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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECG LESI ASTICA


DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PBINCIPAtl SANTI, BEATI, MABTIRf, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDIWAII
E Più CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARIl GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE B
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, KON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. XCIV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
.MDCCCLIX.
%

La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per quanto riguarda la proprietà letieraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

VER VER
V,ERNEUIL, f^ernoliuni. Cillà di pino re de' franchi , e si adunò nel suo
Francia nel d parli menlo dell'Euro, cir-
i
palazzo. I vescovi che vi sì recarono da
condario a 8 leghe da Evreux,ed a 18 da quasi tutte le parti del regno vi fecero
Ronen, capoluogo di cantone sulle sponde 25 canoni, di cui ecco i principali. Cia-
dell'Avre, che divide la Normandia dal scuna città avrà il suo vescovo, ed uà
Perche. Situala in mezzo a fertile pianu- vescovo nou potrà possedere due vesco-
ra, traversata da un braccio dell' llon, è vati. Saranno celebrati annualmente due
ben distribuita,ma male ediQcata. Del- sinodi in Francia, l'uno io marzo e l'al-
l'antico castello non rimane che una tor- tro io ottobre. E affidata a'vescovi la cu-
re alta 60 piedi e di mura grossissime. ra d' invigilare sui monasteri d'ambo ì

La chiesa principale ha campanile at-


il sessi.Un' abbadessa non potrà governare
tribuito agl'inglesi, imponente per l'al- che un solo monastero. Tutti preti do- i

tezza, e notabile per la maiìsa gotica. Pre- vranno assistere al sinodo del loro vesco-
sentemente ì terrapieni offrono bei pas- vo. Saranno scomunicati tutti quelli che
seggi. Vi è una biblioteca con piti di 3, 000 comunicano cogli scorauuicati.E ^'oibito
volumi. Vi sono varie fabbriche e mani- agli ecclesiastici di cambiar chiesa e di ri-
fatture, con circa 4>ooo abitanti, che ten- ce vere uu chierico di un'altra chiesa. Non
gono 3 fiere l'anno, possedendo territorio si faranno opere servili ne' giorni di do-

fertile in grani. Il re Filippo li Augusto menica. Gli ecclesiastici non !>'immischie-


laiiuni alla Francia colla Normandia e il ranno negli affari secolari, né porteranno
Perche. Nel 1^1^ t\À teatro d'una bat- le loro cause innanzi a'tribuuali di laici.

taglia sanguinosa tra'francesi e gl'inglesi, I conti de' beni ecclesiastici saranno resi
i primi restando sconfitti; e da' vincitori Regia l. 17, Labbé t. 6, Ar-
al principe.

la ricuperò Carlo VII nel 1 449- P''ifna duino t. 3. 11 2." concilio fu tenuto nel
di queste epoche vi furono celebrati due dicembre 844 ^^^ palazzo del re Carlo I
coQcilii. Il i.° oel 'jS5 per oidiue diPi- il Calvo. Ebroiuo suo arcicoppellano e
4 VER VER
limosi iiiere, vescovo di PoiClers, e Ye- A vignone nel4o3, nel quale anno perciò
1

nillone nrcivescovo di Sens vi presiedet- vflcato l'arcidiaconato di Rohan, fu con-


tero, e si fecero l'x canoni riguardanti ferito ad Amadeo di Snliizzo anlicardi-
nella maggior parte la disciplina ecclesia- naie e poi cardinale. Il Cardio nella SlO'
stica. Nella prefazione si esorta il re a con- ria di Saragozza scrive che neh 38 1 il

servar la pace co' suoi fratelli. Inoltre si cardinale era stato fatto canonico e ar-
invitò a mandar commissari, ailine di cidiacono di Segovia.
reprimere coloro che commettevano ec- VERNON, /^'emoHmm.Ciltàdi Fran-
cessi, e disprezzavano la disciplina eccle* cia neir alta Normandia , dipartimento
siaslica.Clie monaci vagabondi ed chie-
i i dell'Euro, circondario a 6 leghe da E-
rici disertori sieno castigali secondo i vreux, capoluogo di cantone. Sorge sul-
canoni. Che quelli che sposano religiose la riva sinistra della Senna, che vi sì var-

sieno scomunicati, se non fanno pubblica ca sopra d'un ponte di 11 archi, per co-
penitenza. Fu altresì determinato di da- lìiunicare con uno de' sobborghi. Della
re un vescovo alla chiesa di Reims, che sua cinta rinflancata da torri più non ri-
già da lungo tempo n'era priva, e fu ri- mane che una di esse altissima , in cui
messa la questione della primazia accor- sono depositati gli archivi. Il castello di
data a Dragone vescovo di Metz, dal Rizy,che apparteneva al duca di Penthiè-
Papa Sergio H, ad un concilio più nu- vre, è stalo demolito e convertito in casa
meroso Germania. Re-
delle Gallie e di di villeggiatura con parco; colà presso è
gia t.2 i,Labbé t. 7, Arduino I. 3. Alcuni un bel viale di tigli. All'estremità del
confusero Verneuil con Vernuin (/^.). ponte sono due fabbricati vastissimi, l'u-
VERNHIO oVERGNE Pietro, Car- no fa parte d'una torrefatta edificare da
dinale. Nato in Toul professò legge ca- Giulio Cesare, l'altro serve di magazzi-
nonica nell'università di Montpellier, do- no pe' grani. Notabile è la chiesa princi-
ebbe a cixnpagno de' suoi sludi Rai-
"v* pale per la sua antica costruzione. Vi è
rulfo Monturco poi cardinale, e divenne ospizio, collegio comunule, sala pe' S|)el-
dottore nelle decretali. Assunto quindi tacoli, manifutture, fabbriche e deposito
alla dignità d'arcidiacono di Rohan, al d'artiglieria. Traflica di grano pel prov-
grado d'uditore di rota e di canonico di vedimento di Parigi, e di vini, e tiene 3
Poitiers, Gregorio XI nel maggio o giu- fiere l'aiuio. Ila circa 3, 000 abitanti. Vi
gno 37 lo creò cardinale diacono di s.
I I sono litomie rinomate per la(]ualità del-
Maria in Via Lata. Seguendo egli pure la pietra, e sopra di tali cave incomincia
le orme de'suoi colieglu francesi, dopo a- la !»elva di Vernon.Nel 754 l'i' loglio,
vere nel 1378 concorso col suo suffragio il re de' franchi Pipino vi fece convocare
nell'elezione d'Urbano VI, l'abbandonò un concilio, che vi radunò tutti i vescovi
per seguire lo scismatico antipapa Cle- delle Gallie pel ristabilimento della di-
mente VII, nella cui falsa ubbidienza e Vi si proposero de'riniedi a'più
sciplina.
deposto dal iegiltiuio Papa, chiuse il pe- grandi abusi, che si erano introdotti, a"
riodo del viver suo nel i 3c)8 , altri prò- Spettando uu tempo più favorevole per
traendone la morte al 1 4oo o al 4^3, ed 1 fare rifiorire la disciplina e abolire il ri-
anco al i4^9- Credcsi da alcuni, che 5 lassauìento. Vi si fecero sS canoni, e visi
anni prima del suo decesso, ravvedutosi ordinò che ogni anno fossero celebrati
dell'errore comniesso, detestato lo scisma, due concilii o sinodi, cioè il i." marzo e
si riunì al vero Papa ; imperocché, co- il i." ottobre. Fleury.
nosciuta la pertinacia e ostinazione del- VERNIJM. Nome latino d' un luogo
l'altro antipapa Benedetto XIII, neh 3()B di Francia, nel quale fu tenuto un con-
gli voltò generosameule le spile e morì io cìlio nel 7 54- Alcuni scrillori eredouo cImì
,

VER VER $
sin il metìesimo di l'erneuil {F.) cele- il quole ultimo ne trattò nella 3.' «erie,

bralo nel 755. Fleury e il p. LeCoinle 1.6, p. 55o, t. 8, p. 727 nelle sue Origini
pretendono die sia Vernon C^.). Il p. Italiche, e ne' Mi'steri della lingua £"-
Pagi con r autorità di Mabilloti e di triisca. Il vescovo Corsignani, nella Reg-
Valois, colloca Vernum suU'Oise nel ter- gia Marsicana, rileva che Veroli è una
ritorio di Deauvais, in una foresta dello delle più cospicue città erniche. Anco il
stesso nome. Aggiunge altresì che Ver- Marocco che la \'\s\ìò,ne' Monumenti del-
num era un castello reale al tempo di lo Stato Pontificio, t. 5, p. 94, l'enume-
Clotario III re de'franchi morto nel 670, ra fra le 4 ragguardevoli città erniche,noa
e die fu in quel castello che venne con- dimeno splendore alle altre, e tuttavia ia
vocato il concilio. Finalmente Leboeuf estimazione e decoro. L'ultima proposi-
in una dissertazione sulla posÌ2Ìone ilei zione concistoriale riferisce: »• In provin-
palazzo Vernum, Palalium Fcrnutn, so- cia Campaniae Romanae pervclusta Ve«
stiene che il nome latino f'ernum non rulana civitas supra montem posila cer-
significa né Femori sulla Senna, né Ver- nitur, quae in suo trium circiler millia-
iieuil sull'Avre o Euro, ma bensì Ver o riu'mambilu mille elquingentascontineC
Vern, castello reale che il medesimoLe- domos, atque a quatuordecim pene mil*
boeuf colloca tra Parigi e Compiegne, a libus inhabilatur incolis". E situata lungo
3 leghe da Senlis, nel dipartimento del- il dorso di un'altura, formata parte di
l' Oise, e che serviva come stazione a're vivo scoglio e parte arenoso, diramazio-
di Francia per andare da una città al- ne dell'Apennino, rivolta a mezzogiorno
l'altra, del quale ultimo sentimento è pu- ed a ponente, che in parte domina la va-
re Bouquet. ga pianura che fino a' monti Lepini si
VEROLI [Ferulan). Città con resi- estende; mentre ad oriente può spaziar-
denza vescovile della provincia di Cam» si lo sguardo oltre confini del regno di
i

pagna o delegazione apostolica di Frosi- Napoli, circondata al nord da colli e da


none^ nella legazione di Marittima e Cam- monti. La sua elevata posizione , unita
pagna, distante 8 miglia da Frosinone.e al suo clima temperato, all' aria pura e
60 da Pioma o poste 7 e mezza come dice salubre che vi si respira, ed al suo cielo
il Calindri nel Saggio del Pontificio Sta- ridente, offre vedute così amene e svaria-
lo. Ha il proprio governo e vi risiede il te , che formano una prospettiva vera-
governatore. Antica e celebre nella storia mente deliziosa e pittorica. Non ha verso
é stata sempre questa città, situala nel ponente altra fortificazione che la natu-
Lazio [F.) presso il fiume Cosa, volgar- rale, consistente in erti scogli perpendi-
mente detto Pissia, la qualifica il p. Ca- colari, e dirupati massi calcarei, rivestili
simiro da PkOma, nelle fllemorie storiche in parte di elei, pel tratto di i5oo pas-
delle Chiese e de' Conventi de^frati mi- si. Da mezzogiorno a levanle, alla roea
nori della provincia Romana. Il vocabo- forte natura suppliscono mura reticolari
lo Pissia pare l'abbia usatoselo tale scrit- e saracene, e varie torri, in parte ora di-
tore. Mollo più nobile e ragionevole riu- roccate, nominate e innominale opere ,

sciràr etimologia quando il nome del del medio evo. Incedendo poi per l'erta,
fiume si faccia derivare dall'idioma feni- dove spira il vento greco, s'incontrano
cio o osco, Chus, cotne ne discendono tuia ranlicliissime mura pelasgiche, termina-
iniìiiilà di nomi delle contrade e paesi le nella cima del monte dalla Rocca, che
(lell'Eriiìco, del Lazio e precipuamente Giovanni X, per
servì di carcere a Piipa
dell'Elrurid, come nella Civiltà Cattoli- quanto a suo tempo narrerò. Queste mu-
ca s\ può riscontrare ne'ilotti articoli dei ra veluslissime,sono quasi simdi a quelle
gesuiti pp. Marchi, Garrucci e Tarquiiij, di Coss:), di Rosselle e di Populonia, città
6 VER VER
«ìell'anlica 7o4tv7nfl (F.), della i.* aven- è alpestre, ma una moderata acclivi-
di
done riparlalo nel voi. LXXIX p. 21 3. là, nella maggior parte ampia e per in-
Jmperoccbc la loro costruzione è alquan- tero lastricata a mattoni, come pure vi- i

to più rozza delle ricordale, e sono com- chi che vi sboccano: il centro quindi della
poste di massi calcarei non uniti da ce- città è comodamente carreggiabile. Sul
menlo, di varie e grosse dimensioni in , vertice del monte, avendo principio la
forma di poligoni irregolari. Hanno trat- suddetta colla porla e chiesa di s. Leucio,
to tratto de'cunicoli, donde poteva sor- ha contigua una rocca, smantellata e di
lire un guerriero armato alla leggiera. forma quadrilatera, ove venne per breve
Al dire degli intelligenti, queste mura tempo detenuto Giovanni X. Soggiunge
pelasgiche si reputano più antiche del- ilMarocco, il disegno della presente città
l' etruschc e ciclopee, lavorate quindi a non offre grande interesse, tranne gli e-
tutt'arle. Avanzi di mura ciclopee esisto- difìzidi cui vado a parlare, essendo il fab-

no vicino B Veroli nel luogo detto Gira- bricato in molti luoghi disgiunto, in al-
^p,» nella provincia stessa altre sono quel- tri disordinalo, ed in alcuni punti diru-
le famose di cui riparlai ne' voi. LXIII, to.Può dirsi che Veroli non abbia pro-
p, 227 e seg., LXXXIX, p. 45, 53, 58, priamente circuito di mura urbane, at-
'>9, 60, 62,64, 75. Trovo "fi' Marocco tesa l'irregolare disposizione delle fabbri-

iiiesatlamente detto che , sull* indicata che. Non ostante l'amor patrio, che ne*
rupe altissinia sorge il tempio con par- verolanì è grandissimo, agli antichi gua-
rocchia di s. Leucio, di gotica struttura, di sti va riparando, e nell'arte di edificare
dove incomincia il borgo del suo nome, non manca il genio,assai favoreggiato dal-
la cui via è molto alpestre, ed alla quale l'abbondanza de'mnteriali. Anche in tale
corrispondono gli scabrosi viottoli laterali. descrizione Marocco oscilla ed è inesat-
Su quel vertice anticamente torreggia- to. Imperocché il fabbricatodi Veroli, co-
va il forte o castello, che per l'eminente me notai, non è né diruto, né disgiunto;
sua posizione difendeva egregiamente la ma piuttosto, non essendovi lunghi trat-
citlà, quale prima de' terremoti orribili ti di strada rettilinea, trovasi per natura
«offerti era estesa e magnifica, esistendo del suolo non regolarmente disposto. Ne
oolassù lina torre assai rovmata,che dà fu cagione l'orribile terremoto dell'S set*
il nome di Civita a questa contrada, vo> tembrei35o. Le mura urbane atterrate
cabolo che sovente si legge in vecchieper- specialmente nel i4o6 dal re Ladislao,
gamene dell'archivio della cattedrale, in non vennero per buona parie rifalle, ma
cui esistono bolle pontifìcie, e moltissime non perciò manca il paese di circuito, e-
memorie e ragguardevolissime. Devesi sistendone ancora non pochi tratti con
rettificare il Marocco cos'i. Dalla porta di diverse torri. Le strade moderne sono al-
s. Leucio non incomincia il borgo, ma it quanto più regolari, e sono lastricale di
paese,ch'èpropriamentesituato sopra due inalloni: le antiche sono strette, ripide e
tortuose sporgenze delT antifaUle Apeo- tortuose. Otto sono le porte urbane, cioè
nine, si distende dall'alto in basso per u- V Arenaria, denominala Amara, o Ro'
Ila larghezza di oltre un miglio di discre- maria, ridotta a magnifico gusto moder-
to e continuato fabbricato , mentre In no; di s. Leucio y corrispondente al ram-
larghezza media non ne raggiunge che mentato borgo; di s. Croce ; ò\ Porta
il 3.°, e perciò la città ha pressoché una Scura ;à'\ Olrnntola; di Olivella;i\\ Ci-
lega di circuito. La strada maestra, che verta, e di s, Martino, ha visuale della
dalla porla di s. Leucio raggiunge, come porta divella è sorprendente, perché l'o-
dissi, alla distanza d'un miglio, quella di rizzonte amcnissimo presenta la veduta
». Croce, ch'era l'antico Consolare, non di molti paesi, e al mezzodì dell' intera
VER VER 7
ctlià (li Frosinone. Nell'interno di Veroli pellatur Manfano, in quo est lacus cum
sebbene si usino comunemente le acque pìscaris suis, et omnibus eie, come si ha
'

di cisterne, che si riempiono coll'acque anco dairUghelli. Parte di questo vasto


piovane ,
pure le potabili abbondano a fondo costituisce oggi la tenuta di Castel
contatto della città; e veramente mine- Massimo di diretto dominio della came-
rali, toniche e deostruenti riescono quel- ra apostolica, ed infeudata alla nobile fa-
le del fonte di Pedicosa. Di queste fon- miglia Campanari più secoli innanzi che
li, scrive il Marocco, due se ne incontra- Benedetto XIV la erigesse in marchesa-
no fuori di porta Romana sulla pubbli- to, come dirò alla sua volta. Ora il la-
ca via, una nominata Fontana Nuova, go fa parte del territorio di Frosinone.
l'fdlra del Lago, denominazione antica Provano poi le altre due accennale per-
comprovante l'esistenza un tempo di vi- gamene, che la famiglia di Ro/Tredo era-
cino lago. In fatti al di sotto di essa è un si da molto innanzi stabilita in Veroli, ut

terreno quasi tutto da collinette circon- pure non fosse originaria del luogo, giac-
dato, e così profondo che dù a conoscere che Giovanni padre di RolFredo, si crede
la preesistenza d'un lago presso al fiume figlio d'un Vidone com'esso conte o ret-
Cosa , ed al piccolo rivo dello i Bagni, tore di Campagna; e quindi per altra per-
luogo spettante al capitolo della cattedra- gamena (jgurano come figli di Rodredo,
le.Da una pergamena di quell'archivio Landuino e Ratterio. Queste due perga-
siapprende la certa esistenza d'un lago mene sono del 987 e del 990, e tratta-
in questa parte ove sono confini. Il
, i no d'una vendita, poscia d'una donazio-
documento consiste, dice Marocco, in una ne d'alcime terre poste nel territorio di
locazione stipulala dal (nel gSg dal ve- Ceprauo, che lo stesso R.otfredo fa a «(uel-
scovo col consenso del) capitolo, e intito- la chiesa di s. Magno. I verolani inter-
lata: ZiOca//o£rtc«5 /IffirnVrt/i/y^rfrtrt/io- venuti a tali attierano tutte persone di-
Canipaniac Roma'
friclo duce, et contile stinte e ((uali ficaie, conti, tribuni, ec, per-
nae anno ogc) (deve dire 959, come già
i sone facoltose. L'interno della città con-
ho notato). Inoltre nella pergamena si tiene ragguardevoli palazzi, primeggian-
dice dell'esistenza d'un altro laghetto do que'de^ marchesi Bisleti, Campanari,
ehinmalo Canore, vocabolo di contrada Galluzzi, Giovardi, il vescovilee altri. Ne'
esistente sotto il monte Nervo, ove tro- fabbricati progredisce la città in render-
vasi il cratere disseccato, che per altro si vieppiù decente, ed essendovi esercita-
riempiesi nelle dirotte pioggie con nota- te tutte le arti opportune agli usi del-
bile quantità d'acqua, ma per breve tem- la vita, trovansi accreditate botteghe di
po lo formano , sgombrando mercè un mercanti. Il eh. ab. d. Alessandro Atti a'
ampio meato fnlto nel masso di viva pie- i3 febbraioi857 pubblicò nel rfiVic/c/o-
tra, anch'esso proprietà del capitolo cat- pedia contemporanea dì Fano, t. 5, p.
tedrale. Ma in questo ancora errò Ma- 177, questa lettera. » Fra molte città
rocco. Capricciosa e confusa è l'idea del dello slato pontificio che godono bella fa-
Lago dal nome della fontana, e così le col- ma di attività, di commercio e di opifi-
linette, il cratere; peggio poi la confusio- zi non è da porre certamente per ulli-
ne del lago Canoce, cli'è solo un basso Dia Veroli, comechènon siane molto va-
fondo, con il lago Hfaniano e non Mani- sta, né di assai numerosa popolazione (ma
lana. Le pergamene sono tre e tutte di la stampa della riferita proposizione del
paleografìa longobarda, così detta. L'en- 1857 dice 1 4)000 anime, e deve ritener-
fiteusi fu fatta dal vescovo Giovanni I e si errata ancorché vi avesse compreso gli

dal clero in favore di Goffredo consul el abitanti di sue fiazioni, che più innanzi
dux . . . ides ifunduni in in tegro ,(juodap' uoiuineiò; e la Statistica della popola-
8 VER V ER
zione dello Stato Pontificio (IeliSS3, vremmo a lamentar sì spesso la misera-
pubblicata dal governo nel iSSy, com- bile condizione de'popoli, e vedere lanta
preso le lerrilorìali frazioni veracemen- robusta gioventù molte volte per difetto
le registrò I 0,848 abitanti). Poiché, vuoi di facii lavoro gittarsi per disperata a mi-
per il destro ingegno degli abitanti, vuoi sfare con tanto scandalo e danno della
per la vicinanza del regno di INapoli, che ci vii società. I ricchi che hanno come ri*

rende aninialissinii i IraHìcì, vuoi per gli parare a'sempre crescenti mali dell'ozio
ebdomadari mercati (in ogni martedì, più e dell' inopia dovrebbero accordarsi di
abbondanti essendo que'dei l'in verno)cbe gloriosa emulazione e aprire in ogni ter-
{attirano di mollo concorso, e peri pub- ra, in ogni villa, in ogni borgata (|ualche
blici stabilimenti die vi sono, ha di che utile stabilimento acconcio all'indole de-
fare invidia ad altre più cospicue e rino> gli abitanti, oye faticar potessero con gua-
niate città pontifìcie. Tra le varie fabbri- dagno e con onore tante braccia paté ma
che di diversa ragione tiene senza dubbio non accostumale giammai alla fatica (U'
il primo luogo quella messa su dal sig/ tìnaml fiat, fiat) ". Nello stesso anno il
luarchese Campanari di panni ad uso di Giornale di Roma a'26 settembre notifi-
Francia, di coperte e tappeti finissimi da cò. Gran deposito di tappeti di Peroli
>j

disgradarne, starei per dire, i più famosi ad uso inglese e francese. Per le lodevo-
d'oltremonli ed oltremare, tra per la bon- li cure della ditta Campanari e JVIellonj

tà de'tessuti, la bellezza del disegno e la venne gretta una grande fàbbrica di tap-
vivacità de"* , come ho
colori inteso più peti nazionali in Veroli ad uso de'miglio-
volte a Roma
da persone di gusto squi- ri inglesi e francesi, con il vantaggio che
sito. Yi è anche una fabbrica di tappeti mentre in oggi questi sono per lo più fal-
inferiori del sig." Bruni (forse in essa si sificati e misti di cotone (specialmente
formerapno ingegnosamente que'tappe- quelli sotto il prezzo di scudi 2:3o cir-
ti, colle monture de' soldati, che riesco- ca) e sono tinti di falsi colori, i suddet-
no solidi, ed io l'uso nella camera di stu- ti di Veroli sono tutti di lana fina e di
dio in tutto l'anno, com avendo sempre colori vivaci e durevoli. I verdi e neri, i

presente Veroli), due di seterie ordinarie ponsò., i neri specialmente si distinguo-


del sig/ Brocchi e del sig/ Lauri (note- no per la forza e la bellezza delle tinte,
lòche in Veroli le sete egregiamente col- e sono mollo superiori agli esteri".
di —
le filande si filano e si lavorano); una di Altri rimarchevoli edifizi sono sagri tem- i

cappelli del sig/ Luzzi, ! i :;» di cotone, 3 pli. Quello della cattedrale è buono, si-

di cappelli ordinari in campagna a s. tuato nella strada di mezzo alla città, di-
Francesco (frazione della città) , una di nanzi ad una piazza, avente da un lato
polveve sulfurea e due di colla cerviona l'episcopio ereltodal vescovo cardinalEn-
(aggiungerò inoltre io, le fabbriche di vasi nio Filonardi, al dire di Marocco; ma ri-
di terracotta elerraglie,di sedie, di spiri- ferisce il Cardella che soltanto lo ridus-
li,di conretture;,emoltedi pastedi perfetta se a miglior fornia riattandolo da'fonda-
qualità, non inferiore a'rinomati mucche- menti, e con grande spesa ne riordinò le
ioni di Napoli, di cui si la gran traflìco). camere, che in avanti piccole e disador-
io tanta varietà d'arti e mestieri egli è ne, riuscirono per lui più ampie e deco-
certo che moltissimi trovano dove impie- rose. E tanto deve ritenersi. £' dedicala
gare l'opera loro e donde trarre giornal- a Dio, sotto l'invocazione di s. Andrea a-
inente l'onorato sustentaniento per sé e poslolu, col fonlebattesimale e la parruq-
per la propria famiglia. Se in ogni paese thia, amministrata da un canonico, scel-
vi fossero proporzionatamente allretlan- to per concorso e approvato dal vescovo.
U fuuli d'iudu!>tric u di gMudagiiOMOu n- Codesta chiesa aulichisiima a 3 navi, da'
V EI\ VER 9
vei'oìatii si celebra fabbricala nell'impero Jempoinsoi'li in tali trasporti ripetuti con-
ili C(><>luiitinu 1 il Magno, riedificala in trasti, non ebbe più luogo 1' annua tra-
più elefante forma e decorala di faccia- slazione, restando nella cattedrale senza
la esrerna ruartnorea dal vescovo de Zaii* più monaci custodire una delle cliiavi,
i

lis. Dipoi il veitcovu Tarlagnì riuiodernò o per concordia o al certo di fatto, restan-
il presbiterio, dilatò la Iribuna ed a'Iati do così soppresso il diritto, che quasi da
VI a-jgiiiiisedue cappelle. Altri vescovi ne un secolo si tralasciò di reclamare. Può
furono beiiemerili, cbe alla lor volta rac- leggersi il cap. &'.Di\>oruinR('liquuie,qHae
cuiilerò. ìNlerila considerazione il coro, in ad Casaemarii monasleriuin pertinente
cui sono veramente lungnifici , la calle- nella Bre\>is Historia M onaslcrii s. J\l(i-

d;'a episcopale, ed iG seddi o stalli ca*


i Johannix et Pauli de Casae-
riatt et ss.

nonicali, luUi di legno di noce con va- mario, da dove ricavo che l'abbate com-
ghissimi intagli. Il l(jdato Fdonardi so- mendatario del medesimo cardinal Ba-
pra al coro fece un'elegante ringhiera per nelli Alessandrino nel 1572 trasferì nel-
l 'ostensione delle ss. Ueliquie,nè deve con- la cattedrale le ss. Reliquie e quali in li-

fondersi coll'esterna loggia al sinistro an- gneicftie annnrii, ubi conditac sunt, da-
golo di essa, ove erigendosi in alcune so- vis altera penes claustraleni coenobil
lennità il Irono episcopale , dui vescovo aìibateni, altera pcnes antiquioreni ca-
sicompiute la benedizione papale.La cap- thedra lis ccclesiae canonicuni custodi'
pella del ss. Sagramentoha un altare or- tur. Oltre il busto di s. Salome, e quelli
nato di bei marmi, e con vaga balaustra, de'suoi compagni ì ss. Biagio e Demetrio,
il (|uadro di s. Salome o come altri dico- tutti d'argento, e di cui più sotto, nel san-
no di s. Maria Salonie, protettrice prin> tuario delle ss. Reliquie sono le princi-
cipnle della cillù e diocesi, è di pregevo- pali. I corpi di nome imposto nella loro
le peimello; e buoni dipinti sono pure i in venzioiie,de'ss.liluininata, Albano, Do-
laterali esprimenti l'uno il martirio di S. nato e Giustina. I corpi di nome proprio
Stefano, l'altro i ss. Gio. e l^aolo. Meri- (ie'faiiciulli ss. Felice e Teodoro, e della
ta pur menzione il dipìnto di s. Bartolo- madre dell." s. Faustina martìri, ciascu-
meo apostolo, nella 2." cappella della na- no rinchiuso in urna «li legno dorata, di-
ve simstr-a. A cornu Epistolae<\v:\\'a\\.a- fesa da crijitalii. Egualmente sono di nu-
ve uìaggiore trovasi l' importantissima me proprio corpi de' ss. Placido, Vin-
i

Ciippeila detta [{Santuario oSanclaSaii' cenzo fanciullo, Benedetto e Innocenzo


clornni per la gran copia delle ss. Reli- martiri. Vi è pure gran parte del cranio
«jMiecheivisi venerano disanli e di mar- dis. Toinmasodi Cnntorbery. Dentro va-
lui,ed è con somma decenza custodita, ghissima cassetta d'avono, ornata di su-
e gelosamente chiusa da porta con due perbi bassorilievi, esprimenti però cose
Marocco: ciò è inesalto..
chuivi, riferisce favolose, sonovi altre ss. Reli(|uie: appar-
Dappoiché anticamente due chiavi non tenne già al celebre monastero di Trisiilti
f^hiudevanorjueslosantuario, ma una cu- {J-), che secondo il Cluverio era confine
stodia di ss. Ueli(|uie allora s[icttanti ni- de' marsi e ilegli ernici. Due altre custo-
J'msigne monastero di Casamari, per cui die di forme goliche, d'argento dorato e
Mua chiave leuevasi da'nionaci e l'altra con intagli, contengono altre ss. Relicjuie.
capitolo. E ciò perchè nella festa del-
«lai Queste, dice il Marocco (che ho al solilo
l'Ascensione quelle ss. Reliquie con so- corretto) erano dell'insigne monastero di
lenne pompa t:ccle!)iaslica si portavano Casamari, che descriverò in fine, e ve n'è
nella chiesa tie'ss. Gio. e Paolo della ba- memoria nella minore con l'epigrafe: H:
dia slessa, e con eguale processione si re- op. j'ecit fieri. Dvrnp. T. Bos. f^er. Ab.-
sliliùvuno nella c^tlcih'ulc. iMpiucessodi basCuòamarii.L'ahìlo religioso di 5. Già*
IO VER V EU
corno (e non tli s. Giovanni come scrisse ti, e di altri preti e chierici per l'iifllzia-

il Marocco) «Iella IMarc.i; il quale abito lora divina. L'arcidiacono gode l'uso del -

essendo uno di quelli con cui di quando le vesti prelatizie , ed i canonici quello
iu quando sogliono i divoli rivestirne il della cappa magna sul rocchetto, ornala
proprio corpo, sembra non doversi rigo- e foderala di pelli nell'inverno, e di seta
rosamente considerare per identica reli- nell'estate. I beneficiati indossano la sem-
quia. Il bellissimo Hreviarioin pergame- plice cotta. Leggo nel Garampi, Memo-
na di s. Lodovico arcivescovo di Tolosa rie ecclesiastiche, che nell'erudita storia
scrittocon carattere gotico, donalo dal mss. di questa città, compilata dal vero-
vescovo Cipriani. Una gran Croce di ar- lano prelato Vittorio Giovardi (si può ve-
gento dorato, con molta diligenza lavo- dere l'opera dedicata a tal prelato da P.
rala, ed ornata da getnme preziose e co' Roberti, Polymalhia seu scientìarum //o-

simboli de'ss. Evangelisti. L'Ughelli, /• /i/f'rz, RomaeiyS'Z, fyp. Casaletti), ch'e-


tnlia sacra, 1. 1 , p. i 386: Fer ulani Epì- gli reputava degna di vedere la pubbli-
scopi, dice che a suo tempo nella catte- ca luce,avea osservato parecchi documen-
drale fra le ss. Reliquie si veneravano, del ti raccolti da quel dotto per provare, che
Legno della ss. Croce, ciijus portio non questo capitolo osservò un tempo la Fi"
pan'a in Criice argentea auro puro cir- ta Canonica, perdi cui norma si servi de'
cumdata vidcliir. Il braccio destro di s. canoni del concilio celebralo in Aix la

Matteo apostolo, notabile porzione del Chapelleo AqnisgrananelI'SiG, trascrit-


capo de'ss. Gio. e Paolo (queste ss. Reli- ti in un antico codice ad uso di essa chie-

quie appartennero al suddetto monaste- sa, quale ora si conserva nella biblioteca
ro Casamari, e descrivendolo ne ripar-
di Vallicelliana segnato B. 32. In un istru-

lerò), il capod'una delle ss. Vergini com- mento dell 356 vedesi menzionato. Dar'
pagne di s. Orsola, due ss. Spine, il dito mitorium Ecclesiae Ferulanaej e\n al-
eli s. Biagio vescovo e martire, oltre al- tri, Dormitorium, uhi Dii'inuni celehrn-

tre. Ma eziandio vi comprese corpi di i tur Offìciwn (forse in tempo di notte o


s. Maria Salome, e de'ss. Biagio e Deme- d'in verno). Dalle boi lede'Pa pi da Pasqua-
trio, che invece riposano nella chiesa del- le H del 1099, fino ad Innocenzo IV del
la Santa, come sono per dire. Qui inlan •
I243> apparisce che comune fu fino al-
to devo avvertire, che dal X'j^i in poi di lora la mensa al vescovo e al capitolo. Nei
tali corpi nella cattedrale non vi è resta- 1446 canonici erano duodecim nume-
i

to che la sola testa di s. Salome, custo- ro in communi i'ivenles, ed Eugenio IV


dita da molti secoli in busto di argento. fu il primo a dividerne le prebende. Dis-
Laonde trovo troppo generica l'espres- si già, chehaudprocul ab cathedrali di'

sione che leggo nelle 3 ultime Proponi- stat Episcopale palati um, quodveterent
zioni Concistoriali (F.): in Cathedrali praefert structuram, at nntlam cxposcit
plures praesto siint insigne^ ss. Beli- reparationem. L'arcidiacono di padro-
quiae,praeserlim corpus s. Marine Sa- nato passivo fu istituito insieme con tre
lorne, stimma veneratione adservatae. canonicati nella cattedrale da Pietro Ja-
Si prese la parte più nobile pel tutto, il boni ed eretto con suo testamentodel 1742,
che tante volte, come ripetutamente no- trasferendo la detta dignità iu perpetuo
tai all'opportunità, produsse gravi que- ne'soggetti idonei della famiglia Bisleti,ed
stioni contrastandosi più luoghi il posses- in mancanza di essi supplisse il concorso;
so d'unmedesimo corpo. 11 capitolo si ed egualmente chiamando n'3 canonica-
compone della dignità dell'arcidiacono, e ti soggetti parimente idonei delle fami-
i

di i5 canonici comprese le prebende del glieMellonj, Torti (oraCampanari),ePer-


teologo e del penitenziere, di 4 benefìcia- ciballi di recente estinta, ed in deficica*
VER VER II

za (li esse si nominano altre patrizie fa- vanni da Veroli, ch'era suo notaro in A-
iTiiglie verolane. Tale istilozione nel de- vigrione, come apprendo dal Garampi,
corso d'un secolo si è resa illustre per a- che tra gl'inventarii della camera aposto-
ver dati alla Chiesa le seguenti dignità e lica del 1824 trovò scritto: Suniinae di-

personag2;i.i." Da arcidiacono di Veroli ctiiminiun (per formolario di lettere), qui


Cesare Ciescenzi de Angelis oriundo di fnemnt quondam Johannis de P^ernlisD.
Torrice, nel ySS divenne vescovo di Se-
i Papne NoUirii. Affinchè poi la chiesa in-
^a\ e poi deputato visitatore apostolico di signe di s. Salorae fosse degnamente uf-
Corsica. 2.° Andrea GinslinianoSpani pa- fjziata, la pietà del vescovo, capitolo e co-
trizio verolano nel iy66 gli successe nel mune di Veroli implorarono ed ottenne-
vescovato. 3. "Pietro StefanoSperanza cit- ro che venisse unita alla cattedrale nel
tadino verolano neh 777 vescovo d'Ala- 1348; quindi nel t35o essendo rimasta
tri. 4'° Deodafo de'marcliesi Bi$leti,indi distrutta, come raccontai, dipoi nel 1 4*29
prelato di giustizia, e governatore di Ca- con breve di Martino V fu nuovamente
gli,Narni e Fano, morto nel 18 25. 5° riunita alla stessa chiesa, ed il comune di
Giuseppe Bisleti morto nel 1847 canoni- Veroli la dotò con beni. Mg.' Zauli ridus-
co della basilica Vaticana. 6.° Mg.' Ca- se il tempio a miglior forma ed elegan-
millo Bisleti, di cui vado a parlare.7."i\1g.' te architettura, fu poi decorato di faccia-
Giuseppe de'marchesi Ferrari di Cepra- ta con caritativi sussidii nel vescovato di
no, esordì l'ecclesiastica carriera col ca- Tartrvgni: ma di sua erezione, riedificazio-
nonicato Torti in Campanari, come figlio ni e abbellimento riparlerò a* suoi luo-
d'una della medesima famiglia e patrizio ghi.Ka 3 navi, la media essendo lunga cir-
verolano, al presente degnissimo Teso- ca 200 palmi: ha nel suo mezzo e rim-
riere, generale. La memorata piazza di pelto all'altare nraggiore, la marmorea
forma triangolare si prolunga all'indietro confessionecon due belle simili scale, imi-
della cattedrale, e mediante l'appendice tante la Vaticana, dove si conservano in
d'un'altra piazzetta, formata dall'angolo grandissima venerazione lereliquieo cor-
(lei seminario, viene questa fronteggiata pi di s. Salome, e de'suoi compagni ss. i

dalla facciata della chiesa concattedrale liiagio e Demetrio martiri, in due urne
sotto il titolo della patrona gloriosa s. Sa- di marmo falle d'ordine del nominata
lome, che dopo la Passione del Uedento- pastore: ne'sagri sotleiranei si mostra il

re e la I.* persecuzione mossa da'giudei luogo in cui 8*17 ottobre i35i furono
alla chiesa di Gerusalemme, vi portò la rinvenute le dette sagre spoglie, riposte-
sua fede, di che e di quanto riguarda la vi nell'invenzione del 1209, quando il
santa, ragionerò descrivendo l' avventu- detto terremoto distrusse la chiesa, onde
rosa epoca dell'introduzione del cristia- furono trasportate a'25 maggio 352 1 al-
nesimo in Veroli. Questo tempio fu in- la cattedrale, e vi restarono sino al 1 74^*
grandito dopo che il terremoto del 35o 1 nel quale anno si riportarono in questa
lo ebbe distrutto, tornandosi a deporre loro chiesa, rimanendo nella cattedrale
nel luogo slesso dell'invenzione, avvenu- la sola testa di s. Salome custodita in bu-

ta neliaog, le ss. Reliquie della Protet- sto argenteo, come narrai. Nella mede-
trice, disperdendo così le cure e le spese sima chiesa vi èuna heWaScala santa,c\\Q
che vi si erano impiegate, al cui effetto ne' concessi tempi gode le stesse indulgen-
il Papa Giovanni XXII con sua lettera ze di quella di Roma, accordate da Rene-
del 329, pressol'encomiato archivio del-
I detto XIV neh 751, come lo attesta la la-

la cattedrale, avea infervorato il popolo pide. Il Marocco che visilò questa con-
a contribuire limosine col premio d' in- cattedrale, loda le magnifiche pitture a
dulgenze; e ciò forse ad istanza di Gio- fresco della cappella dì s. Francesca ro-
t% VER VER
ninna, ed Ivi è il deposito di Fi'ancesca fegiata di 9. Paolo e protonotario aposto-
Antonia Leni, decoroso siccome formalo lico. Così il Marocco^ ma io non glielo
di marmo bianco, elevandosi dal suolo posso concedere,poichè le lapidi ed cain •i

da un rozzo macigno, su cui stanno se- mei di iVocchiaroli sono nella c;iltedrale.
denti due statue marmoree di grandezza Scrive il citato Ughelli:Incivitate 7 pa- >»

nalurale,esprimenti una la Giustizia, l'al- rochiales Ecclesiae visuntur, inler quas


tra la Pietà: in mezzo ad esse è lo stemma insignis canonicorum collegiata s. Era-
gentilizio della defunta, le figure reggen- smi, quam s. Benediclum abbatem, hu-

done l'urna, cioè la i


.* cogli omeri, la a." jiispraeclari Martyrisstudiosissimum, e-
col braccio sinistro. L'immagine della Le- rigendam curasse afTlrmant acta s. Pla-
ni è scolpila sull'urna, sovrastandoii no- cidi.Habet haec Ecclesiae canonici una
bile monumento una fenice tra le fiam- cumCapituloVerulanae Ecclesiae in ele-
me, ed in alto parimenti vi è scolpita la etioni DOVI Episcopi votum ferebant ex
mezza figura della Leni in marmo bian> diplomate Gregorii IX datum Laterani
co,avenlea'lali due vaghissimi putti, che 5 idus roaii an.i," cioè nel 1227. E" fa-
sostengono un panno in cui si legge la pro- ma che ivi sorgesse un tempio pagano in
lissa e onorifica iscrizione sepolcrale. Ri- onore di Cerere e di Apollo, S. Benedet-
prodotta dal Marocco, la si dice nobilis- to, reduce da Subiaco, verso il 527 get-

sima e virtuosa, figlia unica di Francesco tò le fondamenta della chiesa e del mo-
patrizio romano, morta neh 645: Quem nastero, co' mezzi somministrali dal ve-
Sacellisereclis - Laudaliae de Miraldis rolano Valentiniano; partendo poi per
ma tris - A Monte Gallo in Piceno oriun- Monte Cassino a proclamare il suo or-
dae ac-Vendanae civis-Ainor erexit itti dine e la regola meditata a Subiaco, ne
i/iatrem fìliae dolor Exaniinavit - Hinc lasciò la cura a'ss. Placido e Mauro, che
monumento hoc amoris etdoloris est. La n s. Erasmo l'intitolarono. I monaci be-
chiesa collegiata e parrocchiale di s. E- nedettini possedettero la chiesa e il mo-
rasmo, in origine di gotica struttura, ven- nastero sino al declinare circa del secolo
ne ridotta nel secolo XVII con moderno XI. Istituita la collegiata di canonici se-
disegno, tranne il suo bel portico ester- colari, ed è insigne, perciò la dignità fu di-
no che conserva l'antica costruzione, e chiarata abbatemitrato, il quale per privi*
vi si ascende per doppia scala. Si divi- legio pontificio, 4 volte all'annOgin coro ve-
de in 3 navi , semplici ma ben disposte, ste sopra il rocchetto la mantelletta e la

ed è forse la più elegante chiesa di Ve- mozzetta nera, olire il distintivo della mi-
ruii. Il Marocco
ci diede 3 iscrizioni esi- tra, nel passatosecolo concessogli. I 16 ca-
stenti medesima. Una eretta dal-
nella nonici indoisanoil rocchettoe la cappa di
l' encomiato prelato Giovardi, per pe- seta rosacea foderata paonazza e con fioc-
rennare il memorabile soggiorno fatto in chi eguali, ed i 6 beneficiati adoperano
Veroli nel contiguo monastero da Ales- la semplice cotta. Tale è il capitolo col-
sandro III, sussistendo ancora la cappel- legiale di s. Erasmo, il cui archivio pos-
la da lui consagrata. Un grandioso e pre- siede interessanti pergamene. Il canonico
gevole dipinto rap[>resenla quel zelantis- Alessandro verolano, eletto nel 1282 ve-
simo Papa, che assolve l'imperatore Fe- scovo di Teramo, invece di accettare, la-
derico I. Le altre due lapidi sono collo- sciata la collegiata di s. Erasmo, eroica^
cate nella nave sinistra, co'ritratti in for- niente professò la regola de' frati mino-
ma di cammei, in onore de'nobdi vero- ri, come attesta il p. Casimiro. Tra le ss..

lani cav. Nicola Nocchiaroli consigliere Reliquie che si venerano in s. Erasmo,


ilell'imperalrire Maria Teresa, e di Gio. vie un'anca del corpo di s. Salome. L'al-
liuttiita Nucbhiuruli dignitariu della cut- ita cl^esa collegiata e parrocchiale di ^
VER VER i3
Paolo e di moderna ricostruzione, in Por* le benedettine venne dotalo di fondi dal
ma di croce greca, sovrastata da svelta ed comune, ed ora è cospicuamente in flo-
elegante co|)oIa:nel disegno partecipa del- re, anche per vasto fabbricalo e facoltà.
la sontuosa e beila chiesa di s. Agnese a VI avevano un convento frati agostinia-
i

piazza Nflvona in Roma. Il suo capitolo ni, ma dopo la soppressione decretala dal
si compone della dignità dell'abbate e di governo francese, non vi furono più ri-
8 canonici. L'nbbale indossa la tnanlel- stabiliti. 1 minori osservanti nell'estremi-
letla nera sopra il rocchetto, ed i cano* tà della città, egià nel suo suburbio, tut-
nici vestono il rocchetto e la mezzetta tora hannol'elegante e ben tenuta chie-
paonazza. Un beuefìciato assiste all'uni- sa di Martino vescovo, con ispazioso
s.

zio divino. Oltre le descritte 3 insignì convento e biblioteca. Il p. Casimiro da


chiese parrocchiali, esistono in Veroli le Roma ne fa la descrizione, nell'opera ci-
chiese parrocchiali dis. Angelo, di s. Cro- tata in principio: cap. 27, Della chiesa
ce, la suddetta dis. Leucio, e quella an- e del com'ento dis. Martino presso a Ve-
tichissima e ristrettissima di s. Maria de' roli. Egli dice, poco prima di giungere
Franconi, di cui vado a ragionare, e tut- alla città, essendo allora fuori di essa, in-

te e 7 sono fornite del battìsterio. Vi è contrasi la chiesa fabbricala dal vescovo


la chiesa pure parrocchiale di s. Maria Leto 1 o Leone I in onore di Dio e di s.
de' Franconi, e monastero delle mona-
\\ Martino, e da lui consagrata a't22 agosto
che benedettine numeroso, le quali han- I 127, collocandovi molle reliquie di >aH-

no la farmacia. IN'arra il p. Casimiro da ti, come si trae dal documento che offre,

Roma, che il monastero fu alzalo da'fon- cioè una memoria scritta nel muro del
damenli nel 58o dal vescovo Battisti, il
1 coro dietro l'altare maggiore. Fabbricò
quale per tale effetto fece trasportare da nncorn, lo slesso prelato, un monastero
Subiaco, da Alatri e da Guarcino alcu- contiguo alla chiesa, nel quale dipoi fu-
ne religiose dell'ordine di s. Benedetto, ronvi introdotte le monache benedettine,

acciò ammaestrassero nella regola quel- le quali vidimorarono sino alla metà del
le che ne aveano abbracciato l' istituto, seco lo XV; imperocché erano ridotte allo-
come si ha dalle memorie del monaste- ra le religiose a sole 3, ne potevano altri-
ro e apparisce dall'istrumento rogato per menti vivere se non colle limosine sponta-
gli atti di Gio. Antonio Rossi li
9 luglio nee offerte da'fedeli,e ciò per essere stalli

l5do, io cui si fa palese la cessione, con- beni del monastero quasi lutti alienati e
cessione e donazione fatta dall'abbate e brullamente dissipali. Laonde la città di

chierici di questa chiesa, del sito conce- Veroli ricorse al l'apa Nicolò V, perchè
duto per fabbricarvi il nuovo monaste- concedesse il loro monastero e chiesa a
ro,obbligandosi le monache in perpetuo frali minori, obbligandosi il comuned'as-

a pagare scudi 7 nella festa dell'Assunta. segnare alle superstiti monache ona con-
In un mss. comunicato in Veroli al p. Ca- grua abitazione, e di provvederle di so-
simiro lesse, che il monastero in discorso stentamento e altro durante la loro vita.
fu edificato ex pnblico Civitatìs voloj Alla quale richiesta il Papa benignamen-
e clìt l'abbate di s. Maria de'Franconi è te condiscese col breve Sacrae Religio^-
dello nelle bolle ^onì'\ f\c\t parochiis mo- /2/.y, de'3o gennaio i449. che esibisce lo

nialium s. Marine de Franconibus.fieì- slesso p. Casimiro, e diretto a s. Giovan-


la chiesa vi è dipinta in grande affresco ni da Capistrano vicario dell'ordine, ed
l'Assunzione della B. Vergine co'Xll A- a' frali minori osservanti. Giustamente
postoli in ligure oltre il naturale^di pen- qui osserva il p. Casimiro, pel riferito, la

nello maestro e originale. Vi è l'abbate falsità del credere alcuni, che le monache
eoo 6 beneficiali. L'unito monastero del- beoedeiline odierne dis. Maria de'Fran^
i4 VJER VER
coni derivino da quelle di s.Marlino.Que- il catasto di esso. Neli4B2 fu commuta-
sta chiesa d' una sola nave, abbastanza ta una piccola campana della chiesa, con
larga e lunga pe'suoi i o altari laterali, nel altra poco più grande dell'ospedale di s.

1738 fu coperta colla volta e rinnovato Spirilo di R,oraa. Tornando alla chiesa di
l'altare maggiore, sul quale per l'iunan- s. Martino, avverte il Marocco, meritar-
zi si alzavaun grande tabernacolo di le- si osservare il bel quadro della ss. Imma-
gno, con 3 iscrizioni conservateci dal p. colata Concezione,non che l'elegante, per
Casi mirojche dicono a ver lo fatto nel i56i marmi e disegno, cappella di s. Antonio
Tommaso Campanari civis vtrulanus ad di Padova. Di più riporta l'iscrizione nel

onore del ss. Salvatore e della D. Vergi- 1750 posta sopra al coro, celebrante le
ne, in aumento del divin cultore che poi benemerenze della famiglia Campanari,
nel1 596 l'ornò il nipote Stefano Campa- Ferularuin ac Urbis Patriciae, eoa l'al-
nari /. /'. D. Di più riporta 7 isciizioni tare maggiore, la chiesa, il convento ab-
sepolcrali di tombe gentilizie, l'ultima es- belliti. Dopo il decretato dogma sull'Im-
sendo un epitaflio in versi. Lai.' è lun- macolato Concepimento di Maria sempre
ga e comune a'due nominali Campana- Vergine, pubblicò il n.° 284 del Giorna-
ri con elogi, riportata anche dal Maroc- le di Roma del 1 854, e lo accennai nel
co Stefano si dice pure cittadino roma-
: celebrare il fausto avvenimento nel voi.
no, vicario generale di Monreale e di A- LXXIH, p. 80, ed al quale intervenne il
versa, governatore di vari luoghi dello vescovo verolano mg."^ Zannini.» In Ve-
stato pontificio. Fra le ss. Reliquie, oltre roli, città non ultima certo per l'attacca-
quelle della ss. Croce, di s. Martino e di mento alla pietà e religione, il d'i 8 di-
s. Antonio di Padova, vi è del mantello cembre, sagro al trionfo di Maria Imma-
di s. Giovanni da Capistrano, prodigioso colata, pp. minori osservanti solennizza-
i

pe'malati di febbre, il quale nel 1 449 P'*^' rono tal festa con molla pompa. Infatti
se possesso del convento; e siccome nel nella loro chiesa di s. Martino, dopo un
chiostro per alcun tempo col compagno novenario solenne, si cantarono con iscel-
abitò in due cellette composte di vimini ta musica i primi vesperi, e nel dì solen-
e di loto, il principe ab. d. Andrea Con- ne la messa, che si celebrava dal sig. can.
ti governatore generale di Marittima e d. Giaciuto Polidori pro-vicario genera-
Canq3agna, divoto del sauto, nel 1623 re- le. Nella sera poi ad ora opportuna si por-
stauiò l'umile abitazione coprendola di tava in processione la statua dell'Imma-
legno e ornandola di pittine esprimenti colata: seguiva ancora per tutta la città

le principali azioni del servo di Dio; fin- il clero, che si forma di tre capitoli, cioè
ché nel 1 7 6, pii benefattori vi fabbrica-
1 della cattedrale, di s. Erasmo, di s. Pao-

rono una cappella. Altre notizie riferite lo, non che del numeroso seminario e del-
dal p. Casimiro sono le seguenti. Nicolò la famìglia religiosa, e coll'intervento del
III o IV concesse alla chiesa indulgenze, magistrato e di tre confraternite , e col
pe'visilanti nelle feste della ss. Vergine e suono della banda. Intanto giunti tutti
dis. Martino e loro ottave. Nella mede- alla chiesa cattedrale di s. Andrea, per
sima vi fiorì assai la compagnia di don- non essere capiente tulio il popolo accor-
ne del lerz'ordine, osservanti la regola e so quella di s. Martino, fu recitato ivi un
facendo professione nella chiesa. £d es- dotto ed eloquente discorso dui professo-
sendo insorta lite nel 1476 tra tali sorel- dogmatica e morale del se-
re di teologia
le e la comunità di Veroli , super sola- minario vescovile p. Gio. Battista Lom-
tione coUcctarum,ct praesertim salis, fu bardi minore osservante. Da ultimo ter-
poi concordato che alcune di loro pagas- minalo il panegirico, la processione col-
ieio solauieule il sale, « le altre ancora r istesso oidiue si rettiluiva alla chiesa
VER V E Pi 1 5
de'sddJeUi frunccscatii, e si chiudeva la sto seminario ha dato alla letteratura ed
sagia funzione con litanie in ruusica, e alla Chiesa |)iù uomini distinti, anche nel
benedizione della reliquia della gran ma- nostro secolo, come il cardinal Carlo /'/z-
dre di Dio". Alile chief^e della cillà sono zardclli e il prelato Stefano suo fratello,
(|uelle delia ss. Annunziata, di s. JNicola, l'abbate Pallocchi di VoCi,eiia\\' Unii'cr-
di s. Maria de'Sacconi, il cui sodalizio o- silà lluiiiana i professori Giuseppe Man-
luoninio osserva le cosliluzioni di c|ucllo giatordi e il vivente cav. Paolo Volpicel-
di Boma, della Madonna ss. dell'Olivel- li. Inoltre l'educazione ha in questa cit-

lo, di s. Francesco Ciancili, e di s. Ippo- tà alcune utili istituzioni, fra le quali la


lito martire. 11 piccolo e gentilizio tem- scuola delle fanciulle, la scuola elemen-

pio di Francesco Cianciti è assistilo


s. pel tare, le scuole comunali riunite nel semi-
suo cullo da 6 cappellani. In Yeroli so- nario, e quella di diritto civile e canoni-
no diversi'alui sodalizi, liuomato è il se- co, generosamente fondata da'nobilì ve-
n)inario, il cui edilìzio è capace di con- rolani fratelli Franchi nel 538 con ol- 1

tenere un cenlinaio d'alunni, e secondo tre 3oo scudi per stipendio del professo-
il Marocco se ne contarono (ino a circa re. Per recente istituzione del fu can. d.
annui 70. £' ben dotato , con pubblica Pietro M.' iMobilj, ben presto vi saranno
biblioteca comunale ricca e scelta di ben introdotte le nuinachelle o conservatorio
1 2,000 volunu, e di 3oo e più mss. e co- di suore francesi per la pubblica istruzio-
dici in pergamena con miniature elegmi- ne delle donzelle. 1 beni legali ad hoc dal
ti. Ne fu fondatore e donatore ueìiy'j'ò benefìcoverolano, consistono in una buo-
l'illustre prelato Vi tloiioGio vardijdotan- na casa, che servirà al pio luogo, ed una
dola con una rendita di 3o luoghi di Mon- rendila conveniente comodo sostenta-al

ti per l'assegno del bibliotecario. E' aper- mento delle religiose. Non mancano al-
ta al pubblico quotidianamente, ed d co- tri stabilimenti benefìci. Cu ricco, como-

mune provvede discretamente all'acqui do e spazioìio spedale, unico nella pro-


sto delle moderne opere che si vanno vincia, serve agl'infermi: un altro vicino
pubblicando. JN'el gettarsi, dal vescovo A- à porta s. Croce, è pe' poveri pellegrini.
steo, le fondamenta di questo grandioso Leggo nel DiilL Rom. coni. 1. 1
1, p. 4 «
2,
e comodo edilizio, dov'era l'antico Castel- d breve di Pio VII, Insignis in paupc-
lo centrale, vi furono rinvenute diverse res, de'28 settembre 1802, per l'istitu-

lapidi, e varie teste e piedi di terra cot- zione dell' esistente monte frumenlario,
ta, stimale dagl'iulendenti antichissime, colla dote di scudi2,000, ad istanza del
per la qualità e coltura della terra. Rap- vescovo Rossi che lo fondò, contiibuen-
presentano i Cabiri e altre false divinità dovi il comune e l'intera città, per esser*
adorate da'lirreni pelasgi. Nella detta bi- si il prelato C(nnmosso per la carestia pa-
blioteca^ oltre il conservarsi diversi ritrat- tita nelprecedente anno; per cui il Pa-
ti d'illustri verolani , come del senatore pa rassoggellò in perpetuo all'immetlia-
Andrea, e de' letterati Sulpizio e Palea- ta e privativa giurisdizione del prelato e
rio, de'quali ragionerò più avanti, vi so- de' vescovi suoi successori , adiilandosi
no circa 12 teste di Numi etruschi in ter- l'amniinislraziunea duedepulali, uno ec-
ra colta, una bella testa d'alabastro, for- clesiastico, l'altro laico, dovendo riuscire
se esprimente Giove o Esculapio.ed un a benefìcio de' poveri. Le oneste e biso-
cimiero antico. Gli alunni, a ricreazione, gnose zitelle ricevono dotazione per be-
vi hanno un grazioso teatro a 3 ordini nefiche disposizioni d'un Filonardi, d'uu
apposilamenlefabbricalo, eper villeggia- Cono, d'un Campanari, e di un can. d.
tura un grande casino subuibano silua- Dontenico Trulli in premio alle istruite
tou Fojauo a due miglia dalla città. Quc- nella doltrina cristiana. FiDalmenle vi
l6 VER VER
è il (entro comunale, die per i'ordinnrio tali statuti vi è V /Ustoria Civitalis /'V.
agisce in alcune sliigioni, e parlicohinneri- rulì. Quello che sì conserva in pergame-
(e nella stagione di carnevale, eziandio na, donde fu ricavato parte del pubbli-
con musiche isirumentali e vocali; e vi cato, è l'antico n[)provato da Eugenio
sono due società, la filodrammatica e la IV i446>^ poscia fatto riordinare dal
nel
filarmonica-strumentale col maestro di cardinal Quignones nel 54o. Veroli da 1

n)usica proprio. Quest'ultima accademia antichissima epoca vanta l'ordine della


e congregazione fu istituita legalmente sempre dagli altri, e con-
nobiltà, distinto
Sbtto l'invocazione dis. Cecilia e di s. Sa- fermato da'principi e da'Fapi, precipua-
lome. L'orchestra è dirella dal mae- mente Eugenio IV. Le sue auliche fami-
stro prò tempore, e dal professore vio- gliefurono nuovamente ascritte a tale or-
linista Luigi Cubali verolaiio, aggrega- dine da Clemente XI li 8*^19 settembre
to per concorso pubblico nel iSSy alla 1767, il che confermò nel 1780 Pio VI,
poulidcia accademia di s. Cecilia di Ho* in uno al diritto privativo che godevano
ma nella sezione degli strumentisti. Ev- gli stessi nobili alla dignità della prima-
"vi eziandio il concerto civico approvato ria magistratura. Tale diritto venne am-
dalla superiorità, e distinto da militare pliato da Leone XII, e meglio determi-
divisa. — Anticamente Veroli si resse a nato da Gregorio XVI con breve de' 3 t

repubblica, confederata colle città erni- settembre i83v5. Di più Clemeute XIII,
che. Sotto i romani pure, governandosi la cui famiglia Rezzonico trova vasi ascrit-
quasi a repubblica, col carattere di libe- ta al patriziato verolano, come pure la
ro municipio romano, essendo stata an- nobilissima degli Albani, neli7Go asse-
che colonia avea perciò l'ordine o col*
, gnò alla città un governatore nominato
Icgio de' decurioni, da' quali a imitazio» con breve apostolico. Ed il suo predeces-
ne del senato romano si estraevano i sore Benedetto XIV nel 752 in una bol- i

consolli veniva retta da'duumvirì, e con* la diretta al capitolo della cattedrale, e-


lava 3 collegi sacerdotali formati da- numerò i meriti e la nobiltà delle chiese
gli augustali, da'severali, da'dendrofori, efamigliedi Veroli. Diceil Marocco.»» Di-
come si ha dalle antiche lapidi, due del- stinte e illustri famiglie onorano Veroli,
le quali e riprodotte dal Crescenzi ne' fra le quali principali sono quelle de'mar*
Cenni storici, a p. 3*7, esistenti nella i.* chesi Campanari e de'Bisleti, e questi se-
salacomunale. Caduto l'impero romano condi si può dir francamente che serbi-

fu governata da' consoli, da' podestà^ il no aperto all' indigenza ed al viaggiato-


1.° de* quali fu Papa Bonifacio Vili, e re il loro nobile palazzo". Apprendo dal
tale fu eletto nel 1299 da ydletrij quin- Novaes, nella Storia di Dtnedetto XI V,
di da'cardinali prefetti, o legati o gover- che quel Papa nel 1753 die' il titolo di
natori, poscia da'iiindaci, indi nel 1699 marchese alla famigliaCampanari di Ve-
e col distintivo delia toga senatoria da' roli, ove (in dalr4oo era aimoverata ira
conservatori, e (ìnalmente An gonfalonie • le consolari della città, e da più secoli ag-
ri nel civico reggimento. Il comune e la gregala alla nobiltà di Orvieto e di To*
città hanno a protettore un cardinale, ed di , quale furono
diversi individui della
al pre:«enle lo è il cardinal Mario Matlci cavalieri geri;solimitani, erigendo la loi o
sotto-decano del sagro collegio, arcipre- tenuta di Castel Massimo in inarchesalo.
te Valicano e pro datario. Abbiamo lo II Marchesi, Galleria dell' onore, t. *,
StatutnmCivitatis Ferularunìy Velilris p. 558, dopo aver celebrato Veroli qua-
1 657, lypographia Caroli Bilancioni. At- le emula delle più antiche città del La-
ferie ilUanghiasci nella Diblìografta del- zio, per vanto di remotissima fondazione,
lo stalo po/iti/icio, che nel priucìpto di e che per rrucosluiiza delle cose inouda-
VER VER 17
ne decadde dalla sua grandezza, aggiun- diocesi. Gli uni e gli altri con riverente
ge che furono ammessi al cospicuo ordi- alfelto enumera e celebra, ed io solo ri-
uè equestre di s. Stefano I, nel 728 Pio 1 corderò la preziosa pianeta e il gaio fal-

del marchese Ferdinando Bisleti , e nei distorio donali alia cattedrale, e 1' aper-
1780 Desiderio figlio del marchese Pio. tura nel i853 dell'orfanotrofio o parle-
Ascrìtta la famiglia Cisleti, come la Cam- notrofìo, tanto sospirato, affidandolo col-
panari, alla nobiltà romana e napoleta- l'ospedale alle cure delle suore figlie della
na, nel 1775 conseguì il titolo di mar- Carità ec. ec; esprimendo altresì il gene-
chese dal re di Polonia Stanislao Ponia- rale vivissimo rammarico per la sua di-
lowski. Il regnante Papa Pio IX nel 847 1 partita, de' diocesani e d' ogni ordine di
fece vescovo di Ripatransone (^.)mg/ persone. A ciò che pubblicò sulla illustre
Camillo de' marchesi Bisleti (già in pa- famiglia de'marchesi Bisleti, desumendo-
tria vicario generale e capitolare, ed ar> lo da' mss. del verolano can. Crescenzio
cidiacono della cattedrale, padronato di egli dice (poiché sebbene graziosamente
sua illustre famiglia), quindi nel i854 lo mi favorisce tulle le sue pregiatissime/I/e-
dichiarò i." vescovo di Corneto e Civita- tnorie, con pena non ebbi quanto vado
vecchia , per quanto ho riferito nel voi. con lui a ripetere, cioè la XVIII Memo-
LXXII, p. 275 (per cui gli successe de- ria sulla cattedrale Ripanayche ne con-
gnamente l'attuale venerando vescovo di tiene le notizie, e scritta in occasione che
Ripatransone mg/ Fedele Bufarini pa- la virtuosa nipote del prelato vestì in Ru-
trizio di Tolentino e di Recanati sua pa- ma l'abito religioso dell'adoratrici del ss.
tria, nella quale fu vicario generale e ret- Sagramenlo, col nome di suor MariaGiu-
tore del seminario, la cui consagrazione seppa Clotilde dell'Incarnazione, la cui
e ingresso il eh. marchese Filippo Bruti solenne professione volle pure segnalare
Liberati con animo esultantecelebrò con colla XX Memoria sulla cattedrale Ri-
due Memorie erudite). Nello slesso 1 854 pana che per di luì ^benignità posseg-
,

la tipografìa Taflei di Ripatransone pub- go), dal medesimo trasse quanto si legge
blicò : Ne' solenni ingressi nelle Calle- nella tomba gentilizia, sotto l'anticostem-
drali di Corneto e Civitavecchia di S. ma formato da 3 fenici volanti verso il

Ecc.za Rma
mg/ d. Camillo de' mar- sole, ora accresciuto con altre inquarta-
diesi Bisleti patrizioVendano e Cu- te colla croce dell'ordine di Mal-
armi e
prense ossia Ripano ce, primo vescovo ta o gerosolimitano: Ut Phoenix vixil,
di delle diocesi riiinile trasferitovi da vivet Bisletae propago. - Bis laeta in ter-
questa sede di Ripatransone. Al degnis- ris, laetior in Superis. Altre nobili, pri-
simo prelato in attestalo di profondo os' marie e ricche famiglie sono quelle de'
scquio e venerazione offre e dedica il
, conti Paolìni, de'Franchi, de'Mellouj.de-
marchese Fi lippoBrutiLiberati la XXII gli Antoniani, de'Perciballi e altre, secon-
Memoria sul Seminario Ripano. Il eh. do il citato cav. Palmieri. Aggiungerò,che
autore, che colla sua IV Memoria sulla neh 775 dal cardinal d'Aragona (ne vi-
Cattedrale Ripana ne avea solennizzato veano due,Domenico Orsini ministro del
Tinaugurazione, in questa chiama fortu- re delle due Sicilie, e Pasquale Acquavi-
natissima la nuova diocesi per l'acquisto va) si concesse il titolo di conte palatino
compiange la Ripana
di tanto pastore, e alla famiglia Paolini. La famiglia Fran-
per averlo perduto dopo uu settennio, chi trovasi ascritta al patriziato romano
sembrali 7 giorni, e ciò pe'tanti vantag- fin dal 1600. La famiglia Perciballi ora
gi spirituali e temporali da essa provati, si è estinta nel febbraio iSSg, vantando o-

e tanti altri ne preparava il suo gran cuo- rigine normanna da un Percibaldo. Eb-
re e la sua gran mente alla città e alla be diversi illustri: un Cecco Perciballi era
VOL. XCIV

lw>einfvgrvt, nt/
i8 VER VER
castellano (iella rocca di Segni nel fatale retto un monumento in forma di pira-

1 557, restando ferito nell'impresa degli mide, e nel suo interno era la di lui sta-
spagnuoli. Il di lui figlio Giambattista fu tua su piedistallo, la cui superstite iscri-

creato cavaliere di s. Giorgio della mili- zione nella suddetta sala municipale ne
zia Angelica nel i582. Domenico loro di- ricorda la storia. Mi un verolano,
disse
scendente di venne segretario d'Uladislao cbe la statua equestie diMarc' Aurelio,
VII re di Polonia, ed ebbe presso Urba- die fa stupenda mostra sul Campidoglio
no \'in onorifica missione. Ultimo rara- di Roma, è opera d'un verdiano di casa
pollo fu il defunto nel suddetto febbraio Civetta, e cbe lo riferisce il Tiraboscbi.
per nome Demetrio, di cortesi maniere Ma il dotto Kibby, cbe la descrive e il-

e conveniente istruzione, il quale di sue lustra, coH'autorevole Fea, ripete con lui
sostanze lasciando usufruttuaria la mo- che errò il Tiraboscbi nell'atlribuirne l'o-
glie, donò la proprietà alla congregazio- pera a Papa Clemente del 88, donde
1 1 1 1 1

ne del preziosissimo Sangue, cotrìc avea prese argomento essere allora la statua-
promesso in vita al ven. fondatore della ria in qualche riputasrione. Clemente 111

medesima p. Del Bufalo, per l'apertu- soltanto fece trasportare il colossalesimu-


ra d'una loro casa in Veroli, ma senza lacro dalla piazza diCampoVaccino a quel-
alcuna penale in caso di mancanza o de- la delLaterano.La statua era stala restau-
ficienza. — Oltre i nominati, molti altri rata dal senato oda Costantino I, e fino da
illustri verolani fiorirono sempre e in o- Teodosio li ne avea preso il nome. Ag-
gni tempo nelle virtù, nelle dignità ec- giunge non conoscersi l'artefice, non rile-
clesiasticbe, nelle lettere, nelle armi, nel- nendosi per verocbefu unoscbiavo atenie-
le magistrature , e decorati di ordini e- se. Tra' vescovi abbiamo, oltre quelli della
fjueslri. I più antichi sono, oltre qtielli di patria, che riferirò nella serie; Biagio, ve-
cui parlerò in progresso dell'articolo e de- scovo di Cassano nel i223. Giovanni ve-
scrivendo Casamari. Il questore in Roma scovo di Segni nel 12700 anche prima.
Caio Alfio, di cui Cicerone ne tesse 1' e- Alessandro canonico di s. Erasmo, vescovo
logio. Marco Elvio Prisco, parimenti m di Teramo nel 1282. L'altro canonico di
Roma fu flamine angustale, ed in Vero- tale collegiata Filippo e non abbate seco-
li edile, duumviro e censore, e pel suo lare di s.Girolamodi Veroli (secondo l'U-
merito curatore della repubblica di Po- Trani nel 1288. E
gbelli), arcivescovo di
lenza. Severo, militòquale legato di Cor- nel 1342divenne Andrea cittadino
lo
bui one contro parli, e pel suo valore gli
i e canonico verolano. Gargano Antonio
furono afiidate altre commissioni onore- Franchi canonico di s. Maria Maggiore,
volmente eseguite. Pretende alcuno cbe vescovo di Segni nel i43o. Eugenio IV
Aricia madre di Augusto fosse di Vero- dichiarò vescovo di Conversano Andrea
li e dell'esistente casa Farina. Ma Augu- Perciballi, iodi di Bojano enei i45'2 d'Ur-
sto fu originario di l'elletri [F.),e nac- bino; nel i^Gt. fu Iraslato a Muro, e nel
que da Attia o Azia d'Aricia, ora Eiccia 1464 a Camerino. Pietro Franchi Gian-
(F.), figlia della sorella di Giulio Cesa- nuzzi abbate secolare di s. Erasmo, nel
re. Bensì gloria verolana, secondo Taci- i574 vescovo di yVlatri. Francesco Cam-
to, fu Gracilia, cbe nuova amazone, per panari nobile, canonico della cattedrale e
genio bellicoso, preferì la guerra alla cu- vicario capitolare^ nel 1620 vescovo d'A-
ra de'figlì. Un altro Severo fu console so- latri. Tommaso Campanari illustre bene-
stituito nell'anno io5 di nostra ern. Lu- dettino nel 1619 col nome di Bernardi-
cio Alfio Valentino fu in patria duum- no, letterato e prefetto dell'archivio e vi-

viro quinquennale, e quindi curatore del- cariogenerale della haiWa niilliiis di Mon-
la colonia Casinense: io Veroli gli fu e- te Cassino, vescovo di Ferentino: non lo

.0 ,Ì;iQwT
VER VER 19
trovo registrato dairUghelli. Imperocché strezza di Papa Clemente V fece svanire
Dell' alto che Urbano Vili l'avea nomi- il disposto, avendo invece avuto luogo la

nalo a tal vescovato cessò di vivere. An- difesa in un concistoro tenuto in Avigno-
tonio Ascanio de Gasperis da collaterale ne. Questo Nicola poi credendolo alcuni
<IiCampidoglio,vescovodiMarsineliG5o. avvocato concistoriale non lo trovo nel
Fortunato Bisleli vescovo di Cissamo in Cartari, AchocatoriiTii Sacri Consistorii
pariìhns nel lyoo. Silvio Cavalieri com- Syllabuni. O noi conobbe, o fu avvocato
missario della camera apostolica, volante soltanto nella curia romana.GiovanniSul-
di segnatura, consultore del s. ofGzio, ar- pizio, dice il Ptenazzi, Storia delt uiwer'
civescovo d' Atene inpartibus nel 171 2, sita degli studi di Roma, si rese famoso
morto in Roma nel 1 7 1 7 e tumulato in s. nelponlificalod'InnocenzoVIIIdeli484i
Eustachio in deposilo con iscrizione. Gio. per avere pel primo istruito la gioventù
Francesco Bisleli nel 1721 vescovo di Ca- romana a recitare e a cantare commedie,
gli, nel 1726 Andrea
trasferito a Segni. essendo peritissimo anche nella musica.
suddiacono e cappellanod'Onorio III, da Egli slesso si attribuisce tal vanto nella
questi fu delegato alla ricupera dell'Emi- lettera con cui dedicò l'architettura di Vi-
lia e del ducato di Spoleto. Nel 1 267 Leo- truvio al cardinal Raffaele Riario.un bra-
nardo fupiimicerio e cancelliere per Car- no della quale riportai nel voi. LXXIII,
loId'AngiòneirAcaia,indida MarlinoIV p. 175, eccitandolo ad innalzare un tea'
fattocanoniconellaCastiglia.CurzioFran- tra nel suo palazzo della Cancelleria, e
chi canonico Vaticano, peritissimo teolo- infatti fu il i.°a rinnovarlo in Pvoma, e
go, venne impiegato in rilevanti congre- v'intervenne Innocenzo Vili- Niun pote-
gazioni da s. Pio V
da Gregorio XIII.
e va più agevolmente di Sulpizio accingersi
Vittorio Giovardi nel 1 742 fatto da Bene- a tale impresa: facendo scuola di lettere
detto XIV votante di segnatura, del qua- umane nel pubblico studio con gran con-
le tribunale divenne decano, amante del- corso di giovani, aveva agio quelli sce-
le memorie patrie, onde in diverse chiese gliere tra loro, che sembravangli più di-
eresse lapidi per conservarle, ed in quel- sposti e più atti per essere addestrali a
la di Salomealla madre, riportata dal
s. lai esercizio. Oltre il Vitruvio, che Sul-
Marocco. Il Cancellieri nella Lettera al pizio die'il i.^in luce colle stampe, com-
dJ Korejf, lodice dottissimo, morto in mentò la Farsalica di Lucano, Giulio
Roma di 92 anni nel 1780, sepolto nella Frontino, Vegezio ; compose un poemet-
cappella del ss.Crocefìsso,da lui eretta nel- to latino sui costumi da usarsi a mensa,
la chiesa dis. Gioacchino delle paololte,di e diversi altri opuscoli grammaticali, de'
cui era stato vigilantissimo deputato. Do- quali il Fabricio ha tessuto il catalogo,
menicoCampanari prelato di giustizia e di nella Bill. mcd. et inf. Latin., t. 6, p. 2 1 6.
merito distinto, governò piii provincie, e Andrea de AlalrinÌ5,di antica famiglia,ce-
morto in Roma nel 824 (u sepolto in s.
i lebre nello studio del diritto, fu da Inno-
M.'in Monterone con iscrizione.Giuseppe cenzo VI li nel 1489 creato senatore di Ro-
Bisleli canonico dell' arcibasilica Latera* ma, e si diceche in tempo degli antichi ro-
nense, facendo parte della visita apostoli- mani i verolani ebbero altri 1 5 senatori.
ca di Sardegna, mori in Sassari nel 1827. Si vuole che l'Ughelli trasse la serie de'
Tra'letterali fiorirono. Nicola celebre per vescovi di Veroli da quella compilata dal
dottrina, fu scelto a difendere in scriplis can. Giovanni Vecci, com'egli asserisce
nel i3ii al concilio di Vienna r integri- ne'suoi mss. esistenti nella biblioteca ve-
tà e cattolica credenza di Bonifacio Vili, rolana. AntonioPaleario studiò solloGio-
ma per l' influenza del fiero nemico di vanni Martella, ed in seguito cambiò il
quel gran Papa Filippo IV il Bello , la de suo nome con quello di Aonioj secondo
20 V ER V E R
V uso de' letterali de' suoi tempi. Il Ma- verse opere in tersi e in prosa, di cui la
rocco riporta perciò il dislieo: y^o/zm^ ^ui migliore edizione è quella di Amsterdam
mine es eras Antonius olim^ - Aonii Ao- nel 1696. Sono le principali: i." De ini'
nidum dat libi nomen amor.T! vovossi nel mortalitate animarum libri tres^ in versi
i527 io Roma quando fu orrendamente latini.^."Epistolarum libri tjiiatuor^ e la
saccheggiata, per cui fuggito a Periigia e ricordai nel voi. LXlli, p. 155. 3.°0ra-
in Toscana, vi prese a moglie Maria Gui- tiones de animarum immortalitate libri
doni, e poi si stabili in una casa di campa- tres. 4.°Dodici Discorsi. 5.°Actio in Fon-
gna presso Siena. Si distinse nelle belle tifìcesRomanos et eoruni asseclas, ad
lettere, ed aggiunse allo studio della lin* Jniperatorem Ronianum, Reges et Prin-
guagrecae latina, quello della filosofìa e cipes Christianae Reipublicae, siunmos
della teologia. Fu amato dal dotto suo ve- oecumenici Concilii praesides^ conscri-
scovo cardinal Ennio Filonardi, che per- pta,cum de concilioTridenti habendo de-
de nel i549- Percorse le principali città liberaretur. 6.°Aonii Paleariiad Liilhe-
ove apprese altre istruzioni da
d' Italia, runi, Calviniumaliosquede ConcilioTri-
uomini insigni ; ed in Venezia il famoso dentino Epistola. Si legge ntW Indice de'
PietroAretino lo difese dalle accuse che an- libri proibiti. » Palearius Aonìus, i." ci.

davansi spargendo contro di lui, median- App. Ind. Trid.". Il Marocca aggiunge,
te appositacommedia satirica composta che gli si attribuisce pure il trattato, £>eZ
da quel mordace, e fatta recitare pubbli- benefìcio della morte di Cristo (dal Pa-
camente in quella singolare e celebratissi- leario difeso e sostenuto con dissertazione
tna metropoli. Insegnò eloquenza a Luc- avanti al senato di Siena. Il Laderchi as-
ca, e poco tempo dopo a Milano, dove fu serisce che Flaminioun'apologia scrisse
arrestato d'ordine di s. Pio Ye condotto sul Beneficio): chiama famosissime lei 4
a Roma. Oltreché il suo sapere e la sua orazioni latine,alcune sembrando di Cice-
fama formò nemici, venne incolpato
gli rone, e lodate dal celebre cardinal Àlcìa-
sino nel i542, di corrispondenza co' teo- ti ; mentre l'altro dottissimo cardinal Sa-
logi protestanti di Germania, e d' errori doleto, che saggiamente V avea ammo-
ereticali. Risultati veri questi dal processo nito de' suoi errori, encomiò qual capo
e convinto, nel iSyo fu condannato ad d'opera il poema io versi esametri sul-
essere appiccato e bruciato. Prima dell'e- r immortalità dell'anima. Di più scrisse
secuzione della sentenza, eseguita a'3 lu- 12 libri. De arie
Oratoria, de'quali si
glio, e accompagnata da'conforti religiosi, dice fece ricerca Alessandro VII per ri-
lodevolmente si mostrò pentito, abrogan- stamparli ; ed anco De arte Grammatica,
do i suoi errori, e facendo la professio» dove rimproverava i romani di varie vo-
ne di fede cattolica romana. Gli errori ci. I verolani Pagliaroli si ritengono di*
di cui fu accusato, secondo l'annalista La- scendenti di Antonio, anche per afferma-
derchi, sono: che negava il purgatorio; re il suddetto can. Vecci ne' suoi scrit-
che parlava molto male dello stato mo- ti, che il di lui cognome vi corrisponde,
nastico; che sembrava attribuire la giu- e suona in Ialino Palearius. Ritenendo
stificazione alla sola confidenza nella so- erroneamente il concittadino can. Jacuc-
la misericordia di Dio, rimettendo i pec- ci,che Antonio sia nato nella parrocchia
cati per mezzo di Gesù Cristo. Inoltre dis. Leucio,enon in quella di s. Maria de
parlava con elogio de'Iuterani, insegnan- Franconi,contigua alla quale avea la casa
done l'erronee massime; biasimava l'uso e in essa realmente come sua parrocchia
di sotterrare i morti entro le chiese ; e qua- vi possedeva il sepolcro, collocò sopra uq
lificava l'inquisizione uno stilo sguainato muro diruto d' un orto a sinistra della
coalro tutti i letterati. Di lui abbiamo di- pubblica via che conduce alla chiesa di
VER VER
i
'•i Leucio, che poteva appartenere al Pa- secolo XVI in vari governi dal celebre car-
2t

leariojla seguente iscrizione che copio da dinalMontaltocamerlengo di s.Chiesa. Al-


Marocco. D. O. M. - Raderà Aonii Pa- cuni della stessa famiglia furono degni
Itan'iFenilarum - Quigraecae et latinae ecclesiastici, ed allo zelo di uà Tommaso
linguaeprofessovis - Felaequavit, velsit- canonico della cattedrale si attribuisce
perav'U Ciceronem • Obiit die in jnlii il rinvenimento de^ corpi de'ss. Biagio e

MDLXX - CanonicHs Michael Angelus Ja- Demetrio martiri nel


1743, smarriti sino
coucci. Veroli vanta altri illustri, il rino- dal vescovato di mg."^ Astei, come dirò a
mato poeta Ippolito Oddi. Fr. Giacomo suo luogo. Il suo fratello Francesco Carlo,
Bisleti cavaliere gerosolimitano, nato ver- di cui pure dovrò parlare, a seconda del-
so il iSyo, morì in un combattimento la ricordata opera del p. Roberti, Poly-

contro gli algerini non prima del 1620 ; tnathia seu scientiariwn nolitia^fa aman-
e prova ne sia, che questa famiglia, di o- tissimo della patria ed eruditissimo. Giu-
rigine francese, si stabili in Veroli verso liano Capobassi dottore in ambe le leggi
il 55o, avendovi Desiderio suo padre
1 compose un trattato morale intitolato: La
preso moglie. Fr. Gio. Angelo Campana- mente del savio, e dedicato ad Eleoao»
ri cavaliere gerosolimitano, e 3.° castella' ra Gonzaga per le sue nozzecon Ferdinan-
no di Rodi, fiorì del secolo XIV, come do III imperatore. Pietro Fiorini laureato
rilevasi da una medaglia monumentale nelle discipline mediche e filosofiche. Lo
trovata nel 1666 in una cassa di porfi- fu ancora Giambattista Leo che scrisse
do col suo scheletro, nella chiesa della ss. un trattato di materia medica. Applau-
Annunziata di Bieste presso Capaccio, ditissimo professore d' eloquenza nei se-
la quale formalmente venne rimessa alla colo passato fu d. Nicolò Faidoni, dì cui
sua famiglia, che col corrispondente atto si hanno stimatissime produzioni e in pro-
gelosan)ente custodisce. La medaglia in sa e iu versi.Vincenzo Fabrizi maestro e
argento dorato, presenta lo stenuna anti- cotnpositore di musica. La sorella ad imi-
chissimo de' Campanari inquartato colla tazione diSulpicio, che restaurò in Roma
la leggenda
croce equestre, e Fr. Joan. : la musica teatrale, nello scorcio del pas-

Angelus Campanarius. Nel rovescio, at- sato secolo fu la prima cantante che
torniato dalla croce dell'ordinasi legge: con sommo plauso calcasse quelle scene.
Cnstellanus s. Rcligionis Hierosolimita- Annibale Val vani, allievo di Cimarosa,
iute Rhodii III. Veroli vanta pure un Au- riuscì profondo contrappuntista e compo-
reliuBinursio prioredei cavalieri delTem- se musichedi chiesa. Rinomato pianista ia
pio.ordineche ne'primordii di detto seco- Roma fu Scipione Jacoucci. Illustri ec-
lo fu soppresso. E qui devesi ricordare,che furouo Tommaso Campanari
clesiastici

in tutte le crociale Veroli somministrò abbate benedettino di s. Scolastica. Epi-


militi per gl'impulsi ricevuti da più Papi fanio Campanari abbate benedettino di
e specialmente da Onorio III, di che trat- s. Pietrodi Perugia. Paolo Mazzoli cano-
tò in Veroli con Federico II. Lorenzo de nico della collegiata di s.PaoIo,cameriere
Gasperis d'antica ed estinta famiglia, nel segreto extra urbeni di Pio VI. Giuseppe
167venne fatto cavaliere de'ss. Mauri-
1 Luzzi canonico di s. Erasmo ebbe eguale
zio e Lazzaro per processo. Marco Noce, onore dal regnante Pio IX. Pietro Tomei
la cui famiglia non più esiste, nel 1721 canonico teologo della cattedrale, profes-
ricevè da Clemente XI il cospicuo ordine sore d'eloquenza, e predicatore di vaglia.
del Cristo. Macario Solazio nel i63r) fu Francesco Mazzoli professore nelle facol-
professore di giurisprudenza nell'uui ver- tà filosofiche e teologiche e canonico di s.

sila romana. Erminio Mellonjvalentegiu- Erasmo. Camillo Novelli canonico della


recousullo fu impie{j;ato nel declinar del cattedrale} valente nell' oialoria e nella
li VER V ER
poesia, dì cui si ha la versione in versi li- pera che pel di lui zelo ottenne la nostra
rici italiani de'salrni di David, con argo- cattedrale del preziosissimo reliquiario di
inculi e commentarii, in parte restala ine- s. Maria Salome protettrice di questa cit-
dita, come losono le lezioni scritturali pro- tà, insigne memoria di cui con ogni ra-
iaunciale nella cattedrale, oltre altre pro- gione va Veroli superba
(
queste parole
se e poesie: fu inoltre ottimo predicato- ponno indurre in errore, sembrando il re-
re e ammirato a Napoli e in Pioma, Una liquiario contenente la testa di s, Salome,
l'ecenle gloria eclissata, delle cui bene- il quale non fu mai linoosso dalla catte-
merite doUe studiose fatiche per la pa- drale dopo il I 742. Conviene dunquesa-
tria storia, mi vado giovando, fu Crescen- pere, che d. Nicola nel tempo del gover-
zo Crescenzi canonico della collegiata no francese s'interessò pel capitolo catte-
di s. Paolo. Non si deve confondere col pa- drale, onde ottenere alcuni Corpi santi,
rente di nome diverso, cioè con quello di che giacevano inonorati e sguerniti delle
cui parlano le Notizie del Giorno di Ro- loro custodie nell'allora soppresso mona-
ma del 1 846, n. I o. « Veroli 8 febbraio. stero certosino di Trisulti. Ripristinati i

Udì 1 4 dello scorso gennaio, munito di monaci li reclamarono, ma la vertenza si


tutti i conforti di nostra ss. Pieligione, pas- compose pacificamente,ecome dissi di so-
sò in età di 65 anni agli eterni riposi il pra restarono nella cattedrale verolana).
rev. d. Nicola Crescenzi canonico peni- Queste ed allreegregieazioni faranno sem-
tenziere della nostra cattedrale. L'Ulm." pre rivivere la memoria presso tutta la
e Rm.° mg.' Mariano Venturi, vesco- quale è tuttora compresa di ben
città, la

vo zelantissimo di questa città, per da- giusto rammarico per l'avvenuta perdita

re una dimostrazione di benevolenza e di sì egregio concittadino e di tanto bene-


di stima ad un uomo dotato di esimie merito ecclesiastico". Non mancano vi-
prerogative, onorò di sua presenza 1* e- venti illusili che onorano la patria. Il cav.
sequie del defunto. I servigi da esso pre- Francesco Mellonj è intento a scriverne
stati in vita meritano di essere ricorda- la bramata storia, mai essendosi pubbli-

li, essendoché per lo spazio di circa 3o cata, e da lui graziosamente ricevei sup-
anni sostenne con somma riputazione plementi e rettificazioni, doposcrilto que-
gli uflìci di convisitatore della diocesi, di st'articolo. Per non dire di altri, il giova-
esaminatore pro-sinodale, e per più anni ne Eugenio Bubali dà speranze di liete

di rettore e professore di teologia morale riuscire valente nella composizionedj mu*

e di retlorica nel seminario, e di segreta- sica, essendo da 3 anni in Napoli il più

rio di mg.' vescovo Francesco M.'Cipria- ben alfetto allievo del celebre maestro
ni di fé. me., dal quale fu sempre parzial- Mercadanle. Non da meno di lui è il suo
mente amato. E fu perciò che nell'anno maggior fratello Vincenzo pittore di qua*
1832, dovendo formare il suo tribunale drijche sta producendosi in Roma. — Os-
di ragguardevoli soggetti per giudicare le servò il Marocco, che il linguaggio de'po-
cause criminali, lo elesse a preferenza di polani,più degli altri luoghi della provia-
altri ad occupare il i.° grado dopo il vi- ciadiCampagua,a quello romano si acco-
cario generate. Mercè poi delle tante pro- sta, ma usano moltissimi vocaboli chepar-
ve di dottrina, integrità e prudenza, l'at- tecipano dell' antico idioma latino, ben-

tuale prefalo pastore l'aveva confermato ché pronunziati da'plebei eda'contadini.


nelle sopraccennale cariche, nellequali si Ilvestire di questi ultimi somiglia in par-
niostrò pieno di probità e di onore, e con tea quellode'romagnoli, però dislinguon-
un carattere di bontà e generosità a po- sì ne'calzari detti ciocie, e pel colore degli
chi eguale. Ma ciò che maggiormente io abiti per lo più rossi, inclusivamente a'
rese caro a'nuoi coucitladini si fu la ricu- mantelli : uia i cittadini, massime le per-
VER VER 23
sone distiiile, tulli iaceciono col costume gli abitanti, da loro buoni e istruiti
ridolti
de' romani. I diutoroi sono sparsi di ele- cristiani. 11 fondatore Arnaud mori net
ganti casini e ville. In essi si pretende, che 1793 in s. Luigi de' francesi di Roma. [
alcuni trovarono in varie epoche diver- liguoriui ingrandirono la casa e perfezio-
se auticaglie,e persino de' teschi con chio- narono la chiesa, e poscia solennizzarono
di condccati, anche nelle mani e ne'piedi, con triduo la canonizzazione del loro fon-
e sino circa al numero di 12; iscrizioni datore s. Alfonso de Liguori, celebrata
lapidarie, piccoli idoletti di metallo e d'o- da Gregorio XVI nel 1889. A tale eifetto
ro, monete romane di rame, d'argento e i pp. liguoriui trasportata la statua del
d'oro di Tiberio imperatore,alcuna quan- Santo nella chiesa de'miuori osservauli, e
tità di denari, avanzi d'acquedotti di riunitisi essi collegialmente a' 28 luglio
piombo, di anfore e di grau vettine ira- 1840 nell'ex convento degli agostiniani,
piombate nella bocca e con entro ceneri finché durò il triduo, in detto giorno cou
e sostanze fluide; pochi avanzi di bei mu- ecclesiastica pompa di generale processio-
saici, di lastre di marmo, di rosso antico, ne fu portata la statua di s. Alfonso nella
di pitture a fresco ec. Queste tradizioni chiesa concaltedrale di s. Maria Salome,
sembrano contenere esagerazioni. Nei riccamente parata e illuminata, con ac-
suburbio esistono le chiese della Madda- compagnamento de'tre capitoli e del ri-
lena eretta da Alessandro III, della Ma- manente del clero. Il vescovo mg.Xipria-
donna de'Piaccomandati, e di s. Valenti- ni assistè alle messe cantate, ne'pomerig-
no vescovo e martire, senza dire di oltre gi tre valenti oratori pronunziarono il pa-
a 20 altre chiese rurali convenientemeu- negirico, coll'inlervenlo del capitolo cat-
te ufficiate. Nel voi. XXVII, p. 296, de- tedrale, che ammise in coroi figli di s. Al-
scrivendo la provincia di Frosinoneo di fonso. A'2 agosto, dopo altra orazione pa-
Campagna, avendone riparlalo nel voi. negirica, la processione di tutto il clero e
LXXXIX, nel descrivere l'altra di Ftl- delle confraternite riportò al suddetto
lelrio di Marittima, enumerai le frazioui luogo la statua del Santo. lu si lieti giorui
ed i villaggi soggetti alla municipale giu- Veroli fu rallegrata da copiosi spari di
risdizione di Veroli. Essi sono: Scifclli, in mortari, da generale illuminazione e da
cui hanno la bella chiesa di s. Cecilia a fuochi artificiali; ed il gonfaloniere cav.
3 navi, e casa o collegio i linguorini o re- Francesco Mellonj cou nobile generosità
dentorisli. Il luogo prese il nome di Sci- die'nel proprio palazzo un'accademia di
felli dalle sclfelle di faggio che facevano i musica istrumentale,a trattenimento de'
«noi abitanti. Luigi Arnaud, prete avi- foraslieri accorsi a venerare il Santo.
gnonese, recatosi in Casamari, che n' è Tanto e meglio può leggersi uel n. gS del
distante un miglio e mezzo, abitò nel mo- Diario di Roma, nel r84o. E qui in o-
nastero alcuni anni, qual convittore per nore della benemerita congregazione de'
motivo di salute; ed osservando gli abi- Rcdeiitorisù (/^.), mi piace ricordare a-
tanti di Scifelli rozzissimi,neli75o sopra verne riparlato nel voi. LXXX, p. 5ò e
una cappella di s. Cecilia fabbricovvi la seg.,dicendo pure, che essendo troppo au-
chiesa in onore della B. Vergine del Buon gusto il loro convento e chiesa di s. Ma-
Consiglio, con l' adiacente casa per una ria Monterone in Roma, comprarono la
congregazione di romiti ecclesiastici, a villa Caserta suU'Esquilino, vi fabbrica-
vantaggio spiritualedella popolazione;ma rono una chiesa, e il palazzo convertiro-
essinon essendosi accordati circa la vita no in convento, destiuato ad esser anche
comune, nel 778 donò la chiesa eia casa
1
la residenza del R-m.'p. generale. Ora mi
a s. Alfonso de Ligaori, che vi mandò al- è dato di poter aggiungere, che essendo-
cuni suoi disce^olif cou itnmeaso bene de si compito il tempio, fu cousagrato sul-
24 VER VER
lo il lilolo di s. Alfonso de Liguori a' 3 nell'estate immense mandredi bestiame,
maggio dal cardinal Patrizi vicario di e vitrovano piante medicinali. Il ter-
si

Roma, coir assistenza de' pp. liguori- ritoriosi estende a 6,042 rubbia roma»

ni. Nel di seguente il Papa Pio IX re- ne: confina all'est col regno di Napoli,
cossi a visitarlo ed esaminarlo, accom- per una linea tutta montuosa ; al sud co*
pagnato dal Rm.° p. Mauron superiore terrìtorii di Giovanni, Dauco, Ripi,ecl
s.

generale e rettore maggiore della congre- in parte con Torrice eFrosinone; al sud-
gazione del ss. Redentore. Indi il Papa, est s'incontra il territorio d' Alatri, che
dopo aver ammesso al bacio del piede la lo cinge per tutto il lato di tramontana,
comunità religiosa, si compiacque beni- sino a ricoufiuare col reame napoletano
gnamente di visitare il loro convento. Si sulla vetta del monte dello il Passeggio,
chiamano le altre frazioni di Veroli. Col- acni sono sottoposti molti paesi regnicoli
li Berardi, Crocefisso, Villoria, Madon- e tutta la deliziosa valle di Roreto. Le
na degli Angeli^ Giglio (e non Piglio, terre dominanti nella periferia verolana
come con menda tipografica si legge nel sono in gran parte la calcare e la silicea,
ìfol. XXVII, p. 96, ove pure l'enumerai), con altra minor parte di alluminosa. Inol-
s. Anna, s. Francesco, s. Giuseppe, s. tre questo suolo asconde ferro e asfallo,
Domenico, s. Pietro o tenuta di Castel di cui s'introdussero l'escavazioni.
Massimo, s. Fito,s. Angelo. In quest'ul- Veroli, Verulae, Verulum, come al-

timo luogo ancora si vedono gli avanzi tre città antichissime, trova la sua origi-
di altissima torre che serviva pe' seguali ne avvolta nella nebbia de'secoli,per cui
telegrafici,con propinquo vasto fabbri- non può stabilirsi con sicurezza. Un e-
cato servito per episcopio suburbano, e rudito verolano crede Veroli cominciato
nella prossima contrada Viari si rinven- da Saturno , ed ingrandito da Clitarco
nero anticaglie. Il Riparto territoriale Verulo, da cui trasse il nome ; ma si
del i833, pubblicato nel 1 836, registra manca di prove. Ed il cav. Palmien nel-
pure fra le frazioni della città di Veroli, la utilissima e pregevole , Topografia
CVz.vfi(/?2atr/ con anime 83. U territorio ve- Statistica dello Stato Pontificio, v'ilìeiìe
rolano è abbastanza fertile. Narra Ma- che il nome di f^eroli viene da F'^eru,
rocco, che produce olio in abbondanza e sorta di arma, di cui, secondo Servio, so-
di qualità squisita e dolcissima, le mon- levano servirsi i sabini antichi, da' quali
tagne essendo cariche d'olivi : il prodotto discesero gli ernici; secondo poi altri, sog-
non solo compensa l'agricoltore, ma rie- giunge, che con Macrobio vogliono gli
sce la principale ricchezza del luogo. Il eroici derivati da' pelasgi, F'erulo fu un
gelso serve d' alimento a' bachi setiferi, pelasgo ernico duce. Dalle testimonianze
che in quantità e comunemente si alle- degliscrittori,sembra che i siculi siano sta-
vano, li vino non è a sufHcienza, ma ot- ti i primi abitatori delle balze Apennine ,

timo e puro; e si sopperisce colle uve ac- quali loro vennero contrastate dagli abo-
quistate ne' paesi limitrofi. Altre produ- rigeni, dal Tevere id Liti,come narra
zioni sono i grani, i granturchi, le bia- Dionisio d' Alìcarnasso. Una mano di pe-
de, i castagneti, ec. Oltre la porcina, buo- Insghi si un'i agli aborigeni , in danno dei
ne sono le altri carni, abbonda il polla- siculi, che ne furono discacciati. L' altro
me, cosi la selvaggina, precipuamente vo- scrittore moderno Calindri è d' opinione,
latili, cinghiali, capri, lepri ec. Poiché le che Veroli fu fondata dagli antichi abori-
estese montagne sono coperte di boschi geni montagnini, e fortificata da' pelasgi
di frassini, carpini, querce e faggi, chitt- uniti in lega cogli aborigeni contro si- i

mandusi Fragaia la più elevala; produ- culi, i pelasgi cìnsero di mura i paesi con-
coQu inolile ottimi pascoli, e nutriscono qiiistalij circa 546 anni avanti la fonda-
,

VER VER i5
zione tli Roma. Avendo Veroli tuttora gli nelle loro terre, trionfando di Veroli,
avanzi delle mura sopra descritte, dalla Rauco ec. Irritate perciò le città erniche,

loro conformazione si può credere che unitesi a' volsci, e profittando dell' inte-
primi ad abitarla furono i siculi, a cui stine discordie de'romani, l'aggredirono.
successero i pelasgi. Come poi vennero Sedate le questioni di Roma, per affron-
ernici chiamati, vieneda gravi autori di- tare i nemici, nel 26S seguì la battaglia
versamente spiegato. Macrobio li vuole nell'Agro Prenestino: lunga e sanguino-
coloni-pelasgì, nominati dal loro duce sa fu la lotta, e per piìivolte dubbia la
Ernico. Servio li crede d'origine sabini, vittoria,che quindi arrise a'romani.Non
nominandoli Ernici da' sassi, quasi abi- ostante gli ernici si collegarono nuova-
tatori delle rupi. Questa opinione è se- mente a' volsci, e stabilirono difendersi
guita da altri autori : altre le ho riporta- dentro le mura ; ma poi abbandonati
te ne'due articoli testé citati, celebrando chiesero pace e alleanza. Da' romani fu
la grande, valorosa e fortissima nazione, concessa, e così gli ernici divennero citta-

Dionigi nel 8 chiamandola: Hemi-


lib. dini di Roma, col diritto del sullragio ,

vos genteni magnani et validam. Certo non che messi a parte nelle conquiste in
è che ernici vennero appellati gli abitanti proporzione delle forze che somministra-
di V^eroli,percomun consenso degli sto- vano. D' allora in poi Veroli e gli altri

rici. I costumi di questi popoli erano io ernici, seguirono la sorte e i destini dei
principio rozzi e guerrieri. l*rimario lo- romani, nelle sconfìtte, e nelle vittorie che
ro vanto era la forza e il Quat-
coraggio. furono in numero maggiore. I verolani,
tro città, come dissi altrove, ne compo- uniti cogli altri ernici e co' latini, sulle
sero la confederazione: Veroli, Alatri^ terre di questi ultimi combatterono ter-
Ferentino ed Anagni,o\[.vea\\.r\ minori ribile guerra, contro gli equi ed i volsci,

paesi; ed Anagni fu chiamata Caput Her- i (|uali dopo averle saccheggiate, furono
uicoriim. I loro deputati si riunivano nel vinti e fugati , colla perdila del campo.
Circo marittimo a trattare gì' interessi Neil' anno Roma
790, gli equi inva-
di
della confederazione, massime della guer- sero paesi ernici, ed romani si mosse-
i i

ra e della pace con altri popoli, e ne fa ro a difesa de'loro alleati. Solvendo per-
testimonianza Tito Livio, l'ero ogni cit- dite, fu ordinato agli ernici ed a' latini di
tà, siccome indipendente , era libera di armarsi,e capitanati dal proconsole Quin-
scegliere quel partito che più stimava op- zio, all'arrivo loro vendicarono i sopraf-
portuno. Gli ernici, ebbero prima de'ro- fatti romani la patita strage , il ferito
mani a sostenere varie guerre co' popoli console romano e la morte del suo fra-
circostanti, cioè i marsi, i volscì, gli equi tello, distinguendosi perciò con prodezze.
o equicoli. Tarcjuinio il Superbo, ultimo Neil' anno seguente gli eniici dovettero
redi Roma, strinse con essi alleanza, e sostenere altra guerra con gli equi ed i

quando fu espolso da Roma, nell'anno volsci ; né potendo i romani soccorrerli,


1^^ di questa, chiese loro soccorso: dopo perchè desolati dalla peste marciarono ,

discrepanti pareri ,
gi' inviarono amba- soli contro nemici, dovendo però cedere
i

sciatori (li adesione. Il dittatore Puslumio al numero. Esteso il dominio de'romani


nel 257 portatosi al lago Regillo, ov' e- colle conquiste, in queste, come gli altri

ransi accampati i Tarquinii, arrestò i popoli, furono involuti pure gli ernici ;

messi degli ernici e de' volsci, che l'avvi- laonde scossone poi il giogo nel SgS, pre-
savano fra 3 giorni essere pronti ad aiu- starono soccorso a'Ioro nemici. Dipoi do-
tarlicon grandi soccorsi, e tosto die'bat- mandando pace, fu loro negata, air^i di-
taglia e riportò vittoria. I romani vinci- chiarata guerra. Nel I. "scontro, il console
tori, a vendicarsi degli ernici, eutrarouu romaao cadde in uà' imboscala, e fu uc-
26 VER VER
ciso nella sliage de' suoi. Sopraggiunlo il motto dello stemma o insegna di Ve-
ildiUatore,glieiniciauineularonole pro- roli si formò di questa epigrafe: f^crula-

prie forze cou 8 coorli composte di scella na Civitas Almae Urbi Confederata.
gioventù, animala da duplice paga. La Nelle guerre intestine fra Caio Mario e
pianura che divideva due eserciti, allo i Siila, è certissimo che Veroli parteggiasse

spuntar del giorno, fu occupala da'coni' per Mario, il quale aveva la propria vil-

balleuli aiiiuiati da pari valore. La ca- la lungi 3 miglia dalle sue mura, e luogo
valleria romana fu arrestata dull'eruiche di sua nascita, secondo alcuni, ma anche
coorti; grande fu la strage dell'una e il citato Rondinini lo dice di Arpiuo,ci-
dell'altra parie, né per un giorno si co- tando la bell'opera del p.Cla velli, L'An-
nobbe dove piegava la vittoria; ma nella tica Arpino
ove leggo, e poi ripeterò ,
y

notte gli ernici abbandonarono il campo, che a Casa Mario fu il suo palazzo, tro-
per cui restò dalla parte de' romani. Nel vandosi Veroli situata fra Arpino e Ala-
seguente 3()^, ripresa la guerra, Fereu- tri. Siila rimasto vincitore, fece provare

tiuo fu espugnata da'romani , seguendo anche a Veroli la sua brutale vendetta.

quindi varie fazioni. Riunitisi gli ernici ,


Diversi cittadini caddero vittima del suo
animosi assalirono il console romano ;
furore, eie loro terre confiscate nella pro-

però dopo aspra pugna soccombettero. scrizione, furono divise tra le legioni dei
Finalmente nel 896 di Roma, il console Gracchiani.Si legge io Frontino, De Co-
riauzio riporlo il vanto di vincere e sog- lon.: Verulae mura duclumj ager ejus
giogare la bellicosa nazione eroica. Più nidilibus Gracchìanis in omnibus est
tardi , nel 44^ g'i anagnini invitale a assignalus. Quanto a Casamario, si ha
cooaresso I' eruiclie città nel Circo ma- da Plutarco nella vita di Mario, che quel
ritlicno per muovere nuova guerra ai
,
luogo, ed ove esso nacjue, si chiamasse viK
l'Oinani, que' di Veroli, Mairi e Ferenti- laggiù di Cirealone. Cosi anche il Feller,
no furono di contrario parere. Ostinati nel Dizionario degli uomini illustri.

gli anagnini, vollero soli intraprenderla, Laonde gli dhsevo Cerea tini
abitanti si

e restarono interamente debellali da'ro- Mariani, e meglio parlando dilo dirò

mani. Dopo questo avvenimento, la ro- quel celebre archi-cenobio. Veroli soffrì
mana politica, io premio di loro fedeltà, questo giogo sino al tempo del saggio
reintegrò Veroli, Alalri e Ferentino del- imperatore Nerva, che verso l'anno 97 di
le patrie leggi, ed accettarono co' loro nostra era la liberò; né eragli giovalo
popoli il reciproco connubio, non ad altri l'aver innalzato ad Augusto, dopo la sua
fino allora concesso, per interessare co' le- morte , un tempio co' propri sacerdoti
gami del sangue le parti della repubbli- augustali. Nel 4^3 Adua o Alino di-
ca. Tito Livio scrive: Che i verolaui pre- strutta du'barbari, colla strage de'suoi, i

ferirono di governarsi colle proprie leg- superstiti furono ospitalaienle accolli dai
gi, atnanti più di vivere co' loro istituti, verolanì, i quali loro concessero libertà e
che d'esser fatti partecipi del governo e cittadinanza, e particolare quartiere ciie

degli onori del popolo di Roma; beusì la tuttora ritiene il nome della patria loro.
città fu elevata al grado di nìuiiicipio, Riedificata Atina.fu grata cou Veroli ,

immagine della loinana repubblica. Per- strinse cou essa alleanza, che rinnovò an-
ciò ebbe memorali e altri magistrali e col-
i cora nel 161 5 e poscia di nuovo nel i ^5 i

legi propri, quello de'decurioui, i duum- cou vicendevoli e splendide feste e cou
viri uiiuualmente scelti a guisa di consoli, donazioni. E dessa una pìccola città del-
i pretori, i questori, gli eddi,i (lumini; ma- la provincia di Terra di Lrtvuro presso
gistrali locali, il cui potere non eslende- della Mclfa. Di sua aulica sede vescovi-
vdsi oltre il loro paese. D' allora iu poi le rcslula callcdiale) ha couvcuti^ spe-

/
|k VER V E R 37
dale e altri stabìlimeDli. Antichissima, ne, poiché estendevasi nella giurisdizio-
Virgilio r annovera fra le città che pre- ne del prefetto di Roma, la quale com-
sero parte nella guerra tra Enea e Tur- prendeva un raggio di territorio di 100
no. Appartenne a' sanniti, e dicesi che miglia tutt' air intorno dell'alma città ;

Nerone Claudio vi condusse una colo- ilche rileva ancora l'illustre storico fro-
nia. Si dice che anco i Cassinesi e gli sinale cav. Giuseppe de Mattheis. Ina-
AIHdenati vennero ad abitare in Vero- sprito poi Narsete dall' imperatrice di
li, dopo che barbari abbatterono le
i Costantinopoli, a vendicarsi chiamò in I-
loro patrie. De'popoli alfldenati però con talia i longobardi, quali occupatala qua-
i

tal vocabolo non trovo notizie, bensì di si tutta, replicataraeute fecero scorrerie
AìCiileiìa, /4 afide ria nel Dizionario geo- nel ducato romano e nella Campania,
grafico, aulico paese dell'Abruzzo Ulte- con desolanti travagli, massime i longo-
riore secondo, cantone di Castel Sangro, bardi del ducato di Benevento, segnalan-
situato alla base degli Apennini in aria dosi fieramente nel 702 il principe Gi-
salubre. È famoso nelle guerre de'sanni- solfo con devastazioni nella Campania e
tì, ed ha ottimi pascoli pel bestiame. 11 paesi ernici ; per cui non ne sarà andata
Baudraod , Lexicon gcographictini, la esente Veroli, per aver preso varie città
chiama con detti vocaboli , ed oppido e incendiato molto paese. Frattanto l' I-

Caracenorum anche Auphidena e il


, talia, Romasuo ducato, abbandonati
e il

popolo Aufldenales. De' cassinesi è cele- da'greci imperatori alla baldanza de'Ion-
bre Manie Cassino , la cui magnifica gobardi, solo nel Papa trovarono un pa-
storia di recente pubblicò anche il eh. p. dre amorevole ed un valido protettore.
ab. Tosti. Altra confederata di Veroli è Il perchè, quando l'empio eretico impe-
la celebre Palestrina , di che verrà oc- ratore Leone III l' Isaurico, idwiorc de-
casione di parlarne. Decaduto l' impero ^' Iconoclasti yàwtuulo incorreggibile e
romano, Veroli seguì la sorte e le vicen- attentando alla vita del Papa s. Grego-
de di Roma, quindi sarà soggiaciuta alle rio li, avendolo questi scomunicato, e
invasioni barbariche, per la sua vicinan- sciolto gì' italiani dal giuramento e dai
za, ecome le patirono le altre città e luo- tributi, Roma e il suo ducato, colla Cam-
ghi delta Campania e del Lazio colle , pania sino e inclusive a Gaeta, si sottras-
quali ordinariamente ebbe comune de- i sero dal giogo greco e con ispontanea ,

stini. Tra'barbari più lunga dominazio- dedizione, verso 726 o dopo si dierono
il

ne vi esercitarono i goti, linchè l' impe- alla Sovranità del Papa e della s. Se-
ratore greco romano d'oriente Giusti- de (^'•). Questo dominio temporale fu
niano I, volendo vendicare le ragioni che poscia riconosciuto e ainplialo da Pipi-
avea sull' impero d'Occidente, a togliere no, Carlo Magno e altri imperatori. Nel-
Roma e 1' Italia dal gotico domìnio, in- la dedizione delle città eriiiche e della
viò prima Belisario e poi Narsete, il qua- Campania, vi fu pure Veroli , la quale
le nel 552 colla sconfitta e morie di To- cóme le altre della provincia giurò ub-
lila re de'goti, riconquistò Roma e tutto bidienza e fedeltà al Pontefice romano;
il Lazio, e nel seguente anno il resto di e nulla valsero le mene e le prepotenze
Italia. Allora fortnatosi il ducato di Ro- de'greci ,
per farla tornare al loro do-
ma o Romano, di questo fecero parte le minio, restando fedele a'Papi e allaChie-
città crniche e della Campania, e perciò sa romana eziandio nel principato tem-
ancheVeroli sebbene non la trovi espres- porale, sotto il governo de' loro rettori
samente numinata negli storici documen- o legali , e talvolta sotto speciali gover-
ti, bensì Frosiuone e le altre. Anche l'au- natori. Che se ne' diplomi imperiali di
ticu ducalo diRouiu couteuevu lu regio- ncouoscimeulQ, e conferma delle amplia-
y ,

28 VER VER
zioni dei principato , non è mentovata oltraggio, sbarcando a .Salerno. Adelgiso
Veroli, é com'altre compresa nelle paro* spaventato, pose in libertà Lodovico II,

le , et Frosinonem ciini aliis partibus previo giuramento sulle ss. Reliquie, di


Campaniae j e secondo altri diplomi ri- non vendicarsi e di non pih entrare ar-
guardanti il ducato Romano di cui fa* , mato nel principato. L' imperatore par-
ceva parte, Frisìlimam , ciini omnibus tì subito, e riconoscendo da Dio la sua
finibus Campaniae. Forse di preferenza liberazione da sì grave pericolo , fondò
fu nominata Fresinone per essere credu- nell'isola diCasauria, Casa Aurea, pres-
ta sede vescovile, Veroli allora trovando* so il fiume Pescara, poi diocesi di Ghie*
si mancante del pastore: ma su questo ti, il monastero benedettino di s. Clemen-
punto contrastato ragionerò alla sua voi» te (delle reliquie del quale e della fonda-
ta. ^iel diploma di Lodovico 1 il Pio, fi* zione del celebre monastero, tratta pure
glio di Callo Magno, si legge: Ilent in Filippo Rondinini storico di Casaraari
partibus Campaniae Soram, Arces^A- neir opera : De s. Clemente Papa et
f/uinum, Arpinum , Theanum , et Ca- Martire ejusque basilica in Urbe Ro-
puamj quindi con piùdi ragione doveasi ma) di Casauria, avendo acquistato l' i-
comprendere Veroli, ma già il diploma sola per IO libbre d'argento a'22 novem-
comincia colle parole CivitatemRo-
stesso bre 871, mentre recavasi a Roma. Que-
manani ciini Diicalu suo, et suburbanis sta narrativa del Borgia Memorie dì ,

tic ierritoriis ej'us, perciò s'intende com- Benevento, ricavata dalle Cronache Sa-
presa Veroli, che faceva parte del duca* lernitana e Cassinese, servirà a illustrare
to stesso. Ma ecco ne' primordii del IX il riferito dal p. Casimiro da Roma: >» Lo-
secolo la regione divenuta segno alle san* dovico II elesse la città di Veroli per suo
guinarie e depredatrici irruzioni de' Sa- asilo, dappoi che fatto gli venne di fug-
raceni, e facendo schiavi i miseri cristia* gire dalla prigione, in cui Adelchi, prin-
ni. Più tardi e nell'BGG, Adelgiso princi* cipe di Benevento, tenevalo rinchiusa".
pe diBenevento assalito dal furore dei
, Confermerà pure il racconto degli scritto-

saraceni, implorò l'aiuto dell' imperato* ri verolani,iqualidicono: IjodovicoII,che


re Lodovico li, perchè colle sue armi lo a difesa d' Italia guerreggiava i sarace-
soccorresse e lo liberasse da cos'i formi- ni, tradito da Adelchi principe di Bene-
dabili e inumani nemici. Vi accorse to- vento, giunse nell'BSG in Veroli spossa-
sto l'Angusto con poderoso esercito, ed to dopo 3 giorni di cammino; vi fu ac-
in 4 ai^ini ricuperò ad Adelgiso gli stati colto e soccorso, e negli II mesi di sua
toltigli dagl' infedeli. Recatosi poi a Be- dimora venne visitato da Papa s, Nico-
nevento per riposarsi o per altro moti- lò (che morì a'i3 novembre 867), ed
I

vo, colla moglie imperatrice Angilberga, ebbe campo di radunare le sue forze ,
disponeva della città a suo talento, e le colle quali presso Capua potè vìncere e
milizie insolenti per le riportate vittorie fugare Siccome due volte Lo-
i saraceni.
cagionavano a'beneventani non pochi di* dovico Il fu a Veroli , conviene distin-
Kagi. Adelgiso benché gli fosse obbligato, guere tempi. Adonta che Muratori ne-
i

dopo aver dissimulato, ne scosse il giogo, gli Annali d' Italia escluda la venuta

e montato in furore, ordita congiura coi in Veroli di Lodovico II, perchè esso nel-
suoi beneventani, a'25 agosto 87 pose in 1 1*87 I acquistò l'isola suddetta presso il

carcere Lodovico 11, l'imperatrice eia fiume Pescara pure da documenti si


,

loro figlia Ermengarda. Oltre 1' orrore raccoglie che l'imperatore soggiornò in
che per tanta ingratitudine ne intese il Veroli neir866 con Nicolò I. Quindi per
mondo, Iddio mosse dall'Africa sarà* i Sera e Monte Cassino portossi a Bene-
ceni per punire Adelgiso di si enorme vento. Così dallo Statuto Ferolano e
VER VER 29
dalla Cronaca Cnssinese. Passali 5 an- sepolto da Paterno nella cella ove spi-
s.

dì, cioè neir87 1, tornò a Veroli a rifugio rò presso Fondi. Il luogo si rese celebre
dalla narrata scampata prigionia. Altret- alla divozione de'fedeli, dopo che Costan-
tanto si ricava dal Muratori, /?eri/m fiat, tino I restituii la pace alla Chiesa; laonde
script. neWHist. Princ. Longob. ; e dal poi s. Benedetto ivi gli eresse un tempio,
Gattula, Cassiti. Hist.jQ meglio dal con- con monastero pe'siioi monaci, ed allora
temporaneo monaco Erchemperto nel- il sagro Corpo fu collocato neh' altare.
r Hist., dimorante allora a Monte Cas- Nella badia vi fiori l' istituto benedetti-
sino, il quale può ritenersi come punto no, finché nel IX secolo per le scorrerie
medio tra Veroli e Benevento. In tale de'barbari,i monaci si trovarono costretti
incontro, in Veroli fu visitato da Papa A- di abbandonarla , ritirandosi a Monte
driano II, e poco dopo l'imperatore si Cassino luogo più sicuro. Appena partili
trasferì nella Sabina , come si ha da' ci- da Fondi, nella città e nel monastero vi

tati Statuto e Cronaca. Di più, nel giu- portarono tosto la desolazione i saraceni
gno dello stesso 87 s. Atanasio vescovo i venuti da oriente neir84o a' danni d' !•

di Napoli si poetò a visitare Lodovico talia. Fra tanta calamità, il tribuno del-
II in Veroli, ove infermatosi per im- la provincia di Campagna Platone, resi-
provviso morbo, ne mori, ed il suo corpo dente in Veroli, pensò sottrarre le reliquie
fu trasportato prima a Monte Cassino e di s. Magno dall' irriverenze cui erano e-
poi a Napoli, il obesi legge presso Mura- sposte, e trasferirle in Veroli, città meno
Athanasii scrip. a Jo. Dia-
tori in vita s. in pericolo all'invasioni di que'crudeli e
cono, e nel Martirologio Romano. 1 bar- fanatici infedeli. Dopo maturo consiglio,
bari saraceni audacemente irruppero di con persone prudenti e pie, seguì la tra-
nuovo nella Campania nell'BSS circa ,
slazione con ogni possibile onorificenza
assalirono Anagni, e condotti dal loro neir 874- Pertossi pertanto nel cimpo
principe Muca o Manuca, piombarono Dimetriano in Fondi alla chiesa di s.
con violenza sopra Veroli e l'assediarono. Magno, il pio Platone, e accompagnato
I verolani opposero valida resistenza, ma dalle milizie, da' nobili e divoli verolani,
il loro valore dovette cedere al numero ed e rinvenuto il sagro deposito, Platone tre-
alla fierezza de' saraceni ; che espugnata pidante di riverenza, volleaprirlo e tro-
la città, la riempirono di strage e di de- vò il venerabile Corpo, indi solennemen-
solazione, profanando e saccheggiando le te fu trasportato in Veroli, ove adunali
chiese e le ss. Reliquie, fra le quali quelle in assemblea vescovo e clero, col tri-
il

di s. Magno
martire del 254 o ^^^^i P'ù buno e gli ottimali della città, si conven-
vescovo di Trani; nel quale
tardi, e già ne per maggiore onorificenza di collocar-
articolo ho detto che il suo corpo oc- lo nella cattedrale. Frattanto tornati di
cultamente sepolto in Fondi, trasporta- nuovo i saraceni a infestare la contrada
to poi in Veroli nel sotlerraneodeliacat- nel pontificatodi GiovanniVllIdeir872,
tedrale di Andrea, indi venne trasferito
s. i primi furori li provò Roma, e per evi-
nella basilica d' yénagni {in questo e nel- tarne la devastazione il Papa si obbligò
l'altro articolo ricordato parlai degli ^ttì a un tributo. Si diressero poi a depreda-
di sua passione), ove tuttora si venera; ma re il Lazio. Volle resistergli Anagni, ma
occorre che io ne faccia una breve digres- gli abitanti scorgendo che il loro duce o
sione col de Magisfris: Istoria della città re Muca o Manuca, sempre più infieri-

es. Basilica cattedrale d" y4nagni,\\h. 2, va negli assalti, per non esporsi ad un ec-
cap. 4 Delle Traslazioni
: del corpo di cidio, anch'essa gli accordò un tributo, ri-
s. Magno. Patito da questo santo il mar- cevuto il quale i barbari partirono alla
tirio nel campo Dimetriano, il corpo fu volta di Veroli. ImpadroDilìsi della cit-
3o VER VER
tà, spieiatamente trucidarono i primari Muratori, negli y^wn/x//, all'anno 884 •''"

cittadini , e tutta la saccheggiarono. Di ferendo il ritorno de' saraceni in Puglia


ciò non contenti, entrati nella cattedra- e il saccheggio di Monte Cassino, correg-
le la manomisero, rubarono quanto era- ge quelli che sostenevano l'avvenimento
vi di prezioso, e per ludibrio la conver- in detto anno, con ritenere preferibile il
tirono a scuderia de'Ioro cavalli. Vendi- precedente 883. Il moderno Cayro, nel-

cò questa sacrilega ingiuria s. Magno, fa- le Notizie islorìche delle città del vec-
cendo loro trovar morti nel di seguente i chio e nuovo Lazio^ sulla traslazione del
cavalli; il che gl'irrito a maggiori empie- corpo dis. Magno, dice che avvenne cer-

tà, ed attribuendo la strage de'ca valli al- io nel mese di novembre 883; come più
l'avello di s. Magno, che con tanta ve- diffusamente si prova da Francesco M."
nerazione vi si custodiva, ne trassero da Pratillo nella Serie degli Abbati Cassine-
quello le ss. Ossa e le giltaroiio con di- siyStoria Longob. t.5. Per le vicende de*
sprezzo nella pubblica strada. L'avarizia tempi furono impediti gli anagnini d'in-
però vinse l'empietà, poiché Muca sapu- nalzare il promesso tempio, anche pera-
la l'ingiuria fatta al s. Corpo, lo fece rac- ver dimenticato il preciso luogo ove fu
cogliere e rimettere nella sua urna per collocato il corpo di s. Magno, finché me-
trarne utile. Mandò quindi ad invitar gli diante prodigi si rinvenne nel io63 dal
anagnini se volevano comprare le spo- vescovo s. Pietro, il quale onoratamente
glie di s. Magno, da lui trovale nel priu- lo ripose nella riedificazione della catte-
cipal tempio di Verdi. Accettarono di drale, nell'altare eretto nella basilica in-
buon grado qne'citladini l'oirerla, e spe- feriore. Di più il de Magistris confuta il
dirono ambasciatori ad acquistare il sa- Torrigio, che pretese venerarsi il corpo
gro tesoro, esborsando a Muca quanto nella chiesa de' ss. Michele e Magno di
chiedeva; e quindi giubilanti, con esso Roma, della quale tornai a farne men-
partirono per Anagni. Ma giunti poco zione nel vol.LXXXVIH, p.208. Nel se-

lungi da Veroli, Corpo balzò dalle lo-


il s. guente secolo, come narrai ne'vol. LVIII,
ro mani nel suolo, restandovi immobile a p. 26o,LXXVlll,p. I IO, la famosa e po-
segno che riuscì inutile qualunque sfor- tenleMarozia e Guido suo 2." marito mar-
zo. .Sbigottiti gli anagnini dallostranopor- chese di Toscana e conte di Campagna,
lenlo, s'inginocchiarono supplicando il usurpando iu Roma l'autorità tempora-
.santo n lasciar trasportare le sue vene- le, a prevenire le misure che contro di
rande reliquie in Anagni, città a lui si ob- loro si proponeva prendere il Papa Gio-

bligatae di vota, in nome della patria pro- vanni X, con empia violenza s'impadro-
mettendo con voto fabbricargli in essa a nirono della sua persona e lo mandaro-
suo onore un tempio e di prenderlo a pa- no nella sunnominata Rocca o torre Sa-
trono pi incipaled'Anagui. Iddio volendo racena, e ivi lo tennero obbrobriosamen-
premiare la loro fede, terminata la pre- te per breve tempo, facendogli sommini-
ce subito poterono alzare la sagra arca, e strare soltanto |)ane e acqua. Indi ordi-
con somma gioia pervennero in Anagni, narono che si riportasse in Roma, e lo cac-
incontrali dallii processione del clero e del ciarono in carcere nel Castel s. Angelo,
popolo, deponendolo nella cattedrale in ove lo fecero perire a'a luglio 9-28 sodo-
luogo segreto, per evitare l'avvenuto in cato con un guanciale. Di tale racconto
Veroli. Questa traslazione sembra acca- fa memoria anche lo Statuto J erolntio.
duta neirS^y, soggiunge il de Magistri*!, NondimciK» ho<|ualclic sospetto che l'at-
seguilo dall'ab. Cappelletti. Ma secondo tribuilo a dello Papa, sia avvenuto a Gio-
le notizie di Veroli, avven- il fallo invece vanni XI [»er iniqua opera della stessa Ma-
ne nel novembre del suddetto 883; ed il rozia supposta sua madre, e del fratello
VER VER 3i
Alberico II lirnnno di Boma, morendo in fine in uno al celebre cenobio, proba-
loro villinia in prigione nel gennaio gSS. bilmente sarà slato anche in Veroli. A'
Intnntopenetrali i bellicosi uormanni nel- 7 settembre i i59 eletto Papa il magna-
la Puglia e Calabria, le conquistarono, eil nimo Alessandro III, insorse l'antipapa
esteselo più volle le scorrerie nelle circo- Vittore V, che poi fu sostenuto colle ar-
stanti con trade. Afrenare la loro baldan- mi dall'imperatore Federico I, e fu co-
za, si trovarono i Papi costretti ad infeu- stretto dalla fazione scismatica a farsi
«tarli prìn)a delle terre napoletane, poi consagraie e coronare in Nmfa a' 20 di
della Sicilia, cominciando da s. Leone iX detto mese. Dalla provincia INIariltima
iielio54, rinnovando l'investilnra in Ce nel I I Go passò in quella di Campngna, fu
prano s,Gregorio VII nel 1080. Prima in Anagni e si portò in Veroli, ove con-
di tale anno e nel 1076 il verolano Oi'so sagrò il vescovo Fraimondo o Faramon-
abbate di Casaniari, salvò In patria dal- do, mentre Ottone conte palatino si sfor-
la rovina cli'erasi proposto il normanno mava per l'imperatore a soggiogare la pro-
Riccardo conte di Capua. Il Papa Pa- vincia di Cam[)agna. iNel i i6i ilPapa
s<juale II neh 06 recandoii in Beneven-
i forno in Roma, ma vedendo di non es-
to, onorò di sua presenza Verdi, vi si ser sicuro <lalle violenze de'ledeschi par-
fertnòe consagrò il vescovo Agostino. Es- tigiani dell'antipapa, s'imbarcò sulle ga-
sendo tornato in Benevento neli i io, por lee di Guglielmo I il Alalo re di Sicilia,
domandare soccorsi a diversi luoghi, ed e fece vela per Francia neh 162 a chie-
a vari polenti contro le violenze d'Enri- der soccorso al re Luigi Vii il Giovane.
co V, nel ritorno in Roma neh 1 1 1 nuo- Intanto Federico l emanò un bando, ob-
vamente consolò i verolani di suo sog- bligatorio a riconoscere l'anlipapa.II con-
giorno, consograndovi vescovo Leto I o te Godolino, e Cristiano arcivescovo di
Leone I, cordinola celebrazione del con- Colonia, intruso di Magonza, armala ma-
cilioper costringere l'orgoglioso areica- no con incendi e devastazioni costringe-
nonico di s, Paterniano di Ceprano al- vano popoli ad ubbidire al falso Villo*
i

l'ubbidienza del vescovo. Probabilmente re V; e Veroli dovette cedere alla forza,


vi sarà slato ancora, quando fieli 1 i4 ce- ma all'avvicinarsi del conte Gilberto e
lebrò in Ccpraiw, nella diocesi, un nu- Ricciardo de Gaia, che capitanavanoi di-
nieioso concilio. Neil i44 I^"8S'^''^ ' ''® fensori d'Alessandro III, tosto loro si ar-
di Sicilia pe'dissapori che avea con Papa resero nel I 164, cogli altri circoslanli luo*
Lucio 1 1, invase le terre della Chiesa, pre- glii riferiti dal cav. de Matlheis. Morto
se diverse città, assalì pure Veroli, che nel .seguente anno l'antipapa, gli succes-
facendogli forte resistenza la cinse d'as- se il pseudo Pasquale III; ed romani i

sedio. Si convenne a palli, e pacificato- supplicarono Alessandro Illa tornare in


si il re con Lucio li, restikn a' verolani Roma, e furono esauditi. Però neh 166
il tolto, e ritornò nel regno. Ciò avven- Federico I l'andò ad assediare nella cit-
ne nello slesso I i44 '" conseguenza del- tà,onde neh 167 convenne ad Alessan-
l' abboccamento seguilo tra il Papa e il dro III fuggire a Benevento; mentre nel-
re in Ceprano, che per la sua vicinanza l'agosto inortol'inJruso Pasquale 111, nel-
a Veroli, senza dubbio questa città accol- l' antipapato gli fu sostituito Calisto III.
se tra le sue mura Lucio II, a cui dovca Din)orando Alessandro IH in Benevento,
il ristabilimento di sua libertà. Papa Eu- a'i2 dicembre diresse un breve al ve-
genio III nel ii5oonehi5i, essendosi scovo, clero, consoli e popolo di Veroli,
recato nella provincia, e dedicato in Ca- commendando la loro costanza nella sua
stro la chiesa di Croce , e consagi alo
s. ubbidienza e fedeltà; dimostrando ezian-
quella di Casamori, della quale tratterò dio gradimento per l'assistenza prestata
32 VER VER
al cardinal legato. Indi vedeDdo Federi- Romanlo neWaStoriadociinientafadi Ve-
co I che il suo partito andava scemando, nezia. Il Borgia sostiene, che in Veroli
e che le sue armi aveano patito sconflt» si die'principio al negoziato di pace, la
le dalla lega delle città lombarde, che quale nondimeno non si concluse che in
propugnavano il riconoscimento d'Ales- Anagnie Venezia Ao^o la famosa bat-
in

sandro III insieme ni riconoscimento del- taglia di Legnano, in cui la lega Lombar-

ie libertà óc'ConìUni, narra il Borgia nel- da trionfò nuovamente degl'imperiali. Ma


le Memorie di Benevento, che l'impera- quanto precedette, accompagnò esegui
tore volgendo l'animo a consigli di pace, lo strepitoso avvenimento, lo narrai con
sped"i in Italia neh 170 Eberardoo Er- più diifusione a Venezia, con critica de-
manno vescovo di Damberga, per suppli- purandogli analoghi erronei racconti, lu
care il Papa afTmchè si portasse in qual- Veroli dunque si cominciarono gì' inizi
che luogo della provincia di Campagna delle trattative così importanti alla pace
per trattare di aggiustamento, ma colla della Chiesa e de'popoli, ed il p. Casimi-
prava segreta intenzione di staccare il Pa- ro da lioma afferma che Alessandro III
pa dalla lega. Piacque ad Alessandro 111 vi dimorò 3 anni interi,passando neli 172
l'ambasciata, onde nello stesso anno si in Anagni; in che conviene il Ferlone,
mosse da Benevento e andò a Veroli per De viaggi de' Pontefici, con dire,cbe l'io-

discutere le condizioni. Si ha dal p. ab. Iroduzione del memorabile trattato eb-


Tosti, Storia della Lega Lombarda, che be luogo in Veroli, la continuazione in
il Papa recossi nel 1 69 da Benevento a
1 Anagni, il fine nella celebratissiraa Ve-
Veroli, per ricevervi il vescovo di Bani- nezia, ove si concluse la sospirata cou-
l)erga, alla presenza de'deputati della le- cordia tra il Sacerdozio e l'Impero. Par-
ga lombarda. Altri storici dicono ciò av- lando di sopra della chiesa e monastero
venuto nel i 170, e che il Papa avendo di s. Erasmo, in cui soggiornò Alessan-
penetrate le segrete mire dell'imperato- dro III nella sua dimora iu Veroli , ac-
re, ne avvisò tosto collegati chiedendo
i cennai l'iscrizione collocala a cornii E-
gli mandassero un deputato loro per as- vangelii e il dipinto che lo celebra: ecco-
sistere alle conferenze, comeriferiscel'an- la. Friderici Ilniperatoriscuni S. Rom.

naiista Muratori. Giunto Alessandro IH Eccles.-ReconciliationisannoMCLXXvn-


in Veroli, almeno con 16 cardinali e la Venetiis ahsolute - Monwnenium colo'
curia, ammise il vescovo Everardo alle rilnis eo luncinahside • Antiquissind O-
trattazioni, non senza qualche dilTicoltà, r a lord- Sub ara maxima expressnm-
poiché egli insisteva di voler parlare da Ubi scilicet ante annos septem - Ale-
solo al Papa. Alfine piegatosi, si die'priu- xander Papa Tllexhibìla - Ab Episco-
cipio al trattato di pace. E>pose il vesce- po BambergensiCaesaris ablcgato-Foe-
vo, come Federico 1 proponeva di appro- deris ineundi capita Longohardonim -
vare tutte le ordinazioni fatteda Alessan- Legatis Episcopis - Copiis plurimiis xv
dro III ,
parlando però ambiguamente Cardinalibiis ìtaliaeque -Dinastis - Fe-
quanto al riconoscerlo in vero Sommo re omnibus praesentibus expendii - Pro-
Pontefice. Uispose il Papa, altamente me- bavitque- Cum nuperahujus templi nio-
ravigliarsi come venisse con tale amba- Ac Illnìus etlìevmus
lilioneperiisset-
sciata,che nulla in sostanza conteneva di D. Victorius Giovar di - In utraquc Si-
ciò che importava; ch'egli sarebbe pron- gnatura suffragantium - Decanus - Sa-
to ad onorare sopra tutti principi d'Eu- i crac antiquitatis Patriaeque amantis-
ropa Federico I , quando egli mostrasse simus - Ex Archetipi schematc - Redi-
la dovuta divozione alla Chiesa, e senz'al- vivum har in tabula exlare vovissenl -
tro lo licenziò, il che attesta pure il prof. Anno reparatac saluUs upccxlìu. —
VER VER 33
Ora ricortlerò le nltie cose principali opé- der veiiit ad ecclesiani s. Pelri de Can -

i-oteda Alessandro III nella sua dirnoi-a in netoet profeclus est ad Eerulds. Septi-
Veroli. Giuntovi a'i8 marzo i 170, nar- mo idus mai] tani vehemensfnit terrae-
ra Cardella nelle Memorie sloriche de' motus qnod plerosque niilros civitatis
y

Cardinali, che il Papa 3/ pro-


colla sua destrnxit, qiiodetiam per se sonaverunt
mozione creò cardinale Leone o Leonn campanae dece/n diebusj stante mense
dell'ordine de'd inconi, abbate Casa urien- Madio pars Bipae arsii. Del resto, A-
se, ignorata dal Ciacconio e riferita dal lessandro III in Veroli riconciliò s. Tom-
Muratori nel!' Anlicldtà d' Italia, t. 2, maso arcivescovo Cantorbery col rs di

p. 907, nel riportare la Cronaca delvio- d'Inghilterra Eórico II, riponendolo pei'
naxlero Casaurieiise j ed oltre a ciò ne allora nella sua grazia, e dopo avere in-
esisteperpetuo monumento i« cor//» E- teso i procuratori delle due parli, scriven-
pislolae neWa chiesa di s. Erasmo di Ve- doda Veroli al santo a'io settembre i 170.
roli Marocco eziandio la riprodus-
(il Inoltre vi consagrò arcivescovi , vesco-
se più completa, ma non giustamente e vi ed abbati, spedì bolle colla data di Ve-
con errore la dice esistere a corna Epi- roli, trattò gii affari della Chiesa e dello
slolae della chiesa di s. Martino), il cui stato pontifìcio, e quanto & quelli del Tu-
attiguo monastero fu giù residenza cano- scolo, cedutogli in Veroli dal conte Rai-
nicale,do ve si legge incisa in marmo. A- none, e dove passò nel marzoi 17 I, l'in-

Itxander IH P. /)/. - ExJpulia rediix- dicai nel voi. XXVII, p. 202 e 2o3; di-
Aedibus huj'us Basilicae succesit- Leo- cendo in il somma p. Casimiro, che vi
neni Hypodiaconuni ab Casaiirienseni - operò diverse cose degne d'eterna ricor-
In eadeni Basilica - Inter S. R. E. Dia- danza. Secondo il Novaes, nella Storia
conus Cardinales coopta<>'it - An. mclxx d' Alessandro lU, il Papa tornò a Pio-
sabbaio ante donùnicam - DieniPa^sio- ina a' 3 giugno i 7 l ma forse per bre-
1 r ,

nix- Reigestae nicmortani- Privatista- ve tempo, perchè si conosce esser e;jli nel
hnlis servataci - Victorius Giovar dns I 172 passato da Veroli in Anagni. An*
ì^erulanus- Vtriiisque Signat. Decan.- che il di lui successore Lucio III rallegrò
Publico monumento inibii S.P. E. - An- Veroli di sua presenza, cioè quando ne!
no MDCCLXXv. IVello slesso 170 Alessan- I I 82, ovvero nel i83da Felletri%ì tra-
I I

dro III, come trovo nel p. Casimiro, con- sferì in Anagni, dimorando nell'episcopio
giunse in Veroli in matrimonio il puten- per alcun tempo. Pel matrimonio di En-
te e nobilissimo Oddone Frangipani ro- rico VI, figlio di Federico I, colla nor-
ninno, colla nipote di Emanuele Comne- manna Costanza, il reame delle due Si-
no imperatore di Costantinopoli, la qua- cilie passò nella casa di Svevia. Nel i 194
le vi si recò accompagnata da vescovi e Enrico VI iuìperatore entrò coll'eserci-
conti greci, e da milizie, spendendovi mol- to nella provincia di Caaipagna, e si con-
to denaro, A proprie spese il Papa fab- federò con essa; ma Veroli, restando fe-
bricò fuori della città l'ospedale pe'leb- dele al Papa Celestino III, negò di som-
brosi e dotò, dedicandone la chiesa a s. ministrare il fodro, di cui riparlai nel voi;
Maria Maddalena, delhi qual consagra- LXXX, p.i83,percui il castellano d'Ar-
KÌone e spedale fece poi n)enzione Inno- ce, per rappresaglia j piombò su Veroli,
cenzo I II in una sua bolla. Dipoi l'ospe- e vi fece gran bottino, conducendo seco
dale , come giù notai , essendo cessato di prepotenza uomini, bestie e altro. Al*
€|uel morbo, fu destinato per ospitarvi i lora il comutie di Veroli assegnò al tè*
pellegrini infermi. Devesi aggiungere col- scovo Oddone II alcune terre, perchè re-
la Cronaca di Ccccano, riferita dall'U- dimesse il depredato dal castellano im-
f belli: Quinto idiis inartii PapaAltxan- periale. Si apprende dal celebre cav.Hur-»
voL. xcir. 3
34 VER VER
Papa Innocenzo III^ die
ter> Storia di Veroli, per un luogo iiperto. Nel mona,
sebbene Enrico VI dispose nel suo lesta- stero era apparecchiatoun lauto pranzo,
niento, doversi restituire i doniinii della durante il quale Marcualdo medesimo
s. Sede, da lui e da'suoi occupati, questi servì a mensa cardinali; se non che
i i

ultimi si ritennero; anzi nel morire la di suoi avevano ordine d' intuonar sotto
lui vedova imperatrice Costanza, con sag- voce, in sulla fine , chi; bisognava im-
gia e previdente politica lasciò il regno padronirsi de' preti, sperando per que-
di Sicilia e il figlio, poi Federico II im- sto modo d'impaurire i cardinali legati,
peratore, sotto la tutela e prolezione à* In- acciocché poi non avessero da eseguire
nocenzo III, Ma MarcUaldo, da Enrico gli ordini loro. In falli in sulle prime si

VI fatto marchese della Marca, duca di sbigottirono alquanto; ma quindi tosto


Romagna e di Ravenna, pretese l'ammi- il cardinal Ugolino, ripreso animo, si fé- ^

nistrazione del regno , colla lusinga di ce a leggere dinanzi a tutti gli astanti la

formarsi un principato, per averlo Inno- sigillata bolla pontificia, che conteneva
cenzo III caccialo dalla Marca,\aciviàe le condizioni imposte a Marcualdo; e
il Papa lo fulminò di scomunica; terribi- terminato eh' egli ebbe, disse ad alta e
lesentenza che tuttavia non ispaventò il sicura voce." Tale si è l'ordine del Papa
tiranno , proseguendo a porre in opera Nostro Signore, e noi non possiamo sco-
tutti modi a conseguire colla forzaecol-
i starcene d' un punto ". Le condizìxii
rìnganno il suo pravo intento. Ma tro- della riconciliazione di Marcualdo colla
vando seo)pre nuovi ostacoli, fece gran- Chiesa erano: Ch'egli più non si me-
di offerte nientemeno per essere investi- scolasse nel governo della Sicilia ; desi-
lo del reame, dichiarando Federico ba- stesse dall'assallare o molestare in alcun
stardo e non figlio dell'imperiai coppia. modo, o far assaltare o molestare da'suoi
Innocenzo III ributtò con orrore le sue quell'isola, né il patrimonio di s. Pietro;
proposizioni,ed egli allora immaginò nuo- restituisse tulli i luoghi occupati eli di-
va perfidia: chiese di riconciliarsi colla s. chiarasse sciolti da ogni obbligazione; si

Sede, promettendo con giuramento di adoperasse per la restituzione di quanto


sollometlersi in tutto alle pontificie pre- era dagli altri occupalo, e questo nel mi-
scrizioni.Innocenzo III dubitò che ci co- glior modo e nel più leale che gli fosse
vasse sotto qualche nuovo tranello; però possibile; riparasse, secondo ogni poter
a non mostrarsi tuttavia severo e impla- suo e gli ordini del Papa, a tutti i danni e
cabile, per non aver mai la Chiesa nega- tutte le perdite cagionate alla s. Sede e

to il perdono a'figli suoi ravveduti, nel al monastero di Monte Cassino; non po«
I 199 spedì a Veroli per legati apostolici nesse più , né in persona né per mezzo
il caidiual Guido Paparescìii o Papero- de'suoi, la mano addosso a'chierici e lil-
ni, insieme co'cardinali Ottaviano Conti le persone ecclesiastiche; non isvuligias-

di Poli e Ugolino Conti suo nipote poi se né arrestasse o assediasse cardinuli i

Gregorio IX, all' uopo di solennemente e i legali della s. Sede, purché nou fosse

procedere alla ribcnedizìonedi Marcual- da loro culla furza assalito e si trovasse


dOjche ivi trova vasi. Dopo molli congres- in caso di necessaria personale ilifesta.

si, prestò il giuronienlo, pregando quin- Come tosto le genti di Marcualdo ebbero
di cardinali d'accompagnarlo nel vicino
i udite questo condizioni, si levò fra loro
monastero di Casamuri, per annunziare un lumullo,ed egli pure appariva mollo
a'suoi compagni d'armi, che ivi stavano agitato; impedì nondimeno qualunque
aspetlandolo, la sua riconciliazione colla ullesa contro i cardinali, ed anzi gli uc-
Chiesa. F'acil cosa fu l'indurre i cardina- compagno fino a Veroli, dove aiiivuli,
li a bsciar uu luogo fortificato, qual era muuifeslò loro il desiderio suo di pre-
VER VER 35
sentarsi
SCI in persona al Sanlo Padre, di- segreto, ed esser pronto a mandargli il

:endo avergli a palesar un segreto che salvacondotlo. Ma basti di Marcualdo ,

nfldar non poteva se non a lui solo; avendone parlato a sufficienza ne'luoght
imandò in conseguenza una prorogale mentovati, anche col dotto Hurter; e so-
el medesimo tempo chiese a'3 cardinali lo ricorderò qui, ch'egli non cambiò di

legati uno scritto che attestasse essersi condotta, e da empio tiranno morì pre-
egli sottoposto agli ordini del Papa e a- maturamente nel 1202 in Patti. Siccome
ver prestalo il prescrittogli giuramento. Innocenzo III più volte visitò le provin-
Marcualdo scrisse indi da Veroli a In- cie di Campagna e Marittima massime ,

nocenzo 111, ma die'a divedere l'astuzia lasua patria Anagni, e nel 1208 fu a
sua ùu dalla salutazione ,
prendendo il Fossanova, a s. Lorenzo, a Castro, a Ce-
titolo di siniscalco dell'impero, quasi di- prano, a Casamari a'21 settembre , cer-
chiarar non volesse né dissimular formal- tamente aviù onorato di sua presenza an-
mente eh' ei tenevasi pel reggente del che Veroli. Onorio III che successe al
reame di Sicilia e tutore di Federico, ti- Papa nel 1216, avendo da cardinale ri-
tolo che avea già preso nelle lettere an- fabbricato la chiesa di Casamari, nel se-
tecedenti. Né era scorsa una settimana guenie anno si recò a consagrarla a'3
ancora dal dì del presta io giuramento, novembre, visitando anche Veroli. Aven-
ch'egli bandiva in tutti dominii di Fe- i do i crocesigna ti perduto Damatia nella
derico, essersi riconciliato col Papa e rien- Siria e venendo oppressi dalla fierezza
trato in grazia sua,avendogli esso adìda- de'saraceni, Onorio III, a cui era tanto a
lo il governo del regno, e inviato due cuore la liberazione diTerraSanla dal gio-
cardinali con commissione d' ubbidire a go maomettano, narrano il Novaes e il p.
lui in ogni cosa. E sembra pure ch'egli Casimiro,che nel 1 222passò in Anagni col-
si rivolgesse a Filippo di Svevia, fratello l'imperaloreFedericoIIjCol quale era na-
d'Enrico VI e pretendente all' impero , ta discordia pelsuo biasimevule operare,
ed a'principi di questo, avendolo essi ri- benché suo aio, e con lui re-
fosse stato
conosciuto sì per reggente della Sicilia e catosi a Veroli vi si trattennero in con-
sì per marchese d'Ancona e duca di Ra- gresso i5 giorni, cioè dopo la solennità
venna, e raccomandalo alla benevolenza di Pasqua, che in quell'anno cadde a' 3
pontifìcia.! cardinali legati si fecero dap- aprile. Veramente il Papa d'Anagni veo-
prima in Veroli a rimproverarlo per un ne in Veroli ad attendere Federico li,
somigliante procedere; ma egli loro ri- che vi giunse u' i5 aprile 1222, da Ca-
spose, che né Dio né gli uomini l'avrei)- samari ove avea pernottato, come rilevo
bon costretto ad eseguire i comandi del dal Rondinini. Nel congresso, dice 1'
CJ-

Papa. Di poi lo stesso Innocenzo III gli ghelli : Suinina oniniurn laclitia inter
scrisse, sulla clemenza usatagli, essendo Poiitificem, etImperalorem pax iiiìta
opinione di molti, che neppure il precet- fuit.Quindi discussero del modo onde
to del pellegrinaggio in Terra Santa fosse eseguire una nuova crociata in Palesti-
bastante espiazione a tutti i suoi molti e na da condursi dall'imperatore, non
,

gravi peccali. Sperare, eh' egli nulla a- meno altri gravissimi negozi concernenti
vrebbe ad opporre sul sentenziato per la la cattolica religione ; e stabilirono che
salute dell' anima sua, più cara al Papa tutti i principi cristiani convenissero nella
d' ogni tei reno profitto. Ptestare sorpre- città di Verona, per trattare l'intero ri-
so, per arrogarsi ancora il titolo di reg- cupero diTerra Santa e lo sterminio dei
gente del reame, perciò l'ammoni ad a- saraceni. Di che nulla si fece, comincian-
steuersene , die del resto udrebbe con do Federico II più apertamente a tra-
piacere quaulo avesse a comunicargli in vagliare lu&talopouliliciu e perseguitare la
,

36 V H R VER
Chiesa, onde Onorio III Io scomunicò. La me a difesa del rettore si dichiararonft i

riunione d'un Papa ed'un imperatore in popoli di Fumone, Anticoli, Castro, Pofi,
Yeroli,è un segnalato vanto per questa Ceprano, si scagliarono quindi i verolani
città. Anzi Federico II nel seguente anno contro di essi, ruba le
e misero a fuoco e
tornò in Veroli colle sue truppe, per re- loro terre. Il Papa Clemente V, che avea
carsi ad assediare e punire Celano , che fissato la sua residenza in Provenza, per
co' suoi conti Pietro e Tommaso gli si reprimere i verolani e ristabilire l'ordine
erano ribellati; ed egualmente vi si re- nella provincia , copimise al suo nipote
stituì Onorio III, per consagrare il nuovo cardinal Arnaldo Pelagrua legato di Bo-
vescovo Giovanni II. Federico II dopo logna di passare in essa e prendervi ener-
essere stato deposto e scomunicato da giche provvidenze, e di estenderle altres'i

Papa Innocenzo IV nel concilio generale nella provincia di Marittima che ne avea
di Lione 1, venne a morte nel i25o, on- pure bisogno. Tranquillati verolani , i

de il regno delle due Sicilie, dominio furono poi invitati da Giovanni XXII ,
della s.Sedejl'usurpòil suo figlio bastardo con lettera scritta in forma di breveda A>
Manfredi, anch'esso scomunicato da'Pa- vignone a' 5 gennaio 1827 e con altra
pi. Per tanto, il Pontefice Clemente IV de' 18 gennaio i333, presso \o Statuto
neli265inve$tì del reame Carlo I d'An* Ferolano^ad unire le loro forze a quelle
giò, il quale recatosi coli' esercito al pos- del rettore di Campagna, per marciare
sesso del regno, accampò nelle vicinanze contro ribelli ghibellini della Marca dt
i

di Prosinone e di Veroli, e superato colle Ancona. Poscia avendo il conte ghibelli-


sue genti il passo del ponte diCeprano, no di Cecca no occupata Alatri e altre ter-
s' introdusse nel suo dominio. Frattanto re della s. Sede, lo stesso Papa colla 2.*
lacerata V Italia da fazioni, massime de' sua lettera esortò verolani ad assistere
i

guelfi e ghibellini, e da sanguinose gare Raimondo rettore di Campagna, per raf-

municipali fra' popoli vicini, non ne an- frenare tanta insolenza. Nella lettera so-
dò esente la provincia di Campagna, e no da notarsi l'espressioni , colle quali si
«e provò i funesti effetti. Nel 1248, nar- afferma: »> che sicuro dell' attaccamento

ra rUghelli, Giordano e Giacomo signori e fedeltà de' verolani, non che della loro
di Sonnino, ben armati e con copia di ca- forza, perizia ed audacia nelle fazioni
valli, mossero contro di Veroli, ma ebbe- guerresche, levino le armi, e si facciano
ro a pagar cara la loro audacia; dappoi- a difendere i diritti di s. Chiesa contro
ché riavutisi verolani dallo sbigottimen-
i Francesco conte di Ceccano, il quale con
lo prodotto dalla sorpresa, si armarono, molto sfurzo di fanti e cavalli erasi im-
•confissero e posero in fuga gì' inimici padronito della città d' Alatri. Funesto
aggressori, inseguendoli fino a Sonnino, poi e desolante fu l'S settembre iSio
ed avendone molti o feriti. Inoltre
uccisi per Veroli perchè ad ora di vespero
,

apprendo dall'Ughelli , che recatosi ia dum vcsperas clerus adstantes populo


Veroli il Papa Alessandro IV , con di- decantarti, dice 1' Ughelli, un orribile 9
ploma datiitn Vendis a' 1 novembre 1 spaventevole terremoto rovesciò quasi
ia57,da lui e da 6 cardinali sottoscrit- tutta la città, con grande strage degi' in-

to, confermò le immunità ed beni della i felici abitanti e generale costernazione.


chiesa Verolana. Continuando le dette Le migliori fabbriche ed più i antichi
deplorabili discordie tra' comprovinciali, monumenti vennero adeguati al suolo,,

•pmsero i verolani nel iSoy ad assalire con gravissimi danni, oltre la perdita
arditamente in Ferentino il pontificio delle vetusile memorie. Dipoi se neh 'ò'jj

rettore di Campagna, prendendo e incen- Veroli e la provincia esultarono pel ri-

diaudula sua tuuuita residenza. E sicco- pristioainetilo della pontificia residenza.


,

VER VER 3t
in Roma, tosto si trovarono inviluppati fcovo Bartolomeo, col suo clero. La bolla
uel pernicioso scisma, cagionnto dall'an- si conserva nell' archivio della cattedra-
tipapa Ci lemen le VII, con lagriraevoli le. Ma se cessò lo scisma della Chiesa
conseguenze, di cui fu gran fautore il ri- verolana, incrudelì quello che Lacerava la
belle Onorato Caetani conte di Fondi, romana, per essere succeduto neli'antipa-
punito poi dal Papa Bonifacio IX. Veroli pato ambizioso Benedetto Xlli. A.
l'altro
^rasi mantenuta nella vera credenza e profittare del generale perturbamento
Habbidienza fino ali 383, «na colla morie insorse il versipelle Ladislao re di Sicilia
del vescovo Giovanni VI divenne anciie di qua dal Faro, per aver concepito , ad
essa smarrita seguace dell'antipapa Cle- onta delle beneficenze avute da' Papi, il

mente VII se non che devesi dire a sua


; vano disegno di signoreggiare Roma e
gloria, fu una delle prime città con Ana- ritalia,per cui a varie riprese di prepo-
gni, e Ponlecorvo (ad onore di questa tenza occupò diversi luoghi della s. Sede
cittàmi piace riferire che ne'n. 1 ei '20 1 i ed anche Roma. Nel i4oG Veroli si reg-
del Giornale di Roma deliSSg, si leg- geva dal podestà Antonio de Torre di
ge che il Papa Pio IX a mezzo del suo Piperno ,
qunndo dall'ingrato Ladislao
caudatario mg/ Cenni inviò in dono alla si cinse d'assedio la città. I verolaoi non
chiesa collegiata di Pontecorvo un ma- mancarono di opporgli valorosa resisten-
gnifico ostensorio adorno di pietre pre7.io- za, ma per la disparità delle forze soccom-
te; due una pisside e un incensiere
calici, bettero, e la città fu presa dal re, che con
d'argento; due nobili pianete, un terna- furore si vendicò ,
gravemente danneg-
rio di colore paonazzo, im piviale, un giandola, ed in parte facendone sman-
paliotto di lama d'oro, 6 altre pianete, tellare le torri, ed atterrandone le mura
vari camici finissimi, un tappeto e altri urbane. I monaci di Casamari,anzi tutti i

oggetti. Dì più il Papa, nella sua mcmi- popoli della provincia di Campagua, fu-
ficenza, avere ordinato un quadro per rono da Ladislao malmenali in più gui-
l'altare maggiore della cattedrale, e una se.A troncare lo scisma, neli4o9Si vol-
preziosa urna per collocarvi il corpo di le adunare, contro 1' autorità del Papa

s. Grimoaldo, che in essa si venera, già Gregorio XII, il famoso sinodo di Pisa^
parroco di Pontecorvo nel XII secolo. che in vece 1' aumentò coll'elezione d'A-
L'esultanza del clero e de' cittadini, la lessandro V. Finalmente nel concilio di
profonda gratitudine, venne espressa an- Costanza fu estinto il grande scisma, ed
che in Roma al Papa, dal Rni.°p. Meloc- ivivenne eletto Papa Martino Vl'i i no-
caro vicario generale de' dottrinari, dal- vembre i4i 7, il quale subito a*20 scrisse
l' avv. Tommaso Carocci consigliere di al podestà e comune di Veroli, parteci-
stato, edall'avv. Antonio Rossi, deputati pandogli la sua assunzione al pontifica-
grembo
dell'illustre città) a tornare nel to, encomiandone insieme la fedeltà, ed
supremo pastore nel 399,
del legittimo 1 esortandolo al manteni(nento dell'ubbi-
appunto quando di più imperversava lo dienza. A Ladislao nel i4<4 ^''^ ^^^'
scisma d'occidente. Il 9 aprile di tale an- ceduta Giovanna II, la quale'
la sorella
no Bonifacio IX cancellò l'interdetto col mottrandosidivota del nuovo Papa,eper
ijuale l'avea punita, e col i.^del seguen- avere l'investitura del regno, inviò a Ro-
te agosto ebbe la bolla d'assoluzione, ma coir esercito Muzio Altendoli detta
noediante la quale, prorogatane sponta- Sforza per proteggerla in uno ad altre ,

neamente la solennità , 27 dicembre ,


a' città della Chiesa, finché il Papa non fos«
qual giorno sagro a s. Giovanni uno dei se giunto in Italia, contro le usurpazio-
figli della Protettrice, l'abbate di Casa- ni di Braccio signore da Montone. Era»
mari ricoiuuuicò pubblicamente il ve* oltre questi, emulo dello Sforza 1' attrdt
38 VER VER
condottiero d'armi Jacopo Caldera na- per evitarne l'incontro era partito per
poletano^ che volendo attentare alla sua Orvieto. Fu da Veroli che il re spedì i

vita, per la via di Veroli si condusse a suoi messi ad intimarla resa alla ittunitis-
CasainarijClie iniim,e dispose le sue trup- sima rocca di Monte s. Giovanni, tenuta

jie per opporle allo Sforza nel suo pas- dalle genti del marchese di Pescara, e ri-
saggio. Ma conosciutasi dallo Sforza la tornando questi mutilati, adiratosi gran-
trama, SI portò in vece ad attaccarlo; rup- demente il re ne ordinò 1' assalto, che
pe e fugò il di lui esercito, e fece prigio- egli andò a infervorare da Casamari ; e

ne Caldora. Presa la badia, e superato battuta la terra dall' artiglierie, dopo 6


l'impedimento, prosegu"! il suo viaggio ore venne presa, e gli abitanti col presi-
per Roma, Per queste vicende, la vicina dio passali a fil di spada; tremenda cata-
Veroli ne risenti cogli abitauti sensibili strofe che deplorai altrove. Dopo pochi
danni. Di che mosso a compassione Mar- anni, le disastrose sciagure di Roma nel
tino V, confortò verolani con lettera
i 1527, ebbero il contraccolpo nella provin-
de'2 I ottol)rei4'9, concedeudogli il pri- cia di Campagna, poiché per la via di Ce-
vilegio, che i loro magistrati potessero prano le feroci soldatesche spagnuole e
terminare lecausecivili e criminali, senza alemanne di Carlo V, fecero de'dintorni
«he i vicari rettori di Campagna, o com- di Prosinone, di Veroli e di altri luoghi,
iiussari pontificii, potessero procedere, in- il teatro di aspri e sanguinosi combatti-
quirire ec. ; minacciando, colle solite for- menti ,
quindi non è a dire quanto ne
rnole, della sua indegnazione quelli che patissero i verolani ; deplorabili avveni-
Avessero osato opporsi. Nel declinar del menti che rinnovaronsi 3o anni dopo
secolo, Carlo Vili redi Francia, volendo circa , per la lagrimevole guerra della
far valere le ragioni della casa d' Angiò Campagna, di Filippo li re di Spagna
std regno di Napoli, calò in Italia coll'e- contro Papa Paolo IV, la quale descrissi
sercito per conrpiislarlo. Giunto in Ro- nel voi. LXV, p. 284 e seg., e ne' luoghi
ma, ne partì verso la fine di gennaio ^g5, 1 che ne furono miserabile vittima ; e sic-
e per Velletri s' avviò per la strada dei come oltre la provincia di Campagna ,

uionli dalla parte di Veroli e ili Monte itnmensamente patì quella di Marittima
s. Giovanni. Questo passaggio , nota il o Velletri, anche in questo alla sua in-
cav. de Mattheis,fu accompagnato da'so- fausta epoca, e descrivendo paesi che ne i

liti guai e aggravi, ed in Monte s. Gio- soffrirono. Prima però di farne cenno ,
vanni i soldati commisero orrori e in par- col Pctrini, Memorie Prenestine, debbo
te abbatterono. Patirono meno i paesi del narrare uno spiacevole avvenimento lo-
piano, come Prosinone e Ceprano. Indi cale. A' i5 maggio iSSy nel consiglio
pel contrasto di detto regno tra francesi della pubblica assemblea di Veroli, tenu-
e spagnuoli, a varie funeste vicende fu ta nel palazzo della città, assisteva il pro-
esposta Veroli ed i circostanti luoghi. prio notaro Biagio Monci di notabile fa-
Noterò, che Carlo Vili soggiornò in Ve- miglia prenestina. Ivi il verolano Pro-
roli, e quivi secondo lo Statuto P^eroln- spero Jannuccio, uomo alquanto accatta-
rio, venne a condolersi AlessandroVI, per brighe, rimproverò il notaro d'esser sla-
la seguila fuga del figlio cardinal Cesare to d^ lui assai ingiuriato, col titolo di
Korgia da Felletri, e per la njoite del- mentitore. Lo negò il Monci, e disse che
l'ottomano principe Gem o Zizim. Ma non poteva esservi persona capace d'at-
in vari luoghi narrai cogli storici,quanto Soggiunse Jannuccio, bastare la
testarlo.
fece il re inutilmente per riabboccarsi sua affermazione. Se ne offese il Monci,

col Papa, dopo la sua partenza da Roma, e terminata l'adtmanza, inviò n Jannuc-
e quando vi ritornò g'à Alessandro VI cio UH cai Icllo di disfida, diccudugli che
-

VER VER 39
andava a Paleslrìna ed ivi sì sarebbe
, dando colle parole: Sindìcus, OJJlcialea
Iraltenuto 8 giorni coatioui , pronto a ac tota Civitas Ferulana omnibus Ci-
provargli coU'ariui la sua mentita. Il vihiis, incolis, ac hahilatoribus quìbus-
cartello tuttora si conserva nell' archivio qumque Magnificae Civitatis Praenesli-
prenestìno, ignorandosi il fine di questa nae S. P. D.Lo dice sottoscritto dal car-
briga. Pare però die pel momento in- dinal Bonelli governatore dì Marittima e
generasse inali umori ne'due popoli, che Campagna,efattoin pergamena adorna di
poi per l'antica reciproca amicizia si dis* rare miniature allusi ve all'antiche memo*
siparono; poiché rimarca lo storico,che rie di Palestrina; facendolo presentare al
(juandoper l'anno sanloiSyS, recandosia pubblico consiglio, mediante un de'pri»
liomaiooo verolanì, con alla testa il ve- mari cittadini molto dotto ed eloquente,
scovo, passando per Palestrina trovarono Francesco Campanari poi vescovo d'Ala
una cordiale accoglienza.Questa riuscì co- tri;che recatosi a Palestrina con tutto de-
sì gradita, che tornati in Veroli e aduna- coro eseguì l'incarico: per cui fu bea giu-
to il pubblico consiglio, rammentando la sto che prenestìni per riconoscenza u-
i

comune tradizione che fra' verolanì e ì sassero lo stesso ufllcio versoi verolanì;
prenestìni eravi un'antica alleanza, de- di maniera che da quel tempo gli abitau-
terminarono rinnovarla formahnente,ac- ti due città si riguardano come eoa-
delle
cordando a'prenestinì la verolana citta* federatì,ed osservano con religiosi là scam-
dinanza. Indi spedirono a Palestrina il bievolmente i diritti d' una perfetta con-
nobile Francesco Campanari a presen- cittadinanza. Nel vescovato del cardinal
tare il decreto in pergamena, e sottoscrit- Ennio Fdonardijil celebre cardinal Fran-
to d;d cardinal fr. Michele Bonelli detto cesco Qdignones (A'.) spagnuolo, dotto e
Alessandrino e nipotedi s. Pio V, ch'era dì santa vita, già ministro generale de'
governatore di Veroli, non che abbate mÌDorì osservanti, confessore e consiglie-
commendatario di Casamari. Laonde ì re dell'imperatore Carlo V , col quale
prenestìni, per giusta corrispondenza, a- trattò nel 1 527 la liberazione di Cle«neu-
scrissero alla cittadinanza di Palestrina i te VII assediato in Castel s. Angelo, au-
terolaui.IICecconi altrettanto narra nella tore d'un più breve Uffìzio divino {f^.)^
Storia di Palestrina, con altri partico- portatosi al convento de' francescani di
lari. Dice pertanto, che passando per Pa- Veroli, ed invaghito del clima dolce e a-
leslrìna con grande esemplarità i verola- meno dt-lla città, vi fabbricò un palazzo,

nì, recandosi a Roma per 1' acquisto del in cui morì a'2 7 ottobre 1 540, ^/o/;e Ec-
giubileo, per le dirotte pioggie i prene- desiarti s. Crucis, dice 1' Ughelli, ciij'us
stìni subito accorsero loro incontro; ed viscera in cathedrali sub lapide rotun-
in considerazione della stretta amicizia do recondita fuere, ut ìnscrìptio ibidem
che da tempo antichissimo passava fra apposita refert. Corpus vero Romani
le due città, ed anco per esercitare un at- relatum, in basilica s. Crucis in Ilieru-
to pio versosi divoti pellegrini, non solo saleni sepultum fiiil. Questo non avver-
il pubblico, ma eziandio ogni privato si tì il p. Casimiro, semplicemente riferen-

credettero obbligati a mostrare umanità, do la seguente iscrizione male scolpita ìa


gareggiando nell'alloggiarli nelle proprie marmo nel mezzo della cattedrale co'pre-
case, trattandoli con manifesti segni di sti- còvù'i.HtcJacentF-iscera Rmi. D.Diii
ma e di amorevolezza ad essi dovuta; fin- Cur. San. - Cru. obiit an - No msxxxx.
che il tempo permise riprendere il viaggio. P- r. Pas. R. M. Posuit. Notai nella sua
Eacconta poi della cittadinanza concessa biografia, che il corpo fu portato in Ro-
da' verolanì a'prenestinì con amplissimo ma e deposto nella detta basilica, presso
diploma, cheinlerameule riporta, comiu il magnifico Tabernacolo della ss. Eu-
4o VER V K R
earislia da che descrissi in
luì edificato, dere se non dopo lungo contrasto. Ma
juell'aiiicolo, avvertendo che il Besozzi vedendosi verolani in pericolo, spediro-
i

riporta le iscrizioni nella Storia della ba- no un sacerdote spagnuolo, ch'era cano-
ailicadis. Croce in G€rusalemme,\e(\tìa- nico della verolana cattedrale, a trattare
li il cardinale collocò vivente, colle pa- con Garzia la pace. Al nome di uno spa-
role: De morie ac resiirrect. cogitans vi- gnuolo, l'isolano duce calmò alquanto la
vens sibi posuit. • Expeclo donec veniat sdegno, e lo ammise al parlamento. Que-
imniutatio ineci. — Ed eccomi a parlare sti con tanta eloquenza seppe mostrargli

tiellii sciagurata guerra, delta (Zc//(2 Cam- non aver avuto parte alcuna il popolo
pagna Honiana, ossia della provincia di nell'ardimento di un solo, ed eg'i dover
tal norne, che forse più della Marittima concedere pace per essere proteggiirice di
e de'diolorni di Roma ne fu infelice ber- Veroli la madre di s. Giacomo proletto-
saglio. Insorte gravissime discordie fra il re della Spagna {f^.), che Garzia cedet-
magnanimo Paolo IV e Filippo li re di te; ma a condizione, che gli si fosse dato
Spagna e di Napoli, figlio del suddetto nelle mani l'uccisore del nipote. Lieto il

Carlo V, il viceré di Napoli d.E^erdinan- sacei'dote ritornò in Veroli, e gli abitan-


do Alvarez di Toledo duca d'Alba, or- ti udirono con allegrezza quanto egli ri-

goglioso e crudele, con formidabile eser- feriva. Si fecero allora le indagini, ma il

cito, a'5 settembre 1 556 prese Ponte Cor- Fiorini non fu potuto rinvenire. Già il

vo, indi occupò Ceprano, Fresinone ec; Toledo era colTesercilo sotto il conven-
ma lasciamo parlare il verolanocan. Cre- to de' frati minori, posto allora fuori la
scenzi, co'suoi Cenni storici sovra s. Sa- portaNapoletana,ed attendeva impazien-
lame, di cui più soUo dovrò ragionare, te. Il dubbio intanto., T angustia e il li-

»lì duca d'Alba nel portare le armi coa- nioreagitavanoil petto de' verolani, qua- i

tro Io stato pontificio, correndo 1' anno li non sapevano a qual partito appigliar-
i556, mandò in Veroli d. Garzia di To- si. Non potevano più resistere al nemi-
ledo (forse era nipote del duca) con nu- co , perchè le perdile erano state consi-
meroso esercito spagnuolo , onde espu- derabili, né potevano soddisfarlo, poiché
gnarla e sottometterla. Per «on essere del Fiorini non ne aveano notizia. Final-
giunto in tempo il soccorso da Roma, Ve- mente, si prese risoluzione di presentare
roli chiese la tregua di 3 giorni, la qua- alduce nemico le chiavi della città. Fu
levenne accordata. Nel qual tempo il ni- eseguito, ma nulla valse. Imperciocché
pote del duca ispauo, non so se per suo credendo Garzia ciò un pretesto, minac-
diporto, o per spiare punti della città, si
i ciò di nuovo morte a'citladini, e alla cit-
avvicinò in aria di passeggio alle mura. tà saccheggio e fuoco. Cosi risoluto vo-
Flavio Fiorini lo vide, ne sospettò, e con leva entrare in Veroli; ma il cavallo im-
un colpo di spingarda rovesciollo in ter- provvisamente inginocchiossi. Fu allora
ra. Saputosi ciò da d. Garzia (suo zio), rialzato ma a stento, ed a stento poi giun-
montò vuppe la tregua e mos-
in furore, se sino all'antica chiesetta di S.Pietro (cioè
se all'assalto. Veruli che aveva avuto già al luogo dove sorgeva, poiché da due se-
dal duca di PHliauu(d. Giovanni Caraffa coli circa avea cessato d'esser uflìciata, e
nipote del P«pa, il quale gli avea confe- non era più chiesa) , in cui al giovane
Mar-
rito quello stato tolto al ribelle d. Tommaso fu rivelato il corpo di s. Sa-
c'Antonio 11 Colonna, unode'duci del- lume. Qui di nuovo il cavallo piegò le
l'esercito nemico) due compagnie d'ita- ginocchia; per quanto molti si sforzasse-
liani, comandale dal capitano Bargello di ro u rialzarlo, lutto fu vano. Allora il

Fabriano, e da Lorenzo (Im Perugia, gli canonico spagnuolo, che ivi trova vasi, pie-
resistette in modo che agucootinciò ^ ce- no di coraggio e fervore disse al duce.
VER VER 41
che in lai proiligio ammìrnsse il potere bastianui de Sebastianis aediurn domi-
di s. S^iiouie, e rispettasse la città da lei nus - Facti seriem ad posleriorum docu-
cos'i fliileuleiiten te protetta. Atterri toGar- mentiun - Mormori sculptamposuit-An'
zia, sLil)ilo livucò il comando, impose a' no Domini mdccxlu. La lapide colloca-
soldati die a N'eioli non recassero il mi' la in tale anno, e non nel 1743 còme ri-
iiiruo dciniio, e disceso da cavallo |)ortos> ferì Marocco , conferma quanto di già
si a piedi nella cattedrale, dove fu rice- raenmentava una catena dì ferro decre-
vuto tlal clero. 1 vi dopo die ebbe adora- tata dal municìpio fin dall'epoca dell'ac-
te le reli<|uie della santa ne chiese in gra- caduto, alludendosi con questa al doppio
zia un dente. Tosto un canonico preso un significalo, sia di barriera al passaggio»
cortellino, si accinse ad estrarlo, quando sia di Subita servitù. Inoltre fa fede del
toccatolo appena ne uscì vivo sangue. Slu- fatto la seguente iscrizione che tuttora si

pt^fatto Garziii più che mai da quest'al- legge sulla tomba dell' ucciso guerriera
tro uiiracolu, non permise che il dente si nella basilica di Casamari,ove venne se-

levasse, dicendo esser egli contento del pollo. Firgilius Corrtidinus Romanne
sangue , the già era stato in un bianco origine Regiensi. Mil. Inip. in Ferula-
pannolino raccolto. Levatosi alloradat di- na devasta tione regn. Paulo IF acci-
to r anello, che donò alla santa, si con- sus. Hic jacet et vertithic sua Lilia in
geilò,epairida Veroli pacificamente (qui sìdera turrim, quodferreani stegmati-
l'autore cita varie opere, in appoggio di Addidit oh. d. mil. Petrus pater ex
sua narraziont). Ma d'un tale anello, da barigellus soeer. dulcis filio m.pp.—
poco in qua non se ne sa notizia alcuna". Le altre città e paesi della provincia sof-
Del resto, l'artiglierie di d. Garzia avea- fi'ironogravissimi danni, specialmente la
lio fatto <pialchu danno alla città nell'ai» vicina Frosinone, i di cui abitanti conser-
tacco; ed in essa solo vi restarono a pre- vano ancora per tradizione scolpila nella
sidio due couqiagnie di spagnuoli e te« memoria la rovina a cui soggiac(|ue, come
deschi, e vi rimasero fino alla pace sospi- eiprimesi il patrio storico cav. de Mat-
rata, che seguì in Cave u'i4 settembre Iheis. Lunghe, egli dice, furono le depre-
1557. Quanto al prodigio che salvò Ve- dazioni, continuali i saccheggi, ripetuti
ioli, se ne le,':ge la memoria scolpita in gl'inceiidii, per esser durala questa deso*
marmo, e collocata sopra un muro d'u- laute invasione, forse maggiore di tulle,
na casa de' marchesi Bisleli in via della oltre un anno. INel 1
5^^ il palazzo comu-
Catena, entrando per la porta Arenaria, nale di Veroli saltò in aria per opera di
che ricavo da Murocco e riproduco. D. una mina falla da Pompeo Caetani, ramo
(). M . gradurn vialor
- Sistc Ac D. -
de'conti della Torre, ch'erasi stabilito in
Salomcn ytiuliPalronain- lentrare- Veroli, la cui famiglia si estinse coll'ucci-
Quae Urbis salulcin a Deo deprecala - sione del medesimo, a causa del prodito-
fiain ab maxi ino periculo servavi t - Fi rio ed orribile misfatto della mina, diret-
fnim posiobsidionetn capta- Fer dinari- to in odio del podestà, che con tutta la
dus Tolelanus Albae Dux - [lostiles famiglia ed altri, andando per aria il pub-
txercitiis iiiiptratar - ìnler necionein ci- blico palazzo, miseramente vi rimasero
vibus niiiialus - Deposila repente ira - vittune. pubblico archivio rimase in-
Il

Mi lite s e aedi bus praedaeque inìdanles - cendiato, e la città priva de'suoi più au-
Conipcsenil-Ac Civita lem Itunianae tra- tentici documenti. Forse egli è per questo
ctavit- S. P. Q. f endanus - Anno Do- che la città manca di una pubblicata sto-
mini MOLr t In locoubireseveuit - Ca- I ia completa, al qual pregiudizievole vuo-
tenain servilutis notani- Adhuncniurum to, con lodevoleintendimenlo, si accinsero
{ippnidi- Expublico dee re lo.j assi l - Se- ^er ripararlo zelauli amatori delia patri»,
4» VER VER
come i ricordali cai). Vecci,mg.' Giovar- con tutte le sue forze napoli-ispane nel
tli,ed altri che lasciarono ross. le loro me- giugno l'j^^; dimorò il re io giorni ia
morie. Il cali. Crescenzo Crescenzi sullo- Veroli, e passato Velletri fugò il nemico
dalo, olire i Cenni storici sovra s. Sala- a' IO agosto, dopo sanguinoso combatti-
me, avea preparalo una dislesa storia di mento. Intanto nel declinar dello stesso
Verdi, sino dall'originedella città, la qua- secolo cominciò la fatale epoca degli scon-
le potrà eziandio fornire molle notizie cir- volgimenti e catastrofi disastrose, le cui
ca gli antichi popoli di queste contrade. rovinose conseguenze tuttora si piangono.
Qualche cenno di tale storia mi fu dato Quindi Veroli, come le altre città e luo-
«vere, e con critica ne profittai in questo ghi della provincia, soggiacque alle triste
mio articolo. Faccio lieti voti perchè presto vicende prodotte da'faUi nomi di libertà
sia pubblicata la storia chesta compilando e di eguaglianza, predicate col cannone e
il nubilee rispettabile verolanocav. Fran- con tutte le arti da' repubblicani france-
cesco Mellon|,già benemeritogonfalonie- si, che pretendevano democratizzare tut-

le della città (dal i838 al i844. perciò ta l'Europa e soggiogarne popoli. L'illu- i

ebbe l'onore di rassegnare in pubblica for- sione in principio avendo affascinato le


ma in Fresinone, al Papa Gregorio XVI, menti, digraziatamente non pochi segui-
la fedele sudditanza della città. Altret- rono quell'utopie, in cui ricaddero negli
tanto ebbe incarico di eseguire nel luglio ultimi anni. Quindi invasione francese

1849 presso il regnante Pio IX in Gaeta, nel 1798, con le più pregiudizievoli ea-
a cupo della commissione provinciale), il rnare conseguenze; quindi insurrezione
quale graziosamente mi ha favorito, eoa contro il giogo straniero nel luglio, re-
patria benemerenza ernia indelebile gra- pressa con orrori, guasti e spargimenti di
liluiline, giù tributata di sopra, nell'in- sangue; ed anche in Veroli, molli de'suoi
terpellazioni a lui fatte pe' mieidubbi e cittadini perirono nelle domestiche discor-
lacune; lumi ricevuti mentre e dopo che die. Pia volte la città dovelle sopportare
io scriveva quest'articolo, appunto per la l'estranee truppe de'belligeranli, massi-
lamentata mancanza di storie slatnpale me napoletane, e nell'ospedale, dichiara-
di Veroli, onde mi debbo limitare alle to militare, albergarvi i soldati a spese del
cose principali. M' ingegnai con amo- comune. Tornò passeggiera pace e quiete
re e paziente industria di raccogliere da nel 1 800 colla elezione di Pio VII, ma do-
que' non pochi autori che vado ricor- po pochi anni gl'imperiali francesi rioc-
dando, e rettincaiidoli al bisogno, per cuparono Veroli e la provincia, ed a tanti
compilare un articolo onde intanto ne mali sì aggiunse l'infestazione de'iadroni
desse una sufficiente monogran.i,colla pos- che turbarono miseramente le nobilissi-

sibile critica ; e perciò procurai conciliare me Provincie di Fresinone e di Vellelri


lediscrepantiopiuioni degli scriltori^deri- (^.), infelice epoca protratta per più anni,
Tate appunto dal non essersi finora resa benché nel i8i4 'itornarono al paterno
pubblica una storia esatta, che lauto me- dominio di Pio VII, che di recente ha de-
lita l'illustre città. Nella guerra tra la Spa- plorato anco il cardinal W^iseman, per
gna e l'Austria, pel possesso del regno del- esserne stato testimonio, nelle sue magni-
ie due Sicilie,il principe Lobkowitz pro- fiche Rimembranze defili ultimi quat-
pose fare insorgere la provincia di Cam- tro Papi, a p. 5, 4 e 82. Mentre le po-
I 1 1

pagna onde più facilmente penetrare nel polazioni dello stato pontificio godevano
reame. Conosciutosi il progetto dall' in- la pace, la quiete, l'ordine, l'abbondanza

fante di Spagna Carlo di Borbone re del- procurata lorodal glorioso GrcgorioXVI


le due Sicilie, a prevenirne l'edettunzio* (che colla storia nuovamente e con dif-
uè, sagaceoieale si recò nella provincia fusione celebrai nel voi. XCI, da p. 528
VER VER 43
n 553 inclusive), il quale col suo forlissi- tlcstlnaloda'verolaui a scio re i" il voto di
nio animo e vasta mente, seppe tiionfuie riconoscenza verso di essa. Con edificante
della tenibile rivoluzione del i83i, av- processione sì portò il sagro busto della
venuta quando da'fuziosi credevasila Se- Protettricealla sua titolare cbiesa, levalo
de apostolica vacante, e nella quale le lo- dal Sancta Sanctoruni dell'insigne cal-
daie t\ue Provincie dierono luminose te- tedrale. Tanto i vesperi, quanto la messa
stimonianze di fedeltà edivozione,dairA- solenne furono pontificati dal zelautissi-
ftia penetrò in Italia la Peste (f.) del mo nostro pastore mg/ Francesco M.'
cholera. Scrive il can. Crescenzi. «Questo de'marcbesi Cipriani. Una ben concepita
inorbofalale, sempre incerto e sconosciu- musica del maestro comunale sig/ Ubai-
lo sul pi imo (fatalmente tuttora s' igno- do Allafulla, eseguita da qualche profes-
ra la sua vera cura: è un flagello di Dio!), sore estero e da' dilettanti cittadini, rese
come luogo acquistava còsi fucevasi gi- vieppiù divota la festività. Il clero e le
gante. Dovunque allignava vi si vedeva autorità civili e militari assisterono alla
il il tormento, la fame, la sete,
terrore, sagra funzione. La 4." compagnia del 1°
il ed una torment';sa morte. Vero-
lutto, battaglione de'cacciatori, comandato dal
li per l'infello limitrofo regno di Napoli, sig.'cav.Giacomo Mazzola, accrebbe al-
coli cui incautamenleovea commercio, e maggiore lustro e decoro. Ogni
la fe.sta

per alcuni vicini paesi parimente infetti, angolo della città echeggiava di ben con-
mentre temeva di giorno in giorno di es- certati pezzi musicali, ed in particolar
sere ammorbata, sperava nella sua Pro- modo banda di detto bai-
di quelli della
leggitrice ". Riporta la preghiera, che il taglione de'cacciatori. Nelle due seredeila
di voto popolo verolano continuamente festa fu illuminazìonegenerale per la città

dirigeva alla gloriosa protettrice s. Maria e sulla facciala del tempio; e furono incen-
Salome, la quale esaudì la prece fei voro- diati due fuochi artificiali, in cui i vario*
sa de'suoi figli. Già avea ciò celebrato il pinti colorie i bei capricci dell'artefice ap-
n. 45 delle Notizie del Giorno di Ilo- pagarono il gusto degli spettatori; ed infl-
m<2, pubblicando ilseguentenrticoloscrit* ne si elevarono due globi areoslatici. Co-
lo in Veroli a'2 i ottobre iSSy, della fé- sì ebbe termine la festa; ma non però la

sta di ringraziamento eh' ebbe luogo al pietà e la divozione e la riconoscenza de'


conlemporaaeo cessar del morbo ue'din- verolani verso la Saula, a cui vanno de-
torni. » Ptimase per Divina misericordia bitori d' innumerevoli grazie, lietissimi
illesaquesta città dal terribile flagello del sem[)re di possederla per Protettrice",
morbo asiatico. La Magistratura, ioter- A*455 e 6 settembre 1842 solennissima-
prele del pubblico volo, videsi in dovere mente si celebrò in Veroli la i.'iicorrea-

di solennizzare la ricorrente festività del- za centenaria della traslazione del corpo


r inclita nostra protettrice s. Maria Sa- di s. Salome dalla cattedrale al proprio
Ionie con particolare pompa. Ornata per- tempio, poiché la festa fu trasportata da'
tanto con decente e ricca paratura la io- ^5 maggio a' detti giorni, per mera ac-
signe chiesa della Madre de' due apostoli cidentalità. 11 suo tempio venne decora-
Giacomo il Giovanni Cvan^
Maggiore e loda sontuosa e nobile paratura, rispleu*
gelista,e splendente di numerosi e ben di- dendo per 18 lampadari e gai doppieri,
sposti ceri, rendeva vieppiù maestoso il tutte magnifiche dimostrazioni cittadine
venerato sagro busto della Santa. Tale fé- all'inclita Protettrice. Tre giorni duraro-
sti vita fu preceduta da di vola novena. Lo no pubblica lietissima esultaa-
le feste e la
sqwillo de'sagri bi'onzi e il rimbombo de' za. Pontificarono in ciascun giorno 3 ve-
niortari annunziarono l'alba del dì 17 scovi, cioè il diocesano mg." Cipriani,
d' ottobre dedicalo alla Saula, e giorno quellodiTerracioa, SezzeePiperuo mg.*^

.

44 VER VER
Arelini-Sillam, e quello d' Alalii mg." pagna. Avendo il Pa[>a riparato nel re-
Giaropedi; accompagnali da 3 scelte e va- gno di Napoli, nel restituirsi ne'suoi stati

rie musiche, ciascuna con diverso macsiro per Terracina neli85o, volendo letifi-

di cappella, tra'quali il celebre conlrap- care di sua presenza la provìncia di Cam-


puntista del real conservatorio di Napoli pagna, questa in ogni maniera lo festeg-
d. Carlo Conti. IN'e accrebbero le armo- giò;nè mancainolare nel voi. LXXXlX,
niose melodie i migliori professori di p. 71, che Veroli situata fuori di via, ia
Roma e di altri luoghi. Il teatro venne quella per andare ad Alatri eresse un ar-
diretto dal valentissimo marchese Raf- co trionfale con 4 iscrizioni, che prendo
faele Muti (da ultimo defunto), e l'orche- dalla Relazione storica del viaggio di
stra dall'egregio Achille del Nero. Le lu- Sua Santità Papa Pio IX da Portici
minarie notturne, i fuochi arlifìciali, le a Roma neW aprile dell'anno i85o. —
tombole, le corse de' barberi, alternaro- Al Sommo Pio IX, Keroli, in segno di
no le spledide sagre funzioni. Immenso sudditanza fedeltà e divozione, a sìgni-
fu concorso de' circostanti popoli, mir
il Jicare il coniun voto, eresse e dedicò. — >

I-abile l'ordine pubblico. Il concerto de' Air immortale Pio IX P. O. M. Ferali


dragoni pontifìcii gareggiò nelle melodio- devota figlia e suddita^ ad esternare
se suonate, con quelle della banda citta- l'ardente volo di accoglierlo, eresse. —
dina di nuovo per questa lieta circostan- v// reduce Augusto lunghi serenifelici
za ristabilita; la milizia papale comanda- giorni, augura esultante dì Feroli il

ta dal capitano Cimarra, accompagnò le clero, il patriziato, il popolo. — Pio No-


pompe delle feste. V
intervennero mg.' no Pontifici Optimo Maximo, Roman
Orlandini delegato apostolico diFrosino- Senatus Populusque
fcliciter Redeunti,
iie, rng." Clarelli ora cardinale, mg.' Vi- f^erulanus Erexit. Avverte la Relazio-
telleschi al presente arcivescovo di Seleu- ne, che tanto presso quest' arco, quan-
cia, ed altri distinti personaggi. Nel trion- to presso gli altri innalzati dalle diver-
fale viaggio intrapreso da Gregorio XVI se comuni , si trovarono rappreseo- i

nel maggio i843, per le sue dilette Pro- tanti di ciascun municipio genuflessi col-
vincie di Cauìpagna e Marittima, anche le rispettive popolazioni, con rami d'olivo
la magistratura municipale si fece solle- e imploranti l'apostolica benedizione, a
cita di tributargli l'omaggio del popolo tulli graziosamente compurlita. Il Papa
vei'olano, di sudditanza e di venerazione, fu ricevuto dal vescovo di Veroli mg/
corrisposta benignamente, ed il vescovo Venturi col suo clero, come rilevai a p.
mg.'Cipriani si trovò a ricevere il Papa 72 del citato voi., ed accompagnalo alia
sulla porta del palazzo apostolico rimpet- chiesa principale. Il prodigio dell'inco-
to alla chiesa abbaziale di s. Denedetlo lumità di Veroli pel patrocinio possen-
in Prosinone, alla testa del suo clero, per te della gloriosissima prolettrice s. Sa-
essere la città soggetta alla chiesa verola- lome, si ripeteva negli anni 1 854- 55,
na, Narrai negli articoli Pio IX, Velletri in cui di nuovo il chuiera alilìsse nota-
e altri, quanto deplorabihnente precedet- bilmente Roma e lo slato pontifìcio, ol-
te e accompagnò la rivoluzione di tutto tre altre parti d' Italia. Nel suo decorso
io stato pontilJcio1B4B-49, eia procla- non pochi viandanti morivano lungo le

mata repubblica romana, a cui soggiac- vie del senza che Veroli ne
territorio,

«|ue anche Veroli colla sua provincia; e risentisse danno. Gli stessi suoi medi-
vorae per l' intervento delle potenze il ci, cosa mirabile a dirsi, si portavano im-
Papa la fece reprimere,napoletani a'i 7
i punemente a curare ne' prossimi luo-
giugno 1849 occupando f'oshione, Ve- ghi invasi dal fiero malore, senza alfatto
«di imaueuledellapcoviuciadt
lali Cttll4- cuutiarlo.Tia que'del clero che si dislm^
VER VER 45
sero, si lieve paiiicolai mente encomiare te da una vetusta abitazione, ne di fac-
la virtuosa abnegnazione e I' edificante ciata avea altro segno che una porta ia
cristiana carità del Rm.°p. ab, d. Michel- angolo). In tale chiesa (che dopo il ter-
angelo Galliicci, benemerito commissa- remoto nel i35o venne convertita ad
rio apostolico dell'arclii-cenobio di Casa- altro uso), avvenne nel 1209 la rivela-
muri, quale onioiato dal proprio zelo
il zione fatta da s. Pietro al giovane Tom-
accorreva in queMintorni co'soccorsi del- maso, del luogo ove giacevano le ossa
le consolazioni spirituali, ne rare volle fu di s. Salome, di che ne fa teslimonian'
visto apprestarli a capo scoperto sulla za la sovrappostavi iscrizione; ed an-
pubblica via, ed ovunque ne avesse av- che innanzi alla medesima il cavallo del
viso. duce toledano Garzia (la chiesa di s. Pie-
La benefica luce del vangelo fu porta- tro risarcita con una specie di facciata do-
ta in Yeroli dal principe degli Apostoli s. po il i35o, tuttavia considerandosi in
Pietro, secondo il Baronio e il Summon- complesso troppo abbietta, alcun anno
te, seguiti dal De IVIagistris anagnino; dopo fu soppressa e cessò di essere uflicia-
imperocché questi nella rammentata I- ta, e non era più chiesa nel i556, epo-
s loria della città e s. Basìlica cattedra- ca del prodigio). E della erezione, fino
le di /inagrii, riferisce che nell' anno da'tempi apostolici della sede episcopale
44 t'eir era corrente portatosi s. Pietro in Veroli, anche 1* Ughelli il conferma
in Italiacon 7 compagni, e approdato a colle parole: Episcopalis digiti tas Pera-
Taranto, per essere passato a Napoli, a lana antiquissinia est, ubi prinium ed
Capua, in Atino, deve dedursi che di là CivitasClirisiianasacracomplcxataesL,
recatosi a Veroli, Ferentino e Atiagni, in Antistitem etiani sacrorum accepit, eie.
ciascuna vi seminasse la legge evangeli* E quanto alla prima introduzione del cri-
ca, e ne riportasse qualche fruito ; donde stianesimo in Veroli lo stesso Ughelli ri-

si trasferi quindi in Roma a predicare la ferisce: Fama est prinium Ferulis E-


fede cristiana, ed a stabilirvi la catte- vangelicani veritatem enunciasse B. Ma-
dra apostolica. Ma la s. Chiesa verola- riam Jacobi, matrem filiorum Zebe-
uà, colla tradizione, crede che i primi se- daei, ima cum ss. Marlyribus Biasio et
mi della fede evangelica sieno stali spar- Demetrio, qui cum viginta duo sodi*
si nella città da s. Salome, nell'anno 4^ ibidem paiiiam sumpsere martyrii. Ab-
di nostra era, col martirio de'suoi com- biamo, Cenni storici sovra s. Salome
pagni i Biagio e Demetrio. E' pu-
ss. proteggitricedi Veroli del sacerdote
re tradizione, che quindi due anni do- Crescenzo Crescenti canonico della col-
po s. Pietro confermasse i verolani nel- legiata di s. Paolo della medesima cit-
la cattolica credenza e la diffondesse, tà, Roma 1842 da* tipi di Costantino
ungendovi vescovo un s. Mauro, diver- Mezzana. Procederò con questo dotto ed
so da quello che alloggiò a. Salome, verolano, col dare un sunto di ta-
illustre
(perchè secondo la cronaca di poco gli licenni, senza ricordare le innumerabili
sopravvisse), e trasfjrmando la pro- testimonianze colle quali corrobora le sue
pria abitazione io chiesa, al s. Apostolo asserzioni, registrate in 4^ eruditissime
•stesso, e lui vivente, la intitolasse, se de- notej ed è pur di peso l'averli intitolati al
ve credersi alla tradizione (è certo però, suo vescovo e patrono, il saggio e dotto
che la forma di tal chiesa tuttora dà l' i- mg.' Cipriani. Inoltre vi aggiungerò di-
dea d' una remotissima antichità, come verse erudizioni e schiarimenti. Tra le di-
luogo recondilo,ove sì radunavano pri- i vèrse opinioni intorno l'origine di s. Salo-
mi cristiani, essendo un sotterraneo con me, sono leprincipali quelle di S.Giovanni
un solo altare, sovrastalo come al presen- Damasceno e di s. Epifanio^ l'autore pe-
46 VER VER
••ò preferisce 11 i
."
come più conforme ai- il marito anch'essa si fece seguace di Ge-
In pia credenza di lutti i fedeli. Al dire sù Cristo, e sempre qual fervente disce-
dunque del Damasceno, nacque s. Salo- pola, colle altre pie doime l'accompagnò
nie (questo nome dall' ebi-nica parola ne'suoi viaggi, dissetandosi continuamen-
Shnlam derivalo, suona placido, per- te nella predicazione al fonte dell'eterna

fetto , o chi ricompensa) da Cleofa fra- vita^ ed essendo insieme testimone degli
lellogermanodis. Anna avventurosa ma- stupendi prodigi che operava. Tania fe-
dre della ss. Vergine. Tralascia la genea- deltà e la confidenza che riponeva nel
logia del Gersone, come non fondata (si Salvatore del mondo, le fece concepire
può vedere quella riferita dal p.Menochio, un ardito pensiero d'amore materno. Do-
Stuore^t. I
, centuria 4-*, cap. i : Della ge- po che Gesù Cristo manifestò a'suoi di-
nealogia di Cristo Signor Nostro, del- scepoli esser giuntoli tempo di consuma-
la B. Ferginee di Giosejfo, e come que- re il gran sagriHzio, ella aifannosa si cac-
sti fossero parenti con s. Gio\>anni, con ciò in mezzoagli afflitti e pensierosi disce-
Maria Salomrj Maria di Giacomo ec). poli, adorò il divin Maestro, e suppliche-
Anctie il luogo dove nacque la santa, ha vole gli disse: SignorCy ti prego a voler'
contrari pareri, alcuni dicendola nata in mi concedere una grazia. Ordina che
Beltlemme, altri in Cafarnao e altri in seggano questi due miei figlia V uno al-
Cetania. Per le sue virtù, Zebedeo det- la tua destra, l'altro alla sinistra nel
to pure Aristobulo, pescatore nel mare regno tuo. Rispose l'Uomo Dio: Non sa-
di Galilea, la sposò e da questo bealo , pete quel che domandate. Potete voi be-
connubio derivarono ss. Giacomo Mag- i re il calice, che son io per bere.'* fig" '

giore e Giovanni Evangelista apostoli, e di Salome risposero: Il possiamo. Sog-


le ss. Perpetua e Concordia, lai.* diven- giunse Gesù: Ebbene, lo berrete j ma per
ne moglie di s. Andrea, la 2.' di s. Pie- M-dere alla mia destra, od alla mia si'

tro fratelli e poi apostoli, cioè innanzi che nistra,non tocca a me il concederlo, ma
fossero chiamali all'apostolato da Gesù sarà per coloro acquali è sfato prepa-
Cristo, allora separandosi dalle loro mo- rato dal mio Padre. Negli ultimi gior-
gli, li 1."a dirgli seguitemiW divin Mae- nidella vita del Salvatore,Scilo(nefu sem-
stro, fu Andrea,perciòdenominato Pro-
s. pre colla ss. Madre di lui e colle altre pie
toclefo, ed egli vi trasse s. l*ietro, ambo donne. Con esse loro lo raggiunse per
pescatori; eziandio e mentre esercitavano via quando egli si portava al Calvario,
la pesca, come il padre loro, i ss. Giaco- per compiere l'ojjcra della redenzione.
mo e Giovanni, al divino invito abban- Ivi fu a pie della Croce^ ebbe la conso-
donate le reti e il genitore, lo seguirono. lazione di ascollare le parole colle quali
Intanto s. Salome abbattuta da violenti Gesù lasciò Giovanni per figlio a Maria;
febbri giaceva in letto nella casa de' ss. ed allora, commossa si scostò dalla Cro-
Pietro e Andrea : le saggie sue figlie si ce, e non molto lungi rimase pietosa spet-
davano ogni tenera cura per assisterla e tatrice del tragico avvenimento. Poi, de-
sollevarla, quando il divin Maestro co' 4 posto dalla Croce il ss. Corpo, non parli

eletti discepoli, rìspetlivamente suoi ge- dal monte della Mirra finché noi vide
neri e figli, entrò nella di lei abitazione. La mattina, che al sabato suc-
tuu)ulato.
Allora tutti lo pregarono a guarire Sa- cesse,Salome coli' altre pie donne sue
lome, ed Egli appressatosi ad essa, e col compagne, co'vasi de'balsami si portò al
solo prenderla [>iacevolmente per la ma- sepolcro dell'estinto maestro, per unger-
no , subito le restituì la sanità. Balzata ne il ss. Corpo, ma trovarono un Angelo
dal letto, sollecita si die* a preparare l'oc- risplendente come un baleno, e con ve-
corrente al suo liberatore, e poi Ir-scìalo ste candida qual neve^ il quale sedendo
VER VER 47
sulla pietra del sepolcro lovesctala disse ss.Vergine. Leggo poi nel filippino p.
loro: Gesù Nazareno è risorto j rende- Massini, Raccolta di vite de' Santi , 27
tene consapevoli i suoi dise epò li^ e dite dicembre, che due figli di Zebedeo e di
i

loro che li precederà in Galilea. Dopo Salome riceverono dal Salvatore il nome
varie apparizioni, il B.edentoie fece no- di Boancrges , per significare l'ardente
to a'suoi che un monte
si portassero sur loro zelo per la gloria di Dio e 1' uflizio
verso Betania. Salorae vi andò con essi, sublime a cui erano destinati di pubbli-
ed ascollò Gesù, che dopo avere rinno- care al mondo i misteri della s. Religio-
vali i suoi precelli, i suoi doni e le sue ne e le verità della Fede, come fece ia
promesse, terminò con dire: Vivete tran- modo particolare sopra tulli S.Giovanni,
quilli in Gerusalemme, finché siate ri- tanto nel suo l^angelo, quanto nelle sue
vestili da quella virtù, che vi verrà dal- Epistole, e nella divina sua y4pocalfsse.
l'alto. Ed pure mirò il Verbo eterno
ivi Giacomo pare che nascesse prima del fra-
levarsi al cielo con tutto lo splendore del- tello, ed ebbe il soprannome di MaggiO'
la sua gloria. Conforme l'ordine ricevu- re per distinguerlo dall'altroapostolo del-
to, tutti tornarono in Gerusalemme, do- lo slesso nome, che fu il i.° vescovo di
ve si trattennero io giorni nel ritiro in G erusalemme ,àe{io\\ Minore perchè fu
orazione. Ecco l'epoca in cui prese for- chiamato all'apostolato dopo s. Giacomo
ma la Trovandosi nel
società de' fedeli. ilMaggiore,o perchè egli era piccolo del-
Cenacolo (si crede l'abitazione che avea la persona, ovvero come più giovane. In-
sul monte di Sion, Maria Madre di Gio- oltre s. Giacomo Minore fu cognomina-
vanni Marco, discepolodegli Apostoli. Fu to il Giusto, a cagione della suaemìnen-
alla porta di quella casa, che dipoi battè le santità, ed era figlio di Alfeo e di Ma-
s. Pietro quando fu liberato dal carcere ria sorella cugina della ss. Vergine. Os-
pel ministero d'un Angelo. Non si cono- serva l'annotatore del Boiler, aver qual*
sce altro di questa Maria), Salome col- che autore pensato , che Alfeo e Cleofa
r altre donne e i discepoli^ nel dì della fossero due nomi della stessa persona; al-
Pentecoste, s'intese uno strepito, e com- tri slimarono che Cleofa fosse padre di
presi tutti da sagro terrore, videro dal Maria e che Maria avesse sposato Cleofa
cielo scendere lingue di fuoco che posa- dopo la morte d'Alfeo. Giuseppe, che il
ronsi sopra ciascuno de'congregali. Era lesto originale chiama José, era fratello
il misterioso simbolo della meravigliosa di S.Giacomo, e per conseguenza figlio di
operazione delloSpirito Santo che li riem- Maria. S. Giuda si appella egli stesso fra-
piva de' suoi doni. Salome, la forte ma« tello di Giacomo. Questi aveii un altro
dre de figli del tuono (appellativo de'ss. fratello per nomeSimoneo Simeone, che
Giacomo e Giovanni, datogli dal divin fu vescovo di Gerusalemme, ed ioaggiun-
Maestro, chiamandoli Boanerges, come gerò di cugino e immediato
lui fratello
leggo nel Butler. Volle con ciò indicare, successore nel vescovato. Il p. Fauloni,
quella viva fede e quel zelo ardentissimò Istoria d" Avignone^ t. 2, p. 280, chia-
con che si sarebbero dati ad annunziare ma Maria Cleofa la madre del vescovo
la legge diDio senza temere la possan- Simeone, moglie di Cleofa fratello di s.
za degli uomini. Questo soprannome con- Giuseppe sposo della ss. Vergine, perciò
veniva poi a Giovanni in una maniera di questa cognata, e da s. Giovanni qua-
speciale, perch' egli dovea con una voce lificata di lei sorella, e fu con essa sotto
di tuono, rivelare i più sublìaii misteri la Croce. Ritorno all'annotatore del Bu-
della divinità di Gesù Cristo, di cui fu ller.Tutti questi santi erano à&\.\\ fratel-
il diletto discepolo e stretto parente, li del Signore, conforme l'uso degli e-
giacché Saloaie era sorella cugina della brei, di dare questo nome a' più prossi-
48 VER V E R
mi parenti. Avevano anctie delle morelle, dia della sua Madre. Pare dunque, se-
ss.

e s. Epifanio nomina Maria e Salome. condo il p. Fantoni che direttamente ,

J figli di Cleofa erano anch' essi germani dalla Provenza passò in Italia s. Moria
cngìniclel Salvatore, per S.Giuseppe ch'e- Salome. Anche (pjesta nota non riuscirà
ra riguardato come suo padre, e cui E- poi superflua; e del riportato col p. Fan-
gesippo assicura essere stato fratello di loni, pure il can. Crescenzi ne fa cenno
Cleofa. Questi era uno de' due discepoli nelle note), da dove giunse in Verolicon
a' quali Gesù Cristo apparve sidla stra- a4 compagni. Allora Veroli era governa'-
da di Euiniaus. Sua moglie Maria, do* ta da Onorio. Essendo repubblica gode-
pò aver servito Gesù Cristo nella Gali- va la sua libertà, non impedita dagl'ini-
lea, l'accompagnò fìnoalla tomba, e me- peratori. Oltre i discorsi magistrati e col-
ritò pel suo nuiore d' essere una delle legi, avea pure il suo senato, i questori^
prime a vederlo risorto. Queste nozioni, i censori, gli auguri. Dominala dall'ido-
a suo luogo serviranno a chiarire quai* latria, seguiva i pagani riti degli orgii e
che obbiezione che dovrò riferire). Salo- de'cabiri, venerando specialmente le fal-

me, ricevuto lo Spirilo Santo, si senfi dif- se deità di Cerere, Plutone e Proserpi-
ferente da quello ch'era stata prima. Di- na; oltre il rendere onori divini ad Au-
venne piena d' intelletto e di scienza , e gusto, a Racco, a Cibele ed a Sdvano,
d'un'elevatezza di mente non ordinaria. con proprie ceremonie e danze dichia- :

LaonJe, dopo la i.* persecuzione insor- rando di tutto provare nella patria sto-^
ta in Gerusalemme contro i cristiani, e la ria , da lui quasi ultimata. Tale era lo
morte del protomartire s. Stefano, sicco- stato di Yeroli, quando Salome, siccome
me pensano molti gravi autori, portossì è fama, converti al cristianesimo l'agri^
col figlio Giacooto nelle Spagne, per a- coltore suo ospite, a cui nel battesimo fu
ver parie al merito e alle fatiche del suo Imposto il nome di Mauro; il quale die'
apostolato, ed ov'è onorata con anniver- pure ricetto a Riagio, a Demetrio e agli
saria festività.Ma quest'intrepida e gran- altri suoi compagni. Cominciò poi Salo-
de eroina, checché ne sia di questo viag- me la sua predicazione, dimostrando la
gio, egli è certo che non si arrestò in quel- stoltezza neh' adorare numi, essere de-
i

la regione, come asseriscono dotti scrit- gno di culto il solo Dio creatore dell'u-
tori, e finalmente mise piede in Italia (il niverso e rimuneratore secondo i meri-
citato p. Fanloni parlando dell'introdu- ti; fece conoscere la verità del Vangelo,
lione della fede cristiana in Provenza, in e la necessità del battesimo per salvarsi.
Avignone e nel Venaissino, dice che ciò La sua predicazione era accompagnata
avvenne nell'anno 35 approdandovi per dall'esemplarità della vita, e dall'eserci-
mare e pel Rodano s. Lazzaro, 8. Mas- zio delle più edificanti virtù. S'ignora
simino, $. Chelidonio, s. Marta , s. fl^a» però quanti a tanta luce abbracciassero
ria Maddalena^ s. Marcella, s. Maria la i*n\s di Cristo, e solo la pia tradizione
Salome madre di Giacomo e di Gio- fa conoscere, che a Veroli in breve tem-
vanni^ s. Maria d'Alfeo madre di G/Vz- po, il vero Dio vi fu adorato dj non po-

co//ioy>fmorPj' e che sulla spiaggia di Pro- chi» In questo ebbero parte Riagio e De-
venza dove sbarcarono, il luogoper le no- metrio, e gli altri loro compagni, i quali
minate fu detto dtlle tre Marie ; men- gareggiarono in zelo colla santa, per cui .

tre la ricordata Maria Cleofa sorella di furono segno alle persecuzioni degli osti- 1
8. Giuseppe, crede che probabilmente re- nati nell'idolatria, immersi in tante lai-
stò in Efeso colla ss. Vergine sua cogna- dezze comuni agli altri gentili. Il presiilu
ta, econ s. (ìiovanni Evangelista, ni qua- o pretore o duumviro Onorio, e il colle-
le il Salvatore avea commesso la custo- gio d«'decurioni,do?euda curare che nel-
VER V E II 49
la cillà non si adorassero Dei slranieri, (irologioromano. È vero che a'22 otto-
pare che ordinassero che i divulgatori del bre si fa in esso menzione di s. Salome»
Vangelo fossero mor-
presi e puniti culla u}a è ancora incontrastabile, che non vi
te. un antico martirologio di
Sì legge in si fa adatto parola che morisse in Geru-

Veroli, presso l'archivio di s. Erasmo (e- salemme. AlCrescenzi quindi sembra più
tauiinò questo codice membranaceo del probabile l'opinare, che in Gerusalemme
secolo XV il veliterno cardinal Borgia, e sicelebra la memoria di questa santa, per
trovo nel suo Commentarius de Cruce essere stato (primo) teatro di sue eroi-
il

f^elilerna, p. 24^, avvertire il lettore, di che azioni. A


vieppiù confermare la fe-
essersi confusa s. Maria di Cleofa, con s. de ne'converliti, è pia credenza che Dio
Maria Salome, stando al Martirologio, rendesse illustre la morte di s. Salome»
nel quale Maria di Giacomo dicesi la ata* culla virtù de' miracoli, molli e stupen-
dre di Giovanni e Giacomo. Maria enim di, che le meritarono eziandio presso i

Jacobi, quaeetMariaCleoplie,fuit ma- gentili il titolo di donna celestiale (ìa leg-


ter ipsins Salome, et Jacobi Minoris, ac go celebrata; /^/J05/o/o nella fede, nel-
ceteroriwi,guifratres Dominidicti sunl, la costanza, nel zelo, neW'Elogio sacro
non vero Johannis Evangelistae ci Ja- all'inclita protettrice della città di Ve-
cobi Majoris. E che questa nel "Vange- roli Maria Salome, che il sacerdote
s.

lo chiamasi, Salome maler filioruni Ze- d. Filippo Fattori romano canonico o-


bedaei), che Biagio cadde sotto il taglio norario dell' insigne collegiata di s. Ste-
della spada; Demetrio dopo fìere percos- fano in Bracciano al devoto popolo Ve-
se, compì il suo martirio in orrida car- rolano d. d. d., Roma 1842. E dedicalo
cere; e gli altri compagni incontrarono al gonfaloniere Francesco Mellonj, la cui
quella morte che loro venne inflitta dal- virtù e ingegno rileva, in occasione della
la sfrenata barbarie. Salome gioì delia celebrazione della prima suddescrilta ri-

costanza mostrata da questi eroi del cri- correnza centenaria della traslazione del
stianesimo nel sostenere il martirio; ne corpo della santa, dalla cattedrale al pro-
invidiò la sorte, ma Dio che già l'a vea fat- prio tempio; la quale solennità venne pei*
ta martire di dolore sul Calvario , non quell'anno trasportata da' 25 maggio a'
permise che soggiacesse alla crudeltà de- primi di settembre dello slesso 1842). Fi-
gli uomini: fu sua provvidenza se uou nalmente, com'è detto nel patrio marti-
cadde nelje mani de'carnefìci. Dopo tan* rologio, una grotta, in luogo remolo, ser-
ta strage, i novelli cristiani dierono nella vì al suo sagro corpo di tomba. Ivi ri*
notte pietosa sepoltura a'corpi de' Mar- mase nascosta, finché Dio non lo mani-
tiri, s. Chiesa Ve-
primizie feconde della festò a bene e gloria di Veroli. E' tradi-
l'olana. Sentendo poi Salome che poco zione riferita da'Bollandisti, che apparve
le ritnaneva di vita, calorosamente rac- s. Giacomo al vescovo verolano, indican-

comandò a'couvertiti la fedele osservan- dogli illuogo ove avrebbe trovalo sepol-
za delie prescrizioni del Vangelo, e tra ti i corpi di s. Salome, e della sorella di

il compianto de'fedeli, morì carica di me- lei Maria di Giacomo, che ivi furono tra
riti, di gloria e di anni a'25 maggio (di- un grande splendore e tra la fragranza
cesi dell'anno 4^ dell' era cristiana), se- d'un odore meraviglioso rinvenuti, sì can-
condo la tradizione. Sebbene questo sia tlidi e belli , senza segno di corruzione;
confermato da molti autorevoli docu- ed il panno in cui erano avvolti si trovò
menti, dichiarati dal can. Crescenzi nel- integro e quasi nuovo. Si collocarono in
le copiose annotazioni, pure pretendono un'urna presso l'altare maggiore,con que-
alcuni, ches. Salome sia morta in Ge- sta iscrizione. Hicduae SororessunlMa-
lusaremme, allegauduueÌD piovali Mar- lerterae Chrisii - Quae vita functae sy-

VOL. xciv. 4
$o VER VER
iltrti nienfc (eiicnl. In quest'invenzione, ritrovossi una cassa con scritto : Marirt
Dio glorificò le sue serve, liilonando la Maler Joaunis Evangclistae et Jacohi.
tanità agl'infermi, la vista a'cieclii, Tu- Una piccola carta co' medesimi caratteri
(lilo a'soi'tli; i zoppi si videro adclrizzali, si lesse ancora cucita nel panno , in cui

gnai'ili i lebbrosi. Non si conosce il certo erano avvolte le reliquie. La carta peto,
tempo in cui ritrovossi il corpo di s. Sa- il panno e l'ossa erano così pure, integre
tome, ma una piccola cassa dì pietra, la e sincere, che sembravano allora ivi pò»
cui iscrizione in cifre gl'intendenti asse- ste. Il lutto fu rinvenuto come giova- il

riscono appartenere al VII oall'VllI se- ne avea predetto. Furono svolle allora
colo, fa certi che prima di tali epoche il dal vescovo le .sagre reliquie, che conse-
s. Corpo erasi rinvenuto. E siccome fu gnate a me le ridiedi a lui dopo poco
trovalo integro, non si potè rinchiudere tempo. Egli allora le consegnò al vicario,
in essa, che tiopo essersi ridotto nelle so- e questi ad un mio monaco, il quale, u»i-
le ossa. Non si sa poi in qua! tempo e rabil cosa dirsi toccando un osso si ac-
!

per qual motivo le reliquie di s. Salome corse, e vide la sua mano aspersa di fre-

fossero stale nuovamente nascoste. For- sco sangue, ed io stesso vidi ancora cogli
se quando il suddetto Muca principe de* altri il panno, in cui era avvolto, tulio in-
saraceni, ponendo l'espugnata Veroli a sanguinato, dell'eseguirsi lo scavo un o-
rid)a e i nobili a morte, vendè agli ana- dore soavissimo riempì me e tulli quel-
gnini il corpo di s. Magno (ciò narran- li che vi concorsero, ma fu di non molla

do col De Magislris, notai per epoca durata, e si fece sentire ancora un gran
r 877, però non senza avvertire, rite- terremoto, come dissero, ma io non l'in-
nere verolani meglio l'anno 883),
i i fe- tesi. Dopo pochi giorni, andando colà col
deli verolimi temendo che quel barba- vescovo di Civita di Penne, e coll'abba-
ro facesse altrettanto della loro Proteg- te di s. Atanasio, nell'osso, come stimo,
gìtrìce, la posero sotterra non molto lun- della gamba, vi vedemmo fresco e viva
gi dalla città. Questa sembra al patrio sangue. Quanto co' miei occhi vidi, alla
storico la più probabile congettura. Cer^ Santità Vostra ho fatto nolo". La fama
lo è, senz.i contrasto, clie nel 1 209 fu rin •
d'un tanto ritrovamento subito si sparse,
venuto di nuovo il corpo di s. Salome, molti popoli accorseroa Veroli, e Dio per
ed eccone la narrazione fatta dall'abba- mezzo di s. Salome vi operò innumera-
te di Casamari Geraldo I ad Innocenzo bili miracoli. Per la qual cosa l'elemo-
III. »' Un certo giovane verolano (Tom- sine delle pie persone furono tante, che
maso), tra le altre visioni asserì essergli la chiesa erettavi in tale circostanza, es-
apparsa la seguente (nella chiesa dis. Pie- sendo piccola, fu magnificameute ingran*
tro di Veroli). Ei vide s. Pietro aposto- dita. Tullociò sembrerebbe opporsi a
lo, il quale gli additò il luogo ove giace» quello che scrissero alcuni autori france-
vano le ossa della madre de' figli di Ze- si, quanto al corpo di s. Salome; ma il

bedeo. Dopo alquanti giorni si andò nel Crescenzi reputa «leboli le ragioni sulte
luogo additato, ed io con due altri fi «ti, quali si apjioggiano. Vi è nella diocesi di
invitali dal vescovo verolano, v'interven- Arles nella Provenza un paese nominalo
ni. Il luogo era fuori le mura della città, delle Tre lìJaric (quello forse di sopra
ed era scabroso e difiicile ad andarvi, e indicato col p. Fantoni, da'geografi chia-
pieno di precipizi e di rupi, le quali era- malo città di Les Sainles iMaries , nel
no d'una mole grande, che vi fii d'uo-
.sì dìparlimenlo delle Bocche del Rodano,
po di gran lavoro, onde rimuoverle. Ri- presso l'imboccatura del piccolo Rodano.
noosseperò, hi scavato per la statura d'un La chiesa è antichissima e pi esenta 1' n-
uomo, e fu rinvenuto uu «nsso sotto cui 9petto d' una cittadella per le sue grosse
VER VER 5i
muru merlate e per le sue torri. La città é in sana critica^ ciò qual grado può ave-r
piccola e conta un migliaio d'abitanti), il re di probabilità? Si abbiano pure i fran-
quale vanta di essersi in esso rinvenuto cesi il corpo di s. Maria di Giacoiuo, po-
il corpo di s. Maria Salorae nel i443« co ciò importai ma cessino con le con»
j> L'unico monumento, dice il Crescenzi, gettare di contrastarci il corpo della Ma-
su cui ciò basa è una lapide die ricopri- dre de'flgli di Zebedeo. Nell'istoria ci vo-
va due corpi di santi, in cui leggevansi gliono autentici e genuini documenti ''.

le seguenti (iniziali) M. I. S. F., le quali Fin qui il una breve di-


Crescenzi. Oserò
furono interpretate: Mariani Jacobi Su' gressione, quanto all'invenzione detta da
lomeii viilebis (e cita il gesuita Guesnay quel dotto di Camarguo, oltre il già ri-
d'Aix, Desquis. thtolog. hist. de advcn- ferito fra parentesi, e riuscirà non inuli-
Ut Magdalenae in Gallias ad Marsi- leerudizione. Nel vol.LXXXVlI, p. 1
19^
liam). Ognuno conosce quanto deve ce- dissi che neli44^ coH'intervenlu di mol-
dere questa immaginaria interpretazio- ti vescovi segui la celebre invenzione de'
uealia reale iscrizione che si legge in Ve» sagri corpi di s. Maria madre di s. Già»

roli nella cassa, in cui erano chiuse le os- comò Maria Salome, alla presen-
e di s.

sia Salome. Di più nel medesimo an-


di s. za del conte di Provenza Renato d'Àngiò
no ilRenato chiese licenza da Nicolò
re re pretendente del reame di Napoli e dei
Vdi ritrovare in Camargoo (sarà meglio titolo annesso di Gerusalemme, e del car-
il dire nella Carnargue o Coniarca, iso- dinal de Foix legato d'Avignone che I9 ,

la di Francia, dipartimento delle Bocche promosse. Lo ricavai dallo storico ricor?


delRodano, circondario d'Arles,parte nel clatop. Fauloni, 3G8, il quale di-
t. 2. p.
cantone di Saintes-Maries e parte in quel- ce di più nel 435. Ivi egli scrive,
t. i,p.
lo d'Arles. Per la sua forma e fecondità il cardinal Pietro Foix legato d'Avigno-
è il Delia della Francia. 11 nome di Ca- ne, elevò di sotterra, e trasferì più de-
rnargne, si fa derivare da Cajus Marius centemente con molla solennità sopra uu
console romano, cui si attribuisce la di- altare della chiesa di s. Maria di Villa
visione del Rodano ne'due principali suoi del Mare Proven-
della diocesi d'Arles in
lami, presso il quale vinse i teututii e gli za, di cui era vescovo amministratore,!
ambroni.Non devo tacere ancora, che ta- corpidelless. Mariedi Giacomoedi Cleo-
le etimologia sembra arrischiata, perchè fa. Il òhe ne spiega il senso delle parole

la divisione di quel fiume apparisce piut- poste nell'epitaffio sepolcrale del mede-
tosto essere opera della natura. Bensì si simo cardinale: Jacobi et Salome Ma^
iion)ina Fossae Mariaiiat una città del- rias alta locavit. Riporta poi il p. Fau-
la Mario
Gallia Narbonese, pe'canali che toni 1' intera lettera di commissione, Sa-
vi fece aprire sino al mare, che Baudrand ne sicut ex serie petitioniSyóe'io ottobre
dice essere la stessa Cainargue\ capace i44^) ^i Papa Nicolò V, ad istanza di
delle maggiori barche, per assicurarsi de' detto Renato d'Angiò, licei carperà ss.
viveri nella detta guerra, per esser le fo- Mariae Jacohi, et Mariae Saloniae in
ci del Rodano impedite da interramen- Ecclesia B. 3Iariae Fillae de Mari A-
ti), i corpi di s. Salome e di s. Maria di relatensis dioecesis infra ter r ani, in lo'
Giacomo, la quale ottenuta si fece lo sca- co honesto per sanclos discipulos diri-
vo, ove fu rinvenuta una cassa di legno, sii recondita et tumulata faerint , et a
che racchiudeva due corpi, quali: Cre- i Christifidelibus ibidem cani magna ve-
debanlnr esse s. Marine Jacohi et Sa- neratione venerentur: tamt/i idem Rcjc
lomes (qui il Crescenzi cita Bollando, t. (Renato clie ne portava il tilolo)yj/'oyt-/:-

lenona aprilis^cap. 3, e HonoratusBou- venliori devotione populi et niajori ve-


cheus, Hist. Provine, sect. 4) § 2). Ora neratione earumdeui Sanclarum, ajja-
-

Si VER VER
fiat corpora et reliquias luijusmodi ile. 4,2 1 Il Piazza neWEmeroIogio di Roma,
.

(lieto loco elevavi, et supra altare vcl a- a'i5 maggio registra la Traslazione del
lias infra eamdetn Erclesìam in taber- corpo di s. lìfaria Jacobij inoltre nfe>
naculo seucapsa argenteahonpn'/ìce re- risce, illustrato da molti miracoli il suo
poni et recondi, si desuper a Sede Jpo- sepolcro: in Roma celebrarsi la festa del-
slolica concedatur licentìa. A p. 349 il la santa nell'oratorio di s. Cecilia, iieì-
|). Fanloni riporta
1' accennalo epitalUo
V Università artistica de' Mascellari e
posto nel 1464 al cardinal de Foix sulla Barihiri in Trastevere (nel quale arti-
tomba nella chiesa de'minori, suo anti- colo o voi. LXXXiV, p. 23282 e 233, 1 ,

co ordine, d'Avignone, ove morì in tale lo descrissi,dopo studiose e personali ri-


anno, scolpito su lamina di bronzo avan- cerche di accesso), non che a'ss. Quirico
ti l'altare maggiore, in cui leggo le già e Giulitta, ov'è un altare dedicato alla
riferite parole. Trovo tultociò ricordalo medesima colle sue reliquie (chiesa re-
anclie dal Ciacconio, che egualmente ri- staurata nel i855-56, come rilevai nel
produsse repitaflio, P'iiae S. Ti. E. Car~ voi. LXXV, p. 2 5). 11 medesimo Piaz-
1

dinalium, t. 2, p. 'j^'ò. Similmenle Sam i za, La Gerarchia Cardinalizia, pubbli-


mariani, Gallia Christiana, l, i,p. Q5, cala in Roma 703, ragionando a p.
nel 1

Archiepiscopi Arelatenses, dichiarano, 563 del Titolo cardinalizio de'ss. Qui-


in municìpio Triuni Mariarum in Ca- rico e Giulitta, dice che dalla parte del-
mariae insitlae fìnibus, eodeni principe l' Epistola avvi nella cappella maggiore
(Renato) deprecante reliquias a terra in una tavola di marmo im'imojagtne di
/ei^flfw7j reliquie qualificate oeirepilallìo s. Maria sorella della B. Vergine, co'suoi
che esibiscono, eguale a' discorsi. La Bi- figli ss. Giacomo e Giovanni colla se-
i

blioteca sacrade'pp. Richard e Giraud, guente iscrizione. Questa Immagine mi-


nell' articolo Maria di Cleofa, la dice racolosa di s. Maria Jacohi, sorella del-
madre di s. Giacomo Minore ec, e sog- la B. l^ergine Maria,e venuta dalla cit-
giunge. »• Il ]\lartirologio romano marca tà di Veruli, dove si conserva il suo ss.

la festa di s. Maria di Cleofa al 9 aprile, Corpo, e fu benedetta sopra il suo sepol-


e mette la traslazione dei suo corpo a Ve- cro, con la quale in Roma la prima vol-
roli nella Campagna di Roma al 25 mag« ta, e per molli anni è stata celebrala la
gio. Altri pretendono che esso trovasi in sua festa in questa chiesa, che viene al'
una piccola città della Provenza, chiama- li 7.5 di maggio. Quindi aggiunge, nel

ta le Tre Marie, sulla riva del Rodano mezzo della chiesa, al Iato sinistro nell'en-
edel mare". ìSe\ì'arl\co\o MariaSalornCy trare vi è un altare dedicato alla medesi-
la dice figlia di Maria di Cleofa, che pro- ma santa, dove se ne fa festa. Trovo poi
priamente chiamavasi Salame, ed esse- nella Descrizione delle pitture in Roma,
re senza fondamento il darlesi il nome del Titi, Roma
763: il quadro dipinto a
1

di Maria, eh' è quello di sua madre. E olio dallo Speranza (Gio. Dattisla roma-
neir articolo AJaria Salame, o sempli- no morto nel 1640), esprime s. Maria Ja-
cemente Salame, la dice moglie di Ze- cob! con s. Giovanni. Il che conferma il
bedeo, e madre de'ss. Giacomo Maggiore Venuti, Descrizione di Roma moderna,
e Giovanni Evangelista. Il Sarnelli, Let' Roma 1767, con dichiarare essere il qua-
fere ecclesiastiche, I. 4'
y, leti. Qanl • dro di s. Maria Jacobi e di s. Giovanni,
fosse il nome della madre de'figliuoli di dello Speranza. Non vedendo più ricor-
Zebedeo? risponde Salome, che interce- dati la scultura, l'aitale e il dipinto da'
ditpro filiis apud Christumje cW è la posteriori descrittori di Roma, ne inter-
slessa, che Maria Salome, di cui s. Mat- pellai il Uev. p. curato, il quale gentil-
teo cap. ult., avendone pure parlato nel meole mi rispose: Non piùesislere il mar-
,

VER V.ER 53
mo e l'iscrizione, neppure il quadro, an- C;irIo Miissini, autore della 1
.* Raccolta
zi essere l'allure ora detlicato a s. Vin- delle Fi te de' Santi, impressa in Roma
cenzo Ferreri <lomenicano (al cui ordi- n-il 1763, e l'altro filippino p. Andrea
la chiesa Innocenzo XIII del
ne affidò Micheli, autore senza nome della i.', pu-
1721) col quadro che lo rappresenta. re stampata in Roma nel 1767, ambe dal
Quindi tutto verificai personalmente, tipografo Pagliarini, dissero a' 9 aprile
nulla trovando. Altri schiarimenti so- nella vita di Maria di Gleofa, c/te il suo
s.

pra s. Salome, li riferirò con riportare corpo si conserva e si venera in Ferali.


più avanti le considerazioni del contem- Il nominato nobile verolano Francesco

poraneo abbate Cappelletti, fatte nelle Carlo Mellonj, gliene scrisse in proposi-
Chiese d'Italia, opera in corso di slam- to quanto vado a riprodurre, il che die'
p;i. Si può vedere, Antonio Sandiui njotivo a'due dotti filippini della congre-
//istoria apostolica ex antiquis ma- g izione dell'Oratorio di ricredersi, il cui
numenlis collecta, Patavii 1765. Delle tenore non si discosta dalle dotte conclu-
tre Marie, chi alcuni intendono essere, sioni del eh. ab. Cappelletti. >» Veroli 2 i

l'accennai in quell'articolo. Qui per eru- marzo 1767. Al Piev.°P. Andrea Miche-
dizione ricorderò. Secondo le diverse o- li. La s. Protettrice di questa città e dio-
pinioni dissi: nel voi. VII, p. 203, espri- cesi, il di cui sagro corpo veneriamo nel

mere lei 5 Candele \i%iì\e \\k\ Triduo lìel- suo tempio, che é il piìicospicuo della cit-
la Settimana Santa, XII Apostoli, la i tà, è la madre de'due apostoli Giacomo
B. Vergine e le due Marie; e nel volume il Maggiore e Giovanni l'Evangelista.
LXIV, p. 3 II, oltre l'opinione del Bu- Dil 1209, in cui seguì la prodigiosa ia-
ller, simboleggiare tali candele gli XI A- venzione delle ss. Reliquie, sino al presen-
postoli, la ss. Vergine , e le altre sante te giorno, sempre prestato il cullo
si è
Donne; inoltre ivi notai, col Didich, de- mai interrotto a questa, e non ad altra
notare la fede della ss. Trinità, quale vi- santa. Gli annui panegirici, la messa ed
geva nella B. Vergine, negli Apostoli e udlzio proprio, antichi e moderni, tutti
nelle tre Marie. Ma nel voi. Vili, p. 284, tendono al cullo della madre de'figli di
col Cancellieri, significare lo smorzameu- Zebedeo, e questa è 1' antica e costante
lodii4 di tali candele, il raffreddamento tradizione che abbiamo fondata sopra
non meno degli A postoli e de'Discepoli, e monuiuenti tali, che non ammettono di-
quella che si lascia accesa, simboleggia- sputa. Ne accennerò qualcuno. iVel l'arca
re anche la B. Vergine. Inoltre col Can- di pietra d'antica struttura, dove erano
cellieri rilevai ne' voi. VII, p. 202, Vili, riposte le ss. Reliquie, e che oggi come
p. 319, indicnre le Ire candele del Tri- prezioso monumento si conserva nella
cereo, le tre Marie; e che il Borgia sostie- pliitea esteriore della confessionje, si legge
ne figurare il mistero della ss. Trinità, la già conosciuta iscrizione. Potrei citare
non le tre Marie o le due Marie e Salome. in.jitissime pergamene esistenti nell'ar-
Nella basilica Vaticana, nel vesperodiPas- chivio di questa cattedrale, che indivi-
qua si fa la processione detta delle Marie. duano lo stesso, ma basterà il riferirne
Ma ora dalle erudizioni conviene passa- s'.lo due; la i." del 12 io, l'anno stesso
re a ponderate critiche, come richiede il dopo l'invenzione, in cui Adinolfodi Go-
grave argomento, riportando quanto in rizia, vendidit d. Oddoni ven. Epìscop.,
proposito miha elargito l'onorevole cav. quello stesso che l'anno precedente assi-
Alellonj, estraendolo dalle memorie del- stè allo scoprimento delle ss. Reliquie. U-
l' archivio di sua nobile famiglia, e rac- ghelli, Italia sacra, t. i, Ferul. Epis.,
colte dal sullodato suo degno e dotto avo § I , ani. med. et § 2 : /id utilitalem Ec-
Fruacescu Carlo. 11 ricordato filippino p. cltsìae B. Mariae Mairis ^poslolorwa
54 VER VER
Jacohi et Johctnnis Casali num.t,2L 2/ è da Giambattista Caporali; e benché in es-
un breve d'indulgenza coucccUita da Mar» se, come in altri monumenti, si chiami s.
tino Y, a citi visitava la chiesa di s. Sa- Maria Jacohi, s' individua però essere
lome nella sua festa de'aS maggio colle s. Maria Salome la madre de'fìgli di Ze-

seguenti espressioni. Citm itaque, siculi bedeo, la madre de'ss. Apostoli Giacomo
accepimus ad Ecclesiarn B. Marine Ma- ilMaggiore e Giovanni l'Evangelista, e
tris ss. Joannis et Jacohi Aposlolorum mai s. Maria di Cleofa ossia la madre di
yenilas, uhi corpus dictae Sanctae ve- Giacomo il Minore e di Giuseppe. Mi
nerabililer requiescil honiinum est
, sovviene a questo proposito ciò che lessi

personarum partiwn circumviciniorum tempo fa sul nostro Aonio Paleario nel


roTìfluat multitudo. Nos cupientes eie. libro,De aniniarwn immortalilate can-
Senza dir nulla di tanti altri brevi d'in- tra Lucretium, che tanto viene esaltato
dulgenze di vescovi, cardinali, e de'Som- dal Gravina nella sua Ragion Poetica,
ini Pontefici Giovanni XXII, Innocenzo dedicando non erro,
egli nel lib. 3.°, se

VI, Bonifacio IX, ed altri, che si cooser* la sua opera a Giovanni Evangelista,
s.

vano nell'archivio riferito. L'ufficio pre- v'inserisce gentilmente due versi, che ad
sentemente impresso con decreto della s, un dipresso cantano così, non ricordan-
congregazione de'rili, dice espressamente: domi le precise parole, non essendo più
Die 7.5 maii infesto Trans lalionis s. Ma- il libropresso di me. Dumque tihi, et ma-
rine Salome. Die 7 oclohris infesto In-
1
tri solido de tnarniore Tcniplum - Jn-
ventioiiis s. Marine Salome. Le lezioni stituunt Verulis, Folsci, Marsique, La-
sono di Salome, enei fine della terza
s. tincque. Cito quest'autore verolano che
del 2. "notturno si legge: Apud Hernicos fiorì nel secolo XVI, poiché cognito a'
tandem in Domino qiiievisse prodeunt letterati, con molti de' quali si trovava
velerà monumenta Ecclesiae Ferula- io istretta relazione. Il dedotto fin qui
nae, ubi sacrum ej'us corpus piissime mr sembra sufficientissimo per potere af-
volilur. Nella messa e nell'uffizio si legge fermare, che la s. Protettrice da noi ve-
il Vangelo di s. Matteo cap. 20, ove si nerata, none altrimenti Maria di Cleofa,
raccoota la petizione fatta da s. Salome ma Salome; pure per compimento, sti-
a Gesù Cristo, die ut sedeant eie, qual mo d'aggiungere, che la sa. me. di Be-
motto si legge sull'arco grande della tri- nedetto XIV, era così persuaso di tal ve-

buna delia sua chiesa, di contro la porta rità, che volle di questo sagro tempio

maggiore. Ma quel ch'è più, anche l'uffi- formarne un santuario, con arricchirlo
zio antichissiniOjConlemporaneoquasi al- di varie indulgenze plenarie perpetue, con
l'invenzione, e fatto sul gusto di qne'lem- brevi e rescritti del l'j'^i, (le'quali chia-
pi con versi leonini, tanto nelle lezioni, ramente si dice: S. Maria Salome, ma-

•;!ie nell'antifone, responsorii, ed omelie ter ss.Aposlolorum Joannis et Jacohi.


del Vangelo, tutto è in<lirizzato al cullo E r istesso Sommo Pontefice in due i-
di s. Maria Salome madre degli apostoli stanze fntlegli dalla Spagna e da Napoli
Giacomo e Giovanni. Abbiamo inoltre per l'ulfizio e messa di questa santa, fe-

Ire leggende impiesse di questa santa, ce sempre scrivere qui al vescovo ante-
una nell'anno 553, presso Antonio Bia-
1 cessore del presente. Egli è vero, che l'es-

do impressore camerale in Roma, l'altra sersi bene spesso chiamata qui e da vari
pressoGi.'imbaltistaUobleti 1 689 iuRieli, scrittori ecclesiastici la s. Protettrice col
da 3."ch'èun piccolo volume in 4.°com- nome di Maria Jacohi, ha dato luogo a
posto dal tuttora vivente sig. d. Giantbat- taluno,comea'pp. Bollandisli addicni q
tislaNorchiaroli abbate di qnestacollegia- aprilis, cap.7. in fine, di dubitare che il

la di I. PauIo,sianipala in lloiua nel 1780 nostro culto sìa di s. Maria di Cleofa;


VER VER 55
placche la medesima noi Vangelo di s. dice, che il corpo di s. Maria Jacobi si ve-
Matteo 27, 56, e ili s. Marco 16, i, vie- nera in Veroli; afferma poi nelle slesse
ne appunto chiamata Maria Jacobi, ov- noie il dì 25 luglio, festa di s. Giacomo
vero Maria Jacobi, et Joseph niaUtr j a Maggiore, sane qitidem, et horum Mei'
tlifferen/.a della moglie di Zebedeo, die treni uxorem Zebedei cadem dispersio-
ivi si appella assolutamente Saloine, o ne fugalam in Italiani adventasse^et a-
Mater filiortini Zebedei. Ma quanto al pud Ilernicos itinere fatigatani in pace
nome di Diaria die si da a Saloine, si po- quievisse produntvetera monumenta Ec-
trebbe allegare una turba di autori anti- clesiae f^erulanae, ibi ej'us veneranduin
chi e ino<lerui, che cosWlianno chiama- corpus religiose asservatur. Il p. Ago-
la, e quanto al nome di Maria Jacobi^ stino Manni, De selectis historiis, al cap.
li

non hanno voluto mai qui intendere, /cz* 202, dopo rifioriate le parole del Marti-
cobi 3Iiiioris, ned Majoris, come risulta rologio de'aS maggio, soggiunge: F^cru-
da tutti documenti. Se pp. Collaudi-
i i Vis in Hernicis Iranslalio s. Mariae Ja-

6ti avessero avuto la volontà o il comodo cobi, cuj'us corpus plnrimis miraculis
di esaminare gli Atti della s. Chiesa Ve- illustratur, così le spiega. Quod audis
come ha fattoti p. Calmet, avreb-
l'olana, Mariani Jacobi, Majoris intellige ma-
bero cocie il medesimo cambiato parere, treni, non Minoris, constai eni/n tam
dacché egli nel suo Dizionario Biblico ex qnam ex P^erulanac
citala historia
in verbo Maria Cleophae avea detto. In et PistoricnsisEcclesiae monumenlis Ma-
Martyrologio romano 3Iariae Cleophae riae Salome, non Jacobi Minoris reli-
fesluni ad dieni 9 aprilis consignaiur ; qnias apud l-^erulas asservari. Ma ecco
me/noria vero translali ej'us corporis che in luogo d' una lettera, che mi era
agro romano die i5 maii re-
iteralini in proposto di fare, ne è uscita una piccola
eolitur. Ma
poi nel Supplemento in ver- dissertazione. Quale mercede io doidero
bo Maria cuj'us lypsana (si corregge) dal mio p. Micheli riveritissimo? Null'al-
servanlur Verolini in agro romano, ma- Irò che mi faccia il favore di cancellarmi
tri eral Jacobi etJoannis appellabatiir, nella vita di s. Salome nel suo proprio
non Maria,sed Salonie, quamquam vul- giorno de'25 di maggio, come fa il Mar-
go Maria eliam nuncupalur. Mi aveva tirologio romano, discifrando l'equivoco
fatto la V. II. dell'impressione sensibile di s. Maria di Giacomo edi s. Maria Cleo-
col dirmi nella sua riveritissima, che l'U- fa. In tal giorno se ne celebra la festa non

ghelli alFerma espressamente, venerarsi solo da noi, ma anco costì nell'Oratorio

qui s. Maria di Cleofa. Ho letto perciò e de'Vascellai in Trastevere, e se ne face-


lilelto il mio Ughellio, ch'è
attentamente va anche la festa nella chiesa de'ss. Qui-
della stampa BernardinoTomi,Uoma
del rico e Giulitta, nella cappella ivi eretta
1 644>6 trovo che il medesimo la chiama in onore della Santa, e con indulgenze
Maria Jacobi, da cui forse Ella avrà de- concesse da Urbano VII (o meglio Vili
dotto, ch'era Maria di Cleofa, secondo il che restaurò la chiesa e la ridusse in mi-
citato testo di s.Marco. La pieg^o perciò a glior forma: Urbano VII visse soli i3
iiflettere,chenon lachiamaMariadiCleo- giorni), ma non so se oggi vi sia più la

fa, ma sibbene Maria Jacobi malerjilio- cappella, dopo rinnovata la chiesa, e se


rum Zebedei, che è appunto s. Salome. ne faccia commemorazione (anco di que-
«Finisco di rispondere a queste diflicoltà stomi occupai ora non si fa ne festa,
:

con la testimonianza di due padri rispetta- ne commemorazione). Certamente in


bili dello slesso Oratorio, \\ liaionio ed il alcune chiese del vicino regno di Napo-
Manni: il nostro cardinal Baronio, che li ricorre la festività di s. Salome a'i)
udle note ul Marliiologio de' 2 5 moggio inaggio, ed iu multe chie»e della Fran-
56 VER VER
eia pei- nllestato de' pp. Dol!;i?idisli ad questo mese è già stampato, ultre di che
diein 25 mail itipraeterniissìs. Si nsten- il Martirologio romano, che si è procura-

ga, di grazia, dal situarla sotto il d'i 22 ot- to di seguire quanto più è stato possibile, .!'|

'
tobre, che allude al culto di questa santa la pone a'22 ottobre. Quello che icscris-
in Gerusalemme e Costantinopoli, come si in questo proposito dell' Ughelli, ho ri-
opinano i suddetti pp. Bollandisli e com- conosciuto essere uno sbaglio preso dal
pagni, a'g di aprile nella vita di s. Cleo- p. .Massini nel leggere quel <esto pressa
ia al cap. I in fine. A noi che siamo latini i I3ollandisti,i quali col riflettereche que-
compie di dare risalto al cullo delle no- sto autore non chiama la Santa, che cost\
stre chiese occidentali. Riceverò questa si venera, Salome, non Salomam sed
finezza per maggior attestato dell'a-
il Mariani Jacohi, gli fecero apprendere,
mor suo verso di me. Intanto ec. " — ch'egli escludesse positivamente s. Salo-
Risposta del R. p. Micheli. » lllm.° Sig."^ me, nel qual caso, sarebbe riraasa sola-
Francesco Mellon j. Roma i. "aprile i 767. mente s. Maria di Cleofa, cioè moglie non
Pago ora, benché tardi, il debito che madre di Cleofe, dicui si potesse dire che
ho con Lei di risposta alla stimatissi- costi fosse il corpo. Ma non più di questo,
ma sua lettera de' 2 i scaduto marzo. e come ec.".Soggiunge il cav. Mellonj, né
E primieramente le rendo infinite gra- smentì il p. Micheli la sua parola, giac-
zie della pena ch'Ella si è presa di accen- ché sotto 22 ottobre della 1.' Raccolta
il

narmi in tanta copia monumenti che


i delle Vite de' Santi ovvero Appendice y

costì hanno del cullo prestato da codesta alla t.' raccolta pubblicata nel 1763, t.

città e diocesi a s. Salome e non a Ma- I, Roma 1767 tipografia Pagliarini, al


ria di Cleofa; monumenti quali non la- i prossimo finale vi fece la seguente anno-
sciano luogo ad equivoco alcuno. Laonde tazione. » Nella vita di s. Maria Cleofa
nella vita dis. Salome, che s'inserirà nel- a'g aprile si è detto, che il corpo di quel-

la nuova RaccoUa delle Vite de' Santi, la santa si venera in Veroli, sull'auto-
si dirà che il suo corpo si venera costà, rità di alcuni gravi scrittori, che ciò han-
ed in una notarella si accennerà l'equi- noasserilo; ma da documenti veri ed au-
voco scorso nella vita di s. Maria di Cleo- tentici della chiesa di Veroli, apparisca
fa, al quale ha dato occasione il Tille- che il corpo della santa ivi venerata non
mont,alla cui esattezza, veramente incom- è altrimenti quello di s. Maria di Cleofa,
parabile, si era prestata fede. Vedi que- ma di s. Maria Salome ". Prima di ri-

st'autore nel titolo s. Giacomo Minore, prendere il filode'miei studi in argouieu-


art. 2, dove parla di Maria madre]di que- to, qui trovo indispensabile fir precede'
sto s. Apostolo dove poi quest'autore
: re una protesta. Le preziose riferite cose

parla di s. Salome non dice neppure u- riprodotte, dell' archìvio Mellonj, io le

na parola dell'esistenza del sud corpo co- ricevei dopo aver interamente compito
st"i in Veroli. Sicché Ella vede che, se- quest'articolo. Se prima di cominciarlo
guendo il sentimento di questo scrittore, l'avessi conosciute, certamente mi sarei
si dee inclinare piuttosto a credere costi astenuto, tanto avanti quanto dopo di
il corpo di s. Maria di Cleofa che di s. Sa- questo luogo, di discutere ptmti in es- i

lome. ]\Ia considerando monumenti da i se cosìbene sviluppali. Dico questo, qua-


Lei accennati, bisogna confessare ch'egli lora alcuno mi volesse con rigore adde-
ha preso un abbaglio; e SI il p.Massini,che bitare di ripetizioni o superfluità, a ciò
io, conveniamo nella necessità di recede- che riportai ed a quello che segue, sic-
re in (juesto punto dalla sua opinione. E' come il tutto anteriormente già scritto.
ben vero che non si potrà rimetterti la Inserite i\n\ queste aggiunte, invece di |

vita di i. Salome a'sS di maggio, perchè riformare soppiiinerc qualche trotta !


VER VER "ij

«lei mio scrllfo, slinio meglio lasciar tul- molle controversie gli riuscì di assegnar-
io, nnco per assolnin m.incniiza di tem- le alcimi beni deliacoraunìtà;il 2." è Do-
po, poicliè la ti porrla liii precisamente a menico de Zaulis, il quale variando l'an-

questo punto inaticava ed il pre- di mss., tico disegno, la fece rifoimarecon buon
sente doveva subito imprimersi. Meli'as ordine di architettura. Termina il Cre-
est abìindare qunm dcficere. Riassu- — scenzi suoi Cenni storici , col narrare
i

mendo Cenni del Crescenzi, che parli-


i alcuni miracoli, in prova e conferma, che
coliumente va letto sulle obbiezioni, co- il corpo identico di s. Salome esiste in
me per rincremeuto del culto della San- Veroli. lli.°ricevutoda Altruda di Pisto-
ta, ad istanza del vescovo, del capitolo e ia, che abbandonata da tutti per lo schi-

della comunilàdi Veroli,il cardinal Ber- foso mal di lebbra, le apparve s. Salo-
trando Deucio legato o vicario apostoli- me, e le promise che sarebbe guarita se
co per Cleuieiile VI di tutto lo stato ec- sì fosse portala a Veroli, come si verifi-

clesiastico, col diploma che produce Ex' cò. Il sperimentò Gregorio giova-
2." lo

hìbila nobis, de' i 6 febbraio 346, uni i ne pugliese, il quale trovanilosi a' bagni
alla cattedrale la chiesa scu ctppellnmy di Po7zuoli per riacquistare la perduta
esistente nella città sotto l'in vocazione di loquela e raddrizzare la sua bocca di-
s. Saloine, che avea il proprio rettore, in- storta, ed ascoltando miracoli che ope-
i

corporandola in perpetuoalla chiesa ma- rava in Veroli s. Salome, vi si recò e ri-


trice, con tutti i suoi diritti e pertinen- mase perfettamente guarito. Il 3." l'eb-
ze. Ma 4 snni dopo nel deploralo fortis- be tuia donna napoletana, che tratta dal-
simo terremoto degli 8 settembre i35o, la fama de' prodigi di sì gran santa, fat-

per cui rovinò quasi tutta la città, crollò tasi condurre a Veroli dal consorte, restò
jinch'essa, e tra le sue rovine sepiielTi le libera dalla podagra e chiragra che l'a-
reliquie della santa. Poscia dopo alquan- veano malmenata 5 anni. Della mirabi-
to tempo, e pare nel i 35r, a'i 7 ottobre, le liberazione dell'eccidio a cui do vea sog-

cominciandosi a riedificare il nuovolem- giacere Veroli nel i556, di già parlai.


pio ad onore di Dio e della Protettrice, La sede vescovile di Veroli sempre è
con grande allegrezza de'verolaui furo- stata immediatamente soggetta alla san-
no rinvenute, e poscia con solennissima ta Sede, e lo è tuttora. La serie de'suoi
pompa trasiute a'i') maggio 1 35?. nella vescovi, è tradizione presso i verolani,
cattedrale (queste date l'ho io com riilot- che coruinci dal consagrato da s. Pie-
te, per concordare rUghelli,il Crescen- tro a primo vescovo, però non quel Mau-
zi che lo segui, il Ca|>pelletti che volle rel- ro, che a s. Salome e suoi compagni
lilìcare l'istoriografo lìeW Ilidi'a sacra, e avea dato ricetto , bensì quell'altro s.

mi pare ragionevolmente), per custodir- , Mauro che più sopra nominai, secondo
le più onorevolmente. D'allora in poi, in la tradizione della s. Chiesa verolana. Ma
memoria dell'avveinUo, in Veroli si ce- rUghelli dichiara: Fcrulani Praesulei\
lebrò l'invenzione nell ottobre enei mag- quos nobìs eruere licuit ex diversis seri-
gio la traslazione, ne' medesimi indicati plitris , nionitnientisque ejiisdem Eccle-
giorni, e sono le principali feste popola- sìae segnentcs ernnt. L'incomincia con
ri. Due vescovi, rimarca il Crescenzi, più Martino del 743, ed io lo seguirò, com-
degli altri meritano lode per lo zelo ch'eb- piendone la cronologia colle Notizie di
bero in edificare, arricchire e ornare la iJor/iay però terrò presente il eh. ab. Giu-
nuova chiesa di s. Salome il .° è fr. Cle- : 1 seppe Cappelletti, che colla sua dotta e
mente Bartolomei, che nel i449 "on so- critica opera, Le Chiese d'Italia, ha sa-
lo la condusse a fine e consagrò, ma l'u- pulo rettificare e ampliare l'Ughelli. E-
ni nuovameote alla pattedrale, e dopo gli pertanto nel t, 6, p. 467, tratta del-
58 VER VER
la s. Chiesa di Veioli. Sostenendo i ve« infra màjorem Ecclesiani, ciint hynmis
l'olani, esser stata loro predicata la fede etlaudibus, non devesi riferire al tem-
evangelica da s. Salotue, moglie di Zebe- po del loro martirio, perche egli ritiene
deo, madre de' ss. Giacomo Maggiore e non esisteva allora la chiesa maggiore,
Giovanni apostoli; l'ai). Cappelletti si pro- ossia la cattedrale; ma bens\ a lem[)o al-
pose, colla piena cognizione de'ragionati quanto più tardo, seppur non abbiasi ad
Cenni storici del can. Crescenzi, che se- intendere, che sieno stali sepolti colà, do-
gue e loda per la molta erudizione cui ve oggidì la maggior chiesa sussiste (iu
l'accolse e compendiò l'antiche patrie tra- fatti 1' Ughelli, parlando del vescovo A-
dizioni, sulla detta asserzione, conferma- steo, come poi dirò, nella cattedrale co-
ta dall'immemorabile tradizione di que- struì il sepolcro per se e successori , in
sta chiesa e da'monumenti di considere- loco ubi corpora Marlyruni Dlasiiet
ss.

vole antichità, di recare a testimonianza Denielrii inventa fneranl). Realmente


gli argomenti e le prove, de'quali vero- i s'ignora storicamente il luogo ove ss. i

iani si valgono a dimostrarla. Conviene, Martiri furono sepolti da'primi cristiani,


dopo le attestazioni degli scrittori allega- e solo si ha riprodotto dal Ferrari, e con-
ti dal Crescenzi, potersi concedere in buo- fermato da'fatti: in Cath. SS. quorum fe-

na critica, che s. Salonie, sia comunque licia Corpora a christianis sepulta cani
del suo viaggio col figlio s. Giacomo nel- dia ignota fecissent Coelesllno HIP. M.
le Spagne, pose piede in Italia dopo la cwn cuidain Bernardino Perniano in
persecuzione, che i giudei avevano susci- somnis apparuissenl ab EpiscO'
f'^erulis

tato in Gerusalemme control seguaci del- pò reperla sunt ly quanto


kal.j'nnii. In
la novella religione, e perciò dopo il mar- poi alla tradizione, confermata dall' U-
tirio di s. Stefano. Giunta quindi a Ve- ghelli, e da un'unlichissicna processione,
roli, co'suoi compagni, e convertilo alla che ogni annosi ripete all'intorno del-
cristiana credenza l'ospite Mauro, dicono la cattedrale, qual simbolo del remoto

i verolani che desso ne tu pure il i.° loro martirio, polrassi ritenere, che veramen-
vescovo, al riferire del medesimo Cappel- te il luogo ove fcu'ono sepolti, ed ove ri-

letti. Veramente verolani mi hanno as-


i masero dopo la suddetta invenzione, fos-
sicurato del contrario, come due vol- se quello in cui alcuni secoli appresso, sen-

te hodichiarato: il solo nome fu comune za conoscerlo, si fondò la cattedrale, co-


all'ospite delia santa e del i
." pastore. Ma me saviuniente anche dal Ca{ipelletti si

soggiunge il Cappelletti, mancare di fon- opina. Evvi eziandio memoria di altri

damento tal gratuita asserzione, tranne compagni de'memorati martìri, comesi


l'averlo fatto eflìgiare insieme cogli altri ricava da questa leggenda. ObiLus s. Ma-
vescovi di questa chiesa nella sala del- rine Jacobi niss. ex Biblioih.FeruLLc'
l'odierno episcopio. Conviene che la pre- ctio IH: B. Mariae Jacobi cum Sociis

dicazione di Salomee de'suoi collabora- suis, videlicet, Zaccheo, Biasio, Deme-

tori evangelici avea formato in Veroli un trio ^ Gregorio et Leone, et altis decem

grosso drappello di adoratori del Croce- et noveni ea praefata urbe redeuntibns


fisso, e che ingelositasi la pagana fierezza in subnrhanis reinansit, civilatis siqui'
volle sterminarli, e pe'primi Biagio e De- deni Berulanapraedtcta paganorunifc'
metrio, registrati nel martirologio roma- cibus, et idolornm imniunditiis irretita
no a'29 novembre, colle parole, f^eruli etc. Quanto alla beata morte di «.'Salo*

ss.Martyrwn Blasiict Dcnietriì^ men- me, l'ab. Cappelletti la diceavvenula nel-


tre di più ne fa sapere quello della col- l'anno 4o dell'era cristiana, secondo E-
legiata di s. Erasmo, nella cui leggenda leca vescovo di Saragozza. Parlando del-

è da Dotare, che la sepoltura loro data l'io veuzioae del sagro suocorpo, con quel- I
VER VER 59
lo (li sua sorella Maria di Jacopo, dichia- to quali Hcatìvo , matris aposloloruni
ra non poter comprendere per qual mo- Joannis et Jacobi. Perciò il martirologio
do, né quando, né da chi fosse sepolto con romano alternando i nomi di Maria Sa-
quello di s. Salome (in fatti il Crescenzi lome e di Maria di Jacopo, disse di quel-
non riporta alcuno schiarimento). L'ab. laa'22 ottobre il ritrovamento in Geru-
Cappelletti offre il fac simile dell'iscrizio- salemme, e di questa in Veroli a'25 mag-
ne in cifre trovata sulla cassa di pietra e gio; il che, soggiunge, devesi intendere
ricavata da' Cenni storici, non aderendo invece tuttoall' opposto come chiara- ,

però al parere del Crescenzi e degl'inten- mente vede dalle surriferite parole del
si

denti, che come dissi l'attribuirono al VII martirologio verolano. Al che, non po-
Vili secolo, opinando colle sue conside- nendo menici Bollandisti, ingannati pro-
razioni appartenere le forme delle lettere babilmente da infedeli leggende, narra-
appena appena al X secolo e forse forse al- rono trovali insie(ne due corpi di s. Sa-
i

l' XI. Egli inoltre lascia a .suo luogo la lome e di 8. Maria di Jacopo, e portaro-
verità sul ritrovamento del corpo di s. no anche due versi di sopra notati: Hic
i

Maria Jacopo, unito a quello di sua


di duae Sorores sunt,ec., cui dissero scol-
sorella Maria Salome; e con buona pa- piti sullacassa marmorea , della quale
ce de'Bollandisti che lo riferiscono, non non ha più notizia. Né certamente ia
si

sa persuadersene, si perchè non esiste quesl'errore inciamparono gli altri eru-


traccia ch'ella sìa venula in Veroli e vi che scrissero del corpo e de' viaggi
diti,

sia morta, oppure che vi sia stata Irasfe- di Salome; perchè sebbene 1' abbiano
s.

1 ita defunta, per aver ivi sepoltura col- nominata Maria Sa Ionie, invece cUe Sa-
ia sorella Salome, e sì perchè la piccola lome semplicemente, l'hanno sentpre per
cassa di [)ietra, in cui furono chiuse le altro qualificata per guisa da non poter-
ossa, forse per sottrarle alle profanazio- la equivocare con Maria di Jacopo; e par-
ni delle soldatesche di Muca, non olire lando del corpo di lei si espressero sem-
nell'epigrafe che il solo nome di s. Ma- pre in singolare, come d'un corpo solo,
ria niadreclegli apostoliC iovanniEvnn- anziché vi fosse unito anche quello di
geli.sla e Jacopo. Egli èd'awiso, che l'e- sua sorella. In prova l'ab. Cappelletti ri-

quivoco sia nato e dall'avere i martiro- porta quanto ne scrissero il citalo vesco-
logi e gli agiografi attribuito a Salome il vo Eleca, ti\ il Bcironio , ambedue con-
nome di Maria^ cui nessuno degli evan- venendo in favore di Veroli: iji." si espri-
gelisti le attribuì giamnaai , e dall'esse- me, dicilurque Verulisnnievisie, et mora
re stata anch'essa madre di un Jacopo e- cj'tis mnltis nobilitala niiraculis; W 2.°^
gualmenle che quella Maria, la quale nel in Italiain adventasse et apud fJernicos
Vangelo si nomina, da s. Matteo 27,56, itinere Jatigatani in pace qnie^'isse tra-
Jacobi et Joseph maler, ovvero conje di- diiiilreterà monumenta Ecclesiae Ve-
ce s. Marco 5,^Q^J(icobi Minoris el Jo-
1 rulanae yUbi ej iLs venerandum corpus re-
*fp/tmrt/fr,oppuresecotidos.Luca24, IO, ligioseasscrvalur.MA eccomi ormai giun-
semplicemenle/J/<:ir/rt/tìc'ot/,com'è chia- to ad un altro punto per me delicato e
mata nel martirologio verolano dell'ar- diilìcile a svolgersi, per le discrepanti o-
chivio di Erasmo, che parla del 2.° suo
s. piuioni e asserzioni, non meno di scrit-
ritrovamento nel 2og. Quindi l'ab. Cap-
1 tori , che delle parli in esso interessate.
pelletti nota, come in esso sia stato cam- Laonde soltanto tenterò di esporlo eoa
l)iatoil suo vero nome di Salome iu quel- quella semplicità che non può scompa-
lo di Maria di Jacopo; e che non si po- gnarsi dall'erudizione. — Il rispettabile
trebbe conoscere sotto questa denomina- ab. Cappelletti, dopo aver concluso egli
zione s. Salome, se uoq vi fosse l'ugi^iuu- ciedìsre di aver posto ia luce quauto fe>
-

Go VER VER
te nascere lo sbaglio sopra s. Salome, per zo vescovo di Prosinone nel 499) ® '' '"*'"
l' inesatta denoaiinazìone, e doversi re- cessore Pnpia nel 5o3, non senza ilubi-
putare almeno incerto e dubbio il ritro- tarne, mancandosi di argomenti di asso-
vamento di due corpi, al dire de'Boilaii- lulasicurezxa, perchè il i
° si sottoscrisse

disti, anziché del solo di s. Salome; pe- nel sinodo romano Episcopus Ecclesiae
lò ili." ritiovatuenlo del suo corpo, opi- Eorosensis, e Papia si denomina Frexso-

na doversi stabdirlo in un tempo in cui nensis, nel 5." sinodo sotto Papa s, Sim-
la chiesa verolana era già provveduta del maco, per cui il Giorgi neW'flIstoria di'.
pastore^ e la chiesa maggiore o cattedra- ploinalica cathedrae Episcopalis t'ivi-

le era già slata eretta; perchè secondo il tal. Seliaeiii Latio, Romae 1727, dubi-
racconto de'Bollandisli,al vescovo di que- ta as<ai circa il'nome del vescovo Pa-
sta città apparve l'apostolo s. Giacomo pia, benché ne sia favorevole quanto al
per indicarne \l luogo. I\Ia poiché, sog- vescovo Innocenzo, comechè sottoscritto
giunge l'ab. Cappelletti a p, 474) '^ **''* framezzo a' vescovi della Campagna , e
rie non ci trasmisero il nome di alcun quello tra gli orientali ". Sul quale pro-
vescovo «li Veroli prima del 743, quan- posito scrive il Giorgi : Fniùnoid Epi-
do al concilio romano di Papa s. Zacca- scopiiM adscribilnr Papias Fressonensis,
ria si trovava presente il vescovo di Ve- (juisynodo V sub Syinniacho, anno Do-
roli Martino; perciò stringe il suo dire, r/iì 5 o3, subscrìpsil: sedcuni ipse Pa-
ni
che il ritrovamento di quelle ss, Ileli- pias rnedius sii inter Oricnds episcopos,
quie avvenne dopo la metà delI'VIlI se- vereor, ne Orientalis ecclesiae sii assi-
colo, o che la cattedra verolana ebbe pri- gfiandus. Ego malini Frusinonis prae-
ma di quel tempo de' vescovi, de'(juali si sidcni consdtiiere Innocentiuni episco-
ì: perduta ogni memoria; il che non gli pum ecclesiae Forosensis, «^wj in subscri-
sembra improbabile, che nell'VIIl seco- pdonibns priniae synodi liomanae, an-
lo o in quel torno si stabilisse una nuo- noDomini 499, •^''^ Sym macho, per Sle~
va sede vescovile in tanta vicinanza a pluiniini Baluzinni e variis codicibus e-
quella d'Alatri; e che in tal caso la catte- ridis, posi Sanctulum Signinuni recen-
dra vescovile di Frosiiione precederebbe sentur, ac deinde post Innocendum sue
di 3 secoli la Verolana, alla cui giurisdi- cedunt Valerius episcopus Calenotanus
zione oggidì ne appartiene la città e il ter- et Felicissimus Caudinensis. Dice inoltre
ritorio. Ma circa ali." ritrovamento del l'ab. Cappelletti. '> Per la quale ambigui
corpo di s. Salome, l'opinione seguita dal tà i de'due pa-
verolani, che nell'epoca
dotto Cappelletti, secondo il racconto de' stori non ponno mostrare per anco un
Oullandisti, i verolani la riguardano del vescovo della loro chiesa, e si sforzano
lutto erronea; poiché la s. Chiesa vero- di escludere Prosinone dall'onore della
lana ha ritenuta per unica apparizione di dignità episcopale (dicendo però essi che

s. Pietro al chierico Tommaso, quella del Prosinone nel Ve VI secolo era ben po-
1 ^OQ.Essendoadunquc insussistente l'ap- ca cosa, e trovarsi la confutazione, parte
parizione al vescovo, di s. Giacomo, da' dal testo medesimo del cav. De Matlheis,
Soli Bolltindisti riportata e da molti au- e da quegli stessi autori che allega), ed
tori non seguita, cadono di conseguenza ascrivono invece alla loro sede, sino dal-
per se le supposizioni ed i ralh'onti del- la più remota antichità la giurisdizione
le cattedre episcopali tra Veroli e Fre- piena ed assoluta su di essa. Ma a torto :

sinone, come sostengono ì verolani. Tut- perché, sebbene Prosinone nomini ne' si

tivolta sul vescovato di FrosinonCj rife- diplomi di donazione di Lodovico il P/o,


risce l'ab. Cappelletti, enumerandone i di Ottone il Grande, e di Enrico II
I a
seguenti per pastori a p. 5i i.»»InnQi;en- favore della Chiesa romaaa, uou si cu-
VER VER Ct
nn«ce ernia più antica d'Urbano II, in cui ne denominazione, quasi direi, d<M-ivaia-
Frosinone eie sue appartenenze furono le per tradizione, onde pres<ìo i frosino-
ntli'ìbuite e donale al vescovo di Veroli: nesi è detta il Duomo. La i.' dignVtà di
né la carta precede l'anno 10^7. Nulla o- questo capitolo è un arcidiacono; ed an-
sta perlaiilo, che sino all'invasione de'sa- che ciò, a mio parere, attesla vie meglio
ruceiii o de'Iongoljardi abbia avuto Fro- l'esistenza d'un' antica cattedra vescovi-
sinone piopri suoi vescovi. Vieppiù cre-
i le, perchè pochissime io trovo, e furse da
sce la ragionevolezza della esistenza di potersi numerare sulle dita, le chiese col-
questa sede vescovile, ove si ponga men- legiate, che abbiano tra le dignità del lo-
te alle autorevoli testimonianze di più ro capitolo l'arcidiacono: e se pur talu-
scrittori, che trattarono dì sifTatte mate- na ve l'ha, si conosce d'altronde essere
rie, come sono rUghelli, il Coleti, lo Sba- stata un tempo chiesa cattedrale. Chiun-
raglia, il Giorgi ed altri, che sempre an- que non ignora l'antica disci[)lina eccle-
noverarono Frosinone tra le sedi vesco- siastica può rammentarsi, chegli arcidia-
vili dell' Italia, e più determinatamente coni erano gli amministratori temporali
tra le sedi vescovili della Campagna, im- de'beni della rispettiva chiesa, ed erai)o
niedialamenle soggette alla s. Sede ro- perciò ordinariamente la i.", e talvolta
mana, e che ne formano, per così djre, le unica dignità, dopo il vescovo, che n'era
sufFraganee. Perciò il dotto Coinlio, ne- lo spiriluide amministratore. E così an-
gli annali ecclesiastici della Francia, enu- ch'io la pensodi Frosinone. Indossa que-
merando, sotto l'anno 811, i vescovati sl' arcidiacono la cappa magna sopra il
dipendenti allora, come da proprio im- rocchetto; gli altri canonici hanno per
medialo metropolitcì , dal Pontefice ro- loro insegne corali il rocchetto e la moz-
mano, i quali egli fa ascendere al nume- zelta di saia paonazza ". Ma già di que-
ro di 91 , colloca Frosinone alla lesta di st'antica cattedra vescovile di Frosinone,
tutti gli altri della Campagna romana. io ne parlai col frusinate cav. De Mal-
La quale attestazione ci assicura, che il theis,che nel Saggio isterico dell'unii-
vescovato di. Fr osinone esisteva tultavìa chissima ciltà di Frosinone, ne tratta con
a' giorni di Carlo Magno. Né deve già alquanta diffusione a p. 46 e seg.; ed an-
recare meraviglia la mancanza di qual- zi egli crede, che da Frosinone sia pas-
siasi monumento di altro genere, perchè sala in Veroli la sede vescovile verso h\

le vicende guerresche, a cui andò soggetln mela del secolo Vili, senza però che si

in quegli antichi tempi Frosinone, ce ne possa asserire positivamente, se traspor-


involarono ogni traccia". Fin qui 1'
ab. tala in Veroli da Frosinone continuasse
Cappelletti che ricorda essere gloriosa
, od essere comune all'una eall''altra cit-
patria Frosinone de'Papi s. Ormisda e tà per lo spazio di qualche tempo sino
s. Sì'lverio, de'quali dissi altre parole nel all'epoca di Carlo Magno, che morì nel-
\ol. XC, p. 125. Indi quello storico di- r8i4. —Tanlo scrivono ilcav.De JVlal-
ce. M Dell'antico onore di cattedra vesco- iheis e l'ab. Cappelletti sul vescovato di
vile, cui per le cose esposte di sopra pos- Frosinone , ed io nella compilazione di
sedè Fresinone sino al IX secolo, non al- quest'articolo non doveva oHìmettere. Ma
tra memoria oggidì rimane, fuoichè l'es- essi però, sono in pieno disaccordo col cle-
sertie decorata d'un capilolo collegiale la ro e popolo di Veroli. A non entrare in
primaria chiesa intitolata all'Àssunziune discussione delle ragioni contrarie soste-
della B. Vergine; ed era forse anticamen- nute da questi ultimi, ripugnando al mio
te la cattedrale, od almeno era ivi il luo- animo e alla natura di questa mia ope-
go dell'antica caitcdrale; e ciò polrebbe- ra le polemiche, le questioni, le dispute,
si anche dedurre dalla volgare e corou- anzi non essendo affatto proporzionala la
6a VER VER
mia pochezza n darne in breve un esat* mancanza di schiarimenti in questo erro-
to saggio, senza nimeno incorrere in un?ì re non mai apparso ue'tempi anteceden-
ceifa esposizione; per istorica imparziìt- ti; ma non è perciò da ritenersi indilFe-

lità preferisco e slimo opportuna la in- rente che l'errore stesso si riproduca e si
genua e intera pubblicazione della se- confermi in un'opera,cheacquìstògià ben
guente lettera di critiche osservazioni sul- meritata fama prima di giungere al suo
l'argomento, a lue indirizzata dal Rev. tern^ine. Laonde per incarico aHìdato da
canonico segretario delR.moCapitolo del- questo R.mo Capitolo della calledrale
la cattedrale di Veroli, per espresso in- Verolana, principalmente interessato nel-
Il suo contenuto io non
carico di questo. l'argomento, a me suo Canonico Segreta-
poteva mai tacere, dopo tutto quanto il rio, debbo adempiere al mìo onicio di
riferito a vantaggio di Prosinone, non presentare a V.S.,con preghiera di esa-
senza impegnarmi in una grave respou- minarle, alcune poche e succinte osserva-
sabìliià. Co^ì ne risulterà una semplice e zioni fra quelle molte che sul proposito
fedele esposizione dell'asserzioni e tesli- potrebbon>.ifMe piiidi^lintamente, se vo-
moniiinze^/o rro/j/rrt, evitando del tutto lessero eccedersi limiti di una lettera.
ì

l'aggiungervi sillaba, né per una parlenè Per brevità mi asterrò sovente da citazio-
perl'altra, di tendenza e inclinazione indi- ni specifiche, e soprattutto nel riferirmi
vìdua le, come preventivamente dichiarai. a cogniti autori, e ad uno scritto latino
— »' Illustrìssimo e Chiarissimo Sig."^ Ca- dell' avv. Giuseppe Bompiani di Fiosi-
valiere Gaetano Moroni a Roma. — Le none del i J^S, che tradotto ed ampliato
iniziali lettere del suo Dizionario dieru- nel i8i6 dal De Mallheìs costituisce la
tlizìone storico-ecclesiastica y indicano già nominata di lui opericciuola a V. S.
prossimo l'articolo di Veboli. Le gem- ben nota. — 11 supposto dei detti due fro-

me di erudizione in abbondanza e accu- sinonesi è, chedaì primi tempi della Chie-


ratamente presentate dall' opera accen» sa fino all' incominciamento o alla metà
nata non danno luogo a temere, che per delI'VIII secolo Prosinone fosse già sede
la mancanza di una storia stampata di di vescovi, i quali per ì guasti a quel luo-
questa città siano sfuggiti alle dotte ricer- go esposto nella via Latina arrecati dui
che di V. S. 111. ma avvenimen-
gli storici barbari, e specialmente dai longobardi,
li principali della città medesima. Se non e massime da que'di Benevento condotti
che l'avere V. S. tenuto innanzi il i^^^- da Gisolfo nel 702, ondassero a Veroli
g/o 75/0/ /co del frosinonese d.'^DeMatlheis cittàmeno esposta, lu prova degli asserti
iicir articolo Frosinone ed altrove, con guastiadducono generiche notÌ7Ìe,e le do-
quella buona fede inspiratale da lusin- glianze dis. Gregorio Magno, che pre-
I

ghiere assicurazioni di personaggi d' al- cede almeno un secolo il tempo dei pretesi
tronde rispettabili, di avere attinto a guasti di Prosinone ; e le sue doglianze
buone sorgenti, cotne la stessa S. V. rife- erano riferibili a tutti altri luoghi, fuor-
risce nel voi.LXXXIX.p. 4i,fa>itener ché a quelli, ne'quali Prosinone si trova.
probabile che nell'articolo Veroli avrà se A provar che longobardi nella loro oc-
i

t)on espressamente, almeno tacilan)ente cupazione Italica più lunga di due secoli
a confermare il supposto di un'antica se- non solo non danneggiarono mai, ma che
de vescovile dìFrosinone, traslata indi a neppur misero piede in Prosinone, potrò
Veroli, ben vero che le preuture de'
li' essere dispensato dui trascrivere i diversi
frosinonesi impegnale ad accattarsi una storici, che scrissero tielle loro mosse e
tal gloria dalla oscurila di remoti secoli e de' loro fatti, e indicaroiio i luogiu in-

indusiiero vari scrittori degli ultimi due vasi e danneggiati da essi, senza che vi

secoli scoisi alla disgrazia di cadere per apparisca mai Prusìiione,<:he non sarebbe
VER VER G3
staJo cei'lamerile taciulose ne avesse sof- esaminare integri e con sana critica testi i

fierie iiivasioiti e sciagure, e sì gravi da ca- da lui all'uopo addotti, e ridurli a'tempi,
gionargli la perdila della sede vescovile, checoncernonOjdovrebbe convincersi be-
i'o Irò esser di buona grazia dispensato da ne spes»o dell' assoluta insussistenza di
questa materialeed inutile fatica, perchè quanto egli ne «leduce. Se da un lato mi
invece di legger le mie copie, può ognu- rincresce che neppur quest'analisi di fatti
no scegliere e legger le storie pubblicate. di più secoli mi è concessa dai limiti di
La scorreria poi dai frosinonesi indicata una leltera, dall'altro mi rincuora il pen-
i.iispecie diGisolfo passò lontana da Fro- siero che il lettore avvertito sarà almeno
sinoue circa 20 miglia nella depredazione più cauto nel legger quello scritto : che
«li Arce, i\rpino, Sora, e quindi per la facendo < pportiine osservazioni, ravvise-
Valle di Roveto fino e Morreo, ove ter- rà es>ere stata cotanto oscura la condizion
minò. E
appunto per cpiesto che fi osi- i diFrosinone al tempo degli antichi roma-
nonesi non avendi- in che poggiar le loro ni, che non lasciò a'successivi scrittori no-
assertive, si rivolsero a s. Gregorio I, che tizie bastanti ad assicurarsi se appartenes-
parlava di luoghi e tempi dall'argoiiien- se alla regione Eriiica o alla Volsca: os-
t(> estranei, e livoUeio quindi a poste-
si serveià che trovasi unicamente nomina-
riori avvenimcnlidi altri tempi, ne'quali lo nella storia romana per alcune sue e-
i fiosinonesi stessi aniinetlono fuor di venienze, ritenute prodigi, che avvenir
d(d)bio la mancanza di setle vescovile in potevano in ogni indiiFerente villaggio; e
Frosinone. Se poi in quei secoli Veroli, per l'eccitamento «d una congiura con-
che aveva in buono stato la diramazione tro i romani, onde ripoitata la pena del-
della via Latina, apeita a cura di Cicero- la confioca della terza parie del territo-
ne, forse per maggior bievilà di viaggio rio, i capi tiella trama furono virgis
ila [iou)a ad Arpinosua patria, fosse qual coesi et secitri pi.'rcìissi : osserverà es-
vorrebbe presumersi, cillà più appartala sere stata non già nobile ed illustre, ina
e meno esposta di Fresinone, lo dicano i penale prefettura di seconda classe, loca-
falli. £ qui ancora per brevità uii limito le e non di provincia: vedrà nello Stra-

ad invitine V. S. ad un confronto de'pas- bene ai tempi di Augusto annoverarsi


saggidi Be, imperatori, Pontefici e trup- Fresinone con parole diverse da quelle
pe, che nel raccorre notizie di antichi se- presentate dal De Mattheis non inlcr nr-
coli dopo Ciceroneavià rinv'enule rappor- bes^vna inter oppida: prenderà una idea
to a Veroli, con rpielle rinvenute intorno della mestrhina condizione frosinonese nel-
a Fresinone; e ad osservare in fine la to- la lettura di tiidi nove i versi di Giove-
tale mancanza di causa della immaginata nale a Fresinone relativi nella Sol. 3,
traslazione di vescovato. — Si allega an- lib. I, vers. 223 e scg. vedrà nel diplo- :

cora dai frosinone»i la impresumibilità ma Lodovico Pio, che è nominato «•


di
che la loro patria, sempre citlà illusile e nuanìentc Fresinone cum omnibiisjini'
distinta fra le altre della provincia fin dai bus Canipaniae, qual capo di tutta di
primi tempi dell'era cristiana, sempre gran parte della medesima, ma che si no-
o almen quasi sempre residenza del ca- minano ivi alla rinfusa alcuni luoghi del-
po della provincia, non conseguisse l'ono- la provincia, citlà e non citlà, vescovili
re episcopale concesso a' tante altre citlà e non vescovili, e che in ultimo, e perfi-
d' infericr condizione. Chi si compiacesse no dopo r inconsiderabile Palricum fu
di leggere spassionatamente il solo De nominalo Frosinonein iiini omnibus fi-
Muttheis, non potrebbe a n>eno di scor- nibus Can.pnniae, per risparmiar la con-
gervi un patrio panegirista, anziché stori- tinuazione di una lunga serie di tutti i

co. .Clii poi si degnasse di riscontrare ed luoghi, che la componevano; come fu



64 VER VER
praticato anche intorno ad nltie regioni neppure conoscersene la cnusa. Per ciò
e (irovincie : scorgerà la perseverante in- cherigiiarda l'essere stata Prosinone seni-
felice condizion ili Prosinone nel nono-e pre o quasi sempre residenza del capo di
successivi secoli nellii locazione riportata provincia, non polendosi ciò riferire a
dal Muratori, Aiitiqtiit. Ilal. med. /ievì, quando era locale piefcltura di seconda
lom. 3, 36, la quide sotto
(U.;s('rl. i Pon- classe, né a quando era colonia in prossi-
tiOcali di Giovanili IX, Pasquale li, ed uiilà di uiuuìcipìì,clie governavausi colle

Innocenzo III, dalla R. Camera A posto- proprie leggi; converrà rivolgersi a'teuipi
lica a terza generazione si concedeva e del pieno dominio teo»porale della Cliiu-
l'innovava di tulio rincasato e territorio sa. Dall' oflioio della traslazione di s. Ma-
di questa prelesa illustre città chiamata gno, non clie dal De Miigislris nella storia
ivi caslriim da quei i^ontefìci, che le a- di Anagni si ha che nel declinare del IK
riebbero pur avuto qualche riguardo e secolo era il tribuno della provincia di
tratti d'incoraggiamento per le soderte Campagna Platone residente in Ferali.
disgrazie, che l'avrebbero poco anzi pri- Da varie pergamene conservatene!! ar-
vata del seggio vescovile,ad onta che non chivio di questa cattedrale Verolana l'i-

inolti secoli prima di tale perdita sareb- sultano nei successivi secoli Xe XI, al-
be slata la culla di ùue santi Ponlehci : tri quattro Consoli e Duchi di Cainpa-
che non solo Prosinone appartiene alla gnae Mariltinia pur residenti in Veroli,
Campania di quei tempi, e che i natali di talun de'quali dà cenno ancor 1' U-
de'due Pontefici al nostro Prosinone non ghellio. La residenza di un cardinal Le-
sonoconlraslati dal solo Ciacconio,di cui gaio in Veroli apparisce chiarissima da
trovando più futile l'opinione, il De Mal- un breve spedito di Benevento ila Ales-
theis imprese ad opporglisi, senza curar Sandro III, il 12 decembre i 167. Che se

gli altri: che dati e non concessi questi in quel torno di tempo non troviamo altri
natali al nostro Prosinone, non ne conse- rettori di provincia inVeroli,ueppur li tro-
guisse per necessità l'essere stata una il- viamoin Prosinone; bensì in Anagni, in

Juslre citià nel rimanente, poiché uonii- Ferentino, in Fondi, in Segui: nel fine del
ni sommi per santità, dullrina e valore secolo XIII e nel XIV abl)ali e vescovi di
possono [)ur derivare e ne derivarono un- Monte Casino, e rettori di Benevento fu-
cile da liiughi abietti, non incontrando in rono pur rettori di Marittima e Campa*
ciò difìlcoltà la divina onnipotenza de , gna. Nel iSgg altro legato di Marilli-
slercore crif^cns pauperem, ut collocet ina e Campagna, il cardinal Lodovico
rum cum principibus : che questi incer- Fiesco del titolo di s. Adriano, pur re-

ti natali in vece di far regalare per con» sidente in Veroli , conie da pergamena
geltura ed equità un fatto ( che o è, o nell'archivio di s. Erasmo, mia delle Ve-
non è) con quella liberalità di Lucenti rolane insigni chiese collegiate. Lo spe-
e Coleli, liinc acquior conjectura Epi- rimentato incomodo de'governanti e dei
scopali decort coruscasse liane ci\'ila- governati per la distanza fra loro, o per
tcin, tenderebbero anzi a farne ritene- la vagante residenza dc'primi, fece sì che
re il contrario, se si considerasse la inve- ben più lardi fosse questa fissala nel cen-
losiniiglianza che due Pontefici, padre IricoProsinonecon notabilissimo suo in-
e figlio, de'quali pur si conservano sto- cremenlo negli ullimi tempi; ma da ciò
riche notizie ed epistole, non si rivolges- nulla può iolerirsi alla supposta sede
«ero mai ai vescovi della propria patria, vescovile di dieci e più secoli indietro.
e non concedessero alla loro cattedra Quali altri fondamenti rimangono alla
diritti, onori e privilegi tali, da non farla immaginazione frosinonese? La Iradi/io-
poi svanire in uien di due secoli, senza uè? JNon dw tradizione, neppure uu/«
VER VER G5
mot' popolare merila di appellarsi una rie di esteri, in mezzo dlla quale Irovasi
voce incominciata ad uscir dalla bocca di il Papia Fressonensis. Volendo tratte-
qualche frosinonese nel secolo XVlI, al- nersi su questa frivolezza dell'ordine del*
lorquando si otleoneclie Filippo Ferrari le firme, se da quello del secondo conci-
nel lessico geografìco,senz'addurnealcuna lio può inferirsi la esclusione di un ve-
ragione, scrivesse per la prima volta Pro- scovo FrosinoneSe, come ne la inferiva il

sinone urbs Latii alias Epìscopalis y Giorgi; il confuso ordine del primo noù
mine oppiduin. Per dirsi tradizione ,
è atto a somministrare alcun argomen-
allorché trattasi di un fatto di otto o die- to. Dèi resto se alcuni , sopraffatti da
ci secoli addietro, di cui non possono n- quell'apparato di apocrife notizie di an-
versi testimoni di udito del passaggio del- tica celebrità di Prosinone e di poste-
la da una all'altra generazione, mi
notizia riori suoi guasti immensi, e mirando ab
par che occorrano scritti idònei a supplir- la mancanza di sicure notizie specifiche
ne la mancanza. AJferranlur srripta,ed degli antichi vescovi Verolani, s'indusse-
allora si potrà esaminare semerita di es- ro dal secolo XVI in poi ad inclinar dub- I

ser decorato della qualifica di tradizione biosamente all'ammissione di queste dae


quel che ora non è che cicaleggio. E con- firme pel nostro Frosinone, e a sbaraz-
tinuando l'analisi di questa favolosa pro- zarsi finalmente da ogni dtibbio con ab-
duzione del secolo XVM.se vogliam (arci bandonarsi in braccio della tradizioiiie
ad indagare qual principio spìngesse ad frosinonese, come il Lucenti, il Coleti,
uscir quella vana voce frosinonese abu- il Giorgi, ed altri; non mancarono tut-
sivamente collocata in posto di tradizio- ma-
tavia altri rispettabili scrittori su tali
m\ troveremo che tutta la base di questo terie, ai qualinon piacque di aderu'e al
grande edificio va a restringersi a due Ferrari e suoi seguaci con ammetter Fro-
«rrori nelle firme de'romaniconcilii i.^e sinone fra gli antichi vescovadi : fra i

5. "sotto s.Simrnaconeglianni 49ge5o3, quali scrittori dello stesso secolo XVIIé


delle quali la prima è Innocenlius E- r Ughellio, il Callo da s. Paolo, il Coro-
piscopas Ecclesiae ForOsensis, la se- nelli, e fra collettori di coiicilii 1' Ar-
i ,

conda Papia Fressonensis. Poiché l'at- duino e il Labbé. Nelle note di questo
tenzione di Monsignor Giorgi si diresse ultimo non troviamo attribuito alcun si-
all'ordine materiale di queste firme, mi gnificato allo inesplicabile Forósemisj
converrà notare che nel primo concilio ed al Papia Fressonensis li'oviaiu sot-
nulla può desumersene; dappoiché le toposta la nota : Forte Eressensis ab
firme di vari vescovi esteri son seguite E/3i^oj inCaria. Hard. Tale interpre-
da quella del vescovo di Ferentino, vi tazione non solo sembra consentanea al-
sono quindi undici vescovi dall' attuale l'accennato ordine delle firme, ma si rav-
provincia di Marittima e Campagna iu visa ancor ragionevole: avvegnaché iri

parte, ed in parte anche dall'attuale Sta- quel tempo, in cui solevano eleggersi i
to Pontificio estranei, poi quel di Terra- vescovi dal clero locale^e come scriveva
Cina, appresso otto vescovi pur dalla pro- nel III secolo il vescovo s. Cipriano nel-
vincia estranei, dopo quel di Anagni,quel la epist. 67, pag. 289 (edizione di Am-
di Volturno, quel diAuiigni di nuovo per sterdam 1700), plebe praesente, quae
quello di Segni impolente a soscriversi, singiilornni vilam pienissime novil ci
quindi il Forosensis, e poi altri vescovi itniuscuj'iisrjue aduni de ejiis converia-
ancor fuori della provincia. Nel posteriore tione prospexit , e che in coriseguenia
concilio alcune firme di vescovi de'luo- ei'ano ordinariamente eletti dello stesso
ghi dell'odierna Italia o a questa prossi- o di vicini luoghi ; sarebbe troppo dif-
mi, son seguite da una lunghissima se- fìcile a credersi che nel latino FtosiooDe
VOC XCIT. 5
,

66 VER VER
fosse eletto vescovo un greco qual lo , chiesa 1 ruderi, gli avanzi di un conven-
iinlica il nome Papia, e il quale perciò to, di un ospedale, un istituto di cari-
tieve per giustizia essere conservato allo tà o d'istruzione, che presenti alcun che
greca allor vescovile città di Cidonla di pregevole ed origine anteriore o pros-
che corrisponde al Ialino Eressus, o E- sima alla perdita del supposto vescovato.
ressos alla greca ; sicché non solo Eres- Oggi da chi non si avvide de' pericoli
sensis al dir di Arduino e Labbéj ma conosciuti da que'frosinonesi si asserisce
poteva ben essere scritto ancora Eres- che la frosinonese chiesa collegiata soglia
sonensì's, e ridursi così l'errore de'copi- quasi per tradizione chiamarsi il Duo-
sii al minimo e facilissimo cambiamento mo. Se la tradizione dell' episcopio ebbe
della sola iniziale E in F, in vece di tra- origine dal secoloX VII, questa del duomo
scinarlo al più difforme vocabolo Frusi- scaturì assai dopo lo scritto del De Mat-
nonensis con assoluta ripugnanza della theis nel secolo XIX, e non si diffuse fuio-
buona critica e della storia. — I recen- ra oltre la bocca di pochissimi nella spe-
tissimi, ai quali traspari per avventura la ranza di allucinare i creduli, giacché il

debolezza di tali fondamenti del Frosi- volgo frosinonese neppure ha imparalo


nonese vescovato pari a quei della sta- finora a conoscere il vocabolodi Duomo.
tua di Nabucco, e pure a sostenerlo spinti Dalla creduta antichità della stessa col-
forse da quella smania di novità , che legiata e della unica sua dignità di arci-
ben sovente rovina le storie, si accinsero diacono trae oggi belli ragionamenti il

a curare con rilievi ulteriori questa pia- chiarissimo Cappellelli, i quali però non
ga, ma con esito non migliore di quel di reggono, perchè basali sul falso suppo-
Ovidio, <7e Ponto, lib. 3. — Curando fie- sto dell' antichità di tali cose, senzache
ri quaedam inajora vidcmus — Vul'
< siagli comunicata quella notizia,
stata
nera, quae melius non tetigisse fuit. — che ad ogni richiesta avrebbe potuto ri-
Ed in vero, l'arguirsi oggi al Frosino- cever da Veroli, della bolla cioè di Bene-
nese vescovato dal leggersi Frosiuuue e detto XIV, data il i5 luglio 1755, Ro-
non Veroli nel dipiuma Lodovico Pio
di mae opud S. Mariani Ula/o rem, '\ulovno
dell'ai 7, o di altri in)peratori, oltre che a quella chiesa matrice di Frosìnoue ret-
inciampa in quanto già accennai intorno ta allora da un parroco arciprete e con
a tal diploma ; incorre eziandio in un so- beneficiati, come sono orditiàriamenle
lenne anacronismo, al riflettersi che se quelle di lutti i paeselli Mi questa Vero-
pur volesse rimontarsi alla donazione di lana diocesi; chiesa pochissimi anni a-
Pipino del 755, già si era veduta la fir- vanti già restaurata, ampliata e ridotta
ma di Martino vescovo di Veroli nel con- a decente forma a cura del verolano ve-
cilio sotto s. Zaccaria nel 743. E conti- scovo Tartagni. Quella chiesa chiama-
uuando su questi rilievi novi»sìmi,gli stes- la nella bolla stessa Parochialis Eccle-
si fiosinonesi Bompiani e De Mattheis sia ArclàpraeshjteraUts nunciipala s,

sostenitori del supposto vescovato ave- Mariae, e non il duomo, in oppido


vano slimato prudente consiglio di spa- praediclo, quod duaruni provinciaruni
ziarsi su lutto ìdlro, fuorché sopra indizi caput ejcistilil, et uhi gubernalorhahilu
derivanti da ecclesiastici e pii luoghi, co- praelatitio insignitus residet, dieta Pa-
se, istituzioni. Furono dessi in ciò cauti, rochialis Ecclesia, in qua sita sunL
)>revedendoil pericolo della richiesta, che odo perpetua siniplicia beneficia eccle-
poteva loro non dirò, dove fosse
farsi, siastica etc.jel pio majoriin eadcmPa-
stata la cattedrale, dove 1' episcopio, do- rochiali Ecclesia divini cultui augmen-
ve i beni della mensa vescovile; ma al- tOj dictique oppidi honori/ìcenlia (e que-
meno se non tuttora esìsteote, di una ste sole fui'ou le cause luoveuli il Som-
VER VER 67
mo Ponlofice,non già le millnntate anti- sinone, e ncttarapoco in parità di circo-
clie celelirilà, non seggi vescovili, non i
i stanze. Comunque alla sfuggita, mi pare
natali rie' Pontefici), in dello anno l'j!)') di aver dato un qualche saggio delia me-
fu creila in saeculnrem et inxignem Col- schinità di Prosinone su tutti i rapporti in
Icgiatam, qnae vi Parochinlls, iti an- quei tempi, ne' quali vanta 1* episcopio;
ten, exislat Ecclesia sub invocadone e- sicché opponevano anche sacri cano-
si i

jusdeni B. Marine, et in ea unus Archi- ni a stabilirvi una sede vescovile: mo-


diaconus, qui inibì dignilas parochialis strai la mancanza di ogni documento u
et unica existat,nec non odo canonica- argomento valido a sostenergli la sua pre-
tiis totidemque praebcndae. — Se mal tensione di (atto; nou che la mancanza
non mi appongo, qualora que* tali, che di cause, che avrebbero potuto privarlo
.scrissero del supposto vescovato di Pro- dell'immaginato episcopio. Se ad onta di
sinone, avessero conosciuto il detto fin lutto ciò, può rimanere ancor dubbio
qui, sarebbero certamente opposti
non si dell' aulica sede vescovile tra Veroli e
nirUghellio, il quale quantunque comin- Prosinone; non vi é borgata nella dioce-
ciasse la serie de'vescovi verolani da Mar- si, per la quale nou potrebbe insorgere
tino nel 743) e forse ancor egli notasse il dubbio medesimo ; sol che nou si tro-
la mancanza di prove sufficienti a stabi- vassero memorie di sua pertinenza alla

lire il primo vescovo ins. Mauro j nondi- diocesi Verolana anteriori a quella bolla
meno dal tutto insieme delle notizie, da di Urbano II, della qualeancora si fa qual-
non potersi raccorre in pochi cenni, non che motto a prò di Prosinone, senza at-
dubitò di ritenere, che EpiscopaUs di- tendersi che in quella si contiene una sem-

gnilas p^erulana antiquissinia est; ubi plice conferma, e non una primitiva con-
prinium ea civilas Christiana sacra ani- cessione. A chi è versato nelle storie non
plexala cst,Anlislilcni ctianisacroruni occorrono racconti, onde fargli giudicar
acccpil, qui Romani Poiitifìcis imme- se Veroli in antichi tempi ebbe alcun che
diate majestalcni veneraliir et colit.'VuV di lustro superiore aFrosinone,e dedurre
tavia siccome non trattasi di causa inte- se anche su questo rapporto si trovino in
gra, ma
di preconcette opinioni più dif- parità di circostanze. Ciò lasciando, egli
ad essere abbandonate, così mi per-
fìcili è certo che de' quattro distinti municipi!
meila di prevenire qualche sofisma, che ernici a' tempi de' romani imperatori, e
se non da dotti imparziali, opporre mi si quindi io principio dell' era cristiana,
potrebbe da frosinonesi. Potrebbesi forse cioè Anagni, Perentino, Alatri e Veroli,
obiettare, rimaner senipre certo che il non si mette in disputa il seggio vescovi-
primo conoscmlo vescovo di Veroli sia le dei primi tre fin dai primoi-tlii della
del 743, restar quindi incerto se gli an- Chiesa^ ad onta che quelli, e moltissimi
tecessori in Veroli risiedessero, o in Pro- altri di sì fatti episcopii,qual più, qual me-
sinone ; giacché amendue i luoghi si tro- no, ignorino i propri vescovi di più seco-
vano egualmente mancunli di notìzie.Da- li. Non vede ragione, per cui Veroli
si

ta per ora e non concessa questa eguale dovesse andar privo di quello, che ebbe-
mancanza, non dirò a parità di circostan- ro gli altri tre munìcipii di egual condi-
ze fra due litiganti, ma ancor nel caso che eione olla sua ; tanto più che in posterio-
per un di essi, il quale non possedesse la re tempo si trova di averlo iu (atti senza
cosa controversa, militassero delle ragio- che ne apparisca 1* anteriore mancanza.
ni, insufficienti però a stabilirgliene il do- Inoltre il De Magistris nella citata storia
minio, sarebbe massima di giurispruden- ci riferisce ohe nel secolo IX i saraceni
za, che nielior est conditio possidentis. impadronitisi di Veroli, spietatamente
Or né siamo uel caso di ragioui per Fio- trucidarono i primari cittadini ^ e tutta
68 VER VER
la saccheggiarono. Di ciò non rontentì, ex cis qiiaereretur, qunre ila esxpt, re-
mirali nella cattedrale ^ la manomise- spondere solitos, ipse dicit. — Nella fi-

ro, e rubarono guanto eravi di prezio- ducia pertanto che V. S. vorrà gentil-
so. E ^ììiclìstìntanienle al mio scopo nel- mente soddisfare ai desideriidel Verola-
la lezione 3.' dell'officio della traslazione no mio capitolo Cattedrale con apprez-
di s. Maguo: quidam igilur ex Muca mi- zar le ragioni, e compatire i difelli di
lilibus inB. Andrene templumirrumpen- queste mie poche osservazioni, mi pregio
te.s, impudenti audacia non veriti snnt di dichiararmi pieno della più alta slima.
aitarla disturbare, argentea vasadiri- — Di V. S. 1 lima. Veroli i 8 aprile Sjg. i

perCy (noli bene) codices auftrre. Ecco Um.''osseq.° dev,° Servo. Scipione Ma-
dunque che la città di Veroli non trova- ciocchi canonico segretario del R.mo Ca-
si a pari circostanze di Frosinone: essa, pitolo della cattedrale ".
die per l'accidentalità di una Orma in un Quanto alla chiesa cattedrale di s. An-
concilio conosce un suo vescovo Martitio drea apostolo di Veroli, portano opinione
nel 74^9 iii^dla ha iu opposizione, che gli i verolani, come rilevai in principio, che
stabilisca in costui il primo vescovo res- siastata fabbricata a'tempi diCostantino I

sa ha fatti positivi indicanti la causa della imperatore, ed hanno pure buone ragioni
perdita delle memorie di quel tempo e di per sostenerla; parrebbe dunque, ehe aU
un buon secolo appresso, per quell'eccidio meno allora ne ilovesse essere stato anche
» e saccheggio, in cui con altre cose perde il i.° vescovo. Ma in un'antichità cosi ri-
precisamente / codici della Cattedrale. mota non potendosi procedere che con in-
£ se quei codici furon tali, che meritaroa certezza e congetture, è bene con 1' U-
di essere annoverati dalle storiche rela> ghelli cominciare col nominato Martino
zioui fra gì' involati oggetti preziosi con ^
del 74^' Quindi s' ignorano i successori
i vasi di argento, non |)otevano esser co- sino ad Arnaldo, o Artnaldoo Àruuido,
dici che di una già antica cattedrale, e il quale nell'BSS sotto<icris$e nel concilio
non di una da poco tempo eretta. Quan- romano di s. Leone IV, contro Anasta-
* do V. S. colla sua perspicacia e sana cri- sio cardinale pretedi s. Marcello. Il sue
tica imparziale avrà considerato che tut- cessore Ildebrando o lldeprando inter-
to ciò ha Veroli, e nulla affatto ne ha venne al concilio di Laterano dell' tJ6i
Frosinone, senza che io dica più cose, che tenuto da Papa s. Nicolò I; sottoscrisse
potrei pur dirne, non posso dubitar del- pure a quello adunato in Roma du A-
la sua persuasione che l'antico frosinone- driano 1 1 nell'SGS, e pare che sedesse nel-
se vescovado non è che uu fittizio com- l'Byi. Itosela r Ughelli registra Bunifa-
mento de'frosinonesi, in buona fedeam- ciò, recatosi nell'Byg al concilio romano
messoda più scrittori, stante la mancan- pel rislubilimento di Fozio, ma il Lucen-
za di una storia tanto di Veroli quanto ti avverte che fu vescovo Rierano ossia
di Frosinone stesso, non potendo per i- di Rieda,non Verulano. Alcuni preten-
storia ritenersi quella del De Mattheis: dono che quindi fu vescovo Avito, com-
né certamente alla sua persuasione farà memorato da'Bollandisli nella leggenda
ostacolo l'autorità degli opposti scrittori, di s. IMagno, ma è rigettato dal Cappel-
se avrà presente quella sentenza di Cice- le! Ii,perchè, a cagione del l'eccidio de'sara-
rone lib. I , De Nat. Dcor.: Non tani aii- ceiii, la traslazione delle sue sagre spoglie
ctorilatis in dispulando, quam rationis è anteriore, credendo egli posili varaen-
momcnta quacrenda sunt. E poco ap- te stabilirla nell'877. Conviene il Cap-
pressoNec vero probare solco id, quod
: pelletti col Ciescenzi, che in tale orribi*
de Pilhagoreis accepimus, quos ferunt, le macello e furioso saccheggio, i verola-
tiquid affìrmarent in disputando, ctun ni uascosero eolro cassetta di marmo le
VER V ER 69
ossa eli I. Salome, per soltiaile Ja'sagri- ta dairorìgioale esistente nell'archivio dì

leghi e rapaci insulti t]e'n>aotnetlani;ar. sua patria cattedrale. In essa lessi: Quo-
gomento pel Cappelletti favorevole a sti- niain ccrtus est nos Rofridus coiisule et
mare le cifre scolpitevi nel IX secolo al- diix filius qiioddnin Johannis boti, rtie-

meno. Ma già ili sopra, parlando della morie coines Campania sen Marie quon-
traslazione del corpo di s. Magno da Ve- dam jugalih. et habitatores in civitalis
rdi ad Anagni, rettificai l'asserzione del Ferulane. Io ho copialo secondo l'orto-
De Magislris clie la vuole segnila nel- grafìa del documento. Dal contesto poi sì
r877, dichiarando che propriamente av- trae, che Marie non è il nome della pro-
venne neir883 insieme alla rovina reca- vincia di Marittima, ma di Maria moglie
la a Veroli da'saraceni, ed allrettanto ri- di Eiofrido conte di Canjpagua per la Se-
tengono verolani. Perciò crolla l'opi-
i de apostolica , console e duca di Veroli.
nione del rispettabile Cappelletti, basa- Siccome anticamente col nome di Cam-
ta che la traslazione delle suddette sagie pania o Campagna^ oltre tale provincia
spoglie di s. Salome sia anteriore nW'Sjj, sì comprendeva l'altra poi denominata
ma invece essa pure deve riportarsi al- marittima, qui ricordo che al seguento
r883,come parimente superiormente de- secolo XI il veliterno cardinal Borgia ne
scrissi. Non trovandosi d'altronde oppo- riferisce la divisione della Campania, in

che precisamente in (juest'ullima


sizione, Campagna e Marittima, il che registrai
epoca potessero essere state nascoste le nel voi. LXXXIX, p. 35, in seguito det-
ss. Salome già rinvenute, in
reliquie di te Marittima e Campagna. Che le prò-
qualunque modo e in tempo più assai re- viocie già ne'diplomi del secolo XII si di-
moto il che rimane constatato anche
,
cevano Campaniae et Maritimae, lo tro-
dalla cassa e da'suoi caratteri. Sedeva nel vo nel Contatore, De historia Terraci-
959 Giovanni I, il quale a'9 giugno col nensi, p. 56. Indi nel medesimo appren-
consenso di lutto il clero verolano, rife- do che con tali vocaboli chiamarono le
risce rUghelli, concesse il fondo Monilct' due Provincie, Gregorio IX nel diplo-
mini col lago e il diritto della pesca, di ma dell' anno 1234, Innocenzo IV ia
ragione dell'episcopio Andrea, sino di s. diversi del i252,ed in altri, senza diro
a 3.' generazione, a Halìrido o Rofrido di quelli de' successori. Tornando a Gio-
sunnoniiuato,er[Jghelli chiama figlio di vanni I vescovo, egli sottoscrisse al coa-
Gio>anni quello ch'era duca della Cam- ciliaboto adunato in Roma dall' im-
pania nel 949: Carnpaniae^ et BLireae peratore Ottone che pretese deporvi
I,

consuli et duci, hahltatonbus Ferula- il Papa Giovanni XII; al quale poi nel

nae civitatìs. Dipoi il lago colle sue per- 964 nel sinodo romano che condannò
tinenze, a tempo dell'Ughelli si possede- Ottone T, implorò perdono del suo delit-
va dal comune di Prosinone, ossia nella to. L' Ughelli registrò poi nel ioo5 N.,
metà del XVII secolo. Già di Roffredo anonimo che inserì nella serie de' vesco-
ne parlai in principio. Solo qui trovo di vi, secondo il Cappelletti, tratto in erro-
aggiungere, che avendo consultato, sui re da un brano di cronaca del monaste-
vocaboli /17ort/7rt.7Ji/» oManilanunieMa- ro di Casaniari, che riporta, la quale e-
reae, il peritissimo paleografo verolano spone la fondazione del medesimo, men-
Giambattista Carinci, io Roma archivi- tre avvenne assai più tardi, come narre-
sta della principesca casa Caetani e diret- rò descrivendolo, eoo alcun riflesso sulla
tore degli archivi! della congregazione carta creduta errata, essendolo solo in
cardinalizia della rev. Fabbrica di s. Pie- parte, perchè amalgamò l'origine e la fon-
tro, gentiloienle mi mostrò l' istromeu- dazione del monastero, ambo per opera
tothe li contiene, cipè la copia da lui fal- di 4 sacerdoti vsrolani, che ivi vissero q
70 VER VER
tnorirono in fama di santità. Nel 1 0^4 era sa verolnna ad Adamo vescovo d'Alatri;
•vescovo Sergio, come si trae da un do- ma il Cappelletti asserisce ch'ebbe lunga
cumento dell'archivio della cattedrale, vita, perchè nel 1090 si trovava presen-
ch'è la locazione d'un latifondo nel ter- teeassisleva alla consagrazionedella chie-
ritorio diocesano di Torrice presso la di- sa di s. Martino, fatta da Rinaldo vesco-
ruta chiesa di s. Oreste, da lui concesso vo di Gaeta. Perciò il successore Alberto,
a'signori di Torrice. Sotto di lui onel ve- che l'Ughelli disse eletto dopo lunga al-
scovato del successore propriamente se- tercazione nel detto anno 1074, comin-
gm in fondazione del celebre monastero ciò il suo past«>rale governo 20 annido*
diCa$an)an, per opera di 4 sacerdoti ve- pò, cioè neliog4, e realmente la sua e-
rolanichenel oo^eransi ritirati nel luo-
i lezione fu preceduta da lunga discordia
go a menare vita regolare. Gerardo o Gi- tra 'canonici elettori discrepanti nella scel-
raldo fioriva nelio36, nel novembre del ta ; laonde fu Urbano II che per prov-
quale anno intervenne al sinodo romano vedere frattanto a' bisogni della vedova
adunato da Benedetto IX, ma nel fram- chiesa destinò amministratore apostolico
mento diessoè denominato ^ero/e/z-y/V. Il Adamo che dal 1077 era vescovo d'Ala-
vescovo Benedetto I, non conosciuto da U- tri, e non nel 1074 come vuole Ughelli.
ghelli e supplito dalCappelIettì, sottoscris- Nel vescovato d'Alberto, il Papa Urbano

se colle parole Benedictus BerulertsìsfBc- Il colla bolla Juslis volis asscnsuni prae-
/•o/en.«',y è veramente il nome latino che si bere, del 097, Bull. Roin.
1 1. 1 , p. 99 (la
dava a Veroli , cambiandosi indistinta- riportano ancora l'Ughelli, il Cappellet-
mente la lettera F nella B, di che ne fau ti, e il De Maltheis nel Saggio isloricoj^
no fede tutte le antiche patrie scrittu- colla quale confermò
Chiesa Ve- alla s.

re), al concilio romano di s. Leone IX rolauaeal vescovo Alberto petente,quan-


nel I o4q, ove fu pure decretata la cano- lo giù possedeva per concessione de'Pa-
nizzazione di s. Gerardo vescovo di Toul, pi, liberalità de'principi,ed oblazione de'
la cui bolla Virlus divinae operalionis, feileii, circoscrivendo pure i confini del-
presso il Bidl. Roin. 1. 1, p. 871, l'ema- la diocesi e determinandone possedimen- i

nò nelio5o. Il vescovo Placido reggeva ti e le sue chiese, inclusivamente a quel-


nel 1 061 questa chiesa, un monumento le ed a'iuoghi di Prosinone, Torrice, Ri-
della quale lo chiau)a Einiiientissiinus E- pi, Amara, Poli, Castro, Falvaterra, Ce-
jjiscopus. Nota il Coleti, che col titolo fle- priino, Straogolagalli , Bauco, Monte s.

/ olancnsiss'i sottoscrisse nelioSg alle co- Giovanni, Monte Negro, Canneto, Carpi-
stituzioni del concilio tenuto in Roma da no, Castello (de'4 ultimi luoghi ora non
NicolòII;duDr]uegià dueanni prima n'e- si hanno notizie, poiché furono distrutti
ra al governo. Nel 1 066, dice il solo Ron- da'barbari. Canneto lo fu dal conte Adi-
dinini, che a Placido successe il verola- uolfo neh 188, rimanendovi la sola chie-
no Giovanni 1 abbate di Casamari, e II sa, e gli scampati abitanti dettero origi-
come vescovo di Veroli: pe'suoi meriti e ne a Colli, come si ha dalla cronaca di
virtù l'elessero ilVero-
clero e popolo di Fossanuova. Carpino era nel territorio di
li, e Papa Alessandro li lo confermò; mo- Ripi, conservandone tuttora quella con-
ri nel 1067. Nel 1070 Onesto o Onorato trada il nome; ed altrettanto avvenne a
assistè alla consagrazione della chiesa di Monte Negro nel territorio di Veroli). Da
s. Martino di Monte Cassino , e benedì questo diplouiarisultaincontrastabi teche
l'altare di s. Ambrogio. Disse l'Ughelli, già Frosinune era riunita e faceva parte
the morì nel 1074» e per le dissensioni della diocesi di Veroli da molto lempu
de'canonici nell'elezione del successore. innanzi, e non che le fositc riunita in (juel-
Papa I. Gregorio Y 11 commendò la chie« l'epoca, come alcuni preleuduuu, couvc
-

VER VER 71
nendovi pienamente il patrio storico fru- autem praecepit, qiiatenus eitm, ut de-
sinate oav. De Mattheis. Morto Alberto ricum suum, ad se revocarci: sin autem
nel 06, in quesito stesso i canonici e cle-
I 1 ohedire renueret , excommunicationis
ro verulano elessero in suo luogo il mo> gladio euni percuteret: asserens se eum
naco e poi abbate di Casamari Agostino, prò excommunicato habere,si ah Epi-
diverso da Agostino I abbate di Casama- scopo excontmunicatus foret. His aliis-
ri, a cui era successo. Trovandosi in Ve- que causis praecepto Domini Papaecon-
1 oli, come già notai, il Papa Pasquale II, gregata est Synodus apud Berulas (così
non solo lo confermò,
ne fece l' epi- ma talora chiamata Veroli,perciò,ripeto,i suoi
scopale consagrazione, unitamente all'al- vescovi talvolta ne'concilii s'intitolarono
tro Agostino vescovo di Ferentino.il ve- Berolensis e Beruleniis, se pure non è
scovo di Veroli ottenne poi nel 1 108 la errore degli amanuensi)jMZ>£^aMi«/ioPa/i-
conferma di tutti i privilegi e diritti del- tifice Laeto con<!entienle cwn eo j'ussu
la chiesa Verolana, eoo bolla simile a Domini Papae, domino Gregorio car-
ipiella d'Urbano li, ed emanata in Ce- dinale ss. Aposlolorum^el Ogdone Ana-
prano, // iionas septembris, pontifwatus gnìno praesule, nec non domino Angu-
anno x. Morì Agostino nel 1 1 1 1 e fu se- stino Fereniinate episcopo. In qua dc'
polto nella chiesa di Casamari. Gli suc- niqueSynodo praedictus Grimaldus Ar-
cesse tosto Leto I o Leone I, ed auch'eglì chicnnonicus vocatus, corani pracdictis
fu consagrato da Pasquale II in Veroli Patribus etsancto conventuconfessus est
a' 5 novembre 1 1 1 stesso. Inoltre in ta-
1 1 se peccasse, et contra niatrem suani ec-
leanno fu celebrato un concilio, d'ordine cleslam de inlerdicta obedienliafecisse.
del Papa, e non nel i4o come viene ri- e Unde prac/ati Patres decrevernnl , ut
portato dal p. .'Vrduino, seguito da al- omne episcopale jus suae matri eccle-
tri, come dal Lenglet nelle Tavolette cro- siae, etdebitam obedientiant suo Epi-
nologiche, sopra l'ubbidienza ecclesiasti- scopo ullerius non negarci. Qtiod si ne-
ca, citando il p. Mabillon, ma senza aver- garetj Episcopus, sicut Dominus Papa
lo riscontrato, altri«ncoti non sarebbe ca- praeccpetat, libere suum o[]flciuniface-
duto in errore (altrettanto avvenne all'ab. ret. Qnaproplcr praesidentibus pracdi-
Cappellelli diligenlissimo,cheailerma es- ctisPatribus et toto conventu,Jideni ci
sersi tenuto in Veroli altro concilio nel obedientiam, sicut sui praedccessoresfé
I i4o, eziandio citando Mabillon, t. 2, cerunty ecclesiae s. Andreae, suoquc E-
p. 24^1 mentre è il concilio di cui vado piscopo deinceps se debere spopondit.
a parlare, che t. i.Niuua sorpre-
sta nel Placuit hoc praedictis Patribus et san-
sa, se si tiene presente quanto rilevai nel cto conventui: assensum praehuit Epi-
voi. XC, p. I 39, secondo il dichiarato in scopus et clerus ejus". L'ab, Cappelletti
più luoghi). Eccone il contenuto culle pa- riprodusse il testo del p. Mansi, Colle-
role che ricavo dal Mabillon, Museum [- clionis Conciliorum Synopsis, il (juale
talicunij 1. 1, p. 24^. M Synodus l'aera- pure lo ricavò dal p. Mabillon, ma Gri-
lancnsis in causa Grimaldi ArchicanO' mattlo lo chiama Archidiaconi. Il p. Ca-
nici. Anno Doniinicae Incarnationis simiro da Roma nelle /l/c'/ior/e superior-
Mcxi, Domino Papa Paschale TI prae- mente discorse, diceudo di questo conci-
sidente^ domino Griuialdo s. Paté mia- lio, r ap[>olla Grimoaldo Arcicanonico
ni ArchicanonicOjJldcni el obedientiant XI, p. 84), ci-
(tale già lo dissi nel voi.
suae mairi Ecclesiae, sitogue Episcopo tando Mabillou. Col medesimo p. Casi-
prò privilegio acceplo spirita siiperbiae miro già narrai, doversi al vescovo Leto
conimolo negante; Episcopo vero bis ter' I la fondazione del monastero per le be-
ijue Domino Papae oroclanianle : ipse ocdcttiuepresio le mura di Veroli, e la
1 5 ,

7!^ VER VER


propinqua chiesa di s. Martino che nel sima. Riferisce l'ab. Cappelletti; 11 vesco-,

1 127 dedicò, ora dentro di essa e de'mi- vo nel 1 144 donò alla badia di Monte
nori francescani. Prima però di questo Cassino la chiesa di s. Giuliano, situata
tempo rCJghelli riferisce di lui le seguen- nel castello di Prosinone. Però il cav. De
ti memorie. Nel ricevè per la sua
i i i 1 Muttheis ritarda i54, e con
l'offerta al i

chiesa il donativo di diversi beni da'no- l'istromenlo riportato dalp.Gatlola nel-


Vererno, Milone e Pellegri-
bili fratelli V Istoria del monastero di Monte Cas'
no, insieme a Bonizone di Monte s. Gio- sino, e la dice fotta dal clero e dall'ordine
vanni, ne'terrilorii di Monte Canneto e de' militi di Prosinone, e ciò coli' assenso
diStrangolagalli. Neil i 1 2 sottoscrisse al del vescovo di Veroli Leone, e le ponti-
concilio diLalerauo celebrato da Pasqua- fìcie facoltà. Di più, dichiara, qhe la chie-
le 11, col nome di \eico\o rarrianus, che sa, con tutte le sue pertinenze donate
il Baronio sostituì o ripristinò con quello trova vasi nel territorio di Prosinone.
di Ferulanus: ma l'ab. Cappelletti os- Laonde tale consenso non lo die'Leone l,
serva, che precedendo l' iniziale G. con ma Leone 11. iNel i \^5 Oddone I, che
questa non può intendersi Leto; anzi il colla spirituale esercitò pure la civile giu-
Bini, illustratore del citato Mansi, inve- risdizione, poiché scrive l'Ughelli: Hic
ce di G. P'orrlanus ^ scrive PVilielmus, Verulanani civilalem, de consensu Coti'
Tun'aims, per cui crede, che nìuna del- regenda susccpit, qiiam simili
sifluni

le due lezioni può adattarsi al vescovo cuf/i ecclesiastica dignitate ssuntma prii'
Leto, Vuole ancora l'Ughelli, che sotto- dentia admùiistravit ad niorleni iistpie ,

scrisse nel iii4a quello tenuto dallo gnae incidil in anno i 147. In questo gli
stesso Papa nel monastero de'canonici di successe Leone 11 o III, che intervenne
s. ^alevoiano apud Caò tri Ceperanì{$[C' a* 19 agosto 1148 alla consagrazione
come leggo nella suddetta bolla di Urba- della chiesa di s. Clemente di Perenti-
no II, enumerando luoghi i della diocesi no, e benedir altare di s. Stefano nella
monaslerios. Pateniiani, di questo duu- confessione. Narrai di sopra , che Papa
queeraarcicanouico o arcidiacono il sua- Eugenio 111 trovandosi neli i5o,o meglio
riuminato Grimaldoo Grimoaldo), PosL nel I 1 1, nella provincia, consagrò due
haec Laetits, Paschali Iltnulclatus, et chiese della diocesi, cioè di s. Croce nel
a Gelasio II anno 1 i i8 ad pristina ni, comune di Castro a'22 aprile, e quella di
digmlateni restilutus est.. Il Cappelletti Casamari a'29 ottobre, essendovi presen-
dubita di questo racconto,ed asserisce non te il vescovo Leone li, al dire dell'Ughel-

trovarsi negli atti del concilio di Cepra- lì. A lui Anastasio IV nel i i53 confer*

no, riportati dal Mansi, il nome de' ve- mò gì' indulti apostolici , accordati alla
scovi gbe v'intervennero. Con diplomi» chiesa verolana da'suoi predecessori. Nel
dato nel territorio di Paliano, da Calisto 1 159 il vescovo Leone li, coH'autoritàdi

il a'26 giugno I 22, otteime amplissimo


1 Papa Adriano IV, concesse Castruni
privilegio di confern»a de' beni di sua Monlis s. Joannis infcuduni Raynaldo
Urbano li; ed
chiesa, simile a quello d' Cornili Aquinati, sHccessorihnsqiiesiàs.
altro ioconseguVda Onorio II a' 29 a- AKinaldosucqesse ilfìglio Pandolfo,/<{({(;
goslo II25. Il vescovo Stefano viveva Ayni.um, Aynio vero Pandiilpìuun pa-
nel 1 34. Dopo di lui trovasi ,
nel i 1 4q treni d, Toniae yìquinalis dottore di s.

Leone Ioli, il quale neii i4^ da Pupa Chiesa. Dice Lucenti, a questo vescovo
Celestino II con diploma de'27 febbraio, scrisse Papa Alessandro III la lettera che
fu ricevuto colla sua chiesa nella prote- trovasi nel cap. 3 De Cleric.conjug. Mo-
zione della s. Sede , colla conferma dei rì il vescovo nel i 160. Nello stesso 1 cano-
potscdimeuti e gtuiisdjzioul delia iued&- nici elessero a succeilerlo Puramondo o
VER VER 73
Fromondo oFrujamondo monaco cister- nel I 190 fu vescovo Oddone li, che nel
cieatte dell» badia di Casnrnari , consa- 1196 intervenne alla consagrazione di
grato a'i oltobre in Veroli , insieme a s. Maria de B'iumine presso Ceccano ,
Itodolfo procuratore di detto monastero nella diocesi di Ferentino. L'ab. Cappel-
in sacerdote, e poi nel r 1 6 1 in vescovo di letti riporta la lettera scrittagli da Papa

Ferentino, da Alessandro 111 cli'erasi ri- Clemente HI, sopra un fatto accaduto
fugialo in Veroli per evitare la persecu- nella sua diocesi, per la separazione di
aione dell'imperatore Federico 1 , come certo matrimonio. Non solo in tempo del
a suo luogo raccontai, in uno al soggior- suo vescovato ebbe luogo la rifabbrica
no che vi 170 al 1172. Rac-
fece dal i della chiesa de' ss. Gio. e Paolo di Casa-
conta rUglielli che Faraniondo conser-
, mari, ma successe il lietissimo e già nar-
vando singolare airetto pel suo antico rato avvenimento del ritrovamento del
monastero di Casaniari, implorò ed ot- pre^.ioso corpo di s. Salome. Qui 1' ab-
lenneda Alessandro 111 non solamente la bate Cappelletti riproduce il riferito dal
confern)a de'beni e privilegi, ma ezian- Crescenzi tanto sull' invenzione ,
quan-
dio nella protezione della Sede in cui s. to del discorso luogo di Provenza, detto
l'aveano |)Osto Nicolò li, Alessandro li, delle Tre Marie , ove a preferenza di
Calisto II, Anastasio IV e Adriano IV , Veroli, si pretende possedere il corpo di

culla donazione di chiese, parrocchie e s. Salome; e dice astenersi dal ribattere


beni rustici, col diploma che riporta, le frivole ragioni ,a cui si appoggia tal
Piae poslulatio i'o/«/j/<j/z5,diretto all'ab- pretesa, fondata sulla pietra che copriva
bate Gregorio, daluni Ferulis per ma- ùi\Q corpi santi, colle iniziali: /1/. /.*S'. A''-

num Gradala S. Fi. E, subdiaconi et « Queste si vollero interpretare: Maria


no(arii,a g maggio 1170, sottoscritto Jacobi Salonien videbis. Quale vigore
dal Papa e da 1 6 cardinali, tutti pre- potrà mai avere iu buona critica questa
senti in Veroli. Però il Papa lasciò il immaginai ia spiegazione di quelle ini-
monastero soggetto nello spirituale al ve- ziali, confrontata colla reale iscrizione,
scovo di Veroli , cioè per l' ordinazione che si legge in Veroli sulla cassa, in cui
de'monaci,e per ricevervi il crisma e l'o- si trovano le reliquie di &. Salome? Ma

lio santo, per la consagrazione degli al- l'origine di sì enormi incertezze, sul pro-
tari e della basilica. Si legge pure nel posilo di questa santa e delle sue reli-
Bull. Rom. t. 29, p. 4o9.1noltre vesco- il quie, fu per la massima parte l'inconside-
vo Faramondo intervenne al concilio ge- ratezza degli scrittori, che attribuirono a
nerale di Laterano 111, celebrato dallo Salome il nome di Maria (non è incon-
stesso Alessandro \\\ nel i 179, e mo- sideratezza , poiché di fatto gli odierni
rendo nel I 18.1 fu sepolto nel diletto verolani stessi riconoscono in s. Salome
monastero di Casamari. Ambrosio, che in l'antinome di Maria, come rilevasi dagli
detto anno gli successe, nel seguente o nel articoli da loro fatti pubblicare ne* gior-
Il 83 accolse nel suo palazzo vescovile nali ufficiali di lloina, (la me riferiti di
l'apa Lucio III, che nella sua dimora in sopra e da riferirsi ancora ; anzi dalle»
Veroli confermò i privilegi di sua chie- stesso Crescenzi ne'Ce«/»*5tor/ci, il qua-
sa; e si trovò all'elezione seguila iu Ve- lesebbene esclusivamente chiama la san-
roli ili Urbano 111, ed alle solenni sa- ta col solo nome di s. Salame, wtWa pre-
gre funzioni che ne seguirono. Morto ghiera poi che riporta per la preserva-
neir anno 1188, Ambrosio, in questo zione dal cholaa, r incomincia colle pa-
gli fu sostituito Roberto, a cai e al suo role Gloriosa Maria Salame^ sostegno,
:

donò alcuni fondi il verolano


capitolo esperanza nostra ec.),e che l'alterarono
Laudo Franco neh 189. Pel suo decesso quindi con Maria di Jacopo. Ed anche
74 VER VER
iliquesta occasione rUgheili rinnovò Io sroa, e di recarsi al sinodo ogni volta che
lo «lesso sproposito, dicendo, non che fu vi fossero invitati; nel resto poi dipen-
Irovato in Veroli il corpo di s. Salome, dessero immediatamente dalla s. Sede.
ma bensì corpus B. Mariae Jacobi". Morto Giovanni III nel i25o, insorse
Mon Oddone nel 12 12, dopo essere
11 grave discordia tra il capitolo della òat-
stato deputatoda Innocenzo Ili a giudi- tedrale, e il clero della città che per l'an-
care una controversia tra l'economo di tica consuetudine voleva dare il suo vo-
s. Stefano d'Àlatri , e il militare Gim- to con esso per l'elezione del nuovo pa-
rnondo similaieute d'Alatri. Il successore store. La lite fu portata avanti Innocen-
Leto 11 o Leonelll oIV,a'i Ssettembre zo IV, il quale commise al vescovo d'A-
12 17 si trovò presente alla consagrazio- nagni ne prendesse informazione, uden-
ne della nuova chiesa di Casaiuari ese- do le ragioni degli uni e degli altri , e
guita da Onorio HI, che accolse in Ve- sedasse i contrasti. Fu decisa la questio-
rolianche nella pacificazione con Fede- ne, per sentenza del vescovo d'Anagni,a
rico Il nel 1222 (e non 221, secondo il 1 favore del capitolo della cattedrale, cui
codice Alessandrino, riferito dal Rondi* unicamente ed esclusivamente si decretò
nini), che fu l'ultiiuo anno del suo ve- appartenere il contrastato diritto, senza
scovato. Nel 1223 gli fu surrogato Gio- che alfatto vi potessero prender parte i

vanni III, consagrato in Veroli da Ono- canonici di s. Erasmo , non ostante il

rio III. Questo pastore uni alla mensa concessoglidaGregorio IX e riferito par-
vescovile le chiese di s. Silvestro e di s. lando di tal collegiata, o quelli di s. Ma- ^
Nicola, nel territorio frusinate, e le chie- ria de Franconi, o quelli di s. l'aolo , e . .
se di s. Magno e di s. Egidio, nel terri- neppure priori o rettori <li s. Angelo e
i

torio ceprauese, col beneplacito apostoli- di s. Leucio. Intanto i canonici della cat-
co di Gregorio IX. Zelante del suo mi- tedrale aveano eletto Giovanni IV loro
nisterOjfece molto per reprimere gli abu- collega, il quale perciò dal l'apii, ricono-
si,che violavano nella tliocesi le discipli- scendo in e>>si il diritto d' elezione, fu tli-
ne canoniche, tra le quali precipuamen- chiarato vero e legittimo vescovo , con
te la conleiuporanea pluralità de' bene- lettera dell'i maggio i 252, diretta al
i ca-
fìzi, di cui cercavano d'essere provvisti pitolo medesimo. Nello stesso anno fu rie-

gli ecclesiastici di Veroli. Trovandosi in dificato l'antico castello di Strangolagal-


Anagni Innocenzo V, a'y ottobre 1243,
I li, che nelle guerre d'invasione della Cam-

scrisse in proposito al vescovo la lettera pania era slato bruciato e distrutto ; e


Culli nictgìs, che offre l' Ughelli, ripro- quindi al vassallaggio della chiesa di Ve-
vando abu-
l'avarizia de'cherici e tanto roli venne restituito, prestando il giura-
so, da non doversi più tollerare; perciò mento di fedeltà dinanzi al vescovo, cow
gì' ingiùnse di eliminarlo, altrimenti a- stntientibus ball'ms doiniiiorutn Monlit
vrebbe preceduto contro di lui. Nel del- s. Joannis ad hoc specialitcr deputali.

lo annoGiovanni 111 interdisse i signori AssistèGiovanni IV alla consagrazione


di Dauco, per avere occupalo beni di s. i della chiesa dis. Sabina di Roma falt.i

Stefano di Rujano. Dal medesimo Papa da Innocenzo IV, e muiì nel 1253. In <pie-
furono soggettati all'episcopale giurisdi- sto canonici della cattedrale procedero-
i

zione del pastore verolano, il priore ed no all'elezione del successore, e scelsero


i cherici di s. Maria del Canneto , che un altro canonico, nella persona di Gio-
se ne reputaiano esenti; e loro fu im- vanni V Giolfredi, confermato da Inno-
posto l'obb'.igo di p.igare alla chiesa di cenzo IV. Dopo avere nel 125/ ospitalo
Veroli le decime de'luio raccolti, di rice- nell'episcopio il Papa Alessandro IV, ces-
vere dal vescovo di questa il sagro cri- sò di vivere nel i258. Restò vacante la
e,

V BK V E a 75
sede sino al i 25q, in cui fu eletto Andrea e Immutano le denominazioni e le date) ;

«pprovalo da Alessandro IV, da cui ot- e più tardi altresì alla chiesa dì s. Ania-
tenne una Kulenne conferma dell' unione no , diocesi d'Asti; e similmente alla
fatta dal vescovo predecessore Giovanni parrocchia de' ss. Morando e Cristoforo
111, delle chiese di s. Silvestro e di s. Ni- d'AIlkircli, nella diocesi dì Basilea, essen-
cola di Fresinone, e di s. Magno e di s. do in Rieti, nella cui carta, pressoi boi-
Egidio di Ceprano,alla sua mensa vesco- landisti, per isbaglio Laterio è qualificato
vile.Col Ì2G1 terminò colla vita il suo Ntrulanus^ invece di f^erulaniit. Legga
Vescovato, ed il capitolo cattedrale gli so- inoltre nel p. Casimiro da Roma, che da
Gregorio, uno de'canonici, che Ur-
stituì una bolla diNicolò IVsi trae,cheil vescovo
bano IV confermò e anche consagrò, non di Veroli pagava ogni anno alla camera
prima perù de'4 settembre, giorno in cui apostolica 60 brachia panni, 200 scu-
ricevè la cousagrazione dal Papa. Disceso tellas, et 2.0 solidos. Nel pontificato di
nella tomba nel 1278, vacò la sede sino Nicolò IV, scrive l'Ughclli e pare con ,

u\ 280, in cui vi fu esaltato Lotero ca-


I anacronismo, perchè era morto nel 1 292,
nonico della cattedrale e segretario del ed allora regnava il gran Bonifacio Vili,
cardinal Savelli poi Onorio IV.L'CJghellì gloria ernica, Adenolfo Pagano, signore
legistra Lolerio I nel 1280, Tommaso del castello di Falvaterra, appartenente a
nel 1282, Loterio II nel 1285. In vece questa diocesi, usurpò alcune possessioni
V.A). Cappelletti,certamente col prezioso della cattedrale , e malgrado l'ammoni-
tesoro che possiede la sola biblioteca Mar- zione del vescovo Laterio, ostinato le ri-
ciana di Venezia sua patria,cioède'iolomi tenne. Perciò Laterio , vedendo inutile
n>ss. di correzioni e aggiunte all' UgJiel- ogni altro mezzo a ricuperare i beni della
//{ f^.), di Gio. Domenico Coleli, seguen- sua chiesa, ricorse alle censure canoniche
do conampliazione t'esempiodellozioNi- e lanciò scomunica all'usurpatore. Os-
la

i:ola,dichiaracheun solo Loterio possedè serva l'ab. Cappelletti. »La quale misu-
i.i cattedra pastorale di Veroli dal 1280 ra; che oggidì sarebbe pur necessaria,
uno 3 4i e perciò esclude a quell' e-
al I 1 non di rado , benché forse con poco o
poca Tommaso e interamente Lolerio II. nessun effetto , a difesa de' sagri diritti
Di più corregge la data di anno V del delle chiese; riusù efficacissima eoa A-
pontificato d'Onorio IV, del diploma di denolfo, perchè restituì ben tosto alla
indulgenze concesse alla cattedrale di Ve- cattedrale verulana beni che le appar- i

roli nel 1287 (dallo stesso vescovo, siii- tenevano, e ottenne 1' assoluzione dalla
g7///4o <://V;i^),ed i uouii de' vescovi iu esso pronunziata sentenza: ciò nell' anno se-
sottoscritti. Loterio nel precedente 1286 guente. E mentr' era
nel susseguente,
t't.sendo in Roma (nella quale risiedendo Loterio iu Angelo, castello della dio-
s.

ottenne il vescovato,e poi vi sarà tornato cesi sua, ricevette l'omaggio e il giura-
nell'assunzione al pontificato del suo car- mento di sudditanza da quelli di Ripi
dinale), concesse indulgenze allo spedale altro luogo della sua diocesi". In breve,
della Misericordia di Siena; nel 1289 ne tuttociò riferisce pure l'Ughelli, assegnan-
concesse pure alle monache di s. Salva- do al iSoo l'omaggio di R.ipi, e dichia-
tore del castello di s. Severino (s' intende rando morto Laterio, per lui I, nel 3 1 4- i i

con altri vescovi, che si ponno leggere nel Sino al 1 3 7 non trovasi che Tommaso o
1

Turchi, Z>e Eccles.Cwitrinensis Ponti/i- Tommasio, morto nel i32g. Quindi nel
cibus, p. 2 34> »>a ivi Loterio è sottoscrit- 33 1 gli fu »ostituitoAdjutorio,alcui tem-
1

to f'/ci/er/wi. Si debbono però tener pre- po a sua istanza, ed a quella del capitolo e
senti i falli de'copisliede'tipografJ, che sic- del comuDe,un'ì alla cattedrale la chiesa di
come Uomini, eaì pure cadono in errori. s. Salouie, il sunnominato cardinal Deu-
76 VER VER
ciò. Il Cappelletti che riprotlnsse il suo Chiesa Verolana nel i384 lo scismatico
diploma, già pubblicalo dal Crescenzi , Nicola. Ma il vero Papa Urbano VI nel-
opportunamente sul contenuto del me- l'istesso anno nominò vescovo di Veroli,
desimo, osserva. »» Se non si sapesse d'al- Francesco I detto anche G.Francesco Bel-
tronde, che qui si tratta della chiesa riz- lauti nobile sanese, trasferendolo dalla se-
zata da'verolani in onore di s. Salorae , de diMonleVerde.epoineli SSylotrasla»
chi non dovrebbe conchiudere, dal teno- tò a quella diNarni,da dove passò al vesce»
re del recato documento, doversi inten- vaio di Grosseto. 11 suo successore fu e-
dere Maria madre di Jacopo e di Giu- letto dal Papa Bonifacio IX nel iSgG
seppe? Eppure l'inesattezza di scrivere nella persona d'un Bartolomeo, forse a-
e la spensieratezza di dare a Salonie il vendolo impedito prima o l'intruso Ni-
nome di Maria, o di alternare il suo nome cola o il prepotente scismatico Onorata
con quello di Maria di Jacopo, resero co- Caetani, o per 1' infelicità de' tempi si
sì comune tra'verulani s\ enorme sba- smarrì la memoria di altro legittimo pa-
gliOjchesenza por mente alle conseguen- store. Dello scisma delta chiesa di Veroli,
ze da me altrove notate (cioè con quanto dell'interdetto a cui soggiacque, del ri-

già dissi del suo opinare, anzi argomento torno suo all'ubbidienza di Bonifacio IX,
esaurito e giustificato, mediante le due e dell'assoluzione di quel Papa, parlai a
lettere dell'archivio Mellonj, che ripro- suo luogo di sopra. Bartolomeo il i.^a-

dussi) , la loro santa Protettrice è no- gosto i4i>^ trovasi nominato in una in-^
minata più comunemente Maria di Ju' dulgenza concessa a s. Martino di Val-
cono e Maria Salonie, che non col vero cussa nella diocesi di Fondi, e morì nel
e proprio suo nome di s. Salame ".Et- 1420. Papa Martino V a'19 settembre
guaimente del terremoto patito da Ve- 1422 dalla chiesa di Fondi trasferì a
roli nel i35o,che distrusse il tempio di questa Benedetto II, anteriormente ve-
s. Salome, del giubilante ritrovamento di scovo di Marsiglia , e sembra di nobile
sue sagre Ossa 7 ottobre, e del trasfe-
a' i condizione, descrivendone lo stemma l'U-
rimento loro nella cattedrale a's^ mag- glielli, che pure esibisce, poscia morendo

gio 1 352, ripetutamente già ragionai. nel «427, e non nel i437 come scrive il
Segnalato così il vescovato di Adjulorio, Cappelletti, seppure non è assolutamente
e pagato da lui l'umano tributo nel (354. fallo tipografico, giacché nel catalogo re-
nel seguente anno Innocenzo VI nominò gistra la vera data 14*27 P^l successore.
in sua vece Guido decano Morinense ,
Esso fu fr. Clemente Bartolomei roma-
cioè di Terouanne. A suo tempo, scrive no e romilano di s. Agostino, nominata
rUghelli, i canonici della cattedrale, a da Martino V a'3 dicembre, benemerito
questa nel 1 356 edificarono TurrisCani- per quanto già dissi e qui meglio i-ipe-
panaria. Morto il vescovo nel 363, indi i terò, prima notando che nel (4^9 donò

a' 13 giogoo Urbano V promosse a que- al capitolo cattedrale Gradnalia San-


sta chiesa il toscano di l'ralo Giovanni ctortim, et de tempore manuscript. ad
VI, che visse sino al i383. Il grande cantuin accomodatru-diiohus magnis va-
Scisma d'Occidente, cui inizi in Àna^ i luminilnis. Per le sue zelanti premure fu
gni, si elletluarono in Fondi colla pseu- compita la riedificazione della chiesa di s.
do-elezione dell'antipapa Clemente VII, Salome, cominciata nel i 35 contribuen- 1
,

Sebbene questi stabilisse la sua cattedra dovi nelle spese eziamlio per decorarla
di pestilenza in Avignone, nondimeno pel con magnificenza, quindi la dotò e prov-
polente suo fautore Onoralo Caetani con- vide di sagri utensili; inoltre ebbe la
(e di Fondi, esercitò autorità nella Cam- consolazione di consagrarla nel i449»
nauta; ed è perciò che ialruse uelhi s. goU'assisteuza diI>iirlo|lo(ueoGiovanui abr
VER VER 77
baie (li Casaraari, e nuovanienle in per- io co'cardinali neiraposlolica Sede va-
petuo r iiiù alla catleclrale. Defunto nel cante; il cadavere fu trasferito non nella
1457, a'i2 aprile Calisto III gli sostituì chiesa di s. Stefano di Rauco, e non in
Angelo Martino de Caccis J. /'. D., Veroli come dissi con altri nella biogra-
morto 1468. Nel i.° agosto gli succes-
nel fia,con prolissa iscrizione the leggo nel
se Uibano, per un triennio. Indi a'28 lu- Ciacconio, P'itae Cardinaliuni t. 3, p. ,

glio 147' ^'o. Paolo Ponziani romano, 608, erettagli dal detto Antonio e Satur-
che finì di vivere nel luglio i5o 3. Note- no Filonardi suoi nipoti ; ma bensì nel-
rò di avere registrato nel voi. LXXXIX, la cappella di s. Stefano della chiesa ar*
p. 121, descriventlo Sermoneta ed suoi i ciprelale di s. Angelo in Rauco , il die
Giovanni Lucci da Sisto IV fatto
illustri, ho avvertilo nel voi. XXVII, p. 286 ,

vescovo di Verdi, sulla fede del Pucclii, rilevando quanto fu contrastata l'epoca
2'catio degli iioniiiii illustri de Folsci, della morte del cardinale e il luogo di
p. 181, inoltre questi asserendo, benché sua tumulazione. Per cessione dunque
non sia dall' Ughelli individuato colla del cardinal zio, Antonio l Filonardi di
distinta uienzione del cognome. JMorto Bauco, ol dire dell' UghcHi, a' 12 agosto
Ponziani, a'4 agosto di detto anno Ales- 1 538 vescovo di Veroli e abbate
fu creato
sandro VI conferì il vescovato al celebre commendatario di Casamari da Paolo III
Ennio Filonardi [F.) di Banco diocesi (il quale secondo un niss. di Casamari,
di Veroli ( dopo la qual parola nella , che mi sta davanti, gli compartì l'episco-
biografia, avendo tipografi umniesso le
i pale consagrazione in tale anno), essendo
parole die scrissi col Cardella: e non già abbate di s. Erasmo di detta città. II
città dell'Abruzzo, e seguendo quelle., Cappelletti, come ho detto, propende a
nel regno di Napoli^ sembra erronea- credete che il vescovato verolano l'avesse
mente che a questo apparter)ga, perciò nel 1 546, e poi nel catalago con esso lo
ne fo avvertenza), per cui alcuni lo cliia- registra. Trovo nel ^\av\\ì\ySaggio di ra-
tuano verolano, ma poco avrà fatto re- gioni della città di Sanleo detta già
sidenza in diocesi, siccome inqiiegato in MonteferctrOj^.ioiyChe il cardinal En-

gravi aiìari per la s. Sede e nelle nun- nio Fdonardi vescovo di Veroli, ritenen-
liature, onde meritò che Clemente VII do questa sede, a' 2 agosto 538 fu no-
1 1

nel I 527 lo dichiarasse abbate commen- minalo vescovo e non amministratore di


datario di Casamari , e non Giulio II ,
Monte Feltro, e tale restò fino all'aprile
come vuole il Cardella nelle I\Jemorie 1546, e da quel giorno sino alla morte
storiche,dt Cardinali, t. 4) p- 67» il che 1 senqjlice amministratore, e lo prova an-
ripetei con lui nella biografia perchè ,
cora col gran sigillo in cui era inciso: /^c-
Paulo HI lo creò cardinale a'22 dicem- rul. Eps, Fcretr. il cui disegno riprodus-
bre i536, e nel i538 rinunziò al nipote se. Che ritenne per più anni l'una e l'al-

Antonio Filouardi la commenda, non il tra chiesa, bencliè poi col ten»po egli ri-
vescovato come riferisce l'Ughelli , per manesse prima di una , poi d'ambedue
avergli Papa concesso quello di Mon-
il morte amministratore. Mandòin
sinoalla
te Feltro; ma forse ciò avvenne nel 1 546 appresso a risiedere nella diocesi Fere-
secondo il Cappelletti, dopo essere stalo Iranainsua vece, quale luogotenente e vi-
munìfico culla cattedrale e coll'episcopio, cario generale, il proprio nipote ex fra-
per quanto riportai pure nella biografia, tre, Antonio vescovo di Veroli, a favoi-e
altrettanto dicendo l'Ughelli.
Morto a' 19 di cui avea per l'ionanzi rinunziala quel-
dicembre! 549, data da Cardella,riferita la sua I.' chiesa, coll'aspettaliva però di
per correggere l'Ughelli che la segnò nel entrare in possesso alla propria sua mor-
1546, iu Castel s. Angelo ov'erasi rilira- ie^ volendoue restar egli fiuchè viveva
78 VER VER
amminislrnlore.ll Marini ragiona d'una prodigio di Salome, di sopra narrato,
$.

disposizione d'Anlonio,quale luogotenen- nel i56o rinunziò la conimendii di Ca-


te e vicario generale diMonle Feltro e samari al nipote Fulvio Filonardi, e pas-
vescovo di Veroli de'29 ollobie i543 , sò agli eterr.i riposi. Già a' rc) giugno
falla in Sanleo.Qnesla memoria, egli di- i56o trovasi consagrato successore Be-
ce, è bastante a dimostrare che il cardi- nedetto III Salino di Fermo, d'esiuiia
nal Ennio avea giù rinunziata la chiesa pietà e rara dottrina, che intervenne al
di Veroli ad Antonio, il quale se ne in- concilio di Trento. Tornato in Veroli
titolava vescovo, ma il cardinale se n'era celebrò il sinodo diocesano in cui prae-
riservata l'amministrazione, perchè al- darà qiddem tum ad ecclesiasticam
trimenti il vescovo Antonio non avrebbe norinam resdtnendmn acco-
in cleruni
lasciato la chiesa di Veroli, fatta sua spo- modata sancìvit. Mori neh 567. In (pie-
sa, per venire a fare da vicario generale sto a' 8 novembre fu eletto Ortensio
1

in Monte Feltro. Era una aspettali va, che da Frosinone, nato da Bernardi-
Battisti
concedendo il titolo, per ottenerne il pos- na de Alexandris verolana (disceiuiente
sesso occorreva « la morte o la (li missione da un Antonio che fu castellano di Ca-
libera del possessore. Colla riserva e ri- pua nel 1477), canonico di Veroli, ar-
tenzione di amministratore, dimise poi la ciprete delia chiesa di Frascati , esimio
chiesa Feretrana a'7.5 aprile 1 549, dopo teologo e intimo famigliare del celebre
di che il gran cardinale rinchiuso (a'ag cardinal Alessandro Farnese nipote di
novembre) nel conclave del Vaticano per Paolo ili, che gli ottenne il vescovato da
l'elezione del successorediPaoloIll, am- s. Pio V. Vigilantissimo e dottissimo pa-
malatosi dovè uscirne e condursi in Ca- store, come lo qualifica il concittadino
stel s. Angelo, del quale egli era castel- cav. De Mattheis, celebrò due volte il si-
lano (con altri dissi ritirato in esso col nodo diocesano, nel 568 e nel i57 i,//»
1

sagro collegio, senza ripetere per il con- quibus tum ad cleri inslitiitionem tnin ,

cia ve, a vendo prove contrarie), ed ivi fini adpopuliniore<icomponendos,praecla'


di vivere a* 19 dicembre dello slesso an- ra edidit decreta. Scrisse e dedicò al car-
no e di età 83. Sembrami che meglio del dinal Odoardo Farnese un nobile Coin-
Marini, non potevano chiarirsi le discre- nientarium de rerum nni\'ersitatej e fon-
panti opinioni. Noterò pure, che fino da* dò il ujonastero delle benedettine di s.
tempi del cardinal Ennio, che si sottoscri- Maria de Franconi. Narra inoltre U- 1'

veva Cardinale di s. Angelo Ferulano^ ghelliil miracolo avvenuto nella 3.^ festa
come si trae dall' Angeli, Memorie sto- di Pasqua i58i. Cnni e nini in sacello
riche dello Sperone d'oro, si stabilì in Nominis Jcsu in ecclesia s. Erasmi iis
Veroli un Marco Tullio di lui nipote dichus maxima midtitudo convenissetad
del 2." ramo della famiglia Filonardi, ed ss. Hosliae adorationem, convenerunt
estinta la primogenita di Bauco, ne ere- etiam nonnulli jndaei aJidelibus invita-
le fortune e il fidecommissodi
ditò quello ti,qui ftdgentissimum sydus, quod eo-
Ennio, come da suo testamento del 1 54B. rimi oculos offt'ndcbat, in sacra Hostia
Quindi rimase estinto anch'esso ramo sul- aspicientes exclamare coepernnt, se^
,

lo scorcio del secolo passato,edil fidecom* et in Christo credere et haptizari velie ^


iTiisso fece altri passaggi per la linea fem- darà voce , quae viderant confitente s :

minina, e credo che terminasse coll'arci- linde plurimi a judaismo ad bapti^ma


vescovodi Ferrara Filippo, che celebrai accesserunt. Asservatur adliuc sanclis-
anco in altri luoghi; almeno egli fu l'ul- sima illa Hostia in labernaculo altaris
timo di sua branca. Antonio I fu nel 1 556 inajoris ejiisdem ecdesiae, in eaque quo -
testimonio della libciatiooc di Veroli pel tanni.'' proccssiones a clero el populo
VER VER 79
xolcninì pompa celchrantur. L' Uglielll delia sua raen«a contro gli offensori. Fu
ei'iò nella data elei miiaculo , avvenuto autore di quelle opere edite ed inedite ri-
a'26e27 marzo, feste di Pasqua deli 5^0, ferite dairUf-helli. Ammirato per profon-
,
come si ha dal processo autentico chiù- da e vasta dottrina, cessò di vìvere a' i5
|so a'27 aprile seguente con la serie delle agosto 1626, e fu deposto nella cattedra-
grazie e miracoli ch'ebbero luogo: la fa- le nel sepolcro da lui costruito perse e
miglia del neofìto tuttora esìste nume- successori , ove erano stati rinvenuti i

rosa. Lodalo pastore mori Ortensio nel corpi de' ss. Biagio e Demetrio martiri
j 594. In esso a' 2 ottobre gli fu surro-
1 (era noto, che dessi, come rilevai più so-
galo Eugenio Fucci da Tivoli, preclaro pra, si trovavano nella cattedrale medesi-
nel jus civile e canonico, già vicario ge- ma, una cappelletta sotterranea ,
cioè in
nerale del cardinal Bernerio vescovo di quale a' di n)g.' Astei, per rimuo-
tempi
Ascoli, di gran pietà pe'poveri e zelantis- vere degrinconvenienti, venne ricolma e
simo della disciplina ecclesiastica. Adu- in parte convertila ad uso di tomba epi-
nò due sinodi, mores clerìcorum corre- scopale: prima però si procedette a rin-
jcil,populum ad pietà lem suoexcmplo tracciare le ss. Reliquie, ed un'urna con
inflammavit, prò liberiate ecclesiastica lapide ov* era scolpita un'oscura iscrizio-
ìionnullas ah impiis pcrseculiones so- ne, contenente alquante ossa, e rinvenu-
sliiiuit^quihus tanquam auriirn in far- ta nell'altare della stessa cry/^frt, le quali
proba tus,ejus innocentia, ac i-itoe
ìiacc diedero luogo a credere appartenessero
candor magis e/n7Hj7. Portatosi a Tivoli a'corpi de'ss. Biagio e Demetrio. Perdu-
a riveder l'amata patria, s'infermò e vi rò tale pia credenza, finché per le lode-
morì nel 1608, tumulato nella chiesa di voli cure del benemerito prelato verolano
s. Croce da lui edifìcata a' cappuccini ,
Giovardi, recatosi iu Veroli il dottissimo
avendovi pure posta la 1/ pietra, con mg.' Garampi, questi chiarì l'equivoco
onorifìco epitaflìo espresso dall' Ughelli. incorso, poiché la male interpretata iscri-
A' 17 novembre di detto anno fu eletto fr. zione tutl'altro esprimeva. Siccome pel
Girolamo Asteo o Astei nobile da Porde- decorso de'secoli erasi smarrita pur anco
none diocesi di Concordia, minore con- la memoria del luogo, riuscirono quindi
ventuale e inquisì toregenerale nella dioce- inefficaci le praticate perquisizioni e se
si patriarcale d'Aquileia.Bcnemerito eze- ne depose il pensiero. Finalmente, in oc-
]antissìmo,nella chiesa di s.Giacomo(ossia casione della solenne traslazione del cor-
di s.Salome)a'i7aprile 1 6 icelebrò il sino-
1 po di s. Maria Salome al proprio tem-
do, in cui plura tum ad ecclesiasticorum pio, ravvivò di santo zelo il pio canoni-
vilam reale instituendam, limi vero ad co della cattedrale, già lodalo Tommaso
depravalos plehis mores reformandos, et Mellonj , e datosi egli a tutt'uorao a rin-
ecclesiasticam liher totem Jmmunilalem- novare le ricerche ,
giunse in modo pro-
que restiluendom dtcrevit. Colle norme digioso a' 12 giugno 1743, allo scopri-
del concilio di Trento istituì il semina- mento prima della sotterranea cappellet-
rio; addestrò il giovane clero negli studi ta, quindi delle casse contenenti i veri
teologici e filosofici ; predicando quasi corpi de' ss. Biagio e Demetrio martiri ,

ogni festa, istruiva colla divina parola il come da rogito e da analoghe i-


risulta
popolo ; fondò la prebenda teologale nel- scrizìoni, che escludono ogni dubbio sul-
la cattedrale, la quale con restauri a pih la loro identicità, e così ne seguì la solen-
bella ed elegante forma ridusse ; ottenne ne traslazione nel 1 746 al santuario di s.
dalla s. Sede l'insegne canonicali al ca- Salome, ove con essa Irovansi tuttora la
pìtolo della collegiata di s. Erasmo; ed somma venerazione ). L' ab. Cappelletti
io trepido propugnò i diritti episcopali e riporta la splendida lapide, che al vesco-
fio VER VER
To Astei i suoi correligiosi eressero nella virilirohore licei piiiriiiiis iinprìittt.<i
,

loro chiesa di Pordenone. Urbano Villa' ad^'crsis a perturba toribtn; vìndicavit.


5 del seguente selleinbre, elesse vescovo Finì sua vita nel marzo i68c),ecohso
Daglione Carradori da Monte Fano e cit- lenne pompa, accompagnata dal genera-
tadino romano, prelato di consulta, che le compianto, fu deposto nella cattedra-
nel 1627 tenne il sinodo diocesano, ed le. J\el 1690 a' 6 marzo gli successe il

a'5 giugno fu traslato alia chiesa di Mar- munifico nobile faentino Domenico Zauli
si (il C(ns\gn!ìn\ , Reggia Marsicana,\>\o- o de Zaulis , dotto giureconsulto e ver-
trae al 1628 il trasferimento al vescova- sato negli atlari della curia romana. Ra-
io di Marsi, ove morì nel i63o, zelan- dicalmente riparò le cadenti o mal re-
tissimo e amatissimo). A' 19 dello stesso staurate muraglie della cattedrale, la ri-

mese il Papa Vincenzo Lan-


gli sostituì dusse in più elegante disegno, ed abbel-
ieri d'Albenga filippino, il quale cle.rwn lì di facciata esterna marmorea. Inoltre
edocuity populusque ad pietatein cui- restaurò propinqua chiesa di s. Salo-
la

fMmrct'Ocai'/V, celebrò il sinodo nel 1629, me, chiamata pure di s. Giacomo, e l'au-
nella cattedrale eresse due cappelle, una mentò con fabbricarvi nobile cappella^
in onore de'ss. Biagio e Demetrio, l'allra alla quale assegnò pingui rendite. A' 28
per la B. Vergine, più una 3."" a s. Filip- oprile 1708 si dimise dal vescovato, ed
po Neri,cioè fabbricandola nell'episcopio. apprendo dal Marchesi summenlovato j

Lodato morì a'3 ottobre 1649 ® S'^'^s » che pio e dotto, fu fatto arcivescovo di
nella cattedrale. Dopo due anni e 20 Teodosia , vicegerenle di Roma e asses-
giorni di sede vacante, l'occupò a'aS ot- sore del s. Udizio. Due giorni dopo Cle-
tobre i65i Alessandro Argoli marsica- mente XI die' a pastore di questa chiesa
no, cioè di Tagliacozzo e cittadino roma- Lodovico Anselmo Gualtieri nobile or-
no, indi vicegerente di Uoma j virtuoso ,
vietano, che poi traslatò a Todi a'21
probo, prudente, morì in quella città nel gennaio 7 5; ed a' 7 del seguente ni;)r-
1 1 i

1654 tumulato in s. Maria sopra


e fu zolo fece succedere dal cugino di Zauli,
]V1inerva con iscrizione presso l'UghelIi. il patrizio forlivese Lorenzo Tartagni di

A'21 aprile i6'j5 il perugino Francesco Novadola già vicario apostolico di Fe-
,

li Lombardi, morto nel 1660. In questo rentino e poi di Fossombrone , non che
a'i5 marzo fu eletto Francesco 111 An- vicario generale di s. Ellera nulli us dioe-
gelucci spoletino, professore di giurispru- cesis di Toscana. Fornito di pietà, scieil-
denza nell'università romana e patroci- ta e zelo, celebrò il sinodo diocesano e
natore nella curia integerrimo. Dotato di quindi pubblicò colle slampe. Questo vi-

somma pietà, si affaticò indefesso al be- gilantissimo pastore per l'invenzione dei
ne del suo gregge regolandone i costumi, corpi di S; Salome, e de' ss. Biagio e De-
pel clero celebrando il sinodo dioce- metrio, eseguita al modo narrato, nella
sano che fece stampare, statuendovi uti- calledralesolennemente e coU'intervento
lissime leggi. Morì nell'episcopio nel 1675. ile'magistrali volle trasportarli nella con-
A'27 maggio di tale anno Clemente X lo cattedrale di s. Salome; cioè quella del-

fece succedere da Riccardo Annibaldeschi la Santa, il cui sagro corpo fin dal i 35 i

dellaMolara nobilissimo romano,chiarr era stalo collocato nella cattedrale, seguì


per virtù e pel governo di piìi città del- a'25 maggio I74'2)equclla de'corpi ile'ss.

lo stato: restaurò la cattedrale deturpa- Biagio e Demetrio nel 1746; e li collo-

ta dairanlichità, riducendola in elegante cò in due urne nella discorsa confessio-


forma, ed anco donandole sagre suppel- ne che precedentemente vi avea fatto c-
lettili. Con varie opere aumentò il semi- rigere, restando nella cattedrale il busto
natio, suiijiie jure tenacissiinu^i ^sacjniis colla Usta di s. Saluiue. Di più uobihlb
,

VER VER 81
la cattedrale cou anipliurla e abbellirla zione de Celestini, della quale fu rulli-
al iuodo suddescrilto. In flue volendo 11)0 prelato superstite. Benemerito pasto-
terminare nella quiete i suui giorni, ri- re, pio e dotto, mori a'28 dicembre 1 843 e
nunziò il vescovato, si recò a Forlì e ivi fu sepolto in cattedrale, ove una lunga
dopo un anno mori a'7 giugno 1752 e iscrizione meritamente ne celebra le lodi:

restò sepolto; di che fa memoria l'iscri- ii.>a leggendosi in essa avanti all'anno P'.
zione posta nella cattedrale di Yeroli a Kal. Jan., invece di collocarsi dopo
destra del principale ingresso, che può avverte il Cappelletti che induce in er-
leggersi in Marocco, ina per menda, for- rore come fosse morto
Gre» nel 1842.
se tipografica morto nel 1762.
, leggo gorìo XVI 22 luglio
nel concistoro de'
Con esso X Italia sacra termina la serie I 844 pi'econizzò vescovo Mariano Yen»

de' vescovi verolani che compirò colle


, turi di Costacciuro diocesi di Gubbio, e
JVolizie di Roma. A'20 settembre lySi leggo nella proposizione concistoriale, già
Benedetto XIV gli avea sostituito Pie- segretario del visitatore apostolico mg.*^
tro Saverio Antonini di Montalto nella Bellenghi in Sardegna, cameriere d' ono-
Marca, morendo nel 1761. A' i 7 agosto re del Papa nominato,
vicario generale
di queir anno Clemente XIll nominò di Forlì con detto prelato, e poi di Asi<
vescovo Gio. Battista Jacopini di Ganza- si, e nella sede vacante vicario aposto-

no, decesso a'24 marzo 1786 e deposto lico ; encomiandolo per prudenza, dot*

nella tomba de* vescovi in cattedrale. Pio trina, integri costumi, esperienza e ca-
VI a' 8 dicembre dello stesso, vi trasferì
I pacità. Pertanto pubblicò il o. 92 del Dia'
duEucarpia in partibus A.uloiVìO II Rossi rio di Roma del i844- " " 5 dello
<•'• 1

ferrarese. Uiferiscel'ab. Cappelletti." Vis- scorso ottobre partiva da Roma per por-
se nella sua dignità intorno a 26 anni, tarsi in questa sede vescovile di Veroli,
testimonio dell'avverse vicende, che lace il novello nostro pastore mg."^ Mariano
ravano in que'tempi la Chiesa universa- Venturi. Lo attendevano nelle vicinanze
le; senza che per altro ne sollrisse i dan- di Anagni (non di Anagni, ma di Fereo-
ui. Egli , co'suoi canonici e con tutto il tino) mg/ delegato di Frosinone, 1' arci-

clero verolano (però, dicono i verolani, il diacono d. Camillo de'marchesi Bisleti vi-

solo vescovo e qualche parroco presta- cario generale, ed il sig."^ Filippo Passeri
rono il giuramento, ed il rimanente cle- anziano del comune di Veroli. Pervenu<
ro, non requisito, se ne astenne), si lasciò to poi al limitrofo territorio d'Alatri, veo-
persuadere dalle sacrileghe istigazioni ue incontrato da' signori governatore ,

del general Miollis, e quindi mucchio se gonfaloniere, e da altri magistrati, cui fa-
stesso e la sua chiesa colla viltà del giu- cevano seguito il marchese Evangelista
ramento voluto da quell'usurpatore go- Campanari cameriere d'onore di Nostro
verno : e così la diocesi di Veroli fu pre- Signore (cioè segreto soprannumerario di
Servata dalle tribolazioni , che affissero spada e cappa, e lo è pure del Papa che
allora tante e tante altre chiese, incon- regna), ed il sig.' Francesco Mellonj, no-
taminate per la fedeltà de'Iuro pastori e bili verolani ; ed accompagnato da questi

del loro clero nell' osservanza de'propri giungeva il sagro pastore presso la città,

doveri. Con questa macchia Cim i suui fra suono de' sagri bronzi e lo sparo
il

giorni il vescovo Rossi nell'anuoiS i


2". de' mortari. Quivi concorse il clero ed
Restata vacante la chiesa, poco dopo il innumerabile quantità di cittadini, per
ritorno inUuma, Pio VII a' 26 settem- ricevere la pastorale beuedizione.Disceso
bre 18 i4 degnamente la provvide col- che fu dalla carrozza, entrò in città, ac-
l'otlimo d. Francesco Maria de'marchesi compagnalo da eletta banda musicale, e
Cipriaui di Norcia,abbale delia congrega- dagli evviva di tulio il popolo che ac-
VOL. XGIV. 6
82 VER VER
corse in fulia fino alla chiesa caltediale la la città, ed un'or» hesira presso all'epi-
e all'episcopio, ove ad una cjuunlilà di scopio allegrava di musicali concerti l'iu-

popolo fu disliiliuila abbondante elemo- numerevole popolazione accorsa ad ap-


sina.La citlà in quella sera mostrava il plaudire all'insigne prelato, e coli' incen-
suo giubilo, pel desiderato acquisto, con dio d'un variato fuoco d'artifizio davasi
una generale illuuìinazione. Il giorno se- compimento alla festa ". Ad encomio di
guente 7, fu quello in cui il nostro ve-
I SI lodato pastore devo rift-rire, come nel-
scovo compiva l'alto del solenne posses- la penuriosa stagione del
853-54, fat- 1

so. Dalla porla Romana sino all'episco- tosianimatoree capo delle opere di be-
pio la vìa era lateralmente ornata di fa- neficenza , con parte del proprio e del
ci , i balconi apparati , e sorgeva ntl- raccolto dalle elaigizioni de' principa-
la piaeza maggiore un arco magriifìco , li della città , aiutato da 4 zelanti re-
opera di Vincenzo Jannozzi pittore vero- ligiosi, aprì nel seminario ilìocesano un
lano. Al prospetto vi era dipinta laGiusli- forno, che somministrò ahbondonlemeu-
zia e la stemma del
Carità, e nell'alto lo te pane buono e salubre a modico prez-
novello pastore coll'iscrizione: Nirnium - zo; beneficenza, che coadiuvata ilal mu-
Expeciato Opliino Antistiti - Mariano nicipio con altre provvidenze per diverse
Vcnluri-S. P. Q. /'.Dall'altra parte opere istituite di pubblica carila, unila-
dell'arco era effigiala la Prudenza e la Co- mente badia
alle copiose limosine della
stanza, con altro slemma avente quesla diCasamaii, resero quasi insensibile l'in-
iscrizione: Ob- Graviaac Preclara Mu- fortunio. Ti ovo poi nel n. 178 del Gior-
nia - In Re Catholica - A Mariano Ven- nale di Bonza iS5^. » Il giorno 17 lu-
turi - Alacrìter Suscepla Fausleque Per- glio con istraordìnaria pompa nella cat-
fiincta - Vcrulariini Civiuni - J ola Pu- tedrale di Veroli furono celebrale l'ese-

llica - Aretini Erigi I oliiere. Altro ar- quie compianto vescovo di (|ueila cillà
al

co a pittura seguiva al prospetto della mg."^ Mariano Venturi, uiorto il giorno


chiesa della s. Protettrice. Neil' atto del l4- Dopo che il funebre convoglio ebba
possesso mg."^ Vescovo andava sotto il percorsa la città, fu cantata la solenne
baldacchino sostenuto dalla Magistratu- messa di requie, pontificando mg.' Tira-
ra, ed era accompagnato dal clero e dal- bassi vescovo di Ferentino. E prima della
la nobillìi. Entrato nella cattedrale, si consueta assoluzione il sig.' ab. Mattia
cantò soleiuie l'inno Ambrosiano, e quin- Mascalchi professore di eloquenza, reci-
di egli recitava un'on)elia, che fu di uni- tò la funebre orazione, mettendo in pie-
versale consolazione poiché in essa ac- ,
na luce le molte virtù, che distingueva-

cennando a qual modo si atterrebbe di no il Venturi, lì sagro tempio era stipa-


dolce e fermo governo nella sua chiesa ,
lo di popolo accorso a pregare la pace
ne fiiceva pregustare già , colle parole, de'giusli air estinto suo pastore ". Poco
quella dolcezza, che dalla sua benignità dopo il Papa Pio IX, nel concistoro dei
speriamo immancabile. Terminata que- 3o noveuibre i854|"'omulgò vescovo di
sta funzione , si porlo nella chiesa di s. Veroli mg.' Luigi Zannini di Jesi. Lo
Maria Salome, ove fece punlidcalc, ac- disse nella [iropusizione concistoriale, dol-
compagnala la messa da scella musica loi e Jiirix ulriusfjue, in (iiidiciidis lUritts-
vocale ed istromenlale. Dopo la funzione que sex US a e e tiani mo nia Unni confes-
tornò all'episcopio, accompagnato dal ca- sionibus,et in verbi Dei pracdicatione se
pitolo della cattedrale, e da mg.' delrga- laudnbililer exercnil, llinc viearii ge-
to apostolico
venuto nppositamenle da nera lis mime re in dioceesi Tiplieriid'
Frosinone a complimentarlo nella sua tensi per aimos cotnpliire.^ peifiinetus
residenza. La sera poi fu iihimiuata (ut- est; pò.s tea reiersus in patria ni ab Km*
f

V E n VER 83
rtr ^ri>.° E. Cardinali Corsi
Dn." S. /?. ospedale per porgere all'inferma umani-
lune episcopo Aexino, s. Scn'pturac pro- tà consolazione e soccorso. A cura del
fessor ac ree f or ser/ìinnriì-rollegiico/isli- municipio, alle *j pomeridiane, una bril-
tittiis liitjnsmodi ofjìcia nsqiie ad prac- lante luminaria, come nella sera antece-
Sfus ohivit. Vir grai>ilate,prtidenlia, do- dente, rallegrava la città, alle 8 s'iucen-
e Irina, niorum ìtonesta le, reruwque ex- diava elegante macchina artificiale ed,

ptricnlia praeditus , et in ecclesia siici s un globo areostalico innab.avasi : e nel-


ftinclionihus apprime versalus, dignus la sera del 3o tenevasi nel teatro del se-
propterea, qui dictae Ecclesiae Venda- minario letteraria accademia, intramez-
nae Episcopnni praeficialur. Indi
in zala da analogo coro musicale oda scelti
pubblicò il n. 2 del Giornale di Ro- pezzi ili musica, nella quale dopo un di-
ma del i855. « Il giorno ^4 del passato scorso del sig."^ d. Antonio Mizzoni pro-
jlicembre faceva il suo solenne ingresso fessore di belle lettere nello slesso gin-
in Verdi il nuovo vescovo di quella
,
nasio, belle e svariate poesie italiane e
ciltìi mg/ Luigi Zannini. Venne incontra- latine recitavansi in lode del novello pre-
to fuori di Porta Romana dal clero, dal lato, che i verolani non potevano acco-
governatore, dal corpo municipale e da gliere con maggiore dimostrazione di af-
vari signori. Indossati quindi gli abili fette e di venerazione ". Breve però fa
pontificali, procedette in città fra le po- il suo governo , e dopo avere fatto ese-
polari ovazioni , r armonia della civica guire de' considerevoli restaiu'i nel semi-
banda musicale, il suono giulivo di tutte nario, istituitovi un separato convitto, ed
le squille, e i colpi di mortari, dirigendo accresciute le scuole, per ispoulanea ri-

il caniniino verso l'I cliiesa cattedrale, nunzia si dimise dal vescovato, ritirandosi
sulla cui porta, come su quella della cil- in Roma. Si legge nella successiva pro-
!ìi, sull'arco trionfale appositamente eret- posizione concistoriale: yr7er dimissionent
to, e in altri luoghi leggevaiisi analoghe suain, libere ac spante in nianibns San*
iscrizioni. Giunto al duomo nuovo pa-
il clilalis Stiae factain,et ah Eadeni ani-
store, recitò alla presenza di grande mol- niìssam, nel concistoro de'2 dicembre i

titudine, cou)presa da singolare esultan- 1857, il Papa preconizzò l'odierno ve-


tSy una dotta omelia ; e cantati pontifl- scovo mg."^ Fortunato Maurizj di Colo-
caimente i primi vesperi del s. Natale ,
gnola arcidiocesi di Camerino ,
patrizio
recossi accompagnato dallo stesso corteo di quella città, dottore in filosofia, teolo-

all'episcopio, dove facea dÌ8[)ensare a'po- gia, nel gius civile e canonico, in cecie'
veri larga elemosina, ripetuta anche nei siasticisobeundis qfjìciis, inqne Dei ver-
dì seguenti. Nella stessa sera del suo in- bo praedicando, sacrisqne fìdeliuni^ ao
gresso, egli visitava le madri benedettine etiani monialinni eonfessionibus excl"
e il ven. seminario; nella notte assisteva piendis tolns fuit. Inter collcgii philo'
«'divini uffizi, e celebrava pontificalmen- sophiei,mathe<!eos, ac iheologici socio
te la i.' messa, la "3." all'aurora nella Camerinensi in wiivcrsitate adscilusf
chiesa della proteggitrice s. Maria Salo- sacrae Scriptiirae cathedrani os-
ibiqite
nie, e la 3." solenne aUe io antimeridia- see u tu SyConvisita loris dioecesani^exani i-
ne accompagnata da scelta musica voca- naloris cleri, orphanolrophioruni dire-
le e strumentale del maestro sig/ Cesare ctoris, et aliquando tllam prò vicarii in
Tabanelli chiudendo le indicate sagre
, spirilnalibus generalis nmneribits lait-

funzioni col compartire al popolo, più dabiliter perfnnctiis est. Canonicalu lan*
numeroso del di precedente la papale , dem,ac eliam coadiuloria ad archidia-
benedizione. Efìnolmente nel giorno me- conalum camerinensi in metropolitana
desimo del s. Natale, si condusse al ven. ad praesens urqne lionestatus ejusmodi
3

«4 VER V E R
exhibuil dortrinae^ gravila tìs, pruden- norevole titolo di città al castello di Mon-
tiae, morum honestalìs , rerumque uso te s. Giovanni, richiamandolo così allo
dexten'tatis, et praestantiae specimwa, splendore di cui godeva quando era prin-
ut dignus e.apropter sit censendus qìti cipale luogo del ducalo, che di Monte 8.

relatae Verulanae Ecclesiae in Episco- Giovanni chiamavasi, ben atto allora a


punì praefìciatur. Riferì poi il n. 2 del valevole difesa, ed illustrato eziandio dal-
Giornale di Roma ùt\ i858,chea'3 gen- la biennale dimora , accompagnata da
naio rEm.°carclinal Anton Maria Cagia- prodigi, dell'angelico dottore s. Tomma-
no de Azevedo, nella basilica de'»s. Xll so d' A quino[F.).(jùxÌ&v\i\o de'marchesì
Aposloli di Roma, consagi'ò vescovo l'en- del Fasto {V.), Clemente Vili lo riunì
comiato prelato, ed insieme a mg/ Cle- all'immediata sovranità della s. Sede.
mente Pagliari vescovo d'Anagni, ed a Colli: s. Lorenzo. Dauco: s. Angelo , s.
nag/ Pietro Sola vescovo di Nizza. Ogni Maria, s. Pietro. Ripi: ss. Salvatore , s.

nuovo vescovo è lassato ne'libri della ca- Rocco; vi sono gli agostiniani. Torrice :

mera apostolica in fiorini 5o, ascendendo s. Pietro Lorenzo. Falvaterra : s.


, s.

le rendite della mensa a scudi 200, se- i Maria Maggiore. Amara: s. Nicola. Pofi.:
condo la ricordata ultima proposizione s. Andrea, s. Maria, s. Pietro. Strango-
concistoriale. Però i primordii dell'episco- lagalli: s. Michele. Castro: s. Maria , s.

pato di mg.' Maurizj vennero contradi- Nicola, s. Oliva. Tali sono le parrocchie
stinti dalla munificenza del Papa Pio IX, della diocesi Verolana, secondo la Stati-
il quale perpetuamente donò alla mensa stica ddli853 summentovata, pubblica-
vescovile di Veroli un capitale consolida- ta dal governo. Di Falvaterra parlai nel
lo di scudi dodicimila. — La diocesi si e- \ol. XXV^Il, p. 278, ed altrove , dicendo
stende per circa 3o miglia, e contiene 1 essere tradizione che ricevè il lume della
luoghi compresa la città e sede vescovi- fede dall'apostolo s. Pietro , allorché si

le di Veroli. Essi sono: Frosinonc, resi- recò in Atino o Atina (della qual sede e
denza del delegato apostolico della pro- de'suoi vescovi l'Uglielli ne ragiona nel
'viucia, la quale facendo ora parte della 6, p. 4o6,
t. 1. 1 o, p. 1
9 deW'Italia sarra),
legazione di Campagna e di Marittima o non che da Maria Salome. Della nuo-
s.

felletriy in quest'articolo ne riparlai, ed va e vecchia Falvaterra e Fabrateria ne


in ambedue i seguenti, ciascuno avendo trattano il Couìalove, De Ilistoria Ter-
le chiese parrocchiali che nominerò, poi- raci/tesi; il Theuli, Teatro historico dì
ché due ricordati articoli si compene-
i 7 elle tri; il Ricchi anco nella Reggia dei
Irano con questo. /^rosmo ne : ss. Assun- Folsci, quale illustre colonia e munici-
zione collegiata, s. Benedetto, s. Maria. pio romano a cui appartennero parec-
Ceprano: Maria Maggiore collegiata,
s. chie distinte famiglie di Roma, dicendosi
di Rocco. Monte s. Giovanni: s. Maria il nome derivato dal fiume Trcro, oggi
della Valle collegiata,colla dignità dell'ar- Teleno, chiamandosi Fabra Teriajaini
ciprete, s. Margherita,$. Maria della Ven- sivuole stata anche sede vescovile, e che
dola, 8. Maria della Valle, s. Pietro; vi ne fu vescovo s. Magno, il cui corpo si ve-
sono i cappuccini ed hanno la chiesa di s. nera in Anagni, come già raccontai, ma
Gio. Battista (taccio i religiosi degli altri sono contrarie le testimonianze che il de
luoghi, se in essi ne parlai). Sebbene no- Magistris riporta a p. 77. Nella Civiltà
tai nel 2." de'ricordati articoli, che Gre- Catto lica^sevìe 4.', t. 2, p. 22 i, si legge
gorio XVI la dichiarò città, mi piace ri- un dotto articolo, in cui si dà contezza
portare il riferito nel n. 4o dell' uHìciale del libro ìntilohito:f marmi antichi di
Diario di Roma. Gregorio XVI con Fabrateria f ''etere, oggi Ccccano. Let-
breve de'7 gennaio 184^) concesse i' o- tera di Raffaele Garrucci della C, di
e

VER V ER Hi
Geiu all' Ecc.* flm.* di mg.' Giuseppe roli. Maestoso luogo famoso nella sto-
,

Berardi , sostituto delta segreteria di ria romana, celeberrimo e insigne net


sialo, Roma i858. In esso si dice , che fasti monastici, decoro della diocesi Ve*

ì monumeDti epìgraDcigiovano a scopri- rolana, e lustro della nobilissima provin-


re e detei-minare il sito dell'antiche città cia di Campagna. Di questo antichis-
e ad illustrare la storia, come si ha pure simo ed edificante archicenobio abbia-
da
da quelli di Fabrateria, di cui sapevasi mo: Monasterii s. Mariae et ss. Jo- ,

uiiicipìo de'volsci, ma ignoravasi pro- hannis et Pauli de Casaemario bre-


riamente ove surse , dubitandosi se le vis hisloria , studio et opera Philippi
memorate due Fabraterie Vetus elNo' Rondininifave nlini, digesta et illustra-'
va fossero veramente due distinte città la, Romae 1707. Con esso e cogli altri
o una sola. Primo a mostrare il silo di scritturi che nominerò, procederò in que-
Fabrateria P'etits fu il dotto frusinate sti cenni ,
profittando pure di preziose
cav. De Mattheis nella Dissertazione let- notizie ricavate dal suo cospicuo archi-
ta nell'accademia d'Archeologia (che tro< vio. Leggo nel cassinese p. Bernardo Cla-
vo stampata a p. 3o3 del t. 7 de' suoi velli, Arpino, ed i pili celebri
L' antica
^ttì: Sopra due iscrizioni recentemente falli di Caio Mario ec, quanto all' eti-
scoperte ed alle a nianifcslare la sede mologia del nome di questo luogo, ninno
dt'^li antichi Fabraterni). Poiché seb- dubitarechegli derivò dalla superba villa
bene Girolamo Àaiati avesse già
il eh. e palazzo, con bagni, che vi ebbea dipor-
nel 1825 pubblicato nel Giornale Ar- to l'arpinate Caio Mario 7 volte conso-
cadico la lapide (che leggo nel t. 28, p. le romano, poiché forse ivi giungeva il

349) l'ovata e comunicata da Francesco patrio territorio


, essendo avanzi di sue
•Gizzi da Ceccano) de' Fabraterni Vete- magnificenze parte di mura alte, archi e
res, avea nondimeno tralasciato d' indi- colonne marmoree, che a suo tempo d'oi
carne il luogo; ed il De Mattheis Io dis- gni parte si vedevano, intere e in pezzi ,
se in un fondu del territorio di Cecca- le quali attestavano di aver servilo ad

no, indi a quella ne aggiunse un' altra, onorevole slauzadel gran guerriero; dal-
da' due monumenti dedusse che il vero le cui rovine si edificò gli odierni oobi-
sitode Fabraterni f^cleres era in Cecca- lìssimo tempio e ampio monastero, tra-
no, e che quello de' Fabraterni Novi ne sformato cosi il luogo in sagra magione^
era distante circa io miglia. A queste che alla sontuosità accoppiando il diviii
due epigrafi, ora altre 9 ne aggiunse il eh. culto e l'esercizio delle più sublimi vir-
p. Garrucci , le quali ha illustrato con tù, di molto ne avanzò la celebrità e l'an-
dotti commentì, che ponno dirsi Tuniche tico decoro. Il Rondinini segue l'afferma-
pagine di storia e de'cittadini illustri re* tiva del Clavelli,econvieneche,«6zo/tV/»
stateci di Fabrateria Paciere, sollo l'iai- Caii Marii arpinalis romani consulis
pero , e contengono quaatu si riferisca domum indelieiis stetisse nonnulli prò-
dalla Civiltà Cattolica. diderunl, cujus adirne apud Arpinunt
quaedam supersunt vestigia. Locuni i-
Casamari. Basilica e monastero ahha-
psum inler genlilitatis errores Marti sa-
zìali di s. Maria e de ss. Giovanni e
crum,ejusq ne simulacro, et praenobili
Paolo f de' Trappisti Cistcrciensi del-
templuni religiosuin fuisse^ etc. Trovo
la stretta osservanza , nella diocesi
che il vescovo Corsignaui, nella Reggia
di Fé coli.
Mursicana, p. 143, chiama famoso que-
Casamari o Casamare oCasavaavo,Ca- sto monastero, abitato dagli osservantissi-
sae Mante, Casae Mario , Casac Ma- mi monaci della Trappa, detto di Casa-
t'ii, Cusemariuni , nel letrilorio di N^e- maro Casamari, nìc^Wo diCasamnia-
86 VER VER
r/o, ed anche Castinariu perchè prima ,
proporzione , scornicialo nella base e al
fu casa di deliziti di Cuiu iMurio , ed e- di sopra ove forse posava qualche cosa ,

l'avi uu tempio iunalzatd al falso Dio con 3 rose due a' lati ed altra al di die-
Marte. Senz'alile tesliiiioniuuze, che po- tro, enei davanti vi si legge scolpila la
trei aggiiiugeie, il JNeriui, De leniplo et seguente iscrizione; Felici Fictorio Firo
cocnohio ss. Donifacii e.L Alexii, scrive a Egregio Patrono Pro Mtrilis Ordo Ce-
p. Syo: Casamaru9, in a^ro /^erultmo, rentinoruin lìlarianoruin. Recatosi ia
ita niinciipalus a Cajo Mario arpinate Casamari il gesuita p.Garrucci, dolio ar-
romano consulc, qui ibi donititu in dtli- cheologo, la lesse ed esaminò, quindi pub-
ciis liahuit. Il RIarocco, Monumt-nd dello blicò colla stampa. Questo marmo fu col-
sialo Pontificio, l. 5, p. i i i, lipurla una locato nel portico della chiesa, qual mo-
liiuuugrafla di Casaiuari, da lui visitalo numento interessante, e fu pubblicatone!
e per favore del p. ab. INJicara per multi Bollet. delVIslit. di corrisp. Ardi, anno
giorni studiato , moouuieuti e
anco uè' i85t a p. IO. Tale popolo e tale municipio
uelle preziose pergamene stampa (aia la erano conosciuti dagli scrittori, ma finora
riuscì con diversi errori ne'uomi e molli nou si sapeva dagli storici ove situarli, per
tielle date), liferisce che il inona^lero «- cui il Cluverio scrisse ueW Ital. ani., p.
levasi sulle rovine delle campestri deli- 1 o45: Ficus iste quo silafucrit piane in^
zie di Caio Mario, e dal deslru lato del certuni c^^Dal pubblicato dall'encoiui alo
piazzane si osserva uu muro reticolato, p.Garrucci, e per altri argomenti, la villa

avanzo misero delle passale grandezze. di CaioMario si viene positivamente tra-


Noterò, che prima di giungervi si valica sformando nel municipio abitato da'Ce-
il fiumicello Aataseno su magnìfico pon-
realinl Marianij ed il medesimo sog-

te d'un solo arco, composto di grossi e giunge, che il passo di SUabone, ed due i

r|uadrati massi calcarei, opera antica ro- di Frontino, ricevono dal prezioso mo-
mana. Inoltre diverse lapidi , avanzi di numento Filtorio Felice la più sicura
colonne d'ordine dorico , greco e pesta- conferma. Osservò il Corsignani,che pres-
no, ricordano eziandio il luogo della vil- so la vicina montagna di Casamaro pru-
la del viocilore diGiugurta 'n\ Nuinidia duconsi erbe rarissime, e molto stimate
e de'Cimbri presso f^eronat del gran ca- da'botaaici di Roma e di Napoli. •£ po- —
pitano intrepido, che possedè il coraggio stoCasamari piùdi 4 miglia all'oriente di
in un grado eminente e raro , segnalalo Veroli, e più di o da Trisulti, e primeg-
1

e memorabile esempio delie instabili vi- gia fra le anlichitù sagre del paese degli
cende umane (ch'ebberola ventura cono- ernici; si dislingue per imponenza e giau-
scere gli attuali esemplari al)italori del ce- diosilà, avente r aspetto di vetusto ca-
lebraloluo»o,ec|uelli che prima di essiivi stello e d'un gigante masso di mura co-

vissero nella solitudine tra la preghiera lorate dairiinpruuta de' secoli. Il Rondi-

e contemplazione delle cose celesti ed


la nini ìoct\tihih,inter\>elera nobilioraqus
eterne); di (|uellu infine, per cui Giove Ilaliae coenobia aniplissi/niun Casae-
**ebbe anche il suprannomedi MaiianOy nnignum et singula-
niarii inonastcriunt
pel tempio che a quel |)adre de' numi e* rem ubique genlìum obùnet noinen.Ejus
l'esse.In vari teiupisi trovarono negli sca* situs anioenitaleni ci forniani elegantis-
\i falli sul luogo e ne' dintorni, pregevoli sime descripsit vir illustrissinius ideiU'
anticaglie j ed in quelloeseguilo nel 1 849 que tecliMinia praedilus eriulitione Jo'
sotto lu stiada pubblica, avanti al casale luinnes Clirislophorus Ballellus super
degli antichi abbali commeudatari , fu onines nuixinùClenientis AY(era stalo
tiKvatu uu piedistallo di marmo bianco, abbate commendatario nel cardinala-
largo « alto più di 3 palmi e grosso a to) a sccrctii- sacri cubiculi, ci domali-
,

VER VER Sf
cus ejusdeni hihUothecarius in Ms. co- contado di Scifelli colla bella casa reli-

dice actorum visilationiy monaslerii. =. giosa de'Iiguorini o redentoristi ) : cosi


Insigne, inquit, ac anticjuissiniuniCasae- sulla destra spicca l'antica rocca di Mon-
mar a coenohiuni in agro f^er ulano a te s. Giovanni, che rammenta la barbara
civilale trìbus passuum milUbus condì- prigionia ivi solferta dall'angelico dotto-
ium al. Superalo siqnideni, qui medius re s. Tommaso, non che il sani^uinoso
inlerjaccl, colle oleis , vilihus , aliisque eccidio di Carlo Vili. Finamente pro-
pomiferis arboribus ad copiani et anioe- spettando a levante la nobil città d' Ar-'
nitateni consito , ampia sed inacqua lis pino,$i delineano nel lontano orizzonte le
planities apparet vini frunienlìque fe- nevose cime della catena Abrutina che ,

rax, quani in lluatri forniam colles et dal mare alle prime vette Àpennine si
montes nndique coronane. In hujus fere stende. Si gimige adunque all'avanporti-
ìuedlo monasterium assurgit etc, Plani- co del monastero per una linea di 26 ba-
ties ipsa cuj'us non exigiiani parteni
, racche coperte a tegola, le quali lateran-
monasterium ampio murorum ambita do la sinistra deil'amiiia via, rendono
«i

occupat etexornat, Verulanae civitatis, utilissime a comodo dell'antica fiera che


Babuci, Montis s. Johannis, et Insulae a' 2 I di settembre festa dì s. Matteo an-
Sorae territorium finibus circumscribi- nualmente vi si tiene. Per lo stesso por-
lur. =. OlTre il Rondiaini i disegni ico- tico di ardita struttura , e coronato un
nograHci del prospetto e della pianta de- tempo da un loggiato analogo,
ha in- si

gli ediOzi riuniti, oltre quello della sola gresso al piazzale esterno del luogo, ove
basilica; non che altra pianta della chie- addossato ad un'alta parete di fIanco,ev-
sa e monastero di s. Domenico di Sora vi un getto d'acqua potabile per pubbli-

per essere uniti alla badia di Casamnri. co uso. Una foresteria, non facente par-
Clii movendo dalla parie orientale di Ve- te della clausura, ha rivestito colle sue
rdi per la nuova via carrabile, che a cir- mura l'accennato loggiato , le cui mar-
ca 3 leghe di distanza la fi ontiera del Liri moree colonnette tuttora spiccano fra
raggiunge, superatechesi abbia per buon l'interstizio dell'arcuate finestre. In fine
tratto fra una rigogliosa piantagione di ima estesa cinta di mura racchiude all'in-

ulivi e castagni le cime di un dorso, e la- torno 6 rubbia di terreno coltivato e al-
icìato il pittoresco villaggio di Colle Ce- beralo, costituendo e delimitiindo tutto
rardi, inaspettata gli si otfre dinanzi una quanto nella clausura contiensi. Belia-
tion breve e ineguale pianura , nel cui luenle prospetta il piazzale la vasta ba-
londosul declinar d'una pendice, l'abba- silica dalle gotiche arcate e vetrierea co-
Bia e archi-cenobio di Casauiari,a guisa lori, ch'è preceduta da un nobile atrio, in-
di feudale dimora, innalza le sue abbru- tercluso sul fronte da ferrei cancelli, cui
nite muraglie. Il torrente Araaseno, che vi si ascende per ampia gradinata. Dei
ne bagna l'estrema parte, si tragitta in prospetto esterno della basilica di Casa-
prossimità per antico ponte di sostruziu- mari, V Album di Roma nel t. 16, p. Sy,
ne romana, come romana è la foggia del- pubblicò il disegno, con articolo illustra-
l' acquedotto , che sulla destra lo latera e tivo e con belle fantasie, intitolato: Trap-
immette nel vetusto edificio, distribuen- pa di Casa/nari : Lettera del cittadina
do in tutti luoghi opportuni le sue prov-
i P. F. Lombardi min. coni', all' egregio
vide acque. Quindi , come distendesi la cittadino archeologo d.' L. Bassanelli di
prospettiva di sinistra, per una grada- Albano. A latri il dì delle Ceneri del
zione d'alti piani e colline, che iuerpican- 1849 (epoca repubblicana ). Di questo
dosi s'innestano da lungi colle antifalde trofeo religioso, capo d'opera d'archilei-
Apennine (ove a media distanza giace il tuia lombarda sui generis, se ne dice ar-
88 VER VER
chilelto, e insieme capo mastro un mi- da sette grandi , solidi , lunghi e snelli

lanese, quello di Fcrssamiova presso P/- pilastri per ogni parte, che sorreggono
perno, per la somiglianza della chiesa , gl'intercolonni di altrettanti archi acuti,
del chiostro, del capitolo. Ne osserva con i quali in varie maniere incrociano nel-
facondia la parte estetica il p. Lombar- l'ardita volta della nave media ed es-
di, e la trova propria de'cenobili che l'uf- sendo alti 88 palmi. Gli archi delle navi
fiziano. Pei«^la costruzione del tempio minori laterali sono sostenuti da colon-
dìFossanuovaè creduta posteriore a que- nette co' capitelli a foglie e capricci in-
sta. Contrassegni e memorie che l'archi tet- tagliali, con quegli occhi e con quelle fi-

to ne fu pure l'esecutore, $ono gli emble- nestre cos'i ben traforate, che formano un
mi de'capitelli, come compassi, archipen- lutto che rapisce e incanta. Eguale ordi-
doli e simili, ch'era solito effigiare. Prece- ne tenne l'architetto nella nave trasversa
de l'atrio o portico, a cui si ascende per o crociera. Oltrepassando nave caloidi-
la

2,5 gradini, l'ingresso della basilica, cor- ca, o crociera trasversale, che mette ca-
rispondendo nobilmente al tempio, nel po nelcorOjivi veggonsi gli stallielaborati
quale a sinistra mirasi su alto piedistallo con amore e artificio. JNella intersecazio-
Inmarmorea statua colossale eretta nel ne della nave media colla trasversale, e*
lyyG a Pio VI, con l'iscrizione riferita levasi un'elegante tribuna eretta da Cle-
da Marocco, corne vado a
l'altra di cui mente XI a foggia di tempio , tutla ab-
far Bene/adori
lìienzione, leggendosi: bellita di finissimi marmi, da 4
e sorretta
eximio, in grati animi ohseqnium di- colonne con capitelli d'ordine corintio,
cariint. Ed incontro, sopra una porla, talché sembra un prezioso gioiello custo-
trovasi la lapide nel i 724 collocata dagli dito in una vecchia teca gotica, come e-

Alias et monachi slrictioris olserv. ci- sprimesi il Lombardi, che inoltre os-
p.
.f/(;rc.g:rflt//a/?///;i,al cardinal Annibale Al- serva. j> Chi non vede gli oggetti se non
bani perpetuo commendatario, loro fau- superficialmente, o ne giudica solo colle
tore e propagatore, /if(/H.9 nion. ah incu- idee che hanno regnalo negli ultimi se-
ria honùnuni atque injuria temporiim coli sopra l'arie, per non dire contro r^ir-

mire deturpali ac misere dejccli restau- te cristiana,deve necessariamente tenere


ratori. Vi è pure il busto con iscrizione collocala qui assai male a proposito que-
del regnante Pio IX, di che io fine parle- sta tribuna di greco stile, che armoniz-
rò. La porla maggiore è assai maestosa, za cos'i poco con tutto ciò che la circon-
e degna del tempio cui dà ingresso, es- da. Io confesso di non |)Oler sedere a
sendo decorata dflUo slemma del cardi- scranna su lai materie artistiche, nulla -

nal Scipione Borghese l'arcata, sublime diin*;no considerata sotto un punto di vi-
per bellissimi fregi e cornici semicirco- sta lutto suo proprio, par verni di un effet-
lari di pietra ben lavorata. E ne' fianchi to sorprendente. Infatti il genio dell'archi-
incorniciata da bifilate colonnette para- tettura cristiana, onde avvicinarsi quanto
Ielle, in due gruppi, rientranti e svariate gli è possibile alla struttura u)isteriosa di
da rabeschi e frastagli , con capitelli di quel tempio eterno di cui Dio fu l'arte-
fogliami di gusto gotico, il tutto sull'an* fice, ha concepito due siatemi di edifizi
darnenlo di quelle cornici che nel secolo religiosi che e<[)rimono, uno l'idea della
XVI si posero intorno a'quadri più ce- penllenza e de'palimenli con rassegnazio-
lebri. Sotto il dello arco tra diver$i ge- ne sostenuti, alla quale si convengono le

roglifici trionfa la Croce, sovrastata da preghiere informate da una dolce tristez-


una stella. Il tutto di pietra delle vicine za e da una speranza melanconica e ge-
cave. L'ampio interno della basilica, a mebonda ; l'altro sìa immagine di quelle
forma di croce latina, è diviso in 3 Ot^vi gioie ineffabili e celestiali , che ot^co U
V F K VER 89
preghiera conosre, e di quelle estasi bea- pietlo coperto di cupola, tutta abbellita
te the i santi piegustnno tnloia su que* di finissimi marmi di vari colori, con 4
fila terra. Nella ba&ilica di s. Francesco in belle colonne, e pilastri di marmo nero
Asisi sono figurale queste due idee sisle» con capitelli d' ordine corintio,
a'Iati, e

(natiche con un edificio a due piani, cor- sormontati da tre monti e una stella, rap-
rispondenti a questo doppio concello: qui, prestati lo stemma di l'apa Clemente XI
se ina! non vedo, si ottiene io scopo con Albani, che la fece costruire, leggendosi
una sola. Dappoiché volgendo lo sguardo a al destro lato dell'altare: Clemens XI
quelle antiche pareti nu<!e di ognr orna- Pont. Max. Jnno mdccxi. A 3 ordini for-
mento e di qualsivoglia traccia di pittu- masi la scalinata per cui si ascende alla
ra, come in uno sfato dt doloroso abban- tribuna e ne costituisce la base. Ha l'e-

dono sodri una di quelle penose com-


,
difizio 54 finestre o occhialoni, però nel-
mozioni, di quelle amarezze recondite che la maggior parte chiusi. All'ingresso, so-
pesano sullo spirito e lo abbattono e lo pra la porta maggiore è un bell'occhia-

solcano al pari d'una meteora notturna.Lo lone, con due finestre laterali, queste e
pf)rti sulla tribuna? Tantosto il suo aspet- quello in oggi già rimessi a cristalli co-
to g;(io, splendido e ridente ti inebbria l'a- lorati. A capo sopra il coro, sulla faccia-
nima d'una voluttà santa ed incognita: es- mezzo vi sono un occhialone e 5 fi-
ta di

sa ti si appresenta come un bel giglio che una delle quali ossia quella di
nestre, ,

sorge frammezzo agli i'^pidi rovi deldeser- mezzo sotto 1' occhialone è chiusa per ,

lOjComeuna bella vergine vestita di lutto, esservi dinanzi la cassa dell'organo, la


come un genio celeste che splende fra lo quale però sarà in breve riaperta, quan-
squallore d'un carcere, con una corona di do si trasferirà l'organo più in alto, va-
gloria che sta sospesa fra'rigori e l'asprez- le a dire tra essa e l'occhialone, il quale
ze della penitenza. Or
quel gigho e se in uno alle 4 finestre laterali, due per
quella vergine, se quel genio e quella glo- parte, egualmente sono slate rimesse a
ria non sono immagini della preghiera cristalli colorati. Nella crociera o nave
del giusto che dall'esilio sospira alla pa- traversa, in fondo sopra la porta della sa-
tria; senon figurano una santa ispirazio- grestia evvi un altro bell'occhialone, e-
ne religiosa se il loro contrasto non è
; ziandio rimesso a cristalli colorati. Ma l'al-
l'espressione simultanea del doppio con- tro occhialone dirimpetto, parimente nel
cetto simbolico che rarcbiteltura cristia- fondo dell'altro lato della crociera, sulla
na vuole figurare nelle case dell'Altissi- porticella che conduce al chiostro, tro-
mo, io non so qual altro migliore e più vasi chiuso. Nella nave di mezzo le fine-
significativo abbia giammai a concepir- stre sono 26 (senza contare le nicchielle
sene. Ho detto che le pareti della chiesa esistenti sotto di esse), due delle quali
sono prive di ornamenti; ma ciò non de- (cioè le seconde sotto la tribuna e preci-
ve intemlersi di'lle estremità longitudina- samente rispondenti sulla cancellata) si

li nave traversa, ove sono gli al-


della sono riaperte e rimesse a cristalli colora-
tari. Il cardinal commendatario Anniba- ti graziosamente disposti, le altre restan-

le Albani, seguendo l'esempio del suo zio do ancora chiuse, ma sembra che verran-
Clemente XI, feceli restaurare, come ap- no a riaprirsi. Nelle due navi minori la-
parisce dal suo stemma ivi situato : fece terali, le finestre ascendono a 4) rna tut- 1

pitturare diversi quadri di qualche esti- te chiuse, come chiuse sono pure alcune
mazione,eledonò non pochi arredi sagri". altre finestre accanto ad alcuni altari e
Nel mezzo dunque del presbiterio s'innal- nella crociera. Somministrò i cristalli co-
va la tribuna di singoiar magnificenza e di lorati, e f,u-à altrettanto per l^finestre da
Gtlimo disegno, costruita a guisa di lew- riaprirsi, il valettle ravennateAnlonioMo-
90 VER VER
toni, che ili siffalli cristalli tiene nocredl- va a Pietro Perugino maestro di RalTae-
ttita fabbrica in Roma, della quale e dei- le. Nel i85i fu rimossa la tavola, e per

Ja sua perizia parlai culle debile lodi tiei gratitudine de'benefizi ricevuti, trappen- i

voi. LXXIII, p. 35j e 3")2. La lunghez- sir umiliarono al Papa Pio IX. Lo re-
za della nave inedia dalla porta (ino a' staurò il prof. cav. Francesco Coghelti,
gradini della tribuna è di palmi 201, e cattedratico in pittura dell'accademia di
da quella all'eslieniilà del coro ne corro- s. Luca, sotto la direzione del cav. Tom-
no altri 68, formando un lolule di palmi maso Minardi, allro professore di detta
269 romani. La larghezza è di palmi ^1 accademia emerito e ispettore delle pit-
circa, l'altezza 88, come già dissi. Le na- ture pubbliche di Roma, ed anch'egli lo
vi minori laterali sono larghe ciascuna reputò del Perugino o della sua scuola. U
palmi 4 e mezzo, e la loro volta è bas-
r l'apa fece collocare il dipinto nella sua
sissima, però corrispondente alla larghez- particolare libreria nel Palazzo Pratica'
za. La nave Iras versa o di croce, è lunga no, ove pure si ammira la superba col-
palmi i5o e larga 3o e mezzo. Oltre l'al- lezione de'quadri di Peter, discorsa in ta-
tare maggiore della tribuna, dedicalo al le articolo. Si può vedere il Rondinini,
ss. Sagiamenlo, vi sono altri sei altari si- cap. IO, Praesens forma Basilicae de-
tuati nella crociera, che addossati alle pa- scribitur. Egli dice, che nella crociera
7
reti, 4 fronteggiano l'ingresso, e 2 tengo- sonogli altari, compreso quello della tri-
no l'angolo estremo delle braccia di es- buna, il cui quadro credesi dipinto dal
sa. Sono decorati lutti di quadri buoni, cav. Giuseppe d'Arpino, sull'originale di
rappresentanti quanto vado a riferire. A Raffaele: (7«<J'/i hiiicab<;Lullsscferlur ah-
corna Evani^elii,i° Giovan- aliare, i s». baxcomniendalariusejui le/nporis, sub-
ni e Paolo fratelli e titolari, e sulla men- stilato exemplari. Gli altri 6 altari li ri-
sa anche un bel quadrello con s. Fdooae- ferisce disposti nella nave tras versa, due
na; 2." s. Matteo apostolo, che ha pro- dalla parte del Vangelo, due dalla parte
pria cappella; 3.° fuori della linea de'pre- dell' Epistola, et bina alia prope fineni

cedenti due altari e piti addietro, i ss. Be- ulriusque na%>is lateralis. Presso il 4-° ar-
nedetto e Bernarilo, forse del cav. Arpi- co della nave media ab apposito latere
no e stimalo il migliore degli altri. E' il fere in medio totus ecclesiae ambita ex-
quadro sovrastato da altro in forma ova- ciiatus est suggestus concionaiorius la-
le, copia della tavola che prinui era ap- pìdeas antiqae sed nobilis in primis et
pesa alla tribuna dalla parie del coro, del- eleganlifi structurae sub quo bina jacent
la quale vado a parlare. A conili Epi- conditoria concamerata , ubi antinuis
stolac'jt." aitare, la Natività del Reden- temporibus sacri libri custodiebantar,
tore e perciò esprime la s. Famiglia; 2.° quos prò velcri ecclesiae move e suggC'
i Giovanni Ballista ed Evangelista; 3.°
ss, sta recitari oporlebat. Ad una vecchia
aliare dirimpetto a quello de' ss. Bene- cancellata di legno, venue ultimatnenle
detto e Bernardo, s. Carlo Borromeo e; dall'alacrità del già lodato p. ab. Galluc-
8. Filippo iVeri, quadro de' migliori, co- ci, sostituita altra di ferro a stile gotico
me lo è il suddetto di s. Matteo. L'altare modellala, che abbracciando tutto il cor*
della tribuna non ha quadro. Un tempo pò della chiesa, prospetta e delin)ita a 200
ve ne fu sospeso uno con fucinelle dietro palmi dall'ingresso la clausura per inte-
alla facciata dell'altare dalla parte del co- rocouleimta nella descritta nave trasver-
ro, a due delle 4 colonnelli marmo ne-
fi sa. Del resto, tutte le pareti, i pilastri e
ro. Era una tavola roppresenlanle la B. gli archi sono a contestura di travertino
Vergine, o.n Gesìi ed il Battista, lenu- squadrucciato , da rendere solidissimo
to [)cr capo d'opera d'arie, e si ulliibui* quanto iniporlaule il ben tessuto lavoro.
VER VER 91
Appena passata la porlicella , che dalla to cleri el populiverulani stipante coeto,
cliiesa cuiicliice al cliiuslro, vi è un alta- accorrendovi a venerarle nella basilica i

re dedicato a' ss. Sotero e Caio maitiri, popoli circostanti , e dopo il vespero si

cult (juadi'o esprimente un gruppo di ss. restituivano alla cattedrale. Di più trovo
Beuedettiiii e deiroidine, oltre s. Anto- nel l'ai tra opera del Rondi nini, Otfs*. /li.zr-
nio e l'Angelo custode. E' questa una cap- tyribiis Johanne et Paulo eorunique ba-
pellina ove nella uolte ufTiciaiioi conver- silica in Urbe Roma, p. 20, che con più
si recitando in forma di coro alternativa- dilTusione ne riparla, dicendo essersi tro-
mente ad Pater ed Ave, non
alta voce i valo presente nel 706 a Casamari, quan-
1

che il rosario, e vi fanno eziandio la me- do d'ordine di Clemente XI vi si recò a


ditazione. La meravigliosa torre campa- descriverlo e illustrarlo, all' esposizione
naria, di forma (juadrilatera costruita di delle ss. Reliquie nella basilica per detta
grandi pietre rettangulate, s'innalza sul- festa, per la quale il Papa avea concesso
l'ultimo arco e pilastri della nave media, indulgenza plenaria iu forma di giubileo,

avanti quello della nave trasversa, r;2t2g/i/ facendovi eseguire le ss. missioni da'pii
quadrati Lipi (Ics ìiiolein conipoiiunt: ele- operai , onde vi accorsero circa 3o,ooo
vasi dal fornice e tetto della chiesa per persone d'ogni specie, in sagri pellegri-

4o palmi. Era sovrastata da una specie naggi con sodalizi flagellandosi, tra il cau-

di piramide alta circa 3o palmi, nella cui to de' sagri inni e la general coinmozio»
sommità spiccava la Croce di ferro, ves ne e di vote lagrime. — Dice il p. Lom-
siilo di nostra redenzione. Era una spe- bardi, la basilica, il claustro, il capitolo,
cie di padiglione alla moresca maiolicalo e un lungo fabbricato di gotico stile, at-
a colori che coronava l'edilizio. Ala que- tiguo alla parte esteriore della chiesa, che
sta sommità venne devastata da' fulmi* ora serve ad uso di granaio e sotto con-
ni,eriniasedecurtata per minaccia di ro- tiene ampie stalle, ma che in origine era
vina. Le due campane pesavano, la mag- il refettorio de'monaci, formano le parti
giore fatta dal cardinal Fiancertco Bar- più cospicue del grandioso gotico edifi-
berini abbate commendatario, 3oou lib- zio, la cui vista in seno a quell'apei ta so-
bre circa, e looo l'antichissima minore. htudiiie ispira venerazione e stupore, e
Inoltre il Rondiniui tratta nel cap. 6: Di- lancia T immagìtnizione a'tempi del suo
vorain Reliquiae, quae ad Casacinarii massimo splendore, in cui mille di que'
inonasteriuiiipertinent.tin\\Ci\iìMi\\\tmiA- venerandi solitari abitavanlo, e Pontefi-
tesene veneravano nella chiesa, per sagri ci, imperatori, porporati e nobilissimi ba-
doni de'Papi, ma ora poche ne esistono, roni venivano a venerarlo ed arricchirlo
dopoché il conunendatario cardinal Bu- de' preziosi loro donativi. Dopo la chie-
nelli nel i 572 le trasferì nelsanluai io del- sa, merita di essere osservala la grande
la cattedrale di Veroli, e collocò in appo- aula capitolare, veramente magnifica nel
sito armadio chiuso con due chiavi, una suo genere. E' un perfetto quadrato con
delle quali dovea custodne l'abbate clau- 3 navi eguali, cui archi acuti posano so-
i

strale di Casan)ari, 1' altra i canonici di pra 4 robuste colonne scanalate, cioè cir-

s.Andrea stesso, come già dissi ragionan* condate da un bel giro di colonnette, a-
doue in principio di quest'articolo, insie- dorne di capitelli con bei fogliami; e la-
me a i|uetle della ss. Croce, del braccio teralmente sopra capitelli di pietra scal-
di s. Matteo, e di notabile porzione del pellata somiglianti a capricciose menso-
capo de'ss. Gio. e Paolo, e queste tre o- le, che nell'intorno formano una simme-
gni anno nella festa dell'Ascensione dal- tria assai vaga. Il Marocco riferisce, il ca-
la cattedrale verulana si portavano ia pitolo avere l'aspetto d'un tempio il più
questa basilica iu solcuue processioue lo- elegante, foitualo alla gotica culla volta
9» VER V ER
che costiliìisce molli angoli acuii di pie- minare la contigua corsia, ornali de'so-
tra scalpelìcita , che hanno diramazione lili fregi tricuspidali, e distinti da 3 or-
nll'oi dine delle colonne che la sorreggo- dini di colonnette spirali e gemelle di
uo, le quali se«nbrano fasci di colonnet- singoiar magistero, tutte svariate nel la-
te; lateralmente posando su capitelli di voro e con vaghissimi fogliami, e da cui
egnal pietra, cheall'intoroo de'muri for- sidipartono per le variate cornici degli
mano un ordine vagliissitno. Questa gran archiacuti. Ogni balcone conta 6 colon-
.sala ha palmi 55 per ogni lato. In com- nette, cioè due per parte e due in mezzo,
plesso, l'elegante porta, le finestre, l'u- che reggono l'intercolonnio, intersecan-
nione delle lniee rette e curve co'loro an- do la luce. Questo claustro è lungo per
goli salienti e rientranti, formano un beli- ciascun lato circa 90 palmi, e venne ri-

lo, un'ottima distribuzione architettoni- sarcito e lastricato nel 18 26. Siccome la


ca, non facile a descriversi. Osserva il
p. chiesa, il capitolo e il chiostro somigliano
l,ombardi. Il capitolo era una parte es- perfettamente a quelli di Fossanuova, e
senziale di tutti gli antichi monasteri, perciò, come notai, vuoisi che uno fosse
giacché in esso solevano adunarsi i mo- l'architello del complesso d'ambedue gli
naci, tanto per trattarvi gli allori di mag- edifizi; piace tuttavia al p. Lombardi di
gior importanza, quanto per farvi seral- soggiungere: ma oltreché poteva facil-
mente, dopo la refezione vespertina , le mente l'uno esser copia dell'altro (cioè
conferenze eia lettura spirituale delle vi- quello di questo, come si crede, e già ri-
te de' ss. Padri. Una lampada fissa nel levai), non sono pressochèconsimili le par-
mezzo metteva un fioco chiarore,clie spes- ti principali di altri edifizi contempora-

so congiungevasi a'deboli raggi della lu- nei di colai fatta? « Noi vediamo lo stile
na furtivamente introdottivi, a rischia- univoco di que'secoli in tanti monu men-
rare que' taciturni ed immobili solitari ti depositari di quella generosa pietà che

bianco-vestiti, che sarebbersi presi per una insegnava a'nustri avi d'impiegarli brac-
radunanza di notturne apparizioni raccol- cio alla difesa della fede nelle crociale, e
te sotto quell'antiche gotiche volte. Il Ma- le ricchezze ad innalzar insigni basiliche
rocco, testimonio oculare, aggiuHge, su e fondare badie, per la redenzione delle
questo capitolo e de'suoi trappensi: olire loro anime da'peccati, come usavano e-
però il capitolo ch'essi vi fanno, si tiene sprimersi, che noi tuttora ammiriamo, e
seralmente una lettura sagra e ascetica, che pel loro colore storico ci destano sen -
che muove il cuore a tenerezza; si ricor- timenti di rispetto e di culto". Qui pro-
dano soltanto le massime eterne, e gli ef- lesta ilp. Lombardi, di non esser vagheg-
fetti della divina provvidenza, anzi d' al- gialore del gotico, ne rileva le stranezze,
tro non trattasi che dell'estremo fine de' che col suo bello in più luoghi ragionai,
mortali, ed il silenzio de'maestosi padri, dichiarando nondimeno: » ma non dee
di bianco vestiti, alla lettura egregiamen- negarsi, che un filare di colonne gotiche
te risponde, mentre un fioco lume collo- sulle quali nasce da un cespo di fcglie e
cato in mezzo pel solo leggitore accresce si diparte il consueto gruppo di archi di-
lina teira meditazione. Dalla porta, chiu- vergenti per ogni verso, coll'imitareuna
sa da cancello, si passa nell'ala destra del fila d'alberi quali co'loro rami vanao a
i

chiostro, quale pure è vasto e di figu-


il formare una volta, non porga un signi-
ra quadrilatera, avente nel centro una ficalo naturale ed espressivo assai più di
bella cisterna, e ne'lati i 6 vani a guisa di quello di Vitrnvio, che invita la fantasia
balconi, disposti 4 per 4 e coslriiiii alla a riconoscere nelle colonne greche tante
gotica, larghi palmi mezzo e (juasi al-
8 e matrone, negli andamenti dello scanala-
t^ellatilo alti, che hanno l'ulfii'iod'illu- ture le falde delle gonue, e uclle volute
VER VER 93
tìe'capilelli l'onde de* loro capelli". Nel- C Olio delCrìstianesimo{ChQleauhv'\aiìi\)
la suddetta ala destra del chiostro, per un fa del trappista moribondo. Egli giace
alto ingresso di pietra, che termina ad au- disteso sopra un poco di paglia e di ce-
golo acuto con cornici sporgenti in fuo- nere nel santuario della chiesa : i suoi
ri, mette ad un corridoio per cui si passa fratelli stanno schierati silenziosi d'in-
ad un orto e fiancheggia la scala del mo- torno a lui: egli viene invitandoli alla,
nastero, avente incontro in gaia simme- virtìi mentre la campana funebre gli
,

I tria la porta del descritto capitolo. Asce-


se le scale del monastero trovansì der- i
suona l'ultime agonie. D'ordinario toc-
ca a^viventi d' inanimire gl'infermi ad
ni itorii de'monaci, una buona e ben for- abbandonare con coraggio la vitaj ma
nita biblioteca, l'archivio, l'infermeria che (]ui ci si presenta uno spettacolo ben piìi
ha propria farmacia, anche per uso pub- sublime, il moribondo parla invece egli
blico, e da cui si trae modico profitto. Al stesso della morte. Posto già sulle por-
p. Lombardi fece grave impressione il te dell'eternità egli dee conoscerla mc'
e amposanlo de'religiosi: ecco come lo de- con una voce che suo-
gito ci' ogni al tro j e
£crive: » E egli situalo al fianco sinistro na, per così dire, da un corpo già mor-
della piazza, perchè la sua vista non è a to invita con autorità i suoi compagni
^

questi penitenti ingrata così, come a noi, ed anche i suoi superiori alla peniten-
che sogliamo asconderlo ne'luoghisùbur- za. Io meditava su questa verità, allor-
bani,e spogliarlo d' ogni immagine che ché una croce mezzo rovesciata che m'era
ci attristi. Quivi non olezzo di fiori, non dinanzi fissò la mia attenzione. Nell'ab-
lusso di marmi, non orgoglio d'iscrizio- bassarmi per leggerne la scritta ... mio
ni bugiarde; ma tulio è governato da u- Dio, the vedo! il nome d'un mio bene-
na severa semplicità. Un viale che mette fattore Quasi fuori di me per la sorpre-
!

capo ad una sagra edicola, ove sta effi- sa inaspettala, io caddi a' suoi piedi, e
giato \ì primogenito de' morti divide , pregai requie e pace allo spirito benedet-
per mezzo in tutta la sua lunghezza quel to , che forse invisibile mi si aggirava
campo funereo, e per largo alcune spal- d'intorno, e godeva di quell'estremo tri-

liere di mortella ne formano come tanti buto di riconoscenza. Un


rampollo del-
scompartimenti sepolcrali, sparsi qua e la nobilissima gente Gonzaga, dopo aver
lùda alcune piccole croci di legno alle figurato nel mondo, vestì le divise del mio
quali è momentaneamente eilJdalo il no- ordine, ove, or fa 20 anni, ebbi occasio-

me e l'anno del trapassato. Dopo averlo ne di sperimentarne la bontà. Tiallo poi


percorso da un estremo all'altro, io n)ì dui desideiiodi maggior solitudine, qua!
seder mai appoggiato ad una di quelle altro Ciniingio, si ritirò in quest'eremo,
spalliere, e mentre il mio sguardo errava e nell'esercizio delle più austere viriti, co-

incerto sulle croci, illuminate allora da- me poi seppi, consumò l'olocai^sto della
gli ultimi raggi del sole cadenleche pare- sua vita nel bacio del Signore, ed io era
va curvarsi ad adorarle, io riandava col- sul suo sepolcro. O mio amico! Quai le-
la mente le pietose e commoventi cere- zioni di disinganno non si apparano in
mouie che accompagnano questi virtuosi questa scuola! Dopo il brevissimo riso e
cenubiti nell'ultimo alto della loro mor- il lungo pianto della vila, Linquenda tei'
che sogliono incontrare con
tale carriera, bis, et domus, et placens - txor (Ora-
animo as$aitranquillo,sicconiequelli the zio), Un pugno di lerracuopre egualmen-
alliaver.'o le paurose ombre del sepolcri te le ossa del superbo mondano e del-
vedono in lontananza la bella e sertiA l'ignorato Trappista(F.)j e il nudo spi-
luce de' cieliparevami avere dinanzi
; e rilo, sulle ali delia virtù o del vizio, vo-
questa veridica pittura che l'autore del la in seno all'eternità". Il monastero, co-
t)4 V l{ R VER
me già Inclicat, non manca d'arrjtia pò- p. Lornhardt. »« L* austero fenor di vita
tabile, che qui giutige per acqnetlollo di de'lrappisti, giudicandone dalla nostra le-

materiale dello degli Archi da un 3." di ziosa <lelicatezza, sembrerà forsea toi co-
miglio in disianza verso la parte di Bau- me ad altri, che sia cosa la non più fa-
co, inlroducendosi nel claustro dopo di cilead imitarsi. Nientedi più assurdo. Un
aver formato una bella fonte, che oltre pocodi buona volontà, stimolala dall'ar*
di passare alla cucina si dirama per le al- dente desiderio di procacciarsi una feli-
Ire oflicine del medesimo. Un allo e luti- cita perenne, e avvalorala dall'aiuto di
go murag.lione laterale alla ptdjblica slra- lassù, basta ad operare quel prodigio, e
da, prima d'arrivarf al cenobio, lutto for- trasmutare di sovente un voliUtuoso si-

malo ad archi chiusi, tranne 4. appartie- barila in mi rigido trappista. Talvolta la


ne all'acquedolto, e l'indica l'iscrizione; posizione stessa elevata e soliuga del mo-
Benedicite Foutes Domino - Auspiciis nastero contribuisce di molto ad agevo-
j4nnih. Card, Albani.- Abbas et Menci' lare loro l'esercizio della preghiera, del-
chi- jéqnom vetuslatedilapsani- JVoi'a la contemplazione e delle altre virtù fa-

forma - Rediixeriint- An. mdccvi. Di- vorile della solitudine: e di ciò ne fa le«
nanzi al .° androne, comesuol dirsi, che
i slimoniaiiza tu» solitario non sospelto,seb-
melte poi al piazzale del mojiastero e bene non penitente, qual è G. G. Rous-
chiesa, vi è la Itinf^a Illa delle descritte seau nella lettera 23.' della sua Eloisa,
baracche. Rimarca Marocco, (he pub- laddoveparla de'Iuoghi elevali e solitari,
blicò il tomo che cotiliene l'articolo nel Colassìi mi si diede a conoscere, e mi
1834, dalla vastità del suindicato antico si dispiego innanzi sensibilmente in quel-

refettorio ,
ognuno può congetturare la l'aria così pura la veracagione d'esser-
molliludine de'primitivi venerandi soli- mi cambiato d' umore , e di avere riac-
lari, essendo Iradizione tra gli odierni es- quistato quella pace del cuore, che da
sere giunto sino al numero di mille, ed tanto tempo avea perduta ... Dove l'aere
allora vi fiorivano soltanto 4o trappen- e puro e sottile, si sperimenta maggior
si conversi e coristi, i quali con 1' ausle- facilità nel respirare, maggior Icggerez-
rissimo ed esemplare tenore di vita, cor- za nel corpo, pili serenità nello spirito,
lesemenle accolgono frequenti i ospiti vi- nien vivi si provano gli slimoli, piìi mode-
sitatori del luogo. Egualmente scrisse il rate le passioni. Le meditazioni vi preu-
Castellano nel 837, Lo Stato Pontificio,
1 dono un non so qual carattere grandio-
p. 225, ili questo istituto Irappense, es- so e sublime proporzionato agli oggetti
sere rigido ed esemplare il lenor di vi- che ci toccano, e s'insinua dentro di noi
ta che menano i solitari, presso quali i un non so qual tranquillo piacere che
con particolar cortesia vengcmo accolli i non ha niente di sensuale. Pare che in-
frc(p>eiHi ospiti. Il cav. Palmieri, nella nalzandosi sopra il comune soggiorno
Topografia statistica dello Stalo Pon- degli uomini, si lascino indietro tutti i

lifìcio,\ìnv. 3,p. 1 97,disse nel 1 858: Fiori- sentimenti bassi e terreni, e a misurache
ronoinCasarnan uomini sommi per dot- uno si avvicina alle regioni eteree, l'n-
Irina e per pietà singolare, e que'buoni ninia vi contragga qualche cosa della
Zi monaci che tuttora (non 3r,ma 43 inalterabile sua purezza. Noi ci accor-
erano Irappensi neh 858, fra coristi e
i giamo d'esser scrii, ma senza malinco-
conversi, e in quest'annui 859 sono 3r)) niaj pacifici, ma senza indolenza: lutti
con attività incredibile si occupano a van- ^idesiderii troppo vivi si rintuzzano, per-
faggio degli abitanti delle vicine campa- %lono quelC acuto siimelo che li rende
glie,, a coloro che vi si conducono prodi- tormentosi, non lasciano nel profondo
gnno In più corlcscospilalilà. Dice poi il del cuore se non una leggera e soave
VER. V En 95
tommozìonej quincli avviene che contri- per es<<eie ad essa vicina e nella sua dio-
huìscano olla felicità dell' uomo anche cesi, eperchè molte sue notizie le sono
passioni stesse., che per altre sogliono
le comuni; finahnente, eziandio quid monu-
essere d'altronde il suo tormento. Oiìà'è mento del medioevo, che la stessa Rfi-

$
che monaci dilunga iiclosì saviamente ila
i

que'Iuoghi, ove La terra molle e lieta e


ma non può varitaie. Egli è per tuttoque-
slo, che io tiebbo sebbene in breve, e-
,

dilettosa - Simili a se gli aùitatorprodu- stendeimi alquanto nel ilarne una mo-
ce (Tasso 1,62), si elessero profondi de- nografìa. Imperocché il cistcrciense ve-
serti, antiche foreste; e quali aquile con- scovo di Badajoz d. Angelo Manriquez, di
lemplalive posarono i loro voli sui sagri Casamuri ne tratta ne suoi /4nna li de' Ci'
orrori dell' Alvernia, nelle erme spelon- stercicnsi, ma egli mori nel 1 65^ circa.
che di Subiaco, sulle velie diMonte Cas Il suo storico Rondinini pubblicò l'opera
sino, e sugli altissimi gioghi di CamaMo» nel 1707, perciò non potè ancor lui ra-
h, donde si odono gli ultimi rniuori del- gionare della 7>^^^;<7, la quale, come no-
la terra , e i primi concenti del cielo". tai in tale articolo, e meglio vado a de-

L'nniicliissimo cenobio di Casamari,già scrivere, fu introdotta in questo santo


fu beala stanza (.WHtiicdelti/ii cassinensi, luogo nel 1717. Quindi tosto si pubblicò:
poscia òt Cistcrciensi, ed ora degli osser- Br< ve ragguaglio delle Costituzioni del-
vanti la regola più rigorosa di Cislello le Badie della Troppa di Duonsollazzo
che dicendosi volgarmente Irappen-
(/'.), e di Casomari della stretta osservanza
si, di Troppa ha preso il nome. Nel de- deWordinc Cistcrciense, scritto dall' ab-
corso di tanti secoli borirono in que- bate di Duonsollazzo d. Giacomo, al-
st'eremo uomini insigni per pietà e san- l' Em." e Rcv° principe cardinale /An-
quanto a'irappensi poco co-
tità di vita (e nibale Jlhani, Firenze 1718,
nosciuti, pel sublime concetto: Che non Nelioo5 i veroiani sacerdoti Bcnedel»
cercano onori e gloria in funesto mondo, te, Giovanni, Orso e Azzo, mossi dal di-
e molto meno dopo mot ti! ). per talenti vino spirilo a menar lila veramente ec*
e natali illustri. 1 l'api parecchi ne tras- clcsiustica ed eremitica, abbandonando il

sero per elevarli ad eminenti dignità ec- mondo si ritirai ono,col pei messo del pro-
clesiastiche, e per in)piegarli in servizio prio vescovo, che a ciò gli avea esorlati,
della s. Sede. Al presente non è più nu- per non aver che il nome e l'ordine di
meroso come per l'addielro; vi è però in chierici, nel vicino luogo di Cosa Mario
pieno vigore, anzi in inciemento la mi- o C<7y<7/77fl/v7, quindi Casa Morie Casa-
rabile osservanza religiosa, congiunta al- mari, già magnifica villa di Caio Mario.
l'esercizio di edificanti e feconde virtù, Vi trovarono uiolle case e altri edifizi di-
olla contemplazione e alla pteghiera, fe- ruti, e gli avanzi del tempio di Marie sul
licemente conginngcndo l'attività inde- quale vi fabbricarono una cappella imi»
fessa a benefìzio degli abitanti delle cam- tolitla a'romani fratelli ss. Gio. e Paolo
pagne circonvicine, la gentilezza njona- martiri della famiglia Orsini. Tanto si

stica a vantaggio degli ospiti. E' l'unica ritiene inCasamari, e tanlo afferma l'U-
Troppa dello stalo pontifìcio, quindi un ghelli, Italia sacra, t. i p- SSg, se- ,

suo illustre pregio conveniente al centro guilo anche dal p. Casimiro da lloma
rfel caltolicismo, ove esistono o sono rap- nelle Memorie. Il p. Clavelli, L'Antica
presentali tulli gli oidini Religiosi, an- Jrpino, p. ig, errando però nella data
che Solitari j ornamento virtuoso e
fa IO i5 efacendo costiuire il monasteroda'
t'iejce benefica alla Campania papale; e divoli normanni che signoreggiavano le
forma gloria per Verdi, da cui è deriva- vicine contrade, indi accresciuto da' ve-
ta la sua prin)iliva origine, non meno che roiani sacerdoti rilirativisi a vila esem-
96 VER VER
piare e religiosa; e questo pure è iiiesal* qui non vi è contrasto, perchè si parla
lo, per quanto dirò} forse poi fra'benefijt- dell'erezione del monastero, non dell'e-
tori che contribuirono all' erezione del poca che vi die'origine, che per altro do-
monastero, può darsi che vi concorressero veasi conservare con dichiarazione. Poi
anche nuriiiat)ni, die tante chiese e mo-
i nel u. xiii, eh' è il t;italo dal Cappellet-
rtunienli monastici innalzarono. Il Uon- ti, trovo il detto brano riferito da lui, e
cliinni nel cap. 2: Inilia,et profccCus Mo- dal Itoifdinini , il cpiale però si corresse
nasterit\ allegando un antico codice ma- al modo che dissi ed in cui leggo: Anno
nu exarato carclìnalis Baronìus^ ove si Millesimo Quinto Lidictione UH, col-
legge la data dell'origine, ossia della vo- la chiamata d'un asterisco iu margine

cazione di quattro sacerdoti verolani, ri- MXXXVi; ma in fine si dice in quell'an-


porta: Aiinoah incarnatione Domini Na- no io36 ricorrere la detta Indizione {yhe:
siniJesu Christi millesimo Iricesimo se- cominciò, secondo il Cappelletti, col i."

xlo Jndictioiie quarta, che invece è la da- giorno dell o35), ed essere la data della
ta della posteriore loro professione mo- fondazionedel monastero. llBaronio con-
nastica, come proverò. Infalli il ouedesi- tinua a riportare le successive notizie del
UJo Rondinini, ntW Addenda et corri- monastero rifabbricalo coU'odierna chie-
genda scrisse supple in margine j ita
, : sa. Adunque a me sembra, che la carta
codicem corrigendum duxit cardinalis allegata dairUghelli, all'epoca del ioo5
Jiaronius ,
quuni Millesimo Quinto
ibi attribuì genericamente quella' del mona-
scriptum sit. haoiìde pare che non del tut- stero , senza esprimere che fu piuttosto
to giustamente l'ab. Cappelletti sullodalOj il principio a cui più tardi die'origine, e
Le Chiese d'Italia, t. 6, p. 479> "on ab- perquesto doversi preferire al detto e poi
bia voluto aamieltere all'annoiooS l'a- contraddetto dal Baronio, la correzione
nonimo vescovo registrato da Ughelli fra* del Rondinini. Il Corsignani,fìeg'g/tìt Mar-
\escovi di Veroli, sull'appoggio d'un'an- sicana, p. i45, anch'egU riferisce, che il

tica cronaca, implicando la fondazionedel Baronio registra la fondazione del mona-


monastero, per essere avvenuta 3o an- stero nel IO 36 correndo la tv indizio-
ni e piùdopo il racconto che ne ha re- ne, quantunque in un'antica cronica si
lazione, quale è portato dal Ijaronio e
il legga io5, e con quest'anno si veda no-
I

dal Mabillon ben diverso. Per ciò vol- tata dairOgheili; ma benché citi e abbia
le riprodurlo, ed è quello identico ri- letto il Rondinini, non si avvide che an-
ferito dal Rondinini; se non che ripeten- co egli la riconobbe, neW addenda etcor-
do l'errato anno, da quello storico cor- rigenda, (itWa quale nulla ne dice. Del
lello,anche il Ca()pelietti ripete: An- resto il Rondinini, col testo del codice,
no Millesimo Trigentcsimo Sexto, invi- oUre il perchè i verolani preti si deter-
tamlo il lettore di consultare il Mubillon n)inarono a ritirarsi. Erant in civilate'
negli Annali Benedettini, ed il Barunio l'erulana quidam boni meriti clerici^
negli
Xiii.
Annali ecclesiastici, anno o3o, n.
L'ho ubbidito per quest'ultimo, per-
t qui servanles praecepla Dominica, divi'
naqne judicia mcditantes, ac dicenles:
I
chè li posseggo, del Mabillon, quanto a' Fae nobis j qui nomine clericatus ha-
benedettini, solo avendo gli Annali de' lente sofficium, vitam ncque canonicani,
San li Benede Itini, col le Prefazioni, ol t re ncque monasticam ducimusl Quid de
oltre opere. Quindi nel t. XI
Anuales
, nobis erit, quid in exlremo die turi su-
Ecclesiastici, n. xii: Demonasterio Ca- mas examine? ad cujus auxiliuin con-
saemarii, Baronie lo dice eretto nel-
il fugiemus ? Jaciamus nobis amicos de
Vanno millesimo quinto, e poi lislabili- mammona inquitatis, ut quum ab Une
»ce l'auno Millesimi trigesimi quinli, E vita migrayerinius, recipianl nos in ac-
VER VER 97
terna lahernacala. Tnlia animo voh'cn- diocesano Gerardo ; e quivi diedero ca-
Ics ninne dicenUs, adjnnclis r/uibnsdatn nonicameute principio alla comune os-

laicis fidelibus ejiisdem ch'itati s, vene- servanza monastica. Insomma questa so-
rimi ad funduni qui dicitur Casaema- litudine ebbe origine nel ioo5 da'detti
rii in territorio Verulano. Dopo aver- ecclesiastici verolani , che essendosi poi
vi fabbricalo la già tueniorala cappella, moltiplicati, nelio36 presero abito mo-
idearono di erigervi contiguo un piccolo nastico, e allora divenne casa monastica.
monastero, ma alcuni di ^loro per vari Non credo il riprodurre come
superfluo
anni intanto presero abitazione presso il cav. Mellonj nel suo mss. narra
1' origi-
la

vicina chiesa della Madonna del Reggi- ne di questa gloria patria.» Erano a que-
mento posta sur un colle', 5oo passi di- st'epoca in Veroli (allude ali oo5) cpiat-
stante dal luogo ove poi fu eretto il mo- tro benemeriti ecclesiastici, ed avevano
nastero di Casamari, a cui in seguito fu nome Benedelto, Giovanni, Orso ed Az-
unita; ed il Rondinini che ne tratta nel zo, e concepivano o meglio ispira vanii nel

cap. 1 1, in uno alla chiesa di s. Croce, progetto di menar vita claustrale, e sen-

questa lungi circa io passi dalla basilica, za prevedere i futuri fasti dell'opera lo-
ilcui suolo fu poi convertito nel discor- ro si davano con mezzi propri e con sus-
so cintiterio, esibisce l'iscrizione postavi sidii di altri divoti concittadini ad erige-
dal conunendutario cardinal Francesco re una chiesa con alquante celle sulle ro-

Barberini nel i 666 per averla restaura- vine di vasti fabbricati nel territorio esi-

la, ac sacris Iconihus decoravil. Passati stenlij volgarmente appellati di Casania-


circa 3o anni si unirono a'primitivi altri rio, la ctii origine mal nota in que'secoli

sacerdoti e laici verolani, per imitarli nel d'ignoranza , conservò fino a noi la sud
tenore di vita solitaria e penitente, qua- i tradizionale denominazione. Inlanlo che
li formatisi incongregazione, coll'annuen- fra lo spazio di alquanti anni procedeva
za del vescovo di Veroli, d'unanime con- l'opera pia, dessi andetteio a vestire l'a-
senso si dierono a vita claustrale appro- bito benedettino nel prossimo monaste-
vata dalla Chiesa. Questa risoluzione ef- ro di s. Domenico in lenimento di Sora,
fettuarono col recarsi nel celebre e flori- e ciò seguì definiti vameute prima dell'aii-
do monastero di s. Domenico abbate di noio35. Dedicata quindi l'eretta chiesa

Sora nel io36, posto due miglia dislau- a'ss.Giovanni e Paolo, aumentati di nu-
te dalla città, a ricevere l'abito nero mo- mero, creato Benedetto, uno di essi con-
nastico colla regota del patriarca s. Be- fondatori, per loro abbate, consegnarono
nedetto, dalle mani del ven. ab. Giovan- alla memoria de'posleri questa splendida
ni Ceverando, già discepolo di s. Dome- pagina della Verolana istoria"; Ben pre-
nico morto 5 anni prima, e deposto nel sto monastero acquistò rinomanza per
il

sotterraneodell'antica chiesa gotica. L'ab- la santa vita de' monaci fondatori e per

bate Giovanni approvò tutto, e dichiarò la dottrina che presto vi fiorì. Il Rondi-

i.° priore abbate del nuovo monastero nini ragiona nel cap. 12: Priontni Abha-
che doveasi edificare in Casamari, Bene- inni series, qui Monasteriuni rexerunt.
detto!, nobile verolano, ch'era il piìi vec- Nel cap; 'j-.Elenchus Ecclesiarum, qnae
chio de'4 sacerdoti fondatori (tale alcu- Monastero subditnesunt; furono :i3,fia
no disse anche il ven. Giovaiuii Beveran- le quali s. Ippolito di Veroli e s. Vito nel
do, pel suo operalo). Ritornali essi in Ca- suo territorio. Nel cap. 8: Bonn et /ura
samari, fabbricarono monastero che a-
il Bloiiasterii, compresi quelli del territo-
V(;,ino ideato fin dal oo5, con più como-
i rio Verolano. L' abbate Benedetto I ri»
da chiesa, col precedente titolo de'ss. Gio. nunzio nel o4o, e per avere Dio, pe'suoi
i

e Paulo, e la fecero dedicare dui vescovo meriti, dopo morto, operato alcuni sire-
VOL. ICIY. 7-
gb V E R VER
pilosi miracoli, il popolo gli die' il titolo aprile i'2i7. L'abbate Orso accrebbe le

di Ideato, secondo l'uso di que' tempi. Il possidenze, in uno alla chiesa di s. Ste-
suo corpo s'ignora ove fu deposto, come fano presso Rauco. Durante il suo regi-
pure quelli di altri abbati , non che di meinsorsero disordini nel monastero, per
quelli clie divennero vescovi di Veroli o cui voleva rinunziare, se non s'interpo-
altre diocesi, parimenti sepolti in Casama- nevano Alberto vescovo di Veroli, Gior-
lì,come rileva Rondinini. Nel detto o4o i dano governatore di Campagna, ed il car-
diventò 2.° abbate Giovanni I verolano, dinal Chalillon, che divenne Urbano II
il quale verso il io45ampiiòeabbeHì con nel 1088. Però giunto a decrepita età ef
pittare la chiesa, vi aggiunse 3 altari ia fettuò la sua rinunzia. lu sua vece gli fu
onore di s. Maria, di s. Pietro, di s. Be- sostituito nel 1095 per 4-° abbate, Ago-
nedetto con finestre di bellissimi vetri
,
stino I di Capua, che dotto e di gran pie-
colorati; eresse un ciborio sull'altare de' tà, riformò il monastero, (eceediiìcare un
ss. Gio. e Paolo, e l'ambone, e la fornì nobile claustro, ampliò il dormitorio, ed

di molli preziosi arredi e paramenti, ed acquistò molte possessioni ue'terrilorii di


anco di codici sagri. Fece costruire una Dauco e di Monte s. Giovanni. Neil loG
nuova torre campanaria, e vi pose 8 ar- divenne vescovo di Ferentino, e fu io Ve-
moniose campane. Acquistò molle pos- roli consagrato da Pasquale li, che visi-

sessioni, colla suddetta vicina chiesa del- tò Casamari, insieine ad Agostino mona
la Madonna del Reggimento. Da Papa co e abbate successore di Casamari e ve-
Nicolò II ottenne l'esenzione del mona- scovo di Veroli. Questi è Agostino11. che

stero, reso soggetto immediatamente al- dopo Agostino I era stato latto 5." ab-
la s. Sede, ed allora fu che s'inquartò l'ar- bate, e poco dopo eletto al dello vesco-
me di Casamari del pastorale colle chia- vato Ferentinale. Laonde neh loGfue-
vi di s. Pietro. Divenuto Giovanni I ve- letto in G.°abbateGiovanui II, morto nel

scovo di Veroli nel 1 0G6, gli successe qiial i io8. In questo gli successe il 7.° abba-
3.° abbate il decano del monastero Orso te Placido I, nel 1 1 1 1 eletto vescovo di
verolano, e come i precedenti confonda- Ferentino. Allora per 8." abbate succes-
tore del medesimo. Ottenne da Alessan- se Amato, il quale rinunziò neli 1 16. Il

dro II la conferma dell'esenzione del mo successore 9.° abbate Benedetto II, elet-

«asterò (altrettanto poi facendo Anasta- to in tale anno, anch'esso rinunziò nel
sio I Y, Adriano I V, Alessandro III, Ono- I 123. In quest'anno fu il io." e ultimo
rio III e altri Papi), e poi nel 1076 ebbe la abbate de'benedettiui ueriPietro,già prio-
gloria di preservare Veroli dal minacciato re del monastero, e governò sino all'in-
eccidio, ch'erasi proposto di prepotenza troduzione de' cistcrciensi in Casamari.
ilnormanno cunte di Capua Riccardo. Il Sotto di lui e ili i4o piò volle si
verso
buon prelato gli andò incontro con ab- recò a Casamari Bernardo dottore di
s.

bondanti e ricchi doni preziosi tolti dal s. Chiesa, abbate di Chiarm-aUe, rilor-
suo cenobio, quindi con mansuete paro- malore e propagatore insigne de'monaci
le lo placò, e lece ritorno ne'suoi stali. I Cislerciensi (^.), in occasione che por-
verolani per riconoscenza, con istromen- regno di Napoli per
tavasi n'congressi nel
to de*i3 dicembre 1076, a mezzo de'lo- anche tenuti alla pre-
affari ecclesiastici,

ro consoli, prò Univfrsilate civit. reni' senza del Papa Innocenzo II, non chepas-
lannni, donarono a Casamari molte pos- sandoa Monte Cassino. Siccome nel mo-
sessioni nella diocesi, co\ Jus pas( endici nastero era avvenuto qualche sconcerto,
lignandi. quale atto, perchè in parte
Il e nello scisma dell' antipapa Anacleto 11
corroso, venne rinnovato da'consoli e cit- alquanto avea parteggiato per lui, così il

tadini, e da tulio il popolo verolano a'24 zelante e virtuoso luonaco Giovanni, co'
VER VER 99
correliglosi,uuDueiilel'aljIjali;Piclro,in»- bre, ma leggo iu memorie particolari a'
ploiacoiio e olteiinero da s. Dcinarclu di 27), dedicando il tempio a Dio, in onore

essere adìgliati al suo noientissimo mona- dell» lì. Vergine Maria, e de'ss. Giovan-
stero di Cliìaravalle: luUavolla i uiona- ni e I^iolo martiri antichi titolari. Que-
ci coiitinuarouo a porlarei'abilotiei'ocas- sto rito non potè godere il degnissimo
siiieuse per altri pùclti auni. Non oslan- abbate Giovanni IH, essendo morto a' iG
te, nel i i43 i aioiiaci di Casaniari quasi febbraio dello stesso i i5i: fu sepolto iu
tutti caderouo in rilassatezza e diveuue- Casamari in luogo ignorato, ed il suo e-
ro insolenti. Ciò non potendo couiporta- logio trovasi nel martirologio cistercien-
re il monaco Giovanni, con alcun altro se col titolo di bealo. Egli vivente, scrìs-
osservante della disciplina monastica, ab- se la bella lettera spirituale, Memor dui-
bandonato il monastero passarono in cediiiis ,
prodotta dal Rondinini a p. 6,
Francia nell'abbazia di Chiaravalle, sot- al suo diletto maestro s. Bernardo, a cui
to la regola di s. Ilernardo, che li vesti fu carissimo, sulle crociale di (|uel tem-
dell'abito bianco de'cisterciensi. Intanto po per l'infelice spedizione di Gerusalem-
il Papa Eugenio III, che avea professa- me, e le rivelazioni fatte a favore del s.

to le costituzioni di Cistello, ed era stato Dottore, da'ss. Gio. e Paolo. Eragli suc-
discepolo di s. Bernardo, mal solfreudo ceduto il 12." abbate Faramondo o Fro-
l'oltracotanza degli eretici arnaidisti, da mondo o Flaimondo, che dopo aver sof-
Ruma essendosi ritiralo in Francia, po- ferto col monastero le persecuzioni del-
scia neli i4<) vi l'iloriiòavendo sottomes- l'imperatore Federico I, ed anco l'esilio,

so gli arnaidisti faziosi colle armi di Rug- per restare nell'ubbidienza d'Alessandro
gero re di Sicilia. Ma per nuovi tumul-
I III,ricusaudosi riconoscere l'aulipapaVit-
ti, nel declinar dell'anno nuovamente ne tore nel iGo divenne vescovo di Ve-
V; 1

uscì, portandosi a dimorare nella provin- roli,ove Alessandro Ili lo cousagrò, in-
cia di Campagna. Recatosi a Casamari e sieme all'ordinazione al sacerdozio di Ro-
veduta l'infelice condizione cui era ridot- dolfo cellerario di Casamari, che ^>oi a'
to il giù esemplare monastero, da'mona* 5 ottobre i 161 consagrò iu vescovo di
ci benedettini neri violato, abbandonato Ferentino. Il Papa si recò più volte a
e quasi distrutto, e che inosservanti le di- Casamari; e qui noterò, che probabil-
scipline eransi dati al dissipaDienlo, li ri- mente que' Papi che di sopra registrai
mosse affatto nello stesso fine del 1 149» essere stali in Veroli, per la celebrità
cominciò a riedificare il diruto cenobio, e vicinanza di questo monastero, non a^
e l'affidò alla cura di Bernardo, accioc- }=. vraniio mancalo di visitarlo. Nello stes-
ché vi ponesse una colonia de'suoi edifi- so! i6uinBisìgiiano nella Calabria, a spe-
canti cislerciensi. Subito il sauto dichia- se de'conti Gollrido e Berta, fu fonda-
rato! I ."abbate il sulludato Giovanni HI, to il monastero di Sambucina e vi anda-
l'inviò a Casamari con alcuni suoi mo- rono alcuni monaci di Casamari con Si-
iiacij approvandolo il Papa (veramente gismondo peri ."abbate; divenne celebre,
il liondinini ap. 96 esibisce un documen- e vi si ritirò il famoso Pietro Lombardo,
to in cui si legge, inlroinisU inonachos dello il 3Iaes Ira delle SenlenzCytìo]^olA
cislcrcicnsis ordinis anno 1 5i). Restau-
1 sua rinunzia al vescovato di Parigi, ed
rato a spese notabili del Papa tutto il nto- avendovi 4 anni dimorato, ivi morì a'20
nastero, colla chiesa, questa volle consa- agosto 1 164, e perita la chiesa nel seco-
grare solennemente, e recatosi a Casama- lo XVI, le sue ossa furono trasferite nel-
ri colla corte e il vescovo di Veroli Leo- la chiesa di s. Marcello di Parigi. Torna-

ne Ioli, eseguì la funzione quarto Ka- to neli 170 Alessandro IH a Veroli, fra
U'iidas novcmbrisi i5i (ossia a'29 olio- le beaedizioui che vi fece dì piùabbali.
loo VER VER
comprese Gregorio 1 Ca- 3." abbate
Vi di ci, i 194 vi fabbricarono
quali poi nel 1

saniari,al(H>ale indirizzò il tliploiaa, Piat un grande monastero, chiamandovi ad


.osiulaùo voluntatis, prodotto dal Ron- abitarlo mouaci di Chiaravalle con Bo-
i

dinini a p. 1^, già discorso nel vescova- no per abbate; celebre per più secoli, e
to di Farainondo, di conferma a' privi- divenuto prioria, fu allìgliato a Casama-
legi e beni che godeva, ed altri aggiun- ri, e cessò d'esserlo per le vicende de'teni-
ti. Neil 181 fu 14.° abbate Geraldo I, che pi. Neil 182 giunse in Casamari il famo-
governò lungamente , in memorabile e- so b. Gioacchino abbate e fondatore del-
poca per lo splendore a cui giunse il mo- la congregazione di Fiori, di cui riparlai
nastero abitato da più di 3oo monaci. ne' voi. LV, p. 288, XC, p. 276, e vi re-
Appena crealo Innocenzo lll,a'26 gen- stò ospite un anno e mezzo. Quivi col-
tiaioi iq8 emanò la lettera iVoii ahsque l'aiuto d'alcuni monaci del cenobio, qua-
dolore corclis, presso il Rondinini a p. li amanuensi, col beneplacito di Geral-
2$, diretta a'vescovi, abbati e altri pre-
1 do I, compilò suoi Coimnentiiri sull'A-
i

Iati delie provinole di Campagna, Marit- pocalisse e sopra il Salterio di Xcordc^


tima e Terra di Lavoro, eccitauduli ad oltre la correlazione e concordia del Vec-
impedire che il monastero di Casamari chio colNuovo Tesfamenlo, che dicesi dal
Venisse afilitto da ingiusti oppressori; e ciò Rondinini scritta a istanza di Lucio III,
furse a istanza dell'abbate Geraldo I ze- il quale onorò personalmente Casamari.
lantissìn)o. A suo tempo e ne'primordii Tornato in Calabria, ivi mori nel 1202
del seguente secolo, come descri ve il Ron- e fu sepolto, non mai in Casamari co-
dinini a p.i2 e seg., vissero in Casamari me fecero credere al Rondinini, seguito
de'monaci gran dottrina e santità di
di da Marocco, che a p. 82, dice essersi tro-
vita, e celebri per la predicazione e per vato nella basilica il venerabile suo cor-
le molte legazioni apostoliche che disim* po quando fu demolito 1* antico altare
pegnarono: fra'quali, oltre il di lui suc- maggiore, ove invece soltanto si rinven-
cessore, il b. Luca priore di Casamari, poi nero le ossa di s. Sotero Papa, e de' ss.
5.° abbate (ii Sambucina,indi arcivesco- Paolo ed Emiliano martiri. Tanto fu il
vo di Cosenza, legalo apostolico e predi- grido sparso della sana dottrina e santa
catore della crociata, aimoverato trachea- vita de'monaci di Casamari di questo tem-
li nelle Calabrie; Alacrino altro priore, po, che meritarono l'amore singolare e
familìarissimo di s. Domenico fondatore la divozione de'Papi, imperatori e altri
dell'ordine de'predicatori, zelante predi- principi, tra'quali si segnalarono l'impe-
catore contro gli eretici, legato apostoli- ratore Enrico VI e sua moglie Costan-
co in Germania, vescovo di Aurunca ora za, il loro figlio imperatore Federico II,

Sessa, lodato nel martirologio cistercien- i re di Sicilia Guglielmo III con Sibilla
se col titolo di beato; oltre Giovanni V, sua madre, e Tancredi; e Ira'Papi Inno- Jj

di cui pili sotto. Nel 1 181 Geraldo 1 es- cenzo 111, Onorio HI e Gregorio IX. II
"
sendo di ritorno da un capitolo genera- Rondinini ne riporta i diplomi a p. 1 25:
le dell'ordine con altri abbati e quello di /éppendix Ada i'etera. Con essi fecero
Fossanuova, ed i vescovi di Volterra e moltissime donazioni al monastero, e con-
Messina, di passaggio presso il monte cessero segnalati privilegi. Onorio III fra

Siepi ne'coutorni di Siena, assistè al fe- tutti si distinse, poiché da cardinal Cen-
lice transito di s. Galgano romito, a cui cio Savelli intraprese a proprie spese la
impose la cocolla cistcrciense prima di rifabbrica degli odierni claustro, e basi-
morire, ascrivendolo all'ordine, e fatta- lica tutta di pietra a gusto gotico, che co-
gli edificare una cappella sulla di lui totn- me dissi, in uno al capitolo, sono edilìzi
ba, uè allidò la custodia u'j^ropri tuoua< celebrali miracoli d'arie architeUouicu;e
7

VER VER loi


Geraldo I a 6 maggio 1 2o3 collocò ne'fon- solennemente consagrò il tempio da lui
iliiinenti della basilica la l/ pietra be- edificalo, con immenso concorso di po-
nedetta da Innocenzo 111, come leggo nel polo de'Iuoghi vicini, come pure raccon-
Rondinini a 79, essendosi atleiiata la
p, ta Marocco in onore di Dio , della B.
,

precedente chiesa troppo angusta. Il Pa- Vergine e de'ss. Gio e Paolo maitiri.Di
pa, reduce da Sora,a'2i settembre 1208 questa consagrazione feci memoria nel
si portò in Casaraari e vi pernottò. Altra voi. XI, 254, col Cecconi, //^rt'gro ri-
p.
gloria di Geraldo i fu l'aver contribuito to di consagrare le Chiese, p. 172; e la
nel laoqal ritrovamento dell'ossa di s. descrive anche l' Ughelli. Narra il Ba-
iMaria Salome patrona di Veroli, e ne fe- ronio riferito dal Rondinini a p. 2 1:
,

ce a Innocenzo III la relazione che ripor- Porro eidem consecrationi interfuisse le-
taisuperiormente. Gli successe ili 5.° ab- gnnttir episcopi cardinales duos, pre-
bate Giovanni IV, che poco risiedette nel sbyleri cardinales tres, diaconi cardi-
monastero, per gravi legazioni eseguile nales scptem, et episcopi ahi decern. Si
[)rima e dopo tal dignità, per commissio- trae dalla Cronaca di Fossanuova: Per
ne d'Innocenzo III presso i re d' Inghil- gr ali ani Jcsu Christi tanta fiiit ciboruni
terra e di Francia per la concordia tra lo- abundantia in pane,vino,et piscibus^in
ro, edc'Dulgari,findali2o3 avendo pre- casco, et in ovis, quod onines sìne mnr-
sieduto il concilio di Meaux. A lui il Pa- muratione plenarie reccperent cibaria,
pa diresse la decretale: De probatioiiihus, in sero et mane: plusqnani mille equi
cap. 8, In prciescntia, nel lib. 2 delle irnienti suni adannonam.D\ questa con-
Decretali , e ricordata dal Rondinini a sagrazione famemoria Onorio III in più
p. lui tratta pure l'annalista ?ti-
i5. Di diplonn, e prima con quello: Si apud he-
iialdi anche della legazione di Bosnia:
, braeos o//m, diretto ali7.°abbate Banie-
di questa e dell'altra di Bulgaria e P^ci- ro (che forse poi fu cardinale di s. Ro-
lacchia discorsi in quesl' articolo, e che mana Chiesa; però con nome noi
tal

^ essendo anche cappellano del Papa, con- trovo nel Cardella) nel 1218; Bcatonun
ferì la dignità di primate all'arcivesco- ìMartyruni Johannis et Pauli , ne. stabi-
vo di Debeltus o Zagora, e non che e- lì la festa anniversaria, concedendo l'in-
gli fosse fatto arcivescovo di Zagora , dulgenza di un anno; anche per tutta
come alcuno crede. Il Rondinini conCer- 1*8. ' permise mes-
a'religiosi nelle solenni
ma la mia asserzione a p. 16: Lci^titus paramenti di seta,
se de'dì festivi l'uso di
adivit; in cuj'us manibus fidein Roma- e del turibolo d'argento; confermò pri- i

nae Ecclesiae juramento spopoiidit, i- vilegi e beni concessi al monastero, e la



biffile archiepiscopum Zagorensem ar- protezimie che godeva di s. Pietro. Que-
chiepiscopali pallio donai'it. Nel 1 2 1 o sti e altri diplomi d'Onorio III in favore

fu i6.° abbate Rogerio, al tempo


cui di Casamari, si leggono nel Rondinini. Nel
terminata la basilica, e divenuto Papa il 1220 divenne 18.° abbate Giovanni V,
suo munifìco cardinal Savelli col nome che poi l'imperatore Federico II volle io
di Onorio III, dopo aver unito al mo- sua corte dichiarandolo cancelliere e
,

nastero quello pur cisterciense de'ss. Giu- guardasigilli. Sotto di lui, quel principe
sto e Pastore nella diocesi di Compo- recossi colla corte in Casamari 1' i i a-
stella,n'ebbe cura fioche fu dichiarato prile 122 I, al dire del codice Alessan-
commenda; quindi si recò a Casamari drino esibilo dal Rondinini, cap. 3: Mo-
con tutta la curia, cardinali, principi e nastcrii dignitas et privilegia. Fu rice-

prelati, fra'quali due arcivescovi spa- vuto con solenne processione, e dopo a-
gnuoli e 1 1 vescovi, compreso quello di vervi pernottato passò in Veroli ad ab-
•Veroli Leto II, ed a' 1 5 settembre t 2 1 boccarsi con Onorio HI, col quale si
t ,

lei VER VER


ti-altennè per piùglorni. A'24 dello sles la corrispondente bolla d'Onorio \U,Cii-
so mese l'iroperatore tornò in Casama xtotles, et ndlores, olila in Alatri il 1."

li, ed in quest'occasione sì lui, che l'impe- giugno 1222, sottoscritta dal Papa e da
ratrice mogi le, con tutta la sua casa foro r I diploma impe-
cardinali; e l'analogo
no dal p. abbate ascritti tra'figli spirituali riale, datitrn apnd
mense a- f^erulatn
del monastero di Casamari ond' essere , prilis 1222; non che riferisce diverse no-
partecipi dell'opere buone e orazioni dei tizie sulla chiesa e monastero di s. Do-

monaci;efii allora che l'imperatore pre- menico di Sora, tanto celebre pel santo
se seco l'abbateGiovanni V. lo dubito suo litolare che ivi riposa, di cui pub-
assai,quanto all'anno , e sembrami più blicò F, Frangipane: Rnecolfa di mira'
certo il 111, non solamente perchè mol-
1 coli e grazie di s. Domenieo di Som ,

li storici sono per l'anno 1111 ed i sin- Messina i634- Kgli è pur detto di Fo-
croni documénti seguenti, ma ancora pel ligno e di Cuculio, pel notato nel ci-
tenore del codice Alessandrino, presso tato articolo. Abbiamo inoltre: Del-
l^iondinini a p. 5o dappoiché sebbene
; la vita di s. Domenico abhate del-
ivi dicesi 12?, r, si soggiunge, Bfoiinste- l' ordine di s. Benedetto, racconto di
riiitìì s. Doviiniri Casaewario imperiali d. Litigi Tosti cassinese mandato alle
iiberalit/rte donavi , et datimi aitrcum stampe da' pp. cistcrciensi di Som, de-
prii'ilegin ronfìniinvit. Et mi Kalen- dicato a S. M. Ferdinando IT re del
daa (24 aprile) per Cnsaemariiim
inaii regno delle due Sicilie, Napoli 18')'). Il
rcdicns etc. Conviene dunqtie qui sape- eh. scrittore, citando Manrique/. ePiondi-
re, che Onorio III, dopo il consenso del- nini, a p. 58 dice. » Sebbene la chiesa e
l'imperatore Federico II, come re di Si- il monastero edificato da s. Domenico
cilia e perciò sovrano territoriale, rimos- l'osse stato intitolato alla ss. Vergine, pu-

se dal ujonastero di S.Domenico di Sora re tale e tanta fu la venerazione de' fedeli


(nel quale articolo ciò raccontando , lo verso il fondatore, che quel monastero
«lissi avvenuto nel 1222) benedettini i ebbe poi sempre il titolo di s. Domenico.
neri <ìlie menavano vita non j)iìi buona, Monaci di s. Benedetto lo abitarono dopo
ed incorporò il monastero con tutte le , la morte del medesimo^ ma non sempre

sue possessioni, chiese filiali e privilegi , veri monaci furono. Incominciarono que-
a questo di Casamari, del qjiale vi pose sti a dimenticare gli esempli di evangeli-
12 monaci cistcrciensi con un priore,do- ca perfezione che aveva loro lasciali il

-*endo però ambo monasteri essere go-


i Santo, e rimettendo dall'antico fervore ,

'vernali dal solo abbate di Casamari; per- dall'ottimo (come sempre avviene) diru-
ciò Giovanni V ed i monaci ne furono parono al pessimo. Veramente corsero
messi in possesso dal medesimo Onorio dopo tempi assai procellosi, che per guer-
Jil, in presenza de'ministri imperiali, cioè re ed altre calamità noti solo nelle città,
quando a'27 aprile di detto anno vi an- ma anche nelle badie sommersero ogni
dò in persona colla sua corte a consa- quieto vivere. Gli anni specialmente iu
grare l'altare della chiesa del monastero cui imperò in queste parli Federico II

'sorano. Or bene, lo stesso Ronduiini, a p. furono assai fortunosi, ed il turbine delle


4'», riferisce seguita 1' unione nel 1222, guerre,le ire dell'imperatore molto e lun-

l'ssendone lucide ntisxìinìuìi teslimoniutii, gamente tribolarono chiese e monasteri


quanto riporta Cnsaeninriendeìiartario, poiché lo Svevo non islette mai in pace
ov'è dello, averne Onorio III consagralo co'Ponlefici.Questeesteriori calamità [)oi

l'ullare r Kalendat niaii, che appunto colsero i monaci in mal punto , dico iu
•corrisponde a*2y aprile, e racconta la lòr- quello in cui sogliono venire tutte le urna-
iiialità deiriaveslitura ; indi riprodusse 11^ CQivpagnic quando si sono uuùlto dduii-
,

VER VER io3


gote ilal tetepo della loro istituzione; on- to imperatore divenuto persecutore della
de aadava provvedendo con le
Iildui vi Chiesa e de'Papi, non risparmiòCasaina-
congrci^fizloni riformate de' Camaldoli ri a cui eraaflìgliato, il che deplora Ron-
di Gislcllo e di altre. Per la qual cosa ai dinini nel cap. 5: Monasterii calamita-
tempi diPnpa Onorio III, essendo venuti tes et infortunia. L'imperatore fece mo-
i monaci di s. Domenico in brutta disso- rire in esilio vescovi e abbati, tra' quali
luzionedi quel Pontefice accorse con
vita, si crede anche Geraldo li, ed ucciso dai
salubri provvidenze a rimediarvi. Man- da quell' in-
saraceni chiamati in Italia
dò via gii scorretti monaci , e vi allogò degno principe. Casa man soggiac([ue al
quelli della ritorma di Cistello, assogget- comune fato, e fu devastato dal ferro e
tando il monastero a quello di Casama- dal fuoco de't'uriosi saraceni. Alcuni mo-
ri. che già era entrato nella congregazio- naci si rifugiarono in Francia, ma non
ne cistercien«e ". Altre notìzie si poono ostante i guai e le persecuzioni a cui fu
vedere nel Rondinini, cap. ^•. Cocnohhini lungamente bersaglio il monastero , si
s. Dominici Sorani Casacmarii mona- continuò ad abitarsi da'monaci, e gli ab-
slerio adjunclum, ejusqne ecclesia. A p. bati ebbero successione. Tale fu preposto
1-28 riporta la bolla d'Onorio III, Qiiuni nel 1239 per 20.° abbate Paolo, il quale
yc/.7//5, diretta a tutti gli abbati e monaci nel 1240 acquistò delle possessioni colle
cistcrciensi, acciò in generale capitolo a- chiese di Bartolomeo e di s. Vito in
s.

dunati ,
provvedessero alle disposizioni Majanellodi Capitanata, per concessione
degli ospedalieri cavalieri Templari, ag- di Stefano vescovo di Larino;eneli2
47
gregali all'ordine di Cistello, quali per i ottenne in favore di Casamari il libero
invidia tentavano ogni pregiudizio di Ga- jus pa<icendi et lignandi nelle selve di
samari e perfino d'impossessarsene; di- Monte s. Giovanni, per concessione dei
chiarando avere li da lui riedificati basi- signori di quella città Arnolfo Rogerio e
lica e monastero dati a'monaci, e ad essi Aimo conti d'Aquino. Nel 12 53 fu 21.**
soltanto volere che appartenessero. Papa abbateGiovanni VI, che nel 12^4 acqui-
Gregorio IXjpoco dopo la sua elezione, stò per Casamari la nobile baronia del
colla lettera Dilccll filii prior et con- castello diPrizzo con fertile territorio, a-
vcnttis Cns(ic/iiarii,t.\e* iG n»aggioi22y, bitato da 7000 individui, col monastero
l'iprovò le usurpazioni ed uccisioni di di s. Angelo fondato da' Conelli in Mal,<vi
bestiami, i ferimenti e le oll'ese personali lianodiocesidi Girgeuli, ricevendone l^rt-
fatle a'monaci, da iniqui e prepotenti so- vestitura da Papa Alessandro IV colla ,

rani. Il Papa si mostrò anche poi bene- bolla Sacro ordinis i'cstri religio, data
volo col cenobio e lo visitò, benché do- in Anagni a' 3 settembre 1259. Di lutto
vesse confermare la sentenza in favore tratta R.ondinini a p. yS e seg. , ed a p.
del vescovo de'Marsi sulla giurisdizione 142. Tale baronia godè Casamari finché
della chiesa di s. Maria del Bujo, permu- il monastero diventò commenda cardi-
tata da'monaci con quella di s. Nicola di nalizia, terminando d'esserlo nel 1784
Castel Cappelle, come racconta il Corsi- per nllrui occupazione. Qui si deve av-
guani, Reggia ìllarsicanayt. 189. i, p. vertire, che lauto il monastero, quanto
Nel 1228 fu eletto 19.° abbate Geraldo H i rispettivi abbati commendatari furano
dotlissimo e di santa vita, che da Papa sempre soliti a dare que'fondi di Prizzo
Gregorio IX fu impiegalo in vai ie e dif- e di Girgeuti in Sicilia, in enfiteusi alla
fìcili legazioni, nel i23i presso Federico 4."' generazione; e il canone annuo era di
li, il quale voleva sopprimere religiosi i scudi mille in oro, anzi dipoi giunse a
cavalieri templari onde usuiparne beni, i j4oo , e fu canone sempre p;igato a
il

e presso l'arcivescovo di llt"^uiu.L'iu;;ra- tulio il 1806. Quindi po' cambiamenti


,

1^4 VER VER


politici del regno di Napoli, e fors'anco governò lungamente, ma per sua morie
per altre ragioni che talvolta il potere si non si elesse il successore, probabilmen-
fbrtna da se,que'beni furono incorporati te a cagione del lungo e lagrin)evole sci-

allacorona, e Casamari nulla più ha sma che desolò la Chiesa. Perciò il mo-
potuto avere. Meritò Giovanni VI d'es- nastero restò con pochi monaci regolali
sere elello nel 1 264 vescovo di Sora dai da un priore e procuratore generale; quin-
canonici, ma non approvato da Clemen- di molli beni si alienarono, altri allidati a
te IV, che gli sostituì Pietro Gerra, co- stranieri amministratori ne abusarono.
Hie notai in quell'articolo. Nel 1289 fu Nel I 390 fu priore Rainaldo daBauco,
22.° abbate Giovanni VII, che fece fare ed allora monaci eransi ridotti a 6 ; e
i

la suddetta Croce grande d'argento do- nel Antonino di Pietro ebbe la


i/\.[2
rato alta palmi 5 e larga 3, in cui vi col- carica di priore. In questo tempo fiorì un
locò un considerabile pezzo della Vera dotto monaco Giovanni Seccarezia, pro-
Croce, dentro teca d'oro nel santuario del- curatore del monastero e segretario bol-
la cattedrale di Veroli. Colla bolla Qnuwi lalore di Papa Bonifacio IX, il quale af-
monasteriurn vcstrum^àaìa in Orvieto da fittò a vari secolari molte possessioni.

Nicolò V a'5 dicembre 1 290, rifei-ita da


I Queste tristi vicende influirono potente-
Rondinini a p. 129, l'abbate ottenne la mente in pregiudizio deplorabile dell'in-
conferma di tutti privilegi già concessi
i cremento e della floridezza del monastero,
al monastero, in pari tempo liberandolo che d'allora in poi fino al i
7 i 7, felice epo-
da qualunque tassa comunale. Il die con- ca della venuta degli esemplari trappensi,
fermò Bonifacio Vili, colla bolla Quiini lafamiglia monastica fu sempre poco nu-
a nohis pelitur, data in Orvieto a'7 set- merosa ; tuttavia, a fronte delle vicende
lembre 1297, loco citalo p. i3o. Frat- che calamitose di quando in quando de-
tanto nel i3o5 cominciò la funesta cat- solarono la provincia, monaci sempre vi
tività della Chiesa, per avere ClementeV rimasero, non più però di io ed anche
stabilito la residenza pontificia inFran- II. Nel i4o6 Ladislao re di Sicilia di
cia, per la quale lontananza abusandone qua dal Faro, occupò con violenza Ve-
i prepotenti con estorsioni di privilegi, si roli, parte de'monaci esularono in Fran-
usurparono molte possessioni e masseri- cia, e parte furono malmenati o uccisi
zie di Casamari ; il che saputosi dal suc> dalle barbarie de' soldati. Raccontai di
cessore Giovanni XXII, il Rondinini ri- sopra,come dopo l'elezione di Martino V
porta a p. 59 il diploma Sane dileclo- nel 1417, Jacopo Caldora accampò in
rum fiUorum ^bliatis, dalo in Avignone Casamari e la munì, e come fu attaccato
il (."novembre i324, diretto a' vescovi da Muzio Altendoli capostipite degli Sfor-
di Anagni, Palermo eTeano, autorizzan- za da cui fu vinto e fugalo; onde nel
,

doli a coslringeregli audaci usurpatori a di seguente occupò la badia, e poi partii

restituire il tolto ingiustamente, e chedi- per R.oma. Ciò avvenne sotto Giovanni
fendino e sostenghino i privilegi accor- Vili, già nel if\.i5 elello 25. "abbate, e
dati al monastero. Nel i336 fu 23.° ab- successo nel governo a'priori. — Nel me-
bate Bartolomeo, molto nel!' istesso an- desimo tempo, ridotti a pochi i monaci.,
no. Narra Rondinini, che avendo elet- le molte possessioni tuttavia rimaste ma-
to monaci a successore Matteo da Bau-
i le amministrate e usurpate da' secolari
co, fu destituito da Benedetto XII, per determinarono Papa Martino V nel i43o .

non averglielo partecipato, creando in ve- a dichiarare i beni dell'abbazia di Ciisa-


ce per 24.° abbate nel 337 Giacomo ^"*1 mari Commciifla, e fece i. "abbate <o«t-
drea verol.i no, dotto ed esemplare, e gli niendatario il nipote cardinal Prospero
sped'i due diplomi da Aviguoye. Visse e Colonna (/'''.); ed allora alla ma>s.a d<
VER VER io5
Leni die possedeva il monaslcro nel vi- le Novello, il quale depose nelle mani di
cino ii'i^no tli INapoli, fu (lato il nome di Sisto IV i beni della commenda di Casa-
,v.Jnlonio Vetere, grangia del cnedesi- mari, ed allora il Papa assegnò a Novel-
ino, la cui chiesa omuiiima sorgeva nel lo il vitalizio d'annui3oo fìorini d'oro,
territorio di Napoli, il che leggo nel Ron- e conferendola commenda al proprio ni-
dinini a p. 73, il quale ragiona nel cap. pote cardinal Giuliano della Jìoi'erc [V.)^
\ Jhhatcs Coinmcndatarii eiiunicran-
'^•.
con diploma riportato a p. G5 da Uon-
tiir, qiiiCasacmarii monaslerìo praefue- dinini. Il cardinale si rese benemerito del
riiiit. Non è quindi dubitativo, come monastero col farvi de'ristaUri e dona-
scrisse Corsignaui, Reggia Marsicanay t. zioni, ritenendo la commenda finché di-
I, p. 146, ma positivo che Martino V venne Giulio //nel i5o3. Fiorirono iu
converti iti commenda 1'abbazia di Ca- questo tempo dotti religiosi che rinno-
samari, lasciandovi eziandio l'abbate clau- varono la reputazione diCasamari, fra i
strale, il che riconoblie il Papa successo- quali d. Gio. Giacomo dell'Uva di Bau-
re Eugenio IV, con diploma del 44^ •"•- 1 co monaco professo e lettore in s. teolo-
cordato dal Uondinini a p. 61 ; sebbene gia , esistendo di lui nel mona-^tero uu
nel i43i per essersi i Colonnesi ribellati grande trattato mss. sui Sagramenti ; e
contro di lui, il L'apa avea scomunicato, d'ordine del cardinal Rovere mentovato,
e tolti beni e dignità anche al cardinale, compilò un prezioso e grosso codice det-
poscia assolto e rintegrato; anzi alla sua to Cartario o CarlarOy'xn pergamena,
morte, nel i447» *^ssendo il cardinaleen- ove in forma d'inventario scrisse con ca-
tralo in conclave colla comune opinione rattere detto gotico tutte le memorie di
che divenisse Papa (ma dice Piccolomi- Casamari sino al suo tempo, inserendo-
i)i, poi Pio il, descrivendo tal conclave: vi tutù gl'istrumenli di acquisti, di do-
Std proverbiuin romanoriiin est cxire nazioni e privdegi concessi a'monasteri di
Cardinalcm^qui Ponlifcx inlrat Concia- Casamari e di s. Domenico di Sora dai
l'e), nell' annunziare egli per tale Nicolò Papi, imperatori e altri principi, signori
V, il popolo credette Ini Papa, ne esultò e e nitri benefjltori, laborioso lavoro che
corso al suo palazzo di Roma lo saccheg- terminò nel i49''j col titolo: Incipiunt
giò, secondo l'inveterato e riprovalo abu- sancta priiiiordia et fnndainenla sacri
so enorme. Nel i438 successore dell'ab- Monasterii Casaemarii ordinis cister-
bate claustrale divenne Bartolomeo Gio- ciensis, meglio pai landoneRondinini a p.
vanni, per ordine cronologico sG." abba- 37 e lic. Noterò, che tale famoso Car-
te, il quale intervenne in Veroli alla coti- tario fu preso da Casamari e p<jiiato nel-
sagrazione della chiesa di s.Maria Sa- l'archivio della casa Albani. Estinta que-
lome; a cui successe nel i4^i (ìiacotno monaci di Casa-
sta famiglia, gli attuali
da Tribigliano o Trivigliano 7,7." abba- mari procurarono riavere dagli eredi il
te, del quale Piondinini ragiona a p. 63 ,
Cn/'/rt/'/Oj,' ne impegnarono il cav. d. Vin-

rilevandosi da un docuuienlo come in- cenzo Colonna, si esibirono, purea pfig-i-


litolavasi Jaco/nis de Iriljiliano Dei et
: re qualche somma, come prezzo dell'og-
jéposlolicac Scdis grada Abbas iiiona- getto, ma tutto inutilmente. Nulla polti-
slerii s. Mariae Casaeinurii cistercieu' rono conseguire, ed 'in oggi si sa di cer-
sis ordiiiis.Man il cardinal Colonna nel to,che il Cartario è stato portato alla
1463, ed il Papa Pio li restituì a Casa- biblioteca Vaticana. Nel 149^ recandosi
mari i beni della cocumenda , onile ne Carlo Vili re di Francia al conquisto
prese possesso l'abbate Giacomo con as- del regno di Napoli, nel passaggio non fe-
soluta amiiiinislrazione e governo. Morto ce alcun male al monastero. Dopo essera
nel 1472, in questo fu eletto il 28.° abba- divenuto Papa Giulio 11, il cardinal Uà-
)o6 VER VER
Tere, nel i 5o4 dichiarò 3." ab1)alc com- mondo f'tc7i,Wì morìa'2'3 luglioi^i?,
mendatario il cardinal Luigi d'Jragoiìa e trasferito il Roma fu depo-
cadavere a
(F.) de'reali di Napoli, il qtiale rinunziò sto nella chiesa di Croce in Gerusa-
s.

dopo un anno nelle mani pontificie In lemme, come apprendo dal Ciacconio e
commenda, a favore del prelato domesti- dal Cardella. Nel 527 in conseguenza del
1

co di Giulio li, Angelo Crescenzi diCiiu- terribile sacco di Roma, certamente anche
co protonotario apostolico, Ln ritenne 3 Casamari ne avrà pianto gli effetti, co-
anni, indi la rinunziò al Papa, il quale la me li deplorò la provincia. Ne' conclavi
restitm al cardinal d'Aragona, ed Angelo del r52r e del i523lo Scombergh eb-
virtuosamente si fece monaco in Casa- be de' voti pel pontificato senza essere ,

mari. Tutto rilevasi da'pontificii diplomi fregiato della dignità cardinalizia, di cui
e altro, esibiti da Rondinini a p. io3 e poi l'insigm Paolo IIIa'20 maggio 535. 1

i3i. Racconta l'encomiato p. ab. Tosti. Però fin dali527avea rinunziato a Cle-
« Le provvidenze d'Onorio MI andarono mente VII la commendadi Casamari, per
fallite in processo di tempo. Le Commen- cui quel Papa l'assegnò al celebre vesco-
de non furono troppo opportune alla di- vo di Veroli Ennio Filonardi (^.) da
de'monaslericommendatije Giu-
sciplina Rauco, già tesoriere di Marittima e Cam-
lio li ridusse in commenda quello di s. pagna, il quale creato cardinale da Paolo
Domenico di Sora, che si conferì da* re III a'22 dicembre 536, rinunziò la com-
1

delle due Sicilie. Se gli abbati commen- menda al nipote Antonio Filonardi da
datari oltre alla cura del censo che ne Rauco nel i538, o meglio a' 26 agosto
l'itraevano, ne avessero avuta altra della 1 54», come leggo in Rondinini, che de-

disciplina non so, perchè non lo trovo gli abbati commendatari ragiona. Intan-

Certo che dall'anno i5o3, in cui


scritto. to morì l'abbate claustrale Crescenzi, ed
Papa GiulioII lodettein commenda, ap- il monastero per io anni fu governato
pena un priore con un monaco vi stette- da'seguenti semplici priori. Nel i544 ^^'
ro ad abitarlo. Dal numerodegli abitanti tonio Paolucci dell'Isola, monaco profes-
può congetturare chi mi legge in quale so, priore e superiore interino, che fini
squallidezza cadessero le mura della fa- sua vita nel i568. Nel seguente Giusto
mosa badia. Dico delle mura, perchè mo- Ristolati de Gaspasi fìorentino, dotto e di
naci non erano ". Nel i5og morto 1' ab- santa vita, dichiarato dal generale di Ci-
bate claustrale Novello, venne eletto a stello suo vicario e visitatore perpetuo di
successore e 29." abbate il lodato Angelo tutti i monasteri dell'ordine nel reame
Crescenzi, che governò più di 3oanni con napolitano, anche di monache, e di quel-
l)enemerenze col monastero, ottenen- lo pure di S.Galgano di Siena. Nel 1597
dogli da Giulio II la conferma di tutti i Ronaventura Galvani di Dauco, con pa-
suoi privilegi , olire la concessione di tente del generale di Cislello. Nel 1G7.7
molte indulgenze, da lucrarsi in giorni Rernardo Bertaccio o Bertacchi. Nel 640 1

assegnati a chi visitasse divotameiite la Settimo Barberini, ultimo priore. Ritor-


chiesa di Casamari, mediante la bolla nando al commendatario Antonio Filo-
J'Jxposuil Hoi/vjOttenuta prima di essere nardi, divenuto vescovo di Veroli, rasse-
abbate claustrale, poiché ha la data dei gnò neh 56o al nipote Fulvio Fdonardi
3i uiarzoi5o6. Morto nel iSig il car- di Banco la commenda, col beneplacito
dinal d'Aragona^ vacò la commenda sino di s. Pio V, e poco «lopo pagò l'umano
ni I 52 I , in cui Leone X la conferì a fr. tributo. Nel 567 per morte di Fulvio,
i

Nicolò Sconihergh [f'^.) dnmewcaao, ar- s. Pio V fece commendatario il proprio

civescovo di Capua. Inlaulo trovando}! degnissimo nipote cardinal fr. Michele


uel monastero il cardinal Guglicbnu Rai*, Bonelli^f.) douienicano,che essendo na«
VER VER 107
Bosco presso Alessandria nel Pie-
,(o in brcHl. Tn tale anno morì il commentla-
monte fu dello V /ile s san (Irina. \jQX\en\c- tario cardinal Barl)erini, ed i beni della
rito fli Casamnri, vi operò molli reslau- commenda di Cnsamari per i t anni fu-
'
«1,6 gli fece (liversetlonazioni. Temendosi rono a disposizione della s. Sede, che ne
l'invasione de'corsari turchi, il cardinale deputò amministratore oaniltuario il go-
fece trasferire alla cattedrale di Veroli le vernalore di Monte s. Giovanni Campa-
siiddescrille tre insigni relicpiie, onde nari. Per gran ventura della basilica e del
preservarle da irriverenti insidli, a con- monastero diCasamari, Alessandro Vili
dizione di restituirle dopo cessato il pe- nel 1690 creò cardinale e fecei 3.° abbate
ricolo. Ma come d' ordinario suole av- commendatario Giaiifrancesco Albani,
venire co'sngri tesori, non più si restitui- non che ili s. Domenico di vSora, il quale
rono alla basilica diCasamari. Nondime- vi si portò subito per beneficarlo. Nel se-
\ no una delle chiavi dell'armadio ove sono guente anno divenne 34-° abbate clau-
racchiuse furono per più di due secoli strale Bernardo, cui successe nel 1694
presso il p. prioredi Casamari,che la da- abbate 35.° Vittorio Anloniani da Piper-
va mediante petizione scritta da'canonici no, ed a suo tempo il cardinal Albani fu
e rogala da un notaro. Da questo ebbe sid>limalo al a' 23 novembre
triregno
origine la celebre e discorsa processione 1700, col nomeClemente _Y/(A^.),
di
delle ss. Reliquie per l'Ascensione, nella e tosto dopo Onorio III divenne il più
quale il vescovo e canonici di Veroli le benemerito di Casamari, e Io fu pure di
portavano nella basilica diCasamari; [»ro- s. Domenico di Sora, come abbate com-

cessione che la s. congregazione de' riti mendatario d'ambedue, ritenendo da Pa-


vietò con decreto de' i^ marzo 1^83 ,
pa per alcuni anni la commenda. Devo
Qiinnt Ahhas. et monachi et monastcrii, prima premettere, che per le guerre, le
V. ciò per esser succeduti tumulti popolari fazioni, lo scisma, U chiesa e il monastero
degli accorrenti de' dintorni, per impe- di s. Domenico di Sora solTrì gravissimi
«lireche le ss. Reliquie si ripoi tasserò in disastri nel fabbi icatu e nelle possessioni
Veroli ; e siccome il p.ab. Ballandaui a- usurpate da'prepotenti, che in parte si

vea cercato sedare commozione del la restituirono in seguito a Casamari. Nel


popolo, mancò poco che non restasse fe- declinar del secoloXIV per la pochezza
rito in un braccio. Nel 598 morto il car- 1 de'monaci, da Casamari non si poterono
<linalBonelli, poi nel 1600 gli successe il somministrare pers. Domenico che 3 mo-
fratello o nipote Lodovico Francesco Bo- naci, onde fare l'uffizio di parrochi, ol-
nelli I o. "abbate commendalariojed a que» treché nella chiesa di s. Domenico, in
sto nel 161 4 il celebre cardinal Scipione quella della sua figliale di s. Silvestro pur
Borghese (/'.) nipote di Paolo V, morto di Sora, e di s. Vincenzo di tale diocesi ;

nel i633(e non nel 1629 come scrive il No- nelle quali successero preti secolari, quan-
vaes, Storia di Paolo f^), benemerito di do Innocenzo X sopprese i piccoli mona-
Casamari;etalefupureil cardinalFrance» steri e conventi. Restata anche chiusa la
sco Barberini (f.) nipote d'Urbano Vili, chiesa di s. Domenico, non volendo più
quando gli fu sostituito nel i635. A suo Dio tollerare che il sepolcro di si gran
tempo venne ripristinato l'abbate clau- santo, già onorato cotanto dalla [>ietà dei
strale nel 663, colla elezione del 3o.°ab-
1 fedeli, e reso glorioso da moltitudine di
bate Guglielmo Evangelista diSonnino, miracoli, rimanesse quasi negiello per in-
ma ad tempus^e così seguenti. Nel 672 i 1 decenza di esteriore culto, piegò l'animo
abbate 3 i." Vincenzo Lenluli, Nel 1672 di Clemente XI a provvedere ed emen-
abbate 32.° Dionisio Catelli o Catena. Nel dare con solennità di pietosi uffizi la ir-

-j67<) abbate 33." Bruno Vincenzo Fa- riverenza dti'leinpi verso il Saulo> come
io8 VER VER
esprimesiil p. ab. Tosti. iVclunqijell Papa seguente colla spesa di 4,000 scudi e più,
nel 1703 incaricò il summentovalo mg/ o di 5,000 come vuole Marocco, fece e-
Lucio AntonioLoreto vicario ge-
Battelli, seguire per la basilica l'altare di già de-
nerale dei vescovo di Sora, ed il pure ri- scritto di preziosi marmi a vari colori a
cordato p. ab. Anloniaui di Casamari a forma di tribuna, più maestoso del pre-
discoprire le ossa di s. Domenico, per e* cedente ; donando inoltre un magnifico
«porle solennemente alla venerazione dei tabernacolo di legno intagliato e dorato,
fedeli con ampie indulgenze. Volle inol- a foggia di tempietto, per custodia della
tre Clemente XI, che col Ballelli ince- ss. Eucaristia, e non pochi preziosi sagri
desse il suo fratello principe d. Orazio arredi. Nel 1714 "ewnQ eletto 37." ab-
Albani. A' 18 maggio seguì il lieto ritro- bate Gio. Battista Felce, che fu l'ultimo
vamento del corpo di s. Domenico, sotto della comune osservanza cistcrciense e ad
l'unico altare delia chiesa inferiore, pre- tempus.
senti fra gli altri testimoni, il p. d. Gio. Cisterciensi Trappensidi Calamari.
Battista Felici priore di Casamari, ed il IIcardinal Annibale Albani, zelanteab-
curatore de'beni di questa badia Gio. baie commendatario perpetuo, credette
Battista de Carolis , colle particolarità avere giusti motivi di rimuovere dal mo-
narrate dal p. Tosti. Ala come il Battelli nastero di Casamari i monaci cisterciensi
si fu ritirato la sera al monastero di Ca- della comune osservanza, che in numero
samari, cominciò a propalarsi per Sora, di 8 passarono in altri monasteri dell'or-
che sotto colore di ricognizione a vesserò dine; e pieno di ammirazione pe'cisler-
i deputali pontificii trasportate altrove le ciensiTrappisti [f^.J, istituiti dal p. d.
ossa di S.Domenico; laonde levatisi a Armando Giovanni leBouthillierde Ùan-
rumore i cittadini e dato di piglio alle ar- cé,eda Clemente XI autorizzali coi bre-
mi, chierici e laici corsero alia chiesa del ve Expoiii nohis nnper, de' 19 settem-
santo loro protettore, e di viva forza si bre 1 705, a stabilirsi nella badia di Buon-
chiarirono dell'esistenza delle preziose sollazzo in Toscana, ad istanza del gran-
reliquie. Dipoi volendo il Papa rimuo- duca Cosimo III, ottenne dal medesi-
vere dal sotterraneo il s. Corpo, per e- mo Papa anche nel mona-
d' introdurli
sporlo al culto deTedeli nell'altare mag- stero di Casamari, con ampie facoltà,
giore della chiesa superiore, ed intanto contenute nel breve Expoiii nobis nn-
nel sotterraneo stesso fabbricare altro no- per, de' 7 aprile 17 17, riferito col pre-
bile aliare di preziosi marmi a vari colo- cedente nel già citalo Breve ragguaglio
ri, ciò venne eseguilo l'H maggio 1707 did. Giacomo abbate di Biionsollazzo.
con tutte le rormalitù. Cuiripitu il nuovo Questi dichiara, monaci di Buonsollaz-
i

altare del sotterraneo, con solennissima zo e di Casamari non costituiscono un


processione vi fu collocata I' urna colle nuovo ordine religioso, ma sono veri mo-
ss. Ossa, portala sulle- spalle dall'abbate naci cisterciensi uniti al corpo dell'ordine,
e monaci di Casamari. Nel 1707 Cle- sotto la dipendenza de'superiori maggiori
mente XI dichiarò i4-°abbate commen- delle Provincie; che la riforma ivi intro-
datario perpetuo, il nipote cardinal An- dotta e stabilita, altro non è che l'osser-
nibale Albani (^^.), altro benemerito di vanza esatta della regola di s. Benedet-
Casamari, pel giù detto e per quanto so- to, e dell' antiche costituzioni dell'ordi-
no per narrare, visitandolo di frequente, ne di Cistello. Infatti leggo nel medesimo
^on per questo lo zio Papa cessò di be- libro gli attestati di due abbati generali
ueHcare il cenobio e la basilica , poiché di dello ordine, cioè d. Nicolò Larcher
utenlre era 36.° abbate claustrale Ippo- con patente del 171 r, e d. Edmondo
Ilio Biascoliui, fatto nel 17 io, I'uquo Peirot cou pateole del 171G,, che lica-
VER VER J09
noscóno \ monaci della Trappa e di sagre, somministrerà l'abbate commen-
BuonsolUizzo per veri professi dell' ordi- datario. Che se i monaci non poniio eser-
ne cistcrciense, non che veri osservatori citare la predicazione, siano obbligali di
della regola di s. Benedetto, e degli usi tenere stabilmente nel monastero due
primitivi di Cistercio. Seguono le Costi- preti secolari, affinchè predichino nella
tuzioni delle badie della Trappa di chiesa, spieghino il catechismo al popolo,
Buonsollazzo e di Casamari. Tutlociò amministrino sagramenti, ed assislinu
i

premesso, a Clemente XI e al nipote car- i moribondi (le quali cose al presente si

dinal Annibale commendatario successo- eseguiscono dagli stessi monaci). Le costi-


re nella badia di Casamari, si deve in es- tuzioni del p.Rancé furono rese alquanto
r introduzione e lo stabilimento degli più miti dalla s. Sede, conservandone la

sistenli e fìorenti trappensi. Il cardinale sostanza. Nello stesso 7 dunque i trap- i 7 i

fu il i.° motore e munifico prolettore, pensi furono dal cardinal Albani messi in
contribuendo molte migliaia di scudi pel possesso del monasleroe chiesa di S.Dome-
collocamento loro, per rifabbricare i dor* nico di Sora, della parrocchia di s. Sil-

initorii e le ofllcine, restaurare il chio- vestro, di quella di s. Vincenzo summen-


stro, rimodernare 6 altari delle cappel-
i tovate, e di altre piccole chiese rurali,
le della basilica, con prospettive di stuc- con de'foiidi per loro dote e possessioni
chi e preziosi marmi, e oltre il già detto, situati in Sora,neirisola,in Arpino. L'ab-
pe'molti sagri donativi d'utensili pel di- bate di Casamari pose in s. Domenico

Vìu cullo. Fin dal giugno del 1716 ven- un monaco e un converso, e dopo qual-
nero da Buonsollazzo a Casamari alcuni che anno un prete secolare, così alle al-
monaci trappensi, e dopo il citalo breve tre due parrocchie: bensì monaci reca- i

de' 7 aprile 17 17 il cardinale dieile loro vansi ogni anno a'22 gennaio e a'22 a-
il possesso dell'antica insigne badia. V'i- goslu in s. Domenico a celebrare la festa
stallò una colonia di 16 trappensi fatti del Santo e la dedicazione della chiesa,
venire da Buonsollazzo, col p. d. Livio e ciò fino al 1 789 in cui dovettero lasciar*
Giulini ex senatore milanese per i.°ab* la. Allora per decreto di Pio VI, il ve-
bate perpetuo, come lo furono i successo- scovo di Sora prese la cura di quelle chie-
ri, per tale dichiarato daClementeXI col se. Appena per l'Furopa si sparse la fa-
breve Religionis zelus, emanato mense tua della nuova trappa di Casamari, to-
maio 1717.11 possesso seguì a' 1 4 aprile, sto vi accorsero a menarvi vita peitilente
con rogito del notaro verolano France- e terminarvi i loro giorni molte persone
sco Marino. Neil' allegalo breve ponlifi- ragguardevoli per nascita nobile e per di-
cio de'7 aprile, diretto al cardinale, tro- gnità, fra' quali meritano ricordo : Gio-
vo dichiaralo, che l'abbate di Casamari vanni Exteras cav. di Catalogna e valo-
dev'esser sempre italiano e restare nella roso guerriero. Il p. Celestino Pepe no-
dignità sua vita durante, secondo l'anti- bile napoletano, teologo celestino in s.

co uso. Che nell'elezione deve assistere Eusebio di Roma. Il cav, Dositeo Bous-
Del capitolo di Casamari un p. presidente sarl di Liegi. D. Francesco Rocmont vi-
cistcrciense del reggimento toscano. Che cario generale di Meaux. Luigi Vernerò
dimorino nel monastero almeno 12 mo- canonico di Colonia. Il filippino Alessan-
naci (in seguito giunsero sino a 4o, com- dro de Lovigni, conservando l'abito. Il
presi però i religiosi conversi, come si può cav. Giacomo Bracciolini Fabrizi di Pi-
due in oggi). Che monaci
i si contenteran- stoia, per ^o anni monaco e cellerario.
no, e pel mantenimento loro si assegnano Il cav. Vittorio Piemonte.
Avogadro di
annui 5oo scudi, ed altro che secondo il Guglielmo Francesco de Beauvasin di
bisogno di vile e vestito, e di suppellettili Dol. G. Aulouio Welssely di Praga gene-
no VER VER
rale imperiale. Il cav. Giuseppe Giaco- gazione, cli'eransi recati a SclfcHi per ve-
mo (Ji Waldsasseu di Ralisboua. Il cav. dere il luogo che voleva loro cedere l'ab.
Dometiico Jareitte de CaJJiinisla Bmye- Arnaud; pregandolo a interporsi con es-
red'Aviguone,inorloin coocelto disatili- so e col vescovo di Veroli, pe' debiti ac-
tà nel 1765, di cui si stampò l'esempla- cordi. Egli fece njolti acquisti di fondi ru-
re vita nel seguente in Roma dal p. ab. stici a favore del motiaslero, oltre la va-
Callaridaui. Il cav, Pietro Igneo Aldo- sta tenuta della Selva di Lantero nel ter-
brandini fìorenlino. Tutti professarono ritorio di Monte s. Giovanni e di V^ero-
in Casauiari vissero penitenti e morirono li. Per le deplorabili vicende de'lempi e
santamente. Non poclii Irappensi di que- le novità religiose di Toscana^ restò af-
sto ceiiobio meritarono d'essere illustra- flitto nel setitire nel 1782 soppressa la
li colle stampe, cotne col libro t I prodi- trappa di BuonsoUazzo. Morì il p. Bal-
gi della i^razia, Venezia 1742- D. Ma- landani nel 1788, dopo aver scritto le
lachia dMiiguimbert fu fatto arcivescovo vite de' suoi monaci penitenti, alcune
di Teodosia in partibus,e colla ritenzio- delle quali pubblicò, e lasciato mss. uà
ne del titolo arcivescovile nel 1735 fu commentario sul i ."concilio diNicea. Nel
traslato a Carpentrasso sua patria, ove I 790 fu (dal Papa, come i successori ab-
inori nel 737. Ma si retroceda al i.°
1 — bati) eletto 42. "abbate il p. d. Romualdo
tibbate trappense Giulini e 38."della ba- de'principi Pirelli napoletano, anch'egli
dia, cbemori nel 17 18. Io questo gli suc- stato eremila camaldolese, dolio e santo,
cesse il 89.° abbate Alessio Duvia nobile poi impiegato da Pio VII in missione di-
bolognese, che rinunziò nel i 72 i. Gli fu plomatica a Ferdinando IV re delle due
surrogato in 4o.''abbate Placido II Pez- Sicilie pel tributo della Chinca e la diuji-
7.ancheri nobile piacentino, nel726 fat- i nuzione de* vescovati ne' due regni; dal
to vescovod'Imeria inpariibus ,\\e\ 1728 qual Papa fu pure deputalo visitatole
traslato a Tivoli, rinunziò l'abbazia sol- straordinario del proto-monastero «li
tanto nel 1752, e mori in buon odore Monte Cassino, e morì santamente nel
di santità a Tivoli nel 1757, a sua in- 1822; ma non poco do vi òri parlarne. Nel-
tercessione avendo Dio operate alcune Casamari si conservano pre-
l'archivio di
grazie. citato encomia la sua
11 Nerini documenti sugli accennati
ziosi e copiosi
dottrina, pietà e soavi virtù. A suo tem- argomenti. Qui però conviene far sosia,
po il cardinal Annibale, nel 1750 rinun- auzi retrocedere, per narrare i memora-
ziò la commenda al nipote cardinal Gian- biliavvenimenti succeduti nel periodo
francesco Albani (^.). Nel 1 732 divenne in cui visse il Pirelli. E primieramente,

4 1 -"abbate Isidoro Maria Ballandani ve- per le falalissime vicende che per sem-
neziano (per pontifìcia elezione. Sembra pre renderanno infausto il declinar del
che prima anche in Casamari i religio- secolo XVIII, dal 1 798 al 1 800 Casama-
si eleggessero I' abbate, come si pratica ri accolse ospitalmente molli preti e reli-
nelle trappe, che però sono numerose di giosi di vari istituti emigrati dalla Fran-
monaci composte da un centinaio di
e cia rivoluzionata, che((uivi si fecero Irap-
essi, e senza conferma sono istallati nel pensi e vi morirono santamente. E per-
{governo), giàeremita camaldolese dotto e chè in questa lagrimevole epoca Casama-
singolare gran maestro di spirito, perciò ri fu molto numeroso di monaci, Papa
consultato da moltissimi, ed al qualescris- Pio VI concesse al p. ab. Pirelli due al-
se ila Aiieuzo s. Alfonso M.' de Liguori tri monasteri per collocarvi de' monaci
a'i4 febbraio 1778 lettera che si conser- stabilirvi l'osservanza trappense: l'uno fu
va in Casamari, ringraziandolo delle cor- quello di Fossanuova, donato col breve
tesie prodigale ad alcuni di sua congre- Cui/i sicut iiupcr acccpimuSf i\i:'2j giù-
VE R VER III
gno 793I ; l'aUro fus. Ana- il collegio di 4 de'6 servi del Signore sagrificatljin fine
Mussa Lubrense,
stasia già de' gesuiti, in per edi ficazione de 'fedeli ,i quali della bar-
(louatodalreFerdinandoIVcoIla rendila bara uccisione non sanno che poche e sem-
d'annui dùcali 3ooo, ed approvazione di plici parole riferite nelle diverse verbali
Pio VI con Ietterà autografa de'aSsellem- narrazioni, mentre idocumenti originali
bie 798. Questa 2/ trappa fu nel 806
1 1 non sono visibili a tutti monaci. Credo
i

soppressa da Giuseppe Bonaparle occupa •


opportuno far precedere il mio estratto,
tore del regno diNapoli. L'altra poi di Fos- per maggiore intelligenza, con anzi tutto
sanuova fu soppressa nel 8 r o dal gover- 1 ìar cenno de' G monaci uccisi, i."!^. d.
no francese. Restituito il oionaslerodiFos- Domenico Diaria Zadrzel, boemo, al se-
sanuova aCasaajari,da Pio VII neli8 4, i colo Gio. Crisostomo, nato in Codonio
ì trappensi non vi ritornarono, essendone diocesi di Praga, e giù nel covento di s.

Stali alienali i beni. I pochi restati nel Sabina di tal città fu dotto sacerdote pro-

1825 con beneplacito apostolico vendè fesso domenicano e maestro in teologia.


il p. ab. Micara, per rinvestirne altri in Colle debite licenze si ritirò dal suo ordì-
Casamari, rassegnando Fossanuova a ne per menare vita più austera in que-
Leone XII, il quale lo die' a' certosini sta trappa, ove recossi di 5i anni e ri-
di Trisulli, —
A mia confusione, per la cevè l'abito di novizio col detto nomea*
lettura di questomio Dizionario, aven- 6 giugno 1777. Rinnovati isuoi voti so-
do trovato singolare grazia col p. d. Co- lenni divenne priore, indi maestro de'no-
lombano Maria Longoi ia romano, mona- vizi, cariche da con niira-
lui esercitale

co professo e bibliotecario di Casamari, l)ile diligenza. La vita di lui fu esempla-

passato a miglior vita, oltre l'avermi re, pali con pazienza molti mali corpo-
favorito, di molo proprio e per affetto rali, senza mai lasciare la quotidiana ce-
all' archi-cenobio, parecchie notizie ve- lebrazione delta messa. I superstiti vec-
ridiche e autentiche riguardanti Casa- chi della diocesi che il conobbero ne par-
mari, eziandio si prese la pena di ri* lano con lode e lagrimando. Dopo la tra-

cavare con laboriosa fatica dall' insigne gica sua morte volleDio operare un mag-
archivio dello stesso cenobio, di cui era gior numero di prodigi in proporzione
custode, cioè da' documenti originali e di quelli futi pegli altri uccisi, anco per
non conosciuti, un fedele e prezioso tra- essere sempre da' fedeli pel i.° invocalo
sunto, per mio uso, sulle memorie de' 6 imploran