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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECGLESIASTICA
DA S. PIETRO SIINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
M PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI^ AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA
PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
CONCILII ,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, C ARTÌINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI^ EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVL

AOL. XIII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXL I I.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
*^®m"

C
CHI CFII

S. Pietro in Vinculis, hasìlìca Eu- prime erette in Roma. Questa e quel-


dossiana, titolo Cardinalizio , in la di s. Pudenziana, vuoisi che sie-
cura de canonici regolari latera- no state le prime ad essere ivi con-

nensi, nel rione Monti. sagrate.


Se grande fu la venerazione dei
fedeli catene de' martiri, mol-
per le

lI monte Esquilino
I. è il più lun- to maggiore doveva essere per quel-
go, e più largo de' monti Palatino, le, che avvinsero il principe degli
Capitolino, Celio, Quirinale, e Vimi- apostoli s. Pietro. Avendosi detto
nale. Si disse Esquilino da quisqui- all' articolo Cate>-e di s. Pietro, del-

liOj vocabolo latino, che significa la loro invenzione, e dei pregi loro,
esca, pei' la caccia di uccelli, che ci limiteremo qui a ripetere ciò che
ivi facevasi, pei molti nidi, cui ave- riguarda l'origine di questa basili-
vano ne' boschetti del monte. Altri ca, la quale dedicata , secondo al-
però fanno derivare il nome di E- cuni^ al Salvatore, fu poscia destinata
squilino dalle Esquilie, eh' erano i ad onorare il primo fra i romani Pon-
campi ove anticamente bruciavansi tefici, e a custodire s'i preziose reliquie
i cadaveri, per raccoglierne le cene- dei suoi travagh e patimenti. Questa
ri in vasi di creta. Sul lato meri- chiesa pertanto, secondo la tradizio-
dionale di questo monte, e nella ne, vuoisi eretta o rinnovata sul

contrada delta delle Carine, dalla colle Esquilino ,


giacché vi fu chi

forma d' tma bai'ca rovesciata , e ne attribuì l' erezione a s. Pietro


precisamente sugli avanzi del pa- stesso,da Teodora nobilissima ma-
lazzo e terme di Tito, delle quali trona romana, sorella del prefetto di
abbiamo sette conserve d'acqua det- Roma s. Ermete. Per avervi poi il
te le Selle Sale, fu edificata questa Pontefice s. Alessandro I, creato nel-
aulica ed insigne basilica, una delle l'anno I 2 I , riposte le catene colle qua-
,, ,,

e CHI CHI
li in Roma fa stielto s. Pietro, que- come dicemmo al citalf) articolo.
denominazione di
sta chiesa prese la Per quanto poi operò a di lei lustro e
s. Pietro in VincuUs, e fu dal det- vantaggio l' imperatrice Eudossia, fu
to Papa consagrata il primo giorno detta basilica Kuclossiana. Di que-
di agosto. Tuttavolta è indidjitato, sta basilica^ delle lodi che delle ca-
ch'essa verso la metà del quinto se- tene di s. Pietro fece s. Agostino,
colo fu ridotta in modo maestoso e e della grande loro venerazione, è
pel medesimo oggetto; dappoiché ri- a vedersi il Piazza, Gerarchia Car-
cevendo r imperatrice Eudossia mo- dinalizia, pag. 5o8, e seg., mentre
glie di Teodosio il Giovane, nel 4^9! a pag. 5i I riporta le testimonianze
da Giovenale vescovo di Gerusalem- di vari autori, i quali sono di opi-
me, ove erasi portata in pio pelle- nione essere la chiesa di s. Pietro in
grinaggio, e in premio delle limo- Fincidis la prima fabbricata in Eu-
si ne ivi fatte, non solo diverse re- ropa, e da s. Pietro stesso, ad onore
liquie, ma anche le due catene con del Salvatore.
cui fu avvinto s. Pietro in quella In questa chiesa, ai 3 1 dicembre
città per ordine di Erode, una ne dell' anno 532, fu creato Papa s.

ripose in Costantinopoli, e 1' altra la Giovanni li; in essa anticamente


mandò in Roma alla sua figlia pur nel mercoledì delle quattro tempo-
chiamata Eudossia, moglie di Valen- ra dell' avvento si faceva dal clero
tiniaiio 111, la quale subito volle por- romano la colletta, e di qua proces-
la nel tempio situato sull' Esquilino, sionalmente recavasi a s. Maria mag-
ovvero per questa circostanza da lei giore col Papa, che ivi poi cantava
riedificato in onore di s. Pietro. Go- la messa, dopo aver nominato (juei
•vernando poi in tal tempo la Chie- che nel sabbato seguente dovevano
sa universale s. Sisto ili, egli nel ordinarsi ; ed in questa chiesa Pe-
di primo di agosto vide il mira- lagio 1 del 555, colle sue mani po-
colo, che la catena donala da Eu- se sotto r altare maggiore, i corpi

dossia si congiunse con quella, la de' sette fratelli INIaccabei, trasferiti

quale già custodivasi nella mede- da altra chiesa di Roma_, di cui


sima formandosi una sola
chiesa, scrissero tanti elogi i santi padri
catena. Quindi, e per la dedicazio- massime s. Leone l. Papa s. Gre-
ne di essa, e pel prodigio avvenu- gorio I vi pose la stazione, che ce-
to in detto giorno , il medesimo s. lebrasi nel lunedì dopo la prima do-
Sisto III ne stabili la festa. menica di quaresima. Si celebra qui
Alcuni autori raccontano esse- ancora la festa di s. Sebastiano, per
re questo prodigio accaduto inve- im altare, che a lui fu eretto nel-
ce all' immediato suo successore s. r anno G80 per voto de' romani af-
Leone I , il quale volendo con- flitti da una pestilenza, e pel di lui

frontare la catena di Roma con patrocinio dai medesimi sperimen-


quella di Gerusalemme, ambedue tato, come riporta il Piazza a pag.
prodigiosamente si riunirono , e 5i3.
come vuole il Panciroli, pag. 691, Adriano I restaurò la basilica
quel Pontefice annoverò la chie- ove ai loS?, con una-
2 agosto del
sa tra i titoli Cardinalizi. Certo nime consenso, e per acclamazione
è che le due catene nel VI secolo fu eletto Stefano detto X. Poco do-
già vencravansi in questa chiesa po, e ai 22 aprile del 1070, vi fu
CHI CHI 7
pure creato Papa, con unanime vo- numento, il quale fu collocato nel
lere del popolo e del clei'o, s. Gre- lato destro della nave della crociera, e
gorio VII romano, cioè mentre si invece di essere quasi quadrato, iso-
celebravano l' esequie del predeces- lato, e decorato da quaranta statue,

sore nella basilica lateranense, laon- fece solo quello, che si vede in for-

de questo Pontefice con animo ge- me più ristrette, appoggiato al mu-


neroso si diede a restaurare, ed ab- ro, colla statua colossale di Mosè,
bellire la chiesa di s. Pietro in Viii~ riputata opera immortale e capo la-
culis. Senza mentovare gli altri voro del grande artista, mentre le
Pontefici, che in diversi tempi la altre statue che lo adornano, furo-
restaurarono, e i Cardinali titolari, no scolpite da Raffaele da Monte
fra cui il celebre Cardinal di Cusa, Lupo. Le ceneri poi di Giulio II
diremo che avendo Paolo II, nel rimasero nella basilica vaticana nel-
1467, creato Cardinale, e dato que- le sue grotte, ovvero presso quelle
sto titolo a Francesco della Rove- dello zio Sisto IV. y. Francesco
re (il quale divenuto nel i^ji di Cancellieri, Lettera sopra la statua
lui successsore col nome di Sisto eli Mosè di Buonarrolij Firenze
IV, fece fare la volta della nave 1828.
travei-sa alla basilica), la beneficò in Altro benemerito titolare fu il
diversi modi, e facendo nell'anno Cardinal Alessandro de Medici, che
stesso Cardinale il di lui nipote nel i6o5 ascese la veneranda cat-
Giuliano della Rovere, gli diede il tedra apostolica col nome di Leone
medesimo titolo. Questi, nel 1489, XI. Ne fu benefattore il Cardinal
ottenne da Innocenzo Vili, che tras- Benedetto Odescalchi, poi Pontefice
ferendo altrove i religiosi di s. Am- Innocenzo XI; quindi Clemente XI,
brogio ad Nenius, venissero accor- nel 1706, creò Cardinale prete di
dati la chiesa e il contiguo moni- s. Susanna, Lorenzo Corsini, il qua-
stero, a' canonici regolari del ss. le poscia otto, ed ebbe questa chie-

Salvatore in Selva [Vedi), di cui sa titolare, divenendo nel 1730 Pa-


il Cardinale era protettoi'e, e dive- pa Clemente XII. Siccome le cate-
nuto egli nel i5o3 sommo Ponte- ne si custodiscono nella sagrestia,
fice col nome di Giulio lì, donò ai in una cavità, che viene coper-
canonici regolari l' annesso palazzo ta da due sportelli lavorati in bron-
dei Cardinali titolari, architettato da zo, opera esimia dei fratelli Polla-
Giuliano da Sangallo ;
quindi con juoli, le tre chiavi che ne chiudono la
magnificenza e con disegno di Bac- custodia, sono tenute da tre; cioè pel
cio Pintelli restaurò ed abbelb la Poutelìce, presso il maggiordomo, il

chiesa, erigendovi il bel portico. Ta- Cardinal abbate di s.


litolare, e l'

le e tanto poi fu il suo amore e Pietro in Vincoli, In venerazione di


la sua venei'azione verso di essa, che sì sagre reliquie, nel I743j Bene-
morendo ordinò di esservi sepolto, detto XIV stabdìj che nel quinto
nel sontuoso monumento commesso giorno dell' ottava della festa dei
a Michelangelo Buonarroti. Questi ss. Pietro e Paolo, iu questa basi-
per mancanza delle somme occor- lica si celebrasse messa con ponti-
renti, e distratto dalla dipintura del ficale, e l'assistenza de' prelati chie-
giudizio universale nella cappella Si- rici della reverenda camera aposto-
slina, eseguì solo una parte del mo- lica. 11 detto Pontefice, nel i7)3j
,

8 CHI CIII
ere?) CnrJinnlc, e conferì questo li- mo secolo,ed ò. unico nel suo ge-
tolo, a d. Antonio Galli, giìi cano- nere, perchè espresso colla barha.
nico jegolare e professore di teolo- Il soifitto della basilica nel 170')
f:;ia nell'annessa canonica, il quale con disegno dell' architetto Carlo
non solo riuiodernò, e abbellì la Fojitana , fu rifatto per opera
cliiesa, ma risarcì il monistero, e vi del principe Giambattista Pamphi-
aumentò grandemente la biblioteca, ly , mentre il Cardinal Marcel-
fondata già dal p. abljate Mengio , lo Durazzo titolare, nel mezzo del-
arricchita dal p. ab. Monsagrati di la volta a sue spese fece dipinge-
pregevolissime edizioni, e finalmente re oltre ornamenti un (pia-
altri

dopo i canonici p. ab. del Signore, e dro dal genovese Paroli, cioè la li-
Busiri, restaurata tutta ed accresciuta berazione di un' indemoniata per
dal p. ab. Tizzanij il quale vi ha mezzo delle catene di s. Pietro :

aggiunto un altro ambiente giù questo quadro è d' una grandezza


pieno di preziose opere, per cui ò straordinaria.
ora una delle più scelte biblioteche Tra i personaggi quivi sepolti
di Roma. e i belli depositi che vi sono, van-
11 suo bel portico con cancelli di no rammentati quelli dei Cardina-
ferro, il cui soflltto fu i-ifatto per li IMargotti , e Agucchi, i di cui
opera del Cardinale Antonio Doria ritratti somigliantissimi sono dipinti
titolare, si compone di cinque ar- dal Domenichino eseguiti in pietra
chi. L'interno della chiesa è a tre lavagna ; di Giulio Clovio canonico
navi divise da ventidue colonne, regolare di questa chiesa, autore di
due di granito, e le altre di marmo stupende miniature, e di Pietro ed
bianco parlo scanalate d'ordine do- Antonio Pollajuoli, celebri scultoi'i in

rico, ben conservate, e di circa die- bronzo.


ci palmi di diametro. La tribuna, e Finalmente sino dal i63o il se-
l'altare maggiore isolato vennero nato romano nel dì primo di ago-
eretti ed adornati dal padre abbate sto offre all' altare di s. Sebastiano
Raffaele Campioni generale de' ca- un calice di argento, e quattro tor-
nonici regolari, essendo le pitture cie di cei-a . Urbano Vili in tempo
della tribuna, rappresentanti nella di peste, sostituì questa basilica al-
parte superiore il miracolo avvenu- la patriarcale di s. Lorenzo fuori
to in Berito di un Crocefisso, che le mura, nella visita delle sette
trovandosi in casa di un ebreo, e chiese. Le sagre catene si espongo-
da lui conculcato, con istupore di no nella suddetta cappella prelati-
tutti si vide emanare sangue dal zia, e nel giorno della loro festa, e
sagro costato, come ripoita s. Ata- per tutta la sua ottava; e da ultimo
nasio. Nella parte inferioi'e della nella contigua canonica nel 1823 si
tribuna poi sono espressi dei fatti unirono le due congregazioni dei
relativi a s. Pietro, e alle s. catene. canonici regolari lateranesi , con
Nel 1706, e nel i835 queste pit- quelli del ss. Salvatore della con-
ture furono ristorate. gregazione renana , cui in avanti
Nelle cappelle vi sono pregevoli apparteneva, e vi fu aperto un con-
dipinti; in quella di s. Sebastiano, lì vitto di educazione, che fiorisce con
musaico che il rappresenta, rimonta singoiar vantaggio della gioventù, e
all'erezione dell'altare, cioè al setti- con singoiar decoro di ({uegli csem-
,

CHI Clil 9
plari canonici. Nel chiostro contiguo dite loro stragi, supplicò Dio che
alla basilica si ammira una superba la facesse morire, ed esaudita ripo-
cisterna di IMichelangclo, capo lavo- sò in pace, e fu sepolta nel mede-
ro in simil genere. Questo chiostro, simo luogo. Già nel 499 ^'^'^ ^'^

che è uno dei più graziosi di Roma, chiesa titolo presbiterale Cardinali-
è stato restaurato ed abbellito dal zio, e veniva detto in Romano, dap-

p. ab, d. Vincenzo Tizzani romano, poiché nel concilio celebrato in quel-


attuale procuratore generale dei r anno da Papa s. Simmaco, si fa
suddetti canonici regolari, il quale menzione di Celio arciprete Cardi-
non solo fece tre onorevoli iscrizioni nale, e Pietro prete di questo titolo,
ai tre ultimi distinti canonici rego- che si sottoscrissero al concilio. Anzi
lari defonti, Garofali, del Signore, e si ha dal Novaes, tomo I, p. 197,
Busiri, sepolti nella basilica, ma è a che neir elezione di Papa s. Sim-
desiderarsi che in essa ponga pure maco, nel 49^5 insorse l'antipapa
una memoria al gran Cardinale Lorenzo arciprete Cardinale di s.
Sadoleto che ne fu titolare, giac- Prassede, spalleggiato dal senatore
ché in essa l'iposano le sue spoglie di Roma In seguito fu con-
Festo.
mortali , sebbene ciò da molti si cesso al Cardinal titolare, di cele-
ignori. brare la messa neh' altare papale
della patriarcale basilica di s. Loren-
iS". Prasscde titolo Cardinalìzio , in zo fuori le mura, in ogni domeni-
cura de' monaci Pallond/rosani, ca, perchè fu dichiarato addetto al
nel rione Monti. servizio ebdomadario di quella chiesa.
Anastasio bibliotecario l'acconla,
Sul monte Esquilino, poco lungi che la prima restaurazione di que-
di s. Maria Maggiore, si vede que- sta antichissima chiesa deve a s.
si

sta chiesa eretta presso le terme di Adriano I, il quale fu assunto al pon-


No\'ato nel vico Laterizio, e nella tificato nel 772. Il di lui successore
stessa casa della santa, dal Pontefi- s. Leone III fece prete Cardinale di
ce Pio I, eletto nell'anno i58,
s. s.Prassede, s. Pasquale I, che ven-
di che fa pure menzione il b. ne creato Papa l'anno 817. PSel-
Pastore fratello del Papa. Dagli at- l'anno precedente 1' antecessore Ste-
ti di s. Prasscde nobilissima roma- fano IV detto V contiguo alla chie-
na si rileva, che avendo notizia sa fondò im monistero, e vi pose
l' imperatore Antonino, che in questa una congregazione di monaci greci
sua casa essa sostentava molti cristia- ch'erano fuggiti dall'oriente perle
ni nella persecuzione, oi'dinò che ivi note persecuzioni, acciò secondo il
si uccidessero, laonde vi patirono il loro rito vi salmeggiassero tanto di
martirio s. Simmetrio prete, con giorno che di notte. Quindi s. Pa-
altri ventidue cristiani, i corpi dei squale siccome divolissimo di s.
I,

quali s. Pi-assede di notte portò a Prassede, e di questa chiesa, in cui


seppellire nel cimitcrio di s. Pri- spesso passava tutta la notte in ora-
scilla. Ancora nel mezzo della chie- zione, volle ingrandirla, ed adornarla
sa vede un pozzo, ove la santa
si co' musaici della tribuna, e dell'ar-
gettava il sangue de' martiri, cui co maggioi'e. In questo si vede ef-
andava raccogliendo con ispugna, ma figiata, secondo l' Apocalisse, la città
non [loteiido più reggere alle inau- santa cogli eletti, e gli angeli, che
, ,

IO CHI CHI
ne vegliano alla custodia ; mentre ripose il suo corpo, e quello di s.

nella iVonte dell' abside è liguralu A aleulino, decorandola entro, e fuori


il mistico agnello, cui rendono omag- di bellissimi musaici, che ancora si

gio i ventiquattro seniori. L' abside v("dono, fra i quali un' antica im-
Ila il Salvatore con diversi santi magine della b. Vergine, col s. Bam-
leggendosi di sotto i seguenti versi : bino in biaccio, clie si venera sull'al-

tare, il due colon-


(piale è decoralo di
Eniicat aula pia vanis decorata ne chiamò
di akdjastro orientale. Si
metalli s la cappella Orto del paradiso, ed

Praxedis Domino super aelhra anco s. Maria Ubera nos a poe/iis


placends lioiiore iiifcrid, così detta perchè ivi cele-
PoiUiflcis Snmmi studio Paschalis brando s. Pasfjuale I lamessa per
alnmni suiliagare l'anima di un suo nipote
Sedis Apostolicae ,
passini (pd defunto, la vide portata in cielo
rorpora condens. dalla Madonna. Ed è pei'ciòche pri-
Plurima sanctorum subter hacc vilegiato ed in essa
n'è l'altare,
inoenia ponit non entrano mai donne, essen- le

Festiis , ut his limen mercatur dovi pena di scomunica, meno al-


adire pò lo rum. cuni giorni dell'anno. Poi diremo
della Colonna che si custodisce,
.s.

la oltre s. Pasquale I vi collocò per cui è chiamata anco la Cap-


il ritratto di s. Pietro eseguito in pella della santa Colomia, e degli
musaico, presso quello che conser- ulteriori suoi abbellimenti. Sulla por-
vava s. Silvestro I, fatto già copia- ta si legge la seguente iscrizione :

re da Sisto III nella basilica Libe-


riana. Sopra r altare principale fece Paschalis praesulis opus dccor fui'
un ciborio d' argento di libbre ot- gel in aula,
tocento dieci, ed vm regno o corona Quod pia ohtulit vota studuit
d' oro con molte gioje. Ornò la con- reddere Deo.
fessione ov' è il corpo della santa
con lamine di argento di libbre Mentre nel 8 celebrava in
1 1 1

cento. Vi trasportò da diversi cimi- questa chiesa il venerando Pontefi-


teri molti corpi de' santi martiri ce Gelasio II, nel dì della festa, ed
sino al numero di duemila e tre- a richiesta di Desiderio Cardinal ti-

cento, o duecento trenta, come dice tolare, Leone, e


dalla fazione di

il Venuti, oltre quelli, che vi avea Cencio Frangipane fautori di Eurico


liposti s. Prassede. Oltre a ciò s. V, fu sacrilegamente maltrattato
Pasquale I, dal cimilerio di Priscilla ma prendendone le difese il suo ni-
tolse il corpo di Papa s. Silicio, e pote Crescenzio Gaetano, colle no-
poi quello del Pontefice s. Celestino I, bili famiglie de' Corsi, e de' Nor-
e in questa chiesa ambedue li collo- manni dopo serio combattimento
,

cò, ove poi il di lui successore Euge- sulle porte della chiesa, riuscì al
nio II neir 824 trasportò il corpo Papa di fuggire nei campi presso
del niedcbimo s. Pasquale I. s. Paolo donde si recò a Pisa.
,

Nella stessa chiesa eresse s. Pas- Poco dipoi il Cardinal Lamberto


quale 1 la cuppella od oratorio in di lagnano, denominato Scannabec-

onore di s. Zenone martire, e \i chij già titolare della chiesa, nel


,

CHI CHI II

1124} divenne Papa col come di Questa colonna, eh' è alta tre
Onorio II ; ed il Cardinale titolare palmi, riscuote grandissima venera-
Ubaldo AlUicignoli, nel 1181, fu zione ; e monsignor Ciriaco Lancet-
sollevato al pontificato col nome di ta uditore di Rota ne decorò il luogo

Lucio III. dove è riposta, elevandola iu modo


SottoPapa Innocenzo III, eletto conveniente. Ael 1775 il Cardinal
nel 1198, ottennero la chiesa col titolare Delle Lanze restaurò di nuo-

contiguo monistero i monaci T" al- vo questa cappella. Nicolò IV , che


lomhrosani (Vedi), che tuttora la regnò dall'anno 1288 al 1292, se-
iifiìciano. Alcuni vogliono che da que- condo Novaes t. IV, p. 78, abitò
sto monistero uscisse il gran Pon- presso questa chiesa ; tanto confer-
Gregorio VII, il cpiale ivi fu
tiiflce ma il Cancellieri, nella Lctlera sul-
monaco, come lo furono altri, che Varia di Roma, a p. 37. Nicolò V,
divennero Papi. Nel ilio nel pon- fiorito nel i447) restaurò questa
tificato di Onorio III, mentre n'era chiesa notabilmente. 11 Cardinale
titolare e benefattore insigne il Car- litolare Vincenzo Ciocchi del Monte,
dinal Giovanni Colonna, legato apo- nel i55o fu fatto Papa col nome
stolico e condottiero dell' esercito di Giulio III. Per gran ventura della .

crociato nella guerra di Soria, es- chiesa di s. IV


Pi-assede, Pio la die-

sendo passato per divozione a Ge- de in titolo nel i564alsuo


nipote
rusalemme, cadde in potere de' sa- Cardinal s. Carlo Borromeo, il quale
raceni, che dopo averlo straziato splendidamente la rinnovò ed ab-
con tormenti, lo volevano segare bellì. Rifece la faccia esterna, il por-

vivo; ma atterriti dallo splendore, tico e gli scalini pe' quali si ascende

che improvvisamente tramandò il alla chiesa, rinnovò le tre navi in-


suo volto, cambiato l'odio in rispetto, terne; fece accomodare i gradini
gli donarono la colonna di dias>pro per salire all'altare maggiore, cui
sanguigno sulla quale fu legato chiuse con cancelli di marmo, e ba-
quando Gesù Cristo. Il
fu flagellato, laustri di metallo; rinnovò i seggi
Cardinale la portò a lloma donan- intorno al presbiterio ; rifece il ta-

dola a questa chiesa, e fu collo- bernacolo, che sull'altare sostenevasi


cata nella suddetta cappella di s. da quattro colonne di porfido , ed
Zenone. Altri dicono che il Cardi- il prospetto esterno del coro decorò
nale ebbe si preziosa colonna come colle statue delle sante sorelle Pras-
preda fatta ai nemici, ed il Piazza, sede e Pudenziana, facendo fare due
// santuario romano parte II, p. poggioli con ornato balaustrato an-
i68 dice, che la colonna a' tempi di co pel luogo ove si fa 1' ostensione
s. Girolamo con altre colonne fu delle reliquie, nel giorno di pasqua
posta a reggere il portico della di risurrezione dopo il vespero, sen-
chiesa del monte Sion, ov'era il za mentovare altri mighoramenti ,

Cenacolo del Signore, e si vedeva come l'ingrandimento del contiguo


spruzzata del suo prezioso sangue; monistero. In questa chiesa il santo
quindi a' tempi del ven. Beda fu Cardinale piìi volte di notte si trat-
posta nel mezzo di quella i:hiesa. tenne a lungo in orazione, partico-
Dice poi ancora, che la presente è larmente nella confessione o cap-
un pezzo, ovvero la metà dell' an- pella sotterranea dell'altare maggio-
tica. re, e nella cappella della santa co-
, ,

,2 CHI CHI
lonna. Quivi celebrava spesso la mes- immagini, che si veggono
altre eguali

sa, ircilava il divino ullìzio, e eol- in Roma, ed in molto altre parti del-

la propria famiglia vi orava, e fa- la cristianità. 13i questa venerabile fi-

ceva la meditazione. Abitò nell'an- gura fa menzione il Liudano, Apo-


nesso palazzo, che edificò pel Cartli- log.prò TÀlurg. s. Falri , cap. 17.
nal titolare, ove in austerissima vita Per im antico portico adorno di
edificò tutti coir esercizio delle più due colonne si ascende alla chiesa:
belle virtìi. Nella cappella, che è a essa si apre in tre navate separate
lui iledicala in (juesta chiesa, si con- da sedici colonne di granito. La tri-
serva la tavola su cui egli dava da buna è in alto, e vi si ascende per
mangiare ai poveri, e la sua sedia una doppia scala , i di cui gradi-
pontificale, mentre nel monistero si ni sono di rosso vengo- antico , e
custodisce la di lui mitra e moz- , no tenuti rarissimi per la gran-
zetta Cardinalizia. Anche s. Brigida dezza dei massi. L' altare maggiore
era stata divotissima di qiicsta chie- fu ridotto nella forma che si vede,
sa , come fu frequentata da s. Fi- dalla generosità del Cardinal Pico
lippo Neri, cose tutte che distesa- de' duchi della Mirandola nel de-
mente riporta il Piazza nella sua corso secolo, servendosi dell'architet-
Gerarchia Cardinalizia, trattando to Ferrari. Esso è isolato, e coperto
di questo titolo. da un baldacchino, che vien sostenu-
Il Cardinal Alessandro de Medi- to dalle mentovate colonne di por-
ci ne fu pure titolare, e poi nel fido. Nel presbiterio fra l'arcone, e
i6o5 divenne Papa Leone XI. Egli la suddescritta tribuna, reggono due
vi fece molti restauri , ed abbelli- coretti fatti erigere da s. Carlo, sei
menti : rifabbricò la sagrestia , fece belle colonne di marmo bianco, con
dipingere da buoni pennelli, ne' va- scanalature rastremate , fogliami e
ni dei muri della nave di mezzo capitelli analoghi di grottesco stile.

varie storie della passione di Gesìi Le cappelle sono decorate di mar-


Cristo, ed architetto dei migliora- mi, e di diversi buoni dipinti, e tra
menti fu il celebre Martino Longhi. i depositi va rammentato quello del
Anticamente era parrocchia, ed un Cardinal Cetivo, pel merito artisti-

monaco adempiva le funzioni di par- co. Nella sagrestia ammirasi la ce-


roco. Nel lunedì santo tuttora si ce- lebre tavola della flagellazione, di
lebra da tempo remotissimo la sta- Giulio Romano. Il campanile di
zione , come ai 2 1 luglio la festa questa chiesa viene descritto e ce-
di s. Prassede. Ove conservano
si lebrato da Francesco Cancellieri
le reliquie, si custodisce un musai- nelle sue Campane a pag. i36. Ai
co coir immagine del Salvatore, do- 21 luglio, festa della santa titolare,

nato da s. Pietro al senatore s. Pu- il senato romano in ogni quadrien-


dente padre di s. Prassede, col no- nio la 1' offerta di un calice di ar-
me dell' istesso s. Pietro in lettere gento con sua patena, e quattro tor-
greche ; della quale immagine, dice cie di cera.
il Severano, in VII ecclcs., sono stati
S. Prisca, titolo Cardiìializìo in cu-
levati alcuni pezzetti dalla pia avi-
ra degli Agostiniani, sul monte
dità dei pellogriui. Si osserva in essa
Aventino nel rione Trastevere.
il volto di Gesù Ci'isto di viso lun-
go, gracile, e macilente, simile alle Nella parte dell' Aventino, che
,

CHI CHI i3

guarda vci'so oriente, è posfa^ questa e Prisca, e poi venne chiamato solo
chiesa , ove si vuole che fosse un con quello di s. Prisca. Di fatti nel
tempio dedicato a Diana, ovvero, se- secondo concilio romano trovasi sot-
condo altri, ad Ercole. Alcuni pre- toscritto Domenico prete de' ss. Aqui-
tendono esservi state le terme del- la e Prisca, come in altri concili ,

l' imperatore Dccio. Gli antichi fa- essendo uno de' titoli Cardinalizi dei
volosamente narrano, che in questa piìi antichi, per cui fra i suoi tito-
paite dell'Aventino fosse la grotta lari sono a rammentarsi, Giovanni
di Fauno, e di Pico con una fonte, Colonna detto il Cardinal di s. Pri-
in cui Numa Pompilio pose del vino sca, il quale morendo nel 1 198, Ce-
per inebriarli, e riportano la favola di lestino III il voleva per successore,
Evandro, di Ercole, e di Giove Elicio, rinunziandogli il pontificato. Onorio
cose che si spiegano da que' versi, i II, 127, diede il titolo al Car-
nel I

quali leggonsi nella chiesa a mano si- dinal Enrico, che poi si unì coll'an-
nistra dell'altare maggiore, e furono tipapa Anacleto II; ed Innocenzo II
da Papa Calisto III, Dai me-
ivi posti nel I 1 38 lo conferì al Cardinal
desimi versi pur rilevasi, che s. Pie- Rainiero Crescenzio romano. Gio-
tro mentre fu in Roma, per alcun vanni XXII, nel 1827, creò in Avi-
tempo abitò in questo luogo , e vi gnone prete Cardinale di s. Prisca
celebrò la messa, battezzandovi molti il proprio nipote Jacopo dal Forno,
convertiti alla fede. Anzi alcuni as- che poi gli successe nel pontificato,
seriscono che nel luogo di questa nel i334, col nome di Benedetto
chiesa, ch'era la casa dei santi coniu- XII. Il Cardinal Giannangelo de
gi Aquila e Priscilla , s. Pietro vi Medici era titolare di s. Prisca, quan-
passò prima di i-ecarsi nella casa di do nel iSog fu creato Papa. Tut-
Pudente. Si conserva ancora il fon- tavolta per un tempo rimase sospe-
te dell'acqua colla quale battezzava, so il conferimento del suo titolo

e fra quelli che furono ammessi al finché il Pontefice Sisto V nella


sagro lavacro, vi furono i detti due bolla,con cui confermò titoli, ve i

coniugi ospiti di s. Pietro , i quali lo comprese, per cui nuovamente fu


ricettarono nella loro casa anche s. dato ai Cardinali. Anticamente il
Paolo. Cardinal titolare adempiva il servi-
Gli scrittori ecclesiastici chiamano zio divino ebdomadario nella basi-
questa chiesa (che eretta in titolo lica di s. Paolo, e in tutti i lune-
Cardinalizio fu consagrata alla ss. dì vi celebrava la messa all' altare
Trinità), de' ss. Aquila e Prisca, o papale.
Priscilla, perchè poi dedicata in loro Non si deve poi tacere, che an-
onore. Prima Io era ai soli ss. Aquila ticamente furono posti in un son-
e Priscilla, ma dopo che il Ponte- tuoso contiguo monistero ad uf&-
fice s. Eutichiano, creato nel 27.5, ziarla dei monaci greci basiliani, di
ebbe per rivelazione notizia del luo- quelli che fuggirono dall'oriente nel-
go ov' era stato sepolto il corpo di la persecuzione delle sagre immagi-
s. Prisca vergine e martire romana, ni, e fu annoverata la chiesa tra
si portò fuori di Roma col clero e le venti abbazie privilegiate, il cui
col popolo, e rinvenutolo quivi con abbate assisteva il Papa nei solenni
molto onore lo ripose, per cui il pontificali. Alessandro II, che nel
titolo prese il nome de' ss. Aquila io52 la concesse all'abbate \ indo-
i4 CHI cnr
cinpiisc, ceco come esprime
si Con- : bunale delia Rota, latta avanti mon-
ccdiiiiun eiiam omnibus hujus loci signor Manzanedo , ed è in ordine
filìhatibus ecclesia/il Prìscac cum la rìoi, nella parte prima delle Re-
dignilate CardinaUs, etc. (il' impo- rrnsioìii, pubblicala nell'anno 1609.
se di riformavo i monaci colla re- In seguito venendo iiiual/ato nel
gola di s. fermando
Benedelto, coi) 167 j al Cardinalato Alessandro Cre-
tutli i privilegi cui godeva la chie- scenzi, Clemente X avendogli con-
sa. Di poi l'antipapa Clemente HI ferito questo titolo, procurò ripri-
la tolse ai monaci, ai quali la restituì stinare la collegiata, ma ad onta del
Urbano facendo altrettanto Ca-
li, suo impegno dovette cedere alle dif-
listo Innocenzo III quando lo-
II, e ficoltà che si liapposero.
ro venne ritolta. Ma questo ultimo Tutta volta venendo i sei canoni-
Pontefice sottomise i monaci al Car- cati ridotti a benefizi semplici, tre
dinal titolare prò tempore, e dispose sono perpetui , e tre vacabili. Due
che godesse la quarta parte delle de' primivengono posseduti dal prio-
entrate del monistero, come riferi- re prò tempore degli agostiniani, ed
sce Su-mondo, ep. 9 lib. I. Es-
il uno dal corpo de' beneficiati di s.
sendone per la sua lontananza tras- Lorenzo in Damaso, i quali ebbero
curato il culto, sotto Sisto V vi fu- da Innocenzo X il detto canonicato
rono posti i religiosi riformati di in compenso di alcune piccole case
s. Francesco, dai quali passò in custo- che possedevano, e che furono de-
dia agli agostiniani della congrega- molite nel riedificarsi la chiesa di s.

zione di Lombardia mentre n' era


, Agnese iu piazza Navona, e il con-
titolare il Cardinal Benedetto Giu- tiguo palazzo. Gli altri tre benefizi
stiniani genovese verso l'anno 1600, vacabili sono di nomina del Cardi-
il quale, come poi si dirà, fu gran- nal titolare, qualora non sieno af-
demente benemerito dell' edifizio. fetti alla santa Se.i\e gli ultimi pos-
Zelando il culto divino della me- sessori. Tenui sono le rendite di
desima, il Cardinal Giustiniani già cadauno, e sono sui luoghi de' monti,
diacono di s. Giorgio in Velabro. fruttando ognuno annui scudi tre-
diaconia che gli conferì colla por- dici e baiocchi ottantotto e mezzo.
pora Sisto V nel i586, prima di La prebenda è ora in barili cinque
mettere nella chiesa gli agostiniani, di mosto, per canone annuo impo-
vi eresse una collegiata, con istituir- sto sopra alcuni orti, e vigne adia-
vi sei canonici, ed un arciprete; ma centi, e confinanti co' beni del ca-
per pochi anni sussistettero, ed allora pitolo, una volta appartene-
e che
fu che tanto la chiesa, quanto il mo- vano al medesimo. Ora però fatto-
nistero, il giardino e l'orto furono da- ne il censo colla camera Apostolica,
ti agli agostiniani del convento di si ritira dalla direzione de' luoghi
.s.IVIaria del Popolo per uso di un di monti con ordine la somma
noviziato, di cui se ne vede la me- tenue di scudi quattro , e baioc-
moria nella iscrizione che i religiosi chi settantadue all' anno. I detti
posero nella camera appresso la sa- benefìzi godono ancora di un' an-
grestia, in onore del Cardinale Giu- nua spartizione, più o meno di
stiniani. I canonicati si convertiro- scudi tre e baiocchi cinquanta. Di
no in tanti benefìzi semplici, come questi in comune si esige la som-
si raccoglie da una decisione del tri- ma totale dalla direzione del debito
CHI CHI 15:

pul)bIico, dalla compagnia della mor- tri benefattori litolari presero cura
te delia nazione israelitica di Roma della chiesa, e del contiguo convento ,

pel cosi detto Ortaccio, ove seppel- che venne ampliato dal p. Dacci
liscono i loro cadaveri, data ad essa vicario generale degli agostiniani del-
in enfiteusi perpetua. L' esattore be- la congregazione di Lombardia; e,
neficiato diLorenzo in Daraaso,
s. verso il 1734, Clemente XII fece
il procuratore, ed il computista ven- molti mighoramenti nella chiesa, co-
gono pagati annualmente dai due me attesta una marmorea iscrizione,
incassi mentovati, ed il residuo di- che si legge a destra dell' ingresso.
viso dà a ciascun canonico circa scu- Anticamente la chiesa ebbe due
di tre e baiocchi cinquanta suddetti, ingressi, ma al tempo dell' Ugonio
ed al cadere dei quindennii circa già ne aveva un solo. Essa è divisa
scudi cinque. in tre navi con quattordici colonne
Ritornando all' edifizio di questa antiche, le quali per renderle più
chiesa, il Panciroli, Tesori nascosti solide, furono incassate nel muro di

p. 709 dice, che dopo le persecuzio- altrettanti pilastri. Le pareti furono


ni questo antico titolo sotto il no- dipinte dal Fontebuono; il quadro
me de' gloriosi martiri Aquila e dell'altare principale è del Passigna-
Priscilla, e di s. Prisca che fu chia- ni, e rappresenta il battesimo della
mata protomartire dell' occidente dal santa. mezzo della nave gran-
JNel
\'enuti, fosse nobilitato con qualche de è un'ampia inferriata che illu-
fabbrica da Costantino Magno, e da mina la sottoposta confessione, alla
s. Silvestro I. Certo poi è che A- quale si scende per vma comoda e
driano nell'anno 772, la riedificò,
I, doppia scala circondata da balaustra-
e siccome per la vecchiezza era per te. In essa è un quadro di musai-
cadere, accorse il Pontefice Calisto co rappresentante s. Pietro, e incon-
III nel 1455 a rifabbricai-la, come tro l'altare è il vaso, che si preten-
si vede dal suo ed iscri- stemma de servisse di battistcrio a s. Pietro
fione metrica di sopra nominata. quando battezzò i ss. Aqviila, e Pri-
In appresso volendo Leone X che scilla, ed altri pagani venuti alla fe-
i corpi de' suddetti tre santi marti- de leggendosi da un lato inciso
,
:

ri venissero con sicurezza custoditi, BAPTiSMUM s. PETBi. La fcsta di s.


li fece trasportare nella chiesa dei Prisca ricorre ai 18 gennaio, e la
ss. Quattro nel monte Celio, da do- stazione da tempo antichissimo vi
ve poi ne fu qui gran parte ripor- si celebra nel martedì santo.
tala. Il menzionato titolare Cardi-

nal Giustiniani, verso l'anno 1600 S. PuDENZiAyj , titolo Cardinali-


nel pontificato di Clemente Vili, zio in cura delle canonicliesse re-
con architettura di Carlo Lombar- golari di s. Agostino, o Latera-
di di Arezzo, vi aggiunse la facciata nensi, nel rione Monti.
esterna, ne ampliò l'atrio, rinnovò
ed abbellì con pitture la confessio- Sorge questa venerabilissima chie-
ne e l'altare sotterraneo, che dicesi sa alle radici del monte Viminale
consagrato da s. Pietro, rifece il sof- nel vico detto anticamente Lateri-
fitto ornandolo con dorature, e gli zio, o Patrizio, perchè Servio Tul-
donò diversi sagri arredi. Anche il lio dubitando della
re dei romani,
nominato Cardinal Crescenzi, ed al- fedeltà de' nobili cittadini romani i
,,

hs chi CllI
quali ciano pattizi, comandò clic tutti, mona, e da quivi propagò sempre
abbandonate le loro case, si portas- pili la sua giurisdizione, ordinando
sero ad abitare per questi strada. su quella sedia o diltcdra [T'odi),
Per tal causa il sito fu detto yico datagli da Pudente , vescovi e sa-
Patrizio, che dalla moderna Subur- cerdoti, e perciò spedi a propagare
ra si estendeva sino alla porta Vi- la fede s. Apollinare a Ravenna, s.

minale. Ora essendo occupato il sito Prisco a Capua, Aspreno a Na- s.

dalla villa Massimo fabbiicata da Si- poli, s. Romolo a Fiesole, s. Eutro-

sto V ( il ciuaie perciò avendo spia- pio a Verona, s. Prosdocimo a Pa-


nato le ineguaglianze, tolse l'antica dova s. Siro a Pavia
, s. Filippo ,

via che divideva il colle Esquilino Argirone nella Sicilia, s. Encario a


e il eolle Viminale), l'antico vico Treveri Torquato nelle Spagne
,

Patrizio termina appunto alla por- Giuliano a Cenomani , s. Aristoba-


ta di detta villa, ove si legge la me- lo nella Brettagna, s. Clemente in
moria della porta Viminale. Dagli Francia, ed altri molti in diver-
atti poi de' ss. martiri si raccoglie, se parti del mondo. Qui pure or-
che quivi fosse la rinomata grotta dinò Lino, Cleto, e Clemente che I

JVepoziana, perchè molti asseriscono gli successero nel Pontificato, e qui

che fosse nel vico Patrizio, e forse scrisse la sua prima lettera a' cri-
dovette chiamarsi Novaziana da Ne- stiani discacciati da Gerusalemme
vato figliuolo di s. Pudcnte, come consolandoli con paterne parole ; e
furono appellate terme che ivi le quivi battezzò Pudente con tutta
esistevano, ed anco Timotine da Ti- la sua famiglia, per cui fuvvi eret-
moteo altro figlio di s. Pudente, le to un fonte battesimale, dal Ponte-
quali edificate dai due fratelli an- fice s. Pio I, avendovi esercitato an-
cor oggi se ne veggono alcuni avan- ch' egli l'apostohco ministero. Dopo
zi presso la chiesa. Sotto taU terme avere risieduto s. Pietro sette anni
dovevano essere le mentovate grot- in Pioma, ne par fi pel bando impe-
te o cimiterio, e forse quello in cui riale, che esiliava tutti gli ebrei, la-

il Papa s. Stefano I battezzò cento sciando al suo ospite s. Pudente il

otto persone. libro del vangelo, aveva fatto che


Recatosi in R.oma il primo som- scrivere da s. 3Iarco in latino, ed
nìo Pontefice s. Pietro nell'anno 4^ un'immagine del Salvatore, che poi
di dopo di essere
Cristo, stato per fu collocata nella chiesa di s. Pras-
alcun tempo ad abitare in Traste- sede. Terminato il bando, s. Pietro
vere presso la chiesa di s. Cecilia ,
fece ritorno in R.oma con s. Paolo,
e di poi suir Aventino nel luogo ove e si vuole che ambedue per qual-
è la Chiesa di s. Prisca ( f edi), a- che tempo abitassero nel ])alazzo di
vcndo convertito alla fede il sena- s. Pudente. Poscia in questo luogo
tore romano Pudente, questi lo con- s. Pudenziana figlia di Pudente ,

dusse nella sua abitazione, ove ap- seppelh tremila corpi di santi mar-
punto è la chiesa di s. Pudenziana. tiri, e ad imitazione della sua so-
Quivi pertanto vuoisi che s. Pietro rella Prassede, in un pozzo che og-
incominciasse a praticare i riti, e il gidì pur si vede nella chiesa, ri-
culto divino in Roma, e celebrasse la poneva il sangue de'raartiri, che
prima messa. Quivi formò gì' inco- raccoglieva con una spugna. Dopo
minciati fondamenti della Chiesa ro- la sua morte, il Pontefice s. Pio 1
,

CHI CHI r7
detto nell'anno i58, ad istanza di Dal padre di s. Pudenzio s. Pu-
s. Prassede, eresse la chiesa in titolo dente, questo titolo Cardinalizio si

ili onore di Dio, e di s. Puden/.iana. chiamò pure col suo nome, e quando
Qual poi sia la prima chiesa, neir anno 385 fu creato Papa s.
che fu consagrata iu Roma, se que- Siricio, trovavasi prete Cardinale di
sta, o quella di s. Pietro in Vinciir questa chiesa. Quindi s. Gregorio
lis, ovvero altra, il Cardinal Bona I vi pose la stazione del martedì
non lo sa decidere , Rerum liturg. dopo la terza domenica di quaresi-
lib. V, cap. 19, § che I, dicendo ma ; ed in progresso il Cardinal
la cosa è incerta. Ne trattano però titolare nel venerdì celebrava sul-
eruditamente il Fiorentino, Exerc. l'altare papale della basilica di -s.

XI ad diem i Aug., ed il Punal- Maria Maggiore, essendo addetto al


di , Annali ecclesiastici , all' anno servizio ecclesiastico ebdomadario ;

162. La chiesa prese poi il titolo della qual basilica divenne filiale la

di Pastore, da sant' Ermete fra- chiesa di s. Pudenziana, per cui


tello di Pio I, che pur si chia-
s. tuttora il capitolo ai 19 maggio,
mava Pastore pel seguente avve- festa della santa vergine, e nel dì
nimento. Essendo nata divergenza della stazione vi si reca a celebrare
sul tempo della celebrazione della la messa, e i divini uffizi. Dipoi
pasqua, apparve a Pastore un angelo parte delle rendite della chiesa di s.

in forma di pastore, e gli rilevò es- Pudenziana , prebenda


formava la
ser volere divino, che si celebrasse del Cardinal arciprete della mento-
sempre domenica: co-
in giorno di vata basilica, ma verso l'anno i543
sì il Piazza nel Menologio romano Paolo III ad istanza del Cardinal
perpetuo, parte II, pag. 75. Altri arciprete Guido Ascanio Sforza, che
sono di opinione, che prendesse il in perpetuo le rinunziò, applicate
titolo diPastore dal nome del me- vennero alla stessa basilica pel man-
desimo fiatello di s. Pio I, perchè tenimento de' musici, ed altri bisogni
questi a lui la diede in cura. Né si della basilica.
deve tacere, che in questo luogo, pi'i- Questa venerabile chiesa fu più
mizia della religione cristiana in Ro- volte restaurata, ed abbellita. Pri-
ma, onorato colla presenza, residen- mieramente si vuole che il detto
za, e sagrifìzio di s. Pietro, e colla Pontefice s. Siricio ne fosse beneme-
predicazione di s. Paolo, secondo rito. Quindi Adriano I nel 774 la
il Pauliano, il Pontefice san Cle- rifece: s. Leone III le donò un
mente I concesse l' indulgenza , e ornamento di seta bianca ; e poi,
forse la più antica di qualsivoglia come racconta il Vittorelli, verso
di R.oma. Pauliano
T^. Jo. Bapt. l'anno 884, davenne restaurata
De jiihilaeo, lib. Ili, ed il Baronio Adriano III, come ne faceva testi-
Annal. ad annum 44- All'anno poi monianza un monogramma del suo
I ^9 racconta la gran carità, che in nome. In appresso un tal Cardinale
questa casa e titolo si usava co' no- Benedetto titolare di nuovo la ,

velli cristiani mnssime con quelli , rifabbricò , nel pontificato di s.

provenienti dall'oriente, coi quali pra- Gregorio VII, e la consagrò in onore


ticavasi amorevole ospitalità, per cui di s. Pastore, e di s. Giovanni
vi prese alloggio anco s. Giustino Battista, oltre di s. Pudenziana,
filosofo martire. leggendosene la memoria seguente
, ,

i8 <:ìii CITI
nella cappella di s. Pietro incisa su di luglio, in memoria dall' avervi

tavole in marmo, la quale prima abitato, il collegio dei protonotari


stava al vecchio pulpito presso l'al- apostolici si recasse in questa chiesa,
tare grande; ad assistere al pontificale. Anticii-
mente la chiesa di s. Pudenziana lii

Tempore Gregoriì septeni prac- ufiiziata dal clero secolare, linchè


sulis almi Innocenzo II nel ii3o la diede in
Praesbyler eximiuSj prccclarns vir custodia ai canonici regolari di s.

Benedictum Maria del Reno di Bologna, dicen-


Moribus, ecclesiam renovai'it fun- do altri che Adriano IV del 54 i 1

dilus istam, r accordò ai canonici regolari late-


Qnam consecravit sacer idem Car- ranensi. Sotto Url)ano VI dai cano-
diiiequenalis : nici regolari per istanza del Caidi-
EjiLsdem sane feci t super tempore nal Rainulfo Gerza IVIonturco, tito-
Papae lare di s. Pudenziana vi furo- ,

Augusli mensis .leptenis nempe no collocati i monaci camaldolesi


Kalendis, che vi fecero fioiire la regolare
Nomine Pasloris, praecnrsorisque disciplina, ed avendola lasciata, s.
Joaiiiiis. Pio V la diede ai p. domenicani,
penitenzieri di s. INIaria Maggiore.
1278 Nicolò UT fece Car-
Nel Quindi, avendo Sisto confermato V
dinale titolare di s. Pudenziana nel 1 586 la congregazione de' ci-
Girolamo IMascio, che nel 1288 di- stcrciensi detti fogUanti, per le pre-
venne Pontefice Nicolò IV. Eletto mure del nominato Cardinal Cae-
nel i447 Nicolò V, per molto tani , ad essi la consegnò. Questi
tempo gli piacque ad abitare nel si distinsero nel farvi risplendere il

contiguo palazzo, come asseriscono divin culto, adornando la chiesa, e


Novaes, e Borgia. Dipoi nel i549 rendendo più ampio, e comodo il

Paolo III ne conferì il titolo colla contiguo monistero. Fu a questi


porpora a Giannangelo de Medici, cistcrciensi, che nel i6o5 Leone XI
che nel i559 salì al pontificato diede l'incarico di riformare gli
col nome di Pio IV. Nel declinare Agnus Dei di cera , da benediisi
di tal secolo, l'altro Cardinale tito- dai Pontefici, lo che confermò nel
lare Enrico Caetani, con ecclesiasti- itìo8 Paolo V. Ma per le note ul-
ca magnificenza restaurò la chiesa, time vicende, rimanendo il moniste-
e per la sua nobilissima famiglia ro senza monaci, per ordine di Pio
rifabbricò splendidamente la cap- VII, in esso furono collocate le ca-
pella di s. Pastore, in onore de' ss. uonichesse regolari di s. Agostino,
re Magi, della quale parlammo al dopoché il loro monistero dello
tomo VI, pag. 216
Diziona- del Spirito Santo fu atterrato nulla
rio all' articolo della famiglia Cae- francese amministrazione, per am-
tani. Altro titolare degno di special pliare il foro trajano, come meglio
menzione è il beato Paolo Burati dicesi al tomo MI del Dizionario
detto di Arezzo. Allorché poi Bene- p. 233, parlandosi di tali canoni-
detto XIV volle rendere nel 1743 ci! esse.

più solenne l' ottava de' ss. Pietro Prima si salivano dieci gradini
e Paolo, stabilì che nel dì primo per giungere alla chiesa, ed ora a
,

CHI CHI 19
cagione clell'alzamento della strada, Della chiesa di s. Pudenziaiia nei
se ne scendono parecchi per entrar- sagri Trofei p. 23; il IMabillou
vi. La facciata esteriore è semplice, 3Ius. Italie, t. I, p. 58; e \incen-
e già fu dipinta da Poniarancio. zo M. Costanzi, de Ecclesia s. Pii-
L'interno è a tre navi, sostenute dentianae p. 335. La delta cappella
dai pilastri, in cui sono incassate le di s. Pietro ha suU' altare, entro
antiche colonne di marmo bigio del quale dicesi essere la suddetta
due delle quali a spira si vedono mensa di legno, due statue di Gio.
ai lati della porta. La tribuna è Battista della Porta, che rappresen-
decorata d' un antico musaico e- tano Gesù Cristo, il quale dà le chia-
gregiamente conservato , fatto da vi a s. Pietro ; e gli atlreschi della

Papa Adriano I. Si vedono in esso volta che furono condotti dal Ba-
molle prospettive e figure attorno glioni, esprimono alcune storie del
ad un Salvatore, con libro apeito principe degli apostoli.
in mano, nel quale si legge : Donii- Sulla chiesa di s. Pudenziana, la
nus coiisen'ator ecclesiae Picdc/itia- quale ebbe anche il nome di basilica,
nae. Per le figure, sono rimarche- oltre i citati autori, ed altri, si ha
voli tra gli apostoli quelle di s. Pie- Benigno Davanzali, Notizie della ba-
tro e di s. Paolo, non che quella silica di s. Pudenziana, Roma i 725,
di Pudente. L' Ugonio attribui-
s. ed il libro intitolato. Divozione a
sce questo musaico ai tempi di s. Pudenziana, ed alli santi tre mi-
Adriano Ili, e lo dice eseguito per sua la martiri sepolti in detta chiesa ,

cui-a. Il quadro colla santa titola- Ptoma 1731. 11 senato romano in


re, insieme alle effigie dei suoi fra- ogni quadriennio fa a questa chiesa
telli i ss. Novato e Timoteo, sono r offerta d' un calice di argento con
del Nocchi di Lucca. La cupola, e i sua patena, e quattro torcie di cera
suoi peducci furono dipinti da Poma- nel d'i della festa di s. Pudenziana.
rancio ; le statue in istucco le fece il

reggono l'orga-
Reti, e gli angeli, che Ss. Quaranta martiri, dé'pp. mi-
no e sono del Maini. Fra le
i coretti, nori Osservanti. Vedi.
cappelle primeggiano quella succen-
iiata dei Caetani, e quella dedicata Ss. Quattro Coronati,titolo Car-

a s. Pietro , nella quale cappella dinalizio, in cura delle monache


vuoisi che celebrasse il santo apo- agostiniane del conservatorio del-
stolo, e perciò Y altare è privilegia- le orfane, nel rione Canipitelli.
to venendo abbellita la cappella
,

nel iSgG da Desiderio Collino fran- Questa nobilissima ed antica chie-


cese. Parlando il Cancellieri, Me- sa è sul monte Celio, in quella parte
morie istoriche delle sagre teste dei che guarda verso l'oriente, e il

ss. Pietro e Paolo, a pag. 72, del- monte Esquilino, nel luogo che si

l'altare ove celebrò s. Pietro, il quale disse Castra peregrina, dagli allog-
conservasi entro quello papale della giamenti, che ivi stabilì Augusto pei
basilica lateranense, aggiunge che soldati forestieri. Si vuole eretta da
di un' altra mensa di legno, in cui s. ]Melchiade, come dice Panvinio,
vi è tradizione che celebrasse s. Pie- prima che divenisse Papa nell'anno
tro, ed esistente nella chiesa di s. 3 II, in onore di quattro soldati
Pudenziana, ne trattano il Torrigio, fratelli Severo, Severiauo, Carpofo-
,

20 CHI CHI
ro, e Villorino niaiiiri nella perse- data in titolo a s. Leone IV, per-
cuzione (li Diocleziano, i quali es- chè* era titolo fino da s. Gregoiio
sendo cornicolaii, che aveano per I, come rilevasi dal menzionato con-
ulìlzio (li ricevere gli atti de' con- cilio romano da lui celihrato, appe-
dannati, aveano ricusato di farlo na quel Papa morì, in questa chie-
nelle cause de' cristiani destinati al sa si convocarono il clero , e il
martirio. S. Melcliiade li seppellì popolo, che portarono fra gli ap-
nella via Labicana, forse nel ci- plausi s. Leone IV alla vicina ba-
miterio ad duos laiiros ,
presso i silica lateranense, ove lo venerarono
santi martiri Claudio, Nicostra- Pontelice, ilche avvenne agli i i
to , Sinforiano , Castorio , e Sim- aprile dell' 847. Fu allora, che s.
plicio, i quali patirono il marti- Leone IV dai fondamenti rifece la
rio perchè, essendo scultori, si ri- chiesa, l'abbelh, e le fece il dono
cusarono di fare statue, che doveva- di molti vasi d'oro e di argento,
no servire per idoli ai gentili, della ed allri sagri arredi, come poi fe-
qual professione alcuni vorrebbono cero altri successoli. Quindi ricercò,
anche i precedenti quattro martiri. e rinvenne i corpi de' ss. Quattro
Divenuto Papa s.Melchiade, a questi coronati, i di cui nomi si seppero
ultimi ordinò 1' uffizio , e siccome per divina rivelazione, ed insieme a
ignoravansi i loro nomi, disse che se quelli dei cinque santi martiri scul-
ne celebrasse la memoria col nome tori summeiitovati, li collocò sotto
de' ss. Quattro Coronati, dalla coro- la confessione, o cappella sotterranea.
na del martirio. Nel marmo posto da un lato del-
Di questa chiesa fece onorevole l'altare maggiore, vengono descritti
menzione s. Gregorio I, il quale per non solo i detti corpi santi qui
la divozione che ne aveva, vi tras- riposti da s. Leone IV, ma quelli
ferì la stazione nel lunedi dopo la di altri santi, e di altre insigni re-
quarta domenica di quaresima, che liquie. Tale fu poi il culto, che si
tuttora vi si celebra, la quale prima professò ai ss. Quattro Coronati
stava nella chiesa di s. Cajo. Da che nella festa di essi agli 8 novem-
questa chiesa vuoisi, che vi trasferisse bre Pontefici usavano il triregno.
i

il titolo Cardinalizio ancora, per II Piazza, nella Gerarchia Cardinali-

cui ha un Fortunato prete Car-


si zia a pag. 55cf, e 56o, riporta il
dinale de' ss. Quattro Coronati nel catalogo delle nominate reliquie,
concilio celebrato da quel Papa. postevi da s. Leone IV.
Il Pontefice Onorio I, verso l'anno Nell'anno 885, e ai i5 luglio,
63o, riedificò la chiesa sull'antica, quivi fu acclamato Pontefice Stefa-
e forse il fece da Cardinale nel no V detto VI, il quale essendo
pontificato dis. Gregorio I, che poi titolare della chiesa, abitava l'annes-
r onorò colla detta stazione,, e col so palazzo de' Cardinali. Nel io85
titolo. Il Cardinal titolale antica- per la dilferenza dell' investiture ec-
mente esercitava le funzioni ebdo- clesiastiche, tra Enrico IV impera-
madarie nella patriarcale basilica di tore, e Gregorio VII, il primo
s.

s. Lorenzo fuori le mura in tutti i si recò in Roma con un esercito, e

sabbati, celebrando suU' altare ponti- costrinse il Papa a ritirarsi nel Ca-
ficio. In seguito Adriano I la rin- stel s. Angelo, ove l' assediò. Intan-
novò, e siccome Sergio II l'avea to recatosi in Roma in ajuto del
,

CHI CHI 21
Pontefice, Roberto Guiscardo duca glio del re di Pcntogallo, il quale
di Puglia, r imperatore si ritirò a nella minorità del re Sebastiano suo
Siena. Tutlavolta, siccome i di lui nipote, fu reggente del regno, e per
fautori fecero resistenza, duca in- il la di lui morte ascese al trono
cendiò vari luoghi della città, onde conservando la dignità e le insegne
trasportare nel trambusto s. Gre- Cardinalizie, ed era di tali pregi e
gorio VII nel patriarchio lateranen- virtù ,poco mancò ad essere
che
se, come gli riuscì. Tra i luoghi fatto successore a Paolo III. Pio IV
che perirono per le fiamme, vi fu accomodò in più parti la chiesa, ed
anco questa chiesa, la quale rimase at- il monistero, che per lungo tempo
terrata. Peraltro non andò guari, che avea servito di abitazione ai mona-
Pasquale II non solo la rifabbricò ci i56o diede sì
camaldolesi, e nel
dai fondamenti, e l' adornò, ma ai la chiesa che
monistero al con-
il

20 gennaio del 11 16 solennemente servatorio delle povere zitelle orfa-


la consagrò. Inoltre vi eresse ac- ne, di cui si tratta all'articolo Col-
canto un magnifico palazzo ponti- legio Salviati [Vedi), togliendole dal
ficio, il quale fu abitato da Sigis- monistero per loro eretto, ove ora
mondo imperatore, quando nel mag- è r ospedale de' Bonfratelli nell' iso-
gio 1433 giunse in Roma per es- la tiberina. Lo stesso Pio IV aprì
sei'e coronato da Eugenio IV. incontro alla chiesa una comoda
Nel pontificato di INIartino V, via, che conduce alla basilica di s.

essendone titolare il Cardinal Al- Giovanni in Laterano.


fonso Cardio spagnuolo, risarcì in L' antichissimo oratorio, che si

gran parte la chiesa, del che si vede sotto il portico, è dedicato da


legge per testimonianza la seguente Stefano Cardinale di s. Maria in
iscrizione posta nell' atrio o vesti-
,
Trastevere, nel pontificato d' Inno-
bolo sotto il di lui stemma genti- cenzo III, a Papa s. Silvestro I, è
lizio: decorato nelle pareti d' interessanti
pitture del sesto e settimo secolo,
Haec quaecumque vìdes \> eteri pro- rappresentanti pai'ecchi fatti della
strata ridila, vita di Costantino magno, e di s.

Obruta verbenis, hederis, diim is- Silvestro I. Il Cardinal Rinaldo


qiie jacehant. Conti, che fu poi Alessandro IV,
Non hìspanus Carillo
tu Ut Al- nel sotto Innocenzo IV la con-
1246
pìionsiia. honore sagrò, di che ne fa fede una iscri-
Cardineo fidgens, sed opus lìcet zione in marmo ivi posta. In una cro-
occupat ingens naca di Fiandra, riferita dagli scrit-
Sic animus magno rcparatque pa- tori della Germania al foglio 84
latia sumpta, citati dal Martinelli, Rom. ex Ethni-
Duni sedet extincto Martinus schìs- ca socr., si racconta Tlieodoricus :

mate qiiiiitus. Pontifcx Trei'irensis sub Leone Vili


cellam ss. Quatuor Coronatorum,
Altro titolare spagnuolo fu il Car- Clini omnibus /J ppendìtiis suis sibi,
dinal Alfonso Borgia, che nel 1455 suisque successoribiis in perpetuum
divenne Papa col nome di Calisto acquisii'it. Dal che si scorge, che
III. Quindi nel i54j Paolo III ne forse questo oratorio fu assegnato
dichiarò Cardinale prete Enrico fi- per di lui residenza, quando si fos-
11 CHI CMI
se recato in Roma 1"
arcivescovo di Per un atrio di antica costruzio-

Trevcri, come presso la chiesa di ne si entra in ima corte, da dove


s. Giovanni ante porlam latinain , per una sola porta si ha ingresso
eravi la residenza per quello di Co- alla chieda. L'interno della chiesa
lonia. In questo oratorio pregevole è diviso in ti'e navi, sostenute da
per le sagre e preziose reliquie che otto colonne di granito, quattro per
ivi veneransi, sino dal i4o6 sotto parte, sopra le quali sonpvi i muri
Innocenzo VII, gli sciiltorij e scal- a guisa di loggie, come erano nelle

pellini, sotto i" invocazione dei santi antiche basiliche, ornati di altre co-
Quattro Coronati, e degli altri cin- lonne simili , ma piti piccole. Le
que santi martiri, che aveano eser- navi laterali sono a volta, quella di

citata la professione di scultore, mezzo ha il con


soHltto di legno
eressero una confraternita d' ambo intagli, fatto Car-
fare dal sullodato

i sessi. V. Piazza, Opere Pie ec. p. dinal di Portogallo il pavimento è :

C3-2, Della Confraternita dei ss. d' opera alessandrina, accomodato


Quattro incoronati. in pili parti. La tribuna già fatta

Ritornando alla nostra chiesa, nel erigere da Pasquale li fu ristorata

i583 Gregorio XIII vi prepose in ti- dal Cardinal Millini titolare, con
tolare il Cardinal Giannantonio Fac- buoni affreschi del Maimozzi, detto
chinetti bolognese, il quale, ai 29 ot- Giovanni da s. Giovanni, stimati per
tobre i')9i, fu eletto Papa col no- la vivacità della loro composizione.
me d'Innocenzo IX, ed in onore Questo pittore vuoisi fosse il primo a
de' santi titolari, volle prendere il dipingere bizzarramente con gli ange-
solenne possesso della basilica late- li le angiolesse ; altri però attribui-
ranense agli 8 novembre giorno scono tale introduzione al cav. d'Ar-
della loro festa : nel creare poi ai pino, o all'Allori. Il primo altare a
18 dicembre il nipote Antonio Fac- diritta è dedicato alla nascita di Ge-
chinetti della Noce diacono Cardi- sù Cristo, indi si vede il maestoso
nale, gli diede questa chiesa per deposito di monsignor d'Aquino, udi-
diaconia , e morì il Cardinale nel- tore delia Camera, insigne benefatto-
r anno 1606. Quindi nel .1624 re dell'attiguo conservatorio, uomo
il Cardinal titolare Giovanni Gar- dotto, che raccolse molti libri rari.

zia Millini , restaurando la chiesa, Segue l'altare di s. Sebastiano mar-


ebbe la religiosa consolazione di tire, il cui quadro dipinse il Baglio-
ritrovare i corpi de' Quattro Co-
ss. ni. Quivi è nna cappelletta sotter-
ronati Severo, Severiano, Carpofo- ranea, dove si scentle per doppia
ro, e Vittorino, e fra le tante reli- scala; ed ivi si conservano i corpi
quie che la chiesa possiede, rinvenne de' santi titolari della chiesa.
ancora il capo di s. Sebastiano mar- Il senato romano in ogni qua-
tire, il quale collocato in una teca driennio per la festa de' ss. Quattro,
d'argento da s. Gregorio IV, fu poi fa in questa chiesa la pia olferta di
da s. Leone IV donato alla mede- un calice e patena di argento, e
sima. In seguito r altro Cardinal ti- quattro lorcie di cera. Abbiamo da
tolare Girolamo Vidoni, nel i632 Decio INIemmolo, Della vita, chiesa,
collocò tal capo in nobile reliquia- e relìquie de' ss. Quattro coronati,
rio in una cappella elegante dedi- Roma iG-jS; opera, che nella stessa
cata al detto santo. città si ristampò nel 1757. E Gio.
, ,

CHI CHI 23
Pietro Luccitelli scrisse, Le Notizie rio XIII, e nel \5'j5, quivi fu fon-
concernenti la testa di s. Sebastiano data la confraternita del ss. Sagra-
martire, che si custodisce nella chie- mento, ai cui fratelli vennero con-
sa de" ss. Quattro Coronati, Roma cesse molte grazie ed indulgenze, e

1757. il sacco bianco, mentre per insegna

si stabilì un calice d'oro, con l'O-

Ss. QuiRico e GiULiTTA , titolo stia sopra in campo bianco. V.


Cardinalizio, con parrocchia in Carlo Bartolomeo Piazza, Opere pie
cura dt domenicani , nel rione di Roma pag. 53o, Della confra-
31onti. ternita citi ss. Sagramento , ai ss.

Quirico e Giulitta a Torre de Conti.


Questa antichissima chiesa è de- Lo stesso Gregorio XllI nel i586
dicata a s. Quirico fanciullo, ed alla fece prete Cardinale di questo tito-
sua madre Giulitta martiri, ambe- lo Alessandro de Medici, il quale
due di TiU-so, ii cui aliare vuoisi con- nell'anno seguente 19 febbraio, ai
sagrato dal Pontefice Vigilio, il qua- avendola restaurata ed abbellita
le fiorì Viene detta que-
nel 546. solennemente consagrò in onore dei
sta chiesa a 2 or de' Conti^ da quel- due santi titolari l'altare antichissi-
la che vicino grandiosamente eresse mo, già consagrato da Papa Vigi-
ne' primi del secolo XIII Innocenzo lio, e poscia nel i6o5 fu creato
IH, Conti, perchè servisse di guardia Pontefice col nome di Leone XI.
alla città in occasione di tumul- Gli successe Paolo V, il quale nel
to, o per testimonio di grandezza 1606 alzò il pavimento, per libe-
della sua illustre casa, e del suo l'arlo dalle inondazioni del Tevere.
glorioso pontificato ma minaccian- : Quindi ne fu benefattore anco Ur-
do di poi rovina, Urbano Vili la bano Vili, dappoiché la restaurò, e
fece in parte demolire. feccia fiancheggiare con alcuni pi-
Verso l'anno i47<^> Sisto IV re- lastri. Clemente X la diede per ti-

staurò questa chiesa, e vi trasportò tolo al Cardinal Galeazzo Mare-


il titolo Cardinalizio, e la stazione, scotti, le cui beneficenze a favore
che nel maitedì dopo la domenica della chiesa, riporta il Piazza cita-

di passione godeva la chiesa di s. Ci- to, nella Gerarchia Cardinalizia ,

riaco, la quale anticamente era nelle parlando di questo titolo.


terme Diocleziane; stazione, che ve- Clemente XI, nel 1706, creò Car-
nendo alla chiesa de' ss. Quirico e dinale de' ss. Quirico e Giulitta Mi-
Giulitta contrastata da quella di s. chelangelo Conti, che nel 1731 gli

Maria in Via Lata ( Vedi), fu dal- successe col nome di Innocenzo


la pontificia autorità deciso, che iu XIII; e tolta la collegiata, che vi
tal giorno ambedue le chiese godes- era, l'affidò alla custodia dei reli-

sero la stazione. Quindi essendo già giosi di s. Domenico, i quali nel


collegiatacon capitolo di canonici, pontificato di Benedetto XllI, del
fu annoverata da Pio V nel nove- loro medesimo Ordine, e da lui aiu-
ro delle vicarie parrocchiali perpe- tati, rimodernarono ed abbellirono
tue , ma allorché , come diremo la chiesa. Tranne il quadro dell'al-
cessò di essere collegiata, vm reli- tare maggiore, rappresentante i due
gioso domenicano ne divenne il santi martiri, e di buon pennello,
parroco. Nel pontificato di Grego- gli altri sono moderni in quello :
,

i\ CHI cin
dedicato aGiuseppe sposo di
s. fice nelle funzioni solenni ,
per es-
Maria Veif^ine ed al ladrone s.
, sere la sua abbazia una delle venti
Disma, vuoisi che entro l'altare vi privilegiate di Roma. Anticamente
sia gran parte del corpo di quest' eravi la stazione nel martedì santo,
ultimo. Di altre reliquie fa men- come abbiamo dal Piazza, Eortero-
zione la lapide, che si legge nella logio., ovvero le sagre stazioni ro-
slessa chiesa del suddetto Cardina- mane, pag. 3Gf), il quale parla dei
le titolare de' Medici, colla data 19 pregi, e delle memorie ecclesiastiche
febbraio i584- La festa titolare ce- di questa chiesa, non che nel tomo
lebrasi ai 16 giugno, nel qual gior- II del suo Enierologio a pag. 717.
no in ogni quadriennio, il senato Venne dedicata a s. Sabba abbate
romano fa a questa cliiesa la pia di Cappadocia, e fondata ai mona-

oblazione di un calice di argento, ci greci di s. Basilio verso l'anno


e di quattro toi'cie di cera. 55o, che la chiamarono Cella Nuo-
va, o Cella Novella, forse, come
S. Rocco, con parrochia, dell' arci- dicono alcuni, per essere stalo il lo-
confraternila dì s. Rocco, nel rio- ro primo ospizio in Roma , o, per
ne Campo Maì'zo. V. Arcicon- dire meglio, per essere stati ivi

FRATERJVITA DI S. RoCCO. trasportatida qualche altro luogo


della medesima città. Quivi risiede-
Il magistrato romano, ogni anno vano duecento monaci greci, che sal-
ai 16 agosto festa del santo titola- meggiavano dì e notte, e detti perciò
re, olfre a questa chiesa un calice, Acemiti, o Acemeti, cioè sempre vi-
e patena di argento, con quattro gilanti. Altri fanno fondatore, o re-
torcie di cera bianca. Leone XII nel stauratore del monistero, s. Grego-
1824 colla bolla, Super Universani, rio che fu eletto nel Sgo. È poi
I,

stabili m questa chiesa la cura par- certo che presso la chiesa vi abita-
rocchiale. va religiosamente la di lui madre
s. Silvia, di che facemmo menzio-
S. Romualdo de' monaci camal- ne all'articolo Chiesa di s. Grego-
dolesi, nel rione Trevi. V. Ca- rio AL MoxTE Celio.
maldolesi monaci. Nell'anno 767 per la sede vacan-
te di s. Paolo I, insorse l'antipapa
Ss. Ruffina e Seconda, delle mo- Costantino [Vedi), ma dopo tredici
nache del sagro Cuore, nel rio- mesi di scisma fu cacciato nel mo-
ne di Trastevere. V. Sagro Cuo- nistero di Cella Nuova,
dove fu
re monache. tratto dai furibondi soldati che gli
cavarono gli occhi. Quindi si legge
S. Sabba abbate, de' pp. Gesuiti nelle Vite de' Papi, che Giovanni
del collegio Germanico, nel rio- XVIII morì ai 7 dicembre ioo3,
ne Ripa. ovvero ai 3 1 ottobre, e fu sepolto
secondo il Ciacconio, nel monistero
A questa chiesa si arriva per una di s. Sabba in Cella Nuova : altri

piccola via situata dietro s. Balbina dicono pili probabilmente con Gio-
e la sua fondazione è antichissima, vanni diacono, che fosse tumulato
giacché l'abbate del contiguo mo- al Lalerauo.
uistero assisteva al romano Ponte- Sembra che poi nel luouislero
, . .

CHI CHI 25
vi passassero i monaci benedettini Culnium apostolicum cinn Coe-
cliiniacensi ; certo è che mancan- lestiniis haheret
dovi l' osservanza della disciplina, Primus et in tato fidgeret epìsco-
nell' anno i i4^ > Lucio II chia- pus orLej
mò dalla Francia in Roma al- Haec quae miraris fundavit praes-
cuni virtuosi monaci cluniacensi, e hyter Urbis
diede loro la chiesa , e il moniste- Illyrica degente Petrus, vir no-
ro, ma poscia vi passarono i cistcr- mine tanto
ciensi, come afferma il p. Casimiro, Digniis, ah exortu Christi nutii-
Mem. Ist. p. i3. In seguito restan- tiis in aula:
do l'abbazia pressoché abbandona- Pauperihus lucuples, sili pauper,
ta, Gregorio XIll, siccome era di- qui bona vitae
venuta commenda, uni le sue ren- Praesentis JìigienSj meniit spera-
dite al Collegio germanico ungari- re futuram
co ( P^edi )
, che afiidò alla dire-
zione de' gesuiti. Da un lato del Dalle bande poi di tali versi si
portico che precede la chiesa è un vedono due figure di donne con un
antico sarcofago, in cui vedesi scol- libro in mano, sotto le quali sono
pila una festa nuziale. L' interno queste iscrizioni, cioè sotto quella a
ha tre navi divise in ventiquattro destra, ecclesia ex circumcisioxe ;

colonne, parte di granito, paite di sotto l'altare a sinistra, ecclesia ex


marmo pario. Essa è visibile al po- Gentirus.
polo solo nel giorno 6 dicembre, Nell'anno ^3i, successe a s. Ce-
festività del sauto titolare. lestino I, il Pontefice s. Sisto IH,
il quale compì l'edifizio della chie-
sa, quindi la dedicò e consagrò coi
S. Sabina, titolo Cardinalizio, in
consueti riti, ponendovi il battiste-
cura dei domenicani, nel rione
rio,laonde fino da quel tempo di-
Ripa.
venne titolo di Cardinale prete. Di
poi neir anno 538 avendo Yitige
Fra che nobilitano il
le chiese, re dei goti assediato Roma, Be-
celebre monte Aventino, una è que- lisario capitano imperiale, credendo
sta edificata secondo alcuni , nel
, che Papa s. Silveiio fosse d' intelli-
luogo dove s. Sabina ebbe la casa genza col nemico, da questa chiesa
paterna, o del suo marito, e presso ove erasi ritirato l' innocente Pon-
i templi di Diana, e di Giunone tefice, l'esiliò dalla città, dopo aver-
Lucina. Ivi pure vuoisi che la san- lo obbligato a vestirsi da monaco
ta patisse il martirio, ed ove i fe- Dipoi s. Gregorio I creato nel 5cjO
deli eressero un oratorio, sul quale vi pose o confermò la stazione pel
nel pontificato di s. Celestino I, dì primo di quaresima, incomincian-
e verso l'anno ^'25 venne edificata do visi a celebrare una delle piìi ri-
la chiesa da un certo Pietro Cardi- nomate funzioni ecclesiastiche. Dap-
nale ,
prete schiavone di nazione poiché in tal giorno il Papa coi
come l'ilevasi dai seguenti versi, che Cardinali si recava a s. Anastasia
sono scritti sulla porta maggiore del per la colletta per adunarvi il po-
lato destro, con lettere di musaico polo, ed in essi dava a tutti la ce-
dorato: nere; quindi processionalmente, pas-
26 CUI CHI
sando per la chiesa di s. Maria in Cardinali. Prima
di lui Onorio III,

Cdsineilin scalzo, si avviava alla avendo con'ermalo l'Ordine de' pre-


chiesa di s. Sabina: quivi si caiila- dicatori, concesse loro la chiesa col
va la messa, pronunciava un ome- contiguo hiogo, per cui fa santifi-

lia, ed in fine il diacono annuncia- cata dalla residenza di s. Domenico


va la seguente stazione. In piogies- fondatore del medesimo, che per
so di tempo i Pontefici si portavano virtìi di Dio, vi operò molli mira-
dalia loro residenza in questa chie- coli, ^i fondò il ujonistero in una
sa a dare principio alle stazioni parte del palazzo di Onorio III, ci

quaiesiinali, in solenne cavalcala, dictle l'abito religioso a s. Giacinto,


segniti dai Cardinali, prelati e cor- e vi godette la compagnia di s.
te romana, funzioni tutte che ven- Francesco d' ^Vssisi, e di s. Angelo
gono descritte all' articolo Cai'Pelle carmelitano. I Savelli, della cui fa-
]^o>TiFiciE G X numero 6. miglia era Onorio III che divenne
Qui il medesimo s- Gregorio I Pontefice nel 12 16, potentissimi no-
lecito quel bel sermone nclT i^liluir- bili romani, erano signori del monte
vi le litanie maggiori dette scUiJur- Aventino. Onorio IH presso la chie-
mij cioè nel tempo che Roma era sa aveva edificato un magnifico pa-
atTlitta dalla peste. Si chiamarono lazzo ponfificio, ove abitò molto tem-
settifonni tali litanie, perchè dove- po, come poi fecero altri Papi; in esso
vano recitarsi nella processione da appunto confermò l'Ordine di s. Do-
sette condizioni di persone, partendo menico, e vi stabifi il cospicuo ufllzio
da sette diverse chiese; della (piai di Maestro del sagro palazzo apo-
funzione ne legge la memoria
se stolico, destinandovipel primo lo
nella tribuna, o coro di questa chie- stesso s. Domenico. Nel i285 fu
sa. In seguito essa fu rinnovata da esaltato alla cattedra di s. Pietro
s. Leone ili, il (juale la diede per Onorio IV, Savtlli , ed anch'esso
titolo Cardinalizio ad Eugenio II, fece r ordinaria sua residenza, meno
che nell 824 fu eletto Papa, e vol- l'estate che si trasferiva a Tivoli,
le beneficarla coli' abbellirla d' ogni nel palazzo pontificio di s. Sabina,
intorno di pitture, arricchendola coi come attesta anche Tolomeo da Luc-
Alessandro I Papa, Teo-
cor[)i de' ss. ca, Hìstor. ecd. lib. XXIV, cap. i3.
ilolo ed Evenzio. \enendo poi ri- ]Morì Onorio IV ai 3 aprile 1287
guardata come una delle più insi- nel detto palazzo, vacando la santa
gni ed antiche chiese di Roma al , Sede dieci mesi e dieciotto giorni,
suo Cardinal titolare fu concesso di perchè i Cardinali rinchiusi in con-
essere annoverato al servigio ebdo- clave nel palazzo di s. Sabina, a
madario nella basilica Ostiense, e ce- cagione della peste si ritirarono al-
lebrare nelle domeniche sulT altare trove, dopo che sei di essi vi erano
papale solennemente. morti, ed altri erano caduti infer-
In questa chiesa vi era stato tras- mi. 3Ia il Cardinal Girolamo Ma-
portalo dal \ aticauo il corpo di Papa scio detto Tineo non abbandonò
s. Sisto I, ma nel 11 32 Innocenzo mai il palazzo di s. Sabina , nel
li donò a Piainolfo conte di Ali-
Io quale nelT estiva stagione purifica-
te. JNel 12 38 Gregorio IX consagrò va r aria infetta, col fare gran fuo-
di nuovo l'altare maggiore, facendo co intorno. Cessato il pericolo , ri-

cou^aiirare ali altri dai vescovi . e tornali i CarJiuLili in concla\e nel


,

CHI CHI 27
dello palazzo, ai 22 febbraio 1288, nistri , ristorò il convento annesso
elessero Papa il medesimo Cardinal edificò la cappella al s. Piosario, e
Mascio, che prese il nome di Nico- morendo nel i483 volle essere se-
lò IV. Altri dicono, che in detto polto nella chiesa, ove gli fu posto
palazzo fui'ono celebrati altri con- nel bel deposito un onorevole epi-
clavi ; a me non fu dato rinvenir- taffio. Il Cardinal Bandi nel lo Sauli,
li, ed il Cancellieri nelle Notizie genovese titolare, sotto Giulio II, re-
istoriche delle Stagioni 3 e de' sili staurò il bellissimo chiostro secon-
dii'ersi in cui sono stati tenuti i do l'antica costruzione, ed abbellì i

Conclavi, parla solo di quello di vani dei portici di fatti esprimenti


Nicolò IV. Su questo palazzo ag- le geste di s. Domenico, e in morte
giungeremo, che Sisto IV dipoi fece volle essere sepoltonell'amata sua
demolire gli avanzi del famoso ponte chiesa. Ed il Cardinal titolare Ot-
Sublicio, ch'era alle radici di esso, tone Truchses rinnovò il musaico
ed il palazzo, siccome divenuto sino della tribuna, operò altri migliora-
da Paolo III luogo di diporto per menti, ed abbclfi la chiesa con pit-
la deliziosa amenità del sito, fu ri- ture risguardanti i santi e le sante,
storato dalle sue rovine dal Cardinal che in essa si venerano ed onora-
Domenico Ginnasi finché fu tutto , no, come rilevasi da una memoria
incorporato, come diremo, al conven- posta nella cappella maggiore l'an-
to dei domenicani. no i54o.
In questa chiesa il re di Sicilia Prima che s. Pio V divenisse Pa-
Carlo II giurò nel 1293, alla pre- pa, era stato religioso domenicano
senza di Bonifìcio VIII, vassallag- nel contiguo convento ,
per cui il

gio e fedeltà Sede apostolicaalla ,


luogo ove venne ridotto in
abitò
invocando dal Papa l'assoluzione da una cappella adornata con istucchi
qualunque ommissione nella conse- dal Rusconi non che di pitture.
,

guita investitura del reame di Si- Quelle dell'altare poi sono di Marlia-
cilia. Poscia Bonifacio \III nel crea- ni. Nel suo pontificato s. Pio con- V
re nel 1298 Cardinale il b. Nicolò servando grande amore per questa
Boccasini domenicano, gli diede que- chiesa, spesso vi si recò a celebrale
sta chiesa per titolo, e questi meritò le pontificie funzioni, compì la fab-
di succedergli nel pontificato col no- brica del monistero, della sagrestia,
me di Benedetto 3o3. Molti XI nel i e dei portici, concedendole inoltre la
poi furono i che
Cardinali titolari chiesa, allora parrocchiale, di s. Ni-
nobilitarono, e restaurarono la chie- cola de' Perfetti in Campomarzo,
sa. Giuliano Cesarini riparò, e rin- perchè servisse di comodo ospizio
novò la tribuna, che minacciava ro- ai domenicani di s. Sabina nel re-
vina , come rilevasi da una me- carsi nell'interno, o centro di Roma.
moria del i44i- Calisto III nel Sisto V, che da lui era stato elevato

1456, creò Cardinal prete di s. Sa- al Cai'dinalato , volle rendere più


bina Enea Silvio Piccolomini, e poi magnifica la chiesa, e il convento.
nel i4j8 l'ebbe in successore col Piipristinò la cappella papale nel
nome di Pio II. 11 Cardinal Auxia primo giorno di quaresima per ,

Poggio spagnuolo beneficò questo maggior comodo del popolo, e per


suo titolo, vi fece risplendere il di- renderla più ampia levò il presbi-
vin culto con accrescervi i sacri mi- teiio erettovi da Eugenio II, la di-
,

28 CHI CIII
visione di mezzo , e i due amboni elietto laterale, da dove furono ^olte
ovocantavansi l'epistola, e l'cvan^^jolo. le preziose colonne di granito ver-
Piifcce il pavimento ,
rispettando le de, che attualmente servono di or-
nìcmoiie aiilidic, ed alìhelli la tribu- namento al braccio nuovo da Pio
na col pennello di Taddeo Zuccaii. VII aggiunto al museo vaticano.
Sotto l'altare maggiore eresse una L'interno è compartito in tre navi,
nobile cappella con iscala di marmo una maggiore nel mezzo due mi- ,

ben ornata, per discendervi, poi resa nori ne' lati. Quella di mezzo resta
più ricca dalla nobile famiglia dan- divisa dalle altre da ventiquattro
ti nel medesimo luogo si ha, che
; colonne scanalate di marmo pano
s. Domenico traltcnevasi in lunghe cioè dodici per banda, con basi e
orazioni. INel rimuovere e rinnova- capitelli di ordine corintio. In fon-
re r antico altare maggiore, ritrovò do della nave destra si vede la cap-
sotto le reliquie de' sagri corpi di pella di s. Domenico non ha guari
Sabina martire, Serapia vergine e rimodernata, avente per quadro la
martire, Alessandro mar- 1 Papa e Madonna del Rosario, con s. Dome-
tire, Evenzio prete, e Teodolo com- nico, e s. Caterina, egregio dipinto
pagni. Tanto viene riferito da una del celebre Sassoferrato. La cappella
marmorea iscrizione, che da un can- di s. Giacinto nella nave stessa è
to fu ivi posta nell'anno secondo opera della pittrice Lavinia Fonta-
del suo pontificato. na Federico Zuccari dipinse da un
.

Il Cardinal Girolamo Bernerio; lato la di lui canonizzazione ese-


già religioso e priore del convento, guita da Clemente Vili, dall'altro
edificò una magnifica cappella a s. Taddeo Zuccari rappresentò s. Do-
Giacinto domeniamo , e in essa fu menico nell'atto di dare l'abito dei
sepolto nel i6i i, Clemente IX, Ro- predicatori a s. Giacinto, ed al bea-
spigliosi, che regnò sul trono del to Ceslao. Presentemente nella sud-
Valicano dal 1667 al 1669, cangiò descritta tribuna si ammira un qua-
in cappella la stanza di s. Domeni- dro che esprime s. Sabina martiriz-
co, con arcliiltttiu'a del Borromini, e zata, eseguito dal eh. cav. Giovan-
rinnovò le antiche memorie de' suoi ni Silvagni professore, e vice-presi-
predecessori, ritirandosi nel carne- dente della pontificia accademia di
vale a fare gli esercizi spirituali, ed s. Luca. Nella nave sinistra evvi la

a starsene in quiete, nel convento cappella della famiglia d' Elei tosca-
medesimo o palazzo pontificio di s. na, eretta con disegno del Contini,
Sabina, del quale ancora si veg- ed abbellita di belli marmi nel- :

gono alcune parti, non che i resi- l'altare il ìMorandi dipinse s. Cate-
dui di grande muraglia , torri , e rina, ed è fra quattro colonne di
merli a di lui custodia. Quindi il breccia, mentre 1' Odazi fece gli af-
Cardinal Delci fondò la bella eap- freschi della cupola. Oltre i mento-
pella di s. Caterina, e nel 1670 in vati depositisono meritevoli di men-
morte vi lasciò il suo cadavere. Re- zione i del Cardinal
depositi riuniti
se poi luminosa la chiesa il Cardi- Alessandro Bichi e del suo fratel- ,

nal Tommaso Howard de' duchi di lo Celio Bichi uditore di Rota, co-
iVortfolk inglese, con aprirvi delle fi- me nel pavimento della nave di
nestre dalle due parti. mezzo è un musaico, rappresentante
Si entra in chiesa per un porli- fra ]Munio di Zamora, generale dei
, ,

CHI CHI 29
domenicani , che morì nell' anno guo convento, il cui chiostro di for-
i3oo. ma quadra é ornato di centotie co-
Sono pur degni di osservazione lonnine antiche. Pompeo Felici ci
l'antico portico, e l'antico ingres- diede: La prima stazione di Roina^
so, in parte chiuso dentro il con- e della chiesa di s. Sabina, Ri mi-
vento. Allorché tal portico fu restau- ni i568. In questo libro si parla
rato dal menzionato Cardinid Ber- della stazione di s. Sabina, e delle
iierio , il vestibolo era decorato di altre di Roma , ed anco de' pregi
colonne, delle quali sono superstiti di questa chiesa. La festa della san-
quattro di paonazzelto scanalate a ta vi si celebra ai 29 agosto.
tia verso, e quattro di granito : ivi

erano Ire porte, ed ora solo esiste Sagre Stimmate di s. Francesco


la piincipale, e quella a destra. Si dell' arciconfraternita nel rione
vuole, che questa un tempo servisse Pigna. V. Volunie II del Dizio-
di porla santa (su di che è a ve- nario a pagine Sog.
dersi il Panciroli, Tesori, ec, pag.
788), quando fu sostituita la chie- Il senato romano ogni anno, per
sa di s. Sabina, alla basilica di s. la festa delle sagre Stimmate di s.

Paolo negli anni santi dell' univer- Francesco d' Assisi, la quale ricorre
sale giubileo, allorché il Tevere colle ai 1 7 settembre, fa l' offerta d' un
sue inondazioni impediva l'accesso al- calice e patena di argento, insieme
la basilica. Ciò forse appartiene agli a quattro torcie di cera.
antichi tempi, dappoiché tutti sanno,
che da Urbano Vili in poi in si- S. Salvatore delle Coppelle, del
mili od altre emergenze, alla basi- collegiode Parrochi di Roma. V.
lica dis. Paolo fu sostituita quella Parbochi.
di Maria in Trastevere, nel mo-
s.

do che si disse a quell'articolo. L'in- S. Salvatore della Corte, o s.

gresso, o stipite della porta princi- 31A RIA della Luce, con parroc-
pale, è abbellito per di fuori e per chia in cura de' Pacioni, nel rio-
dentro d' intagli di marmo mirabili, ne di Trastevere
per con cui furono fatti ;
la diligenza
egualmente interessanti sono le sue Questa antica chiesa fu eretta, e
imposte di cipresso, le quali nei fusti dotata di molte possessioni da s.
da ultimo ristorati, in riquadri hanno Bonosa, e si vuole che il Pontefice
in bassorilievi scolpiti diversi fatti s. Giulio I, creato nell'anno 336,
della sagra Scrittura, opera che ri- la facesse parrocchia. Fu detta in
monta decimoterzo secolo, e me-
al Corte, o, come altri vogliono, nella
ritò, anco per le belle fregiature che Corte, perchè fu quivi una Curia
l'adornano, di essere incisa ed illu- degli antichij o secondo il Panciroli
stiata dal d' Argincourt, nel suo ri- una basilica, ove si trattavano le cu-
nomato trattato intorno la deca- re ed i negozi pubblici, aggiungen-
denza dellearti. Tale lavoro si vuole do che a Torre de' Specchi fu già
una imitazione di getti in bronzi la- una chiesa detta s. 3Iarìa in Corte,
vorati nel decimoprimo e nel deci- dalla cwia o basilica, la quale ivi pri-

niosecondo secolo. Dal detto portico ma esisteva. Altri sono di parere, che
si può aver ingresso pure al conti- tal soprannome avesse origine, per-
.3o CHI CHI
clic ìli loiit;iui U;iin)i in ([iicsta con- S. Salvatore in Lauro^ de' mar-
Iraila cMìcto gli cbrii mia sinago- chcgiaui , cui è unito il collci^io
ga, dai gentili chiamala Curii, cioè Piceno, con parrocchia, nel rio-
Circoncisi^ ovvero perchè la liimiglia ne Punte.
de Curtibus prestasse a (juesta^ come
ad altre chiese, il proprio cognome. A questa chiesa fu aggiunta la
L'antichità di (jiicsta chiesa ap- denominazione di Lauro per essere
parisceanche dalle pittare in mu- ivi stato il celebratissiino portico di
saico del secolo decimo <juarto, che Europa, in mezzo al quale vuoisi
decorano la tribuna dell' aitare gran- che vi fosse un boschetto di allori.
de. Clemente Vili vi uiù la par- Né manca chi opina, che non in
rocchia della vicina chiesa dedicata Lauro, ma in Lari si dovrebbe di-
alla medesima s. Bonosa, la quale re, perchè in questo luogo i gentili
è pure antica, giacché famoso Co- il veneravano in un modo particolare i
la di llienzo, ucciso nel 1354, ^^ loro idoli domestici detti Lares. Edi-
essa fu sepolto. Fu ristorala nel iGSy, ficò la chiesa verso l'anno i4493 '^

dal pro[)rio parroco Gio. Domeni- magnanimo Cardinale Latino Orsini


co Mauro Cosentino di Aprigliano; romano, in un all'annesso monistero,
indi fu eziandio rinnovata dal ret- in vicinanza del palazzo paterno di
tore Francesco Serra di Genova. monte Giordano. Perchè fòsse poi
Quindi Benedetto MI I nel 1729 die- custodita, e vi risplendesse il culto
de la chiesa e la parrocchia ai re- divino, verso i4^0j
il ^i chiamò da
ligiosi Jìli/iifìii di s. Francesco di Venezia i Canonici di s. Giorgio in
Paola, perciò delti Paolotti, tiella Alga [P^edi), colà nel i4o4 istituiti
provincia romana, i quali nel se- da Antonio Corralo, che dallo zio
guente anno la restaurarono con Gregorio XII fu poi creato Cardi-
disegno del Valvasori. Allorché fu ter- nale, e da Gabriele Condulmiero,
minata la crocerà, vi venne traspor- che dal medesimo Papa, di cui era
tata una divota immagine di Maria nipote, fu fatto Cardinale, meritan-
Vergine, detta della Luce, che fu do nel i43i il pontificato col nome
discoperta in un arco presso il Te- di Eugenio IV. Il benefico Cardi-
vere, ove i fedeli accoirevano a ve- nal Orsini diede ancora ai canonici
nerarla pei prodigi cui operava, e una preziosa biblioteca, la quale nel
fu allora che la chiesa prese anco i52 7 fu incendiata dall' esercito di
l'altro nome di s. Maria della Lu- Borbone soffrendo gravemente in
,

ce. Il quadro di s. Francesco di altro incendio anche la chiesa che ,

Paola nel suo altare fu dipinto i canonici fecero rifabbricare, come


dall' Avellino. 11 Padre eterno sul- meglio poi si dirà, con architettura di
r aliare maggiore e , il Salvatore Ottavio Mascherini. Dotò il Cardinal
sulla porta del tabernacolo sono di Oi^ini la chiesa, e il monistero, e tan-
Sebastiano Conca, come del fratello ta amorevolezza avea pei mentovati
di questo, Giovanni, è
il s. France- canonici regolari, che sovente re-
sco di V. Gio. Domenico
Sales. cavasi nel loro refettorio, ed assiso
Mauro Descrizione della chiesa
, a mensa ivi mangiava. Morì nel
parrocchiale del Ss. Salvatore in i477j e fu sepolto in questa chiesa
Corte nel rione Trastevere, Velletri senzamemoria alcuna, com'egli avea
1667. comandato. Ma i canonici da lui «jui-
7,, ,

CHI CHI 3i
vi posti, gli eressero un busto di rae miraculum. Innocenzo X, nel
marmo con una iscrizione sopra la i65'2, creò Cardinale prete di s.

poita del secondo chiostro che con- Salvatore in Lauro Pietro Ottobo-
duce al refettorio, come asserisce il ni veneziano che poi neh' anno
,

Cardella nel tomo III p. Ili, Delle 1G89 divenne Papa Alessandro Vili.
memorie {storiche de' Cardinali. La L' ultimo titolare fu il dottissimo
detta iscrizione fu replicata presso Cardinal Sforza Pallavicini gesuita,
r ultima cappella dalla parte destra che morì nell'anno 16G7. E sicco-
della chiesa. Che il Cardinale fu me, come dicemmo al citato artico-
sepolto in questa chiesa, nella di lui lo, Clemente IX nel iG()8 soppres-

vita Io afferma V Oldoino. ISel tem- se i canonici di s. Giorgio in Alga,


po che la uliiciavano i canonici, la il suo successore Clemente X nel
chiesa crebbe in tanta venerazione, 1670 vi tolse pure il titolo, ed in
che ottenne la cura parrocchiale vece eresse quello di s. Bernardo
quantunque per bi-eve tempo la go- alle Terme, dei cistcrciensi. Va qui
desse, venendo poi tolta nel \^Q> i però notato, che nel settembre 1391,
da Innocenzo ^ III, e unita alla chie- la chiesa per casuale incendio andò

sa di s. Celso. Ai nostri giorni però tutta distrutta, a riserva di un qua-


Leone XII, colla bolla Super Uni- dro rappresentante la b. Vergine,
versam, data kal. novembris anno che tuttora esiste. I canonici la ri-

1824» restituì a questa chiesa la costruirono fundamenta con


dalle
cura parrocchiale. architettura del nominato JMasche-
Dopo di tal' epoca, e nel 1 5 1
rini, ma non avendola totalmente
Leone X eresse la chiesa in titolo terminata, la nazione picena la ri-

Cardinalizio, una pro-


quando in dusse nello stato in cui ora si ve-
mozione annoverò trenta uno Cardi- de. Di detta nazione picena o mar-
nali al sagro Collegio. ludi avendo chegiana , che sotto Clemente I K
Pio IV
donato un elegante reli([uia- passò colla sua confraternita e col-
rio, con parte del legno della ss. legio, ad acquistare questa chiesa,
Croce a Melchiorre Michieli amba- e monistero contiguo , fa d' uopo
sciatore della repubblica di \enezia narrare qui la origine , e ciò che
presso la santa Sede, egli ne fece precedette lo stabilimento di detti
dono a questa chiesa. In seguito pii istituti nella chiesa di s. Salva-
mancando la chiesa di Cardinal ti- tore in Laiu'o.
tolare, Sisto V nel sopprimere il ti- Nel 620 circa i marchegiani
1

tolo di s. Simeone, nel 1087 ^^^' con permesso dei canonici della chie-
fermò questo di s. Salvatore in sa di v. Maria ad Martyres, eressero
Lauro, ed il conferì al Cardinal Sci- in quella chiesa un sodalizio pei lo-
pione Lancellotti, creatura di Gre- ro nazionali,che Urbano ^ III nel
gorio XIII , la cui famiglia aveva i(i33 con breve de' i4 aprile ca-
sino d' allora vicino il palazzo , e nonicamente dichiarò confraternita,
che morì nell'anno iSgS. Clemen- elevata poi al grado di arciconfra-
te Vili gli diede in successore il ce- ternita nel 1677 con breve de' 16
lebre Cardinal Silvio Antoniano luglio da Innocenzo XI. Da princi-
che il Ruscellio non dubitò chia- pio la confraternita essendosi stabi-
ntare, Piruni sui sacculi miraculum ; lita nella chiesa di s. Maria ad Mar-
ed il Castelvctro , Magmim natu- tyres, coir autorità d'uu breve di
,

32 CHI CTIl
Urbano VITI de' 3i ilicembrc 1^30, difìcare altra chiesa più vasta , al-

la nazione picena oltcniic, per niez- le radici del Campitloglio ov' ci*a
Zf) tlcl Cardinal Gio. l'atlisla Pai- una chiesa de' basiliani, detta di .1.

lolla, la lacoltù di erigere una chie- Gio. in Illcrcatcllo, ed oggi s. Ve-


sa propria con oralorio, collegio ed nanzio de' Camerinesi, per cui la na-
alunni, ce. Laonde concorrendovi il zione picena l'acquistò insieme al-
detto Cardinale connazionale e loro l'annesso ospizio a' 1 5 marzo i654
primo protettore, nel iG38, presso per la somma di scudi sedicimila
la piazza del popolo , e nella via centocinfjuanta, somma che pagò ai
Ilipetta, acquistò alcune case, e fab- basiliani. Quindi nella chiesa di s.
bricò la chiesa sotto la invocazione Giovanni 1' arciconfraternita traspor-
di s. INIichele Arcangelo, ed ivi pas- tò il venerando simulacro della b.
sò a stabilirsi la confraternita, dove Vergine a' 5 aprile i656. Ma sic-
espose alla pubblica venerazione e come il luogo fu riconosciuto angu-
culto la statua della beala Vergine sto, colla mediazione del Cardinal
col suo divin figlio, fatta a somi- protetlorc Decio Azzolini, e il bene-
glianza di quella che sta nella santa l)Iacito di Papa Clemente IX, Ro-
casa di Loreto, e quindi implorò ed spigliosi, a' 22 agosto i6Gq, la na-
ottenne dal che
capitolo vaticano zione picena acquistò pel collegio
la coronasse con coronad'oro nel ed arciconfraternita la chiesa di s.

I r)44j corona che pure fu imposta Salvatore in Lauro, monistero


col
al s. Bambino nel 1646. Essendo sagre suppellettili, quadri, ec. per ,

grande la divozione dei fedeli a la somma di trentamila scudi , ce-


tale simulacro, la chiesa era angu- dendo la chiesa di s. Giovanni in
sta per contenervi il numeroso po- Mercatello ai camerinesi. L'arcicon-
polo che vi accorreva a venerare fraternila convertì il monistero in col-

la santa efllgie sotto il nome della legio con rendite, per allevare nella
Madonna di Lordo. Narra l'Ai veri, curia romana, nelle facoltà legali, e
ìloina in ogni stato, tomo li, pag. nella medicina, sotto combinate re-
56, che non solo presso la chiesa gole, dodici giovani marchegiani, per-
fu istituito un collegio pei marche- chè ivi per cinque anni attendessero
giani, i quali volessero applicare al- agli studi. A loro comodo il pio luogo
lo studio delle lettere, ma anco uno pose una copiosa libreria, lasciata da
spedale per curare gì' infermi di tal Maria Urbani da monte Sammar-
nazione; e che tal divenne la divo- tino.
zione ivi verso la Madonna, che la In seguito r arciconfraternita al>
chiesa fu diligentemente e decoro- belh la chiesa, compi la crociera, vi
samente uffiziata ,
per lo zelo e li- aggiunse la cupola con architettura
beralità del Cardinal Pallotta, il di Gio. Battista Sassi, collocandovi
quale ogni anno a' i o dicembre vi la statua della IMadonna coronata dal
foccva celebrare una solenne proces- capitolo vaticano, e dedicò la chiesa
sione con meravigliosa macchina, che alla [Madonna di Loreto, la cui festa

racchiudeva la santa immagine de- solennemente celebra ai 1 o dicem-


scritta dallo stesso Alveri , cui in- bre, giorno anniversario della for-
tervenivano Cardinali, prelati, e per- tunata traslazione della s. Casa nel-
sonaggi distinti. In progresso di la JMarca , ed ottenne stabilmente
tempo la confraleriiita stabih di e- un Caidinal protettore, della mede-
CHI CHI 33
sima nazione picena o marchegia- cui parlammo di sopra. due In
na, cioè il piìi anziano di esalta- luoghi del quadro si legge: An-
zione al Cardinalato. Dai Diari di tonius pinxit 3 i494- SuU' altare
Roma si rileva, che questa chiesa per maggiore fu già un quadro rap-
tal festa veniva visitala dai Cardinali, presentante la Tx'asfigurazione, di
e nel 17 17 anco da Clemente
lo fu Giovanni Serodine, con altre pit-

XI. Dopo che nel pontificato di Pio ture di Pierin del Vaga ; ma la
Yl sulla piazza, che prende il nome confraternita vi fece pure una tela

dalla chiesa, furono istituite le scuole di Gio. Peruzzini di Ancona, in cui


cristiane sotto la dilezione dei tanto si vede figurata la s. Casa, portata
benemeriti Fratelli delle scuole Cri- dagli angeli nella Marca. Gli angeli
stiane, questi ogni giorno vi condu- poi, che in istucco fece il Campi ,

cono la loro numerosa scolaresca circondano la nicchia in cui si ve-


ad ascoltarvi la s. Messa. jN'ell'au- nera la suddetta statua della Madon-
no 1802 avendo Napoleone
poi, na di Loreto, che da ultimo nel 836 1

Bonaparte, primo console della re- a' 9 dicembre il Cardinal CTallefli ai'-

pubblica francese, mandato a Roma ciprete vaticano coi canonici del suo
al Pontefice Pio VII il sagro simu- cap'tolo, coronò con due corone
lacro che si venera nella s. Casa di d'oro benedette dal Cardinale stes-
Loreto, tolto di là, e trasportato a so, giacché nelle ultime vicende era-
Parigi negli anni precedenti dalle no state tolte le coi-one d' oro sì alla
armate repubblicane, Pio VII pri- Madonna, che al s. Bambino.
ma di resti tuiie la sagra statua al iSel chiostro dell' annesso collegio,
.suo proprio santuario di Loreto,, la eh' è di buona architettura con dop-
fece esporre con divota pompa nella pio portico, si vede il deposito del
chiesa, per appagare la pia ed ar- gran Pontefice Eugenio IV, ornato
dente brama de' romani. di bellissime scolture, con epitaffio
La facciata di questa chiesa non in versi, che ricorda le vicende del
essendo per anche terminata è tutta- conciliabolodi Basilea, e l'animo
via rustica, avente ai iati della porta grande di Eugenio IV, come si leg-
principaledue leoni di marmo, se- ge nella Bibliolh. Pont. pag. 68
condo costume delle chiese anti-
il del p. Giacobbe, riportandone la fi-

che. L'interno è decorato da ven- gura l'Oldoino, tomo II, pag. 891.
tiquattro colonne d' ordine corintio ; Egli mori nel 1447? ^ ^" sepolto
e fra le sue numerose ed ornate nella basilica vaticana, dove il suo
cappelle assai pregevoli pe'loro di- nipote Cardinal Francesco Condul-
pinti, ricorderemo quella del ss. Cro- mieii gli eresse un magnifico depo-
cefisso, somigliante a quello miraco- sito, il quale appunto nella riedifi-
loso di Sirolo presso Ancona; sotto cazione della basilica insieme al di
del quale è un' immagine della b. lui corpo fu quivi trasferito. Que-
Vergine delle Grazie, coronata an- sta chiesaha pure annesso n\\ ora-
ch'essa dal capitolo vaticano nel torio, che un tempo uiiiziarono i

1654, che pretendisi dipinta dal confrati, nel quale, oltre le belle
famigerato pittore e scultore fioren- pitture a fresco, si vede sulle pareti
tino Antonio Pollajuolo. Questo è il dipinto a olio il miracolo delle noz-
quadro della b. Vergine, che limase ze di Cana di Cecchino Salviati.
illeso nell'incendio del 10^91, di Passata la chiesa, come si dis.se,

VOI.. XIII. 3
34 CHI cin
in propi ielà della nazione picena o nuti Roma moilerna, t. I, parte If,

nìnrolici^iana j termiii?) di avere il pag: 44'2 j ove parla della chiesa ,

(Jardiiial titolare, ma fu inveri; pre- arcicon fraternità e collegio. Di cpie-


sieduta dai Cardinali proteUori. l'er slo abbiamo, Regole dell'almo col-
varie vicende sì politiche che eco- legio Piceno, Roma 171 3.
nomiche, le rendite della chiesa mol- Il senato romano in ogni qua-
lo ebbero a soffrire, per cui nel driennio, per la festa della s. Casa
18 14 Pio VII soppresse la confia- di Loreto, fa a questa chiesa la

ternita e congregazione ammini-


, pia oblazione d' un calice di argen-
strativa del collegio Piceno, ed as- to, e di (piattro torcie di cera.
soggettò la chiesa, e tutte le sue
dipendenze ad un Cardinale visita- S. SÀLVATOiìEin Primicero, ^. gli
tore , con facoltà di nominare un articoli Arciconfraterxita del ss.

prelato convisitatore. Ciò si effettuò Sacramento nella chiesa di s. Tri-


nelle persone del Cardinal Branca- fone, e CHIESA iJi s. Agostino,
doro , e di monsignor Barile, cui peichè esisteva nel luogo dei
successe mon-iignor
Grimaldi, ora convento aimesso a detta chiesa.
Cardinale. Ouindi, nel iSSy, diven-
ne visitatore il Cardinal Tommaso Ss. Sàlvatoiìe ad Sancta Sanclo-
Bernetti , e convisitatore il prelato rum, ossia alle Scale Sante. V.
Antonio IMatteucci. Il collegio Pice- Sancta Saxctorum.
no poi, che fu stabilito nel conti-
guo moiiistero, per lunga serie d'an- S. Salvatole alle Terme, detto
ni fu in pieno vigore ; ma per le volgarmente s. Sah'atorello, unito
diminuite rendite lasciò di sussiste- alla Chiesa di s. Luigi de' fran-
re, e invece alcuni giovani marche- tesi, f^edi.
giani, ed ancora alcuni giovani ge-
novesi per certi legati pii ivi la- ScAt.E Saxte, sttnluario nel rione
sciati, godono l'abitazione nell'anti- Monti. V. Scale Sante santua-
co collegio, per fare in Roma gii

studi alle pubbliche scuole, e ven-


gono riguardati come addetti all'an- S. Sebastiaso fuori delle mura ,

tico godono
collegio Piceno, giacché basilica,con parrocchia, con ca-
alcuni anco una pensione, ed han- tacombe, in cura de' minori os-
no un rettore. Carlo Bartolomeo V . servanti, nel rione Ripa.
Piazza, Opere pie di Roma a pag.
279, Del collegio de' Marchiani, al- Questa chiesa si trova fuori della
la santa casa di Loreto nonché , porta Capena, ora chiamata per la

a pag. 58'>, Della confraternita medesima di s. Sebastiano. Fu edi-


della santa casa deMarchiani ficata sopra il tanto celebralo cimi-
a s. Salvatore in Lauro ; IMa- comunemente
tero di Calisto, detto
rio Cresci mljieni, Memorie istorielie le Catacombe di s. Sebastiano [Ve-
della immagine di s. Diaria drlle di), che descrivemmo a tale artico-
Grazie esistente in Roma nella chie- lo, ed al volume X p. ^33, e 234
di s. Sahatore in Lauro, ossia di del Dizionario. Non si sa di certo,
s. Maria di Loreto della nazione da chi e quando fu edificata la basi-

Picena, Roma 1716; oonchè il Ve- lica, volendo alcuni che ciò facesse
.

CHI CHI 35
r imperatore Costantino, e che s. di ima delle frecce con cui fu saettato
Silvestro 1 la consagrasse prima del- il medesimo s. Sebastiano, e delle
la metà del quarto secolo. Alcuni la orme dei piedi impressi sopra una
dicono rilal)bricata da s. Damaso I pietra dal divin Redentore, quando
nell'anno SGy, ed in progresso ri- non molto lontano da questa basi-
storata Innocenzo 1, e da s.
da s. lica nel luogo detto Domine quo :

Leone 1, il quale la dedicò al prede- vadis P o s. Maria de planclis dal-


cessore s. Cornelio, che nelle sottopo- la chiesina ivi poi eretta, si fece
ste catacombe avea rinvenuto i cor- vedere da s. Pietro, il quale parti-
pi de' ss. Pietro e Paolo, ivi tem- va da Pioma per porsi in salvo,
poraneamente nascosti perchè non mentre incrudeliva la persecuzione
fossero derubati, e quindi restituiti di Nerone. Appena vide il Salvato-
alle loro basiliche. re, s. Pietro gli domandò. Maestro
Tuttavolta sembra più probabile, ove andate P e Gesù rispose : Vado
che il glorioso martire s. Sebastiano (i Roma per essere di nuovo cro-
dopo il suo martirio abbia avvertito cefisso , lasciando 1' impronta dei
s.Lucina matrona romana, che il suo suoi piedi su detta pietra. In ap-
corpo era stato gettato in una cloa- presso Onorio 111 vi pose molte in-
ca, ov' è oggi la chiesa di s. An- signi reliquie,laonde sempre questa
drea della Valle, e quivi nel terzo basilica anco per le catacombe ri-
secolo lo riponesse, rimanendovi dap- scosse divozione dal popolo romano,
presso trenta giorni per ossequiare e da molti .santi, fra' (juali notere-
e Acnerare sì sagro spoglie. Sul ci- mo s. Girolamo^ s. Brigida, s. Ca-
mitero o catacomba fu eretta la terina da Siena , s. Carlo Borro-
chiesa, che s. Innocenzo I del ^[Oi meo , s. Filippo Neri, e s. Fiance-
dedicò a s. Sebastiano, il cui corpo sco di Sales. Una delle principa-
essendo stato l'iposto nella basilica li prerogative poi di questa chie-
vaticana da s. Gregorio IV, fu fat- sa, è r essere una delle Scile chiese
to riportare in (jucsta basilica nel di Roma. (Vedi), nella quale, meno
1218 da Onorio 111. In questa ba- nell'anno santo, evvi indulgenza ple-
sihca anticamente i Papi si recavano naria per quelli che le visitano. /
a celebrare le sagre funzioni. S. Gre- Piazza, Emcrologio di Roma, ai ?.o

gorio I vi recitò la XXXVII ome- gennaio.


lia 5 e s.Pio V vi pose cin<|ue al- La basilica fu ristorata ed abbel-
tari. Quindi il Pontefice Sisto V lita prima da Adriano I, e poi da
per la lontananza, surrogò a questa Eugenio IV. Siccome poi era stata
chiesa per le cappelle papali quella lasciata dai monaci benedettini cui
di s. Maria del Popolo. Essa è pur l'aveva affidata Alessandro III, di-
venerabile per le tante reliquie che venendo commenda Cardinalizia ,
possiede, le quali si custodiscono nell' mentre n' eia commendatario il Car-
altare incontro a quella di s. Seba- dinal Scipione Caffarelli Borghese ni-
stiano, cioè di ima spina della co- pote di Paolo V, pel cattivo stato
rona di Gesù Cristo, di un dito e in cui era caduta, la riedificò qua-
di un dente di s. Pietro, della te- si per intero con architettura di
sta e di un braccio del Pontefice s. Flaminio Ponzio e le aggiunse il ,

Fabiano, la cui festa insieme a quella portico, la facciata esterna, ed il sof


di s. Sebastiano, ricorre ai 20 gennaio; fitto dorato co' disegni del fiamniin-
,

36 CHI CHI
go Giovanili Vasanzio. ninpliando Barberini, che vi frce collocare la

pure e migliorando l'ai tiglio inoni- statua del santo scol[iita dal Gior-
slero. Poiché lo zio Paolo V era di gelti con disegno flel cav. Bernini.
fssa divotissimo , nel ilJ^i, la vol- Sotto la mensa dell'altare in una cju-
le visitare prima di morire. 11 Car- ca di marmo si venera il corpo di
<linale vi pose i monaci cisterciensi detto santo. Senza fare la descrizione
nd ufllziarla, a' quali dipoi Clemente (ielle altre cappelle, decorale di buoni
XI unì la cura parrocchiale, finché dipinti, diremo delle sole [niiicipali.
a' nostri giorni piactpie a Leone XII L' ultima cappella a diritta è quel-
di dare la chiesa, la ciu'a di anime, la gentilizia della famiglia Albani,
e il monistero ai religiosi Blinorì eretta da Clemente XI in onore di
osservanti di s. Francesco. Va però s.Fabiano Papa, pregevole pei mar-
qui notato, che Alessandro III nel mi che r adornano, per la statua
1 i6i uni la chiesa, il monistero, e del santo scolpita dal Papaleo, e per
r abbazia di s. Sebastiano a quel- le pitture del Passeri, e del Ghezzi :

la di s. JMaria Nova, come si leg- ne furono architetti il Barisrioni, lo


ge nelle Historiae Olivetanae del- Specchi, ed Fontana. Ivi riposa-
il

l' abbate di tal congregazione se- no le ceneri di d. Orazio Albani fra-


condo Lancellotto , stampate nel tello di Clemente XI, e di d. Car-
1623 in Venezia, p. i33, De Mo- lo nipote di questo. La cappella prin-
nasterio Romano. Ed è perciò, che cipale fu incominciata dal Ponzio,
quando si diedeio agli Olivetani la e compita dal Vasanzio summento-
chiesa e il monistero di s. Maria Nuo- vati.In mezzo a quattro colonne di
va, ebbero pure la chiesa e il mo- verde antico, è un quadro del Tac-
nistero di s. Sebastiano. In progres- coni. Di prospetto alla cappella Al-
so di tempo la cedettero coli' an- bani é un oratorio, in cui si discende
nuo censo d'un zecchino d'oro, e per una scala di marmo, ove nel-
di due libbre d'incenso, ai Cistercien- l'interno si osservano alcune pittu-
si Bernardini, i quali venendo tolti re antiche di greca scuola. In que-
da Sisto V. furono le rendite con- sto luogo i Papi celebrarono i divini
cedute in vantaggio della sagrestia uffizii nelle persecuzioni, sopra i se-
pontifìcia, finché divenuta commen- polcri de' martiri, per cui ancora ev-
da Cardinalizia, il Cardinale Bor- vi il seggio papale di marmo, rd
ghesi ottenne dallo zio di ritornarvi ivi a s. Stefano I, ai 2 agosto del
i Cisterciensi. 260, venne mozzato il capo mentre
Preceduto da piccola corte si apre celebrava. Nelle dodici arcate intor-
il portico composto di soli tre ar- no la confessione, furono sepolti mol-
chi sostenuti da sei colonne bi-
, ti martiri, e per quasi due seco-
nate di granito; l'interno ha una li vi stettero i venerandi corpi flei

nave sola. Il primo altare dalla par- ss. Pietro e Paolo, per cui in me-
te destra contiene molte preziose re- moria suir altare sono i loro bu- vi

liquie, essendo le più insigni il capo sti di marmo, egregiamen-


scolpiti
di s. Calisto I, un braccio di s. te da Nicolò Cordieri, detto il Fian-
Andrea apostolo, ed altro di s. Se- ciosino. Risalendo dal Iato opposto
bastiano, la cui cappella sta di con- si vede una pila dell'acqua 'oenedelta
tro. Questa fu riedificata co' disegni di buona scoltura, e a destra avvi
di Ciro Ferri dal Cardinal Francesco r etììgie del detti apostoli, che dipin-
,

CHI CHI 37
se il Lanfi-nco. Dalla parte poi, che La chiesa fu dedicata a s. Seba-
inette al dcsciitto oratorio, si pervie- stiano, perchè qui fu colle verghe
ne catacombe, restaurate ed ab-
alle battuto, o, come altri dicono, qui fu
bellite da s. Daniaso I, da s. Sisto saettalo, ed ucciso colle frecce. Fu
III, da Adriano I, da s. Nicolò I, detta anche di s, ISlaria, e de' santi
e da altri sommi Pontefici. Sebastiano, e Zotico, o dis. iMaria

Il senato romano in ogni qua- in Pallara o Pallaria, ove fu una


driennio per la festa di s. Sebastia- celebre abbazia, ed una delle venti
no, cioè ai 20 gennaio, fa a questa privilegiate di Roma, il cui al)bale
basilica la pia ol)lazione d' un calice assisteva il Papa quando celebrava
e patena d' argento, con quattro toi'- solennemente. Alessandro 11 diede il

cie di cera. V. il citato Piazza, E- monistero ai benedettini di INIonte


mcrolos^io di Roma, t. I, pag. 3 1 o, Cassino, per cui in seguito fu resi-
Digressione 28 , della dedicazione denza dell'abbate del famoso moni-
della sagrosanta basilica de' ss. Fa- stero di tal nome, chiamato l' ab-
biano e Sebastiano nella via Ap- bate degli abbati. Nel monistero, ai

pia, ove riporta i grandi pregi ec- 20 gennaio i i 18, fu eletto Ponte-
clesiastici della medesima. fice Gelasio II, e non molto discoste
si pretende che fossero le case dei
S. SEBASTiAyo alla Pohnìera, det-
Frangipani. Il monistero chiamossi
to s. Bastianello, o s. Maria in
talora di s. IMaria iu Pallara, e ta-
Pallara^ m-l rione Campitelli.
lora di s. Sebastiano, o s. Bastiano,
Nella falda del monte Palatino come nomina il Cresci nd)cni, Ist.
lo
che corrisponde all' arco di Tito, di s. Maria in Cosmedin, di s. Ba-
quasi in faccia alla porta laterale stiano in Palladio, pag. 89 1 laon- ;

degli orti farnesiani , evvi questa de poscia fu detto volgarmente s.


chiesa, cioè in una contrada nomi- Bastianello. Il monistero sembra che
nata la polveriera, perchè in altri siasi fondato ne' primi secoli del-
tempi ivi fabbrica vasi il sai nitro l' Ordine benedettino, dappoiché, s.
per le polveri. Essa anticaaiente Bonifacio IV, che fu creato Ponte-
chiamavasi s. Maria in Pallara, o fice l'anno 608, era stato monaco
Pallaria, per la tradizione che qui benedettino del monistero di s. Se-
siasi lungamente conservato il Pal- bastiano di Roma, come si legge ia
ladio di Troja, come fra gli altri Novaes, t. II, p. io.
scrisse de Mirabil. Lr-
l'Allertino, Nel 1274 nella chiesa eravi una
bis a pag. ic), supponendosi, che collegiata; e nel 1624 fu restaura-
nel medesimo luogo sia stato il tem- ta da Urbano Vili, e da d. Taddeo
pio di Eliogabalo, cioè del dio del- Barberini suo nipote prefetto di
lo stesso nome , ove fu trasporta- Roma. Fu poi dedicata a s. Seba-
to il Palladio. Il Venuti poi fa stiano martire. Il quadro dell'altare
derivare questa denominazione da l'appresenta il martirio di s. Seba-
Palaliuni, essendovi in tal sito stato stiano, e lo dipinse il Camassei di
r ippodromo, o cavallerizza del pa- Bevagna , e le pitture a fresco per
lazzo de' Cesari o imperatori roma- di so|na si credono del cav. Ga-
ni, i cui vestigi si veggono appies- gliardi ; dietro l'altare si vedeva una
so la chiesa, siccome alfermano gli piccola tribuna antica, tutta dipinta
archeologi. con fii^ure di santi, di maniera bar-
,

38 CHI CHI
bara. A' 30 gennaio ivi si celebra che s. Gregorio IH, Papa del 781,
la fcsla del santo titolare, il quale ingrandii la chiesa di questa diaco-
fu capitano tlella prima compagnia nia, e le assegnò le rendite; e che
dei pretoriani sotto Diocleziano. s. Leone HI, creato nell'anno 79^,
fece alla medesima molti donativi ,

Ss. Seiìgio e Bacco, diaconia Car- come altri poi ne fece, oltre a di-
dinalizia distrutta. versi miglioramenti, Benedetto III

fiorito neir8j5, e sembra che allo-

Gli archeologi fiu'ono di parere ra avesse contiguo un moiiistero.


che due fossero le antiche chiese, che Vittore IH, eletto Papa nel io8(>,
in Roma vennei'o dedicate ai ss. Ser- era stato prima fatto diacono Car-
gio e Bacco, nobili romani, e glo- dinale de' ss. Sergio e Bacco, da s.

riosi martiri. A concordare le opi- Leone IV. Nei 1190 Clemente HI


nioni, che una fosse presso la basi- creò Cardinale Giovanni Lotario
lica vaticana, l'altra nel Foi'o x'o- Conti, e gli conferì questa diaconia,
niano, bisognerebbe ammettere quan- e nel 198, divenne
1 il magnanimo
to suppongono alcuni, cioè che esi- Pontefice Innocenzo III. Di lui si

stendo la chiesa pur dedicata a ha una lettera diretta all' arciprete,


tali santi ,
presso il Vaticano , fos- e ai canonici della diaconia sotto il

se demolita da s. Leone IV per Campidoglio, ove fa menzione di sei

fortificare la città Leonina, e in ve- canonici, a' quali donò la metà del-
ce edificata l'altra nel Foro i-oma- l'arco trionfale di Settimio nel foro
no, trasportandovi la diaconia Car- romano. Inoltre Innocenzo HI or-
dinalizia. Certo è, che questa ulti- nò e restaurò la chiesa
, , le fece
ma esistette sino a Pio IV, e, sic- dei donativi d' oro e di argento,
come venne demolita, le rendite fu- fabbricandovi pure un portico soste-
rono convertite in un amonicato nuto da colonne, con alcuni versi
ed applicate ad un altare dedicato die riporta, trattando di questa dia-
ai ss. Sergio e Bacco nella Chiesa conia, il Piazza nella sua Gerarchia
di s. Adriano [P'edi), come asseri- Cardinalizia.
sce il Giimaldi , e come dicemmo Sisto IV, nel i477, creò Cardi-
meglio al citato articolo, dove inol- nale prete di questa chiesa, Gabrie-
tre dicesi, che in essa vi fu già una le Rangoni , vescovo di Agria, il

collegiata. quale ne impedì la prossima rovina,


Riportando le notizie della dia- e dai fondamenti re^taulò , come
conia Cardinalizia, essa rimonta ad narra Onofiio Panvinio nella di lui
epoca assai antica, forse istituita da vita. Senza dire di altri, aggiugne-

s. Igino, che fu creato Papa l'anno remo, che Alessandro VI nei i5o3
i54- iNel sinodo poi romano, che innalzò al Cardinalato , col titolo
nel 402 celebrò Gelasio 1, trovasi presbiterale di questa chiesa , forse
sottoscritto Cardinal diacono Gio-
il divenuta titolo, Francesco Sprala ,

vanni. Ai diacono regionario di que- spagnuolo, vescovo di Lione, che mo-


sta chiesa, era assegnato il secondo, rì in Roma nel seguente anno. Fi-

e nono rione (li Roma, per la distri- nalmente per vecchiezza la chiesa
buzione ilei le limosiue, e pel ricevi- venne distrutta sotto Pio IV, creato
mento delle offerte de' fedeli. Ab- nel i55q, e perchè in essa venera-
biunìo da Anastasio Bibliotecario, vausi i corpi de' ss. Felicissimo, ed
CHI CHI 39
Agapito postivi da s. Leone IV, il del celebre Campo Marzo, sottopo-
quale ne avea pur fatto parte alla sta al colle detto allora degli Ortu-
chiesa de' Quattro Coronati, in-
ss. li, ed oggi monte Pincio, e già chia-
sieme col corpo intatto di s. Vin- mata de' ss. Dionisio, Stefano , e
cenzo martire furono i medesimi
, Silvestro iiiter Hortos, per le ragio-
per autorità della visita apostolica ni, che si diranno. Sulle rovine per-
eseguita dal Cardinal Ascanio Cesa- tanto di alcuni celebri edilizi roma-
rini, trasferiti all'ai tai-e maggiore del- ni di Domiziano, si vuole che il

la vicina chiesa di s. Maria della Pontefice s. Dionisio greco, eletto


Consolazione. nell'anno 261, abbia fabbricato un
In Roma evvi ancora un' altra monistero coU'oratorio, sebbene altri
chiesa de' ss. Sergio e Bacco nel attribuiscano ciò al suo fratello santo
rione Monti, la quale essendo par- Stefano, e vogliano che s. Dionisio
rocchia in cura de'paolotti, Urbano già monaco nel detto monistero, a-
Vili trasferì essi e la parrocchia a sceso al pontificato, lo abbia ampliato,
s. Francesco di Paola, diede la chie- mentre regnavano gl'imperatori \ ale-
sa ai monaci ruteni, a' quali il ni- riano, e Gallieno. Il suo pi imo ti-
pote del Papa, Cardinal Francesco tolo fu de'^.y. Dionisio, Rustico, ed
Barberini, ristorò e ridusse la chie- Eleuterio martiri, de' quali fa men-
sa secondo il rito greco, e accjui- zione il bibliotecario Anastasio, chia-
stò delle case pel mantenimento lo- mando col nome di basilica questa
ro, col fine in progresso di stabi- chiesa, come una delle più celebri
lirvi un collegio per la nazione ru- e venerabili di Roma, doviziosa di
tena. Quindi nel 1741 fii rimoder- sagre reliquie. E siccome s. Paolo I

nata dall'architetto Ferrari, a spe- dipoi qui fabbricò una chiesa, e riedifi-
se dei divoti di un'immagine della cò monistero in onore di Papa s. Sil-
il

b. Vergine, che si venera nell'alta- vestro I; e, come meglio si dirà, oltre

re maggiore. Questa immagine è co- A di lui corpo vi ripose anche quel-


pia di quella, che si venera in Zi- lo del Pontefice s. Stefano I gli scrit- ;

rowictz nella Lituania, cui Clemente tori ecclesiastici chiamarono la chiesa

XI fece esporre nel detto luogo, oi"a di s. Dionisio, ora di s. Silve-


e per detta immagine, d'allora in stro e di Stefano inter duos hortos,
s.

poi la chiesa prese il nome anche da quelli amenissimi che ivi erano,
di s. Maria del Pascolo. summentova-
cioè dal colle degli orti
to.Dal capo poi del santo precursore
Ss. Seugio e Bacco, o Madonna che nella medesima chiesa si venera,
del Pascolo de" ruteni, nel rione tu detta in Capite, prevalendo perciò
Monti. V. Chiesa de' ss. Sergio e il titolo di s. Silvestro in Capite,
Bacco, diaconia Cardinalizia di- o s. Silvestro in Campo Marzo.
strutta. o chiesa antica, per
JNell'ora torio,
la venerazione che di essa avevasi,
S. Silvestro in Capite, titolo Car- fu posta la stazione, che s. Grego-
dinalizio, in cura delle monache rio I confei'mò nel quarto giovedì
di s. Chiara, nel lionc Trevi. di quaresima , la quale tuttora vi

si celebra , ed inoltre quel Pon-


Questa chiesa fu eretta nella val- tefice vi recitò la nona omelia su-
le marzia, cioè nel luogo piìi basso gli evangeli. Accanto a questo Ino-
,,

4o CHI CIII
go era In casa di certo Costantino, poli da Pietro Torregiani fifìrenli-

clic molti vogliono della finniglia no nell'anno 13 70), iu occasione che


Orsini, due figli del fjiiaie sedettero ivi furono venduti i sagri arredi
sulla cattedra apostolica, cioè Ste- della cappella di Costantino magno)
tano II detto HI nel 752 ; e s.Pao- ottenuta nel i()83 dal granduca dal
lo I che gli successe nel 757. Questo regio spedale di Siena per la stessa
idtimo colla casa paterna ingrandì il chiesa di Pisa, ne tratta il Gigli
monistero clic, come dicemmo, riedi- nel suo Diario Sanese tomo li, p.
ficò, e dove forse era stato edu- I I , e tomo I p. 9(1, e 3 "12. In ol-
cato , e di nuovo rifabbricò la tre s. Paolo I vi ripose pure il cor-

chiesa più grande della preceden- po di Papa s. Melchiade, che prese


te ; quindi la dotò di copiose ren- dal cimitero di Calisto, dal quale
dite r affidò ai monaci greci per
, anche fu levato e posto in questa
r uffiziatura, vi ripose i corpi dei chiesa quello di Papa s. Antero. Il

ss. Pontefici Silvestro I, e Stefano santo fondatore determinò le sud-


I, e ad essi dedicò la chiesa e il dette traslazioni in un sinodo di
monistero, che ricolmò di grazie, e vescovi, die tenne nel Laterano, e
favori, come si legge nella bolla di l'eseguì solennemente con pompa
fondazione nel tomo J, p. i54 del ecclesiastica. Nel medesimo anno s.
Bull. Rom. Paolo I celebrò in questo luogo un
Nell'anno 762 ai 19 giugno, s. concilio, ed i prelati che v' inter-
Paolo I dal cimitero di Priscilla vennero, sottoscrissero la bolla in
nella via Salare, fece quivi traspor- favore della chiesa e monistero, co-
tare il detto corpo di s. Silvestro me si legge negli Annali del Ba-
I. Non è vero che Sergio II collo- ronio. Oltre a ciò quivi s. Paolo I
casse tal corpo nella chiesa dei ss. pose nel monistero monaci greci
i

Silvestro e Martino ai Monti, come dell'Ordine di s. Benedetto, o, come


alcuni scrivono col p. Giacobbe nel- altri dicono, di s. Basilio, che fug-
la sua Biblioth. Pontlf. p. -2 13, ne gendo dall' oriente le persecuzioni
donato da Stefano II detto III nel degli iconoclasti, vi portarono alcu-
753 a s. Anselmo primo abbate di ne sagre immagini e reliquie insi-

Nonantola, come può vedersi nel- gni, celebrandovi i divini ulllcii in


r Oldoino Acldit. ad Ciacc. tomo rito greco. L'abbazia divenne così

1, col. ii5, e nel Giacchetti. La illustre, che al suo abbate fu da-


traslazione del corpo di s. Stefa- ta la prerogativa di essere uno dei
no I dal cimitero di Calisto, seguì venti abbati privilegiati di Roma
ai 17 agosto dell'anno 762. Di i quali nelle funzioni solenni assi-

essa il Giacchetti riporta la bolla stevano al trono del Papa. A questo


di Paolo I, nella storia che scrisse abbate e monistero fu concesso il
di questa Del corpo di s.
chiesa. dominio sulla colonna Antonina
Stefano I, ottenuto poi per opera dominio che confermò Agapito II
del conte Orazio Delci sanese nel- eletto nel 94^, allorché approvò i
r anno 1682 dalla città di Tra- beni e le possessioni che godeva-
ili per la chiesa dell' Ordine eque- no. È notevole l' iscrizione, che si
stre di s. Stefano in Pisa, e della legge sotto il portico della chiesa,
sua testa (la quale con alcune altre la quale porta 1' epoca del 11 19,
reliquie fu ac(juislata in Costantiuo- con cui si descrive l' allo dell'abbate
, ,

CHI CHI 41
per le censure ecclesiastiche da lui dopo r anno 642 fu riedificata, e
intimate contro coloro, che ardisse- riccamente adornata da Papa Teo-
ro impadronirsi della colonna An- doro I. L' abbate di s. Valentino fu
tonina, e delle oblazioni, le quali si uno dei venti principali di Roma ,

facevano sull'altare della vicina chie- che godevano la singolare preroga-


sa di s. Andrea della Colonna, per tiva di assistere il Romano Pontefi-
essere anch' essa soggetta al moni- ce, quando celebrava nelle principali

stero . Spiegano alcuni che X obla- solennità. Nella vigna degli agosti-
zione era di quelli, che volevano niani, fuori della menzionata parte,
ascendere sulla sommità della co- nel i6q3 nel fare alcuni scavi si

lonna. Dipoi nel 1-28) Onorio IV, trovarono manifesti indizi dell' esi-

ad istanza del Cardinal Mascio, che stenza dell' antica chiesa abbaziale ili

divenne suo successore col nome di s. Valentino, i quali furono veduti,


Nicolò IVj concesse la chiesa e il e registrati dal p. Agostino Lubiii,
monistero alle monache di s. Chia- Ahbatiar. Ital. brevis notitia. p.
ra, che colla regola di s. Francesco 346. Della chiesa e del monistero
tuttora vi fioriscono ; ed i monaci di s. Valentino, si leggono erudite
furono distribuiti nei vari monisteri notizie, nel tomo III, p. 23 1 degli
di Roma, ed il loro abbate vemie Atti delV accad. roin. d'Archeoloi^ia,
fatto superiore del monistero di s. cioè nell'illustrazione, che fece il

Lorenzo fuori mura. A queste


le ciotto canonico Giuseppe Scitele, so-

monache il Cardinal Jacopo Colon- pra un' antica iscrizione esistente


na, porporato di Nicolò III, rifab- nella chiesa di s. Silvestro in Capi-
bricò magnificamente il monistero, te, sotto il paliotto dell'altare di s.

e donò il predio chiamato la Co- Dionisio, e già appartenente alla


lonna. Tanto il monistero che la chiesa di s. Valentino.
chiesa dalla nobilissima famiglia Co- Per ciò che riguarda le siiccen-
lonna pili volte furono beneficali nate reliquie di questa chiesa, le due
dappoiché generosamente vi operò principali, come descrive il Piazza
molti abbellimenti e i-estauri fa- , , nel trattare di sì venerabile tit(jlo

cendovi esercitare ogni più bella sono le seguenti, che prova colla
virtù la b. Margherita superiora del autorità di diversi scrittori. Una è
monistero, della stessa famiglia Co- il santo volto, o effigie del ss. Sal-
lonna, ed ivi sepolta. vatore, che il medesimo Gesù Cri-
Dipendenti e soggetti alla chiosa sto per mezzo dell' apostolo s. Tad-
di s. Silvestro in Capite, furono già la deo mandò ad Abagaro, re armeno di
chiesa e il monistero di s. Valentino Soria, con una lettera che poi si con-
fuori della porta del popolo, presso servò in un al ritratto nella città di
ponte Molle, per cui il di della fe- Edessa, per venerare il quale si parti
sta di s. Valentino martire celebra- da Roma s. Alessio vestito da pel-
vasi solennemente anco nella nostra legrino. Il Petrini, nella Storia di
chiesa, giacché sotto un suo altare Palcstrina, stampata in R.oma nel
eravi un di lui braccio. La chiesa 179J, dice a p. 14»^; cli<^ 1^ ^^-
di s. Valentino nella via Flaminia, nache di s. Chiara, quivi collocate
e presso il detto ponte, fu fabbri- nel l'iSo da Onorio IV, stavano a
cata sopra di un cimitero dal Pon- Palestrina, da dove seco recarono la
tefice s. Giulio I del 33() ;
quindi immagine descritta. L'altra preziosa
,

42 CHI CUI
icliniiia r il c;i[)() (li s. Gio. llatlisla, la lingua, che poi prodigiosamente
clic si viiolo [ìoilato puro tUi Eilessa ricuperò per intercessione di s. Pie-
ili lloina, (luvii culla massima ve- tro. In (juesta chiesa nell'anno 8j8
jieia/.ioiio recavasi in processione si celebrarono i sagri comizi, per
ila (juatli-o arcivescovi. Ma siccome l'elezione di Papa s. Nicolò I. In
nel i4ii sembrava al Papa 'ijo- seguito Innocenzo 198 fece III del 1

vunni X.X^in, che potessero involarlo ricdilìcare la chiesa, e il campanile


i lìoreuliiii, non III [)oilaLo più in dall' architetto aretino Marchionne.
processione, anco per consi^li(j dei Finalmente da Leone X, creato nel
Culonncsi benefattori della ciiiesa ,
iliiS, fu la chiesa di s. Silvestro
per cui si conserva tuttora assai ili Capile eretta in titolo presbite-
gelosamente. Né deve tacersi, che rale Cardinalizio. Non ebbe prima
Martino IV nel 1283 fece a questo questo onore, perchè anticamente i

capo un nobile e ricco tabernacolo titoli istituironsi nelle chiese dentro


di ari^ento, nel cui piede eravi uno il recinto di Roma, giacché la re-
smeraldo, che avea scolpita la nascita, gione di Campo ov' essa trovavasi
le yesta, e la decollazione del santo fu nel terzo secolo racchiusa e com-
precursore, senza mentovare le altre presa nella città imperatore Au-dall'

pietre preziose. capo Però il sagro reliano. Clemente Vili, per mezzo
ve lo ripose Bonifacio Vili, qua- il della sagra visita apostolica, ai 17
le concesse indulgenza a quelli, che novembre i')9'), riconobbe autenti-
recarunsi a venerarlo. Racconta il che le sagre reliquie, e 1' identicità
Baronio nel Martyrol. Roman. 29 dei molti corpi santi, che ivi si ve-
iiH^., che bouifacio Vili pose sopra nerano, per cui dai lati dell' altare
il tabernacolo un triregno, o tiara maggiore furono poste due analo-
papale. Quindi nel 1^27 nel tre- ghe iscrizioni. La ricognizione poi
mendo saccheggio dell' esercito di fu eseguita da monsignor Fabrizio
Borbone, alcune monache salvarono Mandosio. A questo Pontelice si
SI venerabile capo, col porre la tiara deve altresì la riedificazione della
sopra un'altra testa, che fu invo- chiesa, che minacciava rovina, come
lata dai soldati, alla rapacità dei a Francesco Dietrichstein vescovo di
quali pure sottrassero l'immagine Olmutz, da lui creato Cardinale, si
del ss. Salvatore proveniente an- debbono molti abbellimenti. Le mo-
ch' essa da Edessa ,
per accrescer- nache coi disegni di Gio. Antonio
ne il culto alla quale, concessero de Rossi, nel declinare del secolo
indulgenze ai fedeli, tanto Bonifacio XVII, ristorarono la chiesa, e la
Vili, che Bonifacio IX, e Martino decorarono con marmi, pitture, e
V, Colonna. stucchi ; ma la facciata esterna fu
L'Anastasio dice, che avanti que- compita nel 1703, mentre era ab-
sto monistero nell anno yqc), mentre badessa Maria Arcaugela Muti. Nel
s. Leone IH dal patriarchio latei'a- 1700 fu creato Pontefice Clemente
iiense recavasi a s. Lorenzo in Lu- XI, il quale era Cardinale prete di
cina per la processione del giorno s. Silvestro in Capite.
di s. Marco, fu inifjuamente assa- La facciata esterna è decorata da
lito da Pasquale, e Campolo, i quali quattro statue di travertino, cioè di
strascinalo il Pontellce in questa s. Silvestro I, di s. Francesco, di
chiesa, gli strapparono gli occhi, e s. Chiara, e di s. Francesca, e da
,

CHI CHI 43
due medaglioni, in cui sonovi efiì-
giati il Volto Santo, ed il capo di S. Simeone profeta, già titolo Car-
s. Gio. Battista. Entrando per la dinalizio, nel rione Ponte.
porta di detta facciataj trovasi un
cortile, da dove si passa ad un por- Sulla piazza Lancellotti, presso il
tichetto con suo prospetto, sotto cui palazzo Cesi, ora Pentini, è questa
è la porta, che introduce in chiesa. chiesa ab antico titolo Cardinalizio,
L' interno è ben decorato la gran : e già cura parrocchiale. Dalle iscri-
volta fu dipinta dal Brandi, e quella zioni sepolcrali, che riporta l' Alve-
della crocerà dal Roncalli e dai suoi ri, Roma in ogni stato parte secon-
discepoli. Il battesimo di Costantino da pag. 93 e seguenti, rilevasi che
nella tribuna è del Gemignani, e Urba-
già esisteva nel pontificato di
l'altare maggiore col ciborio fu ai'- no VI, giacché vi fu nel i38o se-
chitettato dal cav. Carlo Rainaldi. polto certo magnifico Jachellus de
Questo ciborio ha un beli' ornamen- Lrsis. D' altronde se ne iguoi'a la
to di quattro colonne di giallo an- origine. Gli ultimi Cardinali titolari
tico scanalate, d'ordine corintio. fiu-ono; Jacopo del Pozzo, fatto da
Numei'ose sono le sue cappelle ,
Giulio nel i53i, che mori nel
III

pregevoli pei loro dipinti. Oltre la i5G3, poco mancando che succedesse
stazione vi si celebra la festa di s. a Marcello II ; Virgilio Rosario fatto
Gio. Battista ai 24 gi'^'S"^' quella nel j5j7 da Paolo IV, che lo
della sua decollazione ai 2C) agosto, dichiarò primo Cardinal vicario di
e quella di s. Silvestro I ai 3 1 di- Roma, e morì nel 15^9; Fi-. Felice
cembre. V. Giovanni Giacchetti Peretti, fatto nel 1070 da s. Pio
Istoria della chiesa, e moiiislero di V, trasferito quindi all'altro titolo
s.Silvestro in Capile di Roma, ivi di s. Girolamo degli Schiavoni, di-
1629; non che Giuseppe Carletti, venendo liei 1^85 glorioso Pontefice
Memorie isterico-critiche drlla chiesa Sisto V. Questo Papa soppresse il

e inoiiistero di s. Silvestro in Ca- titolo, che trasferì alla chiesa di s.

pite di Roma, Roma 170 5. Salvatore in Lauro insieme col ,

Il contiguo monistero è uno dei Cardinal titolare Girolamo Lancel-


più belli, e sontuosi di Roma, hi lotti. Siccome per r ingiuria de'tempi

ogni quadriennio , e nel dì della era in istato cadente, nel 16 io il

festa della decollazione di s. Gio. Cardinal Lancellotti la rifàbbrici')


Battista, il senato romano fa in dai fondamenti, e le fece diversi
questa chiesa la pia oblazione di abbellimenli, anco in riguardo del-
quattro torcie di cera, e di im ca- l' alloi-a Paolo V, perchè
regnante
lice con patena d'argento. ei'a stata di lui parrocchia. Il Sa-
limbeni dipinse il quadro dell' alta-
re maggiore, rappresentante la Cir-
Ss. Sir.v ESTRO e MjnriNo a' Mon-
concisione del Signore ; come del
ti.V. Chies\ de' ss Martino e Sil-
Saraceni è quello della b. Vergine,
vestro a' Monti.
col bambino, e s. Anna.

S. SiLP'ESTRO al Quirinale, nel S. Sisto, titolo Cardinalizio, in cii-

rione Trevi , de signori della ra dei domenicani, nel rione


Missione. Pedi. Canwitelli.
,

44 CHI CHI
Lungo la via Appia, presso un cogli aiuti di Costantino
imperato-
tempio (li Marte, e 1' antica Pi- re; certo è che Gregorio 1 per
s.

scina pubblica, in una casa della accrescervi la renerazione vi pose ,

iiialrona romana Tigrich, fu eretta la stazione nel mercoI<;di dopo la

questa cliiesa in onore del Pontefi- terza domenica di quaresima, nel


ce s. Sisto II, per cui fu chiamata qual giorno tuttora si celebra.
s. Sisto in Piscina, e titolo di Ti- \ uolsi inolti'C, che quivi fossero
gride. La detta nobilissima matrona sepolti sette santi Pontefici, e ripo-
donò la i suoi beni perchè
casa e sti sotto l'altare maggiore, cioè Si-
si tempio in onore di
edificasse tal sto Il , Felice, Zefirino , Antero
Sisto 11, perchè questi, a' G agosto Lucio, Luciano, e Sotero, come si
dell'anno i(Ji, passò da questo luo- legge da una iscrizione. Vero è pe-
go con due suoi diaconi, i ss. Feli- rò che per sicurezza si crede sieno
cissimo ed Agapito, e quattro sud- stati trasferiti altrove, ovvero quivi
diaconi, cioè Gennaro, Magno, In- se ne venerino le reliquie. Altri
nocenzo, e Stefano, per andare con sono d'avviso, che siano santi ve-
essi al marfirio fuori della porta scovi, meno s. Sisto II, giacché non
Capena, ora di s. Sebastiano , seguiti si conosce alcun Papa col nome di

dopo tre giorni dall'altro diacono Luciano, chiamandosi anticamente


s. Lorenzo. Poscia in questa chie- Pontefici anco i vescovi. Altri in fi-
sa fu s. Sisto II sepolto, trasferitovi ne avvertono, che venendo sepolti
dui cimitero di Pretestato; laonde alcuni dei nominati Papi nel cimi-
in seguito il sito fu detto anco tcrio di Calisto ,
per la vicinanza ,

ciinitcìio di s. Sisto, non perchè vi fu talora confuso con quello di s.

fosse un cimitero , ma perchè con- Sisto, come di sopra avvertimmo.


finava colle vaste catacombe di Ca- Bonifacio V fu creato Pontefice
listo. In appresso vi vennero ripo- nel 619, mentre era Cardinale pre-
sti anche i corpi de' ss. Anatolia, te di s. Sisto titolo che splendida-
;

Calocero, Partenio, ed altri martiri. mente, nel 772, ristorò Adriano I,


Di questo titolo Cardinalizio di e quindi venne abbellito dal suo im-
Tigridc menzione nel concilio
si fa medialo successole s. Leone IH, al
celebrato nel 499? ^'"^ Papa s. Sim- quale si attribuisce la traslazione in
maco nel Vaticano, ove intervenne- questo luogo del corpo di s. Sisto
ro due preti di esso, uno chiamato II.Verso il I200, Innocenzo III,
Romano prete, l' altro di Redento magnificamente restaurò la chiesa,
arciprete, col qual titolo erasi pure ed il suo successore Onorio HI, a-
sottoscritto nel precedente concilio vendo approvato l'Ordine di s. Do-
celebrato nel 494 ^^ ^- Gelasio I menico, diede a questo per prima
nel Laterano. Nel registro di san chiesa cotesto titolo, fabbricandogli
Gregorio I, viene nominato certo l'annesso convento ; luoghi santifi-
Basso del titolo di s. Sisto. Il Car- cati dalla presenza di s. Domenico,
dinal titolare di questa chiesa fu il quale nella chiesa di s. Sisto isti-

destinato ad uftlziare in ogni gio- tuì la celebre divozione del santis-


vedì nella patriarcale basilica di san simo Rosario, che si propagò per
Paolo, ed a celebrare suU' altare tutto il cristianesimo. Onorio IH,
papale. Alcuni opinarono, che la vedendo che in Roma la disci-
chiesa fosse eretta da s. Silvestro I, plina e lo spinto delle monache
,,

CHI cni 44
crasi raffreddato, poiché se ne con- r"ì, e perciò Car-
questi fu detto il

tavano appena quaranta, volle ri- dinal di s. Sisto. Il medesimo Gse-


durle tuttein un monistero , affi- gorio XIII, ad evitare il disturbo che
dandone r incarico a s. Domenico, producevano agli uffizi divini nel men-
e al Cardinal Nicolò de Romanis. dicare i poveri nelle chiese, assegnò
Il Papa diede al santo pe'suoi reli- loro per comune abitazione il mo-
giosi la chiesa di s. Sabina, con nistero di s. Sisto," nel quale furono
parte del suo annesso palazzo per processionalmente condotti nel i58i,
convento, e stabili la chiesa e il dall' arciconfraternita della ss. Trini-
convento di s. Sisto per le mona- tà de' pellegrini ottocento poveri ;

che, che ivi riunite fecero la pro- ma siccome di mala voglia vi en-
mani di san
fessione religiosa nelle trarono, dolendosi dell'aria cattiva,
Domenico. Non mancarono difficoltà presto ne uscirono.
da superare, massime per parte del- La chiesa fu prima, verso il i-i'^'^j

le monache di s. Maria in Traste- restaurata dal titolare Cardinal Pie-


vere, ossia di s. Maria in Cappel- tro Ferrici spaglinolo ; di|ioi
il men-
la, le quali possedendo una mira- tovato Cardinal Filippo Boncompa-
colosa immagine della B. Vergine, gni generosamente ne rinnovò la

cui la tradizione vuol dipinta da facciata esterna con travertini, apren-


s. Luca, fu loro concesso portarla dovi avanti una piazza; rifece il tet-
nella chiesa di s. Sisto con solenne to e il soffitto con belli intagli, or-
processione, alla quale intervennero nò le pareli, ed abbellì la tribuna

molti Cardinali, e i religiosi dome- con istucchi dorati.


nicani. Nel pontificato di Paolo V, il
di tempo divenuto
In progresso p. Serafino Sicco, generale de' do-
Papa Pio V, già dell'Ordine di
s. menicani, rifece il convento, ed ornò
s. Domenico, considerando che l'a- con diversi dipinti la chiesa. Ales-
ria malsana del monistero di san sandro VII, nel I6^7 la diede per
Sisto pregiudicava alle monache titolo al Cardinal Giulio E,ospiglio-
eresse loro al monte Magnanapoli si, che meritamente, nel 1667, gli

presso il Quirinale, un sontuoso mo- successe col nome di Clemente IX.


nistero, ed una magnifica chiesa Nel convento professò nel 1646, la
che dedicò ai ss. Domenico, e Sisto, regola religiosa Filippo Tommaso
ed ivi le fece trasferire, ritornando la Oward inglese de' duchi di Nort-
chiesa di s. Sisto in possesso dei fulch, il quale nel
1671 fu creato
domenicani, e fu allora che venne Cardinale da Clemente X, e dipoi
chiamata s. La mira-
Sisto vecchio. coni miserando i domenicani iber-
colosa immagine della Madonna fu nesi esuli dall' Inghilterra per la di-
trasferita dalle monache nella nuo- fesa del cattolicismo, quivi li collo-
va chiesa, e di essa molto ed eru- cò dando ad essi molti soccorsi. In
ditamente scrissero Francesco Tor- questo pio uffizio gli successe il Car-
rigio, e Fioravante Martinelli. Nel dinal Tommaso IMaria Ferrari, che pu-
xSni a s. Pio V successe Gregorio all' Ordine di s.
re avea appartenuto
XIII, eh' era stato titolare di s. Si- Domenico. Clemente X, nel promo-
sto sino dal i56), per cui nel crea- vcre al cardinalato il religioso do-
re a' 2 giugno Cardinale il nipote menicano fr. Vincenzo Maria Orsi-
Filippo Boncompagni, glielo confe- ni, nel iGt"?,, gli diede il presen-
.

40 CHI CHI
te lildlo, il (jiial {)er.soiin;^f5Ì() poi in'l S. Sr.tyisr.yto de' Polacchi, nel rio-
I7?.j (livellile l*;i|);i Keiiedello Xllf, ne s. Angelo. V. Polonia.
c insieme lieiu'liiltoie del iuo^o, giac-
S. SricF.iNo del Cacco, nel rione
ché non solo laloni nel CiUTievale
Pigna, de' monaci SiIvc strini. F.
\i passava alenili i^'iorni nell'eserci-
SlL\ESTRINI.
zio dell' umiltà, e dell'orazione, ma
col disei5n(j del Piau/yini, operò del- S. Stefjvo de' Mori , nel rione
le lestauiazioni, ed ab])eiliinenti Borgo, filiale va- della basilica
La festa del santo titolare si celebra ticana, con ospizio pegli Abissini.
ai 6 agosto.
Nell'interno della chiesa vi sono La chiesa, ed ospizio di s. Stefano
i depositi de' Cardinali Vincenzo de' mori, degl'indiani, o degli «;liopi,
I>ii(luvic() Gotti, Luigi JMaria Luci- ed abissini, come fiiiono chiamali, era
iii, e Giuseppe Agostino Orsi, tutti del capitol(j di s. Pietro in Vaticano, e
e tre stati domenicani, e Cardinali fu edificata presso questa basilica das.
preti di s. SistOj celebri per la loro Leone I del 44^3 come si rileva dai
dottrina, e opere per le loro, l^er privilegi, che godeva per essere stata
di fuori trovasi congiunta al conven- una delle venti o veiilidui; abbazie
to una piccola cappella dedicata a antiche di lloma, e privilegiate, per-
.s. Domenico, ov(> alcime pitture e chè il loro abbate assisteva il Som-
delle iscrizioni rammentano due in- mo Pontefice, allorrpiando celebrava
signi miracoli fatti dal santo, men- solennemente. L'Alveri dice, che in
tre dimorava nel convento. Il chio- questo luogo fu l'ospedale eretto da
stro fu dipinto a fresco da Andrea s. Crregorio I pegli orfani, chiamalo
Casale scolare del Conca , ma una orfanotrofio. Nel monistero, eh' era
parte di esso è ridotto o cartiera uno de' quattro presso la basilica
I Iella camera Apostolica, per la car- vaticana, erauvi de' monaci benedet-
ta del bollo, e di altri usi ; opificio tini, di cui, come scrive Onofrio
che a' 17 agosto i835, fu onorato Panvinio, fu abbate Pasquale roma-
dalla presenza del Papa regnau- no, figlio di Massimo Bonoso che ,

te. 11 eh. cav. Gaspare Servi ar- ai 25 gennaio 817 divenne Papa
chitetto scrisse : Della rarlicra di s. col nome di Pasquale 1, e che la
Sisto, Roma i83^. J^. Girolamo Chiesa venera per santo. F. su que-
Baldassini Memorie appartenenti al- sto monistero i compilatori del Bol-
la storia, e al culto della Madon- lano Faticano, nel tomo I, p. 29.
na detta di s. Luca, esistente in ss. Poscia la chiesa e il monistero fu-
Domenico, e Sisto, Jesi 1775. rono dati al capitolo di s. Pietro, co-
me provasi da una concessione di s.
S. SpinrTO Leone IX del 1049 ad esso indiriz-
in Sassia, nel rione Bor-
go, deW arcispedale zata, sotto il nome de' canonici del
di s. Spinto.
y. Ospedale di
monistero di s. Stefano. Da ciò si
s. Spirito ix Sas-
sia,ED ARCICO^FRAfER.MTA
raccoglie, come dice il Panciroli nei
DI SAN
Tesori nascosti, che per seicento an-
Spirito in Sassia.
ni abitarono nel monistero i mo-
naci dell' Ordine di s. Benedetto,
Spibito Sj.vto de' Napoletani, nel poiché tanti anni appunto corsero
none Regola. F. Naioli. .
da s. Leone I, a s. Leone IX. Che
,

CHI CHI 47
i monaci erano addetti all' ufGzia- qualcuno in Roma, ivi fosse chi ne
tura della basilica di s. Pietro, con prendesse cura, e diede la chiesa in

altre nozioni ad essi riguardanti, il cappellania al suo familiare d. Sil-


dicemmo Chiesa
all'articolo di sa\ vcrio Campana, beneficiato di s. Pie-
Pietro l\ Vaticano. Vedi. tro col titolo di rettore, locchè con-
Questa chiesa prese il nome di fermò con breve de' io ottobre
s. Stefano de' Mori, o degli Abis- 1705. Ma già la casa contigua era-
sini, allorché il Pontefice Paolo IV si rifabbricata per ordine del Papa,
del i555 la diede, in uno alla con- il quale si recò a visitarla, come
tigua casa, ad alcuni mori del pae- già nell'almo precedente erano giunti
se detto del Prete Janni, e chia- in Pioma quattro mori, i quali erano

mali indiani. Tuttavolta Carlo Bar- stati ordinati sacerdoti ai 20 aprile.


tolomeo Piazza, nelle sue Opere pie In seguito Benedetto XIII, con bre-
di Roma, parlando a pag. i?.3 e ve de' 3i agosto 1724, dichiarò
seg. dell'ospedale degli indiani, ov- coadiutore al Campana nell' uffizio

vero abissini a s. Pietro, dice clic di rettore dell' ospizio, e di supe-

Clemente \ li, nel 1325, diede la riore della chiesa con futura suc-

chiesa e l'ospizio a detta nazione. cessione, Marc' Antonio Ausidei, no-


Laonde Paolo IV avrà confermata bile perugino arcivescovo di Damia-
la concessione, e ne sarà stato be- ta, ed assessore del s. Offizio, che
nemerito, come lo fu Gregorio XIII, poi nel 1728 creò Cardinale.
che dal palazzo apostolico assegnò Nel pontificato di Clemente XII
all' ospizio quotidiane somministra- si recarono a Roma alcuni monaci
zioni, come lessi nei ruoli dei pa- abissini di s. Antonio, quali poi vi i

lazzi dee tacere


apostolici. Non si rimasero sino a quello di Pio "NI.
esservi chi sostiene, che Alessandro Ad essi coll'autorità della costituzio-
III eresse in P».oma nn ospizio agli ne Alias postqnam de' i5 gennaio
abissini , sotto la cura de' monaci it3i. Clemente XII accordò la
copti. V. Abissi>"ia. Anche l'Alveri chiesa di s. Stefano de' IMori col-
vuole che Eugenio IV, nel 14^9 >
r annesso ospizio e giardino. Que-,

abbia confermato agli abissini l'ospi- sta concessione venne fatta a se-
zio ad essi concesso da Alessandro conda di qnella di Paolo HI ,

III, il quale fu eletto Papa nel i log. che r immediato


fu successore di

1 diversi tentativi fatti successi- Clemente VII, ed espres.samente


vamente dalla santa Sede per con- si dichiarò essere in favore dei mo-
vertire alla fede cattolica gli abi- naci di s. Antonio Abbate {Vedi),
tanti dell'Abissinia, furono soggetti di nazione abissini, etiopi, copti,

a fiere persecuzioni , come si può o egiziani, col patto di celebrare

vedere nel viaggio che fece Salt, e le feste di s. Stefano protomar-


poi stampato nel 1808. Assunto al tire ai 26 dicembre e di s, Sil- ,

pontificato Clemente XI, e vedendo verio Papa ai 20 giugno, secondo


che la chiesa e l' ospizio di s. Ste- la pia disposizione del defunto ret-
fano protomartire presso la basilica tore Campana, in onore del santo
vaticana era disestato nelle rendite, titolare della chiesa, e di quello
e che non venivano dallEtiopia uè del suo nome, assoggettando gl'in-

abissini, né copti, volle prenderne dividui della mentovata nazione al-


provvidenza , perchè giungendone la sagra congregazione Cardinalizia
,, ,

48 CHI CUI
fli Prnpafjnndii , ed al suo Cardinal r altare maggiore un buon quadro
piclèlto generale prò tempore. Indi d'incerto autore, rappresentante s.

sotto l'io \ n, e nel i8o/j, d. Gior- S!(;f mo lapidato, e nell'altare a de-


i^io (iiilahadda al)i,ssinio, ispirato dal- stra vedcsi un dipinto del Puccini,
la divina J Provvidenza, fiiygi dall'E- esprimente s. Silverio Papa; altare,
tiopia per abiurare gli errori, e por- che fu eretto dalla pietà del sun-
tatosi in Roma nel 1807, fu dal Tiominato rettore Campana, come
lodato Pontefice fatto istruire nei alìerma il Piazza nel suo Emerolo-
dogmi ortodossi di nostra santa re- i^io di Roma, a pag. 4io> parlan-
ligione, e poscia lo dichiarò rettore do della festa di detto santo, nella
delia chiesa ed ospizio della sua quale, e in quella di s. Stelàno il

nazione, cioè della chiesa e casa di capitolo valicano si reca ad ulììzia-


s. Stefano de' iMori, carica che tut- re la chiesa. P^. l'Alveri, Roma in
tora esercita con pio zelo. Nel n." ^'^ ogni slato j a pag. 219 e 220, ove,
del Diario di Roma del 1841 si trattando di questa chiesa, riporta
legge ciò die spetta ai tre deputati le iscrizioni necrologiche degli etio-
abissini mori, e loro seguito com- pi ivi sepolti.
posto di vari dottori, sacerdoti, e
monaci etiopi, inviati dal Degesma- S. Stefano Rotondo, titolo Cardi-
clio Ubhè signore del Tigre al re- nalizio, in cura de' Gesuiti, si-
gnante Pontefice, qual deputazione tuato sul monte Celio, nel rione
dei tre regni cristiani del Tigre Monti.
dell'Amara, e di Sclioa nell'Abissi-
nia, cui fecero da interpreti il po- Sulla vetta del monte Celio, cos\
liglotte dottissimo Cardinal Giu- chiamato da Celio Vibeuna capita-
seppe Mezzofanti, d. Gio. de Gia- no toscano, che portatosi a soccor-
eobis della congregazione della mis- rere R.omolo, o altro re di Roma,
sione, e prefetto Apostolico del- ivi si fermò ad abitare, è posta la
la missione nonché
di Abissinia, chiesa di s. Stefano Rotondo, cos\
del suddetto d. Giorgio Galabadda. chiamata dalla sua foi'ma circolare,
ivi ancora riportasi con qual beni- mentre prima si disse ancora dal
gnità il Papa Gregorio XVI li ri- monte, Stefano al Celio. Xè de-
.<^.

cevesse ai 17 agosto 1841 nel pa- ve occultarsi, che fu detto pure s.


lazzo Quirinale, e si parla anche Stefano nelQuerquelulano in Cele-
d(dr offerta a lui fatta dagli abissini rina, dalla copia delle querele, che
dell'incenso delle lor parti, insieme ivi erano, e da una famigha, o con-
ad alcuni rari
uccelli di Etiopia trada, che si nominava Celerina,
come che cinque di delti abis-
dicesi giacché abbiamo certo Stefano Car-
sini rimasero in Roma per alunni tlinale titolare di s. Stefano in Ce-
nel collegio Urbano di Propaganda lerina. Xon sono d'accordo gli au-

fide. tori se fosse un tempio antico sa-


La chiesa di s. Stefano de' Mori, cro al dio Fauno. Si sa per altro,
che, come dicemmo, ripete la sua che era tempio de' gentili, quando
erigine da Leone I
s. in diversi , il Pontefice s. Simplicio del 4^7 l"
teiripi fu ristorata, massime da A- dedicò al protomartire s. Stefano
driano I, da Sisto IV, da Gregorio liducendolo al relativo uso. Già era
XIII, e da Clemente XI, ha ncl- titolo Cardinalizio quando nel 498
,

CHI CHI 49
s. Simmnco celebrò un concilio, dap- restaurò ed abbellì la chiesa. Que-
poiché y\ si sottoscrisse un Marcel- sta fu data in titolo nel concilio di
lo prete del titolo di s. Stefano nel Clermont al b. Martino Cibo, ci-
monte Celio; titolo che poscia con- stcrciense , amico di s. Bernardo
fermò s. Gregorio I. in luogo del- quando nel ii3o Innocenzo li lo
la chiesa di s. Crescenziana, \i creò Cardinale. Quindi nel 1191,
pose quest' ultimo Pontefice la sta- Celestino HI conferì il medesimo
zione nel venerdì avanti la do- titolo al Cardinal Giovanni di Sa-
menica delle palme , ed ai 26 di- lerno, che in sua morte dieci Car-
cembre, festa del santo, le quali og- dinali elessero Papa ; ma temendo
gidì si celebrano ancora. Il mede- l'eletto di uno scisma, px-ontamente
simo s. Gregorio I in questa chiesa rinunziò, facendovi sostituire Inno-
pronunziò popolo romano l'o-
al cenzo IH. Alcuni vogliono, che que-
meha IV siiU' evangelo di s. Mat- st' ultimo Papa sia stato benemerito
teo. Il Cardinal titolare doveva ce- della chiesa, per le riparazioni die vi
lebrare ogni giovedì sull' altare pa- fece eseguire.
pale della patriarcale basilica di s. INIinacciando in appresso la chie-
Lorenzo fuori le mura, facendovi il sa ruiua , Nicolò V accorse solle-
servizio ebdomadario. cito a ristorarla sino dai fonda-
Già i Pontefici s. Giovanni I , menti. 11 glorioso di lui nome fu
del 524, ed il suo immediato suc- posto nel fl'ontespizio della faccia-
cessore s. Felice HI detto IV, vi ta esteriore colla data del i453.
avevano fatto eseguire alcuni mu- Poscia, nell'anno i 455, Nicolò V tol-
saici, massime nella tribuna, di che se la collegiata de' canonici, che si-

fa menzione il Grutero con due no allora uffiziavano la chiesa , ed


iscrizioni, cui riporta alla p. 1164 in vece vi pose dodici frati romiti
ai numeri 17 e 20. Di poi Papa di s.Paolo primo eremita. Pio H,
Teodoro del 642, dall'arenario della nel i45B, creò Cardinale prete di
via Nomentana, prese corpi de' ss. i s. Stefano Alessandro Oliva, agosti-
martiri Primo e Feliciano ripo- , niano di Sassoferrato, celebre pe' suoi
nendoli in questa chiesa, alla quale grandi meriti. Questo titolare fu be-
offrìmolti doni. Ci avverte il Piaz- nefico della sua chiesa, coll'abbelli ria.
za, Gerarchia pag. 534, che Sergio In seguito venne pure, nel i4'^8 ,

II, Papa dell' 844^ concesse ad E- ristorata Innocenzo \ III. Ma


da
remberto, uomo illustre, il corpo di verso l'anno 1 549, avendo ii^^^^'^^to
im s. Primo, e le reliquie d' lui s. Paolo IH al Cardinalato Giannange-
Feliciano, venendo depositate nella lo de' Medici, che poi conseguì il
villa Lega della diocesi di Milano. presente titolo, da esso nel i55g
Su questo punto va letta la Notizia ascese alla veneranda cattedra di s.
istoiica del martino de' ss. cittadi- Pietro col nome di Pio IV. Aven-
ni romani Primo e Feliciano, e del- do poi il suo predecessore Giulio
la traslazione, ed iin'e/izioiic de' lo- HI, per opera di s. Ignazio, dato
to corpi nella chiesa di s. Stefano principio al collegio germanico-un-
Rotondo nel monte Celio, Iloma' garico, sotto la direzione de' gesuiti,
1736. In questo libro evvi una bre- il successore Gregorio XI H lo sta-
ve notizia su questo antico tempio. bilì, e fra le copiose entrate che gli
In appresso Adriano I, nel 773, assegnò, gli diede in un alla chiesa,
VOL. XIK. 4
"u, CHI cin
quello goduto flai ielif:;iosi nuivi (li- Sol piondonle , e njcraviglioso è
molanti, i (fuali orano uudati iu dc;- 1 prova entrando in
circllo che si

oadoiiza, e pmciò da lui tolti, come quello ic-mpio dappoiché rotonda ,

rilevasi dalla b(jlla Jposlolici niu- n' la forma con una


(• nave circo-
m-ris snlliciludn , data kal. mar- lare sorretta da cinquantotto co-
lii anno i TyS. I gosuili , oltre- lonne di granito, e sei di marmo
ché farvi rifiorire il divin cul- bianco, tutte d'ordini differenti. Au-
to, l'abbellirono e decorarono con licamente essa aveva un altro por-
i stupende pitture a fresco, di cui tico più vasto all' intorno sostenuto

poi faremo parola. Di (juosta chiesa pure da colonne; ma iVicolò V re-


iVi molto divoto s. Filippo ISeri, e vi strinse il suo circuito e chiuse nel ,

condiiceva nel giovedì di carnevale nuu'o il primo ordine di colonne,


molto popolo a ricevervi la s. comu- che restava piii in fuori, in modo
nione, oltre la visita delle sette chiese. per altro, che alcune ancora se ne
Il Crescim!)eiii nella sua erudita vedono scoperte. Le due colonne del
Istoria della chiesa di s. Giovan- centro, che reggono la cupola, sono
ni avanti porta latina, a pag. 167 d'ordine corintio; il diametro della
e seguenti, riporta preziose notizie chiesa è di cento novantotto piedi.

della chiesa di s. Stefano al monte Nelle pareti della nave circolare, Ni-
Colio, che alcuni chiamarono s. Ste- cola Pomarancio con bravura e di-

fano in capo d'Africa. Tra le al- ligenza dipinse le trentadue storie


tre cose racconta, che la chiesa di de' santi martiri principiando dagli
s. Stefano apparteneva alla detta Innocenti; ma i paesi e le prospet-
chiesa di s. Giovanni , la quale fu tive furono eseguite da Matteo da
data da Lucio II con tutte le sue Siena. Antonio Tempesta dipinse i

pertinenze alla basilica lateranense, martirii de' ss. Primo e Feliciano


locchè confermò Onorio III, com- nella hno cappella, e di fuori la
prosavi la chiesa di s. Stefano, in- strage degl'Innocenti, e la Vergine
sieme ad altri Papi. Quindi riporta Addolorata. Nel i 5H j riprodusse tali

i diversi accordi fatti dal capitolo pitture inrame Gio. Ballista de


lateranense coi frati di s. Paolo pri- Cavalieri, come nota il Crescimbjeni
mo eremita, a cagione dei reclami a pag. 189. Il quadro della ss. An-
dal primo avanzali ai secondi, dopo nunziata nel suo altare è opera del
che a loro Nicolò V avea concesso gesuita p. Pozzi. Nel centro sopra
la chiesa, e i beni. Dopo molte vi- l'altare, e sotto la cupola si alza un
cende da ambedue le parti si con- artificioso tabernacolo, il quale con
chiuse col patto di restituire si i bizzarro disegno fu lavorato da un
beni che la chiesa al capitolo, quan- fornaio svedese, che il donò al col-

do i qualunque ragione
frati per legio germanico- ungarico.
Essendo il capi-
l'avessero lasciata. Presso la chiesa anticamente fu
tolo ricorso dopo la morte di Gre- il celebre monistero di s. Erasmo,
gorio XI li al successore Sisto V, di cui ancora si veggono i vesti-

per essere reintegrato ne' suoi di- gi , il quale fu uno de' più an-
ritti, nulla potè ottenere, e il Col- tichi e primari di E.oma, e venne
legio gernianico-wigarico [Vedi), go- fondato, secondo alcuni, dallo stesso
vernalo dai gesuiti, ne rimase pa- s. Bencdetlo. Piisplendctte per la re-
ciiico possessore, come lo è tuttora. golare diocipliua, pei mouaci che vi
, ,

CHI Clir 'Tr

noriionn, uno de' quali fu A(1cn(ìa- cura dcllr inniuichc cisterciensi


to , o Deodato , ovvero Dcusdcrlit nel rione Trevi.
che, nel 6i5, fu creato sommo Pon-
tefice. In questo monistero, e pres- Questa chiesa fu detta anticamen-
so la chiesa di s. Stefano, dopo la to do' ss. Gabino e Susanna, ad
morte di Giovanni Y, avvenuta nel diiai Donins. agli orti Sa liristia? n .

jiiimo agosto del G^6, ncH' elezione lìvU'aUa Semita del Qi/in'nale, vi-
dei successore nacque grave conte- cino al vico di Mamurro, fabbro
sa, poiché il popolo essendosi divi- che, secondo gli ordini di Numa, ta-
so dall'esercito dell'esarca di Ra- voi-ò i famosi scudi Ancillj. Viene
venna che voleva in essa introdur-
,
chiamata dagli scrittori ecclesiastici
si, questo faceva tumulto presso la ad duas Domos, perchè ivi furono
chiesa, e popolo col clero roma-
il le case di s. Gabino padre di s. Sa-
no erasi ritirato in s. Giovanni in sanna, e del Pontefice s. Cajo, elet-
Laterano, per cui insorti gli antipapi to nel 283, ambedue convertite in
Pietro e Teodoi'O, poscia composti chiese, od oratori. In questo luogo,
gli animi, concordemente elessero per la sua eminenza ed amenità
Conone per Papa. Finalmente nel già chiamato alta Semita, sul dor-
raonistero di s. Erasmo, dalla chic- so del Quirinale, furono il tempio di
sa di s. .Silvestro in Capite, nel Quirino, la casa di Pomponio At-
799, i ribelli Pasquale, e Campolo tico, ed i famigerati orti Sallustia-
fecero trasportare, e strettamente ni, col superbo palazzo, oltre di-
rinchiudere s. Leone IH, da loro versi altri templi ed edifici. V. Chie-
orrendamente mutilato, donde fu li- sa di s. Cajo.
berato da Albino suo cameriere, ed Vuoisi pertanto, che Papa s. Cajo
accompagnato al Vaticano. erigesse in chiesa la casa del fratello
Sulla chiesa di s. Stefano Ptoton- Gabino, e della nipote Susanna vei'gi-
do possono principalmente vedei- ne dopo il suo martirio pur ivi sof-
si , Descrizione di Roma antica ferto, e celebrasse nella medesima
e moderna, dedicata al Cardinal piìi volte la messa ad onore di lei.
Valenti tom. II pag. 4 '4? e seguen- Altri credono, che a s. Leone 1 deb-
ti ; Le antichità della città di Ro- ba attribuirsi la dedicazione della
ma per Lucio Mauro stampate in chiesa da lui restaurata, o forse da
Venezia nel i556 a pag. 42; Ro- oratorio ridotta a chiesa, recitando-
ma vetus et recens, auctore Alexan- vi un sermone in onore di s. Feìici-
dro Donato, a 324; e V Hi sto- p. ta, e de' sette martiri suoi figli. Ccr-
ria collega Gennnnici et Ungarici, to è, che nel concilio celebrato nel
auctore p. Cordaro soc. Jesu. Laterano, dal Pontefice s. Simma-
co, nel 499» "^' si sottoscrissei'o A-
Ss. Sudario de' Savojardi, nel rio- sello, ed Agatone, preti del titolo
ne s. Eustachio, chiesa dell' Ar- de' ss. Gabino e Susanna ; come s.

ciconfr aternita del Ss. Sudario Gregorio I iiomina nel suo registro
[Tedi), fal)!)ricata nel r6o5 con im tal Rustico, prete del titolo di
disegno di Carlo Kainaldi , e ri- s. Susanna. Poscia al suo Cardinal
storata nel secolo decorso. titolare fu data la prerogativa del
servigio ebdomadario nella patriarca-
S. Susanna, titolo Cardinalizio, in le basilica di s. Paolo, dovendo ce-
,

52 CHI CHI
Icbrnrc suU'nlfan! pontificio in ogni ima corona grande con dodici del-
sahhato. Da tempo anticliissinio rpii- fini, altra croce, de' vasi colalorii,
vi, come nella chiesa di s. Cajo, si due altre lampade con grifi dorali,
celebra la stazione nel sabI)ato dopo due corone con dieciotto delfini
la domenica di rpiaresima.
terza tutto di argento.
Leone II dichiarò prete Car-
S. Nel I 1
44 Lucio II confer'i que-
dinale di s. Susanna s. Sergio I, sto titolo al Cardinal Gezo. Altre ri-

che fu creato l'apa nel 687. Adria- parazioni a questa chiesa, che fu chia-
no I rifece il tetto delia chiesa; e mata anche basilica, e fino agli ulti-
l'immediato suo successore s. Leo- mi tempi fu pure parrocchia, non
ne III, nel 795, quando fu eletto, si trovano sino a Nicolò V, Parentu-
trovavasi prete Cardinale di questo celli,che successe nel i447 ^"-l I^"^'"
titolo. Secondo l'annalista Baronio, genio IV, il quale l'avea fatto Car-

quivi egli volle essere consagrato dinale prete di s. Susanna. Dipoi


Papa ; indi la rifabbricò quasi tut- Sisto IV, nel i47^) l'abbeiri, e vi
ta, pose il baltisterio , l' abbellì
vi fece alcuni ristauri. INIa al Cardinal
facendovi eseguii-e nella trilxma la Girolamo Rusticucci titolare di santa
immagine di Carlo Magno in abito Susanna, per beneficenza di s. Pio
militare, e l'arricchì del corpo di s. V si devono la riedificazione della
Felicita martire, che fu preso dal chiesa, i maggiori suoi ornati, e la
cimitero detto di s. Felicita nella erezione della facciata esterna di
via Salare, donde era stato trasferi- con architettura di Carlo
travertini,
to in questa sua chiesa anche quel- IMaderno, soffitto dorato, le pit-
il

lo di s. Susanna. In essa riposano ture nelle pareti, oltre il totale suo


pure il corpo del di lei padie san ingrandimento. Adornò ancora con
Gabino, e nell'altare di s. Lorenzo marmi, e dipinti il sotterraneo della
la metà di quelli de' ss. martiri Ge- confessione, e la tribuna, mentre per
nesio, ed Eleuterio vi è pure un : l'amore che portò a questa chiesa^ se-
osso del profeta Michea, che pre- condo l'uso antico, volle chiamarsi il
disse il nascimento del Redentore, Cardinal di s. Susanna, e la ritenne
e vi sono altre reliquie. Anastasio in commenda quando passò al tito-
bibliotecario nella vita di s. Leone lo di s. Maria in Trastevere, ed ai
IH, narra la sua magnificenza ver- vescovati suburbicarii.
so questa chiesa, e fa la descrizio- Contemporaneamente imitatrice in
ne de' donativi, cioè di tre gabale, parte del Cardinal Rusticucci fu d.
o lampadi d'oro di cinque libbre e Camilla Peretti sorella di Sisto V,
mezzo: di due croci d'oro ornale di la quale fablnicò con beili marmi
gemme, del peso di quindici libbie; la cappella di s. Lorenzo, facendovi
di due verghe d'argento; di tre dipingere il suo martirio da Battista
immagini di tal metallo di trenta- Pozzo di Valsoldo, e dal Nebbia; e
cinque libbre per la con-
; dell'altare le geste de' ss. Genesio, ed Eleuterio,
fessione di argento del peso di cen- che nella metà dei loro corpi avea
totre libbre; di otto colonne d'ar- dal Pontefice fratello ottenuti dal-
gento, con due archi, ed una croce la chiesa di s. Giovanni delia Pi-
simile ; di due
lama di ar- vesti di gna. Quindi stabilì un legato, per
gento, chiamate gamadie; più un'al- dotare, nel giorno di s. Susanna, no-
tra croce di argento, un canestro, ve zitelle, alle quali assegnò cinquan-
CHI CHI 53
ta scudi per cadauna, cioè nel di morta, opera del siciliano Laureti ;

della sua festa agli 1 1 agosto, nel le pitture della tribuna, e l' assun-
qual giorno il senato romano viene zione della b. Vergine, sono del pen-
a fare l'olTerta di un calice d' ar- nello dell'orvietano Nebbia. Al lato
gento e di torcie di cera in ogni destro del detto altare evvi il mar-
quadriennio. La medesima pia da- tirio di s. Susanna, che con altre
ma eresse un monistero di mona- ligure superiori nel pilastro, e fuo-
che presso la chiesa de' ss. Vito e ri dell'arco dipinse il Nogari. L'i-
Modesto, donde poi furono da Si- storia di contro è del mentovato
sto V trasferite a questa chiesa di Croce, ch'è pure autore dei freschi
s. Susanna, aiutata da Pietro Ful- esteriori dell'arco. A mano sinistra
vio, nel modo che si descrive al- si vede la magnifica cappella di s.

l'articolo ClSTERCIEySI MONACHE, CSSCU- Lorenzo, e nella parete destra è il


do appunto tali quelle, che tuttora deposito, che Camilla Minio pittri-
sono nell'annesso monisteio, e sog- ce, eresse al genitore Filippo Valle,
gette al Cardinal protettore. scultore del secolo decorso.
Paolo V ingrandì e riedificò il mo-
nistero, il cui coro interno di noce in- S. Teodoro, già diaconia Carcliimli-
tagliata è forse il più bello, che sia in zia, in cura dell' arciconfralcrnila
Roma. Entro l'ameno e vasto giar- del ss. Cuore di Gesìi, delta dei
dino delle monache, si vede una Sacconi^ nel rione Canipitelli.
cisterna, il cui architrave, e pilastri
sono disegno e lavoro di IMichelan- Di questa antichissima chiesa, già
gelo Buonarroti. Da ultimo onorò tempio rotondo di Romolo, volgar-
questo titolo il Cardinale Lorenzo mente detto s. Tota alle radici del
Corsini, cui lo diede Clemente XI, Palatino, o, come altri dicono, fab-
nel 1705, giacché nel lySo fu su- bricata sugli avanzi del tempio di
blimato al triregno, ed assunse il Giove Statore, o di quello di Vesta,
nome Clemente XII. L' interno
di già se n'è parlato nel voi. II del Di-
della chiesa ha una sola nave, il zionario a p. 3 1 3, trattando di quel
cui pavimento tuttora conserva al- sodahzio. Solo qui daremo altre no-
cuna traccia dell'anlico. Pcicco è il tizie su questa chiesa ,
posta nella
soffitto d'intagli, e doralure, avente contrada, ch'ebbe nome di Vico
le pareti ornate di pitture esprimen- toscano, perchè vi abitavano mer-
ti le storie della casta Susanna ebrea, canti ed artisti toscani. Fu questa
eseguite a fresco da Baldassare Cro- diaconia la nona regionaria istituita
ce ; ma le prospettive di tali dipin- da s. Iginio Papa del i54, alla
ti sono del p. Zoccolino teatino, quale presiedeva il diacono Cardi-
come le statue di stucco, che le nale regionario della settima diaco-
frammezzano, sono del Valsoldo. Dal- nia, di cui si ricorda un tal Celio
la tribuna si scende per una scala Giovanni, diacono di questa chiesa,
a due bracci alla confessione, la qua- nel sinodo romano, celebrato nel
le occupa un vasto spazio sotteira- dal Pontefice Simmaco; chie-
499 s.

iieo, e vi si venerano i corpi di s. sa, che Gregorio 1 dedicò all' in-


s.

Felicita, e le reliquie de' suoi figli vitlissiino martire s. Teodoro, del


martiri. 11 quadro poi dell'altare quale la Chiesa celebra la festa ai
maggiore rappresenta s. Susanna 9 novembre. Il volgo poi lo chia-
,

.54 CHI CHI


mò santo Tutu per Ja tli lui tenera raffici del monte Palatino, Roma
età, ed al patrocinio di esso santo 1710.
rieorrono i genitori pe' loro fanciid-
li. Essa fu in proj^resso restaurata S. Teresa alle (/icaltro fontane ,

da Adriano I : quindi da Nicolò V, delle carmelitane scalze riforma-


che conservò le forme anliclie, e te, nel rione. Monti. V. Carme-
fece dipin;^cre sulla ])orta la na- litane MONACHE.
scita del Salvatore ; dal Cardinal
Francesco Barberini, nipote di Ur- Il senato romano, in ogni decen-
bano VIH, verso il i<)74; e poi nio, in vigore di rescritto fitto da
da Clemente XI, che còll'opera del Pio VII ai 22 settembre 1804, nel
cav. Carlo Fontana, nel i7o5, iso- dì della festa di s. Teresa^ ai i5
lò l'ediflzio per liberarlo dall' umi- ottobre, fa in questa chiesa la pia
dità del teri apieno da cui era cir- oblazione di un calice di argento
condato, aprì una piazza avanti con sua patena, e quattro torcie di
munendo di cancelli lingrcsso , ab- cera.
bellì i tre aitali, ed il maggiore
decorò con marmi mischi, sul rpia- S. Tom M. ISO di Cantorbery , del
le evvi un «juadro di s. Teodoro collegio inglese j nel rione Regola.
del Zuccari. 11 magistrato romano V. Collegio inglese.
ogni anno, nel dì della festa di san
Teodoi'o , fa in questa chiesa la S. Tommaso in Foi-mis, del Capi-
olTerla di un calice d'argento, e di tolo f^aticanOj nel rione Campi-
quattro torcie di cera. telli. V. Chiesa di s. Pietro iv
Onorio li, nel i 17.5, conferì que- Vaticano, nel fine dell'articolo.
sta chiesa in diaconia ad Ugo Ge-
vemei arciprete della basilica vati- S. Tommaso in Parione , titolo

cana ; e Giovanni XXII, in Avigno- presbiterale Cardinalizio , con


ne, la diede, nel i3i6, al celebre parrocchia, nel rione di Parione.
Cardinal Gio. Carlo Orsini, morto
colà nel i355. Ma nel pontificato Vuoisi edificata nel i 1 3«^ dal
di Sisto V restò soppressa la dia- Pontefice Innocenzo II, che la con-
conia, sebbene secondo il Piazza ,
, sagrò solennemente ai 2 dicembre
1

Gerarchia Curdinalizia, p. 735, fu di detto anno, giorno in cui ap-


da Urbano Vili temporaneamente punto la Chiesa universale celebra
ripristinata in fiivore del Cardinale la festa di s. Tommaso apostolo,
Teodoro Trivulzi. Prima era colle- cui è dedicata. Prese il nome di
giata di canonici , e poi sotto Cle- Parione da quello del rione, per-
mente XII fu concessa alla lodata chè in esso abitavano i cursori , o
arciconfraternita. P^. Fi-ancesco Ma- mandatari, che in latino chiamansi
ria Toriigio, Istoria del martirio di apparitores. Verso l'anno i4^4 '^
s. Teodoro, Roma i634, nel qual Cardinal Stefano Nardini di Forlì
libro, oltre la vita del Santo, si fondò l'annesso collegio, che prese il
tratta anco di questa sua chiesa ;
nome di Collegio Nardini [l'aedi), e
nonché Francesco Cecconi, Memo- doveva servire a ventisei giovani stu-
rie storiche dell' insiirne diaconia di denti, ed un palazzo, il quale servì di
o
o. Teodoro martire, situata alle residenza al tribunale del govei-no, e
CHI c ri I 55
dei [trelati governatori di PLoma, maggiore fu colorito dal p. Cosi-
per cui quando tali residenze furo- mo cappuccino, che vi espresse san
no traslerite ove sono , al palazzo Tommaso apostolo in atto di ora-
e alla contrada rimase il nome di re. Il quadro dell'Annunziata, e dei
governo vecchio. Nella celebre pro- ss. Gio. Evangelista, e Nicola di Bii.-

mozione, che Leone fece, nel X ri, posto suir altare a sinistra, è o-
I?i7, di trentuno Cardinali, eresse pera di Pomerancio. Nell'altare 0[)-

la chiesa al grado di titolo Cardi- posto la Concezione è pittura del


nalizio, nominandovi per primo il Passeri. Nella prima cappella poi a
Car<linal Lorenzo Campeggi da lui mano destra di chi entra evvi il

creato nella stessa promozione ; e quadro di s. Filippo , cioè la sua


poscia Clemente VII, nel iSat), la ordinazione , dipinto dal cavaliere
diede per titolo al Cardinal Giro- Giacomo Conca, il quale seppe su-
lamo Doria. Fra i Cardinali, che perare le dlllicoltà de' para menti ros-
onorarono questa chiesa, vi fu il si,che hanno i sagri ministri.
b. Gregorio Barliarigo veneziano, cui Questa chiesa fu frequentata dalla
l'nssegnò Alessandro VII, quando, nel matrona s. Francesca Promana. Al-
1660, da lui fu aggregato al senato tre notizie di questa chiesa si pos-
apostolico. S. Filippo Neri vi volle sono leggere nel Bovio , La pietà
prendere tutti gli ordini sagri, me trionfante, pag. 187, della chiesa
no quello di diacono, che prese nel- di s. Tommaso in Pai-ione, filiale

la basilica Kiteranense, ed allora il dell' insigne basilica di s. Lorenzo


santo era nell'età di trentasei an- in Damaso di R.oma. Il Cancellieri,
ni ; i primi ordini li prese nel me- a pag. 66 del suo Mercato, confuta
se di marzo da Giovanni Lunelli lo Sprengero, il quale nella Roma,

vescovo di Sebaste, vicario genera- nova, aveva scritto, che sulla poita
le di Giulio IH, e il sacerdozio nel- di questa chiesa appendevasi la
la Pentecoste. Ciò avvenne in que- tabella degli scomunicati che non ,

sta chiesa forse perchè il detto ve- avevano adempito alia comunione
scovo vi abitava vicino. del precetto pasquale.
Della confraternila de' ss. Gio.
Evangelista e Nicola de' Copisti, in S. Trifone nel rione Ponte. V.
s. Tommaso in Pavione, tiatta il Chiesa, di s. Agosti vo, ed Arci-
Piazza, nelle sue Opere pie di Ro- CONFRATERXITA DEL SS. SaGRAMEN-
ma, a pag. 661 , e seguenti. Essa To nella chiesa di s. Trifone.
ebbe origine sotto Pio IV , nel
1 56 [
, ma in progresso si estinse. SS. Trinità' de' Signori della Mis-
In questa chiesa fu pure fondata sione, nel rione Colonna. V. Si-
nel secolo XVII la confraternita gnori DELLA Missione.
delle missioni, la tjuale poi passò a
s. Giuliano in Banchi. j\el pontifi- SS. Trinità' dell' arcicoufraternita

cato di Gregorio XIII e verso ,


de' Pellegrini, nel rione Regola.
l'anno i582, Mario e Camillo Cer- V. ArciconfrateRxNita della ss.

rini nobili romani, con molta spesa, Trinità' de' Pellegrini.


e con disegno di Francesco Volter-
ra fecero restaurare, ed abbellire 11 senato romano ogni anno, per
questa chiesa. Il quadro dell' altare la lesta della ss. Trinità, fa a (jucr
, ,

SG CHI CHI
sta chiesa l' oblazione d' un calice Silvcrio, lo calunniò d" intelligenza

d'argento, e quattro torcic eli cera. co' nemici, e l'esiliò ncll'iscjla Pai-
maria: ingiustizia, che poi Dio punì
SS. Trinità' de pp. Trinitarj cal- col far cadere Belisario in tlisgra-

zali, nel rioneCanipomnrzo. V . zia dell'imperatore Giustiniano II,


Trinitari Ordine religioso. pure per calunnia, per cui gli ven-
nero cavati gli occhi e ridotto a ,

SS. Trinità' de' Monti al Mon- mendicare alla porta di Costantino-


te Pinci o, titolo Cardinalizio in poli colle note parole
, Date obu- :

cura delle monache


Sagro del Inni Belisario.
Cuore, nel rione Camponiarzo. Venendo all' origine di questa
magnifica chiesa, e del sontuoso
Questa chiesa si chiama della ss. convento, è a sapersi, che mentre
Trinità de monti, al monte Pincio, s. Francesco di Paola , fondatore
<) colle degli ortidi, perchè dedica- de' minimi da lui detti Paololli, si
ta alla ss. Trinità sul monte Pin- trovava in Francia, ottenne dal re
cio da quel senatore romano , che Carlo Vili il permesso di fondare
ivi fabbricò un sontuoso palazzo in Roma un convento pel suo Or-
detto poi in Pincis, dai famosi orti dine, massime pei religiosi francesi,
di Lucidlo, e di Sallustio , che per per cui mandò i religiosi Giaco-
amenità deliziosa servirono
la loi'o , mo di Pulisio, e Giacomo di Mon-
di diporto ai romani imperatori ;
tano, con regie lettere al Cardin;d
chiamato poi venne il colle col di- Gio. Villiers de la Grolaye o Grau-
minutivo di oriuli da quelli, che lois, ambasciatore presso Alessan-
nel declivio del monte piantarono dro VI. Quindi s. Francesco si re-
molti particolari. Su questo colle, e cò egli stesso in Roma, ed insieme
alle sue falde fu la basilica di s. a due suoi religiosi prescelse di ,

Felice prete e martire , chiamata fondarlo sid monte Pincio, ove ora
ne* Rituali in Pincis, in cui eravi sorge la chiesa. Questo sito nel 149^
la stazione a' i4 gennaio, e la quale era stato acquistato dal veneziano
era in tanta venerazione, che s. Gre- Daniele Barbaro per mille cinque-
gorio I vi recitò la IX omelia sul- cento fiorini; ma poi per la mede-
r evangclo. Vari sci ittori però sono sima somma lo cedette ai religiosi,

di parere, che tal basilica non dalla per cui a' 20 marzo si stipulò il

porta o palazzo Pinciano si chia- contratto. Non andò guari, che per
masse in Pincis, ma perchè s. Fe- la conquista del reame di Napoli
lice fu martirizzato colle punte di e con poderoso esercito Carlo VIII
ferro o lesine, che si dicono Pince. si avviò per Pioma, entrandovi a' 3 i

11 detto palazzo del senatore Pin- dicembre i494> e tanto gli piacque
ciano, era sì splendido, che Cassio- tale scelta, che per l' erezione del
doro per ordine del re Teodorico, tempio donò trecentoquarantasette
scrisse a' romani che mandassero
, scudi d'oro e passando a Napoli
;

a Piavenna i marmi della casa Pin- ordinò al Cardinal Grolaye, di som-


ciana. In questo palazzo abitò nel , ministrare altra somma più rag-
oab, Belisario allorquando liberò guardevole. Con questi, ed altri pii
Roma dall' assedio de' goti , ed ivi soccorsi fu nel luogo edificata una
fatto chiamare il santo Pontefice cappella sotto l' invocazione della
,

CHI CHI 57
ss. Trinità, ed una piccola casa poi- la quale dal suo antico nome chia-
abitazione de' religiosi ; indi a' 20 mò Felice, che direttamente con-
lebbraio i49^> Alessandro VI ap- ducesse alle quattro Fontane, e al-
provò r acquisto, e la donazione del la basilica liberiana. Oltre a ciò,

re di Francia. nel 1387, eresse in titolo Cardina-


Mentre Carlo Vili voleva ingran- lizio la chiesa, che poi nel i5q3
dire la chiesa e la casa,mori nel fu consagrata, in uno all'altare mag-
1498, e gli successe Ludovico XII, giore, dal Cardinal Giojosa. Il pri-
dal quale s. Francesco ottenne la mo titolare di questa chiesa fu Car-
somma di seimila lire tornesi, som- lo di Lorena, cognato del re En-
ma che poco dopo il novello re fe- rico II, che Sisto V ivi trasferì dal-
ce nuovamente somministrare per la diaconia di s. JMaria in Coranica.
le istanze del medesimo santo, e del Il secondo fu il predetto Cardinal
Cardinal Brissonet , vescovo di s. Giojosa, fatto pure da Sisto V nel
IMalò , il quale a sue spese man- i588. Gli successero progressiva-
dò in Roma molti marmi per co- mente i Cardinali Nel
seguenti.
struire l'altare maggiore, che anco- 1594, Pietro di Gondi, vescovo di
ra esiste. Dopo che nel detto anno Parigi; nel 1626 Dionisio Simone
1498 erano state gettate le fonda- de Marquemont, arcivescovo di Lio-
menta della presente chiesa nel , ne; nel i63G Alfonso de Richclieu,
meglio ne rimase sospesa l' edifica- arcivescovo di Lione; nel i6j3 An-
zione, a cagione della morte di Ales- tonio Barberini; nel i655 Girola-
sandra VI, seguita nell'agosto i5o3, mo Grimaldi; nel iG8q Cesare d'E-
per cui solo dodici anni dopo ven- strees, senza dire di altri Cardinali
ne riassunta la fabbrica. Intanto titolari.

Leone X nel canonizzare nel i5ir) Siccome dalla parte della piazza
s. Fi-ancesco di Paola, somministrò di Spagna, cioè avanti il prospetto
considerabili doni s\ per la chiesa esterno della chiesa, eravi uu ine-
come pel convento della ss. Trinità. guale scoglio coperto d'alberi, ascen-
Nello stesso anno la regina Claudia, devasi alla piazza della chiesa per
moglie di Francesco I, diede una tortuose stradelle. L'ambasciatoi'e di
somma di danaro per progredire Francia Stefano Gouffier, che morì
nella fabbrica della chiesa ; e suc- in Roma nel 1660, lasciò i fondi
cessivamente Carlo IX nel i56i per costruire la magnilica scalina-
donò al convento novemila tornesi, ta, che ora ammirasi ; perciò ven-
ed Enrico III nel i584 offri mille ne incominciata nel pontificato d'In-
scudi d'oro per la facciata esterna, nocenzo XIII dall'architetto Ales-
e pei campanili, alla costruzione dei sandro Specchi, e compita nel 1725,
quali però supplì il Cardinal Fran- in quello di Benedetto XllI, dal-
cesco di Giojosa con mille duecento l' architetto Francesco de Sanelis.
scudi ,
perchè la suddetta somma Poscia nella piazza avanti la chiesa,
appena fu sufficiente alla facciata. nel 1789 col mezzo dell'architetto
Essendo molto incomode le scale, Antinori, Pio VI collocò l' obelisco
che conducevano all' ingresso della Sallusliano a decoro del luogo. Ma
chiesa, Sisto V, nel i58T, ne fece poco dipoi per le vicende della re-
costruire una nuova a due bracci ,
pubblica francese, nel 1799, 1;^ chie-
che tuttora esiste ed apri una sli-adu,
; sa fu spogliata de' suoi quadri , e
,

58 CHI CIII
nel convento alloggiarono i soldali, l'Annunziata, questa coloiù Federico
por <:iii (li'i:a(l(l(;i'o la cliiosa e il con- Zuccari. Nella cappella Massimi ev-
vento dal primiero splendore. Accorse vi del Redentore ri-
l'apparizione
a tulle le opportune ii[)ara7,ioni nel sorto , Maddalena, di Oiulio
a s.

181G la pielù del re Luigi X.V11I, e Romano, cui pose mano anco Fran-
il religioso zelo del conte di Blacas cesco Fattori ne' laterali vi sono:

suo ambasciatore a Pio VII , ese- pitture di Pierin del Vaga. Nella
guendole con perizia l' architetto cappella degli Orsini, Daniello da
francese IMa/ois. Perlocliè a' 25 Volterra molto dipinse; tutto però
agosto, testa di s. Ludovico IX i-e perì, ed al celebre fresco della de-
di Francia, essendo stata purifica- posizione della Croce ebbe a diret-
ta la chiesa, monsignor vescovo di tore il suo maestro Buonarroti.
Ortosia bened'i la chiesa, e le cap- Nel 1 8 1 I si trasportò per conser-
pelle, e solennemente vi celebrò la varlo sulla tela, ed ora il valente
messa, e venne cosi ridonata al di- incisore Pietro Folo ne ha maestre-
vin culto. Leone XII nel 1826 ap- volmente terminata l' incisione in
provò l'istituto h'ancese delle dame rame. Nella cappella de' Borghesi i
del sagro Cuore di Gesù, fondato freschi sono di Cesare Nebbia , di
da Sofia Barra, per l'educazione delle cui pure era il Cristo dipinto a
nobili donzelle, e pegU esercizi spiri- olio ; ed oggi vi è stata collocata
tuali, e pubbliche scuole gratuite di la celebrata Deposizione di Daniel-
quelle povere. Neil' anno seguente lo, che gl'intendenti pongono subito
furono collocate queste monache nel dopo la Trasfigurazione, di Raffaele.
convento già abitato dai Paolotti ,
Nella crocerà poi si vedono a de-
ed a loro fu pure concessa la chiesa; stra le sibille e i profeti, e le altre
istituto che grandemente fiorisce, e figure dipinte nella volta da un Si-
di cui fu generosa benefattrice la ciliano, scolare di Buonarroti ; e a
marchesa Teresa Audrosilla, e più sinistra i profeti Isaia e Daniello
volte meritò di essere visitato dal con altre Ver-
storie relative alla b.
Papa regnante. gine, colorite nella da Pierin volta
La facciata della chiesa è sempli- del Vaga, e da Checchino Salviati,
ce, ed ha nei lati due campanili. meno che le storie del transito della
Al piano di essa si ascende per una Madonna, e della sua Assunzione al
scalinata a due bracci , e vi si en- cielo, che incominciate da Taddeo
tra per un' unica porta. Molte sono Zuccari, furono condotte al termi-
le cappelle, che si distinguono per ne dal fratello Federico. E degna
ornati, dipinti antichi e moderni ,
pure di menzione la pittura a fre-
ed altri pregi ma a seconda del
, sco d' ignoto autore, rappresentante
nostro proponimento, tarenio men- la processione fatta per la peste da
zione soltanto delle principali. L'al- s. Gregorio I , e l'apparizione del-
tare dell'Assunzione ha per cpiadro l'Arcangelo s. Blichele sulla mole
un dipinto di Daniele da VoUeri-a, Adriana, e siccome fu eseguita sotto
o disegnato da ed eseguito dai
lui, Leone X, si vede la sua effigie in
suoi scolari quale si vede il
, nel quella del precedente Pontefice. L'
ritratto di ]Michelani!«lo Buonarro- aliare maggiore fu rimodernato,
ti ; e nella cappella vi sono altri pre- ed abbellito con architettura di M.
gevoli dipinti. Nella cappelletta del- Champagne, che diede anche i di-
, ,

CHI e il 1 59
segni pegli stucchi. In questa chie- e CuiESA DI s. Giovanni in La-
sa furono sepolti diversi Cardinah, TERANO.
ed evvi il deposito di Claudio Ce-
lie di Lorena , detto il Lorenese Ss. Venanzio ed Aysuiyo de' Ca-
esimio pittore di paesi , a cui nou merìnesi, nel rione Cainpitelli. V.
ha guari fu eretto un hel monu- Camerino, e Chiesa di s. Salva-
mento nella chiesa di s. Luigi dei tore IN Lauro de' Marchegiaxi,
francesi. la cui nazione avea dai baslliani
ISeir annesso monistero vi è un acquistata la chiesa parrocchiale tli

bel refettorio, mutato oggi in ca- s. Venanzio, e lasciando questa


mera da lavoro, la cui architettura passò a quella di s. Salvatore, co-
fu del gesuita p. Pozzi , che egre- me dicesi a quell articolo.
giamente ne dipinse la volta. jVelle
pareti del chiostro sono tutte di- SS. Vincenzo, ed Anastasio alle
pinte a fresco le storie di s. France- tre fontane, o alle Accpie Salvie,
sco di Paola, e il cav. d'Arpino vi e- con abbazia, nel rione Ripa.
seguì col pennello la di lui canonizza-
zione. Le altre sono del Ptoncelli, del Questa chiesa è posta fuori del-
Semenza, e di Marco di Faenza. La la porta Ostiense, oggi di s. Paolo,
serie delle immagini dei re di Fran- vicino alla chiesina delle tre fonta-
cia fu colorita da Avanzino INucci ne, già detta ad Acpias Sah'ias,
di Città di Castello. Per non di- della quale, e di altra premettere-
lungarci di troppo, nou faremo men- mo qui un cenno, che reputiamo
zione delle altre pitture. Per mag- opportuno anco perchè ambedue
giori notizie sono tra gli altri a con- furono, e tuttora sono unite alla
Carlo Bartolomeo Piazza, La
sultarsi, chiesa de' ss. Vincenzo ed Anasta-
Gerarcliia Cardiiializia ce. del Titolo sio, e soggette alla giurisdizione del-
XLIII, della ss. Trinità de' Monti, la celebre abbazia nullius di tal no-
ed il Pauciroli, Tesori nascosti del- me. Incomiucieremo a parlare della
Vahna città di Roma, pag. 70)0 e prima Chiesa.
seg. Il magistrato romano in ogni
biennio, })er la festa della ss. Cro- Chiesa di s. Maria in Scala Codi.
ce, a questa chiesa fa l' oblazione
di un calice d'argento e di quat- E situata in un luogo chiamato
tro torcie di cera, a tenore del chi- anticamente ad Guttani j'iigiter ma-
rografo di Paolo V de' 2 maggio nentem, cioè della goccia perpetua,
1606. ovvero delle Acque Salvie, che ivi
saituriscono provenienti da un vi-
S. UnBjyo a Campo Carico, delle cino colle, o da una famiglia Sal-
ìiionaehe cappuccine , nel rione via, della quale fu V iuq)cratore Ot-
Monti. V. CArrucci.vE di s. Ur- tone, che ivi avea i suoi beni, od
bano. una borgata. Parlando il iVibby
Analisi de' dintorni di Roma bnuo
Ss. f^ESASZio, RuFFiSA e Secon- III , delle tre fontane o Ac<pie
da al Latcìtino, nel rione Monti. Salvie , dice che Gordiano, vicario
V. CuiESA DI s. Giovanni vs fox- di Giuliano iuiperaluic, si convertì
TE, o Battistkkio Latììra.vjì.xse j alla li:de colla moglie JMarina i^-
Go CHI CHI
sicnic air iiiU;i;i liitniglia nell'anno il Cai (linai Pietro Aldobrandini,
3G2, e che JMarina fu ivi rilegata. altro abbate delle tre fontane, la
In quanto poi all'origine de! nome perfezionò coi disegni di Giacomo
Accjue Sahie, opina che derivasse della l*orta, per cui si vede di
dalla qualità delle acque salutifere, forma semplice e leggera, avente
e medicinali, o perchè il fondo spet- l' interno otto faccio. Egli fece com-
tava alla detta famiglia Salvia. Il pire nella tribuna anco il musaico
(ondo poi , o massa delle Acque da Francesco Zucca, presso i dise-
Salvie, nell'anno G04 fu donato da gni di Gio. de Vecchis, opera assai
s. (}regorio I alla basilica di s. Pao- stimata. Nel sotterraneo, ove si di-
lo, ad cllelto che si arricchisse di scende per due scale, a sinistra tro-
lumi il sepolcro del s. Apostolo. vasi un altare, che da un lato è
Siccome questo luogo, lungi circa una inferriata, la qual chiude il ci-
tre miglia da Roma, a cagione del- mitero detto di s. Zenone:;, pel sof-

le circostanti paludi a vea l'aria mal- ferto martirio co' compagni ed ivi

sana, così dai gentili fu stabilito sepolti: dalla parte opposta, cioè
macello dei martiri. Ivi patirono il del vangelo, si vede una angusta
martirio s. Zenone con diecimila e cameretta, in cui una pia tradizio-
duecento tre compagni, de' quali si ne dice essersi trattenuto s. Paolo,
fu jnemoria nel martirologio ai 9 prima di venire decapitato.
luglio, dopo avere lavorato nell'edi-
licazione delle terme Diocleziane, Chiesa di s. Paolo alle tre
per cui i cristiani vi eressero una fontane.
chiesuola intitolata a s. Maria, cui si

aggiunse anche il nome di Scala Coe- Fu portato quindi l'apostolo s.

li, per la ragione che diremo. Ed es- Paolo luogo del supplizio, ov' è
al
sendovi d'appresso trasportato a de- (juesta chiesa, la quale è detta di
capitare s. Paolo, ove nel luogo s. Paolo alle tre fontane, perchè
spiccò la testa dal busto, venne e- nel tagliarsi dal manigoldo il capo
rctta alti-a chiesa col nome di san di esso santo, prodigiosamente spic-
Paolo alle, tre fonlaiw ad Aqaas cò tre salti, ed in ogni luogo ove
Salvias, di cui pur faremo (jui pa- sbalzò la testa, subito scaturì una
rola. Nella chiesa pertanto di santa lontana. Queste tre fonti pertanto
IMaria, celebrando un giorno s. Ber- dai fedeli furono circondate, con eri-
nardo (avendo avuto il vicino mo- gervi una piccola chiesa. Divenuta
nistero, e chiesa de' ss. Vincenzo ed anche questa diruta, il detto Car-
Anastasio), a prò dei defunti, fu ra- dinal Aldobrandini, quale abbate
pito in ispiri to e vide una scala ,
delle tre fontane (
poiché tutto il

che da terra giugneva al cielo, e luogo circostante ne prese il nome j


su essa ascendevano molte anime nel 55g
1 la fece ritabbricare dal
imprigionale del purgatorio, per cui medesimo della Porta. L' interno
d'allora in poi, la chiesa prese la de- della chiesa è semplice ; le tre sca-

nominazione di y.Diaria Scala Codi. turigini si trovano decorate in for-


Nel i582 il Cardinal Alessandro ma di tre altari, ornati di nicchie
Farnese, come abbate delle Ire fonta- con marmi, e colonne di verde an-
ne, cull'opcra del \ igiiola riedilicò tico sovrastate da un basso rilievo
la chiesma dai fondamenti ; e poscia colla testa di s. Paolo, e l'acqua
5

CHI crii 6i
si beve dai fedeli per divozio- preferirono nasconderli per allora
ne. Presso il primo fonte evvi la dentro la stessa catacomba o cimi-
colonna con cui si ritiene fosse le- tero detto poi di Calisto, ove stet-
gato s. Paolo per decapitarlo. Vi tero del tempo, finché il corpo di
sono due quadri; quello della ero- s. Pietro fu restituito al suo sepol-
cefissione di s. Pietro, il quale è ero, rimanendovi quello di s. Pao-
copia di quello dipinto da Guido lo. Quindi Costantino, venerando la
Reni, che era quivi, ed in oggi si memoria dell'accaduto, all'imbocca-
trova nella galleria vaticana; e la tura delle catacombe, innalzo il

decollazione di s. Paolo, che è del tempio suo particolare a s. Paolo,


Passerotto. Le due statue dei pria- che ivi ancor giaceva.
cipi degli apostoli, sul frontone, so-
no di Nicolò Cordieri. V. Panciroli, Chiesa ed abbazia de ss. Vincenzo
Tesori, p. 65o, ed il Severano Me- ed Anastasio,
morie sagre p. 4'8-
Se vuoisi poi sapere perchè la Presso adunque i suddetti luoghi
patriarcale basilica di Paolo non s. delle tre fontane, ed acque salvie,

fu eretta in questo luogo, ma in il Sommo Pontefice Onorio I, per


quello ov'è ora tal basilica, si leg- illustrarlo maggiormente ad onore
ga l'articolo Chiesa o basilica di s. del dottore delle genti nell'occasio-
Paolo nella via ostiense. Tutta voi- ne che fa portato in Roma, per er-
ta non dobbiamo passar sotto si- dine dell'imperatore Eraclio, il cor-
inzio quanto ne scrisse un profon- pò di s. Anastasio monaco marli-
do archeologo. rizzato dai persiani per volere tlel

Il dottissimo avv. Fea, Lezioni re Cosroe, fobbricò verso il 62


sopra quattro basiliche Romane, questa chiesa, seppure non lo fu nei
dette Costantiniane, presso il t. Ili, 62(3, o nel 627. Il santo, essendo
p. 82 e seg. degli Atti de W Acca- prima mago, fu chiamato fllagun-
deniia Romana d^ Archeologia, col- dato; ma convertitosi alla fede , si

l'autorità di alcuni documenti dice, fece battezzare, e prese l'abito mo-


che i sagri corpi dei principi degli nastico, per lo che fu fatto dal re
apostoli furono derubati dai crislia- strangolare con altri settanta mar-
ni dell' oriente, i quali vennero in tiri, ed a lui venne pure troncato
Roma per riportarseli nelle loro il capo. Ciò non pertanto vuoisi,
parti, come loro concittadini. Costo- che Onorio I edificasse la chiesa
ro arrivati per la via Ostiense ,
in onore di san Paolo apostolo,
dove ora è la basilica, volendosi al- e poi la dedicasse ai santi Vin-
qnanto riposare, li nascosero nella cenzo ed Anastasio, ambedue mar-
vicina catacomba. Senonchè volen- tirizzati a' 22 gennaio, in cui se
do ripienderli per seguire il viaggio ne celebra la festa. San Vincenzo
onde imbarcarsi ad Ostia, furono fu diacono spagnuolo, onorato sino
per un terribile temporale talmente dal quarto secolo in tutta la chiesa
spaventati, che, abbandonando i sa- occidentale. Onorio I ripose in que-
gri corpi, se ne fuggirono. Soprag- sta chiesa la testa , e il corpo di
giunti i romani, accortisi del sagri- s. uno alla di lui im-
Anastasio, in
lego attentato, per prudente consi- mngine, pur mandata a Pvoma da
glio non li riportarono in Roma, e Eraclio per mezzo di alcuni mona-
, ,

62 CHI Clil
ci oricntnli Dia; il dialo i\il)l)v, cristallo cerchialo di argento dora-
clic in origine la chiesa fu dedicata to, ov' era d(;l cervello del mcidesi-
a s. Maria, die il corpo di s. Ana- nio santo; e tutto con religiosa
slasio vi fu portato piii tardi, e pompa riportarono a questa sua
probabilmente Teodoro I, il da chiesa, o basilica.
(jnale fa creato Papa Tanno G42, Che la chiesa abbia preso il nome
V inoltre lo assegnò ai monaci del de' ss. Vincenzo ed Anastasio, dacché
contigno monistero da lui fljiidato. vi furono collocate le loro reliquie in-
11 Panvinio però attribuisce la fon- signi, lo attesta il Tìaronio nelle Anno-
d:ì7.ione del monistero anche ad O- tazioni al HLirlirologio Romano frollo

norio I, e il conferma il Tangellino il 22 gennaio, a causa


di delle pro-
nelle Notizie delle haxilichc CisLev- digiose griarigioni, che si otteneva-
licnsi^ par. IV. Certo è, che in ap- no per l'intercessione di s. Anasta-
presso il corpo di s. Anastasio, dal sio, come riferisce lo stesso Baronio
Pontefice s. Leone III, fu traspor- ali anno 71 3, ^ '^j e all'anno fi?-",

tato al Laterano, e si venera nella § 22. Piìi cose ancora raccontano


eappella di Snuda Sauctomm. Nel i Bollandisti di tali guarigioni al dì
secondo concilio Niceno si parla 22 gennaio. Essendosi dipoi incen-
della prima traslazione del ct)rpo, diato, forse per incuiia de' monaci,
e della immagine di s. Anastasio a il batlisterio, che in onore di s. Gio.
Cesarea di Palestina, e della solen- Battista avea edificato Teodoro I,
nità colla quale fu ricevuta dal po- come pure il monistero e la chiesa,

polo, mentre i miracoli operati fu- Adriano I, verso l'anno 780 , ma-
rono riferiti dallo stesso concilio per gnificamente ristaurò 1' uno e l'altra,

corroborare la venerazione dovuta come alTerma Piiccardo monaco Clu-


alle sagre immagini. Della grande lìiacense; ma dall' immediato suo
divozione de' fedeli verso la testa ed successore s. Leone HI, fu rifabbri-
immagine di sant' Anastasio, e dei cata da' fondamenti ed arricchita di
prodigi operati da Dio a di lui in- ornamenli ed arredi sagri , verso
tercessione, trattano il citato Seve- l'anno 79^- Quindi, come diremo
rano a pag. /^i\ e seg., ed il Piaz- poi meglio, Carlo Magno imperato-
za nel tomo I del suo Eincrolo"io re donò alla chiesa pel suo mante-
(li Roma a 2-2 gennaio, dove pure nimento, molte lene, e castella, cioè
parla delle glorie del martire san Orbetello, Cassarbio, Ansidonia, Mon-
Vincenzo. Non deve
quanto tacersi te Argentario, Giglio, Altrecosta
racconta il predetto Severano sulle Acquapiteno, Monte Acuto, Serpena,
leliquie di s. Anastasio. Esse furo- Massigliano , Sciapilazio , e Monte
no involate dalla sua chiesa, ed oc- Gianuzio. Il IMalvoIti però, storico
cultate nella sagrestia di s. Maria della città di Siena, porta la ragio-
in Trastevere; ma nell'anno i4o8, ne delle donate terre, e della testa
in cui regnava Gregorio XII, aven- di s. Anastasio quivi riposta. Egli
dolo saputo i conservatori di Pioma, pertanto presso il Torrigio, in Chrypt.
vi si recarono accompagnati dal po- l'atic, racconta quanto qui ripor-
polo romano, e rompendo una cas- tiamo. Dopo di avere Carlo Magno
sa, vi trovarono due tabernacoli soggiogato molte città, e castella dei
uno doralo e smaltato colla testa longobardi, fra quelle di Siena vi
di s. Anastasio, e l'altro piccolo di fu Ansidonia, che fece una valida
CHI C li I 63
resislciiza ; ma nicntro progrecìiva Pietro Beinardo da Monte Magno,
! l'assedio, essendo cadala la lesta di della famiglia Paganelli pisana, il

B s. Anastasio monaco e martire, al quale per la sua santità e dottrina,


cui onore era dedicata una chiesa benché non fosse Cardinale, ai 26
vicina, r esercito di Carlo Magno febbraio 1 1.4^5 fu eletto Papa col
fece una divota processione, col ca- nome di Eugenio III. Successiva-
po di detto santo, laonde il popolo mente nel monistero fiorirono per-
di Ansidonia spontaneamente si ar- sonaggi chiari per dottrina, santità
rese. Sembrando al pio monarca, di vita, e dignità ecclesiastiche. Ri-
clie ciò fosse avvenuto ad interces- dotta la chiesa sotto i cistcrciensi in

sione di s. Anastasio, donò Ansido- florido stato, il Pontefice Onorio III


nia, ed altre terre di Siena presso nel 1221 la consagrò in onore del-
il mare alla chiesa de ss. Vincenzo la b. Vergine, per cui sotto il por-
ed Anastasio in Pioma, insieme alla tico si vedeva la di lui elìlgie di-
testa del santo, che forse eragli sta- pinta, insieme ad altre pitture ri-

ta involata dai longobardi, e quindi guardanti Carlo ìMagno, di maniera


(lall imperatore ricuperata, venendo rozza, le quali vennero guaste dal-
collocata in un ricco reliquiario in le intemperie, e dai secoli. In segui-
forma di tabernacolo, avente intorno to l'abbazia divenuta cotanto cele-
leggiadramente disegnati i dodici bre, fu data in commenda ai Car-
castelli summentovati donati alla stes- dinali. IMentre la possedeva il Car-
>a chiesa, cui per altro nel secolo dinal Giuliano de siedici, nel ijaS
i decorso fu surrogato un altro reli- fu Papa, ed assunse il nome
eletto
I
qniario di argento. di Clemente VII; ed avendola data

Accertasi adunque , che Carlo Sisto V al Cardinal Ippolito Aldo-


Magno dotò questa chiesa di cit- brandini, in premio della concordia
tà, terre, castella, e porti maritti- stabilita tra il re di Polonia Sigis-
mi, e lo asserisce anche il celebre mondo, e l'arciduca d' Austria ì\Ias-

Ferdinando Uglielli, nella sua Ilalia similiano, nel 1592 1' Aldobiandini
'f/^ra, dove parlando de' vescovi o- divenne Papa Clemente Vili. Ne
stiensi, ne riporta pure i privilegi : furono pertanto abbati commenda-
ed il Panciroli, ed il Severano par- tari amplissimi Cardinali, e vari ni-

lando di questa chiesa, dicono che poti de' Pontefici. In seguito Cle-
tali possedimenti furono dati in feu- mente XII 1733, risarcì il mo-
nel
do dai sovrani Pontefici. Ma nel nistero, operò varie riparazioni
ed
fare la storia di questa abbazia al alla chiesa, facendo pure altrettan-
termine di questo articolo, diremo to a' nostri giorni Leone XII, che ri-
positivamente quanto riguarda i luo- movendone i cistcrciensi , ivi pose i

ghi donati, ed altre cose. minori osservanti, cioè nel iSaS.


Innocenzo [I, verso l'anno ii36, La chiesa viene preceduta da un
risturò il moni>tero, perchè era ro- porlichetto Sostenuto da quattro
,

vinato, e vi chiamò da Chiaravalle colonne di marmo, con capitelli io-


s. Bernardo abbate co'suoi monaci nici, opera rifatta da Onorio III.
cistcrciensi per abitarlo, ed insieme L" interno è a tre navi, divisa cia-
uilìziare la chiesa, assegnando perciò scuna da nove pilastri. I primi pi-
varie possessioni. Quinili s. Bernardo la^tii da ciascuna parte furono chiu-
VI pose per primo abbate il monaco si entro un muro moderno. Le pit-
^4 CHI cni
Itirc (loHiillarc maggiore si liton- siaslica, ecco quanto si legge nel
i,'oii(» ])('! antidiissime; e i dodici diploma citato: >» Insuper conce-
aposloli, r.Uc ornano i pilastri, furo- » dinius tibi ,
praefate martyr
no coloriti sopra i cationi di llaf- » Christi, tuisque successoribus in
liicllo, e si pretende clic sieno copie '> perpetuum omues Ecclesias, quac
di fpielli dipinti dallo stesso RatThcl- '» infra comitatum, et assignationem
lo, nella sala di chiaro-scuri del pa- '> hujus territorii sunt, vel us(jue in
lazzo Valicano, le quali vennero ri- » fìnem mundi erunt, ut exinde fa-
prodotte nella cappella l*aolina del >i ciatis qtiodcumque volueritis vos,
palazzo Quirinale per ordine di Pio » et servi tores vestri in perpetuum,
VII. Dalla parte sinistra dell'altare » ponendo rectores, dejiciendo, prò
maggiore si vede la memoria sepol- " meritis eos clericos mittere, et
crale del nominato p. Ferdinando » ad vestram utiiitatem omni tem-
Uglielli, celebre per la sua dottrina " pore tenere, et nuUus alius, ni-
ed erudizione, che essendo monaco '> si solus summus Pontifex, et in
cistcrciense , e fatto abbate di que- " praefalis ecclesiis iuterdictum po-
sto insigne inonistero, vi mori a' 19 >» nere, vel aliquem clericum ex-
maggio 1670. '> communicare nisi rector jam dictae
'5 ecclesiae s. Anastasii possit, et nul-
Ahhtizia nullius delle tre fontane. » li licitum sit infra terminos cou-
» stituere, vel aeditlcare nisi prò vo-
Di questa abbazia, che nell'ordine « luntate abbatis s. Anastasii ".
gerarchico è delle primarie, oltre Per lungo tempo presiedette al
quanto si disse di sopra, faremo qui monistero l'abbate di s. Paolo fuori
distinta parola per l'unità dell'argo- delle mura, finché il Pontefice In-
mento. Mosso il Pontefice s. Leone III nocenzo II, negli anni ii3G, ir 38,
dai prodigi, che operava Dio ad in- o I i4o, vi chiamò i monaci cistcr-
tercessione di s. Anastasio, e mosso ciensi, rimovendone quelli di s. Be-
per essi anche
imperatore Carlo l' nedetto, secondo quel che ne dice il

Magno, assegnarono molte città, mentovato annalista Earonio al to-


luoghi, e beni con magnanima gene- mo XII Animi, p. 178. La chiesa
rosità al monistero contiguo, ed alla nel menzionato anno fu con rito so-
chiesa e basilica, che Onorio I eres- lenne consagrata da Onorio III, co-
se in onore della Vergine Ma- b. me fa testimonianza anche l'iscri-
ria, e poi chiamata de' ss. Vincenzo zione in pietra situata presso l'alta-
ed Anastasio per le dette l'agioni, re maggiore. Si costumò di dare
con assoluta giurisdizione, come si questa abbazia in commenda, per
rileva dal diploma riportato dall' U- cui Eugenio IV nel i444 l assegnò
ghelli ueW Itt/lia sagra, libro I, col. a certo p. Angelo monaco di san
65, e Marganno nel Bollano
dal Salvatore di R.iese, ed abbate di s.
delle Costituzioni, tomo li, cosi. 2.5. Apollonio di Canosa, al quale suc-
Tra i luoghi principali donati si cedette Cardinal Bernardo, ©Be-
il

noverano la città di Ansidonia, il Ca- rardo, vescovo di Spoleto. Da que-


stello di Orbetcllo, le isole del Gi- sta epoca in poi sino a'nostri giorni,
glio ec. nel gran ducato di Tosca- si è usato di conferire l'abbazia in
na, coi rispettivi territori. Per ri- commenda ad un Cardinale, ed at-
guardo poi alla giurisdizione ecclc- tualmente la gode il Cardinal Co-
e,

CITI CHI 05
stmUino Palrizi romano, vicario di notÌ7Ìa, rimanendo il tutto nascosto
Roma. nelle tenebre dell' antichità. Forse
Sebbene questa abliazia fosse ri- non si andrebbe lungi dal vero se
spettabile possedendo molte città si fissasse la loro fondazione al prin-
luoghi, e beili, come si è detto, e cipio del sesto secolo, quando cioè
come più cliiaramente si rileva dal- s. Benedetto capo de' monaci di oc-
la costituzione di Alessandro IV al- cidente, unito il suo zelo a quello
l'anno 1255, riferita dall' Ughel li al de' suoi compagni, fondò simili mo-
tomo I ; tutta volta soffrì essa pure nisteri in Italia, e se ne videro co-
negli antichi tempi quelle stesse vi- struiti alcuni anche nei luoghi no-
cende, alle quali sono stati soggetti stri. Di fatti s. Nonnoso, protettore
ai giorni nostri i monisteri e i luo- di s. Oreste, il quale fiori nel se-
ghi Mentre poi era abbate com-
pii. colo sesto, presiedette come abbate
mendatario il Cardinal Alessandro al monistero del Soratte, sotto l'invo-
Farnese, nipote di Paolo III, otten- cazione di s. Silvestro. D'altronde,
ne che fossero separati dal moni- che circa la metà del secolo ottavo
stero di s. Paolo della basilica O- il monistero fosse già celebre, si
stiense, i castelli di Ramiano, il qua- arguisce nel medesimo
dall' essersi
le ora è diroccato, di s. Oreste, e ritirato il Carlomano fratello di
b.
di Ponzano, unitamente al moni- Pipino con alcuni compagni , i

stero di s. Andrea detto in Flami- quali vestirono l' abito monastico.


ne, e di s. Silvestro al Soratte , e Crede poi il p. Kircker, nella sua
coi rispettivi casali, beni, territori, Storia Eustachiana, che la chiesa
diritti spettanti, non solo al dominio annessa di s. Silvestro ripeta la
dei beni dell'abbazia, ma pur anco sua origine sino dai tempi di Co-
alladoppia giurisdizione, che vi eser- stantino, e che fosse da lui dedicata
citava il monistero di s. Paolo, li in onore dei ss. Apostoli Pietro, e
unì, e li assegnò in perpetuo alla Paolo.
abbazia de' ss. Vincenzo, ed Anasta- Due cose però sono fuori di (hil>-
sio, come pili diffusamente si rac- bio ; una cioè che i due sopraddet-
coglie dalla bolla di concessione, o ti monisteri, con tutti i loro beni
di permuta dei detti castelli col e diritti, furono anteriormente sog-
monistero di Fontevivo nella dioce- getti all'abbate di s. Paolo come ,

si Parma, attinente a questa ab-


di già fu premesso, aggiugnendosi ora
bazia, e col titolo di permuta ap- per ciò che riguarda il monistero
plicato al monistero di s. Paolo ; del Soratte, che la sua unione a
nelle quali lettere apostoliche i detti quello di s. Paolo accadde nel Pon-
castelli s' intitolano Nullìus Dioece- tificato di s. Gregorio VII; l'altra
sis. Di questa permuta molto si che tanto il feudo di Ramiano ,

parla nell'altra bolla del medesimo quanto quello di s. Oreste, e di


Pontefice all'anno i548; e tuttociò Ponzano, essendo incolti, macchiosi,
trovasi registrato nell' archivio del e pieni di spine , furono ridotti a
monistero di s. Paolo. coltivazione per opera e industria
Per quanto poi spetta alla fon- dei monaci, i quali resero il terri-

dazione de' due nominati monisteri torio fruttifero, e vi costruirono co-


di s. Andrea in Flamine, e di san mode abitazioni pei coloni.
Silvestro al Soratte, non vi è certa L' abbazia delle Tre Fontane at-
voL. xni. 5
,

6G CHI CHI
tualmenlc, per quanto riguarda la stasio, e poscia nel contiguo luogo,
porzione situala nello stato toscano, fu dal medesimo abbate trattato,
confina da ogni parte col mare, ec- in un alla famiglia pontificia, di
cettuato l'istmo da un lato della lauta mensa; laonde a memoria di
diocesi di Soana. INclIa porzione poi tal onore, l'abbate vi fece porre
dello stato pontificio, IVIonterosi con- un'analoga marmorea iscrizione.

fina dall'oriente al mezzogiorno col- A restringere pertanto il tutto qui


la diocesi di Nepi, e dal ponente brevemente, diremo che l'abbazia in-

al settentrione con quella di Sutri. tera delleTre Fontane cotanto cele-


I paesi di s. Oreste, e di Ponzano bre, è compresa in oggi parte nel
a settentrione confinano colla dio- gran ducato di Toscana, parte nello
cesi di Civita Castellana, ad oriente stato Pontificio. Nella parte dello stato
col Tevere, mezzogiorno al-
e dal Toscano siannovera: i." la città di
l' occidente con Nazzano, spettante Orbetello, che sorge non lungi dal
all'abbazia di san Paolo fuori le fiume Albegna, e dal monte e pro-
mura. montorio Argentaro, e fu fabbricata
Come cattedrale di questa abba- e ingrandita nel iioi. Innocenzo
zia ìiullius, si considera la sudde- III, che regnava in tal tempo , se-
scritta chiesa del monistero de'.yi'. condo Novaes nella sua vita t. Ili,
Vincenzo, ed Anastasio alle Acque p. 170, era riconosciuto per sovra-
Salvie, ove l'abbate prende il so- no da Orbetello. Segui peraltro le
lenne possesso. Attiguo a questa chie- vicende della repubblica sanese, e
sa vi è il monistero antico de' mo- quando i re di Spagna cedettero al
naci di s. Bernardo, in oggi quasi gran duca le conquiste sanesi, si ri-
abbandonato , e cadente , il qual servarono varie piazze sul littorale,
monistero si vuole abitato una vol- che munite di guarnigioni, furono
ta da s. Bernardo medesimo. Vi si chiamate sotto il complessivo nome
conservano, come si disse di sopra, di Stato de' presidj, del quale Or-
le insigni reliquie de' ss. Vincenzo betello validamente fortificato dalla
ed Anastasio, non clie il corpo di natura, e dall'arte, divenne il capo-
s. Zenone, oltre molte altre. Presso luogo. Quando poi l' infante di Spa-.
la detta chiesa vi sono le sudde- glia d. Carlo fu chiamato al trono
due chiese, cioè quella ele-
scritte di Napoli, conservò la sovranità di
gante detta Scala Codi, ed in fon- questo stato marittimo, che ne' patti
do della Valle quella rifabbricata del 1814, fLi definitivamente riuni-
dal Cardinal Aldobrandini, ed or- to alla Toscana, la quale vi pose
nata dallo zio Clemente Vili in o- un vicario per amministrare la giu-
nore del dottore delle genti s. Pao- stizia, essendo abitato da più di
lo. Queste due chiese si trovano in duemila anime: 1." \J isola del Gi-
buono stato, ed in tutto apparten- glio abitata da piìi di mille e due-
gono, e sono soggette alFabbazia. Il cento persone piccola isola con ter-
:

regnante Pontefice Gregorio XVI, ritorio montuoso, ma coltivato; 3.°


mentre era suo maggiordomo ed Porto s. Stefano, surrogato all' an-
arcivescovo di Filippi l'abbate com- tico Portus Donntianus, piccolo vil-
mendatario ora Cardinal Patrizi, si laggio in riva al mar Tirreno, che
recò a' 28 ottol)re i833, a visitare un istmo divide dal Porto Ercole,
la cliiesa de' ss. Vincenzo ed Ana- avente alcune fortificazioni. Com-
, ,

CHI CHI Gj
prenderebbe ancora nello stato To- Annibale. Sulla area di Feronia evvi
scano la città Ansidouia da lungo la terra di s. Oreste, che contiene
tempo distrutta. Prima cliiamavasi circa mille cinquecento abitanti, ri-
Cosa, per cui il Porto Ercole, bor- montando la sua origine al secolo
go clie sta presso la sua area, talor decimo. In principio si chiamò s.

si appella Povtiis Cosanus. Esso è Edistio o Edisto dal nome del prin-
in riva al mare nel piccolo seno cipale protettore del luogo, poi per
formato dalla parte orientale del corruzione s. Resto, e finalmente
IMonte Argentaro, e difeso da vari s. Oreste. Di s. Edistio avvocato del
forti. Sulla cima di tal monte tro- Soratte, V. t. II, Bull. Cassia. Const.
vasi il sagro P\.itiro, ove il ven. Pao- 4^3 i3 novembre i55i p- 4^^ ;

lo della Croce fondò la congrega- Galletti, Capena, p. i\. Di questo


zione de' religiosi passionisti , che s. Edistio o Edisto si fa l' ulìizio

tuttora vi dimorano. 11 suolo di An- ma di s. Oreste il solo comune dei


sidonia fu con beneplacito aposto- martiri, giacché la suddetta deno-
lico dato in enfiteusi alla città di minazione vuoisi ancora derivata da
Siena, col canone d'un calice d'ar- questo santo martire, che nel luo-
gento dorato da offrirsi il giorno go è in venerazione. È fama , che
del sabbato santo ogni tre anni, ed sul monte Soratte siasi ritirato il

ogni ventiquattro anni due calici si- Pontefice s. Silvestro I, durante la


mili. Inoltre, siccome nell'atto del- persecuzione , e che egli vi abbia

la conferma dell'enfiteusi, fatto nel edificato un monistero, ilquale por-


i466 dal Pontefice Paolo II, la città tò il suo nome. Altri dicono, che
di Siena sborsò cinquemila fiorini, il monistero venisse fondato nel se-

così parte di questa somma fu im- colo sesto, in cui, come dicemmo,
piegata nella compera del feudo, e ivi fiorì per abbate s. Nonnoso, del
del castello insieme di Monterosi. quale abbiamo le Memorie pubbli-
Nel dominio pontificio, l'abbazia cate nel 167.5 da Antonio degli Ef-
poi possiede i tre seguenti paesi fetti monistero, che a cagione delle
;

co' loro territorii , de' quali fondi incursioni de' longobardi rimase de-
spetta alla mensa abballale do-il serto. Secondo gli Annali Bertinia-

minio tanto utile ,


quanto diretto : nl , presso il Muratori Rer. Ital. ,

i." s. Oreste, monte della Comarca Script, t. Il, par. I, pag. 49^5 ^^^

nel distretto di Castelnuovo di Porto, monistero verso l'anno 746, ana-


chiamato Suractes , Soratte, forse logamente a quanto dicemmo più
con nome pelasgico, celebre negli sopra, fu edificato da Carloman-
scrittori classici di tutte l'epoche, no. monaci benedettini l' occupa-
I

come si può vedere nel Nibby, che rono in quell'epoca sino al 149^;
il descrive. Analisi de' dintorni di e quelli del monistero della basili-
Roma, p.t. Ili, Questo io3 e seg. ca di s. Paolo vi passavano l' esta-
monte fu sacro particolarmente ad te. Fu chiamato anco di s. Bene-
Apollo, e perciò celebrato da Vir- detto; e Pio li vi passò quando nel
gilio, da Silio, e da Strabone, an- 1464, recava ad Ancona per le
si

co perchè alle sue falde fiorì la città crociate. Nello stesso secolo fu dato
di Feronia, nome d'una dea corri- in commenda all'abbate Pietro Sa-
spondente alla Flora de' romani, ed velli, che lo godette sino al i4^o;
ove avea tempio, poi saccheggiato da ma sotto Sisto IV nel 1482, le ab-
G8 CHI CITI
bazic di s. Silvestro del Soralte, e sudtletto fiorisce 1' antica sempli-
di s. Flamine, o di Pon-
Andrea in cità , V. neir orticello si vuole che
zano, furono di nuovo canonicamen- lavorasse colle proprie mani s. Sil-

te unite al monisfero di s. Paolo vestro I, per coltivare le erbe pel


di Roma. Sotto Clemente VII, l'ab- suo sostentamento. La contisrua chic-
bate di s. Paolo cedette il moniste- sa merita pure di vedersi, perchè
io agli Ereniili camaldolesi di mon- conserva le foi*me della riedificazio-
te Corona [ledi), il cui riformato- ne di Carlomanno.
re ven. Paolo Giustiniani, vi prese 2." Ponzano, terra della Comar-
possesso, e vi terminò i suoi giorni, ca nel distretto di Caslelnuovo di
laonde poco dipoi gli eremiti la- Porto, sulla riva destra del Tevere
sciarono il monistero. Indi Paolo sotto il monte Soratte, posto in de-
III, nel i54B, smembrò l'abbazia liziosa, sebbene selvosa situazione.
di s, Silvestro dal monistero di s. Il nome deriva da un fondo della
Paolo, cambiò con quello di Fon-
lo gente Ponzia, il quale sino dal se-
tevivo, e ne fece una commenda colo decimo apparteneva ai monaci
cou quella di s. Andrea in Fluniì- benedettini del vicino monte Sorat-
ne, o di Ponzano, cui assegnò al te, che fondarono il monistero di
suo nipote Cardinal Alessandro Far- s. Andrea in Flamine, due miglia
nese, come pure indicammo supe- distante,detto perciò s. Andrea de
l'iormente. 11 Cardinale nel 1071 Ponzano^ o de Fondano. Del mo-
concedette il monistero del Soralte nistero appena restano de' vestigi ;
ed altri romitorii a' padri geroli- la chiesa esiste, ma piuttosto in cat-
mini di s. Onofrio, cui successero, tivo stato.
nei i582, i minori osservanti, clie Monte Rosi, Rossaluin, terra
3.°

r occuparono quindi per poco tem- della Comarca di Roma nel gover-
po, finché nel1 596 il Cardinal Al- no di Campagnano. Molti credono,
dobrandini commendatario lo die- , che ivi sorgesse uu luogo chiamato
de ai cistcrciensi fulllensi , i quali Rossaliun , donde derivò il Mons
per timore dei fulmini l'abbandona- Rossaliis, ricordato nella bolla d'In-
rono in seguito, fabbricando l'attua- nocenzo 1203, siccome per-
III del
le monistero della Madonna ss. delle tinenza del monistero di s. Paolo
Grazie. Abl)andonato adunque il nella via OsUense, insieme al lago,
monistero di s. Silvestro questo ,
che si vede a pie della terra , il

della Madonna ss. delle Grazie, ai quale si dice il lago di Monte Rosi,
giorni nostri dal Cardinal Doria fu ed ha appena un mezzo miglio di
consegnato ai trappensi, cui furono circonferenza. Nella detta bolla viene
sostituiti i canonici regolari; ma at- designato col nome di Lacum qai
tualmente lo posseggono padri tri- i l'ocatur Janala, nome che pure si
nitari scalzi. Questi nel 1834 vi fu- legge in quella di Gregorio VII del-
rono collocali dal prelodato abbate l'anno I074- Il lago ebbe il nome
Cardinal Patrizi, per lo zelo e cu- di Janula dal fondo nel quale era
ra, che ha de' suoi diocesani , con- compreso, e viene appellato fandiis
tribuendo a tal effetto delle somme, Janula in altra bolla d'Innocenzo
per supplire alle reudite corrispon- III, esistente nell'archivio di s. Pao-
denti al mantenimento de' religio- lo.Questo fondo medesimo Villa.

si. Nel monistero di s. Silvestro Janula si ricorda nella bolla di O-


,

CHI CHI 69
norio III, riportata nel Bull. Vat. S. Vitale , già tìtolo Cardinali-
t. I, p. io3, dove apparisce che in zio, de' religiosi gesuiti, nel rione

parte spettava allora alla chiesa di Monti.


s. Tommaso in Forviis, adesso filia-
le della basilica vaticana. Monte Il luogo, ove è situata questa
Rosi nel secolo duodecimo era già chiesa, anticamente ei^a il più abi-
terra de' monaci di s. Paolo, ed in tato di Roma , ed ivi sorgeva un
progresso di tempo tornò sotto il tempio dedicato a Romolo sotto il

dominio immediato della s. Sede. nome di Quirino, da cui presero il

Mentre era abbate commendatario il nome la valle, il monte Quirinale,


Cardinale Lorenzo Altieri, Benedetto e il palazzo pontificio, che sul monte
XIII si recò nel 1725 a consagra- fu eretto. Nella valle di Quirino fu
re la chiesa principale di Vignanel- edificata la chiesa in onore di s. Vi-
lo, seguito da cinquanta persone, tale, e de' ss. Gcrvasio e Protasio
e dormì la notte de' 5 novembre suoi figliuoli , nel tempo che per
nel palazzo abbaziale, ricevuto dal divina rivelazione furono manifestati
detto porporato, il quale fece al- a s. Ambrogio in IMilano, allorché
trettanto nel di lui ritorno in Roma, dedicò ad essi una chiesa, per lui

pernottandovi il Papa un'altra volta, detta Ambrosiana. S. Agostino si

locchè pur fece ai 16 novembre trovò presente alla invenzione dei


1727, nella circostanza che da Bene- loro corpi. Tanta fu la fama, che
vento passava in Roma. Quando in si sparse pel cristianesimo, del tro-
questa città si portò, a' 3 luglio 1800, vamento di sì preziosi corpi , che
Pio VII, ch'era stato eletto in Vene- in Roma la nobile matrona roma-
zia, pranzò nello stesso giorno in Mon- na Vestina, parente del Pontefice
te Rosi dal commendatario Cardinal s. Innocenzo I lasciò nel suo testa-
Giuseppe Doria. Il regnante Ponte- mento incaricati Ursicino e Leone
fice Gregorio XVI nel viaggio, che preti, e Liriano diacono, di erigere
felicemente intraprese e comp\ nel una basilica ai due santi martiri
1841 per alcuni santuari del suo sta- col prodotto della vendita delle sue
to, ai So agosto, giorno in cui parfi vesti, gioie, e suppellettili. Tutto

da R^oma, fu decorosamente trattato, venne fedelmente eseguito, e s. In-


in un al suo seguito, a mensa dal- nocenzo I, verso r anno 4oB, dedi-
l'attualabbate commendatario Car- cò il sagro tempio ai ss. Gervasio
dinal Costantino Patrizi nel palazzo e Protasio, cui poi venne aggiunto
abbaziale , dopo avere visitato la s. Vitale, ed è perciò, che questa
chiesa principale , dedicata alla ss. chiesa fu chiamata di s. Vitale e
Croce , e ricevuto la benedizione de' Gervasio e Protasio ìiella
ss.

col Sagramento cose tutte che


ss. ; valle di Quirino, detto il titolo di
ebbero pur luogo a' 6 ottobre, gior- Vestina, ovvero ad ss. Apostolos
no, in cui il Papa fece li torno in in ti tu lo Vestinae.
Roma. Oltre a ciò, il medesimo s. In-
nocenzo I offrì de' preziosi donati-
Ss. Vincenzo ed Anastasio a vi alla chiesa, l'abbeUì con orna-
Trevi, nel rione di questo nome, menti, e la pose fra i titoli Cardi-
de' religiosi crocifeii ministri de- nalizi : laonde por la sua venera-
gli infermi. Vedi. zione, dipoi fu assegnata al Carch-
,,

70 CHI CHI
iial lilolare l'uflìziatura ebdomada- cattolica, che quel principe I^andìi

ria nella patriarcale basilica di s. dal reame. Indi, e nel l'iSG, lo


Maria Maggiore, in tutti i merco- stesso Paolo III conferì questa chie-
ledì , celebrando iiell' aliare papale. sa a Vincenzo Ciocchi del Monte
Di questa chiesa s. Gregorio I fece che nel 1 55o gli successe nel pon-
menzione nel suo Registro, lib. IX, tificato col nome di Giulio HI. Nel
capo XXII, dove si legge nominato seguente anno Giulio HI fece prete
un Giovanni prete di questo titolo, Cardinale di s. Vitale, Giovanni Ric-
e nel bb. IV capo LXXXVIII, Gio- ci, che da Pio IV fu creato primo
vanni, e Spettato. Quindi vi stabili vescovo di IMontepulciauo sua pa-
la stazione nel secondo venerdì di tria.

quaresima, nel qual giorno tuttora Verso l'anno i47^ accorse a re-

si celebra. JVelle litanie settiformi staurare questa chiesa Papa Sisto


volle, che la processione delle vedo- IV; ma in pi'Ogresso rimanendo sen-
ve si avviasse dalla chiesa di s. Vi- za entrate, e perciò senza culto, il

tale ; e poscia in onore dei ss. mar- sommo Clemente VIH


Pontefice
tiri titolari l'arricclù di molti doni, zelantissimo di mantenere le me-
che descrive Anastasio Bibliotecario, morie ecclesiastiche , avendo sop-
cioè vasi, lampadi, lucerne, corone, presso il titolo Cardinalizio , tornò
cerostrati, torrette, e cervi per uso del invece ad erigere in diaconia Car-
battisterio, e per l'acqua; non che cop- dinalizia la chiesa di s. Cesareo, ed
pe, calici, patene, catini, e bacili, oltre affidò, nel 159^, questa di s. Vitale
molte possessioni e pingui reudite. ai gesuiti, i quali non solo la rie-

V. rUgonio, Staz. 17, che l'iporta dificarono, ma la nobilitarono con


le rendite stabilite a questa chiesa, pitture ed altri ornamenti , di cui

ed il Piazza che ne fa l'interessante faremo poi cenno, e vi fecero ri-

enumerazione, nella sua Gerarchia^ splendere il divino culto, siccome


a pag. 694» pi'esso il racconto del- tuttora con gran vantaggio de' fe-
l' Anastasio. In progresso divenne deli praticano zelantemente. Restò
collegiata con canonici ; ed il Bosio così la chiesa unita al noviziato della
che il capitolo di Vestina
asserisce, compagnia Gesù che è presso
di ,

aveva cura della chiesa di s. Agne- la chiesa di Andrea al Quirinale,


s.

se in piazza IVavona. pegli orti del quale hanno comuni-


Il Cardinal Teodino, il quale era cazione col medesimo tempio ; uè
di questo titolo, ed il Cardinal Al- deve passarsi sotto silenzio, che don-
berto del titolo di s. Lorenzo in na Isabella della R.overe principessa
Lucina vennero spediti legati in In- di Bisignano ,
qual discendente di
ghilterra da Alessandro III, per la Sisto IV benefattore di questa chie-
morte di s. Tommaso arcivescovo sa, concorse con larghe limosine ai
di Cantorbery, per cui imposero la ristoiamenti summentovati.
penitenza ad Enrico II, e lo assol- L' antico porfico, che le stava in-
vettero. Di poi Paolo III, nel i535, nanzi, sostenuto da quattro colonne,
ai 20 maggio creò Cardinale prete al presente è cambiato in vestibolo.
di s. \ itale, Giovanni Fischer, ve- In esso, e nella facciata il p. Fiam-
scovo E.olì(ense, che poco dopo fu meri fece le pitture a fresco. L'in-
decapitalo per ordine di Enrico Vili, terno ha una sola nave, e l'altare
siccome sostenitore della religione appoggiato alla tribuna fu rinnova-
CHI CHI 71
to, negli ultimi del secolo decimo- ci,per cui, spianata la casa, fu il
sesto, dal Cardinal Cesi. L' istoria luogo destinato per pubblico ma-
dipinta sulla tribuna, rappresenta il cello o per un luogo che era ti'a
;

Redentore, che ascende al Calvario i Livia, ove custodivansi


portici di
colla croce sulle spalle , opera di i ss. Martiri come bestie. Anzi vuoi-

Andrea Commodo, che dipinse in si, che sopra quella pietra, la quale

basso i due martirii. Le storie del fu già un cippo gentilesco, circonda-


martirio di sono nei
s. Vitale, che ta di ferro, chiamata scellerata, che
lati della medesima tribuna, furono si vede in questa chiesa a mano
colorite dal Ciampelli; mentre altri destra, si fosse fatta grande carnifl-
pittori fecero i freschi nelle pareti cina e strage di martiri. I gentili
della chiesa. Tutti i quattro altari per abbominazione chiamarono scel-
laterali hanno per ornamento un lerate le pietre, tinte del sangue dei
frontespizio sorretto da colonne, due cristiani. Noto è altresì, che quivi
cioè per cadauno quattro sono di : piene di coraggio raccoglievano il

granito, le altre di bigio. Le porte sangue de' martiri, le sante sorelle


della chiesa meritano menzione pei Prassede e Pudenziana, dando po-
belli bassorilievi di noce che con- scia a' loro corpi sepoltura. Che in
tengono. questo luogo ov' è fabbricata cote-
La festa del santo titolare vi si sta diaconia, oltre all'esservi stato
celebra a' 28 aprile. Quivi per un un mercato di commestibili, vi fos-
legato di Francesco Siila gentiluo- se la basilica di Sicinnio, o di Si-
mo Marca, in ogni venerdì
della si cinnino, ovvero di Sicinio, si confer-
distribuisce pane ai poveri ; vi si fa ma dalla storia funesta dello scisma
la missione in tutte le feste del me- del 367, in cui per la morte del
se di maggio; ed i gesuiti vi han- Pontefice s. Felice II, e nell'elezione
no eretta una confraternita
di con- di s. Damaso I, insorse il secondo an-
tadini, sotto r invocazione di Maria tipapa Orsicino, il quale fu nella ba-
Vergine, e di s. Gio. Francesco Pie- silica di Sicinio consacrato da Pao-
gis gesuita. V. le Notizie de fratelli lo vescovo di Tivoli. Racconta per-
della congregazione dei campagno- ciò Ammiano Marcellino, lib. 27,
li nella chiesa di s. Filale, Roma cap. 3, essersi suscitata una sedi-
1777. zione cotanto fiera, che i due par-
titi sostenendo vigorosamente ognu-
Ss. P/To e Modesto , diaconia no il loro capo, si azzuffarono nella
Cardinalizia, succursale della ba- stessa basilica, per lo che in un sol
silica Liberiana, nel rione Monti. giorno vi restai'ono uccise cento-
trentasette persone. Laonde Orsici-
Si trova questa chiesa accanto no, e i seguaci di lui furono cac-
all'arco di Gallieno, sul ripiano prin- ciati da Roma, e dichiarati pertur-
cipale del colle Esquilino, che uni- batori , ratificando l' esilio e il ban-
sce insieme i minori colli Oppio e do, Valentiniano I imperatore. Il
Crispio. Anticamente si chiamava Marliano poi, hb. IV, cap. ig, as-
s. Filo al Macello Li^'iano, e dei serisce che la basilica, dove seguì il

ss. Filo e Modesto in Macello Mar- sanguinoso fatto, fosse la basilica di


tjruni, perchè era la casa di ceito Sisinnio, cittadino romano, destina-
Liviano, che faceva molti ladroucc- ta alle cause civili, ed il Nardini
72 CHI cili
è di parere, che vi esercitasse la vore ; dappoiché l' imperatore Gal-
i5Ìurisilizionc il presidente del ma- lieno, lungi dal meritarsi puljblici
cello o del mercato , sui venditori onori, 111 principe codardo , <; du
e compratori delle carni , o altri poco. Dai rituali romani, e dal ca-
commestibili. Sembra adunque, che nonico Benedetto abbiamo , che
lai basilica sia stata data a' cristia- quando il Papa nel d'i della Pa-
ni da Costantino per onorare i ss. squa recavasi dalla basilica Liberia-
Vito e ]Modesto siciliani, che insie- na ed patriarchio lateranense, con so-
me a Crescenzia, nutrice del primo lenne processione passava sotto l'ar-

e moglie del secondo , soffrirono co di Gallieno, o di s. Vito. jNel


glorioso martirio per ordine di Dio- centro poi dell'arco, sino all'anno
cleziano, operando Dio prima e do- 182 5, era appesa una catena di fer-
po la loro morte i piìi stupendi ro, alla quale sino alla metà del
prodigi. Pel corpo e reliquie di delti secolo XVII erano pendenti due
santi, veggasi quanto ne scrive il Piaz- chiavi della porta Salsicchia della
za, GerarcInUj p.868 ed 870, e seg., città di Viterbo, ivi poste dal Se-
mentre a pag. 235 e seg. parlan- ,
nato romano, come trofeo della vit-
do della terra di s. Vito nella dio- toria riportata sotto Onorio III sui
cesi di Palestrina ( che disputa l'o- ribellati viterbesi. Vi fu alcuno, il

nore di aver dato i natali a Mar- quale credette essere le chiavi tolte
tino V con Ptoma , e Genazzano ), da' romani alle porte dell'antico Tu-
l'antica Vitellia o Boia, o Treba, scolo, ora Frascati, allorquando lo
o il famoso Satrico, dice, che aven- soggiogò nel pontificato di Celesti-
do i popolani edificato una chiesa no III l'anno 1191; e quindi ap-
al santo , ne diedero per divozione pese all'arco di s. Vito con una ,

il nome al luogo. Ma essendo stata catena, segno di soggezione. E al-


violala la basilica dal sacrilego sci- tresì notevole, che Nicolò V, nel-
sma, e da sì notabile effusione di l'anno i44*^j esentò dalle gabelle tutti
sangue, per tanto scandalo forse quelli, i quali dimoravano dall'ar-
rimase per un tempo abbandonata. co di s. Vito sino alla basilica di s.

In seguito poi venne restituita a Maria IMaggiore.


s. Damaso I, come diffusamente de- Tornando all'origine della chiesa
scrive Ludovico Agnello Anastasio, di s. Vito, venendo abbandonata
Istoria degli antipapi, capo III, di pel suddescritto avvenimento, pare
Orsino, Orsiciao, od Ursicinio an- che sotto s. Gregorio I, il quale
tipapa. morì nell'anno 6o5, ritornasse in lu-
Da s. Vito prese anco nome il stro, perchè il Panvinio dice, aver-
contiguo arco, né forse sarà disca- la quel Pontefice eretta in diaconia
ro che qui se ne premetta un cen- cardinalizia; aggiugnendo il citato
no. Questo arco semplice ma soli- Piazza, che dessa non fu delle an-
do, verso l'anno 260, fu eretto al tiche diaconie regionarie, ma delle
figlio diValeriano Gallieno, ed a quattro Palatine. In questa ipotesi
sua moglie Salonina, da certo iMar- è noto, che s. Gregorio III del
co Aurelio, forse esercitante la so- 73 I, vedendo cresciuti i diaconi re-
praintendenza del Macello , come gionari dal numero di sef^e a (juat-
opina il citato Nardini, e per rico- tordici, ne aggiiuise quattro col no-
noscenza di conseguito peculiare fa- me di Palatini, per assistere sempre
CHI ClII 73
il Sommo Pontefice iillorchè cele- » so per la scala che conduce al
brava. Tultavolla appiendesl dal » bagno, tornò con riverenza gran-
medesimo Piazza, che questa chiesa " de al suo monistero ". Laonde
nella scarsezza de' titoli presbiterali, questo Filippo fu chiamato Ponti-
tu conferita a' Cardinali per titolo fcx iiiiius (liei.

cardinalizio, senza alterazione stabi- Da chi fosse prima governata


le del suo grado diaconale. questa chiesa, non si sa di certo:
L'Anastasio, nella vita di Stefa- è noto soltanto che essa fu del-
no IV creato nell'anno 768, chia- ta pure san I ilo in Dlonaslerio,
ma questa chiesa antichissima, con ad Sardas, seu in vico Sardo-
annesso monisleio. 11 Novaes, P ite rum, e che vi dimorarono, sino dai
de Papi, tom. II, p. 84, dice che primi tempi del monachismo, i mo-
a'5 agosto 7 G8, insoi'se nell'elezio- naci di s. Basilio, ovvero quelli di
ne di Stefano IV, l'antipapa Filip- s. Benedetto. Veramente il Tlco
po, monaco abbate di s. Vito, e Sardorum era lungi da R.oma circa
prete Cardinale, che nell' istcsso gior- trenta miglia, ma piuttosto , come
no fu costretto a rinunziare, e riti- scrive r Anastasio nella vita di san
rarsi nel suo monistero. Ecco poi, come Leone III, devesi dire ad Sardas,
racconta tale intrusione il citato Lodo- forse dall'abbondanza di tal com-
vico Agnello Anastasio, t. I, p. l'i»!, mestibile, che spacciavasi nel pros-
presso Anast. Bihl. in Stcph. Il': simo macello Liviano. Il primo dia-
M La domenica seguente raunando cono Cardinale, che si trova ricor-
» Valdiperto prete, senza saputa di dato dagli scrittori , fu cerio Leojie
'» Sergio sacellario alcuni romani
, monaco, ed abbate del monistero di
» andarono al monistero di s. Vi- s. Clemente, che morì sotto Pasqua-

» to, e quindi levarono Filippo Pa- le II, il quale fiorì l'anno 1099, e
» pa, gridando s. Pietro Vìia clet-
: poscia creò Cardinale diacono di s.

" to, e condusserlo, secondo l'anti- Vito, Amico abbate di s. Lorenzo


w co costume, nella basilica del Sal- fuori le mura. Quindi, a dire ili
» valore, e dettesi dal vescovo le alcuni, ne furono diaconi Lucio :

" consuete preci, e dando Filippo Boezio, creato Cardinale nel 1 135 da
" la pace a tutti, fu menato nel pa- Innocenzo lì, che morì in concetto
" lazzo patriarcale lateranense, e di santità Rinaldo Brancacci, fatto
;

" quivi sedendo per simil modo nel- da Libano VI, nel i38i; Carlo
" la sedia pontificale, data a tutti Domenico del Carretto, creato da
» la andò di sopra. Ria so-
pace, Giulio II nel i5o5; Carlo Caralfa
" praggiungendo in poco d'ora ap- nipote di Paolo IV, che lo fece nel
»» pi-esso Cristoforo primicerio, sa- i555; s. Carlo Borromeo dallo zio
» pula r elezione di Filippo, salì Pio IV creato diacono Cardinale
» di subito pieno d'ira, e alfermò de'ss. Vito e Modesto nel i56o,
>»con giuramento nel cospetto di donde per morte del fratello conte
» tutti, che non sarebbe uscito da Federico, avendo preso segretamen-
" Roma, finché Fdippo prete non te gli ordini sagri, si fece ordinare
" fosse stato cacciato dal palazzo prete dal Cardinal Cesi nella chiesa
« lateranense. Allora Grazioso Car- di s. Maria IMaggiore, passando poi
>* ed alcuni romani il co-
tulario, ai titoli presbiterali de' ss. Martino,
» strinsero a levarsene, ed egli scc- e Silvestro a'Monti, ed a s. Prasse-
,

74 CHI CHI
de. Lo furono ancora i Cardinali la concesse ixVÌ Arciconfratcrnìta di s.

L(;lio da Urbano Vili


Biscia, fatto Bernardo {^Vcdi), per sostituirvi un
nel 1G26; Giovanni DcKiiio vene- monistero di monache, per cui il

ziano, nominato nel i()(>^ da Ales- sodalizio l'eslaurò la chiesa, e a' 20


sandro VII; Domenico Orsini, crea- marzo 1*787 la consagrò il Cardi-
to nel 1743 tlti Benedetto XIV; nal Enrico Caetani romano, de' du-
ed Andrea Ncgroni, fatto nel 1763, chi di Scrmoneta, del titolo di s.
diacono de' ss. Vito e Modesto, da Pudcnziana, mentre vi era Cardi-
Clemente XIII, donde passò alla nale diacono Ascanio Colonna, ivi
diaconia di Agata alla Sidjurra,
s. postovi nell'anno precedente dallo
e mori nel 1789. stesso Sisto V. Dice il Novacs, tom.
In progresso di tempo, Sisto IV Vili, p. II 5, che quando quel
considerando questa chiesa abban- Pontedce diede la chiesa, e la casa
donata, ed esposta alle ingiurie dei per le monache collocate dal sodali-
tempi, anche per essere situata in zio, era morto il Cardinal Guido

luogo poco abitato, quasi la rinno- Ferreri, creato da Pio IV, nel i565,
vò nel 1477» "^ riapri al pubblico per cui sembra che nella numerosa
culto, e vi stabili la parrocchia ; promozione de' Cardinali fatta quel-
indi dal Cardinal Iacopo Antonio l'anno da Pio IV , di nuovo tem-
Veniero che, avea fatto diacono poraneamente questa diaconia sia
nel 1473, allorché questi passò al stata dichiarata titolo. Nel moniste-
titolo di s. Clemente nel medesimo ro furono poste tre monache di
anno i477> diede la chiesa in tito- s. Cecilia in Trastevere per maestre
lo presbiterale al Cardinale Giorgio di trentatre fanciulle; ma riconosciu-
Resler. Ma passando questi ad altro to luogo piuttosto angusto, dallo
il

titolo, ripristinata la diaconia, nel stesso Sisto V furono mandate nel

1480, gli diede in successore il Car- monistero di s. Susanna apparte- ,

dinal diacono Giambattista Savelli, nente all'Ordine cistcrciense.


e nel 1484} '^ Cardinal diacono Quindi la chiesa fu data in cu-
Ascanio Maria Sforza. Ma avendovi stodia ai monaci Cisterciensi Fo'
nel i565 Pio IV nominato in vece glìanti i^Vedi) ^ che nella contigua
del santo di lui nipote, il Cardinal casa vi posero la residenza del pro-
Carlo Visconti, e morendo questi curatore generale dell'Ordine, del-
alcuni mesi dopo, poiché la chiesa la provincia l'omana, finché nel
era ridotta nuovamente in rovina, 1779, lasciarono i cisterciensi la ca-
nel i566, fu trasferita la parroc- sa, e la chiesa per passare a quella

chia nella chiesa di s. Prassede da di s. Maria in Carinis; ed alcuni


s. Pio V. Innalzato, nel i585, al chierici regolari mariani della ss.
pontificato Sisto V, dice il Piazza Concezione del regno di Polonia
citando l' Ughelli che assegnò le
, sotto la direzione de' somaschi, sub-
rendite rimaste del cospicuo moni- entrarono alla custodia del tempio.
stero de'benedettini, il quale ivi avea Nel principio del Pontificato di Pio
fiorito, al collegio di s. Bonaventu- VII, un religioso domenicano, chia-
ra, cui fijndò nel convento de' ss. mato fr. Antonio di Pistoja, vi fon-
Apostoli. Poscia, considerando Sisto dò un piccolo conservatorio di po-
V, che la chiesa de' ss. Vito e ]Mo- vere zitelle, che poi passarono in
desto mancava alfutto di ulliziatura, quello Borromeo. Indi, nel 1806,
,

CHI CHI 75
una pia unione di sacerdoti sfabi- guarito da un morso di rabbioso
11 nella casa annessa un ritiro per gli cane, per adempimento del voto a
esercizi spirituali, pegli uomini che s. Vito, nel 1620, restaurò la chie-
domandano la limosina; e la chie- sa, come si legge nel)' iscrizione po-
sa nel riordinamento delle parroc- sta dietro l'abside del grande alta-
chie di Roma, operato da Leone re. A sinistra di esso evvi il picco-
XII, fu stabilita succursale alla cu- lo deposito del Cardinal diacono
ra della basilica Liberiana. Del pio Carlo Visconti, col riti-atto suo in
esercizio introdotto in questa chie- marmo, e relativa iscrizione. In mez-
sa da Clemente IX, ed animato da zo alla chiesa, vi sono le lapidi di
Innocenzo XI, e Clemente XI, cioè due Cardinali quivi sepolti, cioè di
del catechismo che ivi facevasi in Fabio degli Abbati Olivieri, creato
diverse lingue nell'ultimo martedì dal cugino Clemente XI nel 17 15,
d'ogni mese, colia distribuzione di e di Giuseppe Livizzani, creato da
due pagnotte per cadauno, tratta il Benedetto XIV nel 1753. Ma delia
Piazza a pag. 860. Ridotta la chie- chiesa e diaconia Cardinalizia de' ss.
sa indecente pel diviu culto , umi- Vito, e Modesto, de' suoi pregi, ed
da , e nella massima
decadenza ultimi ristauri , dottamente scris-
nell'anno i836, il regnante Grego- se il principe
Pietro Odescalchi
d.
rio XVI ne ordinò la restaura- de' duchi del Si r mio. V. la Descri-
zione, e r abbellimento per cura del zione dei nuovi lavori eseguiti nella
zelante suo tesoriere Antonio Tosti, diaconia de' ss. Filo, e Modesto,
ora amplissimo Cardinale, come si Roma 1837.
legge in una marmorea inscrizione, ClIIETI ( Tcatin. ). Città con re-
dicontro all' altare maggiore, nel sidenza arcivescovile nel regno delle
nuovo coro, sullo spazio dell' inter- due Sicilie, capoluogo della provin-
colunnio di mezzo. cia dell' Abruzzo citeriore, di distret-
Tre sono gii altari, che si vedo- to, e di cantone. Questa bella città
no in questa chiesa, e tre sono le è posta su ridente collina , presso
dipinture, le quali hanno sopra i la riva destra del fiume Pescara,
medesimi. quadro dell'altare mag-
11 ed in essa risiedono i dicasteri am-
giore con Maria Vergine ed il bam- ministrativi, e giudiziari, dipenden-
bino in alto, e sotto s. Bernardo in do però dalla gran corte d'Aquila
ginocchioni, credevasi dipinto da Ce- per le revisioni civili. È cinta di
sare Rossetti, ma è di Andrea Pa- buone mura, ed è guardata da una
squal di Recanati, come si legge rocca, il perchè si considera qual
nel medesimo. I due angeli sul fron- piazza forte di quarta classe. Si ve-
tispizio sono lavori in istucco del de ben fabbricata, e va adorna di
Rusconi. All'altare de' santi martiri magnifici, e deliziosi edificii. Fu già,
litolari, de' quali celebrasi la festa secondo alcuni, metropoli de'Ma-
a' 15 giugno, vengono condotti quel- ruccini, e quindi passò ai romani,
li, che sono stati morsicati dai cani dopo essere stata sottoposta ai gre-
idrofobi, acciocché ottengano la gua- ci. Dai romani, che la chiamarono
rigione r intercessione di essi
per Teate o Tlieate Marrucinormn, nel-
santi. Fra che ne sperimen-
quelli, la loro caduta divenne successiva-
tarono gli effetti, vi fu il duca di mente dominata dai goti, e dai lon-
Palliano d. Federico Colonna , che gobardi, Questi ultimi, vcncado vin-
76 CHI CHI
ti noU'oltavo secolo da Pipino, do- si, ma nel t^'ì^y rinunziò ambedue
po l'assedio questo re la mise a fer- le sedi, per ritirarsi con s. Gaetano
ro, e a fuoco, per cui rimase inte- a menar vita solitaria, e ad istituire

ramente distratta. I.a rifal)briearono rOidine de' chierici regolari, che dal
i normanni, laonde tornò a rifiori- vocal)olo latino di questo suo primo
re, concorrendovi in diversi tempi vescovato furono detti Tt'adni [Ve-
i sovrani cui fu soggetta , ma i di). Chiamatolo poscia a Roma Pao-
francesi se ne impadronirono nel lo HI, ad onta della sua ripugnanza,
1802. Dopo di questi, tornò al pa- lo creò Cardinale ,
gli restituì la

cifico possesso dei regnanti delle due chiesa di Chieti, e a' 2 dicembre
Sicilie. 1537, gli diede nel pontificio pa-
La sede rescovile in Chieti fu lazzo di Marco il pallio arcive-
s.

fondata nel quinto secolo, e sebbe- scovile, donde a'g novembre iS^g,
ne Commanville convenga, che nei lo trasferì alla chiesa di Napoli. Pei

primordi del decimosesto fosse eret- suoi grandi meriti, nel i555, fu il

ta in nietropoM assegnandole tre ,


Caraffa nell'età d'anni settantanove
vescovati per sutfraganei a pag. , sublimato al pontificato col nome di
3i. Ilist. de tons les archev., fa il Paolo IV. Vedi.
novero di un numero maggiore di La cattedrale di Chieti tanto pe-
chiese da Abbiamo
essa dipendenti. gli ornamenti, non meno che per
dal Mansi, Siipplem. tom. I, col.
p. la nobiltà del disegno, riescemae-
bqy, che in questa città nell'anno stosa. Essa è dedicata all' apostolo
840, fu tenuto un concilio, al qua- s. Tommaso. Il capitolo compo-
si

le presiedette Teodoro arcivescovo ne di due dignità, la prima delle


di Chieti, per far rientrare i cano- quali è l'arcidiacono, di quindici ca-
nici secolari nell'osservanza della vi- nonici, di dieci ebdomadari , e di
ta comune. Certo è, che Clemente altri preti e chierici addetti al di-
VII, nel iS'zg, eresse questa chiesa vino servigio. iNella cattedrale si ve-
al grado arcivescovile, assegnandole nera il corpo di s. Giusfino vesco-
per suffraganee le diocesi di Lancia- vo e patrono della città ; vi è la
no, Penna, ed Atri; ma siccome ven- cura d'anime, col fonte battesimale,
nero poscia esse tolte dalla sua sog- non essendovene altri, benché vi sie-
gezione, s. Pio V le sottopose il solo no altre tre parrocchie. L'episcopio
vescovato di Ortona, che in pro- è un edifizio antico; il cimiterio sta
cesso di tempo le fu tolto per cui fuori della città, nella quale vi sono
ora la metropoli di Chieti non cinque monisteri e conventi di re-
ha sutfraganei. ligiosi, due monisteri di monache,
Giulio II, nel i5o3 o i5io4, quattro conservatori!, un ospedale,
diede per pastore a questa chiesa l'ir- un monte di pietà ed il semina- ,

reprensibile Giampietro Caralfa, na- rio.La mensa per ogni nuovo ar-
poletano, per la santa vita del qua- civescovo è tassata nei libri della
le Dio permise si estinguesse un fu- camera apostolica a fiorini cinque-
rioso incendio nel castello di Popoli, cento. Oltre tali stabilimenti, la pub-
sottoposto alla sua diocesi, col get- blica istruzione vanta il i-eale colle-

tar nelle fiamme un /égiiua Dei be- gio , ed una società accademica di
nedetto. Quindi nel i5ig, Leone X agricoltura, arti, e commercio.
gli aggiunse l'arcivescovato di Brindi- CHIGI Famiglia. La nobilissima
CHI CHI 77
famiglia Chigi romana, oriunda di primo nel monte di Tolfa avea dis-
Siena, fino da otto secoli addietro coperto Giovanni di Castro , nel
godeva il titolo di conti Arden-
dell' 1 462, ne avea ricusato in profitto
gesca, titolo di cui ci sono memorie, la rilevante somma di quattrocento

che nel 1072 era da essa posseduto, mila scudi, ed assicurato alla Ca-
come può vedersi nel Gigli, Diario sa- meia apostolica l'annua rendita di
nese, t. I, pag. 107 e scg. Possedeva trentaquattro mila scudi. Allor(|uau-
inoltre questa famiglia il castello do poi Cesare Borgia duca del ^'a-
di Macereto nel territorio di Siena, lentinois, e figfio di Alessandro YI,
del quale ora non rimangono che si preparava nel i5oo ad intrapren-
rovine, ed alcuni bagni salulnù, ai dere la spedizione di Romagna, A-
quali negli anni 14^9 e \\^o si gostino gì' imprestò non solo pa-
recò Pio IF, Piccoloniiiii, sanese. Del recchie migliaia di scudi, ma diede
castello di Macereto furono signori pure tutta la sua considerabile ar-
Ranuzio nel 1200, ed Anselmo nel genteria, che avea fatta fondere e
1248, il quale porlo l'insegna di ridm're in moneta. Nel i5o3, di-
sei monti d'oro, colla stella nel cam- venuto Papa Giulio II, della Roi>e-
po rosso. Egli fu uno de' cinquan- re, per la stima^ e per la benevo-
ta nobili sanesi , eletti dalla città lenza con cui riguardava Agostino
per assistere l'imperatore Federico Chigi, gli aQidò la sopraintendenza
II, nella guerra di Parma, nella quale delle finanze pontificie, della qua-
si distinse per egregie doti. Figlio di le restò molto contento , al paro
Anselmo fu Chigi, da cui presero che del nobilissimo e principesco
ilcognome gì' illustri suoi discen- alloggio datogli da Sigismondo fra-
denti. Ereditò esso dal genitore non tello di lui nella sua villa detta le
solo il di lui dominio, e i diritti, ma Polle, circa tre miglia presso Sie-
anche le virtù, per le quali avea fiorito na; anzi per una specie di onore-
alla patria. Merita ancora menzione vole adozione, volle Giulio II, che
un Mariano Chigi, ambasciatore della Agostino e i suoi discendenti fosse-
repubblica di Siena a Carlo ^ III l'e ro stimati, e riguardati come ap-
di Francia , che poscia colla stessa partenenti alla propria famiglia del-
eminente qualifica fu inviato al Pon- la Rovere. Ed è perciò, che sino
tefice Alessandro VI. Colla protezio- d' allora i Chigi al loro stemma
ne del re di Francia, potè rista- inquartarono la quercia con ghian-
bilire r indipendenza, e dignità della de d' oro dei Rovereschi ( V. Ro-
sua repubblica , e da lui uscirono vere FAMic.i lA ). Il p. Bonnani, -T«-
Agostino, Sigismondo, e Lorenzo suoi mismata l'onti/icum Rom. p. 699,
figli; cosi spiega la inquartatura della
Nel medesimo pontificato di A- quercia della casa della Rovere, che
lessandro VI, il magnifico e celebre nello stemma Chigi si vede " De :

Agostino Chigi figlio di Mariano, » Chisiorum stemmate in-


gentilitio
e fratello di Lorenzo, e Sigismon- » nuere sufficiat, illud in qnatnor
do, divenne uno de' più ricchi gen- M aureolas divisum esse, quarum
tiluomini, che si trovassero nella 5j duae sex. montes aureos coutinent,
corte di Roma ; dappoiché avendo j> quibus sidus etiam aureum im-
egh introdotto in Italia l'arte di ;) minet in campo rubro ; aliae vero
".
cavare e formare l'allume, che pel !} in campo cianeoquercumhabent
78 CHI CHI
Il medesimo Agostino Chigi sulla le quali che Leone X lo sposò, gli
riva del Tevere, presso poila Set- battezzò un quando Agosti-
figlio, e
timiana, con animo grande , e col no lece testamento, il Papa v' in-
disegno di Baldassare Periizzi eres- terpose il decreto dell'autorità sua,

se un bollissimo palazzo, ed un luogo facendo da testimoni dodici Cardi-


di delizia, con una gran loggia sul nali, Imbandì Agostino a Leone X,
detto fiume, adoperandovi il pennel- ai Cardinali ed agli ambasciatori
lo del divino RallacUo, e dei valen- de' principi, un banchetto su d'una
ti Divenuto Pontefice
di lui scolari. loggia,che avea edificata sul Teve-
nel i5i3, Leone X, de Medici, nel re presso il palazzo sum mentovato,

possesso solenne, che prese della ba- splendidamente ornata. Lautissiino


silica lateranense, nelle vicinanze di fu il convito per la copia e rarità
ponte s. Angelo, ove Agostino avea de' cibi, per la ricchezza e preziosi-
l'abitazione, gli venne da lui eret- tà del vasellame d'argento, e d'oro,
to un arco trionfale, descritto dal ed allorché fu termmato il convito,
Cancellieri ne' Possessi de' Papi. In venne la loggia demolita. Il mede-
quel palazzo, e nel delizioso giardi- simo Agostino edificò una bella
no, Agostino diede tre sontuosi cappella nella chiesa di s. Maria
conviti allo stesso Leone X, e al della Pace (P^edi), e maritò una
sagro Collegio de' Cardinali, in uno figlia a Ridolfo Strozzi. Di lui, e
de' quali (a' 3o aprile i5i8) v'era- dell' intera famiglia ci dà preziose
no tre pesci pagati duecento cin- notizie il Cancellieri nelle Disserta-
tjuanta scudi, e nell' altro d'incre- zioni epistolari bibliografiche, a pag.
dibile magnificenza, nel giorno del 363.
suo sposalizio, Leone
ricevette da Del lusso di Agostino Chigi da
X l'anello, quasi in memoria del tenere nelle scuderie cento cavalli ,

generoso sovvenimento da Leone ì^. Paolo Colmesio negli Opuscoli


ricevuto dal Chigi nel tempo dei al e. 27, p. 60, dell'edizione del
suoi esilii dalla città di Firenze, 1G69 Adriano Giunio nell' ^ni-
;

prima che salisse al pontificato. Ca- madversa lib. IV, cap. 8, nel to-
millo Fanucci, nel Trattalo di tutte mo IV del LampaSj sive Fax ar-
le opere pie di Roma ove parla tiuni liberalium del Grutero p. ^ii.
della sontuosa cappella da Agostino Egid. Gallo stampò nel i5i2 un
Chigi fabbricata nella Chiesa di s. poema assai raro, diviso in cinque
Maria del Popolo [Tedi), alla pag. libri, in lode del delizioso palazzo
i6t racconta, che messer Agostino di Agostino, intitolato. De Virida-
Chigi, gentiluomo sanese, fu il mag- rìo sanen-
Augustini Chisii patritii
gior banchiere e mercante, che vi sis, ed in quell' anno istesso Blosio
fosse allora, giacché né egli, ne suoi i Palladio pubblicò il suo Suburba-
ministri sapevano il valore dei be- nuni Augustini Chisii. Allora la via
ni che possedeva, né de' crediti, ed della LuiigiU'a, ove trovasi detto luo-
imprese, le quali ascendevano a più go, chiamato in appresso Farnesi-
d'un milione d'oro; ed aveva credito na, pel motivo che diremo, era fuo-
in ogni parte del mondo sino tra ri delle mura di Pioma. F. Raph.
gl'infedeli, i quali lo chiamavano, Sanctii, Monumenta ac Tabulae ac-
il gran mercante cristiano. Di lui ri incisa a Petro Sancte Bartoli.
si contavano cose maravisrliose, fra La casa poi, che il sunuoraiuato ar-
,

CHI CHI 79
cliitetto Peruzzi si edificò nella via Sandro VII ; giacché mentre le fa-

de' Ginpponarij per andare allaCan- coltà di questi poco eccedevano


celleria, è un model lo della Farne- l'annua rendita di mille scudi, quelle
sina da lui pure eretta. del lamo del cav. Agostino superava-
Contemporaneo di Agostino Chi- no l'entrata di cinquemila scudi. Il

gi, fu il beato Giovanni Chigi, che detto Agostino, cavaliere di s. Ste-


visse santamente ne' deserti di Lec- fano, fu maestro di camera e pri-
ceto sotto il pontificalo di Giulio II, mo consigliere di Caterina duches-
e che fu lo splendore degli eremiti sa di Mantova, e di Mattia e Leo-
di s. Agostino, e gloria ben distin- poldo de Medici, i quali con bene-
ta di questa cospicua famiglia, co- volenza senza esempio gli confidaro-
me si vita pub-
legge nella di lui no le chiavi delle porte della di lui
blicata in latino da Raimondo Ca- patria Siena. Faremo pure qui men-
pizucchi in Roma nel i65j, e da zione d'un Scipione Chigi, che am-
Niceforo Sebasto jMelisseno nel i6j6, basciatore e generale della repub-
e nel 167 5 riprodotta. blica Sanese, la liberò nel i552
Ma, secondo che accade più vol- dall'assedio postovi dall'esercito im-
te nelle famiglie ricche ed opulenti, periale di Carlo V.
la ricchezza generò la trascuratezza, Passando ora a parlar compen-
e,morta la madre, la roba poco a diosamente della preclarissima di-
poco scemò, e i successori del ma- scendenza di Alessandro VII, prin-
gnifico Agostino Chigi, a' quali egli cipal ornamento della famiglia Chi-
aveva lasciata l'entrata di settanta gi, diremo che il nominato di lui pa-
mila scudi d'oro, rimasero nel gra- dre Flavio, il quale per parte di sua
do de' mediocri gentiluomini, finché madre Agnese Bulgarini era nipote
la sua discendenza si estinse. JXè de- cugino di Paolo V, Borghese, si

ve tacersi, che nel Pontificato di sposò con Laura Marsigli, figlia di


Paolo III, Farnese, creato nel i534j Antonio signore di CoUecchio, e
la famiglia Chigi da E.oma fu co- vedova di Antonio ÌNIignanelli , di
sti'etta a i-itornare in Siena, lasciando nobihssima famiglia. Da questo ma-
in Roma il palazzo e il bel giardi- trimonio nacquero: i."Sigismondo,
no sul Tevere nella via della Lun- che morì nul)ile; 1° Mario, che
gara, che la casa Farnese per sua nel proprio figliuolo rinnovò il no-

ricreazione uni a quello incontro me paterno di Fabio,


Flavio; 3.°

nell'altra riva, e che riuscì sontuo- poi Pontefice A lessandro \ II ; 4- A"'


sissimo ,
per cui dai nuovi pro- gusto, il quale morendo, dalle due
prietari prese il nome di Farne- mogli avute lasciò due fìgliuoh, cioè
sina. Agostino della prima, e Sigismondo
Anche il patrimonio di Sigismon- della seconda. La prima moglie di
do fratello di Agostino il Magnifico, Augusto figlio di Mario, fu Olim-
si andò diminuendo, benché dividen- pia della Ciaja, che pronipote del
dosi la sua discendenza in due rami, mentovato Agostino cavaliere di s.
alquanto più pingue si mantenne in Stefano, e da lui adottata nella
quello della Agostino
famiglia di linea Chigi, si diede da lui in
cavaliere di san Stefano che in , isposa al nipote Augusto, istituendo
quello di Flavio cugino del cava- suoi eredi i figliuoli di essa , nel
liere, il quale fu padre di Ales- puigue retaggio , eh' egli lasciava
, ,

8o CHI CHI
ascendente a circa cento cinquanta D'Esle, e i due Barberini recaronsi
mila sciuli. L'altra moi^lio di Aii- nella di lui ccjJIa in conclave, a no-
guslo fu Francesca Piccolomiiii (che tilìcargli ch'orasi stabilito crearlo
avea dato alla Chiesa Pio li e Pio IH) J'apa, egli, senza usare molti rin-
colla quale si fece nella famii^lia Chi- graziamenti, rispose, che avea molti
^\ il deciinosetlirno parentado. A difetti noti, e molti non noti, e che
Sigismondo figlio secondogenito di aveva dentro il terzo grado forse
Augusto toccò la sola metà delle novanta parenti. Così la casa Chigi
antiche proprietà paterne, né la sua fii onorata dal suo virtuoso discen-

porzione più oltre giugneva di tre- dente. Quanto questa famiglia ab-
cento scudi di annua rendita. bia fiorito in nobiltà, basta riflette-
Da Flavio, e da Laura nacquero re alla parentela della medesima,
pure cinque figlie, che si fecero re- contratta colle famiglie Salviali di
ligiose in due monisteri di Siena Firenze, Petrucci di Siena , Gatta
tre delle quali vivevano con segna- di Viterbo , Ortensia di Gubbio
lata umiltà nel tempo che avevano Alidosio d' Imola, Colonna, Sciarra,
il fratello sul trono pontificale. In Capizucchi, ed altre distinte, preci-
questo modo Alessandro VII ebbe puamente di Pioma, come si vedrà
tre fratelli, e cinque sorelle. in VII richia-
progresso. Ahissandro
Fabio Chigi nacque in Siena ai mò la sua famiglia a Pioma, nel
i3 febbraio iSgg. Nella sua fan- modo che andiamo a dire, e dove
ciullezza corse pericolo di morire, eravi già stata con isplendore , sic-

a segno ch'erasi comperata la cera come dicemmo piìi sopra.


pel funerale. Dopo che sua madre Alessandro VII primieramente fe-

Laura gli aveva insegnato a legge- ce cameriere segreto coli' uffizio di


re ed a scrivere , e i primi ele- scalco, il Angelo della Ciaja,
cav.
menti della grammatica , Fabio in- zio dal canto materno di Agostino ni-
traprese gli studii, e fece tale pro- pote dello stesso Papa, come quello
gresso, che nella villa Ancajani (
poi che nel suo Cardinalato lo avea ser-
de' Chigi )
presso Siena nella sua vito col grado onorifico di coppiere.
compose la tragedia, il Pom-
gioventìi Intanto era passato mi anno senza
peo. Quindi nel 1626, coli' aiuto e che Alessandro VII avesse prestato
col consiglio di Agostino cavaliere orecchio alle istanze, che gli facevano

di s. Stelano suo zio, restatogli in molti personaggi ,


perchè chiamasse
luogo di padre che era morto nel- da Siena a Roma i suoi congiunti, coi
l'anno duodecimo di Fabio, si recò quali dividesse la cure della sovra-
a Roma ove fu subito fatto da Ur- nità temporale, principalmente eoa
bano Vili prelato, e dopo luminosa iNlario Chigi suo fratello, pratico,
carriera da Innocenzo X fu pro- eil esperto negli affari di pubblica
mosso alla rispettabile carica di se- amministrazione per averli lunga
gretario di stato, e nel iGSi fu pezza di tempo esercitati, con som-
ereato Cardinale e per morte di
, ma lode del gran duca di Tosca-
Innocenzo X, a'7 aprile del iG55, na. Crescendo sempre piìi tali istan-
venne eletto Papa col nome di A- ze, e mentre ancora ninna lettera
Icssandro FU
( Vadi ). Tanto era erasi scritta né dal Paps, uè dai
limgi dall'ambire sì sublime digni- parenti, Alessandro VII nel conci-
tà, che quando i Cardinali ÌMedici, storo de' 24 api'de, il primo dopo
CHI CHI St
r anniversario di sua incoronazione, avea espressamente proibito ai no-
propose al sagro Collegio di chia- minati congiunti, di ricevere i tanti
mare in Roma i suoi parenti; in- e preziosi clonativi eh' ei-ano loro
culcò il segreto , e domandò che stati offerti , volendoli però giusta-
ogni Cardinale esternasse liberamen- mente aiutare in altra guisa con
te proprio parere in iscritto, per
il decoro, ad esempio de' suoi prede-
poterlo esaminare al ritorno dalla cessori, creò Mario suo fratello, ge-
villeggiatura che andava a faie in nerale di s. Chiesa, e castellano di
Castel Gandolfo, alla quale invitolli. Castel s. Angelo, e il nipote Ago-
IVon tardarono i Cardinali di recarsi stino generale delle guardie di pa-
indetto luogo a presentare al Papa i lazzo. Alessandro VII per alcun
loro pareri, convenendo tutti atfer- tempo ritenne pi'esso di sé i con-
mativamente, meno qualche modifi- giunti, non solo per economia, ma
cazione, che piacque ad alcuni consi- per conoscerne la condotta, anzi per
gliare. Fu allora che Alessandro VII moderazione non permise a Flavio
scrisse un breve al fratello Mario, e di abitar le stanze solite darsi ai
ai due nipoti, cioè Agostino figlio del Cardinali nipoti, afììnchè non si cre-
dclbnto fratello Augusto, e Flavio desse tale, avanti eh' egli lo diclùa-
figlio di Mario , invitandoli a re- rasse.
carsi in Roma
con analoghi avver- Quindi in coerenza degli ester-
timenti per una saggia ed esemplar nati sentimenti, a' 2maggio i656,
condotta. Mandò il breve per Gia- avea già Alessandro VII emanata
como Nini sanese suo cameriere , la costituzione, Inter gravissinias,
segreto, che poi creò Cardinale; ed colla quale confermò con nuove pe-
a' IO maggio partirono da Siena ne quelle di Bonifacio VIII, e di
Mario, Agostino , e Flavio , recan- Gr-egorio XIII, nelle quali si vieta
dosi a' i6 maggio in Castel Gan- il promettere, o ricevere cosa alcu-
dolfo dal Pontefice, accompagnati dal na per giustizia, o favore accordata
marchese Patrizj. Pel primo entrò dalla santa Sede.
Mario, poi Agostino e Flavio, e fu- Dopo avere Alessandro VII scam-
rono accolti da Alessandro VII con pato i tremendi effetti della pe-
ritegno e gravità. ste,che invase lo stato pontificio e
R.estituitosi il Pontefice in Roma, R.oma ( nella quale occasione d. Ma-
mandò i nipoti a fare i santi eser- rio diede prove luminose di capa-
cizi, al noviziato della compagnia cità e di energia), considerando che
di Gesù, ove Flavio avendo voca- d. Flavio tanto pel merito che pei
zione per farsi ecclesiastico , si ap- compiti studii era in grado da soste-
parecchiò per ricevere gli ordini sa- nere il Cardinalato, a tal dignità
gri, ed a' 3 giugno, terza festa di lo elevò a' 9 aprile dcH'aiiiio 1657,
Pentecoste, ricevette 1 ultimo ordine conferendogli il titolo presbiterale
dal vecchio Giambattista Scannaro- di s. Maria del Popolo, chiesa di
lo, vescovo di Sidonia, il quale da cui Alessandro VII fu grandemente
undici anni erasi ritirato in quella benenjerito , che fu già suo titolo
casa. Avea quel vescovo conferito Cardinalizio, e dove, come si disse,
l'idtimo ordine ad Alessandro VII la famiglia Chigi ha la magnifica
medesimo, ventidue anni prima in cappella gentilizia con diversi sepol-
quella stessa casa. Siccome il Papa crali depositi.
VOL. \u\. 6
s-i CHI CHI
Scnya dilungarci sul Cardinal Fla- e sempre rimprovereranno la con-
vio Ciiif^i, le cariclit: a lui conreiile, dotta di Luigi XIV col Vicario di
la iTjmtayione che si procacciò colle Cristo, fra' quali l'annalista Mura-
esemplari potranno leg-
sin- doli, si tori. /^. il Giielra, lìfMl. Pont. Const.
gere nella di lui hiogralia, che fa nel tomo I, pag. 062 ; e Du Fres-
seguito a (juesto articolo. Nella me- noy, Piiiìcipii della Storia, ec, t.

desima ])romo7.ione Alessandro VII VII, par. II, art. 75, pag, i4i-
creò Cardinale Antonio Biclii, sa- Arrivato d. Agostino all'età di
iiese,fratello uterino di Laura sua ventitre anni, molti per esso olFri-

madre, già uditore del Papa, men- rono al Pontclice di lui zio una
tre era nunzio di Colonia. All'ar- sposa. Gliela olfri il duca di Mo-
ticolo Avignone, nonché all'articolo dena in una sua figlia ; altrettanto
Alessandro VII, si tratta delle spia- fece il duca di Parma ; il Cardi-
cevoli emergenze accadute in Ro- nal Mazzarini potentissimo uìinistro
ma coli' ambasciatore di Francia di Francia, in una delle di lui ni-

Crecqui, per alcuni suoi famigliari, poti, col qual maritaggio oltre una
e pe' soldati corsi al servigio della ricca dote, ed importanti aderenze
santa Sede, a cagione d' un velaio, nella corte di Francia, avrebbe lo spo-
eh' erasi rifugiato nel palazzo del- so contratto parentela di primo gra-
l' ambasciatore. In quegli articoli si do di aOìnità co' principi d' Este , di

conoscerà la prudenza, e mansuetu- Savuja, e di Borbone. Ma la costante

dine di Alessandro ^ li ignaro ed


,
moderazione di Alessandro VII, che
estraneo a tali avvenimenti ; la in- era alieno da simili parentele, non
nocenza del Cardinal Chigi e del , volle acconsentirvi. Anche il conte-
suo genitore d. IMario ; e le esi- stabile Colonna gli offri la mano
genze di Luigi XIV che, abusando della figlia , con quelle condizioni
della forza, occupò Avignone e il , che fossero piaciute stabilire al Pa-
contado Venosino , ed esigette che pa, il quale adombrato dalla pre-
il Cardinale in qualità di legato si potenza esercitata in altri tempi dai
recasse a Parigi, per dichiarare che potenti Colonnesi, inclinava invece a
né il Papa, né i suoi parenti eb- d. IVIaria Virginia nipote di ]Mar-
bero veruna parte nell'accaduto; c'Antonio Borghese principe di Sul-
che d. IMario si ritirasse per un mona, che sembi-avagli di condizio-
tempo da Roma ; che il Cardinal ne eguale a d. Agostino suo nipote,
Imperiali, il quale era governatore come famiglia ch'era stata pur essa
quando succedettero le accennate dif- innalzala a maggior grandezza, per
ferenze, si recasse in Francia a giu- im recente Pontefice loro congiunto,
stificarsi ; che d. Agostino nel i itor- ed anch' esso oriondo sanese. I Bor-
no in Roma dell'ambasciatore gli di- ghesi vedendo d. Agostino ancora
chiai-asse il dispiacere dello zio Pa- nel grado di privato e non multo
pa pegli affronti ricevuti; e che la provveduto di beni di fortuna, an-
nazione de' corsi fosse inabile a pren- davano procrastinando il compimen-
dere servigio militare nello stato to del trattato, finché conclusero di
ecclesiastico, coli' obbligo di erigere celebrare il matiimonio appena tosse
una piramide, la cui iscrizione ri- dato a d. Agostino un léudo, e il

cordasse motivo della loro puni-


il titolo di barone.
zione. Tutti i saggi disapprovaiono, Non andò guari che il daca di
,

CHI CHI 83
Lntei-a, fi-atello del Cardinal Glio- ni l'annua rendita di mille e cin-
lamo Farnese, trovandosi in età se- quecento scudi, e la coadiutoria del
nile, e senza spei'anza di dare suc- gran priorato di Roma dell'Ordine
cessione al suo ramo, ed aggravato gerosolimitano, che avea iSicolò Bar-
coni' eia di debiti, mise in vendita berini pronipote di Urbano VIII.
il feudo di Farnese, che rendeva Questi essendosi fatto sacerdote del-
circa cinquemila scudi di annua l'oratorio dis. Filippo, era suben-
reudita non punto a veruu prin-
, trato a goderne le rendite il Cai*-
cipe soggetto. Quel castello avea dinal Antonio Barberini iuniore,che
pi^so il nome dalia famiglia Far- fu poi creato Cardinale.
nese de' duchi di Parma. Il Cardi- Dei benefici ecclesiastici, fondati
nal Chigi ne trattò e couchiuse da Alessandro VII in Siena sua
V acquisto per duecento settantaciu- patria, concedendone il juspatronalo
que mila scudi, ed Alessandro VII alla propria famiglia, se ne tratta
gli diede il titolo di principato. La all'articolo Siena. Dal fin qui detto
dote di d. Maria Virginia Borghesi non sembra che sì zelante e gran
fu ceiitoltanta mila scudi, quanti Pontefice meritasse le accuse date-
r avo della sposa ne avea ricevuti gli da alcuni la propen-
storici per
dall'ava, e quanti pure al Barberi- sione a' parenti,perchè daforse
ni nipote di Urbano Vili ne aveva Cardinale e nei primi mesi del suo
portati d. Anna Colonna. Alessan- pontificato, ch'ebbe termine a' 22
dro VII questa lieta circostanza
in maggio 1667, avea declamato con-
donò al nipote d. Agostino quindi- tro il nepotismo. Non è vero quan-
cimila scudi d'oro, ed il matrimo- to scrisse il ^Muratori, che al Cardi-
nio si fece nel fine di luglio dal nale Sforza Pallavicino, biografo di
Papa nella sua privata cappella Alessandro V li, cadesse la penna
colla sola assistenza del Cardinal dalle mani quando vide il Papa e-
Chigi, piìi propinquo dello sposo, e saltare, ed ingrandire il proprio san-
del Cardinal Orsini, fratello dell'ava gue, e che lasciasse l'impresa di scri-
della sposa. Oltre a ciò d. Agosti- verne la vita ad altri pii^i cortigiano
no ebbe il principato di Campa- di lui. Il eh. Novaes asserisce di
gnano, borgo della Co marca , e il aver visto nella biblioteca del Gesìi
ducato della Riccia ( Fedi), ove di Roma in tre volumi in foglio,
Alessandro VII eresse il palazzo e r originale manoscritto del Pallavi-
la collegiata. Quel principato fu cino sulla vita di Alessandro VII,
venduto dal principe di Albano Giu- colle postille in margine fatte col
lio Savelli, che si trovava molto in- lapis dallo stesso Pontefice. Cristo-
debitato, al Cardinal Chigi, unita- foro Palmieri, nobile sanese , nel
mente ai principi d. Mario , e d. 1679 pubblicò in Firenze la Fila
Agostino, verso l'aimo 1662, come di Alessandro VII. P. R. La vita
riporta il Riccy, Memorie della cit- di AlessandroVII del Cardinal
ici di yJlbano, pag. 243. Pallavicini fu ristampata in Prato
A Sigismondo Chigi, altro nipo- nel 1839, ma non giunge sino al-
te di Alessandro VII, come figlio la fine del pontificato di tal Papa,
del di lui Augusto e di fratello , perchè l'autore non potè o non ,

Francesca Piccolomini summentova- volle compirla. L'editore si è servito


ta, il Papa conferì con due pensio- di un codice della biblioteca Albani.
84 CHI CHI
nd sontuoso palazzo Cliigi cret- la dignità di maresciallo del Concia-
to in piazza Colonna ( rinomato \'e (ledi), vaaita allora per la mor-
anco per la galleria de' qnathi ) là te di Giulio Savelli, principe di Al-
ove prima era la chiesa di s. Paolo bano. Quindi nel 1740 Benedetto
decollato dei barnabiti, ed incomin- XIV nominò Agostino Chigi per
ciato da Alessandro VII, nonché coadiutore di Augusto, di cui era fi-

della biblioteca Chigiana, che ebbe glio, non che Eleonora Rospi-
di d.
pure origine da si dotto Pontefice, gliosi, ritenuto che Augusto godesse
sono a vedersi gli articoli Bidliote- della stessa onorifica carica sua vita
CA Chigiana, e Chiesa di s. Carlo durante. Morto poi questo ai 29 di-
a' Cati.\.\ki. cembre 1769, d. Sigismondo Chi-
Lungi dal tessere il catalogo de- gi di lui figlio, e di d. Giulia /al-

gli altri personaggi distinti, che fio- bani, e nato ai i5 marzo 1736, ot-
rirono in questa famiglia, ci limite- tenne da Clemente XIV ai 5 gen-
remo a darne i pochi cenni seguen- naio 1770 la conferma dello stes-
ti.Sigismondo Chigi [Fedi), sum- so cospicuo grado. Egli prese per
mentovato nipote di Alessandro VII moglie d. Flaminia Odescalchi dei
fu elevato alla porpora nel 1667 duchi di Bracciano, morta la qua-
da Clemente IX per restituzione le nel I 771, dopo avergli dato due

di cappello ; FIuk'Ìo Cliigi ( Fedi) figlie , cioè d. \ irginia maritata al


de' principi di Farnese, fu fatto nobile veneto Giimani, e d. EleO'»
Cardinale nel 1753 da Benedet- nora sposata al principe di Teano,
to XIV. I Chigi di Roma che non che un figlio per nome d. A-
derivano dai sunnominati Agostino gostino , eh' è il vivente principe,
Chigi, e da IMaria Virginia Bor- prese per seconda moglie d. IMa-
ghesi, sino al pontificato di Leo- ria Giovanna napoletana de' princi-
ne XII goderono il piincipato di pi Medici d' Ottajano, moria in Na-
Farnese, che alienarono alla Came- poli nel fine del 1791. Alla suddet-
ra apostolica, rimanendone il titolo ta d. Flaminia nella cappella gen-
al solo vivente ad onta
principe, tilizia de'Chigi alla chiesa di s. Ma-
che poi la camera vendesse Farne- ria del Popolo, fu eretto il moiui-
se al celebi'e maresciallo Bourmout. mento, di cui parlammo a quell'ar-
I Chigi tuttora sono duchi della ticolo. D. Agostino fu dato in succes-
Riccia, principi di Campagnano, ti- sore da Pio VI al di lui genitore
tolo che assume il primogenito, si- nel maresciallato, che esercitò in Ve-
gnori di Cesano, e di Castel Fusa- nezia per l'elezione di Pio VII nel
no, marchesi di IMagliano Pecora- conclave del i8oo, ed in Roma nei
reccio, e di Scrofano, duchi di For- tre conclavi j>er le elezioni di Leone
melle ec., e baroni della Olgiata. Xlf, di Pio Vili, e del regnante Gre-
Sono ascritti a diverse nobiltà, co- gorio XVI. Il principe d. Agostino tut-
me di Roma, di Venezia, e di Ge- tora vivente, che allo splendore della
nova; e Leopoldo I
l'imperatore nascita aggiunge quello molto piìi sli-
li dichiarò principi del sagro roma- mabile de' rari talenti, e di fino gu-
no impero. sto, e intelligenza nella letteratura e
Ad Augusto Chigi figlio di Ago- nella poesia, dal detto regnante Pon-
stino, ed a' suoi discendenti in per- tefice fu decorato della gran croce
petuo conferì Clemente XI nel 1712 di s. Gregorio Magno. Si congiunse
CHI CHI 85
in matrimonio a d. Amalia Carlotta della legione di onore dal re dei
Barberini, che mori nel iSSy, dalla fiali cesi.

quale ebbe i seguenti figli : 10. D. Giovanni, nato nel i8i3,


appartenente agli uffiziali dell'ar-
1. D. Alessandro, nato nel 179^, tiglieria pontificia.
morto nel 8 1 5, signore di gran-
1 I r. D. Giustina, nata nel 18 16,
di speranze pei suoi talenti, e per morta nel 18 18.
la sua pietà.
2. D. Sigismondo Chigi, principe di In Siena poi è rimasto un altro
Cainpagnano, fatto dal Papa re- ramo de' Cliisri, fatto dal marchese
gnante ispettore generale delle Bonaventura Chigi, figlio di Agne-
poste ponlitìcie, che sposatosi nel se, sorella del Cardinal Flavio Chi-
i82f) alla principessa d. Leopol- gi, quale chiamò Ansano Zonda-
il

dina Doria Pamphily,


nacquero dari, padre del detto Bonaventura,
da essi successivamente, nel i83i e marito di Agnese, a seguitare
d. Teresa; nel i832 d. IMariu; questo ramo, a cui diede la terra
nel d. Marianna che mori
1834 di s. Quirico, col bellissimo palaz-
nel 1835; nel i836 d. Maria; zo, avea fabbricato, col tito-
che vi

nel 1837 d. Angela; nel 1839 d. lo di marchesato, di cui l'ornò Co-


Carlo; e nel i84o d. Eleonora. simo HI gran duca di Toscana, e
3. D. Laura, nata nel 1800, marita- la deliziosa villa di Cetinale, che lo
ta al marchese Taccoli di Mo- stesso Cardinale aveva acci'esciuta
dena. di molte fabbriche, e comodità e ,

4. D. Maria Flaminia, nata nel i8or, dove fu visitato, nel 1691, dal det-
maritata al cav. Covoni di Fi- to sovrano. Possiede ancora la signo-
renze. ria di Luriano, di Leonina, ed
5. D. Giulia, nata nel i8o4, spo- altre.

sata prima al conte Lavaggi, poi Un altro ramo ci è di Chigi-Zon-


al marchese Filippo Patrizi. dadari, fatto nel decimo secolo da
6. D. Francesco, nato nel i8o5, un secondogenito desuddelti marche-
guardia nobile di sua Santità. si Chigi col patrimonio de' due fra-

7. D. Costanza, nata nel 1807, ma- telli Zondadari, imo Cardinale, l'al-

ritata al coxite Lovateili di P».a- tro arcivescovo di Siena, i quali coi


Tenna. loro beni divisero questo ramo per
8. D. Augusto, fatto dal regnante conservare il nome di Zondadari, che
Pontefice cameriere segreto so- si era estinto coli' adozione summen-
prannumerario, e canonico di s. tovata de' Chigi, e pel matrimonio
Pietro in Vaticano, morto nel di d. Agnese Chigi con Ansano Zon-
1837, d'anni ventinove, encomia- dadari.
to per pietà e belle doti. Della famiglia Chigi inoltre vi era
9. D. Flavio, nato nel 1810, guar- in Pioma un altro ramo intitolato

dia nobile del Papa regnante, dal Chigi Montoro . Da IMariano Chigi,
quale nel 1841 fu inviato col ber- che celebrammo di sopra, fiorito nel

rettino rosso al Cardinal de Do- XV Margherita Bal-


secolo, sposato a
nald arcivescovo di Lione, colla dij nacquero tra gli altri: -" il pu- i

notizia della sua esaltazione al re mentovato Sigismondo Chigi, che


Cardinalato, e quindi fu decorato prese per moglie Sulpizia Petrucci, e
,

86 CHI CHI
fece il ramo de' Chigi , di cui era il marchese Filippo Patrizi ressilli-
Alessandro VII, del quale Sigismon- fero di s. Chiesa, ammogliato ora a
do fu bisavolo 2." Francesco Chi-
: d. (Viulia Chigi, e il p. Francesco

gi, che si congiunse in matrimonio Saverio Patrizi della compagnia di


con Battista figlia ereditaria della Gesìi. Nel 171.5 Clemente XI creò
famiglia Gatteschi di Viterbo, e for- Cardinale Giovanni Patrizi [^J^edi),
mò il ramo de' Chigi Montorio in di questa medesima famiglia.
Pioma. Da questo Francesco nacque Dell' illustre prosapia Chigi mol-
Bernardino, che sposò Laura de Pla- ti scrittori pubblicarono i pregi , e
nis, e da quel matrimonio nacque le geste, e diversi ne cita il Can-
Francesco, il quale, avendo sposata cellieri ne' suoi Posxf'.s.ii^ a p. 258, e
Lucrezia Poggi, ebbe tra gli altri 259. Abbiamo pure un opuscolo
figli Lorenzo, che prese per moglie, intitolato, Chisiae gcntis Inudihus
nel i63r», Dianore, erede del mar- illustrata, ac Roinae proposita, Ro-
chesato di Montorio. Da questi nac- mae typ. Corbelletti 16)8; e Giu-
que Lorenzo , il quale sposato a seppe Buonafede / Chigi Augìi- ,

Laura figlia del principe Scipione sti Istoria, in Venezia per Fran-
,

Lancellotti, ebbe Luigi, che ammo- cesco Valvasense 1660; nonché De


gliato a Drusilla, figlia del princi- Chasol, Genealogies. Histor. Paris,
pe Santacroce, moita nel 174^5 fra tom. IV, dans le t. II des Famil-
gli altri figli lasciò Giovanni ultimo les Papah's.
marchese Chigi Montoro perocché ,
CHIGI Fabio, Cardinale. V. A-
sposando egli, nel 1726, la rispetta- LESSA3VDRO VII.
bile dama Maria Virginia Patrizi CHIGI Flavio, Cardinale. Flavio
vmica figlia di questa nobilissima Chigi nacque in Siena , ed era ni-
famiglia, originaria da Siena, che pote del Pontefice Alessandro VII.
Urbano Vili dichiai'ò marchesi di Accompagnò lo zio, quando col ca-
Baldacchino, dovette lasciare il no- rattere di legato in A- si condusse
me di Chigi Montorio per prende- lemagna per conchiudere la pace;
re quello di Patrizi ,al quale per pure innanzi al termine della lega-
questo matrimonio venne adottato. zione lo zio medesimo il fece ripa-
Non restò di lui che una sola figlia, triare. In quella circostanza si die-
d. Porzia Patrizi, dama romana delle de egli di proposito alle scienze fi-

pili mirabili, pie, ed egregie qualità, losofiche e legali. Salito al trono


la quale impalmata al marchese Alessandro VII, venne, non prima
Francesco Nai-o, vessillifero di santa del terzo anno del suo pontificato,
Chiesa, gli diede, come era avve- creato da lui prete Cardinale del
nuto col suddetto Giovanni, il co- titolo di s. IMaria del Popolo, e fat-
gnome de"" Patrizi, per 1' adozione to presidente della città di Fermo,
di esso fatto in questa famiglia. 11 governatore di Tivoli, legato d'Avi-
fratellodi Francesco fu il Cardina- gnone, prefetto della segnatura di
le Benedetto Naro, ed il loro figlio giustizia, e delle congregazioni dei
chiamato pure Giovanni divenne se- confini e del concilio, arciprete del-
natore di Roma, e da d. Cunegon- la basilica lateranense, mentre che
da sua moglie, della real casa di nel 1659 il fece bibliotecario della
Sassonia, ebbe i viventi Cardinal Vaticana, e pi'otetlore de' Minimi,
Costantino Patrizi vicario di Roma, de' monaci Silveslrini e Valloiiibro-
,

CHI cni 87
sani, e, secondo altri, eziandio dei 20 XI, di Alessandro Vili, e d'In-
Minori conventuali, con amplissima nocenzo XII. Ebbe sepoltui'a nella
autorità in tutto lo stato ecclesia- chiesa di s. Maria del popolo nella
stico. Somma capacità e rettitudine sua cappella gentilizia, vuìa delle più
mostrò egli in tutti questi impieghi, sontuose di Roma,
né tradì mai la gravità del decoro, CHIGI Sigismondo, Cardinale. Si-
comunque sempre accoppiasse nei gismondo Chigi fu nipote di Ales-
suoimodi il fiore della galanteria. sandro VII, ed ascritto sin da gio-
Per acquetare le discordie insorte vanetto tra i cavalieri di Malta, ot-
in Roma nell'occasione della gara tenne dallo zio Pontefice il prioi-a-
tra le milizie urbane e la famiglia to di Roma ed alcuni altri' eccle-
del duca di Crecquy, ambasciatore siastici beneficii. Alessandro VII
di Francia , fu il Cardinale Flavio nelle ore di ricreazione, soleva chia-
Chigi spedito legato a Intere al re marlo a sé, ed interrogarlo sui pro-
cristiani^imo. E si bella fu la ora- fìtti da lui fatti sì nella pietà che
zione sua e sì persuasiva, che a nelle lettere. Che se non potè indur-
poco a poco calmossi l'esacerbato si a crearlo Cardinale bene il fece ,

monarca, e s'indusse facilmente alla Clemente IX nel 1667, dandogli la


pace, senza che la voluta soddisfa- diaconia di s. Maria in Domnica. Cle-
zione offendesse punto il pontificio mente X, alla cui esaltazione avea
decoro. Liberale co' poveri, dispen- contribuito il suo sulTragio , desti-
sava egli ogni mese da mille scudi, noUo alla legazione di Ferrara, ed
oltre promuovere che faceva le
il in età di ventiquattro anni Io ascris-
arti Dimise il primo
e le lettere. se a parecchie congregazioni di Ro-
titolo, ed ottenne da Innocenzo XI, ma, tra le quali a quelle del con-
nel 1686, il vescovato di Albano, cilio, de' riti, ed altre. Sommo ap-
dove neir anno seguente celebrò il plauso riscosse nel suo governo di
sinodo, che pur diede alla pubbli- Ferrara, dopo di che si restituì a
ca luce. Provvide inoltre quella chie- Roma, dove prestato il suo volo per
sa di sacre suppellettili, e fecevi edi- I elezione d' Innocenzo XI, morì nel-
una nuova sagrestia. Sotto
ficare il la robusta età di ventinove anni,
medesimo Innocenzo XI passò al dopo dieci di Cardinalato. Ebbe se-
vescovato di J^orto, ed ivi ampliò poltura nella chiesa di s. Maria del
la cattedrale e la provvide di ec- Popolo nella tomba gentilizia, senza
clesiastici arredi. Fece dono alla san- alcuna funebre memoria.
ta casa di Loreto della preziosa CHIGI Flavio, Cardinale. Flavio
croce tempestata di diamanti del Chigi nacque in Roma, e dopo es-

valsente di ventimila scudi, regala- sersi applicato agli studi, fu ammes-


tagli da Luigi XIV nel tempo della so tra i protonotari apostolici, e fu
sua legazione di Parigi. Comparti deputato da Clemente XII a rice-
immensi beneficii alla basilica Late- vere ai confini dello stalo ecclesia-
ranense, di cui nel giubileo dell'an- stico Amalia, figlia di Augusto III
no 1675 aprì e chiuse la porta re di Polonia , che conducevasi a
santa. La sua morte avvenne nel Napoli per unirsi in matrimonio con
i6f)8 nell'età di sessantatie anni. Carlo di Borbone re delle due Sicilie.
Trovossi presente ai conclavi dei In quella circostanza fu eletto presi-
due Clementi IX e X, d'Iunocen- dente, e poco dopo da Benedetto XIV
,

88 CHI CHI
fu fatto chierico, e poi nel 17') 3, Napoli mandava ogni anjio al Pa-
«liacoiio Cardinale di s. Animilo, pre- pa, in soddisfazione del censo o tri-

lòtto della congregazione de' rili, e buto per l'investitura del regno, la
protettore dei Minori conventuali, e quale solennemente presentavasi da
dei canonici regolari del Salvatore. un ambasciatore nella basilica Va-
Decorato della porpora Cardinali- ticana, nella vigilia della festa dei
zia, mantenne un tenore di vita cosi ss. Pietro e Paolo. Di tal censo, e
umile, religioso e liberale, che ama- funzione, della sua origine e termi-
re lagrime cagionò generalmente la ne, intendiamo trattare in questo
sua morte accaduta in Roma nel articolo, coU'autorità del Cardinal
1771 nell'età sua di cinquantanove Stefano Borgia Breve istoria del
,

anni, e diciotto di Cardinalato. Fu dominio temporale della Sede Apo-


sepolto nella chiesa di s. Maria del stolica nelle due Sicilie, Roma 1788-
Popolo nella tomba della nobile sua 1789; Difesa del dominio tempora-
famiglia, senza l'onore dimemorie. le della Sede Apostolica nelle due
CHILI. Contrada lunga e stretta Sicilie, in n'sposta alle scritture pub-
dell'America meridionale. V. Ame- blicate in contrario, 1791. Roma
rica. Questo autore ed eruditis-
illustre,
CHILIANO (s.) vescovo. Era da simo, ecco come a pag. 201 della
prima monaco in Irlanda. Poscia si Breve istoria, definisce la Chinea in
recò a Roma unitamente al prete Co- discorso equuni album decenter or-
;

lomano, ed al diacono Totuano nel natum. » Questo cavallo nella for-


686, e ricevuto il grado episcopa- « mola usata in oggi nella presenta-
le dal Pontefice, fu incaricato coi » zione del censo, chiamasi Chinea,
compagni della predicazione del van- « e vuole per questa voce indicarsi
gelo ai Germani, che abitavano la »5 un cavallo bello, e di andar soa-
Franconia. Vi convertì molta gente » ve, detto dai latini ccpius grada-
ed il duca Gosberto medesimo ri- » rius. I cavalli d' Asturia asturco-
cevette il battesimo , e perchè rap- » nes, dagli scrittori italiani appel-
presentò a questo, che il matri- M lansi gianetli , e chinee. Anche
monio colla cognata Geilana era con» M r ubino è il medesimo che cìnnea.
trarlo alle leggi della Chiesa , si M Quindi è invalso che la funzione
tirò l'odio della iniqua donna per M del censo dicasi volgarmente pre-
modo, che nella assenza del duca fi sentazione della Cliinea '.

per comando di lei fu assassinato Il tributo, o censo, che i sovrani


insieme ai compagni nell'anno 688. di Napoli dovevano pel regno delle
CHILI ASTRI. Eretici. F. Mil- due Sicilie, si presentava al sovra-
LEJfARI. no Pontefice, ed alla santa Sede per
GHINEA o GHINEA. Cavallo am- la festività dei principi degli apo-
biante, a.siitrco. Questo nome secondo stoli, e tale atto doveva farsi non
il Dizionario della lingua italiana già privatamente, ma colle solenni-
si applicò in vari tempi a diversi tà consuete, che dimostrassero al pub-
cavaUi, e si disse talvolta chinea un blico r omaggio dell' inclito vassal-
cavallo bianco, o un cavallo lear- lo, come Clemente V
chiamò il re
do; ed ancora si appellò chinea Carlo II lo Zoppo. Questa solenni-
una mula bianca, vecchia, e man- tàda più secoli prescritta consiste-
sueta, massime quella che il re di va precipuamente nella splendida
CHI CHI 89
com[xirsa del censo in pubblica ca- pel l'came ,
purché in luogo di
valcata. Tale antico ed espresso pat- censo facesse prestare al Pontefice
to d' investitura richiedeva, che il ogtii anno nella vigilia della festa di
novello re di Napoli dovesse pren- s. Pietro, l'omaggio della Chinea,
dala in persona del sommo Pon- in ricognizione della sovranità pon-
tefice, e che il medesimo re fosse tificiaj e difendesse le spiagge dello
obbligato rinnovare personalmente il stato ecclesiastico dai corsari, e soc-
suo omaggio, e giuramento ad ogni corresse il Papa nei bisogni colle
nuovo Papa, in arbitrio del quale Anzi abbiamo dal
milizie necessarie.
però rimaneva, o di chiamare il le Novaes, nella vita di Sisto IV, che
a compiere questo rispettoso uffizio, nel 147^ incominciò l'uso di pre-
ovvero di mandare altri in sua ve- sentare la chinea in luogo di tri-
ce a riceverne l'omaggio, ed il giu- buto nella vigilia della festa di s.
,

ramento. Fino dal decimo


secolo Pietro, in ricognizione della sovra-
primo ciò incominciossi dai duchi nità pontificia sopra regno di Na-
il

e principi investiti dai Pontefici poli , cui poi fu aggiunto nuo-


delle terre delle Sicilie, come al- vamente il censo. Racconta il Bur-
to dominio della Chiesa Promana ;
cardo, Conclavi, pag. i3o, che ai

ma poscia che furono innalzate 29 giugno i5o4, il sabbato dedi-


/dal sovi-ano Pontefice in reame, lo cato ss. Pietro e Pao-
ai gloriosi

stesso fecero i primi re , finche lo , dopo


messa papale , furo-
la
Clemente IV ne prescrisse stabil- no presentate a Giulio II due chi-
mente le regole nella investitura, nee coi fornimenti e gualdrappe
che diede nell'anno 1265 a Carlo bellissime: una la presentò il ve-
I d'Angiò, fratello di s. Luigi IX scovo Rodonense ambasciatore del
le di Francia, riserbando Beneven- re d. Francia in nome di sua mae-
to per la romana Chiesa. In quc.Nto stà cristianissima pel censo del re-
solenne atto Clemente IV parlò an- gno di Napoli ; ed il Papa rispo-
che dell' obbligo del re di far pre- se : Acceptamus, senza nostro od al-
sentare il censo delle ottomila on- trui pregiudizio.
cic d'oro in ogni anno, che il Pla- Giulio II nella investitura data
tina e Nauclero computarono per
il a Ferdinando il Cattolico, la quale
quarantamila scudi d'oro, e del ca- ha servito di norma alle posteriori,
vallo bianco in ogni triennio alla confermò le condizioni ordinate da
sagra persona del Romano Pontefi- Clemente IV, massime suU' accesso
ce , uhìcumque Romanus Pontìfcx personale del re a ricevere l' inve-
fucrit. stitura ed a rinnovare l'omaggio
,

Dalla vita di Paolo li abbia- ad ogni nuovo Papa: -> lidem vero
mo, ch'egli nell'anno i470 rifiutò la 5) haeredes ( di Ferdinando il Cal-
chinea , ed il falcone, mandatogli si tolico ), et successores, si Roraa-
dal re Ferdinando pel regno di Na- » nus Pontifex in Italia fuerit, in-
poli, e che domandò invece sessan- » fra sex menses,si vero extra Ita-

tamila scudi. Ma il suo successore -•} liam esset, infra annum, postquam
Sisto IV 1472 esentò
nel il detto .-j dicti regni dominium adepti fue-
re Ferdinando d' Aragona re di Na- » rint, teneantur et singulis succes-
poli , durante la sua vita , dal tri- ;> soribus nostris, ac eidem Roma-
buto dovuto alla Chiesa romana •j nae Ecclesiae rcnovabuut tam
,,

90 CHI CHI
» ipsum liginrn, et homagium, qnam lio II, che il re facesse presentare
« cHiiiii liujiisinodi jiiiami-nliini. In ogni anno al romano Pontefice nella
» oplionc aiilcm, ot bfii('|)lacilo crit festa de' ss. Apostoli Pietro e Paolo
» Romani Pontilicis, soii pracdictae itnian pahtfrcnum allmm et piil-

» Ecclcsiac Ferdinandum rcgem, et chrnni, et bonum, ci decenter orna-


M hacredes et successorcs siios prae- tnm, in ricognizione del vero do-
M dictos vocai-c ad praestandiun pcr- minio della santa romana Chiesa
» sonalitcr jiuamcntum lidclitatis, et delle terre investite.
» ligiiun, et homagium liiijusmodi, Leone X minorò poi nel i52i
» diiinmodo ad hoc iMis lutiim lo- in favore di Carlo V, il censo, ri-
» ciitn statuat, et assignet, vel Car- ducendolo dalle ottomila oncie d'o-
»> dinalem i])siusEccle.siae aut alium, ro di camera in ogni anno, ed in
sj qui vice Romani Pontifìcis jura- ogni anno prescrisse la presentazio-
» mcnliim juxta eamdem formam, ne del bianco palafreno, già costu-
j» et homagium ac ligiiim hujusiuO' mato sotto Ferdinando U Cattolico.
M di recipiat, destinare ". Che questo atto di omaggio, anche
Riguardo poi alla presentazione prima del i5io, si facesse alla sa-
del censo , non variò Giulio II le gra persona del Papa , e con di-
disposizioni di Clemente IV , cioè stinta pompa, ricavasi eziandio dai
che il censo si dovesse dare » in Diarj del rinomato Burcardo il ,

» dicto festo beatorum Pelri et quale fa menzione de' regi amba-


« Pauli, uhicumque romanus Pon- sciatori, allorché Ludovico XII re
« tifex fuerit , ipsi romano Ponti- di Francia, e Ferdinando il Catto-
» fìci, et Romanae La
Ecclesiae ". lico per le rispettive investiture,
osservabile circostanza di essere il Ogni anno pagavano il censo.
re tenuto di far presentare il Quanto poi fosse solenne lo sfog-
censo alla stessa persona del Som- gio della pubblica cavalcata per la
mo l'onteficc, esigeva che la cosa presentazione del censo e palafreno,
si adempisse con quelle formalità ,
ben lo dimostra avvenne ciò che
che corrispondessero alla dignità di sotto Gregorio XIV
i^gi , di nel
così grandi personaggi. 11 censo im- che dilTusamente tratta il Borgia con
posto da Giulio II al re Ferdinando analoghi documenti. Fra questi ve
fu di ottomila oncie d'oro ad pon- ne sono sulla presentazione della
diis ipsiiLs ivgin , in ogni anno, e chinea fatta al Papa, benché questi
di un palafreno liianco, bello, e non si fosse recato a celebrare le
buono in ogni triennio. Ma da que- funzioni per la festa de' ss. Apo-
sto censo lo slesso Giulio II, ncl- stoli nella basilica vaticana. Questo
fanno medesimo i^^io, con bolla dei magnifico apparato reputavasi tanto
17 agosto, liberò Ferdinando, condo- unito al censo , che tutte le volte
nandogli ancbe il pagamento del- in cui per necessarie e gravissime
l'investitura, in grazia della parti- ragioni fosse ommesso o differito
colare sua divozione ed attaccamen- veniva nei brevi apostolici chiara-
to alla santa Sede, e delle dispen- mente espresso che la ommissione ,

diose gucire sostenute per cacciar non pregiudicasse al consueto, come


via dalla Spagna
mori maometta- i rilevasi dal breve di Alessandro VII
ni con tanto onore, e vantaggio
, del 56)7, e che la dilazione si
del nome cristiano. Volle però Giu- concedeva con questa speciale legge
CHI CHI 9,
e condizioi^e , che la presentazione se ilDu-Mont nel , Cérénìonial di-
si dovesse fare, nel termine proro- ploììialique, num. 1, pag. i ja, Am-
gato, al sommo Pontefice colla or- slerilam 1739. Con questo celebre
dinaria solennità ; il che dichiarò fatto restò pubblicamente contestata,
Innocenzo XI nel i683. Il nomi- ancora per confessione del medesi-
nato Alessandro VII emanò tal bre- mo re Carlo li, la giusta e ragio-
ve, perchè Roma in quell'anno es- nevole richiesta de' pontificii mini-
sendo ti'avagliata da micidiale pe- stri,che un atto sì solenne, ed im-
stilenza, la festa di s. Pietro fu ce- portante fosse con tutta la conve-
lebrata senza le consuete liete di- nevole e necessaria pompa celebra-
mostrazioni di fuochi artifiziali, spari to dinanzi la sagra persona del Pa-
di artiglierie, ed illuminazioni, e la pa , a piacimento ed aibitrio
cui
chinea fu perciò presentata privata- dovesse luogo e tempo determi-
il

mente. narsi. Fu inoltre Carlo II sì reli-


Accadde nel pontificato del men- gioso ed esatto, che dovendo paga-
zionato Innocenzo XI che, troTandosi re il censo nella festività degli Apo-
infermo nel 1686, e non potendo nel stoli 1691, e vacando allora la
nel
luogo consueto ricevere il censo, de- santa Sede ,
per la seguita morte
terminò che dall'ambasciatore di Car- di Alessandro Vili, si esibì pronto
lo li re di Spagna si presentasse nel- di farlo presentare al sagro Colle-
la sala del concistoro, supplendo la gio de' Cardinali, anche con riser-
presenza del sagro Collegio a quella bare il palafreno, o chinea, per of-
del Papa. Ma avendo il conte Bor- frirloal nuovo Pontefice. Piacque

romeo ambasciatore ricusato di fa- ai Cardinah la buona volontà del


re questo atto, se non in cappella, re; ma saggiamente preferirono di
ovvero al letto del Pontefice , loc- rimettere il censo e chinea al futu-

chè gli era stato negato, si appigliò ro Papa. IVel medesimo anno fu
al partito di far presentare il cen- creato Innocenzo Xll, il quale nel
so privatamente al Cardinal camer- dì primo di novembre ricevette nel
lengo di santa Chiesa, ed ai mini- palazzo Quirinale l'omaggio del i-e

stri camerali nella sala dove dagli , per le mani del principe Barberini,
altri feudatari, non obbligati ad una che con legia magnificenza sosten-
splendida forma si ricevono , tri- i ne il carattere di ambasciatore straor-
buti. Di fatti andarono i ministri del- dinario del re cattolico , come sor
l'ambasciatore per presentarlo ; ma vrano delle Sicilie. IVIa delle pre-
dai camerali non si volle ricevere sentazioni della chinea fatte nei pa-
un censo dovuto alla stessa persona lazzi Quirinale e Vaticano, e nella
del Papa. L'ambasciatore ne portò chiesa di s. Maria del Popolo agli
doglianze al proprio sovrano ; ma 8 settembre dopo la cappella par
questi con più equo consiglio , or- pale, e di quelle fatte da un Car-
dinò che si pagasse il censo quando dinale, si può vedere il volume IX
e dove voleva sua Santità. Ed è del Dizionario, alle pag. 77, 86 e
perciò, che quindi venne presentato 87.
a' 28 agosto dello slesso anno 1686 Neil anno 1 700, cessando di vi-
ad Innocenzo XI al Quirinale e , vere Carlo Uj in Europa, e mas-
l'ambasciatore Borromeo compì alla sime in Italia, si accese aspra guer-
solennità della funzione, che descris- ra per la successione alla possente
9^ CHI CHI
ih1 estesa inonai-chia di Spagna, alla come scrive il Guairiacci, f^it. Pon-
(pialo ])i-ete)i(lcvaiio Luij^i ^IV re tif. toin. II, pag. 7 e 371. Due
iti l'-iaiicia, e Loo]jo!(1(j I ii)i})cra- giorni prima della detta presenta-
tore. Ma avendo il primo accettala zione del censo, avea Clemente XI,
la disposizione testamenlaria del de- con suo chirografo de' 2G giugno,
lonto, dichiarò re delle Spagne Fi- dichiarato alle parli contendenti non
lippo duca d'Augiò, secondogenito pregiudicarsi la non efrettuata pre-

del suo tiglio Delfino di Francia, il sentazic^ne di censo, e che rimanes-

f|Liale prese il nome di Filippo V. Aspi- sero salve ed illese egualmente le

rò questi anco alla sovranità delle ragioni della santa Sede. In questo
due Sicilie, e eolle armi se ne rese chirogratò, cui Clemente XI ripetè
padrone. A giustificarne il possesso, ne' seguenti aiìiii , si fìi particolar
si rivolse a Clemente XI per otte- menzione della solenne pompa e
nerne r investitura. Fu allora, che cavalcata, che doveva accompagnare
nacque viva gara tra le corti ili Ma- la presentazione del censo e chinea
drid, e di Vienna, pretendenti alle per le due Sicilie.
Sicilie. Da ambe le parti si doman- E ben a ragione Innocenzo XIII,
dava l'investitura con preghiere, e neir investitura , che poi diede nel
larghe promesse al Papa. Entram- 172?. a Carlo VI d'Austria, par-
be le corti offrirono il censo prima lò delle consuete solennità nella pre-
di averla riportata, e quella di Ma- sentazione del censo, non già c(»me
drid lo fece eziandio iniprovvisa- di un atto semplice tàcoltativo, ma
niente presentare al tribunale della come di un atto famulativo ad un
camera Apostolica nella vigilia della titolo positivo e sul quale, dopo
5

lesti vita di s. Pietro nel 1701 ; ma così lungo corso d'anni, oltre la cen-
non ammesso, anzi venne tòr-
Tu tenaria, s'era acquistato ogni buon
uialmente rigettato. Era fermo il diritto, e quindi obbligò l" investito
Papa nella prudente massima di con- Carlo VI a giurargliene l' osservan-
servarsi strettamente neutrale, qual za, con queste parole: " Perpeluis
si conviene padre comune de' fe-
al » futuris temporibus singulis annis
deli, per cui sempre ricusò conce- » ipse Carolus rex, ejusque haere-
dere ai pretendenti la tanto bra- :> des et successores, alii([ue vocali
mata investitura, come può vedersi » praedictum censum nobis, et suc-

nel lib. V dell' Istoria delle guerre » cessoribus nostris cuin solitis solc-
avi'enute in Europa per la succes- » mnitatibus integre persolvere o-
sione della nionarchiaspagnuola.ee., « innino debeant ". Non fu però
del marchese Ottieri. Nel tomo I di questo un nuovo obbligo imposto
questa istoria si legge un singolare al re; ma una giusta cautela, per-
stratagemma, con cui gli spagnuoli chè si osservasse quel jus , eh' era

presentarono di nascosto in tale oc- già con tanti atti solennemente pre-
casione il suddetto tributo nel pa- scritto,e che ultroneamente fu pro-
lazzo vaticano, e come lo rifiutò messo pochi anni dopo dal re di
Clemente XI, donde prese occasio- Spagna Filippo V, quando divenu-
ne il tedesco Vesterno per battere to sovrano delle Sicilie, co' termini
una medaglia con questa leggenda, seguenti, in idioma spagnuolo: •> Y
allusiva alla chinea: equo ne credi- » de la nnsnia , sue r te se afre te
te TEUCRI j AUFUGIAT PRO HAC VICE ,
:> proinpto a presentar la Acanea
,

CHI CHI 93
» en la forma, y solcmnulad rtco- e sugli anteriori tributi ed investi-
}t stuinhrada ". E di falli la conse- ture concesse dai Papi ai sovrani
gui iiell'aiino lySS, e nella lìolla diversi, che dominarono sulle Sici-
speditagli da Clemente XII, fece lie, per la sovranità avuta dalla
ripetere anche la clausola delle usa- santa Sede su quel reame sino dal
te formalità, e solennità nella pre- secolo ottavo, e sulla condotta di
sentazione del censo, colle stesse Pio VI in sostenere le ragioni della
espressioni della bolla d'Innocenzo Chiesa Romana, si cousuiti l'artico-
XIII, per Carlo VI d'Austria. lo SlCItlA.
Tali condizioni sulle ordinarie so- Tuttavolta aggiungeremo qui qual-
lennità della presentazione della Chi- che nozione più interessante sull'argo-
nea, furono ripetute da Clemente mento. Nel 1777 nel presentare il
XIII, nella investitura, che diede contestabile Colonna la chinea, cam-
delle Sicilie nel 1760 al re Ferdi- biò la formula all' improvviso , di-

nando IV, e volle che il censo si cendo che la presentava in attesta-


pagasse con le condizioni, modi, e to di divozione del suo sovrano
forme prescritte dai Papi suoi pre- verso i ss. apostoli Pietro e Paolo.
decessori massime da Innocenzo
, Ad onta che inaspettatamente si u-
XIII, e Clemente XII ; e nella for- disse da Pio VI la nuova formula,
inola di giuramento, che a nome del con prontezza rispose: Noi accettia-
re prestò Cardinal Domenico Or-
il mo questa Chinea in segno di vas-
sini, e che poi fu ratificato da Fer- sallaggio, per li due regni di qua
dinando IV, distintamente fu richia- e di là dal Faro. Ciò non pertan-
mata la bolla di Clemente XII. to, per interposizione di Carlo III
Nel pontificato di Pio VI, nel re di Spagna, ne' successivi anni il

177G, insorsero alcune dispute di contestabile Colonna continuò a pre-


precedenza, nel giorno della presen- sentax-e in nome di Ferdinando IV
tazione della chinea , fra i gentiluo- la chinea a Pio VI coli' antica for-
mini del governatore di Roma, del mula. Ma nel 1788,11 governo del
ministro di iSpagna, e del contesta- re prese la risoluzione di non far

bile Colonna ambasciatore straordi- più presentare la chinea, per cui


nario del re Ferdinando IV, onde Pio VI, dopo aver celebratola mes-
presentare al Papa il censo. Il mi- sa pontificale nella basilica vaticana
nistero napoletano fece sapere alia per la festa de' ss. Pietro, e Paolo,
corte di lloma, che per evitare in pi'onunziò in pubblico al sagro Col-
seguito altri simili disordini , il re legio un'allocuzione per la non of-
aveva risoluto di non far più cele- ferta chinea dopo la quale sullo
,

brare la solenne cerimonia delia stesso proposito monsignor fiscale


pubblica presentazione , ma invece della Camera apostolica emise una
di far passare privatamente alla ca- lobusta protesta. Da questa el)l)o

mera ajiostolica la solita somma di origine la che ogni anno


protesta,
sette mila ducali d'oro, a titolo di nel detto pontificale Pio VI fece in
di vota offerta ai ss. Apostoli Pietro lutto il suo pontificato, dopo aver
e Paolo. JMa sulla sottrazione del- accettata quella del mentovato pre-
l'annuo tributo sino dal i196 con- lato fiscale^ e che pur proseguirono
venuto tra Celestino 111, ed Enrico i di lui successori, sino al presente.
VI figlio dell'imperatore Federico I, /'. il volume IX, p. 81, e 82 di
,

94 CHI CHI
(jiieslo Dizionario, in un alle for- alcuni, ilFerdinando de TolTes
i^av.

mule della protesta e dell' aeccltu- presentò la chinea a Pio IV in no-


zioiic. Ivi, e specialrneiite uelle an- me di I''ilippo li re di Spagna, e
teriori pagine 76 e 77, si descrive quindi nel proprio palazzo in piazza
il modo come seguiva la presenta- IN'avona, che poi divenne proprietà
zione della cliinea , nella vigilia di dei Laneellotli , ne' riquadri della
s. dopo il vespero pontifica-
l'ietro sala, fece di[>ingere la magnifica
le, cioè che quando il Papa era pompa con cui eseguì 1' incarico.
arrivato Ira i due pili dell' accpia Nel 1687 Carlo li destinò a pre-
santa, la cliinea appositamente am- sentare la chinea a Innocenzo XI^
maestrata s' inginocchiava, e dentro colla solita qualifica di ambasciato-
nn vaso d'argento sostenuto dalla re, il duca Federico Sforza Cesari-
sella, presentava il trihuto di sette ni, ed egli adempì quella funzione
mila ducati d'oro, nell' atto che eolla maggiore sontuosità. Neli734>
l'ambasciatore pronunziava quella Clemente XII ricevette la presenta-
formula, che insieme alla risposta zione della chinea dal principe San-
del Papa pure riportammo.
ivi tacroce. Però nello stesso decorso se-
La detta Ghinea, magnificamen- colo, e parlicolarincnte verso la melàj
te bardata, spettava dopo la fun- il conteslabile Colonna fu l'auìbascia-
zione al Cavalltrizzo maggiore del tore straordinario del re di Napoli,
Papa {^Vecii); ma poi si conven- per la presentazione della chinea al
ne tra il cavallerizzo e l'ambascia- sommo Pontefice. Siccome nell'an-
tore, che questi pagherebbe a quel- data alla basilica vaticana colla chi-
lo in compenso della chinea e del- nea l'ambasciatore riceveva il salu-
la bardatura scudi trecento per to dal Castel s. Angelo, con alcune
ogni volta. Piiguardo al cerimonia- salve di artiglieria , e nel passare
le, e come seguiva la cavalcata del- per la piazza di s. Pietro, dal can-
l'ambasciatore straordinario, si de- none e mortari della guardia sviz-
sciive al volume X del Dizionario zera, così tornato al suo palazzo ,

alle pagine 3ii e 3 12. Solo qui aveano luogo sontuosi rinfreschi
aggiungeremo, che l'ambasciatore del suoni, cantate, illuminazioni, fuochi
Carpio, destinato a presentare la con macchine allegoriche,
artifiziali
chinea ad Innocenzo XI, voleva ed altre solenni e pubbliche dimo-
portarsi in sedia nella cavalcata ; strazioni di gioia. Le descrizioni di
ma il Papa gli fece sapere che non tali feste si leggono ne' Diari di Ro-
gli avrebbe mandato le consuete ma, e il Cancellieri nel suo Merca-
guardie, per cui si adattò di caval- lo ec, a pag. i8c), tesse un catalo-
care, come era il costume. go dei numeri de' detti Diari, che
Non sempre il contestabile Colon- ne parlano.
na fu quegli che fece le funzioni di liitornando alla sospesa presenta-
ambasciatole straordinario per pre- zione della chinea , nel medesimo
sentare la cliinea, dacché piuttosto, anno 1788 il cav. Ricciardelli , in-
dopo il i68o, sembra che s'incomin- caricato di affari del re di Napoli,
ciasseda un individuo di tal' illustre ebbe ordine dalla sua corte di por-
famiglia a fare sì onorevole uffizio, tare al Cardinal Boncompagni se-
per parte dei re di Spagna, e dei gretario di stato, settemila ducati
re di Napoli. E di fatti, per dire di d'oro di Camera, nonché altri tre-
,

CHI CHI 9I;

cento ducati pel cavallo bianco det- » prezzo del cavallo bardato detto
to chinea ; ma il Cardinal ricusò M chinea, che sopra il dor.so portar
di riceverli,dicendo che nella so- >* soleva il consueto denaro ".

lennità appunto della cerimonia, e In processo di tempo la corte di


nella nomina di uno straordinario Napoh fece alcune trattative per una
ambasciatore per adempirla, consi- convenzione con Pio VI, in virtù del-
steva la principal circostanza del- la quale ogni re delle due Sicilie pa-
l'omaggio. Replicò il ministro, che gherebbe per una sola volta alla san-
sua maestà era intenzionata di con- ta Sede cinquecento mila ducati, in
tinuare la pietosa offerta, non mai foi'ma di pietosa offerta a s. Pietro,
a titolo di censo, tributo, investitu- ma che cesserebbe per sempre la ce-
ra, o vassallaggio, ma solo per di- rimonia e formalità della solenne pre-
vola offerta ai ss. Apostoli Pietro e sentazione della chinea. 11 tempo pe-
Paolo, e perciò a tal fine l'avrebbe rò fece conoscere, che le trattative
depositata al montt di pietà di Ro- per convenzione non ebbero elfet-
la
ma [Vedi), per restarvi a piena to, continuando Pio VI a pronun-
disposizione di sua Santità. Di fatti ziare la consueta protesta sedente sul-
per molti anni continuò il cav. Ric- la sedia gestatoria, nel dì di s. Pie-
ciardelli a fare il deposito di un- tro , in mezzo alla basilica Vati-
dici mila ottocento trentotto scudi cana.
e baiocchi settantacinque, che cor- Che il cavallo bardato, o la chi-
rispondono ai detti settemila ducati nea, venisse dato alla santa Sede per
d'oro di camera, ed alla tliinea bar- imbuto di vassallaggio anche dalla
data, che si valutava per cento set- città di Bamherga (Vedi), lo dicem-
tantacinque scudi d'oro simili. IMa mo a queir articolo. Della chinea de-
se per piìi anni replicò il Ricciar- stinata a poitare la ss. Eucaristia a-
delli il corrispondente deposito, que- vanti ai sommi Pontefici, nel posses-
sto tuttavia non fu mai dalla santa so alla basilica lateianense, e nei viag-
Sede accettato. Laonde così molti- gi dei medesimi Papi, guidata da due
plicato, fu poi levato dal monte di palafrenieri, chiamati i palafrenieri
pietà con ordine del medesimo in- del Sagiamento, si tratta agli
ss.

caricato regio. Nel 1791 continuan- articoli Eucaristia (Vedi), ed a


dosi a fare il deposito, nella dichia- Cavallo ( Vedi ) ove pure si di- ,

razione si ebbe a notare una variazio- ce delle mule bianche, o chinee ca-
ne di espressione, cioè che invece di valcate od usate dai Pontefici.
,

dire a titolo di limosina, si disse a Il Cancellieri poi nelle sue ope-


titolo di divozione, il che nella so- re parla delle chinee portanti il

stanza non era quanto richiedevasi ss. Sagrameuto ,


guidate pel freno
giustamente. Diceva la formola del da persone nobili ecclesiastiche , a-
deposito w che per la special divo- venti anch'esse il nome di palafre-
» zione, che sua maestà Siciliana nieri della chinea, e palafrenieri
" professava ai ss. apostoli Pietro e del Sagramento. Tra le dette
ss.

" Paolo, mandava la consueta som- opere va letto quanto egli riporta
" ma, coir aggiunta
di ottocento nella Lettera a monsignor Tommaso
M scudi in circa , per compensare Guido Calcagnini, a pag. 3-ì, pe-
w l'ommissione fatta negli anni pre- rocché vi hanno in essa erudite no-
» cedenti, di non aver valutato il tizie suU'argomeuto.
96 CHI CHI
CIITO o SCIO. Sedo vescovile sacerdoti della congregazione dell" o-
neir isola di lai nome. V. Scio. ratorio, fondata poi dal medesimo
CHIODI (Co ngrcgaz ion e religiosa s. Filippo, furono pure volgarmente
de' sacri). Nell'anno iSGy nella cit- chiamali, \ padri di s. Filippo Neri.
tà di Siena il p. Matteo Guei'ra, Di questa congregazione si possono

uomo insigne per pietà, volle isti- leggere le notizie ne Fa su Sancsi,


tuire una congregazione di sacerdo- e nelle Pompe Sancsi del p. Isido-
ti, la quale fu chiamata (\e sagrì ro Azzolini Ugurgeri, part. I, tomo
Cliiodi, perchè abitando dopo la lo- X, Ddli fondatori delle Religioni
ro fondazione, nell'ospedale detto Sanesi.
della Scala, si congregavano in una CHIODI {Reliquie insigni). Quan-
cappella della chiesa dell' ospedale tunque gli Evangelisti nel riferire
medesimo, dove si conservava con la passione e il martirio solTcrto in
inolia venerazione uno de' chiodi, coi croce da Gesù Cristo, non facciano
quali venne inchiodato in croce Ge- menzione de' chiodi che Io trafis-
sù Cristo. Dipoi con bolla di Grego- sero, con tuttociò ne parlano chia-
rio XIII ncUanno i584 fu alla con- ramente dopo la sua gloriosa ri-
gregazione data la chiesa di s. Giorgio, surrezione. S. Luca, cap. XXIV, 89,
e furono confermate le loro rego- ci dice , che allorché Cristo com-
le, che pure vennero approvate nel parve agli Apostoli , dopo essere
seguente anno da Sisto V. Ivi i sa- risuscitato, non essendovi s. Tom-
cerdoti vivevano religiosamente in maso, disse loro Mirate le mie mani:

vita comune, senza proprietà indivi- e i miei piedi, perocché io son desso.
duali, e secondo le costituzioni aposto- E detto questo, mostro le mani e i
liche, che ricevettero altres'i l'appro- piedi, e da s. Giovanni si replica,
vazione nel 1096, anche da Clemen- cap. XX, 20 dopo aver così
: E
te \II1. Facevano solenne giura- detto, mostro loro le mani ed il co-
mento di perseverare sino alla mor- stato. E Tommaso disse agli Apo-
te, e di ubbidire al loro superiore; stoli quando gli raccontarono 1' ap-
dal qual giuramento il solo Papa parizione, idem V. 25: Se io non
poteva dispensarli , come espressa- veggo nelle sue mani la fessura
mente si legge in una bolla di Pao- de' chiodi , e se non metto il mio
lo V de' 23 gennaio 16 14, e in dito nel luogo de' chiodi , e non
altra emanata da Urbano VIII nel metto la mia mano nel suo costato,
1627. Questa congregazione fiori non lo credo. E comparendo di
per uomini di segnalata bontà e , nuovo Gesù Cristo, allor cli'era-
dottrina, e si esercitava nell'ammi- vi s. Tommaso, a lui rivolto, ecco
nistrazione de' sagramenti, in predi- come gli parlò, ib. v. 27 : Metti qua
care, ed insegnare la dottrina cri- il tuo dito, e osserva le mie mani,
stiana a' fanciulli, e in molte auste- e accosta la tua mano, e mettila nel
rità. E già colle sue opere, e col mio costato. E ciò fece, perchè tut-
suo esempio, riuscì di grande edi- tavia apparivano aperte le sue mani
ficazione a' fedeli, e trasse a sé molti da' chiodi, e il costato dalla lancia.
proseliti, fra' quaU s. Filippo Neri, in- Nella versione persiana, Jo. e. XX,
timo amico del p. IMatteo fondatore. in Polyglot. V, XLI, 20, pag.
t.
E siccome l'abito dei sacerdoti dei 509, London, 1657, si espriaiono
sagri Chiodi era uguale a quello dei anco le ferite de' piedi, ove leggesi :
CHI CHI 07
Disse questo, e mostri) loro le ferite di Plinio, mettevano dei pezzi di
delle mani, de piedi e del costato : legno al Ijasso delle croci, affinchè
11 che mirabilmente si accorda con i malfattori potessero appoggiarvi i
ciò, clic di Ini predisse il reale Sal- piedi. Un' altra simile stravaganza
mista, Psai. XXIj i8, ove dice: si vedeva nella croce stazionale pos-
Hanno forati i mici piedi, e le mie seduta dal senatore Ebnero d'Eschen-
inani. E adunque indubitato, e lo bach, in cui rappresentasi Cristo
confermano l'antica veneranda tra- senza avere i piedi trafitti dai chio-
dizione, la rispettabile autorità dei di locchè è certamente contro l'o-
;

Padri, ed un numero incalcolabile pinione più vera e più comune, e


di antichissime immagini di Gesù contro l'uso generale antico e mo-
crocefisso , che gli furono eziandio derno, di rappresentare Gesù con-
trafìtti e perforati i piedi da chiodi fitto da chiodi ancor ne' piedi. Che
di l'eiro. il Redentore fosse trafitto da quat-
I chiodi de' piedi, secondo la più tro chiodi, è più probabile, sebbene
comune opinione, si crede siano stati l'opinione, che lo sia stato da tre
due, come ricavasi da s. Gregorio chiodi , abbia in favore gravi ed
di Tours, De glor. 3Iarfyr. cap. 6; antichi scrittori. Giusto Lipsio, de
da Innocenzo 111, Semi. I de uno Criice, lib. cap. 9, pag. 44, cre-
II,

Marlyre; dal Cardinal Toledo sopra dette che Nonno scrittore del quinto
del capo 19 di s. Giovanni, annot. secolo , fosse di questo sentimento
1
4 da s. Cipriano nel sermone de
j nella parafrasi in versi del vangelo
Passione Domini, e da un gran nu- di s. Giovanni. Curti Il citato p.
mero d'immagini lavorate negh an- pelò da un altro passo del mede-
tichi musaici , e principahnente in simo Nonno, pretende di mostrare
quelli fatti dai greci, riportate fra che ancor egli opinasse essere stati
gli altri dal p. Cornelio Cuiti nella quattro i chiodi.
sua opera de Clavis Dominicis. Me- Altri poi, per convalidare l' opi-
glio di prova il dottissimo
tutti lo nione de' tre chiodi, adducono in
Benedetto Xi V, Lamherlini^ De [est. loio favole l' autorità della trage-
D. N. Jesu Chris ti part. I, num. dia greca intitolata: Cristo paziente.
279; il quale con isquisita erudizio- Ma c[uesta veramente poco a loro
ne ha moltissime cose disaminate, giova perchè l' autore è un ooeta ,
ed osservate non meno in conferma che non istà strettamente al van-
<le' quattro chiodi, che in confuta- gelo e all'istoria, sebbene sia il ve-
zione di chi sognava non già con nerando s. Gregorio Nazianzeno, se-
chiodi essere stato confitto in croce condo alcuni. V. Lollaud, ad i5
Gesù Cristo, ma bensì con funi es- 3Inii., Tillemont t. I, not. 3g. Sur.
sere stato legato. In un sagro trit- lY. S. J. C, p. 455 , e i Crocefissi
tico de' religiosi carmelitani di Luc- con quattro chiodi, dappoiché fuori
ca del XIV secolo, in bassorilievo di quelli riportati dal p. Curti, dal
eseguito sull' osso bianco, eravi rap- Lanibccio, Uibl. Caes. lib. II, pag.
presentato il mistero della crocefis- 4 IO, e lib. XIII
dal cod. 6'j ,

sione, con Gesù Cristo posto sulla Buonarroti nel Dittico di Ramhona,
croce, senza segno di chiodi, pog- e dal can. Giuseppe Martini, Tlieatr.
giando i piedi su di un zoccolo. IJasilic. Pisan. tab. XiX, pag. 87,
Vero è però, che i romani, al dire se ne trovano pure altrove. Di fatti
voi. XUI.
7
gS CHI CHI
se ne trovano anche oggltlì in al- Si sono anche per divozione imi-
cune chiese antiche, come nella col- tati i chiodi, coi quali Gesìi Cristo,
legiale eli s. Michele in Lucca , in fu attaccato alla croce. Calvino ne
quella metropolitana, in quella ab- conta quattordici o quindici, ch'egli
bazia di Pozzeveri, senza mentova- pretende che i cattolici tengano per
re altri luoghi. Il Torrigio, Le sa- veri , ma fra questi ne mette molti,
gre grotte Faticane, dice a p. i(^'^, dei quali prima di lui non si era
che pur troppo gravissimi autori mai inteso parlare ^ come «juelli di
greci e latini sostengono che, Gesù Venezia , dei carmelitani di Parigi,
fu crocefisso con quattro chiodi, due della santa cappella di Draguignan
alle mani , e due a' piedi , ed af- del villaggio di Tenaille , il quale
ferma di avere veduto simili Cro- vuoisi immaginario. Il vero chio-
cefissi i^f^edi), nel portico della ba- do, che è in Boma nella chiesa
silica lateranense, e nelle chiese di di s. Croce, fu limato, ed ora non
s.Maria Liberatrice, de' ss. Cosma ha pili punta. Questa limatura e
e Damiano, di s. Bonosa, di s. Ni- stata rinchiusa in altri chiodi, fatti

cola in Carcere, di s. Clemente, di alla stessa foggia e forma del vero,


s. Urbano alla Calltirella, di s. Bi- e in tal modo lo si è in certa guisa
l)iana, e di s. Costanza , come ne moltiplicato. Si è trovato anche un
vide a s. Maria in Traspontina nel altro modo di farne molti, cioè col
chiostro, nelle porte della basilica toccare con chiodi somiglianti il ve-
ostiense, nella sagrestia di s. Pietro, ro, e dopo distribuirli. 11 Cardinal
nelle grotte vaticane, e sopra il mo- s. Cai'lo Borromeo, prelato illumi-
numento di Giunio Basso ,
prefetto nato e della più scrupolosa esat-
di E.oma, esistente nella stessa ba- tezza in fatto di reliquie, aveva molti
silica vaticana. chiodi fatti a somiglianza di (jiiello,

costume moderno di rappre-


11 che si venera a Milano, e li distri-
sentare le immagini de' Crocefissi buiva dopo averli toccati a questo,
co' piedi sovrapposti l'uno all' altro, ed uno ne donò al re di Spagna
e da un solo chiodo
trafitti vi è , Filippo II.

chi crede, come il citato Buonarro- Parlando il Baronio, all'anno 326,


ti, Osservazioni sopra il dittico di de' chiodi della croce, ove fu cro-
Rand)ona, sia stato introdotto in- cefisso il Salvatore, avveite che il
torno al tempo della ristorazione trovaisi in più luoghi diversi di tali

delle belle arti, pensando forse gli chiodi, forse avvenne dal formarsene
artefici col formarli in tal guisa, di con parte dei veri ovvero che i ,

dar loro maggior grazia , e attitu- chiodi, i quali servirono a commet-


dine. In siinil modo se ne vedono tere i due assi della croce, sieno cre-
alcuni nella chiesa di s. Croce di duli per quelli, che forarono le di-
Firenze dipinti non solo da Cima- vine membra di Gesù. Dello stesso
bue, che fiorì nel secolo decimo- sentimento è il p. ftlenochio, t J,

terzo, e fu maestro di Giotto ed , pag. 6'2(), Dei chiodi


fa co' (jiiali

uno de' principali ristoratori della confìtto in croce Gesù, dicendo che
pittura, ma ancora da Margaritone pure in Como, e in Treveri se ne
pittore e scultore aretino, che pur egli venerano, ed aggiugne die fra essi
visse in quell'epoca. / .Pompeo Sar- vi sieno puro chiodi, co' quali fu i

ndYì, Lettere ecclcsiasticUe, t. ¥,0.78. li^rmato sulla croce il Titolo. /^, il


CHI CHl 99
Gretsero, de Cnice, capo 28. Per si una violenta bur-
nell'Adriatico, per
non dire di altri luo£!;lii, anche nella rasca, gettò nel mare uno de' chiodi,
città di Spoleto, e nella chiesa di s. e lo ebbe tranquillo. Tanto riporta
Domenico si venera lui sagro chiodo, il citato san Gregorio Turonese, lib.
ed uno è pure in venerazione nella I, e. 6. Abbiamo inoltre, che il ti-
cattedrale di Colle. Racconta il Piaz- glio di s. Elena, Costantino, come at-
za, Gerarchia, ec., pag. 4^^ 5 ^^^^ testa s. Andjrogio, de Ohit. Theod. n.
nella chiesa di s. Eusebio di Roma 4?, e dicono altri autori, pose uno dei
si dice conservarsi il chiodo, il quale chiodi nel ricco diadema di cui usava
fu fatto in forma di freno a Co- ne' giorni piìi solenni, e che un al-
stantino imperatore, ma aggiunge che tro chiodo pose nella briglia del ca-
piuttosto esso sia quello, il quale con vallo, riguardandolo come un sicu-
molta divozione si conserva nella ro preservativo ne'pericoli della guer-
metropolitana di Milano, in prezio- ra. E il predetto s. Gregorio, Ice. cit.,
so reliquiario, che si espone ogni an- dice che eranvi due santi chiodi, nel-
no alla pubblica venerazione a' 3 la briglia del gran Costantino. Si leg-
maggio, con solenne processione in- ga Alfonso Paleolti, nel libro inti-
trodotta da s. Carlo Rorromeo quan- tolato Jesti Cliristi Crucifìxi Styg-
do n' era arcivescovo. Certo è, che niala sacra e sindoni impressa, Ve-
nella chiesa di s. Eusebio ora non nezia 1G06, cap. 21, che parla dcN
vi è tal chiodo. Da alcuni fu credu- le ragioni per cui il Salvatore non
to,che la celebre Corona di fer- permise che gli fossero infrante le
ro [Fedi), colla quale s' incoronano gambe. Il Cancellieri nelle sue Dis-
gl'iniperatori, come sovi-ani del regno sertazioni epistolari bibliografiche ^
Lombardo-veneto, e prima serviva tratta a pag. i i i, dei tre chio-
pei re d'Italia, e che si conserva ge- di della santa da s. cioce espressi
losamente in Monza sia formata con , Rernardino nel nome di Gesù, la
un santo chiodo. Con questa coro- cui divozione grandemente fu da
na nel l3^5 fu coronato in Mila- quel santo propagata col dipingerlo
no a' 6 gennaio l'imperatore Carlo in sigle.
lY, ad istanza del quale nel!' anno Seguendo la tradizione di quelli,
precedente. Papa hmocenzo \ I con- che voghono il Redentore crocefis-
cesse alla Germania, e alla Roemia so con tre chiodi, alcuni liturgici di-
il celebrare nel venerdì dopo l' ot- cono venire rappresentati nei tre a-
tava di pasqua la festa della sagra ghi o spilloni d'oro, la cui testa è
Lancia, e de' sagri Chiodi, che ser- ornata d'un rubino, co' quali vie-
virono di stromento per la passio- ne fermato dal Cardinal diacono e
ne di Gesù Cristo. Che in Siena dal prelato suddiacono, il pallio al
vi fosse un santo chiodo, lo dicem- sommo Pontefice allorché celebra so-
mo all' articolo Chiodi Congrega- lennemente. P\ Stomer AugusLlib. i,
Zìoue de' sagri (fedi), cosi deno- Genume Aidnicv e. i']^; Raldassari,
minata perchè fondata presso la chie- il Pallio apostolico; e Garampi, Si-
sa ove veneravasi. gillo della Gnrfagnana pag. 122 e
Intorno ai veri chiodi, che l'impe- 12 3, ove si dice, che Cencio Came-
raliice Elena trasse dalla croce del
s. rario chiamò detti spilloni Spinu-
i

Salvatore,, si sa che la pia principes- Ice, e di essi riporta erudite notizie.


sa trovandosi in pericolo di annega r- CHIOGGIA o CIIIOZZA ( Ciò-
loo CHI CHI
dica.). Citlà con residenza vescovile Claudio, per cui chiamossi Clandio-
nel i"Cgno lombardo-veneto. E po- rinlis. Fossa Claudia, da Tolomeo
sta in snlubre e vantai^giosa situa- Fossa Clodia, e nel medio evtj Cin-
zione nella parte jneri<lionale del- cia. Paro tuttavia piìi indubitato
l'estuario presso l'Adriatico, un po- die Chioggia fosse una delle isole,
co al nord dell'imboccatura della di rifugio specialmente a'padovani,
lìrenta. Sarebbe interamente isola- nelle barbariche incursioni di Atti-
ta se non fosse congiunta col lido la, di Odoacre, di Totila, di Al-
di Brondolo, mediante un ponte di boino, e degli altri dominatori lon-
pietra di quarantatre archi, assai gobardi, e greci. Divenuta in pro-
stretto, ma
lungo duecento cinquan- gresso popolata, massime per lo sta-
ta passi. Oltre l' isola di Brondolo, bilimento di quei di Este, e di
sono non molto lontane da Cliiog- IMonselice, sulle rovine della città di
gia quelle del Lido, di Poveglia, e JMalamocco, antica sede del veneto
di Pelestrina. suo sobborgo è pro-
11 governo, si divise in due parti, che
tetto da qualche batteria, e la cit- sichiamarono la grande e
la j)iccola.

tà è riguardata come uno de' punti La prima tuttora in piedi, bella,


piìi forti delle lagune di Venezia. con buoni edifizi, è divisa dallaltra
Il suo porto, l'antico Hcdron, con da un canale navigabile detto la
ampio bacino e canali, chiamato la ì'cna. Chioggia fu una delle dodi-
Conca di Brondolo, è il piìi oppor- ci isole formanti la provincia di Ve-
tuno al commercio pel Brenta, Adi- nezia, che aveva il suo tribuno, e
ge, e Po, perchè formato dalle ac- posteriormente uno de'qualtro can-
que dell'estuario , e da un ramo cellieri. Venne eretta in città, e per
dello stesso Brenta. Desso è difeso tale confermata, verso l'anno i i i o,
dal forte san Felice di figura esa- da Ordelafo Fahero, doge di Ve-
gona. Chloggia è capo luogo di un nezia.
distretto di quattro comuni, con pre- Per la sua posizione soffrì Chiog-
tura di prima classe, congregazione gia spessi guasti nelle venete guer-
municipale, vice-capitanato del por- re, e fu celebre per diversi com-
to, e dogana. L'origine della città battimenti navali fra le flotte vene-
rimonta ad epoca remota ed incer- ziane e genovesi. Questi ultimi vi
ta. Sembra farne menzione non perdettero nel 1 38o la celebre bat-
chiara Tito Livio, parlando nel X taglia, che rese vano il fruito delle
libro di tre borgate di padovani precedenti loro vittorie , e che ri-

distrutte dai greci, una delle quali stabilì il veneto dominio sulla ligu-
fu Chioggia, per cui si trae conse- re rivale. Tanto in questo, che in
guenza, che la fondasse Clodio, com- altri incontri, gli abitanti di Chiog-
pagno di Autenoi'e. Altri, seguendo gia diedero riprove di valore e di
un passo di Plinio, in cui parla Itideltà. Nel resto Chioggia seguì la
della Fossa Clodia, e del porto di ^5orte, e i destini della repubblica
Hcdron, la credono a lui anteriore, di Venezia. Sul così detto lido dì
e fondata da Clodio nemico di Ci- Sotlomarinn, che forma quasi un
cerone, o da Clodio capo degli Al- sobborgo di Chioggia, vedevasi la
banesi. Non mancamo (juelli, che ne chiesa della b. Vergine detta della
credono fondatore o l' inqieratore Navicella, bell'edifizio decorato di
Clodio Albmo , o Marco Aurelio stupendi dipinti, la cui erezione ri-
,

CHI CHI 101


inonlava al secolo dcciniososlo, ma ceduto nella sede di Chioggia da
ora è demolita e ridolta a foitifìca- quei personaggi, che si leggono nel-
zioni. Ivi si ammirano i sorpren- la Serie dei Vesco^'i di Malamocco
denti e celebri nuovi argini del e Chioggia, del eh. Giuseppe Via-
mare, chiamati Murazzi, opera ve- nelli della stessa città. In progresso
ramente emula delle piìi magnilìche di tempo la sede divenne sulfraga-
e grandiose de' romani, incominciata nea di quella di Venezia, dopo che
nel lySi, per cui giustamente vi nel XVI secolo fu sollevala al gra-
fu posta r iscrizione : ausu komano do patriarcale. Si contano quindici
VERE VENETO . La Strada maggiore di sinodi, che celebi-aronsi in diverse
Cliioggia è larga, e deliziosa. Il pa- epoche dai vescovi di Cliioggia, e i
lazzo governativo fu riparalo nel cinque ultimi furono pubblicati col-
if)44)ed abbellito di pitture. Quan- le stampe, cioè il sinodo di Lorenzo

do Pio \'I nel 1782 recossi a Ve- Prezzato, tenuto nel i6o3; di Pie-
nezia, aiio marzo giunse a Lago tro Paolo Milolti nel 16 16; di
Scuro del Po, dov'erano preparati Pasquale Grassi nel i634; di Fran-
tre bucintori, sette peote, e tre bar- cesco Grassi nel 1648; e del me-
che pel suo trasporto, e per quello desimo Fi'ancesco nel 1GG2. La cat-
del suo seguito. Sbarcò a Cliioggia tedrale dedicata all' Assunzione di
ad un'ora della sera, e prese allog- IVIaria Vergine in ciclo ,
possiede
gio, e dornù nel palazzo Grassi, ove diverse preziose reliquie. F a tre

fu convenientemente complimentato navi, come la rifabbricò larchi tetto


a nome della repubblica veneta Baldassare Longhena nel i633, sul-
dai procuratori di s. ]Marco Manin le rovine dell'antica stata consunta
e Contarini, che poi il corteggiaro- da un incendio. IMagnifico n' è il

no sino ai confini dei dominii vene- pulpito, ed il battisterio di marmo


ziani. Il di lui successore Pio VII, è uno de' più celebri d'Italia, orna-
eletto nel 1800 in Venezia, avanti to di Il suo
statue, e bassorilievi.
di recarsi in Pioma, andò a vedere campanile altissimo ed isolato, è di
su di un piccolo legno i celebrati bellissima forma. Dal capitolo usci-
Murazzi, come raccontano Cancel- rono uomini rinomatissimi. Ora si
lieri ne' suoi Possessi, a pag. 4^^'^ >
compone di otto canonici, di tre

e Pistoiesi, 1 ila di Pio l" II, tomo dignità, la prima delle quali è l'ar-

1, pag. 87. cidiacono, la seconda il decano, e


Cliioggia divenne più considere- tra i canonici sono compresi il teo-

vole allorquando verso l'anno 1106 logo, e il penitenziere. Vi sono


\i fu trasferita la sede vescovile di inoltre addetti all' iiffiziatura altri

INIalamocco, suffraganea del patriar- preti e chierici. canonico eser- Un


cato di Grado, la quale era stata cita ivi le funzioni di parroco, e
fondata circa nell'anno G38 da Tri- nella città vi sono due altre parro-
oidio vescovo di Padova , ivi rifu- chie, ed altre chiese ec. Evvi pu-
giatosi per la persecuzione di Piola- re una casa di Filippini, un istitu-

ri. Il vescovo, che per lo stato ro- to delle scuole pie, un altro di

Ninoso di Malamocco si fissò a beiìeficenza, un conservatorio per le


Cliioggia, fu Arrigo Grancarolo nel zitelle, il seminario, il monte di pie-

pontificato di Pasquale li, e nel do- tà l'ospedale ce. L'episcopio è un bel-


gado di Ordelafo Fulicro. Fu SUC- l'edifizio; e la mensa per ogninuo\x)
,

102 CHI CHI


vescovo è tassala ne' libri della Ca- CHIROGRAFO, o CIROGRAFO
Diera apostolica, in fiorini sessan- (
Cliiro^raplmm, Cirof^raphitin). Que-
totto. rinomato Cardinal Bembo
Il sta parola viene dal greco, e signi-
fu canonico decano della cattedrale; fica scrittura in cera, giacché prima
e tra i molti uomini illustri, che scrivevasi sopra tavolette spalmate
diede la città, vanno rammentati il di cera.Questo vocabolo aulicamente
Cardinal Santi Yeioiiese, il doge indicava pure un atto, che, richie-
Paolo Renier, molli vescovi, ed uo- dendo una copia, si scriveva due
mini dottissimi. volte in una medesima pergamena
CH IONIA (s.). Sebbene di geni lo- in senso contrario lasciando uno
,

ri idolatri, subì la pena del marti- spazio frammezzo, ov'era scritto il

rio in compagnia delle sorelle, nel- chirografo, per la cui metà era ta-
l'anno 3o45 in Tessalonica, il gior- gliata la pergamena ora per diiitlo,
no terzo di aprile. V. Agape (s.)_, ora a consegnandosene la
denti ,

Irene (s.). metà a cadauna delle parti. Di pre-


CHIOSTRO. Questa voce in gene- sente da' giureconsulti per chiro-
re significa un monistero di perso- grafo intendesi ima scrittura auten-
ne regolari dell'uno e l'allro sesso ;
tica stesa di proprio pugno portante
e talvolta la vita monastica. In que- obbligazione, secondo che la defini-
sto senso suol dirsi, che uno si può sce il Dizionario della lingua ita-

salvare nel chiostro. Il monaco spes- V. Chirographarius, nel Hie-


liana.
so viene chiamato claustrale dagli rolexicon del Macri; ed il Forcellini,
scrittori ecclesiaslici. J^. Macri Noi. Lexicon totius latinitalis pag. 554
(le'vocab. ecclesiastici, alla voce Clau- del t. I, Patav. 1827. Chirografo
strum. Anticamente i chiostri erano anche nel senso di diploma scriptum,
ancora scuole di lingua, di lettere, pactum, reguni et principuni mani-
e di arti liberali, massime ne' tem- bus ac subscriptionihus roboratuvi
pi, in cui per le barbarie non v'era- ( Da Cange, Glossar, ad scriptor.
no le pubbliche scuole. Tuttavolta med. et infimae latinitatis, Venet.
anche ne' secoli a noi vicini, e pre- 1737, t. II, p. 536), quando ha
sentemente in alcuni raonisteri te- il distintivo di Pontifìcio, significa
nevausi, e si tengono gratuitamente quella concessione, conferma di o
scuole di filosofia, teologia, diritto grazia, che il Papa accorda, o nel-
canonico, ec.^ benché a ciò non ob- r interesse della camera Apostolica,
blighi il loro istituto. o in seguito di domanda di parti-
In generale dlcesi chiostro quel colari, o di j)Ioto proprio (^Fedi)
luogo chiuso, e per lo più abitato sempre munito a piedi della sua au-
da persone sagre. Si dà anche tal tografa firma, e registrato nella me-
nome alle loggie e ai portici intor- desima Camera, a differenza delle
no ai cortili de' conventi ,
perysti- Bolle {Fedi), e dei Brevi {Vedi),
lium. I chiostri servirono eziandio e con deroga alle formalità pre-
di onesta prigione a' principi infe- scritte dalla costituzione di Pio IV,
lici
, e ad alcuni sovrani di ul- De registrandis. Così si esprime in
tima abitazione, non meno che ai proposito Teodoro Amydenio, cele-
vescovi ad altri prelati, o necessa- l)re avvocato della curia romana
riamente, o volontariamente peni- De officio et j'urisdictionc Datariae,
tenti. et de stylo Datariae, lib. I, cap, i5.
,

CHI CHI io3


lì. 19, pag. c)!, cdit. Venet. i65^.
1 casi » supplicationem ani alium mo-
Egli, dopo avere riportato quasi per -•> tum propri um, nostra seu Roma-
esemplare un chirografo di Urbano -V ni Pontificis prò tempore existen-
Vili, dei 21 agosto 1627, a favo- » tis manu signata, derogalio fue-
re del marchese ^ incenzo Giusti- " rit concessa ". Sulla scorta di
niani, signore in tcmporalibus del tali parole il tribunale della Piota,
castello di Bassa no nella diocesi di nella detta causa Giustiniani e Spi-
Sutri, così soggiugne, dopo la fir- nola, Rot. Roin. Recentìor, par. 9,
ma Urbano Vili
di '> Haec est : n. I. Decìs. 'j5, n. 59, 62, si espres-
» forma conlìrmationis per chiro- se al modo seguente « Sed cer-
:

" graphum, quod nihil aliud est, " tum


quod praeter supplica-
est
» quam cedula nostra propria ma- » tiones tunc non signabantur ma-
« nu subscripta , et semper solet » nu Papae nisi Chirographa. Ergo
« concipi lingua vernacula sub- , » de illis loquitur Sis^tus , et ap-
" scribitur tamen lingua latina , -' pellatione moia proprii manu Pa-
» videlicet ; Urbanus Papa Vili, » pae signati venit etiani Chirogra-
" quae subscriptio in Chirographo » phum ". E più sotto al n. 62
" adjicitur in fine. In litteris in si legge Et Chirographa sìve con-
:

w forma Brevis ponitur a princi- -•'


cernent interesse Camerae , sive
» pio, et non scripta de nianu » privatorum, solent signari manu
>i Papae ". •' Sanctissimi, et registrar! in Ca-
Lo stesso Amydenio soggiunge " mera, ut est notum ".

al n. 120, che » Chirographa non Da quanto si è qui compendio-


>i fiunt nisi in materiis spectanti- samente esposto per definire il chi-
» bus interesse Camerae ". Questa rografo Pontificio ,
può conoscersi ,

ultima parte non va però presa che le grazie per chirografo si ac-
così sti'ettamente alla lettera, giac- cordano dal sovrano Pontefice sia ,

ché non solo dove trattavasi degli neir interesse della camera Aposto-
interessi della Camera, ma anche lica, sia in quello dei privati, e che

nel Coiicessum ai particolari, le gra- il distintivo dei Chirografi, non che

zie venivano talvolta per chirografo. dei pontificii 3Ioto-jìropri consiste


Ciò si rammenta dalla sagra B.ota nell'estensione italiana, e nella fir-

come cosa notoria. Gravi questioni ma latina dei sommi Pontelici a


insorsero marchese Andrea
fra il piedi dei medesimi, che in fine ven-
Giustiniani di Genova , prima per gono registrati in Camera, eccettua-
la separazione tra d. Eugenia Spi- to il caso di una deroga espressa
nola sua moglie ,
poi per la resti- nei medesimi Chirogiaii alla bolla
tuzione del quarto della sua dote di Pio IV, De registrandis. 11 dot-
costituitogli in scudi ventiduemila tissimo Marino Marini,
monsignor
d'oro di stampa. Nel proporre, a' 27 prefetto degli archivi vaticani, pub-
aprile 1642, la causa su quest'ul- blicò nel 84 1 in Rouja colle stam-
1

timo articolo, cadde in discussione pe, l'eruditissima Dissertazione Di-


la famigerata bolla di Sisto V sul- plomatico- Poìiti/ìcia, ossieno osser-
la riforma delle doti, eh' è la costi- vazioni paleografiche ed erudite sul-
tuzione 52 del Bollano Romano del le bolle de' Papi.
Cherubini, t. Il, p. 4^9, nella <[uale L'origine di questa diversità fra
si riserbò la facoltà nei rispettivi i Chirografi, e Moto-propri , dalle
,

io4 CHI CIII


bolle, e dal brevi non si saprebbe zinne, perpetua fermezza , e sus-
con cortezza additare, e solo per sem- sistenza di questa Nostra gnizia
plice congettura può ari^uirsi, clic stimerete essere in (pialsi voglia

venissero introdotti dopo la resti- modo spcdiente e necessario, es-


tuzione della residenza Pontificia da sendo mente, e volontà Nostra
Avignone in Roma, avvenimento espressa. Volendo e decretando
cbe rimonta all'anno iSyy. Clemen- che al presente Chirografo, quan-
te Xn, verso l'anno 1735, stabilì tunque non esibito né registralo
die le prime minute delle bolle, le in Camera, e ne' suoi libri, non
quali si fanno dall' uflicio degli ab- possa mai darsi, né opporsi di
breviatori, fossero munite del chi- orrezione, e sorrezione, uè di al-
rografo pontificio, come pure i bre- cun altro vizio, e difetto della
vi, affine di togliere l'abuso intro- Nostra volontà, ed intenzione, né
dotto, che le bolle, alle quali non che mai sotto tali altri qualun-
ispettava l'approvazione del conci- que pretesti possa essere impugna-
storo, si publ)licassei"o senza la sot- to, moderato, e rivocato, e che co-
toscrizione del Papa. Il regnante sì, e non altritnenti, debbe sempre

Gregorio XVI col Moto-proprio del giudicarsi, definirsi, ed interpre-


IO novembre i834, col quale pub- tarsi da qualsivoglia giudice o
blicò il Regolamento legislativo e tribunale benché collegiale, con-
giudiziario per gli a/fari civili, nel- gregazione anche de' reverendissi-
la parte II, titolo I, si espresse co- mi Cardinali, camerlengo di santa
sì nel278: " I Chirografi, che
§ Chiesa, vescovi, governatori , te-
» contengono le concessioni sovra- soriere, rota, e camera, e qua-
» ne, si spediscono, e l'imangono lunque altro, togliendo loro ogni
» depositati nella cancelleria del tri- facoltà e giurisdizione di giudica-
jj bunale supremo di segnatura ". re, definireed interpretare in con-
I chirografi pontificii rare volte trario, Noi fin d'a-
dichiarando
sono assoluti, e quasi sempre ven- desso preventivamente nullo ir- ,

gono emanati, e diretti al prelato rito, ed invalido tuttociò, che da


uditore del Papa, se riguardano ciascuno di essi con qualsivoglia
soggetti, e cose Se poi
particolari. autorità scientemente, o ignoran-
appellano ad interesse , o pubblico temente fosse in qualun([ue tem-
vengono commessi al Cardinal Ca- po giudicato, o si tentasse giudi-
merlengo di s. Chiesa ovvero al , care contro la formale disposizio-
prelato tesoriere, specialmente in ne del presente Nostro Chirogra-
cose riguardanti l'erario. Qualunque fo, quale vogliamo che vaglia, e

per altro sia il Chirografo, vi sono e debba aver sempre il suo pie-
alcune formole generali, che a mag- no effetto, esecuzione e vigore
gior intelligenza si trascrivono qui colla semplice Nostra sottoscrizio-
appresso letteralmente. ne, ancorché non vi fossero state

« In adempimento pertanto del intese quali si vogliano persone


!» presente Nostro Chirografo ne privilegiate, e privilegiatissime
'» pronuncierete qualunijue deci'cto, ecclesiastiche, e luoghi pii che vi
»» concederete in nome Nostro le avessero, o pretendessero di aver-
» opportune facoltà, e farete tut- vi alcun interesse, e che per com-
i t'altro, che per la totale esecu- prenderle facesse bisogno di spe-
CUI CHI io:)

ciale, ed iiulividiin menzione. Non gionc delle (piali può occorrere l'ap-
ostanlc (qui si pone, ctl indivi- plicazione della mano, degli stru-
dua o il Icslamciito, o altro Clii- menti, e dei topici, come mezzi es-
rogiafo, o qualsiasi alto al qnal senziali di guarigione. Dopo la me-
venga derogalo ) come pure non tà decimosecondo, la chi-
tlel .secolo

ostanti le opposizioni , e dissenso rurgia fu separata interamente dal-


di qualunque interessato, la bolla la medicina ; ed il Marini, /Irchiatri
di Pio IV di fé. me. Nostro Poulijìcii, tom. I, p. 5 , ignora se
pi'edecessore, de regislrandis, la fosse per volere di Ronilàeio Vili,
regola della nostra Cancelleria che s' introdusse nelle università di
de jiirc. quaesìlo non tallendo, ed Parigi la separazione della chiiurgia
altre qualsivogliano costituzioni ,
dalla medicina. V. Hisloire de l'o-
ed ordinazioni apostoliche Nostre, rigine ec. de la Chirurgie en Fran-
e de' Nostri predecessori , leggi ,
ce. Quantunque la chirurgia sia un'
statuti, riforme, usi, stili, consue- arte utilissima alla società , diversi
tudini , e qualunque altre cose, concilii la proibiscono ai regolari,
che facesse, o potesse fare in con- ed ai secolari, che sono negli ordini
trario, alle quali tutte e sing(jle ecclesiastici, allorché induce adustio-
avendone il tenore qui per espres- ne, od incisione, massime il con-
so, e di parola in parola inseri- cilio di Tours, celebrato nel i <> ">, i

to, e registrato, e supplendo Noi e quello generale XII, presieduto


colla pienezza delia Nostra pote- nell'anno 1 2 i5 da Innocen/,o 111 nel
stà Pontifìcia ad ogni vizio o
, La telano. V. capo IX delle Decre-
difetto quantunque sostanziale, e tali di Gregorio IX, tit. Ne clerici
fomnaley xìte vi potesse rnterveni- vel monachi ec. Bonifacio VIII di-
l'e, per questa sola volta e per , chiarò, che la costituzione di On<j-
la piena , e total esecuzione di rio HI, la prima parlò d'ogni ordi-
quanto si contiene nel presente ne di persone sagre (essendo state
Nostro Chirografo, ampiamente, le altre costituzioni pei soli monaci,
ed espressamente deroghiamo. e canonici legolari), e proibiva hjro
» Dato dal nostro palazzo apo- l'esercizio della chirurgia, ma non
stolico al Vaticano, o Quirinale, doveva estendersi ad cos (pii pavu-
questo di . . . novembre .... chiales Ecclesias ohtìnere nosciinlur,
capo 1, tit. eadem in Sexto. Sicco-
GREGORIUS PAPA XVI". me poi dalla legge di Onorio III

dispensarono i Pontefici in ogni


Non si pose la data pcrehc de- tempo, cos'i alcuni molte volte per-
ve mettersi dal Papa di proprio misero di potere essere chirmghi,
pugno. principalmente ai missionari!, e ai
religiosi ospitalari, come i Benfra-
CHIRURGIA {Chirurgia, Cem- tclli [^cdi), colle rispettive clausole
gia, o Questo vocabolo
Cirusia). e restrizioni.L'epoca certa della di-
deriva dalle voci greche cìiir, ma- visione della chirurgia dalla medi-
no, ed ergoUj e si applica a quella cina vuoisi attribuire ,
quando la

scienza, che .si occupa della cogni- Chiesa ne vietò V esercizio agli ec-
zione, e della cura delie maUitlie clesiastici, per cui la chirurgia cad-
del coqio uiiiauo, e per la guari- de nel rlominio de laici. Ma sicco-
,

io5 CHI CHI


me questi erano di iinri it;noranz;i Non essendo nostro scopo dilun-
oslreuia, gli ecclesiastici, clie natu- garci in questa scicMi/.a, possono con-
ralmente esercitavano quella supe- sultarsi piuttosto i seguenti Diziona-
riorità che loro dava il sapere ri che di proposito ne parlano; Eii-
presero su di essi un impero e un cyclop. mttliod. traduzione di Cesa-
autorità, che si mantenne fin quasi re Ruggieri, col titolo Dizionario
al principio del secolo passato, ben- enciclopedico, Padova i8o5, tom. I,

cliè da molto tempo la medicina p. 5, e se^. ; Dizionario classico di


avesse cessato di essere esercitala medicina interna ed esterna, prima
dai membri del chiericato. In Fran- traduzione italiana, Venezia i834,
cia,dopo il secolo XII, la facoltà tom. VI, pag. 36 1, 87 1, e SgS ;
medica chiamò barbieri per con- i Dizionario chirurgico comunicato ai
fidar loro i soccorsi della chirurgia compilatori della Enciclopedia dal
manuale. In seguito essa li iniziò signor Lovis, traduzione di Girola-
alle funzioni delle grandi operazioni mo Ferrari, Venezia 1794? tom. I,

della chirurgia ; in fine pervenne a p. i2f) e i33: alle pag. i3g e se-
fare unire i barbieri al corpo dei guenti si riportano le notizie dei
chirurghi. La chirurgia, cos'i degra- pi il celebri autori di chirurgia ;

data per la associazione sua con ar- Dictionnaire de 3Iedecinc oii reper-
tisti, fu esposta al dispregio , e fu toire general ec. II edition, Paris
spogliata degli onori letterari. Ma 1834.; Dictionnaire des sciences rne-
in progresso i chirurghi ristabiliro- dicales par una societé de niedecins
no la gloria dell'arte. et de chirurgi ens , Paris 18 13, to-
La proibizione dell'esercizio della mo V, pag. 84, 93,6 112; Dizio-
chirurgia ai religiosi, ed ai chierici, nario di Cliirurgia pratica, di Sa-
è fondata nella considerazione, che muele Cooper, traduzione dall'in-
questa arte, sebbene in sé eccellen- glese, Milano 1823, tom. I, p. 5i6
te, tuttavolta ritiene alcpianto del e seg. E Bayle e Gibert ; Diction-
crudele, e domanda neh' esecuzione miire de Medecine usuelle et donie-
molte cose, che sono affatto contra- stiqae, Paris i835, tome premier,
rie alla santità dello slato ecclesia- pag. 349 e 35 1. Gli elenchi poi di
stico. Quindi ne segue, che un chie- opere, e di dissertazioni di chirur-
rico negli ordini sagri è irregolare gia si troveranno nella Bibliotheca
quando una persona muore dopo chirurgica di Haller; Histoire de l'a-
qualche opei'azione chirurgica da natomie et de la chirurgie di Por-
lui fattale, ad onta che abbia osser- tal ; Litteratura medica digesta, seti

vato tutte le regole dell'arte, e che repertoriuìii etc. di Ploucquet, Conti-


la persona sia morta senza che vi nuatio et snpplenienlum, dello stesso ;

sia sua colpa. La ragione è perchè e negli articoli bibliogradci delle ./«•
i concili gli proibiscono l' esercizio stitutiones Chirurgiae L. lieisteri.

di questa arte, in questo caso sot- Si può anche vedere il Manuale di


to pena d'irregolarità, e quando si Chirurgia di Chelius; il Dictionnai-
fa una cosa proibita, naturalmente re de Med. et Chir. pratiques ; ed
s' incorre nelle pene stabilite contra i citati Diclion. des sciences med. ,
quelli, che le commettono, quantun- et Dìction. de Med. ou repertoire.
que diligentemente si adempiano le CHIRUllGO , Cerusico ( Chi-
presaizioui dell'arte. rurgus, ^'uLncruiii mcdicus). JXomi-
CHI CHI 107
nasi così l' individuo, che si dedica la facoltà mediai. Oltre i barbieri-
air esercizio della chirurgia, e che chirurghi, si formò poscia un' altra
esercita, e professa quest' arte, scien- corporazione, composta di uomini,
za il cui vocabolo, come dicemmo che facevano i loro studi nelle uni-

al precedente articolo , viene da versità, quali ben presto ebbero il


i

cldr , mano, e da ergon ^ opera. titolo di maestri, e di cJnruri^^ìti /ei-


Molti autori hanno considerata la terati, e dì foga, per distinguersi
chiruigia , come quel ramo della dalla classe de'barbieri. Francesco li
medicina, che guarisce le malattie accordò ai chiruighi di toga gli
coirajuto della mano, cogli stro- stessi privilegi, che avevano i dotto-
nienli, o con rimedi topici. P^. ri e licenziati in medicina; ma favo-
Eiicyclop. Metìiod. Chir. tom. 5. rendo la facoltà medica , i barbie-
Antic, Chirurgie. La medicina, e la ri dovettero con essi fare alleanza,
chirurgia, riguardate come una sola e la loro unione coi l)arbieri fu san-
e medesima scienza, furono eserci- zionata dal parlamento, con molte
tate da uno stesso individuo sino restrizioni per l'esercizio della chi-
dalla più rimota antichità. L'eserci- rurgia nei barbieri, sebbene insieme
tavano gli ecclesiastici promiscua- componessero una sola corporazione.
mente, finché i concilii di Reims, Finalmente i chirurghi colf istituzio-
del ii3i, di Montpellier, di Tours, ne d'una accademia chirurgica, ad
e il generale lateranense IV lo vie- onta degli sforzi de' medici posero
tarono ad essi, permettendo loro il la chirurgia nell' antica sua dignità,
solo esercizio della medicina, ond' è e separata venne l'unione coi bar-
che per le operazioni in cui adope- bieri.
ravasi il ferro, e si dovea incidere Nel nostro stato Pontificio i chi-
o tagliare, si servivano dei laici eser- rurghi furono messi a livello de'me-
citanti l'arte del barbiere. dici in alcune provincie, al principio
Presso gli antichi l'esercizio della del secolo. E da avvertirsi poi che
medicina e della chirurgia non ap- anche prima a Bologna 1' alta chi-
parteneva che a genti privilegiate. E- rurgia era esercitata da persone mol-
sercitata fu poi dagli ecclesiastici, col- to istruite, cioè da'medici, i (piali si
l'ajuto de' laici in alcune operazioni, davano allo studio
ed all'esercizio
e così continuarono a praticar an- della chirurgia dopo avere studiato,
che i medici, dopo chela chirurgia fu e fatto tuttociò, che facevano gli al-
vietata agli ecclesiastici. Nella Fran- tri medici per ottener gli onori nel-

cia particolarmente la facoltà medi- le lauree, e dal collegio erano allo-


ca col servirsi di chirurghi-barbie- ra tenuti in pi-egio, e pagavano una
ri, tenne per diversi secoli la chirur- somma, che oltrepassava i trecento
gia sotto l'esclusiva sua dipendenza, ed scudi.
i medici si limitavano ad istruire i chi- Cessato il regno d'Italia, e i go-
rurghi nell'anatomia, nel cavar sangue, verni provvisorii, che gli successero,
nei fare le amputazioni, e poco altro, il Pontefice Pio VII mandò deleiia-
e quindi la facoltà li ammetteva tra to a Bologna monsignor Giacomo
i chirurghi-barbieri Nel i55i fu . Giustiniani, ora Cardinal Camerlen-
imposta una tenue contribuzione al- go di s. Chiesa, il quale riorganizzò
la comunità de barbieri, con giura- ruuivernità. Nella (iicoltà medica sta-
mento di rispetto, e ubbidienza al- bili una sezione di chirurgia, for-
io8 CHI CIll
mala da due |irofcssoii di aiialoinia ticolo Chiruì^ia (l'aedi), citammo vari
iiiiiana, d'an:jloinia comparala, e ve- autori, che della loro scienza, e del-
Jciiiiaria, di isliluzioni cliiriuijiclic, ed le loro individuali pertinenze trat-
o.slc;Lricia, di clinica ci li ri nimica, ed o- tano didusamente, e con piena co-
pcrazioiii chirurgiclie, Qncsli prolcs- gnizione dell'argomento, non che
sori, unitamente agii altri tulli del- de' chirurghi più celebri.
la facollà medica, eosliluivano il Col- rui)orteremo qui qualche erudi-
Jei^iiì, al (juale spellavano gli esami zione rigunrdante i chirurghi dei
])er la collazione dei giadi e per , l'api e del sagro Collegio nei con-
la palenle di libero esercizio tanto clavi, menlre per (pianto riguarda
in medicina che in chirurgia , in i barbieri-chirurghi di Roma, si par-
farmacia, in veterinaria. Gli studen- lerà in appresso. Perciò che spetta
ti di chirurgia furono obbligati non ai chirurghi dei Pontefici , essi ap-
solo alla lezione dai suddelli pro- partengono alla famiglia nobile pon-
fessori componenti la sezione chirur- tificia, godono r abitazione nel palaz-
gica, ma ancora di storia
alle altre zo apostolico, e di quello distribu-
naturale, di botanica, di chimica, zioni di palme, e candele benedet-
tli materia medica, di farmacia, di te, medaglie d'argento ec., giusta
medicina legale, ebbero tanti anni l'uso dei palatini, ed a seconda del
di studio quanto medici, e dovet- i bisogno e del piacitìiento dei Papi.
tero subire gli esami medesimi pel Talvolta col cameriere segreto ar-
haccellierato, per la licenza, e per la climlro i^k'edi), li seguono nei treni
laurea ; e se pel libero esercizio do- in separato frullone, ed il loro ono-
vettero pagare la stessa somma a rario mensile è di scudi venticinque.
titolo di propina, ebbero gli stessi Per quanto riguarda la sezione del
onori, e la stessa facoltà per la chi- pontificio cadavere, che dai chirur-
rurgia, che i medici per la mede- ghi si eseguisce, se ne tratta all'arti-
sinia. colo Cadavere del Papa. Del re-
jNelle altre provincie, ed in Roma, sto essi godono di quelle preroga-
dopo la bolla dì Leone XII, Quod tive, distinzioni, riguardi, e benefi-
(ìi\'iiia sapiciilia, i chirurghi vengono cenze, che loro dovute per
sono
laureati dopo che abbiano presi i l'alto onore di servire il sovrano
gradi nelle imivcrsità, ed abbiano Pontefice, e quali inlimi suoi fami-
fatto parte del collegio medico-chi- gliari.
rurgico. Autorizzati vennero ad or- Da ultimo Leone XII, nella bol-
dinare nelle malattie chirurgiche la Quod divina sapiciiùa , decretò
ogni medicamento, e godono perciò che il medico, e il chirurgo del
per le malattie chirurgiche la stessa Papa appartenevano sempre al col-
facoltà che i medici esercitano per le legio medico chirurgico dell'univer-
malattie di pertinenza medica. Non sità di Roma, e qualora non vi fos-
è così però negli ospedali ove si
, se posto in collegio ,
pel completo
tiene 1' antica pratica , avvegnaché numero de' collegiali, ambedue fos-
tulle le ordinazioni dietetiche , e sero ammessi come onorarli per poi
làrinaceutiche, anche pei malati di occupare il primo posto vacante. Il
chirurgia, sono fitte dai medici. chirurgo del conclave si presceglie
Perciì:> che riguarda i chirurghi, e per voti segreti dal sagio Collegio
la loro proiessioue, al precedente ar- de" Cardinali nella quarta congrega-
CHI CIII 109
7Ìone generale, che tengono (ìopo la vendo poi anche Innocenzo VI. Bi-
morte del Papa, nella quale pure eeveva per ogni otto sctlimane o ,

vengono eletti pel conclave (lue me- sia per ogni bimestre, come allora
dici, collo stipendio ognuno di cen- si pagavano gli onorari i, ventisette
to scudi al mese, fruendo e parte- fiorini e nove denari, ch'era l'or-
cipando de' privilegi Ae Conclavisti dinario stipendio così de'medici, co-
[Fedi), non che delie zimarre ne- me de' chirurghi palatini. Del celebre
re, che il medesimo conclave pure Guido o Guidone de Chauliac, me-
a loro concede. Da ciò si conosce dico e chirurgo di Uibano V, cap-
che l'abito del chirurgo del concla- pellaniis et commensalis Papac, che
ve è la zimai'ra nera , colla ber- nel 1 363 scrisse un' opera, è a ve-
retta dottorale del medesimo colo- dersi il citato Marini tom. I, pag.
re. Per dare poi qualche nozione 7() e scg. sulle diverse opinioni, che
de' chirurghi de' Pontefici, e de' con- sia stato al servigio di altri Papi
clavi, ci limiteremo ai seguenti cenni. avignonesi.
Sì fa menzione di un certo Pie- G nudaifa da Cremona, snrsieo,
tro de Tofallis, dal eh. Gaetano Ma- seguì Libano V nel viaggio in Ita-

rini, ne' suoi Archiatri Ponli/Icii, il lia; ed un Giovanni Catalani, chi-


quale fu medico chirurgo sino dal rurgo degli spedali di Avignone, ri-
iSiy del Papa Giovanni XXII, re- ceveva lo stipendio prima da Ur-
sidente in Avignone, e fu annove- bano V, e poi da Gregorio XI.
ralo tra gli ofliciali, e famigliari del Bobino de Singallo fu serviente
Pontefice, poi fatto canonico d'Agen. d'armi dell'aula pontificia, cioè maz-
Nelle vite de' Pontefici si legge inol- ziere, e fu barbiere e chirurgo di
tre,che cospirando contro la vita Urbano V: servì di poi anche Gre-
di Giovanni XXII, prima col vele- gorio XI. Angelo di Manuele, ebreo
no, poi colla magia, sì Girand ve- di Trastevere, nel 1 3r):?, fu anno-
scovo di Cahors, si Beinardo can- verato tra famigliari, o medici
i

tore di Poitiers , e sì il medico, e del Papa, e della santa Sede, me-


ilbarbiere flello stesso Papa, tutti diante una bolla di Bonidicio IX,
furono puniti severissimamente. Eo- che medesimo Marini riporta iicl-
il

neto Mote o di Lanfranco fu me- V Appendice al num. XX; mentre


dico, e valente chirurgo dal 34o 1 in allra del 1399, num. XXVI, io
in poi di Benedetto XII, come Io chiama chiiurgo, e tanto egli che i

fu Arnoldo de Chatus do micelio e suoi figli parimenti ehirui'ghi, da sì

chirurgo, che forse lo fu pure di Bonifacio IX, sì da Giovanni XXIII,


Clemente VI. Pietro Augerii fu chi- e sì da Martino V furono ricolmi
rurgo o siirffìco^ come allora si di- di grazie e di favori. Allorché Ales-
ceva, ed è chiamato (ìniuiaUo, cioè sandro V nel i4io si fermò in Bo-
cameriere, sino dal i33r), di Bene- logna, che avesse per suo
vuoisi
detto XII, e servì anche Clemente chirurgo il rinomato Pietro d'Arge-
VI, venendo chiamato ancora medi- lata, dal quale fu poi aperto ed im-
co. Giovanni di Genova, e Giovan- balsamato, il di lui cadavere Pie- :

ni di Parma furono chiringhi di tro Amelio, sagrista di Urbano V,


Clemente VI; il primo si conosce giudicò a pioposito inserire nel suo
anche col nome di medico, e il se- Ordine romano, presso il Mabillon,
condo di siirgico, e di fisico , scr- Dlus. Jial. tom. II, p. 526 e 527,
no CHI CHI
dopo di avere ivi detto il dovere palazzo Accoramboni in borgo, nel-
de' medici , allorché essi vedono il r esterna iscrizione s' intitolò Chi-
Papa prossimo a morirò, il modo rurgus. Sebbene il Papa nel moto-
clic nella preparazione del pontificio proprio, col quale gli concesse l'a-
cadavere si adoperava , di clic si rea, mediante lo sborso di mille du-
parla al citato articolo Cadavere cati di oro di Camera, lo chiamas-
del Papa. se suo medico e famigliare, egli in
Da una lettera del Cardinal Pa- un monumento, che poneva alla vi-
pieiise, de' 26 lnf»lio 1 4^^, si rileva, sta di tutti, volle dirsi chirurgo, e
che Giovanni /llbarisaìù, di Ferra- tale dovette essere. E veramente di
ra, accolito di Paolo II, da questo uomini di questa professione Leone
fu dichiarato suo chirurgo, ed ebbe X avea bisogno, per una fìstola ve-
quindi diverse provviste ecclesiasti- nutagli da gran tempo sotto le na-
che, ed il vescovato di s. Agata dei tiche, a curar la quale fu espressa-
Goti. Non solo Sisto IV ricolmò di mente introdotto nel i5i3 pel con-
onori i medici ma conoscendo la
, clave di Giulio li, un chirurgo cuni
importanza della loro arte, con bol- omnibus instrun:enlis ad scinden-
la del 147^3 ad ovviare gravi er- i duni apostema, et iste postquain in-
rori, che si commettevano da quelli, Iravit, amplius non exivit, siccome
che usurpavano il nome di medi- narra il diarista Grassi. Un altro
ci, ordinò che si eseguisse la legge diarista anonimo, Miscel. in ardi.
fatta dal collegio de' medici di Ro- Val. a pag. 286, racconta essere
ma, che nessuno maschio o femmi- questo stato Giacomo da Brescia,
na, cristiano o giudeo, i quali non e che se ne uscì dal conclave il
fossero maestri o licenziati in me- giorno medesimo, in cui era entra-
dicina , si esercitasse sul corpo u- to. Ma lo stesso Grassi, ed altro
mano in fìsica, o chirurgia; la qual isloriografo di quel conclave , dico-
legge Sisto IV estese poscia nel i47^ no che il Cardinal de' Medici, poi
con sua bolla anche agli speziali Papa Leone X, avesse da principio
[Fedi). Queste due bolle conferma- portato per conclavista il detto Gia-
te nel i4i^6 da Innocenzo Vili, in como. Nell'agosto del loiG fu Leo-
appresso lo furono pure da Clemen- ne X vicino a morire per tal fìsto-
te VII nel i53i. 11 Marini fa men- la, apertaglisi in cinque luoghi, e fu
zione di un Gia-
libro dedicato a per essa che nell' anno seguente il

como Solleciti, medico di Sisto IV, Cardinal Alfonso Pelriicci, il quale


nel quale si legge la formola epi- si chiamava offeso dalla casa ]\ledi-
stolare pei medici chirurghi, in cui ci gravemente si avvisò di poter
,

si nomina un Aduarda Teutonico insinuare il veleno coll'opera del va-


chirurgo perìlissìmo. Un maestro Gio- lente ed ardito chirurgo Battista da
vanni Chirurgo condusse seco con \ercelli nel medicare al Papa la fi-
molte persone il Cardinal di INIon- stola, avvegnaché quel chirurgo ser-
reale,quando andò legato di Ales- viva pure il fratello del Cardinale
sandro VI al re Alfonso di Napoli Borghese Petrucci. Discoperta l'ini-
nel i494- qua trama, il chirurgo, e certo Ni-
Giacomo Bartolomeo da Brescia ni furono esemplarmente squartati,
fu medico di Leone X, e nella ca- e rotta la gola al Cardinal in Castel
sa che si eresse per sé presso il s. Angelo, dopo la di lui degrada-
. ,

CHI CHI III


zione; olire di che severa in ente fu- tedesco pogli Alemanni, un france-
rono puniti i complici di si orrendo se pei Galli, ed uno spagnuolo pei
attentato. Cardinali di questa nazione. Fra i
Giocamo Rnstclli, rimincse, fu il i medici ne' ruoli del palazzo apo-
chirurgo di Clemente VII, e dei stolico si legge un Piemigio de' Pe-
Papi, che gli successelo sino a Pio roni di Liegi, chirurgo della fami-
IV, cioè Paolo IH, Giulio IH, Mar- glia pontifìcia . I chirurghi furono
cello II, fc Paolo IV, e lo sarebbe Fabio Picioni, ro-
JNicoIò de' Santi,
stato anche di s. Pio V, se la mor- mano, ed Antonio Sarti, rimincse.
ie non lo avesse involato, essendo Il ruolo delpalazzo non nomina
entralo per morte di
ne' conclavi che Rcaldo Colombo e Giacf>nio ,

Adriano VI, di Paolo III, di Mar- Easlelli, oltre vm Vittorio da Orte.


cello II, e di Paolo IV qua! chi- Ma su queste divergenze di persone,
rurgo del sagro Collegio. Egli venne veggasi Marini, nel luogo citato
il

chiamalo Chiriirgomm sui tempoiis alla pag. 892. Dal medesimo si ha


principem, e molto eccellentissimo che un Scipione de Rossi, milanese,
Cerusico. Alfonso Ferro, napolita- nel settembre del i554, fu ammes-
no, servai da chirurgo Paolo IH, e so a servire come chirurgo di Giu-
Paolo IV, ed alcuni lo vogliono lio HI; e che Realdo Colombo ana-
medico, e chirurgo eziandio di Giu- tomico nel i554 fece la sezione al
lio III, e candidato di quelli, che cadavere del Cardinal Alessandro
concorrevano ad esserlo con Pio Campeggi, encomiato da alcuni au-
IV. Benedetto Giunj, di Como, fu tori. Tutti però sono concordi nel-

chirurgo palatino sotto Paolo IH, e ratlermare, che Bartolomeo Maggi


Giulio HI. Questo secondo lo ebbe fu chirurgo, non medico di Giulio
suo nel i55o in Viterbo: pure si HI. Non dobbiamo tacere, che vuoisi
sa avere assistito Clemente VII ne- essere slata cagionata la morte del
gli ultimi due mesi della malattia, successore di questo, Marcello II,
e che lo portò alia tomba, colla pro- che legnò soli ventidue giorni ( T .

visione di cinque scudi il giorno Genebrardo in Chron. lib. 1\' ) dnl


Nella chiesa di s. Giacomo a Scos- veleno messogli da un chirurgo m
sacavalli, ove Benedetto è sepolto, un' occulta piaga, che da molto
si legge nella iscrizione, ch'egli lasciò tempo aveva in una gamba. Certo
gran desiderio di sé a' poveri ma- è che apertosi il cadavere, non fu
lati. trovato segno di veleno. Il Marini,
Dopo la morte di Paolo IH , nel parlando a pag. 4'*^ di Marcello
conclave incomincialo ai iq novembre lì, secondo il Mandosio, il
riporta
i549, è lerniinato ai 7 febbraio sunnominato Francesco Colombo
i55o coir esaltazione di Giulio HI, chirurgo, come medico di quel Pa-
si vide, come cosa rara l' introdu- , pa, che invece il Marini dice già
zione in esso di sei medici, e di sei morto in Perugia ai 23 luglio del

chirurghi, lo che non avea avuto né i553. Paolo IV ebbe molti medi-
ebbe poi esempio. Ma avendo Car- i ci sebbene ci dica il
e chirurghi,
dinali deputati sul conclave stabili- p. Caraccioli nella sua \ita, che po-
to, die tutte le nazioni vi avessero co si servì de'raedici e delle medi-
i loro medici, e chirurghi, perciò de- cine, come quello, che in lingua gre-
putarono Ire italiani per IMtalia, un ca avca letto Avicenna , la scuola di
1.2 CHI CHI
Salerno, e Galeno. TiillavoUa [viaccn- col(,ro, che ricercassero de' barbieri
d((gli disputar co'nicdiei sulla filoso per le sanguigne. V'ha pure chi
fìa,i; sulla nu'dicina, chlti; vari clii- pei gigli iiiU-nde essere il suddetto
quali lìnono (iiacomo da
rtirfjlii, i l'onlclice disceso da un barbiere
l'crugia,Malico Vilj, Allòiiso Ferri, chirmgo, giacché nell'arme di casa
(icnnanico Uaslelli , Scipione de Medici, una delle palle, che la for-
liossi, e Gio. l"'ranccsco Oliva. Fu ma, ha sopra diversi gigli. Anzi o-
Paolo IV, elle pioibi nuovamente pinano alcuni che la stessa casa Me-
poter i inediei ebrei curare i cri- dici di Firenze discenda da un
stiani, ancurcliè chiamati e pregati. medico, che adottò per istemma
Del successore Pio.iV, de Medi- le coppette di vetro, le quali per
ci, niilaiicsc, crealo nel i55c), nel la forma furono poi convertite in
Diiii-io Itilcrario, che ili stampato palle. Che i barbieri facessero le o-

in Firenze nel i744; si dice al perazioni chirurgiche sotto la di-


num. i.\, ch'egli era figlio di Ber- rezione de' medici ,
già si disse il

nardino, il rpiale per essere nato da peichè furono detti, e considera-


un chirurgo, fu detto del Medico. ti anco come chirurghi ; e quan-
Ma r Argelati confutò quegli scrit- do Eugenio IV nell'anno 144^* ei'es-
tori, che negano l'origine dei Medi- sc la loro antica congregazione in
ci di Milano, come derivanti dal luiivcrsità, ne stabili i regolamenti
ramo Medici di Firenze. Tiittavolta e gli statuti , che poi furono con-
di ({uesla opinione senihra che fosse fermati eil ampliati da altri Ponte-
il gran Michelangelo Buonarroti, il fici, massime da Sisto IV, che l'ar-
quale ncll' erigere per ordine del ricchì di privilegi , concedendo in-
l'apa la Porta Pia {Vedi), ed al- dulgenze alla chiesa della ss. Tri-
ludendo ai barbieri e chirurghi da nità dietro Torre Argentina, e che fu
cui cretlcvasi originaria la famiglia già del monistero delle monache di s.

di l'io IV, satiricamente e con biz- Chiara, cioè di alcune di quelle ches.
zarx-o disegno nelle decorazioni ester- Domenico trasportò insieme a molte
ne di travertino, in bassorilievo scol- altre di Roma presso la chiesa di
pì asciugamani, catini, e saponette, le s. Sisto. L'università de' barbieri
quali possono essere prese per le chirurghi, prima di Sisto IV, ave-
palle, slemma della famiglia IMediei. va la chiesa nel rione ponte vicino
Anzi siccome i barbieri insino a' no- a s. Lucia della Chiavica. Ottenuta
stri tempi, come dicemmo superior- quella della ss. Trinità, la riedifi-
mente, dovevano, giusta l' antichis- carono, l'adornarono di buone pit-
sima, e lodevole consuetudine, eser- ture, e la dedicarono ai loro santi
citare la bassa chirurgia, massime protettori Cosma, e Damiano, dei
la flebotomia, nel prospetto esterno (juali si celebra la festa
27 set- a'
delle loro botteghe si vedono in tembre. 11 Fiorentini, in Adnot. ad
lloma le pareti dipinte priucipal- i\l(tityiol. Hicroiìy/iiiantuUj V. kal.
mente coi colori bianco e turchino, oct. p. 879; e Bona, Rer. Liturg.
con dei gigli gialli su quest' ultimo. cap. 2, § 3, scrivono che tre cop-
Vuoisi spiegare un tal contrasto di pie de' santi si trovano coli' istesso
colori perchè avessero ima fàcile in- nome di Cosma, e Damiano uno ;

dicazione nel bujo della notte ( non di martiri nell' Arabia altra di ,

cbseudo Ilunui prima illuminala), confessori ncll' Asia, la terza di mar-


CHI CHI ir3
tiri, che patirono il martirio in Ro- durezza. Gregorio XIII, come abbia-
ma, tutti però di professione me- mo dal suo biografo Ciappi, celebie
dici, e perciò anche chirurghi, se- speziale pontificio, ebbe per chirur-
condo costume di que' tempi, in
il ghi il suddetto Ludovico ^Monticoh ;

cui senza mercede curavansi gli am- e Gioseffo Zerla. Questo secondo in
malati. A questi due martiri romani, compagnia del pur nominato Germa-
de' quali senza dubbio si fa memoria nico Rastelli, e di un Andrea Mar-
nel canone della messa fu dal Pon- , colini , nel i565, concorse per esse-
tefice s. Felice IV del 5i6 dedicata re fatto chirurgo del conclave. Il Mon-
la chiesa, che sta nel foro roma- ticoli fu poi chirurgo anche di Gre-
no. P^. il Piazza Opere pie di Roma, gorio XIV, e Paolo V. Per morte
a pag. 6 [ o, Della confraternita dei di Gregorio XIII, entrò nel conclave
ss. Cosma e Damiano de' barbieri, per chirurgo un certo Giuliano Cec-
e sliifaroli ; e Statuti, ordini, e co- chini. Questo Pontefice, con costitu-
stituzioni dell' università , e colle- zione de"3o marzo i58i, confermò
gio de' barbieri di Roma , Roma quelle d' Innocenzo III, Paolo IV,
1783. e s. Pio V, colle quali si vieta ai
Ritornando a Pio IV, leggo nei ci'istiani di servirsi nelle loro infer-
registratori dei ruoli del palazzo apo- mità di medici ebrei, e nello stes-
stolico, oltre cinque medici ed uno so tempo ricordò a'medici cristiani
speziale, tre medici chirurgici : Gia- di opportunamente avvertire i ma-
como da Perugia, Scipione da Mila- lati nel pericolo di morte; ciocché
no concittadino del Papa, e Lazza- inculcò Innocenzo XI, nel concilio
ro Palombo. Nel Rotulo poi delle fa- romano 1723 Benedetto XIII,
del
miglie pontificie, che nel settembre indi Clemente XIV, Pio VI, ed al-
i56f, seguirono Pio IV a Perugia, tri zelanti Pontefici. Nel ruolo dei
per medici sono registrati Francesco famigliari di Sisto V, e nella classe
Manfredi, e Pomponio da Pescia, e de medici fisici, cerusico e speziale,
Nicolò Speziale. Chirurgo poi di s. lessi per chirurgo il detto Giuliano
Pio V, che nel i566 successe a Pio Cecchini, rilevandosi dal medesimo
IV, si nomina un Germanico Ra- molo, e dagli altri anteriori e po-
stelli, figlio del summentovato Giaco- steriori, che sono nell' archivio dei
mo, che avea servito anche Paolo palazzo apostolico, la parte di pane
IV Nei ruoli del palazzo apostoUco
. e vino quotidiana, i cavalli loro as-
della famiglia del medesimo s. Pio segnati, i servi loro addetti, e le al-
V, nel 1 57 I, sono registrati Lazzaro tre distribuzioni, come olio, cande-
Palombo, già chirurgo di Pio IV, le, aceto, legna, fieno, orzo, e biada
e Ludovico Monticioli, o Monticoli. pei cavalli ec, di cui godevano dal
Questo santo Pontefice rinnovò la proi- palazzo stesso i chirurghi Ponti-
bizione già fatta da Innocenzo III fìcii.

ai medici, di non visitare, né curare Racconta il Mucanzio nel suo dia-


gl'infermi, che non si fossero confes- rio manoscritto, che al cadavere di
sati nel terzo giorno della loro in- Gregorio XIV, aperto alla presenza
fermità. Nella sua morte, coll'apri- dell' archialro Simone Castelvetro,
re i chirurghi il suo cadavere, tro- dal predetto Monticoli chirurgo del
varono nelle viscere tre pietre della Papa, si rinvenne una pietra della
stessa grandezza, forma, colore, e forma di un grosso uovo.
VOL. XIII. 8

%^h^^^fi^/^ ^J&(>U't>i't

^\ *^
AAirrMri*5*'' H:
ii4 CHI CHI
Giuliano Cecchini fu pure da me del conclave Diaii di Roma. Oltre
i

rinvenuto tra i ruoli ili Clenieute a ciò si possono vedere gli articoli del
Vili, per chirurgo del Papa. Il ni- Dizionario Medici e Famiglia Pon-
pote di Clemente Vili, Cardinal tificia, nonché Ospedali di Roma ed
Pietro Aldobrandini, elevato alla U.viversita' Romana, nella quale vi
porpora dallo zio nel i5^99, '"ti'o- sono cattedre di anatomiaj di chi-
dusse a sue spese le spezierie e i rurgia teorica, di ostetricia, di cli-

medici a benefìcio de'poveri per tut- nica chirurgica, ed un collegio me-


ti i rioni di Roma, i quali, in uno dico-chirurgico istituito da Leone
ai chirurghi;, durano tuttora a spe- XII, che nel comporlo aggiunse sei
se dell'elemosineria apostolica, sotto chirurghi al preesistente collegio di
la dipendenza del prelato elemosinif- dodici medici, del quale faceva sem-
re del Papa (Fedi). Nei ruoli di pre parte il medico del Papa, che a-
Urbano VHI trovo registrati tre me- veva posto distinto immediatamente
dici,e talora quattro, oltre il me- dopo il presidente, seppure non cuo-
dico della compagnia del ss. Sagra- priva questa carica. Non riuscirà poi

nieuto di s. Pietro, nella quale era- discaro l'aggiungere, che fra i chi-

no aggregati i famigliari Pontificii; rurghi de'Papi, che ottennero mag-


non che un Ferrante Serroni ceru- gior celebrità, ed ebbero grandissi-
sico dell'ospedale di s. IMarta de'me- ma fama europea , principalmen-
desimi famigli del palazzo apostoli- te per le loro opere anatomiche e
co, ed un Paolo Carcarasio spezia- chirurgiche , per cui alcuni furono
le. Nella vita di detto Papa, si leg- riguardali restauratori della chirur-
ge die il Carcarasio gli medi- gia , vanno rammentati i seguen-
cava il fonticolo, e perciò col suo ti, di molti de'quali già men- si fece

mezzo volevasi dai nemici avvele- zione. Guido di Chauliac di Clemen-


nare. te VI, e di Urbano V; Pietro d'Ar-

Il Cardinale Ottaviano Aquaviva geiata di Alessandro V; Giovanni


d'Aragona mori d'anni sessantasei, di Vico di Giulio II; Alfonso Ferri
nel 1647 per un'arteria disgraziata- di Paolo III, Giulio III, e Paolo
mente tagliatagli dal chirurgo. Que- IV; Realdo Colombo di Paolo HI;
sto tristo avvenimento si rinnovò Bartolomineo JMaggi di Giulio HI;
col Federico Borromeo
Cardinale Costantino Vaioli di Gregorio XIII;
milanese, che ne morì d'unni 56 Carlo Gualtani di Benedetto XIV; e
nel 1673, il quale considerando il Giuseppe Flajani di Clemente XIV,
discredito in cui sarebbe caduto il e di Pio VI. Alcuni però de' suddet-
mal pratico chirurgo, gli assegnò la ti, come Giulio di Chauliac, Ferri,

vitalizia pensione di annui scudi cin- Maggi, e Varoli, furono anche ar-
(juanta. chiatri, e medici dcgU stessi Papi.
Non avendo rinvenuto altre co- CIIISUME. Città vescovile dei gia-
se particolari sui chirurghi dei Papi, cobiti, nella diocesi di Antiochia nella
e di quelli del conclave, ed essendo Siria,intorno la quale si fa menzio-
più comuni le loro notizie, pel se- ne di cinque vescovi che vi ebbero
colo passato e pel corrente, pei chi- sede, nonché di un rinomato moni-
rurglii dei Papi vi suppliscono le stero, in cui ritirossi Giacomo di
annuali Notizie di Roma all' arti- Edessa, allorquando lasciò la pro-
colo Famiglia Pontificia, e j^>er quelli pria sede.
, ,

CHI CHI ii5


CHIUSI {Clusin). Città con resi- tossi al dominio
romani, dive- de'
denza vescovile unita a Pienza, nel nendo però nobile municipio ascrit-
granducato di Toscana, nella pro- to alla tribù Arniense. la se-
vincia di Siena situata su di un col- guito nelle sue vicinanze, Siila bat-
le del quale la Chiana inaffia le fal- tè gli avanzi dell' esercito di Ca-
de, l'ormando non lungi il lago che tone.
da essa riceve il suo nome, e le cui Nel secolo IX , e forse nel pon-
rive settentrionali, ed orientali for- tificato di Giovanni Vili, che fu
mano i limiti tra la Toscana, e lo eletto neir 872, l'imperatore Carlo
stato della Chiesa. Tito Livio, Poli- il Cal\'o^ donò alla Chiesa Romana

bio, S trabone, Plinio, e quasi tutti la città di Chiusi, come diffusamente


gli antichi autori parlavano di Chiu- descrisse il Cardinale Stefano Borgia,
si, Clusium, come di una antichis- Difesa del dominio temporale della
sima città, e di una delle principa- sede Apostolica, ec, alle pag. 1 35,
li e splendide Lucomonie etrusche. r36 e iSy. Dopo avere obbedito
Ebbe anche il nome di Caniars ,
ai re longobardi , sotto de' quali
secondo Tito Livio. Delle terme Chiusi era capo di un rispettabile
dei templi , e delle altre sue pas- ducalo, e residenza del duca, passò
sate grandezze non evvi più ve- sotto ladominazione dei vicari im-
stigio ; solo alcuna cosa si rin- marchesi di Toscana, e
periali, e dei
venne negli importanti scavi ivi o- in ultimo fu assoggettata ad Orvieto.
perati. Si vuole, che fosse la capi- Ma nel io3i ne scosse il giogo, e
tale degli stati del re Porsenna, dopo lunghi contrasti , coli' aiuto dei
il quale di cesi vi fabbricasse un la- sanesi e de' pisani, l'icuperò la li-

berinto ove fu sepolto in un son-


, bertà, della quale però poco
go-
tuoso mausoleo. Chiusi era già in dette, dappoiché successivamente i
istato florido quando surse Roma, perugini, ed i circo-
gli orvietani,
e poteva considerarsi come capitale stanti ne avvicendaro-
feudatarii se
della Toscana, essendo residenza di no il possesso, e sempre maggiore
Porsenna o Lucumone
, che agli , ne resero il guasto. Sotto l' impero
altri Lucumoni sovrastava. Porsen- di Carlo IV, che vi avea fatto un
na, dopo l'espulsione da Roma di breve soggiorno, Chiusi ricuperò la
Tarquinio il Superbo, mandò con- libertà, e cominciò a risorgere dal
tro quella città il suo esercito, per suo squallore ;
quindi la ricevette
giovarlo e riporlo sul trono. Nel quar- in feudo il Lorena e
visconte di ,

to secolo di Roma soffri Chiusi gra- poi r ebbe per maritaggio Muzio
vi molestie dai Galli Sennoni , che Attendoli di Cotignola, detto Sfor-
assediarono la città però i chiusini ; za Grande. Dappoiché avendo
il egli
assistiti dai romani, che loro aveva- sposata Antonia Salimbeni di , fa-
no inviato per legati tre figli di M. miglia antica e potente di Siena
Fabio Ambusto, rintuzzarono l'ardi- donde nacquero i conti di s. Fiora,
re dei galli, il cui duce, come narra duchi di Sforza, e il b. Carlo ar-
lo stesso Livio , restò trafitto dal- civescovo di Milano, ricevette in dote
l' asta di Q. Fabio , uno dei tre la città di Chiusi con altre terre e
legati. Ma Chiusi , verso 1' anno castella ; le quali possessioni gli fu-
4?^ di Roma, sub\ la sorte del- rono confermate nel \^\o. Ma nel
le altre città etrusche, ed assogget- i4i5; essendo stato Muzio impri-
3,, ,
,

!i6 CTI! CHI


clonato
o
dal marito di Giovanna II quislo di gioie un certo Ranieri, gran
regina di Napoli, i sancsi ne ap- conoscitore di esse. Questi in latti

prolìttarono per oecnpar Chiusi e ne acquistò da un mercadante ebreo,


le terre soggette allo slato sanese reduce da Gerusalemme, ed il mer-
per cui nel seguente anno fu costret- calanlc volle inoltre donargli uà
to a IMuzio (arne cessione per una anello, che dicesi di agata orienta-
somma di denaro, come scrive il le, o amatista di Siria, cioè quello,
Ratti, Della famis;lia Sforza, t. I, con cui fu sposata Maria a Giusep-
pag. 6, i5, e 3G5. In appresso, e pe, ereditato dai suoi maggiori. Ri-
nel i4i^^j ^^ città di Chiusi fece cevette Ranieri l' anello con indif-
alla repul)blica di Siena una spon- ferenza mettendo poco conto a tale
tanea dedizione del proprio domi- assertiva, e senza badarci, colle gioie
nio . Tultavolta non trovò pace lo consegnò in Chiusi alla marche-
finché col territorio sanese non fu sa. Intanto gli morì l'unico figlio,
unita al granducato di Toscana, pei il cui cadavere mentre portavasi col-

conflitti per le
di estranei eserciti, la pompa funebre alla chiesa di s.

stragi e pei che soffri


saccheggi Mustiola o Mostiola distante da ,

particolarmente per le guerre dei Chiusi più di tre miglia, con istu-
confinanti perugini. Cagione delle pendo prodigio si alzò sulla bara
guerre co' perugini fu l' insigne re- riprese il genitore per la sua indif-
liquia dell' anello pronubo della b. ferenza, disse che per punizione di
Vergine Maria, che servi al suo spo- esso era seguita la sua morte, si

saliziocon s. Giuseppe; il perchè, fece portare la cassetta delle gioie,


oltre quanto abbiamo detto al vo- e senza mai averle vedute, subito
lume li del Dizionario a pag. .7 prese il santo anello, il baciò, lo
e 74, cioè che seguendo l' autorità mostrò a tutti , e lo consegnò al
del Novaes, Storia de Pontefici, t. parroco di detta chiesa, che allora
VII, pag. 50», fu lasciato quell'a- era de' canonici regolari ,
perchè
nello a Chiusi da s. Mustiola, e l'esponesse alla pubblica venerazio-
discoperto sotto Gi-egorio V, aggiu- ne. Quindi in conferma del suo di-
gneremo il seguente cenno, il quale re manifestò due voti fatti dal pa-
ricaviamo dal Compendio istorico ri- dre, e a ninno cogniti, il luogo ove
guardante il pronubo anello di Maria dovea il suo corpo tumularsi, e ri-
ss.y che si conserva nella chiesa catte- posò nel Signore. In progresso di
drale di Perugia, del sacerdote Do- tempo, rovinandosi la chiesa di s.
menico Venti, custode di detta re- Mustiola, verso l'anno i3oo il sa-

liquia , stampato in Perugia nel gro anello fu trasferito in Chiusi


i838. nella chiesa de' conventuali di s.

Intorno al X
secolo, governava Francesco, dove nel 147^ un
da
la Toscana, qual vicario dell' impe- francescano tedesco, nominato Vin-
ro, il marchese Ugonc figlio di Al- tcro, vedendosi perseguitato a segno
berto di Ugone re d'Italia, che per d' essere incolpato di aver involato
meglio governare risiedeva alterna- il santo anello, preso da dispetto
tivamente in diverse città, principal- elTettuò il rubamento la notte de'aS
mente in Chiusi. Di là la sua mo- luglio, e colla scusa di avviarsi al
glie Giuditta, nipote dell' imperato- perdono di Assisi, nel passare da Peru-
re Ottone III, inviò aP\.omapcr l'ac- gia, per mezzo d' un suo amico of»
CHI CHI 117
(vì l'anelloa Matteo Francesco Mon- cario di terza classe per l'amministi'a-
tesperelli, capo d'ufficio della città, zionc della giustizia, e la erezione
e ritornando da Assisi a Peru- della vecchia sua fortezza rimonta al
gia, accusato qual ladro del santo secolo XII. Giuseppe Migliori nel
anello da due religiosi di Chiusi , fu l'jSi stampò in Siena una Lettera
carcerato per comando del Cardinal della qualità dell' aria della città
s. Sisto legato di Perugia. In questa di Chiusi.
città poi rimase allorché uscì di pi'i- La sede vescovile di Chiusi fu
gione sino alla morte, avvenuta nel istituita,secondo Comraanville, nel-
i5o3, sempre mantenuto dal co- l'anno 45o, e secondo altri, prima
mune. Intanto che fr. Vintero fu di tal' epoca. Vi sono realmente ar-
posto in prigione,
il di lui amico gomenti per crederla di data molto
chiamato Giordani dalle Mine, sen- più antica, e lo stesso Benedetto
za dichiarare la provenienza del XIV mostrò essere di tale opi-
santo anello ne fece irrevocabile nione. Pasquale II, nell'anno iioo,
donazione alla patria, laonde nell'ac- unì al vescovato di Chiusi la sede
ccltarlo il comune di Perugia de- vescovile di Castel della Pieve, poi
cretò la conQsca de' beni, la morte, Città della Pieve; unione che con-
e r infamia contro chi avesse pro- fermò Celestino III nel 1191,6 che
posta l'alienazione dell' insigne i-eli- durò sino al 1600, in cui Clemente
quia, che fu posta in valida custo- Vili istituì o ripristinò, come preten-
dia di ferro chiusa a quattro chiavi de lo storico Bolletti, la sede episco-
nel palazzo comunale. pale di Città della Pieve (P^edi) , sepa-
Dolenti i chiusini per tanta per- randola da Chiusi. A queir articolo
dita, ricorsero al Cardinal France- vi sono notizie, che risguardano que-
sco Piccolomini, arcivescovo di Sie- sta città, e il suo lago. La chiesa
na, nipote di Pio II, che per ri- di Chiusi tra i suoi vescovi conta
cuperare il sagro anello si recò a il Cardinal Francesco degli Atti, no-
Perugia ; ma non conseguendo l'in- bile di Todi, fatto vescovo da Cle-
tento, ricorsero i chiusini alla pro- mente VI in Avignone, morto poi
tezione de' sanesi, che inviarono alla in odore di santità; come si gloria
città per ambasciatore il celebre a ragione di monsignor Nicolò Bo-
Bartolomeo Bonasperio , mentre il nafede, accettissimo a vari Papi.
maestrato di Perugia spedi al Pon- Esaltato al pontificato il sanese Pio
tefice Sisto IV in ambasceria Ba- II, Piccolomini, nel trovarsi in Sie-
glione Vibi, e Gentile Signorelli per na ai 19 aprile dell'anno i4%>
informarlo del flitto. Al medesimo eresse la sede sanese in metropo-
Pontefice anche i senesi inviarono litana , e tra le chiese suffiaga-
due oi-atori per favorire Chiusi , nee , che le assegnò , comprese
mentre fra le parti contendenti pro- questa di Chiusi ordinando che ,

seguivano le rappresaglie guerresche, tanto per l'arcivescovo di Siena, che


ch'ebbero solo fine quando i chiu- pei vescovi suffraganei, ne godesse
sini ritrovato prodigiosamente il
, la nomina la stessa città di Siena.
corpo di s. Mustiola vergine e mar- In appresso, mentre era Vescovo di
tire, ti'a lasciarono d' insistere per la Chiusi monsignor Giustino Bagneri
ricupera del santo anello. olivetano, Clemente XIV, nel 1773,
Nella città di Chiusi risiede un vi- unì a questa chiesa quella tcscovì-
iiS Clio Clio
le di Pìenza (Fedi). La cattedrale inferiore, il cui vescovo risiede nella

(li ( Jiiiisi è assai antica , ed è un città di Temeswar. Chonad è posta


bcU'edilIcio, eziandio per le sue alla sinistra sponda del (lume Ma-
considerevoli colonne già appartenen- rusio o Marosuna deliziosa e
, in
ti a qualche tempio, o altra magni- fertile pianura, come lo è il paese.

fica fabbrica. Essa è dedicata a s. È comitato del suo nome, distante


Secondiano, e la città riposa pui'e circa tredici miglia da Seghedino.
all'ombra del valevole patrocinio di Fu un tempo munita di fortifica-

s. Mustiola vergine e martire, il cui zioni, che i turchi impossessandose-


sagro corpo rinvenuto prodigiosa- ne fino dal i574j dovettero demo-
mente in quella cattedrale anti- lire per la pace di Carlowitz nel
chissima, è quivi con ispeciale pie- 1G99. Il barone di Mercy, e il ge-
tà venerata. Il suo capitolo si com- nerale Heusler la presero nel mar-
pone di due dignità, la prima del- zo del 1686; ma solo nel lyiGfii
le quali è l' arciprete , la seconda restituita al regno ungarico, di cui

il preposto , con dieci canonici , e segui i destini.

quattro cappellani, non compresi i La sede vescovile di Chonad fu


preti, e chierici studenti in quelle eretta per autorità del Pontefice Sil-
scuole vescovili, e che hanno ob- vestro II, da s, Stefano I re di Un-
bligo di essere addetti al servi- gheria, apostolo di sua nazione, ver-
zio ecclesiastico. Nella cattedrale e- so l'anno io3o. Ne fu primo ve-
sercita le funzioni parrocchiali l' ar- scovo s. Gerardo della nobile veneta
ciprete
; tre parroehi hanno la cura famiglia Sagredo, pel cui zelo reli-

delleanime del contado, e della gioso fu istituito un collegio di sa-


campagna; ed ogni vescovo è tas- cerdoti, furono fondate delle scuole
sato ne' libri della cancelleria Apo- che divennero le più celebri del rea-
stolica in fiorini cento ottantasette. me ungarese, e fu propagata la di-

CHOLET Giovanni, Cardinale. vozione alla b. Vergine ne' suoi dio-


Giovanni Cholet, nacque di nobile cesani venuti di fresco alla fede.

lignaggio in Francia, in Nomtre nel- Premio delle sue apostoliche fati-

la diocesi di Beauvais, di cui fu ca- che fu il martirio ,


giacché alcuni
nonico e poi vescovo. Creato prete sediziosi ricaduti nelle superstizioni
Cardinale di s. Cecilia nel 1281 da del gentilesimo, in Buda, ai 24 set-

Martino IV , fu legato in Inghil- tembre del 1047, lo lapidarono, e


terra nel 1283, e mori in Roma trafissero colla lancia. I di lui suc-
a' 1 agosto 1293, dopo aver fon- cessori fiorirono nella sede di Cho-
dato in Parigi il collegio di Beau- nad sino al 1574, in cui, occupata
vais del suo nome , che fu termi- dai turchi una gran parte dell' Un-
nato nel 1295. gheria, la forte città di Chonad fu
CHOMA, o COMA. Città vesco- presa di assedio, e furono distrutte
vile di Licia, la cui erezione rimon- dalle fondamenta le sue fortifica-

ta al quinto secolo. È nella diocesi zioni. A sì lagrimevole catastrofe il

d'Asia, ed è sullraganea della me- clero della diocesi si disperse, si

tropoli di Mira, e di essa si cono- csti userò tutte le ecclesiastiche isti-

scono tre vescovi. tuzioni, costrettifurono i fedeli alla


CHONAD o CSANAD {Csana- schiavitù, o all'esilio. Quindi i ve-
dien.). Città vescovile dell'Ungheria scovi, che si nominarono dalia san-
,

CHO CHO 119


ta Sede, furono come quelli in pnr- no propagato in varie parli , restò
tibiis, perchè dovevano risiedere ben men danneggiato. In Temeswar si
lungi dai confini della diocesi , fin- portò anco il capitolo, e per la mu-
ché l'imperatore Carlo VI, colle nificenza del predetto Carlo VI e
vittoriose sue armi liberò tutta la di sua figlia i' imperatrice regina
diocesi di Chonad dal giogo otto- Maria Teresa, vi fu faljbricata la
mano. bella cattedrale, dedicata a s. Gior-
Ritornato il vescovo in Chonad, gio martire. Tuttavolta il vescovo,
e trovando appena i ruderi dell' e- la diocesi , il capitolo e la stessa
piscopio, prima fu costretto di fer- chiesa cattedrale appellano col- si

mare la sua sede nella città di Se- l'antica nomenclatura, cioè col pri-
gedino o Szegedin, una delle pii^i an- mitivo titolo della sede Csanadien-
tiche, forti e ragguardevoli città di se. Ad accrescerne la popolazione,
Ungheria, e poscia nell'anno lySi, e l'industria, spesso Maria Teresa
in Temeswar. Questa regia e libera vi spedi da varie parti del germa-
città d' Ungheria, capoluogo del co- nico impero colonie cattoliche , co-
mitato di Temesch, è posta in gran- me pur fece nelle altre diocesi del
de pianura paludosa, sul canale di regno con felicissimi risultamenti,
Bega, ed è sede della corte di giu- dappoiché nel 1782 i cattolici di que-
stizia pei tre comitati del Bannato. sta diocesi ascesero a centotrenta-
Essa è una delle primarie fortezze mila, ed ora poi ve ne sono più di
della monarchia, reg^olarmente fab- quattrocentomila.
bricata con quattro sobborghi , né Nella cattedrale vi si venerano
manca d'importanti edificii , e di molte reliquie, ed è ben fornita di
civiche Secondo d'An-
istituzioni. sagre suppellettili. Il capitolo si com-
ville, sarebbe il Temeswar
Thybi- pone di quattro dignità, prima delle
scus degli antichi nella Dacia da , quali è il prevosto. Vi sono sei ca-
Traiano soggiogato. I turchi, coman- nonici onorarii, tra' quali il teologo,
dati da Solimano II, se ne impa- e il penitenziere, quattro beneficia-
dronirono nel i55i e la conser- , ti, e diversi chierici addetti all' uf-

varono sino al 1716, in cui il prin- fiziatura, ed al servigio della chie-


cipe Eugenio la restituì all' impera- sa, la quale è tuttora sulfraganea
tore Carlo VI, e pel trattato fatto della metropoli di Colocza. Nella
in Passarowitz nel 1 7 1 8, rimase per città vi sono tre parrocchie, due ci-

sempre alla casa d' Austria. miteri , un collegio dei pp. delle
La città di TemeSAvar rimane nel scuole pie, i religiosi di s. Gio. di

mezzo della diocesi di Chonad , il Dio, ossiano i Benfratelli, tre ospe-


cui circuito è di settecento miglia dali, ed il seminario numeroso di
geografiche, e perciò ragionevolmen- alunni. L'ampio episcopio è poco
te fu stabilita per residenza dei ve- distante dalla cattedrale ; e la men-
scovi. Per dominazione ottomana
la sa nella cancelleria Apostolica è tas-
nella diocesi ebbe quasi ad estin- sata a trecento fiorini. Tra i ve-
guersi il nome cristiano, eccettuata scovi illustri di Chonad vanno ram-
la città di Segedino, in cui, e per mentali , un Giovanni Cholosvary
la residenza episcopale, e per la vi- oratore del clero d' Ungheria al con-
gilanza de' francescani, che la dife- cilio di Trento, ove mori nel i562;
sero pur anco dallo scisma Fozia- e l'attuale monsignor Giuseppe Le-
,

ilo CIA CIA


iiovicz, clic nella serie de' vescovi che e profane. Egli vi riuscì in quel-
Csanadiensi è l' ottantesimoler/o, il lo tanto a meraviglia, che il dotto

(piale,benemerito già per avere vit- Ambrogio Moralcs, nell'opera delle


toriosamente, e con comune plauso, Anlickilà di Spagna, lo cliiamò lu-
difeso i diritti della Chiesa cattoli- minare della sua nazione, ed onore
ca nei comizii del regno nel 1 84o, 111 del secolo. Si recò a Roma nel Pon-
poi saggiamente prescelto dal piissi- tificato di Gregorio XIII: vi otten-

mo regnante imperatore Ferdinan- ne il posto di penitenziere in santa


do col consenso del rispettabile
I, Maria maggiore, e poscia fu deco-
corpo episcopale di Ungheria, a com- rato del titolo di patriarca di An-
porre in Roma Papa Gregorio
col tiochia. 1601, fini la vita, ed
Nel
XVI, la questione insorta nel me- ebbe la tomba, giusta l'opinione di
desimo regno intorno i matrimoni molti, nella chiesa di s. Sabina di
misti. Egli, accompagnato dal suo Roma. Tutti gli antiquari gli tribu-

vicario generale e canonico csana- tano grandi elogi, alcuni anche lo


diense Ignazio Fabri, si trattenne chiamano un teologo di grande ri-
in Roma varii mesi, e con recipro- putazione: ma sembra in vero che
ca soddisfazione delle alte parti, trat- le di lui opere manchino della cri-

tò egregiamente il geloso affare, e tica propria di un beli' ingegno. Egli


vicevette distinte testimonianze della scrisse una storia della doppia fficr-

pontificia considerazione. ra di Tracia intrapresa e finita da


CIIUSIUM, o CUSIUM. Città ve- Trajano ; La storia dell' anima di
scovile della Moldavia , eretta nel Trajano liberata dall' inferno per le
secolo decimoterzo, suffraganea della preghiere di s. Gregorio. In questo
metropoli di Solzaba o Solzava, chia- lavoro trionfa la favola. Scrisse an-
mata comunemente Chotza. Vuoisi cora intorno al cardinalato di san
situata all' estremità della Polonia , Girolamo, Roma i58i; Dei segni
presso il Boristene. Si ha memoria della santa croce comparsi in diver-
di soli due vescovi. se parti del mondo , e particolar-
CHYTRUS, CHITRI, o CITRO. mente nel i5>9i in Francia ed in
Città vescovile dell' isola di Cipro Inghilterra, Roma iSgi Del di- ;

la cui sede fu fondata nel quinto giuno e della diversa maniera di


secolo, ed e dipendente dal patriar- osservarlo, Roma 1
599 ,• Un Trat-
cato d' Antiochia sotto la metro- , tato sopra dugento martiri del mo-
i

poli di Costanza, la quale, secondo nistero di Cardona, nella diocesi di


Commanville, nel secolo undecimo Bourges, Roma i594; yitc ed azio-
fu trasferita a Famagosta. Altri la ni de' sommi
Pontefici e de' Car-
chiamano Cytìicra e Cilhron- Dicesi dinali, dal principio della Chiesa
che soli quattro vescovi avessero fino a Clemente Vili. Quest'opera
quivi la sede. venne poscia corretta, e continuata
CIACCONIO Alfonso. Scrittore del fino a Clemente X. Apparisce da
secolo decimosettimo, nato in Baeza certe lettere dal p. Mabillon tro- ,

nell'Andalusia. Pigliò l'abito di san vate nella biblioteca Chigi che il ,

Domenico, e in quell' Ordine si di- Ciacconio avesse composte altre due


stinse pel merito nello insegnare le opere: Un trattato delle antichità
scienze. Il suo prediletto studio ver- romane, coji figure, ed una Biblio-
sava inturno le antichità ecclesiasti- teca universale di autori.
,
,

CIA GIR i2[


CIAMPINI GiovA?wi Scrittore . IO. De vocis correctione in sermo-
tlcl secolo decimosettimo uato in , ne VII s. Leonis, de nativitate
Roma l'anno i633. Dapprima si Domini.
applicò allo studio della legge, ma I I . Explicatio duorum sareophago-
poscia rivolse l'animo alla Cancel- rum ritum baptismi indicanti um.
leria Apostolica, dove riuscì molto 12. De sanct. Rom. Ecclesia; vice-
bene. Fu creato segretario de' bre- cellerario, ejusque munere eie.

\ì di grazia, indi prefetto de' brevi


di giustizia, poi abbreviatoi'e e se- CIARPA , o SCIARPA
( Ordine

gretario del gran parco. La storia c<jisesttr V. Raada.


di donne).
ecclesiastica era lo studio che mag- CIBALLIANA. Sede vescovile del-
giormente lo dilettava, ed anzi dob- l' Africa occidentale , della quale si
biamo alle sue cure la istituzione sa, che Donato suo vescovo, inter-
dell'accademia di storia ecclesiastica venne al concilio di Cartagine, pre-
fondata in E.oma nel 1671. Morì sieduto da s. Cipriano. Au^. lib.
7
neir età di sessanta anni. Le di lui coni. Donat.
opere son ricche di preziosa erudi- CIBO Famiglia. Questa nobilis-
zione, ma non molto bene ordina- sima ed antichissima famiglia che ,

te , e di uno stile piuttosto basso. fiorì cotanto in Italia, ripete la sua


Queste sono: primaria origine dalla Gi-ecia. Si
1. Una dissertazione storica sull'an- chiamava Cnhea, o Cibocca dai cu-
tichità, sulle funzioni, e sulle pre- bi e quadrelli di sei faccie del suo
rogative degli abbrevialori dei gentilizio stemma , dai latini detti
brevi apostolici. cubi. Narrasi da alcuni sciittori
2. Una disquisizione sacra e stori- che il primo a trasportare questa
ca sovra due emblemi, che si con- famiglia nella Liguria, fu Odoardo
servavano nel gabinetto del Car- barone della Grecia, e prode capi-
dinale Carpegna. tano, che si recò in Italia in tem-
3. Un volume degli edifizi sacri po delle guene dell imperatore Gra-
fabbricati da Costantino. ziano, e stabilì, verso l'anno 385,
4. Due volumi sugli edifizi dell' an- il suo soggiorno in Genova , ove
tica Roma. diede principio a questa famiglia
5. Una dissertazione sull'uso del pa- che cominciò ad essere più consi-
ne azimo nella Chiesa latina. derabile fino dal secolo decimo, al-
G. L' esame delle vite dei Papi, che lorché Ottone I ricompensò i ser-
portano il nome di Anastasio bi- vigi di Guido Cibo con alcune ter-
bliotecario. re, e coir impiego di tribuno delle
7. Una lettera latina per riformare compagnie de' nobili e de' cavalieri
un passo di una lettera di Pio del sagro romano impero, come ri-

li, che si dice essere stato altera- porta il Novaes, VI, pag. 53. Al-
t.

to dagli eretici. trettanto si legge nel Dizionario sto-


8. Una dissertazione, in cui si esa- rico portatile dell'abbate Ladvocat
mina, se i Papi abbiano portato alla pai'ola Cibo^ cioè che nel se-
altre volte il pastorale. colo X la famiglia era in Italia in
r). Un trattato Ialino sulle crori, che considerazione, ritrovandosi in un
si portano alla lesta delle pro- privilegio a favor»; della città di Vi-
cessioni. terbo, che Óltuae 1 ricompensato
123 CIB CIB
aveva i servigi di Guido Cibo col antico feudo della famiglia stessa,
dono di alcuni feudi. Altri stabili- il quale pe' suoi illibati costumi, e
scono la famiglia Cibo in Genova, belle doti fu da Urbano VI nel
ncir anno 999. Guido I fu padre i38i creato Cardinale, e quindi
di Odoardo, e questo di Guido II, meritò nel iSHg di succedergli nel
il cui figlio Lamberto intraprese la pontificato col nome di Bonifacio IX
guerra contro i saraceni , e loro (^«//). QuestoPapa nel 1402 creò
tolse le isole di Gorgona e di Ca- Cardinali Leonardo Cibo, e Angelo
praj;!, la prima del mare Tirreno, Cibo patrizi genovesi ; e fece di tutto
la seconda del Mediterraneo. L'iso- per ristabilire nel regno di Napoli
la Gorgona, Urgos o Gorgon, ora Ladislao figlio di Carlo III, Duraz-
è dipendente dalla provincia di Pi- zo. Ladislao per gratitudine diede
sa del granducato di Toscana, ed ai Tomacelli, nipoti di Bonifacio IX,
ha cima un'alta toz-re per avvi-
in la contea di Sora , con altri terri-
sare Livorno dellavvicinamento dei torii. Inoltre lo stesso Pontefice ar-
corsari barbareschi. Ivi è conside- ricchì ed esaltò la madre ancor vi-
rabilissima la pesca delle sardelle. vente , i fratelli, e i nipoti: fece
L'isola Capraja, Aegidium , ha la marchese della Marca d' Ancona
città di tal nome, con sicuro porto, uno de' suoi chiamato
tre fratelli

e castello fortificato. Essa apparten- Andrea, e l' altro per nome Gio-
ne alla Corsica sino al i5o7, in vanni il fece duca di Orvieto, e du-
cui i genovesi ne spogliarono Gia- ca di Spoleto; dichiarò Antonio di
como del Mare , o de Mari che , lui fratello o nipote castellano di Ca-

n era signore, e tuttora è compre- stel Angelo. Tultavolta la fami-


s.

sa negli stati di Genova ceduti al glia Tomacelli non conservò tutte


re di Sardegna. le ricchezze acquistate, perocché do-

Lamberto Cibo ebbe diversi fi- po la morte di Bonifacio IX, La-


gliuoli, tra' quali Aranito, che in- dislao la spogliò de' suoi feudi. V.
traprese il viaggio di Terra santa. s. Antonino, in Chronicon, part. III,

Nel ii3o Innocenzo II creò Car- tit. 2, e. 3.

dinale un Martino, che alcuni dico- Arano, o Aronne Cibo, figlio di


no della famiglia Cibo. In seguito Maurizio, e di Saracina Marculla,
un Guglielmo Cibo fu fatto cavalie- e discendente di Lamberto Cibo,
re dallimperatore Federico II, e suo dopo che ebbe diviso con Tomma-
ambasciatore a Clemente IV, Papa so Fregoso il governo della repub-
del 126?. Un l'amo della famiglia blica di Genova, essendo stato da
Cibo si trasferì a Napoli, ove fiori essa destinato a condurre un con-
in nobiltà, e molto si diffuse , col voglio importante a Renato d' An-
nome di Tomacelli, o Tomazelii. giò re di Napoli, per la stima che
Da essa usci Alberico, o Ulderico ne concepì venne da questo prin-
Tomacelli, o Cibo, che Onorio lì cipe creato viceré di Napoli città ,

nel 1 125 creò Cardinale. Nel secolo che valorosamente difese quando
XIV fiori Francesco Tomacelli pa- nel 144^ f" assediato da Alfonso
trizio napolitano che si congiunse
, V di Aragona, facendo prigioniero
in matrimonio con Gratimole della questo principe, che senza riscatto
cospicua famiglia Filomarino, dai mandò a Genova. La repubblica
quali nacque Pietro in Carafanello, ijenovese destinò Arano ad accomo-
,,

CIB CIB 123


dare le sue vertenze con Alfonso V, Leone X. Tultavolta nelle sue bolle,
e vi riuscì così bene , che il re lo Innocenzo Vili chiamò sempre Fran-
ritenne in Napoli al suo servigio ,
ceschetto suo nipote, e nipote di
lo fece presidente del suo consiglio, Arano di lui genitore, e per tale si
e ad istanza de' napoletani nuova- nomina avvedutamente nell' iscrizio-
mente il creò loro viceré. Intanto, ne sepolcrale, che poi in detta ba-
elevato al pontificato nel i^55 Ca- silica pose Alberico Cibo , principe
listo III, il quale, come narra il di Massa. P\ il Marini, Archiatri
Zazzera, era nel Cardinalato grande poni. t. I, p. 221, n. 6. Il Ciac-
amico Arano, a sé lo chiamò di-
di conio afferma il matrimonio di Giam-
chiarandolo senatore di Roma , di- battista colla dama napolitana, ma
gnità in quei tempi conceduta ai il Vialardi accenna eh' esso fosse
soli principi, o personaggi di gran soltanto stipulato; e Raffaello di Vol-
considerazione. Peraltro non andò terra lib. 22, col Bergamasco, e col
guari che il Cibo abdicò il senato- Platina sostengono, che Franceschet-
rato, attesi i disgusti nati tra Ca- to, e Teodorina fossero figliuoli na-
listo III ed Alfonso V, e ritornò a turali di Giambattista, il quale poi
Napoli ad esercitare i suoi alti im- diede Teodorina in matrimonio a
pieghi, morendo a Capua nel i4^7- Gerardo Usumari di nobile famiglia
Da questo Arano , e da Marzia genovese, famiglia che procurò in-
del Mare, di famiglia senatoria di gi'andire come quella de' proprii ni-
Genova, nacque nel i432 Giambat- poti. Né deve tacere, che il Ber-
si

tista Cibo, poi Papa Innocenzo Vili, castel, Histoire de VEglise, t. I, XV


che fu il principale splendore di p. 270, dice che Giambattista pri-
sua famiglia, e diede origine a quella ma di x'icevere gli ordini sagri, aves-
grandezza, cui in progresso essa asce- se avuto sette figli da diverse donne.
se, divenendo una delle più nobili, Giambattista adunque trasferitosi
e più potenti d' Italia. Egli pertanto a Pvoma, si pose nella carriera ec-
servì prima nella corte di Napoli il clesiastica, ove per i suoi costumi
re Alfonso V, e Ferdinando di lui dolci, e somma saviezza fu fatto ve-
figlio, una dama na-
e sposatosi ad scovo e poi Cardinale, venendo po-
polilana, n' ebbedue figli, che era- scia nel i4'^4 subliniato al trono
no ancor viventi quando fu creato pontificio col nome d' Innocenzo
Papa, cioè Franceschetto, e Teodo- FUI (Fedi). Nella prima promor
rina. Alcuni France-
dissero, che zione da lui fatta nel i4^9 creò 3

schetto fosse figlio naturale , o ni- pel primo Cardinale Lorenzo del
pote di quel Pontefice, però figlio Mare o de Marj nobile genovese
veramente lo chiama il celebre Pie- suo consanguineo, o, come dicono
tro Delfino camaldolese, nella let- alcuni, figlio naturale del propria
tera 27 del libro III, scritta a' 7 fratello, cui diede il cognome Cibo,
aprile 1492, cioè vivendo ancora e lo stemma. A Franceschetto Ci-
il Papa; e Paride de Grassis dice bo, oltre il generalato di santa Chie^
altrettanto nel suo Diario , in cui sa, diede la contea d' Anguillara
descrisse minutamente le magnifiche quella di Fcrentillo, Cerveterij e4
esequie, fatte nella basilica vatica- altri piccoli castelli, che in appresso
na ai 16 luglio i5ir) a France- da Franceschetto si vendettero a
schetto, cognato dell'allora regnante Viiginio Orsini, meno la contea di
i:j4 cib CIP,
l'Ynentillo. Quindi Innoccnr.o Vili fu stampata a Venezia por il Scssa
otU'niu; a Fianceschclto in isposa nel iGi3. Ma di detto Cardinale,
la l)cllii MacUlalcna de' Medici, II- e di tutti gli altri Cardinali della
i^lia Lorenzo
di il I\l (lignifico. Per famiglia Cibo nominati in questo
ricompensare poi cpiesta illustre fa- articolo, si potranno leggere le bio-

miglia, che gi.à signoreggiava Firen- grafie ne' seguenti articoli.


7(^ , il J^apa nominò jirotonolario Leone X mostrò propensione per
apostolico (iiovanni de' Medici figlio Franceschetto, e per Maddalena sua
di Lorenzo , mentre avea l' età di sorella, che spesso visitava nel loro
sette anni, e poi nel i4<^9 il dt-'^ feudo di Cerveteri, e il suddetto Lo-
Cardinale, e l' inviò legato a Firen- renzo Cibo, pur nipote di Leone X,
Patrimonio, finché nel i5i3
ze, e al continuò la successione della famiglia

meritò di succedere a Giulio li col Cibo. Egli sposò Ricciarda Malaspina


glorioso nome di Leone X. erede degli stati di Massa, e Carrara,
Da Francese! ietto Cibo, e da Mad- allora marchesato. Da Franceschet-
dalena de' Medici, sorella di Leone to, e INIaddalena nacque pure una
X, nacquero Lorenzo, e Innocenzo. figlia per nome Caterina, che be-
IVella sua prima promozione lo zio ne apprese le lingue ebraica , gi'e-

Leone X diede a rpiest' ultimo la ca, e latina, non che la filosofia, e


porpora cardinalizia nel i5i3, col- la teologia. Leone X la maritò con
la signoria di Fabriano,mentre con- Giammaria Varano duca di Came-
tava ventim'anni di età; ed allu- rino, dal matrimonio nacque
qual
dendo al nome d'Innocenzo Vili, Giulia Varano, che maritatasi con
ed a quello del Cardinale, Leone Guidobaldo duca di Urbino, sotto
X nel crearlo disse in concistoro : Paolo III perdette 1' avito ducato
Qiiod ab Innoceniio acccpi, Jiino- di Camerino, e terminò i suoi gior-
ccntio resi! tuo. 11 Cardinal Innocen- ni tra i libri, e gli esercizi di pie-
zo Cibo si lese immortale ,
primie- tà. Da Lorenzo e Pticciarda nacque
lamente del cugino
nelle peripezie l'unico figlio AlbericoCibo Malaspi-
di Leone X
suo zio, cioè del Papa na, che nel i553, ereditò gli stati
Clemente VII, de flledwi, al quale di Massa e Carrara. Questo prin-
in un agli altri Cardinali, dissuase cipe, nel i568, ottenne dall'impera-
ili trasferire la pontificia residenza tore Massimiliano II, che i detti sta-
ad Avignone; in secondo luogo per- ti fossero eretti in ducato,
per cui
chè alla uccisione di Alessandro dei fu primo duca di Massa e Carra-
il

Medici, duca di Firenze, nobilmen- ra. P^. Massa e Carrara. Certo Alfon-
te ricusò quella sovranità per la sua so Ciccarelli, medico di professione,
fimiglia, e la mantenne nel secon- lusingava l'orgoglio de' grandi con fa-

do ramo della casa Medici ; e per- volose genealogie, pur una


e tese
chè poi fu visitato in ]\Iassa dal tale insidia ad Alberico Cibo Mala-
Pontefice Paolo III, e dall'impera- spina, col volergli provare, che la
tore Carlo V, da lui trattati con sua famiglia contava circa sei seco-
somma splendidezza. Di questo am- li di più di quelli, che ne stabiliva-
plissimo Cardinale, Innocenzo Ci- no gristorici. 11 principe, che avea
bo, scrisse la Fianccsco Maria
vita d(;lio spirito, fu il primo a smasche-
\ ialardi , che unitamente alle vite rare il falso biogralò. Insorsero quin-
di ISunilàcio 1\, e d' Innocenzo Vili, di molte accuse contro di lui, e fat-
CIB CIB iiS
togli il processo sotto Gregorio XIII, di questa famiglia Porcacchi, e Fran-
di cui era suddito, e convinto di cesco Zazzera, Genealogia della fa-
falsitàcon intenzioni le più ree, fu miglia Cibo: il Dialogo della nobil-

condannato al taglio d'una mano, e tà di essa. L* Ughellio neWTlalia


ad essere impiccato, ciò che fu ese- sagra ; il Prioi'ato, Scena degli uo-
guito nel i58o. mini illustri d'Italia : l'Aubcry, il
A Carlo I, principe e duca di Tuano nel t. Ili delle Istorie; Pao-
Massa e Carrara, nel i6^5 da Inno- lo Giovio; il Foglietta, e altri. Nel
cenzo X fu creato Cardinale il figlio i588 in Genova
fu pubblicato un
Alderano Cibo che il veneiabile, Della famiglia Ci-
libro, col titolo:
Innocenzo XI fece segretario di sta- bo. Finalmente il Yiani nel i8o8 ha
to, e in tal credito si mantenne che pubblicato in Pisa: Le memorie del-
r imperatore, e i sovrani di Europa la famiglia Cibo e delle monete di
gli scrivevano di proprio pugno per fliassa di Lanigiano, con qnattoi'-
ottenere quanto desideravano dal dici tavole, contenenti le impronte
Papa, il quale in morte lo racco- di centoventotto monete coniate nel
mandò al sagro Collegio, perchè lo i5o9 dai principi della famiglia Ci-
facesse suo successore. L'ultimo Car- bo: famiglia estintasi nel 1760 col-

dinale di questa celebre prosapia fu la morte della duchessa di Modena


Camillo Cibo, de' principi di Massa, Maria Teresa.
e Carrara, Maneta e Lavenza
, e , CIBO Martino, Cardinale. Mar-
per parte di sua madre Teresa Pam- tino Cibo, di nobile famiglia geno-
phily, pronipote d'Innocenzo X. Fu vese, era monaco cisteixiense. Fu
elevalo alla porpora, nel 1729, da direttoda s. Bernardo suo amico,
Benedetto XllI, L' ultimo principe e molto si distinse per l' esercizio
Cibo Malaspina fu Alderano, che delle cristiane virtù. Innocenzo II

avendo preso in moglie E.icciarda nel ii3o lo creò Cardinal prete di


Gonzaga, figlia di Camillo III, con- s. Stefano nel Montecelio, e lo fece
te di IVovellara, e Bagnolo, nacque- legato al re di Danimarca. Giovan-
l'O tre figlie, ]\Iaria Teresa, erede ni di Sarisbery, e s. Bernardo si

de' paterni stati, maritata nel 1741 meravigliarono assai perchè il Cibo
ad Ercole Piinaldo d'Este principe ritornasse povero dalla sua legnzio-
ereditario di Modena; Marianna, ne, venendo, com' egli scrive, dalla
che fu sposata al principe Orazio terra dell'oro, senza oro. Poscia in-
Albani, pronipote di Clemente XI ;
tervenne al concilio di Pisa , e nel
e la terza, che divenne duchessa di II 44 mori santamente, nel Ponti-
Popoli, nella famiglia del Tocco in ficato di Lucio lì, dopo quattordici
Napoli. Così rimase estinta la linea anni circa di Cardinalato.
maschile di Cibo Malaspina, e pas- CIBO Guido Clemente, Cardina-
sò ne' duchi estensi il ducato di le. Guido Clemente Cibo di Geno-
Massa, e Cai-rara . P^. Modena. va piissimo, e dotto così da meri-
Della villa Cibo, che questa famiglia tarsi il titolo di maestro, nelle tem-

aveva in Castel Gandolfo, onorata pora di avvento del i i


4 t> l^^ crea-
spesso dai Papi nelle villeggiature, to Cardinal prete di s. Pudenziana
ed acquistata dal palazzo apostolico da Lucio II. Sotto il Pontefice A-
sotto Clemente XIV, si parla all'ar- driano IV, insorse popolar sedizio-
ticolo Casld Gandolfo. Scrissero poi ne a causa degli Arualdisti. Il Cibo
,

126 CIB CIB


si recò allora dal Papa, ma fu in- canonico di s. Pietro, e nel i4S5 fa
sultalo, e ferito ^ravcincnle. UPon- promosso all'arcivescovato di Bene-
tclice sdegnato sottopose tutta Roma vento, ove stabilì un luogo al capitolo
ali' interdetto, castigo, cui non aveva di quella metropolitana, ai canoni-
ella provato giammai. Riavutosi al- ci della quale ottenne l' uso della
fpianto dal male, con altri Cardi- berretta rossa. Poscia ai i4 marzo
nali si fece ad incontrar l'impera- del i4"^0 dallo stesso Papa fu crea-
tor Federico I, che conduccvasi a Ro- to Cardinal prete di s. Susanna;
ma per ricevere la corona impe- indi di s. Cecilia, coli' amministra-
riale; ed ottenne di aver nelle ma- zione della chiesa di Vannes nella
ni l'eresiarca Arnaldo, che movea Brettagna, e l' abbazia di StalTarda.
di continuo il popolo romano con- Era modello di giustizia; e d' inte-
tro al clero. Così giovò assai la s. grità, (!d accolse in sua casa di Ro-
Sede presso a Cesaie. Da ultimo, ma Carlo Vili re di Francia. Ad
dopo la elezione di Eugenio III, A- insinuazione del Pontefice , e nel
nastasio, ed Adriano IV, morì nel modo che dicesi all'articolo Chiesa
I i5c), dopo ([uattordici anni di Car- di s. Marco [P'edi) , stabilì nella
dinalato. basilica vaticana una cappella con
CIBO Lkoxahdo, Cardinale. Leo- quattro beneficiati, nella qual cap-
nardo Cibo, patrizio genovese, celebre pella dovevasi riporre la lancia, col-
legale, fu promosso alla sagra por- la quale fu trafitto il costato del
pora da Bonifacio IX a' Quindi
27 gennaio Salvatore. coli' opera del
i4o2, colla diaconia de' ss. Cosma, PoUajuolo nella stessa basilica e-
e Damiano. Il Novaes però dice che resse un monumento sepolcrale di
fu fatto prete de' ss. Silvestro e bronzo al Papa. Sebbene Alessan-
Martino Monti. a' dro VI lo vedesse di mal occhio
CIBO Angelo, Cardinale. Ange- gli conferì il vescovato di Pale-
lo Cibo patrizio di Genova, da Bo- strina, madopo i conclavi di Pio
nifacio IX fu creato Cardinale del- III, e Giulio II morì a R.oma nel
l'ordine de' diaconi, ai 27 gennaio i5o3, di cinquantatre anni, e quat-
i4o2, colla diaconia dei ss. Silvestro tordici di Cardinalato. Fu sepolto
e Martino a' Monti. Così il Cardel- in una magnificamen-
cappella, cui
la, t. II, pag. 320; ma il citato te avea adornata in s. Maria del Po-
Novaes, t. IV, pag. 261, dice che polo. Fece dono alla sua chiesa del-
Angelo fu fatto Cardinal diacono dei la propria biblioteca, e di altri pre-
ss. Cosma e Damiano. ziosissimi ornamenti.
CIBO Alberico, Cardinale. V. CIBO Nicolò, Cardinale. l^ìcoloQAho
TOMACELLI. fratellod'Innocenzo VIII, nel i486
CIBO
Giambattista , Cardinale. divenne arcivescovo di Cosenza, e do-
V. Innocenzo Vili. po un anno governatore di Perugia.
CIBO
Lorenzo, Cardinale. Loren- Nel 1489 fu promosso all'arcivesco-
zo Cibo genovese nacque nel i45o vato di Arles; e fu nominato poi Car-
dalla nobile famiglia de Mari, con- dinale dallo stesso Innocenzo nell'an-
sanguineo ad Innocenzo Vili. Era no 1489, senza pubblicarlo formal-
dottissimo, e di angelici costumi. mente al sagro Collegio. Morto Inno-
Essendosi posto a servire la s. Sede, cenzo Vili, il gran signore de' turchi
fu fatto preletto di Castel s. Angelo; supplicò con sua lettera Alessandro
,.

CIB CIB 127


VI a crearlo, come diceva, perfetto sedati i tumulti , ristabilì nella me-
Cardinale. Che il Cibo sia veramente desima famiglia Favorì gi'ande-
.

stato Cardinale, non è fuor d'ogni mente i sua casa di


letterati, e nella

dubbio. Mori all' incirca nel i499' Massa fu onorato da Paolo III, e
CIBO Pantaleone , Cardinale Carlo V; si trovò a molte sessioni
Pantaleone Cibo, pronipote a Inno- del concilio di Latei-ano, non che ai
cenzo Vili, a' i4 marzo del 1489» conclavi di Adriano VI, Clemente
fu sollevato all' onor della sacra VII, Paolo, e Giulio
III. Morì a
porpora. Roma nel i55o, di cinquantanove
CIBO IxxocENzo, Cardinale. In- anni, e trentasette di Cardinalato, e
nocenzo Cibo genovese , nato nel venne sepolto nella chiesa di s. Ma-
149I5 nipote al Pontefice per via ria sopra Minerva.
di madre ,
giovane di angelici co- CIBO Alderìxo, Cardinale. Al-
stumi , fu fatto arcivescovo di Ge- derano Cibo dei principi di INIassa
nova da Leone X. Francesco I, l'e e Carrara, nato nel 161 2, divenne
di Francia, lo elesse abbate di s. prelato sotto Urbano VIII. Poi In-
Vittore di Marsiglia, e di s. Oveno nocenzo X
lo elesse a maggiordo-
di Rouen. Poi, ai 2 3 settembre del mo pontificio; quindi a' 6 marzo
i5i3, dallo stesso Leone venne crea- 1645 lo creò Cardinal prete di s.

to Cardinal diacono de' ss. Cosimo Pudenziana, legato di Libino, Ra-


e Damiano, colla signoria perpetua venna, e Ferrara, cui governò con
di Fabriano; nell'anno iSiy fu am- sommo vantaggio del Pontefice , e
ministrator della chiesa di Torino dei popoli soggetti. Fu
anche pro-
e di Marsiglia nel 1 5 1 8, col gover- tettore dell' Ordine dei Minori , di
no di Aleria nella Corsica. Indi nel quello dei Trinitarii , degli Arme-
i5i9 ebbe il governo pastorale del- ni, ed ebbe luogo nelle prime con-
la chiesa di Ventimiglia; e nel i53i gregazioni di R.oma. Sotto Alessan-
sotto Clemente VII quella di Ma- dro VII, nel i656, fu nominato al
riana nella Corsica; poscia nell'anno vescovato di Jesi, cui beneficò gene-
i558, nel pontificato di Paolo III, rosamente, enei i658 vi tenne il
ebbe quella di Messina ed altri , sinodo. Trasfeiù la congregazione di
vescovati. Divenne Camerlengo del- s. Filippo Neri , eh' era lungi dalla
la s. Romana Chiesa, pei bisogni città, alla comoda via Savelli, e le
della quale sborsò la somma di diede la chiesa di s. Giovanni colle
trentacinquemila ducati ; legato di case vicine. Lo stesso fece del semi-
Bologna, e Romagna , e nella pri- nario situandolo prossimo alla cat-
gionia di Clemente VII manten- tedrale.Senonchè rinunziò a quella
ne parecchie città devote al Papa; chiesa, e nel 1687 sotto Innocenzo
ed in quelle strettezze spese gros- XI, dopo altri vescovati suburbicari,
se somme, a rimborsar le quali ot- essendo divenuto decano del sagro
tenne dal Pontefice la terra di Collegio, gli toccò il vescovato di
Vetralla. A lui è debitrice l' Italia, Ostia , ove ristaurò il palazzo vesco-
che la s. Sede sia restata in Roma, vile , r antica cattedrale di s. An-
poiché la si voleva ti'asferire in A- drea, e la cappella di s. IMonica, cui
viguone. Magnanimamente ricusò il abbelhdi finissimi marmi, di grazio-

principato, che gli offerivano i fio- se pitture, e di un ricco fonte bat-


rentini della casa de' Medici, che, tesimale. JNella chiesa di s. ]\Iaria del
128 CllJ CIB
Popolo fornii una mngnifirn cap- vescovi, e regolari, (1(;1 concilio, dei
pi^lln ; nel \6()^ tenne il sinodo a riti, della consulta, di propaganda ,

Vclletri , e dopo essere iiilervcnuto ed allre. Rinunziò al priorato della


ai conclavi di Alessantiro VII, Cle- religione di INIaltae andò a pas- ,

mente IX e X, Innocenzo XI, Ales- sare alcuntempo nelle deliziose cam-


sandro Vili, e Innocenzo XII mori , pagne tra Gaeta e Pozzuolo. Eb-
a Roma nel 1700, di ottantotto an- be contese col duca di Massa suo
ni e einrpianlasei di Cardinalato, de- fratello per la successione di quel
cano del «acro Collegio. Ebbe la principato. Dopo il conclave di (de-
tomba nella sua cappella, in s. Ma- mente XII e di Benedetto XIV ,

ria del Popolo, ove sorge nobile mor\ in Roma nell' anno 1 743 ,

mausoleo , che si fece erigere egli di scssantadue anni, e quattordici di


medesimo nel i68|.. Innocenzo XI, Cardinalato. Fu sepolto in sotterra-
che appena eletto Papa lo fece nea cappella in s. Maria degli An-
suo segretario di sfato, morendo geli, ove avea fatto costruir tondje
lo avea con grande ardore proposto per se, e per sette de' suoi fami-
al sommo pontillcato, ma non vi liari.

riuscì. Era il Cibo tale da godere CIBORIO ( Cihoriuin, aiigmtissi-


meritamente della estimazione di mae Eticharixtiae. sacra pyxis). Con
tutti. questo nome si chiama il tabernaco-
CIBO Camillo, Cardinale. Camil- lo, ove si conserva la ss. Eucaristia,
lo Cibo dei principi di Massa e il vaso che la racchiude, non che
Carrara, nacque nel 681. Nel 170?, 1 un sagro edifizio isolato. Sebbene
sotto Clemente XI, divenne chieri- agli articoli Tabernacolo e Pisslde
co di camera e presidente degli , dicasi quanto riguarda tal custodia,
archivi, delle acque, e ripe, e della e vaso, piu'e qui ne daremo un cen-
grascia, poi fu fatto uditore di Ca- no a cagione che il Ciborio viene
mera, e nel 17 18 ebbe il titolo di chiamato anche Tabernacolo, e Pis-
patriarca di Costantinopoli. Ma por- side dagli ecclesiastici.
tato a riformar ogni cosa, corse ta- Il tabernacolo è rm piccolo tem-
li rischi, che dovette paitire da pio di legno dorato, di metallo, e
Roma, sotto Innocenzo XIII, e ri- di pietra, che sta sull'altare, chiuso
tirossi presso Spoleti. Senonchè Be- con chiave, ove si conserva il ss. Sa-
nedetto XIII, nel 1725, lo vol- gramento dentro la pisside , eh' è
le appresso di se, dichiarandolo un vaso sagro d' argento o di oro
suo maggiordomo. Poi sostenne stre- in forma di calice, coperto, e che
pitosa lite coi primi tribunali di conserva le ostie consagrate per la
Roma a mantenere illesa la priva- comunione de' fedeli. Debbono esse
tiva sua giurisdizione civile, e cri- cangiarsi ogni otto giorni, o alme-
minale sopra i palatini, e fece fron- no ogni quindici, ed allora purifi-
te al Cardinal Coscia, potente fa- carsi deve anche il vaso.

vorito del Papa , che si mischiava Dal Mcnologio Romano del Piaz-
oltre il dovere negli addiri. Quindi za, a pag. 109, si rileva, che l' ar-
a' 23 marzo 1729 lo stesso Bene- cicon fraternità del ss. Sagramoito,
detto XIII lo promosse al Cardinala- istituita nel i 139, nella chiesa di s.

to,col litolc; di s. Stefano ncBIontece- Maria sopra IMincrva, fu la prima


lio, e lo ascrisse alle congregazioni dei che in Roma erigesse tabernacoli
,
.

CIB CIB 129


nelle chiese, forma d' oggid'i
nella conservate due delle antiche e ve-
per custodire decentemente ed alla nerande costumanze dappoiché re- ;

pubblica venerazione la ss. Eucari- stando il tabernacolo del ss. Sagra-


stia. P^edi. mento elevato nel mezzo della tri-
Il rito più antico, col quale so- buna, seguita ad essere cu-
altresì
leva conservarsi la ss. Eucaristia stodito nella sagrestia, dove si mu-
era quello di tenerla rinchiusa nella ta, e si rimette secondo il bisogno.

sagrestia, come ci dimostro l' eru- Nella chiesa cattedrale di s. Gio-


ditissimo Cancellieri, nel tom. I de vanni di jMaurienne, racconta il cav.
Secre.tariis etliidcoruni et christiano- INIillin Voyage en Savoje
nel suo
rum, ac veteris, et no\'ae basii. i>af., etc. i8i6j p. 76, che esiste
Paris
cap. II, § IV, de vita vetustissimo 5» un Ciborium, ou espèce de Ta-
in secretano majorì, Sacramentunt « jjeruacic en beau maibre blanc,
aìignstuin sub utraque specie adscr- » destine a garder I' Hostie. Au
iandi^p. 197. Altro rito era quello di 5j milieu des Aiguilles flnemens de-
collocarla sugli altari, o nei vasi so- » coupies; et des elegants rainceaux
spesi sotto al ciborio, sospesa nel bat- 55 sont les flgures de Dieu, de Chri-
tistero, sul sepolcro de' martiri, su- » ste, et de la Vierge. Ce Cibo-
gli altari, entro una torricella d'a- " rium est un don d' Etienne Mo-
vorio, e pili comunemente in vasi M rclli , evéque de cette cglise ".
fiuti forma
in di colomba d'oro, o Il Casalio, De vct. christ. sac. rìtib.,

d'argento, o di altro metallo; o e altri teologi dicono, che la paro-


ne' tabernacoli , come ora si usa. la ciborio venga da cibus, perchè
Le dette torri d'avorio si chiama- contiene una vivanda spirituale. La
rono pure Turris gestatoria, come parola ciborio significava presso gli
si può vedere in s. Gregorio di egizj il frutto di certa loro fava,
Tours, De glor. inart-yr. cap. 86. ovvero il guscio, che la racchiude-
Si costumò ancora di riporre la ss. va, per cui le foglie di tal pianta,
Eucaristia entro il muro della tri- servivano a fare una specie di cop-
buna della chiesa , il quale , oltre- pe adoperate ne' banchetti e fatte ,

ché dal p. Martene, De antir/nis a cono, donde presero il nome le

eccl. ritibus, 1. I, e. 5, art. 3, cosi altre coppe. E certo che i greci, e


è descritto dal p. Mabillon non so- i latini si servirono di vasi_, cui chia-
lamente nel ti'attato De usu azyini mavano ciborj, sia che fosseio fatti

et fermentati, cap. 8, ma anche nel di quelle fave di che


Egitto, sia

Commentario sopra gli ordini Ro- fossero a quelli ed è


somiglianti,
mani, tom. II. Mus. Ital. pag. i3c) : appunto dalla loro conformità con
" Tertius modus, qui in sola s. Cru- questa sorte di vasi che nostri, i

» cis basilica obtinet is est quod , cibori o pissidi, secondo il Fleury,


5> Eucharistia, pone majus altare, Costumi de' cristiani , ne trassero il
" ad summum basii icae parieteni nome. Dice il Bergier, che l'uso di
»> absque ara apposita, servatur in conservare la ss. Eucaristia per la
» vasculo patente, adjectis loco or- comunione principalmente degl' in-
" namenlis. Quod o[)us est Fran- fermi, è una dimostrazione insupe-
" cisci Quignonii Cardinalis rabile della fede nella reale presen-
» anno MDXXXVI ". za di Gesìi Cristo nell'Eucaristia, e
Così nello stesso tempo si sono che la (^liesa orientale seguiva tal

VOL. \M[.
,

i3o CIB GIR


costumo nei loinpi antichissimi. In- Chiese di- Roma si è parlato dei
nanzi ove è il cib(MÌo colla
l'altare, cibori, che le decoravano, e di quel-
santa Eucaristia, dee tenersi sempre li rimasti: e trattandosi della chiesa
accesa la lampada, ed il tabernacolo e basilica di s. Maria Maggiore, si è
(leve esseresempre coperto di una detto dei due belli cibori, che sta-

cortina, o conopeo 111 Ilo a padiglio- vano nelle navale di mezzo. Anco
ne, ed a guisa di baldacchino. Sul- in altre chiese vi fu piìi di un ci-
le antiche custodie della ss. Eucari- borio , e lo spazio che occupava
stia, sui cibori, sui tabernacoli, e su quello dell'altare maggiore si chia-
diversi punti relativi , scrisse una mò Sancta Sanctomni Finalmen- .

dottissima Disscrlazìone il camaldo- te non è da tacersi, che le forme


lese d. Albertino Bellenghi, arcive- de'cibori si cambiarono insensibil-
scovo di JXicosia, che nel i83(5 pub- mente senza veli e cortine, sovra-
blicò in Roma colle stampe. V. Ci- stando e ricuoprendo gli altari l'ar-

boriuin, nella Notìzia de vocaboli nese chiamato Baldacchino [f^edi).


ecclcsiasiici, di Domenico Macri. Sui cibori, o tabernacoli eretti sul-
Ciborio poi preso per edilizio isola- le confessioni o tombe de' martiri
to, composto di una volta d'ordina- che riconoscono la loro origine dai
rio a sesto acuto, sostenuta da quat- tempietti dei gentili, trattò il p. Lu-
tro colonne, ed aperto ai quattro lati pi nelle sue Dissertazioni pubblica-
in forma di portico, serve come bal- te dal Zaccaria, tom.
35, I, pag.
dacchino all'altare principale. Se ne e seg. Cos\ va letto quanto il detto
vedono nelle chiese di Roma, ed al- Pompeo Ugonio dice sul Ciborio
trove, massime in Francia. Altri de- ncW Istoria delle stazioni di Roma
ducono il nome di ciborio dal vocabo- a pag. IO, parlando di quello di

lo greco, che significa cofano, arca, argento, che verso l'anno 824 pose
o cosa simile, il che sembra assai me- Eugenio li nella chiesa di s. Sabi-
glio convenire all' uso del ciborio ,
na suir Aventino.
edifizio presso i primitivi cristiani, i CIBIRA, o Cyeira. Città vesco-
quali ne cuoprivano l'altare, le cose vile della Caria nella diocesi d'Asia,
sante, e i sacri misteri. Laonde era la cui sedevenne eretta nel quar-
per essi il ciborio ciò che l'arca fu to secolo, ed è conosciuta anche col
presso gli ebrei. Talvolta tali cibo- nome di Biirus. Fu già grande cit-
ri si eressero sulle tombe de' martiri ; tà, ed il vescovo era sulTraganeo di

talora alla volta dei cibori sospen- Afrodisiade, metropoli che nel sesto
devasi quella torretta d' avorio, o secolo fu chiamata Stauropoli. Ci-
colomba d'oro e di argento, che con- bira fu soprannominata la grande
teneva le Ostie consagrale [Vedi). Ci pel suo esteso dominio e potenza,
furono cibori formati di soli quat- ma al dominio de' Ro-
soggiacque
tro pilastri, sostenenti un baldacchi- mani nell'anno 671 di Roma. Be-
no, o velo alzato più o meno, ricchi neficata da Tiberio, da essa fu ri-
di marmi e di colonne superbe, deco- guardato qual fondatore. Continuò
rati di preziosi ornamenti. Pel più a godere il diritto di battere mo-
magnifico si celebra quello edificato neta, ed ebbe l'onorifico titolo di

dall'imperatore Giustiniano nel son- Cesarea.


tuoso tempio di s. Sofia in Costan- CmiST'^^ [Cyhistran.). Città ve-
tinopoli. Agli articoli riguardanti le scovile in partibiis nell' Armenia
eie CIC i3i
minore ai confini della Cappaclo- he la laurea in diritto a Pavia; sotto

cia, e della Cilicia, mon-


presso il Innocenzo X consegui il governo di
te Tauro, chiamata da Caudrand alcune città Pontificie, poi fu ponente
anche Arimanacha. La sua sede ve- di consulta, quindi votante di segna-
scovile, eretta nel secolo quarto, se- tura, da Alessandro VII promosso
condo Commanville, fu fatta suifra- nel 1659 al vescovato di Alessandria
ganea di Tiana, anch'essa metropo- della Paglia; da Innocenzo XI suo a-
li in parti'bits, e nel secolo decimo- mico, parente e compatriota a quel-
terzo divenne arcivescovato ono- lo di Como comune patria nel 1680.
rario. Quindi, a' 2 settembre del i686, lo

CICALA Giambattista, Cardinale. stessoInnocenzo XI lo decorò della


GiamJjattista Cicala nacque nel loio porpora Cardinalizia. Nel 1694 niori
da nobile famiglia genovese. Si di- di settantasei anni, ed ebbe tomba
stinse molto negli studi, e nella pie- nella sua cattedrale con magnifico
tà, per cui divenne referendario del- elogio. Promosse la elezione di
l' una e l'altra segnatura; indi nel Alessandro VITI, ed Innocenzo XII,
I jSg sotto Paolo III uditore di né ebbe mai titolo Cardinalizio, seb-
Camera, poscia nel i5^5 vescovo bene pei due conclavi si recasse in
di Alberga, e come tale fu al conci- Roma.
lio di Trento. Quindi ebbe l'ammi- CICLO PASQUALE. Pel ciclo

nistrazione delle chiese di Sagona s'intende una serie regolata di certi


nella Corsica nel i554, e di Ma- numeri, che vanno successivamente
riana ; e in seguito a' 20 dicembre e senza interruzione l'uno dopo l'al-
del i55i Giulio III lo creò Cardi- tro nel loro ordine, dal primo sino
nal prete di s. Clemente. Successi- all'ultimo, dal quale al primo ritor-
vamente divenne protettore de' mo- nano successivamente, il che forma
naci Olivetani , legato della pro- un circolo o ciclo. Si distingue il ci-

vincia di Campagna , revisore dei clo in solare , lunare, e dell' indi-

decreti del concilio di Trento, giu- zione. Di essi parlammo al volume


dice della santa inquisizione e de- VI del Dizionario, all'articolo Ca-
putato da Pio IV sopra la causa lendario, cioè alle pagine 25i e 252.
del Cardinal Carlo Caraffa. Compo- Ciclo, vocabolo usato dai cronologi-
se le differenze insorte fra Pio IV sti, passò astronomia ed alle
alla
e IMassimiliano Cesare circa la for- scienze, e quindi ciclico in
si disse
mola del giuramento, ch'esigeva da vece di circolare, donde ebbe origi-
questo principe. Nel i568 ebbe da ne la voce enciclico, adoperata so-
s. Pio V
il vescovato di Sabina, e vente nelle lettere apostoliche. Quin-
dopo essere intervenuto ai concla- di fu composto il ciclo pasquale, det-
vi di Marcello II, Paolo IV, Pio to gran ciclo pasquale, perchè
il

IV e s. Pio V, morì a Roma nel- serve a trovare la pasqua e per- ,

r anno i570, di sessanta anni, e chè riconduce le nuove lune e la


diecinove di Cardinalato. Fu seppel- festa di Pasqua ai medesimi giorni

lito nella cappella di Lucia nella


s. dell'anno Giuliano. Il ciclo pasquale,

chiesa di s. Maria del Popolo. secondo il computo Diouisiano, di


CICERI Cario Stefano, Cardi- cui in ultimo parleremo, è una ri-
nale. Carlo Stefano Anastasio Cice- voluzione di cinquecento trenladue
di Como, 6 Eb- anni, alla fine dei quah la festa di
ri oaccjue nel 1 1 8.
. ,

i32 eie CIC


]*asqua di risurrcziono , ricon'crà masi [periodo Dionisiano di cinque-
nello stesso giorno di domenica, e cento trentadue anni, il quale i>on
i due cicli della Irma, i regolari, le diversifica dal periodo Vittoriano se
chiavi delle fesfe inohili, il ciclo del non perchè si fondava nel calcolo
sole, i concorrenti, le lettere dome- degli orientali ed alessandrini, i (piali

nicali, lenuove lune


epalte colle per altro erano più sicuri di quei
ricominciano com'erano cinquecento de' latini, ch'erano stati quelli di cui
trentadiic anni prima, e continuano aveva fatto uso Vittorio.
pel medesimo spazio d'anni, di ma- T^. INlichele Casali, Raccolta di
niera che la seconda rivoluzione è DisscrUizioni italiane, fatta dal eh.
in tutto simile alla prima, e la ter- Zaccaria, Dissertazione I sopra lo

za alle due altre. V. Pasqua di Rt- studio della storia ecclesiastica, t.

SURREZIO:vE. I, pag. c), dell'edizione del 1792;


Fu nell'anno 3? 5, che il Ponte- Bianchi De kalendario et cyclo Cae.-
fice s. Silvestro I fece celchrare il saris, ac de paschali canone, Ro-
primo concilio Niceno per togliere mae 1708; e il p. Lupi sul Ciclo
](• tante divergenze, e dissensioni orientale, quando dai Romani Pon-
delle chiese, sopra il tempo di ce- tefici fu promosso nella chiesa occi-

lehrare la Pasqua. Al concilio in- dentale. Dissertazioni, tom. I, pag.


tervenneio l'imperatore Costantino 211. Da
ultimo nell'adunanza del-
/"/ Grande, i legati del Papa, e tre- l' accademia di R.eligione cattolica
cento diciotto vescovi, e fu decre- in Roma, cioè a' ii) agosto 1B41,
tato che al [patriarca di Alessandria il dottissimo p. Benedetto Mauri-
sjìcttasse il pubhlicare il giorno in zio Olivieri commissario generale
cui cadeva la Pasqua ,
perchè in del s. officio , e censore dell' ac-

Alessandria, più che in ogni altro cademia, lesse una eruditissima dis-
luogo, si faceva studio di astrono- sertazione Sui ineriti de' Romani
mia, donde ebbe origine 1' uso del Pontefici verso V astronomia. Di-
cielo pasquale. Fu inoltre stabilito mostrò la loro gloria per averla
«lai concilio, contro i quartodeci- depurata dalle superstizioni, che la
nianj, che il dì 2 1 marzo fosse la deturpavano ; parlò delle loro cure
sede dell'equinozio verno, e che nel- nel fissare stabilmente la celebra-
la domenica seguente alla decima- zione della pasqua e della corre-
quarta luna, che cadesse in quel- zione del calendario; dimostrò che
lo , si celebrasse la pasqua. Ad Sisto IV fu il primo a formare il
onta dei diversi cicli pasquali che progetto di tal riforma, che non
si formarono in epoche diverse potè effettuarla per la sovraggiunta
finalmente Dionisio, di nazione sci- morte del Regioinontano, che a tale
la , avendo impreso di abolire il uopo avea chiamato presso di sé ;

ciclo di Vittorio, e l'antico ci- e disse della protezione dai Papi


clo de' latini compose un nuo- , accordata a Copernico, facendo no-
vo canone pasquale sul ciclo lu- tare che se quell' astronomo dopo
nare degli alessandrini e ritenne , le nobili, e laboriose fatiche soste-
il gran periodo di Vittorio, cooi po- nute, non ebbe la compiacenza di
sto dei due cicli solare e limare vedere eseguita la riforma del ca-
uioltiplicati r uno per l'altro. Que- lendario, il suo libro servì di fon-
sto ciclo è appunto quello, che chia- damento e di guida alla grande
,

CIE CIG i33


operazione , eflcttuala da Gieiioriu nocenzo , e Benedetto XllI, e di
\nì. Clemente Xll , morì a Roma nel
CIDISSA. Città vescovile della 1739, di cttantatri: anni, e dieci-
Fiigia pacaziana, eretta in vescova- nove di Cardinalato. Fu sepolto nella
\o nel secolo quinto, nella diocesi cappella della ftladonna nella chie-
d' Asia, sulVraganea della metropoli sa del Gesù, com egli avta disposto
di Laodicea, della quale si conosco- morendo. Fu encomiato per pro-
no quattro vescovi. «ònda dottrina, e maschia eloquen-
CIDOiMA (Cjdomen.). Chili ve- za, la quale si ravvisa nella vita di
scovile in parìibiis, suftVaganea di s. Fiancesco Borgia che pubblicò ,

Candia o Creta, nella cui isola vuoisi in idioma spagnuolo fu di natvna- ;

fìdjbricala da iMinosse, e dicesi cor- le pronto, aidente, e molto eflJcace


rispondere alla moderna Canea. \ ie- in muovere gli animi d' ugni sorla
ne anche chiamala Cjdo/i, e Cf- di persone.
doììiea, ed Apollonia, secondo Ste- CIFRA Pietro, Cardinale. Pietro
fano di Bisanzio. Commanville dice Ciera veneziano integro, e dotto
che la sua erezione in seggio epi- fu promosso al Cardinalato ai 3o
scopale rimonta al sesto secolo. maggio i5o3 da Alessandro A 1.
CIEXFUEGOS Alvaro, Cardina- Senonchè prima di venire pubbli-
le. Alvaro Cienfuegos nobile di A- , cato in concistoro, morì di circa
guerra, diocesi di Oviedo nell'Asluria, sessanta anni. Alcuni però lo esclu-
nacque nel i656. Fu gesuita, e do- dono dal novero dei Porporati.
po che lesse onorevolmente nelle CIGJNO. Ordine equestre. Fu isti-
cattedre dell' Ordine, andò lettor tuito verso l'anno 711 da Beatrice,
pubblico all'università di Salaman- figlia unica di Thierry, duca di Cle-
ca ove Gianloininaso Henriquez
, ves, secondo Favin; ma il Giustinia-
grande almirante di Castiglia, lo ni, Bonanni, e il Godefroy dicono,
elesse a suo teologo. Nei trambusti che il fondasse Silvio Brabon, duca
del 1703, era indivisibile compagno di Brabanle, dal quale prese il no-
airiienriqucz, cui assisteva moribon- me la provincia della Fiandra così
do, e persuadevalo a lasciar erede appellata. L'oggetto per cui Silvio,
delle sue ricchezze l'imperatoi- Car- o, come altri lo chiamano, Salucio,
lo VI, che stimava altamente il Cien- si determinò all'istituzione dell'Or-
fuegos, il quale poi rese grandi ser- dine, fu per le discordie gravissime
vigi a lui presso l Inghilterra, e l'O- che dividevano gli animi tiella mag-
lantla. 11 Pontelice Clemente XI ad gior parte delle famiglie del ducato.
istanza di Carlo AI
lo annoverò al Quindi è che i cavalieri da lui riu-
sagro Collegio, ai3o settembre 720 i niti ebbero l' incarico di avvicinare
col titolo di s. Bartolomeo all'Isola; gli animi e pacificarli. Raggiunto lo

poscia lo ascrisse alle congregazioni scopo vuoisi che lOidine si discio-


del concilio, dei vescovi, e regolari, gliesse, o almeno non avesse piìi lun-
dei riti, dell' iuununilà ed altre, lo ga durata. Ciò anzi fece credere al
lece vescovo di Catania, e 1724 nel p. Helyot, t. \I11, p. 44^ > favolo-
arcivescovo di IMonreale; come an- sa la sua esistenza. Per insegna por-
cora fu ministro cesareo presso la tavano que' cavalieri una collana
saula Sede colla comproteltoria del- d'oro, da cui pendeva la figura di
la Germania. Uopo i comizi d' In- un cigno, ed il loro abito ibrse fu
i34 CIL CIL
nero. ]1 lionanni, Catalogo degli Or- fu soggetta a governatori, che di-
dini equestri, ne riporta la figura a pendevano dai re di Siria. Divenu-
pag. 32, e il Giustiniani, Ilistorie tine padroni i romani, divisero la
etc.ne dà l'insegna a pag. io8. Cilicia inprima, e seconda, allldan-
CILICIA, o Ei.iniA, ovvero Elìbra. do il governo dell' luia ad un con-
Sede vescovile dell'Africa proconso- sole, e dell'altra ad un presidente.
lare, della quale si ha memoria di Quindi la Cilicia passò sotto l'im-
due vescovi . i." Restituto , che pero de'greci, i quali vi regnarono
nell'anno 525 intervenne al conci- sino al io85, nel qual anno Rubi-
lio di Cartagine sotto Bonifazio, e no, discendente di Kakigh li, re
2.° Giovanni, che assistette in Ro- degli armeni, ristabilì nella Cilicia
ma a quello del Laterano presieduto, il principato armeno, che dal suo
nel 649, dal sommo Pontelice Mar- nome fu detto il principato de'Ru-
tino I, in cui furono condannati i beniti, e per lo spazio di quindici
monoteliti. anni vi si mantenne in una indi-
CILICIA. Antica contrada dell' A- pendenza assoluta, lasciandolo, nel
sia minore, detta altre volte Cara- morire, solidamente fondato, a Co-
mania, e più modernamente la pro- stantino l suo figlio. Questi dilatò la
vincia d'Iceli. Essa è circoscritta al sua giurisdizione con rilevanti con-
nord dalla Galazia, dalla Cappado- quiste, ed aiutò l' esercito de' primi
cia, e in parte dall'Armenia mino- crociali con viltovaglie e guide, come
re, dalla quale viene separata dal abbiamo da IMalleo Urhajese, isto-
monte Tauro ; dalla parte occiden- rico contemporaneo. Dopo Costanti-
tale dalla Pamfilia; da quella orien- no I regnò in Cilicia il suo figlio
tale dalla Siria; e dalla parte di Toroso o Teodoro I per circa venti-
mezzodì dal mare, che dal suo no- tré anni. Gli successe il proprio fra-
me si disse Ciliciano. Prima la Cili- tello Leone I, il quale terminò di con-
cia si divideva in due parti, in Ci- quistare quasi tutta la Cilicia. Leone
licia campestre, Cilicia campesirìs, li, dopo altri succedendo nel trono,
ch'è la più grande verso l'oriente, per ottenere dalla Santa Sede la co-
ed in Cilicia montagnosa, Cilicia rona reale, scrisse umili e filiali let-

Trachea, che sta ad occidente. Quan- tere al Pontefice Celestino IH, il

tunque i popoli cilicii abbiano avu- quale solennemente lo fece coronare


to dei le, pochi di essisi conoscono a re di Armenia l'anno 1198, per
per notizie certe. Uno di loro es- le mani dell'arcivescovo di Magon-
sendo amico di Classare re dei medi, za. Il terzo, che dopo di lui succe-
e di Astiage re della Lidia, compo- dette sul trono fu Aitone I, che me-
se le discordie fra questi due prin- ritò due paterni brevi apostolici da
cipi verso l'anno del mondo 3435, Clemente IV, riportati dal Guerra
e Na1)uccodonosor re di Babilonia, nel suo Epitome delle pontificie co-
come di un si sa che
altro loro re stituzioni. ISe fa pur menzione l'an-
fu alleato dei Allorquando
persiani. nalista Rinaldi all'anno 1269. Gli
Ciro, ;7 Giovane, andò a combattere successe il figlio Leone HI, indi
suo fratello Artaserse, cioè verso l'an- Aitone II, al quale Papa Nicolò
no 4oo avanti l' era volgare, il re- IV fece grandi elogi nei breve,
gno di Cilicia non più esisteva. Do- che gli scrisse l'anno 1289. Qual
po Alessandro il Grande, la Cilicia parte ed iuliueuza avesse Aitonc
CIL CIL i35
II alla conversione di Cassana, oltre sanguinose battaglie in una delle
sant'Antonino in Chronicon, lo rac- quali soccombette, e fu fatto pri-
contano il Vestmonastariense, il Vil- gione. Visse dieci anni nella sua
lani, ed altri, in un all' Assemani. cattività, finché Giovanni I, re di
Dopo Toroso, fratello e successore Leone, e di Castiglia, gli ottenne la
di Aitone II, salì sul trono Sembato, libertà. Grato Leone VI a tanto
chiamato anche Secubat, al quale beneficio, si recò in persona a rin-
nel 1296 gran Pontefice
scrisse il graziare il suo benefattore , visitò
Bonifacio Vili. Ma
Aitone li, che lloma e il Pontefice Urbano VI,
per ritirarsi in un monistero avea che lo accolse paternamente, e pas-
aperta la via al trono a Sembato, sato in Francia terminò i suoi gior-
in seguito fu dal popolo ancora col- ni in Parigi nel iSpS. Gli scritto-
locato sul seggio sovrano. Tuttavol- ri armeni di que' calamitosi tempi
la, avendo regnato altri quattro an- non ci dicono, se Leone VI, Lusi-
ni circa, preferì di fare ritorno alla gnano, avesse figliuoli, e se alcuno
sua amata solitudine , lasciando in tosse sostituito al padre nella reg-
sua vece il figlio Leone IV. In ap- genza della Cilicia, allorché fu fatto
presso regnò Ossinio I, al quale Gio- prigioniero. Tuttavolta si rileva dal
vanni XXII, Papa residente in Avi- citato Guerra, che il Papa Grego-
gnone, inviò vm suo breve. Indi gli l'io XI nel 1372 da Avignone scris-
successe il figlio Leone V, a cui il se un breve a Filippo principe Tor-
detto Pontefice scrisse altro breve, rentino, dal cui contenuto si ap-
come fece nel i34i Benedetto XII, prende che Rlaria, regina degli ar-
che inoltre nel i336 ne avea già meni, da che i saraceni le avevano
inviato un altro alla regina Costan- devastato il regno, inviò al Papa
za di lui moglie. in Avignone l' arcivescovo di Sis
Tranquillati alquanto i torbidi in- [f^edi), acciocché gli esponesse le

sorti nel regno di Leone V, che si gravi circostanze del reame , e lo


crede da alcuni morto in Cipro supplicasse a porgervi opportiuio
{f c(li), fu chiamato alla reggenza soccorso. Ed che Grego-
é perciò
della Cilicia Costantino III , detto rio XI indirizzò il detto breve al
anche Giovanni, figlio del re di Ci- principe Filippo, zio paterno della
pro di quel tempo, e figlio di ma- regina Maria, eccitandolo ad ajutarla
dre armena ; ma essendo morto vigorosamente. Di questa principessa
trascorsi appena due anni, ne pre- armena nulla ci dicono gli scrittori di
se famministrazione il fratello Co- queir illustre nazione, por cui si può
stantino. Tie soli anni avendo do- credere eh' essa sia stata foise figlia
minato egli nella Cilicia, gli succes- di Leone VI, Lusignano, e perciò
se Costantino IV, consanguineo di unica e legittima erede del regno
Leone V. In seguito, e dopo due armeno, senza però avervi potuto
anni d'interregno, nel i36j mon- ascendere, dappoiché alla sconfitta
tò sul trono Leone VI de' re di del padre, seguì la conquista, che
Cipro della fan)iglia Lusignani, im- fecero gli ottomani della Cilicia, la

parentata pili volte co' principi ar- quale é tuttora da essi posseduta.
meni, e congiunto a Pietro I re di Le città principali della Cilicia sono
Cipro. Assalito quindi Leone VI Tarso, Auazarba, Adana, Ireuopo-
di molti nemici , sostenne diverse lij Gcnuauicin, Epifania, Sis, Ni-
130 CIL CIL
copoli, Mopsueste, Olba, Filadelfia, c)i. T\ Cilicia patriarcato , e re-

iJiocesarea, Seleucia Trachea, ed al- gno aulico di yfinienia.

tre. Anche le notizie ecclesiastiche CILICIA PATRIARCATO ArMENO


,

divisero in due provincic la Cilicia, ( Annenoruni patriarchatns).


Ciliciae
cioè la prima, e la seconda. La pri- L'origine del patriarcato di Cilicia
ma era la (juinta provincia della o sia di Sis [f edi), già capitale del
diocesi patriarcale di Antiochia, ed regno armeno in Cilicia, sarà qui ila
è precisamente quella, che il con- noi indicata in pochi cenni, dappoi-
cilio di Gerusalemme espresse in ché se ne tratta all'articolo Patbiar-
una con questi termini
lettera Gli : cATi Armem. Non potendo piìi i
anosloli e gli anziani ai nostri fra- patriarchi armeni starsene pacilìca-
telli, che sono in Antiochia, in Ci- mente in Ezniìazin [fedi], traspor-
licia fra i gentili, Tarso salale ec. tarono la loro sede l'anno 4^^ ''^

XI era la metropoli, con nove sedi Tuin, dove avendo dimorato sino
vescovili sullraganee. La seconda Ci- all'anno C)'!^, passarono in vari luo-
licia, sesta provincia della diocesi ghi, e nell'anno 998 ad Ani, allo-
patriarcale di Antiochia, nell' impe- ra capitale dell' Aimenia. Di poi
rio di Teodosio II, // Giovine, avea nell'anno 1064 i patriarchi anda-
Anazarba per metropoli, con undici rono a Tau-plur; quindi, e nel
sedi vescovili per sullraganee, a se- 1 1 I 3, a Monte nero in Cilicia po- ;

conda del novero, che ne fa Com- scia, e neh i47j passarono in Hr-om-

manville, il quale inoltre dice che , gla, e di là finalmente nel 1294 *>i

le due Provincie di Cilicia, erano in trasferirono alla celebre città di Sis,


ordine gerarchico la quarta e quin- dove rimasero sino all'anno i44''
ta del patriarcato antiocheno. Se- Commanville, che stabilisce la sede
guendo poi le notizie di Leone, patriarcale di Sis al detto secolo
il Saggio, vi erano anticamente XIII, nell' Ilistoire de tous les Ardi.
nella Cilicia otto sedi vescovili nel- ne tratta alle pag. 218 e 35 1. Do-
la prima provincia, e nove nella se- po la predetta epoca, venendo affat-
conda. to distrutto il regno armeno dei
]N ch'anno f^iZ in Cilicia fu cele- Rubeniti, i patriarchi furono costret-
hiato un concilio provinciale, cono- ti a trasferire nuovamente da Sis
sciuto sotto il nome di concilio Ci- la loro sede ad Ezmiazin, col con-
liciensc. Vi fu condannala l' eresia senso di un concilio nazionale , te-

de' Pelagiani. Il celebre Teodoro di nuto in Ezmiazin stesso. La qual


Mopsueste, che si era creduto il cosa essendo sommamente dispiaciu-
principale sostenitore , e presso il ta agli abitanti di Sis, essi conti-
quale erasi ritiiato per qualche tem- nuarono a creare in Sis i loro pa-
po Giuliano, per comporre i suoi triarchi, valendosi perciò anche del-
otto libri contro s. Agostino, pro- l'autorità ottomana.
nunziò egli stesso l'anatema contro JNcssuno di questi patriarchi ar-
quel pelagiano. Tultavolta Teodoro meni è rimasto in unione colla san-
impugnò s. Girolamo, e s. Agosti- ta RomanaChiesa, ed in progresso
no intorno al peccato originale: il di tempo ebbe origine quest'altro
perchè fu anch' esso condannato dal patriarcato armeno cattolico, resi-
concilio.Ealuzio in Nov. Collcct. dente in Monte Libano [Vedi), il
p. 371; Dizionario de Concili pag. quale tuttora fiorisce , e chiamasi
CIL CIL 1^7
y^punto patriarcato di Cilicia. La venne eletto patriarca Giacomo Ho-
stia origine è la seguente. Alla mor- las, arcivescovo di Amasia, che pre-
te di Luca patriarca accatlolico di se il nome di Pietro VII. Questi à-
Cilicia, il partito cattolico elesse per vendo ottenuto conferma dal re-la

patriarca di Cilicia monsignor A- gnante Pontefice, nel concistoro de'27


bramo già arcivescovo di Aleppo, gennaio 1842, ricevette dal medesi-
nomo insigne, e di grandissimo me- mo Gregorio XVI, e per mezzo del
rito. Questi, per timore degli ere- di lui procuratore, il sagro pallio.
tici armeni, non potendo occupare La giurisdizione di questo pa-
la sua sede in Sis, ed avendo gli triarcato cattolico di Cilicia, con de-
eretici posto sulla sede di Cilicia altro creto della sagra congregazione di
patriarca, dovette stabilire la sua re- Propaganda, dei 3o aprile, e 9 lu-
sidenza in Cbesrovano, che è la glio 1759, approvato da Clemente
provincia più bella, eamena
piti XI li, fu circoscritta dentro la Cili-
della catena di montagne del mon- cia, Armenia minore, Soria e Cap-
te Libano, abitala da tutti cattolici, padocia , lasciando al vicario apo-
ove, come dicemmo, fiorisce ancora stolico di Costantinopoli la Bitinia,
il armeno cattolico di
patriarcato Ponto e Galazia. Con altro decre-
Cilicia. Benedetto XI Vj ai "2.5 no- to, emanato dalla stessa congrega-
vembre i'"4'25 confermò tal nuovo zione, ai 20 luglio 1760, e con-
patriarcato, in persona del detto fermato egualmente da Papa Cle-
monsignor A bramo, il quale assun- mente XllI fu data al patriarca
,

se il nome di Abi-amo Pietro I, pa- di Cilicia in amministrazione, e a


triarca di Cilicia. Gli successe nel beneplacito della santa Sede, la Me-
patriarcato Giacomo arcivescovo di sopotamia ; quindi con altro decre-
Aleppo dell'Ordine de'monaci Anto- to de' 22 agosto 1769, la congre-
niani, col nome di Pietro II, cioè ai gazione di Propaganda coll'autorità
26 dicembre 1749^ regnando lo di Clemente XIV gli diede pure
stesso Benedetto XIV. Sotto il qua- Tocat e Piikinikj giurisdizione che
le, e nell'anno lySS, divenne pure restò interamente illesa ,
quando il

patriarca di Cilicia Michele altro ar- Pontefice Pio ^ III, nel i83o, eresse
civescovo di Aleppo, del medesimo la sede metropolitana primaziale di
Ordine de'monaci x\ntoniani, col no- Costati ti napoli, l celi.

me di Pietro 111. JNel pontificato di La diocesi di questa sede patriar-


Pio \ I, e nell'anno 1780, fu eletto cale di Cilicia ha una grande esten-
in patriarca l'arcivescovo Basilio, an- sione ;
però il popolo armeno cat-
ch'egli monaco Antoniano, col nome tolico, che esiste nelle sue Provin-
di Pietro IV. Regnando egualmente cie soggette al patriarca di Cilicia,
Pio VI, ai IO settembre 1788, fu non ascende a piìi di diecimila. Lo
fatto patriarca Gregorio arcivescovo stato presente del patriarcato è co-
di Adana, il quale prese il nome di me appresso.
Pietro V. Quindi, sotto Pio VII, fu IMonsignor Giacomo Pietro Holas
elevato al seggio patriarcale di Ci- n'è il settimo patriarca sino dai So
licia agli 8 marzo 18 16, Gregorio giugno 1841, come si dissedi sopi-a.
vescovo di Germanicia, ossia JMara- Lgli risiede in Cbesrovano del monte
sci, il chiamò Pietro VI;
quale si Libano, dove non esiste veruria fa-
finché da ultimo,eai 3o giugno 1841, miglia armena. In Aleppo vi sono
j38 CIL CIL
circa cinquccciilo famiglie cattoliche cliiesa, e libero esercizio della reli-
armeno, col vescovo armeno, il qua- gione cattolica ed il numero dei ,

le, a cagione degli en;lici, che sono cattoliciarmeni è di circa trecen-


i Soli atl aver chiesa piihljlica, so- to famiglie , con un vescovo e ,

leva abitare nel convento patriar- vari sacerdoti. Al vescovo di Mer-


cale di Cliesrovano. Tiittavolta ul- din, monsignor Abramo Candii,
timamente passò a risiedere in A- già vescovo di Dolica in partibus,
leppo, ed alcuni sacerdoti secolari la sagra congregazione di Propa-
in ninnerò di sei circa, formano il ganda a' ?,f) giugno i838, diede per
suo clero, ed iilliziano provvisional- coadiutore, col beneplacito del Papa
mente in una casa ridotta a chiesa. che regna, monsignor Giuseppe, la

In Damaso sono circa venti fa-


vi cui scelta dal l'ontelìcc fu allidata
miglie cattoliche armene. Questa al defbnto patriarca Pietro VI. Fi-
diocesi si governa, come tutte le nalmente il patriarca di Cilicia eser-
altre seguenti, medesimo pa-
dal cita l'ecclesiastica giurisdizione pure
triarca per mezzo di un prete suo nel gran Cairo d' Egitto dove esi- ,

vicario patriarcale, ulìiziandosi al stono otto o dieci famiglie armene


medesimo modo. In Diarbekir vi cattoliche, e governa quelle anime
sono cii'ca centocinquanta famiglie, per mezzo di un vicario patriarcale
le quali sono assistite da due o tre per ogni luogo.
sacerdoti del medesimo patriarcato. Questa sede patriarcale di Cili-
In Cesarea di Cappadocia, in Ama- cia, oltre il patriarca, ha ordinaria-
sia, in Edessa,in Adana, in Seba- mente altri quattro arcivescovi, tran-
ste, in Gerusalemme, ed in molli al- ne quello di Merdin , che sempre
tri luoghi non vi è quasi nessima indipendentemente dalla sede pa-
famiglia cattolica armena domici- triarcale, ha avuto la residenza a
liata, e quindi neppure sacerdoti. In Merdin sebbene la sua sede sia
,

Pirkinik evvi una chiesa pubblica sotto il patriarcato di Cilicia , e la