

celebravano nel mese

a-

vere, cominci nel

582

il

passo della barla

gosto, riparlai nel voi.


glio

LXI V,

234,

"^ ^'

chetta e chiamato traghetto presso

dell'Armata
trapassava
il

nel rione Regola.

Prima

spiegando il vocabolo Ferragoslo). Per aulica usanza il chierico di cantera


presidente delle ripe, per
f.u'

colosi schifetti.

Tevere per mezzo de'periDi tali passi di barchette


fatti nel

godere
i

tali

festosi

trattenimenti

invitava

prelati

e traghetti ve ne sono diversi sul Tevere.

chierici suoi colleghi e diversi


in certe

personaggi
lein[)ein

Olirei giuochi e sollazzi


gli
tri.

fiume daal-

stanze e loggie che

si

solevano pre-

antichi romani,

moderni ne fecero

A'2 marzo i54<) Hi fitta la caccia sul ponte, senza dir quale il diarista Colciiie

parare appositamente sulla riva, rando con rinfreschi il caldo che

quel

tempo
strodi

pi molesto. Mg.'

Massimo mae-

che
sco;

la

ricorda, e

si

rappresent Orazio Co-

camera
i

di Cleiueiite
il

e presiden-

clite sul

ponte respingente l'esercito etrus.

te delle ripe,

secondo

suosplciulido geil

ed a 3o iuuuMzi Castel

Angelo

vi

nio, olire

consueti invili, pre^

cardi-

T E V
nn!e e
jTi
l)i(
i

TE V

principi Altieri pni-pnti

lei

Pae'si,

triinonloeliioghi convicini, palRoma

una

a interveiiiivi, licevendoli in delle ai/ioni

straordinaria inondazione del Tevere.cbe


si

adornate con [ompa.


a'cavalieri ed
,'dtii

Ad

dislese per le

campagne propinque con


delle i'ibbriche e del be-

lalle
!

dame,

pci>oiiaggi

danno notabile
stiame,

fece distiiljiiire

un magni fico e copioso l'in-

e fu poi cagione di fiera epidela

ifiesco di frulli canditi, conflhiie e be-

mia, per
in

quale molta genie

si

rifugi

|Vande
per cui
di

di latte e acfpie gelale soavissime;


il

IU)mn, sperando aiuto dal Papa, che


lo ili sollecito e

collega tng.' Coslagnti cliierico


,

padiede'poveii

copioso.

cameia
(li

in

segno

di particolare

conin

tento, recit un elegante


llode

epigramma

con allusione al simbolo ihoina rcsui-i^cns, impresso nelle meda,

Roma

glie di

Clemente X. Proib
la
la

uiollrc Inno-

cenzo XI
11(1

caccia della biiflda che facevasi


festa di
s.

fiucne per

Bartolomeo,
[)ro-

considerandola altra inconveniente


fallila,

si

eseguiva rimpeltoal ponte Rottlal

to sul terrapieno sostenuto

muro. Per
tal-

particolari dimostrazioni di giul)ilo


volta
si

fecero corse di barche velocissis. Anpremio

me

spinte da'iemigaiili dal ponte


vSislo,

gelo al ponte
al vincitore

con

pallii

in

[)iii

celere;

come

fu praticalo
dall'

Papa fallo costruire nella via Flaminia una passonata avanti la villa di Papa Giulio, sopra il Tevere in difesa della via, furono jubblicafe queste due opere. Carlo Fontana, Discomn sopra le cause dell' inondazioni del Tevere nntietie e moderne a danno di Roma, e dell' insussistente passonata fatta avanti la villa di Papa Giulio per riparo della via Flaminia Pioma i6f)6. Francesco M.'' Onorati, ^Ipolos^iu jwr la passonata fatta, sopivi il Tevere fuori di porta del Popolo in difesa della strada Flaminiay con la dissertazione di Cornelio Mejer.Wotti i6r)8.Clemenle XI quando nel
il
,

Avendo

per
j

la

nascila di Luigi

XiV

amba-

700

celebr l'annosanlOjConsagace preil

sciatole d'Kstre, con coi se di cavalli pei*


la

videnza ordin che soUo


gelo
vi

ponte

s.

Ancal-

strada

(iiilia

ove abitava, luminarie e

fossero

sempre pronte alcune barlii

le fuochi d'artincio. Nel re fu fabbricala

mezzo del Teveuna sontuosa e ornata macchina, rappresentanle la famosa nave d'Argo con Giasone e gli altri eroi argonauti che recavaiisi all'accpiislo del vello
d'oro in Coleo.

chette persoccorrere cpulli che per

ca potessero cadere nel fiume recandosi

o venendo da

s.

Pietro; utile provvidenvi

za che salv quelli the realmente


cipitarono. ISel declinare del

pre-

Dopo

gli

alternali suoni

me

alz

le

1702 il fiusue accpiea palmi 19 e 8 linee

di

trombe
si

e tamburi,

che ripercuotendo

da quella linea intermedia che scorre avanli


tro e
la
il

nelle ripe del


I

mo eco,
la

fece

fiume formavano bellissiuna splendida luminaria,


e

Si-pnlcro d'yhi!^iis/o,ova atdleariparlai a

ne

Teatro,

tale

essendo

quale ridellendo nell'onde, sembrava rappresentava un'al-

memoria segnata
per sollevare
il

a llipelta.

Clemente

un lucido specchio

XI
iie,

popolo dalla miseria


fe-

due ore graziosi fuochi artifiziali, concorrendovi una moltitudine di popolo, che cadendo taluno per la calca nel Tevere, faceva ritra nave. Imli seguirono per

cagionala da taleslraordinaria inomlazio-

che per pi giorni allagava Roma,


si
s.

ce moltissime orazioni e
la chiesa di

rec pei ci nelJN'el-

Maria

in

Traspontina.

dere e temere.

Una commedia

in

musica,

atto che compartiva la benedizione al


in poche ore si rinon senza meraviglia, che

cantala nel palazzo dell'ambascialore, dio

popolo accorso, l'acqua


tir nel fiume,

termine
ta

agli spettacoli.

IVella Sltiid iV [iiiorcizo


il

AY/. ripororri-

ben rimarc
torio delle

il

suo biografo Lalleau. Clefertile ilteriilo-

Novaes,che nel
i

i(Jf)5,

dopo un

mente XII per rendere

bile

terremoto de' o giugiio,che riemp di


la

spavento e danneggi

provincia del Pa-

Chiane ilivenulo palude, e situalo presso il lago Trasimeno di Per-

1-12
gif/ e C(ti) (lilla

T E V
rUvc (r.), ove
il

1- 1:

Clia-

in piviale e triregno: dall'altro fu e5]ir('s<i(7


il fiume Tevere che verxa l'acrpja dall'or na che scorre nel suo alveo, ed accanto

nn e
(Iella

la I';iglia

imltoccann nel Tevere, vapapale e


restiliiir\i la saliiUri
i

le a (lire ne' confini dello stato

Tosiana, e
vi

laLupaco'genu'lli
noiidarionefu nel
i

RomoloeRemo.
779,

Uu'i-

dell'alia,

niaiid nel

"-o^n tale elfeilo


dolio geo-

regnandoCU^ineunel poulilicato

mg/

Gin. Gaclaiin Boi

lari col

teXIV, ma poco
le fu

uoinl>de. Pi significali-

metra Euslachio jMnnfifdi, ed anche a visitare il Tevere da l^erii"ia sino aH'imboccaliiia della Nera, per rendei lo navigabile. per cui poi
si

l'avvenula nel

1780

de! successore l'io VI, quasi siusile a (pici!a

pul)blicdiessi:Z?(^//e

del 1750, ed il Papa con l'aiulo.delK; barche fece somministrare soccorsi a cpicl-

cagioni e (h''rimi'(lii (leirinotiflnzioni del


Ti'\-erc.

le

fimiglie povere de'iuoghi pi bassi di e sue vicinanze bloccate


dallti ar:-

Roma 1746.
Tevere

Dollari fece aprire


pei-

Roma

un

fosso fino al
la

tenne

14 miglia, e otbonificazione della palude. Quanil

que nelle proprie case. Narra il couteoporaneo Novaes nella Stni-ia eli Fin J f,
che questi col suo

to al remlere

Tevere navigabile da Ro-

gemo intraprendente

ma

fnio a Perugia,

come per

lo antico,

la dinicoll

dell'impresa non permise a


attacc

vivamente nudrVil |uogetlo di unii e il lago Trasimeno col Tevere, per renderlo
p' vantaggioso allo stato, con farlo im-

Cleuieiile^wll il'inliaprendei la.lXell'istes-

so anno a'6 maggio

si

il

fuoco a

boccare nel Chiana, (jiiindi firlo


gabile con
fcltoil
iiu

pili

navi-

un

castello di

!<

giia sid'a rijia del

Teveivi eIl

pi ftcile declivio. A tale ef


ilp

re vicino alla porta del Popolo, pel (piale


in 12 ore lesi consunta sislenle con circa
la

Papa spedi

Francesco

INI.

"Gau-

legnaia

dio delle scuole pie, professore in Rouia

60

case adiacenti.

Pa-

pa sovvenne 4000 persone


cpiel

clic nella di-

sgra7a restarono senza abitazione, e in

luogo fececo.strnire nn grandioso cir-

cnilo di

muro

per conservarvi

le

provvipel

malemaliche, a livellare il lago Trasimeno e la sua acqua per tutto il territorio Perugino, onde potere essere ^icu ro d' un esito felice prima d' intraprendere la vasta impresa. Intanto Pio Vi ne
di

sioni della legna

che

vi si

conduceva

vagheggi altro simile (vagheggi pure


di

fiume, facendo api


via pi

ire ^ino alla

porta una

rendere nuovamente navig;ibile

I'

A-

pa del

comoda, che prese il nome di RiFiumej a' no-lri giorni ridotta a

niene,

come

descrissi

Tivoli, dicen-

do

degli altri Papi ch'ebbero eguale de-

passeggiata con alberi e sedili,

quando

siderio), di cui poi

Giegfjiio

XVI

per ovviare

siffatto infor-

pimento. Conviene
to pontificio colla
le

ne videin parte il comsa[)ere, ch'erano da


i

Ionio Ira^feiil recinto della legiinra fuori di

gran tempo dubbiosi

confini dello sfadalla parie del-

della porta, e coslrin nell'aie;i die

Toscana

l'occupava un ampio edificio in forma d'e


iniriclo, nel (piale

Chiane, onde spes>o nascevano dissa-

mie
]Vel

pontifcie di

s.

hanno stanza l'accade Luca e di s Cecilia.


\\

pori fia'limitrofi po|ioli, e riusc al


ne)
I

Papi

ly^o celebrando Benedetto XlV

giubileo universale, rest

afililto dall' i-

con atto solenne. Indi Pio vi ui'li77f) propose al granduca Leopoldo I, il quale pure desiderava che

778

di stabilirli

nondazione, che nella memoria di Ripetta segnata in palmi q.8. Il successore

l'acque del Trasimeno,'pesso rigurgitanti

dal loro alveo con notabile


sottoposte

danno

delle

Clemente XIII
nel

fece

espurgare

il

Tevere
con>>er-

campagne,

fossero imboccate

1763
il

a vanliiggio della navigazione,


si

nella Chiana, la quale introdotta nell'Ar-

e tuttora nella zecca pontifcia

va

conio della medaglia perci liattula

no, aprisse un commercio per mezzo di barche tra il suo slato Toscano e il Ro-

con

l'epigrafe: Na\-igatioiic Tyhci-is Jlr-

mano.

Il

Papa perch

il

progetto venisse

sli/iita.

Da un

lato vie l'efligie del

Papa

felicemente di concerto eseguilo,

nomin

T E V

I
;

T E V
govnnnlore
rli

i3

MIO commissario
I

il

ni
la

positive alla ^tOlia idrograficn di quel-

monsignor Ferratile Lollredo, e matematico il can. Pio Patitoui. 1\t i:i suri parte Leopoldo 1 iiomiiin percoiiiriiisaiio il marcliese Benvenuto Benvenuti, per matematico (Imseppe Ferroni,
l'i

iiLMa

tonlratla,
il

ma

sino all'evidi-n/.a diuio-

]Hi

al male della ChiaQuale prodigioso cambiamento fu operalodopo il o ifno al |823 nelle pianure della (Ihiano, per la quantit de ter-

slrato

vero rimedio

na.

V per

ingegnere

G iusi-ppe

Salvetli, utii-

reni emersi dall'onde, pel totale risana-

taiiMiileal p. l'eytinger Ielle scuole pie,


(111

mento

di

(l'ipo

il

lungo governo
di

di rettore dei

golare scolo dell'acque,

m'Ite terre, pel pi ficile e relo dichiararono

jio
ile
.,..< ^li

Tolomei

Siena, pass a pro-

della provincia di

Toscana. Tutti
il

vaienti professori

stimarono

pr-

ad evidenza le due opere ricordate, e le Carteidrattliche sullo stalo aiiticoe moderno della J alle di Chi finn, pubblicale
nel

gelld di
ti.

somma
il

nlilit

edi sicma riuscita;

a dice

ISOvacs, non fu condotto ad ef-

18^3 1789 in

dal cav. Alessandro Maiietli. Dal


poi
il
i

fVlIo, lutloclianibo le alle parli

ne aves-

seguiiono

granduchi di Toscana [irobonificamento, do[)Ocli il

sero
11(1

il

maggior, imppgtio. Leggo per poi

prezioso Dlzioiuirin della Toscana,

<lel

lie|)etli, ('Ile la (!hiana,

mai aMiastanza lodalo 'benemerito fiumana pi die

punto culminante, ossia divisione dell'acdella Chiana fra l'A rno e il Tevere, fu stabilito con Pio VI nel 780, fissandosi

que
al

Callone

di l

da Chiusi

1'

argine di se-

fiume, gi torbida e frigida palude, ora


per meraviglia d'arte fu lidolla in gran
pai tea recipiente

parazione, e insieme linea di <Iemarcazio-

d'acque ciliare in un ca-

ne a'confui de'due stati. Trovo inoltre iii Novaes, che Pio VI nel 1791 per l'abile
archilei lo JV itale Maiiui fece eseguire lo

nale maestro <lie cune fra uberlosissime olmate, longitudinale alla valle pi centrale d'Italia. Questo fiume un tb navi gabile, non pel senz' arte, ma in virt (li cbiuse o sfstegni, mentre tutto inlieio
(la'contorni d'Are/zri dirigevasi attraverso del lago di Chiusi per unirsi

scavod'un ramo del Tevere sotto il suolo di Roma, che fino allora erasi credulo impossibile, per essere

ingombrato dagli

a-

vanzi d'antiche rovine e fibbriche, par-

ticolarmente dal plalealo del Teiitro di


Ball-o (/
,)

dopo 5o
l

adiacente

al

Monte

de' Cenci

miglia

di

cammino alla

Paglia edi

scen-

dominalodal palazzoeretto

nel secolo

XV
me-

dere nel Tevere; questo slesso fiume, acni


fu dato pi d'una volta
il

e ora disadoino (della gi splendida e

titolo di palu-

morabile famiglia Cenci, singolare penarcliilettura, ricco e

de, e che bipartito

si

cbiamcoi plurale

magnifico colonnato,
|)i

nome

di

Chiane, presenta un fenomeno


la

coronato da im cornicione forse il

bello

-ingoiare, (piello cio d'aver invertito po-

dopo quello
bile

del palazzo Farnese, mira1'

co a poco
so

per Iribular
il

le

maggior parie lei suo corso acque non pi a ostro verscaricarle a settentrione

Tevere,

ma

Arco de' Cenci, semplice, anche la via e la piazza propiiupia portano il nome di Cenci,
essendo

grandioso e solido
delle cui
voi.

nell'Arno sotto

la citt d'Arezzo. Le Memorie iflraidico-storirlie xnnia la fai di Chiana, neliy8f) pubblicate dal cav. Fossombroni, (ui f^ bella appendice l'ilhisl razione d'un doiMimenlo del medio e-

memorie strepitose riparlai nel LXXlll, [). 2o3), e tla' fuidamenli


famoso IribunoCola
di

della casa del

Uieu-

zo (ohe descrissi nel citalo voi. a


figlio

p. 3o'>),

\0, onilededurre l'originario rapporto Ira


le

va per

d'una donna lavandaia che vendela citt l'accpja. piando si beveIl

ncque della Chiana,

cpielle del

Tevere
le

va piella del Tevere.


sta
le

iMarini per que-

e dell'Arno, inserita neliH-z.^

ba

Ale-

operazione invent una macchina delfacili

}>orlalo

morie della societ Ilaliaia,\\a\\\oa\tnon solamente splendoie e nezio*

pi

e nello stesso. tempo delle pi

efficaci, la jnale

agiva permezzodella cor

i44

TEV
si

T E V
rese ac;e-

lente del Tevere, e per es^n

voleiiitiocliii re le iniiiesolto l'acqua,

con

lispaiuiio notiibilissiino di spese, onde ter-

minala quest'impresa in poco pii di 6 mesi, venne a sgravarsi la camera apostolica dell'annua s[)esa, che si richiedeva perla manutenzione deirnilro ramo del Tevere
,

mboocatura del fiume nel mare fra le torri Cementiua e s. Michele, che fauno risalire le acque del Tevere e impediscono la foce del mare; cagioni che nega perle molteplici sinuosit del corso del Tevere da Roma a Porto solo amzinne
dell'i
,

nieltendo per
zioni
la

la

vera causa dell'inoiula-

adiacente alla clausura degli

E/irci

frecpienza delle pioggie nella par-

(^.).
^i.
il

Menlre Pio Vii Irovavasia Parifel)l)raio 8o5, e non altrimenti, Tevere allag due terze parti di Pioina,

te ov'egli nasce.

ai

che

in

Osserv co'propri occhi, una notte tutto il quartieredi Ri-

petta rimase coperto d'acqua, eia cam-

come

riferisce

il

Novaes, e

la

memoria
i

di

Ivipelta segna palmi i/^.d, o metri

^.4.2.
la

Demol

il

suddetto

muro ov'

ora

fon-

pagna opposta rassomigli ad un altro am[)io fiume. Il Tevere travolgeva nelle gonfie sue acque alberi, masserizie, carri
e bestiami coltiairimprovvisonellacain-

lana, e le gradinate del Porto Leonino.

Leggo
I, p.

nel Pistoiesi, Vita di

Pio VII,
i

t.

pngua

(solite devastazioni). Desolati

se(al-

240, che nell'assenza del Papa


I

ro-

questrali abitanti della via dell'Orso

mani nel 8o5fuiono danneggiati dall'acque del Teveie, che inondarono sotterranei, le campagne, le strade, e molte case della cill, massime a'2 febbraio; indi
i

tra parte assai soggetta all'inondazioneco-

meth

vicinissima alla ripa), fu mir.ibile


il

spettacolo vedere

cardinal Consalvi

in

porpora

coraggioso e acci ninno

fl)sse

per r intercessione della B. Vergine diTuinuirono, avendo snpeialo l'inondazio-

dimenticalo, su fragile barchetta porlar


loro quel pane che anelavano e da tulli be-

ne deli G86.
za
i

In tale calafiiilosa circostan-

nedetto; esempio che non tard ad essere imitalo da altri romani, e tutti gareg-

magistrati

fmono zelanti

nel sussidiale

re colle barche e portatori

povere

fa-

giarono in zelo per assistere


bitanli bloccati dall'acque,

gl'infelici a-

miglie isolate, che ne'Iuoghi pi bassi tro-

fi

a'quali pieil

\avansi

in

mezzo
(li

all'acque; e

si

pubbli-

no

di nobile

ardore

si

distinse

giovane
in

carono opportuni provvedimenti dal governatore

principe d.

Francesco Aldobrandini
i

Roma mg/

Cm'alcliiii a'i

provvedere
gli

suoi famigliari abitanti nel-

febbraio, da'chierici di

camera

mg/ Loa' 3,

l'adiacenzedel suopalazzoljorghese,elulli
abitanti delle vicine contrade. L'otti-

caiclli presidente delle strade

da

mg/ Naro
di
si

presidente delle ripe n5. Inil

mo Aria ud
missione di

lod

capi del

governo pe'pra-

associ

fondato timore della peste


di febbri bilioso-ma-

licati alti d'

suscitatasi

inLivorno
1'

umanit, e la pii pericolosa portare il pane a 1000 e pi


edificanti ecclesiastici.
e

ligne,

onde
le

energico cardinal Consalvi

contadini chiusi ne' villaggi suburbnni,

segretario di slato e capo del governo, prese tutte

accompagnata da

precauzioni per impedirne

la

L'atmosfera era abbastanza chiara,


gioia e di speranza salut

ad

comunicazione iel pontilicio dominio, e stabil un cordone satiilario. Con particolari descrisse l'inondazione l'Arlaud, SlO'
ria di Pio 1 II,
1.
1 ,

ore24de'2 febbraio un grido generale di


il
1

."sintomo di

p.

3G8. Dice che co-

minci al principio di febbraio i8o5, per aver il Tevere straripato a'3 gennaio, e cagion a r>oma disastri e gravissimi dan1

decremento; ma il fiume ch'erasi alzalo pahni 24.65 come dalla memoria di Ripetta,nel ritirarsi lascicomesenqireun gran sedimento di creta e di fango denso e malsano, che prontamente fu tolto e gettato
nell'alveo del fiume. L'allivitdel cardi-

ni. iNon

conviene con

(jucTisici

che opi-

navano cagian;Ui

questi

straripamenti

nalConsalvi ripar tosto ogni disaslro,e


ce distribuire vari soccorsi di denaro.

feIl

dall'azione de'veuti sud-ovest nella due-

T E V
PnpnafnitlissmoinPaiigidi talcnlamit*i,
rest poi consolato
nati per quel

T E V
ramo
del
l'ofeli-

14^

quando conobbe
si

Tevere da Pio IV, Urbano Vili, Benedetto XIII e Be-

perato dal previdente ministro, e

cit in possederlo. Anclie l'ab. Bellonio,

nella Coitiimazione della storia dclrri-

stincsiino, nei

t.

r,

p.i 92, volle ricordare

XIV, con alcune modificazioni, e il regolamento pel tiro delle bufale dal Capo due Rami a Ripa Grande. Altre disposizioni de'predecessori e successori di Pio
detto

quest'inondazione,
dice,

ma non

fa

com'egli

VII, e

di lui stesso, gi avvertii di

averle

che avea superata qualunque altra avvenuta a memoria d'uomini, se pure

non intende parlare


le

di quelli

che videro

Marina pontificia. Nel 1818 pubblic colle stampe in Roma B. G.Naro, Jlanifes'to di associazione per la pririferite a

precedenti. Deportato a' 7 luglio 1809 Pio VII da' (Va noesi, perci non vide nep-

vilegiata escavazionc nel Tevere.^w contro questa

che

si

scagliarono

gi ricor-

pure l'inondazione de'2


pra
ni.

dicembre 8og,
1
:

io cui l'acque ascesero a metri


il

5.4?

so-

pelo del mare, e rec non pochi danl'illu-

Nel 18 12 fu fondata in R.oma

Per il Naro, sicuro che il padre Tevere contenga cose preziose nel profondo e limaccioso suo seoo,rammenta l'idea immaginata dal sunnominato cardati scrittori.

accademia Tiberina, cui mi pregio appartenere,laqua!eha per impresa la figura del Tevere coronato d'alloro, con im ftscietto di spighe nelstre e tuttora fiorente
la

dinal Polignac; e l'escavazione nel

1773

tentata dal
s.

p. d.

Alfonso Bruzzi curato di


la

Carloa'Catinari, sotto

protezionedel

principe Altieri e del cav. Gio. Battista


Cenci, della quale
si

mano

sinistra, e l'epigrafe ^t/Z/t'/vV/.y^/c

ha

la
,

relazione staracol sistema de'

alleva poscit opem. L' imprime nel rovescio col

pata di Bernardo Podi


cassoni, e

nome

del presidente e l'anno

della fondazione dell'accademia, nelle 3

annuali niedaglie, che dopo


niiliate al

d'

averle u-

Papa che regna,

distribuisce a'

membri del

consig'io,e dispensa ai

Sacca-

demici che nel corso dell'anno maggiormente si distinsero. Un esemplare lo deposita nel

quanto rinvenne serv a ricoprirsi delle spese. Il Naro sostiene, che con metodo facile e con macchine atte a scavarne il letto, si poteva sperare feconda riuscita, chiamando ricco l'alveo del fiume tra il ponte Milvio e la Porta di s, Paolo o Ostiense. Ritiene che romani nell'ini

proprio archivio,

altro nell'i

vasioni barbariche preferirono di gettare


nel

biblioteca Vaticana, e altro nel


pitolino.

museo Ca1

Tevere

le

loro ricchezze, alle deprees'^o

L'encomiato Pistoiesi, t. 4.p- 74 e 209, riferisce le provvidenze di Pio VII prese sulla navigazione delTevere da Fiumicino a Pioma.Neli8i 7 proib a'piloti di prendere prezzo maggiore dello stabilitoo
tliformareconlrattidilFerenti dalla lari Ih,
e loro ingiunse di trovarsi
i

dazioni di esse, e che annegandosi in

Massenzio col suo esercito e tesori, e per la tradizione che nel Tevere furono nello
i

stabilimento del cristianesimo gettali


simulacri degl'idoli, sotto Benedetto
si

XIII

volevano profondere
egli

somme
il

e-

sempre pronti
retro-

normi per
Pertanto
per
la

ripulire e ricercarne
si

letto.

allorch bastimenti devonosalire


cedere. Indi nel 18
1

riprometteva
il

felice risul-

col

mezzo del cardi1'

tato, e ottenuto

privilegio

da Pio VI[
,

nal camerlengo ordin

osservanza del

protezione del cardinal Consalvi

disposto sull'istituzione del piloto di Fiu-

mediante convenzioni
no, pegli occorrenti

in favore del gover-

micino e
ra
si

sui pilotaggi (sopra di questi o-

pubblicato-. Pilotaggio.

Memo-

m! 00
a

azioni,

ma

l'esito

36,ooo scudi vi fornon corrispose


VII al pontificamera e preIO

riadel prof.dolt. Vincenzo Gallo,Ti'\e'

quanto sperava,

e perci fu censurato.

i855: e ne d contezza la Cronaca di Milano del eh. cav. Ignazio Canti a p. 882), confermando regolamenti emasta
i

Dopo

l'esaltazione di Pio

catOjSuI prelato chierico di

sidente delle ripe,e presidente dell'acque,

VOL. LXXV.

,4r,

TEV
vare
la

TE
navigazione
to e canale di

V
lei

lece alcuni caaibianieiili nclc disc'^iliiic

Jel tiibiinaleepicsic]cii7a(1e!lerii)e,eiicll'ortliue giucliziai io,e Delle Notizie di Ilotni

Tevere, ed il porFiumicino. Insorta dub-

biezza, se la conservazione delle ripe e dell'ai

chiamalo anche segielario. In seguito essendosi riconosciuto die il

non

fu pi

veo del Tevere, per l'interno

commer-

cio e trasporti,

continuar dolesse a cura


dicliiar.

concorso di due autorit ne' lavori del

del tesoriere, o fosse proprio della prefettura,

Tevere, cio del pi esidenle delle ripe e del tesoriere, produceva diversi inconvenienti

GregorioXVI
i

Appartene-

re alla prefettura

lavori diretti alla na-

nell'econoniia e nella necessaria s[)edi-

vigazione del Tevere nel suo corso da Ro-

medesimi, si trov opporluno da Leone XII (il ipi;de a |)orla del Popolo, dal lato ilei Ttvere, a vantaggio della pubblica sanit, provvidissimamente costru lo stabdimentodi mattazione di itittezza de'

ma

Fiumicino, ed
il

al

tesoriere apparl'eliizio-

tenere

corso del fiume dal ponte

ce sino a Pioma, per l'interna circu

ne de' prodotti e de' trasporti, restando


pro-presiiiente delle ripe, e responsabile
de'Iavori relativi al corso interno del

tigliaiiimali,descrillonel
p.

vol.XXXVlII,
si

Tee da

),i

be nello

stesso

mg/fesoriere

riu-

vere dal ponte Eelice sino a

Roma;

nissero gli altrdjuti e la qualifica di pio-

questo punto sino


la

allo

sbocco del mare,


af-

presidente delle ripe per

la

cura del corso

navigazione co' relati vi lavori essere


alla

d'un fiume, dalla regolarit del cpiale dipende sotto pi rapporti la salutee la quiete della citt. Quindi Leone Xll TB gen-

fiti. iti

prefettura deirac([ue e strade.

Dipoi nel i83ti Gregorio


al tesoriere

XVI
di

attribu

l'amministrazione governatiFiumiciil

naioiS^qdicbiaimg.'MariolMaltii tesoliere generale, anche pro-presidente delle ripe, allincb quel ministro che ha
i

va,

economica e municipale

no. In tale anno, nel

iBSg

e iieli84i

Papa

si

rec a Fiumicino, e nel

1839 ad

mezzi pronti allo scopo, avesse altres cura d'impiegarli, e


la
la

la

Ostia a vantaggio del canale e foce del Te-

rcpon^alilit deldell' incarico, bi


il

vere e per migliorare


stia,

la

condizione d'Ola

diligente esecuzione
oltre
i

essendogli molto a cuore


il

naviga-

fatti

rapporti finanzieri che ha


le

zione del Tevere, facilitando


to dell'acque del

regolamen-

corso interno e
soreria, pel
diritti di

ripe del

Tevere colla

te-

fiume

nel canale di Fiual

commercio

e pei la tutela de'

micino per mantenerlo


vello, e

conveniente

li-

dazio sulle merci che s'introduessi altres

impedire
legge

depositi di arena alla

cono per acqua, v'hanno


conlatto necessario per
1'

un

sua foce. Nel n. 3 del Dinrio di


del
I

Roma

importanti^sitiella
Ilia-

838
di

si

un estratto
la

della disser-

n)o oggetto d' approvigionamenlo


citt,

tazione letta nell'accademia Tiberina, sul

siccome ne'generi cereali delle

modo

migliorare
al

navigazione delTe-

de

e farine, in quelli degli

olii, vini e al-

vere da

Uoma

mare Mediterraneo, dal


[)ro-

tro; cos

principalmente ne'combuslibili,

mai obese Luigi delGallo. In sostanza


rere 2 j miglia da

ossia nella fascina o legna

da ardere, oggli

getl, che riconoscendo doversi percor-

getto di prima necessit per tutti


della vita in

usi

Roma al IMeililerraneo,
egli
la

una

citt popolosa, e quasi


in

con

letto irregolare e tortuosi giri,

mancante
rio

di

boschi

vicinanza.

Grego-

slimava opportuna

formazione
la

d'

un
no1

XVI

a'agdicendjiei H32 nell'ordina-

nuovo canale naviga bile artificiale col

del lesorierato non alter punto quanto trova vasi disposto sulla piesidenza tlelle ripe. l'ei l'S giugno i833 nel regolamento dal Papa dato alla prtfellu-

menlo

me
del
I

di

Gregoriano, per

lunghezza

di

miglia. Nel n.6delle

7\'o//:7('

del giorno
pioggia ca

843,

si

dice che a'5 febbraio diluvi


la

per molte ore, a'G continu

ra generale dell'y/rr/m^ r /v/r/r, dichia-

r appartenerle

lavori diretti a con<cr-

dendo neve sui vicini colli, da ci ne venne che il Tevere nella sera usrdal letto.

T E V
e nel (L seguctile allag
i

TEV
campi che
dal
alle laide del
s.

.47

ponte IMilvio

si

estemiono

monte Mario
citt

e a Castel

Angelo: nella

inond

pai te delle vie del Coiso, di

Ripetla e dell'Orso, della piazza del Pantheon, e de'rioni


di Pvegola e di
i

gennaio 1841 in un punto, che seguendo la linea dell'acqua non dista dalla foce meno d'83 7 miglia romane. La ?,.' spedizione ebbe in mira di accrescere il coinmer ci, di migliorare co'battelli a vapore la
navigazione del Tevere, e
facilitai
II

Ripa. Con-

ne

la

co-

tinuando

la

pioggia e

venti meridionali
si

mnnicazionecolle piovincie.

medesimo

che facevano

lifjuefare le vicine nevi,

tem

ulteriore escrescenza; tua a'g un'o-

commend.Cia Idi d'ord nediOregf.'rioX VI partitosi di Roma poco dopo il suo ritorno dall'Egitto, per
li

ra avanti

mezzod im ominci

il

Tevere a

visitare nella Francia,


i

ritirarsi, e nel

corso delia giornata rien-

nell'Inghilterra e nella Scozia


i

principa-

tr quasi
l'altezza

dovunque nel proprio letto. Nel massima 1' idrometro di Ripetla


i

segn metri 5.4, cio le acque tanto si alzarono sopra il pelo basso del riflusso
del

empori di commercio e porli, esriminare le macchine applicabili alla navigametodi zione e all'industria, conoscere
i

mai
il

e,o metri

9.60

(circa

palmi

4'^

1/2)

onde tenere netti mente osservare


di

porti e

fiumi, e final-

le

costruzioni e le spese
in gela

sopra

pelo ordi-iario dell'acque.

Erano

inanlenimento pe'Iavori idraulici

34 anni che Roma non avea patito simile inondazione, n mancarono danneggialuenli. Con le belle e veridiche Notzie storiche di Gregorio

nerale,

commise

a'migliori artisti

co-

struzione de'3 piroscafi pontifcii l'Archi-

XT I,

del eh.

mg.

Fabi Montani, in onore di quel gran Papa, della marina pontificia, e del com-

mend. Cialdidal medesimo Ponteficedecoralo di


del
sa,
tal titolo e

insegne equestri, e

Blasco de Garay, e il Papin, colmacchine a vapore desliutiti al riinurcliiu, non meno che ima pirodraia, ossia macchina effossoria pure a vapore, che per lo spurgo del fondo de'fiumi e dei porli,fu da lui proposta al governo per co

mede,
le

il

loro

grado di tenente colonnellodella stesmeglio che di sopra far qui ulterio-

nosceriie l'utilit, appresa nelle su^ navi-

gazioni marittime e fluviali. Mentre

si

ese-

re ricordo delle spedizioni navali in


gillo, in Inghilterra e in

EFrancia, ambefelice succes-

guivano tali to il tempo,

lavori,
si

il

Cialdi misea profita Parigi e co! patro-

ferm

due da
so.

lui

comandate con
il

cinio pontificio pot iud.igare dal ministero de'Iavori pubblici, se fo>seeseguibile il suo piogelto, di correre cio latta la Francia co'battelli papali. Preso l'equi

Encomi

prelato

il

Cialdi per pe-

rizia

nautica e singoiar coraggio addimo-

stralo pi volle fino sulle coste


rica.

d'Amela

Colla i.^'spedizione in Egitto, ove


il

paggio

in Civitavecchia sua patria, in

ed ap-

descrissi, oltre

trasporto degli splendidi

prodalo

Londra a'ag maggio 1841, <li

alabastri orientali donati dal vicer a Gre-

l'acqua a'baltelli, co'quali valorosamentetraversala laFrancia dull'OceauoalMepopolazio-

gorio

XVI

per

la basilica di

s.

Paolo,

si

fece insieme
artistico

un vero viaggio

scientifico e

diterraneo, accorrenti
ni

di

vote

le

ad istru/jone degli
e del genio,

officiali della
il

per venerazione a Gregorio


i

XVI

a ve-

marina
dante

percorrendo
di

comandi stu-

dere

suoi battelli con vero edificarne en-

in quest'occasione a

motivo

tusiasmo, rivide Civitavecchia


sto, e

dio una terra classica e ricca


antichissime, colle tarlane
lo,
s.

memorie
(li

Pietro,s.Pao4le

ed

il

mistico

la

Fedelt armato
4-

trieri e di

un cannone da

La Fedelt
i

a' 19 agonavigando pel Tevere giunse a Ripa Grande, compiendo con gloria un novello viaggio, che non mai tentato da alcuna squadriglia form l'ammirazione u

quindi a memoria d'uomo

fu l'unico le-

niversale, e di cui resero conto anche

gno europeo che navigasse

fino alla

.'ca-

giornali politici, scientifici, marittimi e coloniali

laralla del Nilo, gillaiido l'ancora a' 21

d'oltremoutc. Quello intitolato,

i48

TEV

TE V
nemeriti del governo e della popolazio-

Courrier de Sane et /.o/rr. nell'ailicO' lo: Un finitile Romaiie Clialnus-surSaune, disse: Ce qui a surtout uil sa marche^ e'egt rempressement tles iahitants des villes et villages n\'erains, des caneaux.quiaccorraient eufonie et s'ncchaieutpar centaiues aux corde.s des hateaux polir aqurir, disaient-ils,le droit

ne gl'individui de'coipi della .17/Y/-?V7^k);?,tificia. specialmente de'carabinieri e dei dragoni guidati da'loro uflziali; e Pompieri pou/if/eii (J\),
lisi
i

al

comando de'quaGiovanni

videro principi d. Camillo Aldobran-

dini colonnello onorario, e d.

Chigi tenente colonnello; e della marina


militare, che colle lance de' vapori venne personalmente diretta dal tenente co-

de pouK'oir qfjirmer lenrsdesceudants qu'ils avnicut hal les hateaux du Pape. Il Papa rimerit il couianiianle e la
sua schiera, compiacentlosi
tlegli

lonnello Cialdi, tanto nell' interno della


citt,
si

onori oponti-

quanto recandosi

portare soccorfece a molti diil

vuntjiie resi alla piccola sqiifuira

e provigioiii agli abitanti di Fiumici-

ficia. 11 Cialdi nell'opuscolo, />('//( barche a i'apore a p. 2 rende ragione perch impose delti nomi a'3 piroscafi, co' quali ftuono benedetti a Ripa Grande. Narra pertanto, che Archimede prima
i
i

no.

N minor encomio

si

stinti

personaggi, fra'quali

principe d.
essi

Ria re' Antonio Borghese, per aver

pre-

murosamente
nosceva
lice,
il

recato aiuti ove se ne co-

bisogno. Per tale infortunio,


il

d'ogni altro,

240 anni

avanti l'era cor-

impedito ancora
i

passaggio a Ponte Fe-

rente, riconobbe ed esperiment nel va-

corrieri ordinari di ritorno

pore una potentissima forza espansiva ; che Blasco de Garay pel i." nel i 543 in
Barcellona, alla presenza di Carlo V, applic alla navigazione un apparecchio a \apore; e che Papin neli6go invent lo

logna trovarono preclusa

la via alla

tinunzione del viaggio, ed uno di ch trovasse rotto il ponte al Metauro , coraggiosamente attiavers il fiume su d'una barchetta. A' 12 merc la divina

da Boconessi, ben-

stanlidfo e

le

valvole di sicurezza

nella

provvidenza, non ostante


nedella pioggia,
te
le

la

continuazio-

macchina

a vapore, paili principali del-

la raedesiina.

lientrarono nel

acque quasi totalmenloro letto. Il Papa no-

Trovo nel n.*'g9 del Diario di Roma del 846 descritta la .^inondazione accaI

min ima

de[)utazione,presieduta dal car-

dinal Patrizi vicario di

Roma,

{>er

racco-

duta nel pontificalo del legnante Pio IX. Ivisi riferisce, che per le dirotle pioggie la piena dell'acque del Tevere avendo inondato tutt'i quartieri pi bassi della citt, a* IO dicembre ad un'ora pomeridiana l'idrometro di Ripetta segn metri 6.25, e
1

gliere questue e obblazioni, e a distribui-

re soccorsi a' poveri danneggiati in

Roren-

ma

e suoi sobborghi.

Ne
al

pidjblic
la

il

diconto, co'nomi de'componenti


tazione,

tiepu*

ilSupplimento
del
1

n,23

i]e\

Dia-

seguit fino alle 3 ore pomeridijine e fu

quasi comel'inondazionedel

8o5;quindi
se-

principi a diminuire in mndo,chela mattina degli 11 nlle ore

8 antimeridiane

847. Tutte le somme incassate furono di scudi 22,5 18, l'erogalescudi 28, 3o t, quindi resi in disborso la deputazione di scudi 5,783. 11 Papa olFi scudi 2066, cardinali 700, quinrio di
i

Roma

gnava metri 5.3


1

I.

La costernazione

ge-

di ogni ceto della gerarchia ecclesiastica

nerale per questo subito innalzamento del

secolare e regolare,

la

nobilt,

cittadini,

Tevere
de
le

fu assai manifesta,

sollecite

n le provvicure del goveino mancarono

e persino

il

claustro israelitico di
i.
l

Roma

che somministr scudi 52


distribuirono in
ebrei, a

soccorsisi

al soccorso de'cittadini e degli abitanti del-

38

pairoccliie, allregli

campagne, onde ovunque rendere mesensibile questo

5 06
1

famiglie, e furono denaro,


e rifazione di attrez*

no

grave disastro. In
si

tale

pane,
zi

letti, vestiari,

dispiacente avvenimento

resero assai be-

e oggetti d'industria. Nel t.i3, p.

357

TE
deW.lUntin di Roma

V
fu pubblicata un'inil

TEV
ci, bens

149

premessi! necessari bonificii pel

cisione di disegno rappi-esentante

por-

tratto di

fiume che da esso va a Fiumi-

lo di Ripelta allagato nella

memoranda

cino, ossia per 2 3 miglia, e queste nel pla-

inondazione de* io dicembre 1846. Quivi pur si legge una eriulilissima Lettera
8 ^6 del commend. Alessandro Cialdi tenente colonnello della marina militare pontificia in risposta
de' l'i dicembre
\

cido tronco inferiore del Tevere, poich


solo traltdel

commercio del marea Rola

ma con

migliorarne
a

navigazione,

eooa

alfatlo della bonificazione del

Tevere anCialdi prodi

che sino

Orte, che volle addebitargli


il

a quella

diretta al

cai'.

Giovanni

De

l'avvocato. Indi

commend.
il

Angelis direttore proprietario dell'Album, che ha per titolo: La ragione del pillano ^delVavv. Giuseppe Sarzana,inserita in questo giornale ne'n.i 4o e 4 del corrente annoi8^6. Iti questa lettera vi sono molte nozioni sul Tevere, deplorandosi
la

va, che se coll'industria

Tamigi

Lon-

fiume del mondo dagli inglesi, com'essi lo chiamano, il Tamigi toltone il beneficio della marea molto inferiore del Tevere, come lo della Sendra fu reso
ili."

na che bagna Parigi: questa convoglia ia

decadenza dal suo antico

mare metri cubii83.o5 per ogni minuto secondo, e

splendore, cbe principe una volta de'flunii,

siccome

il

quindi abbandonato a se stesso dilasi

voglia 244^ ^' conseguenza esso

Tevere ne conun 4-

t soverchiamente le sue acque, e che

form in esso il deposito di tutte le immondezze e macerie; onde caduto in disistima


bile
Iri
il

si

ritiene

come impresa

impossi-

farlo rifiorire, e porlo a livellod'ali

maggiore della Senna nel suo sboccare ia tale pure prima d'entrare la Roma, non ricevendo altri influenti fino al mare; perci il Tamigi moltissimo inferiore al Tevere,che inoltre sembra vemare, e
rosimile di ricevere
il

fiumi,

quali

quantunque minori

di

principale suo

ali-

pur celebri pel commercio. Essere cosa sorprendente, che mentre gli stralui son

Dientodalle viscere della terra su cui scorre, poich le

magre straordinarie che


si

nieri restano meravigliali delle prerogative del

qualche volta

verificano in altri fiumi,

Tevere e

e'

invidiano un tanto

tesoro, alcuni de'nostri lo ritengano

come

non sono a temersi nel Tevere, il cui grado di perennit e di deflusso triplo di
quello del Po, per quanto e meglio dichiarai di sopra. Nelle

oggetto su cui invano l'occuparsi a suo

vantaggio, e deturpando

la

verit grida-

importantissime note
si

no doversi abbandonare a

se slesso,

feceravv. Sarzana, travisando in

come un mo-

della Lettera di cui fu cenno,

deplora

do singolare le Lettere sul Tevere, del commend. Cialdi, che di sopra ricordai: Quale debba essere il porto di Roma, e ci che meglio convenga a Civitavecchia ed Anzio; ed quale colla lettera al cav.
il

che dal Tevere non se ne ritrae qiie'vantaggi che potrebbero in eminente grado
procacciarsi, ed invece per
in cui
ti
i

1'

abbandono
gli elet-

si

lascia, se

ne sperimenta

pi perniciosi, pe'damii e desolaziotu testimonio nell'ulti-

ne di cui l'autore

De
tal

Angelis, per

mantenere

il

vero senso di
le

ma

descritta inondazione: danni che fa-

sua Lettera, volle rettificare

strane

cilmente potrebbero diminuirsi di molto,


e che con ci
si

opinioni che fantasticamente prelese attribuirgli l'avv. Sarzana, ch'egli

darebbe

al

tempo

stesso

giammai

vita alla ricca industria della navigazio-

espresse in favore del porto d'Anzio so-

pra quello di Civitavecchia, esopra quellodi Fiumicino e


il
il

Tevere; ripetendoche

porto di

Roma

dev'essere a Ripa Gran-

ne. Ricorda poi l'autore il dimostrato nel suo dotto libro: Sulla navigazione del Tevere, cio che per nostra colpa le inondazioni diesso divengono sempre pi dan-

de, nel centro slesso della capitale,

come

nose alla

citt, e

sebbene l'ultima inon-

l'hanuo diverse citt celebri pelcoramei-

dazione per l'altezza e massa d'acqua fu

5o
I

T E V
7

T E V
f|ticil<i

ii-.iiuie Ji
1

cenlimetri da
[)ii

tlcl

gli si

accinse alla

non
gli

lieve fatica di con-

80'),

pure fu

prtgiiulizievtile nel
il

suo
in

^(dtare e svolgere

complesso; feiionieiio che


per r

Ciaicli spie};i,

lengalo,

aumento

degli ostacoli
al

dali8o

ji

cnmtnto

cameronde persuadere con questo doil pubblico, che la marina poaarchivi del

poi atlraversali

libero corso del fiume,

tiflcia tull'aitroche

infingarda e incapa*

per l'aumento degli >carichiilelle


le praticali nell'alveoclie

immon-

ce di progres-io, trovandosi invece in

uno

dezze e macerie, e pe'Iavoii abusiv.imentraversa

stato

il

n)eglio costituito per l'unione dei

Koma.

due mari, per

Poscia fu pubblicato,
linea pili
r/u/ri, e

Sul Tv\,-ere, sulla cpiiveiiicntc per fimioiiedcduc

la linea che colla maggior convenienza d'ogni altra li ponga a con-

tatto, l^ubblic pertanto.


la

."Lo Stato del1. "gen-

sulla

marina mercantile dello

marina mercantile

pontificia al

Stato Pan tifieio al signor (l.rCfi rio Frulli,

Scliiarimenti del eoniniencl. A.

dalla-

naio 1847, confi ontato con quello de'3i dicendjre 1837. 1.^ La Statistica gene-

di,

Roma 1847. Anche


il

in

questo bel

rale della marina mercantile dello slato


pontifcio all'epoca del i. gennaio

voro
il

eh. autore dichiara, che essendo


l'in-

Tcvereqiiella via di acqua che lega

confrontala coll'esistenza a'3

847, dicembre
1

terno
cui

commercio dello stato conRorua,da appunto come da ca[)itale derivano!


via; e

1837. 3.La Statistica

/;rt/-?Vz/('

della

ma-

rina mercantile dello slato pontificio nel

principii vitali per tutto Io stalo, doveasi

JJediterraneo, all'epoca del


I

i."

gennaio
r

da ogni statista tener cara questa


quindi
egli

8 4 7, confronta la

colla esistenza al 3

di-

dovea sostenere la navigazione del Teveie, e diftndcrla da tanti supposti insormontabili ostacoli, che preteodevasi opporle. Quanto alla congiunzione e passaggio de'due mari Adriatale
lieo e RI ediferraneo gi
I

come

cembre 1837. 4 La Statistica parziale della marina mercantile dello stato pontificio nell'^/c//7V7//Vo,airepoca del
1

."geni

naio 1 847jConfroolala coll'esistenza a'3

dicemln-e 837. 5." La Slalislica


1

/;<^//--7V/ /e

Mare Tirreno,

pel

del i.circondariodeirAdriatico.6.''Q'iella

portod'Ancona, pel 2. "quello di Civitavecchia, il quale si pretendeva awiliie e dare la preferenza a Foiio
."dichiara
il

del

"2."

circondario

ilei

medesimo.
e

7."

Quella del 3." circondario dello stesso Adriatico.

Tutte dell'epoche

confronti

d'Anzio. Egli scucpr


la

la

verit, vendic

mentovali.
stiche
si

Da

tali

interessantissime stati-

marina

pontificia dalle oppostele inla

rileva

ancora quanto si guadagn

giuste laccie, mostr


difetti,
A pari

vera fonte de'suoi

sulla moralit del personale della mari-

onde [xrsuadere ognuno, che noi d'ogn'altro popolo siamo capaci d'elevarci adegni splemiorc di vita commerciale. Gli sembr a ci conducente sopia ogni altra cosa
il

na mercantile pontificia. Quindi saggia-

mente
ri

il

ministero del commercio


il

e lavo-

pubblici continuando

bel lavoro sulnel 18^2:

le slesse basi,

pubblic

in

Roma

m<trare

I*

accre-

Prospetti dimostranti il personale e materiale della

scimento della marina pontificia,

in

mez-

marina mercantile ponti'

zo al suo slesso stato d'abbatliinento, e

^trazione

scmbi pure al eh. autore una taU- dimonon potersi meglio ridurre all'evidenza che pubblica rdo una slalislica
la

fida, e il moi'iniento della navigazione tan to genera le ne^por-ti dello s tt i to,a uan

completa,

qualecomprendesse
il

il

nume-

ro, la qualit,
il

tonnellaggio de'legni,e

parziale de'legid pontifcii in alcuni porti e steri. Ver dar una semplice idea dell'incrementodella marina mercantile pondicem* tificia riprodurr una tavola. A'3
lo
i

numero

e la qualit del

peisonale che

bre 1837 essa era costituita nel personale

noi rd)bi;imn tanto sull'Adriatico,


to sul iMediterraneo.

quanSiccome pertanto si
c-

da

G87G individui, nel

materiale da

18G

basliuenti che
te

mancava

di

questa statistica completa,

ammontavano a tonnella2o,5o4A'3i dicembre 1B46, il perso-

TE
ii.ile
ti

\'

TEV
i

i5i

ascese a 8o8(5 individui,

liasliuieii

re,

ponti entro e fuori di


la

Roma,
la

vi

ag-

323,

e le tonnellate a sGj'iSo.
,

A'3

giunse

presidenza delle ripe,

quale

dii:enbrei85i

il

personale
i

si

componeaiini-

perci cess di

esercitarsi dal tesoriere,

va

di

91 IO individui,

bastimenti ai 667,

come

le tonnellate a

3o,q83. Lo slesso

stero poscia pubblic neli853: Prospetti diiiioslrant il

personale
Il

materiale
ec.

governo di Porto e Fiumicino, che attribu al presidente della Coniarca di Roma. Indi il Papa col moto-proprio dei 20 dicembre 1847 sui Consiglio de' Miil

della /iarina inereaiitile pontificia,


al

nistri, istituendo quelli del

commercio,
i. "la

3i dicembrei852.
i

personale som-

e de' lavori pubblici, attribu al

na-

tna 9328 individui, bastimenti a i858, Je tonnellile a 32,028. Altre analoghe e anche posteriori notizie sulla marina pontificia divisa in

vigazione nell'interno ed all'estero, la


rina mercantile,
i

ma-

capitani de'porti; attri-

bu

al 2.i porti,!

ponti e condotti

non proil

classi e
si

compresa

la fi-

vinciali, n municipali, ilTevereesue ripe,

nanziaria e
nell'articolo

la

militare,

ponno leggere
Antonelli,co

eia bonificazione pontina, cessando cos

Tesori K RE GENERALE. Mentre

tesoriere d'essere pro-segretario o presi-

esercitava tale carica

mg/

dente delle ripe del Tevere. Avendo poi

il

me

pro-presidente delle ripe a'i2dicemi-

Papa

riunito

ministeri del

commercio

l)rei846, in occasione della descritta

de'Iuvori [)ubblici,conediltode' loseltein-

nondiizione,con notificazione rammenl:

brei 8")0 delcardinalAntonelli pro-segretario di stato,


stri ,

Che

in

virt delle legS' e editti


di

ripali,

SalV attribuzioni

de' niiidtale

chiunqne ricupei a robe


iie

qualunque

sor-

conferm quelle riportate per

te naufragate, o portale via dall'alluvio-

ministro del commercio e de'lavori pubblici.

del fiume

ne

di esso sino al

Tevere perl'intera estensiomare, obbligato darall'officio della

p.

7(^4

ilei
si

Giornale di Roma

dei

17 agosto i85o,
delle

avvis dalla direzione

ne l'assegna o

presidenza
di Ripet-

dogane

e per ordine del ministro


ri-

delle ripe o al ministro della presidenza

delle finanze, che in breve andavasi a

medesima
ta
I
,

nell'uffizio
il

doganale
solito

e ne riporter

premio

d'

un

5 peri
i

00

std valore della roba. All'opi

prendere nel tronco superiore del Tevere il servizio de'piroscafi a vapore pel trasporto delle merci e passeggieri. Le parfen7e da! porto di Ripetta in
so

posto
alle

contravventoi saranno soggetti pene comuinate nelle leggi e editti

Roma

ver-

Ponte Felice

si

fissarono ne'giorni di
sole.

suddetti. Nel
elTussoria

maggio 1847 &#