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a j 7^^

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI SAMTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PI

CELEBRI
CHIESA

DELLA
AI

SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHI* CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
AI CONCILII,

ALLE FESTE PI SOLENNI, CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOI* CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIG1.IA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,
RITI,

ALLE CEREMONIE

SACRE,

ALLE

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VCL. XXXIX.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA E!MILIANA


M D
C G C

XLV

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA
m^^

LIS
JUISIA, Lysias. Sede vescovile
dell'esarcato
d' Asia,

LIS
Gli edifizi pi
osservabili sono la
il

nella

Caria

vecchia cattedrale,
vescovile,
di

palazzo gi

nella Frigia Masecondo Plinio, gna secondo Tolomeo, o nella Frigia Salutare e sotto la metropoli di Sinnada, eretta nel secolo. Ne furono vescovi, Teagene che si un cogli ariani a Filippopoli ; Filippo che fu al concilio di Calcedonia e Costantino che trovossi al concilio di Fozio. Oriens

cui

si
il

ammirano

giardini e la scala,

seminario e

il grande ospedale. Lisieux possiede un collegio comunale, un teatro, e varie fabbriche massime di

tele,

fra

le

quali quelle

cretonnes,

cosi dette
bil
i

da
;

telai

il

considerabile.
illustri

Creton che ne stasuo commercio Tra suoi uomini


i

846. LISIEUX, Lexovium. Citt vescovile di Francia nell' Alta Normandia, dipartimento del Calvados, capoluogo di circondario e di cantone, in una valle fertile sulla riva destra del Toucques, presso
christ.
t.

I,

p.

nomineremo Gabriele Duil

moulin, Pietro Vattier ed

padre

Zaccaria. Questa antichissima citt


ch'era la capitale dei popoli
vii
ii

Lpxo-

o Lexobii, popoli galli de'qiiaparla Cesare ne'suoi commentadicesi

rii,
il

che da

essi

abbia preso
i

al

confluente

di questa

riviera e

deirOrbec,
dal
gi.

distante
e

cinque leghe

francesi

mare

quarantadue
varie

da Pari-

piimi re divenne la capitale di un paese chiamato Lieuvin e Li^'inus


Sotto

suo

nome.

sede di
molti

magistrature.

o coniitatus Lisvinus,

e fu perci

Alle sue antiche


stituiti

mura

belli

furono soedifizi, ed im

da da
del

alcuni
altri

chiamata

Lexovhim

Neomagus. l'rima
risguardavasi

dell'uso

pubblico ameno passeggio. Le strade sono assai larghe, e la maggior

cannone

come

fortissima.
titolo

Fu

questo

paese, col
al

parte

delle

case

di

legno.

di

contea,

dato

vescovo,

6
che
peici
(Iella

LTS
divenne
citt.
I

LIS
signore temsai

considerabile e fondala nel se-

porale

normanD
nel
i
i

saci

colo XI.
otto

La

diocesi

comprendeva
in

cheggiarono Lisieux ntWS'j'j, ed


I)i-etoni
1'

abbazie

cinrjuecenttjttanta

ahbriiciaiono

3o.
nel

parrocchie,
cidiaconati.

divise

quattro ar-

Fu

presa da Filippo
dagl'inglesi

Aiigu>to

iio3,
<lai

generali di

Carlo

protestanti
1

nel i4'5, dai VII nel 148, nel i^ji, e da


i

Coicilii di

Lisieux.
nel

Enrico IV nel

589.
istituita nel

Il

primo
le

fu

tenuto

lo'JS

La sede
di

vescovile vuoisi, al dire

pei'

cure

del

duca

Guglielmo

Cotnmanville,

secolo della

Chiesa,

ma

il

primo primo

nipnte di
liouin.
e

suo

che si conosca fu che sottoscrise ai concini d'Orleans del 538, 54 1 e

vescovo

Manger arcivescovo di Ermafredo vescovo di Sion legalo del Papa vi presiedette


tutti
i

Teodebando

con

vescovi della provincia,


vi

e INIaugero
sostituito

fu

deposto, venendo

549
ni

altri

chiamano
Il

scovo Litarde.
delta di
testanti
la
il

primo vevescovo Giovanil

in

sua

vece

Maurilio.
pa-

Bessin in
Il

Conc'iliis

Normaniiiae.

Hennuier salv dalla strage s. Bartolomeo molti prodella

secondo nel

1106 per
in

la

ce di

Normandia,
I
t.

presenza di

sua

diocesi, e

per

Enrico

re d'Inghilterra. Marlene,

sua carit apostolica

guadagn

Tlicsaur.

IV
t.

Bessin;

Labb

t.

cuoie di molti e li convert. L ultimo e cinquantesimo quarto vescovo di Lisieux, fu Giuseppe


Basilio

X; Arduino

VI.

Ferron de

la

Ferronays
trasfe-

d'Angers, che Pio


rito

VI avea

Il terzo nel iZi\ sotto Ugo di Arcmt. Lenglet, Ta^'olelte. cronol. LISIMACHIA, Ly simachia. Sede vescovile della provincia di Euro-

Bajona a' i5 dicembre 1783, perch Pio VII nel concordato del 1802 ne soppresse la sede ch'era suIlVaganea della metro-

da

pa nell'esarcato
la

di

Tracia,

sotto

metropoli

di

Eraclea,
la

eretta

nel

secolo.

Tolomeo
,

chiama
e Stefa-

Examillum o

Ilexaniili,

Rouen. La chiesa cattedraPietro aveva un capitolo composto di undici dignitari, di


poli
le

di

di

s.

no di Bisanzio Cardia che veramente era un'altra citt. Il re Lisimaco edific


di
dia.
si

la

citt
le

nell'

istmo

trentasei

canonici, e di molti altri

Tiacia, presso

rovine
vescovi,

di
iV.

beneficiati.

Nella

vigilia e nel

gior-

Furono
trova

suoi

Carche
VII

no

nel

Orsino od Orsino, cio s. IO ed 11 giugno, essi erano conti, ed apparteneva loro tutta
di
la

rappresentato
generale,
;

nel

concilio

dal

sacerdote

Costanzo
al

Metodio che intervenne


di

giustizia
il

civile

criminale,

concilio
concilio

Fozio

N. che fu
Calisto

quando

vescovo
tra

era
le

signore e

al

del

patriarca

conte di Lisieux. Vi
case religiose,

erano molte
quali
si

di-

stinguevano quelle
e de'trinitari
li
;

de'

gli

domenicani eudisti aveano


Prato, eh' era

i35i, nel quale Barlaam ed Acindimo avversari dei palamiti, vennero condannati. Oricns christ.
nel
t.

I,

p.

II 32.

collegio

la

magnifica chiesa
di
di

della

Madonna

un'abbazia reale

benedettini as-

LISINIA, LISINA, Ly.mnias, Lysina. SeAe vescovile della seconda Pamfilia, nella diocesi ed

LIS
esarcato d'Asia, sotto la metropoli
di Perga eretta nel V secolo. Ne furono vescovi A pagamo, che fu
al
si

LTS
nella diocesi di Lismore,

7
ha

il

due
decail

chiese e conta

sedicimila
;

abitanti

quasi
no,
vicario

tutti

cattolici

vi

concilio di

Nicea
a

Eugenio
;

clie

e suole

risiedervi
di

talvolta

un agli ariani

Filippopoli e

generale
vi

Lismore.
di

In
re,

sottoscrisse le loro lettere

DiodoCalI,

questa citt

il

cimitero, che

ro che trovossi
cedonia.

al

concilio di
christ.
t.

conserva
e
di

le

ceneri di santi,
.

Oriens

p.

grandi
dai

Ha

molte

scuole

io3o.

tenute
[Lismorien).
Citt

fratelli

LISMORE
Blunster,

dottrina

cristiana,

monaci dell;* una casa di

vescovile delTIilanda,

provincia di

contea
di

di

Waterford,
sulla

le

francescani riformati, ed altra delmonache della Presentazione. In


citt
si

baronia

Coshhride,

riva
vi
s

questa
quakeri.

trovano

molti

destra del Blackvvater,

che
di

passa sopra

un

ponte

pietra.

LISSO, o ALESSIO, o LECH,


LissHS, Elissus, lexien. Citt

Evvi un

castello eretto sulla

duna
viera.
ta
il

roccia,

cima che s'innalza perpendi

residenza
nella

vescovile

dell'
,

con Albania

dicolarmente
Si

al

sopra
e

della

ri-

Turchia europea

pascialati-

crede questa citt fondasi

nel

VII secolo,
castello
al

attribuisce

suo

re

Giovanni.

co e sangiacalo di Scutari da cui distante otto leghe, con un buon sulla riva deforte, ed un porto
stra Drin , ed capoluogo del d'una giurisdizione. E situata sopra una scoscesa montagna. La

Sembra essere nel medio evo,


venti chiese

stata

considerabile

che

racchiudesse

e un'abbazia.

Fu

pre-

sa

e saccheggiata

dal
dagli

conte

da Raimondo e Riccardo nel iiyS, e


negli

residenza vescovile

in

Capo-Redi

doni nella

limitrofa

arcidiocesi

inglesi

anni

1174

e
la

Durazzo, dopo
la

che

1178. Nel
re;

1707 un incendio
due prima

casa del vescovo.

fu incendi nta La sede ve(

ridusse quasi interamente in ceneDia


al

scovile di Lisso

od

J lessi
nel

per mandava

memdella

nell'Epiro nuovo, esarcalo

di

Fedi) Ma-

bri

parlamento

cedonia
di p.

fu

eretta

IX

secolo,

riunione.
tanza,

E
tra

oggi
gli

di

poca impor-

e fatta sulfraganea della

metropoli
tuttora.
Il

e
il

vanta

celebre
vescovile
s.

uomini illustri Roberto Boyle.


fu eretta nel
la

Durazzo,

di

cui lo

La sede

VI

secolo da

Carthago, sotto
verso

metropoli di Cashell. Commanville


dice che fu fondata

l'anno

Quien nell' Oriens christ. seguenti Ili, p. 956, riporta t. vescovi. Biagio d'Albania domenicano, fatto vescovo da Sisto IV nel 1475. Giorgio eletto da Leone

Le

63o, e che
al

nel

i363 venne unita


i

vescovato di TVaterford (Fedi). uscirono

Da Lismore
il

pi celebri
ivi

banditori del vangelo

risiede

vicario generale delle

due

dio-

nel i5i3. Michele di Natara domenicano, nominato dallo stesso Pontefice. Bernardino di Gronana nel eletto minore francescano, i5i8 da Leone X. N. che si uni

cesi.

La sua popolazione
:

di sei-

al

una bella chiesa parrocchiale, Clonmel, caponnla abitanti


possiede

dei

vescovo di Croia, ed alla lesta loro diocesani misero in fuga


i

tremila turchi,

quali
di

luogo della contea di Tipperary,

contro

gli

abitanti

andavano Monte Ne-

9
gi"o

LIS
per separarli
dalla
serie

LIS
repubblica
de' vescovi
del

LISTRA

o LISTRI, Lystra. Se-

di

Venezia.
legge nelle
:

La

del
si

secolo passalo

corrente
del

de vescovile dell'Asia minore nella Galazia ai confini della Licaonia, e

annuali
IVicola

Notizie di
se-

precisamente
cilf
ci

nell'Isauria,

la

cui

Roma
diocesi

riporteremo
di

quelli

antica era distante quattordi-

colo corrente.

Malci delia

Durazzo,

fatto

vescovo

da Pio VI nel 1797. Dopo lungo vescovato gli successe Gabriele Barissich

leghe da Iconio, e poi fu interamente distrutta. Il vescovato appartenne all'esarcato e diocesi d'Asia,

sotto

la

metropoli d'Iconio, eGli apostoli


vi
s.

bosniese

francescano, eletto
a'

retto nel

I,V secolo.
s.

da Leone XII

luglio

182G.

Paolo e
il

Barnaba

predicarono

Gregorio XVI ai 19 gennaio 184^ l'odierno monsignor fece vescovo Giovanni Topicli de'minori osservanti. La popolazione cattolica dispersa nel territorio ascende a diecietleiiiila
;

vangelo, e fu in questa citt, che


essi guarito un zoppo dalla furono presi per Dei. Quei
s. Paolo per MerBarnaba come pi vec-

per aver
nascita
di

Listri presero

curio,

s.

quella

della

citt

chio
cargli

per Giove, e
delle

vollero

sacrifi-

seimila.

vittime, locch

a gran

Nella diocesi
tro chiese
lessio,

vi

sono ventiquatAGriscia,

fatica

ambedue poterono
tempo giunsero
deputati delle

impedire.
in Listri

parrocchiali, cio in

In questo
alcuni

Veglia,

Marchigna,

Manattia, Trisci, Bocbiano,

BimeIder-

sinagoghe ebraiche d'Antiochia e d'Iconio, de-

no, Pedana, Bolghero, Criesesi, Cal-

clamarono

gli

apostoli per

demoni,

meti

Salhdreni

Carasichi,

fandina, Blinisti, Foudi-Voghel, Calivara,


la,

ed istigarono gli abitanti a lapidarli Paolo fu creduto morto per s.


:

Pucinari, Dileri, Corthepul-

le

ferite

ricevute, e
s.

Treghna e Miriditti con abbate. Vi un convento senza


Caslagnetti,
religiosi sulla riva del

Listri

con
a

si sottrasse da Barnaba, passando a

Derba
vi

predicar
sono:

la

fede.

vescodi

zio di

s.

Brino, Maria Annunziata,


Il

l'ospi1'

di

Listri
s.

Artema,
epist.
al
;

cui
Til.

ab-

parla
e.

Paolo, nella

ad

bazia di
sacerdoti.

Miriditti,

e pi di venti vescovo di Alessio ridi

3, V.

\i; Tiberio che fu

primo
Paolo

concilio generale di

Nicea

ceve dalla congregazione

propari-

che trovossi

al

primo

concilio ge;

ganda

Jidej,

da cui dipende, annui

nerale di Costa'itinopoli

Plutarco

scudi duecento, ed altri sussidi!


i

che fu
donia
bili,
;

cevono parrochi. L'ospizio vicino ad Alessio possiede lerieni incolti, perch ciistiani sono costretti lai

primo concilio di CalceEubulo che confut un'oal


il

peretta, che

patriarca dei giaco-

per

nome
all'

vorare quelli de' turchi.


di

La

chiesa

sentato

Atanasio, avea preimperatore Eraclio, per


Cristo.

s. Maria dellAnnunziala, depredala dai turchi nelTincursione del

provargli ch'eravi una sola opera-

zione in

Ges

Se ne

leg-

sacri arredi. Mij835, perdette riditti governala da un piincipe cattolico trbularo della Porta ottomana. Il suo stalo consiste in
i

geva un estratto nel cap. XXII di una panoplia greca contro differenti eresie, che trovavasi manoscritta

nella
di
p.

biblioteca del collegio


Parigi,

pochi villaggi,
nionlasna.

lutti

cattolici,

nella

de' gesuiti

per cui sem-

bra che

il

Pagi male a proposilo

LIT
abbia messo in dubbio quanto dice

LIT
LITANIA
si
i

9
Litania,

LET^^ A,

Teofane intorno alla conferenza che Atanasio ebbe coli' imperatore. Altro vescovo di
Listra
fu

Supplicationes.
."

La parola Litania
ecclesiastici
:

prende dagli autori


per
le

Basilide

Processioni

[Vedi) sta-

che assistette al concilio in cui Fozio venne ristabilito. Orienschrist.


t.

I,

p.

1074. Al presente
un
titolo

Lislri,

Lystren,

vescovile in

partihus, sotto l'arcivescovato pure

bilite dalla Chiesa, per le persone che compongono le processioni stesse, e per le formole delle preghiere che si cantano in queste processioni in onore de' santi o di
,

che conferisce Ja santa Sede. JVe furono per ultimo insigniti Giovanni Bonyonski
in parlibus d' Iconio,
di

alcuni
in

misteri, sia

in

generale che
le

particolare.

1 per

Litane

Riss-Jeszeniez diocesi
di

di

Nitria,

fatto vescovo

Listri

sulfraga-

neo della metropoli

di Strigonia

da

Maggiori [Vedi). 3." per le Litanie Minori o Ro gazi ani [Vedi). 4." per le Litanie Laurelane o della Beata Vergine [Vedi). 5." per le
Litanie de" santi [Vedi). 6." per
il

Pio VII a' 20 agosto 1820; e l'odierno monsignor Eleonoro Aron-

Kyrie

eleison (Vedi),

perch

le

li-

ne del Serrone, diocesi di Palestrina, arcidiacono di


le,

tanie de' santi e le lauretane inco-

quella cattedraListri

fatto

vescovo
di

di

ed

au-

siliare della

medesima sede suburPalestrina


de'

minciano col Kyrie eleison, e perch finivano altre volte nello stesso modo. Il Kyrie della messa da
molti
autori
detto litania
il
,

hicaria

XVI,
J842.

nel

concistoro

da Gregorio 22 luglio

cio

preghiera, secondo
co.

vocabolo gre-

Alcuni rituali antichi presciivonel sabbato

LISTRA. Sede
rientale, sotto la

vescovile del nuod'Illiria

no

santo doversi can,

vo Epiro, nella diocesi

o-

tare Litaniae

septenae

(juintenae,

metropoli di

DuPor-

ternae, ovvero

come
il

altri
,

scrivono

vazzo. L'imperatore Costantino

septenariae

qninariae

ternariae
sette

citt

la distingue da un'altra chiamata Liisus o Lis<;a. Uno de' suoi vescovi chiamato Zenobio

firogenito

perch
volte,
al

si

replicava

Kyrie
nella

poi

cinque, e per ultimo tre

fonte battesimale, e

conpro-

assistette al

concilio di Calcedonia.
t.

sacrazione della chiesa, nella


cessione che
si

On'ens

christ.

II,

p.

2 52.

fa

colle reliquie in-

scovile della

Litae. Sede veprima Macedonia, nell'esaicato del suo nome, sul golfo

LITA, LETE,

torno alla medesima. Nell'Ordine romano, Iniponere Litaniani, significa d;u'si principio a
rie.

cantare
di

il

Ky-

di di

Tessalonica, sotto

la

mefro[)uli

Del diverso
vigilia

modo

cantare
santo
tre,

Tessalonica, eretta nel

secolo,
L,i-

le

dette litanie nel

sabbato

poi unita alla sede di Rendina.


tae,

e nella

di Pentecoste, a

secondo Plinio, fu una citt di Macedonia, secondo Tolomeo alla estremit della Migdonia, ai confini dell' Amphaxitide. Attualmente
Lita,
in

a cinque ed a
il

sette cori,

ne tratta

p.

Chardon,
t.

Storia
cap.

de' sacra-

menti
tesimo.

1,

lib.

I,

XI, del batsi

Nelle Stazioni [Vedi)

ri-

Leten, un
sotto
in

titolo
1'

vescovile

peteva ordinarianiente per tre volte


ciasciuia

partibns,

arcivescovato

invocazione della

litania

pure

partibns
la

di

Tessalonica

che

si

cantava recandosi professioalla

che conferisce

santa Sede.

nalmente

chiesa stagionale: dal

IO

LIT
elicsi cliiamnvn termi-

LIT
colla di

the provenne
ria, dicendosi

qninaiia quella nella


e se/tenaria
sette

fjnale

si

ripeteva cinque volle l'invostessa,

adoperare il pallio nelle letanie, gli fece l'enumerazione delle Laetaniae o giorni solenni nei

cazione
in cui

quella

quali
di
si

permesso
il

agli
il

arcivescovi

ripetevasi
si

volte,

come

pollale

pallio,

quale non

tuttoia

suole praticare in qualdella

che

citt

Francia nel sabbato


stazionali
si

portava mai fuori della chiesa , e le litanie maggiori e minori han-

santo.

Delle

litanie

nella basilica laleranense in

che cantano
terza,

no sempre luogo fuori della chiesa, come osserva il Sarnelli nelle Lett.
eccl.,
t.
(

processione

dopo

l'ora di

VII,

p.

55. Delle litanie o


si

ogni domenica non impedita, prima


della

Laudi

J^edi), che

dicono

nel

messa solenne, il Crescimbeni ne tratta nello Stato della ba179. Del siquesta processione ne
p.

giorno della coronazione e solenne


possesso del Pontefice, ne parlam-

silica lateranense,

mo
e

gnificato di

ancora nel voi. Vili, p. 167 i85 del Dizionario. Anticamenspecie


di
litanie

parlammo
Dizionario.

al

voi.

XII,

p.

4' ^^^
preghie-

te questa

soleva-

Litania parola greca,

no

dirsi

nel

giorno stesso dell'S/e-

che
f^.

significa supplicazione,

zione del Papa- [Fedi).

Quando

s.

ra, processione, rogazione, orazione.

Leone
ed
all'

III,

come dicemmo

altrove,
si

Valfrido,

De,

rebus
s.

ecclesiast.

articolo Giunizri di Dio,

cap. 28. Trovasi in

Basilio, epist.

giustific
silica tegli,

con giinamento nella bacalunnie


da-

63, t. MI, p. per esprimere


bliche che implorare
sericordia.
il

f)7,
le

la

parola litania

vaticana, delle
fu

supplicazioni pub-

si
il

facevano a Dio

per

vo

acclamato di nuoriconosciuto per Pontefice e


tutti
,

da

soccorso della sua milatini

dette le litanie dell'elezione, colle

hanno ritenuto
s.

parole responsoriali

Tu

illuni

rt-

Kyrie
I

eleison de' greci, e

Gre-

diuva, replicate
ciascun

all'

invocazione

di

gorio

aggiunse

il

Chrsle eleixon;

santo:

dice

l'Anastasio,
litania facta,

l'invocazione de' santi fu

aggiunta

otnnes archiepiscopi, episcopi, abbates,

poco dopo

s.

Gregorio
il

I,

come
s.

ve-

et ciincti clerici ,

desi ne' martirologi

del suo secolo^


di

laudes
litanie,

dedere Deo. Altrettanto ale

che portano

nome

Girolail

veano praticato, dopo celebrate


Sisto
III

mo.

Si

possono consultare

Fio-

Pelagio

nel-

rentino, Admonit. 8, praev. p. 89, 4o, ed il Tomassini, Istoria delle

r emettere egual Giuramento [Fedi).

LITANIE MAGGIORI.
santi, orazioni

Procesce-

feste mobili par. H, p. presso il Baruffaldi lit.

17 3. Altri

sione solenne con l'invocazione dei


e messa, che
si

chiamano
livota

la

litania,

79, n. 3, prece seria,


si

lebra dalla Chiesa a'


la

25

aprile nel-

frequente.
la

Non

confondere
gnifica

parola
di

litania,

deve con
si-

festa

di

s.

Marco
doversi

evangelista; e
trasferire
si

se

accader
di
la

la

letania,laetania: questa ultima

festa

tal

santo,

non
,

trasferir

un giorno

festa, di gioia

per

processione
la

se

non

che Pavie-

e di allegrezza, dal verbo laetor, e

quando

sua

festa

il

giorno ^5
trasferir

come

apparisce nel lib. IV, epist. io di S.Gregorio I, scritta a Giovanni arcivescovo di Ravenna, nella quale il Papa nel concedergli fa-

aprile occorresse nel giorno di

squa, perch in allora


nella
feria

si

HI che segue. Ci
decreto

ne ordinalo dal

della sa-

LIT
era

LIT
de'
riti

11

congregazione

de' r4

col Quarti, punct. 4? "

^35, ne voe dicos.

n.

lyoS, presso il Cardellini ad 5: Si litaniae mnjoiTs occnrrant in die Paschalis, Irasfeijliiaio

gliono autori

gli

apostoli,

356

no che probabilmente
I

Gregorio
gli

le

abbia propagate ed ampliate,

fcraitnr in feriani lertiam sequeii-

ci

che

fecero

eziandio

altri

un precedente decreto della medesima congregazione, cio de' 25 settembre 1627,


lem.
11

Macri

cita

dicendo che se

re viene nel giorno

maggioPasqua, si trasferisse nel primo marted seguente, acci il popolo fosse pii frequente essendo d festivo; che si dir per la messa solita delle
la

Litania
di

aggiungendo all' invocazione de' santi i nomi di altri. Afflitta Roma da una grave pestilenza con numerose mortalit, a segno che in un giorno nelle piazze caddero morti ottanta nelTatto
Pontefici,
di

sternutare o sbadigliare,
I

s.

gorio
ti

ordin che
eh:

si

dicesse

GreDio
si

sah'i a

sternutava,

fa-

rogazioni
dell'ottava
,

senza
col

commemorazione
prefazio feriale di

cessero segni di croce sulla

bocca

Pasqua, ed i! comuunicantes, coi paramenti di colore paonazzo. Talvolta avvenuto, come ne' i84i, che la festa di s. Marco cadesse in

coloro che per placar

sbadigliavano.
1'

Quindi
implo-

ira

divina
il

ed

rar misericordia,
In

Papa comand
ba-

per diversi giorni varie processioni


e litanie.
silica

una

di queste alla

domenica piivilegiata, la processione ebbe luogo e la festa si trasfer se la domenica non privile;

vaticana coV Immagine [f^cdi)

della

Beata

Vergine,

seguita

dal
alla

Pontefice, nel passare innanzi

giata la festa

si

celebra

la

profesta
al-

mole Adriana, ud
gli

egli

le

voci de-

cessione non attaccata alla


del santo
l'origine

angeli

che

cantavano: Regina
rispose
s.

evangelista.
delle
litanie
le

Quanto
maggiori

Coeli,etc., a cui
rio
I:

Gregonel

Ora pr

nobis Deunij e

grandi, diverse sono


gli

opinioni de-

storici.

La maggior
s.

parte l'at1

medesimo tempo vide sulla detta mole un angelo che rimetteva la


spada nel fodero,
sere cessato
scia
il

tribuiscono a
del

Gregorio
stesso

Magno

in

segno

di

es-

590, ma ch'erano gi suo Ecgslro,


lileclissiii,

egli

dimostra
2:

divino flagello, e po-

istituite,
lib.

dicendo nel Solila-

Xi, cap.

stel s.

lenmitas animae det'olionis, fralres


iios

ndiiionct,

ut

quae major oh omnibus appcllantur, soWcilis, ac dcvolis debeamus, auxilianle Deo, menlibux
nianij
celebrare.
gilio
Il

prese il nome di CaAngelo [J^edi). La prima litania di s. Gregorio 1 si celebr nel mese di settembre per la pestilenza ma poi l' annua commemorazione del ricevuto benefizio
l'edifizio
;

fu istituita nel giorno di

s. si

Marco
pratica

Platina, Polidoro

Vir-

evangelista,

come

tuttora
si

ed

altri

sostengono che fosses.

dalla Chiesa cattolica, e

raccoglie
:

io

istituite
i

da

Leone

del

44^)

dal secondo concilio d'Aquisgrana

ma
che

critici

lo controvertono.

Baronio in noi. ad sub die aSaprilis, le crede jiiii antiche di s. Gregorio I, cos il Martene, De divin. ofJ7<\ I. IV, e, 7j n. I. II Suarez poi ed altri
il

Anmarly-

Ut litania major more romano ab omnibus in septimo kalendas maji


ctlebrelur,
can.
io.

rnlog.

Pare
la
s.

che

il

Macri
s.

espressamente
attiibuisca a
il

litania

di

Marco
e

Gregorio
del

1,

producendo

passo

me-

13
desimo,
di

LIT
sopra
allegalo,
cliia-

LIT
4^
lib.
;

Paolo diacono, Dti longoharrl.


2 5.

ramente dice che ogni anno


e che
s.

volle

3, cap.
la

AI clero fu slabilaleranense,
s.

celebrarla in rendimento di grazie,

lita

basilica
la

ai

se-

Gregoiio I nel loco citato dopo un lungo ragionamento conchiude, che la processione fu istituita
in

colari

chiesa di quella de'

Marcello, ai

monaci
clausura

ss.

Giovanni
ss.

Paolo, alle monache non ancora in


quella
alle alle

ricevuto.

memoria del benefizio gi Tain de antiquioribiis


y

de'

Cosimo
s.

Damiano,
rotondo,
fanciulli

maritate

Stefano
di

ffuant de praesenlibus beneficiis pietati ejus

vedove
la

s.

Vitale, ai
s.

in

quantum possumus
mereamur.
4>
Hisloria
delle
p.

poveri

chiesa

referre gratias

Cecilia.

Con qualche
Tours

diversit sono
s.

L' Ugonio
xtazioni;
il

riportate le sette litanie da

Gre-

Severano,

Memorie sa-

gorio di
all'

presso

il

Rinaldi

262 e 725, ed il Piazza Gerarchia cardinalizia, p. 432, narrano che s. Gregorio I nella istitu la litania maggiore chiesa di s. Sabina, ove convocato il popolo l'esort a penitenza con un bel sermone, invitandolo pel d
ere p.
nella

anno Sgo, n. 12. Il p. Bernardo da Venezia nell'annotazione 44 al citato p. Chardon, dice che s.
Gregorio
piet
istitu
s
I

per implorare
suoi

la

divina
,

ne' calamitosi

tempi

queste settenarie litanie, cogli

dette perch tutti


la

assistenti
in-

seguente a
di
s.

portarsi

nella

basilica

in sette cori divisi,

medesima
il

Maria
chiesa
di

Maggiore,

che

da

vocazione ripetevano; prima


ro, e

cle-

questa
festa

nel settimo
il

giorno,
si

successivamente
le

gli

abbati coi
lo-

Pasqua,

Papa

port

loro monaci,

abbadesse colle
i

popolo in processione a s. Pietro. Se l'immagine di s. Maria Maggiore o della chiesa di s. Macol


ria
in

ro religiose,
gli

tutti

fanciulli,
le

tutti

adulti

maschi, tutte

vedove,

tutte Je

maritate. Osserva,

che
si

al

Araceli,
diversi
lo

giorni

o ambedue e furono portate

in

presente nelle chiese d' Italia


il

usa

io

duale, perch
il

da
il

una

parte
i

processione,

dicemmo

a' loro

intuona
ci

clero e dall'altra

lai-

luoghi. Questa litania o processio-

ripetono, oppure
cori

clero solo in

ne

fu

detta

Setti/orme,
septena,

Septifor-

due
par.
ra

diviso
Il

fa

la

invocazione
Dici, liturg.

mix, Litania

per

aver

s.

replicata.
I,
tit.

Colti,

nel

tutto il popolo assegnando per adunarsi a ciascun ordine la propria chiesa, donde nel giorno stabilito dovevano partire, recandosi tutte
I

Gregorio
in

diviso

Litaniae mnjores, dichialitanie

sette classi,

che queste

non

si

dicono
istituite

maggiori perch sono state

da
lui

s.

Gregorio

I,

giacch prima di
si

la

processione

chiamava
cos
la

li-

alla

basilica

di

s.
,

Maria Maggiore
risuonando
e
di
le fer-

tania maggiore,

ma

vennero
protutto
,

processionalmente
vie della
citt

chiamale
cessione
il

perch
secolare
e

loro
di

di

gemiti
;

si

componeva
concorso
di

vorose
le la

preghiere
s.

indi

orazioni da

Maria

cantando Maggiore
s.

clero

regolare

con
gio.

gran
perch

popolo,

o da

processione portavasi a

Pie-

piuttosto per la lunghezza del viag-

tro con gran devozione,


ra

come nar-

come
Pamelio,

si

raccoglie

Giovanni diacono che v' inlervenne, l'ila di s. Gregorio j I. I, n.

un sagramenlario Gregoriano prodotto dal


usciva

questa

LIT
processione ia
tli

LIT
dalla

i3

Roma
in

chiesa

sione l'antifona degli Angeli; di che,

s.

Lorenzo
il

citala sopra

Luciua, dove repopolo la colletta,

con
geli

altre notizie

analoghe

al

pro-

digio del saluto che fecero gli anall'

che incomincia tuae, si portava


:

Mentem
dalla
s.

faniiliae

immagine

della Reata Vers.

Poita
nei

Fla-

gine nella processione di


rio
p.
I,

minia
della

alla

chiesa di

Valentino,

gi
e
I

parlammo

al

voi.

GregoXII,
x'o-

quale
XIII,
p.

parlan)rao

volu-

99

i5 del Dizionario. Quansi

me
nella

4'
si

*-^^^

Dizionario,
un' altra

to al clero secolare e regolare

quale

lecitava
:

mano che
s.

porla nella chiesa di


corali

colletta,

che

principia

Deun qui
il

]Marco, quello dei capitoli assugli

culpa
te

indi proseguiva

suo viagfino

me
nelle

abili

nel
di

portico,
esso,

gio sino al ponte Milvio.

Finalmena
si s.

camere

sopra

nei
II

progrediva
nel
di

la

processione
atrio

luoghi

contigui,

ed

in

chiesa.
il

alla
tro,

Croce, e terminava
cui

Pie-

capitolo laleranense,

come

primo

recitava

nell'ordine gerarchico, prende luo-

un'altra colletta,
Adei^to

che
in

incomincia:
quella basili-

go
I

in coro

Domine, e
la

cursori del

con quello della chiesa. vicariato dispensano


e

ca

si

celebrava

messa. Pare che


di
s.

al

clero secolare
:

regolare

il

li-

l'avvenimento narralo
gorio
I

Greo
nel

bretto

Ordo servandus
et

in proce.<;s.

accadesse

nel

jgi

sionibus faciendis in diebus


ci

Mar.

5ig3, giacch egli

lu

eletto nel

Sgo
Egli

Evangelistae
letta

Rogationum
feria,

11

e consacrato

a'

3
s.

settembre.

prelato vice-gerente dice in essa la

nella chiesa di

Marco

di

Roma
quali

messa
quale

della

finita

la

pose due stazioni, una delle


nel
d

della festa a'

Jn progresso di

non pi la Maria Maggiore, ma


di
5.

25 aprile. tempo in Roma processione parti da s.


dalla

assume il piviale paonazzo e la mitra di lama d'oro, facendogli da diacono e suddiacono due beneficiati

del

capitolo

laleranense

chiesa

Lorenzo
s.

in

Lucina,
;

indi

da
stali-

quella di
bilito,

Marco
il

laonde fu
della

che vestono la dalmatica e la tonacella paonazza. Indi due cantori paonazzo intuonano le in piviale
litanie

che nella mattina


si

de' santi.

Il

cursore del
corporazioni

vi-

tania maggiore
lo

clero del capito-

cariato
ligiose,

chiama
poi
i

le

lela

valicano,

rechi nella
gli

chiesa
cos.

capitoli

secondo

del
rali

Ges, ove assunti

abili

loro graduazione, di che se ne

pu

passa a visitare la chiesa di

prendere idea da quanto dicemmo


delle processioni
zioni,

Marco, indi si porta mente nella propria


il

processionalbasilica,
di

per
essa

e del
la

delle Canonizza' Corpus Domini. Defila

attendere dentro la porta


clero secolare e

lando

processione, chi

com-

regolare
di
s.

no, che dalla chiesa

romaMarco
s.

pone fa riverenza, prima all' altare maggiore, e poi al vice-gerente;


sa prosiegue

processionalmente
tro

si

porta in

Pie-

cantando

le

litanie

de' santi,

quindi ogni corpo uscito dalla chielitanie, il canto delle


e giunto sul ponte
tori
s.

coir antifona Regina


alltluja.

Codi

laetare,

Angelo
1'

canver-

Ci che cantano sul ponte s. Angelo ancora il capitolo di s. Maria Maggiore ed minori osiervanti, dicendo tutta la procesi

ed

ognuno canta
responsorio.
Il

antifona
col

Angeli, Archangeli, eie,


setto e

vescovo sen:

za mitra dice V orazione

Deus qui

i4
iiio

LIT
etc.

L
fa
la
il

l
nel

Ci die pur

capi-

l)iterio

si

eseguisce

mercoled'i
la

nominata particolare processione, ha pretolo

vaticano, die con

delle rogazioni.

Giunta
si

proces-

sione in S.Pietro,

porta all'alta-

ceduta

questa

del

clero

secolare

re del Sagramento,
le

ove

teriiiinate

e regolale, dicendo
^eriraonien;
la
;

l'orazione

un

litanie,

monsign(jr
il
i

vice-gerente
i

ma

1'

antifona quelsi

dice le preci,

salmo
versetti

cantori,
le

di

Rf^inn Coeli^ come

dets.

ed
ni,

il

prelato
le

orazioil

to.

All'ingresso della basilica di

finite

quali

intuona
i

7'*;

Pietro,

uno

de' sagrestani minori di


il

Dfum, che proseguono


vaticani,
fatta
la

cantori

essa distribuisce

presbiterio
di

che
ros-

sebbene
clero

il

capitolo

avendo
ricevi-

tiene in
so,

una borsa

damasco
ogni

processione,,

dopo

il

cio

un baiocco ad

par-

mento
lare

del

secolare
II

rego-

loco di
ni
;

Roma
capitoli

luoghi

suburbaal
ai capitoli

siasi

disciolto.

canto

ac-

ai

delle
clero,

basiliche,

compagnato
Indi
la

dal

suono dell'organo.
si

camerlengo del
delle collegiale,

ed

processione
della
il

reca all'alta-

come

segue.

Dieci
,

re papale

Confessione,
i

ove
ss.

baiocchi a quello
altrettanto a
simile
al

lateianense
liberiano

ed
,

terminato
vaticani

detto inno,

cantori
de'

quello

il

cantano

l'antifona

camerlengo del clero. Baiocchi sette e mezzo al capitolo di s. Maria in Trastevere, ed il

Pietro e

Paolo, e recitatasi dal


l'orazione
altare,

vi-

cC'gerente
santi

de'medesimi
I'

apostoli, ascende
agli astanti
si

Lorenzo in Damaso. Baiocchi cinque ad ognu no dei capitoli di s. Maria ad Martyres, di s. Celso, di s. Maria in
simile a quello
di
s.

comparte
cessione.

la

episcopale:
la

benedizione, e
Altri dicono

scioglie

pro-

che a questa sacra


il

A^ia

Lata e
tre

di

s.

Eustachio. Baiocde' capitoli


di
s.

funzione
nel

fu assegnato

25
le

aprile

chi
s.

ad
in

ognuno
Carcere,
s.

di

declinar
s.

del

secolo
1

VII.

Al

Nicola

Maria
in
il

tetnpo di
litanie

Gregorio

grandi
oggid\
diocesi

in

Cosniedin, di
s.
s.

Angelo
in

Pe-

erano accompagnate da un
vi

scheria, di
le

Anastasia per
IMaria

quaQuiva-

rigoroso digiuno. iNon


a cagione del
osservasi

prende
s.

Cosniedin,
s.

che astinenza in parecchie

di

Giorgio in Velabro, di
s.

tempo
da
il

pasquale, e
alcuni
il

rico, di

Prisca, e di
Il

s.

Girola-

ancora

difini-

tuo degli schiavoni.


paoli quindici,
ci che
chierici

capitolo

licano impiega in questi presbiteri!

giuno delle sce a nona.

stazioni,

quale

Alcuni

scrittori

chia-

perci
lo
i

l'avanzo

di
ai

marono
di

questa

litania,

processio

distribuisce
della
i

concede

nigra, perch anticamente in segno

basilica,

quali frui-

mestizia

tutti

si

ricoprivano di
dice

scono pure presbiterii de'canonici o capitoli che non intervengono


alla processione,

nero ammanto,
cri.

come
pi
santi di

Nulla avvi di
di
i

il Macommoveni

come
di di

fanno orsan Giors.

te
lii,

quanto hanno detto


padri ed
i

conci-

dinariamente
gio, di
s.

quelli

pastori, dieassistere alle

Quirico e
la

Prisca.

tro alla maniera

E
si

da

avvertirsi,

eseguire

che non potendoprocessione a causa

supplicazioni pubbliche ed alle processioni.


11

primo
in

concilio d'Orleans

di

tempo

cattivo o d' impreveduta

voleva che

questi

giorni
i

pa-

circostanza, la distribuzione del pres-

droni non obbligassero

loro servi

LIT
alle
i

LIT
i

tS
la

fatiche ordinarie, affinch lutti

no, uscendo di chiesa, e proseguen-

fedeh ragunati
le

potessero unire
loro

do

le

litanie.
il

Preceder
clero,

croce

loro voti e
concilio
tutti

preghiere.

11

e seguir

di

Magonza
di

ordin

die

luogo
si

il

e nell'ultimo sacerdote apparato, come


di
vestiti

fossero alia

cerimonia a piepenitenza,

detto

sopra,

nssieme coi

di
la

nudi

e in ahito

ministri,

de' sacri
lo
il

appararichieder

qua) cosa fu per


11

alcun
s.

terapo

menti, per

quanto
ed

osservata.

cardinal
a

romeo adoperossi
in

tutto

Carlo Borpotere
e delle

la circostanza

processione sar pi
lilo,

ridestale la piet
delle

defedeli, nei

di

grandi

litanie

o si terminate queste,

luogo. Se la lunga del soripeteranno le litanie, o


sino
alle

preci

legazioni. Conl'orme alle pie rego-

esclusivamente,

si

diranno alcuni

da lui fatte, le processioni cominciavano innanzi lo spuntar del giorno, e duravano in fino a tre o quattro ore dopo mezzod ; questo santo arcivescovo di Milano digiunava iu questi giorni in pane ed acqua e predicava pi volte per confortare il suo popolo alla
le
,

o penitenziali o graduali. dicono poi inni o cantici questa occasione, di allegrezza in altre pronelle rogazioni, o in
salmi
,

Non

si

cessioni istituite

nitenza.

Se
,

si

ad oggetto di pedehba giungere ad

una o pi
o
i

chiese, sospese le litanie

penitenza.
I\licro!ogo

Si

possono

leggere

il

cap. 57 nella Bihliot. XVlll, p. 489 ; Bona, De psalmod. cap, i4, 4^ ^ Merati

entrando iu chiesa si canter l'antifona col versetto ed orazione ( che si dice ne' suffragi
salmi
e
la commemorazione fra l'anno, non quella del giorno festivo, a meno che non convenga con quella della detta commemorazione) del santo titolare di quella chiesa. Qui

PP.

t.

per

in addii,
p.

ad
11

Gavaiit.
eh.

t.

I,

par. 2,
nel suo

lao.
nella

Diclich

Diz. sacro- liturgy sulle litanie maggiori


festa

di

s.

Marco,

ri-

porta quanto segue. Radunato il clero e il popolo de malie nella chiesa, tutti genu-

riportato il decreto de' sacri de'22 marzo i63i, in Rhegien. Non possunt in Litaniis inseri alii

va

riti

sancii, praeter

ibi

descriptos, ne-

con cuore umile e contrito pregheranno il Signore. Poi il sacerdote vestito di piviale, o almeflessi

que lempore
titulares,

pestis

addendi
cii'itatis

sani
sine

et

patroni

speciali concessione.
la

Indi

uscendo

no

di

cotta, e stola di color pao-

nazzo, assieme co'sacri


altri
ta,

ministri ed

sacerdoti vestiti

pure di cot-

stando iu piedi intuouer l'an-

processione dalla chiesa, riassunte le preci, tutti si porteranno prima alla di collo stesso ordine chiesa dove si dovr terminare
la processione.
li

tifona:

fletteranno, e
nuflessi

Exurge. Indi tutti genudue chierici pure geinnanzi all'altare maggiore,

Perch poi

in
la

molpro-

luoghi suole progredire

cessione da

una chiesa ad
ordine
;

un'altra,

comiucieranno a cantar divotamenle le litanie de' santi, rispondendo


colla
stessa
si

ed

ivi

celebrata la messa, ritornaalla

re collo stesso

prima

voce

tutti

gli
:

altri.

donde
viene,

si

era dipartita
le

perci con-

Quando

avr

cantato

Sancta

che

litanie

s'

incomincisopra, e

Maria^ ora pr nobis, sorgeranno tutti e ordiaatamente procederau-

no
si

in questa chiesa

come

proseguano fino a

quella

dove

i6
si

LIT
deve celebrare
la la

LIT
messa. Finalprocessione
rogazioui
il

l'Ascensione.

Pieghiere

pubbliche

ineule lenninata

si

che
la

si

fanno per domandare a Dio

dir la messa delle

si

conservazione dei beni della terra


e sono

deve per osservare


riti,

decreto dei

e la grazia di essere preservati

25 settembre 1688: Occitrrente festa s. Marci die doiniuica, in iiiissa rogalionnr/i non dicilur
Credo
za
co.
la

ogni

iliigello,

da accompagnate

da digiuni o astinenze. Ftuono chiamate Iriduane, e Litanie minori o


piccole Litanie,
ipev

ffuia est mssa feriali), sen-

distinguerle dalla

coinmemorazioue
si

di

s.

Marpro-

Litania maggiore
litanie

o grande. Nelle

Se

terminasse

poi

la

cessione ad
s.

una chiesa dedicata a Marco, in allora si canter la messa di detto santo, e non delle

minori delle rogazioni si osserver tutto ci che si detto di sopra intorno alle Litanie maggiori
(yedi), secondo
le

prescrizioni

del

come ordin la congregazione de'riti a'23 maggio i6o3, eil a' IO gennaio 1693, in una Galliaruni. Si in die s. Marci
rogazioni,

Rituale romano.
lecitare
s.

L'obbligazione di
nella
festivit

le

litanie

di

Marco o 25
dire di

aprile, e nei tre giorest

ni delle
al

rogazioni,

sub mortali,

post processoiieni
fiori,

i/i

ecclesia mi-

seu

non collegiata
ipsa

cantelur
est ru-

Lezana t. I, cap. 12, n. 23, Suarez e Bonacina ibi relati;


secondo
e
il

unica

niissa,

dehet esse de
posila ante

imperciocch-,

comune
della

rogationilnis, et

seivanda

parere
Chiesa,
te

dei
si

teologi,

l'uso

brica tnissalis roniuni

calcolano
di

come una par-

missani festi s. Marci, ubi praescribilnr, cjuod de praedicto sancto

dell'uffizio

quei giorni.

Onde

quelli

che sono obbligati

all'uffizio

cantanda
cjuando

est

niissa

tantummolerminatur
in caere,

divino, se

non

le

recitano in pro-

do,

processio

cessione sono tenuti

de

praeceplo

ad

ecclesiani eideni sancto dicatant,

recitarle

privatamente,
e ci
lo

come

so-

(fiteniadinodu/ii

cavetur
lib.

gliono notare a' suoi propri luoghi


i

nioniali episcop.
et
il

cap.
.

Sa,

calendari

sostiene

eoa
i,

dccrevil S.

C.

ut

supra "

V.
in

diversi

autori

anche
tract.

Reinfestuel
6, dist.
q.

Ritual Rom.:

Ordo

servand.

Theolog. moral.
3,
n.

majoruai processione s. Marci et Piogationum ; Missal. Rom. in festo s. Marci ; e gli articoli LiTAAiA, e Litanie minori DELLE Rogazioni, ove diciamo che sono obbligati a recitare le litanie

Litaniaruni

et seq.

Sono

poi

tenuti

a recitarle in quella mattina, e non al vespero del giorno antecedente,


per decreto della
zione de'
riti,

sacra

congrega-

F.

il

settembre 1607. Ferrari, Bibliolh. t. V, in Lidel


i.

in

queste

e nelle

maggiori, tutti
alla

tania n.

quelli

che sono

tenuti

recita

stituzione delle

16 e 17. Si attribuisce l'irogazioni a s. Madi

dell'uffizio
istessa.

divino,

nella

mattina

merto vescovo

Vienna nel
i

Delfi-

nato nel 4'J2, o 468, o469,ovvero


nel 474>i'<l'J'ile esort
fedeli della

LITANIE MINORI DELLE ROGaZIONI. Tre processioni con


r invocazione
messa, che sa durante
si
i

dei

santi,

orazioni e

sua diocesi a fare delle preghiere, delle processioni, delle opere di penitenza per tre giorni continui, a fine di placare la giustizia divina, edi ottenere
la

celebrano nella Chietre giorni


la

che precefesta

dono immedialamenle

del-

cessazione dei terremoti, degli

LIT
incenJi, e la strage delle bestie fero
ci,
il

LIT

17
nelle
altre

costume
eh iese.

si

propag

dai quali

inforluni

eia

atilitto

furono chiamale litanie gallicane, perch erano state istituite da un vescovo delle Gallie. Che le rogazioni minori furono istituite da s. Mainerto, lo disse espressamente s. Avito, che succedette ad Esichio successore di s. jMamerto, nel sermone delle rogazioni, stampato da Giovanni Cagneo, e ristampato dal Aleiiardo nelle note al Sapopolo
:

Alcuni fanno questo pio


anteriore
questi
a
s.

istituto

Mamerto,

non
s.

istitutore,

ma

restauratore

dell'antico rito interrotto, perch


i\gostino fa

gazioni

nel

menzione di queste rosermone 178 c/e tempopresso


visse
i

re nella vigilia dell' /ascensione, ch'e-

rano
al

in

osservanza
;

fedeli

dell'Africa

il

santo

sino al

cramentario di s. Gregorio I; e Io disse ancora Sidonio Apollinare


nella
lettera

che
in

scrisse

al

medeVII,
e-

43o, ma gli eruditi attribuiscotal sermone a s. Cesareo d'Arles, contemporaneo di s. Mamerto. Queste litanie triduane erano con-

no

simo
pisi.
lib.

san
I,

Mamerto
un'altra
i4-

lib.

giunte col
il

digiuno,
e

come alFerma
ad
ed
imitazione
il

ed

ad Apruin
quaruni no-

citato

Sidonio,
cas.
n.

V,

epist.

Rogationnni con-

de'penitenti
t.

ni ni viti;

Marlene

ttniplatioie revocabere,

IV,

bis soleninitaleni prinuis

Mamerlus
e-

queste

27, rogazioni
si

4) ^'ce
sul

si

che in benediceva la

pater

et

pontifex, reverentissimo

cenere, e

poneva
tal

capo

di ciail

xemplo, utilissimo experimento invenit, instituil, invexit. Il Macii dice che s. Mamerto istitu le processioni delle rogazioni o litanie Iriduane,

scuno. Di

digiuno parla
sive

pri-

mo
1

concilio d'Orleans del 5i

i,

can.

9.

Rogationes,

litanias

ante

nell'occasione

di

alcuni

lupi

che infestavano tutto il paese, con grave danno del popolo; aggiunge, che ci si conferma dal libro intitolato Sacerdotale, dove descrivendosi la processione
si

Ascensonem Domini placuit celebrarij ita ut praemissum triduanum scensionis Domini sojejunium in lemnitate solvatur. Per quod tri-

duum

servi, et ancillae

ab opere

re-

laxerunt, quo magis plebs univer-

delle legazioni

sa conveniat
stineaiit,

quo

triduo

omnes abcibi

fa

menzione
si

di

questi

lupi,

le

et

quadragesiinalibus

portavano intagliate sopra aste. Ado vescovo egualmente di Vienna, in Chron., riporta l'icui figure
stituzione di
s.

utantur. Questo canone colle

mede-

sime parole replicato nel concilio


can. 27, e si ha Rogade consecr. dist. 3. In diversi luoghi si pratica ancora questo triduano digiuno, e dice il Macri
di

Epaona

Mamerto,

ferma il martirologio maggio. Viennae s. Mamerti eI piscopi, qui oh invninentem cladeni solemnes ante Ascensoneni Domni triduanas litanias in ta urbe inslituit; queni ritum postea universaI

che conl'omano agli


lo

tiones,

verbo Litania, che si osservava in Malta da' cavalieri gerosolimitani, se-

condo

loro statuti.

Generalmente

poi fu dismesso, per conformarsi col

lis

Ecclesia

recipiens

coniprobavit.
le

L'esito di queste preghiere

fece

sentimento comune de' santi padri, quali stimarono non doversi digiui

continuare in seguito
tre calamit,
vnr..

come un
presto
il

pre-

nare

in

tempo
le

pasijuale.

Quindi

la

servativo contro le accennate ed al-

chiesa ambrosiana per poter digiu-

ben

pio

nare celebra

rogazioni

dopo

l'A-

xxxiv.

i8
sceuslone,

LIT
non essendo
lecito
il

LIT
di-

giuno
co,
e.

alla

presenza dello sposo Geu.

s, com'egli stesso disse


2,

19.

MarNella Spagna nel


in
s.
i

lanie di che pure trattano il Sigonio, De regno Italiae ad an. 8u Bona, Psalmod. cap. 4> p. 160 ;
; i

VII secolo furono destinati

gior-

5 4 Mabillon, De iSg, e Marlene,


cap. 27.

lilurg.

GalLic. p.
divin.
off.

De

ni di gioved"ij venerd e sabbato do-

po

la

Pentecoste

per

le

rogazioni.
feria

L'Ugonio w^\ Istoria


ni di

delle stazios.

La
ne

chiesa d'Angers

nella

IV

Roma,
Ili
si

p. 4>

racconta, che
le

delle rogazioni ordina la processioin

Leone
nori
do.
la

ordin che

litanie mi-

modo, che

le

dignit incedo-

celebrassero

in

questo mo-

no

vicino alla croce, seguite dai ca

nonici, indi dai chierici,

probabil-

Dispose che nel primo giorno processione andasse dalla basili-

mente per denotare, come nella ceErunt novissimi primi, leste patria et primi novissimi, come disse Gesono le rosti. Diverse da queste gazioni istituite da s. Gallo vesco:

ca di
di
s.

Maria Maggiore a quella s. Giovanni in Laterano; che nel secondo la processione partisse dalla

chiesa di
s.

s.

Sabina, per
fuori le
si

la
;

banel

silica di

Paolo

mura

vo, delle quali ragiona


di

s.

Tours

lib.

IV,
nella

celebravano
sima. Cos
di

e. 5 ; met
si

Gregorio perch si di quare-

terzo la processione
la basilica di

recasse dal-

ancora
le

di altre rogazioni nel


lio

fa menzione primo concisi

s. Croce in Gerusalemme, a quella di s. Lorenzo fuOri le mura. Queste chiese dai successivi

Pontefici furono
te
le

valiate.

Al presen-

Lione,
di

quali

celebravano

nel
te
il

novembre. Similmenconcilio Gerondense o di Girona

mese

celebrato l'anno 5 17, parla di altre rogazioni, le quali si facevano nelle feria quarta, sesta,

Leos. ne HI, secondo alcuni nel 798, per l'allontanamento de' divini flagelli e preservazione da disgrazie, e la
conservazione de'beni
la terra,
si

rogazioni stabilite da

e frutti del-

e sabbato do-

celebrano dal clero seco-

po

la

Pentecoste. Nella Chiesa roorigine

lare e regolare in

Roma,
si

col
il

seguente
clero se-

mana ebbero
nori,

me

non da s. scrisse Giacomo

miLiberio Papa, cole

litanie

regolamento. Nel luned


colare e regolare
di
s.

porta nella chiesa


vescovo
la

di Vitriaco,
s.

ma
111,

Adiiaiio.ove quello dei capitoli


gli abili corali.
Il

bens dal

Pontefice

Leone

assume

vi-

come abbiamo da

Anastasio Biblio-

tecario nella sua vita.

Ipse vero a

Dea
tifex

protectus, et praeclarus
consLUiit,

Pondies

messa bassa della feria con paramenti paonazzi, finita la quale assume il
ce gerente di
ivi

Roma

dice

ut

ante

tres

piviale
di

di

tal

colore,

la

mitra

Asccnsionis doininicac celebrarentur.


Il

Novaes pertanto ci narra, che per cagione di uno spaventevole terremoto, che nell' ultimo giorno di aprile dell' 801 sobbiss parecchie
citt d'Italia e la

lama d'oro, facendogli da diacono e suddiacono due parrochi vestili

di

dalmatica
stesio

e tonacella paopiviali
le

nazze. Indi
dello

due cantori con


colore

intuonano

basilica di

s.

Pao-

lo fuori

ne

III

le mura di Roma, s. Leocomand che ne' tre giorni


si

dopo di che un cursore del vicarialo chiama le coipulitanie de'santi,

razioni religiose ed

capitoli,

secon-

precedenti all'Ascensione
sero in pubblica

cantasle
li-

do
pei

il

rispettivo ordine

gerarchico,

processione

la

processione, che detla dalla

LIT
chiesa di
li

LIT
l'altare

'9
versetto:

che
la

la

Adiiano, facendo quelcompongono prima d'uscirs.

maggiore
s.

il

Ora

pr nobis

ne

riverenza

al

Crocefisso delal prelato vi-

te recita l'orazione:

Clemens, ed il vice-gerenDeus, qui nos


le li-

l'altare

maggiore, indi

annua
tanie,
silica

b.

Clementis. Biassunte

ce-gerente. Allorch
fuori

ogni corpo
il

la

processione lecasi alla bal'al-

della chiesa, prosiegue


litanie,

can-

Lateranense, dove avanti

to

delle

la

processione

Maria dei si reca nella chiesa di s. Monti, ove all'altare maggiore cantori dicono il versetto: Gaiide el
i

Sagramento, il vescovo dice il Pater noster j indi i cantori intuonano il salmo 69 Deus in adtare del
:

j'utorium,
preci
I

ed

hanno luogo
s.

le

altre

laetare etc, ed
tra l'oiazione
:

il

vescovo senza miprocessione dalil

come

nel giorno di

Marco.

Deus, qui per resurla

cantori

inluonano

poscia l'antiil

rectioncm. Uscita
la

fona Salvator mundi, ed

vescovo

chiesa,
si

ripreso

canto delle
s,

delta l'orazione Omnlpotens, inluo-

litanie

porla in quella di
innanzi
nohis
1'

Pras-

na
ti

il

Te
teste
si

Deum,
mezzo
de'
ss.

la

processione

sede, ove

altare
il

magverset-

portasi in
le

della chiesa avan-

giore
to
il
:

cantori

dicono
s.

Pietro

Paolo.
Gloriosi

Ora pr
Riprese

Praxedes, ed

Allora
inJi

canta

l'antifona:

vescovo l'orazione
le

Exaudi
s.

della

principes, col versetto Constitues eos,


il

santa.

litanie, la

proces-

vescovo

recita

l'orazione:

sione passa alla basilica di

Maggiore

all'altare del

Maria Sagramento.
vescovo genoster e
le
s.

Deus
dial
la

cu/US dextera, e
il

dopo YExauvescovo comparle dall'altare


si

Dopo

l'ultimo

Kyrie
nel

il

triplice benedizione,

fa l'cslei;-

nuflesso dice
altre preci

il

Pater

sione delle sacre teste, ed in sagrestia

come
la

giorno

di

depone

le

vesti pontificali.

JXel

Marco. Indi
all'altare

processione

recasi

mercoled,
delle

terzo ed
il

ultimo
clero
alla

giorno
secolare
basilica
si

della Beala

Vergine nella
i

rogazioni,
si

cappella Borghesiana, inluouando

e
di
fa

regolale
s.

porta
in

cantori l'antifona: Regina coeli, do-

Lorenzo
si

Damaso, ove
s.

po

la

quale

il

vescovo

dice l'ora-

quello che
e

pratic in

Adriareca a

zione:

e poi intuona
i

Deus, qui per reiurrectioneni, il Te Deuni che prosieguono cantori, procedendo la processione sino all' aliare maggiore. Ivi

no,
s.

processionahnente
di

si

Pietro in Vaticano, al
s.

modo

det-

to nella processione

Marco, aveiido ancora luogo quelle cose ed


ivi descritte. In

dicesi

l'antifona

j4nle cor-

orazioni

questo gior-

para sanctoruni,
fleantur, ed
ne:
il

col

versetto

Conb.

vescovo dice l'orazioeie.

Concede

ut

iiletcessio

Mathiaeac

ss. I

cantori detto

VEx-

prima del Te Deuni il vicegerente intuonava l'inno Feni Creator Spiritus, e dopo il versetto Emilte, recitava l'orazione: Deus qui

no

audiat nos onuiipotens, il vescovo comparte dall'altare la triplice benedizione. Nel marted il clero secolare e regolare si aduna nella chiesa di s. MariaJNuova, ove si fa quanto

corda.

Il

capitolo vaticano
il

si

tro-

va a ricevere
regolare
basilica,
stilo
all'

clero

secolare

ingresso

interno

della

e siccome in coro ha assi-

alla

messa ed

al

canto delle

dicemmo

di

sopra in

s.

Ailriano.

litanie,
si

nel luogo che gli


in

compete
con essa
e del-

Giuntala processione nella chiesa di s. Clemente, cantori dicono avanti


i

pone

processione, e

recasi agli allari del

Sacramento

20
1.1

LIT
Confessione, ove
oia/ioni, ed
si

LIT
dicono queldi-

della Nativit, dell'Assunzione e della

le

ha luogo quanto
della

Purificazione, dovendosi
tali

portare

cemmo

parlando
s.

processione
di

in

feste

il

clero

col

popolo in
s.

del giorno di

Marco. Dopo
si

che

processione dalla chiesa di


no, alla basilica di
giore.
.s.

Adria-

dal clero secolare


greslia

passa

nella se-

Maria Magsan

dove si fa l'elezione del Camerlengo del clero romano (Fedi)

Fece questa disposizione


I,

Sergio

nel
1

modo

descritto a quell'articolo.

per render grazie alla gran matlre di Dio, del segnalato benedi

orientali non conoscono le roga/ioni queste si osservavano dall' Inghilterra prima dello

greci e gli

fizio

averlo liberato
calunnia.

da una elitanie

norme
Beata

Le

della

scisma;
stali
la

altrettanto

dicasi

di

altri

che

fatalmente

pretesa riforma.

abbracciarono De sacris proil

contengono umili Vergine suppliche a Dio e divote preghiere, secondo anco il significato della parola Litania { Fedi), interponendovi
con diverse
ivi

cessonibus et supplicalionibus, dif-

invocazioni

la

potente

fusamente scrissero
ed
il

p.

Gretsero
t.

intercessione di

Maria Vergine, che


particolare onorata
titoli di

p.

Serrario.

Il

Sarnelli nel
ci

in
i

modo

IX

delle

Leu.

eccl.

d
e

la

lett.

per
riosi
ta.

differenti

mistiche

fi-

XXXV:
gazioni

Della istUuzione delle roo litanie minori,


di
al-

gure, di encomi sublimi, e di glo-

nomi, coi quali viene invoca-

tre processioni.

LITANIE LAURETANE
Beata Vergine Maria. Le

o dell^

litanie vol-

garmentedette della Madonna vengono chiamate Litanie Laiiretane nelle


costituzioni dei
sto
1

La Chiesa poi aggiungendo di quando in quando nuovi attributi a Maria, accrebbe anche il numero delle litanie sino al numero che
sono
al

presente

s.

Pio

per

la

sommi

Pontefici Sii

celebre vittoria riportata a Lepanto dai cristiani contro


i

luglio V, Reddituri, degli i 587; di Clemente Vili, Sanctissi mus, de'6 settembre 1601; e di Alessandro VII, la supremo, de' 28 maggio 1664, poich in ogni sabbato con maggior solennit si cantano nel santuario della s. Casa in Loreto [Fedi). Sono esse antichissime, e non senza fondamento si deduce essere state istituite fino dai

turchi, ri-

conoscendola dalla valida protezione della Beata Vergine, ordin che nelle litanie s'invocasse quale uxiliuni
nobis.

Christianoru'ii

Ora pr

in

qualunque giorno poi, qualunque luogo si possoIn

no

recitare

queste litanie
,

ed

il

giorno
chiesa
si

principale

in

cui
il

nella

sogliono cantare,

sabss.

primi

secoli
i

della Chiesa. Assicurascrittori

bato, siccome giorno sacro alla

che queste litanie sono antichissime, e che furono recitate dai fedeli tanto nelle chiese che nelle case private. Il Papa s. Sergio I del 687 decret che

no

tutti

sacri

Vergine ed in ispecial modo a lei dedicato, secondo ci che dice s. Tommaso d'Aquino Opusc. 6: Ser-

queste litanie

si

recitassero ogni an-

vamus christiani sabbatnm neratone Firginis gloriosae, remansit totajdes, tali die
te

in

ve-

in
in

qua
mor-

no

nel giorno dell' Annunziazione, la

Chris ti.

quale istituzione fu
stesso
ste

ampliata dallo
fe-

Come
trasmesse

la

pi antica tradizione ha
litanie della

Papa

alle altre principali


ss.

le

Madonna,
dai
fedeli

della

stessa

Vergine,

cio

sempre

si

sono

recitale

LIT
nelle

LIT
e nelle

21
dell'edizione di
seg.
Il

pubbliche chiese
tali si

case

fa di orazioni

ec.

private; e perch

inantenessero

Homa
cerdote

in avvenire, proib
si

Clemente Vili
le

cantassero altre litanie, fuorch


costituzione
circa le

laaretane, ed Alessandro VII


b
nella
citata

proifare

Mondelli scrisse una Dissertazione sopra Le litanie Lauretane contro il signor Rondat, ch' la II nella l'accolta
del

1841, p. "254 e Francescantonio

sa-

qualunque innovazione
desime.
Il

me-

Zaccaria
t.

di p.

Dissert.

ecclesia-

eh.

sacerdote Diclich nel


nel Hielui

stiche

XVI,

j48,

Roma

1795.
Invocadei

suo Diz. sacro- liturgico e rolexicon del Tal da


sciuto,
i

LITANIE DE' SANTI.


zione di
de' santi

accre-

Dio, della Beata Vergine,


angeli ed
arcangeli
,

agli

articoli

Litania ripoita
e
al-

corrispondenti

decreti de'Papi

patriarchi

e profeti, degli

apostoli

delia congregazione de'rili, in


le

un

litanie aquileiesi,

diverse atfatto
si

ed evangelisti, dei discepoli del Signore dei martiri, pontefici , con,

dalle lauretane, clie

cantavano a Venezia. Acci i ldeli cristiani sempre pii sieno eccitali a ricorrere a Maria santissima, perch preghi Idil

lssori

dottori, sacerdoti, leviti,

monaci, eremiti, ed altri santi; delle vergini e vedove. Invocazione

per essere preservati


dall'ira divina, dalla
visa
,

dal

peccato
fane

dio per noi, e nel tempo stesso ad

morte improv,

onorarla,

Papa

Sisto

colla so-

dal terremoto, peste


;

praccitata costituzione conced due-

guerra
trui

da

altri

flagelli

e pericoli;

cento giorni d'indulgenza ogni volta che divotamente, e con cuoie contrito

dall'insidie

del

demonio,

dall'al-

odio, dallo spirito di fornica-

reciteranno

le

dette

litanie.

Benedetto XllI con decreto della sacra congregazione delle indulgen ze, de' 2 gennaio 1728, conferm e Pio VII conla stessa indulgenza
1

zione, dalle folgori e tempeste, e dall' inferno. Invocazione di alcuni


misteri principali, pel

divino aiuto,

difesa e patrocinio della Chiesa, del

fermandola di nuovo con decreto Urbis et orbis della medesima congregazione, de 3o settembre 1817, la estese in perpetuo anche a giorni trecento, concedendo inoltre in perpetuo a quei che ogni giorno le
reciteranno
,

suo capo e de' suoi ministri e connemici della Chiesa, infedeli tro ed eretici per la pace e concordia
; i ;

Ira' principi

ed il popolo cristiano; per conservarci nel divino servigio;


pei
fedeli

pregando
pei

vivi

e defunti,

benefattori
i

per
della

ottenere
terra,

e
ol-

1'

indulgenza

plenaria

conservare
tre

frutti

nelle cinque feste di

precetto della
il

altre orazioni

e preghiere. Sul-

Beata Vergine, secondo


rio

calenda-

r esempio di queste litanie de'santi,


dice
si
il

romano,

cio della

Concezione,

Nasci ta^

Ann unziazione, Purificazione

composero
,

Bergier all'articolo Litanie^ delle altre litanie par-

ed Assunzione; con che in tali feste veramente pentiti, confessati e comunicati, visitando una pubblica
chiesa, preghino secondo l'intenzio-

ticolari

ma

che non

sono tanto

antiche. Aggiunge, che Basnage di-

ne del sommo Pontefice; dichiarando che tali indulgenze si possano ancora applicale alle anime del purgatorio.

scorrendo sulle litanie e rogazioni, nella Storia della Chiesa, 1. 21, e. 3, pretende che in origine nelle litanie
si

non

si

parlasse de'santi,
;

ma

dirigessero a

Tanto

si

legge nella Raccol-

reca per

non ne Dio solo alcuna prova positiva;

1^
si

LIT
contenta di citare
scrissero
gli

LIT
autori
i

la

stampa
litanie

o
in

la

recitazione di
,

che vi si pregava JJiOj che se ne implorava la misericordia e l'aiuto. E chi mai ne


qiinli

altre

chiesa

se

non

quelle de' santi e della Beata Ver-

gine dette Lauretane.

11

Macri dice
riti

tlubil? Egli

inoltre osserva, che


ai

che

la

congregazione dei

a'?,2

diciamo soltanto

santi

pregale

marzo i63i
,

rispose ai canonici di

per

noi,

quando a Dio diciamo, absi

bi piet di noi, ci soccorri, ci per-

dona

dunque queste preghiere

Reggio secondo il disposto di s. Pio V. Molto meno si possono aggiungere santi non canonizzati nelle

riferiscono a Dio, alcune

immediaaltre indi-

litanie,

come

avverti

il

ven. Bele.

tamente e direttamente,
rettamente e per
santi.

larmino,
e se

De

sanclor. bcatitud.

fo;

la intercessione dei
gli

neppure privatamente, come


Sancii.
Iib.

scris-

Cosi la intesero
la

antichi

2,

e.

4^

num. 5

cos

pure

intende

la

Chiesa

cat-

suni.,

almeno senza
del

speciale facolt,

tolica;
iiage

dunque

la riflessione di

Bas-

secondo

niente prova,

come conchiunel
cristianesi-

218
creti
riti

de

il

Bergier. Dell' invocazione dei

che not il Piazza a p. Santuario romano. I dedella sacra congregazione dei


si

santi,

antichissima

su questo argomento
nel

leg^odal

mo, ne parleremo all' articolo Santo. Le litanie che contengono l'invocazione de'santi e petizioni
antichissime, dicendo
s.
,

no
eh.

Hivrolcxicoii del Tal


Diclich

sacerdote
il

sono
nella

Dice
per

aumentato. Sarnelli che Clemente XI,


de' terremoti
al

Basilio nel-

la

frequenza
accaduti

fa-

r
il

episl.

63, ch'erano

in uso
Il

talmente
de' santi

suo tempo,
ira tua,

chiesa di Neocesarea.
Sarnelli, citando

Macri

ed

aggiunse alle petizioni delle litanie


,

Valfrido

Stra-

dopo quella ab

bene,

De
,

rebus eccles. cap. 28, dile

questa altra:

A flagello ter raeniotus;

cono che
de' santi

litanie

non furono

o invocazione in uso prima

de' tempi di

s. Girolamo, il che si deve intendere nella Chiesa roma-

Libera nos Domine. Quando Clemente XI compose 1' utlizio di s. Giuseppe sposo di Maria Vergine,
per recitarsi nella Chiesa universale,

na.
p.

Il p.

Zaccaria negli opuscoli del


t.

molte
perch
fosse vista

persone
il

pie

fecero
stesso

istanza

Calogeri e nel

delle Dissert.

nome
in

dello

santo
in

i'arie

italiane eccl., riporta

alcune

messo
al

queste

litanie,
1'

litanie de'santi

antichissime, in cui

della quale fu data

incom-

sono invocati alcuni santi poco noti nei martirologi. Alcuni chiamano le litanie e sax\\\ Litanie maggiori,
quelle della
11

benza
darne

bertini,
il

promotore della fede Lampoi Benedetto XIV, per


suo sentimento,
eruditissima
il

quale

Madonna
s.

Litanie minori.

fu di parere affermativo,

come prodisserta:

Papa

Pio

V
i

riform

le

li-

v con una
zione, inserita

nomi e cose clic in progresso di tempo eransi andate aggiungendo, e comand


tanie de'santi, per

nella sua opera

De
riti

canon,
n. 7.

ss.

lib.

IV, par.

II,

cap. 20,

Ma

la

congregazione de'

niuno vi santi ancorch

che

aggiungesse
tutelari

altri

nulla volle decretare, per


sersi

non
le

es-

altro,

addotte

nell' istanza
,

supceti

inconsulta sede apostolica. Clemente Vili con pubblico decreto del1

pliche de' principi


ecclesiastici.

magnati e

Passati nove anni so-

anno

1601^ espressamente proi-

pravvennero quelle dell'imperatore,

L IT
del

LIT
e-

23
nell'
la

granduca

di

Toscana, degli
,

provincia
del
di
lo,

di

Tracia

esarcalo

di Colonia e Palatino lettori di quaranta generali e procuratori generali di ordini e congregazioni religiose,

suo nome, sotto


quindi

metropoli

Filippopoli, eretta nel

IX

seco-

divenne

arcivescovato
vescovi
del

onde

di

nuovo
aprile

fu proposta

onorario.

Ne

furono
in

N.

l'istanza a' 17

17^3;

per

che
dei

assistette al

concilio

pa-

Innocenzo XllI prese tenopo a deliberare e mor nel seguente anno.

triarca

Calisto,

cui gli avversari


e

palamiti Acindino
;

Barlaam

Gli successe Benedetto XIII


le

al

qua-

fu riprodotta la

domanda, onde

con decreto della congregazione de' riti de' 19 dicembre 1726,


egli

furono condannati e Metodio che Oriens christ. sedeva nel 1721. tom. I, p. 16 18. LITTA Alfonso, Cardinale. Alfonso Lilta, di nobilissima famiglia,

fece introdurre nelle litanie de'santi,

dopo

s.

Giovanni Battista,
s.

il

noin

nacque
in fatti

in Milano, e

si

pu
si

dire che

me
ste

del patriarca

Giuseppe. Quesi

insieme col latte succhi


in

la piet.

Ed

litanie de' santi

cantano

tenera et

sarebbe del'

diversi tempi

nella Chiesa, nel sabla

terminato di
la

abbracciare

istituto

bato santo dopo


giori,

XII

profezia,

de'cappuccini, se

non

l'avesse daldistolto
il

nelle processioni delle Lilnnie


delle Litanie minori (

magVedi ),

concepita

risoluzione

consiglio di dotti ed autorevoli per-

ed altre di penitenza e supplicazione, nella esposizione e reposizione del ss. Sagramento in forma di
quarant'ore, e per lucrare
i'

sonaggi, che attesa la di lui delicata

complessione

gli

possibilit di eseguire il pio

dimostrarono l'imsuo propodi

indul-

nimento. Applicatosi allo studio del


diritto

genza delle stazioni, ed in altre sacre funzioni e tempi. Nel voi. Vili,
p.

canonico nell'universit

270

del

Dizionario
fa

abbiamo

Salamanca, lo comp poi in quella di Bologna, nella quale riport la


laurea di dottore.
cardinal Federico
tosi

parlato della distribuzione che nel


d'i

persuasione del

delle ceneri

si

nella cappella
et

pontifcia, del libro

deWe Litaniae

in
i

Borromeo condotRoma, dopo aver ivi imsuoi talenti nel pontificato


in

preces, per recitarsi nel


la

quaresima nelle

tempo delcappelle dome-

piegati
di

Urbano Vili
altri

diverse congre-

stiche de'cardinali

crare

ed altri, per lur indulgenza delle stazioni.


il

gazioni, in parecchi
gli

governi e tra

delle citt di

Rimini, Orin tut-

Qui noteremo che

prefetto delle

vieto, Spoleto
te e
tre
le

Camerino, e
col

cerimonie pontificie prende prima licenza dal Pontefice per far stampare tali libretti interpellando se
,

legazioni

carico di

vice legalo in luogo del cardinal

tonio Barberini, fu
sario

eletto

Ancommisponti-

voglia farvi aggiunte o variazioni; ed


in quello

generale

dell' esercito

che consegna ad un cappellano segreto per uso del Pontefice,

fcio, ed in tutte queste differenti circostanze essendosi condotto con

nell'orazione: Deus^

omnium

integrila
delle

e valore,

fu

provveduto
Giulio
di nel-

fideliinn pastor et rector,


ste

parole
tuiim

vi

si

dopo queaggiungono ut me
col

insigni abbazie di san


,

di

indignimi, proseguendosi
lii/n

famadella

Dolsago Appiano
,

e
la

di

s.

Giovanni
.situata

prima

etc.

la

diocesi

di

LITITZA. Sede

vescovile

in quella di

Novara, la seconda Milano. Appena Inno-

^4
ccnzo

LIT

LIT
Io

X
i

divenne Papa,

iinnd
le

li,

di cui riceveva

nota dai parrochi

in Ascoli con

suprema
le

autoiit, per

(Iella citt;

e nella solennit del

Nadel

calmare
sedizioni

tumulti,

discordie e
In

tale,

e nel

giorno della

Cena

ivi eccitatesi.

tempo

del-

Signore, praticava
di

Io stesso

officio

la sollevazione di Napoli,
la

governata

provincia di Marittima e
fu

Camdi

carit con seicento poreri. Fu pure mollo elemosiniero colle case


religiose, cogli spedali, coi carcerati,

pagna,
triennio

successivamente

per un

dichiaralo governatore

cogli

orfuii, colle
in

vedove, colle po-

quella della

Marca
la

d'

Ancona. Va-

vere fanciulle,
tutti
i

cata frattanto

chiesa di Milano,

miserabili

una parola non meno


ai

con
della

fu da Innocenzo so nel
i65?,.
I

ad essa promos-

citt

che del resto


essere

dell' arcidiocesi.

suoi primi pensieri

Dopo
vi

intervenuto

ct)ncla-

furono di dare principio al suo governo colla visita de' luoghi alpestri e montuosi della sua arcidiocesi,

Clemente IX, di Clemente X e d' Innocenzo XI, mentre stava sul punto (li restituirsi alla sua chiedi
sa,

dopo

nodo,
sa

che nel i658 celehr il siche di nuovo convoc nel iGyo con gran vantaggio della chiedi

fu

sorpreso

dalla

podagra, che
tre antolse la

dopo averlo lormenlatj per


ni
conliiiiii,
ili

finalmente
nel

gli

milanese.

Il

nemico
(juale
i

dell'

uman
cama
;

genere semin

in cpiel fruttifero
si

Trasferito

po

la

discordia,
e

accese tra
ministri

1679, d'anni 71. cadavere in Milano, trov perpetuo riposo in quelil

vita

Roma

suo

l'arcivescovo

regi

la

nietropolitaii;,
ss.

nella
,

cappella

cagione
nella

dell'

immunit

ecclesiastica

quale occasione provata


lui

come

l'oro nel crogiuolo la di


za ed
le

costan-

intrepidezza sacerdotale, dalgli

gravi contraddizioni che


in difesa

con-

venne sostenere
desima,
alla

della

men

dove vivendo erasi apparecchiata la tomba, con una semplicissima iscrizione. Francesco Maria Bordocchi pubblic nel, 1691 la verace vihi di piesto cardinale, che III mai seni|)re in repudel

Crocefisso

senza

alcun

riguardo
all'

tazione di

uomo
le

dottissimo, di egre-

propria vita,

interesse

gio letterato, filosofo e giureconsulto,

de' suoi

congiunti, alla fine contro ogni suo pensiero fu rimunerata da


a'

lasciando
diocesani

costituzioni

de' sinodi

XXXV

XXXVI,

ed al-

Alessandro VII, che

i4 gennaio

1664

lo

cre cardinale dell'ordine


lo

de' preti, indi

puhblic nel con-

quante lettere. Il Zani nelle Memorie degli accademici gelati di Bologna, a car. 3 e seg. ne fa un breve ed
i

cistoro de' i5 febbraio 1666.


tosi

Recainsegne

espressivo ritratto. L'Argelati nel

II

Roma
di

a prendere

le

tomo

della sua ^/'/'//o/eca degli scrit-

cardinalizie, gli fu conferita per titolo


la chiesa

tori milanesi, ci

ha lasciato un esat-

Croce in Gerusalemme, e provveduto di due altre abbazie. Indi Clemente IX lo annover alle
s.

to catalogo delle opere del cardinale.


Il cav. Corraro nella sua relazione della corte di Roma, a p. 867

congregazioni de' vescovi e regolari,


del concilio,
altre.

scrisse,

ch'era

uomo

applicatissimo

di

propagandante, ed
l'

eminente dignit pii che mai alle opere della misericordia, onde alimentava ogni giorno quaranta povecardinalizia,
si

Ottenuta

diede

non stancandosi mai di studiare le cose che doveva trattare, dando sempre saggio di buoni
al negozio,

costumi e d'integrit di vita LITTA LoRE.Nzo Cardinale


,

LIT
Lorenzo de'marcliesi Lilla Visconti- A lese, nacque di chiarissima gente

LIT
vescovo
cente,
di

i5
molle.
egli

Chelma

Skarze-ttski inno-

ma

sentenziato a

Ed
al

patrizia

in

Milano, l'anno
Nella

1766

un' eguale salvezza


certo arrecata ai
nia
e
di

avrebbe
vescovi
di

a'7.3 lebbraio.

prima et sua

Livoe

nel

venne inviato dai genitoii a Roma collegio dementino, onde Vi


gli

Wiliia,

Knssaco'jvski

Massalski,

barbaramente
gli

sagrificali,

apprendesse

maniera di lettere. Ne rono nel loro consiglio,


gli vi

erudimenli d' ogni si inganna-

se pi sollecitamente

fossero per-

mentre

e-

venute le notizie della loro tristissima sorte, per cui liuscirono vane
le

alte'>e
tali

con

tale

studio, e svi-

lupp

talenti

da essere fino da
IN'el

sizioni.

sue vigorose ed energiche oppoIMa l'apostolico di lui coivi

allora la speranza pi bella della famiglia e della patria. rito

raggio

dimosti-ato quasi

per un

1778 con

spi-

triennio,

rimase coronato dall'ono-

e gravila

pronunzi nella capper


la

revolissima
ria a

pella pontificia
Tiiiiit,

festa della

ss.

un eloquente discorso su
mistero. Uscito di col-

qiiell ineffabile

sliaordinaria ambasceMosca, a cui fu destinato da Pio VI, per assistere alia solenne incoronazione dell'imperatore Paolo
1,

1782 intraprese la carrieascritto da ra prelatizia, venendo Pio VI tra i protonotari apostolici


legio nel

sca

seguita nell'aprile 1797. Da Mopass in pari grado di delega-

partecipanti;
tra'

ti

anni appresso

ponenti della sacra consulta^ divicario della basili-

venendo poscia
lica

to apostolico ed ambasciatore a Pietroburgo, ove animato sempre da quello zelo santissimo di religione che caldo sentiva in petto, provvide ai

Lateranense. Nel 1791 si rec a Napoli e negli importanti dintorni,

gravi bisogni di quei cattolici coll'im-

petrare ed ottenere l'utilissima erezione di


latino,
stese di
sei

onde ammirarne

pregi per sua

vastissime diocesi di rito

erudizione.

Avendo

il

Papa

osserva-

e di altre tre ancor pi erito greco,

to in lui valore ed abilit, non che senno superiore alla verde sua et, nel concistoro de'aS giugno i7q3
lo fece

componenti pi
riambedue memoria che
i

milioni di cattolici di
ti.

Di

tuttoci e della

arcivescovo di

Tebe

in

pardelle

egli scrisse

intorno a questa imporse

tibus, e
pii

chiamandolo a parte

tante sua legazione


all'

ditlcili

negoziazioni, lo destin

articolo

Polonia,

ne parler Avvenuta la
di

nunziatura di Polonia. Giunto Varsavia a'24 mar?o 1794) ^i scoppi poco dopo quella fiera riallo

morte
sto

in

di Pio VI nel fine 1799, Lorenzo si rec

ago-

in

Ve-

nezia per assistere al conclave ove


fu eletto nel

voluzione^ che fece a torrenti scorrere


la

marzo 1800 Pio VII.


ne'pii-

sangue de'cittadini, mentre Polonia tumultuante era in preil

Questi

mi

di

in Roma, novembre dichiar il restituitosi

prela-

da
ta

lacerata

dalle
il

pi feroci diprelato di
tut-

to tesoriere generale, nel quale dificile

scordie.
la
si

Armatosi prudenza e

e cospicuo ministero, fece egli

fortezza sacerdo-

propria la sentenza del

romano
di

ole

tale,

diport qua! pratico ministro

ecclesiastico,
i

onde

polacchi

si

suo nome tra ricorda ancora con riil

che magistrature
ratore
:

gli

uffizi

tutte

devono
dono,
si

aversi
il

come
un

cose sagiosante, di che

principe
bens'i

verenza. Col

supremo capitano Kola

non

ci

fa

un

ma

sciusko pot perorare

causa del

deposito dei quale

deve rendergli

26
confo.
gli

LIT
Con
la la

LIT
dioma
zioni

preso

l'erario,

(ali massime avendo esuprema prefi^tlnra deltenne da sasigio, pef la

francese intorno le proposiclero


in
tre

del

gallicano,

che poi
successitutti

anonime
ve

edizioni

integrit
la

della

sua

vigilanza,

per

furono
la

stampate,
in
esse
scelta
la

amdei

perizia che dimostr nell'amuii-

mirarono
pensieri,
clesiastica,

gravit

nistrazione

economica,

per

avere

erudizione

ec-

rimosso molti abusi, ed introdotto pi ulili stabilimenti. In premio


servigi
resi

e la purezza

della lin-

de' suoi de,


lo

alla
lo

santa Se-

pria.

slesso

Pio

^'II

cre carriser-

dinale ai

23 febbraio
in

i8ot
lo

vandolo
de'

petto, indi

pubblic

gua quantunque non fosse la proDa s. Quintino il cardinale venne trasferito a' 20 febbraio 181 3 a Fonlainebleau, donde ai 3o gennaio dell'anno seguente fu
condotto a iVimes,

dell'ordine de' preti

nel concistoro

28 settembre
di
s.

del

medesimo anpens

no, conferendogli per titolo la chiesa

Pudeiiziana, ch'egli

subito eruditamente

ad
le

illustrarCj

ove giunse ai i4 febbraio, essendone poi felicemente partito a'20 aprile, dopo il prodigioso ed istantaneo cangiamento di tutte le cose, che fece
cadere e sparire
colossale potenza,
di
in

avendo pi
ficalmente
zioni

volte assistito

o pontisacre fun-

un

soffio la

pi

ivi

eseguile

quale
e

fu

quella
tal

nelle feste
fu

principali.

Succes-

Napoleone. Piestituita in
la
il

movoto

sivamente
lio,

annoverato
s.

alle

con-

do
to di

calma
la
il

all' Italia,

ricondotal

gregazioni del
nit,

ofilzio,

del conci-

Pontefice

in

mezzo
si

de'vescovi e regolari, dell'immude'riti,

tutta

cristianit alla

Sede dei

dell'esame de'vescovi,

Vaticano,
in

cardinale

trov pre-

di consulta,

deireconomica, degli af-

sente al trionfale ingresso di Pio VII

fari ecclesiastici e degli studi: piefet-

Roma,
sciagure
il

li

24 maggio
sofferte
lo

18 14- 'n
rassegnaalla

lo di quella dell'iiidice, e degli sludi

compenso
le

de'pericoli affrontati e del-

nel collegio

romano. Invaso nuovapontificio


\ 11 fu

con

mente
cesi,

lo

stalo

dai

fran-

zione,

Papa
della

promosse

to
li

1809 Pio da Roma, ed il


nel

strappata-

prefettura

congregazione

di

cardinale in

politici

sconvolgimenti fu depor-

Senna nella citt di s. Quintino, dove colla sua edificante condotta ed eroica costanza mantenne lo splendore di quella porpora che
tato sul
si

propaganda fide e sua non meno celebre stamperia. Ottima scelta, e conveniente ad un cardinale, che
perito
lingue,
in

diverse

delle

principali

pe' suoi

viaggi,

per
e

le

sue

cognizioni

e zelo,

pot

corrispon-

era tentato di olfuscare, procac-

dere
dere

al

grave incarico,
urgenti

provvedelle

ciandosi la

commendazione

affet-

alle

necessit
il

to de'biioni.

altro sollievo diede

missioni disperse per tutto

a'suoi mali, se

non quello
sludi.

della re-

do, e rimaste per tanto

montempo nel
11

ligione e
nella

degli

Valentissimo
italiana

pi deplorabile abbandono.

grandi

lingua greca, intraprese alloversione


in
linijua

de e maraviglioso

stabilimento

la

la

dell' Iliade d' Omero, la quale da quei sapienti ch'egli onorava di sua

propaganda fide ossia della cattolica religione, venne per le sue cure
e

pie largizioni

rinnovato,
le

or-

])enevolenza, fu trovata liegiia di lode.

dinando con

sollecitudine

mis-

Scrisse parecchie

lettere

in

i-

sioni straniere j e

facendo

rifiorire

LIT
la

encomiata

stamperia,
eh.

al

modo

narrato dall'erudito sopraintendente della

medesima,

il

Francededi-

sco Cancellieri, nella

lettera

catoria, equivalente sino a quest'e-

poca ad una biografia, che pose in fronte alle Osservazioni intorno alla (questione sopra l'originalit del-

LIT 27 lombara e Monte rotondo ; de' basiliani di s. Giovanni in Soairo dei greci melchiti; de' monaci armeni di s. Gregorio Illuminatore; delle maestre pie di Roma delle religiose non claustrali della compa;

gnia

di
;

s.

Orsola
ss.

nella

citt

di

Tours
di
s.

delle arciconfraternite

del

commedia di Dante, Roi8r4) e che intitol al porporato. Nel concistoro de' 26 setla divina

Gonfalone, del

Nome

di

Maria,
di

ma

Trifone; e della collegiata parchiesa


s.

rocchiale e maggiore

tembre i8r4, Pio VII


scovo
di

lo fece ve-

Paolo naufrago della Valletta. Trovandosi


il

suburbicario
al

di

neir anno seguente ebbe

Sabina, e il merito
cardistato
di

1820
re per

in
la

cardinale a' 27 aprile monte Flavio a celebra-

raccomandare
Consalvi

celebre

seconda

volta

la

visita

nal

segretario

pastorale della sua diocesi di Sabina, cadde infermo in tiche dell'episcopale

Francesco
perci

Capaccini, che
fra
i

venendo

mezzo

le

fa-

collocato

della segreteria di

minutanti stalo, incomin-

ministero, di gastrica-biliosaieumatica , che ra-

ci quella splendida carriera diplo-

matico-ecclesiastica, che gli merit

da Gregorio

XVI

il

cardinalato, e

l'ammirazione universale, per quei singolari pregi che narreremo alla sua biografa nelle Addizioni a questo Dizionario JNel settem,
.

pidamente lo condusse alla tomba primo di maggio d'anni sessantaquattro passati, ad ore ventuna, con estremo dolore de' suoi dioceil

sani,

quali in folla
filial

a piedi nudi,
si

in atto di

divozione,

recadi

rono a baciar

la

fredda

mano

bre i8i8
ta
la

il

cardinale Litta, lascia-

quel benefattore, che di

frequente

prefettura di propaganda, fu
vicario,

dal Pontefice eletto a suo


uffizio

quanto onorevole altrettanto


religiosamentutti
i

geloso, ch'egli funse


te,

gli avea soccorsi e benedetti. Il suo cadavere nel trasportarsi in Roma fu onoialo in tutta la diocesi di Sabina con alti gemiti dagli abita-

sino a privarsi
vita,

di

pia-

tori,

che fecero a gara di sosteneril

ceri della
al

tutto consecrandosi

ne per un tratto
sandosi questo a
d. Maffeo che unitamente

l'eretro.

Appres-

bene

spirituale
lo

de'

romani

ed

Monte

Libretti, fu

all'onore di chi

avea

preposto
congreacca-

incontrato con riverenza dal principe

a farne le veci. Successivamente Pio

Barberini-Sciarra,
al clero

VII
tale

lo

fece

prefetto della
libri

ed

ai prin-

gazione de'
;

della chiesa orien-

cipali della terra, sino a

questa ed ai

protettore della nobile

confini lo corteggiarono.

Le spoglie
esposte

demia ecclesiastica, della chiesa e monastero di s. Caterina de' funari; dell'accademia teologica nella

mortali
nella sua

dopo

essere

stale

abitazione, posta nel pass.

lazzo Odescalchi a'

Apostoli, in

Sapienza; de'filippini di Norcia, e di questa citt ; del monastero delle

questa basilica
pei

furono
,

trasportate e
nella sera

solenni funerali

pnssionisle di

Conieto; della conss.

fraternita

del

Sagramento

di

vennero tumulate nella chiesa dei ss. Giovanni e Paolo secondo la


,

Pofi; delle terre di Moalicelli, Pa-

disposizione del defunto.

11

suo

se-

28
gretario d.

LIT
Pietro Filippo

LIT
Gamhiepil'attivit
(li

dell'abile

ni erede fiduciario, fece porre nella

vii,

che prese
patria,
si

le

cassa
grafe

riortiuiria

una elegante

sa

dcll<i

capo Erarmi a diferese anche pasuo


della
esigette

composta dal eh. piof. Salvatore Celli, che si legge nelle IS'oiizie intorno la persona del cardinal Lorenzo Lilla vescovo di Sabina e vicario di N. S,, pubblicata colle stampe nella collezione dei Diari di Roma. Cos'i termin l'uIalina

drone;
sia

una parte neir.iimo 1217 ed


di
,

Rusda

essa

(|uello stesso

tributo, che fino


i

avevano pagato lituani. Ringold, uno de'suoi successori, avendo spinte le sue conquiste nella
allora

Prussia, nella Masovia,


lonia,

e nella

Po-

un cardinale di gran riputazione, un vescovo zelantissimo, un luminare della Chiesa, pio conforto de' buoni mecenate dei
carriera
,

mana

prese

il

titolo
il

di

granduca

di

Lituania, ed

paese quello di

granducato. Ecco la serie dei graaduch o gran principi suoi successori.


i

letterali,
lettere.

ed egregio cultore

delle

12 38

Mendog
i

Muidowe.
1

LITUANIA,

Lithavia o Litavia.
la

Antico paese d'Europa, fra


lonia al sud, la Prussia
la

l^o-

all'ovest,
la

Curlandia

al

nord e
i.5o

Russia

263 Troinat. 265 \'oltinik. 26H Swen torog. 1270 Germond. 1275 Gilligin. i278Piomond. i28oTrab, 1280 Narimund. 1282 Troiden. 1282 Viten. i3i5 Gedimino. 1828
lavnnt, deposto nel

all'est.

Ha

circa
di

le"he di lun1

ghezza,

loo

larghezza, e 6
superfcie,

co

33o, morto nel i365. i33oOlgierd. i38i Kicistut.


1 I

rpiadrate.

La sua

unita,

386 Jagellone

re di Polonia.

1887
nel

piatta, e su

molli punti

paludosa,

Skirgell

o Casimiro,

deposto

numerosi e da gran fiiuni abbondanti di pesce, alcuni de' quali vanno a discendere
nel
I

intersecala da laghi

1382, morto nel


toldo

'394-

1892 Vi-

Alessandro.

Bolislao, deposto nel

i43o Suidrigel o i432, morto

mar Nero, ed
delle nevi.
1

altri nel Baltico.

laghi sono formati

dallo

sciogli-

mento
cipali
iie

suoi fiumi prinil

1432. 1432 Sigismondo che mori nel i44<^ diventando gran principe di Lituania Casimiro IV
nel
j

sono

il

Dnieper,

Boriste-

le di
sori.

Polonia, ed

re suoi succes-

e la

Vilia,

che

hanno
,

origine
lo attra-

nella Lituania.

La Dwina
va a

Mendog o MindoAve o
granduca
stille

IMindaiio

versa

ed

il

Nieinen

formato
perdersi
si

da
nel

di Lituania

che nel i2 38
alla
di

diverse riviere,
pascoli
tile.

successe a Ringold,

cammin pure

golfo di Curlandia.
eccellenti,

Vi
il

tiovaio
ferla

sue

traccie,

ma
gli

fine

ed

suolo

saccheggi
sili

che

faceva

continuo
il

La

religione

dominante

p(jpoli

vicini
i

attirarono

cattolica

romana,

ma

vi

si

trova-

loro odio, ed
di
te.

cavalieri

teutonici

no molti protestanti e greci. Conta un milione e quallrocenlomila abitanti


,

l'russia

lo

attaccarono vivameni

che parlano una lingua par-

ticolare.

La Lituania, ch'ebbe rimotameote suoi principi particoi

lari,

fu

nel

secolo
resa

XI

conquistala
;

dai ruteni e

loro tributaria

suoi stati IMendog per salvare si dichiar cristiano, e mise il suo granducato sotto la protezione della santa Sede e del Papa Innocenzo IV, il quale trovandosi nel J25i in Milano, accett sommissiotal
ne,

ma

scosie

un

tal

giogo

merc

cre re Mendog, ed

ordin

al

LTT
vescovo
di

LIT
nel pontifcio
colle
inse-

09
memoria
di

Culm che
lo

loro duca VVilenes ferito nella testa,


e

suo

nome
:

coronasse

due suoi

conti.
i

In

gne reali la coronazione el)l)e luogo nel fj52 in iVowogroclek. lituani adoravano come Dei il (noco ed serpenti, e solevano ardere
I i

questo trionfo
edificarono in
ro di

cavalieri

teutonici

monache
fece

Turon un monastee lo dotarono. Gela

dimino o Gcdymin re o duca dei


lituani,
ai

col

morto signore
il

il

seivo

eh' era

con successo

guerra
in-

stato a lui pi caro.

Meiidog dipoi
,

polacchi

ed

ai

russi.

Esso
e

abbandon
prese
la

cristianesimo

ri-

titolandosi
teni,

re de' lituani

de' ru-

cavalieri

Curlandia sugli indeboliti teutonici. In prova del rial

nel

iSiS
di

scrisse al

Papa Gioda divina


co' suoi

vanni XXII,
ispirazione
al

che tocco
voleva
della

torno dei lituani


Rinaldi
all'anno
le

paganesimo,

il

convertirsi

racconta

1279, ""fii- 4^5 crudelt da loro com-

cristianesimo,

soltoporsi

all'

obbedienza
Chiesa,

santa romalegati

messe contro due cavalieii tedeschi cristiani; indi dice che ne! 1282

na

domandando

aal-

poslolici
la

perch l'ammettessero
Il

avendo
"vvingi

polacchi

sconfitti

jadz-

fede cattolica e in essa l'ammae-

o sudavi, questi
se

collegatisi coi

strassero.

Pontefice

si

rallegi
i

ne vendicarono aspramente; ma che Leszko ISegro duca di Cracovia e di Sandon)iria, col patrocinio dell'arcangelo s. Michele mise a morte quasi tutti jadzAvingi, e gran pai te de' lituani vi perirono, senza che alcun polacco vi
lituani
i

con Gedimino, raccomandandogli


suoi

nunzi, Bartolomeo vescovo


e

Bernardo abbate del s. Teofredo della diocesi Aniciese, quali accompagnati da pii e dotti religiosi, si dovevano aflellese,

Emo-

nastero di

faticare

di

convertire

alla

fede

restasse
i

ucciso.

Neil'

anno seguente

pagani
dosi

lituani e ruteni.

Ed
col

essen-

lituani

entrarono furiosamente in

Gedimino
il

lagnato
re

Polonia manomettendola senza piet,

de' cavalieri

teutonici,

che

Papa avendo
o IMinbat-

(piando

il

duca Leszko, mentre


Eucari-

oppiesso gi

Mendog
causa
al

partivano carichi di bottino, aven-

dowe eiano
la

slati

ch'egli e
il

do
stia

fatto

ricevere la santa
soldati
,

sua gente dopo ricevuto


tornassero

a' suoi

quantunque
Mante-

tesimo

inferiori di
fsse,

forze ai nemici, gli scon-

e molti fece prigioni.


i

nendo lituani le conquiste fatte da Mendog, l'estesero ancora, e condotti dal loro duca "Wilenes nel i3ii entrarono in Prussia. La depredarono barbaramente, e con or,

peich aspiravano al Lituania, Giovanni XXII gli promise che si sarebbe autorevolmente interposto per

paganesimo, dominio di

una costante conpacile

cordia, ed in fatti gli riusc


ficarli,

onde ne approv

condire

zioni.

ribile disprezzo

calpestarono

la

san-

Tutlavolta non

persever

il

ta Eucaristia,

e fecero pi di n)ii!e

Gedimino
Arrivali a

nel
lui

buon proponimento.
i

e quattrocento schiavi. Dio per pun tanta iniquit a mezzo di Enrico di Plosko maestro de' ca,

nunzi apostolici,

il

barbaro principe disse loro non conoscere il Papa, e voler rimanere


nella

valieri

teutonici di Prussia,
i

il

quale

religione de' suoi

padri, clie

investendo co' suoi


tale strage,

lituani,
si

ne fece
il

che appena

salv

avrebbe difeso sino alla morte. I legali dopo SI lungo cammino, e do-

3o
|)o tanti pericoli

LIT
di terra e di
se

LIT
mane partidie in

re sofferti, tuortincati

rono. Nel

i32 5 moglie una sua


di

Gedimino
figlia
1

a Casimiro,
re di Poloi

rono nei boschi sacri gli alberi che pure veneravano, ed eslinsero il fuoco cui prestavano culto, e che custodivano perpetuo, distruggendo pure gli
altari

figlio

Uladislao
di

profani.

Il

re Uladis-

nia, e invece

dote liber lutti


in

lao

fece

un gran parlamento a

polacchi che

teneva

ischiaviti.

Vilna capitale di Lituania, per annullare l'idolatria, sostituire alle antiche superstizioni
i

La

sposa venne battezzata solennenella

mente
Cos'i
si

chiesa di Cracovia, veil

riti

cattolici,

nendogli imposto
fece

nome
i

di

Anna.

tregua tra

polacchi

quanto riguardava la dilatazione dei vangelo. In un sol giorno trentamila lituani licevettero
Allora Jagellone
il

ed
di

lituani,

ma

per giusto giudizio


in

battesimo.

Dio, Gedimino fu miseramente

edific in

questa

ucciso

da un' archibugiata,
i

una
le

regione due chiese vescovili, ohe fuglzia (redi),

battaglia contro

crociati, sotto

mura

di

Wiclonar

in

Prussia nel

rono quelle di f^ibia e di SaniO' e le dot di rendile


convenienti
vescovi che
al
si

i34o, morendo da bravo cavaliere.


Olgierd e Kicistut figli di Gedimino fecero gran conquiste nella Prussia;

mantenimento dei doveano creare, ed a


per
istruire
i

quello

de' sacerdoti

secondo ebbe una parte della Lituania, ed usurp il restante al


il

popoli nella fede.


la

La Lituania
registrale

Samogizia nelle
sono
il

antiche notizie
sotto

fratello,

che fece morire


Jagellone,

in prigione.

ecclesiastiche
la

Suo
so

figlio

essendosi

rete-

Lituania, ed

metropolitano di

formidabile alla Polonia, e


le

Gnesna. Gli
logi di

storici

fanno grandi elo

mendo
regno
regina
il

vicissitudini della fortu-

Uladislao V, per
la

zelo

na, offr ai polacchi di unire a questo

ch'ebbe in dilatar
ligione,

cattolica re-

ducato di
il

Lituania, e di
la

ricevere

battesimo, sposando
re di Polonia

ch
bolo
prete

chiamandolo apostolo, peresponeva a'suoi popoli il sime

Hedwige secondogenita
I
i

del

r orazione
sacerdoti.

domenicale
Indi

in

defunto Luigi

Ungheria,
te

quali regni alla

ed sua mori

lingua lituana, e servendo d'intera'

spedi

al

eransi divisi.
le

Accettarono

po-

Pontefice
sciatore,
il

Urbano VI suo ambaper prestargli obbedienza,

lacchi

sue offerte,

Jagellone fu
il

battezzato a Cracovia
febbraio
dislao
1

giorno 12
di

vescovo di Posnania.

Della sua
si

386, prese

il

nome

La-

esemplare piet molte cose

rac-

wige,
lonia.

o Uladislao V, spos Hede fu proclamato re di PoIn


tal

modo

abbracciarono
la

contano dall'annalista Rinaldi. Nell'anno i4i4 *' comp la conversione della Samogizia, ove principalmente
si

la fede la

Lituania,

Samogizia, e
fine le frei

adorava

il

sole,

e sic-

quei russi ch'erano sudditi di Jagellone,

come

sacerdoti cattolici ignorava,

come pure ebbero


tra
i

no ridioma samogitico

Uladislao

quenti guerre
polacchi. jXel
dilat
i

ed 1387 grandemente
lituani

V
la

fece l'ulVizio di apostolo,


([uelle genti

ammae-

si

strando
ftede.

ne'misteri del-

il

cristianesimo in
sacro lavacro,

Lituania,

Martino
e

lo

dichiar per-

cui

popoli in folla
il

porlavansi

ci

vicario della Chiesa l'omana nei

ricevere

ucciden-

suoi
iilio

regni

piovincie,
la

onde me-

do

serpenti che adoravano; taglia-

diffondere

luce del vange-

LIT
Io

LIT
i

3i
,

tra

barbari, e ridurre

greci

Trinit

all'obbedienza della Sede apostolica. Somiglianti grazie concesse Mailiiio

con quelli del Patrocinio della Beata Vergine


di

Lituania

di

Polonia.

basiliani essendosi

ime
le

a Vitoldo

Alessandro
il

duca

padroniti
del

delle

dignit
,

primarie

di

Lituania. Questi ed

re ricu-

clero

secolare

capitoli

sarono di prendere le difese degli eretici boemi contro l' imperatore Sigismondo, tuttoch questo gli a\esse fatte delle ingiurie. Tuttavia

collegiate
soli
ti

comporsi di basiliani, ad onta delle frequengiunsero


a

Boemia Sigismoni^iS Marnel tino V ammoni il re e il duca a richiamarlo. Eugenio IV dichiaessi

mandarono

in

do Coribulo,

ma

r
lo

Isidoro

arcivescovo

di

Riovia

ammonizioni della santa Sede. Al tempo della prima divisione della Polonia [Vedi), nel 1773, una porzione considerabile della Lituania pass alla Russia [Vedi), formando i governi di Mohilow, e di Polock e Witebsk. Cos la Russia
incorpor
tuania che
la

legato

lalere nella Lituania, e poi


:

gran
gli

parte
alla

della Li-

all'articolo Kiocre cardinale via [Fedi) vi sono molte notizie

tocc,

Podolia
restava

che

riguardano

la

Lituania

cui

ed alla ancora

Volinia.
alla

Ci che

monarchia
,

polacca

principi

protessero

sempre

meCasi-

tropolitani di

Riovia. Sotto
di

miro IV

figlio

Jagellone, gran
nel
'

principe di

Lituania

144

componeva per anco le sei woiPolock, Troki wodie di Vilna JXowogrodek, Brzese e Minsk; le due prime erano la Lituania pro,

re di Polonia nel

i44^>
essi

polacchi

priamente
tuania

delta;

le

altre

la

Li-

confermarono eh'
ro pi che
tuani, e
si

non farebbeliil

rutena,

che

dividevasi

ia

un

solo popolo coi

stabiPi

che

re sarebi

Russia bianca, Russia nera e Polesia; la Samogizia vi era annessa.

be
ni

eletto in

Polonia, che

litua-

Per
la

le

divisioni

del

1793
di

179^
ci

avrebbero seduta e sulfiagi nella dieta che la moneta sarebbe l'istessa, e che ciascuna nazione se,

Russia ebbe della


i

Lituania

che forma

governi

Vilna, di

Grodno
[Fedi)

e di Minsk, e la

Prussia

guirebbe

suoi antichi costumi.

Il

Papa Gregorio XI li fond un collegio in Vilna, e nel i583 cre


caidinale

ebbe un territorio che fa attualmente parte della reggenza


di

Gumbinnen

nella provincia della

Giorgio

Radzivil

nobile

Prussia orientale.
divisione
col

La quinta gran
conosciuta

lituano, de'duchi di Olika e Nies-

russa
di

oggi

wiez,
in

vescovo di Vilna, che


nel
colla

Koma
1709, X, par.

mori 1600. Clemente XI


costituzione
il

nome

Lituania.

La Lituania
tre
la

ebbe sino
gizia,

alla conquista russa

nel

DesiRoni.
iu

vescovati latini,

uno per
il il

Samoper
la

deiaiilibus,
t.

presso
1,

Bull.

quello di Sinolensko

p.

2og,

eresse
s.

Russia

bianca

terzo

di

Vilna

congregazione col titolo di


i

Croce
la

per

la

Lituania^
il

quale fu anche

monasteri dei benedettini di Li-

chiamato

vescovato di

Lituania

tuania.

Benedetto

XIV

con

co-

spesse volte.

La
lino

citt

di
i

Smolentrattati
secoli,
i

stituzione Inter plures, de'2

maggio

sko essendo
alla

ceduta per

1744. ^"^i- Mogli, t. XVI, p. 198, approv l'unione tlellu congregazio-

Russia,

da due

cattolici,

principalmente nobili, eminella

ne

de'

monaci

basiliani

della

ss.

erarono

Polonia:

il

vescovo

32

LIT
risiedeva
in

LIT
e fu
vigio che
i

non

quasi

Smolensko partibus. Questa


in

sacerdoti e

leviti

ren-

sede
in

devano
sta

vescovile
russi

essendo

stata

abolita dai

tempio al Signoie. Queparola o per meglio dire espresnel


j)er
l'

come
vece

quella di
li

Livonia,

sione consecrala nella Chiesa

loro

Caterina
r erezione

ottenne da
vescovato

siguKJcare in generale

ollicio

di-

Pio

VI

del

vino, e (|ualsiasi altra sacra funzione, e


pLi

poi arcivescovato metropolitano per


tutta la Russia in

particolarmente
ossia
i

per
riti

si-

Mohilow.
stessa

Il

ve-

gnificare r ofllcio

della
si-

scovato di Kiovia essendo


to

distrut-

messa.

Ed
i

in questa

idtima
fra

Catel'imperatore Paolo I danrina li do pace alla Chiesa cattolica, non


per violenza
,

della

gnificazione che ricevuta


orientali,

gli

quali

chiamano

liturgia

ardi ristabilirlo,

ma

quasi in com-

lordine o la forma delle preghiere e delle cerimonie della messa. Altri

penso, e

col

consenso di Pio VII,


di

fond

il

vescovato

Minsk

nella

Lituania rutena; e cosi l'antica Lituania venne ad avere l'arcivesco-

fanno derivare il termine di liturgia dal verbo latino litare, cio sacrificare^ e poigere preghiere, il Muratori nella dissert. De orig. sacr.
li/ur.

vato
di

di

Mohilow,
di

ed
di

vescovati

cap. I, ecco

come

definisce la

Minsk,

Vilna e

Samogizia.
ecclesiai

liturgia

con

queste
luni

parole.

Ratio

Per

altre notizie,

massime
i

colendi De.uin veruni per externos


Irgitiinos
rilus,

stiche,
articoli,
ti.

della Lituania, oltre


si

citati

possono leggere

seguendi

rem ttstandnni,
corre
re
il

luni

ad illius honoad ipsius in


Oc-

Minsk, sede
e
di

vescovile tanto

lioniines beneficia
[)ii

derivanda.

rito latino, che di rito greco unito.

volte

nelle sacre Scrittu-

Pinsk
unite
diniiria

Turovia , sedi
e Brest,
sedi

vescovili

rito greco- ruteno.

Uladi

rola

liturgia.

verbo da cui discende la paChe l'uonjo, formato

vescovili

rito greco-ruteno.

Vilna, sede

ve-

scovile

con quattro sutfraganei. Nel


si

di anima e di corpo, debba a Dio un culto esterno, ella una verit che anco col solo lume della

1839, come KioviA, per


di

detto all'articolo

ragione

si

manifesta

opera principalmente
la

modo
riori

poi, e

ma in che con quali piatiche este;

dello scismatico Sieraaszko vescovo

debba

tal

culto

esercitarsi,

Lituania,

chiesa rutena venne


cattolica

diffcile

poterlo investigare.
1'

Da querivela-

separata dalla
alla

ed

unita

sta

ignoranza
la

uomo non pu non


d'

russa scismatica.
Liturgia. Studio dei
delle

arguire

necessit

una

LITURGIA,
sacri
riti
;

zione, che determini


te

suliicien

temen-

scienza che tratta

ecclesiastiche cerimonie, e propria-

mente
leiioii

riti

sacri della Chiesa.

Li-

turgia parola greca composta da

ergon

che significa pubblico, e da che significa opera, vale a


la

importante da eche a conoscersi. In fatti la rivelazione appunto, tanto nell'antico quanto nel nuovo Testamento, ha disvelato lutto l' au-

un alFare

cos

seguir^i,

non

gusto apparato dei

sacri

riti

ce-

dire l'opera,

funzione o l'azione

pubblica, che noi chiamiamo il servigio divino, o semplicemente per


eccellenza
l'aulico
il

rimonie, colle quali Dio ha manifestato, secondo i diversi tempi, voler


essere onorato dagli
diilerenza
tico

servigio.

Nei

libri delil

tra

Testamento

si^nilica

ser-

e del

uomini. Evvi cerimonie dell'annuovo Testamento. Nel


le

LIT
primo
Iddio slesso
si

LIT
degn
indivi-

33

vin culto, e la cerimonia nel


col

modo
atti

duare le Feste e solennit, e minutamente circostanziare le parlicoUvi cerimonie e riti, ciascuno dei

quale questa azione


nella
di

si

adempie.
ed

Le cerimonie sono
esterni
riti
il

Chiesa

religione
di

cristiana,

adombrava, secondo divesi aspetti, Ges Cristo, e i misteri che da lui oprar si dovevano per la sua Chiesa onde tutte le prescrizioni
quali
i ;

modo

farle, fedeli

innalzando
alla

essi

le

menti de'
loro

medi-

tazione delle cose altissime, ed in-

fiammando
della
agli articoli

cuori col fuoco

liturj^iche della

vecchia
della

legge

en-

divozione;

ci

meglio

dicesi

travano a formare una delle parti


pili

Ceremonie, Riti, e Maealtri

sacrosante

legge

stessa

stri

DELLE Ceremome, edagli

che noi leggiamo

raccolte

special-

relativi.

La

liturgia

una

scienza
ecclesia-

mente nel Levitico. Non cos nel nuovo Testamento, poich Ges
Cristo contentandosi d'istituire l'incruento sacrifizio ed i sacramenti,

sacia,
stici,

tutta propria
cui

degli

incombe attendere per ail

dempiere
abbraccia

loro

ministero
dei
della

essa

la

cognizione
,

doni-

ha

lasciata
i

alla
riti

Chiesa
e

la

cura

di

mi, dell' antichit

disciplina

istituire

cerimonie,

onde

e della storia ecclesiastica,

ne

ri-

decentemente e pomposamente celebrare un tal sacrifizio, amministrare


feste,
i

getta le varie opinioni e dottrine,

ove

trattasi

dell'amministrazione dei

sacramenti, solennizzaie
ella
slessa

le

sacramenti.
guersi in
dita

Tuttavia
pratica.

pu

distin-

che

ha avuto

l'in-

due
sull'

parti, cio nell'eru-

earico di stabilire, ed in
rola

una

pa-

e nella

La prima

si

quanto appartiene al divin culto; avendo perci promesso alla


stessa

raggira

investigare
i

l'origine,

l'antichit
rito

ed

significati di ciascun

Chiesa

la

sua assistenza,

ed

ecclesiastico,

avendola arricchita dello spirito di sapienza a dovizia assai maggiore della sinagoga. Quindi che la
Chiesa, tanto raccolta
nei
concilii,

tratto in questo

argomento che mio Dizionario ai

quanto
gerla

per

1'

organo

del

sommo
reg-

suoi luoghi ; la seconda si attiene ad esaminare la presente disciplina della Chiesa in tal fatto, ricavando qualsiasi cerimonia dai legittimi suoi fonti per via di
giuste conse-

Pontefice, cui stato dato di


,

ha

avuto tutto
quei
riti

l'

impegno

guenze, ci che non


re,

manco

rileva-

d' istituire
le

adattati in tutte

ma

secondo
cose

la

natura

di qnestaL

a sollevar l' uomo venerare la maest di Dio, e decentemente trattare i misteri dell'umana redenzione; ha avucircostanze
sensibile a

compilazione, in gran parte consecrata alle


liturgiche
,

per

le

quali ebbi

sempre trasporto, divo-

zione ed amore.

Non

senza

ragio-

to

sempre a cuore
tali
riti
;

di custodire in-

ne poi

la

scienza

liturgica

ha

la

tatti

ed ha venerato mai
prescrizioni
in
tal

pi stretta relazione alla teologica,

sempre
fatto,

le

sue
il

come
e

deposito

il

pi pre-

poich prima del XII secolo le IrR facolt, cio la canonica cui appartiene la
storia
liturgica, la teologica e
l'i-

zioso

sacrosanto
p^.

della canonica

disciplina,

Culto, e

Disciplina

ECCLESIASTICA.
Il

rito

si

fa

consistere nell'azione
si

santa colla quale

eseguisce

il

di-

non formavano che un corpo solo ed una scienza nuda stessa. L' istoria ecclesiastica ed isolamente presa , nou una
ecclesiastica,

VOL. XXXIX.

34
scinnzn,
lcolUi, fuiina

LIT
m;i connessa colle altre (xu te d'una
i

LIT
due
rica,

no

sotto

un punto

stesso

di

ve-

scien/.ci,

duta.

xouiniinistrando

prncip
la
la

da

Quanto abbiamo Onora accenna*


to,

varne
si

il

domina e
i

disciplina
(piale
Il

secondo
liturgia
i

il

citato liturgico, apinterni necessari sieguono ora non


i

mas^sinie qucst'nllina,

non
l'i-

partiene ai
della

fonti
;

poggia che sopra

itii.

<lollo

e eh, canonico A mina l'\irigni


sone, nella sua

/Jisscrlazionc sull'ililiir^ia

dea gfiiciuile della metodo di irallaiiay


divide
este.rniy
i

e sul

medesimo si possono piesentare in un sol punto di veduta riducendoli


d<'l
,

necessari,

quali al dire

Nap(jli

iS/|o,

tutti

alla

classe

degli

autori.
la

Per

fonti htnrgi(;i

in interni etl
i

l'analogia che passa tra


liturgica e
la

scienza

suddividendo
e

primi

in ne-

teologica, questa pre-

cessari

non

neeessaii.
Ili

Chiiuna

senta due vie onde a noi

viene la

fonti liturgici interni (pu

che coni

parola di Dio, cio


la

la

scrittura

e
i

tengono la liturgia istessa, quali sono necessari se da essi si ricavano aigomenti certi, non necessari se si ricavano argomenti probabili

tradizione, della quale ultima

padri della Chiesa


stimoni.
I

ne

furono

tete-

padri, oltre all'essere

stimoni della tradizione, sostengono

soltanto.

Gli

esterni poi, egli

anche

il

carattere di dottori,

la ca-

somministrano idee opportune, COSI ad insegnare che a difendere la liturgia. Ai fonti interni nedice,

tena de' quali viene

chiusa

da

s.

cessari

riduconsi

le

rubriche

del

Alessale

[Vedi)j le ridjriche del Bre\nario o Vffzio divino (Vedi)j


Caerenioniale episcoporuni, di cui
all'articolo ^escovi [P^e-

il

parleiemo
di);
il

che fiorirono dopo di lui sono chiamati scolastici o teologi, e sebbene non abbiano l'autorit de' padri, fanno per anche molto peso in teologia, ed appartengono ai luoghi esterni della medesima. Applicate queste idee
1

Bernardo.

dottori

Rituale

Romano

(Fedi);
il

il

alla

liturgia,
tra

colla
il

dilferenza

per
rica-

Pontificale

Romano; ed

Caere-

che passa
plina,

domma
le

e la disci-

moniale sanrtae ronianne Ecclesiae,


di cui

due sono

vie,

onde
:

trallereuio cjui appresso di-

vare

la

presente disciplina

la
si

legge

scorrendo della Liturgia di Roniaj


ne' quali
liturgia
,

e la consuetudine.

La

legge

presuc-

libri

si

contiene tutta la

senta in tutti

fonti

liturgici

secondo un diverso ramo. A questa classe appartengono decreti della sacra Congregazione de' riti [Fedi), autorizciascuna
i

cennati; per consuetudine

poi

non

deve intendersi quella ch' contraria alla legge, ma quella che spiega
la

legge slessa. Gli autori liturgici

zata a decidere tutte le controversie

non sono
suetudine,

vero n legge n conessi

della liturgia presa in tutta la


:

nondimeno

sono

te-

sua estensione

coll'autorit di essi
liturgici,

stimoni della consuetudine, che spie-

tratto gli articoli

e molti

ga

la

legge slessa. Se

la

loro testi-

ne riporto per intero. Ai fonti poi non necessari, dai quali soltanto si
ricavano argomenti soltanto probabili
i
,

riduconsi gli autori liturgici


delle

monianza unilorme, l'argomeiilo che da essi si ricava certo, purch non sia contraddetto da una posteriore decisione. La ddferenza che
passa tra
che
il

vari usi o decreti

partico-

domma
u

la disciplina

lari

chiese, e simili cose, che

vau-

questa,

dissomiglianza di

LIT
<juelIo,

LIT
della
.sacra
liturgia
,

35
della

variabile;

onde una podi

steriore coslihizione

Pontefice

daremo un breve
cattolica
elli

siuito.

quale La Chiesa
agli oc-

o dichi.iiazione della sacra conj^i-egazione de' riti, mena a lena tutto


il

non mttfe innanzi


figli
liti

de' suoi

l'augusto apparato
se

loro

consenso.

Essi

sostengono
dottori,

de' sacri

e cerimonie,
le

non
alla

pure

l'altro

carattere di
la

per

innalzare

menti

loro

quando fondano
oppnslo
peso.
la

loro dottrina
;

sublime verit della


in fiamma le
i

religi<ne,

ed

su di stabili fondamenla
In

in

caso

loro cuori col

fuoco

loro autorit poco far


si

di quella calila

che
,

fa

santi.

L'uoper

ultimo

deve

notare

la

mo

sensibile

come

tale,

dilfcren/a che passa tra autori, poi-

sollevarsi alle

idee spirituali, ha bi-

hanno un credito che non hanno nierilalo; quelli che sono molto antichi, sono pi
ch
i

classici

gli nitri

sogno di mezzi sensibili ed esteriori ; ed appunto fra questi pi


i

idonei sono stali dalla Chiesa adattati a produrre tin tale che forma il bello della

venerabili dei recenti,


quelli
riferi.scono cose

ma
non

talvolta

effetto,

lo
li-

pi
la

in

sacra

uso.

Bisogna
elle

qui notare

diffe-

renza
il

passa tra le cerimonie e

modo

di eseguirle.

Le cerimonie
fonti

debbono
lifuigici

essere prescritte dai


interni, cio dalle

ruliriche
,

del

messale, del breviario

del

ri-

turgia. Che se l'antica sinagoga vantava riti e cerimonie che ombreggiavano il Messia che dovea venire, e quanto avea con lui relazione; la Chiesa cattolica vanta riti e cerimonie ch'esprimono Ges Cri-

tuale, del
della

pontificale, e dai decreti

sto gi venuto, ed

misteri ch'egli

sacra

congregazione

de'

riti.

L'aggiunqire altre cerimonie a quelle


si

ha operato per la comune riparazione onde cristiani ravvisando


;
i

prescritte

da
lo

tali

fonti

liturgici,

oprare a capriccio, oppure farla


legislatore,

ciascuna dille parti della sacra liturgia questo centro dell'ammirain

da
se

che

non dato Laonde non

zione di

tutti

secoli

di

tutte

non a chi ha
i

l'autorit necessaria
riti.

a stabilire

sacri

avendo
torit,

gli

autori liturgici tale au-

pur compresi dai sentimenti pi commoventi e sublimi. Qual degno oggetto dunque
et,

restino
i

non possono ordinare nuove


11

dell'

applicazione

de' fedeli, e
ecclesiastici

spe-

cerimonie.
le
il

modo

poi di eseguire
,

cialmente degli
poli, internarsi

incari-

cerimonie prescritte dev' essere pi decente, ed insieme il pi semplice e naturale, per non molgli

cati della istruzione religiosa de' po-

nei significati della

liturgia,

tiplicarsi

enti

senza necessit.

dre
nelle

ci

che la Chiesa noslra mapropone , anzich perdersi


di

In questa seconda parie vale l'autorit degli


essi

favole
!

una

superstiziosa
solo del-

autori liturgici, perch

gentilit
l'

Che
gli

se l'aspetto

testificano la

comune

pratica,

apparato
del

ceiimoniale
stessi

colla

quale sono state decentemenar-

mai sempre
accaniti

ha colpito nemici i pi

te osservate le prescritte cerimonie;

non bisogna per procedere ad


bitrio,
sale.

cristiano, qual diverr un tale sfoggiante apparato

nome

ma

dietro

la

pratica univer-

pei figli della cattolica Chiesa,

quan-

do avranno
sensi
di
tali

penetrato
riti?
11

L'encomiato liturgico pure autore della Dissertazione


sui
sensi

profondi Macri nella


i

prefazione alla sua Notizia de' vo-

36
delia
sa (re

LIT
discorre
delle
,

LIT
voluto mai sempre
ministii
del

caboli ecclesiastici y in cui

vuole, die
a' (|uali

slima che

si

deve

fare

santuario,
le

cerimonie

di

santa Chiesa

dato pa-cere
le

anime, non
al

solaldele
,

narra che l'imperalorc Valenle, accanito ariano,


tolici
si

mente spieghino

popolo
liturgia
sensi
le

mitig verso
Ja

cat-

parole della sacra


i

ma
au-

per avere osservato

divota
faceva
dell'E-

celebrazione
de' divini
pifana,

che

s.

Basilio

anche sviluppino guste cerimonie che


no, ficendo loro

delle

accompagnai

ulfizi,

nel giorno

vedere

misteri

quali prosegui con l'animo

che
di

in

esse
i

tutto in Dio, senza curare la venula dell'imperatore. Mentre s. Ambrogio nella basilica maggiore di

prescrissero

contengono, come concilii, massime (juelli


si
,

Magonza
di

di

Colonia

(piello

generale

Trento.

La
,

relazione
la

Milano

celebrava

divini

uflki

che passa tra la scrittura e


dizione nella teologia
e

tra-

l'imperatrice eretica invi

due com-

colla
,

legge

pagnie di soldati, idolatri e crudeli,


acci trucidassero quanti assisteva-

no

al

sacrifizio.

Ma

soldati
la

neh

l'ammirare il silenzio e ne del popolo, il canto

divozio-

non quanto dicemmo ma estende anche ai sensi, i sensi SI della liturgia non sono diversi da
consuetudine nella liturgia
arresta a
si
,

de'chierici,

quelli

l'ordine de'ministri, e la veneranda

maest del celebrante restarono commossi, edeposte le lancie, domandarono ad alta voce il battesimo. Luitprando re de'Iongobardi e fe,
i

roci suoi

nazionali restarono
pii

com-

punti e

umani,

alla vista delle

teologi aspadri ed che segnano alla santa Scrittura. Essi sono di due sorte, cio Icllerali e niislici, 1 mistici poi si suddividono \n tre classi, che con vocaboli propri chiamansi allegorici, tropologici ed anagogici. Si dice senso letterale di un rito, quello eh' direttai i

cerimonie della consecrazione del vescovo di Terni nella chiesa di s. Valentino, fatta dal Papa s. Zaccaria,

mente inleso e riguardalo dal


slesso,

rito

e e
tal
si

conviene colla ragione di'


primaria
della

retta
di

istituzione

con gravit, decoro e divozio-

un

rito; ond' che

questo

ne.
t

Un

turco qualificato
la

si

conver-

senso

dice ancora
il

istorico.

Per
sacer-

per avere udito


li

gravit e dol:

esempio,

senso letterale della lail

cezza del canto ecclesiastico

Mao-

metto
Haller

ne fu tocco anch' egli in

varie congiunture.
si

Carlo

Luigi de

vanda delle mani che fa dote prima di vestirsi per la mondezza esteriore,
verenza
steri

la

messa,
nari-

eh'

convert dal protestantismo

turale alla convenienza ed alla


clie devesi a' sacrosanti
si

per aver letto un libretto in cui erano spiegati i riti e le cerimonie della Chiesa cattolica. Il tialasciare o

miIl

che

accinge

trattare.

senso allegorico

quello

che

ri-

mutare alcuna delle cerimonie ordinate dalla Chiesa, di sua


natura peccato mortale contro
virt della religione,
la

guarda
fede.

misteri della nostra ripa-

razione, che sono oggetti di nostra

Per esempio

il

senso allego-

come insegna

rico di tutta la funzione delle candele, che fa la Chiesa a' a febbraio,


si

Laimano, De sacram. Bapliim. lib. V, tract. 2, cap. 8, citato dal Macri.

il

riconoscere

Ges

Cristo vera
le genti,

luce venuto per illuminare


la

Quindi a ragione

Chiesa

ha

siccome

viene

chiamato

replicate

LIT
volte Bel vangelo, e
fessato

LIT
come
alla

37
tutti

fu concui al-

volle

si

ritrovano insieme

io

da Simeone,
la

di

una

stessa funzione,

come

nella pro-

Jegiezza

Chiesa intende prendere


parole ciie

cessione delle palme.

parte in tale giorno, lo clie espri-

Non
dere
il

devesi

per punto

confoncol
riti,

mono

tutte le

accom-

senso mistico,

sia allegorico,

pagnaiio tal funzione. Il senso tropologico quello che ha relazione ai costumi, e che indica le azioni
di

tropologico, o puie anagogico,

senso accomodatizio
cio con quel senso,

de:'

sacri

col

quale da

virt che

debbonsi

da

noi

in

un

rito

ecclesiastico,

per una certa


la

questa vita operare. L'esetnpio poc'anzi addotto della lavanda delle

analogia

quahuique
alla

mente

di

trasportata

considerazione

mani che
vestirsi

fa

il

sacerdote prima di

qualche mistero; come dal


lo,

cingo-

per

la

messa,

pu

servire

di cui

si

cinge

il

sacerdote nel
si

iuiche a questo

proposito;

poich

prepararsi alla messa,

passa alla
cin
,

mentre
il

il

senso letterale di questa


la

considerazione dei legami che


sero

cerimonia

mondezza

esteriore,

senso mistico-tropologico

che

questa esteriore
la

mondezza

indichi

mondezza
siccome
vi

interiore,

colla quale

devesi appressare
steri,
1'

che

a' tremendi miesprime 1' orazione accompagna la Chiesa Da


:

Ges Crit-to. Un tale senso comech non inteso propriamente dal rito, raa escogitato dalla mente per qualche analogia che ha coi rito siesso, non forma pro[)riamente

oggetto di questo discorso. Peri

tanto

Domine
padri ed
il

etc, e
i

come

lo

spiegano

sensi accomodatizi potranno servire per l' edificazione spe(

dottori tutti.

senso

anagogico
le

Finalmente quello che


patria celeste

cialmente del volgo

al

cui gusto

ed intelligenza sogliono essere

pi

esprime
e della
eseuipio

cose della

gloria

beata

che

l'oggetto delle nostre sperf^nze.


,

forma Per

conformi dei sensi reali ), se per osserveranno le seguenti regole. si

La prima
sioni
:

nel proporsi

un senso
e.

nella

funiione della conl'

accouiodatizio astenersi dalle espres-

secrazione di una chiesa,


so solenne che fa
il

ingres-

questo

rito

signifca ci,

vescovo in essa,
espri-

simili;

poich, ripeteremo, un

tal

secondo

il

senso

anagogico,

senso

non viene

significato dal rito,

me
gura
noi

l'ingresso

trionfale nella celeste


fi-

ma
,

escogitato dalla

magione
la

del paradiso, di cui

nalogia del rito slesso.


di

mente per l'aLa seconda


al

chiesa materiale, nella quale


i

non proporsi cosa opposta

fanno perfettamente in cielo; ond' che si adattano quelle parole , che alludendo al cielo dice il salmista
santi
:

uiiitiamo ci che

domma,

o ai sentimenti della Chiedel che non sarebbe difficile sa, ritrovarne esempio. La terza final-

mente

, di

non proporre un senso,

Atlollte porlas principes veslras, et

o troppo lontano

cievainini

portae
quali

aeternales

con
ul-

quel che siegue. Di questi


timi sensi,
sticij
i

tre

dai rito che si renda ridicolo, oppure opposto all' idea ed al vero senso del rito
stesso,
il

si

chiamano mi-

come

se
si

si

dicesse
le

allorch

perch sono reconditi e contengono subhmi misteri, alle volte &e ne ritrova solamente uno o pur

sacerdote

lava

mani

al Lala-

vabo, possiamo considerare in una.


tale cerimonia

due per

una

funzione,

ed

altre

le

come mani prima

Pilato
di

si

condannar

38
Cristo,

LIT
popolo ylciino imonagnare come
il

LIT
in
il

non polendo

t,

la

decenza,
fisiche,

la

fucilila

simili

modo
so
la

vedute
nel

sacerdote possa fare n(J lempo


(Ifijiira

stes-

sono slate la cagione di stabilire molte cerimonie; e


dai'
la

di

Cristo
in
lai

e quella di

(Chiesa

al

motivo

d'isti-

J'ilato.
eli.

T'issatosi

motto
il

dal

tuzione

una

ragione

spirituale

lilmgico

Ferrigni

numeiu

simbolica, questa appartiene al senso mistico,

de' sensi della sacra liturga, fa \tflere


sti
il

non

al

letterale.
vi
il

Nella
let-

modo, come ricavare quein


,

quarta
terale

riferisce,

che
col

sono molte
senso
poi-

sensi,

quattro

regole.

INella

cerimonie nelle quali


coincide

prima
essendo
solo
i

dice
la

che il senso letterale ragione direlfa dcU'istirito,

mistico,
tali

ch
se

la

Chiesa

nell' istituire

ce-

lu/ione o dell'origine del

non

rimonie, altra mira non ha avuto,

si deve appurare discoprendo tempi ed i luoghi dove ogni cerimonia connnciata, ma anche si deve ricavare da quei medesimi

non

(juclla di

esprimere qualche
si

mistero,

in

tal

caso invano

cer-

donde si ricava l'origine stessa un tal punto appartenendo all'istoria, questo senso si chiam anfonti,
;

co islorico, per cui le istoiie ecclesiastiche, le opere de' padri e le


altre
ci,

una cagione che sia fsica non avendone che mistica e sindxtlica, laonde un costume introdotto per convenienza o per comodo si mutato in motivo di mistero; analogamente cita
ca per senso letterale
,

gii

esempi

d'orare
in

in
il

piedi

nelle

opere degli scrittori ecclesiastie quanto ci possono presentare


fiitli,

domeniche e
Chiesa,

tutto

tempo pamanipolo
il

squale ne' primi quattro secoli della


e l'origine
del

tal sorte di

pi propri
i

all'

sono monumenti uopo. Dove mancai

che

la

Chiesa continua a ritenere.


regole
i

no tulli predetti fonti, o per appurare l'origine di un rito, o per


discoprirne
la

Con queste
riti,

si

traccia
sensi

me-

todo di conoscere
e
si

de' sacri

ragione, lecito qual-

provvede
dai

ai

due

opposti

che fondata congettura. Nella seconda regola dice, che il senso mistico,
sia

partiti

degli scrittori liturgici,


mistici antichi,

uno
cri-

formato
dai
tici.

l'altro

allegorico,
si

sia

tropologi-

pretesi

odierni

letterati

co, o anagogico,

ricava o dall'au-

torit dei
gli

padri della Chiesa e deecclesiastici accre-

Fra
tichi,
la
le

tutte le opere de'mistici

anpoi

altri

scrittori

pi rimarchevoli sono quel-

ditati,

pi comunemente

dalle

del

cardinal
111,

Lotario Conti

preci cui la Chiesa fa

le le

accompagnasue cerimonie, dappoich la


della Chiesa ordinariamente

Innocenzo

e quella di Gugliel-

mente
si

mo Durando vescov( di Mende, ambedue del secolo XIII, oltre quella di

trova nelle orazioni


lo

che ne manifestano
il

medesime spirito ed

vanni
s

Gabriele Biel, quella di GioStefano Durante, e quella


Battista Paibeo.
mistici
i

vero senso
fonti sar

dove mancano quelecito

di Gio.
detti

Questi conello
svi-

ste

tentar fondite

antichi,

tongetturq. Nella terza regola


verte, che

av-

non bisogna mai confonmistico,

luppare sensi della liturgia sono inciampali in niolti diftti, che il


dotto Ferrigni
quattro capi,
riduce
ai

dere

il

senso letterale col

seguenti

quando
stuizione.

tra l'uno e l'altro vi di

i,"

Eglino non
iailraccata

hanla

La

necessit,

la

piopiie-

no

spesse volle

ve-

LIT
ra

LIT
riti,

39
per

origine
i

^'

sacri
i

tlisco-

la

nostra

riconoscenza
dei lumi,

aver

prenclo

tempi ed

luoghi

dove

soniininisliati

onde proloro slessi

ogni cerimonia

cominciata, cosa

gredire nell'investigazione de' sensi


liturgici
dillMti,
,

ci.

che forma la base de'scnsi htiirgiParlandovi Le Brnn d'Innocen111

e correggere

zo

e di Durando, dice che non

erano mollo versali nell'antichit, u nveano avuto tempo per fare le


debite ricerche, ci ohe
simi
pt olestaroiio
essi

da coloro, i quali danno la prima mano ad un'ope- la. n' Innocenzo III, di Guglielmo Durando, e delle loro opere,
inevitabili

medee

come

dei

principali
alle

liturgici

ne

nel

principio

parliamo

loro biografie.

fine delle loro 0[ere;

che
luogo

il

genio

loro

li

poit

fare

ricei'che

su
se

Dai cos'i detti mistici antichi, passiamo a riportare il giudizio del


chiar.
ci

tutto,

ed

m
d'

ogni

mibti,

che
le

lagioiij

pretesero,

per cui

loio

allegorie

soddisfano

alla

Ferrigni sui moderni critio pretesi letterati. Egli primieramente fa notare, che i secondi
gli

divozione
fedeli
,

un

gran

numero
state
Il

di
di

avendo rimarcato
li

scogli

ne'qua-

non

per

sono

generale appi'ovazione. 2."


diitllo,
,

secondo

prendere tutte l'ecclesiastiche cerimonie


i

hanno urtato
sensi

mistici col

conseguenza del
il

che

senso

primo, si primario o letquasi

sotto

simbolici, e

sotto

una

allegoria talvolta ridicola


ciosa,

e capricvia tutta

terale,

non s'inconira

mai
pren-

hanno battuta una


riti

nelle

loro opere; anzi, quel che


si

opposta, applicandosi a spiegar tutto ne' sacri

peggio, per senso letterale

per
fisiche

niente e

altro,

dono mistiche ragioni, che punto non Io sono. 3. Anclie quando essi rintracciano una veduta di convenienza o di
te
facilit,

che per cause

naturah.

che unicamen-

M fatto sta, eh' essi cosi facendo sono andati in un altro eccesso, anquantunque zi, quel che peggio,
abbiano
posta
ai

diede origine a qualche cerimovogliono non pertanto aggiunmistiche ragioni pretese, dove

nia,
geteci

camminata una strada opmistici, pure hanno urtastessa origine rovinosa del

to nella

punto
se volte

non

e'

entrano, e

sono

in

loro

sistema.
ai

Ci
di
la

tutto superflue. 4-
essi

Finalmente spesgli

gine
in

mistici

che diede oriprendere tutto

per

stessi

sensi

allegoria, fu

mancanza

di co-

mistici

prendono

gli

accomodatizi

gnizione isterica sul cominciameiito


de'
riti,

con mente arbitraria , con cui la Chiesa non ha parte alcuna; e quel ch' peggio, fra questi alcuni sono ricercati si da lon tano, che si rendono ridicoli ed
escogitati
,

e l'ignoranza
si

de'Iuoghi ne'quali
ti,

de' tempi e sono introdol--

ampliati
le

sostenuti,

onde

ap-

purare
biccarsi
trarie.
ti

vere

lagioni, .senza

lam-

a congetturarne delle arbi-

avviliscono

sensi

liturgici.
i

Goupretesi
di

Se duncpie
mistici
,

pretesi

lettera-

chiude
mistici,

il

Le
si

lirun^ che

volevano opporsi ragionevolmenai

forse

sono pi nocevoli

te

dovevano

prendere

quel che

crede, in questi tempi


critica.

per base l'investigazione dei

monu-

specialmente di analisi e di

Per
nei

altro
d"

essi

meritano scusa
e
di

pei

secoli

Ignoranza

barbarie

menti propri dell'istoria liturgicaj dai quali potevano anche discernere o acquistare il gusto a discernre
il

quali

scrivevano; anzi esigono

vero mistico dal

falso;

ma

cs-

4o
si

LIT
hanno
tiabcurala

LIT
questa
osallu
letterati
il

dotto

Mazzinelli

nel-

investigazione sopra ciascun rito

cerimonia, e solamente con un genio opposto


a
ai

r Ofjizw della stUiniaua sonli^, neir introduzione al gioved santo.


"
S'

primi

si

sono

dati

ingannano costoro che per


l'arguto, fanno
il

far

congetturare colla loio


altre

imaiagi-

tro[)po

disgustato

nazione

ragioni,

purch

non
e

delle allusioni,
steri.

delle figure, de'n)inel sensibile

fossero mistiche, sihbene


fisiche.
essi

natuiali

Volendo fermarsi
delle

Bisogna qui aggiungere, che


ci,

e nello storico, ed
rialit

oltre alla

matevoler
d'i-

in

ditrenza de' mistici,

cose

nostre

non
vi

sono iriescusabili, non \ivendo nei tempi d'ignoranza e di barbarie


ne' <|uali quelli
si

passare

a ci che in esse

struttivo e di
to

misterioso, appun-

vivevano.

veio
eruditi

un

voler
e
:

fermarsi

alla

lettera

per ve
a

ch'essi

mostrano

che uccide, che d


ro la
vita

trascurar lo

spirito

sull'origine liturgica,

ma

questo seralle

imperocch
e

il

miste-

dare

pi

colore

loro

sostanza

l'anima delle

congetture; del resto chi esamina addentro le loro dottrine, conosce che solamente certi principii generali

nostre cerimonie, e certe spiegazioni

puramente

letterali

non
ed
,

solo ri-

mangono
no
ligione ".

fredde

morte,
vero

ma
alla

sore-

ma
l'

animano le loro congetture, non gi una cognizione circo,

di scapito alla piet

Ed
gli
,

in

non

cos

stanziata

esatta

profonda
di

del-

praticavano
stri

antichi cristiani noessi al

origine

e
sia

progresso
Alla

ciascun

padri

anzi
alzarsi

procuravano
cielo,

l'ito,

che

fondato su de'propri
testa

sempre

di

diven-

monumenti.
critici

de' pretesi

e letterati liturgici sia Clau-

tando ogni cosa, per cosi dire, mistica nelle loro mani, ancorch forse dalla se

dio du Vert, primo tesoriere della


chiesa di
dell'ordine

Clugny

poi

visitatore

avuta

cluniacense
il

nella

pro-

nienza.

prim^ origine non avesuna ragione di conveE questo s che stato

vincia di Francia,

quale ha lavosulle spieriti,

ralo

una compila opera


letterali

gazioni
in

de'sacri
,

divisa

che incominci a stamparsi nel 1707. Col Le Brun


quattro tomi
i\

sempre, ed lo spirito della Chiesa, siccome ha dimostrato l'erudito e zelante vescovo di Soissous Giuseppe Langlet nellq sua opera intitolala:

Lo

spirilo

(iella

Chiesa
al
si-

lodalo lituigico d pn'idea della


e

nella celebrazione de' sacri misteri,


ch'egli scrisse in

medesima, del suo sistema


ti,
si

difet-

opposizione

come
poggia

del falso supposlu


;

su cui
il

declamando contro
sistema
di

ge-

stema di Vert. Ond' che questa Chiesa nostra madre Jia bramato

uio di quei moderni


seguaci
del
il

letterati,

di

du

che Vert
il

sempre
li

brama che

suoi figliuoi

attendano a
nei

penetrare

misteri
leg-

hanno

genio

abolire

tulio

rappresentati dalle

cerimonie,
la

snnbolico

e misterioso delle

sacre

gendosi
tichi

sacramentari
orazione,

pi an-

cerimonie, togliendone cos\ l'augusto ed il subUme, faticando a proprio danno, ed operando contro
lo

(|uesta

quale
che

si

recita

ogni anno nella benedizione

delle

palme. Fate, Signore,

spirilo

ed mlenzioni della
i

cuori de' vostri Jedeli intendano con

Chiesa.

proposil(> grid contro

falli

frutto ci che questa cerimonia disegna col fallo. E su questo ri-

LIT
(lesso dai concilii

LIT
ai

4i

viene ordiuato
al

pe

in

Napoli

nel

1842

l'erudita

parrochi

d'
vi

insegnare

di

popolo
nelle

e critica

Dissertazione sull'origine,
li-

quanto
ta
il

misterioso

progresso e vicende della sacra


turgia, della quale nel
p.

cerimonie. Anzi sotto questa

vedu-

volume

XX,

sacrosanto concilio di Trento


i

270

degli
si

Annali

delle scienze

ha difeso contro
tolica,

protestanti l'ap-

religiose,

legge un importante e-

parato cerimoniale della Chiesa cat-

stratto

insegnando
le

adoprarsi

dalla
so-

nucci,

di monsignor Pio Martiuno de'maestri delle cerimo-

Chiesa

sacre cerimonie,

come
i

lumi, no le mistiche benedizioni, gr incensi, le vesti, per apostolica tradizione, ad affetto d' imprimere la maest nella mente de' fedeli del tremendo sacrifizio della messa, e per elevarli per mezzo di questi
segni di
religione e
di

pontificig. Dopo aver egli dimostrato quanto dev'essere a cuore la cognizione de' liti sacri, al

nie

pari di

qualunque
a

altra scienza ec-

clesiastica,

chi

si

dedica al mini-

stero della

Chiesa, osserva

che
vi

ii

suo

bello

ed

utile

studio
a chi

riesce
si

piet,

alla

talora

alquanto

diflicile

contemplazione delle altissime cose

applica,
ria

per mancanza di una sto-

che sono
ste.

in

quel
Colla

sagri fzio
Cfip.

nasco-

Sessione 22, sacro

celo missae.
del cilmeiite

V, de sacriquale dottrina

da
to

la

compiuta per tutto che riguarliturgia, dalla quale come da


bramasse
possono
guisa
trattare

scorta sicura potesse essere condotchi

concilio di

Tiento
il

dilli-

o cono-

pu accordarsi
Vert,

divisalo

scere le questioni,

sistema di

come

rillette

Be-

punto
in
tal

che sopra ogni agitarsi, ed avere


tutto

nedetto
a

Delle feste (ii Ges Cristo al mercolech santo. Quindi


senso del eh. Ferrigni,
ciilici
i

XlVj

liunito

quello

pretesi
tal

odierni letterati o

tli

ge-

nere, sono pi peiniciosi


dei cos detti antichi

tuncsll

che sparso in opere vaste ed erudite, conviene qua e l cercare. Dice poi che a riparare tale mancanza il lodato canonico teologo
della
li,

mistici,

poich
spirito

metropolitana chiesa di Napostudi, e regio

pon
e
le

solo operano contro lo

professore di sacra scrittura nella

intenzioni della Chiesa, ed avi

regia universit degli


revisore de'libri,
il

viliscono

sacri
il

riti

con

toglierne

ci

ha

presentato
,

l'augusto ed
salva la
zione,

subliinej

ma

anche,
intenrifor-

loro per altro retta


ai

metodo che potrebbe tenersi nel tessere una storia completa


della
citata
ti
i

danno ansa
di

pretesi
le

liturgia. Egli rileva

che dalla dimostradalla

mati

considerare

cerimonie
pratiche
a

dissertazione sono

della Chiesa cattolica


superstiziose.

come
tra
1

vantaggi
riti

che

sieguono
cio

Pertanto

prendere
mistici
i

pratica de'

santi,

quanto
il

una
e
1

via

di

mezzo
ed
di
fa

possa sull'animo dell'uomo


dagli

culto

letterati,

evitale

difflti
le

esterno, poich mosso mirabilmente

d'entrambi,
quattro
le

d'uopo osservare
sopra
di

oggetti

sensibili

ed

este-

legole

proposte,

riori,

per via di questi viene rapi-

quali

potranno servire
i

norma
lilur-

to
bili

al

comprendimento
e

degl'invisi-

nell'iuvestigare

sensi

della

sojMannaturali.

Secondo
la

il

contenuto della dissertazione

stabili-

Da ultimo

il

canonico

Andiea
stam

sce

poi

Ire

eptjche
di

per

storia,

Feuigni Pisone pubblic

colle

cui

appella

coniincianitnlo,

di

4^
ia

LIT
perfezione
i
;

LIT
alrebljfi

/Kcrrscmenfo, e di

alla Ciiesa,
ilella

mcnti'e nella e-

prima
di

prefigge

termini

dal

sposizione

storia liturgica, ol-

nascere della

()l>iesa
il

sino all'ifiipe-

tre l'illnstrazione di moltissimi


ti

pun-

10
del

Costantino
fpiesti

Grande;
la

la

se-

controversi,

si

chiarirebbero net
liti,

conda da

alla

celebrazione
terza

vero senso molti


te

die
si

alle vol-

concilio

di

Trento;

anche

tra

buoni

cattolici,

da tale epoca ai giorni nostri. Analogamente a ciascuna epoca sono


divise ie malciie, a seconda ezian-

contraria

prcvcnzioiie,

per slimano
a

falsamente poco
e forse uncln;

onoiHivoli

Dio,
edifi-

nocevoli

alla

dio de'tirnipi

delle

circoslanze

cazione
Gesi
stia

de'li'deli.

dovendosi
ti
i

n!lla

prima trattare
\

plin-

(jnsto istituendo YEiicnrisi

critici, le

questioni sulla

liturgia,
Ielle

(^f '(i)

s<Mv"i

di

pregliiere,

punti

coiiti^)versi,

merito

di

benedizioni, di azioni di grazie;


la

liturgie

divulgale col

nome

degli

ma

Scrittura
tali
i

non

ci

dice quali
tali

o de' loro discepoli ; nella seconda le usanze sulla costruzione de saeri edilzi, vesti, ari-edi ed altro elativo al cullo divino, con
apostoli
le leggi

fossero

preghiere
apostoli
i

ceri-

monie,
ge che
in
re,

parimenti non

vi

si

scor-

gli

abbiano messo
preghiele

iscrillo

termini delle
tutte

dai Papi, dai concilii, dalle

diocesi,

e dalle
le

citt

emanale,
i

ri-

cenmonie che dovevano accompagnare il san regolate


grifcio in
i

guardanti
losi

cerimonie,

riti,

l'an-

lutti
essi

tempi e

in

tulli

ministrazione de'saciamenti, pai lan-

luoghi

limitaronsi

ad

inse-

de principali
nella

scrittori

liturgici

e del merito
o[eic
ria
;

intrinseco

delle

loro

paile terza della stodimostrarsi

liturgica, dovrebl>e

gnale a viva voce, e non si saprebbe citare alcuna testimonianza di un autore conosciuto nei primi quattro secoli, che abbia parlalo di una
liturgia
scritta
la

lorigine delle rubriche e de'codici


liturgici,
I

ed usata

in

(pialche

energica riforma operata


il

chiesa,
di

quale esponesse l'ordine


dovevasi
il

nel

depurare

culto esterno

dal

tuttoci che

fare, e

le

superstizioso to nei secoli


le

e ridicolo
barbari,

introdot-

preghiere

che
la

sacerdote

doveva
del-

e dichiarare

recitare per
l'Eucaristia.

consacrazione
liturgie
s.

vie tenute dalla Chiesa


la

romana
ri-

Le
di

che

por-

per mantenere
ti,

purit de'suoi

tano
stolo,

il

nome
s.

Giacomo apo-

ilandosi

contezza

degli scrittori

di

Marco

evangelista, o in

liturgici,

essendo questa terza epoca


classici

l'epoca
re.

dei

in

questo gene

to,

Si (l termine a questo suncon tributale congratulazioni e

degli apostoli, non sono adunque, al dire de'critici, propriamente scritte da essi j ma tutto al pi, secondo medesimi, sono la so-

generale

lodi

all'autore
le

della

dissertazione,
intei'essa-

stanza

(Ielle

preghiere

delle ce-

per

sue vaste idee ed

rimonie
frire
essi
il

ch'essi

praticavano nell'of-

uiento preso a vantaggio di quella


scienza,

saciilicio, le quali

furono da

do
col

di

da cui onorare
le
,

far voti al

adempiano
11

apprende il moil Signore; non che cielo che presto si di lui mire sulle
si

insegnale soltanto a viva voce,

acce sej^nate

col

sorgere

chi

si

che vennero in seguito poste in iscrilto, ed alle quali poi furono fatte molle aggiunte., La testimonianza appoggiata ad im fiammenlu di Pi

accinga all'impiesa the iildc liuici

odo

in

favore delle liUu-

LIT
^ie fli 5. numerile \, e di s. Giacomo, non di nlnin peso, percli non di quell'aiitoie, dappoicli
egli

LIT
non
fosse loro

43
il

giornaliero; erano per persuasi che

permesso di farvi
P'.

menomo cambiamento.
pisciPLiNA, e
i

Arcano

era

vescovo di
^

Cnstantinopcjli
suindi-

gli

articoli
ci

relativi,

nel

4^4^
il

"^'
s.

^'"Tii'ncnto

padri della Chiosa

fanno ostradizio-

cato

Giovanni di Costantinopoli chiamato Crisostomo, nome che non fu dato che nel
celebre

servare questa
nale.

istruzione

La

loro fedelt nel conserva-

re questo deposito attestata dalla

VII

secolo.

Il

p.

Le Binn prov,

conlormit che
sostaii/a

si

trov quanto alla

che nessuna liturgia stala sciitta prima del V secolo, eccello quella che trovasi nelle cosliluzioiii apostoliche colla data almeno dell'anno 3qo. Per il sacerdote roma-

tra le liturgie delle diverse

chiese del

mondo

poste in iscritto.
lo stile

quando furono Sovente diverso


,

delle

preghiere,

il

senso in

ogni luogo lo stesso,


vaiiel
nell'ordine
si

v'

poca

no Mondelli
tazione,
il

pubblic
al

una

dissertolse

delle cerimonie.
le

che

p.

Le Brun
della

In tutte
la

trovano

stesse parti;

pacifico

possesso

sua opi-

lettura

delle scrittine dell'antico


1'

nione.
sce a
il

s.

La liturgia che si attribuiClemente I, ignorandosene


solo merita

nuovo Testamento,

istruzione

da

cui era seguila, l'oblazione de' sacri

vero,

pregio per

la
s.

doni falla dal saceidote,


zione od esoilazione,
il

la

prelala Li

antichit; di quella che dicesi di

Sa netti a ^
morti,

Dionisio

si

dubita

della genuinit,

preghiera pei
(iesi Cristo,

vivi

pei

ma

quello che
solo
circa
i

contiene di liturgidi
la

consecrazione fatta colle


consecrati,

parole di

co pu

servire
riti

un docu-

l'invocazione sui doni


la

mento
Bergier

blica de' primi

secoli.

fede pubParlando il

Tadorazione e
il

frazio-

ne dell'Ostia,
ne,

bacio

della

pace,

dell'antichit

ed autorit

l'orazione domenicale, la
il

comunioTale a
del-

delle liturgie, aweile Ani non si deve conchiudere come fecero taluni ed protestanti, che le liturgie le quali portano nomi <li s. Pietro, di s. Giacomo, di s. Marsieno opere apocrife e senco, ec
i
i

rendimento
il

di

grazie, la be-

nedizione del

sacerdote.

un dipresso
le

metodo uniforme

liturgie,

tanto in oriente, che in

occidente.
sta

Potrebbe trovarvisi que.se

rassomiglianza,

ciascuno

di

za autorit.
scritta

Le

stesse

ragioni,

le

quelli

che
il

le

hanno

raccolte

avesse

quali provano
la

che

liturgia,

non subilo fu provano [(aliin

seguito

disporle?

suo genio nel modo di f^. Mfssv, Canone della


gli

menti
chiesa

clip

lon diligenza stata conciascuna


dai
fl-delmente
ipieili

Messa, e
dei

analoghi articoli. Piacdissero


, i

servala \Htf tradizione


;

coglicndo ci che

padri

trasmessa

primi quattro secoli


al

si

vede
era-

vescovi a
.sacerdozio.

che iiuialzavtino ai Questo era nn mistero


che pagani,
si

che

loro
(piali

tempo

le

liturgie

od un

.secreto

voleva

na-

scondere ai ma i pastori scambievolmente se ne confidavano


a

furono scritte nel secolo. iMoile sette separandosi Malia Chiesa cattolica, conservarono la li-

no

gi

turgia

come

era avanti

il

loro

sci-

memoria
;

le

inonie

ci

preghiere e le era tanto pi


pratiche
di

cei

tacile

sma, u ardirono di mettervi ma no; tanto erano persuasi che questa

pei che ciano

un uso

alterazione fosse una

temerit.

4',
IS'ei

LIT
piinii secoli
;

LIT
paesi cattolici,
si

nessuno ehhe quesi

celebri
in

la

liturgia

sto ardire
/L'

JXeslorio

rinfacciata, conifi

primo cui ha da Leonil

In

salmodia. Quasi

tutta

la

Chiesa latina da moltissimi


e nella
si

secoli,

zio bisanlino ron/r. Nfit. et /ifych.


J.

romana

fino dai
la

principii,

3;

flelle

Sn7a did>l)io questa una ragioni che fecero conoscere


scrivere le
liturgie.

usa generalmente
;

lingua
de' greci

la-

tina

la

greca presso

in

[a

necessit di

Da

quel

momento non
senza
,

fu pi posi

sibile

alterarle

die

fedeli

reclamassero
scritte
in

poich allora erano


volgare.

lingua

Qui

no-

molle chiese d'oriente, in altre l'araba e dove qualche altro idioadopera, d sempre pei ma pubbliiui approvazione e per consenso ilella prima Chiesa del cri;
.si

teremo, die

agli nrlicoii La/io, par-

stianesimo. Cos'i per quanto

u-

Jundo della lingua


dalla

Ialina, e

Lingua,

Iraltanutio dell'uso costante tenuto

Chiesa occidentale
divini uffizi
in

di celebra-

re
di

lingua

latina

che

non

si

lice

mai cambia;

mento
in
|ii

nella sacra

liturgia

che

manameiite permesso, si provvede che la variet de' riti dentro una sola medesima Chiesa cattolica non moltiplichi soverchiamente, e che si libri del culto pubblico non espongano a evidentissimo rischio
i

.si

questa non conviene

adoperare

di

ricevere alterazioni
si

essenziali

lingua volgare anche presso al-

peiicolo.se, se

rimettesse

ogni
vol-

tre

nazioni. Nel Supplemento al Giornale ecclesiastno di Roma del 1791, a p. 68, prendendosi ad esar opuscolo di

chiesa particolare l'arbitrio di


tarli

e adopeiarli

linguaggio.
cosa
to pubblico
in
sa

suo proprio buon conto e per


nel
, ;

me

Pehem
di

professointi-

certa questa la legge

il

cul-

re dell' luiversit
tolato
:

Vienna, Dell'uso della lingua


divini
uffici

vol,

gare
presso
vini

ne' pubblici

si

ha a celebrare ogni lingua volgare, che la Chienon abbia approvato per questo
si
:

non

qualifica
i

per argomento

di

moda
ne' di-

cifetto

COSI

ordina e prescrive
;

la

novatori, cio che


si

veglianle ecclesiastica disciplina


>i

n
1

uffici

debba
la

in ciascun

luo-

debbono attendere Pehem

ed

go adoperare
citasi

lingua

volgare,
del
p.

e
d.

l'erudito discorso
Isotta,

che sostengono tutto al contrario, che si debba anzi celenovatori

Giuseppe Maria

Della mes-

brare
volgare

divini

ulhci

nella

lingua

sa in lingua volgare, ec. Vercelli i"-88. Quindi si aggiunge, che la Chiesa con ripetute sue
leggi,

anper
tutte
sta-

che

in

concilii

ecmnenici, col vigocostante


di

che s'intende dal popolo, non curando il divieto della Chieil decietato dal sa, e per ultimo concilio di Trento e da Alessan-

re dell^ sua

pratica

dro VII.

niobi secoli, col consenso


le

Bingham

volle

imporre, quando

chiese con la
il

romana,

ha

bilito

rilevante punto di disciplii

sostenne che nei primi secoli della Chiesa ciascun vescovo avea libert

libri destinati alla pubbina preghiera e alla liturgia non si adoperino nelle chiese in ogni locale ma che solamente in alcune lingue sotto rapprova7one della

na, che

di

comporre
,

la

liturgia

per
il

la

sua

chiesa

ed
gli

ordinarvi

culto

divino

come
li

sembrava
che
per

bene.
basta-

Dice
quesiii

Piergier

provare
diveisit

prelesa riforma,

non

pubblica

autoiilj

.secondo

vari

va cit<ue qualche piccola

LIT
tra
le

L
egli

1"
1

-1

liturgie,

poich

stesso

dubbio,
di

si

sono
in

potuti

aggiungere

confessa, che di
vi
si

tempo

in

tempo
se ciadi po-

tempo

leinpo a queste litur-

fecero alcune aggiunte; sai eb-

gie alcuni

teruuui deslmati a prola

be stata maggiore la variet scun vescovo avesse creduto


terla ordinare a

fessare

chiaramente

Me
,

della

suo genio.

La Chiela
li-

Chiesa contro gli eretici come la parola consostanziale dopo il concilio

sa

lasci

talvolta a' vescovi

jN'iceno,

il

titolo

di

Madre

opportunamente, salda restando la forma essenziale del sacrifizio. Credesi forse che
bert di
variare
i

di Dio dato alla

fedeli

avvezzati a sentire

la

slessa di

liturgia

durante

il

governo

un

Vergine, dopo il concilio d'Efeso. Ci prova che la liturgia stata sempre una professione di fede; per >\ sa in quale occasione e per qua! motivo
sieno state fatte

Beata

santo vescovo, avrebbero facilmente


tolleralo

queste

addizioni,
le

che il di lui successore la cambiasse? Sovente sono pronti nel


loro zelo
a
sollevarsi

si

trovano in tutte
in
le

liturgie

quando
eccezione
nie che
dai

tutte

si

trovano
le

senza

per
i

molivi
prole-

preghiere e
i

cerimorigettali

meno

importanti.

Dunque

esprimono
si

dommi

stanti ragionarono assai male, quando dissero che le liturgie note sotto nomi dei ss. Marco e Giacomo o
i

protestanti.

Non

deve

ragionare

suH' au-

tenticit di

questi

monumeuti, co-

altro apostolo, sono


ste,

opere suppoche furono scritte molli secoli dopo la morte di quelli di cui portavano i nomi. Che importa la data del
in

tempo
se

in cui

furono
gli

poste

sopra r opeia particolare d'un padre della Chiesa; nessuno scritto di questa ultima specie stato imparato a memoria e recitato quotidianamente in alcune chicle come
le

me

iscritto,

dopo
tulle

apstoli fu-

liturgie.

L'autorit

di

queste
;

rono

confermale,

e
le

giornaluieiite

provata dalla loro uniformit


fu necessario cercarle
dispersi,
negli

tioa

praticale

da

chiese?

Fu
si

sentii

una cosa naturale, chiamale


gi di
lui
s.

Lilurcui

ma

negli archivi delle chie:

Pietro quella

di

se che le .seguirono

alcuni eruditi

serviva la chiesa di

Antiochia
s.

da

non avendo
protestanti.

fatta

questa riflessione,
i

fondata

Liturgia di
seguita

Marco
chiesa

caddero nello stesso abbaglio che

quella ch'era
di

nella

altres

diversissimo

il

Alessandria, che a lui deve l'o;

grado
(piello

di autorit delle liturgie,

rigine

Liturgia

di

s.

Giacomo
il

d'ogni altro scritto.

da Qualun-

quella di Gei'usalemme, di cui fu

primo vescovo
li,

Liturgia di
di

s.

Gio.

Crisostomo quella
di

Costantinopozelanti

siasi il nome che porUuio, sono meno l'opera del tale autore, che il monumento della credenza e del-

que

cui

fu

uno

de' pii

vescovi e de' priucipalF ornamenti,

e cosi delle altre.

Non

si

preten-

la pratica di una Chiesa intera portano l'autorit non solo di un santo personaggio qualunque siasi,

deva perci che questi diversi personaggi


le

ma
deli, vila.

la

sanzione pubblica di una so-

avessero scritte,

ma

che

ciet

numerosa
Cos
le

di

pastori

e di

fe-

da
si

essi

venissero

per tradizione
in
tal

che costantemente se n' serliturgie gieclie


s.

laonde pare che

questione

di

s.

debba prestar fede alla tradizione di una Chiesa intiera. iSoa v'

Ijasilio

e di

Giovanni
lutto

Crisostoli

mo, non solo hanno

pe.?o

46
the
Ioli,
iiierilaiio
tM
il

LIT
(juesli
ti

LIT
u santi
delle
tlot-

pregare, conosciamo ci

che

dob-

.suHiaf^io

chiese

biauKj credere". In
sto

tal

guisa quel'autenticit
essa

greche che le seguirono e che ancoia se ne servono. Le cliiese non non vi si sarehhero inai umle, se
avessero riconosciuto espiessa fedel-

l'ontelice atlesl.iva
delle:

ed autorit

litiugie;
pii

non

diminuita da
alla

di

mille quat-

trocento anni, e sar la slessa sino


(ine de' secoli. Oltre

mente
lita

la

loro

credenza.
la

l*er

una
in.se-

quanto

si

ragione contraria,
nelle

liturgia

dice ad ogni articolo sulle


liturgie,

diverse

costituzioni

apostoliche

accenneremo alcune
coli'

cose

non (juasi di alcuna autorit, sebbene sia slata la prima, percli non
si

intorno alle liturgie


dell'occidente,

dell'oriente e
autorit
princi-

conosce alcuna chiesa che se ne


servita.

[lalmente del
gier e di

p.

Le

l>run, di jier;

sia

Nessuna chiesa
litingia, e

stata

altri

autori

pel resto
in

ci-

mai senza

nessuna stata

teremo
se

gli

analoghi articoli
di

cui

tanto stolta per esprimere colle sue


parole ed azioni una dottrina

ne discolie

proposilo,
gli allri
si

trala-

che

sciando di ricordare
i

non credeva o che riguardava come un errore. Se trovasi qualche


ambiguit nel linguaggio delle preghiere, ne viene spiegato il senso colle ceiiraonie ; e (piesli due segni uniti hanno una foiza tutto diversa dalle semplici parole,
i
il

hanno relazione, quali no facilmente conoscere.


turgie
dell'

che vi poti anli-

JNelle

oriente

parleremo in
armeni,
liturgie

particolare di quelle de' copti, etiopi,

abissini,

siri,

maroniti,
INelle

greci

nestoriani.

perch

dell'occidente diremo di quelle dei

protestanti candjiando
costretti
le

furono monie,
le

i domati , sopprimere le ceriquali ciano una sensibi-

romani, ambrosiani,
li
,

galli,

spagnuo-

e della liturgia mozzarabica, e

de' protestanti.

condanna

alle

loro false
si

dottri-

ne. Sino dai primi secoli

oppo-

Liturgie della chiese orienlali

sero agli eretici questi

monumenti
Delle
etiopiche.
lilitrgie

della fede della Chiesa, ch'essi ripu-

copte, abissine

ed

gnarono

sia col far

sopprimere
la

sa-

Si

sa

da una

costante
di

cri cantici, sia col

candjiare
fine

dosso-

tradizione, che la chiesa

Ales-

logia che cantasi alla

de' salnel
il

sandria, capitale dell'Egitto, fu fons. Marco evangelista n pu dubitare che questo santo non abbia stabilito una frma di liturgia. Ella vi si conserv, come

mi.
cato

Il

dottore
originale
la

s.

Agostino

V
pec-

data da
si

secolo provava ai pelagiani


cogli

esorcismi del

battesimo,

necessit della grazia


colle

e la predestinazione
re della Chiesa.
stino
1

preghies.

altrove, per tradizione sino al


colo, e

se-

Il

Papa

Celeai ve-

secondo

la

comune

opinio-

propose questa regola

ne fu

s.

Cirillo di

Alessandria che

scovi delle Gallie,


se.

quando

loro scris-

allora compil e scrisse la liturgia

Eadiamo al senso delle preghiere sacerdotali, che ricevute per


tradizione dagli
apostoli in tutto
il

della sua chiesa. Egli la scrisse in

greco che parlavasi in quel tempo nell'Egitto, quindi questa liturgia


fu

mondo, sono
in

di

un uso uniforme
con cui dobbiamo

chiamata indilfereiitemente
s.

liturs.

tutta la Chiesa cattolica; e dalla


istessa

gia di
rillo.

Marco

e liturgia di

Ci-

mauiera

Siccome buona parte del p-

LIT
polo
di

LIT
intendeva
il

47
traila.

Egitto

non

confiontolla col lesto greco, da cui


originari

greco, e jjarlava soltanlo la lingua copta, sembr che nel qitinto secolo
fosse
1'

unente
usata
nel

INon

si

pu dubitare che
liturgia

<|uesla

non

sia la

gi staliililo in questo

regno

nella

chiesa di

Aleslo

uso di celebrate 1' ufilzio divino cosi in copto come in greco, e che
la

sandria

secolo,

avanti
i

scisma
lici

tli

Dioscoro, poich

catto-

liturgia greca di
scritta in

s.

Cirillo

fosse

avevano conlinualo a serviise-

ancora

copto pei naturali


di
lui

del paese.

Quando Dioscoro

ne anche dopo questa epoca, ed eziandio il p. Le Erun 1' ha riportata.

successore, partigiano dell'erebiarca

Non

vi si

tiova alcun errore,


conforinit
tutti
i

Eutiche, fu condannato nel concilio di Calcedonia l'iiiuio ^5i, si separ


dalla Chiesa cattolica, e trascin nello scisma
gli ci

ma
ti

una perfetta
i

colla

credenza cattolica sopra


contrastati tia

pun-

protestanti e noi.

suo

la

maggior parte deQuesti scismatiin

Con quale
sta

diritto dirassi
di
s.

egiziani

nativi.

liturgia

Marco

seguirono a celebrare

copto,

apocrifa

supposta

che <pieun'opera che non ha

li-

nel

tempo che
alla

greci

di

Egitto,

autorit alcuna? Nelle altre <\hk

attaccati

concilio di

ed al Calcedonia, conservarofede
cattolica
1'

turgie de' copti, null'altro si trov di cambiato o di aggiiuilo che la

no

dalla

loro parte

uso del gre-

co nel servigio divino.

Questa diversit dur sino verso l'anno 66o, maomettani si retempo in cui
i

professione dell' eutichianismo. Dopo che l'arabo divenne la lingua

volgare dell'Egitto

copti

prose-

sero padroni dell' Egitto.


greci di Egitto,
fedeli

Allora

imperatori di Costantinopoli, furono opcopti scismatici, che avepressi;


agli
i

guirono a celebrare in copto, sebbene non intendano pi questa lingua. Siccome gli abissini o cristiani di

Etiopia furono convertiti alla


patriarchi
di

fede cristiana dai

A-

vano

favorito la conijuista de'


essi

mao-

lessandria, e restarono sotto la loro

mettani, ottennero da
zio libero della

l'eserci-

giurisdizione

aderirono
vi

loro
al
:

religione, e lo

loro scisma e
tre le
tre

perseverano.

anche al Ol-

conservarono sino

presente. Essi

liturgie di cui

abbiamo

hanno

tre liturgie
di
s.

una che chiae


la

parlato,

mano
cui

Cirillo,
la

quale
quella

in di

sostanza

slessa

che
;

abbiamo parlato
s.

la

seconda
terza
di
s.

quella di

Basilio

la

ancora altre nove; lo che seud>ra provare che in Egitto un tempo l'ossero in numero di dodici, che poi accenneremo; ma la sostanza ed il piano
ve ne

sono

Gregorio Nazianzeno soprannomi nato il Teologo. I copti eulichiani

sono

gli

stessi

tutte

furono
vede

tra-

dotte in etiopico.

A
vi

liserva dell'eusi

o
vi

giacobiti

in

queste

due
della
di

ultime

tichiauismo che

profes-

hanno posto prima


la

comucon-

sato in molte, elleno

niente

con-

nione

confessione

fede

tengono
tolica.
altri,

di

conti ario alla fede cat-

forme
sero

al loro errore;

ma
s.

non miCirillo

mano

a quella di

Ludolfo, la Croze ed alcuni contro ogni verit, vollero perla

chiamata anco di s. Marco. Il dotto Eusebio Renaudot, Littcrgiarnni orientaliuni coUectio, Parisiis
la tradusse
1

suadere che
degli
abissini

credenza

cattolica

fosse

pi conforme a contrario

G,

quella de' protestanti che a (piella


della

non

solo dal copio,

ma

Chiesa romana

il

48
la

LIT
che
in

LIT
Egitto
;

evidentemente provato, ossia dalloro liturgia


col

questo

eretico
vi

vi

che l'enaiidijl die-

trov moltissimi partigiani, e

fu-

de

nome
,

di

Canon
da
p.

iiuii'ei

siim
clie

Attliiopuin

ossia

quella
e

porta
si

il

nome
nei
t.

di

Dioscoro,

che
p.

trova

IV,

164

del

rono tra essi ancora diversi scismi, non che molle dispute tra medesimi e cattolici. Questi furono appellati inelctiid dai loro avversa1 i

Le

Bruii. S. Atanasio inviando


in

Fruin

ri,

vale a dire realisti^


la
gli

perch sedell'

menzio
iscnllo,

Etiopia per stabilirvi la


gli

guivano
tole.

credenza
uni e
siriaco
la

imperaconserliturgia

relii.;ioiie,
il

diede

la

liturgia a

Ma
in

gli altri

che d

liiog(

pensare
delle
li-

viirono

stessa

che

vi

sieno tra

gli etio[)i

che aveano avuto prima.

Comunedi
s.
iti

turgie, che sono forse le

pi antiscrit-

mente era chiamata


Giaco/no, perch
siriache del
la

liturgia
si

che di tutte quelle che furono


te.

seguiva

Gli

etiopi

ammettono

le

dodici
tro-

Gerusalemme come
-se

in tutte le chie-

liturgie dei copti

giacobiti,

che

patriarcato d'Antiofu

vansi

comunemente
I.

coll'ordine se-

chia, e
tiirgia

perci

delta

anche
si

//-

guente.
lista.

di

s.

Giovanili
Nicea.

evangepadi
s.

(li

Gerusalemme. Non
(piando
si

pu
li-

2.

dei

trecento dieciotto
3.
di

dubitare dell'antichit di questa


turgia
,

dri

del concilio di
s.

confronti

colla
di
s.

Epifanio. 4- di

Giacomo

Sa-

quuita catechesi mistagogica


Cirillo gerosolimitano.

lug o Syrug. 5. di s. Giovanni Crisostomo. 6. di Nostro Signore Ges Cristo. 7. degli apostoli. 8. di s. Ciriaco, g. di s. Gregorio Nazian/eno.
io. II.

Nel

34? o

34H questo santo vescovo spiegava


neo battezzati la parte principale che comincia dall' oblazione, e ne segue esattamente l'andamento. Probabilmente nel V secolo fu prima
ai

del
di
s.

loro

patriarca
12. di

Dioscoro.
.s.

Basilio.
si

stamp in Roma in etiopico unitamente al nuovo Testamento la liturgia che


Cirillo.

Nel

i548

scritta
si

in

greco,

poicli

nel

siriaco

porta

il

nome

degli

apostoli

peralla

conservarono molli termini greci. Vi si aggiunse la parola consostanziale adottata dal concilio Niceoo,
e Maria vi
di

ch
le.

essa liturgia
il

comune,

viene chiamata

madre
il

quale va unito

canone universaliturgia
Si

Dio, come avea ordinato


d'Elso;
liturgia
sia

conci

E
sia

la

prima
'^'"'^

orientale

cilio

non ne segue da
stata

che

stata stampata.

pubblilatina

che questa
padri
del

igno-

c nel

i549

versione

rata avanti quest'aggiunta. Nel


i

692
la

della lingua stessa, e fu posta nella


biblioteca de' padri.
gia dai

concilio
il

in di

Trullo
s.

Dipoi

la litur-

citarono sotto

nome

Gia-

copta

ricevette

maggior luce
raccolti

monumenti
Giorgi

copti

dal

padre
blicati

agostiniano, e pub-

dal cardinal Stefano Borgia.

V. Egitto, Copti, Abissini a, Etiopia,

EuTICUIANI, GlACOlMTI. Della liturgia <e siri. Dopo


di

la

condanna
cilio

Eutiche, fatta nel consi

di

Calcedonia,

vide nella
stessa

como, per confutare l'errore degli armeni che non mettevano l'acqua nel calice. Nel IX .secolo Carlo il celebrare la Calvo volle veder messa secondo questa liturgia di s. Giacomo usata in Gerusalemme. Gli orientali non dubitarono mai che non venisse veramente da s. Giacomo; differisce da quella di s.
Cirillo in alcuni punti,

Siria a

un dipresso

la

cosa

come

nella

LIT
lavanda
di cui
s.

LIT
gomento
stanti,

49
i

delle

mani del sacerdote, Giacomo non fa menzio,

invincibile contro
vi
si

prote-

poich

trova la chiara

ne alcuna, e nel bacio della pace, e s. che s. Giacomo mette dopo Cirillo prima dell'oblazione dei do-

e precisa professione dei

dommi

che

hanno ardito
le

tacciare di novit, e

cerimonie che rimproverano alla


pratiche

Lodano la grande Giacomo nelle materie


ni.

abilit di

s.

Chiesa romana quali


perstiziose, la

sula

risguardanti

presenza reale

la religione,

s.

Clemente d'AlessanIn
seguito,

transustanziazione, la parola di sacrifizio,


la

dria

s.
i

Girolamo.

frazione dell' ostia

e le

quando
poli

patriarchi di Costantino-

incensazioni, la preghiera pei


ti,

mor-

ebbero tanto credito per far sopprimere in tutta la loro giurisdizione tutte le liturgie, eccettuate
s.

r invocazione de'

santi, ec.

Dun-

quelle di

Basilio e di

s.

Giovans

ni Crisostomo, tuttavia tollerarono

que la messa non un ritrovamento umano, e le sacre cerimonie non sono mimiche gesticolazioni come vanno brontolando gli eretici ma
,

che nelle chiese della Siria

usas-

sibbeneriti sacrosanti, praticati (ino


dai tempi apostolici
in

se di quella di s. Giacomo, almeno nel giorno della sua festa. Dunque ha tutta r autenticit, che delle chiese pu dare l'autorit ad un monumento. Invano Ri-

gran parte,
istituiti
I

ed
la

altri
s.

successivamente

daleuti-

Chiesa apostolica. chiani o giacobiti non


il

siri

v' inseriro-

no
gli

loro errore;

gli

ortodossi

\et ed

altri

protestanti

la

volle-

ro
ci,

attaccare

per

1'

addizione

men-

tovata,

e pel trisagio

che
alla
critici

cominfine del

un eguale rispetto per questo apostolico monumento. Anche la liturgia di s.


eretici

osservarono

dicono j soltanto
secolo.
il

Basilio stata tradotta

in

siriaco
si

Ma

questi

confuScrit-

per

le

chiese della

Siria, e

an-

sero

trisagio
la

tratto dalla

noverano

quasi
;

quaranta

liturgie

/gios o cominci a cantare in Costantinopoli l'anno 44^ con un'aggiunta che Pietro il Fullone, capo de' teopaschiti, fece a

tura sacra, e

formola

per loro uso


collette

variano per soltan-

Theos,

ec.

che

si

to nelle preghiere,
le

come

presso noi

e le altre orazioni della

messa, relativamente alle differenti


feste:
la

liturgia

di
l'

s.

Giacomo,
della
i

questa formola dopo

l'

anno ^63.
verso la
il

che contiene
messa,
la

lutto

ordine
fra

Questa addizione fu
fine del

fatta

pi

comune

siri,

secolo
della

ma

Sanctus

tratto

e serv\ di modello a tutte le altre,

trisagio

liturgia

come
fronto.

si

pu convincersene

col

con-

dall'Apocalisse.

per altro una cosa ridicola supporre che le chiese

Le
s.

altre principali

liturgie

dei siri cattolici e

giacobiti
s.

non abbiano dovuto aggiungere


le

al-

quelle di

Pietro, di

sono Giovanni
,

loro preghiere le formole neces-

evangelista, dei dodici


s.

apostoli,

di
s.

sarie per attestare la propria fede

Marco
1,

evangelista, del

Papa
s.

contro

gli

eretici

quando

questi
i

Sisto

eh' d'
s.

un vescovo
I,
s.

siriaco,

volevano farne per professare


errori; ovvero che queste
ni,

loro

del

Papa

Giulio

di

Dionigi
di

addizio-

vescovo d'Atene, di
s.

Ignazio,

sempre osservale, pregiudichino all'autenticit delle liturgie. Quella


s.

Eustazio, di
s.

s.

Giovanni Crisoa

stomo, di
di

Maruta metropolitano
che cou-

di

Giacomo somministra un
vot. xxxix.

ar-

Tagri ec, intorno

5o
viene rimnrcare
f'iii-ono

LIT
clic

LIT
queste liturgie
si

trova anche pi esattamente detdiaconale,


in

COSI

intitolate,
feste

o perch se
de' santi di

tagliato nel libro del miniitro detto

ne
cui

fece

uso nelle
il

che

fu

portano
stc-si

nomo, o perch

esse

Roma
I

caldaico ed in
quali

stampato a arabo nel

appartengono
i

alle chiese delle quali

IgC), e pili

correttamente nel 1736;


i

^anti
i

furono vescovi, o perallettarono


di

aninch coloro

devono

ri-

ch

giacobiti

far

conoscere col mezzo di nonJt tanto


trina degli antichi

seguono la dotpadri. Se avvi qualche supposizione nei nomi, non ne consegue perci che le liturgie
rispettabili, ch'essi

spondere alla messa, e che non san no il siriaco, possano intendere quello che si canta, e quello ch'essi ri-

spondono
p.

giacch

come

riferisce

il

Dandini,
I

haiio p.
sa dice

Viaggio del Dlonte Liid, colui che serve la mesdi cose

sieno supposte.

Basta
si

per

la

loro

un maggior numero
il

autenticit, ch'esse

trovino negli
i

del celebrante, e tutto

popolo ne

antichi

manoscritti ed in uso tra

dice pure
lui

giacobiti,

giacch

le

liturgie

deri-

una buona porzione, eoa cantando insieme nello stesso toGabriele Sionita, scrivendo da
nel

vano
presso
dai
gia di

la

loro autorit dalle

chiese

no.

le

quali sono in

uso, e

non

Parigi
gli

16G4 a Niusio per


il

far-

nomi
s.

ch'esse portano.

La

litur-

conoscere
fa

messale
del
i

maronita,

Parigi nel

Giacomo fu stampata in i56o in greco, e sepa-

non
do

menzione

messale stam-

pato a

Roma

nel

'394-

(non essen-

ratamente anche in latino. V. Gerusalemme e SiniA. Della lilnrgid de' rnaronili I maroniti che abitano il Monte Libano ed altrove, si servono di un inessale stampato in R.oma nel 1716 e 1762 con due edizioni, e di altri esemplari conformi ad esse fatti nel Libano. Le diverse liturgie che contengono sono, quelle di s. Pie.

stato accettato dalla nazione

mail

ronita), e gli dice soltanto, che

lo-

ro messale

intitolato

in

siriaco

// libro dell'oblazione ovvero d libro della consecrazione, e eh' egli ne possedeva un manoscritto conte-

nente sedici

liturgie,

intitolate co-

me
te

quelle de'greci:
le

Anaphora. Tutd' una,


si

liturgie,

riserva

trovano tradotte nella raccolta delle


/-'.

tro;

dei dodici

apostoli;
di

di

s.

Gio-

litiugie

giacobite

di

RenaudoL

vanni evangelista;
evangelista; di
to
il

san
Sisto

Marco
chiamaI Pa-

Maroniti.

s.

Matteo
s.

Pastore;
s.

di

pa; di
g.

Giovanni

Crisostomo; di

Dionigi,
s.

uno
di
s.

de' primi discepoli


Cirillo d'Alessan-

Della liturgia degli armeni. S. Gregorio Illuminatore che dopo la predicazione di s. Bartolomeo apoalla fede l'Armenia stolo convert
Cappadocia, e
agli

di

Paolo;
s.

dria; di

Euslazio patriarca antio-

maggiore, fu istruito a Cesarea di diede senza dubbio

s,

di S.Giovanni INLarone detto Maruta; di una liturgia ricavata da quella della Chiesa romana, ed aggiungasi quella dei presantifi-

cheno;

armeni

la

liturgia
gli

di

quella
in par-

chiesa. Nel
te

525

armeni
nell'

fiu'ono

trascinati

errore di

cati.

La prima
quella
di

di
s.

queste liturgie,
Pietro,
il

Eutiche, da Jacopo Baradeo o Zanzalo, donde venne il nome di giacobiti, e


si

cio

contiene

separarono dalla Chiesa


si

'ordo inisxae dopo


la

principio del-

caltolic?; molti per tra essi

riu-

liturgia.

Questo ordine generale

nirono afia medesima in diversi teca-

LIT
pi.

LIT
tulli
(juie,
*<
i

5r

Siccome s. Gregorio Illuminaloje ch'era stato istruito in Cesaiea nelhi Cappadocia, e s. Basilio vescovo
questa citt
presero
;

tempi e per fino nelle esegiacch


essi

non hanno mes-

eselusiva pei

morti.

Tra

gli sci-

di

cura

delle

smatici
quali
si

chiese

d'Armenia
s.

si

pensa che da
litiu'i

poche sono le chiese nelle celebri giornalmente pi


i

principio avessero ricevuto la


gia greca di
Basilio,

d'una messa, ed
ne'qiiali

giorni

ordinari
i

come
i

mola

non
,

si

celebra sono
il

giorni
fu con-

naci
lui

armeni
regola.
si
I

si

posero sotto

di

di

digiuno

ed

sabbato
principio

greci

ed

latini

che
lim-

siilerato

fino

dal

della

hanno
proveri
rie

di

sovente

fatti

dei

Chiesa in tutto l'oriente,


specie
to
re.
la

come una
destinacreato-

agli

loro

pratiche,

armeni intorno a vanon hanno pepotuto


rimproveraril

di

giorno
poi

festivo

ad
I

adorare
cattolici

Dio come
delle

r
li

giammai
di

hanno adottata
messe
basse

aver fatto dopo

loio scisma
liturgia,
Fiil-

celebrazione
e
la

alcun
lone
l)ene

cambiamento
avea
fatto
al

nella

dei latini,

celebrano ogni gior-

tranne l'aggiunta

che Pietro
trisagio,

scbe

non manchino
gi

scrittori

rataa-

no. La liturgia armena esprime in una maniera evidentissima il sacrifizio di Ges Cristo sull'altare; essa contiene eccellenti

gioni, che facciano ritenere


le

che
e di
il

orazioni, e gli

aggiunta
il

esistesse,

verne
so.

Fullone degenerato

sen-

armeni la celebrano con un fervore ed una piet esemplare. Evvi pure l'invocazione dei santi,
morti, ec.
Il

La vera lituigia armena fu stampata nel 1677 la prima volta nella tipogralia di propaganda /z^/e in Roma, la seconda volta a Venezia nel
1686, quindi
naci
in

le

preghiere pei
adegli

Reuaudot non pot

vere la liturgia originale

ar-

meni
in

scismatici, riusc al p.

Le Brun

italiano
di
s.

dai

modi
libri
gli

vece di procurarsene tuia tradu-

mechitaristi

Lazzaro
dei
rari,

zione latina autentica, che pubblic


nel
t.

Venezia.
di

Gli

esemplari
in

V,

p.

Sa

e seg.
A^.

con alcune
CosTANTI^fo-

chiesa essendo divenuti

copiose osservazioni.
POLi,

armeni ch'ebbero
tenere

privilegio

di

ExMiAzi.Vj

Patriarcato

ar-

stamperia

Costantinopoli,

fecero stampare nel

1702

il

libro

delle pubbliche preghiere


te al libro

unitamen-

che

il

del diacono, ossia di ci coro deve cantare alla mes-

meno. Dtlle liturgie greche. Le due prinlitui'gie di cui si servono i cipali greci soggetti al patriarcato di Costantinopoli, sono quelle di
lio e di
s. s.

Basi-

sa, e vi

ristamparono
Il

la liturgia nel

1706.

p.

Babilonia,

Pidou teatino, vescovo di morto ad Hispahan nel


dotto e versatissimo nelletterale,

1717;
la

uomo

lingua

armena

pubblic

Giovanni Crisostomo. Noa che s. Basilio non sia vesi dubita ramente autore o compilatore della prima; non contiene l'ordine n le rubriche, perch queste si pren-

un'eccellente traduzione latina della

dono
sa

dalla

liturgia

comune;

le

pre-

liturgia

armena,
fra
i

che
e

il

p.
le

Le

ghiere ne sono pi lunghe, ed esfu adottata

Quien trov
lasci

libri

carte

dalla chiesa

di

Co-

che Piques dottore della

morendo

ai

Sorbona domenicani di

stantinopoli per essere delta ne'giorni

dell'anno che

sono
cio
la

marcati ia
vigilia

Parigi. Gli
la liturgia

armeni hanno una sodella quale fanno uso in

questa liturgia,
Py'alale,

di

quella dell'Epifania, le do-

52
raeniche
della

LIT
zioni.
I

LIT
patriarchi di Costantinopoli

quaresima, tranne quella delle palme, la santa e grande feria vale a dire il gioved santo,
s.
il

riuscirono a farla adottare anche nei


patriarcati melchiti d'Antiochia,

Gedai

sabbato santo

e la festa di

rasalemme,
cristiani
si

Alessandria,

cio

Basilio.
s.

La seconda

fu attribuita

melchiti che nel secolo

Giovanni Crisoiitomo solo trecento anni dopo la sua morte, e fu soltanto il concilio in Trullo che pose il suo nome in testa della
liturgia
di

preservarono dall'errore degli eu-

tichiani

paesi

Sebbene non s'intenda


.

in
pii

tutti
il

questi

greco, nulla

ladimeno
greca;

vi

si

segue

liturgia

Costantinopoli
vuoisi

in

con-

ma
di

a cagione del piccolo nu-

seguenza

che

s.

Giovanni

meio
la,

quelli

che possono leggercelebrare la


li-

Crisostomo non abbia mai composto alcuna liturgia. Sembra che questa sia 1' antica liturgia della
chiesa
di

bisogna
Spirit.

spesso

turgia in lingua

araba. S. Basilio,
e.

De

Sanct.

27, trae dalla


della tra-

Costantinopoli,
secolo fu

che

si-

liturgia della

messa un argomento
dell' autorit
egli,

no

al

VI

turgia degli

depostoli.

chiamata liQuesta sertuttut-

forte a

pr

dizione;

perocch, die'

tutto

il

ve tutto l'anno, e to r ordine della


te le rubriche;

contiene

messa

complesso delle forraole della consecrazione del pane e del vino noi
noi sappiamo che

altra, le cui preghie-

per questa via;

re sono pili lunghe, ha luogo solo


in certi

giorni determinati.

Ve
si

n'
con-

una

terza che

chiamasi messa dei

presanlijcati, perch

non

vi

sacra e
secrate

si

fa

uso delle specie con-

nella

domenica precedente,

come
cra,

nella Chiesa
il

romana

nel

ve-

nerd santo

sacerdote non consacolle specie con-

che in esse vi ha assai di rilevantissimo oltre a ci che all'uopo ci tramandarono l'apostolo ed il vangelo. S. Giustino dice che nella liturgia si pregava per gl'imperatori, pei diversi stati ec; s. Cirillo fece una molto estesa spiegazione di quella che usavadovendosi avvertire
si

ma comunica

nella sua chiesa.

monumenti
ci

secrate nel giorno

avanti.

ghiere di questa

messa
nel
le

Le presembrano
t.

pi autentici provano che fino dal


nascere del cristianesimo
liturgia, e

era

una

meno
denti.

antiche di quelle delle preceIl

p.

Le Brun

IV, p.

384

^ seg. riferisce

preghiere e

prime formole delle orazioni che la componevano furono stabilite dagli apostoli; cos s. Giache
le

l'ordine delle cerimonie della litur-

como
alla

fu

il

piiino autore,

Giovanni Crisostomo. La liturgia di Costantinopoli, tolta da quelle di s. Basilio e di s. Giovanni Crisostomo, seguita in tutgia di
s.

detto, di quella di

come si Gerusalemme,

quale furono

in

seguito aggiunte

te le chiese greche

dell'impero ro-

che dipendono dal patriarca di Costantinopoli, e in quelle di Polonia e di Russia, e nei paesi che furono
convertiti dai greci,
uella Mingrelia, ec. nella

mano

nuove preghiere, lasciandone intatte le parti essenziali; da ci viene che le liturgie delle chiese fondate dagli apostoli hanno sempre portato il loro nome. P^. Grecia, Grotta Ferrata.
altre

Giorgia,
ai

Quanto

greci

do Nestorio
cilio

Della liturgia de nestoriani. Quanfu condannalo dal condi

che hanno chiese in occidente ed in


Italia^
vi

Efeso l'anno 43',


si

dilu

hanno

fatto delle

rauta-

partigiani

dispersero nella

Mese-

LIT
potamia
e nella
Persia,
e vi for-

LIT
rum apud
riani

53
liturgia>

Indos.

Questa

marono un gran numero di chiese che soventemente si chiamarono caldee. Continuarono a servirsi della liturgia siriaca, e la portarono dovunque si sono stabiliti, anche nelle Indie Orientali ( Fedi ), dalla parte del

eh' la stessa di quelle dei nestocaldei, contiene tuttoci

che
dia-

viene

detto dal
;

prete

e dal

cono

mentre quella di Renaudot non contiene quasi nulla di quanto


deve
dire
in
il

diacono,
altro

perch
p^.

ci

Malabar, ove ancora

sussistos.

trovasi

un

libro del

dia-

no

col

nome
11

di cristiani di

Tomdegli

cono

o del ministro,

Caldei e

maso.

loro messale
la

contiene tre

Nestoriani.

liturgie:

prima

intitolata

Tutte queste
tali,

liturgie degli orien-

apostoli

la

seconda

di

Teodoro
Re-

copte, etiopiche,

abissine, gia-

l'interprete, la terza di Nestorio.

cobite, siriache,

de' maroniti,

degli

naudot che osserva che


ta

le

tradusse dal siriaco,

la

prima e

l'antica li-

armeni, dei greci, e de' nestoriani, sono perfettamente uniformi nell'essenziale del
sacrifizio,

turgia delle chiese di Siria, intitoladegli


apostoli,
s.

perch cond'ogni naziopossibili

composta

da

s.

frontate dagli

eruditi
i

Adeo

e da

turgia delle

chiese

Mario, l'antica lisiriache avanti

ne, munite di tutti


stati. Si

atteli-

trovano
l'altare,
i

in
gli
i

tutte queste

NestoriOj e che perci posta prima


in serie e
le,

turgie,
ticolari,

ornamenti parla

come

il

canone universa-

vasi e

sacri ministri, al-

a cui rimettono e riferiscono le altre due. Il p. Le Brun la consi

cune preci preparatorie,


delle scritture,
il

lettura

canto
gli

de'salrai, le

front con quelle di cui

serviva-

no
che
per
si

nestoriani del

Maiabar avanti
si

preghiere per bacio di pace,


il

tutti

uomini,
1'

il

l'offerta e

oblazione,

il

loro messale fosse stato corret-

prefazio sursunt

corda, una forle

to dai portoghesi, che


la

affaticarono

mola
re per

di consecrazione,
i

preghiela fra-

loro conversione, perci

non

vivi

e per

morti,

pu dubitare dell'antichit di questa liturgia; non diversa da quella dei


le.

zione dell'ostia, l'orazione


cale,
la

domenipresenza
l'adora-

confessione

della

siri

La

alcuna cosa essenziaCroze, nella sua Storia del


in

di

Ges Cristo
di

sull' altare,

zione

questa

sacra vittima, la

cristianesimo dell'Indie, ardi asserire che


i

nestoriani

non credevano
la

la

presenza reale, n
purgatorio, ec;
il

transu-

stanziazione; che ignoravano la dottrina del

comunione e il sacrifizio considerato come la principale sorgente di tutte le grazie. Qualunque sia la setta cui appartengono quelli che ci presentano
le

ma
con

il

p.

loro liturgie, siano essi cio

Le

Bruii prova

contrario,

non

so-

eretici

lo colla

loro liturgia,
della

ma

altri

tichiani

o scismatici, nestoriani, euo monofisiti per opposti


,

monumenti
l.

loro credenza, nel


seg.

che sieno tra di loro,

essi ci

mostrale

VI,

p.

4' 7 6

La

liturgia de-

no

gli

stessi

sentimenti e

stesse

gli

antichi cristiani nestoriani del IMa-

pratiche sull'Eucaristia. Separati da


circa quattordici secoli dalla Chiesa
cattolica, e anatematizzandosi fra

labar tradotta dal siriaco in latino


nel
ta

Malabar l'anno i5i9, e stampasette anni dopo in Coimbra, fu


:

di

loTO

inserita nella biblioteca de'padri sot-

non hanno preso alcun concerto fra di loro n con noi


,

essi

to questo titolo

Missa

cirisliano-

per

inserire nelle loro liturgie ci

54
che
alia

LIT
noi
vi

LIT
di

troviamo

conforme
sor-

blioleca

del

cardinal

Sirlefo;

essa

nostra.

Uua

tale

conformit

non

proviene dunque dalla prima


a tutte
le eresie.

n fu iu uso presso alcuna chiesa. E opera di


di alcuna
autorit,

gente, ch' la verit stabilita avanti

un greco
liturgie di

latinizzalo o di

\\\\

Ialino
le

grecizzato che volle

amalgamare

Roma

e di Costantino-

Liturgie

delle

chiese occidentali

poli,

o latine.

Della

liturgia

romana. La

litur-

gia della santa

romana

Cliiesa de-

con restringere in pi breve forma la liturgia greca, ponendole in fronte il nome di s. Pietro, o perch tutto il canone della Chiesa romana, di cui fondatore s.
Pietro, o per chiamarle

riva per tradizione dal principe de-

sopra pi

primo sommo Ponteilce s. Pietro. Se ne scrisse il capone al pi tardi verso la met del
gli

apostoli e

venerazione.
liturgia

Il

principio di questa

V secolo, giacch
ne
I

l'antico autore del-

le vite de' Pontefici dice

che

s.

Leo-

Magno

eletto

Papa

nel

44"

fece aggiungere nell'azione del cano-

tolto da s. Basilio e da Giovanni Crisostomo; quasi tutto il canone romano colle aggiunte fatte da s. Gregorio I. Parlando il Bergier delle liturgie dell'occidente, dice quanto segue. " La
s.

ne queste parole
tefice
s.

Sanctuni
del

sacriftIl

cium, ininiaculataniliostiani.
Gelasio
al
I

Pon-

tro

49^ aggiun-

Chiesa latina conosce soltanto quatliturgie antiche ; cio quelle di Roma, di Milano, delle Gal-

suo sacramentario o messale delle messe con buon ordine disposte, e alle antiche prefazioni della messa ne aggiunse delle
se
il

canone

lie,

della Spagna. Non si dubimai a R.oma che la liturgia di questa chiesa non venisse da s. Piet

tro

cos

altre,

come

altres

le collette, delle

quinto secolo
I

pensava nei primordi del Innocenzo il Papa s.


Decenzio, e verso
il

quali egli fu

creato

il primo autore. Vigilio Papa nel 54o, mand tal canope, come proveniente dalla tradizione apostolica, ad un vescovo di Spagna

nell'epistola a

la

met
si

del sesto

Pontefice Vi-

gilio nell'epistola
la

a Probnturo.

Non

nominato Euterio nelle lettere pontificie, e Probuluro in molti manoscritti e nel quartq canone del concilio di Praga del 563. Il Papa s. Gregorio I Magno, eletto nel -^qo, fece alcuni cambiamenti ai canoni
poi suo sacramentario^

deve confondere con una pretesa liturgia di s. Pietro, nota da duecento anni; questa non che im miscuglio delle liturgie greche con quella di Roma; essa non si us
in

alcuna chiesa. Non si conosce alcuna liturgia latina scritta avanil

miglior forma

riducendo a ed a pi emendatp

ti

Papa
masi

sagramentario che compose il s. Gelasio I. Il cardinal Tooilo

metodo quanto abbiamo di lui al presente, come appare dagli antichi ordini romani scritti poco dopo di
lui.

fece

stampare nel

i68o

col titolo di

Liber sacramento rum

Per quanto riguarda


s.

la liturgia
li-

scritta in

greco, intitolata Divina

turgia dell'apostolo

Pietro, che

Lindano vescovo di Gand rinvenne manoscritta iu Roma nella bi-

ronianae ecclesiae; pensa questo erudito liturgico, che s. Leone I vi avesse avuto gran parte, ma che in sostanza sia dei primi secoli. S. Gregorio I, cento anni circa dopo
s.

Gelasio

I,

ne

tolse

alcune preghie-

LIT
re,

LIT
altre,
vi

55
Eiluum eccae~
trcs

ve ne cambi delle
cose.
si

agpag.

IDI 6 con questo


clcsiastii ornili

titolo:

giunse poche
la

Il

canone del-

sive.

sacraruin

messa
di

clie

trova alla

reiiioniaruin S. R.

E.

libri

non

I9<j

Tommasi,

lo stesso che

ante impressi.

Venetiis

Grtgorii de

noi

ancora usiamo; non contiene alcun nome dei santi posteriori al


secolo; prova della sua antichi-

Giegoriis excuscre

Leonardo Laii-

IV
t.

Quella che chiamiamo liturgia Gregoriana la pi breve di tutte; troppo nota perch non sia
necessario parlarne pi a lungo.
esaltezza con
di

redano principe optimo, die 21 novembris. Ognuno sa che Paride de Grassis, celebre maestro di cerimonie sotto
il
il

medesimo

Leone X,

La

cui

si

segue da pi

Marcello, non solo presso il sacro collegio, ma ancora presso il Papa, e fino in pieno conci-

perseguit

mille e duecento anni deve far

storo, affinch

fosse

punito

quale

presumere

meno

che non si osservasse scrupolosamente prima che

sacrilego, e fossero bruciate le copie,

fosse scritta.

Una

tale

lillessione ai

vrebbe dovuto obbligare protestanti a vieppi rispettarla; gli sfidiamo a mostrarci qualche ditlerenza, ri-

come nocive alla venerazione del Pontefice romano, consistente secondo lui nell'arcano delle cerimonie.
L'ira
di

Paride rest
del

inutile,

il

ceil

rimoniale

RIarcelIo

seguit

guardo
tali.

alla

dottrina, tra questa

li-

suo corso con nuove ristampe, co-

turgia e quelle delle

chiese orien-

me

nella

succitata del

i5Go

sotto

Pio IV. Apostolo Zeno, nelle Disliturgia della Chiesa


si

La
le

romana

seriazioni Fossiane,
n.

t.

II, dissert.

X,

principalmente

fonda nel messabreviario

romano,
nel

nel

romano
,

o uffizio divino, nel cerimoniale dei


vescovi,

67, articolo agostino Patrizi, ove ha trattato diirusamenle questa controversia ; e nel t. X\ Ili flel Gicr-

rituale

romano

nel

nale dei
cello

letterali

d" Italia p.
il

067
Mar-

pontificale
tolato:

romano,

e nel libro inti-

e seg., difese egregiamente

Sacraruni

sive riluuni ccclesiaslicorum

caeremoniaruni, sanctae
,

da questo
al

vergognoso plagio.

Ma

presente l'opinione
ricevuta,
si

comune-

romanae Ecclesiae
Yalerii Dorici
chi fosse

Romae

typis

mente

i56o. Vi stata grave controversia fra gli eruditi,


il

vero autore di quest'o-

pera, avendola alcuni attribuita ad Agostino Patrizi Piccolomini ve-

che il cerimoniale fu composto, e ne fosse collettore Agostino Patrizi, e Cristoforo Marcello colui clie lo divulg. Questo il cerimoniale che ser\e

dirigere le

auguste

funzioni
il

le

scovo di

Pienza,
di
si

eh' essendo stato

quali

riguardano solamente
i

som.Se-

maestro

cerimonie
ritir

per pi di

mo

Pontefice,

cardinali

e la

vent' anni,

a Siena, dove coH'aiuto di Giovanni Burcardo, altro maestro delle cerimonie, d' orla

de apostolica, polendo inoltre servir di lume in qualche altro ramo


di
liturgia.

dire
ci

il

vero, tale ce-

dine d'Innocenzo Vili


tre anni e

compil in

limoniale non

viene

autentica-

termin com'egli attesta nel 1498- Altri ne fecero autore Cristoforo Marcello maestro di cerimonie di Leone X, arcivescovo
eletto di Corf,

mente proposto, non essendo mai stato autorizzato da qualche costituzione pontificia;
tuttavia, lo
gii

rial-

peliamo, pu noverarsi tra


tri fonti

che

la

pubblic nel

necessari della liturgia, dap-

56
poich
tefice
le

LIT
funzioni del

LIT
romano
l'onla

Chiesa risplendesse vieppi l'ester-

anche

attualmente
esso.

sono di

na espressione del culto religioso che


si

rette a tenore di
ci che gli

Ed

per-

deve alla Divinit, e venisse mela fede

autori hturgici io hane


;

glio ravvivata
ti.

negli assisten-

no avuto sempre
ra in venerazione
ta spesso, ed
la
il

l'hanno ancoil

Il

complesso

adunque

dei

riti

Merati
si

lo

ci-

e delle cerimonie piene de'pi belli


e misteriosi significati, rende in certo
di

Catalano

prese

cura di

grossi

commentarlo con due volumi, col medesimo titolo:


etc, Ilo-

modo

visibde la santa religione


1'

Cristo, riempie

animo

di pie-

Sacrarwn caerenw ni arimi


niae

lySo.

Cappelle Pontificie, Cappelle Cardinalizie, Cappelle PreAgli articoli


latizie
(

commozione, e lo eleva soavemente al cielo: mentre il imponente del sovrano corteggio


t e religiosa

Pontefice

si

fa

distinguere per
di

un

Fedi

),

che

ad

istanza di

misto di
ra

sacerdotale,
e
di

regio, di

molti ragguardevoli personaggi stampai pure a parte con questi

principesco

sacro,

che

ispi-

mede-

maest
;

simi

tipi

nel

i84ij
siccome

edizione che

ne

ed insieme veneraziotutto essendo augusto e granprelatura, e


della curia,

dedicai al celebre cardinale Barto-

de, per l'intervento del sacro collegio, della

lomeo Pacca,

decano

del

sacro collegio e prefetto della sacra

corte e famiglia pontificia, ricoperti

Congregazione cerimoniale
descrissi
le le

Fedi
le

),

delle insegne della


in

loro dignit

liturgie,

riti,

ceri-

e grado; e per

riguardo alla
della

monie

funzioni

ecclesiastiche

meravigliosa graduazione ed ordine

ordinarie e

straordinarie,

che con

sembra una
consesso, che

vera
nelle

immagine
sacre
al

imponente apparato si celebrano dal Papa, dai cardinali, dai prelati, e dalla corte e curia romana. Ivi parlai

celeste gerarchia.

Questo venerabile
funzioni

circonda

e fa

omaggio

sommo

pure

dell' origine,

significato e

Pontefice, fece

esclamare ad Enea
,

progresso dei medesimi riti e cerimonie, e delle antiche venerabili

costumanze della Chiesa romana, alle quali da pi di quattro lustri sono


testimonio e parte, non senza illustrare diversi punti di liturgia. A dare poi un'idea
detta edizione a
nella

poi Pontefice Silvio Piccolomini Pio II. Si i'idcres aiU celebranteni roinaniun Ponlificein, ani divina audienteni, fatereri.s profecto,

non

esse

ordineni,

non

esse

splendoreni, ac

magnificenlian, nisi a pud

Romanunt
dire pi

prefazione di
del

Praesuleni. Dappoich

si

pu

parte,

modo

dignitoso

procedono
co

quale mirabilmente mentovate funzioni, eccome mi espressi Era ben


col
le
.

giusto, che le sacre funzioni celebrate dal nali

lloma cristiana, ci che di PiOma pagana disse Cicerone. Nec numero Hispanos, nec roboreGallos, nec callidilale Poenos nec anibus Graecos; sedpietale ac religione
giustamente
di
,

supremo Gerarca, dai cardiromana Chiesa, e dalla prelatura della Sede apostolidella santa
ca, fossero

....

onmes
.

gentes, nationesque sape-

ravinius

finalmente

pi santi

Pontefici stabilirono la celebrazione


de'santi misteri

siastica

accomi>agnate da ecclemagnificenza e corrispondenti cerimonie; acciocch ove ha sede il venerabile capo delgravit
, ,

e sacre funzioni

con

tutta la magnificenza e splendidezza


ecclesiastica

per far

pompa

della loro

sublime dignit,

ma

solo per

mag-

LIT
gior esaltazione della gloria di

LIT
Gesua

57
altra
in-

scuola di liturgia, ove soslenevansi


le
tesi

Cristo

della

Chiesa "
appartie-

al

pari di

qualunque
Collo

Laonde non
li

solo ne'succitali articosi

facolt scientifica.

stesso

raccolsi

tuttoci che

tendimento Leone XII a'nostri giorni

ne ad ogni funzione sacra che coi venerabili riti della romana Chiesa celebrano o assistono il Papa, cari

volle

ristabilire

la

cattedra di
pontificio

liturgia

nelle scuole del

seminario

romano

aHlnch

non

dinali,

vescovi, ed altri

prelati

ec;

ma

negli altri parziali

ed analoghi
tratto
i

mancasse al giovane clero il mezzo di ammaestrarsi in quanto risacri riti. Fu nominato guarda primo professore monsignor Giovanni Fornici maestro delle cerimonie pontificie, che dotto lii

di questo Dizionario,
cipali

prin-

punti con maggior discussio-

per

ne, e
giche.
articoli

con altre erudizioni liturInnumerabili poi sono gli


riguardanti le liturgie delle
latine.

turgico

pubblic
opera:
usiirn

a tale

eil'etto

la
li'

chiese

Sulle

pregiudizievoli
liturgie

sua lodata
turgicae

Institudones

novit

introdotte

nelle

ad

cerimonie, coll'autorit

del

Giorgi

Romae
in

iSao,
parti.

in

semmarii romani, tre volumi divisi


esercit
la

ne parlo ancora
PONTIFICALE.
I

all'articolo

Manto
cu-

IV

Non

cat-

tedra, ed invece

romani
de'
riti

Pontefici,
e
delle
gli

zelanti
liturgie,

sostituito

degnamente gli fu monsignor Giuseppe de


delle
ceri-

stodi

ne
si

Ligne

attuale prefetto
pontificie.

protessero sempre

studi e parlan-

monie

Fu

poi di gran
di

do

di tempi a noi

meno
a

rimoti,

vantaggio

che

nel
si

pontificato
riattivasse

deve

particolar
il

lode

XIV,

quale
all'

oltre di

Benedetto avere arCoinibra


nelle

Gregorio
della

XVI

nella

casa de'sacerdoti della congregazione

ricchito la

scienza liturgica di prearticolo

Missione a Monte Citorio, da


e

ziose opere,

(Vedi) parlammo della prima cattedra di


niversit,
tal

lituigia

istituita

udi

fondata in
auspicii

quella
di
si

citt sotto gli

dot-

to

Pontefice; ed all'articolo Acca-

da alcuni zelanti e dotti accademia liturgica che pareva estinta col suo istitutore Benedetto XIV, nella quale con lodevole divisamento discutonsi eruditamente gli stessi argomenti,
questi,
ecclesiastici, quell'

demie DI Roma, dicemmo dell' accademia di liturgia istituita nel

che dettava
pristinazione

soggetto

di

tali

ari-

dunanze quel Pontefice.


di

Della

1742
donna

dal

medesimo Benedetto
alla

XIV
Matrat-

questa

utilissima

nella casa de' pi operai

dei

Monti,

che tratto

accademia, del suo scopo, delle sue adunanze, delle dissertazioni che in

to adunavasi

nel palazzo

apostoli-

co innanzi la sua augusta presenza, ed ove si trattarono importantissimi argomenti liturgici, che pubblicarono anche Diari di Roma, coli

essaedachisi recitano, cio da ecclesiastici s nazionali che esteri residenti in Roma, con un sunto delne tratta negli le medesime, se

Annali
pilati

delle scienze religiose

com-

l'autorit de'quali
le

il

Cancellieri neli

da
e

monsignor Antonino De
professore
il

sue opere

riporta

titoli

delle
recita-

Luca,
te

d.

Giacomo
generale
volu-

belle dissertazioni

che

vi

si

Arrighi, potendosi

tutto facilmen-

rono.
istitu

Oltre a ci Benedetto
nel
collegio

XIV
una

rinvenire
alfabetico

nell' indice

romano

ed

deprimi

%euli

58
mi, cio a
p.

LIT
adempia con fine! grande
itira
stitu
le

LIT
rellore dell'accademia, acciocch
ci
1'

879 e seg. del voliime XX. Anche il Diario di Ho-

si

intendimento di
dell' ecclesia-

ma
gi,

ne ha parlato

coi

dovuti elo-

zelatore

numeri 8 del i84f, e 67 del 1842. Olire a ci si stampano a parte anco sunti
nei
i

massime

disciplina

die a

tale

uopo

i-

settimanali confiirenze.

Ed
glo-

in

questa guisa
nel suo
di

l'accademia litursi

delle dissertazioni recitate

nell'ac-

gica
ria
ta,

rinnovamento
dietro la

cademia, dalla tipografa delle Leiie Arti; nel 1842 si pubblic il primo volume, nel i<S44 il secondo. Per
la

camminare
i

scor-

e sotto l'autorit di
preclarissimi,
cui

ni

due uominomi sono


e
s.

sua

stal)ilitj

incremen-

in
l,

venerazione nell'intiera cristianicio Benedetto

to e prosperit, l'accademia prese

XIV

Vin-

una
glio
iilzio

forma
di
si

ed

un

regolamento

inediante l'istituzione di

un
i

consiil

cenzo de Paoli fondatore della congregazione della missione. L'accade-

cinque

accademici,

cui

mia ha pure un
le

segretario

tiene

lo scegliere

temi delil

sue sessioni ogni

quindici glor-

ie dissertazioni

da leggere, e

de-

ni alle ore
clesiastici

22

in

punto.

Gli

ec-

putare

disserenti; ed olire a ci
il

secolari

e regolari, ben-

parte loro
gi lette

fare delle dissertazioni

uu sugoso compendio per


nel

che non ascritti all'accademia, possono intervenire a'suoi utili trattenimenti.

pubblicarlo

modo

detto

colle

stampe,

afline di

rendere partecipi
del fruito che
si

Della
liturgia

anche

gli

assenti

liturgia ambrosiana. La ambrosiana ovvero della


,

ricava da queste utilissime esercitazioni liturgiche, ed


in
tal

chiesa
antica

di

Milano,

pu quasi

dirsi

modo

si

avr un coipo di dottrina liturgica


considerata nella sua origine, nella

parte archeologica, storica

morale
fu
divisa-

simbolica.

Quanto

ai

temi

creduto

eziantlio
l

lodevole

adottare que'medesimi che furono proposti da eruditi persoiiaggi, ed approvali dalla sapienza
di Benedetto

mento

quanto quella di Roma ; non se ne conosce per l'autore, dicono che i loro riti I milanesi provengono originariamente dall'apostolo s. Barnaba, poscia da s. Mirocleto, e in terzo luogo da s. Ambrogio duodecimo vescovo di
Milano,
il

del

quale

essi

nome; ma sembra
che
s.

conservano poco probasia

XIV,
si

acciocch l'ac-

bile

Barnaba
se
si

stato

il

cademia non
datole dal

discostasse nel

suo
trac-

loro apostolo,
s.

considera

che

ripristitianiento

dal

sentiero

glorioso

suo istitutore,
eccle,

A
ma
ti

vie meglio infervorare gli

Ambrogio, Semi, aihers. Aanou rimonta al di l di s. Mirocleto, quando dice ch'egli si


xeni.,

siastici

che

v'

intervengono

non
sacre,
vir-

astiene dal

tradire
;

il

deposito dei
gli

solo allo studio delle scienze

suoi predecessori

che

antichi
ci

eziandio

all'esercizio

delle

manoscritti di Milano

non

pre-

proprie del sacerdotale ministealla

sentano alcun culto particolare per


quell'apostolo;
in
lesta

10,

dissertazione liturgica sue-

che

non

si

trova

cede
doveri
tiene

un

breve

discorso

sopra

de' pi

antichi

cataloghi

degli

ecclesiastici,

che

si

de'vescovi di Milano, e

che
messali

non
di

da un missionario
s.

della

stes-

avvi

nel

canone

dei

sa casa di

Vincenzo de'Paoli di-

detta chiesa, tanto manoscritti, che

LIT
stampati prima di
che
s.

LIT
Carlo.

59
sono

scovo di
liturgia fece
il

Certo Ambrogio divenuto veMilano trov stabilita la


s.

nuovi riti le cose variate o aggiunte nei messali, singolarmente negli ultimi
sua
discussione.

INon

di quella chiesa; e che vi multe e belle aggiunte, come canto alternativo de'salnii, delle

antifone

e degl'iimi, secondo l'uso


predelmisteri

quando o si volle ripristinare la pratica di qualche rito abbandonato, o depurarlo dalle innovazioni clandestinamente introsecoli,

della Chiesa orientale; alcuni


fazi

dotte.
nel
cilio

Dacch
I

s.

Carlo

JJor romeo
il

pei

e pei

santi

lituale pubblicato
\

dopo
il

con-

le

preghiere
gli olii

per

la

dedicazione,
il

provinciale, ed

suo suc-

per

santi

e per

cereo pa-

cessore e congiunto cardinal


rico

Fede-

squale.

La

santit, la

dottrina e le
s.

Borromeo
di

nel messale dato in


altri

apostoliche fatiche

di

Ambrogio
il

luce nel

i6oc), ed

dipoi, di-

talmente
di

illustrarono la sua chiesa

chiararono
conservare
brosiano.

voler

mantenere e
il

Milano,
il

che
di

da
cui

esso prese

incorrotto

rito

amlitur-

nome
deli

rito

cresciuto lo

ne aveva splendore; onde


i

aci

La pi

aulica
riti

raccolta

fefili-

che
gia

si

conosca dei
del

della

non meno che vescovi no d'allora chiamarono questa


turgia

ambrosiana

di

Beroldo, biossia
di

bliotecario

duomo

della

Ambrosiana
istituzioni

ed

al
le

santo
prinaltro

chiesa

metropolitana

IMiliuio,

vescovo vollero attribuirne


cipali

come d'ogni
a
fine di

che scriveva verso 1' anno 11 23. 11 dotto p. abbate Angelo Fumagalli
cisterciense milanese

cosi

della liturgia,

rende-

nel

lyq^ publongobardi'

re quella pi gloriosa, e

quote pi
Avvi

blic

Deilt

antichit

pregevoli e quasi
in

intaugil>ili.

co-milanesi, illustrate con disserta'


zionij
notizie
sciplina
te

questa liturgia un prefazio per ogni messa. Durante la (razione


il

opera iinporlanlissima per


sulla

le

liturgia

sulla

di-

dell'ostia,

coro

canta un' antifo,

ecclesiastica, [)articolarmeu-

na detta confractoriiim che varia secondo le messe. Il p. Mabillou ed il Muratori, che di questa li-

della

chiesa

milanese.

'Jieslo
e

scrittore

quanto dotto,
prelazione

erudito

preciso, aUrcltanto ingenuo, lui pro-

hanno scritto, il primo dei non ammette particolari mutazioni introdotte nel rito ambroturgia
quali
siano, tranne
il

dotto nella
lili

td

t.

Ili

u-

notizie

bibliografiche

tleiramin cui

brosiaua liturgia, non che una lun-

l'aumento di feste; secondo poi segue una diversa

ga dissertazione
e
la

su di

essa,

con ammirabile brevit,


pulitezza, ci present
liturgia
;

chiarezza

opinione, anzi coll'autorit del Puricellio confuta il Mabillou. Quan-

tutta

quel-

sostenuto dalla ra-

tunque questi due scrittori sembrino essere di opposto parere, pure


possono

gione e dal diritto della verit, di-

avendo il primo negato qualunque mutazione, perch non essendo vene sofra

loro conciliarsi,

mostr ancora da ottimo teologo vane cose che dopo tante vicende
meritano tuttora di essere in <piella emendate. Ambrosi3>o rito, A''.
l\llLA>0.

stanziali, di

quelle di piccolo inte-

resse
il

non

volle
le

aver
prese

ragione
cui a

ed
di

Dell' antica

liturgia

gallicana.

secondo

ammise perch

queste

eziandio

nella

Questa liturgia diversa dalla romana, che dur fino a tanto che

fio

LIT
e

LIT
figlio

pipino

Carlo

Magno suo

Segue
quale
Il

il
il

ebbero introdotto in Francia il rito romano, era antichissima, e proveniva, secondo ogni apparenza, dalle chiese d'oriente, come si prova per la sua confornjil colie liturgie

Gloria Patri, dopo il diacono intima il silenzio.


il

prete saluta

popolo

in se-

guito viene 'Aius o Aios,

vale a

dire Agios, che si cantava in greco e in latino Agios o Theos, San-

orientaU

perch

primi
quasi

ctus

Deus;
profezia

\\

vescovi delle Gallie


tutti

furono
sei

canto
la

Benedictus,

Kyrie eleison; il ch' chiamato


Zaccaria
l'
;

orientali.

Si

hanno

monuantica

di san
lezioni,

la

menti
sali

comprovanti

questa

colletta,

due

una
il

tolta

liturgia gallicana; cio quattro

mes-

dai profeti, e l'altra


di
s.

dalle

epistole

o sacramentari,

un

lezionario,

Paolo, un' epistola,

respoail

ed una esposizione della messa. Il Bona aveva dato indizio eli due de'messali suddetti, Rer. liturg.
cardinale
lib.
I,

sorio, V Agios,
ctus,
gli

r evangelio,

Sanper
post

una

preghiera
fatta

generale
Collectio

assistenti

dal diacono, la

e.

12, n.

6.

Il

p.

Tommasi
terzo
tre

colletta

intitolata:
il

poi cardinale

li

fece

ne trov un stampare tutti e

precein;

licenziamento de'catecu-

in

Boma
I
;

nel

1680,

in

un
s.

volume
Gelasio

solo col sacramentario di

meni e dei penitenti, il prefazio, una colletta, l'oblazione, un'antifona o un cantico che s. Germano chia-

ed il p. Mabillon li fece ristampare a Parigi nel i685 nel suo


libro intitolato:

ma
la

Sonunt, l'invocazione

sui

doni,
e dei
il

commemorazione
;

dei

vivi

De

lilurgia galli-

morti

la colletta

Post nomina,

ba-

cana. Lo
licum,
il

padre pubblic nel primo tomo del suo Museiiin ilastesso

cio di pace, e la colletta


il

Ad pacenij

prefazio intitolato

Contestalo, e

quarto

messale
di

eh' egli

trov nel
l'intitol:

monastero

Bobbio, e

Liber sacrai'ientornni Ecdesine gallicanae o semplicemen,

qualche volta Invnolatio j il Sanctus, il canone intitolato Collectio post Sanctus, la frazione dell'ostia e la mescolanza del calice, durante
la

Sacramentariuin gallicanum. Il quinto monumento, ch' il lezionario, che il p. Mabillon trov nel monastero di Luxen nella Franca Contea, nel suo secondo libro
te

quale

si

cantava un'antifona detLi-

ta

Coiifrac tori uni, lui piccolo prel'orazione domenicale,


il

fazio,

bera nos Deus onviipolens, la beo nedizione solenne del vescovo


del sacerdote data

sulla

lilurgia
Il

gallicana

alla

pag.

all'assemblea; la
la

97.

sesto

monumento
Parigi,

una
s.

comunione
quale
si

del

popolo, durante

esposizione della messa fatta da

Germano
santo

di

o piuttosto un
di

estratto di

due

lettere

questo

vescovo,
s.

trovate

nel

mona-

stero di
il

Rlartino d'Autun, e che

ed il p. Duraud p. Martene hanno pubblicato nel quinto tomo


del

un salmo o un Coiicantico; l' orazione chiamata sumatio niissae, ovvero Postcommunio, eh' era alcune volte preceduta da un'ammonizione, il licenziamento cio del popolo. Anche
cantava
il

Bergier

dice
fu in

Tesoro degli aneddoti. In que-

Ileana che

che la messa galuso nelle chiese


all'anno 718, ha

sta liturgia la

messa incomincia con


intitolata:

delle
pix

Gallie

smo
coli'

un'antifona

Praelegere,
le

rassomiglianza colle liturgie o-

perch essa

precedeva

lezioni.

rientali,

che

ordme

romano.

LIT
Aggiunge, che
probabilit,
si

LIT
con molta
derivato

61
a'

pensa
ci
sia

eman un
tanto

editto

i5

ottobre,
,

che

espresso in questi termini

che
sol-

perch carono
s.

primi
fede

vescovi che predinelle Gallie,

onora

la

pastorale

sua

la

come

lecitudine.

Dal primo giorno della

Potino di Lione, s. Trofimo di Arles, s. Saturnino di Tolosa, ec. erano orientali. Certamente essi stabilirono nelle chiese che fondarono

l'anno

1840

liturgia

romana

sar propria della diocesi di Lan-

una
si

liturgia simile a quella


JNei
si

cui

e-

Dal detto giorno ofilcio, rito, cerimonie e tutte le cose spettanti al culto si faranno secongres.

canto,

rano avvezzi.
conservano,
e

monumenti che
trovano
slesse
le

do
na.

le
I

regole

della

liturgia

roma-

stesse

sacerdoti
il

espressioni

le

cerimonie,
dottrina

recitato

che finora hanno breviario d'ordine del


nel

per conseguenza

la

stessa

R.mo monsignor dOrcet


potranno
colla

i83o,
esor-

come
besi
al

in tutte le altre liturgie.

Debal
ri-

slessa

recita soddis-

con

ogni

diritto

di

presente

fare all'obbligo;

ma

noi

li

venerabile episcopato,
clero di e

ed
il

tiamo, e sar

meglio, che tutti usi-

spettabile
sto

Francia
intesi

giu-

no
sta

il

breviario

romano
in

".

quedi

meritato

elogio,

che siano
nel
farsi

concessione fatta

grazia

sopra
in

ogni

altro

coloro che recitavano


te,

privatamengli

tutto dappresso alla

Chiesa
le

ro-

posero fine in seguito

statuti

'A'

mana, non pure a seguirne


trine e gl'insegnamenti,
le

dot-

sinodali del
vasi
la

ma eziandio
es-

1842, ne' quali leggeseguente ordinazione. To-

''

pratiche e

le

costumanze, per
sola e di

gliendo affatto
nella
recita

qualunque

variet
sta-

sere d'un'

anima

un

solo

del divino uflcio,

cuore colla medesima. Una convincente prova di questo ci viene somministrata dalla sempre pi crescente tendenza che
si

biliamo, che tutti e singoli coloro,


i

quali sono tenuti alla recita o saldelle

meggio

ore

canoniche,

dal

appalesa di
e
nelle

introdurre nelle
zioni, nei

ecclesiastiche funriti^

giorno 29 giugno del presente anno 1842, in perpetuo siano obbligati


in

misteriosi

alla

recita e

salmeggio
fuori di

tanto
se-

venerande cerimonie tale uniformilj che tutte le chiese della Francia

coro,
il

quanto
rito

esso,

condo
diocesi

romano". Dalla qual

non sieguauo

altra liturgia fuor-

ch la romana pel culto di Dio, essendo corrispondente l'impegno per lo studio della liturgia. Nel lySi furono introdotti nella diocesi di Langies messale e breviario molto differenti da tali libri
romani. D'allora in
del divino offizio
a

epoca entro tutta l'estensione delia di Langres sono in vigore riti della Chiesa tutti quanti roi

mana,
le,

vaie a dire, circa

il

messa-

breviario, lituale e cerimoniale,


di tutti
i

con plauso

fedeli.

Abbia-

mo

del lodato odierno vescovo

lapParis

poi

la

recita

plaudito opuscolo:
lurgique.

De

la qiitstionli'

andava

soggetta

Deuxime

dition,
si

molte diversit di costumanze, e nel i83o fu dato alla luce un nuovo breviario a somiglianza del breviario di Parigi. Nel

raars 1846. In questo libro

loda

l'abbate di Solesme Queianger, per


le

sue Jiistiiulions lilurgiques, favore-

1889

poi l'atl'

voli alla liturgia alle

romana

e contrarie

tuale vescovo di Langres,

ottimo
Parisis,

moderne

liturgie francesi.

monsignor Pietro Lodovico

A' 12 gennaio

i845

il

vigilante

62'

L T
I

LIT
come
una
la

od csemplnr vescovo di Prigueiix, nionsi^nor Gio. liiitlistn Massonais,


j)iil)l)lic(>

voi delle litin-giche divergenla

ze che distruggono
chiesa.

bellezza

di

un

editto, diretto

speci.dlistabi-

Suitaniente geloso del-

mentc

.il

clero,

intorno

ni

gloria della nostra sposa, noi de-

liinento delia

liturgia

romana

nella

sna diocesi, che del seguente inipotlanle tenore, voltato dall' idio-

sideriamo sin da gran pezza di restituirle l'antico splendore, rendendole una unit che former la sua
forza e vita.

nm

francese in lingua nostra.


il

>

Nel

La romana
cuore
voti,
i
i

unit
timori

hu
e

proclamare
chiesa

lilotno della
litingia

nostra
,

sorriso al nostro

vescovile

all'antica

romana

rammentandoci
le

noi crediamo, cari e dilettissimi cooperatori, di annunziarvi

speranze espresse dal primo dei


nella sua
illustre

una notizia che voi accoglierete con una sollecitudine tutta liliale, e che rallegrer l'animo palerno del padre

pastori

lettera

all'iirime-

diato

predecessore

nostro

(lettera del Pontefice

comune
simi

de' fedeli,

di

sna Santit
dilettis-

Gregorio XVI. Voi sapete,


fratelli,

Gregorio XVI, Sludium pio prndcntiqtie, a monsignor Goiisset attuale arcivescovo di Reims, de'6 agosto 184^5 per aver
ripristinato la

come dopo

il

concilio

liturgia

romana

provinciale di
i

libri

Bordeaux del rTBj, liturgici romani di s. Pio V


la

riportata negli Annali delle scien-

furono da tutta
tati.

provincia adotli

ze religiose voi. XVII, p. 2 55). I voti del successore di Pietro saran-

La

chiesa di
il

Prigueux
termine
di
il

con-

no compiuti, saran
ri,

dissipati

limo-

serv sin verso

dell' ul-

realizzate

le

speranze in questa
egli alla pastorale

timo
vero

secolo.
il

Fu
,

allora che

apparora
peri-

bella diocesi,

che

breviario

cui

tutt'

nostra

sollecitudine

ha

confidata.

facciamo uso

ed

messale

Noi
bili

dovremo
fratelli,
i

ci a' nostri

venerail

gordino, che in

moltissime

nostre

canonici ed

capi-

parrocchie non alFatto usato.


nerabile della lede, non
piere l'opera

Uno
com-

tolo

della

nostra

cattedrale.

Noi

de' nostri pi'edecessori, confessor ve-

pot

incominciata, a moti-

per questo motivo gli abbiamo riuil i4 niti in assemblea capitolare novembre i844) ^ ^^po di aver
loro esposto sa
i

vo

della sua gloriosa

persecuzione
Cessata
le

prima d'ogni
vicario
la

altra codi

e del suo nobile esilio.

la

desiderii del
terra,

Ges
nella

tempesta,

il

concordato,
il

nuove

Cristo in
t

indi

nioltiplici-

circoscrizioni, e

ristabiliniento del

dei

riti

che sono
la

in

uso

culto, ciascuna chiesa riprese e con-

nostra diocesi, e

quasi totale pe-

serv
cesi site
:

gli

antichi libri della sua dio-

nuria dei
ni,
si

libri

liturgici

perigordistabi-

anzi nelle pastorali nostre vi-

di
la

comune accordo
diocesi di

abbiamo veduto

libri

liturgici

romani, perigordini, sarladesi, limosensi, ec. 11 solo canto romano si mantenuto sinora puro ed intatto in quasi
se.

Prigueux ritornerebbe alla liturgia romana. Noi ne abbiamo benedetto il Signore,


lito

che

e ne ringraziamo
fratelli,

venerabili nostri

tutte le nostre chie-

che han

voluto

confidare

Sin dacch la provvidenza divina ci ha posto per vostro capo ,

alla
cos'i

nostra prudenza l'esecuzione di

quante
ratori,

volte,

pii

e zelanti collabovoi
e

abbiamo gemuto con

grave provvedimento. Ben et accorgiamo che un cambiamento siffatto non pu essere l'opera d'u

LIT
giorno, e che parecclii anni saran-

LIT
inliera-

63

no necessari a compierlo
stra
diocesi.

niente in tutte le chiese della no-

Tuttavolta iiell'abbrac-

bero misterioso della Chiesa, cui le tempeste polraimo agitare , ma non rovesciare giammai. Pi un ramo vicino al tronco, maggiore
n'
la

ciare la

romana, non possiamo dimenticare santi che hanno illustralo le antiche chiese di Pcrigueux e Sarlat. Fa rem ricerliturgia
i

forza e la

vita.
al

Un

clero

teneramente unito

suo

vescovo,

cattedra pontificale,

strettamente unito egli stesso alla la fortezza


inespugnabile,
Ella
1'

care,

raccorre e coordinare
uflicii,

questi

armata disposta
i

preziosi

per

comporiie un

a battaglia, di cui parlano


santi
libri.
si

nostri

Proprio ad uso della diocesi. Compiuto, esaminato ed accolto che sar il lavoro, lo sottoporremo al sommo PonteHce, affinch, dopo ricevuta
essere
la

alza e

cammina
invin-

come un
cibile,

solo

uomo, sempre

perch ha un sol cuore ed un'anima sola. Gli Uomini della


Chiesa, edificati, afforzati,
si

sua approvazione,

possa

glorieci

stampalo e riunito ai libri liturgici romani. Solamente allora il breviario di s. Pio V diverr
obbligatorio in tutta
della nostra diocesi.
la

ranno, e

suoi

nemici umiliati
tal

rispetteranno.

uopo, dopo di

estensione

Noi

conosciacos noi

aver conferito co' nostri venerabili fratelli, i canonici e il capitolo della nostra cattedrale, ed invocato lo
Spirito Santo, noi

mo,
ci

cari

cooperatori, le fatiche del


;

abbiamo

stabili-

laborioso vostro ministero

to e stabiliamo quello che

siegue.

proponghiamo

d'indirizzare

al

Articolo

\.

La

liturgia

romana

sommo

Pontefice quelle stesse

do-

ristabilita nella diocesi di


II.
li

mande, che anni sono gli furono fatte da uno de' venerabili colleghi uell'episcopato (monsignor Parisis attuale vescovo di Langres ). Egli ottenne il cambiamento di molti offici votivi onde sminuirne la lunghezza, e noi nutriamo la dolce fiducia che
sulla
slessi
il

Prigueux. uniranno i signori superiori de' nostri seminacapitoloj a cui


si
i ,

si occusignori arcipreti ri ed per della compilazione del Proprio

de' santi delle chiese di

e di Sarlat.

Pcrigueux Questo lavoro sar sottoposto all' approvazione del


III.

nostro

comun

padre

sommo

Pontefice. IV.

Allorch

il

teira

degner accordarci gli favori. I nostri desideri! sono


si

Proprio de' santi

della diocesi sa-

coupiuti, sacerdoti

di

Ges

Cristo,

la

nostra gioia grande, essen-

r stampato, il breviario lomano diverr obbligatorio in tutta l'estensione della diocesi. V. Alla prima

doch la nostra chiesa di Frigord, sempre una nella sua fede, lo diveri quanto prima nelle sue preghiere e cerimonie. Riuniamoci intorno al trono di Pietro,
il

domenica

dell'

avvento,

ogni

altro

canto, da quello
cappelle. VI.

romano

in fuori,

sar interdetto in tutte le chiese e Ogni altro messale, tran-

quale,

ne quello romanoperigordino
ladese,

e sar-

secondo
Cristo,

la

parola dello stesso Ges

sar

interdetto

alla

prima

non cadr gianmiai. In un


tutti gli

secolo specialmente in cui


sforzi,

con accanita abilit mirano


strinal-

a dividere per distruggere,

domenica dell'avvento i846- VII. Alla prima domenica dell'avvento 1847 non sar pi permesso in tutta la diocesi di Prigueux di
servirsi

giamoci pi che mai a questo

di

altri

libri

liturgici, fuor

64
tlociiiuento
si

LIT
romani
".

LIT
Questo
//-

di quelli liturgici

per dare

al

Pontefice Gregorio

XVI

legge nei citali

nai

(h'ili:

scienze religiose voi.

XX,
se-

Nei medesimi
Arrighi, volume riferita
di
la

Annali, serie
pag.

conda, compilata dai prof. Giacomo


1,

che regnava con tanta gloria, e che con sapienza governava la Chiesa di Dio, un segno di attaccamento filiale e dissipare suoi timori, nonch apdesiderii espressi dai capagare
i

127 e

seg.,

nonici della cattedrale nell'adunan-

bella

lettera

pastoiale

za degli 8 dicembre
stabilito

844

aveva
a'

monsignor Giovanni Ireneo Depery vescovo di Gap, intorno al ridelia


liturgia

col

loro

consenso
la liturgia

17

marzo i845, che

roma-

stalfiliniento

romana
di (pian-

nella sua diocesi. Incomincia la lettera col riportare

na tornasse nel suo vigore nel giorno di Pasqua dello stesso anno
nella cattedrale, e poi
diocesi.
il

to

il

eli.

un brano Gueranger uno


,

per tutta

la

de' pi

Ad

eliminare l'ostacolo che

lotti

difensori della liturgia

romades

breviario

romano

pii

lungo

na, scrisse nella


instUnt.

sua
il

Dcfense

del

gallicano, dice

aver

ottenuto

Ulurgiques,
il

ca essere divenuto
cesi

quale rimarcuore de' franvera

medesimo Gregorio XVI, con breve de'3 narzo, le debite autodal


rizzazioni e facolt, per modificare
in modo il breviario romano, onde non riesca pi lungo di quello di Gap. Loda poi ed esalta il vescovo i nuovi ufllci composti dopo Urbano Vili, ed osserva che non cedono in nulla ai pi belli della liturgia di Parigi, protestando che

cattolici

pii

tenero verso Ilosi-

rna, invita a cercare la sola

curezza all'ombra della santa Sede,


e

rammenta

ai

francesi
usi,

nunziare

tutti gli

dovere ried accordarsi

perleLtamente con essa per aver ricevuto dai Pontefici romani la fede. Quindi dichiara che in obbedienza
alle costituzioni pontificie

ed agli stimoli della propria coscienza, e per dare non equivoca testimonianza di
alia

neir abbracciare nuovamente la liturgia romana, non voleva dimenticare le glorie religiose della
cesi,

dio-

attaccamento
lica,

cattedra apostoi

vuole rannodare nuovamente

legami, che gi strettamente univa-

no
sa

l'antica chiesa di

Gap

alla

Chiela

madre

maestra, rendendole
liturgia
di

con fare rivivere il culto dei che illustrarono le antiche santi chiese di Gap e d'Embrun, laonde pubblicherebbe un Proprio acconcio al breviario romano, per principiarsi

forma della sacra


fu

cui

ad usare
In
tal

il

primo giorno del 184^.


diocesi
di

spogliata

nel

1764,
del

ad
il

onta
clero
rifles-

guisa le

Gap

delle

gravi

lagnanze

capitolo

d'Embrun anche
formando
cazioni,
di

nelle

preghieie
d' invo-

della cattedrale e di

tutto

faranno parte della Chiesa cattolica,

della diocesi, e ci anco

nel

un
di

solo
di

coro
f^.

so che la diocesi ebbe

da Pio VII

laudi,

cantici

e di

racchiusa
illustre

la

metropoli di
titoli,

Embrun,
e

per tanti
seibarsi
cos

senqire

rendimenti e Galiia.
bica.

grazie,

Francia

fedele a

unita alla liturgia


togliere lo scandalo

Liturgia di

Spagna o MozzavaSpagna provieda quella di


avea
ricevuto

romana, e
prodotto
turgie.

La
,

liturgia di

dalla

diversit

delle

li-

ne

originariamente
dalla (juale

vo, che

Aggiunge il zelante vescomosso da tanti motivi, e

Roma
i

primi lumi della fede, come sap-

LIT
piamo
che
e.
1

LIT
Papa
s.

65

dalie
1

lettere del

In-

vere sotto
gli

la

dura dominazione de-

noceuzo
s.

a Decenzio, ed perci
Officio eccl.
lib.
J,

Isidoro,

5,

dice che l'officio delle chie-

per cui i cri; furono chiamati rnixti arabes, cio arabi mescolali, donde la
arabi o saraceni
stiani

se di
tro.

Spagna
stesse
;

fu istituito e
la

da

s.

Pie-

loro liturgia prese

il

nome

di

moz-

Le cerimonie
chiese

disciplina

zarabica.

questo messale mozzadella


,

delle

romana
lani,

ma

quel
nel

ebbero origine regno essendo


secolo dagli
a-

rabico che conteneva alcuni errori,

come quello
secolo

filiazione adotti-

stato invaso

va di Gesi Cristo

succedette nel

dagli
vi

svevi, dai

vandali e dai
liturgie

XI

il

messale romano -galli-

goti,

ebbero allora due


,

in

Ispagna

quella

delle

antiche

rio VII.

chiese cattoliche tolta dalla


na, e quella
dall' oriente

romatolta

dei goti e

ariani

composta

dal

loro

cano per provvidenza di s. GregoSu di che sono a vedersi Burlo, Brevis notilia p. lyS; il il Lambertinij Del sacrifizio della messa t. 11, par. IV, p. 222, e Francescantonio iMondelli nella disserta-

vescovo Ulfilas giusta le liturgie orientali. Credesi che s. Leandro vescovo di Siviglia ne abbia fatta una nuova, secondo queste due prime
e secondo quella dei galli
:

zione,

Se

s.

Gregorio
insistito

VII

abbia

ragionevolmente
nella

sulla abo-

lizione della liturgia

mozzarabica
1792.
si
Il

s.

Isi-

Spagna,

Roma

car-

doro e s. Idelfonso gli diedero poi un grado novello di perfezione. Il


p.

dinal Xinienes arcivescovo


ledo,

di

Tomozmes-

temendo che non

perdesse

Flores nella sua


t.

Espana
missa

sagra-

affatto la

memoria

del

rito
il

da
glia

Ili,

diss.

de la
p.

and-

zarabico, ne fece stampare


sale a

de

Espana
la

187

e
s.

198,

d'avviso che

liturgia di

Lean-

viario nel

dro uon fosse pvnito diversa dalla mozzarabica, e che trattone alcuni riti di poca importanza, essa nulla
avesse di
orientali.

Toledo nel i5oo, ed il brei5o2, e fond nella cattedrale di Toledo una cappella, e
istitu

dei

canonici

per

celebrar
11

giornalmente

quell'officio.

p.

Le

comune con quella degli Nell'anno 563 il concilio


i

Brun

dice eh' in uso in sette chie-

se di quella citt,

ma

solamente pel

sacerBraga ordin che tutti doti celebrassero la messa secondo


di

giorno della festa del santo protettore. Per il portoghese Novaes asserisce
st
in sei

l'ordine
al

mandalo
Toledo
1'

dal

Papa

Vigilio
Il

vescovo Euterio o Probuturo.

che il rito mozzarabico reparrocchie di Toledo, per


dell'antichitj citando Al-

concilio di

dell'anno

633

memoria

ordin pure
il

uniformit e adott
il

messale ed
il

breviario che pors.

tano

nome
S.

di

Isidoro vescovo

di Siviglia.

Giuliano vescovo di

Toledo, morto nel 690, ritocc il messale che al pari del breviario fu detto gotico, perch era all'uso
de'goti,

varo Gomez nella Fila del cardinal Ximenes lib. 2; Aguirre, ConcilHisp. t. Ili, pag. 238, 256, 258 j Fleury, Hist. eccl. t. VII, p. 336: e Lambertini, De serv. Dei beali/, lib.

sale

e pi

comunemente
i

nioz-

zarabico,

dopo

l'ottavo secolo, dal


cristiani,
il

I, cap. V, n. 6. Questo mesmozzarabico stampato a Toledo per ordine del cardinal Ximenes, non mozzarabico puro,

nome

ch'ebbero
VOL.

che pre-

ma

bens

una mescolanza
e
di

di

mozil

sero per necessit XXXIX.

parlilo di vi-

zarabico

romano

gallicano;

66
quale
se di
tate.

LIT
roraano-gallicano
era
stalo

LIT
dominavano come
Spagna. nella ss. Quindi pure ne segue, cluLenndro ed Isidoio di Sivij^lia di
i

portato in Ispagiia dalle principes-

Francia che

ivi

eransi mariliturgie

Ma

lultoch

queste

lui

fratello,

componendo
non
misc^ro

la

litingia

fossero

molto

conformi

tia

loro

di Spagn.i,

mano
altro

nella

erano tuttavia moltissimo


in alcuni
lettera che ta

diiTcrcnti

sostanza di

quella che esisteva pri;

punti,
il

come
ai

si

lia

da una

ma

di

essi

non fecero
prefazi

che
vanriti

p.

Burriel dotto gesui-

aggiungere delle preghiere,


collette, dei
geli

alcune

pubblic intorno
trovati
in

monumenti

relativi ai

letterari

Ispagna. Si po-

ed
il

ai

diversi giorni

dell'anno;
i

tranno avere grandi cognizioni sopra questo punto, come pure sopra molte altre particolarit intorno le antichit ecclesiastiche di Spagna, nella raccolta dei
gotici
p.

per
zione,
la

senso delle preghiere,


l'oblazione,
la

essenziali,

consacra-

r adorazione
,

dell' Eucarsiin,
:

manoscritti
Il

dati in

luce dal p. Flores.

comunione ec. sono le slesse non sono dillerenli le conseguenze, che ne risultano. La congettuia del
Bona, che il rito della messa africana fosse somigliante al mozzarabico della Spagna, suscit la disputa tra gli eruditi, sostenendo altri che il rito della messa africana al romano. fosse in tutto simile

Lesley gesuita scozzese nel

lySS

fece

ristampare a

Roma

il

messale

mozzarabico, nel
li

quale opui che mozzarabico abbia servito di moal

dello

gallicano

ma
la

il

p.

Le

Brun che confront


zarabica con
all'altra,
la

messa moz-

gallicana, e

not

La messa africana
latina,

proviene

dalla

tuttoci ch'era

comune
il

all'una
Il

od
p.

prov

contraio.

Mabillon,
sa che

De

liturgia gallicana^ pen-

r ordine
del
il

gallicano

sia

pi
fatto

antico

mozzarabico.

Di

primieramente per avere ricevuto la fede da Roma, e per legAgogeisi nel sermone 227 di stino e. 4 "^ ^'^ Pa^chath, la conformit del rito africano col roma,.

mostr
tro

Le Brun, che nei quatprimi secoli nella Spagna si


p.

no, riportandosi dal santo

dottore
,

perfino

le

parole

del

prefazio

la

seguito l'ordine
to
sti

romano
i

nel quin-

vi

si

stabilirono

goti.

Ma

que-

pace data prima della comunione tenuto prima ( rito da' mozzarabi
del

avanti di cadere nell'arianpsimo,

prefazio),

la

recita dell'oraziola

avevano ricevuto daH' oriente e specialmente da Costantinopoli la fede


cristiana, per conseguenza la litur-

ne domenicale
cita

dopo

con'-aora,

zione, e ci che pi

del

monta la resimbolo, dopo essere stali


i

gia greca

Martino arcivescovo di Braga, Giovanni vescovo di Giro:

licenziati
la

catecumeni.

Lasciando
di
re-

na,

s.

Leandro arcivescovo
i

di

Si-

Chiesa a' vescovi la libert variare opporttmainente, salda


la

viglia,

quali tutti contribuirono


de' goti
stati

stando
crifizio,

forma essenziale del


la

sa-

alla

conversione

sul

fine

pot

chiesa d'Africa, nelosseralri

del

VI

secolo,

erano

istruiti

la

sua stretta adesione alle


di

nell'oriente.

Dunque erano
si

inclinati

vanze

Roma,

in

qualche cosa

a conservare la liturgia gotica, ch'e-

lontanarsi da quelle dello slesso


lo della

ra introdotta, e

trovava conforseguita
i

messa. Si attribuisce
al

l'ori-

me

alla

liturgia

gallicana

gine della messa africana


cipio del

prinla

nella

Gallia JNarbonese, dove

goti

secondo secolo

come

LIT
vera
tlnrnla a

LTT
il

67
?

tulio

secolo
i

ot-

tutte le chiese

si

credettero obbli-

Papi ritavo, epoca dalla quale conoscono la chiesa d'Africa variante

gate di conformarsi
dello polexa

essere fatto

Questo moda altri


,

dall'antica

disciplina sotto

il

gio-

go de' saraceni e de' patriarchi di Alessandria. Nel l. VI de' Eollandisti


jjlio,

che dagli apostoli? Gli eretici separandosi dalla Chiesa hanno ancoia
ri'^petlato la liturgia, cui
i

popoli eraintrodus-

in
vi

principio del

nic?c

di

lii-

no avvezzali; allora
sero
sicuri
i

solo

nn trattalo
sulle
di

storico e ero
liturgie
di
,

loro errori,

quando furono
ovile

iiologico

antiche
,

che

il

loro

Spagna
che.

de' goti

s.

Isidoro
e

della loro dottrina, la

prevenuto vedrebbe sen-

sulle liturgie

mozzarabiche
fatti

gre-

V. Spagna, Africa.
i

za stupore comparire nelle pubbliche pieghicre. Alterarono soltanto

Tutti

suesposti

dimosfiaal-

no, che in nessun secolo, n in

cun luogo del mondo stato mai


fcile

un piccolo numero di liturgie, ed modello originale conservato dai cattolici serv sempre di testimoil

introdurre cangiamenti nella

nianza contro
alla

novatori.

Quanto
dice
il

liturgia.

Dal

ristretto
si

compendio
il

liturgia dei protestanti,

delle

liturgie,

vede che

senso,

Bergier, che ci che noi affeimia-

l'andamento,

Io spirito d' esse

sono
sti-

mo
della

circa

1'

immutabilit della fede

sommamente
la
le,

uniformi, non ostante

Chiesa, fu reso evidente dalla

diversit
la

delle lingue e dello


e
le

condotta dei protestanti. Tosto che


presenza reale, ne vollero messa fosse un sacrifizio, hanno dovuto sopprimere le parole e le cerimonie della messa che attestavano la credenza contraria ; cos lola

distanza de' luoghi


de' secoli.

ri-

negarono
pi che

voluzioni
nella

Nell'Egitto e
Persia
e
nella
la

la

Siria,

nella

Grecia, in Italia e nelle


liturgia
fu

Gallie,

sempre celebrata dai sacerdoti, e non dai laici, con auguste cerimonie, e non come un pranzo comune. Scorgiamo ovunque altari
il

ro malgrado conobbero la forza di


questi del

segni usati

in tutte le chiese

consecrati ed abiti sacenlofali;


il

mondo, e professarono concordemente di romperla con esse. La


prima cosa che
abolire in
della
fece Lutero,
il

pane ed
il

vino
di

offerti

Dio
il

co-

fu di

me
ed

destinati

a diventare

corpo
l'in-

Wurtemberg
;

canone
le

sangue

Ges

Cristo;

messa

conserv

soltanto

vocazione

un

tal

con cui chiedesi a Dio cangiamento; la consecraadorazione


colle

parole della consecrazione, sebbene

continuasse a confessare
za

la

presen-

zione fatta colle parole del Salvatore;


l

reale, soppresse tuttoci

del

Sacramento
;

teva dare V idea di

che posacrifizio. Tut-

espressa con alcune preghiere, con

tavia conserv l'elevazione dell'ostia,

alcuni gesti

incensazioni

la

lasciando

la
;

libert di farla

od om-

comunione considerata come


vimento del corpo e sangue
s Cristo;
fizio,
i

ricedi

metterla

questo articolo caus de!

Ge-

nomi

di vittima, sacri-

rumore nel di lui partito; finalmente credette bene di sopprimerla.

immolazione, ec. Sarebbe avvenuto un tal fenomeno, se quan-

Zuiniglio
la
la

e Calvino

che negaritennero

vano
per

presenza

reale,

do
le

nel quinto secolo furono scritte


liturgie,

cena

la sola

orazione domep;i-

non

si

avesse avuto

un
cui

nicale e la lettura delle paiole del


l'Eucaristia,

antico e rispettabile

modello

abolirono tutto le

68
vea
conservato

LIT
Lufero
e
ala

LIT
hi
Pi

iole e le cerimonie che

in

Ginevra, e questa pure


i

se-

avanti

dopo
in

guirono costantemente
di

calvinisti
si

consecrazione.
ghilterra

E mi co

Vili

In-

F'rancia.
il

Nella Svezia

stabili

non avea messo propiianella liturgia;


se

subito
1,

luteranismo sotto Gustavo

niente
I

mano
sotto

ma

nel

e fu abolita la messa;

dopo molte
pubblicossi

549

Edoardo VI

ne fece

dispute
nel

cangiamenti
liturgia

nuova, in cui si levarono le preghiere del canone e della elevazione


dell'ostia;
vi
si

una

i5j6 una

present

cinava molto alla vi si prescriveva l'elevazione dell'ostia,

che si avvimessa romana ;

anche la comunione come l' alto del mangiare la carne e bere il sangue di Ges Cristo, e si peruise di lare la cena nelle case private. Vi si conservarono gli abiti sacernomi di messa e di altadotali, re, il pane azimo; ma si cambiarono molte preghiere, e si dichiar che il corpo di Gesi^i Cristo non che in cielo. L'anno i553 sotto la
i

e dichiaravasi che nell' uso


il

ri-

ceveasi
Cristo.
sta

Il

corpo e sangue di GesU p. Le Bruu ci diede queil


1. 7, p. 162 e seg. luteranismo prevalse

liturgia nel

In progresso
nella Svezia,
versi
essi

ma

luterani dei di-

paesi del nord

non hanno
ed

tra

alcuna forma
liturgia.

fissa

immuebal

tabile di

Nei

primi anni
Prussia

del corrente secolo in

regina

Maria,
la la

ch'era cattolica, fu

bero luogo nuove

liturgie,
si

ed

ristabilita

messa
fece

romana. L'anrimettere
in

presente in Germania

no i559
ra

regina Elisabetta, ch'e-

protestante,
la

vanno operando altri mutamenti con nuove sette. Perch fossero poi adottate
le

uso
le

liturgia di

che non fosse


il

Edoardo VI, volinsegnato n comdella

liturgie degli eretici,

necessarie in molti

paesi leggi,

furono mila

battuto
reale,
so.

doni ma
vi

presenza
sospesot-

naccie

pene,

supplizi;

niente di
:

ma

che fosse lasciato


si

simile aveasi altra volta veduto

Quasi non

pose
le

mano

to

Giacomo

I,

ma

gravi dissen-

sioni

sopravvenute

sotto

Carlo

messa romana, contro cui ta-nto declamarono protestanti, non ha fatto spargere sangue. Subito che un
i

in proposilo della liturgia, serviro-

no
re,

di

pretesto per farla abbraccia-

queste dissensioni continua-

rono sotto Cromwell. L'anno 1662 Carlo II fece regolare questa stessa liturgia di Edoardo VI; vi dichiar che
il

soltanto in

corpo di Ges Cristo cielo; vi si mise la

popolo fu cristiano, senza resistenche za ha ricevuto una liturgia esprimeva fedelmente la dottrina giammai si mise degli apostoli mano alla liturgia senza cambiar di credenza, ed stata sempre rimarcata l'epoca di questo cambia, ;

mento.

Col

consultare

e confron*

preghiei'a pei morti in termini


bigui, quindi molti
scrissero
gia.

am-

tare le liturgie di tutte le

eruditi

inglesi
litur-

nioni cristiane, ne risulta che


vi

comunon

molto contro questa


Scozia
i

alcuna

prova

piii

convincente

Non furono meno


nella
;

vive le disvi

dell'antichit, perpetuit,
bilit

immutanon solo
pro-

pule
rigidi,

ma come

della fede cattolica,


i

prevalsero

puritani
le

levarono

o calvinisti cerimonie; osla stessa

circa

dommi

contrastali dai

testanti,

ma

rispetto ad ogni altro

servano a un dipresso

ma-

punto

di credenza. F'.

Protestanti.
i

niera di celebrare che Calvino sta-

In Inghilterra [Vedi)

Puseisti

LIT
{^Ved)
,

LIT
za,

69

col

ripristinare molte ceri-

spinto dal rimorso di sua coscien-

monie e liturgie, si ravvicinano di molto al cattolicismo e camminano a gran passi a riunirsi al ma,

pubblic

la

confessione del suo


indirizzata al

fallo in

una
il

lettera

suo clero

grembo della Chiesa cattolica: ravvicinamento e l'unione della chiesa anglicana colla santa Sede, viene sperato dal gran movimento
terno
il

Con

essa

primo marzo i844abrog i suoi precedenti

la liturgia. Dichiar che alla sola santa Sede appartiene il cambiare o corregge-

ordini risguardanti

cattolico eh' nell' Inghilterra.

Lve-

re
di

riti

della

Chiesa, e

confess

tinam fat
scovi
nelle
alla

fiat.

noto

come

avere fatto abuso della

propria
e
tutti

della

chiesa

scismatico-slava

autorit,

come

di

aver traviato
quindi

provincie

che
riuniti

appartengono
in

scandalezzato.

Invit

Polonia^
nel

sinodo

a ritornare alle antiche


te

e consue-

1720, sotto la presidenza del nunzio apostolico, si riconciliarono colla Chiesa romana, modificando alcune parti della messa e della liturgia che decisioni furono confermate da Benedetto XIII. Al governo russo che regge
, ,

Zamosch

cerimonie della santa messa, sanzionate da un lungo uso ; non che


a

conformarsi

al

libro

intitolato

Ordine degli
compilalo dal nando, giusta

offici

della

Chiesa,

predecessore
i

Ferdi-

libri

della
di

pubblicati dal sinodo

messa Zamosch.
Illibia,
li-

a' nostri

giorni

alcune

di

queste
fatto

P.

Russia,
oltre

Scoiavoma,
ai

provinciCj co'suoi sforzi


di

venne
del
riti.

Ruteni. Quanto
turgici
,

libri

sacri e

condurre l'alto clero


ritornare
cosa
agli

paese

antichi
nel

La
la

qual
fedeli

produsse

1889
pei

desolante apostasia di tre milioni di


indotti

nell'errore

mapa-

dicemmo di sopra ne parlammo in diverdi Lisi articoli, come a quelli bro e Librerie, non che come si ornavano e custodivano. Chiamaquanto
,

neggi e per l'esempio


stori.

de' loro
di

si

liturgista quell'autore

La

sola

diocesi

era

rimasta fedele e

Chelma sommessa al

ta

delle diflerenli

che tratmaniere di celein

brare
leropo,

uflizio

divino

ciascun
in
so-

sommo
tiere di

Pontefice. Situata sulle fi'on-

in

ciascun

paese, ed
fra

Polonia, e poco dipoi sotal

ciascuna chiesa,

come

tanti

toposta

dominio russo,

erasi pre-

no
Biel

Durando,
,

Amalario, Gabriele

servata

dalle influenze scismatiche.

il

cardinale

Bona

Molon
,

Ora

a forza di pretensioni^ e pro-

aulove de' Piaggi li lurgici in Francia,


Bocquillol, de
altri

babilmente ancora a forza di mineccie, si giunse al punto di rincondurre Feliciano Szumborski vescovo di Chelma ad ingiungere al clero della sua diocesi, a' 12 agosto

Veri,

Le Brun

ed
ai

di

cui

facciamo

menzione

loro luoghi, alcuni de'quali

andia-

mo

registrare
di

nel seguente node'

vero, cio

alcuni

principali

1841,

il

ritorno

ai

riti

usali

autori di classiche opere liturgiche.

prima
sa

del sinodo di Zamosch, senper proscrivere l'obbedienza a! Papa. In fatta opportunit il prelato agi innocentemente e pecc solo per eccesso di confidenza. Pens'i

Mai
nabita

sar lodato abbastanza

il

bar-

consultore
riti

della congre-

gazione

vanto [Fedi),

tilobi

per, da

coraggioso

pastore.

Bartolomeo Ga-> perch giustamente ha esatto sempre ed esiger da tutta la posterit il nome di padrs
de'

70 dtUa
te

LIT
liturgia.
eli'

Li
solamenbri

T
Jouune Bona
S,

Per

riferiie

duo,

auctore

ci

al
le

nobtro

proposito e
impici^alo

R.

E. cardinali iac novissima edinotis, obser'


f're.

tacere qui

sue virt morali, olslato


egli

tione recoguilis, aneti

tre all'essere

valionibus

ac perpetuo
,

comlabore
prela-

da Clemente Vili ed Urbano Vili nella ricognizione ed emendazione


del

mentario historico
lico

critico,
et

dog'/a-

illustrati eie.

studio
ec.

breviario
eruditi

romano insieme
del

coi

d.

Roberti Sala
il

Nella

pi

suo

tempo,

fu

zione

celebre p.
la

Sala
notizie

non solo

mentre visse l'oracolo di tutto l'orbe cattolico consultato da tutte le chiese e da lutti gli ordini. Dopo morto, liturgisti che l'hanno
,
i

premise
ra del

vita

del cardinale,

ma

alcune importanti
tanto
alla

sull'ope-

medesimo. Per
parie
il

venire soldei
il

bibliografica
p.

seguito,

non hanno

fatto
i

che batpi cele-

liturgici,
p.

dice
in

Zaccaria che
ci

tere le sue pedate; ed


bri

Sala

tal

opera
quali

diede un
e
cattolici

di

si hanno fatto un pregio anche commentare le sue opere, come il chiarissimo p. Menati ( Vedi): onde a ragione il gran Benedello

catalogo degli scrittori

ed eterodossi,
littngia
(jui

trattato.

hanno L' uno e 1'


alcune

della
altro

inseriremo
quali

con

XIV,

inforuiatissiino

della scienza

giunte, le
ria

sono del Dai


e

poche Zaccacattolici
i

liturgica, lo saluta co' termini della

che

le distinse

coil'asterisco * co-

pi alta ammirazione:
rola,
il

nome

solo di

vale alla lode la

una paGavauto equipi compiuta in


in

me
si

pur noi dark principio,


liturgici,

faremo.

lasciando
si

libri

de' quali

ha una

questo
il

genere.

Cos'i

scrive

di

lui

buona
Tesoro

notizia

nel prospetto d'

un
nel

dotto

liturgico

Ferrigni-Pisone,

liturgico

pubblicato
greci.

Il

Giovanni Bona [Fedi) santamente, fregiato di rara dottrina, massime nelle opere liturgiche, di cui ce ne lasci assai applaudite ne scrisse la vita
cardinal
visse
:

i74Sdal dotto
ed anco
il

gesuita p.

Azevedo,

gli

scrittori
gli

Quindi
litur-

Zaccaria divide
in

scrittori

gici

due

classi,

cio gli antichi


i

sino al secolo

XV, ed
sino

moderni

in

latino

Luca

Bartolotti,

che fu

dal
e

secolo

XV
S.

a'suoi giorni,

stampata ad Asti nel 1677. Il celebre p. Francesco Antonio Zaccaria,

nel

seguente modo.
Isidoro
di

Scrittori antichi delle cose liturgiche.


scrisse
Il I.

nel

t.

IV

della Storia lettera-

Siviglia;

ria

d'Italia a p.

63

scrive:

sicco-

due

libri

de

dii'inis offciis.

me

ad

illustrare in

tutta
le

la esten-

sione
giche,

dell'argomento

cose litur-

pera supposta

Baronio s'indusse a crederla oal santo; ma da

non abbiamo

libro pi atto di
il

quello che ne diede


dinal

celebre carcos

Bona
d.

cistcrciense,

dobtenuti

biamo
al p.

essere

sommamente
Sala
di
la

e da Idelfonso di Sivisono tra gli scritti di lui noverati. 2. Ceda; un libro de officiis, tra le sue opere stampate

Braulione

glia

Roberto
per

Torino
edi-

in
s.

cistcrciense,

magnifica

zione che delle opere del cardinale

Colonia. Quesnello diss. 6 in Leoneni \l. n. 9, indegno il reputa di quel santo abbate; altrimenti

incominci nel
in

1747 a pubblicare
liturgicaruni
li-

lo j^iiidicano

il

Valesio
e.
;

in
il

Ann.
Mabiled
1]

Tonno
;

in

quattro tomi con que^

ad
lon

secr.

tQ titolo

Rerum

22 saec. HI. Bened.


hist. 5,

par.

I;

LIT
Cave VITI.
nella Storia
letteraria
,

LIT
sec.

rt

se;
sa

la
il

sua
cap.

disposizione della

mes-

questo lil>ro nella raccolta d'Iltoipio. 3. Albino Fiacco o Alenino; mi libro de diviiiis offciis pi volte stampato, e di dodici
intieri

Manca

capi accresciuto nell'edi-

zione lattane da Duchesne, va sotto


il

suo

nome
di

ma

opera cer-

tamente

autore ad Alcuino po4-

XL del libro de diviad Alcuino falsamente attribuito, io. Reginone Prumiense, De disciplinis ecclesiasticis^ libro da aggiungersi all'I Itorpio. 11. Bernone abbate, scrisse un libro de officio missae. * 12. S. Pier Damiani, il libro intitolato Dominiis vobiscum.
nis offciis, i3.
lo
Il

steriore di et.

Floro diacono:

Micrologo, scrittore del secoil

nella Biblioteca de'padri, ediz.Lugd.


p.

XI, su del quale sono a vedersi

62,

t.

XV,
in

leggesi

una sua spomissae


e
,

sizione

Canoncni
n.

la

quale molto
codici

pi copiosa in due

vaticani

927

3 j8.

Mabillon in ord. Rem. t. II p. 5, ed il Cave p. 537. ^. Ivone Carnotense. De ecclesiasticis sacramenlis ac offciis, et praecipuis per annuni
fcstis
libri

L'ittorpio

l'ha tralasciata. 5.
:

Walabl)ia-

sermones
mss.

XXXI.

Altri

suoi

{rido Strabene benedettino

a questa materia appar-

nio di
ciis,

lui

sia

un libro de divinis offde exordiis incrementis


.

teneuli,
re.

rammenta Antonio SandeBelg. par.


2
,

Bill.

pag.

28.

rerum
51.

ecclesiasticarum

6,

Carlo

i5.

Idelberto vescovo,

Cainien de

de sacrifcio missae et ratione ritunm Ecclesiae libellus in Alvuinum. Wolfango Lazio lo stamp in Anversa con altri opuscoli del

medesimo argomento l'anno i58o,


dice
il

nostro autore, o nel


il

i56o,

come

vuole

Cave,

il

quale non l'omal

nielte ec. L' Ittorpio nella prefazione


alla sua raccolta

rimprovera

Lazio

d'averlo falsamente ascritto a Carlo

Magno,

dice

essere lo stesso

Il Fabricio che nelprima edizione della Bibliografa antiquaria avealo stampato sotto il nome di Maurizio di Sens, credendolo inedito, conobbe egli stessa il suo errore e lasciollo nella ristampa. Onde non era bisogno che rOudino nel t. II, Convn. de script, eccl. e. 196, sei anni dopo facesse contro il Fabricio per tal cagione tanto rumore. * Oltre a

mysterio missae.
la

libro del falso Alcuino,


7.

Amalario
libri

di

Metz,

ma De

guasto.
dii'ini';

questo
le

una breve
della

sposizione
,

del-

parti

messa

che

manca
delle o-

offciis

IV,

quali fatto da

il compendio dei Gngliulmo Melmsbu-

neirittorpio.

V. l'edizione
16.

pere d'Ildeberto fatta dal benedettino Beaugendte.

nense mss, nella libreria Lambetana. Eclogae in ordineni romanuni seti de officio missae. Queste mancano nell'I ttorpio; stampelle il pri-

Ruperto ab-

bate,

De

divinis offciis libri XIF.

mo

il

Baluzio, e
t.

billon

Il,-

dopo lui il MaMus. hai. p, 549.

* 17. Pietro cluniacense , Nucleus de sacrificio missae. 18. Onorio di Autun, Gemma animae. * 19. Ugo-

Forse

autore di queste diverso dall'altio autore de'quattro libri. * 8. Alcune cose alla mesl'A

malarie

ne di s. Vittore, o altri che siane r autore, in Canoneni missae. 20. Innocenzo III, De mysterio missae^
librivi, ommessi dali'Ittorpio. 21.

sa attinenti

ha anco Piabano Maulibri ile

Guglielmo Durando o Purante^ /Jdtionale

ro ne'siioi

islilutione cleri-

divinomm

officioriim

va
se-

corum.

g.

Remigio

Aulisiodoren-

aggiunto airiUorpio, siccome

il

7*
ne Caionis
Scriltori

LIT
cana, per
sebio
la

LIT
sua che lampo ne!
Italico.
ci

guente. 22. Gabriele Bici, sposizioniissac.

Iltomdel Museo
Renaudot,
i

* 9.

Eula

ha

dato

vioderni
lilurgiche.

delle

cose

raccolta delle Liturgie

orientali in
liturgico

due tomi. *
di tutta la
ec.
i.

o.

Un

Codice

Raccoglitori

di liturgie,

di

Chiesa ha intrapreso pubblicare in Roma il dotto

Giovanni Coeleo , Specidiim aiiiiqnae dei'otionis circa missarn, i549, e in Venezia 1572 con giunte considerabili

ab.
di);

Giuseppe Luigi Asseniani [Vene abbiamo gi quattro volu-

d'autori, per opera di

Ni-

col Aurifico carmelitano. * 2.

Wol-

mi. Noteremo che l' opera s'incominci a stampare nel 17^1 con questo titolo: Codex liturgicus Ecclesiae universae ec. e fu compita.

fango Lazio

pubblic

in

Anversa
Sqy.

i56o una
li.

raccolta di vari opusco-

Questo
tano
i

codice universale
libri,

si

diviso
ripor-

Fabricio, Bibl. andq. pag.

in quindici

in

cui

Giorgio Cassandro nel i5Gi die fuori in Colonia 1' Ordine romano
3.

de
la

officio

missae,

il

Micrologo, e
voci
ecclesia-

spiegazione
nel

delle
4-

documenti nelle loro lingue originali con ima versione latina e con note. Vi si trova la storia degli autori sacri ed eccle,

stiche oscure.
cles,

Claudio de SainAnvei'sa stamp

siastici

del

p.

Ceillier
in

in

cui tratla

i562
s.

in
di

tasi

delle liturgie
Il

uso presso
volumi,
in

una

raccolta
di

antiche
e

liturgie
altri

chiesa latina.

Zaccaria ne avea
e
proposito.

come
s.

Jacopo
s.

degli

parlato
nel

nei

precedenti

apostoli, di

Basilio

Qlagno,

di

VI

torn a tenerne

Giovanni Crisostomo, e parecchi


de'padri e de' pi
greci sulla
recenti

Scrittori

dominatici

difesa
i

opuscoli
scrittori

del

sagrificio della messa, oltre

messa. 5. Mel1

cardinali
p.
sti.

Bellarmino

e Perron,

il

chiorre Itlorpio, nel


nia

568

in

Colo-

mise

luce

la

bella

raccolta,

Gordon e gli altri controversiI. Girolamo Emser svevo

Scriptores

de divinis
Ferrari,

Giovanni
giunte a
Parigi
nel

per offlciis, ristampata con

De canone
2.

iSgi e poi a Jacopo Pamelio, nel iSyi in Colonia in due tomi divulg il suo Lhurgicum,
nel

Roma

missae, Coloniae i533. Antonio Monchiaceno Pemochare dottore della Sorbona, De sacrificio

1610.

6.

missae, Parigi

i562.

3.

II

vescovo
ghese,
zia
1

Gaspare

Casalio

porto-

De

sacrificio ?nissae,
ec. 4-

Venesacro-

che

poi

nel

1609
e di
il

ristamp
7.
libii

con
rac-

562, Anversa

Michele Bre-

giunte
ci

e annotazioni.

Una

chingero,

De

augustissimo

colta di rituali

liturgi-

avea preparata

celebre

vinio,

ma

la

morte
il

l'imped

Panpubgli

blicarla. Oltre
altri
si
il

nostro autore e
lui
citati,

missae sacrificio, ec, Au versa. 5. Jacopo Bago fiammingo, De ven. Eucharistiae sacramento libri tres, Anversa 160 5.
sancto

scrittori

da

veggadella degli
te

Spiegatori

pii

generali
i
.

della

M. ]\Ia(Fei nell'opera Verona illustrata, dove parla


veronesi, p. 187. *8.Il
si

liturgia, delle cerimonie ec.


,

Fra-

scrittori

Maque-

billon
sta

approfitt molto
raccolta,
eh'

di

Girolamo Savonarola scrisse in italiano un tiattato del sagrifizio della messa che si stamp a
Firenze,
e

mss.

nella

Vati-

ristamp

in

Vinegia

LIT
1617. 1. Agoj547j slino Palrizij De ritibus Ecclesiae libri Ues ad Leoneni Papani X,
e<J

LIT
i638.
i3.

io

Parigi

Antonio

Pallotla,

75 Synrii 1

tagnia, seu iractatus

sacro rum

tuum

in

Vinegia Roma, Colonia, ec. Cristoforo Marcello arcivescovo di Corf se gli appropri, V. il Ma,

caeremoniarum, Roma 64 14. Francesco Vanderveken, Canon missae, Colonia i644' i^- Giamet

battista

Casali,

De

veteribus

cri-

billon,
t.

Conw.

in ord.

Rom.
alla

p.

5,
il

sli'anoruni

ritibus,

II

Mus.

Ital.

Ne

parla anche

1647.
sae,

16.

Roma i6^5 e Oliviero Bonarzio, De

Bayle nel

Dizionario

parola

Grassis. 3. Corrado Bruno,

De

cae-

remoiiiis libri sex, Rlagonza


4.

i548.

de sacrifcio misAnversa i653. 17. Francesco Maria INIagi chierico regolare, De


horis canonicis, et

Giovanni

Stefano Durant preTolosa,

sacris caeremoniis

obixi solitis in
Paler-

sidente

del senato di

De

Dei templis ac

nionasleriis,

ritibus ecclesiae catholicae libri tres,

Boma
pi
il

1591, Lione
luoghi.
Il

altri

p.

1675, e in Marlene e
t. I,

Morlier, Es.sais de lillrature

p.

44

^ seguenti, sostengono che


sia
il

il

vero autore

vescovo di Va-

bres Pietro Danetj

Dupin sta per Durant. 5. Fiorenzo Vanderhaer, Antiquitalnm lilitrgicanini Synlagnia, Dovai. 6. Giambattista Scorza della compagnia di Ges, De 1616. 7. sacrificio niissae, Lione Giovanni Visconti milanese, De aniiquis niissae ritibus, Milano 1620. 8. Gabriele Albaspineo vescovo di Orleans, Observatiomun ecclesiasticarum, ed altri opuscoli, g. Bartolomeo Gavanto barnabita, Thesaurus sacrorum rituum, Roma i63o
e in vari altri luoghi; poi illustrato

1654. 18. Zaccaria Pasqualigo chierico regolare, Synopsis veteruni religiosorum rituum, Parigi i663. 19. Giberto Grimaud, in francese scrisse della Sacra liturgia, Lione 1666. 20. Paolo Maria Quarti chierico regolare, Rubricae missalis romani commentariis illuslratae, Roma 1674, Giovanni Vinegia e 1727. 21. Grancolas dottor sorbonico. Delfrancese, Parigi l' antica liturgia, in
1697. 22.
nedettino,
tibus.
lot,

mo

Edmondo Marlene De antiquis ecclesiae


historique

beri-

23. Lazzaro

Andrea Bocquilde
la liturBlesse,

Traile

gie sacre,

ou de la

Parigi

dal dotto p. Melati chierico regolale,

Roma 1738
si

e Venezia.
pui'e
il

No-

teremo che
dio
delle

ha

CompeU'

1702. 24- Francesco Antonio Febei sacris Dissertationes de gesuita, liturgiae ritibus, Roma 1702. 25. De Molon, P^oyages liturgiques de ErancCj ou recherches faites en diverses villes da royaume, Lione 1707. 26. Claudio de Vert moSpienaco cluniacense, in francese gazione semplice, letterale e isterica delle cerimonie della Chiesa, Parigi 1706, 27. Enrico Pissart canonico regolare di s. Agostino,
,

cerimonie

ecclesiastiche

con le addizioni Merati, Venezia 1761 ed altrove. * io. CI. Villette, Les raisons de Vofjce t des crmonies,
(jui

del p. del p.

Gavanto

se soni

dans
i

l'eglise

calholique
i

apostolique roniaine, Parigi 161

Sacerdos evangelicus et expositio rubricarum missalis romani, Colo,

Rouen i638.
sa,

r.

Simon Vaz BarboLione 1637.


rego-

nia

1708, 1723.

28.

Pietro

Le

De
,

sacrifcio niissae,

Brun prete
in francese,

dell'oratorio di

Parigi,
letterale,

12. Luigi
lare

Navarino chierico

Spiegazione

Agnus

Eucharisticus, Lione

storica

dotnmatica

delle

preci

^4
e

LIT
cicliti

LIT
^

tcrimonie

messa

l'aiiyi
in

sciluet,

Gclatianutn,

et

anliqnunt

1716 tradotta,
Verona.
pesili la
,

riitaiii|);ita

Antonio Baldassarii 29. Liturgia sacra dilucidata,

Vinegia

gnor

Pompeo

1717 61723. 3o. MonsiS.wnelli, Sopra i ri-

ti della licsin, Venezia 1725. 3i. Benedetto XIII, Opuscola liturgi-

Gregorianum etc, qui et ipiam cani aliarum grntium Uturgiis contulit ad confiriuandam prue caeteris catliolicae Ecclesiae de Eucharistia doctrinam. Denique accedunt missale gotlcunij missale francorum, dico gallicana, et duo oninium vetustissimi Ecclesia rituales.
Il

ca,

Roma

1726. 32.
Poi-retta

F.

Serafino

Zac-

Capponi della
no, in italiano,

domenicaSacerdof in aeterdelle
cerivesti

caria

ne avea eruditamente pai lato nel t. I, p. 59 e seg. * 3. Della


antichit e pregi

num,

o
e

dichiarazione
delle

del

mo tic Roma
zione
et

della messa,

rio

veronese pubblicalo dal


liancliiiii

Sagramentap. Giucongregazio-

1729. 33. Monsignor Crispi arcivescovo di Ravenna , disserta-

seppe
stasio

della
t.

ne dell'ora torio nel


Bibliotecario,

IV

d' .\iia-

De

inysteriis evangeiicae legis

Dissertazione

sacramenti Encharistiae, ac sa-

apologetica tripartita del conte Gia-

crifidi missae,

Roma 1729
,

1734.

34. Ignazio Antonio Palou, in lin-

gua spagnuoia // sacerdote istruito ed ammaestrato nelV antichit,


origine, autorit
te le

como Acami, Roma 748- * 4- Monsignor Domenico Giorgi, De liturgia romani Pontificis Roma. * 5. Angelo Rocca, De sacra sumi ,

e pratica di tut-

cerimonie

della messa,

Va-

lenza

1738. 35. Prospero cardinal

Latnbertini o Benedetto
recalo in

XIV, Tratpoi

tato del sacrificio della messa,


Ialino,

Roma

174^- 36.
,

Euiiuannele Azevedo gesuita

Sy-

nopsis dnctriiiae de sacrosanto misdicto

mi Pontificis coaimunione sacrosanctam missam celebranlis , Roma. 6. Pietro Casola, Rationale caeremoniaruni missae Amhrosianae, Mila* no 4q9- 7- Carlo Sellala vescovo di Tortona, Spiegazione mistica de' riti ambrosiani appartenenti alla messa, 1612. 8. Lodovico An1

sae sacriticio a SS. D. iV". BeneXI F P. O. M. tam in no-

tonio Muratori, sianae ecclesiae,

De

ritibus anibro-

dissert.

LVII,

t.

IV,

no operts l'olumine, quani


sparsint traditae,

in aliis
1

Antiquit. Ital. 9. Giuseppe Antonio


Sassi, Epistola

Romae

749-

de
p.

ritu in

brosiana, Milano e
Illustratori di particolari liturgie.

Opu<:coli

del

missa amVenezia negli Caloger. * io.

Giovanili di Giovanni,

De

divinis

Liturgie occidentali,

i.

Ugo Me-

nardo benedettino, s. Gregorii AI. Sarmine/ifarium con noie eiuditissinie, Parigi 1624. 2. Lodovico Antonio Mnralori, Liturgia

1736. Mabillon, De liturgia gallicana, Parigi. * 12. Lo stesso, letofjciis,

siculorum
II. D.

Palermo

ifera

De

liturg-ae
I,

galUcanae abroI.

romana
ro-

gatione, toni.

oper. poit.

5, pag.

Venezia

1748. Noteremo che queliturgia

sto trattato sull'antica

mana
altre

confroiilata con

quella delle
titolo
:

5i3. * i3. Giovanni Pian gesuita, Tractitwi de liturgia mozarabica, Anversa t. VI julii, ristampato dal
p.

nazioni

poita

il

Li-

Bianchini in
ili

turgia

romana

vetus

Irla

sacra-

lo

^.

Maria,
lib.

Roma. i4- OnoraDe liiurgiis Eccle5,


diss.

mentaria complectens, Leonianuni,

siae laliiiae,

3,

a.

3.

LIT
5.

L1
par-

575

N. Floriot, Della messa


i.

Elmstad i652 e

rocchiale ^ in francese,
Liturgie orientali,
lazio,

Parigi 1699.

Leone Algrae-

De

libris

ecclesiasticis

coriim, Parigi

i645.

Dissertazioni
,

due ristampale
opera
di

in Amburgo per Giannalberto Fabricio nel

1699, cosi Far bricio, ma l'autore mette i552. 4< Gioacchino Hildebrando, De rilibus sacris, dissertazione, Elmstad i655. 5. Giovanni Friderici, Liturgia i'elus et nova, Jena i6o5. * 6. Nicol Piero

Sibbern,
c^iiibiis

De

libris

eccle-

1712. *
junii.

2.

Nicol

Raye
Ailazio,

gesuita,

siasticis, e

latinae eccleslae
diatriba, Vit-

Dissertalio praelindnaris

ad

t.

Il

ritus cogiioscere licei,

3.

Leone

sa praesantifcatoriim,
coiniiemoratione

nas1684. * 4-

De

temberg 1706. *
riiu
Ilist.

7.

Ottingero,
Kairo,
i.

De

missae
eccl.

in
p.

magno

Monsignor Antonelli, Consultalio de

Romani Pontificis
sacrificio
1

nesto

53 e seg. 8. GiannerGrabbe, De oblatione et conDissertazioni


di
s.

in puhblicis siipplicationibus, et sa-

sccratione Eucharistiae, ac de litur-

crosancto

missae

opiid

gia graeca.

due

coi

graecos cimi appendice, Roma 746. * 5. Eusebio ReiuiLulot, Dissertalio

frammenti
Cave,
sticis

Ireneo; all'Aja.
et ofjiciis

9.
alla

De

libris

ecclesia-

de syriacis melchitariini
taruin
collect.
litcrgiis,
l.

et

jacobiliturg.
il

graecorum, nell'appendice
p.
i

li

U tieni,
si

Storia letteraria

79

dell'edizio-

Ora

agli

eretici

passi,

ne

di

Ginevia

1720. io. Cristiano

p.

Sala nel

V
gli

paragrafo della preeretici

PfalT,

una disquisizione
agendis

De

liturgi-

fazione va

noverando
Il

ciis, missalibiis,

et libris ec-

quali di secolo in secolo dicbiarati


sonosi nemici della liluigia.
caria inlese accennare

clesiasticis ecclesiae orienta lis et oc-

Zaci

cidentalis vet.
dell' istituzione

et

modernae,
Storia
11.

in fine

quei

soli,

della

eccle-

quali

hanno opere stampate


di

di tal

siastica,

Tubinga

1721.

Giu-

materia, lasciando Lutero

e qual-

seppe Cinga in,


che.

Origini

ecclesiasti,

che altro
Editori
in

siml fatta.
liturgie,
i.

12. Leijdegario Mi\yei

Exp li-

di

Mattia

catio compendiosa, literalis, histori-

Piaccio stamp

un' antica liturgia,

Argentina nel

iSSj.

2.

Tomraccolta

ca caeremoniaruni ecilesiasticaruni^ Ziig 1737. Qui termina il Zaccaria,

maso Brett
sa
cristiana,

inglese,

una

avvertendo, che pi

altri trar-

delle principali

litmgie della Chie-

rann(jsi
Il

da questi
cardinale
(

stessi

autori.

Londra

17 io.

3.

b.

Giuseppe
la
si

Maria
proil

Giannalberto Fabricio, Litiirgiae ss. opostoUs Jacobo.Petro, Joanni,Matthaeo et oposlolicis viris Marco ac

Tom masi
titolo di

Vedi), per

sua

fonda scienza liturgica


principe
e

merit

dottore

della

Lucae

tribulae.

Cod. apocr. N. T.
e dissertatori,
Plessis,
i.

liturgia della Chiesa occidentale, co

parte 3,
lippo

Ambuigo 1743.
Fi-

me
lato

si
:

pu vedere

dal

libro intito-

Impugnatori

La

difesa dei libri liturgici

Morneo du

empio uo-

della

Ciiesa

romana,

e della sa-

mo,

sacra Eiicharislia. * 2. Giorgio Dorscheo, Mysaria missae


lilurgicae J.

De

disputationi

Georgii

Herbert, Argentorali
sita. 3.

i643, Jacopo Hildebrando,


Ecclesiae

oppo-

De

sa-

cra persona del ven. cardinale G. M. Tonimasi, Palermo 1723. Le sue opeie furono raccolte dal p. Vezzosi teatino suo correligioso , e stampate in Roma nel 174? ^^n
qucolo titolo; Fen.
viri

iris

publuis

pninitivae^

Josephi

Ma-

76
riac

LIT
Tlioimsii
et

LIT
reg.

cler.

S.

R.

E.
re-

guaglio,
tazione,

massime della
il

terza disser-

card, opera sponsoria,

omnia

eie ., in

quo

eh.

abbate

Arcangeli, a

antipionaria roinaiiae

pag.

337

e seg. del voi. XIII degli


B.o-

Ecdcsiae ad rns. Codices recewmil, aodsque auxU Aato'iius Franrifcus f-^ezzosi. Le opere lilurgiclie del
dotto
e
eli.

Annali

delle scienze religione,

ma

i84i- Nella mentovata


nella

.5</'//o-

grafia del Diclich,


delle opere

categoria

d.

Giovatiui

Diclich

liturgiche

da
vi

prodursi

ceremoniere nella basilica aroiprelale di s. Pietro, antica ed illustre


sede patriarcale di Venezia, e cooperatore in cura aniniaruni, sono

Deo

ja^enle alla luce,

la rispo-

sta del

medesimo

al

Supplimento,
li-

e pili osservazioni sulla dissertazio-

ne che d l'idea generale della


turgia, ed
il

pi note di quello che possa bastantemente celebrarsi coi nostri elogi ; le molte edizioni fatte di alcune delle medesime, e in breve tempo esaurite, ne mostrano pienamente l'utilit ed il merito. Il novero
h\

metodo di trattarla. Non dobbiamo per passare sotsilenzio


le

to

principali

lagnanze
diver-

scritte dal

oh. Diclich sulle

se edizioni del
sul

suo Dizionario,
i."

citato

Supplimento.

Sull'eegli

legge in

un

foglio

stampato nel
le

dizione del
si

Pagani

di Firenze,
il

184I,

intitolato

Bibliografia lilur-

lagna che dopo

vocabolo

De-

gica sacra, ove sono notate pure

opere inedite. Faremo menzione del Dizionario sacro liturgico celebi-e che in Venezia nel 834-1 835 fu
1

dicazione vi sono due lettere che avea collocate in vece al fine del

primo tomo
ci

della seconda edizione, che port altre conseguenze. Le

stampato per la terza volta, indi ristampato in Firenze. Da ultimo ha dato di piglio a scrivere la promessa
dissertazione intoino
piedi del
al

dette

due lettere avrebbero avuto luogo immediatamente dopo l'ar.Acqua, sua benedizione neldi cui
l'auvigilia dell'Epifania,

ticolo
la

bacio dei
in-

Papa, siccome sempre


riti

toie pubblic

un

piccolo rituale per


di

tento a difendere la Chiesa ne' sacri

confutare

la

opinione
voluto

quelli

suoi

ne' santi

suoi

co-

che

avrebbero

soppresso

stumi. Sulla quarta edizione di Fi-

renze se ne fece una quinta in Napoli


tti,

nel

1837

dalla

tipografia

Tedi

arricchita d'un quarto

tomo

breve Siipplimenlo colla data del 1840. questo lavoro del canonico Andrea Feriigni-Pisone, che .igglunse pure al supplimenlo tre
erudite dissertazioni
l'idea
;

tale antico rito dove vigeva, sebbene egli fu sempre di parere di non introdurlo ove non vi era, come non liturgia romana , dopo la bolla di s. Pio V. In questo

rito

voleva

corretto

quanto

scrisse

a tenore Benedetto XIV,

di la

la

prima
;

sulla
-

rubrica intorno alla croce da mergersi nell'acqua, cio che

impi

generale della
sui

liturgia

seconda

sensi

della

medesi
e

ma;
gressi

la

terza sull'origine

proectedi

non si porter da un fanciullo ammantato di velo di chiesa, ma sibbene dal diacono assistente alla detta
si

della
.

musica
Delle

sacra

clisiastica

due
tutte

ed prime

bened7ane.

Inoltre

il

Diclich

grav che
che tanta

in

detta edizione fiol'utile

memmo
pUiiitato

proposito nel
ce

principio
e del

rentina fosse
ce,

ommesso
fatica

indi-

quest'articolo; di

sup-

aveagli costato,

ne

diede

breve rag-

e l'aggiunta in

fine

d'un

competi

LIT
dio slorico sulla musica ecclesiaslica, perch quanto aliabuso eli essa ne avea traltafo all'articolo Mitiico, come eleicgenea all'opeia. 2." Sul

LIV
prete cardinale
nella
si

77
trova sctfoscriiio
nel
s.
i

bolla spedila

i35
Il

in fatir

sore del priorato di IVanlo da lnnocen70


quelli
il

Pietro

li.

Cardella

l'edizione

del

tipografo
in

Testa
si

di

Napoli,

che

lutto

diport
il

che registra questo cai dinaie tra di Pasquale li, dubila che

come

la

fiorentina, dichiar

Di-

nome

di

questo cardinale
v'^ede

sia al-

clich dispiacergli

non

solo che l'ag-

teralo.

rigni

di moiisig. Ferstampato nel 1840, mentre l'edizione portando l'epoca del 1837 diceva essere composta di tre volumi, ma che si fosse colsia

giunto Siipplimento
stato

LITZA.
saglia,
nella
,

vescovile di

Tes0-

diocesi
sia
la

dell' Illiria

rienlale

Ci^arcato

di

Mace-

donia, sotto
sa,

metropoli

di Laris-

eretta nel

IX
Si

secolo:

chiamasi

la

fiorentina

lodata

nei

suddetti

pure Jgraplia.
vescovi,
il

conoscono
sottoscrisse del

dna
nel

Annali^ mentre egli pojta opinione che il suo Dizionario so(Ii"i piuttosto deperimento colle nomiiale edizioni, modellale pi sulla seconda edizione del 1824, che sulla memorata terza.
gni,
il

primo

i564

la

deposizione

patriarca

Jcasaph ; il secondo chiamato Giuseppe sedeva nel 1721. Oritns christ.


t.

11, p.

Quanto
Diclicli

a monsig.

Feriial

129. LI Vello. Censo che

si

paga

eh.

rimarca che osalcuni


arti-

serv brevemente solo


coli

dell'opera di
far

e lo caric di

seconda edizione sarcasmi, ci che egli


scriver

non
il

quando
;

contro

Suppli mento
era

edizione

stata

mentre la ter7a aumentata di

padrone diretto de' beni stabili da chi ne gode il frullo. Dice il Muratori nella dis.ert. XXXVl, anticamente diievansi livelli che Enfiteusi {Vedi); rende ragione perch cos chiamati, e parla dei lii

velli gli

perpetui, e dei
di

livelli

dati da-

cinquanta e pi articoli e di molte correzioni, e perci doveasi preferire alla

ecclesiastici

Beni

di
:

Chiesa

(Pedi), colle debite facolt

Be-

precedente.
quest' articolo
voi.

Chiuderemo
notare,

col

XI 1 de'citali Annali a p. 807 si d conto dell'opera pubblicata in Lione nel i838


dal eh. ab. Chirat, curato di ]\eu-

che nel

KEPLACiTO APOSTOLICO c gli articoli relativi, Feudo, Cekso, Congbegaz!0>'i DEL Concilio e de' vescovi beGOLAEi. Sull'origine della voce lii'cllo non conviene col Cujacio che
lo

definisce Libellarium conti aduni

che porta per titolo Spirilo delie cerimonie della Chiesa j e che nel voi. XI, p. 144 s' paila della Liturgia sa era o sia gli usi e le antichit della Chiesa cattolica, col-ville,
:

esse venditicnem ,

quae

sit

scripiura
eie.

mterveniente certo pretio,


scriptura; et inde ncmen.
tori
la

Dixi

scripiura inte/venientej brevi scilicet


Il

Muranata
ossia

giudica

piuttosto
dal
si

essere
libello,

la loro signijcazione tratta da' sacri libri, dagli scritti de'


coli e

voce

livello,

primi sedocumenti autentici e codici rari, opera dei eh. Giuseppe JMarzohl, e Giuseppe Schneller, Lucerna iSSg. LITUSEiS'S, Cardinale. Litusens

supplica, la quale

pojgeva per
ne produce romani anti-

da

altri

ottenere con titolo d'enfiteusi qual-

che cosa immobile, e


erudizioni e prove.
chi
I

non conobbero le rendile perpetue costituite, perch l'imprestito

tH
<Ii

LIV
tlennro con
interesse era nd essi

LIV
Pancrazio che trovossl al brigandaggio d'Efeso nel 44q< soltoscrivendoiie le decisioni, sebbene se ne
ritratt

peinicsso soitnnio sollo nlciine condizioni

e modilicnzioni.

Sulla

fine

per dell'impelo, conosciuti ftiiono


i

nel concilio di
;

Cabedonia
sottoscrisse

censi
i

imposti sopra

fondi stnhili,

nel

4^'

Zaccaria che
la

livelli,

come
leggi

si

raccoglie da'conei
titoli

nel

536

.sentenza

pronunziata

dici

delle

romane
la

contro
tre
p.

dell* cnftensi.

Negli antichi

secoli,

Palestine.

Antimo, nel concilio delle Oriens chrixt. t. Ili,


(s.),

molti

pei-

sottrarre

roba

loro
iii

7G,

dai pubblici aggravi,


sacri

donavano

LIVINO
to

martire. Pio e dot-

luoghi

propri beni, e fra

poco ricevevano quegli slessi a livello, contralto che tornava in pioftto

vescovo di Scozia, che pass in I*'iandra a predicarvi il vangelo hvita,

gl" idolatii.

delle

due

parti.

re e

prin-

di

cipi

scorgendo ci
livelli,

fatto in

frode e

pregiudizio del loro fisco, vietarono


talvolta
tali
i

ma

poca
i

forza

ebbero
templi

loro editti.
le

Anche sacri decime una volta si


per
la

Annunziando la parola un gran numero terrilorii di di pagani verso Alost e di Haulhem. Conserv sempre una gran divozione verso s. Bavone, sulla tomba del quale a Gand
convert
i

pass trenta giorni in continue orazioni

davano

a livello

ragione del

prima
;

di

cominciare
la

la

sua

gius Patronnloi^P f(li). Chiamasi inoltre livello cpiell'assegno vitalizio, men-

missione

e siccome in sua
poesia,

giovi-

nezza avea collivato

com-

od annuo, che godono le monache, per disposizione de' loro gesile

pose un' elegia in onore di questo


santo eh' era morto pochi anni pii-

nitori,

parenti

o
usi

benefattori, pei
e bisogni.

loro particolari

o LIBIA. Sede vescovile prima Palestina, nella diocesi e patriarcato di Gerusalemme, sotdella
lo
la

LIVIA

ma. I pagani trucidarono s. Li vino a Esche nel 6 "9, e fu sepolto a Haulhem, lungi una lega in circn da Gand. Nel 1006 le sue reliquie furono trasportale a Gand nel monastero di
segnata
a'
s.

metropoli
secolo.

di

Cesarea,
la

eretta

Pietro, e

la

sua festa

nel

VI

Commanville
gli
Il

chiaSiria

nel martirologio

romano

ma

Res!eon

Ln-iae, e

orientali

\i noveml)re.

BelhHarant.
narra
p.

Terzi nella

LIVIZZANI
le.

Giuseppe, Cardina-

263, dice che Livia, celebre citt al di l del Giordano, nella trib di Gad, fu cos nominata da Erode Agrippa suo autore, e-

Giuseppe Modena da marchesi di


nel

Livizzani

nacque

in

nobile
tal

famiglia

dei

nome

de' signori

di

Livizzano, a'*20 marzo i6S8, e

mulando
via

la

vanit di suo padre,


il

})er

render pi chiaro

nome

di
;

Li-

fiore di sua giovent pertossi ad abitare a Roma, dove il cando-

madre di Tibeiio cesare altri dicono che la chiam Livia in memoria della sua seconda moglie. Fu edificata per frenare le incursioni
degli arabi, sul
te

re de'suoi costumi, la dolcezza del


tratto,
la

grazia e la soavit della


gli

favella,

conciliarono

incontae
dei

nente
tr

il

favore

de' grandi

vertice di

scosceso,

poco

lungi

un mondal mare
i ;

magnati. Fra coloro di cui inconil

genio,

uno

fu

il

cardinale
cui

Asfaltide. ^'e furono

vescovi Letaio

Fienaio

Imperiali, pel
prPS.so
il

che fu

al concilio di

Efeso nel 43

ebbe accesso

mezzo Papa Gle-

LI V

L V
I

79
riporta
a
p.

mrnle XIT, die conosciutone il menel eltlto 1780 lo lilo, fippena


fece seyitinrio ilella
lo
ci (la,

principe Odescalschi

quindi
refe-

annover

tra

suoi

camerieri
tra
i

segreti, e nell'anno

1784

i6 della Descrizione (iella diaconia de ss. Filo e Modesto. LIVIZZAKI Cahlo, Cardinale. Carlo Livizzani nacque in IModena

rendari dell'una
tura.

e dell altra segnala

Manifestatasi frattanto

sua

integriti, e l'instancabile
e

vigilanza

destrezza
fu

alTari,

con cui trattava gli promosso a segretario


ed
a

'

primo novembre 1722, dal mare dalla nobil donna contessa Teresa Forni. In et giovanile chiamato a Roma dal marchese Giuseppe suo zio pail

chese Ippolito,

de' confini,
la

segretario

del-

terno, allora

prelato,

e poi

come

congregazione
collegio.
la

concistoriale

e Bea-

dicemmo
di

nella precedente biografia

del sacro

Ammiiando
singolare
de'

cardinale, aflne d'iniziarlo negli stue


nelle scienze,

nedetto
bilit,

XIV
fece

sua

ne

flsce

profitto

lo

segretario

me-

nel

collegio ISazareno, e recit

due

moriali,

nel

qual
gli

cospicuo
riusc

posto

orazioni

nella

cappella

pontificia,

palatino

non

diUicile di

cio nella terza festa di


aprile 174')
to collegio,

Pasqua a'4
di det-

incontrare l'universale
ne, attesa singolarmente
t

soddisfaziol'alTaliiii-

come con vittoje


nel
Di<''gg'o

giorno dell'Ascen-

lale

buona grazia a onde era usato


celerit

lui

connatui

sione

a'

'74^> perch

accogliere

destinato dal

ricorrenti, e la

diligenza
e

palazzo,

maestro del sacro ed ambedue avanti Benep.

con

cui

li

rimandava contenti

nedelto XIV.
fece
e

soddisfatti, ci

che per eseguire con

maggior esattezza, rinunzi spontaneamente la segreteria del sacro


che per lo spazio di tre anni aveva ritenuta insieme con quella de'memoriali. In ricompensa finalmente del raro suo merito. Benedetto XIV a' 26 novembre
collegio,

Questi nel 1746 lo canonico di s. Maria Maggiore, nel giugno cameriere d'onore in

abito

paonazzo,
la

destinandolo

nel

seguente anno ablegato


a

a Lisbona
al

portai-e

berretta rossa
;

car-

dinal
gli
ti

II
i

Manoel d'Atalaja quindi agennaio 1753 lo annover


prelati
fu

referendari.

Successi-

1753
ss.

lo

cre diacono cardinale dei


titolo

vamente

ponente del buon godel

Vito e Modesto, confermandolo


col
di

verno, e votante

supremo

tri-

nella carica
gretario.
la

pro-se-

Applaud
alla

tutta

sua esaltazione,
lutto,
la

Roma alma non and


allegrezza

guari che
successe
il

comime

bunale della segnatnia di giustizia. Clemente XIII nel 1766 lo ascrised in di camera, se tra' chierici premio delle sue fatiche, Pio VI

perch dopo circa

quattro mesi
la

stessa

citt

a'

morte lo rap nel20 venendo il 21


et di
sessantasei
fu

marzo 1754,
anni.
pei
Il

in

suo

cadavere

esposto
8.

promosse alla presicol grado di protonotario apostolico soprannumerario, ed a'i4 febbraio 1785 lo cre cardinale diacono. Siccome il Liviznel

1778

lo

denza d Urbino,

funerali

nella chiesa di

Marcon
soil

zani erasi
fu spedito
al

portato
il

in

Roma,

cos

cello,

poi fu sepolto nella

sua dia-

corriere

conia, in mezzo alla un semplice epitafio,

chiesa^
scolpito
,

nobile

parentado Pio

Andrea Novi Modena, in


conferita

colla notizia di sua esaltazione. Gli

pra una

lapide sepolcrale

che

venne

da

VI

per

8o

LIV
s.

LIV
Adriano, e

diaconia la chiesa di

1800
cedette

fu

eletto
in

Pio VII, che pre-

poco dopo fatto prefetto delle acque, paludi pontine e chiane; passato poscia
riale,

Roma,

funzione del

nel
il

1794 Papa
s.

all'ordine
gli

presbitetitolo
la

mero

5j
il

ed assist alla suo possesso. Il nudel Diario di Roma


cardinale solfrendo
in

die

in

dice che

da
sa-

chiesa di

Silvestro

in

Capite.

molto tempo
lirono al petto,

una

gamba una
umori
sagra-

Carletti

di questa d. Giuseppe non solo gli dedic l'opera nel 1795 coH'arme del carduiale nel frontespizio, consistente in un leone rampante su sei monti, ma

Lo

storico

piaga, questa chiusasi, gli

onde

coi san^i

a
la

p.

9.12 ci diede

alcune sue norettitudine,


la

tizie,

e nella dedica lo celebr per


la
l'il-

menti e benedizione apostolica, moil primo ri d' anni circa ottanta luglio 1802. INel numero i58 poi del Diario si descrivono gli onori funebri e quelli solenni resi al suo
,

moderazione,

cadavere nella chiesa titolare di


Silvestro, ove
si

s.

libatezza

de'costumi,

prudenza,

rec ad assistervi
la

ed altre doli ; di far parte di nove congregazioni cardinalizie (compresa


quella del
delle
s.

Pio VII, cantando


assoluzioni.

messa
il

il

carle

dinal FirraOj e facendo

Papa
ove

officio),

e
;

di di

Dopo

la

funzione
chiesa,

fu
gli

una

quali

fu
all'

prefetto

tumulalo
fu
Ivi
le

nell'istessa

essere
collegio

proposto
dell'

economia del e seminario romano, proordine


nel
cistcrciense,

eretta

un' iscrizione
si

onorevole.
il

pure

dice avere

cardina-

tettore

e
di

lasciato sua erede


di

universale la

della
s.

congregazione
(

riformata

congregazione
di

propaganda fide
beneficato
1*

Bernardo

t.

IX,

p.

4'23,
il

cui era

membro,
lasciato

Connuado

Bull. Roin.

abbiamo

familiari, e

annuo
al

asse-

breve di Pio VI, Nos alias ad diriinenda dissidia, che conferma i


decreti

gnamento
ziere
te
,

di cento piastre al cau-

datario, al cameriere

ed

creden-

dal

cardinale
le

fatti

sulla

oltre la celebrazione di
la

mol-

controversia fra

provincie romatal

messe. Oi-a

nobile

famiglia
la

na

e piemontese di
chiusa
s.

congrega-

Livizzani
di

estinta

per

morte

zione); del regno e collegio d'Irlan-

tre illustri individui

mancati nel

ed ordine agostiMatteo in Merulana. Dipoi fu fatto anco protettore delda, della

niano in

184^5 ed era una delle pili illustri ed antiche di JModena, che contava pi di cinque secoli di antichit provata.

la

confraternita
Ascoli

del

ss.

Corpo

di
,

Cristo in

della

Marca

LIVORNI A. Croverno

di

Russia in

del monastero

delle cappuccine in

armate repubblicane francesi, e preso Pio VI prigioniero, nel mese di aprile fu obbligato
dalle
il

Monte 1798

Castrilio.

Invasa

Roma

nel

Europa, il di cui capoluogo Riga [Fedi)i una delle provincie del Baltico ebbe gi il titolo di dupresente l' imperatore cato, ed al delle Russie l' annovera nominati:

cardinale ripatriare, arrivando in


ai
i

vamente

fra

suoi principati, insie-

Modena
ni, e

3 di detto mese, dopo

me

all'Estonia ch'era della Svezia.

un'assenza di cinquantaquattro an-

pot rivedere il fratello primogenito marchese Paolo. Si port al

Dividesi in cinque disti'etti, Arensburg.Dorpat, Pernau, Riga e Wen-

den.
no,

in generale

un paese

piaal

conclave di Venezia, ove nel marzo

non vedendosi che poche

tu-

LIV
ree poco
iid

LIV
La
Dvvina del
il

osservabili.

la

met

del secolo Xlf,

quando

fu

che traccia in parte

conline
af-

invaso dai danesi. Altri dicono, che


alcuni

tneridioBale,

ed
il

il

Pedez suo

mercanti
i

di

Lubecca e
che
nella
il

di

fluente; l'Aa che attraversa la parte


centrale, ed

Brema furono
il
I

primi,
e

verso
stessa

Pernau che scorre


i

i58 penetrarono nella Livonia,


negoziare,
vi

nel nord, ne sono

principali corsi

affine di

d'acqua, tutti tributari del golfo di

occasione
gelo.
11

propagarono

van-

Livonia

l'Embach
11

il

pi consiscaricano

derabile di quelli che


nel Peipus.

si

golfo di Livonia, in-

primo vescovo del paese fu Meuardo o Mainardo, monaco e canonico di Segeberg, nativo di Labeck, che venne cousecrato dall'ar-

ternamento del mare Baltico, le cui sono Abro, Ruuo e Kin, per lungo tempo non fu frequentato che dai soli abit;mli delle
isole principali

civescovo di Biema, e stabil la sua


cattedrale a Uxckel
tribuisce la
;

a lui

si

at-

predicazione delia fede.

verso la met del secolo ; una nave di Brema, spinla da una tempesta sino all' imboccatura delia Dwina, lo fece in tal modo conoscere ai tedeschi. Nella Li-

sue coste

A
t

questi succedette Bertoldo abbate


il

Xll

cisterciensej
di

quale fabbric
il

la cit-

Riga, ed
I

suo

successole

Alberto

la

fortific.

Fu

questo

vonia,
al

come

negli altri
vi
si

paesi vicini

vescovo che chiam in suo aiuto i cavalieri Porla-spade o spadaccini

Baltico,

osserva in gran
e
l,

di

Livonia,

l'ordine de' quali


i

quantit, sparsi

qua

grandi

avea avuto origine nel


opera di Bertoldo,
tale
il

197

per

massi
riviere
si
;

di

granito
i

ed

o di gneiss. Le laghi sono assai pesco-

quale riun
cristiane-

milizia cristiana per difendere

le

foreste

abbondano
siti

di selvagin cui
l'a-

quelli

che professavano

il

giume. Vi sono molti


sentano

simo, indi approvato

nel
111.

1204 o
Alberto
I

gricoltura fece progressi, e che pre-

i2o5 da Innocenzo
ricevette

un aspetto

deliziosissimo.
circa

da
essi

essi

voti,

e loro pre-

Conta questo governo

575,000
oggi

scrisse la regola cistcrciense,

unen-

abitanti, che altri fanno ascendere

a 737,800, fra lettoni,


paese, tedeschi e russi.

livii,

assai diminuiti, estonii, originari del

La

nobilt

per difendersi contro gli abitanti del paese, ch'erano ancora barbari e idolatri. Laonde questi cavalieri molto contribuirono iu
dosi

con

numerosa, distinta pel suo spirito ed i suoi lumi, quasi tutta di


origine tedesca

seguito alla
degli abitanti

conversione
alla

di

parte
11

fede cattolica.

popolo in generale povero e poco incivilito. Dal 1804 la sol te del paesano, vero
;

il

Rinaldi all'anno

schiavo,

si

molto migliorata; nel

1823 quasi ottantamila ricevettero la loro libert. Evvi una universit


a Dorpat, e nelle altre citt
vi so-

1207, n. 4, nati'a che Innocenzo 111 mentre dimorava in Viterbo, apprese la lieta novella che per opera dell' arcivescovo Lundense, da lui mandato in Livonia, gli abitanti aveauo abbraccialo la fede e tutti ricevuto
il

bat-

no
de

de' tribunali

civili in

cui

si

ren-

tesimo. Indi all'anno


dice che
nia,

1220,

n.

38,

giustizia. Pviga
si

la sola

piazza

Onorio sped

nella Livo-

in cui

fa

un

esteso

commercio.
sconosciuto
sino

Questo paese
al

rest

evangelici,

Estonia e Prussia predicatori scrivendo agli abbati,

restante dell'Europa

dopo

preposti e priori cisterciensi che iu

VOL, xxxix.

8z
tale
zelo.
oj)(>ia

LIV
ponessero tulio
il

LIV
il
i

loro

17.61

<:<il

nome
in

di

Urbano IV.
l"u

Al-

Autorizz

Papa
col

vescovi

tro

legato

Livonia

Isidoio

ad inviarvi
rituale dei

religiosi

consenso

arcivescovo di
le,

Kiovia poi cardinarest sotto

de' loro superiori, pel vantaggio spiallivonii, cojieedendo per r Estonia al vescovo trettanto Kevellese. Indi il Rinaldi all'anno i?.22, n. 4o, racconta che venendo
i

per destinazione di Eugenio iV.

La Livonia
nio del

il

domi-

gran maestro dell' ordine Teutonico [Fedi) per pi di trecent'anni e veniva governala da
,

cristiani

di

Livonia

tril)olali

un

neramente perseguitati dai pagiiiii, Onoiio 111 con sue lettere incit sassoni contro di essi, concedendo a chi prendeva le armi, le induli

bunla
velli

genze concesse ai crociati di Terrariprendendo cavalieri templari, perch recavano danni ai no;

maestro |)arlicolare; ma nel Guglielmo di Pleltemberg \~M?) XLI maestro particolaie di Livonia, mediante una sf)mina- di denaro pagata ad Alberto margravio di Brandebiugo, gran maestro dell'ordine teutonico, divent sovrano della Livonia, venendo anche creato

cristiani di Livonia. iNel 1220 Onorio IH spedi legato apostolico in Livonia con ampie facolt il vescovo di Modena G agli timo [redi), p(ji da Innocenzo IV creato cardinale. Dell'immenso bene ch'egli foce

principe dell' impero. Altri

scri-

vono, che avendo

Alberto

abbanper se-

donato
guire

la religione cattolica

gli

errori

di

Lutero, sposani

do una sua concubina,


porta-spade
di

cavalieri

mediante una
ordine
i

somma
nel

in Livonia e nelle altre limitrofe gioni,


grafia.

re-

denaro

si

libeiarono dall' obbeteutonico

ne parlammo

alla
i

sua

bio-

dienza

dell'

Non
i

trovandosi

cavalieri
forti

lor La- spade

abbastanza
livonii
si

per

cavalieri governai525. Quindi rono la Livonia a mezzo de' com-

difendere

cattolici
ai

contro

mendatori

sotto

l'autorit

d'un

g' infedeli,

unirono

cavalieri

proprio gran maestro, i'oco tempo

dell'ordine

teutonico, ci che ap-

prov Gregorio IX nel


in
tal

1237;

ed

modo
gran
fiss

la

Livonia fu soggetdell'ordine,
residenza in Prusteutonici
i

dupo Ivan IV gran piincipe di .Moscovia e primo czar, incominci a devastare la Livonia, ed entrato
egli

tata

al

maestro
la

stesso

nella provincia alla testa

che poi
sia,

dai

cavalieri

conquiarci-

d'una numerosa armata, s'impadromanomise il molte piazze iii di


,

stata.

Pel

contrario

vescovi di
all'

paese per alcuni anni, e fece

pri-

Prussia furono sottomessi


fragane!,

gione

vescovo di Riga, in qualit di suf-

ma

ci
1

succedette

molto
Livunia

tempo dopo.
Mo

vescovi di

divennero suffraganei dell'arcivescodi Gnesna, ed ebbero successori sino agli ultimi anni del secolo passalo. Il Papa Innocenzo IV nel

gran maestro dell' ordine Guglielmo di Furstemberg. 1 cavalieri porta spade elessero in sua vece Guglielmo o (oltardo Keller oKottler, che vedendo di non poil

tere resistere ai
in

moscoviti,

chiam

I25i nomin legalo apostolico Jacopo Pantaleoue, e 1' invi in Pouierania, Livonia e Prussia
,

suo soccorso Sigismondo li re U quale ai di Polonia nel i557 consen di prendere le armi in di
,

lui

favore, a condizione che


allft

la Li-

nieri-

vonia venisse ceduta

Polonia
11

laud

di essee elello Puulcfice

nel

ed

al

granducato

di

Lituania.

LIV
timore
scovili,
ili

LIV
vescovo
scovo nel
di

83
a'

cadere nelle luani de' nioobblig il tnaeslio dell'orLivoiiia

Livonia

22

giugno

dine

iiollrt

ad

accettale

il

duro
J'

|)aitito,

riccveudo in cambio
dc^i

1733. Giuseppe Puzina fatto veAntonio Cesimi174*^ IO Oslrowski d'Ostrou diocesi di


Posnania, eletto nel 1753.

invesliltJia

ducali di Cuilanpoi lu-

Stefano

dia e Seinigallia, facendosi terano.

Giedroyc

della

Cos ebbe termine l'ordine


de' cavalieri

traslato dal

Vilna , vescovato d' Uranopoli


di

diocesi

militale

{f
sia

e(i).

Hcntoslo
in

la

Svezia e
delle

Porla-spadc la RuspretenIft

in jiarlibus hel
tia

1765. Atitonio MatSierakowski della diocesi di

misero

campo

sioni

su questa c<jiitiada, quindi

Plocko fatto Vescovo nel 1778. Giuseppe Rossakowki della diocesi di


Vilna, ti-aslato da Cinna in partibus e suthaganeo Trocense, fatto vescovo a' 17 .settembre 178 e. A
questi fu dato
in

Livonia venne dispulala acremente

da quelle

tre

potenze, biicli

il

ce*

lebie Stefano Balori re di Polonia,

desi
1

moscoviti ma gli svene scacci se ne resero padroni nel 1617.


i :

sufFraganeo Gior-

moscoviti
sulla
di

indi

cedettero

loro

gio Povplowski della diocesi di Vilna, fatto vescovo di Alalia in par-

diritti

Livonia

VII le
l'atuio

Polonia nel

ad Uladislao i634, e nelil

seguente

q^uesto re fece

trattalo di

Slnmsdorf

cogli svedesi.
in

Questcj trattato consisteva tiegua, die durar


lino al

una

doveva teiUisei i66i, egli svedesi dovevano possedere durante un tal lenjpo ci die avevano al setanni, cio

1780. Altro sufFraganeo Curonia fu nominato Adamo Corvin Kossakoaski della diocesi di Vilna fatto vescovo di Limira in partibus nel i79>. Questi furono gli ultimi vescovi
tibus nel

nel ducato di

cattolici

di

Livonia.
civili

/^.

il

Gruber,
Livonia,
cat-

Origini sacre e

di

Francfbrt
tolica
cie

I74' La gerarchia
in
tel

tentrione della

quale paese fu loro poscia intieramente ceduto colla pace di Oliva nel 1660,
il

Dwina,

fu abolita

queste provin-

per la prima volta


il

1572,

e
di

lo

conservarono per qualche temI il

protestantismo fu introdotto sotto Alberto ultimo arcivescovo di R.iga, per


l'

quando

po. In fine Pietro

Grande, czar

apostasia

del

Moscovia, conquist sugli svedesi

la Livonia,

dopo
il

la

battaglia di Pul-

tava,

e gliene fu confermato defi-

nitivamente
di

possesso pel trattato

Nej'stadt del

lysr. Uiia piccola

maestro de' cavalieri porta-spade, il nominato Furstemberg, seguendo l'esempio di Alberto di Brandburgo gi-an maestro de' cavalieri teutonici. Dipoi al principio del secolo

porzione di questa provincia, ch'eia ancora soggetta alla Polonia, fu


jiure riunita alla

XV
ec,

li,

sotto

il

regno di
di

Sigis-

mondo IH
zia
il

re di Polonia,

Sve-

Ora
.sato,

Russia nel 1773. passeremo a notare gli ultimi


pasregistrati

celebre

gran

generale

vescovi di Livonia del secolo


cio quelli

Carlo Chodkiewicz ricuper questa provincia alla Polonia, e di nuovo


fu formato
il

nelle angli

nuali Notzie di
ticoli

Roma,

sotto

ar-

il vescovato d Livonia, quale dur fino ai tempi infelici

Livonia e Livonia nella Cur-

dello

smembramento
il

di Polonia. Al-

ia n dia.

lora

vescovato, e poco dopo l'ar-

Costantino Moszynski dell'ordine


di
s.

civescovato di

Mohilow essendo
la

fou-

Paolo primo

eremita,

fallo

dalo sotto Caterina II per

Rus-

84

LIV
ni

LIV
e

sia o Piutenia bianca e la Lvonia polacca, passate alla Russia pel pii-

primi

provvedimenti granduchi ,

fecero

pure

non

essendosi

mo smembramento

di

Polonia

il

perci migliorato lo stato fisico del


paese, pregiudicato ancora
gni palustri.

vescovato di Livonia fu estinto.

da

rista-

LIVORNO

(Liburnen).

Citt

Ma

merc

la progressi-

con residenza vescovile del granducato di Toscana, nella provincia di Pisa, con porto sul Mediterraneo
frequentatissimo; citt

contigua campagna,
to
sce,

va bonificazione dei marazzi e della il miglioramendell'aria

sensibilmente progredi-

magnifica e spaziosa, attraversata da un canale navigabile. E pure residenza di un


civile e militare, di tutti

governatore
i

consoli

delle

potenze amiche,

bench esposto Livorno ai venti e ad un clima incostante. 11 mare di Livorno ricco d'ogni sorta di pesce, ed una met della sua campagna ben coltivata e fertile, essendo
il

di di

un magistrato civile e consolare, una camera di commercio, esdi

resto del terreno alquanto

ingrato,

preferendo

livornesi
.

il

sendo capoluogo di comunit e


giurisdizione nel
Pisa.

compartimento

di

commercio all' agricoltura Ogni qualvolta uno considera ci ch'era


Livorno innanzi
il

situato Livorno sull'estreri-

regno

di Ferdi-

ma
no

che faceva paro dal lato di ostro al colmato


lingua di terra
del

se-

Porto- pisano
le

fra

la

foce

nando I, e ci eh ' divenuto regnando r attuale granduca Leopoldo II; quando si voglia confrontare
Livorno nel secolo
in

dell'Arno e
glia distante

diramazioni pi de-

XV,

consistente

presse de' monti livornesi,

56 mi-

un

piccolo

scalo

da

pochi
,

da Firenze, e i3 da Pisa. Quanto al clima di Livorno e della sua campagna, quando era
in fiore
il

meschini

marinari
secolo

abitalo

e con
per
e

Livorno del per fortuna ,


lustro di

XIX,
e

ricco

per

numero
,

Porto-pisano, di cui Lifatto

abitatori
di

per

quantit

vorno ha

parte integrante,

il

bellezza

edifizi

pubblici

clima non doveva essere malsano, siccome tale divenne ne^secoli successivi, allorquando and a poco a

privati,
alla
dirsi
le

con

una

popolazione
di

che

sola capitale

Toscana pu

seconda, s'inarcher di stupore

poco ostruendosi quel seno di mare, sino a che si convert in altrettanti


pestilenti raaraz-zi.
11

ciglia nel riscontrare in tanta


s

me-

tamorfosi di

fatto gigantesco svi-

perch
e del-

luppo

la

prova pi evidente e pi
la tutela di

ad onta
le

delle grandi spese


state

solenne di quali frutti


venir madre.

una

franchigie

dalla

repuba
colostabidistret-

costante libert industriale possa di-

blica

fiorentina
si

concesse
recati

L'elemento del com-

ro
lirsi

che
in

fossero

mercio, che dall'emporio di Livorno

Livorno

o nel suo
la

to,
si

ad onta

dei provvedimenti precattiva dispo-

per correggere

sizione dell'aria e del crescente

imtut-

Toscana intiera vitalit trasfonde e vigoria, potrebbe equipararsi alle funzioni del cuore in un corpo animato, donde per due vie la
alla

paludamento
toci

del littorale a setten-

circolazione

si

opera del sangue.


fra
le

trione di Livorno, nel

non ostante
di

La

posizione geografica di Livorno

clima
i

Porto pisano

senza dubbio
trovasi la

pi

felici

pi presto

cittadini

mancavano,

favorevoli del Mediterraneo, perch


essa

o infermi vivevano. Tali coucessio*

pi centrale

delle

LIV
coste italiane^ e per la

LIV
Tariet dei
si

85
primo giro
di

un paese aperto.

Il

generi d'esportazione che ivi

tro-

vano.

Bench

il

commercio
a

di de-

opera della repubblica fiorentina, che lo compi


fu
alla

mura merlate
met

posilo fu tolto

Livorno, alcuni
d'Italia.

del secolo

XV. A

quel-

dicono ch' destinato ad essere, se non


lo ,
il

l'epoca la terra di Livorno fu rin-

primo porto

Ci non

chiusa in un perimetro di circa


terzi

ostante a lode della verit dobbia-

di

miglio con

sole

due due por-

mo mo

aggiungere, che

il

porto di Mar reso


il

siglia a' nostri

giomi

si

pri-

mercato del IMedi terraneo, commari dipendenti, e che il porto di Livorno nel prospetto comparato dei movimento commerciale, ultimamente redatto dei quindici principali porti del Mediterraneo, Adriatico, Arcipelago, e Mar Nero,
presi
i

te. 11 secondo cerchio della citt ebbe principio nel i57 7 sotto Francesco I, avendo benedetto la prima pietra l'arcivescovo di Pisa Barto-

lomeo Giugni.

Ma

tal cinta

di

musino

ra rest lunghi anni a che Ferdinando


del
1,

sospesa,
fra
il

lo spirare

secolo
vi

XVI
fece
il

sorgere
giro di

del

XVII,
raglie,

lavorare con tanto

viene al certo collocato nel quinto


posto, cio
di

impegno, che
i

nuovo
le

mui

dopo
di

quelli di Marsiglia,

fossi
i

che

contornano,

Trieste,

Costantinopoli

e di

baluardi,
tezze

rivellini, le batterie e for-

Genova. Non solo Livorno provvede ai bisogni del granducato, ma ancora ad una gran parte di Romagna; e di qua si fa un traffico di qualche conseguenza colla Sicilia, con Napoli, col Genovesato, con la Francia, con la Spagna, e pi ancora con la Sardegna e con la Corsica. E comech gl'inglesi mediante Malta e le Isole Ioniche, gli austriaci per
la

furono innalzate e compite nel


di

periodo

un decennio.

Il

terzo,

ultimo e pi grandioso cerchio fu

granduca resi compi nel breve spazio di due anni. Questo terzo cerchio non presenta, n
decretato nel

i835

dal

gnante; opera grande che

pi
di

gli

conveniva come
l'aspetto
di

alle prece-

denti

mura,

fortificazione;

un' opera imperocch desti-

francesi
i

Trieste e di Venezia, i con l'emporio di Marsiglia, piemontesi col porto di Genova abbiano assorbito una grandissima

via di

nato com' a

recingere

una

citt

popolosa, un porto-franco neutrale di uno stato e di un principe pacifico,

Levante, dell'Egitto e della Barberia, pure rimasta ancora una porzione non
di

parte del

commercio

tasse l'impronta, senza che

era necessario ch'esso ne porpertan-

to fosse

omesso quel carattere

di e-

difcatoria corrispondente all'oggetto;

indifferente di questi traffici

alle

ca-

cio d'uno stile rustico


di breccia

e a bozze

commerciali
Si

stabilite

in

Livor-

di

tufo

rozzamente

bl

deve rimarcare che in Lii generi che vi s'introducono sopra mare, si riunisce
vornv-, -Itre
..

tagliate nella faccia,


le

ed in guisa tafrodatori

che opponesse

ai

un

o-

stacolo, sicch la vigilanza di

un deposito
sai

u'

orodotti indigeni, as;;uello

superiore a

di

Genova,

e di altri porti

del

Mediterraneo,

anche senza voler contare l'importazione delle granaglie.

poche guardie bastasse per impedire il contrabbando. Tre porte e due barriere interrompono il nuovo cerchio per dare il passo alle comunicazioni di terra; le porle

Innanzi

il

J/J21

Livorno

era

Porta

s.

si chiamano Leopoldo, Porta a Mare.

86
e Porla
si

LIV
s

LIV
mura
mercio
livornesi.

M;iico. Sulle .Tuliche


le

e della salute pubblica


Il

dei

conservano
s.

porte Colonnella e
si

di

Trinit, per le quali


al

esce alla

darsena ed
ganali,

molo.

La

piincipalc

suo porto, vasto, sicuro e comodo, non per prolndo al)b;staii2a per grosse navi da
le
il

barriera ha due comcjdi udici

do-

guerra,
r.ida, e

venendo sepaiato l'ingrisso dal jvgiessp. Dove ha ingresso


il

dinicile
lo

quali <lanno fondo nella suo ingresse) piuttosto a cagione dei banchi clie

nella citt
sia
il

canale

navigabile,

os-

Fos^o de' navicelli^ che congiunge Pisa con Livorno, vi un altro importante uffizio doganale, opportunamente situato in un'ampia darsena. Le mura della nuova cinta gli passano in mezzo, e divido-

to

circondano; un molo di seicenpas'^i di lunghezza, fatto sul dicelebre


<lal

segno del
le in

coqte

di

Ware

vich, lo dili'iide

lato meridionafiotto

pnte

dal

furore del
lo

dai venti, e tre forti

proleggono;
la

innanzi a qiiestq
cia ^v\\
Il

molo sopra
pisana
,

roc-

no il bacino interno (Jall' esterno. Tanto in questo, quanto in quello


possono
zione
le

fanal'e

pretto nel

i3o3 due

dalla
svelta
torri

repubblica
e mirabile,

fabbrica
di

in

gran ninner aver stabarche che s' introducono


porto- franco.
in

formata

l'una sopra l'allra. Evvi un'al-

ch'escono dal
cazione
sa
offre

Un
stes-

nuovo canale per porre


il

comuni-

bacino interno della


col

darsena

fosso del

Rivellino,
ai

vicelli;

una comoda circolazione e quelle acque per


al

nain-

lo

nanzi stagnanti ed infette, attualmente

partecipando

molo

del

riem-

pifondo, sonosi eflcacemente ravvivate al pari di quelle del fosso reale,

ch' situato alla base


Ciizioni.

delle fortii-

Quanto

agli stabilimenti sa-

nitari,

Livorno non ha che invidia-

le alle principali citt marittime del

darsena, la quale, capace circa novanta navi, fu fatta scavare da Ferdinando I in cinque giorni coir opera di cinquemila persone ; essa non riceve die piccole indiarcazioni, e serve al suo cantiere. La citt di Livorno proporzionatamente alla sua popolazione ed al suo lustro scarseggia di chiese, e quelle che vi esistono iion pu dirsi che sieno di una grande capacit. In vista di ci il granduca Leopoldo U decret la fondazione di quattro nuove chiese da doversi etra
di

Mediterraneo e dei mari dipendenti, poich il suo porto fu provveduto di tre lazzaretti grandi, e
questi collocali
a

rigere in

parrocchie, e per la priin area


la

ma

e maggiore,

spaziosa e

a Ire

grandi

navate,

nuova

diverse distanze

in riva al mare, tulli suHa spiaggia meridionale del porlo, vale a dire fit'lla pianura piti salubre livornese.
11

pi dignitosa cattedrale. Il duomo attuale dedicato a s. Maria assun-

sisi,

lazzaietlo di
liei

s.

cato
1
;

i6o4
s.

sotto

Rocco fu edilFerdinando

tu nel

Iacopo fu fabbriraFerdinando ilj il terzo di s. Leopoldo, rammenta una delle pi grandi opere edificaquello di

Francesco d'Adi una sola navatajCon altare maggiore isolata e una grandiosa abside o tribuna: ha buoni alheschi nelle sotitte mosta in
cielo,

ed

s.

a croce

latina

1643

sotto

se

ad oro,
alle

e quadri di
pareti
si

pittori rino-

mati
la

ed

agli altari; nella

tribuna

ammira

Trasfigu-

torie e
ti

imo

dei
1

tanti

benefizi fat-

razifuie dipinta a
dini.

fresco dal

da Leopoldo

favore del com-

La

vasca del

baltii,lerio

Ghelar un

LIV
lavoro di

LIV
di

87

marmo
tempi
di

i)iaiico

qualdie
fu fatto.

merito pei

in

cui

gno, cio il convento di s. Iacopo d'Acquaviva, degli agostiniani romitani;


.\iigola
la

Sono pure
solei,
fra'

marmo

diversi

mau-

badia de'

ss.

Apostoli di

quali

quello del governa-

tore raarcliese Carlo Ginori, meschi-

quanto oper ss. Concezione de'minori osservanti, dopo il duomo la chiesa pii grande, la pili centrale, e la meglio uffiziata. Conta l'epoca slessa della chiesa maggiore, perch la sua fabbrica s'incominci nel iSgS: ha una sola navata con l'aggiunta posterioin

no

confronto

di

per Livorno.

La

chiesa della

monaci maurini; il piccolo clauslro di s. Maria della Samed il monastero buca dei gesuati di Val benedi s. Gio. Gualberto
dei
;

delta

dei vallombrosani.

Il

Monte

Nero celebre pel santuario delUa miracolosa immagine della Beala Vergine, che ivi da cinque secoli

con gran frutto e grandissima divozione si venera dai livornesi. Tutdiversi tempi ti gli autori che in
sopra l'origine e miracoli della

re

di

un cappellone
ivi

dalla

parte

Mascrit-

dell'epistola;
ti

quadri

di

sono due eccellenMatteo Rosselli, e di


detto
s.
il

donna
to, si

di

Monte Nero hanno


la

trovano fra loro concordi nel


santa

Franceschini

Volterrano.

credere, che
l'isola di

immagine dalal lido

La

chiesa di

Caterina, dei frati

Negroponte

dell'Ar-

domenicani gavolti, venuti a Livorno dal convento di s. Marco di Firenze,


stro

fu edificata insieme col clan-

il 1704 e il 17 16: la forma del tempio ottagona, ornato a stucchi con una cupola grande e proporzionala. All' incontro piccola e sproporzionata la cupo-

fra

denza nel 1345 si trasferisse, e che un pastore per volont della ss. Vergine sul vicino monte, nel luogo dove attualmente risiede la miracolosa tavola trasportasse. Il quadro una tela incollata sulla tavola, ove
dipinta da
di fiorami

mano

ignota INIaria Ver-

gine sedente in
a sinistra, che
filo

un
tiene

cuscino ornato

la
s.
ti

nuova
dal

della

pii

vasta chiesa di
lascia-

d'oro, col

Benedetto, eretta coi fondi negoziante


livornese
chiesa ed

bambino Gesi in mano un


ripo-

Beneil

cui

legato

un uccellino

detto Fagiuoli.
legio di
ficati
s.

La

col-

sante sul

braccio destro della divi-

Sebastiano
il

furono edispese della

na

sua madre.
di

Era
si

trapassato
anni,

il

dopo

i633
,

corso
ta

centodieci

dacch
la

comunit. INel quartiere detto di T ciczia nuoK'a cio della parte


settentrionale di Livorno, perch

nell'oratorio dove

venerava

san-

come Venezia
pressi
religiosi

attraversata da alcula

immagine, in vece de'due romiti che lo custodivano, subentr nel i4t'5 una piccola famiglia religiosa

ni canali, esiste

chiesa

dei sopedifi-

delta

dei

gesuati,

cui

dall'ar-

trinitari scalzi,

civescovo di Pisa Giuliano vennero


assegnati
te in

cata ed ingrandita da
tore.

un benefatfuori

dote dei terreni, pare

Dei conventi

superstiti

coltivati

parte

selvosi, situati

della citl di

tualmente

il

Madonna
di
altri

di

Livorno si conta atsolo monastero della Montenero. Non meno


vecchio, oltre Tantis.

nelle

vicinanze. Soppressi nel


i

1668
furono
teatini

gesuiti, da Clemente IX introdotti in Alonte Nero

quattro conventi esistevano


di

chierici regolari. Sotto di questi

non

nel capitanato

solo

si

accrebbe

la

fabbrica del cou-

co

o.';pedale

Leonaido

di

Sla-

veulo,

ma

i\

cominciato nel 1720,

88
to quel

LIV
dopo
rest

LIV
compiricco
di lerale
zionali,

e cinqiifint'anni

uffiziala da due preti na-

superbo
fini

tempio,

uno parroco,

l'altro

cappelcelebra-

mnrrui
la

e di ornati

pregevolis-

lano
re,

ma non
per

potendovisi

iirii,con portico

ed
Nel

altri annessi: nel-

a forma di quel rito, pi d'una

cupola sono
soppressi
fatti

vivacissimi alfresclii

messa

giorno,

avvi una cap-

del Traballesi.
siati

in

1783, essendo teatini, Toscana


i

locale medesimo per comodo del cappellano e


pella nel chiostro del

furono
della
s.

succedere alla custodia


dei preti secolari,

de' .sacerdoti
rito.

forestieri

dello

stesso

immagine
prioria

Concorrono pure a detta chiepreti

e la chiesa della

Madonna
ili

fu

di-

sa

arabi

chiamati

melchili,

chiarata
nel

parrocchiale.

JMa
il

quali professano

un
i

culto consile-

i79'2

Feidinautlo

aflul

mile, e solo differiscono dai greci


niti in

tesoro della miracolosa

immagine
di

di

quanto che
la

melchiti usano
cele-

Monte Nero, con tutte


ze, ai

le

sue pertinen-

della liturgia in lingua araba,

monaci vallombrosani
i

Toagli

brano
tato,

messa
greci

scana,

quali con zelo e gran decovi

si

con pane fermencomunicano con le due


si

ro costantemente
uffizi

adempiono

specie.

stabilirono in Li-

questo divotissimo e frequentatissimo santuario, non che


sacri
di

vorno quando vennero chiamati da Ferdinando I per impiegarli nel


servigio
delle

al

ministero parrocchiale della esteAlle larghe franchigie della Lk'or-

galere.

11

Rodot
chiesa di

sa sua cura.

Dell'origine del rito greco in Italia


lib.
s.

HI,

cap. XII: Della

nna, ed

ai

provvedimenti che accorreligiosa,


si

Maria
il

dei greci

in Livorno, fa

darono una tolleranza


attribuisce
il

risalire

loro stabilimento in que-

masr^ior

concorso di

sta citt

ad un'epoca anteriore. Egli


che approdavano
al

gente e di ricchezza derivato a Livorno, per cui si osserva che le pi


forti

pertanto narra, che favorendo Cosi-

mo

greci

porr

case

di

commercio
e

livornesi

to di

Livorno, nel
di

1572
lui.

vi

trasse

appartennero a famiglie professanti


culti

molti mercanti allettati dalla

magnaI

che la massima fortuna mercantile sembra importatavi dallo spirito di troppa tolleranza, stato costantemente man* tenuto da due e pi secoli in quecattolici,

non

nima generosit
vi

Francesco
sarebbe

stabih la

nazione,

persuaso del
ri-

notabile vantaggio che

dondato dal
rientali.

traffico delle

merci o-

sta

dominante cattolico apostolico romano, si esercitano pubblicamente in Livorno


citt.
il

Dopo

culto

sa

Nel i^qS fu loro concesda Ferdinando I la chiesa di s. Giacomo d' Acquaviva, con molti
riempita in breve
la citt di greci levantini,

privilegi; quindi

tre

riti

ortodossi, e

sono

tollerati

soggiunge
edificaros.

privatamente
si,

altri tre culti

eterodosgre-

il

Pvodot, che nel

1628
la

oltre

il

maomettano
ai

e l'ebraico.
i." I

Essi riduconsi

seguenti,

no a proprie spese Maria de'greci. 2 f


tolici.

chiesa di

Gli

armeni cat'
la

ci uniti, quelli cio di rito ortodos-

Essi

professano
rito

religione
di-

obbedienza al Pontetice romano, di cui parlammo al voi. XXXIl, p. i5o del Disc,
i

quali

professano

cattolica

romana con cerimonie


latino;

zionario.
?ercita
il

La

loro chiesa dove

si

e-

culto in linga

greca

let-

usano della lingua armena, e consacrano in pane azimo. La loro chiesa dedicata a s. Gregorio Illunjiaatore, |)ellis|i*
verse dal

LIV
ma, ed ora restaurata, uffiziata da quattro sacerdoti monaci antoniani libaaesi,
le

LIV
bra parte della messa
parte in arabo.
4-"
I

89
in siriaco,

due

de' quali

fanno
latila

greci

non

uniti,

altrimenti

veci di

parroco; con
le

tuttoci vi

detti greci orientali

o scismatici. Nel
sotto l'invocaziosi

possono

celebrare
i

messe

loro chiesa,
della
ss.

che

ne
11

anche

sacerdoti

della citt.

ne

Trinit,

pratica

il

ri-

domicilio degli armeni in Livor-

to della chiesa greca scismatica, seb-

no immemorabile per causa di commercio. Poco dopo l'istituzione della congregazione di propaganda y?rfe, questa vi deput un missionario, perch assistesse quei fedeli
zioni

bene esteriormente

la

loro liturgia

armonizzi con quella de'greci uniti, meno che nel simbolo della messa
si omette la parola Filioque. Essi dipendono dal patriarca greco ete-

del proprio rito; le sacre

fiin-

rodosso di Costantinopoli, e dal

si-

per

si

facevano
gli

nelle chie-

nodo
di
il

dei vescovi della Grecia, quin-

se

latine.

Bramosi
secolo

armeni

di
fi-

loro culto

privato.

Quan-

avere una chiesa nazionale, nel

ne

del

XVII comprarono
osservanti,

un

orto dei
colle

minori

colle loro oblazioni,

ma

principaldel
di

tunque la religione de'russi differisca alcun poco dalia greca orientale, entrambe per si assomigliano perfettamente nelle cerimonie, ancorch la
loro liturgia sia per lo pi praticata
in lingua russa o rutena;
la

mente
origine,

somministrazioni
di

barone Ag
fu

Mathus, armeno
la

laonde nelss.

edificata

chiesa

sul

chiesa

medesima
i

della
i

Trini-

modello di quella di s. Agnese nel foro agonale di Roma, ci autorizzando la detta congregazione nel 1701, ad istanza di Cosimo III; indi nel
ta alla

concorrono, oltre

greci orien-

tali,

anche
il

russi,

il

di cui autocraI

te n'

capo e protettore.

greci

scismatici

hanno

il

loro speciale ci-

171 3 fu benedetta ed aperpubblica venerazione, e presessa fu eretto

miterio dentro
vecchio, e

la

lazione della citt, fra


to
il

so

ad

un

ospizio pei

nuova circonvalil camposannuovo cisternone.


culto dei

nazionali: nel

1716

fu dichiarata

Sull'esercizio privato del

parrocchia, per soggetta alla prepositura di Livorno. Siccome


gli

greci scismatici, ai

ar-

Livorno abusivamente nella festa di Natale celebravano tre messe, Benedetto XIV glielo proib coldi
la costituzioue In superiori, de' 29 dicembre i'j55, che si legge nel Bull, de prop. fide t. Ili, p. 385.
3." Gli arabi maroniti. Esiste espressamente in Livorno per essi un monaco sacerdote del Monte Libano, qhe ha una cappella nel convento

meni

i4 luglio 1757 l'imperatore e granduca Francesco II di Lorena spedi un diploma, riportato, quanto alle cose principali, dal Rodot nel luogo citato. 5." Gli anglicani o episcopali. JXelIa cappella degl'inglesi,
la lingua

nella quale
si

si

usa
priin

nazionale,
il

esercita

vatamente
vi

culto
1'

dominante
episcopale.

Inghilterra o sia

Avlo-

un

ministro stipendiato dal

ro governo,
e

comech
tutte

in essa
le

cap*

della
ti.

Madonna
i

de'rainori osservan-

pella concorrino
te
riti
,

altre set-

Egli dovrebbe celebrare la mese


divini
uffizi in

soliti

professarsi dagli \ni

sa
ca,

lingua

siria-

glesi

come
Nel
a

prcsbiterani ,

metodiinglesi
si

ma

roniti,

comodo degli arabi mache non la intendono, celeper

sti ec.

modo

che

g'

servono

comune

di

uno

stesso

0"
tempio, COSI

LIV
lijiiino

LIV
in

comune un
degli
del
spalli

lo to

il

cidto protestante, tanto di ri-

ciiniteiio, situato
(Iella
ti

(iioii

luterano, quanto calvinista, e di


le

istruita

porta
pii

Casone,
nuo-

tutte

cio se
la

nella

parte
6."

ridente, e for-

queste

numerose diramazioni di due riibrme; le quali sebmolti paesi disunite e av-

meglio
1

fabbricala della

bene

in

va

citt.

luterani e calv'misti.

verse, in questa sala

sembrano

fra
li-

INella dimoi.i

della

nazione olande<jiiivi

loro perfettamente concordi.

La

se

alemanna tbbe

origine
il

la

turgia

praticata in lingua tedesca,

cappella propria

sotto

regno di
nell'an-

Ferdinando 1, dal no i6o7 ol tenne


console
della

quale

per mezzo del


faninjinga,
la

e ne ha cma un loro predicatore o ministro. Anche gli olandesi hanno a comune con tulli gli altri
proleslanli
tedesclii,
il

nazione
Livorno,

svizzeri, ec.

il

residente in

fuollk di

loro camposanto,
lo in
il

quale situa7.

erigere nella chiesa

della

Madonsot^

fjndo

al

borgo reale, presso


I
i

na una
lo
scia
la

cappella con
di
s.

altare,

quadrivio

delle spianate.

l'invocazione

per la
di

Andrea; ponazione ebbe anche luogo Ci d ragione sepoltura,


gli

inoinetlani.

credere, che

individui olan-

desi-alemanni,
pi in

stabiliti

ne'primi temla reli-

Livorno, professassero
la

abbiano in n alcuna sala destinata al loro culto, pure anche a questi il tollerante governo toscano discese a concedere un cimiterio murato, che

turchi non Bench Livorno una moschea,

gione cattolica e non


te.

protestanstali

pu
ta

vedersi fuori della

nuova Poril

Fra

vari

provvedimenti

a
8.''

mare,

in

luogo detto

Muli-

presi

da quella casta, merita parli-

n accio.

colar menzione

uno

del

5 dicemco-

Gli cir/. L'universit o natra le credenze tolLivorno, ed dopo quella


si

bre
il

1679,

per essere

quello forse

zione degl'israeliti la pi ricca e


pix

primo documento che dia a

numerosa
in

noscere

come
a

si

associassero

ali

u-

lerale
la

niversit olandese-alemanna persone


altinenti

di

Amsterdam
Europa
essa

pii

decantala
in diver-

diverse confessioni ete-

sinagoga. IMentre
se

agita
la

jodosse. Tale fu la deliberazione di

parti d'

questione se
ebrei
i

acquistare

un

altro

luogo

conveolire la

convenga conferire
ritti

agli

di-

niente ad

u-io di

cimitcrioj

civili,

fu

gi

da gran

sepiltura che ^univer^it slessa a-

tempo

difillo risoluta

e stabilita in

vea
alla

nella

cappella

di

s,
il

Andrej
giardino

Madonna. In
camposanto
111
,

falli

Toscana da Cosimo I, e da Ferdinando I per la sua grande condiscendenzBj convalidata poi dai gran-

ch'essa com[)r nel i683, fu ridotto

dopo che Cosi18


feb-

duchi

successori,

specialmente

in

mo

con

rescritto del

favore degli ebrei che venivano ad


abitare famigliarmente a Pisa ed a

1695 ne approv l'uso. I niembri della nazione olandese-alebraio

Livorno. JXon
timi

vi

fu

per quesl'ulli-

manna goderono
si

in passato diveril

un ghetto
sugli

proprio,
spalti

ma un

privilegi,

ed

governo

soleva

quartiere

meridionali,

diligerle
al

anco dei quesiti relativi commercio. Attualmente nella

non per
te

circoscritto

dal restante

della citt,

n disgiunto non ostansia

sala o cappella della nazione olandese-alemanna si pratica in priva-

che da gran tempo

stato lo-

ro concessa iacoll di

acquistare e

LIV
abitate
rase
neiln
in

LIV
strade.

9i
israelitica

altie

Solalo-

foro.
di

La

corporazione
fino
al

mente
ro
nella

prima epoca venne


via

Livorno

1625

fu sog-

interdetto di avere

abitazione

getta

gran
altre

Fcidinanda,
strada
pii

come
fra tut-

quella che
te
di
le

pu considerarsi
la

a quella di Pisa, dalla qua ed ottenne indipendenza le chiese per sovrano rescritto di Feidinann. D' allora
alla

nobile

{lo

in
in

poi

capi

di

Livorno. Col voJnere per degli anni, si affievolirono e quindi svale

famiglia raccolti

sinagoga pro-

cedettero

elezione di
di

cinque
il

nirono
in

cause, per

le

quali

anche

massari
cullo

sorta

magistrato
l'

Livorno erano slate poste alcune interdizioni agi' israeliti. L'elemento del conunercio assorbendo in Livorno tutti gli altri elementi, ve le ha quasi affatto dislnilte. L'interdizi<jne maggioie che colpiva in Livoino r universit giudaica, era quella ili non includere nella borsa del

quale presiede
,

per
la

economico
gestione

al

che

ha

delle

pubbliche aziende,
conosceva
minali,
le

che una
civili

volta
e crii

delle cause

quali

insorgevano tra
alla

loro nazionali, eccettuate per altro

quelle
capitale,

che o

portavano
a punizioni

pena
,

inlmanti

magistato civico, lia


i

nomi
nltini

le

cause dove intervenivano


individui
di

come
gli

dei benestanti,

mercanti o possiquesti
in

parte

altra

religione.
e-

denti

ebrei

talch

Ma
brei
nali

questo privilegio di fare

non potevano
presentanti

essere eletti

rap-

da
fu
le

giudici
tolto

nelle cause

crimiI,

il corpo tlecurionale, siccome non solevano tampoco es-

da Leopoldo
dei

che

limit
ai

attribuzioni
civili e

massai^

seie
la

ammessi
citt.

alle civiche
la

stanze del-

giudizi

commerciali, con
del governo,
fu

fu
I
,

tolta
la

prima interdizione dalla saviezza di Leopoldo


dalla
cui
ctiadiitanza
il

Ma

l'appello
finch
tal

all'uditore
privilegio
francese.
culti in

abolito dal

seconda
di
gli

governo
de' sette

La

popolazione

francese,

tanto

ebrei di Livorno

governo favori da non


loro
il

applicare a

danno
de'

decreto

non figura una quarta


quella
sta

sopra nominati di Livorno appena per parte, in paragone di


la

col

i8q8, sottoponevano gl'israeliti dell' impero ftancese a certe misure per frenare i poco caritanapoleonico
17 niarzo

israelitica,

quale

ultima

quale

si

attualmente

in

confronto della

popolazione cattolica livornese, conie


dosi

tevoli resto,

usurai

della

nazione.

Del

uno a dodici. numerata la


la

IN'el

1887

essen-

popolazione

di

dopo
e
<l

la

distruzione del teniil

liivorno dentro
vallazione, senza
restieri

nuova

circonfo-

pio,

iiih

popolo
forse
sia
1'

d'Israele

far

divenne vagante, dersi che non vi


di

da cre-

e dei

forzati,

conto de' ascendeva

paese al pari
universit e-

circa
fpiella

sessantamila abitanti, mentre


dell'

Livorno,
abbia

in

cui

universit

israelitica

braica

goduto

mai

pi di
di
di

una migliore esistenza civile, una maggior quiete pidiblica,


pi
este.se

non ap|)uiva pi di cintjuemila brei circa. Tutta volta compresi


suoi
vasti

ei

sobborghi dicesi conlare


di

onorificenze e favori.

Li

Livoi no

[)ii

75,000

abitanti.

una parola agli israeliti di questo paese non restata preclusa altra
via

Passiamo a dire degli stabilimenti


ti

pii

e di

pubblica carit esisten-

fuori di

quella

militare e

del

in

Livorno,

Fra

le

prime

isti-

92
veraisi
gli

LIV
ospedali destinati a prealtrove, di
altri
ai

LIV
conomico morale

tu/ioni Ji beneficenza sono da no-

quello

come
ed che

allettare

l'artigiano

star soccorso alla


nit.

languente

urna-

a depositarvi

quel poco
ne' loro

no p
cui

di
1

Livoino non ne conlava mequattro innanzi che Lcopolli

necessari

bisogni

gior-

riunisse
tardi
di

ne'diie
fu

superstiti,

guadagni gli avanza, per riaverlo con frutto al giorno delle


nalieri

pi

anche aggiunto
desti-

loro urgenze. Gli stabilimenti d'


fitruzione

i-

lo spedale

osservazione,

pubblica

sono,

oltre

la

nato

alle

malattie contagiose.
di
s.

Del
sotto

biblioteca ptdjblica, che incominciata nel

primo spedale r invocazione di transi memorie


del secolo

Livorno

1760

ed esistente
collegio

nel padi

Ranieri, inconprincipio

lazzo

comunitalivo,

conta pi
di

fino dal

seimila

volumi
le

il

saa

XIV:

dei soppresso
di

esso ebbe i beni convento de'gesuati


fu incor-

Sebastiano; l'istituto

del

paradisisi-

no per

zitelle

di

tre classi,

Sambuca, enei 1778


allo

tuato nell'antico

locale

de' gesuiti,

porato
sotto
il

spedale
della

delle

donne,

con convitto;
ss.

le

scuole di carit dei


le

titolo

Misericordia;
redi

Pietro e Paolo, per


di

figlie dei
l'isti-

e ci nel tempo che l'ospedale di


e.

livornesi

tutte

le

classi;
i

Barbara, riservato
quello

ai militari,

tuto per la marina e per


di artiglieria; la scuola

cadetti

sto riunito a
s.

superstite

di

archi-

Antonio. Quest'ultimo, destinato


gli

lettura

ed ornato; l'insegnamento
gli
asili

per

uomini,
citt,

fu

edificato

nel

mutuo;
io

infantili;

l'istituil

pruicipio del secolo XVII, nel bel

de'padri

di

famiglia;

gabi/^ce-

centro della
stito

trovasi

assi-

netto

letterario;

l'accademia

fino quasi

dalla

sua

origine
degli

bronica di scienze, lettere ed


istituita

arti,

dai benefralelli.

All'ospedale
di

nel

18 16, con

biblioteca
Inoltre

uomini precede
lo della
la

pochi anni quel-

di

circa seimila volumi.


vi

in

Rlisericordia, perch
pia

deve
stes-

Livorno

furono varie accademie,


degli

sua origine alla


di
(jiieslo

associazio-

come
guati,

quelle de diibluosi,
compartiti,

n-

ne

nome,

a quella

borriti, dei

degli

adefinalle

sa caritatevole

congregazione fonlo

degli affidati,

de' toscolidi

data nel
di
reiize.

i5g5 secondo

scopo
ricchi

e Ae curiosi

della

naturaj

quella della

Misericordia di Fi-

mente

l'unica superstite fra

ac-

Livorno possiede due

monti di piet, uno eretto nel 1626 da Ferdinando II, l'altro con reessi Irovanecrilto di Cosimo Ili riuniti in un solo nel vasto esi
:

cademie nate nei secoli XVII e XVIll, l'accademia g' floridi ch'ebbe vita dopo il 1797. Il teatro
sato

nuovo
dalla

fu eretto nel secolo


societ

pas-

filodrammatica

ilifii'io

aperto

nel
di

duplice
di

nome

1708 sotto Monte Rosso,


in tutti

il

degli awaloratij W n\odev no teatro diurno o l'arena sorge nella parte

Monte Nero. Vi sono pure


per soddisfare

tre
i

orientale della citt fuori degli an-

inontini
gioini,

anche

festivi,

alle

de' bisognosi;

il luogo povere fanciulle orfline;

urgenze pio per le


la

casa del
e
la

efugio pei
cassa
di

poveri

orfanelli,
il

Fra gli scienziati e letnomineremo Giacinto Cestoni naturalista, Donato Rossetti matematico, Salomone fiorenlino poeta, Ranieri Calzabigi, Gaetichi

spalli.

ferali livornesi

risparuio,

cui

scopo e-

tano Poggiali

bibliografo e

classU

LIV
co cruscante, Pietro Nardini maestro di violino,

LIV
Ga-

93

Giovanni dei
il

mura
te

poeta che successe nella cor-

cesarea al Metastasio,

vescovo

menti diversi, gettati dallo scultore carrarese Pietro Tacca. Dicesi che tali schiavi o prigionieri furono ivi posti per memoria della tradizione,

Roberto Ranieri Costaguti eloquente oratore sacro, Pompeo Baldasseroni autore dell' opera sulle leggi e costumi del cambio, Antonio Baldasseroni scrittore del dizionario commerciale e
to
delle opeiazioni
p.

che avendo essi ardito impadronirsi d'una regia galera per darsi alla fuga, vennero poscia raggiunti. Certo ch'essi furono fusi
presi agli
coi

cannoni
in

arabi dell' Africa


ai

Ip-

del trattaIl

pona, ed

turchi vinti nell' Arci-

marittime.

livornese
ria

Gio. Alberto
di Pisa

de Scgli

pi'ofessore

pubblic

elogi

de' livornesi

illustri,

fra'cjuali

pelago. Fra le opere architettoniche contansi gli acquedotti di Colognole, ed il grandioso cisternone, opere fatte ad uso romano. 11 palazzo reale eretto nel
esteriori
trio
,

pur si novera Giovanni di Nero, celebre oratore del

Monte
secolo

incrostature di

1623, e le marmi, l'adel-

XV,
lica

e sostenitore della fede cattonel


concilio

il

frontespizio, la ringhiera
il

generale

di

Fi-

addimostrano
l'architetto

buon gusto

renze.

Quanto
al

agli

stabilimenti relativi

commercio, nel 1887 fu i>tituita la banca di sconto ; nella via Ferdinanda la borsa ove si fanno vendite, gli incanti, le compre, le II locale delle stanze i cambi ec. de' pagamenti uno stabilimento

che lo edific. Sono pure rimarchevoli il palazzo municipale e quello della giustizia.
Parigi
gli
si

Fra
lit
fizi

stabilimenti di pubblica uti-

possono contare

vari

edi-

ad uso de' bagni di mare, i quali richiamano a Livorno nell'estiva


di

stagione

numeroso concorso
diritte e
la piLi bella

comodo e disbrigativo ai La camera di commercio


a!

negozianti.
fu istituita

gente.

Le

strade sono

ben

lastricate;

quella

principio del secolo corrente. At-

tualmente il tribunale di commercio formato dall'antico magistrato consolare di Pisa, che venne nel

che dal porto termina alla Porta di Pisa. Sopra l'uno de' lati, presso a poco nel mezzo di questa strada, si vede la grande e regolare
piazza d'armi,
la

1816
sino di
in
d'

traslocato in

Livorno.
si

Il

ca-

quale dicesi esse-

commercio
dei

apri nel

i838

re lunga quanto l'interno della basilica

uno

tre palazzi

della piazza

vaticana, ed a cui fanno ca-

arme. Tra i monumenti d' arte che sono in Livorno, primo di tutti e sorprendente monumento quello davanti alla

po alcune strade principali. Livorno fu chiamato con

diversi

darsena,
li

fatto

in-

nomi, PorCus Hercitlis, LabroniSf Liburnus, Castriim Lihurni, Libar'


mini o Lbuinicus Porlus. La descrizione di questo nome si pu leggere nel Zaccaria, Storia letter.

nalzare da Cosimo
ria di

alia

memo*

Ferdinando I suo padre, fondatore della prima citt. Consiste in una statua pedestie di marmo, dello scultore fiorentino Giovanni dell' Opera alla sua base vi sono
:

d Italia,
vi

t.

II,

p.

ii4

e seg.

Non

sono documenti suticienti a dichiarare Livorno di una origine pi


l'imota di
si

incatenati quattro schiavi di bron-

quella che realmente gli


resta
lut-

zo colossali, di et e di

atteggia-

compete. Imperocch

9
loia
indecisa

1^

'

^
suo

LI V
rata del battislerio, associ
titolo
sta. al

la (|iu'slioi>c se al

suo

polio piiiUoslo die ad un altro anintico scalo del lilloiale toscano


tese di
rifefire
il

quello di
i

s.

Giovanni

Batti-

Citeronc
in

alloicli

avvisava
piii)l)lieo

proprio Iraltll) Qniiicio

governanti della ToscaF'ra na nel deciinoprimo secolo, (iorirono due matrone, Beatrice e ftlal'uiia

impiegato

qualmente
Ira

im
isola,

tal

Liiecio

Sardegna doveva
lloina

tilde,

moglie, l'altra

figlia

del

potente marchese
in

ISunif/.io, le

quali

pochi giorni partire da


e

per queir
lo

piendcMe imbarili

co nel porto di f^ahi-oue o


di

(piel-

Pisa.

Il

porto di Labrone o
al-

sculo di

Livorno non formando

un modo quasi assoluto per il lungo periodo dal lo'S al iiiG governarono la provincia della Toscana. La contessa Matilde nel principio del secolo XII don i beni
allodiali

loia che l'appendice meridionale al

che possedeva in

Livorfio

seno del Porto pisano, alcuni credono che il Labivnt di Cicerone


fijsse il Salehrond dell' Itinerario d'Anlonino e nella Tavola Teodosiana, situato alla bocca della Eroiia o Cruna, adesso foce della Hu-

e nel suo distretto,


castello
alla

ove

avea

un

con annessa corte, insieme possessione di Pap[)iana per


,

dote della primaxiale di Pisa, e in


benefizio del
ne.
tal

tempio
gli

in

costruzio-

Nel

1121

amministratori di

mana

e porto di

Castiglione
il

della

fabbrica concessero in ludo la


i

Pescaia, da

dove

tragitto

per

la

corte di Livorno con tutti


di

diritti

Sardegna riusciva pi diretto. Quanto al tempio eretto in Livorno di Jr.ole. Labrone, secondo Tolomeo, pare in vece che non gi nella spiaggia di Livorno ma sibbene
,

propriet ad Attone arcivescovo


Pisa;

di

ma

nel

i38

la stessa

posdel

sessione

apparteneva

ai

figli

sorgesse vicino a quella


lio

dell'odier-

Viareggio,

Ira

il

pronujiiloiio

di

Luna
la

e la foce dell'Artio, e vuoisi

che

stazione

ad Herculein
iu

fosse

parecchie miglia distante da Livor-

no

cerc Un qualche

da Porto-pisano. Vi appoggio

chi
fa-

marchese Alberto Rufo, discendenti di Oberto conte del palazzo in I1' iuiperat(jre talia per Ottone L Tultavolta il paese di Livorno non fu mai nella condizione de' feudi di mero e misto impero, come il suo popolo non divenne u fu vassallo dei marchesi di Toscana n
,

degli

arcivescovi di Pisa, n dei to-

cabolo

sore del su[)posto Labrone nel vodi Cdldmbrone, sbocco palustre de' fossi

parchi di Massa, o di altra


siasi

qual-

specie di baroni.

Livorno col

ed

altri

corsi

d'ac-

qua che in mare si dirigono fuori delle mura settentrionali di Livorno, ma r emissario Calambrone
di

suo distretto formando parte integrante, tanto nello spirituale che


nel

temporale,

di

Porto-pisano
il

di

questo divenne in seguito


luogo,

capo-

lecente origine. Certo che le


di
fine

quando pi

bello e piti gran-

prime memorie
pariscono dappoich
sulla

quell'

Livorno comdel secolo IXj epoca si trova


di

dioso sorse.

iiominata nel piviere

Porto-pi-

sano

la

chiesa di

s.

Giulia, cio la

prima pai-rocchia ilei 1017 essendo

di

Livorno, che
gi

sitila

deco-

Air imboccatura del Porto-pisano nel I 1.57 s'incominci a costruire le torri del Magnan e della For268 fece disfate mica, quali nel Carlo d'Angi. Nel 11 63 nei contorni di Livorno furono eretti due
i

LIV
altri

LIV
cio
il

95
si

iniporfaili

etlifizi,

fon-

gli

abitanti

colle

loro cose

lifu-

daco del Porto-pisano, e la torre del fanale, che venne affidata ai


fiati

giarono ^ulle barche. Rotte dai fiorentini le catene che serravano il


porto, con
al

agostiniani; e nel

1284 daaltre
secoli

diverse galere

genovesi

vanti a tal

furono

porto due costruite. Nei


la

torri

loro servizio, le portarono


di
gloria'
il

come

Xill e
blici

XIV

residenza de'
di

XII, pub-

monumento

a Firenze.
vicino suo

Contuttoci Livorno ed

Porto - pisano eia nella borgata di Livorno, ove iiiviavasi il capitano dalla repubfunzionari
blica di Pisa e
il

porto tornarono ad essere dal go-

verno di Pisa riparati j talch i! Pontefice Urbano V, partendo a' So


aprile

giusdicente
I

del
pi-

1867 da Avignone per Ro-

Porto-pisano e suo distretto.


sani per popolare

Livorno nei iiSl


privilegi

promisero inununil, franchigie dai


dazi, prestanze ed altri
tutti
il

quelli

che

vi

avessero

fissato

da cinque galere fioda molte altre venete e genovesi, pot approdare in quello pisani che T accomscalo, dove nasnavano con Ire calere avevano

ma,

servito

rentine, e

domicilio, intorno al porto o nel,

preparato

quartieri
e
se

per

riceverlo
pei

comunit con altri provvedimenti atti a popolare difendere


la
,

degnamente;

Urbano V
il

desiderio di tosto continuare

viag-

e far

prosperare Livorno ed

il

vi-

gio marittimo rlon discese a terra,

cino Porto-pisano. Nel


i

i'i84 stesso
i

per altro

vi

approd

nel

1376

il

genovesi per

mare ed

lucchesi

di lui successore
sti

Gregorio XI. Queil

per terra

recaronsi a combattere Livorno e Porto-pisano, guastarono


il

per efielliiare delnitivamenle


in
a'

ristabilimento della pontificia

resi-

paese, fecero cadere la torre verle

denza

so ponente, ruppero
la

catene deli

gnone

Roma, 100 i3

partito

da Avi-

settembre, ed ai
parti ai

bocca del porto che genovesi recarono a Genova per trofeo il \illani dice che cinque furono le
;

120
28
sani

18 ottobre da Marsiglia, ar-

riv a Genova,
ottobre, e

donde ne
giunse
in

Livorno
giorni

torri rovesciate in
il

mare,
il

fra le quali
:

accolto

e con grand'onore dai pi-

fanale

della

Meloria

racconto

trattenuto
lo

per

dieci

inverosimile perch
fu

fanale

non

che inoltre
danti

fornirono di abbon-

mai

alla

Meloria, sibbene nella


pisani a pacificarsi, i a dure condizioni nel procurarono di risar-

provvisioni

per continuare
questi

il

secca dell'attuale lanterna di Livor-

suo viaggio.
et
il

Da

racconti

si

no. Obbligati

pu argomentare qual
I'

fosse a quel-

r ottennero
1

capoluogo del contiguo emdi

299; indi
i

porio marittno

Pisa.

cire

recati danni, costruendo

una
do

Era

in tale stato Livorno,


d'

quan-

nuova

torre pi solida del fanale,


di

Jacopo

Appiano,

trucidando

nella secca a levante

Livorno
le

rimettendo
ri

le

catene fra

due

tor-

poste davanti la bocca del Porto-

nel 1392 Pietro Gambacorti suo signore, s'impadron di Pisa e del suo territorio, spronato a tanta perfidia

pisano. Pcimasto

Livorno
vi

privo di
i

da Gian Galeazzo duca


di

di

Mi-

mura

nel

3*26

entrarono

lano. In conseguenza
solo

che

non

i364 se di Pisa, e nel ne impadronirono i fiorentini, tutto ardendo o portando via, laonde
fuorusciti

Livorno

col

suo

porto,

ma
Mi-

tutta la

maremma

toscana

dipendi

deva dagli ordini del signor

96
lano.

LIV
Morto
questi
nel

LIV
i4o3, per col suo di-

1'

acquisto di Pisa
loro propriet
il

reputando
Porto-pisa-

sua disposizione Pisa


stretto

come

tocc in signoria a Gabriele


figlio

Maria suo vo signore

naturale.
di

di

Pisa e

uuoLivorno,
Il

no e Livorno, non potendo soffrire che dominasse in casa un'altra nazione, profittarono del bisogno in
cui
si

per consiglio de' genovesi,

si

pose

trov

la

repubblica

Francia e del maresciallo Buccicaldo suo luogotenente in Genova^ il quale subito occup militarmente Portopisano e Livorno, luoghi che nel i4o5 Gabiiele consegn alla custosotto la protezione del re di

nova, nel centomila


la

1421
fiorini

di Gecomprarono per

terra

fortilizi di

d'oro il castello, Livorno e del

suo qualsiasi porto, insieme col Porto-pisano, la torre della lanterna, ed alcune altre
conservandosi
senzioni
torri,
lerritorii,

ec,

dia de' genovesi, allorch vendette

ai

genovesi quelle e-

Pisa e suo distretto

ai

fiorentini

che godevano.

La repubsi

con l'uso e rendite di Porto-pisano e di Livorno, il quale gi aveva de' fortilizi, per concessione de' genovesi e del loro governatore Buccicaldo. Non and guari che nel

blica di Firenze, presaga di ci ch'e-

ra

per diventare Livorno,

ralle-

gr

sommamente

del suo acquisto

1407 Buccicaldo, senza


proprio padrone e
ai

rispetto al
,

da tanto tempo desiderato, pei tanti vantaggi che gliene dovevano derivare. Cre il magistrato de' consoli
di

genovesi

a-

mare, cui affid


la

la

cura
fu

di

ri-

pertamenle
abitanti e

s'

intitol

signore della
i

fidjbricare

ottagona

marmorea
appellata

terra di Livorno, esentando


dazi e gabelle. Poco

suoi

torre rossa, la quale

quelli del distretto

da

dopo

lo stesso
la ter-

Buccicaldo vend

ai

genovesi

ra e territorio di Livorno per ventiseimila ducati d'oro


;

Torre nuova , conosciuta odiernamente sotto il vocabolo di Marzocco, per l'emblema del leone che fu messo per ventarola. Indi la signoria di

il

senato di
le

Genova conferm ai immunit e privilegi


l'

livornesi

basciatori a vari

Firenze invi consoli ed amprincipi ed anco-

concessi

dal-

antecedente

signore,
il

esigette col

re di Francia da loro
to di fedelt, e
narli

giuramenper gover-

mand

un

capitanio residente.

cre-

dibile che in questo frattempo qual-

in Egitto, ec. con doper ottenere salvacondotto perpetuo e pienissima sicurt di navigare di trafficare e di stare di mercanteggiare ne' loro stati, al pari delle nazioni wisliane le pi

ra in

Africa,

nativi,

che altra innovazione accadesse rapporto al presidio delle torri di Porto-pisano, perch queste passarono sotto la custodia del goveino fiorentino, e produssero non poche vertenze, finite nel ^i' con determinarsi
i

favorite.

fiorentini contro

che sostennero i duca di Milano, fu mediatore nel 1426 della pace Papa Martino "V, e dal duca coil me signore di Genova ottennero
Nella

guerra

il

confini

della

giurisdi-

r esonerazione

dell'obbligo

di

far

zione territoriale di Livorno e del

condurre
dell'

Porto-pisano.

Da

questa intralciata
possesso
la

merci dai porli Inghilterra e delle Fiandre sui


le

loro

signoria e promiscuo

del

legni

de' genovesi, co' quali


all'

eransi

paese

si

pu congetturare
I

con

obbligati

acquisto

di

Livorno.

dizione de' livornesi.

fiorentini do-

Mentre

le

faccende commerciali per

LI
la

V
Pietrasanla
fiorentini
di

LIV
e

97
,

fabbrica di molti legni e spedi-

Sarzana

obblig
dal

procedevano vantaggiosamenlivorte, per la guerra con Lucca nesi soffrirono non poco, cui si aggiunse nel i43o la peste. Nel 14^' capitani fiorentini con legni e mazioni
i i

a fare

uscire

porto

rinari livornesi,

presero parte

atti-

va per

la

prima volta

in un'azione

navale. Unitasi

la flottiglia alle ga-

lere venete, riportarono


vesi

sui

geno,

Livorno dieciotlo galere. Ma i la Torre-nuova davanti al Porto-pisano, Livorno fu difeso dal conte di Pitigliano e da Ranuccio Farnese. Nel i494 Piero de Medici senza autorizzazione del governo, appena arrivato col suo esercito Carlo Vili in Lunigiana,
genovesi assaltando
di

presso Portofino vittoria


otto
galere.

col

proprio arbitrio, e solo con

un

conquisto di
fatta nel

Fu

poi

foglio firmato dal re, consegn alle

pietosa ed onorevole la

spedizione
del

i434 d'ordine

comu-

truppe francesi diverse fortezze in un a quelle di Livorno e di Pisa.


I

ne
dai

di

Firenze, di due galere a Ci-

fiorentini

ricuperato

non senza

vitavecchia per liberare Eugenio

IV
sen-

difficolt

Livorno, ben presto lo vi-

romani

ribelli,

sicch
il

non
della

za pericolo salvatosi
il

Pontefice per
re-

dero in pericolo, volendosene impadroni re in persona l' imperatore Massimiliano


I

Tevere

sulla
il

galeazza
1

coi collegati,

con ar-

pubblica,

di

2 di giugno arri,

mata navale
fiorentini,
il

e terrestre, nel declisforzi dei


le di-

v a salvamento in Livorno
pass a Firenze, accoltovi
il

indi

nar di ottobre 1496. Gli

di 2 3

favore de' venti,

con molte dimostrazioni d'ossequio. Nell'ostinata guerra mossa per mare e per terra ai fiorentini da Alfonso V re d'Aragona, per la vittoria navale ripoitata dal re nel 1448 fi'a Porto Baratto e la torre di s. Vincenzo, manc ai fiorentini la speranza d'acquistare impero nel mare, e al porto di Livorno prosperit

rotte pioggie e le procelle di

mare,
fedelt
li-

coronarono

il

coraggio e

la
si

dei livornesi, e Livorno

vide

bera dai potenti e formidabili suoi


nemici.
I

fiorentini ricuperarono
la

il

contado pisano,
lung, ed
i

guerra si prolivornesi ottennero la

concorso.

Per

le

spese

straordinarie sostenute da

Livorno
de-

per

la

guerra, la signoria di Firenil

conferma dei riformati statuti municipali nel i5o7. Pochi anni dopo divenuto il Porto pisano inservibile, navigli di qualunque capacit api prodarono nel contiguo porto, che
al

ze assolv

comune da ogni
le

presente serve di darsena a quello

bito arretrato, conferm

prece-

di

Livorno.

denti esenzioni, e concesse altri sgravi.

Nell'anno
stellano
della

Non minore

fu

la

cura eh' eb-

522, quando era cafortezza di Livorno


Ginori, verso
la

be la repubblica di fortificare Livorno , e fornire mezzi di lavoi'o


alla

Jacopo di Pietro
fine
te

di

agosto, vi arriv provenien-

classe minuta del popolo nel 1458. Nel 1463 l'esenzioni a favore de' livornesi furono ampliate, altrettanto ebbe luogo nel i477> in cui furono approvali gli statuti municipali di Livorno. La guerra

dalla Spagna, accompagnato da numerosa flotta, Adriano VI eletto Papa, bench assente dal conclave. Era atteso in Livorno da cinque cardinali toscani, come scri-

ve r Ortiz,

cio Giulio

de Medici
di

riaccesa co' genovesi per ctigione di

che

gli

successe col

nome
7

Cle-

VOL, xxxix.

LIV 98 mente VII, Petiucci,


tlolfl

LIV
Passerini, Ri-

per edificarla eransi servili del sanglie de' genovesi

e Piccolomini.
i

Il

porlo,

le for-

scannali

trucila

tezze e

legni ancorati fecero

gran

dati,
ce,

slefnperando con esso

cai-

salva colle loro artiglierie,


il

mentre

e ci in vendetta di

certa in*

Papa entrava
la

in

porto.

Quando
si

giuria anticamente ricevuta. L'an-

poi tutta
vicin al

flotta

pontificia
i

av-

nolatore dell' Ortiz, de Lagua,

cs-

territorio,

cardinali den-

serva che l'odio che per molto tem-

tro un brigantino si portarono nel legno ov'era Adriano VI, per reii-

p fu

nelle

due

nazioni,

ambedue
domi-

pretendenti assai gelose del

dergli

il

dovuto ossequio
li

e rive-

nio del Mediterraneo, rende molto

renza.
ilare e

Il

Papa ricevette con volto come fratelli indi uscirono


;

Questi

insieme col Pontefice dalla galera, e sopra alcuni legni scesero in terra e giunsero in Livorno. Nella barca in cui Adriano VI valic il traito del

quanto scrisse 1' Ortiz. chiama coli' epiteto di famoso il porto di Livorno, Fra gli ultimi castellani di Livorno sotto
probabile
il

regime della repubblica


nel

fiorea-

lina,

porto eravi
tra

il

solo

cardinal

leotto

i528 n'era capitano Gada Barga, il quale dopo l'ul-

de Medici,
favellando.

loro

familiarmente
si

Al lido del porto

Ir-

to

lima espulsione dei Medici, invitadalla signoria a consegnar la

v quantit grande di popolo, che acclamando il Pontefice, cogli ambasciatori


di

fortezza al suo

commissario Filipvi si

fiorentini, e cogli
si

inviati

p do

Strozzi,
di

egli

rifiut, dicea-

tenerla

dal

Pontefice Cle-

diversi principi,

congratul pel

mente VII; per


di

felice

arrivo.

chiesa,

Dopo aver visitato la Adriano VI and all'allog-

sotnina di denaro,

gio splendidamente preparatogli per

capitol.

una grossa Ci non ostante nulla


riacquistare Livorno
alla

con buona promessa pensione. Galeotto


altro

la

gio-

fare la cena. Questa prese a cari-

mo

co

suo il cardinal de Medici, il quale non solo tratt il santo Padre, ma tutta la sua copiosa comid' accompagnamento di quanto faceva bisogno ad un magnifico desinare. Dopo cena il Papa colla sua famiglia voi-

ribonda repubblica, mentre


sa capitale,

la stes-

sedio
fronte,

ostinato,

dopo undici mesi di asdov abbassare la

tiva e tutte le galere

e cedere le ragioni del suo


agli espulsi discendenti del

governo
vecchio

Cosimo e

di

Lorenzo

il

Magnifico.
Bersagliata quasi sempre ed afflitta

le

tornare ne'suoi legni, ove rimase


la

tutta

notte,

anche

il

d seil

la

repubblica fiorentina,
esterne,

ora
volte

guente, perch erasi intorbidato

dalle guerre

spesse

tempo con pioggie e venti. Narra V Ortiz famigliare del Pontefice e storico del suo viaggio, che allora in Livorno vi erano alcune cose degne di memoria, come una rocca che sembiava inc'^pugnabile, ed una torre chiamata di Malora nel mare
alquanto discosta dal lido; aggiung che dicevasi essere stata fabbricala la torre dai catalani
, i

turbolenze interne, non di rado dalle pestilenze e dalle cai-egiammai essa pot, siccome stie,
dalle

ardentemente agognava, divenire potenza marittima; ed in conseguenza manc a lei quel risultato
che
sto

dal

dispendioso
ottenere

acquisto

di

Livorno poteva sperare.


pot
la
le

Ma

quedei
ia-

dinastia
divisiooi

quali

Medici. Le guerre,

LIV
ttisline,
i

LIV
lunghi
tra-

99
sino allora

tanti

cos

possesso delle

fortezze

vagli,

dei quali
ii

finalmente

rest

vitlitna

di

governo della repubblica Firenze, dovettero senza dubsulla

occupate dagli spagnuoli per l' imperatore Carlo V. Il duca Cosimo fu pi largo ed operoso a favoi
re di Livorno, del suo predecessore

bio influenzare

sorte

di Li-

vorno e del suo commercio, siccome nei tempi pi remoli gravissimi danni avea risentito ii Portopisano dalle battaglie marittime che fijceio crolbre la potenza di Pisa. Quindi che la signoria di Firenze dopo immense spese e som-

e della

repubblica,
e

dappoich
gett del

ide un nuovo molo,

suo incremento statistico e materiale tali fondamenti, che furono

seme
legi

della sua futura prosperit ; quindi concesse esenzioni e priviai

livornesi

ed a

quelli

che

si

me
tlie

traversie, senza
la

potersi

immacalamita
pole

portassero a stabilirsi

in Livorno.

ginare

piena di
pari

tante

Per popolarlo
fu pubblicata

a' la

26

marzo

i54S
che
ga-

dovevano abbatterla, non


in

notificazione

modo

al

desiderio
pii

die principio al privilegio chiama-

*ue cure rivolgere

al

impor-

lo Lii'oniiuaj che in sostanza


rant coloro

tante scalo della Toscana,

tale

che

si

fossero

recati

scopo peraltro rivolse


il

le

sue cure

ad abitare
nei

in Livorno,

Pisa

o
di

primo duca di Firenze Alessandro de Medici, per cui comando


posto in esecuzione
di
il

loro

territorii,

se debitori,

fu

progetta-

lo disegno
in

fortificare

Livorno
al-

miglior maniera, coU'erigere

l'ingresso del suo porlo

una spetermi-

non essere molestati nella persona o nei beni da essi acquistali ia Livorno e nel suo capitanato, per cui si disse aver Cosimo ] dichiarato in certo modo Livorno porto
franco a favore in
portoghesi.
rieutali
invitati,

cie di cittadella, oggi detta fortezE.i

particolare dei

vecchia,

la

quale

rest

Anche

molti

greci

o-

nala nel iSSy, anno in cui fu trucidato il suo- fondatore, il quale

e scismatici, da quel duca

vennero a

stabilirsi

in Li-

aveva pure confermato ai livornesi. A questo


attribuisce lo
col

privilegi

vorno,
s.

tempo
fortezza

si

Pio

ma la renitenza del Papa V Dell'accordare a simili


la

porre

stemma sopra una

di Livorno,
la

cristiani

facolt
quelli

di

usare

riti

diversi

da

determinati

dal

bandiera colla parola Fides, perch il duca encomi la continuata affezione


alla

concilio generale di Firenze, fu


sa della

cauidee
fece

loro dispersione.
I

e fede

dai

livornesi

Cosimo

nutr

grandiose

casa

de

Medici

dimostrata.
credi-

Altri dicono

die quel Fides semla vita del

a vantaggio di Livorno, fabbricare molle galere,


l'arsenale vecchio di Pisa,
t

ove
cos

nel-

bri appellare alla iiducia o


lo,

onde poi

che

i'auima e

comfu-

othiine a Filippo U, e due ne


al

mercio. Di maggiore importanza e


di

don
istitu

Papa. Mentre

egli nel

564
Ste-

grandi risullamenti motrici


le

l'ordine militare

di
i

s.

rono

misure prese dal successore del duca Alessandro, per richia-

fano contro gl'infedeli ed


ri,
si

corsa-

obblig colle potenze in gueril

mare

abitanti,
in

mercio

mercanzie e comLivorno, specialmeuledopo


1

ra contro

turco

di

fornire

cinque

anni

cinque

galere

per bene

Uie Cosimo

uel

i543 entr

iu

equipaggiate.

Succeduto nel 1^7 4^

100
al

LIV
Francedi
ri-

LIV
per

rlominio della Tosrana


I,

Roma,

il

quale con

l'asilo

ac-

sco

egli

pure non manc


sue

volgere le
di

Livorno;

cesse
il

premure a favore nel 1^87 gli sueFerdinando I, che pu dirsi

cordato alle genti d'ogni classe, intese principalmente a popolare e


ingrandire
cos
il

ma

quella

nascente

citt;

benefico
di

granduca aument
gente e di dovizie
del

vero fondatore di Livorno. Avvegnach fu egli che immense spese impieg per circondarlo di validissime mura, di lunette, di spaiti e bastioni, di magnifiche poi te, di ponti di pietra, circondandolo
di

mirabilmente
il

nuovo emporio
i

Mediterracor-

neo. Popolarono piincipalmente Li-

vorno,
si,

portoghesi,

gli inglesi, gli

e di

pi

provenzali e

ebrei,

un

fosso navigabile, e dif'enden-

vorita dal

La nazione ebraica vedendosi fabando sopra ogni altra


quasi
I

do
so
si

la citt

terra

con fortezze nuove ververso mare. Per lui


in

nazione,

cred di
il

vedere in
un'altra

Ferdinando
e di

desiderato Messia,

videro

sorgere
pubblici,

Livorno stacaserregi,
,

trovare

in

Livorno

bilimenti

dogane,

mc, magazzini,
pli,

palazzi

tem-

Gerusalemme. Fino d;d primo anno dei suo innalzamento al trono,

pubbliche

loggie

abitazioni

Fodinando

diede

principio

al

moltissime, piazze magnifiche, stra-

de

ampie
,

e
di

regolari,
vasti

oltre

un

lazzaretto

comodi

prov-

veduto

da
fu

salutari

discipline

gran molo, che doveva unire mediante un muraglione lungo io,5oo braccia la torre del Fanale alla terraferma. Nel 1606 Ferdinando
1

regolato. Tale

dinando
volta
lui
s"

per
e

l'amore di FerLivorno, che tal-

accrebbe

il

circondario di Livorla

no, coU'eslendere

sua

giurisdi-

assisteva

alle lavorazioni
si

da

zione al territorio designalo in se-

ordinate,

per
il

accreditare

occup altreed estenderrestituire la sal'in-

guito col

nome

di

capitanalo nuo-

vo; e fu nell'istesso

anno

ch'egli
di citt,

ne

commercio,
oltre
il

innalz Livorno all'onore

lubrit al clima,
dustria,

promovendo
dispendio

d'una
i

numerosa marina
cavalieri di
s.

per

esercitare

Cosimo II nel i6og succedendo padre Ferdinando I, dichiar di compire le di lui grandi idee, acal

Stefano, proleggere

crebbe

privilegi

de' livornesi,
di

ma

legni mercantili, e allontanare dalla

coste della

Toscana
Livorno,

ladri

di

non potendo re ad eletto


trapresa
di

lusingarsi
la

porta-

niare.
la
I I,

Ad aumentare
il

di

abitatori

sua bella

conferm
e io

privilegio di

Ferdinando Cosimo
favore di
ec-

troppo vasta ingran molo, deliber restringerlo in pi moderate


del

dimensioni,
figura

facendo
il

costruire

da-

estese

anco

in

vanti alla darsena


di

molo
e

attuale
coli' irail

chi avesse
Cesso fuori

commesso qualunque

quadrilunga,

del granducato; indi ai

boccatura volta a maestrale,


le

qua-

10 giugno i5c)3 pubblic il celeLre indulto a favore dei mercanti


di tutte le nazioni d'ogni

porta

il

nome

dello stesso fon-

datore.
rina,

creden-

Cosimo II aument la maavendo sempre pronta una


galere; ed i legni Livorno sotto il nogaleoni, erano i migliori di
di

za, purch venissero a commerciare e aprire casa a Pisa o a Livorno, In conseguenza Ferdinando I fu per

squadra

dieci

fabbricati

in

me

di

Livorno

ci ch'era

stato

Romolo

quauti

altri

scorrevano

il

mare.

LIV
Nel 1616 Cosimo II approv le riforme de' nuovi statuti municipali

LIV

101

dai nemici ancorati nella slessa rada. Questo trattato essendo stato confermato nelle guerre successive, divenne la base pi solida della

di

Livorno, e concesse esenzioni


abitatori

agli

del

capitanato

vec-

Durante la reggenza, dal 1621 al 1628, di Ferdinando II, il commercio di Livorno e la marina toscana illanguidirono; e vedendo quel granduca un oggetto dispendioso nei suoi legni da guerra, nel 1647 li vend alla Francia, a riserva di due galee che destin a
chio.

franchigia
Intollerante
religiose

del

porto
gli

di
III

Livorno.
nelle cose

Cosimo
la

contro

acattolici,

con-

serv in Livorno

libert d'ogni

credenza

favorendo

specialmente

l'universit ebraica.

Per

le

estese

franchigie essendo divenuto Livorno


il

rifugio della peste della societ,

difendere
sura, la

le

coste

dai barbareschi.
simile

bisogn
istitu

provvedervi.

Cosimo
pia

III

la conseguenza di una

mi-

in

Livorno

la

casa dei e

novero qual grado dal padre e dall'avo di Ferdinando II con tante cure e fatiche era stata innalzata. Ci nondimeno Livorno deve a Ferdinando II un nuovo arsenale ed il vanon sto lazzaretto di s. Jacopo
esci

Toscana

dal

mendicanti, un monte di piet,


il

delle potenze

marittime,

al

gran magazzino de'bottini

d'olio;

conchiuse un trattato di neutralit pel porto di Livorno, e vi stabil


i

gesuiti in

eretto

un magnifico da un livornese ad
le

locale

uso di

conservatorio per
tose.

fanciulle facol-

che

il

primo
s.

stabilimento d'istru-

in

Per mancanza di successione Gio. Gastone ultimo rampollo


giungere
flotte

zione religiosa e letteraria nel collegio di


affidata

de' Medici, Livorno vide


nel

Sebastiano, di cui venne


direzione ai barnabiti
citt
;

suo

porto

numerose

la

sbarchi d'eserciti, sinch assegnato

quella porzione di

chiamata
fossi
il

P^enezia niioi'a dai molti


gabili tico

navi-

granducato di Toscana alla casa sovrana di Lorena, fu confermata


il

che l'attraversano;
di

pi an-

al

porto-franco di

Livorno

la

sua
la

monte
il

piet;

il

sistema di

neutralit.

neutralit pel

ed
la

riaperto
la

bene della Toscana; commercio col Lepace del

Nel

1737

con Francesco

II

fortuna port sul trono della

To-

vante dopo

1664

tra

scana
si

Porta ottomana e l'imperatore,

nel quale il granduca si fece comprendere come alleato di casa d'Ausuccessive, Costria. Nelle guerre

simo IH

fece

rispettare

il

porto di

Livorno, a preferenza d'ogni altro del Mediterraneo, e mediante un


trattato ivi
esteri,

la dinastia Lorenese, ed egli mostr provvido e benefico eoa Livorno, la navigazione marittima ed il commercio; fond la pia casa del rifugio pei mendicanti, ed istitu le prime scuole pubbliche per le fanciulle. Frattanto il commercio di Livorno era sempre nelle

conchiuso

coi

consoli

mani dei
e

monopolisti,

tutte

le

ad oggetto di prevenire le rada di ostilit nel porto e nella Livorno, venne accordato ai vascelli da guerra uno spazio di tem-

regie regalie venivano amministra-

la

po per

partire dalia stazione,


di

tale

da non temere

essere

insesruiti

percette da ricchi appaltatori, maggior parte della nazione ebrea. Quindi che moltissimi affari si facevano da pochi, quali tenevano nelle loro mani l'esistente
i

102

LIV

LIV
mercati del Mediterraneo, Livorno
profittando dell'annichilamcnto del

za ti una gran parte della popolazione livornese. Era riservato algran mente ed alla fermezza la

commercio
marittime,

di quasi
la

tutte

le

piazze

granduca Leopoldo [ spingere olla meta e perfezionare un' opera di tanto momento, merc d' un piano economico, di un sistema ledel
gislativo,

citt

crebbe
e

immendi
ric-

samente

di

popolazione

chezza, e divenne

perentoriamente
emporii
dell'Eu-

uno
ropa.

dei

primi

cui serv
di fine

di

principio, di

progresso e
diritti

una pi adedi

quata ripartizione di sostanze e di


fia
i

do

sudditi

varie classi,

ed una pienamente libera commerciabilit dei


cie.

beni di qualsiasi

spe-

preservare possibilmente lo stato dai pericoli cui poteva espor-

della pace Ferdinanriconobbe la repubblica francese, e questo atto fu annunzialo dai cannoni di Livorno al cospetto della flotta inglese. Ad onta dell'imparzialit del granduca,
III

Per amore

Livorno coi paesi soggetti al contagio, Leopoldo I fece costruire dai fondamenti, ed aprire nel 1780 il terzo e
lo
il

commercio

di

della

agognarono i francesi al possesso Toscana, e di espellere gl'inglesi da Livorno con impadronirsi


delle loro ricche merci e di quelle

de' loro alleati.

Essendo

Bonaparte

pi vasto lazzaretto di s. Leopoldo, per destinarlo alla cura delle persone ed allo spurgo delle mercanportate da bastimenti di patente brutta. Egli inoltre fece edifizie

generale in capo dell'armata d'Italia,

in

Bologna a'26 giugno


al

1796
di

comand
no.
glesi

generale

Murat

sor-

prendere con una divisione Livor-

Appena
i

fecero in
le

tempo
loro

gl'in-

care r
tere,

uffizio

della

posta delle
della

let-

d'imbarcare

robe,

nel

locale

soppressa

quando

francesi entrarono in Li-

compagnia de' ss. Cosimo e Damiano. La soppressione di questi


e di altri sodalizi del
le

vorno, e poco dopo fra


ra,
vi

dimostra-

zioni festevoli, provocate dalla

pau-

granducato,

giunse Bonaparte.

Non an-

riforme religiose,

die

luogo in

Livorno ad un' insurrezione, mentre Leopoldo I nel 7qo era a1

d guari che il nemico confisc e vend le mercanzie di quelle nazioni

con cui era

in

guerra,
di
Il

sceso al trono imperiale, e

Ferdi-

esigette dai negozianti

ed Livorno

nando

III a

quello di Toscana.

Ad
si

cinque milioni di
restato,

lire.

governadel

accrescere le

angustie

interne,

tore del porto e della citt fu ar-

aggiunsero ben presto quelle politiche,

ed

espulsi

soldati

insorte

dopo

la

rivoluzione

granduca. Intanto

le flotte

inglesi

francese, che preparava ai toscani

ed

al

loro

sovrano
legge
del

nuove
porto

disav-

serrarono il porto di Livorno, che divenne in breve inoperoso ed oppresso,


l'isola dell'Elba,

venture.

La

fondamentale
di

della neutralit

Li-

occupando Portoferraio nelad onta della neugrani

vorno, fu d' uopo sospenderla dall'ottobre

tralit toscana. Ai reclami del

1793

al

febbraio

179'?,

ed impedita alla bandiera della repubblica francese; in un tempo in cui trovandosi chiusi ai navigli
delle potenze

due por16 aprile 1797 ti furono abbandonati dai francesi e dagl' inglesi. Col pretesto poi che truppe napoletane erano sbarcate
duca,
li

belligeranti

gli

altri

Livorno, e di coalizione segreta

LIV
di

LIV
potenze in
il

io3
giunta francese
via

Ferdinando

III colle

Mediterraneo.

La

guerra colla
gia
cesi

Francia,

principe
fran-

non trascur ogni


i

di

eccitare

fu costretto partire dalla sua regli

toscani all'industria, ed
il

aumen-

25 marzo 1799; ed
la

tare

commercio

interno, giacch

discesi

a torme dall'Apennino,
bella e placida

quello di Livorno era ridotto quasi

occuparono

To-

a nulla. Napoleone ridonato al-

scana e Livorno.

Durante
il

l'occu-

la

Toscana
la

il

titolo
la

di

granducato,
Elisa.

pazione austriaca per

porto di-

ne fece sovrana
Eclissata
in
il

sorella
di

venne quasi l'unico emporio de' navigli delle varie nazioni, mentre i
porti di

fortuna
JNIurat

Napoleone
conservare
si

Russia,

per

Genova

e di Marsiglia e-

trono l'abbandon e
d'Austria

un

al-

rano chiusi dai confederati. Final-

l'imperatore
batterlo;
i

per

com-

mente dopo
concluso
di pnce,
di

tante sciagure

sofferte

dai livornesi, nel febbraio

180

fu

a Luneville

un

trattato

pel quale il granducato Toscana fu eretto in regno, e dato in appannaggio all' infante di Spagna Lodovico di Borbone, figlio del duca di Parma, nipote e genero di Carlo IV re delle SpaUna delle prime cure del gne. nuovo re a favore di Livorno pu contarsi il motu-proprio de' 17 dicembre 180 1, col quale convert in camera la deputazione di com-

il perch nel febbraio 18 14 napoletani di Murat entrarono in Firenze ed in Livorno che si vide libero dalla guarnigio-

ne francese, e dal lungo e rovinoso blocco inglese.

Dopo una
fe di

varia luttuosa catastrosi

tre lustri

cifico

regime Livorno vide


pliare
offrire

di

ricompose il paFerdinando HI, e

aprirsi davanti ed
gli

amper

latamente
varie,

sbocchi

immense

e durevoli

risorse al

prime

suo commercio. Tra le misure del granduca, essenpei

mercio. Nel settembre

1802

nella

zialissima
fu quella

negozianti

livornesi
al-

rada di Livorno ancor numerosa flotta spagnuola, che trasport a


Barcellona
truria,
il

de'i3 ottobre i8i4>


tribunale di
sotto
il

lorch

il

commercio egoverno

re

la regina
la stessa

d'Etra-

relto in Livorno

donde

poi per

napoleonico, fu rimpiazzato dal


tovi

ma-

versa ritornarono in Toscana.

Nel
il

gistrato civile e consolare traslata

i8o4 Livorno soggiacque


bre
gialla,

alla feb-

danneggi paese, morendo nel suo colmo

che assai

della repubblica era stabilito.

da Pisa, dove sino dai tempi Napogli

4*^

leone detronizzato,
l'isola

fu concessa

o 5o
rest

persone in un

giorno.

Cos
di

dell'Elba in sovranit;
alla

ma

di

decimata

la

popolazione

nuovo aspirando
della Francia, vi

Livorno, e quasi annichilito


mercio. Nel

il com1807 ebbe termine il regno d'Etruria, di cui Napoleone

dominazione ricomparve nel mar-

fece

Keille.

prendere possesso dal generale Ridotta la Toscana sotto il


dell'

regime

impero
a

francese, e dila

visa in tre di Livorno

dipartimenti,

citt

preferenza
di

di

Pisa
di

fu dichiarata capoluogo di
essi,

uno

i8i5. Sospettando Murat sulcongresso di Vienna a suo riguardo, d' accordo con Napoleone si propose il conquisto degli stati che l'Austria possedeva in Italia, entrando armata mano in quello della Chiesa. Il Papa Pio VII prese il prudente temperamento di
zo
le disposizioni del

col

nome

dipartimento del

ritirarsi

a Genova, traversando par-

io4
ai

LIV
Giunse
in

LIV
Livorno
figlio
te

te della Toscana.

Carlo Lodovico attuale regnandi

29 maizo, ricevuto con ogni mail

duca

uiera di esultante venerazione, quindi

litaiilis

Ecclesiae de' 2 5

Lucca, e colla bolla /l/tsettembre

3i

si

diresse

per Pisa, poscia

giugno rientr tranquillo in Roma, terminando per sempre la potenza di Napoleone. Devesi a Ferdinando III l'attivazione del regolamento della camera di commercio, l'isliluzione di due commissari
a' 7

la

1806, dichiarandola sulfraganea delmetropoli di Pisa. Nel concisto-

ro del

6 ottobre,

il

Papa

preconiz-

z in primo vescovo Filippo


ci di

Ganuc182
1

Firenze,
;

traslatandolo da Corgli

tona

quindi a'i3 agosto

diede in successore, dopo alcuni anni


di

di polizia,

uno per

l'interno,

l'altro

sede vacante. Angelo


il

Gilar-

pei popolosi sobborghi; l'aumento


di

doni di Firenze,
slato

quale

essendo

acqua perenne, e molti


il

alili utili

provvedimenti. Dacch

regnante

storo de' 2 3

da Gregorio XVI nel concigiugno i834 trasferifu dichiarato successo-

Leopoldo II mont sul trono, fu sempre inlento alla maggiore prosperit di Livorno, perch medit
e decret nuove cose, incoraggi migliaia di operai, intenti a far sorge-

to alla sede di Pistoia, nel medesi-

mo concistoro
re Raffaele de
in

Chantuz Gubbe, nato


:

A leppo,

arciprete della metropoPi.sa

litana di

per

la

sua

morte

re

intorno

Livorno
della

un

nuovo
pi costra-

questa chiesa tuttora vacante. Nel-

cerchio di

mura

periferia di

circa quattro

miglia,

una

moda

pi grandiosa darsena pei

Pio VII la diocesi di Livorno, distacc la sua insigne collegiata con altre quattordici parrol'erigere

navicelli,

ampie

piazze,

lunghe

chie dalla giurisdizione ecclesiastica


della
Il

de, deliziosi

passeggi,

porte, doga-

chiesa

primaziale

di

Pisa

ne, edifzi sacri e profani, e quasi


fece nascere a contatto della vecchia

perimetro del vescovato di Livorno, se si eccettuino alcune chiese in

una nuova
i

citt,

per

essere

stati

Val

di

Tor, come Vicaiello


dirsi

compresi sunnominati vastissimi sobborghi nella nuova cinta di mura. Perch non venisse deturpato Livorno da genie vagabonda ed immorale, abol le immunit concesse

e Colle-Salvetti, rimaste alla diocesi

pisana,

pu

modellato a un

dipresso su quello della giurisdizio-

da Ferdinando

I; ed in vece accord piena ed assoluta franchigia a tutta la citt, con esteudei-e prii

ne politica e civile del capitanato di Livorno, mentre la diocesi di questo nome, oltre il territo-

nuovo

rio della sua

quello

di

comunit, comprende Rosignano, e una gran


Il

vilegi di

porto franco alla bella pardelle antiche

parte del'distretto comunitativo di


Colle-Salvetti.
le

te situata fuori

mura

duomo o
come

cattedrasi

per

utilit

del

commercio
Il

locale e

attuale,

dedicato

disse

della Toscana.

memorando suo
2 3 luglio i834,

all'Assunzione di Maria Vergine ed


a
s.

motu-proprio del
segn
ai

Francesco

d'Asisi, tuttora l'u-

livornesi un'era novella, e-

nica parrocchia plebana. Alla chiesa

iimiuando molti aggravi.

Livorno fu eretta dal Pontefice Pio VII, ad istanza della regina reggente di Etruria Maria Luisa, per il re suo
di

La

sede vescovile

plebana di s. Giulia di Porto-pisano ossia di Livorno, la quale in origine esisteva fuori del primo cerchio,
fino dal

secolo

XVI

fu

ag-

gregata un'opera,

con altra chiesa

LIV
sotto
il

LIV
Maria, situata
tenziarie;
di

loS
cappellani o

titolo

di

s.

ventisei

dentro Livorno. Quindi la chiesa plebana associ all'antico titolo quello di


s.

beneficiati, e di altri preti e chierici

addetti al servigio divino. Nella


il

Maria, finch nell'occasiodella

cattedrale vi
e
la

fonte battesimale
al
Il

ne

forse

consecrazione

del

cura d'anime ch' affidata

duomo
titolare

attuale, fu preso

nuovo santo compatrono


del

per contempio e per


di

pi'evosto e a

due

preti

curati.

palazzo vescovile alquanto discosto dalla cattedrale.


la
11

di

Francesco.

Il

pievano

Livorno s. Livorno
di

titolare del-

prima parrocchia

di

venne decorato del titolo vosto nel i632, all'epoca


cui la pieve di
lia
s.

prein

stato conservato alla


s.

Livorno compagnia di

slessa
s.

Maria, di

Giu-

e di

s.

Francesco fu eretta in

insigne collegiata. Col sovrano

mo-

tu-proprio de'22 giugno

i836 vendi

Giulia, ch' un pubblico oratorio molto ornato, situato di fianco al duomo , devotamente frequentato ed uffiziato. A proporzione che Livorno and crescendo di popolazione, prestarono aiuto al prevosto

ne

stabilito

tra

le

altre cose, che

nella

nuova
si

cinta

murata

Li-

pievano
di

diversi

cappellani

curati
in
le

vorno

dovessero erigere quattro

alcune chiese,
si

che
in

di

mano

chiese parrocchiali di

presa quella per la


allora
zioni
lare.

nuovo, comquale andavano


partico-

mano
quali

eressero

Livorno,

perci

divennero altrettante

raccogliendosi delle pie obla-

succursali. Tali cure


se della

sono
di
s.

le

chie-

da una
In

deputazione
poi al
de' 17

Madonna,
s.
s.

Giovanni
s.

ordine

successivo

Battista, di

Caterina, di

Ses.

motuproprio
fabbricate
tra
altra
al

agosto

iSSy,

bastiano, di

Ferdinando
le

di

le suddette chiese

dovevano essere
,

Francesco in fortezza, e

quattro
e

una presso s. Rocco, aled Camposanto vecchio


Riseccoli.
si

nuove parrocchie
s.

di

s.

Andrea, di
Trinit
,

Benedetto, delia
ss.

ss.

A
fu

quella
;

di

s.

dei
tro

Pietro
citt.

e Paolo, tutte den-

Rocco non
sa
di

pensa adesso

la chie-

la

Sono
fuori

inoltre

nella

Riseccoli

dedicata
Gio.

s.

campagna
cio
s.

tre

parrocchie suburbane,
della barriera
in

Giuseppe, consecrata da monsignor


arcivescovo
di

Matteo
s.

Pisa

Battista

fiorentina,

Martino

Salviano
,

Parretti, ed aperta all'esercizio del

fuori della porta

maremmana

s.

culto fino dai 21


to vecchio

giugno 1842
il

fi-

nalmente quella presso


si

Camposan-

va costruendo, e sar
e dedicata a

annessa
s.

al

seminario,

s.

Andrea apostolo. La chiesa di Maria del Soccorso^ opera assai

Jacopo in Acquaviva, ed anco s. Lucia ad Antignano fuori della porta a mare. Sui monti livornesi sono le parrocchie di Monte vi Nero, e di s. Giovanni Gualberto,
e nella diocesi
te
si

contano altre
diocesi di

set-

pi vasta, progredisce e vi vorr molto tempo onde sia condotta al suo termine.
Il

parrocchie.

La
di

Livor-

no
ta

dalla sua erezione in poi sta-

aumentata

dieci

parrocchie.

capitolo della cattedrale


di

pone
ie

cinque dignit,
il

comprima delsi

Nella citt sette sono le case religiose, ed altrettante le confraternite,

quali

prevosto, di quattor-

oltre gli

stabilimenti pii

dici

canonici, comprese la preben-

nati di

sopra.
il

Quanto
seminario,

nomiprima va
la

da teologale e due prebende peni-

ad

erigersi

di

cui

io6

LIZ
comoda
t

LIZ
di

fabbrica bellissima, vasta e

grande

scudiere.

Lungi

dal

pressoch al termine. Ogni nuovo vescovo tassalo ne'Iibri della

lasciarsi

affascinare

dallo

splendor
doveri

degli onori, egli

attendeva all'esatdi

camera apostolica
corrispondenti

in

fiorini

65o,

to

adempimento

tutti

a scudi

cinquemila

del cristianesimo, castigava

romani

ascendono l'annue rendite della mensa, la quale non gravata di alcuna pensione.
,

cui

corpo vente

col digiuno, e
il

il suo richiamava so-

suo cuor verso Dio con una


slava

fervente preghiera. Divenuto conte


e governatore d'Angi,

LIVREA,
tnavasi in

Liberata.
ci

Cos chia-

per

passato

che davasi

ad un

ecclesiastico

per vivere e per

Quindi dicesi ancor livrea l'abito che un padrone d ai suoi Servi (fatili), dal che ne deriv
vestirsi.

prender moglie, quando colei che doveva sposare fu assalita dalla lebbra. Egli conobbe in questo accidente la volont divina
velie di
,

risoU

la

frase

di

gente di livrea
livrea, anzi
il

sia

tr

persone di
servitori
di

per

livrea

Enadunque nel chiericato l' anno 58o, e and a vivere in una comrinunziare al mondo.

talvolta intendesi tutto

corpo dei
Delle

un gran
ed

signoie.

pagnia di pii ecclesiastici, di cui divenne in breve il modello per


la

livree

parlammo

all'articolo

FamiNot
il

sua

divozione

per
,

l'

austerit

gliare [Fedi)

altrove.

della

sua

penitenza

e la medila-

che Erizzo ambasciatore repubblica di "Venezia presso Clemenle XI, fu il primo a condella

Valesio,

rione della santa


la

Scritliu'a.

Dopo

morte

di
d'

vescovo
voglia,

Arduino decimoquarto Angers fu d'unanime


,

travvenire all'uso de'suoi predecessori,

consenso eletto Lizinio, contro sua


lora innanzi riguardossi

che

incedevano

in

carrozze
le livree,

negre, e similmente erano

come
fatto

confacevoli alla toga,


le

avendo

mo

ad occupar quella sede. D'alcome uoche non dovea pi vivere per

carrozze dorate, e le livree alla francese da campagna, di scarlatto

s stesso,

ma

pel suo

gregge.

La
un

sua sollecitudine soddisfaceva ad

con trine

grandi d'oro.
vescovile

tempo
della

ai

bisogni dei corpi e a quelli


I

LIZICO.

Sede

delle anime.

pi

indurati
alla

cuori
forza

provincia d'Europa nell'esarcato di Tracia, sotto la metropoli di Eraclea, eretta

non

poteano

resistere

riunita de' suoi discorsi

e de' suoi

nel

IX

secolo.

JVe fu-

esempli, cui Iddio avvalorava

an-

rono vescovi
slette

Beniamino che assie sottoscrisse il VII concilio

che col dono dei miracoli. Egli aviebbe desiderato di lasciare la sua
sede, per

generale, e Giorgio che trovossi a quello di Fozio. Oriens christ. t. I,


p.

vivere

nella

solitudine;

ma non
nare
vita,

pot eseguire

questo suo

II 34.

divisamenlo, e
(s.),

LIZINIO

vescovo d'Angers.
fu

zelantemente

continu a govergregge alle il


di

Nacque verso l'anno 54o, e


maestrato in tutte
prie di
le

ampro-

sue cure affidato. Pass

questa

scienze

un giovine
I,

d'alto lignaggio.

dopo lunga serie d'infermit, verso r anno 6o5, e fu seppellito


nella chiesa di
s.

In et di vent'anni fu mandalo alla


corte di Clotario
di cui era pros-

Giovanni Ballista,

simo parente,
"viezza

che per la sua sae valore Io elev alla disini-

appartenente al monastero ch'egli avea fondato con intendimento d'ivi


ritirarsi.

S. Lizinio onoravasi

pub-

LOA
blicamente
fin

LOC
secolo
il

Q7

dal settimo
festa

gna. In Talavera fond


to

un convenle

e celebiavasi la sua

primo
pre-

di

domenicani, a cui tra

al-

giorno di novembre;
sente
logio

ma
i3

al

tre cose lasci


le scudi,

una rendita
di

di

mil-

non

nominato
ai

nel martiro-

coir obbligo

erogarne
ai

romano che
8 di giugno,

febbraio.

cinquecento, parte in elemosine


poveri, e parte in
ciulle

La
agii

chiesa d'Angers ne fa

memoria
fu
il

dote alle

fan-

che

forse

giorno di sua consacrazione, ed ai 2 1 dello stesso mese a cagione della ta

traslazione delle sue reliquie fatnel


I

J69.

Accrebbe di nuoornamenti il convento de'domenicani di Pennafiel, dove avea vestito l'abito religioso. Mor in Viliamanta nella
miserabili.

vi edifizi e

di religiosi

LOAlSA
7ia

Garzia, Cardinale. Gar-

Loaisa

Talavera nella ed illustre prosapia, uomo di acuto ingegno, di profondo giusingolai* prudenza fordizio, e di
tabile
nito, profess
catori,

Loaysa nacque in Spagna, da rispet-

a' 2 1 aprile^ e cadavere a Talavera, rimase sepolto con breve elogio nel-

Spagna

nel

i5i46

trasportato

il

catori,

nell'ordine de'predi-

dove divenne insigne teologo e maestro laureato in sacra Scrittura, e prefetto nel consiglio della

Genesio de' predimagnificamente col convento fondata. Non si deve tacere che altri lo dicono tumulato in Viliamanta, come altri asseriscono che morisse in Madrid.
la

chiesa di

s.

da

lui

LOCCATELLI
RiA,

Francesco

xMa-

generale

inquisizione, e finalmente

nel capitolo

tenuto
fece

in

Roma

nel

Francesco Maria Loccatelli nacque in Cesena li 23


Cardinale.
febbraio
losa
1

i5i8
Carlo

fu fatto generale dell'ordine.

lo

suo

confessore e

consiglierCj indi

divenne vescovo di
e gravi carichi
ri-

727, dalla contessa NicoGaddi, e dal conte Fabio Loccatelli marchese di Moutalto, di antichissima,

Osma. Pei
addossatigli

molti
si

nobile e pia

famiglia,

vide

costretto a

celebre per

cospicue

parentele ed

nunciale nel
Vagliadolid
il

capitolo

tenutosi

in

uomini
no.
Si
-

generale magistero,

illustri che in essa fiorirochiamava il cardinale Loc-

onde cedere
religiosi.

alle

rimostranze de'suoi

catelli

Martorelli

Orsini
fu

perch

Inoltre

Carlo

lo

di-

Nicolosa sua
figlia

madre

superstite

chiar presidente del consiglio delle


ta,

ed erede del celebre avvocato

Indie, commissario della crociae

Martorelli
ta,
il

commendatore
avendo

di

Mal-

supremo

inquisitore di tutta
trasferito alla sede

quale
fatta

la

Spagna.
Siviglia,

Fu
e

cause e
fra
i

molte divisione e concordia


difeso

di Siguenza e poi all' arcivescovile

da Clemente VII a' 19 marzo i53o in Bologna venne


di

creato cardinale
di
s.

prete

del

titolo

Roma, questi per soddisfazione e grato animo vollero che portasse il loro cognome. Francesco sort dalla
principi fratelli Orsini di

Susanna. Quindi il nominato imperatore lo destin suo ministro a Roma presso la santa Sede. Nel

natura indole egregia,


lode ne' collegi
studi

ricevuta in
fatti

patria nobile educazione,

eoa
gli

ed in Bologna
poi

tempo
nicani
l'antica

eh' era
si

generale
di

de'

domeal-

elementari,

quelli della

studi

ricondurli

filosofia,

della giurisprudenza e delscienze,


alla
si

osservanza della regola, lo

le sagre

dedic

in

gio,

che

riusc

prosperamente nella Spa-

vane et

vita

ecclesiastica

io8

LOG
divenne
esempla-

LOG
suo gregge,
soffr

nella sua patria

che

sua
ai

merc nulla
orrore e di

re arcidiacono della cattedrale. Nel

in quell'epoca di

772, avente l'et d'anni quarantacinque fu dal Pontefice Clemente


1

disordine.

Unito

pi rispettabili

della citt, seppe in cento incontri

XIV

promosso nel concistoro del primo giugno alla sede vescovile di Spoleto. Subito form la delizia del suo gregge d'ogni condizione, beredetto da' poveri e

lenire colla dolcezza e imporre an-

co
ci

all'

impeto guerriero

di

que'du-

gonfi di orgoglio, ardenti di fuo-

co marziale, ed avvezzi a conquiste


e stragi. Nel
di s
il

venerato

dal

1796 ricovr

presso

clero, pel complesso delle virti di

cardinal Chiaramonti pro-

cui grandemente fu adorno, in

una
,

parola fu

tutto di
ne'
i

tutti

in tutto

fugo dalla sua sede d'Imola, e seppe provvedere ad ogni di lui occorrenza.
Restituita
nel

emulando
vescovato
pl

quaranta anni del suo


pii

1799

la

perfetti

pastori,

tranquillit allo stato ecclesiastico

Contribu colle cure e colle opere magnifico abbellimento e reslaudella


cattedrale.
Scacciati
i

ed eletto nel marzo 1800, nel conclave tenuto in Venezia, in supre-

ro

dal

mo

gerarca

il

lodato cardinale col


il

Portogallo e dalla Spagna


ineriti

bene-

nome

di Pio VII,

vescovo

si

rec

gesuiti,
li

egli

ne accolse una
luoghi della
essi
i

in quella metropoli a congratularsi

gran parte, e
te

colloc decentemen-

qua e

l ne' diversi
;

e ad umiliargli l'omaggio della sua profonda venerazione. Indi porta ndosi


il

vasta sua diocesi

erano

suoi

Pontefice a

Roma,

nel giunel suo

amici, quelli

pii

d'ogni altro senti-

gno fu accolto dal prelato

va e consultava negli scabrosi affari; e si deve soprattutto alla dottrina ed esemplarit di quei raminghi degni
figli

episcopio, che profittando del lieto

di

s.

Ignazio, se

il

incontro procur alla sua chiesa un grandissimo onore, cio la solenne coronazione della ss. Icone di Maria

clero spoletiuo sotto l'egida del suo

Vergine, fatta dal Papa. Questi

buon vescovo
dottrina
e
di
alle deplorabili

si

mantenne puro di costume, in mezzo


il

in

premio de' segnalati meriti


180
i

del
feb-

vescovo, nel concistoro de' i3

novit che gi

se-

braio

lo

cre

e riserv in

colo suscitava a
rio.

danno
che

del santua-

petto cardinale dell'ordine de' preti,


e in quello
lo
lo

Altra

epoca

pure tanto

onore

fece al nostro prelato, fu la ve-

de' 17 gennaio i8o3 pubblic, conferendogli per titola

iiuta degli ecclesiastici francesi sfuggiti alle

chiesa di

s.

Maria d'Araceli,
congrega-

persecuzioni della loro patria.


enciclitutti
i

Inoltre lo annover alle

Invitato dalle voci e dalle

zioni de' vescovi e regolari, dell'im-

che di Pio VI, indiiizzate a

vescovi dello stato pontificio, accolse

munita, della disciplina regolare e delle indulgenze e sacre reliquie,


dichiarandolo protettore
leto.
dell'

amorevolmente questi
pioni della fede,

novelli cara-

ospe-

li

soccorse di

dale de' proietti della citt di Spo-

continuo e li providde di tutto, Ne' difficdi tempi della sedicente repubblica romana, e nella prima
va.sione francese,
in-

Queste
al

onorifiche

distinzioni

servirono

cardinale di maggiore

stimolo alla virt

come
il

nel

passag-

Nel maggio
di

gio di quegli eserciti,

zelante ve-

ed alla gloria. 180 5 ebbe il conforto ricevere nuovamente Pio VII col
nobile
seguito
,

6COV0 raddoppi ogni vigilanza pel

suo

reduce

dalla

LOG
Francia; ed anche in questa occasione sfoggi in isplendidezza e ve-

LOG
rivoc ed annull. Nel
circostanza

109

18 io rinvigorito alquanto, pianse la deportazione di settanta e pi


ecclesia-

nerazione. In

fausta

nuovo onore procur


sa,

alla

sua chie-

stici

della citt, per avere ricusato

facendo per
collocare

le

Papa

in

auguste mani del nuovo e ricco


testa

il

reliquiario la sacra

del
s.

glol'on-

rioso protettore e martire


ziaiio.

giuramento eh' esigeva governo imperiale, eroico esempio imitalo da quasi tutto il clero della diocesi, bench fossero ancora
r esecrabile
privati de' benefizi. Incoraggi e sov-

Fra

tante

beneficenze
alla

pro-

digate da questo vescovo


diocesi,

sua

vanno ricordale

le

sue virt

pastorali, l'esatta e benefica

ammidecen-

nistrazione de' luoghi

pii, la

za de' sacri templi, la conservazio-

venne questi illustri confessori della fede, e colmo d'aflizione cadde iofermo, e mor a Spoleto a' i3 fel>braio 18 i, munito di tutti conforti della religione, venendo espoi
i

ne de' monasteri, la floridezza del suo seminario, un nuovo liceo, un pi vasto ospedale, le congrue parrocchiali aumentate: Spoleto poi pi d'ogni altro luogo della diocesi
beneficata
,

sto e sepolto nella

cattedrale.

La

memoria

di

questo amplissimo ve-

scovo porporato, sar in eterna benedizione, massime nella diocesi spolelina.

ricorder

sempre

con

LOCKE

Giovanni. Celebre

filo-

riconoscenza, che dal suo cuore pa-

sofo inglese, nacque a

Wrington

nel

terno ed ingegnoso, e per alleviare

ebbe che oggi cotanto in credito commerciale, siccome una delle migliori fabbriche
la

sorte

infelice

de' poveri,

origine

il

lanificio

dello stato.

Per animare questa imcoi


lucri

i632, chiamato enfaticamente da alcuni il padre della metafisica pel suo Saggio siili' limano intcllelto. Ma l'aver consultato troppo la fsica in una materia che niente ha di comune con quella, fece s che

presa egli contribu pi migliaia di


scudi,

che poi

impieg in

bene de' bisognosi, a benefizio dei quali impiegava le sue entrate, poco riserbandosi pel suo sobrio mantenimento. Nella visita del 1806, che
fece
nelle

non diede un' idea precisa e adequata della spiritualit dell'anima, avendone fatto quasi una macchina. E ci che fece pi strepito, si fu l'aver egli voluto provare, che poteva benissimo convenire alla materia
la

montagne
debole

spoletine,

si

facolt

di

pensare,

ricor-

ammal gravemente,
guarisse rest

e sebbene ne

nel

fisico

e
si

rendo per ultimo rifugio all'onnipotenza divina, ([uasi che fosse una
ingiuria
il

nei morale.

Questo

mal essere

negargli

la

potest di

aument
de' tempi

nel
;

1808 per

l'infelicit

quindi l'occupazione del-

cougiungere insieme materia e pentemerit siero. ]Ma come saicbbe


insieme e stoltezza
il

rapimento di Pio VII operato nel 1809 dai franprofoncesi, lo immersero in una da mestizia, che sempre pi indebol le forze del corpo e quelle della mente divenuta vacillante. A questo indebolimento devesi quella
lo stato pontificio, e

prescrivere

li-

miti alla virt divina, cos stra-

vagante

indegno
olire
il

di

un

filosofo
,

estenderla

possibile

e le

cose fra loro contraddittorie. Nel Cri-

sdanesivw ragionato
fendere
la

egli

inlese di-

causa della religione; gli


vi

momentanea condiscendenza che

poi

increduli

sono confutati, e

vi

si

no

LOC
capo
della
in

LOG
bellaioiio prodigiosamente con forze di gian lunga minori.
loria
l'u

leggono alcune o^servazioni sulla couvenienza e la necessit dell'autoril sujiretua del


a.

La

vit-

Ghie
que-

alliibuila al

patrocinio di

INon ostante

si

trovano

l'opera

alcune

proposizioni,

che

Castore e l*olluce, clie vi avevano un celebre tempio. Avea un'impo


nente
op|)ose
alleali

fanno conparire l'autore propendere pegli errori de' sociniani, per


nel 1734, dopo aver proibito V Essay philosopliique conctniant l'cnUiultmcnl hitinuin,

annata
ai

navale,

con che

si

progressi
di

degli ateniesi

cui Ckinenle XII

con quei

Reggio;

ma

Po-

tidoro aintniraglio di Atene la posa


in Si

rotta nelle

angustie
i

del
locresi

Faro,

fece

allrellano

del

Chrisliaiiisiue

collegarono dipoi

con
iu

raisoiifiable, tei (ju' il

uous

est

re-

Dionisio, cui concessero Doride


isposa, e

prestnt daiis l'Ecriture sanile, nel 1737. Ambedue queste opere sono
nell'indice de' libri
proibiti,

n'ebbero in dono il lerma ritorio dell'espugnata Gaulonia


;

come
iiiol-

VExtrail della prima, Abbiano


tre di

dopo la caduta di no non risparmi


s[)ogli
il

lleggio,
i

il

tirau,

suoi

amici

Locke

tre

lettere,

sulla

tol-

ricco

famoso

tempio
sulla
fu

Icranza religiosa; Parafrasi di alcune epistole di s. Paoloj un traitato di Educazione de' fanciulli che per quanto sia lodevole in al cune parli, non va certamente libero da giuste censure; un trattato Del governo civile, e altre opere diverse. Egli mori a' 28 ottobre J704, d'anni settanladue.

locrese di
costa,
il

Proserpina,

posto

quale pi tardi

pure

depredato da Pino. Dionisio il Giovane scacciato da Siracusa, cerc


in

Locri un

asilo,

v'introdusse

sotto

buona fede uno scelto presidio; quindi non fu dissolutezza, non violenza che quel tiranno noa commettesse, accompagnando colle
pi nere atrocit
verecondi.
i

LOCHI,
scovile della

Locris. Antica citt ve-

suoi

tratti

in-

Magna Grecia
al

nel

Brupr-

Facendosi

poi

giuoco

tntm,
slessa

pi
di

sud,

ma

sulla costa
il

della
i

Scyllaciunt, presso

Capo di due miglia distante dalla nioderna Gerace ( fedi), nella Calabria ulteriore prima. Questa citl non esiste pi se ne vedono per
nionlorio Zcphyriuin, oggi
Stilo,
;

pagana superstizione, obblig compiere 1' insensato voto, che aveano latto un secolo
cittadini a

innanzi nelle angustie


solFeito

dell'assedio
di
offrire

dai

reggiani,

presentano anCora molte masse di mattoni con


le

rovine, le quali

Venere il fiore di cento vergini, Matrone riccamente ornate accompagnarono queste vittiine all'ara saleldella prostituzione, quando
i

opunzi greci abitanti della Locride, detti opunzi


pietre.
I

poche

locresi

liti

del tiranno improvvisamente le


le

assalirono,

dispogliarono

d'

ogni

dalla loro citt di Opus, fuggendo


dalla Grecia fondarono coU'assisten-

prezioso effetto, e ne misero a sac-

co
riti.

le

case,

za dei siracusani la colonia di Locri.

Fu

tale la

uccidendo parecchi maindignazione dei lo-

Essa divenne una delle fiorenti lepubbliche ilaliote, la quale si acla

quist
re
lu

somma gloria nel proteggepropria indipendenza contro


de' croluuiati,

che partito appena Dionisio lidi, massacrarono la guarnigione, posero in ceppi la moglie
cresi,

dai loro

rivalit

che deb-

ed da

tigli

suoi, e

si

emanciparono

og;ii

soggezione.

L'empio

roo-

LOG
tro s'umili a supplicare, e pose

LOD
La
tarenlini
,

iM
sotto
la

sede vescovile di Locri sem*


nel

mediatori di pace Locri


si

tua

bra eretta

secolo,
I

dimostr

inflessibile.

Ri-

metropoli di Reggio.

vescovi che

corse allora alle armi,

onde il popolo infuriato, nou pago di sfogare la sua vendetta nel sangue della
moglie e de'
farli
figli

governarono questa
seguenti, Pietro che o concilio romano sotto
lice
li

chiesa

sono

assistette
il

al

Papa

s.

Fe-

di

Dionisio

col
,

detto III nel


nel

487; Dolcino
eletto
I, vi-

perire in mezzo ai tormenti ne divorarono le carni, ne triturarono le ossa, gittandone in mare i miseri avanzi. Quindi iocresi ebbero la ventura di evitare ogni reazione perch pi giavi pensieri
i ,

morto

597
;

Marciano
s.

nel pontificato di

Gregorio

veva nel 599


te

Crescenzio

assistets.

al

concilio
I,

Lateranense sotto

Martino
si

nel

649

Stellino trovosnel pontili-

al

concilio di
s.

Roma

trattennero Dionisio in Siracusa.


11

celebre Zaleuco, che visse un

secolo
in

avanti

Pitagora

promulg
leggi.
la

Agatone, l'anno 680. Italia sacra tom. X, pag. 11^. Lodi un vescovo cri fu anche sede
calo di
greco, sotto

Locri

savie

e severe

Si

l'arcivescovo greco di

arra, che avendo decretata

pe-

Reggio.

na della cecit contro gli adulteri, anzich assolvere il suo figlio, reo
di
tal

LOCUTORIO,
go
antichi

Locntoriuni. Luodestinalo dagli

del monastero,

crimine, ad onta delle istangli fece

monaci

alla ricreazione

dodi

ze universali,

cavare un solo

po

la

mensa, e per

discorrere

occhio, e

si

fece strappare egli l'al-

cose spirituali.

tro di fronte, perch la legge avesse pieno effetto. di aver prodotto

LODE VE,
vile
di

Vantasi pur Locri

Francia,

Luieva. Citt vesconella bassa Lin-

Timeo, uno
il

dei

pi valenti pitagorici, che tanto fu


in

guadoca, dipartimento dell'Hrault, capoluogo di ciicondario e di cantone.


sterile

grido presso

divino

Platone.

Con molle
venne Locri
indign
i

citt

greche nel

SSg

in

potere

de* cartagi-

nesi per dedizione, questa condotta

romani, che nel 549 per


la citt.
Il

Scipione presero

legato

un paese secco, montuoso, ai piedi delle e distante Cevenne, sulla Lergue 175 leghe da Parigi. Vi risiede un tribunale di prima istanza, un tribunale di commercio, una direziosituata in

Pleminio

le

fece

provare

in

quella

circostanza inumani trattamenti, n

ebbe certamente a lodarsi de' romani. Ebbe dipoi il titolo di citt federata, ma sempre maggiormente decadde e divenne municipio. Gli
abitanti
si

ne delle contribuzioni indirette, una una conservazione delle ipoteche camera consultiva delle manifattu,

re,

una

societ

di agricoltura

ed

un

collegio comunale.

Questa

citt

rinomata

per

le

sue numerose

trasferirono

sulle

falde

fabbriche di panni.
recchi

patria di pa-

monte Esope, ed no la nuova Locri


del

ivi

costruiro-

uomini
I

illustri

e del

cardidin-

dalle rovine

nale Fleuiy.

suoi poco

fertili

della quale finalmente sorse Gera-

torni rinchiudono cave lavorate di

ce presso

il

mare

Jonio.

Ignorasi

gesso bianco e grigio.


tica

Questa

an-

l'epoca precisa della distruzione di

citt

viene chiamata da Plinio

Locri

sembra

per che

sia

stata

Forum

Neronis, per l'occasione for-

rovinata dai saraceni.

se della colonia quivi stabilita, es-

112
sendo una

LOD
cill
Ialina.

LOD
Pass
dai
di
ini
s.

Genesio e

romani
visigoti

nel

V
la

secolo in potere dei

capitolo

che
ai

saccheggiarono,
nel

da

e di
altre
di
s.

di s. Fulcrando avea composto di tie dignit dodici canonici. Eranvi due

questi

franchi

VI
I.

secolo,

parrocchie
Salvatore,

in

citt,

l'abbazia

venendo presa da Thierri dorico figlio di Clodoveo


seguilo
riaccjiiislata

'L\.'0-

diretta

dai

bene-

l''u

in
,

dettini
di

non

riformati,
della

un

collegio

dai

visigoti

religiosi

dottrina cristiana,
religiose d'uo-

quindi assoggettossi volontariamente a Pipino.

e tre altre

comunit
giustizia
uiliziali

Molto

soffri nelle

guere par-

mini.
strata

La
la

eravi
del

amminivescovo.

re de' goti e degli

alhigesi,

dagli

ticolarmente nel tSyS, dinante quelle

Tutta
nuto

diocesi

conteneva quaranNel
i32.5
fu
te-

dei protestanti e

ugonotti.

Ebhe

totto parrocchie.
in

suoi conti

visconti

sero
poscia

proprietari,
il

e
nei
i

ne rene vendettero
se
secoli

che

Lodve un

concilio.

Gal-

Ha

diritto

XII
i

XIII
di

ai

vescovi,

quali

col

titolo
diritti

VI, p. 554. t. [Lauden). Citt con residenza vescovile nel regno Lombarchrist.

LODI

conti

esercitarono

tutti

Iella

sovranit, con titolo

anco di
s.

conti di

Montbron.
i

Il

re

Luigi

IX conferm
i

suoi

privilegi,

che
citt,

sussistettero sino al

1789. Sebbene
i

vescovi fecero fortificare la

ci
la

non

imped

che

protestanti

sacL-heggiassero diverse volle.

do Veneto, capoluogo della provinLodi e Crema, e di un distretto di ventidue comuni venti miglia distante da Milano. Bellamente situata in un suolo fertile ed abbondante, sopra una piccola elevazione, chiamata colle Eghezzone o Guzzone, presso la liva decia di
,

La sede
I\Lrsiglia,

vescovile fu eretta nel-

stra

dell'Adda,

il

cui

letto

lar-

l'anno 4' 5, da Patroclo vescovo di


della

ghissimo, e che

si

attraversa sopra

mo
pi
ro,
al

ma divenne suffraganea metropoli di Narbona. 11 privescovo di Lodve, secondo la


comune
opinione,
fu
s.

un ponte
ta

di

legno lungo circa seivecchia

cento piedi: questa citt vedesi cin-

da

una

muraglia

con
case

Flo-

quattro porte. Le sue strade sono


regolari ed assai larghe, e le
in

ma

nulla avvi di certo intorno


in

governava questa chiesa; cos dicasi di cinque altri vescovi che si dicono suoi succescui
sori.

tempo

generale

ben

fabbricate.

Sono

osservabili la sua bella

piazza or-

nala

di

portici,

la

cattedrale, la
cui
di-

Altri asseriscono che Materno primo vescovo, che indubitatamente govern la chiesa di Loil

chiesa dell' Incoronata, di


cesi
sia

stato

l'architetto

un certo
ar,

Giovanni Battaggio
chitetto

ingegnere
lodigiano

dve, ed assistette al celebre


cilio

conserie

plasticatore

il

di

Agde, nel

5o6.

La

quale andava a Milano


tare
il

Lodve continu regolarmente fino a Giovanni Felice Enrico de Fumel della diocesi di
de' vescovi di

Bramante;

essa

a consul dipinta

parte a fresco e parte ad olio da


Calisto. se e conventi.

Tolosa, cir r ottantesimosesto ed ultimo vescovo, fatto da Benedetto

Trovansi inoltre altre chieDegni sono di essevasti

re

veduti alcuni belli e

pal'al-

20 maggio lySo, e morto nel 1790. La sede fu soppressa nel 1801 da Pio VII. La cattedrale
a'

XIV

lazzi,

e fra questi quello vescovile,

quello della famiglia Merlino,

tro della lmiglia Barni, che allog-

LOD
gi

LOD
il

ii3
di

Maria Teresa e
,

re di

Sar-

in cui
edifizi,

si

vedono avanzi

vecchi

degna, l'abitazione del

conte

Moben

degoani
giore.
Il

osservabile pel

suo

sto Lodi-vecchio

medaglie ed iscrizioni. Queoccupa il luogo di

lavorato esterno, e l'ospedale


castello eretto nel

magse-

XV

colo da
vertito

Barnaba Visconti, fu conda Giuseppe II in belle caserme, che contener possono mille
soldati
di

cavalleria, e mille seicen-

Laiis Pompeja, antica citt della Lombardia, cosi chiamata perch Pompeo Strabene padre del gran Pompeo, prese cura di ripararla e vi stabil una colonia onde si disse il suo edificatore. Divenuta
,

to d' infanteria.
versi

Possiede

Lodi di-

ricca e florida,

eccit la

gelosia dei

stabilimenti d'istruzione e di
gli altri,

milanesi che
cheprsiarono

la distrussero

sae-

benefieenza, e fra
legi,

due

col-

nel

minile,

uno maschile una scuola

l'altro femnormale fon-

primaria tra
sia

iii2. La Lodi e Milano


l'

causa
dicesi

stata
i

una gara

religiosa insorta

trofio maschile

dala da Giuseppe li, un orfanoed uno femminile,

fra

lodigiani e

arcivescovo

me-

tropolita di Milano, Eriberto

d'Aa-

un

ospizio per gli esposti,

una cadi piet.

sa di carit, ed

un monte

Sonovi alcune fabbriche di maiolica e di terra verniciata, un tempo fra le pi slimate d'Italia, di tele e

timiano, nel 102D. Voleva questi mettere un vescovo in Lodi da lui e dal suo clero scelto, ed appoggiato

a Corrado
il

II

imperatore, e
deldi

privare cos

clero lodigiano

suo commercio principale consiste in eccellenti formaggi; quelli delti impropriamente parmidi seterie.
Il

l'antico suo privilegio

elezione.

Le guerre
se,

successive furono diver-

gii

assalti

non pochi;

ma

la

giani passano in
la specie

parte all'estero, e

pi terribile lotta fu quella


indicata del

sopra
con-

pi delicata, chiamata strac-

1112, nella quale oc-

chini, inviata

ceve pel

Po

a Milano. Lodi riquanto le viene dal


col mez-

casione Lodi fu demolita.


tenti

Non

di ci

milanesi, pochi

anni

Piemonte e dall'Adriatico,
zo dell'Adda, cui
le

grosse barche
al

possono rimontare

sino

ponte.

patria del cardinal Giambattista


poeti
di

dopo atterrarono ancora i borghi ove rifioriva per l'attivit degli abitanti il cou)mercio. Senza lodigiani, andarono per moltetto
superstiti,
i

Barui, dei

Maffeo

Vegio

ti

anni

erranti

e profughi

per la

Leraene,

Filiberto

Villani, dei

Lombardia
a

e ne' paesi
i

limitrofi,
ai

pittori Piazza,

Martino, Calisto

nulla cedendo

milanesi

legati

nelle armi Lodovico Vistarini , ed uomini illustri. Come citt altri regia manda un deputato alla con-

Scipione, e dei famosi

Fanfulla

Intere Arditio e Ottone cardinali, mandati loro dal Papa Adriano IV.

Intenerito dalle miserie de' lodigiani

gregazione centrale

di

Milano, in-

l'imperatore Federico I, sotto la sua protezione

li

chia-

a rieriva
pietra

viandone di'.e la provincia. Lodi , Lans Pompeja, Ahdiia, secondo Plinio fu eretta dai gaulesij ma chiamasi Lodi perch edificata non molto distante dall'antica Lodi detta in oggi Lodi-vecchio,

dificare la

nuova
i

citt

sulla

destra dell'Adda.
fu posta nel
1

La prima

Lodi-vecchio, Alberico
lini,
il

60 dal vescovo di I de Mer-

presente lo stesso imperatore,


stabil

quale

grosso

villaggio sul

Sillaro,
.

delle sue

anche l' ampiezza mura. Nell'anno seguente

VOL. xxxix.

Q.
.1

a, yy.
j

1,4

LOD
V
il

LOD
IVIilanese.

a'iQ gini^no tlairantipnpn Villore con divci.si principi e vescovi , vi


(il

Fu

questa citt eretta

tenuto un conciliabolo, alla pieI

senza di Federico
tn

suo

fautore
eli

da Napoleone in ducato, a favore del conte Melzi d' Eril. Il vangelo nell'antica Lodi opinione
tlicato
i

cui

fu confermata
il

la filsa

lui

comune che
discepoli di
stabilissero
si

l'abbiano pres.

elezione contro

Ici^itlinio

Ales-

Barnaba, e
alcuno
all'anno

Sandro
cilio

III.

Si lessero in questo con-

die
vile;

vi

una sede vescoper

delle lettere dei

re di Norve-

non

conosce

gi, di

Danimarca

e di

Ungheria,

de' suoi

vescovi anteriori

di sei arcivescovi, di
di quantit di abljali,

venti vescovi,

3o5xFu

fatta sufiraganea della

me-

anco dell'or-

tropoli di JMilano, e lo

tuttora,

dine cistcrciense, che

tutti riconosce-

rano il pseudo-Pontefice. Vi si scomunic Uberto arcivescovo di IMilano , fedele ad Alessandro III, e che lo segui in Fiancia 1' anno doPer egUr'd causa furono sco110.
uiunicali e deposti
i

di Lodi s. Giusecondo l'Ughelli; egli per annoverato come il terzo vescovo di questa citt ; fu eletto, dicesi,
liano,

H primo vescovo

nel

3o5, ed occuponne
anni.

la

sede per

dieciotto

Succedettero
di

s.

vescovi di Pia-

Giuliano,

Dionigi

cui

fatta

cenza, di Brescia e di Bologna, ve-

nendo sospeso dall' ufficio quello di Padova. V' intervennero Pellegrino patriarca d'Aquileia, e Guido eletto
arcivescovo di Ravenna. Reg. toni,

di s. Atanaimperatore Costanfino. S. Bassiano di Siracusa, ordinato nel getmaio 878: fece fabsio,

menzione nell'apologia
indirizzata
all'

bricare

una chiesa
di
s.

in

onore de'

ss.

XXVII; Labbc
Nei successivi
di

t.

Arduino t. VI. secoli la nuova citt


X-,

Apostoli, e ne fece la
in

dedicazione
col

presenza
nel
festa

Ambrogio,
nel

Lodi

fu

signoreggiata dai Vista-

quale assistette al concilio di Aquileia

rini,

dai Fissiraga, dai Vignati, dai

38 1; mori
si

4 '3

e la

Visconti, e dagli Sforza

duchi
sotto

di
il

sua
sa

celebra a' 19 gennaio.


nella chies.

Milano.
la

Nel

i532

pass

INLTlTeo

Vegio narra che


s.
si

domiiiio spagnuolo, tore Carlo

quando

estinta

di

Pietro edificata da

Basdi

dinastia degli Sforza, l'impera-

siano,
ferro,

venerava
fatta

una
con

chiave
parte

si

appropri

il

du-

forse

delle

cato di Milano.
circuito sino al

Non ebbe
i655 in Spagna

che un

catene del santo apostolo,


in

ed

era

cui fu for-

gran venerazione.
la

S. Ciriaco sot-

tificata. I re di vi domiuarono sino al 17 t3, nella (piale epoca pass sotto la casa d'Austria, divenendo la capitale del Lodigia-

toscrisse

lettera

sinodale di

Eu-

sebio vescovo di Milano; mori nel


4^*2, e fu sepolto nell'antica catte-

diale presso di

s.
i

Bassiano,

il

cor-

no

nel cessato ducato

milanese.

p del quale
nissima
Lodi.
se
s.
3

nel

164 con
trasferito

solennella

comandati dal generale in capo Bonaparte, vi entrarono il giorno IO maggio 1796, onde atfrancesi,

pompa

fu

nuova, come principale patrono di

ponte difeso da diecimila austriaci, e da trenta pezzi di cannone; effettuatone il passaggio, uno
taccare
il

Verso l'anno 47^^ Tiziano tedesco, e


s.

g'i

succes-

mor
nel
il

nel

477

^^ sepolto nell'antica

catte-

drale di

Pietro,
le

ove
di

1640
vesco-

dei brillanti fatti d'armi di taleepoca,

rinvenute

sue

relicjuie,

divennero padroni tosto

di tutto

vo Clemente Gera

Novara, eoa

LOD
i*eIigio';n

LOD
all'al-

ii5
fond?)
ci-

pompa

le

trasporlo

lo

Oldrado nobile milanese


il

(aie maggiore.

Donato, dotto e
al
s.

di

presso Lodi-vecchio
sterciense di
s.

monasleio
di

santa

vita,

iiifeivenue

concilio
ni;l

Maria
la

Cerreto.

tenuto

dal
le

Papa

Agatone
dell'

L'Ughclli riporta
bati,

serie degli ab-

679. Per

vicende cui soggiaccpie

da Bruno primo abbate

fino

83 i, senon si hanno nocondo rUghelli tizie di altri vescovi. Neir837 ebhe a successore Erdteilo, e poi GeLodi, sino a Raclelo
,

ad Ambrogio Lampugnani fatto da INLrtiuo V, e morto nel i4^8. Nel

1481

il

cardinal d'Estoulcville pri-

mo

abbate

commendatario
alla

un

il

rardo dell' 883. al quale il Pontefice Martino li o Marino I commend il monastero Savinionense. vescovi di Noteieino qui appresso
i

monastero
sto

congregazione

cistcr-

ciense d'Italia, ci che

IV;

e d'allora in poi

approv Siim priore

particolar
del tro
iiil
l'

memoria

degni.
di

Andrea
s.

972, che all'abbazia

J'ie-

don molli
;

piivilegi

ed

immu-

l'abbazia

era stata eretta dalI

imperatore Lodovico
tlaclelo.

e dal ve-

.sco-vo

Andrea ottenne per


privilegi
dall'

la

sua

chiesa

impe-

di Lodi 43 successe il 1139, cui nel lodigiano Lanfranco de' conti Cassiani, che inutilmente peror a favore della patria ai milanesi. Nel 'i8 fu fatto vescovo Alberico IMerI lini canonico della cattedrale, ch'eb-

govern il monastero. Giovanni eletto vescovo


i

nel

I e da Arduino re Nocherio tedesco gli successe, e per sua opera Ansa Ida conlessa di Grisalba fond il monastero di s. Stefano, che poi divenne celebre pei cistercieiisi che vi

ratore Ottone
d'ilalia.

be

la

consolazione di vedete edifiI

cato Lodi- nuovo. Fatlerico

con-

corse all'erezione eziandio della cattedrale, e concesse privilegi alla chiesa di Lodi. L'antipapa
co' suoi

Viltore

V
di-

cardinali

si

rec

come

boi irono.
darico,

IVel

contro
di

losT fu eletto 01Ambrogio Archini


fatto

cemmo
al

a Lodi, ed assistetle coH'im-

peralore e coi
concilio alla
di
s.

vescovi

inlervenult

canonko
perto,
tra
i

Milano,

dall'arci-

traslazione del cor-

vescovo di Milano Eriberto o Aridonde provennero le guerre


milanesi e lodigiani di so[)ra

po

Bassiano nella nuova cat-

tedrale.

Alessandro
della

III

vedendo Aldi

berico seguace dello scisma,


il

Ambrogio govern con singolare probit ottenne in dono per la mensa dalla contessa Roliuaccennate.
;

govern

sede

aQid Lodi al

suo lesalo Caldino arcivescovo di Milano. Nel i 168 divenne vescovo


s.

da,

s.

Vito e Castiglione,

ed

in-

Alberto, al quale Alessandro III

tervenne nel
via.
I

1046

al

sinodo di Pa-

nel

1177 conferm

la

traslazione

Arderico Vignali di Lodi nel io3 divenne vescovo della patrio,


e Piinaldo intrusi

della sede vescovile

da Lodi-vecchio

dopo Ficdenzone
per opera

dell'imperatore

Enrico

IV
tro

fu

lodalo per prudenza e per


milanesi

nel nuovo, e concesse privilegi al monastero delle monache de' ss. Fabiano e Damiano. S. Alberto govern santamente, diede ollinie leggi al

aver procurato difendere Lodi coni

clero,

intervenne
III,

al

concilio

ma

fu

testimonio
e nel

generale Lateranense

mor
ss.

ai

dell'estremo eccidio della citt. Nel

luglio

'179-

Fu

sepolto nella

]?.()

gli

successe

Allone,

caflcdialo sollo l'altare della


nila.

Tri-

ii3o Vido,

sotto del quale Alber-

Gli successe Alberico del Cor-

ii6

LOD
li;

LOD
Luca Castello. Altro lodigiano, Paosuccesse loro nel lo Cadamosto
,

no

lodigiano e canonico della cat-

tedrale, acerrimo difensore della

bert ecclesiastica

ne fu successodella
catteleg.^i pei

1354, che celebr


pati

il

concilio

dio-

re Alderico. preposito
drale, che fece ottime
nonici. Nel

cesano, ricuper diversi beni occu-

ca-

da Barnaba Visconti, fu legato

gio del

1218 fu eletto AmbroCorno lodigiano, anch' egli

apostolico in Pannonia, e mor nel


I

386.

canonico della catledra'e, consccrato in Roma da Papa Onorio HF.


Il

abbia

Non vero che dopo di lui governato Angelo di Anna


,

iSommariva
originuria.

detto
la

il

cardinal

di

vescovo Ottobello ottenne privi-

Lodi, perch

sua famiglia n'era

legi

da Federico
fece

li,

ricuper molti
salutari decreti
in

beni,

diversi

pel clero; fu chiaro

(losona e

Di Lodi fu fr. Giacomo Arigoni domenicano, insigne teologo, maestro del


eletto

per prutienza, ma ebbe il dispiacere di vedere Lodi spogliata della sede episcopale da Gregorio IX,
forse perch partigiana di Federico
II, e

sacro

palazzo

dottissimo

nel

1407;
ai
,

intervenne

con

gran riputazione
e di Costanza

concilii di Pisa

mor

nel

1242.

Seguirono
vacante

intestine discordie tra' cittadini, per

cui ne' dieci rami di sede

e venne trasferito a i4i8. Martino V fece allora amministratore Gerardo Capitani de Landriani, che nella cat-

Trieste nel

Innocenzo IV commise
di Lodi la cura delia
Tile.

all'abbate

tedrale eresse la dignit

dell'arci-

di Cerreto, all'arciprete e preposto

Nel
alla

1202

lo

stesso

mensa vescoPapa re-

diacono e del primicerio, aument e da Eule rendite della mensa,


genio
vece

IV
il

fa traslato

stitu

citt la dignit vescovile,

1437, e poi creato cardinale.

Como A

nel

sua

e nomin vescovo Bongiovanni Fissiraga lodigiano, ciie nel eretta col convento

Papa destin

il

celebre giu-

1280)

Ui

reconsulto Antonio Berneri di Par-

sepolto uella chiesa de' francescani,

ma

esso riferm gli statuti del ca-

da Antonio
Pv.aimondo
di

Fis-

sirnga rettore di Lodi. Gli successe


il

nella cattedrale, nella

concittadino

fr.

Somvita

mariva domenicano,
letizia
;

santa

mor nel i456e fu sepolto cappella da lui edificata in onore di s. Bassiano. Gli fa surrogato Carlo de' marpitolo,

e singolare prudenza, con universale


lodato vescovo, ebbe sepol1

chesi Pallavicino di

Parma

gene-

roso vescovo che arricch la cattedrale di preziose suppellettili, e la


biblioteca
codici,
ta

in s. Domenico. Nel 296 Bernardo Talente lodigiano e canonico di s. Lorenzo gli successe, il quale mult canonici che non risiedevano in Lodi coi cittadini fece un voto per l'inondazione, e mor nel iSoy. Dopo di lui fioi

tura

del

capitolo

di

squisiti
la

aggiungendo ad esso
d' arciprete
;

quar-

dignit

eresse

un

ospedale, fu chiamato
poveri, e

il

padre dei

Egidio Aqua canonico di s. Lorenzo, che intervenne alla coronazione seguita in JMilano di Enrico VII, dal quale riport privilegi per la sua chiesa gli successero due fran:

mor nel 497- Alessandro VI nomin allora Ottaviano Maria Sforza Merli, figlio di Galeazzo Maria duca di Mdano, e cess di vivere nel i5of. Dopo esserne stato amministratore Claudio Sassatelli vescovo d'Aqui, nel i5i9
da
Arezzo
fu
trasferito

cescani lodigiani,

Leone

Palatini

a questa

LOD
chiesa

LOD
di

117

Girolamo Sansoni

Savo-

na, e gli successe nel

dinal

i536 il carGiacomo Simonetta e nel seguente anno divenne vescovo il


,

Questa continuala nelle annuali Notizie di Roma. Per molte di Alessandro Maria Pagani
la

serie.

di

di

lui

nipote

Giovanni

che
s.

nel

Cremona, dichiarato vescovo nel 1819 <Ja l^'o ^^h il Papa Grego-

i54o consecr
siano, e
gli

la cattedrale in

onoBaspara-

rio

XVI

nel concistoro de' 2 otto-

re delia Beata Vergine e di

don

splendidi

Paolo IV nel iSSj fece vescovo di Lodi il cardinal Gianmenti.


nfmtoiiio Capizucchi

romano

del

1837 ^'^^^ l'attuale vescovo monsignor Gaetano de' conti Benaglia di Bergamo. La cattedrale, buon edilzio, sacra all'Assunzione di Maria Vergine,

bre

quale,

come
rsel

degli altri

cardinali

ove

fra

le

reliquie sono ia
i

vescovi di Lodi, parliamo alla sua


biografa,

particolar venerazione
santi
Il

corpi

dei

1569 da Nola
Antonio
institui

fu

vescovi Bassiano
si

ed Alberto,
della digni-

quivi Iraslalato
de' conti

Scarampi
nel
la

capitolo

compone

Cannella, che
sinodo,
s.

iSj^
con-

t dell'arciprete, di dodici canonici,

celebr

il

gregazione di
collegi

Orsola, eresse due


e
fu

comprese le prebende del teologo e del penitenziere, di dieci preti e


di altri chierici addetti
al

pei chierici e per gli orfani;


nel

servigio
il

mor

iSyG
s.

lodato

nelle

divino. Nella cattedrale

fonte
la

esequie da

Carlo Borromeo,

Gi-

battesimale, venendo

esercitata

rolamo Federico
se:

Trivili gli succes-

insigne giureconsulto, interven-

cura delle anime dal nominato arciprete, coadiuvato da altri preti.


L'episcopio, buono edilizio, aderente alla cattedrale. Oltre di questa, nella

ne al quinto concilio provinciale, e

mor assai encomiato nel i^yg. Quindi divenne vescovo Lodovico Taberna milanese, gi tesoriere generale della camera apostolica, che restaur la cattedrale , cui don magnifici paramenti , celebr pi sinodi, aument la mensa de' canonici, eresse decoroso episcopio, e

citt esistono altre

quat-

munite del battisterio ; avvi vm convento di religiosi, due collegi e due orfanotrofi

tro chiese parrocchiali

pei

due

sessi,

rio per gli esposti,

un conservatodue ospedali, il
il

monte
alunni.

di

piet, ed

seminario con
estende a circa

161 7. Il capitolo, come el vescovo Scarampo, gli decret annui suCliagi. Fu di lui successore

mor

nel

La

diocesi

si

cinquanta miglia, e contiene molti luoghi. Ogni nuovo vescovo tassato ne'libri della
in fiorini

il

domenicano
;

gizzi, gi

zio

fr. Michelangelo Secommissario del s. offiottimo vescovo , consecr la

camera apostolica

i5o, ascendenti all'annua

rendila

chiesa

de' cappuccini

di

Castel

s.

a 28944>'23 libellas illius monetae cunctis deduciis oneribus.

Angelo, e mor nel

1626,
cui

Pietro
l'e-

LODOVICO

(s.)

NEL

Marag.va-

idoni

poi cardinale, che orn

piscopio e la cattedrale,

don

preziosi reliquiari, Ortensio Visconti

No NEL Brasile di Portogallo (S. Ludovici de fliaragnano). Cill con residenza vescovile dell'America

nobile

milanese,

fatto

vescovo
l'ul-

meridionale,
provincia di

nelle

Indie occinel-

nel

1702 da Clemente XI,

dentali, nell'impero del Brasile,


la

tuno registrato neh' Italia sacra t. IV, pag. 654 e seg. ove se ne leg-

citta

pur

Maranhao, Questa chiamala Maranhao^

ii8
Marai^iiaii,
nidy fu

LOD
Maragnon,
iMaranluis.

LQD
Filippo
alla
sioiic
11

]\I(iranham, Maraguani,

re di

Spagna, domand
per
la

s.

Ltiiz,

santa Sede d' erigervi una misili

aiiclie

chiamala

Filip-

cappuccini italiani
ilei

po. Capoluogo della [)roviiicia

del

con vei sione

selvaggi

lobiari

suo nome, situata sulle baie di della s. Marcos e di s. Giuseppe,


costa occidentale dell' isola di
rarihao, fra
le

tupinandjari.

La Sede

apostolica con-

discese alla richiesta,

onde

capa

Madelle

puccini

furono quivi

trasportati

iadjoccuture
s.

spese della corte portoghese, e col


loro zelo e indefesse fatiche corris-

piccole riviere de' fiumi di


cisco e di
MSix

Frandi-

Maranliao,
del

essendo

posero con frullo. Quindi ad istanza del re di Portogallo


il

dal resto
il

continente

me-

Pietro

li,

Rio de Mosquito. La provincia o sia il paese iu scoperto da alcuni naufraghi portogliesi nel i535, nel i5<j9 vi formaipiuli dipoi i rono uno stabilimento. Grande l'area della citt, sopra un terreno
diante
ineguale.

Papa Innocenzo XI
n)ille

eresse quivi

la

sede vescovile, coll'annua rendila


scudi da pagarsi
della

di

dal
di

re,
s.

siilfraganea

metropoli

Salvatore, di cui lo tuttora, e ci

coH'autorit della bolla Super, dei


21)

Ha

strade e case

solidacollegio

seltendjre
t.

1677, presso

il

/?//.

mente
al

fabbricate. L'aulico

Iloni.

Vili, pag. 32.

Nelle

anregi-

de' gesuiti serve oggi di abitazione

nuali Notizie di
strati
i

Roma

sono
s.

vKScovo,

come

la

contigua chie-

seguenti vescovi di

Lo-

Vi sono diverse grandi piazze, una dogana, una prigione, e molli stabilimenti di pubblica istruzione. Il canale che serve di porlo angusto, ma ben difeso da Ire forli. Questa citt ben provveduta d'ogni sorla di conuneitibili e di buona acqua. Cnta piii
sa la cattedrale.
di dodicimila abilanli, \i
fra
i

dovico di Maragiiano. Fr. Francesco da


s.

Giacomo minore

osser-

vante della diocesi di Braga, fatto

vescovo da Benedetto XI V a' i5 dicembre l'J^S. Gli successe nel 1756 fr. Antonio da s. Giuseppe agostiniano della diocesi di Braga;
quindi furono vescovi,
Giacinto Carlo de
ra
;

nel

1779
di

quali

Silveira d'

altri

gran lumiero di negri: raddoppiano il numero degli

un

nel

1783
di

fr.

Antonio

EvoPa-

dova minore
della
diocesi

osservante riformato,

abitanti.

Deve

la

sua fondazione ai

francesi, che impadronitisi dell'isola

nel 6i 2, costruirono lacilt, donde furono cacciati nel i6i5 dai portoghesi. Sorpresa dagli olandesi nel i64f, fu ripresa Ire aimi dopo dai
I

Lisbona; nel 179'^ Gioacchino Ferreira de Carvalho di Coimbra ; nel 1802 Luigi de Britto

Homem
traslato

della diocesi

di

Guarda

da Pio VII dal vescovato d'Angola; Gioacchino di s. Maria


di

portoghesi,
perfeziona
ti,

cui

sempre
cos'i

riujase

in

Nazareth, della diocesi di Porlo,

dominio. L'aria
la

salubre, che

robustezza degli abitan-

18 19 traslalo da Pio VII da Lenlopoli nelle parti degl'infedeli;


nel

li

vaste

fa lungamente vivere. TSelle capanne rurali si contengono

sino a trecento individui per ciascu-

na

armali

tutti

di freccia

ed ar-

co, che maneggiano destramente.


JXel

1592

li

re

di

Portogallo,

da Leone Xll fu fatto Marc' Antonio de Souza di Bachia. Per sua morte Gregorio XVI, nel concistoro de' 22 gennaio 844> dichiar vescovo monsignor Carlo da s. Giuseppe de' carmclinel

1827

vescovo

LOD
tani calzati, della diocesi
di

LOD
Feravea ancora
anni, che
di

119
i

compili

diciannove

nambuco, nato in Recite. La cattedrale, edifiiio di magnifica

vest

quel santo nel convento di

l'abito dell'ordine \ afu

struttura, dedicata a

s.

ia-

lenza.

Dappoich
celebr

ordinato

sa-

con fonte battesimale e cura d'anime, che sono amministrate da un parroco vicaria della Vittoria,

giornalmente i santi misteri con un fervore e con lagrime che inspiravano agli astancerdote,
ti

rio avente contigua l'ubilazione del

la

ma;"ior divozione.

JN'el

i55i
esem-

vescovo.

Il

capitolo

si

compone
la

di

fu eletto maestro de' novizi, cui in-

quatti'o dignit, essendo

prima
oltre
i

segn co' suoi discorsi e


pio in qual
ziare al

coli'

l'arciprete

cantore;
otto
i

di

quattordici

canonici,

beneficiati,

modo doveano rinunmondo ed alla propria voDio coll'esercizio Pareva che dapprinaltitudine alla pre-

quali vi sono
del coro,
ciali,
al
i

cappellani,

maestri

lont, e unirsi a
dell'orazione.

sotto-cantori, sei provinchierici addetti

ed

altri preti e

cipio

non avesse

servigio divino. Oltre la

catte-

dicazione;
colt,

ma

vinse tutte
felice

le

diffi-

drale nella citt vi un'altra parlocchia, munita del battisterio. Ire

ed esercit con

succes-

so

l'apostolico

ministero.

Essendo
il

conventi

di

religiosi

orfanotrofio

slato afflitto dalla

pestilenza
si

re-

per le donzelle, un ospedale, un luogo pio per alimentare i poveri


fanciulli,

gno
sto

di Valenza, egli
al

mostr su-

periore

ed

il

seminario.

La

dio-

terribile

timore che ispirava queflagello: vol in soc;

vincie di

comprende le proMaragnano e di Piaccby, con molte citt. Ogni nuovo vescovo lassato ne'libri della camecesi

vasta, e

corso degli appestati


li

dopo averAvendo-

aiutati

a morir santamente, ren"li

deva loro
gli

ultimi

uffici.

Iddio conservata la vita,


il

doman-

ra apostolica in

fiorini

ii6,
reis,

quoseu
ro-

rum

K'alor

a s cenili L ad

vicies cen-

tena quadringenta Villia

ad

hismille et qualuor

centum

Tiana sanala.

permesso di vangelo ai il dell'America; ed imbarselvaggi cossi a Siviglia con un religioso del suo ordine nel 1062. Approdato

d a'suoi superiori andar a predicare

LODOVICO, redi

Luigi
in

(s.).

nella Castiglia d'Oro, provincia del-

LODOVICO
lenza
il

EERTEA^DO

(s.),

do-

tnenicano spagnuolo, nato

Va-

l'America meridionale, vi ristaiir il convento dei domenicani, ed ivi


si

primo gennaio i526. Suo padre Giovanni Lodovico Bertran-

apparecchi col digiuno e colla


al

preghiera
del suo

cominciamento
le

della
fatiche
di

do, notaio o cancelliere, e sua

ma-

sua missione. Malgrado


ministero,

dre Giovanna

Anna Exarch

inspi-

non

cesso

rarono a tutti i loro figli, ch'erano nove, que' sentimenti di piet di cui erano essi animati ; ma Lodovico, ch'era
tit dei
il

praticare austere

penitenze.

Iddio

dono delle lingue gli comunic il con quello dei miiacoli. Nello spazio di

maggiore

di tutti,

tre anni

convert

fu pure a tutti superiore nella san-

diecimila

anime
di

nell'

pi di istmo di Panae
nella

costumi. Fino dai suoi pridi

ma,
gli

nell'isola

di

Tabago
:

mi anni mostr
nare
sulle

voler
di
s.

cammi;

provincia

Cartagena

battezz

traccie

Vincenzo
e

abitanti della citt di

Tubara,

Ferrerie, di cui era parente

nou

e di molti altri luoghi

vicini.

Con

120
Palualo, presso
caraibi,

LOD
istituire

LOD
una
distinta

pari successo predic a Ci pacca, a


i

decorazione,

Ijarbari

rozzi

presso
di
s.

gli

abitanti
nei

delle

ed un cospicuo segno di onoranza, destinato a distinguere e ricompensare coloro, che per ragguardevoli
servigi
to, e
la

montagne
Moiipaia

Marta,

paesi di
s.

e nell'isola

di

TomValenprio-

renduti a

lui

ed

al

suo sta-

maso.
re di

jVel

1569
case

ritorn a

za; fu eletto successivamente

per valore e preminenza nelscienze, lettere ed arti avessero


titolo

due

del
lo

suo
spirito

ordine
primi-

un
le.

alla

speciale considerazio*

ove fece rivivere


tivo della

ne della sua medesima altezza rea-

regola;

continu

per
frut-

La sostanza
del citato

poi delle

disposi-

dodici anni

con
la

grandissimo

to a predicare

divina parola in

diverse diocesi del regno,

formaneccellenti

do

nel

medesimo tempo
gli

predicatori che

succedettero nelNei

motuproprio sono riportate nel successivo motu- proprio che andiamo a riprodiu'i'CPer noteicmo che il duca ai 18 aprile 1837 eman altro motu-prozioni

l'evangelico ministero.

due

ul-

prio relativo

all'istallazione

della
che

timi anni della sua

vita

fu assali-

reale cancelleria,
l'articolo
gniti

non

vi

to da diverse malattie; ma nulla scem perci delle sue austerit ve delle sue fatiche. Si pu dire
,

IV che

riguardi

g' insi-

della

decorazione, essendo
iscopo

le

altre disposizioni tutte interne,

cio

ch'egli

non

discese dal

pulpito che
di

aventi

per

le

attribuzioni

per essere portato sul


ie.

letto

morcatte-

ed ingerenze del cancelliere


segretario. L'articolo
to contiene.

del

Mentre

predicava

nella

IV

ecco quanren-

drale di

dell'anno

e fu d'
egli
il

quaresima i58i, cadde in deliquio, uopo portarlo a casa. DiValenza, nella


la

Le
col

sentinelle

deranno
di
s.

gli

onori alla

decorazione
le

Lodovico,

presentare

venuta pericolosa
vide giungere

sua

malattia,

tranquillamente

giorno della sua morte, che avai

venne
so,

come aveva
sua santit.

9 ottobre dell'anno stespredetto. Molle


miracolose
attestaiono

guarigioni
la

armi agl'individui appartenenti alla prima classe, e col portarle a quelli della seconda e terza classe". Volendo poi l'illustre sovrano mandare ad effetto questa istituzione, e stabilire il regolamento che dee esserne
la

Paolo V lo beatific nel 1608, e Clemente X caHonizzollo nel 167 1. Alessandro


Vili, con suo decreto del

base, questo pubblic in Lucca,

sottoscritto

4 settem-

(\(y lui, il di 3 dicembre 1837, ed del seguente tenore. Articolo 1. La decoi'azione sotil

bre

690,

lo

dichiar patrono e prin-

to

titolo

di

s.

Lodovico,
pel

ha

il

cipale protettore della


ta, e fiss la

Nuova Granaal

carattere di
to civile,

decorazione

meridi

sua festa
(s.).

io ottobre.

ed destinata a dare uu
odel

LODOVICO
stre

Ordine equeistituito

solenne attestato di stima e


norificenza alle doti

di Lucca.

Fu
dal

con
di-

pregevoli

sovrano

tuotu proprio

de'

11

cembre i836,

di Lucca, infante Carlo Lodovico di

regnante duca di Spagna, d.

cuore e della mente di quelli ohe si saranno segnalati, o nei pubblici ulizi civili, o nelle scienze, lettere ed arti. Art.
II.
11

l'invocazione di
di

s.

Borbone, sotto Lodovico IX re


gli

titolo prin-

cipale ed essenziale per cui


SI

taluno
farsi

Francia.

Con

esso

piacque

laico

che ecclesiastico pu

LOD
degno
dovico
rito

LOD
s.
il

121
larghezza
da' colori

della

decorazione di
re di Francia,
il

IX

Lome-

si

terr appesa la croce, giallo e

bleii,

conronne

nella

personale:
e dalle

conferirla

dipendeter-

nella

distribuzione

allo

de intieramente dalla nostra volonl,

sovrane
111.

nostre

appresso modello. Art. IX. Ogniqualvolta segua la morte di un insignito


di

luinazioni. Art.

La

decorazioai

qualunque

classe,

gli

eredi

del
alla

ne specialmente riservata
stri

noi

medesimo dovranno
ce che
il

rinietlere

amatissimi

sudditi

lucchesi,

cancelleria della decorazione la ero-

quali per integrit di costumi, per

defunto ricevette da

noi.

attaccamento
niendevoli
e

al

sovrano, per
alla

comper
abesti-

Art. X. L'oggetto della

decorazio-'

virtuose azioni,
resi

ne
re

si
il

di rimunerare e distingue-

imporlanti servigi

patria,

per dottrina e abilit valenti,


Jjiano acquistato la

pubblica
nostra

merito personale; quindi resta dichiaralo cbe le onorificenze e prerogative annesse alla decorazione, cessano coll'insignito,
e

niazione, e la reale
volenza.
Art. IV.

bene-

che

la

La decorazione
quali

decorazione medesima non


tolo,
alla
lui.
ti

potr

essere

conceduta
nei

quegli esteri,

anche a da noi si

trasmette

diritto

d tiveruno
di

famiglia, eredi e successori

conoscesse concorrere giusti requisiti

Art. XI.

dovere dei decoia-

per ottenerla. Art. V.

La

detre
in
ar-

di

condursi sempre coi principii

corazione
classi.

rimane distinta in Quella di prima classe

di

probit e di onore; di spiegare


virtuosi;

ogni loro forza per eseguire e pro-

oro; quella della seconda in


za
{

movere
il

atti

di

farsi

col'uso

gento smaltata, e quella della ter


classe

stantemente
pii

distinguere
dei
talenti;

per
e di

tre

in
le

argento
accennate

semplice
decoraall'

utile

cones-

tutte e
si

tribuire con zelo al miglior sere dei

ben

zioni

porteranno appese

abi-

loro

simili,

e al

lustro

to dal lato sinistro, e pendenti

da

della patria. Art. XII.

Un

insignito

un nastro
lembi

di seta azzurro coi

due
VI.
adi

pu
ne,

essere

privato della decorazio-

color

d'arancio).

Art.

JNon permesso

ad

alcuno

domare

la

decorazione con

gemme

quando sene rendesse indegno con una condotta impropria del suo grado, e contraria al suo dovere. Art. Xlll.
1

o pietre preziose, se non oltengasene da noi particolare concessione,


Articolo VII.

decorati

di

pri-

ma

La decorazione

di san

Lodovico pel merito civile consiste in una croce di fot tua greca, composta da quattro gigli, che mediante
le

precedono in rango quelseconda classe, questi deli della corali di terza classe. Fra g' insiclasse
i

gniti

della classe

medesima

la

predi

cedenza

fissata

dall'anzianit

loro foglie

si

legano
della

fra

un

braccio e l'altro

stessa
si

croce, e colla loro parte inferiore

uniscono ad uno scudo che sta nel


centro, avente da
di
ni
s.

nomina. Art. XIV. I nostri molupropri del 11 dicembre i836, e iSSy sono conferdel 18 aprile mali in tutte le parti non contrarie
le

un Lodovico IX re
d'oro in
Ari.

lato di

l'effigie

alla presente

ordinanza,

la

quatlta

Francia

dal direttore della reule

intima

campo

azzurro, e dall'altio lato

segreteria di

gabinetto

sar

tre gigli

azzuiro.

campo parimenti Vili. U nastro cui

conoscere al nostro ministro segretarlo di stato per gli affari


esteri

ed

122
iiilerni
;

LOD
ai nostii

LOD
di sia-

consiglieri
;

cre cardinale,
la

ed ebbe
s.

in

titolo

lo con dipailiniciilu

al
s.

cancellie-

chiesa

di

Cecilia.

In

segui-

re della decoia/.ione di

Lodovinonel

to fu
'co

legato
III,

all'

co

IX
al

re

di

Francia;

non meno
della

ed
la

alla

che
stra

gran maresciallo

gna

non che
per
alla

imperatore Fedecitt di Bolocommissario apo,

reale corte,

ed

inserita

stolico

Piomagna

ove

ri-

Lollellino delle leggi.

cuper
Al.EMAND
o
l'anno

Chiesa
lo
la

molti

luoghi,

LODOVICO

(j. )

tra' quali

Imola.

Martino

V
citt

nel-

AllamakDj Cardinale. Lodovico Aleniand o Allamand de' signori di Arbcnt e di MontgiHon, nacque
nel caslelio d'Arhent del Biigey, nella

1422
Pavia

mand
quella

in

Siena
e

per regolare
cilio

traslazione del conin


,

di
la

per

Franca

Contea, nel
assai
illustre

Sno

da

lamiglia

distinta.
illiba-

per lui Luigi IH conte di Provenza, a suo riguardo conferm i privilegi

venerazione

che avea

Fino dall'adolescenza ad un
to

che

la

citt

d'Arles avea

ottenuto
celebranella

candore

di

costumi

congiunse
gli

dai sovrani suoi predecessori. Inti-

straordinario fervore per

studi,

matosi da
zione
citt

Martino
concilio

la

ne' ((uali fece in Lione meraviglio-

del
di

generale
il

so progresso,

come
Serie
2,

narra

Pietro
di
seg.

Basilea [Pedi),

cardinal

Gariel nella

de' vescovi
p.

Lodovico, come personaggio


to di

dota-

Maguelone
di
s.

par.

126 e

Essendo canonico

della

cattedrale

profonda dottrina e straordinaria eloquenza, fu deputato per

Giovaiuii di Lione, abbate di

Tournus-sur- Saune, e gran-cantore di Valenza, lo zio Francesco Con7y, camerlengo di s. Chiesa e legato d'Avignone, nel i4'7 dichiarolluogotenente in ambedue lo suo le cariche durante la sua assenza, ed a' 2 novembre Martino V lo
1

uno de' legati dello Avendo per inteso


a JNIartino

stesso concilio.

essere successo

marzo i43i il Condulmieri col nome di Eugenio IV, col quale egli avea avuto gravi inimicizie, gli dispiacque non poco. Eugenio IV richiam i vescovi in Italia, dichiar
a'

cardinal Gabriele

conferm

in

ambedue

gli

uffizi

sciolto

il

concilio per

tiasferirlo

al-

per cui il Cardella chiama Lodo\ico vice-camerlengo. Di ci con

trove, dappoich oltre l'esservi inter-

venuti pochissimi vescovi, Basilea era


la insorta guerra duchi d'Austria e di Borgogna, ed inoltre incomodo assai ali

qualche ditusione ne parlammo ai \'ol. VII, p. 77, e XXXII, p. 7 del Dizionario. Quindi Lodovico nel i4i8 fu fatto da Martino V
vescovo di IMaguelone,
dolo
pisc.
il

poco sicura per

fra

l'accesso de'greci,
stali

quali

eranvi
la

consagranin
e-

invitati

per trattare

loro

Papa
Il

Mantova,

20 dicembre Chenu, Archiep. et


a'

Galliae

p.

170,
s.

lo

dice an-

unione colla Chiesa latina. 11 cardinal Lodovico fu il solo dei legati che disobbediente, bizzarramente
volle proseguire
se, gli
il

cora vescovo di

Malo,
d'

cui sucnel

concilio Basileeritirandosi
;

cesse Pietro Piedru, che

i449
lo

altri

cardinali
si

intervenne
Inoltre

al

concilio

Angers.
d'Arles,

solo per poco

lasci

sedurre

il

Martino

nel

i^iZ

cardinal

Cesarini,

ponendosi
elficaci

alla

proniosse all'arcivescovato
e nel

testa dei refrattari, per

l'abbanpersua-

maggio o giugno

1426

lo

don poscia per

le

LOD
sive

LOD
e
les,

123
del

d'Ambrogio
Italia.

camaldolese,
il

penetrato da

orrore

pro-

torn iu

Allora
la

cardinal

prio delitto, e dallo spirito di ve-

Lodovico assuase

presidenza di
e
si

quella conventicola,

dichiar
gravissi11

capo degli scismatici

con

race penitenza, lutto si diede a riparare per (pianto pot lo scandalo gravissimo da lui cagionato
in

mo
nio

scandalo

della

cristianit.

tutta

la

Chiesa, impiegando

conciliabolo prelese deporre

Eugevece
(

stesso e
il

l'opera
fatto.
altri

sua

nel

risarcire

IV

ed eleggere

in

sua

mal

Fond
nel

cjuiiuli

sacri

Felice

V, Antipapa

XXXIX

Fe-

templi,
la

ne abbell,
clerOj

ristabil

di)j consagralo
to

vescovo, e corona-

disciplina

mantenne
egli

pseudo Pontefice dal cardinal Lodovico a' 24 luglio i44o- 1^"" genio IV scomunic l'antipapa, \\ cardinal Lodovico che depose pure da tutte le dignit, ed loro fautori, annullando tutti gli alti del conciliabolo; ma rantipapa lo riconobbe per cardinale ed arcivescovo d'Arles. Dopo la morte di Eugenio IV fu eletto nel i4l7 INicol Vj e vedendosi PVlice V da
i

molti ospedali
stesso

in cui serviva

g infermi,
il

promosse
la

vivasalute
il

mente
delle

culto divino, e

anime,
e
la

soprattutto
alla

ri-

spetto

riverenza

santa

Sede che tanto avea ofl'eso; menando vita ediljcante esemplare, e


,

tutta occupata
pili pili

nell' esercizio

delle

belle

viil e

nelle

opere della

sincera piet, facendo generose


a'

limosine

poveri che lo riguardapiidre.

pochi riconosciuto, di carattere pacifico,

rono come
rio
lo

Mor sessagena-

ravvedutosi

del

conime>>o

fallo,

te di

ad insinuazione sing<j]iuuieiiLodovico, che ancor lui con


ripar
il

quest'azione

commesso

grave errore, rinunzi l'antipapato Losanna [Fedi) a'9 aprile i44*^)-

Impegnatissimo Lodovico
era stato ostinato
suoi mancamenti,

per

le-

nel suo castel16 o 20 settembre, o a' 6 ottobre (la sua festa venne stabilila a' 1 6 settembre) nel i45o; e trasferito nella sua metropolitana d'Arles, vi rimase sepolto in una cappella, con onorevole
iiell'arcidiocesi,

di

Soiona,
1

a'

stinzione del funesto scisma di cui

elogio
dai

in

versi

leonini,

riportato
p.

fautore,

molto

Sammartani
dal
il

nel

t.

J,

io3,
tale

oper, e pentito e dolentissimo dei

ed ancora
tanto

Chenu.

Fu

pieno di dolore,

concorso

a' suoi

funerali,

sommissione
plor
iSicol

compunzione,
perdono,
e

imfu

ed

ottenne

dall'indulgente

V
il

benigno
alla

che v' intervennero moltissime persone da ventitre citt, e furono alla sua tomba operati' da Dio a
di
lui

ammesso
tavolta

sua comunione. Tutstento

intercessione miracoli
tra'quali
si

senza

Papa con grande

numero,
ti

contano, morsox'-

lo ripristin nella dignit


lizia e

cardina-

risuscitati,

zoppi raddrizzati,
della

nell'arcivescovato d'Arles, con

di e
dell'

muti
udito

a'

quali fu restituito l'uso


favella.

breve de' 20 dicembre i449J ^ dipoi, al dire dei Sammartani, Gal-

Enea
Pio
il

Silvio

Piccolomini,
di
quelli

poscia

II,

Ha

christ.

t.

I,

p.

583,

Io

spedi

uno

che afferma

narrino-

suo legato nella bassa Germania, dove molto solfi in servigio della
Chiesa. Ritornato il caidinal Lodovico nella sua aicidiocesi d'Ar-

rato, insieme con altri sette

mali

scrittori,

oltre la leggenda dei

prodigi che conservasi nell'archivio


d'Arles, aulenlitala colla fede di
ti

124
pubblici

LOL
notali.
Il

LOL
Rinaldi
negli

i4^o> '' novero de' miracoli. Cleincule VII con breve del i^i'j
ylimal. eccles. all'anno

gnava erroneamente che Dio non vedeva ci che succedeva sulla


terra, e

polla

il

perci
le

suoi discepoli

te-

nevano

loro assemblee in luoghi

diretto

al

capitolo

d'Arles,

rico-

sotterranei, dove

commettevano spa,

nobbe
ftli

nel

cardinal Lodovico,
il

non

ventevoli

abbominazioiii
i

padri

solenncnaenle,

titolo

di

beato che

dava il niarliiologio di Franed il breviario d'Arles. Questo Lreve si legge nel Vittorelli, Addii,
cia

ed figli colle loro madri, senza alcun riguardo. Lollardo diceva inoltre, che Elia ed Enoch avevano dato a'suoi secolle loro figlie,

in
di

Cincconio
loco
I,

p.

citato;
p.

1108; nel RinalSammartani nei

guaci
tura

la

podest

di

legare
la

di

sciogliere;
,

ammetteva

sola Scrit-

tom.
a
p.

6i4e

584) ^ "^' Bollandisti 49'- l^er dice il CarisL

escludendo
,

messa
le

l'
i

il battesimo, la estrema unzione, le ce?

della,

Bleniorie

de' cardinali

rinionie,
altre

digiuni,

le

astinenze, e

(stampate nel 1793), t. IH, p. ^o, che erano allora centocinquanl'anni


cheilctdto del b.Lodovico era cessalo.

ordinazioni

della

Chiesa,
verginit

l'intercessione de' santi, la


di

Maria santissima
i

sosteneva pure

LOGOTETA,
con
titolo

Logolheta. Uticio
Costantinopoli,
in-

deil'anlica corte di
di

che giorno
peccalo

cattivi
salvati,

angeli

sarebbero un
Io

che

conte del palazzo,


discutere
,

non era

delitto,
la

spergiurare siccome non era


e
la

caricato di distribuire le beneficenze dell' imperatore,


di

furnicaziont;

resi-

e
di

stenza ai magistrati.

Lollardo avea
valdesi e
al-

ricevere
riceveie

conti

dagl' impieghi

appreso questi errori dai petrobusiani, dagli

imperatore il giiuaraenlo prescritto e di avere Cina particolarnienite dell' archivio. Chiamavasi Logoteta Palatino, per
dal
,

nuovo

enriciani, dai

dagli

albigesi.

Furonvi

altres

cuni lollardi condannati in Inghilterra nel


concilio di
in

Londra
di

del

distinguerlo dagli altri logoteti.

Vi
sino

1896, ed
1

quello d' Ox.t"ord


i

del

erano
tari
(da

logoteti

o ragionieri
I,

mili-

4*^8, sia

che

lollardi

Germala

ch'erano

ulllziali incaricati

nia

avessero
duttrina
,

col
sia

portala

lo-

Giustiniano

di

raccogliere

ogni classe di uomini negli pamenti una gran somma di


naro.
Il

da accamdecasa

ro
si

che

wicleifisti

chiamassero
loro

lollardi

cagiona
quelli

della
di

conformit
Alcuni
in

con

logoteta ecclesiastico o pai

Germania.
lollardi ai
tutti

danno ancoil

triarcale teneva

conti della

ra oggid
di

Inghilterra

nome

del patriarca di Costantinopoli, ne


sigillava
le

lettere,

teneva

il

pane
il

non conformisti, cio coloro i quali non sono


In Francia
i

benedetto in un bacile, quando


patriarca lo
jK-Ua

della chiesa anglicana.

distribuiva

al

popolo

chiamansi lollardi
ne.
,

poveri di Lio-

messa.

o LOLARDl. Eretici cos chiamati da Lollaido Walter o Gualtiero che coniinci a


tlonmiatizzare
in

LOLLARDI

gnifica

che Lollardo siDice Jovet chi loda Dio, apparentelodare, e

mente dal tedesco loben,


i

Germania verso
fu abbruciato in

l'anno

i3i5,

Colonia nel

1Z21 o

1022. Inse-

da Herr, Signore, giacch i lollarpopoli, cantavano di. per sedurre sempre dei salmi e degl'inni. Secondo Mosemio , lollardi significa

LOM
genti che

LOM
s

12?

me
di

cantano a voce bassa, noche in origine fu dalo ai celiili


confrati
i

Fiandra,

quali
nel

in

lombardi o Longobardi [Fedi) che vi si stabilirono nel VI secolo, fondandovi un regno

chiamata dai

tempo

della peste nera

prin-

possente, e corrispondente alla

mag-

dedicarono alla enra degli ammalali, e a seppellire i morti, quali portavano alla sepoltura cantando inni a voce bassa, e con tuono lugubre Furono chiamati lollardi non Solo beguardi, ma ogni setta e persona
cipio del secolo
si
i . i

XIV

gior

parte

della

Gallia

Cisalpina
dalle
alla

dei romani,
al

e pi particolarmente
si

paese

che
della

estendeva
fino

frontiere

Toscana
detta
il

Svizzera,
d'Italia.

fu

paradiso

che si credette occupata a nascondere la sua empiet verso Dio e


{a

Il Muratori nelle Dissert. sopra le antichit ital., diss. Il Del regno d'Italia e suoi confini,
:

dice

Chiesa

sotto

il

manto

della

Da ultimo Londra, Giacomo Henihorn Todd ha pubblicato l' Apopiet


e della religione.
in

nel

1842

che a cagione delle guerre, che tanto tempo durarono tra i longobardi ed i greci dominanti nell'esarcato e ducato romano, fu-

ropo
del

stabiliti

confini

non

meno
l

logia in favore delle

dottrine

dei

ducato

di

Spoleto di

daldei

loHardi , attribuita a TVicUjJo j or per la prima volta mandata


alla luce, e tratta

l'Apennino, che della Toscana


longobardi.

Abbiamo da Paolo DiaIV, cap. 8 della sto,

da un
del

testo

cono nel
ria

lib.

penna della
della
blino,
te.

libreria

collegio
in e

longobardica

che Patricio

e-

santissima

Trinit

Dunoprofe-

sarca di

con una introduzione Le mostruose bestemmie


tali

rite dall'autore di

questa difesa soi

no

da indurre anche
i

pi
glo-

Ravenna ricuper alcune delle citt, quae a longobardis tesunt nomina , nebantur^ quarum Sutrium, Polimartium, Ilorta, Tuderttim, Jmeria, Perusia, LuceolLi,
et alias

caparbi protestanti,
riano di essere
tichi lollardi
gli

quali

si

guasdam
il

civitates.

Ma

po-

eredi degli

an-

co
rare
il

stette

re

Agilulfo a

ricupe-

wiclefllsli,

a rinun-

ziare ai

titoli

della loro

progenie

"wiclelTistica.

Perugia, ed un secolo dopo Luitpiando riebbe Sutri, bench appresso lo restituisse ai romare
ni.

LOLLIANO
Ipparco
(s.).

(s),

martire.

V.
pri-

Ricavasi dalla vita del


,

Zaccaria

che
sunt

dal

Papa a. medesimo re
Jmeria,
;

LOMAINO

o
di

LUMANO
di
s.

(s.),

ablalae
civitales

romano ducala
idest
et

mo
di

vescovo

Meath

in

Trim, nella contea Irlanda. Fu nipote o


Patrizio.
Il

qualuor , Horta, Polimartium


le

Blera

al-

almeno discepolo

preghiere poi
quelle

del
citt

Papa furono
;

suo culto antichissimo nella citt di Porlo Lomano, la quale ha preso il nome da lui battezz s.
;

restituite
citt
la

anche

la

Viterbo era compresa nelToscana longobardica, il che fa


di

Forcherno che

gli

succedette

nel

conoscere qnant'oltre avessero steso


i

seggio episcopale di Trim} ed o-

norato in Irlanda

ai

17 febbraio,

danno

ed

agli

II

ottobre.

LOMBARDIA,
tica

Longobardia. An-

contrada del nord d'Italia, co-

il loro dominio con ducato romano. Coineto era in potere de' duchi di Toscana, principi anch'essi del regno italico. L' iusigne ducato beneven-

longobardi o
del

^G
Inno

LOiM
Inminava
di
|ji

LOM
regno
la
<liill;i

esso

volta

franclii

ne

ritennero

il

no-

parte del levante, stendendosi


confini
r.Mri

d.ii

me,

appellandosi

pur
conto

essi

re dei

Spoleto
indisi

per a

INiglia,

longobardi

per

dell' Italia.

fino

Taranto;
vi

ginn
to

parte

della

Calabria

era

La parte poi Cistiberina fu delta Lombardia minore, e conteneva il


ducato
sua

cornpiesa.
,

Napoli, Gaeta, Sorienaltre

ed

piazze

marillime

salvatesi
di
,

dall' iingliie

de' longobar-

conlinnarono
impero.

riconoscere

il

Benevento secondo la denominazione, ed il ducato di Spoleto. Di molto si diminu poi la Lombardia minore
di

antica

Terra di Lavoro con Capua, cominciando da Aquino sino a Nola, e da un' altra parte
greco
Salerno, e
il

per

le

occupazioni

dei

greci

nel

principato

ostante

beneventano, e ci non continuarono essi a chiale

tratto di

paese conti-

mare Lombardia
dominio. Sin
qui

pertinenze del
in

nuato sino a
parimenti
ro dipoi
in

Cosenza,
quel
e

entravano
Insorse-

medesimo, sebbene passate


il

loro

ducato.

Borgia.

Agse-

guerre
1

civili,

per

ter-

giunge
gu

il

citato

Muratori, che

Lodovico li neir85i stacc da Benevento il principato di Salerno, e da questo


in

minarle

imperatore

anche un' altra divisione del sotto gli stessi re regno italico
,

longobardi,

cio Austria

fu chia-

a[)[Messo

si

divise

il

principato
talvol-

mato

il

ducato del Friuli,


Pavia;

perch
il

di
ta

Cjipua.
fu

Al

legno

italico

all'oriente di

e Xcustria

dato il nome di Lombairli'a, e Carlo Magno nel suo teslanjcnlo


noni ina
Ituliain

resto della

Lombardia strettamente
giungeva
Francia.
in
ai

preso, che

confini
i

dal
di
il

quae
di

et

Longnfu

regno

di

Cos

re
parli

harcia

din tur.
il

Ma

ne'tempi susse-

Francia

divisero

due

guenti col none


<lesignato

Lombaidia
di

reame
parte

loro,

appellando Neuslria
o

la
la

ti-allo

paese,

eh'

occidentale,

chiuso

dall' Alpi
ai

e dall' A pennino,
tra

settentrionale

ed pure

Austria
1'

orientale.

e va sino

confini
in

IModena e
i

Aquileia
citt

fu

una

volta

appellata
lo

Bologna. Ebbero

uso

greci di

dell'Austria,

ed ora

Ci-

cbiamar
ne' secoli

Longohardia

quella por-

\idal

del Friuli, civilas Austriae.


la

zione del ducato

beneveatano, che
occu|)arono
ai

Anche dopo
lo

distruzione
fatta

del

XI

regno dei longobnidi,

da Car-

principi longobardi. questo proposito dal


iioric
7-5,

Abbiamo
t.

su

Magno neirVlU
all'articolo
,

secolo, al

modi

Borgia, 31eI,

do dello
trove

Italia ed alil

star,

di

Benevento

p.

r uso

conserv

nome

eh
il

che
tesse

non pone in dubbio nome di Lombardia compeegli

Lombardia,

XA
sa
le

11

che applicossi sino al secolo alla regione rinchiu-

no,

pure al principato beneventadappoich i longobardi partil'Italia


.

fra

Alpi, e

l'Apennino settentrionale e che occupava la porziobacino del Po.


questo paese in

rono

in

Trastibeiina ed in

ne occidentale del
Si

Cistiberina

Alla

prima

diedero
se-

divideva

Lom-

nome

di

Lombardia maggiore,

lardia
in

superiore od occidentale, e

de della quale era Pavia, e quantiuique mancasse nel re Desiderio il regno de' longobardi in questa
parte Trastiberina
d' Italia,

tale.

Lombardia inferiore od orienLa prima conteneva il Pieil

monte,
il

ducalo
la

di

Milano
i

ed

tulta-

IMonferraio, e

seconda

du-

LOM
cali

LOM
,

i?7
dei

di

Mantova
i

ma

FeiTara,

Partenitorii di Pa,

Modena

Lombardia,
longobardi
cenno.
nel

da
il

Desiderio re

sino a'nostri

giorni, ci

dova, Vicenza, Verona

Brescia e
ai

permetteremo

seguente

breve

Bergamo,

poscia

appartenenti

Con

veneziani, e cjuello

di Bologna dipendente dalla santa Sede. Qualche

773

Desiderio terain nel o 774 il regno de'longo-

bardi.

vero
di

volta la

Lombardia
al

dividevasi

in

vincitore
il

Desiderio
ci

che Carlo ne

Magno
ritenne

sud del Po, o Gallia Tiaspadana, al nord La prima, detta di questo fiume. anche Emilia, conteneva gli stati di Parma e IModena, il Monferrato,
Cispadana
;

titolo,

ma

non

fu

che in

Togata

ed

in

memoria
tre
il

della sua conquista,

menri-

pochi anni

dopo
titolo

fece incoronare
d'ilalin,

suo

figlio

Pipino re

pigliando
te

un

Ferrara ed una

porzione del Piedei

monte
e delle
in

le

terre
delle

veneziani.
in
Italia,

al dominio, bardi usato per quasi un secolo da

pi conveniene prima de' longo-

Col favore

guerre

Odoacre le
ia

degli eruli sino a

Te-

rivoluzioni

accadute tanto

ultimo

re de' goti o

ostrogoti.

Germania che

in Francia,

ad

e-

La caduta
non lev
rarchia

poche diverse, si formarono nella 11 Lombardia alcune sovranit Padovano, il Veronese, Vicentino, Bresciano, Cremasco e Bergamasco furono assoggettati alla veneta l'epubblica. 1 ducati di Milano e Rlantova passarono alla casa d'Austria. 11 ducato di Modena e queldi B.eggio e Mirandola, il prinli cipato di Carpi, la Frignano e la Garfagnana (al quide articolo parlammo della Lombardia donata dal.

del regno longobardico tuttavia dall'Italia la ges

longobardica,

perch

vi

rimasero il ducato del Friuli goquello di vernato da Rodgauso Chiusi governato da Reginaldo o Regimbaldo, e quello di Spoleto governato da Ildebrando, dominii
,

divenuti poscia porzioni del

nuovo
il

regno
to di

la

contessa Matilde alla santa

wSe-

ducaBenevento, che allora abbracciava la pix gran parte del presente regno di Napoli, fu con molta gagliardia difeso e conservalo dal dud'Italia;

come perch

de) appartennero alla casa di

MoPiadi

ca Arigiso

II,

che avea
del

in

moglie

dena; ed cenza e

ducali di
Guastalla,

Parma,
a
quella

Adelberga

figlia

re Desiderio.

Parma.
il

jMel

XVI 11

secolo chiamossi
il

Egli anzi assunse allora il titolo di principe, e fecesi incoronare sovrano, con quella
corte,

Lombardia
po

austriaca

IMilanese e

corona e splendida

Mantovano, ceduti

all'Austria do-

la guerra della successione di Spagna, paesi che poscia appartennero al cessato regno d' Italia. I paesi attuali che corrispondono alla Lombardia, sono la porzione occidentale del regno Lombardo- Ve-

descrivemmo agli articoli Corona Ducale, e Corte. Carlo Magno, che avea la guerra coi sassoni, lasci lui tranquillo, che
che
nulla rese
alla

Chiesa

di ci

che

neto,

il

centro e
degli
gli

l'est
stati

della
del

parte
re di
e

avea preso sui longobardi, e ad essa promesso. La spedizione dunque di Carlo Magno in Italia, oltre
il

continentale

fruttargli

la

conquista
gli

del
il

Sardegna, e

stati

di

Parma

regno de'longobardi,
titolo di

acquist

Modena

{Fedi).
ai

re de'longobardi.
fu coronato nel

Pipino

Quanto

diversi

signori

della

suo

figlio

781

da

128
Adrinnn
1

LOM
in re d' llalia,
clie

LOM
ci

per
tito-

cui
la

nome govern
madre
Adelaide,

la

Lombardia

non
lo

fu

per pi anni
cedere ad
nell'

un

d'onore,

perch Carlo noti


altri

era

nomo da
r

veruna

parte di sua sovranit. Pipino


in
Italia

mofllio

Ottone HI, Arduino marchese d'Ivrea, Enrico II, (Corrado II il Salico, lamico III, Enrico IV. L' Italia formava gi
stati

8 o,
1

suo
in

parecchi
dia
te

sovrani: la

Lombar-

Bernardo,

oh' era nato

Italia,

per, e soprattutto quella par-

venne da Carlo proclamato

re

iitl-

che Gallia Cisalpina chiamavasi


citt
si

l'anno 8i3. Lodovico I il Pio, suo zio, come reo di fellonia gli fece cavar gli occhi, e mori nel-

anticamente, obbediva ad Enrico IV,

bench alcune ghe


e

considerassele-

ro gi indipendenti, e facessero

rSiS. A
d' Italia,

quest'epoca
cio tuttoci
del

la

sovranit

guerre
del
la

tra loro,

cosa

che
del

volte

faceva parte
e

che altre regno lon-

rovin

tutto

coli'

andar

gobardico
co,

anche dell'impero gre-

in

meno gli stati del Papa, venne mano di Lodovico I. Egli quinne investi
\.
il

povera Italia. Corrado figlio di Enrico IV si ribell a lui, e venne coronato a Milano re d'Italia,

tempo

ed

in

Monza

dall'arcivescovo

di nell'HDD

figlio

suo e

Anselmo, e
della
ta

mor nel

iroi: parte
tanta

collega
se

Lotario
il

questi succesil,

Lombardia
contessa

allora era sogget-

neirS44

figlio
II

Lodovico
in

che

alla

Matilde, cui

fu da Sergio
re

coronato

Roma

parte d'Italia

obbediva.

Enrico

V
sia

de' longobardi,

ossia re d' Italia;

dal che pare che la Corona Ferrea (fedi) di xMonza fosse allora dimenticata.

non fu riconosciuto da Milano e Cremona, che si misero in libert:


egli

dichiar

vice- gerente
la

Morto Lodovico
il

11

neir875,

vice regina in

Lombardia

contes-

Carlo detto
successe

Cah'o suo

fratello gli

sa Matilde. Lotario in

nell'impero e ne' reami di


il

pari

II e Corrado III titoli di tempo portarono


i

Francia e d'Italia; ne govern per esso

duca Bosola Lombardia. Carlomanno re di Germania, di lui nipote e livale, gli rap'i il regno d'Italia neil'877. Carlo il Grosso di lui fratello gli successe due anni dopo,

re d'Italia. Federico
re re d'Italia Enrico

fece

coronatglio.

VI suo
proprie

Ma

la

Lombardia
quasi
al
il

gi da gran temleggi,

po regolavasi

colle

come

resto d' Italia, giacle citt

ch tutto

pi

non aveatri-

sebbene
gi
la
all'

ei

morisse nelItalia
prin-

l'bSo.

Ma

articolo

no che buto al
11.

il

peso
cui

d'un

leggiero

re,

tante volte

anche

riportammo
cipi

serie di quei

ricusavano.

Ottone
d'Italia
altre,

IV,
il

Federico
di

ed
il

imperatori, che ne
titolo

porta-

Le
une

citt

maltrattandosi

gran parte. Tali sono Berengario duca del BViuli, Guido duca di Spoleto, Lamberto impein

rono rono

di

re,

la

domina-

le

colle

nome

le

d'Italia

ratore,

Arnolfo
III

re

di

Germania,
Ridolfo

Lodovico
Il

impeiatore,

Borgogna, Ugo duca di Provenza, Berengario II marchese d'Ivrea, e suo figlio Adalberto, Ottone I imperatore, Ottone li, iu
re di

Lombardia non era che un vano titolo. Dopo una lunga vacanza dell'impero, fu creato Rodolfo I re de' romani nel 1278: non perci la Lombardia pot dirsi venuta in poter suo. Troppe erano
o
e troppo
l'uiia

vive

le

dissensioni

tra

e l'altra citt, l'uno e l'altro


divisi nelle fazioni

popolo,

tremende

LOM
fle'gJiclfi
i

lOM
I

19

gliibcUini.
gli

Torriani,

Visconti e

Sforza s'iiDpnssessadi questa ricI

jmio progressiva mente


neti, gli Estensi,

ca e bella parte dell'alta Italia.


i

ve-

di Benevento , ne pi forse cardinale, e che avea supplicalo esso Papa, acciocch provvedesse con qualche pensione, o con

pi arcivescovo

toscani ed

Papi

altra

ecclesiastica rendita

alle

sue

tennero
1

il

resto

francesi sotto
e

Lombardia. Carlo Vili, Lododella


I;

necessit.
ze,

In vista di
III

tali

rimostranparere dei
de' cano-

Alessandro
di

col

vico XII,

Francesco

indi

gli

cardinali,
nici

e col consenso
gli fece

spagnuoli sotto Carlo V, e Filippo


li

Benevento,

assegna-

e suoi

successori,

ne disputarono
trattati

re

una casa detta


sul

la

Torricella per

le

varie

regioni.

final-

abitarvi sua vita durante;


lino posto

un muborgo
di

mente che tennero dietro


ga guerra per la Spagna, lasciarono
nio dell'alta
all'
il

alla lundi

fine
si

del

successione

Benevento, da cui
dinario
ra) di
sei

ritraevano d'or-

pieno domi-

coscini (specie di

misu-

miglior

Lombardia
Essa
'*

augusta

casa

d' Austria.

la

perdette di

nuovo

nel

17945

frumento, e alcune altre cose; sessanta salme di puro vino ogni anno, insieme colle botti da
conservarlo, e di pi quai'ant' otto

jicuper nel 1799, l'anno appresso la rinunzi, e nel i8i4 pei" ulti-

mo
colle
di

la

riconquist, erigendo questa


di

romanati del paradiso ( eh' erano probabilmente le monete di quei


tempi), e
l'altare
te
le
il

bella parte

Provincie
antico

Venezia.

Europa in regno, Lombardia e di Quanto alla sovranit


de' longobardi
la
,

compimento

tolto dalsta-

(che facilmente saranno

oblazioni de' fedeli), fino alla


di ventiquattro oncie d'oro,

dell'

regno

somma
e

meno

l'Esarcato,

Pentapoli,

le

Calabrie, parte del Napoletano, Ilo-

una sufficiente quantit di legna. Per qual motivo rinunziasse la chieper-

ma
tutto

e Venezia, coi loro lerritorii,


il

rimanente fu paese longoCardinale.


insigne

sa di Benevento, o piuttosto ch ne fosse privato, ed ove


risse,
s'

mo-

bardo.

ignora.

LOMBARDO,
bardo
dottrina
zelo di

Lomnella

LOMBARDO- VENETO.
nuovo
al

Regno

da Piacenza,
de' canoni,

cospicuo
di

per

religione

specchiata

vita ornato, fu

amico
di
s.

intrinseco e

nord dell'Italia, che prende la sua denominazione dai due lerritorii che lo compongono, e che sono in generale, la per lo avanti

compagno
tempo

fedele

Tommaso

Lombardia

austriaca, e

le

propriedi

arcivescovo di Cantorbery, anco in


della persecuzione ed esilio,
il

t della cessata repubblica

Ve-

nezia ne' suoi stati di Terraferma,

essendo slato

di lui

maestro nella

formato

di

una

gran

parte delle

scienza delle canoniche leggi. Ales-

sandro

III,

in

ricompensa delle sue


la

Provincie settentrionali che componevano l'estinto regno d'Italia, e

virt e zelo dimostrato per

Selo

pi particolarmente

dei
di

ducati

di

de apostolica, nel
di

ti

70 o 1171
bolla

Milano e
to

di

Mantova,

quasi tut-

cre cardinale prete

e arcivescovo
del

lo stato

veneto, di piccole porChiesa, e del

Benevento.
cardinale

Da una
ij
luglio

zioni degli stati della

medesimo Alessandro HI,


al
li

spedita

1179,

si

ducalo di Parma, della Valtellina, e delle provincie di Bormio e Chiavcnna, gi appartenenti alla repub-

rileva, ch'egli
voi,,

in tal

tempo non era

xxxix.

i3o
blica paesi

LOM
dei
grigioni.

LOM
parte
dei

Fa

venti distretti,
te

e tremila cenlo^et-

ereditari

meridionali dell'imle

pero d'Austria. Eccettuate


altro

mon-

comuni. Nove provincie comprende il governo della Lombarcio quattro settentrionali e cinque meridionali, ripartile a vicenda in centoventi distretti, a ciascuno de' quali assegnato un comdia,

tagne del nord, che non sono per

sempre coperte di neve, il clima vi estremamente dolce ; si provano per talvolta degl' inverni
assai
rigidi.

L'aria

in

generale

missario distrettuale. neto


si

11

governo veprovincie
cin-

sanissima, tranne

qualche

cantone

divide

in

otto

ove stanno le risaie, e nei dintorni di Mantova, nel basso Polesine, ed al margine delle lagune. Il suolo quasi da per tutto d' una fertilit prodigiosa, e generalmente un' accurata coltivazione vi si aggiunge alla natura feconda, per abbellire
questo paese, e farne una specie di
delizioso giardino.
gli

tre delle quali settentrionali e

que meridionali, ripartite a vicenda in novantatre distretti. Le provincie lombarde sono: Milano, Mantova, Brescia, Cremona, Como, Bergamo, Valtellina o Sondrio, Pavia, Lodi e Crema, con circa due milioni

La

industria de11

Le

abitanti assai

importante.

cinquecentonovantamila abitanti. provincie venete sono Venezia, Padova, Polesine o Rovigo, Vero:

commercio proporzionato
sua
quasi

all'in-

na, Vicenza, Treviso, Belluno,

Udi-

dustria del paese, e alla situazione

interamente

mediterradai fiu-

ne o Friuli, con circa due milioni duccentotrentamila abitanti. Daino-

nea. Esso assai favorito

numerosi canali navigabili, non che dall'aprimento che si fatto, e che si va facendo di continuo, di grandi, belle e comodissime pubbliche strade, anche ferrale; e superiormente protetto e
e dai

mi

mi no

delle indicate provincie


quelli di

si

rileva-

tutte le capitali.

Sono

esse le rispettive sedi dell'inlendenze

provinciali e delle regie delegazioni,


in

vece degli

uffizi circolari

che so-

iiovi

negli slati

ereditari
le

della
di

moque-

narchia. Tutte
ste

capitali

incoraggiato, potr divenire sempre


pili

llorido e considerabile.

Il

prin-

cipale

emporio

dei

commercio

Venezia, indi quelli di Milano, Bre-

provincie, a riserva di Sondrio, sono elevate al grado di citt regie, ed oltre a queste sono state egualmente qualilicale con tale titolo
:

Bergamo, Verona ec. 11 regno Lombardo-Veneto dividesi ia due gran, parti o territorii governativi, separali da una porzione del
scia,

Crema

nella provincia di
in quella di

LoCreVi-

di,

Casalmaggiore mona, e Bassano

iu quella

di

cenza.

corso del Mincio, dal Tartaro, dal

Questo regno fu dichiarato paite


integrante ed inalienabile delia

Po

e dal lago di Garda.

La

parte

mo-

che rimane alla destra del Mincio, o il governo della Lombardia, all'ovest, ha per capitale Milano; e
quella posta alla sinistra, all'est, o

narchia austriaca
ditaria

per

li

corona eredue sessi, ed in li;

la

nea
nelle

retta, nella

casa d'Austria.

Un

vicer che risiede alternativamente

governo veneto, ha per capitale Venezia. Entrambi questi governi comprendono dieciselle provincie o delegazioni, suddivise in duecento e

due
a

capitali

di

Milano e Venodello
stato,
;

nezia, rappresenta l'imperatore,

mina

molte cariche

ed emette importanti decisioni

do-

LOM
vengono immediatamengovernatori de' due governi te che formano il regno, un consiglio politica , di governo per la parte altro consiglio di governo costituente il magistrato camerale , residenrispettivamente in Milano ed in ti
no
tli
i

LOM
lariali

i3.
gli ecclesiastici,
I

esso

del governo,

dichiarati
eletti

prodighi.
sei

membri
posso-

sono

per

anni

ma

Venezia, e dipendenti dagli


dicasteri
di

aulici

nominati di nuovo; si rinnovano per met. Le congregazioni provinciali, presiedute dal delegato, si con)pongono secondo la estensione della provincia, di quatessere
tro,
sei

no

Vienna
i

separata-

od otto membri,
e
gli

la

met
,

mente
giustizia

tutti

tribunali giudiziari
di

nobili,

altri

proprietari

ai

dipendenti dal supremo senato

quali

si

aggiunge un rappresentancitt

residente in Verona. I due nominati goveinatori hanno il preciso degli affari amministrativi. Cia-

te della

regia della rispettiva


le

provincia; esse regolano


ste della

impo-

provincia, l'amministrazio-

scuna provincia retta da un commissario col titolo di delegato,


i

di-

pendente dal governo, ed distretti sono amministrati da commissari


distrettuali

ne finanziaria delle citt e dei comuni, e invigilano lavori delle acque e delle strade, e gl'istituti di beneficenza suoi mesubri sono
i ; i

o cancellieri del censo.

nominati
tiale del

dalla

congregazione cen-

Una

costituzione del

24

aprile

i8i5
par-

governo

da

cui

la

pro-

diede alia nazione una certa


tecipazione col governo,
lo

vincia dipende, sopra


lista della

una

triplice

mediante

congregazione provinciale,
rinnovali

stabilimento di congregazioni dete provinciali.

vengono

come

quelli

te centrali

Le prime

che risiedono a Milano ed a Venezia, ed assistono gli alti funzionari

di questi due governi pano principalmente del

si

occu-

registro e
;

della

ripartizione delle imposte

il

congregazione centrale. Per esserne membro bisogna godere i diritti civili, aver trent'auni compiti, e possedere un fondo di circa cinquemila franchi. I membri dell'una e dell'altra di queste due condella

risultato delle loro

deliberazioni
al

gregazioni
lont.
Il

sono

revocabili

vo-

sempre assoggettato
loro presidente
di

governatore,

diritto.
si

Queste
nobili e
le

comando generale

militare dei

congregazioni centrali

compongo,

no di proprietari non nobili, e di

rurali

regno Lombardo- Veneto risiede in Verona. In Milano vi un coman-

ia()presentanti

do
le

militale.

In Venezia,
forti,
vi

come

nel-

regie citt; ciascun

membro

scel-

altre piazze
di

un

co-

to dall' imperatore sulla lista di tre

mando

fortezza.

Pizzighettone,

candidati, presentali da una

com-

.Mantova, Peschiera, Legnago, Pal-

missione nominata a tale


e

oggetto,

manova, sono

le

altre principali piaz-

hanno duemila
Per
i

fiorini, cio circa

ze forti di questo stato.

La maggior

cinquemila franchi,
to.

di

appuntamenconviene gofran-

parte delle navi della marina dell'im-

esservi

eletto

dere
chi,

diritti

civili,

avere un fondo
diecimila

pero stanno a Venezia, ove vengono fabbricate ed armate nel suo arsenale.
il

Lontribuibile circa

La

giustizia resa,

secondo

essere domiciliato nell'impero,

codice austriaco, da giudici

amo-

ed avere trentanni compili; sono cii lusi da queste congreg^izioni sai

vibili

come

tutti

gli

altri

impiegali

dello stalo.

Evvi una corte supre-

i3?.

LOM
appello a
poste di
i

LOM
nomate accademie
onorari
senza
di belle arti,

ma

a Verona, coili di Milano ed a Venezia, tribunali di eapoluoprima istanza in tutti i^hi delle provincia, e cos pure tri-

comle

membri con voto,


voto,

e soci

con

tutte

scuole necessarie alla istruzione degli

bunali criminali, e giustizie di pace

artisti,

e con gallerie co[)iose di

o preture
gare
lo del

in

quasi tutti

capoluola vol-

ghi distrettuali. La lingua


italiana,
i

quadri insigni, disegni, ec. Questo regno ha piwe delle scuole chirurgicoinedicinali, di chimica,
terinaria
legi,
rii

cui

dialetti
;

per
quel-

vecol-

variano d'assai
crudo.
siastica

in tanti luogi

e letteraltu'a,

diversi

Bergamasco sembra

il

pi

scuole elementari, conservato-

La

religione dello stato la


la

di

musica,
di

scuole

di

disegno,
ec.

cattolica, e

giurisdizione

eccle-

accademie
capitali

agricoltiu'a,

Nelle

viene esercitala, nella parte


,

di quasi

tutte le provincia
desti-

veneta, dal patriarca di Venezia che ha per suffraganee le sedi vescovili di Adria, Belluno e Feltre, Ceneda, Chioggia, Concordia, Padova, Treviso, Udine, Vicenza, oltre Parenzo e Pola nel regno illirico ; e nella parte lombarda, dall'arcivescovo di ]Milano, da cui dipendono i vescovati di Brescia, Ber-

esistono licei bene ordinali,


nati
allo studio
di

(losolico,
orti

con gabotanici,

binetti

macchine,

laboratori chimici,

ec.

Sonovi pura

numerosi ginnasi di prima e seconda classe, vari atenei, ed un gran

numero
arti.
tifici
I

di

societ

letterarie

di

principali
i

stabilimenti sciene reali


i-

sono

due imperiali

gamo, Como, Pavia, Lodi, Cremona, Ventimiglia e Mantova. Inoltre in Venezia vi il gran priorato
dell'ordine Gerosolimitano (Fedi),

stituti di scienze, lettere

ed arti reI

sidenti in
bri
tre

Milano
cio

e Venezia.

mem,

di questi
classi,

istituti si

dividono iu
onorari

membri
e socii

qual articolo parlammo dei luoghi di sua giurisdizione, del regno


al

membri
denti
lito
;

elFetlivi,

corrispon stabi-

il

numero deprimi
quello

Lombardo-Veneto

con residenza del gran priore. Siccome quivi viene esercitata la tolleranza de' culti,
,

venti,

de' secondi

quaranta, de' quali venti godono di

cosi gli ebrei

hanno moltissime
i

si-

nagoghe,

ed

luterani

ed

greci

non uniti, specialmente a Venezia, godono del pubblico esercizio dei


loro culti. Si coltivano in particolar
arti.

annuale pensione, non avuto riguardo agli altri emolumenti che per avventura percepissero dallo stato: la loro nomina, ed il conferimento delle pensioni sono riservati all'imperatore:
il

numero
i

de' socii

corri-

modo

nel regno le scienze e le

spondenti
questi

indeterminato;
socii

tanto

Esistono due floridissime imi-

quanto

onorari

sono
isti-

versit,

r una a Pavia,
,

pel

gover-

nominati dagl'
tuto tiene

istituti.

Ciascun

dalla quale dipenno di Milano dono undici collegi, e l'altra a Padova, per la parte veneta, che ha
la

sua giurisdizione sopra sette col-

adunanze ordinarie ogni mese, ed una solenne ogni anno. Ogni due anni in questa occasione hanno luogo a vicenda per parte
degl' istituti
getti
i

legi.

In Milano ed in Padova trova nsi pure due celebri osservatori!


astronomici. In
in

giudizi, sopra

gli

og-

presentati al concorso

per la

Milano

altres

ed
ri-

distribu7one

de'premi

d'industria

Venezia

sono

stabilite

due

che

si

fa

dall'amministrazione del-

LOM
lo slato.

LOM
citt
vi

i33

Nelle

principali

sono considerabili pubbliche biblioteche; se ne contano dieci che con-

(he loro devono il nome. Poco doimpero, l'O la caduta del romano
al

principio del

V
il

secolo,

questo
de' go-

tengono 5Go,ooo volumi. Fra quesle;, (le^ne di osservazione sono


quella di
n.i,

paese pass sotto


ti,

dominio

poscia sotto l'altro dell'impero

\ enezia detta

la

Rlaicia-

Paduva, e quella di Milano. Eravi in Venezia un ripuquella di


tatissimo magistrato di sanit

anno; ma i lombardi o longobardi approfittando della mollezza dei governatori


d'oriente, per qualche

ma-

dell'imperatore Giustiniano

I,

s'im-

recentemente fu tiaspoitafo a Trieste; per quando vi sono bastimenti grandemente sospetti,

littima, che

p.'idronirono del nord dell'Italia nel

56S. A poco a poco si avanzarono nel ducato di Roma, finch Pipino, accorso in aiuto del

questisotto buona scoria venne" lazzaretti di


titolo

Papa

Ste-

gono mandati
quei di Trieste.
nezia
to,

Vea

fano

Il

detto III, tolse loro queste


conquiste,

nezia, sotl'ogni

preferibili
in

nuove

che

restitu

al

Avvi uioltre

Vepor-

un

oficio capitaniate del

Pontefice nel 755, ampliandone eziandio il piinci])ato ; ma alla morte di


tal

un

collegio della

marina
Il
1

con
eh.

monarca
i

francese, essen-

osservatorio astronomico, ec.

dosi

portati

blic

Francesco del Bue nel 846 pubin Lodi un importante libro

verso
lui

Roma,
il

hjngobardi di nuovo furono sconfitti dal di

figlio

Carlo

Magno,

il

quale

intitolato:

DeW origine
iiloli,

deli araldi-

riun

loro

regno alla monarchia

ca, nobill,

p' edicali d'onore,


di

dignit e cariche

corte istituite
,

francese nel 774- I discendenti di questo famoso conquistatore posse-

nel

regno

Lombardo- p'^eneto

Di-

dettero
i)()0,

questo
cui

bel

paese

fino al

.''Corso.
Il

regno Lombardo- Veneto cor-

risponde quasi interamente alle parli

le

della GalUa Cisalpina, ch\amaGaula Transpadana o f enclia,

Ottone I il Grande, imperatore di Germania, lo riun alla sua corona, accordando diritti di sovranit ad un gran numero
in
*ii

citt.

Le querele

fra

il

sacerdo-

ad una parte della Rezia. 1 suoi pi antichi noti abitanti erano icnnones ed canitini, popoli della
i

ziu

e l'impero,

massime quelle per

Uezia, viventi

nella parte supei io-

le investiture ecclesiastiche e pel patrimonio della contessa Rlatilde, le guerre delle fazioni specialmente
(\e

re delle valli dell'


i^lio
;

Adda

dell'

Odi
in-

guelfi

ghibellini,

non

tarda-

gli

orohii al
fra
il

sud del lago

((;mo;

Ticino e l'Adda
si

fcrioie s,V insubri, che

dissero ori-

ginari
1

dei dintorni di

Autun.

Al-

est

di

questi ultimi, suU' Oglio e


i

la

Chiesa,

cenomani venuti
i

dalla

Celtica occidentale,

veneti
gli

che reeuganei.
verso
le

rono mollo a cuoprirlo tli sangue, che per riuscirono favorevoli alla libert, se vera o apparente lo si vede nelle istorie. Milano si eresse in repubblica nel i 5o, e Venezia gi repubblica sino dal VII secolo, prese un accrescimento considerai

spinsero verso l'Adige


1

bile.

Il

primo

di

questi stali,

dopo

medoaci
la

si

trovavano

essere slato signoreggiato

scirgenli
ila
I

del Brenta ; e al nord est, Livenza e l'Isonzo, stavano


a' piedi

da alcuni [)otenti, divenne un ducato nel 3()5, posseduto prima dai VisconI

cainij

delle

montagne

ti,

poi dagli

Sioiza; ai quali Luigi

i34

LOM
e
luili
il

LOM
due
al

Francesco I re di Francia lenlarono di toglierlo in vano; pasg nel


vest
I

\n

duca
la

di

suo ducato primitivo

Modena, cio uno al re


;

535

a Carlo

V, che ne

in-

di

Sardegna o
al

parte del

Mila;

poi Filippo li suo

figlio e re

nese sardo, all'ovest del Ticino


sei

di

XV
in

Spagna. Al principio del secolo III, dopo la sanguinosa guerra


p;irte
il

Papa, formanti le piovincie pontificie, ad eccezione dei teiritolii

delta della successione, e di cui fu


teatro,
il

ferraresi

situali

alla sinistra d(d

Milanese

toc-

c alla casa d'Austria; verso

po

istesso

questa acquist

il tempure il

ducato
lora,

di

insieme a quello

Mantova, che form aldi MihuKj,


la

Goro. L'Austria ottenne pure dal congresso di Vienna il diritto di manleiiere guarnigione nelle piazzo di Ferrara e di
l'o,

e del

Po

di

Comacchio, vicine

alla frontiera

me-

ci

che
di

chiamossi
(piesla
al

Lombardia
dell' o-

ridionale della sua

nuova

provin-

austriaca.
vest

Alcune porzioni
re
di
il

contrada furono ce-

dute allora
IN'el

Sardegna

compresero desse
1797, do[)o
il

IMilauese sardo.

la

ilizione
talia,

de' francesi

memorabile spenel nord dell'I-

cia. Il primo re del regno Lombardo-Veneto fu l'imperatore d'Austria Francesco I, ma il primo imperatore d'Austria ad essere solennemente coronato re del regno Lombardo-Veneto in Milano, fu il di

trattato di

Campo Formio
Mantovano, ]Mo-

lui

figlio,

il

regnante
1.

imperatore
la l'un-

istitu

la

repubblica Cisalpina, for-

Ferdinando
zione, cui del regno

All'articolo Cop.o^fA-

mata

del Milanese,

zioNE DEI RE ne

descrivemmo
i

denese, della Valtellina, della por-

intervennero

dignitari
.

zione degli
al

stati

veneti all'ovest ed
set-

sud dell'Adige, e della parte


Ferrarese,

tentrionale degli stati della Chiesa,


cio
il
il

Lombardo-Veneto. F Corona Ferrea, Italia, Lombardia, Longobardi, e gli articoli relativi.

Bolognese e
in

la

Romagna, passando
detto trattato
veneti in
il

forza del
slati

restante degli
dell' Austria.

potere
di in

repubblica Cisalpina prese nel


il

La 1802
,

LOMBES o LOMBEZ, Lomhar'mm. Citt vescovile di Francia dipartimento del nella Guascogna Gers, capoluogo di circondario e
,

di

cantone.
della

situata sulla

v'wa

nome

repubblica

Italiana

sinistra

Savn, in una

pianu-

nel

180 5,

conseguenza della pa,

ra fertilissima,

ma

spesso

dannegdella
ri-

ce di

Pres])urgo

la

riunione

di

giata dagli
viera,

straripamenti
ottanta

questa repubblica alle provincie austro-venete all'est ed al nord dell'Adige, ed alla

porzione

meridioil

nale

del

Tirolo,

form

regno

da un tribunale di prima istanza, ed ha una conservazione delle ipoteche, ed una sodistante

leghe

Parigi.

sede

tli

d'Italia,

che aumentossi

nel

1808
desta-

ciet di agricoltura.

In origine era

colle
gli

Provincie pontificie

all'est

questa piccola

citt

un'abbazia

di

Apennini. Nel

18 t4 questo

questo nome,
di

di

canonici
il

regolari

to,

formato

di

ventiquattro

dipar-

timenti, cess di esistere, e passan-

s. Agostino, che Giovanni XXII eresse

Pontefice

in

vescovato

do all'Austria, divenne nel i8i5il regno Lombardo- Veneto, nel quale per non furono compresi chequinilici

sutfiaganeo della metropoli di Tolosa


di

nel

1817.

II

primo
di

vescovo
lglio

Lond-Jez fu

Arnoldo,

di

dipartimenti, essendosene resti-

Bernardo VI conte

Cummui!2's,

LOM
detto nel
spensato
latato
nioiif,

LOM
anno
,

i35

mediasi mo

e di-

dall'impeclimenlo dell'et

e dagli interstizi degli ordini. Trasnel


gli

iSsS

alla

sede di Cler-

successe

Giacomo ColonIl

na

nobile

romano.
vescovo

trentesimo

ed ultimo

di

Lotnbez

fu

con molta reputazione ne divenne pubblico professore. N punto minori furono in lui le lodi alle quali di bont ed integrit, aggiungevasi un mirabile candore d animo, e un naturale dolcissimo ed assai inclinato a chiunque a lui
vinetto
,

Enrico de Cbauvigny de Blot, fatto vescovo da E^io VI a' IO marzo 1788, morto in Londra nel i8o5, dappoicb Pio VII ne soppel concordato del 1801
Alessandro
presse Ja sede.
flicafa

ricorreva per

favore e protezione,
di

essendo non
vi

meno

cortesi

e soa-

costumi, che d'incredibil umanit

a Roma, dopo aver occupato alcuno de'minori podotato. Condottosi


sti.

La

cattedrale de11

Paolo
di

IV

lo

ascrisse

tra

alla

Beata Vergine.
di

capi-

chierici

camera,

ed

assegnollo

tolo di

si

componeva
I

tre

dignit,
sei

per

dodici canonici

e di dodici

ch'egli

compagno del cardinal Caraffa mandava legato a Intere a


11

mi-prebendati.
in

cappuccini

ed

Filippo
consiglio

nelle

Fiandre,

ailnch

bernardini avevano diversi conventi

in quella e

legazione lo giovasse col


coli'
,

questa

citt.

La

diocesi conte-

neva novanta parrocchie.


Concila di Lomhez.
Il

sua giustizia
tica

opera. L' insigne congiunta colla prae con

del

foro

somma

inte-

grit negli

esercizi del

suo impie-

go,

primo

fu

tenuto

nel

11 65,

meritarono 1' onore della gli porpora da Pio IV, che a' 12 marzo
1

da

Ponzio Arsac arcivescovo di Narbona, contro i buoni-uomini, eh' erano manichei, e chiamati in progresso albigesi o valdesi. Gallia chrisl. t. VI, p. 54. D. Vaisene
d'avviso che
stato
citt

565

lo

cre

cardinale

dia-

cono di s. Maria in Aquiro, donde pass all'ordine de' preti col titolo di s. Sabina. Gregorio XIII
lo

fece

legato

delle

provincie

di

cpiesto

concilio sia

Marittima e Campagna, ed in questo

tenuto a Lombers, Lornheria,

o luogo

di

Francia nell'AltaPierre de

vato

Liiiguadoca, presso Alby, e non a


Loiiibez.

Lombers o

s.

Lotiibers, nel dipartimento di

Tarn,
citt,

tempo [irobabilmente dal vescodi Luni e Sarzana, dopo VenIV, fu ti miglia conferitogli da Pio trasferito a quello di Anagni, avendo celebrato il sinodo in Luni
e

un
Il

villaggio,
di

anticamente

Sarzana

scrittone

decreti.

col

titolo

baronia.

In

secondo nei 1176 contro gli albigesi. Regia t. XXVH; Labb


t.

Anagni riform il quanto decaduto dall'


a

clero,

al-

ecclesiastica

disciplina,

norma

del concilio di

X; Arduino

t.

VI.

LOMELLINI
diiale.

Benedetto,
Lomellini
,

Benedetto
la

Carnato
di

di

nobile e

doviziosa

famiglia

(jenova, attesa

vivacit delTintali

procur altri consiIntervenne ai vantaggi. derabili conclavi per le elezioni di s. Pio e Gregorio XIII, e mor in Roma nel 1579, d'anni sessantadue, veTrento, e
gli

V
s.

gcgno, di cui era fornito, fece


;ivnn7amenli
e
dell' altio

nendo
sotto
il

sepolto
al

nella

chiesa

di

nello studio
diritto,

dell'uno

Gregorio

Monte
gli

Celio
fu

dove

che ancor gio~

portico

eretto

un

i3(>

LOM
timque non
tro questo
rit

LOM
siavi

convonieiile avello, colla sua cfTigie


scolpila
leggeri

mancalo chi ablingua conla

marmo, nella cui un magniQco elogio.


in

base

bia ardilo di affilare la

degno cardinale,
,

ve-

GiANGiROLAMO, Cardinale. Giangiiolamo Lomellini pacanto trizio genovese, nipote dal

LOMELLINI

che mantcnnesi costantemente fermo nella retta strada ; e il candore del cuore, l'amoper
si

materno
ria

del

cardinale
e poi

Anton Mai

re del giusto,
di

e la

morigeratezza

Sauli, fatti con successo

suoi

studi in

Roma,
dove
le

proseguiti in
la

Perugia,
in
l'altezza

consegu
leggi,

laurea
avvil

un esemplare e specchialo costume fecero il suo verace e natuTra le altre sue rale carattere.
per, che largamente Io adornarono, fu un'invincibile fortezrimessa punto dalle miza, non
virti

entrambe

non

del suo

spirito
al

ne'sollazzi

giovanili.
prelati, nel

Ascritto

novero
tre

dei

i633

fu

dopo

anni

occupato successivamente da Urbano VII! nelle vice-legazioni di Ferrara, Bologna e Piomagna, indi
fatto

nacce de' potenti, sopra de' quali fece cadere gli atti della giustizia che sopra pi con egiial peso
, i

vili

malfattori.

Dopo

essere
di

inler-

commissario
governatore
egli

generale

del-

venuto

air elezione
nel

Alessandro
cin-

l'esercito

pontifcio, chierico di cadi

VII, mor

1G59 d'anni
si

mera e
portossi

Roma.

Di-

quantadue, come
di
s.

legge nell'iscrinella chiesa

in

questa

carica con

zione onorevole, posta

lode di severit e di giustizia, on-

de la citt si vide bentosto spurgata dai vagabondi e dai malviventi. Innocenzo X, trasferitolo alla
carica
di

ove ebbe tomba, erettagli con splendidi ornamenti dal cardinal Luigi OmoCarlo
al

Corso,

dei suo amicissiuio.

tesoriere generale,

a'

19

LOMENI DE BRIENNE
fano

Ste-

febbraio
prete del
nel

i652
titolo

lo

cre
di

cardinale

Carlo

Cardinale.

Stefano

i655

legalo di

e s. Onofrio, Eologna, dove

Carlo Lomeni de Brienne nacque in Parigi nel 1727 da illustre (amiglia. Studi nel collegio di llarcourt,

con sontuosa
la

magnificenza
Svezia che

accolse

regina di

portavasi
lo

e ceduto
al

il

diiilto
si

di

primoec-

Roma.

Neil'

anno precedente
vescovo di
cui
gli

genitura
clesiastico.

fratello,
tesi

fece

avea
chiesa
sesso,

nominato
[)erc

Todi,
anni di

Dalle

sostenute con
si

di

non prese pos-

franchezza nella Sorbona,


rotio

nolaarri-

volendo compire

parecchie

proposizioni

sua legazione. Nella partenza da Bologna, che govern per sei anni, il popolo esalt alle stelle il di condotta lui merito la savia sua
,

schiate.

Tiitlavolta l'arcivescovo di
gli

Ilouen
vicario;
cizia
JNel

rilasci

lettere di
stretta
d'

indi contrasse
IMorellet
si

gran ami-

e la

memorabile sua
quello

giustizia,

co-

me
avea
la

die

nel

suo

governo

Alembert. R.oma qual conclavista del cardinal de Luynes,

con

1758

port in
in

amalo

l'equit,

conservata

pel conclave

cui fu eletto
pei

Cle-

pace e odiato il vizio; qualit che lo resero sempre severo e inesorabile contro
ni
e
i
i

mente XIII. Attaccato


di

principii
fi-

sua

giovinezza al parlilo de'

ladri,

gli

assassi-

losofi

prepotenti, e perci

degli onesti e virtuosi uomini.

amante Quau-

che prepararono rtmarchiu che sconvolse^e inond di sangue il declinar del secolo XYIII, e do-

LOM
tato Stefano
tl'iiiio
si

LOM
Io definitivo
giosi

1J7
ordini
reli-

spirito brillante,

dato
della

agli

ma
ti'

siipcificiale,

un

al

vescovo

dalla rivoluzione.

La

qualit

Orleans

incaricalo della provvi-

di

membro

giunta era

uu

sione deijenefzi, e

per mezzo suo

gradino per

salire pii alto,


;

ottenne nel 1760 il vescovato di (Jondom, e nel 1763 l'arcivescovato


di

specie di ministero per lui

ed una e quan-

Tolosa.

Fu

riputalo

buon amil

ministratore, e se ne lod

gover-

tunque distruggesse le abbazie, se ne riserv molte per s, altre se ne fece poi ISel conferire. 1766
pubblic
Delfino.

no

sotto l'aspetto temporale. Si

mo-

r orazione

funebie
francese

del

str

generoso

sollecito
arili>se la

pastore
dioce-

In seguito fu eletto
e prese
della
si

memj

quando
si,

l'epizoozia

bro dell'accademia
applic
agli
affari
;

si

ed a Lavignac apri un educan-

mollo

ir,

lei

esse

dato per le donzelle nubili. A lui Tolosa va debitrice della comodit del canale di Caraman, col quale
egli

provincia

di

Lin-

congiunse

la

clie uscisse dalla

citt,

Garonna prima mediante un


ancora
lui
i

guadagn la benevolenza della corte, onde non tard ad essere promosso alla sede arciguadoca
vescovile di Sens, a cui lo nomin Pio \I a^io marzo 1788, siccome diremo. Abile a maneggiarsi in tutti gli avvenimenti, divenne 1' i-

canale cbe conserva

il

nosot-

me

di

liienne.

Per

poveri

trovarono mezzo
to la

di sussistenza,

direzione

delle suore

della

Carit. L'ospedale
litare

eia scuola miefielli

provarono

gli

de' suoi

benetlzi.

La
fu

sua
mista
a

amministrazione
di

spirituale

bene

e di

male

istitu
a'

Tolosa

seminario;

un piccolo novembre 1783


e
ripristin
le

stromento del favore di Vermont che fece dichiarar lettore della regina, il quale ben presto prese un grande ascendente sul suo spirito, ottenendo l'abbassamento di Calonne nemico dell' arcivescovo, e protetto dalla

regina.

Intanto

mille

tenne
egli

il

sinodo,

conferenze ecclesiastiche^ senza che

mai v'intervenisse. Conobbe


di
le

il

modo
di
egli
il

farsi

eleggere

membro
clero,

tutte

adunanze del
pi
inleso a
colltghi in

n)a

bocche celebrarono i suoi talenti. spirito, il suo conversare Il suo franco, il suo gusto per le lettere, nobili e generose, le sue maniere relazioni con amici pronti le sue

parve

moderare
vantaggio

ad
de
di

esaltarlo, celebrit.

gli

diedero una grancitato

zelo de'suoi

Veniva
cui

come
specie

della

religione,

che

a
lui

provocare
molti

un vescovo amministratore,
merito
di

savi regolamenti.

Per

mo-

allora s'incominvirt

nasteri restarono soppressi, cos alcuni ordini religiosi.

ciava a

fare

pi conto delle

L'arcivescovo sa-

necessarie ad

un vescovo.
in

Si

vantarisie-

peva
lo
si

il

segreto del ministero e quelfilosofa


;

va l'ordine che avea introdotto nella

della

stancava

religio-

sua

diocesi,

cui

poco

pili zelanti,
;

per cambiamenti molottene-

deva. In ogni cambiamento di ministero,

tiplicati

ai pili rilassali fece

un

partito
la

numeroso

lo

re grazie ed

impieghi. Alcune adusi

spingeva
alfari.

verso

direzione

degli
gli

nanze del clero

lagnarono della
ita t;d
il

L'adunanza de' notabili


sua

sua condotta e deli' autoi siva che si allogava. In


egli

ecces-

sommiiiislr l'occasione di appagare


la

guisa
crul-

ambizione.

Ivi

fu

uno

prepar iuscusibilinciilc

de'piii

ardenti a lagnarsi delie dis-

i38
sipazioni

LOM
e
degli

LOM
nislero

dare
fu

contro

ed a gril'amministrazione di
abusi,

vedendosi
,

tacciato

di

tli-

spotismo

subito
suoi

retrocesse;
editti,

dopo alcnne esitazioni del re Luigi XVI, a cui personalmente non piaceva l'arcivescovo,
(juesli

Calonne controllore congedato; indi

generale

che

bandon
fo.

ed

il

abparletto

lamento torn

cogli onori del trion-

La

tornata

reale o sia

il

di

giustizia

de'24 novembre
agli
vi
Il

1787,
interes-

fu

dichiarato capo
,

non fu meno funesta


si

del consiglio
fratello

delle finanze
di

e suo
fatto

della corte.

re

rec

due
ci-

conte

Urienne

editti,

co'quali creava 4'*o


e regolava
lo

milioni
stato

venne minislro della guerra. Ci avvenne in principio di maggio 1787. Hench da lungo tempo aspirava egli
al
la

di

prestito,

vile
le

de'protestanti.

La dignit reain

ricev pi di un' offesa


il

tale

ministero,

presto

sessione,
e e
fu

duca d'Orleans protest


i

fece conoscere
la

sua
il

leggerezza,

esiliato;

consiglieri

Fielaii
in

sua

incapacit ed

suo imbata-

Sabbatier
di

furono
stato.
la

messi
Il

una

razzo, laonde
lenti

non

mostr que'

prigione
zata
sui

parlamento
1'

che

si

era creduto possedere.

protest contro
;

registrazione foraccett
loro

Indeciso, pusillanime, flutuava sen-

nondimeno
de'diritti

editto

za proposito,
,

avanzava

senza pru-

protestanti, che

accordava
tutti
le

retrocedeva senza onore, denza metteva in compromesso l'autorit reale con operazioni imprudenti, ed
in tale

l'esercizio
gli

comuni a

altri

sudditi,

e prescriveva

guisa

suscitava
Alle

il

fermento
del-

negli
l'

animi.

discussioni

onde provare la loro morte. 11 giorno 4 gennaio del 1788 il parlamento fece un
formole

da

tenere

adunanza de' notabili, successero


del
la

decreto ardito, per cui fu determi-

(|uelle

parlamento.

magistrati

nato
gello

esiliarlo,

ma
ri

le lettere

di

sug-

chiesero
del
gli

tesoro e

comunicazione de'conti gli stati generali, onde


riscaldarono.
Il

furono

vocale.

Tre

rimo-

animi

si

re ai

6 agosto 1787
giustizia

tenne

un

letto di
editti

pel

registro
della
il

degli

del bollo e
ritoriale;

sovvenzione

ter-

parlamento proteche st il giorno 3, dichiarando gli editti non potrebbero privare 1.1 nazione dei diritti suoi. Quindi magistrati vennella notte del i4 nero esiliali a Troyes Intanto le jdlre corti mostravano il medesi1

ma

l'altra presentafurono che un preludio alla ed al decreto del sessione giorno 3 di maggio, in cui il parlamento ricordava ci che denominava principii fondamentali della monarchia, o piuttosto pretensioni tanto nuove quanto esagerate. Il

stranze,
te,

una dopo

non

fascino de' magistrali divenne

som-

mo,
stati

ma due
in
la

di

essi

furono arre-

palazzo. Li

8 maggio ebSi

be luogo
blicare sei

tornata reale per pubdilFerenti.

mo

spirilo

nelle loro deliberazioni,


lo
di

\e""\

creasi

dappoich circondava
unitosi
il

stesso
fuori.

fermento
Il

le

rono

delle
il

grandi

podesterie, e

27 agosto^
a

parlamento

Troyes, condot-

rinnov
ta

la

domanda

degli slati gela

parlamento ad una camera grande e ad una camera di appello. Venne istituita una corte
lidusse
plenaria, che
nel d seguente

lemli, dichiarando che

ten;

del ministero

tendeva a ridurre
Il

ue subito

la

prima sua

sessione
l'

in

dispolisiuo la monarchia.

mi-

ma

le

proteste

succedettero

una

LOM
all' Jillia,
la

LOM
non
fu
[lii

39

giustizia
,
i

la

corte

il

colm
il

di

grazie, gli doil

amminislrata
pi'oviucie

paihwnenti
quello
li

delle

n delle
per Pio
lui

abbazie, ed

re

chiese

imitarono
la

della
i
i

cappello
a

cardinalizio.

capitale;

nobilt

second,

VI

ripugn
a tale

concedere
la

la

gentiluomini
ministri
,

bretoni

accusarono

porpora
ligione
de.

uomo,
Luigi

di

cui redi
lo-

scoppiarono ammutinamenti in diversi luoghi, l'initamento divenne estremo. In tale stato


agitczione
si

non dava argomenti

Tutfavolta

XYI

insist

nella
di

domanda per un sentimento

di

universale,

l'

arcivefatto
il

generosit, conforme alla bont

scovo
titolo

fece

conferire

di

primo ministro, quasi per supplire mediante un nome impodi

suo carattere, onde il Papa, bench ripugnante, cre l'arcivescodel

vo cardinale

dell'

ordine

de' preti,

nente

pochezza delle sue facolt intellettuali. Frattanto per morte del cardinal di Luynes divenne
alla

nel concistoro de'iS

arcivescovo

di

Sens
il

ed

ottenne
nipote

per

coadiutore

proprio

Pietro Francesco

Marcello de Lopreconizzato
i

meni Pio VI
tibus.

di
a'
1

Brienne,

da

dicembre 1788. Siccome l'arcivescovo dopo il licenziamento dal ministero erasi incamminato per l'Italia, senza l'ecarsi a Roma, si ferm a Nizza. Quivi ricevette la notizia della promozione ed il berrettino cardinalizio dal
coriiere
nacci,
pontificio
il

4 dicembre

788

col titolo
in

Vincenzo Cateregal
di

di arcivescovo di
Il

Traianopoli
i5 luglio

par-

che
luigi

carduinle

giorno
fare

di detto

cento
pel

d'oro,

pi

cinquanta
berretta

anno
siglio,

fece

un decreto
indicati

del con-

per una scattola,


ritorno
:

pi venticinque

con cui,
gli

esso
di

stati

generali
,

prima in pel mese


invit
le

a portare la

cardinalizia.

maggio susseguente
i

Pio VI destin ablegato monsignor Tibeiio Testa Piccolomini, a


tale

corporazioni ed
sentare

particolari a

pre-

elTetto

dichiarato

de' suggerimenti sulla loro

formazione. Tale invito imprudente


altro

non

fece

che suscitare de'niideprogelti, de'


Il

cameriere segreto soprannumerario, che poi mor uditole di rota sotto Pio VII. 11 cardinale non ritorn in Francia che verso
t del
i

merosi

scritti,

siste-

la

me-

mi

delle deliberazioni.

giorno
del

8 agosto, un
consiglio

nuovo
la

decreto

abol
le

corte

plenaria,
podesterie,
gli

mantenendo
li

grandi

occup di pagnre suoi debiti ch'erano considerabili, malgrado numerosi e pingui benefizi che godeva perci
1790, e
si
i ;

ed annunzi di bel nuovo


generali.
Il

sta-

sacrific

una parte

della Isella

bi-

giorno

16

lo

slato
i

blioteca, ch'erasi formata con gran-

del

tesoro obblig a
Il

sospendere

pagamenti.
fendersi

primo
le

ministro ar-

de spesa, della quale biblioteca abbiamo Index libiorwn card, de Lo'


:

civescovo non pot pi a Inngo di-

vieiiiP,

contro

doglianze

clie

ad

prorompevano
carica
si

da ogni

parte; fu
la

ab im-enta typograpliia, iisqiie. i5oo. Senonis 179.'. La costituzione civile del clero, puban.

licenziato a'24 agosto, e cedette

a Kecker.

La

gioia

popolare

manifest nella caiiilale con dile

blicata in queir epoca, potuto avrebbe somministrare al cardinale l'opportunit di risarcire alquanto
la

uicslrazioni
i'nicivescovo.

pi

mortificanti per
di

sua
in

riputazione

ma

egli

si

se-

ijie

consolailo,

palo

tuie occeisiuiie

dai suoi col-

io
qlii,

LOI\I
piesl
il il

LOM
m'-

l(

giuiaineiito,
titolo di

pi

insegne e privilegi amiessi,


so allo scisma.

ed in-

;issuiisc
lei

che

vescovo
se-

terdetto per la parte che avea pre-

tlipartimenlo
il

del

Yonne,
il

Tanto
e

si

legge nel

tondo
\
I

nuovo ordine
ricusando
dell'
gli

livoluzio-

num. 1748
di

del Diario
negli

Ho tua
in

n irio di cose,
ito

vesco-

detto

anno,
nensis

y^rla

metropolitano

Alta Gae-

cnnsislorio

secreto

a SS.

D. N,

onna,

che olFjrto
essendosi

fu dagli

die

26

septeinbris

Kttori di
jillro,

quel dipartimento.

Per
vesco-

presso r Ilulot,

Rescripta

79 SS. D.
1
1

due

nuovi

M
pei'
,:^li

costituzionali

indirizzati

lui

ottenere

1'

istituzione canonica,

N. Pii Papae VI, Venetiis 1799, p. 168 e seg. Si pu ancora vedere nel Bull. Rorn. Condnuatio,
t.

non

volle

condiscendere a tale
Scrisse

IX,

p.

73

e seg.:

nto di scisma.
a'

a
a'

Pio VI

cationis cardinalatus facta

29 novembre 1790, ed

3o del

phano

Carolo

Admissio ahdia Slede Lonienie de


condotta
dai

susseguente gennaio, a line di discolpare la sua rea condotta, scri-

B rienne,
in

et creatio novi cardinali.';

ejus lociim.

Tale
lo

del
fu-

quaresima del 1791 pel medesimo scopo una lettera pastorale. Il Papa col breve de'23
febbraio
Wi
I

vendo nella

Lomeni non
rori

guarent

della

feroce

rivoluzione.
a'

Ar-

restato
I

Sens

29

novembre

gli

diede consigli salutari,

cui
il

la

pubblicazione olfese moltilosofo.

cardinale
il

Prevedenlo

7q3, fu messo nelle prigioni della eitl;, ed in seguito ottenne di rimanere in casa. Alquanto pi
tardi
Mid
tu d

do
l>e [)o,

questi che

Pontefice

avrebil

fu

nuovamente

arrestato,

deposto, volle prevenirne

col-

seguente

scrisse

con lettera de' 26 a Pio V^i, cui


,

marzo
in

che
il

trovato
di

16 febbraio morto nel suo

1794
letto,

rinunzi

non
cuni,

suicidio,
di

come
e

scrissero alpei
cattivi

cardinalato

notificando

pari

ma

paura,
ricevuti

tempo questa risoluzione, mediante una lettera pubblicata da JMontmorin, uno de'ministri del re, per
ovvisanie

trattamenti
di

dai

soldati, e

apoplessia cagionata da

digestione
soldati

per causa

de'

una inmedesimi

ancora

l'infelice

Luigi

che l'aveano obbligato man-

XVI. Tutte queste lettere si leggono nella Storia del clero in tempo della rn'oluzione francese, di liarruel. Il Papa nel concistoro dei -tG settembre 179', come dicemioo altrove, con a[)posita allocuzione,
1.1

essi, mentre non soleva mangiare la sera. Concorse pure alla sua morte la pena presasi per

giare con

la

carcerazione

di
;

molti
in

membri
il

di

sua famiglia

ed

fitti

ni-

pote coadiutore, dal tribunale rivoluzionario di Parigi fu condannato


a

facendo un quadro verace delpubblica condotta


di

questo

11-

morte
Il

li

10 del seguente

magfigli

hjsufo in
ri

abito di prelato, pel giufatto delia costituzione fran-

gio.

conte fratello, due suoi


figlia

mento

la

perirono

nello

stesso

cese,

e perci

uno

de' soli

quattro,

di;'centolto

vescovi

francesi,

che

prestarono
J;cliiar
il

il giuramento civico, lo formalmente decaduto per

tempo. Tale fu la fine di un prelato che la natura avea dotato di spirito, di talenti e di diverse buone qualit.
av(>ie
scella

Fu

per

lui

sventura di
legato

sua ostinazione nello


dignit

spergiuro,
uouie,

una condizione per cui


e
d'essersi

Julia

carduializia,

uu era

tatto,

LON
con uomini,
le

massime

de'

r(iirii

quella della

liva
,

sinistra,

In

pii

dovevano
le.

renderglieli

sospelli.

considerabile

nella

contea

di

LONATI
istanza del
za,

Berxabdino, CaninaBernaidino Lonati di Pavia, ad


cardinale Ascanio Sfora'

Middlessex e
stone
stra,
la
,

l'hundrod di Ossnlquella della riva de-

fu

da Alessandro VI

set-

appena un quarto delprima, nella contea di Surrey


cir

tembre 149 3 creato cardinale diacono di s. Ciriaco, e nel 1496 legato a Intere nella guerra contro gli Orsini ed altri baroni confederati, quali con numeroso esercito volevano marciare a danno di Roma. Contro costoro adunque, ed alla testa delle truppe pontificie, portossi il cardinale accompagnato dai duchi di Gandia e di Lrbino, ed espugn l' Anguillara, Galern, Cassano, Sutri, ed altre terre che erano in loro potere. Essendo iu
i

e r

hundred

di

Brixton.
del

Si

trova a
<\i\

nella

parte sud est legbe

regno

quattordici

dal

mare

nord, e a otfantacinque leghe nordovest da Parigi. La chiesa di san

Paolo

al

Si" 20' 39"

di

latilu'f^"S'-

dine nord, e 2" 25'


tiidine ovest.

4^
il

^'

questo

soggiorno

del

delle due canieie, un vescovo anglicano suffraganeo di Cantorbery. Londra


re,
la

sede

e quella di

si

divide in tre parti:


di

la

citt

di

Londra, quella
il

appresso
palazzo
invol

il

cardinale

ritenuto

nel

apostolico

per

ordine del
la

cipali

borgo di stanno
la la

Weslminsler, ed Soutlnvark. Le due prinsulla

riva

inistra del

Papa, ottenuta
s'

appena

libert

fiume:

citt

di

Londra o semCity, e le sue

all'improvviso

da

Roma
senza

plicemente

Citt,

insieme col cardinale Sforza,


farne motto

dipendenze,
chieri

all'est,
il

sono

il

quartie-

col

Pontefice, n
il

)e mercantile,
e
dei

soggiorno de'bane
special-

con veruu
in

altro.

Mor

cardinale
assedio di

negozianti,

Roma,

ovvero

nell'

mente verso
la

l'estremit orientale,

Bracciano nel i4975 d'anni quarantacinque, e fu sepolto nella


chiesa di santa

sede della

stabilimenti

Maria del Popolo,


s.

incontio la cappella di

Cateri-

timo; la sue dipendenze

maggior parte degli commercio maritcitt di Weslminsler e


del
all'ovest,

rinchiu-

na, in un supeibo mausoleo lavoralo sul gusto antico, colla


statua

dono
re;
le

palazzi reali
corti di

e delle
gli

cameoflici

giustizia,

del cardinale pontificalmente vestito,

de' ministeri, le abitazioni della nobilt,

giacente sopra
leggesi

il

feretro,

sotto

dei

cui

un magnifico

elogio.

pi ricchi negozianti.

gran proprietari, e dei borgo di Il


la

LOlNDRA, LOiSDON, Londinium. Capitale dell'Inghilterra, metropoli del regno unito della Gran Bretagna e della Irlanda, e di tutto r impero Britannico. Secondo alcuni
la

Soubbwark, o
si

parte che
si

trovatal-

sulla

riva destra,
il

chiama

volta soltanto

Borgo,

BoroiigJi,

ove

fiorisce

1'

industria

manifattu-

riera.

citt

la

pi
la

grande,

la

pi commerciante,

pi

ricca

popolata dell'Europa, ed una delle pi opulenti di tutto il mondo.


la

Questa ultima parte sopra un terreno basso ed unito, che sembra essere slato, ad un' epoca remola, o una palude o il letto slesso del Tamigi; ma ci che trovasi
sulla
sinistra

Sta

sul

tortuoso Tamigi

che
:

riva,
il

s'

innalza
il

divide in

due

diseguali

parli

progressivaineute verso

nord;

.\'i

LON
vi si

LOX
una sabbia
con
clic
la

suolo
(Ina

compone
si

di

sua

Ii'pjgeiczza

ed ^loganza.

II

che

vede

mescolarsi

jionle di .Slrand o di

Waterloo, pi
nel-

un'argilla compatta, a
si

misura
le

modernamente
pu
seila

incominciato

va avanzando
(picsle divisioni

verso

alture,

l'anno rSii, e compito nel


essere

1817,

sono annessi nuo villaggi,

considerato
genere.

mci'osi
pieili

sobborghi
di

come
Rni-

de'pii bei lavori che


in
tal

come uno TEuropa posIl

Chelsea, Bromploii,
,

ponte di

ghtsbridge
all'ovest;

Pindico

_,

i'addiiigton

Soulhwark
sono
di

e quello

di

Vauxhall
ponte Eate di

Camden town, vSomiiierstown, Pentonville, Islington, Hoxtoa al nord; Bethnal Green, Ste|)ney, Liinebouse, Poplar all'est; Piotherliilhe, bernioiuisey, Walwortli, NeAvington, Rennington e Lambeth al sud; vi si aggiunge qualche volta Deptford e GreenAvich, al sud-est nella contea di Kent. Gli abitanti per
la

ferro e di

recente cosiniil

zione; pi recente
lersea. Qaelli di
friars
sti

Londra

Black-

sono

pi

frequentati.
le

sette

ponti congiungono

Quedue

sezioni

della citt,
transito,
l'altra

con continuo ed
e comunicano sponda del Ta-

incessante

con l'una e
migi,
di

finine cbe nasce nella contea

differenza degli

usi,

delle costu-

Gloucesler.
il

Gl'inglesi

lo

chia-

manze
nibili a

e della civilt delle

due

di-

mano
mente

re de'fiumi,

ed

effettiva-

verse sponde del Tamigi, sono discer-

lo

per conio

dell' inipor-

primo

aspetto,

come
e
di
di

di gen-

tanza commerciale,
altro corso d'acqua
le

poich

nessun

te di diversa provincia
mestiei'e.

vario

La

linighezza

questa

vede a risalue sue acque tante navi riccamente

due leghe dall'ovest all'est, fra Paddington e Limehouse, e la sua lunghezza dal nord al sud di una lega e un quarto fra Islington e Newington. Il suo
capitale di
circuito, assai irregolare, di undici

cariche;

ma

considerato

semplice-

mente dal lato fisico, non il lamigi che un fiume di quarta giaudezza.

pregiatissima pei

leghe,
acri,

e la superficie
cio

di

i^Sao

molto sana e di lungo corso. Numerosi canali abbreviano la sua navigazione o mettono queL'acqua
n'

viaggi

4581 ^ ectari, de' quali 1,120 sono occupali dal Tamigi,

sto

corsi

Sette ponti stanno sul fiume, e sono osservabili per la lunghezza e solidit; essi congiungono diversi
i

fiume in comunicazione eoi d'acqua e coi mari che ne circondano il bacino, La mirabile facilit di comunicazione, cbe dal settemplice passaggio de' ponti derivava, scompariva
tutto ad

rioni

della
il

citt.

11

ponte
tutti,

di

Lonfu

dra,

pi antico di
pietra

co-

un

tratto ed inlieramente

strutto in

nel

XllI

secolo,
in
Il

svaniva

al di l

dell'ultimo ponte, che


;

nel sito stesso di

un

ponte

le-

quello di
la

Londra

e tutta quelcitt

gno ch'era
dal
petti
ta.
Il

stato abbruciato.

pon-

enorme parte
sinistra

della

che va

te di pietra di

Westminster

fu fatto

sulla

1738

difesi

lySo, avente i parada altissima balaustraponte di Blackfriars, altres'i


al

sponda, dalla magnifica fabbrica della dogana, ai porlentosi docks o bacini delle navi
della

compagnia

dell'

Indie
di

e sulla

in pietra,

fu

eretto

dal

1760

al

destra, dalla strada

1769; decorato
n ciascun

di colonne
si

Joniche

pilastro,

dislingue per

Toolcy al villaggio di Deptford, rimaneva interaiueule sprovvista di comunica-

LON
zioni,
di

LOX
lin-

143

e la genie era obI)ligata a


,

.sotto

del

ponte

onde risalire al buone miglia di Londra, per passare alla

ch nel Isambert
progetto,

Tunnel attuale, ailor1823 il francese ingegnere


Crunel
il

present

il

suo
aca-

sponda opposta.
gli

per (ino dal casecolo


il

quale fu ricevuto,
d'

dere dello scorso


abitanti
di di
le

sentirono

colto con piacere, secondato ed

Londra
lo

bisogno

doltato,
cos\

ad onta

una
pel

intrapresn

un nuovo punto
necessit
locali

di passaggio, e

straordinaria

sotterraneo

disegnaiono
del

passaggio, in

un punto centrale del


il

utilissimo in

quella parte
il

Ta-

Tamigi,

ove

suo letto largo

migi che chiamano o


volta gravi e quasi
ofl'erivansi
gli

Pool. Tutfacostru-

1,100

piedi.

Egli

immagin adun-

insormontabili
alla

que

di

aprire sotterra due gallerie

ostacoli

zione di un ponte in quel

luogo

laonde incominci a fervere nelle menti degli uomini ingegnosi il disegno di tiovar
gl'

contigue, della lunghezza di i5oo palmi e della larghezza di palmi 4o, delle quali una servir dovesse per quelli che andavano, l'altra per
quelli

modi
la

opportuni
citt

che
pei

ritornavano;

allato

aflinch senza privar

deolFii-

esse correr

dovevano
a

spaziosi

ad mar-

innumerevoli vantaggi che


la

ciapiedi

pedoni a destra e pei

vale

navigazione

mediterranea

carrettieri
l'altra

manca

tra

1'

ima e

ne venisse facolt di aprire una via di comunicazione tra le due opposte sponde del fiume. Vari furono
i

galleria

dovevano

esser fatti

disegni ed progetti, e se mancarono talvolta di possibilit, ovvero eccedettero nell'ardimento, tutti


i

comodi passaggi, e tutta l' opera doveva essere costruita in maltoni con cemento idraulico, mentre il
j>erimetro interno di ciascuna
leria

gal-

sarebbe formato da curve peroifrissero


la

pur nondimeno mostrarono l'impronta d'un alto ingegno. Fino dal


179C) fu progettalo un sotterraneo
il fiume, il quale ebbe cominciamenlo verso Gravesend ; ma non appena fu cominciato , che le diilcoll insorte lo

ch
za

massima
esterna.

resistenIl

alla

pressione

sito

scelto fra

passaggio sotto

era

il

Rolherhilhe e solo luogo tra il


e

Wapping
ponte di

Londra
teva

Greenvich nel quale po-

farsi

un passaggio senza nuoche


trovansi

cere ad alcuno de' numerosi stabi-

fecero

riconoscere

per

troppo ar-

limenti

commerciali
le
si

duo
1

quasi impossiijile, per cui fu

disposti su
IS'el

abbandonalo. Altro progetto segui nel 8o4, che da Rolherhilhe proponevasi di andare a Liniehouse;

1824

due rive del fiume. form una societ o


dare
esecuzione a

compagnia per
i

questo progetto, e l'anno seguente


lavori
s'

ma

le

diflcoll

insorte

al

progre-

incominciarono. Essi fu-

dimento dell'opera ne

fecero sospen-

dere l'esecuzione. Nel 1809 un al* tro passaggio fu tentato sotto il

rono dapprima spinti innanzi con gran vigore, ma molte inondazioni


costrinsero a diverse riprese
gli

oi

Tamigi, con
ni,

pii

piccole dimensio-

perai

sospenderle.

Nel

1828
i

ma
si

si

dovette abbandonare l'impii

fondi sociali essendo esauriti,


vori

la-

presa.

Erano
il

di di

venti anni

da
ui^

che

discuteva

costruire
tra

ponte sotto

Tamigi,

Rolher-

furono abbandonali sino al i835, epoca in cui il governo si decise ad anticipare le somme necessarie per portarli
a
fine.

hithe e Limiuouse, un mi^'io al di

L'ulti

t44

LON
inomlazione
i83>.
el)l)e
fjiu'l

LON
liioqo
di
il

mn

G
iniil-

immortale a Isamberl Brunel. Un'erudita d(!scrizione cki diversi


getti

m.'uv.o

Do
1

sino nll'a-

profatte

pcrtiiia
ciilcnte

del

umici nimi allro


ail

delle

tante operazioni
il

venne
i

intcrionipt re
i

pel

ponte sotterraneo sotto


,

Ta-

terioiniente
segtiiiono

lavori,
al

([nali

pio-

migi

principalmente del piano


egli lo

fino

suo
il

perfeziona-

adottato dal celebre Brunel, e dei

mento.

Finalmente
fu

giorno

2"
l'o-

mezzi

co' quali
si

pose

in ese-

marzo i843
stri
,

quello in cui

cuzione,

legge neir Albuii, gior-

pera pi grandiosa

de' tempi noammirabile e gigantesca, il Tunnel del Tainigij venne solenneal

nale letterario di
distribuzioni
nella

Roma,
29
l'

cio nelle

ile

18 del
del

distribuzione
si

i83j, e iH43,
le

mente aperto

pubblico,
fatti

tra
al

gli

ove
sioni

riportano eziandio

inci-

applausi giustamente

beneinglola

rappresentanti

ingresso

del

merito Briinel, che con

tanto

gegno e
ria

felice

riuscita

ebbe

Tunnel da Rotherbithe, colle scale del medesimo, e l'incisione del ponte


istesso

di conce[)irej far eseguire e con-

colle sue

arcate intermedelle strade sot-

durre a termine quest'opera utilissima e meravigliosa grandeniente


,

die di comunicazione. Ivi pure eru-

ditamente

si

palla

non

solo

vantaggiosa
alle

ai

dintorni

terranee degli antichi,

onde ne da-

ma

ancora

adiacenti

contee.

remo un cenno.
Antica pi assai di quel che non crede la escavazione delle stragrandi de sotterranee attraverso fiumi, e per entro il duro Diasso
si
i

All' ingresso

verticale
si

pei pedoni di
[)er

Rotherbithe,

discende prima
di

un vasto pozzo
conferenza.
11

venti metri prodi


cir-

fondo, avendone cinquanta

Tunnel

cost seicendi
ses-

de'

lomila

lire

sterline,

e pi

cipio

monti ; non pare per in prinad alcun comodo o ragioneINell'

santamila sene impiegarono per costruire le

vole uso.

Egitto

furono

fatte

due rampe che


il

servono

far discendere e salire le vetture

sotterranee escavazioni sino da tempi remoti, per averne pietre che supplissero
alla

elle

vogliono traversare
i

e passare sotto
riusc
lici

vascelli.

Il

Tunnel, ponte

mancanza

del

legno

necessario alla
difizi,

costruzione degli e-

38

piedi

largo,

22

pol-

alto;

lungo 600.
sotto
il

L'escavazione

e capaci passaggi attraverso

per cui ne derivarono comodi monti.


i

perci

Tamigi per questa costruzione presenta una sefatta

Le
i

fosse sotterranee aperte

dai

To-

zionale superficie di

BTo

piedi,

che

lomei per la deviazione del Nilo, e provvidi cunicoli opportunamente


per
gli

eguale a sessanta volte l'area della

scavati

usi

della

strategica

via.

Il

parlamento

dell' Inghilg'

egiziana,

grandemente fomentaiono
di
la

terra dichiar, e tutti

ingegneri

quella specie
anzi divenire

lavori e

li

fecero

del

mondo pienamente
difficili

vi

conven-

passione dominante
Nella
piradella
egizi,

nero, essere stata questa una delle

de' principi dell'oriente.

ad immaginarsi pi azzardose ad intraprendersi, e pili malagevole a condursi al desiderato suo line; quindi che eterna fama ne ridonda alla
operazioni pi
,

mide
(juarla

di

Cheops

dinastia

primo re dei monarchi


nell'alto
la

esistente in
assai
la

Gisch

Egitto,
antica,

ftmiosa

come

pi

metropoli deUInghillcrra,

nome

pi grande, e che presenta la maggior elevatezza artificiale che

LOi\
eravi una strada conduceva sino a IVIenfi distante tre leghe da Gisch, per testimonianza di Erodoto primo tra' greci che abbia scritto sulle piramidi e che visit l'Egitto al tempo dei persi 2000, anni avanti

oggi

conosca,

opera, se ne deve

il

felice

concepi-

sotterranea che

mento ed esecuzione all' ingegnere romano cav. Clemente Folchi; opera di cui ti-alteremo
Tivoli i^Vedi). Del
rio del lago

all'articolo

celebre

emissa-

Ges Cristo. JVegli scavi poi fatti nel 1837 e i838 dal colonnello Odoarso Wayse in detta piramide, da lui si rinvenne la memorala
strada,

che

rese

praticabile

lino

Albano, fatto dagli antichi romani, ne parlammo all' articolo Castel Gasdolfo. Ci che forma il porto di Londra, occupa dal ponte di Londia sino al Deptford una lunghezza di circa una lega e mezza, sopra una
larghezza di

ad un determinato punto, corrispondente quasi sino alla linea cenpiramide stessa. E gi aveano medi eseguito lavori forse pi prodigiosi opere pi assai stupende. Basti il rammentare Semiramide, che fece scavare una sotterranea strada per congiungere attraverso l'Eufrate due suoi palazzi, che sulle opposte
trale della

400

5oo

metri

navigli sono disposti ordinariamente

da ciascun

lato del
di

prima

degli egizi

linee
in

trasversali

Tamigi, per cinque o sette;


del

molti luoghi vedonsi a secco, a

marea bassa; in mezzo un grande spazio resta


la

fiume
per

libero

facilit

degli arrivi

e delle par-

tenze. Dei gran bacini, dock'!, stabiliti

a qualche

disianza

dal

Tasono

sponde
cevano.

di

quell'enorme fiume gia-

migi, olirono un asilo perfettamente


essi

Inoltre tal regina apr


il

stiada attraverso

una monte Zareco,


,

sicuro ai numerosi navigli;


sulla

riva
di

sinistra

il

London,

per evitare penoso e lungo viaggio. Sebbene u di tanta celebrit n di tanta arditezza, vanta anche l'Italia
a' giorni

dock cinto
s.
i

superbi
il

magazzini

Katherine's-docks,

New-dock,
East-Ina

West

Indiadocks, e

gli

nostri

l'opera recennel

dia-docks.

Non
poche

si

vedono
strade

Lon-

temente

fatta

e compita

i83

dra
alle

che
;

lunghesso

prima del Tunnel, quali sono le doppie gallerie traforate nella pietra

l'acqua

le

case sono spesso vicine


in altri

rive; ed

punti vedesi
stra-

calcare

del

monte

Catillo

in

piuttosto

una spiaggia che una


le

Tivoli; essa per di una larghezza ed altezza maggiore d'assai del

da lungo no delle
evvi

acque

altrove
e

vi

so-

gradinate,

sopra una

Tunnel

di

Londra, e lunga

assie-

piccola estensione della riva sinistra

me
glio

metri 55o, pi di mezzo


precipitoso e
gonfio,
affine

midi

un

bel terrazzo, innalzato so*

metrico, per introdurvi un fiu-

me

pra archi abbastanza alti per lasciar circolare liberamente le imbarcazioni.


pitale,
si

salvare la citt dalle


quasi certe rovine.
clie

minacciate e

Di quest'opera,
fine, la difficolt

Arrivando in questa carimane da principio coldel-

considerato

il

piti della le

monotona uniformit
della e

la

grandezza, d pure essa

cele-

case,

pesante
della

regolarit

brit al secolo, ed al
tefice

sommo PonGregorio XVI, che la decret e la vide compita in pochi anni; di questa celebrata e stupenda
VOL. xxxix.

delle

piazze,

moltitudine

delle strade, che all'ovest sono belle,

larghe, ornate di superbi

mar-

ciapiedi,

ed

all'est strette,

alquanto

IO

i46

LON
si

LON
contano
vendish, (iolden e
quelle
Russell,
di

sporche e tortuose. Vi

novcmila strade e

vicoli, illuminali

Bedford

Soho all'ovest; Bloomsbm y


,

nel corso della notte

da cinquantane' quali

Tavistock, Brunswick, AJevasta


al

mila fanali a riverbero,


impiegasi
la

cklenbiu'g, Red-Lion, Linculu's-inn,


la pili

mirabile invenzione del


distribuito
in

di

tutte
;

le

piazze

di

gas
vi

artifciosamenle

Londra,
nity e di

canali, che

mediante apposite chiala

nord e quelle di TriWellelose, all'est. In mezle

comunicano
e

luce per tutta


nell'

la

zo a rjuasi tulle

piazze

ewi un
,

citt,

perfino

interno

delle

ameno
una

spazio di zolle verdeggianti,


di

botteghe e delle case,


ze pubbliche sono pi

regolati

da

piantagione

alberi

o un

diversi gazomelri centrali.


di

Le

piaz-

giardino chiuso da
delle

una
i

inferriata

ottanta,

con porte, delle quali


ri

proprieta-

e le case pi di centosessanlamila.

case

circonvicine

hanno

Le
tre,

strade sono lastricate nel mezle

soli la (-biave. Alolti di questi giardi-

zo per

vetture con

larghe
argine

pie-

ni

sono adorni di statue, distinguenfra le

che formano

un

comla-

dosi
di

altre
1,

la

statua equestre
piazza di Grospiazza

patto e solido, un po' convesso on-

Giorgio

sulla
di
;

de

rigettar l'acqua

nei

ruscelli

venor; quella
di

Fox. sulla

terali,

ma

quasi sempi'e coperte di

denso fango, ad onta che si spazzino regolarmente tanto da uomini, che per mezzo d'una macchina indentata appositamente. Si chiamano strade macadainized, da IMac-Adani suo inventore, quelle che sono lastricale con pietre infrante sparse
{issai

Bloomsbiu y Guglielmo III,

quella equestre di
sulla

piazza di Ber11, in

keley, e quella di Carlo

Sohola

square.

Le

case di

Londra sono

maggior parte fabbricate in mattoni, e molto meno alte che quelle


di

Parigi.

Le

loro

porle

vedonsi

generalmente sormontate
stre in

da

fine-

sul suolo naturale,

secondo

il

si-

stema
delle

di

vantaggio di essere
altre.

M. Mac-Adam, hanno il meno rintronanti


Sotto
il

forma di ventaglio, e sono simetricamente situate ad eguale distanza le une dalle altre. Le abitazioni

lastricato

vi

della

nobilt

dei

ricchi

sono grandi canali a volta, chiamali sewers!, che comunicano con ciascuna casa mediante vari condotti, ed alla superficie d'ogni strada per mezzo delle aperture e ferriate che portano al Tamigi le immondizie e le acque inutili. L^n
anmiirabile lavoro
di

negozianti vedonsi eleganti, graziose e

comode; ha

le

pi belle deb-

bonsi citare, Apsley-house,


shire-house,

DevonMarlborough house
,

Northumberla nd- house, Chesterfieldhouse, ed Uxbridge- house. Si contano a Londra pi di cinquecento


ottanta alberghi,
la

tubi sotteril

maggior parte
ri>

ranei conduce nelle case

gas

e
i

buonissimi, e di una politezza

l'acqua di cui abbisognano.

Tra

marchevole; 74'2
calF;

taverne

9,000

passaggi, arcades, si rimarcano per un'elegante architettura Burlington ed il passaggio reale, che portano

204

cantine di birra, e 1,200


atitto.

carrozze d'

La mano d'ole

pera e quasi tutte

derrate sono

a Piccadilly.

Le

piazze

o stjuares

pi considerabili sono quelle di Grosvenor, Portman, Beikeley, s. James, Hanover, Manchester Ca-

a Londra care eccessivamente. Gli edfizi pubblici sono numerosi,


utili

e bene distribuiti,

ma

in

generale poco magutfici. indicando

LON

LON
dalla
di

f47
e cinta da

piincipali,

incomincieipmo
ili

venti

piedi

d'altezza,

citt e

sue

pendenze.

Il

pi bel

trentadue culuniie di ordine corintio.


11

inonumeiito di moderna architettura he possieda l'iiupero britannico senza contraddizione la chiesa


di
s.

cornicione

della

colonnata

sostiene tuia galleria elegante, cinta


le
{\i

una balaustrata,
e finestre;
il

e sulla qua-

Paolo,

che

s'

innalza

nel

appoggiasi un attico

adorno

di

centro della
ta

citt, e

che fu costrutdall'illustre
sul lo-

pilastri

cornicione di

dal

1675

al

17 IO

archiletlo Cristoforo

Wren,

cale d'una chiesa dello stesso

no-

me, distrutta dall'incendio del 1666, e molto pi vasta ancora di quella che si ammira al presente. Questo

d origine alla cusommit della quale evvi un'altra galleria; dal mezzo di quest'ultima s' innalza una lanquesto attico
pola,

presso

la

immenso
pietra di

edifizio

fu fabbricato

in

modello di s. Pietro di Roma. Un doppio porticato decoralo di colonne corintie


e composite, sta sulla facciata dell'

Poillnnd, sul

da colonnate corintie sormontata da un grosso globo vuoto, e da una croce di rame dorato. Questa galleria ricevette il
terna, cinta
e

nome

di

galleria

sonora,

per

la

sua propriet di far sentire il minimo bisbi'lio alla distanza di cento

frontone spazioso
lato della

sormontato da un vi si ascende per gradini in marmo nero; da ciascun


ovest,

ed

facciata

avvi una

torre

pavimento sino alla croce, di io4 metri; una scala di 616 gradini conduce al globo. Vi sono nell'inpiedi. L'altezza dell'edifizio, dal

sormontata da una piccola cupola,


in

terno di questa cattedrale


di

le

statue
e nelle

una

sta

l'orologio, e nell'altra
della
lati

molti personaggi

illustri,
si

la guardia

torre.

Le mura
quali quelli
corin-

vaste sepolture, che


al

prolungano

esterne dei
varie
pili
tio,
fila di

dell'edifizio oflrono

di

sotto,

vedonsi

le

tombe Wren,

di

pilastii, dei

diversi

grandi uomini, e fra

le al-

abbasso sono di ordine


e
quelli
al

tre quella dell'architetto

es-

disopra

d'

ordine
dai

composito. Quella parte della chiesa rivolta verso


lati
l'est,

differisce

sendo riconosciuto questo tempio pel suo capo d'opera. Si rimarca per, che la mancanza di decorazione toglie alla
s

per la sua forma semi-circolae le sue ricche scolture. L'in-

parte

interna

di
i

le

maestosa mole ogni pregio, ed

terno rappresenta
retta
vest,
il

una

croce,

di-

presso a poco dall'est all'o-

lunga
la

i55 metri, e larga 85:


dice lunga palmi
;

pi imparziali protestanti riconoscono il vuoto enorme che produce nel cuore dell' uomo la privazione delle

INibby

710
in-

auguste religiose cerimonie. Tutsi

e larga

4oo

a ciascuna estremit

tavolta

pu considerare come

il

della parte trasversale

evvi

un

gresso formato

da

un

portico se-

micircolare, illuminato da una volta

sostenuta da

sei

colonne

corintie

tempio il pi sontuoso e pi vasto, che la Chiesa protestante abbia finora innalzato. La chiesa di s. Stefano di Walbrook, altro capo d'opera
di

e sormontata da statue rappresentanti gli


apostoli.

AVren,

un

monumento

La

cupola
al

che

s'innalza

maestosamente ed
proporzioni

ardita

con

belle

disopra

pieno di grazia, di eleganza e di leggerezza. Si osservano i campanili delle chiese di s. Michael-Cornbili,

della chiesa^ sopra

un

basamento

di

s.

Brigida, e di

s.

Duo-

i48
stati.

LON
Sono
s.
,

LON
le

pure
di
s.

rimarchevoli
eli

biu'y-comt, che riproduce l'arco di


trionfo di

chiese di
vaiigelista

Martino,

s.

Gio. Edi
s.

Costantino a

Roma,

e la

Giorgio e

Paolo a Co vent- Garden. La torre di Londra, che

servai

un tempo di reale residenza, una riunione confusa di torri


edilzi

eia
e di
iiii

diversi

circondata

da

Rotonda sormontata da una cupola elegante, ove si raduna ciascun giorno una folla di speculatori. Mansion house o il palazzo di lordmaire di Londra, si annuncia mediante un portico maestoso formato

mui.'o e

da una grandissima

fossa

da

alle

colonne

corintie:

l'

in-

piena d'acqua, e divisa dal Tami-

Icrno corrisponde alla magnificenza!


L'edilizio eledi questo ingresso. gante e grandioso della compagnia
(Ielle

mediante una piattaforma guardi setlanluno pezzi di cannone; la toire principale era la torre Bianca, PVhite lower, situata sopra una altura, fu eretta nel 1078 da Guglielmo I il Conquistatore. Vi si stabih una prigione di slato, ed im gran deposilo d'armi bianche e da fuoco; quivi si conservavano numerosi pezzi di antiche armature ed i gioielli della corona. La torre
gi

nita

Indie

orientali,
offre

nella

strada
portico

Leadenhall-street,
della

nel centro

sua

facciata di
sei

un

bel

composto
al

colonne
quali

joniche,
evvi

disopra

delle

uu

frontone che contiene diverse figure

emblematiche: l'interno
l

dell' e-

di tizio

vedere
e
la

in

ogni
;

lato
vi

la
si

grandezza
noscritti

opulenza
e
cinesi

di

Londra

soffr

assai

in

un

incen-

osserva una biblioteca ricca di


indiani
si
,

dio accaduto poclii


e pare che

anni

addietro,

maed un

non sar

ristabilita co-

museo che
teressante
dell' Indie

pu dire
di
:

la

pi inantichit

m'era prima. La descrizione della torre di Londra, prima che si bruciasse,


si

collezione
orientali
le

conservansi

legge

neir

Album

gior-

quivi

gli oggetti,

nale

romano del i84i, a p- 33i e 338. La nuova zecca presso la torre di bella forma. Trinity- house

dacchino di
allri

armi ed il balTippu-Sab, e diversi


vittorie

trofei
,

delle

riportate

neir India
tificiale

un

piccolo edifzio che


la

si

distin-

non che una tigre arche divora un uomo; pres-

gue per
la

elegante semplicit delsi

so

sua architettura; quivi


e dei

stabili

ministrazione

a questo edifizio risiede l'amdell'immensa azien-

l'amminislrazione del pilotaggio del

sud della Gran Bretagna. La banca, la quale non fu terminata che nel i8o4,
al

Tamigi

mari

da, e stanno gl'immensi magazzini prodotti dell' Asia. La borpei

un

vasto rellangolo, isolato da quat;

tro strade

la le

facciala dalla

parte deco;

royal exchnnge, la quale non banca che per una strada, era un bel miscuglio di architettura gotica e romasa,

trovasi divisa dalla

principale e rate da

due

ali

sono

na

le

statue dei sovrani

dell'
il

11-

quarto

una colonnata jonica il lato uon che un gran


l'interno
si

ghillerra

ne

adornano

cortile.

L'antico edifizio della borsa aven-

muro

massiccio;
la

ri-

do

sofferto

molto in un

incendio,
stato

marca per

sua estensione
,

la

pochi anni indietro,


nello sfile

fabco-

variet delle sue costruzioni

imi-

bricato di nuovo dall'architetto Tite

tate da molli antichi monumenti romani si cita V ingresso di Lolh;

greco,

essendosi

minciato nel

1842. L'edifizio della

LOi\
dogana,
l)ile

LON
che
s'

149
innsof court,
Il

Cuslom- house,
il

in-

collegi di giureconsulti,

nalza presso

Tamigi, osservagrandezza e per !a regolarit della sua architetlura due bassirilievi relativi all'inper
la

e ne conservano
za di

il

titolo.

colle-

sua

gio reale dei chirurghi sulla

piaz-

Lincoln's
nel

ini),

e la scuola veoc-

leiiiiaria

Gray's-inn-lane,

dustria ed al

commercio ne ornal'interno

no

la

facciata, e

ha

vasti

cupano fabbricati vasti e comodi. La sala delie vendite all'incanto


delle propriet in Dartliolomeu la-

niagaz/ini, ed

un immena
L'uffizio

sala ric-

camente dorata.
sise,

delle as-

ne,

il

Commercial-hall per

la

ven-

excise office, ha

un fabbrica-

dila delle produzioni coloniali,


j

ed
fos-

grande estensione. 11 palazzo coaiunale, Gtiildliall, ove le corto di

mercati pei grani e


citt.

carbon

sile,

sono pure tanti ornamenti per


di
s.

j>orazioni

di

Londra
generali

si

riuniscono
citt,

la

pegli

alRn'i

della

L'ospedale
zarelli,
si

Luca, pei
la

paz-

un edilzio gotico, adorno di monumenti in onore dei guerrieri e


dei

distingue per

sua esten-

sione e la sua

buona

distribuzione;

celebri

magistrati.

colonna dorica,
to

Una bella chiamata monumensituata sulla

quello del Cristo, destinato alla e-

duoazione e
orfani e dei
sto,

al

mautenimenlo
esterno

degli

di

Londra, e

parte
del

poveri fanciulli, va-

orienlale di

Fish street-hiil, richial'

ma non ha un

nota-

ma

alia

memoria

incendio

bile.

1666, che incominci da questo punto; essa ha 200 piedi di altezza sopra i5 di diametro alla sua base, ed sormontala da una giilleiia, e da un'urna che vomita fiamme: dicesi la colonna pi alta d'Euj;;opa: ha una comoda scala interna che conduce all' ampio balcone
la

Charter-house un altro ospedale per ottanta poveri scolari, che

sono
di

istruiti

in diversi

rami

di slu-

classici,

ed
i

alloggiati in belli ap-

giardini che da esso ; dipendono sono grandi ed ameni. L'ospedale degli esposti, Foundling hospital, di bella forma; in esso

partamenti

non

si

distante

3o
si

piedi

dal-

solto di

ammettono che ma un anno


,

figli

al di

presentati
s.

sommit, ove pur


altri

salisce

diante

gradini.
eretto

Questo
a posta
servigio

memo-

dalle loro madri. L'ospedale


tliolouiCAV,

Bardel

gi

antica

prioria

numento
citt.

fu

spese della

pio

monaco
feriti
s.

L'edilzio della

niente

geni
di

Pvahero, riceve gl'indiper accidente. La scuola


presso
la

ha
fa

di

osservabile, riguardo alla sua


;

Paolo,

cattedrale,

architettura

ma
Lo

il

vi

si

d una gratuita educazione a centocinquanta giovanetti


,

con un ordine ed una prontezza


stabilimento
sotto
il

e possiede

ammirabili.
rario
,

lette-

un

elegante edilzio.
sarti

conosciuto
di

nome

mercanti

La scuola dei un buon collegio

d' Instituzione

Londra, ha un bell'editlzio che contiene una biblioteca, ed una sala di lettura grandissima. L' Inner- Tempie il Middle-Temple, il Lincoln's-inn, ed
,

sostenuto dai mercanti di cui porta trecenil nome, e dove sono allevati
to fanciulli, la

niaggior parte grala

tuitamente.

JNewgate,

pi

ira-

il

Gray's-inn sob pure


abitati

edifzi

os-

poitante prigione di Londra, nel tempo istesso laprigione della contea di IMiddlessex
;

servabili,

da uomini
diritto

di leg;

essa

destinata

ge e da studenti di

sono

ad ogni sorta

di

criminali.

Fleet-

i':o

lon
le

LON
diaeniili
liini-

prison riceve
te

persone condanna-

dalla corte della cancelleria peri

ch non comparse;

illustri, laonde potrebbe chiamarsi il Pantheon inmagnifica cappella di glese. Nella

poeti

dotti

po

il

privilegio
di

esb(;isan(lo

cei

(.i

Kmico
ta
le

VII,

interamente

restaura-

somma,
degli

uscire, e di [)rendeie

in (juesti

ultimi tempi, riposano

alloggi sopra

mia piccola
alla

ei

ceneri di

molti pniicipi del san-

slensione intorno

i)rigione;

limiti di questo spazio sono ci che chiamasi regole della Fleet prison^
riiles

gue reale. Fra le belle cappelle che rinchiude la chiesa si distingue soprattutto quella di Enrico
,

pf

the Flcet-prison. Tali


i

sono
della

VII, ca[)0 d'opera di


tettura.
Lii

gotica archi-

gli

edifizi

pi rin)aiclievo!i

portico della

maggioneltrasfor-

parie meixantile di Londra.


Inoltrandosi verso
si

le magnificenza
l'antica

conduce

all'est

Wcsttuinsler,
la

sala
in

del

capitolo,

deve prima distinguere

bella

mata oggi

gallerie,

ove stanno
corona, e

porta di Tempie-Bar,
il

che
citt,
Il

marca
fra
lo

deposti gli archivi della

limile

delle

due

Strand e Fleet-street.
di

quartiere

Westminster
dovea

cos'i

chiamato
rinchiude,
il

dove conservasi il famoso dooms' day-book o grande catasto dell' Inghilterra, composto da Guglielmo I
il

dall'antica abbazia

che
all'

Conquistatore
la

ha
pi

scuola

di

e che
alla

essa stessa

nome
della

Westminster,
protest;inti
fia

stimata
di

dai

sua posizione

ovest

quelle

Londra,
degli

citt; questa

abbazia, fondata

co-

stabilita
edilizi

in

una

porzione
All'est

me

semplice priorato verso

l'anno

6o4, da Seberto re ile'sai-soni dell'est, fu eretta da Offa nel 785; divenne sotto Guglielmo I il Coiiqnistalore
l'
il

luogo

destinato

al-

incoronazione dei re,


in

e fu costi-

tuita
\'lll,

callcdrale

nello stesso

sotto Enrico tempo che suoi


i

delU chiesa presso il Tamigi, evvi Weslminster-hall, una delle pii vaste sale che non sieno sostenute da colonne ha 80 metri di lunghezza, sopra 2 3 di larghezza e 27 di altezza; il parlamento vi tiene le
dell'abbazia.
;

sue sedute (piando


corte
di

si

costituisce in

dintorni
t;

ricevevano
il

il

titolo di

cit-

giustizia,

e quivi
le re.

hanno
per
Iti

ma

vescovato

fu e

soppresso
la

luogo d'ordinario
incoronazione dei

fste

verso
to

l'anno

j55o,
nel

regina

Le

corti

del

Elisabetta fece di tale

stabilimen-

Banco
le

del

re,

King's-hench,

dello

una

collegiata

i56o.

La

scacchiere, della cancelleria, e del-

chiesa dell'abbazia di Westminster un bell'edihzio gotico;


l'esterno
la fac-

cause

civili,

connnon pleas,
Gli
e
dei
lordi

sie-

dono
lzi

nelle sale contigue.

edidi
vi-

non

niente uniforme,

ma
la

della

camera

ciata dell'ovest

molto

degna

di

quella dei comuni, che stanno


cini

rimarco:

vi

si

ammirano

lesse-

a Westminster-hall, non sono

rezza, la simetria

e la eleganza che

osservabili.

regnano nell'interno; il coro ornato di yn superbo lastricato in mosaico; vi si vedono le tombe


di

Essendo distrutta da un incendio una gran parte delle

fabbriche del parlamento, si sta attualmente fabbricando un nuovo


edifizio dietro
te architetto
s.
i

diversi

re e regine d' Inghilter-

disegni del valenIl

numerosi monumenti in onore di guerrieri, uomini di stato,


ra, e

Barry.

palazzo di
costru-

Jumes, soggiorno

reale,

LON
Enrico Vili nel luogo d'un io ospedale di lebbrosi, composto di molli cdifizi meschini e poco deeia

LON
cli

iSi

nulo propriet della corona, fu residenza di principi e di regine, finnel

1775 venendo assegnato


il

gni

della residenza del re; dal


s.

la-

alla

regina
dal

palazzo

di

Buckindi

lo di

James's-street

non

offre

che

gham
della

parlamento,
indi

questo

ima vecchia

porta

fortificata,

che
dal

Somerset venne consecrato ad uso


nazione,

fu ristorata molte volte con pochis-

Chambers

lo

Simo buon gusto;


lato del

la

facciata

jicostrui con intelligenza e zelo.

La

no

gli

parco s. James, ove stanappartamenti del re, non


eleganza
,

tesoreria

occupa una parte


il

dell'anti-

co palazzo di Whitehall,
del quale, bel

restante

manca
con
le

di

per

la

sua

monumento, conserva
l'

regolarit

contrasta
parli.

singolarmente

ancora questo nome. L'edifizio delle


guardie a cavallo o
uffizio

allre

Carlton-house
case par-

della

era un altro palazzo reale, nel cui


sito s'iiinalzaiono diverse

guerra

all'est

di

una

vasta

piazza

licolari,

formanti una bella piazza,

da parata. L'ammiragliato e la casa dei Hanchelii , Banquelinghonsef

L'antico palazzodiBuckingham-house,

o palazzo della regina, Qiwen's-

iouse,

ci che chiamasi presentemente il Palazzo, Palace, e niendi ragguardevole. te ha Esso


destinalo

ove stanno deposti moltissimi trofei, sono pur degni di essere nomivede ad Union-square nati. Si
piazza dell'Unione,
dico, che
II il

collegio

me-

divenire

il

soggiorno
sede
diviso

ha un bel museo, museo britannico occupa uno


sul

del sovrano.

Somersel-house, vasto

de' pi grandi edifizi costrutto

e
dal

bell'edifizio,

ragguardevole

piano delle
to

Tuileries

dall'architet-

della scienza e dell'arte,

francese Pietro Puget; esso posscientifiche

Tamigi mediante
arcate
la

un superbo
diversti-

siede ricche collezioni

terrazzo che s'innalza sopra


se

e soprattutto
manoscritti;

numerosi
dei
vasti

preziosi

massiccie in
reale

rustico
delle

giardini ne

le:

societ

scienze

dipendono. In Westminster stanno


il

fondata nel i663; l'accademia reale fondata sotto Giorgio III nel

teatro del
il

re

o dell'opera
vasto

italia-

na,

cui

interno

ma-

1765,

quella

degli
al

antiquari

la

gnifico; quelli di

cui origine risale

1572,
e del

vi

tenuffizi

gouo
delia

le

loro

sedute,

gli

esazione generale
dei

bollo,

delle tasse del

mo,

commercio raariltidemani della corona, del

Drury-lane e di le tragedie, commedie, opere, drammi e balli; il Lyceum o l'opera inglese, che serve nello slesso tem-

Coventgarden, di Hay-market, per

sigillo

qualche altro, sono quivi stabiliti, Nt-l 1829 ne fu assegnata una parte per fondarvi il collegio del re. Desso uno de'pi
reale, e

p di teatro francese; il padiglione Olimpico, ed il teatro Adelphi


o Sans Pareil, senza eguale,
le
il

per

melodrammi, ec. ; teatro dell'Ovest, nel Totlenham


pantomime,
i

grandiosi

palazzi

non

solo di

Lon-

courlvoad, ove

gli

attoii

francesi

dra,
tico

ma

di tutta l'Inghilterra. L'an-

danno
bank,
si

delle

lappresentazioni

nel-

venne edificato dal duca di Somerset, protettore del re e del regno nella minore et di Edoardo VI nel i568. Dipoi divepalazzo

l'inverno. La casa penitenziaria a Mill-

innalza presso

un vasto ottagono che si al Tamigi, e dove


moltissimi

fanno lavorare

mal-

i^fd
fattori
li;

LON
colla

LON
lo
l.

speranza di corii'ggercirca

eretto in mattoni,
architettonici

ma

gli

pu contenerne
in
i

1200, e
posGli

oinamenti
pietra.

sono
edifizio,

di
in

sono rinchiusi
li

fabbricati coslrut-

Oltre a
evvi

questo

in

n)odo che

soprastanti

cui

sono alloggiati
militari

336

pensionar!
vasti

sano ad im punto vedere senza essere pi degni


l'ospedale
di esMM'e di
i

centrale .tolto
veti
11 li.

circa,
dini.
I

un recinto e

giar-

e-

didci o stabilimenti di

Sontli-wark
sono:
gli

ricordati

Guy

che

riceve

dove evvi ammalali ed feriti, e un bel gabinetto di anatomia, ed

un
le
i

anfiteatro

pei

corsi

di

anatostorpi,

che vi si ricevono sono invalidi, e devono aver servilo nelle truppe di terra per vent'anni; sono assoggettali ai servizio delle truppe in guarnigione, essendovi pure un gran numero di militari stranieri. Questo stabilimento fondalo
nel
II,

mia, medicina e chimica j l'ospedadi


s.

1682
da

sotto

il

Tommaso,
ed
i

per

gli

regno di

Carlo

terminossi
sir

nel

feriti

poveri ammalati; l'oseralle donne corrette ; Belhlehem pei pazza-

1690:

fu

progettato

Ste-

spedale della Maddalena, che

ve

di

asilo

fano Fox, che contribu alla sua erezione 325,ooo fi-anchi. Nel 1801
si fond a Chelsea un altro stabilimento pel mantenimento e per la educazione dei figli dei soldati.

l'ospedale di
lelli;

l'ospizio

dei sordo-muti;
;

la

scuola dei ciechi indigeni


di

il

teatro
si

Suirey o
della

il

Circo reale, ove


di

Questo
il

circondario

contiene pure
di
VN-'inche-

danno melodrammi
gione
tori e

e balli; la pri-

palazzo dei

vescovi

contea

Surrey,

sler,

ed

il

bellissimo

prezioso
sino

quella del Banco del re, pei debile

giardino

botanico,

che

dal
dei

persone condannale

dalla

1721

appartiene
di

alla

societ

corte del
ti

Banco del

re;

detenu-

farmacisti

Londra.

Greenwicli,

di

questa ultima

prigione,

meil

posta sulla riva destra del

Tamigi

diante fortissime
privilegio di
gli

somme, godono
di

uscire e

prendere

alloggi

intorno alia prigione, in


di

uno spazio
to,
i

tre

miglia di circuici

Deptda cui divisa dal HavensT bourne bella oltre una chiesa, molte scuole di carila, e due osotto di

immediatamente aldi
,

ford,

cui

limili

formano
della

che

chiamavasi
del

regole

prigione

spedali pei poveri, celebre pel suo reale osservatorio astronomico,

Banco

reale, niles

of

the

Kig's-

bendi prison.
INel

wark,
fa
la

Lambeth di Soutlidopo il secolo XII, vi sua dimora l'arcivescovo pripalazzo di


fin

mate

di

Cantorbery. Nel circondasulla

contano il loro pel suo magnifico ospedale per la marina, che rimpiazz un palazzo nel quale re d' Inghilterra facevano qualche volta la loro residenza. Questo og' inglesi

da cui

primo meridiano,

rio di Chelsea,

riva sinistra
il

spedale

imo de'pi

belli

monunei

del Tamigi, situato

bell'ospe-

menti

dell' architellura
:

greca
di

dale dei
jjendenze
ettari.

militari

invalidi
colle

dell'In-

regno
ale o

esso
edifizi

composto
staccali,

quattro
negli

ghilterra, che

occupa

sue didi

posti

una

superficie

venti

angoli

di

un

gran
di
al

quadrato.

La

L' edifizio
in

principale

un

principale facciata
zio bellissimo sta

questo edifiquale
s'inr

gran quadrato,
le

mezzo del qua-

nord, dal lato


il

sta

la

statua in bronzo di Car-

del Tamigi, lunghesso

LON
nalz lina
terrazza
di

LON
860
piedi,

i53

nel quale risiedette per lungo tem]io Enrico VII dove nacquero Enrico Vili, IMnria ed Elisabelta, e vi mori Edoardo VI. Nel i6i3
,

si eresse una scala a doppio mo, che conduce al fiume; da

ralai

punto l'aspetto di quest'ospedale verameule superbo. Una piazza di

fu di
li,

dato

vitalizialmeute
di

ad

270 due

passi
ali

di

larghezza

divide

le

Danimarca, sposa

Anna Giacomo

settentrionali; le altre

due

sono riunite mediante una colonnata lunga ii5 piedi, e formata da

3oo doppie
alberi
citt

colonne.

Un
1'

viale

di

che fondovvi la casa di delizia, l'asilo marittimo ; questo vecchio palazzo essendo quasi rovinoso, Carlo II ne incotninci uno
oggi
di

spazioso, che
e che attraversa

pai le

dalla

ospedale,

nuovo in pietra. Sotto Guglielmo HI e di


Cristoforo

il

regno Maria ,
dal
ser-

divide tutta la parte settentrionale


dalla
sta

sir

Wien
ai

ottenne

meridionale. In mezzo a quepiazza


II,

governo questo
vire
lati.

palazzo,

onde

vasta

sta

la

statua di
di

d' ospizio

marini

amma-

Giorgio

di

un
Si

solo pezzo

marmo
teino
la
la

bianco.

osserva nell'in-

Londra
chiali,

camera del consiglio e cappella. Questo ospedale rin-

ha iiS chiese parroc120 cappelle anglicane, 24


e cappelle pro-

chiese parrocchiali
testanti

chiude quasi tremila marini, e d4oo persone ricevono al di fiiori dei soccorsi

straniere,

pi di

200 cap-

pelle o case di

riimione, meeting-

provenienti dai

sto stabilimento.

una scuola per Riportammo in questo


stabilimenti
wicl
di
cos'i

fondi di queEvvi nell'interno duecento fanciulli,


articolo
gli

houses, pei
i/\.

dissidenti,
giustizia,

6 sinagoghe,
io tribunali

corti di
polizia,
il

di

oltre

Chelsea e

Greendi
lei

nel
di

i3 teatri, magnifico anfiteatro aperto i843, i4 prigioni, 107 case


mercati,
pei

i4

perch

fecero coloro che

carit

vecchi de'

due
le

sessi,

descrissero

Londra. Pei' conto Greenwich aggiungeremo, chea


migi, stanno
vasti

18

istituzioni

per ogni sorta d'in-

digeni,

22

ospedali per

donne

dirimpetto, dall'altra parte del Tai

bacini

delle
poi
il

Indie

occidentali.
di

Si

sepai
ilal

ammalate, stoipie od incinte, circa 3o dispensatoi ove si danno gratuitamente ai poveri lutti medii

parco

Greenwich
edifizio

palazzo,
trasfor-

cinali

tutti

soccorsi
;

di

mediscuo-

allorch questo

tu

cina di cui abbisognano


le

4^

parco appai tiene tuttora alla corona, che sembra avere occupalo il territorio
in

mato

ospedale.

Questo

gratuite,

zioni

hanno delle dotaa perpetuit onde istruire o


che

vestire pi di
altre

4000

fanciulli;

17
e

di

Greenwich
Si

a!

tempo

della

con-

scuole pei

fanciulli

poveri
di

quista.
vi

crede
nel

risiedesse

che Edoardo I iSoo. Nel i433


di

senza parenti;

287 scuole
da
nelle

par-

rocchia

sostenute
e

soscrizioni

Humphrey duca
fabbric
di
il

Gloucester
cinse
il

ri-

volontarie,
vati

quali sono allefcUiciulli.

palazzo,

parco

e vestiti a
tutti

12,000 ha fanno
i

Oiciadi

mura, ed innalz una torre circondata da un fosso, ove sta piesentemente


l'osservatorio fondatovi
II

tre

questi

stabilimenti

scuna
carit,

parrocchia

una

casa

ove

si

lavorare, ed
poveri.

da Carlo

nel

1670.
abbell
il

Edoardo
palazzo,

ove

si

mantengono
detta di

La

IV ingrand ed

societ

Lanca^tro, di cui

1^4
si

LON
rendita a

LON
4O)0oo
franslejana.
blici,

calcola la
aiiiiiii,

Dei liprovevoli
delle

istituti

bi-

chi

inleiamenle dovuta alla


dei
cittadini,

missioni per la pro-

generosit
circa
la

mantiene
insegnano
il

pagazione

del

protestantismo

se

4^

scuole,
la

ove

s*
,

lettura,

scrittura

calcolo.

ne parla agli articoli Bibbia, e l\lissioM. Alcuni fondi sono tenuti


in

Le

scuole della

s'insegna a

domenica, in cui leggere ed a scrivere


di
fanciulli,

riserva

per

gli

nomini

di

let-

tere

e per gli artigiani


societ di

bisognosi.
dotti,

ad un giaii numero sono pure fondazioni


pubblica carit.
te degli

Sono vi trenta
le

fra

dovute

alla

quali
la

si

presenta in primo luoreale,


le

La maggior
alcuni
,

par-

go
le

societ

che

abbraccia

ospedali furono
parlicolaii;

fondati da

lettere e

scienze, e che pos-

generosi
delle
altri
zioiii

hanno
e gli
soscri-

siede

una
di

ricca

biblioteca

ed un
;

rendite

pt^rpetuiln

museo
quari,
la
il

storia
la

naturale
degli
di

venanti-

vengono sostenuti
che
si

da

gono poscia
societ

societ

fanno a

certe epoche.

consiglio

agricoltura,

Si di

calcolano a
franchi
le

venticinque

milioni

somme

che

si

dispenstabili-

delle ai

sano

annualmente per
di

gli

cio;

la

incoraggiamento manifatture e commerti istituzione reale , che ha


per
1'
,

menti
veri.

carit
il

e la tassa dei po-

una

biblioteca

gran numero delle associazioni lilantropiche di questa grande citt, si ricordano la isti-

Fra

laboratorio,

quello

di

ed un ricchissimo ed il cui oggetto propagare le invenzioni

ed
d'

tuzione
societ

caritatevole
degli

Gallese,
bretoni

o
;

la
le

miglioramenti meccanici, e mediante vari corsi insegnare


i

antichi

pubblici, l'applicazione della scien-

due societ pel sostentamento delle vedove e figli de' ministri protestanti;
la

za
la

ai

bisogni

ordinari

della

vita;

societ
e

Liniieana, la
l'Africana,
la

societ

societ

di

marina,

che

siatica

societ filo-

somministra i volontari alla marina reale ; la societ pel manteni-

sofica

della citt, la societ britandi

nica

mineralogia, e

le

societ di

mento
per

la

libert
debiti;
la

dei

detenuti
pel

entomologia,
di

di geologia, di orti-col-

piccioli

societ

tura, di matematiche, di medicina,

miglioramento della condizione del povero ; la societ reale di umanit che porta persone soccorsi alle
i

chiiuigia

di

astronomia.

Si

contano sedici scuole per l'umanit, cinque per la cos\ detta teologia,
tredici
pel
;

aslibsiache
le

od annegate, e dilTonde necessarie istruzioni onde richiaalla

diritto,

dodici

per

la

medicina
sit

marle
tiene

vita;

la

societ

nazio-

una importante univeraperta nel 1828, 1 cui corsi


le

nale della

vaccinazione, che

mani

abbracciano
ra,

lingue, la letteratufisiche

nove stabilimenti in cui fanciulli sono vaccinati gratuita^ mente ; la societ britannica e straniera della Bibbia, che distribuisce Bibbie e nuovi Testamenti
stampati
in

le

scienze

morali

una scuola una scuola


gli

delle arti

e mestieri, ed

pratica d'artiglieria.

Fra

stabilimenti destinati al progresso


belle arti, conviene

delle

nominare
si

lingue diverse; la so-

l'accademia reale di pittura, ove

ciet ecclesiastica dei missionari, che

mantiene le missioni nelle contrade pi lontane, e la societ We-

fanno annualmente esposizioni di quadri, scolture, disegni ed incisioni, e

dove

si

danno

corsi di

pit-

LON
tura, scoi tura,

LON
minster,
il

i55
s.

arcbitetturaj anato;

parco

di

James,
della

at-

mia

prospettiva

la

istituzione

traversalo da

un

bel canale, e che

britannica, destinala alla esposizio-

deve

una gran
ai
;
i

parte
giaidini

sua
regi-

ne ed
gli

alla

vendita dei quadri

de-

bellezza

travagli

del

celebre

artisti

moderni.
pittura

11

locale delle

Le Nostre
na
,

della

sale destinate all'esposizione de'lavori

Quetns-gardtns,

separati dal

novelli

di

scoltura,

posto
nel

nella

piazza di

maggio

settantesima

Trafalgar; 1844 ebbe luogo la sesta esposizione che


L'istituto bri-

parco precedente mediante Buckingham-house; il parco Verde, Gretti'


park, che una
quello di
s.

dur una settimana.


tannico fu
societ
dei
pittori
al

fondato nel

i8o5.

La
di

all'acquarella

utilissima

perfezioiiiunento

questo prezioso

ramo

dell'arte.

La

inferriata divide da James, e ch' abbellito da un ameno specchio d'acqua; giardini di RenHyde-park ed sington ove si trova il magnifico serbatoio d'acqua chiamato iSerpenline-rii'er ; in fine il parco del
i

sociel degli artisti inglesi fa


i

pure

reggente

di

Mary-le

Bone

il

pi lodevoli sforzi
pittura,

pel
,

progresso
arcliiteltu'^ la

pi grande dei passeggi di Londra,


si vede bellamente disegnato, e dove seipeggia una riviera che forma molte piccole isole deliziose. Vi si osserva lo stabilimento Coloiseum^

della

scoltura
JNel

che

ra

ed incisione.

i844

s'^'

tua colossale rappresentante

re-

gnante regina Vittoria, del celebre scultore Hecle, fu posta sulla sommit del portico dell' istituto delle Londra possiede circa belle arti.
cipale delie quali,

ove ammirasi

ril

gigantesco
l

panodi

rama

di

Londra,
al

giardini

Vauxhall

sud-ovest di Soutinvark
di diverti-

cento biblioteche pubbliche, la prinquella del mugiornali


in

sono nell'estate un luogo

seo britannico, ha

mi.

700, 000 volunumero di cincircolazione


le

mento assai frequentato, pagandosi un tenue prezzo. \i sono moltissimi


altri

giardini
la

chiamati
classe
il

lea-

quantacinque, de quali tredici sono


quotidiani, mettono in

gardcns, ove
societ
versi

media
Tulle
in

della

va a prendere
rinfreschi.

the e dile

i3o, 000
magazzini,
t
delle

esemplari;
ec.

riviste,

parrocil

consecrati alle novidella


in

chie possiedono
mileiio.
canitale

vicinanza
di

ci-

scienze,
ec.

letteratura,

La
sue

industria

questa

delle

arti,

sono

numero

di

immensa, giacch Londra

centoquaranta.
coltivata
nella

La

musica e

assai

per

metropoli britanni-

ca
la

il

concerto dell'antica
Ceciliana,

musica,

manifatture tiene il rango pi distinto. Grandi sono di coltellele manifatture di seta,


le

societ
di

ed

un

gran

ria,
(lei

di

orologiaro;
ec.

la

fabl)ricazione
vi

numero

concerti

particolari o

colori,

La

tipografia

per soscrizioni, danno agli amatori di quest' aite moltissime occasioni

prillala

ad

una

gran

perfezione,

ed

giornali

vengono

stampati

onde soddisfarne
I

il

genio.

con
citt
il

una

rapidit

prodigiosa.

Le

giardini

pubblici, che servono

birrerie

sono numerose,

molle

di

passeggio,
del

sono
di

nella

giardini

Tempio, presso
ed intorno
a

Taver-

migi, e quelli
so
\

riray'sinn,

nord

West-

divengono un oggetto di vera curiosit, massime quella detta Whitbread'sbrewery. Le macchine a lavori fini ed apparlevapore,
i

i56
junti
<li

LON
alle

LON
gl'istrumenli
,

arti,
i

come

loro espulsione dal regno nel i5^97.

cionometri sono ed con singolare abilit, e Londra ha la gloria di avere conloro pi alcinio dei tribuito ad
ottica
travagliati
progi'essi.

Dal
stata
stesso

i555
i

la

compagnia
,

Rus'Ja era

formata

verso

negozianti di

il tempo Londra ave-

vano alcuni
I

agenti

alle

Canarie.
al-

brillanti

Una

quantit di
stabilimenti

torbidi

politici

che agitarono

fonderie sono sparse in Soulhvark.


S' inpiega
lUVA
in

lora la Fiandra,

forzarono un gr.in

questi

numero
trada
a

di

famiglie di questa con-

quantit prodigiosa di carbon


:

rifuggirsi
le

fossile

il

za oscni'a

denso Inaio cbe s'innaldi continuo l'atmosfera,


parie
case
;

pollarono seco
industria.
del

loro ricchezze

Nel

1079

Londra, ove ed compagnia '**

superiormente ad una gran citt, ed annerisce le della


Je

emanazioni

malsane

eh' esala-

Levante o della Turchia, e quella di Easlland pel commercio dalla del Baltico, furono stabilite
regina Elisabetta; la medesima ac-

no da ogni parte le fabbriche, rendono il soggiorno del Borgo assai spiacevole. Posta sopra un fiu-

cord nel
della
tali,

1600 compagnia
il

le

prime patenti
Indie orienfor-

delle

me

profondo prossimo al mare, questa citt divenne pel suo


largo e

e sotto

suo regno, che

commercio quasi
inondo.

la

pi florida del

interessante di seguire la
di

progressione

questo

commeicio
la

memorabile nella storia del commercio di Londra, si videro erigersi diverse compagnie di assicurazione, ed una (juanlit di
un'epoca
s

ma

di eui deliiieeremo
storia.

succintamente
al

altre associazioni commerciali. L'accresci

meo io
delle

del

commercio esterno
I,

Conosciuta Londra anche

temver-

fu

rapidissimo sotto Giacomo


colonie che
si

ia

po
so r

di Tacilo,

come
dell'

un emporio
di

grazia

forma-

considerabile, contava

gi

anno

35g

era

cristiana
nel

boo
della

bastimenti
biada.

impiegati
per
,

suo
e

rono neir America settentrionale e Aiitille. La grande imporpelle tanza del porto di Londra, dai
1634,

porto, soltanto

1'

esportazione

pu
alla

essere

valutata

dalla
I

Beda
di

E'ilz-Stephen

contribuzione

navale che
citt;
di
i

Carlo

Guglielmo
dell'esteso
t.

Malmesbury parlano commercio di questa citi

impose

cittadini

rice-

vettero ordine

costruire,

equi-

jXel

i2QiO

njercanti di

Colonia
|l

vi

stabiliiono
fo.ssile

una

fattoria.

car-

J)(jn

dinotato

come

una

delle sue

importazioni, verso l'anno

j24t'-

Alla fine del


dei

XI li
da
i

secolo la
viaggia-

compagnia
tori
1
;

ijegozianti

mantenere durante sei mesi a loro spese un bastimento di qoo tonnellate, un altro di 800, quattro di 5oo. ed uno di 3oo. fanjDSO atto di navigazione, pubJl 65 1, ebbe la influenza blicato nel
paggiare e
1

fu
all'

riconosciuta
e[)ocu
stessa

Edoardo
pri-

pi favorevole

sulla

prosperit

di

mercanti del-

Londra
sta
il

il

commercio

dello zucche-

l'Liansa otleimero pure grandi


vilegi

ro e del
epoca.

cail'

prese vigore a quepeste del


dell'

nella capitale dell'Inghilterra,

La

avevano un deposito chiamato Steelyard; ebbero colla compavi

terribile

incendio

166 5, ed anno se-

guente, aniiientarono in
tutti
gli

un

istante

gnia precedente
j;lie
qut.'i"ele,

delle

gravi e lun-

affari
p.

commerciali;
industria

ma

il

che lermin-uono colla

coraggio

la

degli

ahi-

LON
tanti
tiionfaroi'.o di

LON
queste sciagulioni di
lioni
vigli
lire sterline,

i57
circa

i3o midei

presto questa citt dire, e ben venne pi che prima iissai florida.
Il

di

scudi

Il

numero

na-

fine

<lel

secolo

XVII

fu

segna-

in

di

appartengono al porto 3,000, il cui carico consiste


che
tonnellate,
e l'equi-

lato didla

formazione della compa-

600,000
;

gnia della Baia d'Hudson nel 1670,


di

quella della pesca di Greenland

paggio ascende a 45, 000 marinari la sesta parte di questo tonnellaggio


dei e la quarta del

nel

1693, della banca d'Inghilterra nel i6q4, e nel 1698 di una

numero

marinari

sono

impiegali nel

nuova compagnia delle Indie tali che non tard molto


fondersi con l'antica, sotto
di
il

oriena contitolo

commercio delle Indie orientali. Nel 1701 il porto di Londra possedeva 5oo
compagnia unita
pel

commercio delle Indie orientali ; un altro sesto del tonnellaggio ed terzo degli il equipaggi lo sono nel commercio delle Indie occidentali. Vi sono molti battelli a vapore,
ni
di

che
di

trasportano nei dintor-

bastimenti,
nellate, e
rinari.
si

portanti

82,882
eflelti

ton-

montati
gli

da

10,06? madisastro-

Malgrado

delle intraprese della

compagnia

del

mare
suo

tannica
il

del sud, la metropoli briaveva talmente accresciuto

o che servono ai lungo corso; ne partono quattro volte per settimana per Calais, e per Edimburgo, Hull ed Ostenda, due volte. Il numero dei vascelli che si trovano nel porto e
viaggi

Londra,

commercio,
che
il

verso

1'

anno

nei bacini regolarmente di

di 178,^57 1800 essa impiegcjva al commercio lontano ,8 o bastimenti della portata di 503,676 tonnellate, e al commercio di ca-

1782, 1,417

suo porto

contava

navigli, carichi

1,000 1,200, senza contare circa 5,3oo barche o battelli, e pii di 3,ooo
barchette per passar l'acqua. Stanno giornalmente 1,200 doganieri impiegati sul fiume; 4,000 facchini
caricano e
pili
i

tonnellate.

Nel

scaricano

vascelli,

botaggio
ti

856

bastimenti, stanzan-

di

8,

eoo marinari conducono


e le barchette.

64,586
di

tonnellate. Nel

valore delle importazioni

di

1792 il Lonfranchi,
di
il

battelli

dra era
e
quello

302,291,850
delle
franchi.

La popolazione commerciante di Londra si divide, come in tutte le


altre grandi
citt,

esportazioni

in

venditori

al

368,562,900
valore
ni fu

Nel

1800

minuto ed
titudine di
strade,
za,
la

in negozianti.

La molnele
e

oHiciale
di

delle

importazio-

botteghe disperse
loro
diversit

47'o79)3oo
delle

franchi,
di

ricchez-

quello

esportazioni
il

635,723,o5o
le delle

franchi;

valore rea-

sorpresa

formano sempre un oggetto di per lo straniero. Il com-

importazioni ed esportaziofu
di

ni
di

riunite

1,700
tutto
il

milioni

mercio all'ingrosso si fn quasi esclusivamente nelle vicinanze del Tamigi, ove


gazzini
celli.
si

franchi, cio a dire di circa


di
il

due

stabilirono

vasti
di

macandi

terzi

quello valore

di

regno.

ed
i

un gran numero
mercati pi

Oggi
ed
ca,

delle

esportazioni

Fra
di

forniti

importazioni

giunge

circa

provviste di questa capitale,


quelli
ta
la

sono

1,860 milioni di franchi. La bansecondo calcoli del 1818, aveva in circolazione 28,240 mii

de' bestiami; di

per la vendiLeadenhnll per venditi del burro, polleria, seiSmilhfield

i58
vaggiiime e

LOi\
cmne da
macellaio
;

LON
di fu t
di
;

per anco
il

rivestito di
-29
si

lai
,

dignifiisla

Kewgate per
visione, e di
Il

ogni specie di

prov-

giorno
Michele,

settembre
fu

Billingsgate pel pesce.

s.

questa impor-

consumo di Londra si pu dire immenso, perch in [)r()porzi<)ne al

tante elezione, sempre suggella al-

l'approvazione della corona,


siglio
il

numero
restieri

de' suoi

abit:in(i

dei
vi

fo-

che da ogni parie

ac-

corrono.
il

Ma
la

r oggetto di

consumo

la

li conmunicipale degli scabini ed maiie, rappresent.inli del re nelcitt di Londra, formano la cor-

pi considerabile

senza con-

te

del consiglio municipale, che coil

traddizione

birra, della quale se


sorto,
il

stituisce
citt,

potere
la le

legislativo

della

ne conoscono due
e
Yale.
di

porLer

ne dirige
di

polizia

interna,

Non

vi

meno
degli

quaranta
le

sono in Londra compagnie di


ec.
il

ne amministra
diritto

rendite, ed

nominale

nssicurazione per

g' incendi, la vita

numero d'impieghi;
eletti

ha ii ad un gran due scerifll

uomini,
in

annualit,
principali,

Vi
il

sono due bazzarri


stern-bazar
stabilimenti

Weed
gli

tari,

pure ogni anno dai propriesono iticaricali di nominare i


e di
far

Bond
al

Street,

giurati
zi
;

eseguire
di
si

gujdi-

bazzarro di Soho-square.
utili

Fra commercio
il

ci-

la

hanno il diritto forza armata se


11

richiedere
resiste alla

tar

bisogna

pur

anco

caff

di

loro autorit.

giudice, recorder,

Lloyd, nell'edifizio della borsa ; esso il luogo di riunione dei principali speculatori, il gran mercato delle marittime assicurazioni, ed ha
in
tutte
le

dal

nominato a vita dagli scabini e lord maire; desso il primo uomo di legge della citt, ed ha
passo sopra tutti
gli

il

altri

scabi-

parti

del

mondo
lo

delle

ni

corrispondenze che
in

informano,

che non furono maires. Per divenire elettore bisogna essere memdi

un modo sicuro, di lutto quello che pu interessare il commercio. La citt di Londra divisa in Venticinque quartieri o wards, suddivisi in 2 36 giurisdizioni o prccincts.
I

bro

una

delle

novantuna
stati

corJa

porazioni formate dagli


industria ed
il

che

commercio contano
tlelle

nella citt; cinquanta di queste cor-

porazioni hanno
di

grandi
i

sale

cittadini, freeinen, di

cia-

riunione per trattarvi


e

loro infeste.

scuna giurisdizione, eleggono tutti giorno gli anni nel 1 1 dicembre


,

teressi,

dar dei pranzi e


personaggi
,

I
i

pi

gran

ed anche

di

Tommaso, un membro del consiglio mtmicipale, common conn'


s.

cil;

essi

designano per
scabini

la

carica di

onorano di essere aggregali a qualcuna di queste compagnie fra le pi influenti


principi del sangue,
si
:

lord

maire, lord major,

due
ai

dei
,

venticinque

aldermani

osservano quelle dei mercanti di panni, di pesce e di ferro. Le comsi

alder/nen, che presiedono

wards,
degli

mon
n'
fatta

halls .sono

la
;

riunione
il

delle

e che sono nominali a vita da questi

diverse corporazioni
il

lord maire

stessi

elettori

la

coite
dei

presidente

sulla

domanda
egli

srabini sceglie quello

due candiiilto,
il

da diversi membri,
r autorizzazione
potere
i

accor-

didali che crede


te.

il

pi conveniendi

da

il

d'uso,
al

ma non
posto
tii

per qusta riunione, e quantunque abnecess.u'ia

nominare
sia,

maire, pode-

bia

il

di

convocarla,

non

pi antico scabiuo che non

pu sindacare

suoi atti, u le sue

LON
decisioni.
nietuJJii

LON
quattro
per
il

La
alla

citt

mauda
dei

giorno, segue
polizia

camera

comuni
li

ma. La
la

.59 un nuovo sisteantica non aveva prela

l'assemblea delle corporazioni


iiiiiia,

no-

cisamente truppa alcuna per custodir


citt di
vi

la

loro elezione

ha luogo
suo goverin

Guildhall.

Quanto

al

L'ordine

Londra durante era mantenuto


i

notte.

dagli uo,

no

militare, esso

consiste
,

reggimenti di milizia
cavalleria
leggiera,
il

due uno di composto di voed


vi

mini

chiamati walcJiracn

uomini

della guardia,

quali avevano per

arma un

solo bastone; stavano nei

lontari
di

lord maire
eguali

investito dei go-

loro casotti a circa

200

passi

l'uno

poteri

quelli

distante dall'altro, e dovevano fare

vernatori

delle contee.

ronde frequenti con una lat.lerna

in

Westminster, governata da leggi e costumi dilfeieuti da quelli della citt di Londra, riguardata come una citt distinta, che si compone propriamente parlando delle
parrocchie di
garet;
le altre
s.

mano;

le

loro funzioni consistevano


se
le

John

e di

s.

Mar-

pairocchie sono con-

come distretto. All'articolo Westminster riporteremo concilii


siderate
i

erano mezz' ora i' ora che correva ed il tempo che faceva, e di dare l'allarme con una miracola in caso d' incendio o di qualche disordine queste guardie notturne si facevano ascenneir assicurarsi

porte

ben chiuse,

di

gridare

ogni

dere a

12,000. Niente eguaglia


si

le

ivi

tenuti.
il

Il

principal
di

snagisliato,

sotto
te,

nome

grande intendena
vita

vi

nominato

dal

de-

prendono onde arrestare g incendi ci non ostante si contano sempre annualmente


precauzioni che
;

cano e dal capitolo della collegiata di Westminster ; il magistrato che Tiene dopo il gran bali che nomina i giurati, e si occupa della elezione dei due deputati mandati da questa citt al parlamento evvi inoltre una commissione gene;

in

questa capitale
1

da
fmli
citt

35o
vi

^00

case abbruciate.

sono pur

frequentissimi, anzi, senza contraddizione,

nessuna

rinchiude proporzionalmente

Londra
riuoli;

un tanto
la

Europa come numero di madi

slalistica

del

1821 regiladri

rale di

polizia.

11

borgo di Soulh-

str centoquindicimila
saioli,

o borSi

vvark,

lungo tempo indipendente da Londra, fu riunito alla citt da Edoardo VI sotto il nome di Biidge ward-wilhouti cio
per
quartiere al di l del ponte. Soggetto alla giurisdizione del lord

tremila
citt

manutengoli.

contano nella
uflizi

due

principali

di

polizia, quello di JMansion-

house, presieduto dal lord


e
a
l'altro

maire,
le

di

Guildhall, ove siedono


scabini.
vi

vicenda
di

gli

Per

altre

maire, governato da uno


no,

scabi-

parli
zi,

come gli altri wards, e da un intendente e da un bah eh' nominato dal maire
eccettuare
la
;

sono otto uffidei quali quello di Bow-streel


principale.

Londra

il

Tutti

gli

spettacoli
la

conviene
alla

per

le

botteghe sono chiusi

dome-

parte chiamata Clinkgiuris-

nica,
te

e la polizia veglia severamenquest' uso.

Itheity,

che appai tiene

all'osservanza di
vi

La
a-

dizione del vescovo di Winchester.

mendicit

proibita,

ma
di

si

Southwark manda due


parlamento.

deputati al

sconde sotto l'apparenza


stieri,

mille

piccoli traffichi, mille miserabili

me-

La

polizia, tanto

per la notte che

ed in nessun luogo foise co-

i6o
ine qui

LON
ha dessa piantate
di
pii

LON
prole

vetture, per cui


e

rimangono
vi

mril-

fonde
nei
di

radici.

tratlati

qualche volta

perisco-

La [>opolazione

Londra

che
era

principio del secolo


,

XVI 11

be
gi

674,000 individui si riconobdi 900,000 all'entrare del senel

no molti individui, come avvenne appunto sgraziatamente nell' inverno dell'anno 1829. I dintorni della metropoli britannica sono mollo deliziosi
;

colo XIX.; e

1821

trova vasi

eleganti case

di

campagna
parchi
,

1,274,800 abitanti: cosicch in 120 anni staladdoppiata, e l'aumento di ta 374,800 persone ha avuto luogo
ascendere
nel breve giro di venti

ad

sparse
villaggi
cali,

qua

e l, bellissimi
politi

ameni,

ben fabbridalla

verdeggianti

colline

cui

sommit
sta
citt

scopresi lo insieme di que-

anni. Al pre-

immensa,
gli

colpiscono

da

Londra conti pi di 1,800,000 abitanti, i63,ooodei quali tutti cattolici. Questo vantaggio si attribuisce in ispecial modo alla dotta e benemerita propasente dicesi che
j^azione dell' innesto

ogni lato
di

sguardi.

Una ventina
di

strade superbe, ornate


si

belle

piantagioni,

dirigono

da

questo
in-

punto centrale del commercio


glese,

verso tulle

le

parti

del

re-

vaccino, e ren-

gno.

Numerose

diligenze

strade

sempre pi cara la memoria dell' immortale Jenner, benemerito


de
di

ferrale
pidit

conducono con estrema ranelle diverse contee;


vi

sono

tutto

il

genere

umano.
,

Quan-

moltissime

vetture,

le

quali
di

tunque posta in un'atmosfera gee soggetta a neralmente umida


grandi
variazioni
di

servono che pei

dintorni

non Lon-

calore

di

iVeddo, Londra non un soggiorno malsano. La felice posizione della maggior parte della citt sopra un terreno che sensibilmente s' innalza, il fondo sabbioso su cui iabbricata, le sue ammiiabili grondaie, ed il suo largo fiume che
trascina seco
tutti
gli

dra. 11 New-river, riviera artificiale che fu formala da un gran numero di sorgenti e da una parie della

Lea, e che termina col bacino circolare chiamalo JNew-ri ver head, al

delle

nord della acque

citt,
;

a cui somministra

il

canal navigabile del

Reggente, che cinge Londra

elementi

di

corruzione, contribuiscono singolar-

al nord ed all'est; quello di Paddinglon che si trova all'ovest, e l'altro del Grand-Surrey al sud, servono tutti

mente
sedici
si

alla

robusta salute

de' suoi

uniti

alla

utilit

e alla delizia della

abitanti: nel

182

nove uomini e

capitale.

Londra produsse un gran


illustri nelle scien-

donne erano centenari. Xon pu om mettere di fare un qualche cenno sul singolare fenomeno

numero d'uomini
ze,

della nebbia, pi o
i

meno

densa, che

ed arti, e nella politica. Ci contenteremo di qui nominare Chaucei' Milton, Bacone, Pope,
lettere
,

dintorni nella copre la citt ed pi gran parte dell anno e singolarmente neir inverno. E dessa cos lilla talvolta da cangiare il giorno in notte, ed allora che succedo-

Halley,

Tommaso Moro, Hampden,


,

Tempie Brown e Spencer. Non vanno gli autori d'accordo


l'etimologia del

sul:

no gravissimi
citt

disoi'dini pi-odolti, sul

Londra gli uni lo fanno derivare da due parole celtiche, /fi/i, boschetto, eden,

nome

di

Tamigi, dall'urlo dei


e nei

navigli,

ed

in

citt,

e lo attribuiscono alla

posifo-

contorni,

da quello

dcl-

zione di essa presso la

grande

LON
resta di

LON
altri

i6r
del
se-

Middlessex
derivi da

preten-

e dai danesi nel principio


colo IX.

dono che

due parole bre-

tone, uyriy Iago, e diii^ citt, allu-

Poco dopo Alfredo la fece capitale dell' Inghilterra. Londra


fu inoltre in gran parte distrutta da un incendio anche nel 1077, sotto Guglielmo I il Conquistatore. Ai tempi degl' immediati successori di questo principe, il governo di Londra prese una forma poco differente da quella d'oggid; il titolo di porlrcve, dato in principio al suo primo magistrato, fu cangiato in quello di bailijf, che diede luogo in fine al nome di lord-maggiore, derivato dalla lingua romana. Nel 1090 un terribile uragano rovesci pi di 600 case e molte chiese. Nel secolo XII un nuovo incendio port la desolazione in questa citt, e nel 12 12 tremila persone perirono nelle fiamme. Alla incoronazione di Riccardo I, il popolaccio fece un orribile massacro degli ebrei,

dendo ad una espansione dei Tamigi su questo punto. Checch ne sia, questa citt esisteva al tempo
dei romani, e trova vasi de' trinobanti.

nel
la

paese

Tacito

chiama

Londinium
parla del

Colonia Augusta, e

suo commercio in una vantaggiosa maniera. Nel suo stato


primitivo sembra essere stata difsa al nord da una palude e da

un'immensa foresta, che sino al regno di Enrico II fu celebre per la


selvaggiume
re,

quantit di bestie selvaggie che conteneva

e
;

del

dalla

parte dell'est era limitata da allu-

ove

si

trova oggi
al

la

torre

sud non vi si poteva giungere che pel Tamigi e le paludi della contea di Surrey ; in fine all'ovest era cinta da stagni formanti il ruscello chiamato pre-

da maremme;

e sotto lo stesso re,

Gugliel-

sentemente Fleet-river. Si trovarono nella citt molte antichit ro-

mo
una
nel

Fitz-Osbert

eccit

nella citt

sedizione, che per

non ebbe
,

mane, come medaglie,


saici,
si

urne,

moec.
;

gravi conseguenze.

La fame

che

avanzi

di

fortificazioni

12 58 fece perire, dicesi, venti-

riguarda generalmente come una colonna miliaria la Pietra di Londra, Londonstone, in Cannon-street; molte strade militari partivano da
questo importante punto della Bretagna.

mila persone, una nuova strage deebrei nel 1264, la carestia che regn dal i3i4 al i3i7, la grau peste del i348, desolarono successivamente questa sgraziata citt. Nel i36i il medesimo flagello ricomgli

Appena

romani
le

ritirate eb-

bero dall'isola

loro truppe

nel
esse-

parve di nuovo, e con tanto furore che pi di duemila persone ne

V
re

secolo,

Londra ritorn ad
dei

una

citt

bretoni

fu

tolta

furono

le

vittime

nello

spazio

di

a questi verso l'anno


soni,

4^7

dai sas-

due

giorni.

La

ribellione di

Watt
II,

che
I

la

chiamavano
la

ceas-teTy Lundcn-hcrig, o

LundenLunden-

Tyler, nel

i38i, sotto Riccardo

riemp Londra di uccisioni e rovi-

wic.

bretoni

ripresero nel 49^j

e la conservarono dinante una parte

del secolo seguente.

Nei

tempi
dalla

dell'eptarchia fu capitale del regno

d'Essex, indi quasi


peste del

distrutta

Nel 1450, sotto Enrico VI, Jack-Cade alla testa di una nuova (azione pervenne a rendersene padrone per qualche tempo. Una malattia contagiosa di un maligno sune.

664; eguale
XXTtX.

eccidio pro,

dore,

v pel fuoco negli anni 798 e 801


VOI,.

i485, e la peste del nel i5oo, rapirono una gran parte


1

t6?.
ilella
siin

LON
popolazione.

LON
La
cittii clic

avevnsi incominciato ad illuminare


la

mezzo ad un quartiere generalmendur quatte costrutto in legno


;

notte nel i4'6, fu lastricata nel


del gran

tro
la

giorni

divorando
;

tredicimi-

abitazioni

si

calcol
la

quasi

lien

numero
riforma
dati
,

di

sta-

trecento milioni di franrhi


delle propriet perite
in

perdita

hilimenli religiosi ch'esistevano pri-

tale dolo-

ma
la

della

pretesa

maggior

parie

furono da Enrico
cilli,

rosa
lato

catastrofe;

ma

da
il

un

altro

ebbe

cos

Londra

vantaggio

Vili alla municipalit


i

della

di essere rifabbricata sopra

un piain

poveri e g' inonde soccorrcMe fermi. Londra divenne il teatro di ima quantit di .scene sanguinose .sotto il regno di quel re; ma malgrado i funesti avvenimenti di questa

no regolare, pi

vasta, ed

un

modo

pi solido, nel breve giro di

tre anni.

Bast una

lieve

imposi-

zione sul carbon


nistrare

fossile

sommila

ampi mezzi, con che opeconserv


incendio
del terribile
la

epoca lagiimevole,
sobborghi
la

si

fecero nucitt

rare silfalto prodigio;

merosi miglioramenti nella


suoi
:

memoria

polizia

fu

pi

regolata, tutfoci che poteva

nuosi

colonna appositamente eretta. Una tempesta orribile desol Londra il

cere alla salubrit tu tolto,


strussero nuovi acquedotti,

coal-

a6 novembre 1708, ed occasionb


nella
sola
citt

ed

una

perdita

di

largale furono
ste
,

le

strade.

Una

pe-

cinquanta milioni di franchi.

L'inpel

un terremoto nel nel 1 563 j58o, una peste nel principio del regno di Giacomo !, ed un'altra al principio di quello di Carlo I, vi cagionarono delle grandi stragi Durante la guerra tra lo sfortunato Carlo I ed il parlamento, Londra fu costantemente in potere dei libelli, che la cinsero nel i643 di

verno del 1740


interamente
te

fu osservabile
il

suo estremo rigore:


gelalo.

Tamigi videsi Nel 1780 la una


,

petizione dell'associazione protestanal

parlamento cagion
le

in-

surrezione fra

b.isse

classi

die
cap-

abbruciarono varie prigioni,


pelle e
le

le

caee dei cattolici.


si
il

un
di

bastione di terra, di trincere e


ridotti
;

merose societ che Londra, poco dopo


la

Le nuformarono a

principio del-

che nel 16495 ^ P^'' udire la sua condanna e ricevere la morte sopra vui palco nella strada di Whilehall.
il

re

non

vi lienlr

francese rivoluzione, allue di ot-

tenere una

rappresentanza

guale e pi pura nel

pi eparlamento,
tratti della

Londra era
le

di gi

prodigiosamente

sono uno de' principali storia di questa epoca

esse

furo-

accresciuta in estensione,

malgrado
la pesto

no obbligate ben
si.

tosto di scioglier-

misure

ristrette di

Elisabetta e

L'anniversario dell'anno cinquandi

de' suoi successori,

quando

tesimo del regno


d\

Giorgio

III,
,

i665, conosciuta sotto il nome di gran peste, venne a far perire circa centomila persone. L'anno sedel

fu celebrato con molla

iS

ottobre

pompa il 1809. L'anno i8i4


visita

fu brillante per la

dell'im-

guente, uno dogi' incendi


libili

pi terla sto-

peratore delle

Russie

Alessandro,

di

cui

faccia
il

menzione

del re di Prussia Federico Gugliel-

ria,

scoppi

giorno 2

settembre

mo

IH, ed

altri

principi stranieri,

nella

bottega di un fornaio in

Pudiu

e per la gran festa datasi in

Hyde-

diog-lane presso

Thames

Street,

park all'occasione della pace gene-

LON
rale.

LOi\

165

Nel

1811

l'

incoronazione di

Giorgio IV fu accompagnata da cerimonie di una straordinaria magnificenza. La morte della regina


Carolina, lo stesso anno, fu seguita

damente fiancheggiale di abitazioni. Fra i miglioramenti numerosi


introdotti

all'epoca istessa,
la

conviedelle

ne rimarcare

distruzione

isplendidezza

da qnalche torbido. Egualmente con segu a' 28 giugno

vecchie porte della citt nel 1760; l'ordine pubblicato nel 1762 di
ritirare
le

enormi
alla

insegne

che

a-

i838
te

coronazione della regnanregina \iiloria, la quale tra


la

vanzandosi sino

met

delle stra-

de
ria

le

rendevano oscure,
alla
le
utili

nuoce-

sovrani die ricevette in Londra con


particolari
il

vano
;

libera circolazione dell'adispo'iizioni

distinzioni,

nouiinerenio
Luigi
rice-

del

1768
per
la

regnante
nel!'
al

re de' francesi

pel lastricato, la politezza, l'illumi-

Filippo, che fu solennemente

nazione e r irrigamento,
ze
si

vuto

ordine della Giarrettiera.


si

distribuzione de' posti nelle carroz-

Se
ti

presente

getta

un colpo

d'occhio sugli immensi accrescimen-

che a poco a poco raddoppiarola

In quegli ultimi tempi pure un altro considerabile accrescimento; si formarono le piaznolo.


fece

da

no
il

estensione di

Londra da un
vede subito che
nei quartieri di
s.

ze di INIontague, di Bryanstone, di

secolo e

mezzo,

si

Euston,

di

Meckleuburghj ed

il

Bur-

quartiere di Sevendiais fu eretto


1

ton-Crescent.
dra,

nel

689, mentre
6
di

Spital-feids

Giies

vede-

La religione dominante in Loncome meglio notammo all'arti;

vansi

innalzare

moltissime
fu

fatture.
la

Sohosquare

maniformato alsi

colo Inghilterra, la calvinista anglicana


ci,

vi

sono moltissimi

cattoli-

fine del

XVII

secolo; nella prico-

alcune migliaia di ebrei, e molti

ma

met del secolo XVllI

religionari,
ri,

come

metodisti,

quaqueri-

struirono Hanover-square, e diverse

ec.

11

vescovato di Londra as-

che da Leicester-square estendevano verso il nord, sino


strade
s.

si

sai

antico; alcuni autori

fanno

a
si-

salire la sua

istituzione fino

al II

Miulin's-lane,
a

e verso l'ovest

olii
vincia

secolo,

e che divenisse

anche

no

Hiivmaiket. Nell'ultima met


gli

arcivescovato e prototrono della prodi

dello slesso secolo


della
citt

accrescimenti

Cantoibeiy,

ritornandd

est, fia

ebbero luogo, al nordGoodman's-fieids e Stepney,


strada
fra

sede vescovile nel secolo VI

oVlL

fra

la

di

Whi tedia pel

e
;

Lingard nel HI secolo nomina Restituto di Londra con giurisdizione


sulla provincia

Shadwell, e al sudest,
iiington
;

Hackney e Mile-end fra Deptford e Rendi

Flavia.

Quattordici

ed

Lanibelh Weslminster e di all' ovest, fra I' HydeBlackfriars park-corner e Chclsea, e a Paddington ; ma verso il nord principalmente le costruzioni si sono conal sud-ovest, fra
i

porti

furono gli arcivescovi che occuparono la sede di Londra, dei quali conoscono i nomi, ma non le esi

poche l'ultimo di Teone, che fugg


:

essi

fu

Teane
nel

cogl' inglesi

paese di Galles

neh'

anno

586 6

587.
alla

siderabilmente estese:

le

piazze di

Portman, Manchester, Fitzroy, Bedford Bloomsbuiy, Russell, Tavislock. e Brunswick si videro rapi,

Papa s. Gregorio I mise d' una seconda colonia di missionari, che mandava a s. AgoIl

testa

stino apostolo
IMellito

dell' Inghilterra

s.

monaco

italiano

nel

60 1.

i64
Egli fu
il

LON
primo vescovo
s.

LON
di

Lonil

mo

sapientissimo
il

talch

veniva
s.

dra, ossia de' sassoni orientali, con-

sacrato da

Agostino

battezz

chiamato Bernardo

dottore
scrisse

universale;

gli

molte

lettere.

ve Seberto con una gran parte dei


uoi sudditi, e col soccorso delle
beralit di quel principe, nel
li-

6o4

gett
s.

le

fondamenta

della chiesa di

Paolo, distrutta poi nel fatale in-

cendio del
di
s.

1666, e del monastero Pietro a Thorney, il quale


IN'el
il nome di 6oq questo mo-

oggid conosciuto sotto

Pioberto di Sigille monaco di Redding o Reading, ovvero come altri vogliono arcidiacono di Londra, eletto vescovo nel i i4o, govern la sua chiesa per dieci aimi s. Bernardo nella lettela che scrisse al Pontefice Innocenzo II in di lui favore, lo chiama suo vecchio amico, suo
:

Westminster.
ro, e poi

fedele

servo,

suo

figlio

divoto.

nasleio fu riedificato dnl

re
ili

da

s.

Edoardo

Edgail Contom.

Guglielmo di s. Maria, canonico di s. Paolo e segretario del re Riccardo


I,

fessortj

il

Sainelli, Leti. eccl.

consecrato vescovo in giuI

VJII, pag. 66, riporta

la descrizio-

gno

del
;

199, rinunzi nel gennaio

ne

della

prodigiosa

consecrazione

i?.2i

fu

uno

de' prelati,

quali

fatta della chiesa contigua al

mo-

nastero di
lo
stesso

s.

Pietro, per opera deldegli


apostoli.

principe

Dugdale
della

sostiene nella sua Istoria

cattedrale

di

Londra,
porge

che
so-

questa chiesa

era

originariamente

un tempio

di

Diana, e

lidissime prove della sua opinione.

scomunicarono il re Giovanni , e che misero in interdetto tutto il regno d'Inghilterra per ordine del sommo Pontefice. Riccardo Clifford pass dalla chiesa di Worcester a quella di Londra nell'ottobre i4o7 e moli nell'agosto 142 i: assistette al concilio di Costanza, dove pronunzi

Lo
il

stesso scrittore esprime al vivo suo rincrescimento per la distiuzione della magnifica chiesa catte-

un
l'

discorso latino alla presenza del-

drale di

s.

Paolo,

la

quale era la
sci-

imperatore Sigismondo e dei cardinali. Il concilio medesimo avendo ordinato che si aggiungessero
trenta elettori
fu di
ai cardinali,

gloria della nazione inglese; e descrive con forza


il

Clifford

furore degli
i

quel
il

numeio,
al

diede

pel

smatici,

quali distrussero
tanti
le

monue ne
dalla

primo

voto

cardinal Colonna

menti

di

nomini
vescovi

illustri,

trassero

ossa
i

e le ceneri

che fu Papa Martino V. Edmondo Bonner dottoie d'Oxford fu consacrato in aprile

tomba. Tra sono celebri


s.

di Londra Ceddo del 654 ^ Erkonwaldo del 675 s. Ceddo


s.
>
:

i54o; venne caci

ciato in prigione nel

549j a cafegli

gione del suo attaccamento alla

o Cealdo

anche dotto e fece fabbricare il monastero di Lestinghen. Erkonwaldo o Erchenvaldo


fu
,

de

cattolica.
il

La

regina

Maria

restitu

vescovato colla

libert,

era

figlio

di

O/Ta re de' sassoni onel

rienlali,

mor

685

consum
in pie fon-

tutto

il

suo patrimonio

dopo quattro anni di detenzione; ma appena Elisabetta mont sul trono, lo fece nuovamente porre in prigione, dove mor nel settembre
1569. All'articolo Inghilterra, vi sono molte notizie riguardanti la citt Londra , principalmente di quelle che riguardano i cattolici

dazioni di

monasteri. Gilberto

ca-

nonico di Lione, conseciato vesco-

vo

di

Londra

nel

128, mor nel


era
uo-

n33, andando

Roma;

tON
ed
il

LON
di

165
arcivescovi,
abbati,

vicarialo apostolico
Il

Lon-

offertigli

dal re

questa donazione
e
s.

dra.

vicario

apostolico

rattere vescovile risiede in

con caLondra,

fu sottoscritta

da

quattro vescovi
de' quali era di

due due

uno
Il

ove hanno cappelle anche i cattofrancese, lici delle nazioni bavara,


sarda, spagnuola, tedesca, ec.

Dunstano.
di

re

Edredo
nazione
Angl.
\.

fece

una considerabile doCroyland.

all'abbazia

Concila di Londra.

11

sesto nel
di

monastero

primo fu tenuto nel 6o5 da Agostino arcivescovo di Cantorbery, nel quale furono dichiarati
Il
s.

confermati

971 sui privilegi del Glaston, che fuiongli dal re Edgaro. Reg.
;

XXV
Angl.
Il

Labb IX

Arduino VI

I.

nulli

grado

matrimoni contratti nel terzo di parentela, o con donzelle consecrate a Dio col voto di veri

ginit.

Mansi, Suppl. ai concilii del

io65 in presenza Edoardo III, che accord una piena immunit al monastero di Westminster presso Londra. Quesettimo nel
di
s.

t. I, col. 4^2. secondo concilio nel 712 o 7i3j il re Ina vi fece pubblicare delle ordinazioni per la pace, e

p.

Labb

sta

concessione

fu

sottoscritta dal

Il

re,

dalla regina,

da due arcive-

scovi,

da
li

dieci vescovi,

abbati

28

e da cinque dicembre 1066, co-

matrimoni fra i bretoni, gli ed i sassoni. Alcuni autori parlano di un altro concilio tenuto nel medesimo tempo a Lonpei
scozzesi

minciando l'anno a Diz. de concilii.

Natale.

Pagi,

L'ottavo nel 1070 per ristabilire nelle citt le sedi vescovili, Labb

dra,

nel quale
il

fu approvato l'uso

IX

ed

cul'to

delle

sacre

immagini;

Il

Arduino VI. nono nel 1075,


di
di

concilio

ma
to

quest'uso era stato gi ricevucolla fede fino


s.

nazionale
di

tutta
s.

l'

Inghilterra,

dal

tempo

del-

nella chiesa

Paolo, per cura

l'apostolo
e

Agostino: di pi Beda

Lanfranco arcivescovo di

Can-

tutti gli altri scrittori antichi

non

torbery.

Tommaso
assistette

arcivescovo di

fanno menzione alcuna di questo concilio; quindi avvi tutta l'apparenza che sia esso supposto. Reg.

York
scovi

vi

con

undici ve-

d'Inghilterra e con quello di

XVII; Labb VII; Arduino IV;


Angl.
11

L
terzo fu

neir833

in

presenza

Coutances, oltre quattro abbati. Furono fatti in questo concilio alcuni canoni sulla disciplina, e l' arcivescovo di Cantorbery venne dichiarato primate di quello di York. Rinnovati gli antichi canoni in-

di

Egberlo re

de' sassoni

occidendei

tali,

e di Utiaco re di
alle

Mercia, re-

lativamente

depredazioni

torno

al

rango dei vescovi


le

vi

si

danesi, e sull'abbazia di Croyland.

proibirono
nazioni,
i

superstizioni,

le
I;

divi-

Reg.

XXI;
L
quarto

Labbe VII; Arduino


nel

sortilegi.

Angl.

t.

Diz.

IV; Angl.
11

dei concila.

944?

sulla
I.

disci-

Il

decimo

fu nel

1078:

in esso

plina ecclesiastica. Angl.


Il

vennero
te

stabiliti dei

vescovi in mol-

Turchetello

quinto agli 8 settembre 948. vi fu eletto abbate,


ricusato

citt. Labb X; Arduino VI. L'undecimo nel 1102 di tutta


il

dopo aver

due vescovati

l'Inghilterra, sotto

pontificato di

i66
Pasquale
tro.
li,

LON
nella chiesa d
s. s.

LON
PieIl

decimoquarto nel l'og a ca-

Fu

presieduto da

Anselmo
e
dodici
fecero

arcivescovo di Cantorbery, assisten-

cagione di Tommaso eletto vescovo di York, che s. Anselmo arcivescovo


di

dovi

quello

di

York

Cantorbeiy ricusava di

vescovi dlnghilterni, die vi

dodici canoni di

disciplina.
si

condann
Sei

la

simonia, e

Vi si deposero
di absi

se non promctlevagli obbedienza come a suo primate. Reg. XXVIl; Labb X; Arduino

coiisecrare

abbati che ne furono convinti.


fatto

VI; Angl.
Il

I.

Fu

divieto
al

a' vescovi

bigliarsi

modo

de' laici;
di

coabiti
il

mand
di

a' chierici

portare
si

uno
;

stesso colore;

rinnov
nulle
fatte

decimoquinto concilio fu adunato nel iial, da Giovanni da Crema, con due arcivescovi, venti vescovi, e quaranta abbati circa
:

decreto della
siastici
si

continenza agli ecclele

trattossi

della riforma
letta
II,

de' costumi,
del

dichiararono

vi

fu

una bolla

PonteIvi.

promesse

di
;

mntrimonio
e
si

sen-

fice

Onorio

che accordava molti

za testimoni

fecero
ci

diversi
i

privilegi all'arcivescovo di
Il

York.

regolamenti, de' quali

restano

sommari
1
;

di
(le

ventinove
concila.

articoli.

Angl.

decimosesto nel 11 27, da Guglielmo arcivescovo di Cantorbery:


furonvi rinnovati molti

Diz.
Il

regolamen,

duodecimo
i

concilio nel

1107
rice-

in agosto. In esso vi

vennero
le

precedente concilio e ne vennero aggiunti altri contro la


ti

del

vuti
coi

decreti del concilio di


si

Roma,
investi-

pluralit de' benefzi,

sulla restituIvi.
i

quali

abolivano

zione delle decime, ec.


Il

ture delle dignit ecclesiastiche, che era divenuto in costume, riprovato


dalla

decimosettimo
I

nel

129 nel

primo agosto.
ritto
ti,

vescovi furono insi

Chiesa

di

ricevere

da
al

gannati dal re, che


di

mani Vi si
re
s.

laiche

colla croce e l'anello.


gli

punire

preti

arrog il diincontinen-

accordarono
il

omaggi

e ne ritrasse molti denari senza

come

Papa
scrisse

lo

Anselmo

permetteva, e a Pasquale l il
i

correggerli.
Il

Pagi.

decimotlavo nel

1182 per
I.

la

decretato, rilevandogli
si

servigi

re-

pace della Chiesa. Angl.


Il

alla Chiesa in da Roberto conte

questa occasione
di

decimonono
dei
stato,
in

nel

11 36, in cui

XXVI;
Angl.
I.

Labb X;

Meulan. Reg. Arduino Vi ;

trattossi

bisogni della Chiesa e

dello

presenza
11

del

re

Stefano. Pagi.
11

Il decimoferzo nel 1108 a' 24 maggio. Vi si fecero dieci canoni, che presciivono tra le altre cose, che sacerdoti che non hanno osi

ventesimo nel
l,

38

sotto

il

Papa Innocenzo

fu

tenuto

li

i3 dicembre da Alberico cardinale vescovo d'Ostia, legato delia santa

servato

il

divieto del

concilio

di

Sede
bati

in

Inghilterra

assistito

da
ab-

Londra
le loro

del

1102,
la

cora celebrare

vogliono anmessa, lascieranno


se

dieciotto

vescovi

e da trenta
quali

circa,

e vi furono
i

pubblicali

donne, e non potranno pi parlare con esse, se non fuori delle

diecisette canoni,

per

la

maggior

parte,

non sono, che una


della

loro case, e in presenza di

due
con-

ripetizione dei canoni sulla discipli-

testimoni.
cila.

Angl.

I;

Diz.

dei

na, sui costumi, sui bisogni

Chiesa

ec.

gi ordinati nei prece-

LOrs
denti concilii.

lON
lora l'uso pi

167
di

servare
di elfo

il

Vi si proib di conCorpo de! Signore pi


JN'on

giorni. "

sar

portapredi

to agrinfermi, se
te o

non da un
in

da un diacono ; necessit potr essere

caso

portato da

ogni altra persona, ma con grandissima riverenza." Reg. XXVII ;

non prendere che la specie del pane ; non si consacrer se non in un calice d'oro o d'argento e non di stagno. Reg. XXVII; Labb X; Arduino VI. Il ventesimonono concilio di Londra ossia di Westminsler nel 1176

comune era

Labb X; Arduino \; Angl. I. Il ventesimo primo nel ti4i.


Angl.
Jl
J.

ventesimosecondo
le

nel

i43,

o II 77. Riccardo arcivescovo di Cantorbery vi presiedette ; traltossi del modo d terminare la guerra e le dissensioni tra Alfonso Vili
re di
Castgla e Sanco

contro
siastici,

violenze
le

fatte agli eccle-

VI

re di

e contro

usurpazioni dei

beni d chiesa.
Il

Ivi.

ventesimoterzo nel
Ivi,

iioi

sulla

disciplina.

Il ventesimoquarto nel ii54t furono rinnovate diverse leggi d'In-

Navarra. Enrico II re d'Inghilterra ne fu stabilito arbitro. Labb X; Arduino VI; Angl. I. nel i iH5, relatiIl trentesimo vamente alla crociata ; fu permesso
a
di
s

tutti

sudditi ecclesiastici o

laici

gliillorra,

tanto ecclesiastiche
Ivi.

che

farsi

crociati;

ma

venne

altre-

politiche.
11

stabilito

essere pivi saggia e con-

ventesimoquinto nel 1162: Tommaso Becket os*ia s. Tommaso venne eletto arcivescovo di Cantorbery.
Il

veniente

cosa
il

bandonasse
se a

che il re non absudditi regno ed


i

per portarsi in oriente;


difendere
la

ma
e

restas-

Ivi.

questi

quello, e

ventesimosesto nel
i

1166:

in

non esporre
Il

esso

vescovi d' Inghilterra

appelnel

Irentesimoprimo

sua persona. Pagi. fu tenuto

laronsi al

sommo
e
di

Pontefice per la
le

1191

per

un arcivescovo

di

legazione

per

sentenze

di

Tommaso
Coicil.
Il
t.

in Francia dal

Cantorbery rifugiato mese di ottobre 1 1 64p.

Cantorbery. Ivi. trentesimosecondo Il


nel
sler.

si

tenne

1200

nel palazzo di

Westmin-

X,

447nel

ventesimoseltimo
I.

1170.

Angl.
Il

Uberto arcivescovo di Cantorbery e primate d'Inghilterra vi presiedette, e fu pubblicato un decreto in


la

ventesimoltavo
vi presiedette

nel
di

11

75

ai

quattro

articoli
dall'

tolti

per

19 bery

maggio. Riccardo

Cantor-

maggior parte
eli

ultimo con-

come

legato del

cilio

Laterano.

Reg.

XXVllI;
luogo
I.

Papa
Vi
ti
si

primate della santa Sede.


parte
altri

Labb X; Arduino VI.


11

fecero diecinove canoni, trat-

trentesimoterzo

ebbe

la

maggior
;

dagli

antichi

nel

1202
Il

sulla disciplina.

Angl.

concli!

tra

gli

che

monaci
il

Irenlesimoquarto nel

1207:

chierici

fico, e

che

non faranno alcun traflaici non terranno


i

re Giovanni, ritornato d' oltre mare, domand al clero riunito d

ad

aflitto benefizi.

Non
col

si

dar l'Eupretesto di

accordargli una
benefzi

somma

sui

lro

caristia

temprata
la

rendere
pleta
;

il

comunione pi comche prova che Ha d' ab

o sulle loro rendite, ma non venne esaudito. Mansi, Suppl.


t.

II;

Angl.

I.

i68
Il

LON
tretitesimoqunto
I.

LON
nel

ilio.

Angl.
11

trentesimosesto nel

12 i3: Stevi

fano arcivescovo di Cantorbery


presiedette, e vi
di
far cessare
le
si

prime tempora. Il vicario dee rinunziare ad ogni altro benefizio curato, e promettere con giuramento di risiedere nella sua cura.
Proibizione
sulla
di

tratt

il

modo
tra
lu

dare

un
della

benefizio

discordie

voce

incerta

morte

o
il

Chiesa e lo stalo. Angl. I. trentesimosettimo del Il


nel quale
solto
il

della
1*2

rinunzia

del titolare;

ma

14}
as-

collatore

re Giovanni

venne

da Nicola vescovo di Tuscod'Innocenzo 111. Reg. XXYIII; Labbc XI: Arduino VI. 11 trentesimotlavo nel 129.5, ove fu convenuto pagare un sussidio al re Giovanni, laonde tutti gli eclo

legato

deve aspettare di esserpienamente informato ; altrimenti il nuovo titolato, intruso sotto questo pretesto, sar condanne
nato
alla

restituzione

de' frutti,
deli'

ai

danni
,

ed

interessi

assendiritto
:

te

sospeso
uflzio

di

pieno

da ogni

e benefizio

una

clesiastici

MI

si

obbligarono,
cistcrciensi

eccet-

simil pena minacciata a chi s'im-

tuati

religiosi
i

e pregli

padronisce
cifico

di

propria autorit del

monstratensi,
dalieri

templari e

speto-

benefizio di cui
possesso.

up

altro io paalla
resiil

di san Giovanni.

Mansi

Quanto

mo
Il

II.

denza
concilio
gli

pluralit

de' benefizi,

trentesimonono nel 1226 sotto Enrico III, i di cui atti sono perduti.
Il

prescrive la esecuzione de-

antichi

canoni

particolar-

Ivi.

mente dell'ultimo
uense,

concilio
altres
i

Laleradecreti
la

quarantesimo concilio di Londra si tenne nel 1287, a'iq, 21 e

Ptinnova
i

contro

chierici
ai

concubinari, e

22 novembre,

fu presieduto

da
ar-

proibizione
loro
padri.
la

figliuoli,

anche

le-

Ottone cardinale diacono e legato


della santa Sede, assistito dagli

gittimi, di succedere ai

benefizi dei

Gli altri

decreti

ris-

civescovi di Cantorbery e di
vi
si

York;
il

guardano
stica,

giurisdizione ecclesiaallora
di

esamin

la

contesa intorno la
arcivescovi, e

eh' era

una prodi-

precedenza de'due

giosa
giudici
le

estensione,
il

cio la scelta dei

legato decise pel primo,

come
Si

pri-

giuramento degli avvocati,


dei

mate

dell' Inghilterra.

fecero

costituzioni

procuratori, ec.
;

trentuno canoni sulla disciplina, sulle formalit de'giudizi, sulle condizioni


tici

Labbe' XI; Arduino


11

che dovevano rendere autenalti giudiziari,

gli

in

nome

del

Angl. L VII quarantesimoprimo si tenne nel 1238: il legato apostolico cardinal Ottone, avendo interdetto la
citt

solo legato che vi parl con gran-

di

Oxford,

chiusa

1'

uni-

de autorit
voli.
i

ecco

pivi

rimarcheaffitto

versit

per esservi
gli

stato insultato,
al

Proibizione di dare in
gli

domand
di

soddisfazione

concilio

decanati,

arcidiaconati e si-

Londra, e

venne

accordata
e dai vealla
l'u-

mili dignit ovvero la rendita della

dall'arcivescovo di
scovi
citt
;

York

giurisdizione

spirituale

del-

quindi lev l'interdetto

dell'amminislraziope de' sacramenti. Proibizione di non ammettere nes-

d'Oxford, e fece riaprire


I.

niversit. Angl.
11

suno

ai

vicariati

che

non

sia sa-

quarantesimosecondo nel I23()


Ivi.

cerdote, o

in caso

d'esserlo

nelle

sulla disciplina.

LON
D
li

LON
nel

169

quarantesimoterzo
il

1244
1246.
i-?.5i.

avr
ai

per soccorrere
Ivi.
11

re.

Ivi.

privo della sepoltura ecclesiastica " Proibizione


sar
.

negata
di

quarantesimoquarto nel quarantesimoquinto nel


quarantesimosesto
Ivi.

prelati
cliiese

arrogarsi
sia
,

fruiti

del-

le

vacanti,

per un anno

o per altro
essi

tempo
in

Ivi.
Il

fondati

se non sono qualche privilegio


1'

quaranle

o costume. Questa
proibizione
di

origine del

tesimosettimo nel

1255, contro

deposito e dell'annata. Si conferm


la

esigenze della corte.


Il

tenere

insieme

quarantesimottavo nel 1207, fu convocato da Bonifazio arcive..covo di Cantorbery per ristabilire


gli

molli benefzi curati; coir eccezione,


santa

ma sempre
decreti
ri-

senza dispensa della

Sede.
la

Gli

altri

affari

della chiesa d'Inghilterra,

guardano
ministrare
le
ti,

riforma de' monaci e


il

che non
fatti

trovavasi

d'

accordo

n
artiI.

degli altri regolari,


i

modo
i

di

amdel-

coire, n colia santa Sede; furono


e
sostenuti

sacramenti,

l'asilo

cinquanta
t.

chiese,
le

matrimoni,
la

testamenle

coli
Il

conformi. Mansi

ll;Angi.

censure ecclesiastiche,

pro-

quarantesimonono fu tenuto nel 1261 a' 16 o 7.3 maggio, onde trovare i mezzi di opporsi
alle

cessioni

per

pace dei regno e di

Terrasanta.
II

Conci', t. XI, p. SaS. cinquantesimosecondo nel 1278:


alla
i

incursioni

de' barbari

tartari.

furono nominati due deputati


corte di
ritti

Si

fecero

alcuni

nuovi

regolachiese

Roma,
le

per sostenervi

di-

menti
ti

sopra lo stato delle


s'

libert
t.

della chiesa anIII.

d'Inghilterra, e

inviarono deputa-

glicana.
II

Mansi
li

Roma

per assistere ai concilio


I.

cinquantesimoterzo

nel

1286

pubblicato dal Papa. Angl.

Il cinquantesimo nel 1264 o 1265, nel quale vennero scomunicati i nemici del re. Labb XI. Il cinquantesimoprimo nel 1268, venne presieduto dal cardinal Ottobono Fieschi, legato della santa

Giovanni Pecham arcivescovo di Cantorbery, assistito da tre vescovi e da molti dottori, condann alcune pioposio

1288

3o

aprile.

zioni

erronee

sul
la

corpo

di

Ges

Cristo

dopo

sua morte. Diz. dei

concila.
Il

Sede, alia presenza di tutti


lati

prein

cinquantesiraoquarto nel 1291,

d' Inghilterra

delle Gallie,

cui

venne
tutti
il
i

emanato
scacciare
ebrei.

un editto
dall'Inghil-

incominciandosi a'23 aprile. Egli pubblic un decreto di cinquantaquntlro


di

Scozia

d' Irlanda,

pubblico per
terra

gii

Odoardo

mostr
correre

desiderio di andare a soccristiani

articoli,

per

riparare
civili,

ai

disordini

in

Asia, e sicco-

delie
la

guerre
le

ricondurre

me
la

questa

spedizione

interessava

esecuzione dei canoni, e particocostituzioni del cardi-

causa della
del

religione,

domand
Il

larmente

dei soccorsi agii ecclesiastici.

le-

nal Ottone
chevoli.

legato

al

concilio del

gato

1237. Eccone alcuni de'pi rimar> Non si negher a nessuno la libert di confessarsi, come
noi rileviamo farsi talora dai geoiieri

Papa Nicol IV, e Gio\anni Pechain arcivescovo di Cantorbery, trattarono Odoardo I d'iniquo e
di

empio, per avere proistabili

bito a* suoi sudditi di donare, an-

coi prigionieri

quegli che

la

che per testamento, degli

lyO
de'capitali
in

LON
denaro
ai

LON
monasteri,
ai

nel

i3ii, e furono in esso


giuridicamente
i

interi

ed avere altres proibito ed agii altri ecclesiastici


stare dei beni
stabili.

monaci
acquicostrin-

rogati

templari,

di

quali confessarono

loro delitti,

li

Lo

detestarono e vennero assolti. Mansi


t.

sero ad abolire

quell'ingiusta legge
la

IH,
Il

col.

345.
Ivi.

ed
se,

a
ai

restituire

libert alle cineecclet,

sessantesimo e sessantesimoprinel

beni ed alle persone

mo
Il

i3i2.

siast'iclie.

Labb presso
Il;

il

Bzovio

iessantesimosecondo nel i3l8,

11,
Il

par.

Angl.

I.

o
o

di
Il

Cantorbery. Angl.
sessautesimolerzo
sidi'tjbbedienza

II.

cinquantesimoquinto e cinquanfurono tenuti nel 1297,


la

tesioQOsesto
il

i322

nel 1821 dovuta alle

primo verso
latlisla;

festa

di
di

s.

Ilario,
s.

leggi dello slato.

il

secondo verso

la

festa

Gioul'al-

Reg. b XI; Arduino VII.


Il

XXIX; Labi326,
1828,
della
;

vanni

l'uno contro

gli

sessantesimoquarto nel
II.

surpalori dei beni ecclesiastici,


tro per ottenere
la

Angl.
Il

pace, l'unione

sessantesimoquinto

nel

e
t.

il

buon ordine
col.

nello stalo,

Mansi

di Cantorbery, sopra

le feste

249- Il Dizionario dei condili dice che quello del 1297 fu celebrato a' i4 gennaio, e che suoi Hoberlo di Cantorbery e
Ili,
i

Chiesa.

Labb XI

Arduino VII

Angl.
Il

II.

sessantesimosesto nel

1842

ai

10 ottobre, presieduto da Giovanni

sulfraganei

vi

trattarono per otto


il

di Sterford

arcivescovo di Candirsi
fatti

giorni della

domanda che
di

re

O,

torbery, e

pu
esso

provinciale.

doardo

faceva

un
il

sussidio

Fiuono
relativi
sa,

in

dodici canoni,

senza poter
contentarlo.
stesso

trovare

modo

di

alla celebrazione della

mesalle

A'

26

marzo

dello

alle

esazioni

per

benefzi,

anno l' arcivescovo di Cantorbery radun ancora diversi sufs.

parrocchie, alla

riparazione

delle

chiese, ai giudici ecclesiastici e loro

fraganei a

Londra, dove due avvocati e due domenicani si sforzarono di provare, che il


Pao'o
di

emolumenti,
senza
fece

alle dispense

accordate

frullo, ec.

In

tal

modo

si

una

riforma sulla giurisdiziosi

clero

poteva
in

soccorrere

il

re

dei

ne

ecclesiastica, e

restrinsero

l'e-

suoi beni

tempo

di

guerra,

non
3o5. Sog,

sazioni
idllziali,

degli
pei

arcidiaconi
certificali
,

e dei loro

ostante
Il

la pi'oibizione

del

Papa.
i

spedizioni

cinquantesimoseltimo nel
1.

di lettere, insinuazione

de'leslamenli
Ivi.

Angl.
Il

e loro esecuzione, ec.


i

ciiiquanlesiraottavo nel

Il

ses.santesimosettimo nel
a'

1842
slesso

o concilio provinciale, presieduto da Roberto arcivescovo di Cantorbery: furono fatti vari regolamenti

o 1343

20

marzo

dallo

arcivescovo, con undici vescovi e parecchi deputati. Si pubblicarono diciassette canoni

di

disciplina

vi

fu

letta

la
la

contro molti abusi,


le

bolla del

Papa Clemente
del

V
i

per

tra

gli

altri

contro

frodi
le

che
de-

convocazione
di

concilio generale
citali

pralicavansi per

non pagare
nelle

Vienna, e furonvi
d' Inghilterra
.

plari

Labb
si

temXI ;
tenne

cime, e contro coloro che rubava-

no
Ivi.

le

offerte

esposte

chiese.

Angl.
Il

L
cinquantesituonono

11

sessa ntesimottavo nel

382, da

LON
Gugleluo di

LON
arcivescoselle vescoin
;

171

Comtenay

vo
vi

di

Cantoibery, con
ed
altri
si

parvero e furono condannati alcunel secondo vennero ni vi^icleffisti

e molti dottori e
in

baccellieri

ammessi
II

quelli

che dovevano abiunel

teologia,

gius

canonico

rare la loro eiesia.

civile.

Vi

denunziarono molte
le

sessanlesimonono
i

j39r,

proposizioni di Wiclelfo, delle quali

contro

sacerdoti

mercenari, e fu
di

se

ne dichiararono
per
eretiche.

seguenti

presieduto da Guglielmo di Cour-

dieci

"

La

sostanza

tenay

arcivescovo

Canlorbery.
VII.

rimane nel dopo la dell' altare consacrazione; perch gli accidenti non ci restano senza sostanza. Ges Cristo non veramente e realmente in questo sacramento. Se nn vescovo o un sacerdote in peccalo mortale, non ordina, non consacra, n battezza. La confessione esterna inutile a chi suffi
pane e sacramento
del
del

vino

Labb XI; Arduino


11

settantesimo nel
d'

3g6 da Tomdi

maso

Arundel,
vi

arcivescovo

Canlorbery, che
ciotto articoli del
clello
le
si
;

conilann die-

Irialogo di
la

WiMan1

e fu accordala
al
re.
I

met del;

decime
III,
11

Labb XI
nel
di

col.

o.

settnnlifsimoprimo

3f)8
:

sotto
di

Roberto vescovo
concilio
ci
il

Londra

cientemente
si

contrito.

INon

trovaCristo

qtieslo

rimase

sol-

nel

vangelo
la

che

Ges
il

tanto

decreto per
ss.

la

celebrazio-

abbia ordinala

messa. Dio deve

cbbedire

al

demonio. Se
e

P.ipa
e per

ne della festa dei da, Winefiida, e


re.

Davidde, Gedmarti8.

Tommaso
7
j

un impostore

un

tristo,

Mansi
11

II I,

col.

conseguenza membro del demonio, non ha alcun potere sopra (edei

setlantcsimosecondo nel 1899,


ai
diritti

relativamente
sentali
Il

del

clero

li,

se

non

fosse

che

ricevuto

ei

d' Inghilterra, e

furono perci prenel

l'avesse dall'imperatore.

Dopo Urriconoscere

63

articoli.

bano VI non
i

si

deve

settanlesiinoterzo

^o,
ravvedei

pi nessun Papa,
greci,

ma
sotto

vivere
le

come

sotto

Tommaso
alcuni era

arcivescovo di Can-

ognuno
gli

proprie
Scrittura
abbi.uio

lorbery, per punire

o
il

far

leggi.

contrario

alla

dere
quali

eretici,

capo

santa che
possessioni

ecclesiastici
,

Guglielmo
Siila

Sawtre

temporali
11

cio

beni

Chatrys
chia di

cappellano
s.

della

parroc-

immobili".
sino
di

concilio dichiar inol-

vergine.

Abiur

tre erronee delle altre proposizioni

quattordici.

L' arcivescovo

Guglielmo dieci errori, riguardanti r onore ilella vera croce, la recita


dell' ulllzio

Canlorbery ottenne dal re Riccardo III fucoll di far arrestare e carcerare chiunque insegnasse e
sostene-se questi errori
:

canonico,
,

voli pei pel-

legrinaggi

e
col.

la

presenza

reale.

Mansi
11

111,

739.
1408, Francesco Ilugo-

la

lettera
li

settantesimoquarto nel

del re in data dei


p.

12 luglio,

fu

presieduto da

ne gh

Labb nel tom. XI f. menziod' un solo concilio concernente


errori di Wiclello
1'
;

lion arcivescovo di

galo della santa See.

Bordeaux e leLo scopo di


la

ma

bisogna

questo concilio era


la

riunione del-

mese di giugno, e l'altro in novembre dello stesso anno. Nel primo comdistinguerne due,

uno

nel

Chiesa divisa

dal

gran scisma
nel

d'occidente. Mansi HI, col. 782.


11

seltantesinfioquinlo

14^9

172

LON
sci-

LON
scen7n dati manifesti indizi
eccellente
di ra-

contro i wicleflisti, e contro Io sna. Angl. I.

io e itraoidinario talento, divenne


cos

Il seltantesimosestonel i4i 3in settembre, contro un gentiluomo cliiamato Giovanni Old-Castle , capo

nella

scienza

delle

leggi,

come ne fanno indubitata


i

fede

dotti

coranieutaii
tal

da

lui

dei wicleffisti in Inghilterra, e contro


i

pubblicati su

materia, che Car-

lollaidi discepoli di

WidelFo.

lo II re di Sicilia,

non
fra

conlento di
del suo

Reg.

XXIX;

Labb

XI; Ardui1
'

averlo associato
consiglio,
lo

quei

no Vili.
li settantesimoseltimo nel 4 T' per mandare dei deputati al concilio di Costanza. Labb XIII,
11

trascelse a suo segre*

tarlo e cancelliere,

e
di

lo
s.

nomin
Nicol
ci
Io

priore
di

della

chiesa

Bari in Puglia. Oltre a

setlantesimottavo
privilegi

nel

sui
gl.

delle

universit.

i4'7 An-

raccomand
s.

caldamente

al

Papa

Celestino

Y,

il

quale scorgendoper
dottrina.
integrit

III.
Il

lo

non
vita

solo

insigne

settantesimonono nel 147^, in cui trattossi dell'onorario delle messe

ma
di

eziandio di
e

singolare
di

pei defunti;

vennero prescritte
testamenti,

delle regole pei


collazioni

per

le

costumi adorno, nel settembre 1294 in Napoli o in Aquila lo cre cardinale


illibatezza

de' benefzi,
col.

per

le

deci-

dell'ordine de' diaconi, conferendogli

me,

334L'ottantesimo fu nel i4Bo, col quale venne accordato un sussidio al re. Mansi V, col, 33S. L' ottantesimoprimo nel i486
ec.

Mansi V,

per

diaconia

la

chiesa

di

s.

Nicol in Carcere.
sistito

Dopo aver
l'

as-

ai

sacri

comizi per
gelose
lui

elezio-

ne
di

di

Bonifacio Vili, per


presso

comando
legazioni,

questi assunse
di

a'

i3

febbraio. Giovanni

Morton

essendo

in

grande

arcivescovo di Canlorbery e legato della santa Sede vi presiedette,


coir intervento de' suoi sutFraganei,

stima ed autorit. Per comtaissio-

ne del medesimo Papa, insieme con due altri dottissimi uomini,

e furono fatti
sulla
vita,

sui

diversi regolamenti costumi e sulla moecclesiastici.

compose
tali,

il

sesto libro delle decre-

destia
ci

degli

Oltre
ogni

come scrivono alcuni; ma il Cardella nelle Memorie storiche


II,

venne prescritto

ad

ve-

de cardinali tom.
glianza dei

p.

48>

li

di-

scovo della provincia di far celebrare un oflizio e sei messe per

ce ingannati dall'analogia e somi-

nome

di

un

tal

Gugliel-

ognuno de' loro confratelli, nel mese dopo che avranno intesa la loro morte. Mansi V, col. 33g. L' ollanlesimosecondo nel i486 contro i predicatori sediziosi. Angl.

mo Mandagot
diverso
perci

arcivescovo di
dal

Em-

brun, ch'ebbe parte in quel lavoro,


affatto

nostro dal

cardinale,

come chiaro
al

rilevasi

proemio dello
cretali.

stesso libro delle de-

III.

Intervenne

concilio

ge-

Guglielmo, Cardinaze. Guglielmo Longhi o Longo nato nobilmente in Bergamo (della cui illustre discendenza parlam-

LONGHI

nerale di Vienna, ove alla


za del Pontefice Cleniente

presen-

e di

Filippo
difese

IV

il

Bello le di Francia

mo

al

voi.

XXVII,

p.

271

272

del Dizionario),

fino

dall' adole-

con altri cardinali gagliardamente, con dotti ed incontrastabili argomenti tratti dalle leggi ca-

LON
ronidie, la fama e
Bonifacio Vili, che
cia,
la
il

LON
memoria di re di Franconoscere
la

'7^
fede, usci

vera

del

nemico implacabile di quel gran Papa, avrebbe voluta in quelr augusta adunanza solennemente proscritta e condannata ; onde parecchi vescovi, che su d'un punto cotanto delicato avevano in avanti
aderito ai sentimenti di narca,

suo paese per andaie a Clerraont in Alvergna, ove ricevette il battesimo, e fu poscia ordinato prete.
Pass di poi nel Manese, donde si rec a Roma a visitare le sacre tombe degli apostoli, e ne port seco
delle reliquie. Ritornato nel Manese, i fabbric nel villaggio delia Boisseliere

quel
delle
si

moimdeni-

venuti a

giorno

una
s.

cella

ed una cappella che

posture e calunnie, onde grava la riputazione di


cio

dedic a

Pietro. Converti molti

J^onifa-

non ebbero difficolt di dichiararlo pubblicamente innocenVili,

pagani del vicinato, e fu perseguitato a cagione d'una vergine chiamala Agneflela, cui avea dato il
velo di religiosa.
di

te.

Dopo aver
Bergamo,
di
s.

fondato
il

nella

sua
la

Fu

pure costretto

patria

monastero e
di
il

andare

alla

corte di Clotario
;

chiesa

JNicol

r
di

ospedale, la chiesa e
s.

Renzano, monastero
ai

a fine di giuslillcarsi
il

ma

avendo

Spirilo, che assegn


celestini

mo-

re conosciuto la falsit delle accuse fatte contro di lui, gli diede

naci

arricch

d'ampie

un monastero in Floed essere riano presso Bergamo


rendite,

prove di stima, e gli promise il suo patrocinio. S. Longisilo edific poscia un monastero presso la sua
cappella, e mori
in

intervenuto in quattro conclavi per


le

verso l'anno 653,

elezioni di

Bonifacio
chiaro

Vili, Be-

et

di

seltantalre anni.
a'

La sua

nedetto XI, Clemente

V, e
nel

Gio-

festa

notata

2 d'aprile e a'i3

vanni XXII,
virt pass al

per

meriti e

di

gennaio.

Signore

iSig,
cio

in Avignone, ove era stata trasferita


la

LONGOBARDI, o LANGOBARDI, o LOMBARDI. Popoli della


secondo alcuni d'origine tarche dalle rive del Caspio e della Scandinavia passarono a stabilirsi nella Pomerania ed in altre
Scizia,
tara,

residenza

pontificia,
di
il

dopo venticinque anni


cardinalato.

glorioso

Trasferito

suo ca-

davere a Beigamo, ebbe sepoltura nella chiesa de' frati di s. Francesco, nella cappella di
s.

Provincie pi settentrionali dell'an-

Nicol da

esso lui

edificata,

in

una tomba

che in vita apparecchiossi, in cui scolpito il solo suo nome. Cipriano de Longhi vescovo di Bergamo, suo nipote, fece apporre
vedesi
nel
gnifico e

mezzo di tale cappella un maben meritato elogio alla


dello zio cardinale.
(s.).

recarono si chiamata Ungheria. Al detto del longobardo Paolo Diacono ed altri, il loro nome significava lunga barba, non dalle lunghe spade o alabarde di cui facevano uso, chiamate harden,
tica

Germania, donde

nella Pannonia, oggi

come

memoria
cra, e

LO^'GIiN'O

F. Lancia

sa-

prelesero alcuni autori. Era presso di loro cosa molto decorosa l'avere una bella barba, e grave
ingiuria
si riputava il prendere surrixa per harbam, ani per capUlos honinein liherum, come si

Mantova.
(s.).

LONGISILO
dolatri.

Nacque

in

Ai-

gelile

lemagna da genitori nobili, ma Avendo avuto la sorte

di

ha

iu

una legge

del

re

Rotai.

i".;

LON
si

LON
anticaservo,
ni

Dalla bnrba

dislingueva
|)ermcsso

nienle l'iioino libero dal

di
di
ri

un gagliardo esercito, che non pi soli romani ora composto, ma


unni, di iMuli e di
tra questi
altri

quale
1

non era
ed
altri

uuUirla.
vi-

barbalongo*

longobardi in origine furono


popoli,
cio

all'impero attaccati o tributari,

noli

gepidi,

Furono
bardi,

anche
Dacia

bulgari, sarmati, pannonii, soavi o


svevi
j)oli

gi
il
1'

nella

stabiliti,

e norici, ovvero

questi

pi

Sotto

accompagnarono o seguirono
speranza
di

548
te

regno di Baldate, l' anno imperatore Giustiniano l


citt

longobardi nella loro trasmigrazione, colla

diede

le

della

Morica e moiai

partecipare

piazze

della
lo

Paunonia

loa-

della preda.

Cornelio

Tacilo

il

gobardi, che

servirono con

va*

primo
to
i

scrittore

che abbia nominaal

lore contro Totila

re de' goti, nella


gli

longobardi, popoli della Scizia,


dell'Elba.
farsi

quale Pannonia eransi arrestati

che l'imperatore Tdierio cacci


<li

unni tf^'uando
dotli

dall'Italia,

e
nel

con-

li

loro

nome

tor-

da

Attila.

jNarsete
i

553

n a
la
ciotti

celebre in

fine del

Europa verso IV secolo, quando cono da Ibor e

distrusse dol
ti

tutto

goti,

ed avan-

da Agflmondo,

da Ajoiie, uscirono dall' estremit dell'Oceano, ossa dalla Scandinavia,

che congedasse gli ausiliari, che formavano il grosso del suo eserfraa cito, ebbe a scacciar d'Italia chi ed bor"0"noni che venuti vi
i
i

dov'eransi

penetrati in

prima rifugiati e Germania mossero guer,

erano
si

in soccorso de'goti.

Occu[ros-

in

seguito della pubblica aiiuniil

ra

ai vandali, che probabilmente erano loro progenitori. Secondo Properzioj avendo i lombardi perduti
i

nistrazione, assunse
ca,

titolo di

du-

ed allett padronanza in Ro ma, ove il senato incuteva ancora


rispetto all'universo.
iiiano
I

loro antichi duci, scelsero per re

IMorto Giustiil

Agihnondo figlio del duca Aon nel1 anno 879 o 089, il quale dopo
treiilaqnaltro anni
di

regno

ebbe

per successore Lamisso, che aveva avuto da una sua concubina. Stabililisi
il
i

longobardi tra l'Austria e


poscia
tra
1'

nipote Giuromani ricorsero a Somoglie del nuovo monarca, fa, acciocch venisse richiamato Narsete, minacciando di darsi ad altro signore se ci non ottenevano. Sogli
1

successe

slino

11.

Danubio,

Elba e

roder, continuarono essi le conquiste ne' due secoli successivi; scacciarono


tmni, e
silvania,
gli
fatti

Narsele, e indusse il fia odiava marito a richiamarlo; l' imperatace

accompagn
con suo

il

decreto di richia-

eruli,

gepidi e
della

gli

mo
sai
le

biglietto, nel

quale lo
as-

padroni

Tranquasi

sollecitava a

ritornare,
lui

avendo

dell'Ungheria
IVorico,
il

di

bisogno di
iSarsete,

per

distribuire

lutto

meditando forse di dominio a spese del romano impero omai lacerato,


il

conocchie da dar a

filare alle

sue

estendere
e

loro

ancelle.

altamente

irritato,

in

occidente finito,
Italia
li

quando
I

vi fu

per vendicarsi dell'onta fattagli da Giustino li, richiamandolo dall'ltalia,

chi in

trasse.

Allorch Giustiniano

imperatore
goti

dove aveva comandato le armate con molto onore pel tratto di


e indispetlilo dalle befSofia,
f

d'oriente, richiamalo Belisario, invi


1

sedici anni,
dell'

eunuco Narsele contro


l'Italia,

che

imneratrice

invit

devastavano

questi raccolse

longobardi ed Alboino loro

re

ad

LON
entrare in Italia

LON
per
italiane,

17^
re>li>

l'anno 568,
invogliatisi

impadronirsi del miglior paese del

e chi os resistere, vittima delle loro spade. Allora fu


Italia

mondo. Costoro
lice

del fed'Italia,

che r

mut

faccia

andarono

paese e del bel cielo


il

e secondarono
lasciata
la

risenlimento,
agii

Pannonia
siili'

unni,

a terra le arti belle ; le lettere pii non si coltivarono; 1' ignoranza stese le ali da per tutto. Il mestiere
della guerra formava la sola compiacenza di questa nazione. La ra-

pionbarono
degli
sforzi

Italia,

ad
li

onta
e
di

di

Giustino

Longino

eh' era succeduto


nell' islesso

al

de-

pacit e la

crudelt

accompagnaloro
del

funto Narsele

ed avea fissata la venna capitale deir'5rtfr<7/o [f'edi). Centomila e pi barbari for-

anno 568, sua sede in Ra-

rono questa
nuta,
e

gente nella

veloro
s'in-

ne' primi

tempi

governo. Col tratto del tempo


gentilirono

alquanto
greci

marono
tutti

l'esercito

di

Alboino,
misti
di

non
unsi-

de' confinanti

esempio e e romani,
coli'

longobardi,

ma

nolto

pi

collavere
e

abiuralo

il

nij

goti, eruli,

sassoni,

svevi e

paganesimo
dosi
alla

l'arianesimo, unencos'i

11 primo luogo ch'esso occup fu quello che ora Ci vi dal del

mili.

Chiesa romana;
a poco

la-

sciarono a poco

la

nativa

Friuli

si

chiama
lutto

meno Padova
il

barbarie e rozzezza,

e le patrie coi

Monselice,

paese
sino alle

veneto
vici-

stumanze.
s'

Incivilitisi

longobardi,
la

venne nanze

in di

poter suo

introdusse

un dolce governo,
regno
si

Mantova. Questa citt, Trento, Brescia, Bergamo, vennero


occupate
eziandio
dai
si

giustizia

torn ne' tribunali, e nel-

l'interno del

prov per

lo

longobardi,

quali

resero padroni

di

Mi-

lano nel 56q, e quindi s'impadronirono pure di quasi tutta la con-

pi un'invidiabile quiete. Alboino fu proclamato re d'Italia dalla sua armata, ed allora ai suoi,
diede il nome di Lombardia {Fedi). All'articolo Italia [Fedi), ri.
stati

trada della Liguria,

di cui

allora

Milano n'era
citt

la

capitale, tranne le

portammo

le

principali gesta de'loncos'i

marittime.
la

Nel

seguente

an-

no l'Emilia,

Toscana, l'Umbria, Roe parte del Piceno caddero ma e Ravenna tennero ancora. Non venendo soccorsi da Costantinopoli,
:

gobardi e dei loro re, mo in altri analoghi


quiete

facem-

articoli.

La
tiu*-

de'longobardi,
loro regno

la

tran-

quillit del

venne
per

bala dalla guerra,

che

tanti

dopo un assedio
de
in loro

di

tre

anni, cad-

potere Pavia.

Nacque

il regno longobardico, e sede primaria dei re divenne Pavia.

allora

anni dur Ira essi e il greco impero, in potere di cui erano rimail dusti l'esarcato di Ravenna,
cato romano, e varie citt

marit-

Non
ri

riusc

difficile

a questi barba-

la conquista di tanto paese^ perch preceduta un' orribile peste ed una crudele carestia, le cill e le

time nella parte ora chiamata regno di Napoli. I longobardi fecero pi volte tremare Roma con varie
scorrerie nelle vicinanze della citt,
nel 570 e quindi nel 578. Essi per furono tenuti lontani dalla paterna sollecitudine dei Papi, che in quei

campagne erano divenute spopolagreci imperale. Troppo lontani


i

tori,

poco poterono accudire a reprimere questo torrente. Vittoriosi


i

tempi con

la loro

autorit e vigi-

scorsero

longobardi

le

proviacie

lanza giunsero a preservare l'alma

jyS
citt

LON
dalle invasioni,
colle quali
i

LON
stiani

ricevettero

pure
la

la

corona
i

longobaidi avevano dannegs^iato

la

del

martirio, perch avendo


testa

lon-

maggior parte delle citt e campagne d'Italia. Alboino amato dalia sua nazione, con barbara galanteria pretese che Rosroonda sua moglie

gobardi sacrificato
capra
bardi
al

d'

una

demonio,
Dipoi
parte

essi

rifiutaronsi
i

venerarla.
in

bench

longo-

peiseverarono
per
motivi

ad
di

bevesse nel cranio del proprio


re de' gepidi,

essere nemici de' cattolici, tralascia-

genitore Cuniniondo

rono
fede,

di

molestarli

Tinto in i)atlnglia dal marito. L'aIroce insulto ispir nella regina


la

avendo Dio

rintuzzata

pi

volte la
tosi
le

loro crudelt
il

pi tremenda vendetta;
dere
e
si
il

fece
in

ucci-

miracoli. Nota

Rinaldi

con portenche
,

re da Perideo

Verona,
di

scelleratezze de' longobardi

furo-

spos ad Elmigiso scudiere di


lui

no alquanto modificate da Paolo


Diacono,
parziale di

Alboino, e inoi con

veleno

sua

nazione

quando

volevasi rimaritare all'esar-

ca Longino.
successe Clefi,

Nel 5-~3

uno
a

de'

ad Alboino magnati lonnel

gobardi,

ed

questi

5j5

il

perch longobardo, della chiesa di Aqudeia. Childeberto II re de'franchi od'Auslrasia prese cinquantamila scudi d'oro dall'imperatore Maurizio

governo di trenta duchi longobardi, che dur quasi dieci anni sino a) 584, per la fanciullezza di Autari
figlio

per calare in
i

Italia a

combat-

tere

longobardi;

altre grosse

ma tolte da essi somme torn indietro.

del
i

re

Clefi.

In
si

questo
divisero

interregno
tra

detti duchi
citt,

prese

loro le

uccisero
la

molti
terza
le

nobili romani,

pigliarono

Nel 584 divenne re Autari, che moglie Teodolinda figlia in di Garibaldo duca di Baviera; s'impadron di Benevento, e giunto a

parte

dell'entrate,
i

spogliarono
sacerdoti,

Reggio
sere
dico.
il

di

Calabria, disse quello es-

chiese, uccisero

roin

confine del regno longobarla

vinarono
sa;

molte

citt

luoghi,
la

Dopo

sua

morte

gli

suc-

una parola peiseguitarono


e
.se

Chie-

cesse al talamo ed al trono nel

5g

Roma

fu
i

preservata pei
Pontefici fecelon-

Agilulfo, sotto
le

il

quale, mediante

molti presenti che ro


ai

persuasioni della regina


i

Teodol'

longobardi
essi

per tenerli
vari

linda,

longobardi abiurando
,

a-

tani,

distrussero

luoghi

rianesimo
cattolica

abbracciarono
pontificato di

la
s.

fede

suburbani, non risparmiando


i

nep-

nel

Grespinse
il

pure cimiteri. S. Gregorio I dice che Roma non fu sottomessa dai longobardi per miracolo di s.
Pietro.

gorio
le

I.

Nel
foi-ze

593
contro
I

Agilulfo

sue
s.

Roma, ma
riusc

Papa

Gregorio

con per-

Entrarono
lie,

e vi

longobardi nelle Galfecero molta strage, e grani

gogna; ma nel ritorno furono presi dall'esercito del


di uccisioni in Boi

ad allontanarlo, dopo averlo pacificato coi romani. Essendo la pace seguita a' 19 giugno anche tra l'imperatore d'oriente coi longobaidi, ad istanza e per
suasioni e donativi
Io
I

re Gontrano, e passati a
da. Altri

iil

di spa-

zelo ed industria di a

s.

Gregorio

longobardi
a

martirizzarocristiani

memoria

di

segnalato av-

no

nel

579 quaranta
ricusati
agl'idoli;

per

essersi

mangiar

carne

venimento, ricorrendo in quel giorno la festa de' ss. Gervasio e Protasio,


il

sacrificata

altrettanti cri-

Pontefice

compose

l'

in-

LON
troilo della
cia colle

LON
di

f7f

loro

messa, che comin-

re di

parole,

Loquebar pacem,
di di
tal

re

Lombardia, de' lombardi, rex


,

ma

quello di

genlls longo-

menzione che dovea vinscire


con
far

concordia
In
il

tranquillit e

bardonim quasi considerandosi il capo di una colonia, che avea costumi e leggi sue proprie e che non dovea immischiarsi nelle leggi
,

vantaggio

della

Chiesa.

segno

poi di paterna gratitudine,

Papa

mand

in

dono

gia regina

con altri rono nel

alla piissiaia ed egreTeodolinda suoi dialoghi presenti, che si depositai

costumi
era

degli

italiani

presso

quali
Difalli

pi ospite

che signore.

quel corpo di leggi ch'esso


g' italiani,

tesoro

della
s.

basilica

di

fece pubblicare,

Monza

dedicata a

Giovanni Bat-

trimenti

non riguardava albench gli fosle

tista patrono de'longobardi. Cos s. Gregorio I ebbe la gloria di convertire la maggior parte de'longo-

sero sudditi in tante provincie, per-

ch

regolavansi questi con


,

loro

antiche consuetudini
se,
ai

con leggi

bardi, ch'erano
e di

ariani re

o idolatri

statutarie, particolari a ciascun paele

ottenere dal

Agilulfo

una

quali ebbero vita e forza fino


nostri.
ciini

solenne abiura

dell'

arianesimo.

tempi

Vedi

leges

loni-

divennero re de'longobardi, nel 6i5 Adaloaldo figlio del precedente e di Teodolinda che fu reggente e tutrice; nel
Successivamente

bardorum
Boelhii.

glossis et comnient.

626

Ariovaldo; nel

636

Rotari,

perch scelto a suo sposo da Gundeberga vedova di Ariovaldo ; ma


poi la ripudi, sia che fosse troppo

matura,
lica

sia lui

ch'essendo
ariano
,

essa catto-

andar d' confermare


rinnovare
longobardi
se

non potevano accordo. Rotari non volle


la

Venetiae 1537. 643 che Rotari pubblic il suo codice ovvero editto come il chiam. Indi gli successero nel 652 nel 653 Ariberto il figlio RodoaUlo; o Ariperlo I fratello di Teodolinda; nel 661 Gondiberto e Pertarito figli del precedente, il primo fiss la sua residenza in Pavia sino allora capitale del regno, il secondo in Mi-

Fu

nel

tregua

che
tra

solevasi
greci
e

lano

che

lo

divenne
nella

della

parte

ogni
,

anno

del regno toccata

divisione a

e marciato su

Genova
Alco-

Pertarito. Questi, primogenito, mal-

ne impadron, insieme con benga e Savona, ed a tutta la sta sino a Luni in Toscana. droni omai i longobardi di
forse

contento di dividere col suo fratello Godeberto ricorse a Griil dominio,


raoaldo duca di Benevento,
le
il

Patre
ci-

nel

&Q^ s'impadron
;

del

quaregno

quinti d'Italia, anzi italianizzati, e


vilizzali

de' fratelli, e fu riconosciuto re dalla

pi de'greci e de'ro-

dieta de' longobardi

indi

sostenne

mani che militavano per l'impero,


d'allora in poi

varie guerre contro l'imperatore Co-

sino ai tempi di

non fecero pi guerra Luilprando. Vide


in
iscritto
le

stante

li,

e Clotario

HI

re de' franchi

sostenitore di

Pertaiito.
i,

IMor

Gri-

Rotari la necessit di ridurre in un


corpo, e di mettere
leggi della
le
si

moaldo
duca
bardi,
di

nel

67

lasciando

Romualdo

sua nazione,

quali

l'altro figlio

Benevento, e dichiarando Garibaldo re de'longonel


sul

erano o
alterate.

dimenticate

o di

troppo

ma

medesimo anno
trono

fu ri,

Ci esejru con molta sag-

pristinato

Pertarito

il

gezza in un suo editto, in cui da


notarsi ch'egli

non

si

die

il

titolo

quale nel 678, previo l'assenso delia dieta longobardica, associ a! Irono

VOL. XXXIX.

12

I7S
il

LON
figlio

LON
il

suo

Cuniberto

Pio,

ce

dnno. Talvolta
i

longobardi difesero
si

divenne re assoluto nel GH8. Indi furono re de' longobardi nel 700
,

Pontefici dai greci, tale altra

u-

nirono co' romani come

(iatelii,

ma
s.

Luitperlo
to,
Il

figlio del

precedente
di

nel

depredarono poscia
sa

la

chiesa di

701 Rangiperto
e nello
di
figlio

figlio

GodeberPiiperln
resti-

Pietro, divennero molesti alla Chie-

stesso

anno

romana
i

tribolandone
Astolfo

gli

stati
il

Rangiperto, che

ed

Pontefici, e cos

perderono
si

Sede le Alpi Cozie che ad essa avevano tolto longobardi. Nell'anno 712 divenne re Ansprando, gi tutore di Luitperto, indi il celebre Luilprando
tu
alla

santa

regno.

Sotto

accinsero
i

qir assedio di

Roma,
chiese

molestando

romani e empiet e

le

crudelt.

con inaudite Considerando


11

d Pontefice Stefano

detto

III,

figliuol

suo

e gi

collega.

Il

pri-

mo
lo gi

pensiero di Luitprando fu queldi

migliorare
,

il

codice delle leg-

molte utili e savie leggi aggiungendo a quelle che gi Rotari e Grinioaldo avevano pubblicato, leggi che il Muratori riprodusse nella sua gran raccolta
delle cose d'Italia.
il

londarde

quanto il Papa s. Zaccaiia avea dovuto fare per opporsi ai longobardi, e che Astolfo oltie di avere invaso r esarcato di Ravenna, ch'era
sotto la protezione

della

ScIq

apostolica, nell' intendimento di voler

dilatare
di
;

il

suo regno, non trare

la-^ciava

travagliare la provincia

Fu

Luitprando

romana
ni
,

vedendo

il

mancare

primo
ai

de' re longobardi che ac-

alla conchiusa tregua di

quarant'an-

cord

veneti alcune esenzioni, e


i

fece prescrivere

confini

che divi,

der dovea quella


principiava
allora

repubblica a

che

consolidarsi.

implor ed ottenne il potente di Pipino re di Francia. Questi cal due volte in Italia, costrinse Astolfo alla pace, ed a resoccorso
stituire
tolte

Luitprando si umili al Papa s. Gregorio li, tenne a freno i duchi longobardi che ne* passati governi facevano da sovrani ne'rispettivi governi. Guerreggi coi greci, coi saraceni, cogli schiavoni ; ebbe verlcnze coi Papi s. Gregorio HI e s. Zaccaria, il quale molto ottenne dal re; nel 736 associ al tro-

l'esarcato e

le

altre

terre

alla

Chiesa romana, con che


il

amplific e consolid
del

principato

romano
di

Pontefice.

Aument \il

stolfo

quattordici leggi
e di

codice

longobardo,

molti luoghi, oltre

l'Istria, ampli il suo regno; ma essendo a caccia, una caduta da cavallo lo condusse al termine de'suoi giorni.

no il nipote Ildebrando, ed ambedue terminarono di regnare nel


744Rachis duca
ritirato

Morto

Astolfo nel

HI, allorch Rachis per


del
fratello

756, Stefano la moi te


lo

del

Friuli

che
fio-

voleva
,

riprendere

fu salutato re, abdic nel

749j
a

scettro longobardico
l'

contribu al-

essersi

monaco

Mon-

esaltazione del re Desiderio, duca


dell' Istria,

tecassino,
Aistidfo

succedendogli

Astolfo o

suo
i

fratello.

o governatore Toscana come


ingrato

non
,
,

di

molti
alle

dissero

che
e
si

Sotto
q'iegli

precedenti re ebbero luogo

manc
,

promesse

avvenimenti

che

i-egistramfiori-

ritenne alcune citt di ragione della

nio nelle biografie de'Papi che

Chiesa

invadendone
i

patiimoni
s.

;.

vono al tempo de'longobardi , non che ai rispettivi articoli che li riguar-

per

cui

Pontefici

Paolo

Stefano

IV

ricorsero a Carlo

Ma-

Lor?
gno re di Francia, e l'ultimo scamp la morte per opera di dfic fedeli ecclesiastici, perci
fatti

LON
Chiusi
(

179
:

acceca,

mire da Desiderio, Fin;dmetile nacciando Desiderio la rovma di

Roma,
no
I,

e tribolando
questi
si

il

Papa Adria-

rivolse a Carlo

MaDesi-

capo di un rispettabile ducato longobardo sotto Luilprando e nel 742 n' era duca Agiprando, per essere stalo innalzato il predecessore suo e fratello Gregorio al ducato di Benevento. Continuava ad aver Chiusi il duca,

Fedi

fu

gno, che calato in Italia con formidabile esercito assedi nel

773

mentre in Lucca [Fedi) ed in Pisa ( F'edi ), sotto gli ultimi due


re longobardi Desiderio ed Adelchi^

derio in Pavia, e
lo rileg in

fattolo prigione,

Francia e nel monastero


tal

di

Corbio. In

modo dopo 20G


Italia
il

anni termin in

regno dei
nel

longobardi, ed Adelchi o Adelgiso,

che

Desiderio

erasi

associato

anco durante i primi anni di Carlo Magno, esercitava la stessa magistratura il duca A Mone. L'ultimo duca di Chiusi comparisce quel cui parReginaldo o R-Cgimbaldo
e
(.li

7 59, mor poi nel 788. Carlo Magno s' impadron del regno , e lo
riun alia

lano poco bene tre epistole di Adriano I a Carlo Magno, per aver depredato

monarchia

francese.

Nar-

Citt di Castello,

dominio

della

Douesmondi ueW'Istona di Mantova, che in questa occasione Carlo don al Pontefice quasi tutra
il

Chiesa romana. Dopo l'anno 776 non si trovano pi duchi in Chiusi , governando quindi prima un
uffiziale
tale,
biliti

to quello che era stato dei longo-

militare,
i

chiamalo
1

esercista-

bardi in un a Mantova;
le

non
altri

volre,

poi
in

conti.

longobardi

che

la

nazione

avesse

e dei loro duchi


sistessero
i

permise che susprincipali


di

quattro

Benevento , vi regnarono 5o6 anni, dappoich nel 57 i i longreci, gobardi, avendone scacciato
i

Spoleto, Friuli, Trevigi e Benevento;

vi

stabilirono

il

ducato,

fu

ordinando suoi
si

governatori in
altri

vasto che

Milano, Pavia, e negli

luoghi

dico,

essi

dopo il regno longobarnon ebbero altro magIl

che
altri

ritenne.

Degl'imperatori ed
si

gior dominio.

principi che

fecero corona(^Fedi), col

no conteneva Salerno, Capua,


bruzzo e quasi tutta
potere de'napuletani
nati
la

ducato benevenlala Lu-

re colla
titolo di

Corona ferrea
re
di
d' Italia,

cania, la Puglia, la Calabria, l'A-

Lombardia o

dei

Campagna
gover-

longobardi o

ne parlammo a quell'articolo ed altrove. Veggasi Paolo Diacono, Della origine e falli de" longobardi opera che Lodovico Domenichi tradusse in italiano, e fu stampata in Venezia
,

Felice, tranne poca parlo ch'era ia


,

allora
1'

dai greci

per cui

anonimo

salernitano
tra

chiam Benevento un'alPavia. Oltre a ci il duca poi


di

principe

Benevento ebbe ancotrentaquatlro


principato

nel

1548, appresso Gabriele Giolito de Ferrari. Quanto ai signori della Lombardia, da Desiderio sino
a' nostri

ra

soggette
il

contee;

laonde
Italia

beneventano
scrittori-,

fu appellato da

parecchi

ne parlammo all'articolo Lombardia. Dei ducati longobardi di Spolegiorni,

Cislyherina. Nel

1077

^^^

to

del

Frinii ne p;uleremo agli


e

Landolfo VI e Pandolfo IV si estinse il principato beneventano, e la prosapia de' longobardi, ch'ebbe


quattordici duchi
e tredici principi.

articoli

Spoleto

Udine.

Anche

i8o
undici de' quali

LON
essi

LON
di
i

Avevano
in

anche chiamalo
i

Capua. normanni

la

chiesa di

s.

Maria
della

della

Pift
pari r

in

Campo-santo,
nel
voi.

quale
p.
i

aiuto per iscacciare

greci dalle

lammo
ivi

XXIX,

terre

da

essi

occupate.

Temendo
a
il

112 del Dizionario j


era
la

dicendo

che

poi

longobardi della potenza nors.

scuola o collegio de'londi


s.

manna, chiesero soccorso


ne
di

IX,

cui

olTrirono

Leoducato

gobardi detta
Martinelli,
p.
la

Giustino.

Ma

i!

Roma ex
a

ethnica sacra

partenere esso
tnaggio a

Benevento, attestando per apalla Chiesa romana,

363, crede che


il

fosse situata nelvilla

collina, contigua

Barbes.

poscia prestandone Landolfo


s.

VI

o-

rina, dietro
tro,

colonnato di
i

Pie-

Gregorio VII. In questa maniera Benevento, gi donato da Carlo IMagno alla santa Sede, rest sotto il libero dominio dei Papi, a nome di cui cominciarono a governarla rettori. Ecco la serie dei duchi poi principi di Benevento.
i

presso ove ora sono


di
s.
s.

monaci

armeni chiama
Tours,

Antonio

abbate.

La

Giustino in Palatiolo seu in portica s. Pelri. S. Gregorio di


il

Sigonio ed

il

Muratori

ampiamente
longobardi.

scrissero delle cose dei

Abbiamo

poi da

Berre-

571 Zoltone. 5go Arigiso I. Ajone I. G/lo. Radoaldo. 647 moaldo l. 667 Romoaldo I. Grimoaido II. 686 Gisulfo I.

64'
Gri-

nardino Zanetti, Memorie

del

gno
nezia

f/e'

longobardi in

Italia,

Ve-

Bomoaldo li. 729 Gisulfo II. Andela. 733 Gregorio. 740 Godescalco.

G83 708 ySi

1753.

De

geslis
la

longobardo'

rum, abbiamo pure


del Viciani,

Gisulfo II ristabilito. 74 742 Luifpiando. 758 Arigiso II principe nel 774- 787 Grimoaido III. 806 Grimoaido IV. 827 Siccone. 832 Siccardo. 84o Radalgiso I. 85 Radelgario. 853 Adalgiso. 878 Gaideriso. 881 Radalgiso II. 884 Ajone II. 890 Orso. 894 Guido quarto duca di Spoleto. 896
1
1

traduzione 1826. Veggasi inoltre Orazio Bianchi, Observationesj Rer. hai. script, t. I, p. ^Qo;

Udme

ed

il

re longobardi

Compendio della storia dei da Alboino sino a

Francesco I felicemente regnante, di Vincenzo Lancelti, Milano i8i5. LONGUEIL Riccardo Olivier, Cardinale. Riccardo Olivier de Lougueil o Longolio, de' visconti d'Ang, signori di Longueil, nacque nel
castello

II ristabilito. 900 Ate910 Landolfo I e Atenolfo II. 943 Landolfo II e Landolfo al III. 961 Pandolfo I. Dal 981 1077 Landolfo IV, Pandolfo li,

Radalgiso
nolfo
I.

di Jouques,

diocesi

di

Li-

Normandia. Essendo arcidiacono di Rouen, consigliere del


sieux, nella
re Carlo VII, per
la

sua eccellenfu fatto

za

perizia

nelle leggi,

Landolfo V, Pandolfo HI, Landolfo VI, Pandolfo IV. P'. Benevento. ebbero in Roma lonsrobardi I
presso
la

basilica

vaticana

quattro

abitazioni, e se ne fa

menzione nel

diploma
t.

di

s.

dagli editori del


I,

Leone IX illustralo Bollano valicano


di

primo presidente del gran consiglio e della regia camera de' conti, indi nominato alla chiesa di Costanza poo Coutances nella Normandia scia per le preghiere del re di Franfebbraio cia, da Calisto 111 a' 20
:

1456

fu

creato cardinale
a'
s.

prete, e

p.
il

23.

Una

queste

abita-

pubblicato
chiesa di
II

zioni
rie,

p.

98,

Severano nelle sue Memola riconosce ove ora

17 settembre, con la Eusebio per titolo. Pio


io

nel

1462

fece

vescovo

di

LON
Porto,

LON
nei preil

181

dopo avere

assistito

cadavere fu tumulato nella capss.

cedente anno in Reims alla solenne consecrazione di Luigi XI re di


Plancia,
rifugi
il

pella de'

della

basilica

Processo e Martiniano vaticana, in cui avea

quale per
il

falsi

rapporti
si

perseguitando
in

cardinale, questi

fondalo due cappellanie coli* obbligo di cento messe annue; poi fu


trasportato nelle sacre grotte della

Roma. Divenne
lo

legato

dell'Umbria e di Perugia, e Paolo


II

medesima, con
e

epitaffio ora

logoro</