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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI AI VARH GRADI DELLA GERARCHIA
ECCLESIASTICI,
DELLA CATTOLICA,
CHIESA ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMIMLÀZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXXXVI.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLVIL
£ \ ft

La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORI CO -ECCLESIASTICA

U
UR B URB
UiRBANO II, Papa CLXVI. Ottone, e dottrina, che s. Ugone abbate Io scelse
Odone o Eude da Chàtillon sur Marne a priore. Da questi mandato a Roma ver-
in Francia, castellopoche miglia lungi da so il 1076 Gregorio VII, il quale a-
a s.

Beiti)*, feudo della sua nobilissima fami- vea richiesto al s. abbate alcuni monaci,
glia di tal nome, altri dicendolo nato in che potessero col zelo e talenti loro es-
Reims, altri in Laggey o Sagery signoria sergli d'aiuto a portare il gravissimo pe-
paterna presso tal città. Fu istruito nel- so del suo memorabile pontificato, per le
le scienze da s. Brunone poi fondatore de' sue virtù e valore scientifico, lo stesso s.

certosini, quindi dando ben presto saggio Gregorio VII, che alcuni dissero stato con
di gran progressi nella pietà e nelle let- lui in quel cenobio, gli accordò tutta la
tere, fu per tempo dall'arcivescovo di sua fiducia, lo creòcardinale vescovo d'O
lleims fatto cauonico di quella metropo- stia e Velletri , e scorgendolo dotato d
litana, indi verso il 1070 arcidiacono del mirabile attività e sapere fornito, gli af
la medesima. Annoiato però del mondo, fidò la legazione apostolica di Germania
e delle cure e briglie secolaresche, partì dove in Telemburgo celebrò un concilio
da Reims per Roma, dove secondo alcu- in cui furono condannati i simoniaci, gl'in
ni ottenne la laurea di dottore, vi vestì continenti, e i fazionari d'Enrico IV, ca
Tubilo de'canonici regolari Lateranensi, pò antesignano de'quali era Venciloar
e
tra 'quali visse per alcun tempo nell'esat- civescovo di Magonza, al dire di Carde!
ta osservanza della regola da lui abbrac- la.Ma dubito che questo sia il concilio d
ciata. Tratto quindi da viva brama di Qitedlimburgo (V,) presieduto dal car %

menar vita più austera, si trasferì nel mo- dinaie, ove fece una gran figura, ed ove
nastero della ss. Trinità della Cava
, ed con tutte le formalità scomunicò l'antipa
ivi fecemonaco benedettino, donde po-
si
pa Clemente III, e molti vescovi, tutti par
scia passandoal celebre monastero di Clu- tigiaui dell'imperatore Enrico IV perse
gny, vi perseverò cou tal fuma di tentila cutore della Chiesa. Il Papa dipoi lo de
4 URB U R B
stinò alla legazione di Lombardia all'im- quillo con vedere un ottimo successore,
peratore Enrico IV, il quale lo fece arre- terminasse il suo vivere. Vedasi il Pape-
stare, e soffrire fieri strazi e atroci insul- brochio nel Propylaeo , p. 199.
Nondi-
ti, a fine d'indurloa separarsi dall'ubbi- meno la sede vacante durò 5 mesi e 2.5
dienza di s. Gregorio VII. Ma egli anzi- giorni, perchè i cardinali e i vescovi si tro-
ché arrendersi all' inique pretensioni, si vavano dispersi, ma per le premure del-
mostrò costantemente fermo e impertur- la zelante gran contessa Matilde e di al-

babile, e dappertutto fece rispleudere, co- tri magnati, fu scritto loro per riunirli nel-

me scintillante luce, la sua santità, dot- lai. 'settimana di quaresima,finchèinTe/--


Irina e zelo per la cattolica religione. Vo- racina ( V.) fu il cardinal Chàtillon eletto
lato al cielo Gregorio VII, dopo aver
s. Papa renitente (com'egli scrisse, ìnEpist.
risposto a'cardinali, che l'aveauo suppli- ad Epiph. Salzburens, presso Marlene,
cato gli designasse il successore, esserne Vet. Mommi, t. 1 , p. 52 1
), e col nome
degui i cardinali Chàtillon, Ugo di Die, e d' Urbano li fu consagralo a' 12 marzo
Desiderio,questi nel 1 086 elessero col no- 1088. Pare che nella sua elezione si ces-
me di Vittore III. perchè s. Gregorio VII sò dalPapa appena crealo di fare la Pro-
dichiarò doversi preferire agli altri due fessione di fede {J.) ciò che altri ritar- >

comechè presente. Ma il virtuoso Vittore dano,mentre poi fu stabilito co'ginramen-


HI ripugnante nell'acceltare, fu invitalo ti emetterla nel 1 . Concistoro. Indi diede
da'cardinali a nominare
Papa, ed egli il parte a tulli i cattolici di sua assunzione
scelse il cardinalChàtillon, che però essen- al pontificato, dichiarando apertamente
do vescovo si oppose un cardinale, laonde che in tutto avrebbe seguito le pedale di
non senza violenza dovette sobbarcarsi al s. Gregorio VII. Poco dopo, per benigni-
grave peso. Ritornato in Roma il cardina- tà, assolse Ugo di Die, e gli restituì la di-
le Chàtillon, lo consagrò Papa. Invece ri- gnità cardinalizia. Leggo in Corsignani,
bellatosi l'orgoglioso Ugo di Die, perchè Reggia Marsicana, par. 2, p. 23 che 1 ,

preterito, Vittore IH lo depose e scomu- Urbano 1 dopo 2 giorni dalla sua elezio-
1 1

nicò, e venuto poi ilPapa a morte rac- ne, si recò al monastero di Monte Cassi-
comandò a'cardinali, come degnissimo di no, ove da s. Benedetto fu sanato da un
succedergli, il cardinal Chàtillon, come si dolore di fianco che soleva patire; ed ac-
ha da Leone Ostiense, Chronica^ lib. 3, certandosi che ivi si veneravano i cor-
cap. 73, perchè essi gli aveano doman- pi de' ss. Benedetto e Scolastica, ema-
dato d'additare chi potevano degnamen- nò un diploma (in data del 1092, sul-
te surrogare in sua vece. Laonde il Pa- la quale non conviene Corsignani per le

pa rispose, prendendo il cardinale per la ragioui che riporta) con sentenza di sco-
mano : O Itone vescovo d'Ostia; elegge- munica contro chi avesse negato l'esisten-
telo e ordinatelo Pontefice dellaChiesa za in Monte Cassino de'corpi de'sanli fra-
romana e per poterlo fare vi do in tut-
r, tello e sorella. Lodovico Agnello nell'/-
to le mie veci. Da queste parole argomen- sloria degli Antipapi^ 1. 1 , p. 280 e seg.,
ta il p. Della Noce, commentatore del cro- riportando molte notizie di Urbano Indi-
nista Leone, che Vittore HI die a'cardi- ce che s. Benedetto 1' assicurò in visione
nali la facoltà d'eleggere il nuovo Papa, che ivi suo corpo, della quale esi-
era il

non essendo ancora spirato, onde per quel stenza riparla a p. 286. Dichiarò prima-
poco di tempo, che gli restava di vita si te di tutta la Spagna l'arcivescovo di To-
spogliò egli del pontificato, affinchè fatta ledojfacendolo suo legato a latere,\a qua-
la legittima elezione del successore, per- le città dopo 36o anni dacché duramen-
chè temeva un imminente scisma, più. si- te la tenevano in ischiavitù i mori, l'a-
curoche questo non accadesse e più tran- vea liberata il re di Castiglia e Leou Al-
URB URB 5
fonsò VI. A questi, o come altri vogliono, peratore Alessio l Comneno l'assoluzio-
a Sancio Ramiro re d' Aragona e di Na- ne dalla scomunica da cui era allacciato.
vsrni, si dice avere Urbano II pel [/con- ElevatoUrbanoII al pontificato in deplo-
cesso il privilegio apostolico di nominare rabile epoca, pel bene della Chiesa dovet-
alla s. Sede i vescovi di quelle sedi che te intraprendere molti viaggi , ne' quali
avesse eretto nelle città conquistate sui parte in Francia e parte in Italia celebrò
maomettani mori onde allettarlo ad e- , 12 concilii, che descrissi a'Iuoghi loro e

Spagnai} formidabili ne-


spellere dalla di diversi qui farò ricordo; ne'quali tutti
mici del nome cristiano, ed accenderlo di procurò d'estinguere l'eresia de' Sagra'
zelo religioso per la fede cattolica. Por- mentori (V^ de Simoniaci (F.) e Nico*
tatosi inRoma, romani assediarono il
i laiti (V.) le condannate Investiture ec-
%

lungo forte ov'erasi rifugiato l'antipapa clesiastiche (^.), e lo scisma dell'infesto


Clemente IH, e l'obbligarono ad uscirne, antipapa Clemente 7//,la cui fazione uni-
con giurata promessa di non più molesta- ta all'imperiale tenevano i romani in ri-

re la s. Sede, il che nella sua ostinazione bellione. Basti il dire,come può riscontrar-
non attese, persistendo nello scisma, ben- si nel Ba ionio all'anno 1089, che m T ,e '

ché per qualche tempo si limitò a intito- sti lagrimevoli tempi a cagione d'Enrico
larsi arcivescovo di Pi avenna. Ma non an- IV, le cose della Chiesa erano tanto mal-
dò guati che la disposizione degli animi concie, che per maggior disgrazia nella
si cambiò: la presa di Mantova fatta da Germania appena conservavano la comu-
Enrico IV rianimò il coraggio degli sci- nione colla Chiesa cattolica i vescovi di
smatici suoi partigiani e insieme segua- Wirzburgo o Wiirtzburg,di Passavia, di
ci dell'antipapa, il venne
quale in seguito Worms e di Costanza. Interpellato il Pa-
richiamato da quegli romani che stessi pa sugli scomunicati e scismatici seguaci
l'avcano cacciato ignominiosamente. Ta- d'Enrico IV, die la risposta che riportai
li commozioni sì frequenti e in sensi con- nel voi. XXXVI, 67. In diverse epo-
p.
trari, si fecero sentire più volte nel pon- che Urbano II dichiarò primate di tutta
tificato d' Urbano II, riè finirono che in la Lucania l'arcivescovo di Salerno; ac-
quello di Pasquale II suo successore, col- cordò all' arcivescovo di Narbona la pri-
la morte dell' autore di que' deplorabili mazia su quello di Tarragona, dopo pe-
disordini. Intanto Urbano II nel 1089 ce- rò quello di Toledo; dalla diocesi di Cam-
lebrò il suoi. "concilio di Roma, e vi con- bray smembrò il vescovato d' Arras; isti-
fermò scomunica fulminata da'suoi pre-
la tuì quello di Gran Va radi no; confermò
decessori, contro l'antipapa Clemente HI, l'unione di Oria all'arci vescovato di Brin-
e lo scismatico imperatore Enrico IV, an- disi grado da lui ristabilito, avendone
,

co per averquesti imprigionato in Verona consagrata la metropolitana. Nel 1089


stia moglie Adelaide o Anna o Prassede di passò Urbano II dalia Sicilia nella Pu-
Russia, e fitte quelle orribili sevizie e ol- glia per visitare in Barile reliquie di s.

traggi che indicai nel voi. LI X, p. 286. Nicolò arcivescovo di Mira, di recente ivi

Indi essendogli a cuore l'unione dellaChie- portate, nella quale occasione confermò
sa greca colla latina, si portò in Sicilia l'unione del vescovato di Canosa all' ar-
per raccomandare la pace e la concordia civescovato di Bari. Per le preghiere del
delle due chiese al normanno conte Rug- conte Ruggero e di Boemondo suo fratel-
gero ilGrande^ il quale si recò a incon- lo,duchi di Puglia e di Calabria, consa-
trarlo vicino a Boterà, lo ricevè in Trai- grò in arcivescovo di Bari Elia. Nel set-
na con segui di gran divozione, e poi si tembre 1089 celebrò un numeroso conci-
adoperò in questo aliare con tale impe- lio in Mclfiy in cui vietò il sacerdozio a'

gno, che ottenue dal Papa pel greco icn- figli de' preti che non professassero vita
6 URH U R R
religiosa ,
provvide all' eia e continenza migliorate però le cose della Chìes^ egli
condannò le simonie, ed inve-
de'chierici, vi si recò, ma abitando nascostamente in

sti Ruggero il Gibboso, figlio di Roberto casa del potente Giovanni Frangipani, da
Guiscardo, de'ducati di Puglia e di Ca- dove ricuperò la basilica e il patriarchio
labria. Per opporre all'ostinazione e vio- Lateranense e il Castel s. Angelo, da Fer-
lenze d'Enrico IV^all'antipapaClemente rucchio che li teneva per l'antipapa Cle-
III, una forza che lo potesse contenere, e- mente III, pel possesso de' quali luoghi
sortò la benemerita gran contessa Matilde gli sborsò una somma di denaro, sommi-
(V.) marchesana di Toscana^.), e ma- nistratagenerosamente da Goffredo ab-
gnanima eroina della Chiesa, a sposare bate Vindocinense o della ss. Trinità di
in seconde nozze il potentissimo Guelfo li Vandome, il quale si condusse apposita-
o Volfone V duca di Baviera. Nel 1090 mente a Roma per sollevare il Papa, che
con espresso precetto il Papa chiamò a snpeva essere in gravi bisogni. Così ac-
se per assisterlo nel governo della Chie- comodati gli affari di Roma, e rasso-
sa universale l'antico suo maestro s.Bru- dato il potere temporale, alle preghie-
none, e lo trattenne 5 anni con sommo re della gran contessa Matilde, a' 29
vantaggio del governo apostolico, finche giugno si trasferì in Lombardia nell'an-
il santo rinunziato l'offertogli arcivesco- no 1094 per consolare colla sua presen-
vato di Reggio, volle ritirarsi in Calabria za que' popoli, dove la fazione d'Enrico
presso Squillaci. Dalla Campagna di Ro- IV e degli scismatici era molto decaduta,
ma, ove Urbano II dimorava, nel 1091 e passando per Toscana e Lucca Matilde
passò in Benevento(V.),s'\ celebrò un con lo accolse con somma divozione e vi ce-
cilio, e ordinò che niuno fosse eletto ve- lebrò la festa di Natale. Proseguendo il

scovo senz'essere insignito ne'sagri órdi- suo viaggio, secondo Ughelli nel 1095 si

ni, e talvolta con licenza della s. Sede po- portò in Calabria e visitò il monastero di
tersi eleggere Suddiaconi (V.); non che
i Torre, fondato da s. Brunone nella dio-
di nuovo scomunicò l'antipapa e suoi fau- cesi di Squillace (^.). Commosso dalle
tori: nel concilio poi di Clermont dichia- lettere di Simeone patriarca di Gerusa-
ròpotersi talvolta eleggere vescovi Sud- i lemme e dalle parole di Pietro l'Eremita,
diaconi. Quindi trasferendosi nel 1092 reduce dalla Palestina, e testimonio per-
nella provincia de'picentini, pervenne a ciò dell'orrende profanazioni che per par-
Salerno (nel quale articolo per errore ti- te degl' infedeli Saraceni aveano luogo
pografico l'anno èi 191), alloggiando nel intorno al s. di Cristo, Ur-
Sepolcro (J^.)
monastero della ss. Trinila della Cava, bano II risolvette di bandire una crociata,
di cui consagrò la basilica , confermò i eccitando principi e popoli ad armarsi per
suoi privilegi e lo tolse dalla giurisdizio- maomet-
sottrarre dal crudele giogo de'
ne dell'arcivescovo. Ivi riparlai di quel- tani i Uomo-Dio.
luoghi santificati dall'
l'insigne abbazia, e che il Papa accordò Quanto precedette, accompagnò eseguì
all'arcivescovo di Salerno il primato sul- lo strepitoso ememorabileavvenimento;
le metropolitane di Conza e Acerenza. Nel quali ne fu furono le grandi conseguen-
1093 un co-
portatosi in Troj'a vi tenne ze, tornai di proposito a ragionarne aTuR-
pioso concilio, ove sciolse e riprovò ma- i chia, descrivendo l'origine, il progresso e
trimoni vietati. Fino a quell'anno Urba- Io stato attuale dellafamosa questionede'
no II erasi trattenuto fuori di Roma, per- luoghi di Terra Santa(F.)> che produs-
chè lo scisma non gli permetteva la pace se la recente sanguinosa guerra d'oriente,
in quella città, e siccome l'antipapa era- che pure narrai. A. tal fine partì da Ro-
si fortificato nella basilica Vaticana, ce- ma nel 1095, e giunto in Bologna vi fu
lebrò il Natale nelle vicinanze di Roma; dal popolo ricevuto con tutti gli onori e
u R r> URP,
venerazione convenienti al Vicario di Cri- s. Mirtino un gran concilio, per cui nel
sto ; ed in quell'occasione egli divise la cit- logT vi celebrò il celeberrimo concilio

tà in 4 tribù. Fu breve il soggiorno del dj Clermont, scomunicando Filippo 1 re


Papa in Bologna, perchè suprema meta di Francia, per avere ripudiato la mo-
del suo viaggio era Piacenza e Clermont; glie e sposato Bertrada vivente il marito

ma nel partire fu accompagnato da 3 Fu'cone conte d' Angers, biasimando il


compagnie di cavalieri bolognesi, (Ino vescovo di vSenlis che avea data la bene-
oltre Alpi. Giunto in Piacenza (F.) vi dizione nuziale, e l'arcivescovo di Reims
convocò nel i.° marzo del iog5 il fa- che vi avea acconsentito: come l'anate-
moso concilio per provvedere agli affa- ma fu rigorosamente osservatolo rilevai
ri della Chiesa, e dove ai 9 Prefazi (?'.) anco nel voi. LXII, p. 220. Fu in que-
della messa, aggiunse quello della Ma- sto concilio che il Papa con singoiar fer-
r
donna: Et te in J eneratione, da lui com- vore e mirabile eloquenza, compì le ispi-

posto nel cardinalato o ispiratogli men- razioni del celebre Pietro P Eremita e ,

tre cantava la messa quantunque non . promulgò la .'sagra guerra della Crocia-
1

manchi chi lo attribuisca ad altri. Fu in ta ( V.) in Siria, per liberare da'maomet-


questo concilio che Urbino II, mirando tani luoghi santificati da Gesù Cristo,
i

ad estendere la religione non meno che dalla B. Vergine e dagli Apostoli. Dispen-
laciviltà per tutto il mondo, con voce sò la croce a' Crocesignati (^.), che vi
meglio ispirata che umana, die un cenno si arruolarono sotto il vessillo della no-

della santa guerra da lui concepita pel stra redenzione,col premio del l'indulgen-
conquisto di Gerusalemme, per la quale za plenaria e altre grazie, ordinando se-
poi l'Europa si sciolse dalla prepotenza condo alcuni a'preti la recita dell' Uffizio
del feudalismo, vide risorgere le scienze, della Madonna. Così un Papa francese si
e preparò un'era novella al generale in- recò tra la sua valorosa e religiosa nazio-
civilimento. 1 popoli si credettero chia- ne per dare il f. "impulso a quella memo-
mati alle Crociate dalla voce stessa del randa impresa, la cui primitiva idea ivi
cielo ad infallibili vittorie, quando
il capo era nata, nella quale il trionfo della re-
supremo della religione promise la remis- ligione cristiana si trasse dietro prodigio-
sione de'peccati e benedisse le armi di chi si cambiamenti ne'costumi e nella politi-
a vetta combattuto in tali sante imprese. ca di tutti gli stati inciviliti. Così fu a-
Jn quell'immensa, imponente e nobilis- perta a'eoraggiosi fedeli un'arena immen-
sima assemblea, il Sommo Pontefice fu sa, ove la cristianità si precipitò con tan-
riconosciuto capo supremo de' Crocesi- to eroico e zelante entusiasmo religioso.
gnati, alla presenza di 200 vescovi, della Seguì con fervore il generale impulso
suddetta imperatrice Adelaide, e degli quel Goffredo di Buglione,che nella guer-
ambasciatori di Filippo I re di Francia e ra dell'investiture ecclesiastiche tra s.Gre-
di Alessio Comneno imperatore d'orien-
I gorio VII ed Enrico I V avea pugnato. In
te. Nell'istesso anno trovandosi Urbano II quel terribile conflitto tra il principio pa-
l'i 1 aprile in Cremona, gli baciò i piedi gano e barbaro , rappresentato dal più
e addestrò il cavallo che cavalcava, Cor- bellicoso degl' imperatori tedeschi, ed il

rado IH re de'romani figlio d'Enrico IV, principio civile civilizzato e cristiano per-
prestandogli il giuramento di fedeltà. Re- sonificato nel più venerabile • più intre
candosi in Francia, che a vea chiamato so- pido de'Papi, il duca di Buglione si la-

pra di se la sua attenzione per la condot- sciò strascinare dal suo ardore per la di

ta del re, il Papa fu seguito da nobile ac- sciplinafeudale.anziclu' dalla giustizi 1 del
compagnamento, per mare giunse in Pro- la eausa. Egli atterrò ool suo braccio nel-
venza, ed in Valenza intimò per P8." di le pianure di Volxheioj il competitore
8 URB URB
d'EnricoIV,e apiì agrimperiali trionfan- lebrò'un concilio con 195 vescovi, avanti
ti la via di Roma. Goffredo n'ebbe in pie* il corpo di s. Nicolò e vestito colla piane-

jmio il ducato di Lolhier. Presa la croce, ta e pallio; v'intervennero i greci e si di-

capitanò con valore e senno i crocesigna- scusse la processione dello Spirito Santo,
ti,ed espugnata Gerusalemme nel 1099 con quella superiorità d' ingegno , della
meritò d'esserne eletto re, facendo dimen- quale il Papa avea dato tante prove. Di-

ticare colle sue virtuose e gloriose azioni, poi ritornò in Roma. In tale viaggio pre-
learmi impugnate contro s.GregorioVII, tendono alcuni che si recasse ancora in
e morì santamente. A'3o novembre partì Salerno, per quanto dissi in quell' arti-
il Papa da Clermont per Limoges, dove colo, e che fosse pure a Benevento. Perciò
convocato altro concilio vi depose il ve- riportai con qualche dettaglio a Sicilia,
scovo. Di là passò a Tours e vi celebrò che Urbano II non solamente andasse in
un concilio; altro ne tenne a Nimes, ove Salerno neh 097. ma comesi pretende da
assolse dalla scomunica Filippo I. Indi alcuni che concedesse a Ruggero il Gran-
andò a Poitiers, donde si trasferì ad Ari- de il famigerato privilegio, tenuto apocri-
gers, accoltovi con solenni onori dal con- fo e contestato, della Monarchia di Si-
Mans, e nuovamen-
te Fulcone; quindi a cilia o tribunale ecclesiastico, una delle
te a Tours, dove donò al detto conte la piaghe della Chiesa di Dio. L'autore del-
Rosa d'oro (V.). Successivamente fu a V Istoria della pretesa Monarchia di Si-
Saintes,a Tolosa, a Maguelona sul fine cilia, a p. 2, la chiama mostruoso inne-
di giugnoi096e vi si trattenne 5 giorni. sto di podestà ecclesiastica e laicale, che
Trasferissi poi in Rebus, dove nel conci- alza in un regno cattolico l'altare contro
lio che celebrò in luglio, riconciliò colla l'altare, esercitando un principe secolare
Chiesa il suddetto Filippo 1. Fu pure a le facoltà di legato apostolico, con coman-
Cliigny e vi consagrò le chiese de'ss. Pie- dare nel trono e presiedere nella Chiesa,
tro,Martino e Nicola, come notai nel voi. arbitro de'popoli e insieme giudice de'mi-
XI, p. 253 , dicendo pure che consagrò nistri del santuario 3
confondendosi per-
la chiesa della B. Vergine del monaste- ciò l'impero col sacerdozio. 11 medesimo
ro di Bordelo. Indi s'avviò per Avigno- autore a p. 6 racconta cornei sostenito-
ne, donde ripartì a' i5 di settembre per ri dello scoglio cui inciampano, finsero e
ritornare in Italia. In Mortara presso Pa- vogliono che Urbano II nel congresso a-
•via (di cui feci parola nel voi. LXVII, p. vulo nel 1097 in Salerno col conte Rug-
293), a' 1 4 settembre celebrò la festa del- gero, questi si lamentasse molto col Pa-
l'Esaltazione della Croce, ossequiato da pa, perchè avea istituito nella Sicilia suo
un gran numero di vescovi e principi. legato apostolico Roberto vescovo diTrai»
Passando per Milano vi canonizzò s. Er- na, con non poco pregiudizio a Ile soffer-
lembaldo, martirizzato da' simoniaci e te fitiche e al zelo mostrato per la s. Se-

concubinari. Qui aggiungerò, che in al- de; quindi restare offeso ove altri che e-
tri tempi canouizzò s. Atliliano vescovo gli difendesse le ragioni di quella nella
diZamora,s. Nicolò Pellegrino di Trani, Sicilia, e le cause della Chiesa e de' loro
morto a' 2 giugno 1094, e s. Mamilia- ministri definisse. Inoltre i sostenitori del
no vescovo. Restituitosi Urbano II nel supposto privilegio, dice l'autore dell' I-

1097 in Roma, vi fu accolto con venera- storia, cori ulteriore stravaganza prete-
zione e molti applausi, e vi celebrò con sero, che Urbano II persuaso di sì forti
magnifica pompa il Natale. Di là passò a ragioni promettesse al conte Ruggero as-
Bari, dove con s. Anselmo arcivescovo sai più di ciò che domandava , e che si

di Cantorbery (perseguitato da Gugliel- obbligasse di levare al vescovo di Traina


mo li re d'Inghilterra), nel settembre ce- ìa carica di legato ,
per darla allo stesso
U RB URB 9
conle e Simone, ond'egli e i suoi
al figlio vari fempi da'vicerè di Sicilia, nemici del-
eredi fossero sempre legali nati nella Si- la s. Sede e oppressori della libertà eccle-
cilia; ne altri mai dalla s. Sede vi si man- siastica; e che i loro attentali introdusse-
dassero contro la loro volontà e consen- ro nel reame un preteso ///£ col finto e a-
so; e che in caso si celebrasse in Roma al- pocrifo privilegio d'Urbano II, sul cui fon-
cun concilio, fosse in libertà loro di man- damento nel secolo XVI si stabilì cou
darvi que'soli vescovi che volessero. L'as- autorità regia il fastoso tribunale della
seiilo e decantalo privilegio vuoisi spe- Monarchia. Inoltre a Sicilia riportai l'o-
dilo in Salerno, non già nel 1097, ina nel perato di Clemente XI, di Benedetto XII [
1099, mentre in quest'ultimo anno Ur- e di Pio VII pel bene della pace. Per que-
bano 11 non fu in Salerno né tornò mai sta anche nell' odierno pontificato si è

nella Sicilia di qua dal Faro. L'autore del- fatto alcun accordo, modificando le fa-
V Istoria nega V andata d'Urbano li nel coltà del tribunale. Nel 1099 celebrò
1097 e nel 1
099 in Salerno, ove soltan- Urbano II in Roma un importante con-
to era visi recalo nel 1092, quando per cilio, col quale terminò la gloriosa car-
Fattore che conservava al monastero del- riera di sue apostoliche e indefesse fa-
la Cava volle cousagrarne la basilica, e tiche, ricevendo prima di morire la con-
ne produce documenti; provando che
i solante notizia della conquista di Gerusa-
non vi ritornò uè nel 1 097, né nel 1099, lemme. Alcuni lo fanno autore col Burio,
né mai più, come giammai spedì il sedi- Vitae Ponti/., 79, di dire ì'4ve Ma-
p. 1

cente diploma che die origine alla mo-i ria nel principio delle prediche, che al-
narchia ecclesiastica di Sicilia pretesa da' tri attribuiscono aDomenico, od a s. s.

siciliani, la quale soltanto incominciò a Vincenzo Ferreri. Lodovico A- Il citato


divulgaisi m tempo di Ferdinando V re gnello ragiona de' sermoni di Urbano II
di Spagna, e prese vigore in quello di Car- stampati, de' decreti che emanò nel suo
lo V imperatore. L'autore nel suo critico memorabile pontifìcato,e delle lettere che
esame ed analisi del preteso privilegio, di- scrisse. Il Cardella nelle Memorie stori-
mostra l' inverosimiglianza delle doman- che de 'cardinali, ne registrò 5i creati da
de di Ruggero; l'inconvenieuza attesa l'in- Urbano II, fra 'quali Odone di Chàtillon
vestitura concessa da Urbano 1 1 e suoi pre- probabilmente suo parente, s. Bernardo
decessori dell'isola di Sicilia, dominio tem- degli Uberti, Gaetani poi Gelasio II e ,

porale della s. Sede, e l'omaggio di fe- Papareschi indi InnocenzoII.GovernòUr-


deltà ricevuto dal conle e suoi parenti; bano II anuii 1, mesi 4 e giorni 18. Mo-
la ripugnanza per le ragioni di vassallag- rì illustre per le benemerenze della Chie-
non esse-
gio; l'impossibilità dedotta dal sa, pel cui vantaggio intraprese tanti viag-
remai seguito tra Libano 11 e il conte gi,a'29 luglio 099. Fu sepolto, secondo
1

Ruggero alcun congresso in Salerno; l'iti- alcuni, in s. Giovanni in Laterano, o più


sussistenza de'pretesi anteriori e posterio- verosimilmente s. Pietro, come all'erma
in
ri privilegi diGregorio VII e d'Urba-
s. Papebrochio in Propylaeo p. 200, n.° ,

no 111. Prova ancora 1' autore, che la s. 6. Il Piazza nei)' E/nerologio di Roman'
Sede ebbe legali e nunzi apostolici sotto 29 luglio, dice che morì nel palazzo di
il successore d' Urbano li e ne' seguenti Pierleoui vicino a s. Nicola in Carcere, e
pontificati, rigettando la vanità delle con- fu con gran solennità portato il suo cor-
trarie assertive, le falsità, l'i mussi stenta po in s. Pietro ove giace. Tale palazzo era
e l'invenzione de' difensori della prelesa di Pier Leone, già Teatro di Marcello
monarchia. Conclude l'autore, che la ve- (/'•), ov'erasi ritiralo per la sua forte/za.
ra origine della Monarchia di Sicilia si La storia ohe giudica popoli ei re, collocò i

ripete dalle violenze e dagli abusi, falli iu Urbano 11 in luogo deguo ue'fasti ecclesia-
io lihB U R B
siici, non meno che della civiltà derivata apostolico di Lombardia, ove operò molte
dalle crociateli suo nometrovasi in diver- cose in vantaggio dellaChiesa. Continuan-
si Martirologi col titolo di santo e di beato, do in Roma i moti ribelli, Lucio III es-
e lo notò La in berti ni, De Serv. Dei Beat. sendosi trovato costretto a partirne, moiì
lib. i, cap, 4 n -° 2 ^« ^e scrissero la vi-
1 j in Verona a'2 5 novembre r 1 S'T. Il car-
ta Ruinart, pubblicata nel r y?<4> e Gio. dinaleche vi si era recato per assistere co-
Adolfo Hartmann, stampata nel 1727 in gli altri cardinali al concilio ivi intimato
Marpurgo. Vacò la s. Sedei 5 giorni. dal Papa poco prima di sua morte, fu in
URBANO III,Papa CLXXIX. Uber- Verona immediatamente e senza che va-
to o Lamberti Crivelli , venne alla luce casse la romana sede, nello stesso giorno
da illustri genitori in Milano, e dalla qua- 2.5 novembre eletto sommo Pontefice, e
le nobilissima famiglia uscirono il suo ni- venne solennemente coronato il i.° di-
pote Celestino IV Castiglione ed altri 3 cembre. Non si accostò a Roma, perchè
cardinali, uno de'quali fondò in Roma il le perturbazioni della città non vi erano

Collegio Crivelli (F.). Un Pietro Crivel- ancora sedate; e seguitò a ritenere l'arci-
liedificò in Roma un piccolo palazzo, che vescovato diMilano.come attesta l'Ughel-
da cardinale abitò Sisto V, come ripor- li citato,!. 5, p. 16 5. Tutta volta non deb-
tai nel voi. LXV1I p. 88. Uberto pro- ,
bo tacere, che il Papebrochio nel Propy-
fessò la vita religiosa tra' canonici rego- laeo,pM\ 2,p. 3o, n.° 5, dubita che il car-
lari, ciò che alcuni mettono in dubbio. dinal Uberto Crivelli fosse in tempo alcu-
Certo è che per la santità delle sue vir- no arcivescovo di Milano; e protrae d'un
tù, congiunta a straordinaria dottrina, giorno la sua elezione, che dice seguita
venne concordemente eletto dal capitolo a' 26 novembre, volendo che la corona-
di Milano arcidiacono di quella metropo- zione si effettuasse 1*8 dicembre. Nel sa-
litana. Altri scrivono che fu ancora arci- bato di Pentecoste 1 186, Urbano III fece
diacono di Bourges, e vescovo di Vercel- in Verona I' unica sua promozione di 4
li, come vuole Ciacconio, in questo con- cardinali, secondo Novaes, o di 3 al dire di
traddetto dall'Ughelli nell'Italia sacra, Cardella. Pel1. "nominò Folmaro o Vol-

dal Sassi nella Serie degli arcivescovi di maro di 7W>i>er/,consagrandolo arci vesco-
Milano, t. 2 , p. 55g, e dal silenzio del vo di taleciltà. In Verona energicamentesi
can. Bima nella Serie de'vescovìdi Ver- lamentò coll'imperatore Federico I, per-
celli. Indi si pose sotto la disciplina di s. chè egli di prepotenza riteneva que' do-
Tommaso arcivescovo di Cantorbery esu- mimi temporali del Patrimonio della gran
le dalla sua Chiesa per le persecuzioni contessa Matilde (^.), appartenenti alla
d' Enrico II, e gli fu indivisibile compa- Chiesa romana, a cui l'avea donato quel-
gno nel suo glorioso esilio. Dopo di die 1'
eroina; perchè applicava per uso pub-
ritornato in Italia meritò che Alessandro blico beni de' vescovi defunti; e perchè
i

111 neh 171 01 173 lo creasse cardinale usurpa vasi gli spogli de'vescovati vacan-
prete di s. Lorenzo inDamaso. Però l'U- ti, e le rendite d'alcuni monasteri di mo-
ghelli e il Sassi provano, che Lucio III nel nache, da essi cacciandole col mendicato
dicembre 1 182 in Velletri l'esaltò a tale pretesto di riformarle, per la sregolata
dignità, alla quale andò unita quella d'ar- condotta d'alcune abbadesse. Inoltre ilPa-
civescovo di sua patria Milano, dove fab- pa si dichiarava offeso, perchè Federico I

bricò il monastero Bernatense, e Io arric- celebrate le nozze del suo figlio Enrico VI
chì di pingui e doviziose rendite, e volle con Costanza figlia del re di Sicilia, erasi

che l'elezioue del superiore del medesimo fatto coronare nella chiesa di s. Ambro-
appartenesse sempre agl'individui di sua gio di Milano dall'arcivescovo di Vienna,
casa Crivelli. Fu pure dichiarato legato ed avea fatto coronare altresì Enrico VI
URB URB ii
dal patriarca ti' Aquileia e la regina da penne di pavone intrecciate d'oro. Comu-
un vescovo tedesco; il perchè Urbano III nemente si crede che Urbano III abbia e-
sospese dagli uffici loro tutti i vescovi in- levato il Suddiaconato (F.) a ordine sa-
tervenuti a tal funzione. Enrico VI non gro, ma già lo era. Confermò privilegi i

poco contribuì a fomentar le discordie, della congregazione di Monte T' ergine 9


poiché fece percuotere con pugni e stra- e ne concesse a di verse chiese, come a Spo-
scinar nel fango un vescovo. Il Papa citò leti. Il Papa in Verona cousagrò la ba-
l'imperatore, minacciandolo di scomuni- silica, ed una chiesa alla B. Vergine. Nel
ca, sebbene avesse del suo partito diversi voi. LXV, p. 1 78, confutai l'asserzioni,che
arcivescovi e vescovi alemanni. L'impera- Urbano III avesse creato Guglielmo lì re
tore all'opposto si doleva, che il Papa di Sicilia suo legato a latere in quell' i-
vietassea'laici di possedere ledecime,eche sola. Magistralmente e con prove l'impu-
avesse consagralo Voi maro in arcivesco- gna l'autore dell' Istoria della pretesa
vo di Treveri
ad onta dell' investitura
, Monarchia di Sicilia, nel cap. g, osser-
ch'egli avea dato di quel vescovato a Ro- vando che Urbano ili dopo avere resisti-
dolfo. Perciò sdegnato cacciò da Metz il to con petto apostolico alle minacce di
vescovo , e lo ridusse a fuggire in Colo- Federico I, non poteva cederealle preghie-
nia; impedì a Volinaro di godere la giu- re di Guglielmo II, conferendogli digni-
risdizione e i beni temporali di Treveri, tà si incompetente, quasi in ricompensa
confiscò le rendite de'suoi seguaci, echiu- delle violenze e insulti praticati da lui in
se tutti passi dell' Alpi acciò niuno po-
i Sicilia contro i vescovi e contro la libertà
tesse andare a Roma. vescovi tedeschi I della Chiesa. Quindi dichiara palpabi-
furono guadagnali da Federico I, ed Ur- le falsità il finto diploma. Urbano III nel
bano III altamente si gravò di vedersi ab- 1 187 partì ^Venezia, onde mettervi in
bandonato da coloro per la cui causa e- ordine l'armata crociata, che dovea por-
gli coraggiosamente combattevajavrebbe tire soccorsi a' cristiani dell' Asia, e per
scomunicato l'imperatore se le preghie- mettersi in persona a capode'cristiani che
re de' veronesi non l'avessero dissuaso. doveano accorrere alla liberazione degli
Nondimeno ebbe luogo una specie di ac- altri cristiani; indi passato in Ferrara con
cordo tra Urbano III e Federico I che , dolore ricevè l'infausto annunzio, che Sa-
sembrò onorevole per la Chiesa. Adunque ladino soldano d'Egitto e di Siria avea
T imperatore per queste ammonizioni e conquistata Gerusalemme, a' 1 ottobre
per la fermezza del Papa alquanto si mo- 1 187, terminando così quel regno latino,
derò, colla speranza che il Papa gli coro- e ricadendo i santi luoghi nelle mani de*

nasse imperatore il figlio Enrico VI il *5e- maomettani. Si ammalò pertanto di pe-


vero e re de' romani. Ma il Papa, ad e- na, e dopo il breve governo della Chiesa
sempio d'Alessandro IH, si ricusò di far- d'un anno, io mesi e i5 giorni, assistito
lo, s'egli prima non rinunziava al figlio dal cardinal b. Enrico di Castel Marsia-
la corona imperiale, non essendo più tem- co, mori a'iq di detto mese, o a'20 come
po di vedere due imperatori sul medesi- vuole Papebrochio. Ma la novella della
mo trono e impero. Invece concesse ad presa di Gerusalemme in quell' epoca e
Enrico li re d' Inghilterra di coronare re stagione non poteva giungere così rapi-
d'Irlanda quello de'suoi figliuoli che più (In mdnta a Ferrara. La sola nuova bat-
gli fosse in grado; ed a tal uopo il cardi- t iglia vinta da Saladino a' j non
luglio,
nal Ottaviano Conti fu spedilo per lega- ostante l' impetuoso valore de' cavalieri
to, ecoronò re d'Irlanda Giovanni Sen- templari, colla morte di molti di essi e la
za Terra, al quale il Papa trasmise in do- prigionìa del loro gran maestro, del re di
no una elegante coroua reale, formata di Gero la lem OM e di parecchi altri princi-
12 URB U fi B
pi, potè bastare a dare il crollo alla sa- del1253 come dissi con Novaes nel voi.
lute del Papa, e la presa di Gerusalem- XVIII, p. 297, parlando della Crociala
me era facile a prevedersi, dopo la resa 7.*),probabilmente del 255 (poiché A- 1

di s. Giovanni d'Acri, di Berito, di Bi- lessaudro IV fu eletto a' 2 o 2 1 dicem- 1

blo, d' Ascalona data pel riscatto del re bre 254), lo dichiarò suo legato nellaTer-
1

e del gran maestro de'lemplari; mentre ra santa e dell'armata de'crocesignati che


Gerusalemme con pochi difensori e priva visi troverebbe. Neh 261 Jacopo si recò
di vettovaglie, non poteva opporre se non nella curia romana per affari di sua chie-
breve resistenza agli assalti del vittorio- sa, e trovò che Alessandro IV era morto
so Saladino. Urbano III fu sepolto nella in Viterbo a'25 maggio, festa di s.Ur-
cattedrale di Ferrara , ove gli fu eretto bano I , ed in tal città erasi adunato il

un ricco deposito, che il Papebrochio ri- concia ve per eleggere il successore, cioè 8
portò inciso con precisione e descrisse a de'9 cardinali che allora componevano il

j),29. I ferraresi gli fecero grandi onori sagro collegio, mancando il cardinal Van-
funebri, durando l'esequie 7 giorni con ca che dimorava in Ungheria sua patria.
Mugolar magnificenza e gran pompa di Adunque e sebbene non fosse Jacopo de-
lumi, come racconta Pagi all'annoi 187, corato della porpora cardinalizia, né aves-
ii.° 12. Urbano III onorò la s. Sede per la se il prestigio di nobile nascita, ivi fu e-
"varietà delsuo sapere, per la potenza del- lelto Papa a'29 agosto 261, 1 e consagra-
la sua parola, e ben più ancora per la leal- to o benedetto e coronato a'4 settembre
tà sua, per la sua vita irriprensibile e per col nome d'Urbano IV, che prese in me-
la severità cui invigilar soleva la condot- moria del giorno in cui terminò di vive-

ta de'suoi parenti. Egli è questo l'elogio re il predecessore. Poco dopo la sua co-
che Hurter gli fece
il eh. nella Storia ronazione, a' 27 settembre concesse a s.
d'Innocenzo IIL Non vacò la Sede apo- Luigi IX re di Francia, ed al suo figlio
stolica. Filippo III, quell'indulgenza che ricordai
URBANO IV,Papa CLXXXIX, Jaco- nel voi. XXVI, p. 293. Il principio del
po o Giacinto Pantaleone, da Troyes di suo pontificato fu il fine dell'impero de*
Sciampagna in Francia, di oscura origine latini in Co stanti nopolii per avere ripre-
comechè figlio di Pantaleone scarpinello so quella capitale l'imperatore greco Mi-
detto Carpulais, o de Court-Palais, ilo- chele Paleologo, il quale per evitare la

tato dalla natura di singolare ingegno, guerra che il Papa gli preparava, gli pro-
dedicatosi agli studi ecclesiastici, abbrac- pose l'unione della Chiesa greca colla la-

ciò lo stato clericale, e fece progressi nel- tina. Imperocché narrai a Genova, che
le virtù e nel sapere. Pe'suoi meriti fu fat- per l'ostinata inimicizia di quella repub-
to arcidiacono, prima di Laon e poi di Lie- blica co' veneti, e fors'anche per avidità di
gi, indi conosciuti i suoi pregi da Innocen- guadagno, erasi alleata col Paleologo im-
zoIV allorché dimorò in Francia, ammi- peratore di Nicea, e questi co'soccorsi for-

randone i talenti e dovendo con lui trat- midabili de'genovesi ricuperò Costantino-
tare di sovente sul governo della Chiesa, poli, e ne cacciò co'latini il loro impera-
in occasione suo capitolo di Liegi
che il tore Baldovino II , il quale fece un cla-
lodepulòa intervenire al concilio genera- more dappertutto e corse a'piedi d'Urba-
le di Lione I, neh 25 1 lo dichiarò lega- no IV reclamando altamente contro ge- i

to apostolico in Pomerania, Li vonia ePrus- novesi, che prendendo le parti degli sci-
sia; indi nel 1 252 divenne vescovo di Ver- smatici aveano pugnato a danno de'cat-
dun. Alessandro IV verso il declinare del tolici. Il Papa ne fu sdegnato, ed invitò i

J254 lo promosse a patriarca di Geru- genovesi a separarsi dalla lega de'greci sci-

salemme, e con bolla de'7 dicembre (non smatici; ma essi non aveudo ubbiditacene
URB URB i3
tenziò contro di loro V lnterdetiò(Vi)x pe- si mostrò benefico co'santi luoghi di Pa-
na terribile ed estrema, di cui abbiamo lestina, come rilevai nel voi. XXXIII, p.
esempi sino dal VI secolo. Nel tempo del- io3. Narrai a Sicilia le gravi esortazioni
l'interdetto, chiuse e spogliate le chiese, e monitoro fatli dal Papa aManfredi usur-
cessava ogni solennità, tranne una messa patore di quel regno della Chiesa roma-
pel clero; sospesi i sagramenti ad eccezio- na, perchè si giustificasse dall'incorsa sco-
ne de'neonati e de'moribondi, gli spelta- munica e da quanto s'incolpava, e perchè
coli e le pubbliche feste erano vietale.Sen- cessasse le sue invasioni sulla Campagna
za queste regole austere, gl'interdetti non romana e colla Marca d'Ancona e la Ro-
avrebbero prodotto V impressione pro- magna, e siccome non fu ascoltato lo sco-
fonda che nel medio evo facevano; e sen- municò e bandi cotftro di lui la crociata
za l'inflessibili censure ecclesiastiche, di in Francia,donde venne in aiuto de guelfi

cui essierano parte, I' Europa straziata Roberto conte di Fiandra,beuedicendo in


dalle fazioni, avrebbe mancato d'un fre- Viterbo i crocesignati, vittoriosi in Lom-
no potente a' ducili legali e volontari, al- bardia de'tedeschi. Ma in mezzo a que-
le discordie civili, alla schiavitù domestica, sti trionfi, presto fu amareggiata la gioia
ed a tanti altri mali che l'uomo perver- d'Urbano IV, il quale pe'nuovi tumulti
so o ignorante fa col suo simile. Ma al- degl'irrequieti romani, che lo facevano
cuni pastori della Chiesa talvolta abusa- stare lontano da Roma, dovendo difen-
rono delle armi spirituali, le adoperaro- dere se stesso e il dominio della s. Sede,
no con troppa frequenza, e talora per cau- si trovò costretto servirsi de'crocesignati,
se leggiere. E siccome la forza dell'esterne iquali poi per mancanza di viltovaglie
applicazioni quanto è più spesso esauri- sisbandarono,e Manfredi piombò di nuo-
ta, di tanto viene meno, cosi gl'interdet- vo con l'aiuto de' ghibellini sulla Roma-
ti e le altre pene canoniche a poco a po- gna, avendo chiamati in aiuto i saraceni.
co perderono la loro salutare efficacia. Ribellatisi i romani ghibellini, Manfredi
Però i genovesi in mezzo alla generale co- marciò alla volta di Roma, facendosi for-
sternazione osservarono l'interdetto, e re- te di tali suoi fautori; per il che intimo-
plicai ono ossequiose ambascerie a Urba- ritosi il Papa si ritirò in Orvieto (/ .),

no IV per esserne assolti, e lo furono a ove co' cardinali dimorò quasi sino alla
mediazione del Paleologo e del proprio morte. Fu in quella città e per quanto
arcivescovo; per cui la riconciliazione col- ivi e nel voi. IX, p. 44 raccontai, che Ur-
la s. Sede fu in Genova celebrala con u- bano IV istituì la festa solenne del Cor-
niversale esultanza. Indi osservando Ur- pus Domini, facendo comporre la messa
bano IV che il sagro collegio era poco nu- e la sequenza per la medesima. Volen-
meroso, nelle quattro tempora del dicem- do respirare aria più salubre e fesca, in
bre 26 1 slesso, lo accrebbe in Viterbo con
i Monte Fiascone (P.) fece edificare un
7 soggetti degni di tanto onore per iscien- palazzo con torre. Vi fece per un tempo
za e pietà, fra'qnali divennero Papi Cle- piacevole residenza, e pare che vi consa-
mente IV che gli successe, Martino IV, grasse la basilica di s. Flaviano. Quanto
Onorio IV. Nell'islessa città nel maggio altro operò in Monte Fiascone, in quel-
o dicembre 1262, o nel 1263, ne creò al- l'articolo lo notai; dicendo pure che aven-
tri 7 compreso il nipote per sorella Ali- do fatto distruggere il castello di Risenzo,
enerò Pantaleone, che Cardella vuole e- e ricuperate l'isole Mariana e Risemina,
saltalo nell'antecedente promozione. Nel questa chiamò col suo nome Urbana, 11

medesimo 12G2, o nel precedente secon- Fellone, De viaggi de' Pontefici, attribui-
do altri, Urbano IV canonizzò in Viterbo sce la partenza del Papa da Orvieto, per-
s. Riccardo vescovo di Cicester; e nel 263 1 chè gli orvietani volevano ritenere il ca-
i4 • e R B U R B
stello di Bisenzo,
da loro lolloalla s. Se- Quarto. A' 9 settembre 1264 si trai ferì
de, per cui Urbano IV malcontento si re- da OrvieloinTodi qui pervenuto all'im-
:

stituì a Viterbo. Proibì che ninno senza provviso si senti tanto indebolito che non
pontificia licenza, secondo l'antico divie- polea reggersi in piedi, onde progredire
to, fosse sepolto nella basilica Vaticana. il viaggio per Perugia distante 20 migliu.
Approvò l'ordine militare de' Gaudenti Il Pelimi neir Tiistoria di Perugia, dice
(l .), sotto il titolo della B. Maria Vergi- che alcuni credono fosse avvelenato in To-
ne Gloriosa; e beneficò la congregazione di. Di giorno in giorno crescendogli il ma-
monastica di Monte Vergine. Inoltre nel- le, col consiglio de'cardinali e coli' aiuto
l'articolo Sicilia riportai, come incomin- della lettiga si fece condurre a Perugia;
ciò le trattative per reprimere i ghibelli- ma giunto a Deruta, una delle primarie
ni e Manfredi, ed investirne Carlo I d'An- e antiche terre di Perugia e da essa lungi
gìò suocero del conte di Fiandra, poten- 8 miglia, situata su d'un poggio alla me-
te e valoroso (disposizioni che secondo tà della fertile e bella sua pianura (cele-
Corsignani, Reggia Marsieana.i. i, p. bre fin d'allora per le fabbriche di maio-
21 5, prese il Papa nel concilio celebrato liche e stoviglie per vasellame di belle e
in Orvieto), ciò che effettuò il successore; svariale forme,ornate di ben intese dipin-
ed a Stati e Regni tributari alla s. Se- ture e figure a rabeschi, onde giunse ad
de, ricordai il divieto fatto agli Elettori avere 5o fornaci di sua eccellente terra),
dell'impero, d' eleggere in re de* romani di cui feci parola nel voi. LII, p.i34 (e
Corredino pretendente alla Sicilia. Urba- il eh. Giuseppe Bianconi nel t. 20 del-
no IV fu gran protettore degli scenziati, l' Album di Roma ci diede un' accura-
ed a Scuole di Roma, ed ancora nel voi. ta ed erudita descrizione con rami, ripar-
LXXXIV, p. 299, lo celebrai beneme- landone nel t. 22, a p. 354, ,,e descri- '

rito del pubblico insegnamento in Ro- vere alcuni dipinti esistenti nella chiesa
ma e per l'Italia, e che richiamando ila di s. Francesco de'conventuab, già s. Ma-
Parigi 1. Tommaso d'Aquino, in Roma a ria de' mentre nel t. 2 3, a p.
Consoli ; 1

sua insinuazione compose la più parte di e 28 si riprodusse un affresco di tale chie-


sue opere. Il Tiraboschi, Storia della sa del i475, rappresentante Deruta, in
letteratura italiana, t. 4, cap. 2 : Filo- uno al diseguo della facciata e spacca-
sofia cMatematìca, diceche tali scienze ri- lo della medesima chiesa), si fermò nel
sorsero nel secolo XI II, ma i loro studi fe- monastero già de' benedettini e in quel
cero poco progresso prima di Urbano IV, tempo de' francescani con chiesa di for-
cui devesi a giusta ragione la gloria di a- ma gotica, un tempo sagra a s. Maria de'
ver fatto risorgere la filosofìa in Italia per Consoli e ora a s. Francesco ; dopo al-
quanto egli narra e da me pure riferito cuni giorni di permanenza, venuto il Pa-
ne'luoghi citali. InRoma nel palazzo apo- pa ili estremi del viver suo, ivi ricevuti
stolico Lateranense fece restaurare l'aula con somma divozione i sagramene, nel
massima de'concilii. Nel voi. LVIII, p. giovedì 2 ottobre 1264 morì. I perugini
280, rilevai alcune controversie fra il Pa- onorevolmente ne trasportarono il cada-
pa e i romani, per l'elezione del senato- vere nella loro città , e seppellirono nel
re di Roma; e sebbene propendesse per magnifico duomo, in cui neli6i5 il ve-
Carlo I d'Angiò, poi gli dispiacque veder- scovo Comitolo trasferì le sue ossa in un
lo eletto, ritenendo lesivo alla maestà pon- superbo mausoleo, con quelle d'Innocen-
tificia il senatorato ne' principi stranieri. zo III e Martino IV. Governò la Chiesa
Pare che Urbano IV sia stato ili.°Papa, 3 anni, un mese e 4 giorni. Fu Urbano IV
che espresse il numero del suo Nome di d'elevato ingegno, mollo prudente, man-
Papa(V.)^ chiamandosi Urbano Papa sueto, pio, benigno, geueroso e di molle
v r n URB ;5
virtù ornato, che descrive Gregorio deca- vuole nato in Italia nel luogo detto Sul-
no Bajocense presso Masson, tib. 5. Laon - monicense; alcuni con Matteo Villani, lib.
de si dice, che Dio operasse diversi mi- 1 1, cap. 26, lo ritengono di BeMicadro o

racoli a suo onore, ed alcuni lo venerano Belcaire di Linguadoca; altri di Grissac,


per beato. Di Urbano IV abbiamo un vo- nella stessa Linguadoca; altri finalmente
lume di Epistole, una Parafrasi del sal- di Limoges,in favore della qua! città scris-

mo Misererò\ ed una descrizione della Pa- se Baluziola dissertazione: DepatriaUr-


lestina, intitolata: Jacobi Pantalconis baia V
stimmi Pontifici s^zi fìnedel suo
Galli pairiarckae Ilio rosoli'mi (ani li- Anli-Frizonius , ove riporta per la sua
bcr de Terra Sancla. Vacò la romana sentenza 5y autori, e 1' antica iscrizione
sede 5 mesi e 2 giorni. che si legge nel chiostro degli agostinia-

URBANO V, PapaCCVIIT. Gugliel- ni di Tolosa. Urbanus Papa V LumO"


mo Grimaldi oGrimoardi, figlio di Gu- vicensis sanctae memorine. Laonde No-
glielmo barone di Boure e di Grissac nel vaes, combinando le due ultimesentenze,
Gevaudau , Sabran so-
e di Anfìlisia di lo dice colla più sicura opinione, oriun-
rella di s. Eleazaro o Elzeario, nacque se- do Limoges, ma nato a Grissac nella
di
condo lacomnneopinione in Grissac, luo- contea di Gevaudan, diocesi di Mende.
go del comune di Pont de Montvert, nel- Inoltre lessi in un moderno scrittore.» La
la diocesi di Mende nella Linguadoca patria d'Urbano V che fu questionata,
(lessi con dolore a p. i3o del Giornale t ora non ha un cattolico! Se tanta impor-
di Roma 853, per Grissac che vide
del 1 tanza si pose per essere tale, e perchè la
nascere l'illusi re Urbano V,che tale luogo vera non se ne mostra degna con segui-
visitato dal ze'ante vescovo di Mende ni»/
o re il cattolicismo? " Le magnanime sue
Foulqtiier, oggi non conta un sol catto- gesta, il complesso di sue virtù, e gli a v-

lico ,
per le fatali conseguenze prodotte venimenti del suo pontificato, in moltis-
dagli errori che vi portarono i focosi e in- simi luoghi mi fecero parlare di lui ,
per
felici discepoli dell'eresiarca Teodoro Be- cui in corsivo gl'indi ce ero, per evitare ri-

za; tutlavolta vi fu bene accolto da' cal- petizioni, ed acciò meglio si possa in es-
vinisti, anzi potè benedire e piantare una si leggere quanto qui accennerò. In assai
Croce sul suolo ove fu già violentemen- verde età si fece monaco cluniaceuse nel
te strappata da' settari di Beza. In Pont priorato di Cheriaco , diocesi di Mende.
de Montvert sono pochi cattolici con me- Quivi si applicò allo studio de'canoni, e
schina chiesa adiacente a imponente tem- poi ne divenne professore insigne inMont-
piocalvinislico. Il prelato pronunziò pa- pellier, Tolosa, Parigi e Avignone. Fu vi-
tetici discorsi, che profondamente com- cario generale de' vescovi di Clermont e
mossero eziandio i numerosi calvinisti, e- d'Uzes; indi venne fatto abbate, prima di
spiunendo più vivi desiderù perchè tutti
i s. Germano d'Auxerre, e poi di s. Vit-
formassero un solo ovile e riconoscesse- tore di Marsiglia , donde il trasse Inno-
ro un solo pastore ). Siccome d' Ome- cenzo VI per inviarlo legato a Giovanna [
ro, così di lui, 7 diversi luoghi dell'Eu- regina di Sicilia, per assisterla nella sun
a
ropa contendono la gloria d'avergli da- 2. vedovanza, ed insieme esercitare il di-
to i natali, e tutti vantano il patroci- ritto che la s. Sede avea su quel regno,
nio d* alcuni scrittori. In fatti, Ruderi* come pure lo destinò nunzio a' Visconti
co Sanchez, /list. Hhpim? par. 4> e. t
18, di Milano. Dopo Clemente V essendosi
lo fa lombardo; WaUinghamo, in l'E- stabilita la residenza pontificia in A
doardo III, lo dice inglese; Yeppes, in ne, in quest'articolo e a quello di Uouv
Clironul. ord. $, JJc/icdicl.,\o crede tolo- narrai le Guglielmo
principali azioni di
sano; Corio neW/fist. Mediai., par. 3, lo precipuamente come Papa. Imperocché)
ì6 URB u n b
morto Innocenzo VI, nel Conclave d'A- fico palazzo per la villeggiatura de'Papij
vignone a'22 settembre 1 362 entrarono e poco dopo istituì la sede arcivescovile
20 cardinali, fra'quali i guasconi sogget- latina di Leopoli. Avendo Papi dopo i lo
ti al re d' Inghilterra duca d' Aquilania stabilimento loro in Avignone ritenuta la
si separarono da'cardinali francesi; non- sede vescovile* ne riscuotevano le rendite
dimeno a'28 con 5 o 9 voti de' 2 sagri
1
1 1 e facevano amministrare da'vescovi loro
elettori, fu creatoPapa il cardinal Ugo vicari. Urbano V nominò effettivo vesco-
Roger il quale con raro esempio fece la
', vo d'Avignone Angelico Grimoardi suo
Rinunzia del Pontificato. Perciò inaspri- fratello, che poi creò cardinale. Nel 1 362
tisi due discordanti partiti, e non volen-
i o nel seguente anno, condannò Bernabò
do tra loro cedere in favore d'alcun col- Visconti signore di Milano , usurpatore
lega, a^S ottobre elessero il nunzio ab- di molte terre della s. Sede ,
privandolo
bate Guglielmo, sebbene assente e non d'ogni grado e onore, promulgando la
decorato della dignità cardinalizia, per o- crociala con indulgenze a chiunque con-
pera del suo intrinseco amico cardinal tro di lui pigliasse Tarmi, cotne si ha da

d'Agrifoglio il seniore, onde poi creò il ni- Villani, lib. 1 i ,cap. 3 1 e 4 1 • La sentenza il
pote cardinale. L'autore delle Fite de" Pa- Papa la pubblicò il 3.° venerdì di marzo,
pi d' Avignone y dice che segui V elezione dopo la quale inginocchiatoci pregò Gesù.
a'27 settembre. Il sagro collegio spedì a Cristo ed i ss. Apostoli di confermarla.
Guglielmo il decreto di sua elevazione, il Neh 364 'l Visconti tornò al dovere, ma
quale lo ricevè segretamente in Firenze, presto rimalmenò lo stato della Chiesa,
o più probabilmente in Marsiglia, poiché onde il Papa mosse l'imperatore Carlo
nell'intendimento di esaltarlo l'aveano IV a frenarlo. Tra le fatiche, che tenne-
chiamato in A vignone, col pretesto di con- ro occupato lo zelo ti' Urbano V nel 363 1

sultarlo sulle loro differenze, occultando- e nel 364? sono P' u degne di memoria
1

che di lui aveano fatta , nel


gli la scelta le seguenti. Colle sue diligenze procurò
timore che non accettasse,ovvero che gl'i- la crociata contro turchi e saraceni, di- i

taliani irritati dal vedere 5 Papi stabiliti chiarandone capo Giovanni Il redi Fran-
in Francia, ne impedissero l'andata e Io cia, a cui ne die la croce, facendo legato
trattenessero per restituire a Roma la pa- il cardinal Taleyrand di Perigord vesco-
pale dimora. Giunto in Avignone, ne pub- vo d' Albano. Per le sue sollecitudini fu
blicarono l'eleziouea'3 1 ottobre, nel qual impedita la funesta guerra che si temeva
giorno l'intronizzarono col nome d' Ur- tra' veneti, e i genovesi i quali erano sti-

bano V, da lui preso perchè bramava d'i- molati da'candiolijche ribellatisi a Vene-
mitare i Papi così chiamati, i quali tutti zia gl'invitavano ad impadronirsi di Can-
riconosceva per santi. A' 6 novembre il dia. Con eguale impegno si applicò ad
cardinal Alberti vescovo d' Ostia lo con- estinguere la discordia , che cominciava
sagrò, e fu coronato, ricusando d'incede- a nascere fra l'arcivescovo di Salisburgo
re per Avignone in solenne cavalcata, sia e Rodolfo duca di Baviera, nella quale sa-
per avversione al fasto, sia per riguarda- rebbero entrati tutti i principi di Germa -

re la dignità pontifìcia esiliata al di là de' nia; e quellache rinasceva tra Carlo V re


monti. Come trattò l'arcivescovo di Sens, di Francia e Carlo li re di Navarra, per
che l'avea offeso e ironicamente progno- cagione del ducato di Borgogna,che il de-
sticato il papato, lo dissi nel voi. LV, p. funto Giovanni II aveadatoal suo fratel-

290. Compi il Palazzo apostolico d'A- lo Filippo, mentre il navarrese sosteneva


vignone^neììa qual città operò quelle mol- appartenergli per eredità. Intanto Pietro
te altre cose che narrai nel suo articolo, IV re d'Aragona, sconoscente a'benefizi
edificando al ponte di Sorga un magni- del Papa, usurpò le rendite pontificie che
-

URB URB 17
si raccoglievano dagli esattori della s. Se- malo in essa per trattare, e venne rice-

de, e quelle de'cardinali, prelati e bene- vuto come fosse d'un re di Fran-
figlio

fiziati che risiedevano fuori delle loro cia: mangiò più Papa escar-
volte col
chiese. Non permettendo Urbano V che dinali, fu assolto da tutte le commesseini-
la libertà ecclesiastica fosse oppressa, esor- quità, e gli furono sborsati 4°j 00 ° scu "
tò benignamente il re con lettere, a resti- dij come riporta Bercastel,iS7or/V/ delCri-
tuire le rendite ecclesiastiche ingiusta- stianesimo. Ad Avignone col p. Fantoni
mente usurpate; e che annullasse l'editto chiamai quel conduttore d'avventurieri,
pubblicato per subastare i beni di chiesa Bertrando Guesclin, e che la sua masna-
uV prelati assenti. Ma avendo il re rispo- da per detta somma dovesse marciare sui
sto che tutto avea fatto col consiglio di mori di Granata. Da questo prese argo-
uomini savi, il Papa lo citò a presentarsi mento Petrarca, di scrivere a Urbano V
alla s. Sede a' i 3 marzo, se dentro due me- quanto si legge nelP epist. \
3 Rer. Semi.
sinon avesse restituito beni usurpati; ed i modo degno di quel grand'uo-
lib. 7, e in

aggiunse la scomunica incorsa da lui e mo, per iscuoterload abbandonar la Pro-


suoi consiglieri se non si emendavano., venza e restituire a Roma la residenza
Inoltre narrai a Sardegna e Corsica, che pontificale, nel quale articolo descrissi le

Iominacciò di togliergli quell'isole, se non sue condizioni politiche di quell'epoca,


pagava il tributo; si riconobbe feudatario l'ambasceria e l'energiche rappreseutan-
della s. Sede, ma non corrispondendo al ze e sollecitazioni de'romani al Papi per-
promesso, lo chiamò in giudizio per ot- che tornasse fra loro. Pertanto Urbano
tobre, e gl'impose pene maggiori. Quan- V, scosso da gravi considerazioni, serici
do poi tornò a minacciarlo di privarlo de' meutepensòa consolarli, bramando visi-
due domimi, temendo il re che ne inve- tarne i santuari; a tale elfetto ordinando
stisse altri , riconobbesi con giuramento al celeberrimo legato cardinal Albornoz.
per feudatario dellaChiesa. Condannò gli cheavea nuovamente inviato in Italia, an-

errori dell'eresie dominanti, e stabili in che per gli affari di Sicilia e per sedare le
Avignone le carceri per l'inquisizione. Vi- perturbazioni che fermentavano per le fa-
sitarono il Papa in Avignone il re diFran - zioni de'guelfi e ghibellini, e per le usur-
eia, Pietro I re di Cipro, Valdemaro IV pazioni delle terre ecclesiastiche de'pre-
re di Danimarca, e Carlo IV imperatore potenti signorotti , di rendere sicure le

neh 365, accolti onorevolmente, per de- strade, munire la fortezza di Viterbo ed
terminare la crociata contro gì' infedeli, allestire il Palazzo apostolico Valica-
che poi non ebbe effetto. Ivi alla presenza no. Nel 366 il Papa per conservare su-
1 i

di tanti principi e di numerosa assemblea premi diritti della Sedeapostolica sull'In-


accorsa in Avignone per deliberare T o- ghilterra, poiché il re Edoardo MI da 3o
pei azioni de'crocesignali, essendo princi- anni non avea soddisfatto l'annuo tribù-
pai motore della crociata Pietro I re di to, l'esortò a non indugiare ulteriormen-
Cipro, che già avea combattuto i nemici te il pagamento, che avea dissimulalo si-
del nome cristiano, Urbano Ve l' impe- no allora per le guerre in cui erasi invol-
ratore trattarono eziandio di restaurare to, insieme ammonendolo ad emendarsi
11 ell'Asia la cattolica religione, e di estir- de'vizi che lo deturpavano. Eguali esor-
pare dall'Italia e Francia le compagnie tazioni diresse a Pietro ilCrudele re di
armate di ventura, che impunemente ves- Casliglia, invitandolo a moderare le sue
savano popoli con ladronecci e imposi-
i barbarie e scandali; ed a Casimiro IH re
zioni, ponendo in costernazione la stessa di Polonia, gì a veniente eceitandoload ab-
corte d'Avignone; ed Arnaldo de Servo- bandonare l'infami sue tresche, ed a ri-
le detto V Arciprete.) uno de'copi, fu chia •
prendere la regina Adelaide sua moglie.
VOL. LXXXVI.

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j 8 UH B li R B-

Scrisse ancora a lotti gli arcivescovi, or- gio. Fermatosi alquanto in Genova, par-
dinando loro di celebrare concilii in cia- tì per Porto Venere e vi dimorò 3 gior-
scuna provincia, ne'quali stabilissero sa ni, indi giunse a Pisa ìli.°giugno, secon-
lutali costituzioni per estirpare vizi e i do Ferlone, nel dì seguente a Piombino,
ridestare le virtù, e che determinassero ed a'4 giugno arrivò a Corneto, ricevu-
i chierici godenti più benefizi a ritener- to dal cardinal Albornoz e da un gran ,

ne uno Morto a' 6 ottobre 366 il


solo. 1 i numero di prelati e nobili italiani, «d i

di lui padre, Urbano V gli celebrò solen- romani gli presentarono le chiavi di Ca-
ni funerali a'quali intervenne, e gli con- stel s. Angelo in omaggio di .sudditanza.
cesse indulgenza plenaria. Indefessamen- Quindi si trasferì a Viterbo, ove appro-
te il Papa si ad oprò per pacificare i re di vò l'ordine de' Gè sua ti, ed il benemeri-
Castiglia e d'Aragona; scrisse premurose to cardinal Albornoz si giustificò col Pa-
lettere a tutti i sovrani d'Europa, percliè pa dalle tante accuse d'aver dilapidato
aiutassero con soccorsi Cipro e l'isole di i tesori della Chiesa, semplicemente con
di Rodi, contro le quali si volevano sca- presentargli più carri pieni di chiavi del-
gliai e saraceni d'Egitto, di Soria, di Ba-
i le città e castelli da lui ricuperati alla so-
bilonia, collegati co' turchi. Avendo fab- vranità della s. Sede, colle somme e mi-
bricato in Montpellier un monastero per lizie somministrategli, e col suo incom-
un copioso numero di benedettini , con parabile valoroso animo. Commosso Ur-
chiesa che arricchì di molle entrate, pa- bano V, lo chiamò padre della Chiesa
lamenti sagri, gemme e grandi privilegi, e vindice della libertà ecclesiastica; a nzi
nel principio del 1367 vi si recò a con- morendo ivi il cardinale poco dopo, con-
sagrarvi l'altare maggiore. Indi ritorna- cesse indulgenza a chi per un tratto a-
to in Avignone, pubblicò la sospirata de- vesse sostenuto la lettiga che ne traspor-
liberazione di recarsi colla corte pontifi- tava il cadavere a Toledo suo arcivesco-
cia inMoina, ad istanza del cardinal Al- vato. Ho già celebrato lesue gloriose im-
bornoz; pensiero ch'egli avea sempre avu- prese anche a Roma. A' 16 ottobre fece
to tanto a cuore, che avendo sentito la Urbano V Ingresso solenne in Roma,
l'

morte del suo predecessore, e per nulla dopo 63 anni dacché predecessori avea- i

pensando che dovea rimpiazzarlo, con ef- no fissato il malaugurato loro soggiorno
fusione d'animo avea detto: Che se il Pa- in Francia , ricevuto con indescrivibile
pa futuro ritornasse a Roma sua re- gioia e pompa di onorificenze. Visitata
sidenza naturale 3 egli sarebbe contento la basilica di s. Pietro e intronizzato nel-
di morire nel giorno dopo. Malgrado le la sua cattedra, passò ad abitare il con-
contrarie rappresentanze de'connaziona- tiguo Palazzo apostolico Faticano da
li, di diversi sovrani, de' cortigiani e de' lui restaurato, e poi dimorò pure nel Pa-
cardinali, quasi tutti francesi, dichiarato triarchio Lateranense (recandovisi a' 1
J
vicario Avignone e contado Venaissino, marzoi 368); indi prese cura di riparare
nello spirituale e temporale, il patriarca le deplorabili conseguenze patite dall'al-
di Gerusalemme Cabassole, che poi creò ma città per la lontananza de'Papi, mas-
cardinale, a'20 aprile 1367 partì d''Avi- sime il risarcimento delle chiese. Nella vi-
gnone. Il Fellone, De' viaggi de Pontefi- gilia d'Ognissanti pontificò nella basilica
ci, ritarda la partenza a'3o aprile, e che Vaticana, e sul finir dell'anno commise
andò Ponte di Sorga dove dormì due
al agli arcivescovi di Napoli e di Brindisi
notti. Approdato in Marsiglia consagrò ci' ammonire i vescovi e gli abbati che
l'altare maggiore della sua antica abba- troppo spesso andavano a Napoli e vi si

zia di s. Vittore, ove albergò e vi creò un trattenevano a lungo, imponendo loro di


cardinale, esalpò dalla sua rada a'20 mag- risiedere nelle rispettive diocesi e abbazie,
URI) URB i
9
e dirimandare a'ioro monasteri monaci i tore Carlo IV come difensore della Chie-
che frequentavano la corte. Avendo da sa,pregandolo a portarsi in Italia, esor-
abbate visitato Monte Cassino, e volen- tando in pari tempo cristiani a seguirne i

do ripristinare quella celebre abbazia nel gli stendardi, col premio dell'indulgenze.
suo antico splendore, soppresse la sede ve- Dopo avere Papa conclusa in Viterbo,
il

scovile, edoperò quelle beneficenze in tale come narrai aRo\iA,una lega poderosa per
articolo riferite. Notai a Loreto e Treia, fiaccare l'orgoglio de' Visconti, quésti si

che il cardinal Albornoz poco dopo lo per- trovarono necessitali a pacificarsi con un
suase a visitare \a Santa Casa, per cui fu concordalo, colla condizione del non in-
il i ."Papa die visitò quell'insigne santua- tervenlo, la quale a' nostri giorni rinno-
rio. A Roma ricordai l'eloquente orazio- vatasi nelle vicende politiche menò tan-
ne del Petrarca, colla quale celebrò il ri- to rumore, come trovato della moder-
torno del Papa quanto
alla sua sede, e na diplomazia. Ma le cose che ordinaria-
vi permanenza Urbano
esegui nella sua mente hanno una certa impronta di no-
V per suo lustro, e a bene del cristiane- vità, non sono che un impasto o ritmo-
simo, consolidandola sovranità tempo- vellamento delle cose passale, sotto altre
rale col ricupero delle terre usurpate da' forme. Frattanto l'imperatore d'occiden-
tiranuetti. A Cappelle pontificie poi ri- te Carlo IV, dopo avere con imperiai bol-
levai, che Urbano V, secondo lo stile te- la d' oro confermati tutti i privilegi , le

nuto da lui e suoi predecessori in Avi- donazioni ed i temporali domimi della


gnone, introdusse in Roma di celebrare santa Sede (i quali sono nel diploma e-
le sagre funzioni pontificie nelle cappelle sattamente specificati, perchè la lunga
palatine, onde sembra che a tale effetto assenza da essi de' Papi e le vicende de'
edificasse due cappelle nel palazzo Vati- tempi aveano prodotto grande confusio-
cano, anche per aver trovato rovinose le ne e fatto nascere molte usurpazioni da'
antiche ehiese ove si costumava celebrar- prepotenti signoroni), essendosi recato in
le dagli antichi Pontefici. Urbano V nel Viterbo dal Papa, in un congresso fu sta-
ì 368 fu visitato in Roma da Pietrol re luilo.di difendere e promuovere la cri-

di Cipro, e da Giovanna 1 iv'na di Si- stiana repubblica , e la coronazione del-


*
cilia, alla quale donò la usa d'oro, e l'imperatrice Elisabetta, come abbiamo
pure anche lo Stocco e Berrettone duca- dalDubraviOjZ/iff./fo/te/tt.jtib. 2 2.L'im-
le Volendo prevenire
benedetti. caldi i peratore passò poscia in Roma , seguito
della città, i maggio partì per Monte
l'i indi dal Papa, che incontrò un miglio lun-
Fiascone, ch'eresse in vescovato, e dove gi dalla città, dopo i quali vi pervenne a*

ristabilì il palazzo papale, migliorò e ab- 29 ottobre 3 68 Elisabetta, la quale Ur-


1

bellì la rocca, e si mostrò munifico e be- bano V nella festa d'Ognissanti solenne-
nefico colla città, nella quale tornò a sog- mente coronò in s. Pietro. Nella messa
giornarvi ne'segueuti estati e parte del- che celebrò,rimperatorefuuzionò da dia-
l'autunno; tenendo per comodo della cu- cono. Nel tempo che Carlo IV si tratten-
ria romana gli odici e cancellerie nella ne in Roma, fece diverse dimostrazioni
vicina Viterbo, ove pure alquanto dimo- d'ossequio a Urbano V; e quando arrivò
rò.Fu inMonleFiascone,che decise la que- in Roma Papa, montando
il a cavallo per
stione sul corpo di I. Tommaso d'Aquino, andar a s. PietrOj gli tenue la stalla e ad-
e pubblicò quel memorandum per frenare destrò perla briglia il suo cavallo* aven-
l'ollracotanza di Bernabò Visconti fratel- do dall'altra parte Amedeo VI conte di
lo di Galeazzo li, e siccome non erano ba- Savoia. Essendo una delle maggiori cu-
stale le pene ecclesiastiche contro di lui re d'Urbano V, la riunione delle Chiese
sentenziate, di nuovo ricorse all'impera* greca e latina, sino dal 1 365 avea spedi
,

20 URB URB
to legati all'imperatore d'oriente Giovan- contro di loro la crociala. Nell'antichissi-

ni I Paleologo, pregandolo d'unirsi alla mo oratorio di Sanata Sanctorum, del


Chiesa cattolica, e inviandogli in dono 3 Patriarchio Lateranense, si custodivano
Agnus Dei (de' quali riparlai nel voi. e veneravano le Teste de' ss. Pietro e Pao-
LXIII, p. 83 e 84). Persuaso l'impera- lo, da dove Urbano V ili." marzo 368, 1

tore dall'animo benevolo del Papa delle celebrala messa nel santuario, tolte poi
la

verità cattoliche, si portò in Roma nel le sagre Teste le trasferì nella propinqua

i36g, accolto magnificamente, ed a' 18 basilica di s. Giovanni in La ter ano da


ottobre nella chiesa Ospedale di s.
dell' lui abbellita , collocandole sul maestoso
Spirito) a piedi d'Urbano V abiurò lo sci- tabernacolo di marmo che edificò sopra
sma e professò i dogmi cattolici; ed a'21 l'altare maggiore; e pare che sin d'allora
recatosi in s. Pietro vi fu ricevuto dal Pa- furono chiuse con 4 chiavi, e dipoi il suc-
pa in una cattedra sopra gli scalini della cessore Gregorio XI compi il detto ci-
basilica vestito ponlificalmenteje servito borio negli ornati, onde oltre lo stemma
da'cardinali e prelati: tre volte genufles- d'Urbano V vi fu posto anche il suo. No-
se ,
poi avvicinatosi gli baciò i piedi, la tai nella biografia del cardinal Nicolò Ca-
mano e la bocca. Il Papa si alzò, lo pre- pocci che a'3 marzo 368
)
1 egli e il Papa
se perla mano, iutuonò il Te Deum, ed fecero l'ostensione delle sagre Teste al po-
entrati insieme nella basilica, pontifical- polo, cioè il Papa quella di s. Pietro, il car-
mente celebrò messa , dopo la quale so- dinale quella di s. Paolo. Indi nel i36g
lennemente lo convitò a magnifico pran- Urbano V fece fabbricare da Giovanni
zo, con tutti i cardinali, e al cominciar Bartoli, valente argentiere sanese,due bu-
del i 370 parti l'imperatore da R.oma ol- sti d'argento del peso di 1 200 marchesa p-
tremodo contento, ed eziandio colla spe- presentantii ss. Pietro e Paolo, ornando-
ranza che Urbano V avesse indotto i prin- li di gioie pel valore di 3o,ooo fiorini di
cipi d'occidente ad aiutarlo contro i tur- camera, ed il suo fratello cardinal Ange-
chi che lo guerreggiavano.SNarra Bosquel, lico Grimaldi o Grimoardi arciprete della

in Vita Urbani P\ presso il Muratori, basilica, vi racchiuse le loro sagre Teste.


Seriptor. rer. Italie, t. 3, par. 2, p. 62 1 Urbano V assistè a questa solenne tra-
che col consiglio de' cardinali, il Papa or- slazione, co'conservatori di Roma, oltre la

dinò che nella messa di s. Gio. Battista e corte papale. Anche colle altre basiliche
a
per P8. si dicesse il Simbolo, il che pri- fu benefico, ed alla Vaticana donò la Ro-
ma non si faceva, e neppure oggi si fa, sa d'oro. Nel 3 70 1 il Papa approvò l'or-

al dire di Novaes; ma conviene tener pre- dine del ss. Salvatore, fondato da s. Bri-

sente l'avvertito all'indicato articolo. Nel gida Sveziaj e si applicò con più fer-
di

1 369 Urbano V a' 1 5 aprile canonizzò lo vore a confermare greci nell'ubbidien- i

7.ios.Elzeario,contedi Savrauo nella Lin- za alla romana Chiesa, e ad indurre alla


guadoca. Dopo di che per fuggire i caldi medesima i valacchi, i moldavi, gli alba-
di Roma, si ritirò a Monte Fiascone, don- nesi, i russi e i giorgiani. Esortò la regi-
de fu costretto rifugiarsi in Viterbo, per na Giovanna I, a restituire al monastero
salvarsi da'perugini, che volendo scuotere di Monte Cassi/io gli antichi e con
diritti;

il soave governo della s. Sede, dichiara- frequenti lettere procurò di pacificareFer-


tagli audacemente la guerra, osarono in- dinando re di Portogallo con Enrico II
sultarlo sino alle porle di Viterbo, met- redi Castiglia, e questo con Pietro IV re
tendo a ferro e fuoco i luoghi pe' quali d'Aragona e Carlo II re di Na varrà, tra'
passarono; onde il Papa li scomunicò, ed quali ardeva fie rissi ma guerra. Ma non
a porsi in istato di punirne l'insolenza, ra- cessando le guerre tra que'sovrani, e nep-
dunò milizie per reprimerli e pubblicò pure quelle tra'francesi e gl'inglesi, ilPa-
URB URB 21
pa per l'istanze pressanti e insistenti d'al- dal preso disegno, dopo aver dimorato
cuui cardinali, che troppo amavano le de- nello stato pontificio 3 anni e g mesi, si-

lizie di Provenza e vantaggi di loro na-i stemalo il suo governo, egli partì da
zione, come rimarcò Petrarca neW'cpist. Monte Fiascone a'26 agosto 1370, s'im-
1 3, Her. Semi. lib. 3, per meglio appli-
i barcò a Cornelo a' 5 settembre, e ap-
carsi ad estinguerle, fetalmente determi- prodato in Marsiglia, quindi giunse ad
nò di ritornare in Francia. Avvicinatosi Avignone a' 24, accoltovi con grande
l'estate, passò in Viterbo, ove intimò al- giubilo. Ivi allorché trattava di restituire
la corte d'esser pronta a partire nel prin- lapace a'francesi e inglesi, poco dopo il
cipio d'ottobre per Avignone, indi si tra- suo arrivo fu assalito da mortale infer-
sferì a Monte Fiascone. Tutte le preghie- mità, nella quale non volle spogliarsi de-
re e le lagrime de'romani non ebbero piti gli abiti religiosi che usava ancora inte-
forza sul di lui animo, e solo testificò lo- riormente. Crescendo vieppiù la malat-
ro con pubblico alto, ch'egli e la sua cor- tia, dal palazzo apostolico si fece traspor-
te erano ad essi sommamente grati per tare in quello del suo fratello cardinal
la loro cortesia e rispetto, e di non aver Grimoardi,cheavea lasciato in Roma per
altro motivo di separarsi da loro, che i bi- vicario di tutto lo stato (che subito fu in-
sogni della Chiesa universale, prometten- volto in nuove turbolenze), ove dopo a-
do di poi ritornare. Indarno lo supplicò, e ver governato 8 anni, un mese e 22 gior-
forse non senza minacce, il minorila Pie- ni ( 1 7 dice l'autore delle Vite de' Papi A-
tro santo principe d'Aragona, il quale co- vignonesi), morì a' ig dicembre (a' 20
me già con persuadenti ragioni l'avea in- vuole l'autore dell' Appendice alla Cro-
coraggilo a ristabilire in Roma la pontifi- naca di Bernardo di Guido, forse a' 19
cia residenza, caldamente insistè acciò venendoli 20) 1 3yo, in età d'anni Gì (sic-

non più. tornasse in Avignooe, per non da- come alcuni scrittori riferiscono, che avea
se occasione ad un pernicioso scisma, in 60 anni quando fu eletto ,
pare che 68
cui perirebbero migliaia d'innocenti cri- ne avesse in morte),e vestito com'era sem-
stiani. Inutili pure riuscirono gli sforzi e pre di sotto degli abiti monastici. Notai
le ripetute fervorose preghiere di s. Bri- ad Avignone, che sembra essersi pentito
gida, la quale in Monte Fiascone a mez- di non aver aderito alla rivelazione di s.
zo del cardinal Roger che gli successe col Brigida, e che si fosse proposto, se guari-
nome di Gregorio XI, schiettamente gli va , di restituire stabilmente a Roma la

partecipò, averle rivelato la B. Vergine, sua dimora. Fu deposto precariamente


che se partiva per Avignone, poteva ap- nella cappella diGiovanni XXII , nella
pena giunto prepararsi a morire, come chiesa di Maria in Dompnis, e quindi
s.

pienamente si avverò. Tultavolta il Pa- a'3r maggio 1371 trasportato a Marsi-


pa non ne fece conto, come di cosa che glia, coll'accompagno di 6 cardinali no-
non credeva propriamente ingiunta dal minati da Gregorio XI per onorare la
divino volere, e credette la serva di Dio pompa funebre che gli fece celebrare, ve-
illusa dal suo zelo per Roma, né le vol- nendo sepolto nel monastero dis. Vittore
le dare ascolto, sebbene penetrato da'gra- di cui era stato abbate, li magnifico mo-
vissimi mali patiti da quella metropoli e numento marmoreo e di stile gotico, con
dall'Italia per la lunga assenza de'prede- statuine e ornamenti in metto, fu pub-
cessori vi avea riparato col ritorno. Tan- blicato con incisione nel n."2<) del t. 2 ijel-
to rileriscono, Gobelino in Cosmodrom. Y Albani di llomaj opera accurata e splen-
aetat. 6, cap. y3,8,es. Antoniuo, par. dida, m cui si vede la stallia del Papa ve-
3, tit. 24, cap. 1§ 2. Nulla adunque di
r
,
stito pontificaluicnle e giacente. Ad Avi-
tuttociò valendo per trattenere Urbano V gnone, MARsiGLiAeMovn: YvscoNE,par« I
il U R B URB
lai 4 promozioni cardinalizie ivi fot-
delle giunti laici poi non ne
esaltò veruno, an-
te dal Papa, nelle quali creò 1 5 cardinali. zi ordinò a suo padre, che ri mi oziasse al-
Urbano V fu dotato delle più belle vir- la pensione di 600 lire, che il re di Fran-
tù, convenienti alla suprema dignità che cia asuo riguardo gli avea assegnata. Il
occupò,in riguardo alle quali re di Fran- i suo unico nipote, a cui apparteneva l'e-
cia esentarono il Gevaudan, ov'era nato, redità paterna, avendo rifiutato diver-
da dazi, come osserva Gautruche; e
il p. se dame che Io volevano sposare, Urba-
il suddetto re di Danimarca, a cui avea no V gli die la figlia d'un mercante di
donato la Rosa d' oro attesi miracoli , i Montpellier, la quale il nipote non avreb-
da lui operati, pregò dopo 5 anni Grego- be presa, se lo zio stato così mo-
non fosse
rio XI a canonizzarlo. Negli atti del prò* deratissimo Papa. Non pare eh' egli ag-
cesso di sua vita, presentato al Papa in giungesse alla Tiara pontificia la 3.* co-
Avignone da Pietro Olmario canonico rona, onde chiamasi Triregno, come pre-
d'Acqs, e procuratore di Carlo V re di tesero alcuni, fra' quali Cancellieri : con
Francia e di Luigi 1 d' Angiò re di Sici- più. di ragione ciò devesi attribuire al
lia, riportalo dal Bzovio all'anno 1870, b. Benedetto XII suo predecessore. Zelan-
1.
1
4, n.°6, e. 2, sì legge che Urbano V si te della disciplina ecclesiastica, nemico de'
dipingeva e venerava per santo in mol-
si simoniaci e degli usurai, riformò la plu-
le chiese e anco di Roma. Umile sprezza- ralità de'benefìzi, ed amò di sbrigare gli
tole delle pompe, fu gran prolettore del- come di reprimere
affari, i cavilli degli av-
le lettere e de' letterali, per cui istituì vocati e de'curiali. Vacò la s. Chiesa 10
r accademia di Cracovia , ed arricchì di giorni.
molte prerogative quella di Bologna. Le URBANO VI, Papa CCX. Bartolomeo
beneficenze compartite a Montpellier ,ed Butilli Prignani, famiglia illustre di Napo-
i posti gratuiti ivi fondali per la medicina li (da Ilri nel contado di Fondi, lo dice
a favore de'suoi compatrioti!, a quell'ar- il Rodotà, Dell'origine del rito greco in 'L
ticolo descrissi , ed afferma Muratori, talia, t.i, p. 376, citando Villani e Nie-
Script, rer. hai. t. 3 ,
par. 2 , p. 644* mo che l'affermano, e perciò concittadi-
Narra BòÌuz'iq, Fitae Paparum Avenion. no di quel Giacomo da Ilri, di cui parlai
t.i, p.3g5, che inoltre Urbano V man- nel voi. Ili, p. 2 ma
con Ciacconio la
r 1,
teneva generosamente a sue spese nello dissi francese, già vescovo di Ischia, Mar-
studio in diverse allre università da 000 1 ciano e Otranto: Lodovico Agnello A-
studenti. Sommamente liberale co'pove- nastasio, Istoria degli Antipapi, afferma
ri, massime con quelli che dalla ricchez- che Bartolomeo nacque in Napoli nel vi-
za erano caduti nell'inopia, come rileva colo dell'I nferno,di padre pisano e di ma-
l'autore coevo presso Oìdoìno, in Addit. dre napoletana di nobili origini), e cano-
ad Ciacon. t. 2 , p. 55g. Magnifico nel nico di quella metropolitana, fatto arci-
costruire edilizie nell'opere di pielà, non vescovo di Acerenza da Urbano V nel
si lasciò dominare dall'alletto naturale pel 363 a'22 marzo. Gregorio XI nel 1377
1

suo sangue, anzi fu tanto moderato co' lo trasferì alla metropolitana di Bari,
parenti, che tranne il cardinal fratello ri- vacata a' 1 f\ aprile; ma per poco tempo
cordato, modello perfetto di tutte le vir- e per altri la governò, non essendovisi
tù e lume del suo secolo (doti che restaro- potuto recare. Imperocché, dopo avere
no offuscate quando poi seguì lo scisma), il Papa stabilmente restituita all'afflit-
non ne promosse alcuno senza merito per- ta Roma la papale residenza, terminan-
sonale, e con tenui benefìzi, fra'quali un do la lagrimevole e lunga epoca in .cui 7
altro fratello come il precedente già ec- Papi dimorarono in Avignone. Ivi essen-
clesiastico prima del pontificato. De'eou- do restato nel 1376 il cardinal Mou-
U U lì ua b 23

turco vice-cancelliere di s. Chiesa, il Pa- di Glandeve, che il sagro collegio avreb-


pa e come narrai nei voi. VII, p. 173 e be scelto uu uomo degno al buon gover-
1 -1). gli sostituì allora e con residenza nel- no dis.Chiesa. I cardinali avendo in gran
la ernia romana, l'arcivescovo Prignani riputazione I' italiano Prignani, benché
per luogotenente a reggerne l'uffizio, co- non decoralo della porpora (e fu l'ultimo
me suo famigliare (alcuni dicono cappel- elevalo al pontificato senz' essere cardi-
lano, non pciò uditore di rota, poiché a- nale), prima di tale ardita intimazione e
vendo esaminato il Dernino, // tribuna' di eutrare in conclave, giàaveauo deter-
le della s. Rota, nulla dice di ciò), onde minato di eleggerlo Papa; quindi agli 8
da lui ebbe origine la prelatizia carica di aprile (oa'9 e di venerdì secondo l'autore
/leggente della Cancelleria apostolica della 2.' vitadi Gregorio XI presso Ralu-
y/ .). Amante della giustizia e della ca- zio), per opera dello Spirito Sauto, con-
stità, nemico della simonia, beuevolo co' cordemente e con canonica libera elezio-
buoni e eo'letlerali, amico del ritiro, av- ne, esente del tutto da violenze (come
verso a'piaceri, umile e di voto, pio e pe- scrissero i cardinali a'6 colleghi restati iu
nitente , modesto in tutto, nelle proprie Avignone, ed al cardinal Grange vesco-
avversità paziente, e compassionevole iu vo d'Amiens che trova vasi in Pisa lega-
quelle aUrui,come riferisce il tedesco Teo- to di Firenze, quali tutti riconobbero e
i

dorico Niemo nella sua Storia, lib. 1 , cap, prestarono ubbidienza all'eletto, anzi il

?..Per tutte queste belle 4J0Ù, che sfolgo- Ferloue, De* viaggi de* Pontefici, riferisce
rarono nelle corti e curie di Avignone e che il cardinal Grange fu deputato da' 6
Roma, l'arcivescovo era in estimazione colleghi d'Avignone di recarsi in Roma a
nel sagro collegio e nell'universalità. Ne' rendere a nome loro ubbidienza al nuo-
vul. Ili, p. 200, IV, p. 84, XIII, p. 201, vo Papa),sublimarouo al pontificato l'ar-
LVIII p. 3o3 e altrove raccontai, che
,
civescovo di Rari, chea tale effetto chia-
morto Gregorio XI a'2S marzo 1378 nel marono segretamente in conclave pel ne-
Palazzo apostolico Vaticano (J .), nel '
cessario consenso d'accettazione. Egli ri-

dì seguente il seualore e gli ufficiali del- fiutandosi da principio, accettò con mol-
la città prestarono il giuramento di fedel- ta umiltà e profusione di lagrime la di-

tà a cardinali, supplicandoli in nome del gnità papale. Che 1' elezione procedette
popolo ad eleggere un buon Papa e che canonicamente e liberissima, lo attesta e-
fosse romano o almeno italiauo a vantag- ziandio il contemporaueoGobelinoPerso-
gio dellaChiesa universale,esponendo lut- na canonico di Risfeld, diceudo che ro- i

ti i mali avvenuti alla s. Sede, a Roma e mani bensì a vea no gridato per a vere il Pa-
all'Italia, per avere i predecessori del de- pa romano o italiano, ma con voci sup-
funto abitato in Avignone. Questa pre- plichevoli e colle mani giunte. Dichiara
ghiera fu innovata ne'seguenti giorni, ed
1 pure Gobelino, che l'arcivescovo di Ra-
a*7 aprile entrarono in conclave 16 car- ri prima di dare il suo consenso interro-

dinali, cioè uno spaguuolo,4 italiani ei r gò cardinali di dire se l'elezione sua l'a-
i

francesi, con infausti presagi, che ricordai veano fatta per coscienza, volontariamen-
pure nel voi. LV, p. 291. Quindi vi si te, ovvero per timore; ed essi risposero:

recò un ardilo Banderese, ossia uno de' Che dopo l'elezione di s. Pietro, uon e-
caporioni che governavano Rioni di Ro- i ravi mai stala altra migliore. Per questo
ma 3 e per parte de'romani audacemente movimento e perchè cardinali rimanda-
i

con minacce intimò a'cardinuli, che sol vano alle loro case le propria robe, i ro-
tanto romano si voleva il nuovo Papa, mani che aspiravano ili venerare sulla eaf-

affinchè non più partisse dalla città. Gli tedia apostolica i concittadini cardinali
fu risposto dui cardinal Latgcr vescovo Orsini Tebaldeschi, strepitando roma
E

i \ U R B U R B
no lo volano , un ministro del conclave Fiandra, presso Muratori, Script, rer. I-
per quietarli notificò che l'elezione era talic. t. 3, par. 2, p. 72. Inoltre Urbano
seguila sul Barense. Il popolo che credet- VI con
fu subito riconosciuto da'sovrani,
te fosse il francese Giovanni di Bar came- lettere o per mezzo d'auvbasciatori d'ub-
riere del defunto Papa, e da tutti abbo- bidienza, e molti gli enumerai nel voi. Ili,
minato, s'infiammò di sdegno, e foojen- p. 2o3, uon che da'prelati del cristiane-
lalo dagli aderenti del cardinal Giacomo simo a cui cardinali notificarono la lo-
i

Orsini aspirante al papato, furiosamente ro libera elezione, laonde fu universal-


irruppe sul conclave. 1 cardinali ignoran- mente venerato per Papa, convalidando-
do la causa dell'insurrezione, e credendo si da tutti la legalità dell'operato. Fra
che non fosse gradita 1'
elezione perchè quelli che subito lo riconobbero vi fu-
non caduta sopra un romano, pregarono rono i vicini fiorentini, i quali gl'inviaro-
il cardinal Tebaldeschi ad assumere l'in- 110 8 ambasciatori, per rendergli Ubbi-
segne pontificie, per calmar la sedizione dienza formalmente la lo-
e mostrargli
e dar loro tempo di salvarsi. Infatti, ap- ro divozione. Questi erano: Donato Bar-
pena romani seppero che un concittadi-
i badori, Alessandro dell' Antella, Mainar-
no era stalo eletto, corsero ad adorarlo do Cavalcanti, Pazzino Strozzi, Biodo
con tanta calca ed effusione, ch'egli chi- de' Bardi, Vieri de' Medici, Matteo Ar-
ragroso e decrepito, non poteudo più reg- righi, Stoldo Alloviti. Per le sue eccel-
gere, manifestò ch'egli uon era il vero lenti virtù, purità di vita, profonda scien-
Papa. Esasperalo il popolo, rabbiosamen- za e felice esperienza, «i concepirono le

te armalo enlrò nel conclave minaccian- più belle speranze d' un glorioso ponti-
do d'uccidere cardinali, se non elegge-
i ficato; che presto furono smentile pel
vano un romano; prelesero che rinunzias- carattere tenace e rigoroso che spiegò
se il Prignaui e tentarono d'ammazzarlo, nel voler frenare e correggere la licen-
se non si nascondeva. Ma sagri elettori i za de' cardinali. Il nuovo Papa comin-
dichiararono essere pronti a morire, piut- ciò tosto a dar saggio di sue rigide virtù,
tosto ch'eleggere un altro,ratificandocosi che voleva esercitate nella romana corte,
la scelta da loro fatta. Calmarono la furia tutto intento a riformarla; ed osservan-
popolare alcuni personaggi, con rappre- do diversi vizi ne'cardinali, cominciò cou
sentare che finalmente 1' eletto era un i- zelo poco prudente a trattarli con soste-
taliano e godente l'universale estimazio- nutezza ed una certa altura, correggen-
ne, ed a'g aprile il nuovo Papa col nome done! costumi, frenandone il lusso, l'am-
d'Urbano VI e vestilo degli abiti pontifi- bizione e l'avarizia, per la quale ricevea-
cali fu collocato sulla sedia di s. Pietro no pensioni e doni da'priucipi, e ripren-
nella basilica Vaticana da 12 cardinali, dendoli liberamente in ciò che credeva di
con perfetta tranquillità, dal portico della bisogno, come leggesi nella Fitadis. Ca-
basilica aspergendo romani con l'acqua
i terina di Siena, par. 2, cap. io, del suo
santa e solennemente li benedisse. Indi a' confessore Piaimondo di Capua, la quale
ì8 festa di Pasqua, con generale applau- santa 3 anni prima avea predetto, che
so,^ solennemente coronato dalcardinal l'ammonizioni di cui abbisognavano! car-
Orsini, coll'assislenza d'altri 4 cardinali dinali , dovea essere il pretesto per dar
tornati da Zagarolo ov'eransi rifugiati. principio al loro riprovevole scisma. Ur-
colla medesima pace e gran pompa pas- bano VI non risparmiava di correggere
sò nell'istesso giorno a prendere solenne pubblicamente e con veemenza anche i

possesso della basilicaLateranense, descrit- vescovi per non risiedere nelle loro chie-
to dal cardinal Pietro di Piata, con let- se, per cui non pochi di quelli che gli era-
tera de'5 settembre a Luigi II conte di no affezionati l'abbandonarono, e si uni-
URIi a5
rono a'malcontenli cardinali, onde pre- camerlengo che avea seco il Triregno ,
munirsi dalle severissime pene minaccia- scismaticamente osarono a' 9 agosto de-
te. Sanie erano le idee del Papa, ma di- porre dal pontificato Uibano VI, e trasfe-
fettarono sciaguratamente di moderazio- Fondi ,il cui conte Onorato Gae-
ritisi in

uv,m\ erano eccessi vanienteauslere.Trop- tani Papa avea destituito dal governo di
il

po tardi se ne accorse,e procurò di modifi- Marittima e Campagna, avendo strasci-


carsi con dolcezza, ma poi di nuovo preval- nato al loro partito 3 cardinali italiani, di
se il suo genio alla severità. Ed eccoci al quelli passati a Tivoli col Papa (ed a cia-
procelloso pontificato d'Urbano VI, ed al scuno segretamente promesso il pontifi-
gran Scisma(V.) d'occidente, il più lun- cato), cioè Corsini , Orsini e Brussani
go e il più dannoso di tutti; e siccome (dopo essersi congregati iti Genazzano),
gl'infelici avvenimenti dovetti registrare a'20 settembre crearono antipapa il fur-
in tanti articoli, t principalmente ad Avi- bo, ardito e crudele, ed insieme eloquen-
gnone, nell'accennarli in corsivo, servirà tissimo e di grande ingegno politico, C7c-
ad indicare che in essi meglio ne trattai. menle VII de'conti di Ginevra (per cui
Oltre ad altre ragioni, discrepanti erano ne riparlai a Svizzera), senza che vi con-
le Papa e de eard in/ili, que-
opinioni del corressero ne coutraddicesserogli ambizio-
sti pretendendo che nuovamente si resti- si italiani apostati, secondo alcuni. E Lo-
tuisse la corte pontificia in Avignone, per dovico Agnello osserva che restarono de-
godersi le delizie di Provenza, e reintegra- lusi giacche il cardinal Corsini decano
,

re le loro patrie degl'immensi vantaggi del s. collegio, cui spettava peli.°dare il

che aveano fruito co'Papi dimoranti tra voto, si astenne dal votare, onde il cardi-
loro, ciò che Urbano VI risolutamente nal Giovanni Gros fratello del camerlen-
negò. Laonde pentiti cardinali d'aver e-
i go pel i.° votò dicendo: Che desiderando
lelto un Papa che li ammoniva seriamen- i francesi un Papa francese, e gl'italiani
te, e con asprezza contrariata nelle loro un italiano, egli stimava di non seguire
idee, 12 di essi franeesi,eioè
Qio.Cross t /4- riè gli uni uè gli altri, ma Roberto di Gi-
grifoglio, Grange, Lalger, Roberto di nevra alemanno, e tulti gli altri france-
Ginevra poi antipapa, Montelungo, Male- si ne seguirono l'esempio, e così restò e-
sec, Sortenac, Puy s Flandrin, Noellel, letto. Sebbene Giovanna I regina di Si-
l'ernìiioxoWo spaguuolo de Luna (poi an- cilia,avea dato segni d'allegrezza per l'e-
tipapa Benedetto XII 1), col pretesto di lezione d' Urbano VI, e donato 4°, 000
schivare i calori estivi odi restituirsi alle scudi e altri regali di vasellame con su-
loto chiese, come avea peli.°fatto l'irri- perbi rinfreschi, anzi fornito truppe com-
talo cardinal Grange, sul fine di giugno poste di 25oo lancie pel suo ritorno da
siritirarono in 4 /uigni, metilica 26 Ur- Tivoli a Roma, si dichiarò pegii scismati-
bano VI co'4 italiani passò in Tivoli, ove ci, malcontenta perchè il Papa non vo-
confermò l'elezione dell'imperatore Ven- leva riconoscere per re il suo 4«° marito
ceslao.l malcontenti ingiustamente e con- Ottone di Ijrunswick. Avendo tradito i

tro la verilà de' fatti protestarono con a- soldati bretoni al servigio della s.Sede, ed
perle menzogne della pretesa violenza lo- il Castel Angelo essendo stato occupa-
s.

ro fatta da'rumani nell'elezione, e fomen- to da'ribelli,Urbano VI si recò ad abita-


tati da Carlo V re di Francia, cui giovava re nel Palazzo apostolico di s. Maria in
aure vicino i Papi per influenzarli e ri- Trastevere, ove* iSo 28 settembre creò
cavarne multe utilità, offrì loro la forza 2(> cardinali, compreso il tìglio di sua so-
delle sue armi. Così quell'indegni e ri- rella PrignaniMaricotli, oltre 3 altri che
belli cardinali, mossi dalle loro private non accettarono la dignità. Ivi dopo ave-
passioni, protestando avanti Pietro Gros re uni ul alcole leu lato di persuadere l'au-
26 U 11 B U R B
tipapa a dimeltersi, per mezzo di Mala- re il indegno Clemente VII. Fra'
falso e
testa signore di Rimini (al quale aumen- tanti mali che ne derivarono vi fu il Re-
tò gli onori e le infeudazioni), ed offerto- gio Exeqnatur, triste piaga della Chiesa
si nuovamente alla convocazione d' un che deplorai anco a Sardegna regno e a
venne
concilio, rifiutato; percuia'6 no- Scomunica, come ([nello che erroneamen-
vembre depose e privò del cardinalato e te annovera fra' regi diritti la facoltà di
de' benefizi ecclesiastici , con altre pene, assoggettare all' Exequatur le bolle e i

l'antipapa Clemente VII, gli i I cardinali brevi pontificii , e qualsivoglia atto ap-
francesi e lospagnuolo che 1' aveano in- partenente al governo della Chiesa. La
truso-, insiecne co' principali autori dello Erancia,che prima avea riconosciutoUr-
scisma; ed a'29 dello stesso mese condan- bano Vljdichiarossi per l'antipapa, e col
nò alle medesime pene fautori del pseu- i suo esempio si trascinò dietro altri regni,
do Papa, che da cardinale piti degli altri come di Spagna, Sicilia, Scozia, Sviz-
avea sperimentalo i suoi benefìzi: essi fu- zera Continuarono nelP ubbidienza
ec,

rono Jacopo patriarca d'Aquileia, Nicolò d'Urbano VI P Italia, la Germania , la


arcivescovo di Cosenza, il suddetto Giaco- Svezia col resto del Nord, V Inghilterra,
mo d' Uri patriarca in par db us di Co- ilPortogallo ec. Il Papa e l'antipapa si
stantinopoli e arcivescovo d'Otranto, Pie- scomunicarono a vicenda, e spedirono i

tro vescovo d'Orvieto, Guglielmo vesco- loro legati a' principi e alle nazioni per
*o d'Urbino, Pietro vescovo diMonteFia- confermarle o guadagnarle alla loro ub-
scone, con altri vescovi, il detto conte di bidienza. Così formaronsi le due Ubbi-
Fondi, Antonio conte di Caserta, ed altri dienze, di Roma, per quelli che riconob-
signori. Tra gli anticardinali che il falso bero Urbano VI ed suoi successori, e i

Papa creò in Fondi, ricorderò il 1." che di Avignone, per quelli che seguirono Io
fu il detto Giacomo d'Uri, ch'erasi segna- scisma dell'antipapi Clemente VII, e de'
lato nel difendere l'elezione d'Urbano VI pseuclo di lui successori residenti e so-
contro le folli declamazioni de'suoi nemi- vranamente dominanti in Avignone e
ci, ma guadagnato da' ribelli con lusin- nel contado Venaissino. Gli stati e le

ghe, per ambizione l'abbandonò e si get- nazioni che restarono fedeli a Urba-
tò cogli scismatici, lacerando la faina di no VI, e quelli che erroneamente si
quello che prima avea altamente lodato, abbandonarono all' antipapa, li registrai
con fanatico ardore. Urbano VI non avea ne' voi. II, p. 109 e 200, III, p. 207 e
ou)inesso cure per frastornare il sovra- altrove, a' loro luoghi ragionando delle
stante scisma, e persino riproposto la cele- individuali particolarità e infelici risul-
brazione d'un concilio generale, per prò tati. Da Foudi
e da Anagni l'antipapa
vare la validità di sua elezione, ma tut- mosse quella sanguinosa guerra, che in-
to inutilmente. I ribelli cardinali con fai -
dicai nel voi. Ili, p. 208, occupando Grot-
btì relazioni circolari e contraddittorie alle ta Ferrala, donde suoi facevano scor-
i

lettere prima scritte sulla pacifica elezio- rerie e stragi, e gli Orsini secondavano li

ne, prelesero ingannare i principi e le na- fino alle porte ili Roma. A' 9 febbraio
zioni ch'erasi effettuata per timore, estor- I 379 Urbauo VI creò altri 3 cardinali,
ta tumultuariamente e per violenza, on- per essere sostenuto in sì miserabili cir-r

de giustificare artifìziosamente il loro ri- costanze di tante turbolenze e ribellioni.


provevole scisma, e le basse passioni che L'arcivescovo di Sorrento Lodovico A-
V aveano provocato; laonde per errore, gnello Anastasio scrisse V Istoria degli
per malizia o per forza, indussero molti Antipapi e la dedicò alla B. Vergine, co-
per loro sventura ad abbandonare il le- me a quella il cui potentissimo aiuto pie^
gittimo e vero Papa Urbauo VI, e segui- no di fiducia implorò Urbano VI peri-
U Et B U LI 1) 27
svellere la fiera divisione insorta nella furono uccisi e tagliati a pezzi, ed i due
Chiesa,che qual furiosa tempesta per Unti capitani furono fatti prigioni. Se Albe-
anni agilò e eominosse la mistica navi- rico avesse inseguilo i superstiti, e fosse
cella ili s. Pietro (Bonifacio IX successo- piombalo sopra Anagni,ov'era l'antipapa
le immediato d'Urbauo VI nella data e co'canlinali a lui aderenti, sarebbe ter-
Sigillo óe brevi apostolici usò questa minalo lo scisma. Questo probabilmente
formala : Sub Annulo/luctuantis Navi' tuttavia non avrebbe preso vigore.se Gio-
culac. Abbiamo del giureconsulto Giro- vanna chiamandosi offesa d'Urbano VI,
I

lamo Àleandro, Navi* Ecclesiam refe anco perchè esso trattava di sposare Ma-
rentis symbolum in velcri gemma aunu- ria ereditiera dell'isola di Sicilia o regno

lari iiiscuìptum ,lìofnatii 626)', onde il Pa* di Triuacria , ricercata dal marchese di

p;i istituì ad onore della ss. Vergine la festa Monferrato parente del suo marito Brun-
della Madonna delle Grazie. ludi l'arcive- swick, al suo proprio nipote Francesco
scovo descrisse anche questo grande sci- Prignani e farlo re. del medesimo, uou
sma avventure diUrba no VI, cogli scon-
e le avesse accolto il fuggente antipapa e l'a-

volgimenti e iliade de'mali che ne deriva- vesse distolto dal soltomettersi non o- ,

rono al cristianesimo, per cui i buoni cat- stante che s. Caterina da Siena le avea
tolici ne piansero lungamente la catastro- scritto coWEpist. 309 e 4°6> ch'ella a-

fe; confutando criticamente tulle le fal- vrebbe perduto regno e vita se persiste-
sità che poi si spacciarono sulla legitti- va nello scisma, come poi avvenne. Laon-
ma elezione d'Urbano VI, ed insieme ri- de il citato Lodovico Agnello crede che
produsse le ragioni delle istanze de' ro- lo scisma ebbe origiue e progresso da due

mani, ricavate do Platina, il quale asse- prineipalissime cause i.° dal contegno a- :

rire che auco il clero di Roma pregò i spio delPapacheirrilòi cardinali, 1 quali
cardinali a creare Papa il italiano a be- sdegnati si ribellarono; 2. dal modo du-
ne della Chiesa romana e del cristiane- ro con cui trattò la solenne ambasceria
simo. Quindi innumerabili furono le scrit- inviatagli da Giovanna I, e composta del
ture jjro et co/Ura che si fecero da' se- principe di Brunswick e di Nicolò Spi-
guaci del vero Papa e dell'antipapa, di nelli cancelliere del regno, i quali fiera-
leologijCanonisli e altri giurisperiti. Grau- mente rappresentarono alla regina che
de è pure il numero degli storici, ma es- Urbano VI avea in cuore di cacciarla dal
sendo tra loro dissenzienti, la memora- regno, ond'essa somministrò a'cardinuli
bile e infelice storia del pontificato d'Ur- insorti soldali guasconi e bretoni acciò li

bano VI è un vero laberinlo, gli uni af- difendessero inAnagnie inFondi,e poi ri-

fermando ciò che altri nega no, perciò rie- conobbe il pseudo Papa da loro eletto, lu-
sce scabroso il dare in breve un comples- tanti) i francesi che occupavano Castel s
so di tante notizie discrepanti. Nello stesso Angelo , furono costretti consegnarlo
1379 spedì l'antipapa eontroUrbauo VI, a' romani. Urbano VI celebrò la vitto-
per imprigionarlo, il nipote Mont joyeco' ria di Marino, con una processione a pie-
suoi bretoni e savoiardi, e La Sale co'suoi di scalzi, e ritornòad abitare il Valica-
guasconi ; ma ne dintorni di Marino fu- no, rendendo solenni grazie a Dio, e at-
rono affrontati da Alberico conte di Bar- tribuendo i vantaggi riportali alle pieci
biano e Galeazzo Pepoh, parliti da llo- di s. Caterina, che lo confortava e meo-
ma colle milizie ponlilieie,uuile alle trup- raggiva nell'abbattimento in cui era acca-
pe imperiali ili Venceslao e italiche di duto. Questa santa lodò il contegno delPa-
Lombardia, tutti animati da s. Caterina pa, scrisse in suo favore alla reginaGiovan-
ih» Siena. A'28 aprile seguì la battaglia, na I, al re di Francia, ed a'cardinaliquelle
nella quale i soldati sciamatici quasi tutu lettele che riprodusse Lodovico Aguciio,o
28 URB UIlB
soleva chiamare i cardinali die l'atea no parlai a Svizzera; alle raccolte poi delle
abbandonato, apostati e demoliti incar- scritture fatte durante lo scisma, die il ti-

nati , confutando conempie loro tutti 1' tolo, Nemus unionis)j ed il Rinaldi al-
menzogne e calunnie; rimproverò ro- i l'anno 1 38o, n.° 2. Allora Giovanna I fin-

mani quando insorsero contro il Pupa ,


se pentimento e promise di riconciliarsi
ed in morte da esso e da loro ebbe solen- con Urbano VI, con inviargli il contedi
ni esequie, e nel 1 855 il suo corpo che ve- Nola Orsini, il principe di s. Severino e
nerasi nella chiesa di s.Maria sopra Miner- 1' almirante di Napoli , scrivendo in tal

va, si collocò sotto il nuovo e magnifico senso a s. Caterina. Furono tutti accolti

ailare maggiore meritamente, che de- cortesemente, ma siccome tale risoluzio-


scrissi in uno alle solennità celebrate per ne era stata presa per calmare il furore
la traslazione, ne' voi. LXXIU, p. 35o, popolare insorto a favore del Papa con-
e LXXV, p. 2i 6. Urbano VI prima di cittadino 3 e per temporeggiare il ritor-
purtire dal palazzo di Maria in Tras- s. no del marito Ottone di Brunswick colle
tevere, ivi a'i8 maggio rinnovò la sen- truppe tedesche ,
queste entrate in Na-
tenza di scomunica contro l' antipapa e poli, richiamò tosto gli ambasciatori ; fe-

suoi seguaci, e bandi a loro danno la guer- ce piombare i soldati sugli ammulinati ,

ra crociata,concedendo amplissime indul- diroccò l'arciepiscopio dell'arcivescovo


genze a quelli che gli avessero fatti prigio- Bozzuto fedele al Papa, e tutta la città
nieri,creando nunzio apostolico nel regno riempì d'orrore e di spavento. Vedendo
l'ai ci vescovo di Tre veri per pro-
di Sicilia dunque Urbano VI che conveniva pro-
muovere l'impresa. In questo tempo bolo- i cedere co'fatti per punire l'ostinata Gio-
gnesi scossero dominazione papale, ma
la vanna I, trattò la sua deposizione. Indi il
inutilmente procurò l'antipapa trarli al Papa chiamò al regno di Sicilia Carlo 111
suo parlilo. L'antipapa che partilo d'Ana- Dura zzo della casa reale d' Ungheria e
gni a Fondi, indi da Gaeta erasi condotto a volgarmente dello della Pace, che giunto
Napoli,sebbene la regina gli avesse pubbli- in Roma con un esercito, fece a lui il giu-
camente prestalo ubbidienza, fu costretto ramento e l'omaggio di fedeltà, riportalo
a partirne; onde porlalosi \w Avignone vi da Gobelinom Cosmodrom aet. 6, cap.
stabilì una cattedra orribile di errore e di 76, e da Niemo,lib. , e. 2 1 Inoltre lo fe-
1 .

pestilenza , che divise i fedeli Beli' unità ce senatore di Roma e gonfaloniere di s.

cattolica, afflisse e desolò tutta la Chiesa Chiesa, e a'2 giugno lo coronò in s. Pietro,
e segnatamente Piuma e l'Italia. Urbano somministrandogli 80,000 scudi d' oro
VI ueli38o cominciò a fare rigorosissi- per la conquista del reame di cui l'investì,

mi processi contro i fautori dell'antipa- con quelle particolarità che riportai a Si-
pa , e segnatamente contro Giovanna I, cilia, descrivendo le deplorabili vicende
che a'21 aprile dichiarò scismatica, ere- tra Urbano VI e Carlo HI, insieme a quella
tica e rea di lesa maestà e la depose e , parte del regno che il re confermò a Fran-
privò del regno che possedeva in feudo cesco Prignani,e che lo zio gli avea dato
dalla s. Sede, assolvendo i suoi sudditi dal con ineroe misto impero, compresi Fon-
giuramento di fedeltà, come narrano Nie- di e Caserta, di cui ne avea spogliati i
mo sotto-segretario pontificio e autore di Gaetani ribelli. Carlo 111 s'impadronì del
gran parte della Storia dello Scisma regno, entrò in Napoli tra le grida Viva
d'occidente (cioè dalla morte di Gregorio Urbano VI e Carlo III, imprigionò il prin-
XI sino all'elezione di Alessandro V, seb- cipe di Brunswick e fece uccidere Gio-
bene e severamente tratti pure del suo vanna I sua parente. Ma appena si vide
successore Giovauni XXI U, che accom- consolidato sul trono, non volle più at-
pagno al Sinodo di Costanza di cui li- tendere il giuramento latto di dismem-
U RD U RB 29
forare il reame in favore del nipote ilei fatto poi morire per la congiura cui prese
Papa , come ingiusto e di pessimo e- parte. Ma nell'archivio della nobile fami-
sempio agli altri nipoti de' Papi ; ciò glia Patrignaui d'Amelia tali dignità e in-
clie fu causa di tante guerre e scandali combenza conferiteal venetoGiovanni, in-
tra Urbano Vie Carlo III, appigliando- vece si una memoria attribuite a
legge in
si l'uno e l'altro al peggior partito. Nel Giovanni Amelia dottissimo
Crisolini d'
dicembre 38 1 il Papa creò altri ig car-
i giureconsulto e uditore di Rota ; e si dice
dinali, compreso Tomacelli che gli suc- ancora, che Urbano VI lo promosse al car-
cesse col nome di Bonifacio IX, alcuni dinalato nel 1 388,e da lui fu poi fatto pe-
de 'quali ricusarono la dignità a cagione rire nell'acque di Genova con altri 5 car-

de'torbidi tempi, secondo Novaes; in ve- dinali per sospetto di averlo tradito. Nel
ce Cardel la ne registra 32, dichiarando Ciacconio trovo nominato un Giovanni
che 6 non accettarono. Nel 382 si eccitò i arcivescovo di Corfù e cardinale di s. Sa-
una fiera sedizione de' romani contro il bina, ma senza cognome, ed il quale eb-
Papae i cardinali : questi furono costretti be il detto incarico e morì per supplizio
a nascondersi, ma Urbano VI vestito pon- orrendo. Però Io stemma che riporta è e-
tificalmente e colla croce in mano, im- guale a quello che la famigliaCrisoIini ha
perturbabile andò nell'atrio del palazzo sul sepolcro gentilizio nella cattedrale
incontro a'sollevali, con volto ni grave e d'Amelia (questa città vanta pure un al-
fiero che loro impose e li sbalordì,dicendo tro cardinale in Antonio vescovo della pa-
adessi maestosamente: Chi cercale? onde tria, di cui feci parola nel voi. LXIX, p.
d Amelia ma non
1
non solo si placarono, ma pentiti lo pre- 46, riparlando meglio '
s

garono umilmente di perdono e l'otten- lo dissi insignito di tal dignità per tacerlo,
nero, come riportano Valsinghamo, Sto- oltre il Cardella, anche l'Ughelli e il suo
ria d'Inghilterra e di Riccardo III^ e annotatore Lucenti. Solo rilevo dal Piaz-
Kranzio, Saxoniae. 1. 1 o. Frattanto a ven- za, Gerarchia Cardinalizia^. 52 7, che
do Giovanna I già adottato per figlio Lui- nell'iscrizione che ricordava la consagra-
gi 1 d'Angiò, questi coronalo in Avigno- zione fatta da Pasquale 11 della chiesa di
ne dall'antipapa, animato ad occupa-
e s. Matteo in Roma, era qualificato con-
re il regno di Sicilia e ad imprigionare sagrante e cardinale: ricercai la lapide
Urbano VI, egli preferì l'invasione con nella basilica Lateranense , ove furono
60,000 francesi. Ma Urbano VI animo- trasportati i marmi di quella distrutta
samente ordinò un processo contro di lui chiesa, e mi fu detto essere nella chiesa o
e suoi complici, dichiarandoli scismatici, monastero delle religiose del Sagro Cuo-
apostati, sacrileghi, fautori d'eretici, rei re in s. Ruflìna,ove le mie indagini non
di lesa maestà pontifìcia, e bandì la cro- ebbero alcun risultato). Coli 383 pene-
ciata controsuo esercito. La stessa sen-
il trò in Roma mortale epidemia, per cui il

tenza pronunziò Urbano VI contro Gio- Papa g aprile si ritirò a Tivoli, dove si
a' 1

vanni re diCastiglia e diLeon, per quan-


I trattenne un mese a godere quell'aria sa-
to narrai bSpagna, concedendo indulgen- lubre; e come non poteva soffrire che Car-
za a chi si armasse in suo danno, ed due i lo III ancora non avesse adempito alle
regni die a Giovanni duca di Lancastro. sue promesse, ne investito il suo nipote
11 Cardella nelle Memorie storiche de de'principati di Capua e Amalfi, da Ti-
Cardinali ,e il Novaes nella Storia d'Ur- voli passò a Valmontone colla corte e cu-
bano VI, narrano che il Papa commise ria, e vi dimorò quasi due mesi, deUnni-
di fare il processo contro il re al cardinal nato di passare in Napoli per costringe-
Giovanni Aniadeo (A'.) veneziano, arci- re al dovere il re. I suoi cardinali sconsi-
vescovo di Cor fii e del titolo di s. Sabina, gliarono il Papa a non esporsi a'pericoli
3o U R D URB
cui andava incontro, ma egli restò infles- Gobelino, che gli spedì ministri armati
sibile nel suo proponimento. Nel princi- prescrivendogli imperiosamente di pre-
pio di settembre
si portò a Ferentino, do- sentarsi a lni,i quali di prepotenza gli po-
ve consumò quel mese; e finalmente a sero le mani addosso, e lo condussero «1

dispetto de'romani, che per ambasciato- corte come un malfattore. L'irato Pon-
ri e non senza minacce lo pregarono tor- tefice, solennemente li scomunicò, e per
nare aRoma, il che promise di far quanto giudizio divino furono terribilmente pu-
prima, intanto proseguì dopo la festa di s. niti, restando colla mano e il lato destro de'
Michele il suo viaggio per Sessa e Averta, loro corpi inariditi o assiderati. Per 3 gior-
dove pervenne Deprimi d'ottobre. Ivi de- ni il Papa dimorò forzatamente col re nel
scrissi simulato magnifico e ossequio-
il castello, da cui uscito, l'indegnoe volubile
so ricevimento del re, il quale rese l'o- principe nuovamente lo fece custodire e
maggio di palafreniere cavalcando il privare di comunicazione co'napoletani ,

Papa per la città, conducendolo a tradi- i quali mormorando delle dissolutezze di


mento prigione nel castello. Pentito to- Francesco Prignani, cheil Papa zio scu-

sto di tanti oltraggi, con lagrime dirotte sava, condannò alla decapitazio-
il re lo
gli il perdono. Poscia lo
chiese e ottenne ne con isdegno di Urbano VI però a mo- :

fececon gran pompa entrare in Napoli a' tivo delle pressanti e fervorose istanze de'

Q ottobre, lo ricevè in trono, ed appres- cardinali e de'graudi del regno, si ricon-


sandosi il Papa ne scese a baciargli umil- Urbano VI con Callo Illjilqua-
ciliarono
mente i piedi. Si trattò a mezzo de'car- ledomandò perdono al Papa de'suoi gra -

dinali della pace, e si concluse col darsi commessi, e promise dare al ni-
vi eccessi

solamente a Francesco Prignani il prin- pote Francesco Prignani le contee e gin •

cipato di Cappa, che poco stante fu com- risdizioni convenute, in uno a Nocera de'
mutato in quello diNocera de'Pagani. In- Pagani, e consentì che nell'arciepiscopio
tanto il re manifestando il suo sdegno con fosse da'eittadini liberamente visitato e
Urbano VI, più non permise che allog- onorato. In questo tempo Pietro IV re
giasse nell'arciepiscopio e con pretesto di d'Aragona, per non aver dal Papa conse-
onorarlo lo costrinse ad abitare nella for- guito l'investitura del regno di Sicilia, a
tezza di Castel Nuovo, ove lo tenne prigio- cui aspirava, né l'assoluzione del tributo
ne 5 giorni, finché lo ridussea concedergli per la Sardegna, né altre pretensioni sui
quanto bramava ; dal canto suo facendo diritti pontifìcii, si dichiarò pel partito
condiscendenze a Urbano VI, cioè che a- dell'antipapa e v'uidu9se l'isola di Sicilia

vrebbe dato al nipote il possesso de' due o regno di Trinacria, ed suoi successori i

principati^ al Papa annui 5ooo scudi d'o- furono più ostinati sostenitori dello sci-
i

ro, purché non s'immischiasse nelle cure sma, che compiansi a Spagna. Narra Ri-
del regno. Osserva Rinaldi all'annoi 383, naldi all'annoi 383, n.°io, che tra tante
che per tali violenze fu poi Carlo III ca- lagrimevoii cose occidentali, miserabilis-
stigato dall'ira divina. A'26 ottobre il Pa- simo era lo stato di levante, poiché le ar-
pa si riconciliò col re,e ricoperò la libertà, mi che doveausi rivolgere control mao-
impalmando allora due sue nipoti a'eonti mettani, invece erano impugnate a dan-
di Montiz e di Celano. Dopo di ciò il re no de'cristiani con furore. Essendosi in
gli permise entrare nella sua reggia sotto quel tempo liberato Leone VI d'Arme-
l'ombrello d'oro, e scendendo dal trono nia dalla servitù del sultano d'Egitto, si

gli baciò i piedi, baciandolo il Papa nel portò da Urbano VI a domandare aiuto
volto; indi passò nell'arciepiscopio che abi- onde liberare il suo regno dalla tirannia
tò sino al i.°novembre,ove ricevè nuovi ol- degl'infedeli. IlPapa lo accolse graziosa-
traggi dall'ingrato e perfido re. Racconta mente e raccomandò a'priucipi cristiani
V R B U R R } r

ondo giovarlo ne'suoi desi derii.Nel r



del gò di nuovo tornare a Napoli, cui gli ri-

1 384 OrbinoVI celebrò messa pontifi- spose essere soliti i sovrani portarsi a'pie-
cai* nella cattedrale di Napoli alla pre- di de' Papi, non già questi da're. A tale
senza del re e della regina, e in essa be- risposta replicò arditameuteCarlo 111, on-
nedisse eoi consueto solenne rito lo Sten* de insorse guerra aperta tra loro, e il re
c&rrtfo, che do vea inalberarsi contro il pre- non più di nascosto ma apertamente con
tendente Luigi I d'À ngiò, e lo die a Carlo alcuni cardinali tramò iniqua congiura
III dichiarandolo capitano generale di s. contro la santissima persona del capo del-
Chiesa, il quale lo tenne in piedi inalbe- la Chiesa. Veramente Urbano VI coll'a-

rato durante la funzione. Il Papa nuo- sprezza del suo carattere erasi reso odio-
vamente scomunico l'Angioino, bandi so agli stessi suoi cardinali, anche pera-
contro di lui la guerra crociata, conce- verli esposti a molti pericoli, ricusato tor-
dendo piena indulgenza de' peccati a chi nare a Rotila, e di pacificarsi col re per
prendesse armi e la croce. Quindi a'
le la sua condotta sempre equivoca. Per que-
26 maggio il Papa, avendo buone ra- sti motivi che dichiarano i citati Valsin-
gioni di temere, col pretesto de'calori e- ghamoe Niemo, cominciarono i cardinali
stivi, uscì da Napoli e passò a Nocera da' ad abbandonarlo, e molto più. s' irrita-

Pagani, feudo del nipoteFrancesco, pren- rono quando Papa, sdegnato perchè a
il

dendo alloggio nella foltezza. I cardinali loro istigazione l'ardito e ingegnoso Car-
e la corte trovandovi incomodi
e temen- tolino di Piacenza o da Perugia, procu-
do qualche sorpresa de' nemici, abban- ratore della corte papale osò proporre
,

donarono Urbano VI e tornarono a Na- nel concistoro degli 1 1 gennaio 385alcu-1

poli, non essendo bastatiti le calde pre- nequestioni per frenare il Pontefice, colla
ghiere che fece loro il Papa a mezzo di deputazione d'un curatore, allorché met-
Teodorico Niemo, acciò tornassero in for- teva in pericolo la Chiesa, ne fece a' i5
tezza. Rinnovando il re ad Urbano VI l'in- gennaio arrestare 6 de'più complici che
vito di restituirsi a Napoli, di malavoglia furono al detto concistoro, insieme al ve-
vi si recò nel novembre, e vi fece una eo- scovo d'Aquila, perchè aveano contro di
soluzione per restringere i privilegi de' lui cospirato, svelandogli ulteriormente
regolari, e per ispiegare la Clementina Dn- i trama il cardinal Or-
particolari della
dum de Sepulchrìs. Però non piaceva più. sini, siccome narra Gobelino famigliare

a' cardinali il soggiorno di Napoli come pontificio, che trovandosi in Benevento


pericoloso , e cominciarono a cospirare procurò con diligenza esaminare la verità.
contio il Papa, che ne fu avvertito dal 11 Papa privò tali cardinali di loro dignità
cardinal Tommaso Orsini, per cui prese e de'benelìzi, e li consegnò alla custodia
il partito di tornare a Nocera. Ma dopo del nipote, che fece loro patire indicibili
che Carlo 111 vinse Luigi 1 d' Angiò e strapazzi. Quanto fossero straziati questi
tornò trionfante in Napoli, di bel nuovo cardinali] d'ordine dell'esacerbato Urba-
se la prese col Papa, e si pose in cuore no VI, da'suoi ministri crudeli, fa ribrez-
di farlo deporre, d'accordo col cardinal zo a descriverlo, potendosi leggerlo nella
Bartolomeo Mezzatacca e con Pietro Storia del Cristianesimo di fìercastel*
Tartari abbate di Dlontc Cassino suo Lanciò inoltre a'i5 gennaio l'interdetto
cancelliere. Intanto il Papa volendo se- alla città di Napoli, e citò il rea compa-

veramente punire sediziosi e trovandosi i rire avanti di lui;da un'alta torre pub-
trattato con poca riverenza dal versatile blicando la congiura de' cardinali che ,

Carlo 111, intentò di cacciarlo dal regno. scomunicò co'loro fautori. Però narra Lo-
adombrato il re delia per-
Dall'altra parte dovico Agnello, che il trattato della con-
manenza d'Urbano VI iu Nocera, lo pre- giura combinato dal re eoo Battolino e i
32 URB URB
cardinali traditori, consisteva nell'arresta- vivo o morto; mentre in Napoli il re fa-
re il Papa nel castello di Nocera, di fargli ceva tormentare alcuni ecclesiastici, vie-
il processo, e per mezzo di falsi testimo- tando d'osservarsi l'interdetto, e proscri-
ni dichiararlo eretico; indi deporlo sen- vendo Urbano VI. Trovandosi il Papa in
za sentire il parere degli altri cardinali, questa trista situazione e ricorso con o-
e subito bruciarlo vivo. All'incontro ri- razioni al divino aiuto, Raimondo o Rai-
ferisce Niemo, che fu uno de'giudici pro- mondello del Balzo Orsini figlio del con-
cessanti di questo ammutinamento, che te di Nola, che rammentai nel voi. XL1X,
i cardinali erano innocenti, e la confessio-
p. 1 55 e 1
67, radunato un corpo di trup-
ne del vescovo dell'Aquila Giovanni fu pe, marciò insieme a Tommaso Sanseve-
estorta da'tormenti. Ora avendo Papa il •ino conte d'Ariano, che avea le reliquie
alla presenza del clero e del popolo for- dell'esercito del defunto Luigi I d'Angiò,
malmente deposto dalla porpora i 6 ri- per liberare Urbano VI da Nocera e non
belli cardinali, risolvette di crearne de- Lucerà come altri scrissero, rendendo al
gli altri; e come sapeva d'essere partico- Papa ossequiosa ubbidienza. E sebbene
larmente amato da'tedeschi , nominò in icapitani di Raimondo come scismatici
pubblico concistoro cardinali di s. Chiesa fossero determinati tradirlo e consegnarlo
gli arcivescovi di Magonza e di Treveri, col Papa nelle mani di Carlo III, come
i vescovi di Liegi e Breslavia , e Pietro già aveano fitto pure a traùi mento di
Orsini di Rosembergh nobile sacerdote FrancescoPrignani nella rocca di Scafato,
boemo, i quali tulli di comun consenso stoltamente sempre invaghito di regnare,
ricusarono l'offerta dignità, per la con- nondimeno a'6 luglio 1 385 combattero-
dizione de* lagrimevoli tempi, come al- no nemici che assediando la fortezza glie-
i

tresì fecero alcuni napoletani, per timo- ne volevano impedire la liberazione, co-
re di Carlo III, come rileva Niemo. Fe- mandati dal famoso Tartari abbate di
lice Contelori neW'Elench. Card, nomi- Monte Cassino, che il Papa avea depo-
na degli altri , che furono pubblicati in sto e scomunicato; li sconfissero e fuga-
Genova, al quale articolo li ricordai. Ma rono, onde nel di seguente o i'8 luglio
crescendo la tempesta contro del Papa, Urbano VI potèuscireda Nocera circon-
fu egli assediato per5 mesi nel castello di dato da tali milizie, portando seco i 6 car-
Nocera dalle truppe de'congiurati; e co- dinali prigioni. Con molte precauzioni e
me Urbano VI sapeva che il re e la re- percorrendo vie scoscese nelle montagne
gina Margherita aveano con essi corri- di s. Severino, giunto a Benevento abitò

spondenza, anzi secondo alcuni il re vi si nella rocca. Compensò Tommaso Sanse-


portò con armali e bruciando la città il verino colla baronia di Flumari, e per
cardinal Mezzavacca a cui ne affidò il co- rimunerare l'Orsini e provvedere la si-
mando, li privò con giudiziale sentenza curezza di Benevento contro le armi re-
del regnodi Sicilia, almodoriportato da gie, gli die non a vita ma ad tempus la
Niemo e Gobelino. A Nocera de'Paga- rettoria di essa con ampie facoltà, dipoi
ni ed a Scomunica narrai che Urbano VI donandogli la Rosa
d* oro e dichiaran-
finché fu assediato, ogni giorno dalla fi- dolo gonfaloniere di s. Chiesa. Il Borgia
nestra con torcia accesa in mano a suo- nelle Memorie storiche diBenevento, tra
no di campana per 4 volte scomunicava e le notizie che pubblicò di Urbano VI, nel

malediceva tutti i suoi nemici. Invece l'ar- t. 3, p. 410 riporta un interessante do-

mata regia, che assediava il castello ove cumento sull'assedio sofferto dal Papa ,

si difendeva Urbano VI, pubblicava a suo- liberazione e venuta in Benevento, allo-


no di tromba una taglia di io, ooo fiori- ra agitatada duefazioni,cheincominciate
ni doro a chiunque consegnasse il Papa nel secolo XIII continuarono anche nel
UR B UR B 33
XV ; chiamale
estrinseca e intrìnseca os- Savona per la liberazione del Papa som-
sia della rosa rossa e della rosa bianca, ministrò a'genovesi 2240 fiorini, pure fu
que'della a si unirono per liberare il Pa-
i , compensata Genova a suo danno e con
pa dall'assedio. In tale cronaca periodi- quello ancora d'Albenga. Nel 1 386 in Ge-
ca niente viene registrato il luogo ove fu nova gli amici de'cardinali ribelli assali-
Urbano VI uscito dalla fortezza,comeSta- rono il palazzo papale per liberarli dal
bia, entrando in Benevento a' 24 luglio carcere, e non essendo loro riuscito, anzi
col massimo onore e sotto il baldacchino, costretti a fuggire per la resistenza che
seguito da' cardinali ribelli legati, scalzi, trovarono, passati pochi giorni tentarono
col capo scoperto e ben custoditi t ficit e- avvelenare Urbano VI, che perciò fece
(juìtare supra certos runcenos. Proce- carcerare alcuni congiurati. Vi fu sospetto
dendo il viaggio per Minervino e altri luo- grave che tra essi si noverassero i cardi-
ghi , onori imbarcatosi tra
con tutti gli nali Pietro Prata e Galeotto Tarlati, i

Barletta e Trani suio galere che il car- quali abbandonando allora la corte, pas-
dinal Fieschi per 6o, ovvero 80,000 scu- sarono in Avignone e furono ricevuti dal-
di d'oro avea ottenuto da'condiscendeuli l'antipapa tra'suoi numerosi anticardi na-
genovesi, approdò in Messina e Palermo. li.Fra'cardinali prigioni l'inglese Eston,
Ne' 3 giorni di fermata in Messina fece soltanto reo di non aver fatto palese la
pubblicare processi fatti contro Carlol II,
i congiura, a richiesta di Riccardo IH d'In-
e nuovamente lo privò del regno che sot- ghilterra fu messoin libertà, non solo per-
topose all'interdetto; indi partito alla vol- chè soltanto reo di non aver manifestato
ta di Cometa, questo invece del denaro la congiura, ma ancora per essere gì* in-
die in pegno a'genovesi, rendendosi i cor- glesi validi difensori d'Urbano VI: gli al-

netani ostaggio e stalichi de'genovesi, co- tri furono uccisi nelle carceri di Genova
me esprime Borgia; e salpò per Geno-
si severamente, e fu orrendo e tragico avve-
va, ove giunse a'23 settembre co'cardi- nimento, inutilmente essendosi per loro
nali prigioni, che tosto fece mettere nelle interpostiil doge e il popolo. Temendo

carceri. In quell' articolocon Lodovico il Papa nuove rivoluzioni nel regno di


Agnello e col Novaes li nominai, insieme Sicilia, perchè d'Avignone con animo di
a Giovanni Doria arcivescovo di Corfù,av conquistarlo eravisi recatoOttonediBrnn-
vertendo però essere dubbio il suo cardi- swich, a' 16 dicembre 386 parti da Ge- 1

nalato, non trovandolo né nel Cardella, nova con 3 galere, e giunto a Lucca vi
Ulemorie storiche de* Cardinali, né nel si trattenne sino a'2 3 settembre 387, ac- 1

bemeria, che nella Storia ecclesiastica colto. onorevolmente, e vi fece quelle co-
di Genova e della Liguria, ci die l'elen- se descritte in quell'articolo, fra le quali
co de'cardinali genovesi e liguri. Appren- introdusse il rito della benedizione e do-
do poi dal medesimo Lodovico Agnello, no dello Stocco e Berrettone ducale (al
che cardinali ribelli secondo alcuui furo-
i quale articolo rimarcai anteriori esempi),
no 5, altri scrissero 6, altri 7, come ècon- e li donò alla repubblica. In detto anno
t raslato il genere della morte a cui poi superando in Napoli il partito di Luigi
soggiacquero. Siccome allora era arcive- Il d'Angiò, figlio del morto pretendente,
scovo di Corfù il Doria, convien dire che contro Ladislao ch'era successo al padre

il cardinal Amadeo, o il cardinal Crisoli- Carlo III ucciso in Ungheria (misera fi-
ni secondo il ricordato documento, non ne che diversi storici attribuiscono alla
più fosse arcivescovo di tal sede. Nella divina punizione, per le sacrileghe perse-
stessa città di Genova Urbano VI creò cuzioni da lui fatto al Vicario di Cristo),
cardinale Castagnola, che poco visse, e ma come allacciato dalle censure ecclesi t

quegli altri rammentati di sopra. Benché stiche, e contro Urbano VI che riteneva
VOL. LXXXVI.
34 U R 13

il reame ricaduto alla s. Sede, questi ve- nia, e confermò quella d'Heidelberga; e
dendosi senza esercito e privo di denaro, vedendo tribolata 1' isola di Sicilia da'
scrissea tulli vescovi delia sua ubbidien-
i maomettani africani promulgò contro di
za, affinchè esortassero i popoli col pre- loro la crociata, promoveudolacon gran-
mio dell'indulgenze, a prender le armi di indulgenze e perdono de' peccali, die

e somministrare i denari necessari per concesse a coloro che contribuissero al


guerreggiare gli scismatici nemici della mantenimento dell'armata per combat-
Chiesa; ma tutte le sue indù Sirie e preghie- terli. Sperando Urbano VI di togliere

re riuscirono senza effetto, come nolo s. il regno di Sicilia dall' oppressione iu


Antonino, par. 23,cap. 2,§i6. In
3, tit. cui soggiaceva, per le pretensioni di Lui-
questo tempo tornò alla sua ubbidienza gi II e Ladislao, risolvè di condurvisi
Todi,cheavea seguito per un tempo l'an- a conquistarlo, partendo da Perugia agli
tipapa; e l'antipapa cogli altri scismatici, 8 agosto per Narni. Ma appena erasi di-
per rendere più odioso Urbano Vi, trat- spostalo peno miglia, la mula in cui ca-

tarono di celebrare un concilio generale, valcava inciampò e cadde, lasciando il

che prima con frivole ragioni aveano ri- Pontefice maltrattato in diverse parti del
cusato, ingannando con tale ostentazione corpo in guisa che non potè più caval-
i cattolici. Dilatandosi intanto la fede nel- care, e perciò per Narui fu condotto a
la Lituania,; colla conversione di moltis- Tivoli, ove andandogli incontro molli
simi idolatri, onde se ne battezzarono romani, lo pregarono caldamente di ri-

3o,ooo, il zelante re di Polouia Uladislao tornare in Roma. Egli si ricusò e passò


V fondò i vescovati di Vilna e Medvice- a Ferentino, in cui avendogli i soldati do-
se, e perchè fossero eretti canonicamen- mandate le paghe, e non essendovi dena-
te, inviò a Urbano VI per ambasciatore ro nella camera apostolica, l'abbandona-
d'ubbidienza il vescovo di Posnania, be- rono, ed egli vedendo falliti suoi disegni i

nignamente ricevuto ed esaudito. Il Pa- fu costretto uscire da Ferentino il 1 .''set-

pa partendo da Lucca, si ruppe il freno tembre e restituirsi a Roma avendolo ,

tlel cavallo e gli cadde la mitra dal capo, maggiormente a ciò mosso un pio romi-
il che fu preso per infausto presagio. In- to, come narra Gobelino, il quale uscen-
vitato da Perugia a recarsi nella ci Uà, vi dogli incontro francamente gli disse: Che
giunse a'2 ottobre, accolte» nell'episcopio o volesse o non volesse , sarebbe tornato
con somma venerazione, e tra le cose che a Roma ove morirebbe. Dirigendosi a
,

registrai in quell'articolo, qui dirò ebe vi quella volla con meraviglia fu vedulo
,

scomunicò nuovamente l'antipapa, che scortalo in aria dall'immagine di s. Pie-


alla sua volla avea fallo altrettanto con- tro, simile a quella statua ch'era nel por-
tro di lui e contro chi giustamente l'ab- tico Vaticano, che lo precedeva quasi mo-
bi diva,perseguitandoli crudelissimamen- strandogli la via verso Roma; visione che
te quando non poteva guadagnarli; ed e- per rigoroso comando del Papa tenuta
gnal sentenza pronunziò contro Rinaldo occulta a'famigliari, fu dopo la sua mor-
Orsini invasore di Spoieti e Orvieto, e te pubblicala in un sermone dal cardi-
contro Ottone di Brunswick. Al vescovo nal Palosio vescovo di Todi suo con-
e cittadini di Perugia infeudò questa cit- fessore. Altro suo confessore, sagrista e
tà, e fu loro largo d'altre grazie. Come bibliotecario fu fr. Pietro di Pamiers ago-
Urbano VI punì il prefetto di Roma de stiniano. Entrato nell' ottobre con gran
Vico, (autore dell'antipapa e usurpatore pompa e solennità nella capitale del inon-
delle terre della Cbiesa, può vedersi il voi. do cattolico, quivi ordinò nel seguente
LV, p. 127. Con diploma de'2 1 giugno 1 389 1*8 aprile le 4 seguenti cose. 1 / Che
1 388 il Papa eresse l'università di Colo- l'anno sauto si celebrasse ogni 33 an-
u r r> URB SS
ni, nel modo notato nel voi. Il, p. 109. vuole Panvinio non gli furono dati i sa-
a," Che la fe^ta della Visitazione deir- gramene, rese lo spirito a Dio a'i5 ot-
ata / ergine si celebrasse come ri- tobre 1389, m 8 ,oino d'i venerdì, d'anni
porlo a tale articolo. 3.° Accordò 100 72, avendo governato per 11,6 mesi e 6
giorni d'indulgenza, a chi accompagnas- sempre un tem-
giorni, che furono quasi
se il ss. Viatico, confessati e comuni- po di furioso scisma, e d'ogni sorta d'or-
ca li. \.° Che cadendo la Commemorazio- rori e fazioni. Pareva che siffatto tempo
ne de'fedeli defunti di domenica, si cele- dovesse finire colla sua morte, poiché con
brasse nel seguente lunedì. Narrai a Ro- questa era cessato il fine che l'avea pro-
ma, cheessendo romani incorsi nella sco-
i dotto; ma questa terribile lezione fatal-
munica per non avere ammesso il sena- mente contiuuò ancora per 8 lustri, per
tore eletto da Urbano VI, banderesi in i far comprendere a'fedeli il prezioso e som-
abito di penitenza si recarono da lui per mo pregio dell' unità cattolica, spezzato
essei assolti; egli si ricusò, ma li fece as- dall'antipapa chegli sopravvisse, e da'suoi
solvere dal penitenziere. L'antipapa per successori Benedetto XIII e Clemen-
falsi

molestare Urbano VI mandò in Italia te Vili antipapi, essendo venuto poi un


buon numero di bretoni e guasconi, che tempo che 3 contemporaneamente si trat-
da masnadieri occupavano alcune terre tavano da Papi, cioè dopo il famoso Si-
del patrimonio di s. Pietro , e facendo di nodo (V.) di Pisa; laonde principi e i i

continuo scorrerie recavano gravi danni. popoli si divisero in 3 UbbidienzejAxQ enu-


11 Papa per discacciarli ordinò ad Anto merai ne' voi. LXXI, p. 167, LXXXIII,
nio da Gualdo canonico di Nocera, che fa- p. 3o2,3o3 e seg.Nel Valicano gli fu data
cesse contro di essi lega a nome della Chie- sepoltura, non essendovi persona alcuna,
sa romana con Siena e altri popoli oppres- come scrisse un contemporaneo e ripe-
si da quella malvagia gente. Accrebbe poi tei LVI1I, p. 3o6, che per lui po-
nel voi.
lo spavento de'cat {olici Piieo di Piala sci- tesse fare neppure una lagrima; ciò che
smatico arcivescovo di Ravenna, dall'an- non dovrà recar sorpresa o meraviglia,
tipapa fatto legato d'Italia, onde per esse- a chi voglia paragonare le qualità di que-
re accortissimo e temendo Urbano VI che sto Papa, con quelle che gli mancavano
seducesse i popoli toscani, fiorentini e luc- per farsi amare, comechè sospettoso e a-
chesi, pisani e perugini, rinnovò contro di cerbo. Riferisce Natale Alessandroche nel
lui le precedenti sentenze di scomunica e suo sepolcro fu posto un rustico epitaffio,
bandi contro di esso la croce. Nondimeno ina in Napoli nella chiesa di s. Maria la
1' operlo scismatico procurò di guada- Nuova, nella cappella diFrancescoPrigna-
gnare con gran promesse fiorentini, as- i ni, e presso la sepoltura del b. Giacomo,
saltò Orvieto e altre terre della Chiesa; gli fu eretto un famoso tumulo colla sua

ma per la resistenza e valore delle milizie statua. L' iscrizione sepolcrale la riporta
papali fu costretto passare nel patriarca- Lodovico Agnello, il quale aggiunge che
to d' Aquileia. Intanto godeva in Roma Urbano VI scrisse la storia de' vescovi di
ilPapa quella pace che sino allora mai Bari, ed alcuni altri trattati. Dichiara Ri-
avea potuto fruire in tanti viaggi per l'I- naldi, che Cibano VI fu seppellito prima
talia , e in tante disgraziate viceude del nella cappella di s. Andrea della basilica
suo inquieto e affannoso pontificato; ma Vaticana, e dipoi trasferito in un sepolcro
questa pace fu per lui di brevissima du- più onorevole nella basilica stessa. Infet-
rata,perchè essendogli dato un polente ve- ti ne riporta il diseguo Ciaccolilo, / ilue

leno, del quale l'avea già avvisato s. Cate- Pont, et Card. t. 2, p. 633, colla sua sta-
rina di Siena, allineilo se ne guardasse, con tua giacente sull'urna, e questa con bas-
20 giorni di grave male, ne' quali come sirilievi e due stemmi pontificii: tra due
7

36 U RD URB
Angeli Redentore che consegna
si vede il docile e tranquillo fosse stato, e meno ap-
le chiavi al Papa. Nelle basi delle colonne passionato pe'suoi parenti, i quali tutta-
vi è ripetuto il suo simbolo col motto: In u- via non poterono godere dopo la sua
nìtatcDeus est.D\ quesioSepolcro è nota- morte di tutti gli onori e potenza a cui
bile l'avvertenza che feci nel vol.LXXXf, gli aveva esaltati. Poiché il nipote Fran-

p. 48, nel riparlarne. Era egli di piccola cesco Prignani, che disperando della vita
statura, grasso e di color bruno; di natu- dello zio si era trasferito in Ancona, nel-
rale ardente, di alti spiriti e di singolare la cui provincia possedeva alcune castella,
integrità: nelle decretali ebbe stima di e- caduto nelle mani de'suoi avversari, se-
gregio dottore. L'annalistaRinaldi dichia- guaci dell'antipapa Clemente VII, si vi-
ra, che se si eccettua il troppo amore pe' de condotto nelle carceri di Perugia, do-
suoi e smodata rigidezza pegli altri, Ur-
la ve rinunziò in loro favore que'feudi per
bano VI fu nel resto un virtuoso Papa, di ricuperare la libertà. Nel pontificato di
purissimi costumi amatore della giusti- , Bonifacio IX tornò a Roma povero e ab-
zia, odiatore della simonia e del lusso sem- bietto, e trovandosi da tutti disprezzato
pre rovinoso, menante una vita austera si ritirò in Puglia, e dopo 6 anni trasfe-
col digiunare quasi ogni giorno e portan- rendosi in Venezia, per una fiera burra-
do di continuo il cilizio. Se per la condi- sca insorta nella navigazione, colla ma-
zione de' tempi Ui bauo VI si trovò nel- dre , figli e domestici miseramente peri
l'imperiosa necessità di giovarsi de' beni nel 1396, e secolui la posterità d'Urbano
di chiesa, a torto fu malignamente ac- VI, tanto da esso arricchita co'frutti del-
cusato di simonia, calunnia che copiaro- la s. Sede. Fu dunque Urbano VI uno di
no senza critica non pochi scrittori. Nie- que'geniisubalternijche brillando nel2.°
modichiarò.che Urbano VI rifiutava qua- rango, s'eclissano nel 1

In 3 promozioni
lunque offerta, e ch'era nemico e persecu- creò 61 cardinali , compresi quelli che
tore della simonia, zelatore della castità non accettarono la dignità per la turbo-
e della giustizia; ma dava facile orecchio lenza de'terapi.Vacò la romana Chiesa 1

che lusingano: che a-


alle lodi di quelli giorni.
mò sinceramente letterati ei buoni, egli
i URBANO VII, Papa CCXXXVIII.
aiutò con tutto il suo potere, oltre altre Giambattista Castagna nacque nobilmen-
lodi di quel suo famigliare e certamente te a'4 agosto \5ii in Roma, dove con-
non deferente. Dice il Novaes nella Sto- dottosi dalla sua patria Genova, in cui
riad'Urbano VI9 che le doti del suo a» fioriva per antichità la sua patrizia fami-
nimo si ponno riguardare in due aspet- glia, il suo padre Cosimo ivi sposò Costan-
ti ,
quali ci dimostrano gli storici coeta- za (Caterioala chiama Piatti) Ricci figlia
nei. Prima del pontificato fu quale lo trat- di Giulio e di Maria (o Marzia come vuo-
teggiai in principio. Si vuole però che tut- leCardella) sorella del cardinal Domenico
te le sue virtù private scomparissero dac- Jacovazzi. La nobile famiglia Ricci vanta
ché fu sublimato alla cattedra apostoli- cardinali, uno de' quali edificò o abbellì
ca, e che in luogo di esse sottentrassero in Roma il Palazzo Ricci (F.), di cui sono
a dominarlo l'imprudenza, 1' asprezza e proprietari gì' illustri Ricci discendenti
l'alterigia, cagionate talvolta dalla facili- marchesiRoudinini.Educato sotto la cura
tà con cui dava orecchio agli adulatori e direzione de' zii cardinali Jacovazzi e
e a'eonsiglieri rivoltosi. E vaglia il vero, Girolamo Veralli, fatti gli studi nelle più
continua Novaes, sarebbe stato Urbano celebri università d' Italia , siccome di
VI il soggetto più degno del papato, s'e- pronto ingegno e tutto inclinato a cose o-
gli non fosse stato Papa giammai, ed uno neste e lodevoli , molto s' inoltrò nella
de'Pontefici più degui di lode, se più mite, scienza della legge civile e canonica, e iu
URB URB . 37
ambedue fu laureato dottore in Bologna, difficolta, anzi Cardella prova difficol-

onde potè con sua gran reputazione es- tà Dell'ammetterà 1' asserzione, e se non
sere ammesso nel collegio degli avvocati vi contraddice apertamente lo fa pel ri-
concistoriali, secondo Cardella; ma l'ac- flessoche ancora il concilio di Trento
curato Cartari, Syllabum Advocatorum non compito e non avea definito sul
erasi
s. Consisterti, non lo annovera tra l'il- conferimento degli ordini sagri, e perciò i
lustre ceto. Il Senseria nella Storia ec- Papi non erano tanto renitenti in conce-
clesiastica di Genova }
ne\\a biografia che dere per speciali circostanze siffatte di-
di lui scrisse, enpomiato il bel complesso spense , le quali non
accordano o più. si

di sue egregie qualità, dice ch'ebbe co- almeno rarissimamente, per aver il con-
gnizione di varie scienze, più però di es- cilio determinato nella sess. 23, cap. i3,

se tinto che in esse fondato; ma nelle leg- che duo sacri ordines non eodem die e-
a
gi civili e sagri canoni riuscì eccellente, tiatn rcgularibus confcrantur. La 2. è
anzi versatissimo. Divenuto il cardinal la circostanza del luogo ove fu fatta l'e-
Veralli legato in Francia, egli che n' era piscopaleconsagrazione,chefu la casa del
già uditore e dimorava in sua casa, da lui cardinal Veralli. E qui convien dire, che
fu scelto a suo datario, conoscendolo de- v'intervenisse qualche grave ragione, che
stro,avveduto e a'grandi negozi altissi- muovesse l'animo del Papa a dispensare
mo. Mostrandosi colla sua lodevole con- che non si facesse in chiesa, come avven-
dotta pio, religioso, sobrio, pieno di cor- ne a' tempi di Cardella pel vescovo di Po-
a
tesia e affabilità, fu promosso da Giulio tenza e per causa gravissima. La 3. fi-

Illa referendario della segnatura di giu- nalmente l'abbaglio preso da Giambatti-


stizia, e neli.° marzo 1 553, per rinunzia sta, nell'assegnare il giorno in cui fu con-
a
a suo favore del cugino Paolo Emilio Ve- sagrato vescovo il 4 aprile 2. festa di Pa-
ralli, altro nipote del cardinal Veralli, squa; imperocché rimarca Cardella, se il

all' arcivescovato di Rossano, come ben giovedì santo del 1 553 venne a cadere a'
dice rUghelli; poiché Cardella e Seme- 3o marzo dovea per necessaria conse-
,

ria scrissero averlo rassegnato Io zio a guenza cadere la a." feria di Pasqua a'3
Giambattista. Lo stesso Giambattista ci e non a' 4 aprile. Laonde conclude, che
a
margine deli.
fa sapere, nelle postille in la consagrazioue si effettuò nella 3. feria
volume del testo canonico da lui con a'4 aprile, ovvero fu errore di penua odi
note mss. corredato e riferito da Ciac- stampa. Dal medesimo Giulio III fu desti-

conio, che nel giovedì santo a'3o marzo nalo governatore di Fano,secondoNovaes,
i553 prese tutti gli ordini tanto minori ma da PaoloIVa'i4 giugno 555, narra 1

che maggiori, per mano d'Archinisio ve- 1' Amiani nelle Memorie sloriche di Fa-
scovo di Borgo s. Sepolcro e vicario del no, per pochi mesi; e finito il tempo di
Papa, ed a'4 aprile lunedì o a." feria di questo governo andò alla residenza della
Pasqua, ricevè in casa del cardinal Ve- sua chiesa di Rossano, ove colla bontà
ralli e dalle sue mani 1' episcopale con- della vita, colla molta dottrina e col fre-
sagrazione, coli' assistenza de' vescovi di quente sermoneggiare, fu alla sua gregge
Castro e Accia. Osserva Cardella nelle utilissimo e santo pastore. Indi fu dallo
Memorie storiche de' cardinali, che 3 stesso Paolo IV mandato governatore di
cose dello scritto di Giambattista sono Perugia e dell' CJmbria,e sottoPio IV quie-
a
degne La i. è
di particolare riflessione. tò e compose colla sua prudenza una fie-
minori e
la collazione di tutti gli ordini ra discordia eccitatasi da molti anni a ca-
maggiori iu un sol giorno, cosa che ora gione de'confini, tra gli abitanti di Ter-
come contraria alle leggi canoniche ap- ni e di Spoleti,che riconciliò con reciproca
pena si accorderebbe con grandissima soddisfazione. Intervenne al suddetto con-
38 URB URB
cilio, e vi stette sino alla conclusione : ivi giavasi dal vescovo di Liegi, per istabili-
die tali prove di sapienza e integrità, che re la concordia tra Filippo II e le insor-
in quell'augusta adunanza risplendette so- te provincie unite. Restituitosi a Roma,
pra molti altri, Ond'è fama che Pio IV av- fu nominalo consultore del s. olììzioe del-
visasse i suoi legati di non intraprendere lo stalo ecclesiastico, ed il Caraffa , De
cosa alcuna rilevante, senza prima senti- Gymnasio Romano, p. 5i 1, vi aggiun-
re l'opinionedell'arcivescovo, per cui i pa- ge la carica di segretario de' memoriali,
dri lo deputarono prefetto di alcune con -
ma il Cardella ne dubita. Finalmente do-
gregazioni , nelle quali molte cose egli po tante fatiche sostenute in vantaggio
scrisse con profondo sapere e opportuna- della Sede, commendato da tutti per
s.

mente avverti con felice esito. Si può leg- la prudentissima maniera con cui ope-
gerle nel cardinal Pallavicino, Storia del rava , senza pretendere cose eccessive,
concilio di Trento ,ne't. 3 e 4- Richiama- senza debolmente condiscendere nell'in-
lo dalla sua sede, fu assegnato da Pio IV discrete , Gregorio XIII a' 12 dicem-
per compagno Boncompa-
del cardinal bre i583 lo creò cardinale prete del ti-

gno poi Gregorio XIII legato a latere in tolo di s. Marcello, e passati due anni
J spagna, nella quale occasione gli fu lepi- lo spedì legato di Bologna. Siccome il

damente prognosticato il pontificato al cardinal Girolamo Veralli,suo zio ein-


modo riportato nel voi. LV, p. 291; di- slitulore, era stato sepolto in nobile se-
poi venne confermato da s. Pio V col ca- polcro nella chiesa di s. Agostino di Ro-
raltered'internunzio o nunzio apostolico, ma, con lapide postavi posteriormente, e
incarico che per 7 anni esercitò nella cor- riferita dall' Ughelli, Italia sacra, t.
9,
te di Madrid, concludendo con soddisfa- p. 309, con busto collocato in un pila-
zione del re Filippo li gravissimi affari, stro della cappella della b. Chiara da
e tra gli altri quello della famosa e for- Monte Falco; così Giambattista per es-
midabile lesta contro il turco, il cui me- ser tumulato vicino all'amato zio, si pre-
morabile risultato fu il trionfo de' cri- parò il sepolcro nella cappella della B.
stiani a Lepanto, che contribuì alla de- Vergine (forse quella dell'Assunta, ove
cadenza della Turchia. Dimorando nel- poi fu collocato il mirabile gruppo espri-
la Spagna, colla sua dolcezza e tranquil- mente s. Anna, la sua Immacolata figlia
lità di spirito, seppe guadagnarsi la be- e il Redentore, scolpito stupendamente
nevolenza regia, e levò al sagro fonte in marmo da Andrea Contucci), che or-
l'infanta Isabella primogenita di Fdippo nò e dolo. Dopo elevato al cardinalato,
li a nome del Papa , il quale si mostrò fece porre nella cappella la seguente mar-
contentissimo di sua lodevole condotta. morea iscrizione, ma colla data anterio-
Tornato in Roma, senza riservarsi alcuna re a detta dignità, e la ricavo dal mede-
tenue pensione, rinunziò liberamente a simo Ughelli. D. O. M.Jo.Baptista Ca-
Gregorio X11I l'arcivescovato di Rossano staneus priinum Rossanensis archiepi-
Del gennaio 573,ed ilPapa l'inviò nunzio
1 scopus, deinde S. R. E. Presbyt, Car-
alla repubblica di Venezia, e poscia a mo- diti, s. Marcelli, sacellum hoc B. Vir-

tivo della pestilenza sopravvenuta a quel- gini dicatum, ornavi!, dolavi t, in eo-
la città, lo trasferì al governo di Bologna, que sepulchrum sibi cons triti fecit anno
ove nel 1577 co,lie governatore fece bat- mdlxviii.'E questo dunque un altro e-
tere con sua annetta un giulio d'argento sempio di que' Papi, ch'eransi avanti il
e mezza doppia d'oro. Quivi trattenuto- pontificato preparato il Sepolcro, seuza
si un anno, fu spedito in Colonia per in- che poi in esso fossero deposti. Tale e tanto
tervenire nel pontificio nome alle confe- credito godeva nel pontificato di Sisto V,
renze d'un trattato di pace, che maneg- alla cui elezione a vea contribuito (e fu an-
URB URB 39
co io predicazione pel papato), ed al qua- torelli neh' aggiunte al Ciacconio, Vita?.
le fu carissimo e si prevalse de* suoi con- Pont. t.
4> P- 2o5. Ordinò immediata-
sigli in vari e importantissimi negozi e nel mente la riforma della dateria apostoli-
governo della Chiesa, che pubblicamente ca per mezzo de'cardinaii Paleotlo, Fac-
per l'universale estimazione si designava Aldobrandino e la
chinetti, Lancellotli e
per successore, per cui il Papa faceta men- continuazione delle fabbriche di Sisto V,
te lo predisse avendolo invitato a Pran- volendo che di questo, e non già le sue,
zo (/".). Lo annoverò alle congregazioni fossero l'arme che vi si dovessero affigge-
del s. oflìzio, de' vescovi, ed in quella isti- re, disposizione virtuosa e rara. Rimandò
tuita per sollevare dagli aggravilo stato per la medesima strada ond'erano venu-
pontificio. MortoSisto V a'2 yagosto 1 5c)o, ti, alcuni suoi parenti, che alla prima nuo-
celebrati i funerali novendiali,a'7 settem- va di sua esaltazione celeremente erano
bre entrarono in conclave 53 cardinali, accorsi iu Roma, senza loro conferire uf-
che dopo essersi alfaticali per 6 giorni af- fizi, dignità o altri vantaggi. Anzi intimò
fine di mettere il triregno sul capo del subito al suo nipote Mario Millini che a-
cardinal Marc' Antonio Colonna, nell'8. vea fatto governatore (pare di Borgo e
giorno di conclave elessero con placidez- Castellano) di Castel s. Angelo, che nou
za e concordemente Papa a viva voce ad accettasse il titolo di eccellenza, so\\ lodar-
ore 24 (per quanto notai a Cella delCoic- si coman-
a'parenti più prossimi de'Papije
clave), e poi nello scrutinio de' i5 set- dò a tutti gli altri non si
congiunti, che
tembre verso le orei5, il cardinal Casta- prendessero maggior titolo di quello che
gna, comecliè piatissimo a'principi, al sa- avessero prima. Leggo nel Pozzo, Hist.
gro collegio, a Roma e alla Chiesa. Vol- della s. religione Gerosolimitana^ t. r,p.
le chiamarsi Urbano VII, per non dimen- 325, che dessa si rallegrò assai di sua e-
ticarsi giammai dell'urbanità che voleva saltazione,anche per l'intima amicizia che
con tutti usare,come riferì il gesuita p. vi passava col cardinal Verdala gran mae-
Giampietro de Rossi penitenziere di s.Pie- stro, e per trovarsi a Malta ileav. fr. An-
tro nella Relazione della morteci' Urba- tonio Mellini fratello del cardinal Gio.
no VII) Roma i5go. Si fece grandissima Garzia, ed attinente d' Urbano VII per
allegrezza da ognuno, e ciascuno ne spe- Ortensia Jacovacci sua madre. Onde l'or-
rava ottimo reggimento. Per cominciare dine, a cui il cardinal Castagna avea cal-
Urbano VII a dimostrare la proprietà damente raccomandato il parente, deli-
del nome cheavea assunto, appena elet- berò di fargli quelle dimostrazioni conve-
to si fece descrivere tutti i poveri di Ro- nienti a un amato congiunto diPapa. Per-
ma, per esercitare con essi la sua innata tanto apprestare buona casa con
gli fece

liberalità, siccome fece, e della quale su- decente famiglia, ed a suo conto volle che
bito die ancora bastante prova co' cardi- fosse spesato.Concorsero a gara cava- i

nali dipoche rendite. Al cardinal Pellevè lieri a corteggiarlo, e con doni cattivarsi
arcivescovo di Sens, che avea molto spe- ilsuo alletto. Ma mentre si attendeva in
so nel suo viaggio a Roma, die 2000 scu- Malta la galera che dovea condurlo in
di; al cardinal Alano 1000 scudi, e gli con- Roma, pervenne la notizia della morte
donò inoltre gli scudi 33oo che da Sisto Ad un tratto si cambiò la sce-
del Papa.
V avea ricevuto in prestito. Altra grossa na, ed il Mellini ritornò privato cavalie-
somma di denari condonò a' diversi suoi re, abbandonato tosto dalla turba degl'i-
debitori. Avea ancora stabilito di pagare gnobili adulatori; laonde sdegnato e per
tutti i debiti che gravitavano i luoghi pii suo onore volle partire «la Malta. Egli è
dell'intero slato ecclesiastico, col denaro questa un'altra grave e morale ic/.ioiic
della camera apostolica, e lo all'erma Vit- pe'pareuti e per gli addetti de'Papi e al-
4o (JRD U il B
tri principi elettivi! A Fabrizio Veralli, marlo a se in tempo che non avea an-
altro suo nipote, il Papa diede un cano- cora da render conto del suo pontifica-
nicato di s. Pietro, esortandolo a conte- to, nel quale tanti altri aveano smentito

nersi nell'anteriore modestia, e ad eserci- le più felici speranze. Adunque con soli
tare religiosamente 1' uffizio di canonico 1 3 giorni di pontificato, in età di 69 an-
(poi Paolo V lo creò cardinale). Non vol- ni non compiti, passò all'altro mondo a'

le nemmeno impiegare alcuni de'suoi pa- 27 settembre 590, bastando si breve re-
1

renti negli uffizi consueti della corte, affi- gno per farsi ammirare da'presenti e da'
ne di essere più. libero, com'egli diceva, posteri. Concorse a vedere il suo corpo

a castigare severamente ministri,che tro- i un pieno popolo, e molti, seuza motivo


vasse delinquenti, come attesta il citato d'interesse particolare, furono veduti
Vittorelli; dichiarò purea'suoi stretti con- piangere pe'suoi bellissimi cominciameu-
giunti che non isperassero da lui dovizio- ti di governo: tanto rincrebbe la perdita
se fortu ne,perchè erasi proposto di lasciar d' Urbano VII, la cui sede sulla cattedra
a' suoi successori buon esempio del di- di s. Pietro quanto fu di breve durata,
staccamenìo,che particolarmente un prin- altrettanto la sua memoria sarà in bene-
cipe della Chiesa aver deve dalla carne e dizione e gloria perenne, non meno a 'ge-
dal sangue. A'suoi servi intimò che non novesi che a'romani beneficali. Restò se-
vestisserodi seta,come coslumavanoquel- polto nel Vaticano, finche nella chiesa di
li ch'erano stati al servizio de'suoi aute- s. Maria sopra Minerva non fu terminato
cessori.Mentre da quesl' ottimo Papa si il magnifico deposito, la cui statua venne
aspettava un governo corrispondente al- scolpita con molta bravura da Ambrogio
le sue belle qualità, cadd'egli infermo nel Buonvicino, e che per gratitudine gli e-
2.° giorno dopo eletto, nel dì seguente si resse la delta arciconfraternita nella pro-
manifestò la febbre eandò crescendo. Da pria nobile cappella, alla quale fu trasfe-
questo tempo fino morte ogni gior-
alla rito non a'22 settembre 1606, come già
no si confessava e comunicava e tutia , dissi colNovaes nel vol.XlI,p. i43,ma a'21
Roma non cessava di far preghiere, pro- settembre 161 4- Neil' iscrizione scolpi-'
cessioni pubbliche, esposizioni del ss. Sa- la dal sodalizio sul suo sepolcro, si leg-
gramentoiu forma di quarant'ore, ed al- ge che avea vissuto 68 anni, un mese e
tri esercizi di pietà, per ottenere da Dio 23 giorni; così nella Roma sotterranea,
la guarigione di si buon Pontefice. Pen- Abbiamo Orazionie ri-
presso Vittorelli.
sava allora di trasferirsi dal palazzo Va- me nella morte dì Papa Urbano VII,
ticano a quello del Quirinale, sito d'aria Roma 1590. Pompeo Ugonioa'6 ottobre
più salubre, e molli cardinali e prelati si 1590 fece la sua orazione funebre al sa-
erano portati al Vaticano per accompa- gro collegio, la quale si legge nell'Oldoi-
gnarlo; ma perchè gli fu detto, che non no, Vitae Pont. t.
4, p. 206, di Ciacco-
era solito farsi vedere per la città il Pa- nio. Si ha di Lorenzo Arrighi crocifero,
pa non ancora coronato, ne depose il pen- Urbani VII Pont. Max. Vita, Bono-
siero. Avendo confermalo il suo antico te- niae <6i4« Leggo nel p. Galtico, Acta
stamento, nel quale lasciava 1' Areico n~ Caeremonialia, p. 483 De cadavere :

fraternità della ss. Annunziata (della Urbani VII, ex Paulo Alaleone. E la


quale riparlai nella biografia del cardi- dettagliata e interessante descrizione del-
nal Torrecremata suo istitutore), erede la Traslazione del cadavere del Papa
del suo patrimonio ascendente a 3o,ooq dalla basilica di s. Pietro alla chiesa di
scudi, come leggesi nel ricordato Giacco- s. Maria sopra Minerva, e del funerale
nio, da impiegarsi nelle doti di povere zi- che in questa si celebrò. La riprodusse
telle romane, rese grazie a Dio per ehm- Francesco Cancellieri, con altre erudite
URB URB 4'
Ro-
notizie, ne\Y Effemeridi letterarie di URBANO Vili, Papa CCXLV. Maf-
ma del 1823, t. 12, p. 79, con gli Aned- feo Barberini, nacque in Firenze uel
doti de funerali di Papa Urbano VII. 1 568 da Antonio Barberini e da Camil-
Nella zecca pontificia vi sono le seguenti la Barbadori o Barbadoro dama di quel-
medaglie di Urbano VII, descritte nella la città. Già in diversi luoghi ragio-
Serie de'eonii di medaglie pontificie, a nai delle grandi gesta di questo magna-
p. 4o« La 1." è colla sua effigie col capo nimo Pontefice, e del suo lungo, splendi-
nudo e piviale nel quale è inciso Gesù do e memorabile pontificato, e de' mol-
Crocefisso, con figura sotto la croce e in- teplici avvenimenti che lo segnalarono,
feriormente altra figura, ed in giro il suo come della sua nobilissima e celebre di-
nome. Nel rovescio colfepigrafe: Sic lu* scendenza. Ad evitare ripetizioni,ed a con-
ceat lux vestra, e il candelabro gerosoli- servare il mio sistema compendioso, al-
mitano. La 2.* con eguale effìgie e pivia- trimenti pel complesso de'fasti d'Urbano
le ricamato con due santi vescovi. Dal- Vili ne dovrei sorpassare notabilmente
l' altro lato la Chiesa sedente con trire- i limiti, Dell'accennare io corsivo gli ar-
gno nella destra e croce nella sinistra, e ticoli principali ove discorro delle cose
nell' esergo : Sponsum menni decoravit che in questo indicherò, spero che nulla
corona. La 3.' simile effìgie, e nel rove- sarà preterito, e così conserverò le pro-
scio le figure della Giustizia e della Cle- porzioni biografiche; dovendosi però av-
menza che s'abbracciano, aventi a'Iati a- vertire, che sebbene le altre cose opera-
ste e scettri: l'iscrizione dice: Juslilia et te descrissi a'rispettivi luoghi, pel nume-
a
Clementia complexae suntse. La 4« con ro riesce impossibile qui tutte ricordarle,
iscrizione ed efiigie eguali alle anteceden- come le concessioni e altro per gli ordini
ti, e dall'altra parte il Papa che dà a una e congregazioni religiose. Notai a Barbe-
figura genuflessa lo stendardo di s. Chie- bini famiglia, nella quale e nell'articolo
sa. Sì questa medaglia che la 2/ sono ri- Colonna famiglia, dichiarando la discen-
guardale apocrife e spettanti a'seguenti denza illustre che tuttora fiorisce, il suo
Papi,nondimeno furono riportate dal Ve- capo essendo principe di Palestrina (de-
nuti, Numism. Pont.,p.i 76, e dal p. Bo- gli antichi feudi posseduti da questa pro-

nanni, Numism. Pont., t. , p. 433. La 1 sapia e delle principali signorie supersti-


a
2. medaglia ch'era stata coniala per la ti, non mancai parlarne ne'debiti luoghi),

coronazione, onde conservarne la memo- che alcuni sostengono essere Ma Ileo na-
ria, servì pel successore Gregorio XIV, to in Roma, ove il padre trasportò la sua
mutatosi il nome e l'eflìgie,il che rilevò stirpe, ciò che altri attribuiscono all'avo
pure Cancellieri nella Storia de'posses- pure di nome Antonio. Certo è che dopo
ft, dicendo di quello di Gregorio XIV. l'elevazione di Maffeo, la sua famiglia di-
Lo Scilla, Delle monete pontificie, a p. venne opulente, potente, principesca e ro-
139, 256, 372, parla di quelle sunnomi- mana; fu decorata del toson d' oro e di
nate e delle battute da Urbano VII, cioè altri insigni ordini equestri, del titolo di
la doppia d' oro coniata in Bologna col grande di Spagna, e fuad altre ascritta
di lui stemma, e con quelli della città e cospicue nobiltà, come
Vene- a quella di
del cardinal legalo Peretti 5 oltre la lira zia nel i652, in ricompensa d'una grati
col suo ritratto, e alcune monetine di mi- somma di denaro che Barberini sommi- i

stura pure battute in Bologna. Descrive nistrarono a quella repubblica nella guer-
ancora lemonete coniate a Fano, a Ma- ra che sosteneva contro i turchi. Nel ci-
cerata, non che di quelle di sua sede va- tato articolo dissi col Novaes, che il pri-
cante. La sauta Chiesa vacò 2 mesi e 7 mo cognome de' Bai berilli tu Castellini,
giorni. indi presero quello di Hai belino dui cu-
4-2 UR 13 U ti B
stello che fondarono In Val d'Elsa di To- tornato a Roma nel seguente anno, già
scana; 11 diligentissimo Repelli nel pre- dando saggio d'ameno ed eccellente inge-
gievolissirno, Dizionario geograjico-fisi- gno,versalo assai nella poesia, nelle lettere
co-slorico della Toscana, descrivendo umane, nelle scienze ecclesiastiche, e nel-
Barberino di Val d'Elsa, nulla dice di le lingue latina, greca ed ebraica apprese
tale fondazione. Egli bensì nana, che que- in Roma, da Sisto V in dichiarato abbre-
sto piccolo castello capoluogo di comu- viatola apostolico di parco maggiore, in-
nità, il quale co* suoi annessi conta circa di referendario della segnatura di giusti-
i o,ooo abitanti, ebbe vita dalia distru- zia, e da Gregorio XIV di quella di gra-
zione di Semi fonte, e la prima sua memo- zia. Divenne poi governatore di Fano,
ria certa è del io5/l come luogo e me- nel1^92 destinatovi dal fiorentino Cle-
glio nel 1278. » Esiste ancora dentro le mente Vili nativo di quella citlà po- ;

mura castellane il palazzo de' Barberini, scia lo fece protonotario apostolico par-
da cui sortirono i proavi del Pontefice tecipante, nella quale qualifica regi-
Urbano Vili; sulla porta del quale avvi strò in Ferrara nell'anno 1598 le me-
uno scudo di pietra co' tre Insetti che morie de' due matrimoni celebrati alla
dovrebbero essere piuttosto Tafani che presenza di Clemente Vili di Filippo
dpi, come apparisce meglio da un'altra ìli re di Spagna e I' arciduchessa Mar-
firme più antica esistente nella facciata gherita d'Austria, e dell'arciduca Al-
del piccolo spedale ad uso di pellegrini, berto d' Austria e Isabella Chiara Eu-
edificato nel i365 da Taddeo di Cecco genia infanta di Spagna. Cardella lo

d-x Daiberino; e dal nome di Tafania vuole anche votante dell'una e l'altra se-

che tuttora conserva, nelle vicinanze di gnatura. Avendolo il zio Francesco isti-

Barberino, uno de', poderi dell'illustre tuito erede del ricchissimo suo patrimo-
prosapia, che ne prese il cognome, e quin- nio, potè acquistare un chiericato di ca-
di il suo blasone . . . Si segnalò in diplo- mera, allora venale, ed esercitò con lode
mazia per importanti commissioni affida- altre diverse magistrature. Clemente V l 1 1

tegli dalla repubblica fiorentina, sia in nel 60 lo spedì inFrancia nunzio straor-
1 1

Roma,sia in Lunignana, Giovanni di Maf- dinario, per congratularsi nel suo nome
feo da Barberino, fratello del tritavo di con Enrico IV della nascita del Delfino
colui che forma la più bella gloria eli Bar- poi Luigi XIII, e per presentargli l'ono-
berino, voglio dire del cardinal Maffeo, rifico donoFascic benedette. Re-
delle
che sedè per tanti anni con molta glo- stituitosi a n\\ die commissione di
Pioma,
ria sulla cattedra di s. Pietro sotto no- frenare le acque del lago Trasimeno di
me di Urbano Vili". Maffeo dunque Perugia,che immensi danni recava alle cir-
rimasto in età di 3 anni privo del pa- costanti terre;ed egli ciò eseguì con propor-
dre, imparò i primi rudimenti nella sua zionato emissario, raccogliendole e inal-
patria sotto la savia direzione di sua ma- veandole ad allro scarico, il quale riuscì
dre, quale non molto dopo l'inviò a
la così vantaggioso che gli guadagnò la sti-

Pioma, ove dimorando presso Io zio Fran- ma e l'amore di tutta l'Umbria. Inoltre
cesco Barberini prototiotario apostoli- Clemente Vili e per opera del cardinal
co, nel collegio romano e directo da' ge- Odoardo Farnese suo patrono, neli6o4
suiti si perfezionò negli studi di filosofia. Io fece arcivescovo di Nazareth nel regno
In età di 20 anni prese l' insegne di dot- di Napoli e nunzio ordiuario alla corte di
tore nella giurisprudenza nell'università Parigi , ove sommo vantaggio recò alla
di Pisa (pretende Zani nelle Memorie de' cattolica religione, ed ottenue dal re En-
Gelati di Bologna, che in quell'univer- rico IV che i gesuiti fossero richiamati in
sità intraprese lo studio delle ieggi),donde Francia dall'esilio, che aveano avuto in-
URB U R D 43
giustamente per calunnie de'loro nemici, ebe riportai nel voi. LXIII, p.176. Tra-
ni insieme fosse atterrata una piramide scorsi 1 1 giorni dalla morte di Gregorio
Pubblicata in Parigi incontro al palazzo XV, 19 luglio entrarono in Conclave
a'
1

pubblico io obbrobrio dell' innocente e (di cui fu governatore mg. Alessandro Ce-
benemerita compagnia. Nelle turbolenze sarmi poi cardinale, e confessore il p. Ste-
a*
di sedizioni e di religione, ebe avvenne- fano del Bufalo gesuita) 52 cardinali,
ro in Parigi nel tempo di sua nunziatu- quali poi si aggiunsero 7 altri. Sembrava
ra (e il Cordella con anacronismo preten- a molti, ebe questo concia ve dovesse lira-
de, per 1' esecrando attentato alla vita re assai a lungo, poiché i sagri elettori
d'Enrico lV) fece rispondere la sua pru-
5
erano quasi tutti di sentimenti diversi, pel
denza e valore, non meno ebe l'autorità gran numero di soggetti degni e merite-
della s. Sede. Pertanto in rimunerazio- voli del pontificato.11 cardinal Bandirli,

ne de' servigi alla medesima prestati, as- per essere stato preterito, o perchè avea
sente fu da Paolo V l'i i settembre 1606 assicurato il cardinal Àntonmaria Sauli

creato cardinale dell'ordine de'preti. Ve- decano del sagro collegio di farlo elegge-
nuto in Roma, col cappello cardinalizio re Papa, pel veemente dispiacere in una
ricevè dal Papa per litoloia Chiesa di s, notte i suoi Capelli, biondi incanutirono.
Pietro in Molitorio, ebe poi a'5 febbraio Riferisce per abbaglio Novaes, avere il
16 io gli permutò colla Chiesa di s. O- Cardel la asserito, che poco mancò ad es-
nofrio (della quale riparlai nel voi. XXXI, sere elevato al triregno i! cardi nal/^cYZ/^y
p.io4), divenendo protettore di Scozia e ma deve riportarsi al conclave per
ciò
del suo collegio, del collegio greco, del- l'elezione di Paolo V, come appunto de-
l'ordine basiliano edialtri.Neli6o8 Pao- scrive Cardella, an^i morì nel 1G12 e non
lo V da Nazareth lo trasferì al vescova- neli5i2 come si legge nello stesso Car-

to di Spoleti, nel quale operò tutte quel- della,certamente per errore di stampa. Il
le cose provvide e beneficile narrate in cardinal Giangarzia Militili ebbe a suo fa-
quell' articolo, governandolo per un ve- vore 22 cardinali, alla lesta de'quali eravi
scovo suffraganeo; ridusse a perfezione il il cardinal Borghese nipote diPaolo V,che
seminario, e fece erigere que'di Spello e poi si alzò dal letto per venerare il Barberi-
di Visso. JNel 1616 eresse nella chiesa di ni. Uniti finalmente dallo Spirito Santo in
s. Andrea della Valle di Roma, de Tea- breve tempo i sagri elettori, nella dome-
5

tini, una magnifica cappella gentilizia, e nica de 6 agosto si dichiararono pel car-
divenuto Papa le concesse singolari pri- dinal Barberini di 55 anni, tranne i car-
vilegi. JNelTanno 1617 rinunziò il ve- dinaliScaglia e Bandiui che si mostrarono
scovato di Spoleto liberamente a Pao- costantemente contrari, ed il cardinal An-
lo V, comechè incaricato da lui della drea Peretti per infermità uscito dal con-
legazione di Bologna e della prefettu- clave. Seguì l'elezione per opera princi-
ra della segnatura di giustizia, e perciò palmente del cardinal Maurizio di Savoia
impotente di governare la sua cbiesa da protettore di Francia (per cui il Barberi-
per se, venendo eziandio impiegato in al- ni gli si dichiarò obbligato e ringraziò pu-
tri gravi affari, come quello ch'era dive- re il re Luigi XI 11), e del cardinal Stefa-
nuto pratico e sperimentato nell'ecclesia- no Pigna He Ili. Per essersi smarrita una
stico, nel politico e neir amministrativo. schedula, ad onta ebe nulla pregiudicas-
Alla morte del Papa intervenne al con- se, virtuosamente e nel modo che descris-
clave nel 162 1 per l'elezione di Gregorio si nel voi. XXI, p. •.>.
j. 1, il cardinal Bar-
XV, il quale terminando di vivere l'8 lu- berini volle, ad onta del rischio a cui si e-
glio1623, nella sede vacante di 28 gior- sponeva,che si rinnovasse l'accesso, e con
ni accaddero que' deplorabili disordiui 5o voti restò confermato Pontefice. In
44 URB URB
una relazione rass. di questo conclave, che nel giorno della coronazione iV Urbano
vuoisi scritta dallo stesso Barberini, si di- Vili, Roma 1626. La sagra Monar-
ce ch'ebbe 26 voti nello scrutinio e 29 chiay panegirico di Andrea Boncompa-
nell'accesso, in tutti 55. Due prognostici gno, nella coronazione d'Urbano Vili,
aveano predetta la sua esaltazione, uno Roma 1623. Andrea Bojani, Elogium in
lo registrai a Cella del Conclave, l'altro coronatone Urbani FUI, Romae 682. 1

fatto due anni prima dal p. Giambattista O ratio Ponipae Avenionensis infelici
Spada domenicano con questo anagram- Urbani Vili ad Pontificatimi advenlu,
ma: Maphoeus Barberinus, PhoebusRo- 1623. Altre composizioni si ponno leg-
manae Urbis: Ut Sol regali coelo mi- gere ne' Possessi di Cancellieri. Colle
catigneus ore -SicPLomanae UrbisPhoe-
}
medesime solennità si portò 5o gior-
bus et Orbis eris. Poscia una dell' im- ni dopo in lettiga aperta a' 19 novem-
prese di questo Papa e di sua famiglia fu bre, a prendere con isplendida cavalcata
il Sole. Dipoi in memoria del giorno del- il solenne possesso della basilica Latera-
l'elezione, sagro alla Trasfigurazione del nense, descritta da Cancellieri nella Sto-
Signore, fu coniala una medaglia con l'ef- ria de' possessi. Ne descrisse pure la pom-
figie del capo nudo e piviale ri-
Papa col pa con eloquenza Agostino Mascardi nel-
cama to,col l'epigrafe: FVzcjV mirabilia ma- l'opuscolo, Pompe del Campidoglio, Ro-
gna solus. Nella Numism. Pont, del p. ma 624. Prima del possesso e a' 2 otto-
1

Conanni furouo riprodotte e illustrate le bre creò cardinale il nipoteFrancescoBar-


medaglie coniate nel suo pontificato. Pre- berini, che esercitò grandissima autorità
se il nomeUrbano Vili, cui egli sem-
di nel suo pontificalo, e poi soggiacque a di-
pre corrispose non meno nell'urbanità del sgustose vicende. Per l'assunzione al pon-
suo tratto, che nella veramente paterna tificato d'Urbano Vili, esultarono gli
umanità, colla quale si mostrò principal- scenziati, i letterali, gli eruditi, i poeti;
mente a favore di Roma. Notai nel voi. e con fondamento sperarono patrocinio
XV, p. 287, col diarista Gigli, che dopo e considerazione, in uno al fiorimento
il conclave quasi tutti i cardinali si am- delle belle arti, ne si delusero nella con-
malarono, alcuni morirono, come avven- cepita e lusinghiera espellativa. Nelle
ne alla più parte de'conclavisti; che cadde Memorie dell'accademia de' Lincei, del
pure infermo il Papa, onde fu d'uopo dif- duca Odescalchi (della quale celeberri-
ferire la coronazione a' 29 settembre, ma Accademia molto e cou riverente
giorno da lui destinato come sagro a s. ammirazione riparlai a Università ro-
Michele arcangelo, di cui era moltodivo- m ana, nel celebrare l'origine e il progresso
to, per cui gli fece erigere un altare nella della romana letteratura), leggo l'allegrez-
basilica Vaticana, col quadro dipinto dal za che l'esaltazione d'Urbano Vili pro-
cav. d'Arpino, e poi lo fece copiare in mu- dusse ancora al principe e fondatore be-
saico da Giambattista Calandra. Lo Scil- nemerito della medesima, Federico Cesi
la nelle Monete pontificie , riportando principe dis. Angelo e duca d' Acqua-
quelle d'Urbano Vili, narra che ne fece sparta, ed agli accademici Lincei, per am-
battere alcune coll'immagine dell'Arcan- mirarlo esimio prolettore de' letterati e

gelo, ed egli avanti a lui genuflesso col gran letterato esso pure, il quale era in-

motto: Temane, Te vespere. Una me- sieme compare del principe. E tanto più
daglia ha altrettanto, e fu coniata per la essi ne gioirono, quando videro essere in

coronazione,indi ripetuta. Il triregno glie- grau favore presso di lui d. Virgiuio Ce-
r
lo impose il cardinal Alessandro d' Este sanni cugino del principe, e mg. Gio-
i.° diacono. Per questa solennità furono vanni Ciampoli fiorentino, ambedue lin-

pubblicati. Il Cantico delle benedizioni cei ed ih.°scelto tosto per Maestro di


L R D
T
uru 45
Camera del Papa (in quest'articolo nel fezione. Effettuò Galileo il suo disegno
formarne da per me la serie, noi conob- nel 1624, ma nulla potè concludere in-
bi per tale: ora che mi è dato, vi sup- torno agli altari scientifici pe' quali vi si

plisco con alcune indicazioni. Trovo inol- era condotto, onde non molto dopo se
tre belle notizie di Virginio anche nel ne riparti, soltanto accompagnato con
Ratti,Della famìglia Sforza, par. 2/, breve onorificentissimo del Papa, a sug-
p. i63, 239, 298, il quale nel 1785 gello della benevolenza colla quale l'a-
pubblicò eziandio Memorie sulla vita
: vea accolto. E qui dirò ancora, che i Lin-
di mg* ri. Virginio Cesar ini. Mi limiterò cei ottennero allora dall'imperatore Fer-
adire,clie ornato di singoiar ingegno, pro- dinando il privilegio per la stampa
II

fondo scenziato, fu paragonato da un ven. della Storia naturale del Messico j e ciò
cardinal Bellarmino e da Lelio Gnidio- mentre il principe Federico continuò a
cioni, a Giovanni Picco delja Mirando- desiderare, non meno di quello che fa-
la. Pubblicò un volume di poesie italia- cessero tutti suoi compagni accademi-
i

ne e latine; fu onorato dalla coniazione ci, la prolezione e la benevolenza del Pa-

d'una medaglia ; e mentre il Papa lo de- pa e de' Barberini, della quale egli mol-
stinava al cardinalato, di 3o anni morì to abbisognava, anco perchè, come pure
neh 624, lasciando all'amata accademia apprendo dall'Odescalchi, in quell'epoca
la sua privata biblioteca. Il senato e po- avendo l'esempio di Galileo ammaestra-
polo romano in Araceli a sue spese gli to i filosofi, pii che
molti uomini più
celebrò solenni funerali, in cui recitò l'o- scenziati, secondo V Odescalchi, ad ogni
razione funebre, poi stampata, il p. Ales- nuova scoperta si opponevano e non dif-

Sandro Goltifredi gesuita. Più lardi il Pa- fìcilmente la giudicavano contraria al-
pa creò cardinale il fratello Alessandro, l' espressioni della sagra Scrittura e de'
pe' meriti suoi e per quelli del germano ss. Padri ; per cui il principe Federico,
defunto, come si espresse); il i.° poi lo in quanto all'opinione sua sulla fluidità,
dichiarò segretario de' brevi a' principi, ne consultò il cardinal Bellarmino, e
e pare che lo fosse stato anche del pre- n' ebbe approvazione. È vero che poi il
decessore Gregorio XV. 1 Lincei ascrisse- Galilei, nel suo Saggiatore, dedicato
ro alla loro accademia il detto cardinal da'Lincei al Papa (secondo mg/ Marini,
Francesco nipote del Papa, uomo nella anzi si attribuisce a Mario Guidacci di-
repubblica letteraria conosciutissimo, e scepolo di Galileo), si mostrò frizzante,
mecenate anch'esso de'lelterali, de'quali piccante, mordace all' altrui opinioni ;

avea piena la sua corte, e fra gli altri tu Ita volta il dottissimo ex gesuita An-
molti si pregiava di Cassia no dal Pozzo dres non dubitò più tardi d' asserire :

e del celebreLuca Holstenio. Per l'in- Che la dottrina di Galilei merita ogni
nalzamento al triregno del dotto Urba- sorta d'indulgenza in riguardo alle bel-
no Vili e dell' ascrizione del nipote al- lissime cose, che l'ottica e tutta la filoso-

l'accademia de' Lincei, col principe di fìadeve ad esso. In seguito farò parola
questa si rallegrò il gran filosofo pisano del famoso processo di Galilei, che fece
Galileo Galilei e Fabio Colonna, ambo tanto rumore, perchè la di lui prudenza
lincei ; anzi il primo si propose di recarsi non era eguale all'ingegno, e col suo in-
in Roma a baciare il piede al Papa, per temperante e ostinato zelo per la sua cau-
mandare ad effetto molte cose da lui me- sa recò ad essa nocumento. Negl' inizia
ditate per l'incremento delle scienze ; e dell'accademia de'Lincei, non lati iarono
n'ebbe approvazione dal principe Fede- né il principe, né suoi lincei con inde-
i

rico da lui consultato, e donato d'un mi- fesso ardore nessun ramo di letteratura
croscopio da lui condotto all'ultima per- intentalo, inclusi vanu-iite allo studio deb
6

4<3 URB U R B
le antichità. Perciò e per vagheggiar sem- ti da Urbano Vili, nelle serie de' vesco-
pre Federico il potente patrocinio de' vi, nei descrivere le grandi cariche della

Barberini, pensò di comporre un'opera corte e curia romana, e in altri articoli,


intorno alle Api, siccome quelle die com- anch'io in buona parte enumerai siffatte

ponevano lo stemma gentilizio del Papa benemerenze.


e di sua famiglia. Scrisse egli in fatti una Nell'anno 1624 Urbano Vili beni-
dottissima operetta su quegli inselli co- gnamente ricostituì la depositeria de* pe-
tanto industriosi, nella quale alla più e- gni di Roma, che perciò prese il no-
satta descrizione deila loro figura e di tut- me di Depositeria Urbana, e ne attri-

te le parli loro, la descrizione unipure a emolumenti al


buì qli Conservatorio di
de loro ingegnosi lavori, della loro eco- s. Eufemia.. Egualmente nel 1624 ar-
nomia, con sue erudite e opportune ri- riccia di preziosi mss. greci la bibliote-
flessioni arricchita, e la pubblicò nel ca Vaticana; e si applicò subito il Papa a
1 6i5 colle stampe dedicata a Urbano togliere molli abusi sul culto de* Santi, ri-
VII! ih nome dell'accademia de' Lincei. servando alla s. Sede la facoltà d'onora-

Non era però quesl' opera, se non una re i servi di Dio e con Beatificazione, e
parte di quella grandissima ch'egli vole- vietò che se ne pubblicassero le vite sen-
va intitolare Theatrum totius Naturae, za licenza della medesima. Di questo de-
iutorno alla quale alfalicossi egli quasi in creto fu cagione il da me riferito nel voi.

tutto il corso di sua vita, ma fino a noi LXlV,p. 62,pe'falsi onori tributati al fa-
1

non pervenne. Del resto quanto le let- moso fr.PaoloSarpi.E opportuno ricorda-
tere e i suoi cultori fiorissero sino dal re,ehenel vol.XV,p.2 17 e altrove, riportai
principio del pontificalo d'Urbano Vili il migliore provvedimento ditto da Urba-
e per tulio il suo lungo corso, si può ve- no VI IL alle perorazioni che gli avvocati
derlo nel eh. Pienazzi, quale nella pie- il concistoriali facevano ne' concistori, an-
gievolissima Storia dell' Università de- che di cause criminali gravissime, ordi-
gli studi di Roma, col saggio storico nandoci^ invece si perorasse la causa de*
della letteratura romana 3 \\e\ t. 3, cap. Beati e à^ Sèrvi di Dio, per la Beatifi-
e seg., narrando la particolare cura che eb< cazione o Canonizzazione. A p. 2 34 dis-
be quel gran Papa del pubblico studio di si che determinò ancora alcune cose ri-

Roma, il che con quel dotto celebrai an- guardanti i processi de' promovendi in
ch' io nell'omonimo articolo, e quale ne concistoro; ed a Professione di fede no-
fosse al suo tempo lo stato della letteratu- taiquanto ordinò su di essa, e che alcuni
ra ;
quali pubblici maestri insegnassero le vescovi debbono farla insieme al giura-
scienze, quanto desse si coltivassero in Ro- mento. Pubblicò una legge, colla quale
ma con ampi e lieti progressi, perla ponti- obbligò vescovi alla Residenza delle chie-
i

fìcia magnanima protezione,


munifica e se loro di cui parlai a Congregazione
,

non senza tacere come poi mano mano si della residenza de' vescovi, dalla quale
depravasse generalmente in Roma il buon non escludeva i cardinali, dicendo a que-
gusto nelle belle lettere. 11 Renazzi rile- sti: Che se fino allora potevano scusa-
si

va quanti più principali scenziati e let- re coll'addurre in difesa loro, che il Papa
Urba-
terati fiorissero nel pontificato d' lo sapeva e lo tollerava, egli non lo tolle-
no Vili, quali guiderdoni e incoraggia- rava nèlopermelteva.Aumentòediè altri
menti se n' ebbero, non che progressi i regolamenti aìldCongregazionc dellaVi-
deile scienze, e di quelle naturali e nelle sita apostolica, per le chiese e luoghi pii
matematiche per opera singolarmente di Roma ,'e la principiò egli stesso con
del principe Cesi e dell' accademia de' farla alle basiliche patriarca li. Dichiarò
Lincei. Nelle biografie de'cardinali crea- che niun religioso, fuorché della compa-
U II B ORB 47
gaia Gesù, potesse essere dal suo ordi-
ci i vranità della s. Sede. Quindi estinguen-
a
ne o congregazione caccialo, se non per dosi in Francesco M. li l'investitura del
incoi reggibile. Giunto il i6a5 celebrò ducato Urbino, ne ottenne vivente la
d'
Wlniio santo A fi, colle particolarità die cessione, e mandò a prendere il possesso
descrissi in quell'articolo; a Porte sante di quel ragguardevole stato, riunendolo
poi rimarcai le medaglie che fece conia- immediatamente al dominio temporale
re, e la surrogazione della porla santa di pontificio , ed allora la repubblica di s.

s. Maria Trastevere invece di quella


in Marino passò direttamente sotto la pro-
di s. Paolo, a motivo della Pestilenza e tezione della santa SeLÌe. Col ducato a-
dell'inondazioni del Tevere, pe'quali in- vendo ricuperato pure il Presidalo della
fortuni! prese mirabili provvedimenti. Del- Massa Trabaria, dichiarò vescovatos.^/,7-
lo slesso Giubileo (ove parlai ancora di gelo in. Vado, è Castel Durante che dal
altri straordinari da lui concessi per pub- suo nome chiamò Urbania. in memo-
bliche circostanze), abbiamo di Giorgio ria del ricuperato ditello dominio fu

Polacchi : commenta-
llliislrationes et incisa una medaglia, esprimente li orna
rius ad Bulinili Urbani V III prò Sa- galeata con asta nella destra, e la basili-

cri Jubilaei mino i6a5, Veneliis i6i5. ca Vaticana nella sinistra, cinta intorno
Correndo anno santo emanò una bol-
1' da una corona d' olivo, coli' iscrizione :

la sul? Elezione d«? Papi, ed altra sul- Aucta ad Metaurum Ditione. Nell'eser-
le limosiue da farsi dal cristianesimo a' go: Romae. Questa medaglia fu riconia-
santi luoghi di Palestina, in che poi fu ta nell' ultimo anno del pontificato. Per

imitato da molli de' suoi successori, e la morie poi del duca, restando vacante

lo d teli ia iai nel voi. XXXI II, p. i o4- Ca- la cospicua carica di Prefetto di Roma,
nonizzò solennemente s. Elisabetta re- Urbano Vili la conferì al nipote d. Tad-
gina di Portogallo^ avendosi due meda- deo generale di s. Chiesa, e alla sua fa-
glie colia memoria di questa funzione, ed miglia sino a 3." generazione. In quell'ar-
altra ha espressa la santa colle iscrizioni: ticolo notai chi poi lo furono de' Barberi-
S. Elisabeth regina Lnsitnnine : A Deo ni, e la pompa eolla quale il Papa ne inve-
sane tifica ta. Indi il Papa confermò il stì il nipote, che tenne a. pranzo e gli do-

decreto della congregazione del sanlo uf- nò la Rosa d' oro. In questo riprodussi
fìzio, sul culto immemorabile della b. il novero di quelle da lui regalate in di-
Colomba di Rieti dell'ordine de'predica- versi tempi, ed altrettanto feci delio Stoc-

lori.Questa fu lai. "beatificazione equi- co e Berrettone ducale benedetti, e pari-


pollente. Dipoi e come accennai, commi- menti da lui donati; mentre a Fascie be-
se le canonizzazioni e beatificazioni alla nedette, dissi che le inviò al figlio di Fi-
solaCongregazione de sagri riti. Ap- lippo Spagna. Il missionario e
IV re di
provò pure il culto immemorabile del b. patriarca gesuita Mendez rese ubbidien-
Matteo Cancro mantovano de' predica- te alla Chiesa romana ['Etiopia e Abis- l'

tori. Con breve settembre i6s5


de' \i sinia, giurando l'imperatore, il suo ere-
concesse a'eappuccini l'uffizio e messa, con de e i grandi fermissima ubbidienza l'i r
rito semidoppio , di s. Corrado del 3.° febbraio 1626 a Urbano Vili. Questi con
online di s. Francesco. Nello slesso anno paterna amorevolezza ringraziò l'impe-
istituì l'archivio de'cardinali nel Valica- ratore, e l'esortò a difendere la religione
no, per servizio ili essi nel conclave. Con che uvea abbracciata e stabilita nei suo
due bolle confermò nel i (>>.(> quelle de' impero. Indi a promuovere maggiormen-
predecessori, nelle quali si vieta d'aliena- te la stessa religione, procurò con parli*
re o dare di nuovo in feudo qualsivoglia colare sollecitudine, che oltre a' copiosi
terra appartenente o devoluta alla So- missionari gesuiti, che dal Portogallo si
48 URB URB
spedivano in quelle regioni, la Congre- come il Collegio Greeo e l'affidò a' ge-
gazione dì propagandante istituita dal suiti. Dichiarai a Grotta Ferrata, che
predecessore ebbe da lui notabile incre- il Papa concesse alle chiese greche de'
mento, chiamasse a Roma alcuni sogget- basiliani, che potessero i monaci celebra-
ti intelligenti nella lingua etiopica, accioc- re qualche messa col rito latino, e di quel-
ché fossero istruiti, ond'essere destinati in l'abbazia fece commendatario il nipote
quelle missioni, nel Collegio Urbano fon- cardinale Francesco, che vi lasciò mo-
dato sotto i suoi auspicii (accresciuto per numenti di sua pietà, e fu imitato dal
le munificenze del fratello cardinal Anto- proprio nipote cardinal Francesco. Ur-
nio, a cui conferì già il titolo di s. Ono- bano Vili tolse alcuni codici dalla libre-
frio, laonde per queste benemerenze de' ria, e li pose nella sua Biblioteca Barbe-
Barberini col collegio, nelle scuole di esso rini; ma fu benemerito coll'ordine basi-
sono ammessi i Paggi della famiglia Bar- vano, ordinando lo stabilimento del col-
berini) e arricchito di privilegi, onde prese legio di Ronria, e protesse l'accademia che
nomediCoZ/cg/o Urbano di propagai
il vi fu istituita. Nel 1626 Urbano Vili con

dafide. Inoltre pei Urbano Vili ebbe ori- nuove disposizioni meglio stabilì la Con-
gine la celeberrima poliglotta Stamperia gregazione dell'Immunità ecclesiastica,
di propaganda fide , ed è perciò che di per cui alcuni lo chiamano istitutore di
tutte le opere che in essa s' imprimono, essa, almeno nel modo come al presente
se ne dà una copia gratis alla Bib liotcca trovasi; e ad Immunita' ecclesiastica ri'
Barberini. Ma breve fu la gioia del Pon- parlai di quanto operò per la medesima.
tefice, perchè l'imperatore minacciato a Ne' voi. XXVI, p.122, e XLI1I, p. 194,
morte da'sudditi pei mise gli antichi erro- riportai, che il Papa nel 1 627 concesse a'

ri, ed il figlio bandì poi missionariemol- i francescani osservanti l'uffizio e messa de'
ti riportarono glorioso martirio. In com- loro 23 martiri del Giappone, e fa la pri-
penso di questa perdita tanto sensibile , ma causa di martiri trattata e conclusa
al cuore del Papa, egli ebbe però la glo- dalla congregazione de'riti; e che altret-
ria-pel i.°di ricevere all'ubbidienza i re tanto concesse a'gesuiti, pe'3 martiri lo-
di Congo nella Nigrizia, contrada d'Afri- ro dello stesso Giappone. Avverte No-
ca,non essendosi ciò potuto elTettnaredal- vaes nella Storia d' Urbano Vili, non
J'ambasciatore spedito a PaoloV, al qua - doversi dire con alcuni, che perciò questi
le oratore Urbano Vili nella Chiesa di martiri furono canonizzati,sebbene in due
s. Maria Maggiore e nell'ingresso della libri stampati in Roma
1646, uno de' nel
sagrestia edificò un nobile avello, con e- quali dedicato a Innocenzo e munito X
legante iscrizione. Grandi furono le be- delle competenti approvazionijSi registra-
nemerenze d'Urbano Vili colle missioni no essi col titolo di santi, e si dicono da
pontifìcie e i missionari apostolici, cui vie- Urbano Vili messi nel catalogo de'santi.
tò esercitare la mercatura. Ricevè i de- Ma oltreché nella concessione del Papa
putati di Partemio nuovo patriarca di Co- a' gesuiti si aggiunge, finche non si ter*

stantinopoli, che gli resero ubbidienza co- minano i processi per la loro canoniz-
me a capo della Chiesa universale, e per zazione, segno che questa non era fatta,
trattare l'unione co'greci alla s. Sede; nel- rileva Novaes che il Lamberlini nella sua
la quale occasione il Papa senza interpre- opera De Canoniz. ss.,\a chiama sempre
te parlò in greco cogli ambasciatori, con beatificazione; e tale infatti è quella, in
franchezza ed eloquenza. Spedì ricche sup- cui si concede il culto per qualche luogo
pellettili al patriarca de'maroniti,e ricol- determinato, e non si comanda per tutta

mò di beneficenze il Collegio de' Maro- la Chiesa. Quindi è, che quando il com-


niti di Roma, ed altri Collegi di Roma, missario generale de'minori osservanti ri-
URB U R D 4g
corse tlli congregazione rie' t'iti affinchè gè corrispondente lapide monumentale.
isuoi ?.3 martiri ilei Giappone fossero po- Nell'aprile 852 seguì V inaugurazione
1

sti nel Martirologio romano, la congrega- con grande solennità.


zione rispose agli 8 aprile 1628, come a- Narrai nell'articolo Svizzera le perti-

vea fatto a'3o luglio 1.61 6, che nel Marti- naci controversie e successive guerre per
rologio non si mettono nomi di quelli i la Valtellina, che era stata data in deposi-
che veramente non sono canonizzati, né to a Gregorio X V, quindi per lediligenze
aciòbastachesieno dichiarati beati. Tut- d'Urbano Vili si conclusela pace d'Ita-
ti viaLamberti ni riporta diversi esempi lia, onde nel i.° marzo 1627 assicurò in

di beati,che per grazia speciale de' Papi concistoro il sagro collegio, ch'era riuscì*
furono messi nel Martirologio romano ta di sommo
decoro per la s. Sede, ter-
prima che fossero canonizzati. Nel 1627 minandosi felicemente l'affare della Val-
Urbano Vili dichiarò legato di Bologna tellina , poiché al comandante le milizie
Bernardino Spaila, per cura del quale pontificie erano state consegnate le for-
in Bologna si allargò la nuova via Ur- tezze da demolirsi. Ma poco durò la quie-
bana, si ampliò e ornò il palazzo pub- te d'Italia, nuovamente sturbata per la
blico legatizio, che tanto abbella la città. successione del ducato di Mantova e di
Fra le molte cose che in esso si fece, è da Monferrato a motivo della morte del
,

ricordarsi la costruzione d'una roa<mifì- duca Vincenzo II senza prole maschile.


ca sala, che volle dedicata a Urbano VI IT, Tra'principi che vi pretendevano, Cai lo I

per fare eziandio cosa grata «'bolognesi, era favorito da Francia e dal Papa, il qua •

che viva ricordanza serbavano del pater- le per meglio giovarlo lo dispensò a spo-
no di lui regime, come loro legato. Il sare Maria nipote del defunto. In questo
cardinale ne affidò il lavoro all' imolese tempo venuto in Roma Ferdinando II
Ercole Fichi, chiamò a dipingerla i va* granduca di Tosca na,UrbanoV III lo trat-
lenti artisti Mitelli,, Curti e Colonna ; e tò magnificamente egli donò la Rosa d'o-
vi si espressero ancora gli stemmi genti- ro avendo nella funzione sostenuto la
,

lizi e emblemi de' principali perso-


gli coda del manto papale. Nel 1628 appro-
naggi da' Papi mandati al governo di vò la Missione di s. Maria del Soccorso,
Bologna e sua provincia, oltre grandi i tuttora esistente in s. Giuliano di Roma;
stemmi a chiaro-oscuro de' Papi già le- e concesse a tutto dominio del duca di il

gati di Bologna da Giovanni XXI li a Modena l'uffizio di s. Contardo d'Esle pel-


Urbano Vili. Prese la sala il nome di legrino. II regnante duca Francesco V,
Urbana, e per le vicende de' tempi ca- sotto l' invocazione di s. Con tardo, ha
r
duta in isquallore, da ultimo mg. Bedi- istituito l' ordine equestre dell' Àquila
ni pro-legato di Bologna e commissario Estense, di cui parlai nel voi. LXXVII,
delle legazioni la restituì al suo antico p. 273, ed ivi narrai della formazione
splendore, facendo dipingere nella stessa della provincia ecclesiastica di Modena,
sala gran Pontefice un monumento
al e dell'erezione di questa città in sede me-
onorario, col suo busto lavorato in jjron- tropolitana, di che tenni proposito anco
zo sovrastato da ricco padiglione, ed a- ne' voi. LXXVIII, p. 55, LXXXIV,
vente a' lati le figure della religiosa Poe- p. 238. Continuò il Papa le sue pratiche
sia e dellaFama glorificante, che ha a' per la tranquillità d' Italia, alterata da
piedi corno dell'abbondanza, segno di
il detta successione, ed a tal fine avea desti-
quella che fiorì nel di lui pontificato. nati nel declinar del precedente anno le-
Sotto al busto è lo stemma de' Barberini, gati all'imperatore Ferdinando II, al re
e nel piedistallo la dedica coli' epigrafe : di K rancia Luigi XI II, e al redi Spagna
Urbano et Patri a e. Di prospetto si leg- Filippo IV, esortandoli alla pace, per ut*
VOL. LXXXVI.
5v U U B
tener quale concesse «'fedeli un giubi-
la reuna medaglia in cui si rappresenta t!

leo. Inoltre prescrisse a 'suoi nunzi di pro- Papa in abiti pontificali assistito dalla ge-

curare le sospensioni d'anni nella Lom- rarchia ecclesiastica, che legge nella ba-
bardia , ciò che non si potè ottenere ad silica Vaticana il decreto di canonizzazio-
onta di lutti i tentativi del Papa. Anche ne, Coll'epigrafe: B. Andrea Inter san-
nel 1628 per la quiete universale pubbli- ctos relato. Poi canonizzò con equipol-
cò altro giubileo ,
portandosi con divota lente canonizzazione s.Norberlo, ordinan-
e numerosa processione a s. Maria in Tras- do che la sua festa fosse inserita nel Bre-
tevere, descritta da Oldoino in Ciacco- viario e Messale romano, con precello di
ino, Vitàe Pont., t. 4
P« 5o2.
Sperando 5
celebrarsi nella Chiesa uni versale con rito
Urbano Vili colle orazioni de' fedeli di semidoppio, elevato poi a doppio da Cle-
poter comporre le differenze de' principi mente X. Dalla Messa latina pubblicata
cristiani , eh' erano in guerra ifl diverse dal famoso Mattia Fiacco Illirico, della
parti d' Europa, a tal fine spedi legalo quale trattano Mabillon e Marlene, come
in Francia e nella Spagna il nipote car- credula contraria a'caltolici e invece essen-
dinal Francesco, il quale colle sue indu- do favorevole, onde i suoi compagni pro-
strie polè finalmente coneluderla tra quel- Mdgdeburgocev-
testanti cenluriatori di
le due corone, per la quale mollo coope- carono sopprimerla, Urbano VII! ricavò
rò Bernardino Mèro patrizio-romano (per l'orazione Ante oculos luos Domine, ed
cui conferì alla sua famiglia la dignità e- al suo articolo e altrove ne ragiouai. A-
redi la ria di Vessillifero di s. romana vendo il Papa molto a cuore il maggior
Chiesa), chi avea prima spedilo a Parigi, decoro de'cardinali, nel i63o loro attribuì
ove il legato donò a nome del Papa la Ro- il titolo di Eminenza e Eminenti's.simo y

sa d'oro alla sorella del re, Enrichella, e lo conferì pure agli Elettori ecclesia-
sposata con pontificia dispensa a Carlo I Colonia,
stici di M
agonza e Tre veri, non
re protestante d'Inghilterra. Nell'agosto che gran maestro di Malta. Nel 63o
al 1

decretò Urbano Vili, che il cardinal ve- Urbano Vili visitò Palestrina che avea
scovo d'Ostia e Vellelri avesse il soffra- acquistato pel suo fratello d. Carlo gene-
ganeo; e che i vescovi da eleggersi, com- rale di s. Chiesa, e si «eco in Cave e in

presi i cardinali, fossero di buona salute. Genazzano, onora lo da' Colonna co'qua-
Ricordai nel voi. XVIII, p. 235, il do- li fu benefico. Fu in tale anno che spedì

nativo fatto alla basilica Vaticana della nella Svizzera il nunzio Scolti, che poi ne
reliquia della ss. Croce, per mostrarsi col- divenne lo storico, nel quale articolo ri-
le altre due reliquie maggiori, conceden- portai quanto riguarda le cose eseguite
do nelle loro oslensioni l'indulgenza ple- dal Papa. In quest'anno le disgrazie che
naria. Nel 1629 il Papa ampliò e abbellì nel precedente afflis>ero l'Italia si aumen-

l'edilizio dell' Università Romana ,e sot- tarono, tuttoché Urbano Vili procurasse
to di lui Borromino fece il disegno della prestarvi rimedio. Olire i disordini e gli
chiesa, la cui forma partecipa della cro- orrori,che sempre accompagnano la guer-
ce greca e triangolare, con qualche allu- ra, si dilatò ancora la rammentata peste,
sione all' Ape stemma de' Barberini ; cu- senza ch'egli trascurasse i trattali di pa-
rò la scelta de'professori,a cui aumentò gli ce che procurava energicamente, la qua-
onorali, ed ordinò che V Elemosiniere del le in fine ottenne e si pubblicò con uni-
Papa d'allora in poi distribuisse l'elemo- versale allegrezza; sebbene le brighe pel
sine a'poverinon più in Camposanto, ma Mantovano e Monferrato insorsero con
nel palazzo Vaticano. A*22 aprile 1629 maggior vigore nel seguente anno, sen-
nella domenica in Albis canonizzò solen- za che il Papa cessasse di procurarne il
nemente s. Andrea Corsini, e fece couia- tei mine. Neh 63 1 per essersi attivate le
UR D URB 5i
ferriere ili Monte Leone, fu incisa una me- li; e per servirla il nipote d. Taddeo, ac-
digita rappresentante molte figure occu- compagnato da gran numero di cavalieri
pale a lavorare nelle medesime, coll'epi- romani. Abbiamo diCelioTalucci, fi pas-
grafe:Ferrifodinis apertìs. In quell'an- saggio di d. Maria d' Austria regina
no raddoppiò la vigilanza e sollecitudine, d' Ungheria per lo stato ecclesiastico
in promuovere i progressi della religio- l'anno 63 1 i . Nel tempo medesimo si sco-
ne. A tal fine servendosi della sua indu- pri in Roma un
barbaro attentato con-
stria estudio di molli uomini pii e dot- tro la sagra persona del Papa, tramato
ti,avendo purgato da molti errori il Bre- da Giacinto Centini, nipote del pio car-
viario Romano lo pubblicò con una bol-
, dinal Centini francescano conventuale
la. Esso già era stato pubblicato da s. Pio d* A scoli, il quale pazzo pel desiderio di ve-
V, e riformato per comando di Clemen- der lo zio sulla cattedra di s. Pietro, in
te Vili, il quale da Urbano Vili fu mi- cui fu vicino nel conclave perUrbanoVIU,
gliorato con restituire gl'inni alle regole si die allo studio delle malie, e formando
della poesia e della latinità di cui man- una statua di cera, disegnava cou essa di
cavano; introdusse ne'salmi e ne' cantici toglier la vita a Urbano Vili; ma scoper-
l'interpunzione dell'edizione volgata, di- to il detestabile disegno, Giacinto fu de-
stinguendo con asterischi o stellette la pau- capitato e i suoi complici furono brucia-
sa di ciascun verso di essi, che nel mezzo tio condannati alla galera perpetua. Ec-
doveasi fine da'canlori; fece confrontare cone in breve l'esecrabile storia. DiegoGu-
l'istorie, i sermoni e l'omelie de'santi co' scolone palermitano, trovandosi inlspa-
mss. antichi. Per tutto questo ordinò, che gna fuggili vo,per molte scelleratezze com-
il breviario si ristampasse in Roma, e nel- messe in Sicilia, e quivi processato dal s.
ove si volesse riprodurre con
l'altre parti ofTìzio per sortilegi, se ne fuggì dalle car-
un esemplare romano, osservandosi le ceri per Lisbona e poi uell'Indie,servendo
condizioni prescritte dalla bolla di Cle- per 7 anni in un galeone per cappellano.
mente VI II. Queste adempis- volle che si Venuto in Italia prese con fedi false l'a-

sero ancora nella ristampa di tultociò che bito agostiniano e il nome di fr. Bernar-
ha origine da'breviari, come sono Diur- i dino di Montalto, e nel 1626 si ritirò in
ni, Messali (nt\ quale articolo dissi che
i un romitorio vicino a Monte Cassianodio-
fu ristampato colle correzioni d'Urbano cesi di Recanati e Loreto, ove prese a-
VI Uffizi minori della 13. Vergine,
II), gli micizia con fr. Domenico Zanconi ferma-

della Settimana santa, e di altri di que- no, allora priore agostiniano di quel con-
sto genere. Per consiglio del p. Valeria- vento e di vita simile alla sua. Si unì con
no Magni, celebre cappuccino milanese, esso per ottenere co'Ioro sortilegi il (Ine

abolì le Gesuites.se, le quali però giam- impuro con una donna di quella terra,
mai fecero parte della veneranda compa- che non voleva soddisfare le sue voglie
gnia di Gesù. Mandò a Napoli la Rosa lascive. Processati in Recanati per ordine
{l'oro a Maria d'Austria sposata a Erne- del vescovo cardinal Roma i due negro-
sto re d'Ungheria e figlio dell'imperato- manti, nefurono cacciati, edivisi passaro-
re Ferdinando li, e nel suo passaggio per no nella diocesi di Macerata. Il suddetta
Io stato pontificio destinò a complimen- Giacinto ebbe occasione d'abboccarsi in
tarla il suo nipote cardinal Antonio qua- Spinetoli, sua villa vicino a Ascoli , col
le legato, che però non uscì di Bologna Zanconi suo confidente, dal qualeavea ri-
ove dimorava come generale delle 717/7/- cevuto un libro di negromanzia, e lo ri-
zie pontifìcie, per essere comparsa la pe- cercò se coll'arte sua poteva assicurarlo,
r
ste. In qualità di nunzio vi spedì mg. che il cardinal Centini suo zio giungesse
r
Serra cou detto donativo, e poi mg. Po* al pontificato. Egli rispose, chegliavrcb-
$i URB DR B
lie fallo vedere nella sua villa fr. Bernar- na. L'innocente cardi naie nell'istesso an-
dino, il quale più pentodi lui in quest'ai', no divenne vescovo di Sabina, ma il tra-
te, l'avrebbe soddisfatto. Venuti all'ap- gico avvenimento del nipote gli accorciò
puntamento nel 1629, fr. Bernardino gli il vivere. Neli632 Urbano Vili appro-
dopo Urbano Vili dovea es-
rispose, che vò la congregazione della Missione, isti -

sere Papa un frate francescano, e questo tuita da s. Vincenzo de Paoli, in un alle


sarebbe il cardinal Centini d' Ascoli, ma Sorelle della carità. Confermò V ordine
che Urbano Vili dovea vivere lunga- equestre della Concezione e della Mili-
mente. Per accorciargli dunque la vita si zia Cristiana, fondato da Carlo 1 duca
applicò Giacinto co'due frati, ed eseguiti di Mantova e da altri principiai quale
molti diabolici incantesimi, questi riusci- in Roma la croce e il manto. E
gliene die
rono inutili ; onde chiamati all'opera fr. per divozione Immacolata Concezio-
all'

Cherubino d' Ancona e fr. Pietro Zanco- nedalla munificenza del Cappuccino car-
ni minore osservante e fratello di fr. Do- dinal fr. Antonio Barberini fratello del
menico, unitisi tulli in Ciappoli ne'con fi- Papa, essendo stata fabbricata in Roma
a
ni della Marca, per mezzo d' una statua la i .chiesa sotto l'in vocazione d tal mi- i

diceraed'innumerabili altri incantesimi, stero pe' suoi correligiosi, Urbano Vili


che il solo riferirli farebbe ribrezzo , de- volle essere il i.° a celebrarvi il s. Sagri -

stinarono d'eseguire l'infame convenuto fizio. Siccome il regnante Pio IX pro-


nel 1 63 1 Ma data da. fr. Domenico spon- midgò la definizione dogmatica sopra
tanea denunzia al s.Offizio di Roma, tut- 1'Immacolato Concepimento di Maria
ti i delinquenti furono carcerali. Fattosi Vergine, il che celebrai divotamente nel
il processo, furono dalla congregazione voi. LXXIII, p. 4"2> così il commend/
dels.OflìziQjformata de'cardinali Scaglia, Pietro Giacchieri propose al medesimo
Zacchia, Gessi, Verospi, Bagni e Ginnet- Papa Pio IX la ri pr isti nazione dell'ordi-

ti, condannati con diverse pene a'22 a- ne dell'Immacolata Concezione simile a


prile 1 635; cioè Giacinto d'anni 38 alla quello istituito da Urbano Vili, come si
morte; cosi fr. Cherubiuoche scansò con legge nelP Enciclopedia contemporanea
fuggir dalle carceri del s. Offizio; il sedi- eli Fano, t. 3,p. 278, nel pubblicarne il

cente fr. Bernardino d' anni 5o e mago disegno dell'insegna o croce equest re. iNel
principale alla morte, sebbene ostinata- centro si vede la figura dell'Immacolata,
mente negativo; fr. Domenico d'anni 3g, e nel rovescio l'effigie di Pio IX con in
per l'eseguita denunzia, alla galera in vi- giro le parole : Plus IX restituii Anno
ta; Flaminio Conforti d'anni 58, agente 18 56. Osserverò che Urbano Vili pro-
in Roma del cardinal Cenlini, come con- priamente non egli solo istituì I' ordine
sapevole del delitto, alla galera peno an- della ss. Concezione, ma lo confermò ed
ni; fr. Giorgio Vanassello agostiniano a- eresse la Milizia Cristiana sotto il titolo

scolano d'anni 47, alla galera per 7 anni; della Concezione della B. Vergine e la

fr. Pietro alla galera per 5 anni; fr. Am- regola di s. Francesco, concedendogli e-
brogio Vastascone da Campi o Ciani poli, approvò
senzioni e privilegi, e poscia ne
minore osservante d'anni 4o , a 5 anni anche ad istanza
gli statuti, e tutto ciò

di carcere in s. Odìzio, dovendo tutti fare di Ferdinando altro duca di Mantova.

la pubblica abiura, e la degradazione de' Vedendo il Papa che le ammonizio-


due primi tre rei si fece nella chiesa di ni e le correzioni fatte a'frati de'ss. Am-
s.Maria inTraspontiua. A'^3 aprile 635, 1 brogio e Barbara ad Neinus, non gio-
Giacinto fu decapitato in Campo di Fiori, vavano a rimetterli nell'osservanza, co-
egli altri due rei che doveano essere im- me trasgressori de' voti, divenuti impeni-
piccati e poi bruciati, uno solo patì la pe- tenti e incorreggibili, dopo aver corames-
URI) UliB 53
so il processo ad alcuni cardinali e prela- naloil sistema del mondo di Nicolò Co-
ti, dipoi li soppresse colla bolla Quantum, pernico famoso astronomo di Thoru ,

de'2 dicembre t>43, Bull, H0111.


1 t. 7, par. come contrario alla sagra Scrittura; col
a, p.402; abolizione che confermò il suc- quale sistema rinnovando le antiche idee
cessore. Raccontai a Germania, che op- della scuola di Pitagora, non che d'Ari-
presso l'imperatore Ferdinando 11' dalle starco di Samos, degl'italiani Pelacane e
armi di Gustavo II Adolfo re di Svezia Novara, e del cardinal de Cusa, sosteneva
e dell'elettore di Sassonia , Urbano Vili che la terra ed pianeti Mercurio, Venere,
i

fece diverse concessioni a suo vantaggio, Marte, Giove e Saturno, girano intorno al
ed intimò un giubileo. Tutta tolta il Pial- sole,che la terra ha un altro moto intorno
li e Muratori censurarono il Papa pera- al suo asse, e che la luna fa il suo giro in-
ver mostrato alquanta freddezza per l'im- torno alla terra. Alla quale condanna die
peratore ,
per l'antecedente guerra di motivo Galileo Galilei, celebre letterato
Mantova, mentre pe'guerreggianti prote- fiorentino , comandato di
cui era stato
stanti era in grave pericolo la religione non difendere quella opinione, ciò che a-
cattolica, poichédepredavano sagri tem- i veudo egli promesso e non adempito, in
pli ponevano in ludibrio i
e monasteri, età di 70 anni fu chiamato a Roma, e dal
ministri del santuario e pontifìcii, e me- i s. Odìzio costretto egli stesso a condan-

ditavano passar in Italia e terminar i narla. Su questo grave e tanto calunnia-


trionfi a Roma. Riportai poi nel voi. XV, to argomento, si può vedere mg/ Mari-
p. 2o3, arrogante e irriverente conte-
1' no Marini prefetto degli archivi segre-
gno del cardinal Borgia ministro di Spa- ti della santa Sede, Galileo e /' lnqui-

gna, il (piale in pieno concistoro rampo- sezione, Memorie storico-critiehe , di-


gnò la condotta del Papa coli' imperato- rette alla romana accademia di An*
re, e come Urbano Vili dichiarò il car- cheo log/' a, R.om,\ 1 85 o. D. Norberto Pal-
dinale e i suoi fautori incorsi nelle censu- mieri canonico regolare Lateranense,
re,altamente lagnandosi cocardinali U- Delle Memorie storico-critiche su Ga-
r
baldini, Ludo visi e Aldobruudini,ben al- lileo e la Inquisizione scritte da mg.
letti a casa d'Austria. Poco dopo le cose Marino Marini, presso gli Annali del-
cambiarono d'aspetto, perchè il redi Sve- le scienze religiose, 2." serie, t. io, p. 83
zia divenuto il terrore di Germania t
pe- e 376. La Civiltà Cattolica, serie 1/,
rì a' ic) novembre 632 1 nella battaglia di t. 3, p. 166; Galileo e V Inquisizione:
1

Lulzen; e siccome altri nemici insorsero Memorie storico-critiche di mg. Mari-


per deprimere la potenza di casa d'Au- ni, ec. Cancellieri, Lettera sul Commen-
T
stria, favoriti da Francia, il Papa prega- tario della vita e degli scritti di mg. Ce-
to dall'imperatore di soccorsi gli mandò lio Calcagni ni, ]X.oiìì'ò 18 18. In tale lette-
5o,ooo scudi, ed all'austriaco re di Spa- ra Cancellieri parla degli scrittori su Co-
gna, che ne sosteneva le parti, concesse le pernico ; e se Calcagni ni fu il primo a scuu-
decime sui beni ecclesiastici diSicilia, Sar- prire il moto della terra, poiché molto pri-

degna e Portogallo per 5oo,ooo scudi, ma che Copernico pubblicasse il nuovo


a condizione che fossero impiegati per la suo sistema nel 543, sul quale avea prece-
1

guerra Germania. Procurandola pa-


di dentemente scritto il cardinal de Cusa, il
ce d'Europa, inviò per legato il cardinal Calcagnili! aveane composto il trattato.
Ginnetti che riusci a lutti mal accetto per Furono calunniati indebitamente il som-
la soverchia sua parsimonia. mo Ponlelìce Urbano Vili, la s. Inquisì*
Con decreto della congregazione del zinne romana ed i teologi romani, di non
.s. Oiiizio del 633, al riferire
1 di Novaes, conoscere il sistema di Copernico, e quin-
nel pontificato d'Urbano Vili fu couduu- di dì Stoltamente uveiloavversuto, poiché
54 URD U RB
sostenuto alaci emente da Galileo pisano, dia e malignità di chi trovasi oscurato da
celebralo creatore della filosofìa speri- una gloria cui non può raggiungere. Fu
mentale , il quale svelò agli uomini una per questo e per gli emoli partigiani del-
moltitudine di meraviglie della natura, l'antica filosofia, che abbandonata l'uni-
contro l'opinione della filosofia peli pate- versità di Pisa,ov'era professore,esulò dal-
tica d'Aristotile.Questo sommo scenda- la patria, e per le raccomandazioni del
lo inventò il pendolo come motore dell'o- nobile fiorentino Salviali al nobile vene-
rologio, perfezionato poi da Huyghensu- ziano Sagredo ebbe una cattedra in Pa-
sandolo come regolatore; la bilancia idro- dova,in cui restò 8 auni,lrattato genero-
1

statica; i termometri; il compasso di pro- samente dalla signoria di Venezia. Nel


porzione geometrico e militare; i telesco- 1610 fu sollecitalo a recarsi a Firenze
pi o cannocchiale di lunga vista, e pollo qual matematico del granduca Cosimo II.

perfezionò ; il Fece una


microscopio ec. Vi si recò preceduto dalla fama di tante
quantità di scoperte astronomiche, come utili e peregrine scoperte di meccanica e
i satelliti di Giove, che intitolò Stelle Me- di astronomia, e vi fu accolto con vivissi-

dìcee: tultavolta anch'esso dovette con- mo desiderio. Nel 161 1 fu a Roma, ben
tendere sulla proprietà de'suoi trovali e ricevuto e onorato dalla pontificia corte
lavori. Ma pel modo col quale volle so di Paolo V; divenne l'amico e il confiden-
stenere il sole immobile nel centro del te de'dotti gesuiti i
pp. ClavioeGrienber-
mondo, e perciò la terra non essere im- ger, annoverato tra le più insigni accade-
mobile né nel centro del mondo, ma ave- mie, e, come dissi in principio, in quella
re un giornaliero movimento di rotazio- pure de'Lincei. Così la virtù sua di più
ne e annuo di traslazione; fu occasione si conobbe da tutta Europa. Nel secolo

che si proibisse l'opera di Copernico (do- XVII sconvolta la religione cattolica nel-
jiec corrigatur), la quale sino allora da' la Scozia, nella Germania, nella Svizzera
tribunali romani non era stata censura- da' Protestanti, facendo deplorabili pro-
ta. La mia pochezza e la brevità m'impe- gressi il Giansenismo, la Chiesa romana

discono di riportare come dalle commen- tutta quanta intenta a prevenirne per- i

date opere furono impugnate le mendaci niciosi effetti, si teneva in guardia con chi
accuse spacciale malignamente coutro Ur- in Italia manteneva relazioni cogli stali
bano Vili, l'Inquisizione e i teologi di Ro- che a novità inchinavano, ed era pure
ma. La monografia de'fatti principali che santamente gelosa che niuno osasse in-
laconicamente riferirò, traendoli dalle terpretare a suo talento la s. Scrittura, a-
lodate opere, ho lusinga che servirà di buso che di tanti mali è origine e causa
sufficiente confutazione sul clamoroso ar- funesta. Precipuamente in Roma veglia-
gomento. Se potessi diffondermi, risul- vano assidue le sagre Congregazioni del-
terebbe che in Roma, come altrove, Gali- l'Indice, e dell' Inquisizione del s. Offi-
leo vi trovò difesa, sostegno e patrocinio. zio contro qualunque attentato di tal
,

Comincieròcon dire Galileo sopra tutti : natura. Frattanto Galileo, uomo che re-
idotti del suo tempo si elevava sublime, seimmortale il suo nome nelle scienze, e-
per cui quanti professavano scienze mate- nergicamente enunciò a voce e in iscrit-
matiche non poterono innanzi a lui pro- to il suo nuovo sistema. Intento sempre
testarsi se uoii umili discepoli, sia per le alle sue speculazioni celesti, dalle mac-
conclusioni sulle speculazioni celesti tutte chie del disco solare, che ih. "vide fra gli
nuove, sia pe'mirabili e fino allora inco- astronomi, dedusse prova per lui eviden-
gniti trovati; laonde avvenne a lui, come te sul moto della terra. Come tale opi-
a tutti coloro che si sollevano sulla sfera nione arridesse a'suoi dotti contempora-
degli altri, d'incorrere egli purè nell'invi- nei, agevolmente deducasi dalle dherse
u 11 lì U R 13 55
loro opinioni. Fnvvi ci» i lecredèstelleag- Io della s. Ga-
Scrittura. In tale decreto
girantesi intorno al disco solare o scorie lileo nou fu nominato, sebbene dannan-
i)<i tanti nella superficie del sole, quasi cor- dosi l'opinione Pitagorica e tutti gli scrit-
po in combustione; altri le giudicavano ti che vi si riferivano, solo implicitamen-
impressioni dell'aria, o anche ottiche il- te i suoi furonvi compresi. Però a Gali-
lusioni prodotte da'cri stalli. Ma quel ge- leo da Paolo V e da'cardinali della s. In-
nio del secolo, prova ne traeva al suo si- quisizione fu proibito, per organo del
stema, dagli altri non compreso e dileg- ven. cardinal Bellarmino, d'insegnare e
giato ancora, sebbene sistema molto in- difendere a voce o in iscritto l'opinione
nanzi ideato daCopernico.ma con alquan- Copernicana; la quale contrariatile al-

ta riservatezza. Questa opinione già ne' le s. Scritture, non si poteva uè tenere,


vetusti secoli adombrata da Pitagora e né difendere. Nondimeno Galileo fu ben
dalla scuola, avendo rinnovato l'ipotesi accolto da Paolo V. In sostanza il decre-
messa in oblio del moto della terra intor- to non feriva direttamente, né proscri-
no al sole, il celebre cardinal de Cusa t
veva la sua dottrina, sibbene il sostener-
dopo averne attinte le prime idee, come la pubblicamente, come privata interpre-
pare, dal celebre italiano Biagio Pelaca- tazione della s. Bibbia, senza vietargli
ne, quindi l'espose nell'opera, De doeta che potesse ex suppositione pigliare e
ignorantìa. V opinone poscia da Coper- servirsene; per cui Galileo spontaneamen-
nico dirozzata, egli condusse il sistema a te qualificò il decreto prudentissimo e
perfezione maggiore colla sua opera che salutifero per ovviare a' pericolosi scan-
neli543 dedicò a Paolo III: De Orbiuni dali di sua età; chiamò di piti temerari
coelesiium revolutionibus. Gli esimi teo- que'chelo biasimavano, dichiarando al-
logi romani non vollero accomodare il tresì di tal materia sapersene tanto in I-

senso della Scrittura a sostegno d'u-


I. talia, maggiormente in Roma, quan-
e
na dottrina, non riconosciuta ne appro- to possaaverne immaginato la diligenza
vata allora da eroe' che nella scienza astro- oltramontana. Tornato Galileo in Firen-
nomica erano maestri; e si tennero sicuri ze, i suoi emoli abusando del decreto del-
del pronunzialo giudizio in favore del la s. congregazione, trovarono nuovi ar-
senso letterale della medesima s. Scrit- gomenti per insultare 1' onor suo; talché
tura, col quale conveniva generalmente la medesima congregazione riprovando
la dottrina filosofica di quel tempo, la quell' ingiusto e vergognoso procedere,
quale nou volle cedere il posto al nuovo condiscese di buon grado al cardinal Bel-
sistema di Galileo. Fermo però Galileo larmino, che gli rilasciasse onorevole do-
nella sua opinione, restò sordo alle insi- cumento. A Paolo V succeduto il breve
nuazioni de'suoi auuci e de'cardinali del- pontificato di Gregorio XV, coli' eleva-
la congregazione del s. Olììzio, allorché zione d'Urbano Vili, rilevai in principio
nel6 1 6 per intimazione dovè recarsi in
1 che a Galileo non venne meno il favore
Roma in persona. La s. Sede temeva che della romana corte ne'cardinali e prelati,
tornassero in campo questioni sul senso nel ceto de'dotti e in quello de' magnati.
privato nell'interpretazione delle s. Srit- Urbano Vili che da cardinale l'avea te-
lure, punto sul quale aggiravasi Galileo; nutoin conto d'amico, da Papa nella sud-
a
memore e dolente per gli errori sorti da detta sua 3. venuta in Roma lo ricevè 6
ciò in passato, a mezzo della s. congrega- volte amorevolmente , trattenendolo in
zione dell'Indice, indetto anno con decre- lunghi ragionamenti. Gli diede delle pen-
to sospese i libri di Copernico, di Stunica sioni, e una ne promise al figlio, lo rega-
e Foscarini, per eliminarvi quanto di pò lò d'un bel quadro e ili due medaglie, una

co era vi tu scuso opposto relativo a qucl- d'oro e l'altra ir argento, oltre il IUm-
-

&3 U li B U U B
mentovato breve aceompagnalono e di- danno era a temersi , almeno indire! ta-
letto al granduca di Toscana Ferdinan- inenle, per le dottrine religiose. Dimo-
do IL Ma inuliltuente Galileo tentò di iando Galileo in Firenze, vieppiù infiam-
provocare da Urbano Vili la dichiara- mandosi per quanto sosteneva, raccolse
zione richiesta a Paolo V sul sistema Co- in un sol corpo tutte le prove fisiche del
pernicano, che voleva ad ogni modo ria- moto della terra e della costituzione de'
bilitare. La teorica di Pitagora, ripro- cieli , opera memorabile che meditò pel
dotta da'due celebri italiani Pelacane e corso di 16 anni. La svolse in semplici
Novara, poi dal cardinal de Cusa, e quin- Dialoghi quattro sopra i due Massimi
di esposta nel suo sistema da Copernico, sistemi del mondo, Tolemaico e Coper-
non era stala abbracciata dall'universale nicano. In essi introdusse idue personag-
degli scenziali, ma era rimasta affidata al- gi Salviati e Sagredo, stali suoi benefatto-
le solitarie meditazioni di pochi dotti; tal- ri, olire un 3.° interlocutore denominato
clic non ebbe tali difensori ed oppositori Simplicio qua! peripatetico seguace d'A-
che curassero d'abbattere l'opposto siste- ristotile. Sotto questo nome, pretendono
ma. La prudenza e moderazione, già ri- molti , irriverentemente e ingratamente
cordata di Copernico, per carattere na- dileggiò Urbano Vili, ponendo in bocca
zionale freddo, non da Ga-
fu imitala a Simplicio gli argomenti che il Papa a-
lileo, il quale era di natura sanguigno vea recati contro il sistema di Coperni-
e assai forte. Coadiuvalo anche dalle co, ne'discorsi famigliari tenuti con Ga
speculazioni celesti per mezzo degli ot- Ideo; per cui Urbano Vili se ne sdegnò
tici strumenti, parti essi pure del ferace fortemente. Non devo tacere, negarsi da
suo ingegno, egli vide non un puro si- altri cheGalileo coll'interlocutore Simpli-
stema, ma una matematica dimostrazio- cio intendesse di alludere al Papa, perchè
ne tanto certa, che per illuminare le men- tale sospetto lo depose poi lo stesso Ur-
ti de'suoi contemporanei agitò indefesso bano Vili. Galileo per invocare il per-
l'animo suo con invitta eloquenza e in messo di pubblicare la sua opera, nel i63o
iscritto, onde la sua opinione nuova ap- si recò in Roma dal p. Nicola Riccardi
parve nell'universale. Il perchè nel trat- maestro del s. palazzo apostolico, e ne
tare questione Galileana,da ambo le
la riportò l'approvazione, previe le debite e-
parli venne impegnala ostinatamente la mendazioui e di doversi stampare a Ro-
s. Scrittura, Galileo facendosene privato ma. Ma Galileo volendola fare imprime-
interprete col sussidio de'Padri, de'con- re a Firenze domandò al p. maestro al-
eilii, de'teologi, massime co'passi di Gio- tra nuova approvazione. Allora il p. Ric-
suè e di Giobbe. Disgustosa però fu l'im- cardi si ritenue il mss. per avere cono-
pressione che produsse in tutti, anche nel sciuto meglio clie Galileo col non adot-
celo laicale, riprovandosi da tutti che si tare l'impostegli correzioni, avea trasgre-
costituisse privato interprete dellaBibbia. dito l'intimazione fattagli nel 1616 dal
Proposizioni poi relative a Dio ed a'uii- cardinal Bellarmino e la promessa emes-
racoli, riconosciute ereticali, si divulga- sa da Galileo medesimo di eseguirla. Tor-
vano da'discepoli di Galileo in proposito nato Galileo in Firenze, sottomise la sua
di sua difesa, sulle quali se I' Inquisizio- opera a quel p. inquisitore e ne ottenne
ne avesse tenuto silenzio, ne sarebbe se- il permesso di pubblicarla, a condizione
guito gravissimo scandalo, molti abusan- d' osservare le correzioni e forme che
do delle lettere scritte da Galileo. E am- gl'impose. Ma Galileo, senza osservare
messo una volta come vero il principio, l'ingiunzione, nel 1 632 stampò l'opera iti

che liberamente si possa inlerpretare la Firenze dedicata granduca Ferdinan-


al

Bibbia nelle fisiche questioni, gravissimo do 1 1, di più ponendoci pure V Imprima"


URB URB 57
tur del p. Riccardi, senza averlo avver- sa Cristina di Lorena. Papa per usare 11

litodella stampa dell'opera, e mentre non ogni urbanità a Galileo, non commise la
era necessario imprimendosi fuori di Ro- causa all'Inquisizione, ma ad una parti-
ma, per cui il p. maestro se ne dolse a- colare congregazione di teologi e d'altre
cremeute. La romana Inquisizione insof- persone versate in diverse scienze. Gali-
ferente d'essere stuta ormai per ben due leo finalmente dopo 5 mesi dacché avea
volle delusa da Galileo,e disubbidito que- ricevuto l'invito, senza subire veruna pe-
sti alle sue promesse di non recedere dal- na per sì notabile ritardo, dopo 2.5 gior-

\'ij)Oli'si t invece asserendo assolutamen- ni di comodo viaggio giunse in Roma a'

te la mobilità della terra e stabilità del io febbraio! 633. Gli fu dato per luogo
sole, Urbano Vili ordinò al p. maestro di ri legno il delizioso palazzo di Villa M*? y
il ritiro di tutti gli esemplari die fosse dici presso l'ambasciatore di Toscana,per
possibile avere. Lo scandalo che temevasi clemenza del tribunale e d'Urbano Vili,
dalla Sede per aver Galileo disubbidi-
s. il quale per altro lo conosceva troppo be-

to alle due sagre congregazioni dels. Of- nemerito alla repubblica de'letterati. Ta-
zio e dell'Indice, pubblicando il suo Dia- le favore non era stato in passato accor-
logo, mossero quindi il Papa ei teologi dato ad un figlio di Ferdinando Gonza-

dell' Inquisizione a chiamarlo da Firen- ga, ad un cardinal /1/oro/H (che per la sua
ze a Roma, dicendosi nell'intimazione di virtù e saggezza,ovenon fosse intervenuta
venire pian piano in lettiga e con ogni l'opposizione del cardinalGhislieri,s. Car-
tino comodo, acciò dichiarasse qual fosse lo Borromeo e gli altri cardinali l'avreb-

la sua mente nella sua dottrina, non dal bero senza meno innalzato al pontifica-
lato filosofico ma dal religioso. Mostrò to nel 566), ne ad un Carranza arcive-
1

cosilas. Sede a tutta la cristianità, ch'essa scovo di Toledo, per tacere d'altri, qua- i

non sanzionava que'nuovi principi» di bi- li furono detenuti in Castel s. Angelo o


blica interpretazione; e Galileo die poi di nella casa del s. Oifizio per molti anni,
se argomento dovuto ossequio alla
di onde purgare la propria innocenza dal
Chiesa, nelle cui mani veniva a deporre sospetto d' eresia o in materia di religio-
l'errore teologico, nel quale non solo era ne; e senz'aver mai scritto o insegnato o-
egli caduto, ma sostenevalo e con esso i pinioui erronee come Galileo. Questi co-
suoi fautori. Non era poi la i." volta che stituitosi a' i 2 aprile avanti il p. Commis-
libri di già approvali, anzi dedicati a'Pa- sario del s. Offizio, venne ricevuto coti
pi, fossero indi rifiutali e proibiti in Ro- dimostrazioni onorevoli ed assegnato per ,

ma, quando si conobbe che la ss. Religio- soggiorno non le camere segrete solile

ne nostra poteva patirne detrimento, pel darsi «'delinquenti, ma le proprie del fi-

timore di suscitare qualche nuovo erro- scale del tribunale, abitando così fra'ini-
re. Nell'opera di Galileo si trattava non nistri del medesimo, aperto e libero d'an-
di materie matemaliche,ma della 9. Scrit- dare sino nel cortile della casa; permet-
tura t della Religione e della Fede, per- tendosi al suo domestico Io servisse, dor-
chè non era slato osservato uellostampar- misse presso di lui e uscisse a piacere; in-

la il modo e l'ordine dato prima dal p. oltre lasciandosi liberamente che l'amba-
Riccardi, poi dal p. inquisitore di Firen- sciatore toscano gli mandasse (piante pie-
ze, e perciò avea errato Galileo. Dispiac- tanze volesse, e con corrispondenza epi-
que inoltre in Roma il sapere che il Dia- stolare quotidiana. Nel i

costituto Ga-
logo si fosse pure stampato nelle lingue lileo confessò , che del precetto fattogli
latina, francese, inglese e tedesca, insieme dal cardinal Bellarmino, non ne avea av-
al discorso in forma di lettera indirizza' vertito il p. maestro del s. palazzo. Nel
to neh G (5 da Galileo alla grauduches- 2.° coslilulo a'3o aprile confessò di noti
-

sa u ii b URB
aver trattato ipoteticamente la questio- si tenne il il di giugno, nel quale si pro-
ne, per la naturale compiacenza che cia- cedette alla sentenza che riassumesi in
scuno ha delle proprie sottigliezze e del questi capi. Fin dal 16 r 3 essere staio de-
mostrarti più arguto del comune degli nunziato il Galilei al s. Offizio, come se-
nomini, perciò la disse ambizione vana e guace della dottrina del sole stabile e mo-
inavvertenza. Il 3.° costituto dovea aver vimento della terra, contro il senso della
luogo nel dì seguente, ma avuto riguar- s. Scrittura; avere in alcune lettere sulle
do all' indisposizioni abituali di Galileo, macchie solari non pure sostenuta come
i! commissario benignamente lo ri-
p. assolutamente vera tale dottrina , ma a-
inandò alla casa dell'ambasciatore tosca- vere anche glossato a seconda del pro-
no, solo col precello di non trattare, se prio sentimento la Scrittura ,
per elu-
non co' famigli di esso, e di esser pronto dere le obbiezioni che se ne traevano con-
poi di tornar al s. Oflìzio alla chiamata. tro quel sistema; contenersi finalmente in
Di più il p. commissario ottenne da'ear- uno scritto di lui (al p. Castelli), varie
dinaìi dell'I nquisizione,che Galileo potes- proposizioni opposte al vero senso ed au-
se uscire a diporto. In casa poi dell'am- Ad ovviare pertanto
torità della Bibbia.

basciatore si recò il commissario per più aldanno che risentivane la fede veni- ,

sollecitare il termine della causa , conti- vano condannate siffatte dottrine. Esser-
nuando ad usargli tutti piaceri possibili. i si però voluto procedere con benignità,
Chiamato Galileo ih.° maggio al s. Of- averlo quindi ammonitoli cardinal Bel
fizio pel 3.° costituto, gli furono assegna- la r mi no, e promesso il Galileo d'ubbidi-
ti 8 giorni per le sue difese. In queste e- re ol divieto di trattare e insegnare quel-
gli fece prova di giustificar la pubblica le sue dottrine, Ma poiché non avea ces-
'/ione del suo libro, con averlo presenta- sato di divulgarle, sebbene perniciose al-
lo alla revisione del p. inquisitore, e di la cattolica verità, essersi emanato de-
averlo inoltre stampato per ismentire la creto dell'//*.'//re che proibiva che i libri

voce sparsa da'malevoli ch'egli avesse do- ne lrattassero;eppure dopo questa dupli-
vuto abiurate la sua teorica. Ma tale di- ce proibizione essere uscito alla luce il

fesa non potevagli valere, poiché se a- /}/7z/o«ode'due Massi mi sistemi del mon-
>-ea presentalo lo scritto, non si era at- do. Convinto perciò il Galilei d'aver più
tenuto aedi ordini ricevuti sulP emenda- volle disubbidito a quel precetto, e reso-
zioni da farsi; econtro quella vocede'con- si sospetto d'eresia, veniva obbligato d'a-
trari bastava la rammentata protesta ri- biurare quella dottrina, cioè l'errore teo-
lasciatagli nel i6i 6 dal cardinal Bellar- logico e non il filosofico (solo erroneo in
mino, nella quale leggo, che Galileo non filosofia perchè su falsi prinoipti d'erme-
uvea mai abiurato alcuna sua opinio- neutica volevasi che la scienza sagra sot-
ne o dottrina, ne manco ha ricevuto pe- tostasse all'umana), proibito il Dialogo,

nitenze salutari^ ne cV altra sorte; ma e condannato Galileo per tempo al s. Of-


solo gli e stato denunziato la dichiara- fìzio ad arbitrio de'cardinali inquisitori,
tone fatta da N. Signore e pubblicata e a recitare per 3 anni una volta la set-
dalla congregazione dell' Indice, nella timana \Sette salmi penitenziali. Le qua-
quale si contiene che la dottrina attri-
, li pene e penitenze potessero essere mo-

baita al Copernico, che la terra si muo- derate,commutate, o in parte o intera-


va intorno al sole, e che il sole stia nel mente abrogate da'suddetti cardinali del-
centro del mondo senza muoversi da o- l' Inquisizione. Dichiarata tale sentenza,
i iente ad occidente^ sìa contraria alla fu subito permutata dal Papa in una ri-

s. Scrittura j e pero non si possa difen- legazione oconfineal giardino della sum-
dere, iiò tenere. Il 4'° e ultimo costituto inentovata amena Villa Medici. Per uno-
U 11 B U 11 D 59
vo i'tvoie d' Urbano Vili, dopo pochi e laboriosi suoi studi, giunto all'età di 77
fiorili Galileo parli alla voi la di Siena, anni circa, con filosofica cristiana costan-
ed essendo allora Firenze in fé Ita di pe- za, nel 164.2 lese l'anima al suo Creatore;
ste, gli fu assegnalo con generosa pietà il suo corpo fu trasportato in Firenze,do-
l'abitazione del più caro signore e stima- ve poi gli venne eretto un mausoleo, e la
to amico che avesse in Siena, cioè l'arci- sua posterità naturale si esliuse presto,
r
vescovo mg. Piccolomini,della quale gen- non avendo avuto moglie. Dopo tulio il

tilissima conversazione egli godè con tan- fedelmente narrato ,


provato accurata-
ta quiete e soddisfazione dell'animo, che mente da'sullodati scrittori con documen-
quivi ripigliò potendo uscire
i suoi studi, ti e col processo originale, giudichi l'im-
a diporto, e andare liberamente al duo- parziale lettore, se Ga Ideo fu tratta lo con
ino a'ili vini uffizi. Sul finire poi dello durezza e con pene corporali, in un tempo
slesso i 63 3, UrbauoVlII gli permutò la in cui era feroce la procedura criminale
slreltezza di quella casa nella, libertà dei- del foro civile; e perciò quanto esagerato,
la campagna da esso tanto gradita; on- ingiusto , calunnioso e riprovevole fu
de se ne tornò alla sua villa di bellosguar- quanto diversamente si divulgò in copia

do e dopo in quella d'Areelri, eia lui pri- colle stampe riboccanti di false asserzio-
ma per propria elezione abitate il più ni, e senza che gli autori di esse avessero
del tempo come situate in buon'aria e letto l'originale processo. Mentre i bene-
assai comode alla vicina città di Firenze, meriti scrittori lodali, riconoscendo inGa-
e perciò facilmente frequentate dalle vi- lileo P uomo più granile del suo secolo,
site de'sqoi amici e domestici che gli fu- nonne oscurarono la fama, e solo scrisse-

rono sempre di particola? sollievo e con: ro la Storia a testimonio del vero e a di-
soluzione. Fu permesso visitarlo anco a fesa della ss. Religione nostra e ili Urba-
qualche straniero, purché non provenien- no Vili. Il mss. del processo originale di
te da città eretiche. Galileo si confessò Galileo fu portato a Parigi d'ordine diNa-
trasgressore del precelto e depone l'er- poleone I, cioè cogli archivi delle s. con-
rore da esso tenuto sulla privala inter- gregazioni di Pvoma. Nel i8i4Pio VI f,
pretazione della s. Scrittura; al volgersi come in più luoghi raccontai, commise a
r
della lena intorno al sole, come verità, n»g. Marino Marini la ricupera da Pari-
troppo evidente al suo intelletto, non po- gi degli archivi della s. Sede. II prelato
teva rinunciare, ma sì al partito di soste con iudefesso zelo ne ottenne l' intento,
nerla colla s. Scrittura. Fu questo l'erro- ma per quanto operasse energicamente
re ch'egli confessò finalmente a' giudici, per ricuperare il processo di Galileo, non
e che non cessò di deplorare anche negli gli riuscì. Prima gli fu promesso, poi si

ultimi di sua vita, per sapere le tante tra- disse forse bruciato in un incendio, indi
duzioni falle del suo dialogo. 11 p. mae- non reperibile, comechè allogato negli ar-
stro del sagro palazzo e 1' inquisitore di chivi generali del regno e in luogo igno-
Firenze furono destituiti (ma quanto ai to. Era serbato a Gregorio XVI il riven-
Maestro del s. Palazzo sarà stato rein- dicare da Parigi alle romane lettere que-
tegrato, perchè esercitò il cospicuo uffizio sto prezioso mss. Quindi venuto in pote-
fitto al 1639 anno di sua morte, come dis- re del Papa Pio IX, prima della sua la-
si al suo articolo col Catalani , De magi* grimevole partenza da Roma pei'Gaeta, lo
slro s. P/rfalii), e privato ilei segretaria- affidò in deposito a mg.' Marini come ,
1

to de'brevi mg. Ciampoli,che avea con- quello che tanto e per tanto tempo erasi
tribuito a' discorsi condizionali permessi iuulilmeule adoperalo per la ricupera. Il
sulla pubblicazioue del Dialogo. Galileo medesimo Papa recatosi poi I' S maggio
divcuulo interamente cicco negl'indefessi i85o Defili arcuivi Vaticani della s. oc-
60 U K B DEB
de, od essi ne fece dono. Pervenuto cosi volevano sopprimere, e si oppose-
già, la
r
il processo in mano
mg. Marini, si ac-
di ro che fosse introdotta in Milano e nel
cinse a ritraine lutto die cospirasse a met- regno di Napoli, allora domimi della sua
tere nel suo vero lume la verità d'un fat- monarchia.
lo, che le varie passioni nell'esporlo avea- Col breve Sanala Matei\ de'20 mar-
no travisato per modo a più non lasciar- zo 1 633, Bull, cit., t. 6, par. 1 , p. 3 6, 1

lo riconoscere quale dovea essere in se Urbano Vili ordinò che uelle chiese de-
stesso, rendendo conto d'ogni pagina di dicate in Ispagna a s. Benedetto patriar-
esso fedelmente. La Francia die per tan- ca de' monaci d' occidente, e in quel-
to tempo possedette il mss. lo conservò le dell' ordine benedettino, si osservas-
integralmente, e nulla ci trovò del narra- se di precetto la sua festa. Frattanto
lo malizioso da altri che ne sfigurarono
, la pace d' Italia non poteva essere du-
la storia a detrimento della s. Sede e d'Ur- revole in mezzo alle gelosie de' due ri-

bano Vili, non che del veramente ss. vali, il cardinal Richelieu arbitro della
Tribunale deli 'Inquisizione romana. corte di Francia , e il conte Olivares pa-
Questa demagogi del 849 tentarono. di
i i drone di quella di Spagna. Avendo ih.°
rendere odiosa, per aver trovalo nella sua in cima a'suoi pensieri l'abbassamento di
casa dell'ossa umane, delie quali anch'io casa d' Austria, sostenne la guerra con-
ne spiegai la naturale derivazione nel voi. tro l'imperatore, la mosse alla Spagna, e
LUI, p. 83, e ne riparlai con mg/ Ma- «pedi un esercito in Italia, dov'erasi gua-
LX.VIII, p.i 10, perchè nella
rini nel voi. dagnalo duchi di Savoia e di Parma,
i

sua particolare amorevolezza per me, co- onde in essa si riaccese nuovamente la
me di sue altre opere, ini fece dono del- guerra. In queste scabrose circostanze, il

le Memorie di cui ho ragionalo. Chi a Pa- Papa raddoppiò le cure che convenivano
rigi lesse il processo dichiarò: Non trovar- al padre comune della repubblica cristia-
visi che Galileo tosse sottoposto a veru- na. Tentò egli ogni mezzo e fece uso di
na prova corporale afflittiva; che era in sua autorità per indurre alla pace i prin-
regola , e che stampandosi non farebbe cipi cristiani, al qual fine «riandò a Pari-
disonore a' giudici. Conviene confessare gi per nunzio straordinario Giulio Maz-
che nel costituto de' 2 giugno a Galileo
1 zarini, poi celeberrimo cardinale e da lui

fu inlimalo d'aprire sinceramente le sue creato; ma deferendo al cardinal Rieiie-


intenzioni, e in caso di menzogna gli fu lieu, le corti austriache imperiale e spa-
minacciala la tortura; ma dopo le lue ri- glinola pregarono Papa a richiamarlo,
il

sposte, benché giudici avessero gravi ra-


i in questo l'ambasciatore duSpagna si que-
gioni per non crederle sincere, non w ven- relò con Urbano Vii! contro il duca di
ne al fatto. Se avesse sollerto la lorlura Parma Odoardo Farnese sua feudatario,
si sarebbe detto nel processo. Sembra che perchè avea preso le armi contro il suo
la minaccia fosse fatta soltanto o perse- re, stimolandolo a dichiararlo decaduto
guire una formalità in uso a que'tempi, dal ducalo, e d'in veslirne il nipote d. Tad-
ovvero per eccitarlo collo spavento a par- deo Barberini. Però il Papa, che voleva
lare colla massima sincerità. "Del resto, di evitare di disgustar Francia, per quietare
recente molti storici eterodossi hanno re- queste querimonie, spedi al duca il vice-

so alla romana Inquisizione quella giusti- legato diBologna per esortarlo a deporre
zia che le si doveva, la quale per tanto le armi, con minacce se non ubbidiva. Si

tempo le fu ostinatamente negata, amal- laguarouo allora francesi contro il Pa-


i

gamandola coli' inquisizione di Spagna pa, onde questi si astenne da ogni impe-
(/ .), la quale giammai fu favorita da'Pa- gno per l'avvenire. Correndo il 63^, 1

pi, che anzi uè iicuitaiouo l' autorità re- iùuuto iu Roma il fratello del redi Po-
U B B URB 6r
lonia,in suo onore il cardinal A ntonio Bar- quale gli ottenne di concludere la pace nel
berini nipote del Papa, fece rappresen- seguente anno. Dopo essere in ciò riusci-
tate in musica il il ramina di s. Alessio. to felicemente, il Papa riprendendo con
Per altra circostanza il porporato avea da- più vigore il trattato di pacificazione tra
to un Torneo in Piazza IVavona. Bol- le potenze cattoliche, conseguì che fosse
livano in quel tempo discordie fra la cor- per essa deputata la città di Colonia per
te di Roma e la repubblica di Venezia, luogo del congress.o, a cui spedì il legalo
f
pe confini del Ferrarese e per altre bri- i636 istituì il Se*
cardinal Ginnetti. Nel
ghe: si frapposero ministri di Francia e
i minarlo Vaticano. Neh 367 ebbe luogo
maneggiarono l'affare per venirne all'ac- quella questione sulla confessione, di cui
comodamento. H Papa intanto disgusta- feci parola nel voi. XVI, p. 92, quindi or-
lo de' veneziani, nel 1 635 fece togliere dal- dinò il Papa, che tutti i sacerdoti appro-
la sala regia del Vaticano l'elogio che la vati a udirla, con diligenza studiassero e
loro repubblica erasi acquistato per la presso di loro ritenessero la bolla in Coto-
pacificazione fatta in Venezia di Papa A- na Domini. In tale anno istituì la Con-
lessandrolll con Federico I imperatore. gr esazione de 'confi'ni',della quale riparlai
In detto anno mandò in Germania il con- a Sovranità de'romani Pontefici e della

te Antonio di Curpegna, fratello del car- s. Sede, e nel voi. LXIM, p. 270; ed uti-

dinal Ulderico, col dono della Rosa d'oro lissime prescrizioni decretò per altre Con-
per l'arciduches>a sposa dell' elettore di gregazioni cardinalizie in diversi tem-
Baviera. Di più eresse il Luogo di Monte pi, come si può riscontrare a'Ioro artico-
Comunità, emanò provvidenze suiLuoghi Avea il
li. Papa da cardinale acquistato
di Monte nel quale articolo descrissi il
,
un casino e alcune vigne in Castel Gan-
Monte Benb voglio da lui approvato, isti- dolfo e dipoi la villa Visconti, laonde pia-
tuì l'arcivescovato armeno di Leopolì, e cendogli il delizioso e salubre luogo, lo
delle altre sedi episcopali da lui erette, ne celebrò con versi poetici.; e divenuto Pa-
tratto parlando di loro,il duca di Parma pa, per stabilire a'suoi successori la pon-
impegnato nel favorire francesi, e fida- i tifìcia P il leggio tura, nello stesso castello

to nelle promesse del cardinal Richelieu, fece edificareil Palazzo apostolico di


non calcolando bene le sue forze, ebbe Castel Gandolfo, e procurò di rendere
l'audacia di cimentarsi nel febbraio 1 636 il sito comodo e più ameno con belle stra-

cogli spagnuoli, che da più parti l'assali- de ombrose. Questo palazzo l'abitò poco,

rono e l'avrebbero ridotto al maggior pe- perchèsoleva recarsi in quello di sua villa,

ricolo, se Urbano Vili non fosse stato sol- che tuttora possiede la sua discendenza,
lecito a spedire al campo spaglinolo il ve- bensì fu ih. Papa che datò le sue bolle
scovo d'Imola Millini,il quale destramen- ex Arce Gandulphi, e fece coniare la me-
te duca di Modena,
indusse Francesco I daglia col prospetto del palazzo pontifi-
che comandava l'esercito di Spagna, a far cio, e l'iscrizione: Sub Urbano reees.su

tregua e quindi la pace. Ricevendo poco construcio. Neldetto 1637 avendo sta-
dopo il Parmigiano un soccorso dal duca bilito a'22 aprile di andare secondo il so-

diCrequy, il duca Odoardo inveiti di nuo- lito in detta sua villa, assalito nella pre-
vo ilCremonese e ilLodigiano,ma ben pre- cedente notte da febbre, restò per alcuni
sto si trovò in grande angustia, né avreb- giorni in letto; riavutosi alquanto, vi si

be scansato la sua rovina, se nuovamen- recò a' io maggio , ma sopraggiuntagli


te il Papa non avesse procurato pronto nuova infermità, si credè che il male fosse
riparo,inandando il conte AmbrogioCar- mollo grave, onde ognuno si preparava
pegna a Milano per rimetterlo in grazia alle novità die porta la sede vacante. Si
del governatore spagnuolo Leganes, col trovò opportuno di ricondurre il Papa in
e

62 URB URI)
Roma a'6 giugno , ma non essendo ve- farelli, gli ordinò di esibire alle parti bel-
duto die soltanto dal fratello, da'nipoti, ligeranti la mediazione della
s. Sei\e pro- }

eda 5de'suoi più intimi famigliari, tanto ponendovi plausibili mezzi per la pace.
più si teneva sicura la prossima sua mor- 11 nunzio secondandole pontificie premu-

te, in un tempo che poteva produrle fu- re, nulla trascurò affine d'ottenere la bra-
neste conseguenze alla quiete di Roma. mata concordia, ne si solarti per I' esito
À'6 luglio vi giunse il cardinal Carlo Me- infelice che ne provò per oltre due anni,
dici, accompagnalo uomini di lan-da-4-0 che anzi più diligenze adoperò nel cer-
de spezzate e corazze, che segui vano la sua care il rimedio a tanto sconvolgimento
carrozza, oltre i palafrenieri soliti che la della cristiana repubblica; nel quale non
precedevano. Entrò in gelosia i! conte- potendo concordare le parti che guerreg-
stabile Colonna, temendo che questo ap- giavano, ne tentò almeno la tregua e in
parato fosse per fargli qualche affronto , questo vi riuscì, Fu dunque conclusa a*
giacche non avea voluto trattare col
egli 1 4 ottobre i63g la sospensione d* armi,
titolo di Altezza i di lui nipoti granduca e il Papa in questo riposo non rallentò
di Toscana Ferdinando 11 e suo fratello punto negoziati per l'accomodamento ,
i

Giancarlo, per cui se n'era offeso il car- che anzi raddoppiò le sue diligenze al me-
dinale, il quale nella rissa seguita nel 1 634 desimo fine, benché inutilmente si affa-
tra d. Callo Colonna duca di Marsi figlio ticò in propone per ogni modo la desi-
contestabile, e d. Gregorio Gaetani, che derata concordia. Miglior esito certamen-
vi restòmorto,si era interessato con gran- te si meritava il paterno zelo d'Urbano
dissime offerte a favore de'Gaetani con- Vili, che mai non cessava di procuri ire
tro la casa Colonna. Adunque il conte- all'Europa, e particolarmente all'Itali;

stabile si faceva accompagnare da più gem la sua quiete e tranquillità. In detto an-
te armata del solilo, sicché due partiti i no la società di Gesù celebrò il [^cen-
cominciavano a portare la notte armi da tenario delia sua mirabile e benefica isti"

fuoco e davano a temere qualche serio


, tuzione, che ricordai nel voi. XXX, p,
disastro. Per ovviare. a disordini, Bar- i 18 i , coli' operato dal cardinal Antonio
berini chiamarono a Roma 3oo soldati Barberini nipote del Papa. Grati i gesuiti
corsi acciò la notte accompagnassero e
, a "benefici i ricevuti da ambedue, fecero
spalleggiassero la coi le de'birri nelle ron- battere una medaglia mono mentale, in cui
de. Ma quando a'6 agosto si fece vedere fecero esprimere l'effigie d'Urbano Vili
il Papa nella cappella anniversaria per la con piviale ricamato colla ss. Concezione,
sua elezione, cessò il timore della sede va- questa iscrizione in mezzo a due Serafi-
cante, e ìo spavento deYmislri accidenti ni.Munificentia Ant. Barberini S. R E.
che si temevano. Dopo la morie dell'im- Card. Cam, Socie t. Jesu Ann* C. Pie
peratore Ferdinando II, lodato dal Papa Celebrato: S.croiocxxXix. V.Kal. Oct.
in concistoro e suffragato con funerali nel- Neli64o per avviso segreto fu informato
1
la cappella palatina, s'intorbidarono i ne- mg. Spada governatore di Roma che ,

goziati di pace cominciati in Colonia col una persona era partita per Napoli ad ,

nunzio Rossetti; e nel Piemonte si riac- offrire al viceré di far morire il Papa
cese la guerra tra'francesi e spagnuoli. quando gli dasse 3ooo scudi. Era questi
Oltre a ciò per la morte del duca di Sa- Tommaso Orsolini sacerdote di Recanati,
voia Vittorio Amedeo I, crebbero talmen- già segretario delcoule d'Aglé ambascia-
te le discordie che furono cagione di fe- tore di Savoia. Scrisse il governatore a
1

roce guerra. Accorse prontamenteUrbano mg. di Gerace nunzio di Napoli, perché


Vili a tante disavventure, e con frequen- sorvegliasse gli andamenti dell'Orsolini.
ti e incalzanti lettere al suo nunzio Caf- Furono contro di esso trovati bastanti in-
L R B U B B £3
dÌ7Ì, onde carceralo e portato in Roma, stro e Roneiglione, che aveano in feudo
confessò che ad istigazione di fr. Dome- dalla s. Sede. Al riferire di Novaes, pa-
nico Bronza agostiniano di Bagnorea, e- re che lo desiderassero Barberini che
i ,

ra andato a Napoli per manifestale al vi- perciò proposero al duca Odoardo Far-
cere un sospello Ira (tato de'principi col- nese di farne la comprita, ovvero di a-
legati col Papa a invadere quel regno, e verlo per dote di sua figlia con d. Tad-
ad evitar questo offri vasi fr. Domenico deo Barberini (egli in vece sposò d. An-
di far morire il Papa se avesse detta som- na Colonna, che fondò il monastero delle
ma, che avrebbe data al suo sagrisla, già Carmelitane scalze di Regina coeli: lo

inabile per succedergli nella carica. (se- Sposalizio lo celebrò al modo descritto
condo il Novaes), ed allora avvelenare in tale articolo, dal Papa nella cappella,
l'ostia che Urbano Vili dovea consagra- da lui edificata nel palazzo apostolico di
re. Se poi non gli riuscisse, avrebbe fatto Castel Gandolfo, che descrissi nel voi. IX,
clie il Carca resto speziale pontifìcio e suo p. i58, passandosi poi a Marino). A nin-
parente, nel medicare al Papa il fonticolo, na di queste proposizioni acconsentì il du-
gli ponesse il veleno. In vigore della sua ca, onde si aumentarono le vicendevoli
confessione l'Orsolini fu degradato e im« amarezze. Non calcolando bene il duca
piccalo l'j i agosto 164°- Intanto fr. Do- le sue forze, spedì truppe per fortificare
menico fuggì apostata da Bagnorea, e sa- e difendere Castro. Fu questo passo dèi
putosi che da Venezia poi lavasi nella feudatario preso in Roma per una ribel-
Schiavo*) ia, fu preso in Trieste e condotto lione, e perciòfu intimato al duca un mo-
in Ravenna, già condannalo in contuma- nitorio di pene spirituali e temporali e
cia, e per ordine del Papa fu processato altre citazioni, se nel termine di 3o giorni
dal cardinal Franciotti legato, e nel lu- non avesse demolite le fortificazioni. lu-
glio i 64i pagòanch'egli la pena della per- di fece il Papa marciare la Milizia pon-

versa sua intenzione, ponendosi il proces- tifìcia con buona artiglieria, né valse la.

so nell'archivio di Castel s. Angelo. Du- mediazione del senato veneto, del viceré
rava ancora nella Chiesa la tranquillità di Napoli, de' ministri di Francia e (!••!

sulle dispule della grazia, cheBajoavea granduca di Toscana, per limuovere il

eccitate, allorché rinnovate in questo tem- Papa dalla guerra se non ubbidiva
,
il

po da Cornelio Giansenio col suo libro duca. Spirato il detto termine e la con-
Augustimis indussero Uibano Vili a
, cessa proroga, le milizie papali presero
condannarlo con bolla, ma di questo gra- la rocca di Monlallo, e Castro nell'otto*
vissimo e deplorabile argomento, con dif- brei64-i i quindi Urbano Vili aumentò
fusione trattai a Giansenismo. Il lungo con gravi dispendi l'esercito e fortifico i

pontificato d'Urbano Vili avea fallo ac- confini del Ferrarese e del Bolognese, per
cumulare immense ricchezze a'suoi nipo- savie precauzioni controia repubblica ili

ti, e quanto egli più invecchiava, tanto Venezia e il duca di Modena. In Roma
più cresceva la possente aulorilà del ni- UrbanoVIII fortificò solidamente e guar-
pote cardinal Francesco, che con impe- nì dinuove artiglierie Castel s. An- il

ro disponeva a suo talento dello spiritua- gelo , avendovi già aggiunto il bastione
le etemporale della Ghiera romana. Frat- sopra Tevere, e riaperto un arco dal
il

tanto duchi di Vanna aveano contratto


i Ponte s. Angelo. Per allusione a'miglio-
in Roma copiosi debiti, per fornire com- ramenti fatti dal Papa a! forte, >e ne \ c-

battenti alla Francia contro la Spagna de la pianta nella medaglia monunun-


nelle sue guerre d'Italia, e pe'quali for- tale, coll'epigrafì: [usti iuta munita per*
marono più Luoghi di Monte, assegnan- feda. Incluse nella città la via Luugar.i
do a'credilori le rendile del ducato di Cu- e l'alto del Aioule Cianicolo, coll'ullimo
64 UR B U R B
recinto Ginnicolense delle Mura di Ro- dall'ordine G erosolimi tano^el quale ar-
ma, con saldi bastioni, rifacendo la Porta che
ticolo dissi gli confermò i privilegi ,

s.Pancrazio (della quale riparlai a Stra- che concedeva le sue commende a' pro-
de di Roma), e ordinò la costruzione di pri parenti, e che per essi istituì nel gran
Porla Porlese,che terminò il successore, priorato di Roma il baliaggio di s. Seba-
circondando cosi di altre mura la Città stiano.
Leonina. Una medaglia ricorda il pro- Continuando nel i64^ la discordia
spetto delle mura di Roma, i baluardi e fra 'Barberini e il duca di Parma, contro

la porta s. Pancrazio, colla leggenda: Ad- di esso il Papa sentenziò la scomunica, e


di tis Urbi Propugnaculis, oltre l'iscri- per essersi alleato con altri principi italia-

zione del Papa. Inoltre fortificò il Palaz- ni, fece marciare le milizie sul Parmigia-
zo apostolico Quirinale, circondando di no; lo dichiarò reo di fellonia, lo privò
forte muraglia il giardino, ed al destro de'feudi e sottopose tutti i suoi stati all'in-
lato della porla principale fabbricò il ba- terdetto. Avendo il duca inviato un eser-
luardo con artiglierie, e denominato tor- citoad Acquapendente, ed un naviglio a
rione. In tale articolo dissi quanto fece Montalto di Castro, che la burrasca di-
per l'abbellimento di quella pontifìcia re- sperse in mare, in Roma si trepidò e vi

sidenza, riducendo l'antico convento de' fu seria apprensione d'una scorreria, per-
Cappuccini di s. Felice per l'abitazione chè gli alleati erano entrati ne'confini del-
della famiglia pontifìcia; avendo trasfe- lo stato pontificioessendo il duca soste- ;

rito que'religiosi, di cui fu beneficentis- nuto dalla repubblica veneta, dal gran-
simo, al convento e chiesa che loro fab- duca di Toscana e dal duca di Modena,
bricò il suo fratello cappuccino cardinal per cui pubblicò un manifesto di sue ra-
Antonio, e l'antica loro chiesa donò alla gioni che vieppiù inasprì la corte di Ro-
nazione di Lucca. Notizie relative a que- ma, onde la guerra divenne più funesta
ta guerra le riportai non solo ne'citali ar- e fatale alle due parti, prolungandosi sino
ticoli, ma in quelli che ne risentirono le all'aprile i644> e perciò essendosi esau-
conseguenze, ed a Milizia pontificia ce- sto il Tesoro pontificio. Considerando
lebrai l'artiglieria pontifìcia, e l'armeria Urbano Vili il gran numero deUeFeste,
Vaticana da Urbano Vili ingrandita ed per le quali si lamentavano gli artisti e
assai aumentata con ogni specie d' ar- gli agricoltori che non potevano in esse
mi, dicendo pure della riedificazione del procacciarsiil sostentamento, nel 164^ le

notabile forte che per lui ebbe il no- ridusse aminor numero. Nel medesimo
me di Forte Urbano, tra Modena e I3o- anno emanò una bolla sugli utensili sa-
iogna, ed in memoria fu coniala una gri, che cardinali defunti doveano alla
i

medaglia colla pianta del forte, e con sagrestia pontificia con quelle eccezioni
,

s. Urbano vescovo sopra di esso, e il mot- che rilevai ragionando di ciò nel vol.LX,
to : Securitas publica. Siccome esecu- p. 192. Passando poi per lo stato eccle-

tore degli ordini pontificii fu summen-


il Spagna Maria, che da
siastico l'infanta di
tovato cardinal Bernardino Spada le- Napoli recavasi a Vienna a sposare l'im-
gato di Bologna, sul forle Urbano scrisse peratore Ferdinando III, il Papa la fece
erudite nozioni Gaetano Giordani
il eh. magnificamente trattale dal suo Mag-
r
a p. 1 3 e 4o del suo opuscolo: Cenni e note giordomo mg. Poli. Con breve deli 643
intorno all' antica ed eccelsa casa Spa- Urbano Vili concesse a'basiliani di Po-
da. A Marina Pontificia ricordai, che locz, l'uffìzio e messa del b. Giosafat. Col
Urbano Vili temendo qualche invasio- breve Piis dilecti, de'2 3 febbraio, Bull.

ne nelle parti marittime, de'collegati del Rom. t. 336, commise a*


6, part. i t p.
duca di Parma, volle l'aiuto delle galere vescovi di Cambray, s.Omer e Ypri,che
URB
formatterò! processi di quelli chenell'In- ghiera. Coli' opera de! medesimo artista

ghtlterra pativano il martirio in odio della e col bronzo che ricuopriva le travi del
lede, de'quali la maggior parte erano be- portico del Pantheon (oltre il farci fon-

nedettini inglesi, e però dal loro procu- dere più d'Bo pezzi d'artiglierie pel Ca-
ratore generale se ne faceva istanza. Nello stel s. Angelo, e siccome ad onta dell'ir-

stesso 1643 il Papa destinò legato a In- ruzioni de' barbari quel bronzo restava
tere il cardinal Rossetti a' congressi di illeso, così i satirici dissero: Ciò che non
Miinster e Osnahruck,ma senza successo. aveano fatto i barbari, lo fecero Barbe-
i

In mezzo alle zelanti cure del suo apo- rini. Nondimeno a quella chiesa eresse i

stolico ministero, non trascurò Urbano due campanili ,e ne riparò le colonne),


Vili altre di minore rilievo, nèdj manife- ornò I' altare papale o confessione con
starsi magnifico principe, che unitamente sontuoso Baldacchino sorretto da 4 simi-
andrò registrando, oltre il riferito supe- li maestose colonne spirali, e nella meda -
riormente. Agli uditori di rota aggiunse glia chela ricordasi vede il prospetto del-
in perpetuo un cittadino di Perugia, ed la confessione, coll'iscrizione: Ornato ssu
al tribunale degli uditori assegnò conve- Pelvi et Pauli Sepulchvo. I) Nibby, Ro-
nienti stanze nel palazzo Valicano. Isti- ma nel\ 838 descritta, parlando del son :
tuì I' Archivio detto dal suo nome Lr- tuoso baldacchino e della critica che ne
haiìo, pe Notavi di Roma, de' quali an- fece il severo Milizia , riferisce che tutta
che nel voi. LXXXlV, p. 57 . All'arti- l'opera è in bronzo messa a ora, atten-
colo Povero rammentai, che istituì l'uf- dendo il peso a libbre 86,392. 1 Che risul-

fizio d'avvocato de'poveri nelle cause ci- la dai libri della rev. fabbrica di s. Pie-
vili, quanto fece per eliminare il loro ec-
e tro, avere Urbano Vili fatto venir da Ve-
cessivo numero. Estinse l'ordine de'cava- nezia il rame occorrente per questo gran
beri di s. Giovgio di Cavintia in Au- lavoro di metallo: io Roma poi se ne pre-
stria. Soppresse il titolo cardinalizio di s. sero tre quantità, una delle quali di lib-
Carlo a' Catinai*!, in luogo del quale so- bre 83y4 e mezza, formata dal metallo
stituì quello di s. Biagio dell'Anello, ed tolto dalPantheon venne poi resa alla ,

altro ne accrebbe colla chiesa di s. Carlo camera apostolica non essendo occorse più
al Corso. Stabilì il Prolonotavio aposto- di 3 5i libbre del rame veneto, che es-
1

lico, per registrare de'mai tiri della


gli alti sendo avanzalo servì a coprir l'albero di
congregazione -di propaganda fide; ed il Castel s. Angelo. Nella stessa basilica fece
Pvotonotavio apostolico perlai e altret- trasportare óaMantova le ceneri della be-
tanto colla congregazione de'rili, ed an- nemerentissima della Sede gran con- s.

che per la compila/ione de'processi delle tessa Matilde marchesana òìlToscana,


beatificazioni e canonizzazioni. Tolse la per aver ampliato il suo principato tem-
facoltà di disporre degli ulììzi vacabili del- porale e difesa la s. Sede, e le eresse un su-
la curia romana, e moderò la permissio- perbo deposito. Inoltre e nel medesimo
ne di trasferire le pensioni ecclesiastiche* giorno che s. Silvestro consagrò l'antica I

Di molte Chiese di Roma fu munifico basilica, Urbano Vili solennemente con-


con ristami e ornamenti. Nella basili- sagrò la nuova, e nella medaglia che per-
ca o Chiesa di s. Pictvo in Vaticano e- ciò fu coniata, vi è la leggenda S. Pelvi :

resse con architetture del Bernini il cam- Basilica con seccata. £ per non dire ili
panile, poi per gelosie artistiche barba- altre chiese, avendolo rimarcato nel de-
ramente demolito, e dal medesimo fece scriverle, mi limitelo a dire, che restau-
adornare con marmi le 4 nicchie infe- rò nobilmente la Chiesa di s. lìibitmat
riori e superiori de' 4 piloni che scoten- vi fece trasportare il corpo della santa e

no l'immensa cupola, con maestosa rin- di alti* sante; munificenza che ricorda la

voi.. LTCXXVI.
GG V R B U R B
medaglia colla facciata esterna della chie- l'accademia di s. Luca, notai il magni-
sa, e l'epigrafe Aedc s. Bibianac resti-
: fico restauro ordinato da Urbano Vili.
tuta et orfi. Romae. Della Traslazione Ad Agostiniane convertite, dissi che le

delle reliquie) ne parlai. Concesse la


ivi trasferì nel monastero accanto la chiesa di
chiesa di s. Lorenzo in Fonte a' mona» s.Giacomo alla Lungara,contribuendo al-

ci Ruteni, elie descrissi nel voi. XXI II, l'acquistoe riduzione del luogo. Ripristinò
p. 1 36, perchè avendola poi donata a* il collegio illirico di Loreto, che avea isti-

nobili aulici la loro congregazione da


1
, tuito Gregorio XI lì, la cui città munì di
lui approvala prese perciò il suo nome fortini, ed avendo fallo protettore di Lo-
di Urbana, e della chiesa tornai a ra- reto il fratello cardinal Antonio, questi

gionare nel voi. LXXXIV, p. \ 12. In- per tal città a' suoi cappuccini fabbricò
vece die a' ruteni V abitazione presso la un ospizio. Ristabilì pure
Ful- i collegi di
chiesa de' ss. Sergio e Bacco, la quale poi da, di Piemia e di Praga, fondali an-
ebbero per celebrarvi il loro rito. Dichia- ch'essi da Gregorio XIII. Civitavecchia
rai nell'articolo Ruteni, quanto altro fece fu da lui restaurala, assicurando il por-
per loro il Papa, e come ne fu beneme- to con rinnovare molo, olire altre be-
il

rito il fratello cardinal Antonio. Ornò di neficenze, e tornai a farne cenno ne'vol.
marmi, pitture e oro il batlislerio Late- LlY,p.ic)2, LVIII, p. i3o, ove dichiarai
ranense o Chiesa di s. Giovanni in Fon- che all'Allumiere fece costruire la chiesa
te, il cui spaccalo si vede nella medaglia e convento di s. Maria di Cibona. Rin-
coniata, colla leggenda: Ornato Const. novò la fortezza di Rimila, che dal suo
lavacro et instaurato. Restaurò la chiesa nome prese quello di Urbana, e rifece
di s. Urbano I Papa alla Cacarella, già an- quelle d' Ancona e A' Orvieto. Sulla Piaz-
tico Tempio di Bacco. Rinnovò la Chie- za di Termini ampliò pubblici granai, i

sa dì s. Caio Papa, e 1' unì al contiguo onde per memoria fu baltula la medaglia
monastero delle Carmelitane dette le , col prospetto de'granai, ed il motto: U-
Bai berine perchè da lui fondato, mentre berioriAnnonaecomuiodo. Urbano Vili
il nipote cardinal Francesco edificò la lo- eziandio fu benemerito delle Strade di
ro unita chiesa della ss. Incarnazione del Roma, portando il nome di Urbana quel-
Verbo divino. In memoria della riedifi- la già chiamata Vico Patrizio, da lui ria-

cazione della chiesa di s. Caio, abbiamo perta e migliorata. A Fontane diRoma,


la medaglia col suo prospetto esteriore, notai l'acqua da lui raccolta per aumen-
e il motto: Denuo Ex Aedificata, e fu tarle, e descrissi la Fontana del Tritone
riprodotta. Restaurò ancora la Chiesa daini fatta erigere dal Bernini sulla Piaz-
J
de ss. Quirico e Giidiltaj e la Chiesa za Barberini, nome che prese dal son-
di s. Anastasia (della quale riparlai nel tuoso e vicino Palazzo Barberini che co-
voi. LUI, p. 229), e per la quale pure struì a'suoi pareuti, e la fontana minore
fu coniata la medaglia colla sua facciata collocata sul cantone di via Felice, la cui
e l'iscrizione: Aedc ex or nata faci e. resti- iscrizione die molivo alla satira ivi indi-

tuta. Inoltre restaurò la Chiesa de ss. cata. A Piazza di Spagna poi feci la de-
Cosma e Damiano, e col nipote d. Tad- scrizione della fontana che vi eresse. Nel-

deo la Chiesa di s. Sebastiano alla l'articolo Palazzo apostolico Vaticano


polveriera al Monte Palatino del sud- riportai, che ivi assegnò un luogo alla da-

detto baliaggio Gerosolimitano; non che teria apostolica; nell'appartamento di s.

mandò a Marsiglia una magnifica ur- Pio V fece la cappella, che descrissi nel
na, per collocarvi le ceneri di s. Ma- voi. IX, p. 1 58; nobilitò la volta del gran

ria Maddalena. Nel voi. LXIII, p. 5o, corridore della Cleopatra, e quegli altri
descrivendo la chiesa di s. Martina del- abbellimenti che descrissi, e che l'acqua
U II B URB 67
saluberrima sotto di lui rinvenuta, prese apostolica, e de'tribuli che furono impo-
col fonte ohe vi (ormò il suo cognome ili sti, affermando lo stesso Novaes che molti
Barberina, e più volgarmente delle Api iettarono, ed i maligni dissero con ripro-
per quelle 3 formanti il suo stemma. Nel- vevole frizzo satirico: Urbano Vili della
la cappella segreta de' Papi fece quanto barba bella, in ogni giubileo una gabel-
dissi nel voi. IX,p. i 53,aumeutògli orna- la. Neil' aprile dunque fu segnata la con-
menti pontificii, e fece di nuovo un ma- cordia in Venezia dal cardinal Donghi
gnifico e prezioso Triregfio.Vev l'armeria plenipotenziario del Papa, dal cardinal A-
compita da lui nel medesimo palazzo e lessandro Bichi comprotettore di Fran-
già ricordata, si coniò la medaglia col suo cia pel re Luigi XIV (succeduto al pa-
prospetto e il motto: Paris Iucolu/nilati, dre Luigi Xlll), da Giovanui Nani per la
e Romae. Per tante e altre
nel!' esergo, repubblica veueta, dal Gondi per Ferdi-
belle memorie e monumenti, co' quali nando II granduca di Toscana, e dal mar-
grandemente aumentò le magnificenze chese Tassoni per Francesco I duca diMo-

di Roma il senato e popolo romano iu


, • lena, ch'erano stali i mediatori del trat-
Campidoglio gUinnalzò una statua, de- tato, nel quale si stipulò: Che i principi
rogando al contrario decreto. Continuan- occupali in questa guerra disarmassero;
do le gravi vertenze sul ducato di Ca- che il duca Odoardo restituisse Bondeno
stro e contea di fionciglione y ne'quali e v. Stellata che avea occupalo nel Ferra-
altri relativi articoli giustificai ilPapa dal- rese pregasse il Papa ad assolverlo dal-
l'incolpazione d'essersi mostrato duro co* le censure, che doveasi concedere colla
Farnesi per fa v-orire i suoi nipoti, enume- restituzione del ducalo di Castro dopo 60
rando invece le condiscendenze diverse giornee ri niellerai le cose nel piede in cui e-
usate loro da Urbano Vili, e come per rano prima della guerra. Sembra che a ta-
la temeraria e tenace loro resistenza fu le avvenimento alluda la medaglia conia-
costretto procedere ad atti forti, senza es- ta neh 644> com figura della Pace seden-
'

sersi menomamente profittato delle cir- te con ramo d'olivo nella destra e palma
costanze: la crescente grandezza de'Far- nella sinistra, avendo lateralmente le fi-

nesi non solo avea destato invidia ne'Bar- gure della Prudenza collo specchio e il

berini, ma magnati di Ro
ancora in altri serpente, e la Fortezza galea ta con asta
ma, e la loro unione conFrancia avea pure e scudo; l'iscrizione dice: Prude/iter pas-
destato il risentimento diSpagnaedialtri sus fortitcr cgit. Quando poi Urbano
principi, che provocarono il Papa a raf- Vili dopo tanti fastidi e gravi cure co-
frenare la ribellione del suo feudatario. minciava a godere i frulli di questa pace,
Intanto Luigi XIII re di Francia, per di- ecco la morie che lo chiamò all' altro
sporre il Papa e gli alleati amici de'Far- inondo.
nesi alla pace, spedì a Ruma Lyorme per Circa la metà di luglio cadde seriamen-
intavolare le Urbano
trattative, alle quali te infermo, e conoscendo che il male era

Vili ili buon grado diede ascolto. Giun senza rimedio, dopo essersi confessato dal
lo l'annoi 644 I" finalmente conclusa la vescovo di Città della Pieve suo confes-
pace tra Cibano Vili, e il duca di Par- sore, domandò con fervore i sagramenli,
ina Odoardo, dopo una guerra crudele e li ricevè con tanta pietà, che mosse al
con notabile pregiudizio de' Barberini, pianto i circostanti. Avendo egli dunque
die secondo JNovaes si tirarono addosso governato la Chiesa universale 20 an-
l'universale risentimento, pe'gravi dan- ni, 10 mesi e 22 giorni, ossia 21 anni
ni a'quali fu esposto lo stato ecclesiasti- meno 38 giorni, in età ili 77 anni rese Io
co e i sudditi pontificii, per le cousidera- spirito a Dio a* 29 luglio 1644 circa le
bili somme clic gravitarono sulla camera ore 11. Leggo in Lodovico Anastasio,
GH U R B URB
Storia degli Antipapi, 2,p. 264, che t. Urbdnàc (titolo che prese dallo slemma
raccontasi eli avere un famigliare di Pa- e dal nome d'Urbano Vili), che pubbli-
pa Urbano Vili, mentre questi era vi- cò in Roma nel 1 633, fi fece l'enume-
cino a morire, detto con voce sommes- razione di tutti i moltissimi dotti che fio-

sa,non videbis dies Pelri, vale a dire che rirono in Roma dal i63oal i632, evi
uou poteva oltrepassare i5 anni vissu- i aggiunse il catalogo dell' opere da loro
ti nel Pontificato da s. Pietro ; ma il Pa- pubblicale, libro raro, che fu ristampa-
pa avendo udito acutissimo l'intese, on- to in Amburgo nel 171 1. Urbano Vili
de tosto disse Non est de fide. Fu se-
: amatore muse, fu buon poeta, e sti-
delle
polto nella basilica Vaticana presso la mò tanto Gabriele Chiabrera insigne poe-
cattedra di s. Pietro, in magnifico monu- ta, che rilevai nel voi. LV, p. 76, che lo

mento, uno de'più grandiosi di quell'au- ammise nella sua bussola ad ascoltare la
gusto tempio, e che descrissi nel voi. XII, predica del predicatore apostolico, ove
p. 299, altra opera del singolare ingegno soltanto hanno luogo i prelati maggior-
inventivo del Bernini. Il Cancellieri eru- domo e maestro di camera. Dice il Re-
ditamente ne parla nel Mercato 06, a p. 1 nazzi, che Urbano Vili in gioventù si
riportando i componimenti poetici che si sollevò sopra la volgare turba de'poeti ;
fecero sul medesimo mausoleo, anche ar- e che di sue poesie italiane e Ialine fu-
Svolazzando sul monu-
guti e satirici. rono fatte parecchie edizioni; ma in que-
mento 3 Api in più parti, con allusione ste seconde si die egli a scorgere più fe-
allo stemma de' Barberini, un bell'umo- lice che nelle prime. Io conosco le seguen-

re nell'osservarle disse al Bernini ch'era ti edizioni. Cardinalis Maphaei Bar-


presente: Che forse avea voltilo indicare berinus , postea Urbanus Vili : Poe-
colle Api la dispersione de' Barberini, mata, Romae i635. Poemata, Romae
disgustati col successore Innocenzo X, e 1638. Poesie toscane, Bomai638. Poe-
rifugiati in Francia. prontamente e Ma ma ta, Parisiis 1642. Cardinal Maffeo
con ispirilo rispose il Bernini: E" non sa Barberini, Poesie latine tradotte in ver-
Ella, che le Api disperse ad un suono di so da F. Ferranti, Roma 164*2. Poe-
campanaccio subito si riuniscono? Vo- mata, Romae 643,- Oxonii 1726. S. Gi-»
1

lendo alludere alla campana di Campi- rolamo Vapsperger, Poemata et Car-


doglio, che con snono funebre avrebbe mina composita a Maphaeo Barberino^
annunzialo la morte d'I nnoceuzo X! La- musicis modis aptata 3 Romae 1627.
sciò Urbano VIII un'eterna memoria del Altri Papi che si deliziarono della Poe-
suo vivissimo talento, vasta mente e ani- li nomi-
sia e l'amarono, a quell'articolo
mo grande; di sua mirabile prudenza, nai, a'quali quiaggiungerò s. Damaso 1,
affabilità, amore per la giustizia, magni- s. Leone I, Innocenzo IH e Alessandro
ficenza e liberalità principalmente verso VII. Inoltre dotato di non volgare let-
i letterati ed i Leone Al-
suoi famigliari. teratura, compose diverse opere, di cui
lacci Allatius uno de'più dot-
di Chio, fece il catalogo l'Oldoino nelle Vilae
ti contemporanei, che dal 1600 al 1669 Pont, di Ciaccolilo, t. 4, p« 5i 3, il quale
circa visse onoratamente e stimato assai nella precedente p.5io avverte che si
a
in Pvoma sua 2. patria, bibliotecario del debbono rigettare come false e calunnio-
cardinal Francesco Barberini e poi uno se le cicalate, che Pasquino satiricamen-
de' prefetti custodi della biblioteca Va- te pubblicò dopo la morte di questo gran

ticana, tra le numerose e dotte sue ope- Pontefice.Il p. Menestrier nel suo libro,

re (che si riportano colle sue Notizie nel- Représentation de musique ancienne et


la Raccolta d'Opuscoli del p. Calogerà, moderne, racconta che un poeta avendo
t. 3o, p. 265), in quella intitolata, Jpes avuto la temerità di presentare a Urbano
URB U RB 69
Vili un'opera, della quale il soggetto, la agitata da'venti,e ricorrenti per la loro
condoli* edi verni erano indegni d'un cri- salvezza alIledentoredormiente,colle pa-
stiano, Papa Io riprese con tanto calore
il role: Salva nos Domine.hu medaglia gè*
della sua imprudenza, che questo misero nerico col busto di s. Pietro con chiavi, e
ne morì di dolore e di confusione. Quan- l'epigrafe: S. Petrus princeps apostolo-
to a' suoi famigliari domestici, de' qua- rum; ha l'eflìgie d'Uibano Vili con pi-
li fu sommamente beuevolo, lo celebrai viale ricamato co'busti de'ss. Pietro ePao-
all'articolo Famiglia pontificia, nove- lo , e due faccie del sole emblema della
rando diversi de' suoi famigliari, oltre i casa Barberini. Finalmente evvi il conio
ricordati a' propri articoli, che ne creò della medaglia che si soleva coniare quan-
8 ovvero meglio 11 cardinali, e molti do doveasi battere una certa quantità di
ricolmò coli'animo suo benefico d'o- monete, per assaggio legale dell'argento,
nori e di ricchezze. Osservai a Promo- col motto: 4 ssaggi um generale 1 63q,con
zioni pontificie, che in g di esse creò padiglione e chiavi incrociate, antica in-
78 cardinali, e Pamphilj gli successe col segna della romana Chiesa; e uel rovescio
uoaie d' Innocenzo A, oltre altri 4 che l'eflìgie del Papa in piviale, ove nel for-
uvea riservali in pectore, io de' quali male vi è il ss. Quanto alla no-
Salvatore.
fiorentini, e 5 parenti, cioè il fratello An- bilissima discendenza d'Urbano Vili,
tonio cappuccino, Francesco ed
i nipoti debbo qui avvertire, che fino da'primor-
Antonio (a Barberini famiglia riportai di del suo pontificato il Papa viucolò gli
come il Papa lepidamente li qualificò, iu acquisti di sua famiglia, con un maggio-
uno all'altro nipoled. Taddeo), Macchia- lasco agnatizio, lasciando al possessore la
velli cugino de' suoi nipoti, e Magalotti facoltà di nominare a successore qualsi-
che pel 1

No-
usò a'cavalli i fiocchi rossi. voglia individuo della famiglia sebbene
tai a Parente, che si vuole avere Urba- non primogenito, e senza che fosse neces-
no Vili dato a'suoi congiunti un milio- sario di attendere a qualche ordine di
ne di scudi in ogni anno del suo pontifi- prossimità, grado o pure età. Indi con
cato; che prima di morire consultò gra- breve del 1627 dichiarò, che se alcuno a-
vissimi teologi sul da lui donato a'paren- lienasse beni soggetti al maggiorasco, de-
ti. Urbano Vili usava un bastone d'ap- cadesse dal diritto di nominare. Indi \Bar-
poggio, con pomo d'avorio di bellissimo berini acquistarono il principato di Pa-
lavoro, in cui erano dipinte le Sette chic- lestina da' Colonna, ed anche s'imparen-
se di Roma, che il cardinal Alessandro Al- tarono cou essi, mediante il suddetto ma-
bani, il quale lo avea acquistalo, lo donò trimonio di d. Taddeo nipote del Papa,
a Benedetto XIV quando si recò a visi- con d. A nuaColouna colla dote di 60,000 1

suburbana. Nella zec-


tarlo nella sua villa sentii, la quale divenuto il suo consorte
ca papale esistono ancora 4o conii delle Prefetto di Roma, essa usò generalmen-
medaglie coniate perUrbauoVUI, le (pia- te il titolo di Prefettessa. Inseguito Bar- i

li sono descritte nella Serie de conii di me- berini comprarono molli altri beni, e fra
duglie pontificie, p. 5i e seg. Di molte questi nel i644 lo stato di Monte Libret-
ne parlai di sopra, di altre rte'loro luoghi; ti in Sabina per 1,600,000 scudi dagli
altre sono le seguenti, oltre due battu- Orsini di Santo Gemini. Allorquando nel
te per l'annua lavanda de* piedi nel giove- j645 i Barberini, per varie accuse a loro
dì santo. Una allude forse alle sue virtù, date ad Innocenzo X Pamphilj, furono
coineclic avente i simboli della Giustizia, costretti a riparare iu Francia, d. Anna
col mollo: Pax in vir tute tua. Altra pare segni marito I Parigi, e colà lo perdet-
il

relativa alle peripezie del suo pontificato, te neh(>47. QuéU« accuse neli652sva-
eascudovi scolpiti gli Apostoli nella nave uiruuu, e d. Anna tornata in lumia fon-
.

7o U R B URB
ciò monastero delle carmelitane rifor-
il pronunziò negativamente, ed il suo decre-

mate detto di Regina Codi , vi si ritirò to fu conferumto con breve pontificio.


e morì nel 1688, tumulata nella chiesa Premessi questi alti, d. Cornelia nel 1768
nel sepolcro preparatosi in vita. Breve pe- nominò al maggiorascod. Carlo secondo-
rò fu r esistenza della potente famiglia genito. D. Urbano primogenito, avutane
Barberini, poiché d. Urbano pronipote notizia, impugnò la disposizione materna,
d'Urbano VIII non ebbe che una sola fi- appoggiando la sua azione alle alienazio-
glia di nome il. Cornelia, nata nel 171 1. ni che la madre avea fatte. A tale effet-
Questa ereditò tutta la pingue sostanza to domandò e ottenne da Pio VI nel 1783,
de'Barberini, e nel 1728 sposò d. Giulio che la causa fosse commessa alla s. Rota.
Cesare Colonna di Sciarra primogenito Durante la lite, d. Urbano morì nel 1 79G
Francesco giuniore principe di Car-
di d. lasciando 3 figli, d. Maffeo, d. Prospero
bognano, il quale lasciato il cognome a* e d. Ettore. D. Maffeo proseguì la causa,
vito, per i.° cognome assunse quello di introdotta dal genitore. La s. Rota nel
Barberini e morì nel 787. Dal suo ma- 1 1804 rigettò la sua istanza, ma poi l'am-
trimonio nacquero 6 figli, tra' quali due mise nel i8o5; indi nel 1807 consigliò al-
maschi d. Urbano e d. Carlo, ed una fi- le parti una transazione,e nel 808 la pre- 1

glia col nome di d. Olimpia. Questa ma- scrisse. Nell'anno seguente Roma essen-
litataal duca di Girifalco Caracciolo, il do slata unita all'impero francese, la que-
quale inumanamente maltrattandola con stione fu portata al tribunale d'appello,
tenerla chiusa, venutone in cognizione il il quale nel 18 io dichiarò che d. Corne-
genitore si recò a prenderla, e condotta in lia Barberini era decaduta dal maggiora-
Roma, ivi essa si ritirò nel monasterodel- sco e dal diritto di nominare il successore.
le Teresiane dello leBarberine,e nel me- Da questa sentenza il principe d. Carlo
desimo morì. Si raccontò poi, che quel Barberini ricorse al tribunale di cassazio-
duca per semplici sospetti facesse rinchiu- ne di Parigi, ma Napoleone I informato
dere la consorte nel sotterraneo d'un ca- della questione, desiderò anch'esso cl»e
stello nella Calabria Ulteriore, e l'avesse le parti venissero a concordia, ed allora
così tenuta per vari anni , annunziando si concluse con alto de' 2 o 8 luglio 8 1 1 1

pubblicamente che fusse morta e facen- D.Maffeo primogenito ebbeMonteLibret-


dole eziandio celebrale i funerali. Inte- ti, Correse, Nerola, Monte Flavio, Ponti-
si finalmente i gemiti dell'infelice. da due celli eMontorio; le tenute di Monte Mag-
cappuccini, fosse stata liberala dal presi- giore, Pantano e Ponte Resacco, nello sta-
de della provincia. La sventura di que- to pontificio; ed feudi nel regno di Na-
i

fama e
sta principessa, accresciuta dalla poli di Boio, Cicoli, Lucoli e Tornimpar-
dalla malignità, somministrarono mate- te, oltre il Palazzo Sciarra Colonna in
ria a romanzi, ed a produzioni teatrali in Roma. D. Carlo secondogenito ritenne
prosa col titolo di Sepolta viva, ed in ilPalazzo Barberini di Roma, la villa e
musica col dramma la Camilla.J}. Cor- ibeni di Castel Gandolfo e Albano il ,

nelia Barberini alienò molti mobili pre- principato di Palestrina , Capranica, s.

ziosi, per cui ne sorse il dubbio se fosse Vittorino, Castel s. Pietro, Corcollo, Col-
decaduta dal diritto di nominare il suc- tallo, Castel Vecchio, e la tenuta di Pa-
cessore.Procurò per altro di assicurarsi lazzo Morgano, oltre il baliaggio di s. Se-
su questo punto e per tale effetto nel
, bastiano. 1 nominati luoghi dello slato
1767 chiese a Clemente XIII che depu- pontifìcio, non però le tenute, li descris-
tasse un cardinale, il quale dichiarasse se si ne' distretti in cui esistono, con altre
poteva dirsi decaduta da tale diritto. Il notizie della famiglia di cui vado discor-
Papa deputò il cardinal Negroni, il quale rendo. Pel riferito, conviene teucre pie -
URB U R B 71
senti gli articoli Barberini e Colonna, e bili pontificie e nel baliaggio di s. Seba-
si ponuo anche vedere le Memorie Co- stiano al MoutePalatiuo, vedovo di d. Giu-
loiuiesicompilate da A. Coppia Roma liana Falconieri, con due figlie d. Anna e
i855.Ma quanto all'asserto dal eav. Cop- d. Luisa; d. Enrico che per convenzione
pi intorno al sepolcro di Martino V Co- di famiglia ebbe il maggiorato) e diven-
lonna, sono a vedersi le mie ricerche ne' ne principe di Paleslrina, sposato a'2 ot-
vol.LXIV, p.io5, LXXV, p. 47, 6 7 e tobre 1 853 a il. Teresa de' principi Orsi-
228. Adunque i due figli di d. Cornelia ni, senza successione e prole finora; d. Fi-
Barberini e di d. Giulio Cesare Colonna lippo cavaliere gerosolimitano, morto poi
di Sciarra ducabognano formaro-
di Cai in Parigi. Vivente il principe d. France-
no due linee di Barberini Colonna di sco ordiuò la restaurazione, felicemente
Sciarra. D. Maffeo primogenito di d. Ur- compiuta dal principe d. Eurico , del fa-
bano principe di Carbognano, si sposò in moso musaico ili Palestrina, grandioso e
3.° nozze nel 848 con d. Carolina d'An-
1 nobilissimo, opera splendidissima e quale
drea di Napoli de' marchesi di Pescopa- si domandava dal più famigerato avan-
gnano e morì a'a3 dicembre 1849: è suo zo del più. celebre e più magnifico tem-
figlio postumo d. Maifeo Barberini Co- pio innalzato alla Fortuna. Quanti ama-
lonna diSciarranatoili.°settembrei85o. no la conservazione e il lustro declassici
N'è zio e fratello del defunto, d. Prospe- monumenti goderono del generoso peti-
ro principe di Roviano senza prole. D. siero,eapplaudironoquelliche l'eseguiro-
Carlo Barberini Colonna di Sciarra prin- no. Al cav. Giovanni Azzurri professore
8 19, lascian-
cipe di Palesili 11 a morì nel 1 d'architettura pratica dell'insigne e pon-
do tra gli altri figli d. Francesco principe tificia accademia di s. Luca, ed ora* vice-

di Palestrina, e il cardinal Benedetto Bar- presidente della medesima, quale archi-


berilli arciprete dell'arcibasilica Latera- tetto dell'eccellentissima easaBarberini/u
nense ei.° dell'ordine de'preti. D. Fran- sapientemente allietato il musaico; ed e-
cesco,principe virtuoso, saggio, d'ingegno gli ordinò che fosse diviso in 27 lastre di
edi altissima npulazioiie,raorir8 novem- varie grandezze, marcando in linee le se-
bre 1 853 e fu sepolto nella cappella gen- gature da farsi, affinchè i tagli cadessero
tilizia in s. Andrea della Valle.Dopo le mo- nelle parti accessorie. Sovrappose alle la-

deste esequie celebrale per sua disposizio- stre, per custodirne la superficie, un foglio
ne nella chiesa parrocchiale di s. Bernar- dilavagna e una fodera di peperino, fer-
do, in questa ebbero luogo quelle soleu- mandole con gesso da presa; e intelaiato
nissime che accennai nel voi. LXX.IV, ciascun pezzo per assicurarne il perime-
p. 89, e sono pure descritte colla sua im- tro , furono tutti collocali ne' carri e da
portante Necrologia a p. 191 del Gior- Palestrina trasportati in Roma, per ese-
nale di Roma del 854, avendo pronun-
1 guirsi il restauro sotto la direzione di
zialo l'eloquente orazioue funebre d. San- Gherardo Volponi e Ralfaele Castellini,
te Pieralisi bibliotecario della Barberinia- anziani e valenti professori musaicistidel
na,mentre il maestro Salvatore Meluzzi celebre studio della rev. fabbrica di s. Pie-
compose una commovente nuova musica tro. Piacque di farne il risarcimento sul
funerale concertala a sole voci, emulando Giauicolo e in un palazzetlo de'Barberi-
le sagre melodie del grande Palestrina. ni vicino alla porta ili s. Spirito, per co-

D. Francesco lasciò segueuti figli: d. Car-


i modità degli artisti, che hanno abitazione
lotta maritata al mai cheseRalfaele Casa- presso il detto studio nelle vicinanze. Qui
li del Drago; il. Carlo Felice duca di Ca- vi si pose ogni scrupolosi* diligcii/.,!, iug<
stel Vecchio, elicgli successe nella Carica gerita dal paziente ingiglio e dal gratula
di capitano comandante delle guardie 110- amore a quest'arte, per liberare le tessere
72 V R B URB
dello stucco viziato tlal salnitro, per col- ralisi. In esso con chiarezza indicò pure
legarle tenacemente col nuovo, per sosti- l'investigazioni fatte sull'interpretazione
tuire ad alcune corrose petruzze altret- disì preziosissimo e famigerato musaico,

tante di simil pregio e colore, ruotando notaudo che tuttora si dubita del priu-
finalmente il tutto, portandolo al piano e cipal soggetto del quadro. Imperocché
Juslrandolo,aflinchè coll'esatla somiglian- si disse contenere le vicissitudini della
za delle tinte, colla perfetta imitazione Fortuna, e certamente l'Egitto fecondalo
artistica si rinnovasse quant'era possibile dal Nilo nel suo complesso. Ma quanto al-
questo capolavoro, ridonandogli l'armo- l' idea dell'autore sul primario soggetto
nia, la vivacità de' colori e lutto 1' eifetto del quadro espresso sotto il padiglione di-
impressovi dall'autore. Nel i 855 ricon- nauzi al sontuoso tempio, le discrepanti
dotte le musaico a Palestrina e
parli del spiegazioni su chi rappresenti il maesto-
riunitele in una maniera che non resta ve- so personaggio, contengono varie senten-
stigio di taglio e tornato ad accrescere
, ze.Poiché si pretende esprimere Alessan-
la magnificenza del palazzo baronale, non dro Magno, Siila dittatore, 1' imperatore
già dentro le nicchie dov'era, perchè u- Adriano, l' incontro di Menelao con Ele-
niide e oscure, ma in una sala del piano na, l'imperatore Augusto. Si promise iu
superiore dalla quale ricevea una gran lu- detto articolo la pubblicazione d'alcune
ce e maggior sicurezza dall' ingiurie del osservazioni iu argomento,con l'aiuto d'u-
tempo. Con saggio consiglio provvide na relazione inedita esistente nelta 13ar-
V encomiato e distinto architetto al mi- berimana, per eccitare dotti a nuove ri- i

glior punto di' vista, obbligando lo spet- cerche. Intanto il diseguo del musaico, in-

tatore a collocarsi a quel lato della sala sieme a quello d'un progetto del celebre
dove la luce diretta e troppo viva venen- commeud. Canina defunto si pubblicò ,

dogli di fianco non 1' offende, e modesta nel t. 23 deli' Album di Roma a p. 5j e
gli viene all'occhio la riflessa da tutto il 89, con altro eruditissimo artistico arti-
quadro dolcemente inclinato sul pavi- colo, e perciò anco più interessante del
mento. Nella parte superiore del musai- precedente, del eh. e intelligente Quirino
co, là dove questo è più. stretto e finisce Leoni, e intitolato : // famoso Musaico
in una curva, aggiunse ancora due stem- Prenestino restaurato sotto la direzio-
mi dell' eccellentissima casa, contornali ne del prof, architetto cav. Giova/uri Az-
d' una fascia d'antica maniera romana. zurri. Celebra la principesca famiglia
E' quest' ornamento inventato per com- Barberini, ed Urbano Vili che qualificò
piere dall'uno e dall'altro lato la regola- illustre giureconsulto, d' animo vasto e
rità del quadro, e fu eseguito dagli egre- magnifico, e da cui i suoi parenti furono
gi musaicisti con tanto studio che l'oc- portati al colmo della grandezza e a tal
chio vi si ferma per ammirarne il pregio grado di potenza, che i monarchi slessi ne
e la corrispondenza tra il nuovo e l'anti- ricercarono l'alleanza e la parentela (co-
co lavoro. A memoria della restaurazio- me Francesco 1 duca di Modena, che spo-
ne e del trasloca mento si legge nella pa- sò d. Lucrezia figlia di d. Taddeo). Fra
rete a fronte l'epigrafe dettata dal dotto le magnificenze de'quali novera il palaz-
gesuita p. Giuseppe Marchi (col quale eb- zo principesco diPalestiiua, edificalo pro-
bi l'onore e la compiacenza d'ammirar- babilmente sulle rovine e forse cogli sles-
lo per gentilissimo invito del cav. Azzur- si materiali dei tempio delia Fortuna. Nel-
ri), riferita nel u.° 28» del Giornale di lo scavare un fondamento trovossi il mu-
Roma deli 855, cioè nell'eruditissimo ar- saico, di cui dice la forma quasi d'emici-
IlMusaico di Palestrina, egregia-
ticolo: clo e le misure chiamandolo raro per
,

mente scritto dal lodato bibliotecario Pie- grandezza e bellezza, inestimabile tesoro
U II B URB 73
dell'arte mitica, ammirato da Maratta non tempio della Fortuna, e rappresen-
il

quale insigne monumento dell'arie musi- tare il viaggio dell'imperatore Adriano


vo, ed Pussinose ne giovò nel fondo del
il nell'Egitto, Termina col notificare, che
quadro che rappresenta l'arrivo in Egit- l'eccellente architetto è tutto inteso a da-
to della sagra Famiglia. Per lullociò, fat- re un degno e magnifico accesso al grati
to più volle copiare e disegnare, indi pub- pala/./o,magione de'Darberini, eliminan-
blicato con ripetute incisioni che descri- do quello giustamente detto Portonaccio t
ve. Dentile musaico fosse stalo restaura-
il onde l'immenso edilizio eretto da Urba-
to col consiglio delfamoso Pietro da Cor- no Vili sia reso più ammirabile. Così il

tona, pure era quasi perduto per gl'intel- genio per le belle arti che informò l'ani-

ligenti e amatori del bello e dell' aulico mo grande d' Urbano Vili, si trasfonde
classico; laonde encomiò il principe d. ne'suoi illustri discendenti; i quali così o-
Francesco che ne volle arrestare danni, i perando acquistano ulteriori titoli alla
con affidarlo al cav. Azzurri, nome caro riconoscenza dell'arti belle e de'suoi cul-
all'arti, che da per se solo vale un elogio, tori, e sempre viva e gloriosa mantengo-
acciò stabilmente ne fosse assicurata la no la memoria d'Urbano Vili. Vacò la
conservazione. Quindi rileva come per s. Sede un mese e i5 giorni.
ottener lo scopo desiderato, debbesi il URBANO, Cardi naie. Dei titolo pre-
priocjpal vanto al cav. Azzurri, artista a sbiterale di s. Anastasia , trovasi sotto-
niun secondo, poiché a suo consiglio e in- scritto in un privilegio accordato al pa-
citamento il detto principe s' indusse a triarca di Grado da Benedetto IX nel si-
quell' opera, e la sua trepidazione per le nodo del o44- 1

gravi difficoltà che ne presentava, fu vin- URBANO, Cardinale. Nella bolla spe-
ta dalla fiducia e stima che riponeva nel- dita in Bologna da Innocenzo 11 neln33
la bravura e lealtà del suo architetto. In- confermativa de' privilegi al monastero
di narra i congegni co'quali esso procede de'ss. Facondo e Primitivo nella Spagna,

alla difficilissima operazione, con talento peli." si trova sottoscritto col titolo di pre-
earte per impedirne il discioglimento; «io- te di Clemente, e non fu conosciuto dal
s.

ine vegliò sul risarcimento degli abilissi- Rondinini nella storia di quella basilica.
mi e già lodati
musai cisti, che vi corri- URBINO (Urbinatm). Città con re-
sposero egregiamente; come fu stupenda- sidenza arcivescovile, celebre e antichis-
mente collocato per goderlo, con ogni sima, già metropoli del ducato d'Urbino
previdenza preservati ice. Anche l'egregio e principal sede de'suoi potenti conti edu-
Leoni riporta le varie opiuioui intorno Ora con
chi e della loro magnifica corte.
ulla rappresentazione del musaico, descri- Pesaro (/.) ècapoluogodella legazione o
vendolo parte a parte, che bello epregie- Provincie o delegazioni apostoliche d'Ur-
vole sarebbe il riprodurre, se lo spazio bino e Pesaro nella legazione delle Mar-
angusto di queste colonne me lo permet- che, governate da un prelato delegato a-
tessero. Solo dirò , che convenendo egli postolico; cioè Urbino lo è della provin-
figurarsi il corso del benefico Nilo nella cia e delegazione omonima o parte terre-
stagione delle grandi inondazioni, o l'al- stre o montana o superiore, che compren-
to e basso Egitto, (pianto alla parte che de l'antico ducato d' Urbino; Pesaro di
rappresenta il tempio e l'ampia tenda, quella del suo nome e della parte inferio-
vero scoglio degl'interpreti, inclina a rite- re e marittima, come vicina al mare A-
nere più ragionevole la spiegazione di driatico. In Urbino mg/ delegato vi ri-

Barlhelemy, cioè che il musaico ornava il siede col segretario generale B( I Mniattra
pavimento deiSerapeo diPalestrina (tem- da maggio a tutto ottobre inclusive, nel
pio di Sciapi il gran dio degli egizi) , e 1' altro dimorando 111 Pcsuro. Ciascuna
7 4 u a b U lì D
delle due città capoluoghi, ha oltre il pro- Dipoi compresero Urbino, Gubbio,
vi si

prio archivio, 4 consultori del delegato, Cagli, Fossotnbrone •Monte Fellro(F.) >

ilquale ne sceglie uno a presiedere al go- ec, il quale nel registro di Cencio Came-
verno d'una delle delegazioni nella seme- rario del secolo XI è collocato in pro- 1

strale sua assenza; ha un presidente del vìncia. Marchine. Imperocché estinta l<i
tribunale di i. istanza, duegiudici, il pro- dominazione de'longobardi due Piceni i

curatore fiscale, il cancelliere, il capi- furono divisi in Marche (F.), cominciati-


tano comandante la gendarmeria. Inol- do almeno dal secolo X, eia Marca d'An-
tre in Urbino e Pesaro il delegato ha il cona comprese le città di Sinigaglia, Fa-
proprio assessore legale assegnati alla ri- no, Fossombrone, Cagli ec. Su tutte le
spettiva provincia. In Pesaro vi è il tribu- narrate denominazioni e sulle città che
nale di commercio col suo presidente, e fecero parte di esse non sono d' accendo
per le due provincie vi è l'ingegnere pri- gli scrittori per le loro discrepanti opi-
mario* Il tribunale civile, commerciale e nioni che raccontai ne'citali articoli. Con
criminale della parte montana siede in infeudazioni della s. Sede formatosi \\ du-
Urbino. Dice il Castellano , che prima cato d'Urbino in favore de'conti poi du-
dell'odierna uniformità delle leggi e di chi Feltri , con altre *i aumentò ne'du-
amministrazione, molle erano le prero- chi della Rovere, e nel i 63 per devolu-
i

gative di Urbino in materia giudiziaria ,


zione tornò ducato nell'immediato prin-
il

ed avea anche la sua Piota per decidere cipato temporale de' Papi, e ne fecero una
in ultima istanza: i dottori e giudici della legazione formante parte integrante del
Rota d'Urbino vestivano 1' a-
collegiale medesimo. Il Repos«li,che nel 1773 pub-
bito la In re. La regione fece anticamente blicò la sua opera, nel t. 1, p. 3o,5 fi la

parte dell' Umbria(F.), chiamata Seno- descrizione dello slato d' Urbino, che nel
nia e Gallia Senonia da'galli conquista- Cimarelli si legge a p. 1 78, cioè delle città,

l ori,eh ebbero a ca[i\la\eSinigaglia(F.). terre e castelli che in esso si contengono,


Cacciati i galli da'romani, questi appella- e il metodo del suo governo, e ilice. Lo
rono la contrada Piceno (F.) Annonario stato d'Urbino, parte \\t\Y Italiajk situalo
(così detto pel riferito ancora nel voi. quasi nel centro del dominio pontificio.
LXVI, p. 125, per distinguerlo dal Pi- A levante confina colla provincia della
cvttoSuburbicario ossia della parte o pro- Marca Anconitana, a mezzogiorno col-
vincia più prossima a Roma); indi si no- l'Umbria, a ponente colla Toscana, a set-

minò Gallia Togata e poi nuovamen te tentrione coll'JEinilui o Romagna, colla


Piceno,e comprese le città eluoghi che poi repubblica di s. Marino e col mare A-
formarono il ducalo d'Urbino. Distrutto driatico. La sua lunghezza è di miglia 70
il dominio de'goti in Italia, e costituita e piò, la larghezza di 5o circa, la sua cir-
Ravenna (F.) capitale dell'Esarcato, il conferenza è intorno a 35o miglia. Con-
Piceno Annonario nuovamente mutò no- tiene 1 1 città, i5»terre e 247 castelli, ol-

me: la sua parte marittima si disse Pen- tre mi gran numero di belli e spaziosi vil-

tacoli (F.) } la sua parte montana si disse laggi (il Cimarelli nel i643 stampato, e-
Provincia de' Castelli. La Penlapoli ma- numerò e nominò 7 città vescovili, 5oo
rittima e tei restie spesso cambiò limite e fra terre e castella murate, senza villaggi i

nome. La Penlapoli marittima o Piceno aperti che disse in gran numero). Le cit-

Annonario ebbe Ancona (della quale ri- sono Urbino capita-


tà, e tutte vescovili,

parlai a Umana) a metropoli. La Penta- le, Gubbio, Pesaro, Sinigaglia, Fossoni'

poli terrestre o rnontaua o mediterranea brone, Cagli, s. Leo, Penna Billi, Ur-
ebbe Ravenna a metropoli facendone , latila, s. Angelo in Fado, Pergola. Si
parte Pesaro, Fano, Sinigaglia (F.) ec. deve aggiungere la città vescovile di Fa-
-

U II B URB 7j
i quale peiò non fece porte ilei do- a scaricarsi a Sinigaglia, ed ivi similmen-
culo, bensì delia provincia il' Urbino dopo tecon un buon molo piantato sopra Tac-
che questa ritornò al iliretlo dominio pa- que salse costituisce quel porto; il Cliia-
paie, essendo prima per la s. Sede gover- scio, che comincia nelle vicinanze di Gub-
nata da no prelato governatore (incl)è fu bio, edopo lungo tragitto si unisce col fiu-
compresa nella Delegazione ( ^.) aposto- me Tevere appresso Torsciano, luogo del
lici di Pesaro, come poi dirò. L'Amiani territorio di Perugia. Le provineiechein
riporta la serie de'preLti governatori ili se contiene questo stato sono il .Monte
Fano, dopo clie la città dal dominio de' Feltro , la Massa Trabaria , il vicariato
Malatesla passò all'immediata soggezione di Monda via e la Vaccareceia. Le fortez-
della s. Sade, cioè dal 1 463 al i
744 ' n~ ze che difendevano questo slato in tem-
elusive, i successori potendosi leggere nel- po che lo reggevano i duchi, compresa
le Notizie di Roiìkì. Dalla parte di mez- quella d' Urbino, erano molte, assai ben
zodì è contornalo da'monti Apenniui, a presidiate e munite di tutto il bisognevole,
settentrione è bagnato dal mare Adria- onde più volte fecero fronte e tennero ad-
tico, ove ha due porti, quello di Pesaro dietro i nemici, i quali cogli assedi, i bloc-
comodo e vago, e quello di Sinigaglia ri- chi e gli assalti tentavano impadronirse-
nomatissimo per l'annua gran fiera. I fiu- ne ; ridotte a poche, si restrinsero a quel-
mi principali sono 7, cioè ia Marecchia, le di Pesaro, Sinigaglia, e s. Leo che at-
che comincia poco sopra Penna di Dilli, tesa la sua situazione poco me- si rese già
e va a finire nel porto di Rimini ; la Con- no che inespugnabile, importanza dimi-
ca, che ha il suo principio verso Afonie nuita dall'odierna arte militare. Passa poi
Coppiolo e Monte Cerignoue, e termina Reposati a fare la descrizione delle città,
in quella parte dell'Adriatico, ov'era po- terre e castella dello stato d'Urbino, la
sta l'antica Conca, città già sommersa quale terrò presente nella mia. Le comu-
dall'acque, e sorgeva tra Rimini e la Cat- nità delle 3 proviucie ciascuna avea il suo
tolica; Isauro o foglia^ che trae ori-
l' deputato, i quali formavano in ogni pro-
gine sopra Sestino nella Toscana, e scor- vincia il consiglio o parlamento , corri
rendo per lungo tratto di strada, sbocca hpoudenti agli odierni consigli provin-
vicino alle mura di Pesaro, e forma con da Gregorio XVI. I par-
ciali, ristabiliti

un molo entro al mare quel porto \\\Me- si aduna-


lamenti provinciali rare volte
tauro% che ha la sua sorgente da Lauioli vano, suppleudo 4 primari deputati. O- i

e Borgo Pace, bagna Mercalello, s. An- gni provincia avea il suo commissario
gelo in Vado, Urbania, giunge a Calmaz- giudice ordinario dell' appellazioni, dal-
za villaggio discosto 3 miglia dal Furio, le sentenze de' giudici podestà che avea-
ivi si fiume Canliano, passa vi-
unisce al no principali luoghi, da'quali dipende-
i

cino a Fossombrone, e termina nell' A- vano minori. 1 prelati presidenti d'Ur-


i

drialico vicino a Fano nel sito detto la Ma- bino o cardinali legati soprintendevano
i

donna Ccsano c\\e da Fron-


del Ponte ; il }
al governo della legazioue. Reposati ri-
tone e dal monastero di Fonte Avellana ferendo come si costituiva quello de'pri-
(che descrissi, parlando pure del monte ini e quello de'secondi, descrive pure ma- i

Celila, a Pergola) ha il suo principio , gistrali e gli uflìziali, maggiore essendo


passa in mezzo alla Pergola, e sbocca nel- la giurisdizione delegati, come vicari ge-
l'Adriatico, due miglia sopra la Mai otta nerali de' Papi. Essi avea no la.segnatiua di
altro fiume; il Misa. che da'monti Apen- grazia e di giustizia, per questa valendosi
nini che circondano ia grossa terra di noc- di 3 uditori, alla quale devolvevano ne'
ca Contrada (ora città d'Arcevia),ha l'es- gradi d'appellazione tutte le cause de'tri-
sere, si confonde col fiume ÌNevola, e vu bunali della legazioue, secolari ed ecclesia
V 1

76 U RB U R fi

stici,compresoil metropolitano d'Urbino, al cardinalato, e ad ambedue i presidenti


i liibunali de'vescovi, la rota collegiale i Papi inviavano l'annunzio pro- di loro
d'Urbino, i tribunali del vescovo di Fa- mozione per un corriere col berrettino
no, e degli altri vescovi per la parte di cardinalizio^ per un ablegato apostoli-
quelle diocesi che nel temporale era sog- co'^ berretta cardinalizia. I presidenti
getta alla legazione, il cardinal legalo a- d' Urbino in questa città riceveano tali

iea un prelato vice-legato, che lo suppli- partecipazione e insegne. Fra gli ultimi
va in assenza o impotenza, ed in mancan- esempi ricorderò i seguenti. Benedetto
r
za d' ambedue di diritto sbrigavano gli XIV nel 1743 inviò al presidente mg.
r
«(lari i 3 uditori. Gli emolumenti del car- Laute l' ablegato mg. Relmonte ; e nel
dinale ascendevano a circa scudi 3ooo. 1753 a mg/Stoppani presidente,! ablega-
1

La camera apostolica manteneva a sue tomg. Veterani.Cleineute XI 11 nel 759 1

r r
fpese il palazzo apostolico di Pesaro, ove al presidente mg. Merlini, il nipote mg.
semestralmente facevano residenza le- il Merlini ablegato; e nel 1766 al presiden-
r
gato o il presidente; per l'altro d'Urbi- te mg. Colonna Brancinforte, per l'able-
r
l)ino, già ducale, eranvi assegni fatti da gato mg. Sersale gli rimise la berretta.
r
Clemente XI, con mobili e letti, per uso Clemente XI nel 773alpresidente m» 1

r
de'cardinali, prelati, loro famiglie, i 3 u- Acquaviva, pel nipote mg. Aequaviva.
1
ditori, l'avvocato fiscale, i segretari d'u- Dopo denominati il fanese mg. Marco-
1

dienza, il cancelliere generale; i quali tutti lini nel 17 78 e il modenese mg. Livizza-

in Pesaro godevano la sola abitazione. Il n i uel 1783, che furono gli ultimi nell'e-
cardinale era servilo dalla guardia sviz- sercizio del presidentato ad esser promos-
zera, composta d'un capitano, d'un ser- si aila porpora, si trovarouo in Roma nel
gente e di 25 soldati, facente parte della giorno di loro esaltazione, ed ivi Pio VI

guardia del palazzo apostolico, ed aveano impose loro la berretta cardinalizia. Do-
mensili scudi 96. Reposati parla anche po la 1. 'invasione francese esuccessiva re-
degli onorari degli uditori d'annui scudi pubblica del 1
798, questo slato fece parte
4oo, e degli altri nominati ufììziali. Nel della Romana col nome di dipartimento
\ol. LIl, |). 199, ricordai un libro pubbli- delMetaui'OjtrannePesaro e s.Leo incorpo-
cato dall'Olivieri in Na'poìi nel 1771, sul rati alla repubblica Cisalpina. Indi ripri-
titolo di Provìncia Metaurense dato al- stinalo nel 1 800 il governo pontificio, Pio
la Legazione delta volgarmente d' Urbi' VII colla disposizione pubblicata dal Dia-
no. Con esso pretese togliere il primato a rio di Roma de 5 luglio, divise lo slato
Urbino, e di considerarla non più capitale restituitogli in 7 delega/ioni apostoliche,
dell'altre 7 città che da lei dipendono. Di- una delle quali dichiarò 1' antico ducato
ce il Lazzari, Antichità .picene, t.
9, p. e legazione d'Urbino con tutte le sue d'i-

j 76,che breve,ma con tal


gli fu risposto in pendenze (tranne Fano che allora colle
convincimento che restò chiusa la bocca sue dipendenze fu attribuita alla delega-
a chi a fronte d' un breve pontificio avea zione d'Ancona), con Urbino e Pesaro per
tentato persuadere altrimenti. A suo luo- residenza del prelato delegato. Questo
go e nell'accennare le principali vicende cessò in conseguenza del decreto emana-
politiche d'Urbino e de'suoi governanti to ai maggio 1808 da Napoleone I im-
riporterò la serie de'conti, de'duchi, de' peratole de'fiancesijCol quale unì la pro-
cardinali legati e del solenne possesso che vincia al suo regno d' Italia, ed agli 1

prendevano in Urbino, non che de'pre* la fece occupare , seguendo nuovamente


lati presidenti. Questa carica prelatizia, l'invasione degli altri domimi. Alla pro-
come il 'presidente ó? Avignone e conta- vincia fu dato nuovamente il nome di di-
do r<maissino } portava immediatamente partimento del Metauro, costituendo visi
uu B URlì 77
Ulll prefettura divisa nelle vice-prefettu- pubblicò m Pesaro nel i85{il seguente
1
re d Urbino e Pesaro, e più tardi si di- libro, di cui ne dà commendevole rag-
chiarò quella di Gubbio: ciascuna fu re- guaglio la Civiltà Cattolica, a." serie, t.

sidenza d'un vice- prefetto, con proprio 7, p. 545: Intorno ad un viaggio scienti-
tribunale di i .'istanza. A'c) giugno i8i5 fico a' ' Manicomi i delle principali nazio-
il congresso di Vienna ordinò la restilu- ni d'Europa, rapporto di Giuseppe Gi-
zionede'dominii pontificii a Pio VII, que- rolami medico direttore dell'ospizio di
sti tornò a dichiarare la provincia dele- s. Benedetto in Pesaro. Nel marzo 1842

gazione d'Urbino e Pesaro con un pre- fu intrapresa per ordine di GregorioXVl


lato delegato apostolico per ambedue. la revisione dell'estimo rustico dello sta-
Leone XII nel 1827 riunendo alcune pic- to , indi pervenuta al suo termine nelle
cole delegazioni, confermò quella di 1.* óue provincie d'Urbino e Pesaro, colla
classe d'Urbino e Pesaro, con quelle di- bella carta corografica della legazione fu
sposizioni narrate nell' indicalo articolo. presentata al Papa stampata a'io luglio

Neli83i Gregorio XVI classificò meglio i843 Relazione su la eseguita revi-


la

le pruvincie dello stato papale, e dichia- sione dell' Estimo Rustico delle due pro-
rò che destinandosi al governo di alcuna vincie d' Urbino e Pesaro. Quantoal rife-
delle delegazioni apostoliche di 1. 'classe rito stato della legazione d'Urbino e Pe-
un cardinale, la delegazione assumeva il saro, esso durò fino alla ribellione* comin-
titolo di legazione, il che facendo con Ur- ciata in Roma da'faziosi demagoghi nel
bino e Pesaro, e come descrissi nel pre- novembre 1848, e promulgata la repub-

detto articolo, la provincia tornò ad es- blica Romana a '9 febbraio 1849, "e fece
sere legazione apostolica. Le disposizio- parte anche la provincia, finche nel de-
ni riguardanti la sistemazione della pro- clinar di maggio per l'occupazione degli
vincia e legazione d'Urbino e Pesaro, e- austriaci cessò quella deplorabile anar-
manale con notificazione de* 4 agosto chia. Restaurato il pontificio governo del
i832 dal cardinal Bernetli segretario di Papa Pio IX, dissi in quell'articolo, che a'
Stato, si leggono nel t. 6, p. 4^8, della 22 novembre i85o, in conseguenza della
Raccolta delle' leggi e disposizioni di nuova divisione territoriale, la delega-
pubblica amministrazione. Tra V altre zione d'Urbinoe Pesaro fu dichiarata far
cose si dispose, che tanto l'università de- parte della legazione delle Marche; di-
gli studi esistente in Urbino, quanto l'o- cendo ancora ivi e nel voi. LV, p. 25o,
spedale de' mentecatti esistente in Pesa- della contemporanea legge pubblicala
ro''sono dichiarati stabilimenti dell'inte- sui comuni dellostalo papale. A'ig mag-
ra provincia, e come tali ambedue do- gio 1857, come si legge nel n.° 1 16 del
vranno avere un sussidilo annuo a cari- G ionia le di Roma, dal conte Degenfekl
co della medesima. L qui merita che io Sconburg tenente maresciallo e coman-
faccia onorevole ricordo, come l'egregio dantein Ancona l'8."coi pò d'armata im-
consiglio della provinci» d'Urbino e Pe- peria le a ustriaco,d'in tei ligenza colle auto-
saro per proposta della commissione del- rità pontifìcie si dichiarò: Che la presente
l'ospizio di s. Benedetto, ossia il manico- condizione de'dominii papali essendo tale
r
mio di Pesaro dal eh. d. Girolami go- da potersi dar termine alle disposi/ioni
vernato, a questi die l'incarico di visitare contenute nelle notificazioni emanate in
i manicomi! delle principali nazioni d'Eu- Bologna a' r 5 giugno 1849 e m Ancona >l
ropa, affi oe di trasportarne pregi nel ri- i dì 8 dello stesso mese e anno, non che in
covero Pesarese. Visitò egli I* Italia, la altre successive, lo stato di attedio esteso
Francia, l'Inghilterra e l'Alemagria con a'iuoghi in cui fu ripristinalo il governo
grande diligenza , e reduce dal viaggio pontificio daIKoi mi austriache e limitato
78 U R B URB
poi coll'accordo de'2 o settembre 1 85(5 (in bio, di Urbania, nel quale ultimo artico-
conseguenza del quale 0*26, 27 e 28 del lo ragionai anche dell' eugubine. Van-
seguente ottobre le truppe pontifìcie si taggiosa è la pesca marittima e la sala-
collocarono in guarnigione nelle varie cit- gione d'alcuni pesci ; grande la dovizia
tà di Romagna, dalle quali simultanea- degli erbaggi e de' frutti ; squisiti e ge-
mente si ritirarono le truppe imperiali, nerosi sono i vini ;
grande la ricchezza
laonde queste non restarono a occupare del legname; copiosissima la raccolta del
cbelc città di Bologna ed Ancona, secon- frumento. La feracità del terreno e l'ab-
do il riferito dal n.° 256 del Giornale di bondanza delle biade, la celebrò pure il

Roma i\e\i 856)ulle provincie delleRoma- Nicolai. Di recente la Corrispondenza


gne, d'Ancona, e ad una parte della pro- scientifica di Roma pubblicò le principa-
vincia di Pesaro, cessa col giorno della li produzioni e manifatture nel Quadro
pubblicazione della presente notificazio- sinottico dell'industrie nello stato ponti-
ne. Nel 1887 ecco come in breve descris- maggio 1857. Altrettanto e
ficio, cioè nel
se la topografia della provincia d'Urbino più copiosamente fece V Enciclopedia
e Pesaro I' aw. Castellano. La maggior contemporanea di Fano, nel t. 6, p.226:
parte dell'antica G alila Se /ionia onde si
, Prodotti naturali e manifatturieri del-
compose poi il ducalo d'Urbino,è racchiu- la legazione d' Urbino e Pesaro; ed a
sa in questa rispettabile provincia. bagna- p. 229: Prodotti naturali e manifattu-
ta all'est dall'Adriatico, cinta al sud-est rieri della repubblica di s. Marino. E
dallaMarca Anconitana, al sud ovestdal- egli questo un estratto dell'opera del eh.
r
l'Umbria, divisa all'ovest pe'sommi Apen- d. N.grisoli che lodai nel voi. LXXXIV,
nini dalla Toscana, e confinante al nord p. 17. Ora si è pubblicato: Confronti^
colla parte meridionale dell'EoYdia. Suoi voti, consigli sulV agricoltura urbinate
principali fiumi sono Misa, il Suasano il di Ottaviano Zucca relli professore d'A-
oggi Cesano, il Metro o Metauro, l'Ar- graria nella pontificia università aV Ur-
zilla, e l'Isauro Foglia. Visi racchiude bino, ivi 1857. La strada corriera da Fo-
1' ermo giogo del Calria, elevato al dire ligno e Noceru vi disceude lungo la falda

del divino Alighieri, Tanto che , i tuoni meridionale del monte di Fossato, e pev
assai suonanpih bassi, e celebre per l'ab- Cagli e Fossombrone giunge a Fano, ove
bazia di s. Croce in Fonte Avellana. 11 all'altra si unisce dalle Marche per a Bo-
monte Acuto, il Nerone,*! Cucco, la Car- logna. Nel ducato d'Urbino si compren-

pegna, il Furio sovrastano alla serie di mi- devano le contee di Monte Feltro e di
nori vette, delle quali però è maestoso il Gubbio, la Massa Trabaria, la signoria
complessivo aspetto. Le interposte pianu- di Pesaro, la prefettura di Sinigaglia e il

re sono tutte fertilissime,ed anco fra'mon- vicarialo di Mondavio. Anche la contea


ti si coltivano i guado, il
lini, le canape, il di Città di Castello, ed il libero paese di
croco, mentre una mol-
la natura olire in s. Marino vi furono per un tempo com-
titudine di semplici le sue variate produ- presi. La repubblica di s. Marino o San-
zioni. Di queste meglio parlai negli arti- marino è sotto la protezione della s. Se-
coli delle città vescovili della provincia, de, compresa nello stato pontificio, e an-
dicendo de'loro moltissimi principali pro- ticamente nella Pentapoli mediterranea.
dotti e manifatture; vantando considere- Confina colla provincia d'Urbino e Pesa-
vole l'educazione dell'api, floridissima ro , ed appartiene alla diocesi di Monte
quella de'bachi setiferi, onde il raccolto Feltro, e diversi vescovi vi fecero residen-
de'bozzoli èubertosissimo, e numerose le za e celebrarono sinodi diocesani. 1 Pa-
filande di seta; celebralissime essendo le pi nell'infeudare il ducato d'Urbino e la

stoviglie maioliche di Pesaro } di Gub- regione Feretrana a'Feltreschi e poi a'Ro-


U R B URB 79
veivst hi, si riservarono l'alta protezione e compresi que'dcl distretto a 82,875
«Iella repubblica. Però le case Felina e (leggo nel Marchesi, che l'antica e bella
Rover* veja esercitarono diretta colla lo- città d'Urbino già enumerò 18,000 abi-
ro buona corrispondenza, amicizia e eoo- tanti, ma per la mancanza della corte du-
ledet azione; relazioni che risalgono ad e- cale notabilmente diminuì). Gli abitanti
poca antichissima e al secolo Xlll alme- di Gubbio sonoir),36o, t insieme a .pie'

no in tempo de'Fel treschi, continuò ne' del distretto 58,278. Gli abitanti di Pe-
Rovereschi , e tranne alcuna rara circo- saro sonoi9,432, e con que'del distretto
stanza,durò finche non si estinse il lignag- 3 8,57 2. Gli abitanti di Fa no sono ic),474>
gio de'Rovere, non meno de'Feltri sem- e con que'del distretto 33,72 1. Gli abi-
pre protettori del paese libero di s. Ma- tanti di Sinigaglià sono 23,288, e con
nno; e ciò mediante pure trattati, essen- que'del distretto 4v>7°- Dipoi descrive-
do tali duchi primi consiglieri della re- rò i luoghi componenti la provincia, le cui
pubblica , anzi vi esercitarono discreta- notizie politiche nella più parte riferirò
mente qualche giurisdizione. Prima che ragiona ndode'signorid'UrbinoFel treschi
ti estinguesse la dinastia lloveresca, l'ot- e Rovereschi, per unità d'argomento; e mi
a
timo Francesco M. II procurò nel i6o3 gioverò, quanto alea distribuzione di essi
che Clemente Vili con allo solenne rin- luoghi per distretti e delle diocesi cuiap-
novasse la protezione diretta della s. Se- partengono,delnoniinato/?fy*3rto7em7o-
de mjì sanmarinesi e la loro repubblica, ri ale deli 833, pubblicato nel 18 36 nel t.
il che confermò Urbano Vili quando lo 6,p. 1 43 della Raccolta delle leggij e del-
sialo d'Urbino si devolse al dominio pa- la delta Statistica del 853;quanto a'cen-
1

s. Marino, che il tempio mag-


pale. Dissi a ni storici principalmente profitterò de'se*
giore antichissimo sagro al patrono s. Ma- guenli autori. Vincenzo Cimarelli, Isto-
rino, è insignito del titolo di collegiata, rie dello stato d'Urbino da*se noni del-
ed è officiato da'eanouici coll'arciprele di- ta Umbria Senonia, e de' loro granfa Ili
gnità. Ora meglio informalo, rettifico ta- in Italia, delle città e luoghi clic in es-
le asserzione con dichiarare. In detto tem- sa al presente si trovano, di quelle che
pio vi è il padronato del-
solo arciprete di distrutte già furono famose, e di Cori-
la reggenza, per concessione di Gregorio naldo die dalle ceneri di Suasa. ebbe l'o-

XVI, stipendiando due cappellani amovi- rigine, Crescia 1 643 Rinaldo Reposali,
bili per l'amministrazione de'sagramenti Della zecca di Gubbio e delle gesta de'
e la cura dell'anime. Il Riparto Territo- conti e duchi d'Urbino, Bologna 1772.
riale pubblicato dal governo nel 836, i Giuseppe Colucci, Antichità picene, e del-
nella provincia d' Urbino e Pesaro enu- l' oneri che contengono, le quali nomine-

merò 5 governi distrettuali, cioè d'Urbi- rò nel giovarmene. Pietro AI.* Amiani,
no, di Gubbio, di Pesaro, di Fano, di Si- Memorie i storiche della città di Fano ,

nigaglia,io governi di i.° ordine, 8 1 co- IVIIfSl. Luigi Rangliiasci, Bigliografia


muni , abitanti 225,8o6. Nella recente dello stato pontificio. UgoCalindri, Sag-
Statìstica della popolazione dello stato gio del pontificio stalo. Pietro Castella-
pontifìcio dell anno
853 compilata, nel i no, Lo stato pontifìcio.
Ministero del commercio e lavori pub- dotto gesuita p.TitoCiccooi, prime di
Il

blici, a p.i i 2, i io, 296, e nelle succes- riprendere l'abito di sua veneranda com-
sive tavole, si tiene proposito di quella pagnia, (piale bibliotecario della lìibliolc-
d'Urbino e Pesaro, si enumerano 204 co- ca . ///><7///,pubblicù diverse CON inadite e-
muni 257,751, de'
e appodiati, abitanti sistenti nella medesima, tulle pretioted tut-
quali maschi 132,969, femmine 124,782. te interessanti, il perchè ine ne giovai al-
Gli abitanti d'Urbino ascendono 3,5i^, 1 l'opportunità in diversi articoli, ed aitici-
8o UR B UR B
tanto intendo fare in questo,nd onore del- ifff.fi, 3^8, fra' quali Gio. Maria Cre-
p.
sci m beni, Fila di mg. Gio. Maria Lan-
1

la celebralissima e illustre regione che


compendiosissimamente vado descriven- cisi, Roma
1721), nelle quali si descri-
do; che se tuttavia riuscirà paginosa nelle vono minutamente e con piacevole leg-
proporzioni d'un Dizionario e quale ac- giadria quasi tutti i luoghi della diocesi
cessorio degli articoli d' Urbino e Pesaro, Feretrana, e i semplici pastorali costumi
ogni istruito discretamente considererà, di quelle genti. Dice quindi, che il Lanci-
che l'impresa è niente meno che di stringe- si,egregiaraente versato nelle lettere e nel-
re in breve le principali notizie dello sta- le scienze, gli mostrerà da erudito archeo-
lod'Urbino, cioè lecittà (quelle vescovili logo, che la sua più antica cattedrale era
hanno propri articoli), le terre (queste, le il tempio di Giove Feretrio; ora da esper-
città e altri luoghi, hanno ordinariamen- to politico (e tale dovette esser il Lancisi,
teun cardinale per protettore) castelli , i che seppe vivere molti anni in corte,
che ne formarono il nobilissimo ducato, ed aggiungerò, in una corte elettiva)
io

e quindi la legazione apostolica ,


vale a indagherà le cagioni che conservarono ,

dire le provincie del medesimo, cioè Mon- intatta per tanti secoli la repubblica di
te Feltro, Massa Trabaria, il Vicaria*
la s. Marino; ora ponendogli sotto gli occhi,
todi Mondavio, e la Vaccareccia (indica- e quasi disegnando i magnifici palagi di
ta ma non dichiarala da tteposati); po- Carpegna e di Scavolino, e quindi le ine-
scia coll'unione di Fané e' suo contado a spugnabili rocche di Sasso Simone e di
Pesaro si formò una delegazione, altra es- San Leo, gli farà scorgere la sua non ordi-
sendo quella d'Urbino, ma unite, in se- naria perizia sì nella civile, si nella milita-
guito le stesse sempre unite con titolo
e re architettura... Egli dunque, nel salire
di legazione, ed ora nuovamente di dele- le vette di que' colli beali, esclamerà so-
gazione, facente parte della legazione del- praffatto da viva gioia: Che aria e que-
le Marche, comegià dissi più sopra. In una sta tanto pura e sottile! che terra tan-
parola fondere in un articolo un com- to fertile fra sassi, e tanto ben coltiva-*
plesso di provincie. Tornando al dotloCic- tal E poco appresso: Basterebbe miete-
coni, egli pubblicò in Roma nel i84-i: Let- re tre palmi di questo
terreno, per far-
x
tere inedite clini g. Giammaria Lanci- ne poi colf erbe polverizzate una teria-
si archiatro pontificio, nelle quali de- ca. Gli uomini poi ci vivono lungamen-
scrive un suo viaggio da Urbino a Moti' te, con uno spirito pronto e sopraffino*

te Feltro, e alla repubblica di s. Ma- Dal medesimo apprenderete, che pasco- i

rino tratte
, da un manoscritto della Bi- li di Mónte Boaggine potran fornirvi di ot-
blioteca Albani. Le dedicò all' Illm.° e time carni e di eccellente buliro; e le col-
r
Rm.° mg. Antonio Antonucci vescovo di line di Mondavano apprestarvi un vino
Monte Feltro (ora vescovo d' Ancona ed sì raro, ch'era una volta riserbato a co-
Umana), dichiarando nella dedicatoria, ronar le tazze de'duchi d'Urbino. Ma ciò
che non vi è cosa , che più si brami da che dovrà più riuscirvi gradito, è il sape-
un nuovo vescovo destinato ad una chie- re, che fra que'monti non si annidano i
sa, quanto l'aver contezza de'luoglii e de' vizi delle grandi città. Quegli operosi con-
popoli eh' egli dee governare. Volendo tadini sono poveri, è vero , ma contenti
festeggiarne 1' esaltamento suo con pub- di ciò che ritraggono da un indefesso la-
blico segno e la sua riverenza, trovò op- voro, non si mettono ignominiosamenle
portunissimo l'offerta dell'erudite lette- a far gli accattoni, né pretenderanno da
re inedite del Lancisi (di Borgo s. Sepol- voi, che gli abbiate a pascere oziosi. Ove
cro, e di cui scrissero molti la vita e gli elo- abbondano gl'infingardi e gli scioperati,
gi, registrati da Cancellieri, óìorm de'pos- la più ricca mensa u" un vescovo è seni-
U R B URB 8 r

pre scarsa ad alimentarli". Passa poi a se, le ordinò, le corresse , ed aggiuntovi


narrare, che il Lancisi Medico dell'urbi- un suo discorso recitato in Urbino nel-
nate Clemente XI, dal cui fianco non so- l'accademia degli Assorditi, ne formò un
leva dipartirsi (all'epoca del viaggio il Pa- volume copiato di buon carattere, e sic-
pa ancora non pativa que' molteplici e come divisava fai io stampare vi fece altre-

gravi incomodi nel corpo, non ancora era sì la prefazione; invitando il lettore ad
soggiaciuto alle diverse malattie, che Tar- esser più cortese nel concedere, che rigi-
chiato) con vigilante perizia curò in mo- do nell'osservare l'involontarie negligen-
do, che nondimeno potè giungere a cir- ze. Essendo le discorse Lettere in rino-
ca 72 anni, con più di 20 anni di glorio- manza, reputai conveniente premettere
so e spinoso pontificato, ch'ebbe tramon- un cenno di ragguaglio, dovendone a'pro-
to placido a' 19 marzo 72 1 1 ; anzi ad Ur- pri luoghi usai ne. E poiché ho parlato di
bino vi si era precedentemente recato nel viaggi, di questi interessa il ricordare, che
1703 pure col nipote Annibale, che nel- la provincia fu onorata molte volte dalla
la patria Urbino volle prendere la laurea veneranda presenza de'sommi Pontefici,
degli studi fatti nel seminario romano ed in tempi meno lontani da Giulioll, Cle-
sotto i gesuiti, come si ha dalle lettere ine- mente VII, Paolo III, Clemente Vili, Pio
dite esistenti neWaBibliotecaLancisiana, VI, Pio VII , e di recente dal regnante
fondata dallo stesso Lancisi, di cui ri- augusto comprovinciale Papa Pio IX di
parlai in più luoghi, e nelfa quale tra le Sinigaglia nel suo trionfale viaggio a Bo-
sue lettere inedite vi sono eziandio quel- logna, di che col Giornale di Roma va-
le del viaggio del r 705, ch'è l'argomen- do a dire alquante parole, cioè co'n. 1 1 8
to delle stampale), visitò i colli del Mon- al 1 15 inclusive, massime per quanto ri-

te Feltro, nelT accompagnarvi l'abbate guarda i porti della provincia di Sini-


Annibale Albani (poi amplissimo cardi- gaglia e Pesaro. Prima però farò cen-
nale) nipote del Papa, e il cardinal Seba- no de' lavori delle Strade ferrate (F*)9
stiano Antonio Tanara legato e ammi- delle quali riparlai nel voi. LXXVIM,
nistratore dell'arcivescovato d'Urbino, i p. 77 e 78 in uno a' telegrafi, ed a U-
quali corteggiati da altri signori intrapre- NIVERSITA ARTISTICBE, cioè del tlOUCO
selo il viaggio a solo fine di respirare uiT tra Ancona e Bologna, i cui lavori co-
aria purissima, e godere l'amena vista minciarono a' 20 maggio 1857 a Case
delle campagne e del mare. Il Lancisi ri- Bruciate da Ancona a Sinigaglia. Il Papa
tira vasi ogni sera a scrivere tuttociò che giunto a Case Bruciate a'26 vi si fermò
1
colla sua mirabile perspicacia e dottrina e dalla carrozza osservò i lavori : mg.
avea diligentemente osservato nel giorno, Bandi delegato apostolico d' Ancona, ed
introducendovi di quando in quando a- uno degli amministratori delle ferrovie
naloghe erudizioni, e con parlare franco romane gli presentarono gT ingegneri,
,

dicendo cose morali e sentenziose. E co- gl'impiegati e gli operai, tutti confortati
sì distese le 4 lettere pubblicate dal Cic- da benigne parole (lei Santo Padre, inco-
coni, ed alcun* altre, che tutte diresse a raggiandoli a progredire sollecitamente.
r
mg. Curzio Origo segretario de'raemo- A'26 maggio 8 5t, reduce d'Ancona
1 nl.i
rialidel Papa e poi cardinale. In sostanza Jesi, giunse alla sua patria Sinigaglia (il

Lancisi scrisse una specie di diario del cui magistrato con notilìca/ione riporta-
viaggio, per darne notizi;» al Pape, col ta a p.482, nelTannonziurc ai g l'immi-
mezzo di detto prelato, comechè amore- nente arrivo del sommo Gerarca e ado-
vole di sua cospicua patria, de* /suoi com- rato monarca, del generosissimo beni lit-
provinciali e delle Feretrane pitti. Ili- tore e glorioso concittadino. <• perciò gior-
tornato poi a Roma egli stesso le raccol- no il più bello e il più lieto di loro vita; ri-

VOL. LXXXVI.
8?. URB u a b
cordò che con larghe concessioni richia- nificenza e patria benevolenza, esaminai fi"
mava a novella esistenza la già scaduta do tutto quanto il locale; indi assistette a
celebre fiera, e tulle quante le munificen- diversi esperimenti fisici (a p. 557 del
2e elargite a Sùiìgagìia, che celebrai in Giornale di Roma si legge la descrizio-
quell'articolo,aggiungendo la partecipa- ne della macchina eleltrica di nuova co-
zione che magnanimità di Pio IX a sue
la struzione e con migliori risultati dell'an-
private spese avea ordinato un ampio a- tiche, donata ora dal Papa al collegio me-
silo pe'poveri invalidi o cronici d'ambo i desimo) e gradì una composizione letta da
sessi e per le fanciulle derelitte, con a la- un collegiale, e infine ammise benigna-
to altro edifizio per uso di lavorio,onde mente al bacio del piede i gesuiti, i colle-
abbiano pane molle famiglie mancanti giali e quanti ivi erano presenti, a tutti

d'occupazione e un valido incremento l'in- compartendo la sua benedizione. Intan-


dustria cittadina; pel complesso quindi di to si recarono ad ossequiarlo il cardinal
tante beneficenze, dichiarare possibilmen- De Angelis arcivescovo di Fermo, il car-
te imperitura riconoscenza e far voti aDio dinal Monchini vescovo di Jesi, e il car-
per la sua piena prosperità) alle ore 7 po- dinal Brunelli vescovo d'Osimo e Cingo-
meridiane, tra la gioia e l'entusiasmo ge- li, le cui residenze avea onorato di sua au-
nerale, e le replicate salve dell'artiglieria gusta persona. Nell'ore pomeridiane, per
volante. Il Corso e le vie donde passò e- soddisfare all'ardenti brame e alla divo-
rano parate riccamente a festa, con isplen- zione del popolo,ch'erasi in gran folla rac-

didi archi di trionfo, e mille altri segni di colto sulla piazza del Governo, il Papa si

divozione e d'esultanza. Disceso il Papa recò mediante una comunicazione fatta


ai duomo elegantemente parato, vi fu ri- per la circostanza, alla loggia del palazzo
cevuto dal cardinalLucciardi vescovo dio- municipale a compartire la benedizione,
cesano, dall'arcivescovo d'Urbino, da've- fra'fragorosi evviva anco dopo l'atto reli-
scovi d'Urbania e s. Angelo in Vado, di giosamente domandato. Indi a piedi si con-
Pesaro, di Cagli e Pergola, di Fano, e di dusse a visitare la chiesa di s. Maria del
r
Comacchio, non che da mg. Badia dele- Porto, accompagnato dal riverente e ge-
gato della provincia, dalla consulta gover- nerale entusiasmo, e da pioggie di fiori; ed
nativa e dal consiglio provinciale, i quali uscito da detta chiesa montò in carrozza
al confine aveauogiàavuto l'onore di pre- co'cardinali De Angelis e Brunelli ivi so-
sentargli i loro omaggi. Ricevuta la bene- praggiunti, e passò all' altra chiesa di s.

dizione Eucaristica, passò al contiguo e- Maria della Pace fuori di portaFano. Rien-
piscopio, donde da una loggia nobilmen- tra lo in citta e restituitosi alla propria a-
te ornata benedisse il popolo festeggiatile bitazione a mezzo gli evviva e il general
che gremiva la piazza e le strade. Ammi- entusiasmo, deguossi ricevere in udienza
se quindi in udienza i vescovi predetti, il varie deputazioni accorse anche da'pae-
clero, le autorità e la magistratura comu- si circostanti, e non poche persone della
nale. Recatosi alla propria abitazione, fu città. Sinigaglia fu veduta nella più gran
ricevuto da'suoi più cari congiunti , con festa; tutte le vie percorse dal Papa colla
reciproca consolazione e commozione. Al- maggior eleganza e interamente parate e
la sera una vaga, ricca e generale illumi- abbellite di grandi festoni, di drappi ros-
nazione si ammirò in tutta la giubilante si e bianchi sostenuti da spesse colonne de-
città. La mattina de'27 si recò nel duo- corate di sovrapposti vasi. Innanzi alla
mo a celebrare la messa, nella quale co- piazza, ove deve far prospetto la nuova
municò il magistrato municipale, i semi- fabbrica destinata al suddetto ricovero
naristi e molte altre persone. Passò dipoi de'poveri, una colonna sormontata dalla
al collegio de'gesuili eretto dalla sua mu- statua del Pontefice Pio IX; il prospetto
u r r> CRB 83
della stessa fabbrica innalzato in tela del piede non solo le religiose del luogo,
nelle naturali sue proporzioni; sull'arena ma quelle ancora d'altri monasteri. E in-
improvvisato un giardino con ricco padi- fine recossi al palazzo comunale, e là nel-
glione nel mezzo; lungo portici e il por- i la gran sala riccamente parata ricevè al
to canale altri abbellimenti. Tultoanuun- bacio del piede le signore della città e
ciava l'impegno e entusiasmo della cit-
l* molle altre distinte persone. Restituitosi
tà nell'onorare e rendere omaggio al Pon- il Papa alla sua residenza fra indescrivi-
tefice sovrano, a cui ha avuto la gloria di bili acclamazioni dell'immensa popolazio-

dare natali. Il magistrato comunale per


i ne, ammise in udienza e al bacio del piede
Decrescere il pubblico gaudio accordò 25 molti signori e signore della città, ed oc-
doti a zitelle tratte a sorte, e per 3 gior- cupandosi d'affari si degnò concedere,
ni fece gratuitamente dispensare pane a sotto talune condizioni,, l'oflìzio del tele-
tutti i poveri della città. Le dotate unifor- grafo a Sinigaglia, come lo avea accorda-
memente vestite fecero la comunione nel- to ad altri luoghi, che domandarono lo
la suddetta messa del Papa. Nella sera tut- il n.°2o8 del
slesso beneficio (riportò poi

ta la città fu sfarzosamente illuminata. Giornale^ che i5 settembre era stata


a'

Nella mattina de' 28 il Papa si portò a aperta permanentemente al servizio del


celebrar la messa nella chiesa della Mad- pubblico la slazioue telegrafica di Sini-

dalena, per suffragar l'anime de'suoi ge- gaglia : questa stazione fa il servizio re-
nitori; ivi comunicò tutti gl'individui di golare di giorno); non che la costruzione
sua nobile famiglia, e gli orfanelli* Indi in del nuovo uffizio sanitario, secondo il pro-
carrozza si condusse al porlo canale di Si- getto umiliato dalla magistratura e ri-

Rigaglia, ove il ceto de' mercanti avea messo al ministero dell'interno, che già
improvvisato sull'arena il suddetto giar- avea dato corso a quest'affare per la rela-
dino con gran padiglione. Degnossi non tiva aulorizzazione.Notai nel voi. LXX V,
solo gradire quel gentile peusierOj ma an- p. 1 47 ei5r, che il Papa avea mandato
che d'accettare de' rinfreschi e di tratte- a Sinigaglia la macchina effossoria, qua!
nersi co'comuiercianti d'affari,aggiungen- dono alla provincia d'Urbino ePesaro, per
do nuovi stimoli a sempre più estendere lo spurgo del fondo de'fiumi e de' porli.
l'industria e il commercio del paesejmen- Indi il Papa nella sera uscì nuovamente
tre da'eoncerti della città si eseguivano in carrozza, percorrendo le varie contra-
vari pezzi di musica. Lungo il canale gli de, ove splendeva una sorprendente illu-
equipaggi de'molli legni pavesati a festa, minazione fatta a disegno. Il Corso, il por-
fecero Mugli alberi svariali giuochi. Il Pa- to e la via che mette al duomo non pre-
pa si compiacque di montare sul grosso sentavano che una vivissima luce, tanta
brigantino il Brenno, fabbricato in Sini- era la copia de'lumi in bell'ordine espo-
gaglia, ed esaminatolo in ogni sua parte, sti. Dall'episcopio poi assistette, in mezzo
incoraggiò con benigne parole il costrut- al più vivo entusiasmo e acclamazio- alle
tore. Poscia annuendo alle preghiere del ni, ad un brillante fuoco d'artificio pre-
magistrato comunale e delle persone ad- parato sulla piazza del duomo, e all'in-
dette alla marina, trasferitosi sul molo, si nalzamento di 12 globi areoslatici di di-
degnò d' accordare il restauro del porlo versi colori. Nella sua residenza si benignò
sulla base della relazione e del pai ere che ricevere anche gli antichi suoi coloni, i

avrebbe presentalo l'ingegnere prof. Bri- quali a segno di rispettoso omaggio e di


ghenti, e ciò per animare il commercio di divozione gli presentarono frutta e altre
quella città e accrescerne mezzi oppor- i primizie eampeslri, e nel gradire quitti
tuni. Passò indi al monastero delle be- dimostrazione, che manifesta la loro seni
nedettine, ovebenedisseeammiseal bacio plicità e cordialità, li rimandava conso
84 URB li li B
lati e come benigna acco-
inebriali della re, ma
da altra vittoria non meno rag-
glienza avuta. La mattina de'sg maggio, guardevole de' romani, quando in detto
dopo d'aver celebrata la messa nella cap- piano trionfarono, e indi s'impadroniro-
pella privata, verso le 9 partì da Siniga- no dell'Agro Senonense con discacciarne
glia con grandissimo dolore di tutti i suoi tutta la nazione Gallica Settima) ricevè
concittadini, e fucommoventissimo il di- gli omaggi del magistrato di Momlolfo,il

slacco da' suoi amati parenti. Durante il quale vi avea eretto un bell'arco trionfi-
suo patrio soggiorno, oltre il dono alla le. Degnò in ambo i luoghi soffermarsi,
cattedrale d'un busto d'argento con mi- per appagare desiderii di quelle accorse
i

tra e croce a pietre preziose, esprimente s. '


popolazioni, che facendo plausoal proprio
Paolino vescovo e protettore della città, padre e sovrano ne domandavano la be-
ei larghissimi sussidi) accordati a'poveri, nedizione. A due miglia da Fano presso
degnossi concedere varie elargizioni a'mi- il Metauro il Papa scese dalla carrozza per
litari infermi o benemeriti, e di promuo- venerare la miracolosa immagine della
a a
vere a tenente ini. il tenente in 2. Ca- B. Vergine tVel Ponte, benedicendo poi la

stagnola della marina pontificia. Si com- molta o"entech'erasi colà riunita. Circa le

piacque pure di decorare colla gran cro- j 1 antimeridiane giunse a Fano, accolto
ce del suo ordine Piano (al riferito in tale nel modo il più brillante e colla mag-
articolo aggiungerò, che il Papa con de- gior divozione dal popolo, ch'era stipalo
creto degli ii novembre i856 stabilì dovunque: le vie «iella città erano addob-
a
nell'ordine 3 gradi, cioè di 1 . classe de' bate e decorate anche di quadri di varia
grandi croci, come nella disposizione e- specie. Sceso di carrozza al duomo para-
inanata in Gaeta ; di Su" classe ossia de' to e illuminato, vi fu ricevuto all'ingresso
a r
commendatori ; e di 3. classe de'cavalieri da mg. Filippo Vespasiani vescovo dio-
delle piccole croci equestri) il proprio fra- cesano(di cui nel voi. LX.XXI,p. 38), u-
tello conte Giuseppe Mastai gonfaloniere nitameule al clero ed al vescovo di Fos-
della città, e colla croce di commendatore sombrone dal delegato della provincia
,
r
dello slesso ordine gli altri due fratelli mg. Badiae dalla magislratura. Dopo di
conte Gabriele e conte Gaetano, non che avervi ricevuto la benedizione col ss. Sa-
il nipote conte Luigi; come ancora nomi- gramento, salì all' episcopio, donde poi
nò cameriere segreto soprannumerario uscì a piedi fra un'immensa moltitudine
di spada e cappa il conte palatino Arsili. plaudente, e si condusse in piazza, ov'era
Arrivato il Papa alle Torrette v'incontrò stato preparato un magnifico padiglione
la magistratura di Scapezzano, che vi a- con trono,edi là benedisse l'accalcata mol-
vea fatto disporre festoni di verdura a se- titudine. Passò quindi al monastero di s.

gno di giubilo; ed a Ma rotta (il gran fat- Arcangelo, ove ammise al bacio del piede
to d'armi tra Asdrubale capitano carta- quelle religiose e molte altre riunitevi da'
ginese, ed iromani Salinatoree
consoli vari monasteri della città, dirigendo loro
Claudio, che riportarono vittoria, mol- un discorso, che commosse al pianto chi
tissimi scrittori dicono che successe tra ebbe la sorte d'udirlo. Ritornato all'epi-
il Metauro e il Cesano, o tra il Metauro scopio ricevè in udienza i suddetti prela-
e l'antica Sena metropoli della Gallia Se- ti, e al bacio del piede il clero, la magi-
nonia. lUuogo poi fu detto Mavortius A- stratura civica, e molte altre distinte per-
ger, nel piano d' Assiano, chiamato poi sone e deputazioni accorse anche da'lno-
Malarotta,pev la patita da' cartaginesi, ghi vicini, porgendo benigno ascolto a va-
che ora con termine corrotto si dice Ma- rie lorodomandeeadottando taluni prov-
rotta. Ma la derivazione del vocabolo non vedimenti. Verso le 6 pomeridiane del-

da tal battaglia i critici la fanno deriva- lo stesso 29 maggio il Papa partì da Fa-
U U 15 URB 85
iti), dopo aver conferita la croce equestri pa recossi a piedi al monastero della Pu-
ili s. Gregorio al gonfaloniere conte Fi- rificazione, ove ammise alla sua presenza
lippo Bracci, e con un'ora di viaggio ar- e consolò colla sua benedizione tutte le

rivò felicemente in Pesaro accoltovi da un religiose; poscia attraversando sempre a


immenso popolo plaudente, che vi si era piedi tutto il Corso si condusse a visitare
riunito anche da'paesi limitrofi. Le slra- la chiesa della Madonna delle Grazie; e
ile della citte erano parate a festa, con andato a passeggio per la via , che gira
archi di trionfo, festoni, trofei, statue al- esteriormente intorno alla città, ringraziò

lusive, fra le (piali una rappresentatile lo la poca forza militare, che faceva ala al
stesso som ino Fon teli ce, iscrizioni e altri suo passaggio ,
perchè la popolazione
contrassegni d' esultanza. Smontato al quantunque all'oliala, come in altri luo-
duomo vi fu ricevuto dal pesarese cardi- ghi, tenevasi a rispettosa distanza e di-
nal Ciacchi, il quale non ostante gì' inco- votamente in ginocchio. Nel ritorno nuo-
modi di sua salute, da cui è travagliato, vamenle traversò il Corso a piedi, segui-
re-cossi espressa mente dalla sua vicina to solo dalle pochissime guardie nobili,
campagna a Pesaro per poi gergli i suoi o- che seco avea. Rientrato allasua residen-
massi.
vo Ed ehhero mire i
l'onore di rice- za continuò a ricevere e ad ammettere
verlo l'arcivescovo d'Urbino* ed i vescovi all'udienza diverse altre deputazioni, e di-
di Cesena, ri'Urbaniae s. Angelo in Vado, stinte persone anche eslere,non che pub- i

e (li Moni e Feltro, non che il vescovo dioce- blici funzionari che benedisse e consolò co'
sano mg. 'ClementeFares e mg." Badia de- soliti suoi modi amorevoli. Nella sera fu
legato della provincia co'suoi consultori, superba ed elegantissima l'illuminazione
la magistratura e varie autorità del luo- di tutta la città; magnifica soprattutto

go, 'trovandosi nel tempio esposto d ss. quella della facciata nuova di s. Domeni-
JSagramenlo, vi ricevette la benedizione; co,che guarda alla piazza grande.E quan-
indi passò al grandioso palazzo apostoli- do il Papa si affacciò alla gran loggia per
co magnificamente preparalo, e subitoac- veder la moltitudine,che stava stipata sul-
cordò l'udienza a'nonunali prelati, al cle- la piazza e sulle vie adiacenti, essa prorup-
ro, al magistrato, a varie deputazioni, co- pe in grandi acclamazioni. L'arcidueaMas-
me pure a distinte persone della città. similiano d'Austria governatore generale
mattina de'3o maggio, il Papa do-
JNella del regno lombardo-veneto, e nel nome
po aver celebrata e poi ascoltata la mes- dell'imperatore d'Austria suo fratello, se-
sa, si condusse all'episcopio, ove il capi- condando i di lui impulsi e i moti sponta-
tolo , il clero e molti signori furono am- nei dell'animo suo,parlì daMdano per Pe-
messi al bacio del piede. Passò quindi al saro onde ossequiare il comune padre de'
monastero di s. Ilaria Maddalena , ove fedeli, mentre visitava i popoli delle sue
consolò colla sua presenza quelle religio- proviucie e si avvicinava a' confini lom-
se , due altri luoghi
e alla visita di pii. bardo-veneti; ed insieme ricevere le sue
Nelle ore pomeridiane benignamente ac- benedizioni prima di trasferirsi a Brussel-
colse in particolare udienza la deputazio- les a sposare la principessa Carlotta figlia
ne della repubblica di s. Marino, e mol- uno de'
del re del Belgio, inaugurando così
tissime delia provincia. Altre di queste de- più solennimomenti di sua vita. Ciunse a
putazioni avi-ano domandato tale onore Pesaro dopo le orei i della sera di detto
per ringraziare il Papa delle beneficenze giorno, accompagnato dal conte Ferjf Zi
elargite, fra cui quella d'Urbania, la qua- chy suo maggiordomo. Fu incontrato e
le ottenne una somma cospicua occorreu» ricevuto eoi suo seguito nel palazzo apo-
te all'acquisto d'alcune case necessarie per stolico da mg.' Borromeo maggiordomo,
l'ampliamone del suo spedale. ludi il Pa« da mg.' Pacca ma estro di camera }
\\\\
86 V R B ti RB
principe Massimo soprintendente gene* sitare la chiesa di Francesco, e dopo
s.
r
raledelle poste pontificie, da mg. Badia; avere orato dinanzi l'altare in cui riposa
r
e venne poi complimentalo ancheda mg. il corpo della b. Michelina pesarese, rice-

Berardi sostituto della segreteria di sta- vè al bacio del piede quella religiosa co-
to. Prese alloggio in un appartamento munità, consolandola colla sua benedizio-
dello stesso palazzo, e nella mattina se- ne. Ritornalo al palazzo apostolico, dopo
guente il Papa
compiacque ricevere
si essersi occupato d'affari religiosi e comu-
l'arciduca Massimiliano immediatamen- n'itati vi, passòal salone che guarda la piaz-

te e in modo confidenziale in udienza za grande, e dalla loggia ammirò la nuo-


particolare, prima di celebrare la messa, va e copiosissima illuminazione, e udì poi
alla quale assistette il principe, e ascol- nello stesso salone il canto d'un inno ese-
tatane un'altra fece colazione colla stes- guito da un coro di dilettanti disposti in
sa Santità Sua; e dopo essersi l'arcidu- apposita orchestra volgendo parole di ,

ca trattenuto a lungo e nel modo più in- ringraziamento a'eantauti e gli accolse al
timo col Papa, questi gli consegnò l'in- bacio del piede. Tornato nel suo apparta-
segne della gran croce dell' ordine Pia- mento ricevè a particolare udienza di-
no, e onorò il conte Zicby della gran cro- versi signori e signore della città e altri
ce dell'ordine di s. Gregorio Magno. Ri- luoghi. Nella mattina del i.°giugnoil Pa-
correndo in tal giorno la solennità della pa verso le ore o i si condusse al porto pe-
Pentecoste, il Papa tenne cappella nella sarese, per benedirvi i lavori che presto
cattedrale, per assistere alla quale, oltre il andavano a intraprendersi per sua sovra-
cardinalCia,cclii,si recarono appositamen- na munificenza, e mediante un ponte di
te in Pesaro gli encomiati cardinali De legno gettato espressamente sul fiume
Angelis, Lucciardi e Brunelli. tempio Il Foglia recarsi al luogo ove dovea esser
per sì fausta circostanza venne addobba- gettata la i." pielra della nuova concessa
to a disegno il più elegante e con gran costruzione. Per tale ceremonia tutto era
maguifitenza. In particolare tribuna vi stalo disposto con gran decoro mediante
assistette anche l'arciduca Massimiliano, lesollecitudini di mg. 'delegato della pro-
in uno al conte e contessa Mastai, ed al vincia e della magistratura della città, on-
conte Luigi. Alla cattedrale il Papa do- de nulla mancasse di pompa alla solen-
nò un calice d'argento dorato, ornato con nità. Il Santo Padre compì la benedizio-
gemme e bassorilievi. Poscia il Papa ten- ne del luogo e della i." pietra tra l'esul-
ue a mensa l'arciduca Massimiliano co'4 tanza e l'acclamazioni della moltitudine,
prefati cardinali, indiilprincipealle4po- indi fece il formale suo gettito. Intanto
meridiane partì per Bologna, altamente lungo il porto e il canale, i marinari a pub-
soddisfatto della speciale e amorevole ac- blica dimostrazione d' allegrezza festosi
coglienza ricevuta dal Papa, e delle parti- salirono sugli alberi e sulle corde de'legni
colari attenzioni che la corte pontificia re- pavesali. Dopo di che il Papa passò all'o-
cossi a dovere di mostrare all'augusta di spizio de' pazzi, ov' ebbe l' onore di rice-
lui persona. Iuoltre l'imperiale governo verlo il sullodato prof. Cuoiami e la de-
austriaco incaricò il cav. Riccardo di Aus- putazione direttrice. Ivi si compiacque vi-
sez suo console gerente il cousolato ge- sitare nelle varie sue parti quel rispelta-
nerale in Ancona, di recarsi espressamen- bile stabilimento, il quale più che un ri-

te aPesaro per umiliare a Sua Santità i covero d'alienati presenta l'aspetto d'uria
ringraziamenti per la beuignitàe riguar- i casa di lavoro,avendo ogni infelice ivi rac-
di mostrati alla guarnigione austriaca colto una tranquilla occupazione cioè ,

d'Ancona. Dopo le ore6 pomeridiane del- quella a cui si mostra maggiormente di-
lo stesso giorno, il Papa si condusse a vi- sposto.E dopo d'aver ri volto parole distia.
U RB U R B 87
sovrana soddisfazione e di speciale enco- ragiono, che io dia un cenno di quanto
mio a tutti quelli che presiedono e assi- va a farsi al porto canale di Pesaro. Ri-
stono il benemerito istituto, sì commen- ferirono il Giornale di Roma de'24 feb-
devole per la proprietà e pel modo con braio 18^7, e la Civiltà Cattolica, serie
a
cui dementi sono trattati ritornò alla
i ,
3. , t. 6, p. 1 08. Che nell'agosto esettem-

sua residenza ove accordò 1' udienza a


,
brei855 due straordinarie alluvioui del-
molte deputazioni , e a diverse distinte l' Isauro o Foglia recarono assai danni e

persone della città e della provincia. Di devastarono il porto canale già molto di-
più il Papa conferì la decorazione di ca- fettoso di Pesaro, sì che questa ci Ita rima-
valiere dell'ordine di Gregorio Magno
s. se quasi del tutto priva d'uu aiuto sì ne-
al gonfaloniere di Pesaro Giovanni Maz- cessario al suo commercio. Laonde il Pa-
zetti , e quella di s. Silvestio Papa agli pa, oltre aver dati alla città sussidii par-
unzioni municipali Paolo Giorgi e Raffae- ticolari, ordinò tosto che si provvedesse al
le Billy; concesse pure quella di s. Grego- disastro e si facessero gli studi necessari
rio Magno a'consiglieri provinciali d'Ur- ad un nuovo porto. Ed esseudo stati ri-
bino e Pesaro conte Autouio Giacomini, come non adatti, parecchi disegni
fiutati,

conteBernardino Castracane,e conteGiu- offerti dalle persone dell'arte, il comune


seppe della Stacciola. Il municipio pesa- di Pesaro incaricò della cosa il eh. eoa»-
rese, nel desiderio d' eternare nella sua memi. Alessandro Cialdi, valente idrau-
città il fausto avvenimento della visita del lico e specialmente nella parte degli ef-
Papa, dedicò all'augusto suo nome la por- fetti del mare, per cui doverosamente ne
ta Nuova di Fano, e stabilì l'erezione d'u- celebrai il felice ingegno in più articoli, il

na colonna rostrata, che ricordi a'poste- quale prontamente presentò un suo dise-
j i il beneficio concesso a'pesaresi col mi^- gno di nuova e vantaggiosa sistemazione
glioramento del porto. A'2 giugno e do- del Porto Canale, che sommamente piac-
po 7 giorni di permanenza nella provin- que così al municipio come alla pesarese
cia d' Urbino e Pesaro da questa città , camera di commercio, e fu trovato ido-
partì il Papa Pio IX ad ore 4 pomeridia- neo compiutamente a tanto bisogno; co-
ne, e alle 5 i/a entrò nel territorio delle me quello che restituirà a Pesaro un porto
Romague per recarsi a Rimini, ricevendo canale veramente utile al commercio e
lungo la via dimostrazioni di giubilo e se- a'bisogni delle di verse navigazioni che av-
gni di divozione, dappertutto festoni e ar« vengono in quell'acque dell'Adriatico, e
chi di trionfo, preparati dalle popolazioni di facile scarico all' acque del fiume Fo-
di Selicata, di Cattolica e di Riccione, che glia, che negli ultimi tempi avea ripetu-
unite a quelle di tolte le circostanti cam- tamente allagato la citlà. Inviato perciò
r
pagne chiedevano riverenti la benedizio- al ministro de' lavori pubblici mg. Mi-
r
ne e prorompevano in acclamazioni ap- lesi col mezzo di mg. Badia delegato a-
pena ricevuta. Alla Cattolica (della qua- postolico della provincia, fu esso sottopo-
le riportai nel voi. LV1I, p. 294, edaltre sto immantinente al voto del consiglio
parole dirò nel paragrafo Gabicc) fu tan- d'arte, dal quale non tardò ad essere di-
ta la folla, che il Santo Padre per conso- chiarato corrispondente in tutto a'più sa-
larla scese di carrozza. Varie statue eran- vi e ricevuti principii della scienza, e per-
r
si regolarmente collocate nella via su pie- cip preferibile agli altri. Sicché ing. Ali-

distalli, 3 delle quali simboleggiavano la lesi fu sollecito di trasmetterlo alla con-


Fede, la Speranza, laCarità. Il Papa da uu sulta delle finanze per rassegnazione ile'

gran padiglione con ricco trono, beuedisse fondi necessari al grande lavoro. La quul
la divota moltitudine, tra la più viva gioia. cosa esseudo riuscita parimente favore-
Imporla alla provincia nobilissima di cui volissima , il progetto venne umiliato al
&8 U R B URB
Papa, ch'erosi già degnalo mostrarsi fiu coll'argomenlo in discorso e per la sua in-
ila principio desideroso d'appagare voti i trinseca importanza, ed annunziando di
di Pesaro, con dare gli ordini opportuni, essersi già messo mano all'opera, termina
quando la città ne fece ossequiosa istanza col dire. » Speriamo che la felice riuscita
per la deputazione composta del marche- dell' impresa sia per coronare voti di i

seCarloBaldassini e del gonfaloniere Mar- quella nobile città, e aggiunga fama al


ze tti. Santo Padre benignamente vi
li nome del Cialdi, i cui dotti lavori lo han
die la sua sovrana sanzione, e cosi Pesa- già reso non meno benemerito della pa-
io da quest' opera si promette notabili tria che della scienza ". Per le suddette

vantaggi per lo sviluppo maggiore die an- memorande alluvioni, rovinato e distrut-
drà a prendere il suo commercio, dal qua- to il ponte sul torrente il mini- Arzilla,
Je ritrae la principale sua sussistenza, e stero de' lavori pubblicipremiò Donato
ne deriverà grande utile anche alla pro- Burroni con medaglia d'argento avente
vincia. Fu quindi pubblicato l'interessan- l'epigrafe Benemerenti, per la prontezza
te opuscolo: Sul Porto-Canale di Pesa' e intelligenza lodevole con cui intraprese
ro, all' Illustrissimo sig. Paolo Gior- e portò a termine l'urgentissima ricostru-
gi ff.
di gonfaloniere, Lettera del corti- zione del ponte. Nel 1. 1 34 del Giornale
mend.AlessandroCialdi,Roina 856. In 1 Arcadico di-Roma, annunzia p. 366, si

ejs*ovi sono pure le lettere di elogio, dello la Relazione storico-critica intorno al-
slesso Giorgi e di Luigi Severini vice-pre- l' aria della città e territorio di Pesa-

sidente della camera di commercio, arti e ro, ivi 1 854- Se ne loda autore il eh. mar-
manifatture cotnmend. Cial-
in Pesaro al chesePietro Pelrucci, per aver in tutto cor-
di, colie figure di due medaglie espressa- risposto alla pubblica espellanone, e qual
mente coniate con epigrafi Bencmeren- vero bel regalo fatto non solamente a Pe-
ii-Ob Meritatili onore del medesimo nel saro, ma sì alla provincia cui bagna il Me-
i 856, sì dal municipio e sì dalla camera lauro, anzi alle scienze fisiche, nelle qua-
di commercio di Pesaro; olire la tavola li è valente l'autore medesimo.
dellaPiantaldrografica del vecekio Por- , Distretto d'Urbino.
to Canale, di Pesaro, colla proposta del Gaifa, Primieilio, Sclueti. Appodiati
nuovo. Tutto fu riprodotto nel voi. 5, p. della città d'Urbino, nella sua arcidioce-

1 4<), anno 3. "dell'acclamata e utilissima si, dipendenti dall'amministrazione mu-


opera periodica intitolata: Enciclopedia nicipale, già luoghi fortificati dell'antico
contemporanea, di Fano, che io anco qui ducato. Gaifa contiene le parrocchie di
a cagion d'onore della provincia d'Urbi- s. Bartolomeo, di s. Cristoforo de' Valli,
no e Pesaro nomino con sensi d'ammi- e le frazioni di s. Stefano e di s. Pietro in
razione, direi la e compilata da'ch. G. 13. Tarn bis. Pr unici Ho comprende le par-
Crolialanza e G. A. Gabrielli, beneme- rocchie di s. Andrea di s. Maria di Po- ,

riti perciò delle scienze, delle lettere, del- monte, di s. Stefano. Schieti ha la sola
l'industria ec. La Civiltà Cattolica, ne' parrocchia di s. Gio. Battista.
citali serie 3/ e t. 6, p. 707, nel dare rag- auditore. Comune della diocesi di Ri-
guaglio dell'altro libro del Cialdi, Sul mo- mini, con territorio in monte e con fab-
toondoso del mare, pel quale dissi paro- bricati cinti da buone mura. Ha la par-
la d'ammirazione nel voi. LXXX1V, n. rocchia di s. Spirito. Questo castello pic-
1

11, dopo più alti encomi al valentissi-


i colo situalo presso il Foglia, che mg. Lan-
mo idraulico, fece pure onorevole men- cisi trovò iu deterioramento , conserva
zione di quello col quale seppe risolvere il nome preso «lacchè i Mala testa lo dona-
la difficile questione del Porto Canale di rono al proprio loro uditore. Di Audito-
Pesaro, per la stretta attenenza che ha re ne sono appodiati Castel Nuovo e s.
URB URB 89
Giovanni dello detta diocesi : il i.° ha la Pero o Pierio. 1 figli di Pierio si chiama-
parrocchia di «. Biagio, il i.° di s. .Gio- rono Luca e Peruzzolo, de'quali il ."mo- 1

vanni. rì nel i436, e l'altro ammogliatosi circa

Colhordolo. Comune dell'arcidiocesi il >4 18 con Gentilina figlia d'Antonio Ur-

d'Ui bino, con territorio in colle e piano, binelli, ebbe da lei un maschio a cui die

con fabbricati chiusi da mura, e con bor- il nome di Sante, e due femmine Jacopa

go. Uà le parrocchie di s. Gio. Battista e e Francesca. Sante sposatosi ad un'Eli-


1
di s. Lorenzo frazione. Neil Antichità pi- sabetta, questagli partorì Giovanni, e poi

cene t t. 22, p. 289, si parla della chie- Bartolomeo, e due figlieMargherita e San-
sa di s. Maria Muraiola, già de' religiosi ta. Alcuni documenti provano aver Pe-

gesuati. Eli il Lazzari nella serie de' ve- ruzzolo avoto qualche fortuna, figuran-
scovi d'Urbino dice che col materiale del- do come acquirente neh 438 d'una casa
la chiesa di s. Salvatore di Talacchio, ad in piazza del Castello, e possidente d'alcu-
essa vicino, si edificarono la chiesa e con- ni altri beni stabili. Ma egli soffrì perdite
vento de'girolamini. L' Amiani riferisce gravi quando nel i 44^ Sigismondo Mala-
che nel 387 Giovanni Aguto capitano
1 testa, portando la guerra nel paese del con-
d'armi, nell'invadere il territoriodi Rimi- te Federico Feltrio d'Urbino, depredò e
ni, passò per Urbino e il castello di Col- devastò Colhordolo col ferro e col fuoco.
hordolo e Talacchio. Il Castellano lo chia- Peruzzolo dopo aver veduto distrutta o-
ma borgo distante due leghe da Urbino, gni sua sostanza, sebbene gli restò illesa
meritevole di ricordo per esservi dimo- la casa, prevedendo altre calamità, si de-
ratigli antenati del divino Ralfaello San- cise nel 14^0 d'abbandonare Colhordolo,
zio^ Peruzzolo suo avo vi possedeva una ed insieme alla moglie, a'fìgli e al nipote
casa che vendè nel 4^4» P er migliorar la ( Giovanni, passò in Urbino a stabilirsi, la
sua condizione passando nella vicina cit- <piale come capitale e residenza del prin-
tà d'Urbino, ove aprì un'officina salsa- cipe offriva più. sicurezza e maggior faci-
mentane. Nel t. 20 dell' Album di /?o- lità di guadagni. Prese a pigione per i3
ma,a 323 e seg., si riporta la tradu-
p. ducati l'anno una casa situata sul Merca-
zione di F, Kuhlen dal tedesco di D. Pas- to, appartenente alla confraternita di s.
savant sulla Famiglia Santi. Sì dice Col- Maria della Misericordia, ed esiste anco-
hordolo luogo natio di Giovanni Santi pa- ra. iNel i4^7 «oorì Peruzzolo, e 8 anni do-
dre di Ralfaello, cinto di fortificazioni ro- po lo segni nel sepolcro in età molto a-
vinate. Situato sulla vetta d'un monte, vanzata la sua vedova Gentilina, lascian-
porge di se graziosa veduta fra le codine do in lutto il figlio Sante, la nuora e ni- i

coronale mezzo alle


di viti e di olivi , di poti. Intanto la fortuna di Sante era an-
quali serpeggiano fiumi Aspa e Isauro, i data migliorando, avendo col commercio
che scaturiscono dal fianco del monte, de'prodotli del paese acquistato tanto da
scorrono nella pianura di Pesaro, e sboc- poter comprare a' 28 ottobre 4-^7» n 1
*

cano nell'Adriatico. Verso prima metà la unione d'un suo cugino, un fondo di Pie-
del secolo XV ivi abitava un certo Sante tro Antonio Poltroni, segretario e consi-
dal cui nome i suoi discendenti presero gliere del duca d'Urbino, per 240 duca-
quello di famiglia del Sante o Santi. Più ti. Oltre di ciò, a'3o aprile 1461 acqui-

tardi al tempo di Giorgio Vasari, secondo stò ancora altri beni stabili, ed un buon
l'oso della lingua e del costume , si tra- prato con acqua corrente. Due anni do-
mutò il nome latino SanctlUS in quello po comprò due case tutte unite nella con-
di Sanzio, che sebbene contro la vera e« trada del Monte che dalMercato condu-
limologia è generalmente adottato. Del ce alla cima »ld roile rlnamato la Fortez-
vecchio Sauté si conosce ch'ebbe a figlio za, quali case sussistono e formano la più
QO U II B URB
vistosa fàbbrica di quella via. In essa nac- mani, la quale narrai nel voi. LXVI, p,
que Raffaello. In questa nuova casa era 222, e altrove, nelle pianure della sud-
cresciuto Giovanni Sant'yeti in nuove con- detta Marotta, stazione postale, che forse
dizioni e rapporti, che elevarono la sua prese il nome dalla mala rotta sofferta
mente e dierono a'suoi studi nobili ispi- da'eartaginesi. Del sommo architettoBra-
razioni. L'aria pura e l'elevata e bella si- mante di Castel Durante, ora Urbani a,
tuazione d'Urbi no, vici no alla più alta ere? nel qual articolo, con l'opuscolo del Ros-
sta dell' A pennino, sono per se stesse rav- si, Della patria di Bramante, lo dissi di

vivanti e ispiranti. Giovanni apprese l'ar- detto luogo, n'è contrastata la patria na-
te della pittura, in die fu mediocre, ma tia da Urbino , come dirò ragionando
di buon ingegno seppe dare a'figli l'indi- de' suoi illustri Fermignano e da
, e da
rizzo della buona via da lui non seguita Asdruvaldo,per cui alcuni lochiamanoÀ-
in gioventù, e die i primi insegnamenti a sdruvaldmo, luoghi e patrie che rigetta
Raffaello nato nel Urbino. Di lui
1 483 in l'urbaniese Rossi. Fra quelli che fauno
e di sua casa riparlerò dicendo degli uomi- Bramante di Fermignano, è il p. Civalli
ni illustri d'.Ui bino, col p. Grossi e col p. nella Visita triennale', presso Colucci,
Pungileoni principe Imente.CoIbordolo ha. Il p. Memorie intor-
Pungileoni, nelle
per appodiati Coldazzo, Serra di Gerì' no alla Donato e
vita e alle opere di
ga e Talacchio dell'ai cidiocesi d'Urbi- Donnino Bramante j^oma 836, seguen- i


no. 11 1 ha le parrocchie di s. Lorenzo, e do in parte il Vernaccia scrittore delle
di s. Gio. pallista frazione; il 2.° quelle Memorie storiche di Bramante f nelle
di s. Eracliano di Coldelce, s. Gio. Batti- quali lo vuole della villa di monte Asdro-
sta; s. Marco di Ripe ed altra di s. Gio. valdo e di Fermignano, dice che il padre
Battista frazioni; il 3-° la sola di s. Miche- delgrande architetto Angelo era figlio di
le Arcangelo. Renzo del castello di Farneta, che sposò
Fermiglia no. Comune delParcidiocesi Vittoria di monte Àsdrualdo erede del
d'Urbino, con territorio in colle e in pia- piccolo asse paterno. Il Colucci nel t.12.

no, con molti fabbricati cinti di mura, i i\?\Y Antichità picene, del Lazzari ripor-
cui abitai» ti fanno mollo commercio di se- tò ben luii"a-e ragionata disamina sulla,

ta, ed hanno opificii di cartiere per car- vera patria di Bramaute,il quale arcipre-
toni e carte straccie. Vi è chi credeche ivi te vuole con documenti autorevoli com-
un tempo una città, il che non è im-
fosse provare essere di Fermignano. Agostino
probabile, tosto che vadasi a rintraccia- Nini nel t. 1 4 dell'.Jlbum di Roma, a p.
re le primiere vestigia, come opina Ca- 245, pubblicò un articolo in argomento,
lindri. Ha le parrocchie di s. Angelo in narrando che a Bramante fu data per pa-
Ajuola, s. Barbara del seminario, s. Gio, tria anche Milano e s. Marino, oltre Ur-

Battista in Silvano, s. Gregorio di Monte bino e Castel Durante, come avvenne ad


Astrualdo, s. Maria di Sagrato s. Silve- , altri uomini straordinari, cui diversi luo-
stroin Secchietto, s. Stefano di Montelce, ghi si disputarono il vanto di avere da-
s. Veneranda di Fei -migliano, s. Maria in to la culla, e di Bramante si questionò pu>
Casale, e le frazioni di s. Maria diRepu- re sul cognome. Seguendo lo scrittore del-

glie es. Pietro apostolo di Monte Polo, l'articolo, p. Pungileoni dichiara cheDo-
il

Fermignano ha alcuni annessi e la villa nafo Donnino Bramante nacque in un


del monte Asdruvaldo, nome che dicesi povero abituro sul pendio del monte A.-
preso dal vicino sepolcro d'Asdrubale, di sdrtialdo poco lungi da Fermignano ca-
cui tuttora restano alcune rovine, capi- stello per 3 miglia distante da Uibino.
tano cartaginese fratello del famoso An- Della rustica casa e della rozza scultura
nibale, che fu sconfitto nella pugna co'ro- ch'è sopra la porla che introduce al sot-
U IV 13 URB 91
terraneo,esprimentelaMadonna col Bam- quasi pubblica sventura; riposa nelle sa-
bino, posta sotto ci* un arco sostenuto ila gre grotte Vaticane. Fermignanocon an-
due colonnelle, .^colpita rozzamente da es- nessi ha P appodiato Pagino nella stessa

so in tenera eia, col ferro d'imi falce su arcidiocesi,aveute la parrocchia di s. Cle-


pietra calcarea, mentre i mietitori risto- mente.
ra valisi al pasto, com'è inveterata tradi- Monte Calvo. Comune dell'arcidioce-
zione ne pubblicò il
fra gli abitanti locali, sid'Urbino disleso con territorio in mon-
diségno tratto dal vero. Aggiunge che tal te, nel cui paese non sono molti fabbrica-

casa è un miglio lontana da Feroiigna- li in proporzione della popolazione , la

no a scirocco di quel castello, e lungi un quale ha le parrocchie di s. Nicolò, s. Sil-

tiro di sasso dalla strada conducente ad vestro in Foglia, ele frazioni s.Mai ia Pian

A cqualagna, alle falde del monte Asdrual- del Monte, s.Giacomo di Forcuini,s.Gau-
do, il quale distendendosi stili' indicata la- denzio, s. Paolo. Nel 5i 7 Moriglione ca- 1

titudine si congiunge all'altro monle di pitano spagnuolo di Lorenzo de Medici,


Pielralata pendice della montagna del- si recò a Monte Calvo per assediare Mon-

l' orrido e pittoresco Furio. A tali topo- te Baroccio, come leggo in Amiani.

grafici cenili sulla casa di Bramante, van- Monte Fabbri. Comune dell'arcidio-

no unite le notizie riferite su Bramante cesi d'Urbino, con territorio in colle, con
liei t. 20, p. 2 23 del ricordato Album. mura, ed ha la parroc-
fabbricati cinti di
Dicono esse, che l'autore del 1 .° concetto chia s. Gaudenzio. JNarra il pesarese ar-
del tempio Valicano, unico al mondo, il ciprete Andrea Lazzari presso Colucci, ,

ravvivatole dell'aulica architettura, il Antichità picene , t. 22, p. 188, che a'3


a
protettore di Raffaello 1 /gloria del suolo maggio 1578 duca Francesco M. li
il

urbinate, anche scultore e pittore non vol- subinfeudò al conte Francesco Paciotti
gare, avendo atteso pure alla poesia, nac- d' Urbino il castello di Monte Fabbri e
que intorno la metà del secolo XV in pic- sue piccole attinenze, lungi 8 miglia da
cola casa sulla pendice del monte Asdrual- Urbino. Per avere la possidenza il conte
do in riva al Meta uro, non a più di circa sborsò 6000 scudi, prestò il giuramento
3 miglia da Urbino e prossimo a Fermi- di fedeltà, coll'obbligo di pagare ogni an-
guano. « La povera casa dove Bramante no se e successo! i, la vigilia di Natale, due
ebbe nascimento, fu posta al nuovo ripar- paia di pernici in ricognizione di padro-
timentocensuario nella mappa di Fermi- nanza, 11 castello è piccolo , ma ameno.
gnauo, ed è la casa colonica di un terre- La chiesa parrocchiale è fornita di mar-
nodello il Colle, Cà Melle o Cà Braman- mi, ed il palazzo di residenza se fosse com-
te, segnata col numero di mappa 2204, e pito sarebbe vago. I conti Paciotti, mez-
col civico 369, al dì d'oggi posseduta dal zo miglio lontano, a lato della strada che
r
sig. Enrico Ligi urbinate. Che quello sia conduce in Urbino, cominciarono un som
il luogo nativo di Bramante è fuori di luoso palazzo con logge a due ordini, che
ogni controversia , essendo provalissimo fu poi diroccato da'comunisli nel secolo
per la tradizione e pe'documeuti raccolti decorso, in modo che non vi restò vesti-
1
da valentuomini che vi posero studiosa già. Nel 297 dall Antichità pi**
t. 26, a p.
cura senza essere preoccupati da un mal cene sono le Memorie del conte Franca
inteso amor patrio, tra'quali si distinse il sco Paciotti da Urbino del p. Girolamo
p. Pungileoni". Braruante,a cui ancor vi- VePnaccia delle Scuole Pie, pubblicate
vente furono coniate medaglie con gran- dall'arciprete Andrea. Lazzari e dedi-
ile onore, mancò in Roma a'vivi 5 4,
nel 1
1
cate a Gio. Battista Faleti di Cornac-
com'era vissuto nell'amo! e e ammirazio- chio protomedico generale dello stato
ne comune, così la sua morte fu pianta d'Urbino. Questui. "conte di Monlc Fai) -
cp U il B V RB
bri, per la sua rara e singolare eccellenza della stessa arcidiocesi, colla parrocchia
nell'architettura militare e civile, di mol- di s. Gio. Battista.
to illustrò Urbino sua patria, la cui pe- Tavole/o. Comune della diocesi di Bi-
rizia nella tattica spinse i primi sovrani nimi, con territorio disteso in colle, i cui
d'Europa n gareggiare per averlo al pro- fabbricati patirono incendio nelle politi-
prio servizio. Ebbe a maestro Girolamo che vicende, laonde solo resta una porzio-
Genga urbinate, professore eccellentissi- ne delle mura che lo cingevano: ha la
mo nella pittura e architettura. Oltreché parrocchia di s. Lorenzo. Dopo ih 438
in molte opere servì i duchi d'Urbino e Federico conte d'Urbino saccheggiò il for-
quelli di Savoia, Papa-Giulio III gli com- te castello di Tavoleto, allora del ttiini-

mise il disegno per la fortificazione del nese, nella guerra contro Sigismondo i\la-

Borgo di Roma, e la riedificazione della latesta.L'occupò Cesare Borgia (di qué-


fortezza ch'Ancona, che poi termino il Fon- sto famoso Borgia, comechè statoi. "ar-
tana. Altre fortificazioni alla medesima civescovo di Valenza A\ Spagna, senz'es-
Sii ordinò s. Fio V, avendolo dichiarato sere insignito de' sagri ordini, ei.°duca
ingegnere generale dello stato pontificio, di Falenza di Francia o del Valentinois,
il die confermò Gregorio XIII insieme per cui gii derivò il comune nome di
all'altra commissione. Le Memorie del Valentino, ne' 3 ricordati articoli mol-
Paciotti contengono pure quelle de' suoi tissime notizie riferisco di lui ; ciò avver-
illustri figli e l'albero genealogico di sua to dovendone assai parlare), ed appe-
nobilissima famiglia. Monte Fabbri ha il na morto nell'agosto r5o3 il di lui padre
vanto di aver dato inalali al b. Sante (V.) Alessandro VI, il duca d'Urbiuo Guid'U-
laico de' minori osservanti , la cui causa baldo 1, comechè fra lutti luoghi del du- i

di beatificazione introdotta da Clemente cato la sola rocca del Tavoleto ri tene vasi
XIII a'a5 gennaio) 769, Clemente XIV da quell'ambizioso, vi mandò Giovanni
con decreto de' 8 agosto 1770 ne appro- 1 Roscetto con buon numero di gente e ,

vò il cullo immemorabile. Abbiamo, Vi- breve a rendersi per accordo.


la forzò in
ta e mi raro li delb. Sante da Monte Fab- Di Tavoleto ne sono appodiati Ripam as-
bri dì P. Giunti, Pesaro 1720. Di Mon- salta e Torrieella della slessa diocesi, il
5
te Fabbri n è appodiato Ripe, che ha la l.° colla parrocchia di s. Ercolano, il 2.°

parrocchia di s. Marco. con quella di s. Maria del Soccorso. Nella


Monte Guiduceio. Comune dell'arci- descrizione della Romagna falta neh 871
diocesi d'Urbino, giacente col suo territo- dal cardinal Grimoardi legato Mar-
della
rio ir» colle, con fabbricati chiusi da mu- ca, sono nominati Tavoleto e Ripamas-
ra e buon borgo. Ha la parrocchia di s. sana.
Pancrazio,e le frazioni di s. Andrea mSco- Governo di Fossombrone.
taneto, s. Eracliano di Coldelce, s. Stefa- Fossombrone (V.). Città con residen-
no. Ne sono appodiali Casa Rotonda e za vescovile e sede del governatore. N'è
Fonte Corniate della stessa arcidiocesi; appodiato Bellaguardia della stessa dio-
ilr.°ha la parrocchia di s. Stefano, colle cesi, ed ha la parrocchia di s. Apollinare

frazioni di s. Maria in Calafria e di s. Pan- e la frazione parrocchiale di s. Vincenzo


crazio, ed il 2. la sola di s. Barbara. di Monte Paga miccio.
Petriano. Comune dell' arcidiocesi Isola di Fano. Comune della diocesi
d'Urbino, è collivo il territorio, con fab- di Fossombrone, con territorio io piano e
bricali circondati da mura in parte di- colle, cui fabbricati non hanno grande e*
i

roccate. Ha pav parrocchie s. Maria in stensione. Sono sue parrocchie s. Gio.


Calafria, s. Martino, s. Gio. Battista fra- Ballista e Fiorano, s. Michele Arcangelo
zione. Suo appodiato è Riceve o Riceci frazione. Questa dev'essere l'Isola Guai'
un b U R B 93
trrcsca, ili I* A intani
dà le seguenti
coi ci quello delPIsolaGualteresca, in vece di de-
notizie. Questo castello posseduto da' naro, vi concorse coll'opera de'suoi abi-
Gualtieri da essi prese il nome, e Gual- tanti. Neh5o2 invasa dall'armi di Cesa-
tierodella famiglia Gualleresca neh 192 re Borgia e restituita a'fanesi, neli5o3
pretese di fabbricarvi una torre, per cui essendo morto Alessandro VI, che ne fo-

altamente reclamò diFossombro-


la città mentava l'ambizione, tosto il duca d'Ur-
ne, per la servitù che con essa impone- binoGuid'Cbaldo la ricuperòe fece dar-
1

vasi al suo territorio, che col castello con- le il sacco. Dipendendo il castello dal con-

finava. Fu spedito dal pubblico all'im- siglio di Fano, da cui riceveva ordini e

peratore Enrico VI, che trovatasi nello governo, avendo nel i5g3 supplicalo per
st;ito pontificio e tenevane una parte occu- la iacoltàdi comporre il proprio consiglio

pata, Monaldo vescovo di Fano, molto a col dare alla città la nota di quelli che do-
lui caro, ma con un decreto imperiale la vessero soprintendere agl'interessi della
fabbrica fu sostenuta. Fare che tale fami- comunità, gli fu permesso di fare adu-
glia discenda da Gualtiero conte di Fano, nanze e di stabilire ne'consigli tuttociòche
ovvero questo dalla Gualteresca.Nell'Hgi non recasse pregiudizio al pubblico di Fa-
un Gualtiero si fece capo inFano della fa- nocche pel castello fossedutilità, restan-
zione de! re Berengario I, che pretese di do al consiglio fanese di confermarne il

soggettarsi la città; la sua famiglia era non cancelliere e di governarne la comunità


meno nobile che opulentissima, la quale con alcuni capitoli convenuti. Ha l'appo-
fabbricatasi una torre entro la città e al- diato Caspcssa della stessa diocesi, colla
tra nel suddetto castello, aspirava al do- detta parrocchia di s. Michele Arcangelo.
minio della patria , ovvero primeggiare L'Amiani lochiama castello di Cassaspes-
stii cittadini, ed era spalleggiata da Adal- sa, e narra che nel 1227 per l'ingrandi-
berto figlio del re.Nella tori e di Fano era mento di Fano molti castelli furono quasi
il palazzo de'Guallierijil quale poi diven- abbandonati, inclusivamente a questo, e
ne del pubblico, e indi case de'Simonelli. siccome ne restò pregiudicata gravemen-
Circa il 1260 i fossornbronali saccheggia- te l'abbazia di s. Paterniano cui spetta-
rono il castello dell'Isola Gualleresca, con vano, l'abbate Anastasio ne fece alti re-
tanta rabbia che non la perdonarono agli clami, e dovette la città venire con esso a
ecclesiastici, alle zitelle, a'fanciulli ; inor- concordia. Meli 261 soggiacque alla sud-
gogliti per essere stali lodali da Alessan- detta invasione de' fossombronati. Nel
dro IV, mentre erasi querelato de' fanesi 1 279 ilcon altri, rovinò allatto,
castello,
per essersi dati a Manfredi. Tuttavolta fu- per l'orribile terremoto che desolò laMar-
rono ripresi acremente dal vicario del ret- ca, il ducato di Spoleto e la Ramaglia.
tore della Marca. Neli3g2 Carlo Mala- Isola del Piano. Comune deli' arci-
lesta fece guarnire la foltezza per renderla diocesi d'Urbino,con territorio montuoso,
più difesa. Divenuta del contado diFano, collivoe piano, fra 'cui fabbricati si distin-

l'I itola Gualteresca nel i^i3 fu minacciala gue il palazzo comunale. Ha le parroc-
d'invasione dal conte Guid'Antonio d'Ur- chie di Andrea in .Scolando, s. Cristo-
s.

bino; e neh 457 l'occupò il conte Federi- foro, Mai tino Casalduca, e le frazioni
s.

co, insieme a Casaspessa, ed altri castelli ss. Cosma e Damiano, s. Maria delle Sei-
saccheggiati o incendiati. JN'ella guerra ve, s. Pietra in Tambis. Narra il Laz/aii
contro Mala testa , nuovamente il conte
i pretto Colucci, /antichità picentt t 1.22,
Federico neh 462 occupò l'Isola Gualte- p. 187, che nel i575 il duca Guid'Chal-
resca e diverse altre castella. Quando nel do 11 sul finir de suoi giorni 1(1 bin feudo

i465 fu ristorata la rocca di Caitoccelo, il castello dell'Isola delPiano al conte;


la spesa fu ripartita tra gli altri castelli, e Camillo Castiglioni di Maolova,e dal mio •
,

c)4 DEB ti li B
cessore fu ammesso al giuramento ri i fé" mi tosto ricuperò Monte Felcino. In una
della. Il palazzo del conle^ si dice, sareb- iscrizione presso l'unica porta della ter-
be assai bello se fosse terminato, e pro- ra, si marzo i5i5 passarono
legge: A'5
babilmente sarà ora il cornunale.il feudo i Ricavo dal Lazzari presso Co-
francesi.
col palazzo passò al marchese Baldassare lucci, Antichità picene, t. 7.2, p. 87. Gui- 1

Castiglione suoi discendentijdimoranti in d'Ubaldo II nel 1370 circa subinfeudò a


Mantova. Ha l'appodiato Castel Gagliar- Fabio Landreani milanese il castello di
do della diocesi di Fossombrone sono sue : Monte Felcino, del quale ritornò in pos-
a
parrocchie Maria ss. del Carmine,e s. Mar- sesso Francesco M. II neli5gi, che lo
tino Casalduca frazione. possedè colla Fossombrone fino
città di
Mo?ita Ito. Comune della diocesi diF os- alla morte nel i63i, andandone quindi
soti) brone, ed ha per parrocchie s. Mar- in possesso la camera apostolica, Il castello
tino vescovo, Martino de'Muri, s. Vi-
s. essere posto sopra colline amene e frut-
tale, e le frazioni s. Maria della Valle e tifere ; dominare il fiume Metauro, e la

s. Gervasio. Sono suoi appodiati s. Bia- pianura tra Fossombrone e Fano.


gio, s. Gervasio, Torricella della stessa Monte Montanaro. Comune della dio-
diocesi. III. ha la parrocchia di s. Bia- cesi di Fossombrone, paese antichissimo,
gio, il 2." di s. Gervasio colla frazione !• situato in colle col suo territorio, con fab-
Martino in Muri, il 3.° s. Nicolò. bricati cinti di mura. Ha per parrocchia
Monte Felcino. Comune della diocesi st Marco, e le frazioni di quelledi s. Mar-
di Fossombrone, con territorio in colle tino Casalduca e s. Pietro in Tambis.
e in piano, abbondante di molti e buoni S. Ippolito. Comune della diocesi di
fabbricati cinti di mura. Il sontuoso pa- Fossombrone con territorio in eolle e,

lazzo l'eresse nel secolo XIV (reputo er- piano, cui fabbricati sono chiusi da poche
i

rore tipografico tale numero) il duca Fa- mura, ed ha un piccolo borgo. IN'è par-
bio della Rovere, per ricettarvi il suo fi- rocchia s. Ippolito, oltre la frazione par-
glio spurio conte Ladislao, al dire di Ca- rocchiale di s. Sebastiano. Cimarelli ce-
linciti , che Io chiama antichissimo pae- lebra le sue copiose miniere di bella pie-
se. Sono sueparrocchies. Severo, ss. Pie- tra molto stimata, cioè vie l'escavazione
tro e Paolo appodinto, s. Pietro in Tarn- del marmo rosso e bianco, e di terre ar-
Trovo neH'A«niani,che nel
bis frazione. gillose per stoviglie comuni e di lusso. Ri-
1218 Monte Felcino castello di Fano da ferisce Antiarti che nel 1218 il castello ili

questo erasi sottratto, poco contento del l. malcontento del governo di


Ippolito
suo governo, per unirsi a Fossombrone. Fano, a cui soggiaceva nel confine del suo
Pare che nel 36?. Papa Innocenzo V I, fa-
1 territorio, si unì a quello di Fossombro-
cendo restituire a Fano il vicariatoe il con- ne. Guerreggiando per Eugenio IV il ce-
tado di là dal Metauro, vi comprendesse lebre vescovo Vitelleschi i Malatesta, fatta
Monte Felcino. Nella guerra di Cesare la pace nel 1 432 mentre il prelato dimo-
Borgia duca Valentino, tra'molti privile- rava in s. Ippolito, fu visitato con rico-
gi concessi nel 1 5o2 a'ianesi,conlasi quello noscenza a* 1 5 maggio da Galeotto Rober-
d'aver obbligato il castello di Monte Fel- to Malatesta con bella comitiva di rimi-
cino a presentarsi soggetto a'magistrati nesi. Il prelato gli fece grandissime acco-
onde a'g ottobre il sindaco prestò il giu- glienze, e lo trattenne ivi graziosamente
ramento difedeltà,eda'i 3 spedì le chiavi 3 giorni. Acquistato il castello di s. Ippo-
della porta in segno di soggezione; ma lito dal conte Federico di Monte Feltro,
nell'agosto 1 5o3 morto Alessandro VI e dipoi a lui lo tolse Sigismondo Malatesta
terminando la potenza di suo figlio Ce- signore di Rimini. A questiavendo dichia-
sare, il duca Guid'Ubaldo 1 colle sue ar- rato guerra Pio II, per togliergli il vica-
>

I) Il B U R B c£
riato, i commissarii pontificii s'iinposaes* collegiata di s. Cassiano, e le necessarie
Mirano in nome del conte Federico di s. scuole comunali. Ne sono parrocchie s.

Ippolito nell'ottobre 1 4^9? ed a luì lo re- Cassiano, s. Maria in Glassano,


Lucia, s.

stituirono. Neh5o2 Cesare Borgia duca s. Maria inValcava, s. Michele Arcangelo,

A nlentino nell'invasione de'vicu iati del- s. Nicolò in Mondagono, 9. Srsto di Ca-

la Chiesa, diconsenso del suo padre A- stellina, s. Teodoro, s. Vicino. Vi risiede-


lessandro VI, come amico de'lànesi, re- rono diversi vescovi di Monte Feltro, e vi
stituì loro il castello di s. Ippolito, il cui celebrarono il sinodo. Il vescovo Sornia-
sindaco a't) ottobre si presentò al magi- ni vi celebrò 3 sinodi, neh 582, neh 58
strato inFano e giurò fedeltà; indi a* 1 3 il nella pieve di s. Cassiano e neh 589. ,

castello gli mandò le chiavi di sue porte, Ne fubenemerito il vescovo Duranti di


in segno dì soggezione. Però a' i8 agosto s. Angelo in Vado, e l'abitò due anni
i5o3 morte del Papa cessando co-
colla circa ; e morendovi nel i643 vi lasciò il
me un lampo la possanza del Borgia, fu cuore, ma il corpo volle che si portasse
sollecito il duca Guid'Lbaldo a ripren- I nella patria cattedrale. Un tempo vi ri-

dersi il tolto colle sue milizie, e fra'primi siedè pure il successore Scala di Serra s„

castelli ricuperati vi fu questo di S. Ippo- Abbondio) indi il vescovo Belluzzi per


lito.Suoappodiato è Reforzate o Kenfor- qualche tempo, e come altri predecessori
zate della stessa diocesi Fossombi one di ,
dimorò eziandio in s. Marino sua patria.
che ha per parrocchia s. Pietro. Di que- Vi fu pure il vescovo Mai-torelli, ed il
sto Castello apprendo dall' Amiani, che vescovo Calvi ristorò il palazzo vesco-
fu tra quelli occupati dal suddetto Cesare vile e la chiesa collegiata. 11 p. Ci valli
neh5o2, e dopo la morte d'Alessandro neUnFisita triennale, presso Colucci, An-
VI, subito nel 1 5o3 lo ricuperò al suo do- tichità picene, t. 2.5, p. 99, la chiama ter-1

minio duca Guid'Lbaldo i. Neh5i7


il ra e Macerata Feretrana,nnr4%r\do che
?
Lorenzo de Medici occupò il ducato tol- il convento a suoi «umori conventuali si
1
to a Francesco M. 1 da Leone X j ma fondò nel 366 co'beni lasciati da messer
1

il Gonzaga capitano del ducacoll'esercito Benincasa da Certaldo e da messer An-


obbligò Lorenzo a ritirarsi ne'castelli di cellotto da Macerata Feretrana, e la fa-
SorbolongoeReforzate,da'quali lo costrin- coltà per erigerlo apparisce dal diploma
r
se fuggire, e Reforzate Venne saccheggia- di m«.
o Claro
vescovo di Monte Feltro.
to dal duca. Nel maggio i520 Leone X Fu edificato sotto la parrocchia di s. Mi-
nel restituire a Fano l'antico vicariato di chele Arcangelo vicino alle mura, a dif-
Mondavio, in ricompensa de'molti inco- ferenza del i.° convento ch'era distante
modi sofferti in servigio del principato di dalla terra circa due miglia e denominato
s. Chiesa, vi comprese Henforzatae per ,
di s.Bonavenluradi Frigiola,indi indetto
cui il suo sindaco giurò fedeltà al suo pub- anno trasferito vicino alla città. Del con-
blico a'2 1 ottobre. vento fu benemerito pure ft\ Marino Bra-
Governo di Macerata Feltri*. schi dotto teologo e inquisitore nelle parli
Macerata Feltria. Città ecomuue con delMònleFeltro per molti annijed il p. Bar-
governo e suoi annessi, della diocesi di tolomeo Beccari del medesimo, come ce*
MonteFeltro,con territorio in monte e col- leberrimo predicatore, Gregorio XIV lo
le. Il Castellano lo chiama grosso borgo fece vescovo eli Guardia Alfiera.Tra gl'il-
posto alle falde del monte, e cinto di vec- lustri di Macerata Feltria vanno ricor-
chie mura fra il Conca e il Foglia. La par- dati col Cimarelli e altri, Lorenzo e Ni-
te migliore consiste nel moderno sobbor- colò Astemi, de'quali ih. fu chiaro let-
go apertOjche andò nella pianura crescen- terato, autore di molte e lodevoli poesie
do con molli e buoni fabbricati. Vi è lu spirituali, professore deloqueuza nell'u-
96 URB URB
Divertite d'Urbino, ed ordinò In famosa sima: la possederono anche potenliBran- i

biblioteca di Guid'Ubaldo I. Ebbe anco- caleoni iV Urbania (F .). Lodando ilCiraa-


ra de'vescovi e governatoti di città prin- relliP amenità e feracità del territorio ,
opali dello stato pontificio; ina fiscale di aggiunge essere nel monte Castellino ric-
Roma, or» vicelegato di Perugia, un u- chissime miniere di zolfo, da cui molli
dilore di Bologna, dne medici pontificii e ne trassero lucrosi guadagni, vivendo gli
altri illustri. Di Gio«
tali due archiatri, abitanti agiatamente quanto quelli di al-
vanni Antracino d'Adriano VI, e Fran- tre non mediocri città. Anche il Marini,
cesco Antracino di Gregorio XIII proba- Saggio di ragioni della città di Sanleo,
bilmente figlio del precedente, parlai nel afferma che Macerala Feltria fu fabbri-
voi. XLIV, 129 ei34, narrando pure
p. cata colle macerie di Pitino distrutto da'
quanto avvenne ali.° nella morte del Pa- barbari; e parla di sua pieve di s. Cas-
pa. Narra CimarellicheMaceiata diMon- siano unita al vescovato di Monte Feltro.
te Feltro surse dalle rovine di Peti no o Dice Calindri che Macerata Feltria sorse
Pitinoedificatoda'pelasgi nel Monte Per- dalle rovine della città di Pitino Pisau-
sena, che con uiuil giogo elevasi tra gli alti rense, e che nel territorio esisteva il ca-
A pennini e il Monte di Carpegna, in mez- stello della Facciola tanto rinomato nelle
zo a'fìumi Conca e Isauro, le cui rovine storie. Afferma di pia, che nel medesimo
nella sommità sono in notabile quantità territorio rinvennero 4 lapilli, una delle
si

avanzi di greci e romani lavori cheattesla- quali palesa che fu questa non solo città,
no la sua nobiltà e grandezza, per cui ivi ma anche municipio, e trovasi nel Ci-
sitrovarono grandi e piccole statue di marelli, trasportata nel pubblico palazzo
bronzo, iscrizioni marmoree, medaglie e di Pesaro, ove si legge : Municipi Piti-
frammenti d'anticaglie. Petino servì co- natium Pisaurensium. Altra lapide è de-
me d'antiguardo e propugnacolo della re- dicata a Gordiano Antonino. Nel 1762
gione Senonia contro gli umbri e tosca- vi rinvenne una statua di marmo di
si

ni, chiudendo ad essinegli scoscesi monti fino lavoro, una base con iscrizione a C.
la via. Da'pelasgi ceduta agli umbri, que- Esidio per un bagno, ed altra base offerta
sti la ingrandirono e abbellirono. Nelle agl'imperatori Antonino Pio, Adriano,
guerre co'toscani, tolta agli umbri, dipoi L. Aurelio, P. Nerone, ed a Traiano. Nel
passò in potere de' senoni, finche la con- i8?>4 ua alcuni pastori si trovò una cassa
quistarono i romani, che pregiandone gli di bronzo ferrata, dentro la quale era una
abitanti ricchi pel fertilissimo territorio, corona d'oro gemmata, con altri preziosi
con eccellenti pascoli e produttivo di bia- effetti spettanti a un re, che si credette

de, l'ammisero alla romana cittadinanza appartenere a Berengario 11 duca o mar-


e dichiararono la città municipio. Calati chese d'Ivrea e re d'Italia nel g63, non
i goti in Italia, Pitico fu da essi ai sa e di- che imperatore (di quasi eguali elfetti pre-
strutta, e gli erranti abitanti scampa ti dal- ziosi creduti di Berengario II, e rinvenuti
l'eccidio, riunitisi alle pendici d'un monte nel 1823 presso s. Leo, col Castellano e
vicino al Persena, la riedificarono, e sic- altri ne parlai nel voi. XLV1 , p. 189 ).

come negli edilìzi si servirono delle ma- Inoltre nel territorio vi è il fiume che Pli-

cerie dell'abbattuta l'appellarono Mace- nio nomina Novàno o Vomàno,ch'è al di

rata, la quale poi per distinguerla da Ma- là dell'Apennino, quale dice gonfia vasi in
cerala surta dalle rovine d'Elia Recina, tutti li solstizi e seccavasi nell' inverno.
vi fu aggiunto il nome di Felina o Fe- Parlando di Pitino (F.),Pi linum Pisau-
retrana dalla regione e da'conti Feltre rense, diverso da Pitinum Mergens,àmi
che la signoreggiavano, per infeudazione con Colucci de' due Pitini Pisaurense e
della s. Sede antica signora della mede- Mergente, che furono confusi tra loro, e
URB URB 97
tifando il p. Branditimi te, dichiarai vo- ora chiamasi Monte /*Vfrv, ossia provin-
lerne ragionare in quest' articolo; notai cia Feretrana, la quale con antico voca-
quindi col Coleti continuatore d'Ugbelli, bolo si diceva Monte Feretrano, così de-

r.h'ebbe la sede vescovile, circa/onte* I o- nominato dalla città la quale ora si chia-

tnaniflwnimS) in Ve&tìnis alterimi; l'OI- ma s. Leo. Esisteva ove ora è la chiesa di


stenio dicendo che un Pitino fuiooo passi s. Cassiano martire , la quale si chiama
lungi da Aquila, in loco qui dici tur Tor- Pieve della città di Pitino. Che ivi ri-
re di Pitino, non longe ste.tisse ab Ami- manesse, non solamente ce lo attesta il
terno. Il p. Drandiinarte, Piceno Anno- nome, ma ancora la fama, ed rimasugli i

nario ossia Gallia Senonia illustrata) d'antichi edilìzi. Il luogo della città rima-
distingue 3 Filini: Pitino Pisaurense , ne framezzo a due fiumi, alla sinistra ha il
presso Macerata Fellre; Pitino Mei-gen- fiume A pesi, che viene dal monte di Cai-
te, presso VA qua lagna j Pitino de Ve- pegna,e a destra ha un torrente che viene
stini. Riproducendo la discorsa lapide del da M'aito monte del la Fagiola,il qua \e(Fitt-
municipio di Pitino Pisaurense coll'Oli- micel senza ninfe e senza nome) essendo
vieri, ilqualecrede cheil nome mancante gonfialo dallepioggie scuopre molte volte
dell'imperatore, che concesse ad essa il moneteantiche.I contadini nel coltivare la

giure de' figli, sia Commodo, dichiara terra ritrovano monete, condoni di piom-
i due Pilini Pisaurense e Mergente esi- bo, teste di marmo, vasi d' oro, lucerne
stili mila regione VI, essere però intri- e molte altre anticaglie. Lessi in una qua-
cata la ricerca d' indagare ove propria- drata colonnetta Saturni Patri Sacrimi.
mente furono. Dopo avere anche ripro- Da'rimasugli di questa città fu edificata
dotto la lapide di Pitino Mergente, per Macerata mia patria, ch'eia principal ter-
provarne l'esistenza, posta nel palazzo ra del Monte Feltre". Non può dunque,
pubblico diFossombrone.ove leggesi Mil- ripiglia il p. Brandimarte, dubitarsi che
iticipi Pitino Mergente, dice che le due ivi fu Pilino. Ma fu questo il Mergente
città le credeva state sufficientemente il- o il Pisaurense? Il Cluverio crede che
lustrate dall' Olivieri e dal Colucci, tut- fu il Pisaurense; ma il Fabretti è di sen-
tavia volle recarsi sui luoghi per ricono- timento contrario, nega che Macerata fu
scerne il si'o, ed io riporterò i suoi studi, l'antico Pitino, benché sia distante circa
e servirà per quanto avrei a dire ad Ac- 3 miglia dal fiume Foglia o Pisauro,e
qualagna. Il Cluverio collocò Pitino Pi- dice die il Cluverio cadde in tale errore

saurense nel luogo ove ora sorge Mace- perchè prese un torrente anonimo, presso
rala Fellre, e 1' Olstenio non si discosta cui giace Macerata, pel Pisauro in cui ,

da lui, ma vuole semplicemente che Ma- quello si scarica. L'Olivieri non osa sta-
cerata sorgesse dalle macerie di questa e- bilire il vero sito di Pitino Pisaurense,
stinta città, la qua le rimaneva nelle pros- perchè non riuscì al Fabretti, assai ver-
sime vette del Persena, monle non molto sato nell'antichità, di discoprirlo, e pensa
nllo e alle di cui falde esiste Macerata. che potesse essere presso la terra di Sasso
Del medesimo sentimento non è solamen- Corbaro, e che quello eh' esisteva nelle
teil Cimarelli e il Cellario, ma Lorenzo vicinanze di Macerata fu il Pilino Mer-
Abstemio sunnominato cittadino di Ma- gente. il Colucci seguì l'Olivieri. Dice pe-
cerala Feltre, allaquale fu aggiunto il rò il p. Brandimarte, che presso M uè
nome Feltre per distinguerla da Ma-
di rata fu il Pitino Pisaurense, perchè que-
cerata Picena, die trasse l'origine dalle sto fiume rimane lontano da esso circa
macerie della distrutta Ricina. Così egli 3 miglia, e questa distanza non è consi-
disse, Pitino, di cui parla Tolomeo" fu derabile eouie riflette il barou de l!i-
,

una citta d'Italia in quella regioue, che murd. L'Olivieri pesarese non potè ho-
voi,, lxxxvi. 7
<).s u r b URB
vare il Pitino Pisaurense, perchè nel corso do il Pitino a Macerala nelle pros-
situato
di dettofiume non trovasi alcun rudero. sime vette di Perseua, monte non mollo
Dove dunque sarà stato? Risponde il p. alto, come può credersi, che in un monte
Brandimarte, vicino al fiume Pisauro, ed esistesse il Pitino Mergente ? Egli si di-
era bagnato dal fiume Apesi, che si sca- fende così. » E
da notarsi per altro, che
rica nell'Isauro, come l'attesta Lucano , siccome la città dovea esser posta nel pen-
il quale perciò pone fra'celebii fiumi
lo diodel monte istesso, pareva incertaguisa
d'Italia,forse perchè bagnavaPitino. Que- che andasse a immergersi ne' due conti-
sti autori cercano ambedue i Pitini intor- la circondavano, e che
gui fìumicelli, che
no al fiume Foglia , e non considerano ivi appunto si univano insieme. Riflessio-
che non vi è alcuna ragione di ivi cercar- ne è questa pai imeuti dell' Olivieri, che
li. Copra marittima era assai distante da nel citalo luogo così spiega la ragione di
Cupra montana, tifernati tiberini erano
i tal cognome^'. Tutto questo non appagan-

assai lontani da' tifernati metauiensi, gli do il p. Brandimarte, dichiarò ulterior-


urbinati ortensi erano assai lungi dagli mente, il nome diMergente compete a
urbinati metauiensi. Perchè dunque due i meraviglia a Pitino se si pone in quel
,

Pitini dovean essere vicini , e situati in luogo, ove il fiume Candidano si unisce
poca distanza dal fiume Pisauro ? Se pres- al Borano, in cui si osservano i ruderi.
so Macerata fu il Pitino Pisaurense, ove Reslava in perfetta pianura, era bagnato
sarà stato il PitinoMergente ? Fu in quel da due fiumi. Di più dice il Colucci, che
luogo, ove l'Olivieri, il Colucci e altri col- se C. Iiedio, come ci attesta la lapide di
locano Urbino Metaurense. Nel 1734 fu- Pilino Mergente,ebbe cariche ivi e in Fo-
rono scoperti gli avanzi d'una distrutta ro Sempronio, questo e Pitino Mergente
città vicini a Urbino, in cui il fiume Cau- doveano essere due città '^vicinissime , e
diliano si congiunge al fiume Butano. Il non mai l'una assai distante dall'altra e di
Gentili che osservò,congetturò che po-
gli Se così è, soggiunge il p.
difficile accesso.

tessero essered'Urbino Metaurense, e vi- Brandimarte, Foro Sempronio è assai più


de che questi erano a ponente d'Acqua- vicino ad Acqualagna, presso cui fu Pitino
lagna. Sorsero subito i letterali, e iliero- Mergente, che a Macerala Feltre, ove Co-
110 addosso all'esistente Urbino, e dissero lucci lo vuol porre. Conclude il p. Bran-
che questo fu l'Ortense e non il Metauren- dimarte: Da Plinio e dalle lapidi si ri-

se,come erasi sinalloracreduto.il p.Bran- leva, che vi chiamate Pi-


furono 3 città
dimarte, che altrove dimostra ovverà Ur- tulo, Pitino Pisaurense, Pitino Mergen-
bino Ortense, asserisce che in tale luogo te. Pitulo fu presso il castello diPiticchio,
fu Pitino Mergente, e lo ricava da quello colle cui rovine fu edificalo , così Rocca
ch'essi scrissero, perchè ne osservò il silo. Contrada. Pitino Pisaurense fu 3 miglia
Il Colucci riporta un frammento di lapi- circa distante dal fiume Pisauro presso
de prodotta dal Muratori, mandatagli dal Macerata Feltre. Pitino Mergente fu pres-
cardinal Passionei e questo rimane in, so Acqualagna. E' vero che un altro Piti-
Abballa Canonicorum Urhiniprope A- no rimaneva ne'Vestini, che alcuni cre-
q itala guani , com'egli lo corregge. In esso derono il Mergente, e non restava molto
si legge Pit. Merg. Or essendo ruderi i lungi da Amiterno, le cui rovine e nome
d'una città distrutta, non più d' un mi- restano quasi due miglia distante da Ac-
glio, secondo il Sarli,chi non rileva da ta- quila nell'Abruzzo, e detto Torre di Pi-
le lapide che il nome d'essa città fu di Pi- lino, presso la sorgente del Vomano. Se-
tino Mergente? Egli coll'Olivieri fa deri- condo queste asserzioni il baron de Bi-
vare il nome di Mcrgens da mergo, che mard crede, che il Pitino Mergente fu ne*
significa altuffare, sommergere. Or essen- Vestini, ed il Pitino Pisaurense presso
, ,

URB URB 99
Macerata Feltro. Il Colucci poi sostiene» Viano. Ricavo da Calindri che nella chie
che ambedue i Pi ti ni furono nella VI re- sa matrice vi è un quadro di Raffaello, e
gione tV Italia, perchè ivi li collocò Pli- che il paese originò da'Malatesta, essendo
nio, e perchèle lapidi che parlano di essi prima denominato Fortino, dicendosi pu-
furono trovate non ne'Vestini, ma nelle re Frontino di Massa. Evvi una strada
città di detta regione; e fin qui dice be- sotterranea lunga circa mezzo miglio.
ne, ma poiesprime in modo che fa e-
si Lunario. Comune della diocesi di Mon-
sclamare Brandimarte: » Possibile,
al p. te Feltro, giacente col territorio in colle
che la parola Pitinum si dovesse corrom- e in piano. E' chiamato anche Castel Lu-
pere in Plinio e nella tavola Peutinge- nario, ed ha le parrocchie de'ss. Cosma
riana ? Possibile, che la tradizione voglia e Damiano, di s. Cristoforo di Lupajola,
ingannare popoli dell'Aquila, ed vici-
i i di s. Lorenzo di Pietracavola di s. Ma ,

ni, che dicono, che Pitino fu due miglia lina de'Gessi,e frazione di quella dis. Ma-
dislaute da delta città, e precisamente nel ria di Paganico. 11 p. Civalli nella Visita
luogo, che porta ancora la denominazio- triennale, presso il Colucci, t. 2 5, p. 20 1
ne di Pitino ? Non posso crederlo ; e sic- parlando del convento che vi aveano i
come nell' Italia 4 furono le città chia- suoi minori cenventuali, lo chiama luo-
mate Alba , così 3 furono i Pitini. Uuo go alla foresta sopra l'altezza d'un monte
rimaneva ne'Vestini, e ce lo dice Plinio, detto Illuminalo, forse perchè secondo al
la tavola Peutingeriana e la tradizione : cuni ivi s. Francesco d' Asisi vi illuminò
due rimanevano nella VI regione, e ce un cieco. La chiesa fu consagrala da Beu
lo attesta Plinio e le lapidi". Ragionan- venuto vescovo diMouteFeltro a'26 mag-
do altrove delle cattedre vescovili avute gio 1 325. Vi è opinione che in tal chiesa
dalle città distrutte, vi comprende quelle riposino alcuni beati francescani , il che
di Pitino Pisaurense e di Pitino Adergen- facilmente può credere per
si essere stalo
te. Tanto il Cimarelli, quanto l'Amiani il luogo preso dal medesimo s. France
riferiscono che Macerata Feltre nel i5o6 sco. Lunano fu signoreggiato da' Brau-
fu onorata dalla presenza di Giulio II, caleoni d'Urbania. Ha gli annessi Lu-
nel viaggio intrapreso per ricuperare Bo- pafola e Pietra Cavola della stessa dio
logna, indi per s. Marino recandosi a Ce- cesi, soggetti al comune.
sena. N' è appodiato Certa Ilo della stessa Monte Cerignone. Comune della dio-
diocesi di Monte Feltro, che ha per parrò- cesi di MonteFeltrocon territorio in mon-
chie s. Cristoforo, e s. Sisto di Castelli- te, fra' cui fabbricati alcuni sono buoni,
na frazione. cinti da porzione di mura. Ha le parroc-
Bclfoi ^'.Comune della diocesi di Mon- chie Donalo, s. Maria iu Re-
s. Biagio, s.

te Feltro, con territorio in monte, i cui clauso. Narra Calindri che Strabone no-
fabbricali sparsi sono collegali da un ponte mina questa terra Mons Cigunusj so-
sul Foglia. Sono sue parrocchie s. Lorenzo, novi le vestigia di molti e antichi edifl-
s. Pietro diCampo,s. Pietro di Torriola.Ha zi , avanzi delia sua vetustà, per quanto
la frazione ò\ Campo, e l'annesso Torriola non si sappia con vera precisione l'origi-
soggetti al comune e al detto vescovo. ne. Ma il Monte di Cinguuo o Ginguno,
Frontino. Comune della diocesi di di cui parla Strabone trattando dell'Um-
Monte Feltro, con territorio in monte bria, dal p.Seevolini fu creduto il castello
fra'cui fabbricati è il palazzo Vandina ,
della Cenga (/'.). In quest'articolo ra-
il tutto cinto di mura , benché in parte gionando della nobilissima famiglia Della
diroccate. Ha le parrocchie di s. Croce ,
Genga, quanto al monte ool p. brandi-
de'ss. Pietro e Paolo appodiato, e le fra- marte, nel fune la descrizione, lo dissi ora
zioni di s. Ciò. Battista e di s. Nicolò di nomarsi montagna di Frettiti, per lafen-
,

ioo U R D URB
ditura che lo divide, cagionala dal terre- Lancisi nel 1 ?o5 celebrò il monastero del-
moto denominazione che risale al me-
,
le monache, le quali per 200 anni con-
dio evo, e rimane fra il fiume di Jesi e tinui erano state iti aperta campagna, sen-
l'antica città di SentiiiOytlel quale e della z'allra difesa che di sole siepi, per cui so-
famosa battaglia riparlai a Umbria. Tra no state la meraviglia e l'edificazione di
Monte Cerignoue ricorderò
gl'illustri di tutto il mondo cristiano,e la gloria de'du-
Antonio de'conti Begni vescovo di Monte chi d' Urbino , che sentivano una certa
Feltro. In questo luogo un tempo vi ri- compiacenza d'avere un convento di re-
siedè il commissario feretrano , il quale ligiose, lecui mura (come quella di Spar-
dimorò pure in Penna Billi, in Sa vigna- ta erano formate dal petto de'citladini)
no di Monte Tassi, ed in s. Leo, ove poi fossero costrutte dalle anime e dalle menti
fu stabilmente fìssalo tale giudice d'ap- cotanto pure e sante di quelle verginel-
pello. Di Monte Cerignone è appodiato le. Fin dallo stato veneto molte vi si riti-

Val di Teva della stessa diocesi di Monte ravano. Il castello col suo territorio ven-
Feltro, che ha la parrocchia di s. Nicolò. ne signoreggiato da uno de'3 antichi ra-
Pian di Meleto. Comune della dio- mi in cui si divisero i conti di Monte Fel-
cesi di Monte Feltro, col territorio gia- tro, al riferire di Reposati , derivati da*
cente in monte e in piano, fra' cui fab- signori di Carpegna, formando la linea
bricati è L'aulico palazzo ducale e porzio- de'conti di Pietra Rubbia.
ne di mura. Nesono parrocchie s. Biagio, Sasso Corbaro. Comune della diocesi
S.Lorenzo diPirlo,s. Maria delMonastero, di s. Angelo in Vado (o meglio d'Urba-
s. Maria di Montioni,s. Nicolò di Viano, nia), il cui territorio si distende in monte,
s. Sisto di s. Sisto, e la frazionale di S.Lo- colleepiariOjCon notabili fabbricati chiusi
renzo. L'appodialo Cavo le lo ha per par- di mura. La collegiata è sotto l'invoca-
rocchie s. Andrea apostolo
Michele e s. zione di s. Gio. Battisia, eretta nel 17.57,
di Monte s. Maria è suo annesso Monte
: il cui capitolo si compone dell'arciprete

s. Maria, il quale come Cavoleto è sog- e 8 canonici, al i.° essendo affidata la cu-
getto al comune e della diocesi di Monte ra d'anime di sua parrocchia: l'abitoco-
Feltro. Sono frazioni soggette al comune raledel capitolo in principio fu il rocchet-
diPian di Meleto e della stessa diocesi to e la mozzetta nera,che dal 1 815 si con-
Monastero, s. Sisto e l'iano noQ che P/r- }
vertì in paonazza. Vi è la curia vicariale
lo dell'arcidiocesi d'Urbino. a cui sono soggette le parrocchie del cir-
Pietra Rubbia. Comune della diocesi dario. Oltre nominata, esse sono s. Cro-
la

di Monte Feltro, con territorio in colle ce di Bronzo, s. Maria in Pian d'Alberi,


e monte, situato presso le falde del monte s. Maria in Valle di Loto, s. Michele Ar-

Carpegna. Sono sue parrocchie s. Ardui- cangelo di Mercatale , e le frazionali di


no, s. Silvestro, e le frazionali di s. Cas- s. Cristoforo, s. Maria di Monte Albano,
siano, s. Michele di Monte
Mai ia,s.Gio. s. s. Donalo. Il p. Civalli, Visita trienna-
Ballista. 1 minori conventuali vi hanno le, presso Colucci, l. 25, p. 199, dice
il convento di s. Lazzaro, evie l'ospedale possedervi minori conventuali il conven-
i

omonimo. 11 convento de'cappuccini è ce- tino di cui ignora la fondazione, nel quale
lebre per essere stato eretto neli526,un fu tenuta ueli56o la congregazione cu-
anno dopo che il b. Matteo da Bascio e stodialc, ed esserne slato benefattore il

non Bassi cominciò la fondazione dell'or- capitano Gaspare Fabri pio gentiluo-
dine de'cappuccini, che perciò fu il suo mo, ornando l'altare maggiore con bel-
i.°convenlo: nel i535 vi si adunò uno lissimo quadro. L'origine di Sasso Cor-
de'primi capitoli dell'ordine, ed il vesco- baro da Calindri dichiarasi antichissima,
vo Calvi ne cousagrò la chiesa neh 73 1. benché ne sia incerta l'epoca,e ch'ebbe In-
URC URD 101
stro dal l'essersilungo tempo conservato Nel breve pontifìcio si diceva, che aven-
iu libero municipale reggimento. L'Oli- do il duca fitto a voce tali donazioni, il
vieri prelese che presso Sasso Corba ro
, Papa nell'approvarle dichiarò Filippino
sorgesse Pi tino Pisaurense, ma parlando conte di Sas*o Corbaro e suo territorio,
di sopra di Macerata Feltria,ivi riportai le con P imposizione che per la festa di s.
nozioni per riconoscersi in vece che vici- Pietro fosse tenuto dare un cereo di ce-
no ad essa propriamente ebbe l'esisten- ra bianca di 5 libbre. Nacque poi contro-
a
za. Il Castellano dice Sasso Corbaro bel versia fra l'ultimo duca Francesco M. II
borgo d'antica origine, posto sulla destra e la camera apostolica sopra il feudo, pre-
riva dell'Isauro, e però fuori de'Iimiti del tendendosi dal duca, che dopo la morte
Monte Feltro, e nel proprio territorio ur- del conte Giovanni Tommaso Doria, che
binate. La rocca che vi si osserva entra lo possedeva, per non aver successore,
nella storia dell'arti, per essere stata di- restasse a lui, e la camera apostolica a se
segnata dal celebre architetto Luciano di medesima. Morto il principe Federico u-
Lauraua, autore del gran palazzo d'Ur- nico figlio del duca, questo vecchio per-
bino. Nel comporre la sua corte de' più mise che dalla camera apostolica si pren-
chiari uomini suoi comprovinciali, l'urbi- desse possesso di Sasso Corbaro lui vi-
nate Clemente XI elesse il prelato Gio. vente. Leggo pure Reposati che per- in
Cristoforo Battelli (d' Urbino, dicono le venne in feudo a'Doria di Genova, e do-
Notizie di Romei) forse denominandolo po la morte dell'ultimo conte tornò alla
cosi dalla provincia), onore di questo s. Sede, ed il cardinal legato vi mandò
paese, che fece bibliotecario segreto, un podestà col cancelliere. Aggiunge il

canonico Liberiauo, arcivescovo d' A- Lazzari, Sascorbaro essere una bella ter-
tnasia in partibus e segretario de' bre- ra situata nella pendice d'un monte pia-
vi a'principi, il quale pienamente rispo- cevole; oltre la collegiata, esservi il semi-
r
se alla sua espetlazione, e fu autore d'o- nario avere mg. Battelli raccolto mol-
;

pere. Fu signoreggiato da' Brancaleo- te memorie del luogo e sue vicinanze; la


ni, e incorporato al ducato ne seguì la rocca potersi chiamare vago edilìzio, che
sorte. E distante 4 leghe al nord-ovest invita il forestiere a visitarla, avendola
da Urbino, e una e mezza al sud-est da fabbricata i duchi d'Urbino; il fiume I-
Macerata Feltria. Narra 1' Amiani che sauro dominare il sito: Valle poi del Te-
neh4^7 il conte Federico guerreggian- vere essere un piccolo recinto, in mezzo
do i Malatesta di Rimini, spinse le sue alla cui giurisdizione vi passa
il fiume Te-

milizie nelcontado di Fano e nel vicaria- vere (F.). Sono oppodiati di Sasso Cor-
to di Mondavio, occupò Caspessa, Mon- baro, Piagnano della diocesi di Monte
talo, Renforzate, Sascorbaro e altri ca- Feltro, .9. Donato in Taviglione del-
1

stelli, che in parte saccheggiò e rovinò l' arcidiocesi d'Urbino, Falle Avellana
col fuoco; non andò guari che Sigismon- della diocesi di Rimini : ili.°ha per par-
do Malatesta colle truppe riminesi fece rocchie s. Andrea in Strada, s. Martino,
qualche scorreria negli stati del conte, s. Salvatore, e la frazionale Lorenzo
s.

occupando Sascorbaro e altri luoghi, che di Pillo; il 2. s. Donato, s.Maria di


poi fu costretto restituire non senza sua Monte Albano frazionale, s. Martino di

vergogna. Racconta il Lazzari presso Co- Mandarello, s. Stefano d' Acquaviva il ;

lucci,Antichità picene t. 22, p. 1 84, che ,


3.° la sola parrocchia di s. Giorgio.
Giulio II confermò la donazione di Fran- Governo di Penna Billi.
a
cesco M. I fatta a Filippino Doria del Pcitiut Utili. Città e comune con re-
castello di Sasso Corbaro e Valle di Te- sidenza del vescovo di Monte Feltro, se-
vere, a lui e suoi successori iu infinito, de di governo. 11 Calindri la dice rilutta
102 URB URB
in colle e in aria buona, lungi da Roma confessore, protettore e titolare della dio*
poste 29. Nel citato articolo col Castella- cesi, neh. "agosto in cui ne ricorre la fé
no, e con l'ultima proposizione concisto- sta. Al podestà poi successe il governa-
riale d'allora, ne feci la descrizione: quel- tore. Si parla dell' etimologia di Penna
la del Ileposati si legge a p. 4o6 del 1. 1 Billi nella Civiltà Caltolica,$<iv\e 3.", t. 6,
della Zecca di Gubbio. Egli dice, esse- p. 55: Origini italiche e principalmen-
re posta presso il monte di Carpegna, co- te etnische rivelate da' nomi geografici,
strutta tra due scogli, che s'innalzano in del p. Tarquini gesuita. Con l'ultima ri-
mezzo al piccolo piano, che trovasi nelle cordata proposizione concistoriale dissi

sue vicinanze, dove passa il fiume Marec- pure nell'accennato articolo della catte-
chia; quella parte di fabbriche, che resta drale da'pennesi intitolata a s. Leone con-
sopra uno di questi scogli, chiamasi Pen- fessore ,
già collegiata di s. Bartolomeo,
na, l'altra parte costrutta sull'altro sco- che rifabbricandosi più nobilmente, le ul-
glio è nominala Billi, quindi dalla vici- time due proposizioni concistoriali suc-
nanza dell'una e derivò il suo no-
l'altra cessive alla nominata dicono: Cathedra-
me di Penna e Dilli. Aggiunge, che que- lis Ecclesia sub invocatone s. Leonis

sta ristretta città è di figura irregolare, Levitae ac totius dioecesis patroni et ,

era prima una delle principali terre del- Urbina tensis archiepiscopi sujfraganea
la provincia di Monte Feltro, fu dichia- proxima est perfectioni suarum instau-
rata poi città, allorché il vescovo di Mon- rationum, quo circa sacra adhuc per-
te Feltro da s. Leo per disposizione pon- solvuntur in ecclesia s. Augustini.\v\ pur
tificia trasportò qui per maggior suo co- si dice, che il capitolo tuttora formasi di
modo la residenza vescovile; euna e 1' 3 dignità, lai/ il preposto, le altre due
l'altra di queste due chiese formano due l'arcidiacono e l'arciprete, di 14 canonici
cattedrali, ma una sola diocesi, la quale è comprese le medesime ed il teologo e il

molto vasta e si chiama la diocesi di penitenziere, di 5 mansionari ec. Che ol-


Monte Feltro. Ha unseminarioassai nu- tre la cattedrale non vi è nella città al-
meroso di alunni o giovani, che per la via tra parrocchia, come dissi nel più volte ri-
a
ecclesiastica vi concorrono per tutta la cordato articolo e colla 3. ultima propo-
provincia. Esservi un convento d'agosti- sizione, senza avvedermi di aver ancora
niani (non piti esistenti) e uno di mona- dichiarato, essere parrocchia pure la chie-
che; risiedervi un giudice dottore col ti- sa di s. Cristoforo, già degli agostiniani,
tolo di podestà, inviato con sua patente totalmente disgiunta dalla cattedrale seb-
dal cardinale legato o prelato presidente bene governata da un canonico; e per par-
d'Urbino. 11 Reposati pubblicò tal descri- rocchia, oltre quella della cattedrale, la
zione nel 1773, perciò si deve avvertire, trovo riportata nella recente Statistica
che l'altra cattedrale di Leo non più. e-s. deli 853 e pubblicata nel 1857 dal mi-
sisteva , bensì ogni nuovo vescovo dopo nistero del commercio e lavori pubblici.
aver preso il possesso nella cattedrale di Nella detta chiesa di s. Cristoforo l'im-
Penna Billi, lo prende anche in s. Leo magine prodigiosa di s. Maria delle Gra-
nell'antica cattedrale, la quale chiesa non zie, principale proteggilrice della città e
è neppure parrocchia, ed è soltanto uf- oggetto della tenera divozione de'penne-
ficiatada un cappellano nominatovi dal si, in 4 giorni solamente dell'anno loro
capitolo di Penna Billi. Di più io memo- si discopre. Questa ss. Immagine nel 3.°
ria dell'antica residenza capitolare, non venerdì di marzo 1 489 versò lagrime co-
però stabile 5 canonici della cattedrale
, piose dall'occhio destro, ed a sua in ter*
di Penna Billi vanno annualmente in s. cessionePenna Billi per beu due volle
Leo ad ufficiare nella chiesa di s. Leone andò esente da' nemici nel \5ij e nel
URB URB io3
i Sii, ed in tulle l'età fu generosa di pro- quali il Bembo. Quanto a 'Ma-
cardinal
tezione e di grazie a'pennesi. Nella sop- lalesta ch'ebbero culla in Penna Billi, an-
pressione degli ordini religiosi , operala che per attestato del Cimarelli, il eli. To-
dal governo imperiale francese, cessaro- nini nella sua bella Storia di Rimini, t.
no di esistere i minori conventuali, gli a- 2, p. 3g8 e/foo, circa a quelli che li fan-
gostiniani, i filippini la cuiabitazioneera no derivare da Roma o dalla Germania,
annessa a quella degli agostiniani. Gre- dice essere più. ragionevole questione, se
gorio XVI nella casa de'fllippini v'intro- da Rimini essi passassero alla Penna de'
dusse la congregazione del Sangue pre- Billi nel Monte Feltro, india Verucchio
ziosissimo dì Gesù Cristo. GÌ' illustri e a Sogliano, o se dalla Penna a Veruc-
pennesi sono descritti nel libro intitolato: chio, indi a Rimini ed a Sogliano. Le più
Memorie sulla vita del ven. servo di Dio alte memorie favoriscono coloro, che li

p. Francesco Orazio dalla Penna rac- fanno venuti dalla Penna e diramati poi
colte e illustrale con note daldJ Pao- in questi altri luoghi, e ne ricorda le cro-

lo Matteo Gentili e pubblicate a cura nache e gli scrittori che ciò sostengono.
del capitolo Feretrano ne II' occasione Riproducendo indi l'albero genealogico,
che S. E. R. mg* Martino Caliendi pa- vi figuraMalatesta dalla Penna del 1
197,
trizio Penna Billi dis. Leo, dis. Ma-
di t
morto neh 24B, da cui derivarono i Ma-
rino, di Gualdo Tadino, di Ripatran- latesta da Verucchio e da Sogliano. Di
sone e di s. Arcangelo viene trasferito Penna Billi fu la Magia gente orgogliosa
alla cattedra vescovile del Monte Fel- fiorita a'tempi de'Maslini, ed ebbe Bar-
tro dall'altra di Rìpatransone. Col cb. tolomeo maresciallo di Pandolfo e Ga-

pennese autore ii riferirò. Penna Billi ne* leotto Malatesta nel 1 384,e Roberto nun-
bassi tempi parte diMassa Trabaria,quin- zio apostolico a Venezia, rapito a miglio-
J
di alla provincia di Monte Feltro da suoi ri speranze da immatura morte. Un ra-
conti e ducili di Urbino incorporata, ter- mo circa la metà del secolo XVI si tra-
ra illustre ,
poi città per munificenza di piantò in Sestino di Toscana e vi pro-
Gregorio XIII, ha vanto fra quanti altri spera col cognome Maggio. Altro si pro-
paesi della regione per famiglienon me- pagò chiaro nella libera terra di s. Ma-
no chiare di sangue, che per virtù com- rino per Coriolano accreditato giurista,
mendatissime.Già culla un tempode'Ma- Pier Matteo fu uditore del granduca di
latesla, signori di Rimini (V.) e altre cit- Toscana, e Melchiorre chierico di came-
tà e luoghi, magnanimi e potenti nel reg- ra e presidente dell' armi pontificie. In-
gimento di pace e di guerra per tutta Ita- nestossi a' Staccoli d'Urbino, uno de'più
lia, vedeva a loro legati co'vincoli del san- antichi ornamenti della patria di Raffael-
gue Mastini in gravi affari da Sigismon-
i lo, divenuto oggi in maggior pregio con

do adoperati, come Fraocesco cav. gero- imeneo a nobilissimo rampollo di Ca-


solimitano suo ambasciatore al gran mae- struccio Castracani Della famiglia Va-
stro di Rodi, Gio. Battista architetto che lentini, per dovizia di fortuna e di virtù
per lui nel i453 diresse la ricostruzione fra le più reputate di Penna Billi, si ricor-
e fortificazione di Sinigaglia. Riputatissi- dano i sommi p. Leonardo procuratore
mi i Mastini per lunga serie di uomini il- generale degli agostiniani e Pier Domeni-
,

lustri, divenuti poi conti diPozzale e Mon- co segretario di stalo d'Eleonora regina
tevecchio, neh 57 furono ascritti al pa-
1 di Polonia; la superstite femmina s'impa
triziato romano; Nicolò fu avvocato con- retilo co'conti Garampi
di Ri fai DÌ, nella

cistoriale e deputato alla riforma de 'tri- quale famiglia risplendette il dottissimo


bunali, e Giacomo celebre letterato e poe- cardinal Giuseppe. La stirpe de* Zucchi
ta fu amico de'coutemporanei dotti, fra' Travagli, chiara pel valore con cui Aloisio
io4 URB URB
Travagli duca d'Urbino
a' fianchi del Perugia da Paolo HI, d'ingegno pronto,
gloriosamente combattè a Lepanto nel fu vicario generale di Monte Feltro d'an-
i 57 , fatta anco più chiara da degni fi-
1
ni 26; Michelangelo preposto feretrano,
gli di Escuta pio, da uomini di governo e lasciò opere mss. anche di patrie e pro-
caldi d'amor patrio. Precipuamente va vinciali memorie; Orazio suo fratello e
nominalo Antonio M.* Zucchi Travagli successore nella prepositura, di lui si ha
uditore perpetuo di legazione, il quale fu il mss.Monumenta Feretrana, uno de'
accuratissimo scrittore di Memorie Fé- tanti che danno pregio all' opera inedita
nettane, raccoglitore su quanto riguarda del Zucchi Travagli di 1 2 xoì.jRernin Fé-
il Monte Feltro, quindi estensore dell'e- retranarwn Scriptorcs. Quesl' Orazio
ludi tissime Animadver sioni sull* Apolo- per la provincia fu ambasciatore a d. Tad-
getico e sul Saggio di ragioni dell'arci- deo Barberini, quando in nome delia s.
prete Marini di S. Leo ove dicendo
t
del Sede prese possesso del ducato, e insigni-
suo governo questo articolo ne ripar-
in to d'egual carattere con Sempronio Zo-
lo, per modificare e chiarire alcuni pun- lio di Macerata Feltria, giurò ubbidienza

ti del da me riferito a Monte Feltro ed a a Urbano Vili. Ottavio prepostò fere-


s. Marino., seguendo il Marini, innanzi trano e vicario generale nel 1674; Or-
che conoscessi le Animadversioni. Inol- tensio compilatore del dotto mss. De Te-
tre il Zucchi Travagli riformò il patrio st amentis adfor. cap. Cum esses, et Re-
statuto, i cui mss. si custodiscono nell'ar- lalnmj Antonio in gran conto nella pa-
chivio pennese a profitto di sua patria e tria e fuori Pier Leone arciprete della
,

del Monte Feltro. La memoria de' Pai- cattedrale e più. volte vicario generale,
merini è in perpetua benedizione, molti ambo fratelli del veo. p. Francesco Ora-
de' quali ebbero nome nella repubblica zio cappuccino del primitivo suddetto
letteraria, tra gli agostiniani, e nella cor- convento di Pietra Rubbia che die ar- ,
r
te del duca di Mirandola, di cui fu udi- gomento all'interessanti Memorie del d.
tore Biagio precettore del gran Pico o- Matteo Genlilijil quale meritò il gonfalo-
nor delle lettere e della porpora (Lodo- nieralo patrio, zelantissimo e benemeren-
vico e non Pico però fu cardinale); e ad tissimo prefetto delle missioni delThibet,
incremento di gloria ne'fasli patrii, vi lar- insigne propagatore delia fede.Penna Bil-
gheggiarono innanzi ad altri benemeriti li e il suo plebanato di s. Pietro in Massa,
in benefiche istituzio