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3 y£é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI,, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCI1IA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI
ARCIVESCOVILI E,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,


AI CONCILII ,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI CARDINALIZIE E ,

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON


CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC,

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL, XIX.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLIII.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -E CG LE SI ASTIO A

CRO CRO
Chosso, ode cross o,«, 1 383 , dopo dodici anni di Cardi-
Cardinale. Giovanni Crosso, o de nalato.
Gross nacque a Calimaforte di Li- CROSSO o de GROS Pietro,
moges, era dottore nel diritto canoni- Cardinale. V. Corson.
co, e consanguineo tanto a Clemente CROSSO, o COSSO Giulio,
V, che a Gregorio XI. Clemente VI Cardinale. Giulio Crosso, o Cosso,
nel 348 lo fece vescovo di Limo-
1 patrizio romano, forse nel 1378 da
ges, e Gregorio XI a' 6 giugno del Urbano VI venne creato Cardinale
1 37 1 lo creò Cardinal prete dei
, col titolo di s. Maria della Traspon-
ss. Nereo ed Achilleo, penitenziere lina, ove fu sepolto quando mori
maggiore, e nel 1876 lo fece vesco- nel secolo decimo quarto. Ma non
vo prenestino. Segui lo stesso Gre- trovandosi alcun documento del car-
gorio XI d'Avignone a Roma. Di- dinalato di lui, la maggior parte
poi da 11 ubbidienza di Urbano VI, degli storici è incerta se debba ascri-
che dicevasi dagli scismatici eletto verlo tra i porporati. Tuttavolta per
per solo timore dai Cardinali, pas- tale ce lo dà il Ciacconio, che ne
sò al partito dell'antipapa Clemen- riporta l'epitaffio sepolcrale in versi.
te VII, il quale lo spedì con ot- CROTONE. V. Cotrone.
timo successo legato a Carlo V CSAKI o CSARO
Embrico ,

re di Francia; poiché informati i Cardinale. Emerico Csaki o Csa-


francesi della elezione di Urbano ko nato nel 1672 a Scepusio, feu-
VI, a seconda del come la pensava do di sua famiglia nobilissima in
il Crosso, seguirono tosto il partito Ungheria, era molto erudito, co-
dell'antipapa. Fu al conclave, in cui me dimostrò in alcune filosofiche
venne canonicamente il detto
eletto tesi ossequiate all' imperatore Leo-
Urbano VI, e morì in Avignone nel poldo I , nonché in alcune teolo-
fi CRO CLB
giche sostenute nel collegio Germa- na, che fonila va ai padri delle scuo-
nico di Roma, e dedicate ad Inno- le pie. Fu al solo conclave d' In-
cenzo XII. Divenne parroco e pre- nocenzo XIII, essendo assente da
posto della collegiata di Posnania ; quelli di Benedetto XIII, e di Cle-
canonico della cattedrale di Agria; mente XII.
abbate di s. Gottardo poi dal me- ;
CUBA. V. s. Giacomo di Cuda
desimo imperatore Leopoldo I fu no- nelle indie occidentali, città con
miuato alla chiesa di Varadino, cui residenza arcivescovile,
riformò, e migliorò d'assai, facendo CUBDA, o CUBDIS. Sede epi-
sempre da ottimo e zelantissimo pa- scopale dell' Africa occidentale, nel-
store, anche a risico della propria vita, la provincia cartaginese proconso-
"V introdusse i monaci di s. Paolo lare, suffraganea della metropoli di
primo eremita, e i cappuccini; rin- Cartagine. Tommaso che n' era ve-
novò il seminario, e la cattedrale, scovo fu alla conferenza di Carta-
quindi da Giuseppe I venne nomi- gine.
nato all' arcivescovato di Colocza e CUBICULAB.IO del Papa. Inti-
Bachia, cui ottenne nel 17 io da mo, particolare, domestico, fami-
Clemente XI, ove a migliorare i gliare, addetto al servigio del som-
costumi, fondò a sue spese, in De- mo Pontefice, ed a lui immediata-
treczino di Ungheria, piena di eretici, mente soggetto. Cubiculario, Cubi-
una chiesa, la quale diede a gover- cularius. dicesi a Cubiculo. 11 Ma-
naie ai padri delle scuole pie, per- cri asserisce, che il vocabolo Cubi-
che attendessero alla cura delle a- culum significa spesse volte presso gli
nime, e vi mantenne cosi l' esercì- scrittori ecclesiastici, la chiesa, ov-
zio della cattolica religione, ridotta vero la cappella, e il cappellano, o
pressoché agli estremi. Di poi a Colo- custode di essa si chiama cubiculario,
cza fondò altre quattro chiese ; ricovrò Indi soggiunge , che siccome nel-
benignamente i nobili ungheresi, la chiesa o cappella riposano le

che avevano abiurata la eresia, sante con metafora fu


reliquie ,

Da ultimo, a premiarlo di tante detta Cubiculum la camera ove si


virtuosissime azioni, ad istanza di riposa, e si dorine, per similitudi-
Carlo VIj Clemente XI a' ia lu- ne naturale. Il Burio nel suo Ca-
glio del 17 17 lo creò Cardinal nomasticon c.lymologicum, al voca«
prete, e poscia gli conferì in titolo bolo Camera, dice che s. Leone I
la chiesa di s. Eusebio , e lo a- fece costruire tre camere od oratorii
scrisse alle congregazioni dei ve- nelle tre basiliche, del Salvatore,
scovi, e regolari, dell'indice, di prò- di s. Pietro, e di s. Paolo, e pose
paganda, e delle indulgenze. 11 in esse tre individui a custodire i

Csaki fece il possibile di non ac- corpi, o sia le reliquie dei principi
cettar la sacra porpora, al qual fi- degli apostoli, i quali dall' abitare
ne interpose lo stesso Carlo VI, ma dette camere vennero chiamati Cu-
indarno, poiché il Pontefice lo voi- biadarti, perchè camera in latino
le Cardinale, quindi dopo quindici dicesi Cubiculum, o Cappellani [Ve-
anni morì nel 1782, nell' età di ses- di) a Cubiculo. 11 Bernini, del
santa anni nel castello di Scalka, Tribunale della Rota, p. 1 1
»j, ere-
cai fabbricava presso a Varadino, de che i prelati uditori di rota
ed ebbe tomba in chiesa a s. An- derivino dai giudici dei primi se-
CUB CUB
7
co li della Chiesa, i quali nel secolo ordinati suddiaconi, ed allora inco-
V avendo s. Leone I consegnato minciavano ad esercitare l' ufficio
loro la custodia de' corpi dei ss. dei cantori, servendo il Papa nelle
Pietro e Paolo, presero il nome di solenni messe, nelle stazioni, nelle
cubicularii, e cappellani, dicendo a processioni, e nelle principali feste
pag. 8, che s. Leone I diede in della città. V. Cantori Pontificii.
consegna tali venerabili reliquie ai Il citato Bernini, p. 1, aggiunge,
suoi intimi Cubicularii. Bovio di- Il che gli antichi giudici, per la di-
ce, che i cubicularii furono istitui- scussione delle cause forensi si con-
ti dal detto Pontefice del 44°> a gregavano in una parte del pontifi-
custodire i sepolcri de' ss. Pietro e cio palazzo, che dicevasi Cubiculum,
Paolo. Il Torrigio, Grotte Pratica- per cui essi furono detti Cubicula-
ne, p. 527, parlando dei mansiona- rii, dappoiché Cubiculum anticamen-

ri della chiesa di s. Pietro in Va- te, come si avvertì, significava la


ticano, dice ancor egli, che i mini- cappella, ed allora la cappella era
stri particolari posti da s. Leone I anche quel luogo dove sopra un
alla custodia del sepolcro del prin- letto, Thalamus,
detto dagli antichi
cipe degli apostoli, furono chiama- si conservavano per ordine ben dis-
ti custodi, o cubicularii, o cappel- posti gli abiti sagri del romano
lani; per confermarlo cita l'Ana- Pontefice ,
quando di essi si vestiva
stasio bibliotecario , che ciò rac- per uscire alle pubbliche funzioni
conta in questo modo « consti- ; ecclesiastiche, come processioni, mes-
« tuit super sepulcra apostolorum se ec. E perchè questa stanza o
» custodes, qui dicuntur Cubicula- Cappella [Vedi) era assegnata ai
'> rii, sive Cappellani, ex clero 10- cubicularii giudici , come uditorio
» mano." Cubiculari furono detti del loro tribunale, quindi a p. 24°
i cantori del Papa, della scuola i- racconta coli' autorità di Giovanni
stituita da s. Gregorio 1, cioè quel- diacono, autore della vita di
s. Gre-

li più capaci nel canto, i quali ve- gorio 590, che questo gran
1 del
nivano promossi a custodi de' se- Pontefice rimosse non dal suo pa-
polcri degli apostoli, ufficio che al- lazzo, ma dal suo cubiculo, tut-
tri vogliono prima di s.
istituito ti i secolari , o laici , e in lo-
Leone I, Ciò apparisce chiaramen- ro vece sostituì altrettanti cherici
te da uno statuto sulla scuola dei in grado di consiglieri e familiari
cantori, riportato da Cassandro in pontifìcii, per cui, in largo signifi-
Liturgie, p. 14 1. » Primum in cato, pel nome di cubiculo si deve
« quacumque schola reperti pueri intendere tutta la gente del servi-
*• bene psallentes, tollantur inde, et zio del Papa. Però a distinguere
» nutriantur in schola cantorum, Giovanni diacono le ordinanze dei
»» postea fìaut cubicularii si autem : laici, e dei clerici circa il servizio
» nobilium pueri fuerint slatim in generale del Papa, ecco come si es-
« cubiculo nutriantur, et hanc ac- presse. » JNemo laicorum quodlibet
» cipiant potestateni ab archidiaco- » palatii ministerium, vel ecclesia-
« no, ut liceat eis super linteum » sticum patrimonium procurabat,
» villosum sedere, quod mos est « laicis ad armorum solam mili-
» ponere super sellam equi." Cre- « tiam, vel agrorum curam depu-
sciuti i giovani in età, venivano » tatis." L'istesso autore pur dice,
8 GLLì CUB
che questi clerici, cubiculari, consi- na, e di farvi osservare il buon or-
glieri, e familiari, Gregorio I
con s. dine, per cui da lui dipendevano
din, nocliique. versabantur, ed erano gli uffìziali del palazzo, sì mi-
altri

chiamati, eruditissimi, et adhaeren- che impiegati o nel famiglia-


litari,

tes Pontifici, e di loro soggiunge: re ministero economico, o nel per-


arcessabantur pontificalibus profun- sonale servigio del principe. Al me-
dis consiliis prudentes viri, quos desimo maestro degli uffìzi erano
perhibui, cioè dottori, clerici, e mo- immediatamente soggette le diverse
naci sotto nome ed ufficio di cu- scuole, ovvero collegi, i quali in
biculari, cappellani, consiglieri e fa- gran numero conta vansi addetti al-

miliari. V. gli articoli Camera apo- la casa, e persona degl' imperatori,


stolica, Camerieri del Papa, e prin- come può vedersi eziandio nel Pan-
cipalmente Famiglia Pontificia. Che ciroli, Not. diga. Imp. Rom. lib. I,

pure Domieelli si chiamassero i ca- cap. 63. V. Corte, e Corti diver-


merieri dei Pontefici, lo abbiamo se.

detto al relativo articolo. Che molte scuole, o collegi, nei

L'antico oratorio lateranense de- primi secoli della Chiesa, dopo la

dicato a s. Nicolò vescovo di Mi- pace che le diede 1' imperatore Co-
ra, ed eretto da Calisto II, nel stantino, fossero addetti al patriar-
1124, e che ora trovasi incluso chio lateranense o palazzo pontifi-
nell'abitazione de' padri penitenzieri cio, per prestare ossequio, e servire
della basilica, non solo serviva ad il Papa nelle pubbliche, e private
uso de' Pontefici; ma il medesimo funzioni, specialmente sagre, si rac-
Calisto II fece vi fabbricare dappres- coglie in peculiar modo negli Ordi-
so due stanze, una pei cubiculari, ni Romani (nel IX, e XI de'quali
r altra per l'udienza, le quali era- si fa menzione dei cubiculari, e in

no dipinte con varie figure, che so- quello di Cencio, nel cap. 33 del-
no descritte dal Panvinio. l' uffìziale detto Custo<! camerae) ,

Il Culaccio ad tit. cocl. de prox. in cui si chiamano scìiolae palali'


sacr. scria.; ed il Bullengero, de aae, et ordines sacri palati/, quelle
Rom. Imp. cap. 28, e diversi altri che partecipavano alle obblazioni
scrittori ci hanno dato il catalogo della basilica vaticana, come prova
delle diverse persone, che avevano il [Moretti, de rit. dandi presbyt.
luogo, e ministero nel palazzo im- part. I, sect. 6, il quale parla pu-
periale^ fra cui principalmente di- re della schola crucis. La più nota
«-tinguevansi, Cubicuhirii, Domesti- ed insigne di queste scuole era quel-
ci, Protectores (le guardie del cor- la summentovati
de' cantori detta ,

po), militantes in sacris scrìniis (i per antonomasia schola semplice-


ministri, che servono negli uffizi mente, la quale tutt' ora sussiste,
delle lettere, delle memorie, delle insieme con altri ordini di per-
suppliche, delle disposizioni), Mini- sone di diverso grado, e condi-
steriani, Fabricenses, Silentiarii (che zione. qualificano per cubicula-

custodivano le porte, ed imponeva- ri quelli, che usavano ed usano ve-
no silenzio nel concistoro imperia- ste ecclesiastica, e che rendevano e

le), lampadarii ec. Al maestro degli rendono un personale ed immedia-


uffizi nel palazzo imperiale incum- to servigio nelle camere del Papa,
beva regolare la domestica discipli- sebbene laici. Furono ancora e sono
CUP, CUB 9
considerati, cioè una gran parte di primicero, e Sergio secondicero; co-
essi, quali prelati palatini, ovve- me anche fa menzione del tumul-
ro prelati che in virtù di ponti- to gravissimo perciò seguito a mo-
ficie concessioni godono le qualifiche tivo della potenza, e dei partigiani
di commensali, e famigliari del Pa- del cubiculario nell'anno 769, nel
pa ec. il perchè sino al termine
,
quale Paolo fece accecare Cristofo-
del secolo decorso finivano dal pa- ro e Sergio fedeli ministri del
,

lazzo apostolico la parte di pane, e Pontefice, avendo a compagni cer-


vino. to Calvolo cubiculario, e Gregorio
Dei cubiculari pontifìcii fa men- difensore regionario. V. Domestico.
zione il p. Galletti, Del vestararìo Rammentando il Cardinal Pa-
dilla santa Romana Chiesa, uflizio piense, in Comment. lib. 7, n. ^o 3
che presiedeva al vestiario latera- l'ingresso in Roma di Federico III
nense, cioè a quel luogo dove cn- imperatore, dice che Paolo II gli
stodivansi i sagri ai-redi, le cose mandò incontro tutto il clero, e tut-
preziose, gli abiti del Papa ec. Que- ta la nobiltà, della cui disposizione
sto uffizio, ossia quello di protove- e precedenza, dice: sequebantur sub-
stiario, vuoisi istituito da Costanti- diaconi omnes, judiees rotae , cle-
no il Grande, quindi introdotto nel- rici camerae, acolythi , cubicularìii
la romana Chiesa. Prima dell' impe- cioè i camerieri segreti del Ponte-
ratore Alessio, il protovestiario in fice, già espressamente detti nel XV
corte otteneva ilsecondo luogo do- secolo Cubìcularìi. Nei possessi, che
po il magno domestico, onde fu presero i Papi nella basilica late-
ambito dai più cospicui personaggi. ranense, e le cui descrizioni erudi-
Racconta Cedreno, nella vita di tamente pubblicò il Cancellieri, si
Costantino, figliuolo di Romano im- leggono molte notizie sui cubicula-
peratore: « Etenim Nicolaum fa- ri de' sommi Pontefici, chiamali
» mulorum cubiculi principem, sebo- cumulativamente familiares Papae.
« larum domesticum et accubito- Nel possesso, che Innocenzo Vili
a rum creavit, jNicephorum vero prese nel i4^4> molte volte si fa
» secundas post eiira tenentempro- menzione nella cavalcata dei diversi
» tovestiarum." Il protovestiario po- gradi, uffizi, vesti, e luogo ove in-
teva dormire nello stesso cubiculo cedevano familiares Papae. Anzi
i

dell' imperatore, ed il vestiario del- dopo quatuor cives Romani, scuti-


la santa Sede era uno de' principali feri honoris nuncupali segui-
cubiculari pontificii. S. Leone 111, vano Cubìcularìi extra camerata
:

prima di essere esaltato alla sede cum capuciis, ut in Cappella, ora-


pontifìcia, ne avea esercitato l'uffi- lores principimi .... subdiaconùs
zio. Il medesimo Galletti parla dei cum cruce, sine ceroferariis et thu-
principali cubiculari, nel suo libro : ribulo, seenni habens alìos su lidia-
Del primicero della santa Sede, e di eonos collegas suosj duodecim fa-
altri maggiori del palagio
ufficiali miliares Papae, veslibus rosaeiis
lateranense. A
p. 5o, parla dei doni induti, qui duodecim magna intor-
de' re longobardi a Paolo cubicula- ticia alba accensa ante Corpus Chri-
rio di Stefano III, detto IV, chia- sti ferebant pedestre?, giacché i

mato anche Afìarta, per indurlo a Pontefici molle volte anche nella
rovinare presso il Papa, Cristoforo funzione del possesso si fecero pre-
1
,

io CUI3 CUB
cedere dal ss. Sagramento. Quindi alias cubicularii secreti, con vesti

nel descrivere, che il decano della rosse e cappe simili , indi cavalca-
rota portava la mitra pontificia, ag- vano i gentiluomini romani. Nel
giunge: mediu* ìnter dominos Lau- possesso preso da Leone XI nel
rentium de Mari (parente di In- i6o5, dopo i camerieri extra mu-
nocenzo Vili che poi lo fece Car- ros, gli avvocati concistoriali, e gli

dinale), et Hieronyinuni Calagra- officiali camerali, cavalcavano i cap-


num, secretos cubicularios Papae. pellani di sua Santità, i cubiculari
Nel possesso preso da Leone X, i camerieri di onore, i camerieri se-
nel i5i3, si legge che dopo gli greti con li cappelli Papa di del
scudieri di lionore , ciascuno dei velluto rosso in mano, e buon nu-
quali aveva in mano un bastone mero di cavalieri romani. Nel pos-
coperto di velluto cremisi, della sesso preso nel i6o5 da Paolo V,
Santità di Nostro Signore .... se- appresso commissario e fiscale
il

guivano cinquantasei coppie di cu- della camera, successivamente ca-


bicularii
, vestiti di rosalo con li valcavano i camerieri di onore , e
cappucci attorno il collo , foderali cubiculari del collegio , forse quelli
di bianchissimi armellini. In fine Placabili {Vedi), di cui anche si
di questi erano quattro altri simil- tratta al voi. VII, p. 184, del Di-
mente: i quali due di loro avevano zionario. Questi cubiculari però era-
una mitra episcopale in mano per no officiali della cancelleria istituiti
uno di ricchissime gio/e, et perle ador- da Leone X. Essi incedevano insie-
nate, li altri dei regni circondati me coi camerieri segreti con vesti
di tre corone, de finissime gioje
tutti lunghe rosse, e cappucci foderati di
adornali. Nel possesso di Gregorio armellini, portando questi ultimi i
XIV, preso nel 1590, dopo gli av- quattro cappelli pontificali alzati su
vocati concistoriali, cavalcavano qua- bastoni, indi seguivano quaranta ca-
ranta cuhiculari, i camerieri, i cap- valiere romani.
pellani, e camerieri d'onore, e se- Nel possesso preso nell'anno 162
greti, vestiti di scarlatto con rivol- da Gregorio XV, si legge: Ca-
le di pelli bianche al collo, e cap- merarii Papae extra cameram (dei
pucci dietro le Quindi dopo
spalle. quali si parla all' articolo Busso-
il Pontefice immediate equitabant lanti {Vedi) nuncupalì cum vesti-

duo ejus intimiores , et secretiores bus rubris. Procurator fiscalis , et


cubicularii, nempe Offredus cubi- advocati concistoriales: cubicularii
culi praefectus, et Alphonsus Sancii- cancellarìae, camerarìi honoris, et

tatis suae pincerna, et post eos Da- camerarii secreti Papae cum ve-
rius, Ruvarinus, et Rudulphus de stibus rubris, et caputiis sine pel-
Silvestris medici omnes eodem ha-> libus (perchè era il mese di mag-
bitu indilli, ut de aliis Papae cu- gio). Così in quello preso nel 1
644
biculariis dietimi est. Nel possesso da Innocenzo X, dopo cubiculari i

preso nel 1592 da Clemente VIII extra muros amidi vestibus rubeis
si legge che dopo il barbiere e , amplis sine caputiis, e gli avvocati
bartore del Papa con li cappotti concistoriali, incedevano cappellani
rossi, e valigie di sua Santità , e familiae Papae et cappellani secreti,
dopo gli scudieri con le vesti ros- cubicularii honoris, et secreti vesti-
se ; venivano i camerieri di onore, bus, et caputiis rubeis cum pellibus
,

CUB CUB 11
amicti. Nella relazione che del pos- ste, con quanto li riguarda. A dare
sesso d' Innocenzo X fece il celebre un'ulteriore chiara idea degli effettivi
Gio. Vittorio de' Rossi , conosciuto cubiculari del Papa , e di quelli per
sotto il nome
Giano Nicio Eri-
di tali considerati, ed addetti al suo
treo, i cubiculari del Papa si chia- personale domestico servigio, per ul-
mano cubicularii apostolici, e came- i timo riporteremo tradotto dall'idio-
rieri segreti ecclesiastici partecipan- ma latino in italiano quanto il p. d.
ti, si dicono cubicularii apostolici Gio. Battista Gatlico riporta nel-
majores. Nel possesso preso nel 1676 1' Ada selecta caeremonialia a pag.
da Innocenzo XI, si dice, che dopo 263 , nell' Index opuscoli de ojji-
i monsignori arcivescovo Pignattelli cìalibus palatii Pontificii au- ( coli'

maestro di camera, Riva, e Pelle- torità del quale autore se ne trat-


grini cubiculari assistenti, incedeva terà al citato articolo Famiglia Pon-
monsignor Santucci medico di sua tificia), e precisamente al § I De
Santità con vesti, e cappucci con cubiculariis. Va però avvertito, che
mostre di damasco cremesino avanti il Gattico tolse queste notizie da
le vesti. Nella relazione del posses- un codice autografo vaticano scrit-
so preso da Alessandro Vili, nel- to nel i4°9> dopo l'elezione di A-
l'anno maestro di camera,
1689, il lessandro V, da un peritissimo de-
e coppiere del Papa sono chiamati gli usi, e consuetudini della corte
cubiculari assistenti; altrettanto di- Pontificia. Vero è però, che se tali
cesi del maestro di camera, e dei regole variarono secondo il tempo,
due camerieri segreti, che con lui e i bisogni, non che
dei il volere
intervennero al possesso d'Innocen- Papi, tuttavolta molte consuetudini
zo XII nel 1691. Questi cubicula- ed uffizi si rassomigliano a quelli
ri anticamente nella funzione del odierni.
possesso ebbero dalle mani del Pa- » Seguendo l'antico stile dei som-
pa il presbiterio, ed ora invece han- mi Pontefici circa i loro famigliari,
no la distribuzione delle medaglie ed officiali, porgonsi alcune notizie
d'argento, che si coniano per tale pel regime, e disposizione degli of-
ricorrenza. ficiali, ed altri inservienti alla san-
Dei cubiculari del Papa suoi fa- tità del Papa nostro Signore".
migliari, come i camerieri segreti » Primieramente la Santità sua
cappellani comuni, aiutanti di ca- si sceglie i cubiculari, e questi so-
mera, bussolanti, ed altri di cui si no di tre sorte, alcuni cioè prelati,
tratta ne' ruoli della Famiglia Pon- ed alcuni personaggi autorevoli per
tificia, si parla a tale articolo. onorificenza, i quali, sebbene abbia-
Di questi ed altri effettivi cubicu- no le chiavi delle camere, pure non
lari palatini sono i superiori i dormono nelle medesime, né fanno
prelati Maggiordomo prefetto de' sa- i servigi familiari, e domestici, ap-
cri palazzi apostolici [Fedi), e il partenenti all' officio de' cubiculari,
Maestro di camera, praefectus cu- né ad essi affidatisi affari segreti, ed
biculi [Vedi); uei rispettivi articoli importanti, ma soltanto sono cou
dei Cubiculari pontificii , si dice tali offici onorati essi, e i loro pa-
delle loro prerogative, ed uffizio, e renti. Altri cubiculari sono prelati
in quello delle Cappelle Pontificie più domestici, e famigliari al som-
(Pedi), del loro intervento a que- mo Pontefice, i quali sebbene non
ri CUB CUB
dormano nella camera del Papa, prontamente ad ogni ricerca , ed
pure recitano con esso le ore, e lo esibirla. Lo stesso dicasi delle altre

servono al coricarsi ed alzarsi di ,


scritture, che verranno aflidatealla
sua custodia ".
lettp, alla messa ed altri divini of-
fici, od uno o più alla volta, se » Similmente commette ad un
così piace alla Santità Sua, ed a altro la custodia di tutte le sue
questi suole anche commettere al- gioie, cioè d'oro, di argento, anelli
cuni affari ( oltre i servigi di ca- ed altre, che non sogliono affidarsi

mera )
determinabili a beneplacito alla custodia degli ufficiali pubblici

del sommo Pontefice ; e possono del palazzo; e di tali cose farassì

essere quattro, o più, o meno, co- occorrendo una dichiarazione. Del


me gli aggrada ; ad uno de' qua- pari dà a custodire ad un altro le
li . o all'immediato suo subalterno vesti di lana della persona stessa di

suol farsi la consegna delle suppli- Nostro Signore insieme alle pel-,

che col rescritto. Inoltre questi, ed licce ed egli inoltre fa premura


;

i loro subalterni sogliono d' ordine al camerlengo, e tesoriere per rin-

della Santità Sua, purché sia espres- novare al bisogno le vesti. Ad un


so, ricevere le suppliche che gli altro parimenti dà Ja custodia di
vengono presentate , e sollecitare tutta la biancheria della persona
nostro Signore circa la spedizione e camera dello stesso Nostro Signo-
di esse quasi referendari segreti ". re, e la sua incombenza viene a
ss Vi sono degli altri cubiculari voce più specificatamente ad esso
non prelati, i quali sono soliti pre- dichiarata, se occorre".
slare lutti i servigi domestici al »» Dee pur sanerà, che i qui
sommo dormire nella
Pontefice, e soprascritti sogliono fare di tutte
sua camera: e questi sono talora le cose, che ricevono, un inventa-
due, talora tre , talora quattro a rio onde distin-
chiaro, e distinto,
beneplacito di Sua Santità; ma ne tamente, e veracemente certificare
fu sempre riputato più spediente il lo stesso Nostro Signore, od i com-

picciol numero ". messi, del denaro ricevuto, e speso ".


» E poi da sapersi, che Nostro » Ad un altro similmente com-
Signore commette ai suoi cubicu- mettesi la custodia dei medicamenti,
lari prelati ed , altri , secondo lo e di tutte le altre specie di medi-
stato delle persone, i seguenti in- cinali per uso della persona stessa
carichi: al primo idoneo all'uopo del santissimo Pontefice od in ,

ed esperimentato, la custodia delle qualunque modo riguardanti la sua


lettere missive, e delle altre segre- camera, dovendo egli specialmente
te, che verranno dirette alla San- scrivere in un libro, in qual gior-
tilà Sua , e delle quali per alleg- no le abbia ricevute, certificare il

gerire le fatiche al santo Padre de- ricevimento, onde e della qualità, e


ve riferire il contenuto, e interes- del quantitativo possano i camera-
sarsi perchè si facciano le risposte, li pareggiare i conti collo speziale.

se, e quando, ed a quali avran da Questo ultimo poi deve custodire i


farsi. Deve perciò essere di .tal ca- vasetti, ed i piattelli, ne'quali soglio-

pacità da non perdere alcuna di no porgersi la spezie a nostro Si-


esse lettere, che Iòsse di qualche gnore, ed ai signori Cardinali. De-
importanza, ma dee saperla trovar ve inoltre avere tovaglie, e salviet-
CUB CUB i3
te belle, e monde necessarie per le camere di nostro Signore si an-
presentare le dette spezie ". novera la camera de' paramenti ,

» E parimenti a sapersi che i nella quale però non suole dormi-


cubiculari non prelati sogliono ave- re ma dare le udienze, pranzare,
re nel palazzo le spese del vitto per e cenare, secondo l'opportunità del
sé, e al più per due servitori. I luogo, e del tempo, ed il benepla-
cubiculari però prelati referendari, cito di sua Santità ; e nella mede-
od altri, sebbene abbiano abitazio- sima sogliono ancora riceversi si- i

ne in palazzo, sogliono servire al gnori Cardinali, ed altre persone ri-


sommo Pontefice a loro spese, se spettabili, che vengono in palazzo,
pure le loro prelature non fossero ed ivi aspettano finché possano es-
così tenui, che il medesimo ne or- sere ammesse alla presenza di sua
dinasse la provvista per mezzo del Santità; in questa camera, chiama-
maestro dell'ospizio, perchè tanti ta del paramento, sogliono collo-
sono i carichi della santa Sede, e carsi soltanto due ostiari, quali i

tanti gl'impedimenti quasi dapper- deggiono essere uomini onesti, fi-


tutto frapposti ai diritti, ed emo- dati, e virtuosi, i quali sogliono
lumenti della sua camera, che, per dormire nella stessa camera del
quanto agevolmente si possa, abbia paramento per la più sicura cu-
da' suoi servitori ad alleggerirsi l'o- stodia , e più pronto servigio al-
nere delle spese ". la persona di nostro Signore. L'of-
» Non è da ignorarsi ancora, ficio però di questi due suole esse-
che pel servizio delle camere del re di buono e grande emolumen-
nostro Signore sogliono destinarsi to, come verrà dichiarato, se fura
uno o due servitori al più d'infe- d'uopo. Comunemente sogliono es-
rior condizione, i quali debbono al- sere laici.
l'ordine de' cubiculari mondare le » Sono egualmente soliti i som-
camere, trasportare le legna pel fuo- mi Pontefici, tra il numero di chi
co, quando abbisogni, e fare altri loro piace, scegliersi prelati referen-
servizi, che non occorre descrivere, dari, ed altri di eminente scienza,
come per esempio tener monde le probità ed esperienza nelle opera-
tele pertugiate ". zioni della curia romana, uno dei
« Del pari, secondo le antiche quali soltanto suole comunemente
osservanze, non riputavasi convene- avere abitazione palazzo apo- nel
vole, che laici o chierici, in abito stolico. Se o possessore di
è prelato,
laicale fossero ammessi dal sommo pingui benefizi, non è solito che
Pontefice nella sua camera perchè abbia provvista dal palazzo. Ciò
portassero le chiavi; ma quei sol- che spetta poi all'ufficio loro non
tanto, che all'abito, al portamento, si riferisce, essendo cosa ben nota ".

al discorso mostrano uno spirito Da ultimo citeremo il Cohellio


non che ecclesiastico, claustrale, e il quale a cap. XXXV, Notitia Car-

che tale sia lo stato loro, che dinalatus nel riportare l' ordine
,

abbiasi in essi in tutto e per tutto della processione del Corpus Domini,
e
quella piena confidenza, che ricer- fatta nell'anno santo \% ] ì dal som- r

casi in quello, cui si affida la con- mo Pontefice Gregorio XIII, dopo


servazione delle cose proprie ". gli avvocati concistoriali, e i segre-
» Devesi inoltre sapere, che tra tari, registra cuhicularii extra carne-
4

1 cuc CUC
ratnj indi cubicularii apostolici par- za che sopravvanzava con rito solen-
ticipanle<; j poi clerici sacri collcgiì ne benedetta tagliavasi in molle
seguiti dai cubicularii secreti, dai parti, e nel fine della messa distri-
cubicularii, sai cappellani portante; buì vasi a quelli, che non volevano,
mitram, e dai nobiles, qui sedent in o non potevano comunicarsi ; anzi
gradibus solii. Indi aggiunge, die si legge, che talora fu dato pure a
dopo ilPapa, incedeva auditor de chi si era comunicato; queste pro-
mitra medius inter duos cubicu- priamente dicevansi Eulogie, il qual
larios. nome significava cibi benedetti, ed
CUCCHIARO o CUCCHIAIO. introdotte furono a far le veci del-
Cochlear. Strumento concavo d'ar- l' euenristia , e per rappresentare
gento, d'oro, o di altro metallo, o quella comunione più frequente che
materia, di piccola forma pegli usi pratica vasi per innanzi dai primi-
della sagra liturgia, detto comune- tivi fedeli.
mente cucchiarino . 11 Berlendi I cucchiai sono stati, ad uso del-
Delle obblazioni all'altare, a pag. la sagra mensa, adoperati fino da-
22, parla del cucchiajo, che anti- gli antichi tempi, o per infondere
camente si usava per raccogliere i il vino, e l'acqua nel calice, o per
frammenti delle obblazioni, e ne mescolile i sacri olii, e per met-
riporta anche la forma, chiaman- tere l'incenso ne' turiboli, bacian-
dola Cochlear ad colligenda frag- dosi il cucchiaio da chi presenta
ìnenta oblalionum
dappoiché le , la navicella coli' incenso e il turi-
obblazioni del sagrifìzio, o pane con- bolo, e la mano o l'anello di quel-
sagrato, essendo sottili, allorché tra lo che deve porre l'incenso nello
la messa si faceva con esse la co- incensiere o turibolo. Gli spagnuo-
munione al popolo subdiaconus , li ancora usano nelle loro chiese
Corpus Domini accipit a diacono, il cucchiarino per infondere nel
et fert presbyteris frangendum pò- calice l'acqua, e il vino. Quan-
pulo . Non potendosi fare tale spez- do nell'America fu rinvenuto il
zamento senza che qualche piccola metallo chiamato platino, Carlo III
parte delle consagrate obblazioni re di Spagna nel 1788, ne offri le
non andasse nella distribuzione in primizie al Pontefice Pio VI col
minuzzoli, e frammenti, si adope- donargli un calice, con sua patena,
rava un cucchiajo di argento, affine e cucchiarino di platino, lavorato
di raccoglierlied unirli. Qui note- con bellissime cesellature, e basso-
remo che queste particole del pa- rilievi. I cucchiai per i detti sagri

ne consagrato si trovano negli an- usi ora sono stati solidi, ora tra-
tichi secoli talvolta chiamate col forati, formarono di varie
e se ne
nome di Eulogio, giacché comune- materie. Monsignor Giorgi, Liturgia
mente non erano le particole della Rom. Pont, fra le disquisit. de s.
sagra comunione, che si dava al minislerio XCIX, tratta de Cochlea-
popolo, ma una semplice loro rap- ribus, ed alla pag. 72 riporta la
presentanza. E qui sembra indis- figura di un cucchiaio d' argen-
pensabile aggiungere, che facendosi to. Nella storia de' vescovi di Au-
del pane che veniva offerto all' al- xerre e. XX, si parla di varii cuc-
tare, tre divisioni, una pel celebran- chiai lasciati alla sua chiesa dal
te, l'altra pei comunicanti, la ter- vescovo Desiderio. Nel settimo se-
5

cuc CUC 1

colo l' matrona Ermatrude


illustre suo arrivo in Barcellona, che chia-
ordinò Cochlearia decem dati basi- matolo a sé, affine di persuaderlo
tic, s. Crucisj vel domiti Vincentii in a sacrificare agli dei, né lo poten-
Parigi, come si legge presso il Ma- do vincere per guisa alcuna, lo con-
billon, in Append. supplementi de dannò alla tortura, ed indi a per-
re diplomai. g3. Il Du-Cange ne dere la testa sul patibolo , locchè
riporta altri esempli. V. Io. Battel- avvenne l'anno 3o3 in circa. Le
li Antiquii. Rulupin. 83 de Cochlea- reliquie di lui furono dalla Spagna
ris acuto stylo praedicto ex quo portate in Francia e deposte, per
Plinii, Pollucisj et Marlialis loca cura di Fulrado, abbate di s. Dio-
Otium Han-
illustranti^, et Leibnitii nigi, nella chiesa del monistero di
noveranumj 2o5 de Cochlearibus Leberan, nella diocesi di Strasbur-
ligneis, Gregorio VII, dono missis go a' 16 febbraio dell'anno stesso.
a Petro Damiani. Il Mariotti nel Quivi riposarono sino all' anno
suo museo conservava un cucchiaio 895, nel quale Ilduino, abbate pu-
di legno, ch'era stato indorato; nel re di s. Dionigi, le volle conserva-
manico si vedeva s. Giuseppe e la te nella ono-
sua badia, in cui
si

Madonna, in mezzo il bue e l'asi- rano anche al presente. Gli spa-


nelio,più sotto la culla col bam- gnuoli però ritengono di posseder-
bino dentro, al fine i re magi. ne il corpo a Barcellona, persuasi
Sembrava lavoro del decimo secon- che il solo capo sia custodito in
do secolo. Del cucchiarino d'oro Francia.
usato dal Papa nella messa ponti- CUCUSA, CUCUSSUS. Città ve-
ficale, si parla al voi. IX, p. 22, scovile della piccola, o seconda Ar-
e seg. del Dizionario. menia sulle frontiere della Cilicia,

Siccome il cucchiaio è l'usato e della Cappadocia , neh' esarcato


strumento, col quale si piglia il del Ponto, sotto la metropoli di
cibo, non riuscirà discaro per ultimo Melitene. Commanville dice, che la
che si aggiunga , non essere vero sede fu istituita nel IV secolo, ed
che l'uso fosse introdotto in Europa aggiunge, che questo luogo divenne
verso il secolo XVII, giacché Mar- rinomato per esservi stati rilegati

ziale parla del cucchiaio col quale in esilio alcuni grandi uomini. Di
si estraevano le conchiglie dal loro fatti l' imperatore Costanzo vi rilegò

nicchio, le uova, e altri cibi più s. Paolo, vescovo di Costantinopoli,


liquidi. Parlano altresì dei cucchiai poscia ucciso dagli ariani l' anno
Petronio, Celso, Columella, Plinio, 35 1 ; e Arcadio vi esiliò, nell'anno
che lo dà anche per misura; non 4o4, s. Giovanni Grisostomo altro
che Varrone, Scribonio Largo, ed vescovo di Costantinopoli, siccome
altri scrittori, massime latini. luogo insalubre. Le notizie eccle-
CUCUFA (s.), martire in Ispa- siastiche fanno menzione di cinque
gna. Scillita, città dell'Africa, fu la vescovi di Cucusa.
patria di questo santo. Accompa- CUENCA (Conchen.). Città con re-
gnatosi a s. Felice, abbandonò la sidenza vescovile di Spagna, nella Ca-
terra nativa ed i parenti, e recossi stiglia nuova, capoluogo di provincia.
nella Mauritania, di dove appresso Giace essa sopra un colle elevato, fra
si trasferì in Ispagna. Non appena due montagne, a piedi delle quali
il governatore Daciano seppe del scorrono i due fiumi Jucar, e Gue-
16 CUC CUE
car. Questo secondo è attraversato vigio della chiesa. La cattedrale ha
in tal luogo da un ponte ben co- il fonte battesimale, e molte reli-

struito, detto di s. Paolo, alto cen- quie, fra le quali è in massima "ve-

to sessanta piedi, e lungo trecento. nerazione il corpo di s. Giuliano.


Cuenca, Cóncha, è circondala di Degno di osservazione è l'episcopio
mura che si levano ad una al-
, vicino alla cattedrale. Nella città
tezza considerabile. Le strade sono evvi altra parrocchia col sagro fonte
ripide, e irregolari. Quivi risiedono con sette conventi e monisteri di
le principali autorità civili, e mili- religiosi, e sei di monache, ospeda-
tari della provincia. Nel secolo XIII le grandioso, seminario, tre collegi
i suoi lavori di lana erano assai ri- ec. Ogni vescovo è tassato ne' libri
nomati, e profìcui sono i numerosi della camera apostolica, con tremila
suoi alveari. Venne occupata dai fiorini.

mori, per cui nell'anno 1072 fu CUENCA iy Iirons occidentau-


data in dote dal re moro di Si- bus (Conche/i.). Città con residenza
viglia, a Zaida sposa di Alfonso vescovile dell' America meridionale,
IX re di Castiglia ; ma in seguito nella repubblica dell' Equatore capo
venne ripresa dai mori, cui la ri- luogo della provincia dello stesso
tolse, nel 1177, Alfonso IX re di nome. E situata nella bella valle
Castiglia: indi segui i destini della di Yunquilla assai fertile, fra i tre
Spagna. Milord Pelerborough se ne piccoli fiumi di Machangara, Mata-
impadronì nel 1709, ma dopo una dero, e Yanuncai. Come città gran-
vigorosa resistenza, fu ripresa dal de, le sue strade sono larghe, e
duca di Berwick. dritte, ma le case costrutte di mat-
La sede vescovile, ad istanza del toni cotti, sono assai basse, senza
mentovato re Alfonso IX, nel 11 83, ornamento, ed erette senza alcun
fu eretta dal Pontefice Lucio III, gusto. Il più bello edifìzio è il col-
il quale vi riunì le diocesi di Va- legio fabbricato dai gesuiti. Dopo
leria, e di Arcobriga, le cui sedi il dominio degli spaglinoli,Cuenca
vescovili, soggette alla metropoli di fece parte della repubblica di Co-
Toledo, erano state istituite nel se- lombia, la quale, essendosi divisa in
colo quinto, il perchè pure Cuenca tre, è compresa in quella dell' E-
fu fatta sulfiaganea di Toledo, come quatore, e nel dipartimento di As-
10 è tuttora. La cattedrale, edificio suay. In vicinanza, e al sud vi è
vasto, riedificato dal re Alfonso IX, la montagna di Tarqui, che la Con-
con disegno gotico, è dedicata alla damine, Godin, e Bouguer scelsero
natività della beata Vergine Maria. per base del meridiano, che vi sta-
11 capitolo è composto di tre digni- bilirono nel 1742. A dieci leghe di
tà, prima delle quali è il decano, distanza s' innalza il Paiamo di As-
di ventisei canonici, comprese le nay, pericoloso ai viaggiatori, che
prebende di teologo, e penitenziere, spesso soccombono per le bufere.
essendo però gli altri ventiquattro Fra i monumenti peruviani sono a
divisi in due parti, cioè dieci che notarsi, 1' argine degl' Incas antichi
godono d' intera prebenda, e quat- sovrani del Perù, di sorprendente
tordici della metà, climìdiis portio- altezza; l'antico forte del Canar,
nariis. Vi sono inoltre diversi pre- che consiste in una collina termi-
ti, e chierici per l' ufficiatura, e ser- nata in piatta forma, che servì lun-
CUE CUE 17
gamente di alloggio agi' Incas, allor- Vi sono nella città due altre par-
ché dal Perù passavano al regno di rocchie munite del sagro fonte, quat-
Quito. Esso presenta semplicità, sim- tro conventi di religiosi, e due mo-
metria, e solidità, che sono i tre nisteri di monache. Vi è il semina-
caratteri dell' architettura peruvia- rio , e 1' episcopio è vicino alla cat-
na. Finalmente nelle vicinanze si tedrale. Ogni nuovo vescovo paga
osserva pure l' Yaga-Chungana, o di tassa trentatre fiorini, secondo i

giuoco degl' Incas, il quale è un registri della cancelleria apostolica.


grandioso canapè ovale scavato nel CUEVA Bartolommeo, Cardina-
vivo sasso, con comoda giacitura, le. Baitolommeo Cueva dei duchi
dalla quale gì' Incas godevano un di Albuquerque, nato a Segovia
sorprendente punto di vista sopra nel i499j era sacerdote, che pro-
l' amena valle del Gulan, inaffiata digava alla patria i migliori frutti

da un serpeggiante ruscello. Appres- de' suoi rari talenti. Avendo im-


so Cuenca si discopersero alcune piegato l' opera sua, e il suo inge-
miniere di mercurio. gno a favore della santa Sede, ai
La sede vescovile fu fondata dal 19 dicembre del 1 544? Paolo III
sommo Pontefice Pio VI, ad istan- creollo Cardinal prete di s. Matteo
za del re di Spagna Carlo III nel in Merulana, e vescovo di Cordova,
1786, ed è suffraganea della me- ove adempiè a tutte le parti di ze-
tropoli di Lima. Nel concistoro dei lante pastore, togliendo abusi, rifor-
17 dicembre 1787, il detto Ponte- mando costumi, migliorando il cle-
fice ne dichiarò primo vescovo mon- ro, e sovvenendo ai poveri di ogni
signor Giuseppe Carrion-y-Marfil, maniera. Filippo II lo dichiarò vi-
della diocesi di Malaga, trasferen- ceré di Napoli. Il Cueva benefi-
dolo dalla sede episcopale di Cari- cò assai lo spedale di s. Giaco-
sto in partibus. Ma, considerando il mo degl' incurabili di Roma , cui
regnante Papa Gregorio XVI la proteggeva, e donollo di ottanta
vastità ed ampiezza della diocesi di mila scudi; promosse la fondazione
Cuenca, coll'autorità della bolla In dello spedale pei pazzi, e furiosi nel-
supremo beati Petri, data IV ka- la contrada Lungara. Pio IV lo de-
lendas februarii 1837, ne dismem- stinò ad esaminare alcuni Cardina-
brò una parte, e con essa formò li detenuti a Castel s. Angelo, e lo
una nuova diocesi vescovile, con deputò alla ristaurazione delle chie-
residenza nella città di Guayaquil. se titolari di Roma. Era amicis-
La cattedrale di Cuenca è un buon simo di sant' Ignazio Loiola, cui
edifìzio, dedicato alla Immacolata chiamava suo padre. Dallo stesso Pio
Concezione della beata Vergine Ma- IV, nel 1 56o, ebbe l'amministrazio-
ria. Il capitolo è formato di tre ne di Avellino, e Siponto, ove l'i-
dignità, delle quali la principale è staurò la cattedrale, alla quale fece
il decano, di quattro canonici, com- dono di sei candellieri di argento, e
prese le prebende di penitenziere, di un'alta croce di cristal di mon-
e teologo, oltre alcuni beneficiati, te; poi riparò a sue spese il pa*
denominati porzionari. Nella catte- lazzo arcivescovile, adornò ancora
drale vi è il fonte battesimale; e magnificamente la chiesa del suo
la cura delle anime si esercita da titolo, s. Croce in Gerusalemme.
due sacerdoti, col titolo di rettori, Intervenne ai conclavi per la eie»

voi. xix. 2

5tW*mmi>< Ha»
8

1 CLE CUJ
zione di Giulio III, Marcello II, ha nella cattedrale di Malaga. Era
Paolo IV, e Pio IV, e poco mancò fornito delle migliori virtù, e lo si

ch'egli medesimo non salisse al su- crede autore del libro che porta a
premo pontificalo a mezzo d'uno , nome Squittitilo della libertà ve-
stratagemma del suo conclavista neta.
Ferrante Torres, perchè questi se- CUFRUTA. Sede episcopale del-
paratamente aveva impegnato tren- l'Africa occidentale, nella provincia
tadue Cardinali pel voto al suo si- Bizacena, sotto la metropoli di A-
gnore, come si può meglio vedere dramito. Feliciano, vescovo di Cu-
al volume XVI, pag. i3, del Di- fruta, si recò al concilio di Carta-
zionario. Da ultimo morì in Ro- gine.
ma d'improvvisa malattia nel i5Qi, CUICULUM. Sede vescovile del-
di sessantatre anni , e diciotto di la Numidia, nell'Africa occidentale,
Cardinalato, e fu sepolto all'ingres- che Commanville pone sotto la me-
so della chiesa di s. Giacomo della tropoli di Cirta Julia, di cui fa men-
nazione spaglinola. zione s. Agostino nel lib. 7 contro,
CUEVA Alfonso, Cardinale. Al- Donai. Il vescovo Prudenzio inter-
fonso Cueva de' duchi di Albuquer- venne ad un concilio di Cartagine,
que, nato nel 1572 nella Spagna, da e Cresconio, altro vescovo, fu alla
militare dell'Ordine di Alcantara, conferenza tenuta nella detta città.

rinunziati gli onori del secolo, die- CUJABA o CUJABAO {Cujabaen.).


de il suo nome alla milizia eccle- Città con residenza vescovile della
siastica,ed essendo accortissimo, e America meridionale, nell'impero
valoroso, aveva servito al suo sovra- del Brasile, nella provincia dì Mat-
no in parecchie decorose ambascerie, to-Grosso, capo luogo di Comarca,
tra le quali in quella alla veneta re- e posta quasi nel centro dell'Ame-
pubblica. A' 5 settembre del 1622, rica meridionale . Trovasi questa
Gregorio XV lo creò Cardiual dia- città preso la riva sinistra del fiu-
cono, poi prete di s. Balbi na. Spe- me Cuyaba , è grande, avendo le
dito nelle Fiandre ad assistere alla sue principali strade lastricate, e
principessa Isabella, per esser sover- tutti gli edilizi di legno hanno una
chiamente severo, cadde dalla gra- intonacatura di loto, con paglia,
zia del suo principe, quindi richia- fieno. E assai florida pel commer-
mato a Roma, venne ascritto a pa- cio, che vi fa pel mezzo del fiume.
recchie delle prime congregazioni, 1 dintorni sono suscettibili di coltu-
ove esaminava con tanta erudizio- ra, e rinchiudono ricche miniere
ne le ragioni dell'una, e dell'al- d'oro scoperte nel 17 18, e delle
tra parte, che spesso lasciava le quali si calcola a cinquecento libbre
cause indecise. Benché provveduto di peso l'annuale prodotto; ma l'ac-
di ricchissimi benefìzi, qualche volta qua è qui scarsa per poterle lavo-
si trovava nella massima strettezza. rare nei tempi di siccità.

Da ultimo, dopo essere intervenuto Il Pontefice Leone XII istituì

al conclave d'Innocenzo X, da cui in Cujaba la sede vescovile, e la


ottenne nel 1644 il vescovato Pre- dichiarò suffraganea della metropo-
nestino, e quello di Malaga, mo- li del ss. Salvatore nella Baja di
ri nel 1 655 di ottantatre anni, e tutti i santi. Però il primo vescovo,
treutatre di Cardinalato. Ebbe toni- ad istanza del regnante imperatore
CLL CUL 19
del Brasile Pietro II, fu dichiaralo tribunale di Pruss, ed aveva il di-
nel concistoro de'2 luglio 1882 dal ritto di battere moneta. Altri di-
Papa che regna Gregorio XVI, nel- cono, che i cavalieri teutonici get-
la persona di monsignor Giovanni tarono le fondamenta di Culni nel
Antonio dos-Pieis della diocesi di 1223, e la fecero fortificare contra
s. Paolo, il quale tuttora governa le irruzioni dei prussiani, e di al-
la diocesi di Cujaba. La cattedrale tri popoli idolatri, che non aveva-
è dedicata al Buon Gesù, ed è un no potuto ancora soggiogare, e che
ottimo edifizio. Il capitolo si com- fu palalinato. Distaccatasi la città
pone di due dignità, la prima delle dall'Ordine teutonico, si arrese alla
quali è l'arcidiacono, di dieci cano- Polonia, e divenne capo luogo il

nici comprese le prebende del teo- del palatinato del suo nome. Fece
logo, e del penitenziere, oltre di- poscia anche parte della lega ansea-
versi preti, e chierici inservienti tica. Però nel 1 4^7 la ripresero i

all'ufficiatura. Un prete è il par- teutonici ; ma in seguito i polacchi


roco della cattedrale, che ha il fon- di nuovo se ne resero padroni.
te battesimale. Nella città non vi Nel i554, Culai restò molto dan-
sono altre parrocchie; evvi però neggiata dal fuoco. Un tempo fu
un amnisterò di monache, 1' ospe- soggetta nel dominio temperale an-
dale, il seminario, e l'episcopio dap- che al suo vescovo ma sino dal ;

presso alla cattedrale. La mensa è 1773 appartiene alla Prussia.


tassata ne'libri della cancelleria a- Gli storici polacchi dicono, che
postolica, ad ogni nuovo vescovo, Culma fosse uno dei sette vescova-
in fiorini centosedici. ti eretti in Polonia nell'anno 9*35.
CUJAYIA (Uladislavien). Città Certo è, che la sede episcopale vi
con residenza' vescovile in Polonia. fu fondata o più pro-
nel 1 2 1 5,
V. Uladislavia. babilmente nel 1222, sotto la me-
CULLU o COLLO. Sede episco- tropoli di Puga in Livonia, nel do-
pale della Numidia, nell'Africa oc- minio dei cavalieri teutonici; ma
cidentale, sottoposta alla metropoli dopo la pace conchiusa da essi nel
di Cirta Julia. Commanville dice, 1466 coi polacchi, la sede vescovi-
che questo luogo possa essere Col le passò, ovvero venne restituita al-
presso Bugia. la dipendenza della metropolitana
COLIVI A (Calmeli.) Città con re- di Gnesna, sotto la quale è anco-
sidenza vescovile nella Prussia occi- ra, dopo esserne stata separata per
dentale, reggenza, e capoluogo di duecento anni. Essendo stata di-
circondario. E posta su di una strutta la città durante la guerra
collina, presso la riva destra della cogli svedesi, la cattedrale, e il ca-
\istola. Assai è popolata, ed è mol- pitolo si trasferirono nella vicina
to decaduta dalla passata grandezza. città diCulmsee o , Culmensee,
Il suo commercio non fu mai flo- Culmensìum , piccola città degli
rido, ad onta dei privilegi, che con- stati prussiani , nella reggenza di
cessi le vennero dai sovrani prus- Mariemverder , situata sopra un
siani. Ebbe origine nel secolo \1II, lago, e che vuoisi fabbricata nel
e da uno de' duchi di Moscovia ii5i. Il vescovo era senatore del
fil ceduta all'Ordine teutonico, sot- regno di Polonia. Nel pontificato
to il cui dominio eravi il supremo di Benedetto XIV, il palatino di
20 CUL CUL
Culm, avendo perduto una lite nel stinati all'accademia de' cadetti di
tribunale della nunziatura di Polo- Berlino. L'ospedale è servito dalle
nia, che l'arcivescovo di Gnesna vi sono il mon-
sorelle della carità ;

qual primate del regno avea giu- ed altri pii stabilimenti.


te di pietà,
dicato appartenere al foro ecclesia- Ogni nuovo vescovo paga di tassa
stico, il palatino invece si appellò fiorini seicento sessantasei, come ri-

ai magistrati con manifesta


civili sulta dai registri della cancelleria
ingiuria dell'immunità ecclesiastica, apostolica.
per cui il clero di Culma si sdegnò CULTO (Cullus). Onore, che ren-
assai per una cosa sì contraria ai diamo a Dio, ovvero ad altri enti
suoi privilegi, e alle leggi del regno. per rapporto a luij e pel rispetto
Quindi minacciò di censurare i dovuto a lui. E impossibile ammet-
magistrati , onde incominciarono tere in Dio una provvidenza, senza
a pubblicarsi diverse scritture, ma- conchiudere essere giusto, e neces-
nifesti ec. Ma essendosi interposto sario che gli si renda un culto,
il detto Papa Benedetto XIV, per non perchè ne abbia bisogno, ma
mezzo del re Augusto tutto venne perchè noi stessi abbiamo bisogno
sopito. di essere grati, rispettosi, sottomes-
La chiesa cattedrale è dedicata si al nostro Creatore. Chi non è
all'assunzione di Maria Vergine in tale verso Dio, lo è molto meno
cielo, ed è magnifico edifìzio. 1! verso gli uomini. Venerare la so-
capitolo si forma di due dignità, la vrana maestà di lui, sentire in ogni
prima delle quali è il prevosto, di luogo la di lui presenza, riconosce-
otto canonici di numero, compresi re i di lui benefizi, credere alla
il canonico teologo, e il canonico sua parola, assoggettarsi ai suoi
penitenziere* di quattro canonici o- comandi e volontà, confidare nelle
norari, e di sei vicari, o presidenti. sue promesse e bontà, amarlo so-
La parrocchia è in un' altra chie- pra tutte le cose, questi sono i sen-
sa, con fonte battesimale. Un cano- timenti, ne' quali consiste il culto
nico scelto dal vescovo, e coadiu- in ispirilo e verità : tutti uniti for-
valo da un vicario ne esercita mano che noi chiamiamo
quello,
le funzioni parrocchiali. L'episcopio adorazione {Vedi\ ovvero il culto
è presso la cattedrale; ma da ul- supremo eh 'è dovuto a Dio solo,
timo era stata assegnata dalla so- e non può essere reso ad altri. In
vrana munificenza una somma per ogni lingua culto, onore, rispetto,
l'erezione di altro conveniente epi- venerazione, riverenza, servizio sono
scopio. Nella diocesi esiste gran nu- sinonimi, specialmente nel linguag-
mero di confraternite, ed ospeda- gio comune, o popolare. Anche
li. Gli atti concistoriali dicono es- nella Scrittura la parola ebrea, che
sere le prime centosettantaquattro, indica il culto supremo reso a Dio,
e i cum domi-
secondi ottantasette., esprime pure l'onore, che i patriar-
bus emerito rum, et corrieeudorum chi più di una volta hanno reudu-
regia munijicentià dotalis. Evvi il to agli angeli, comparsi sotto la
seminario con cinque professori, e specie visibile, e quello che porta-
trenta alunni, un'accademia catto- rono agli uomini. In questi diversi
lica, ed una scuola preparatoria testi le versioni adoperano indiffe-
dove s'istruiscono cento giovani de- rentemente la parola adorare, o prò-
CUL CUL 21
tirarsi. Tuttavia la parola, e l'azio- chiaramente, dividono il culto in
ne non possono indicare lo stesso civile e sacro, materiale e formale,
sentimento, ne lo stesso grado di esterno ed interno, assoluto e re-
rispetto riguardo ai differenti og- lativo, completo e incompleto. Di-
getti: il perchè bisogna, che il si- cemmo, che il culto sagro e reli-
gnificato delle parole si cambi se- gioso è quello che rendiamo a qual-
condo le circostanze, e l'intenzione cuno a cagione di sua eccellenza
degli scrittori. soprannaturale, e questo culto è di
Si devono distinguere differenti tre maniere : cioè di latria, che
specie di culto; chiamami culto in- rendesi a Dio solo; quello di du-
terno i sentimenti di slima, di am- lia, che si tributa ai santi ; e quel-
mirazione, di gratitudine, di confi- lo di iperdulia, con che si onora la
denza, di sommissione riguardo ad b. Vergine Maria. Si adora Dio con
un etite, che n' è giudicato degno; culto di latria con una adorazio-
diconsi poi culto esterno, i segni ne eccellente, suprema, incomuni-
sensibili, coi quali attestiamo que- cabile a qualsivogliacreatura, ri-
sti sentimenti, come le genuflessio- conoscendolo siccome creatore, go-
ni, le prostrazioni, le preghiere, i vernatore, e assoluto signore del-
voti, le Qualora questi
offerte, ec. l' essere nostro. Si onorano gli an-
attestati non sono accompagnati dai geli e i santi con culto di dulia,
sentimenti de! cuore, questo non è cioè con un onore, e riverenza in
più un culto vero, e sincero, come quanto che riluce e riverbera in
dicono i teologi, ma una ipocrisia, loro la grazia di Dio, riuscendo al-
vizio sovente rinfacciato agli ebrei tresì che ren-
grato a lui l'onore,
da Gesù Cristo, e dai Co-
profeti. diamo ad converte
essi, perchè si

me poi il culto cambia di natura nella sua gloria. Si onora la beata


secondo la diversità de' motivi, che Vergine con culto d' iperdulia, o
lo ispirano, bisogna distinguere, il culto superiore, perchè questa san-
culto civile dal culto religioso. Qua- ta Vergine Madre di Dio, essendo
lora in un personaggio onoriamo più elevata in grazia ed in gloria
alcune qualità, il potere, l' autori- di tutte le altre creature, è giusto
tà, che hanno solo rapporto all'or- che le si rendano omaggi, e testi-

dine civile, e temporale della so- monianze di rispetto più profondo,


cietà, questo è un culto puramente che agli angeli, e ai santi.
civile. Se in esso vogliamo onorare Il culto pubblico è così essen-
una dignità, un merito
un potere, ziale ad una religione, che i più
soprannaturale, vantaggi che hanno sacri legislatori, e fondatori delle
rapporto solo all' ordine della gra- repubbliche, e degl' imperi ne fe-
zia, e della eterna salute, questo è cero sempre un punto massimo nel-
un culto religioso, poiché la sola le loro civili costituzioni. Quindi
religione ci può far conoscere e sti- Iddio, che colla sua provvidenza
mare i doni della grazia. Ma non ha sempre in onore del suo nome
possiamo esprimere il culto religio- conservato una vera Chiesa , com-
so con altri segni, che con quelli posta di fedeli adoratori, i quali
del culto civile. La diversità del gli dessero gloria in tutti i secoli
motivo forma tutta la differenza. sulla terra, prescrisse ad essi, sino
Altri teologi per parlare più ,
dal principio del genere umano, dei
ii CUM CUM
sagrifizi pubblici, ed informolli per longobardi, ma s. Gregorio II su-
mezzo accompagnate
di rivelazioni, bito la ricuperò, cogli aiuti del prin-
da espressi comandi, sulla maniera cipe, e del popolo di Napoli. Ciò
di onorarlo con pubblici omaggi. racconta il Borgia, Difesa del do-
V. Immagini sagre, Reliquie, San- minio temporale, pag. 73 e seg., e
to, e Beato,ed il Bergier al voca- Breve Istoria, pag. 23 e 24, ove
bolo Culto. dice, che allora n'era rettore per la
CULULI, o Civili. Sede episco- Chiesa romana il suddiacono Teo-
pale dell' Africa occidentale , nella di mo, e che il Papa sborsò settanta
provincia Bizacena, suffraganea della libbre d' oro per le spese occorse
metropoli d'Adramito. Vittore suo alla ricuperazione di Cuma.
vescovo intervenne alla conferenza Questa divenne sede vesco-
città
di Cartagine. vile sino dal quinto secolo. Il Pon-

CULUSITA, o Culcita. Sede ve- tefice s. Felice IV fulminò l'eccle-

scovile della provincia cartaginese siastiche censure contro il vescovo


proconsolare, nell'Africa occidenta- Misseno, perchè avendolo mandato
le, sotto la metropoli di Cartagine. suo legato a Costantinopoli, per le
Vincenzo suo vescovo fece parte minacele dell'imperatore Zenone, e
della conferenza di Cartagine, e gli di Acacio, avea tradito il suo mi-
altri vescovi Bonifacio, e Pietro, il nistero. Devastata successivamente
primo si recò al concilio tenuto in la città dai vandali, dai goti , dai
Cartagine nel 52 3, il secondo a saraceni, e da altri, nel 1207, di-
quello celebrato in Lacerano da ventò l'asilo de' pirati, e de' corsa-
Papa s. Martino I nel settimo se- ri, che infestavano tutto il regno
colo. di Napoli e, siccome
, vi si erano
CUM A (Cumae). Città forte, un fortificati, tenevano in grave timo-
tempo vescovile , del regno delle re i dintorni. Per tal ragione il ve-
due Sicilie, nella provincia di Na- scovo di suo
Aversa chiamò in
poli, presso il Mediterraneo nella soccorso Goffredo di Montefuscolo,
situazione medesima dell' antichis- gran capitano di quei tempi , che
sima, e celebre Cuma, città della unitamente ai napolitani, sotto il
Campania, tanto famosa anche per comando di Pietro di Lettra, scac-
la salubrità delle sue acque. Que- ciò i corsari, distrusse la fortezza, e
sta città vantava di aver avuta l'o- tuttociò che restava di Cuma, e in
rigine sopra di Capua
da alcuni , tale incontro fu unito il titolo ve-
greci che la fabbricarono ne' più scovile a quello di Napoli, e la dio-
rimoti tempi, sotto la condotta di cesi venne incorporata a quella di
Ferecide, i quali si resero assai pos- Aversa. In tal modo questa rino-
senti per mare, e per terra. Passò mata città divenne deserta, con-
poi sotto il dominio dei romani, che correndo ancora a renderla disabi-
presso le sue mura sconfissero An- tata il timore de' suoi fuochi sot-
nibale, come Ottavio ivi disfece la terranei.
ilotta di Pompeo. Nell'anno 553 fu Nel 1606 Alfonso Pimentel vice
presa da Narsete ad Aligerno, fra- re di Napoli, facendo scavare nel-
tello di Totila re de' goti. Essendo l'antica sua area, vi trovò un grati
divenuta dominio della santa Sede, numero di statue greche, e roma-
nell'anno 71 5, venne occupata dai ne, d' una bellezza singolare. Cuma
C UN CUN 2.3

battè anche moneta. Molto favoleg- fondato, ed il giorno anniversario


giarono gli antichi scrittori sulla fa- della morte Enrico suo sposo,
di

mosa caverna, che trovasi nei din- ne ricevette il velo per le mani del
torni di questa città , supponendo vescovo di Paderbona. Tutto che
che avanti la sua fondazione ser- forma l'elogio di una perfetta re-

visse di ritiro alla celebre sibilla ,


ligiosa era proprio di lei, e tanto
che quivi rendeva i suoi oracoli, e eroica fu la sua virtù della u-
che dicesi sia stata consultata an- miltà, che niuno avrebbe mai so-
che da Enea approdato in Italia. spettato la sua primitiva grandezza.
Fra le rovine antiche si osserva an- La sua morte, che avvenne a' di 3
cora un arco di pietra, di settanta di marzo dell'anno io4o, fu a tutti
piedi di altezza sopra venti di lar- argomento di altissimo dolore. Le
ghezza, che riunisce due colline, e sue spoglie mortali furono riposte
gli avanzi di qualche tempio, come a Bamberga, accanto a quelle del
pure grotte, e sotterranei nei suoi marito, né andò molto tempo che
dintorni. la sua tomba divenne celebre anche
CUNEGONDA (s.), figlia di Sigi- per la operazione dei miracoli. In-
fredo, primo conte di Luxembur- nocenzo III ne fece la solenne ca-
go, o di Adesvige, ad fu moglie nonizzazione l'anno 1200.
Enrico, duca di Baviera, eletto dap- CUNEGONDA (s.) era figlia di

poi re dei Romani, e ricevette con Belo IV re di Ungheria, e di Ma-


lui la corona imperiale in Roma ria figliuola di Teodoro Lascaris,
da Benedetto Vili, l'anno ioi4- Il imperatore di Costantinopoli. Quan-
voto di perpetua verginità, che avea tunque unita in matrimonio con
fatto prima del suo matrimonio, ri- Boleslao il Casio, sovrano della
mase inviolato per tutta la sua vi- bassa Polonia, visse mai sempre
ta, condotta nella più perfetta san- nella virginale continenza, così per-
tità dei costumi. Ma siccome non mettendo un reciproco voto di ca-
è virtù su questa terra, che non si stità. A questa egregia virtù ella

tenti di oscurare, per la malignità aggiunse una pietà singolare verso


dei perversi essendo accusata calun- Iddio, ed una liberalità non ordi-

niosamente d' illecita tresca, fu sog- naria verso i poveri e gì' infelici,

gettata alla prova del fuoco, secondo non disdegnando ella stessa di vi-

la costumanza di quei tempi, e, co- sitare e servire i malati nei pubbli-


si Iddio permettendo, vi riuscì ille- ci spedali. Morto il marito nell'an-
sa. Sarebbe lunga cosa il descrivere no 1279, vesti l'abito delle reli-

le varie opere segnalatissime di pie- giose di s. Chiara, nel monistero


tà e beneficenza, che a lei sugge- di Sandecz, eretto non molto pri-
riva un' ardente carità verso Iddio ma, e in questo morì nella bene-
e verso il prossimo, e nel fondar 24 luglio del-
dizione di tutti a' dì
vescovati, nel fabbricar monisteri, l'anno 1292. La sua memoria è
nel decorar chiese, nel sovvenire ai preziosa, particolarmente nella dio-
poveri tanto profuse, da esaurire cesi di Cracovia, ed in altri luoghi
intieramente il ricchissimo suo pa- della Polonia. Alessandro Vili la
trimonio. Morto il marito, 1' anno innalzò all' onore degli altari nel-

10245 deliberò di rendersi religiosa 1' anno i6qo.


nel monistero di Kaffungen da lei CUNEO (Cuneen.). Città con resi-
, ,

a4 C UN CDN
(lenza vescovile del Piemonte, negli glio 1 8 1 7, allorquando coll'aulori-
stali Sardi, cupo luogo di divisione là della bolla Beati Petri aposto-
di provincia, e di mandamento. Gia- lonim principis, provvide alla nuova
ce sopra una elevata collina al con- circoscrizione di tutte le diocesi del
Uuente della Stura, e del Gezzo, Piemonte. Il vescovato fu dichia-
ed ha una prefettura di giusti- rato sulfraganeo della metropoli di
zia di prima istanza della giuris- Torino, e primo Pio VII vi
pel
dizione del senato di Torino. Que- prepose a vescovo Giuseppe A.ma-
sta città è ora cinta da una sem- deo Bruno de' conti di Samonio
plice muraglia con due porte. La della città di Cuneo, ciò che fece
strada principale è bella e larga nel concistoro del primo ottobre
fornita di portici e di botteghe, per 18 17. La cattedrale, di recente
tutta la sua lunghezza. Vi sono il restaurata, è dedicata alla purifica-
collegio reale, i pubblici bagni, ed zione della beata Vergine Maria
un ospizio pegli orfani, nonché un detta volgarmente del bosco. Il ca-
bel palazzo del pubblico. pitolo è composto di tre dignità
Cuneo, Cuneum, un tempo fu cit- prima delle quali è il prevosto, di
tà forte, e tale da sostenere parec- quindici canonici, non che di altri
chi assedi. Nel 1 64 1 venne presa preti, e chierici addetti al servigio
dai francesi, sotto il comando del divino. La cura delle anime della
conte di Harcourt, durante il regno parrocchia esistente nella cattedrale
di Luigi XIII re di Francia. L'as- è esercitata dal prevosto. Inoltre
sediarono di nuovo, ina invano nel nella città vi sono due altre par-
1691, e nel 1706. Nell'anno pre- rocchie con fonte battesimale, due
cedente 1705, durante l'assedio di conventi di religiosi, un monistero
Torino, la duchessa di Savoia qui- di monache, un conservatorio, tre
vi si ritirò. Sostenne Cuneo un nuo- confraternite, due ospedali, altret-
vo assedio nel 1 744» lDa ' france- tanti orfanotrofi, un monte di pie-
si, e gli spagnuoli furono obbliga- tà, e il seminario. L' episcopio è
ti a levarlo , dopo una battaglia un ottimo edifizio, situato però al-
che riuscì ad essi funesta. Cadde quanto lontano dalla cattedrale.
iu potere dei francesi nel 1796, in La mensa ad ogni nuovo vescovo
seguito del trattato di pace col re è tassata ne'libri della cancelleria
di Sardegna. Fu poscia presa da- apostolica, in fiorini trecento.
gli austriaci nel 1799J dopo nove CUNHA di Attaide Nuno, Car-
giorni di trincera aperta, e final- dinale. Nuno da Cimba, nato nel
mente fu ripresa dai francesi in 1664 in'Portogallo da chiari genito-
conseguenza della famosa battaglia ri, fu canonico di Lisbona; inquisitore
di Marengo. Allora furono distrut- in quella città ; commendatore del
te le sue fortificazioni, e converti- regio Ordine di Gesù Cristo; maestro
te in ameni passeggi. Incorporata di camera del re Pietro II_, e consi-
all'impero francese, divenne capo il gliere nel dipartimento ecclesiasti-
luogo del dipartimento della Stura co. Ricusò la chiesa di Elvas_, ma
finché fu restituita al re di Sar- dovette accettar quella titolare di
degna. Tanger, per poter essere cappellano
La sede episcopale di Cuneo maggiore, e membro del consiglio
venne eretta da Pio VII a' 17 lu- di stato di Giovanni V, a cui era
CUN CUJV 25
rarissimo per le sue distinte qua- te XIV, nella seconda sua promo-
lità; il perchè lo dichiarò supremo zione, e nel concistoro segreto dei
inquisì tor della fede in tutto il Por- 6 agosto 1770, Io creasse Cardi-
togallo, suo consiglici- intimo, e sup- nale dell'ordine de' preti, e gli ri-
plicò la santa Sede perchè venisse mettesse la berretta cardinalizia per
esaltato al Cardinalato, a cui venne l'ablegato commendatore d. Cesare
assunto da Clemente XI, a' 1 8 mag- Lambertini, nipote del predecessore
gio del 17 12 col titolo di s. Ana- Benedetto XIV, facendo il Papa ac-
stasia, che gli conferì però il suc- compagnare tale ablegato da mon-
cessore. Morto il Papa, si recò a signor Pietro Antonio Tioli, stato
Roma pel conclave, ma vi trovò institutore di d. Cesare, e per que-
già eletto Innocenzo XIII, che lo sta ablegazione fatto cameriere se-
ascrisse alle congregazioni dei vesco- greto soprannumerario, e guarda-
vi e regolari, de'riti, di propaganda roba. Questo Cardinale non si re-
Dopo una carriera luminosa,
ed altre. cò mai in Roma, neppure pel con-
morì a Lisbona nel 1750 di ottanta- clave per l'elezione di Pio VI, laon-
sei anni, e trentotto di Cardinalato. de restò senza cappello, e titolo car-
Si distinse per la sua generosità coi dinalizio. Morì in Lisbona ai 3i
poveri, e verso i sacri templi. Ri- gennaio 1783, di anni sessantot-
parò la ruinosa basilica di santa to dopo dodici anni, cinque mesi, e

Anastasia suo titolo, il perchè il ca- ventiquattro giorni di cardinalato.


pitolo di s. Anastasia eresse un CUNHA ( da) Carlo, Cardinale,
eterno monumento di riconoscenza Carlo da Cimba, di nobile famiglia
a perpetuare la memoria di lui. portoghese dei marchesi di Olhao,
Ed il canonico d. Filippo Cappel- nacque nella diocesi di Lisbona ai
lo, nel pubblicare le brevi notizie 9 aprile i75g. Dedicatosi allo stato
di tal chiesa, le dedicò al Cardi- ecclesiastico, dopo i consueti studii,
nale. Fu generoso con altri luoghi per sue doti fu fatto da Pio VII
le

pii, e donò la s. Casa di Loreto patriarca di Lisbona nel concistoro


di una croce di oro grande con sei de'23 agosto 18 19. Indi in quello
grossi zaffiri circondata di diamanti. dei 27 del successivo settembre, il
CUNHA (da) Giovanni Cosimo, medesimo Pio VII lo creò Cardina-
Cardinale. Giovanni Cosimo da le dell' ordine presbiterale, rimet-
Cimba, di nobile famiglia portoghe- tendogliene l' avviso col berrettino
se, nacque in Lisbona ai 27 settem- cardinalizio permezzo del cav. Giu-
bre 171 5. Avendo mostrato incli- seppe Catrani, cadetto delle guar-
nazione per lo stalo religioso, si fe- die nobili, ed ora ajutante maggio-
ce canonico regolare nella celebre re, ed esente di tal rispettabile cor-
canonica di s. Croce a Coimbra. po. Poscia il Papa destinò a por-
Dando saggio di sé sia nella educa- targli la berretta cardinalizia mon-
zione letteraria, che nella religiosa, signor Nicola de' marchesi Garelli,
per le istanze del re di Portogallo^ suo cameriere segreto, ed ora chie-
il Papa Clemente XIII prima lo rico di camera, e presidente degli
fece vescovo di Leiria, e poi, nel archivii. Per la morte di Pio VII,
concistoro de' 24 marzo 1760, Io ilCardinale non si recò al concla-
traslatò alla chiesa arcivescovile di ve nel 1823, e terminò di vivere
Evora. Quindi meritò che Clemen- ai 14 dicembre 1825. Venne es-
26 CCP CL'U
posto colle consuete cerimonie nel- di Francia , e l'arcipretura di s.
la chiesa patriarcale di Lisbona, ed Giovanni in Laterano , ove nel
ivi sepolto. Questo rispettabile por- giubileo del i55o aprì e chiuse la

porato spiegò una gran costanza, porta detta santa, e fece doni gene-
ed uno zelo veramente apostolico rosi a quella basilica. Nel pontifi-
nelle vicende, che produssero nel cato di Paolo III passò al vesco-
Portogallo la costituzione del 1820. vato di Ostia e Velletri nel 1537.
Fu quindi perseguitato, e mandato La sua famiglia , ed egli concor-
in esilio. Si fermò egli in Francia, sero all'erezione sul Gianicolo del-
sinché venne abolita la costituzio- la chiesa di sant' Onofrio ; inol-

ne. Al suo ritorno in Lisbona, fece tre l'istaurò molto bene le cat-

l'ingresso nella città alla guisa di tedrali di Recanati, e di Nardo,


un vero trionfo. Laonde la sua me- e le donò di parecchie suppellet-
moria è in benedizione, in onore, tili una gran campana.
sacre, e di

e di lustro del sagro Collegio. Sovvenne ad ogni maniera di poveri.


CUPALATA Gherardo, Cardi- Negli anni i543,44> 4-6? a mezzo
nale. Gherardo Cupalata nacque a del suo vicario generale, promul-
Piacenza, e da Nicolò III nella pro- gò molte sinodali costituzioni; fu
mozione fatta in Roma nel sabba- amicissimo a s. Ignazio Loiola, cui
to delle tempora a' 22 marzo 1278, teneva dapprima come facinoroso
fu fatto Cardinale vescovo di Pale- e ribaldo ; ma dipoi lo stimò quan-
strina. Morì dopo un anno di car- to seppe, e gli chiese perdono del-
dinalato nel 1279. la sinistra opinione concepita di lui,

CUPIS Giandomenico, Cardina- ed assegnò alla nuova religione pa-


le. Giandomenico Cupis nato a Ro- ne e vino per ogni settimana. Il
ma da illustre famiglia di Monte- Cupis era tale da meritarsi il titolo
falco, di bello ingegno, espertissimo di ottimo fra i mortali, decano,
legale, divenne canonico della basi- specchio ed ornamento del sagro
lica vaticana, e segretario di Giulio Collegio, che in lui perdette assai,
li. Era detto Cardinale di Trani per- quando nel i553 morì in Roma,
chè conseguì quella metropolitana da dopo trentasei anni di Cardinalato.
Leone X, che al primo luglio i5i7 Intervenne ai conclavi di Adriano
lo creò Cardinale prete di s. Gio- VI, Clemente VII, Paolo, e Giulio
vanni a Porta Latina, di cui fu il 111, ed ebbe a tomba la chiesa di
primo Cardinal titolale. Da Paolo s. Agostino, da cui portato a Mon-
HI nel i537 ebbe la legazione alla tefalco, riposa colle ossa de' suoi
Marca, ed a Carlo V, quando quel antenati.
monarca passava in Italia e nel , CURATO. V. Parrocchie, e Par-
1 538 medesimo Papa lo dichiarò
il ROCHI.
governatore di Tivoli. Fino dal i5i6 CURBI, o Corrudì (Cunibis). Se-
<;bbe da Leone X l'amministrazione de vescovile dell' Africa occidentale,

delle chiese di Macerata e Recanati ;


nella provincia di Cartagine o pro-
da Clemente VII i528 otten-
nel consolare, sotto la metropoli di Car-
ne la chiesa di Adria, nel 532 1 tagine. Vittore, uno de' suoi vesco-
quelle diNardo e Montepeloso, poi vi , intervenne alla conferenza di
nel i535 da Paolo III quella di Cartagine , e Peregrino, altro suo
Camerino colla protetloria del regno vescovo, 6Ì recò neh' anno 525 al
,

CUR CUR 27
concilio di Cartagine adunato da s. di sua nazione per vendicare l'af-
Bonifacio. fronto ma per accordo fatto coi
;

CURI, o Cures. Antica sede ve- romani, abbandonò Cures affine di


scovile , capitale della Sabina , ora recarsi ad abitare in Roma co' suoi
Arci-Correse, Castellimi A rei, Ca- sabini, e regnare insieme con Ro-
strimi- Cur risii,
non Monte maggio- molo, primo re di Roma. A Romolo
re, molto meno Coltimoni, o Torri. successe Numa
Pompilio nativo di
Molto disputarono dotti sul pre- i Cures, cotanto rinomato per saviez-
ciso luogo di questa celebre città, za, e pietà. Pure Anco Marzio, al-
ma qui si omettono le loro lunghe tro re di Roma, riconobbe Cures
osservazioni, riportando solo Je opi- per patria. Questa metropoli della
nioni più critiche j ed abbracciate Sabina, dopo il fatto di Tazio, e il
dagli archeologi. Al dire di Dioni- regno di Numa, non viene ricor-
sio, mentre gli aborigeni possede- data dagli scrittori antichi fino al-
vano il territorio de'Reatini, certo l' epoca di Augusto, in cui era già
Modio cognominato Fabidio, e che ridotta allo stato di villaggio. Da
reputavasi figlio di Marte Gradivo, questa decadenza tuttavolta si rieb-
essendo divenuto illustre nelle cose be alcun poco ne' primi tre secoli
della guerra, fabbricò Cures , cosi dell' impero, ne' quali apparisce co-
denominandola dalla punta dell'asta me municipio, co' seviri augustali
del suo divino genitore, perchè al- colf orilo, o senato, e co' quatuor-
cuni vogliono che Cures dai sabini Continuò a
"viri. fiorire durante il

fossero appellate le lande. Altri quarto e quinto secolo, cosicché,


scrittoriperò asseriscono, essere sta- come diremo, divenne sede vesco-
to il occupato in
territorio reatino vile.Nel sesto secolo longobardi, i

origine dagli umbri, i quali, discac- che avevano occupata l'Umbria,


ciati avevano preso il
dai pelasgi, desolarono colle loro irruzioni la
nome da Sabino figlio di
di sabini, Sabina, e principalmente Curi, e il

Sanco nume loro nazionale, che da suo distretto, per cui la città rima-
alcuni era pur detto il nume Fi- se deserta. I pochi abitanti super-
dio. In principio abitarono un luo- stiti si ricoverarono nelle vicine ter-
go detto Testrina, vicino ad Ami- re inaccessibili ai barbari, i quali
terno, da dove fecero un' irruzione divenuti signori di una gran parte
sulla terra Reatina tenuta allora della Sabina, che fu aggregata al
dagli aborigeni ; fabbricarono poscia ducato di Spoleto, fecero coltivare
molte città, fra le quali Cures, sen- le terre dai coloni, onde a poco a

za recinto di mura secondo 1' uso


, poco formarono casati, ed un vil-
delle città sabine, e perchè il luo- laggio, che ricordò il nome della
go era tale da difendersi senza di città Sabina, come sempre ricordol-

esse. Cures divenne ben presto ce- la il rivo, che ne bagnava le ter-

lebre, e potente, e fu rinomata an- re, cioè rivum Ciirrisein, fluvius


che per la severità dei costumi. Currensis, detto pure oggidì Cor-
Neil' anno settimo di Roma , e rese. In quanto ai villaggi fondati

747 av ai)ti la nascita di Gesù Cristo, sulle rovine di Cures, essi furono
Tazio re de' sabini regnante a Cu- detti Castrimi Currisii, et Castrimi
res, pel famigerato ratto delle Sa- Arci. 11 primo richiama alla me-
bine , si recò in Roma alla testa moria l'antica Cures, l'altro la sua
iH CUR CUR
cittadella Arx. Non è noto preci- 499 al concilio celebrato a Roma
samente quando per la prima vol- dal Pontefice Simmaco. Nel 5o4
s.

ta si formasse il primo di questi era vescovo Giuliano rammentato ,

castelli, ma fino dal secolo undeci- da s. Gregorio I nel lib. da' Dia-
mo si hanno memorie, e dell' uno loghi. Nel 58 o fu vescovo Bono, o

e dell'altra. Ambedue que' luoghi Borso, al quale il Pontefice Pelagio


ebbero vari signori , fra' quali gli li diresse la lettera che si legge
abbati di Farfa, finché nel secolo nell'Ughelli, e nel decreto di Gra-
decimoquarto passò il dominio di ziano. Poco dopo, avendo i longo-
Correse, ed Arci agli Orsini conti di bardi devastato Cures, Papa s. Gre-
Nerula, e da questi, nel secolo de- gorio I, nel febbraio 5g3 , uni il

cimosettimo, ai Barberini, ai quali vescovato di s. Antimo, e di Cures,


ancora appartiene. al vescovato di Nomento, siccome
La sede vescovile di Curi, o Cu- diocesi la più vicina, lo che si rile-
res , rimonta al quinto secolo, e va dalla lettera, cui quel Papa scris-
l'Ughelli, Italia sacra, tom. X, p. se a Grazioso vescovo Nomenta-
73 e seg., enumera cinepie vescovi, no, e nella quale gli commise la
che ebbero residenza. Il primo
vi cura del vescovato di Cures messo
da lui nominato è Tiberio Curium in rovina dai nemici. Tale rovina
sabinorum episcopus, il quale l'an- probabilmente avvenne neh' anno
no 465 si sottoscrisse al concilio 589, quando Autari re de' longo-
romano tenuto dal Papa s. Ilario. bardi corse devastando tutta l' Ita-
Questi vescovi poco dopo assunsero lia meridionale, da Spoleto andan-

il titolo di Sabiniensis, e Sabincn- do per Benevento fino a Reggio ;


sis, considerando la Cures sabino- o piuttosto nell'anno stesso 5q3, in
rum come il capoluogo de' sabi- che Agilulfo successore di Autari si
ni. E perchè nel medesimo seco- mosse a danno de' romani, empien-
lo, nel territorio della città , si do di stragi, e di devastazioni or-
fondò la chiesa di sant' Anti- ribili tutto il circondario di Roma.
mo, alla quale poscia fu annesso Da questa devastazione Cures per-
un monistero, dove questi vescovi dette anche il nome di città , seb-
ordinariamente solevano risiedere, bene non generalmente, e subito
perciò si dissero anche Episcopi s. dopo il 593. V. Francesco Paolo
Aiithimi, cioè Anihcmii. Di fatti il Sperandio, Sabina sacra, e profa-
secondo vescovo registrato dall' U- na, pag. 7, 33 e 61. Da ultimo il
ghelli per nome Felicissimo, che in- eh. Filippo Mercuri ha pubblicato;
tervenne nel concilio romano, adu- La vera località di Curi in Sabi-
nato nel 4^7 da s Felice III Pa- - na, Roma i838. Abbiamo inoltre
pa, si sottoscrisse vescovo Sabineu- dal Gabio, antica città
Galletti :

se, sebbene v' intervenisse pure A- di Sabina scoperta, ove e ora Tor-
sterius, vescovo Foronovanus.Lo Spe- ri, ovvero le grotte di Torri, Ro-
randio dice, che i vescovi Curensi ma 1757.
qualche volta per l'eccellenza di CURIA, e CURIA ROMANA. Di-
tutta la provincia, furono detti Sa- ciamo Curia, Forum, il luogo dove
binesi. Dulcizio, vescovo sabinense, si trattano le cause , e dove con-
e di Antimo, con Projettizio ve-
s. corrono i litiganti , e i loro procu-
scovo Foronovanus, intervenne nel ratori, avvocati, e curiali; il perchè
,

CUR CUR 9.9

rlicesì curiale chi- agita le cause nel- i calendario Abbiamo voluto dare
la curia, causidicus , e (insanirti actor3 un cenno delle curie degli antichi
ed anche curialis. Secondo Festo, romani, perchè non s' intenda che
eziandio dalla voce curia si disse di esse vogliamo trattare, ma sib-
curialis.Si appella corte, o curia, bene di quella, che propriamente
il luogo ove si tiene ragione, come dicesi Curia romana , ed anche
anche li ministri, ed esecutori stessi Corte romana.
di essa. V. il Du-Cange, e il Carpcn- All'articolo Corte romana {Fedi)
tier alla voce Curia. si dice quando incominciò tale im-
In Roma anticamente furono ce- propria denominazione, e quella di
lebri la Curia Ostilia, e la Curia Curia romana, in significato di
di Pompeo. La prima era nel foro santa Sede. Nel Galletti, Del Fri-
romano dietro ai rostri , chiamata micero, a pag. 307 , si legge che,
Ostilia da Tullio Ostilio terzo re di nel 1
1
4-8, i senatori di Roma chia-
Roma, che la staiti lì, ed allora for- marono la curia romana: Veneran-
se non fu che un luogo elevato dam apostolìcam curiam. In pro-
semplicemente, circondato di mura, gresso di tempo col vocabolo di
ove i cittadini radunavansi divisi Curia romana si vollero intendere
per curie, affine di dare il voto due cose; i Cardinali cioè, la pre-
nelle cause, o negli affari, ne' quali latura romana , e tutti quelli che
erano chiamati a decidere. Alcuni servono la santa Sede, e il sommo
posero questa curia presso il mon- Pontefice nell'apostolico ministero ;

te Celio, ed il clivo di Scauro, al- come anche i tribunali di Roma


tri presso il luogo ov' è oggi la coi giudici, il ceto degli avvocati ,

chiesa di s. Maria Liberatrice. L'e- procuratori, curiali , e causidici di


difìzio arse nell'anno di Roma 702 Roma -medesima. L'autore del fio-
pel tumulto avvenuto per la morte rino d'oro illustrato, a pag. 5o3 ,

di Clodio ; venne quindi rifabbri- dice che hac curia vuol diir
in
cato da Augusto, che gì' impose il in questa corte. Aggiunge però, che
nome di Giulio, da quello dello volgarmente la curia significa quel
zio Giulio Cesare che aveva vo- , luogo, dove si trattano le cause, ec.
luto riedificarlo. La curia di Pom- Giovanni Sauzheriense, che fiorì nel
peo fu da questo eretta avanti il I i4o, scrisse un volume diviso in
suo teatro, il primo edificato in otto libri, cui intitolò : Policrati-
R.oma con costruzione solida di pie- cus, sive de nugis curialium, et ve-
tre, nel luogo al presente chiama- stigiis philosophonim, parlando sem-
to il Biscione presso la piazza di pre della corte. Presso il Duchesne,

Campo di fiori. Questa curia da nell'estratto di una inquisizione, si

Pompeo venne stabilita per adu- legge : » Segenus Jordanis civis Gau-
narvi il senato nei giorni degli spet- » densis testis productus super con-
tacoli, e divenne famosa perchè ivi » tentis età, dicit, quod uxor Bal-
Giulio Cesare fu ucciso dai congiu- « duini de curia est multurn nobilis
rati appiedi della statua di Pom- >> mulier ex parte matris suae, etc. ".
peo. Sul Campidoglio poi eravi la II Panvinio, nel suo libro De civi-
Curia Calabra, ove annunciavansi tate romana, alla pag. 307 e seg.,
al popolo convocato le calende, e parla delle tribù, e delle curie, spie-
le none, non essendo ancora in uso gando che cosa fossero appresso i
.

3o CUR CUR
romani, trovandosi bene spesso no- » mine ostiensi ?, et sic si coram e-
minata da Cicerone, Livio, Tacito, » piscopis Cardinalibus, supprimes
ed altri scrittori con vari epiteti. » et nomen titilli, et nomen Car-
V. Hunoldus Plettembergius Noli- li dinalis ; et procedes sic Coram :

tia congrega tionum , et tribunalìum » vobis, venerande pater, partibus a


curine romanae, Hyldesii 1693; I- » Domino Papa auditore concesso,
guazio Santamaria, Nolilia Roma- " proponit Laurentius procuralor
nae curiae, Beneventi 1 7-53 ; Filip- » capitali Rotomagensis, quod ec-
po IVI. Renazzi, Storia deli' univer- >> clesiae Rotomagensi vacante, ec." .

sità degli studi di Roma, voi. I, Questo era adunque lo stile, che
capo II , DeW università, o studio tenevasi nella curia romana, risuar-
della Curia romana, ovvero scuole do ai titoli onorifici, i quali si do-
Palatine, diverse dall'università, o vevano dare ai Cardinali, nel pon-
studio di Romaj Pratica della cu- tificato di Gregorio IX anzi è da ;

ria romana, che comprende la giu- notarsi, che a quel tempo le va-
risdizione dei tribunali di Roma, canze dei negozi nella curia roma-
e dello stato, e l'ordine giudiziario, na, facevansi ne' mesi più caldi, e
che in essi si osserva, Roma 1 78 1 specialmente nei tempi caniculari.
IVe sono state fatte tre edizioni, e Altre notizie però più antiche sulla
l'ultima nel i8i5, con importanti curia romana si hanno nelle rela-
aggiunte. zioni de' Possessi de Pontefici, rac-
11 Garampi, nel Sigillo della colte dall' infaticabile, e benemerito
Garfagnana, riporta alcuni antichi Cancellieri. Le principali sono le se-
esempi sulla denominazione di Cu- guenti, da cui apparisce chiaro che i

ria Romana, cioè di Gregorio IX curiali, e gente di curia in discor-


del 1234, in cui si legge : Curiam so, erano addetti al palazzo apo-
Domini Papae. Puporta ancora la stolico, cioè di quel rispettabile ce-
istruzione per la pratica del foro to de' Procuratori di Collegio (Ve-
ecclesiastico sotto detto Papa, che di), e de' procuratori delle cause
è del seguente tenore, vale a dire del sagro palazzo apostolico.
sul modo di concepire i libelli del- Prima di tutto, faremo menzio-
le petizioni nelle cause ecclesiastiche : ne del G XVI del cerimoniale, in
» Corani Pobis, Pater sancle, si cs cui si descrive quanto antichissima-
" coram Domino Papa : Si es co- mente facevano i Papi nel lunedi
» ram domino Cardinali, dices sic : di Pasqua nella basilica vaticana,
« Coram vobis, venerande pater e della cavalcata, colla quale reca-
» T. titilli s. Sabinae presbyter car- vansi poscia alla basilica lateranen-
» dinalis ; et sic, si es coram pres- se, che in certo modo in molte co-
» byteris Cardinalibus. Si coram se era eguale a quella del possesso.
» diaconibus, dices sic : Coram vo- Questa parte del cerimoniale, in
» venerande pater Domine Otto
bis, diverse cose combina con quello del
» s. Nicolai in carcere Tulliano canonico Benedetto nell'ordine XI,
» diaconie Cardinalis. Diaconi car- riferito dal Mabillon nel t. II del
« dinales non habent titulos, pres- Mus.Ital. p. i43. Si legge pertan-
« byteri sic . Si coram episcopis, to nel menzionato cerimoniale, che
-5 dices sic : Corani vobis, veneran- nel suddetto secondo giorno di Pa-
» de pater Domine sabinensis, Do- squa di risurrezione, congregati tal-
CUR CUR 3i

ti gli ordini palatini, il Papa di- rii voluntalem. V. li Moretti De ri-

scendeva nel patriarchio lateranen- tti danài presbyterium Papae ec. a


se, e montato a cavallo recavasi pag. a 1 3. Nella descrizione , che
alla basilica di s. Pietro. Ivi cele- fece il Burcardo del possesso preso
i4 >4 da Innocenzo Vili, dice
<C

brava la messa, e si cantavano le nel


laudi , e facendosi coronare nelle che incominciavano la cavalcata Fa- :

scale della basilica, ritornava al la- milidres Cardinalium, proelotoruni,


terano. Lo seguiva il siniscalco, che et curialium, oc olii qui brevibus
faceva il primo gettito dei danari, vestibus utcbantur, primi equitabant
per impedire che la moltitudine si cum valisiis Cardinalium. Indi do-
affollasse d' intorno al Pontefice. po gli scudieri pone Nobiles curiae,
:

Giunto questo ad Turrim Stephani nepotes, et affìnes Cardinalium. Do-


Serpetri nel rione di Parione, tro- po il Papa cavalcava il suo scudie-
vavasi nella torre uno de' curiali re, et Marescialli^ Curiae, soldanus
del Papa per eseguire da essa il nuncupatus, cquester duas scarsel-
secondo gettito de'danari, collo stes- las, sive saccos monetae .... pe-

so fine di far allontanare il popolo cunia.? hujusmodi in locis deputatis,

dalla persona del Papa. Arrivata et aliis, ubi oppressionem videbat,


la cavalcata al palazzo di Cintio populo projiciebat. Chiudevano la

Museae in Pugna, nella via papa- cavalcata omnes togati curiales, qui
le, uno de' curiali del Papa ascen- volebant , sequebantur. Innocenzo
deva sul palazzo, e dalle finestre Vili, dopo aver dispensato il pres-
gettava denaro al popolo pel sud- biterio, passò a desinare solo, e lo
detto fine, ciocché due altri curiali stesso fecero i Cardinali, mentre
facevano poscia, uno quando il Pa- prò romanis et officialibus curiae
pa giungeva a s. Marco, l' altro paratae fuerunt multae mensae, et
quando arrivava a s. Adriano, a- cibaria in abundantìa in palalio la»
scendendo perciò il palazzo di s. teranensi, in inferiore illius parte.
Martina. Da questo racconto si de- Nell'ordine del possesso preso da
duce l'uffìzio, che curiali palatini
i Leone X nel i5i3, dopo i came-
esercitavano anticamente nelle ca- rieri del Papa sine capulio, forse
valcate de' Pontefici, di cui faceva- gliextra muros, cavalcavano, nobiles
no parte, siccome andiamo a dire, curiae minores cum fratribus car-
come altrettanti famigliari del Pa- dinalium. In quello preso, nel 1590,
pa. Sino dal secolo IX si rinven- da Gregorio XIV, si legge, di es-

gono memorie dei giudici, avvocati, sersi unh'ersa curia associatus, e


e difensori, che intervenivano non che dopo i mazzieri dei Cardinali,
solo al possesso del Papa, ma an- cavalcavano multi curiales, e che
che nelle sagre funzioni, cui cele- dopo i cubiculari co' parenti dei
brava od assisteva nelle diverse Cardinali, incedevano praelati cu-
chiese, e basiliche di Roma. riae inferiorisj videlicet secretarli,

Nel possesso, che prese Celestino abbreviatores, et acolythi , vestibus


II, l'anno i i43, troviamo enume- violaceis cum rocchetto, et mantel-
rati i curiali fra quelli, i quali ri- le tta Nel possesso preso da
indilli.

cevevano il presbiterio, con queste Clemente Vili curiali cavalcarono i

parole: Famìlia quoque, ci curiales dopo i gentiluomini de' Cardinali :

presìiyterium habcnt juxta camera- cosi iu quello di Paolo V nel


32 CUR CUR
*6o5, di Gregorio XV nel 1621, naio di ducati. Se ne intimava il
d'Innocenzo X nel i644> di Cle- pagamento, summonebatur in feslo
mente X nel 1670 ec. apostolorum Petri, et Punii, ed esi-
Anche nelle vile de' Pontefici si gevasi in feslo vinculoruni s. Petri,
parla genericamente della curia ro- in memoria dell' invenzione delle
mana. Si legge di Clemente V, che reliquie di s. Albano , seguita in
da Poitiers andava a fissate la re- questo giorno. Forse il Cancellieri
sidenza Pontifìcia in Avignone, che avrà ciò o in altra parte del-
tolto,
nel viaggio era accompagnato da la citata opera, od altrove, giacché
nove Cardinali, mentre la sua curia alla detta pag. 74 tale nozione è
lo faceva separatamente. Quando si diversa , dicendosi che il collegio
recarono in Avignone, il Petrarca e dell'archivio della curia romana e-
gli ambasciatori romani, pregarono sigeva l'annua risposta del Denajo
Clemente VI a voler venire colla di s. Pietro, dovuto alla sede apo-
curia in Roma. Inoltre si legge, che stolica nella provincia di Gnezna,
Urbano V voleva tornare colla pon- o Gnesna, che Leone X per dieci
tifìcia corte, e colla curia inR.oma, anni ne avea concesso 1' esazione e
ed essendovisi recato, poi intimò il fruttato al re Sigismondo; quin-
alla medesima curia di ritornare in di prorogata ad altri due decenni
Francia. Ma Gregorio XI nel 1377 da Clemente VII, e da Paolo III,
ristabilì in R.oma la residenza del colla riserba però di ottanta du-
Tapa, della corte, e della curia ro- cati d' oro di camera , in cui ap-
mana, e quando andò in Anagni da punto consisteva 1' annua risposta ,
esse fu accompagnato. che esigeva il collegio dell'archivio
Paolo II, per riformare alcuni della curia romana.
abusi, che si erano introdotti nel- Paolo V, nell'anno 1612, pub-
la curia romana , nel 1 466 , con blicò la costituzione Universi a-
una costituzione apostolica poscia gri , colla quale riformando tutti
confermata da Sisto IV, diede nor- i tribunali ed uffizi della curia ro-
ma ai ministri della santa Sede mana, ne ridusse l'autorità al con-
per l'amministrazione della giusti- veniente dovere, stabili i loro asse-
zia. Giulio II istituì il collegio de- gnamenti, e tolse diversi abusi. Inno-
gli scrittori dell' archivio della curia cenzo XI con ottime leggi riformò
romana, destinando per loro pro- i tribunali della romana curia, e
tettori i Cardinali vice-cancellieri, e cancelleria, provvedendo le sportule
camerlengo, e monsignor uditore ( di queste si parla all'articolo Dit-
della camera. Il Cancellieri, Lettere tico,ed altrove) dovute ai ministri.
a monsignor Odescalchi, p. 16, ri- Innocenzo XII, benedetto XIV, Pio
ferisce che il Garampi nelle sue VII, Leone XII, e il regnante Gre-
Osservazioni sul valore delle mo- gorio XVI pubblicarono santissime
nete Pontificie, p. 74, dice, che il leggi su quanto riguarda la curia
collegio dell'archivio della curia ro- romana.
mana era destinato ad esigere le Non solo Benedetto XIII si oc-
annue risposte del denaro di s. Pie- cupò, ed emanò provvidenze per
tro, dovuto dagl' inglesi alla Sede togliere alle liti i raggiri, e le spe-
apostolica, alla ragione di scudi se superflue, ma siccome Clemente
centodue e mezzo per ogni ccnti- XI avea istituito un visitatore, che
, ;

CUR CUR 33
esaminasse gli uffici de'curiali ec. riguardo alle pontifìcie costituz ioni,
colla costituzione Stimmi apostola- die prescrivono doversi eleggere
confermò, e colla costituzio-
ti^, lo il Papa dove era morto il prede-
ne Cum nostrum, stabili diversi ca- cessore, perchè si riguarda che ove
pitoli pegli ufficiali della curia ro- sta il Pontefice sia la curia roma-
mana. Quindi rinnovando le pre- na, decretò che la curia romana,
scrizioni di Urbano Vili, proibì ai benché egli fosse assente, restava in
curiali l'uso dell'abito detto di ab- Roma, e che in caso di sua morte,
bate adoperato dagli ecclesiastici, in Roma soltanto i Cardinali do-
non che il collare: questo divieto vessero in conclave procedere al-

fu a' nostri rigorosamente


giorni l'elezione del successore. Altrettan-
rinnovato da Papa Leone XII. V. to avea fatto Clemente VIII quan-
la notificazione emanata da mon- do nel i5o,8 partì per Ferrara, e
signor Luigi Gazzoli, poi Cardinale, dipoi fece egual dichiarazione Pio
riportata nel numero 264 del Dia- VI quando nel 1782 si recò a Vien-
rio di Roma del 8o3 1 , il qual na. Nei capitoli, che talvolta i Cardi-
prelato come uditore generale della nali fecero in Conclave [Vedi), dei
camera richiamò alla memoria dei quali facemmo menzione a quell'ar-
difensori delle cause la doverosa ticolo, e che giuravano per l'osser-

e necessaria decenza nell'abito este- vanza di qualunque di loro fosse


riore nel preseti tarsi avanti ai giu- eletto, uno era quello, che il Papa

dici nelle pubbliche udienze, della non dovesse altrove trasferire la cu-
curia Innocenziana , tanto se tali ria romana senza il consenso del
difensori si presentino a perorare le sagro Collegio. V. il p. Gattico, Acta
cause in nome proprio, come pro- caerem. p. 295, il quale ivi dice :

curatore, quanto come giovane di Curia non transferenda nisi consen-


studio. Quindi prescrisse, che i no- tientìbus Cardinalibus j indi a pag.
minati dovessero nelle informazio- 2 35 tratta de ojjic. perpet. illius
ni vestire decentemente con abito ed a pag. 234 non perpet.
lungo nero, cioè con sottana e fer- II collegio de' curiali ossia i

raiolone, come per costume imme- Procuratori di collegio, patroni cau-


morabile erasi sempre praticato nel- sarutn Palata apostolici, fu ammes-
le pubbliche udienze. Dichiarò poi, so nella cappella Pontificia da Pao-
che a quelli, i quali si fossero pre- lo III, ma di esso parleremo al
sentati con abito diverso, i sostitu- succitato articolo. Sotto il pontifi-
ti non dovrebbero leggere le ci- cato di Paolo III, i curiali fonda-
tazioni, e ebe sarebbero cassati dal- rono in Roma una confraternita, che
l'elenco dei procuratori, se tali, e dovea prendere la cura di educare,
se giovani di studio, sarebbero ina- ed istituire nelle arti i poveri orfani
bilitati a rappresentare altri. In d'ambo che il medesimo Pao-
i sessi,

questo medesimo obbligo vennero lo III approvò con bolla de' 7


compresi i notali , i sostituti , e i febbraio i54', sotto la invocazione
giovani , con usare la solita veste della beata Vergine della visitazione
nelle informazioni , e 1' abito nero degli orfani orfanotrofio, che poi
;

ne' rispettivi uffizi. passò sotto il governo di un Car-


Inoltre Benedetto XIII, allorché dinale protettore, al modo che si
nel 1727 partì per Cene vento, avuto descrive al volume XIV. pag. 208
VOL. XIX. 3
34 Cl'R CIR
e seg. del Dizionario. Il pio istituto, se in via della Scrofa eresse un ospe-
die tanto onora la curia romana, dale , di cui tratta Carlo Barto-
sotto il titolo di congregazione di s. lommeo Piazza, Opere pie, pag. lai,
Ivo, per la, generosa e caritatevole si formò una pia unione di avvo-
difesa, cui si prende nel tribunale cati, e curiali, e di molti prelati
delle cause civili de'poveri, ebbe in- della curia romana, massime degli
cominciamento nel secolo XVI, e uditori della sagra rota, i quali nei
merita qui una breve, ma distinta giorni festivi si riunivano nella chie-
menzione per la sua celebrità e sa di s. Paolo decollato dei p.
benemerenza. Barnabiti, posta allora in piazza
S. Ivone, britanno di s. Marti- Colonna e precisamente ov'è il pa-
no, luogo poco distante dalla città lazzo Chigi. In questa chiesa, do-
Trecorense, crebbe tanto in dottri- po avere recitato l'ufficio della bea-
na e santità, che fu vero modello ta Vergine, ed altre preci, e dopo
di carità verso gli orfani, i pupilli, avere assistito alla santa messa, si
i minori, le vedove, ed i poveri. ritiravano in un luogo per ascolta-
Questa singoiar carità fece egli co- re gli orfani, i pupilli, o minori, le
noscere nell'esercizio di giudice ge- vedove, ed altri impotenti, e mise-
nerale, a cui lo costrinse il vesco- rabili persone sopra gli aggravi, che
vo trecorense nella sua diocesi. potessero ricevere dai prepotenti, af-
Dipoi, avendo rinunziato a tale uf- fine di patrocinarli gratuitamente
ficio, si ordinò sacerdote , ed au- sulle questioni civili. Dopo averle
mentando in carità verso il pros- intese, la pia unione incaricava uno
simo, si dedicò come avvocato nel de'suoi individui alla verifica sia
foro per sollevare appunto i dere- della povertà del ricorrente, sia al-
litti summentovati dalle oppressioni l'esame del buon diritto di sua cau-
e prepotenze, perchè Dio prodi-il sa, i quali due estremi riconosciuti,
giosamente l'illuminò per esercita- se ne commetteva a vicenda la di-
re il pietoso ufficio innanzi ai fesa gratuita, dandosi poi nelle suc-
giudici,con tal felice successo, che cessive adunanze dai deputati re-
meritò di essere dopo la sua mor- lazione del risultato delle loro di-
te, canonizzato in Avignone da Cle- fese, come dell'esito delle cause.
mente VI nel i347- Questo lumi- Per supplire poi alle spese occor-
noso esempio di carità verso i po- renti e necessarie nei giudizii, si fa-
veri, e gli oppressi, volle imitarsi ceva una questua al momento del-
in diversi luoghi, e principalmente la recita dell'ufficio, cui poi uniron-
in Roma, ove ammiriamo i più lu- si le caritatevoli offerte di altre pie-
minosi monumenti della carità ro- tose persone. Continuò per molti
mana, degni della capitale del cri- anni questa lodevole congregazione
stianesimo, e della residenza dei som- nell'anzidetto metodo con gran van-
mi Pontefici, i quali sempre co- taggio de'poveri, allorché nel pon-
adiuvarono, e promossero con apo- tificalo Paolo V, essendosi nota-
di
stolico zelo, ogni maniera di opere bilmente accresciuto il novero dei
meritorie, e benefiche. divoti e benefattori, con breve dei
Nei primordi pertanto del secolo 5 dicembre 1616, Cum sicut ac-
XVI, ne' quali pure in Roma ad cepimus, in ecclesia, seu oratorio
onore di s. Ivo la nazione france- clericorum regularium s. Pardi }
CUR CUI! 35
il detto Pontefice V eresse in con- cattolica), mediante i certificati di
fraternita di conflati, e consorelle persone probe, e note per la loro
sotto l'invocazione dell'immacolata fède; così per la verificazione più
Concezione di Maria Vergine, e di sicura della povertà, tra le persone
s. Ivo , e le concesse molte indul- nobili ecclesiastiche, e pie vennero
genze. scelte sedici delle più accreditate
Animata così la confraternita, vol- e provette,con essersi a quattordi-
le formarsi apposite costituzioni. ci de'medesimi assegnato un rione
Queste furono approvate da monsign. per ciascuno, affinchè esaminata pri-
P. Visconti, allorché era prelato pre- ma l'istanza, e la fede di povertà
fètto della medesima, mentre la del curato, potessero interpellarlo,
confraternita elesse per acclamazio- visitare i ricorrenti nelle proprie
ne in primo protettore il Cardi- abitazioni, quindi prendere di tutto
nal Giulio Sacchetti (che poi ebbe le più esatte informazioni. Altri due
in successore nella protettoria il poscia venivano destinati, uno pei
Cardinal Marcello Santacroce, al poveri ricorrenti dello stato, l'altro
quale successe il Cardinal Bene- per quelli fuori di stato, acciocché,
detto Odescalchi anno ,
poi nell' esaminati i certificati de' rispettivi
1676 Papa Innocenzo XI), che ne vescovi dello stato, e delle persone
fu insigne benefattore. I padri Bar- idonee, potessero ad esse rivogliersi
nabiti passarono nella Chiesa di s. in qualche caso di dubbiezza, ed
Carlo a' Calmavi (Fedi), ove in- in questa guisa verificare i requi-
vitarono la confraternita a seguirli, siti ed impotenza di po-
di povertà,
ciocché si effettuò ai i5 giugno tersi difendere a proprie spese, pe-

1659 nel pontificato di Alessandro rò nelle cause soltanto da doversi


VII, in un locale, ed oratorio de- trattare nei tribunali di Roma.
signato con dichiarazioni per parte L'altro requisito del buon diritto
della congregazione di s. Ivo, e con spettava esaminarsi prima dal di-
varie obbligazioni per parte dei fensore, e procuratore, o da qual-
padri di s. Carlo. Dopo questo che avvocato confratello, a tal ef-
trasferimento lo scopo caritatevole fetto deputato, e poscia da tutta
della confraternita si divulgò anche l'intera congregazione sull'esatta, e
per lo stato pontificio, per cui ogni minuta informazione della causa, la
giorno crebbero i ricorsi de'poveri. quale, dopo la discussione fattane,
E siccome due requisiti si sono si decideva nella discrepanza colla
sempre richiesti, conforme tuttora maggioranza de'voti. Ed affinchè le
si richiedono, ai bisoguosi che ri- cause riconosciute proprie della
corrono, la pi'ova cioè della loro difesa dell' instituto venissero quin-
povertà relativa, di non aver mezzi di raccomandate e protette nei ri-
sufficienti per far fronte alle spese spettivi tribunali, si eleggevano due
di un giudizio per gli abitanti di prelati per ciascun tribunale colle-
Roma, mediante la fede del proprio giale, cioè del tribunale supremo
parroco, per quelli dello stato me- della segnatura di giustizia, della
diante la testimoniale di povertà del sagra rota, della camera, della con-
proprio vescovo, e per gli esteri sulta, e del buon governo.
(giacché la carità romana ha aspi- Con tale ordine, e metodo si pro-
rato sempre ad essere veramente seguì sino al secolo XVIII, colle-
36 CUR CUR
sercizio ancora delle opere di pie- le lettere apostoliche di maggior
tà, e divozione, segnatamente nelle presidenza ricaduto alla dateria per
ricorrenze delle festività della Im- morte di monsignor Orsetti, accioc-
macolata Concezione, e di s. Ivo. ché coi proventi, e frutti del mede-
Però se in progresso di tempo si ac- simo si fosse intanto potuto sup-
crebbe il numero de'poveri ricor- plire dalla pia congregazione alle
renti, si diminuì quello dei benefat- spese necessarie nella difesa delle
tori delle limosine, ma non giam- molte cause, che vi erano in quel-
mai quello de'più bravi e pii curia- l'epoca dei poveri di Roma e del-
lied avvocati confratri , fra* quali lo stato, e di quelli ancora fuori di
va nominato a cagione di segnalato esso. Ad animare poi i confratri del
onore, Prospero Lamberti ni avvo- benemerito istituto, Benedetto XIII
cato concistoriale, poscia Pontefice ordinò con due brevi, co'quali con-
Benedetto XIV. Non si deve tacere, ferì in perpetuo ai Cardinali pro-
che Clemente XI assegnò al pio tettori pro-tempore, di nominare
istituto l'annua pensione di scudi all' esercizio dell' abbreviatorato e
sessanta. Il successore Innocenzo XIII prelatura uno de' confratri, e in
nel 1722, con due brevi, Cum si- mancanza di essi qualunque altro
cut, ed Exponi nobis, approvò ed chierico, sebbene non fosse aggre-
ampliò le indulgenze concesse alla gato a questa congregazione, come
congregazione da Paolo V, e col si legge ne'brevi, Motti proprio, Pa-
breve de'26 marzo, Piai Christijide- trocinami pupillorum, et viduaruni,
liuììi confraternitates , elevò la con- de'i3 gennaio 1726, e Mota pro-
fraternita al grado più decoroso di prio Nuperrimi sexto nimirum idus,
arciconfraternita , colla facoltà di de'22 febbraio 1726. In virtù dei
aggregarne altre consimili: finalmen- quali il Cardinal Corradini protet-
te con altro breve, Cam sicut di- tore, nominò per la prima volta
ledi fìlii officiales, et confratres, da- in primo abbreviatore monsignor An-
to ai26 marzo 1722, il medesimo gelo Lucatelli Martorelli, chierico
Papa approvò, e confermò le co- nobile di Cesena, e cameriere di
stituzioni ampliate, e riformate, che onore di Benedetto XIII. Questo
poi furono ristampate in Roma nel privilegio sempre, e successivamente
1829, con questo titolo : Compendio ha goduto la congregazione. L'at-
{storico del pio istituto, congrega- tuale monsignor Gio. Carlo Alessi
zione, e ven. arciconfraternita sotto de Castelli di Norcia attualmente
l 'invocazione dell'Immacolata Con- segretario della sagra congregazione
cezione, e di s. Ivo avvocato de' po- del concilio, fu eletto a tal prela-
veri oppressi. Di questa opera è tura per nomina del protettore Car-
autore monsignor Giovanni Carlo dinal Antonio Doria Pnmphily ,

Alessi de Castelli, zelante prelato spedita a'2 marzo


8 G, sebbene 1 1

della curia romana , e dell'incre- fosse stata fatta sino da! 1807, e
mento, e della gloria di questo isti- non effettuata, perchè Pio VII de-
tuto. Quindi Benedetto XIII, gran stinò il lodato prelato in vicario
benefattore dell'istituto, per prov- generale, ed uditore generale del
vedere ai suoi bisogni, gli applicò Cardinal Giovanni Castiglioni , ve-
in perpetuo un ufficio prelatizio va- scovo d'Osimo e Cingoli.
cabile, chiamato abbreviatura del- Altri onori e prerogative accor-
CUR CUR 37

dò Benedetto XIII all'istituto, che il vacabile dell' abbreviatoria spet-


in morte gli decretò per riconoscen- tante alla pia congregazione di s.

za un anniversario perpetuo . Gli Ivo, ed intestato al nominato monsi-


successe Clemente XII, Corsini, già gnor Alessi de Castelli, venne pre-
per molti anni prelato prefetto della feritoa quei liquidati, e dichiarato
congregazione, il quale con chirogra- compreso nel numero de'primi sette
fo pontifìcio diminuì grandemente le officii , i quali partecipavano della
spese per la stampa delle scritture, giudicatura delle materie concisto-
e dei sommari nelle cause de'pove- Finalmente Leone XII, nel
riali.

ri difesi dalla pia congregazione, 1827, accordò all'istituto il privile-


come si legge in tal chirografo dei gio, col quale ordinò alla stampe-
22 luglio 1733. Indi, per morte del ria camerale, d'imprimere, e som-
Cardinale Pietro Marcellino Corradi- ministrare senza pagamento al
11 di Sezze oriundo di Cori, dell'i-
i medesimo istituto,le stampe di
stituto protettore, non solo questi scritture, e sommari per le cause
istituì erede universale
monistero il dei poveri.
della sagra famiglia della sua pa- Nel numero 3 delle Notizie, del
1

tria Sezze; ma, a seconda del breve giorno di Roma, dell'anno 1842,
ottenuto da Clemente XI, ne affidò si legge quanto segue: » Nell'adu-
l'amministrazione alla congregazione, « nanza generale tenuta dalla pia
e la protezione e giurisdizione spi- >» congregazione di s. Ivo nel giorno
rituale al Cardinal protettore prò » 19 giugno 184.2, il sig. avv. Giu-
tempore dell'istituto di s. Ivo, di- *» seppe Maria Combi, nella sua qua-
venuto perciò anche protettore del >» lifìca di erede fiduciario ed esecu-

monistero. Quanto fece Benedet- *» tore testamentario, partecipò alla


to XIV per l'istituto , e quanto *• detta congregazione la disposizione
questo stabilì per la difesa delle - testamentaria fatta prima di emet-
cause, ed altro relativo, diffusamen- » tere la solenne professione da
te viene riportato nel citato Coni- »» donna Maria Luisa di s. Pietro
pendìo Clemente XIV, con
isterico. « (al secolo Angelica Mattei, figlia
chirografo de'29 luglio 1 77 1, ac- •» del fu Benedetto), monaca nel ven.
cordò alla congregazione la sov- »» monistero delle camaldolesi in s.
venzione annua di scudi duecento »* Antonio abbate, con cui, oltre
sulla cassa componende della
delle » 1' adempimento di vari legati,
dateria apostolica per un decennio, >» ordina che ogni qual volta il de-
eli e poscia Pio VI nell'anno 1780 *» naro da esigersi dalle rendite del
prorogò ad altro decennio. Pio VII, »»suo patrimonio giunga alla som-
con rescritto degli 8 febbraio 18 17, « ma di scudi mille duecento, deb-
confermò i privilegi del pio isti- « ba cedersi al suddetto suo mo-
tuto, ed accordò l'esenzione dal pa- - nistero, colf obbligo di vestire
gamento della registrazione degli » senza dote una giovane non mag-
atti, e sentenze giudiziali, al modo *» giore di anni venticinque da
stesso, in cui andava già esente da » scegliersi dalle monache in pieno
quello delle propine, e registro. Al- »* capitolo a voti segreti fra le fì-
tro privilegio riportato dal medesi- « glie dei signori curiali di colle-
mo Pio VII con rescritto dei 5 » gio, o rotali ascritti alla pia con-
febbraio 1839 si fu quello, con cui * gregazione di s. Ivo, o che lo
38 CL R CU»
•' (ossero stati Accadendo
viventi. >» cause è scelto il fiore della curia
» oggi l' adempimento di una tale » Romana ". Di questa pia congre-
disposizione ( che in seguito po- gazione di s. Ivo fa parola auche
» tra aver luogo ogni quattro o il Piazza, Opere pie p. 65g.
> cinque anni), la manifestò agli Avvi ancora in Roma V arcicon-
» individui di detta pia congregazio- fraternita della curia romana, sotto
*> ne, affinchè possano profittarne, il titolo di santa Maria salute degli
» presentando al detto monistero infermi^ e dei ss. Ivone, Egidio, e
» le loro figlie, che vengono dal Ginnesio, con un Cardinale protet-
« Signore chiamate allo stato rao- tore,ed ora esistente nella Chiesa
»» onde procedersi alla ele-
nastico, di s. Lucia della Tinta (Fedi).
vi una di esse nel modo
zione di Questo sodalizio ebbe origine da al-
» sovraespresso ". Placido Maria cuni curiali, notari, ed altre pie
Palelli segretario della pia con- persone di Roma, che per onorare
gregazione di sant' Ivo. » Siccome Dio, e i suoi santi, ajutare i loro
qui sono nominati i curiali di col- simili, massime i trapassati coi suf-
legio, che formano distinta parte fragi della Chiesa, nel 17^3, deli-
della curia romana, di essi si parla berarono di erigere nella chiesa di
al precitato articolo Procuratori di s. Ivo, od Ivone de' britanni, una
Coliegio. Intorno ai curiali rotali, confraternita sotto l' invocazione ap-
che egualmente formano un ordine punto di s. Maria salus in fi rino-
distinto nella curia romana, ecco mili, e la protezione de' ss. Egidio
quanto ne dice il Bernini, Del tri- abbate, Ivone confessore , ed avvoca-
bunale della Rota a p. 201:» Del- to de' poveri, e di Ginnesio notaio
•> le cause poi, che si propongono e martire. Detta chiesa è nel rione
» nell'auditorio della sagra rota, e campo Marzo, nella via della Scro-
» diconsi rotali, ad esclusione di fa, e, al dire del Panciroli, Tesori
-•> ogni altro, solo è permesso a- nascosti, fu fabbricata nel secolo
» vanzare la procura a' distinti e XIV dai bretoni, con ospedale con-
» precisi procuratori, che parimen- tiguo pe' connazionali, poscia diven-
•> ti diconsi procuratori, o cu- ne parrocchia, e nel giorno di s.

» riali rotali , dai quali è for- Ivo, gli avvocati concistoriali, Car- i

» mato un collegio, che si man- dinali, e molti prelati si recavamo


» tiene in tanta riputazione, ed ad onorare il santo. Da Calisto III,
« onore, che in mancanza di alcu- nel i4^6, ad istanza del Cardinal
-•'no di essi s' affollano i concorren- Alano Cetivo, fu ceduta alla nazio-
» ti a riempirne il luogo. Da essi ne francese; finché Gregorio XIII,
» poi si richiede un formale esame per secondare le brame di Enrico
=' avanti il decano della sagra ro- III re di Francia, uhi la chiesa, e
ta coli' assistenza de' più anziani trasferì l' ospedale presso quella di
» dell' enunciato collegio, con la s. Luigi de' francesi. Lo scopo della
> cui approvazione eglino riportano fu principalmente
pia unione si di
» un patente attestato di soli po- recitare in questa chiesa nei di fe-
» tere essere ammessi alla procura stivi l' uffizio divino, di suffragare
•> delle cause rotali. Pregio non meu le anime del purgatorio, di visitare
y> decoroso a loro, che rimarcabile una volta il mese l'ospedale di s.
« al tribunale, al progetto delle cui Giacomo, di sovvenire poveri in- i
,

CUR CUR 39
fermi, che erano abbandonati nelle primicerio, e Cardinale
poscia un
strade, procurandone il sollecito tras- per protettore. Finalmente, ai 14
porto all' ospedale, od
altrove per dicembre 1 y44> monsignor Ferdi-
curarli. L' istituto ebbe adunque nando Maria de Rossi, vicegerente
principio con autorizzazione del Car- di Roma, ed arcivescovo di Tarso,
dinal Fabrizio Paolucci vicario di ne approvò gli statuti, e regolamen-
Roma, e le consuete concessioni, ti. La confraternita fiori secondo la
con l' uso del sacco di saja color sua istituzione, e verso la fine del
turchino celeste, con mozzetta di sa- secolo decorso, fu ad essa concessa
ja nera orlata di passamano bian- la chiesa di s. Macuto, già del se-

co, col cinto di pelle rossa, da cui minario romano, presso la chiesa
pendesse una corona divozionale ne- di s. Ignazio. Ma, nel i8a4j aven-
ra. Per istemma del sodalizio, da do Leone XII istituito nel contiguo
porsi nel sinistra lato della mozzet- luogo il Collegio de? nobili (Vedi),
ta, fu adottata l' immagine della ed affidandolo ai benemeriti gesuiti,
beata Vergine, col divin Figlio in concesse ad essi anche la chiesa di
braccio, sotto l'immagine de' santi s. Macuto, i cenni storici della qua-
protettori Egidio, Ivone, e Ginnesio, le riportansi a tale articolo, ed a
e nella parte inferiore le anime questa confraternita diede in vece
purganti. Ben presto fiorì la pia la Lucia della Tinta
chiesa di s.

unione a segno, che il sommo Pon- nomiuata di sopra, ove tuttora ri-
tefice Innocenzo XIII, col breve a- siede. Non deve per ultimo tacersi,
postolico Cimi sìcut accepimus ec. che è pure di onore ed ornamento
dat. ignovembris 1723, neh' appro- alla pietà Romana l' Arciconfrater-
vare la confraternita, le concesse nita di Girolamo della Carità
s.

molte indulgenze, e grazie spiritua- (Pedi), imperocché fra le altre pie


li, a vantaggio de' confratri, che per opere, che esercita, patrocina nei
la maggior parte sono avvocati, tribunali le cause de' pupilli, e del-
procuratori, curiali, notari, ed altre le vedove, e sollecita il pronto dis-
persone togate, che sono applicate brigo delle cause de' carcerati. Que-
all' esercizio della curia romana, non sto insigne sodalizio amministra l'e-
che spedizioneri, agenti , come an- Amadori nobile fio-
redità di Felice
che uditori di Cardinali , prela- rentino, che morendo nel i63q in
ti , ambasciatori ,
principi ec, ec, Roma, istituì una prelatura, il cui
ministri di segreterie , chierici ,
prelato tutto si dedicasse al patro-
anche costituiti in dignità , come cinio de' veri poveri di qualunque
vescovi, e Cardinali, ed altre per- nazione presso i tribunali della ro-
sone appartenenti alla curia ro- mana curia ; e che fosse assistito
mana, che vestono toga, e che risie- da un uditore o sollecitatore, o
dono in curia, il perchè il sodali- curiale, che con esso lui convivesse.
zio fu detto la confraternita della I curiali, patrocinatori, procu-
Romana Curia. Laonde pel buon ratori, ed avvocati ritengono una
regolamento della medesima, furo- distinzione di grado e di metodo
no compilati appositi statuti, ed a- nel perorare le cause, ma sono e-
naloghe ordinazioni, per dilezione gualmente chiamati causidici, e di-
ed osservanza de' confratri, cui fu fensori a termini di ragione. La
dato a superiore un prelato per difesa dell'avvocato suol consistere
4o CUR CUR
pel trattare le cause per iscritto, procuratori di collegio, che meri-
col mezzo di memorie intitolate tamente godono dal pontificio go-
Ristretti, dì fatto e di scritto, e quella verno distinzioni e prerogative ,

di curiale, patrocinatore, o procu- ragguardevoli ; questo officio , e


ratore consiste nell' attutazione, e la dignità di simili difensori sono
nell' esporre in voce alle udienze i ben descritti nella I. 14, eod. de
fatti relativi alle cause, e talvolta adv. divers. Jud,
ancora per iscritto. Il eh. avv. Mar- L'ufficio poi in ispecie degli avvo-
suo erudito codice de' do-
tinetti nel cati sembra avere dei rapporti più
veri, parlando della storia antica dei degni, di quelli dei semplici curia-
difensori, dice che sono veramente li, e causidici, come si può vedere
umilianti li reclami dell'antica, me- in Georgii Geraveri leti exercita-
dia, ed infima età contro il ceto tione academica varii argumeitti
de' difensori, ed a pagine 3 7 e 1 voi. II curn notis; ed in Gio. Giu-
seg., ne riporta le testimonianze. stino Weissmantel, Erfordiae 1777-
Diodoro Siculo, lib. 2, venendo a 38 si tratta De lau-
Ivi nell'opusc.
riferire il metodo economico dell'E- dibus advocatorum, dove viene a
gitto, come quello degli etiopi, os- dimostrare i vantaggi immensi, che
servatori dello stesso sistema, nar- riceve la cosa pubblica dagli av-
ra che quel popolo per metodo e- vocati, perchè per essi compiesi il

scluse ogni officio di difensore nel- sagro ufficio di legislatori, di giu-


le cause civili e criminali. dici, di consiglieri del governo, di
S. Bernardo fece pure al ceto tutori del fisco, de' poveri, delle
forense de' tempi suoi una grave corporazioni, e degli stessi diritti
censura nel lib. De considerai., che della Chiesa. Merita menzione l'e-

indirizzò al Pontefice Eugenio IH rudito trattato di Gio. Cristoforo


stato suo discepolo, lib. I, cap. 9; e Olafio de Scholnbach pubblicato ,

prima di lui la fecero s. Agostino, nel 1627 in Basilea con questo ti-
Origene, Alano, ed altri padri. V. tolo : Discursus historico-politico-
il Muratori, nell'opera, Sopra i di- furidicus. L' autore pone per mas-
fetti della giurisprudenza; Gaspare sima, che i principali giurisconsul-
Zieglero, Rabulistica, sive de arti- ti dell'antichità, ch'egli chiama in
bus rabulariis, Dresdae 168 5; e rassegna dai tempi di Tarquinio
Giuseppe di Gennaro, Sulle viziose Prisco fino a Papiniano, ed indi
maniere di difendere le cause nel prosiegue dai bassi tempi fino al
foro, Napoli 1744» non cne a dis- ' secolo XVI, appartengono esclusi-
sertazione Convivami Rabularum
, vamente alla classe degli avvocati,
<lel medesimo autore, Napoli 1769. e celebri oratori, non già alla clas-
Però 1' officio paterno e dignitoso se di semplici causidici addetti alla
de' difensori in ispecie de' buoni av- prassi, ed alle forinole forensi, cui
vocati, dei causidici onesti, ed in- successero i così detti curiali, e pa-
telligenti, come dei causidici scelti, trocinatori. Quindi l' Olafio enume-
che denominavansi già patroni au- ra tutti i patriziati, consolati, pre-
gustales, viri defensores spcctabìles, fetture insigni, e dignità equestri
s. palatii augusta lis defensores no- sostenute dai celebri giurisconsulti,
bilissimi, a cui possono corrisponde- che accoppiarono l'arte loro ad una
re oggidì gli onorevoli curiali, o nobile qualità, e prerogativa. L'im-
CUR CUR 4t
ponitore Anastasio qualificò gli av- cato de' poveri nelle cause civili,
vocati col titolo di conti,L. sug- al quale dovesse nominarsi un no-
gestionem cod. de adv. div. jud., bile cittadino dal prefetto o sella-
ed erano fino da allora annoverati tole di Roma. Dell' avvocato , e
3
tra i chiarissimi e nobilissimi, L. procuratori de poveri della roma-
providen. cod. de. postulando. In na curia, eruditamente tratta il
favore della Chiesa non isdegnaro- Piazza ne\Y Eusevologio romano trai,
no il titolo di avvocati i più gran- terzo, capo V; e noi in diversi
di sovrani, come si dice all'artico- luoghi del Dizionario.
lo Difensore della Chiesa o della Lungo sarebbe di far menzione de-
Fede (Fedi)j e in più luoghi il tito- gli avvocati più celebri della curia
lo di avvocato passò nel reggimen- romana, massime di quelli che furo-
topolitico. Lo Schoepflino nella sua no decorati del cardinalato, ed an-
Alsalìa illustrata, tom. II, cap. 7, che sublimati al pontificato, come
De advocatis provìncialiò us Alsa- Benedetto XIV. A volerne accennare
lìae, fa conoscere in qual credito alcuni, Gregorio XI che, per aver
erano tenuti gli avvocati, dal cui vissuto un solo giorno non è da
ceto si eleggevano i prefetti, e sot- tutti contato fra i Papi, era stato
toprefetti delle provincie, che chia- avvocato famoso, e fatto fu Cardi-
maronsi avvocati, e sotto avvocati nale nel 1273, dallo zio Gregorio
provinciali, ed il cui titolo ambi- X. Gherardo Bianchi, da contadino
vano spesso gli stessi principi. Gli divenne pedagogo de'fìgli d'un bolo-
eletti trasmettevano alle loro fami- gnese, accompagnando i quali all'u-
glie la stessa nobiltà, che potevano niversità, ne profittò per divenir
godere i langravi, i duchi, ed i vi- dottissimo legale a segno che re- ,

sconti, per cui si vuole che una catosi a Roma, per la fama, che go-
gran parte di famiglie nobili fran- deva nel 1278, Nicolò III lo creò
cesi ed alemanne derivino dogli Cardinale. Nel 1294 s. Celestino
antichi avvocati, e sotto avvocati V fece Cardinale Guglielmo Lon-
delle provincie. ghi, famoso giurisconsulto. Calisto III
Gli avvocati concistoriali [Vedi), nel i456 elevò al cardinalato Gio-
di origine antichissima sono uno dei vanni Castiglioni, insigne nella scien-
principali ornamenti della curia ro- za legale, e nell'arte oratoria. Nel
mana, pei nobili, e ragguardevoli uf- 1529, Clemente VII creò Cardina-
fizi sono investiti, e pel nobile
di cui le Mercurio Arboreo, famoso avvo-
scopo pel quale furono istituiti per cato. Paolo V
nel 1616 fece Car-
la difesa e tutela della Chiesa, e dei dinal Pietro Campora, che fu ri-

poveri, come si legge nell'epist. 17 guardato l'oracolo della curia ro-


lib. 7, cap. 1 7, di s. Gregorio I mana. Nel 1629, Urbano Vili an-
ad Bonifacium primum defensorem. noveròal sagro Collegio Luca Anto-
Degli avvocati concistoriali si trat- nio Virili , avvocato celebre nella
ta ancora all'articolo Difensore del- romana curia; 643. Gian-
e nel 1

la Chiesa romana {Vedi), cui sem- Iacopo Panciroli, ritenuto il più


bra sieno succeduti. Urbano Vili, bravo avvocato della curia romana.
nel 1682 colla bolla Ex commissi Innocenzo XI, nel 68 creò Car- 1 1 ,

nobis, data a' i5 ottobre, eresse pel dinale Flaminio del Taja, che eser-
popolo romano un ufficio di avvo- citò l'avvocatura nella curia roma-
fa CL'R CUR
na per sola carità, e senza mercede ;
Roma, e del rinomato monte Ci to-
e Giambattista de Luca, avvocato rio. La gran mole della curia In-

di somma riputazione nella curia nocenziana, ove risiedono l'uditore


romana autore molte applaudite
di generale della camera apostolica, il

opere riguardanti la medesima, mas- tesoriere generale di essa, e il tri-

sime quella, che porta per tito- bunale dell' A. C, giace sopra una
lo : Rclatio Rom. air. Alessandro eminenza artificiale, che dal volgo
Vili nel 1690 promosse alla di- si chiama monte Glorio, e dai più
gnità cardinalizia Bernardino Pan- colti, monte Cilatorio. Pretendono
datici, celebre avvocato nella cu- gli eruditi, che tal nome sia anti-

ria di Roma . Gabriele Filippucci, co, e derivato a citando, perchè


da avvocato della romana curia, suppongono, che in questa collina
venne promosso a varie cari- si raccogliesse il popolo prima di
che. Neil' anno 706 Clemente 1 ,
entrar ne'vicini comizi, e che da un
XI lo creò Cardinale, ma egli vir- prccone fossero chiamate citale, ad
tuosamente con una lunga scrittu- una ad una le centurie, le tribù,

ra persuase il Papa ad accettare acciocché potessero entrare ne' Scpti


la sua rinunzia. Inoltre Clemente ( V. V integrità dtl Panteon ri~

XI, nel 17 12, fece Cardinale Pietro vendicata a M. Agrippa, dall' avv.

Marcellino Corradini, di Sezze e di Carlo Fea, Roma 1820, p. 3 ) or-


nobile famiglia di Cori, avvocato dinatamente, e senza confusione.
famoso nella curia romana. Bene- Ma, non trovandosi menzione alcu-
detto XIII nel 1728 creò Cardi- na di questo monte negli antichi
nale Giuseppe Accoramboni suo scrittori, sembra doversi congettu-

Trfitore (Fedi), già avvocato della rare, che siasi formato a poco a
curia romana. Clemente XII nel poco con la congerie dei rovinati
1734 elevò al cardinalato Giacomo cdifizii, che in questa parte del cam-

Lanfredini, detto ancora Amadori, po marzio erano in gran numero,


dalla prelatura di questo nome, già o dalla terra qua trasportata, e
avvocato presso la curia di Roma, ammonticchiata in occasione di sca-
l'.enedetto XIV fece inoltre Cardinali varsi i fondamenti delle fabbriche
«lue celebratissimi avvocati della ro- circonvicine. Abbiamo però in
mana curia, Carlo Leopoldo Calcagni- un istrumento dell'anno 1200 fatta
ili nel 1743, e Giambattista Mesmer menzione di due fortezze dette Mu-
nel 1747- A' nostri giorni, ed ai nitioncs ; la prima è X Ago sta o
tempi a noi più vicini, rammente- La gusta, cioè il Mausoleo di Au-
remo con distinzione Antamori, e gusto, di cui si fece parola all'ar-
(Campanelli creati Cardinali da Pio ticolo Colonna famiglia (Vedi) :

"\
I; Erskine, e Turiozzi fatti Car- la seconda era nel Monte chiamato
dinali da Pio VII; Gamberini de- Accettatorio in una bolla di Urba-
corato della porpora da Leone XII; no HI nel 1187, presso Montfau-
ed Alberghini annoverato al sagro con, Diar. Ital. p. 243; e che in
Collegio dal Papa che regna, tutti un'altra di Martino V del i4'8,
slati prima celeberrimi avvocati. presso Francesco Bordoni nel Bui-
Non riuscirà finalmente discaro, lar. terlii ordinis s. Francisci p. 92,
che per ultimo si faccia qui men- dicesi Mons acceptabilis. può ri-
Si

zione della curia Innocenziana di tenere per altro, che questa munì-
CUIi CL'R 43
zinne, o fortezza fosse situala sulla Stalìlio Tauro, forse il nome che
filcla del monte là dove si disten- nel secolo XV portò di Accentato-
deva verso la chiesa di s. Maria in rius, Aeceplorius, che sembra la ra-
Aoquìro in Equiriìs, e vi erano dice dell'attuale, sanzionato dall' li-

avanzi di antica fabbrica, sulla qua- so, a che è destinato questo palazzo,
le sono fondati il palazzo, e colle- formossi dal detto cognome di Tau-
gio Capranica, e che si videro al- ro,o Toro avuto da Statilio, e quin-
lorquando fu abbassato il terreno di da Monte di Toro nacque insensi-
avanti la curia Innocenziana. Ma bilmente 1' odierna appellazione.
può poco vi duras-
giudicarsi, che Di altre erudizioni sulla deno-
se poiché nel resto del monte, fino minazione di questo monte, degli
alla cima, allorché fu tolta la terra scrittori che ne hanno parlato, co-
nel cortile del medesimo non vi me dell'erezione dell' edilìzio, parla
era segno di fabbrica alcuna. il nell' Euscvologio Romano,
Piazza
Osserva il eh. Nibby, Roma ncl- capo XI, Della Curia In-
trat. Ili,

V anno 1 838 parte I antica, p. 9.o„


,
nocenziana a monte Cilatorio, ov-
che il monte Citorio non ebbe tal vero Citorio. Inoltre dice questo
denominazione prima del secolo autore, che ilPapa Alessandro VI
XV, ed è comune l'opinione, che chiamava la Curia Promana Suprc- :

il monte non sia naturale, ma ar- muni j'uslitiae tribunal, et saluber-


tefatto, che viene provato dal-
il rimimi oppressorum rejìigium.
l' architetto Fontana, il quale nel 11 palazzo adunque di monte Ci-
fare il fondamento del palazzo del- torio, ossia della curia Innocenzia-
la curia Innocenziana, osservò che na, fu incominciato ad erigersi ver-
il piano era eguale a quello sul so l' anno i65o dal principe Lu-
quale sorge la colonna Antoni niana, dovisi,che aveva sposata la nipote
e che quel masso viene formato d'Innocenzo X, con architettura
da varii strati simili al composto di Gio. Lorenzo Bernini. Innocenzo
della cipolla. Il Piranesi, Ani. Rom ,
XII, nel 1695, dopo avere estinto
sciolse qualunque questione, e fece varie giudicature privilegiate, e do-
conoscere l'origine di questo colle, po avere rimesso tutte le cause ai
che sorge nel centro della parte giudici ordinari, togliendo loro le
più nobile di Roma moderna. Egli facoltà, a comodo della curia ro-
pertanto dice, essere questo princi- mana, ed acciocché essi ed i liti-
palmente formato dall'ammasso del- ganti non fossero costretti a girare
le rovine dell'anfiteatro di Statilio in diversi punti di Roma, volle riu-
Tauro, e di altre fabbriche circo- nire diversi tribunali in un mede-
stanti, lo che si deduce primiera- simo edilizio centrale di Roma. A
mente dagli avanzi di alcuni sedili lai effetto acquistò la fabbrica non
circolari, doveano appartenere
che ancor finita dei Ludovisi, ed alcune
a quell'anfiteatro, e da altri avanzi case circonvicine. Quindi incaricò
di antica fabbrica ritrovati cento l'architetto Mattia de Rossi che pro-
palmi sotto lo stesso monte nel seguisse l'edifizio per collocarvi i

fondare 1*
odierno palazzo della cu- tribunali civili, laonde vi fece ie
ria Innocenziana; e che sorgendo il -cale, il portico, e l'ultimo piano.
monte principalmente sulle rovine, La facciata esterna era rimasta co-
e colle rovine dell'anfiteatro di ine l'aveva fatta il Bernini, ma in
44 CLR CUR
Fon- sovrasta il cam-
orologio, a cui
seguito Tallio architetto Carlo l'

tana diede l'ultima mano all'edi-


panile munito di grossa e sonora
lizio, aggiungendovi gli
abbellimen- campana, che suol suonare la mat-
corte, la quale dicono gli tina per annunziare l'apertura de'tri-
ti della
intendenti, nella sua bizzarria ha bunali quando agiscono. Innocenzo

del piacevole, e del teatrale, massi- XII donò il palazzo all' Ospizio

me per l' elFetlo che produce la apostolico (Vedi) al modo che si

fontana, situata nel fondo, che ha dirà in tale articolo.

l'acqua cui riceve entro una con- Il Bonanni, Numismala Pont.

ca di granito trovata nelle rovine tom. II, p. 826, fa la storia del-


l'erezione di questo edifizio, ne ri-
dell'antica città di Porto. Il tutto
porta prospetto e icnografia,
insieme di questo palazzo, che dal il l'

suo principale fondatore, e dal fine non che la medaglia dal Pontefice
prese nome di Cu- fatta per esso coniare nel i6ry>,
onde lo fece, il

na Innocenziana, presenta un aspet- col medesimo dignitoso prospetto


esterno, e l'epigrafe: Justitiae et
to veramente magnifico, e sontuo-
Vietatisi ed aggiunge, che in con-
so. La sua facciata esteriore ed im-
ponente, collocata su tre diverse ferma del donativo fattone all'ospi-

linee, non corrisponde all' interno. zio apostolico, fece incidere su di


T
lS mezzo apronsi
el tre porte, che una tavola marmorea , e collocare

in pilastri, a nelle pareti esterne, l'iscrizione:


mettono al portico
sinistra del quale trovasi l' ampia
PAVPERVM I.WALIDORVM HOSPITIO. Nel
citato Piazza, Eusevologio trat. XI,
ed agevole scala, che conduce agli
181, parla della Traslazione.
appartamenti. Delle tre porte quel- p. si

esse sono e residenza de' notari, e loro uffizi


la di mezzo è maggiore :

fiancheggiate da quattro colonne di dalla via dei Banchi, al palazzo

travertino, che reggono una gran della Curia Innocenziana. Dicesi


pertanto, che a comodo altresì del-
loggia simile, dalla finale suol farsi
ogni quindici giorni 1' estrazione del
«Il la Curia, Innocenzo XII dalla con-

lotto : sulle due minori veggonsi in trada de' Banchi trasportò nel detto
Giustizia, e palazzo gli uffizii de' notari dell'u-
due tondi effigiate la

la Carità, virtù predominanti nel- ditore della camera , che però da

l'animo d'Innocenzo XII. Nel pian- dieci ridusse a cinque, denominan-


risiedono uffici, e le do i notari di questi capo-notmi,
terreno gli

cancellerie de' tribunali civili ; e ai e che il magnanimo Pontefice nel-

piani superiori l'uditore della came- la prima visita che ha fatta al pa-
ra, i tribunali di prima istanza, il lazzo a' 4 maggio 1690, onorò di

tesoriere generale, e le loro segre- sua presenza i detti uffizii notarili,

terie, non che il tribunale crimina- 1 cui avevano ornati


capo-notari,

le dell' A. C. Nel primo ripiano, con analoghe iscrizioni, emblemi,


in una nicchia, vedesi abbozzato in stemmi, fiori, ed altre festevoli di-
marmo un gruppo, rappresentante mostrazioni. Inoltre aggiungesi, che

Apollo, che scortica Marsia, che si sotto il palazzo e tribunale di mon-


vuole scoltura del secolo XV. Per signor vicegerente, dirimpetto alla
di sopra al corniccione, nella parte colonna Antonina, stabili quattro uffi-
centrale del prospetto, elevasi una zii dei capo-notari della camera apo-
specie di attico, aveute in mezzo stolica, che da otto Innocenzo XII
4

CUR C UR 45
avea ridotti a quattro, ed ivi tras- mandato di procura nel procurato-
feriti dalia via dei Banchi, ed anche re, e mancanza di citazione de'col-
essi onorati dalla pontifìcia presenza. litiganti.
Abbiamo dal suddetto Carlo Fonta- Parlando poi delle curie di Be-
na il Discorso sopra l'antico monte nevento, di Civitanova, e di Monte
Citatorio, situato nel campo Marzo s Cosaro, dice che queste curie ave-
ed altre cose erudite ad esso attinenti, vano di particolare che, oltre la
con V istoria di ciò die occorso nel- prima istanza, godevano nei loro
V innalzamento del nuovo edijìzio tribunali anche la seconda, nelle
della Curia romana, e di quanto cause però profane, e temporali
è accaduto nel ritrovamento della solamente, quanto alla curia di Be-
nuova Colonna Antoniniana (di que- nevento; e ciò per privilegio di Ur-
sta, e della colonna di cipollino o bano VIII, confermato da più Papi,
caristio , eh' è giacente nel cortile 1' ultimo de' quali fu Clemente XII
della curia Innocenziana, si trat- Bull. Mainardi t. XIV, p. 2 38; e
ta al voi. XIV, p. 3 1 3, e 3i4, quanto alle altre curie de' soprad-
del Dizionario), Roma 1708. Dipoi detti luoghi, per privilegio di altri
il Pontefice Clemente XII, per mag- Pontefici, come può vedersi nella Fir-
gior ornamento del palazzo della mana jurisdictionis, proposta nella
curia, ne ampliò la piazza, me- piena segnatura de' 17 marzo 1763;
diante la demolizione di alcune avvertendosi che da Civitanova ap-
piccole case ; e Pio VI tolse da pellavasi a Monte Cosaro , e da
questa piazza il piedistallo già ser- questo luogo si appellava alla città
vito alla vera colonna di Antoni- di Fermo. Della Curia Capitoli-
no, e vi eresse l' obelisco che ora na, si tratta all' articolo Tribunale
si ammira. di Campidoglio, eh' è il tribunale
L' autore della Pratica della cu- del senatore di Roma. Del tribuna-
ria romana, parlando delle Curie le del Cardinal vicario, il quale si

de partibus t. II, cap. I, par. 3 ,


intitola Vicario di Roma, e suo
dice che chiamami Curie de parti- distretto, e della romana Curia giu-
bus, tutti i tribunali dello stato dice ordinario, si tratta all' arti-

pontificio fuori di Roma. In que- colo Vicario di Roma (l ecli). Il

ste curie, die' egli, non si osservano regolamento disciplinare sui curiali;
in tutto le regole giudiziarie, e fo- le tasse dei procuratori ed avvoca-
rensicome in Roma, anzi alcune ti ; le norme da osservarsi nella pro-

hanno una prassi particolare. Ma cedura sui ledami contro i curiali;


per provvidenza del regnante Pon- le discipline per reprimere la licen-
tefice vi è uniformità al presente za dei curiali nelle loro scritture, ed
di pratica in tutti i tribunali dello allegazioni ; e la pena criminale pel
stalo ecclesiastico. Occorrendo poi paltò di quoto di lite, e per l'ab-
di giudicarsi le loro cause, e dispu- bandono, o collusione della difesa,
tandosi sulla validità de' giudizi, i lutto è riportato al voi. V, p. 3i 1,
nostri tribunali di Roma inclinano 348, 4 3 4^3, 55o e 661 della
j ,

sempre per dichiararli validi pur- ,


Raccolta delle leggi, e disposizioni di
ché non vi sia alcuna nullità detta pubblica amministrazione, che si van-
de tribus; cioè mancanza di giuris- no pubblicando nell'odierno pontifi-
dizione nel giudice , mancanza di calo.
,

46 eu r CUR
Da ultimo monsignor Orsi Man- mente ecclesiastiche, ancorché vi sia
gelli, come uditore generale della di mezzo alcun laico. Solamente si
camera, ora Cardinale, a' 2 dicem- è loro accordato di potere eserci-
bre 1^42, fece pubblicare la noti- tare sopra de' laici la giurisdizione,
ficazione coli' elenco dei procurato- qualora si provi la consuetudine
ri e sostituti die possono compari- ;; quae et quadragenaria sit, et per-
re avanti la sua curia, cioè dei >- petuo constans non unquam vel
procuratoli di collegio, dei procu- » contradicta, vel interrupta. Prae-
ratori rotali, e dei procuratori in- »»terea constitui eam volumus mul-
nocenziani, e dei rispettivi sostituti -•:
tiplicate, ac frequentia actuuni
degli uni, e degli altri, approvati » non levium, quos constet gestos
tanto da lui, ebe dai suoi prede- » fuisse animo praescribendi juris-
cessori. .Nella medesima notificazio- dictionem saecularem
-•>
non ex. ,

ne tra le altre cose viene dichia- » gratia, vel conniventia toleratos,


rato, che coloro, i quali non sono » neque tales qui fieri fortasse po-
descritti in tale elenco, sono estra- » tuerint citra certam, praecisam-
nei alla curia, e perciò non è loro » que scientiam, et acquiescentiam
lecito attitare le cause, e difender- *» vel nostrani, nostrorumque prò
le nelle pubbliche udienze. » tempore successorum, vel saltem
CURIA ECCLESIASTICA, o Cu- " supremorum magistratuum no-
bia vescovile ( Epi.sc opalis Curia ). » strae hujus Urbis etc., nullam
Così chiamasi la giurisdizione dei » prorsus in re tam gravi habere
vescovi, che esercitano per mezzo » mandali tes rationem de scientia,
della loro cancelleria, nella diocesi > ac patientia rectorum localium,
e sui diocesani loro soggetti, sia » aliorumque inferiorum magistra-
per l'amministrazione spirituale del- » tuurn ". Così la precitata costi-
la diocesi, e sia pel giudizio delle tuzione di Clemente XIII.
cause. I vescovi nelle cause de' le- La curia vescovile di Rieti pro-
gati sono giudici privativi, an-
pii vò la detta consuetudine nelle cau-
che contro i non diocesani, essendo, se contro i laici, nelle quali però
specialmente stati dichiarati in que- sia l'attore il chierico, o il luogo
ste cause delegali apostolici dal con- pio, come
nella Reatina jurisdictio-
cilio di Trento, nella sess. 22, cap. nis segnatura li 1 7 settembre
in
8 de reformat. Se possano, o no, 1772. Quella di Tivoli provò di
essere giudici nelle cause de' beni avere la cumulativa con i tribuna-
ed interessi della loro mensa ne , li laicali nelle cause inter laicos,
tratta il Cardinal Petra nel tom. I. civili però non criminali, a tenore
p. 98. Quanto poi all'avere, o no, di un voto di monsignor Ansaldi
le curie vescovili la giurisdizione per risoluzione d' una congregazio-
contro i laici, fu questione termi- ne particolare del 12 marzo 1693,
nata dalla costituzione Praestat Ro- e decreto dell'uditore del Papa,
manuni Pontifìrem , di Clemente de' 2 3 aprile 172 5. Altre curie ve-
XIII, il quale dichiarò, che non scovili, fra le quali le curie di Spo-
compete loro veruna giurisdizione leto, e di Terni, pretesero la detta
sopra i laici, sieno le cause civili, cumulativa a norma dell'accennala
ovvero criminali, eccettuate le cau- costituzione che chiaramente gliela
se di misto foro, e le altre mera- nega, onde nei casi occorrenti, citali-
CUR GUR 47
dosi avanti la segnatura per la cir- bilito da Innocenzo XI, la cui co-
coscrizione degli atti, la presunzio- stituzione è chiamata la lassa In-
ne è sempre contro la cumulativa nocenziana. Il tenore di questa è
giurisdizione; e sono obbligate le trascritto tanto dal Pignattelli in
curie vescovili a rigorosamente pro- fine della citata consul. II, quanto
varla. Quanto poi ai vicari genera- dal Ferraris nella detta Biblioth.,
li, e foranei , questi col vescovo verbo Taxa. Intorno a questa tas-
compongono un solo tribunale, se sa, come avverte il medesimo Fer-

pure in qualche caso non si trovi raris, loc. cit. n. 12, che deve os-

ragione per giudicare in contrario, servarsi in tutte le curie ecclesiasti-


come accadde nella segnatura pie- che, anche extra Italiani, non o-
na, nella Verulana i4 agosto, e i i stante qualche consuetudine di abu-
settembre 1760. La giurisdizione so in contrario, come nel 1724,
del vicario foraneo è ristretta a risolvette la sagra congregazione
certa somma, dove maggiore, do- del concilio ( V. Ferraris num. 1 4-
ve minore, secondo le limitazioni nel 1743 a' io dicembre), rispetto
contenute nelle patenti, che gli spe- alla curia vescovile di
Tivoli , ove
discono i suoi rispettivi vescovi. Se la detta andata in dissue-
tassa era
però le parli compariscono, e con- tudine, in una congregazione parti-
sentono in cause eccedenti la som- colare composta dai Cardinali Gen-
ma limitata, resta prorogata la lo- tili, Accoramboni , Rezzonico, poi
ro giurisdizione, e sono validi gli Clemente XIII, e dai prelati poi
atti. In questi termini decise la se- Cardinali Cavalchili!, e Castelli, tra
gnatura nella Spoletina 2 1 genna- gli altri dubbii vi fu questo » An :

io 1746, nella Camerinen. 22 ago- " episcopus, illiusque officiales, et


sto 1754, nella Verulana 4 g' u g uo » ministri teneantur servare taxam
1756. In appresso però, neppure » Innocentianam ; " e fu risposto
col consenso delle parti, si sosten- affirmalwe. E nell'anno 1773 li
nero gli atti fatti avanti li vicari 2 3 aprile la sagra rota in una A-
foranei, nelle cause eccedenti il va- latrina super expensis judicialibus,
lore di scudi cinque. avanti monsignor Riminaldi, volle
Le cancellerie vescovili possono che le propine per l'accesso di quel
tenersi dai vescovi a conto proprio, vicario e del notaro si regolassero
essendo gli emolumenti della can- secondo le tracce della tassa Inno-
celleriauna parte delle rendite del- cenziana. Finalmente per qualche
la mensa vescovile; e che si debbano difficoltà sull' interpretazione di al-

tenere a proprio conto, più volte ha cuna delle partite della sopraddetta
risoluto la sagra congregazione dei tassa, si può ricorrere a quanto av-
vescovi , e regolari. V. Ferraris verte il CanccU
Ferrari alla voce
nella Biblioth. verbo Cancelleria. Icria num. i4 e seguenti. Il Mat-
Però affittandosi, non devono affit- teucci scrisse un volume in foglio,
tarsi ad altri fuori che al can- con questo titolo : De officialibus
celliere attuario, o notaro, come di- curiae ecclesiasticae, Romae 1709.
ce il Pignattelli, consttlt. can. tom. Benedetto XIII a' 12 luglio 1725,
Vili, consult. II, n. 5, e seg. e col motu-proprio, Avendo Noi ec,
num. 23, e seg. Esse hanno un presso il Bull. Rom. tom. XI, par.
certo limite negli emolumenti, sta- II, pag. 327, creò un promotore
,

48 CUR CUR
generale del fisco, per patrocinare CURIALE. V. Curia.
in Ptoma a favore delle curie eccle- CURIO o CURIUM (Curiocen.).
siastiche forestiere, le cause crimi- Città vescoTile dell' isola di Cipro
nali, e le controversie, che |>er ap- sotto il patriarcato Antiocheno , la
pellazione dalle sentenze de' prelati cui sede vescovile, secondo Comman-
ecclesiastici e regolari si trattano in ville, tu eretta nel quinto secolo, e
R.orua, ed al quale assegnò venti- fatta suffraganea della metropoli
cinque scudi mese dalla camera
il di Nicosia. E situata tra Pafo, e
apostolica. Questo ufficiale ora più Amatunta , verso il promontorio
non esiste, e le attribuzioni fiscali chiamato Curia, dal quale è lungi
sono esercitate presso tutti i tribu- sedici miglia al nord. Secondo al-
nali e congregazioni anche ecclesiasti- cuni chiamasi oggidì Piscopia, se-
che da monsignor fiscale generale del- condo altri la sede episcopale ven-
la Camera apostolica ( Kedi)j ed i ne riunita a quella di Lemissa. Si
rei sono difesi dalla procura de' po- couoscono quattro vescovi, che vi
veri. L'appello delle sentenze delle ebbero sede. In questa città della
curie ecclesiastiche, si porta alla con- Grecia, al dire di Erodoto citato
gregazione de' vescovi e regolari. dall'Ortelio, avvi una montagna
Per ultimo è da notarsi, che il co- dal paese stesso chiamata Curium.
dice Gregoriano, ossieno le riforme V. il Baudiand. Al presente è un
giudiziarie del regnante Gregorio titolo vescovile in parlibus, che si

XVI, ha riformato ancora con sod- conferisce dalla santa Sede, ed il

disfazione universale la pratica da regnante Pontefice, coll'autorità di


osservarsi nelle curie vescovili , ed un breve apostolico de'7 febbraio
ha tolto la giurisdizione cumulati- i832, nomino vescovo di Curium il
va nelle cause de' laici, giacché con sacerdote Lodovico barone de Wi-
moto proprio vennero determinati kerslooth, professore nel seminario
accuratamente i confini della giu- di Warmond in Olanda, siccome as-
risdizione ecclesiastica e laicale: laon- sai benemerito della religione. Il
de oggidì non ha più luogo alcu- medesimo presentemente, e con zelo
na giurisdizione cumulativa. Nel voi. si occupa dell' invio de' missionari
Ili del i834j della Raccolta delle cattolici alle colonie olandesi, e di
leggi e disposizioni che si pubbli- molte altre cose relative, e alle co-
cano nell' odierno pontificato, a pag. lonie, e ai distretti di Olanda. Non
4^3, sono riportate le forme di pro- ha guari consagrò tutti i vicari
cedura delle curie ecclesiastiche ; e apostolici delle nominate missioni.
a pag. 534, le disposizioni relati- CURI ONE, Cardinale. Curione,
ve alle spese di giustizia nelle curie Cardinal prete di s. Vitale, era dei
A' 5 novembre
ecclesiastiche. 1 83 1, Cardinali di Alessandro II, e vive-
il medesimo Papa Gregorio XVI va nell' undecimo secolo.
fece pubblicare Y Appendice al re- CURSOLA o CURZOLA. Città
golamento organico, e di procedura vescovile della Dalmazia, capo luo-
criminale, per norma delle curie go dell' isola dello stesso nome
ecclesiastiche, in cui si tratta dei chiamala anche Corcyra Nigra
tribunali ecclesiastici , e della giu- Corcyra Melana. Giace Curzola
risdizione mista, non che dell' im- sopra una punta, o promontorio,
munità ecclesiastica. sul canale che la divide dalla pen-
,
,

CUR CUR 49
isola di Sabioncello. Ha in poca 1 8o1 : poi fu laureato teologo in
distanza da un lato il porto Pi- Parigi ; quindi fu prima canonico di
docchio, eh' è uno dei migliori del- Noion, poscia di Parigi, in appres-
la Dalmazia, e dall' altro il pro- so cancelliere in quelF accademia ,
prio porto fornito di un ottimo ed ivi ottenne molta fama. Nel 1 208
molo. La città ha circa mezzo mi- il Papa Innocenzo III, ch'era stato

glio di circuito, ed è cinta di mu- suo compagno negli studii lo chia- ,

re antiche, fiancheggiata da torri mò a Roma, e lo creò Cardinal prete


però in cattivo Curzola seguì
stato. di s. Stefano nel Montecelio nel 1 2 1 1 ;
i destini chiamata Cor-
dell'isola, poi lo spedì legato a latere nelle
cyra Nigra, forse a cagione dei Galli e, per animar quei popoli ad
folti, ed ombrosi suoi boschi. Con- una nuova crociata in Palestina.
quistata dai romani, dopo la de- A Parigi tenne un concilio a rifor-
cadenza del romano impero , sog- mare la disciplina ecclesiastica, ove
giacque alla dipendenza dell' impe- promulgò ottantanove canoni; nel
ro orientale. Al decadere di questo, I2i5 fu al concilio di Laterano,
fu presa dai narentini ; ma soggio- poi andò legato a latere nelle pro-
gali questi corsari dalla potenza ve- vincie di Linguadoca e si accinse ,

neta, la repubblica fece il conqui- al viaggio di oriente coi crocesi-


sto pure di Curzola, che dopo es- gnati prima però volle
; profittare
sersi eretta con proprie leggi , ad de' medesimi per disfare gli eretici
essa nel 1^10 spontaneamente si albigesi, sotto la direzione del con-
diede. La sede vescovile, suffraga- te Simone di Montfort, avendo in-
nea alla metropoli di Raglisi, al viati in oriente zelanti oratori a
dire di Commanville, venne eretta disporre quei guerra,
popoli alla
nel nono, ovvero nel decimo seco- che riuscì felicemente. Egli poi era
lo. La cattedrale, fabbricata sopra in sola qualità di oratore all' eser-
un' altura, è un buono ed antico cito , dacché era assai eloquente.
edilizio, cui vengono a terminare Ebbe a compagno l' arcivescovo di
tutte le strade. Questa chiesa, e la Bordeaux, i vescovi di Parigi, e
maggior parte delle case sono co- di Angers, ed altri principali si-

strutte col marmo, che trovasi nella gnori della Francia, che lo chie-
stessa isola. Fuori della città sono deano Papa, come legato Ponti-
al
due conventi, uno di francescani ficio, qual carica era inve-
della
situato sopra uno scoglio, separato stilo il Cardinal Pelagio. Fu pre-

dall' isola, e l'altro di domenicani sente ai comizi di Onorio III, dal


posto a capo del molo, che cinge quale venne spedito di nuovo legato
il porto. L'ultimo vescovo fu mon- in Inghilterra , ma per grave fe-
signor Giuseppe Cosserich Teodosio, rita, ricevuta dagl' infedeli sotto Da-
di Sebenico, chevenne fregiato del- nnata, nel 12 18, morì dopo sette
la dignità da Pio VI nel concisto- anni di Cardinalato. Pubblicò al-
ro de' 28 settembre 1787, e morì cune opere, e tra le altre quella so-
nei primi anni del corrente secolo. pra la salute di Origene.
CUR.SON Roberto , Cardinale. CURSORI Apostolici, o Ponti-
Roberto Curson , nato da illustri ficii. Ufficiali antichissimi del Papa,
genitori nell' Inghilterra, studiò leg- e della Chiesa Promana, che forma-
ge nella università di Oiford nel no un particolare collegio nella cu-
VOL. XIX. 4
Su CCR CUIi
ria di Roma, il primo e rapo dei Pompilio re de' romani,, ed aveva-
quali è il più anziano fra i cursori no P incarico di congregare sena- i

nell'ammissione al ceto, e si distin- tori alle sagre funzioni da quel


gue col nome
Maestro de cur- di saggio principe stabilite, come di
sori apostolici del Papa. Quale uf- inlimare i giorni festivi ec. Ad al-
ficio fosse quello di cursore presso tri cursori poi apparteneva citare
gli antichi romani, si può vedere in giudizio i rei, e poscia significar
nel Colombario de' liberti di Livia, loro la condanna. In processo di
e de' Cesari, illustrato eruditamente tempo, i cursori esecutori de' tribu-
dal Gori, massime nell' iscrizione nali civili, o agenti in materia ci-
CXLIV, pag. 168. Per altro il ti- vile di essi, furono appellati araldi,
tolo di cursore,benché altre volte uscieri, ed anche cursori. Gli araldi
abbia avuto relazione a varie cose, sono in oggi, al dire del Martinet-
prende la sua derivazione a veloci- ti, Codice de' doveri, p. 4^4> f ue |
'

tate, come avverte il Sigonio nel ministri della verga nera, che por-
libro de Nominibus Romanorum ,
tano i comandi del governo, disciol-
portandone in testimonio Tito Li- gono le camere, ed eseguiscono i

vio , quale asserisce che Lu-


il loro comandi. Gli araldi si cono-
cio Pipino fu detto Cursore ap- scevano nell' antichità, e fra i greci
punto per questo. Nell'epistola XII stessi. Erano questi o militari o ci-
del libro VII di Plinio, indirizzata vili. I militari in sostanza erano i

a Minuzio, si Illud serio


legge : feciali, i quali minacciavano la spa-
vide, ut ìiiihi viaticum reddas, quod da, ossia la guerra, in segno di un
impendi data opera, cursore dimis- diritto, o giurisdizione, che si pre-
so. Sicché pare, che similmente ai tendeva da un popolo, o da un re.
nostri cursori sia stato dato lo I civili erano ufficiali, che stavano

stesso titolo, dalla prontezza on- agli ordini degli arconti, o dei re,
de eseguiscono gli ordini supremi, o dei consoli per far eseguire i lo-
coli' accorrere ove faccia bisogno, ro comandi nelle pubbliche adu-
secondo i comandi del sommo Pon- nanze, ne' comizii, e ne' pubblici
Il cursore apostolico fu anche
tefice. spettacoli. Si racconta di Agamenno-
chiamato Correrario apostolico, Cur- ne, re d' Argo, che spedi i suoi a-
sor, viator apostolicus, perchè, sic- raldi nella tenda di Achille per
come a' tempi delle persecuzioni, la fargli torre Briseide, la quale i gre-
primitiva Chiesa valevasi di corrie- ci gli avevano data in ricompensa
ri per portare le lettere dei vescovi, del suo valore, e che Achille trattò
avvertire i fedelidel tempo, e del con rispetto gli araldi, come inviati
luogo delle assemblee ec ; in ap- dei numi, sull'esempio di Mercurio,
presso furono istituiti appunto i cor- eh' era araldo del cielo.
reari,o cursori apostolici, come me- Gli uscieri, ed i cursori sono ri-
glio si dirà. Ma, per distinguere i conosciuti in oggi per quegli nffi-
cursori Pontificii dai cursori ese- ziali, che servono l'esercizio con-
cutori dei tribunali civili, ci per- tenzioso, sia per chiamare i litigan-
metteremo seguente digressione.
la ti al giudizio, sia per eseguire le
Presso nominati romani, secon-
i sentenze de' tribunali. Gli uscieri
do il Bonanni, Gerarchia p. 490) furono così delti ab emulo, et in-
1 cursori vennero istituiti da Numa trodeundo , perchè cundo chiama-
e un CUR 5i
vano i litiganti al giudizio, o si di Campidoglio, sono affatto diversi
prestavano per servigio del tribu- dal collegio de' cursori apostolici,
nale, introdeundo stavano presso benché i cursori del vicariato di
T uscio, e nella periferia del tribuna- Roma, che debbono servire il capi-
le, per assistere le udienze. I veri tolo lateranense nelle principali fun-
uscieri antiebi, addetti soltanto a zioni, poco differiscano nell' abito
chiamare ed assistere
in giudizio, violaceo, nella mazza d' argento, e
il tribunale, chiamavansi lìburni ,
nel diritto di portare la berretta
et praccones. Quegli uscieri per al- clericale, come nota esattamente il

tro, eh' erano veri agenti della for- Rusponi, nella Storia dell' arcìba-
za pubblica, e che furono a tale silica, pag. 1 33.
oggetto istituiti da Romolo, erano L' antichissimo ufficio dei curso-
i littori, i quali facevano eseguire ri apostolici si trova accennato, si-

gli ordini de' giudici, e de' magi- no dalla nascente Chiesa, dall'anna-
strati. Essi arrestavano i debitori lista Raronio all'anno 44j hi cui
talliti, toglievano i pegni, pianta- parla del cursore, a cui toccava por-
vano l' asta pubblica , ed esercita- tare le lettere de' vescovi alle chie-
vano ogni comandata giurisdizione. se. Tale incarico fu dappoi affidato
Dopo cessati i littori, la forza pub- ai lettori, agli accoliti, ed ai sud-
blica è stata sempre rappresentata diaconi. S. Ignazio, vescovo di An-
da altri consimili agenti, come gli tiochia, come abbiamo dal Macri,
arcieri, la gente d' armi, e talvolta nella Notizia de'vocaboli cccl., alla
ogni sorta di soldati, con l'assisten- parola Cursor, parla dell' elezione
za per altro del rispettivo agenti del cursore chierico nell' epist. XI
giudiziale. Ma
quanto ai cursori, in a s. Policarpo vescovo di Smirne,
la loro etimologia nacque in Italia ove si espresse con queste gravi pa-
poco prima dei tempi di Costanti- role: » Decet, beatissime Polycarpe,
no, in cui, cessando lo stile delle » concilium cogere sacrosanctum ,

citazioni civili, o delle denunzie » et eligere si quem vehementer


verbali, e sostituite le formolo scrit- » dilectum habetis, et impigrum,
te per comparire in giudizio ; libur- » ut possit divinus appellari, cur-
ni et praecones per urbem cursitan- » sor, et hujusmodi creare, ut Sy-
tes in tradendis formulis, presero la m riae praefectus laudibus celebret
denominazione di corridori, e di » impigram ebaritatem vestram ad
cursori pubblici ; nome che conser- » gloriam Dei". Da ciò si rileva
vano ancora massime nella curia in quanto rispetto tenevasi l' uffizio
romana. In varie città d' Italia per di cursore, il quale si conferiva ad
altro, come nelle curie ecclesiastiche, ecclesiastici d'irreprensibili costumi,
gli uscieri ed i cursori non entrano e pieni di zelo pel servizio divino.
in tribunale, ma ivi fanno il servi- Anche 1' annalista Rinaldi parla
zio li notali, ed i loro sostituiti, dell' ufficio del cursore all'anno 58,
ovvero i cancellieri. Laonde, pre- muri. 96, dicendoci, che nel tempo
messe le descritte distinzioni, 1 cur- delle persecuzioni non potendosi
sori destinati agli atti esecutorii, raccogliere il popolo cristiano con
giudiziari!, e de' mandati della giu- alcun pubblico seguo, né in luogo
stizia civile dei diversi tribunali di determinato, veniva ogni cristiano
Roma, come di quelli dell' A. C, e per ordine del vescovo, o del prete,
52 CUR CUR
privatamente avvisato da un mini- tarono la palma del martirio sic-

stro della chiesa, detto cursore, ed come più esposti degli altri cristia-
aggiunge che alla stessa opera at- ni alle ricerche dei gentili. Quindi
tendevano talvolta i diaconi, di che il medesimo autore ricolma dei me-
scrivendo medesimo s. Ignazio 1' e-
il ritati elogi l' esempio di sì grave
pistola i3 ad Herone diacono, dice: e benemerito ministero, chiamando
« Synaxim negligas, omnes nomina- i cursori della primitiva Chiesa coi
« timinquire", inculcandogli l'esat- più onorevoli titoli, come di depo-
tezza e la sollecitudine di avvisare sitari della pubblica fede, di nunzi
tutti i fedeli alle sagre adunanze. Il del governo ecclesiastico, di araldi
Cancellieri nella sua opera sulle Cam- dell'apostolico impero. E con somi-
pane, a pag. i5, osserva, che le glianti, ed altri epiteti ed elogi, fu-
campane maggiori furono collocate rono distinti dagli scrittori ecclesia-
sopra le torri, perchè succedendo stici, tanto gli antichi cursori quan-
alle trombe sacerdotali del vecchio to quelli che ad essi successero.
testamento, in loro vece nel nuovo Che i cursori apostolici fossero
convocassero il popolo al culto dei presso la santa Sede un ordine di
divini ufiìcii, a cui finché durarono persone ragguardevoli nel secolo XII,
le persecuzioni, non erano chiama- lo abbiamo da quanto si legge nel-
ti, che dai cursori, e dai diaconi. lo scisma insorto nel ii3o contro
V. il Conc. Tolet., cap. i i de offic. il legittimo Pontefice Innocenzo II,

cast. ; il Magius de Tintinnabulis, sostenuto dall'antipapa Anacleto II,

e. i i ; e il Grimauld, nel Traitès dappoiché, tolto il conte Frangipane


des Cloches. e pochi cursori, il Papa non avea
Tanta era la stima, che dei cur- in Roma altro perocché
sostegno,
sori si faceva nella nascente Chiesa, l' antipapa aveva corrotto gli al-
come diffusamente descrive Carlo tri. I cursori furono spesso anche
Bartolommeo Piazza, nel suo eru- chierici, e capaci di benefizi eccle-
dito Evserologio Romano nel ca- siastici, leggendosi nella regola VII
po XVI, Del Collegio de' cursori della cancelleria apostolica, che i

apostolici. Egli ne riporta in oltre benefizi dei cursori sono espressa-


onorevoli testimonianze di s. Cipria- mente riservati alla collazione del
no, del santo Pontefice Gelasio I, e Papa. Che medesimi, come fami-
i

di altri, e ci dice che i vescovi fa- gliari de'Pontefìci, li seguissero quan-


cevano intimare ai cursori le sagre do risiedevano fuori di Roma colla
sinassi, eh' erano le feste dei mar- curia, ne abbiamo testimonianza
tiri, perchè a cagione delle persecu- dal Massimini, nel suo Trattato cri-
zioni i cristiani erano obbligati a tico medico dell' acqua . Egli, a p.
celebrarle nascostamente nelle ca- 248 e 287, narra che
, Bonifacio
tacombe, ed altri luoghi sotterranei, Vili, eletto nel 1294, dimorando
senza punto badare ai patimenti in Anagni, beveva ogni giorno l'ac-
che perciò soffrivano, anzi il face- qua di Anticoli, che per sicurezza
vano pieni di cristiano giubilo, nel- mandava a prendere da tre curso-
la speranza di soffrire il martirio, ri, i quali non erano impiegati che
per meritare l' eterno godimento nell' andare avanti e indietro per
della visione di Dio. Egli è perciò, turno a provvederla, ciocché sem-
che molti di questi ministri ripor- bra facessero anche quando quel
,

CUR CUR 53
Pontefice risiedeva in Roma, perchè bellionibus, et j'udicibus. Ma dal pos-
a cagione de' rovinati acquedotti si sesso, preso nel «4^4 ^a Innocenzo
penuria va di acqua buona in quella Vili, incominciando ad essere le

città. Ne' ruoli di Paolo IV, che descrizioni più circostanziate, i cur-
sono i più antichi dell' archivio del sorivengono chiaramente nomina-
palazzo apostolico, e ne' successivi, i ti; dopo nobiles curiae, ne-
in fatti
cursori pontifìcii sono nel ruolo dei potes et ajjines Cardi nalium, ince-
famigliari Papa, ed avevano
del devano duodecim cursores Papae,
perciò la parte di pane e vino, che cum duodecim vexillis rubeis, bini
fruirono sinché tale distribuzione et bini, vestibus rosaceis induti, e-
venne abolita al termine del passa- questres, si recte memini ; quindi
to secolo, per le note lagrimevoli cavalcavano altri, e poi duo alii
vicende. Anzi risulta dai medesimi cursores vestibus rosaceis indilli e-
ruoli, alcuni de' quali si riportano questres cum duobus vexillis rubeis
all' articolo Famiglia Pontificia (Ve- primis de XII majoribus , in qui-
di), che i cursori apostolici per dis- bus (lepidi eranl duos spiritelli

posizione Paolo V, e di Bene-


di quos cherubini vocant, seguiti da
detto XIV, furono chiamati guardie Gabriele Cesarini gonfaloniere di
del sagro palazzo. Roma.
Prima di parlare dell' ufficio dei Nel possesso di Giulio II del
cursori pontificii, e del loro inter- i5o3, è notato, che de mandalo
vento alle funzioni, cui celebrano Domini Papae post publicum con-
ed assistono il sommo Pontefice, e i cislorium fecit intimare equitationem
Cardinali, registreremo quello della ad Lateranum prò craslina die per
solenne funzione del possesso, colla cursores, quibus dedi cedulam leno-
autorità delle descrizioni, che di ogni rìs subsequentis. Intimatur. ec. In
Pontefice raccolse Francesco Cancel- quello, preso nel i5i3 da Papa Leo-
lieri, nella sua storia de' solenni Pos- ne X, in ordine processionis ad La-
sessi, in conferma dell'antichità di teranum appresso i nobili della cu-
questo ceto, e del luogo loro com- ria e il cavallo di Papa cum scala,
petente in tali solennità. procedevano vexilla XII curso-
Le prime descrizioni della funzione rum, vexilla XIII capurionum ec.
del possesso essendo brevi, i cursori Nel possesso di Gregorio XIV del
saranno nominati con vocaboli
stati i5go, ai quarantaquattro paggi no-
generici, comprendevansi al-
in cui bili romani, oltre di tre patrizi ro-
tri ordini di persone. Nel possesso, mani, che vegliavano alla loro cu-
che Gregorio IX prese della basili- ra, per difenderli dall' impeto del
ca lateranense nel 1227, si legge: popolo, a lateribus honim pucrorum
Judices, et Tabelliones ( col qual hinc inde Sanctitalis suae cursores
vocabolo furono parecchie volte ap- vestibus talaribus violaceis induti,
pellati i cursori, detti ancora ap- capite deteclo ambulabant, clavam
parilores, et viatores) cappis ful- argenteam super humerum dex te-
gebanl sericis, aureis vestibus legio- rum tenentes ; indi seguiva il detto
ne procerum decorata. In quello, Pontefice. Nella descrizione poi, che
preso da Gregorio X nel 1272, si di questa cavalcata fece Francesco
legge, che nella basilica, prcsbylcr Albertonio, si legge: dalle bande
Cardùialis facit ibi laudes cum ta- de' fanciulli camminavano i dodici
54 CLR CUR
cursori di Nostro Signore vestiti di cavalleggieri, dai mazzieri, sei dei

vesti paonazze lunghe, con mazze quali soli cavalcavano pel buon or-

di argento, e berrette in mano. An- dine della cavalcata, e dai cursori,


che nel possesso preso da Innocen- insieme alla guardia svizzera, come
zo X nel 1(344 vi erano i paggi, erasi praticato nel 1758 per quello
tiuos Itine inde custodiebant curso- di Clemente XIII, e come ebbe

res Papac cum clavis. Ciò viene con- luogo per quello di Pio VI nel
ierruato dalla relazione, che della 1775, che fu l'ultimo possesso pre-
cavalcata fece Lorenzo Banck: Il- so con solenne cavalcata.
luni sequuli magislri viarum. cum Il medesimo Cancellieri, nella lo-

collegii apostolici cursoribus XX 3 data opera de' Possessi, a pag. 1Z1,


et camerae ministris secretio-
ipsius in nota 2, ci dà queste interessan-
ribus,quorum quilibet sceptrum ar- ti notizie sui pontificii cursori: » An-
genleum portabat. Anche nel pos- ticamente i cursori erano corrie-
sesso di Clemente IX, nel 1667, ri destinati a portare le lettere

dalle bande dei paggi camminava- Pontificie, o camerali, dovunque


no i dodici cursori di nostro Si- occorresse. E perciò, affinchè po-

gnore, con vesti paonazze lunghe, tessero esigere il necessario rispet-


con mazze di argento, e berrette to, dovunque passavano, nelle pa-

in mano. In quello del 1670 di tenti, spedivano dal


che loro si

Clemente X si legge Per alas ve- : Cardinal camerlengo, si esprime-


to similiter ambulabant cursores va la facoltà deferendi in pecto-
Papac cum sopranis violaceis sub re sigiami cum armìs D. Papae
gemi, Jiabenles prae manibus eoruni vel S. R. Ecclesiac, ut moris

clavas argenteas , et milites helveli. est simìliuni cursorum. Così leg-


Nel possesso preso nel 1676 da In- gesi in una di esse de' 28 luglio

nocenzo XI, dopo la croce papale, del i464, Div. Cam. XXX, p.
e gli con due
svizzeri, i cursori 148, ed in moltissime altre. Do-
maestri precedevano il
di strada vevano però eziandio servire il
Pontefice. In quello di Alessandro palazzo apostolico (Gattico, Acta
VIII del 1689, dopo i Mazzieri Caeretn. t. I, p. 2 32), e precede-

del Papa [Vedi), i cerimonieri e re Papa


il nelle funzioni, per ri-

la croce pontificia, in lettiga proce- movere la folla del Al


popolo.
deva Alessandro Vili, avente dalle quale effetto portavano anche una
bande sei maestri di strada, e do- verga, o bastone fornito di alcu-
dici cursori di nostro Signore. Nel ni anelli di metallo, che Urbano
possesso del 1700, Clemente XI era V nel 1 363 dichiarò
dover es-

circondato dalle guardie lancie spez- sere differente dalla mazza, o cla-

zate, dai paggi, dai mazzieri, dai va de' mazzieri, lib. Ili, Secret.
cursori, e dagli svizzeri ; 1 mazzie- p. 264. Paride Grassi però rac-
ri, e i cursori procedevano a piedi, conta, che al tempo di Paolo II,
come i paggi, e gli svizzeri. Al- allorché egli usciva in pubblica
trettanto ebbe luogo nel 1721 pel forma, essi costumavano di por-
possesso d' Innocenzo XIII. Clemen- tare quasdam coriaceas mazias
te XIV, nel 1769, prese il possesso, velai caligas, furfure, aut scobe
ed era circondato dai cavalieri di plenas, quartini ictibus, et strepi-
guardia, ossiano lancie spezzate, o ta populos ex via summoverent,
,

CUR CUR 55
Cod. Mss. de sac. Rit. in archi v. 1576, dopo i generali degli Ordini
Vat. p. 256. Dacché poi si è religiosi, ed i referendarii, parla dei
reso più comune V uso delle po- cursori, dicendo : » Servientes ar-
ste per la trasmissione delle let- »* morum, et cursores cum suis
tere, è cessato il primario uffi- »> maziis a porta palatii per viam
cio de' cursori, e per esso desti- »» processionis usque ad portam s.
nati si sono i Corrieri [Vedi). 11 » Petri, custodiant processionem, et
numero de' cursori è stato vario, » hortcntur ad procedendum".
mentre nel ruolo di Nicolò III, Le altre funzioni pontificie, cui
come si dirà in appresso, se ne hanno luogo cursori, sono le se-
i

contavano trentadue; in quello di guenti. Primieramente si deve dire,


Clemente V del i3o5 se ne osser- che uno de' principali uffici dei
vano circa quaranta trenta in ; cursori apostolici, è quello d'inti-
quello di Benedetto XII del 33Z^, i mare ne' rispettivi tempi alcune cap-
cinquanta in altro di Gregorio pelle e funzioni Pontificie ordinarie,
XII del 1406. Ma Eugenio IV e straordinarie, i Cardinali, ed al-

nel i/P9j e indi Nicolò V nel tri che diremo, e quale sia il loro
1482 (deve essere errore perchè abito che indossano nelle intima-
egli morì nel 4^5) li ridussero1 zioni, e quando fanno parte delle
al numero di dieciuove. V. l'emi- pontificie cappelle, e funzioni.
nent. Garampi Appena, de Docu- L' abito de' cursori del Papa, che
menti delle monete Pontifìcie p. vestono nelle intimazioni suddette,
122". Avendo riscontrato il Ga- nelle cappelle e funzioni cui inter-
rampi, da cui il Cancellieri trasse vengono, è sotto abito nero, con
interamente questo pezzo, ho tro- calzoni corti, e calze nere;, con iscai-
vato, che 1' anno di Nicolò è V pe con fibbie, collare o bragiuole
14^2, ed avendo riscontrato il Gat- di merletto mantellone
bianco, e
tico, non a pag. 2 32j ma bensì a di saja paonazza con mostre di seta
pag. 272, come poi mi accorsi che di tal colore, ossia una veste talare
diligentemente avea anche fatto il dot- aperta nella con
parte anteriore,
tissimo Garampi, ecco quanto ivi vie- finte maniche lunghe pendenti dal-
ne riportato : » XXI De cursoribus le spalle, come hanno tutti i man*

» cioè trattando de Officialìbus pa- telloni. Il Bonanni, Dell'i cursori


» latii Pontificii. De cursoribus au- Pontificii, a pag. 499 della sua
ra tem ipsi ex se ipsis sex. eligant, Gerarchia Ecclesiastica, ci dà la
« qui alterna tis vicibus, et septi- figura del cursore in abito odier-
» manis in palatio apostolico ser- no, tenendo colla mano destra lo
» viant, et ipsis sex de palatio pro- spino nero. Quando i cursori inti-

« videatur de victu, et quod ma- mano le cappelle, e sagre funzioni,


» gister cursorum sit semper at- ordinarie, e straordinarie, portano
» tentus, quod de ipsis in palatio in mano lo spino, così facendo
» reperiantur ita idonei, quod non quando intimano i concistori, ma
» sit defectus in eorum servitio". quando intervengono alle funzioni,
Il Cohellio, Notitìa Cardinalalus, colla mano tengono la mazza di
descrivendo a pag. 243 l'ordine argento sotto il braccio destro, o
della processione del Corpus Domi- sinistro, nella quale evvi lo stemma
ni sotto Gregorio XIII Beli' anno del Pontefice, che li dichiarò suoi
56 CUR CUR
cursori. Nella piccola chiesa del indizio della maestà del principe, e
ss. Salvatore in Thermis, presso la della clemenza, e insieme del vigo-
Chiesa di s. Luigi dei Francesi re, con cui fa osservare le leggi
{Vedi), un monumento sepol-
esiste, ecclesiastiche e civili.
crale conservatissimo di un cursore Le intimazioni de' cursori, e per-
pontificio del secolo XV, che visse chè si fanno in nome del Papa, e
nel pontificato d'Innocenzo Vili, no- perchè riescano spedite, si debbono
minalo Reginaldo Campi di Wivers ricevere subito, senza far aspettare
in Francia. Si vede tutta la sua fi- questi ministri, alla presenza di qua-
gura vestita colla soprana separata lunque personaggio che fosse col-
dall' ahito, ma che appena lo copre l' intimato, ancorché stesse a men-
fino al ginocchio, colla mazza pog- sa. Perciò è tradizione, che fosse
giata sulla spalla destra, e colla costume di dare al cursore in tale
berretta, secondo la forma di quel incontro una vivanda. Leggo in
tempo. In esso si legge anche la questo proposito nel Lunadoro, Re-
qualifica di chierico, Clericus Wi- lazione della Corte di Roma, pag.
vernen. Usano lo spino in vece del- 222, dell'edizione del 1646, che
la verga, o scure degli antichi ap- ritrovandosi il Cardinale a tavola,
paritovi, o littori, che precedevano e solito fargli dare una buona co-
i consoli, i proconsoli, i pretori, i lazione; e nel Sestini, il Maestro
senatori, ed altri magistrati roma- di Camera capo XXXII, Dell''amba-
ni. E siccome, al dire di Tertullia- sciata, dell'edizione del 1 634, si leg-
no, niliil in Ecclesia myslerio va- ge, che Cardinale trovasi a man-
se il

cat, col ramo di spino nero vuoisi giare quando arriva il cursore, si
denotare, che siccome Io spino, al costuma, finita V ambasciata, di far-
dire di alcuni naturalisti, è il re gli dare da bere, ed ai tempi di
degli alberi, ed insieme è il simbo- Paolo III quest'uso ancora si pra-
lo di vigilanza, cosi questi ministri ticava, come narra Novidio Fracco
debbono con fedeltà, e prontezza nei Fasti sagri, stampati nel i547,
eseguire gli ordini supremi del som- ove alla pag. 1 1 o racconta an- ,

mo Pontefice, a segno che, essendo cora i banchetti e le allegrie, che


anticamente il collegio composto di facevano nelle loro ferie, le quali
venti cursori, perchè uno riuscì in- principiavano il 29 settembre. Dei
J
fedele, non fu rimpiazzato, per cui personaggi, che s intimano dai cur-
i cursori rimasero diciannove, com- sori alle cappelle, ed ai concistori,
preso il loro maestro. Altri per lo come Cardinali, prelati di fiocchet-
spino vogliono significare l' ubbi- to, ed altri ; delle diverse cerimo-
dienza, che tutti i cristiani devono nie, e del forinola rio che da essi si

al venerabile capo della Chiesa, ov- pratica, delle intimazioni che fanno
vero che riesce cosa difficile e spi- in idioma latino a voce, o per ische-
nosa l'inosservanza delle leggi, e dula stampata, la quale sempre in-
dei comandi del principe e final- ; comincia con queste parole Inti- :

mente credono mostrarsi per esso matio per cursores facienda domi
la rappresentanza, e far rispettare quoque dimissa copia, si tratta in
i cursori apostolici, non cogli odio- vari luoghi del Dizionario, massime
si fasci de' littori, che annunziavano nel volume VIII, p. 241, e 2 42 »
rigore e severità, ma con questo ove pure si dice dell' intervento dei
etra CUR 57
cursori nelle cappelle Pontifìcie, con ne Consìstorium ? sta genuflesso con
altre interessanti nozioni, che ìi ri- ambo le ginocchia, e senza lo spino
guardano; e nel volume XV si trat- in mano.
ta di ciò che appartiene ai conci- Conclave (Fedi) di-
All'articolo
stori segreti, pubblici, e semipubbli- cemmo anche quanto riguarda i
ci, con le analoghe notizie, cioè alle cursori, che intimano le cappelle
pag. 238, 248, 249, e 25o. Solo de' novendiali ed altro, in nome
qui aggiungeremo, che anticamente del Cardinal decano del sagro Col-
i cursori dovevano inlimare le cap- legio. Il Lunadoro, edizione del
pelle, e i anche
concistori pubblici 1 774» *• I>
P- 85, dice, che in
ai principi di sangue regio, che si conclave, dopo essersi portato il

fossero trovati in Roma, ed agli pranzo a' Cardinali, un cursore


ambasciatori dell'imperatore, del re ivi presente, vestito di paonazzo,
di Francia, del re di Spagna, e del colla sua mazza di argento, chiude
re di Portogallo. Noteremo anche lo sportello dellaRapporto rota.
qui, che i cursori intimano ai Car- alle aziende dei cursori riguardan-
dinali le cappelle semipapali per la ti il conclave, massime di quanto
festa di s. Tommaso d' Aquino, e fecero ne' tre ultimi celebrati al Qui-
per quella dell' ottava de' ss. apo- rinale, eccone la descrizione. Nel
stoli Pietro e Paolo, non in perso- giorno dell' ingresso de' Cardinali in
na, ma in iscritto col nome del conclave, quando i Cardinali si re-
prelato celebrante, e l' ora della cano in esso processionalmente, par-
cappella. Per le beatificazioni, e ca- tendo dalla chiesa di s. Silvestro, i
nonizzazioni fanno egualmente i cur- quattro cursori anziani accompa-
sori le intimazioni, con questo però, gnano il sagro Collegio alla cappel-
che nelle beatificazioni Y intimazio- la paolina, come nella processione
ne si fa colla schedula ai soli Car- del Cojj>w> Domini. Terminato il
dinali componenti la sagra congre- discorso, che fa il Cardinal decano
gazione de' riti, insieme ai consulto- in detta cappella ai Cardinali, il

ri di essa. Nella settimana santa, i maestro dei cursori co' suoi colle-
cursori intimano ai Cardinali i mat- ghi va da monsignor maggiordomo
tutini delle tenebre, e 1' ora di essi, governatore del conclave, il quale
matutìnae tenebrosae, e per le altre comunica ad essi il modo come
sagre funzioni consegnano la con- devono disimpegnare le loro attri-
sueta schedula stampata, ma prima buzioni nell' assistere alla custodia
questi intimi della settimana santa, delle rote del medesimo conclave,
e di tutto il resto delle feste, si fa- cioè alle due, che sono a pian ter-
cevano dai cursori a voce. Quando reno, dalla parte del Quirinale, e
i Cardinali, al modo che si trova- da quelle delle quattro fontane, in-
no, ricevono i cursori, che fanno sieme ai rispettivi prelati, e due
l' intimazione con un ginocchio a capitani, che elegge il maresciallo
terra , e collo spino in mano ,
del conclave. Lo stesso maggiordo-
si coprono il capo colla berret- mo assegna ai cursori l' ora, nella
ta cardinalizia. E quando il mae- quale la mattina seguente devono
stro de' cursori domanda al Papa, andare a prendere la chiave per
colla formola che riportasi al citato l'apertura di dette rote, che tiene
volume XV, pag. 2 38: Cras eril il prelato presso di sé. Quattro
58 CUR CUR
cursori più anziani, divisi in due Pontefice. A pag. 80 inoltre si di-
turni, sono destinati ogni giorno a ce delle altre tre citazioni fatte dai
fare la guardia alle ruote. Dopo che cursori nella mattina della festa
i dapiferi hanno portato il pranzo suddetta, e della quarta, che il mae-
a' Cardinali, i due cursori chiudo- stro de' cursori pronunzia al pas-
no le rote, e ne consegnano le chia- saggio del Papa, cui risponde come
vi al prelato più degno tra quelli nel precedente giorno. Dell' inter-
destinati alla guardia delle medesi- vento de' cursori nelle pompe fu-
me, e che restano a pranzo presso nebri colle mazze di argento rivol-
il conclave. Dopo di questo i due tate, fa menzione il citato Bonan-

cursori ritrovatisi nelle ore pome- ni. Intimano eziandio cursori le i

ridiane alle rote, per riaprirle alla esequie pei Cardinali defonti, sì ai

venuta de' prelati. Quindi verso not- Cardinali ed altri, che ai quattro
te i due cursori richiudono le ro- Ordini religiosi mendicanti per la
te, e ne riportano le chiavi al mag- recita dell' uffizio, ricevendo dagli
giordomo; e ciò si fa dai cursori eredi del defunto dieci ducati di
per tutto tempo, che dura il con-
il camera, e ventiquattro libbre di ce-
clave. Dovendosi ad essi passare il ra, ed altri otto scudi , in com-
pranzo, come lo hanno i prelati de- penso della berretta nera cleri-

stinati alle rote, i cursori ogni gior- cale, che soleva ad essi darsi nelle
no hanno scudi tre in compenso, esequie di ogni Cardinale. Nella se-
che si ripartono in detti quattro; conda edizione del Lunadoro, stam-
compenso, che percepiscono dal gior- pala nel i632, leggesi a pag. 187,
no della morte del Papa, sino alla quanto segue « Al corpo morto vi
:

eiezione del nuovo. « assistono li quattro maestri delle


All' articolo Cappelle Pontificie » cerimonie con cotta, tutti i cur-
(l celi), ai singoli luoghi si dice del :> sori con abito fino in terra pao-
luogo che vi prendono i cursori, » nazzo, con mazza di argento in
massime nelle processioni della ca- » mano, e per regalia viene loro
nonizzazione, e del Corpus Domini. » data una berretta da prete per
Mentre difila questa, neh' atrio del » uno." Dai Cardinali nuovi rice-
palazzo vaticano, innanzi al Cardi- vono la propina di dieci ducati di
nal primo diacono, e ai prelati go- camera.
vernatore, e maggiordomo, il mae- I cursori avevano luos:o
o anche
stro de' cursori legge loro il Rotolo, alle cavalcate, per le cappelle della
ossia ordine della processione. Nella ss. Annunziata, della Natività della
vigilia della festa dei principi degli b. Vergine, e di s. Carlo Borromeo,
apostoli, i cursori nel cortile vati- non che a s. Sabina il primo gior-
cano fanno tre formali citazioni pei no di quaresima. Delle due pubbli-
censi dovuti alla santa Sede in tal cazioni dell'anno santo, che i cur-
giorno, e non soddisfatti, mentre la sori fanno con formalità a cavallo
quarta il maestro de' cursori la fa alle patriarcali basiliche, si tratta al
al Papa sedente in sedia gestatoria voi. Vili, pag. 202 e 2o3, del
nella sala regia, nel modo che di- Dizionario. Inoltre i pontificii cur-
cesi al voi. IX, p. 72 del Dizio- sori pubblicano^ ed affìggono nei
nario , ove si riportano le parole luoghi pubblici, e consueti di Roma,
della citazione, e la risposta del i bandi, le bolle, le costituzioni, e
,

CUR CUR 59
lettere apostoliche, come nella curia ter, iste est cursor noviis3 qui humì-
innocenziana, alla cancelleria aposto- liter a Sanclìtate destra petit oscu-
lica, al palazzo dell' inquisizione, a lavi pedis. Ammesso egli dal Papa
Campo di fiore, alle colonne este- al bacio del piede, in uno al mae-
riori delle patriarcali basiliche ec. stro, ambedue ricevono la apostoli-

col nome del maestro de' medesimi ca benedizione.


a piedi di esse, che attesta dell'e- Prima il collegio de' cursori a-
seguita solenne pubblicazione ed af- veva un Cardinal protettore, il qua-
fissione. Questi, ed altri sono gli le ai tempi del Piazza era il Car-
uffizi, eh' esercitano i cursori apo- dinale Nicolò Acciajuoli, stato udi-
stolici. Che i cursori poi intervenis- tore generale della camera, e che
sero anche ai concili, lo abbiamo da mori decano del sagro Collegio nel
quello generale di Trento, che de- 1719. Alla di lui pompa funebre,
scrive l' incarico cui avevano nelle come Cardinal decano i cursori ,

spedizioni, e 1' assiduità, con che do- colle mazze d'argento circondavano
vevano sempre stare all'ingresso del- il feretro, ed avevano intimato e-
la porta dello stesso consiglio, ed ziandio la famiglia Pontificia , che
infine ne leggiamo i nomi dei primi solevano invitare anche pei princi-
due. Nella basilica di s. Maria in pi reali defonti. Altrettanto i cur-
Trastevere di Roma, in cappella del sori praticavano, ed insieme inter-
ss. Sagramento di proprietà dei du- venivano al trasporto funebre con
chi di Altemps, ed al lato manco, cavalcata, dei Cardinali vice-cancel-
è dipinta l' apertura di tal celebre, liere, camerlengo, e penitenziere
e sagrosanto concilio, ove si veggo- maggiore. Il collegio de' cursori è
no i padri che lo formavano, ed i aggregato alfarciconfraternita del ss.
cursori apostolici ai cancelli con zi- Sagramento, e cinque piaghe, esi-
marra, o abito paonazzo, come usa- stente nella basilica di s. Lorenzo
no gli odierni, colle maniche, e ma- in Damaso maestro prò tem-
; e il

nichetti co' relativi rivolti bianchi, pore de' cursori ha sempre luogo
alla cravatta, come i filippini. I nella congregazione segreta, e quan-
medesimi cursori tengono in mano do il sodalizio faceva la solenne
un bastone di spino, non già lo spi- processione del Corpus Domini, i

no corto, come quello usato pre- cursori sostenevano le aste del hal-
sentemente. Hanno il capo coperto dacchino. Nel Martinelli, Roma ex
di berretta clericale a quattro pizzi. ethnica sacra, pag. 59, e 1 33, si
Dopo che il Papa, per mezzo del legge: » In monte lordano, in ve-
prelato maggiordomo, ha ammesso » teri cursorum vico, olim espella

nel collegio de' suoi cursori un in- » s. Angeli Mincinelli, seu in Ma-
dividuo, nel prendere il possesso del- » cerello , augustun? sub cura so-
l' ufficio, giura innanzi a tutti i col- » cietatis laicorum ". Oggi è la
leghi sull' evangelo di esercitare fe- chiesa di s. Giuliano. V. il Panci-
delmente l' ufficio, uno
e siccome roli, Tesori nascosti di Roma, pag.

mancò a tale giuramento, come si 359. Forse in questo luogo abita-


disse, fu espulso. Quindi, nella se- vano i cursori, o vi avevano 1' uf-
guente domenica, il maestro dei fizio. Presso questo sito è la via
cursori presenta il novello Papa al de' Banchi, ove prima erano gli uf-
con queste parole : Beatissime Pa- fizi de' notari sì dell'uditore gene-
60 - CUR CUR.
rale della camera, che della rever. le della veneranda camera aposto-
camera apostolica, prima che Inno- lica, con diritti, prerogative, ed e-
cenzo XII li trasferisse al luogo molumenti sanzionati dalle pontifi-
dove sono. cie costituzioni, principalmente da
Anticamente faceva da capo dei un chirografo di Benedetto XIV
cursori uno di loro , cioè quelli de' 18 agosto 1748, il quale prov-
più prudenti per tre mesi. Ad essi vide a tutto l'economico, e siccome
s'indirizzavano le commissioni fir- erano diciotto, li ridusse a dodi-
mate dal Papa, e dal Cardinal pre- ci. Dal medesimo chirografo rile-
fetto del supremo tribunale della vasi il servigio di guardia al sagro
segnatura di giustizia. Fra tutte palazzo apostolico, l'assistenza alle
queste prerogative però la più ono- cappelle pontifìcie , e l'esecuzione
rifica per essi è certamente quella degli atti giudiziari dei primi tri-

di essere stati sempre famigliari del bunali della curia romana ; con
Papa. Il Galletti, nelle memorie di questo però, che i dodici cursori
tre antiche chiese di Poeti, ha pub- vacabilisti titolari si servivano di
blicato, alla pag. 173, un ruolo e- altrettanti giovani, e subalterni pei
sattissimo di tutti i famigliari del detti atti giudiziali. La proprietà
Pontefice Nicolò III, che regnò dal dell'ufficio fu loro conservata, sino
1277 1280. Que' famigliari ri-
al alla seconda invasione che, nel
cevevano la così detta parte di pa- 1809, fecero i francesi dello stalo
lazzo, e neh' elenco intitolato Pri- pontifìcio. Il nuovo governo, liqui-
mo de coquina rccipit, in ultimo dando i proprietari de' vacabili, vi

luogo si trovano trentadue cursori comprese quello del cursorato. Ma


coi rispettivi nomi, ed il numero di questi soli sette vacabili e mez-
della porzione. Questo ruolo in zo vennero liquidati, restandone
pergamena si conserva fra le mi- quattro e mezzo in vigore, perchè
scellanee Ludovisiane del Vatica- i proprietari non curarono la fatta
no, ed è interessantissimo, perchè liquidazione. Ili tornato, nel 1814,
fa conoscere la corte dei Papi nel gloriosamente in Roma Pio VII, i
secolo X11I. superstiti cursori vacabilisti, ed in-
dultari, allorché il tribunale dell'A.
Altre notizie sui Cursori apostoli- C. tornò ad attivarsi, subito ripre-
ci dal secolo XVI fino ad og- sero il servigio del sagro palazzo
gidì. apostolico . La reverenda camera
apostolica successe ne' diritti de' ti-
Nel i586 nel pontificato di Si- tolari vacabilisti liquidati ,
perchè
sto V, si formò un collegio di reintegrò le corporazioni, che a dis-
cursori apostolici Vacabili (Vedi), capito de' loro interessi avevano
perciò chiamati vacabilisti, compo- somministrata la liquidazione. Il

che doveva-
sto di persone idonee, perchè essa , e i vacabilisti non
no sborsare una somma di denaro liquidati, vennero a formare nuo-
pei bisogni del tesoro pontificio ;
vamente il collegio de' cursori, e
laonde presero il nome di Colle- quindi a percepirne emolumen- gli

gio de' vacabdisti di cursorato a- ti, previo il consueto compenso ai


postolico, addetto al tribunale del- subalterni, e cosi progredì l'ufficio
l' A. C. , ossia dell' uditore geuera- sino al 1817.
9
, 1,

CUR CUR 6
Nel gennaio 8 8, essendosi cam-
1 1 ra, e del tesoriere generale in XIV
biata la procedura giudiziale, dal- articoli, alcune provvidenze, di cui
l'uditore generale della camera, ci limiteremo ad accennare le prin-
monsignor Pallotta poi Cardinale, cipali.

furono nominati , e completati i Venne incamerato l'ufficio di cur-


dodici cursori principali, ed aggiun- sori dell'A. C. con compenso ai su-
ti dodici giovani, senza considerare perstiti proprietari, e la provvisione
gl'interessi della reverenda camera, soprannumerari,
ai cursori giovani, e

e quelli de' proprietari vacabilisti. supplendo anche alle spese di offi-


Dando il nuovo sistema giudiziario cio. Questo si stabilì con un eco-

facoltà ai cursori di eseguire i nomo, con dodici cursori principa-


mandati, ciò pregiudicò non tanto li esercenti, divisi in due classi,

la convenienza dei giovani, quanto con dodici giovani cursori, e con otto
quella de'cursori principali, che era- giovani cursori copisti, compreso il
no al loro livello, mentre erano custode dell'officio. La nomina dei
destinati all'onorevole servigio del dodici cursori principali esercenti
sagro palazzo. Per evitare la pro- fu riservata al Papa, a presentazio-
miscuità di tal distinto servigio dei ne dell'uditore della camera, di
proprietari vacabilisti, e dei sei in- concerto col tesoriere generale, at-
dultari esercenti per quei che ave- teso l'interesse camerale, sorvegliato
vano liquidato, confermati nel po- dall' economo ,
perciò dal secondo
sto, e riconosciuti per principali del- dipendente, mentre la nomina dei
la reverenda camera , il Cardinal dodici giovani cursori, e quella dei
Consalvi segretario di stato con cursori soprannumerari venne attri-
ordinanza de' 5 dicembre 1 8 1
1
buita all'uditore. Ma i cursori de-
proibì che quelli nominati dall'u- stinati al servigio del sagro palaz-
ditore della camera, e che eseguiva- zo, ed agli intimi delle cappelle,
no i mandati, s'ingerissero nel ser- concistori ec. , si dovranno appro-
vigio del sagro palazzo apostolico, vare dal maggiordomo pontificio.
ed intervenissero alle cappelle ponti- Tutti i sopraddetti si dichiararono
ficie. Tanto il servigio del sagro impiegati camerali, con diritto alla
palazzo, che l'assistenza alle pontifi- giubilazione. Le provvisioni mensili
ficie cappelle, venne progredita da si fissarono in quaranta scudi sì al-
sei individui del collegio. Dal 1818 l' economo che ai cursori prin-
al 1824, venne in tutto dai me- cipali esercenti , e la metà ai
desimi eseguito 1' antico sistema sei cursori di seconda classe, e ai
ma per morte ed impotenza di det- dodici giovani mentre a-
cursori,
ti cursori non poterono intervenire gli otto giovani soprannumeri si
a tutte le cappelle papali, e dovet- assegnarono scudi nove al mese,
tero limitarsi a quelle delle princi- ec. Ai quattro cursori esercenti
pali solennità, come di Pasqua, Na- destinati al servizio del sagro pa-
tale, processioni del Corpus Domini, lazzo, intimi ed assistenza alle cap-
ec. Fu allora che i superstiti curso- pelle, si men-
stabilirono scudi tre
ri implorarono in difesa de'loro di- sili di compenso, quando il Papa
l'itti l'autorità del Pontefice Leone abiterà il Vaticano, e due quando
XII, per cui nel 1826 determinò risiederà al Quirinale. Questi ulti-
per mezzo dell'uditore della carne- mi dovranno scegliersi dal tesorie-
6-ì CUR CUR
re, ed uditore tra i più probi dei pò, e come cursore del s. offizio,

sei primo grado. Pio Vili


cursori di per cui è esente da ogni attribu-
accordò loro per la lettura del Ro- zione al detto ufficio. Non ostan-
tolo nella processione del Corpus te poi che i cursori principali ab-
Domini annui scudi ventidue. biano il suddetto obbligo, a quelli
Finalmente il regnante Pontefice addetti al servigio dei sagri palaz-
Gregorio XVI ha dichiarato, che zi apostolici, è affatto proibito di
tutti i cursori del sagro palazzo a- eseguire mandati, portare citazioni,
postolico, tanto in posto che sopran- od altro, sotto pena di essere inte-
numerari, sieno nominati, ed ap- ramente esclusi dall'onorevole ser-
provati dal prelato maggiordomo, co- vizio palatino.
me superiore di tutti i cursori apo- CURTI Guglielmo , Cardinale .

stolici, ed inoltre ne ha già nominati Guglielmo Curti dicesi nato nel


tre per organo di tal prelato. Anche castello di Mirepoix, un tempo spet-
ai cursori poi si estendono le utili tante a Tolosa. Vestì l' abito dei
riforme fatte dal medesimo Papa cisterciensi nel monistero Balbonese.
che regna, come si può vedere nel- Studiate indefessamente le scienze
l'editto de' 17 dicembre i834- la nella università Sorbona, e lau-
di
virtù del quale, e in rapporto al- reatosene, divenne abbate del suo mo-
la dipendenza, che hanno i cursori nistero; quindi nel 1 337 dovette ac-
dall uditore camera, è a sa-
della cettare il vescovato di Nimes ,
poi
persi, che siccome la mensualità dei quello di Albi, e ai 18 dicembre del
cursori proviene da ciò, che introi- 1 33y Benedetto XII
lo creò Cardinale
ta l'ufficio dell'A. C, ragion vuole prete dei Quattro, o di santo Ste-
ss.

che si prestino all'esercizio di tale fano al Montecelio, come vogliono


ufficio, e perciò i cursori anche altri; poscia nel i349 fu vescovo
principali,compresi quelli del sagro Tusculano, indi camerlengo del sagro
palazzo, devono disimpegnare quel- Collegio. Clemente VI con amplis-
le attribuzioni a loro competenti, sime facoltà lo spedì legalo ai prin-
e di ordine monsignor uditore
di cipi d'Italia, perchè li accomodasse
della camera. Va
però notato, che fra loro per unirli poi lutti contro
i cursori principali non sono te- il turco, ed impedire a Lodovico,
nuti ad altro, se non a presiedere il Bavaro, di venire in Italia; non-

al libro, dove si notano tutti gli ché a riformare la disciplina eccle-


atti giudiziali, e sentenze, e prez- siastica, alle quali cose tutte egli sep-
zarle per confrontarle poscia col li- pe provvedere accortamente, e con
bro di registro del cassiere all'uf- comune soddisfazione. Da vescovo,
ficio destinato. Nelle ore pomeridia- voleva ogni giorno onorata la sua
ne un cursore principale di turno mensa da parecchi poveri, proteg-
settimanale ha ancora 1' obbligo geva le vedove, ed i pupilli, digiu-

di trovarsi all'ufficio per ritirare nava, pregava, .e la faceva da san-


tutte le citazioni d'urgenza, che po- tissimo pastore. Stabilì annue ren-
tessero portarsi dai curiali, ritiran- dite a niautenere sedici giovani
done il denaro, affine di poterlo studenti di teologia nel collegio dei
consegnare al cassiere nella seguen- bernardini di Parigi, cui egli per-
te mattina. A questo non è obbli- fezionò, erigendovi anche magnifica
gato il maestro de'cursori come ca- chiesa, e scelta biblioteca. Da ulti-
cus CUS 63
mo, dopo essere intervenuto alla ste condizioni; ma modera-
la sua
elezione di Clemente, ed Innocenzo zione, l'energico sostegno del Papa e
VI, mori in Avignone nel i 36 1, venti- l'attenzione dell'imperatore accomo-
quattro anni dacché era Cardinale. darono ogni cosa. Nel 1^1 ebbe la
CURRUBIS, o Corrubì. V. legazione di Germania a Federico III,
CURBI. e benché vi andasse con circospezione,
CUS, seu CUSA. Sede episcopa- ottenne di meglio stabilirvi la religio-

pale dell'Egitto^ e capitale di tutta ne cattolica, che correva grande l'i-

la Tebaide, sulla riva orientale schio.N'ebbe parecchie altre nell'A-


del JVilo, con porto sul mare ros- lemagna , e Boemia , ed in altre
so. Quattro vescovi vi ebbero sede, Provincie settentrionali , ove pacifi-
e, secondo Commanville, furono co- cò alcuni principi, e li indusse ad
pti. Dice egli inoltre, ch'erano sot- armarsi contro Maometto II, che
toposti al patriarca di Alessandria. minacciava la cristianità. A Mag-
CUSA Nicolò^ Cardinale. Nicolò deburgo tenne un sinodo cre- ,

di Cusa, detto cos'i dal luogo di simò la figlia del duca di Bruns-
nascita, sulle rive della Mosella di vick, accordò indulgenza di cento
i4o5 da
Treviri, nacque nell'anno giorni a chi di buon mattino al
un povero pescatore. Secondo al- suono della campana avesse recita-

cuni, era canonico regolare pre- to tre volte l'orazione del Signore,
posto al monistero Wotobergen- e cinquanta a que'sacerdoti , che
se, e arcidiacono di Liegi, decano nel divin sagrifizio pregassero per
di s. Fiorino di Costanza, e proto- la salute, e prosperità del sommo
notario apostolico. Nel concilio di Pontefice, e del proprio vescovo.
Basilea si mostrò contrario alla s. Fece il possibile per condurre alia
Sede, ma dipoi pentito dell'errore, chiesa gli eretici ussiti ,
provando
fecequanto potè a togliere lo sci- in una erudita lettera scritta ad
sma, dicendolo delitto diabolico in essi, colla Scrittura, e colla tradizio-
una lettera, che scrisse all'ambascia- ne, non esser necessaria a salvar-

tore del re di Castiglia. Venne al- si la comunione sotto ambe le spe-

la dieta di Magonza nel i44'j ove cie. Intervenne alla elezione di Cali-
presente l'imperatore Federico III, sto III, Pio II, e nell'assenza
e
difese da valoroso il Pontefice. Lo di quest' ultimo da Boma, egli di-
stesso fece nelle Gallie, ove conob- venne vicario legato della città ap-
be il Cardinal Parentucelli, o Calan- plaudendovi ognuno. Era gran teo-
drini, il quale poscia divenne Papa logo, perito giureconsulto, valente
col nome di Nicolò V, che, a'20 di- matematico, dotto nelle scienze sagre
cembre del i44^ 1° innnalzò all' o- e profane, e scrisse parecchie opere
nor della porpora col titolo di s. Pie- pubblicate a Basilea in tre volumi in
tro in Vincoli, cui abbellì di nuovo foglio nel i565: fondò una chiesa,
il soffitto, e d'un monistero. Nel i4^o ed un ospedale ad onore di s. Ni-
fu vescovo di Bressanone; ma nomi- colò della sua patria, assegnandovi
nato dal capitolo di quella cattedrale pingui rendite, non che una bi-

altro vescovo, Cusa ebbe a solfe-


il blioteca, ricca di codici greci e la-
rire gravi dispiaceri , non che la tini. Dopo aver beneficata genero-
prigionia, da cui non venne libera- samente la chiesa del suo titolo, ve-
to che a mezzo di dure ed ingiu- nerato e stimato da tutti, morì a
, ,

64 cus CUS
Todi nel r 464 a g'> ' ' agosto, di cin- fu traviatalo al titolo dei ss. Gio.
quantanove anni, e sedici di Cardi- e Paolo, ove fece lavorare un no-
nalato. La sua salma fu portata a bile soffitto, ed abbellì la tribuna
Roma, ed ebbe tomba nella cbiesa di pitture d'eccellente pennello.
del suo titolo. Dal gesuita Gaspero Quando Roma per Fer-
partì da
Hartzeim abbiamo scritta elegante- rara, l'accomandò al suo
null'altro
mente in latino, e pubblicata in maestro di casa, che i poveri da
Tre veri nel 1730 la vita di questo sovvenire. Donò le sue sostanze
Cardinale, che fu fra i moderni allo spedale di Milano, e parec-
quello cui si attribuisce il rinno- chie migliaia di scudi ai suoi do-
vamento dell'ipotesi del moto della mestici, e dopo avere accompagna-
terra intorno al sole,messa in ob- to a Ferrara Clemente Vili, pas-
blio dopo Pitagora, benché in que- sò a Milano, dove mori nel i5g8
sto Copernico, e Galileo fossero più di cinquantasei anni e dieci di car-
fortunati del Cardinal Cusa. dinalato. Fu seppellito in chiesa a
CUS ANI Agostino, Cardinale. s. Barnaba.
Agostino Cusani dei marchesi di CUSANI Agostino, Cardinale.
Somma, patrizio di Milano, nacque Agostino Cusani, marchesi di
dei
nel i54^. Apprese le leggi in Bolo- Somma, nobile patrizio milanese
gna, Avignone e Pavia, lesse ono- nato nel i655, divenne protonota-
revolmente in questa ultima. Era rio apostolico partecipante, nell'an-
saggiamente diretto da s. Carlo no i685. Il ven. Innocenzo XI lo
Borromeo, ed amico a san Filip- scelse a commissario di sanità per
po Neri- Gregorio XIII lo ascrisse tener lungi dallo stato della Chie-
ai chierici di camera, poi divenne sa la peste, che a Napoli menava
uditore della medesima, e fu impie- orrenda strage; locchè egli eseguì
gato in affari delicati della Chiesa con molta accortezza. Quindi A-
con sommo vantaggio. Sisto V, ai lessandro VIII lo annoverò tra i
1 4 dicembre del i588, lo creò Car- ponenti del buongoverno, e poi lo
dinal diacono di s. Adriano, colla fece presidente alla camera. In ap-
protettoria dei minori conventuali, presso, cioè nel i6g5, da Innocen-
e la deputazione a parecchie con- zo XII venne ascritto tra chierici i

gregazioni, ov' ebbe gravissimi affa- della medesima camera, colla nun-
ri, specialmente in quella delle co- ziatura al senato veneto nel 1696,
se di Francia. Introdusse i religiosi dopo la quale, nel 1706, ebbe quel-
della Mercede nella sua diaconia^ e la alla corte di Francia. Clemente
trovò il corpo di s. Adriano con XI, volendo premiare le egregie ge-
quelli di altri santi, cui fece collo- ste del Cusani, nel 171 1, il pro-
care sotto aitar magnifico, da lui mosse al vescovato di Pavia, e nel-
fatto costruire, e colla permissione l' anno seguente lo creò prete Car-
del Pontefice, donò a s. Filippo dinale del titolo di s. Maria del
Neri i corpi dei ss. martiri Papia e Popolo, e gli diede la legazione di
Mauro, riposti maggiore
nell'aliar Bologna. Dopo aver governato la
della magnifica chiesa di s. Maria sua chiesa per quasi tredici anni ,

in Vallicella, ove fondò una cappel- la rinunziò, nel 1724, con pensio-
la ricca di dote alla purificazione ne di diecimila cinquecento scudi
della Vergine santissima. Quindi nelle mani del Papa Benedetto XIII,
cus CUS 65
ove mori nel
e ritirossi alla patria, Inoltre la città conteneva molti
1730, di settantacinque anni di età, palazzi costrutti di pietra ,
gli e-
e diciotto di Cardinalato. Interven- sterni ornamenti de'quali erano del
ne ai conclavi d'Innocenzo XIII, e pari incrostati d' oro, e di ar-
Benedetto XIII , e fu sepolto nella gento, tal che si può congetturare
chiesa delle monache di s. Prasse- quali ricchezze vi rinvenissero gli
de nella tomba de' suoi antenati. spagnuoli conquistatori, affermandosi
CUSCO o CUZSCO (de disco). che molti e vasti sotterranei n'erano
Città con residenza vescovile, nella ripieni, come anche di lavori di pre-
America meridionale nella repub- gio,avvegnaché gli abitanti di Cusco
blica del Perù,capo luogo della pro- sempre furono industriosi, e prin-
vincia del suo nome. Giace in una cipalmente distinti nel ricamo, nella
pianura bagnata dal Guatanay, ed scoltura , e nella pittura. E no-
è cinta da montagne, sul declivo to, che a Cusco si portava tutto
delle quali furono costrutti i suoi l'oro, e l'argento delle altre Pro-
primi edifìzi. Le sue case sono fab- vincie del Perù, allora le più ric-
bricate con gran pezzi di pietra vi- che del mondo conosciuto. A poca
va con buon gusto architettonico, distanza dalla città Cusco di evvi
e con eleganza. L'università egual- la bella valle Vucay, luogo assai
mente è un bell'edifìzio. Vi sono delizioso, per cui gl'Incas talvolta
nella città parecchi bagni forniti vi fecero residenza. Quivi pure su
di due sorgenti calda, e fredda. alta rocca era una fortezza che si

Dalla sua quadrata


grande piazza riguardava come la costruzione più
partono quattro strade magnifiche colossale conosciuta nell' America
e dritte, che guardano verso le per le enormi dimensioni delle pie-
quattro parti dell' antico impero. tre quadrate, congiunte senza ce-
Cuzsco, quasi come Lima, è divisa mento una triplice muraglia ne
:

in due parti, l'una delta Havan- formava il recinto. All'uscire di Cuv>


Cusco, od alto Cusco , e l'altra sco, s' incontrano due grandi stra-
Harin Cuzsco, cioè il basso Cuzsco. de manufatte della lunghezza di cin-
Tra i monumenti del suo antico quecento leghe, che terminano a
splendore, conserva una gran for- Qui lo, 1' una costeggiante il ma-
tezza eretta dagl'Incas , chiamata re, e l' altra che supera i gioghi
Saisa-huama, composta di tre re- montani. Lungo le medesime s'in-

cinti concentrici a guisa di trian- contravano (specialmente in cima


golo, al centro della quale abitava- ai monti) arsenali, fortezze, templi,
no gl'Incas, in un palazzo, le cui ed ospizi aperti a'viaggiatori. Ora
mura erano incrostate d' oro e di non se ne veggono che le vestigia.
argento, non che adorne di ogni Pùvaleggiarono tali strade colle più
sorta di figure di animali. Questa magnifiche vie degli antichi ro-
fortezza, in cui non si poteva en- mani.
trare che per istrado sotterranee Cusco vuoisi fondata nel io43
nascoste, è resa quasi inespugnabile da Monco- Capac, primo Incas del
malgrado i guasti del tempo ; e Perù. In progresso fu sempre la ca-
quelli fatti dagli spaglinoli per de- pitale, e la residenza di tutti gli

molirla bastano ad attestare la po- altri suoi sovrani, sino all'ottobre


tenza, e grandezza di que' sovrani. del l5^4, epoca nella quale Frau-
VOL. XIX. 5
,,

66 CtlS CtJS
cesco Pizzarro, alla testa di una pic- consagrata all'Iride; e la quinta
cola armata spagnuola ne rese se serviva di sala di udienza al gran-
padrone, e ne prese possesso, a no- de sagrificatore, e ad altri ministri,
me dell'imperatore Carlo V, re di che dovevano essere tutti della fa-
Spagna. Quell' armata sanguina- Le celebri vergi-
miglia degl'Incas.
ria vi esercitò tutti gli orrori, che non erano alloggiate nel
ni dei sole
la storia ci ha tramandati. Tali ra- tempio, come volgarmente si cre-
paci conquistatori vennero presi da de, ma piuttosto dicesi che abi-
maraviglia alla vista della grandez- tassero un vasto quartiere assai lon-
za e magnificenza degli edifizi, soprat- tano, ed occupavansi nel fornire il

tutto da quella del famoso tempio ricco vestiario agi' Incas, ed alle
del sole, detto Curiacanche, le cui loro numerose famiglie. Per l' or-
mura, e tutto l'esterno erano rico- dinario tali vergini erano mille cin-
perte di lamine d'oro, e di pietre quecento, e supplizio terribile puni-
preziose. Vedevasi ornato pure dal- va quelle che frangevano i voti fat-
le figure, e dagl'idoli delle nazioni ti. Su questo tempio dipoi furono
diverse soggiogate dagl'Incas, non edificati il convento e la chiesa dei
che dai trofei eretti onore del
in domenicani.
sole loro Dio. Era esso venerato La sede vescovile venne eretta
in forma di astro d'oro massiccio da Paolo III poco dopo la conqui-
di una immensa grandezza come , sta di Cusco, operata, come dicem-

pure di oro erano i diversi bacini mo dagli spagnuoli , e fatta da


,

delle fontane, che ne ornavano il quel Pontefice suffraganea dell' ar-

tempio. Allato dell'aurea immagi- civescovo di Lima, come lo è tut-


ne del sole consacravansi i cadaveri tora. La splendida cattedrale, edi-
degl'Incas trapassati, per ordine di ficata nel i554, è un magnifico, e
anzianità, bene imbalsamati, ed as- ricco edifizio, anch' esso di superba
sisi su troni d'oro. Anche le porte architettura. Fu dedicata all'assun-
del tempio erano d'oro, la princi- zione in cielo della beata Vergine
pale delle quali era rivolta a bo- Maria. Il capitolo si compone di
rea. Servivano di fregi grosse cor- cinque dignità, di cui la principale
nici d'oro, e quelle delle mura era- è il decano di cinque canonici
,

no di argento. Lungo il tempio e- compresi il teologo, ed il peniten-


rano cinque cappelle quadrate, col ziere, non che di alcuni beneficia-
tetto piramidale. La prima era ti, denominati porzionari, oltre altri

sagra alla luna, moglie del sole, e preti, e chierici pel divino servigio.
tutta era ricoperta di lamine di La cura delle anime della parroc-
argento, come di argento erano il chia della cattedrale è affidata al
simulacro, ed il trono delle im- capitolo, il quale la fa esercitare da
peratrici, e delle mogli degP Incas, un prete ed avvi il sagro
rettore,
di cui si conservavano i cadaveri. fonte Dappresso alla
battesimale.
Sagra a Venere, alle Plejadi, ed a cattedrale elevasi l'episcopio, ottimo
tutte le stelle era la seconda cap- edificio. Nella città vi sono altre
pella parimenti in argento. La cinque parrocchie, munite di batti-
terza, fregiata in oro, era dedicata sterio. Vi sono religiosi di parecchi
al baleno, a 1
tuono, ed alla folgore; Ordini, e tre monisteri di monache,
e del pari in oro era la quarta, uno de' quali sta nel sito stesso
CUT CUT G7
in cui era il ritiro delle mento- rinunziò all'episcopato, e ritiratosi
vate vergini del sole. In oltre vi nell' isola di Farne ,
quivi santa-
sono conservatori i, confraternite, tre mente morì a' dì 20 di marzo del-
ospedali riccamente dotati, ed il se- l'anno 687.
minario. La diocesi è amplissima ,
CUTBURGA (s.), regina, vergine
ed ogni nuovo vescovo è tassato e badessa in Inghilterra. Quantun-
ne' libri della cancelleria apostolica, que stretta in matrimonio con Al-
in fiorini trenta tre. fredo, re dei Nortumbri, avutane
CUTBERTO (s.), vescovo di Lin- da lui permissione, conservò la pro-
disfarne. Chiamato dalla vita pa- pria verginità, che avea consecrato
storale alla monastica, ne vestì l'a- al Signore, ritirandosi nel moniste-
bito appresso i monaci di Mailvos ro di Barking, nella contea di Es-
sulla Tweed , nelle cui vicinanze sex. In progresso di tempo, avendo
avea egli tratto i natali. Quivi am- ella stessa fondato il monistero di
maestrato nelle sante Scritture, tan- Wimburn, nella contea di Donset,
to profittò nello studio, che in bre- ne tenne con molta saviezza il go-
ve egli divenne modello di sapere verno. Si rese a tutti imil abile e
a' suoi confratelli , siccome lo era cai"a per lo spirito di orazione , e
egualmente per la santità dei co- fervore nelle cose di Dio insieme,
stumi. La sua carità non sapendo e per l'affabilità delle maniere e ,

contenersi entro i confini del chio- sollecita cura delle altrui indigenze.
stro, volle spandersi al di fuori in Dopo che piacque al Signore di af-
vantaggio dei prossimi, e non per- fliggerla e purificarla con penosis-
donando a fatiche, e vincendo ogni sima, e lunga malattia, la chiamò
contraddizione, ebbe la consolazio- a sé a' dì 3 1 del mese di agosto
ne di ammaestrare quei popoli nel- in sul cominciare dell'ottavo secolo.
le verità della fede , e di ridurre Le sue reliquie riposarono a Win,-
ogni maniera di peccatori sulle vie burn in fino a che la pretesa ri-
della giustizia cristiana. La fama forma acconsentì, che si venerasse-
delle sue opere si diffuse per ogni ro le spoglie mortali dei santi. Di
parte, e, quantunque suo malgra- questa santa è fatta menzione nel
do, dovette assoggettarsi alle cure breviario di Parma.
episcopali della diocesi di Lindisfar- CUTMANNO (s.), di stirpe anglo-
ne. Il nuovo stato da lui intrapre- sassone, e pastore di professione,
so, se tutto lo teneva occupato per sino dai più teneri anni, diede non
la santificazione degli altri, non gli dubbie prove di santità nell' eser-

impediva però l'esercizio della fer- cizio d' ogni cristiana virtù. L'ora-
vorosa orazione, e delle usate au- zione, e la contemplazione delle co-
sterità,perchè non accordando al se celesti lo unirono per modo al
suo corpo che un breve riposo, con- Signore, eh' egli parve in tutta la
duceva le intere notti nelle più sua vita, condotta nella semplicità
strettecomunicazioni con Dio. Il di pastore, più angelo che uomo.
Signore lo volle privilegiato anche Morto il padre di lui, giovò con le

in vita col dono dei miracoli, ed sue fatiche ai bisogni della vecchia
è perciò che, vivente ancora, otten- sua madre, edificò di propria mano
ne il nome di Taumaturgo. Sen- un tugurio per abitarlo unitamen-
tendo vicina 1' ora della sua morte, te a quella, e, compito il lavoro ,
68 CZA CZA
pensò di innalzarvi appresso una titolo czar si possono consultare
di
chiesa: del che compiaciutisi molto il Cerimoniale diplomatico, p. II,
gli abitanti del luogo detto Sterin- 671, de titulo Czar; il Budeo, in
ges, lo aiutarono a porre in effetto Biblioth. hist. Struv. 1 740 p. 1 648 e;

il divisato edifizio. Questo tempio Martino Schmizel, Oratio de titulo


era la delizia ed il riposo di lui, ed imperatoria, quem Czarus Russorum
il testimonio dei segnalati favori, di sibi dar i pra etendi t, notis, et observa-
che il Signore lo volle privilegiato. tionibus augmentata, Jenae 1722.
Molti miracoli in vita e dopo mor- Nel 1673 venne spedito a Ro-
te, avvenuta in sul terminare del ma Paolo Nanesio, in qualità di
secolo nono, resero celebre il nome ambasciatore del gran duca di Mo-
di lui, che con particolar culto si scovia Giovanni Basilovritz, per ot-
onora a Fecam, e nella maggior parie tenere anche dal Pontefice il ti-
delle abbazie della Normandia, il tolo di Czar che avea assunto.
,

giorno ottavo di febbraio. Clemente X, che regnava, fece ge-


CYBESTRA, o Ciuistra. V. Ci- nerosa accoglienza all' oratore, ma
DISTRA. non concesse quanto domandava.
CYRRHUS, V. Ciro.
o Ciro. Però non andò guari, che la santa
CZAR. prima
Titolo, che aveva Sede riconobbe un tal titolo, come
l' imperatore delle Russie, chiaman- si prova dal seguente documento.
dosi allora Czarina la sua consor- Francesco Parisi, Istruzioni per la
te. Questa parola, che in lingua segretaria, tom. Ili, p. i4? ripor-
slava siguifìca re , vuoisi derivata ta il cerimoniale col quale il Pon-
dal titolo di Cesare (Fedi), come tefice Clemente XI scriveva al czar
dicemmo a quell' articolo, ed as- di tutte le Russie, che è il seguen-
sunta venne dai sovrani di Russia, te ; >> Illustri, ac potentissimo ma-
che, secondo alcuni, pretendevano » gno Czaro, et magno duci Petro,
discendere da Augusto primo im- « universae magnae, parvae, et Al-
peratore romano. In Moscovia czar » bae Russiae Autocratori, et ma-
si vuole pronunziare tzar
3 o zaar. » gnorum dominorum orientalium,
Lo Sperlingio pretende, che quei « occidentalium, et septentrionalium
principi non abbiano portato il no- » paterno, avitoque haeredi, succes-
me, e il titolo di czar, senonchè • sori, domino, et dominatori Cle-
quando i russi abbracciarono la re- « mens Papa XI Illustris., ac Poten- :

ligione greca, ed aggiunge, che in » tissime Czare, salutem et lumen


avanti i medesimi sovrani piglia- « divinae gratiae. Sublimis tuae ani-
vano il titolo di konger, il quale » plitudo, Excelse, ac Potentissime
significa Re (Fedi). Sul nome e .->
Czare, Te, Tu, etc. ".
DAC DAD

D
D 'ACIA. Antica provincia di Da-
che era
era Scupi
Sardica per
Dacia mediterranea, con
;

metropoli ; Dacia lit-


cia , ed esarcato di Dacia,
situata nella parte settentrionale del- torale, che aveva per metropoli Ra-
l' Illiiia occidentale, avente la Ma- saria ; Mesia prima, con Vimina-
cedonia mezzodì , e il Danubio
al cium metropoli e Mesia seconda,
;

al nord. I romani se ne impadro- con Marcianopoli per metropoli. Ag-


nirono sotto l' imperatore Traiano, giunge che questa divisione in pro-
e per celebrare i trionfi da quel gresso di tempo fu variata in tre me-
principe riportati su Decebalo re ed altrettante provincie. Acri-
tropoli,
dei Dacj, gli dedicarono la famosa da aveva la provincia dell' Albania
colonna, che tuttora sussiste in Ro- orientale, Pesch la Servia, e Torno-
ma, e che si è descritta al volume bia la Bulgaria.
XI V, pag. 3 8 1 del Dizionario, e I bulgari nel IX secolo stabili-

sulla vede scolpita la guer-


quale si rono nella Dacia un regno, facen-
ra dei Dacj. La Dacia divenne pro- done capitale Acrida, come la mi-
vincia romana, nell'anno io5 del- gliore delle sue città. Nel secolo
l'era cristiana. Quindi fu introdotta seguente tal regno fu rovinato, ma
in Dacia la religione cristiana, e si fissò nella città di Tornobia, ove

nell'anno 347 ebbe luogo in Sar- 1' arcivescovo fissò la sua sede, sen-
dica, una delle sue metropoli il , za che Acrida cedesse le sue prero-
rinomato concilio. Il Rinaldi, all'an- gative, per cui la diocesi venne cosi
no 3c)6 num. i3, riporta la testi- divisa, finché i potenti principi di
monianza di s. Paolino, il quale Servia adoperarono perchè la
si

dice, che il grande apostolo Niceta loro capitale Pesch avesse il me-
vescovo dei Dacj, ridusse al vange- tropolitano come Acrida, e Torno-
lo non solo questi popoli, ma i bia. Nei primi del secolo XIII, il

bassi, i goti, e gli sciti. L'imperatore sommo Pontefice Onorio III spedì
Giustiniano I, essendo nativo di A- al re di Dacia il Cardinal Grego-
crida, nel sesto secolo, vi formò una rio Crescenzio per legato. France-
diocesi ecclesiastica, colla residenza sco Torrigio, nelle Sagre grotte
in Acrida, al cui arcivescovo il Pa- vaticane, a pag. 608, riporta le tre
pa Gregorio I trasmise il sagro
s. lettere, che Onorio III scrisse per
pallio. L' abbate de Commanville, questa legazione, due all' Illustri
Histoire de tous les archèv. et évéq. Regi Daciae, l' altra al Cardinal
de l'anivcrs, a pag. 1 3 e seguenti, 1 Crescenzio, diacono di s. Teodoro.
ne riporta le notizie ecclesiastiche. DADYBRA. Sede vescovile del-
Egli dice, che formavasi l'esarcato l' Asia, nella provincia di Paflago-
di Dacia da sei provincie, cioè Pre- nia, dell'esarcato di Ponto, eretta
valis, che aveva per metropoli A- nel quinto secolo sotto la metro-
crida ; Dardania, la cui metropoli poli di Gangra.
7o DAG DAL
DAGOBERTO (s.), figlio dì san veva, e fosse poi perito di mor-
Sigeberto re di Austrasia, e della te ingiusta e violenta era per tale
regina Imneilda, rimase privo del considerato.Il suo corpo venne por-

padre in tenera età l'anno 656, e tato a Rouen, indi trasferito a Ste-
sedette sul trono pochi mesi, per nay, dove è onorato il 2 settem-
la violenza di certo Grimoaldo, che bre, ed il 23 dicembre.
fece valere a favore del proprio fi- DALDA, o Daldus. Città vesco-
glio la successione al trono. Fu spe- vile della Lidia nell'esarcato di A-
dito in Irlanda a vivere una vita sia, eretta nel quinto secolo. Fu
oscura, e venne pubblicato in ap- anche chiamata Hialsa , ed ebbe
presso anche morto, perchè fosse quattro vescovi residenti , suffraga-
da' suoi fidi vassalli dimenticato. La ne! della metropoli di Sardi.
regina sua madre si lagnò altamente DALISANDA, o Dalisandum. Se-
della violenza, ed ingiustizia fatta al de vescovile della provincia d'Isau-
proprio figlio, e ricoverò a Parigi ria, nel patriarcato di Antiochia.
presso il re Clodoveo II. Da 11 a Fu eretta nel secolo quinto sotto
qualche tempo saputosi da'suoi sud- la metropoli di Seleucia, e sei ve-
diti che Dagoberto viveva e si tro- scovi vi ebbero la sede.
vava in Irlanda, con tutto l'impe- DALISANDUS, seu Daldasus.
gno neprocurarono il ritorno . Sede episcopale della prima Pam-
Scrissero a s. Vilfrido, vescovo di filia, nell' esarcato d'Asia, eretta nel
Yorck, che lo aveva assistito nella nono secolo, e fatta suffraganea del-

sua disgrazia, e molto si prestò per la metropoli di Sida.


farlo tradurre in Austrasia. Dago- DALMATICA (Dalmatica). Ve-
berto venne condotto a Metz, e fu ste sagra ed ornamento ecclesiasti-

riconosciuto dai diversi ordini del re- co, oggi propria de' diaconi , ma
gno. Nel suo principio governo
il usata sopra camice anche da al-
il

fu felice, e scelse i palazzi d' Insem- tri, nella celebrazione della messa,

burgo e di Kircheini in Alsazia ed in altre cerimonie della Chiesa.


per sua residenza. Ristaurò chiese, Fu così chiamata dai popoli della
e monisteri, fondò varie abbazie, e Dalmazia, quali 1' usavano comu-
i

regalò di molto la chiesa di Stras- nemente. Era essa una specie di


burgo. Godeva il regno di Austra- tonaca, con lunghe maniche che ,

sia di una pace santa sotto il dol- scendevano sino al pugno, come af-
ce freno di questo re, quando ac- ferma s. Isidoro, Origin. lib. 19,
cesasi guerra con Teodorico III, i cap. 22 ; Alcuino, de clivin. offtc.
due re, alla testa delie loro ar- cap. quid siguificent vestimento,; ti-
mate, si scontrarono sulle frontiere gone di s. Vittore de sacrament. ,

della Lorena. Un certo Ebroino lib. I, p. 4> ca P- 3, ed altri scrit-

cospirò contro Dagoberto, lo sor- tori. Amalario dice, che la dalmati-


prese nella foresta di Voivre, e lo ca fosse un abito militare prima che
fece trucidare il 23 dicembre del- diventasse un ornamento ecclesia-
l'anno 679. La pietà, e le virtù stico. Il Marangoni, delle, cose gen-
preclare di Dagoberto lo posero nel tilesche e profane ridotte ad uso
novero dei santi, ed anche martire delle chiese, p. 137, ivi ne tratta.

fu chiamato pel costume di quei Fu anche usata dagl' imperatori, e


tempi, nei quali chi santamente vi- dalle persone regie di Coni in odo :
.

DAL DAL 7
scrisse Lampridio, quod dalmaticus ri vano alla metà del braccio: si

processerit in publicum, e tal dal- stringe sopra le spalle con alcuni


matica disse Dione essere stata tu- cordoni di seta, di oro, e di altra
nica manicatemi , sericam albani. materia, dai quali pendono fiocchi
Dell'imperatore Pertinace sappiamo dietro alla schiena. In que' Hocchi
che si vestiva di dalmatica detta chi- dicono alcuni significarsi le due pie-
rodata, cioè manicata, con maniche, tre preziose, già poste sulle spalle
a distinzione di quella, che non le degli antichi sacerdoti. La dalma-
aveva, e che chiamavasi Colobio tica poi indica sul diacono la pro-
(Fedi). Altri dicono, che l'usò pu- tezione divina, la gioia dello Spi-
re Eliogabalo , ma che i romani rito santo, e la giustizia. Il Duran-
reputassero che
effeminati quelli , do, lib. 3, cap. II dice, che gli or-
usavano dalmatiche, perchè nascon- nati delle dalmatiche denotano .il
devano le braccia nelle sue lunghe fervore, che si deve avere verso Dio,
maniche, come praticavano que' po- e verso il prossimo. Il Du-Cange
poli, che i greci chiamavano bar- riferiscequanto si legge nel Peni-
bari. Sebbene i primi leviti della tenziale di Roberto de Flamebure:
Chiesa, come s. .Stefano, e s. Lo- « Dalmatica etiam, qua utuntur le-
renzo sieno rappresentati colle dal- » vitae latitudine sua idem signifi-
matiche, queste furono introdotte » cat quod casula, diari tatem, per
nella Chiesa nel quarto, o nel quin- ->duas lineas coccineas, quibus ipsa
to secolo. Certo è, che s. Silvestro » ante, et retro a summo usque
I, del 3r4, abborrendo in vedere » deorsum decoratili* utriusque te-
le braccia nude, lasciate dal colo- » stamenti praedicatio, et Dei, et
bio, allora in uso, la concesse ai « prosimi dilectio figuratur ". Chi
diaconi della Chiesa romana , indi desidera altri misteriosi significati
per singoiar privilegio fu data ai della dalmatica, può leggerli nell'A*
diaconi delle altre chiese , come inalarlo, lib. I, cap. 2 1 de div. off. ;

scrisse s. Gregorio I, d. 2 3, can. nel Rabano lib. I, de int. cler. ; in


communis fdius, non essendo vero Walfrido Strabone lib. de reb. EccL
quanto disse d. Tobia Corona, che cap. 24 ; ed in Ugo di s. Vittore lib.
s. Silvestro I ordinasse ai suddiaco- 1 de sacr. cap. 53. Anche anti-
ni di vestire la dalmatica, la quale camente la dalmatica era pur fatta
poi adoperarono a maggior como- in forma di croce; dalla parte di-
dità nelle feste , e sagre funzioni. ritta aveva maniche larghe, e dalla

Anzi sembra, che s. Silvestro I ,


parte sinistra grandi frangie. Il Ma-
nell'accordarla ai diaconi, abbia pre- cri ch'era bianca con liste
dice,
scritto loro di usarla solo in certe rosse davanti, e di dietro, come si
solennità, dist. 1 70 de jejunio. La vede nelle pitture antiche. Ecco co-
medesima veste fu chiamata tunica me si esprime poi il Gemma e. 211;

senatoria da Giovanni diacono, scri- » Dalmatica a Domini inconsutili


vendo di Gordiano padre di san » tunica, et apostolorum colobio
Gregorio I, lib. 4> ca P- 83. « est mutata ; est vestis candida
È la dalmatica in forma di cro- » manicata duas lineas coccineas
ce, lunga sino a mezza gamba, a- » ante et retro habens, et ira in i-
perta nei fianchi, larga, e con ma- » tes purpureos ". La dalmatica
niche parimenti larghe, lo quali ar- prima doveva essere di lana, se-
,

rjl DAL DAL


concio l'ordine romano ; anzi si con- color celeste, come si vede in al-
cedeva pure ai semplici sacerdoti ,
cune figure di mosaico, particolar-
come si da una pittura
raccoglie mente nella tribuna della basilica
di Gordiano, padre di s. Gregorio di s. Maria Maggiore. La tonicella
I, e descritta dal citato Giovanni è diversa dalla dalmatica : » Dal-
diacono. Allorché la dalmatica di- » matica latis mahicis diaconorum,
ventò di uso generale nella Chie- » angustis vero tunicella subdiaco-
sa, si adornò di striscie di por- » norum peculiare indumentum fuit,
pora, come si disse, allora dette » ut pluribus ostenditur in Macri
davi j come era ornata dappri- » Hierolexico. V. Dalmatica et Tu-
ma la tonaca dei senatori, e dei »» nicell\. Nunc autem unam ab
cavalieri romani. In oriente le ve- » altera ne minimum quidem di-
sti equivalenti alle dalmatiche di- si stingues : quod sacris antiquis
scendono fino a terra ai talloni, ed » ritibus adversari videtur ".
hanno i lati cuciti fino al hasso I diaconi greci non usano la
come pure le maniche chiuse. Que- dalmatica, sebbene i patriarchi, e
sta veste talare, presso gli orientali, metropoliti in luogo della pianeta
per lo più è di seta colorita , come adoperino una veste simile serrata
di bianco, di violaceo, di rosso, ed ai fianchi, e lunga, chiamata da
anche tessuta con fiori , e sopra vi essi sacco, e di cui fa menzione s.

portano la stola. Gio. Grisostomo, che si suole di-


L'uso della dalmatica sotto la pingere con tale abito. Nella chie-
pianeta era proprio del romano sa greca neppure si adopera la tu-
Pontefice, e per privilegio si con- nicella. Anticamente, secondo Val-
cedeva ne' primi tempi ad alcuni fri dio de reb. Eccl. cap. 24, la dal-

vescovi, i quali oggi tutti la por- matica si usava dai sacerdoti in ve-
tano nelle messe, ed altre solenni ce della pianeta ; ma quando essi

funzioni. S. Eutichiano, Papa del cominciarono ad adoperare la pia-


275, aveva ordinato che i martiri neta, la dalmatica si incominciò ad
non si seppellissero senza la dal- usare solamente dai diaconi della
matica, o colobio di porpora , ma Chiesa romana, come dicemmo ; il
in progresso essendone nato abuso, perchè, al dire di Baronio all' an-
giacché colla dalmatica non solo no 5o8, n. i5, il Pontefice san
cuoprivansi i corpi de' martiri, ma Simmaco, volendo onorare s. Ce-
anche quelli di tutti i sagri mini- sario vescovo di Orleans, eh' erasi
stri , s. Gregorio I ne rivocò il recato in R.oma, gli concesse, sic-
decreto, proibendo, che neppure i come grazia singolare che i suoi ,

corpi de' sommi Pontefici si sep- diaconi potessero adoperare la dal-


pellissero con la dalmatica, lib. 4 >
matica e s. Gregorio I l' accordò
;

e. 48 Anticamente quando
Regist. all' arcidiacono dei franchi. In se-
i Cardinali diaconi si paravano per guito si concesse la dalmatica ai
assistere il Papa, sotto la dalmati- vescovi, insieme alla tonicella, per
ca portavano anche la Tonìcella lo che il Papa, ed i vescovi quan-
(Vedi), come si rileva da un mss. do celebrano solennemente la mes-
del Davantria, che fiori nel ponti- sa assumono l'una e l'altra, e poi
ficato di Giovanni XXII ; la qual visovrappongono la Pianeta (Fedi),
tonicella dice il Macri forse era di come ordina il Rituale Romano pub-
,

DAL DAL 73
!>lic;ito dal Mabillon num. 5, car. vero che non solamente non de-
64- La dalmatica chiamasi dalma- vono essere avari e applicati ai bi-
tica maggiore, e la tunicella dal- sogni temporali, ma liberali verso
matica minore. Che la dalmatica i bisognosi, e perciò conviene che
venisse accordata a' vescovi dalla abbiano le maniche larghe, e le

Sede apostolica, lo nota il Bona, de mani libere per dare soccorsi. Tut-
reb. lìturg. § II, cap. 2-4, rilevan- tavolta alcuni vescovi portano le
dolo da quanto scrisse s. Gregorio maniche delle dalmatiche, e delle
I ad A regio vescovo. Nella messa tonicelle più strette delle dalmati-
di Ratoldo, riferita da Menardo che diaconali. Lo stesso Innocenzo
si ricava che il vescovo talvolta III disse, che la dalmatica signifi-

usasse una sola dalmatica nomina- cando la liberalità verso i poveri,


ta tonaca e questa abbellita con
, è vestimento appunto proprio dei
campanelli a similitudine di quella diaconi, il cui ufficio per istituzio-
usata dal sommo sacerdote degli ne apostolica principalmente consi-
ebrei. Altrettanto osservò Stefano steva nel distribuire le facoltà del-
Lduense, de sacr. alt. cap. II, e il la Chiesa ai bisognosi. Nell'avvento,
Durando nel suo Rationale cap. II. e nella quaresima dai diaconi non
Intorno all'uso che i vescovi fan- si usano le dalmatiche, come non si
no della tonicella, aggiunge il Duran- usano le tonicelle, per la seguente
do, che significa, Se perfecle otnnes ragione riferita da Durando, cap.
habere ordines tamquam qui eos aliis XI lib. 3, num. 9, « quia lex quam
confert, mentre i sacerdoti portano » subdiaconus significat ante In-
semplici vesti loro proprie, perchè » carnationem Domini evangeli!
non conferiscono gli ordini degli » ornatu carebat, et charitas evan-
altri ministri. Al dire del citato » gelii, quam diaconus significat,
Cardinal Bona, che cita anche le » nondum apparuerat vel quia ,

pitture antiche pag. 32g, prima » nondum venerar, qui vestem in-
i vescovi portavano la dalmatica » nocentiae, et immortalitatis nos
bianca, e la tonicella rossa. A ina- » induere debebat, ideo vestes lae-
lano, lib. 2, cap. 22, soggiunge che » titiae dimittuntur ". Si servo-
la tonicella era di color di gia- no però della pianeta piegata nel-
cinto, o ceruleo, perchè ne' tem- la parte anteriore sopra le brac-
pi di digiuno, nel deporre i ve- cia, per la cagione assegnata dal
scovi la dalmatica, restavano colla medesimo autore nella seconda par-
tonicella di tal colore conveniente te del suo Rationale, tit. de diaco-
all' indicato tempo. no. Su di che può consultarsi il

deve anche notare col Pon-


Si Tomassini, toin. 377. Inoltre
I car.

tefice Innocenzo III, lib. I de mis- il Diacono [Vedi), e il Suddiacono


sa cap. 56, che le dalmatiche, e [Vedi), quando celebra il vescovo,
tonicelle usate dai vescovi hanno le non vestono tale pianeta, e quando il

maniche alquanto più larghe, che suddiacono deve leggere 1' epistola,
quelle del diacono, e suddiacono, poiché allora esercita l'ufficio di let-
volendo ciò denotare, che i prelati tore, ufficio che appunto anticamen-
devono essere pronti in provvede- te veniva da lui esercitato al mo-
re ai bisogni delle chiese , ed alle do stesso dei greci. 11 diacono quan-
anime alla loro cura affidate, ov- do deve leggere l'evangelo, o ripie-
y/f DAL DAL
ga pianeta sopra la spalla sini-
la ca, ma
che poi , come asseri-
stra, come si praticava nella cap- sce Onorio Augustodunense, lib. I
pella pontificia al dire del Bonanni, cap. 229, furono ad essi conce-
ovvero totalmente ne spoglia, co-
se duti manipolo [Vedi), e la to-
il

me fa attualmente, e come si pra- uicella chiamata dagli scrittori, e

tica inalcune chiese, prendendo in dai rituali antichi Subtile, perebè


suo luogo una stola più larga del- tessuta più sottilmente. Subdiaconis,

la consueta. Si eccettuano però nei dice Onorio, supradictae vestes con-


sopraddetti tempi la terza domenica ccduntttr, cioè quella de'ministri in-

dell'avvento, e la quarta domenica feriori, insuper aliae duae idest


di quaresima, nelle quali il diaco- subtile, et sudarium adduntur, sub-
no, e suddiacono usano la dalmati- tile, quod et strida tunica dicitur.
ca, e tonicella. Ben è vero, che al presente non
In quanto ai suddiaconi fu loro si vede differenza fra la veste del
assegnata la tonicella molto dopo diacono, e suddiacono, se non che
che i diaconi facevano uso della in alcune cinese si usano le mani-

dalmatica. La tonicella è una ve- ebe suddiacono alquanto più


del
ste quasi simile alla dalmatica, ma strette e più corte, la quale diffe-

più angusta nella forma, come os- renza per lo più si trascura, né si
servò il Baronia ai i3 maggio del può indagare, disse il Bona, in qual
suo Martirologio, sopra le parole tempo sia stato questo uso intro-
di s. Gregorio I, il quale nel lib. dotto. Il cadavere del sommo Pon-

7 delle lettere, alla lettera 63 ac- tefice si seppellisce con tonicella,


cenna l'uso de'suddiaconi, ut incinti dalmatica, e pianeta di colore ros-
lineis tunicis procederent. Di qual so, i quali paramenti sono paonaz-
forma fosse la tonicella ,
il mede- zi pei vescovi, e Cardinali sì ve-
simo Baronio, loco citato, citando scovi che preti, mentre rossa è la
Ammiano Marcellino lib. i4> dice dalmatica, che si pone ai cadaveri
essere stata pecloralem lunicam si- de'Cardinali diaconi. Ma di ciò si

ile manicis textam. Che si usasse tratta con più diffusione agli analo-

diversa la veste del suddiacono da gbi articoli. Però le dalmatiche e to-


quella del diacono, si ha pure dal- nicelle, ebe si assumono dal Papa,
l'Ordine Romano antico, pubblicato vescovi ec. sotto la pianeta, non
da Mabillon, nel sesto luogo ove sono ricamate, ma ordinariamente
si tratta della processione, che si di drappi semplici, ornate di pic-
iàceva dalla sagrestia all'altare a- coli galloni, e frangie d'oro.
vanti la messa, e si dice della sto- La dalmatica fu concessa anche
la, e dalmatica parlandosi de'diaconi, agli abbati di monte Cassino, e lo-
v parlandosi de'suddiaconi e delle ro successori da s. Leone IX nel
loro vesti, senza nominarle, e descri- ìo\cj, come un privilegio straordi-
verle, solamente si dice: qnae apucl nario, ed Adriano IV del ir 54 Io
(juosdam subdiaconales nominantni\ accordò all'abbate di Corwei, come
ci mappulae in sinistra inanu fe- riporta il Martene t. IL p. 616
rendae. 11 Cardinal Bona notò, che veter, script. In seguito la dalma-
nel pontificato di s. Gregorio I, tica venne concessa a tutti gli ab-
ebe fu eletto nel 5<)o, i suddiaco- bati mitrati, in uno alla tonicella. S.

ni vestivano di sola tonaca bian- Gregorio I avea accordato la dal-


,

DAL DAL 75
matica non solo al vescovo di Gap la superfìcie Dalmazia,
totale della
s. Aregio o Arrigo, ma anche al suo cioè a dire comprendendovi le iso-
arcidiacono, e per l'abbate Ciriaco le che ne dipendono, le quali for-

gliela trasmise. Eugenio III, del mano quasi la metà di questo sta-
i 145, concesse le dalmatiche a set- to. Le più considerabili di queste
te canonici della cattedrale di Co- isole sono: Arba, Pago, Isola gros-
Ionia. Prima di lui Lucio II, del sa, Cherso, Ossero, Ugliau, Pasmam,
1 r 44j accordò a R.oggero re di Si- Incoronata, il gruppo di Sebenico,
cilia l'uso del bacolo, dell'anello Bua, Solta, Brazza, Lerina, Curzo-
della dalmatica, della mitra, e dei la, Lissa, Lagosta, Maleda, Veglia

sandali. Innocenzo III, del 1198, ec. Fra i numerosi stretti, che
concesse a Pietro II re di Aragona separano le une dalle altre, o dal
l'uso della mitra, e lo coronò. In una continente, ed ai quali si dà il
cronica di questa funzione si dice del- nome di canali, si distinguono quel-
la dalmatica di drappo vermiglio, che li della Morlacca , di Mezzo, di
egli assunse. Benedetto XIII, nel Solta, di Brazza, di Lesina, di Na-
J726, conferì a Giovanni V re di renta, di Lagosta, e di Maleda. Le
Portogallo la dalmatica, e V uso di sue coste formano molte penisole,
altri paramenti sagri. Hartmanno di cui la più vasta è quella di Sab-
Mauro nel libro de coronatone Caro- bioncello. Il clima della Dalmazia
li Vì
tra le vesti solenni enumerò la è temperato: l'aria in generale è
dalmatica, e la disse : albani holo- pura e sana, meno in vicinanza
sericam pretiosis margaritis gemmis- alle paludi presso le coste, Le mon-
ene distinctam. Negli annali Ful- tagne della Dalmazia sembrano es-
densi, Carlo il Calvo, si descrive sere una massa non interrotta di
vestito talari dalmatica, et baltheo un marmo d'oro pregno di prodi-
desuper accinclus pendente, usque. ad giose marine cristallizzate in uno
pedes, Molti esempi abbiamo d'im- spalto bianco e calcareo. Antica-
peratori, e di re vestiti di dalma- mente questo paese dava dalle sue
tica nelle loro solenni coronazioni, miniere oro abbondanza. Mar-
in
cousagrazioni , ed altre cerimonie. ziale lo chiamò la terra che porta
Assistendo gl'imperatori al pontifi- l'oro, aurifera. I suoi migliori por-
cale del romano Pontefice, vestiti ti sono quelli di Zara, Spalatro, Se-
di dalmatica, esercitarono varii uf- benico, Macarsca, Piagosi, e Cattaro.
fizi di diacono, massime nella notte Secondo 1828, la
un'anagrafi del
di Natale, in cui cantavano il van- popolazione ascendeva a più di
gelo. trecentotrentaquattro mila abitanti
DALMAZIA. Regno il più meri- divisi in diciassette città, in trenta-
dionale dell'impero austriaco, lun- due borghi, e 932 villaggi; popola-
ghesso la costa orientale dell'Adria- zione assai tenue al confronto del-
tico, al sud della Croazia militare, la sua estensione, per altro aumen-
dalla quale i monti Velebitchi lo tala negli ultimi tempi. Il maggior
separano, ed all'ovest della Bosnia numero di questi abitanti professa
e dell'Albania, con la quale ha per la religion cattolica, e sta sotto la

limite comune tutta la cresta del- giurisdizione spirituale di due arci-


le alpi Dinariche. Il barone di Li- vescovi di Spalatro, e Zara, e dei
ehtenslein calcola a 844 l e gl ,e vescovi di Cattaro, Lesina, Marca*
j6 DAL DAL
na, unita alla sede di Trebigne, strutta dai romani nell'anno di Ro-
Ragusi, Segna, cui è unita in am- ma 5g8. Si vuole però, che Dal-
ministrazione la sede di Modrus- minium, Delminìum} Dalmium,o Dcl-
cba, Macarsca, ch'è unita a Spala- miuniy sia l'odierna città di Duomo
tro , Sebenico, e Veglia. Gli al- della Servia Turchia Europea.
nella
tri in numero di circa sessantauno Non fu in origine che un piccolissi-
mila seguono la religione greca, ed mo paese vicino alla
Liburnia, fra
banno un vescovo stabilito a Sebenico. i fiumi di Cerca, e di Cettina, ma
Gli abitanti delle città sono in poscia si diede il nome di Dalma-
gran parte originari d' Italia, e zia a tutta quella contrada, che
quindi parlano l' italiano quasi tut- estendesi lungo il mare Adriatico
ti ;
quelli dell' interno poi sono dalla Cerca sino al Drin. La Cer-

morlaccbij cbe sembrano di origi- ca, ed una linea


da questo fiume
ne valacca, ed banno un linguaggio al confluente del Drin e del Lini
mescolato con molte parole latine. separavano la Dalmazia dalla Li-
Esiste nelle montagne un'altra raz- burnia, e dalla Pannonia. Era di-
za di abitanti col nome di aiducbi, visa dalla Macedonia, dal Lim, dal-

e cbe sono mezzo selvaggi: questi le montagne ch'estendevansi sino


,

sono nomadi non


, si cibano cbe al Drin e dal Drin istesso, che
,

di frutta e di bacche dei cespugli scaricava le sue acque nell'Adriati-


boschivi, e saccheggiano d' ordi- co. Molti e molti furono gli anti-
nario i viaggiatori, che non vanno chi popoli abitatori della Dalmazia,
accompagnati. Il regno di Dalma- fra i quali i più possenti chiamaron-
zia è formato di tre divisioni di- si i cui re divennero per
gl'illirici,

stinte, separale le une dalle altre qualche tempo padroni di tutta la


da qualche frazione del territorio Dalmazia, e la Liburnia, aggiungen-
ottomano. La più settentrionale, che dosi anche alcune piazze della Ma-
è la maggiore, e più considerabile cedonia. Si vuole, che i polacchi, e
di queste divisioni, comprende l'an- i boemi, i dalmati, gl'islriotti che
tica Dalmazia veneta, e si divide s'impadronirono in diversi tempi del
ne' tre circondari, di Macarsca, Spa- paese, ov' essi ora abitano , sieno
latro, e Zara. La divisione dimezzo schiavoni in origine. Si dà il nome
rinchiude l'antica repubblica di Ra- di Agron ad uno di questi re del-
gusi, divenuta il circondario di que- rillirìa, e si dice che Teuca la

sto nome, infine la divisione più sua vedova, avendo fatto morire
meridionale, è l'antica Albania ve- gli ambasciatori dei romani , traes-

neta, chiamata oggidì circondario se le loro armate nella Illiria l'an-


di Cattaro. Zara, capitale di tutta no di Roma 524- Si potrebbe cre-
la Dalmazia, è la sede del governo dere, che la Liburnia si rimettes-
che dipende immediatamente dalla se allora in libertà, apparendo che
cancelleria imperiale, e dal mini- sessanta anni dopo Genzio ultimo
stero dell'interno a Vienna. Si cre- re dell'Illiria niente possedesse di
de, che nome
Dalmazia siasi
il di là della Cerca. Questo re fu spo-
formato da quello di Dalminiwn, gliato de'suoi stati, e fatto prigio-
città forte di questo paese, della niero dai romani l'anno 168 avan-
quale però ignorasi la situazione ti Gesù Cristo, i quali resero la

precisa, che fu presa, e quasi di- libertà a tutti i popoli della Illiria.
DAL DAL 77
Non si sa di preciso quali sieno Eraclio, che montò sul trono nel
stati poscia gli stabilimenti eretti 6io; il quale non si liberò da lo-
dai romani nella Dalmazia, sino al ro, se non abbandonando ai croati
regno di Augusto, il quale dopo le ed ai serviani i paesi, nei quali que-
sanguinose guerre conosciute sotto sti barbari sembravano volere sta-
il nome Dalmatiche, e dopo l'al-
di bilirsi, dopo averli ridotti quasi de-
tra lunga guerra., che descritta ci serti. I croati occuparono la Libur-
viene da Floro, da Dione, e da nia, e parte della Dalmazia sino
Appiano, finalmente pervenne a sog- alla Cettina, ed i serviani presero
giogarla del tutto, divenendo allora, possesso del restante della Dalmazia,
insieme colla Liburnia, una pro- ch'ebbe i suoi re particolari, l'ul-
vincia dell'impero romano. Si no- timo de' quali morto senza posteri-
minano le tre principali città , in tà, avendo lasciato il regno alla mo-

cui i magistrati amministravano la glie, essa chiamò in soccorso il

giustizia , cioè Scardona per la suo fratello Ladislao re di Un-


r
Liburnia , Salona , e IS arenta
e gheria. Questi, avendo invaso tutto
per la Dalmazia. Avendo l'impe- il regno, il lasciò ai suoi successo-
ratore Diocleziano cangiato la for- ri, finche i veneziani se ne resero
ma del governo, la Dalmazia di- signori nel modo seguente.
venne una provincia di quello del- Risorto al nascere del nono seco-
e fu, come per lo passato,
l'Illiria, lo l'impero occidentale nei franchi,
governata da un presidente. L' im- tentarono questi di acquistare il do-
pero romano, divisosi poscia fra Ar- minio dell'Adriatico, ma vi trovaro-
cadio ed Onorio 1' anno 3g5 di no una gagliarda resistenza liei gre-
Gesù Cristo la Dalmazia divenne
, ci, uniti ai veneziani, già fatti po-
una delle provincie dell' impero di tenti sul mare. Respinto, nelle sue
occidente, e novanta anni dopo que- marittime imprese, Pipino figlio di
sto impero essendo stato distrutto Carlo Magno, i veneziani dilatarono
da Odoacre re degli eruli, e gl'im- in tale incontro sempre più la loro
peratori d' oriente pretendendo di navigazione sull' Adriatico, e lo co-
riprendere questa provincia, divenne prirono, per così dire, colle nume-
essa il teatro di una sanguinosa rose loro flotte mercantili, sempre
guerra fra i greci, ed i barbari. Se- spalleggiati dagl' imperatori d'Orien-
condo Polibio, i goti, divenuti pa- te, che amavano meglio di vedere
droni dell' Italia, che la credettero, questo mare signoreggiato dai vene-
Dalmazia, come stato dell' impera- ziani amici, che dai franchi nemici.
tore d'occidente, dovesse loro appar- Crebbe così poco a poco la veneta
tenere, e se ne impadronirono in fatto potenza marittima, e divenne tale,

di buona porzione; ma, sconfitti da che avendo imperatore greco, Mi-


l'

Giustiniano I, fu riunita di nuovo chele Balbo, nell'anno 822, abban-


all' pure non ebbe a
impero, che donato del tutto ogni pensiero non
conservarla per lungo tempo. Inde- ma anche delle
solo dell'Adriatico,
scrivibili sono le sciagure cui andò città marittime, già possedute in
soggetta la Dalmazia, dopo la mor- Dalmazia, la repubblica veneta si

te di Giustiniano I, avvenuta l'anno trovò in istato di spiegar tulte le

565. Gli avari, od unni, vi commi- sue forze contro i corsari narenti-
sero orribili guasti, sino al regno di ni, slavi, e croati. Questi ormai
78 DAL DAL
possenti, datisi A- a scorrere nell' perati interamente gli sforzi de' se-
driatico, non solo divenuti erano condi, i quali si videro ridotti ad
dannosissimi al veneto commercio, accettare la legge dai vincitori. In
ma terribili ancora alle città tutte tal guisa ebbe principio il veneto
della Dalmazia marittima, oppresse dominio nella Dalmazia, dominio
dalle loro reiterate vessazioni. I ve- che seco trasse anche quello dell'in-
neziani, per evitare le loro pirate- tero Adriatico, e dei grandiosi acqui-
rie, eransi indotti a patteggiare coi sti della repubblica nelle isole, e
corsari, e a sborsar loro un'annua nelle bagnate da questo
provincie
somma di danaro. Ma il dose Pie- mare. Continuarono i veneziani nel
tro Orseolo II persuase la repub- possesso non interrotto di questa
blica ad una guerra aperta contro provincia, sino verso la fine del se-
di essi, piuttosto che sottoporre la colo XIV, in cui per la sfortunata
nazione a questa specie di disono- guerra genovese, furono costretti a
rante tributo. Era già governata a rilasciarne la maggior parte a Lu-
que' tempi la Croazia dai propri re- dovico re d' Ungheria, collegato coi
goli, i quali, unitamente ai narenti- genovesi. Morto questo però nel 1 38t,
ni, come si disse, infestavano le ed assunto trono Ladislao figlio
al
marittime città della Dalmazia, ed del re di Napoli Carlo III Durazzo,
il traffico dei veneziani, disputando vedendo quanto dispendiosa gli riu-
per ben centosettanta anni l'impe- scisse la difesa di questa provincia,
ro dell'Adriatico alla veneta repub- sempre d' altronde infestata dai con-
blica. Le città ricorsero più volte finanti vaivoda della Bosnia, ne re-
per difesa e protezione alla greca stituì ai veneziani quella parte, che
corte di Costantinopoli, ma inutil- gli era rimasta, con un pagamento,
mente, attese le deboli forze di quel- ed in tal in po-
guisa ritornarono
l' impero. Abbandonate quindi, e tere della repubblica contado di il

disperando della loro salvezza, de- Zara, con le isole di Arba, Cherso,
liberarono, in un congresso univer- Ossero, e Pago, amichevolmente
sale della nazione, di spedir legati sgombrate dagli ungheri. Dallo stes-
alla repubblica, già de' pirati natu- so vaivoda di Bosnia comprarono
rale nemica ,impegnandosi colla poscia i veneziani Ostrovizza, e con
stessa, che qualora fossero liberate essa si facilitarono 1' acquisto di Se-
dalle crudeltà e vessazioni dei cor- benico. Nel i4'7) certo Balza Stru-
sari, si assoggetterebbero volentieri simero, principe slavo, consegnò per
al suo dominio. trattato pacifico ai veneti, Drivasto
I veneziani allora, avendo adu- Dulcigno, Alessio, Antivari, e Bu-
nate tutte le forze marittime, accor- dua. Nel 1 4^3 passarono volonta-
sero a sollievo dell'oppressa Dalma- riamente sotto il dominio veneto,
zia, e, ricevuto giuramento di fe- della Brazza, Le-
il Almisso, le isole
deltà da quei popoli, proseguirono sina, Curzola, e quindi Traù, Spa-
vivamente la guerra. Il re de'croa- latro, e Cattaro. Acquistata tutta la
ti, atterrito, tentò d' intavolare del- Dalmazia, qualche suo territorio pe-
le trattative. I narentini si oppose- rò confinante, e qualche città, co-
ro con tutte le loro forze, ma glo- me Dulcingo, An livari, Durazzo ed
riosamente furono dai veneziani ri- altre, passarono in progresso di
gettati i progetti del primo, e su- tempo sotto il dominio ottomano,
DAL DAL 79
conservandone del restante il pos- re, e fu zio di s. Susanna. V. Chie-
sesso la veneta repubblica, sino alla sa di s. Susanna, e Chiesa di s. Ca-
sua estinzione. Finalmente, pel trat- jo. Nel quarto secolo fiorì l'altro
tato di Campo Formio, nel 1797 dalmatino s. Girolamo, dottore del-
tra la Francia, e 1' Austria, la Dal- la Chiesa, Cardinale, e segretario di
mazia fu ceduta a questa ultima s. Damaso romano Pontefice. Nel-
potenza, che in conseguenza del- l'anno 494j s- Gelasio I si oppo-
la campagna del i8o5 la restituì se ai progressi dell' eresia pelagia-
alla Francia, essendo stata allora na, che tentava insinuarsi anche
riunita al regno di Italia, ed aven- nella Dalmazia. Nel 5go, sotto s.Gre-
do poscia fatto parte delle provi n- gorio I, la Chiesa romana possedeva
cie illiriche amministrate separata- nella Dalmazia un pinguissimo pa-
mente dalla Francia. Nel 1806 i russi trimonio, che faceva amministrare
s'impadronirono delle bocche di Cat- per mezzo di un rettore. Dall' an-
talo, che restituirono ai francesi per la nalista Rinaldi abbiamo all'anno
pace di Tilsit. Dopo
1814, l'Austriail 594 num. 16, che s. Gregorio I

di nuovo ne divenne padrona. sospese dalla comunione colla santa


Si vuole, che il vangelo sia stato Sede i vescovi della Dalmazia, i

annunziato nella Dalmazia fino dal quali aveano consagrato Massimo


tempo degli apostoli, lo che viene falso vescovo Salonitano, contro il

basato sopra ciò, che dicesi nella divieto della Sede apostolica. Nel se-

seconda epistola del dottore delle colo VII nuovamente la Dalmazia


genti a Timoteo, 4> v
cap. 2° J - vide sublimato al pontificato un al-

cioè che Tito, discepolo di s. Pao- tro suo concittadino, dappoiché nel-
lo, andasse in Dalmazia. Certo è, l' anno 64ofu creato Papa Giovan-
come dice Commanville, Ilisloire de ni IV, figliuolo di Venanzio, scola-
tous les arcìièv. et évécj. pag. g5, re di Zara. Questo Pontefice fece
cles archév. et èv. de Dalmatie 3 trasportare dalla Dalmazia sua pa-
che le metropoli di Salona, e di tria, perchè la vedeva sovente in-

Ragusi furono erette nel primo se- vasa dai barbari, le reliquie dei ss.

colo della Chiesa. La prima si riunì martiri Venanzio, Anastasio, e Mau-


a Spalatro, la seconda divenne in ro, le quali da lui furono riposte
seguilo sede vescovile. 11 cristiane- presso la basilica lateranense, nel-
simo vi si mantenne in vigore si- l' oratorio, che poi chiamò
si delia
no al VII, e 1' Vili secolo, allor- Madonna di s. Giovanni. Dal cita-
ché gli schiavoni, popoli originari to Commanville si ha, che Giovanni
del nord come gli unni, se ne im- VIII concesse agli slavi o schiavoni,
padronirono, e vi stabilirono diversi ch'eransi stabiliti in Dalmazia, di cele-
principati ; e che s. Metodio e s. brare gli uffìzi divini, nella loro lin-
Cirillo convertirono al cristianesi- gua. Non sarà discaro il notare che già
mo, verso il pontificato di Giovanni Adriano II del 869, aveva concesso ai
Vili. Nel secolo terzo la Dalmazia moravi, che negli uffìzi divini, e
venerò sulla cattedra di s. Pietro nella messa facessero uso della lingua
un suo concittadino, s. Cajo di Spa- slava per essi volgare, ciò che con-
latro, eletto Papa nell'anno 283. fermò l'immediato successore Gio-
Egli era figliuolo di s. Cajo prete, vanni VIII, coli' obbligo di recitare
fratello di s. Gabino, prete e marti- prima il vangelo nella lingua lati-
,

8o DAL DAL
na, e poi nella slava. V. Schiavo- riconosceva la fondazione, in uno al

ma, o Slavom.y. contiguo ospedale pei nazionali. Di-


Il Pontefice Gregorio VII, nel- poi Innocenzo X, nel i 644-j ajutò i
l'anno 107Q o 1078, creò re De- veneziani contro i formidabili sfor-
metrio duca, o principe della Dal- zi de'turchi, che aspiravano al con-
mazia, Croazia, e Schiavonia, di- quisto della Dalmazia ; e Pio VII,
chiarandolo re di dette provincie. nel 1809, e nel mese stesso della sua
Demetrio le sottopose al dominio deportazione, ebbe la consolazione
della santa Sede coli' annuo tribu- di sentire l' intrepidezza dei vescovi
to di ducento bizanti, e col giura- della Dalmazia, contro le pretensio-
mento di fedeltà a s. Pietro, e ai ni di Napoleone imperatore de' fran-
romani Pontefici, come narra il Ba- cesi, lesive alla cattolica religione.
ronio all'anno 1076. Quindi, nel Per ultimo faremo menzione del
concilio tenuto in Salona, s. Grego- prodigioso avvenimento, per cui per
rio VII, per mezzo de' suoi legati, mano degli angeli la santa casa
Gebizo Cardinale vescovo di Cese- ove il divin Verbo s' incarnò nel
na, e Folcuino vescovo di Fossom- ventre immacolato della beata Ver-
brone, fece dare a Demetrio la co- gine, da Nazaret fu trasportata in
rona, e le insegne reali. Successiva- Dalmazia, tra Tersate, e Fiume
mente i Papi non mancarono di sull' Adriatico. Ciò avvenne 1' anno
prendere paterna cura della Dalma- 1291, nel pontificato di Nicolò IV,
zia. Il Nerini de tempio et coenO'
, a' 9 maggio, cioè circa un mese do-

bio ss. Bonifacii et Alexìi a pag. po che gì' infedeli presero Acri os-
85, e seg., parla di tal concilio, sia Tolemaide ai cristiani, l' unica
perchè Gebizo era stato abbate di città che loro rimanesse presso i san-
tal monistero di B_oma, e dice che ti luoghi di Palestina, pei quali a-
vi fu interdetta la vendita degli uo- vevano avuto luogo otto crociate.
mini. Bonifacio Vili vi spedì per le- Ma dopo tre anni, e sette mesi, ai
gato il Cardinal Boccasini, che poi io dicembre 1294, gli angeli tras-
gli successe nel i3o3, col nome di portarono la medesima santa casa
Benedetto XI, e Nicolò nel 1 449 V nella marca di Ancona, in una sel-
spedì in Dalmazia il rinomato pre- va di certa donna chiamata Lore-
dicatore Antonio minore fran-
fr. to, e poscia passati otto mesi, in
cescano.Gregorio XIII nel 1576 altro luogo più in là dal monte
fondò un convento pei francescani mezza lega distante, e finalmente
in un' isola dell' Adriatico per van- poco dopo, e nel 1290, nel sito ove
taggio spirituale della nazione dal- rimase, e tuttora si venera la detta
mati na, e per la conversione dei Santa Casa di Loreto (Fedi).
turchi. II suo successore Sisto V, Clemente VII, volendo riconosce-
che riteneva la sua famiglia origi- re l'identità del gran prodigio, in-
naria dalmatina, o illirica, dai fon- viò tanto in Nazaret, che nella Dal-
damenti riedificò in Roma la Chie- mazia, alcuni soggetti idonei, i qua-
sa di s. Girolamo de* Schiavonì liesaminarono con diligenza le tras-
(Fedi) } e v' istituì una collegiata lazioni della santa Casa, e la pe-
con capitolo, che dovesse essere com- riferia di essa, e si ebbero per ri-

posto d' illirici, dalmatini, e schia- sultato incontrastabili documenti del


vini, perchè da essi l' antica chiesa seguito prodigio.
DAL DAINI 8f
Concilio di Dalmazia. pei conversi, il terzo per gli ospiti.
In seguito da essa dipendettero set-
Nell'anno 1199, Giovanni cap- te abbazie.
pellano del Pontefice Innocenzo 111, DAMA. Vocabolo, che significa
e Simone suo suddiacono, ambedue donna j sebbene nell' uso si pigli
legati della santa Sede, o, secondo comunemente per donna nobile, o
altri, due religiosi legati pontificii, gentildonna. Il Menagio dice, che
assistiti dall'arcivescovo di Diocleo, tal voce derivi da Dominus, che
sede poscia trasferita ad Antivari, significa Signore, e dal femminino
e da sei vescovi suoi suffragane!, domina; dal che per abbreviatura
stabilirono, pubblicarono in un
e si è fatto il nome di Dama. For-
concilio dodici canoni per estirpare se dall'Italia passò questo nome in
gli abusi introdotti nella Dalmazia, Francia, giacché pure anticamente
ed ivi stabilire gli usi romani. Vi si si disse in Italia Nostra Dama la
proibì la simonia, si vietò ai vesco- Vergine Maria madre di Dio. Quin-
vi di ricevere danaro per l'ordina- di furono istituite le congregazioni
zione, dovendo essere posti tra i religiose di donne delle Dame del
laici i chierici cos\ ordinati, e de- sagro Cuore [Vedi), e delle reli-

posti i vescovi. Si condannarono i giose di Notre Dame (Vedi). L' e-


matrimoni de' preti. Venne appro- rudito Cancellieri nella Lettera so-
vata l'antica divisione de' beni ec- pra r origine delle parole Domi-
clesiastici della Dalmazia. Si ordinò nus, e DomnuSj ec, a pag. 8, e 9
di custodire rigorosamente il segre- dice, che colla parola Dam e Dame
to della confessione, sotto pena del- si nominò Dio, e spiega come passò alle

la uffizio, e del
perdita dell' bene- donne. Il titolo di Dama altre vol-
fizio. che davano benefizii,
I laici, te era onorevolissimo in Francia ;
e quelli che li ricevevano dalle lo- non accordavasi che alle persone
ro mani, furono condannati. Si ful- di alta portata, ed era riserbato
minò la scomunica ai mariti che alle mogli de' cavalieri, giacché quel-
abbandonassero le mogli, senza il le degli scudieri qualificati dicevan-
giudizio della Chiesa. Venne vietata si soltanto Madamigelle. Francesca
la ordinazione de' bastardi, e si pre- d' Angiò, essendo rimasta vedova
scrisse l' interstizio di un anno pel avanti che suo marito fosse stato
diaconato, e il sacerdozio; e si or- creato cavaliere, non ottenne dagli
dinò di conferirli prima di trenta storici se non che il titolo di ma-
anni di età. Diz. de Concilii, p. damigella. Sul trattamento delle Da-
1 44 > Labbé t. XI. me, nel formolario epistolare, può
DALON o DALONE. Luogo del consultarsi il Parisi , Istruzioni per
Limosino in Francia, in cui eravi la secretoria.
un'abbazia de'cisterciensi. Quivi nel- In appresso s'introdusse il nome
l'anno 1 1 1 4- si tenne un concilio, di Madama, e questo titolo si die-
rammentato dal Mabillon, Annoi. de alle donne, che possedevano qual-
s. Benedici, t. V, p. 5g5. L'abba- che signoria ;
poscia sidiede a tutte
zia fu nel medesimo anno fondata le donne di qualità, ed anche alle
da Gerardo di Sala, e divenne con- mogli dei magistrati, e finalmente
siderabile a segno ebbe sino a eh' si prodigò senza distinguere, massi-

tre chiostri, uno pei monaci, l'altro me appresso i francesi. ?Vwerle Can»
voi. mx.
82 DAM DAM
cellieri, loco citato pag. 72, che ma- strettissima nel mezzo, andando ad
dama fu titolo privativo una volta allargarsi verso l' estremità. Ha no-
delle regine, e delle principesse del ve porte, ed è circondata ila mu-
sangue reale,' e fu usato dagli An- raglie mezzo rovinose, non che fian-
gioini quando montarono sul trono cheggiata d;i torri con fosse. E for-
di Puglia e Sicilia. Piitornando al tificato parimenti da torri con fosse
titolo di Dama, aggiungeremo che il castello che la difende. L'aspetto
le dame nella corte di Francia fu- di Damasco è triste e monotono,
rono introdotte sotto il re France- non avendo come altre città dell'o-
sco I, forse avendone preso l'idea riente veruna piazza pubblica. Le
dalle corti italiane, per cui allora case sono semplici all' esterno ; ma
venne creato il titolo di Dama del di una grande magnificenza al di
palazzo. Caterina de' Medici, per dentro. Oltre gli addobbi fastosi,
un raffinamento di politica, chiamò ed i loro bei tappeti, ordinaria-
alcune damigelle di onore, tolte tra mente hanno esse un vasto cor-
le fanciulle del più alto grado, non tile quadrato, con alberi odoriferi,
tanto perchè ad essa servissero di e belle fontane di marmo, che con-
compagne, quanto per potersene ducono 1' acqua ad ogni angolo del-
valere come di un mezzo più adat- l' abitazione. Le strade sono ben
to a favorire i suoi disegni per i- lastricate, ed adorne di ricchi ba-
scoprire destramente i segreti dei zar ben fabbricali, di bagni super-
grandi del regno. Il Vossio dimo- bi, e di caffè detti cavenech, appa-
stra, che da Domina discende Do- rati con buon gusto. Quello detto
micella, e da questa Damigella,, e Chan-verdy, ossia caffè de' rosai, è
Damoiselle, come avverte anche il rinomato in tutto l'oriente. Gran-
Carpentier. dissimi sono i sobborghi, ma di for-
DAMASCENI Peretti, Cardina- ma irregolare. Uno monumenti
de'
le. V. Peretti. i più curiosi di Damasco è il ser-
DAMASCO, Damascus. Città ar- raglio o palazzo del pascià osserva-
civescovile della Turchia Asiatica, bile anche per la sua grandezza. Vi
nella Siria, capoluogo del ragguar- si distingue Ran, od ospizio prin-
il

devole pascialatico del suo nome, e cipale eretto da Asad pascià, e quel-
residenza del pascià. Trovasi situa- lo di Solimano pascià. Numerose
ta in una fertile pianura, e sì a- sono le moschee, essendoil popolo
mena, che fu chiamata il più va- fanatico pel maomettanismo. La più
go paradiso dell' Asia . E posta bella è la Zekia, o gran moschea,
a' piedi del versatolo orientale del un tempo cattedrale dedicata a s.

Lihano , ed è cinta di bellissi- Giovanni Battista, che vuoisi edifi-


mi giardini, e di ridenti case cam- cata dall' imperatore Eraclio. Questo
pestri. Viene irrigata dal Parade, superbo edificio è di architettura
il Chyssorrhoas degli antichi, e da corintia, e di forma oblunga, ed
altri piccoli corsi d'acqua, derivanti ornata di due minereti, sormontati
da questo fiume, i quali vanno a da una cupola in pietra. Al di fuo-
riunirsi in un alveo solo, che a po- ri della sua facciata sostenuta da
ca distanza da questa città torma enormi colonne di granito rosso, si
un lago ricco di pesci. Damasco è osserva una magnifica fontana, la
molto più lunga che larga, anzi acqua della quale cade da venti
DAM DAM 83
piedi di altezza. moschea Questa 11 re Davide battè Rasin , ed
l'acchiude nel suo circuito una cro- assoggettò a se questo regno. Eb-
ce, spaziosi giardini, ed un ospeda- be vari illustri successori , che o-
le per gì' indigenti. Damasco ha ra furono in guerra , ora allea-
molti altri ospedali, e il più hello ti dei Giuda, e di Israele.
re di
è cpiello eretto da Solimano I. Vi Nelle vicende delle guerre fu que-
sono otto sinagoghe, una chiesa gre- sta città presa da Geroboamo II
ca, una maronita, una siriaca, una re d' Israele ,
quindi da Taglatfa-
armena, e tre conventi di armeni lassare, re di Assiria , che quasi
cattolici. In quello di s. Paolo, che la distrusse, spingendo i suoi abi-
apparteneva agli spagnuoli, eravi tanti di là dall'Eufrate, come pur
una scuola di lingua araba. Questa anche da Sennacherib, e soggiacque
città è una delle più commercian- altresì alla Persia. In epoca men ri-
ti della Turchia asiatica. E celebre mota dicesi acquistata anche dai ge-
da lungo tempo per le sue mani- nerali di Alessandro il Macedone. Fu
fatture di lame da sciabla , sebbe- sotto i seleuci, che divenne capitale
ne non abbiano ora più che un della Siria, prima che lo fosse An-
•valore secondario. Queste sciable tiochia. Metello, e Lelio, capitani
sì flessibili, si dice che fossero fab- romani, durante la guerra di Pom-
bricate con sottili ed alleine stri- peo con Tigrane, se ne impadroni-
sele di ferro, e di aeciajo. E pure rono, e passò epiindi sotto il domi-
Damasco rinomata per le sue eccel- nio romano con tutta la Siria, di-
lenti fabbriche di drappi all'arabe- venendo allora questa città uno dei
sco in seta, che presero appunto il grandi arsenali, che l'impero avesse
nome di Damasco da questa città in oriente. Nel 635 cadde in pote-
in cui furono inventali ; sono pine re degli arabi o saraceni,dopo che
rinomate le altre stoffe dipinte, di l'imperatore Eraclio fu vinto nelie
seta, e di cotone. Damasco versa sue vicinanze dai luogotenenti del
le sue mercanzie principalmente a califfo Abu-Bekr. Il califfo Moawiah
Baimi, che si considera il suo por- la fece residenza, e capitale del ca-
to. La città contiene circa duecento liffato, il qual onore conservò fin-

mila abitanti, de' quali dodici mila ché i califfi abassidi trasferirono
sono cristiani, e quasi altrettanti ad A ubar la loro sede. Fu in ap-
ebrei ; il resto siriaci, maomettani, presso soggetta ai sultani di Egitto
arabi, e turchi. sino a che Timur-Beg la distrusse.
DamascOj secondo tutte le tradi- Finalmente, dopo molte altre vicen-
zioni, deve la sua origine alla più de, cadde in potere dei turchi con
ri mota antichità, ed evvi chi la vuo- tutta la Siria, per opera dell'im-
le esistente sino dai tempi di Abra- peratore Selim i5i7, e finoI, nel
mo. Altri, e principalmente lo sto- da quel tempo fece sempre parte
rico Giuseppe, le danno per fon- dell' impero ottomano. Nel i j5g,
datore Hus figliuolo di Aram, ul- fu molto danneggiata- dal terremoto.
timo figlio di Noè. Verso l'anno io44 La religione cristiana vi fioriva
avanti G. C, divenne la capitale d'un quando Areta re degli arabi, ne a-
regno, fondato da Rasin generale vea il possesso ; e si può dire che
delle truppe di Adareser, che più 1'
apostolo s. Paolo battezzato da A-
tardi prese il nome di regno di Siria. nania discepolo di Gesù Cristo, fos~
84 DAM D \M
se uno de' suoi allievi. Dal Rinaldi contnno s. Giovanni Damasceno, ed
all'anno 35 si apprende che in Da- Abulfeda.
masco raccolse la chiesa il detto DAMASO, Cardinale. V. S. D\-
Anania, dopo che fedeli erano i maso I Papa.
slati cacciati da Gerusalemme dopo DAMASO (s), Papa XXXIX. I

la morte di s. Stefano e che nel ; Nacque Guimaraens di Por-


egli in
luogo dove Cristo apparve a san togallo ovvero in R.oma l' anno
,

Paolo per convertirlo, fu edificata 3o4, e fu annoverato, benché assai


una chiesa. Fu in Damasco che s. giovane, tra i notari e lettori della
Paolo perdette, e ricuperò la vista. Chiesa Piomana, ed è per questo
Vuoisi che Teodosio I avendo e- , che scrisse gli atti dei ss. martiri
retto in provincia la seconda Fe- Pietro e Marcellino. Cresciuto cogli
nicia, o la Fenicia del Libano, at- anni, strinse amicizia con s. Atana-
tribuisse i diritti metropoHtani ad sio. Sino agli anni quarantotto di
Emesa, dov' egli stabili un prefetto; età non fu insignito dell'ordine del
con tutto ciò Damasco era metro- diaconato. Di un tale carattere fre-
poli sotto il patriarcato d' Antiochia giato, accompagnò l'esule Pontefice
coi seguenti vescovati suflfraganei : s. Liberio sino a Milano, e quindi
Emesa, Salama, Laodicea,
Liopoli, fu ordinato prete, e fatto Caldina
Abila, Tabruda, Evaria, o Giusti- ne sotto il pontificato di s. Felice
nianopoli, Palmira, Chomoara, Sa- II, indi confermato da s. Liberio,
racenorum, Charadea, Alala o Ala- di cui secondo alcuni fu vicario in
lia,Danaba, Clima Magludorum, tempo dell'esilio. Innalzato alla su-
Clima orientale, e Gonaitico. Dama- prema dignità di Pontefice, in età
sco fu stimata la seconda sede del- d'anni sessantadue, ed ai i5 set-
l' oriente dopo Tiro; e per molto tembre del 367, sua prima cura
tempo vi fece residenza il patriar- fu il sedare lo scisma mosso dal-
ca d'Antiochia. Al presente Dama- l'antipapa Orsidno, e diedesi poscia
sco, Damascai., è un arcivescovato con zelo veramente apostolico al
in parlibus, avente sottoposte le se- buon governo della Chiesa. Nel
di di Abelia, di Alala o Alalia, di 369 adunò in Roma un sinodo di
Coradro, di Evaria, e di Tanes 93 vescovi, nel quale fu conferma-
pure in partihus. Gli ultimi ar- ta la fede nicena, riprovato il con-
civescovi litolari furono monsignor cilio di Rimini, e condannato Au-
Giovanni Camillo Rossi , che Leo- senzio, qua! promulgatole dell'aria-
ne XII, nel concistoro dei 9 api-ile na eresia nella diocesi di Milano.
del 1827, trasferì dalla chiesa ve- S. Basilio mandò a Roma sue let-
scovile di s. Severo; e prima di lui tere per Doroteo diacono antioche-
era stato arcivescovo di Damasco, no, laonde s. Damaso I, pei- com-
monsignor Giuseppe dalla Porta Ro- piacere alle pie istanze di Ini, spe-
diani, poi patriarca di Costantinopo- dì nell'oriente Sabino diacono della
li, e dal regnante Pontefice creato chiesa milanese; ma essendo questi
Cardinale. Le missioni latine di Da- ritornato a Roma con altre lettere
masco sono dipendenti dal vica- di s. Basilio , che al Papa non
riato apostolico di Costantinopoli piacquero, furono a lui respinte a
pei latini. Tra i grandi uomini, mezzo di Evagrio antiocheno. Al-
eh' ebbero per patria Damasco, si lora Basilio ed i vescovi orientali
DAM DAM 85
incaricarono Doroteo, divenuto pie- lo ricevette. Nel 38 1, ad istanza
te, di portare al Pontefice altre dell' imperatore Teodosio, fece il

lettere, per cui fu in Roma nel santo Pontefice celebrare il secondo


374 celebrato un concilio. concilio generale, a cui intervenne
Poco dopo si recò in Roma Vi- un gran numero di vescovi. Questi
tale apollinarista, e da scaltro pre- ricevettero onorevolmente il To-
sentò a s. Damaso una forinola I mo degli Occidentali, o sia la
di fede, che sembrava secondo i professione di fede di san Dama-
donimi cattolici, il perchè fu rice- so I a Paolino ,
già stabilita l'an-
vuto alla sua comunione; ma ap- no precedente nel concilio roma-
pena parlilo da Roma, il Papa si no, e confermarono la fede del Ni-
insospettì, e di ciò scrisse a Pao- ceno contro gli ariani Macedonio,
lino di Antiochia, la qual cosa per Aezio, ed Eunomio. Nell'anno 383
altro destò nell'oriente altri movi- scrisse s. Damaso I ai vescovi di
menti, perchè in certo modo sem- oriente una lettera contro gli apol-
brava riconoscere Paolino, a danno linaristi, ed un' altra l'anno appres-
di s. Melezio, per legittimo vescovo so all' imperatore Valentiniano a
di Antiochia. I vescovi orientali, favore di Simmaco, calunniato di
in uno a s. Basilio per la terza perseguitare i cristiani per favorire
volta mandarono Doroteo a Roma la causa di Cesare. Non è vero, che
per rappresentare le ragioni di san egli fosse primo ad ordinare in
il

Melezio. Tuttavolta, nel sinodo ce- Roma il canto dell' Alleluja in tem-
lebrato dal Pontefice, diede ragione po pasquale, ma bensì di avere in-
a Paolino, col prescrivergli di non giunto che si cantasse più frequen-
rigettare dalla comunione cattolica temente , ed anche fuori di quel
s. Melezio; quindi s. Damaso I in- tempo. Alcuni attribuiscono a san
terrogato da s. Girolamo, il quale Damaso I altre cose, come l'istitu-
il consultò se potesse cattolicamen- zione della pena del taglione. Chia-
te dirsi che in Dio ci fossero tre mò s. Damaso I a Roma il dotto-
ipostasi, e con chi dovesse comu- re s. Girolamo, per servirsene co-
nicare, rispose che comunicasse con me di segretario nelle risposte che
Paolino, e che professasse in Dio dava ai concili, ed alle chiese; inol-
uri ipostasi, e tre persone : insegui- tre s. Girolamo per comando del
to i due
partiti vennero a transa- Papa tradusse nel latino idioma
zione,che fu approvata dal Papa. •varie opere. Governò diciassette an-
Nell'anno 378 s. Damaso I battez- ni,due mesi e ventisei giorni e , ,

zò Gracco prefetto di Roma, e gli morì quasi ottuagenario agli 1 1 di-


comandò di atterrare l' infame spe- cembre del 384. Egregio per vir-
lonca del dio Mitra. Nel 38o di- tù, erudito nelle sante Scritture,
chiarò nulla l'ordinazione fatta da illustre ed insigne
per gli scritti,

alcuni egizi dell'ambizioso Massimo per l'ottimo governo del suo pon-
Cinico a vescovo di Costantinopo- tificato, s. Damaso I fu uno de'più
li, e costituì suo vicario nelle pro- celebri Papi della primitiva Chie-
vincie dell' Illiria orientale il vesco- sa. 11 suo cadavere venne sepolto
vo di Tessalonica Acolio. Venuto a nella basilica da lui eretta nella via
Roma Priscilliano condannato dal Ardeatina, accanto alla madre, ed
concilio di Saragozza, il Papa non alla sorella Irene, e quindi trasferì-
85 DAM DAM
to nella Chiesa di s. Lorenzo in morto agli 8 di agosto a Pale-
Damaso {Vedi), da lui medesimo strina, ove erasi recato per fuggire
(ondata. Vacò la sede Romana tren- l'eccessivo caldo di Roma. Fu quin-
tuno giorni. di il suo corpo trasferito in Roma, e
Le opere di s. Damaso I, colla sepolto fuori della città nella chiesa
sua furono date alla luce da
\ita_, patriarcale di s. Lorenzo. La s. Sede
Federico Ubaldini nel i63o, illu- vacò sei mesi, e quattro giorni. Per
strate poi colle note di Marzio Mi- altre notizie su questo Papa, che
lesio Sarazzano J. C. romano, per pel brevissimo suo pontificato , e
la cui industria furono raccolte nel per essere straniero poco si cono-
1671. Vi è un'altra edizione roma- scono, si possono consultare gli scrit-

na del i638, del p. Carlo d'Aqui- tori delle vite de' Pontefici.
no; e poscia il p. Antonio Maria DAME del sagro Cuor.E. V. Sa-
Merenda nel 1754 ne procurò al- gro Cuore, Dame.
tra romana edizione in foglio. Il DAMIANO Pietro (s.) Cardina-
Papebrochio, in Propileo par. I, le. V. Pietro Damiano (s.)
pag. 58, sopra alcune Epistole at- DAMIAMSTI. Eretici, ramo di
tribuite al santo Pontefice, fa una acefali severiani. Presero il nome
bella dissertazione. Scrisse ancor la da un certo Damiano vescovo di
vita di questoPapa, il p. Antonio Alessandria , il quale essendo pri-
de Macedo, nella sua Lusitania In- ma del partito di Severo ereti-
cidala, pubblicata in Parigi nel co vescovo di Antiochia, si divi-
i663. Intorno poi alle opere di se anche dalla sua scuola, e
poi
s. Damaso I, Elogia sanctoruni, si formò una setta particolare. I
stanno nella Biblioth. PP. edit. Lug- Damianisti, seguendo 1* errore di Sa-
duni, tom. V, p. 635; nell' Append. bellio, ammettevano in Dio una so-
Bibliot. Veter. PP. p. 844, e nel- la natura, ma senza distinzione di
la seconda edizione del Bigni, tom. persone, insegnando, che inomi Pa-
IV, col. 920 ; e nella terza al to- dre, Figliuolo, Spirito santo, non
mo IV, pag. 543, Elogium de Pau- sono altro che diverse denomina-
lo Apostolo^ sta in 2, choro Poe- zioni della stessa persona.
tar. Latin, edit. Hanoviae, tom. II, DAMIANO (s.). Era questi fra-
pag. 673. Le Epistole si possono tello a s. Cosma, ed ambedue ara-
leggere in Labbé, Conciliar, tom. bi di nascita. Si applicarono in Si-
II, col. 864, e con s. Clemente ria allo studio della medicina, e
edit. Coloniens. pag. 536. Hymni riuscirono medici si per l'arte che
tres stanno in Hymnario ad eal- per la pietà famigerati. Professan-
cem Thomasii pag. 4^-52.
psalterii do essi la religione cristiana, ani-
DAMASO II, denominato prima mati da questa, assistevano gli in-
Poppone nativo della Baviera in fermi con quella carità , eh' essa
Germania, vescovo di Bressanone, ispira, non curando per nulla l'in-

di bassa nascita, ma di gran mente, teresse venale, anzi rigettando qua-


sostenuto dalla protezione di Enri- lunque compenso. In Ege città del-
co III, ai 17 di luglio dell'anno la Cilicia vivevano essi, ed erano
1048 in Roma fu benedetto, e ve- onorati assai da que' cittadini, ado-
nerato per Papa. Ma non regnò perandosi ancora di fare nuovi pro-
che soli ventitre giorni, essendo seliti alla religione cristiana. L' un-
DAM DAM 87
pesatore Diocleziano, perseguitando schee alimentano parecchie cen-
si

la religione di Cristo, ordinò a Li- tinaia di poveri, ciechi, ed impedi-


sia, governatore della Cilicia, di non ti. Questa città, vantaggiosamente
risparmiare la morte a chi la pro- situata pel commercio, manca di
fessava. Facile fu al governatore di porto ; tuttavolta il suo commercio
scoprire questi santi fratelli per ne- è animatissimo coli' Egitto e colla
mici del suo padrone, e quindi or- Siria, per cui vi risiedono vari con-

dinò che fossero presi, ed assog- soli europei. I dintorni sono assai
gettati ai più crudeli tormenti ,
deliziosi, e l'aria vi è sana.
perchè obbedissero a Cesare, ma La presente città di Damiata fu
costanti essi nella loro fede , li fabbricata nel luogo stesso, e secon-
fece perire sotto la scure. I loro do alcuni poca disianza dalla
a
corpi furono raccolti ,
portati in antica Tamiathis, situata quasi in
Siria, e sepolti a Ciro. Questi ge- faccia di Pelusio, che qualche volta
nerosi soldati di Cristo furono assai si confuse con questa città, e che
onorati. Alcune delle loro reliquie fu distrutta durante le crociate.
vennero portate in Pioma sotto il Damiata segui il destino delle altre
pontificato di s. Pel ice III detto IV, città, allorché i saraceni si resero
ed attualmente riposano nella chiesa padroni di questo paese. All' artico-
del loro nome,
eh' è ancora diaconia lo Crociata (Vedi), si parlò molto
V. Chiesa de' ss. Cos-
cardinalizia. di Damiata, e dei Cardinali legati,
ma, e Damiano, non che ss. Cosma, che vi spedirono i sommi Pontefi-
e Damiano, ove si parla delle tre ci, cogli eserciti de' crocesignati, pel
coppie di sauti di egual nome. La conquisto di Palestina, e dei santi
Chiesa onora la loro memoria il luoghi. I crocesignati la presero do-
di 27 settembre. po un lungo assedio nel 12 18, o
DAMIANO, Cardinale. Questi 1219: laonde Tafadino sultano ne
viene annoverato dal solo Ciacconio mori di dolore per non poterla
tra i Cardinalidiaconi, creati da soccorrere. Il Papa Onorio III mol-
Urbano Papa eletto nel 088. Gli
II, 1 to si adoprò per conservare Damiata
altri scrittori non fanno di lui men- ai crociati, che vi edificarono diverse
zione, cosicché della sua vita non pos- chiese; ma fu restituita al soldano di
siamo raccogliere ulteriori notizie. Egitto nel 1221. Il re s. Luigi IX,
DAMIATA oDAMIETTA. Cit- avendo preso la croce, passò in E-
tà arcivescovile dell' Africa nel bas- gitto, e giunse nella rada di Da-
so Egitto, capoluogo di provincia, miata il
4 ghigno 1249, e fu allo-
sulla riva destra, e presso la foce ra la città dai saraceni abbando-

delramo orientale del Nilo, detto nata. Nell'anno seguente, quel re


ramo di Damiata. E eretta in for- di Francia, essendo stato fatto pri-

ma di luna crescente sulla stretta gioniero in un fatto d'arme sangui-


lingua di terra, che si trova fra il noso successo in un campo di bat-
Nilo, e il lago Menzalch, sempre taglia, che si vede all'est della cit-

coperto di barche. Vi si vedono tre tà, fu costretto, per ricuperare la

grandi moschee, una delle quali è propria libertà, di cedere di nuovo


un' antica chiesa cristiana, il cui in- Damiata, allora in potere de' fran-
terno è sostenuto da molte colonne cesi, ai saraceni. Questi, temendo
di marmo. In una di queste ino- non fosse per l' avvenire il motivo
. 1,

88 DAM DA N
di una guerra fatale al loro paese, DANABA (Danaben). Sede ve-
distrussero Daraiata. Dipoi, in suo scovile della Fenicia marittima nel-
luogo n'eressero una nuova, o, se- 1'Asia, posta da Tolomeo nella Pal-
condo alcutiL ripararono la vecchia. mirena al sud ovest della città di
È certo, che oggidì la foce del Ni- Palmira. Il vescovato venne eretto
lo è più lontana, cioè a dire più nel secolo quinto, e sottoposto alla
settentrionale, che non era al tempo metropoli Damasco. Di questa
di
di s. Luigi IX.
Questo prolunga- chiesa si trova menzione negli atti
mento ebhe egualmente
della costa de' concili, ove pure sono ricordati
luogo all' imboccatura di Rosetta. due vescovi, che vi ebbero sede. Al
Dannata divenne sede metropo- presente è un vescovato in parti-
litana; ma né si conosce l'anno bus, nella giurisdizione pure in par-
della sua erezione, né se lo fosse tìbus di Damasco. Gli ultimi che
dopo che fu presa dai crociati. Cer- ne portarono il titolo, sono monsi-
to è, che nel 1249 n'era arcivesco- gnor Giuseppe Schuller de Ehren-
vo Egidio, a cui il re di Francia tal, e monsignor Ignazio de Natale

s. Luigi IX assegnò duecento li- palermitano, de' marchesi di Monte-


re di rendita dalla sua cassa par- rosato, aciò nominato dal Papa
ticolare, finché egli avesse qualche Leone XII nel concistoro dei 2
altro benefìcio, che provvedesse al maggio 1827.
suo mantenimento. Al presente è DANDINI Girolamo, Cardinale,
occupata dai maomettani, che vi tol- Girolamo Dandini nobile cesenate
lerano alcuni cristiani copti, e pa- di famiglia oriunda da Siena, uo-
recchi greci, i quali vi hanno i loro mo di grande spirito e di estese
vescovi. E arcivescovato in partibus, cognizioni , fu dapprima scelto a
che viene conferito dalla santa Sede, segretario di Paolo III, e poscia
con tre vescovati pure in partibus, nell'anno 1 5T44> promosso al ve-
cioè Ermopoli, Nilopoli, e Tanasia, scovato di Caserta, dal quale due
alla sede di Damiata soggetti. At- anni dopo fece passaggio a quello
tualmente è fregiato del titolo di d' Imola. Di questa chiesa egli fu
arcivescovo di Damiata , monsi- assai benemerito ; la fece ricoprire
gnor Giacchino Pecci nunzio apo- di una stabile volta, e la fornì di
stolico nel Belgio, e tale dichiarato preziose suppellettili. Ampliò anche
dal Papa che regna nel concistoro il palazzo episcopale, e diede luogo
de' 27 gennaio anno corrente. Avanti a' cappuccini di fabbricarsi una chie-
di lui lo fu mons. Giacomo Sinibaldi, sa e convento. Fatto assai destro
fatto da Pio VII, e dal medesimo ai nel maneggio de' più difficili affari,

29 agosto 182 1 dichiarato vescovo Paolo III lo spedì più volte inter-
assistente al pontificio soglio, quin- nunzio in Francia presso France-
di da Gregorio XVI, nel mentovato sco I ed Enrico II suo successore;
suo concistoro, fatto patriarca di col quale trattò ancora intorno alla
Costantinopoli. Prima di lui Pio VI futura celebrazione di un concilio
fece arcivescovo di Damiata, colla generale, ch'ebbe luogo dipoi nella
nunziatura apostolica di Colonia, città di Trento. I protestanti face-
monsignor Bartolommeo Pacca, ora vano allora grandi progressi, e per-
Cardinal decano del sagro Col- seguitavano a tutto potere i catto-
legio. lici: e si fu appunto per reprimere
,

DAN DAN ò9
Ja forsennata loro prepotenza, clic il sua morte accadde a' 3 dicembre
Dandini venne insignito del carattere i55g, ed ebbe il sepolcro nella
di nunzio ordinario nella corte del- chiesa di s. Marcello presso l' al-
l'anzidetto Enrico. Dipoi Giulio III, tare della Beata Vergine addolora-
successo nel i55o a Paolo III, lo ta; sul pilastro si vede il suo ri-
richiamò presso di sé in qualità di tratto, che credesi dipinto da Pel-

segretario, e quindi gli diede la legrino da Modena. Il Pallavicini

commissione di recarsi come inter- nella storia del concilio di Trento fa


nunzio presso Carlo per istabili- V più volte menzione onorata di que-
re la continuazione del tridentino sto dotto, e chiarissimo porporato.
concilio, e per ottenere soccorso DANDINI Girolamo, nato a Ce-
nella guerra di Parma e della Mi- sena, della famiglia del Cardinale di
randola, di cui fu dichiarato presi- questo nome, entrò nella compagnia
dente col titolo di commissario ge- de' gesuiti, in cui si distinse per la
nerale dell' esercito Pontificio. Cosi sua pietà e dottrina. Fu il primo
bene riuscì Dandini in tutte le
il del suo Ordine, che in Parigi inse-
cose affidategli, che il Pontefice gnasse la filosofìa. Dopo di avere
nel i55i, lo creò prete Cardinale sostenuto a meraviglia i gradi di
assente, e poscia gli conferì il tito- rettore e di provinciale, fu man-
lo di s. Matteo in Merulana, e la dato da Clemente Vili nel 1 5q6
qualifica di legato a Intere di Carlo nunzio a' maroniti di monte Libano
V per trattare la pace col re cri- per riconoscerei loro riti, e la lo-
stianissimo. Nelle Fiandre accolse il ro credenza massime intorno all'Eu-
Commendone, che gli fece la confi- caristia. Diede quindi alla luce una
denza quanto avea stabilito colla
di relazione esatta dei suoi viaggi, e
regina Maria d' Inghilterra per ri- di più un trattato di Etilica Sa-*
stabilire in quel regno la religione era, cui Riccardo Simon, che pub-
cattolica, ed anzi ritenne il Com- blicò la relazione da lui tradotta
mendone presso di sé in qualità in francese, con alcune note inte-
di datario della sua legazione. Ma ri- ressanti, afferma essere un' opera ec-
chiamato dipoi dal Papa Giulio III, cellente. Morì poscia in Forlì pieno
perchè s' era mostrato favorevole di meriti, e di virtù, nel r 634
soverchiamente ai disegni di Carlo d'anni ottantatre.
V , fu investito dell' abbazia di s. DANDINI Ercole, Cardinale.
Bartolommeo nel Bosco in Ferra- Ercole Dandini nacque in Roma da
ra. Dandini con beneplacito apo-
Il nobile famiglia dei conti di tal no-
stolico rassegnò la chiesa d'Imo- me, e dellamarchesa Gualtieri di
la, cui non avea mai rinunzia- Orvieto ai i5 luglio 1 7^9. Fece i
to ,suo nipote Anastasio li-
a suoi studi nel collegio Nazareno dei
berto, ma
per la morte di questo, pp. delle scuole pie, terminati i

riprese poscia il governo della dio- quali, e dichiarando la sua voca-


cesi. Intervenne ai conclavi di Mar- zione ecclesiastica, Pio VI lo fece
cello II, e di Paolo IV; ma fu cameriere d'onore, e lo nominò ab-
appunto in quest' ultimo conclave, legato a portare in Viterbo la ber-
che un' improvvisa malattia lo as- retta cardinalizia al Cardinal Giu-
salì con tal furore, eh' egli lasciò seppe Doria venuto ivi dalla nun-
di vivere in età d' anni 5o. La ziatura di Francia. Ebbe in dono
go DAN DAN
una tabacchiera d'oro smaltala con damento nella sua esemplarissima
entro una cedola di mille scudi; religione, e morì 22
luglio 1840.
a'

al di lui segretario il Cardinale Le esequie sicelebrarono nella chie-


donò una mostra o orologio d'oro, sa di s. Marcello, ove cantò la
ed ai domestici trenta scudi. Pio messa il Cardinal Pedicini, come
VI lo fece quindi canonico di san camerlengo del sagro Collegio, ed
Pietro, e Pio VII prelato, ed eco- ivi rimase sepolto nella gentilizia
nomo della congregazione della fab- sepoltura, in cui era stato pur tumu-
brica di s. Pietro, cui è pur unita la lato il celebre Cardinal Girolamo
qualifica di segretario di tal congre- Dandini. Appartenne alle congrega-
gazione. Nel i8i6,PioVII il promos- zioni de' vescovi e regolari, del con-
se alla carica di commendatore di s. cilio, della rev. fabbrica di s. Pie-
Spinto, poscia, nel concistoro de' io tro, delle acque, dell' economia ,

marzo 1823, lo creò Cardinale del- degli studi, e del censo, e fu pro-
l'ordine de' preti, conferendogli il tettore dell' aiciconfraternita di s.

titolo di s. Balbina, ma il vescova- Caterina da Siena a strada Giulia.


to di Osimo e Cingoli, a cui lo DANES Pietro, nato a Parigi,
aveva destinato, venne poscia da fu nominato da Francesco I alla
lui rinunziato. Leone XII lo fece cattedra di professore di lingua gre-
prefetto della congregazione del buon ca. Enrico II lo elesse a precet-
governo, ed a motivo delle dispo- tore del delfino che fu poi il re
sizioni di quel Pontefice, die tras- Francesco II. Pochi anni prima
portò nel palazzo della cancelleria Francesco I lo inviò in qualità di
la residenza del prefetto, e degli ambasciatore al conciliodi Tren-
uffizi di detta congregazione, il Car- to, dove recitò un lungo e dotto
dinal fu il primo prefetto che vi rngionamento, per esaltare Y at-
abitò. Pio VIII lo nominò visitato- taccamento de' re di Francia al-
re apostolico dell' arcispedale, e del la cattolica religione, ed alla santa
pio istituto di s. Spirito in Sassia, Sede. Entrò nel particolare de' be-
ohe da prelato, come dicemmo, avea nefici, che laRomana avea
Chiesa
governato con diligenza, e lode, ricevuti Francia, e special-
dalla
colla qualifica di commendatore. mente da Pipino, e da Carlomagno.
Limosiniero, pacifico, e pio, cele- Provò, che i Papi perseguitati non
brò la messa dopo nove anni dac- aveano mai trovato asilo più sicu-
ché apparteneva all'ordine dei Car- ro che in quel regno. Questo ra-
dinali preti. Intervenne ai con- gionamento proferito nel i5^6 fu
clavi per l' elezione di Leone XII, stampato dopo in Lovanio cogli
Pio Vili, e Gregorio XVI. Que- atti del concilio. Fu quindi il Da-
st' ultimo, per la stima particola- nes innalzato alla sede vescovile di
re che ne faceva, nella sua ulti- Lavaur nel i556 a , e presiedè
ma infermità avea divisato di visi- quell'augusta che vi si
assemblea,
tarlo, ma il tempo ne impedì la tenne, distinguendosi pel suo fervore
effettuazione. 11 Cardinale dovette verso il nome francese. Mori questo
soccombere ad una lunga e peno- dotto vescovo a Parigi nel 1.^77
sa malattia da lui tollerata con d'anni ottanta. Abbiamo di lui al-
quella rassegnazione alla volontà cuni opuscoli, e lettere latine rac-
di Dio, la quale avea sì gran fon- colte, e stampate con uu competi-
DAN DAN 91
dio della sua vita a Parigi nel che molto avrebbe sofferto per aino-
1731. Procura l'editore di prova- re di Gesù. Da lì a non molto
re contro il signor Dupin, che non essendo morto l'abbate del suo mo-
il presidente Duranti, ma Pietro nistero_, i monaci volevano Danie-
Danes compilò la grande opera de le a successore, ma egli presa la
rilibus ovve-
Ecclesiae Calholicae, fuga, si ricoverò presso s. Simeone,
ro contribuì per lo meno più che Vi rimase quattordici giorni, do-
altri a comporla ; ma tali prove pò i quali intraprese il viaggio
presso i critici furono di poco va- per Terra santa, ma per istrada
lore, mentre rendono giustizia alla avendo avuto una visione dal san-
di lui profonda erudizione. to, cambiò partito, e si rifugiò a

DANIELE (s.), martire. V. s. Costantinopoli, e poi ritirassi in un


Elia e compagni martiri. tempietto abbandonato, volendo co-
DAN1ELE (s.), prete e martire, sì imitare il santo auacoreta. Dopo

Due anni dopo il martirio di s. la morte di s. Simeone, successa


Milles nella provincia dei Raziceni fan no 4^9j scelse Daniele una mon-
in Persia per ordine di quel go- taglia presso il Ponto Eussino per
vernatole fu arrestato questo san- suo soggiorno. Uno de' suoi amici
to unitamente alla vergine Ver- s. vi fece fabbricaredue colonne, che
da. Questi furono assoggettati a' più unite con ispranghe di ferro appa-
duri tormenti , perchè abiurassero rivano una sola, ed ivi salito egli
la religione di Cristo; ma indarno : vi fece continua dimora. A piedi di
il perchè inasprito il tiranno per la quella colonna fu ordinalo sacerdo-
loro costanza, ordinò pur anche che i te da Gennadio vescovo di Costan-
loro piedi fossero foracchiati, e posti tinopoli, e sopra quella celebrò
per cinque giorni continui in un la santa messa, ed amministrò po-
liagno d' acqua gelata. Inutile riu- scia il pane degli angeli a va-
scitoanche questo tentativo, furono rie persone Visse un' età assai
.

per ultimo condannati alla ni or- lunga , sempre istruendo, e con


te, che seguì infatti il dì 21 feb- l'esempio, e con la voce, quanti
braio del 344- S.Marubio in lingua a lui ricorrevano. La fama di
siriaca estese i loro atti, e Stefano questo straordinario uomo si diffuse
Assemani li rese pubblici in Ada per ogni dove, e venivano in gran
Marlyrum Orientai. numero portati gì' infermi a piedi
DANIELE Stilita (s.). Nacque di questa colonna, perchè volesse
Daniele nella città di Murata, pres- egli procurare da Iddio la libera-
so Samosata. In età di dodici an- zione dei loro mali, e tutti ne par-
ili, abbandonò il mondo, e, ritira- livano risanati. Tre giorni innanzi
tosi in un monistero, si applicò con alla sua morte offerse il santo sa-
fervore alla vita contemplativa. Al- grificio alla mezzanotte, e fu cou-
lorchè il superiore del convento si solato con una visione degli ange-
recò in Antiochia, Daniele fu ad esso li. Il patriarca Eufemio lo assi-
compagno, e visitarono nel passaggio stette, e lo vide spirare sopra la
il rinomalo s. Simeone Stilita sopra sua colonna circa l'anno 49°> ^
la sua colonna. Veduto da Simeone 1 1 dicembre, nel quale giorno vie-
Daniele, il chiamò a sé , e data- ne celebrata la sua festa nei calen-
gli la benedizione, lo avvertì ancora dari greci, e latini.
ga DAN DAN
DAMELE vescovo nel pae-
(s.), nimarca propriamente detta sono
se di Galles. Questo sauto era te- assai lontani. Si calcola la superfi-
nuto iu altissima venerazione nella cie di questo regno a duemila ot-
chiesa dilla Gran-Brettagna. Fiorì tocento venti leghe, delle quali sei-
in sul principio del secolo sesto, cento cinquantadue toccano alle iso-
fondò un rnonistero, presso il ca- le, ed il restante al continente.
nale del mare che divide l' isola di La estensione delle coste è di cir-
Anglesey dal paese di Galles. Il re ca mille seicento leghe. Fra il gran
Mailgo edificò l'anno 5i6 incirca numero degli stretti, che interseca-
una città in questo luogo medesi- no questo regno interamente ma-
mo detta, secondo Usserio, B ancor, rittimo, nomineremo il Sund od ,

o Bangofj ed il nostro santo vi fu Oeresund, che separa Seeland dal-


eletto a primo vescovOj ricevuta la Svezia, il gran Belt che si tro-

avendo la consecrazione da s. Du- va fra Seeland, e Fionia, il piccolo


brizio. Dopo una lunga vita di fa- Belt, che si prolunga fra Fionia ed
tiche e di meriti, mori nel 5^.5, il continente, ed il Guldborgsund,
ed ebbe la sepoltura nell'isola di rinchiuso fra Falscter e Laaland.
Bardsey. La cattedrale di Bangor è Una moltitudine di piccoli fiumi,
intitolata dal suo nome. V. Bangor. indicati in danese col nome di
DANIMARCA,DjdmAHCK(Dania). Aaer, ne intersecano il suolo. La
Regno della parte settentrionale del- posizione marittima della Dani-
l'Europa, il più antico dei tre regni marca è estremamente favorevole
del nord, situalo al sud ovest del- alla navigazione. Non vi è luogo
la Svezia, e al nord dell' Alemagna. in questo paese, che sia a più di
Attualmente si compone i.° di una venti leghe lontano dal mare .

piccola porzione del continente ,


Compresi i laghi, e le paludi, le
confinante al sud col gran ducato acque formano la sedicesima parte
di Meklenburgo-Schvverin, coi ter- della superficie di questo regno.
ritori delle città libere di Am- Quantunque situata nella parte la
burgo, e Lubecca, e col regno di più settentrionale della zona tem-
Annover, da cui è separato dall'El- perata boreale, la Danimarca ha
ba all' est col Baltico, il picco-
: un clima meno freddo di quel-
lo Belt, ed il Cattegat, al nord lo sembri esigerlo la sua latitudi-
col Skagerrack ed all'ovest, col, ne. L'umidità dell'atmosfera favo-
mare del nord; 2.° di molte isole risce la vegetazione, ma il clima
situate nel Baltico , e fra queste non è nocevole ai danesi.
è il Cattegat. La penisola di Jut- Ilregno di Danimarca civilmen-
land, ed i ducati di Sleswig, di te può dividersi in tre sezioni, i.°
Holstein, e di Lavenburgo, forma- la Danimarca propria, che com-
no la parte continentale di questo prende l' Arcipelago danese suddi-
regno. Fra le isole si distinguono viso nelle tre stifter, o diocesi di
particolarmente quelle di Seeland, Seeland, Fionia, e Laaland; la Jut-
Fionia, Laaland, Falster, Moeeu, landia settentrionale ripartita nelle
Langeland, Alsen, Fehmern.e Bom- quattro diocesi di Aarhuus, Aalborg,
bolai. La Danimarca possiede inol- Wiborg, e Ripen ; e la Jutlaudia
tre le isole Faeroe, e la Islanda ;
meridionale, o ducato di Sleswig;
ma questi possedimenti della Da- 2." i ducati di Ilolslein, Lauembur-
DAN DAN 93
go, i quali fanno parte della con- abitanti di questi tre regni, altre
federazione Germanica; 3.° L' isola volte uniti, s' intendono fra loro.
d' Irlanda colle altre, che ne di- Dopo la lingua danese, più di tut-
pendono, e le colonie di oltremare, to si parla quella tedesca. La lin-
cioè nell'Asia i territori e città di gua danese è un miscuglio della
Tranquebar, e Frederiknagor nella antica lingua de'goti, dei frisi, dei
costa di Coromandel. Sventola pu- germani, e degl' inglesi. La Da-
re lo stendardo danese in un pic- nimarca fu un tempo monarchia
colo forte mantenuto nell' isola elettiva, ma limitata dai diritti de-
Nankury, sull'Arcipelago delle isole gli stati rappresentativi. Nel 1661
Nicobar, che verso la metà dello la gelosia di questi stati impegnò
scorso secolo aveva la Danimarca la corte a profittarne destramente,
interamente occupato; in Africa il affine di assumere un potere assoluto
forte di Cristianborg nella costa sotto il re Federico III. In appres-
della Guinea; nell' America setten- so gli stati rinunziarono ai loro
trionale , oltre i vari ed incerti diritti. Tal sagrifizio fu subito ac-

stabilimenti della Groenlandia, le cettato, e da quell' epoca la mo-


isole Antille di Tommaso, di s.
s. narchia danese è forse la meno
Giovanni, e di s. Croce. Le sud- circoscritta di tutte le allre di
dette diocesi, o stifter, in numero Europa. Una legge reale, dettata
di sette, si suddividono in diciotlo solo in favore del potere monar-
amter, o baliaggi. Sotto il rapporto chico, è custodita fra le gioje del-
militare, la Danimarca comprende la corona. E dichiarato in essa, che
tre divisioni. La milizia è riparti- il re non abbia altro giudice che
ta in nove distretti , che si chiama- Dio; che possa fare e distruggere
no commissariati militari di terra. le leggi e dispensarne chi a lui

Per la marina si divide il regno piace ; ch'egli sia il padrone di tut-


in sette distretti; finalmente i bo- ti gli affari civili, ed ecclesiastici,
schi sono divisi in cinque divisioni purché sia egli della confessione
forestali. La popolazione del regno augustana [Vedi). L'Holstein però
di Danimarca, comprese le isole del conserva la sua antica costituzione
mare Baltico, e del mare del nord, rappresentativa, nella quale domi-
supera la cifra di un milione, due- na ed è garantita dal-
la nobiltà,
cento quattromila, quattrocento ses- la dieta Germanica, in cui il re di
santa abitanti ; quella del d'Hol- Danimarca ha una voce pe' suoi
stein, e signorie dipendenti, ascende domimi di Alemagna. La marina
a più di trecento sessanta due mila, e danese, sino dai tempi rimoti, e
quelle dell'Islanda, ed altre colonie, principalmente sotto Cristiano V,
a centosessantamila. La Danimarca Cristiano VI, e Federico IV, per
ha poche città grandi e la mag-
, la sua possanza e valore fu in cre-
gior parte della popolazione è se- dito della più rispettabile del nord,
minata nelle piccole città, nei vil- ma dai primordi del corrente secolo
laggi, ed in gran numero nei ca- il suo armamento è di molto dimi-
sali. nuito.
La lingua danese non è diffe- Il numero degli uomini lettera-
rente da quella della Norvegia, e ti in Danimarca è in proporzione
della Svez'ui, che pel dialetto. Gli della sua estensione, non essendo
«j4 DAN DAN
punto minore a quello di qualun- mente Chersoneso cimbrico, ed
nel
que altro paese di Europa, in cui occuparono poscia probabilmente an-
fioriscono le scienze e le arti. Ha che le grandi isole adiacenti, remota
università, accademie, molte società sede della danese monarchia. Questi
scientifiche, e numerose scuole che furono in progresso scacciati dai go-
dappertutto fioriscono. Meritano es- ti, che sembrano discesi dalla Scan-
sere ricordati fra i suoi uomini ce- dinavia. E certo, che la Danimar-
lebri,Ticho Brahè, per la mate- ca era divisa in molte piccole so-
matica; Arnas Magnaeus, Langehek, vranità, che quasi ciascun' isola a-
Seboening, e Suini per le patrie veva il suo re, molti contandone
storie; Holberg scrittore erudito; il Jutland. Leira era la residenza
Oeder, e Muller distinti botanici: del più possente di questi piccoli

Niehubr intelligente viaggiatore ; principi, che si dedicavano, come


Mal te- Br un, celebre geografo, e let- tutti i popoli del nord, alla pirate-
terato, e molti altri. Tra gli artisti ria. I danesi fecero un gran nu-
primeggia il vivente commendatore mero di spedizioni contro la gran
Tordwalsen, al cui genio per la scol- Brettagna, e la Francia soggioga- ,

tura tributa profondi e meritati en- rono una parte dell'Inghilterra, for-
comi il secolo ammiratore, e le sue mandone piccoli regni, e saccheg-
opere ne perpetueranno la fama. I giarono, e fecero orribili guasti in
caratteri dei danesi sono runici, e Francia. Erano assai intrepidi , e
si credono anteriori alle invenzioni molto abituati a vivere sul mare.
del papiro, delle tavolette incerate, Avevano un culto rozzo bensì, ma
e delle membrane. Il pincipale or- accompagnato da una certa gran-
dine cavalleresco della Danimarca dezza virile. Molto si disse di essi,
è quello dell'Elefante (Fedi), quin- e de'loro primi re, ma la storia
di è più distinto quello di Danne- n'è favolosa assai ed incerta sino
borg, al quale è da aggiungersi un all'anno 5oo, o al regno di Aroldo
terzo, cbiamato della perfetta unio- I. Basterà nominare fra quegli an-
ne, ovvero della fedeltà, creato dal- tichi monarchi della Danimarca
la regina Sofia Maddalena , il
7 quello Skiold, quale acquistò tan-
il

agosto 1732, per fregiarne le ta riputazione, che per lungo tempo


dame. i re di Danimarca portarono il no-
Il nome Danimarca si pre-
di me di Skioldiiiiger, cioè successori

tende che derivi da unode'primi ca- di Skiold. Olaf II, re di Svezia,


pi di questa nazione nominato Dan. conquistò la Danimarca nell'anno
Dei danesi viene fatta menzione sino 900, e dall'epoca del regno di Gorm,
dal sesto secolo nelle notizie isto- o Gormone, che s'impadronì del-
riche di lornandes, allorché s'inco- la sovranità nel 920, e regnò sopra

minciò gettare una qualche luce una gran parte di quel paese, og-
nella storia della Scandinavia. Sem- gi formante la Danimarca, la sua
bra, che i primi abitanti della Da- storia incomincia a presentare mag-
nimarca, e principalmente della gior chiarezza, e verità. La Scania
sua porzione continentale, sieno sta- era una delle sue provincie, ma
ti i cimbri, o celti, i più antichi lo Sleswig fu occupato dagl' impe-
abitatori conosciuti, cioè gli ante- ratori di Alemagna ed , eretto in
nati dei "welsci, che stavano special - margraviato. Da un altro lato, Sve-
DAN DAN 95
no, minor figlio di Gormon, con- zia scosse ilgiogo danese nel i44^>
quistò l'Inghilterra, e suo figlio essendo prima morto il deposto
Canuto poi aggiungendovi la Nor- Enrico di Pomeriana, detto il IX, e
vegia, si videro i tre scettri uniti morto essendo senza prole il di lui
nelle mani di questo re, detto per- successore dopo sei anni di monar-
ciò il grande. Sotto suo regno
il chia, Cristoforo III di Baviera, quel-
gli abitanti della Danimarca, ces- lo che trasportato avea la sede a
sando di fare i pirati, incominciaro- Copenaghen e che può dirsi la
,

no allora a fare i primi passi ver- sorgente della fortuna di questa


so l'industria, e la civilizzazione. città.L'anno i44^ ?u anche cele-
L'Inghilterra per altro, dall'anno bre, perchè estintasi l'antica dina-
1042, ebbe di nuovo sovrani par- stia dei re Skioldnnger, in esso in-
ticolari, e cinque anni dopo anche cominciò a regnare la stirpe dei
Ja Norvegia fu perduta per la Da- conti di Oldenburg, antica ed illu-
nimarca, già stracciata da intestine stre casa sovrana di Vestfalia, nel-
guerre crudeli, ed indebolita dalla la persona di Cristierno o Cristiano
feudalità. Sotto Waldemaro I, det- I. Fu egli re di Danimarca, e Nor-

to pure il grande, riguardato co- vegia, non che duca di Sleswig, e


me il padre della danese legislazio- di Holstein, ma quest' ultimo du-
ne, che prese il titolo di re dei cato divenne poscia l'appannaggio
vandali, salito al trono nel 1 1^7, di un altro ramo della famiglia, che
la Danimarca brillò di un qualche lo conservò sino al secolo XVIII,
splendore per aver debellato anche epoca in cui rientrò nei domini del
i Wendes, popoli delle meridionali re di Danimarca, mediante la cessio-
live del non che per la
Baltico , ne del ducato Oldenburgo. Gio-
di
conquista dell'isola di Bugen. Ma vanni, figlio di CristianoI, compres-

il di lui nipote Waldemaro II, che se la ribellione svedese, e venne


con una flotta formidabile sottomi- coronato a Stockolm nel i407-
se una parte della Livonia, e del- Sotto il legno tirannico, e sgra-
l'Estonia, nel 129.3, ebbe un'infeli- ziato di Cristierno li, detto il Nero-
ce posterità. La figlia di Waldema- ne del nord, che perdette il trono
ro III, Margherita, avendo sposato e la vita, la Svezia mediante le vit-
Hakone VIII re di Norvegia, fece torie, e gli sforzi eroici di Gusta-
nascere la memorabile unione sulla vo Vasa, scacciando danesi, ricu- i

sua testa delle tre corone del nord, però nel i5ii interamente la pri-
mentre prima fu dichiarata reggen- stina libertà. L'abolizione della cat-
te, poscia alla morte del suo pic- tolica religione , eseguita sotto Fe-
colo figlio, salì sul trono della Da- derico I nel i5s3 o i5i6, ed il

nimarca, e della Norvegia nel 1387, luteranismo introdotto da Cristiano


indi, nel 397, su quello della già
1 III, nel i537, e quindi solenne-
conquistata Svezia, nel qual anno mente adottato, formano un'epoca
s'era consolidata la suddetta unio- lagrimevole , e considerabile della
ne di questi tre regni, mediante il storia della Danimarca. Siccome Cri-
famoso trattato di Colmar. I suc- stiano III continuava a porre tre
cessori Margherita non godet-
di corone sullo stemma reale danese
tero per molto tempo di questa pei tre regni di Danimarca, Nor-
fortunata riunione, mentre la Sve- vegia, e Svezia, questa ultima gli
9G DAN DAN
mosse guerra. A lira epoca memo- ilgoverno si vide forzato di con-
randa per la Danimarca è quan- segnar loro tutta la sua flotta. Sic-
to accadde nel secolo seguente, cioè come poi il governo danese conti-
la gran politica riforma, di cui si nuò ad essere ligio al governo im-
è parlato di sopra. Non sono di periale francese, così le potenze al-
tanto interesse le vicende dei re leate coll'Inghilterra, alla pace del
successori di Cristierno 111, e per- 1814, ed in virtù del trattato di
ciò brevemente accenneremo le Rie], tolsero alla Danimarca la
guerre sfortunate , che sostenne Norvegia, per darla alla Svezia, ed
Cristierno IV contro l'Austria, e la accordarono a Federico VI, re di
Svezia, e quelle di Federico III Danimarca, come una specie d'in-
pure contro la Svezia, che ter- dennizzazione, il tedesco ducato di
minarono col trattato del marzo Lauenburgo, popolalo da circa tren-
1660, in forza di cui fu costretto tamila abitanti. Dopo lo sciogli-
a cedere una delle più belle Pro- mento dell'impero germanico, la
vincie, ed altre porzioni, sud del- al Danimarca, sopprimendo la costitu-
la Scandinavia, come pure la fer- zione rappresentativa dell'Holstein,
tile isola di Paigen. aveva sottomesso questo ducato al
Nel cominciare del secolo XVIII, suo potere assoluto; ma alla erezio-
la Danimarca ebbe a soffrire altro ne della confederazione Germanica
ostinato conflitto colla Svezia, il qua- nel 18 io, 1' Holstein fu compreso
le non terminò che nel 720, goden- 1 in questa federazione, col diritto di
do pel restante del secolo una profon- una costituzione, che sembra in tal
da pace. Sarà poi sempre onorevole modo conservare la sua antica co-
pel gabinetto danese, l' avere pel stituzione feudale.
primo emanato il filantropico de- Gli storici danesi fanno risalire
creto della tratta abolita de'nesrri
O l'origine della loro monarchia ai
fino dal 1792. Nel secolo preceden- tempi più ri moti; ma la serie dei
te, per merito di Federico III ven- re di Danimarca, secondo la cro-
ne estirpato il barbaro uso, che i nologia del dotto istoriografo Cesa-
nobili potessero impunemente uc- re Cantù, non è sicura che dal
cidere i paesani. Al principio del nono secolo. 11 Lenglet nelle sue
secolo XIX, e precisamente nel tavolette cronologiche 3 all'anno 714
1 0*07, il re di Danimarca Cristierno registra Gormo
Danimarca, re di
VII, avendo rifiutato di far cau- nel 764 Sigefredo, nel y65 Get-
sa comune coll'Ingbilterra, contro tico, e nell'809 Olao III. Da que-
il dominatore della Francia, che sti il lodato Cesare Cantù inco-
influiva allora sul resto del conti- mincia la sua cronologia, che ci
nente, Copenaghen venne in pie- dà sino ai nostri giorni, ed è la
na pace bombardata dagl' inglesi, ed seguente :

Olao III 809 . . . . 810


Emmingo 810 . ... 812
Sivardo Ringo ... 812 . ... 817
Araldo V 817 . ... 843
Sivardo II 843 . ... 846
Erico I 846 . ... 847
1 2

DAN DAN 97
Erico li 847 863
Canuto I 863 87 3
Froto 873 889
Gormo II 88q 897
Araldo VI 897 9*9
Gorrno III 919 g3o
Araldo VII 93o 980
Svenone I, ed Aral-
do VII 980 1014
Svenone re di Nor-
vegia 1000
re d'Inghilterra io3i .

Canuto II, il grande io34 io36


Canuto III, Ardica-
nuto io36 io4i
Magno io4i i°44
Svenone II i°44 1074
Araldo Vili .... io 7 4 1080
Canuto IV, il santo 1080 1086
Olao IV 1086 io 9 5
Erico ili io 9^ 1 io5
Nicola 1 106 I 123
Erico IV 1 1 3 4 1 137
Erico V 1 137 «47
Svenone III ... 1 1
47 . n47
Canuto V, il santo 1 47 1 iS'j
Valdemaro I, il gran-
de 1 1^7 1182
Canuto VI 1 182 1202
Valdemaro II 1202 . . . 1241
Valdemaro III, cor-
regge/ile 1 2 1
g I23l
Erico VI 1241 I25o
Abele i25o 1252
Cristoforo I . . . . 12 52 I25g
Erico VII I2 ^9 1286
Erico VIII 1286 l320
Cristoforo II ... . i32o i34o
Valdemaro IV. . . i34o i3 7 5
Olao VI i3 7 6 i38 7
Margherita regina
di Danimarca ,

Norvegia e Svezia 1387 i4t2


Erico IX 1 4 1 dep. 1439 m. i4^9
Cristoforo III .. . i44° 448
Cristiano , o Cri-
stierno I i44§ 1481
voi. XIX.
98 DAN DAN
Giovanni i4$i • . . . i5i3
Cristierno II ... . i5i3 . dep. . i5i3 ni. i55 9
Federico I i52 3 . . . . i533
Cristierno NI . . . i534 .... i55g
Federico II .... i55g .... i588
Cristierno IV . . . i588 . . . . 1648
Federico III ... . 1648 .... 1670
Cristierno V. . . . 1670 .... 1699
Federico IV ... .
1699 .... 1730
Cristierno VI . . . 1730 .... 1746
Federico V . . . . 1746 .... 1766
Cristierno VII ... 1766 . . . . 1808
Federico VI .... 1808 . . . . i83g
Cristierno VIII 3 dicembre 1839 . .

Nei tempi del gentilesimo i da- lettera scritta da Canuto II agli


adorarono particolarmente gli
nesi arcivescovi, al clero, ed al popolo
dei Freyer, Freya, Tìior, Thyr, inglese nel suo ritorno da Roma,
ed Odia, essendo questo ultimo il e riportata da Ignulfo p. 28, e
principale. Neil' 822 Ebbone, vesco- nella quale s' intitolò Canulus rex
vo di Pieims, predicò il vangelo in totius Danemarchiae, et Non>egiae,
Danimarca, e l'Aroldo, essendosi et partis svevorum , dimostrandosi
rifugiato presso l' imperatore Lo- non competergli questo titolo pri-
dovico I, il Pio, si fece battezzare ma del io3o, poiché la Norvegia
nell' 826 da alcuni monaci, che vi non fu da lui occupata che nel
fondarono varie comunità religiose. 1028; e della Svezia non giunse
Aelnot dice, che i primi missiona- a possedere veruna parte prima
ri Danimarca, della Svezia, e di
di dell'anno io3o. Ma il Baronio, il

Norvegia furono preti inglesi; che Pagi, ed altri gravi autori sono di
i popoli di Danimarca abbraccia- sentimento, che Canuto II, il gran-
rono il cristianesimo con
molto de, si recasse in Roma nell'anno
ardore, che quelli di Svezia non ne 1027, in cui governava la Chiesa
imitarono l'esempio, anzi misero ilPontefice Giovanni XIX, detto
a morte un inglese nominato Eskil- XX. Sono memorabili le espressio-
lo,che predicava la fede in certe ni usate dallo stesso monarca nella
barbare contrade. I principali tra mentovata lettera scritta agl'ingle-
questi missionari inglesi, che pre- si, e conservatasi dal Malmesburien-
dicarono la fede in Isvezia, furono se, lib. II, e. II: » Notifico vobis,
Ansgero, Sigfrido, Rodualdo, Ricol- » novi ter me iisse Romam, oratimi
fo, Odoardo, Eskillo, Davide, ed « prò redemptionepeccatorum meo-
Enrico. V. il discorso di Stiermann >: rum Et ideo hoc ma-
sopra lo stato delle scienze, tra gli » xime patravi ,
quia a sapienti-
antichi svedesi. Nell'anno 1027 si » bus didici, s. Petrum apostolum
recò a Roma Canuto II, re di Da- » magnani potestatem accepisse a
nimarca, ed Inghilterra, ciò che gli » Domino ligandi, atque solvendi,
storici assegnano ad altri anni, co- n clavigerumque esse regni coele-
me al io3o per l'autorità di una » stis; ed ideo specialiter ejus pa-
DAN DAN 99
» trocinium apud Deum expetere, mito IV spedi colà truppe per iscac-
« valde utile duxi ". Tornato clie ciare i normanni , e ricuperarne
fu ne'suoi stati, Canuto II per di- il dominio; e siccome vide con-
mostrare al sommo Pontefice la trariata la sua discesa in quel rea-

sua riconoscenza , comandò a'suoi me con poderosa armata, volle con


sudditi di pagare le decime, e di rigore adoperarsi allo stabilimento
spedire a Roma il soldo che gl'In- delle decime ad on-
ecclesiastiche
glesi solevano annualmente man- ta della costante ripugnanza de'da-
dare al principe degli apostoli^ e nesi, onde perì vittima del suo ze-

che perciò clùamavasi denaro di s. lo, per la ribellione di molti dei


Pietro {Fedi). suoi sudditi, nella chiesa di s. Al-
Nel medesimo secolo fiorì s. Ca- bano di Odensee a' io luglio 1086.
nuto IV re di Danimarca, figlio Dio vendicò questo martirio afflig-
di Svenone II, di eminente pietà, gendo la Danimarca con molte ca-
e virtù. Morto il padre nel 1074, lamità, massime con una crudele
molti volevano esaltarlo al trono carestia. V. i Bollandisti ai io lu-
come quello che oltre le dette qua- glio ; ma la sua festa è celebrata ai
lità era un eroe in guerra, avendo 19 gennaio, perchè Erico III, che,
purgato i mori dai
corsari, e re- nel 1095, era successo ad Olao IV
pressi i che desolavano la Da-
vicini, fratello del santo, ottenne per mez-
nimarca. Tuttavolta prevalse il fra- zo degli ambasciatori, che spedì iu
tello Araldo Vili, detto il Dappo- Pioma al sommo Pontefice, 1' auto-
co, e colla sua morte, nel 1080, rizzazione del culto a s. Canuto IV,
fu effettivamente eletto re Canuto col titolo di primo, e principale
IV. Sembrò, che la divina Provvi- martire della Danimarca.
denza lo avesse prescelto per con- Mentre governava la Chiesa il

durre a termine la conversione dei Papa Urbano II, il Erico III re


danesi. Inoltre fece portare la luce principe di gran pietà, essendo mo-
della fede nelle provincie di Cur- lestato dal vescovo Hamburgense,
landia, di Samogizia, e di Livonia. il quale per alcuni leggeri e falsi
Tutto intento a rendere felici i sospetti da lui presi, lo voleva sco-
suoi sudditi, con vittorie conquise i municare , prevenne il giudizio di
nemici senza insuperbirsene, tolse lui appellando alla santa Sede. Si
gli abusi, amministrò con rigore recò a Pioma ove esaminata con
la giustizia, diede mirabili esempi diligenza la causa, fu il re dichia-
di pietà, e penitenza, fondò parec- rato innocente. Indi, tornato una
chie chiese con reale munificenza, seconda volta in Roma, ottenne da
ed a quella di Pioschild in Zelanda Urbano II, che la Danimarca non
sua capitale, e luogo di residenza, fosse più soggetta all'arcivescovo
donò una bellissima corona, che Hamburgense. Allora il Papa spedì
soleva portare, essendo che in quel- un legato in Danimarca, ove con-
la chiesa seppellivansi i re di Da- siderando le città della medesima,
nimarca, né ancora s' era fabbrica- prescelse a metropoli Lundia o
ta Copenaghen. Sebbene nell'anno Lunden, essendone in quel tempo
1066 fosse l'Inghilterra passata sot- vescovo Asceno di eccellenti costu-
to il dominio di Guglielmo il Con- mi, e gli sottopose nella spirituale
(juislatore, duca di Normandia, Ca- giurisdizione la Svezia, e la Nor-
ioo DAN DAN
vegia,come narra il Rinaldi all'an- Onorio III, nel 124, canonizzò /

no 1092, num. i3 e i4 Tale se- s. Guglielmo abbate di Koschild


parazione era già stata intavolata nell'isola di Zelanda, morto nel
dal re Svenone, da e s. Gregorio 1202. Questo Pontefice, nel 1220,
VII, perchè Liemaro , arcivescovo a richiesta del re di Danimarca,
llamburgense, era divenuto uno dei inviò in questa regione il Cardinal

capi degli scismatici partigiani di Gregorio Crescenzio diacono di san


Enrico IV imperatore. Teodoro per reprimere l'ambizione
L' altro santo re, di cui gloriasi de' principi, e fulminare le censure
questo regno, è l'altro Canuto V,
s. a chi volesse usurpare i diritti del
figlio di Erico il Buono, re di Da- re danese, essendo il regno tribu-
nimarca, il quale meritò tal titolo tario della Sede apostolica. Dall'an-
perchè visse tra' suoi popoli come nalista Rinaldi all'anno 1228, num.
un padre. Fece un viaggio a terra 2 3 e 2.4, si ha che sotto il mede-
santa, e fondò in Lucca un ospe- simo Onorio III, i prelati, ei prin-
dale pei pellegrini danesi. Canuto cipi di Danimarca accusarono alla
V fu coronato re degli obotriti, o santa Sede reo di lesa maestà, E ir-

slavi occidentali, dalle mani dell'im- rigo conte di Zwerin, il quale era
peratore Lotario II. Canuto V fu stato ardito di ferire a tradimento,
assassinato dai danesi a' 7 gennaio e d' imprigionare il re YYaldemaro
ii3o, che presi di gelosia avevano lì suo signore insieme al figlio di
mosso le armi contro di lui. La- lui. Laonde commosso il Pontefice
sciò un figlio, il quale divenne duca per tal misfatto, e perchè il re era
di Sleswig, e re dì Danimarca nel censuario, ossia tributario della Pro-
1 1 5-, o nel 1 1 58. Questi fu Val- mana Chiesa, e ad essa di voto e
demaro I, detto il grande, per le riverente, pose ogni studio, e pote-
sue virtù, e per le sue gloriose ge- re per liberarlo dal malvagio con-
ste. Il Pontefice Alessandro III, pel- te, scrivendo pressantissime lettere,
le istauze di questo Valdemaro I, principalmente all' arcivescovo di
solennemente canonizzò s. Canuto Colocza.
V, martirizzato da Magno figliuolo Il Danimarca Erico Vili,
re di
del re Nicolò. V. i Bullandisti ai per vendicare la morte del suo ge-

7 gennaio, giorno in cui se ne ce- nitore Erico VII, dopo aver fatto
lebra la festa. Il Lambertini, De ca- morire l'assassino, eh' era nipote del
non, ss. lib. I, cap. 9, mini. 3, cap. vescovo di Lunden, fece porre in
29, num. 6 dice, che la canonizza- prigione anche quel prelato. Ma il

2ione segui nel 1 164, ed altri so- Papa Bonifacio Vili ne prese le di-
no di parere che siasi fatta nell'anno fese, scomunicò il re, lo condannò al

1 168. Il Pontefice Eugenio III, do- pagamento di quarantanove mila


po aver creato nel 1146 Cardina- marche d' argento a favore del ve-
le l' inglese Nicolò Braskpeare, lo scovo, ch'era riuscito di fuggire, e
inviò legalo apostolico in Danimar- pose l' interdetto al regno. Nel me-
ca, e nelle vicine regioni, per con- desimo secolo, e mentre i Papi ri-

fermare nella cattolica fede quello siedevano in Avignone, si recò in


nazioni, e poscia il Cardinale, nel questa città Valdemaro IV, re di

li 54, fu eletto Papa col nome di Danimarca, col quale, e con altri

Adriano IV. sovrani. Papa Libano V trattò sul-


DAN DAN ioi

la crociata di Terra sanla, ed altri il Papiense. Due volte nella basili-


importanti affari. 11 re ebbe tanta ca vaticana fu fatta al re l' osten-
venerazione per Urbano V, che pre- sione delle reliquie, coli' immagine
gò il successore di Ini Gregorio XI del volto santo, e parli a' io set-
a volerlo canonizzare. Va qui ram- tembre accompagnato da cento ca-
mentato, che per le crociate della valieri. Egli si guadagnò l' amore

Palestina, altre volte dai porti della de' suoi sudditi per la singoiar pro-
Svezia, della Norvegia, e della Da- dezza, dolcezza e liberalità verso i

nimarca erano salpali da sessanta bisognosi, cui soccorse con tanta


legni per la sagra guerra, con die- profusione, che giunse talvolta a
ci mila guerrieri guidati dal prode spropriarsi fino del necessario. Do-
Sigurt, e perciò i danesi, i norve- po sì begli esempi di attaccamento
gi, e gli svedesi più volte eransi alla Sede Apostolica, e di religioso
battuti co' saraceni, e col loro va- zelo, successe l' infausta epoca della
lore, e zelo religioso cooperarono nuova riforma, che tolse dal grem-
alla presa di Sidone. bo della Chiesa cattolica la Dani-
Succedendo a Gregorio XI il marca. La riforma venne accolta
Pontefice Urbano VI, insorse nel da Cristiano II, dilatata da Fede-
1378 il funestissimo e lungo scisma, rico I, da Cristiano, o
e stabilita
ebe sostenuto dall' antipapa Cle- Cristierno contemporaneamen-
III, e
mente VII, e dai falsi suoi succes- te s' introdusse nei due regni di
sori sino al 1 4- 1 7 , tenne i fedeli Svezia, e Norvegia. Lorenzo, ed
divisi nell'ubbidienza; ma la Da- Olao Petri, discepoli dell' apostata
nimarca seguì le parti del legittimo Martin Lutero, vi propagarono
Urbano VI, e de' suoi successori. con energia l' errore, che fu segui-
Dai registri vaticani, Archiw se- to, favorito, e predicato da tutti
cret, t. IV, p. 75, risulta, che i giovani svedesi reduci in patria,
anebe nel i4$3 durava l'amiche- e che recavansi pegli studii in di-
vole corrispondenza della Danimar- versi stati della Germania, ove la
ca colla santa Sede, dappoiché ai luterana riforma era insegnata, ed
g giugno di quello stesso anno, abbracciata con sommo ardore. Il

monsignor Bartolommeo Maraschi, Bernini, neh' Istoria delle eresie,


vescovo di città di Castello, venne p. 634, aggiunge, che Giovanni Bu-
dichiarato da Sisto IV nunzio, con genajo di Pomeriana nella Danimar-
facoltà di legato a latere in Ger- ca, per autorità datagli da Lutero,
mania, e nella Danimarca. quivi consagrò sette vescovi. Laon-
Nel medesimo pontificato di Si- de si può dire, che, dopo la rifor-
sto IV, e nell'anno 1 474> s i reco ma del secolo XVI, la Danimarca
in Pioma il re Cristiano I, pio so- professa la religione luterana, ac-
vrano di Danimarca e Norvegia, cordando però l' esercizio libero a
duca di Alsazia, successore del re qualunque altro culto, e comunio-
Cristoforo III de' principi di Ba- ne. Si contano nel regno tanti ve-
viera, con magnifico accompagna- scovi, quante sono le diocesi civili,
mento, affine di soddisfare ad un e questi vescovi si dividono in pre-
suo voto, dopo averne prevenuto il vostati.
Papa, che gli fece rispondere dal Nell'anno 1708, Boma doveva
celebre Cardinal Ammanati detto rivedere un altro re di Danimarca,
i 02 DA N DAN
giacché il re Federico IV aveva è la cappella dell' ambasciatore au-
divisato di recarvisi. Clemente XI striaco, ma da non guari tempo co-
radunò i5 aprile i Cardinali in
a' me si dice a quell' articolo, va edifi-
concistoro, jn cui annunziò al sa- candosi una chiesa cattolica. Il nu-
gro Collegio tal venuta, e che spe- mero de' cattolici è di circa cin-
diva per ricevere il re i suoi ni- quecento. Che fra i regni tributa-
poti Carlo, ed Alessandro poi Car- ri della santa Sede vi fosse la Da-
dinale, per accompagnarlo nello nimarca, lo afferma eziandio il Gret-
stato ecclesiastico, essendosi sparsa sero, de munificentia principimi in
voce, che volevasi fare cattolico. sedem aposlolicam.
Ed a tal effetto fu preparato il In questa città fu tenuto nel-
palazzo, ora de' Corsini, alla Lun- l'anno 1257 un concilio pei ve-
gara, con tanta splendidezza, che scovi del regno, ed è conosciuto
lo stesso Papa andò a vederlo. Si sotto il nome di Danìcum. Vi si

vuole quindi, che i cortigiani, te- fecero quattro canoni contro le vio-
mendo che realmente il re ritor- lenze, che i signori facevano ai ve-
nasse al grembo della vera Chiesa, scovi. Questi canoni vennero con-
lo dislogliessero dal condursi a fermati dal Pontefice Alessandro
Pioma. Egli mostrassi per altro gra- IV ai 3 ottobre del medesimo an-
tissimo alle attenzioni fattegli da no. Dizionario de' Concilii, p. i4 2 >
Clemente XI, ed ai regali che in Lenglet tomo II, p. 346, Labbé
suo nome gli presentarono i nipo- tomo XI, Arduino tomo VII.
ti: il perchè ritornando nel suo DANNEBROCH, o DANEBROY.
legno colmò i cattolici di benefizi, Ordine equestre di Danimarca. Fu
e privilegi. Francesco Cancellieri ci istituito da Waldemaro II, re di

ha dato, Notizie della venuta in Danimarca, il giorno di s. Lorenzo


Roma di Canuto II, di Cristia- dell'anno 12 19, in occasione di un
no Federico
I, e di IV
re di Da- vessillo, che gli sembrò comparire

nimarca ec, Roma 1820. Lettera dal cielo, in quello stesso di nel
al eh. Salvatore Betti sopra la quale doveva dar battaglia ai livo-

permanenza di Federico IV re di nesi. Questo vessillo fu appellato


Danimarca in Firenze, ed in Bo- Daneborg o Dannebroch, vale a di-
logna, Roma 1821. In queste due re il Forte o la Fortezza dei Da-
opere vi sono preziose nozioni, che nesi. I successori di lui ne trascu-
riguardano la Danimarca, ed i da- rarono in seguito il progresso, an-
nesi. Al presente le missioni set- dò in decadenza, e rimase estinto
tentrionali cattoliche di Danimarca per lo spazio di più secoli. Ma
sono tre, e dipendono dalla sagra Cristiano, o Cristierno V, per ec-
congregazione di Propaganda fide : citare lo spirito di emulazione nel-
i.° Fridericia nel baliaggio di Pu- la nobiltà, stimò bene di ristabilir-
be, penisola del Jutland ;
2.° Fri- lo. A tale effetto, nell'anno 1671,
derickstadt nel ducato di Schleswig, o 1672^ scelse il giorno suo ono-
nel Jutland meridionale; 3.° Nord- mastico, o, come altri vogliono,
strandt, ox*a detta Palwom, isola quello del battesimo del suo real
del mar germanico sulla costa del primogenito Cristiano - Guglielmo,
ducato di Schleswig. In Copena- il quale regnò dopo di lui col no-

ghen [Vedi), capitale del regno, vi me di Federico IV., e fu rinnova-


,

DAN DAP io3


fo con molta solennità, e magnifi- bus, sottoposto all' arcivescovato di
cenza. Ne furono decorati i princi- Edessa, egualmente titolare ìnpar-
pi, e magnati della sua corte; e tibus.
decretò che niuno per 1' avvenire DANZATORI. Fanatici, ch'eb-
potesse ricevere 1' ordine dell' Ele- bero origine nel secolo decimoquar-
fante {Vedi), che è il più consi- to. Essi fermaronsi in Aix la Cre-

derabile del regno, se prima non pelle, donde si diffusero nel paese
fosse stato ammesso in questo. Nel- di Liegi, nell'Haynaut, e nella Fian-
le grandi solennità, i cavalieri por- dra. In alcuni tempi, tanto uomi-
tano una catena, i cui anelli altro ni come donne, si mettevano a
non sono, che le lettere W. C. ballare, tenendosi per mano, e così
V. intrecciate. La prima di queste fortemente si agitavano che il più
nota Waldemaro fondatore dell'Or- delle volte audavano a terra senza
dine; e le altre due Cristiano V, respiro. In quella straordinaria a-
ristauratore del medesimo. Per in- gitazione pretendevano di ricevere
segna della loro dignità , i decora- le divine ispirazioni e di essere
ti portano sul petto una croce di ricreati di celesti che dipoi
visioni,
oro, smaltata d' argento, con bordi sognando si raccontavano a vicen-
vermigli, ornata con undici dia- da. Giravano di città in città ac-
manti, pendente da un gran cor- cattando elemosina per vivere senza
done bianco, bordato di rosso, e fatica, e si credevano fare una bel-
dal lato destro, una stella bordata l'opera quando si davano con tut-

di argento, con una croce di ar- ta forza a perseguitare il clero e


gento bordata di vermiglio con le dispregiare la Chiesa cattolica.
due lettere C. V. e 1' aggiunta DAONIA, seu DAONIUM. Se-
RESTITUTOR. Si vuole inoltre, de episcopale della provincia di
che sui loro mantelli, i cavalieri Europa , nell' esarcato di Tracia
portassero in ricamo le parole pie- dipendente dalla metropoli di Era-
tate et justitia in una corona di clea. Fu eretta nel nono secolo,
alloro, ma poscia tal' epigrafe fu e due vescovi vi ebbero sede.
tolta. Altre notizie su questo Ordi- DAPHNUDIN, Castrarti Da-
ne, sull' insegne, ed abito de' cava- phnudin. Sede vescovile della Me-
lieri, si leggono nel Catalogo del sopotamia, sotto il patriarcato di
p. Bonanni pag. XXXIII del cava- Antiochia, e la metropoli di Ami-
liere dì Danimarca, del quale ci da.
dà la figura. Tommaso Bartolini DAPHNUDIUM. Sede vescovile
scrisse, De origine equestrìs ordinis dell'esarcato d'Asia della prima Fri-
Daneborgici. V. il p. Helyot, Hist. gia Salutare, sotto la metropoli di
des ordres monast. tomo Vili. Sinnada. Fu eretta nel secolo no-
DANSARA o DALSARA, Dan- no, ed un vescovo vi ebbe sede.
seren. Sede episcopale dell' Asia, DAPHNUSIA. Sede vescovile del-
nella Mesopotamia, nel patriarcato la prima Bitinia nell'esarcato di Pon-
di Antiochia, nella provincia di to, dipendente dalla metropoli di
Osroena, sotto la metropoli di Edes- Nicomedia. La sua erezione rimon-
sa. Commanville dice, che questa ta al quinto secolo. Leone, uno dei
sede fu eretta nel sesto secolo. Al tre vescovi, che vi fecero residenza,
presente è un vescovato in parli- assistette all' Vili concilio generale,
, ,

104 DAP DAP


ed Antonio a quello di Fozio.Vi na, e ferraiuolone nero. Tale rap-
è stata anche la sede di Daphnu- presentanza nell'esercizio dell'uffizio
sium dell' Ellesponto, nell' esarcato è superiore ad ogni altro della cor-
d'Asia soggetta alla metropoli di te del Cardinale racchiuso in con-
Cizico , e fondata nel nono se- clave, per cui in carrozza, il dapi-
colo. fero siede dalla parte delle rote,
DAPIFERI. Sono quegl'indivi- mentre i maestri di camera, e i

dui di civile, e nobile condizione ec- gentiluomini , sebbene fossero supe-


clesiastici, o secolari, ed anche fa- riori alla persona del dapifero (se
migliari de'Cardinali, che portano lo- questo è della corte del Cardina-
ro con formalità le vivande in con- le è di grado inferiore ai loro )

clave . Il Macri nella Notizia dei debbono sedere dalla parte de' ca-
vocaboli ecclesiastici dice, che Dapi- valli. Siccome i dapiferi godono dei
fer è l'officio del portatore delle vi- privilegi che diremo, acciò ne pos-
vande. Dapifer abbalis Prumiae, sano fruire, Cardinali debbono i

Caesar 1. 5. fast, e. 29. In un al- nominarli prima di entrare in con-


tro senso intese, ed alluse Pietro clave , consegnandone la nomina
Blesense, Dapifer viensae Christi, dell'individuo, che hanno destina-
semi. 47. Quando esisteva il collegio to, al prelato segretario del sagro
degli elettori del sagro romano im- Collegio. Riportiamo qui appresso
pero , il palatino del Reno era due forinole di tali nomine per
chiamato Dapifer, ed Arcidapifero. norma.
T
Il Muratori parla dei Dapiferi nel « Dv os Emmanuel titilli sancti
tomo I delle Dissert. sopra le ari' « Alexii S. R. E. presbyter Car-
tichità italiane, dissert. IV. Cita un » dinalis de Gregorio, archimandri-
diploma riguardante la venuta in » ta Messanen. etc.
R.oma di Carlo il Grosso, per rice- » Eligimus, et deputamus domi-
vervi la corona imperiale, ove sono » mira Camillum Contini nostrum
queste parole : singuli vero princi- x cubiculi praefectum in nostrum
pes suos habeant qffìcionarios spe- » dapiferum in comitiis prò electio-
ciales, marescalcum , dapiferum » ne summi Pontificis habendis.
pincernam, et camerariuni. Dei da- « In quorum fidem etc. Datum
piferi portanti le vivande alla men- h Ptomae ex aedibus hac die 22
sa reale, e soprainteudenti ad essa, » februarii 1829.
si fa menzione in un diploma del
re Carlomanno, dove si trova: Egi- » Loco +£*• signi.

ìiolfum Dapiferum nostrum.


I dapiferi pel conclave sono scelti E. Cardinalis de Gregorio,
dai Cardinali a questo onorifico offì-
zio fra quelle nobili e civili persone, » Nos N. tituli N. Sanctae Ro-
che concorrono a questa onorificenza, » manae ecclesiae presbyter Cardi-
e rappresentanza, ovvero dalla pro- » dinalis N. sacrae congregationis
pria anticamera nobile. Se i dapiferi » N. praefectus.
sono secolari, vestono l'abito nero di h Eligimus et deputamus Do-
città, con ispada, in tutto come » minum N. in nostrum dapife-
i gentiluomini dei Cardinali; se poi ri rum, in proximis apostolicis comi-
sono ecclesiastici, vestono di sotta- » tiis prò electioue summi Ponti-
DAP DAP iq5
>! fieis habendis. In quorum fidem stoni de'servitori, che precedono,
» has liteias espellili mandavi- quanto quelli che sorreggono il ca-
» mus. nestro, o cassa di latta colle vivan-
» Datum Roraae etc. de, sono dipinti di paonazzo se il

Cardinale fu elevato alla porpora


Ordinariamente al mezzodì i da- dal Papa defonto, e di color ver-
piferi partono dai rispettivi palazzi de se lo fu da altri, e tutti cogli
dei Cardinali colle vivande nel se- stemmi Cardinalizii. Indi segue la
guente modo. Va però notato, che prima carrozza coi ciuffi rossi alle
nel primo giorno del conclave, in testiere de'finimenti de'cavalli, con
tutti i giovedì, ed in ogni festa il entro il dapifero dalla parte delle ro-
treno si compone di due carrozze, te, e di contro un individuo dell'an-
mentre negli altri giorni il treno ticamera del Cardinale come il ,

è di una sola carrozza, alle cui maestro di camera, o il gentiluomo


portiere incedono i soli servitori. ec, vestiti con abiti neri di città
Per lo più i dapiferi sempre ad con ispada se secolari, e di sottana
ogni giorno adempiono il loro uf- e ferraiuolone se ecclesiastici. Alla
iìcio, e in loro mancanza supplisce portiera destra decano a
incede il

un individuo dell'anticamera del piedi vestito con abito nero di cit-


Cardinale, e col consueto corteggio tà, detto di collare, mentre all'altra

che andiamo a descrivere. portiera procede un servitore con


Primieramente è da sapersi, che livrea. Nella seconda carrozza, i cui
le vivande si collocano in canestri cavalli non hanno ciuffi rossi, pren-
o casse di latta con istufa per te- dono luogo due cappe nere, od in-
nerle calde. Tanto i canestri, che dividui dell'anticamera, come il cau-
le casse di latta, contenenti le vi- datario, il cappellano, e il secondo
vande in analoghi recipienti , so- cameriere, i primi vestiti di sotta-
no coperti di saia, o pelle con na, e ferraiuolone nero, l'ultimo
frangie di seta, o cotone del colo- con abito nero di ferraiuolone. Giun-
re verde pei Cardinali non crea- to con lento passo il treno alle
ti dal defonto Pontefice, e del co- rote del conclave, il dapifero apre
loie paonazzo pei Cardinali creati la canestra, o cassa, e da quel-
dal defonto Papa, che perciò dicon- li, che fanno la custodia alle rote,
si sue creature. Sopra ad ogni ca- viene osservato se vi sieno carte o
nestro, o cassa di latta, avvi lo scritture , ed allora il cameriere
stemma cardinalizio, e tanto il ca- conclavista, che ivi si trova pronto,
nestro, che la cassa, sono chiusi con riceve in consegna le vivande, le
lucchetti , e chiavi, le quali sono quali col servitore del Cardinale
nelle mani del famigliare decano, che sta in conclave, si portano al-
e del cameriere conclavista. Prece- la rispettiva cella. Uscite le carroz-
dono due servitori con livrea, con ze dal palazzo apostolico ove si fa
bastoni, alti circa otto palmi, segui- il conclave,decano ascende nella
il

ti dall'ultimo servitore, e dal gar- seconda carrozza, ed servitori mon- i

zone di scuderia, pure in livrea, i tano addietro tanto a questa che


«piali portano con due bastoni o alla prima, restituendosi il treno
piccole stanghe la canestra, o cassa al palazzo del Cardinale, da dove
di latta colle vivande; lauto i ba- il dapifero in carrozza è riportato
,

io6 DAP DAP


alla propria abitazione, ov'era sta- percepiti dalle pensioni, e benefici
to dalla medesima preso. Sul pran- ecclesiastici.

zo che ricevono i Cardinali in


, Sono dispensati sull'inabilità
5.

conclave, sull'antico rigore della fru- in qualunque maniera contratta,


galità, sulle rote ove s'introducono anche dall'avere celebrato messa le-
le vivande in conclave, e sull'esa- gati colle censure, e possono pro-
me che ne fanno i prelati, ed altri moversi agli ordini sagri, non ostan-
custodi delle rote, si tratta al vo- dovi qualunque impedimento.
lume XV pag. 263, 296, 297, e 6. Sono legittimati nel difetto
8o5 del Dizionario. Al termine del de' natali, tanto per parte del pa-
conclave, sogliono i Cardinali fare dre, che della madre.
un donativo al dapifero, eduna re- 7. Così legittimati possono suc-
galia agli altri famigliari. Urbano cedere, insieme co' fratelli nati le-
A III cominciò a compartire a que- gittimi, a' beni paterni, senza pre-
sti dapiferi diversi privilegi, in parte giudizio però di que' che vengono
eguali a quelli dei conclavisti [Ve- ab o da' fideicommissi.
intestato,
fli), che inoltre hanno altri com- 8. Possono promoversi alla di-
pensi. I privilegi Ur-
concessi da gnità, agli onori, e a' benefizi con
bano Vili si possono leggere nel- cura, e senza cura , ai canonicati
la costituzione Romanus Pontifex, delle chiese metropolitane, e catte-
emanata nel principio del suo pon- drali, e collegiate.
tificato, e riportata nel Bull. Rom. g. Tutte le grazie, provvisioni,
t. V, par. V, p. 173. I Papi suc- commende, lettere apostoliche, an-
cessori di Urbano Vili ne imitaro- cora in forma di breve, sono ad
no l'esempio. Ecco i privilegi , che essi spedite gratis, tanto pel pos-
al presente però non sono tutti in sesso, come in favore delle lettere
\ igore, siccome noteremo. apostoliche.
1. Sono notali della santa Sede io. Possono trasferire le pensio-
senza pregiudizio de' partecipanti ni di qualunque benefizio, che pos-
conti del sagro palazzo, e dell'aula seggono, fino alla somma di cento
lateranense, nobili di Roma, e di ducati d'oro di camera.
qualunque città dello stato eccle- 1 1 . Avendo questa facoltà da
siastico, godendo medesimi i privi- qualche Pontefice, resta loro con-
legi degli stessi originari. fermata.
2. Sono commensali, e famiglia- 12. Sono dispensati nel portare
li del Papa, benché portino l'abito l'abito clericale e tonsura, e con
v. rocchetto de'notari, onde godo- tutto ciò possono aver pensioni fi-

no di tutti gl'indulti, grazie, e prero- no alla somma di duecento scudi.


gative, solite darsi a' notari nobili i3. Sono esenti dagli spogli, non
famigliari; e commensali del Pon- ostante che sieno ascritti ad alcuna
tefice. milizia, anche a quella di s. Gio-
3. Sono esenti dappertutto di vanni Gerosolimitano.
pagare le decime ecclesiastiche, per i4- Godono dell'effetto di questa
qualunque necessità imposte, anche bolla, benché non sia presentata in
ad istanza di qualunque principe, camera.
o repubblica. i5. Non si possono loro rivocare
4. Sono condonati ne'frutti mal questi privilegi.
DAP DAR 107
16. Questa bolla ancora si deve clavi, ci dice a pag. 100, che die-
loro spedire gratis. de al suo Cardinale varie notizie
A' nostri giorni però tanto i pri- sugli antichi dapiferi, con l'auto-
vilegi dei conclavisti, come quelli rità del Ciacconio, del Bulengero,
dei dapiferi, in gran parte furono del Ferrari, ec, ed essendo egli
diminuiti ; ed è perciò, che ai da- uno di que' dapiferi , che soltanto
piferi dai Pontefici novelli ordina- nelle feste esercitavano tale uffizio,
riamente viene concesso il titolo di in ognuna offrì al Cardinal Rusco-
notari , la cittadinanza di qualche ni un analogo epigramma latino,
città dello stato ecclesiastico , la che in numero di quattro riporta
qualifica di famigliari, e commensali a pag. 100. V. il Gattico Acta
del Papa, la condonazione de' frutti Caeremonialia , pag. 2 38, 2 3g. In-
dì benefìci mal percepiti, la spedizione torno poi alla spedizione dei pri-
gratis delle lettere apostoliche, com- vilegi, i dapiferi debbono tenere lo
presa quella della bolla de' privile- stessometodo, che per tal conse-
gi ; la facoltà di trasferire pensioni guimento fanno conclavisti, lo i

ecclesiastiche, e se la godevano vie- che si descrive nel volume XVI,


ne loro confermata; la dispensa p. 23 del Dizionario.
dell'abito clericale , coli' indulto di DARABARA. Sede vescovile della
goder pensioni; e l'esenzione dello diocesi di Caldea, nellaPersia, edificata
spoglio ec. I detti privilegi si pos- da uno de' suoi re chiamato Darabo.
sono meglio vedere nel moto pro- DARAS. Sede episcopale della
prio in forma di breve di Pio Vili, Mesopotamia, nel patriarcato di An-
Nos volentes, dato sexto kalendas tiochia, sottoposta ad Amida, ed
julii 1829; e nel moto proprio, eretta nel nono secolo, secondo
pure in forma di breve, del re- Commanville. Per onore dell' impe-
gnante Gregorio XVI: Nos volen- rator Anastasio, suo gran benefat-
tes dileclos Jìlios nostros etc, ac tore, prese il nome di Anastasio-
venerabilium fralrum noslrorum poli. Giustiniano I la fortificò, ma
S. R. E. càrdinalìum dapiferos, sotto Giustino II soggiacque al do-
qui conclavi ,etc, emanato nel 1 83 r minio di Cosroe.
decimo kalendas januarii. Onesti bre- BARDANA, seu Dardanus. Sede
vi, i quali hanno il titolo di Privile- vescovile dell'Ellesponto, nell'esar-
gia exemptionis et indulto., riporta- cato d'Asia, sotto la metropoli di
no la nota de' Cardinali che inter- Cizico, la cui erezione rimonta al
vennero al conclave, e le qualifi- quinto secolo. Il suo luogo oggidì
che, il nome, cognome, e la patria chiamasi Dardanelli, ma la sua se-
di quelli, ch'essi prescelsero a dapi- de è titolare in partibus , e viene
feri, notati per ordine collegiale di conferita dalla santa Sede. E di-
vescovi suburbicarii, preti, e diaco- pendente dall'arcivescovato di Cizi-
ni, e per primo il dapifero dell' e- co, anch'esso in partibus. Ebbe cin-
letto Pontefice. E siccome nel con- que vescovi residenziali.
clave del 1823, il dotto Francesco DARDANIDE o DARNIS. Cit-
Cancellieri fu dichiarato per suo tà vescovile, e metropoli della Li-
dapifero dal Cardinal Rusconi, così bia inferiore, o Marmarica, sotto il

il Cancellieri nelle sue Notizie dei patriarcato di Alessandria. Nel quin-


luoghi ove furono celebrati i con- to secolo fu eretta in vescovato, e
,

iuS DAR DAT


poi in arcivescovato, con sette se- Commnnville dice, che fu eretta nel
di vescovili per suflraganee, cioè: secolo decimo secondo.
Paretonium ossia Alberton , Za- DASCILIO, Dascylium. Sede <-
gelis , Antipirgo, Antipra, Marma- piscopale della prima Bitinia, nel-
rica, Zigri , ed Ammoniaca. Si l'esarcato di Ponto, dipendente dal
conoscono quattro vescovi di Dar- metropolitano di Nicomedia. L'ere-
danidé. zione di questa sede rimonta al no-
DARIA e CRISANTO (ss.), mar- no secolo, e vi risiedettero tre ve-
tiri. Questi due castissimi coniugi scovi.
venuti dall'oriente a Roma si a- DATA , cifra. Indicazione del
veano acrpiistato la stima univer- giorno, dell'anno, e del luogo in
sale de' buoni per la integrità dei cui un'azione è stata fatta; quan-
loro costumi e per lo zelo ammi- do, e dove un atto è stato conve-
rabile nella professione de! cristia- nuto, e stipulato. Questa parola de-
nesimo. Non andò molto tempo, ebe riva dall'uso, che avevasi di porre
vennero in odio agl'idolatri, perchè sino dai tempi antichi in calce ad
adoratori di Gesù Cristo, e furono una lettera, diploma, bolla, breve,
presi e posti in una carcere, di do- chirografo, ec, od altro atto, da-
ve condotti dinanzi al giudice ,
timi, o data tali loco, tali die, non
dopo varie maniere di tormenti che dalle diverse maniere di co-
dovettero sostenere pena di mor- la minciar l'anno in Italia. Il Mabil-
te, che incontrarono con animo se- lon, de re dìplom. lib. II. cap. 26,
reno, e con invitta costanza sotto n. io, osservò essere diversa cosa
il regno di Valeriane l'anno 237. negli antichi diplomi 1' A cluni, e il

Tratti dall'esempio di loro non po- Dalum: quello significa il tempo


chi tra gì' infedeli professarono della concessione fatta, e questo il

pubblicamente la fede di Cristo ,


tempo delia spedizione del diploma.
«: gì' imitarono pure nella gloria E perciò può
accadere, che tal-
del martirio. I corpi di questi san- volta l' Aduni
preceda di qualche
ti furono seppelliti nella via Sa- tempo il Datimi. Dice il Macri,
laria, e del nome loro fu per mol- che Datarium Calendarìi si chia-
to tempo intitolata questa parte mò il martirologio ; e che 1'
ufficio
delle catacombe. L' anno 842 le di datario apostolico derivò tal
reliquie di s. Crisanto e di s. Da- nome dall'apporre nelle suppliche
ria furono trasferite nell' abbazia la data: Datimi Romae apud, etc.
di Pruni, diocesi di Treveri, e due Sui diversi sistemi usati dai Papi di
anni appresso in quella di s. Avo- apporre la data del giorno e dei-
lo, o Navoro, nella diocesi di Metz. ranno nelle bolle, diplomi, lettere
I greci ne onorano la memoria ai apostoliche ec, va consultata la dis-

d'i ig di marzo, e 1 7 di ottobre, sertazione del eh. monsignor Mari-


ina i latini a' di i5 di quest'ulti- no Marini, intitolata Diplomatica :

mo mese. Pontificia, contenente preziose, e


DARON. V. Taro*. dotte erudizioni, massime a pag.
DARON, REGEON DARON. 43 e seg. V. Axxo, Bolle, Brevi,
Sede vescovile della prima Palesti- Calendario, Calende, Chirografo,
na, nel patriarcato di Gerusalem- CoNSAGRAZIONE De' PONTEFICI, DATA-
me, sotto la metropoli di Cesarea. RIA apostolica, e gli altri relativi
DAT DAT 109
articoli. Al citato articolo Dataria si scrive, determina il sito più o
si parla della data grande, e delia meno conveniente.
data piccola, e dell'uffiziale prefetto DATARIA apostolica. Tribu-
delle date. nale, che, sebbene sia il più nobi-
Il Parisi, Istruzioni, ec. per la le, ed il più cospicuo della santa
Segretaria, parlando della data del- Sede, e della città di Roma, pure
le lettere, e biglietti, dice che nel- è posto per terzo nell'ordine gerar-
la data, oltre il luogo, il giorno, il chico, dopo quello della penitenzie-
mese, e l'anno, si pongono talvol- ria, e cancelleria apostolica, forse
ta anche altre circostanze, come perchè di un
ed origine
principio,
l'ora, e la partenza del corriere. meno antica. Viene chiamata la
di Au-
Svetonio, al cap. 5, narra Curia graziosa, dappoiché nel tri-
gusto : Ad
omnes horarimi
epistolas bunale medesimo precisamente si
quoque tnomeuta, nec diei modo, tratta di grazie, le quali principal-
sed et noctis, quibus datae signifi- mente consistono in collazioni di
carenlur, addebat. E Cicerone, epist. benefizi, riserve di pensioni, di de-
4 ad Brutum : Tuas (literas) ac- stinazioni di coadiutore per la fu-
cepi Djrrachio datas, l'esperi. Se- tura successione, di concessione di
condo il cerimoniale epistolare scri- abiti ed insegue prelatizie, come
vesi la data in fine della lettera, di cappa magna ec, di dispense di
o nella stessa riga, in cui si è per irregolarità, nonché di assoluzioni,
1' ultima volta ripetuto il titolo, dispense matrimoniali, ed altre si-
come di Vostra Signoria , Roma mili materie di vari generi. Col con-
i.° gennaio 1 843, o una riga più ferimento delle provvisioni ecclesia-
sotto, ed ora a destra, e talvolta stiche, rimunerano, e gratificano
si

a sinistra. Ognuno però segue l'uso coloro, che sono benemeriti, e che
della corte, e dei luoghi in cui scri- hanno prestato servigi alla Sede
ve. A quelli poi, ai quali non si apostolica, ed ai romani Pontefici,
dà alcun titolo, la data si pone in non che servono a provvedere i
cima, ed alcuni anche la pongono poveri, e meritevoli chierici. La fa-
in fine; ma nelle lettere confiden- coltà, e giurisdizione della dataria
ziali si pone la data , o in cima si estendono per tutto dove il Pa-
ovvero in fine come più piace. Nei pa è venerato per capo della Chie-
biglietti la data ponesi nella colon- sa cattolica.
na sinistra del foglio, per esempio: La dataria si mostra benefica e
Di casa 11 agosto 1842^ Dalle generosa, siccome organo del Papa,
stanze del Vaticano; Dalle stanze il quale persuo mezzo com parte
del Quirinale; Dalle stanze di le mentovate provvisioni, dispense,
Montecitorio ; Dalla segretaria di assoluzioni, ed altre cose proprie
Consulta; Dal palazzo reale, ec. di si importante, ed antichissimo
Alcuni pongono la data incontro tribunale ecclesiastico. I suoi nu-
alla seconda o terza riga dello scrit- merosi, e distinti officiali sono chia-
to, altri più in basso del foglio mali oracoli della voce, e mente
per usare, come dice monsignor del Papa, come ne insegna il Cor-
Fontanini nell' Elog. Ital., più con- rado, in Prax. Benefic, lib. I, cap.
venienza alle persone eguali, o su- 1, num. g. Quindi è, che ai detti
periori. L'usanza del luogo, in cui ofliziali si deve prestare piena fede,
o

i i DAT DAT
non solo perchè provano, ma ezian- formassero anticamente un solo di-
dio perchè prevalgono a qualsisia castero; ma coll'andar del tempo,
altra prova anche di testimoni, e con l'aumento degli a/Tari, si di-
conforme è stato più volte dichia- visero i due distinti tribunali. Il
rato dalla sagra rota, e specialmen- tribunale della dataria può chia-
te avanti Buratto nella decisione marsi il tribunale della grazia
888 ; il perchè contro le risoluzio- concessa, e quello della cancelleria
ni di sì supremo tribunale non si il tribunale della grazia spedita,
ammettono appellazioni. Per quan- come sarebbe il decreto, che nasce
to l'Amidenio, ed altri canonisti nel recinto del tribunale di data-
abbiano tentato di pubblicar noti- ria, e la spedizione che si ottiene
zie sulla prassi della dataria, non a diligenza delle parti in cancelle-
ostante questo precipuo ecclesiastico ria,come qui più chiaramente di-
dicastero è rimasto sempre in cer- remo. Anche l'autore dell'opera,
to modo ascoso nelle sue fonda- Caeremouiae, ac mores religiosi
mentali teorie, per e nella prassi omnium populorum orhis, cum ex-
la molliplicità che delle materie, planatìouibus historicis, et aliquibus
sono di sua pertinenza il perchè : dissertationibus, voi. 2, supplem. p.
scrivendo Ottaviano Vestrio a Gia- 172, dimostra
che la dataria, e
como Pelleo, gli diceva « Io credo : cancelleria erano in principio una
» inaccessibile la prassi della cosi medesima cosa; ma in progresso
» detta curia graziosa, e così furo- di tempo la moltitudine ed affluen-
» no meco acerbi , ed inumani za degli affari, e negozi produsse
» quei seniori, che non solo non mi la separazione dei due dicasteri.
» esternarono i principii, ma giani- Laonde venne stabilito, che per
« mai li hanno pubblicati riteuen- l'organo della dataria s' implorasse-
w do sempre ascosi colali tesori ". ro, e ricevessero le concessioni, men-
A ciò si aggiunga, che Pamfìlo tre per quello della cancelleria se
Persico soleva dire nel suo tratta- ne effettuerebbe la legale spedizio-
to del Segretario:» L'arte di agi- ne quindi la dataria prese la sua
:

» re in dataria e cancelleria, è , etimologia dalla data, che appone


» fondata per cosi dire sopra una sulla concessione il più cospicuo e
» scienza tradizionale". V. Can- principale suo ministro, che perciò
celleria Apostolica. chiamasi Datario {Vedi), non che
dall'annoiamento, e registro degli
Origine, attribuzioni, e notizie del- atti. La cancelleria poi, oltre quan-
la Dataria Apostolica, e delle to si disse all'articolo, prese la sua
diverse segnature, che fa il Papa denominazione dalla custodia, e spe-
alle suppliche, cui riceve per or- dizione delle concessioni. Tali eti-

gano della medesima Dataria, e mologie sono analoghe all' officio

altro riguardante questo dica- de' notari, e cancellieri. Al citato


stero. articolo Datario si tratta ancora
della dataria, e del datario della no-
Il preciso tempo dell' istituzione bilissima famiglia Colonna, e del-
della dataria è assolutamente incer- la dataria, e del datario dei Car-
to, come sembra probabile, che la dinali a latere, della dataria, del
dataria, e la cancelleria apostolica datario, e del pro-datario della le-
DAT DAT in
gazione apostolica di Avignone , e Provenza, massimamente in Avigno-
del datario della sagra penitenzie- ne. Sebbene l'alma Roma sia l'or-
ria apostolica. V. il Du Fresne, dinaria residenza del sommo Pon-
Gloss. lalinitatis, alla parola Dala- tefice, e la propria, e vera sna sede;
riusj Henricourt de legibus eccles. pure, pegli avvenimenti che la sto-

Franciae cap. S; il Cardinal de ria ci ha tramandati, è noto quanti


Luca, Relat. Rom. Curiae, diss. 9, Pontefici la facessero fuori di Ro-
e l'Amort, de Jure canonico, voi. ma, massime nel secolo XIV, in
3, par. 6 de Dataria. cui sette Papi risiedettero in Avi-
Sebbene non si possa determi- gnone incominciando dal nomi-
,

nare l'origine della dataria, ossia nato Clemente V. Laonde la data-


la divisione di questa parte della ria apostolica sempre risiedette nei

cancelleria apostolica, è certo cbe luoghi ove dimorarono i Pontefici.


esisteva a tempo di Papa Onorio Partito nel 1876 Gregorio XI da
III, che fu assunto al pontificato Avignone, per ristabilire nell'anno
nell'anno 12 16, come riporta l'A- seguente la residenza pontificia in
midenio al capo II de origine et Roma, in uno alla dataria, alla sua
antiqui tale muneris datarli, ove pu- morte insorse il lagrimevole scisma,
re notifica, che l'uffizio della data- che lungamente fu sostenuto in
ria era nel palazzo, o patriarchio Avignone dagli antipapi Clemente
presso la patriarcale basilica late- VII, e Benedetto XIII ec. Questi
rauense, quale residenza de'Ponte- pseudo-Pontefici ebbero la loro da-
flci. E siccome per questo tribuna- taria in Avignone, ove già era
le somma predilezione nutrirono tut- stata quella di legittimi Papi, per
ti i Papi, perciò ha avuto sempre le nazioni, che loro ubbidivano. E-
residenza presso medesimi, ad on-
i letto poi nel conciliabolo di Basi-
ta che questi o per elezione, o co- lea l'antipapa Felice V, nel 14^9,
stretti dalle fazioni, siensi altrove tenne la sua dataria a Ginevra, e
recati. Bene lo provano le parole le sue bolle in numero di circa tre
del nominato Amidenio, al citato mila, raccolte in otto volumi in
cap. II, in cui leggesi: » ante tem- foglio, furono donate dalla repub-
» pora tamen Bonifacii octavi (elet- blica di Ginevra al re di Sardegna
» to nell'anno I2g4) illud exlitisse Carlo Emmanuele III.

» prò comperto habetur, eo quod Inoltre dallo stesso Amidenio si

« e regione palatii lateranensis in narra, che Innocenzo Vili, Cibo, e-


» hortis marchionis Justiniani vi- letto nel i4^4j ^ quale da pre-
« situr Xystus quidem pervetu- lato era stato datario » datariam
» stus, quem dicunt fuisse parteni « extruxit in Vaticano, ingens sa-
« datariae usque de tempore Ho- » ne et magnificum aedificium, ne
» norii tertii : quod ipsum prò ve- » cium datario, ejusque officialibus
» ra traditione receptum est, et » ministris sed negotiantibus per
» non abhorret a vero, cum Urne « commodum etc. " Ma dipoi, a-
» Pontifìces apud lateranum age- vendo Paolo V fatto demolire l'edilì-

» x-ent ". zio, che serviva alla dataria, ed ai


Le istorie confermano, che da suoi ministri, per erigere avanti la
Clemente V sino a Gregorio XI la basilica vaticana il sontuoso portico
dataria apostolica fu sempre nella che ammiriamo, quindi alla stessa
J12 DAT DAT
dataria, e suoi ministri nel contiguo Ritornando a Paolo V, aggiun-
palazzo apostolico vaticano assegnò giamo, che siccome egli magnifica-
luogo, e conveniente abitazione. mente ampliò il palazzo apostolico
Il Chattard, Nuova descrizione elei del quirinale per abitazione dei
Vaticano alle p. 70, 71, e 108 Papi massime , nell'estiva stagione, a
1 1 i,e ni del t. II,descrive i luo- comodo poi e per residenza degli
ghi degli uffizi della dataria, e le uffizi della dataria, del datario, del
abitazioni del Cardinale pro-da- sotto datario, e di qualche altro
tario, monsignor sotto-datario;
di uffiziale, nel i6i5, eresse presso il

ed a pag. 107, diceche dirimpetto medesimo, a sinistra dell'antico cli-


alla quinta arcata del cortile di s. vo della salute, o clivo salutare (co-
Damaso, si vede la porta principa- sì detto perchè portava al tempio
le che introduce nella dataria, sul della salute, la cui via egli rese
cui architrave di marmo bianco è più agevole) il palazzo che ora è
inciso il nome di Gregorio XIII. congiunto per un arco con passet-
Sopra detta cornice poi evvi una to coperto, a quello nel secolo de-
iscrizione latina, entro un riquadro corso innalzato da Clemente XIII
scorniciato, dalla quale si rileva, per la famiglia pontificia, ed atti-
che Urbano Vili stabili in questo guo a quello apostolico. Sopra la
luogo nell'anno i633 la dataria, porta principale del palazzo della
già dal palazzo d'Innocenzo Vili dataria, la cui corte è decorata di
trasferita altrove da Paolo V, con bella fontana, sovrasta 1' arme di
arme sopra del medesimo Pontefi- travertino di Paolo V colla seguen-
ce similmente di marmo. te iscrizione scolpita in marmo.

paulvs . v . p. . M.
DATARIAM . APOSTOLICAM
CVRIALIVM . COMMODITATI
IN . HIS . AEDIBVS . COLLOCAVO 1

ANNO . SALVT. . MDCXV . PONT. ANNO . . X

Talvolta i Pontefici ne' loro come famigliari del Papa , ebbero


viaggi condussero seco il datario, la cosi detta parte del palazzo con-
ed alcuno degli uffiziali di dataria sistente nelia distribuzione di pane
pegli affari propri di questo tribu- e vino può vedere all'arti-
, come si

nale. Tanto è notato nel Rotulo colo Famiglia Pontificia, dove ri-
della famiglia pontificia, che segui portami alcuni ruoli. Gli offiziali
nel 1 56 1 Pio IV a Perugia do- : di dataria godono il privilegio di
cumento, che è nell'archivio del spedir gratis non solamente le pen-
palazzo apostolico. E non sarà inu- sioni, che si danno loro dal Papa,
tile qui notare, che gli officiali e le proviste per obituni, e le ras-
della dataria sono considerati fami- segne, ma anche nell'acquisto de-
gliari del Papa, il Cardinal pro-da- gli uffizi hanno il gratis
vacabili
tario è Cardinal palatino, monsi- della componenda. Li confidentiarii
gnor sotto-datario è prelato pala- delle pensioni , volgarmente detti
tinOj e sino al termine del passa- testa di ferro, spedivano gratis non
to secolo ,
gli officiali di dataria, solo le pensioni, che si conleri-
DAT DAT n3
•vano loro dal Pontefice, ma anche espettati ve si conferivano dal Papa
le provviste per olitimi, non già i benefizi non ancor vacati, alle
le rassegne. persone ecclesiastiche, che perciò a-
La dataria apostolica , siccome spettavano la morte di quelli, che
curia pontificia, ed una delle più li possedevano. Per meglio spiegar-
ragguardevoli parti della curia ro- si, le espettative erano un certo
mana, fu sempre sommamente a privilegio, che dai
Papi, dai Car-
cuore de'Pontelici. Pure nominere- dinali, e dai vescovi si concedeva
mo quelli, che presero su di essa a persone ecclesiastiche, col quale
speciali provvidenze, oltre quelle venivano abilitate alla successione
che noteremo in seguito. Varie e de' beuefizi, dopo la morte de'pro-
ino] tipi ici sono le grazie, che per prietarii , che frattanto aspettava-
organo della dataria concede il no, come appunto ora sono le Coa-
sommo Pontefice, come si può ve- diutore {fedi), e tra' secolari le
dere nel paragrafo di questo artico- sopravvivenze. Assunto al pontifica-
lo, il quale tratta degli officiali di to nel i522 Adriano VI, mentre
essa. Oltre quanto si dice agli ar- trovavasi nella Spagna, ai5 aprile
ticoli Beneficio ecclesiastico (Vedi), in Saragozza rivocò tutte le espet-
e Pensioni ecclesiastiche ( Vedi), tative de'benefizi, e giunto in Ro-
c