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DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECGLESIASTICA
DA
S.

PIETRO

SIINO AI

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
M
E PI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI^ AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CHIESA

DELLA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, C ARTINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI^ EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,
AI

CATTOLICA,

ALLE

CITTA

CONCILII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO
AOL.

XVL

XIII.

IN

VENEZIA
MDCCCXL
I I.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
*^m"

C
CHI
S.

CFII

Pietro

in

Vinculis, haslca
titolo

Euin

prime
la

erette in
s.

dossiana,

Cardinalizio ,

di

cura de canonici regolari lateranensi, nel rione Monti.

no

state

Roma. Questa e quelPudenziana, vuoisi che siele prime ad essere ivi conla

sagrate.

Se grande fu
fedeli

venerazione dei

lI I. monte Esquilino

il

pi lun-

go, e pi largo de' monti Palatino,

catene de' martiri, molto maggiore doveva essere per quelprincipe degli il le, che avvinsero

per

le

Capitolino, Celio, Quirinale, e Viminale. Si disse


liOj

apostoli
all'

s.

Pietro.

Avendosi
s.

detto

Esquilino da quisquilatino,

articolo Cate>-e di

Pietro, del-

vocabolo
facevasi,

che

significa

la
ci

loro invenzione, e dei pregi loro,

esca, pei' la
ivi

caccia

di

uccelli,

che

pei molti nidi, cui ave-

vano

ne' boschetti del


il

monte. Altri

limiteremo qui a ripetere ci che riguarda l'origine di questa basilica, la quale dedicata , secondo alcuni^ al Salvatore, fu poscia destinata

per fanno derivare


squilino

nome

di

Ei

dalle Esquilie, eh' erano

ad onorare
tefici,

il

primo
s'i

fra

romani Pon-

campi ove anticamente bruciavansi


i

e a custodire

preziose reliquie

cadaveri, per raccoglierne le cenein vasi di creta. Sul


di lato

dei suoi

ri

merinella
dalla
,

travagh e patimenti. Questa chiesa pertanto, secondo la tradizione,


vuoisi eretta
,

dionale

questo

monte,

rinnovata
vi fu
s.

sul

contrada delta delle

Carine,

colle Esquilino

giacch
a

chi

forma

d'

tma

bai'ca

rovesciata
del

e
pa-

ne attribu
stesso,

l'

erezione

Pietro

precisamente

sugli

avanzi

lazzo e terme di Tito,

delle

quali

abbiamo
te
le

sette

conserve d'acqua det-

da Teodora nobilissima matrona romana, sorella del prefetto di Roma s. Ermete. Per avervi poi il
Pontefice l'anno
I

Selle Sale, fu edificata questa

s.
I
,

Alessandro

I,

creato nel-

aulica ed insigne basilica,

una

delle

riposte le catene colle

qua-

, ,

, ,

e
li

CHI
in

CHI
s.

Roma

fa stielto

Pietro, que-

come dicemmo
vantaggio
l'

al

citalf)

articolo.
lei

denominazione di s. Pietro in VincuUs, e fu dal detto Papa consagrata il primo giorno


sta chiesa prese la
di

Per quanto poi oper a

di

lustro e

imperatrice Eudossia, fu

detta basilica Kuclossiana. Di questa basilica^ delle lodi che delle ca-

agosto. Tuttavolta indidjitato,

ch'essa verso la

met

del quinto se-

tene di

s.

Pietro fece

s.

Agostino,

colo fu ridotta in
pel

modo

maestoso e
ri-

e della grande loro

venerazione,

medesimo oggetto; dappoich

a vedersi

il

Piazza, Gerarchia Car-

cevendo r imperatrice Eudossia moglie di Teodosio il Giovane, nel 4^9! da Giovenale vescovo di Gerusalem-

dinalizia, pag. 5o8, e seg.,

mentre

a pag. 5i

riporta le testimonianze
i

di vari autori,

quali sono di opis.

me, ove

erasi portata in

pio pelle-

nione essere
Fincidis
ropa, e
la

la chiesa di

Pietro in

premio delle limodiverse resi ne ivi fatte, non solo liquie, ma anche le due catene con
grinaggio, e in
cui
citt

prima fabbricata in Euda s. Pietro stesso, ad onore


1

del Salvatore.

fu avvinto

s.

Pietro

in

quella

In questa chiesa, ai 3
dell'

dicembre

per ordine di Erode, una


1'

ne

anno 532, fu creato

Papa

s.

ripose in Costantinopoli, e

altra la

mand

in

Roma

alla

sua

figlia

chiamata Eudossia, moglie


tiniaiio 111, la

di

pur Valen-

Giovanni li; in essa anticamente nel mercoled delle quattro tempora dell' avvento si faceva dal clero

quale subito volle por-

romano

la

colletta, e di
s.

tempio situato sull' Esquilino, ovvero per questa circostanza da lei riedificato in onore di s. Pietro. Governando poi in tal tempo la Chiela nel

sionalmente recavasi a
la

qua procesMaria mag-

giore col Papa, che ivi poi cantava

sa universale

s.

Sisto

ili,

egli
il

nel

di

primo
si

di
la

agosto

vide

mira-

colo, che
dossia

catena donala da Eu-

messa, dopo aver nominato (juei che nel sabbato seguente dovevano ordinarsi ; ed in questa chiesa Pelagio 1 del 555, colle sue mani pose sotto r altare maggiore, i corpi
de' sette fratelli
INIaccabei,
trasferiti

congiunse

quale

gi

custodivasi

con quella, la nella mede-

da altra chiesa
scrissero tanti

di

Roma_,
i

di

cui

formandosi una sola catena. Quindi, e per la dedicazione di essa, e pel prodigio avvenu-

sima

chiesa,

elogi
l.

santi

padri
s.

massime
gorio
I

s.

Leone
pose
la

Papa
la

Gre-

vi

stazione, che ce-

to in detto giorno
Sisto III

il

medesimo

s.

lebrasi nel luned

dopo
s.

prima do-

ne

stabili la festa.

Alcuni
re
ce

autori

raccontano

esse-

menica ancora

di quaresima. Si celebra qui


la

festa di

Sebastiano, per

questo
all'

prodigio

accaduto

inves.

immediato suo successore


I
,

Leone
frontare

il

quale
catena

volendo
di

con-

im altare, che a lui fu eretto nelr anno G80 per voto de' romani afflitti da una pestilenza, e pel di lui
patrocinio dai medesimi
tato,

la

Roma
,

con
e

sperimen-

quella

di

Gerusalemme,
si
il

ambedue
pag. 691,
la

come

riporta

il

Piazza a pag.
la

prodigiosamente

riunirono

come vuole
quel
sa
tra
le
i

Panciroli,

5i3. Adriano

restaur

basilica

Pontefice
titoli

annover

chie-

Cardinalizi.

Certo
secolo

che
gi

due catene nel

VI

loS?, con unanime consenso, e per acclamazione fu eletto Stefano detto X. Poco do-

ove

ai

2 agosto del

vencravansi in

questa

chiesa

po, e ai 22 aprile del

1070,

vi

fu

CHI
pure creato Papa, con

CHI
unanime vos. Grementre si

7
nel

numento,

il

quale fu collocato

lere del popolo e del clei'o,

gorio VII romano, cio

celebravano

l'

esequie del

predeces-

lato destro della nave della crociera, e invece di essere quasi quadrato, isolato, e decorato da quaranta statue,
fece solo quello,

sore nella basilica lateranense, laon-

che

de questo Pontefice con animo generoso si diede a restaurare, ed abbellire la chiesa di


culis.
s.

me

pi

ristrette,

si vede in forappoggiato al mu-

ro, colla statua colossale

di

Mos,
le

Pietro in Viii~

riputata opera immortale e capo la-

Pontefici,

Senza mentovare gli altri che in diversi tempi la


i

voro del grande

artista,

mentre

altre statue che lo

adornano, furo-

restaurarono, e
fra cui
il

Cardinali

titolari,

celebre Cardinal di Cusa,

no scolpite da Raffaele da Monte Lupo. Le ceneri poi di Giulio II


le

diremo che avendo Paolo II, nel 1467, creato Cardinale, e dato questo titolo a Francesco della Rovere (il quale divenuto nel i^ji di
lui

rimasero nella basilica vaticana nelsue grotte, ovvero presso quelle


Sisto

dello zio

Cancellieri, Lettera
eli

successsore col
fare

nome

di

Sisto

Mos

di

y. Francesco sopra la statua Buonarrolij Firenze


IV.

IV, fece
diversi
stesso

la volta

della

nave

1828.
Altro benemerito titolare fu il Cardinal Alessandro de Medici, che nel i6o5 ascese la veneranda cattedra apostolica col

travei-sa alla basilica),

la benefic in

modi,

facendo
gli

nell'anno

Cardinale il di Giuliano della Rovere,


titolo.

lui

nipote
diede
il

nome
il

di

Leone

medesimo

Questi, nel

1489,

XI. Ne fu benefattore

Cardinal

ottenne da Innocenzo Vili, che trasferendo altrove i religiosi di s. Am-

brogio
stero,

ad Nenius,
il

venissero accor-

dati la chiesa e
a'

contiguo
regolari

monidel
di
ss.

canonici

Salvatore in Selva
il

[Vedi),

cui

Cardinale era protettoi'e, e diveegli

Benedetto Odescalchi, poi Pontefice Innocenzo XI; quindi Clemente XI, nel 1706, cre Cardinale prete di s. Susanna, Lorenzo Corsini, il quale poscia otto, ed ebbe questa chiesa titolare, divenendo nel 1730 Papa Clemente XII. Siccome le cate-

nuto

nel

i5o3 sommo
di

Ponte-

ne
in
ta
zo,

si

custodiscono

nella

sagrestia,

fice col

nome

Giulio
l'

l,

don

ai

canonici regolari

annesso

palazzo

una cavit, che viene coperda due sportelli lavorati in bronopera esimia dei
fratelli

dei Cardinali titolari, architettato


;

Giuliano da Sangallo magnificenza e con disegno di Baccio Pintelli restaur ed abbelb la


chiesa, erigendovi
le e tanto poi fu
il

da quindi con

Polla-

juoli, le tre chiavi

che ne chiudono la

custodia, sono tenute da tre; cio pel

Poutelce, presso

il

maggiordomo,
l'

il

bel portico.

il

Tasuo amore e
che

la sua venei'azione verso di essa,

morendo ordin di esservi sepolto, nel sontuoso monumento commesso


a Michelangelo Buonarroti. Questi per mancanza delle somme occorrenti, e distratto dalla dipintura del

abbate di s. Pietro in Vincoli, In venerazione di nel I743j Benes sagre reliquie, detto XIV stabdj che nel quinto giorno dell' ottava della festa dei
litolare,

Cardinal

ss.

Pietro e Paolo, iu questa


si

basi-

lica

celebrasse messa

con

ponti-

ficale, e
rici
lica.

l'assistenza de' prelati chie-

giudizio universale nella cappella Sislina,

della reverenda
11

esegu solo

una parte del mo-

detto Pontefice,

camera apostonel i7)3j

8
ere?)

CHI
CnrJinnlc, e confer questo
li-

CIII

mo
Il

secolo,

tolo, a d. Antonio Galli, gii canonico jegolare e professore di teolocanonica, il quale f:;ia nell'annessa

nere,

ed . unico nel suo geperch espresso colla barha.


della
basilica

soifitto

nel

170')

con disegno
Fojitana
,

dell' architetto

non

solo

riuiodern,
risarc
il

abbell

la vi

fu

rifatto

per

Carlo opera

cliiesa,

ma

monistero, e
la

del principe
ly
,

Giambattista

Pamphi-

aument grandemente
arricchita dal p. ab.

biblioteca,
,

fondata gi dal p. abljate Mengio

lo
la

mentre il Cardinal MarcelDurazzo titolare, nel mezzo delvolta a


oltre

Monsagrati

di

sue

spese

fece dipinge-

pregevolissime edizioni, e finalmente

dopo

canonici p. ab. del Signore, e

Busiri, restaurata tutta ed accresciuta

ornamenti un (piadro dal genovese Paroli, cio la liberazione di un' indemoniata per
re
altri

dal p. ab. Tizzanij

il

quale

vi

ha
gi

mezzo

delle

catene
d'

di

s.

Pietro

aggiunto

un

altro

ambiente

questo quadro
straordinaria.

una grandezza
quivi
vi

pieno di preziose
di

opere, per cui

ora una delle pi scelte biblioteche

Tra
e
i

personaggi
depositi che

sepolti

Roma.
11

belli

sono, van-

ferro,

suo bel portico con cancelli di il cui soflltto fu i-ifatto per

no rammentati
li

quelli

dei Cardinai

IMargotti

Agucchi,
eseguiti

di

cui

opera del Cardinale Antonio Doria titolare, si compone di cinque archi. L'interno della chiesa a tre navi divise da ventidue colonne,

ritratti

somigliantissimi sono dipinti


in

dal

Domenichino
;

pietra

lavagna

di Giulio Clovio canonico

regolare di questa chiesa, autore di

due
rico,

di granito, e le altre di

marmo

stupende miniature, e di Pietro ed

bianco parlo scanalate d'ordine do-

Antonio Pollajuoli, celebri


bronzo.

scultoi'i in

ben conservate, e di circa dieci palmi di diametro. La tribuna, e l'altare maggiore isolato vennero eretti ed adornati dal padre abbate Raffaele Campioni generale de' canonici regolari,
della

nato

Finalmente sino dal i63o il seromano nel d primo di agos.

sto offre all' altare di

Sebastiano
in

un

calice di
cei-a
.

argento, e quattro tor-

essendo

le

pitture
nella

cie di

Urbano Vili
s.

tempo
fuori
sette

tribuna,

rappresentanti
il

di peste,
la
le

sostitu

questa basilica al-

parte superiore
to in Berito di

miracolo avvenu-

patriarcale di
nella

Lorenzo
delle
si

un

Crocefisso, che
di

trovandosi

in casa

un

ebreo, e

mura, chiese. Le
no
zia,

visita

sagre catene

espongoprelati-

da

lui conculcato,
si

con istupore di
dal
ripoita

nella suddetta cappella

tutti

vide
Nella

emanare sangue

e nel giorno della loro festa, e


la

sagro costato,
nasio.

come

s.

Atadella
fatti

per tutta
unirono
canonici
quelli del

sua ottava; e da ultimo

parte inferioi'e

nella contigua canonica nel


le

tribuna poi
relativi a
s.

sono espressi
Pietro, e alle

dei
s.

1823 si due congregazioni dei


lateranesi
,

catene.

regolari
ss.

con
con-

Nel 1706, e nel i835 ture furono ristorate.


Nelle cappelle
vi

queste pitpregevoli
l

Salvatore
,

della
in

gregazione

renana

cui

avanti

sono
s.

dipinti; in quella di

Sebastiano,

musaico che

il

rappresenta, rimonta

apparteneva, e vi fu aperto un convitto di educazione, che fiorisce con singoiar vantaggio della giovent, e

all'erezione dell'altare, cio al setti-

con singoiar decoro di

({uegli

csem-

CHI
plari

Clil
dite loro stragi,
la

9
che

canonici. Nel chiostro contiguo


si

supplic Dio

alla basilica

ammira una superba

facesse morire, ed esaudita ripo-

cisterna di IMichelangclo, capo lavo-

s in pace, e fu sepolta nel

mede^'^'^
^'^

ro in simil genere. Questo chiostro,

simo

luogo.

Gi

nel

499

che uno dei pi graziosi di Roma, stato restaurato ed abbellito dal p. ab, d. Vincenzo Tizzani romano, dei attuale procuratore generale
suddetti canonici regolari,
il

chiesa titolo presbiterale

Cardinali-

zio, e veniva detto in Romano, dappoich nel concilio celebrato in quel-

quale

r anno da Papa s. Simmaco, si fa menzione di Celio arciprete Cardinale,


e Pietro prete di questo titolo,
si

non
ai
lari

solo fece tre onorevoli iscrizioni

tre ultimi distinti

canonici rego-

che
si

sottoscrissero al concilio.
I,

Anzi
197,

defonti, Garofali, del Signore, e

ha dal Novaes, tomo

p.
s.

Busiri, sepolti nella basilica,

ma

che neir elezione di

Papa

Sim-

desiderarsi che in essa

una

memoria

al

ponga pure gran Cardinale

maco, nel 49^5 insorse l'antipapa Lorenzo arciprete Cardinale di s.


Prassede, spalleggiato
di

Sadoleto che

ne fu titolare, giacch in essa l'iposano le sue spoglie mortali , sebbene ci da molti si

ignori.

dal senatore In seguito fu concesso al Cardinal titolare, di celebrare la messa neh' altare papale

Roma

Festo.

della patriarcale basilica di


iS".

s.

Lorenal

Prasscde titolo Cardinalzio , in cura de' monaci Pallond/rosani,


nel rione Monti.

zo fuori
ca,

le

mura, in ogni domenidi quella chiesa.

perch fu dichiarato addetto

servizio

ebdomadario

Anastasio Sul monte Esquilino, poco lungi


di
s.

bibliotecario l'acconla,
di quedeve a s. quale fu assunto al ponsi

che

la

prima restaurazione
I, il

Maria Maggiore,

si

vede que-

sta antichissima chiesa

sta chiesa eretta presso le

terme
e

di

Adriano
s.
s.

No\'ato nel vico


stessa casa

Laterizio,

nella

tificato nel

772.

Il

di lui successore

della santa, dal Pontefi-

Leone

III

fece prete Cardinale di

Pio I, eletto nell'anno i58, che fa pure menzione il b. Pastore fratello del Papa. Dagli atti di s. Prasscde nobilissima romana si rileva, che avendo notizia l' imperatore Antonino, che in questa sua casa essa sostentava molti cristiani nella persecuzione, oi'din che ivi si uccidessero, laonde vi patirono il
ce
di
s.

Prassede, s. Pasquale I, che venne creato Papa l'anno 817. PSell'anno precedente 1' antecessore Ste-

fano

IV

detto

contiguo alla chiee


vi

sa fond

im monistero,
di

pose
greci

una congregazione
ch'erano

monaci

fuggiti dall'oriente

perle

note persecuzioni, acci secondo il loro rito vi salmeggiassero tanto di


giorno che di notte. Quindi
squale
I,
s.

martirio
altri

s.

Simmetrio
i

prete,

con
dei

Pa-

ventidue cristiani,
s.

corpi

quali

Pi-assede di notte port

seppellire
scilla.

nel

cimitcrio

di

s.

Pri-

siccome divolissimo di s. Prassede, e di questa chiesa, in cui spesso passava tutta la notte in orazione, volle ingrandirla, ed adornarla
co'

Ancora nel mezzo

della chie-

sa

vede un pozzo, ove la santa gettava il sangue de' martiri, cui andava raccogliendo con ispugna, ma
si

musaici della tribuna, e dell'ar-

co maggioi'e. In questo si vede effigiata, secondo l' Apocalisse, la citt


santa cogli
eletti,

non

[loteiido

pi reggere

alle

inau-

e gli angeli,

che

IO
ne vegliano
nella iVonte
il mistico

CHI
alla
dell'

CHI
;

custodia

mentre
liguralu

ripose

il

suo corpo, e quello di


musaici, che ancora
i

s.

abside

A aleulino, decorandola entro, e fuori


di
bellissimi
si

agnello, cui

rendono omagdiversi
santi
:

gio
Ila

ventiquattro seniori. L' abside

v("dono, fra

quali

un' antica
s.

im-

il

Salvatore

con
i

magine
tare,
il

della b. Vergine, col


clie
si

Bam-

leggendosi di sotto

seguenti versi

bino in biaccio,

venera

sull'al-

Eniicat aula pia vanis decorata


metalli s

Praxedis Domino super aelhra


placends
PoiUiflcis
lioiiore

due colonchiam la cappella Orto del paradiso, ed anco s. Maria Ubera nos a poe/iis
(piale decoralo di

ne

di akdjastro orientale. Si

iiifcrid,

cos
s.

detta

perch
I

ivi

cele-

Snmmi

studio Paschalis
passini

brando
defunto,
dalla
vilegiato

Pasfjuale

alnmni
Sedis

suiliagare l'anima di
,

messa per un suo nipote


la

Apostolicae

(pd

la

vide

portata

in

cielo

rorpora condens. Plurima sanctorum


inoenia ponit
Festiis
,

Madonna. Ed
n'
le

pei'ciche pri-

subter hacc

ut

his

limen

mercatur

adire p lo rum.
la oltre
il s.

Pasquale
s.

vi

colloc
in

ritratto di

Pietro

eseguito

ed in essa donne, essendovi pena di scomunica, meno alcuni giorni dell'anno. Poi diremo della Colonna che si custodisce, per cui chiamata anco la Cappella della santa Colomia, e degli
l'altare,

non entrano mai

.s.

musaico, presso quello che conservava s. Silvestro I, fatto gi copiare da Sisto III nella basilica Liberiana.

ulteriori suoi abbellimenti. Sulla por-

ta

si

legge la seguente iscrizione

Sopra r altare principale


di

fece
ot-

Paschalis praesulis opus dccor fui'


gel in aula,

un
d'

ciborio d' argento

libbre

tocento dieci, ed
fessione
ov'

vm regno o corona oro con molte gioje. Orn la conil

Quod pia

ohtulit

vota

studuit

reddere Deo.

corpo
argento

della santa
di

con
cento.
teri

lamine

di

libbre

Mentre

nel
il

1 1 1

Vi

trasport da diversi cimicorpi


di

questa chiesa

8 celebrava in venerando Pontefidella festa,

molti

de' santi

martiri
tre-

ce Gelasio II, nel d

ed
ti-

sino al

numero

duemila e

a richiesta di Desiderio Cardinal


tolare,

cento, o duecento trenta,


il

come
a

dice

Venuti, oltre quelli, che vi avea


s.

liposti

Prassede. Oltre
I,

ci

s.

Pasquale
tolse
il

dal cimilerio di Priscilla


s.
s.

corpo di Papa

Silicio, e
I,

poi quello del Pontefice


e in questa chiesa
c,

Celestino
li

ambedue

collo-

Leone, e Cencio Frangipane fautori di Eurico V, fu sacrilegamente maltrattato ma prendendone le difese il suo nipote Crescenzio Gaetano, colle nofamiglie de' Corsi, e de' Norbili manni dopo serio combattimento
dalla

fazione

di

ove poi
II

il

di lui successore

Eugecorpo

sulle

porte
di

della

chiesa,

riusc

al

nio

neir

824
s.

trasport

il I. s.

Papa
s.

fuggire
,

nei

campi

presso

del niedcbimo

Pasquale

Nella stessa chiesa eresse

Pasin
\i

quale

la
s.

cuppella od oratorio

donde si rec a Pisa. Paolo Poco dipoi il Cardinal Lamberto di lagnano, denominato Scannabecchij

onore

di

Zenone martire,

gi

titolare

della

chiesa,

nel

CHI
1124} divenne Papa col come di Onorio II ; ed il Cardinale titolare Ubaldo AlUicignoli, nel 1181, fu
sollevato al pontificato col

CHI
Questa
colonna, eh'
alta

II
tre

palmi, riscuote grandissima venerazione ; e monsignor Ciriaco Lancetta uditore di Rota ne decor il luogo dove riposta, elevandola iu modo conveniente. Ael 1775 il Cardinal titolare Delle Lanze restaur di nuovo questa cappella. Nicol IV , che regn dall'anno 1288 al 1292, secondo Novaes t. IV, p. 78, abit

nome

di

Lucio
nel

III.

Papa Innocenzo III, eletto 1198, ottennero la chiesa col contiguo monistero i monaci T" alSotto

lomhrosani (Vedi), che tuttora la iificiano. Alcuni vogliono che da questo monistero uscisse il gran Pontiiflce

presso questa chiesa

tanto confer-

Gregorio VII, il cpiale ivi fu monaco, come lo furono altri, che divennero Papi. Nel ilio nel pontificato di

ma

il

Cancellieri, nella Lctlera sul-

fiorito

Onorio

III,

mentre n'era
insigne
il

titolare e benefattore

Car-

Varia di Roma, a p. 37. Nicol V, nel i447) restaur questa chiesa notabilmente. 11 Cardinale litolare Vincenzo Ciocchi del Monte,
nel

dinal Giovanni Colonna, legato apostolico

i55o fu
s.

fatto

Papa

col

nome
della
.

condottiero

dell' esercito

di Giulio III.

Per gran ventura

crociato nella guerra di Soria,

es-

chiesa di

Pi-assede, Pio

sendo passato per divozione a Gerusalemme, cadde in potere de' saraceni, che dopo averlo straziato con tormenti, lo volevano segare
vivo;

ma

atterriti

dallo

splendore,

nipote de in titolo nel Cardinal s. Carlo Borromeo, il quale splendidamente la rinnov ed abbell. Rifece la faccia esterna, il portico e gli scalini pe' quali si ascende
alla chiesa,

IV i564alsuo

la die-

che improvvisamente tramand il suo volto, cambiato l'odio in rispetto, gli donarono la colonna di dias>pro sanguigno sulla quale fu legato

rinnov

le

tre

navi in-

terne;

fece

per

salire

accomodare i gradini all'altare maggiore, cui

chiuse con cancelli di


laustri

marmo,
i
;

e ba-

quando

fu flagellato,

Cardinale la

Ges Cristo. Il port a lloma donan-

di
al

metallo;

rinnov
rifece

seggi
il

intorno

presbiterio

ta-

dola a questa chiesa, e fu collocata nella suddetta cappella di s.

bernacolo, che sull'altare sostenevasi

da quattro colonne
il

di porfido

ed

Zenone. Altri dicono che il Cardinale ebbe si preziosa colonna come preda fatta ai nemici, ed il Piazza,
// santuario

prospetto esterno del coro decor


sante sorelle Pras-

colle statue delle

sede e Pudenziana, facendo fare due


poggioli con ornato balaustrato an-

romano parte

II,

p.

i68 dice, che la colonna a' tempi di Girolamo con altre colonne fu s.
posta

co pel luogo ove


di risurrezione

si

fa

1'

ostensione

delle reliquie, nel giorno di

pasqua

reggere

il

portico

della
il

dopo
altri

il

vespero, sen,

chiesa del

monte

Sion,
e

ov'era
si

za mentovare

mighoramenti

Cenacolo del Signore,


quindi
a'

spruzzata del suo prezioso

vedeva sangue;

come l'ingrandimento

del contiguo

tempi

del
di

ven.

Beda

fu

monistero. In questa chiesa il santo Cardinale pii volte di notte si trat-

posta nel

mezzo

quella

i:hiesa.

Dice poi ancora, che la presente un pezzo, ovvero la met dell' antica.

tenne a lungo in orazione, particolarmente nella confessione o cappella sotterranea dell'altare


re,

maggio-

e nella cappella della santa co-

,2

CHI
altre eguali

CHI
immagini, che si veggono in Roma, ed in molto altre parti delquesta venerabile
il

lonna. Quivi celebrava spesso la messa, ircilava il divino ullzio, e eolla

ceva

propria famiglia vi orava, e fala meditazione. Abit nell'an-

la cristianit. 13i

fi-

gura
log.

fa

menzione

Liudano, Apo-

nesso palazzo, che edific pel Cartlinal titolare, ove in austerissima vita
edific tutti coir esercizio

delle

belle virti. Nella cappella, che


lui

pi a

pr Tlurg. s. Falri , cap. 17. Per im antico portico adorno di due colonne si ascende alla chiesa:
si

essa

iledicala in (juesta chiesa,


la

si

consedia

da

sedici

apre in tre navate separate colonne di granito. La trialto,

serva

tavola su cui egli


ai

dava da

mangiare

poveri,

e la sua

buna in una doppia


ni

e vi
, i

si

ascende per
cui
,

scala

di

gradi-

pontificale,

mentre nel monistero si e mozcustodisce la di lui mitra


,

zetta Cardinalizia.

Anche

s.

Brigida

era stata divotissima di qiicsta chiesa , come fu frequentata da s. Filippo Neri, cose
tutte

vengono tenuti rarissimi per la grandezza dei massi. L' altare maggiore fu ridotto nella forma che si vede, dalla generosit del Cardinal Pico
antico
e
de' duchi della

sono di rosso

che distesa-

Mirandola nel de-

mente riporta il Piazza nella sua Gerarchia Cardinalizia, trattando


di

corso secolo, servendosi dell'architetto Ferrari. Esso isolato, e coperto

questo
Il

titolo.

Cardinal Alessandro

de Medie

to

da un baldacchino, che vien sostenudalle mentovate colonne di porla suddescritta

ci

ne fu

pure

titolare,

poi nel

fido.

i6o5 divenne Papa Leone XI. Egli


vi fece molti

Nel presbiterio fra l'arcone, e tribuna, reggono due


fatti

restauri

ed

abbelli,

coretti

erigere

da
,

s.

Carlo, sei

menti
ni dei

rifabbric la sagrestia

fece

belle colonne di

marmo

bianco, con
fogliami
e

dipingere da buoni pennelli, ne' va-

scanalature
capitelli

rastremate

muri
ed

della

nave
dei

di

mezzo
di

analoghi di grottesco
di

stile.

varie storie della passione


Cristo,

Gesi

Le cappelle sono decorate


i

mar-

architetto

migliora-

mi, e di diversi buoni dipinti, e tra


depositi va

menti fu il celebre Martino Longhi. Anticamente era parrocchia, ed un

rammentato

quello del
artisti-

Cardinal Cetivo, pel


co.

merito

monaco adempiva

le funzioni di parsi

Nella sagrestia ammirasi


tavola
della
Il

la

ce-

roco. Nel luned santo tuttora

ce-

lebre

flagellazione, di

lebra da tempo remotissimo la stazione


di
le
s.
,

Giulio

Romano.
da

campanile di
e ce-

come
Prassede.
si

ai

luglio
si

la

festa

questa
lebrato

chiesa viene descritto

reliquie,

conservano custodisce un musai-

Ove

Francesco

Cancellieri

nelle sue

Campane
romano
offerta di

a pag.

i36. Ai
titolare,

co coir immagine del Salvatore, do-

21
il

luglio, festa della santa

nato da s. Pietro al senatore s. Pudente padre di s. Prassede, col no-

senato
1'

in ogni quadrien-

nio la

un

calice

di ar-

me
il

dell' istesso
;

s.

Pietro

in

lettere

gento con sua patena, e quattro torcie di

greche

della quale

immagine, dice
sono
stati

cera.

Severano, in

VII ecclcs.,

S.
levati alcuni

pezzetti dalla

pia avi-

dit dei pellogriui. Si osserva in essa


il

volto di

Ges

Ci'isto di viso

lun-

Prisca, titolo Cardiializo in cura degli Agostiniani, sul monte Aventino nel rione Trastevere.
Nella

go, gracile,

e macilente, simile alle

parte

dell'

Aventino,

che

CHI
guarda
chiesa
vci'so oriente,

CHI
posfa^ questa

i3

e Prisca, e poi venne chiamato solo

ove si vuole che fosse un , tempio dedicato a Diana, ovvero, secondo altri, ad Ercole. Alcuni pretendono esservi state le terme delGli antichi fal' imperatore Dccio. volosamente narrano, che in questa
paite dell'Aventino
di

con quello di s. Prisca. Di fatti nel secondo concilio romano trovasi sottoscritto Domenico prete de' ss. Aquila

e Prisca,

come

in altri

concili

essendo uno de'


pii

titoli

Cardinalizi dei
fra
i

antichi, per cui

suoi tito-

fosse

la

grotta

Fauno, e

di Pico

in cui

Numa

con una fonte, Pompilio pose del vino


la

sono a rammentarsi, Giovanni Colonna detto il Cardinal di s. Prisca, il quale morendo nel 1 198, Celari

per inebriarli, e riportano

favola di
Elicio,
i

lestino III

il

voleva per successore,


il

Evandro,
cose che

di Ercole, e di
si

Giove

rinunziandogli
II,

pontificato.

Onorio

spiegano da que' versi,

quali leggonsi nella chiesa a

mano

si-

127, diede il titolo al Cardinal Enrico, che poi si un coll'annel


I

nistra dell'altare maggiore, e furono

tipapa Anacleto II; ed Innocenzo II


nel
I 1

da Papa Calisto III, Dai medesimi versi pur rilevasi, che s. Pietro mentre fu in Roma, per alcun tempo abit in questo luogo , e vi
ivi posti

38

lo

confer

al

Cardinal

Rainiero Crescenzio

romano.

Gio-

celebr la messa, battezzandovi molti


convertiti alla fede. Anzi alcuni as-

vanni XXII, nel 1827, cre in Avignone prete Cardinale di s. Prisca il proprio nipote Jacopo dal Forno,

seriscono che nel

luogo

di

questa
vi

chiesa, ch'era la casa dei santi coniugi

Aquila

Priscilla
i-ecarsi

s.

Pietro

che poi gli successe nel pontificato, nel i334, col nome di Benedetto Giannangelo de XII. Il Cardinal Medici era titolare di s. Prisca, quan-

pass prima di

nella casa di
il

Pudente. Si conserva ancora

fon-

do nel iSog fu creato Papa. Tuttavolta per un tempo rimase sospeso


il

te dell'acqua colla quale battezzava,

conferimento del
il

suo

titolo

e fra quelli che furono ammessi al

finch
bolla,

Pontefice

Sisto
i

nella

sagro lavacro,

vi

furono
s.

detti
,

due
s.

coniugi ospiti di

Pietro

quali

ricettarono nella loro casa anche

titoli, ve con cui conferm lo comprese, per cui nuovamente fu dato ai Cardinali. Anticamente il

Paolo.
Gli scrittori ecclesiastici chiamano

Cardinal titolare adempiva


zio
lica

il

servi-

divino ebdomadario nella


di
s.

basi-

questa chiesa
Cardinalizio

(che
fu
ss.

eretta in titolo
alla
ss.

Paolo, e

in tutti

lunealtare

consagrata

vi

celebrava la

messa

all'

Trinit), de'
Priscilla,

Aquila e Prisca, o
ai soli ss.
il

papale.

perch poi dedicata in loro Aquila

Non

si

deve poi tacere, che an-

onore. Prima Io era


e Priscilla,
fice
s.

ma

dopo che

Ponte27.5,

ticamente furono posti in tuoso contiguo monistero


ziarla dei

un
ad

sonuf&-

Eutichiano, creato nel

monaci

greci basiliani, di

ebbe per rivelazione notizia del luogo ov' era stato sepolto il corpo di
s.

quelli
la

che fuggirono dall'oriente nelpersecuzione delle sagre immagi-

Prisca vergine e martire romana,

ni,

si

port fuori di

Roma

col clero e

le

col popolo, e rinvenutolo quivi

con
il

e fu annoverata la chiesa tra venti abbazie privilegiate, il cui abbate assisteva il Papa nei solenni
pontificali.

molto onore
titolo

lo ripose,

per
ss.

cui

Alessandro

II,

che

nel

prese

il

nome

de'

Aquila

io52

la

concesse all'abbate \ indo-

i4
cinpiisc, ceco

CHI
come
esprime Conomnibus hujus loci
si
:

cnr
bunale delia Rota,
signor
la

latta avanti
,

mon-

ccdiiiiun eiiam
filhatibus

Manzanedo

ed

in

ordine

ecclesia/il

Prscac
(il'

cum
impo-

roi, nella parte

prima

delle Re-

dignilate
se di

CardinaUs, etc. riformavo i monaci


s.

rrnsioii,

colla re-

In

pubblicala nell'anno 1609. seguito venendo iiiual/ato nel


j al

fermando tutli i privilegi cui godeva la chiesa. Di poi l'antipapa Clemente HI


gola di

Benedelto,

coi)

167

Cardinalato Alessandro Cre-

scenzi,

Clemente

avendogli con-

ferito questo titolo,

la tolse ai

monaci,

ai

quali

la restitu

stinare la collegiata,

ma

procur ripriad onta del


alle dif-

facendo altrettanto CaInnocenzo III quando loro venne ritolta. Ma questo ultimo
li,

Urbano

suo impegno dovette cedere


ficolt

listo

II,

che si liapposero. Tutta volta venendo i


ridotti

sei

canoni-

Pontefice sottomise
dinal titolare

monaci

al

Cardelle

cati

a benefizi semplici, tre


,

pr tempore, e dispose
quarta
parte

sono perpetui
de' primi

e tre vacabili.

Due

che godesse
sce
il

la

entrate del monistero,

come

riferi-

vengono posseduti dal priore pr tempore degli agostiniani, ed

Su-mondo, ep. 9 lib. I. Essendone per la sua lontananza trascurato


il

culto,
i

sotto Sisto

vi fu-

uno dal corpo de' beneficiati di s. Lorenzo in Damaso, i quali ebbero da Innocenzo X il detto canonicato
in compenso di alcune piccole case che possedevano, e che furono de-

rono
s.

posti

religiosi

riformati di

Francesco, dai quali pass in custo-

dia agli agostiniani della congregazione di


titolare

molite nel riedificarsi la chiesa di

s.

Lombardia
il

mentre n' era Cardinal Benedetto Giu,

Agnese

iu

piazza Navona, e

il

con-

tiguo palazzo. Gli altri tre benefizi


vacabili sono di

stiniani
il

genovese verso l'anno

quale,

come

poi

si

1600, dir, fu gran-

nal titolare, qualora


fetti

nomina del Cardinon sieno af-

demente benemerito

dell' edifizio.

alla santa Se.i\e gli ultimi pos-

Zelando il culto divino della medesima, il Cardinal Giustiniani gi diacono di s. Giorgio in Velabro. diaconia che gli confer colla porpora Sisto V nel i586, prima di mettere nella chiesa gli agostiniani, vi eresse una collegiata, con istituirvi sei canonici, ed un arciprete; ma per pochi anni sussistettero, ed allora fu che tanto la chiesa, quanto il monistero, il giardino e l'orto furono dati agli agostiniani del convento di IVIaria del Popolo per uso di un noviziato, di cui se ne vede la memoria nella iscrizione che i religiosi
.s.

Tenui sono le rendite di cadauno, e sono sui luoghi de' monti, fruttando ognuno annui scudi tredici e baiocchi ottantotto e mezzo. La prebenda ora in barili cinque di mosto, per canone annuo imposessori.

sto sopra alcuni orti, e vigne adiacenti, e confinanti co' beni


pitolo,

del ca-

una volta appartenevano al medesimo. Ora per fattone il censo colla camera Apostolica,
e che
si

ritira

dalla direzione

de' luoghi
la
,

di

monti
di

con
scudi

ordine

somma
e
I

tenue
chi

quattro
all'

baiocdetti

settantadue
spartizione,

anno.
di

posero nella camera appresso


grestia, in
stiniani.
I

la sa-

benefzi

godono ancora
pi

un' andi

onore del Cardinale Giucanonicati


si

nua

o
esige

meno
la

convertiro-

scudi tre e

baiocchi
si

cinquanta.

no
si

in tanti benefzi semplici,

come
del tri-

questi in

comune

Di som-

raccoglie da

una decisione

ma

totale dalla

direzione del debito

CHI
pul)bIico, dalla
te

CHI
della

15:

compagnia

mor-

tri

benefattori

litolari

presero cura
,

delia nazione israelitica di

Roma

della chiesa, e del contiguo convento

pel cosi detto


liscono
i

Ortaccio, ove seppel-

che
la

venne

ampliato

dal

p.

Dacci

loro cadaveri, data ad essa

vicario generale degli agostiniani del-

in enfiteusi perpetua. L' esattore be-

Lorenzo in Daraaso, il procuratore, ed il computista vengono pagati annualmente dai due incassi mentovati, ed il residuo diviso d a ciascun canonico circa scudi tre e baiocchi cinquanta suddetti, ed al cadere dei quindennii circa
neficiato di
s.

verso

congregazione di Lombardia; e, il 1734, Clemente XII fece


attesta

molti mighoramenti nella chiesa, co-

me

una marmorea

iscrizione,

che si legge a destra dell' ingresso. Anticamente la chiesa ebbe due


ingressi,

ma

al

tempo
solo.

dell'

Ugonio

gi ne aveva

un

Essa divisa
renderle

scudi cinque.

in tre navi con quattordici colonne


all' edifizio

Ritornando
chiesa,
p.
il

di

questa

antiche, le quali
solide,

per

pi
di

Panciroli,

Tesori nascosti
le

furono incassate nel


pilastri.

muro

709

dice,

che dopo
titolo

persecuzioil

altrettanti

Le

pareti furono
il

ni questo antico

sotto

noe

dipinte dal

Fontebuono;
il

quadro

me

de' gloriosi
di
s.

martiri

Aquila

dell'altare principale del Passignani,

Priscilla, e

Prisca che fu chiadell'

e rappresenta
JNel

battesimo della

mata protomartire

occidente dal

\'enuti, fosse nobilitato

con qualche

fabbrica da Costantino
s.

Magno, e da

Silvestro
I,

I.

Certo poi che A-

mezzo della nave grande un'ampia inferriata che illumina la sottoposta confessione, alla quale si scende per vma comoda e
santa.

driano

nell'anno 772, la riedific, e siccome per la vecchiezza era per


il

doppia scala circondata da balaustrate. In essa un quadro di musaico rappresentante


tro l'altare
il
s.

cadere, accorse
III
si

Pontefice

Calisto

Pietro, e inconsi
s.

nel

1455 a

rifabbricai-la,

come

vaso, che

preten-

ed iscrifione metrica di sopra nominata. In appresso volendo Leone X che


i

vede dal suo

stemma

de

servisse di battistcrio a
i

Pietro
e Prialla fe:

quando battezz
scilla,
,

ss.

Aqviila,

ed

altri

pagani venuti

corpi de' suddetti tre santi martivenissero con sicurezza


fece trasportare nella
custoditi,

ri
li

chiesa

dei

leggendosi da un lato inciso de BAPTiSMUM s. PETBi. La fcsta di s. Prisca ricorre ai 18 gennaio, e la


stazione
si

Quattro nel monte Celio, da dove poi ne fu qui gran parte riportala. Il menzionato titolare Cardinal Giustiniani, verso l'anno 1600 nel pontificato di Clemente Vili, con architettura di Carlo Lombarss.

da tempo

antichissimo

vi

celebra nel marted santo.

S.

PuDENZiAyj ,
zio in

titolo

Cardinali-

di

di Arezzo,

vi

aggiunse

la facciata

cura delle canonicliesse regolari di s. Agostino, o Lateranensi, nel rione Monti.


Sorge questa venerabilissima chiesa alle radici

ne ampli l'atrio, rinnov ed abbell con pitture la confessione e l'altare sotterraneo, che dicesi consagrato da s. Pietro, rifece il sofesterna,
fitto

del

monte Viminale

nel
zio,
lio

vico detto anticamente Laterire dei romani,

ornandolo con dorature, e

gli

don diversi sagri arredi. Anche il nominato Cardinal Crescenzi, ed al-

o Patrizio, perch Servio Tuldubitando della fedelt de' nobili cittadini romani i

, ,

hs

chi
mona,
pili

CllI
e

quali ciano pattizi, comand clic tutti, abbandonate le loro case, si portassero ad abitare per questi strada. Per tal causa il sito fu detto yico Patrizio, che dalla moderna Suburra
si

da quivi

la

sua

giurisdizione,

propag sempre ordinando


,

su quella sedia o
datagli

diltcdra [T'odi),
vescovi e sa-

da Pudente
s.

cerdoti, e perci spedi a


la fede

propagare
s.

estendeva sino

alla

porta Visito

Apollinare a Ravenna,
s.

minale.
dalla
sto

Ora essendo occupato il villa Massimo fabbiicata da


( il

Si-

ciuaie

perci avendo spia-

nato le ineguaglianze, tolse l'antica via che divideva il colle Esquilino e il eolle Viminale), l'antico vico Patrizio termina appunto alla porta di detta villa, ove
si

Aspreno a Napoli, s. Romolo a Fiesole, s. Eutropio a Verona, s. Prosdocimo a Padova s. Siro a Pavia s. Filippo
, ,

Prisco a Capua,

Argirone nella Sicilia, s. Encario a Treveri Torquato nelle Spagne


,

Giuliano a Cenomani
lo

s.

Aristobain

legge la me-

nella Brettagna,
altri

s.

Clemente in
diveror-

moria della porta Viminale.


atti

Dagli
grotta

Francia, ed
se

molti

poi de'

ss.

martiri
la

si

raccoglie,

parti

del

mondo. Qui pure


I

che quivi fosse che


fosse nel

rinomata

din Lino, Cleto, e Clemente

JVepoziana, perch molti asseriscono

vico Patrizio, e forse

che gli successero nel Pontificato, e qui scrisse la sua prima lettera a' cristiani

dovette chiamarsi Novaziana da Nevato figliuolo di s. Pudcnte, come

discacciati

da

Gerusalemme
;

consolandoli con
quivi
la

paterne parole

furono appellate

terme che ivi esistevano, ed anco Timotine da Timoteo altro figlio di s. Pudente, le quali edificate dai due fratelli ancor oggi se ne veggono alcuni avanzi presso la chiesa. Sotto taU terme dovevano essere le mentovate grotte o cimiterio, e forse quello in cui
le
il

battezz

Pudente

con

tutta

to

sua famiglia, per cui fuvvi eretun fonte battesimale, dal Pontes.

fice

Pio

I,

avendovi esercitato an-

ch' egli l'apostohco ministero.

Dopo
anni

avere risieduto
in Pioma,
riale,

s.

Pietro sette

ne par fi pel bando impetutti


s.

che esiliava

gli ebrei, la-

Papa

s.

Stefano
in

battezz cento

sciando al suo ospite


libro del vangelo,

Pudente

il

otto persone.

Recatosi

R.oma
s.

il

primo som-

no Pontefice
di

Pietro nell'anno

4^

aveva fatto scrivere da s. 3Iarco in latino, ed un'immagine del Salvatore, che poi
che
fu collocata nella chiesa di
sede.
fece e
si

dopo di essere alcun tempo ad abitare


Cristo,

stato per
in
s.

s. s. s.

PrasPietro

TrasteCecilia
,

vere presso

la

chiesa di

Terminato il bando, ritorno in R.oma con


vuole che

Paolo,
qual-

e di poi suir Aventino nel luogo ove


la

ambedue per

Chiesa di

s.

Prisca

f edi), a-

vcndo convertito alla fede il senatore romano Pudente, questi lo condusse nella sua abitazione, ove
ap-

che tempo abitassero nel ])alazzo di s. Pudente. Poscia in questo luogo


s.

Pudenziana

figlia

di

Pudente

punto

la chiesa di s. Pudenziana. Quivi pertanto vuoisi che s. Pietro

seppelh tremila corpi di santi mardella sua sotiri, e ad imitazione


rella

Prassede, in

un pozzo che

og-

incominciasse a praticare i riti, e il culto divino in Roma, e celebrasse la

gid

prima messa. Quivi form

g'

inco-

pur si vede nella chiesa, riponeva il sangue de'raartiri, che raccoglieva con una spugna. Dopo
la

minciati fondamenti della Chiesa ro-

sua morte,

il

Pontefice

s.

Pio

CHI
detto nell'anno
s.
ili

CHI
istanza di

r7
s.

i58, ad

Dal padre di

s.

Pudenzio
e

Pusi

Prassede, eresse la chiesa in titolo

dente, questo titolo

Cardinalizio

onore di Dio, e di

s.

Puden/.iana.
chiesa,

Qual
sta,
lis,

poi

sia

la

prima

chiam pure col suo nome, neir anno 385 fu creato


Siricio, trovavasi

quando Papa s.
Gregorio marted
Cardinal
sul-

che fu consagrata iu Roma, se que-

prete Cardinale di
s.

o quella di s. Pietro in Vinciir ovvero altra, il Cardinal Bona


lo

questa
I

chiesa.

Quindi

vi

pose
la

la stazione

del

non
lib.

sa decidere

Rerum

liturg.

dopo

terza

domenica
progresso

di quaresiil

che la cosa incerta. Ne trattano per eruditamente il Fiorentino, Exerc.

V, cap. 19,

I,

dicendo

ma

ed

in

titolare nel

venerd
della

celebrava
basilica

l'altare papale

di

-s.

XI
di
,

ad diem Annali

Aug.,

ed
poi

il

Punal-

ecclesiastici ,

all'
il

anno
titolo
fra-

Maria Maggiore, essendo addetto al servizio ecclesiastico ebdomadario


;

162.
di

La
s.

chiesa prese

della

qual basilica divenne


di
il s.

filiale la

Pastore,

da

sant'

Ermete

chiesa

Pudenziana,
ai

Pio I, che pur si chiamava Pastore pel seguente avvenimento. Essendo nata divergenza
tello di

tuttora
festa

capitolo

per cui 19 maggio,


nel
d

della santa vergine, e


si

della stazione vi
la

reca a celebrare
uffizi.

sul

tempo
forma

della

celebrazione

della

messa,

divini

Dipoi
s.

pasqua, apparve a Pastore un angelo


in di

parte delle rendite della chiesa di

pastore, e gli rilev essi

Pudenziana

ser

volere divino, che


in giorno di

celebrasse

prebenda del Cardinal arciprete della mento,

formava

la

sempre
s
il

domenica: coPiazza nel Menologio romano


II,

vata basilica,

ma

verso l'anno i543


del

Paolo

III

ad

istanza

Cardinal

perpetuo, parte
titolo di

pag.

75.

Altri

arciprete

Guido Ascanio

Sforza, che

sono di opinione, che prendesse il Pastore dal nome del medesimo fiatello di s. Pio I, perch
questi a lui la diede in cura.

in perpetuo le rinunzi, applicate vennero alla stessa basilica pel mantenimento de' musici, ed altri bisogni della basilica.

si

deve tacere, che in questo luogo, pi'imizia della religione cristiana in Ro-

Questa

venerabile chiesa

fu pi

volte restaurata,

ed

abbellita.

Pri-

ma, onorato
za,

colla presenza, residens.

mieramente
Pontefice
rito.

si

vuole

che

il

detto

e sagrifzio di
di
il s.

Pietro, e colla

predicazione
il

Paolo, secondo
san Cle,

Pauliano,
I

Pontefice
l'

mente
di

concesse
antica
Jo.

indulgenza
di

s. Siricio ne fosse benemeQuindi Adriano I nel 774 la rifece: s. Leone III le don un ornamento di seta bianca ; e poi,

forse la pi

qualsivoglia

come
l'anno

racconta

il

Vittorelli,

verso

Pauliano De jiihilaeo, lib. Ili, ed il Baronio Annal. ad annum 44- All'anno poi I ^9 racconta la gran carit, che in questa casa e titolo si usava co' novelli cristiani mnssime con quelli
R.oma.
T^.

Bapt.

da Adriano III, come ne faceva testimonianza un monogramma del suo nome. In appresso un tal Cardinale di nuovo la Benedetto titolare
884,
venne
restaurata
,

rifabbric

nel
la

pontificato

di

s.

provenienti dall'oriente, coi quali praticavasi


vi

amorevole
martire.

ospitalit,

per cui

Gregorio VII, e Pastore, di s.


Battista,
oltre
la

consagr in onore
di
s.
s. Giovanni Pudenziana,

e
di

prese alloggio

anco

s.

Giustino

filosofo

leggendosene

memoria seguente

i8

<:ii
s.

CITI
di

nella cappella di

Pietro incisa su
la

luglio,
il

in

memoria
dei

dall' avervi

tavole in

marmo,

quale

prima
l'al-

abitato,
apostolici

collegio
si

protonotari

stava al vecchio pulpito presso


tare grande;

recasse in questa chiesa,


al

ad
septeni

assistere
la

pontificale.
s.

Anticiilii

mente

chiesa di

Pudenziana
la

Tempore Gregori
sulis

prac-

ufiiziata

dal clero
II

secolare,

linch

almi

Innocenzo

nel

ii3o

diede in
di
s.

Praesbyler eximiuSj prccclarns vir

custodia ai canonici regolari

Benedictum Moribus, ecclesiam


dilus istam,

renovai'it

fun-

Maria del Reno di Bologna, dicendo altri che Adriano IV del 54 r accord ai canonici regolari latei 1

Qnam consecravit sacer idem


diiiequenalis
:

Car-

ranensi. Sotto Url)ano


nici

VI

dai cano-

regolari per istanza del Caidi-

EjiLsdem sane feci t super tempore

nal Rainulfo Gerza IVIonturco, titolare


di
s.

Papae
Augusli mensis Kalendis,
.leptenis

nempe

no
che

collocati
vi

Pudenziana vi furomonaci camaldolesi


, i

fecero

fioiire

la

regolare

Nomine

Pasloris, praecnrsorisque

Joaiiiiis.

1278 Nicol UT fece Cartitolare di s. Pudenziana Girolamo IMascio, che nel 1288 diNel
dinale

ed avendola lasciata, s. Pio V la diede ai p. domenicani, penitenzieri di s. INIaria Maggiore. Quindi, avendo Sisto confermato nel 1 586 la congregazione de' cidisciplina,

stcrciensi detti fogUanti,

per

le

pre-

venne Pontefice Nicol


nel

IV.

Eletto

mure
tani
si
,

del

nominato Cardinal
essi

Caeil

i447 Nicol V, per molto tempo gli piacque ad abitare nel contiguo palazzo, come asseriscono Novaes, e Borgia. Dipoi nel i549
Paolo III ne confer il titolo colla porpora a Giannangelo de Medici, che nel i559 sal al pontificato col nome di Pio IV. Nel declinare
di
tal

ad

la

consegn. Questi

distinsero

nel farvi risplendere

divin culto, adornando la chiesa, e

rendendo pi ampio,
contiguo
diede monistero.
cistcrciensi,

comodo
a

il

Fu

questi

l'incarico
di

che nel i6o5 Leone XI riformare gli di


cera
,

Agnus Dei

secolo,

l'altro

Cardinale
la

tito-

dai Pontefici, lo che

da benediisi conferm nel


per
le
il

lare

Enrico Caetani, con


sua

ecclesiasti-

ito8 Paolo V.

Ma

note ulmoniste-

ca magnificenza restaur
e per la

chiesa,

time vicende, rimanendo

nobilissima

famiglia
la

ro senza monaci, per ordine di Pio

rifabbric
pella di
s.

splendidamente

capss.

Pastore, in onore de'

uonichesse regolari

VII, in esso furono collocate le cadi s. Agostino,


il

re Magi, della quale

parlammo
del

al

dopoch
Spirito

loro
fu

monistero
atterrato

dello
nulla

Dizionario all' articolo della famiglia Caetani. Altro titolare degno di special menzione il beato Paolo Burati detto di Arezzo. Allorch poi Benedetto XIV volle rendere nel 1743 pi solenne l' ottava de' ss. Pietro
pag.
e Paolo, stabil che
nel

tomo VI,

216

Santo
il

francese amministrazione,
pliare
dicesi
p.

al

per amforo trajano, come meglio tomo MI del Dizionario


di
tali

233, parlandosi

canonigradini

ci! esse.

Prima

si

salivano

dieci

primo

per giungere alla chiesa, ed ora

CHI
cagione clell'alzamento della strada,
se
vi.

CHI
Della chiesa di
sagri
Trofei
t.

19
Pudenziaiia
il

s.

nei

ne scendono parecchi per entrar-

p.
I,

23;
p.

IMabillou

La
gi

facciata esteriore semplice,

3Ius. Italie,

58; e \incens.

fu

dipinta

da Poniarancio.
navi,

zo
di

M.
s.

Costanzi, de Ecclesia
p.

Pii-

L'interno
antiche

tre

sostenute
le

dentianae

335. La delta cappella

dai pilastri, in cui sono incassate

Pietro

ha suU'

altare,
la

entro
di Gio.

colonne di
della

marmo
si

bigio

del quale dicesi essere

suddetta

due
ai

delle quali

a spira

vedono

mensa

di legno,

due statue

lati

porta.

La

tribuna

Battista della

Porta, che rappresen-

d' un antico musaico egregiamente conservato , fatto da Papa Adriano I. Si vedono in esso molle prospettive e figure attorno ad un Salvatore, con libro apeito

decorata

tano Ges Cristo, il quale d le chiavi a s. Pietro ; e gli atlreschi della


volta che furono condotti
glioni,

dal

Badel

esprimono alcune
s.
il

storie

principe degli apostoli.


Sulla chiesa di

in

mano,

nel quale

si

legge

Donii-

Pudenziana,

la

nus coiisen'ator ecclesiae Picdc/itianae. Per le figure, sono rimarchevoli

quale ebbe anche

nome

di basilica,

tra gli apostoli quelle di


s.

s.

Pie-

tro e di
di
s.

Paolo, non

che

quella

oltre i citati autori, ed altri, si ha Benigno Davanzali, Notizie della basilica di s. Pudenziana, Roma i 725,

Pudente. L' Ugonio attribuiquesto musaico ai tempi di sce Adriano Ili, e lo dice eseguito per sua titolacui-a. Il quadro colla santa re, insieme alle effigie dei suoi fraTimoteo, sono telli i ss. Novato e del Nocchi di Lucca. La cupola, e i
suoi peducci furono dipinti

ed
s.

il

libro

intitolato.

Divozione
detta

a
mi,

Pudenziana, ed

alli santi tre

la martiri sepolti in

chiesa

1731. 11 senato romano in ogni quadriennio fa a questa chiesa r offerta d' un calice di argento con sua patena, e quattro torcie di cera

Ptoma

da Pomail

nel

d'i

della festa di

s.

Pudenziana.

rancio

le

statue in istucco le fece

no

reggono l'orgasono del Maini. Fra le cappelle primeggiano quella succenReti, e gli angeli, che

Ss.

Quaranta

martiri, d'pp. mi-

coretti,

nori Osservanti.

Vedi.

iiata

dei

Caetani, e quella dedicata


,

Ss.

Quattro
in

Coronati,

s.

Pietro

nella

quale
il

cappella

dinalizio,

titolo Carcura delle monache

vuoisi che celebrasse

santo

apo-

agostiniane del conservatorio delle

stolo, e perci Y altare privilegia-

orfane, nel rione Canipitelli.

venendo abbellita la cappella nel iSgG da Desiderio Collino francese. Parlando il Cancellieri, Memorie istoriche delle sagre teste dei
to
,

Questa nobilissima ed antica chiesa sul

monte

Celio, in quella parte


il si

che

ss.

Pietro e Paolo, a pag.

72, delil

guarda verso l'oriente, e monte Esquilino, nel luogo che


ivi

l'altare

ove celebr

s.

Pietro,

quale

disse

Castra peregrina, dagli allogstabil

conservasi entro quello papale della


basilica
di
vi

giamenti, che
soldati
s.

Augusto pei

lateranense,

aggiunge
s.

che
Pie-

forestieri.

Si vuole eretta

da

un' altra

mensa

di legno, in cui

]Melchiade,

come

dice

Panvinio,

tradizione che celebrasse

ed esistente nella chiesa di s. Pudenziana, ne trattano il Torrigio,


tro,

prima che divenisse Papa nell'anno 3 II, in onore di quattro soldati


fratelli

Severo, Severiauo, Carpofo-

20
ro,

CHI
e Villorino niaiiiri nella perse(li

CHI
data in titolo a
ch*
I,
s.

Leone IV, pers.

cuzione

Diocleziano,

quali

es-

era titolo fino da

Gregoiio

sendo
ullzio

cornicolaii,
(li

che aveano
gli

per
farlo
al

ricevere

atti

de' condi

dannati,
martirio.
nella
via

aveano
S.

ricusato

come rilevasi dal menzionato concilio romano da lui celihrato, appena quel Papa mor, in questa chiesa
si

nelle cause de' cristiani

destinati
li

Melcliiade

seppell
cii

popolo,
plausi
silica

convocarono il clero , e il che portarono fra gli ap-

Labicana,

forse nel
,

s.

Leone IV
il

alla

vicina ba-

miterio
santi

ad duos
,

laiiros

presso

lateranense, ove lo venerarono

martiri

Claudio,
Castorio
,

Nicostrae
il

Pontelice,
aprile

to

Sinforiano
i

Simmartisi

dell'

plicio,

quali

patirono

Leone IV
di

che avvenne agli i i 847. Fu allora, che s. dai fondamenti rifece la


e le fece
il

rio perch, essendo scultori,

ri-

chiesa, l'abbelh,

dono
fe-

cusarono di fare statue, che doveva-

molti vasi d'oro


allri

di

argento,
poi

no

servire per idoli ai qual professione alcuni

gentili, della

ed

sagri arredi,

come
ss.
si

vorrebbono

cero altri successoli. Quindi ricerc,


e rinvenne
i

anche i precedenti quattro martiri. Divenuto Papa s.Melchiade, a questi ultimi ordin 1' uffizio , e siccome ignoravansi i loro nomi, disse che se ne celebrasse la memoria col nome de' ss. Quattro Coronati, dalla corona del martirio. Di questa chiesa fece onorevole menzione s. Gregorio I, il quale per la divozione che ne aveva, vi trasfer la stazione nel lunedi dopo la quarta domenica di quaresima, che tuttora vi si celebra, la quale prima
stava nella
chiesa
di
s.

corpi
cui

de'

Quattro
seppero

coronati,

di

nomi

per divina rivelazione, ed insieme a quelli dei cinque santi martiri scultori

summeiitovati,

li

colloc

sotto

la confessione,

Nel

marmo
solo
i

o cappella sotterranea. posto da un lato del-

l'altare maggiore,

vengono
corpi

descritti

non

detti

santi

qui

riposti

da

s.

Leone IV,
di altre

ma

quelli

di altri santi, e
liquie.

insigni re-

Cajo.

Da
per

questa chiesa vuoisi, che vi trasferisse


il

titolo
si

Cardinalizio

ancora,

ha un Fortunato prete Carss. Quattro Coronati nel concilio celebrato da quel Papa. Il Pontefice Onorio I, verso l'anno 63o, riedific la chiesa sull'antica, e forse il fece da Cardinale nel
cui

dinale de'

Tale fu poi il culto, che si profess ai ss. Quattro Coronati che nella festa di essi agli 8 novembre Pontefici usavano il triregno. II Piazza, nella Gerarchia Cardinalizia a pag. 55cf, e 56o, riporta il catalogo delle nominate reliquie, postevi da s. Leone IV. Nell'anno 885, e ai i5 luglio, quivi fu acclamato Pontefice Stefano V detto VI, il quale essendo
i

pontificato di

s. Gregorio I, che poi r onor colla detta stazione,, e col

titolare della chiesa,

abitava l'annes-

so palazzo de' Cardinali. Nel

io85

titolo.

Il

Cardinal

titolale

antica-

per

la

dilferenza dell' investiture ec-

mente esercitava le funzioni ebdomadarie nella patriarcale basilica di s. Lorenzo fuori le mura in tutti i
sabbati, celebrando suU' altare pontificio.

tra Enrico IV imperaGregorio VII, il primo si rec in Roma con un esercito, e costrinse il Papa a ritirarsi nel Caclesiastiche,
s.

tore, e

In seguito Adriano

la

rin-

stel

s.

Angelo, ove
in

l'

assedi.

Intandel

nov, e

siccome

Sergio

II

l'avea

to

recatosi

Roma

in ajuto

CHI
Pontefice,

CHI
glio del

21
il

Roberto Guiscardo duca


si

re di

Pcntogallo,

quale

di Puglia, r imperatore

ritir
i

a
lui

nella minorit del re Sebastiano suo

Siena. Tutlavolta, siccome


fautori fecero resistenza,
il

di

nipote, fu reggente del regno, e per


la

duca incendi vari luoghi della citt, onde trasportare nel trambusto s. Gregorio VII nel patriarchio lateranense,

di

lui

morte
la

ascese

al

trono

conservando
Cardinalizie,

dignit e le insegne

virt

come

gli

riusc.
le la

Tra

luoghi
vi

che perirono per anco questa chiesa,

fiamme,

fu
at-

quale rimase

terrata. Peraltro non and guari, che Pasquale II non solo la rifabbric dai fondamenti, e l' adorn, ma ai 20 gennaio del 11 16 solennemente
la

ed era di tali pregi e poco manc ad essere fatto successore a Paolo III. Pio IV accomod in pi parti la chiesa, ed il monistero, che per lungo tempo avea servito di abitazione ai mona,

che

ci

la chiesa

i56o diede s monistero al conservatorio delle povere zitelle orfacamaldolesi, e nel

che
si

il

consagr.

Inoltre

vi

eresse

ac-

ne, di cui

tratta all'articolo

Col-

canto un magnifico
ficio,
il

palazzo

pontiSigis-

legio Salviati [Vedi), togliendole dal

quale fu abitato da
imperatore, quando nel

monistero

la

mondo
gio
sei'e

mages-

1433 giunse in Roma per coronato da Eugenio IV.

per loro eretto, ove ora r ospedale de' Bonfratelli nell' isotiberina. Lo stesso Pio IV apr
alla

incontro
via,

chiesa

una

comoda
s.

Nel pontificato di INIartino V, essendone titolare il Cardinal Alfonso Cardio spagnuolo, risarc in gran parte la chiesa, del che si legge per testimonianza la seguente iscrizione posta nell' atrio o vesti,

che conduce alla basilica di Giovanni in Laterano. L' antichissimo oratorio, che

si

bolo sotto
lizio:

il

di lui

stemma

genti-

vede sotto il portico, dedicato da Stefano Cardinale di s. Maria in Trastevere, nel pontificato d' Innocenzo III, a Papa s. Silvestro I, decorato nelle pareti d' interessanti
pitture del sesto e

settimo

secolo,
della
di
s.

Haec quaecumque vdes


strata ridila,

\>

eteri pro-

rappresentanti
Silvestro

pai'ecchi

fatti

vita di Costantino

magno, e

Obruta
qiie

verbenis, hederis,

diim

is-

I.

Il

Cardinal

Rinaldo

jacehant.

Non

hspanus Carillo pionsiia. honore Cardineo fidgens, sed opus occupat ingens
tu Ut

Allcet

che fu poi Alessandro IV, sotto Innocenzo IV la consagr, di che ne fa fede una iscriConti,
nel

1246

zione in

marmo

ivi posta.

In una crodagli scrit-

naca
tori
citati

di

Fiandra,

riferita

Sic animus
latia

magno rcparatque paschs-

della

sumpta,

Germania al foglio 84 dal Martinelli, Rom. ex Ethni:

Duni sedet extincto Martinus mate qiiiiitus.


Altro titolare spagnuolo fu
il

ca

Tlieodoricus socr., si racconta Pontifcx Trei'irensis sub Leone Vili cellam ss. Quatuor Coronatorum,
Clini

Car-

omnibus

/J ppendtiis suis sibi,

dinal Alfonso Borgia, che nel

1455

suisque successoribiis in
acquisii'it.

perpetuum
scorge,

divenne Papa col nome di Calisto III. Quindi nel i54j Paolo III ne dichiar Cardinale prete Enrico fi-

Dal

che

si

che
fos-

forse questo

oratorio

fu

assegnato
si

per di

lui

residenza,

quando

11
se

CHI
recato
in

CMI
1"

Roma

arcivescovo di
la

Per un atrio ne
alla
si

di

antica costruziocorte, da
si

Trevcri,
s.

come

presso

chiesa

di
,

entra in

ima

dove
chiesa

Giovanni ante porlam

latinain

per una sola porta


chieda.

ha

ingresso

eravi la residenza per quello di Co-

L'interno della
ti'e

In questo oratorio pregevole per le sagre e preziose reliquie che


lonia.
ivi

diviso in

navi,

sostenute

da

otto colonne di granito, quattro per


parte, sopra le quali sonpvi
i

veneransi, sino dal


gli

i4o6

sotto

muri
nelle

Innocenzo VII,
pellini,

sciiltorij

e scal-

a guisa di loggie,

come erano
piti

sotto

i"

invocazione dei santi

antiche basiliche, ornati di altre co-

Quattro Coronati, e degli altri cinque santi martiri, che aveano esercitata
la

lonne

simili

ma

piccole.

Le

navi laterali sono a

volta, quella di

professione

di

scultore,

mezzo ha
intagli,

eressero
i

sessi.

una confraternita d' ambo V. Piazza, Opere Pie ec. p.


Confraternita
dei
ss.

C3-2, Della

con Caril pavimento dinal di Portogallo d' opera alessandrina, accomodato


il

soHltto

di

legno

fatto

fare dal sullodato


:

Quattro incoronati. Ritornando alla nostra chiesa, nel i583 Gregorio XIII vi prepose in titolare il Cardinal Giannantonio Facchinetti bolognese,
il

in pili

parti.

La tribuna
li

gi

fatta

erigere da Pasquale

fu

ristorata

quale,

ai

29

ot-

dal Cardinal Millini titolare, con buoni affreschi del Maimozzi, detto Giovanni da s. Giovanni, stimati per
la

tobre i')9i, fu eletto

Papa

col

me

d'Innocenzo IX,

de' santi titolari,

ed in volle prendere

noonore
il

vivacit della

loro composizione.
il

Questo
li

pittore vuoisi fosse

primo a
gli

dipingere bizzarramente con


le

anged'Ar-

solenne possesso

della basilica

late-

angiolesse

altri

per attribuial cav.

ranense
della loro

agli

8
:

novembre giorno
nel creare

scono tale introduzione


pino, o all'Allori.
Il

festa
il

poi

ai

primo
il

altare a

18 dicembre
chinetti della

nipote Antonio Fac-

diritta dedicato alla nascita di

Ge-

Noce diacono Cardiquesta


il

s Cristo, indi

si

vede

maestoso

nale,

gli
,

diede
e mor

chiesa per

deposito di monsignor d'Aquino, uditore delia Camera, insigne benefattore dell'attiguo conservatorio,
dotto, che raccolse molti
libri

diaconia

Cardinale nel-

r anno
il

1606.

Cardinal
Millini
la
,

Quindi nel .1624 titolare Giovanni Garrestaurando


la

uomo
rari.

zia

chiesa,
di

Segue
tire,
il

l'altare di

s.

Sebastiano maril

ebbe

religiosa
i

consolazione
ss.

cui

quadro dipinse

Baglio-

ritrovare

corpi de'

ronati Severo,

Quattro CoSeveriano, Carpoforinvenne

ni.

Quivi nna cappelletta sotterranea, dove si scentle per doppia


scala; ed ivi
de' santi
Il
si

ro, e Vittorino, e fra le tante reli-

conservano
in

corpi

quie che

la chiesa possiede,

titolari

della chiesa.

ancora
tire,
il

il

capo

di

s.

Sebastiano marin

senato

romano

ogni
ss.

qua-

quale collocato
s.

una

teca

driennio per la festa de'


fa

Quattro,
e

d'argento da

Gregorio IV, fu poi


alla

in questa chiesa la pia olferta di


calice

da

s.

Leone IV donato
Girolamo

medeti-

un

patena

di

argento,

sima. In seguito r altro Cardinal


tolare

quattro lorcie di cera.

Abbiamo da

Vidoni, nel

i632
dedi-

colloc tal capo in nobile


rio in

reliquia-

una cappella elegante

Decio INIemmolo, Della vita, chiesa, Quattro coronati, e relquie de' ss. Roma iG-jS; opera, che nella stessa
citt
si

cata al detto santo.

ristamp nel

1757.

Gio.

CHI
Pietro Luccitelli scrisse,

CHI
Le
Notizie
rio XIII, e nel
s.

23
ss.

\5'j5, quivi fu fon-

concernenti la testa di

Sebastiano

data

la confraternita del

Sagra-

martire, che si custodisce nella chie-

sa de"

ss.

Quattro Coronati,

Roma

1757.
Ss.

mento, ai cui fratelli vennero concesse molte grazie ed indulgenze, e il sacco bianco, mentre per insegna si stabil un calice d'oro, con l'Ostia

QuiRico
cura

GiULiTTA
,

titolo

sopra

in

campo

bianco.

V.

Cardinalizio, con parrocchia

in

dt domenicani

nel

rione

Carlo Bartolomeo Piazza, Opere pie di Roma pag. 53o, Della confraternita citi
ss.

31onti.

Sagramento ,

ai

ss.

Quirico e Giulitta a Torre


dicata a

de Conti.

Questa antichissima chiesa des. Quirico fanciullo, ed alla

Lo
fece lo

stesso

Gregorio XllI nel i586


il

prete Cardinale di questo tito-

sua

madre

Giulitta martiri,
ii

ambeil

Alessandro de Medici,
ai

quale

due
le

di TiU-so,

cui aliare vuoisi con-

sagrato dal Pontefice Vigilio,


fior

qua-

Viene detta questa chiesa a 2 or de' Conti^ da quella che vicino grandiosamente eresse ne' primi del secolo XIII Innocenzo
nel 546.

19 febbraio, avendola restaurata ed abbellita solennemente consagr in onore dei

nell'anno seguente

due santi titolari l'altare antichissimo, gi consagrato da Papa Vigilio,

poscia

nel

IH, Conti, perch servisse di guardia


alla
to,

Pontefice col

nome

i6o5 fu creato di Leone XI.


il

citt

in

occasione

di

tumul-

Gli successe Paolo V,

quale

nel
libe-

o per testimonio di grandezza della sua illustre casa, e del suo glorioso pontificato ma minaccian:

1606
l'arlo

alz

il

pavimento,

per

dalle inondazioni

del Tevere.

do

di

poi rovina,

Urbano Vili

la

fece in parte demolire.

Verso l'anno i47<^> Sisto IV restaur questa chiesa, e vi trasport


il

Quindi ne fu benefattore anco Urbano Vili, dappoich la restaur, e feccia fiancheggiare con alcuni pilastri. Clemente X la diede per tiGaleazzo Maretolo al Cardinal
scotti,

titolo

Cardinalizio, e la stazione,

le

cui

beneficenze a
il

favore
cita,

che nel maited dopo la domenica di passione godeva la chiesa di s. Ciriaco, la quale anticamente era nelle terme Diocleziane; stazione, che venendo alla chiesa de' ss. Quirico e
Giulitta contrastata

della chiesa, riporta


to,

Piazza

nella

Gerarchia

Cardinalizia

parlando di questo titolo. Clemente XI, nel 1706, cre Cardinale de' ss. Quirico e Giulitta Michelangelo Conti, che nel
successe
col
tolta

da quella
(

di

s.

1731

gli

Maria
la
tal

in

Via Lata

Vedi), fu dalchiese godes-

nome
la

pontificia autorit deciso, che iu

XIII; e
giosi

Innocenzo collegiata, che vi


di

giorno

ambedue

le

era, l'affid alla


di
s.

custodia
i

dei

reli-

sero la stazione. Quindi essendo gi


collegiata

Domenico,

quali

nel
del

con capitolo fu annoverata da Pio

di canonici,

pontificato di Benedetto

XllI,

nel nove-

loro

ro delle vicarie parrocchiali perpetue , ma allorch , come diremo


cess di
essere collegiata,

vm

reliil

gioso

domenicano

ne

divenne

parroco. Nel

pontificato

di Grego-

medesimo Ordine, e da lui aiued abbellirono tati, rimodernarono la chiesa. Tranne il quadro dell'altare maggiore, rappresentante i due santi martiri, e di buon pennello, in quello sono moderni gli altri
:

i\
dedicato
a
s.

CHI
fice

cin
nelle

Giuseppe sposo di ed al ladrone s. Maria Veif^ine Disma, vuoisi che entro l'altare vi sia gran parte del corpo di quest' ultimo. Di altre reliquie fa menzione la lapide, che si legge nella slessa chiesa del suddetto Cardina,

funzioni solenni

per es-

sere la sua abbazia


privilegiate
di

una delle venti Roma. Anticamente


dal Piazza, Eortero-

eravi

la

stazione nel marted santo,

come abbiamo
logio.,

ovvero
pag.

le

sagre
il

stazioni ro-

mane,
di
II

3Gf),

quale parla dei


ecclesiastiche

le titolare

de' Medici, colla data

19

pregi, e delle

memorie

febbraio i584lebrasi ai

La

festa

titolare ce-

questa chiesa, non che nel


del suo Enierologio
s.

tomo

16 giugno, nel qual giorquadriennio,


a questa
di
il

a pag. 717.

no

in ogni
fa

senato
la

Venne dedicata a
ci

romano

cliiesa

pia

di Cappadocia, e fondata

Sabba abbate ai monaverso

oblazione

un

calice

di

argento,

greci

di

s.

Basilio

l'anno

e di quattro
S.

toi'cie

di cera.

55o, che la chiamarono Cella Nuova, o Cella Novella, forse, come


dicono alcuni, per essere stalo il loro primo ospizio in Roma , o, per
dire

Rocco, con parrochia, dell' arcis. Rocco, nel rione Campo Ma'zo. V. ArciconFRATERJVITA DI S. RoCCO.
confraternila d
Il

meglio,

per

essere

stati

ivi

magistrato romano, ogni anno

16 agosto festa del santo titolare, olfre a questa chiesa un calice, e patena di argento, con quattro
ai

da qualche altro luogo della medesima citt. Quivi risiedevano duecento monaci greci, che salmeggiavano d e notte, e detti perci Acemiti, o Acemeti, cio sempre vitrasportati
gilanti. Altri

fanno fondatore, o res.

torcie di cera bianca.

1824
stabili

colla bolla,

Leone XII nel Super Universani,


la

stauratore del monistero,


rio
I,

Grego-

questa chiesa

cura par-

che fu eletto nel Sgo. poi certo che presso la chiesa vi abitala

rocchiale.

va religiosamente
s.

di

lui

madre
menzio-

Silvia,

di

che facemmo
Chiesa di
s.

S.

Romualdo
dolesi,

de'

monaci camalTrevi.

ne

all'articolo

Grego-

nel rione

V.

Ca-

rio AL MoxTE Celio.

maldolesi monaci.
Ss.

Nell'anno 767 per la sede vacante di


s.

Paolo

I,

insorse l'antipapa

Ruffina

Seconda,

delle

mo-

Costantino [Vedi),

ma dopo

tredici

nache del sagro Cuore, nel rione di Trastevere. V. Sagro Cuore monache.
S.

mesi di scisma fu cacciato nel


nistero di

mo-

Sabba
ne Ripa.

abbate,

de' pp.

Gesuiti
rio-

del collegio

Germanico, nel

dove fu tratto dai furibondi soldati che gli cavarono gli occhi. Quindi si legge nelle Vite de' Papi, che Giovanni XVIII mor ai 7 dicembre ioo3, ovvero ai 3 1 ottobre, e fu sepolto secondo il Ciacconio, nel monistero
di
s.

Cella Nuova,

questa chiesa

si

arriva per una


s.

Sabba

in

Cella

Nuova

altri

piccola via situata dietro

Balbina

e la sua fondazione antichissima, giacch l'abbate del contiguo mouistero


assisteva
al

dicono pili probabilmente con Giovanni diacono, che fosse tumulato al Lalerauo.

romano Ponte-

Sembra che

poi

nel

luouislero

CHI
vi

CHI
benedettini

25
Coe-

passassero
;

monaci

della
>

Culnium apostolicum cinn


lestiniis

cliiniacensi

certo

che

mancandisciplina,
II

haheret

dovi
nell'

l'

osservanza
i

anno
dalla

i4^

Lucio
in

chiaal-

Francia

Roma
il

Primus et in tato fidgeret epscopus orLej Haec quae miraris fundavit praeshyter Urbis
Illyrica degente Petrus,
vir

cuni virtuosi
ro,

monaci
,

cluniacensi, e

diede loro la chiesa

monistei

no-

ma

poscia vi passarono

cistcr-

ciensi,

come afferma
Ist.

il

p.

Casimiro,

mine tanto Digniis, ah exortu


tiis

Christi nutii-

Mem.
do
ta,

p.

i3.

In seguito restan-

in aula:
sili

l'abbazia

pressoch

abbandona-

Gregorio XIll, siccome era divenuta commenda, uni le sue rendite al Collegio germanico ungarico
(

Pauperihus lucuples, qui bona vitae

pauper,

Praesentis JigienSj meniit sperare futuram

P^edi

che

afiid

alla

dire-

zione de' gesuiti.

Da

un

lato

del

portico che precede la chiesa

un

antico sarcofago, in cui vedesi scolpila

Dalle bande poi di tali versi si vedono due figure di donne con un libro in mano, sotto le quali sono
queste iscrizioni, cio sotto quella a
destra,

una
tre

festa

nuziale.
in

L' interno

ha

navi divise

ventiquattro
paite di

ecclesia

ex circumcisioxe

colonne, parte di granito,

sotto l'altare a sinistra, ecclesia ex

marmo
polo

pario. Essa visibile al po-

Gentirus.

solo

nel giorno

6 dicembre,
il

Nell'anno ^3i, successe a


lestino
I,
il

s.

Ce-

festivit del

sauto

titolare.

Pontefice

s.

Sisto IH,

S.

Sabina, titolo Cardinalizio, in cura dei domenicani, nel rione


Ripa.

sa,

quale comp l'edifizio della chiequindi la dedic e consagr coi


riti,

consueti
rio,

ponendovi

il

battiste-

laonde fino da quel tempo divenne titolo di Cardinale prete. Di


poi neir anno

538

avendo

Yitige

che nobilitano il celebre monte Aventino, una questa edificata secondo alcuni , nel luogo dove s. Sabina ebbe la casa paterna, o del suo marito, e presso templi di Diana, e di Giunone i Lucina. Ivi pure vuoisi che la santa patisse il martirio, ed ove i fele chiese,
,

Fra

re

dei goti

assediato

Roma,

Be-

lisario capitano

imperiale, credendo

che Papa

s.

Silveiio fosse d' intelli-

genza col nemico, da questa chiesa ove erasi ritirato l' innocente Pontefice,

l'esili dalla citt,

lo obbligato

vestirsi
I

dopo averda monaco


stazione pel

Dipoi
vi

s.

Gregorio
di

creato nel 5cjO


la

deli eressero

un

oratorio,
di
s.

sul

quale

pose o conferm

nel

pontificato

Celestino I,

primo

quaresima, incomincian-

e verso l'anno ^'25 venne edificata


la chiesa

da un certo Pietro Cardischiavone


di nazione

nale

prete
l'ilevasi

do visi a celebrare una delle pii rinomate funzioni ecclesiastiche. Dappoich in tal giorno il Papa coi
Cardinali
si

come
sono

dai seguenti versi, che

recava
essi

s.

Anastasia
il

scritti sulla

porta maggiore del


di

per
polo,

la

colletta

per adunarvi

poce-

lato destro,

con lettere

musaico

ed in

dava a

tutti la

dorato:

nere; quindi processionalmente, pas-

26
sando per
Cdsineilin
chiesa di
s.

CUI
la

CHI
s.

chiesa di
si

Maria
si

in

Cardinali.

scalzo,

avviava

alla

di lui Onorio III, avendo con'ermalo l'Ordine de' pre-

Prima

Sabina: quivi
il

caiila-

dicatori, concesse loro la chiesa col

va
lia,

la

messa, pronunciava
fine

un ome-

contiguo hiogo, per cui


cata dalla residenza di
s.

fa

santifi-

ed in
la

diacono annunciasi

Domenico

va

seguente stazione. In piogies-

fondatore
virti
coli,

del

medesimo, che per


vi
il

so di

tempo

Pontefici

portavano
stazioni

di Dio,
^i

oper molli miraujonistero


in

dalia loro residenza in questa chiesa

fond

una
ci

a dare

principio
in

alle

parte del palazzo di Onorio


dictle l'abito religioso

III,

quaiesiinali,
segniti
te

solenne

cavalcala,

s.

Giacinto,

dai Cardinali, prelati e cor-

vi

godette

la

romana, funzioni tutte che vengono descritte all' articolo Cai'Pelle


]^o>TiFiciE G

Francesco

d' ^Vssisi,
I

compagnia di s. e di s. Angelo
divenne

carmelitano.

Savelli, della cui fa-

numero
s-

6.

miglia era Onorio III che


I

Qui
vi

il

medesimo
bel

Gregorio

Pontefice nel 12 16, potentissimi nobili

lecito quel
le

sermone nclT
che
Si

i^liluir-

romani, erano signori del monte


magnifico pa-

litanie

maggiori dette scUiJur-

Aventino. Onorio IH presso la chiesa

mij cio nel tempo


atTlitta

Roma

era

aveva edificato un

dalla
tali

peste.

chiamarono
perch
dove-

lazzo ponfificio, ove abit

molto temdi
s.

settifonni

litanie,

po,

come

poi fecero altri Papi; in esso

vano
sette

recitarsi

nella

processione

da

appunto conferm l'Ordine


menico, e
di
vi stabifi
il

Do-

condizioni di persone, partendo


chiese;
della (piai

cospicuo ufllzio

da

sette diverse se

ne legge la memoria nella tribuna, o coro di questa chiefunzione


sa.
s.

Maestro del sagro palazzo apopel primo lo stesso s. Domenico. Nel i285 fu
stolico, destinandovi

In seguito essa fu rinnovata

da
II,

esaltato alla

cattedra

di

s.

Pietro

Leone
nell

ili,

il

(juale la

diede per

Onorio IV, Savtlli ,


l'estate

ed

anch'esso

titolo

Cardinalizio

ad Eugenio
d'

fece r ordinaria sua residenza,

meno

che

824

fu eletto Papa, e vol-

che

si

trasferiva

Tivoli,

le beneficarla coli' abbellirla

ogni

nel palazzo pontificio di

intorno di pitture, arricchendola coi


cor[)i de' ss.

come
ca,

attesta

Sabina, s. anche Tolomeo da Luclib.

Alessandro I Papa, Teoed Evenzio. \enendo poi riguardata come una delle pi insial gni ed antiche chiese di Roma suo Cardinal titolare fu concesso di essere annoverato al servigio ebdoilolo
,

Hstor. ecd.

XXIV,

cap. i3.

]Mor

Onorio IV

ai

3 aprile

1287

nel detto palazzo, vacando la santa

madario

nella basilica Ostiense, e ce-

Sede dieci mesi e dieciotto giorni, perch i Cardinali rinchiusi in conclave nel palazzo di s. Sabina, a cagione della peste si ritirarono altrove,

lebrare nelle domeniche

sulT altare

dopo che
il

sei

di essi vi

erano
infer-

papale solennemente.
In questa chiesa vi era stato tras-

morti, ed altri erano

caduti

mi. 3Ia
scio

Cardinal

portalo dal \ aticauo


s.

il

corpo di Papa

detto
il

Tineo
di

Girolamo Manon abbandon


s.

Sisto
Io

I,

ma

nel

11

32 Innocenzo

mai

palazzo

Sabina

nel

don a Piainolfo conte di Ali12 38 Gregorio IX consagr te. JNel di nuovo l'altare maggiore, facendo
li

quale nelT estiva

stagione
col fare
il

purifica-

va r aria
tornali

infetta,

gran fuo,

co intorno. Cessato
i

pericolo

ri-

cou^aiirare

ali

altri

dai

vescovi

CarJiuLili

in

concla\e nel

CHI
dello palazzo, ai
elessero

CHI
nistri
,

27
s.

22 febbraio 1288,

ristor

il

convento annesso
Piosario, e

Papa
Altri

il

medesimo Cardinal
il

edific la cappella al

Mascio, che prese


l IV.

nome
che

di

Nicodetto

morendo nel i483


nel bel deposito
taffio.
Il

volle
gli

essere se-

dicono,

in

polto nella chiesa, ove

fu posto
epi-

palazzo fui'ono celebrati


clavi
li,
;

altri

con-

un onorevole
II,

a
il

me non
delle

fu dato

rinvenir-

Cardinal Bandi nel lo Sauli,


re-

ed

Cancellieri

nelle
3

Notizie
de'
sili

genovese titolare, sotto Giulio


staur
il

istoriche
dii'ersi

Stagioni

bellissimo chiostro

seconi

in

cui

sono
solo

stati

tenuti

do
le

l'antica costruzione,
fatti

ed abbell
in

Conclavi,

parla

di

quello

di

vani dei portici di


geste di
s.

esprimenti

Nicol

IV.

Su questo

palazzo

ag-

Domenico, e

morte

giungeremo, che Sisto IV dipoi fece demolire gli avanzi del famoso ponte Sublicio, ch'era alle radici di esso, ed il palazzo, siccome divenuto sino da Paolo III luogo di diporto per la deliziosa amenit del sito, fu ristorato dalle sue rovine dal Cardinal
finch fu tutto Domenico Ginnasi incorporato, come diremo, al conven,

nell'amata sua chiesa. Ed il Cardinal titolare Ottone Truchses rinnov il musaico


volle essere sepolto

della tribuna, oper altri

miglioramenti, ed abbclfi la chiesa con pitture risguardanti i santi e le sante,

che in essa
no,

si

come

rilevasi

venerano ed onorada una memoria

posta nella cappella maggiore l'an-

to dei

domenicani.

In questa chiesa il re di Sicilia Carlo II giur nel 1293, alla presenza di Bonifcio VIII, vassallag-

no i54o. Prima che


pa, era stato

s.

Pio

divenisse

religioso
,

Padomenicano
per
cui
il

nel contiguo convento

Sede apostolica invocando dal Papa l'assoluzione da qualunque ommissione nella consegio e fedelt
alla
,

luogo ove

venne ridotto in una cappella adornata con istucchi dal Rusconi non che di pitture.
abit
,

guita investitura del


cilia.

reame
il

di

Si-

Poscia Bonifacio \III nel crea-

re nel

1298 Cardinale
per
titolo,

b.

Nicol

Quelle dell'altare poi sono di Marliani. Nel suo pontificato s. Pio conservando grande amore per questa

Boccasini domenicano,
sta chiesa

gli

diede que-

chiesa,
le

spesso vi

si

rec a celebrale

e questi merit

pontificie funzioni,

comp

la

fab-

di succedergli nel pontificato col no-

brica del monistero, della sagrestia,


e dei portici, concedendole inoltre la
chiesa, allora parrocchiale, di
s.

3o3. Molti che nobilitarono, e restaurarono la chiesa. Giuliano Cesarini ripar, e rinnov la tribuna, che minacciava rodi Benedetto

me
poi

XI

nel

furono

Cardinali

titolari

Ni-

cola

de' Perfetti
servisse

in di

perch
ai

Campomarzo, comodo ospizio


Sabina nel
re-

domenicani

di

s.

vina

come

rilevasi

da

una me-

carsi nell'interno, o centro di

Roma.
pi
nel

del i44i- Calisto III nel 1456, cre Cardinal prete di s. Sabina Enea Silvio Piccolomini, e poi

moria

Sisto
al

V, che da
,

lui era stato elevato

Cai'dinalato
la

volle rendere

magnifica
Piipristin

chiesa,

il

convento.

nel

i4j8 l'ebbe
di

in

successore

col

la

cappella

papale
,

nome
Poggio
suo

Pio II. 11 Cardinal Auxia spagnuolo benefic questo


vi

titolo,

fece risplendere
i

il

di-

vin culto con accrescervi

sacri mi-

primo giorno di quaresima per maggior comodo del popolo, e per renderla pi ampia lev il presbiteiio erettovi da Eugenio II, la di-

28
visione di

CHI
mezzo
,

CIII
i

due

amboni
le

elietto laterale,
le

da dove furono

^olte

ovocantavansi
Piifcce
il

l'epistola, e l'cvan^^jolo.
,

preziose colonne di granito

ver-

pavimento
aiilidic,

rispettando
la

de, che attualmente

servono di or-

ncmoiie

ed alhelli

tribu-

namento
VII

al

braccio nuovo
al

da

Pio

na

col pennello di

Taddeo

Zuccaii.

aggiunto

museo
,

vaticano.

Sotto l'altare maggiore

eresse

una
resa

L'interno compartito

in tre navi,

nobile cappella con iscala di

marmo

una maggiore
nori ne'
divisa
lati.

ben ornata, per discendervi, poi


ti
;

pi ricca dalla nobile famiglia dannel medesimo luogo si ha, che traltcnevasi in lunghe s. Domenico
orazioni. INel rimuovere
e rinnova-

dalle

mezzo due miQuella di mezzo resta altre da ventiquattro


nel
di

colonne scanalate
capitelli

marmo pano
con
vede
basi e

cio dodici per banda,


di

ordine corintio. In fonsi

re r antico altare maggiore, ritrov


sotto le reliquie de' sagri

do

della

nave destra
s.

la

capla

corpi

di

pella di

Domenico non ha guari


quadro
s.

Sabina martire, Serapia


martire, Alessandro
1

vergine
e

rimodernata, avente per

martire, Evenzio prete, e Teodolo compagni. Tanto viene riferito da una marmorea iscrizione, che da un can-

Papa

Madonna
nico, e
s.

del Rosario, con

Domedipinto

Caterina, egregio

del celebre Sassoferrato.


di

La

cappella

to fu

ivi

posta

nell'anno

secondo

del suo pontificato.


Il

s. Giacinto nella nave stessa opera della pittrice Lavinia Fontana Federico Zuccari dipinse da un
.

Cardinal

Girolamo Bernerio;
s.

lato

la

di

lui

canonizzazione

ese-

gi religioso e priore del convento,


edific

guita da Clemente Vili,

dall'altro
s.

una magnifica cappella a

Taddeo Zuccari rappresent


menico
to

Do-

Giacinto
spigliosi,

domeniamo
che

e in essa fu

nell'atto di
s.

dare

l'abito dei

sepolto nel i6i

i, Clemente IX, Roregn sul trono del

predicatori a

Giacinto, ed al bea-

Ceslao. Presentemente nella sudsi


s.

Valicano dal
co,

1667

al

1669, cangi
s.

descritta tribuna

ammira un quaSabina
eh.

in cappella la stanza di

Domenide' suoi

dro che esprime


ni

martiriz-

con

arcliiltttiu'a del
le

Borromini, e
nel carne-

zata, eseguito dal

cav.

Giovan-

rinnov

antiche

memorie

Silvagni professore, e vice-presi-

predecessori,

ritirandosi
gli

vale a fare

esercizi spirituali,

a starsene in quiete,

nel

ed convento
s.

dente della pontificia accademia di s. Luca. Nella nave sinistra evvi la


cappella della famiglia d' Elei toscana, eretta con disegno del Contini,
neled abbellita di belli marmi l'altare il Morandi dipinse s. Caterina, ed fra quattro colonne di breccia, mentre 1' Odazi fece gli affreschi della cupola. Oltre i mento:

medesimo o palazzo
Sabina, del
quale
parti,

pontificio di

ancora

si
i

vegresi,

gono alcune

non che
,

dui di grande

muraglia
la

torri

e
il

merli a di lui custodia.

Quindi
bella

Cardinal Delci fond


pella di
s.

eapin

Caterina, e nel
lasci
il

1670
il

vati depositi

morte
se poi

vi

suo cadavere. Rechiesa

zione

luminosa

la

Cardi-

nal

Tommaso Howard
due
parti.

de' duchi di
fi-

iVortfolk inglese,

con aprirvi delle

nestre dalle

sono meritevoli di mendel Cardinal Alessandro Bichi e del suo fratello Celio Bichi uditore di Rota, come nel pavimento della nave di mezzo un musaico, rappresentante
i

depositi riuniti
,

Si entra in chiesa per

un

porli-

fra

]Munio di Zamora, generale dei

CHI
domenicani , che mor nell' anno i3oo. Sono pur degni di osservazione
l'antico portico,
so,

CHI
Pompeo

29

guo convento, il cui chiostro di forma quadra ornato di centotie colonnine antiche.
diede:
Felici
ci

l'antico

ingresil

La prima

stazione di Roina^

in parte chiuso dentro

con-

e della chiesa di

vento. Allorch tal portico fu restau-

ni

rato dal menzionato Cardinid


iierio
,

Ber-

s. Sabina, Ri mii568. In questo libro si parla della stazione di s. Sabina, e delle

il

vestibolo

era decorato di
superstiti

altre di

Roma

ed

anco

de' pregi

colonne, delle quali sono

di questa chiesa.
ta
vi
si

quattro di paonazzelto
tia verso, e quattro

scanalate
:

a
ivi

celebra

La festa della ai 29 agosto.


di
s.

san-

di granito

erano Ire porte, ed ora solo esiste la piincipale, e quella a destra. Si vuole, che questa un tempo servisse di porla santa (su di che a vedersi
il

Sagre Stimmate
Pigna.

Francesco
nel

dell' arciconfraternita

rione

V. Volunie II del Dizionario a pagine Sog.


Il

Panciroli,

Tesori,

ec, pag.
senato

788), quando
sa di
s.

fu sostituita la chiebasilica

romano ogni anno, per


Stimmate
la
l'

Sabina, alla

di

s.

la

festa delle sagre


Assisi,

di

s.

Paolo negli anni

santi dell' univeril

Francesco d'
ai
1

quale ricorre
offerta
d'

sale giubileo, allorch

Tevere

colle
al-

settembre,

fa

un

sue inondazioni impediva l'accesso


la basilica.

calice e

patena di argento, insieme

Ci forse appartiene agli

a quattro torcie di cera.


S.

antichi tempi, dappoich tutti sanno,

che da Urbano Vili in poi in simili od altre emergenze, alla basis. Paolo fu sostituita quella Maria in Trastevere, nel modo che si disse a quell'articolo. L'in-

Salvatore
collegio

delle

Coppelle,

del

lica di
s.

de Parrochi di Roma. V. Parbochi.


S.

di

Salvatore

della

Corte,

s.

gresso, o stipite della

porta princimirabili,

31A RIA della Luce, con parrocchia in cura de' Pacioni, nel rio-

pale, abbellito per di fuori e per

dentro per

d' intagli

di

marmo

ne di Trastevere

con cui furono fatti ; egualmente interessanti sono le sue imposte di cipresso, le quali nei fusti da ultimo ristorati, in riquadri hanno
la diligenza

in bassorilievi

scolpiti

diversi

fatti

Questa antica chiesa fu eretta, e molte possessioni da s. di Bonosa, e si vuole che il Pontefice s. Giulio I, creato nell'anno 336,
dotata
la facesse parrocchia.

della sagra Scrittura, opera che ri-

Fu

detta

in

monta
rit,

decimoterzo secolo, e meanco per le belle fregiature che


al
illuri-

Corte, o,

come

altri

vogliono, nella

Corte, perch fu quivi


degli

una
il

Curia
le

l'adornano, di essere incisa ed


stiata dal d' Argincourt,

antichij o secondo
basilica,
i

Panciroli

nel suo
la

una

ove

si

trattavano

cu-

nomato

trattato

intorno

deca-

re ed

negozi pubblici, aggiungende'


s.

arti. Tale lavoro si vuole una imitazione di getti in bronzi lavorati nel decimoprimo e nel deciniosecondo secolo. Dal detto portico si pu aver ingresso pure al conti-

denza delle

do che a Torre una chiesa detta


dalla

Specchi fu gi
quale
ivi pri-

3Iara in Corte,
di parere,

cwia o

basilica, la

ma
tal

esisteva. Altri

sono

che

soprannome avesse

origine, per-

.3o

CHI
li

CHI
([iicsta

clic

loiit;iui U;iin)i in
gli

con-

S.

Salvatore
chcgiaui
,

in

Lauro^ de' maril

Iraila

cMcto

cbrii

mia sinago-

cui unito

collci^io

chiamala Curii, cio Circoncisi^ ovvero perch la liimiglia de Curtibus prestasse a (juesta^ come
ga, dai gentili

Piceno, con parrocchia,

nel rio-

ne Punte.

ad

altre chiese,

il

proprio cognome.
(jiicsta

A
ivi

questa chiesa
di

fu

aggiunta

la

L'antichit di
parisce
saico del

chiesa

ap-

denominazione
stato
il

Lauro per

essere

anche dalle pittare in musecolo decimo <juarto, che decorano la tribuna dell' aitare grande. Clemente Vili vi ui la parrocchia della vicina chiesa dedicata
alla

celebratissiino portico di

medesima

s.

Bonosa,
il

la

quale

pure antica, giacch

famoso Cola di llienzo, ucciso nel 1354, ^^ essa fu sepolto. Fu ristorala nel iGSy,
dal pro[)rio

Europa, in mezzo al quale vuoisi che vi fosse un boschetto di allori. N manca chi opina, che non in Lauro, ma in Lari si dovrebbe dire, perch in questo luogo i gentili veneravano in un modo particolare i loro idoli domestici detti Lares. Edific la

chiesa verso l'anno

i4493

'^

parroco

Gio.
di

Domenidal ret-

co

Mauro Cosentino

Aprigliano;

magnanimo Cardinale Latino Orsini romano, in un all'annesso monistero,


in vicinanza

indi fu eziandio

rinnovata

del palazzo

paterno
fsse
il

di

tore

Francesco Serra di Genova. Quindi Benedetto MI I nel 1729 diede la chiesa e la parrocchia ai religiosi
Jli/iifii

monte Giordano. Perch


custodita, e vi risplendesse

poi

culto

divino,

verso
i

di

s.

Francesco
Paolotti,

di

Venezia

i4^0j Canonici di
il

^i
s.

chiam da
Giorgio in
istituiti

Paola,

perci

delti
i

tiella

Alga

[P^edi), col nel

i4o4

provincia romana,

quali

nel

se-

guente

anno la restaurarono con disegno del Valvasori. Allorch fu terminata


tata
la crocer, vi venne trasporuna divota immagine di Maria

da Antonio Corralo, che dallo zio Gregorio XII fu poi creato Cardinale, e da Gabriele Condulmiero,
che dal medesimo Papa, di cui era
nipote, fu fatto Cardinale, meritan-

Vergine, detta della


vere, ove
fedeli

Luce,

che
il

fu

discoperta in un arco presso


i

Te-

nerarla pei prodigi


fu

accoirevano a vecui operava, e


prese

allora che

la

chiesa
s.

anco

l'altro
ce.
Il

nome
quadro
nel

di

Maria
s.

della

Ludi

di

Francesco
fu

do nel i43i il pontificato col nome Eugenio IV. Il benefico Cardinal Orsini diede ancora ai canonici una preziosa biblioteca, la quale nel i52 7 fu incendiata dall' esercito di Borbone soffrendo gravemente in che altro incendio anche la chiesa
di
, ,

Paola
r aliare

suo

altare

dipinto
sul-

canonici fecero

rifabbricare,

come

dall' Avellino. 11

Padre maggiore e
,

eterno
il

Salvatore
del fratello

meglio poi si dir, con architettura di Ottavio Mascherini. Dot il Cardinal


Oi^ini
ta
la

sulla porta del tabernacolo sono di

chiesa, e

il

monistero, e tan-

Sebastiano Conca,
di questo,

come

il s. FranceV. Gio. Domenico Mauro Descrizione della chiesa parrocchiale del Ss. Salvatore in Corte nel rione Trastevere, Velletri

Giovanni,

sco

di

Sales.

amorevolezza avea pei mentovati canonici regolari, che sovente recavasi nel loro refettorio, ed assiso mensa ivi mangiava. Mor nel a
senza

i477j e fu sepolto in questa chiesa memoria alcuna, com'egli avea

1667.

comandato.

Ma

canonici da lui

jui-

7, ,

CHI
vi

CHI
un
busto
di
la

3i

posti, gli

eressero

rae

miraculum.
cre

Innocenzo
prete

X, nel
di
s.

marmo
duce
al

con una iscrizione sopra


refettorio,

i65'2,

Cardinale

poita del secondo chiostro che con-

come
III p.

asserisce
Ili,

il

Cardella nel tomo

Delle

Lauro Pietro Ottoboni veneziano che poi neh' anno 1G89 divenne Papa Alessandro Vili.
Salvatore in
,

memorie

{storiche de' Cardinali.

La

L' ultimo

titolare

fu

il

dottissimo

detta iscrizione

fu

replicata

presso

della

r ultima cappella dalla parte destra chiesa. Che il Cardinale fu


vita Io

Cardinal Sforza Pallavicini gesuita, che mor nell'anno 16G7. E sicco-

sepolto in questa chiesa, nella di lui

me, come dicemmo al citato articolo, Clemente IX nel iG()8 soppresse


il
i

afferma V Oldoino.
la

ISel

tem-

canonici di

s.

Giorgio in Alga,

po che

uliiciavano

canonici, la

suo successore
vi

Clemente
il

X
ed

nel
in

chiesa crebbe in tanta

venerazione,

1670
alle

tolse

pure

titolo,
s.

che ottenne

la

cura

parrocchiale

vece eresse

quello

di

Bernardo

quantunque per bi-eve tempo la godesse, venendo poi tolta nel \^Q> da Innocenzo ^ III, e unita alla chiei

Terme, dei cistcrciensi. Va qui per notato, che nel settembre 1391, la chiesa per casuale incendio and
un quaVergine,
ri-

sa di

s.

Celso.

Ai nostri giorni per

tutta distrutta, a riserva di

Leone XII, 1824

colla bolla

versam, data kal.


restitu

Super Uninovembris anno


questa chiesa la

dro

rappresentante
esiste.
I

la

b.

che tuttora
costruirono

canonici la

cura parrocchiale.

Dopo
Leone

di

tal'

epoca, e nel
chiesa
in in

fundamenta con architettura del nominato JMascherini, ma non avendola totalmente


dalle

eresse la

titolo

terminata, la nazione

picena la
cui

ri-

una promozione annover trenta uno Cardinali al sagro Collegio. ludi avendo
Cardinalizio,

quando

dusse nello stato in


de.

ora

si

ve-

chegiana
legio, e

Di detta nazione picena o marche sotto Clemente I K ,


e colchiesa,
d'

donato un elegante reli([uiacon parte del legno della ss. Croce a Melchiorre Michieli ambasciatore della repubblica di \enezia presso la santa Sede, egli ne fece

Pio

IV

pass colla sua confraternita

rio,

ad acquistare questa
contiguo
,

monistero

fa
,

uopo
detti

narrare
pii

qui la

origine

e ci che
di
s.

precedette lo stabilimento
istituti

dono
tolare,

questa
la

chiesa.

In

seguito
titi-

nella chiesa

di

Salva-

mancando
tolo di
s.

chiesa di Cardinal

tore in Laiu'o.

Sisto

nel sopprimere

il

Simeone, nel 1087 ^^^'

ferm questo di s. Salvatore in Lauro, ed il confer al Cardinal Scipione Lancellotti, creatura di Gregorio XIII
sino
,

Nel 620 circa i marchegiani con permesso dei canonici della chiesa di v. Maria ad Martyres, eressero
1

in quella chiesa

un

sodalizio pei lo-

ro nazionali,

la

cui

famiglia
il

aveva
,

che Urbano ^ III nel i(i33 con breve de' i4 aprile ca-

d' allora

vicino

palazzo

che mor nell'anno


te

iSgS. Clemenil

Vili
il

gli

diede in successore
Silvio

ce-

lebre

Cardinal
Ruscellio

Antoniano

nonicamente dichiar confraternita, elevata poi al grado di arciconfraternita nel 1677 con breve de' 16 luglio da Innocenzo XI. Da principio la confraternita essendosi stabilita nella

che
ed

ntare, Piruni sui sacculi


il

non dubit chiamiraculum ;


,

chiesa di

s.

Castelvctro

Magmim

natu-

tyres,

coir autorit

d'

Maria ad Maruu breve di

32
Urbano VITI
la
Zf)

CHI
de' 3i ilicembrc

CTIl
1^30,
difcare altra chiesa pi
le

vasta

al-

nazione picena oltcniic, per niezl'atlisla Paitlcl Cardinal Gio.


la

radici

del

Campitloglio

ov' ci*a
.1.

una

chiesa de' basiliani, detta di


s.

lolla,

lacolt di erigere

una

chie-

Gio. in Illcrcatcllo, ed oggi

Vena-

sa

propria con oralorio, collegio ed

nanzio de' Camerinesi, per cui


zione picena
l'acquist
a'
1

la

alunni, ce.

Laonde concorrendovi

il

insieme alsedicimila

detto Cardinale connazionale e loro

l'annesso ospizio

5 marzo i654
che pag ai

primo protettore, nel iG38, presso


la

per

la

somma

di

scudi

piazza del popolo

nella

via

centocinfjuanta,
basiliani.

somma

Ilipetta,

acquist alcune case, e fab-

bric la chiesa sotto la invocazione


di
s.

INIichele

Arcangelo, ed

ivi

pas-

s a stabilirsi la confraternita, dove

espose

alla

pubblica

venerazione e
fatta

culto la statua della beala Vergine


col

suo divin

figlio,

somi-

glianza di quella che sta nella santa

casa di Loreto, e quindi implor ed

Quindi nella chiesa di s. Giovanni 1' arciconfraternita trasport il venerando simulacro della b. Vergine a' 5 aprile i656. Ma siccome il luogo fu riconosciuto anguCardinal sto, colla mediazione del protetlorc Decio Azzolini, e il beneRol)Iacito di Papa Clemente IX, spigliosi, a' 22 agosto i6Gq, la nazione

che d'oro nel r)44j corona che pure fu imposta al s. Bambino nel 1646. Essendo grande la divozione dei fedeli a tale simulacro, la chiesa era angudal
capitolo

ottenne
la
I

vaticano

picena

acquist
la

pel

collegio
di
s.

coronasse con corona

ed arciconfraternita Salvatore in Lauro,


sagre suppellettili,
la

chiesa

monistero quadri, ec. per


col
,
,

somma
la

di

trentamila scudi
s.

ce-

dendo

chiesa di
ai

Giovanni

in

sta per contenervi

il

numeroso poa

Mercatello
legio

camerinesi. L'arcicon-

polo che
la

vi

accorreva
il

venerare
della

fraternila convert

santa efllgie sotto

nome
li,

il monistero in colcon rendite, per allevare nella

Madonna

di Lordo. Narra l'Ai veri,

curia romana, nelle facolt legali, e


nella medicina, sotto

loina in ogni stato,

tomo
la

pag.

combinate

re-

56, che non


fu
istituito
i

solo presso

chiesa

gole, dodici giovani marchegiani, per-

un

collegio pei

marcheanco uno
tal
la divo-

ch

ivi

per cinque anni attendessero

giani,
lo

quali volessero applicare al-

agli studi.

loro

comodo

il

pio luogo

studio delle lettere,


g'

ma

pose una copiosa libreria, lasciata da

spedale per curare

infermi di

Maria Urbani da
tino.

monte Sammar-

nazione; e che
zione
ivi

tal
la

divenne
e

verso

Madonna, che
per
a'

la

In seguito r arciconfraternita al> belh


la

chiesa fu diligentemente

decoroliil

chiesa,
la

compi

la crociera, vi

samente
beralit

uffiziata

lo

zelo e

aggiunse
di Gio.

cupola con architettura


collocandovi

del

Cardinal
i

Pallotta,

Battista Sassi,

quale ogni anno


foccva celebrare

o dicembre

vi

la statua della

IMadonna coronata dal


di

una solenne

proces-

capitolo vaticano, e dedic la chiesa


alla

sione con meravigliosa macchina, che

[Madonna
giorno

Loreto,
ai

la cui festa
1

racchiudeva
scritta

la

santa immagine
,

dein-

solennemente celebra
bre,

o dicemdella for-

dallo stesso Alveri

cui

anniversario
s.

tervenivano Cardinali, prelati, e personaggi distinti. In progresso di

tunata traslazione della


la

Casa nel-

JMarca

ed

ottenne

stabilmente

tempo

la

confraleriiita

stabih di e-

un Caidinal

protettore, della mede-

CHI
sima
zione
nazione picena
il

CHI
o

33
sopra.

marchegiaesalta-

cui

parlammo
del

di

na, cio
al
si

pii

anziano di

luoghi
tonius

Cardinalato.
rileva,

Dai Diari di

pinxit

quadro si i4943
gi

due legge: AnIn

SuU' altare

Roma

che questa chiesa per

maggiore fu
presentante
ture di
di Gio.
si

un

quadro rapdi
pit-

tal festa

veniva visitala dai Cardinali,


lo fu

la

Tx'asfigurazione,

anco da Clemente XI. Dopo che nel pontificato di Pio Yl sulla piazza, che prende il nome
e nel 17 17
dalla chiesa, furono istituite le scuole
cristiane sotto
la

Giovanni Serodine,
Pierin
del

con

altre
;

Vaga

ma

la
tela

confraternita vi fece pure

una

Peruzzini di Ancona, in cui


la
s.

dilezione dei tanto

vede figurata

Casa, portata

benemeriti Fratelli delle scuole Cristiane, questi ogni giorno vi condu-

dagli angeli
poi,

nella Marca. Gli angeli


fece
il

che in istucco
la

Campi
si

cono la loro ad ascoltarvi

numerosa
la
s.

scolaresca
jN'ell'au-

circondano
nera
la

nicchia in

cui

ve-

Messa.

suddetta statua della

avendo Napoleone Bonaparte, primo console della repoi,

no

1802

na
a'

di Loreto, che
il

da ultimo nel

Madon836
1

9 dicembre

Cardinal

CTallefli ai'-

pubblica francese, mandato a


al

Roma

ciprete vaticano coi canonici del suo

Pontefice Pio VII


si

il

sagro simus.

cap'tolo,

lacro che

venera nella
l,

Casa di
dalle
prial

Loreto, tolto di
Parigi negli

e trasportato a

anni

precedenti

coron con due corone d'oro benedette dal Cardinale stesso, giacch nelle ultime vicende erano state tolte le coi-one d' oro s alla

armate repubblicane, Pio VII

Madonna, che
iSel

al

s.

Bambino.

ma
.suo

di resti tuiie la sagra statua

chiostro dell' annesso collegio,

proprio santuario di Loreto,, la

eh' di

buona architettura con dop-

con divota pompa nella chiesa, per appagare la pia ed ardente brama de' romani.
fece esporre

del si vede il deposito gran Pontefice Eugenio IV, ornato di bellissime scolture, con epitaffio
pio portico,
in versi, che ricorda le vicende del
di Basilea, e l'animo grande di Eugenio IV, come si leg-

La

facciata di questa

chiesa

non

essendo per anche terminata tuttavia rustica, avente ai iati della porta

conciliabolo

due leoni di marmo, secostume delle chiese antiche. L'interno decorato da venprincipale
il

ge

nella

Bibliolh.

Pont.

pag.
la

68
fi-

condo

del p.

Giacobbe, riportandone
II,

gura l'Oldoino, tomo


Egli mori nel
nella
basilica

pag. 891.
sepolto
il

tiquattro colonne d' ordine corintio


e fra
le

1447? ^ ^"

sue

numerose

ed

ornate
Cro-

vaticana, dove

suo

cappelle
pinti,

assai pregevoli

pe'loro diss.

ricorderemo quella del

nipote Cardinal Francesco Condulmieii gli eresse un magnifico deposito, il quale appunto nella riedificazione della basilica insieme al di

cefisso,

somigliante a quello miraco-

loso di Sirolo presso del quale un'

Ancona; sotto
della
b.

immagine

lui

Vergine delle Grazie,


ch'essa
dal

coronata anvaticano
dipinta
nel

sta

chiesa

corpo fu quivi trasferito. Queha pure annesso n\\ orache un


nel

capitolo

torio,

tempo
si

uiiiziarono
le

1654,

che

pretendisi

dal

confrati,

quale, oltre

belle

famigerato pittore e scultore fiorentino Antonio Pollajuolo.

pitture a fresco,

vede sulle pareti


Salviati.
si

quadro della
illeso

b.

Questo il Vergine, che limase


del

dipinto a olio
ze di

il

miracolo delle noz-

Cana

di
la

Cecchino
3

nell'incendio
VOI..
XIII.

10^91,

di

Passata

chiesa,

come

dis.se,

34
in
nnrolici^iana
(Jardiiial
j

CHI
propi iel della nazione picena o
termiii?)

cin
nuti

Roma
44'2
j

moilerna,

t.

I,

parte

If,
,

di

avere

il

pag:

ove parla

della chiesa

titolare,

ma

fu inveri; pre-

arcicon fraternit e collegio. Di cpieslo

sieduta dai Cardinali proteUori. l'er


varie vicende
s

abbiamo, Regole dell'almo

col-

politiche

che

eco-

legio Piceno,
Il

Roma
romano
fa

171
in

3.

nomiche, le rendite della chiesa mollo ebbero a soffrire, per cui nel 18 14 Pio VII soppresse la confiaternita e congregazione ammini,

senato

ogni
s.

driennio, per la festa della


di

quaCasa
la

Loreto,

questa

chiesa

pia oblazione d'


to,

un

calice di argen-

strativa

del collegio Piceno, ed asla

e di

(piattro torcie di cera.

soggett

chiesa,

e tutte le sue
S.

dipendenze ad un Cardinale visitatore , con facolt di nominare un prelato convisitatore. Ci si effettu


nelle persone del Cardinal

SLVATOiEin Primicero, ^.
articoli

gli
ss.

Arciconfraterxita del
nella chiesa di
iJi

Sacramento
fone, e

s.

Tri-

Branca-

CHIESA
esisteva

s.

Agostino,
luogo
dei

doro

di

monsignor Barile, cui

peich

nel

Grimaldi, ora Cardinale. Ouindi, nel iSSy, divenne visitatore il Cardinal Tommaso
successe

mon-iignor

convento aimesso a detta chiesa.


Ss.

Bernetti

e convisitatore
IMatteucci.
Il

il

prelato

Antonio

collegio Pice-

Slvatoie ad Sancta Sanclorum, ossia alle Scale Sante. V. Sancta Saxctorum.

no poi, che fu stabilito nel contiguo moiiistero, per lunga serie d'anni

S.

Salvatole

alle

Terme, detto

fu in pieno vigore

ma

per

le

diminuite rendite lasci di sussistere, e

volgarmente s. Sah'atorello, unito alla Chiesa di s. Luigi de' frantesi,

invece alcuni giovani marche-

f^edi.

giani,

ed ancora alcuni giovani geper certi legati


pii
ivi

novesi
sciati,

la-

ScAt.E

Saxte,

sttnluario nel rione

godono

l'abitazione nell'antiin

Monti. V.

Scale

Sante santua-

co collegio, per fare


studi alle pubbliche

Roma
e

gii

scuole,

venS.

gono riguardati come addetti


tico

all'an-

Sebastiaso fuori
basilica,

delle

mura

godono alcuni anco una pensione, ed hanCarlo Bartolomeo no un rettore. Piazza, Opere pie di Roma a pag. 279, Del collegio de' Marchiani, alla santa casa di Loreto nonch
collegio Piceno, giacch

con parrocchia, con catacombe, in cura de' minori osservanti, nel rione Ripa.

Questa chiesa

si

trova fuori della


la

porta Capena, ora chiamata per

pag.

58'>,

Della

confraternita

medesima
ficata

di
il

s.

Sebastiano.

Fu

edi-

della

santa

casa

s.

Salvatore

rio Cresci mljieni,

Marchiani Lauro ; IMaMemorie istorielie


de
in
s.

sopra

tanto celebralo cimi-

della

immagine di
esistente in

Diaria

drlle

Grazie
di
s.
s.

Roma

nella chie-

comunemente Catacombe di s. Sebastiano [Vedi), che descrivemmo a tale articolo, ed al volume X p. ^33, e 234
tero di Calisto, detto
le

Sahatore

in

Lauro, ossia
della
il

di

del Dizionario.

Non

si

sa di certo,
la basi-

Maria

di Loreto

nazione

Picena,

Roma 1716; oonch

Ve-

da chi e quando fu edificata che ci lica, volendo alcuni

facesse

CHI
r imperatore
Silvestro
la
1

CHI
e

35
saettato

Costantino,

che

s.

di
il

la

consagrasse prima del-

ima delle frecce con cui fu medesimo s. Sebastiano,

delle

met

del quarto secolo. Alcuni la

orme

dei piedi impressi sopra

dicono rilal)bricata da s. Damaso I nell'anno SGy, ed in progresso ri-

pietra dal divin Redentore,

una quando

Innocenzo 1, e da s. Leone 1, il quale la dedic al predecessore s. Cornelio, che nelle sottoposte catacombe avea rinvenuto i corpi de' ss. Pietro e Paolo, ivi temporaneamente nascosti perch non
storata

da

s.

lica

non molto lontano da questa basiDomine quo nel luogo detto vadis P o s. Maria de planclis dal:

la

chiesina
s.

ivi

poi

eretta,
il

si

fece

vedere da

Pietro,

quale parti-

fossero derubati, e quindi


alle

restituiti

loro basiliche.

va da Pioma per porsi in salvo, mentre incrudeliva la persecuzione di Nerone. Appena vide il Salvatore, s. Pietro gli domand. Maestro
ove andate P e Ges rispose
(i
:

che

Tuttavolta sembra pi probabile, il glorioso martire s. Sebastiano


il

Vado

Roma
,

per essere
lasciando
1'

di

dopo
s.

suo martirio abbia avvertito

cefisso

nuovo croimpronta dei


In

Lucina matrona romana, che il suo corpo era stato gettato in una cloa-

suoi piedi su detta

pietra.
vi

ap-

presso Onorio 111


signi reliquie,

pose molte in-

ov' oggi la chiesa di s. Andrea della Valle, e quivi nel terzo secolo lo riponesse, rimanendovi dapca,

basilica

laonde sempre questa anco per le catacombe riscosse divozione dal popolo romano,
e da molti
.santi,

presso trenta giorni per


e Acnerare
s

ossequiare
ci-

fra' (juali
s.
,

noteres. CaBorroFiance-

sagro spoglie. Sul

mo
meo
sco
li

s.

Girolamo^

Brigida,
s.

o catacomba fu eretta la chiesa, che s. Innocenzo I del ^[Oi dedic a s. Sebastiano, il cui corpo
mitero
essendo
stato
s.

terina
,

da Siena
s.

Carlo
s.

Filippo Neri, e
Sales.

di

Una
poi

delle
di

principachie-

l'iposto

nella

basilica
fat-

prerogative
r essere

questa

vaticana da
to riportare

Gregorio IV, fu
(jucsta
111.
i

sa,

una

delle Scile

chiese

in

basilica

nel

di

Roma. (Vedi),

nella quale,

meno
/
?.o

1218 da Onorio
sihca anticamente

In questa basi

nell'anno santo, evvi indulgenza plenaria per quelli

Papi

recavano

che

le

visitano.
ai

a celebrare
gorio
lia
5

le

sagre funzioni. S. Gre-

Piazza, Emcrologio di

Roma,

vi

recit la

XXXVII

omeal-

gennaio.

tari.

Pio Quindi
s.

V
il

vi

pose cin<|ue
Sisto

La
lita

basilica

fu ristorata ed abbel-

Pontefice

per la lontananza, surrog a questa chiesa per le cappelle papali quella


di
s.

prima da Adriano I, e poi da Eugenio IV. Siccome poi era stata lasciata dai monaci benedettini cui
l'aveva affidata Alessandro
III,

Maria del Popolo. Essa pur


le
si

di-

venerabile per

tante reliquie che

possiede, le quali

custodiscono
s.

nell'

altare incontro a quella di


stiano,

Sebaco-

cio di

ima spina

della

rona di Ges Cristo, di un dito e di un dente di s. Pietro, della testa e di

un braccio
la cui festa

del Pontefice

s.

Fabiano,
di
s.

insieme a quella

commenda Cardinalizia , venendo mentre n' eia commendatario il Cardinal Scipione Caffarelli Borghese nipote di Paolo V, pel cattivo stato in cui era caduta, la riedific quaper intero con architettura di si e le aggiunse il Flaminio Ponzio portico, la facciata esterna, ed il sof
,

Sebastiano, ricorre ai

20 gennaio;

fitto

dorato

co' disegni del fiamniin-

36

CHI
Barberini, che

CHI
vi

go Giovanili Vasanzio. ninpliando pure e migliorando l'ai tiglio inonislero.

frce

collocare dal

la

statua del santo scol[iita


gelti

Gior-

Poich

lo
,

zio

Paolo

era di
vol-

con disegno
la

flel

cav.

Bernini.

fssa divotissimo
le

nel
di

ilJ^i, la

Sotto

mensa

dell'altare in
si

una cjucorpo di

visitare
vi

prima
pose
i

morire.

11

Car-

ca di

marmo

venera

il

<linale

monaci

cisterciensi

detto santo. Senza fare la descrizione


(ielle altre

nd

ufllziarla, a'

quali dipoi

Clemente

cappelle, decorale di buoni


delle sole [niiicipali.

XI

un la cura parrocchiale, finch


giorni piactpie a

dipinti,

diremo

a' nostri

Leone XII
Blinor

L' ultima cappella a diritta quella

di dare la chiesa, la ciu'a di anime,

gentilizia della

famiglia
in

il

monistero
s.

ai

religiosi

eretta
s.

da Clemente XI

Albani, onore di

osservanti di

qui notato, che


1

Francesco. Va per Alessandro III nel


il

Fabiano Papa, pregevole pei marmi che r adornano, per la statua


pitture del
Passeri, e del Ghezzi
il
:

i6i uni
di

la

chiesa,
s.

monistero, e

del santo scolpita dal Papaleo, e per


le

r abbazia
la
s.

di

Sebastiano a quel-

JMaria

Nova,

come

si

leg-

ne furono architetti
Specchi, ed
il

Barisrioni, lo

ge nelle Historiae
l'

Olivetanae

delse-

abbate

di

tal

congregazione
,

no

le ceneri di d.

condo 1623

Lancellotto
in Venezia,

stampate
i33,

nel

tello

Fontana. Ivi riposaOrazio Albani fradi Clemente XI, e di d. Car-

p.

De Mola

lo nipote di questo.

La

cappella prindal

nasterio

Romano. Ed
si
il

perci, che

cipale fu incominciata

Ponzio,

quando
chiesa e

diedeio agli Olivetani

e compita dal Vasanzio


vati.

summento-

monistero di

s.

Maria Nuoil

va, ebbero pure la chiesa e


nistero
di
s.

mo-

In mezzo a quattro colonne di verde antico, un quadro del Tacconi.

Sebastiano. In progres-

Di prospetto

alla cappella Alsi

so di

tempo la cedettero coli' annuo censo d'un zecchino d'oro, e di due libbre d'incenso, ai Cisterciensi Bernardini, i quali venendo tolti da Sisto V. furono le rendite concedute in vantaggio
pontifcia,

bani un oratorio, in cui

discende

per una scala di marmo,


l'interno
si

ove

nel-

osservano alcune

pittu-

re antiche di greca scuola. In questo

luogo

Papi celebrarono

divini
i

della

sagrestia

uffizii

nelle persecuzioni,

sopra

se-

finch divenuta
il

commenBor-

polcri
vi
il

de' martiri, per cui ancora ev-

da
i

Cardinalizia,

Cardinale

seggio papale
a
s.

di
ai
il

marmo,
2 agosto

rd
del

ghesi ottenne dallo zio di ritornarvi


Cisterciensi.

ivi

Stefano

I,

260, venne mozzato

capo mentre

Preceduto da piccola corte si apre il portico composto di soli tre archi sostenuti da sei colonne binate di granito; l'interno ha una nave sola. Il primo altare dalla parte destra contiene molte preziose reliquie, essendo le pi insigni il capo
,

celebrava. Nelle dodici arcate intor-

no
ti
li

la confessione,

furono sepolti molquasi

martiri, e per
vi

due secoflei

stettero

venerandi corpi
vi

ss.

Pietro e Paolo, per cui in

me-

s. Calisto I, un braccio Andrea apostolo, ed altro di

di

di
s.

s.

Se-

sono i loro buegregiamente da Nicol Cordieri, detto il Fianciosino. Risalendo dal Iato opposto
sti

moria suir altare


di

marmo,

scolpiti

bastiano,
tro.

la

cui cappella sta di con-

si

vede una pila dell'acqua 'oenedelta

Questa fu riedificata co' disegni di Ciro Ferri dal Cardinal Francesco

di

buona scoltura,
etgie

e a

destra avvi

del detti apostoli, che dipin-

CHI
se
il

CHI
La
stiano,

37
s.

Lanfi-nco. Dalla parte poi, che


si

chiesa fu dedicata a

Seba-

inette al dcsciitto oratorio,

pervie-

perch qui

fu

colle

verghe

catacombe, restaurate ed abbellite da s. Daniaso I, da s. Sisto III, da Adriano I, da s. Nicol I, e da altri sommi Pontefici. Il senato romano in ogni quadriennio per la festa di s. Sebastiane
alle

battuto, o,
saettalo,

come
s,

altri

dicono, qui fu
frecce.

ed ucciso colle

Fu

detta anche di

ISlaria, e de' santi

s. iMaria Pallara o Pallaria, ove fu una celebre abbazia, ed una delle venti

Sebastiano, e Zotico, o di
in

no, cio ai
basilica
la

20 gennaio,

fa

a questa

privilegiate di

Roma,

il

cui

al)bale

pia ol)lazione d'

un

calice
toi'-

assisteva

il

Papa quando
ai

celebrava
11

e patena d' argento, con quattro


cie di

solennemente. Alessandro

diede

il

cera.

V.
28
,

il

citato Piazza,
t.

E1

monistero

benedettini

di

INIonte

mcrolos^io di

Roma,

I,

pag. 3

o,

Digressione

della

dedicazione
ss.

della sagrosanta basilica de'

Fa-

Cassino, per cui in seguito fu residenza dell'abbate del famoso monistero di tal nome, chiamato l' ab-

biano e Sebastiano nella via Appia, ove riporta i grandi pregi ecclesiastici

bate degli abbati. Nel monistero,

ai

20 gennaio
fice
si

18, fu

eletto

Pontediscoste

della

medesima.
alla

Gelasio

II,

non molto

S.

SEBASTiAyo
to
s.

Pohnera,
s.

detin

Bastianello, o

Maria

pretende che fossero le case dei Frangipani. Il monistero chiamossi


talora di
lora di
s.

Pallara^ m-l rione Campitelli.


Nella falda del

s.

IMaria iu Pallara, e tas.

Sebastiano, o

Bastiano,

monte Palatino
all'

che
degli

corrisponde
faccia
orti

arco

di

Tito,

quasi in

alla

porta
,

laterale

nomina il Cresci nd)cni, Ist. di s. Maria in Cosmedin, di s. Balaonstiano in Palladio, pag. 89 1

come

lo

farnesiani

evvi

questa

chiesa, cio in una contrada nominata la polveriera, perch in altri tempi ivi fabbrica vasi il sai nitro

de poscia fu detto volgarmente s. Bastianello. Il monistero sembra che


siasi
l'

fondato

ne' primi

secoli

del-

per

le

polveri.
s.

Essa

anticaaiente
in Pallara,

chiamavasi
siasi

Maria
la

Ordine benedettino, dappoich, s. Bonifacio IV, che fu creato Pontemonaco fice l'anno 608, era stato
benedettino del monistero di
bastiano di
s.

Pallaria, per

tradizione che qui


il

Se-

lungamente conservato

Palaltri

Roma, come
II,

si

legge ia

ladio di Troja,
scrisse

come

fra

gli

Novaes,

t.

p.

io.

de Mirabil. Lrbis a pag. ic), supponendosi, che nel medesimo luogo sia stato il teml'Allertino,

Nel 1274 nella chiesa eravi una


collegiata; e nel
ta

1624

fu restaura-

pio di Eliogabalo, cio del dio dello

stesso
il

nome
questa

to

Palladio.

Il

derivare

ove fu trasportaVenuti poi fa denominazione da


tal sito

Palaliuni, essendovi in

stato

da Urbano Vili, e da d. Taddeo Barberini suo nipote prefetto di Roma. Fu poi dedicata a s. Sebastiano martire. Il quadro dell'altare l'appresenta il martirio di s. Sebastiano, e lo dipinse il Camassei di

r ippodromo, o cavallerizza
ni,

del pa-

Bevagna
di

e le pitture a fresco per


si

lazzo de' Cesari o imperatori


i

romagli

so|na
;

credono

del
si

cav.

Ga-

cui

vestigi

si

veggono appiesalfermano

gliardi

dietro l'altare

vedeva una

so la chiesa, siccome

piccola

tribuna antica, tutta dipinta


di santi, di

archeologi.

con

fii^ure

maniera bar-

38
la

CHI
ivi
si

CHI
celebra
il

bara. A' 30 gennaio


fcsla

che
nia,
s.

s.

Gregorio IH, Papa del 781,


diacole

del santo titolare,

quale

ingrandii la chiesa di questa


e

fu capitano tlella

prima compagnia

assegn

le

rendite; e

che

dei pretoriani sotto Diocleziano.

Ss.

Seigio e Bacco, diaconia Cardinalizia distrutta.


Gli archeologi
fiu'ono
di

Leone HI, creato nell'anno 79^, fece alla medesima molti donativi come altri poi ne fece, oltre a diversi
fiorito

miglioramenti, Benedetto

III

neir8j5, e sembra che


contiguo

allo-

parere
Sergloopi-

ra

avesse

che due fossero


in

le

antiche chiese, che


ss.

Vittore IH, eletto


dinale de'

un Papa

moiiistero.
nel

io8(>,

Roma

vennei'o dedicate ai

era stato prima fatto diacono


ss.

Cars.

gio e Bacco, nobili romani, e


riosi

Sergio e Bacco, da

martiri.

concordare
nel

le la

Leone IV. Nei 1190 Clemente HI


cre

nioni, che
lica

una

fosse presso

basix'o-

Cardinale
gli

Giovanni
il

Lotario
diaconia,

vaticana, l'altra

Foi'o

Conti, e
e nel
1

confer questa

niano, bisognerebbe ammettere quanto

suppongono
la
,

alcuni, cio che esi-

198, divenne Pontefice Innocenzo

magnanimo
Di
lui
si

III.

stendo
tali

chiesa

pur
il

dedicata
,

ha una
e
ai

lettera diretta all' arciprete,


il

santi

presso

Vaticano

fos-

canonici della diaconia sotto


fa

se

demolita
la

da

s.

Leone IV

per

Campidoglio, ove
canonici, a' quali
l'arco

menzione di
la

sei

fortificare

citt

Leonina, e in ve-

don

met

del-

ce edificata l'altra nel

Foro i-oma-

trionfale di

Settimio nel foro

no, trasportandovi la diaconia Cardinalizia. Certo , che questa ulti-

romano. Inoltre Innocenzo e restaur la chiesa n


,

HI
,

orfece

le

ma

esistette sino

a Pio IV,
le

e,

sic-

dei

donativi

d'

oro

di

argento,

come venne

demolita,

rendite fu-

fabbricandovi pure un portico soste-

rono convertite in un amonicato ed applicate ad un altare dedicato ai ss. Sergio e Bacco nella Chiesa di s. Adriano [P'edi), come asserisce il Giimaldi , e come dicemmo meglio al citato articolo, dove inoltre dicesi, che in essa vi fu gi una
collegiata.

nuto da colonne, con alcuni versi die riporta, trattando di questa diaconia, il Piazza nella sua Gerarchia
Cardinalizia.
Sisto IV, nel

i477, cre
di

Cardi-

nale prete di questa chiesa, Gabriele

Rangoni
dai

vescovo
la

Agria,

il

quale ne imped
le

prossima rovina,
re^taul
,

Riportando

notizie

della

dia-

fondamenti

come

conia Cardinalizia, essa rimonta ad

epoca assai antica, forse


s.

istituita

da

narra Onofiio Panvinio nella di lui vita. Senza dire di altri, aggiugne-

Igino, che fu creato


iNel

i54nel

sinodo

poi

Papa l'anno romano, che


1,

remo, che Alessandro VI nei i5o3


innalz
al

Cardinalato

col
,

titolo

402

celebr Gelasio
il

trovasi

presbiterale di questa chiesa

forse
,

sottoscritto

Cardinal diacono Giovanni. Ai diacono regionario di queil

divenuta titolo,

sta chiesa, era assegnato

secondo,
la distri-

Francesco Sprala spagnuolo, vescovo di Lione, che mor in Roma nel seguente anno. Fi-

nono rione
ilei le

(li

Roma, per

buzione

limosiue,
offerte

e pel ricevi-

mento
biuno

delle

de' fedeli.

Ab-

da

Anastasio

Bibliotecario,

nalmente per vecchiezza la chiesa venne distrutta sotto Pio IV, creato nel i55q, e perch in essa veneravausi i corpi de' ss. Felicissimo, ed

CHI
Agapito postivi da s. Leone IV, il quale ne avea pur fatto parte alla
del celebre

CHI
Campo Marzo,
sta al colle detto allora degli
li,

39
sottopo-

Ortue

Quattro Coronati, insieme col corpo intatto di s. Vinfurono i medesimi cenzo martire
chiesa de'
ss.
,

ed oggi monte Pincio, e gi chiade'


ss.

mata
ni,

Dionisio,

Stefano

Silvestro iiiter Hortos, per le ragio-

per autorit della visita apostolica eseguita dal Cardinal Ascanio Cesarini, trasferiti all'ai tai-e
la

che
di

si

diranno. Sulle rovine per-

tanto di alcuni celebri edilizi romani

vicina chiesa di

s.

maggiore delMaria della


un' altra
nel

Domiziano,
s.

si

vuole
greco,

che

il

Pontefice

Dionisio

eletto

Consolazione.

In
chiesa

Roma
de'
ss.

evvi

ancora
e

Sergio

Bacco

nell'anno 261, abbia fabbricato un monistero coU'oratorio, sebbene altri attribuiscano ci al suo fratello santo
Stefano, e vogliano che
gi
s.

rione Monti, la quale

essendo par-

Dionisio
a-

rocchia in cura de'paolotti,

Urbano

monaco

nel detto monistero,

Vili trasfer
s.

essi

la

parrocchia a
quali
ni-

sceso al pontificato, lo abbia ampliato,

Francesco

di Paola, diede la chie-

sa ai

monaci

ruteni,

a'

il

riano, e Gallieno.

pote del Papa,


sa secondo
st delle

Cardinal Francesco
la chie-

mentre regnavano gl'imperatori \ aleIl suo pi imo titolo fu de'^.y. Dionisio, Rustico, ed
Eleuterio martiri, de' quali fa

Barberini, ristor e ridusse


il

men-

rito

greco,

accjuilo-

zione

il

bibliotecario Anastasio, chia-

case pel

mantenimento
di
la

mando
chiesa,

ro, col fine in


lirvi

progresso

stabi-

un

collegio

per

nazione rufii

col nome di basilica questa come una delle pi celebri venerabili di Roma, doviziosa di

tena.

Quindi nel
divoti

1741

rimoderdella

sagre reliquie.
c

siccome

s.

Paolo

nata dall'architetto
se dei
b.

Ferrari, a spe-

dipoi qui fabbric


il

una

chiesa, e riedifi-

di

un'immagine
si

Vergine, che

venera
si

nell'alta-

re maggiore. Questa pia di quella, che

immagine
venera in
detto

co-

Zi-

monistero in onore di Papa s. SilI; e, come meglio si dir, oltre A di lui corpo vi ripose anche quelgli scritlo del Pontefice s. Stefano I
vestro
;

rowictz nella Lituania, cui Clemente

tori ecclesiastici
oi"a

chiamarono

la chiesa
s.

XI

fece esporre

nel

luogo,
in

di

s.
s.

Dionisio, ora di

Silve-

e per detta immagine,


poi la chiesa prese
di
s.
il

d'allora

stro e di

nome anche

Stefano inter duos hortos, da quelli amenissimi che ivi erano,

Maria

del Pascolo.

Ss.

Seugio e Bacco,

Madonna

summentovaDal capo poi del santo precursore che nella medesima chiesa si venera,
cio dal colle degli orti
to.

del Pascolo

de" ruteni, nel rione

tu detta in Capite, prevalendo perci


il

Monti. V. Chiesa de' ss. Sergio e Bacco, diaconia Cardinalizia distrutta.

titolo
s.

di

s.

Silvestro

in

Capite,

o
la

Silvestro in

Campo Marzo.

S.

Silvestro
di
s.

in Capite, titolo

Car-

dinalizio, in cura delle

monache

o chiesa antica, per venerazione che di essa avevasi, fu posta la stazione, che s. Gregorio I confei'm nel quarto gioved
JNell'ora torio,

Chiara, nel lionc Trevi.

di
si

quaresima
celebra
vi
,

la

quale tuttora
quel

vi

ed

inoltre

Pon-

le

Questa chiesa fu eretta nella valmarzia, cio nel luogo pii basso

tefice
gli

recit la

evangeli.

nona omelia suAccanto a questo Ino-

, ,

4o
go era
clic
In casa

CHI
di certo Costantino,
della
fjiiaie

CIII
poli

da Pietro Torregiani
70),

fifrenli-

molti

vogliono
figli

finniglia

no nell'anno 13
ivi

iu
i

occasione che
sagri

Orsini,

due

del

sedettero
cio
Ste-

furono

venduti

arredi

sulla cattedra

apostolica,

della cappella di Costantino

magno)

tano

II

detto HI nel

752

s.

lo I che gli successe nel 757.

PaoQuesto

ottenuta nel
chiesa

i()83 dal granduca dal

regio spedale di Siena per la stessa


di

idtimo colla casa paterna ingrand il monistero clic, come dicemmo, riedific, e dove forse era stato educato
,

Pisa,

ne

tratta

il

Gigli
li,

nel suo Diario Sanese


I I
,

tomo
3
"12.

p.

e
s.

tomo
Paolo

I I

p.

9(1, e

In ol-

di

nuovo

rifabbric

la

tre

chiesa pi

grande della precedente ; quindi la dot di copiose rendite r affid ai monaci greci per r uffiziatura, vi ripose i corpi dei
,

po

di

Papa

s.

dal cimitero

vi ripose pure il corMelchiade, che prese di Calisto, dal quale

anche fu levato e
chiesa quello di

posto
s.

in questa

Papa
in

Antero.
le

Il

ss. I,

Pontefici
e

Silvestro

I,

Stefano
e
il

santo fondatore
dette
traslazioni

determin

suddi

ad

essi

dedic

la

chiesa

un

sinodo

monistero, che ricolm di grazie, e


favori,

vescovi, die tenne nel

Laterano,

come
Rom.

si

legge nella bolla di


J,

fondazione nel tomo


Bull.

p.

i54 del

Nell'anno 762 ai 19 giugno, s. Paolo I dal cimitero di Priscilla


nella via Salare, fece quivi traspor-

solennemente con pompa ecclesiastica. Nel medesimo anno s. Paolo I celebr in questo luogo un concilio, ed i prelati che v' interl'esegu

vennero,

sottoscrissero

la

bolla

in

favore della chiesa e monistero, co-

tare
I.

il

detto corpo di

s.

Silvestro
collo-

me

si

legge negli

Non

vero che Sergio II

ronio. Oltre a ci quivi

casse tal corpo nella chiesa

dei

ss.

pose nel
altri

Annali del Bas. Paolo I monaci greci monistero


i

Silvestro e Martino ai Monti,

come

dell'Ordine di
dicono,

s.

Benedetto,
s.

o,

come

alcuni scrivono col p. Giacobbe nella

di

Basilio,
le

che fug-

sua Biblioth. Pontlf. p. -2 13, ne donato da Stefano II detto III nel 753 a s. Anselmo primo abbate di Nonantola, come pu vedersi nelr Oldoino Acldit. ad Ciacc. tomo ii5, e nel Giacchetti. La 1, col. traslazione del corpo di s. Stefa-

gendo

dall' oriente

persecuzioni

degli iconoclasti, vi portarono alcu-

ne sagre immagini e
gni, celebrandovi
rito
i

reliquie

insi-

divini

ulllcii

in
cos

greco. L'abbazia

divenne

illustre,

che al

suo abbate

fu da-

ta

la

prerogativa di essere uno dei


abbati
privilegiati di

no
ai

dal cimitero

di Calisto, segu

venti
i

Roma
assi-

17
il

agosto

dell'anno
riporta

762.
la

Di

quali nelle

funzioni

solenni

essa
di di

Giacchetti
I,

bolla
scrisse

stevano al trono del Papa.

questo

Paolo
questa

nella storia che

Del corpo di s. Stefano I, ottenuto poi per opera del conte Orazio Delci sanese nelr anno 1682 dalla citt di Traili per la chiesa dell' Ordine equechiesa.
stre di
s.

abbate e monistero fu concesso il dominio sulla colonna Antonina dominio che conferm Agapito II eletto nel 94^, allorch approv i beni e le possessioni che godevano. notevole l' iscrizione, che si
legge sotto
la
il

Stefano in
(la

Pisa, e della

portico
1'

della

chiesa, 11 19,

sua testa

quale con alcune altre


Costantiuo-

quale porta
si

epoca
l'

del

reliquie fu ac(juislata in

con cui

descrive

allo dell'abbate

CHI
per le censure ecclesiastiche da lui intimate contro coloro, che ardissero impadronirsi della colonna Antonina, e delle oblazioni,
le

CHI
dopo r anno 642
fu
riedificata,

41
e

riccamente adornata da Papa Teodoro I. L' abbate di s. Valentino fu

quali

si

uno

dei venti principali


la

di

Roma

facevano sull'altare della vicina chiesa di s. Andrea della Colonna, per


essere anch' essa soggetta
al

che godevano
ce,

singolare
il

prerogaPontefi-

tiva di assistere

Romano
degli

moniX obla-

quando celebrava

nelle principali

stero

Spiegano
era
di

alcuni che

solennit. Nella vigna


niani, fuori della

agosti-

zione

quelli,

che

volevano
della

menzionata parte,
alcuni
scavi
si

ascendere
lonna.

sulla

sommit
1-28)

co-

nel

i6q3

nel fare

Dipoi

nel

Onorio IV,

trovarono

manifesti indizi

dell' esiili

ad

istanza del Cardinal Mascio, che divenne suo successore col nome di Nicol IVj concesse la chiesa e il monistero alle monache di s. Chiara, che colla regola di s. Francesco

stenza dell' antica chiesa abbaziale


s.

Valentino,

quali furono veduti,


Lubiii,
p.

e registrati dal p. Agostino

Ahbatiar.

Ital.

brevis

notitia.

tuttora vi fioriscono

ed

monaci

346. Della chiesa e del monistero di s. Valentino, si leggono erudite


notizie, nel

furono distribuiti nei vari monisteri di Roma, ed il loro abbate vemie


fatto superiore del monistero
di
s.

tomo

III,

p.

23

degli

Atti delV accad. roin. d'Archeoloi^ia,


cio
ciotto

nell'illustrazione,

che

fece

il

Lorenzo fuori

monache

il

mura. A queste Cardinal Jacopo Colonle

canonico Giuseppe Scitele,


un' antica
s.

so-

pra
te,

iscrizione

esistente

na, porporato

di

Nicol
il

III,

rifab-

nella chiesa di sotto


il

Silvestro in Capis.

bric magnificamente e

monistero,
la

paliotto dell'altare di
e

don

il

predio chiamato
il

Cola

Dionisio,
chiesa di

gi

appartenente
le

alla

lonna.

Tanto

monistero

che

s.

Valentino.
siiccenle

chiesa dalla nobilissima famiglia Co-

Per

ci

che riguarda

lonna pili volte furono beneficali dappoich generosamente vi oper molti abbellimenti fae i-estauri cendovi esercitare ogni pi bella
, ,

nate reliquie di questa chiesa,


principali,

due

come
s

descrive

il

Piazza
tit(jlo

nel trattare di

venerabile

sono

le

seguenti,

che
effigie

prova
del
ss.

colla

virt la b. Margherita superiora del

autorit di diversi scrittori.


il

Una

monistero, della stessa famiglia Co-

santo volto, o

Sal-

lonna, ed

ivi

sepolta.

Dipendenti e soggetti alla chiosa di s. Silvestro in Capite, furono gi la chiesa e il monistero di s. Valentino
fuori della porta del popolo, presso

medesimo Ges Criil mezzo dell' apostolo s. Taddeo mand ad Abagaro, re armeno di Soria, con una lettera che poi si conserv in un al ritratto nella citt di
vatore, che
sto per

sta di

ponte Molle, per cui il di della fes. Valentino martire celebravasi solennemente anco nella nostra
chiesa, giacch sotto

Edessa, per venerare

il

quale

si

parti

da

Roma
Il

s.

Alessio vestito

da peldi
nel

legrino.

Petrini, nella

Storia

eravi
di
s.

un

di lui

un suo braccio. La
fu

altare

Palcstrina, stampata in R.oma

chiesa

Valentino nella via Flaminia,


il

e presso

detto ponte,

fabbri-

cata sopra di
tefice
s.

un cimitero dal PonI

179J, dice a p. 14^; cli<^ 1^ ^^nache di s. Chiara, quivi collocate nel l'iSo da Onorio IV, stavano a Palestrina, da dove seco recarono la

Giulio

del

33()

quindi

immagine

descritta.

L'altra preziosa

42
icliniiia

CHI
r
il

CUI
Gio. llatlisla,
tUi

c;i[)()

(li

s.

la

lingua, che

poi

prodigiosamente
s.

clic
ili

si

viiolo [oilato
(luvii

puro
in

Eilessa
ve-

ricuper per intercessione di


tro.
si

Pie-

lloina,

culla

massima

In (juesta chiesa nell'anno


i

8j8
per
In

jieia/.ioiio
ila

recavasi

processione

celebrarono

sagri
s.

comizi,

(juatli-o arcivescovi.

Ma

siccome
'ijo-

l'elezione di

Papa

Nicol
1

I.

nel

i4ii

sembrava
non
III

al

Papa

vunni X.X^in, che potessero involarlo


i

loreuliiii,

[)oilaLo

pi

in

processione, anco per

consi^li(j

dei
,

198 fece ricdilcare la chiesa, e il campanile dall' architetto aretino Marchionne. Finalmente da Leone X, creato nel
iliiS,
ili

seguito Innocenzo

III del

Culonncsi benefattori

della

ciiiesa

fu la

chiesa di

s.

Silvestro
presbite-

per cui

si

conserva

tuttora
tacersi,

assai

Capile eretta in titolo

gelosamente.

N deve

che

rale Cardinalizio.

Non ebbe prima


anticamente
giacch la
i

Martino IV nel 1283 fece a questo capo un nobile e ricco tabernacolo


di

questo onore, perch


titoli
il

istituironsi

nelle chiese dentro


re-

ari^ento,

nel

cui piede eravi

uno
santo

recinto

di

Roma,

smeraldo, che avea scolpita


le yesta, e

la nascita,

gione di

Campo

ov' essa

trovavasi

la

decollazione del

fu nel terzo secolo racchiusa e

com-

precursore, senza mentovare


pietre preziose.

le altre

capo quale concesse indulgenza a quelli, che recarunsi a venerarlo. Racconta il Baronio nel Martyrol. Roman. 29 iiH^., che bouifacio Vili pose sopra
il

Per

sagro

imperatore Aureliano. Clemente Vili, per mezzo


presa nella citt
dall'

ve lo ripose Bonifacio Vili,

il

della sagra visita apostolica,

novembre
che
le

i')9'),

ai 17 riconobbe autenti1'

sagre reliquie, e

identicit
si

dei molti corpi santi, che ivi

ve-

nerano, per cui dai

lati

dell'

altare

il

tabernacolo un
nel

triregno, o

tiara
tre-

papale. Quindi

1^27

nel

mendo
SI

saccheggio

dell' esercito

di

Borbone, alcune monache salvarono


venerabile capo, col porre
la tiara

maggiore furono poste due analoghe iscrizioni. La ricognizione poi fu eseguita da monsignor Fabrizio Mandosio. A questo Pontelice si
deve
chiesa,
altres

la

riedificazione

della

sopra un'altra testa,


lata dai soldati,
alla

che

fu

invodei

che minacciava rovina,

come

rapacit

a Francesco Dietrichstein vescovo di

quali

pure
ss.

sottrassero

l'immagine
an-

del

Salvatore

proveniente
,

Olmutz, da lui creato Cardinale, si debbono molti abbellimenti. Le monache coi disegni di Gio. Antonio de Rossi, nel declinare del secolo

ch' essa

da
culto

Edessa
alla
ai

per accrescertanto Bonifacio

ne

il

quale, concessero

indulgenze

fedeli,

XVII,
stucchi

ristorarono

la

chiesa,

la

Vili, che Bonifacio IX, e V, Colonna.


sto monistero nell
s.

Martino

decorarono con marmi,


;

pitture,

e
fu

ma

la

facciata

esterna

L'Anastasio dice, che avanti que-

anno

yqc),

mentre
latei'a-

iiense

Leone IH dal patriarchio recavasi a s. Lorenzo


la

in

Lu-

compita nel 1703, mentre era abbadessa Maria Arcaugela Muti. Nel 1700 fu creato Pontefice Clemente XI, il quale era Cardinale prete di
s.

cina per
di
lito
s.

processione

del

giorno

Silvestro in

Capite.

Marco, fu inifjuamente assada Pasquale, e Campolo, i quali


il

La
s. s.

facciata esterna decorata

da
di

quattro statue di travertino, cio di


Silvestro
I,

strascinalo

Pontellce

in

questa

di
s.

s.

Francesco,
e

chiesa, gli strapparono gli

occhi, e

Chiara, e di

Francesca,

da

CHI
due medaglioni, in cui sonovi efigiati il Volto Santo, ed il capo di Battista. Entrando per la s. Gio.
porta di detta facciataj
cortile,

CHI
S.

43
titolo

Simeone

profeta, gi

Car-

dinalizio, nel rione

Ponte.

trovasi

un
Sulla piazza Lancellotti, presso il palazzo Cesi, ora Pentini, questa
chiesa

da dove si passa ad un portichetto con suo prospetto, sotto cui la porta, che introduce in chiesa. L' interno ben decorato la gran
:

ab antico

titolo

Cardinalizio,

e gi cura parrocchiale. Dalle iscrizioni sepolcrali,


ri,

volta fu dipinta dal Brandi, e quella


della crocer dal Roncalli e dai suoi
discepoli.
Il

che riporta

l'

Alve-

Roma

in ogni stato parte seconrilevasi

battesimo di Costantino

da pag. 93 e seguenti,

che

nella tribuna
l'altare

del
col

Gemignani,
ciborio fu

e
ai'-

maggiore

chitettato dal cav.

Carlo Rainaldi.
beli'

Questo ciborio ha un
to di
tico

ornamencorintio.

Urbano VI, giacch vi fu nel i38o sepolto certo magnifico Jachellus de Lrsis. D' altronde se ne iguoi'a la
gi esisteva nel pontificato di
origine.

quattro colonne di giallo anscanalate,

Gli ultimi Cardinali titolari

d'ordine
le

Numei'ose
pregevoli
stazione vi

sono
si

sue

cappelle

pei loro dipinti.

Oltre la
s.

celebra la festa di

Gio. Battista ai

24

gi'^'S"^'

quella

della sua decollazione

ai 2C) agosto,
I

e quella di

s.

Silvestro

ai

di-

cembre.
s.

V.

Giovanni

Giacchetti

Istoria della chiesa, e moiiislero di


Silvestro in Capile di Roma, ivi 1629; non che Giuseppe Carletti, Memorie isterico-critiche drlla chiesa

e inoiiistero di
pite di
Il

s.

Silvestro in

Ca-

Jacopo del Pozzo, fatto da nel i53i, che mori nel i5G3, poco mancando che succedesse a Marcello II ; Virgilio Rosario fatto nel j5j7 da Paolo IV, che lo dichiar primo Cardinal vicario di Roma, e mor nel 15^9; Fi-. Felice Peretti, fatto nel 1070 da s. Pio V, trasferito quindi all'altro titolo di s. Girolamo degli Schiavoni, divenendo liei 1^85 glorioso Pontefice Sisto V. Questo Papa soppresse il titolo, che trasfer alla chiesa di s.
fiu-ono;

Giulio

III

Roma, Roma 170 5.


e sontuosi
,

Salvatore

contiguo monistero uno dei


belli,

pi

di

Roma,
d
s.

hi

in Lauro insieme col Cardinal titolare Girolamo Lancellotti. Siccome per r ingiuria de'tempi
,

ogni
festa

quadriennio
della
il

nel
di

della

era in istato

cadente, nel
la le

16 io

il

decollazione

Gio.
fa

Cardinal
dai

Lancellotti

rifbbrici')

Battista,

senato
la di

romano
pia

in di

fondamenti,

fece

diversi
del-

questa

chiesa

oblazione

abbellimenli, anco in riguardo


l'

quattro torcie
lice

cera, e di

im

ca-

con patena d'argento.

Ss.

Sir.v ESTRO e

MjnriNo

a'

Mon-

ti.

V. Chies\ de' ss Martino e Silvestro a' Monti.

Paolo V, perch ei'a stata di lui parrocchia. Il Salimbeni dipinse il quadro dell' altare maggiore, rappresentante la Circoncisione del Signore ; come del
alloi-a

regnante

Saraceni quello della b. Vergine,


col

bambino, e
Sisto, ra dei
titolo

s.

Anna.
cii-

S.

SiLP'ESTRO
rione

al
,

Quirinale,
signori

nel
della

S.

Cardinalizio, in
nel

Trevi

de

domenicani,

rione

Missione.

Pedi.

Canwitelli.

44 Lungo
tempio
iiialrona

CHI
la
(li

CHI
presso
1'

via

Appia,
e
in

un

cogli aiuti di

Marte,

antica Pidella

re;

certo che
stazione nel

scina pubblica,

una casa

accrescervi la
la

imperatoGregorio 1 per renerazione vi pose


s.
,

Costantino

romana

Tigrich, fu eretta

mercoI<;di

dopo

la

questa
ce
s.
s.

cliiesa

in onore del Ponteficui fu

terza

domenica
inolti'C,

di quaresima,
si

nel

Sisto II, per

chiamata

qual giorno tuttora


\ uolsi

celebra.

Sisto in

Piscina, e titolo di Tidetta nobilissima

che

quivi

fossero

gride.

La
la

matrona

sepolti sette santi Pontefici, e riposti

suoi beni perch i tempio in onore di Sisto 11, perch questi, a' G agosto dell'anno i(Ji, pass da questo luogo con due suoi diaconi, i ss. Felicissimo ed Agapito, e quattro suddiaconi, cio Gennaro, Magno, Innocenzo, e Stefano, per andare con

don
si

casa

sotto l'altare maggiore, cio


,

Si-

edificasse tal

sto Il

Felice,

Zefirino

Antero

Lucio, Luciano, e Sotero,


legge da

una

iscrizione.
si

come si Vero pe-

r che per sicurezza


stati

crede sieno

trasferiti

altrove, ovvero quivi

se

essi

al

marfirio
di
s.

fuori

della
,

porta
seguiti

Capena, ora

Sebastiano
dall'altro

dopo
s.

tre

giorni

diacono

ne venerino le reliquie. Altri sono d'avviso, che siano santi vescovi, meno s. Sisto II, giacch non si conosce alcun Papa col nome di Luciano, chiamandosi anticamente
Pontefici anco
i

Lorenzo.
fu
s.

Poscia
di
il

in questa chie-

vescovi. Altri in fi-

sa

Sisto II

sepolto, trasferitovi

dui cimitero
in

Pretestato;
fu

laonde

ne avvertono, che venendo sepolti alcuni dei nominati Papi nel cimitcrio di Calisto
,

seguito

sito

detto

anco
vi

per

la

vicinanza
di

ciinitcio

di

s.

Sisto,
,

non perch

fu talora confuso con quello


Sisto,

s.

fosse

un

cimitero

ma

perch con-

come

di sopra

avvertimmo.
Pontefice

finava colle vaste catacombe di Calisto.


sti

Bonifacio
nel 619,

V
;

fu

creato

In appresso vi
i

vennero riposs.

anche

corpi

de'

Anatolia,

Calocero, Partenio, ed

altri martiri.

Di questo
Tigridc
si

titolo

Cardinalizio

di

menzione nel concilio celebrato nel 499? ^'"^ Papa s. Simmaco nel Vaticano, ove intervennero due preti di esso, uno chiamato Romano prete, l' altro di Redento arciprete, col qual titolo erasi pure
fa

mentre era Cardinale prete di s. Sisto titolo che splendidamente, nel 772, ristor Adriano I, e quindi venne abbellito dal suo immedialo successole s. Leone IH, al
quale
si

attribuisce la traslazione in
di
s.

questo luogo del corpo


II.

Sisto

sottoscritto

nel

precedente
^-

concilio

celebrato

nel

494 ^^
Nel
viene
di

Gelasio
di

Verso il I200, Innocenzo III, magnificamente restaur la chiesa, ed il suo successore Onorio HI, avendo approvato l'Ordine di s. Domenico, diede a questo per prima
chiesa cotesto titolo,

nel Laterano.

registro

san
certo

fabbricandogli

Gregorio

I,

nominato
s.

l'annesso
cati
il

convento

luoghi
s.

santifi-

Basso del
dinal

titolo

Sisto.

Il

Carfu
gio-

dalla presenza di

Domenico,
s.

titolare

di

questa
in

chiesa

destinato ad uftlziare

ogni

tu

quale nella chiesa di la celebre divozione

Sisto

isti-

del santis-

ved nella patriarcale basilica di san

simo Rosario,
tutto
il

che
in

si

Paolo, ed a celebrare suU' altare papale. Alcuni opinarono, che la


chiesa fosse eretta da
s.

cristianesimo.

propag per Onorio IH,


la disci-

vedendo
plina
e

che
lo

Roma
delle

Silvestro

I,

spinto

monache

, ,

CHI
crasi raffreddato, poich se ne conr",

cni
e perci

44
il

durle tutte

tavano appena quaranta, volle in un monistero ,


s.

riaffi-

dandone r incarico a
e al Cardinal
Il

Nicol
al

de

Domenico, Romanis.
con
per
e
il

Cardinal di s. Sisto. Il medesimo Gsegorio XIII, ad evitare il disturbo che producevano agli uffizi divini nel menquesti fu detto

dicare

poveri nelle chiese, assegn

Papa diede
la

santo pe'suoi relis.

loro per

comune
s.

abitazione

il

mo-

giosi

chiesa di

Sabina, palazzo
chiesa

nistero di

Sisto," nel

quale furono
Trini;

parte del suo

annesso
la

processionalmente condotti nel i58i,


dall' arciconfraternita della
ss.

convento,

e stabili

convento di s. Sisto per le monache, che ivi riunite fecero la pro-

de' pellegrini

ottocento

poveri
vi

ma

siccome

di

mala voglia
dell'aria

en-

mani di san Domenico. Non mancarono difficolt da superare, massime per parte delle monache di s. Maria in Trastefessione religiosa nelle

trarono, dolendosi

cattiva,

presto ne uscirono.

La

chiesa fu prima, verso

il

i-i'^'^j

restaurata dal titolare Cardinal Pietro Ferrici spaglinolo


;

vere, ossia di
la,
le

s.

Maria
della

in

CappelVergine,

di|ioi

quali

possedendo
vuol

una miraB.

tovato Cardinal Filippo


gni
facciata esterna

il menBoncompa-

colosa

immagine
tradizione
fu loro
s.

cui
s.

la

dipinta

da

generosamente con

ne

rinnov

la

travertini,

aprenil

Luca,

concesso

portarla

dovi avanti
to e
il

una

piazza; rifece
belli

tet-

nella chiesa di

Sisto con solenne

soffitto

con

intagli, or-

processione, alla quale

intervennero

molti Cardinali, e
nicani.

religiosi

dome-

di tempo divenuto Pio V, gi dell'Ordine di Domenico, considerando che l'as. ria malsana del monistero di san Sisto pregiudicava alle monache eresse loro al monte Magnanapoli

In progresso
s.

Papa

la tribuna le pareli, ed abbell con istucchi dorati. Nel pontificato di Paolo V, il generale de' dop. Serafino Sicco, menicani, rifece il convento, ed orn

con diversi dipinti la chiesa. Alessandro VII, nel I6^7 la diede per titolo al Cardinal Giulio E,ospigliosi,

che meritamente,

nel

1667, 1646,
di

gli

presso

il

Quirinale,

un sontuoso mochiesa
e Sisto,
la

successe col

nome

di

Clemente IX.
la

nistero,

ed

che dedic

ai

una magnifica ss. Domenico,


Sisto

Nel convento profess nel


regola
religiosa

Filippo
de' duchi

Tommaso
Nort-

ed

ivi le fece

trasferire,

ritornando
possesso

Oward
fulch,
il

inglese

chiesa

di

s.

in

dei

domenicani,

e fu allora che Sisto vecchio.

venne

La miracolosa immagine della Madonna fu trasferita dalle monache nella nuochiamata


s.

1671 fu creato Cardinale da Clemente X, e dipoi iberconi miserando i domenicani


cattolicismo, quivi
li

quale nel

nesi esuli dall' Inghilterra per la difesa del

collo-

va chiesa, e di essa molto ed eruditamente scrissero Francesco Torrigio, e Fioravante Martinelli. Nel

c dando ad essi molti soccorsi. In questo pio uffizio gli successe il Cardinal Tommaso IMaria Ferrari, che pure avea appartenuto
all' Ordine di s. Domenico. Clemente X, nel promoil

xSni a

s.

Pio

successe Gregorio
s.

XIII, eh' era stato titolare di


sto sino dal

Si-

i56), per cui nel creail

vcre al cardinalato

religioso

do-

re a' 2 giugno Cardinale

nipote
confe-

menicano
ni,

fr.

Vincenzo Maria
gli

Orsipresen-

Filippo Boncompagni,

glielo

nel

iGt"?,,

diede

il

40
te lildlo,
il

CHI
(jiial

CHI
poi
in'l

{)er.soiin;^f5()

S.

Sr.tyisr.yto de' Polacchi, nel

rio-

I7?.j

(livellile

l*;i|);i

Keiiedello Xllf,
del iuo^o, giacnel
CiUTievale
nell'eserciS.

ne

s.

Angelo. V. Polonia.

c insieme

lieiu'liiltoie

ch non
\i

solo laloni

passava alenili

i^'iorni

SricF.iNo del Cacco, nel rione Pigna, de' monaci SiIvc strini. F.
SlL\ESTRINI.

zio dell' umilt, e dell'orazione,

ma
S.

col disei5n(j del Piau/yini,


le

oper delsi

Stefjvo
Borgo,

de'

Mori

nel

rione

lestauiazioni,
festa del

ed

ab])eiliinenti

La
ai

santo titolare

celebra

vaticana, con ospizio pegli Abissini.

filiale

della

basilica

6 agosto.
Nell'interno della
chiesa vi sono

La
ed

chiesa,

ed ospizio

di

s.

Stefano
;liopi,

depositi

de' Cardinali

Vincenzo
Lucitutti

de' mori, degl'indiani,


abissini,

o degli

I>ii(luvic()
iii,

Gotti, Luigi

JMaria

come
s.

fiiiono chiamali, era

e Giuseppe Agostino Orsi,


stati
s.

del capitol(j di

Pietro in Vaticano, e

e tre

domenicani, e
per
le

Cardinali
loro
l^er

fu edificata presso questa basilica das.

preti di

SistOj celebri per la


loro,
al

Leone
una
ch

del

opere di fuori trovasi congiunta


to
.s.

dottrina, e

privilegi,

44^3 come si rileva dai che godeva per essere stata


o
veiilidui;

convena

delle venti

abbazie

una piccola cappella dedicata Domenico, ov(> alcime pitture


miracoli

antiche di lloma, e privilegiate, peril

loro abbate assisteva

il

Som-

delle iscrizioni
signi
tre

rammentano due infatti dal santo, menIl

mo

Pontefice, allorrpiando celebrava

dimorava nel convento. stro fu dipinto a fresco da Casale scolare del Conca
,

chio-

solennemente. L'Alveri dice, che in questo luogo fu l'ospedale eretto da


s.

Andrea

Crregorio

pegli orfani,

chiamalo
eh' era
basilica

ma una
cartiera
la car-

orfanotrofio. Nel

monistero,
presso
la

parte
I

di

esso

ridotto

uno
tini,

de' quattro

Iella

camera Apostolica, per


;

vaticana, erauvi de' monaci benedetdi cui,

ta del bollo, e di altri usi

opificio

come

scrive

Onofrio

che
dalla
te.

a'

17 agosto i835, fu onorato presenza del Papa regnaueh.

Panvinio, fu abbate Pasquale romano, figlio di


ai

11

cav.
:

chitetto scrisse
Sisto,

Gaspare Servi arDella rarlicra di s.


J^.

25

gennaio
di

Massimo Bonoso che 817 divenne Papa


,

col

nome

Pasquale

1,

che

la

Roma

i83^.

Girolamo
al-

Baldassini

Memorie appartenenti

Chiesa venera per santo. F. su questo monistero i compilatori del Bol-

la storia, e al culto della Madonna detta di s. Luca, esistente in ss.

lano Faticano, nel tomo


Poscia
la

I,

p.

29.
fu-

chiesa e

il

monistero
s.

Domenico,

e Sisto, Jesi

1775.

rono dati

al capitolo di

Pietro, co-

me
S.

provasi da
del
il

SpinrTO
go,

in Sassia, nel rione

Bor-

Leone IX
zata,

una concessione di s. 1049 ad esso indiriz-

deW arcispedale
di
s.

sotto

di

s.

Spinto.

nome
s.

de' canonici del

y. Ospedale
sia,

Spirito ix SasDI SAN

monistero di
raccoglie,

Stefano.
dice
il

Da

ci

si

ED ARCICO^FRAfER.MTA Spirito in Sassia.

come

Panciroli nei

Tesori nascosti, che per seicento anni abitarono

nel monistero
di
s.

mo-

naci

dell'

Ordine
anni
I,

Benedetto,

Spibito Sj.vto de' Napoletani, nel none Regola. F. Naioli.


.

poich

tanti

da

s.

Leone

s.

appunto corsero Leone IX. Che

CHI
i

CHI
all'

47
ivi

monaci erano
ad

addetti
s.

ufGzia-

qualcuno in Roma,

fosse chi
la chiesa

ne
in

tura della basilica di


altre nozioni
essi

Pietro, con
il

prendesse cura, e diede


vcrio

riguardanti,
di

cappellania al suo familiare d. Sil-

dicemmo

all'articolo

Pietro l\ Questa chiesa prese il nome di degli Abiss. Stefano de' Mori, o sini, allorch il Pontefice Paolo IV
del

Chiesa Vaticano. Vedi.

sa\

Campana,
con

beneficiato di

s.

Pie-

tro col titolo di rettore, locch con-

ferm 1705.
si
il

breve

de'

io

ottobre

Ma
si

gi la casa contigua era-

rifabbricata per ordine del Papa,

i555

la

diede, in

uno

alla

conchia-

quale

rec

visitarla,

come

tigua casa, ad alcuni mori del paese detto del

gi nell'almo precedente erano giunti


in

Prete

Janni,

Pioma quattro mori,

quali erano

mali indiani. Tuttavolta Carlo Bartolomeo Piazza, nelle sue Opere pie
di

stati

ordinati sacerdoti ai 20 aprile.

Roma, parlando
a
li,
s.

a pag.

i?.3

ve
di

In seguito Benedetto XIII, con breagosto 1724, dichiar de' 3i


al

seg.

dell'ospedale degli

indiani, ov-

coadiutore
rettore
riore della

Campana
con

nell' uffizio

vero abissini

Pietro, dice clic

dell' ospizio,

di supe-

Clemente \

nel

1325, diede
a
detta

la

chiesa

futura

suc-

chiesa e l'ospizio

nazione.

cessione, Marc'
bile
ta,

Antonio Ausidei, no-

Laonde Paolo IV avr confermata


la

concessione, e ne sar stato

be-

perugino arcivescovo di Damiaed assessore del s. Offizio, che

nemerito,

come
palazzo

lo fu

Gregorio XIII,
assegn

poi nel

1728 cre Cardinale.

che dal
all'

apostolico

Nel pontificato di
si

ospizio quotidiane

somministradei

recarono a

Roma

Clemente XII alcuni monaci


i

zioni,
lazzi

come

lessi

nei ruoli

pa-

dee tacere esservi chi sostiene, che Alessandro


apostolici.
si

Non

quali poi vi abissini di s. Antonio, rimasero sino a quello di Pio "NI.

Ad

essi

coll'autorit della costituziode'

III

eresse in P.oma
,

nn
cura

ospizio agli
de'

ne Alias postqnam

abissini
copti.

sotto

la

monaci

it3i.

Clemente
,

XII

i5 gennaio accord la

V. Abissi>"ia. Anche l'Alveri vuole che Eugenio IV, nel 14^9 abbia confermato agli abissini l'ospi>

zio
III,
1

ad
il

essi

concesso da
tentativi

Alessandro
i

Stefano de' IMori cols. r annesso ospizio e giardino. Questa concessione venne fatta a seconda di qnella di Paolo HI
chiesa di
,

quale fu eletto Papa nel


diversi
fatti

log.

che

successi-

r immediato Clemente VII, ed


fu
si

successore

di

espres.samente

vamente

dalla santa

Sede per congli

dichiar essere in favore dei


di
s.

mo-

vertire alla

fede

cattolica

abi-

naci
di

Antonio Abbate {Vedi),


abissini,
col
s.

tanti dell'Abissinia,

furono
,

soggetti
si

nazione
egiziani,
feste

etiopi, copti,
di

fiere

persecuzioni

come

pu

o
le

patto

celebrare

vedere nel viaggio che fece Salt, e poi stampato nel 1808. Assunto al
pontificato Clemente XI, e

di

Stefano
,

protomar-

tire ai

vedendo
s.

verio
la pia

26 dicembre e di s, SilPapa ai 20 giugno, secondo


disposizione del defunto retin

che

la

chiesa e

l'

ospizio di

Ste-

fano protomartire presso la basilica vaticana era disestato nelle rendite,

tore

Campana,
della

onore
e

del
di

santo
quello
gl'in-

titolare

chiesa,

che non venivano dallEtiopia u abissini, n copti, volle prenderne provvidenza , perch giungendone
e

del suo

nome, assoggettando

dividui della mentovata nazione alCardinalizia la sagra congregazione

, ,

48
fli

CHI
Prnpafjnndii
,

CUI
al

ed

suo Cardinal
Indi

r altare maggiore un

buon quadro
s.

picllto generale
sotto l'io
i^io

pr tempore.

d'incerto autore,
S!(;f

rappresentante

\ n,
J

e nel i8o/j, d. Gioral)i,ssinio,

mo

lapidato, e nell'altare a de-

(iiilahadda

ispirato dal-

stra

vedcsi

la

divina

Provvidenza, fiiygi dall'Egli errori,

esprimente
Tiominato
alerma
i^io
il

s.

un dipinto del Puccini, Silverio Papa; altare,


del

tiopia
tatosi

per abiurare
in

e por-

che fu eretto dalla piet


rettore

sun-

Roma

nel

1807, fu

dal

Campana,

come
parlan-

lodato

Pontefice

fatto

istruire nei

Piazza nel suo Emeroloa pag. 4io>


festa di detto
s.

dogmi
delia

ortodossi di nostra santa relo

di

Roma,

ligione, e poscia

dichiar rettore
della

do della
capitolo

santo, nella

chiesa

ed

ospizio

sua

quale, e in quella di

Stelno

il

nazione, cio della chiesa e casa di


s.

valicano
P^.

si

reca ad ulzia-

Stefano de' iMori, carica che tut-

re la chiesa.

l'Alveri,

Roma

in

tora esercita con pio zelo. Nel n." ^'^

ogni slato j a pag.

219

e 220, ove, riporta

del

Diario

di

Roma

del

1841

si

trattando di
le

questa chiesa,

legge ci die spetta ai tre deputati


abissini

iscrizioni
ivi

necrologiche degli etio-

mori, e loro
dottori,
etiopi,

seguito

come

pi

sepolti.

posto di vari

sacerdoti,

monaci
clio

inviati dal

Degesmaal

S.

Stefano Rotondo,
nalizio, in

Ubh
tre

signore del Tigre

re-

titolo Cardicura de' Gesuiti, si-

gnante Pontefice, qual


dei

deputazione
del

tuato sul monte

Celio,

nel rione

regni

cristiani
di

Tigre
po-

Monti.
Sulla vetta del

dell'Amara, e
nia,

Sclioa nell'Abissiinterpreti
il

cui fecero

da

monte

Celio, cos\

liglotte

dottissimo
d.

Cardinal
Gio.

Giu-

seppe Mezzofanti,
sione,
la

de Giadel-

eobis della congregazione della mis-

prefetto
di

Apostolico
Abissinia,

nonch del suddetto d. Giorgio Galabadda. ivi ancora riportasi con qual benignit il Papa Gregorio XVI li ri17 agosto 1841 nel palazzo Quirinale, e si parla anche d(dr offerta a lui fatta dagli abissini
dell'incenso delle lor parti, insieme
cevesse ai

missione

chiamato da Celio Vibeuna capitano toscano, che portatosi a soccorrere R.omolo, o altro re di Roma, ivi si ferm ad abitare, posta la chiesa di s. Stefano Rotondo, cos\ chiamata dalla sua foi'ma circolare, mentre prima si disse ancora dal monte, Stefano al Celio. X deve occultarsi, che fu detto pure s.
.<^.

Stefano nelQuerquelulano
ivi

in

Cele-

rina, dalla copia delle querele,

che

ad alcuni

come
sini

uccelli di Etiopia che cinque di delti abisrimasero in Roma per alunni


dicesi

rari

erano, e da una famigha, o conCelerina, trada, che si nominava

giacch abbiamo certo Stefano Cartlinale

titolare di

s.

nel
fide.

collegio

Urbano

di

Propaganda

lerina.
tori se

Xon sono
fosse

d'accordo
sa

Stefano in Cegli auantico


sa-

un tempio

La chiesa di s. Stefano de' Mori, che, come dicemmo, ripete la sua


erigine da
teiripi

cro al dio Fauno. Si

per altro,

che era tempio de'


il

gentili,

fu
I,

Leone I in diversi ristorata, massime da As.


,

Pontefice
al

s.

Simplicio del
s.

quando 4^7 l"


Gi era

dedic

protomartire
al

Stefano

driano
XIII, e

da Sisto IV, da Gregorio da Clemente XI, ha ncl-

liducendolo
titolo

relativo uso.

Cardinalizio

quando

nel

498

CHI
s.

CHI
concilio, dap-

Simmnco
si

celebr

un

restaur ed abbell la chiesa.


sta fu

49 Que-

poich y\

sottoscrisse
s.

un MarcelStefano nel
del-

data in
al b.
,

titolo nel concilio di

lo prete del titolo di

Clermont
stcrciense

monte
ferm
la

Celio; titolo che poscia cons.

Martino Cibo, ciamico di s. Bernardo

Gregorio
di
s.

I.

in luogo

quando

nel

ii3o

Innocenzo
nel
il

li

lo

chiesa

Crescenziana,
la la

\i
sta-

cre Cardinale. Quindi

pose quest' ultimo Pontefice


zione
nel

Celestino
titolo al

HI

confer

1191, medesimo
di

venerd

avanti
,

dodi-

Cardinal Giovanni

Sa-

menica cembre,
gid
si

delle
festa

palme

ed

ai

26

lerno, che in sua


dinali elessero
l'eletto

morte
;

dieci

Car-

del santo, le quali og-

Papa

ma temendo
px-ontamente

simo s. pronunzi

celebrano ancora. Il medeGregorio I in questa chiesa


al

di

uno

scisma,

rinunzi, facendovi sostituire

Inno-

popolo romano l'omeha IV siiU' evangelo di s. Matteo. Il Cardinal titolare doveva celebrare ogni gioved
sull' altare

cenzo IH. Alcuni vogliono, che quest'

ultimo Papa

sia stato

benemerito

della chiesa, per le riparazioni die vi

pas.

fece eseguire.

pale della patriarcale basilica

di

INIinacciando in appresso la chiesa

Lorenzo fuori le mura, facendovi il servizio ebdomadario. Gi i Pontefici s. Giovanni I , del 524, ed il suo immediato successore s. Felice HI detto IV, vi avevano fatto eseguire alcuni musaici, massime nella tribuna, di che fa menzione il Grutero con due
iscrizioni,
ai

ruiua

Nicol
glorioso

V
di

accorse

solle-

cito

ristorarla
11

sino

dai

fondafu
faccia-

menti.
posto
ta

lui

nome

nel

fl'ontespizio

della

esteriore

colla
i

data

del

i453.

Poscia, nell'anno

455, Nicol
la

V
,

tolsi-

se la collegiata de' canonici,

che

no
di

allora uffiziavano

chiesa
frati

ed

cui riporta alla

p.

11

numeri 17 e 20. Di poi Teodoro del 642, dall'arenario della corpi de' ss. via Nomentana, prese ripomartiri Primo e Feliciano
i
,

64 Papa

in vece vi
s.

pose dodici

romiti

nel
s.

Paolo primo eremita. Pio H, i45B, cre Cardinale prete di Stefano Alessandro Oliva, agosti-

nendoli in questa chiesa, alla quale


offr

niano di Sassoferrato, celebre pe' suoi grandi meriti. Questo titolare fu benefico della sua chiesa, coll'abbelli ria.

za,

molti doni. Ci avverte il PiazGerarchia pag. 534, che Sergio II, Papa dell' 844^ concesse ad Eremberto, uomo illustre, il corpo di

In seguito venne pure,


ristorata

nel

i4'^8

im

s.

Feliciano,
villa

Primo, e le reliquie d' lui s. venendo depositate nella

Innocenzo \ III. Ma verso l'anno 1 549, avendo ii^^^^'^^to Paolo IH al Cardinalato Giannange-

da

Lega della diocesi di Milano. Su questo punto va letta la Notizia istoiica del martino de' ss. cittadini romani Primo e Feliciano, e della traslazione, ed iin'e/izioiic de' loto corpi nella chiesa di
s.

Stefano

che poi consegu il da esso nel i55g ascese alla veneranda cattedra di s. Pietro col nome di Pio IV. Avendo poi il suo predecessore Giulio HI, per opera di s. Ignazio, dato principio al collegio germanico-unlo de' Medici,

presente titolo,

Rotondo nel monte Celio, Iloma' 1736. In questo libro evvi una breve notizia su questo antico tempio. In appresso Adriano I, nel 773,
VOL. XIK.

garico, sotto la direzione de' gesuiti,


il

successore Gregorio
e fra
le

XI H
alla

lo

stagli

bil,

copiose entrate che

assegn, gli diede in

un

chiesa,

"u,

CHI
flai
ielif:;iosi

cin
nuivi
(li-

quello goduto

Sol piondonle
1

njcraviglioso

molanti,
rilevasi

(fuali

orano uudati iu
lui tolti,

dc;-

oadoiiza, e

pmci da

come
maroltre-

dalla b(jlla
,

Jposlolici niu-

prova entrando in quello ic-mpio dappoich rotonda la forma con una nave circon'
circllo

che

si

m-ris
lii

snlliciludn
i

data
I

kal.
,

lare sorretta

da

cinquantotto
e sei
di

co-

anno
farvi

TyS.

gosuili
il

lonne

di

granito,

marmo

ch
to,
i

rifiorire

divin

cul-

bianco, tutte d'ordini differenti. Au-

l'abbellirono e decorarono

con
cui

stupende pitture

a fresco,
Filippo

di

licamente essa aveva un altro portico pi vasto all' intorno sostenuto


strinse

poi faremo parola. Di (juosta chiesa


iVi

molto divoto

s.

ISeri, e vi

condiiceva nel gioved di

carnevale
la
s.

pure da colonne; ma iVicol V reil suo circuito e chiuse nel nuu'o il primo ordine di colonne,
,

molto popolo a ricevervi


Il

comu-

che restava

piii

in fuori,

in

modo

nione, oltre la visita delle sette chiese.


Crescim!)eiii nella sua erudita
s.

Istoria della chiesa di

Giovannotizie

per altro, che alcune ancora se ne vedono scoperte. Le due colonne del centro, che reggono la cupola, sono
d'ordine corintio;
il

ni avanti porta latina, a pag. 167

diametro della
piedi.

e seguenti, riporta
della chiesa di
s.

preziose

chiesa di cento novantotto

Stefano al monte
s.

Nelle pareti della nave circolare, Nicola

Colio, che alcuni

fano
s.

in

chiamarono capo d'Africa. Tra


che
la

Steal-

Pomarancio con bravura e


trentadue
martiri principiando

di-

le

ligenza dipinse le
de' santi

storie

tre cose racconta,

chiesa di
alla

dagli

Stefano
s.

chiesa di

apparteneva Giovanni ,
II

detta

Innocenti;
tive

ma

paesi e le prospet-

la

data da Lucio

con tutte

quale fu le sue

furono eseguite da Matteo


de'
ss.

Siena. Antonio
martirii
nella

da Tempesta dipinse

pertinenze alla basilica locch conferm

lateranense,
III,

Primo
e

e
di

Feliciano
fuori la

Onorio
s.

com-

hno

cappella,

prosavi la chiesa di

Stefano, indal
s.

strage degl'Innocenti, e la Vergine

sieme ad
i

altri

Papi. Quindi riporta


fatti

Addolorata. Nel
pitture
in

5H

riprodusse
Ballista

tali

diversi accordi

capitolo
pri-

lateranense coi frati di

Paolo

Cavalieri,

rame Gio. come nota il

de

Crescimbjeni

mo

eremita, a cagione

dei reclami

dal primo avanzali ai secondi,

dopo
vi-

che a loro Nicol


la

V
le

avea concesso
parti

a pag. 189. Il quadro della ss. Annunziata nel suo altare opera del gesuita p. Pozzi. Nel centro sopra
l'altare, e

chiesa,

beni.

Dopo molte
si

sotto la cupola

si

alza

un un

cende da ambedue
chiuse col patto
di

consi
i

artificioso

tabernacolo,

il

quale con
al col-

restituire

bizzarro disegno fu lavorato da

beni che

la chiesa al capitolo,

quan-

fornaio svedese, che

il

don

qualunque ragione Essendo il capitolo ricorso dopo la morte di Gregorio XI li al successore Sisto V,
i

do

frati

per

legio germanico- ungarico.

l'avessero lasciata.

Presso
il

la

chiesa

anticamente
s.

fu

celebre
cui
,

monistero di
si

Erasmo,
i

di
gi

ancora
quale

veggono

vesti-

per essere
ritti,

reintegrato

ne' suoi
il

di-

il

fu

uno

de' pi

an-

nulla pot ottenere, e

Col-

tichi

e primari di

E.oma,

e venne

legio gernianico-wigarico [Vedi), go-

fondato, secondo alcuni, dallo stesso


s.

vernalo dai gesuiti,


ciiico

ne

rimase palo tuttora.

Bencdetlo. Piisplendctte per la re-

possessore,

come

golare diocipliua, pei mouaci che vi

CHI
noriionn, uno de' quali
to
,

Clir
fu A(1cn(a-

'Tr

cura

dcllr

inniuichc

cisterciensi

o Deodato

ovvero

Dcusdcrlit

nel rione

Trevi.

che, nel 6i5, fu creato


tefice.

sommo Ponto do' ss.

In questo monistero, e press.

so la chiesa di

Stefano, dopo la

Questa chiesa fu detta anticamenGabino e Susanna, ad

morte

di

Giovanni Y, avvenuta nel

diiai Donins. agli orti

Sa liristia? n

jiiimo agosto del G^6, ncH' elezione


dei successore
sa,

lvU'aUa Semita
cino al vico
che, secondo
voi-
i

del

Qi/in'nale,

vi-

poich

il

nacque grave contepopolo essendosi dividell'esarca


di

di
gli

ordini di

Mamurro, fabbro Numa, taAncillj.

so dall'esercito

Ra-

famosi scudi

Viene
furono
s.

venna
si,

che voleva in essa introdurquesto faceva tumulto presso la


,

chiamata dagli scrittori ad duas Domos, perch


le

ecclesiastici
ivi

popolo col clero romano erasi ritirato in s. Giovanni in Laterano, per cui insorti gli antipapi
chiesa, e
il

case di

s.

Gabino padre
s.

di

Sa-

sanna, e del Pontefice


to nel 283,
chiese,

Cajo, elet-

ambedue
eminenza

convertite in

Pietro e Teodoi'O,
gli

poscia

composti
elessero

od
sua

oratori.

In questo luogo,

animi,

concordemente

per

la

ed
il

amenit

Conone per Papa. Finalmente nel raonistero di s. Erasmo, dalla chicsa


di
i

gi chiamato alta Semita, sul dorso del Quirinale, furono

tempio di
Sallustiaoltre di-

s.

.Silvestro

in

Capite,

nel

Quirino, la casa
tico,

di

Pomponio Atorti

799,
fecero

ribelli

Pasquale, e
e

Campolo
da
loro

ed
col

famigerati

trasportare,
s.

strettamente

ni,

superbo
Cajo.

palazzo,

rinchiudere

Leone

IH,

versi altri templi ed edifici.

V. Chies.

orrendamente mutilato, donde fu liberato da Albino suo cameriere, ed accompagnato al Vaticano.


Sulla chiesa di
s.

sa di

s.

Vuoisi pertanto, che Papa

Cajo

erigesse in chiesa la casa del fratello

Stefano Ptoton-

do
si
,

possono

principalmente Descrizione di Roma

vedeiantica

Gabino, e della nipote Susanna vei'gine dopo il suo martirio pur ivi sofferto, e
pii

celebrasse

nella

medesima
di lei.
1

moderna, dedicata al Cardinal Valenti tom. II pag. 4 '4? e seguene


ti
;

volte la messa

ad onore
s.

Altri credono, che a

Leone

debdella

Le

antichit della

citt

di Ro-

ba

attribuirsi

la

dedicazione

ma ma
ria

per Lucio Mauro stampate in Venezia nel i556 a pag. 42; Rovetus et recens, auctore Alexan-

chiesa da lui restaurata, o forse da

oratorio ridotta a chiesa, recitandovi


ta,

un sermone

in

onore

di

s.

Feici-

dro Donato, a

324; e V Hi stocollega Gennnnici et Ungarici,


p.

e de' sette martiri suoi

figli.

Ccr-

to , che nel concilio celebrato nel

auctore p. Cordaro
Ss.

soc.

Jesu.

Laterano, dal
co,

Pontefice
"^'

s.

nel 499

si

sottoscrissei'o

SimmaAtitolo
s.

Sudario
s.

de' Savojardi, nel riodell'

sello,

ed

Agatone,
I

preti

del
;

ne

Eustachio, chiesa

Ar-

de'

ss.

Gabino e Susanna
Rustico,

come
titolo

ciconf aternita del Ss. Sudario r [Tedi), fal)!)ricata nel r6o5 con disegno di Carlo Kainaldi , e ristorata nel secolo decorso.
S.

Gregorio

iiomina nel suo registro


prete
al

im
s.

tal

del

di

Susanna. Poscia
data
la

suo Cardinal
del

titolare fu

prerogativa

servigio

ebdomadario
s.

nella patriarca-

Susanna,

titolo

Cardinalizio,

in

le

basilica di

Paolo, dovendo ce-

52
sahhato.
vi,

CHI
Da tempo
nella
anticliissinio rpiis.

CHI
ima corona grande con dodici
fini,

Icbrnrc suU'nlfan! pontificio in ogni

del-

altra croce,

de' vasi

colalorii,

come
terza

chiesa di

Cajo,

si

celebra la stazione nel sabI)ato dopo

due altre lampade con grifi due corone con dieciotto


tutto di argento.

dorali,
delfini

domenica di rpiaresima. Leone II dichiar prete Cardinale di s. Susanna s. Sergio I,


la

S.

Nel

44 Lucio

II

confer'i

queri-

sto titolo al

Cardinal Gezo. Altre

che fu creato l'apa nel 687. Adria-

parazioni a questa chiesa, che fu chia-

no

rifece

il

tetto delia

chiesa; e
s.

l'immediato suo successore ne III, nel 795, quando fu


titolo.

Leoeletto,

mata anche basilica, mi tempi fu pure


si

e fino agli ulti-

parrocchia,

non

trovano sino a Nicol V, Parentu-

trovavasi prete Cardinale di questo

Secondo
volle

l'annalista
essere

Baronio,
tut-

quivi egli

consagrato

che successe nel i447 ^"-l I^"^'" il quale l'avea fatto Cardinale prete di s. Susanna. Dipoi
celli,

genio IV,

Papa
ta,
vi

indi la rifabbric quasi

Sisto IV, nel

i47^) l'abbeiri, e vi
titolare di santa di
s.

pose il baltisterio , l' abbell facendovi eseguii-e nella trilxma la immagine di Carlo Magno in abito
militare, e l'arricch del corpo di
Felicita martire, che
s.

fece alcuni ristauri. INIa al Cardinal

Girolamo Rusticucci

Susanna, per beneficenza

Pio
della
la

si

devono
i

la

riedificazione

fu

preso

dal
nella

chiesa,

maggiori suoi ornati, e


della

cimitero

detto di

s.

Felicita

erezione
travertini,

facciata

esterna

di

via Salare,

donde era
In

stato trasferi-

to in questa sua chiesa


lo di
s.

anche quel-

Susanna.

essa riposano

pure il corpo del di lei padie san Gabino, e nell'altare di s. Lorenzo la met di quelli de' ss. martiri Genesio, ed Eleuterio vi pure un osso del profeta Michea, che predisse il nascimento del Redentore,
:

con architettura di Carlo soffitto dorato, le pitture nelle pareti, oltre il totale suo ingrandimento. Adorn ancora con
IMaderno,
il

marmi,

e dipinti

il

sotterraneo della

mentre per l'amore che port a questa chiesa^ secondo l'uso antico, volle chiamarsi il Cardinal di s. Susanna, e la ritenne
confessione, e la tribuna,

e vi

sono altre reliquie.


la

Anastasio
s.

in
lo

commenda quando
di
s.

pass al

tito-

bibliotecario nella vita di

Leone

Maria

in Trastevere,

ed

ai

IH, narra
so questa

sua magnificenza verfa la descrizio-

vescovati suburbicarii.

chiesa, e

Contemporaneamente

imitatrice in

ne de' donativi, cio di tre gabale, o lampadi d'oro di cinque libbre e mezzo: di due croci d'oro ornale di

parte del Cardinal Rusticucci fu d.


la
la

Camilla Peretti sorella di Sisto V, quale fablnic con beili marmi


cappella di
il s.

gemme,
di

del peso di quindici libbie;


di
tre

Lorenzo, facendovi

due verghe d'argento; immagini di tal metallo di


cinque libbre
;

dipingere

suo martirio da Battista

trenta-

per la confessione di argento del peso di centotre libbre; di otto colonne d'argento, con due archi, ed una croce
dell'altare

Pozzo di Valsoldo, e dal Nebbia; e le geste de' ss. Genesio, ed Eleuterio, che nella met dei loro corpi avea
dal

Pontefice fratello
di
s.

ottenuti

dal-

la chiesa

Giovanni delia

Pi-

lama di argento, chiamate gamadie; pi un'al;

simile

di

due

vesti

di

gna. Quindi stabil


dotare, nel giorno di

un
s.

legato,

per

Susanna, no-

tra croce di argento,

un

canestro,

ve

zitelle, alle

quali assegn cinquan-

CHI
ta scudi

CHI
nel

53
;

per

cadauna, cio
1 1

di
nel

morta, opera del siciliano Laureti


le

della sua festa agli

agosto,

pitture della tribuna,

l'

assun-

qual giorno

il

senato
di

a fare l'olTerta

romano un calice
cera in
di

viene
d' ar-

zione della b. Vergine, sono del pennello dell'orvietano Nebbia.

Al lato
il

gento e

di

torcie

di

ogni

destro del detto altare evvi


tirio

maraltre

quadriennio.

La medesima

pia da-

di

s.

Susanna,

che
il

con

ma

eresse

un monistero

mona-

ligure superiori nel pilastro,


ri

e fuo-

che presso

la chiesa de' ss. Vito e Modesto, donde poi furono da Sisto trasferite a questa chiesa di s. Susanna, aiutata da Pietro Fulvio, nel modo che si descrive all'articolo ClSTERCIEySI MONACHE, CSSCUdo appunto tali quelle, che tuttora sono nell'annesso monisteio, e soggette al Cardinal protettore.

dell'arco dipinse di contro

Nogari. L'i-

storia

del

mentovato
sinistra

Croce, ch' pure autore dei freschi


esteriori dell'arco.
si

A mano

vede

la

magnifica cappella

di

s.

Lorenzo, e nella parete destra il deposito, che Camilla Minio pittrice,

eresse al genitore Filippo Valle,

scultore del secolo decorso.

Paolo
nistero,

V ingrand
il

e riedific

il

moS. Teodoro, gi diaconia Carcliimlizia, in

il

cui coro interno di

tagliata forse

noce inpi bello, che sia in


e vasto giarsi

cura

dell'

arciconfralcrnila
Gesi,

Roma. Entro l'ameno dino delle monache,


cisterna,
il

del

ss.

Cuore di

delta dei

vede

una

Sacconi^

nel rione Canipitelli.

cui architrave, e pilastri

sono disegno e lavoro di IMichelangelo Buonarroti. Da ultimo onor questo titolo il Cardinale Lorenzo Corsini, cui lo diede Clemente XI,

Di questa antichissima chiesa, gi tempio rotondo di Romolo, volgarmente detto s. Tota alle radici del
Palatino,
o,

come

altri

dicono, fab-

1705, giacch nel lySo fu sublimato al triregno, ed assunse il


nel

bricata sugli

avanzi

del

tempio di

Giove Statore, o
zionario a p. 3
1

di quello di Vesta,

nome

della chiesa

Clemente XII. L' interno ha una sola nave, il cui pavimento tuttora conserva alcuna traccia dell'anlico. Pcicco il
di
soffitto

gi se n' parlato nel voi. II del Di3,

trattando di quel

sodahzio. Solo qui


tizie

daremo
,

altre

nonella

su questa chiesa

posta

d'intagli, e doralure, avente

contrada,

le
ti

pareti ornate di pitture esprimenle storie della casta

Susanna ebrea,
tali

eseguite a fresco da Baldassare Cro-

ce
ti

ma
sono

le

prospettive di
p.

dipin-

ch'ebbe nome di Vico toscano, perch vi abitavano mercanti ed artisti toscani. Fu questa diaconia la nona regionaria istituita da s. Iginio Papa del i54, alla
quale presiedeva il diacono Cardinale regionario della settima diaconia, di cui
si

del

Zoccolino
di

teatino,
le

come

le

statue

stucco, che

frammezzano, sono del Valsoldo. Dalla tribuna si scende per una scala a due bracci alla confessione, la quale occupa un vasto spazio sotteiraiieo, e vi si venerano i corpi di s.
Felicita, e le reliquie

ricorda

un

tal

Celio

Giovanni, diacono di questa chiesa, nel sinodo romano, celebrato nel

499
sa,

dal Pontefice
s.

s.

Simmaco;

chie-

de' suoi

figli

martiri.

11

quadro

poi
s.

dell'altare

Gregorio 1 dedic all' invitlissiino martire s. Teodoro, del quale la Chiesa celebra la festa ai
che

maggiore

rappresenta

Susanna

9 novembre.

Il

volgo

poi

lo chia-

.54

CHI
santo Tutu per Ja
tli

CHI
lui

m
et,

tenera

raffici

del

monte Palatino,

Roma

ed

al
i

patrocinio

di

esso santo

1710.
S.

rieorrono
li.

genitori pe' loro fanciidin proj^resso


I
:

Essa fu

restaurata

Teresa
te,

alle

(/icaltro

fontane

da Adriano
che conserv
fece
scita

quindi da Nicol V,

delle carmelitane

scalze riforma-

le

forme
sulla
;

anliclie,
la

nel

rione.

Monti.

V. Carme-

dipin;^cre

])orta

na-

litane MONACHE.
senato romano, in ogni decenin

del

Salvatore

dal

Cardinal
di

Francesco Barberini, nipote

Urpoi

Il

bano VIH, verso il da Clemente XI, che


cav.

i<)74; e

nio,

vigore di rescritto
ai

fitto

da
nel

cll'opera del

Pio VII
d
della

22 settembre 1804,
di
s.

Carlo Fontana, nel


teri

i7o5,
dall'

iso-

festa

Teresa^

ai

i5
pia

l l'ediflzio per liberarlo

umicir-

ottobre, fa in questa chiesa

la

dit del

apieno da cui era

condato,

apr
di

una

piazza

avanti
,

oblazione di un calice di argento con sua patena, e quattro torcie di


cera.

munendo
bell
i

cancelli

lingrcsso
il

abrpia-

tre aitali,

ed
di

maggiore
S.

decor con marmi mischi, sul


le

Tom M. ISO

di

Cantorbery

del

evvi

un juadro
11

s.

Teodoro

collegio inglese j

nel rione Regola.

del Zuccari.

magistrato

romano
di san
la

V. Collegio inglese.
S.

ogni anno, nel d della festa

Teodoi'o

fa

in

questa

chiesa

Tommaso
tolo
telli.

in Foi-mis,

del Capi-

olTerla di

un
li,

calice

d'argento, e di

f^aticanOj nel rione

quattro torcie di cera.

V. Chiesa

di

s.

CampiPietro iv

Onorio

nel

17.5, confer

queS.

Vaticano, nel

fine dell'articolo.

sta chiesa in diaconia

ad Ugo Ge-

vemei arciprete della basilica vaticana ; e Giovanni XXII, in Avignone, la diede, nel i3i6, al celebre Cardinal Gio. Carlo Orsini, morto col nel i355. Ma nel pontificato
di

Tommaso
presbiterale

in

Parione

,
,

titolo

Cardinalizio

con

parrocchia, nel rione di Parione.

Vuoisi

edificata

nel
II,

3^

dal

Sisto

rest soppressa
,

la

dia-

Pontefice Innocenzo
di detto anno,

secondo il Piazza , Gerarchia Curdinalizia, p. 735, fu da Urbano Vili temporaneamente ripristinata in fiivore del Cardinale
conia, sebbene

sagr solennemente ai

che la con2 dicembre


1

giorno

in

cui

ap-

punto
la

la

Chiesa
di
s.

universale

celebra

festa

Tommaso
Prese
il

apostolo,

Teodoro

Trivulzi.
,

Prima era
e poi
alla

colle-

cui

dedicata.

nome

di

giata di canonici

sotto Cle-

mente XII fu concessa


arciconfraternita.
P^.

lodata

Fi-ancesco

Maqual
si
;

ria Toriigio, Istoria del martirio di


s.

Parione da quello del rione, perch in esso abitavano i cursori , o mandatari, che in latino chiamansi apparitores. Verso l'anno i4^4 '^
Cardinal Stefano Nardini di Forl fond l'annesso collegio, che prese il nome di Collegio Nardini [l'aedi), e

Teodoro,
oltre

Roma
la

i634, nel

libro,

vita

del Santo,

tratta

anco

di

questa sua

chiesa

nonch Francesco Cecconi,


rie
o.

Memodi
alle

storiche dell' insiirne diaconia o

doveva servire a ventisei giovani studenti, ed un palazzo, il quale serv di


residenza al tribunale del govei-no, e

Teodoro

martire,

situata

CHI
dei
[trelati

c ri
di

55
dal p.

governatori
tali

PLoma,
palazzo

maggiore

fu

colorito
vi

Cosi-

per cui

quando

residenze furo,

mo
re.
ss.

cappuccino, che

espresse san
di

no

traslerite

e alla

ove sono contrada rimase


vecchio.

al
il

Tommaso
Il

apostolo in atto

oradei
Bii.-

nome

di

quadro dell'Annunziata, e

governo

Nella celebre pro-

Gio. Evangelista, e Nicola di

nel fece, mozione, che Leone I?i7, di trentuno Cardinali, eresse la chiesa al grado di titolo Cardiper primo il nalizio, nominandovi Car<linal Lorenzo Campeggi da lui

ri, posto suir altare a sinistra, pera di Pomerancio. Nell'altare

o0[)-

posto la Concezione
Passeri. Nella

pittura

del

prima cappella poi a


di chi

mano

destra
di
,

entra evvi
,

il

creato

nella

stessa

promozione
nel

quadro

s.

Filippo
dipinto
il

cio

la

sua

poscia Clemente VII,

iSat), la

ordinazione

dal

cavaliere

diede per titolo

al
i

Cardinal
Cardinali,
vi

Giro-

Giacomo Conca,
perare
si,

lamo Doria. Fra onorarono questa


b.

che
fu
il

le dlllicolt

quale seppe sude' para menti ros-

chiesa,

Gregorio Barliarigo veneziano, cui


lui fu

l'nssegn Alessandro VII, quando, nel

che hanno i sagri ministri. Questa chiesa fu frequentata dalla matrona s. Francesca Promana. Altre notizie di

1660, da
apostolico.

aggregato

al

senato
volle

questa chiesa
nel

si

pospiet

S.
tutti

Filippo
gli

Neri

vi

sono leggere
di
s.

Bovio
187,
di

La

prendere

ordini sagri,

me
nelil

trionfante, pag.

della

chiesa
filiale

no quello

di diacono, che prese

Tommaso

in Pai-ione,
s.

la basilica Kiteranense,

ed allora

dell' insigne

basilica

Lorenzo

santo era nell'et


ni
;
i

di
li

trentasei

an-

in

primi ordini

prese nel

me-

a pag.

Damaso di R.oma. Il Cancellieri, 66 del suo Mercato, confuta

se di

marzo

da

Giovanni

Lunelli

vescovo di Sebaste, vicario generale di Giulio IH, e il sacerdozio nella


sta

Pentecoste. Ci avvenne in quechiesa forse perch


il

lo Sprengero, il quale nella Roma, nova, aveva scritto, che sulla poita appendevasi la chiesa questa di che non tabella degli scomunicati
,

detto ve-

avevano adempito

alia

comunione

scovo vi abitava vicino.

del precetto pasquale.

Della confraternila de' ss. Gio. Evangelista e Nicola de' Copisti, in


s.

S.

Trifone
Chiesa, di

nel rione
s.

Tommaso

in

Pavione,
e

tiatta

il

V. Ponte. Agosti vo, ed Arcidi


s.

Piazza, nelle sue

Opere pie di Ro,

CONFRATERXITA DEL SS. SaGRAMEN-

ma, a pag. 661


ebbe
1

seguenti. Essa

To nella chiesa

Trifone.

origine
[

sotto

Pio

IV
si

nel

56

ma

in

progresso
fu
la

estinse.

In questa chiesa
nel
secolo

pure

fondata
pass a

SS. Trinit' de' Signori della Missione, nel rione Colonna. V. Si-

XVII

confraternita

gnori DELLA Missione.


SS.

delle missioni, la tjuale poi


s.

cato

Giuliano in Banchi. j\el pontifiGregorio XIII di e verso l'anno i582, Mario e Camillo Cer,

Trinit'

dell' arcicoufraternita

de' Pellegrini,

nel

rione Regola.

V.

ArciconfrateRxNita

della

ss.

rini nobili

romani, con molta spesa,


restaurare,
Il

Trinit' de' Pellegrini.


senato

e con disegno di Francesco Volter-

ra

fecero

ed

abbellire
dell' altare

11

romano ogni anno, per


ss.

questa chiesa.

quadro

la

lesta

della

Trinit, fa a (jucr

SG
sta chiesa
l'

CHI
oblazione
d'

CHI
un
eli

calice

Silvcrio,

lo

calunni

d" intelligenza

d'argento, e quattro torcic

cera.

co' nemici,

e l'esili ncll'iscjla

Pai-

maria:

ingiustizia,

che poi Dio pun


in
tlisgra-

SS.

zali, nel rione

Trinit' de pp. Trinitarj calCanipomnrzo. Trinitari Ordine religioso.

col
zia

far

cadere

Belisario

dell'imperatore Giustiniano

II,

SS. Trinit' de'


te

Monti

al

Mon-

Pinci o,
delle

titolo

Cardinalizio in
del

pure per calunnia, per cui gli vennero cavati gli occhi e ridotto a mendicare alla porta di Costantinocolle note parole poli Date obu,

cura

Sagro Cuore, nel rione Camponiarzo.


si

monache

Inni Belisario.

Venendo
magnifica

all'

origine

di

questa

chiesa,

del

sontuoso

Questa chiesa
<)

Trinit de monti, al
colle degli ortidi,
ss.

chiama della ss. monte Pincio,


perch dedica-

ta alla
cio
ivi

Trinit sul

monte Pin,

da quel senatore romano


fabbric

che

un sontuoso palazzo
,

detto poi

in Pincis, dai famosi orti

che mentre Francesco di Paola , fondatore de' minimi da lui detti Paololli, si trovava in Francia, ottenne dal re Carlo Vili il permesso di fondare in Roma un convento pel suo Ordine, massime pei religiosi francesi,
convento, a sapersi,
s.

di Lucidlo, e di Sallustio
la loi'o
,

che per

per cui

mand
Pulisio, e

religiosi

Giacodi

amenit deliziosa servirono di diporto ai romani imperatori chiamato poi venne il colle col diminutivo di oriuli da quelli, che
;

mo

di

Giacomo

Mon-

tano, con regie lettere al

Cardin;d

Gio. Villiers de la Grolaye o Grau-

nel declivio

del

molti particolari.
alle

monte piantarono Su questo colle, e


basilica
,

sue falde fu la
prete
e

di

s.

Felice

martire

chiamata
cui
eravi

ne* Rituali in Pincis, la stazione a'

in

ambasciatore presso Alessandro VI. Quindi s. Francesco si rec egli stesso in Roma, ed insieme a due suoi religiosi prescelse di fondarlo sid monte Pincio, ove ora sorge la chiesa. Questo sito nel 149^
lois,
,

i4 gennaio, e la quale era in tanta venerazione, che s. Gregorio I vi recit la IX omelia sulr evangclo. Vari sci ittori per sono di parere, che tal basilica non dalla porta o palazzo Pinciano si chiamasse in Pincis, ma perch s. Felice fu martirizzato colle punte di ferro o lesine, che si dicono Pince. 11 detto palazzo del senatore Pinciano, era s splendido, che Cassiodoro per ordine del re Teodorico, scrisse a' romani che mandassero a Piavenna i marmi della casa Pinciana. In questo palazzo abit nel oab, Belisario allorquando liber Roma dall' assedio de' goti , ed ivi fatto chiamare il santo Pontefice
, ,

era stato

acquistato

dal

veneziano
la

Daniele Barbaro per mille cinquecento fiorini;

ma

poi per
ai
si

medeil

sima

somma
a'

lo cedette

religiosi,

per cui

20

marzo

stipul

contratto.

Non and

guari, che per


di

la conquista del

reame

Napoli
3

e
si

con poderoso esercito Carlo VIII


avvi per Pioma, entrandovi
a'
i

dicembre i494> e tanto gli piacque tale scelta, che per l' erezione del tempio don trecentoquarantasette e passando a Napoli scudi d'oro ordin al Cardinal Grolaye, di somministrare altra somma pi rag;

guardevole.
soccorsi

Con

questi, ed

altri

pii

fu nel

luogo
l'

edificata

una
della

cappella

sotto

invocazione

CHI
ss.

CHI
poi-

57

Trinit,

ed una piccola casa


de' religiosi
;

la

quale dal suo antico


Felice,

nome

chia-

abitazione

indi

a'

20

m
la

che

direttamente

con-

lebbraio

i49^>

Alessandro
la

VI ap-

ducesse alle quattro Fontane, e albasilica

prov r acquisto, e
re di Francia.

donazione del

nel
lizio

dire la chiesa e la casa,

Mentre Carlo Vili voleva ingranmori nel 1498, e gli successe Ludovico XII,
s.

liberiana. Oltre a ci, 1387, eresse in titolo Cardinala chiesa, che poi nel i5q3

fu consagrata, in
giore,

uno

all'altare

magpri-

dal Cardinal Giojosa.

Il

dal quale

Francesco

ottenne

la

mo
lo

titolare

di questa chiesa fu

Car-

somma

di seimila lire tornesi,

som-

di

Lorena, cognato del

re

Endal-

ma
ce
le

che poco dopo il novello re fenuovamente somministrare per

rico II, che Sisto


la
Il

ivi trasfer

diaconia di

s.

JMaria in Coranica.

istanze del

medesimo
,

santo, e del
di
s.

secondo fu
Gli
i

il

predetto

Cardinal Brissonet
IMal
,

vescovo
sue spese

Giojosa, fatto pure

Cardinal da Sisto V nel


progressivaseguenti.

il

quale

manco-

i588.

successero

d
ra

in

Roma

molti

marmi per

mente

Cardinali
di

struire l'altare maggiore, che ancoesiste. Dopo che nel detto anno 1498 erano state gettate le fondanel menta della presente chiesa
,

1594, Pietro
Parigi; nel

Nel Gondi, vescovo di

1626 Dionisio Simone

meglio ne rimase sospesa


zione, a cagione della

l'

edificadi Ales-

de Marquemont, arcivescovo di Lione; nel i63G Alfonso de Richclieu, arcivescovo di Lione; nel i6j3 Antonio Barberini;
nel

morte

i655

Girola-

sandra VI, seguita nell'agosto i5o3, per cui solo dodici anni dopo ven-

mo

Grimaldi; nel iG8q Cesare d'Esenza dire di altri Cardinali

strees,
titolari.

ne riassunta la fabbrica. Intanto Leone X nel canonizzare nel i5ir)


s.

Fi-ancesco di Paola,
s\

considerabili doni

somministr per la chiesa


ss.

di

Siccome dalla parte della piazza Spagna, cio avanti il prospetto

esterno della chiesa, eravi

uu

ine-

come

pel convento della

Trinit.

guale scoglio coperto d'alberi, ascendevasi alla piazza della


chiesa

Nello stesso anno la regina Claudia,

per

moglie

di

Francesco

I,

diede

una

tortuose stradelle. L'ambasciatoi'e di

somma

di

danaro

per

progredire
;

Francia Stefano Gouffier, che mor


in Roma nel 1660, lasci per costruire la magnilica
i

nella fabbrica della

chiesa

e suc-

fondi

Carlo IX nel i56i don al convento novemila tornesi, ed Enrico III nel i584 offri mille
cessivamente
scudi d'oro per la facciata quali per suppl
esterna,

scalina-

e pei campanili, alla costruzione dei


il

Cardinal Fran-

cesco di Giojosa con mille duecento

perci venta, che ora ammirasi ; ne incominciata nel pontificato d'Innocenzo XIII dall'architetto Alessandro Specchi, e compita nel 1725, in quello di Benedetto XllI, dalFrancesco de Sanelis. l' architetto

scudi

perch

la

suddetta

somma

Poscia nella piazza avanti


nel

la

chiesa,

appena fu

sufficiente alla facciata.

1789

col

mezzo dell'architetto

Essendo molto incomode le scale, che conducevano all' ingresso della chiesa, Sisto V, nel i58T, ne fece
costruire

Antinori, Pio

VI

colloc

l'

obelisco

Sallusliano a decoro del luogo.

Ma

una nuova a due bracci che tuttora esiste ed apri una sli-adu,
;

poco dipoi per le vicende della repubblica francese, nel 1799, 1;^ chiesa

fu

spogliata

de' suoi

quadri

58
nel

CHI
convento alloggiarono
<:iii
i

CIII
soldali,
il

l'Annunziata, questa coloi Federico


Zuccari.
vi

por
a

(li'i:a(l(l(;i'o

la cliiosa

con-

Nella cappella Massimi ev-

vento dal primiero splendore. Accorse


tulle le

opportune

ii[)ara7,ioni

nel

181G
il

la piel del

re Luigi X.V11I, e

religioso zelo del conte di Blacas

suo ambasciatore

a Pio
l'

VII

ese-

del Redentore riMaddalena, di Oiulio Romano, cui pose mano anco Francesco Fattori ne' laterali vi sono pitture di Pierin del Vaga. Nella

l'apparizione
,

sorto

s.

guendole
francese

con

perizia

architetto
a'

cappella

degli

Orsini, Daniello

da

IMa/ois.
s.

Perlocli

25
i-e

Volterra molto dipinse;


per,

tutto per

agosto, testa di
di

Ludovico

IX

ed
il
1

al

celebre fresco della de-

Francia, essendo
la

stata purificadi

posizione della Croce ebbe a diret-

ta la chiesa,

monsignor vescovo

tore

suo
1

maestro
trasport

Buonarroti.

Ortosia bened'i
pelle,

chiesa, e le cap-

Nel

si

per
il

conser-

e solennemente vi celebr la
al

varlo sulla tela, ed ora


incisore

valente

messa, e venne cosi ridonata


vin culto.

di-

Pietro Folo ne ha maestre-

Leone XII

nel

1826 ap-

prov

l'istituto

h'ancese delle

dame

del sagro

Cuore di Ges, fondato

da

Sofia Barra, per l'educazione delle

nobili donzelle, e
tuali,

pegU
Neil'

esercizi spiri-

volmente terminata l' incisione in rame. Nella cappella de' Borghesi i freschi sono di Cesare Nebbia , di cui pure era il Cristo dipinto a olio ; ed oggi vi stata collocata
la
lo,

e pubbliche scuole gratuite di

celebrata Deposizione

quelle

povere.

anno seguente

di Danielche gl'intendenti pongono subito


la

furono collocate queste monache nel convento gi abitato dai Paolotti ed a loro fu pure concessa istituto che grandemente
di cui fu
la

dopo
stra

Trasfigurazione, di Raffaele.
si

Nella crocer poi


le

vedono
e

deSi-

chiesa;
e

sibille

profeti,

le altre

fiorisce,

figure dipinte nella volta da


ciliano,

un
;

generosa benefattrice la marchesa Teresa Audrosilla, e pi


volte merit di essere
visitato

scolare di
i

Buonarroti
Isaia

e a

sinistra

profeti

Daniello

dal

con altre

Papa regnante. La facciata della


ce,

chiesa sempli-

ed ha nei lati due campanili. Al piano di essa si ascende per una scalinata a due bracci , e vi si entra per un' unica porta. Molte sono le cappelle, che si distinguono per ornati, dipinti antichi e moderni ed altri pregi ma a seconda del nostro proponimento, tarenio men, ,

zione soltanto delle principali. L'altare dell'Assunzione

Verda Pierin del Vaga, e da Checchino Salviati, meno che le storie del transito della Madonna, e della sua Assunzione al cielo, che incominciate da Taddeo Zuccari, furono condotte al termine dal fratello Federico. E degna pure di menzione la pittura a fresco d' ignoto autore, rappresentante la processione fatta per la peste da s. Gregorio I , e l'apparizione delstorie relative alla b.

gine, colorite nella

volta

ha per cpiadro

l'Arcangelo

s.

Blichele

sulla

mole

un

dipinto di Daniele da VoUeri-a,


lui,

o disegnato da
suoi scolari
,

ed eseguito dai quale si vede il ritratto di ]Michelani!lo Buonarronel


ti
;

Adriana, e siccome fu eseguita sotto Leone X, si vede la sua effigie in


quella del
aliare

precedente Pontefice. L'

e nella cappella

vi

sono

altri pre-

gevoli dipinti. Nella cappelletta del-

maggiore fu rimodernato, ed abbellito con architettura di M. Champagne, che diede anche i di-

CHI
segni pegli stucchi. In questa chiesa furono sepolti
diversi

e il 1
e CuiESA DI
s.

59
in

Giovanni

La-

Cardinah,
Lorenese
a cui nou
hel

TERANO.
Ss.

ed evvi
lie

il

deposito di
,

Claudio Ceil
,

di

Lorena

detto

Venanzio ed Aysuiyo

de'

Ca-

esimio pittore di paesi

mernesi, nel rione Cainpitelli. V.

ha guari fu eretto un mento nella chiesa di


francesi.

monu-

s.

Luigi dei

Camerino, e Chiesa di s. Salvatore IN Lauro de' Marchegiaxi, la cui nazione avea dai baslliani
acquistata
s.

ISeir annesso

bel refettorio,

monistero vi un mutato oggi in cap.

la

chiesa parrocchiale

tli

Venanzio, e lasciando
s.

questa

mera da

lavoro, la cui architettura

pass a quella di

Salvatore, co-

fu del gesuita

Pozzi

che egrejVelle

me

dicesi

a quell articolo.

giamente ne dipinse
pareti del chiostro

la volta.

sono

tutte
s.

di-

pinte a fresco le storie di


sco di Paola, e
il

Francevi e-

SS. Vincenzo, ed Anastasio alle tre fontane, o alle Accpie Salvie,

cav.

d'Arpino

con abbazia, nel rione Ripa.

segu col pennello la di lui canonizzazione.

Le

altre sono del Ptoncelli, del

Questa chiesa posta fuori


la porta Ostiense,

del-

Semenza, e di Marco di Faenza. La serie delle immagini dei re di Francia fu colorita da Avanzino INucci di Citt di Castello. Per non dilungarci di troppo, nou faremo menzione delle altre pitture. Per maggiori

oggi di

s.

Paolo,

vicino alla chiesina delle tre fontane, gi

detta

ad Acpias
che

Sah'ias,

della quale, e di

altra premettere-

mo

qui

un
e

cenno,

reputiamo

opportuno
furono,
chiesa de'
sio,

anco
ss.

perch
ed

ambedue
unite
alla

notizie sono tra gli altri a con-

tuttora sono

sultarsi,

Carlo Bartolomeo Piazza, La Gerarcliia Cardiiializia ce. del Titolo XLIII, della ss. Trinit de' Monti,

Vincenzo

Anastatal

e soggette alla giurisdizione del-

la celebre

abbazia nullius di

no-

ed
seg.

il

Pauciroli,
citt

Tesori nascosti del-

Vahna
Il

di

Roma,

pag. 70)0 e
in
ss.

me. Incomiucieremo a parlare prima Chiesa.


Chiesa di
s.

della

magistrato romano
chiesa
fa

biennio, })er la festa della


ce, a questa
l'

ogni Cro-

Maria

in

Scala Codi.

oblazione
di

di

un

calice

d'argento

quat-

tro torcie di cera, a tenore del chi-

rografo di Paolo

de' 2

maggio

1606.
S.

E situata in un luogo chiamato anticamente ad Guttani j'iigiter manentem, cio della goccia perpetua, ovvero delle Acque Salvie, che ivi saituriscono provenienti da un vicino colle,
via,

UnBjyo a Campo
iionaehe

Carico, delle
,

cappuccine

nel
di
s.

rione

della quale fu

o da una famiglia SalV iuq)cratore Oti

Monti.

V. CArrucci.vE

Ur-

tone, che ivi avea

suoi

beni,
il

od

bano.
Ss.

una

borgata.

Parlando

iVibby

f^ESASZio, RuFFiSA e SeconLatctino, nel rione Monti. V. CuiESA DI s. Giovanni vs foxTE, o Battistkkio Latra.vj.xse j

Analisi de' dintorni di Roma bnuo fontane o Ac<pie tre delle III ,
Salvie
di
,

da al

dice che Gordiano,


si

vicario

Giuliano iuiperaluic,
colla

convert
i^-

alla li:de

moglie

JMarina

Go
sicnic air
iiiU;i;i

CHI
liitniglia

CHI
nell'anno
il

Cai

(linai

Pietro
delle tre

Aldobrandini,
fontane,
di
si

3G2, e che JMarina fu ivi rilegata. In quanto poi all'origine de! nome Accjue Sahie, opina che derivasse dalla qualit delle acque salutifere, e medicinali, o perch il fondo spettava alla
detta
,

altro abbate

la

perfezion
della

coi disegni

Giacomo
vede di
avente

l*orta,

per

cui

forma semplice e
l'

leggera,

interno otto faccio. Egli fece

com-

famiglia Salvia.

Il

pire nella tribuna

anco

il

musaico

(ondo poi
s.

o
I

Salvie, nell'anno

(}regorio

lo,

ad cllelto lumi il sepolcro del s. Apostolo. Siccome questo luogo, lungi circa tre miglia da Roma, a cagione delle

massa delle Acque G04 fu donato da alla basilica di s. Paoche si arricchisse di

da Francesco Zucca, presso i disegni di Gio. de Vecchis, opera assai stimata. Nel sotterraneo, ove si discende per due scale, a sinistra trovasi un altare, che da un lato una inferriata, la qual chiude il cimitero detto di
sepolti:
s.

Zenone:;,

pel

sofivi

circostanti paludi a vea l'aria malcos

ferto martirio co'

compagni

ed

sana,

dai

gentili
Ivi

fu

stabilito
il

dalla
si

parte

opposta, cio

macello dei martiri.


martirio
s.

patirono

del vangelo,

vede

una angusta
tradizios.

Zenone con diecimila

duecento tre compagni, de' quali si fu jnemoria nel martirologio ai 9 luglio, dopo avere lavorato nell'edilicazione delle
i

cameretta, in cui una pia ne dice essersi trattenuto

Paolo,

prima

di venire decapitato.

terme
vi
s.

Diocleziane,
eressero

Chiesa di

s.

Paolo

alle tre

per cui

cristiani

una
si

fontane.

chiesuola intitolata a

Maria, cui
di

aggiunse anche
li,

il

nome

Scala Coe-

Fu
Paolo

portato
al

quindi

l'apostolo

s.

per

la

ragione che diremo.

Ed

es-

sendovi d'appresso trasportato a de-

ove venne erctta alti-a chiesa col nome di san Paolo alle, tre fonlaiw ad Aqaas Salvias, di cui pur faremo (jui pacapitare
s.

Paolo,

nel

luogo

luogo del supplizio, ov' (juesta chiesa, la quale detta di alle tre fontane, perch s. Paolo
nel
tagliarsi

spicc la testa dal busto,

dal manigoldo

il

capo

di esso santo, prodigiosamente spic-

c tre
sbalz

salti,

ed

in ogni

luogo
scatur

ove

la

testa, subito

una

rola.

Nella chiesa pertanto di santa

lontana. Queste

tre

fonti

pertanto

IMaria, celebrando

un giorno
il

s.

Ber-

dai fedeli furono circondate, con eri-

nardo (avendo avuto


nistero, e chiesa de'

vicino

mo-

gervi

una piccola

chiesa.
il

Divenuta
abbate
tutto
il

ss.

Vincenzo ed

anche questa
dinal
delle

diruta,

detto Car-

Anastasio), a pr dei defunti, fu rapito in ispiri to

Aldobrandini,
tre

quale
poich

vide

una

scala

fontane
fece

il

che da terra giugneva al cielo, e su essa ascendevano molte anime imprigionale del purgatorio, per cui
d'allora in poi, la chiesa prese la de-

luogo circostante ne prese


nel

nome j
dal

55g medesimo
1

la

ritabbricare

della

Porta.
;

L' interno
le tre sca-

della chiesa semplice


turigini
si

nominazione
Nel

di
il

i582

Diaria Scala Codi. Cardinal Alessandro


y.

trovano decorate in forornati


di

ma
tico

di tre altari,

di nicchie

Farnese,

come abbate
del

delle Ire fontaigiiola


;

con marmi, e colonne


sovrastate da
di
s.

verde anrilievo

ne, cull'opcra
la

riedilic

un

basso
e

chiesma dai fondamenti

e poscia

colla testa

Paolo,

l'acqua

CHI
si

crii
per
fonte

6i
per
allora

beve

dai
il

fedeli

divozio-

preferirono

nasconderli

ne.

Presso

primo

evvi

la

dentro
tero

la stessa

catacomba o
il

cimi-

colonna con cui si ritiene fosse legato s. Paolo per decapitarlo. Vi


sono due quadri; quello della erocefissione di s. Pietro, il quale
copia di
quello
dipinto

detto poi di Calisto, ove stet-

tero del
s.

tempo, finch
al

corpo di
suo sepol-

Pietro fu restituito

ero,
lo.

da

Guido
oggi
si

rimanendovi quello di s. PaoQuindi Costantino, venerando la


dell'accaduto,

Reni, che era quivi, ed in


trova nella galleria
decollazione di
s.

memoria
tura

all'imbocca-

vaticana;
statue dei

e la del

delle

catacombe,

innalzo
s.

il

Paolo, che

Passerotto.

Le due

priaso-

tempio suo particolare a che ivi ancor giaceva.

Paolo,

cipi degli apostoli, sul frontone,

no

di

Nicol Cordieri.

65o, ed il morie sagre p. 4'8Se vuoisi poi sapere


Tesori, p.

V. Panciroli, Severano Me-

Chiesa ed abbazia de ss. Vincenzo ed Anastasio, Presso adunque


delle tre
il

perch la Paolo non fu eretta in questo luogo, ma in quello ov' ora tal basilica, si legga l'articolo Chiesa o basilica di s. Paolo nella via ostiense. Tutta voipatriarcale basilica di
s.

suddetti luoghi
salvie,
I,

fontane,

Sommo

illustrarlo

ed acque Pontefice Onorio maggiormente ad


in

per

onore
per er-

del dottore delle genti

nell'occasio-

ne che fa portato

Roma,

non dobbiamo passar sotto siinzio quanto ne scrisse un profondo archeologo.


ta
Il

dine dell'imperatore Eraclio, il corp di s. Anastasio monaco marlirizzato dai persiani

per

volere
il

tlel

dottissimo

avv.

Fea,
il

Lezioni

re Cosroe,

fobbric

verso

62

sopra
dette
p.

quattro

basiliche

Romane,
t.

Costantiniane, presso
seg.

Ili,

questa chiesa, seppure non lo fu nei 62(3, o nel 627. Il santo, essendo

82 e

degli

Atti

de

W Accacoldice,

prima mago,
dato;

fu

chiamato

fllagun-

deniia

Romana
sagri corpi

d^ Archeologia,

ma

convertitosi alla

fede

si

l'autorit di alcuni

documenti

fece battezzare, e

prese l'abito

mo-

che

dei principi

degli
crislia-

nastico, per lo

che fu fatto dal re

apostoli furono derubati dai


ni dell' oriente,
i

quali

vennero in
nelle

strangolare con altri settanta marpure troncato tiri, ed a lui venne


il

Roma
parti,

per

riportarseli

loro

capo.

Ci

non pertanto
I

vuoisi,

come

loro concittadini. Costo-

ro

arrivati

per

la

via

Ostiense

Onorio in onore di
che
e

edificasse

la

chiesa

san

Paolo

apostolo,

dove ora la basilica, volendosi alqnanto riposare, li nascosero nella vicina catacomba. Senonch volendo ripienderli per seguire il viaggio onde imbarcarsi ad Ostia, furono per un terribile temporale talmente
spaventati, che,
gri corpi, se

santi Vinpoi la dedicasse ai cenzo ed Anastasio, ambedue martirizzati

a'

ne

celebra

22 gennaio, in cui se San Vincenzo la festa.

abbandonando

sa-

fu diacono spagnuolo, onorato sino dal quarto secolo in tutta la chiesa occidentale. Onorio I ripose in questa
s.

ne fuggirono. Sopraggiunti i romani, accortisi del sagrilego attentato, per prudente consiglio

chiesa

la

testa

il

corpo

di

non

li

riportarono in

Roma,

uno alla di lui immngine, pur mandata a Pvoma da Eraclio per mezzo di alcuni monaAnastasio, in

62
ci

CHI
oricntnli
in

Clil
dialo
di
i\il)l)v,

Dia;
la
il

il

cristallo
to,

cerchialo di argento
d(;l

dora-

clic

origine

chiesa fu dedicata

ov' era

cervello del
tutto

mcidesireligiosa

s.

Maria, die
vi

corpo

s.

Anae

nio

santo;

con
a

slasio

fu portato

piii

tardi,

pompa
Che
de'
vi
ss.

riportarono
la chiesa

questa

sua

Teodoro I, il (jnale fa creato Papa Tanno G42, V inoltre lo assegn ai monaci del contigno monistero da lui fljiidato.
probabilmente

da

chiesa, o basilica.

abbia preso
le

il

nome

Vincenzo ed Anastasio, dacch


loro reliquie inil

furono collocate

Panvinio per attribuisce la fond:7.ione del monistero anche ad Onorio I, e il conferma il Tangellino
11

signi, lo attesta

Taronio nelle

Annofrollo

tazioni al HLirlirologio
il

Romano

nelle Notizie delle


licnsi^

haxilichc

CisLev-

par. IV. Certo , che in apil

22 gennaio, a causa digiose griarigioni, che si no per l'intercessione di


di
sio,
ali

delle pro-

ottenevas.

Anasta-

presso

corpo di
s.

s.

Anastasio, dal
fu
traspornella

Pontefice
tato al

Leone

III,
si

come riferisce lo anno 71 3, ^ '^j e


Pii

stesso

Baronio
fi?-",

all'anno

Laterano, e
concilio

venera
si

22.
i

cose

ancora
tali

raccontano

eappella di

Snuda Sauctomm. Nel


Niceno
parla

Bollandisti di

guarigioni al d
de' monaci,
di
s.

secondo
della
e della

22 gennaio. Essendosi dipoi incendiato,


il

prima traslazione del ct)rpo, immagine di s. Anastasio a

forse per

incuiia

batlisterio,

che in onore
edificato

Gio.
I,

Cesarea di Palestina, e della solennit colla quale fu ricevuta dal popolo,

Battista avea

Teodoro

come pure
Adriano
I,

il

monistero e
1'

la chiesa,
,

mentre
riferiti

miracoli operati fu-

verso l'anno

rono

dallo stesso concilio per

gnificamente ristaur

780 uno e

ma-

l'altra,

corroborare
alle sagre

la venerazione dovuta immagini. Della grande

come alTerma
liacense;

Piiccardo
dall'

monaco Clusuo
fu rifabbri-

ma
s.

immediato

divozione de' fedeli verso la testa ed

successore

Leone HI,

immagine

di

sant' Anastasio,

e dei

prodigi operati da Dio a di lui intercessione, trattano


il

citato

SevePiaz-

rano a pag. /^i\ e


za nel
(li

seg.,

ed

il

tomo
a

I
2-2

del

suo
del

Eincrolo"io

Roma

gennaio, dove
martire
tacersi

pure
san

cata da' fondamenti ed arricchita di ornamenli ed arredi sagri , verso l'anno 79^- Quindi, come diremo poi meglio, Carlo Magno imperatore don alla chiesa pel suo mantenimento, molte lene, e castella, cio

parla delle glorie

Orbetello, Cassarbio, Ansidonia,


te

Mon-

Vincenzo.

quanto racconta il predetto Severano sulle leliquie di s. Anastasio. Esse furono involate dalla sua chiesa, ed occultate nella sagrestia di s. Maria in Trastevere; ma nell'anno i4o8, in cui regnava Gregorio XII, avendolo saputo i conservatori di Pioma, vi si recarono accompagnati dal popolo romano, e rompendo una cassa,
vi

Non deve

Argentario,

Giglio,

Altrecosta

Acquapiteno, Monte Acuto, Serpena,


Massigliano
,

Sciapilazio
IMalvoIti

Monte
storico

Gianuzio.

Il

per,
la

della citt di Siena, porta

ragio-

ne delle donate terre, e della testa


di
s.

Anastasio
il

quivi

riposta.

Egli

pertanto presso
tiamo.

Torrigio, in Chrypt.

l'atic, racconta

Dopo

di avere

quanto qui riporCarlo Magno


Siena vi
valida

trovarono

due tabernacoli
colla
testa

soggiogato molte citt, e castella dei

uno doralo
di
s.

e smaltato

longobardi,

fra quelle di

Anastasio, e l'altro piccolo di

fu Ansidonia,

che

fece

una

CHI
resislciiza
!

C li I
progreciva
la lesta

63
Monte Magno,
pisana,
il

ma

nicntro

Pietro Beinardo da
della

l'assedio,
s.

essendo cadala

di
al

famiglia
la

Paganelli

Anastasio

monaco

e martire,

quale per
febbraio

sua santit e dottrina,


fosse

cui

vicina,
fece

onore era dedicata una r esercito di Carlo

chiesa

bench non
1

Cardinale,
eletto

ai

26
col

Magno

1.4^5

fu

Papa

una divota

processione, col ca-

nome

po di detto santo, laonde il popolo di Ansidonia spontaneamente si arrese. Sembrando al pio monarca, clie ci fosse avvenuto ad intercessione di s. Anastasio, don Ansidonia,
il

Successivadi Eugenio III. mente nel monistero fiorirono per-

sonaggi chiari per dottrina,


di
vita,
la

santit

e dignit ecclesiastiche.

Ri-

dotta

chiesa sotto
il

cistcrciensi in

florido stato,

Pontefice Onorio III

ed

altre terre di
alla chiesa

Siena
ss.

presso

nel
la

1221
b.
si

la

consagr in onore delil

mare

de

Vincenzo

Vergine, per cui sotto

pordiri-

ed Anastasio
testa del
ta

in Pioma, insieme alla

tico

vedeva

la

di lui

ellgie

santo, che forse eragli sta-

pinta, insieme

ad

altre pitture

involata dai longobardi, e quindi

guardanti Carlo Magno, di maniera


rozza, le quali
le

(lall

imperatore ricuperata, venendo


in

vennero guaste dalsecoli.

collocata

un

ricco

reliquiario in

intemperie, e dai

In seguiai
il

forma
castelli

di tabernacolo, avente intorno

to

l'abbazia divenuta

cotanto celeCar-

leggiadramente
>a
i
I

disegnati

dodici

bre, fu data in
dinali.

commenda

summentovati donati
altro

alla stes-

IMentre la possedeva

Car-

chiesa, cui per

nel
altro

secolo
reli-

dinal Giuliano de siedici, nel


fu

ijaS

decorso fu surrogato
qniario di argento.
Accertasi

un
,

adunque
questa

che
di

Carlo
cit-

Magno dot
t,

chiesa

Papa, ed assunse il nome di Clemente VII; ed avendola data Sisto V al Cardinal Ippolito Aldobrandini, in premio della concordia
eletto
stabilita

terre, castella, e porti

marittiil

tra

il

re di

Polonia Sigis\Ias-

mi, e lo asserisce

anche

celebre

mondo, e

l'arciduca d' Austria

Ferdinando Uglielli, nella sua Ilalia 'f/^ra, dove parlando de' vescovi ostiensi, ne riporta pure i privilegi ed il Panciroli, ed il Severano parlando di questa chiesa, dicono che
:

similiano, nel

divenne furono pertanto


tari

1592 1' Aldobiandini Papa Clemente Vili. Ne


abbati

commendani-

amplissimi Cardinali, e vari


de' Pontefici.

poti

In

seguito

Cle-

tali

possedimenti furono dati in feuPontefici.

do dai sovrani
fare la storia

Ma

nel

nistero,

di questa abbazia al termine di questo articolo, diremo positivamente quanto riguarda i luoghi donati, ed altre cose. Innocenzo [I, verso l'anno ii36,
il

1733, risarc il mooper varie riparazioni alla chiesa, facendo pure altrettanto a' nostri giorni Leone XII, che ri-

mente XII
ed

nel

movendone

cistcrciensi

ivi

pose

ristur

moni>tero, perch era ro-

minori osservanti, cio nel iSaS. La chiesa viene preceduta da un Sostenuto da quattro porlichetto
,

vinato, e vi
s.

chiam da Chiaravalle

cistcrciensi
uilziare la

Bernardo abbate co'suoi monaci per abitarlo, ed insieme


chiesa, assegnando perci

colonne di marmo, con capitelli ioOnorio III. nici, opera rifatta da L" interno a tre navi, divisa ciascuna da nove pilastri. I primi pila^tii
si

varie possessioni.
VI

Quinili

s.

Bernardo
il

pose per primo abbate

monaco

entro

da ciascuna parte furono chiuun muro moderno. Le pit-

^4
Itirc
i,'oii(

CHI
(loHiillarc
])('!

cni
si
i

maggiore
e
i

liton-

siaslica,

ecco

quanto
>

si

legge

nel

antidiissime;

dodici
furollaf-

diploma
dinius
Christi,

citato:
tibi
,

Insuper

conce-

aposloli, r.Uc

ornano
i

pilastri,

praefate

martyr
in

no

coloriti

sopra

cationi
clic

di

'>

tuisque

successoribus
Ecclesias,

liicllo,

si

pretende

sieno copie

perpetuum omues
infra

quac

di fpielli dipinti dallo stesso RatThcllo,

'
'>

comitatum,

et assignationem

nella sala di chiaro-scuri del pari-

hujus
ciatis

territorii sunt, vel

us(jue in

lazzo Valicano, le quali vennero

fnem
>i

mundi

erunt, ut exinde favolueritis vos,

prodotte nella

cappella l*aolina del

qtiodcumque

palazzo Quirinale per ordine di Pio


VII. Dalla parte sinistra dell'altare

"

et

servi tores vestri in

perpetuum,
mittere,
et

ponendo rectores, dejiciendo, pr


meritis

maggiore
crale

si

vede

la

memoria
p.

sepol-

eos

clericos

del

nominato

Ferdinando

Uglielli, celebre

ed erudizione,
cistcrciense
,

per la sua dottrina che essendo monaco

ad vestram utiiitatem " pore tenere, et nuUus


'>

omni temalius,
ni-

si

solus

summus
ecclesiis

Pontifex, et in

e fatto abbate di

quea'

" praefalis
>
'>

iuterdictum po-

sto insigne inonistero, vi

mori

19

nere,

vel

aliquem
nisi

clericum

ex-

maggio 1670.
Ahhtizia nullius delle
tre

communicare
ecclesiae
li

rector jam dictae

'5

s.

Anastasii possit, et nulsit

fontane.

licitum

infra terminos cou-

stituere, vel aeditlcare nisi

pr voal

Di questa abbazia, che nell'ordine


gerarchico

disse

luntate abbatis

s.

Anastasii ".

delle

primarie, oltre

Per lungo
delle

tempo
il

presiedette
s.

quanto

si

di sopra,

faremo qui

monistero l'abbate di

Paolo fuori
Inir 38,
cistcrs.

distinta parola per l'unit dell'argomento. Mosso il Pontefice s. Leone III dai prodigi, che operava Dio ad in-

mura, finch
II,

Pontefice

nocenzo
o
I

negli anni
i

ii3G,

i4o, vi chiam

monaci

tercessione di

s.

Anastasio, e
l'

mosso

ciensi,

rimovendone

quelli di

Beil

per

imperatore Carlo Magno, assegnarono molte citt, luoghi, e beni con magnanima generosit al monistero contiguo, ed alla
essi

anche

nedetto, secondo quel che

ne dice

chiesa e basilica, che Onorio


se in
ria,

eres-

Vergine Mae poi chiamata de' ss. Vincenzo


b.
le

onore della

mentovato annalista Earonio al tomo XII Animi, p. 178. La chiesa nel menzionato anno fu con rito solenne consagrata da Onorio III, come fa testimonianza anche l'iscrizione in pietra situata presso l'altare

ed Anastasio per

dette

l'agioni,

maggiore.

Si

costum

di

dare
per

con assoluta giurisdizione, come si rileva dal diploma riportato dall' Ughelli

questa abbazia in
cui

commenda,

ueW
dal

Itt/lia

sagra, libro

I,

col.

Marganno nel Bollano delle Costituzioni, tomo li, cosi. 2.5. Tra i luoghi principali donati si
65, e

Eugenio IV nel i444 l assegn a certo p. Angelo monaco di san Salvatore di R.iese, ed abbate di s.
di Canosa, al quale sucCardinal Bernardo, Berardo, vescovo di Spoleto. Da que-

Apollonio
il

cedette

noverano
stello

la citt di

Ansidonia,

il

Ca-

di

Orbetcllo, le isole
nel

del Gi-

sta
si

epoca in poi sino a'nostri giorni,


usato di conferire l'abbazia in

glio ec.

gran ducato di Toscaterritori.

na, coi rispettivi

Per

ri-

commenda ad un
tualmente
la

Cardinale, ed atil

guardo poi

alla

giurisdizione

ecclc-

gode

Cardinal Co-

e ,

CITI
stmUino Palrizi romano, vicario
di

CHI
not7a,
nelle
fosse
ri-

05
il

rimanendo

tutto nascosto

Roma.
Sebbene questa abliazia
spettabile

tenebre
si

dell' antichit.

Forse
vero se

non
si

andrebbe lungi dal


fondazione

possedendo
beili,

molte
si si

citt

fissasse la loro

al prin-

luoghi, e

come

detto,

cipio del sesto secolo,


s.

come pi cliiaramente
la costituzione di

rileva dal-

quando cio Benedetto capo de' monaci di ocunito


il

Alessandro

IV

al-

cidente,

suo zelo

a quello

l'anno 1255, riferita dall' Ughel li al

de' suoi compagni, fond simili


nisteri in Italia, e se
struiti alcuni
stri.

moco-

tomo

tutta volta soffr essa

pure

ne videro

negli antichi tempi quelle stesse vi-

cende, alle quali sono


ai

stati

soggetti
i

Di

fatti

anche nei luoghi nos. Nonnoso, protettore


il

giorni nostri
pii.

monisteri e

luo-

di

s.

Oreste,

quale

fiori

nel

se-

ghi

Mentre poi era abbate commendatario il Cardinal Alessandro


III,

colo sesto, presiedette


al

come abbate
D'altronde,

monistero del Soratte, sotto l'invos.

Farnese, nipote di Paolo

otten-

cazione di

Silvestro.

ne che
stero di
stiense,
le
i

fossero
s.

separati

dal

moni-

Paolo

della basilica

Oqua-

che circa la met del secolo ottavo monistero fosse gi celebre, si il


arguisce
ritirato

castelli di

Ramiano,

il

ora diroccato, di s. Oreste, e di Ponzano, unitamente al monistero di ne, e di


s.
s.

il

Pipino
quali

nel medesimo Carlomano fratello di con alcuni compagni


dall' essersi

b.

Andrea detto

in

Flami,

vestirono

l'

abito

monastico.

Silvestro al Soratte

coi rispettivi casali, beni, territori,


diritti spettanti,

Crede poi il p. Kircker, nella sua Storia Eustachiana, che la chiesa


annessa
di
s.

non

solo al

dei beni dell'abbazia,


alla

ma

dominio pur anco

Silvestro

ripeta

la

doppia giurisdizione, che vi eseril monistero di s. Paolo, li un, e li assegn in perpetuo alla abbazia de' ss. Vincenzo, ed Anastacitava
sio,

sua origine sino dai tempi di Costantino, e che fosse da lui dedicata
in

onore dei

ss.

Apostoli

Pietro, e

Paolo.

Due
bio
ti
;

cose per sono fuori di (hil>cio che


i

come

pili

diffusamente
dei
detti

si

rac-

una

due sopraddeti

coglie dalla bolla di


di

concessione, o
castelli

monisteri, con tutti

loro

beni

permuta
di

col

e diritti, furono

monistero di Fontevivo nella dioce-

Parma, attinente a questa abbazia, e col titolo di permuta applicato al monistero di s. Paolo
si
;

nelle quali lettere apostoliche


castelli
sis.
s'

detti

intitolano

Nullus Dioece-

anteriormente sogcome getti all'abbate di s. Paolo gi fu premesso, aggiugnendosi ora per ci che riguarda il monistero del Soratte, che la sua unione a quello di s. Paolo accadde nel Pontificato di s. Gregorio VII; l'altra
,

Di questa

permuta
del

molto

si

che tanto

il

feudo
s.

di

Ramiano
e

parla nell'altra bolla

medesimo
e tuttoci

Pontefice all'anno
trovasi
registrato

i548;
nell'

quanto quello di Ponzano, essendo


e pieni di spine
,

Oreste,

di

incolti,

macchiosi,
ridotti

archivio

del

furono

monistero di s. Paolo. Per quanto poi spetta alla fondazione de' due nominati monisteri di s. Andrea in Flamine, e di san
Silvestro al Soratte,

coltivazione per dei monaci,


i

opera

industria
il

quali

resero

terri-

torio fruttifero, e vi costruirono co-

mode

abitazioni pei coloni.

non

vi

certa

L' abbazia delle Tre Fontane at-

voL. xni.

6G

CHI
riguarda
la

CHI
stasio, e poscia nel

tualmenlc, per quanto porzione situala nello stato toscano, confina da ogni parte col mare, eccettuato

contiguo

luogo,

fu
in

dal

medesimo abbate
alla

trattato,

un

famiglia

pontificia,

di

l'istmo

da

un

lato

della

lauta mensa;
tal

laonde a memoria di
vi

diocesi di Soana. INclIa porzione poi

onore,

l'abbate

fece

porre

dello stato pontificio, IVIonterosi confina dall'oriente al


la

un'analoga marmorea

iscrizione.
il

diocesi di Nepi,

mezzogiorno cole dal ponente


quella di Sutri.
e di

restringere pertanto

tutto qui
in-

brevemente, diremo che l'abbazia


tera delle

al
I

settentrione con
paesi di
s.

Oreste,

Ponzano
dio-

a settentrione confinano
cesi

colla

Tre Fontane cotanto celebre, compresa in oggi parte nel gran ducato di Toscana, parte nello
stato Pontificio. Nella parte dello stato

di Civita Castellana,

ad oriente

mezzogiorno alcon Nazzano, spettante l' occidente fuori le all'abbazia di san Paolo
col Tevere,

e dal

Toscano
Orbetello,

si

annovera: i." la citt di che sorge non lungi dal

mura.

Come
scritta

cattedrale
si

di questa
la

zia iullius,

considera

abbasudde-

chiesa del monistero de'.yi'. Vincenzo, ed Anastasio alle Acque Salvie, ove l'abbate prende il solenne possesso. Attiguo a questa chiesa vi il monistero antico de' mo-

fiume Albegna, e dal monte e promontorio Argentaro, e fu fabbricata e ingrandita nel iioi. Innocenzo seIII, che regnava in tal tempo , condo Novaes nella sua vita t. Ili,
p.

170, era riconosciuto per sovraperaltro le

no da Orbetello. Segui
vicende della repubblica

sanese,

e
al

quando

re di

Spagna cedettero

naci di s. Bernardo, in oggi quasi abbandonato , e cadente , il qual monistero si vuole abitato una volta da s. Bernardo medesimo. Vi si

gran duca le conquiste sanesi, si riservarono varie piazze sul littorale, che munite di guarnigioni, furono chiamate sotto
il

complessivo
fortificato
il

nome
Ordalla

conservano,
le

come

si

disse di sopra,
ss.

di Stato de' presidj,

del quale

insigni reliquie

de'

ed Anastasio, non clie s. Zenone, oltre molte


la

Vincenzo il corpo di
Presso
le

betello validamente

natura, e dall'arte, divenne


luogo.
glia d.

capo-

altre.

Quando

poi

l'

infante di Spa-.
al

detta chiesa

vi

sono

sudde-

Carlo fu chiamato

trono

scritte

due chiese, cio quella elegante detta Scala Codi, ed in fondo della Valle quella rifabbricata
dal Cardinal Aldobrandini,

di

Napoli, conserv la sovranit di

questo stato marittimo, che ne' patti del 1814, fLi definitivamente riunito alla

ed ornata dallo zio Clemente Vili in o-

Toscana, la quale

vi

pose

un

vicario per amministrare la giu-

nore del dottore delle genti s. Paolo. Queste due chiese si trovano in buono stato, ed in tutto appartengono, e sono soggette alFabbazia. Il regnante Pontefice Gregorio XVI, mentre era suo maggiordomo ed
arcivescovo di Filippi l'abbate com-

essendo abitato da pi di , duemila anime: 1." \J isola del Giglio abitata da pii di mille e duepiccola isola con tercento persone
stizia
:

ritorio

montuoso,

ma

coltivato; 3.

mendatario ora Cardinal Patrizi, si rec a' 28 ottol)re i833, a visitare la cliiesa de' ss. Vincenzo ed Ana-

Porto s. Stefano, surrogato all' antico Portus Donntianus, piccolo villaggio in riva al mar Tirreno, che un istmo divide dal Porto Ercole,
avente
alcune
fortificazioni.

Com-

CHI
prenderebbe ancora nello stato Toscano la citt Ansidouia da lungo
la

CHI
terra di
s.

Gj
che
contiene
al

Annibale. Sulla area di Feronia evvi


Oreste,
circa mille cinquecento abitanti, ri-

tempo

distrutta.

Prima

cliiamavasi

Cosa, per cui il Porto Ercole, borgo clie sta presso la sua area, talor Cosanus. Esso si appella Povtiis
in
riva
al

montando
decimo. In

la sua origine

secolo
s.

principio

si

chiam

Edistio o Edisto dal

nome

del prin-

mare

nel piccolo

seno

cipale protettore del luogo, poi per

formato dalla parte orientale del IMonte Argentaro, e difeso da vari forti. Sulla cima di tal monte trovasi il sagro P\.itiro, ove il ven. Paolo della Croce fond la congregazione de' religiosi passionisti , che
tuttora vi dimorano.
11

corruzione
s.

s.
s.

Resto, e

finalmente

Oreste.

Di

Edistio avvocato del


Bull. Cassia. Const.

Soratte, V.

t. II,

4^3 i3 novembre
Galletti,
s.

i55i
p.
si

p-

4^^

Capena,
Oreste
il

i\. Di questo
fa
l'

Edistio o Edisto
di
s.

ulizio

suolo di

An-

ma

solo

comune

dei

sidonia fu con
lico

beneplacito

aposto-

martiri, giacch

la

suddetta

deno-

Siena, col

dato in enfiteusi alla citt di canone d'un calice d'argento dorato da offrirsi il giorno
del sabbato santo ogni tre anni,

minazione vuoisi ancora derivata da questo santo martire, che nel luogo in venerazione. fama , che
sul

ed

monte Soratte
s.
,

siasi
I,

ritirato

il

ogni ventiquattro anni due


mili.
la

calici si-

Pontefice

Silvestro

Inoltre, siccome

nell'atto delfatto nel


II, la citt

persecuzione
edificato
t
il il

che
Altri

durante la egli vi abbia


il

conferma

dell'enfiteusi,

un monistero,

i466
di

dal Pontefice Paolo

suo nome.

quale pordicono, che


se-

Siena sbors

cinquemila

fiorini,

monistero venisse fondato nel


fior

cos parte di questa

somma

fu im-

colo sesto, in cui,


ivi

come dicemmo,
s.

piegata nella

compera del feudo, e


pontificio,

per abbate
le

Nonnoso, del

del castello insieme di Monterosi.

quale abbiamo
cate nel
fetti
;

Memorie pubbli-

Nel dominio
poi possiede
co' loro
i

l'abbazia
paesi

tre
,

seguenti
de' quali

territorii

fondi
il

167.5 da Antonio degli Efmonistero, che a cagione delle incursioni de' longobardi rimase deserto.

spetta alla

mensa abballale
utile
,

minio tanto
i."
s.

doquanto diretto
della

Secondo
presso
t.
il

nl

gli Annali BertiniaRer. Ital. Muratori


,

Oreste,

monte

Comarca

Script,

Il,

par.

I,

pag.

49^5

^^^

nel distretto di Castelnuovo di Porto,

monistero verso

chiamato Suractes , Soratte, forse con nome pelasgico, celebre negli


scrittori
classici

logamente a
sopra,
no.
I

l'anno 746, anaquanto dicemmo pi

di

tutte

l'epoche,

come
il

si

pu vedere
Analisi
t.

nel Nibby, che


de' dintorni di
seg.

fu edificato da Carlomanmonaci benedettini l' occuparono in quell'epoca sino al 149^;

descrive.

e quelli ca di
te.
s.

Roma,

Questo p. monte fu sacro particolarmente ad Apollo, e perci celebrato da Virgilio, da Silio, e da Strabone, anco perch alle sue falde fior la citt di Feronia, nome d'una dea corrispondente alla Flora de' romani, ed ove avea tempio, poi saccheggiato da
Ili,

io3 e

Fu

del monistero della basiliPaolo vi passavano l' estachiamato anco di s. Bene-

detto; e Pio li vi pass

quando

nel

recava ad Ancona per le crociate. Nello stesso secolo fu dato in commenda all'abbate Pietro Sa-

1464,

si

velli,

che

lo

godette sino al

i4^o;

ma

sotto

Sisto

IV

nel 1482, le ab-

G8
bazic di
di
s.

CHI
s.

CITI
sudtletto
cit
,

Silvestro del Soralte, e


in

fiorisce

1'

antica
si

sempli-

Flamine, o di Ponzano, furono di nuovo canonicamens. Paolo te unite al monisfero di

Andrea

V.

neir orticello

vuole che
s.

lavorasse colle proprie


vestro
I,

mani
le

Sil-

per coltivare

erbe

pel

di

Roma. Sotto Clemente


s.

VII, l'ab-

bate di
te

Paolo cedette
il

il

moniste-

io agli Ereniili camaldolesi di

mon-

suo sostentamento. La contisrua chicsa merita pure di vedersi, perch conserva le foi*me della riedificazione di Carlomanno.
2."

Corona [ledi),

cui riformato-

Paolo Giustiniani, vi prese possesso, e vi termin i suoi giorni,


re ven.

Ponzano, terra
di

della

Comardi

ca nel distretto

Caslelnuovo

laonde poco
sciarono
III,

dipoi

gli

eremiti

la-

Porto, sulla riva destra del Tevere


sotto
il

nel

di

s,

monistero. Indi Paolo il i54B, smembr l'abbazia Silvestro dal monistero di s.


lo

monte

Soratte, posto in de-

liziosa,
Il

sebbene
il

selvosa

situazione.

nome

deriva da

un fondo

della

cambi con quello di Fontevivo, e ne fece una commenda cou quella di s. Andrea in FluniPaolo,
ne, o di

gente Ponzia,

quale sino dal se-

colo decimo apparteneva ai monaci

benedettini del vicino


te,
s.

monte Sorat-

Ponzano,

cui

assegn

al

suo nipote Cardinal Alessandro Farnese, come pure indicammo supel'iormente. 11 Cardinale nel 1071
concedette il monistero del Soralte ed altri romitorii a' padri gerolimini di s. Onofrio, cui successero, nei i582, i minori osservanti, clie r occuparono quindi per poco tem-

che fondarono il monistero di Andrea in Flamine, due miglia

detto perci s. Andrea de Ponzano^ o de Fondano. Del monistero appena restano de' vestigi ;
distante,
la chiesa
esiste,

ma

piuttosto in cat-

tivo stato.

Cardinal Al1 596 il dobrandini commendatario lo diepo, finch nel


,

Monte Rosi, Rossaluin, terra Comarca di Roma nel governo di Campagnano. Molti credono, che ivi sorgesse uu luogo chiamato
3.

della

de

ai

cistcrciensi

fulllensi

quali

Rossaliun

donde

deriv

il

Mons

per timore dei fulmini l'abbandonarono in seguito, fabbricando l'attuale monistero della Madonna ss. delle Abl)andonato adunque il Grazie. monistero di s. Silvestro questo
,

Rossaliis, ricordato nella bolla d'In-

1203, siccome permonistero di s. Paolo nella via OsUense, insieme al lago,


III del

nocenzo

tinenza del

che

si

vede
si

a
il

pie

della

terra

il

della

Madonna
ai

ss.

delle

Grazie, ai

quale

dice

lago di

Monte

Rosi,

giorni nostri dal Cardinal Doria fu

ed ha appena un mezzo
designato col

miglio di

consegnato
sostituiti
i

trappensi, cui furono

circonferenza. Nella detta bolla viene

canonici regolari;
i

ma

at-

padri tritualmente lo posseggono nitari scalzi. Questi nel 1834 vi furono collocali dal prelodato abbate

l'ocatur Janala,

nome di Lacum qai nome che pure si


VII delil

legge in quella di Gregorio

l'anno
di

I074-

Il

lago ebbe

nome

Cardinal Patrizi, per lo zelo e cura, che ha de' suoi diocesani , contribuendo a tal effetto delle somme,
per supplire alle reudite corrispondenti
si.

Janula dal fondo

nel quale era

compreso, e viene appellato fandiis Janula in altra bolla d'Innocenzo


III, esistente
lo.

nell'archivio di

s.

PaoVilla.

al

mantenimento
monistero
di
s.

de' religio-

Nel

Silvestro

Questo fondo medesimo Janula si ricorda nella bolla

di

O-

CHI
norio
t.

CHI
Bull.

69
Cardinali-

III,

riportata nel

Vat.

S.

Vitale
Monti.
luogo,

gi

ttolo

I,

p.

io3, dove apparisce che in


alla

zio, de' religiosi gesuiti, nel rione

parte spettava allora


s.

chiesa di

Tommaso
della

in Forviis, adesso filia-

le

basilica

vaticana.

Monte
era
gi

Il

ove

situata
il

questa
abi-

Rosi nel secolo duodecimo


terra de'

chiesa, anticamente ei^a


tato di

pi

monaci di s. Paolo, ed in progresso di tempo torn sotto il dominio immediato della s. Sede. Mentre era abbate commendatario il Cardinale Lorenzo Altieri, Benedetto XIII si rec nel 1725 a consagrare la chiesa principale di Vignanello, seguito

Roma

ed

ivi

sorgeva

un
il
il

tempio dedicato a Romolo sotto nome di Quirino, da cui presero

nome
e
il

la

valle,

il

palazzo pontificio, che sul

monte Quirinale, monte


onore
e
di
s.

fu eretto. Nella valle di Quirino fu


edificata la chiesa in
tale, e

Viper

dorm

la

da cinquanta persone, notte de' 5 novembre


ricevuto dal
fece
alil

de'

ss.
,

Gcrvasio
nel

Protasio

suoi figliuoli

tempo che
IMilano,
chiesa,

nel palazzo abbaziale,

divina rivelazione furono manifestati

detto porporato,

quale

s.

Ambrogio
essi

in

allorch

trettanto nel di lui ritorno in

Roma,

dedic ad
detta

una
alla

per

lui
si

pernottandovi
locch

il

Papa
ai

un'altra volta,

Ambrosiana.

S.

Agostino
la

pur

fece

16

novembre

trov presente
loro corpi.
si

invenzione

dei

1727, nella circostanza che da Benevento passava in Roma. Quando in


questa citt si port, a' 3 luglio 1800, Pio VII, ch'era stato eletto in Venezia, pranz nello stesso giorno in Monte Rosi dal commendatario Cardinal Giuseppe Doria. Il regnante Pontefice Gregorio XVI nel viaggio, che felicemente intraprese e comp\ nel 1841 per alcuni santuari del suo stato, ai So agosto, giorno in cui parfi da R^oma, fu decorosamente trattato,
in

Tanta fu
s

fama, che
corpi

sparse pel cristianesimo, del trodi

vamento
in

preziosi

che

Roma

la nobile

matrona

roma-

na Vestina, parente del Pontefice s. Innocenzo I lasci nel suo testa-

mento
preti,

incaricati

Ursicino

Leone

e Liriano diacono, di erigere


ai

una
col

basilica

due

santi

martiri

prodotto della vendita delle sue

un

al

suo seguito, a mensa dal-

l'attual

abbate commendatario Cardinal Costantino Patrizi nel palazzo


,

abbaziale

dopo
,

avere
la

visitato

la

chiesa principale

dedicata

alla ss.

gioie, e suppellettili. Tutto venne fedelmente eseguito, e s. Innocenzo I, verso r anno 4oB, dedic il sagro tempio ai ss. Gervasio e Protasio, cui poi venne aggiunto Vitale, ed perci, che questa s. chiesa fu chiamata di s. Vitale e
vesti,

Croce
col
ss.

ricevuto
;

benedizione

de'

Sagramento cose tutte che ebbero pur luogo a' 6 ottobre, giorno, in cui
il

valle di

Gervasio e Protasio iella Quirino, detto il titolo di Vestina, ovvero ad ss. Apostolos
ss.
ti tu

Papa

fece

li torno

in

in

lo

Vestinae.
il

Roma.
Ss.

Oltre a ci,

medesimo
con
titoli

s.

In-

nocenzo

offr

de' preziosi donati-

Vincenzo

ed

Anastasio

vi

alla chiesa, l'abbeU


i

ornaCardiCarch-

Trevi, nel rione di questo


de' religiosi crocifeii
gli

nome,

menti, e la pose fra


nalizi
:

ministri de-

laonde

por

la

sua veneraal

infermi.

Vedi.

zione, dipoi fu assegnata

,,

70
ria

CHI
ebdomadadi
s.
i

CHI
cattolica,

iial lilolare l'uflziatura

che

quel

principe

I^andi

nella

patriarcale
in

basilica
tutti

Maria Maggiore,
led
,

mercopapale.

reame. Indi, e nel l'iSG, lo stesso Paolo III confer questa chiedal

celebrando

iiell'

aliare

sa a Vincenzo Ciocchi

del

Monte

Di questa chiesa s. Gregorio I fece menzione nel suo Registro, lib. IX,

che nel
tificato

55o

gli

successe nel pondi Giulio HI. Nel

col

nome
s.

capo XXII, dove si legge nominato un Giovanni prete di questo titolo, e nel bb. IV capo LXXXVIII, Giovanni, e Spettato. Quindi vi stabili la stazione nel secondo venerd di quaresima, nel qual giorno tuttora
si

seguente anno Giulio


Cardinale di
ci,

HI

fece prete

Vitale, Giovanni Ric-

che da Pio

IV

fu creato

primo
pare-

vescovo di IMontepulciauo
tria.

sua

Verso l'anno i47^ accorse a


staurare questa
chiesa

celebra.

JVelle

litanie

settiformi

Papa

Sisto

volle,

ve
tiri

si
;

tale

che la processione delle vedos. Vie poscia in onore dei ss. maravviasse dalla chiesa di
l'arriccl

IV;

ma

in pi'Ogresso

rimanendo senculto,
il

za entrate, e perci senza

sommo

titolari

di

molti doni,

che descrive Anastasio Bibliotecario, cio vasi, lampadi, lucerne, corone, cerostrati, torrette, e cervi per uso del battisterio, e per l'acqua; non che coppe, calici, patene, catini, e bacili, oltre

Clemente VIH zelantissimo di mantenere le memorie ecclesiastiche , avendo sopPontefice


presso
il

titolo

Cardinalizio

torn
CarVitale
la

invece

ad

erigere in diaconia
s.

dinalizia la chiesa di
affid, ai

Cesareo, ed
s.

nel 159^, questa di


i

molte possessioni e pingui reudite. V. rUgonio, Staz. 17, che l'iporta le rendite stabilite a questa chiesa, ed il Piazza che ne fa l'interessante enumerazione, nella sua Gerarchia^
a pag. 694
l'

gesuiti,

quali
la

non

solo

rie-

dificarono,

ma

nobilitarono con
,

pitture ed altri

ornamenti
culto,

di cui
ri-

faremo poi
splendere
deli
il

cenno, e vi
divino

fecero

siccome
de' fe-

pi'esso

il

racconto del-

tuttora con gran

vantaggio

Anastasio.

In

progresso
;

divenne
il

praticano
di

zelantemente.

Rest

collegiata
asserisce,

con canonici

ed

Bosio

cos la chiesa unita al noviziato della

che il capitolo di Vestina aveva cura della chiesa di s. Agnese in piazza IVavona.
Il

Cardinal Teodino,

il

quale era
in

Ges che presso Andrea al Quirinale, pegli orti del quale hanno comunicazione col medesimo tempio ; u
compagnia
la
,

chiesa di

s.

di questo titolo,

ed
di

il

Cardinal Al-

deve passarsi sotto

silenzio,

che dondi

berto

del

titolo

s.

Lorenzo
III,

na
di

Isabella della R.overe principessa

Lucina vennero spediti ghilterra da Alessandro

legati in In-

Bisignano

qual

discendente

per la

Sisto
sa,

IV

benefattore di questa chie-

morte
di

di

s.

Tommaso

arcivescovo

concorse con larghe limosine ai


L' antico porfico, che
le

Cantorbery, per cui imposero la penitenza ad Enrico II, e lo assol-

ristoiamenti summentovati.
stava innanzi, sostenuto
al

Di poi Paolo III, nel i535, ai 20 maggio cre Cardinale prete di s. \ itale, Giovanni Fischer, vescovo E.ol(ense, che poco dopo fu
vettero.

da quattro colonne, presente cambiato in vestibolo.


il

In esso, e nella facciata

p.

FiamL'inl'altare

meri fece
terno

le

pitture a fresco.
sola nave, e

decapitalo per ordine di Enrico Vili,

ha una

siccome

sostenitore

della

religione

appoggiato alla tribuna fu rinnova-

CHI
to,

CHI
decimoL' istoria
il

71

negli ultimi del secolo

sesto,

dal Cardinal

Cesi.

per cui, spianata la casa, fu il luogo destinato per pubblico maci,

dipinta sulla tribuna, rappresenta

Redentore, che ascende


colla

al
,

Calvario

croce

sulle

spalle

opera di
in

Andrea Commodo, che dipinse basso i due martirii. Le storie


martirio di
s.

o per un luogo che era ti'a Livia, ove custodivansi i ss. Martiri come bestie. Anzi vuoisi, che sopra quella pietra, la quale
cello
i ;

portici di

del

fu gi

un cippo

gentilesco, circonda-

sono nei lati della medesima tribuna, furono colorite dal Ciampelli; mentre altri
Vitale, che
pittori fecero
i

chiamata scellerata, che si vede in questa chiesa a mano destra, si fosse fatta grande carniflta di ferro,

freschi
i

nelle

pareti

cina e strage di

martiri.

gentili
scel-

della chiesa.
laterali

Tutti

quattro altari

per abbominazione chiamarono


lerate le pietre, tinte del
cristiani.

hanno per ornamento un frontespizio sorretto da colonne, due quattro sono di cio per cadauno granito, le altre di bigio. Le porte
:

Noto

altres,

sangue dei che quivi


il

piene di

coraggio

raccoglievano

della chiesa
belli

meritano menzione pei


di

sangue de' martiri, le sante sorelle Prassede e Pudenziana, dando poscia a' loro corpi sepoltura.

bassorilievi

noce

che convi
si

Che

in

tengono.

questo luogo ov' fabbricata


del santo
titolare
sta diaconia,

cote-

La

festa
a'

oltre
di

all'esservi

stato

celebra

28

aprile.

Quivi per un
Siila

un mercato

commestibili, vi fosSicinnio,

legato di Francesco

gentiluosi

se la basilica di

o di
si

Si-

mo
la

Marca, in ogni venerd distribuisce pane ai poveri ; vi si


della

cinnino, ovvero di Sicinio,

confer-

fa

ma

dalla storia funesta dello scisma


la

missione in tutte

le feste

del
vi

mehan-

del 367, in cui per

morte

del

se di

maggio; ed

gesuiti

Pontefice
di
s.

s.

Felice
I,

II,

e nell'elezione
il

di conr invocazione di Maria Vergine, e di s. Gio. Francesco Piegis gesuita. V. le Notizie de fratelli della congregazione dei campagnoli nella chiesa di s. Filale, Roma

no

eretta

una confraternita

Damaso
di

insorse
il

secondo an-

tadini, sotto

tipapa Orsicino,
silica

quale fu nella ba-

Sicinio consacrato

da Pao-

vescovo di Tivoli. Racconta perci Ammiano Marcellino, lib. 27,


lo

cap. 3,

essersi

suscitata
i

1777.
Ss.

zione cotanto fiera, che


titi

una sedidue par-

sostenendo vigorosamente ognuil

P/To

Modesto

diaconia

no

loro capo,

si

azzuffarono nella

Cardinalizia, succursale della basilica

stessa basilica,

Liberiana, nel rione Monti.


questa
chiesa

giorno
no, e
ciati

vi

per lo che in un sol restai'ono uccise cento-

trentasette persone.
Si

Laonde

Orsicicac-

trova

accanto

seguaci

di lui

furono
e

all'arco di Gallieno, sul ripiano prin-

da Roma,
,

e dichiarati perturl'

cipale del colle Esquilino,


sce insieme
i

che uni-

batori

ratificando

esilio

il

ban-

minori

colli
si

Crispio.
s.

Anticamente

Oppio e chiamava

do,

Valentiniano I imperatore. Il Marliano poi, hb. IV, cap. ig, as-

ss.

Filo al Macello Li^'iano, e dei Filo e Modesto in Macello Marceito

serisce

che

la

basilica,

dove segu

il

sanguinoso
ta
alle

fatto,

fosse la basilica di

tjruni, perch era la casa di

Sisinnio, cittadino

romano, destinaed
il

Liviano, che faceva molti ladroucc-

cause

civili,

Nardini

72

di

CHI
parere,
il

cili
esercitasse la

che

vi

vore

dappoich
lungi
111

l'

imperatore

Gal-

i5urisilizionc

presidente
,

del

maaltri

lieno,

dal

meritarsi puljblici
,

cello

o del mercato

sui
,

venditori

onori,

principe codardo

<;

du
che

e compratori delle

carni

poco. Dai rituali romani, e dal ca-

commestibili.
lai

Sembra adunque, che


i

nonico

Benedetto
il

abbiamo
nel
d'i

basilica sia stata data a' cristiass.

quando

Papa

della

Pa-

ni

da Costantino per onorare Vito e ]Modesto siciliani, che

insie-

squa recavasi dalla basilica Liberiana ed patriarchio lateranense, con solenne processione passava sotto co di Gallieno,
centro poi
l'ar-

me
e

a Crescenzia, nutrice del primo del

moglie

secondo

soffrirono

di

s.

Vito.

jNel

glorioso martirio per ordine di Diocleziano,

dell'arco,

sino

all'anno

po

la

loro

operando Dio prima e domorte i pii stupendi


quanto ne scrive
p.
il

prodigi. Pel corpo e reliquie di delti


santi, veggasi

182 5, era appesa una catena di feralla quale sino alla met del secolo XVII erano pendenti due
ro,

Piaz-

chiavi
citt

della porta

Salsicchia

della

za,

GerarcInUj

mentre a pag. do della terra

868 ed 870, e seg., 235 e seg. parlan,

di Viterbo, ivi

poste

dal Sevit-

nato romano, come trofeo della


toria riportata sotto
ribellati

di

s.

Vito nella dio-

Onorio
le

III

sui
il

cesi di Palestrina

che disputa
i

l'o-

viterbesi.

Vi fu

alcuno,

nore di aver dato tino V con Ptoma

natali

Mar-

quale credette essere


da'

chiavi tolte

l'antica Vitellia o Boia,

Genazzano ), o Treba,

romani

alle

porte dell'antico Tu-

scolo,

ora Frascati,
l'anno

allorquando
di

lo

il
i

famoso

Satrico, dice, che aven-

soggiog nel pontificato

Celesti-

do
il

al santo

popolani edificato una chiesa ne diedero per divozione ,


al

no

III

pese all'arco di
notevole,

1191; e quindi apVito con una s.


,

nome

luogo.

Ma

essendo stata

catena, segno di
tres

soggezione.

al-

violala la basilica dal sacrilego sci-

che

Nicol

V, neldall'ars.

sma, e da s notabile effusione di sangue, per tanto scandalo forse rimase per un tempo abbandonata.
In seguito
s.

l'anno i44*^j esent dalle gabelle tutti


quelli,
i

quali dimoravano

co di

s.

Vito sino alla basilica di


all'origine

poi
I,

venne

restituita

Maria IMaggiore.

Damaso

come diffusamente dedi

Tornando
s.

della chiesa

Ludovico Agnello Anastasio, Istoria degli antipapi, capo III, di


scrive

Vito,

venendo

abbandonata

pel suddescritto

Orsino, Orsiciao,
tipapa.

od

Ursicinio

an-

che
stro,
la

sotto

s.

avvenimento, pare Gregorio I, il quale


ritornasse in ludice, aver-

mor nell'anno 6o5,


s.

Da

Vito

prese anco

nome

il

perch

il

Panvinio

contiguo arco, n forse sar discaro che qui se ne premetta un cenno. Questo arco semplice ma solido, verso l'anno 260, fu eretto al
figlio di

quel Pontefice eretta in diaconia

cardinalizia;

aggiugnendo

il

citato

Piazza, che dessa

non fu

delle an-

tiche diaconie regionarie,

ma
III

delle
ipotesi

Valeriano Gallieno, ed a sua moglie Salonina, da certo iMarco Aurelio, forse esercitante la so-

quattro Palatine.
noto,

In questa

che

s.

Gregorio
i

del

73

I,

vedendo

cresciuti di

diaconi re-

praintendenza del Macello , come opina il citato Nardini, e per riconoscenza di conseguito peculiare fa-

gionari dal
tordici,

numero

sef^e a (juat-

ne aggiiuise quattro col no-

me

di Palatini, per assistere

sempre

CHI
il

ClII
iillorch

73

Sommo

Pontefice

cele-

brava.

Tultavolla

appiendesl
titoli

dal

medesimo Piazza, che questa chiesa


nella scarsezza de'
presbiterali,

so per la scala che conduce al bagno, torn con riverenza gran" de al suo monistero ". Laonde
questo Filippo fu chiamato Ponti-

tu conferita

a'

Cardinali

per titolo

fcx

iiiiius

(liei.

cardinalizio, senza
le del

alterazione stabi-

Da
noto
ta

chi

fosse

prima
si

governata
di

suo grado diaconale. L'Anastasio, nella vita di Stefa-

questa chiesa,

non

sa

certo: del-

soltanto

che

essa fu

768, chiama questa chiesa antichissima, con annesso monisleio. 11 Novaes, P ite de Papi, tom. II, p. 84, dice che
a'

no IV creato nell'anno

5 agosto 7 G8, insoi'se nell'elezione di Stefano IV, l'antipapa Filippo, monaco abbate di s. Vito, e
prete Cardinale, che
nell' istcsso gior-

pure san I ilo in Dlonaslerio, ad Sardas, seu in vico Sardorum, e che vi dimorarono, sino dai primi tempi del monachismo, i monaci di s. Basilio, ovvero quelli di Benedetto. Veramente il Tlco s. Sardorum era lungi da R.oma circa
trenta miglia,

ma

piuttosto

come

no

fu costretto a rinunziare,

riti-

scrive r Anastasio nella

vita di san

rarsi nel

suo monistero. Ecco poi, come


il

Leone

III,

devesi

dire

ad Sardas,
di
tal

racconta tale intrusione


vico Agnello Anastasio,

citato
t.

Lodol'i!,

forse dall'abbondanza

compros-

I,

p.

mestibile, che spacciavasi

nel

presso Anast. Bihl.

in

Stcph.

Il':

La domenica seguente raunando Valdiperto prete, senza saputa di ' Sergio sacellario alcuni romani andarono al monistero di s. Vi to, e quindi levarono Filippo Pa pa, gridando s. Pietro Via clet" to, e condusserlo, secondo l'antiw co costume, nella basilica del Sal valore, e dettesi dal vescovo le
M
,
:

simo macello Liviano. Il primo diacono Cardinale, che si trova ricordato dagli
scrittori
,

fu cerio Leojie

monaco, ed abbate del monistero di s. Clemente, che mor sotto Pasquale


II,
il

quale fior l'anno


di

1099, e
s.

poscia cre Cardinale diacono di


Vito,

Amico abbate

s.

Lorenzo

"

consuete preci,
tutti,

" la pace a "


"
lazzo

fu

dando Filippo menato nel palateranense,


e

patriarcale

quivi sedendo per simil


la
la

modo

nel-

"

sedia pontificale, data


pace,

a tutti

and di sopra. Ria so" praggiungendo in poco d'ora appi-esso

mura. Quindi, a dire ili ne furono diaconi Lucio Boezio, creato Cardinale nel 1 135 da Innocenzo l, che mor in concetto di santit Rinaldo Brancacci, fatto da Libano VI, nel i38i; Carlo Domenico del Carretto, creato da Giulio II nel i5o5; Carlo Caralfa nipote di Paolo IV, che lo fece nel
fuori le

alcuni,

Cristoforo primicerio,

sa-

i555;
Pio
de'

s.

pula r elezione di Filippo, sal di subito pieno d'ira, e alferm

IV

creato

Carlo Borromeo dallo zio diacono Cardinale

con giuramento nel cospetto di tutti, che non sarebbe uscito da " Roma, finch Fdippo prete non
>

ss. Vito e Modesto nel i56o, donde per morte del fratello conte Federico, avendo preso segretamen-

te gli ordini sagri,

si

fece ordinare

" fosse

stato

cacciato

dal

palazzo

prete dal Cardinal Cesi nella chiesa


di
ai
s.

lateranense. Allora Grazioso Car>*

Maria IMaggiore, passando poi


presbiterali
de'
ss.

ed alcuni romani il co strinsero a levarsene, ed egli scctulario,

titoli

Martino,
s.

e Silvestro a'Monti, ed a

Prasse-

74
de.
L(;lio

CHI
Lo furono ancora
Biscia, fatto
i

CHI
Cardinali
la concesse ixV Arciconfratcrnta di s.

da Urbano Vili nel 1G26; Giovanni DcKiiio veneziano, nominato nel i()(>^ da Alessandro VII; Domenico Orsini, creato nel 1743 tlti Benedetto XIV;

Bernardo

{^Vcdi),

per sostituirvi un per


cui
il

monistero di

monache,
la

sodalizio l'eslaur la chiesa, e a'

20

marzo 1*787

consagr

il

Cardi-

nal Enrico Caetani romano, de' duchi di Scrmoneta, del titolo di s. Pudcnziana, mentre vi era Cardinale diacono Ascanio Colonna, ivi

ed Andrea Ncgroni,
diacono de'
diaconia di
ss.

fatto nel

Vito e

1763, Modesto, da

donde pass alla Agata alla Sidjurra, e mori nel 1789.


Clemente XIII,
s.

postovi

nell'anno

precedente
il

dallo

stesso Sisto

V. Dice
II 5,

Novacs, tom.

In progresso di tempo, Sisto IV considerando questa chiesa abban-

Vili,

p.

che

quando

quel

donata, ed esposta alle ingiurie dei


tempi, anche per
essere
situata in
la

luogo poco abitato, quasi

rinno-

v nel 1477
culto,

"^

riapri al pubblico

vi

stabili

indi

dal Cardinal
,

che 1473, allorch questi pass al titolo di s. Clemente nel medesimo

Veniero
nel

la parrocchia ; Iacopo Antonio avea fatto diacono

Pontedce diede la chiesa, e la casa per le monache collocate dal sodalizio, era morto il Cardinal Guido Ferreri, creato da Pio IV, nel i565, per cui sembra che nella numerosa promozione de' Cardinali fatta quell'anno da Pio IV , di nuovo temporaneamente questa diaconia sia
stata dichiarata titolo. Nel moniste-

ro
s.

furono

poste

tre

monache

di

anno i477> diede


lo presbiterale al

la

chiesa in tito-

Cecilia in Trastevere per maestre

Resler.
titolo,

Ma
gli

Cardinale Giorgio passando questi ad altro


la

di trentatre fanciulle;

ma

riconosciu-

ripristinata

diaconia,
il

nel

1480,
e nel

diede in successore

Car-

luogo piuttosto angusto, dallo stesso Sisto V furono mandate nel appartemonistero di s. Susanna
to
il
,

dinal diacono

Giambattista
'^

Savelli,

1484}

Cardinal

diacono

nente all'Ordine cistcrciense. Quindi la chiesa fu data in custodia


ai

Ascanio Maria Sforza. Ma avendovi nel i565 Pio IV nominato in vece


del santo di lui nipote,
il

monaci
^

Cisterciensi

Fo'

glanti i^Vedi)

che nella

contigua

Cardinal

casa vi posero la residenza del pro-

Carlo Visconti, e morendo questi alcuni mesi dopo, poich la chiesa


era ridotta nuovamente
nel chia
s.

curatore generale dell'Ordine, delprovincia l'omana, finch nel 1779, lasciarono i cisterciensi la casa, e la chiesa per passare a quella di s. Maria in Carinis; ed alcuni chierici regolari mariani della ss. Concezione del regno di Polonia
la

in
la

rovina,

i566, fu

trasferita
s.

parroc-

nella chiesa di

Prassede da

pontificato Sisto

Pio V. Innalzato, nel i585, al V, dice il Piazza che assegn le citando l' Ughelli rendite rimaste del cospicuo monistero de'benedettini, il quale ivi avea fiorito, al collegio di s. Bonaventura, cui fijnd nel convento de' ss. Apostoli. Poscia, considerando Sisto V, che la chiesa de' ss. Vito e ]Mo,

sotto la direzione de' somaschi, sub-

entrarono alla custodia del tempio. Nel principio del Pontificato di Pio VII, un religioso domenicano, chiamato fr. Antonio di Pistoja, vi fond un piccolo conservatorio di povere
zitelle,

che

poi

passarono
nel

in

desto

mancava

alfutto di ulliziatura,

quello Borromeo. Indi,

1806,

CHI
una pia unione
11

di

sacerdoti

sfabi-

guarito da
cane,
s.

nella casa annessa

un

ritiro

per

gli

CHI 75 un morso di rabbioso per adempimento del voto a


1620, restaur
la chiesi

esercizi spirituali, pegli

uomini che
delle

Vito, nel

domandano
chie di

la

limosina; e la chie-

sa,

come

legge nel)' iscrizione po-

sa nel riordinamento

parroc-

sta dietro l'abside del


re.

grande altail

Roma, operato da Leone

sinistra

di

esso evvi

picco-

XII, fu stabilita succursale alla cura della basilica Liberiana. Del pio
esercizio introdotto in questa

lo

deposito

del

Cardinal
riti-atto

diacono

Carlo Visconti, col

suo in

chie-

marmo,

e relativa iscrizione. In mezvi

sa da Clemente IX, ed animato da Innocenzo XI, e Clemente XI, cio del catechismo che ivi facevasi in diverse lingue nell'ultimo marted d'ogni mese, colia distribuzione di due pagnotte per cadauno, tratta il Piazza a pag. 860. Ridotta la chiesa

zo alla chiesa,

sono

le

lapidi di

due Cardinali quivi sepolti, cio di Fabio degli Abbati Olivieri, creato dal cugino Clemente XI nel 17 15, e di Giuseppe Livizzani, creato da
Benedetto XIV nel 1753. Ma delia chiesa e diaconia Cardinalizia de' ss. Vito, e Modesto, de' suoi pregi, ed
ultimi
se
il

indecente pel diviu culto


,

umi-

da

decadenza nell'anno i836, il regnante Gregorio XVI ne ordin la restaurazione, e r abbellimento per cura del zelante suo tesoriere Antonio Tosti, ora amplissimo Cardinale, come si
e
nella

massima

ristauri

dottamente

scris-

Pietro Odescalchi de' duchi del Si r mio. V. la Descrizione dei nuovi lavori eseguiti nella
d.

principe

diaconia

de'

ss.

Filo,

Modesto,

Roma

1837.

legge in una

marmorea
altare

inscrizione,

dicontro

all'

maggiore,

nel

ClIIETI ( Tcatin. ). Citt con residenza arcivescovile nel regno delle


due
to,

nuovo

coro, sullo spazio dell' inter-

Sicilie,

capoluogo della provinciteriore, di distret-

colunnio di mezzo.

cia dell'

Abruzzo

Tre sono
no
dipinture,
le
11

gii

altari,

che

si

vedole
i

e di cantone.

in questa chiesa, e tre

sono

posta
la

Questa bella citt su ridente collina , presso


destra
del

quali

hanno sopra

riva

fiume
i

Pescara,

quadro dell'altare maggiore con Maria Vergine ed il bambino in alto, e sotto s. Bernardo in ginocchioni, credevasi dipinto da Cesare Rossetti, ma di Andrea Pamedesimi.
squal di Recanati,
nel medesimo.
tispizio
I

ed in essa risiedono
ministrativi, e

dicasteri

am-

giudiziari,

do per
per
le

dalla gran

dipendencorte d'Aquila

revisioni

civili.

cinta

di

buone mura, ed
rocca,

guardata

da una

come
in

si

legge

due angeli

sul fron-

il perch si considera qual piazza forte di quarta classe. Si ve-

sono lavori
de' quali

istucco

del

de ben fabbricata,
magnifici, e deliziosi

va adorna di

Rusconi. All'altare
litolari,
a'
li,
1

de' santi martiri


la

edificii.

Fu

gi,

celebrasi

festa

5 giugno, vengono condotti quelche sono stati morsicati dai cani


per

secondo alcuni, metropoli de'Maruccini, e quindi pass ai romani,

idrofobi, acciocch ottengano la gua-

rigione
santi.

r intercessione di essi che ne sperimentarono gli effetti, vi fu il duca di Palliano d. Federico Colonna , che

dopo essere stata sottoposta ai greci. Dai romani, che la chiamarono Teate o Tlieate Marrucinormn, nella

Fra

quelli,

loro

caduta

divenne

successiva-

mente dominata

dai goti, e dai lon-

gobardi, Questi ultimi, vcncado vin-

76

CHI
si,

CHI
ma
nel t^'^y rinunzi

doti noU'oltavo secolo da Pipino, po l'assedio questo re la mise a ferro, e a fuoco, per cui

ambedue
Gaetano
istituire

le sedi,

per

ritirarsi

con

s.

rimase

inte-

a menar vita

solitaria, e

ad

ramente distratta. I.a rifal)briearono normanni, laonde torn a rifiorii re, concorrendovi in diversi tempi
i

rOidine

de' chierici regolari,

che dal

vocal)olo latino di questo suo

primo
Paola

vescovato furono detti


di).

Tt'adni [Ve-

sovrani
se

cui

fu

soggetta

ma

Chiamatolo poscia a
cre Cardinale
di
gli
gli

Roma

francesi

ne

impadronirono

nel

lo lo

HI, ad onta della sua ripugnanza,


,

1802. Dopo
Sicilie.

di questi, torn al pa-

restitu

cifico possesso dei regnanti delle

due
fu

chiesa

Chieti,

e
nel

a' 2

dicembre
pa-

1537,
sede
rescovile
in

diede
s.

pontificio

La

Chieti

lazzo di
scovile,
lo

fondata nel quinto secolo,

e sebbe-

Marco il pallio arcivedonde a'g novembre iS^g,


alla chiesa di Napoli. Pei

ne Commanville convenga,
,

che nei

trasfer

primordi del decimosesto fosse eretassegnandole tre ta in nietropoM a pag. vescovati per sutfraganei 3i. Ilist. de tons les archev., fa il
,

suoi grandi meriti, nel

i555, fu

il

Caraffa nell'et d'anni settantanove

sublimato al pontificato col

nome

di

Paolo IV. Vedi.

novero
chiese

di

da

essa dipendenti.

un numero maggiore di Abbiamo

La
gli

cattedrale di Chieti tanto pe-

ornamenti,
nobilt

Mansi, Siipplem. tom. I, col. bqy, che in questa citt nell'anno 840, fu tenuto un concilio, al quadal
p. le

la

del disegno, riesce

non meno che per maeall'


si

stosa.
s.

Essa

dedicata
Il

apostolo

Tommaso.

capitolo
la

presiedette

Teodoro arcivescovo
i

ne di due dignit,
nonici, di dieci
altri

compoprima delle
,

di Chieti, per far rientrare

cano-

quali l'arcidiacono, di quindici ca-

nici secolari nell'osservanza della vita

ebdomadari

di

comune. Certo ,

che Clemente

preti e

chierici

addetti al disi

VII, nel iS'zg, eresse questa chiesa

vino servigio. iNella cattedrale

ve-

grado arcivescovile, assegnandole per suffraganee le diocesi di Lanciano, Penna, ed Atri; ma siccome vennero poscia esse tolte dalla sua soggezione, s. Pio V le sottopose il solo vescovato di Ortona, che in proal

nera il corpo di s. Giusfino vescovo e patrono della citt ; vi la cura d'anime, col fonte battesimale,

non essendovene altri, bench vi sieno altre tre parrocchie. L'episcopio un edifizio antico; il cimiterio sta
fuori della citt, nella quale
vi

cesso di

tempo

le

fu tolto per di

cui

sono

ora

la

metropoli
nel

Chieti

non
i5io4,
l'ir-

cinque monisteri
ligiosi,

e conventi di

di re-

ha sutfraganei.
Giulio
II,

due monisteri
,

i5o3

quattro conservatori!,
rio.

monache, un ospedale,

diede per pastore a questa chiesa

reprensibile Giampietro Caralfa, na-

un monte di piet ed il seminaLa mensa per ogni nuovo ar


tassata

poletano, per la santa vita del quale

civescovo

nei

libri

della

Dio permise
alla

si

estinguesse

un

fu-

camera apostolica a
blica istruzione vanta

fiorini

cinque-

rioso incendio nel castello di Popoli,

cento. Oltre tali stabilimenti, la


il

pub-

sottoposto
tar nelle

sua diocesi, col get/giiua

i-eale colle-

fiamme un

nedetto. Quindi nel i5ig,


gli

Dei beLeone X

gio

ed

una

societ

accademica di

agricoltura, arti, e commercio.

aggiunse l'arcivescovato di Brindi-

CHIGI

Famiglia.

La

nobilissima

CHI
famiglia Chigi

CHI
oriunda
dell'

77

romana,

di

primo
1

nel

monte

di Tolfa avea dis-

Siena, fino da otto

secoli

addietro

coperto
la

godeva

il

titolo di conti

gesca, titolo di cui ci

Ardensono memorie,

Giovanni di Castro , nel 462, ne avea ricusato in profitto


rilevante

somma

di quattrocento
alla

che nel 1072 era da essa posseduto, come pu vedersi nel Gigli, Diario sanese,
t.

mila scudi, ed

assicurato

Ca-

meia

apostolica l'annua

rendita di
del ^'a-

I,

pag. 107 e scg. Possedeva

trentaquattro mila scudi. Allor(|uau-

inoltre
di

questa

famiglia

il

castello

do poi Cesare Borgia duca


lentinois, e figfio di
si

Macereto nel territorio di Siena, del quale ora non rimangono che rovine, ed alcuni bagni saluln, ai
quali negli

Alessandro YI,

preparava nel i5oo ad intrapren-

anni

14^9

\\^o

si

dere la spedizione di Romagna, Agostino g' imprest non solo parecchie migliaia di scudi,

rec Pio

IF,

Piccoloniiiii, sanese.

Del

ma

diede

Macereto furono signori Ranuzio nel 1200, ed Anselmo nel 1248, il quale porlo l'insegna di sei monti d'oro, colla stella nel campo rosso. Egli fu uno de' cinquancastello di

pure tutta la sua considerabile argenteria, che avea fatta fondere e ridm're in moneta. Nel i5o3, di-

venuto Papa Giulio


re,

II,

della Roi>ela

per

la

stima^ e per

ta nobili

sanesi

eletti

dalla

citt

lenza con cui riguardava


Chigi, gli aQid
delle finanze
le

benevoAgostino

per assistere l'imperatore


II, nella
si

Federico guerra di Parma, nella quale per egregie


Chigi,
g' illustri

la

sopraintendenza
al

pontificie, della

distinse

doti.

Figlio di

rest del

molto

contento

quaparo
fra-

il

Anselmo fu cognome
il

da

cui
suoi

presero
discen-

che
tello

nobilissimo

e principesco

alloggio datogli

da Sigismondo
miglia presso

denti.

Eredit esso
di lui
le virt,

dal genitore non


i

di lui nella sua villa

detta le
Sie-

solo

dominio, e
per
le

diritti,

ma

Polle, circa tre

anche

quali avea fiorito

na; anzi per una specie di


vole adozione, volle Giulio

onoreII,

alla patria.

Merita ancora menzione


Chigi, ambasciatore della
III l'e

che
fosse-

un Mariano
di

Agostino e

suoi discendenti

repubblica di Siena a Carlo ^

Francia

che poscia

colla stessa

ro stimati, e riguardati come appartenenti alla propria famiglia della

eminente qualifica fu inviato al PonAlessandro VI. Colla protezione del re di Francia, pot ristabilire r indipendenza, e dignit della sua repubblica , e da lui uscirono Agostino, Sigismondo, e Lorenzo suoi
tefice
figli;

Rovere.
i

Ed
Chigi

perci, che
al

sino

d' allora

loro

stemma

inquartarono

la quercia con ghiande d' oro dei Rovereschi ( V. Rovere FAMic.i lA ). Il p. Bonnani, -T-

mismata l'onti/icum Rom.


cosi

p.

699,
della

spiega

la

inquartatura

Nel medesimo
lessandro VI,
il

pontificato

di

A-

magnifico e celebre
figlio

nello

quercia della casa della Rovere, che stemma Chigi si vede " De
:

Agostino Chigi
do, divenne
tiluomini,

di

e fratello di Lorenzo,

Mariano, Sigismonnella

uno
si
;

de' pi ricchi gen-

che

trovassero

corte di

Roma

dappoich

avendo

egh introdotto in Italia l'arte di cavare e formare l'allume, che pel

Chisiorum stemmate in nuere sufficiat, illud in qnatnor M aureolas divisum esse, quarum 5j duae sex. montes aureos coutinent, j> quibus sidus etiam aureum im;) minet in campo rubro ; aliae vero ". !} in campo cianeoquercumhabent

gentilitio

78
Il

CHI
medesimo Agostino Chigi
poila
,

CHI
sulla
le

quali che

Leone
figlio,

lo spos, gli

riva del Tevere, presso

Sete
col

battezz

timiana, con
se

animo grande

no

lece

quando Agostitestamento, il Papa v' ine

un

disegno di Baldassare Periizzi

eres-

un

bollissimo palazzo, ed

un luogo
il

il decreto dell'autorit sua, facendo da testimoni dodici Cardi-

terpose

di delizia,

con una gran loggia sul


pennel-

nali,
ai

Imband Agostino a Leone X,


ed
agli

detto fiume, adoperandovi


lo del divino
ti

Cardinali

ambasciatori

RallacUo, e dei valen-

de' principi,
loggia,

un banchetto su d'una

Divenuto Pontefice i5i3, Leone X, de Medici, nel possesso solenne, che prese della badi lui scolari.

nel

che avea edificata sul Teveil palazzo sum mentovato, splendidamente ornata. Lautissiino
re presso
fu
il

silica

lateranense, nelle vicinanze di


s.

convito per

la

copia

e rarit

ponte
to

Angelo, ove Agostino avea

de' cibi, per la ricchezza e preziosit del vasellame d'argento, e d'oro, ed allorch fu termmato il convito,

l'abitazione, gli

venne da

lui

eret-

un arco

trionfale, descritto dal

Cancellieri ne' Possessi de' Papi. In quel palazzo, e nel delizioso giardino, Agostino diede tre sontuosi
conviti
allo

venne la loggia demolita. Il medesimo Agostino edific una bella


cappella nella
della
figlia

chiesa

di

s.

stesso

Leone X,

al

Pace

(P^edi),

e marit

Maria una

sagro Collegio de' Cardinali, in uno


de' quali
(a'

a Ridolfo

Strozzi.
ci

3o

aprile

i5i8) v'eraduecento
cin-

dell' intera

famiglia

Di lui, e d preziose

no

tre

pesci

pagati

notizie

il

Cancellieri nelle Disserta-

tjuanta scudi, e nell' altro


dibile magnificenza, nel

d'incre-

zioni epistolari bibliografiche, a pag.

giorno del

363.

Leone X l'anello, quasi in memoria del generoso sovvenimento da Leone ricevuto dal Chigi nel tempo dei
suo sposalizio,
ricevette

da

Del
^.

lusso di

Agostino
negli

Chigi da
,

tenere nelle scuderie cento cavalli

Paolo
e.

Colmesio
p.

Opuscoli
del

al

27,
;

60,

dell'edizione

suoi

esilii

dalla

citt

di

Firenze,

prima che salisse al pontificato. Camillo Fanucci, nel Trattalo di tutte di Roma ove parla le opere pie
della sontuosa cappella

1G69 Adriano Giunio nell' ^nimadversa lib. IV, cap. 8, nel tomo IV del LampaSj sive Fax artiuni

liberalium del Grutero

p.

^ii.

da Agostino
Chiesa di
s.

Egid.

Gallo stamp
assai

nel

i5i2

un

Chigi fabbricata nella

poema
libri,

raro,

diviso in cinque
delizioso

Maria del Popolo [Tedi),

alla pag.

in lode del

i6t racconta, che messer Agostino Chigi, gentiluomo sanese, fu il maggior banchiere e mercante, che vi fosse allora, giacch n egli, ne suoi ministri sapevano il valore dei beni che possedeva, n de' crediti, ed imprese, le quali ascendevano a pi d'un milione d'oro; ed aveva credito
i

di
ro

Agostino, intitolato.

De

palazzo Virida-

in ogni parte
gl'infedeli,
il
si
i

del

mondo

sino

tra

quali lo

gran mercante contavano cose maravisrliose,

chiamavano, cristiano. Di lui


fra

sanened in quell' anno istesso Blosio Palladio pubblic il suo Suburbanuni Augustini Chisii. Allora la via della LuiigiU'a, ove trovasi detto luogo, chiamato in appresso Farnesina, pel motivo che diremo, era fuoF. Raph. ri delle mura di Pioma. Sanctii, Monumenta ac Tabulae aca Petro Sancte Bartoli. ri incisa
Augustini Chisii patritii
sis,

La

casa poi, che

il

sunuoraiuato ar-

CHI
cliitetto

CHI
via

79
le

Peruzzi

si

edific nella

Sandro VII
colt

giacch mentre

fa-

de' Ginpponarij per


celleria,

andare

alla

un model lo
pure
di

della

CanFarne-

di

questi

poco

eccedevano

sina

da
il

lui

eretta.

l'annua rendita di mille scudi, quelle del lamo del cav. Agostino superava-

Contemporaneo
gi,

Agostino Chidi

no l'entrata

di cinquemila scudi.
s.

Il

fu

beato Giovanni Chigi, che


LecII,

detto Agostino, cavaliere di


fano, fu maestro di

Ste-

visse

santamente ne' deserti


il

camera

e pri-

ceto sotto

pontificalo di Giulio

mo

consigliere di

Caterina duches-

e che fu lo splendore degli eremiti


di
s.

Agostino, e gloria ben distinfamiglia, co-

ta di questa cospicua

sa di Mantova, e di Mattia e Leopoldo de Medici, i quali con benevolenza senza esempio gli confidaro-

vita pubda Raimondo Capizucchi in Roma nel i65j, e da Niceforo Sebasto jMelisseno nel i6j6, e nel 167 5 riprodotta.
si

me

legge nella di lui

no

le

chiavi delle porte della di lui

blicata in latino

patria Siena.

Faremo pure

qui

zione d'un Scipione Chigi, che


basciatore
blica e generale
la

menami552
im-

della

repub-

Sanese,

liber

nel

Ma, secondo che accade


te nelle famiglie ricche la ricchezza
e,

pi vol-

dall'assedio postovi dall'esercito

ed opulenti,

periale di Carlo V.

gener

la trascuratezza,

morta la madre, la roba poco a poco scem, e i successori del maegli

Passando ora a parlar compendiosamente della preclarissima discendenza di Alessandro VII, principal
gi,

gnifico Agostino Chigi, a' quali

aveva lasciata l'entrata di settanta mila scudi d'oro, rimasero nel gra-

ornamento della famiglia Chidiremo che il nominato di lui pail

dre Flavio,

quale per parte di sua

do

de' mediocri gentiluomini, finch

madre Agnese Bulgarini era nipote


cugino
di

la sua

discendenza
III,

si

estinse. JX de-

Paolo

V,

Borghese,
figlia

si

ve tacersi,

Paolo
la
sti'etta

che nel Pontificato di Farnese, creato nel i534j

spos con Laura Marsigli,

di

famiglia Chigi da

E.oma
il

fu co-

a i-itornare in Siena, lasciando


il

in

Roma
sul

palazzo e

bel

giardi-

Antonio signore di vedova di Antonio nobihssima famiglia. trimonio nacquero:


che mor
nul)ile;

CoUecchio,
NIignanelli
,

e
di

Da
i."

questo

ma-

no

gara, che

Tevere nella via della Lunla casa Farnese per sua


uni
a
quello

Sigismondo, 1 Mario, che


3.

ricreazione

incontro

nell'altra riva, e

sissimo
prietari
sina.

per
prese

cui
il

che riusc sontuodai nuovi pro-

nome

di

Farne-

Anche

il

patrimonio di Sigismon-

do fratello di Agostino il Magnifico, si and diminuendo, bench dividendosi la sua discendenza in due rami, alquanto pi pingue si mantenne in
quello

il noFabio, poi Pontefice A lessandro \ II ; 4- A"' gusto, il quale morendo, dalle due mogli avute lasci due fgliuoh, cio Agostino della prima, e Sigismondo della seconda. La prima moglie di Augusto figlio di Mario, fu Olim-

nel proprio figliuolo rinnov

me

paterno

di

Flavio;

pia della

Ciaja,

mentovato
Stefano,
linea

che pronipote del Agostino cavaliere di s.

da
si

lui

adottata

nella
lui

Agostino cavaliere di san Stefano che in quello di Flavio cugino del cavaliere, il quale fu padre di Alesdella

famiglia

di

Chigi,

diede
di

da

in

isposa al nipote

Augusto, istituendo
essa
,

suoi eredi

figliuoli
,

nel

puigue

retaggio

eh' egli

lasciava

8o
mila
sciuli.

CHI
cinquanta
di
Aii-

CHI
D'Esle, e
tilcargli
i

ascendente a circa cento

due Barberini recaronsi


ccjJIa

L'altra moi^lio

nella di lui

in

conclave, a no-

guslo fu Francesca Piccolomiiii (che

ch'orasi

stabilito

crearlo
rin-

avea dato
^\
il

alla
si

Chiesa Pio

li

e Pio IH)

J'apa, egli, senza

usare

molti

colla quale

fece nella famii^lia Chi-

graziamenti, rispose, che avea molti


noti, e molti non noti, e che aveva dentro il terzo grado forse novanta parenti. Cos la casa Chigi fii onorata dal suo virtuoso discendifetti

deciinosetlirno

parentado.

Sigismondo figlio secondogenito di Augusto tocc la sola met delle antiche propriet paterne, n la sua porzione pi oltre giugneva di trecento scudi di annua rendita.

dente.

Quanto questa
parentela

famiglia

ab-

bia fiorito in nobilt, basta riflettere alla


della

Da Flavio, e da Laura nacquero pure cinque figlie, che si fecero religiose in due monisteri di Siena tre delle quali vivevano con segnalata umilt nel tempo che avevano
il

medesima,
Salviali
,

contratta colle famiglie

di

Firenze, Petrucci di
di

Siena
di

Gatta

Viterbo

Ortensia

Gubbio

Alidosio d' Imola, Colonna, Sciarra,

fratello sul

trono

pontificale.

In

Capizucchi, ed altre

distinte, preci-

questo

modo

Alessandro

VII ebbe

puamente
in

di

Pioma,

come

si

vedr

tre fratelli, e cinque sorelle.

Fabio Chigi nacque in Siena ai iSgg. Nella sua fanciullezza corse pericolo di morire, a segno ch'erasi comperata la cera
i3 febbraio
pel funerale.

VII richiam la sua famiglia a Pioma, nel modo che andiamo a dire, e dove
progresso. Ahissandro

eravi gi stata con isplendore

sic-

come dicemmo
ce cameriere
scalco,
zio
il

pii

sopra.
fe-

Laura
re ed

gli

Dopo che sua madre aveva insegnato a legge,

Alessandro VII primieramente


segreto
coli' uffizio

di

a scrivere

primi
,

elein-

menti della grammatica


traprese
gli

Fabio

Angelo della Ciaja, dal canto materno di Agostino nicav.

studii,

e fece tale pro(

pote dello stesso Papa,

come
lo

quello

gresso, che nella villa Ancajani


de' Chigi
)

poi

che nel suo Cardinalato


vito col

avea ser-

presso

Siena

nella

sua

grado onorifico di coppiere.

compose la tragedia, il Pompeo. Quindi nel 1626, coli' aiuto e


gioventi
col
di

Intanto era passato

che Alessandro
molti personaggi

mi anno senza VII avesse prestato


gli facevano perch chiamasse

consiglio
s.

di

Agostino cavaliere
zio,

orecchio alle istanze, che


, i

Stelano suo

restatogli in

luogo di padre che era morto nell'anno

da Siena a

Roma

suoi congiunti, coi

duodecimo

di Fabio,

si

rec

quali dividesse la cure della sovranit temporale, principalmente


iNlario
eil

Roma ove fu subito fatto da Urbano Vili prelato, e dopo luminosa carriera da Innocenzo X fu promosso alla rispettabile carica di segretario di stato, e nel iGSi fu ereato Cardinale e per morte di Innocenzo X, a'7 aprile del iG55, venne eletto Papa col nome di AIcssandro Tanto era ( Vadi ).
a
,

eoa

Chigi suo

fratello,

pratico,

esperto negli affari

di

pubblica

amministrazione

per

averli

lunga

pezza di tempo esercitati, con somlode del gran duca di ToscaCrescendo sempre pii tali istanlettera ze, e mentre ancora ninna erasi scritta n dal Paps, u dai parenti, Alessandro VII nel concina.

ma

FU

limgi dall'ambire
t,

sublime digni-

che quando

Cardinali Medici,

storo de'

24

api'de,

il

primo

dopo

CHI
r anniversario di sua incoronazione, propose al sagro Collegio di chia-

CHI
avea espressamente proibito minati congiunti, di ricevere
e
preziosi
offerti
ai
i

St
notanti

mare
culc

in
il

Roma
segreto

suoi parenti; e

in-

clonativi
,

eh' ei-ano

loro

domand che

stati

volendoli per

giusta-

ogni Cardinale esternasse liberamen-

proprio parere in iscritto, per poterlo esaminare al ritorno dalla


te
il

mente aiutare in altra guisa con decoro, ad esempio de' suoi predecessori, cre Mario suo fratello, generale di
Castel
s.

villeggiatura che

andava

a faie in

s.

Chiesa, e castellano di
il

Castel Gandolfo, alla quale invitolli.

Angelo, e

nipote

Ago-

IVon tardarono

Cardinali di recarsi
i

stino generale delle guardie di pa-

indetto luogo a presentare al Papa


loro pareri, convenendo tutti

atfer-

mativamente, meno qualche modificazione, che piacque ad alcuni consigliare. Fu allora che Alessandro VII scrisse un breve al fratello Mario, e ai due nipoti, cio Agostino figlio del dclbnto fratello Augusto, e Flavio
figlio

Alessandro VII per alcun tempo ritenne pi'esso di s i congiunti, non solo per economia, ma
lazzo.

per conoscerne
di abitar
le

la

condotta, anzi per


darsi
si

moderazione non permise a Flavio


stanze
solite ai

Cardinali nipoti, afnch

non

cre-

desse tale, avanti eh' egli lo diclarasse.

di

Mario

invitandoli a

re-

con analoghi avvertimenti per una saggia ed esemplar condotta. Mand il breve per Giacomo Nini sanese suo cameriere segreto, che poi cre Cardinale; ed a' IO maggio partirono da Siena Mario, Agostino , e Flavio , recandosi a' i6 maggio in Castel Gandolfo dal Pontefice, accompagnati dal marchese Patrizj. Pel primo entr Mario, poi Agostino e Flavio, e furono accolti da Alessandro VII con
carsi in
,

Roma

Quindi in coerenza degli estermaggio i656, avea gi Alessandro VII emanata


nati sentimenti, a' 2
la

costituzione,

Inter

gravissinias,

conferm con nuove pene quelle di Bonifacio VIII, e di


colla quale

Gr-egorio XIII, nelle quali


il

si

vieta

promettere, o ricevere cosa alcuna per giustizia, o favore accordata


dalla santa Sede.

Dopo avere Alessandro VII scampato


ste,
i

tremendi

effetti

della

pe-

ritegno e gravit.
R.estituitosi
il

Pontefice in
i

Roma,

mand
cizi,

nipoti a fare

santi eser-

che invase lo stato pontificio e R.oma ( nella quale occasione d. Mario diede prove luminose di capacit
d.

al

noviziato

della

compagnia
vocasi
,

di Ges,

ove Flavio avendo


ecclesiastico
gli

e di energia), considerando che Flavio tanto pel merito che pei

zione per farsi

ap-

parecchi per ricevere


gri,

ordini safesta

compiti studii era in grado da sostenere il Cardinalato, a tal dignit


lo elev
a'

ed

a' 3

giugno,
1

terza

di

9 aprile
il

dcH'aiiiio

1657,
di

Pentecoste, ricevette

ultimo ordine

conferendogli
di
s.

titolo

presbiterale
chiesa

dal vecchio Giambattista Scannarolo,

Maria del
,

Popolo,

vescovo di Sidonia,

il

quale da
in

cui

Alessandro VII fu grandemente

undici anni erasi ritirato


casa.

quella

benenjerito

che fu gi

suo
si

titolo
disse,

Avea quel

vescovo

conferito

Cardinalizio, e dove,
la

come
la

l'idtimo ordine ad

Alessandro

medesimo, ventidue anni


quella stessa casa. Siccome
VOL. \u\.

VII prima in
il

famiglia Chigi

ha

magnifica

cappella gentilizia con diversi sepolcrali

Papa

depositi.

s-i

CHI
Scnya dilungarci
sul

CHI
Cardinal Flalui conreiile,

sempre

rimprovereranno

la

con-

vio
la

Ciiif^i, le cariclit:

dotta di Luigi
/^.

XIV

col

Vicario di

iTjmtayione che
sin-

si

procacci colle

Cristo, fra' quali l'annalista


tori.
il

MuraFres-

potranno leggere nella di lui hiogralia, che fa seguito a (juesto articolo. Nella medesima ])romo7.ione Alessandro VII
esemplari
doli,
si

Giielra, lfMl. Pont. Const.


I,

nel

tomo

pag.

062

Du

noy, Piiicipii della VII, par.


Arrivato
II,

Storia,

ec,

t.

art.

iiese,

cre Cardinale Antonio Biclii, safratello uterino di Laura sua

d.

75, pag, i4iAgostino all'et di


esso
zio di
olFri-

ventitre anni, molti per

madre, gi uditore del Papa, mentre era nunzio di Colonia. All'articolo Avignone, nonch all'articolo
Alessandro VII, si tratta delle spiacevoli emergenze accadute in Roma coli' ambasciatore di Francia
Crecqui, per alcuni suoi famigliari,
e pe' soldati corsi al
eh' erasi rifugiato nel
l'

rono

al

Pontclice

di
il

lui

una

sposa. Gliela olfri

duca
;

Mo-

dena
fece

in
il

una sua
di

figlia

altrettanto
;

duca

Parma

il

Cardilui

nal Mazzarini potentissimo uinistro


di

Francia, in una delle di

ni-

servigio della

santa Sede, a cagione d' un velaio,


palazzo
delsi

maritaggio oltre una ricca dote, ed importanti aderenze nella corte di Francia, avrebbe lo spopoti, col qual

so contratto parentela di

primo
Este

gra,

ambasciatore. In quegli articoli


la

do

di aOnit co' principi d'

di

conoscer
estraneo a

prudenza, e mansuetuli ignaro ed avvenimenti ; la in, ,

Savuja, e di Borbone.

Ma

la costante

dine di Alessandro ^
tali

moderazione di Alessandro VII, che era alieno da simili parentele, non


volle acconsentirvi.
stabile

e del nocenza del Cardinal Chigi suo genitore d. IMario ; e le esigenze di Luigi XIV che, abusando e il della forza, occup Avignone contado Venosino , ed esigette che
,

Anche
offri

il

conte-

Colonna
,

gli

la

mano

della figlia

con

quelle

condizioni

il

Cardinale in qualit di legato

si

che fossero piaciute stabilire al Papa, il quale adombrato dalla prepotenza esercitata in altri tempi dai
potenti Colonnesi, inclinava invece a
d.
c'

recasse a Parigi, per dichiarare che

n il Papa, n i suoi parenti ebbero veruna parte nell'accaduto; che d. IMario si ritirasse per un tempo da Roma ; che il Cardinal
Imperiali,
il

IVIaria

Virginia

nipote

di

]Mar-

quale

era
le

governatore
accennate
dif-

quando succedettero
ferenze,
stificarsi
si
;

Antonio Borghese principe di Sulmona, che sembi-avagli di condizione eguale a d. Agostino suo nipote, come famiglia ch'era stata pur essa innalzala a maggior grandezza, per

recasse in Francia a giu-

im

recente Pontefice loro congiunto,

che
il

d.

Agostino nel

itor-

no

in

Roma

dell'ambasciatore

gli di-

chiai-asse

dispiacere dello zio Pa-

ed anch' esso oriondo sanese. I Borghesi vedendo d. Agostino ancora nel grado di privato e non multo

pa pegli
dere

affronti ricevuti; e che la

nazione de' corsi fosse inabile a prenservigio

provveduto di beni di fortuna, andavano procrastinando il compimento del trattato,

militare

nello

stato

finch conclusero di
tosse

ecclesiastico, coli' obbligo di erigere

celebrare

il

matiimonio appena
Agostino un
ludo,

una piramide,
cordasse
zione.
il

la

cui

iscrizione

ri-

dato a

d.

il

motivo della loro puniTutti i saggi disapprovaiono,

titolo di

barone.
guari che
il

Non and

daca di

CHI
Lntei-a, fi-atello del

CHI
Cardinal Glioin et sedi dare suc-

83
e

ni l'annua rendita di mille

cin-

lamo Farnese, trovandosi


nile,

e senza spei'anza

cessione al suo ramo, ed aggravato


coni' eia di debiti, mise in
il

quecento scudi, e la coadiutoria del gran priorato di Roma dell'Ordine gerosolimitano, che avea iSicol Barberini

vendita

pronipote

di

Urbano

VIII.

feudo

di

Farnese, che

rendeva

Questi essendosi fatto


l'oratorio di

sacerdote del-

circa

reudita
cipe

scudi di annua non punto a veruu prinsoggetto. Quel castello avea

cinquemila
,

era subens. Filippo, goderne le rendite il Cai*dinal Antonio Barberini iuniore,che


trato a
fu poi creato Cardinale.

pi^so

il

nome
ne

dalia

famiglia
Il

Far-

nese de' duchi di Parma.


nal

Cardi-

Dei benefici
da
Alessandro
patria,

ecclesiastici,

fondati

Chigi

tratt

couchiuse

V acquisto per duecento settantaciuque mila scudi, ed Alessandro VII


gli

VII concedendone

in
il

alla propria famiglia,

sua juspatronalo se ne tratta


Siena
e

diede

il

titolo di principato.

La

all'articolo

Siena. Dal fin qui detto


s

dote di d. Maria Virginia Borghesi fu ceiitoltanta mila scudi, quanti

non sembra che


Pontefice
gli

zelante

gran
date-

meritasse le accuse
storici

r avo della sposa ne avea ricevuti dall'ava, e quanti pure al Barberini nipote di Urbano Vili ne aveva
portati d.

Anna Colonna.
in

Alessan-

questa lieta circostanza don al nipote d. Agostino quindicimila scudi d'oro, nio
si

dro VII

la propenperch da Cardinale e nei primi mesi del suo ch'ebbe termine a' 22 pontificato, maggio 1667, avea declamato contro il nepotismo. Non vero quan-

da alcuni
a'

per

sione

parenti,

forse

ed
di

il

matrimoluglio

to scrisse

il

^Muratori, che al Cardidi

fece

nel

fine

dal

nale Sforza Pallavicino, biografo

Papa
colla

nella sola

sua

privata
del

cappella

Alessandro
dalle
saltare,

V li,

cadesse

la
il

assistenza

Cardinal

mani quando vide

penna Papa e-

Chigi, pii
del

propinquo dello sposo, e


Oltre a ci
principato
d.

Cardinal Orsini, fratello dell'ava


Agostidi

della sposa.

no ebbe

il

Campa-

gnano, borgo della Co marca , e il ducato della Riccia ( Fedi), ove

ed ingrandire il proprio sangue, e che lasciasse l'impresa di scriverne la vita ad altri pii^i cortigiano asserisce di di lui. Il eh. Novaes aver visto nella biblioteca del Gesi in foglio, di Roma in tre volumi r originale manoscritto del Pallavicino sulla vita di Alessandro VII, colle postille in margine fatte col
lapis dallo stesso Pontefice.

Alessandro VII eresse


la

il

palazzo e
fu

collegiata.

Quel

principato

venduto dal principe di Albano Giulio Savelli, che si trovava molto indebitato, al Cardinal

Cristo,

Chigi,

unita,

foro Palmieri,

nobile

sanese
la

nel

mente
riporta
ici

ai

principi

d.

Mario

d.

1679 pubblic
di Alessandro
di

in Firenze

Fila

Agostino, verso l'aimo


il

1662, come
della
cit-

Riccy,

Memorie

di yJlbano, pag. 243.

A
te di

Sigismondo Chigi, altro nipoAlessandro


VII,

come
,

figlio

Augusto e di Francesca Piccolomini summentovata, il Papa confer con due pensiodel di lui
fratello

VII. P. R. La vita VII del Cardinal Pallavicini fu ristampata in Prato nel 1839, ma non giunge sino alla fine del pontificato di tal Papa, o non perch l'autore non pot
Alessandro
,

volle compirla.
di

L'editore

si

servito

un codice

della biblioteca Albani.

84

CHI
sontuoso palazzo Cliigi cretla dignit di
\'e

CHI
maresciallo del Conciala

nd

in piazza Colonna ( rinomato to anco per la galleria de' qnathi ) l ove prima era la chiesa di s. Paolo decollato dei barnabiti, ed incominciato da Alessandro VII, nonch della biblioteca Chigiana, che ebbe

(ledi), vaaita allora per


di

mor-

te

Giulio Savelli, principe di Al-

XIV nomin
glio,
gliosi,

bano. Quindi nel 1740 Benedetto Agostino Chigi per


fi-

coadiutore di Augusto, di cui era

non che

pure origine da si dotto Pontefice, sono a vedersi gli articoli BidlioteCA Chigiana, e Chiesa di s. Carlo
a' Cati.\.\ki.

Eleonora Rospiritenuto che Augusto godesse


di d.

della stessa onorifica carica sua vita

durante. Morto poi questo ai 29 dicembre 1769, d. Sigismondo Chigi

Lungi dal
gli

tessere

il

catalogo de-

di

lui

figlio,

e di d. Giulia

/al-

altri

personaggi

distinti,

che

fio-

bani, e nato ai i5

marzo 1736,

ot-

rirono in questa famiglia,

ci

limite-

remo a darne
ti.

pochi cenni seguen-

Clemente XIV ai 5 gennaio 1770 la conferma dello stestenne da


so cospicuo grado.

Sigismondo Chigi [Fedi), summentovato nipote di Alessandro VII fu elevato alla porpora nel 1667 da Clemente IX per restituzione Cliigi ( Fedi) di cappello ; FIuk'o Farnese, fu fatto de' principi di Cardinale nel 1753 da Benedetto XIV. I Chigi di Roma che derivano dai sunnominati Agostino Chigi, e da IMaria Virginia Borghesi, sino al pontificato di Leone XII goderono il piincipato di
Farnese, che alienarono alla
ra apostolica, rimanendone
al solo
il

Egli

prese

per

moglie d. Flaminia Odescalchi dei duchi di Bracciano, morta la quale nel I 771, dopo avergli dato due
figlie
,

cio d.

irginia

maritata al
EleO'

nobile veneto Giimani, e d.

nora sposata non che un


gostino
,

al

principe di

figlio
il

Teano, per nome d. Aprincipe,


d.

eh'

vivente

prese per seconda


ria
pi

moglie

IMa-

Giovanna napoletana de' Medici d' Ottajano, moria


d.

princiin

Na-

Cametitolo

poli nel fine del ta

1791. Alla suddetFlaminia nella cappella gens.

ad onta che poi la camera vendesse Farnese al celebi'e maresciallo Bourmout. I Chigi tuttora sono duchi della
vivente
principe,
Riccia, principi di
tolo

tilizia

de'Chigi alla chiesa di

Ma-

ria del

Popolo, fu eretto il moiuimento, di cui parlammo a quell'articolo. D. Agostino fu dato in succes-

Campagnano,

ti-

sore

da Pio VI

al

di lui

genitore

che assume il primogenito, signori di Cesano, e di Castel Fusano, marchesi di IMagliano Pecorareccio, e di Scrofano, duchi di Formelle ec., e baroni della Olgiata.

nel maresciallato, che esercit in

Venel

nezia per l'elezione di Pio VII

conclave del i8oo, ed in

Roma

nei

tre conclavi j>er le elezioni di

Leone

Sono

ascritti

a diverse nobilt,
di

co-

Xlf, di Pio Vili, e del regnante Gregorio XVI. Il principe d. Agostino tuttora vivente, che allo splendore della
nascita aggiunge quello molto pii slimabile de' rari talenti, e di fino gusto, e intelligenza

me
li

di

Roma,
e

Venezia, e di Ge-

nova;

Leopoldo I dichiar principi del sagro romal'imperatore

no impero.

nella letteratura

Ad Augusto
stino,

Chigi

figlio

di

Ago-

nella poesia, dal detto regnante


tefice fu

Pon-

ed

a' suoi

discendenti in per-

petuo confer Clemente

XI

nel

1712

di

s.

decorato della gran croce Gregorio Magno. Si congiunse

CHI
in

CHI
fiali cesi.

85

matrimonio a
i

d.

Amalia Carlotta
figli
:

della legione di onore dal re dei

Barberini, che mori nel iSSy, dalla

quale ebbe

seguenti

10.

D. Giovanni, nato nel i8i3, appartenente agli uffiziali dell'arpontificia.

1.

nato nel 179^, 8 1 5, signore di grandi speranze pei suoi talenti, e per
D.
Alessandro,
1

tiglieria
I

morto nel
la

r.

D.

Giustina,

nata

nel

18 16,

morta nel 18

18.

sua piet.
In Siena poi

2.

D. Sigismondo Chigi, principe di

rimasto un altro
dal marchese
di
figlio

Cainpagnano, fatto dal Papa regnante ispettore generale delle poste ponlitcie, che sposatosi nel
Leopolnacquero da essi successivamente, nel i83i d. Teresa; nel i832 d. IMariu;
i82f) alla principessa d.

ramo
se,
gi,

de'

Cliisri,

fatto

Bonaventura Chigi,
il

Agne-

sorella del Cardinal Flavio Chi-

dina Doria

Pamphily,

quale chiam Ansano Zondapadre del detto Bonaventura, e marito di Agnese, a seguitare questo ramo, a cui diede la terra
dari,
di
zo,
s.

3.

d. Marianna che mori 1835; nel i836 d. Maria; nel 1837 d. Angela; nel 1839 d. Carlo; e nel i84o d. Eleonora. D. Laura, nata nel 1800, maritata al marchese Taccoli di Mo-

nel

1834

Quirico,
vi

col bellissimo

palaz-

nel

avea fabbricato, col titolo di marchesato, di cui l'orn Cosimo HI gran duca di Toscana, e la deliziosa villa di Cetinale, che lo

che

stesso

dena.
4.

di

Cardinale aveva acci'esciuta molte fabbriche, e comodit e


,

D. Maria Flaminia, nata nel i8or, maritata al cav. Covoni di Firenze.

dove fu
ria

visitato,

nel 1691, dal det-

to sovrano. Possiede

di

Luriano,
altro

di

ancora la signoLeonina, ed
di Chigi-Zon-

5.

D.
sata

Giulia, nata

nel

i8o4,

spo-

altre.

6.

prima al conte Lavaggi, poi al marchese Filippo Patrizi. D. Francesco, nato nel i8o5,
guardia nobile di sua Santit. D. Costanza, nata nel 1807, maritata al
coxite

Un

ramo

ci

dadari, fatto nel decimo

secolo

da
fral'al-

un secondogenito desuddelti marchesi

7.

telli

Chigi col patrimonio de' due Zondadari, imo Cardinale,


i

Lovateili

di

P.a-

tro arcivescovo di Siena,

quali coi

Tenna.
8.

loro beni divisero questo

ramo per
che

Pontefice Pietro

Augusto, fatto dal regnante cameriere segreto soprannumerario, e canonico di s.


in

D.

conservare
si

il

nome
coli'

di Zondadari,

era estinto

adozione

summen-

tovata
di d.

Vaticano,

morto

nel

de' Chigi, e pel matrimonio Agnese Chigi con Ansano Zon-

1837, d'anni ventinove, encomiato per piet e belle doti.


9. D. Flavio, nato nel

dadari.

Della famiglia Chigi inoltre vi era


in

1810, guar-

Pioma un altro ramo


.

intitolato

dia nobile del

Papa regnante, dal

Chigi Montoro

Da

IMariano Chigi,

quale nel 1841 fu inviato col berrettino rosso al Cardinal de Do-

che celebrammo

di sopra, fiorito nel

nald arcivescovo di Lione,


notizia

colla
al

della

sua

esaltazione

Cardinalato, e quindi fu decorato

Margherita Balnacquero tra gli altri: -" il pure mentovato Sigismondo Chigi, che prese per moglie Sulpizia Petrucci, e
secolo, sposato a
dij
i

XV

86
fece
il

CHI
ramo
de' Chigi
,

CHI
di

cui

era

Alessandro VII, del quale Sigismondo fu bisavolo 2." Francesco Chi:

gi,

che

si

congiunse in matrimonio
figlia

con Battista

ereditaria

della

famiglia Gatteschi di Viterbo, e for-

marchese Filippo Patrizi ressillifero di s. Chiesa, ammogliato ora a d. (Viulia Chigi, e il p. Francesco Saverio Patrizi della compagnia di Gesi. Nel 171.5 Clemente XI cre Cardinale Giovanni Patrizi [^J^edi),
il

il

ramo

de' Chigi

Montorio

in

di questa

medesima

famiglia.

Pioma.

Da

questo Francesco nacque


ti

Dell' illustre prosapia


scrittori

Chigi moli

Bernardino, che spos Laura de Planis, e da quel matrimonio nacque


Francesco,
il

pubblicarono
diversi

pregi
il

le

geste, e

ne

cita

Can-

quale, avendo sposata

cellieri

ne' suoi

Posxf'.s.ii^

a p. 258, e

Lucrezia Poggi, ebbe tra gli altri figli Lorenzo, che prese per moglie, nel i63r, Dianore, erede del marchesato di Montorio. Da questi nacque Lorenzo , il quale sposato a

259.

Abbiamo pure un opuscolo


Chisiae
gcntis

intitolato,
illustrata,

Inudihus

Laura

figlia

del

principe

Scipione

Lancellotti,

ebbe Luigi, che


figlia

ammoprinci-

ac Roinae proposita, Romae typ. Corbelletti 16)8; e Giuseppe Buonafede / Chigi Augisti Istoria, in Venezia per Francesco Valvasense 1660; nonch De
, ,

gliato a Drusilla,

del

Chasol, Genealogies.

Histor.
II

Paris,

pe Santacroce, moita nel 174^5 fra gli altri figli lasci Giovanni ultimo perocch marchese Chigi Montoro sposando egli, nel 1726, la rispettabile dama Maria Virginia Patrizi
,

tom. IV, dans les Papah's.

le

t.

des Famil-

CHIGI
CHIGI
pote del

Fabio,

Cardinale.

V. A-

LESSA3VDRO VII.

Flavio, Cardinale. Flavio


,

vmica

figlia

di

questa

nobilissima
Siena,

Chigi nacque in Siena

ed era nicol ca-

famiglia, originaria

da

che

Pontefice Alessandro VII.


lo
zio,
si

Urbano Vili dichiai' marchesi di Baldacchino, dovette lasciare il no-

Accompagn

quando
condusse

me
Non

di

Chigi Montorio
,

per prende-

re quello di Patrizi

questo matrimonio
rest di lui
d. Porzia Patrizi,
pili mirabili, pie,

al quale per venne adottato. che una sola figlia,

in Alemagna per conchiudere la pace; pure innanzi al termine della legazione lo zio medesimo il fece ripa-

rattere di legato

triare.

In quella circostanza
Salito

si

diefi-

dama romana

delle

de

egli

di proposito alle scienze


legali.

quale Francesco Nai-o,


la

ed egregie qualit, impalmata al marchese


vessillifero

losofiche e

al

trono

Alessandro VII, venne,


del terzo

non

prima
del

di santa

anno
lui
s.

del suo

pontificato,

Chiesa,

gli

diede,
Patrizi,

come
per

era avveil

creato

da

prete

Cardinale

nuto
di

col suddetto
de""

Giovanni,
1'

co-

titolo di

IMaria del Popolo, e fatcitt di

gnome
fratello
le

adozione
11

to presidente della

Fermo,

esso fatto in

questa famiglia.

di Francesco fu il CardinaBenedetto Naro, ed il loro figlio chiamato pure Giovanni divenne se-

governatore di Tivoli, legato d'Avignone, prefetto della segnatura di


giustizia,

e delle

congregazioni

dei

confini e del concilio, arciprete della

natore di

Roma,
i

da

d.

Cunegoncasa di

basilica

lateranense, mentre che


il

da sua moglie, Sassonia, ebbe

della

real

nel

1659
monaci

fece bibliotecario della


pi'otetlore de'

viventi

Cardinal

Vaticana,
de'

Minimi,

Costantino Patrizi vicario di

Roma,

Silveslrini

e Valloiiibro-

CHI
sani,
e,

cni
eziandio dei

87

secondo

altri,

20 XI, di Alessandro Vili, e d'In-

Minori conventuali, con amplissima


autorit in tutto lo
stico.

stato

ecclesia-

nocenzo XII. Ebbe sepoltui'a nella chiesa di s. Maria del popolo nella
sua cappella gentilizia, vua delle pi

Somma

capacit e rettitudine

mostr egli in tutti questi impieghi, n trad mai la gravit del decoro,
suoi

sontuose di

Roma,
fu nipote di

CHIGI

Sigismondo, Cardinale. SiAles-

comunque sempre modi il fiore


le

accoppiasse
della

nei

gismondo Chigi

galanteria.

Per acquetare
in

discordie insorte
della

sandro VII, ed ascritto sin da giovanetto tra i cavalieri di Malta, ot-

Roma

nell'occasione

gara

tenne dallo
to di
siastici

zio Pontefice

il

prioi-a-

tra le milizie del duca


di

di
,

urbane e la famiglia Crecquy, ambasciatore


fu
il

Roma

ed

alcuni

altri'

eccle-

beneficii.

Alessandro

VII

Francia

Cardinale Flavio
al

nelle ore di ricreazione, soleva chia-

Chigi spedito legato a Intere


cristiani^imo.

re

si

bella fu la ora-

marlo a s, ed interrogarlo sui proftti da lui fatti s nella piet che


nelle lettere.
si

e s persuasiva, che a poco a poco calmossi l'esacerbato monarca, e s'indusse facilmente alla pace, senza che la voluta soddisfazione offendesse punto
il

zione sua

Che

se

non pot indur,

pontificio

decoro. Liberale co' poveri, dispen-

sava egli ogni mese da mille scudi,

bene il fece Clemente IX nel 1667, dandogli la diaconia di s. Maria in Domnica. Clemente X, alla cui esaltazione avea contribuito il suo sulTragio , destinoUo alla legazione di Ferrara, ed
a crearlo Cardinale
in et di ventiquattro anni Io ascrisse a parecchie congregazioni di

promuovere che faceva le Dimise il primo titolo, ed ottenne da Innocenzo XI, nel 1686, il vescovato di Albano, dove neir anno seguente celebr il sinodo, che pur diede alla pubblioltre
il

arti

e le lettere.

Roconapdi

ma,
cilio,

tra

le

quali a quelle del

de'

riti,

ed

altre.

Sommo
si

plauso riscosse nel suo governo


Ferrara, dopo di che
restitu

ca luce. Provvide inoltre quella chiesa di sacre suppellettili, e fecevi edificare

Roma, dove
I

prestato

il

suo volo per

elezione d' Innocenzo XI,

mor nelanni,
se-

una nuova sagrestia. Sotto medesimo Innocenzo XI pass


di

il

la

robusta et

di

ventinove

al

dopo

dieci di Cardinalato.
s.

Ebbe

vescovato di J^orto, ed ivi la cattedrale e la provvide


clesiastici arredi.

ampli
ec-

poltura nella chiesa di

Maria del
senza

Popolo nella tomba

gentilizia,

ta

casa

di

Fece dono alla sanLoreto della preziosa


di

alcuna funebre memoria. CHIGI Flavio, Cardinale. Flavio


Chigi nacque in
sersi

croce

tempestata

diamanti
nel

del

Roma,

dopo

es-

valsente di
tagli

ventimila scudi,

regala-

applicato agli studi, fu


i

ammesa rice-

da Luigi

XIV
di

sua legazione

Parigi.

tempo della Comparti

so tra

protonotari apostolici, e fu
confini dello stalo ecclesiafiglia
,

deputato da Clemente XII


vere
stico
ai

immensi

beneficii alla basilica Late-

ranense, di cui nel giubileo dell'an-

Amalia,

di

Augusto

III

no

1675

apr

chiuse

la

porta
nel

re di Polonia

che

conducevasi

santa.

La

sua

morte
di
ai

avvenne
conclavi

i6f)8 nell'et

sessantatie

anni.
dei

Napoli per unirsi in matrimonio con Carlo di Borbone re delle due Sicilie.
In quella circostanza fu eletto presidente, e poco

Trovossi

presente

due Clementi IX e

X,

d'Iunocen-

dopo da Benedetto

XIV

88
liacoiio

CHI
e poi nel
s.

CHI
17') 3,

fu fatto chierico,

Napoli mandava ogni anjio

al

Patri-

Cardinale di

Animilo, prede'
rili,

pa, in soddisfazione del censo o

ltto

della congregazione

protettore dei Minori conventuali, e


dei canonici regolari del Salvatore.

buto per l'investitura del regno, la quale solennemente presentavasi da

un ambasciatore
ticana, nella
ss.

nella

basilica

Vadei

Decorato della
zia,

porpora

Cardinalidi vita cosi

vigilia

della festa

mantenne un tenore

Pietro e Paolo.

Di

tal

censo, e

umile, religioso e liberale, che amare lagrime cagion generalmente la

funzione, della sua origine e termine,

intendiamo trattare
coU'autorit
,

in

questo

sua morte accaduta in Roma nel 1771 nell'et sua di cinquantanove


anni, e diciotto di Cardinalato.

articolo,

del

Cardinal

Fu

sepolto nella chiesa di

s.

Maria del

Popolo

nella

tomba

della nobile sua

famiglia, senza l'onore di

memorie. CHILI. Contrada lunga e stretta dell'America meridionale. V. Ame-

Breve istoria del dominio temporale della Sede Apostolica nelle due Sicilie, Roma 17881789; Difesa del dominio temporale della Sede Apostolica nelle due Sicilie, in n'sposta alle scritture pubStefano Borgia
blicate

rica.

CHILIANO
prima monaco
rec a

(s.)

vescovo. Era

da
si

in Irlanda.
al

Poscia

Roma unitamente

prete Co-

1791. ed eruditissimo, ecco come a pag. 201 della Breve istoria, definisce la Chinea in discorso equuni album decenter orin

contrario,

Roma

Questo autore

illustre,

lomano, ed al diacono Totuano nel 686, e ricevuto il grado episcopale

natum. Questo cavallo nella

for-

dal Pontefice,

fu

incaricato

coi

mola usata in oggi nella presenta zione del censo, chiamasi Chinea, e vuole per questa voce indicarsi
5

compagni della predicazione del vangelo ai Germani, che abitavano la Franconia. Vi convert molta gente ed il duca Gosberto medesimo ricevette
il

un

cavallo bello, e di andar soa-

ve, detto dai latini ccpius grada rius. I cavalli d' Asturia asturco nes, dagli scrittori italiani appelM lansi gianetli , e chinee. Anche M r ubino il medesimo che cnnea. M Quindi invalso che la funzione M del censo dicasi volgarmente prefi

battesimo
a

e perch

rap-

present

questo,
leggi

che

il

matri-

monio
trarlo

colla cognata Geilana era con


alle

della

Chiesa

si

tir l'odio della iniqua donna per modo, che nella assenza del duca per comando di lei fu assassinato insieme ai compagni nell'anno 688. CHILI ASTRI. Eretici. F. Mil-

sentazione della Cliinea


Il

'.

tributo, o censo, che

sovrani

di Napoli

dovevano pel regno delle

LEJfARI.

due Sicilie, si presentava al sovrano Pontefice, ed alla santa Sede per


la festivit
stoli,

GHINEA
il

biante, a.siitrco. Questo

GHINEA. Cavallo amnome secondo

dei

principi

degli
farsi

apo-

e tale atto doveva

non

si

Dizionario della lingua italiana applic in vari tempi a diversi


si

gi privatamente,

ma

colle

solenni-

t consuete, che dimostrassero al pubblico


lo,

cavaUi, e

disse talvolta chinea

un

r omaggio
II

dell' inclito

vassal-

cavallo bianco,

o
si

un

cavallo

lear-

come Clemente
lo

do;

ed

ancora

appell
e
il

chinea

Carlo
t

chiam il re Zoppo. Questa solenni-

una mula
sueta,

bianca, vecchia,

manre di

massime quella che

da pi secoli prescritta consisteva precipuamente nella splendida

CHI
com[xirsa del censo in pubblica capel

CHI
l'came
,

89
in
al

purch
prestare

luogo

di

Tale antico ed espresso patto d' investitura richiedeva, che il novello re di Napoli dovesse prendala in persona del sommo Ponvalcata.
tefice,

censo facesse
ogtii
s.

Pontefice

anno

nella vigilia della festa di

Pietro,

in ricognizione della sovranit


tificiaj

l'omaggio della Chinea, pon-

e che

il

medesimo re

fosse
il

e difendesse le spiagge dello

obbligato rinnovare personalmente

stato ecclesiastico dai corsari, e soc-

suo omaggio, e giuramento ad ogni nuovo Papa, in arbitrio del quale


per rimaneva, o di chiamare
il

corresse

il

Papa

nei

bisogni

colle

le

a compiere questo rispettoso uffizio, ovvero di mandare altri in sua vece a riceverne l'omaggio, ed il giu-

Anzi abbiamo dal Novaes, nella vita di Sisto IV, che nel 147^ incominci l'uso di presentare la chinea in luogo di tributo nella vigilia della festa di s.
milizie necessarie.
,

ramento. Fino

primo
e
delle

ci

decimo incominciossi dai duchi


dal
secolo
investiti

Pietro, in ricognizione
nit pontificia sopra
poli
,

della sovra-

principi
terre

dai

Pontefici

cui
il

delle

Sicilie,

come

al;

vamente
cardo,

regno di Napoi fu aggiunto nuocenso. Racconta il Buril

to

dominio
poscia

della Chiesa

Promana
reame,
,

Conclavi, pag.

i3o, che

ai

ma
/dal

che

furono
primi
nella

innalzate
lo

29 giugno
cato
lo
,

i5o4,
la

il

sabbato

dedi-

sovi-ano Pontefice in
fecero
i

stesso

re

finche
stabil-

Clemente IV ne mente le regole

prescrisse

investitura,

ss. Pietro e Paomessa papale , furono presentate a Giulio II due chinee coi fornimenti e gualdrappe

ai gloriosi

dopo

che diede nell'anno 1265 a Carlo s. Luigi IX I d'Angi, fratello di le di Francia, riserbando Benevento per la

bellissime:

una

la

present

il

ve-

scovo Rodonense
re d. Francia in

ambasciatore

del

nome

di sua

mae-

romana

Chiesa. In quc.Nto

st cristianissima pel censo

del re-

solenne atto Clemente

IV

parl an-

gno
se
:

che

dell'
il

obbligo del re di far precenso delle


ottomila
il

di Napoli ; ed il Papa rispoAcceptamus, senza nostro od al-

sentare

onPla-

trui pregiudizio.

cic d'oro in ogni

anno, che

Giulio

II

nella
il

investitura

data

tina e

Nauclero computarono per quarantamila scudi d'oro, e del cavallo bianco in ogni triennio alla
il

a Ferdinando

Cattolico, la quale

sagra persona del


ce
,

uhcumque
vita

Romano PontefiRomanus Pontfcx


Paolo
li

ha servito di norma alle posteriori, conferm le condizioni ordinate da Clemente IV, massime suU' accesso
personale del re a
stitura
,

ricevere

l'

inve-

fucrit.

Dalla

di

abbia-

mo,

ch'egli nell'anno
,

i470

rifiut la

chinea
dal re
poli, e

ed il falcone, mandatogli Ferdinando pel regno di Nache

ed a rinnovare l'omaggio ad ogni nuovo Papa: -> lidem vero 5) haeredes ( di Ferdinando il Calsi tolico ), et successores, si Roraa fra sex menses,
-}

domand

invece sessan-

nus Pontifex in Italia fuerit, insi vero extra Ita-

tamila scudi.
Sisto

Ma

il

suo

successore
il

liam
dicti
rint,

esset, infra

re

1472 esent Ferdinando d' Aragona


nel
,

IV

detto

.-j

regni

annum, postquam dominium adepti fue-

re di
,

Natri-

;>
j

teneantur et singulis succes-

poli

durante

la

sua vita

dal

soribus nostris, ac eidem

Romatam

buto

dovuto

alla

Chiesa

romana

nae

Ecclesiae

rcnovabuut

,,

90
ipsum cHiiiii

CHI
liginrn, et

CHI
lio

homagium, qnam

II,

che
ss.

il

re

facesse

presentare
nella

liujiisinodi jiiiami-nliini. In

ogni anno al
festa

romano Pontefice
et

oplionc aiilcm, ot bfii('|)lacilo crit Romani Pontilicis, soii pracdictae Ecclcsiac Ferdinandum rcgem, et

de'

Apostoli Pietro e Paolo


piil-

itnian

pahtfrcnum allmm
ci

chrnni, et bonum,

decenter orna-

M M
>

hacredes et successorcs siios praedictos vocai-c ad praestandiun pcrsonalitcr


ligiiun,

tnm, in ricognizione del vero dominio della santa romana Chiesa


delle terre investite.

jiuamcntum

lidclitatis, et

et

homagium
iMis

liiijusmodi,

Leone
in

diiinmodo ad hoc
ciitn

lutiim lo-

favore di Carlo

minor poi nel i52i V, il censo, ri-

statuat, et assignet, vel Cari])siusEccle.siae

dinalem

aut alium,

ducendolo dalle ottomila oncie d'oro di camera in ogni anno, ed in


ogni anno prescrisse
la

sj qui vice Romani Pontifcis jura mcnliim juxta eamdem formam, j et homagium ac ligiiim hujusiuO'

presentazio-

M di recipiat, destinare

".

Riguardo poi
del censo
,

alla

presentazione
II
,

non
di

vari Giulio

le

ne del bianco palafreno, gi costumato sotto Ferdinando U Cattolico. Che questo atto di omaggio, anche prima del i5io, si facesse alla sagra persona del Papa , e con distinta

disposizioni

Clemente

IV

cio

pompa,

ricavasi

eziandio dai
,

che il censo si dovesse dare in dicto festo beatorum Pelri et Pauli, uhicumque romanus Pon-


re

tifex fuerit
fci,

ipsi

et

Romanae
di

Ecclesiae ".

romano PontiLa
essere
il il

osservabile

circostanza di
far

rinomato Burcardo il quale fa menzione de' regi ambasciatori, allorch Ludovico XII re di Francia, e Ferdinando il Cattolico per le rispettive investiture, Ogni anno pagavano il censo.

Diarj del

tenuto

presentare
del
la

Quanto poi

fosse solenne lo sfog-

censo alla stessa persona

Somcosa
,

gio della pubblica cavalcata

per la

mo
si

l'onteficc,

esigeva

che

presentazione del censo e palafreno,

adempisse con quelle formalit che corrispondessero alla dignit di cos grandi personaggi. 11 censo imposto da Giulio
fu di
diis ipsiiLs ivgin di
II al

re

ottomila oncie d'oro


,

in

Ferdinando ad ponogni anno, e

avvenne i^gi , di che dilTusamente tratta il Borgia con analoghi documenti. Fra questi ve ne sono sulla presentazione della chinea fatta al Papa, bench questi
lo

ben

dimostra

ci

che

sotto Gregorio

XIV

nel

un palafreno liianco, bello, e buono in ogni triennio. Ma da queGiulio


II,

non
stoli

si

fosse

recato
la

celebrare
de'
ss.

le

funzioni

per

festa

Apo-

sto censo lo slesso

ncl-

nella basilica

vaticana.

Questo

fanno medesimo

i^^io, con bolla dei

magnifico apparato reputavasi tanto


unito
al

17 agosto, liber Ferdinando, condonandogli ancbe il pagamento dell'investitura, in

censo

che

tutte le volte
e

in cui per necessarie

gravissime
differito

grazia della

parti-

ragioni fosse

ommesso o
apostolici
,

colare sua divozione ed attaccamento alla santa Sede, e delle dispen-

veniva nei brevi

chiara-

diose gucire
via dalla
,

sostenute
i

per

cacciar

mori maomettani con tanto onore, e vantaggio del nome cristiano. Volle per Giu-

Spagna

mente espresso che la ommissione non pregiudicasse al consueto, come rilevasi dal breve di Alessandro VII del 56)7, e che la dilazione si
concedeva con questa speciale legge

CHI
e condizioi^e
si
,

CHI
la

9,
Crnonial dipag.
i

che

presentazione

dovesse fare, nel termine

proro-

Du-Mont nel ploialique, num. 1,


se
il
,

ja,

Am-

gato, al

sommo

Pontefice colla or-

slerilam

solennit ; il che dichiar Innocenzo XI nel i683. Il nominato Alessandro VII eman tal breve, perch Roma in quell'anno essendo ti'avagliata da micidiale pe-

dinaria

1739. Con questo celebre fatto rest pubblicamente contestata, ancora per confessione del medesi-

mo
stri,

re Carlo li, la giusta e ragio-

nevole richiesta

stilenza,

la

festa di
le

s.

Pietro fu celiete

lebrata senza

consuete

di-

de' pontificii miniche un atto s solenne, ed importante fosse con tutta la convenevole e necessaria pompa celebra-

mostrazioni di fuochi
di artiglierie,

artifiziali,

spari
la

to dinanzi la sagra persona del Pa-

ed illuminazioni, e

pa

chinea fu perci presentata privata-

dovesse

mente.

Accadde nel

pontificato del

men-

zionato Innocenzo

XI

che, troTandosi

piacimento ed aibitrio luogo e tempo determinarsi. Fu inoltre Carlo II s religioso ed esatto, che dovendo pagare il censo nella festivit degli Apo,

cui
il

infermo nel 1686, e non potendo nel luogo consueto ricevere il censo, determin che dall'ambasciatore di Carlo li re di la sala

1691, e vacando allora la per la seguita morte , di Alessandro Vili, si esib pronto
stoli

nel

santa Sede

Spagna

si

presentasse nel-

di

farlo

presentare

al

sagro

Colleriser-

del concistoro, supplendo la

gio de' Cardinali, anche

con

presenza del sagro Collegio a quella


del Papa.

bare
frirlo
ai

il

palafreno, o chinea, per of-

Ma

avendo

il

conte Bor-

romeo ambasciatore
re questo atto, se

ricusato di fain cappella,


,

non

al nuovo Pontefice. Piacque Cardinah la buona volont del re; ma saggiamente preferirono di

ovvero
ch
gli

al letto del Pontefice

loc-

rimettere
ro
d

il

censo e chinea

al futu-

era stato negato,


di

si

appigli
il

al partito

far presentare

cen-

Papa. IVel medesimo anno fu creato Innocenzo Xll, il quale nel

so privatamente al Cardinal camer-

primo
le

di

novembre

ricevette nel
i-e

lengo di santa Chiesa, ed ai mini-

palazzo Quirinale l'omaggio del

dove dagli altri feudatari, non obbligati ad una trisi ricevono splendida forma buti. Di fatti andarono i ministri delstri

camerali nella sala

per

mani

del principe Barberini,

che con legia magnificenza sostenne il carattere di ambasciatore straordinario del re cattolico
,

come
delle

sor

l'ambasciatore per presentarlo


dai camerali

ma

vrano delle
sentazioni
lazzi

Sicilie.

IVIa

pre-

non

si

volle

ricevere

della

chinea fatte nei padel


la

un censo dovuto
doglianze
al

alla stessa

persona

Quirinale e Vaticano, e nella

del Papa. L'ambasciatore

proprio

ne port sovrano ; ma
,

chiesa di s. Maria 8 settembre dopo


dinale,

Popolo
cappella

agli

par

questi con pi

equo

consiglio

or-

pale, e di quelle fatte


si

din che si pagasse il censo quando e dove voleva sua Santit. Ed perci, che quindi venne presentato
a'

da un Carpu vedere il volume IX


77,

del Dizionario, alle pag.

86 e

87.
Neil anno 1 700, cessando di vivere Carlo Uj in Europa, e massime in Italia, si accese aspra guerra per
la

28 agosto

dello slesso

ad Innocenzo
l'ambasciatore

anno 1686 XI al Quirinale e Borromeo comp alla


,

solennit della funzione, che descris-

successione

alla

possente

9^
ih1 estesa

CHI
inonai-chia di Spagna, alla
Luij^i
I

CHI
come
tif.

scrive
II,

il

Guairiacci,

f^it.

Pon-

(pialo
iti

])i-ete)i(lcvaiio

^IV

re

toin.

pag.
della

l'-iaiicia,

e Loo]jo!(1(j
il

ii)i})cra-

giorni

prima

7 e 371. Due detta presenta-

tore.
la

Ma

avendo

primo

accettala

zione del censo, avea Clemente XI,

disposizione testamenlaria del de-

con suo chirografo de' 2G


pregiudicarsi la

giugno,

lonto, dichiar re delle

Spagne Fiil

dichiarato alle parli contendenti

non

lippo duca d'Augi,

secondogenito

non
illese

efrettuata pre-

del suo tiglio Delfino di Francia,


f|Liale

sentazic^ne di censo, e che rimanes-

prese

il

nome

di Filippo

V. Aspine rese

sero salve

ed

egualmente

le

questi

anco

alla sovranit delle

ragioni della santa Sede.

In questo

due
si

Sicilie, e eolle

armi
il

se

chirograt, cui Clemente


ne' seguenti
aiiii
,

XI

ripet

padrone.

A giustificarne

possesso,

si

fi

particolar

rivolse a Clemente XI per ottenerne r investitura. Fu allora, che nacque viva gara tra le corti ili Madrid, e di Vienna, pretendenti alle
Sicilie.

menzione
la

della

solenne

pompa

cavalcata, che doveva

accompagnare

presentazione del censo e chinea


le

per

Da ambe

le parti si

doman-

due Sicilie. ben a ragione Innocenzo XIII,


,

dava l'investitura con preghiere, e larghe promesse al Papa. Entrambe le corti offrirono il censo prima
di averla riportata, e quella di

neir investitura
172?. a Carlo
l

che poi

diede nel
par-

VI

d'Austria,

delle consuete solennit nella pre-

Ma-

sentazione del censo,


di

non

gi c(me

drid

lo

fece

eziandio

iniprovvisa-

niente presentare al tribunale della

camera Apostolica nella


lesti vita

vigilia della
;

un atto semplice tcoltativo, ma come di un atto famulativo ad un titolo positivo e sul quale, dopo
5

di

s.

Pietro nel 1701

ma

ammesso, anzi venne trrigettato. Era fermo il Papa nella prudente massima di conTu

non

lungo corso d'anni, oltre la centenaria, s'era acquistato ogni buon


cos
diritto,

uialmente

e quindi obblig

l"
l'

investito

Carlo

VI a

giurargliene

osservan-

servarsi strettamente neutrale, qual


si

conviene
ai

deli,

padre comune de' feper cui sempre ricus conceal

za, con queste parole: " Perpeluis futuris temporibus singulis annis ipse Carolus rex, ejusque haere:>

dere

pretendenti

la

tanto bravedersi
delle guerre

des et successores, alii([ue

vocali
et suc-

mata
nel

investitura,

come pu

praedictum censum nobis,

lib.

V
in

dell' Istoria

avi'enute

Europa per

la succes-

cessoribus nostris cuin solitis solc mnitatibus integre persolvere o innino debeant
".

sione della nionarchiaspagnuola.ee.,

Non

fu

per

del marchese Ottieri. Nel

tomo

di

questa istoria

si

legge

un

singolare

questo un nuovo obbligo imposto al re; ma una giusta cautela, per-

stratagemma, con cui gli spagnuoli presentarono di nascosto in tale occasione


il

ch

si

osservasse quel

jus

eh' era

gi con tanti atti solennemente prescritto,

suddetto tributo
e

nel
lo

pa-

lazzo vaticano,

come

rifiut

Clemente XI, donde prese occasione il tedesco Vesterno per battere una medaglia con questa leggenda,
allusiva alla chinea:

e che ultroneamente fu promesso pochi anni dopo dal re di Spagna Filippo V, quando divenuto sovrano delle Sicilie, co' termini seguenti, in idioma spagnuolo: >

te TEUCRI

equo ne crediAUFUGIAT PRO HAC VICE


,

de
:>

la

nnsnia

sue r te

se

afre te

proinpto a presentar la

Acanea

}t

CHI en la forma, y solcmnulad rtcostuinhrada ". E di falli la conseda

CHI
e sugli anteriori tributi

93
ed investiai

ture concesse
diversi,

dai

Papi

sovrani

gui iiell'aiino
speditagli

lySS, e Clemente

nella lolla

XII,

fece

ripetere anche la clausola delle usate formalit,

e solennit nella
censo,
colle

prestesse

che dominarono sulle Siciavuta dalla lie, per la sovranit santa Sede su quel reame sino dal secolo ottavo, e sulla condotta di

sentazione

del

Pio VI in sostenere
Chiesa Romana,
lo
si

le

ragioni della

espressioni della

bolla

d'Innocenzo

cousuiti l'artico-

XIII, per Carlo VI d'Austria. Tali condizioni sulle ordinarie solennit della presentazione della Chi-

SlCItlA.

nea,

furono

ripetute

da
al
il

Clemente
che
diede
re Ferdi-

Tuttavolta aggiungeremo qui qualche nozione pi interessante sull'argomento. Nel 1777 nel presentare il
contestabile

XIII,

nella investitura,

Colonna
all'

la

chinea,

cam,

delle Sicilie nel

1760

bi la formula

improvviso

di-

nando IV, e
pagasse con

volle che
le

censo

si

cendo che
to
di
i

la

presentava in attestadel

condizioni,

modi, e

divozione
ss.

suo sovrano

forme prescritte dai Papi suoi predecessori massime da Innocenzo XIII, e Clemente XII ; e nella for,

verso

apostoli Pietro e Paolo.

Ad

disse

onta che inaspettatamente si uda Pio VI la nuova formula,

inola di giuramento, che a

nome

del

re prest

Cardinal Domenico Orsini, e che poi fu ratificato da Ferdinando IV, distintamente fu richiamata la bolla di Clemente XII.
il

con prontezza rispose: Noi accettiamo questa Chinea in segno di vassallaggio, per li due regni di qua e di l dal Faro. Ci non pertanto,

per

interposizione di

Carlo III
anni
il

Nel pontificato di Pio VI, nel 177G, insorsero alcune dispute di precedenza, nel giorno della presentazione della chinea
,

re di Spagna, ne' successivi


contestabile
sentax-e
la

Colonna continu a prein nome di Ferdinando IV

fra

gentiluo-

chinea a Pio

VI

coli'

antica for-

mini del governatore di Roma, del


ministro di iSpagna, e del contesta-

mula.

Ma

nel
la

1788,11 governo del


di

re prese

risoluzione
la

non

far

Colonna ambasciatore straordinario del re Ferdinando IV, onde presentare al Papa il censo. Il ministero napoletano fece sapere alia corte di lloma, che per evitare in
bile

pi presentare

chinea,

per cui

Pio VI, dopo aver celebratola messa pontificale nella basilica vaticana

per

la

festa

de'

ss.

Pietro, e Paolo,

pi'onunzi in pubblico al sagro Collegio un'allocuzione per la ferta chinea


stesso
,

seguito altri simili

disordini

il

re

aveva risoluto
brare
la

di

non

far pi

cele-

solenne

cerimonia
,

delia

pubblica presentazione

ma

invece

della

non ofdopo la quale sullo proposito monsignor fiscale Camera apostolica emise una
protesta.
la

di far passare privatamente alla ca-

lobusta
origine

Da

questa

el)l)o

mera
sette
di vota

ajiostolica

la solita

somma

di

mila ducali d'oro, a titolo di offerta ai ss. Apostoli Pietro


JMa
sulla sottrazione
i

che ogni anno nel detto pontificale Pio VI fece in lutto il suo pontificato, dopo aver
protesta,

e Paolo.

del-

accettata quella del mentovato prelato fiscale^ e che


i

l'annuo tributo sino dal

venuto tra Celestino

111,

196 coned Enrico


I,

pur proseguirono
presente.
di
p.

di

lui
il

successori, sino al

VI

figlio

dell'imperatore Federico

/'.

volume IX,

81, e 82

94
(jiieslo

CHI
Dizionario,
e in

CHI
un
alle
for-

mule
zioiic.

della protesta
Ivi,

dell' aeccltu-

specialrneiite

uelle an-

Ferdinando de TolTes present la chinea a Pio IV in nome di I''ilippo li re di Spagna, e


alcuni,
il

i^av.

teriori
il

pagine

76

e 77, nella

si

descrive

quindi nel proprio palazzo in piazza


IN'avona,

modo come
l'ietro

seguiva
,

la

presentavigilia

che poi
,

divenne propriet
ne' riquadri
la

zione della cliinea


s.

di

dei

Laneellotli
fece

della

dopo il vespero pontificale, cio che quando il Papa era arrivato Ira i due pili dell' accpia
santa, la cliinea appositamente

sala,

di[>ingere

magnifica
1'

pompa con
Nel

cui

esegu
li

incarico.

amdalla
sette

1687 Carlo sentare la chinea


re,
ni,

destin

pre-

a Innocenzo

XI^

maestrata

s'

inginocchiava, e

dentro

colla solita qualifica

di ambasciato-

nn vaso
sella,

d'argento
il

sostenuto
trihuto di
nell' atto

presentava

mila ducati
l'ambasciatore

d'oro,

che

pronunziava

quella

formula,
del

te

che insieme alla risposta pure riportammo. La detta Ghinea, magnificamenbardata, spettava dopo la fun-

Papa

ivi

il duca Federico Sforza Cesaried egli ademp quella funzione eolla maggiore sontuosit. Neli734> Clemente XII ricevette la presentazione della chinea dal principe Santacroce. Per nello stesso decorso secolo, e parlicolarincnte verso la melj

il

conteslabile

Colonna fu l'aubascia-

zione

al

Cavalltrizzo

maggiore del

tore straordinario del re di Napoli,

Papa

{^Vecii); ma poi si convenne tra il cavallerizzo e l'ambasciatore, che questi pagherebbe a quello in compenso della chinea e della bardatura scudi trecento per

per

la

presentazione della chinea al


Pontefice.

sommo

Siccome nell'an-

data alla basilica vaticana colla chi-

nea l'ambasciatore riceveva il saluto dal Castel s. Angelo, con alcune


salve di artiglieria
,

ogni volta. Piiguardo


le,

al

cerimoniade-

nel

passare

come seguiva

la

cavalcata delsi

per la piazza di

s.

Pietro, dal cansviz,

l'ambasciatore straordinario,
sciive al
alle

none e mortari
aveano
artifiziali

della guardia
al

volume X del Dizionario pagine 3ii e 3 12. Solo qui

zera, cos tornato

suo palazzo
rinfreschi

luogo

sontuosi

aggiungeremo, che l'ambasciatore del Carpio, destinato a presentare la chinea ad Innocenzo XI, voleva
portarsi
in

suoni, cantate, illuminazioni, fuochi

con macchine allegoriche, ed altre solenni e pubbliche dimostrazioni di gioia.


tali

sedia
gli

nella

cavalcata

Le

descrizioni di

ma
gli

il

Papa

fece sapere
le

avrebbe

mandato
si
il

che non consuete

feste

si

leggono ne' Diari di Ro-

ma,
lo

il

Cancellieri nel suo


i8c),

Mercacatalo-

guardie, per cui


care,

adatt

di caval-

ec, a pag.

tesse
detti

un

come

era

costume.

Non sempre il contestabile Colonna fu quegli che fece le funzioni di


ambasciatole straordinario per presentare la cliinea, dacch piuttosto, dopo il i68o, sembra che s'incominciasse

go dei numeri de' ne parlano.


zione della

Diari, che

liitornando alla sospesa presenta-

chinea
il

nel

medesimo
,

anno 1788

cav. Ricciardelli

in-

caricato di affari del re di

Napoli,
di porse-

da un individuo di tal' illustre famiglia a fare s onorevole uffizio, per parte dei re di Spagna, e dei
re di Napoli.

ebbe ordine dalla sua corte


tare al
gretario

Cardinal
di
stato,

Boncompagni
settemila

ducati
tre-

di fatti,

per dire di

d'oro di Camera, nonch altri

CHI
cento ducati pel cavallo bianco detto

CHI

9I;

prezzo del cavallo bardato


il

detto

chinea

ma

il

Cardinal ricus

M chinea, che sopra


>*

dor.so portar
".

dicendo che nella solennit appunto della cerimonia, e


di riceverli,

soleva

il

consueto denaro
la

In processo di tempo

corte di

nella

nomina
la

di

uno straordinario
consi-

Napoh

fece alcune trattative per

una

ambasciatore per adempirla,


steva principal
circostanza
il

del-

convenzione con Pio VI, in virt della quale ogni re delle due Sicilie pa-

l'omaggio. Replic

ministro,

che

sua maest era intenzionata di continuare la pietosa offerta, non mai

gherebbe per una sola volta alla santa Sede cinquecento mila ducati, in
foi'ma di pietosa offerta a
s.

Pietro,

titolo di

censo, tributo,

investitu-

ma

ra,

o vassallaggio,
ai
ss.

ma

solo per di-

che cesserebbe per sempre la cerimonia e formalit della solenne presentazione della chinea.
11 le

vola offerta

Apostoli Pietro e

tempo petrattative

Paolo, e perci a tal fine l'avrebbe


depositata al montt di piet di

r fece conoscere, che

Rofatti

per
to,

ma

[Vedi),

per

restarvi

piena

convenzione non ebbero elfetcontinuando Pio VI a pronunla


s.

disposizione di sua Santit.

Di
di

ziare la consueta protesta sedente sulla

per molti anni continu


ciardelli

il

cav. Ric-

sedia gestatoria, nel d di


,

Pie-

a fare

il

deposito

uncor-

tro

in

mezzo

alla

basilica

Vati-

dici

mila ottocento trentotto


ai

scudi

cana.

e baiocchi settantacinque,

che

Che
imbuto
citt di

il

cavallo bardato, o la chi-

rispondono
data, che

detti

settemila ducati

nea, venisse dato alla santa Sede per


di

d'oro di camera, ed alla tliinea barsi

vassallaggio

anche dalla

valutava per cento


simili.
il

set-

Bamherga

(Vedi), lo dicemEucaristia a-

tantacinque scudi d'oro


se per pii anni
delli
il

IMa

mo

a queir articolo. Della chinea dess.

replic
fu mai Laonde

Ricciar-

stinata a poitare la

corrispondente deposito, que-

vanti ai

sommi

Pontefici, nel posses-

sto tuttavia

non

dalla santa
cos

so alla basilica lateianense, e nei viaggi dei

Sede
piet

accettato.

molti-

medesimi Papi, guidata da due


i

plicato,

fu poi levato dal

con ordine del caricato regio. Nel 1791 continuandosi a fare


il

monte di medesimo in-

palafrenieri, chiamati

palafrenieri

del

deposito, nella dichia-

razione

si

ebbe a notare una variaziodi limosina,


il

ne

di espressione, cio che invece di

Sagiamento, si tratta agli articoli Eucaristia (Vedi), ed a Cavallo ( Vedi ) ove pure si dice delle mule bianche, o chinee cavalcate od usate dai Pontefici.
ss.
,

dire
titolo

titolo

si

disse a

Il

Cancellieri

poi

nelle

sue

opeil

di divozione,

che

nella so-

re
ss.

parla

delle
,

chinee

portanti

stanza non era quanto

richiedevasi

Sagrameuto

guidate pel freno


,

giustamente. Diceva la
deposito w

formola del

da persone
nieri

nobili ecclesiastiche
il

a-

zione, " professava


" Paolo, "

che per la special divoche sua maest Siciliana


ai
ss.

venti anch'esse
della
ss.

nome
e

di

palafre-

chinea,

palafrenieri

apostoli Pietro e
la

mandava

consueta som-

di ottocento M scudi in circa , per compensare w l'ommissione fatta negli anni pre-

ma,

coir aggiunta

cedenti, di non aver

valutato

il

Sagramento. Tra le dette opere va letto quanto egli riporta nella Lettera a monsignor Tommaso Guido Calcagnini, a pag. 3-, perocch vi hanno in essa erudite notizie suU'argomeuto.
del

96
neir isola di

CHI
ratorio,
s.

CHI
sacerdoti della congregazione dell" o-

CIITO o SCIO. Sedo vescovile lai nome. V. Scio. CHIODI (Co ngrcgaz ion e religiosa de' sacri). Nell'anno iSGy nella citt di

fondata poi dal medesimo

Filippo, furono pure volgarmente


\

chiamali,

padri di

s.

Filippo Neri.

Siena

il

p.

Matteo Guei'ra,
volle
isti-

uomo
tuire
ti,

insigne per piet,

una congregazione
quale
fu

di sacerdo(\e

la

chiamata

sagr

si possono ne Fa su Sancsi, e nelle Pompe Sancsi del p. Isidoro Azzolini Ugurgeri, part. I, tomo

Di questa congregazione
leggere le notizie

perch abitando dopo la loro fondazione, nell'ospedale detto della Scala, si congregavano in una
Cliiodi,

X,

Ddli fondatori

delle

Religioni

Sanesi.

CHIODI
tunque
la
gli

{Reliquie insigni).

Quanriferire

cappella della

chiesa
si

dell'

ospedale

Evangelisti
il

nel

medesimo, dove

conservava

con

passione e

martirio solTcrto in

inolia venerazione

uno

de' chiodi, coi

quali venne inchiodato in croce Ge-

s Cristo. Dipoi con bolla di Gregorio XIII

ncUanno i584
la

fu alla cons.

non facciano menzione de' chiodi che Io trafissero, con tuttoci ne parlano chiaramente dopo la sua gloriosa ricroce da Ges Cristo,
surrezione. S. Luca, cap.
ci

gregazione data
e

chiesa di

Giorgio,

XXIV,
Cristo

89,

furono confermate le loro regole, che pure vennero approvate nel seguente anno da Sisto V. Ivi i sacerdoti vivevano religiosamente in
vita

dice

che

allorch
,

comessere

parve

agli

Apostoli

dopo
s.

risuscitato,

non essendovi
:

Tom-

comune, senza propriet


che ricevettero
1

indivi-

duali, e secondo le costituzioni apostoliche,


altres'i

l'appro-

vazione nel
te \II1.

mento
te, e

di

096, anche da ClemenFacevano solenne giuraperseverare sino alla morloro superiore;


il

maso, disse loro Mirate le mie mani e i miei piedi, perocch io son desso. detto questo, mostro le mani e i piedi, e da s. Giovanni si replica, dopo aver cos cap. XX, 20

detto, mostro loro le


stato.
stoli

mani ed
agli

il

co-

E Tommaso

disse

Apo-

di ubbidire al

dal qual

giuramento
,

solo

Papa

poteva dispensarli

come

espressa-

mente
lo

si

legge in una bolla di Pao-

altra

de' 23 gennaio 16 14, e in emanata da Urbano VIII nel

1627. Questa congregazione fiori per uomini di segnalata bont e


,

quando gli raccontarono 1' apidem V. 25: Se io non veggo nelle sue mani la fessura de' chiodi , e se non metto il mio dito nel luogo de' chiodi , e non metto la mia mano nel suo costato, non lo credo. E comparendo di nuovo Ges Cristo, allor cli'eraparizione,
vi
s.

dottrina, e

si

esercitava nell'ammi-

Tommaso, a

lui

rivolto,
:

ecco

nistrazione de' sagramenti, in predicare,

come
il

gli parl, ib. v.

27

Metti

qua

ed insegnare

la

dottrina

cri-

stiana a' fanciulli, e in molte austerit.

tuo dito, e osserva le mie mani, e accosta la tua mano, e mettila nel
costato.

gi colle sue
riusc

opere,
di

col
edi-

mio

E
il

ci fece,

perch tut-

suo esempio,
proseliti, fra'

grande

tavia apparivano aperte le sue


da' chiodi, e

mani

ficazione a' fedeli, e trasse a s molti

costato dalla lancia.


e.

quaU

s.

Filippo Neri, infondatore.

Nella versione persiana, Jo.


in Polyglot.
t.

XX,

timo amico del

p. IMatteo

siccome l'abito dei sacerdoti dei sagri Chiodi era uguale a quello dei

V, XLI, 20, pag. 509, London, 1657, si espriaiono


anco
le

ferite de' piedi,

ove leggesi

CHI
Disse questo, e mostri) loro
delle
11

CHI
le ferite
:

07

di Plinio,

mettevano dei pezzi di

che mirabilmente
clic

mani, de piedi e del costato si accorda con


di
Ini

legno al Ijasso delle


i

croci, affinch malfattori potessero appoggiarvi i

ci,

predisse

il

reale Sal-

piedi.
si

mista,

Psai.

XXIj i8, ove


i

dice:
le

Un' altra simile stravaganza vedeva nella croce stazionale pos-

Hanno
inani.

forati

mici piedi, e

mie
e lo

adunque indubitato,
l'antica

confermano
Padri, ed
crocefisso
traftti

veneranda traautorit dei


incalcolabile
di

seduta dal senatore Ebnero d'Eschenin cui rappresentasi Cristo senza avere i piedi trafitti dai chio-

bach,
di

dizione, la rispettabile

un numero
che
gli

di antichissime
,

immagini
furono
i

Ges

locch certamente contro l'overa e pi comune, e contro l'uso generale antico e mo;

pinione pi

eziandio

derno, di rappresentare
fitto
il

Ges con-

e perforati

piedi

da chiodi

di

l'eiro.
I

da chiodi ancor ne' piedi. Che Redentore fosse trafitto da quat pi probabile, sebbene che lo sia stato da tre abbia in favore gravi ed

chiodi de' piedi, secondo la pi

tro chiodi,

comune opinione, si crede due, come ricavasi da s.


di

siano stati

l'opinione,

Gregorio

chiodi

Tours,

De

glor. 3Iarfyr. cap. 6;

antichi scrittori.
Criice, lib.
II,

Giusto

Lipsio,

de

da Innocenzo 111, Semi. I de uno Marlyre; dal Cardinal Toledo sopra


capo 19 di s. Giovanni, annot. da s. Cipriano nel sermone de Passione Domini, e da un gran numero d'immagini lavorate negh antichi musaici , e principahnente in
del
1

cap. 9, pag. 44, credette che Nonno scrittore del quinto


secolo
,

fosse

di
in

questo
Il

sentimento
vangelo
p.

nella parafrasi
di
s.

versi del

quelli
gli

fatti

dai greci,

riportate

fra

altri

dal p. Cornelio Cuiti nella

Curti pel da un altro passo del medesimo Nonno, pretende di mostrare che ancor egli opinasse essere stati quattro i chiodi.
Altri poi, per convalidare
l'

Giovanni.

citato

sua opera de Clavis


glio di
tutti

Dominicis. Me-

opi-

prova il dottissimo Benedetto Xi V, Lamherlini^ De [est. D. N. Jesu Chris ti part. I, num. 279; il quale con isquisita erudizione ha moltissime cose disaminate, ed osservate non meno in conferma <le' quattro chiodi, che in confutazione di chi sognava non gi con
lo

nione

de' tre
l'

chiodi,

adducono in
della

loio favole

autorit

trage-

dia greca intitolata:

Cristo paziente.

Ma

c[uesta

veramente poco a loro


l'

giova perch

autore

un ooeta
al
il

che non

ist

strettamente

vanve-

gelo e all'istoria, sebbene sia

chiodi essere stato confitto in croce

nerando s. Gregorio Nazianzeno, secondo alcuni. V. Lollaud, ad i5


3Inii.,

Ges

Cristo,

ma

bens con funi

es-

Tillemont

t.

I,
,

not. 3g. Sur. e


i

sere stato legato.


tico de' religiosi

In

un sagro
in

trit-

lY. S. J.

C,

p.

455

Crocefissi

carmelitani di Lucbassorilievo

con quattro chiodi, dappoich fuori


di

ca del

XIV
il

secolo,

quelli riportati

dal p. Curti, dal


lib.
II,

eseguito sull' osso bianco, eravi rap-

Lanibccio, Uibl.

Caes.

pag.

presentato
sione,

mistero della

crocefis-

4 IO,

con Ges Cristo posto sulla croce, senza segno di chiodi, poggiando i piedi su di un zoccolo. Vero per, che i romani, al dire
voi. XUI.

dal Buonarroti nel Dittico di Ramhona, e dal can. Giuseppe Martini, Tlieatr.
lib.

XIII

cod.

6'j

IJasilic.

Pisan. tab.

XiX,

pag. 87,
fatti

se

ne trovano pure altrove. Di


7

gS
se

CHI
ne trovano anche
oggltl

CHI
in alcol,

Si
tati
i

sono anche per divozione imichiodi, coi quali Gesi Cristo,

cune chiese antiche, come nella legiale eli s. Michele in Lucca

in

fu attaccato alla croce.

Calvino ne

quella metropolitana, in quella ab-

bazia di Pozzeveri, senza mentovare altri luoghi. Il Torrigio, Le sagre grotte Faticane, dice a p. i(^'^, che pur troppo gravissimi autori
greci e latini sostengono

conta quattordici o quindici, ch'egli pretende che i cattolici tengano per


veri
,

ma

fra

questi ne mette molti,


di lui
^

dei quali

prima

mai

inteso parlare
,

non si era come juelli di


Parigi,
di

che,

Ges
af-

Venezia

dei carmelitani di

fu crocefisso con quattro chiodi, due


alle

della santa cappella

Draguignan
,

mani
di

due

a' piedi

ed

del villaggio vuoisi

di Tenaille
Il

il

quale
chiochiesa

ferma
silica
s.

avere veduto

simili

Cro-

cefissi i^f^edi),

nel portico della bachiese di

immaginario. do, che in Boma


di
s.

vero
nella

lateranense, e nelle

Croce, fu limato, ed ora non

Maria Liberatrice, de' ss. Cosma e Damiano, di s. Bonosa, di s. Nis.

ha
alla

pili

punta.

Questa

limatura

stata

rinchiusa in altri chiodi,


stessa

fatti

cola in Carcere, di
s.

Clemente, di
s.

foggia e forma del vero,


lo
si

Urbano
s.

alla Calltirella, di
s.

Bi-

e in tal

modo
Si

in certa guisa

l)iana, e di

Costanza
porte

come ne
basilica
s.

moltiplicato.

trovato

anche un
il

vide a

Maria in Traspontina nel


della
di

altro

modo

di farne

molti, cio col ve-

chiostro, nelle

toccare con chiodi somiglianti


ro, e
s.

ostiense, nella sagrestia

Pietro,
il

nelle grotte vaticane, e sopra

mo-

dopo distribuirli. 11 Cardinal Cai'lo Borromeo, prelato illumidella

numento
di
silica
11

di

Giunio Basso

prefetto

nato e
chiodi

pi

scrupolosa

esat-

E.oma, esistente nella


vaticana.

stessa ba-

tezza in fatto di reliquie, aveva molti


fatti

a somiglianza di

(jiiello,

costume moderno di rappresentare le immagini de' Crocefissi


co' piedi

sovrapposti l'uno

all'
,

altro,

che si venera a Milano, e li distribuiva dopo averli toccati a questo, ed uno ne don al re di Spagna
Filippo
II.
il

vi da un solo chiodo chi crede, come il citato BuonarroOsservazioni sopra il dittico di ti,

trafitti

Parlando
cefisso
il

Baronio, all'anno 326,

de' chiodi della croce,

Rand)ona,
torno
artefici
al

sia

stato

introdotto inristorazione
forse
gli

Salvatore, avveite
in

ove fu croche il
tali

tempo

della

trovaisi

pi luoghi diversi di

delle belle arti,

pensando

chiodi, forse

col formarli in

tal guisa, di
,

con
tere

parte
i

avvenne dal formarsene dei veri ovvero che i


,

dar loro maggior grazia


dine.

e attitu-

chiodi,
i

quali servirono a

commet-

In siinil

modo

se
s.

alcuni nella chiesa

di

ne vedono Croce di

due

assi della croce, sieno cre-

duli per quelli, che forarono le di-

Firenze dipinti non solo da


bue,

Cima,

vine

membra
6'2(),

di
il

Ges. Dello stesso


p.

che

fior

nel

secolo

terzo, e

fu

maestro di

decimoGiotto ed
della

sentimento
pag.

ftlenochio,

J,

uno

de' principali

ristoratori

pittura,

ma

ancora da Margaritone

pittore e scultore aretino, che pur egli


visse in quell'epoca. /

.Pompeo Sart.

fa conftto in croce Ges, dicendo che pure in Como, e in Treveri se ne venerano, ed aggiugne die fra essi vi sieno puro chiodi, co' quali fu
i

Dei chiodi

co'

(jiiali

ndY, Lettere ecclcsiasticUe,

,0.78.

li^rmato sulla croce

il

Titolo.

/^,

il

CHI
Gretsero, de

CHl
28.

99

Cnice, capo
luo!;lii,

Per
s.

non dire

di altri

anche nella
chiesa di

citt di Spoleto,

e nella

una violenta burrasca, gett nel mare uno de' chiodi, e lo ebbe tranquillo. Tanto riporta
si

nell'Adriatico, per

Domenico si venera lui sagro chiodo, ed uno pure in venerazione nella


cattedrale di Colle. Racconta
za,
il
5

il

citato san
e.

I,

6.

Abbiamo
s.

Gregorio Turonese, lib. inoltre, che il ti-

Piaz^^^^

glio

di
s.

Elena, Costantino,
altri autori,

come at-

Gerarchia,

ec.,
s.

pag.

4^^
di
il

testa

Andjrogio, de Ohit. Theod. n.


pose uno dei

nella chiesa di
si

Eusebio
il

Roma
quale
a

4?, e dicono

dice conservarsi
fatto in

chiodo,
freno

chiodi nel ricco diadema di cui usava


ne' giorni pii solenni, e che

fu

forma

di

Co-

un

al-

stantino imperatore,

ma aggiunge che
il

tro chiodo pose nella


vallo,

briglia del ca-

piuttosto esso sia quello,

quale con

riguardandolo come un sicuil

molta divozione si conserva nella metropolitana di Milano, in prezioso reliquiario, che si espone ogni anno alla pubblica venerazione a' 3
maggio, con solenne processione introdotta da s. Carlo Rorromeo quan-

ro preservativo ne'pericoli della guerra.

predetto

s.

Gregorio,

Ice. cit.,

dice che eranvi due santi chiodi, nella briglia del

gran Costantino. Si legintiCliristi

ga

Alfonso Paleolti, nel libro


Jesti

tolato

Crucifxi Styg-

do

n' era arcivescovo.

nella

chiesa di

s.

Certo , che Eusebio ora non


alcuni fu credu-

niala sacra e sindoni impressa,


nezia

Ve-

vi tal chiodo.
to,

Da

che la celebre Corona di ferro [Fedi), colla quale s' incoronano


gl'iniperatori,

1G06, cap. 21, che parla dcN cui il Salvatore non le ragioni per permise che gli fossero infrante le gambe. Il Cancellieri nelle sue Dissertazioni
tratta
di

come sovi-ani del regno Lombardo-veneto, e prima serviva pei re d'Italia, e che si conserva gelosamente in Monza sia formata con
,

epistolari
i i

bibliografiche ^

a pag.

i,

dei

tre

chio-

un santo chiodo. Con questa corona nel l3^5 fu coronato in Milano a' 6 gennaio l'imperatore Carlo lY, ad istanza del quale nel!' anno precedente. Papa hmocenzo \ I concesse alla Germania, e alla Roemia il celebrare nel venerd dopo l' ottava di pasqua la festa della sagra

da s. Rernardino nel nome di Ges, la cui divozione grandemente fu da quel santo propagata col dipingerlo
della santa

cioce espressi

in sigle.

Seguendo

la

tradizione di quelli,

che voghono il Redentore crocefisso con tre chiodi, alcuni liturgici dicono venire rappresentati nei tre aghi o spilloni d'oro, la cui
testa

Lancia, e de' sagri Chiodi, che servirono di stromento per la passio-

ornata d'un rubino, co' quali viene fermato dal Cardinal diacono e
dal prelato suddiacono, il pallio al sommo Pontefice allorch celebra so-

ne di Ges
vi

fosse
all'

Cristo. Che un santo chiodo,

in
lo

Siena
dicem-

mo

articolo

Chiodi

Zoue de' sagri

(fedi),

cosi

Congregadenola chie-

lennemente. P\ Stomer AugusLlib. i, Genume Aidnicv e. i']^; Raldassari,


il

minata perch fondata presso sa ove veneravasi.


raliice
s.

Pallio apostolico; e

gillo

della

Intorno ai veri chiodi, che l'impe-

12 3,
rario
Ice,

Elena trasse dalla croce del Salvatore,, si sa che la pia principessa trovandosi in pericolo di annega r-

Garampi, SiGnrfagnana pag. 122 e ove si dice, che Cencio Camedetti spilloni Spinuchiam
i

e di

essi

riporta erudite notizie.

CHIOGGIA

CIIIOZZA

Ci-

loo
dica.).

CHI
Citl con residenza vescovile

CHI
Claudio, per cui chiamossi Clandiorinlis. Fossa Claudia, da Tolomeo Fossa Clodia, e nel medio evtj Cincia. Paro tuttavia pii indubitato die Chioggia fosse una delle isole,

nel i"Cgno lombardo-veneto.


sta

E
un

po-

in snlubre e

vantai^giosa
jneri<lionale

situa-

zione nella parte

del-

l'estuario presso l'Adriatico,

po-

nord dell'imboccatura della lrenta. Sarebbe interamente isolata se non fosse congiunta col lido di Brondolo, mediante un ponte di
co al
pietra
stretto,

di

rifugio

specialmente

a'padovani,
Attidi

nelle barbariche incursioni di


la,

di

Odoacre, di
altri

Totila,

Al-

boino, e degli

di

quarantatre

archi,

assai

gobardi, e greci.
gresso popolata,

dominatori lonDivenuta in prolo sta-

lungo duecento cinquanta passi. Oltre l' isola di Brondolo, sono non molto lontane da Cliioggia quelle del Lido, di Poveglia, e

ma

massime per
di

bilimento
IMonselice,

di

quei

Este,
del

di

sulle rovine della citt di

JMalamocco, antica sede

veneto

suo sobborgo protetto da qualche batteria, e la citt riguardata come uno de' punti
di Pelestrina.
11

governo,
si

si

divise in

pii
Il

forti

delle

lagune

di

Venezia.

suo porto, l'antico

Hcdron, con

la j)iccola. chiamarono la La prima tuttora in piedi, bella, con buoni edifizi, divisa dallaltra da un canale navigabile detto la

due grande e

parti,

che

ampio bacino e canali, chiamato la Conca di Brondolo, il pii opportuno al commercio pel Brenta, Adige, e Po,

'cna. Chioggia fu
ci

una
suo

delle

dodi-

isole

formanti

la provincia di
il

Vecan-

nezia, che aveva

tribuno, e

perch formato dalle ac,

posteriormente uno de'qualtro


cellieri.

que

dell'estuario

da

un ramo

difeso
esa-

Venne

eretta in citt, e per


i
i i

dello stesso Brenta. Desso

tale

confermata, verso l'anno

o,

dal forte san Felice


distretto di quattro

di figura

da Ordelafo Fahero,
nezia.

doge
soffr

di

Ve-

gona. Chloggia capo luogo di un

tura di
to,

comuni, con preprima classe, congregazione


della
citt

Per
re,

la

sua posizione

Chiogguer-

gia spessi guasti nelle venete

municipale, vice-capitanato del pore dogana. L'origine

fu celebre

per diversi
le flotte

comvenevi

battimenti navali fra


ziane e genovesi.

rimonta ad epoca remota ed incerSembra farne menzione non chiara Tito Livio, parlando nel X libro di tre borgate di padovani
ta.

Questi
la
il
,

ultimi

perdettero nel
taglia,

38o

celebre batfruito delle

che rese vano

precedenti loro vittorie


stabil
il

che

ri-

distrutte dai greci,

una
si

delle

quali

veneto dominio sulla ligu-

fu Chioggia, per cui

trae

conse-

re rivale.
altri

Tanto

in questo,

che in

guenza, che la fondasse Clodio, com-

incontri, gli abitanti di Chiog-

pagno di Autenoi'e. Altri, seguendo un passo di Plinio, in cui parla della Fossa Clodia, e del porto di Hcdron, la credono a lui anteriore, e fondata da Clodio nemico di Cicerone, o da Clodio capo degli Albanesi.

gia diedero riprove di


Itidelt.
^5orte,

valore e di
la

Nel resto Chioggia segu


i

destini

della

repubblica

di Venezia.

Sul cos

detto lido

Sotlomarinn,

che

forma

quasi

un
la

sobborgo

di

Chioggia,

vedevasi

Non mancamo
fondatore

(juelli,
l'

che ne

chiesa della b.

Vergine detta

della
di
ri-

credono
Clodio

inqieratore

Navicella, bell'edifizio

decorato

Albmo

Marco Aurelio

stupendi dipinti, la cui erezione

CHI
inonlava al secolo dcciniososlo,
zioni.

CHI
ma
ceduto nella
la

101
di
si

sede

ora demolita e ridolta a foitifcaIvi


si

quei personaggi, che


e

Chioggia da leggono nel-

ammirano
nuovi

sorprendel

Serie dei Vesco^'i di

Malamocco
In progresso
sulfraga-

denti

celebri

argini

Chioggia, del eh.

Giuseppe Via-

mare, chiamati Murazzi, opera veramente emula delle pii magnilche e grandiose de' romani, incominciata nel lySi, per cui giustamente vi
fu posta r iscrizione
VERE
:

nelli

della stessa citt.


la

di

tempo
di

sede divenne

nea
nel

quella di Venezia,

dopo che
gra-

XVI

secolo fu sollevala al

ausu

komano
Il

do

patriarcale. Si contano in

quindici
diverse

VENETO

La

Strada maggiore di
panel

sinodi, che celebi-aronsi

Cliioggia larga, e deliziosa.


lazzo
if)44)

governativo

fu

riparalo

ed abbellito di pitture. Quando Pio \'I nel 1782 recossi a Veio marzo giunse a Lago Scuro del Po, dov'erano preparati
nezia, ai
tre bucintori, sette peote, e tre bar-

epoche dai vescovi di Cliioggia, e i cinque ultimi furono pubblicati colle stampe, cio il sinodo di Lorenzo
Prezzato, tenuto nel
tro

i6o3;

di

Pie-

Paolo Milolti nel 16 16; di Pasquale Grassi nel i634; di Francesco Grassi nel

che pel suo trasporto, e per quello del suo seguito. Sbarc a Cliioggia ad un'ora della sera, e prese alloggio, e dorn nel palazzo Grassi, ove fu convenientemente complimentato
a

1648; e del medesimo Fi'ancesco nel 1GG2. La cattedrale


IVIaria

dedicata

all'

Assunzione
,

di

Vergine
preziose
la

in

ciclo

possiede

diverse
navi,

reliquie.

tre

come

rifabbric larchi tetto

nome

della

repubblica
s.

veneta

Baldassare Longhena nel i633, sulle

dai procuratori di

]Marco
il

Manin
veneVII,
avanti

rovine dell'antica stata consunta


incendio.
IMagnifico
n'
il

e Contarini, che poi

corteggiaro-

da un
pulpito,

no sino
ziani.
Il

ai confini

dei dominii

ed

il

battisterio di

marmo

di

lui

successore Pio
in Venezia,

uno

de' pi celebri d'Italia, orna-

eletto nel

1800

di recarsi in Pioma,

and a vedere
i

su di un piccolo
ne' suoi

legno

celebrati

Murazzi, come raccontano


lieri

Cancel4^^'^
>

Il suo campanile altissimo ed isolato, di bellissima forma. Dal capitolo uscirono uomini rinomatissimi. Ora si

to di

statue, e bassorilievi.

Possessi, a pag.
l"

compone
dignit, la

di

otto

canonici,

di

tre

e Pistoiesi, 1 ila di Pio


1,

II,

tomo

prima
la

delle quali l'aril

pag.

87.

cidiacono,

seconda

decano,
il

Cliioggia

divenne

pi

considere-

tra

canonici sono compresi


e
il

teo-

vole allorquando verso l'anno


\i

1106

logo,

penitenziere.

Vi

sono
altri

fu trasferita la sede vescovile di

inoltre

addetti

all' iiffiziatura

INIalamocco, suffraganea del patriarcato di Grado,


oidio vescovo di
giatosi
ri.

la

quale

era

stata

fondata circa nell'anno

G38 da
,

Tririfu-

Padova

ivi

canonico esercita ivi le funzioni di parroco, e nella citt vi sono due altre parrochie, ed altre chiese ec. Evvi pupreti e chierici.

Un

per la persecuzione di Piolavescovo, che per lo stato rodi

re

una casa
delle

di

Filippini,
pie,

un

istitu-

Il

to

scuole

un

altro

di

Ninoso

Malamocco

si

fiss

Cliioggia, fu Arrigo

Grancarolo nel
li,

pontificato di Pasquale

e nel do-

gado di Ordelafo Fulicro.

Fu

SUC-

un conservatorio per le zitelle, il seminario, il monte di piet l'ospedale ce. L'episcopio un bell'edifizio; e la mensa per ogninuo\x)
beieficenza,

102

CHI
libri

vescovo tassala ne'


Diera apostolica,
totto.
Il

della Ca-

CHI CHIROGRAFO, o CIROGRAFO


(

in

fiorini

sessan-

Cliiro^raplmm, Cirof^raphitin). Queparola viene dal greco, e signi-

rinomato Cardinal Bembo fu canonico decano della cattedrale; e tra i molti uomini illustri, che diede la citt, vanno rammentati il Cardinal Santi Yeioiiese, il doge Paolo Renier, molli vescovi, ed uomini dottissimi. CH IONIA (s.). Sebbene di geni lori idolatri, sub la pena del martirio in compagnia delle sorelle, nell'anno 3o45 in Tessalonica, il giorno terzo di aprile. V. Agape (s.)_,
Irene
(s.).

sta

fica scrittura in cera,

giacch prima

scrivevasi sopra
di cera.

tavolette

spalmate

Questo vocabolo aulicamente indicava pure un atto, che, richiedendo una copia, si scriveva due
volte in in senso

una medesima pergamena contrario lasciando uno


,

spazio frammezzo, ov'era


chirografo, per la cui
gliata la

scritto

il

met era

ta-

pergamena ora per


,

diiitlo,

CHIOSTRO.
re significa

Questa voce in genedi

consegnandosene la met a cadauna delle parti. Di presente da' giureconsulti per chiroora
a
denti

un monistero
la vita

perso;

grafo intendesi
tica

ima

scrittura auten-

ne regolari dell'uno e
e talvolta
sto senso suol dirsi,

l'allro sesso

stesa di proprio

pugno portante
lingua
ita-

monastica. In que-

obbligazione, secondo che la definisce


il

che uno
Il

si

pu
spes-

Dizionario della

salvare nel chiostro.


so viene
scrittori

monaco

chiamato
ecclesiaslici.

claustrale
J^.

dagli

(le'vocab. ecclesiastici,

strum. Anticamente

Macri Noi. alla voce Clauchiostri erano

ancora scuole di
pi,

lingua, di lettere,

V. Chirographarius, nel Hierolexicon del Macri; ed il Forcellini, Lexicon totius latinitalis pag. 554 del t. I, Patav. 1827. Chirografo anche nel senso di diploma scriptum, pactum, reguni et principuni maniliana.

e di arti liberali, massime ne' temin cui

bus
(

ac subscriptionihus roboratuvi
Cange, Glossar, ad scriptor. et infimae latinitatis, Venet.
t.

per

le

barbarie non v'era-

Da

no le pubbliche scuole. Tuttavolta anche ne' secoli a noi vicini, e presentemente in


nevausi, e
si

med.
il

1737,

II,

p.

536), quando ha
Pontifcio,
significa

alcuni

raonisteri

te-

distintivo

di

tengono gratuitamente
teologia,
ci
diritto

scuole di filosofia,

canonico,
blighi
il

ec.^

bench a
dlcesi

non obquel
tal

conferma di grazia, che il Papa accorda, o nelr interesse della camera Apostolica,
quella concessione,

loro istituto.
chiostro

o in seguito di
colari,

domanda
proprio

di

parti-

In generale

o di

j)Ioto

(^Fedi)

luogo chiuso, e per lo pi

abitato

sempre munito a

piedi della sua au-

da persone sagre.

Si

d anche

tografa firma, e registrato nella

medelle

nome
no
di
lici

alle loggie
cortili
I

e ai portici intor,

desima Camera, a
Bolle {Fedi),
e

differenza

ai

de' conventi

perysti-

e dei Brevi
alle

{Vedi),
pre-

lium.

chiostri

servirono

eziandio
infe-

con

deroga

formalit

onesta prigione

a' principi

scritte

dalla costituzione di Pio IV,

e ad alcuni sovrani , tima abitazione, non meno

di

ulai

De
l)re

registrandis.

Cos

si

esprime in

che

proposito Teodoro Amydenio, cele-

vescovi

ad

altri

prelati,

necessa-

avvocato
officio

della

curia

romana
Datariae,
cap, i5.

riamente,
tenti.

volontariamente

peni-

De
et

et j'urisdictionc

de stylo Datariae,

lib. I,

CHI
19, pag. c)!, cdit. Venet. i65^. Egli, dopo avere riportato quasi per
l.
1

CHI
casi
->

io3

supplicationem ani alium mopropri um, nostra seu


signata,
".

tum
tis

Roma-

esemplare un chirografo di Urbano


Vili, dei 21
re del
niani,

-V

ni Pontificis

pr tempore existenderogalio fuescorta


di
della Piota,

agosto 1627, a favomarchese ^ incenzo Giustiin

"

manu
il

rit

concessa

Sulla

signore

tcmporalibus
la

del

tali

parole

tribunale

castello di Bassa no nella

diocesi di
fir-

nella detta causa Giustiniani e Spi-

Sutri, cos

soggiugne, dopo
:

nola, Rot.
n.
I.

Roin. Recentor,
'j5, n.

par. 9,

'> Urbano Vili Haec est forma conlrmationis per chiro" graphum, quod nihil aliud est,

ma

di

Decs.

se

al

modo
est

59, 62, si espres Sed cerseguente


:

quam
nu

cedula nostra propria


,

masolet

subscripta

et

semper
,

quod praeter supplica tiones tunc non signabantur ma nu Papae nisi Chirographa. Ergo
de
-'

"

tum

concipi lingua vernacula sub" scribitur tamen lingua latina ,


videlicet
;

illis

loquitur Sis^tus

et

ap-

pellatione

moia proprii manu Pa-

Urbanus Papa Vili,

" quae subscriptio in Chirographo " adjicitur in fine. In litteris in

si
-'

pae signati venit etiani Chirographum ". E pi sotto al n. 62 legge Et Chirographa sve con:

w forma Brevis ponitur a princi pio, et non scripta de nianu


>i

cernent

interesse

Camerae

sive

'

privatorum, solent signari


Sanctissimi, et registrar!

manu
Ca-

Papae

".

in

Lo
al
>i

stesso

Amydenio
in

soggiunge
spectanti-

" mera, ut est

notum

".

n.

120, che Chirographa non


materiis

fiunt nisi

Da quanto si qui compendiosamente esposto per definire il chirografo Pontificio


,

bus interesse Camerae ". Questa ultima parte non va per presa
cos sti'ettamente alla lettera, giac-

pu

conoscersi

ch non solo dove trattavasi


interessi della

degli

Camera, ma anche
ai particolari, le

nel
zie

Coiicessum

gra-

che le grazie per chirografo si accordano dal sovrano Pontefice sia neir interesse della camera Apostolica, sia in quello dei privati, e che il distintivo dei Chirografi, non che
,

venivano talvolta per chirografo.


si

dei

pontificii

3Ioto-jropri

consiste
fir-

Ci

rammenta
fra
il

dalla

sagra B.ota

nell'estensione italiana, e

nella

come

cosa notoria. Gravi questioni

ma
piedi

latina

dei

sommi

Pontelici

insorsero

marchese Andrea Giustiniani di Genova , prima per la separazione tra d. Eugenia Spi,

dei medesimi, che in fine venregistrati in

gono
to
il

caso di

Camera, eccettuauna deroga espressa


alla
11

nola sua moglie


costituitogli

poi

per

la

resti-

nei

medesimi Chirogiaii

bolla

tuzione del quarto della


in

sua dote
a'

di Pio IV,

De

registrandis.

dot-

scudi

ventiduemila

d'oro di stampa. Nel proporre,


aprile

27

1642,

la

causa su quest'ul-

Marino Marini, prefetto degli archivi vaticani, pubblic nel 84 1 in Rouja colle stamtissimo

monsignor
1

timo articolo, cadde in discussione la famigerata bolla di Sisto V sulla riforma delle doti, eh' la costituzione

pe, l'eruditissima

Dissertazione Diossieno
osser-

plomaticole

Poiti/cia,

vazioni paleografiche
bolle de' Papi.

ed

erudite sul-

52

del
t.

Bollano
facolt

Romano

del

Cherubini,
si

Il, p.

4^9, nella
nei

<[uale
i

L'origine di questa diversit


Chirografi,

fra

riserb

la

rispettivi

Moto-propri

dalle

io4

CHI
non
si

CIII
saprebbe
clic
resti-

bolle, e dal brevi

zinne, perpetua

fermezza
in

sus-

con cortezza additare, e solo per semplice congettura

sistenza di questa

Nostra

gnizia

pu

ari^uirsi,

stimerete

essere

(pialsi voglia

venissero introdotti

dopo

la

modo

spcdiente e necessario,
e

es-

tuzione della residenza Pontificia da

sendo mente,
espressa.

volont

Nostra

Avignone in Roma, avvenimento cbe rimonta all'anno iSyy. Clemente Xn, verso l'anno 1735, stabil die le prime minute delle bolle, le
quali
si

Volendo e decretando che al presente Chirografo, quantunque non esibito n registralo


in

Camera,

e ne' suoi libri,


darsi,

non
di

fanno

dall' uflicio degli ab-

possa mai

n opporsi
e
difetto

breviatori, fossero

rografo pontificio,
vi,

munite del chicome pure i brel'abuso


alle

orrezione, e sorrezione, u di al-

cun

altro

vizio,

della

affine di

togliere

intro-

dotto, che le bolle,

quali
del

non

Nostra volont, ed intenzione, n che mai sotto tali altri qualun-

ispettava l'approvazione
storo,
si

conci-

que
to,

pretesti possa essere

impugna-

publ)licassei"o senza la sot-

regnante toscrizione del Papa. Il Gregorio XVI col Moto-proprio del IO novembre i834, col quale publegislativo blic il Regolamento e giudiziario per gli a/fari civili, nella
s

parte
nel

II,

titolo I,

si

espresse co-

moderato, e rivocato, e che cos, e non altritnenti, debbe sempre giudicarsi, definirsi, ed interpregiudice o tarsi da qualsivoglia tribunale bench collegiale, congregazione anche de' reverendissimi Cardinali, camerlengo di santa
Chiesa, vescovi, governatori
soriere, rota,
,

278: " I Chirografi, che contengono le concessioni sovra ne, si spediscono, e l'imangono depositati nella cancelleria del trijj bunale supremo di segnatura ".
I

te-

camera, e

qua-

lunque

altro, togliendo

loro ogni

facolt e giurisdizione di giudicare, definire

chirografi pontificii

rare

volte

trario,

sono

assoluti, e quasi sempre vengono emanati, e diretti al prelato uditore del Papa, se riguardano

ed interpretare in conNoi fin d'airdesso preventivamente nullo rito, ed invalido tuttoci, che da ciascuno di essi con qualsivoglia
dichiarando
,

soggetti, e cose

Se poi , o vengono commessi al Cardinal Caovvero al merlengo di s. Chiesa


particolari.

autorit scientemente, o ignoran-

appellano ad interesse

pubblico

temente

fosse in

qualun([ue temsi

po

giudicato, o

tentasse giudi-

care contro la formale disposizio-

prelato

tesoriere,

specialmente

in

cose riguardanti l'erario.

Qualunque

per altro sia il Chirografo, vi sono alcune formole generali, che a maggior intelligenza si trascrivono qui
appresso letteralmente.

! '

ne del presente Nostro Chirografo, quale vogliamo che vaglia, e e debba aver sempre il suo pie-

no

effetto,

esecuzione

vigore

colla semplice Nostra sottoscrizio-

ne, ancorch

non
si

vi fossero state

In adempimento

pertanto del

intese quali

vogliano

persone

presente

Nostro
in

Chirografo

ne
le

privilegiate,
ecclesiastiche,

privilegiatissime

pronuncierete qualunijue deci'cto,


concederete
t'altro,

e luoghi pii che vi

nome
e
la

Nostro
farete

opportune facolt,
i

tut-

che

per

totale

esecu-

o pretendessero di avervi alcun interesse, e che per comprenderle facesse bisogno di speavessero,

CUI
ciale,

CHI
menzione.
ctl

io:)
l'ap-

ed
il

iiulividiin
si

Non

gionc delle

(piali

pu occorrere

ostanlc (qui

pone,

indivi-

plicazione della

dua o

Icslamciito, o altro Clii-

menti, e dei topici,


t
tlel .secolo

mano, degli strucome mezzi es-

rogiafo, o qualsiasi alto al

qnal

senziali di guarigione.

Dopo

la

me-

venga derogalo
di

come pure non


,

ostanti le opposizioni

e dissenso

qualunque
Pio

interessato, la bolla di
f.

di

IV
della

me.

Nostro
la

pi'edecessore,

de

regislrandis,

regola

nostra

Cancelleria

decimosecondo, la chirurgia fu separata interamente dalla medicina ; ed il Marini, /Irchiatri Poulijcii, tom. I, p. 5 , ignora se fosse per volere di Ronileio Vili, che s' introdusse nelle universit di
Parigi la separazione della chiiurgia
dalla medicina.
rigine ec.
ce.

de

jiirc.

quaeslo non tallendo, ed


costituzioni
,

altre

qualsivogliano

ed ordinazioni apostoliche Nostre,


e de' Nostri
statuti,

V. Hisloire de l'ode la Chirurgie en Franla

predecessori

leggi

Quantunque
la

chirurgia sia un'


societ
ai
,

riforme, usi,
e

stili,

consue-

arte utilissima alla


concilii

diversi
regolari,

tudini

qualunque

altre cose,

proibiscono

che

facesse,
alle
il

o potesse fare in conquali tutte


e
sing(jle

ed
ne,

ai

secolari,

che sono negli ordini

trario,

ecclesiastici,

allorch induce adustio-

avendone
so,
to,

tenore qui per espresinseri-

od

incisione,

massime

il

coni

e di parola in parola

e registrato, e supplendo Noi

colla
st

pienezza delia Nostra


,

pote-

Pontifcia

difetto

ad ogni vizio o quantunque sostanziale, e


,

Tours, celebrato nel i <> ">, e quello generale XII, presieduto nell'anno 1 2 i5 da Innocen/,o 111 nel La telano. V. capo IX delle Decrecilio di

tali di

Gregorio IX,
ec.

tit.

Ne

clerici

fomnaley xte vi potesse rntervenil'e,

vel

monachi

Bonifacio VIII

di-

la

per questa sola volta e per piena , e total esecuzione di

chiar, che la costituzione di On<jrio HI, la

prima parl d'ogni ordi(essendo


state

quanto si contiene nel presente Nostro Chirografo, ampiamente, ed espressamente deroghiamo.


Dato dal
stolico al

ne di persone sagre
le

altre costituzioni pei soli monaci,

e canonici legolari), e proibiva hjro


l'esercizio della chirurgia,

nostro palazzo

apo-

ma
(pii

non

Vaticano,
.
.

Quirinale,

doveva estendersi ad cos


capo
1, tit.

pavu-

questo di

novembre

....

chiales Ecclesias ohtnere nosciinlur,

eadem
legge
i

in Sexto. Siccodi

GREGORIUS PAPA XVI".


Non
ve
si

me

poi

dalla

Onorio
in

III

dispensarono
mettersi

Pontefici

ogni

pose la data pcrehc dedal Papa di proprio

pugno.
{Chirurgia, CemQuesto vocabolo deriva dalle voci greche ciir, mano, ed ergoUj e si applica a quella scienza, che .si occupa della cognizione, e della cura delie maUitlie del coqio uiiiauo, e per la guari-

tempo, cos'i alcuni molte volte permisero di potere essere chirmghi, principalmente ai missionari!, e ai religiosi ospitalari, come i Benfratclli

CHIRURGIA
o

[^cdi), colle rispettive

clausole

gia,

Cirusia).

e restrizioni.

L'epoca certa della divisione della chirurgia dalla medivuoisi

cina

attribuire

quando

la

Chiesa ne viet V esercizio agli ecclesiastici, per cui la chirurgia cad-

de nel rlominio de

laici.

Ma

sicco-

io5

CHI
questi erano
di
iinri

CHI
it;noranz;i
clie

me

Non

essendo nostro scopo


scicMi/.a,
i

dilun-

oslreuia, gli ecclesiastici,

natu-

garci in questa

possono con-

riorit

ralmente esercitavano quella supeche loro dava il sapere presero su di essi un impero e un
si

sultarsi piuttosto
ri

seguenti Diziona-

che di proposito ne parlano; EiiRuggieri,


col
titolo

cyclop. mttliod. traduzione di Cesare

autorit, che
al
cli

mantenne

fin quasi

Dizionario
I,

principio del secolo passato, ben-

enciclopedico,
p. 5, e se^.
;

Padova i8o5, tom.


Dizionario classico

da molto
cessato

tempo
di

la

medicina
esercitala

di

avesse
dai
cia,

essere

membri

del chiericato. In

Fran-

dopo il secolo XII, la facolt barbieri per conmedica chiam


i

medicina interna ed esterna, prima traduzione italiana, Venezia i834, tom. VI, pag. 36 1, 87 1, e SgS ; Dizionario chirurgico comunicato ai
compilatori
della

fidar loro

soccorsi

della chirurgia
essa
li

Enciclopedia

dal

manuale.

In

seguito

inizi

signor Lovis, traduzione

di GirolaI,

alle funzioni delle

grandi operazioni

mo
p.

Ferrari, Venezia
i2f) e
si

1794? tom.

della chirurgia

in fine pervenne a

i33: alle pag.

i3g e
notizie

se-

fare unire

barbieri al
chirurgia,

corpo
cos'i

dei

guenti
pi il

riportano
autori

le

dei
;

chirurghi.

La

degrae
fu

celebri

di

chirurgia
oii

data per la associazione sua con artisti,

Dictionnaire de 3Iedecinc
toire

reperParis

fu esposta al dispregio

general

ec.

II

edition,

spogliata degli

onori

letterari.

Ma

1834.; Dictionnaire des sciences rne-

in progresso

chirurghi

ristabiliro-

dicales
et

par una

societ
,

de niedecins
18 13,
to-

no

la

gloria dell'arte.

de chirurgi ens

Paris

La

proibizione dell'esercizio della

mo

V, pag. 84, 93,6 112; Dizio-

chirurgia ai religiosi, ed ai chierici,

fondata nella considerazione,


tuttavolta
ritiene

che
del

nario di Cliirurgia pratica, di Samuele Cooper, traduzione dall'inglese,

questa arte, sebbene in s eccellente,

Milano 1823, tom.

I,
;

p.

5i6

alcpianto

e seg.

Bayle

e Gibert

Dictionet

crudele, e

domanda
che sono

neh' esecuzione
affatto contra-

miire de Medecine usuelle


stiqae, Paris

donie-

molte
stico.

cose,

i835,

tome
di

premier,
chirur-

rie alla santit dello slato ecclesia-

pag.

349
si

35

1.

Gli elenchi poi di

Quindi ne segue, che un

chie-

opere, e di dissertazioni
gia

rico negli ordini sagri

irregolare

troveranno
et

nella

Bibliotheca

quando
lui

qualche

una persona muore dopo opei'azione chirurgica da fattale, ad onta che abbia osserle

chirurgica di Haller; Histoire de l'a-

natomie
tal
;

de la chirurgie di Porseti

Litteratura medica digesta,

vato tutte
la
sia
i

regole dell'arte, e che

repertoriuii etc. di Ploucquet,

Conti;

persona sia morta senza


sua colpa.
gli

che

vi

nuatio

et

snpplenienlum, dello stesso

La ragione
proibiscono
e

l'

perch

e negli articoli bibliogradci delle ./


stitutiones
Si

concili

esercizio

Chirurgiae
il
il

L.

lieisteri.

di questa arte, in questo

caso sot-

pu anche vedere
de Med.
citati
et

Manuale di
Dictionnai-

to pena d'irregolarit,
fa
s'

quando

si

Chirurgia di Chelius;
re
i

una cosa

proibita,

naturalmente

Chir. pratiques

incorre nelle pene stabilite contra

Diclion. des sciences

ed ; med. ,

quelli, che le commettono, quantunque diligentemente si adempiano le

et Dction.

CHIRUllGO

de Med. ou repertoire. Cerusico ( Chi,


mcdicus).
JXomi-

presaizioui dell'arte.

rurgus, ^'uLncruiii

CHI
nasi cos
l'

CHI
si

107
i

individuo, che

dedica
e

la

facolt mediai.
si

Oltre

barbieri-

air esercizio della chirurgia,


esercita, e professa

che

chirurghi,

quest' arte, scien-

corporazione,

form poscia un' altra composta di uomini,

za
al

il

cui vocabolo,

come dicemmo
,

che facevano
versit,
i

precedente
,

articolo

viene
^

da

cldr

mano,
,

da ergon

opera.

i loro studi nelle uniquali ben presto ebbero il titolo di maestri, e di cJnruri^^ti /ei-

Molti autori
chiruigia

hanno considerata la come quel ramo della


le

terati,

d foga,
ai

per

distinguersi

dalla classe de'barbieri. Francesco li

medicina, che guarisce

malattie
stroP^.

accord
stessi
ri

chiruighi

di

toga
i

gli

coirajuto della
nienli,

mano,
rimedi

cogli
topici.

privilegi,

che avevano

dotto-

con

e licenziati in medicina;
la

ma
i

favo-

Eiicyclop.

Metiod.

Chir.

tom.

5.
la

rendo
ri

facolt

medica
essi

barbie-

Antic, Chirurgie. La medicina, e


chirurgia, riguardate

dovettero con

fare alleanza,

come una
furono
individuo

sola

e la loro unione coi l)arbieri fu san-

e medesima scienza,
tate

eserci-

zionata dal parlamento,


restrizioni

con

molte
chi-

da

uno

stesso

sino

per

l'esercizio della

dalla pi rimota antichit. L'eserci-

rurgia nei barbieri, sebbene insieme

tavano gli ecclesiastici promiscuamente, finch i concilii di Reims, del ii3i, di Montpellier, di Tours,
e
il generale lateranense IV lo vietarono ad essi, permettendo loro il

componessero una sola corporazione. Finalmente i chirurghi colf istituzione d'una accademia chirurgica, ad
onta
la

solo esercizio della medicina, ond'

degli sforzi de' medici posero chirurgia nell' antica sua dignit, e separata venne l'unione coi bar-

che per
ravasi
il

le

operazioni in cui adopesi

bieri.

ferro, e
si

dovea

incidere
laici eser-

Nel nostro stato Pontificio

chi-

tagliare,

servivano dei

citanti

l'arte del barbiere.


gli

rurghi furono messi a livello de'medici in alcune provincie, al principio

Presso

antichi l'esercizio della

medicina e della chirurgia non apparteneva che a genti privilegiate. Esercitata fu poi dagli ecclesiastici, coll'ajuto de' laici in alcune operazioni,

E da avvertirsi poi che anche prima a Bologna 1' alta chirurgia era esercitata da persone moldel secolo.
to istruite,

cio da'medici,

(piali si

e cos

continuarono a praticar anmedici, dopo chela chirurgia fu

che

vietata agli ecclesiastici. Nella Francia particolarmente la facolt

ed all'esercizio della chirurgia dopo avere studiato, e fatto tuttoci, che facevano gli altri medici per ottener gli onori nelallo
le

davano

studio

medichirur-

lauree, e dal collegio erano allo-

ca
ri,

col

servirsi

di chirurghi-barbiela

ra tenuti in pi-egio, e pagavano una

tenne per diversi secoli

somma, che
scudi.

oltrepassava

trecento
go-

gia sotto l'esclusiva sua dipendenza, ed


i

medici

si

limitavano ad istruire

chi-

Cessato

il

regno

d'Italia, e
gli

rurghi nell'anatomia, nel cavar sangue,


nei fare le amputazioni, e poco altro,

verni provvisorii, che


il

successero,
deleiia-

Pontefice Pio VII

mand

e quindi la facolt

li
.

ammetteva

tra

to

Bologna
s.

monsignor
il

Giacomo
Camerlen-

i chirurghi-barbieri Nel i55i fu imposta una tenue contribuzione alla comunit de barbieri, con giura-

Giustiniani, ora Cardinal

go di
bili

Chiesa,

quale riorganizz
chirurgia,
for-

ruuivernit. Nella (iicolt medica sta-

mento

di

rispetto, e

ubbidienza

al-

una sezione

di

io8 mala da due


iiiiiana,

CHI
|irofcssoii

CIll
di aiialoinia

ticolo Chiru^ia (l'aedi),

citammo

vari

d'an:jloinia comparala, e ve-

autori, che della loro scienza, e delle

Jciiiiaria, di isliluzioni cliiriuijiclic,


o.slc;Lricia, di

ed

loro

individuali

pertinenze

trat-

clinica ci li ri nimica,

ed o-

pcrazioiii
sori,

chirurgiclie, Qncsli prolcs-

unitamente agii altri tulli della facoll medica, eosliluivano il ColJei^ii, al (juale spellavano gli esami e per ])er la collazione dei giadi
,

tano didusamente, e con piena cognizione dell'argomento, non che de' chirurghi pi celebri.
rui)orteremo qui
zione
l'api
clavi,
i

rigunrdante

qualche erudichirurghi dei


conpar-

e del sagro Collegio nei

la

palenle di libero esercizio

tanto
,

menlre

per (pianto

riguarda
si

in

medicina
di

che in

chirurgia

in

barbieri-chirurghi di

Roma,
,

farmacia, in veterinaria. Gli studenti

ler in appresso.
ai

Perci che

spetta

chirurgia furono obbligati


lezione dai
la

non
pro-

chirurghi dei Pontefici


alla famiglia

essi

ap-

solo alla
fessori

suddelli

partengono
tificia,

nobile ponnel palaz-

componenti
alle

sezione chirur-

godono r abitazione
quello

ancora di storia naturale, di botanica, di chimica, tli materia medica, di farmacia, di medicina legale, ebbero tanti anni
gica,

ma

altre

zo apostolico, e di
zioni di
te,

distribu-

palme, e candele benedetmedaglie d'argento ec., giusta

quanto medici, e dovettero subire gli esami medesimi pel


di studio
i

l'uso dei palatini, ed a seconda del bisogno e del piacitiento dei Papi. Talvolta col cameriere segreto ar-

haccellierato, per la licenza, e per la

climlro i^k'edi),

li

laurea

e se pel libero esercizio dola

in separato frullone,

seguono nei treni ed il loro onola

vettero pagare
titolo di

stessa

somma
gli

rario mensile di scudi venticinque.

propina, ebbero medici per

stessi

Per quanto riguarda


pontificio

sezione del

onori, e la stessa facolt per la chi-

cadavere, che dai

chirurall'arti-

rurgia, che
sinia.

la

mede-

ghi
colo

si

eseguisce, se

ne tratta

jNelle altre provincie,

ed in

Roma,

sto essi
tive,

Cadavere del Papa. Del regodono di quelle prerogadistinzioni, riguardi,

dopo
(i\'iiia

la

bolla d
i

sapiciilia,

Leone XII, Quod chirurghi vengono


presi
i

benefi-

cenze,
l'alto

che

loro

laureati

dopo che abbiano


imivcrsit,
collegio

onore

dovute per di servire il sovrano


sono
fami-

gradi nelle

ed

abbiano

Pontefice, e quali inlimi suoi


gliari.

fatto parte del

medico-chi-

rurgico. Autorizzati vennero

ad

orla

dinare

nelle

malattie

chirurgiche

Da ultimo Leone XII, nella bolQuod divina sapiciia , decret


il

ogni medicamento, e godono perci

che
legio
sit

medico,

il

chirurgo

del

per

le

malattie chirurgiche la stessa


i

Papa appartenevano sempre


di

al col-

facolt che

medici esercitano per


ospedali
,

le

medico chirurgico dell'univer-

malattie di pertinenza medica.


cos
tiene
tulle

Non

Roma,

e qualora
,

non

vi fos-

per negli
1'

antica pratica

ove si avvegnach
,
,

se posto in

collegio

pel

completo
fos-

numero
sero

de' collegiali,

ambedue

le

ordinazioni

dietetiche

lrinaceutiche, anche pei

malati di
medici.

ammessi come onorarli per poi occupare il primo posto vacante. Il


chirurgo del conclave
per voti segreti
si

chirurgia,
Perci:>

sono

fitte
i

dai

presceglie

che riguarda

chirurghi,

dal sagio

Collegio

la

loro proiessioue, al precedente ar-

de" Cardinali nella quarta congrega-

CHI
7one generale, che tengono (opo la

CIII

109

morte del Papa, nella quale pure vengono eletti pel conclave (lue medici, collo

vendo poi anche Innocenzo VI. Bieeveva per ogni otto sctlimane o
,

sia
si

per ogni bimestre,

come

allora

stipendio

ognuno

di cen-

to scudi al mese, fruendo

e parte-

fiorini e

pagavano gli onorari i, ventisette nove denari, ch'era l'orde' chirurghi palatini.

cipando
re,

de' privilegi

Ae Conclavisti

dinario stipendio cos de'medici, co-

[Fedi), non che

delie zimarre ne-

me

Del celebre

che

il

medesimo conclave pure

a loro concede.

Da

ci

si

conosce

che l'abito del chirurgo del conclave la zimai'ra nera , colla berretta
re.

Guido o Guidone de Chauliac, medico e chirurgo di Uibano V, cappellaniis et commensalis Papac, che nel 1 363 scrisse un' opera, a vedersi
7()
sia
il

dottorale del

medesimo
qualche
ai

colo-

citato

Marini tom.
di

I,

pag.

Per dare poi


limiteremo

nozione

e scg. sulle diverse opinioni, che


stato
al servigio
altri

de' chirurghi de' Pontefici, e de' conclavi, ci

Papi

seguenti cenni.

avignonesi.

S fa
tro
rini,

menzione

di

de

Tofallis, dal eh.

un certo PieGaetano MaPonli/Icii,


il

G nudaifa da Cremona,
segu
lia;

snrsieo,
Ita-

ne' suoi Archiatri

Libano V nel viaggio in ed un Giovanni Catalani,

chi-

quale fu medico

chirurgo sino dal


re-

iSiy

del

Papa Giovanni XXII,


e
fu
gli ofliciali,

sidente in Avignone,

annove-

rurgo degli spedali di Avignone, riceveva lo stipendio prima da Urbano V, e poi da Gregorio XI.

ralo tra

e famigliari del

Pontefice, poi fatto canonico d'Agen.

Nelle vite de' Pontefici


tre,

si

legge inol-

che cospirando contro la vita di Giovanni XXII, prima col veleno, poi colla magia, s Girand vescovo di Cahors, si Beinardo cantore di
il

Poitiers

il

medico, e

Bobino de Singallo fu serviente d'armi dell'aula pontificia, cio mazziere, e fu barbiere e chirurgo di Urbano V: serv di poi anche Gregorio XI. Angelo di Manuele, ebreo fu annodi Trastevere, nel 1 3r):?, famigliari, o medici verato tra del Papa, e della santa Sede, mei

barbiere flello stesso Papa, tutti furono puniti severissimamente. Eodico, e

diante

neto Mote o di Lanfranco fu mevalente chirurgo dal 34o in poi di Benedetto XII, come Io fu Arnoldo de Chatus do micelio e chirurgo, che forse lo fu pure di Clemente VI. Pietro Augerii fu chirurgo o siirffco^ come allora si di1

una bolla di Bonidicio IX, medesimo Marini riporta iiclV Appendice al num. XX; mentre in allra del 1399, num. XXVI, io
che
il

chiama chiiurgo,
suoi
figli

e tanto egli che


s

parimenti ehirui'ghi,
s

Bonifacio IX,
e
di
s

da da Giovanni XXIII,

da Martino

furono
si

ricolmi

grazie e di favori. Allorch Ales-

ceva, ed chiamato (niuiaUo, cio

sandro
logna,

nel

i4io

ferm

in

Bo-

cameriere, sino dal

i33r), di Bene-

detto XII, e serv anche Clemente VI, venendo chiamato ancora medico. Giovanni di Genova, e Giovanni
di

che avesse per suo chirurgo il rinomato Pietro d'Argelata, dal quale fu poi aperto ed imbalsamato, il di lui cadavere Pievuoisi
:

Parma furono

chiringhi

di

tro Amelio, sagrista

di

Urbano V,
il

Clemente VI; il primo si conosce anche col nome di medico, e il secondo di siirgico, e di fisico , scr-

giudic a pioposito inserire nel suo

Ordine romano, presso


Dlus. Jial.

Mabillon,
e 527,

tom.

II,

p.

526

no
dopo
di

CHI
avere
,

CHI
il

ivi

detto
essi

dovere
il
il

palazzo Accoramboni in borgo, nel-

de' medici

allorch

vedono

Papa prossimo a morir,


clic

modo
clic
si

r esterna iscrizione s' intitol Chirurgus. Sebbene il Papa nel motoproprio, col quale
rea,
gli

nella preparazione del pontificio


si

concesse

l'a-

cadavere
parla
al

adoperava

di

citato

articolo

Cadavere

del Papa.

Da una
pieiise,

lettera del

Cardinal Pa-

de'

26

lnflio

4^^,

si

rileva,

che Giovanni /llbarisa, di Ferrara, accolito di Paolo II, da questo fu dichiarato suo chirurgo, ed ebbe quindi diverse provviste ecclesiastiche, ed il vescovato di s. Agata dei Goti. Non solo Sisto IV ricolm di onori i medici ma conoscendo la importanza della loro arte, con bolla del 147^3 ad ovviare gravi errori, che si commettevano da quelli, che usurpavano il nome di medici, ordin che si eseguisse la legge fatta dal collegio de' medici di Roma, che nessuno maschio o femmi, i

mediante lo sborso di mille ducati di oro di Camera, lo chiamasse suo medico e famigliare, egli in un monumento, che poneva alla vista di tutti, volle dirsi chirurgo, e tale dovette essere. E veramente di uomini di questa professione Leone X avea bisogno, per una fstola venutagli da gran tempo sotto le natiche,

a curar la quale
nel

fu espressa-

mente introdotto
clave di Giulio
li,

i5i3 pel con-

un chirurgo cuni

omnibus instrun:enlis ad scindenduni apostema, et iste postquain inIravit, amplius non exivit, siccome
narra
il

diarista

Grassi.

Un

altro

diarista

Val. a
questo
e

na, cristiano o giudeo,

quali
in

non

che

fossero maestri o licenziati

meu-

giorno
to.

dicina

si

esercitasse sul

corpo
la

Ma

anonimo, Miscel. in ardi. pag. 286, racconta essere stato Giacomo da Brescia, se ne usc dal conclave il medesimo, in cui era entraGrassi, ed altro lo stesso
,

mano

in fsica,

o chirurgia;

qual

isloriografo di quel conclave

dico-

legge Sisto

IV

estese poscia nel

i47^

con sua
te nel

bolla

anche

agli

speziali

no che il Cardinal de' Medici, poi Papa Leone X, avesse da principio


portato per conclavista
il

[Fedi). Queste due bolle conferma-

detto Gia-

i4i^6 da Innocenzo Vili, in

appresso lo furono pure da Clemente

como. Nell'agosto del loiG fu Leone X vicino a morire per tal fstola,

VII nel i53i.

11

Marini

fa

men-

apertaglisi in cinque luoghi, e fu


nell'

zione di

Giacomo Solleciti, medico di Sisto IV, nel quale si legge la formola epistolare pei medici chirurghi, in cui
libro dedicato

un

per essa che

anno seguente
il

il

Cardinal Alfonso Pelriicci,


si

quale

ci

chiamava offeso dalla casa ]\ledigravemente si avvis di poter


,

si

nomina un Aduarda Teutonico

insinuare

il

veleno coll'opera del va-

chirurgo perlissmo.

vanni Chirurgo

molte persone
reale,

il

Un maestro Giocondusse seco con Cardinal di INIon-

lente ed ardito chirurgo Battista

da
ser-

\ercelli
stola,

nel medicare al

Papa

la fi-

avvegnach quel chirurgo


il

quando and legato di Alessandro VI al re Alfonso di Napoli


nel

viva pure

fratello

del

Cardinale

i494-

Giacomo Bartolomeo da Brescia fu medico di Leone X, e nella casa che si eresse per s presso il

Borghese Petrucci. Discoperta l'iniqua trama, il chirurgo, e certo Nini furono esemplarmente squartati,
e rotta la gola al Cardinal in Castel
s.

Angelo, dopo

la

di

lui

degrada-

CHI
zione; olire di che severa in ente fu-

CHI
tedesco pogli Alemanni,
se pei Galli,
si

III

un france-

rono puniti
attentato.

complici di

orrendo
fu
il

Cardinali di questa
Rnstclli, rimincse,
i

ed uno spagnuolo pei nazione. Fra i


del

Giocamo
chirurgo
di

medici ne' ruoli


si

palazzo

apo-

Clemente

VII,

dei

stolico

legge

un Piemigio
.

de'

Pe-

Papi, che

gli

successelo sino a

Pio

roni di Liegi, chirurgo della


glia

fami-

IV, cio Paolo IH, Giulio IH, Marcello II, fc Paolo IV, e lo sarebbe stato anche di s. Pio V, se la morie

pontifcia

chirurghi furono

JNicoI de' Santi,

Fabio Picioni, romano, ed Antonio Sarti, rimincse.


Il

non

lo avesse

involato,

essendo

ruolo

per morte di Adriano VI, di Paolo III, di Marcello II, e di Paolo IV qua! chirurgo del sagro Collegio. Egli venne
entralo
ne' conclavi

che

Rcaldo

Easlelli,

palazzo non nomina Colombo e Giacf>nio oltre vm Vittorio da Orte.


del
,

Ma

su queste divergenze di persone,


il

chiamalo Chiriirgomm sui tempoiis


principem,
e molto

eccellentissimo

Ferro, napolitano, servai da chirurgo Paolo IH, e Paolo IV, ed alcuni lo vogliono medico, e chirurgo eziandio di Giulio III, e candidato di quelli, che concorrevano ad esserlo con Pio IV. Benedetto Giunj, di Como, fu chirurgo palatino sotto Paolo IH, e Giulio HI. Questo secondo lo ebbe suo nel i55o in Viterbo: pure si sa avere assistito Clemente VII neCerusico. Alfonso
gli

Marini, nel luogo citato 892. Dal medesimo si ha che un Scipione de Rossi, milanese, nel settembre del i554, fu ammesso a servire come chirurgo di Giuveggasi
alla pag.
lio

HI; e che Realdo Colombo ana-

ultimi due

mesi della

malattia,

e che lo port alia tomba, colla provisione


di

tomico nel i554 fece la sezione al cadavere del Cardinal Alessandro Campeggi, encomiato da alcuni autori. Tutti per sono concordi nelratlermare, che Bartolomeo Maggi fu chirurgo, non medico di Giulio HI. Non dobbiamo tacere, che vuoisi essere slata cagionata la morte del successore di questo, Marcello II, che legn soli ventidue giorni ( T
.

cinque scudi
s.

il

giorno
a Scossepolto,

Genebrardo
un' occulta

in

Chron.

lib.

1\'

dnl

Nella chiesa di
sacavalli,
si

Giacomo

veleno messogli da un chirurgo


piaga,
in
il

m
fu

ove Benedetto

legge nella iscrizione, ch'egli lasci


s a' poveri

tempo aveva

da molto una gamba. Certo


che
cadavere,
Il

gran desiderio di
lati.

ma,

che apertosi

non

Dopo
i549,

la

morte

di

Paolo IH
ai

nel

trovato segno di veleno. parlando a pag. 4'*^ di


l,

Marini,

Marcello

conclave incomincialo

lerniinato

iq novembre
7

ai

febbraio

i55o coir esaltazione di Giulio HI, si vide, come cosa rara l' introdu,

secondo il Mandosio, il sunnominato Francesco Colombo chirurgo, come medico di quel Pariporta
pa, che invece
il

Marini
ai

dice

gi

zione in esso di

sei

medici, e di

sei

morto
ci

in

Perugia

23

luglio del

chirurghi, lo che

ebbe poi esempio.


to,
i

non avea avuto n Ma avendo Cari

i553. Paolo

IV ebbe

molti

medi-

dinali deputati sul conclave

stabili-

die tutte
Ire

le

nazioni

vi

avessero

loro medici, e chirurghi, perci deitaliani

sebbene ci dica il p. Caraccioli nella sua \ita, che poco si serv de'raedici e delle medicine, come quello, che in lingua gree chirurghi, ca avca letto Avicenna
,

putarono

per IMtalia, un

la scuola di

1.2

CHI
col(,ro,

CHI
che ricercassero
sanguigne.
de' barbieri

Salerno, e Galeno. TiillavoUa [viaccnd((gli


fa,i;

disputar co'nicdiei sulla filoso


sulla
i

per

le

V'ha pure
il

chi

nu'dicina,

chlti;

vari

clii-

pei gigli iiiU-nde essere


l'onlclice

suddetto

quali lnono (iiacomo da Malico Vilj, Alliiso Ferri, (icnnanico Uaslelli , Scipione de
rtirfjlii,

l'crugia,

liossi,

e Gio. l"'ranccsco Oliva.


elle

Fu
cri-

Paolo IV,
poter
stiani,
i

pioibi

nuovamente
i

disceso da un barbiere chirmgo, giacch nell'arme di casa Medici, una delle palle, che la forma, ha sopra diversi gigli. Anzi opinano alcuni che la stessa casa Medici

inediei

ebrei curare

di

Firenze

discenda

ancurcli chiamati

e pregati.

medico,
le

che
di

adott
vetro,

per
le

da un istemma
per
in
le o-

Del successore Pio.iV, de Medici,

coppette

quali

niilaiicsc,

crealo nel

i55c),

nel

la

forma furono poi convertite

Diiii-io

Itilcrario,

che

ili

stampato
si

palle.

Che

barbieri facessero
sotto
si

in

Firenze
i.\,
il

nel

i744;

dice

al

perazioni

chirurgiche
de' medici
,

la

diil

num.

ch'egli era figlio di


rpiale

Ber-

rezione

gi

disse

nardino,

per essere nato da

peich

furono

detti,

considera-

fu detto del Medico. r Argelati confut quegli scrittori, che negano l'origine dei Medici di Milano, come derivanti dal ramo Medici di Firenze. Tiittavolta

un chirurgo,

Ma

ti anco come chirurghi ; e quando Eugenio IV nell'anno 144^* ei'es-

sc

la

loro

antica

congregazione
i

in

luiivcrsit,

ne
,

stabili

e gli statuti

che poi

regolamenti furono con-

di ({uesla opinione senihra che fosse

fermati
fici,

eil

ampliati da altri PonteSisto IV, che l'ar,

gran Michelangelo Buonarroti, il ncll' erigere per ordine del l'apa la Porta Pia {Vedi), ed alludendo ai barbieri e chirurghi da
il

massime da
di

quale

ricch

privilegi

concedendo indella
ss.

dulgenze

alla chiesa

Tridi

nit dietro

Torre Argentina, e che fu

cui cretlcvasi

originaria la

famiglia

gi del monistero delle

monache

s.

di l'io IV, satiricamente e


zarx-o

con biz-

Chiara, cio di alcune di quelle ches.

disegno nelle decorazioni ester-

Domenico trasport insieme a molte


altre di
s.

ne

di travertino, in bassorilievo scol-

Roma

presso

la

chiesa

di

p asciugamani, catini, e saponette, le

Sisto.

L'universit

de' barbieri

quali
palle,

possono

essere

prese

per

le

chirurghi,

prima

di

Sisto IV,

ave-

slemma
i

della famiglia

IMediei.

va
a

la
s.

chiesa nel rione ponte vicino

Anzi siccome
stri

barbieri insino a' no-

Lucia della Chiavica.


ss.

Ottenuta
la riedifi-

tempi,

come dicemmo

superiorantichis-

quella della

Trinit,

mente, dovevano, giusta

l'

carono, l'adornarono di buone


ture, e la dedicarono ai

pit-

sima, e lodevole consuetudine, esercitare la bassa chirurgia, massime


la

loro

santi

protettori
(juali
si

Cosma,

Damiano,
a'

dei

flebotomia, nel prospetto esterno


loro
le

delle

botteghe
pareti

si

vedono

in

coi colori bianco e turchino, con dei gigli gialli su quest' ultimo. Vuoisi spiegare un tal contrasto di

lloma mente

dipinte

priucipal-

colori

perch avessero ima fcile indicazione nel bujo della notte ( non
Ilunui

27 settembre. 11 Fiorentini, in Adnot. ad i\l(tityiol. Hicroiy/iiiantuUj V. kal. oct. p. 879; e Bona, Rer. Liturg. cap. 2, 3, scrivono che tre coppie de' santi si trovano coli' istesso nome di Cosma, e Damiano uno altra di nell' Arabia di martiri
; ,

celebra la festa

cbseudo

prima

illuminala),

confessori ncll' Asia, la terza di

mar-

CHI
tiri,

CHI
martirio in Rodurezza. Gregorio XIII,

ir3

che patirono
tutti

il

come abbia-

ma,
dici,

per

di

professione

me-

mo
ghi

dal suo biografo Ciappi, celebie

perci anche
il

chirurghi, se-

speziale pontificio,
il

ebbe per chirur;

costume di que' tempi, in cui senza mercede curavansi gli ammalati. A questi due martiri romani, de' quali senza dubbio si fa memoria nel canone della messa fu dal Pon,

condo

suddetto Ludovico ^Monticoh

e Gioseffo Zerla. Questo secondo in

compagnia del pur nominato Germanico Rastelli, e di un Andrea Marcolini


,

nel

i565, concorse per


Il

esse-

tefice
la

s.

Felice

IV
sta

del

5i6

dedicata

re fatto chirurgo del conclave.


ticoli

Mon-

chiesa,
P^.
il
[

che
o,

nel

foro

roma-

fu poi chirurgo

no.

Piazza Opere pie di


e
;

Roma,

gorio
di

XIV,

e Paolo

anche di GreV. Per morte

a pag. 6
ss.

Della confraternita dei

Cosma

Damiano

de' barbieri,

e sliifaroli
stituzioni

e Statuti, ordini, e co,

dell' universit

colle-

gio

de' barbieri

di

Roma , Roma
leggo
nei

Gregorio XIII, entr nel conclave per chirurgo un certo Giuliano Cecchini. Questo Pontefice, con costituzione de"3o marzo i58i, conferm quelle d' Innocenzo III, Paolo IV,
e
s.

1783. Ritornando a Pio IV,


stolico,

Pio V,

colle quali

si

vieta

ai

ci'istiani

di servirsi nelle loro inferstes-

registratori dei ruoli del palazzo apooltre cinque medici

mit di medici ebrei, e nello


so
di
lati

ed
:

uno
Gia-

tempo ricord a'medici


nel pericolo di

cristiani
i

speziale,

tre medici chirurgici

opportunamente avvertire
morte;

ma-

como da

Perugia, Scipione da Mila-

ciocch

no concittadino del Papa, e Lazzaro Palombo. Nel Rotulo poi delle famiglie pontificie, che nel settembre i56f, seguirono Pio IV a Perugia, per medici sono registrati Francesco Manfredi, e Pomponio da Pescia, e Nicol Speziale. Chirurgo poi di s. Pio V, che nel i566 successe a Pio IV, si nomina un Germanico Rastelli, figlio

inculc

Innocenzo
del

XI,

nel concilio

1723 Benedetto XIII, indi Clemente XIV, Pio VI, ed al-

romano
tri

zelanti Pontefici.

Nel ruolo

dei

famigliari di Sisto

V, e
il

nella classe

de medici
lessi

fisici,

cerusico e

speziale,

per

chirurgo
altri

detto Giuliano

Cecchini, rilevandosi

dal

medesimo
e po-

molo, e dagli
steriori,

anteriori

del

summentovato Giaco-

che sono

nell'

archivio

dei

mo, che avea servito anche Paolo IV Nei ruoli del palazzo apostoUco della famiglia del medesimo s. Pio V, nel 1 57 I, sono registrati Lazzaro Palombo, gi chirurgo di Pio IV,
.

palazzo apostolico, la parte di pane e vino quotidiana, i cavalli loro assegnati,


tre
le,
i

servi loro addetti, e le al-

distribuzioni,

come

olio,

cande-

aceto, legna, fieno, orzo, e biada

e Ludovico Monticioli, o Monticoli. Questo santo Pontefice rinnov la proibizione gi fatta da Innocenzo III ai medici, di non visitare, n curare gl'infermi, che non si fossero confessati nel terzo giorno della loro infermit. Nella sua morte, coll'aprire i chirurghi il suo cadavere, trovarono nelle viscere tre pietre della
stessa

pei cavalli

palazzo
fcii.

stesso

ec, di cui godevano dal chirurghi Pontii

Racconta
Gregorio
dell'

il

rio manoscritto,

Mucanzio nel suo diache al cadavere di


aperto alla presenza

XIV,

archialro

Simone

Castelvetro,

dal predetto Monticoli chirurgo del Papa, si rinvenne una pietra della

grandezza,
VOL.
XIII.

forma,

colore,

forma

di

un grosso uovo. 8

%^h^^^fi^/^

^J&(>U't>i't

^\
AAirrMri*5*''

*^

H:

ii4

CHI
me
del conclave
i

CHI
Diaii di Roma. Oltre a ci si possono vedere gli articoli del Dizionario Medici e Famiglia Pontificia,

Giuliano Cecchini fu pure da

rinvenuto tra i ruoli ili Clenieute Vili, per chirurgo del Papa. Il ni-

pote di
Pietro

Clemente Vili, Cardinal alla Aldobrandini, elevato


zio nel
le

U.viversita'

nonch Ospedali di Roma ed Romana, nella quale vi


di chicli-

porpora dallo

i5^99, '"ti'ospezierie

sono cattedre di anatomiaj

dusse a sue spese


rioni di

medici a benefcio de'poveri per


ti
i

tut-

rurgia teorica, di ostetricia, di nica chirurgica, ed un collegio


dico-chirurgico
istituito

me-

Roma,

quali, in

uno
spe-

da

Leone

ai

chirurghi;,

durano tuttora a

la

se dell'elemosineria apostolica, sotto dipendenza del prelato elemosinifre del

XII, che nel comporlo aggiunse sei chirurghi al preesistente collegio di


dodici medici, del quale faceva sempre parte il medico del Papa, che aveva posto distinto immediatamente

Papa

(Fedi).

Nei

ruoli

di

Urbano VHI trovo


dici,

registrati tre

me-

e talora quattro, oltre il medico della compagnia del ss. Sagranieuto di s. Pietro, nella quale era-

dopo

il

presidente, seppure

non cuoi

priva questa carica.


discaro l'aggiungere,
gior celebrit, ed

Non

riuscir poi

che fra

chi-

no aggregati i famigliari Pontificii; non che un Ferrante Serroni cerusico dell'ospedale di


s.

rurghi de'Papi, che ottennero

mag-

IMarta de'me-

co,
le.

desimi famigli del palazzo apostolied un Paolo Carcarasio speziaNella vita di detto Papa,
si

ebbero grandissieuropea , principalmente per le loro opere anatomiche e chirurgiche , per cui alcuni furono

ma fama

leg-

riguardali restauratori
gia
ti,
,

della chiruri

ge die il Carcarasio gli medicava il fonticolo, e perci col suo mezzo volevasi dai nemici avvelenare.
Il

vanno rammentati
si

seguen-

d'Aragona
nel

Cardinale Ottaviano Aquaviva mori d'anni sessantasei,


tagliatagli dal chirurgo.

menGuido di Chauliac di Clemente VI, e di Urbano V; Pietro d'Argeiata di Alessandro V; Giovanni


di molti de'quali gi
fece

zione.

1647 per un'arteria disgraziata-

mente
sto

Que-

tristo

avvenimento

si

rinnov

milanese, che

Federico Borromeo ne mor d'unni 56 nel 1673, il quale considerando il discredito in cui sarebbe caduto il
col

Cardinale

Vico di Giulio II; Alfonso Ferri Paolo III, Giulio III, e Paolo IV; Realdo Colombo di Paolo HI; Bartolomineo JMaggi di Giulio HI; Costantino Vaioli di Gregorio XIII; Carlo Gualtani di Benedetto XIV; e Giuseppe Flajani di Clemente XIV, e di Pio VI. Alcuni per de' suddetdi
di
ti,

mal

pratico chirurgo, gli assegn la

come

Giulio di Chauliac,

Ferri,

vitalizia

pensione di annui scudi cinaltre

(juanta.

Maggi, e Varoli, furono anche archiatri, e medici dcgU stessi Papi.

Non avendo rinvenuto

co-

CIIISUME.
Siria,

Citt vescovile dei gia-

se particolari sui chirurghi dei Papi,

cobiti, nella diocesi di

Antiochia nella

e di quelli del conclave, ed essendo pi comuni le loro notizie, pel secolo passato e pel corrente, pei chirurglii

intorno la quale si fa menzione di cinque vescovi che vi ebbero


sede,
stero,

nonch
in cui

di

un rinomato moni-

dei

Papi

vi

suppliscono
all'
j^>er

le

ritirossi

Giacomo
la

di

annuali Notizie di

Roma

arti-

Edessa, allorquando
pria sede.

lasci

pro-

colo Famiglia Pontificia, e

quelli

CHI
CHIUSI
{Clusin). Citt con resitossi al

CHI
dominio
trib
de'

ii5

denza vescovile unita a Pienza, nel granducato di Toscana, nella provincia di Siena situata su di un colle del quale la Chiana inaffia le falde, l'ormando non lungi il lago che da essa riceve il suo nome, e le cui rive settentrionali, ed orientali formano i limiti tra la Toscana, e lo stato della Chiesa. Tito Livio, Polibio, S trabone, Plinio, e quasi tutti gli antichi autori parlavano di Chiusi, Clusium, come di una antichissima citt, e di una delle principali

romani, divenendo per nobile municipio ascritto


alla

Arniense.

la

se-

guito nelle sue vicinanze, Siila batt gli avanzi dell' esercito di Catone.

Nel secolo IX , e forse nel ponGiovanni Vili, che fu eletto neir 872, l'imperatore Carlo il Cal\'o^ don alla Chiesa Romana
tificato di la citt di Chiusi,

descrisse

il

come diffusamente Cardinale Stefano Borgia,

e splendide
il

Lucomonie

etrusche.
,

Ebbe anche
secondo
dei
sate
stigio

nome
Livio.

Tito
,

Caniars Delle terme


di

Difesa del dominio temporale della sede Apostolica, ec, alle pag. 1 35, r36 e iSy. Dopo avere obbedito ai re longobardi , sotto de' quali
Chiusi era capo di
sotto la

un

rispettabile

templi

delle altre sue pas-

ducalo, e residenza del duca, pass

grandezze non evvi pi vealcuna cosa si rinsolo ;


ivi

venne negli importanti scavi


perati.

o-

Si vuole,
stati

che fosse la capidel

tale
il

degli

re

Porsenna,

dominazione dei vicari immarchesi di Toscana, e in ultimo fu assoggettata ad Orvieto. Ma nel io3i ne scosse il giogo, e dopo lunghi contrasti , coli' aiuto dei
periali, e dei

quale
,

di cesi

vi fabbricasse

un

la-

sanesi e de' pisani,

l'icuper

la

li-

ove fu sepolto in un sontuoso mausoleo. Chiusi era gi in


berinto
istato florido

bert, della
dette,

quale

dappoich
gli

gosuccessivamente i

per

poco

quando

surse

Roma,
capitale

e poteva considerarsi

come
,

della Toscana, essendo residenza di

Porsenna
altri

che agli o Lucumone Lucumoni sovrastava. Porsen,

na,

dopo

l'espulsione
il

da

Roma

di

Tarquinio

Superbo,
il

mand

con-

ed i circone avvicendarono il possesso, e sempre maggiore ne resero il guasto. Sotto l' impero di Carlo IV, che vi avea fatto un breve soggiorno, Chiusi ricuper la libert, e cominci a risorgere dal
orvietani,
stanti

perugini,

feudatarii se

tro quella citt


to secolo di
vi

suo esercito,
soffri

per

suo
poi

squallore
il

quindi
di

la

ricevette
,

giovarlo e riporlo sul trono. Nel quar-

in feudo

Roma

Chiusi gra,

Lorena e r ebbe per maritaggio Muzio


visconte

molestie

dai Galli Sennoni


;

che

Attendoli di Cotignola, detto

Sforegli

assediarono la citt
assistiti

per i chiusini dai romani, che loro aveva-

Grande. Dappoich avendo di sposata Antonia Salimbeni


za
il
,

fa-

no inviato per legati tre figli di M. Fabio Ambusto, rintuzzarono l'ardire dei galli,
lo
l'

miglia antica e

potente
i

di
s.

Siena
Fiora,

donde nacquero

conti di

il

cui duce,
,

come narra
trafitto

stesso Livio

rest
,

daltre

duchi di Sforza, e il b. Carlo arcivescovo di Milano, ricevette in dote


la citt di

asta

di

Q. Fabio
Chiusi
,

uno
verso
la

dei
1'

Chiusi con altre terre e


quali possessioni gli fu-

legati.

Ma

anno
del-

castella

le

4?^
le

di

Roma,

sub\

sorte

altre citt etrusche,

ed assogget-

rono confermate nel \^\o. Ma nel i4i5; essendo stato Muzio impri-

3 , ,

, ,

!i6

CTI!
quislo di gioie

CHI
un
certo Ranieri, gran
in
latti

clonato dal marito di Giovanna II o regina di Napoli, i sancsi ne approlttarono per oecnpar Chiusi e
le

conoscitore di esse. Questi

terre soggette allo slato

sanese

ne acquist da un mercadante ebreo, reduce da Gerusalemme, ed il mercalanlc


volle
inoltre

per cui nel seguente anno fu costretto a IMuzio (arne cessione per una

donargli

anello, che dicesi di agata


le,

orienta-

somma
pag. 6,
nel

di

denaro,

come
In
di

scrive
t.

il

o amatista

di Siria, cio quello,

Ratti, Della famis;lia i5, e 3G5.


citt

Sforza,
Chiusi

I,

con cui fu sposata Maria a Giuseppe, ereditato dai suoi maggiori. Ri-

appresso, e
fece

i4i^^j ^^

cevette Ranieri

l'

anello

con

indif-

alla repul)blica di

Siena una spon-

ferenza mettendo poco conto a tale


assertiva, e senza badarci, colle gioie

tanea dedizione del


nio
.

proprio domitrov

Tultavolta non

pace
fu

finch col territorio sanese

non

unita al granducato di Toscana, pei

per le che soffri particolarmente per le guerre dei confinanti perugini. Cagione delle
conflitti

di estranei eserciti,

stragi

pei

saccheggi

consegn in Chiusi alla marcheIntanto gli mor l'unico figlio, il cui cadavere mentre portavasi colla pompa funebre alla chiesa di s. Mustiola o Mostiola distante da Chiusi pi di tre miglia, con istupendo prodigio si alz sulla bara
lo
sa.
,

guerre

co' perugini fu

l'

insigne redella b.

riprese

il

genitore per la sua indifseguita

liquia dell' anello

pronubo

ferenza, disse che per punizione di


esso

salizio

Vergine Maria, che servi al suo spocon s. Giuseppe; il perch, oltre quanto abbiamo detto al volume li del Dizionario a pag. .7 e 74, cio che seguendo l' autorit del Novaes, Storia de Pontefici, t.
VII, pag.
nello
50,

era

la

sua morte,
vedute,
il

si

fece portare la cassetta delle gioie,

e senza

mai

averle

subito

prese

il

santo
tutti

anello,
,

baci, lo

mostr a
era
ne. de'

lo

consegn al
che allora
,

parroco di detta chiesa,


canonici
l'esponesse alla pubblica

fu

lasciato
s.

quell'ae

regolari

perch

Chiusi da

Mustiola,

venerazio-

discoperto sotto Gi-egorio V, aggiu-

gneremo

il

seguente cenno,

il

quale
ri-

ricaviamo dal Compendio istorico

guardante il pronubo anello di Maria ss.y che si conserva nella chiesa cattedrale di Perugia, del sacerdote Domenico Venti, custode di detta rePerugia nel liquia , stampato in
i838. secolo, governava Intorno al la Toscana, qual vicario dell' impero, il marchese Ugonc figlio di Al-

Quindi in conferma del suo didue voti fatti dal padre, e a ninno cogniti, il luogo ove dovea il suo corpo tumularsi, e ripos nel Signore. In progresso di tempo, rovinandosi la chiesa di s.
re manifest

Mustiola, verso l'anno

i3oo
in

il

sa-

gro anello
nella

fu trasferito

Chiusi
di
s.

chiesa

de' conventuali

dove nel 147^ un francescano tedesco, nominato VinFrancesco,

da

tcro, vedendosi perseguitato a


d' essere
il

segno

berto di Ugone re d'Italia, che per

incolpato

di aver involato

meglio governare risiedeva alternativamente in diverse citt, principal-

santo anello, preso da


il

dispetto

elTettu

rubamento

la

notte de'aS
avviarsi
al

mente

in Chiusi.

Di

la

sua

mo-

luglio, e colla scusa di

glie Giuditta,

nipote dell' imperato-

perdono
gia,

di Assisi, nel passare

re Ottone III, invi aP\.omapcr l'ac-

per mezzo d'

da Peruun suo amico of

CHI
a Matteo Francesco Montesperelli, capo d'ufficio della citt, e ritornando da Assisi a Peru(v l'anello

CHI
zionc della giustizia,
e
la

117
erezione

cario di terza classe per l'amministi'adella vecchia sua fortezza

rimonta al

gia, accusato

qual ladro del

santo
,

secolo
l'jSi

anello da due religiosi di Chiusi


carcerato per
s.

fu

XII. Giuseppe Migliori nel stamp in Siena una Lettera


dell'

comando

del Cardinal

della qualit

aria della
di

citt

Sisto legato di Perugia. In questa

di Chiusi.

citt poi

rimase allorch usc

di pi'i-

La

sede

vescovile

Chiusi fu

gione sino alla morte, avvenuta nel

i5o3, sempre mantenuto dal comune. Intanto che fr. Vintero fu


posto in prigione,
za
il di lui amico chiamato Giordani dalle Mine, sen-

secondo Comraanville, nell'anno 45o, e secondo altri, prima di tal' epoca. Vi sono realmente argomenti per crederla di data molto pi antica, e lo stesso Benedetto
istituita,

dichiarare
anello

la

provenienza
fece

del

XIV
un
al

mostr

essere
II,

di

tale

opi-

santo

ne

irrevocabile

nione. Pasquale

nell'anno
la

iioo,
sede

donazione
ccltarlo
il

alla patria,

comune

di

laonde nell'acPerugia deproi-eli-

vescovato

di Chiusi

vescovile di Castel della Pieve, poi

cret la conQsca de' beni, la morte,


e

r infamia contro chi avesse

posta l'alienazione dell' insigne

quia, che fu posta in valida custodia di ferro chiusa a quattro chiavi

Citt della Pieve; unione che conferm Celestino III nel 1191,6 che dur sino al 1600, in cui Clemente Vili istitu o ripristin, come pretende lo storico Bolletti, la sede episco-

nel palazzo comunale.

pale di Citt della Pieve (P^edi)

sepa-

Dolenti
dita,

chiusini per tanta per-

ricorsero al Cardinal

Franceper
ri-

sco Piccolomini, arcivescovo di Siena, nipote di Pio II,

randola da Chiusi. A queir articolo vi sono notizie, che risguardano questa citt, e il suo lago. La chiesa
di Chiusi
il

che
si

tra

suoi

vescovi

conta

cuperare

il

sagro

anello

rec a
l'in-

Cardinal Francesco degli


in

Atti,

no-

Perugia

ma non
i

conseguendo
chiusini

bile di Todi, fatto vescovo

tento, ricorsero

alla pro-

mente VI
in

da CleAvignone, morto poi


si

tezione de' sanesi, che inviarono alla


citt

odore di santit; come


di

gloria

per

ambasciatore

il

celebre

a ragione
nafede,

monsignor Nicol Boa


il

Bonasperio , mentre il maestrato di Perugia spedi al Pon-

Bartolomeo
tefice Sisto

accettissimo

vari

Papi.

Esaltato al pontificato
II,

sanese Pio

IV

in

ambasceria
Al

Ba-

Piccolomini, nel trovarsi in Sieai

glione Vibi, e Gentile Signorelli per

na

19
la
,

aprile dell'anno

i4%>

informarlo del
Pontefice

flitto.

medesimo

eresse litana

sede
tra

sanese
le

in

metroposuffiaga-

anche i senesi inviarono due oi-atori per favorire Chiusi , mentre fra le parti contendenti prole

chiese

seguivano
sini

rappresaglie guerresche,

ch'ebbero solo fine quando i chiuritrovato prodigiosamente il corpo di s. Mustiola vergine e mar,

comprese nee , che le assegn , ordinando che questa di Chiusi tanto per l'arcivescovo di Siena, che pei vescovi suffraganei, ne godesse
,

la

nomina

la

stessa citt

di Siena.

tire,

ti'a lasciarono

d' insistere

per

la

In appresso, mentre era Vescovo di Chiusi monsignor Giustino Bagneri


olivetano,

ricupera del santo anello.

Clemente XIV, nel 1773,

Nella citt di Chiusi risiede

un

vi-

un a questa chiesa quella tcscov-

iiS
le
(li
(

Clio
La
,

Clio
cattedrale
inferiore,
citt di
il

di Penza (Fedi).
Jiiiisi

cui vescovo risiede nella

assai antica

ed

un

Temeswar. Chonad
sponda
,

posta

eziandio per le sue considerevoli colonne gi appartenenbcU'edilIcio,


ti

alla sinistra

del (lume

Ma-

rusio o

fica

a qualche tempio, o altra magnifabbrica. Essa dedicata a s.


la citt

una deliziosa e fertile pianura, come lo il paese. comitato del suo nome, distante
in
circa
tredici

Maros

Secondiano, e

riposa

pui'e

miglia

all'ombra del valevole patrocinio di s. Mustiola vergine e martire, il cui


sagro

Fu un tempo
zioni,

da munita

Seghedino.
di
fortifica-

che

turchi impossessandose-

corpo
in

rinvenuto
quella

prodigiosaanti-

mente

cattedrale

chissima, quivi
t venerata.
Il

con ispeciale piesuo capitolo si comla


,

pone
le
il

di

due dignit,

l'

prima
la

del-

quali

arciprete

seconda

ne fino dal i574j dovettero demopace di Carlowitz nel lire per la 1G99. Il barone di Mercy, e il generale Heusler la presero nel marzo del 1686; ma solo nel lyiGfii restituita al regno ungarico, di cui
segui
i

preposto , con dieci canonici , e quattro cappellani, non compresi i


preti, e

destini.

La
vestro

sede vescovile

di

Chonad
I

fu

chierici
vescovili,

studenti

in quelle

eretta per autorit del Pontefice SilII,

scuole
bligo

che

hanno obal

da

s,

Stefano
fu

re di

Un-

di

essere

addetti

servi-

gheria, apostolo di sua nazione, verso l'anno

zio ecclesiastico.

Nella

cattedrale el'

io3o. Ne

primo vereli-

sercita le funzioni parrocchiali

ar-

scovo

s.

Gerardo

della nobile veneta

ciprete
delle

tre parroehi hanno la cura ; anime del contado, e della campagna; ed ogni vescovo tassato ne' libri della cancelleria Apostolica in
fiorini

famiglia Sagredo, pel cui zelo


gioso fu istituito

un

collegio di sa-

cerdoti, furono fondate delle scuole

che divennero

le

pi celebri del reala di-

CHOLET

cento ottantasette. Giovanni, Cardinale.


di

me

ungarese, e fu propagata

vozione alla b. Vergine ne' suoi diocesani

Giovanni Cholet, nacque


lignaggio in Francia, in

nobile
nel-

venuti
delle
il

di

fresco

alla

fede.
fati-

Nomtre

Premio
che fu
sediziosi

sue

apostoliche
,

la diocesi di Beauvais, di cui fu ca-

martirio

giacch

alcuni

nonico e poi vescovo. Creato prete Cardinale di s. Cecilia nel 1281 da

ricaduti nelle

superstizioni

del gentilesimo, in Buda, ai

24

set-

Martino IV , fu legato in Inghilterra nel 1283, e mori in Roma a' 1 agosto 1293, dopo aver fondato in Parigi il collegio di Beauvais del suo

tembre del 1047,

lo lapidarono, e

trafissero colla lancia. I di lui suc-

cessori fiorirono nella sede di

Cho-

nad

sino al 1574, in

cui,

occupata
fu

nome

che fu termiCitt vesco-

dai turchi una gran parte dell' Ungheria, la forte citt di

nato nel 1295. CHOMA, o


vile di Licia,

Chonad

COMA.

presa di assedio, e furono distrutte


dalle
zioni.

la cui erezione

rimon-

fondamenta

le

sue

fortificail

ta al quinto secolo.

nella diocesi

lagrimevole catastrofe
diocesi
le
si

d'Asia, ed sullraganea

della
si

me-

clero

della

disperse,

si

tropoli di Mira, e di essa

cono-

csti user

tutte

ecclesiastiche

isti-

scono tre vescovi.

CHONAD
dien.).

CSANAD

{Csana-

Citt vescovile dell'Ungheria

furono i fedeli alla schiavit, o all'esilio. Quindi i vescovi, che si nominarono dalia santuzioni, costretti

CHO
ta

CHO
quelli in

119
,

Sede, furono

come

pnrfin-

no propagato

in varie parli

rest

tibiis,

perch dovevano risiedere ben


diocesi
,

lungi dai confini della

ch

l'imperatore

Carlo

VI,

colle
la

men danneggiato. In Temeswar si port anco il capitolo, e per la munificenza del predetto Carlo VI e
di

vittoriose sue

armi

liber tutta

sua

figlia

i'

imperatrice

regina

diocesi

di

Chonad
il

dal giogo
in

otto-

Maria Teresa,
gio martire.
la

vi

fu faljbricata la
s.

mano.
Ritornato
piscopio,

bella cattedrale, dedicata a

Gior-

vescovo
i

Chonad,
di
fer-

Tuttavolta
il

il

vescovo,
la stessa

e trovando appena

ruderi dell' e-

diocesi

capitolo
si

prima fu

costretto

mare

la

sua sede nella citt di Sepii^i

gedino o Szegedin, una delle tiche, forti e ragguardevoli

andi

appellano coll'antica nomenclatura, cio col primitivo titolo della sede Csanadiense. Ad accrescerne la popolazione, e l'industria, spesso Maria Teresa

chiesa cattedrale

citt

Ungheria, e poscia nell'anno lySi, in Temeswar. Questa regia e libera citt d' Ungheria, capoluogo del comitato di Temesch, posta in gransul canale di Bega, ed sede della corte di giustizia pei tre comitati del Bannato. Essa una delle primarie fortezze

vi

spedi da varie parti

del germa,

nico impero colonie cattoliche

co-

de pianura paludosa,

pur fece nelle altre diocesi del regno con felicissimi risultamenti, dappoich nel 1782 i cattolici di questa diocesi

me

ascesero

centotrenta-

mila, ed ora poi ve ne sono pi di

della monarchia, reg^olarmente fab-

quattrocentomila.
Nella
cattedrale

bricata con quattro

sobborghi
edificii
,

n
di

manca d'importanti
civiche
ville,

molte

reliquie,

vi si venerano ed ben fornita di


Il

Secondo d'Anil Thybiscus degli antichi nella Dacia da Traiano soggiogato. I turchi, comandati da Solimano II, se ne impadronirono nel i55i e la conservarono sino al 1716, in cui il principe Eugenio la restitu all' imperaistituzioni.

sagre suppellettili.

capitolo

si

comdelle

sarebbe

Temeswar

pone

di quattro dignit,
il

prima
il

quali

prevosto. Vi sono

sei

ca-

nonici onorarii, tra' quali

teologo,

e
ti,

il

penitenziere, quattro beneficiaall' uf-

e diversi chierici addetti

fiziatura,
sa,

ed

al

servigio della

chie-

la

tore Carlo VI, e pel trattato


in

fatto

della
citt

quale tuttora sulfraganea metropoli di Colocza. Nella


vi
,

Passarowitz nel
alla

8,

rimase per

sono tre parrocchie, due

ci-

sempre

casa d' Austria.

miteri

un
i

collegio
religiosi
i

dei
di

La
mezzo

citt di

TemeSAvar rimane nel

scuole pie,

pp. delle s. Gio. di


di

della diocesi di

Chonad

il

Dio, ossiano
dali,

Benfratelli, tre ospe-

cui circuito di

settecento

miglia

ed

il

seminario

numeroso

geografiche, e perci ragionevolmente

alunni.

L'ampio

episcopio

poco

fu stabilita

per residenza dei ve-

distante dalla cattedrale

e la

men-

scovi.

nella

dominazione ottomana diocesi ebbe quasi ad estinla


il

Per

sa nella cancelleria Apostolica tas-

sata a trecento
scovi illustri di

guersi
la
la

nome
di

cristiano, eccettuata

fiorini. Tra i veChonad vanno ram-

citt

Segedino, in cui, e per


vi-

mentali
cilio

un Giovanni

Cholosvary

residenza episcopale, e per la

oratore del clero d' Ungheria al condi

gilanza de' francescani,

che

la

dife-

Trento, ove mori nel i562;

sero

pur anco dallo

scisma

Fozia-

e l'attuale monsignor Giuseppe Le-

ilo
iiovicz,
clic

CIA
nella
l'

CIA
de' vescovi
il

serie

Csanadiensi
(piale,

ottantesimoler/o,

che e profane. Egli vi riusc in quello tanto a meraviglia, che il dotto

benemerito gi per avere vittoriosamente, e con comune plauso,


difeso
i

Ambrogio Moralcs, nell'opera delle Anlickil di Spagna, lo cliiam luminare della sua nazione, ed onore del secolo. Si rec a Roma nel Pontificato di Gregorio XIII: vi ottenne il posto di penitenziere in santa Maria maggiore, e poscia fu decorato del titolo
tiochia.

diritti

della Chiesa

cattoli-

ca nei comizii del regno nel 1 84o, 111 poi saggiamente prescelto dal piissi-

mo

regnante imperatore Ferdinancol consenso del rispettabile do corpo episcopale di Ungheria, a comI,

di patriarca di

An-

porre in

XVI,

la

Papa Gregorio questione insorta nel mecol

Roma

desimo regno intorno i matrimoni misti. Egli, accompagnato dal suo


vicario generale

1601, fini la vita, ed ebbe la tomba, giusta l'opinione di molti, nella chiesa di s. Sabina di
Nel

Roma. Tutti

gli

antiquari

gli

tribu-

canonico csanasi

diense Ignazio
in

Fabri,

trattenne

Roma

varii mesi, e

con recipro-

tano grandi elogi, alcuni anche lo chiamano un teologo di grande riputazione: ma sembra in vero che
le di lui

ca soddisfazione delle alte parti, tratt egregiamente il geloso affare, e vicevette distinte testimonianze della
pontificia considerazione.

opere manchino della

cri-

tica propria di
scrisse

un

beli'

ingegno. Egli

una

storia della

doppia

fficr-

CIIUSIUM, o CUSIUM.
scovile della

Citt ve-

Moldavia

eretta

nel

ra di Tracia intrapresa e finita da Trajano ; La storia dell' anima di Trajano liberata dall' inferno per le
preghiere di
s.

secolo decimoterzo, suffraganea della metropoli di Solzaba o Solzava, chia-

Gregorio.

In questo

mata comunemente Chotza. Vuoisi


situata
all'
il

lavoro trionfa la favola. Scrisse ancora intorno al cardinalato di san

estremit
vescovi.

della Polonia
Si

Girolamo,

Roma i58i;

Dei segni

presso
di soli

Boristene.

ha memoria
o

due

della santa croce comparsi in diverse parti del mondo , e particolar-

CHYTRUS, CHITRI,
Citt vescovile dell' isola
la cui sede fu

CITRO.

di Cipro

fondata nel quinto secolo, ed e dipendente dal patriarsotto la metrocato d' Antiochia
,

mente nel i5>9i in Francia ed in Del diInghilterra, Roma iSgi giuno e della diversa maniera di
;

osservarlo,
tato

Roma
i

599

Un

Trat-

poli di Costanza, la quale, secondo Commanville, nel secolo undecimo

dugento martiri del monistero di Cardona, nella diocesi di Bourges, Roma i594; yitc ed azio-

sopra

fu trasferita a Famagosta. Altri la chiamano Cyticra e Cilhron- Dicesi

che
quivi

soli
la

quattro
sede.

vescovi

avessero

CIACCONIO

Alfonso. Scrittore del

secolo decimosettimo, nato in Baeza nell'Andalusia. Pigli l'abito di san

Domenico, e in
stinse pel

quell'

Ordine

si

di-

Pontefici e de' Cardal principio della Chiesa fino a Clemente Vili. Quest'opera venne poscia corretta, e continuata fino a Clemente X. Apparisce da trocerte lettere dal p. Mabillon che il vate nella biblioteca Chigi Ciacconio avesse composte altre due
ni de'
dinali,
,

sommi

scienze.

Il

merito nello insegnare le suo prediletto studio verle

opere:

Un
coji

trattato

delle

antichit

romane,

figure,

ed una Biblio-

sava inturno

antichit ecclesiasti-

teca universale di autori.

, ,

CIA
GiovA?wi Scrittore decimosettimo uato in tlcl secolo Roma l'anno i633. Dapprima si
.

GIR
IO.

i2[

CIAMPINI

De

vocis correctione in sermos.

ne VII Domini.
I I
.

Leonis,

de nativitate

applic allo studio

della legge,
alla

ma

Explicatio

duorum sareophago-

poscia rivolse l'animo


leria Apostolica,

Cancel-

dove

riusc

molto
de' bre-

rum ritum baptismi indicanti um. 12. De sanct. Rom. Ecclesia; vicecellerario, ejusque

bene.

Fu

creato segretario

munere

eie.

\ di grazia, indi prefetto

de' brevi

di giustizia, poi abbreviatoi'e

se-

CIARPA
c<jisesttr

gretario del gran parco.


ecclesiastica era lo studio

La

storia

giormente

lo dilettava,

che maged anzi dobistituzione

( Ordine V. Raada. CIBALLIANA. Sede vescovile del,

SCIARPA

di donne).

l'

Africa occidentale

della quale si
inter-

biamo

alle

sue

cure

la

sa, che

Donato suo vescovo,


s.

dell'accademia di storia ecclesiastica


fondata
in

venne

al concilio di Cartagine, pre-

E.oma nel 1671.

Mor
di
lui

sieduto da

Cipriano. Au^.

lib.

neir et di sessanta anni.


zione,
te
,

Le

coni. Donat.

opere son ricche di preziosa erudi-

ma non
di

molto bene ordinastile

uno

piuttosto basso.

CIBO Famiglia. Questa nobilissima ed antichissima famiglia che fior cotanto in Italia, ripete la sua
,

Queste sono:
1.

primaria
e sulle predei

origine

dalla

Gi-ecia.

Si

Una

dissertazione storica sull'ansulle funzioni,

chiamava Cnhea, o Cibocca dai cubi e quadrelli di


gentilizio
sei
,

tichit,

faccie del
latini

suo
detti

rogative

degli

abbrevialori
sacra e

stemma
da

dai

brevi apostolici.
2.

cubi.
storisi

Narrasi
il

alcuni

sciittori

Una

disquisizione

che

primo a

trasportare questa
fu

ca sovra due emblemi, che

con-

famiglia nella Liguria,

Odoardo
capi-

servavano nel gabinetto del Cardinale Carpegna.


3.

4.

volume degli edifizi sacri fabbricati da Costantino. Due volumi sugli edifizi dell' antica

Un

barone della Grecia, e prode tano, che si rec in Italia in po delle guene dell imperatore ziano, e stabil, verso l'anno soggiorno in Genova il suo
diede principio

temGra-

385,
ove
consi-

Roma.
dissertazione sull'uso del pa-

questa
essere

famiglia

5.

Una

che cominci ad
lorch Ottone
vigi
re,
I

pi

G.

ne azimo nella Chiesa latina. L' esame delle vite dei Papi, che portano il nome di Anastasio bibliotecario.

derabile fino dal secolo decimo, al-

ricompens

serter-

di

Guido Cibo con alcune


de' nobili e

e coir impiego di tribuno

delle

7.

Una lettera latina per riformare un passo di una lettera di Pio


li,

compagnie
del sagro

de' cavalieri
ri-

romano impero, come


t.

che

si

dice essere stato altera-

porta

il

Novaes,
si

to dagli eretici.
8.

trettanto
si

VI, pag. 53. Allegge nel Dizionario stoCibo^ cio

Una
mina,
altre

dissertazione, in cui
se
i

esa-

rico portatile dell'abbate


alla pai'ola

Papi abbiano
il

portato

Ladvocat che nel sein

volte

pastorale.
Ialino sulle crori, che

colo

la

famiglia era in Italia in


ritrovandosi

r).

Un
si

trattato

considerazione,
privilegio a

un
Vi-

portano

alla

lesta

delle

pro-

favor; della citt di

cessioni.

terbo, che

ltuae

ricompensato

123
aveva
i

CIB
servigi di

CIB
col

Guido Cibo

antico feudo della


il

famiglia

stessa,

dono

di

alcuni feudi. Altri

stabili-

quale pe' suoi


doti

illibati

costumi, e
nel

scono la famiglia Cibo in Genova, ncir anno 999. Guido I fu padre di Odoardo, e questo di Guido II, figlio Lamberto intraprese la il cui

belle

fu

da

Urbano VI
e

i38i

creato

Cardinale,

quindi

merit nel iSHg di succedergli nel


pontificato col

nome

di Bonifacio

IX

guerra
praj;!,

contro
la

saraceni

loro

(^//). Questo

tolse le isole di

Gorgona e di Caprima del mare Tirreno,

Papa nel 1402 cre Cardinali Leonardo Cibo, e Angelo


Cibo
patrizi genovesi
;

e fece di tutto

la la

seconda del Mediterraneo. L'isoGorgona, Urgos o Gorgon, ora


di

per ristabilire nel regno di


Ladislao
zo.
figlio

Napoli

di

Carlo

III,

Durazdiede

dipendente dalla provincia di Pisa del granducato

Ladislao per gratitudine

Toscana,

ed

ai Tomacelli, nipoti di Bonifacio


la

IX,

cima un'alta toz-re per avvisare Livorno dellavvicinamento dei

ha

in

contea di Sora

con

altri

terri-

torii.

Inoltre lo stesso Pontefice ar-

corsari barbareschi.

Ivi

considesardelle.

ricch

ed esalt
,

la

madre ancor
e
i

vi-

rabilissima la

pesca

delle

vente

fratelli,

nipoti: fece
d'

L'isola Capraja,
citt di

tal

Aegidium , ha la nome, con sicuro porto,


al

marchese

della
tre

Marca
fratelli

Ancona

e castello fortificato. Essa apparten-

ne
cui

alla Corsica sino


i

i5o7,
,

in

genovesi ne spogliarono
del

Gia-

como n era

Mare

de

signore, e tuttora

Mari che compreceduti al

chiamato Andrea, e l' altro per nome Giovanni il fece duca di Orvieto, e duca di Spoleto; dichiar Antonio di lui fratello o nipote castellano di Cade' suoi

uno

sa negli stati di

Genova

re di Sardegna.

Lamberto Cibo ebbe

diversi

fi-

gliuoli, tra' quali Aranito,

che

in-

traprese il viaggio di Terra santa. Nel ii3o Innocenzo II cre Cardinale un Martino, che alcuni dico-

Angelo. Tultavolta la famiTomacelli non conserv tutte le ricchezze acquistate, perocch dopo la morte di Bonifacio IX, Ladislao la spogli de' suoi feudi. V. s. Antonino, in Chronicon, part. III,
stel
s.

glia

tit.

2,

e.

3.

no della famiglia Cibo. In seguito un Guglielmo Cibo fu fatto cavaliere dallimperatore Federico
II,

Arano, o Aronne Cibo, figlio di Maurizio, e di Saracina Marculla, e discendente di Lamberto Cibo,

e suo

dopo che ebbe


so Fregoso
blica di
il

ambasciatore a Clemente IV,


del

Papa
fiori
,

diviso con Tommagoverno della repub-

126?.
si

Un

l'amo della

famiglia

Genova,

essendo

stato

da

Cibo

trasfer

a Napoli, ove
si

in nobilt, e

molto

diffuse

col

nome di Tomacelli, o Da essa usci Alberico,


Tomacelli, o Cibo,
nel
1

Tomazelii.

XIV
trizio

o Ulderico che Onorio l 125 cre Cardinale. Nel secolo fiori Francesco Tomacelli panapolitano che si congiunse
,

in matrimonio con Gratimole

della

cospicua

famiglia

Filomarino,

dai

quali nacque Pietro in Carafanello,

condurre un convoglio importante a Renato d' Angi re di Napoli, per la stima che ne concep venne da questo princitt cipe creato vicer di Napoli che valorosamente difese quando nel 144^ f" assediato da Alfonso V di Aragona, facendo prigioniero questo principe, che senza riscatto mand a Genova. La repubblica ijenovese destin Arano ad accomoessa destinato a
,

, ,

CIB
dare
le

CIB
,

123

sue vertenze con Alfonso V,

e vi riusc cos bene

che

il

re lo
,

Leone X. Tultavolta nelle sue bolle, Innocenzo Vili chiam sempre Franceschetto

ritenne in Napoli al
lo fece presidente del

suo

servigio

suo

nipote,

nipote

di

e ad

istanza
il

suo consiglio, de' napoletani nuovaIntanto,

mente
listo

cre loro vicer.


quale,

Arano di lui genitore, e per tale si nomina avvedutamente nell' iscrizione sepolcrale, che poi in detta basilica

elevato al pontificato nel


III,
il

i^55 Cail

pose Alberico
il

Cibo

principe

come narra

di

Massa. P\
t.

Marini,

Archiatri
Il

Zazzera, era nel Cardinalato grande

poni.

I,

p.

Arano, a s lo chiam dichiarandolo senatore di Roma , dignit in quei tempi conceduta ai soli principi, o personaggi di gran

amico

di

conio afferma
battista colla
il

il

221, n. 6. matrimonio

Ciac-

di

Giam-

dama

napolitana,
eh' esso

ma
fosse

Vialardi

accenna

soltanto stipulato; e Raffaello di Volterra


lib.

considerazione.

Peraltro

non and
il

22, col Bergamasco, e col

guari che
rato, attesi
listo III

il

Cibo abdic

senato-

Platina sostengono, che Franceschetto,

i disgusti nati tra Caed Alfonso V, e ritorn a Napoli ad esercitare i suoi alti impieghi, morendo a Capua nel i4^7Da questo Arano , e da Marzia del Mare, di famiglia senatoria di Genova, nacque nel i432 Giambattista Cibo, poi Papa Innocenzo Vili, che fu il principale splendore di

e Teodorina fossero figliuoli na-

turali di

Giambattista,
in
di

il

quale poi

diede Teodorina

matrimonio a
nobile famiglia

Gerardo Usumari
genovese, famiglia
gi'andire
poti.

che procur in-

come
si

quella de' proprii ni-

deve tacere, che il Bercastel, Histoire de VEglise, t. I, p. 270, dice che Giambattista pri-

XV

sua famiglia, e diede origine a quella grandezza, cui in progresso essa ascese,

ma
se

di x'icevere gli ordini sagri, avessette figli

avuto

da diverse donne.

divenendo una delle pi


Italia.

nobili,

Giambattista adunque trasferitosi

e pi potenti d'
serv

Egli pertanto
il

a Pvoma,
clesiastica,

si

pose nella carriera eci

prima

nella corte di Napoli

ove per

suoi

costumi

re Alfonso V, e Ferdinando di lui


figlio,

dolci,

somma
i4'^4
col

saviezza fu fatto ve-

polilana, n' ebbe

una dama nadue figli, che erano ancor viventi quando fu creato Papa, cio Franceschetto, e Teodoe sposatosi ad

scovo e poi Cardinale, venendo poscia

nel

subliniato

pontificio

nome

d'

al trono Innocenzo

FUI
zione
pel

Franceschetto fosse figlio naturale , o nipote di quel Pontefice, per figlio veramente lo chiama il celebre Piedissero,

rina.

Alcuni

che

(Fedi). Nella prima promor cre da lui fatta nel i4^9 primo Cardinale Lorenzo del
3

tro Delfino camaldolese,


tera

nella

leta'

Mare o de Marj nobile genovese suo consanguineo, o, come dicono alcuni, figlio naturale del propria
fratello, cui

27

del libro

III,

scritta

diede

il

cognome Cibo,

1492, cio vivendo ancora il Papa; e Paride de Grassis dice altrettanto nel suo Diario , in cui descrisse minutamente le magnifiche
aprile

e lo

stemma.
il

Franceschetto Cid'

bo, oltre
sa,

generalato di santa Chie^


la

diede

contea

Anguillara

quella di
altri

Fcrentillo,

Cerveterij

e4

esequie, fatte nella

basilica

vatica-

piccoli castelli,

na

ai

16

schetto,

luglio i5ir) a Francecognato dell'allora regnante

da

Franceschetto

che in appresso si vendettero a


la

Viiginio Orsini,

meno

contea di

i:j4
l'Ynentillo.

cib
Quindi Innoccnr.o Vili
Fianceschclto
in

CIP,
fu stampata a Venezia por
nel
il

Scssa
della

otU'niu;
la
l)cllii

isposa
II-

iGi3.

Ma
gli

di
altri

detto

Cardinale,

MacUlalcna
il

de' Medici,
I\l (lignifico.

e di tutti
famiglia
articolo,

Cardinali

i^lia

Lorenzo ricompensare poi


di

Per

cpiesta illustre fa-

Cibo nominati in questo si potranno leggere le bio-

miglia, che
7(^
,

gi.

signoreggiava Firen-

grafie ne' seguenti articoli.

il

J^apa

nomin

jirotonolario

Leone
sorella,

mostr propensione per

apostolico (iiovanni de' Medici figlio


di

Franceschetto, e per Maddalena sua

Lorenzo

mentre avea
nel

l'

et
il

di

che spesso visitava nel loro

sette anni, e poi

i4<^9

dt-'^

l' invi legato a FirenPatrimonio, finch nel i5i3 merit di succedere a Giulio li col

Cardinale, e

feudo di Cerveteri, e il suddetto Lorenzo Cibo, pur nipote di Leone X,

ze, e al

continu

la successione della famiglia

Cibo. Egli spos Ricciarda Malaspina erede degli


stati di

glorioso

nome

di

Leone X.

Massa, e Carrara,

Da

Francese! ietto Cibo, e da


sorella di

Mad-

allora marchesato.
to,

Da

Franceschet-

dalena de' Medici,

Leone

e INIaddalena

X, nacquero Lorenzo, e Innocenzo. IVella sua prima promozione lo zio

figlia

per

nome
le

nacque pure una Caterina, che beebraica


,

ne apprese

lingue

gi'e-

Leone

diede

rpiest'

ultimo

la

porpora cardinalizia nel i5i3, colmentre contava ventim'anni di et; ed alludendo al nome d'Innocenzo Vili, ed a quello del Cardinale, Leone
la signoria di Fabriano,

non che la filosofia, e la teologia. Leone X la marit con Giammaria Varano duca di Cameca, e latina,

nel crearlo

disse

in

concistoro

Qiiod ab Innoceniio acccpi,


ccntio resi! tuo.
11

Jiino-

matrimonio nacque maritatasi con Guidobaldo duca di Urbino, sotto Paolo III perdette 1' avito ducato di Camerino, e termin i suoi giorrino, dal

qual

Giulia Varano, che

Cardinal Innocen,

ni tra
t.

libri,

e gli esercizi di e Pticciarda

pie-

zo Cibo

si

lese

immortale

primie-

Da Lorenzo

nacque

lamente
di

del cugino suo zio, cio del Papa Clemente VII, de flledwi, al quale
nelle peripezie

Leone
un

in
ili

agli altri

Cardinali,
pontificia

dissuase

trasferire la

residenza

Cibo Malaspiche nel i553, eredit gli stati di Massa e Carrara. Questo principe, nel i568, ottenne dall'imperatore Massimiliano II, che i detti stal'unico figlio Alberico

na,

ad Avignone; in secondo luogo perch alla uccisione di Alessandro dei Medici, duca di Firenze, nobilmente ricus quella sovranit per la sua

per cui primo duca di Massa e Carrara. P^. Massa e Carrara. Certo Alfonso Ciccarelli, medico di professione,
ti

fossero eretti in ducato,


il

fu

fimiglia, e la

mantenne
in

nel secon;

lusingava l'orgoglio de' grandi con


volose genealogie,
tale

fa-

do ramo
ch poi

della casa Medici


fu
visitato

e perdal

]\Iassa

insidia

pur una ad Alberico Cibo Malae


tese

Pontefice Paolo III, e dall'imperatore Carlo V,

spina, col

volergli

provare, che
sei

la

da

lui

trattati

con

sua famiglia contava circa


li

seco-

somma
bo,

splendidezza. Di questo

amCi-

di

pi di quelli, che ne stabiliva11

plissimo Cardinale,
scrisse
,

Innocenzo

no

gristorici.
spirito,
il

principe,
il

ialardi

Fianccsco Maria che unitamente alle vite


la

vita

d(;lio

fu

che avea primo a smaschequinfat-

rare
di

falso biogral. Insorsero

di ISunilcio 1\, e d'

Innocenzo Vili,

molte accuse contro

di lui, e

CIB
togli
il

CIB
e convinto di

iiS

processo sotto Gregorio XIII,

di questa famiglia Porcacchi, e Fran-

di

cui

era suddito,

cesco

con intenzioni le pi ree, fu condannato al taglio d'una mano, e ad essere impiccato, ci che fu eseguito nel i58o. A Carlo I, principe e duca di Massa e Carrara, nel i6^5 da Innofalsit

miglia Cibo:
t di

Zazzera, Genealogia della fail Dialogo della nobil-

essa. L* Ughellio neWTlalia sagra ; il Prioi'ato, Scena degli uomini illustri d'Italia : l'Aubcry, il

Tuano
lo

nel

t.

Ili

delle Istorie;

Pao-

Giovio;
in

il

Foglietta, e altri. Nel

cenzo

fu creato Cardinale
,

il

figlio

Alderano Cibo che il veneiabile Innocenzo XI fece segretario di stato,

fu pubblicato un Della famiglia Cibo. Finalmente il Yiani nel i8o8 ha

i588

Genova

libro, col titolo:

e in tal credito
i

r imperatore, e
gli

scrivevano di

mantenne che Europa proprio pugno per


si

sovrani di

pubblicato in Pisa: Le memorie della famiglia Cibo e delle monete di


fliassa
dici

di

Lanigiano, con
le

qnattoi'-

ottenere

quanto
al

desideravano
lo

dal

tavole, contenenti

impronte
nel

Papa,

il

quale in morte

racco-

di

centoventotto monete coniate

mand

sagro Collegio, perch lo

i5o9
la

dai principi della famiglia Ci-

facesse suo successore. L'ultimo

Car-

bo: famiglia

dinale di questa celebre prosapia fu

Camillo Cibo, de' principi di Massa,


e Carrara,

per parte di sua

Maneta e Lavenza e madre Teresa Pam,


,

estintasi nel 1760 colmorte della duchessa di Modena Maria Teresa. CIBO Martino, Cardinale. Mar-

tino Cibo, di nobile


vese,
diretto

famiglia genocisteixiense.

phily, pronipote d'Innocenzo X.

Fu

era

monaco

Fu

elevalo alla porpora, nel

1729, da

Benedetto XllI, L' ultimo principe Cibo Malaspina fu Alderano, che avendo preso in moglie E.icciarda Gonzaga, figlia di Camillo III, conte di IVovellara, e Bagnolo, nacquel'O

da s. Bernardo suo amico, e molto si distinse per l' esercizio


virt.

delle cristiane

Innocenzo

II

nel
s.

ii3o

lo cre

Cardinal prete di

Stefano nel Montecelio, e lo fece


di

legato al re di Danimarca. Giovanni

tre figlie,

]\Iaria

Teresa,
nel

erede

Sarisbery,

s.

Bernardo

si

de' paterni stati, maritata

1741

ad Ercole Piinaldo
ereditario
di

d'Este
principe

principe

meravigliarono assai perch il Cibo ritornasse povero dalla sua legnzione, venendo,

Modena;
al

Marianna,
Orazio

com'

egli

scrive,

dalla

che fu sposata
e
la

terra dell'oro, senza oro. Poscia in-

Albani, pronipote di Clemente


terza,

XI

che divenne duchessa

di

tervenne al concilio di Pisa II 44 mori santamente, nel

e nel

Ponti-

Popoli, nella famiglia del

Tocco

in

Napoli. Cos rimase estinta la linea

maschile di Cibo Malaspina, e pass


ne' duchi
estensi
.

ficato di Lucio l, dopo quattordici anni circa di Cardinalato. CIBO Guido Clemente, Cardinale.

il

ducato

di

Massa,

e
in

Cai-rara

P^.

Modena.

Della villa Cibo, che questa famiglia

Guido Clemente Cibo di Genova piissimo, e dotto cos da meritarsi il titolo di maestro, nelle tempora di avvento del to Cardinal prete di
i
i

aveva

Castel

Gandolfo, onorata
villeggiature,

spesso dai

Papi nelle

s.

4 t> l^^ creaPudenziana

ed acquistata dal palazzo apostolico sotto Clemente XIV, si parla all'articolo

Casld Gandolfo.

Scrissero poi

da Lucio II. Sotto il Pontefice Adriano IV, insorse popolar sedizione a causa degli Arualdisti. Il Cibo

126
si

CIB
Papa,

CIB

rec allora dal

ma

fu in-

canonico di

s.

Pietro, e nel

i4S5 fa

sultalo, e ferito ^ravcincnle.


tclice
ali'

UPon-

sdegnato sottopose tutta

Roma

promosso all'arcivescovato di Benevento, ove stabil un luogo al capitolo


di quella metropolitana,
ci

interdetto, castigo, cui

non aveva

ai
l'

canonidella

provato giammai. Riavutosi alfpianto dal male, con altri Cardiella

della quale

ottenne

uso
i4

berretta rossa. Poscia ai


del

marzo

nali

si

fece

ad incontrar
I,

tor Federico

l'imperache conduccvasi a Ro-

i4"^0 dallo stesso

to Cardinal

prete

di

Papa fu creaSusanna; s.
amministranella

ma
ni di

riale;

ricevere la corona impeed ottenne di aver nelle mal'eresiarca Arnaldo, che movea continuo il popolo romano con-

per

indi di

s.

Cecilia,

coli'

zione della

chiesa di
l'

Vannes

Brettagna, e

abbazia di StalTarda.
giustizia;

Era modello
grit,
(!d

di

e d' inte-

tro al clero.

Cos giov

assai

la

s.

accolse in sua casa di


di

Ro-

Sede presso

Cesaie.

Da

ultimo,
III,

ma

Carlo Vili re
del

Francia.
,

Ad
nel
nella

dopo
I

la

elezione di Eugenio

A-

insinuazione

Pontefice

nastasio,
i5c),

ed Adriano IV,

mor nel
Car-

modo
di
s.

che dicesi all'articolo

Chiesa

dopo

([uattordici anni di

Marco

[P'edi)

stabil

dinalato.

basilica

vaticana

una cappella con


qual capcostato

CIBO Lkoxahdo, Cardinale. Leonardo Cibo, patrizio genovese, celebre legale, fu promosso alla sagra porpora da Bonifacio IX a' 27 gennaio i4o2, colla diaconia de' ss. Cosma, e Damiano. Il Novaes per dice che
fu
fatto

quattro beneficiati, nella


la

pella dovevasi riporre la lancia, col-

quale

fu

trafitto

il

del
del
e-

Salvatore.

Quindi

coli'

opera
basilica

PoUajuolo nella
resse

stessa

un monumento
al

sepolcrale di

prete
a'

de'

ss.

Silvestro

Martino

Monti. CIBO Angelo, Cardinale. Angelo Cibo patrizio di Genova, da Bonifacio IX fu creato Cardinale del-

bronzo dro VI
gli

Papa.
il

lo vedesse

Sebbene Alessandi mal occhio


di

confer

vescovato

Pale-

strina,
III,

dopo i conclavi di Pio e Giulio II mor a R.oma nel


Cardinalato.

ma

l'ordine de' diaconi, ai

27 gennaio

i5o3, di cinquantatre anni, e quattordici di

i4o2, colla diaconia dei ss. Silvestro e Martino a' Monti. Cos il Cardella,
t.

Fu

sepolto

II,
t.

pag.

320;

ma

il

citato

Novaes,

IV, pag. 261,


fatto Cardinal

dice che

magnificamente avea adornata in s. Maria del Popolo. Fece dono alla sua chiesa delin

una

cappella, cui

Angelo fu
ss.

diacono dei

la propria biblioteca, e di altri pre-

Cosma

Damiano.
Cardinale.

ziosissimi

ornamenti.

CIBO

Alberico,

V.

CIBO Nicol, Cardinale. l^coloQAho


fratello

TOMACELLI.

Giambattista V. Innocenzo Vili.

CIBO

Cardinale.

d'Innocenzo VIII, nel i486 divenne arcivescovo di Cosenza, e do-

Lorenzo, Cardinale. Lorenzo Cibo genovese nacque nel i45o


dalla nobile famiglia de Mari, con-

CIBO

po un anno governatore di Perugia. Nel 1489 fu promosso all'arcivescovato di Arles; e fu nominato poi Cardinale dallo stesso Innocenzo nell'an-

sanguineo ad Innocenzo Vili.


dottissimo,

Era
Sede,

di

angelici
la
s.

costumi.
s.

no 1489, senza pubblicarlo formalmente al sagro Collegio. Morto Innocenzo Vili,


il

Essendosi posto a servire


fu fatto preletto di Castel

gran signore de' turchi

Angelo;

supplic con sua lettera Alessandro

, .

CIB
VI a
crearlo,

CIB
diceva, perfetto
sia

127

come
il

sedati

tumulti

ristabil nella

me-

Cardinale.

Che

Cibo

veramente
d'ogni

stato Cardinale,

non

fuor

dubbio. Mori

all'

incirca nel
,

CIBO Pantaleone

i499' Cardinale

Pantaleone Cibo, pronipote a Innocenzo Vili, a' i4 marzo del 1489 fu sollevato all' onor della sacra
porpora.

Favor gi'andesua casa di fu onorato da Paolo III, e Carlo V; si trov a molte sessioni del concilio di Latei-ano, non che ai
.

desima famiglia
i

mente Massa

letterati, e nella

conclavi di Adriano

VII, Paolo, e

Roma
IxxocENzo, Cardinale.
In-

nel

VI, Clemente Mor a III. i55o, di cinquantanove


Giulio
s.

CIBO

anni, e trentasette di Cardinalato, e

nocenzo Cibo 149I5 nipote


di

genovese
al

Pontefice
di

nato nel per via


codi

venne sepolto nella chiesa di


ria sopra

Ma-

Minerva.

madre
,

giovane

angelici

stumi
di

fu fatto arcivescovo

GeI,
l'e

nova da Leone X. Francesco


Francia, lo
elesse

abbate
s.

di

s.

Vittore di Marsiglia, e di
di

Oveno

CIBO Alderxo, Cardinale. Alderano Cibo dei principi di INIassa e Carrara, nato nel 161 2, divenne prelato sotto Urbano VIII. Poi Innocenzo lo elesse a maggiordo-

Rouen. Poi, ai 2 3 settembre del i5i3, dallo stesso Leone venne creato Cardinal diacono de' ss. Cosimo e Damiano, colla signoria perpetua di Fabriano; nell'anno iSiy fu amministrator della chiesa di Torino e di Marsiglia nel 1 5 1 8, col gover-

mo

pontificio;
lo cre

quindi Cardinal

a'

6 marzo
di
s.

1645

prete

Pudenziana, legato di Libino, Ravenna, e Ferrara, cui govern con

sommo

vantaggio del

Pontefice

dei popoli soggetti.

tettore dell'

anche proOrdine dei Minori , di


,

Fu

no di Aleria nella Corsica. Indi nel i5i9 ebbe il governo pastorale della chiesa di Ventimiglia; e nel i53i sotto Clemente VII quella di Mariana nella Corsica; poscia nell'anno

quello dei Trinitarii


ni,

degli

Arme-

ed ebbe luogo nelle prime con-

gregazioni di R.oma. Sotto Alessan-

dro VII, nel i656, fu nominato al


vescovato di
Jesi, cui

benefic gene-

i558, nel pontificato di Paolo III, ebbe quella di Messina ed altri


,

rosamente, enei i658 vi tenne il sinodo. Trasfei la congregazione di


s.

vescovati.
la
s.

Divenne Camerlengo
Chiesa, pei
la
;

del-

Filippo Neri
alla

eh' era

lungi dalla
e le

Romana
quale

bisogni
di
di

citt,

comoda

via Savelli,
s.

della

sbors

somma
legato

diede la chiesa di
case vicine.

trentacinquemila

ducati
,

Lo

stesso

Giovanni colle fece del semialla cat-

Bologna, e
gionia
di

Romagna
Clemente
citt

e nella pri-

nario situandolo prossimo


tedrale.

VII mantenal

ne parecchie
ed
se

devote

Papa;
ot-

in

quelle strettezze spese grosle quali

somme, a rimborsar
dal Pontefice
lui

Senonch rinunzi a quella chiesa, e nel 1687 sotto Innocenzo XI, dopo altri vescovati suburbicari, essendo divenuto decano del sagro
Collegio, gli

tenne

la

terra
l'

di

tocc

il
il

vescovato

di

Vetralla.

debitrice
sia

Italia,

Ostia
vile
,

ove ristaur

palazzo vescodi
s.

che

la

s.

Sede

restata in
ti'asferire

Roma,
in

r antica cattedrale
s.

An-

poich

la si

voleva

Ail

drea, e la cappella di

IMonica, cui
di grazio-

viguone.

Magnanimamente

ricus
i

abbelhdi
se pitture,

finissimi

marmi,
s.

principato, che gli offerivano


rentini della casa de' Medici,

fio-

e di

un

ricco fonte bat]\Iaria del

che,

tesimale. JNella chiesa di

128
Popolo fornii
pi^lln
;

CllJ

CIB
vescovi, e regolari,
riti,
(1(;1

una mngnifirn captenne


il

concilio,

dei
,

nel
,

\6()^

sinodo a
Cle-

della consulta, di
allre.

propaganda

Vclletri
ai

dopo

essere iiilervcnuto

ed

Rinunzi
,

al

priorato della

conclavi di Alessantiro VII,

mente IX e X, Innocenzo XI, Alessandro Vili, e Innocenzo XII mori


,

sare alcun

Roma

nel 1700, di ottantotto an-

e and a pastempo nelle deliziose campagne tra Gaeta e Pozzuolo. Ebbe contese col duca di Massa suo
religione di INIalta

ni e einrpianlasei di Cardinalato, de-

fratello

per

la

successione
il

di

quel

cano del acro

Collegio.

tomba
ria

nella sua cappella,

Ebbe la in s. Ma-

principato.

Dopo
di

conclave di (de-

del

Popolo,
,

ove
si

sorge nobile

mente mor\
di

XII e
in

Benedetto
nell'

XIV
1

Roma
Fu

anno

743

mausoleo

che

fece erigere egli

scssantadue anni, e quattordici di


sepolto in sotterra-

medesimo nel che appena


suo
lo al

i68|..
eletto

Innocenzo XI,

Cardinalato.

Papa
sfato,

lo

fece

segretario

di

morendo
vi

avea con grande ardore proposto

nea cappella in s. Maria degli Angeli, ove avea fatto costruir tondje per se, e per sette de' suoi familiari.

sommo
Era

pontillcato,
il

ma non

riusc.

Cibo
della

tale

da godere
di

CIBORIO
mae
lo,

( Cihoriuin, aiigmtissi-

meritamente
tutti.

estimazione

Eticharixtiae.

sacra pyxis). Con


il

questo

nome

si

chiama

tabernaco-

CIBO
lo

Camillo, Cardinale. Camilprincipi


1

Cibo dei

di

Massa

681. Nel 170?, sotto Clemente XI, divenne chierico di camera e presidente degli
,

Carrara, nacque nel

archivi, delle acque, e ripe, e della


grascia, poi fu fatto uditore
di

Capor-

mera, e nel 17 18 ebbe

il

titolo di

ove si conserva la ss. Eucaristia, il vaso che la racchiude, non che un sagro edifizio isolato. Sebbene agli articoli Tabernacolo e Pisslde dicasi quanto riguarda tal custodia, e vaso, piu'e qui ne daremo un cenno a cagione che il Ciborio viene chiamato anche Tabernacolo, e Pisside dagli ecclesiastici.
Il

patriarca di Costantinopoli.

Ma

tato a riformar ogni cosa, corse tali

tabernacolo

rm

piccolo temdi

rischi,

che

dovette

paitire

da

pio di legno dorato,

metallo, e

Roma,
tirossi

sotto Innocenzo XIII, e ri-

di pietra, che sta sull'altare, chiuso

presso Spoleti. Senonch Be-

nedetto
le

XIII, nel

1725,

lo

vol-

appresso di se, dichiarandolo suo maggiordomo. Poi sostenne stre-

pitosa

Roma

lite coi primi tribunali di a mantenere illesa la privativa sua giurisdizione civile, e cri-

con chiave, ove si conserva il ss. Sagramento dentro la pisside , eh' un vaso sagro d' argento o di oro in forma di calice, coperto, e che conserva le ostie consagrate per la

comunione

de' fedeli.

Debbono

esse

cangiarsi ogni otto giorni, o alme-

minale sopra
te al

palatini, e fece fron-

Cardinal Coscia,
il

potente

fa-

car

vorito del
oltre
a'

Papa , che si mischiava dovere negli addiri. Quindi


stesso
al

no ogni quindici, ed allora purifisi deve anche il vaso. Dal Mcnologio Romano del Piazza,

a pag. 109,
nel

si

rileva,
ss.

23 marzo 1729 lo detto XIII lo promosse


to,col
lio,
litolc;

Bene-

cicon fraternit del


istituita
i

che l' arSagramoito,


s.

Cardinala-

139, nella chiesa di

di

s.

Stefano ncBIontece-

e lo ascrisse alle congregazioni dei

Maria sopra IMincrva, fu la prima che in Roma erigesse tabernacoli

, .

CIB
nelle chiese,

CIB
conservate due delle antiche
;

129
e ve-

forma d' oggid'i per custodire decentemente ed alla


nella
ss.

pubblica venerazione la
stia.
Il

Eucari-

nerande costumanze dappoich restando il tabernacolo del ss. Sagra-

P^edi.

mento elevato nel mezzo


col

della tri-

rito

pi antico,
la

quale soEucaristia

buna, seguita

leva conservarsi

ss.

era quello di tenerla rinchiusa nella


sagrestia,

come

ci

ditissimo Cancellieri,

dimostro l' erunel tom. I de

ad essere custodito nella sagrestia, dove si muta, e si rimette secondo il bisogno. Nella chiesa cattedrale di s. Giovanni di jMaurienne, racconta il cav.
altres

Secre.tariis etliidcoruni et christiano-

rum, ac
cap.
II,

veteris, et no\'ae basii. i>af.,

IV, de

vita

vetustissimo

in secretano major,

Sacramentunt

aignstuin sub utraque specie adscr-

iandi^p. 197. Altro rito era quello di


collocarla sugli altari, o nei vasi sospesi sotto al ciborio, sospesa nel battistero,
gli

sul sepolcro de' martiri, su-

altari,

entro una torricella d'a-

vorio, e pili
fiuti

comunemente
di

in

vasi

Voyage en Savoje i8i6j p. 76, che esiste 5 un Ciborium, ou espce de Ta jjeruacic en beau maibre blanc, destine a garder I' Hostie. Au 5j milieu des Aiguilles flnemens de coupies; et des elegants rainceaux 55 sont les flgures de Dieu, de Chri ste, et de la Vierge. Ce Cibo" rium est un don d' Etienne MoM rclli , evque de cette cglise ".
INIillin

nel suo

etc.

Paris

forma d'argento, o
in

colomba d'oro, o
altro

Il

Casalio,

De

vct.

christ. sac.

rtib.,

di
,

metallo; o
si

e altri teologi dicono, che la parola

ne' tabernacoli

come ora
si

usa.

ciborio

venga da

cibus,

perch

Le

dette torri d'avorio

chiama-

contiene una vivanda spirituale.

La

rono pure Turris gestatoria, come si pu vedere in s. Gregorio di


Tours,
Si

parola ciborio significava


egizj
il

presso gli

frutto

di

certa

loro

fava,

De

glor.

inart-yr.

cap.

86.
ss.

costum ancora
il
,

di riporre la

Eucaristia entro

muro
il

della tri,

buna
eccl.

della
p.

chiesa

quale

oltre-

ovvero il guscio, che la racchiudeva, per cui le foglie di tal pianta, servivano a fare una specie di cope fatte pe adoperate ne' banchetti
,

ch dal

Martene,
1.

De
art.

antir/nis
3, cosi

a cono,

donde presero

il
i

nome

le

ritibus,

I,

e.

5,

altre coppe.
i

certo che
vasi_,

greci, e

descritto dal p.

lamente nel
et

ti'attato

Mabillon non soDe usu azyini

latini si

servirono di
di

cui chiafatti

mavano
di

ciborj, sia

che fosseio
Egitto,
sia

fermentati, cap. 8,

ma

anche nel
:

Commentario sopra gli ordini Romani, tom. II. Mus. Ital. pag. i3c) " Tertius modus, qui in sola s. Cru cis basilica obtinet is est quod 5> Eucharistia, pone majus altare, " ad summum basii icae parieteni
,

che ed appunto dalla loro conformit con nostri che questa sorte di vasi cibori o pissidi, secondo il Fleury, Costumi de' cristiani , ne trassero il nome. Dice il Bergier, che l'uso di
quelle fave
fossero a
quelli

somiglianti,

>

absque ara apposita, servatur in


vasculo patente, adjectis loco or-

conservare la ss. Eucaristia per la comunione principalmente degl' infermi,

" namenlis. Quod o[)us est Fran" cisci Quignonii Cardinalis anno
Cos

una dimostrazione insupe-

rabile della fede nella reale presen-

MDXXXVI
nello stesso

".

za di Gesi Cristo nell'Eucaristia, e


si

tempo

sono

che

la

(^liesa

orientale

seguiva

tal

VOL.

\M[.

i3o
costumo
nanzi
nei
l'altare,

CIB
loinpi antichissimi.

In-

Chiese
cibori,
li

di-

GIR Roma si
le

parlato

dei

ove il cib(Mo colla santa Eucaristia, dee tenersi sempre accesa la lampada, ed il tabernacolo

che

decoravano, e di quel-

rimasti: e trattandosi della chiesa


s.

e basilica di

Maria Maggiore,
di

si

sempre coperto di una cortina, o conopeo 111 Ilo a padiglio(leve essere

detto dei due belli cibori, che

sta-

vano
borio

nelle navale

mezzo.

ne, ed a guisa di baldacchino. Sulle

in altre
,

chiese

vi

fu pii di

Anco un cichia-

antiche custodie della


punti
relativi

ss.

Eucarie su

lo

spazio

che

occupava
si

stia,

sui cibori, sui tabernacoli,


,

quello dell'altare maggiore

diversi

scrisse
il

una

dottissima Disscrlazone
lese d.

camaldoarcive-

Albertino
JXicosia,

Bellenghi,

scovo di
blic in

che nel
Notzia

i83(5 pub-

FinalmenSancta Sanctomni te non da tacersi, che le forme de'cibori si cambiarono insensibilmente senza veli e cortine, sovra.

Roma
nella
di

colle

stampe.

boriuin,

V. Cide vocaboli
isola-

stando e ricuoprendo
nese

gli

altari l'ar-

ecclcsiasiici,

Domenico Macri.
una
volta d'ordina-

Ciborio poi preso per edilizio


to,

composto

di

rio a

sesto acuto, sostenuta

da quatlati

chiamato Baldacchino [f^edi). Sui cibori, o tabernacoli eretti sulde' martiri le confessioni o tombe che riconoscono la loro origine dai tempietti dei gentili, tratt il p. Lupi
te

tro colonne, ed aperto ai quattro in forma di portico, serve

nelle sue Dissertazioni

pubblicapag.

come

bal-

dacchino

all'altare

principale.

Se ne

vedono nelle chiese di Roma, ed altrove, massime in Francia. Altri deducono il nome di ciborio dal vocabolo greco, che significa cofano, arca,

35, e seg. Cos\ va letto quanto il detto Pompeo Ugonio dice sul Ciborio
dal Zaccaria,
I,

tom.

ncW Istoria
a pag.

delle stazioni di

Roma
di

IO, parlando

di

quello

argento, che verso l'anno

824

pose

o cosa simile,

il

che sembra assai meall'


i

glio convenire
edifizio presso

uso del ciborio


le

primitivi cristiani,

Eugenio li nella chiesa di s. Sabina suir Aventino. CIBIRA, o Cyeira. Citt vescovile della
la

quali ne cuoprivano l'altare,


sante, e
i

cose

Caria nella diocesi d'Asia,

sacri

misteri.

Laonde era
fu
tali

per
ri si

essi

il

ciborio ci che l'arca


ebrei.

presso

gli

Talvolta

cibo;

eressero sulle

tombe

de' martiri

talora alla volta dei cibori

sospen-

devasi

quella

torretta

d' avorio,

colomba d'oro e
teneva

di argento,

o che con-

venne eretta nel quared conosciuta anche col nome di Biirus. Fu gi grande citt, ed il vescovo era sulTraganeo di Afrodisiade, metropoli che nel sesto secolo fu chiamata Stauropoli. Cibira fu soprannominata la grande
cui sede
to secolo,

le Ostie consagrale [Vedi). Ci furono cibori formati di soli quat-

tro pilastri, sostenenti

un baldacchi-

no, o velo alzato pi o meno, ricchi


di

marmi

e di colonne superbe, deco-

dominio e potenza, al dominio de' Romani nell'anno 671 di Roma. Beneficata da Tiberio, da essa fu riguardato qual fondatore. Continu
pel suo esteso

ma

soggiacque

rati

di preziosi
si

ornamenti. Pel

pi

a godere
neta, ed

il

diritto

di

battere
titolo

modi

magnifico

celebra quello edificato


Sofia in Costanle

ebbe l'onorifico

dall'imperatore Giustiniano nel son-

Cesarea.

tuoso tempio di
tinopoli.

s.

CmiST'^^
scovile
in

[Cyhistran.). Citt venell'

Agli articoli riguardanti

partibiis

Armenia

eie
minore
cia,

CIC
della

i3i
governo di

ai

confini

Cappacloil

della Cilicia,

Tauro, anche Arimanacha. La sua sede vete


scovile,

monchiamata da Caudrand
presso

he Innocenzo

la laurea in diritto a Pavia; sotto

consegui

il

alcune citt Pontificie, poi fu ponente di consulta, quindi votante di segnanel

eretta nel secolo quarto, se-

condo Commanville, fu fatta suifraganea di Tiana, anch'essa metropoli in parti'bits, e nel secolo decimoterzo
rario.

da Alessandro VII promosso 1659 al vescovato di Alessandria della Paglia; da Innocenzo XI suo atura,

divenne

arcivescovato

ono-

mico, parente e compatriota a quello di Como comune patria nel 1680.

Quindi,
Giambattista, Cardinale.
stesso

CICALA

GiamJjattista Cicala nacque nel loio da nobile famiglia genovese. Si distinse


t,

molto negli studi, e nella pieper cui divenne referendario dell' una e l'altra segnatura; indi nel uditore di I jSg sotto Paolo III Camera, poscia nel i5^5 vescovo
di Alberga, e
lio

a' 2 settembre del i686, lo Innocenzo XI lo decor della porpora Cardinalizia. Nel 1694 niori di settantasei anni, ed ebbe tomba nella sua cattedrale con magnifico

elogio.

Promosse

la

elezione

di

Alessandro VITI, ed Innocenzo XII,

n ebbe mai titolo Cardinalizio, sebbene pei due conclavi si recasse in

come

tale

fu al conci-

Roma.

di

Trento. Quindi ebbe l'ammidelle

CICLO PASQUALE.
s'intende

Pel

ciclo

nistrazione

chiese

di

Sagona
di

una

serie regolata di certi

nella Corsica nel

i554, e
III

Ma-

numeri, che vanno

successivamente

riana
del

e in seguito a'

20 dicembre
Cardi-

e senza interruzione l'uno

i55i Giulio
s.

lo cre

nal prete di
naci
vincia

Clemente. Successide'

vamente divenne protettore


Olivetani
di
,

moprodei

dopo l'alprimo sino all'ultimo, dal quale al primo ritornano successivamente, il che forma
tro nel loro ordine, dal

legato
,

della
revisore

un
clo

circolo o ciclo. Si distingue

il

ci-

Campagna

in

solare

lunare,

e
al

dell' indi-

decreti del concilio di Trento, giudice della santa inquisizione

zione.

Di

essi

parlammo

volume
Ca-

de-

VI

del

Dizionario,

all'articolo

putato da

Pio IV sopra la causa del Cardinal Carlo Caraffa. Compose le differenze insorte fra Pio IV
e IMassimiliano Cesare circa la for-

lendario, cio alle pagine 25i e 252. Ciclo, vocabolo usato dai cronologisti,

scienze, e

mola

del giuramento, ch'esigeva

da

questo principe. Nel i568 ebbe da Sabina, e s. Pio il vescovato di

astronomia ed alle quindi ciclico in vece di circolare, donde ebbe origine la voce enciclico, adoperata sovente nelle lettere apostoliche. Quinpass
alla
si

disse

dopo
vi di

essere intervenuto

ai

concla-

Marcello II, Paolo IV, Pio IV e s. Pio V, mor a Roma nelr anno i570, di sessanta anni, e
diecinove di Cardinalato.
lito nella

to

Fu

seppel-

composto il ciclo pasquale, detgran ciclo pasquale, perch e perserve a trovare la pasqua ch riconduce le nuove lune e la giorni festa di Pasqua ai medesimi
di fu
il
,

cappella di
s.

chiesa di

CICERI
nale.
ri

Lucia nella Maria del Popolo. Cario Stefano, Cardis.

dell'anno Giuliano.

Il

ciclo pasquale,

Carlo Stefano Anastasio Cice-

secondo il computo Diouisiano, di cui in ultimo parleremo, una rivoluzione di cinquecento trenladue
anni, alla fine dei quah
la

di

Como,

oaccjue nel

8.

Eb-

festa di

. ,

i32
]*asqua
di

eie
risurrcziono
di
,

CIC
ricon'cr

nello stesso giorno


i

domenica, e
i

masi [periodo Dionisiano di cinquecento trentadue anni, il quale i>on


diversifica dal periodo Vittoriano se

due
i

cicli

della Irma,

regolari,
il

le

chiavi delle fesfe inohili,


sole,

ciclo del

non perch

si

fondava

nel

calcolo
i

concorrenti,
le

le

lettere

dome-

degli orientali ed alessandrini,

(piali

nicali,

nuove lune ricominciano com'erano cinquecento


epalte colle

per altro erano pi sicuri

di

quei

de' latini, ch'erano stati quelli di cui

trentadiic anni prima, e continuano

pel

medesimo spazio
che
la

d'anni, di

ma-

aveva fatto uso Vittorio. Raccolta di T^. INlichele Casali,


DisscrUizioni italiane, fatta dal eh.
Zaccaria, Dissertazione

niera

seconda rivoluzione

in tutto simile alla prima, e la ter-

I sopra
del

lo
t.

za alle due
SURREZIO:vE.

altre.

V. Pasqua
il

di Rt-

studio della
I,

storia

ecclesiastica,

pag.

c),

dell'edizione

1792;

Fu
fice
s.

nell'anno 3? 5, che
Silvestro
I

Ponteil

Bianchi
saris,

De

kalendario

et

cyclo Cae.-

fece

celchrare

primo
](

concilio Niceno

per
e

togliere

tante

divergenze,
il

dissensioni
di
ce-

delle chiese, sopra

tempo
Al
del

ac de paschali canone, Romae 1708; e il p. Lupi sul Ciclo orientale, quando dai Romani Pontefici fu promosso nella chiesa occidentale. Dissertazioni,

lehrare la Pasqua.

concilio in-

tervenneio l'imperatore
/"/

Costantino

211.
l'

Grande,

legati

Papa, e
e

tre-

tom. I, pag. ultimo nell'adunanza delaccademia di R.eligione cattolica

Da

cento diciotto vescovi,


tato che al
sjcttasse
il

fu decre-

in
il

Roma,

cio a' ii) agosto


p.

[patriarca di Alessandria

dottissimo
Olivieri
s.

pubhlicare
la

il
,

giorno in

zio

1B41, Benedetto Mauricommissario generale


,

cui

cadeva
si

Pasqua

perch in
ogni
1'

del

officio

censore
de'

dell' ac-

Alessandria, pi che in

altro

cademia,
sertazione

lesse

una eruditissima
ineriti

dis-

luogo,

faceva studio

di astrono-

Sui

Romani

mia, donde ebbe origine


cielo pasquale.
lai

uso del

Fu
2
1

inoltre stabilito
i

concilio, contro
il

quartodecifosse
la

nianj, che

marzo

DiPontefici verso V astronomia. mostr la loro gloria per averla depurata dalle superstizioni, che la deturpavano ; parl delle loro cure
nel
fissare

sede dell'equinozio verno, e che nella domenica seguente alla decima-

stabilmente

la

celebracorre-

zione della
zione del
Sisto

pasqua
il

della

quarta luna, che cadesse


lo
,

in

quel-

calendario; dimostr che


fu
di

si

celebrasse

la

pasqua.

Ad

IV

onta
si

dei

diversi cicli
in

pasquali che
diverse
sciil

progetto

tal

primo a formare il riforma, che non


tale
s
;

formarono

epoche
di

pot effettuarla per la sovraggiunta

finalmente Dionisio, di nazione


la
,

avendo impreso
di

abolire

morte del Regioinontano, che a uopo avea chiamato presso di


e disse

ciclo

Vittorio,
,

l'antico

ci-

della

protezione

dai Papi

de' latini compose un nuovo canone pasquale sul ciclo lunare degli alessandrini e ritenne il gran periodo di Vittorio, cooi poclo
,

accordata a Copernico, facendo notare che


le

se

quell'

astronomo

dopo
soste-

nobili, e

laboriose fatiche
la
la

nute,

non ebbe
eseguita
il

compiacenza di
riforma del cadi

sto

dei

due

cicli

solare

e limare

vedere

uioltiplicati

sto ciclo

r uno per l'altro. Queappunto quello, che chia-

lendario,

suo libro serv


di

fon-

damento

guida

alla

grande

CIE
operazione
,

CIG
da Gieiioriu
della

i33
XllI, e di
a

eflcttuala

nocenzo

Benedetto
,

\n. CIDISSA.
\o nel secolo
d'

Clemente Xll
Citt
vescovile

mor

Roma

nel

Fiigia pacaziana, eretta in vescova-

1739, di cttantatri: anni, e diecinove di Cardinalato. Fu sepolto nella


cappella della
sa del

quinto,

nella

diocesi

ftladonna

nella

chie-

Asia, sulVraganea della

metropoli
si

di

Laodicea, della quale


vescovi.

conosco-

no quattro
scovile in

CIDOiMA

(Cjdomen.). Chili vesuftVaganea


di
isola vuoisi

paribiis,

Candia o Creta, nella cui


fdjbricala

Ges, com egli avta disposto morendo. Fu encomiato per pronda dottrina, e maschia eloquenza, la quale si ravvisa nella vita di s. Fiancesco Borgia che pubblic in idioma spagnuolo fu di natvna, ;

da

iMinosse,

e dicesi cor-

le

pronto, aidente, e molto eflJcace

rispondere alla moderna Canea.

\ ie-

in
di

muovere
persone.

gli

animi

d' ugni

sorla

ne anche chiamala Cjdo/i, e Cfdoiea, ed Apollonia, secondo Stefano di


Bisanzio.

CIFRA
Ciera
fu

Pietro,

Cardinale. Pietro
integro,

Commanville
seggio

dice
epi-

veneziano

dotto

che

la

sua erezione in

scopale rimonta al sesto secolo.

CIEXFUEGOS
le.

Alvaro, CardinaAlvaro Cienfuegos nobile di A,

promosso al Cardinalato ai 3o maggio i5o3 da Alessandro A 1. Senonch prima di venire pubblicato in concistoro, mor di circa
sessanta anni. Alcuni per lo esclu-

guerra, diocesi di Oviedo nell'Asluria,

nacque nel i656. Fu gesuita, e dopo che lesse onorevolmente nelle cattedre dell' Ordine, and lettor pubblico all'universit di Salamanca ove Gianloininaso Henriquez grande almirante di Castiglia, lo elesse a suo teologo. Nei trambusti
,

del

1703, era indivisibile compagno


a

airiienriqucz, cui assisteva moribon-

dal novero dei Porporati. CIGJNO. Ordine equestre. Fu istituito verso l'anno 711 da Beatrice, figlia unica di Thierry, duca di Cleves, secondo Favin; ma il Giustiniani, Bonanni, e il Godefroy dicono, che il fondasse Silvio Brabon, duca di Brabanle, dal quale prese il nome la provincia della Fiandra cos
appellata. L'oggetto per cui
o,
si

dono

do, e persuadevalo

lasciar

erede

Silvio,

delle sue ricchezze l'imperatoi- Carlo

come

altri

lo

chiamano, Salucio,
dell'Or-

VI, che stimava altamente


il

fuegos,
vigi

il Cienquale poi rese grandi serl

determin

all'istituzione

dine, fu per le discordie gravissime

a lui presso
11

Inghilterra, e l'O-

che dividevano

gli

animi

tiella

mag-

lantla.

Pontelice Clemente

XI ad
i

gior parte delle famiglie del ducato.

istanza di

Carlo
di

sagro Collegio,
col
titolo
s.

lo annover al 3o settembre 720 Bartolomeo all'Isola;


ai

AI

poscia lo ascrisse alle


del
concilio, dei
riti,

congregazioni
regolari,
altre,

vescovi, e

dei

dell'

iuununil

ed

lo

Quindi che i cavalieri da lui riuebbero l' incarico di avvicinare niti gli animi e pacificarli. Raggiunto lo scopo vuoisi che lOidine si disciogliesse, o almeno non avesse pii lunga durata. Ci anzi fece credere al
p.

lece vescovo di Catania, e

arcivescovo di

1724 IMonreale; come annel

Helyot,

t.

\I11, p.
cavalieri

44^

>

favolo-

sa la sua esistenza.

Per insegna por-

cora

fu

ministro

cesareo

presso la

tavano
d'oro,

que'

una collana
la

saula Sede colla comproteltoria della

da

cui

pendeva
il

figura di
fu

Germania.

Uopo

comizi d' In-

un cigno, ed

loro abito ibrse

i34
nero.
]1

CIL
lionanni, Catalogo degli Orla

CIL
fu soggetta a

governatori,
re di
Siria.

che

di-

dini equestri, ne riporta pag.


etc.

figura a
Ilistorie

pendevano dai
tine
Cilicia in

Divenu-

32, e

il

Giustiniani,

ne d l'insegna a pag. io8. CILICIA, o Ei.iniA, ovvero Elbra. Sede vescovile dell'Africa proconsolare, della

padroni i romani, divisero la prima, e seconda, allldando il governo dell' luia ad un console,

e dell'altra
la

ad

un

presidente.

quale
.

si

ha memoria
Restituto
al
,

di

Quindi
sino al

Cilicia pass sotto l'im-

due
lio

vescovi

i."

che

pero de'greci,

nell'anno
di
2.

525 intervenne

conci-

i quali vi regnarono io85, nel qual anno Rubi-

Cartagine sotto

Bonifazio, e
in

no, discendente di

Kakigh
nella

li,

re

Giovanni, che assistette

Ro-

degli armeni, ristabil


il

Cilicia

ma
nel

a quello del Laterano presieduto,

principato armeno,

che
di

dal

suo

649, dal
I,

sommo

Pontelice Mari

nome

fu detto
lo

il

principato de'Ruspazio
in

tino

in cui

furono condannati
dell'

beniti, e per

quindici
indi-

monoteliti.

anni vi

si

mantenne

una

CILICIA. Antica contrada


sia

A-

pendenza
stantino
l

assoluta, lasciandolo,

nel

minore, detta altre volte mania, e pi modernamente


vincia d'Iceli.

Carala

morire, solidamente fondato, a

Cocon-

pro-

suo

figlio.

Questi dilat la

Essa circoscritta al

sua giurisdizione con rilevanti


quiste,

nord dalla Galazia, dalla


cia,

e in
dalla

Cappadoparte dall'Armenia minoquale


;

re,

viene separata
dalla parte

dal

monte Tauro
tale

occiden-

dalla Pamfilia;

da quella oriendalla

tale dalla Siria; e

parte

di

ed aiut l' esercito de' primi crociali con viltovaglie e guide, come abbiamo da IMalleo Urhajese, istorico contemporaneo. Dopo Costantino I regn in Cilicia il suo figlio Toroso o Teodoro I per circa ventitr anni. Gli successe
tello
il

mezzod dal mare, che dal suo

no-

proprio fradi

me
cia
licia

si
si

disse Ciliciano.

divideva in
campestre,

Prima la Cilidue parti, in Cicampesirs,

Leone

I, il

quale termin

con-

quistare quasi tutta la Cilicia.


li,

Leone
la

Cilicia

dopo

altri

succedendo nel trono,


coletil

ch' la pi

grande verso l'oriente, ed in Cilicia montagnosa, Cilicia Trachea, che sta ad occidente. Quantunque i popoli cilicii abbiano avu-

per ottenere dalla Santa Sede

rona

reale, scrisse umili e

filiali

tere al

Pontefice

Celestino
lo fece

IH,

quale solennemente
le

coronare
per

to dei le, pochi di essi

si conoscono per notizie certe. Uno di loro essendo amico di Classare re dei medi,

a re di Armenia l'anno

1198,

e di Astiage re della Lidia,


se le discordie fra questi
cipi

verso l'anno del Na1)uccodonosor re di Babilonia,


di

compodue prinmondo 3435,

come
Ciro,

fu alleato
;7

si sa che Allorquando Giovane, and a combattere

un

altro loro re
persiani.

mani dell'arcivescovo di Magonza. Il terzo, che dopo di lui succedette sul trono fu Aitone I, che merit due paterni brevi apostolici da Clemente IV, riportati dal Guerra nel suo Epitome delle pontificie costituzioni. ISe fa pur menzione l'annalista Rinaldi all'anno

dei

1269.

Gli

successe

il

figlio

suo fratello Artaserse, cio verso

l'an-

Aitone

II,

al

Leone HI, indi quale Papa Nicol


elogi

no 4oo avanti l' era volgare, il regno di Cilicia non pi esisteva. Dopo Alessandro il Grande, la Cilicia

IV
che

fece
gli

grandi
scrisse

nei

breve,

l'anno

1289.
avesse

Qual
Aitonc

parte

ed

iuliueuza

CIL
II

CIL
sanguinose
gione.
battaglie
in

i35

alla

conversione di Cassana, oltre


lo

una
nella
I,

delle pri-

sant'Antonino in Chronicon,

rac-

quali soccombette,

e fu fatto

contano il Vestmonastariense, il Villani, ed altri, in un all' Assemani. Dopo Toroso, fratello e successore di Aitone II, sal sul trono Sembato,

Visse

dieci

anni
gli

sua
di

cattivit,

finch Giovanni

re

Leone, e di Castiglia, libert. Grato Leone


beneficio,
si
il

ottenne la
a

VI

tanto
a rin-

chiamato anche
nel

Secubat,
il

al

quale

rec in persona

gran Pontefice Aitone li, che per ritirarsi in un monistero avea aperta la via al trono a Sembato, in seguito fu dal popolo ancora colscrisse

1296

graziare

suo

benefattore

visit

Bonifacio Vili.

Ma

lloma e
che
ni
ri

il

Pontefice

Urbano VI,
i

lo accolse

paternamente, e passuoi giorscritto-

sato in Francia termin


in Parigi nel

iSpS. Gli

locato sul seggio sovrano. Tuttavolla,

avendo regnato

altri

quattro anlasciando
in

ni circa, prefer

di fare ritorno alla


,

sua amata solitudine sua vece


il

armeni di que' calamitosi tempi non ci dicono, se Leone VI, Lusignano, avesse figliuoli, e se alcuno tosse sostituito al padre nella reggenza della
prigioniero.
citato
l'io

figlio

Leone IV. In apI,

Cilicia,

allorch fu fatto
si

presso regn Ossinio

al

quale Gio-

Tuttavolta
il

rileva

dal

vanni XXII, Papa residente in Avignone, invi vm suo breve. Indi gli successe il figlio Leone V, a cui il
detto Pontefice
scrisse

Guerra, che

Papa Grego-

se

XI nel 1372 da Avignone scrisun breve a Filippo principe Tordal


cui

altro

breve,

rentino,

contenuto

si

ap-

come

fece nel

i34i Benedetto XII,

che inoltre nel


inviato

i336

ne avea gi

prende che Rlaria, regina degli armeni, da che i saraceni le avevano


devastato
in
[f^edi),
il

un

altro alla regina Costan-

regno,
l'

invi

al

Papa
Sis
le

za di lui moglie.

Avignone

arcivescovo
gli

di

Tranquillati alquanto
sorti

torbidi in-

acciocch

esponesse

nel regno di

crede

{f

c(li),

da alcuni fu chiamato

Leone V, che si morto in Cipro


alla

gravi circostanze del


supplicasse
soccorso.

reame

lo

porgervi
perci

opportiuio

reggenza
III
,

della Cilicia

Costantino

detto

anche Giovanni, figlio del re di Cipro di quel tempo, e figlio di madre armena ; ma essendo morto trascorsi appena due anni, ne prese famministrazione il fratello Costantino. Tie soli anni avendo dominato egli nella Cilicia, gli successe Costantino IV, consanguineo di Leone V. In seguito, e dopo due anni d'interregno, nel i36j mont sul

che Gregorio XI indirizz il detto breve al principe Filippo, zio paterno della regina Maria, eccitandolo ad ajutarla vigorosamente. Di questa principessa armena nulla ci dicono gli scrittori di queir illustre nazione, por cui si pu
credere eh' essa sia stata foise figlia
di

Ed

Leone VI, Lusignano, e perci unica e legittima erede del regno armeno, senza per avervi potuto
ascendere, dappoich
del padre,
alla

sconfitta

trono

Leone VI

de' re

di

segu la

conquista,
Cilicia,

che
la

Cipro della fan)iglia Lusignani, imparentata pili volte co' principi armeni, e congiunto a Pietro I re di
Cipro.
Assalito

fecero gli ottomani della

quale tuttora da

essi

posseduta.

Le citt
lij

principali della Cilicia sono

quindi
,

Leone VI
diverse

Tarso, Auazarba,

Adana, IreuopoEpifania,
Sis,

di molti nemici

sostenne

Gcnuauicin,

Ni-

130
iJiocesarea,
tre.

CIL
Filadelfia,
c)i.

CIL
T\ Cilicia
patriarcato
,

copoli, Mopsueste, Olba,

re-

Seleucia Trachea, ed alle

gno aulico
(

di yfinienia.
,

Anche

notizie

ecclesiastiche
la Cilicia,

divisero in

due provincic
(juinta

Ciliciae

CILICIA PATRIARCATO ArMENO Annenoruni patriarchatns).

cio la prima, e la seconda.

La

pri-

ma

era

la

provincia

della

diocesi patriarcale di Antiochia,

ed
in

precisamente
cilio

quella, che

il

con-

di

Gerusalemme

espresse
:

Gli con questi termini anosloli e gli anziani ai nostri fratelli, che sono in Antiochia, in Ci-

una

lettera

L'origine del patriarcato di Cilicia o sia di Sis [f edi), gi capitale del regno armeno in Cilicia, sar qui ila noi indicata in pochi cenni, dappoich se ne tratta all'articolo PatbiarcATi Armem. Non potendo pii i patriarchi armeni starsene pacilca-

mente
tarono

in Ezniazin [fedi], trasporla

Tarso nove sedi XI era la metropoli, con vescovili sullraganee. La seconda Cilicia

fra

gentili,

salale

ec.

loro sede l'anno

4^^

''^

Tuin, dove
all'anno
C)'!^,

avendo

dimorato

sino

licia,

sesta

provincia

della

diocesi

ghi, e nell'anno

passarono in vari luo998 ad Ani, allo-

patriarcale di Antiochia, nell' imperio di Teodosio


II,
//

Giovine, avea

Anazarba per metropoli, con undici


sedi vescovili per sullraganee, a se-

conda del novero, che ne


manville,
le
il

fa

Com,

quale inoltre dice


di Cilicia,
la

due Provincie

che erano in

Di poi dell' Aimenia. 1064 i patriarchi andarono a Tau-plur; quindi, e nel po1 1 I 3, a Monte nero in Cilicia scia, e neh i47j passarono in Hr-omgla, e di l finalmente nel 1294
ra capitale
nell'anno
;
*>i

trasferirono alla celebre citt di Sis,

ordine gerarchico
ta del

patriarcato
poi
le

antiocheno.

quarta e quinSedi Leone, anticamente

dove rimasero sino all'anno i44'' Commanville, che stabilisce la sede


patriarcale
di

guendo
il

notizie

Sis

al

detto

secolo

Saggio,

vi

erano
e

XIII, nell' Ilistoire de tous les Ardi.

nella Cilicia otto sedi vescovili


la

nelse-

prima provincia,

nove nella
Cilicia

ne po

tratta alle pag.


la

218

35 1. Dodei

predetta epoca, venendo affatil

conda. ]N ch'anno f^iZ in


sciuto sotto
liciensc.
il

to distrutto

regno

armeno
da

fu cele-

Rubeniti,
ti

patriarchi furono costret-

hiato un concilio provinciale, cono-

trasferire

nome

di concilio Ci-

la

loro sede

nuovamente ad Ezmiazin,

Sis

col con,

de' Pelagiani.

Vi fu condannala l' eresia Il celebre Teodoro di


si

senso di

un

concilio

nazionale

te-

Mopsueste, che
principale

era
,

creduto
e

il

nuto in Ezmiazin stesso. La qual cosa essendo sommamente dispiaciuta agli

sostenitore

presso

il

abitanti

di Sis,

essi
i

conti-

quale erasi ritiiato per qualche tem-

nuarono a creare
triarchi, valendosi

in Sis

loro pa-

po Giuliano, per comporre


otto libri contro
s.

suoi

perci anche delar-

Agostino,

pro-

l'autorit

ottomana.

nunzi

egli

stesso

l'anatema

contro
ta

JNcssuno di questi patriarchi

quel pelagiano. Tultavolta Teodoro impugn s. Girolamo, e s. Agosti-

meni
di

rimasto in unione colla san-

no intorno
concilio.
p.

al

peccato originale:

il

perch fu anch' esso condannato dal Ealuzio in Nov. Collcct.

Chiesa, ed in progresso tempo ebbe origine quest'altro patriarcato armeno cattolico, residente in Monte Libano [Vedi), il

Romana

371; Dizionario de Concili pag.

quale

tuttora

fiorisce

chiamasi

CIL
y^punto patriarcato
stia

CIL
di
Cilicia.

1^7

La
mordi

venne
las,

eletto patriarca

Giacomo HoQuesti -

origine la seguente. Alla


di

arcivescovo di Amasia, che preil

te

Luca patriarca
il

accatlolico

se

nome

di Pietro VII.
la

Cilicia,

partito cattolico elesse per


Cilicia

vendo ottenuto

patriarca di

monsignor A-

bramo gi arcivescovo di Aleppo, nomo insigne, e di grandissimo merito.


tici

conferma dal regnante Pontefice, nel concistoro de'27 gennaio 1842, ricevette dal medesimo Gregorio XVI, e per mezzo del
di
lui

Questi, per timore

degli

ere-

procuratore,
giurisdizione

il

sagro pallio.

armeni, non
sua sede in

la

potendo occupare Sis, ed avendo gli


altro
la

La

di

questo

pa-

triarcato cattolico di Cilicia, con de-

eretici posto sulla sede di Cilicia

creto della

sagra

congregazione di

patriarca, dovette stabilire

sua re
la

sidenza

in

Cbesrovano,
pi
bella,

che
piti

Propaganda, dei 3o aprile, e 9 luglio 1759, approvato da Clemente

provincia
della
te

catena di

amena montagne del mone


tutti

XI li,
cia,

fu circoscritta dentro la Cilie

Armenia minore, Soria


,

Cap-

Libano, abitala da
patriarcato

cattolici,

padocia

lasciando

al

vicario apola

come dicemmo, fiorisce ancora armeno cattolico di Cilicia. Benedetto XI Vj ai "2.5 novembre i'"4'25 conferm tal nuovo
ove,
il

stolico di

Costantinopoli

Bitinia,

patriarcato,

in

persona

del

detto

monsignor A bramo, il quale assunse il nome di Abi-amo Pietro I, patriarca di


Cilicia.

Ponto e Galazia. Con altro decreto, emanato dalla stessa congregazione, ai 20 luglio 1760, e confermato egualmente da Papa Clemente XllI fu data al patriarca di Cilicia in amministrazione, e a
,

Gli successe

nel
di

beneplacito della santa Sede, la

Me-

patriarcato

Giacomo arcivescovo

Aleppo dell'Ordine de'monaci Antoniani, col

sopotamia ; quindi con altro decreto de' 22 agosto 1769, la congregazione di Propaganda coll'autorit

nome

di Pietro II, cio ai

dicembre 1749^ regnando lo stesso Benedetto XIV. Sotto il quale, e nell'anno lySS, divenne pure

26

Clemente XIV gli diede pure Tocat e Piikinikj giurisdizione che


di

rest interamente illesa

quando

il

patriarca

di Cilicia Michele altro ardi

Pontefice Pio ^
la sede

III, nel

i83o, eresse

civescovo

Aleppo, del
111.

medesimo
col no-

metropolitana primaziale di
celi.

Ordine de'monaci x\ntoniani,

Costati ti napoli, l

me

di
I,

Pietro

JNel

pontificato di
eletto

La
sione
;

diocesi di questa sede patriarCilicia

Pio \
ch'egli

e nell'anno

1780, fu

cale di

in patriarca l'arcivescovo Basilio, an-

di Pietro IV.

monaco Antoniano, col nome Regnando egualmente


ai

tolico,

per che

il

ha una grande estenpopolo armeno catnelle sue

esiste

Provin-

cie soggette al

patriarca di Cilicia,

Pio VI,
fatto

IO

settembre

1788, fu
arcivescovo
il

non ascende

a pii di diecimila.

Lo

patriarca Gregorio
il

stato presente del patriarcato co-

di

Adana,

quale prese

nome
di

di

me
n'

appresso.

Pietro V. Quindi, sotto Pio VII, fu


elevato al seggio patriarcale
licia

IMonsignor Giacomo Pietro Holas


il

Ci-

settimo patriarca sino dai So

agli

8 marzo
si

18 16,

Gregorio

vescovo di
sci,
il

Germanicia,

ossia JMara-

chiam Pietro VI; finch da ultimo,eai 3o giugno 1841,


quale

giugno 1841, come si dissedi sopi-a. Lgli risiede in Cbesrovano del monte Libano, dove non esiste veruria famiglia armena. In Aleppo vi sono

j38

CIL
cliiesa,

CIL
e libero esercizio della reli,

circa cinquccciilo famiglie cattoliche

armeno, col vescovo armeno, il quale, a cagione degli en;lici, che sono
i

Soli

atl

aver chiesa

piihljlica,

so-

leva abitare nel convento


cale di

patriar-

Cliesrovano. Tiittavolta ulrisiedere

ed il numero dei armeni di circa trecento famiglie , con un vescovo e vari sacerdoti. Al vescovo di Merdin, monsignor Abramo Candii,
gione cattolica
cattolici
,

timamente pass a
leppo, ed alcuni

in

Ail

gi vescovo di
la

Dolica in partibus,

sacerdoti

secolari

sagra
a'

congregazione di
?,f)

in ninner di sei circa,

formano

ganda

Propagiugno i838, diede per

suo clero, ed

iilliziano

provvisionalchiesa.

coadiutore, col beneplacito del


scelta dal l'ontelcc

Papa
la

mente
In
miglie
diocesi altre

in

una casa ridotta a


vi

che regna, monsignor Giuseppe,


cui
al

Damaso

sono circa venti facattoliche armene. Questa si governa, come tutte le


dal

fu allidata

defbnto patriarca Pietro VI. Fiil

nalmente
cita

patriarca di Cilicia eser-

seguenti,

triarca

medesimo paper mezzo di un prete suo


patriarcale,
In
uliziandosi

l'ecclesiastica giurisdizione
,

pure

vicario

al
vi

medesimo modo.
sono
cii'ca

Diarbekir

centocinquanta
assistite

famiglie,
tre

dove esistono otto o dieci famiglie armene cattoliche, e governa quelle anime per mezzo di un vicario patriarcale
nel gran Cairo d' Egitto

le quali

sono

da due o

sacerdoti del

medesimo

patriarcato.

per ogni luogo. Questa sede patriarcale


cia,

di

Cili-

In Cesarea di Cappadocia, in
sia,

Ama-

oltre

il

patriarca, ha ordinaria-

ste, in
tri

in Adana, in SebaGerusalemme, ed in molli alluoghi non vi quasi nessima

in Edessa,

mente

altri

quattro arcivescovi, tran-

famiglia
liata,

cattolica

armena domicichiesa

e quindi

neppure sacerdoti. In

ne quello di Merdin , che sempre indipendentemente dalla sede patriarcale, ha avuto la residenza a Merdin sebbene la sua sede sia
,

Pirkinik evvi
cattolica, e
vi

una

pubblica
ottanta

sotto

il

patriarcato di Cilicia

e la

compresa
settanta

anche Sivas,

congregazione di Propaganda abbia


incaricato
il

sono

circa

od

patriarca
Il

d' invigilare

o quattro sacerdoti del patriarca di Cilicia. In


famiglie assistite
tre,

da

su di esso.

solo

arcivescovo

di

Aleppo, siccome dicemmo, trovasi


nella propria residenza
;

Tocat

vi

luniglie,

sono circa centosessanta che vengono assistite dai


i

gli altri ar-

civescovi

poi
di

sacerdoti di Pirkinik,

quali

ivi

si

convento
patriarca

sempre nel presso il Chesrovano


abitano
,

recano alternativamente. luGhiurun sonovi quaranta famiglie con un


,

come
i

vescovi in parlbiis,

non potendo

esercitare

veruna giu-

sacerdote del patriarcato.


si

In Chilis

risdizione sopra

vescovati, dei quali

enumerano

trenta famiglie circa,

ed un sa(;erdote. In Cerito vi sono ([uindici famiglie, ed im sacerdote. In Bagdad evvi egualmente piccolo
armeni, i quali loro spiritual vantaggio due sacerdoti. In Anteb vi un
cattolici

portano il semplice titolo. Nel medesimo convento patriarcale di Chesrovano evvi anche il seminario del
patriarca,
cie di

dove da tutte
si

le

provi n-

numero di hanno in

sua giurisdizione

recano dei
pii vi

giovani per alunni, e per lo


si
i

piccolissimo

numero
In

di cattolici
vi

con
la

trovano quindici o venti giovani, (jiiali al termine degli studi dal


,

un

sacerdule.

Merdiu

patriaica

vengono ordinali sacerdo-

CIL
ovvero sono per esso fatti ordinare da un vescovo. Questi semili,

CIL
guito regolarmente,
la

i39
congiegazio-

formano il clero secolare, il quale composto di circa quaranta


naristi

ne supplica il sommo Pontefice a confermare colla siq)rcma autorit


Apostolica l'eletto patriarca di Cilicia,

sacerdoti.

Il

seminario

fu

fondato

e per

l'anno 1791 dal patriarca Pietro V. Esistono nel medesimo Cliesrovano anche i monaci armeni antoniani, che sono di un numero eguale a quello del clero secolare, i quali si prestano al servigio ecclesiastico del patriarcato sino dal tempo, che non eravi il detto seminario. Di questi monaci, quali hanno monistero anche in Roma presverso
i

fa

allo stesso
il

mezzo di un procuratore Papa l' istanza pel saquale


gli

gro pallio,

viene rimesso

a Chesrovano.

CILICIO,
licium).
veste,
irsuti

CiLiccio, o CiLizio [CiAnticamente era questa una

di

o un panno tessuto di peli caprone, cos detto perch

alcuni
Cilicia,

credono

si

inventasse
in cui
gli

nella
v'

come regione

eraanti-

no molte capre, e perch


chi

so la basilica vaticana,

si

pu

legli,

anacoreti vestivano
di quel

la

carne nu-

gere pag.

il

loro articolo nel volume


del Dizionario.
il

da

panno
o

in foi-ma di sac-

224

co per fare penitenza. Cos chiamia-

convento della residenza patriarcale, che il seminario, sono diretti dai sacerdoti sotto la dipendenza del patriarca. Questo ha rendite sufficienti al suo mantenimento, tratte da fondi stabili esistenti nel medesimo Chesrovano, oltre a quelli che ritrae dai fondi rinvestiti in lloma, ove tiene un
procuratore.

Tanto poi

mo
ch
cie,

oggi
fatto

cilicio,
si

cilizio,

qualunque
dosso perla

arnese, che

porta

in

a maglia
cilicii

come

rete.

Si fecero per

di diverse spe-

e nelle vite de' santi padri, ed


servi
di

altri

Dio
cilicii,

si

di

vestimenti
ciiicie,

fa menzione nonch di to-

nache
con

come ancora

di arnesi,

e di strumenti di dilferenti

specie,

cui

tormentavano
,

le

proprie

La
gli

elezione del patriarca

armeno
,

carni, per penitenza


ficazione.

e per

morti-

di Cilicia procede,
altri

come

quella de-

patriarchi

orientali
,

per

mezzo
il

del corpo episcopale

meno
insi-

caso che il Pontefice, per nuazione della congregazione

Alcuni definiscono l'antico cilicio per un vestito grossolano, ruvido, e di color nero o cupo, mollo usato
dagli ebrei ne' tempi di lulto, e di
disgrazia.
tali
i

dei

Cardinali di Propaganda, elegga un coadiutore al patriarca, o per inlermit, o per qualche


altro motii

Altri
si
li

vesti

siciliani

pure vogliono che chiamino cilicii, perch avevano inventati, prin,

vo canonico. Dopo che


meno-cattolici

vescovi aril

nuovo patriarca, spediscono alla medesima congregazione di Propaganda i le-

hanno

eletto

e pei maricipalmente pei soldati nari. Il dolio Cardinal Gararapi

Memorie
=> >i

isloriclic

della b.

Chiara ^
'
Il

cos descrive l'antico cilicio:


licio

Ciin-

gali atti dell' elezione,

muniti delle
elettori.

una specie

di

panno

sottoscrizioni

dei

vescovi

tessuto di setole di

animali, che

Quindi

la

sagra
gli

congregazione esa-

mina
e

se
la

atti

sono in regola
procedette
tutto
nelle
cse-

se

elezione

lurmc canoniche. Se

fu

punge e tormenta la carne di chi se ne veste, ponendosi sotto tutti gli altri vestimenti ". Ne traila alle pagine 54,55 e 5o8, ove
.-5

i4o
sareo di Arles,

CIM
s.

CIM
Ce-

coir autoril d'un' omelia di


di(;e,

mo
citt

cimltc'io, e forse

il

pi antico,
fuori

clic

la

colmi-

e pi

vasto sia
di

quello

della

ne materia del cilicio nel nostro occidente erano i peli di capra, e congettura, che se ne iacesscro ananzi da co con setole di cavallo
, ,

Menli, in una

grande pia-

nura chiamata pianura dtlle mie d'Kgiilo. La cura usata


egiziani nel seppellire
i

Mumdagli

loro
i

morti
corpi

un commenlo
i

di

Dante

si

ricava,

consisteva nel conservarne

che (jiieste anche si annodavano per cui nodi pungevano continuamenti;


la

col renderli indestruttibili, piuttosto


elle
ci,

conservarne
e
i

la

memoria.

gre-

carne.
^"cdc episcopale

romani

al

contrario preferipoi di bruciarli,


alla

CILLITA.
frica,

d'AsiiC-

rono

di

sollerrarli,

della provincia Bizacena,

afliue di

preservarli

violazione.

fraganea della

metropoli

di

Adra-

La magnificenza
ri

degli attuali cimite-

milo. Ej}. Syn. Bizac.

dcll'Egitlo posta al confronto della

CIMA. Sede
cesi

vescovile della dio-

semplicit delle cise richiama (jueli'idea ieligiosa,


gli

d'Asia, siiffraganea della metro-

politana Efesina, ed antica citt d'Elide,

antichi

egiziani,

che avevano pure che le case ter,

fondata da Pelope dopo

la vit-

rene sono luoghi di passaggio

ma

toria,
ricca,

che riport sui greci. Fu gi e grande, e capitale delle alSi sa


l'

soggiorno eterno nel regno de' morti. Presso ogni grande citt che
il

tre citt dell'Elide.

che

cin-

evvi
pii

una
o

citt

di morti (iiecropoli s)

que vescovi
seggio.

vi

ebhero

episcopale

meno
selve

spaziosa,

e che spesso
la

circonda

interamente
di

citt

dei
,

'CIMITEPJ, o

CEMETERI
chiesa
Il
,

{Se-

vivi:

colonne, cenotafi

pulcreta, Cocmeteria). Luoghi sagri

mausolei cuoprono spazi


e le

immensi

per lo pi allato alla


si

seppelliscono

morti.

ove vocboparole,

moschee e i palazzi dei glandi uguagliano appena in ricchezza alcuni di questi mausolei.
Il

lo

cimiterio deriva da

due

ima greca, l'altra latina, che hanno un quasi eguale significato, cio
dormitorio, o luogo di riposo j dappoich, secondo
ligione,
i

medesimo

Millin, senza distin-

guere le epoche, asserisce che si possano annoverare tra quei, che appellansi

principii della re-

cimiteri

pubblici
i

le

riu-

fedeli

defonti
,

propriamente morti
e aspettano
le.

non sono ma dormono


genera-

nioni de' sepolcri

quali

formava-

no per
ticlie

lo
,

pi

sobborghi delle an-

la

risurrezione
i

JN

solamente
,

luoghi delle seil

a seconda delle leggi che aveano vietato la tumulazione


citt

polture

ma

eziandio

feretro fu

de' cadaveri nell' interno delle citt.

talora chiamato dormitoiio dai nostri

Le

vie

antichi.

Il

cimiterio
cio

fu

anche

(jiielle

pubbliche, principalmente che mettevano alle medesi(

detto Polyandrium.
di molti,

sepoltura

me
vali

citt

ed anco Concilia Martyrum, per esservi slati sepolti un numero grandissimo di martiri. Pii-

vazioni di

come si osserva nelle escacampi riserPompei )


,

a questo pio

ulicio, diversi sot-

terranei scavati, o

almeno

destinati

ma

per

tli

parlare di quelli dei

cri-

a quest' oggetto,
egli,

diventavano, dice
ilei le

stiani,

accenneremo
di
Il

qualche
,

partie inpri-

una
i

specie di vere citt,

colaiit
fedeli.

quelli

dei gentili crede, che

quali

sepolcri erano le abitazioni.


vi

]\Jillin

il

Ogni famiglia

aveva

la

propria

CTM
tempo in tempo, e in certe epoche, mani o ombre degli antenati. Alcuna le
casa,

CIM
di

14

si

visitavano

sotto

il

nome
il
,

di

ci

lamente

luogo

mi ter io, non soove i defonti si

volta

davasi a

tali

citt

funebri

il

nome di Campi Elisii, ed in tal modo sono nominati quei che si veggono presso Pozzuoli in Italia e presso Arles in Francia, quali molto si avvicinano a' moderni cimi, i

teri.

Una

vasta pianura tutta sparsa

ma ancora il terreno, che circondava le chiese parrocchiali, o che trova vasi a quelle vicino, ovvero che era contiguo ai veri cimiteri tale stabilimento ebbe per altro luogo in tempo assai posteriore. Nei primi secoH del cristianesimo i cimiteri si stabilivano ezianseppelliscono
;

di

sarcofagi, di cippi, e d'altri


sepolcrali presenta

mo-

dio fuori della

citt,

e sovente sulle

numenti
gid gli
I

anco og-

pubbliche

vie,

essendo allora espresdi

avanzi

pii

interessanti del-

samente proibito
tore

seppelhre

ca-

antica finiebre e distrutta Pozzuoli.

daveri nelle chiese, finch l'impera-

Trovansi ancora molte antiche tombe sulle vie, che conducono a I\o-

Tuttavolta
i

Leone annull simile divieto. di seppellire il costume

ma.
I

A^.

Cimiteri di Roma.

turchi

hanno
e

loro

cimiteri
tras-

dai

morti nelle chiese vuoisi derivato primitivi costumi de' pagani ,


gli

fuori

della citt,
in

procurano
deliziosi,
fiori,

perch

egiziani
i

usarono eziandio

formarli

luoghi

mecit-

di erigere

sepolcri in vicinanza dei

diante piantagioni di

e di er-

templi. Pot anche aver origine dall'uso degli

be odorose. In molte delle loro


t,

antichi cristiani

di cele-

massime sulle fosse, che circondano Smirne, trovasi una quane


tit

brare

santi misteri

nelle catacomde'

be, o cimiteri
tiri

sotterranei

mar-

di
alti,

cipressi, alcuni

dei

quali as-

sai

oltre

una copia straordina,

gran copia sepolti. Ed perci, che i pagani proibirono ai


ivi

in

rosmarino che tramandano un odore aromatico. Osserva inoltre il citato Milliii, che gli alberi
ria di

cristiani di entrare nei cimiteri. Il proconsole fece simile proibizione a


s.

Cipriano

in Actis p.
s.

II

ed
lib.

il

piantati sui cimiteri,

o intorno

ai

prefetto di Egitto a

Dionisio

di
7,

medesimi, servono non solo a indicare


il

Alessandria,
e.

apud

Eusehiuni

luogo di riposo dei defonti

II.

ove

si

trovano

ma

anche a purimassi-

Le prime chiese furono


nei cimiteri
,

edificate
,

ficare l'aria nelle

vicinanze,

me

cipressi destinati dagli antichi

o presso di essi e i loro sotterranei furono, o diventa

al lutto delle tombe. L' uso poi di ammonticchiare i cadaveri ne' cimiteri, non si stabili se non che verso

rono

le

stesse

catacombe
scavate
,

arenarie

tufcee, o

caverne

ordina,

l'anno

200

dell'era volgare, e forse

anche pi tardi. V. Cadaveri e Sepolture. Piitornando ai cimiteri dei cristiani, diremo esserne derivato l'uso
dalla fondazione delle chiese e delie

per quali i riamente dai gentili non avere voluto guastare la superestraevano ((niidi ficie dei campi, la rena, il tufo, o la pozzolana, che

dovea loro servire per

le

fabbriche.

Pure

ci

pu

essere

stata
,

anche

parrocchie,

rimonta

il che secondo alcuni secondo e terzo secolo, e quindi per lungo tempo pigliossi

siccome opera dei primi cristiani sostengono gravi autori. Questo co-

al

stume
grotte
,

di

collocare

cadaveri nelle
scavati

dentro

a' sepolcri

ClM
semhiM preso
lcf^;^'iati)o

dafjli

ebrei

giacch
,

nella

aver
a

bramo
il

acfpiislalo

lai elFelto la

capo i3 da EIron doppia spelonca. Tale


Cene;/,
del

cambiamento all' anteriore disciplina non rimonta che al se(piesto

colo decimo,

giacch

noto, e

su-

periormente l'accennammo,
proibito seppellire
to delle citt,
ta
i

ch'era

fu anco

sepolcro
nella
il

Salvatore
Boldetli
s.

morti nel recin-

cio scavato

pietia.
di

legge che fu osservafino

prova, che
in

ci

unter

Af^nese
il

nelle

Cxallie

dopo
Il

il

ristabi-

Roma

fu

ingrandito dopo
Cos'i

redi

liuiento dei franchi.

concilio

pe-

gno
vi
si

di Costantino.
;

avvenne

r di Ijraga, celebrato nell'anno 563,


viet di seppellire

jnolti altri

e fra le iscrizioni,
si
il

che

chiuncpie

nell'in-

trovarono,

rilev che certe


titolo

terno delle chiese, e richiam la ro-

persone avevano
res, cio di

di

fosso-

mana

legge delle dodici tavole, perdi


alle
i

uomini impiegati a sca-

vare

cimiteri,

come
I,

si

nell'Aringhi,

lib.

e.

pu vedere i3. F. Ca,

mettendo invece fuori ed intorno


veri.

seppellire al di

mura
gli

cadaerafe-

siccome pure
tunuilali
si

martiri
altri

TACOMDE.
JNel

no
delle

stati

come

tempo

persecuzioni

deli,

quindi

permise
tj

la

erezione

fedeli si nascosero nei cimiteri delle


citt,

delle cappelle,

delle chiese sui lo-

non volendo

esporsi
,

agli

inal
fie-

ro sepolcri,
ri

le

quali ritrovandosi fuo-

sulti

e agli assassinii

non che
per

del recinto delle citt,


i

non
di

viola-

pericolo di essere sbranati dalle


re,

vano perci
te
leggi,

cristiani

le

menzionaesservi

ma

pi

di

tutto

tema

di

se

desideravano
si

essere costretti a sagrificare agl'idoh.

sepolti.

Tali nuove fabbriche, erette


de'martiri,

Talvolta per successe


i

fedeli

dai

falsi

amici

che traditi o scoperti


fos-

in

onore

chiainarono

basiliche, per distinguerle dalle catte-

dai persecutori della religione, sero assaliti e obl)ligati


,

drali
se,

e
;

crudel-

mente
ro,

trascinati a' tribunali

ovveparti,

essendo chiusi iu tutte

le

acci

non

fosse loro possibile invo-

denominate semplicemente chieove appunto nel secolo decimo si permise la tumulazione dei defonti. In quanto alle basiliche, gi sino dal quarto secolo il cadavere di Costantino fu collocato
all'

care

soccorso

dagli

altri

cristiani

ingresso
lui

di

che occultamente solevano provvederli cU nutrimento , morivano di

quella de'
cata

ss.

Apostoli da

edifi-

fame e

di sete.

In progresso di tempo dal pio desiderio de'fedeli


di

appunto per esservi seppellito, mentre dipoi in altra fu trasferito. vS. Gregorio di Tours, lib. X, cap.
3r, parla di alcuni santi vescovi,
quali
nel
in
i

essere

seppelliti

appresso
za,

martiri, per la confiden-

medesimo
alcune
;

secolo

furono
situate
cit-

che ponevano nella loro interces-

deposti

basiliche

sione (per cui vennero,

come dicemcontigui
alle

fuori della citt


t

ma

allorch le
le
si

mo,
do
ba,

eretti
si

cimiteri

vennero ingrandite,
i

basiliche

chiese),

giudic

utile,

che entran-

cimiteli adiacenti vi
S.

trovaro-

nelle chiese, e
si

vedendo alcuna tom-

no compresi.
ta
le

Paolino

ci

rammenbasi-

ricordasse a' vi vi di pregare pei

cellette

fabbricate nelle

morti, e venne a poco a poco accordato a qualche distinta persona il


privilegio di essere tumulata neh' in-

liche per le sepolture dei morti.

certo poi che Satiro ebbe


in chiesa col suo fiatello
s.

comune Ambro-

terno

medesimo

della

chiesa.

Ma

gio la sepoltura, e che

s.

alassimo,

,,

CIM
e
s.

CIM
i

143
ivi

Agostino attcstano, che


si

cada-

ne cimiteno di Bologna,
e

incisa,

veri dei cristiani


le

seppellivano nel-

pubblicata nel

1825.

che Cesareo fratello del Nazianzeno, e Paola discepola del dotto Massimo, non ebbero alloro chiese
;

Si poi provato (jiianto fosse im-

trovo la loro sepoltura;


peratori,
i

chegl'im,

re,

vescovi

gli

abbati
nelle
di
s.

costantemente
loro basiliche,

si

seppellirono
si

talch

legge

Flaviano,

che, morto, ebbe


in

riposo

non moltiplicar le tombe nelle chiese, avvegnach se non sono molto profonde, e se le volte sono mal collegate, l'aria non potr certaniente che corrompersi insensibilmente. F. l'Haguenot, Memoria sul pencolo delle sepolture nelle chiese
portante di

nel tempio,

quo

consuevcrant
sepeliri.
V^.

anno 1748; e
sui
lese.

la

bella

Memoria
imo-

praedecessores episcopi
S.

cimiteri

del

cav.

Angeli

Agostino citato, De cura pr mortuis agenda. Non si deve per tacere, che la eccessiva brama di trovar luogo nei sepolcri delle chiese fece si, che queste
teri

citt

Contro l'uso di seppellire nelle scrissero ancora Cristiano GofDissertatio de fredo Hoffmanno coenieteriis ex urbe tollendis, Fran,

diventassero per lo pi
dei
facoltosi,

i
i

cimirecinti

cofurti

mentre

stola

in

1629; Andrea Piiveto, Epiqua mos cadavera morsepelicndi redar-

air intoino delle stesse chiese erano il luogo della sepoltura del volgo; uso che principalmente si conserv nei

tuoruni in templis
guitur,

tempi di mezzo.
senti
i

Ma

nelle citt

pos-

vescovi e le municipali
l'antica

madi-

i836; Dissertatio de sepulcris ad viam puhlicam etc. Lipsiae 1721; Cosclnviz, Dissertatio de morte ex sepulcris seu de noxis

Lugduni

gistrature ristabilirono
sciplina di

ex
Hai.

sepulcris

in

templis

oriundis
sepulcrO'

collocare

cimiteri fuori
di

1728;

Alberti,

De

delle citt per

motivi
in

pul)blica
clie
i

sanit,

ed anche

riflesso

extra urlem, Hai. i743; Poree, Quattro letsalubri translatione


sull'abuso di
nel
tere

rmn

luoghi destinati ai pubblici


ri

cimile-

seppellire

nelle

nel loro interno, in

proporzione

chiese,
scrisse

stampate
alcune
di

174^-

Navier

delle

aumentate popolazioni, si Irvarono angusti, non che prossimi


cittadini,

riflessioni

sul pericolo

dei sotterramenti
1"

precipitati, e sul-

alle case dei

quindi

la

abuso

seppellire nelle

chiese;

loro salute era

esposta alle

funeste

Alix, Nociva

iafluenze delle esalazioni pericolose,

mortuorum intra sacras aedes urbiumque muros sepul-

Laonde
ti

in progresso fnrono edifica-

il
i

celebre
celebri

Campo

santo di Pisa,

cimiteri di Napoli,
Brescia,
di
,

rona, Bologna,
Lovis, o del
p.

VeMontsenza

era, Erfurti i 778; Scipione Piattoli, Saggio intorno al luogo del scppellire, Modena 1774; ed il Maret,

Blemoire sur

l"

usag ou
sepidtures

V on
dans
d'

est

La

Chaise
di

d' cnterrer les morts tc.'D\\on i']']^;

nominarne
ti

altri ricchi

monumen-

Memoire sur
villes

les

Ics

artistici,

di scollurc,

pitture, iscri-

etc.

Versailles
l'

1776;
de
e

Ohser-

zioni ec.

F.

Pitture

a fresco del
con
illustra-

vations
clmitierc

sur

etahlissement

un

campo
Firenze
dei

santo di Pisa,

general

hors

la

ville

zioni, intagliale

dal cav.
e

Lasinio,
scelta

1828; monumenti

Collezione

de Lyon, Lion 177G. Cahino principalmente

suoi

sepolcrali del

comu-

seguaci contrariarono la pratica del-

i44
la

<^1M
(a

CIM
la

Chiesa romana, dei seppellimento ne' templi , collo scopo di toi,'liere l'idea dei sudraj^i, e di

benedizione con piviale bianco,


([nello

come

eh'

usato

seni[)re
l'

allonta-

Adoperansi pure l'acqua santa,


censo, e tre candele per
le

in-

polcro

nare dall'uomo colla memoria del seil pi polente lieno della sudelle
altre

ognuna

del-

cinque croci. Le candele debbono

perbia, e

passioni,

non

che
sina,

di

togliere
alle pie

un mezzo
Fra
quelli,

alle limo-

ardere prima avanti, e poscia sullo medesime. IMa ecco come procede la benedizione del cimiterio, se viene eseguita
dal vescovo.
cimiterio,

ed
il

fondazioni, impove-

rendo

clero.
filavi

che

de-

Terminata
si

la

fabbrica del
alla

starono
se,

timori

sulla publjlica nelle


il

il

giorno precedente

incolumit nel
testante Franck,
lizia

tiunularc

chie-

vuoisi in ispecie
s

nominare

propo-

dispongono in detto luogo cinque croci di legno, ed una


benedizione
pili

celebre nella

elevata
e
le

delle

altre

situata
l'altezza

in
di

medica, provando nocevole il seppellire

sommamente
nelle
i

mezzo,

altre per
si

chiese,

un uomo. La prima
r estremit del
croce di mezzo, la
tra estremit, retro

colloca nella

per cui oggi mai


ri

si

erigono

cimitele

cimiterio, avanti

fuori

delle

cilt.

D'altronde

seconda

nell'al-

riflessioni chimiche di ThemsdorlF, stampate nel 1800 in Reichsauzeiger, dimostrando la natura delle esala-

le

altre due,

crucem mediani una alla destra, e


Avanti ogni croun legno per

l'altra

alla sinistra.

zioni

cadaveriche,
la

fecero

conoscere

ce

si

pone
tre

in

terra
,

come
do
le

cose,

Provvidenza dispose in moche i nostri cadaveri posai

porvi

ascendere

sono interrarsi in mezzo

viventi

grande

una scala per sommit, un vaso coli' acqua da benedirsi, ed


candele
alla

senza che questi ne risentano vcrun danno. Anche Pans, con un trattato

un

altro col sale.

Vestito

il

vesco-

preoedcnlemeute pubblicato nel ijrg in Lipsia volle dimostrare con prove evidenti, e di fatto non potere
risultare alcun pericolo
lire
i

vo con camice, stola, piviale bianco, con mitra in capo, e pastorale nella
sinistra
al

mano,

dalla sagrestia

si

reca

cimiterio, ove ponendosi a sedere

dal
e
le

seppelnell'in-

sul faldistorio

morti nelle
citt,

chiese,

zione con fare al popolo


del luogo.

d principio alla fununa breve


santit
si
il

terno delle
cautele,
nienti,
i

osservate

debite

ed analoga esortazione sulla

onde rimuovere gl'inconvecontagi ed altri infortunii.

Terminato
le

discorso,

accendono

quindici candele, cio

tre per ogni croce, e

Benedizione dei Cimiteri.

scovo avanti
posta
la

la croce

stando il vedi mezzo, deun'orazione,

mitra

i-ecita

che se verranno considerate le parole, che si adoperano nel consagrare le chiese, ed i cimiteri, si vedr che le prime sono propriamente per i vivi, e le altre per i
,

Certo

quindi riprende
al

la

mitra, genuflette

cauto

delle litanie alzandosi alle

parole:
cti<:.

Ut omnibus Jidelibus defnnAllora il vescovo con tre segni di


purga,
il

croce

benedice,

santifica,

morti.
in

cimiteri sono

sempre

stati

consagra
flettere,
le
si

grande venerazione tra i fedeh, e l'uso di benedirli antichissimo, in-

Tornando a genuproseguono le litanie, dopo


luogo.
col sale, e detta
si

quali viene la benedizione dell'acl'anti-

combendo
sacerdoti

ci

ai

vescovi,

ovvero

ai

qua insieme

da loro

autorizzati.

Se ne

fona. Asperges

me, mentre

canta

e
il

M
cerdote fatto
Indi
il

CIM
ripete l'antifona,

145
il

fliixercre,
il

dice
|.arlc

acqua benecimitcrio, cominciando dalla


colla detta

avendo gi
giro

sa-

del

cimitcrio,

destra, e lo asperge

conlinua-

e la sua aspersione coU'acqua


ta.

sannella
tre

mcntc
la

in ogni luogo. Finita


la

questa
la

poir

il

sacerdote

hencdizionc, deposta
croce di mezzo, indi

mitra incensa
avanti

sommit

della croce

una

delle
le
:

croce, cio quella ch'


vi

candele ardenti, collocando

altre

pone

nella

cima una delle candele accese, collocando le altre due nei bracci della stessa croce. Ci fatto, colla mitra si
reca dalla parte di dietro, aspergen-

due nelle braccia di essa linaimente incensata, e benedetta che


sia

la

croce, termina la funzione.


i i

Si benedicono dalla Chiesa

luoca-

ghi ove

si

debbono coUocai'e
figli,

do

nel procedere

il

cimitcrio

col-

daveri de' suoi


li

per distinguer-

l'acqua santa, ed innanzi alla secon-

da

quelli,

che non sono contrasil

da croce, deposta la mitra, fa la stessa funzione, che si disse per la prima. Indi passa alle altre due croci laterali, e vi compie egual cerimonia. Ritornando poi avanti la croce
di
il

segnali dalla croce. L' erezione della

croce significa, che

luogo
tre

con-

sagrato
si

Dio

le

candele

chiodi,

accendono, come simbolo dei tre i quali trapassarono le mem-

mezzo, e
prefazio,

deposta

la mitra,

canta

dopo

il

quale incensa la
tre

bra del Piedentore nella crocifissione. La benedizione poi serve per assicurare
poso.
i

detta croce, e vi pone le


dele

cane

fedeli defonti

dell' eterno

ri-

come

fece nelle altre; indi beil

nedice
recatosi

solennemente
la

popolo,
si

Quando

il

cimitcrio

contami-

alla contigua chiesa

pre-

nato, violato, o

profanato

dal seperi-

para per
.sa,

celebrazione della mes-

pellimento di
retico, e di

che dee dirsi secondo 1' uflzio corrente, aggiungendosi all'orazione propria un'altra sub unica conclusione.

un infedele, di un uno scomunicato, si


riconciliazione
si

concilia, e tal

fa

presso a poco
col canto, e

come

la benedizione^
coli'

colle preci,

inccn-

La benedizione
si

del cimitcrio, che

sOj
il

e coll'acqua benedetta ec.

Solo

da un saceidote delegato dal vescovo, segue presso a poco come la precedente. Per si ei'ige vma sola croce di legno nel mezzo di esso, ed avanti la croce si accendono le tre candele. Il sacerdote, col capo scoperfa

Ut omnibus etc, aggiunge Ut hoc coesacerdote,


il

dopo

versetto

ineteriuni

reconciliare

etc.
il

U.

il

Pontificale

romano,

ed

Rituale
coeeoe-

romano, Ritus benedic. novi meteri, et Ordo reconciliancU


melerium vioatum.
Sui
il

to dii r
to,

Oremus proprio
e

di tal riil

le litanie oi'dinarie,
:

dopo

ver-

cimiteri

sono

consultarsi

setto

Ut omnibus

fidelibus dcjuncds,

Baronie
a'

nel

Martirologio roma;

lo stesso sacerdote in piedi, e facendo


il

710,

29 gennaio

V altro annalista

segno della

croce, dir
;

Ut hoc
li-

Spondano,
ni,

De

coemetcriisj

Sponda//
,

coenietcrium

etc.

e terminate le
assistenti,

cocnieteria sacra, Parisiis i638;

tanie, coi ministri

asper-

Gio.
rito

Francesco

Cccconi,
cimitcrio,

sagro
al

ger prima

la

croce, dicendo l'anti-

di consegrare le chiese
Orsi,

ea-

fona, Asperges

me, intanto che gli astanti recitano il salmo Miscrerc, col Gloria Patri, dopo il quale si
voi.
XIM.

p XVIIj Del
ne, liso, e

sua

origi-

significalo;

Storia

Ecclesiastica toni. Ili, p.

70 eseg,;

10

i46
il

CIM
Dande,
tom.
I.

CIM
Hist.
unh'.

p.

ris

njlcx. XI, tratlando De marlyriun, coemcteriis,


p.

sepuliutic

contenute nelle XII tavole, riportata da Cicerone, de Legibiis,


le

leggi,

ciita-

lib.

II,
le

non
gli

si

potevano
di

seppellire
i

643, e seg. ; Marangoni, Historia de cocnict. ; J'^abrclti, lascript dotnest. ; Onofrio Panvinio, Tr. de rilu sepeliendi niorluos^ et de coemeU'riisy e. 12, n. 4> Id). i, de 7 Urbis ecclesiis j itern in eptome roin. ponti/, p. 5. ; e gli autori, che si citano al seguente articolo dei cimiterii di

cumhis,

dentro
ri,
i

mura

Roma

cadave-

mentre
citt, e

Spartani volevano che


templi, a tenore

loro defonti fossero sepolti dentro

la

presso

delle prescrizioni di

Licurgo. In Ro-

ma
fato,
la

solo a quelli, che

avevano

trion-

eia permesso

l'

onore di avere

sepoltura nella

citt,

come

alle

Roma. Da
si

ulin

Vestali, e qualche volta gl'imperatori

timo, e nel

1821,
cav.

pubblic

Imola dal
eruditissima

Luigi
,

Angeli

una

nerale,
co.

furono eccettuati dalla legge gecome ce ne assicura Plutar-

Memoria
,

intitolata

Dcir

antichit de' Cimiterii, e de'locui

ro vantaggi

terniine
:

con

Il perch i cristiani nei primi tempi erano costretti a dar sepoltura ai loro morii fuori della citt, e tal-

queste

memorande

parole

ci-

volta

nelle stesse

proprie
i

case

M mitero, quanto puoi essere elo" quentc, e di vero profitto all'uo"

nascostamente
ri.

riposero

corpi dei

martiri in grotte, e cimiteri particolain progresso di


cimiteri,

mo

meditante in un angolo

ap-

parta to della tua circonferenza l'ultimo suo fine, e che sarai un v giorno accogli tore pietoso delle e>

ri

La maggior parte per dei cadavetempo si portarono


o catacombe arenarie
questi cimiteri lapit

nei

presso

Roma. Di

sanimi sue spoglie,


fino
al

custoditure

ed il geloso suono della

nobile e remota parte adornata colle


all'

immagini

dei santi era

destinata

spaventevole tromba risvegliatrice, cui solo dar fiato la voce impe-

uso delle sagre funzioni. Discoperta per altro dai gentili, questi i"ecero
la

riosa dell' Onnipotente " E pure degna da consultarsi V eruditissima Dissertazione de'' Campi ^a/?//, stampata nel fascicolo XVI degli Annali civili del regno delle due Sicilie, la quale
!

pi

crudele
ivi
si

carnificina

dei

cristiani,

che

adunavano per
ricevere la sanla
tali

assistere alla messa,

comunione, ed udire parola. Un' altra parte di


ta

divna
sot-

riporta

la

Notificazione del Cardinal


vicario
di

terranei

cimiteri serviva di abitazioai


fedeli,
i

Odescalchi
incomincia:
colla

Pioma

che

ne temporanea
si

quali

vi

La

liunulazione de' Cala

nascondevano,

quando venivano
Ivi al-

daverine,., del

primo settembre i835,


risoluzione

in cognizione di essere ricercati per

quale
in

pubblic
attivit

del
di

regnante

Papa Gregorio XVf,


i

dover sagrificare alle false deit. erano sostentati dalla piet degli
tri

porre

cimiteri
la

e
di

fedeli,

e dai

diaconi
s.

martiriarii

pel
di

s.

primo quello presso Lorenzo fuori le


DI

basilica

istituiti

dal
i

Pontefice
spirito

Fabiano
parola
di
tali

mura
Questi

mentre
trivano

sacerdoti martiriarii ne nulo

llonia.

colla

di
ci-

CIMITERI
t,

Roma.
di la
lei

in
cit-

Dio.

La

terza parte poi

parte furono formali dentro la

miteri era ad uso di


stessi

sepolcri

degli

ed

altri

nelle

adiacenze.

cristiani,

che

ivi

morivano, adi

Aaticaraente per

proibizione del-

veadosi

somma

cura

non coufon

, ,

CIM
deie
tili,
i

CIM
Costanzo
berio
I,

147

loro coi'pi

con quelli de'gen-

e se avevano patito il martirio, ponevano nei sepolcri co'loro corpi, anche i segni che attestavano il sofsi

fedeli a fare orazione. Nella prolezione poi accordala dall' imperatore

agli

Ariani
il

ripugnando
s.

alla loro pravit

Pontefice

Li-

ferto martirio, cogli strumenti delle

e fulminandoli colle censuil

loro pene, oltre


zioni,

ad analoghe
santuari,
di santi di
essi

iscri-

re della Chiesa, Costanzo

cacci

per cui questi cimiteri divenalti'etlanti

da Pvoma, onde
miteri, sino alla
te,

il

Papa

fu costretci-

nero

immenso numero
seppelliti.

dove un vennero

to a uascondeisi nei

snburbani

preziosa sua
,

Molti

forniscono

avvenuta nel 867

morvenendo senella via

alla

piet dei fedeli tuttora reliquie

polto in quello di Priscilla


Salaria.

alla loro

venerazione.

All'anno 22G il Cardinal Baroni enumera quarantatre cimiteri di Pioma, e suoi dintorni, nei quali crii

stiani

facevano

le

succennate

adualtri

nanze,

anche

per non

avere

Durarono le fabbriche dei cimidi Roma, sino al tempo dei Longobardi, quali sebbene non entrassero nella citt, tenuti da essa per un tempo lontani pei donativi
teri
i

luoghi per convocarsi.

pur noto,
si

dei

Papi,

tuttavolta

fecero

gravi

eh' essi nelle persecuzioni

congre-

garono persino nelle carceri, affermandolo s. Cipriano nella sua epistola 5.

danni nei luoghi vicini e nei borghi, atterrando gli edifizii come ri,

Ma

talvolta a

si

crudeli pech'essi
si
il

da una costituzione del santo Pontefice Paolo I. Tranquillate pelevasi

ne erano per ci
Pontefice
s.

esposti,

le

cose

sotto

il

suo

medesimo

astennero dall' adunarvisi. Quindi


Cornelio del

pontificato,
egli
teri,
si

254

scri-

a cui fu elevato nel 757, applic alla visita dei cimialtri

vendo a Lupicino, vescovo di VienPublice, ncque in na, ebbe a dirgli


:

ed acciocch

non

avesse-

ro potuto ulteriormente oltraggiare

cryptis notoribus missas agert Christianis


licet.
l'

corpi dei santi che ivi si conservavano, volle trasportarne molti in


i

Nell'anno 260
riano per tutte
le

imperator Vale-

provincie del ro-

mano
che
nare
i

ditto, col

impero, fece pubblicare un equale severamente ordin


fossero costretti a forza

fedeli

maggiore solennit venendo in parecchie chiese decentemente collocaGi il suo predecessore s. Boniti. facio IV avea preso da vari cimi,

Roma

colla

con inni, e

cantici,

de' pi aspri
la

tormenti ad
religione,
le

abbandoche

teri

di

Roma
ss.

ventotto carri de' cordi santa

loro

non
ci-

pi

dei

martiri, e riposti gli ave-

celebrassero
miteri.

loro

adunanze nei

va nella chiesa

Maria del
detta

In progresso allorch dimipersecuzione,

Pantheon

perci

poi

ad

nu

la

non
i

solo

cri-

stiani

frequentarono

cimiteri,

ma

Marljres ^ e i' altro predecessore Giovanni VII del 7o5 aveva abbellito

vennero eretli sagri edifizi. Il perch il Papa s. Fabiano, siccome leggiamo nel libro, de Fiomaiis Ponlijcibus, fece molte rubriche sui cimiteri, e grotte
in essi,

e sopra di essi

restaurato

alcuni

cimiteri

come abbiamo dall'Anastasio. Prima di accennare quanto


guarda dentro
i

ri-

primari

cimiteri

antichi

le

mura
succinta

di

Roma,

riportedi
i

arenarie, in
polcri

considerazione
,

dei

sei

remo
quelli,

la

enumerazione

de' martiri

concorrendovi

che fuori di essa (secondo

/ 'Ii8

CIM
Appia, detti di

CIM
s.

luoglii (love stanno)

sono descritti tlal Coslaiizi nel suo Osservatore eli Par/y//i/r, ivi stampato nel 182').

Preleslato,

non-

lando

egli

dei

cimiteri

adiacenti a
via

JViita maggiore, dice che nella

Labicana,

la ([iiale

si

trova fuori di
,

ch di s. IJalbina, e di s. Marco. Di essi parlammo meglio all'articolo CuiESv DI s. Baldina. Mousiguor Domenico Bartolini, cameriere d'onore di sua Santit, e canonico della

Pignatlara scenlai porla a Tor dendo (piaraiila gradini, si trovano Je catacombe de' ss. Marcellino e
Pietro,

basilica

di

s.

IMarco,

nel
colle

1840
stam-

ha pubblicato
:

in

Roma

dove furono

sepolti

questi

pe un erudito opuscolo, con questo // cimitero cV AproiiianOj titolo


(letto
i'ia

due
zio

martiri, insieme

egualmente lauri, intrr daa^ lanros. Da ultimo, i838, nella vigna de' frae nel telli Tommaso, e Natale del Grande presso la delta catacomba o cimiterio, fu dai proprietari discoper-

Tiburmartire, fra i due

con

s.

anche di
Latina.
Calislo

s.

V ha
sotto

Eugenia sulla pur quello di


la

san

basilica
si

di

san Sebastiano,
t all'articolo

del

quale

trat-

Catacombe.

Una

por-

zione
sia

di

esso cimiterio vuoisi

che
si
s.

l'altro

dello

ad

s.

Cacci liani,
,

palmi sessantadue di catacomba con pavimento rpiadri del sei messo a musaico ed esprimono quale sono coloriti emblemi cristiani, eseguiti con diliessi appungenza. Appartengono
to

un

tratto

di nobile

mentre ove fu sepolto s. Sisto riconosce un cimiterio, detto ad


Xystuni.
veggasi
il

Sul

cimiterio di

Calisto,

Pia7za nel suo Mtnolo^io


p.

Romano
e

160 e 180. Sul tentalo


de' corpi de'
ss.

derubamento

Pietro

to
de*

al
ss.

cimiterio

di

s.

Tiburzio

paolo, che per vui tempo furono


di

IMarcellino, e Pietro, e di

s.

collocali nel cimiterio

Calisto,

si

Elena, per esservi stala sepolta, InIl perch, a' 22 ter (luas Ifiuros.

vegga
ti

tomo III, p. 83 dell' accademia romana


il

degli Atdi archeo-

maggio,
dinal

"vi

si

rec a vederlo

il

Carcoi

logia, Lezione sopra quattro basili-

Giustiniani

Camerlengo,
8 luglio

che

suoi ministri, e agli


rollo

ono-

anco il l'cgnante Pontefice ricevuto dal cav. \'isconli commissaprietari, e

romane del dollissimo Fea. Coincidono pure ai cimiteri di Porta maggioie, quelli della via Tiburtina, appellati di
s.

Ciriaca, e di
il

rio delle antichit, dai suddetti pro-

s.

Ippolito

martire.

P^.

tom.

IV

da \ inceuzo

del

Grancri-

dei citati Alti, p.

21.

Illustrazione
cristiano

de, luogotenente

del tribunale

di un
trovalo

antico
nel

monumento
cimiterio

minale senatorio.
stante evvi
il

Un

poco pi
s.

di-

di

Ciiiaca,
il

cimiterio di

Zotico,

del can. Giuseppe Scitele; nel

quale
a p.

o Gelulio martire, sposo di s. Sinfnrosa, come non pi di un miglio


distante
dalla
s.

tomo
ci

degh
le

stessi

Atti,

detta

porta

trovasi

80 pra
1

ha dato
lapidi

Osservazioni sosi

le

pagane che
nel

trovacimite-

quello di
gliare

Castolo

martire, fami-

no
teri

nelle
s.
s.

Catacombe, e
Ippolito.

dell'imperatore

Diocleziano.

rio di

Di questi cimidi
s.

A
ti

questi sono in qualche


i

modo

uni-

di

Ciriaca, e

Ippolito

cimiteri della antica via latina,

poi se ne parler meglio, essendo ora

di di
s

Aproniano, di s. Gordiano, e Eugenia martiri ; come altrequelli, che si trovano nella via
s.

pubblico cimiterio quello


renzo.
I

di

s.

Lo-

s.

citj)ileri

adiacenti alle porte

Flaminia o del Popolo, e Pia, sono

CIM
i

Cl.M
priI

i49
por-

seguenti. Nella via Flaminia,

cimiteri
s.

poi adiacenti alle


s.

ma
il

del ponte IMilvio o Molle, evvi


s.

te di

Paolo, Portese, e di
cimiteri di

Pan-

Valentino, restaurato dal Pontefice s. Giulio I, e pi


cimiterio di
l'altro

crazio sono questi. Nella via ostiense


si

trovano
di
s.

s.

Timo-

sopra
tino,

di

s.

Teodora da

essa

teo,

Ciriaco
di

martire
s.

formato

costruito.

va

letta

Sul cimiterio di s. ValenV Illustrazione di una


ec.

da

s.

Lucina;

Acque

Salvie o di

s,

antica iscrizione
tati y^z,

del

Settele, inserita nel lom. Ili dei

medesimo -

p.

aSo.

Il

vasto cimiterio

di

s.

to,

Ermete, Basilla, Proto, e Giacinchiamato eziandio ad clivum cu-

ve fu decapitato s. corpi di diecimila furono deposti martiri. Parlando il citato Piazza parte li, p. ii6, della stazione che nel d trentesimo di quaresima erai

Zenone, e delle Anastas.io, doPaolo, e dove

cumeris, sta nella via Salaria vecchia,


e nella

vi

nella basilica

di

s.

Paolo

nella

nuova

evvi

l'

altro

celebre,
s.

via ostiense, dice che in tal

giorno
e di

e grandissimo
scilla,

cimiterio
dei

di

Pri-

dal
s.

cimiterio di
alle

s.

Anastasio,

discepola
e

principi
essa

degli
inco-

Zenone

Acque

Salvie, anda-

Apostoli,

del quale

minci l'erezione.
e

Circa

un

secolo

mezzo dopo
s.

fu dilatato

da un'als.

vano processionalmente al cimiterio s. Paolo per una strada sotterranea i monaci della stessa chiesa,
di

tra

Priscilla nel

Pontificato di

passando per
Cosi
"in
il

ambedue

cimiteri.
si

Martino I, e per esservi stati sepe pelliti anche i martiri Silvestro, Crescenziano, fu chiamato coi nomi loro. Contiguo a questo cimiterio di
Priscilla vi fu quello di
s.

clero laterauense

recava
sta-

processione colla sua


s.

croce

zionale al cimiterio di

Paolo, a

ricevere tutte le offerte fatte all'altare di


s.

Felicita,

Paolo,

come

si

legge in

uu
s.

detta

Jordanorum. Porzione
,

del

ci-

antico manoscritto dell'archivio late-

miterio di Priscilla

pur
s.

quello

rauense. Nella chiesa

dedicata
sepolto,

detto di

Osleriano, in cui
e
l'

Pietro
di

Paolo in cui
il

fu egli
di

evvi
triuni

battezz molti gentili,


s.

altro

cimiterio

santa

Lucina

Trasone. Nella stessa via


Ilario

Salaria

s.

cimiterio,

form da un suo orto, un donde ne prese il nome. Nella via Nomentana, e presso la
chiesa di
s.

fontium, e poco distanti quelli di Commodilla, e de' ss. Felice ed Adauto martiri. Al cosi detto pozzo pantaleo nella via portucnse, vi

Agnese,

si

trova
il

1'

am-

un
ri,

cimiterio d' iunuraerabili

marti-

pio

cimiterio,

che porta
vi

nome

di quella santa per esservi stata se-

polta.

Pi avanti

il

cimiterio

ad

arcuni ISomentanuni, de' ss. Prie Feliciano martiri; e v' pur

che in essa sparsero il sangue pel vangelo, e sopra il colle pi vicino a Roma esiste ancora il rinomato cimiterio di s. Ponziano, detto anche

mo

ad

L rsuni pileaturn,

e
.

dei

ss.

quello detto

ad nyniphas
s.

beali Petri,

martiri

Abdon
s.

Sennen

Apparstrada
i

cio alle acque di


il

Pietro, perch

tengono eziandio a questa


cimiteri di

santo

apostolo colle

acque

che

ivi
ni.

scorrevano, battezz molti cristia-

Sonvi ancora quello di s. x\lessandro formato da s. Severia in un suo fondo, e quello di s. Pvestituto
in

GiuHo I, e di Generosa, detto ad sextum Philippi, non che un cimitero di ebrei trovato quivi dal Bosio, come riporta nella
sua RoiKi saiilificala,\\h.
3,cap. 22.

un podere

di

s.

Giusta,

In qucbt' ultuno non solamente noi

i5o

CIM
ma
solo
si

M
i

evvi alcun segno cristiano,

ma
telli

ivi
;

seppellirono
ivi

propri confrail

rinviene in colore rosso

la

figura di

ed
s.

fu poi deposto

cor-

uu candelabro
e di tratto

colle sette

lampade,
parola
si-

po

di

Pietro, e poscia
,

quello di

in tiatto la

nagoga.
il

Va

qui per avvertito, che

p. Giuseppe Marchi della compagnia di Ges, nella Pontificia ac-

cademia romana

di

Archeologia, ai

29

aprile iSj', pronunzi


i

una dotprimitivi

ta dissertazione inforno

monumenti
ed

della

Chiesa

Romana,
dipinti a
si

in particolare de' vetri

sgraffio su foglia d'oro,

che

trag-

gono
teri.

dalle sole catacombe, o cimi-

Quindi contro

la

sentenza del
essere

senatore Bonarroti, prese a sostenere

Papi e persoK. Sepolcri dei Papi, ove si quali cimiteri tratta in chiese e luoghi furono seppelliti i .sommi Pontefici, delle loro traslazioni, con altre notizie analoghe ai cimiteri di Roma. Dice il Fea, nella sua Lezione sopra cjuattro basiliche romane dette Costantiniane, che l'imperatore Costantino eresse all' imboccatura della catacomba, o cimiterio \ aticaiio, il grandissimo tempio adalto agli usi, e alle adunanze dei
moltissimi martiri
naggi.
,

con

valide ragioni,

non
vetri

cristiani.

gi ebraici,
tutti

ma

cristiani

quei

catacombe, su cui effigiato l'aron, il candelabro a sette fiaccole, la verga d'Aronne, il vaso
delle della

sui

Passando poi a dire alcuna cosa cimiteri dentro la citt di Roma s antichi che moderni parleremo prima degli antichi. Ad onta
,

manna,

quegli altri

arnesi,

della ricordata proibizione delle ro-

che nel tabernacolo degli ebrei simboleggiavano i misteri, e sagramenti


del

mane
rando

leggi,

cristiani

qualche volta
,

costretti
i

dalla necessit

e conside-

nuovo testamento.
stati

martiri eroi pi gloriosi dei

Finalmente nella via Aurelia so-

gentili trionfatori,
ficolt,

no

trovati

diversi

illustri

non ebbero come accennammo, di


i

dif-

sep-

venerandi cimiteri come quelli di Calepodio, sotto la chiesa di san Pancrazio,

pellire

corpi

loro

segretamente
ap-

nelle grotte, e cimiteri formati

de' santi

Processo e
detto

Martie

niano martiri,

di Girolo,

positamente in case particolari dentro la stessa citt. Cos servirono di


cimiteri le

poco lungi quello di s. Agata, che forse lo stesso che il precedente non che il Vaticano presso la basilica di s. Pietro, ove fu sepolto lo stesso principe degli apostoli. Esso fu chiamato memoria, confessione, martirio, liniini di s. Pietro, Limina apostoloriun, e vuoisi formato in alcuna delle arenarie, ch'erano in gran copia nel monte vaticano, donde si traevano l'argilla, e l' arena
;

terme Timotine,
nel
vico

NoQuifi-

vaziane,
alle

situate

Patrizio

radici dei colli Viminale, e


ss.

rinale dai
gli

Timoteo e Novato,
senatore
ss.

del santo
delle

Pudente,

fiatelli

sede,

il

chiesa,

quale che poi da

Pudenziana, e Prascimiterio divenne la


s.

Pio
s.

nell'an-

no 162

Pudenziana. Questo Papa form anche il battisterio per battezzarvi i nuovi


fu dedicata a

per
11

la

costruzione dei vasi di creta.

proseliti del
la

rimonta all'incendio di Roma sotto Nerone, il quale incolpandone i cristiani molti ne fece uccidere. 1 primi fedeli di Ro,

suo principio

santa
il

vangelo, e vi celebr Cotesto cimitero messa


.

ebbe
di
s.

nome

di Priscilla,

madre

Pudente, perch assai s'impegn essa per formarlo dentro la cit-

, ^

CIM
t;i,

CIM
lei fatto

i5r

oltre

l'altro

da

al

di

scia

sepoltura, finch
vi
si

fuori nella via Salaria, e di cui par-

di in

Giuliano

Vuoisi, che in questo cimiterio si tumulassero nelAntonino circa la persecuzione di tremila martiri, e clie il sangue loro

lammo

di

sopra.

onore di detta bili furono i corpi

dopo la morte edific una chiesa santa. Innumerade' martiri

in

detto cimiterio riposti, e trasportati

con una
s.

spugna si Pudenziana, che


il

raccogliesse
dicesi

da

lo
si

posto nel pozzo,

quale
Cosi
s.

abbia vede in

da quei cimiteri fuori di Roma, che minacciavano rovina. In molte altre case dentro Roma furono sepolti martiri,

mezzo
prete,

alla chiesa.

Simetrio

ai martirizzati,

senza divenire poi cimiteri aperti ma soltanto ad alcuni

ed altri venti due martiri vi ebbero sepoltura per le mani di s. Prassede. Ma siccome gli autori dicono, che s. Simetrio ed altri maranche nel citiri furono collocati
Saladella

particolari, eh'

prietari delle case

erano talvolta medesime.


di

pro-

Avanti di far menzione degli attuali

cimiteri

Roma, noteremo
sono:
Gio.

alcuni autori, che trattarono di quelli

miterio di Priscilla nella via cimiterio il ria, sembra che


famiglia Pudente
fosse di

antichi.

Questi

Do-

deposito,

per poi trasferirli a quello di santa Priscilla. Vuoisi ancora che servisse
di

menico INIauro, Istoria sagra dei martini di molti santi martiri, colla notizia dei cimiteri, Roma 1682;
Arrighi,

Roma

suhterranea

novissi-

nascondiglio
la

ai cristiani,

e di luosante

go per
funzioni
a

celebrazione

delle

ma, in qua post Antonium Bosiiim et Joannem Severanum, et alios,


antiqua christianorum, et praecipue mariyrum coemeteria illustrantur Romae i6ti, et Coloniae 1659;
Bosio,

della Chiesa.
la

questo cimiterio

Apparteneva grotta Nepocui


s.

ziana, o Novaziana,

in

Stefa-

no

battezz cento otto persone.


inoltre in questa stessa regio-

Roma

sotterranea accresciuta
dell' oratorio

Fu

ne, ed entro di

Rom a

il

cimiterio

dal Semerano prete riscontrata dal dott.


e pubblicata

ad Ursum Pileahcm, cos chiamato da im'imma"ine marmorea d'un orso o


con cappello, diverso per
cimiterio dello stesso
altro dal

nome

nella via

Pico, dal Cardinal Aldobrandini nel i632, ed ivi pel Grignani nel 1640. In questa seconda edizione non si trovano reOttai'io
in

Roma

portuense fuori della


le

citt, del

qual'apo-

plicate certe figure

come

nella pri-

gi

si

fece

memoria. Sotto
tal

ma
in

edizione

poi

originale
del

del

stata

Giuliano formossi
illustre
s.

cimiterio
prefet-

Bosio
cui

quella di
si

Roma

1625,
antico
;

da
to,

s.

Fabiano, o Flaviano,
Bibiana
reliquie
di
lui

tratta
sito,

dei

sagri

cimiteri

ed

martire, e principalfigliuo-

di

Roma,

forma,

uso
i

mente da
la,

di essi,
detti,

cubiculi,

oratorii, etc.

Boi-

nota pel suo zelo nel cercare, e


degl' intrepidi

Osservazioni sopra
martiri,

cimiteri
cristiani

seppellire le

de' ss.

ed antichi

confessori di Cristo.
ci in propria casa,

Egli l'incominindi fu dilatato


s.

dalla detta figlia,

con

Demetria

17 19, e 1720: opera accuratissima, che contiene ci eh' stato scoperto dopo il Bosio Bottadi
;

Roma,

sua sorella,
ta

la

quale vi venne sepol-

ri,

Sculture, e pitture sagre astratte

dopo
ss.

s.

dai

preti

Dafrosa loro madie, e Giovanni, e Pigmenin.


s.

dai cimiteli
dagli autori

di

della

Roma pubblicate Roma sotterra,

La medesima

Bibiana

v'

ebbe po-

ncaj e

nuovamente

data

in

Iure,

132
mente XII,
tizie

CIIM
per ordine di Cle1737,
1740,
e

CIM
tevere, sull'alto dei bastioii
li

colle spiegazioni

chiamadi

Roma

di

s.

Spirito, Esso anqiio, inasi

1754-, p. Giiiscpjxj Alazzolari, Nodei ss. Martri, le vie sagre,

gnilico, e coinodo, e

compone

e le Oasilirhe di

Hnma. Di
V.

essa

si

fecero

diverse

edizioni.

inoltre

cenlocinquc Kepolture. Vi si tunnilano cinlavori di (picUi, che nmojono in detto ospedale, non che di
i

zioni di

Pompeo Ugonio, Hisloria delle staRoma, nella quale parla di


,

que'

fratelli,

e di quelle sorelle
alla

dia
isti-

ascritti

sono

pia unione ivi

diversi cimiteri

e a pag.

8G

spie-

tuita.

Fu

fatto falj|)ricare dal

somcon

ga perdi
idle

si

considerino equivalenti
e

mo

Pontefice

Benedetto XIV,

Giuseppe canonico dettele, illemoria siili' importanza dei monumenti che si trovano nei
cimiteri

chiese;

Fuga in forza di un suo chirografo de'2 3 maggio 1742, diretto al Cardinal Gendisegno dell' architetto cav.
tili,

degli

antichi

cristiani

nel
nel

allora

visitatore

apostolico
e
di
i

di

contorno di

Roma,

pubblicata
delle

detto

pio

stabilimento,
de' 2 3

altro
74"^
5

1825

nel

tomo

Disseriadi Ji^

chirografo
diretto

settembre

zioni dell'accademia

romana

monsignor Banchieri

te-

cheologia. ^iiWiwmo 1841 a' 28 giugno in questa accademia, il sulo-

soriere generale.
sto nella

Tale cimiterio, poall'atto

cima del Gianicolo, fabdiverso dal-

dato monsignor Domenico


n
lesse

Bartoli-

bricato in luogo
l'antico, e di

una

dissertazione sui
il

Vasi
dei

molto
1'

riusc pi

gransolo

ciniileriali

contenenti

sangue

de,

dappoich
sepolture.

antico

aveva

martiri.

Senza fare la descrizione de' cimiteri particolari di Roma, propri


di sodalizii,

Sorgeva esso sulla sponda del Tevere, ove oggi il


sette

conservatorio

delle

projette

zitelle

della

Piet

come quelli di s. Maria in campo santo delle

dell'ospedale, anzi nel contiguo spazio,

in cui esse distendono le bian-

nazioni teutonica e fiamminga presso la basilica vaticana; di s. Gio-

cherie.

Da

varii

Pontefici fu questo
di
privilegi,

cimiterio arricchito

vanni decollato pei giustiziati ; di Maria di Loreto de' Fornari ; di

s.
s.

indulgenze. Benedetto
privilegiato
l'altare

XIV
del

dichiar

Ci'ocefisso
,

Rocco;
della

Maria dell'Orazione morte, pei defonti nelle cam6.

di

pagne, o annegati etc. ; e senza ricordare quelli de' cappuccini, ed altri Ordini religiosi, e di monache,

con breve de' 27 settembre 1747 concesse indulgenza plenaria, ed applicabile alle anime del purgatorio, a chi visitasse la cappella ove si venera,

purch
deli

si

fossero confessati, e

comu-

degli ospedali,

come
di
s.

di
s.

s.

Gio(il

nicati, e ci in tutta l'ottava de fe-

vanni in Laterano,
degl'incurabili, di

Giacomo

defonti.
la

Pio VII nel 1779, acdi

Gallicano

cord
to

facolt

potersi

eiigere

quale fu benedetto a 7 novembre 1726, da Benedetto XIII), di s. Maria della

nel portico del cimiterio, e nel detottavario,

un

altare,

per

cele-

Consolazione
articoli;

ec.

trattanpiut-

brarvi la messa,
vilegiato.

dichiarandolo

pri-

dosene
tosto

a' loro

faremo

menzione
s.
s.

di quello

dell'ospe-

dale di
blico di
Il

Spirito, e dell'altro

Lorenzo fuori
nella

le

pubmura.

Di poi vi fu eretta ima pia unione sotto il titolo della beatissima Vergine dei Rosario, arricchita di privilegi, e

d'indulgenze,

primo

sta

regione di Tras-

che

si

leggono nello Statuto

slam-

e
pillo in

.M

Roma

dal Poc^f^ioli nel iSi.y.


fu visitato dai

tal

un|^
alla

(piel

medesimo luogo
da
ca-

Onesto cimiterio

Ponk'Ic^i Leone XII, e da Gregorio \Vf rei^nante. Vollero essi onorare l'albo de fratelli, tlando gli aiigusli loro nomi. Tanfo nel cimiterio di
Spirito, che in
s.

che

sta

destra della via Tibur-

tina, accanto alla basilica eretta

Costantino a

s.

Lorenzo
presso
lo

fuori
vasi e

delle

mura

di

Roma,

s.

quelli

mentovati
di
s.

tacombe, o cimiterio dell'agro Ostiano, o Yerano, e circa un miglio


fuori
la

di

Giovanili

iti

Laterano,
di

s.

porta di

s.

Lorenzo.
discaro

Maria della Consola/ione,


ria
dell'

Ma-

Non
del

riuscir qui

che

si

orazione della morte, non-

accenni primamente, che una parte

ch in quello presso la basilica di s. Moria in Trastevere, ogni anno


neir oltavario
ldeli

campo

Osliano, o Vociano, dove


si

ne' primi

tempi della Chiesa


si

for-

dell'anniversario
si

ilei
li-

m un

cimiterio in cui

ripose pel
sol[\(\<i
^

deibnti,
al

rappiesenta con

gure grandi
scritturale,

naturale alcun fatto


storia ecclesiastica,
,

primo il corpo di s. Romano, dato che aveva professala la


fu

di

propiiet

di

s.

Ciriaca
la

nobile
nel
la

delle

gesto

de' santi

allusivo

alla

matrona romana,
terzo
secolo.

quale

fior

memoria
re nella

de' trapassati, e alle

anime

Ammirando
s.

essa

purganti j per sempre pi risvegliapiet


defonti.
de' fedeli
i

fortezza, e la costanza di

Lorenzo
giorno
in-

sullragi

nel

subire
vi

il

martirio,

nel

verso

seguente
parlare
s.

scpjielh

quel santo

Passiamo ora a
miterio pubblico di
ri

del

ci-

le

mura

di

Roma. Fino

e nel pontificato di

Lorenzo fuodal K^iy, Pio VII, la sasu-

sieme a Claudio suddiacono, a Crescente lettore, a Romano osliario, a Severo prete, e a molti altri.

Tre

giorni

dopo,

s.

Ippolito
tli

sol-

gra Consulta,

come magistrato
aveva
Io .stato

dato, con diciannove


glia, e

sua

fami,

piemo

di

sanit,

prescritto
si

che in tutto
to

pontificio

costruissero cimiteli fuori dell'abita-

per tumularvi

cadaveri

e gi

s. Concordia di lui nutrice furono qui innati da s. Giustino prete, non meno che Ireneo ed ss. Abbondio, ed in fine vi furono depoi

nella
dei

maggior parte delle citt e comuni vedesi posta in opeia

ste le spoglie della stessa

s.

Ciriaca,

per cui prese

il

nome

di

cimiterio,

quella saggia disposizione. Tu


solo U, giacch

Roma

mancava questa sagra Necropuil

o catacombe di Ciriaca, o di Verano.


In seguito
il

di Ostiano,

cimiterio, eh' erasi in-

medesimo s. Giustino
i

cominciato

costruire

nel

campo

colloc in (piesto cimiterio di


s.

corpi

tempo dell'amministrazione francese, era affatto abbandoin

Verano
nato,

Tritnia, moglie di Decio ims.

peratore, e di

Cirilla di lui figlia,

consistendo

in

sole

trecento
quello
,

ottantaquattro sepolture,

che

la

medesima aveva

incouiincia-

con moltissimi zali in tempo mossa contro


rio
ili

altri

da

lui

martiriz-

della
i

persecuzione

cristiani

da
s.

detto

to nel pigiieto Sacchetti,

non ebbe
iiiqxrfctto,

imperatore. Serv poi questo cimitesepolcro al predetto


Giusti-

compimento, rimanendo
e distrutto.
la necessit,
Il

perch

conosciutaiu;

no, allorch fu deca[)ilato per ordi-

dal regnante Pontefice Gregorio


nel

XVI

ne

di

ad

elletto

l'

1837, ne mand ordinamento, scegliendo

tacersi,

Claudio imperatore. N deve che appartiene a questo gran((ucllo dctt(i

de cimiterio di Ciriaca,

M
1

"J^
s.

e
Ippolito,

CIM
in

(li ili

da cui prese il nome quella porzione appunto dove il


fi

una singolare

marmorea

iscri-

zione sepolcrale, cui un riconoscente

santo
to
il

sepolto

dopo

aver

solTer-

dispettosissimo
gliore delle

figlio eresse alla


;

mi-

raarliiio; cimiteri

di cui

gi

madri
a' 7.3

cio a'

laccinnio pi sopra menzione. Sulla

bre i836;
ai

luglio

27 ottoi838; ed

porta
terio

poi
di
:

delle catacombe, o cimi-

Ciriaca,

evvi

la

seguente

iscrizione

5'

-5

5> 5

Ilaec est tiimba il la loto orbe terrarum celeberrima, ex coemeterio s. Ciriacae matronac, id)i sacruin si quis fecerit pr defiincti*;, eorum animas e purgatorii poenis divi

1839, nei quali giorni, lo stesso figlio per sua gran ventura, ivi presente, prendendo coraggio dall'amore filiale, sempre dimand ed ottenne sulle materne ceneri
luglio

l'apostolica
di

benedizione del vicario

Cristo.
Il

Laurenlii meritis evocaDI


s.

ul

cimiterio racchiude
:

perimetro del campo destinato un poligono


la

5'

bit".

P. CmES\

Lorenzo

irregolare di
drati
il
;

fuori le

mura.

591 71 25 metri quaparte di detta superficie,


suolo
trovasi
gi

In sequela pertanto delle provvi-

di

cui
alla

consa-

denze ordinate dal prelodato i^jntefce, furono accresciute al cimilerio


le sepolture fatte dall'amministrazio-

tumulazione de' defonti d' ambo i sessi, e d'ogni et, dove in larghezza meglio corrisponde
grato
allo

ne

francese; e compite e purgate le


il

scopo.

Viene

essa

ridotta

in

preesistenti, circondato

luogo
eresse
si

di

forma

quadrilunga,
Il

comprende
paralello

muraglia,
cappella,

in

fondo

si

ima
Il

una

superficie di
lato

37100: i5 metri
minore
cimite-

come meglio

dir.

quadrati.
all'altro,

Cardinal Carlo Odescalcbi romano,


allora vicario di
religioso della

ov'

l'ingresso al

Roma,

poi esemplare

rio

verso la strada
si

provinciale

Ti-

compagnia di Gesi, dove santamente mor, ne fece a' 3 settembre 83 Ti, la solenne inaugurazione e benedizione, la quale riusc deco1

burtina,

dispone in emiciclo, nel

centro del cui

rosa,

e piena di

raccoglimento
e del

la santit del

rito,

per grande ogT^.

diametro sopra un ben disposto basamento s' innalza una cappella a croce greca con portico tetrastico , mentre i lati del
e l'emiciclo
stesso
si

quadrilungo,
cingono
pra un
cui
dici

getto, che l'aveva provocato.

la
ci-

di

spaziose

arcuazioni

di

Relazione
liea di

della benedizione del

ordinanza dorica greca,


proporzionato
si

elevate sostilobate, al

miterin presso la
s.

patriareale
le

basi-

Lorenzo fuori
73 del

mura

ec,

piano

ascende

per quattorgradinate

nel

numero
del

Diario di Ro-

separate

grandiose

ma

i835. Ora passiamo a dare la descrizione di questo pubblico cimiterio,


e

disposte soltanto nel davanti di quelle

arcuazioni, le quali corrispondono


assi

sugli

degli stradali, che divido-

nello stato in cui trovasi, opera che

onora l'odierno pontificato,


accrescer quind' innanzi
il

che

lustro di

no dodici grandi aree quadrate stabilite per la tumulazione de' trapassati. Il dado dello stilobate
guernito di lapidi di
co per
polture
attinenti
le

Roma,
to.
Il

pel suo giornaliero incremen-

marmo

bian-

Papa regnante

ben

tre

onor per volte della sua sovrana prelo

iscrizioni, delle singole se-

erette
al

.separatamente dagli
ivi

senza,

come

distintamente

si

legge

defonto

tumulato,

, ,

CIM
tutte

GIN
Finalmente
il

155
editto dei

per

di

eguale dimensione, e
professore
di

defunto Cardinal della

contornate da mia fascia di niai'mo


bardiglio.

l'orla vicario di

Roma, con
osservanza

L' architetto

aG

aprile 1841,
all'
il

In vati tempi ec, ha


la
.si

Gaspare cav. S;dvi, fu incaricato

lichiamato
razione e
alle

vene-

quest' opera, ed lia gi dato compi-

rispetto,

che

deve
le

mento a due
lato destro, e

delle arenazioni,
1"

ima
il

nel

catacombe e

ai cimiteri,

riguar-

altra nel sinistro^,

non

dati dagli antichi cristiani

come
di

che a due

tratti dello stilobate,


si

quale

prime chiese, come


santi,

asilo

tanti

appena

costruito

vide rivestito di

come

testimoni solenni
di

dei

lapidi scritte

ad onore dei tumulati. In progresso di tempo questa imponente fabbrica gareggier in grandezza e in magnificenza co' pi decorosi

pi gloriosi

trionfi

tanti

came

pioni della vera Religione.

CINA, o CHINA. Vasto


sente

posdel-

impero
il

continentale, situato
,

campi
le
,

santi

d'Europa, e dar
scoltura di

nella parte orientale


l'Asia
,

e
il

media

occasione

a' professori di

pi antico,
in

pi ricco,

ornare

pareti delle arcate di

mo-

non per
per,

proporzione de' suoi

che verranno innalzati a chi avr meritato di sopravvivere alla memoria de' posteri. F. la Leltcra sopra il niio^'O ciiiiiterio di Roma, \\\ scritta a' 24 settembre i835, e pubblicata colle stampe. Nella Raccolla ddlc leggi e dlspodizioni di pubblica ainniiiislrazione,

numenti

abitanti e alla sua estensione. Certo

che

l'

impero
i
i

il

pi po-

polalo di quanti presentemente esistono, giacch

suoi abitatori ascen-

dono, secondo
coli,

pi ragionevoli caldal

e desunti

golare del governo

bilmente
gollia,
la ria

cento
il

censimento recinese probacinquantacinque


,

emanate
nel voi.
si

nel
I.

presente

pontificato
a pag.

milioni, compre.so

Tibet, la ]Mon,

del

i836
di

SSp
sulla

la

IMantsciuria
I

nella

Tarlin-

legge la circolare del CarcUnal via'

cinese.
gli

popoli che lo abitanella

cario

parrochi

Roma

no, non

danno

loro

costruzione ed attivazione di questo


ciraiterio.

pag. 34o, vedesi


,

il

di-

vieto

di

contrattare

concedere
e sepol-

gua altro nome che l' impero celeste, il Mondo, il Regno del mezzo, il Fiore del mezzo, o Centro della terra, e talvolta lo

nuovi
cri
le

locali

per sepolture
pag.

chiamano

col

no-

entro

Roma. A

34 1 stanno

me
gid

della dinastia

regnante, che og-

condizioni colle quali

te la
tilizi.

si permettumulazione nei sepolcri genA pag. 342 vi sono gli ordi-

Thsing, o Mantsciuri , cio Cim. Gli arabi la denominano Sin,


russi

letterati

del

secolo

XV
,

ni e le tasse per la concessione dei

sepolcri separati nel pubblico cimiterio,

ed a pag. 344
a
34^1
il

'^

disposizioni
delle

pei

funerali

beneficio

par-

regolamento pel trasporto e tumulazione de' cadaveri, a pag, 35 1 la circolare del Cardinal vicario ai superiori delle
rocchie, a pag.

Cathay, e Tho i giapponesi. Della il Cina , o Serica degli antichi veneto Marco Polo e il Cardinal l'iacido Zurla (colle opere che citeremo alla sua biografia) ed altri
,

ci

diedero preziose nozioni. Lascianil

do
sol

dettaglio di queste ai geografi,


ci

qui

limiteremo, giusta

il

di-

chiese di

Roma,

affinch

si

conforil

mino

alle disposizioni

intorno
di
s.

nuo-

visamento del nostro Dizionario, di accennare le principali notizie ecclesiastiche sull'origine e progresso del

vo pubblico cimiterio

Lorenzo.

,^r,

GIN
immense
veil

GIN
di

cnUolicisino In qucsle
i^iiMii,

cui capoluogo

PiKnn
di

F-

nelle quali per

aecorlo, seb-

di).

Ola

la

ca[)it;ile
11.

tutto l'impeSciansi,
il

bene rigoroso

princi[)io adottato dal

ro cinese.
quen-fu.

Chan-si o

governo, impedita

ogni

comuni-

cui capo luogo


111.

Taycn-Fu, o Tai,

cazione al di fuori colle nazioni straniere; principio, che ora sembra pros-

simo

solliire

una

erisi

cagione

che fa guerra al paese, con qualche successo.


della potenza brittanica

Xensi o Chen-si, o ha per capo luogo Singau-i''u. IV. Chang-Toiig o Sciantum, il di cui capo luogo TsinanFu. V. Kiam-Nan che riguardasi
Sciensi, che
,

Se
della

si

considera

la

sola regione

comprendervi le conquiste, essa ha per limile all'est l'oceano, al nord una gran muraCina,

senza

come nima
slo

il

centro della navigazione,

l'a-

del

commercio,

l'

emporio

di tutta la ricchezza industriale di (pic-

che lancheggiata pel vasto tratto di cinquecento leghe, da circa quarantacincjuemila toni, la divitle
glia,

hin (^Fcdi')
citt,

grande impero, il quale ha Nanper capoluogo, seconda


e gi

capitale

dell'impero:
si

inoltre nella detta provincia

com-

dalla

Mongollia, e
il

Mantseiuria, al-

l'ovest

manno, ed ceano. La
eh' alla

Thibet e l'impero Biral sud Tonchino, e l' odella famosa muraglia, quarantacinque pietli, con
,

prende r isola Zum-lMim. VI. Gekiam, il cui capo luogo Ilan-ceuFu. VII. Fou-kian, o Fukien, che ha per capoluogo Fu-ccu-Fu, ed inoltre ha l'isola Formosa, di cui
^ capitale

proporzionata larghezza
dagli antichi cinesi
ti

fu

eretta

Tayoan-Fu. Vili. Kuampi considerevole


fra
il

la

nascita

di

lamio '?.^[G avanGes Cristo, per

Tum,

la

le

Provincie meridionali cinesi,

cui

meglio assicurarsi dalle invasioni ilei tartari. Ma se poi vuole risguardarsi

impero

cinese

suoi

regni
l'at-

tributarii o dipendenti,

secondo
si
,

capo luogo Canton o Kivam-ceuFu, che pu chiamarsi la terza citt dell' impero, con ampio e rinomato porto, il solo che gli Europei
possono frequentare. La detta
vincia ha

tuale esistenza politica, esso

esten-

pro-

de dal

19." al

^6."

lat.

N.

in

(pianto alla longitudine nella parie settentrionale occupa dal 60. al


i32.", o nella meridionale dall' 8'>."
al c)8.,
all' est

pure la celebre isola J/rfcao i^f^cdi) Sanciano o Sian-chu,

en, isola nella


lo

quale mor l'apostos.

ed allora vedesi continuare coll'oceano, e al sud coll'o-

ceano medesimo, e coll'lndo (iliiiia, ali ovest colla Buckaria, ed al nord


colla

Russia.

Secondo T otiierno
provincia
della

si-

Francesco Saverio di Ges; nonch l'allia is(j|a Hainan, e il capo luogo Kium-ceu. IX. Kuam-si, o Gangsi, il ili cui capo luogo , Ruei-SiniFu, o Keilen. X. Yun-Xan, che ha
dell'oriente
della

compagnia

slenia di amministrazione colle quindici

la

bella,

vaga

antiche

Cina

Fu

per capo luogo. XI.

ciaseima delle quali equivale ad un

o Su-ciiien,
tro

Yun-NanSe-Tchuan che por capo luogo ha


citt

di

popoloso

regno
le

europeo

si

sono
Ec-

Ciin-Tu-l'\i. XII. IIo-Nan, nel


dell'

cen-

formale
co

veni' ima,

nelle quali

pi'esentemcnte diviso l'impero.


il

perci

impero cinese Giardino dflla

chiamala Ciiict, con

nome

delle
I.

quindici

antiche

Khai-Fom Fu

per capo luogo. XIII.

Provincie cinesi.

Pet-chi-li, o ita-

lianamente

Petscieli,

ovvero Pe-cc-Ii

Kou-Covang o Hu-Kuam, il di cui capuluogo chiamasi Wou-Tchang-

GIN
Fu, ovvero U-Ciam-Fu. XIV. Kuei-ceu, con Kuci-Yam-Fu per capo
l)oja

ei
in

N
sotto gli

i57

furono cangiate

Han
Fu-

provincie cinesi, coi

nomi

di

ha per capo hiogo Nan-Tchang Fu, o, come


luogo.
Rian-si, che
altri

XV.

Nan,
Eiikai

e di li-Nan. Tutta la piccola

dicono, J\am-ciam-fu.
storia

La

della

Cina

risale

con

ia, la Trausosana, ed anche ima parte della Persia furono egualmente divise sotto gli Han in pro-

certezza al ventesimo secondo secolo

vincie

dipartimenti

circondari.

avanti l'era volgare,, comech alcu-

Ad
ni

altre

epoche

al

contrario le naporzio-

ne tradizioni facciano rimontare l'epoca quattro secoli prima, cio verso l'anno 2678 avanti la venuta del Salvatoi'e, ci che per altro dai buoni critici si ritiene per favoloso, giacch la detta epoca va di molto avanti al diluvio secondo la Volgata. Il re lioang-ti Fou-hi passa pel fondatore del cinese impero; ma vera-

zioni

tarlare

invasero delle

pi o

meno

considerabili del ter-

ritorio impciiale.

Della trib di raz-

za

turca, e tongusa

formarono
nel
,

sta-

bilimenti
Kiii
,

nel Scian-si,
nel
Tchi-l

SceiiCe-li.

ovvero
ora

Una

nazione di origine tibetana fornei paesi


,

che

chianmnsi

Sccn-si, o Ka-sii,

un regno, ch'eb-

mente
cui
il

fu

Yao

il

primo
nel
i

principe, di

siasi

parlato

Chou-king
classici

pii

autentico tra

libri

cinesi.

Yu, suo secondo fond la prima linea di


occuparono
il

successore, successione.

Dopo

questa dinastia, altre ventuna


trono,

ma

probabil-

be qualche celebrit sotto il nome di Tangut. Due popoli usciti dalla Tarlarla orientale, s'impadronirono di tutto il nord della Cina e vi formarono degli stati potenti sotto nomi di Khilans, e di Altun-Khans, cio re d'oro. Questi ultimi furono
,

mente non l'intera Cina; dappoich i primi l'e non sembrano aver regnato nelle provincie del centro, e del nord ovest, YHo-nan, il Scialiil Scicns-si , nelle quali si s, ed ha ragione di credere, dia abbia incominciato la civilizzazione cinese. Non se non progressivamente, che il loro dominio si estese alle provincie situate sul Kiang o Kiam,

in seguito soggiogati

dai

Mongolli,
sottometdei

che terminarono pure di


tere
la

dinastia

cinese

Sani

o Soiuig iitii-ati nel mezzod. A questa epoca la Cina intera riconobbe


per la prima volta una straniera dominazione, cptclla dei discendcnli di Tenchinghis-Ran, stato che din

meno
cinesi

di

vent' anni,
i

dopo

quali

cacciarono

Mongolli,

e gli

uno
la

dei

due

pii

grandi fiumi
significa

delfiglio

Cina,

nome che

la

del
t,

mare

a cagione della

profondi-

obbligarono a ritornare al nord delgran muraglia. Finalmente nei primordi dei secolo decimoseltimo i

ed ampiezza delle sue acque, mentre l'altro fiume chiamasi Iloang dal colore delle sue acque gialle.

degli

mandsciuri tartari della stessa razza Altun-Rhans, profittando dei

torl)idi

ond'era

sconvolta

la

Cina,

Dipoi

le

contrade

al

di

del

vi

fiume
pero.

Kiang, o

Riara,
lo
le

abitate

da

come ausiliari. Dappoich verso il 1644 l'impero esentrarono

popoli barbari, furono riunite all'im-

Quelle che mentCj non sono

formano
sole

attual-

sendo stato invaso da ladroni comandati da certo Tesciang, o TeScia),


l'

che ne ab-

imperatore, per non

cade-

biano un

tempo

fatto parte. Il

Ton-

re nelle loro
pria
figlia,

mani, uccise
si

la

pro-

kino, e la Cochinchina sino al Carn-

e poi

appicc.

Ed

i5
tartari dai

GIN
i

CIN
domare
l'in-

peici, che essendo stali chiamati


cinesi

per

solenza
essi,

de' ladroni,

trionfarono

di

grandemente protegge. Si onora in tal d il Tien cio // Cielo con fogli un sagiifizio, maneggiando lo
,

entrarono vittoriosi in
e
col porre sul
il

Pekino,

stesso principe

1'

aratio,

alla

fggia

sacclici^^iarono le case,

termina-

degli

antichi

monarchi
si

dell'oriente.

rono

trono uno de'lo-

Nella Cina
religioni

distinguono

varie

ro capi, che fu

primo imperatoil
,

sette.

La prima

la re-

re delia dinastia regnante,

quale

ligione naturale, eh' quella dei letterali

chiamasi Thising di Tougse


dir
ciato
ta

o per
discac-

e del governo, che impropria-

megho Cim, dopo averne


r usurpatore
dinastia

Tesciang.
gi
sei

Conimpeora

mente alcuni qualificaiono ateismo. La seconda quella della filosofia,

questa

Lo-Kyun,
di

eh' la religione attuale

ratori,

compreso quello,

che

Confucio

alquanto

corrotta.

La

occupa il trono, il quale discende dall'imperatore Kia-Ring che essendo il diciassettesimo figlio del,

terza, quella di

Fu, consistente in

una grossolana idolatria, la quale incominci poco dopo la nascita di


Cristo sotto l' imperatore Minseguendo i principii di Rama, o Xechia. La quarta quella di Jukiao,

l'imperatore Kien-Long, questi nel

Ges
ti,

1796
no.

a di lui favore abdic

il

tro-

Due

dinastia
la

principi di questa ultima contribuirono ad innalzare

eh'

una modificazione ragionevole

Cina ad un grado di splendore eguale a quello, a cui era giunta nelle epoche pi floride. La Cina deve pure alla dinastia regnante il celebre trattato di pace colla Russia, che fiss i limiti de'due imperi
degli
,

che ebbe principio nel1070, e poscia verso il i4oo fu abbracciata dall' imperatore. Tutte queste sette per convengono nel
della prima,

l'anno

credere

il

principio del cielo, e del-

la terra, e
i;ipio

l'anima del mondo, prinappellasi


i

la

distruzione

Olets, e la

della potenza sommissione della


della

che
i

Sciainniiisnio.

Hanno

cinesi

loro templi
la

e
su-

Tartaria

occidentale,

piccola

notte aperti, regna tra loro

Bukaria, e quella del Thibet, che ne fu la conseguenza. I Russi per un


articolo del loro
trattato,

perstizione, alinentala principalmente

dalla

credenza

della
,

trasmigraa
sostene-

manten-

zione
re
le

dell'

anima
dei

alta

gono a Pekino un collegio sotto la direzione di un archimandrita. Mercanti bukari, persiani,

frodi

loro
di

bonzi

o sagli

cerdoti,
spiriti,

dall' arte

consultare

ed

arabi vi

dalla operazione misterio-

arrivano ad epoche diverse pel commercio; vi si trovano degli armeni,


degli ebrei, dei

sa
gli

che

riguarda

la

positura

dela

edifizi, e

delle tombe.

Evvi

lamas

del

Thibet,

e dei pellegrini indiani.

poi sono
ri
Il

In Canton ammessi a soggiornare va-

anco degli Epicurei assai estesa, non pensando essi se non che a saziare le loro voglie, ed a riporre
setta

europei intenti alla negoziazione.

tutta la felicit della vita


ceri.
il

nei

pia-

giorno
si

pii

festivo dell'anno nella

Nella Cina vi pure tollerato

Cina,

celebra

nel

i5 della

prima
di colla

luna,' corrispondente al
l'

mese

marzo, e

imperatore lo celebra

giudaismo, il maomettanismo, ed Molli sono giudei, non per in lutti luoghi, i quali semalile sette.
i i

massima pompa, e in presenza degli agricoltori, che il governo

l3rano

cinesi,

possono

occupare

cariche, ed aver sinagoghej ove

im-

GIN
perfetta mente

GIN
la

1%

osservano

legge
dallo
in-

mosaica.
zelo degli

Il

cristianesimo poi,
evangelici

monti di Malabar, s' intitolava metropolitano delle Indie, e della


nei

banditori

Cina, facendo altrettanto quelli che

trodotto,

ha sovente

sofferto le pii

accanite

persecuzioni, che

andiamo

ad
del

accennare,

insieme

all'origine

cristianesimo. Sulle divei'se citt

della

Cina, e di ci che
il

le

riguar-

da, veggasi

Berguer.
opinione dei cristiani,
s.

E comune
che l'apostolo

Tommaso
Ges
Cristo
di l

predi-

casse la fede di

dapsi

prima
a
ci,

nelle Indie, e
;

che

re-

casse nella Cina

sentimento conforme

che
di

si

legge nell' uffizio della


il

avevano preceduto, e che succesE pure indubitato, che i cinesi portavano le loro merci nell'isola di Tapobrana, presso la costa di Malabar, nella quale eravi una chiesa de' Persiani, con un sacerdote, e ministri, nella met del sesto secolo. Laonde potevano benissimo apprendere il cattolicismo se anco presso loro si fosse dimenticato. Anzi si ritiene che l'istituzione del metropolitano della Cina, sia anteriore a
lo

sero.

chiesa
festa di

Malabar,
s.

giorno

della

quello delle Indie, pel riflesso che,

questo santo apostolo: Per

essendo
te

le

chiese dell'India sogget-

opera di
gli errori

Tommaso

disparvero
cinesi

alla

giurisdizione del metropolita

della
s.

idolatria nelle Ini

persiano, e questo trascurandole, Ti-

"
"

die.
gli

Per
etiopi

Tommaso
slati

moteo
no da

cattolico
il

di
vui

Seleucia

cre-

sono

convertiti al-

dette utile

dare

metropolitastesso
il

"

la

cognizione della verit, e della

agi' Indiani, nel

modo

che
suo

fede.

Per
,

s.

Tomnjaso hanno

ri-

la chiesa

della Cina avea gi

cevuto il sagramenLo del batle" simo e r adozione dei fgliuo li. Per s. Tommaso il regno
.

molto tempo innanzi ; lo che probabilmente avvenne circa l'anno 780. Da un monumento, che si

di Dio volato, ed

alla

salito fino
i

Cina.

G' Indiani,

Ci-

" nesi e i Persiani adorano il san" lo nome nella commemorazione


" di
s.

rinvenne nel iGsS nella provincia di Chen-Si o Xeiisi presso la capitale Singan-fu, sembra che la relistesse

Tommaso

".

Alcuni

asseri-

la propagazione della fede nelCina nel terzo secolo, o almeno che si ravvivasse in detta epoca , e

scono
la

gione cristiana nell' anno 63 1 esiindubitatamente nella Cina. Ci produsse immensi vantaggi al dila-

tamento
si,

della fede,

massime

in

Kendi-

a Ransi, ed in Foklen, che

maggiormente

si

dilatasse.

Nelle costituzioni sinodali dell'arcivescovile chiesa di Cranganor, evvi

venne piena di cattolici. Dopo r erezione del monumento, eh' era una gran tavola di marmo,
segnata di una croce in
se la

un canone
secondo
il

di

Teodosio
i

patriar-

cima,

coi

ca,
le

quale
la

patriaichi delin

principali articoli della fede in Cine,

regioni lontane

(nominandosi

religione

cristiana

dovette

primo luogo

Cina)

vengono

diil

spensati dal recarsi a riconoscere

mantenersi nella Cina ancora per qualche tempo. Racconta il Renaudot, che due viaggiatori arabi, no neU'SSi, l'altro nell' 877
l'uvisi-

patriarca di Malava, ed in vece ogni


sei

anni spediscono lettere

commufede.

nicatorie sulla

medesima

Al-

tando
stiani,
ri

la

Cina, vi trovarono de' cride' quali pe-

lorquando
le

Portoghesi discojjersero
sacerdote
delle

una gran parte

Indie,

il

chiese

nella seconda epoca in

una

livo-

CIN
lii/iono.

S sa

ancora
il

clic,
i

verso

il

tenti a

ridurre

bella

ed

estesa

fine del dociino secolo,


.Scleucia, cio

cattolici di

patriarca de'iiesto-

parie del inondo alla vera luce del vangelo, e alla cattolica religione
])er
le

viani

seguendo

l'esempio

de' suoi

cure

de'

Sonnni
stati
i

Pontefici.
si tlia

})redccessori,
ci

mand
i

degli ecclesiasti-

Sebbene
il

a' Gesuiti

benemeriti

nella

Cina. Clic

nesLoriani aves-

vanto di essere

primi, che

sta

sero portata la loro setta sulla codel JMalabar nelle Indie, e nella
stabilissero, lo aller-

do[)o la scoj)erta

filande Tarlarla, e che penetrassero


nella Cina e niano molti
r^ei-gier JJiz.
\i si

de' portoghesi peCina a predicarvi la vera fede, pure alcuni vogliono che fossero slati preceduti da'missio-

netrassero nella

scrittori

orientali, e
alla

il

narii
li

portoghesi, e castigliani,

ipia-

E/iciclop.
i

parola

vi

passarono dalle isole Filip[>ine.

Cina, difende
ci

missionari apostoli-

dalla imputazione di aver


il

immasudde-

Quindi il p. Gaspare de la Croix domenicano portoghese, essendo giunto


dici
in

ginato
fccritto

ritrovamento

del
il

monumento, che

magistra-

de' suoi

Goa nell'almo i548, con uncompagni lutti domeal

dei

to cinese fece trasportar nel tempio bonzi. Dal secolo decimo in poi
si

nicani,

Aciamente nulla
cinese,

sa

della

chiesa

ed avendo fondato un consuo Ordine, prima si rec nel regno di Caniboya, nell'India
vento
ulteriore,

progresso vi perisse senza conoscersene il motivo. Il coraggioso viaggiatore IMarco Polo, (;he nel declinar del secolo
in

vuoisi,

che

pass dipoi nella Cina nel

i55G, e

molto

soffr

per la

fede.

La
le

relazione del suo viaggio, e del-

sue apostoliche fatiche fu


nel
1

stamInoltre

Xill
la

visit quasi

tutti

paesi

di

pata ad Evora
osserva
il

oGg.

oriente, riferisce di aver

veduto nelcitt

Cina due

chiese

nella

di

5ingan-Fu, edificale da ftlar-Sergio, fatto vescovo di quella citt dal

Gran-Chan
che reliquie

nel
di

1288,
il

ma non erano un cristianesimo spisuo termine.

rante, e toccante

Echard, dopo Domenii pp. Martino ile Piada, e Girolamo Maria erano entrati nella Cina nel iSjS. Tultavolta, come poi si dir, Gregorio XIII, ed altri considerarono Gesuiti pei primi introduttori della vep.

co Navarette, che

Dopo lAIarco Polo si obbli 1' esistenza della Cina, finch una flotta
comandala da Ferdinando Perez d'Andrada, ne fece di nuovo la scoperta verso l'anno 5 7, e giunse pel primo a Canton. Somjortoghese,
1
1

ra religione nella Cina. Certo , che

apertosi

nel

i555
i

il

traffico

tra

j)oitoghesi e

cinesi,

questi,

come

dicono alcuni, donarono a quelli Macao, luogo allora di ricovero ai pirati


cinesi.

Certo per che Macao dei

mo

era

il
i

rigore de' cinesi contro gli


quali se avessero posto pie-

cinesi,

non
p.

dei portoghesi. In quell'an-

estranei,

no

de nel loro paese venivano subito uccisi, il perch rimase per tanto lem])o

Melchiorre Nunez gesuita, imbarcatosi pel Giappone, dalla temil

pesta fu balzato nell' isola


ciano, ove, a' 2

ignoto

s"i

vasto impero. Solo la


fece
i

l()rza

del!' interesse

aprire

il

morto
stessa

s.

di Saadicembre i552, ei'a Francesco Saverio della


di

trallico

Ira

la

Cina, e

portoghesi.

compagnia
il

Gesi.
il

Quel
dise-

(Questi

non trovarono
lo

alcun

segno
si

santo aveva concepito appunto

della religione cristiana, per lo che

gno

di predic^ire

vangelo

ai

cinesi

e acceso

zelo

de' missionari

in-

e convertirli,

ma la

morte imped che

CI>.'
lo portasse

GIN
Indi
il

i6i

ad

effetto.

p.

Mel-

chiorre

si

rec a Cantori, e coU'aiuto


gli

pose all'ubbidienza di Gregorio XIII; Giovanni re dell'istoriani,


si

de' mercanti

riusc

penetrare a
al-

sola Ceylan, che


l'antica

alcuni

dicono
si

sia

Quanceu,

capitale di quella provinciaj


ricavai'ne vantaggio

Taprobana
di

Trapobana,
con-

senza per

con pi

ventimila sudditi

cuno. Ma,

nel
di

i562, avendo GioPortogallo


all'

vanni HI re
la

inviato

per ambasciatore

Cina il sieme ai padri gesuiti Perez, Tesseira,

imperatore delconte Diego Pereira, insi

e Pinto,

trattennero

essi

due

ed egualmente per opera de' gesuiti, i re di Bungo, di Arima, e di Omuro nel Giappone, inviarono una splendida ambasceria ubbidienziale a Gregorio XIII. Tuttavolta non and guari che i padri
vert al cristianesimo;

anni in Macao, e battezzarono molti


schiavi cinesi, de'quali schiavi nove-

Ruggieri, e Ricci, perseguitati dagli


idolatri

discacciati dalla

reggia

di

cento portoghesi abbondavano; per

mandarini che sono ufficiali dell'imnon permisero loro d' inoltrarsi in esso. Riusc poi, nel i58i, d' introdurvisi al p. Michele Ruggieri j il quale fu il primo che ottenne licenza di trattenervisi, avendo pure la religiosa consolazione di battezzare pubblicamente molti cipei'o,

Pekino, nel iSgs, passarono a Nankino aprendovi una casa Quivi


.

ancora espulsi, risolvettero far ritorno alla prima citt, ove, dopo
avere superate non poche contrariet,

cortesemente

fu loro

accordata

vma
so
i

casa per abitazione. In progresgesuiti aprirono nella

tro collegi,

mentre

Cina quatClemente Vili


s

nesi.

Fu

allora

che

il

p.
li

Ruggieri
condusse
socin

zelando di profittare di
de' 12

fortunati

scelse alcuni

individui,

priucipii, colla costituzione.

Onerosa^

a Macao, e quivi, con un pio


corso,
edific

una

piccola

casa

forma
al

di seminario.

Nell'anno

seguente
il

si

asrsriunse

dicembre 1600, Bull. Rom. tom. V, part. II, p. 3 2 3, abilit alle missioni della Cina tutti gli Ordini rehgiosi, e precipuamente
quelli

detto gesuita,

correligioso

p.

mendicanti,

coli'

obbligo

pri-

Matteo Ricci. Per quello che entrambi operarono tra i cinesi sono ri,

guardati

come due

apostoli, tradula

cendo

essi

persino in cinese

dot-

da dove sarebbono inviati per la Cina dai propri superiori. T^. lo Spondano, Annal. Eccl. anno 1600, num.
di recarsi in Portogallo,

ma

Siccome poi quest'ultimo era profondo matematico, per l'amoi'e che i cinesi portano a tal scienza, si guadagn l' ammiratrina evangelica.

26.

zione

non

solo della corte,

ma

del-

lo stesso

imperatore \'anli. \enuto di tutto in cognizione Gregorio XIII,


che sino
dal

iSji,
soli

governava
gesuiti

la

Chiesa, dichiar a' petere


la

com-

nella Cina, e nel

propagazione della fede Giappone. Sotto il

Nel 1606 insorse nuova persecui gesuiti, i quali furono costretti partire da Pekino, e ritornare a JVIacao. La divina Provvidenza per, dopo aver scampato dalla morte il p. Ricci, giunto esso a Canton, un mandarino gli diede permesso di retrocedere a Pekino, ove poi santamente fin i suoi giorni nel 16 io, lasciando alla Cina pi di trecentozione contro

medesimo

pontificato, per opera dei

gesuiti, l'arcivescovo di

Angamale o
errori

mila cristiani. p. Longobardi.


in

lui

succedette

il

JVel

seguente
p.

Cranganor, abiurati
VOL.
XIU.

gli

ne-

Nankino

il

gesuita
1 1

anno Vagnoui

iGo.

GIN
un maestoso tempio ad onoDio, tradusse in cinese la fordel haltesimo, e prepar

CIN
ramente
ca,
in

fdific

pi parli. Nel 1G29

cir-

re

(li

fiuono pubblicamente baltezzali

mula

ambon-

pia via air ulteriore conversione di


<jue' popoli. Indi
zi

a Pekino un piccolo figlio deUimpcralure, insieme alla sua madre.


Inlanlo, avendo nuova irruzione do sino sotto le

furiosamente

fecero cacciare dalla Cina

ge-

suiti,

per cui nel


la

i6i8

tornarono
i

in

Macao, nel
al

qual anno

tartari
la

una Cina arrivanmura di Pekino, l'imperatore ne part, e grandemeni

tartari fatta

nella

invasero
nel

Cina, e quasi

tutta

te

adirato contro

la lo

debolezza

dei
assi-

sottomisero

loro dominio. Arriv,

suoi dei, che


stito,

non
i

avevano
e

i6ig, nella

Cina

il

gesuita

p.

demol
in

loro templi,
g' idoli

con-

Trigalzio, portando seco


di

due brevi

vert

moneta

medesimi

dal

Paolo V, che avea emanati sino i6i5, per meglio stabilire la


in
s

fede

florida
ei'a

regione
ai

Con
di

che erano di metallo. Fu in questo tempo, che dalle Filippine si recarono nella Cina tre domenicani, due
de' quali furono uccisi

vmo conceduto
poter
celebrare

missionai'i

nel

viaggio.

col

capo

coperto

Vennero

essi

rimpiazzati da

un

altro

altrimenti avevasi

un

ostacolo

per

parte de' cinesi neofiti, che


col

ostinati

nelle loro cerimonie, le celebravano

capo coperto, forse anco pel

lo-

domenicano, e da un agostiniano. Nel 1637 entrarono nella Cina anche dieci francescani, per non ne rimasero che soli due. Nel medesi-

ro costume di portare la testa rasa, ad eccezione di una ciocca di capelli,

mo

anno

insorse

una persecuzione
il

de' bonzi contro

nome

cristiano

che

conservano

in

cima,

che sogliono

intrecciare.

V.
p.

Lam5

berti ni, toni. II, del sagrifizio della

che essendosi ben presto sopita nel cambiamento accaduto nella Cina nel 644) i" cui ascese al trono il
)

messa
il

part.

IV,

sez.

I,

174
p.

principe

tartaro
,

progenitore
i

della
vi

Raynaud de

Pleo
t.

etc. Ili,

caetcris

regnante dinastia

missionari

628. Coir altro breve , de' 25 gennaio 6 5, Paolo V decret, che si pocapitis tcgninbiis,
1 1

guadagnarono per

la

benigna

incli-

nazione del novello imperatore. Nel pontificato d' Innocenzo


giunsero in

tessero celebrare
la

divini

uffizii,

Roma

le

notizie

della

tesse

messa in lingua cinese, e si poanco voltare in simile idioma r istruzione della cattolica fede. Intanto, essendo morto l' imperaVauli,
gli

Cina, e del gran bene che vi face-

vano

gesuiti,

insieme alla richiesta

del p. Rodes, per cui la santa Sede, per mezzo della sagra congregazio-

tore

successe

il

figlio

Taican, e poco dopo il nipote Tienchi o Tien-Ci, che proteggendo i gesuiti,

nel

Pekino.

1624, li siccome

fece
i

tornare

cinesi

tengo-

ne Cardinalizia, che Gregorio XV aveva istituita per la propagazione della fede, deliber di spedire a queir impero dei vescovi, perch ordinando col sacerdoti, dilbndessero
vieppii
il

no
p.

studio

che coltivano lo avendo il astronomia Sciai egregiamente spiegato una


in pregio quelli,
dell'
,

cristianesimo. Nel

ponti-

ficato del successore Alessandro VII,

alcuni francesi
tcl

si

ofirirono

per

uu
egli

eclisse

lunare, la compagnia di Gcsi


tulli,

ministero;
pretensioni

ma
del

considerando
Portogallo,

crebbe in estimazione presso

le

che

mentre

il

vangelo predicavasi

libe-

sosteneva per

concessioni

pontificie

GIN
il

GIN
Bonanni, Numismata Pont.
t.

i63
lllj p.

diritto giurisdizionale sopra le chie-

se della

Cina, prudentemente ne intre

vi

soli

coi

titolo e facolt

di

779; Ritornando
spediti nella

ai

vicari
insigniti

apostolici

vicari apostolici, e col

scovi

in

grado di vepartibuSj dando loro per

Cina

del

ca-

rattere episcopale,
partibtis,

compagni fervorosi ecclesiastici; locch avvenne nel i658. In questa occasione si agit di nuovo con supplica ad Alessandro VII il punto della

dii-emo

con titoli in essere Alessandro


e

VII stato imitato dai successori Clemente IX, Clemente X, ed Innocenzo XI;

ma

il

ministero

porto-

celebrazione

de' divini

ufllzii

in

ghese non

manc

querelarsi con vi-

lingua cinese, che, sebbene Paolo

gore, perch veniva distrutta la regia autorit nelle regioni cinesi. Tut-

ne avesse spedito il breve, era stata dappoi sospesa. Fu pertanto tenuta una congregazione di uomini dottissimi, voti

tavia dalla congregazione di

Propa-

ganda

fide fu decretato nel settem-?


essersi colla

ma

nulla fu risoluto.

lorO

bre 1680, non


cato
lo,
si

nomina

furono registrati nell' opera del Cardinal Albizi, de iiiconstanlia ili


fide, par.
ilo
al
I,

de' vicari apostolici affatto pregiudiai

pretesi diritti del

Portogal-

cap.

34, dal

u.

43

si-

n.

5o. Per terminai"

qui

la

n potersi in riflesso di qualsiapHvilegio conceduto a quella mole

risoluzione di questo punto,

diremo

narchia legare

mani

al

sommo
ople cir-

che poscia nel 1681 si mand a Papa Innocenzo XI un messale tmdotlo in cinese. A tal fine venne spedito a Roma il p. Couplet, procuratore generale delle missioni della

Pontefice, che dee prendere le

portune provvidenze secondo


costanze, e pel miglior
del
cattolicismo.

ben

essere

Tale risoluzione venne approvata da altre congrega-

Cina, affine di ottenere l'appro-

zioni, e dalla

suprema sanzione
XI,

del

vazione, e r uso,
cesso.

ma

nulla fu con-

venerabile Innocenzo

V. Papebrochio in Propylaeo
Nicol
il

ina'd nelle vite de' Pontefici


I,

perocch era incompatibile il patronato universale della corona portoghese in


quelle parti.

Adriano
lib.

II,

Giovanni \III;
del
concilio
i

Pallavicini,

Storia

di

Trento
tale

XVIII capo
,

e Nasaec.

Alessandro
et

Hist.

Eccl.

XV

XVI,

Dissert.

XII. art.

12.

Al detto Innocenzo XI poi, nel 1688, arriv in Pioma 1' ambasceria del re di Siam, composta di tre ambasciatori

suo successore Alessandro Vili 690, cedendo alle istanze del re di Portogallo, nel riflesso che il vescovo di Macao di lui padronato non poteva pascere l'immenso ed esteso gregge cinese, eresse in vescovati Nankino, e Pekino, dismemIl

nel

Tunckiiiesi, e di alcuni neofiti

brandoli dalla diocesi di

Macao

(giacsi

accompagnati
francese,
i

dal

gesuita

Tachard
i

ch
lica

dall'

imperatore della Cina


l'

la-

quali, vestiti alla cinese,

sciava libero

esercizio della cattos'

presentarono al
del

Pontefice

regali

religione), e

inviarono

vicari

monarca. Innocenzo XI volle, che convenientemente fossero trattati di alloggio e mantenimento, e con somma tenerezza ed egual
loro
getierosit

apostolici

ne' regni di

Siam, Concined
altri

cina,

Sciampa, Cambogia,
ai
i

regni e provincie affidate

esclusiva-

mente
allora
di

detti

vicari.

Calcolavansi

jichi di

rimand alla patria cadonativi, come abbiamo dal


li

cristiani

della

Cina a
i

pi

duecento mila, novanta

missio-

i64
nati, la

CIN
maggior parte gesuiti, ed domenicani agostiniani , e
,

GIN
ministro di stato,
si

fece
lo

ammirare
stabilimen-

alcuni

per

la

politica, e

per

francescani,

olire

preti

francesi.
alle

to delle leggi. Ritiratosi poscia dalla


corte,
si

Finalmente
la

pose

un termine
corte
zelo
d'

pose ad insegnare che


i

filosofia

pretensioni della
saviezza, e lo
il

portoghese,

con

tale applauso,

suoi

disce-

Innocenzo

XII,

nesi missioni

quale a vantaggio delle cidon cento mila scudi,


legge nella sua vita. iVovaes

come
t.

si

XI.

p.

173.
gli

a tre mila. Settantadue di essi superarono gli altri per in sapere e virti, cosicch anco per essi i cinesi conservano venerazione. Ma quella di Confucio supoli arrivarono

Ad

eseguire

ordini
di

della

sa-

periore a quella di tutti

gli

altri

gra congregazione
tutti
ri

Propaganda
missiona-

nella Cina per la sopraintendenza a


i

vicari apostolici, e
essa, fu

dimoranti in

creduto spespedirvi

ha dei palazzi consagrati alla sua memoria, sulla facciata de' quali a lettere d'oro si Al gran maestro : All^ Illulegge
giacche

ogni

citt

diente a Clemente
visitatore

XI

un
cio

stre

apostolico

generale,

Al saggio re Quando alcun togato


;

delle

lettere.

passa dinanzi

Carlo

Tommaso

IMaillard de

Tourpae-

ad uno
per

di questi
fa

palazzi, scende dal

iion torinese, die a tal effetto con-

palanquin, e

alcuni passi a piedi

sagr nella basilica vaticana in


triarca d' Antiochia.

rendergli

Lo

incaric

ne

promosso

ziandio di

occuparsi
riti

della

famosa
nella

cariche della

Xiuno viemandarino ed a toga, se non dopo di


onore
.

controversia sui

permessi

essere stato dichiarato dottore


sta
la

giu-

Cina dai
lanti.

gesuiti,

e gli diede a

com-

dottrina di Confucio,

cui di-

pagni degli

ecclesiastici

probi, e ze-

scendenti sono tuttora in grandissi-

che il detto monsignor Toumon si pose in viaggio pel suo destino, ed arriv nella Cina ai 9 aprile i7o5, ove venne
nel

Fu

1702,

ma
ni,
i

estimazione. e

Sono

essi

mandari-

vanno

esenti

dai tributi

come

principi del sangue imperiale. Tutti

accolto onorevolmente dall'imperatore, che destin preziosissimi regali

pel Pontefice

Clemente XI.
delle
riesce

ca-

che prendono il dottorato, debbono fare un donativo ad un mandarino della discendenza di Confucio. Vengono a questo filosofo atquelli,

gione della gravit


sui riti della Cina,

differenze

tribuiti

indispen-

sabile farne qui

descritta fra gli altri

Lafiteau nella
p.

una breve istoria, da monsignor vie de Clement XI.


la

quattro libri, che sono di grande autorit fia i cinesi ; dei quain lali il p. Couplet ha tradotti
tino, e pubblicati
i

tre primi.

Venendo

poi al punto della con-

r,

e seguenti.

Verso l'anno 55o avanti


scita di

na-

Ges Cristo

fiori

il

celebre

filosofo cinese Confucio, nato in

Ckanping d'una famiglia antica del regno di Lo, oggi Canton, o 8cian-Tum. Dalla sua prima giovinezza si acquist gran nome per la vivacit dello spie per la maturit del suo giu-

sapersi, che quando uno scolare doveva prendere il grado di dottore, tutti gli accademici si radunavano in una sala del col-

troversia, a

legio, nella

quale era esposto in


resi

un

quadro
cio
;

il

nome
onori
fare

del filosofo Confu-

dopo avere
dai

tal
,

dro quegli
soglionsi
stessi

di

rispetto

quache
agli

rito,

discepoli

dizio.

Essendo divenuto mandarino e

loro

maestri

ancor

viventi.

GIN
allora
gi-ado
il

CIN
conferiva
il

i65
in quello dei

cancelliere
al

biesl gesuita,

non che

dottorale

candidato.

Ma

i633, essendo passato alle missioni della Cina il p. Giambattista Morales domenicano spagnuolo, connel
ti

ni

7 gennaio i68g, inviato a' cristiadel Tonckino ; similmente ci

fecero
de'

Alessandro
luglio

VIII
all'

nel

breve

25

1690
ed

dann queste cerimonie, che gesuitolleravano come puramente civili. Quindi per comando dell' imi

re della

Cina
Il

imperatoInnocenzo XII,

in quello de' 2 settembre

1692,

al

medesimo.
he

p.

Pace domenicano

peratore, furono
ni dall' impero,
scani.
Il

esiliati

domenicaai

rettore dell'universit di Malines nel-

insieme

france-

sue risposte a'dubbi de'missionari


pp. Le Gand, della Palma, e provinciali domenicani, re-

Morales giunto in Roma nel 1645, port le sue lagnanze a Innocenzo X, ed alla congregazione
p.

del Tonckino, impresse a Malines nel

1G60,

Gando

di

Propaganda

fide

tra
:

gli

altri

plicate volte

raccomandarono

a'

loro

Se fospropose questi due dubbi se lecito prostrarsi avanti V idolo


Cuinchinchiani?
sacrificare

dipendenti di conformarsi all'uso dei gesuiti in queste cerimonie, le quain


p. Sarpetri ancor domenicano un suo attestato, sottoscritto ia Canton a' 4 agosto 1668, protestali

se fosse lecito

il

il

a Keumfucum, o Kun-fa-

zu,

cii a Confucio ? Rispose la congregazione con decreto pontificio del

settembre 164 5^, vietando l' una e r altra cosa, a tutti i missionari di

va, che da lui esaminate per otto anni con iscrupolosa diligenza, erano non solo lontane dal peccato,

qualunque religione ed
contrario.
JN'el

istituto, fin-

ma
vere

utili
il

ch la santa Sede non ordinasse in


successivo pontificato di Ales-

e necessarie per promuovangelo nel cinese impero.


il

Ad

onta di tuttoci

vicario a-

sandro VII, giunto in Roma il p. Martini gesuita, present al Papa, ed alla sagra congregazione una lettera colla relazione di questo affare,

Fokiense, Carlo Maigrot dottoi'e di Sorbona, e vescovo coonense, esamin con accuratezza queste cerimonie, e a' 26 marzo 1693
postolico
le

proib con

un

decreto, che
t.

si
I,

leg-

in vigore della quale nel

i656

usci

ge nel Bull. Roni.

X,

par.

p.

un

decreto, che permetteva a'cristia-

non pm'amente civih, e come tali approvate dal medesimo Alessandro VII nel breve che sped nel i66i all'imperatrice Elena moglie d'Ymli. Di questa
ni cinesi le riferite

cerimonie,

129. La causa fu perci nuovamente portata in Roma nel pontificato


di

istimate religiose,

ma

Clemente

XI,

stava a cuore, che di

terminare queste vantaggio della religione. Per deci-

nulla pi comporre, e controversie con


cui

imperatrice

si

parl superiormente,
coli'

mentre
Novaes,

di
si

altra,

autorit

del

fece

menzione

all'articolo

dere con maggior sicurezza, a'3 dicembre 1701, nomin il suddetto visitatore apostolico monsignor Tournon, qual legato, che poscia nel 1707
cre Cardinale.

Asia.

Vedi.

Uomo

egli

era di

Clemente IX dipoi in un breve del 1669 approv il decreto di Alessandro VII, ed altrettanto fecero Innocenzo XI nel breve de' 3 dicembre 1681 diretto al p. Verti-

provata piet, per cui lo stesso Papa per la stima che ne faceva, il rac-

comand con
ni,

diversi brevi ai sovraorientali

che nelle Indie


stati,

posse-

devano

nonch a molti perso-

iG6

CIN
regioni

CI\
Benedetto XI li col breve Ad aura nostras, de' 12 dicembre 1727, Bull.

naggi, e vescovi di quelle

ed il raun d'amplissime facolt con breve de' 2 luglio 1702. Giunto, co-

Rom.

t.

XVI,

p.

2 3"),

nuovamente

dicemmo, il prelato nella Cina, quivi a' 20 novembre 1704, l'cevette


tasi
il

me

conferm il decreto del Cardinal Tournon, e la bolla di Clemente XI,


prescrivendone
l'

pontificio decreto,

che ripor-

esalla

osservanza.

nel Bull.
si

nel quale
della

Rom. t. Vili, p. 388, condannavano i riti s


del

Clemente XII, dopo aver commtsso all' esame della congregazione del s.
nuovi dubbi, che gli furono proposti sulT osservanza del decreto e della bolla, di nuovo conUffizio alcuni

Cina,

che
dallo

Malabar,
legato

gi

condannali
gno.
I

stesso

con
giu-

decreto de' 2 3 del

precedente

gesuiti, sostenuti

da

monsi-

ferm ambedue con decreto


agosto

de'

24
i

gnor Alvaro Benavente vescovo di Ascalona e vicario apostolico nella


Cina,

1734 Comperiam,
cit.
,

Bull.

Ma-

gno

loc.

in
la

vigore del quale

quale stimava essere necessario praticar l' uso de' cinesi siccoil

padri

me

pi vantaggioso
ricorsero

alla cattolica re-

ligione,

Clemente XI , pretendendo che il suo legato fosse stato informato soltanto da persone, che ignoravano la lingua e i prina
della Cina.

Lane, de Montalembert, Turpin, e Vicary protestarono nelle mani di m. Dumas governatore di Pondichery a' 22 set-

Le Gac,

tembre 1735,
lo

di osservarlo, e di far-

osservare

esattamente.

Indi

lo

cipii

Ma

il

Pontefice esala

Clemente XII, con due altri brevi de' 19 maggio 1739 Concredistesso

min
lutti
i

maturamente
poi
nel

causa

nel

ta etc.

et
loc.

Conlincre laida,
cit.

Bull.

17 io; e
rimonie,

17 12 conferm decreti contro le predette ce-

Magn.
ti

p.

249

e seg, diretdelle

ai

vescovi ed ai missionari

come ancora

gli

edilli

del

Indie,

nuovamente comand
la
gli

l'intera

Cardinal Tournon, e a' ig marzo 1715, pi rigorosamente le condan-

osservanza de'mentovati decreti, pro-

ponendo
to,

formula
uni e

del

n
il

colla bolla

Ex
t.

ilici
,

die,
II
,

presso

che
s.

gli altri

giuramendovevano

Bull.

Rom.

par.

pag.

fare,

e rimettere alla congregazione

49, nella quale propose la formula del giuramento, che dovrebbono prestare tutti
i

del

missionari

per confordella

Uffizio. In fine Benedetto XIV con maggior solennit termin la controversia di questi riti per la Cina

marsi
bolla.
gli

alla

intera

osservanza
i

colla costituzione

ad

essa tutti

generali de-

gUo
p.

Ordini

religiosi,

che avevano misreligiosi.

Ex quo de' 1 1742, Bull. Magn. loc. I o5 ; colla quale annull e


1

lucit.

ri-

sionari nelle Indie, promisero ubbi-

dienza anco pe' loro


persecuzioni,
cui

Delle
il

and

incontro
e

monsignor ^lezzabarba, che, come diremo, da Clemente XI era stalo fatto commis-

prov otto concessioni

di

Cardinal
dall'

Tournon [Vedi),
sia

come
si

sario apostolico della Cina. Pel

Ma-

imperatore

stato posto nelle


trat-

labar poi terminolli colla costituzione,

prigioni di INIacao ove mor,


ta alla sua biografia.

Onidum solUciiudinem
p.

de' 12

.settembre
t.

Per non
ria
li

lasciare interrotta la sto-

I,

1744, Bull. Bcncd. XIV, 391, condannando definitique'riti.

questa controversia, per ci che riguarda i successori di Clemente XI, noi qui aggiungeremo, che

vamente
versia.

In questo eostiludella

zioni espose la storia

contro-

Trovavansi nella prim.i alcu-

GIN
nR parole, cio
Nikilomiiiua
iiiohe-

CIN
stiana,
alle

167

quali notizie
il

non poten-

dientcs et captiosi liomines

ej'usdcm constitulionis- {^Clcincntis


ohsen'niitinrn
rnnt.
effugi'ri'

exactam XI)
putasi

do

resistere

buon

Pontefice, cad;

de gravemente infermo

ma

essen-

posse
molti

Tali parole da
trasgressori
di

cre-

do sopraggiunte veraci notizie da Goa, e da Macao per parte del re


di
te.

dettero doversi applicare

a' gesuiti

Portogallo, ei

si

ristabil in salut.

come
ci'eti.

pontificii

de-

F.
p.

il

citato Lafiteau,

II, lib.

Laonde lagnandosene meravigliato il vescovo di Coimbia Michele dell' Annunziazione, con una lettera scritta allo stesso Papa a'20 marzo 1748, questi gli rispose col
breve, che
scrisse
il

V,

195, e seg.

e nel

seguente

giu-

d' Innocenzo XllI 1722, l'imperatore della Cina mosso dalle querele del governatore di Fokien pubblic de' barbari editti, il cui scopo era di distrug-

Nel pontificato

gno, Inter gratissinias, nel quale lo


assicur che quelle parole

gere

il

cristianesimo
del

ne' suoi

siali.

non

in-

Un
di

principe

sangue

imperiale

tendei>ans delenninataniente

rivolte

neir et di oltant' anni, fu caricato


ferri e bandito nella Tartaria con tutta la sua numerosa famigliaj perch avea ricusato di rinun-

contro

gesuiti,

ma

contro

quelli

che fino allora erano slati disubbidienti a' mentovati decreti, questi

fossero della compagnia


della famiglia di
s.

di

Gesi,

ziare
spersi,
i

alla

fede,

quindi
e

furono

di-

di quella di

s.

Domenico, o Francesco, oppure


pontificato di
egli

esiliati,

perseguitati

tanto

fossero chierici secolari.

Ritorniamo

al

Clela

mente XI. Zelando

sempre

propagazione e l'accrescimento della fede nella Cina, a' 3o gennaio

1719

scrisse

all'imperatore, partecicol

pandogli r impegno

quale

spe-

che i missionari, e distrutvennero le chiese. Clemente XII, nel i73i, spedi missionari nel Thibet, promosse, ed approv la congregazione della sagra famiglia di Ges Cristo, istituita in Napoli da Matteo Piipa per la istruzione dei giovani cinesi, ed
cinesi te

diva nell'impero una nuova legazio-

indiani, acci divenissero abili missionari, e

ne

di

monsignor

Mezzabarba

pa^^

r assoggett
di

alla

congrefide.

triarca d'Alessandria; inviandogli in-

gazione
cinesi

Propaganda
tuttora

La
ha

tanto

come

di lui
.

precursori alcuni

congregazione

fiorisce,

religiosi

missionari

riceverli

Lo pregava a benignamente, come avea


il

ricevuti gli altri, che sotto

di lui

che educa all'apostolico ministero, e stanno essi ancora in Roma per alunni nel venerando collegio Ur-

patrocinio

avevano

predicata

nel-

bano
tirato

della stessa
il

Propaganda

fide.
ri-

r impero la legge cristiana. In questa epoca vuoisi che nella Cina fossero pi di trecento chiese con pi di
trecento mila cristiani. iVello
stesso

Nel 1788
in

p.

Sanz, che erasi

Macao, ritorn nella proove fond pi vincia di Fokien chiese, e ricevette i voti di un gran
,

tempo

si sparse voce, che il medesimo imperatore era in procinto di

numero

pubblicare un editto, col cjuale

or-

di vergini, che si consagrarono a Dio. Non and guari per altro, che il vicer lo fece martirizzare eoa

dinava
1

a'

missionari

di

uscire

dal-

impero
di

cinese, e proibiva a'propri

quattro domenicani. Nell'anno 1700, il Pontefice Benedetto XIV fu som-

sutlditi

professare la religione cri-

mamente rammaricato per

la

per"

i68

GIN
to
ti

CIN
XIV
a'

Cina contro la cattolica religione, mossa dall' imperatore a suggestione de' suoi
secuziojic suscitata nella
ministri,
i

Cardinali per

tormonti;

e morte eroicamente sostenuti


il

vari missionari, tratta

IJullcr

ai

quali, per alloiilanare dal


i

5 febbraio, parlando de'santi martiri

loro capo
ca, per la

zia in cui era caduto quel

una pazmonarperdita ad un tempo deltristi ellelli

di

del (riaj)pone e della Cina.

Nel pontificalo di Clemente

XIV,
,

un

re

della
di

Tarlarla cinese

cio

la consorte e di

un

figlio,

gli

die-

dero ad intendere che i cattolici erano sospetti d'intelligenze nocive


a' di
lui

Tangut, fece assicurare quel Pontefice per mezzo dei missionari della sua sommissione, aquello

interessi, e perniciose

alla

di

essere

istruito
,

ne'

dommi
si

sua vita. Segu da s scaltri suggerimenti la decapitazione del vecchio vescovo di Moncastro, il quale

del cristianesimo
battezzare.

quindi

fece

da trent'anni presiedeva
domenicani, e due
gorosi
sori
editti,

quelle

missioni; e squartati furono quattro


gesuiti.
i

governava la Chiesa universale Pio VI. nel i 780, fu per lettere avvisato, che l' imperatore della Cina avea permesso ai
IMentre
missionari cattolici di predicare il vangelo nel suo impero, e di battezzare tutti i sudditi, che ad essi fossero stati presentali, fuori che
gli
i

Olire

a
ri-

ci r inqicratore rinnov

pi

che dai suoi predecespubblicati conti'o


si
i

erano

stati
i

fi-

cristiani;

missionari che

tro-

dei mandarini, senza

il
,

preven-

re la barbarie di
lui

varono a Pekino, poterono scansalui, se non per le


calde suppliche di alcuni gesuiti

tivo consenso de' genitori

per cui
alla

prontamente
nari da
lei

il

Papa accord
,

pia regina di Portogallo

missio-

ben

accetti, e pei quali

egli se-

richiesti, affinch fossero

a cagione del gran vantaggio che ne ritraevano i sudditi, per le cognizioni che acquistavano nell'astronodimostrare
parzialit,

guitava a

mandati a Goa. Poscia nel 1784 lo stesso Pio VI ebbe la consolazione


di

sapere,

che

l'imperatore, non

solo tollerava di
tolici

buon animo
,

cat-

mia, nella pittura,


e neir arte delle

nell' architettura,

ne' suoi

dominii

ma
si
,

aveva
quat-

fortificazioni.
stessi

Per
a-

eziandio permesso, che

edificas-

queste ragioni

gli

ministri

sero in Pekino sua capitale

mavano
guardo

rispiarmiarli,
al

anco per rifavore che godevano pres-

tro chiese pubbliche; e ci egli ac-

so l'imperatore.

Benedetto
breve
to,

XIV,

nel

citato

suo

Ex
si

quo singulari,
disse, nel

pubblica-

cordava in grazia della propensione, che nudriva per l'ex gesuita Poirot, che in qualit di mandarino occupava la carica di segretario del carteggio colla corte di Russia. Gli era

come
di

174^3 comanil

di esprimere in lingua cinese

entrato quel gesuita


lenza col

nome
le
il

per Tien-Chu, che vuol dire Signore del Cielo^ proib


voci
Tieti
il

Dio

benevoche , avea appositamente imparata in Ronella

mezzo

della

pittura

Ciclo,

Xang-Ti,

ma
ivi

nel

collegio

romano, quando

Supremo inodcralore, perocch significavano il supremo Dio degli


idolatri.

era studente di teologia.


desider

A
di

fine
il

di poter coltivarla,
p.

che

Egli abol ancora


cio

l'

iscrizio-

generale

gli

accordasse
,

pas-

ne King-Tien,

Adora

il

Ciclo.

sare alle missioni cinesi

dove era-

Delle allocuzioni fatte

da Bcncdet-

no solo

tollerati quelli,

che avessero

GIN
amala
di
lici

169
francese

qualclie arte liberale.

Quin-

precedente anno da monsignor Gabriele

Pio VI, in considerazione de' feprogressi, che nella Cina faceva


religione,

Taurino

Dufresse

vescovo di

Ta braca,

e vicario apo

la

perch

pii

facile

fosse

stolico di delta provincia, al quale,

resa la cognizione della liturgia della

dopo tientanove anni


evangelico

di

laborioso
molti
e

Chiesa
di

romana
far

in

quell'impero,

ministero
fu

dopo
il

incaric la congregazione di

stampale celebre tipografia (ove vi sono molti caratteri cinesi ed opere con essi
,

ganda

Propanella sua

patimenti

mozzato
i

capo,

per ispaventare

cristiani,

fu posto

sopra una colonna con di sotto questa iscrizione: europeo predicatore


E VESCOVO DELLA RELIGIONE CRISTIANA.

il messale, il rituale, ed il breviario romano nel cinese idioma. il Giornale ecclesiastico,

pubblicate),

L'altro martire ed eroico

atlejta

di

Ges
stino

Cristo, fu l'ottuagenario

Ago-

che prima pubblicavasi in Roma ove sonovi molte notizie ecclesiasti,

Tchao o

Ciao, sacerdote mis['

sionario apostolico. F.

Allocuzione,

che sulla Cina.

Per

le

idteriori

notizie,

e perse-

cuzioni, che nel corrente secolo in-

furiarono nella Cina, nella Concincina ed in altri regni, o


sottoposti

che il Papa regnante Gregorio XVI pronunzi nel concistoro segieto dei 27 aprile 1840, che incomincia: Affl'ctas in Tunqui/o fnitiniisque
regionihus
colla
,

cliristianorwn

res,

etc.,

all'impero cinese,
centi
,

ad esso adiaampiamente ne trattano le


o
scritte

Lettere edificami

dalle mis-

quale celebr con altissimi encomii quelli che ultimamente con mirabile costanza, in mezzo ai pi
,

sioni straniere, precedute

da quadri

terribili

tornienli,

aveano patito glovirt

geografici, storici, politici, religiosi e


lelterarii de'

rioso martirio, per manifesta

paesi di missione, tra-

e grazia di Dio. Chi desidera istruirsi

duzione dal francese, Milano 1825. Ancora vanno consultati les Annales de la Propagatiou de la Foi,
recueil periodique des lettres des
e\'-

suir istoria cinese,

Descrizione storica del


in quattro
sier
,

pu leggere la p. du llalde
imp(uo,
il

intorno a questo vastissimo

volumi in

foglio;

GroCina,

ques
le

et

des

missionaires

des miset

Storia generale

della

sions des dcitx

mondes^

de tous
missions

documens

relatifs

aux

Vassociation de la Propagation de la Foi, opera interessantissima fino dal che si stampa a Lione 1823. Vanno pur consullati gli Annali della pia opera della propagazione della Fede, che si pubblicano in Roma. iSopra martiri della Cina, sono a vedersi il p. Tournon domenicano, e le Lettere de' missioet
,

stampata in Siena in trenlasei volumi nel 1777 ; come pure MuUero, da Chatai ; Navarette, Tralados 1676; historicos de la Ciina, an. Cronologia di Jackson, ec. , i la Viaggi del p. Carlo florali, minore osservante
,

che

fu
al

missionario
17 33, stam-

nella Cina dal


pati nel 1759.

1698

Lo

stesso autoi'e

blic
tica

un Dizionario
della

pubuna grammacon

lingua

cinese,

una

nari gesuiti.
iXel

relazione de' costumi,


de' 27.

e delle cerie
dei
fu

concistoi'o

settembre

monie
libri

della

Cina, nonch una spiefilosofia


la

18 16, Pio VII annunzi il gloiioso martirio sofferto in Su-Tchuen, o

gazione latina della


sagri

de' cinesi,

quale

Su-Civen, provincia della

Ciii;i

mi

stampata

Roma

nel

17%- De

,70
Giiignus
scrisse

GIN
una
i

GIN
disscrtazinne
cinesi
S(jiio

ha sotto

di s

Queic-heu, e Jnnnan.
delle

per ilimosfraie, che

In esso sono vi vari sacerd(jti

una colonia

egiziana.
agli

Riserbandoci
pnilare dello

arlicoli

Peri-

missioni estere di Parigi, alcuni sacerdoti indigeni, con iscuole separate


pei
fanciulli,

co, Nant.kino e jMacao


stato
del

{^f'edi), di
cristianesiin

e per le

fanciulle.

Il

numero
sione
il

de' cattolici

era

circa

cin-

mo, riporteremo qui appresso


Cina, e ne' regni adiacenti
chi anni addietro,
riali
tuiti,
,

popo-

(juantacinquemila.

chi cenni lo stato delle niissioni nella

di

In questa misseminario fu saccheggiato e incendiato dagli idolatri, per cui i


chierici
si

mentre dei vicanon nominati ultimamente istiancora non sono note le reIl

nerale eretto in Pulopinang.


sioni

educano nel seminario geLe misfurono rimpiazzate


di

de' gesuiti
francesi.

lative nozioni.
di

vicariato apostolico
,

dai
Il

Xansi

o Ransi

cio Scian-Si

vicariato

apostolico

Siam,
cinese,
la

contiene nella sua giurisdizione


si,

Xane
la

Xenfi, Kansiii,

Ilnquang,

regno adiacente all' impero oltre che in Siam, esercita

sua

Tartaria cinese. Oltre pochi


poli,

sacer-

autorit in Queda, e nelle isole di

doti cinesi alunni del collegio di e del seminario di

NaMacao, so-

Suncelam
alcuni

e di

alunni del

Sumatra. Vi seminario
,

sono
delle

no

in

aiuto

del

vicario apostolico

missioni estere di Parigi


quali faceva
rio di

uno

dei

cinque missionari europei, in parte minori osservanti. Non vi sono chiese pubbliche, ma solo cappelle, od oratorii
ci

da rettore ai seminaPulopinang, con alcuni sacerIn Banckoc, residen-

doti

indigeni.

privati:

il

numero

de' cattoli-

za del vicario, vi

una chiesa quasi

ascendeva a trentacinquemila. In Xensi eravi un seminano che fu


le
s'i

cattedrale, ed in cinque altri luoghi

ve ne sono altrettante. Sono vi pure alcune di vote, che vivono

chiuso per

persecuzioni, venendo
il

da mocon voti

mantenuto

vicario

apostolico

nache in
semplici.

tre case,

ma
un

solo

che i missionari dalla congregazione di Propaganda. Il vicariato apostolico di Fokicn, oltre Fokien ha giurisdizione su Kicang ovvero Ce-Riam, e Riam-si, Riangsi, e l'isola Formosa. Vi sono alcuni sacerdoti nazionali con alcuni domenicani cinesi e spagnuoli.
,

Vi

ptn-e

collegio par-

ticolare in Banckoc, ed

un semina-

rio generale per le missioni francesi


in Pulopinang; e i cattolici superavano i duemila cinquecento. Questa

missione addetta
estere

al

seminario
Parigi
i
,

delle missioni

di

il

quale ha cura di spedirvi


nari.
Il

missio-

Vi hanno delle divote, che osservano come possono le regole di s. Domenico, senza vita comune e clausura.
torii

cincina,

Non
,

esistono chiese,

ma

ora-

Evvi un seminario pei chierici ed cattolici ascendevano a quarantamila. Le missioni de' gesuiti furono rimpiazzate dai domeprivati.
i

Gonregno adiacente all' impero cinese, ha la Goncincina, che comprende Ciampa, Cambogia e Terra di Laos. ^ i sono alcuni .sacerdoti
vicariato apostolico della

del seminario delle


di
Pai'igi,

missioni

estere

nicani spagnuoli.
Il

vicariato

apostolico
oltre

di

Sut-

ed altri indigeni, ec. Nelultimo fu la bassa Goncincina da eretto una specie di monistero e:

chucn o Su-Civeii.

Sutchuen,

ranvi due collegi, uno

nella bassa,

CN
l'altro

GIN
Se

17

nell'alta
lo

Conciqcina.

ne

pi di
collegi,

cento
in

sessantamila.
s'

Ne' due
la

ignorava
cina,

stato

cagione

della

uno

iiisc-gna
la

gram-

persecuzione.

Tanto

nell'alta

Concin-

matica,
missione

nell'altro

teologia.

La

che nella bassa, sonovi chiese per esercitarvi il pubblico culto, ed cattolici ascendevano a sessanlaniila.

domenicani delle Filippine, e ad essi ne appartiene il mantenimento. Quando le


ai

affidata

La
i

missione

era divisa
Planila

come
eser-

cose

in due, perch nella bassa Concin-

prosperose

cina

francescani

di

citavano l'apostolico

ministero,

ma
Pro-

procedevano anche le missioni del Tonkino godevano quiete; ma quando nella Concincina la religione
,

nella

Concincina

venendo da
contrada,
la vi

essi

abbandonata quella
di

perseguitata,

cristiani

ancora

del

congregazione
sped
tutte
l'

Tonkino ne

soffrono,

come

quelli

paganda
d'Italia

de' francescani

sqe spese.
missione

Poscia
a' .sa-

che sono compresi negli stati dipendenti da uno stesso monarca. Il


vicariato

fu affidata

intera

cerdoti del seminario delle missioni


estere di Parigi, e viene considerata

apostolico di Corea, che amministra/ione al vescovo di Peckino, da uHimo fu ristabilito,


era in
col
si

ora per una sola missione.


11

nuovo

vicario apostolico,

che vi

vicarialo apostolico

di

Tonki-

all'

no occidentale, ne' regni adiacenti impero cinese, ha in aiuto qual,

rec con due alunni del collegio cinese di Napoli.

Dal 1840 pubblicandosi nelle annuali Notzie


di

che sacerdote francese, e circa setcon Ircntaquattro tanta indigeni


parrocchie, ed altrettante chiese dette case di

Roma
e

il

catalogo

de' vicari, delegati,


stolici

prefetti

apoin

della santa

Sede

stabiliti

ovazione.

fedeli

ascen-

dono a
.

ccntosessantamila. Nel seminario vi s'istruivano trenta alunSonvi due collegi per istruire ni la giovent, e trenta case di donne divote, dette le Sorelle amanti della Croce. Anche questo vicariato
affidato
a' sacerdoti

ogni parte del mondo sotto la direzione della sagra congregazione di

Propaganda
sono
leggei'e,

fide,

in

e.'.so,

dopo
si

le

diocesi per ordine allabetico


i

posdella

nomi,

la

patvia, e la

quahfica
lo

de' vicari

apostolici

Cina e regni adiacenti, non che quelde' rispettivi coadiutori.

francesi,

Solo
,

di-

alunni del seminario delle


estere di Parigi
lico
si
.

missioni

remo
di

dei

nomi

dei vicariati

cio

Al vicario aposto-

contribuiscono duecento scui

quelli non mejitovati qui sopra : Hii-cjuang, Yun-nan, Telie-Kia.ng, o

di

annui; e
Il

sacerdoti vivono delle

Kiaig-si,

pie offerte de' cattolici.

Xan-tiaig. Per
del

Leao-Tuug, 3Jongolia, e. gli affari della Cina


Cardinali

vicariato apostolico

Ton-

cogli

stessi

membri

della

kino
ni
s.

orientale

ne' regni

adiacenti

all'impero cinese, ha in aiuto alcumissionari europei dell Ordine di

congregazione di Propaganda fu deputata una paiticolare congregazione da Alessandro A II, cio in occasione, chft

Domenico, e
indigeni,

circa sessanta sacer-

da

quel

Ponlefice
i

furono

spediti

.'i

sono regolari dell'Ordine medesimo, e jtarte secolari. A sono chiese ove amministrano sagrainonti a' catdoti

de' quali

parte

nell'impero cinese
]50slolici

primi vicari apri-

con carattere vescovile, copar,

me dicemmo superioiinenle. La ma adunanza de" Cardinali dello


ticolare

tolici,

quali

si

fanno

ascendere a

congregazione

della

Cina

173
cbl)c

Cll\
luogo
a'
1

GIN
gennaio
iGG'),

che

pul)])licasi

una

volta

la

setti-

da principio non sembra clic fijsse permanente, athmanclosi secondo il bisogno. Dal 1677 in poi divenne permanente. 11 Cardinal preCello generale pr tempore della
congiegazione

di

ma

mana,
rito

e che chiamasi,

Tha Calholic
il

Tfu'lcgraphe.

Da

pi anni trasfea Cincinnati

da

Lovisville

quartiere generale del


la
la

comando
a

del-

divisione militare occidentale del-

Propaganda
della

fide

Confederazione
ri.siede
I

cotne
di

Nuova

sempre

il

ponente

congre.se-

Yorck

quello della

divisione

gazione della Cina, e monsignor


gretario di

orientale.

dintorni

Cincinnati

Propaganda
si

v' intervieI

ridondano
chi,

di avanzi di
si

fortezze, cir-

ne con voto consultivo.


die
le
la

Cardinali
nel-

trincee, e vi

compongono

adunano

di
sta.

una

preesistente

camere domestiche

del Cardinal

prefetto generale.

Oggid la a circa trentamila individui.

l' area molto vapopolazione ascende

ravvisa

citt

CIlNClNNATl
li

Gncinnaten.). Cit-

La
nel

sede vescovile

vi

fu

istituita

t con residenza vescovile negli Sta-

1821 dal

sommo

Pontefice Pio

Uniti di America, capo luogo del-

VII, che

la

contea di Hamilton, stato di

Oedi-

primo

a' 19 giugno vi fece per vescovo Eduardo Fenwick

Lio,

da cui prende nome

il

fiume,
fu
il

dell'Ordine de' predicatori, cui

agli

sulla destra riva del quale


ficata,

8 marzo i833,
rio

il

regnante

Grego-

nel luogo ove comincia

ca-

XVI, diede

in successore

moncatte-

nale
la

Miami, che dee congiungerDayton, e ([uindi pel Maumee


tli

signor Gio. Battista Purcell, che tuttora vi governa.


drale dedicata
apostoli
rio
s.

La maestosa
al

al

lago Eri. Vantaggiosa e .salubre


la

principe
oltre
il

degli
vica-

n'
nit,

situazione, ed oltre all'amebella

Pietro, ed
la

ha una
Il

apparenza,

sic-

generale,

diocesi

ha

tren-

come
segno.

fabbricata con simmetrico di-

tacinque preti.
dell'arcivescovo

Essa
di

sulTraganea
for-

suo accrescimento veramente meraviglioso, dappoich quattro famiglie


vi
si

Baltimore,
stato

mandosi
chiese, e

la

diocesi collo

del-

stabiliiono

nel

l'Ohio, in cui ventiquattro sono le


le

1789, e ne gettarono le basi dopo aver superati gli ostacoli apposti


dagl'indigeni.

cappelle,
ss.

compresa
i

la

chiesa della

Trinit pei tedeschi


pii

Ne crebbe

la

popo-

in Cincinnati. Molti sono

sta-

lazione a tal segno, che

nel

i83o
indi-

bilimenti nella citt, e nella


si,

dioce-

superava
vidui.

ventiquattro

mila

giacch

oltre
i

il

seminario
,

dio-

Ila

molte

belle

piazze,

ed
pa-

cesano, vi sono

domenicani

ed

il

ampie
lazzi,

vie rettilinee,

grandiosi

collegio de' gesuiti, istituito nel

1840

ed eleganti
Cincinnati

edifizi,

particolargiusti-

nella citt.
se, gi
ti,

Monsignor Federico Be-

mente quello
zia.

della
il

corte di

vicario generale di Cincinna-

principal deposidell

poi vescovo di Detroit,


gesuiti

ha ceduconti-

to del

commercio interno
centro de' lavori
della

Ohio,

to ai

un gran

locale

ed

il

intellettuali,

guo
la

alia cattedrale,

che comprende

e letterari
della

parte

meridionale
fra

Liiione, pubblicandosi in quecitt

sta sola

quindici giornali,

sua abitazione vescovile, le case l'ateneo, o collegio adiacente. Evvi un monistero, e vi


del seminario,

quotidiani ed ebdomadari.
essi

V'ha

fra

un

gioinale

cattolico religioso,

hanno anche scuole delle domenicane, con numerose educande. L'orfa-

, ,

GIN
notroGo intitolato a
le
s.

CIN
Pietro
fu
i^ev
ti,

173
nei
secoli

che divisero
e

l'

Italia

sorelle della Carit,

stabilito

XI li

XIV,

Cingoli

per lo pi seanzi

celi'

anno

i83o.

Vi

concorrono
scuole
ester-

gm

quella

de' Ghibellini,

nel

molte
ni

donzelle

nelle

ne, senza
paese,

religiose

mentovare le associaziopel ben essere del


,

ed a vantaggio
(

della cattoli-

ca fede.

liiS, insofferenti i Cingolani della dominazione Estense, furono i primi a prendere le armi per sostenere la libert della Marca, confederandosi cogli anconitani, che Onorio
III

CINGOLI
ne
all'

Cingulan.). Citt con


delegazio,

Romano

Pontefice,

in
al

un

alla

residenza vescovile, nella


apostolica
di

Marca, avea sottoposti

Macerata

nello

stato pontificio, fabbricata d'intorno

marchese d' Este, feudatario della Chiesa Romana, come attesta il Muratori,
Andquit. Est. par.
goli di
s.
,

estremit del monte di Circe, o Cingono, dal cui nome, e dal cinge-

i,

cap. ^i.

Cin-

si

assoggett dappoi alla chiesa


al
il

re a
te,

forma
il

di cingolo lo stesso

mono Cin-

Leopardo, e

prese

nome

di Cngolo,

mo

come

vuole
di

comune di OsiCompagnoni
.

goli, Cingoliirii, sulla riva destra del

Gli autori Cingolani dicono, che

la

Musone, che bagna le sue falde. Questa antichissima citt del Piceno, menzionata da Plinio, da Cicerone e da altri autoi-i, era una colonia

chiesa vescovile

Cingoli
,

fu

affi-

data

o raccomandata

come

altre

romana fondata
da

riparata

molte del Piceno, al vescovo viciniore, che fu quello di Osimo. Asseriscono inoltre, che Cingoli ebbe

ed

aumentata

Tito

Labieno

luogotenente di Giulio Cesare nella spedizione delle Gallie, ovvero nella

sempre proprie leggi, e propri magistrati; e che nessun monumento


pubblico porta la dedizione dei Cingolani ad Osimo, ritenendo per falso

guerra con Pompeo.

Fu

da esso
di

popolata con
rani
,

una

colonia
salutato

vete-

r istromento

chiamato

Cartata
e

per
le

cui n'

autore,
stes-

Castri Cingali.

Poco dipoi,
sua Treja
tra
i

nel

secondo
so

testimonianze dello

pontificato di Gregorio IX,


il

riporta

Cesare.

Come

dice

il

mentovato

Colucci nella

picena,
di

Plinio, nel suo territorio esistette la


citt di

a pag. 79,

che

deputati
si

Beragra. Cingoli tuttora conserva, nel palazzo municipale, e in


altri

Camerino

e di Cingoli

luoghi pubblici e privati, mol-

te iscrizioni, in cui

sono ricordati
,

gli
,

lega contro le citt di Sanseverino, sebbene collo specioso titolo ad honorem Dei, et statum

form una Osimo, e di

antichi magistrati
settemviri ec.
Il

decemviri

Ecclesiae

Romanae,
il

et ej'ns imperii.
le
facili

superstite acquedot-

La

gelosia

de' confini,

to opera dell'imperatore Adriano.

usui-pazioni,

cattivo genio teneva-

Balbo, presso Frontino, parla della


legge che regolava
il

territorio cinsoffi nel

golano. Molto Cingoli


to secolo al

quine

no a quell'epoca di continuo in rumori i vicini, e per non soccombere, un popolo collegavasi coH'altro,
affine

tempo

della guerra dei

di

rendere

Goti, nell'invasione

longobarda,
il

imprese, che

difficili

pi facili quelle sarebbono stafoize


i

nella pestilenza del sesto secolo. Nel-

te se dalle sole proprie

si

fos-

l'ottavo secolo pass sotto

pater-

sero misurate. iVderirono


ni

Cingolae ad
esenzioni

no, e soave dominio della santa Sede.

a Federico

II

imperatore:

Tuttavolta per

le

fazioni potcu-

onta dei privilegi, e delle

,74
loro accordale

<^

^
Pietro
,

CIN
sotto
rio,

dal Caitlinal
della

un
con
in

solo

presidente e
si

segreta-

Capocci
di,

legato
il

IVIarca

se-

tre direttori,

occupa di
recitazione,
locale

guirono poscia
figlio

partito di Manfredi
al

letteratura, musica,

naturale

Federico

II,

dando

un ampio,

e vago

ed anco ubbidirono
descritto.
JN'icol

di lui vicario

dei saggi solenni pii volte all'anno

Percivalle d'Oria. In prova del sudCingoli nel


rilirossi

con afluenza ben anco di


ri.

forestie-

ponlillcalo
dall'

di

La

strada provinciale

Pia, cos

IV

ubbidienza
GilTredo

detta perch incominciata sotto Pio

della

s.

Sede, por cui fu dipoi costret-

Vili, e compiuta sotto

il

regnante
uti-

to

il

rettore della
di

Marca

sommo
lit

Pontefice,

da san Severino

Gaetatii,
sercito nel

spedirvi contro

un

e-

per Cingcjli a Jesi, di


e

somma

i2()3.

Ma prima che Grein

comodo
le

de' Cingolani.

gorio
tificia

X! da

riportasse la residenza pon-

Fra
rano
quella

nobili

famiglie, che

ono-

Avignone
al

Roma^
i

verso

Cingoli,
dt

va

qui

rammentata
di
Jesi,

l'anno
In

iSyG, tornarono

Cingola-

Casllglioni [Predi'), che imGhislieri

ni a ribellarsi

dominio Papale.
di

parentatasi colla

appresso
la

poco
storia,

rilevante

ci

discendente dal santo Pontefice Pio

presenta

non avendo

pi

V, ne perpetu

luogo

le

confederazioni, a cui ante-

riormente erasi unita, quando godeva il privilegio del mero e misto impero; il perch la nobilt di Cingoli fece sempre prova per tutti gli ordini equestri, vantando cavalieri dei

il lustro. Francesco Saverio Castiglioni, fatto da Pio VII vescovo di Montalto, e poi di Cese-

na,

fu annoverato al sagro Collegio, ed alla cospicua carica di penitenziere maggiore, e per le sue virt,
dottrina, e sperienza,

merit di esal triregno

come di Calatrava, di ]\Ialta ec. Non possiamo quindi aggiugnere, se non che per la forte
pi il cospicui,

sere sublimato nel


col
si

1829

Pio Vili, dimostrandosul maggiore de'troni amorevole


di
il

nome

posizione della nel secolo

citt
gli

vi

si

recarono

concittadino. Per
di

breve pontificato

XV
Per

Sfoizeschi col ner-

bo

della loro cavalleria, e vi rimanella


la

sero in sicuro
fortuna. clima,
della
I

loro

contraria
del
,

salubrit

suo
nel

imped di autenticare le sue virt con qualche pi solenne attestato, che ne onorasse maggiormente la memoria. Ci non
venti

mesi

g'

il

Cardinal

Farnese

legato

per tanto

memore

di

aver coperto

Marca anconitana, dipoi


Pontefice col
la

')34.

nome
segu

di

Paolo
dii

prima dignit di preposto, per mezzo di monsignor


nella cattedrale la

IH, vi faceva
destini

sua

ordinaria

Filippo

Appignanesi

Cingolano
le

e
il

mora. In progresso
della

Cingoli
e

vescovo di Pvipatransone,
prezioso donativo della

invi

Marca

{l'edi),

si

mostr inalterabilmente fedele alla santa Sede, avendone da ultimo dato un luminoso esempio nell' invasione francese, cui oppose valorosa resistenza, sebbene a cagione delle forze senza paragone maggiori,
dovette soccombere. Nel iH-S fu ripristinata
l'acca-

benedetta

(^P^edi),

indi

Rosa d'oro per mezzo di


,

monsignor Sala poi


diede
sei candellieri

Cardinale
dorato,
la

le

con croce, e cere di

te glorie

di

metallo
;

bellissimo lavoro

non che
suo

met
Cardi-

degli arredi sagri di argento dorati,

che avea adoperali nel che


sagri.

nalato, oltre alcuni nobili


ti

demia Cingolana

degV

Incolli j

11

paramenmedesimo Pontefice ad

GIN
altre chiese della citt fu pure

GIN
beCingoli, Pesaro
rie

175
le

l'jQi; 3.
,

memodi

nefico con donativi di suppellettili,

de* vescovi

della

chiesa

e sagri paramenti.

Per conto

delle

Cingoli dopo

s.

Esuperanzio, PesaDell'origine,
e

notizie storiche della citt


goli,

di Cinsono a consultarsi, Orazio AviSilvestri


;

ro

1762;

4-

dei
di

progressi della
Cingoli, nel

chiesa

vescovile

cenna, ossia Rutilio

Mc'

tomo XXXII
T^.

della rac-

moria della citt di Cingoli, Jesi 1644? Giuseppe Culucci, Antichit Picena, nel t. Ili DelC antica citt di Cingoli; e le lettere di Francesco

colta

Caloger.
ss.

inoltre
t.

Bollanp.

do, Act.

Janaur.

II,

602,

e r Ughelli, Italia sacra,


p.
5^6,

tomo X,
ri-

n.

61.
la

]Maria

RalTaelli,

inserite

nelle

In seguito

chiesa Cingolana

Novelle Letterarie di Firenze, pubblicate

da Giovanni Lami,
e XIII.

ai

tomi

mase unita alla sede vescovile di Osimo quando poi questa citt fu
:

X, XI, XII,
mente
Cingoli,
le

scomunicata,
di

la

chiesa di Cingoli
sotto
la

ri-

Antiche e importanti sono egualnotizie

mase lungo tempo


dizione
di
la
s.

giuris-

ecclesiastiche
si

Esuperanzio.

Dipoi,

come meglio

potr vedere

negli autori, che citeremo. della sua sede vescovile,

La erezione

mente soggetta
ai

alla

s.

immediataSede, rimonta

governava il vescovo Cardinal Agostino Pipia, il Pontefice Lenedetto XllI, mosso dallo zelo di avvantaggiare 1' onore di Dio, e dalle

mentre

primordi del sesto secolo. Troppo noto Giuliano suo vescovo, che

istanze della

curia di Cingoli,

dal voto che ne fece monsignor


lanini per ordine di
refoschi

Fondis-

accompagn

in Costantinopoli

il

som-

monsignor iMacol

mo
ed
al

Pontefice Vigilio, pel grave af-

uditore del Papa,


Bull.
a'

fare dei famosi


ivi
si

Tre Capitoli (J^edi), sottosci'isse nell' anno 553


:

posto della costituzione


clesa,

Romana Ec-

Rom.

t.

XII, p. 2G, e-

celebre costituto, e in altri atti

manala

Ilumilis episcopus ecclesiae

Cingu-

20 maggio 1725, conferm a Cingoli il grado di citt,


reintegr ed eresse in cattedrale la
chiesa collegiata di
ta in cielo, e
la

anno 559 abbiamo che Papa Pelagio I scrisse una lettera al vescovo Giuliano; ma dopo di lui non si fa menzione di altro vescolana e.
Neil'

Maria assun* s. contemporaneamente

vo di Cingoli, secondo Pompeo Compagnoni Memorie della chiesa, e de' vescovi di Osimo, tomo I, p.
,

tedrale di

un\ aeque principaliter alla catOsimo (Fedi), ambedue

i58 e seg., e l'autore delle Osservazioni ciitichc sopra le anticJiit cristiane di Cingoli, che
ciulli,

immediatamente soggette alla santa Sede. Laonde il vescovo si chiama vescovo di Osimo, e Cingoli, e per lo pii un Cardinale. Governata
presentemente Cingoli dallo zelo pastorale di Giovanni Soglia, fatto Cardinale, e vescovo dal regnante PonInoltre lo stesso Benedetto tefice.
detta concattedrale di
al

Luca Fanpoi

Osimo 1769. Sostengono


s.

aver avuto Cingoli per vescovi Teodosio, e

Esuperanzio,
s.

i. il

Christia-

nopoli,

De

Esuperantio
ctc.

cingula-

noriim episcopo
2.
il

Romae 1771
memorie
ecall' istoria,

XllI accord alcune distinzioni alla s. Maria, cio


prevosto,
e arcidiacono
la
il

RalTaelli,

Delle

moz*
roc-

clesiastiche

intorno
s.

ed
di

zetta di seta paonazza,

ed

al cullo

di

Esuperanzio

antico

chetto, e ai dieci canonici le


zie.

almunel

vescovo, e

principal

protettore

Questa

chiesa

fu

eretta

inG

GIN
st'colo
nielli,
il

CIN
(h;!
il

W'II
(linal

nel vescovato

Curpos-

li,

non

solo fece coniare


s.

il

testone
s.

quale ne diede

in

onore di

Esuperanzio, e di
incaric
il

sesso al capitolo a'

22 maggio 1660,
le reliquie, e
il

S|)(,'iandia,

ma

vescovo

trasportandovi proccssionalinente dalla

d'allora Cardinal

Benvenuti, di por-

veeeliia collegiata
s.

re al collo del semibusto d' argento


di
s.

corpo di
Cardinal
di

Candido

donatole

dal
la

Esuperanzio, lavoro del


la

XIV

se-

vescovo

Verospi.
della
si

Per

colo,

propria croce vescovile. L'adonatogli


dal

erezione e restituzione

chiesa
pubJjli-

nello poi

medesimo
detta
prio-

Cingoli in cattedrale

Pontefice, fu messo nel braccio pure


d'

tio

carono le seguenti opere: Consultade cingulana ecclesia in Piceno


ionoribiis catlicclrae cpisco-

argento di

tal
s.
;

santo. Nella
il

collegiata di

Esuperanzio

antiijiiis

pnlis

restitnenda , Pioinae 172 Tj Memoriale addicdonale facU et juris, etc. Romae 1784; Reslrictns rcsponsionis facd etj'uris, etc. P.otnac
;

ed evvi il primicerio seconda dignit. La sua struttura ampia, e di stile gotico, ed ramre parroco

mentata dal
nario,
il

Pvicci,

nelle

Memorie
Il

delle belle arti del Piceno.

semi-

cingo1734- Sulle quali scritture lani riportarono piena vittoria. Prii

quale era

stato

soppresso

verso

l'anno

i5i94, nel vescovato


Galli, fu ripristinato in

ma
in

per di

tal'

epoca, e nel 1(334,

del Cardinal

Roma erasi pubblicato; Cingulanae Cadicdralitads, pr capitalo ,


communi la le
civitalis Cinguli,

quello del vescovo


pei
chierici

Compagnoni,

et

conci-

tra capitiduni, et
vitates

cominwdtalem

Auxind

Restrictus facli,

et

1765. Quindi fu collocato in vasto e conveniente locale, gi appartenente alla compagnia de' Filippini, ove ancora vi
nel
il

juris.

ginnasio comunale ripristinato. Vi


l'ospedale
i

Attualmente
dignit,

il

capitolo della catsi

sono in Cingoli diverse confraternite,


,

tedrale di Cingoli

compone
quali

di tre

il

monte
gli

di

piet.

prime
il

teologo e

sono il penitenziere, con sette


delle
altri

Oltre
i

conventuali,
i
,

agostiniani,
i

domenicani,
osservanti
di
s.

cappuccini, e
vi

mile

mansionari, oltre
rici

preti, e chie-

nori

sono

pure

addetti al servigio divino. Nella

monache
ne

Caterina dell'Ordi,

medesima
tolo

cattedrale

parrocliiale,

evvi la cura amministrata pel capivicario.

cistcrciense

che sono d'una re-

mota

antichit.

da un curato

Non

vi

chivio doviziosissimo

nella

citt altra parrocchia,

ma
s.

van-

passato alla
la serie de

Vantavano un ardi pergamene comune. 1^. Giunte alPiceni, del conte

ta la insigne collegiata

di

Esuprio-

rettori

peranzio eretta dal grado di


vale,
nel

vescovato

di

monsignor
l'

Pompeo Compagnoni verso anno 1764. Da ultimo furono approvate


le lezioni

Francesco Pergoli Campanelli, pubblicate in Ancona nel 1826. Vi sono pure in Cingoli le benedettine
dell'

Ordine
il

cassinese,

le

quali pos-

Esuperanzio vescovo di Cingoli, ordinandosi da Pio VII con decreto, che nel Marproprie di
s.

seggono
trice di

corpo della
s.

comprotet-

Cingoli

Sperandia. F. la
s.

Dissertazione

intorno

Sperandia

tirologio

Romano
del

si

ponesse

vescovo di Cingoli, in seguito


dotto volo

come di un

vergine di Gubbio, del monistero di


s.

Cardinal

Fontana.

to e

Michele da essa in Cingoli fondapoi unito al monistero di s.


nel
t.

Pio Vili poi conciltadiuo di Ciiigo-

Marco,

XXIX

della raccolta

, ,

CIN
Calogeriana. Vi sono anche
scuole per
t,

CIN
le Clarisse

177

IX, nel

1400,
Il

fu fatto senatore di

o francescane, che tengono pubbliche


tutte le ragazze della citdivise

Roma.
istoriche,

p.

Casimiro,

Memorie

a pag. 235, riporta l'onolui, esistente

in

camerate

secondo

il

revolissima iscrizione di

rango, e devono la nuova loro fabbrica alla munificenza di Pio \I1I,

nella chiesa di Araceli, e di Pietro

CastigliOlii.
Gli

di
celebri poi
i

Giacomo Cima, maestro di camera Leone XI. Quindi coli' autorit


di

uomini

che

illu:

strarono

Cingoli, sono

seguenti

Raniero Simonetti , che nacque in Cingoli a' 12 dicembre 167.5, come


si

legge

nell'iscrizione

posta

nella

cattedrale dalla di lui famiglia. Be-

nedetto
lo
al

174?) innalzolV. Delle lodi di Raniero Simonetti, Cardinale di s.


nel

XIV,

Cardinalato.

Chiesa, orazione
te

del

p.

d.

Mauro
stirpe

Vincenzo Scampoli, racconta che Benotino o Benuttino dopo avere colle armi tolta la sua patria al dominio di Silvestro Boia, coli' esercito bretone al soldo della santa Sede, di aver liberato alcuni castelli di Cingoli dall'oppres'^ione delle armi straniere, dopo essersi occupato in molti, e principali vantaggi in servigio della Chiesa Romana, merit da Bonifacio IX
il

Sarti camaldolese, arricchita con no-

titolo

di

Domiccllo,

la

suprema

riguardanti

la

nobilissima

vicaria della santa

Sede
il

nella pro-

Simonetti di Cingoli.

Questa

ora-

vincia della Marca, la carica di se-

zione fu pronunziata in Cingoli, in

natore di R.oma, e
la

donativo del-

un' accademia di belle lettere, agosto

a'

Rosa d'oro benedetta,

174/5 ^lls presenza del medesimo Cardinale patrizio cingolano, e poi venne pubblicata in Pesaro nel I747. Di Cingoli furono: s. Fiorano martire e comprotettore di
,

Jesi;

il

b.

Bartolomeo

Simonetti,
il

generale de' Silvestrini;


lo
(

b. Angeda Cingoli fondatore de' Chiareni Fedi), e il ven. fr. Felice Pergoli,

Zona, BaiArnese sagro ed ornamento sacerdotale, compreso ne' paramenti ecclesiastici, in forma di cordone con due fiocchi alle estremit. Suole essere di filo, seta, o altra simile materia, e talvolta misto con oro, ed del colore secondo la rubrica. Su di che la sagra congregazione
thens).
de'R.iti

CINGOLO (Cmg^H/m,

predicatore

cappuccino. Inoltre si vanta Cingoli di avere dato a diverse diocesi pi di venti


vescovi

ha emanato
:

due seguenti
3Jissae sa-

decreti
crifcio

Sacerdotes

in

congruentius utuntnr cingalo


qiiani serico,
tertiiun

senza dire dei prelati, che serviro-

lineo,

no

la

santa Sede, di religiosi


lettei-ati,

insi-

Cingulwn,

gni e di

e dotti,
RafTaelli
,

come
1'

di

cerdotale, potest

22 jan. 1701; indumentum saesse coloris para1709.


il

Francesco IMaria
del

elogio
<^ltl

mentonun, 5

jun.

Serve

il

quale

si

legge nel

numero 4
,

cingolo per tenere fermo

camice,

Giornale
fu

scientifico -lelterario

che

composto dal conte Pergoli Campanelli suddetto, Perugia i833. Finalmente per non dire di altri
,

o per cingere le reni, come rilevasi dalle parole , che pronunzia il sacerdote nel prenderlo, allorch
ste
si

ve-

per celebrare
et

la

messa

Prae-

vanta Cingoli

o de Cini di Cingoli,

im Benuttino Cima come lo chia,

ciugc me.
tis,

Domine, cingalo puritames hnin

extingue in lumbs
lihidinis,

ma

Pompilj Olivieri, nel suo Senato


pag.
VOI..

moreni
virltis

ut

maneat

me
In

Romano,

7.72.
XHI.

Da

Bonifacio

confinentiae, et

castitatis.

12

1-8
jin antico

cirs
pontificale viene chiamaila

CIN
non deve
esprime
s/itiit.
il

csscix;

li

messi,
,

rome
(f

si

to cinctorium, e

alcuni diccsi an-

citato

Rabnno

Jn-

che cintura. Vuoisi il cingolo


e
in
la

Cleric.

V. Alenino, cap. quid

simbolicamente
Cristo,
e.

si^nificant ve.stimenta , ed
ctor, in

Hugo
Il

Vi-

significare la carit di (icsi

Specul. Eccles.

e. 6.

Ma-

sua verginit, V. Innocenl.

37, e Bonavcntnr.

Dice
,

Durando,
il

proem.
del

lih.

Ili

che
e
s.

cingolo

allude ai
sione

flagelli

adoperati nella pas,

Signore

Tommaso

asserisce alludere alle


li

funi colle qua-

fu

legato.

Moralmente pailando,
per

il

cingolo,

senlimcnto
custodia

di
dt!l

RacuoIl,

hano,
re,

significa la

e,

secondo
la

Amalaiio,
in Lcvit.

lih.

cri poi, Not. de' vocab. EccL, dice, che in vece del cingolo, si pu adoperare la stola e in luogo di questa il manipolo se fosse lungo, ed aggiunge che Cingidiim hrachiale significa il manipolo. Che il succintorio chiamisi pure sitb-cingoln, lo diremo all'articolo Paramenti Sveni (redi). Il Uonanni nella Gerarchia ecclesiastica , a pag. 84
, 1

cap.

22,

continenza, mentre l'Hi-

tratta del

cingolo con cui


il

si

cinge

il
:

sichio nel lib.

di av-

camice

Giorgi pur ne

tratta
I,

simbolo della fortezza. Finalmente dicesi denotare il cingolo anco la corda dell' arco, per combattere contro il comune nemico.

viso che sia

De

Liturgia

Rom. Pont.

toni.

e.

17, pag.

i4r.

Gemma

1.

I,

e.
,

83.
TjcUcvc
eccle-

Angelo, Cardinale. Angelo Cini di rJevngna, notissimo per le sue produzioni letterarie, e peiizia
CIj\I
nei canoni,

Pompeo
siastiche

Sarnelli

ottenne
la

nel
di

i386 da
Rpcanati.

tomo X,

p.

83,

parlando
co-

Urbano VI

chiesa

del succintorio (Pedi), descrive

Fu
la

collettore degli spogli nella

Mar-

me
:>

deve essere il cingolo: " Non placet ea forma cinguli ( ut pr


)

ca d'Ancona, e vescovo di

Macerata,
Quindi,

qua! chiesa tenne con fpiella di

quae cingulo ipsi, ut bine inde pendeant flocci a lateribus sacerdotis, duas addit
ventate loquar
>y

Recanati
a'

come commenda.
1

408, Gregorio XII in premio della sua soda pie19 settembre del
t, e scienza
la

lineas,

quibus reipsa

cingitur al-

profonda,
tra
,

lo
i

sollev al-

)>
j>

ba;

est

cnim ejusdem

omnino

sacra

Porpora

Caidinali
titolo di

formae cum succintorio Papali, j> quod adhibctur (addito manipu*> lo) ad cingendxmi albani Papae, w et non ni si in ejusdem missa Pass Papae lib. 7, pali ( Caeremon. e. i4)- Ergo non debet esse com>' munis haec forma cuicumque cej lebranti ". Quindi lo stesso Sarnelli aggiugne, che il cingolo ha sette dei

dell'ordine
nel

de' preti

col

santo Stefano nel Monlecelio. Mor

\\\i.
(Cinnen.). Sede episcopa-

CINNA
le
l'n

partibus ,

suffraganea
di

sog-

getta alla metropoli


la

Ancira, deldiocesi
di

prima Galazia,

nella
fa

misteri sopraindicati, cio

la

rimontare l'erezione del vescovato di Cinna al quarto secolo e l' Oriens Christ.
Ponto.
,

Commanville

discrezione
virti
,

moderatrice di
,

tutte le

tom.

I,

p. 4"^^j

^oa'^^S^

^^^^

dieci

r astinenza
la
i

la

custodia del
l'arco
,

vescovi vi ebbero sede.

cuore,

castit

del corpo,

contro

nemici, la fortezza

ed

il

GIN VA BORA { Cinaborinm , o Cynnahoriuni). Sede vescovile, eretta

fervore della

continenza

la

quale

nel secolo

quinto,

nella

Frigia

,,

CIN
Salutare, nella diocesi ed esarcato di
Asia, sotto la metropolitana di

CIN
Sin-

179

nade o Synnade.

Si

conoscono due

Uguali saccheggi provo la citt anco per parte de' turchi. Nella citt vi sono stabilimenti di istruzione e
di

vescovi, clic vi risiedettero.

beneficenza.

La

sede vescovile vi

CINOPOLI
nus
to
).

CynopoUs, seu Cydi

fu eretta 10 zelo e

l'anno 1000, o looq per


piet di
s.

Sede episcopale del basso Egitpatriarcato

Stefano

re

nel

Alessandria,
,

di Ungheria.

Fu

dichiarata

suffra-

eretta nel secolo quinto

di

cui

si

ricordano tre vescovi.

ganea della metropoli di Gran, ossia Strigonia, alla quale ancora


soggetta.

CIKOPOLl.
l'alto

Citt
il

vescovile

del-

La

cattedrale di
istile

bella co-

Egitto, sotto
di

patriarcato Afa

struzione in
capitolo
la

gotico, sotto la
s.

lessandrino,

cui
di

si

parola nel
sede.

invocazione dell'apostolo
11
si

Pietro.
digni-

quinto

concilio

Costantinopoli
Jerocapitale del-

compone

di sei
il

ove tre vescovi rle dice, che


l'Arcadia.

ebbero
fosse
la

t,

prima

delle quali

prevo-

sto,

Fu

detta la citt de' cani,


in

perch vi si adorava JMercurio (rma di cane.


clesien.,

e di quattro canonici, oltre il canonico teologo, e il canonico peYi sono inoltre molli nitenziere.
preti,

e chierici addetti

al

servigio

CINQUE CHIESE {QainqueEcossia

della chiesa,

Funfkirchen.

).

Citt

con residenza vescovile nella bassa Ungheria, cos detta dalle cinque chiese magnifiche racchiuse in eslibera e regia, si vesa. Questa de in riva al Pets, per cui in lingua ungherese con tal nome, o con quello di Pets viene apjx^llata, fra il Drava, e il Danubio, a pie di un floridissimo colle. capo-luogo del comitato di Baranya, e della marca del suo nome. Si pretende, che Fiuif-kirchcn esistesse al tempo dei Romani, e che Serbinum. Le antichisi chiamasse sembrano t, che vi si trovarono, confermare tale opinione , ma gli antichi geografi non ne fanno menzione. L'universit che, nel i364, vi fond Luigi I re di Ungheria
pi

ove esercita le funzioni parrocchiali il canonico penitenziere, di quelli adassistito da due preti
detti al coro. Oltre la cattedrale, nella

citt

vi

sono altre cinque

chiese

parrocchiali
e la bella

con
chiesa
il

fonie

battesimale,

de' gesuiti.

Ewi
a-

r ospedale, ed
lunni.

seminario cogli
ne' libri della

La mensa
fiorini.
Il
il

celleria apostolica

tassata

Candi due

mila

palazzo

vescovile

situato sopra

magnifico, e sta drale. In esso racchiudesi una copiosa

luogo pi elevato, dappresso alla catle-

biblioteca, ed
11

un

gabinetto

nu-

mismatico.
nedetto

sommo

Pontefice Be-

l'autorit della costituzione,

XIV, nell'anno 1754, colRomail

nus, data

primo settembre, Bull.


png.

Bened.
concesse

XIV, tom. IV,


a'

225,

non
la

esiste.

Solimano

II,

nel

1543,

prese, e rimase in

mano
qual
prese

dei turchi sino al

1686, nel

vescovi della cattedrale di Cinque chiese in Ungheria l'uso del pallio, e il potersi far precedere dalla
si,

anno
colla

il

principe

di

Bade

la

croce astata nella propria

dioce-

foi'za

delle armi, e la restitu

all'Austria. Nel
agli

1664
di

gi era riuscito

fuorch alla presenza de' Cardinali di s. Romana Chiesa, de' nunzi

austriaci

prenderla

per as-

apostolici,

dell'arcivescovo

di

salto,

e saccheggiarla per tre giorni,


vi
si

Strigonia, se qvicsli

noi permettono.
,

ma non

poterono

sostenere.

CINTO

Cintura

o Cordelliera).

i8o
Sneijc
in
(li

cui
Oitline di donne, istituito
dalla duchessa di Bret-

GIN
una
stiani

cintura,
della

ornata
cintura

di

pietre.
i

Francia

cristiani

sono

cri-

tagna Anna, moglie a Carlo Vili di Francia , e poscia anche a Luigi XIII, che gli successe nel 149^re
li

d' Asia,

principalmente

quei

di
si

Soria, e
tutti

di

Mesopotamia,
,

qua,

nestoriani
i

giacobiti

ec.

la

primario line della principessa fu riunione di varie donzelle, che


la

Si

chiamano
,

cristiani della cintu-

ra

perch

IMatavaxhel
Abassidi,

X,

califfo
i

dovessero volare a Dio ginit, fare tre ore di

loro ver-

della casa degli


cristiani

ol)blig()

orazione in
eserci-

ed

giudei nell'anno 856,

ogni di festivo nella


tarsi nel restante

chiesa,

portare

una

lunga

cintura

di

del giorno in opere


la

cuojo.

di

piet,

pregando l'Allissimo per

La
gine
to

cintura de' saceidoti ebbe oriprescrisse


l'

conversione de' tanti eretici di cui era


allora inondala la Francia, e per la
j)iosperil delle

dopo che Dio


nel

abi-

de' sacerdoti

della

legge

mosai-

chia.

armi della monarPer onorare poi la passione di


Cristo,

ca,

comando
opere

dato

Mos

Stiingesque tunicam hysso


ballheuni
dice
il

et facies

Ges

e le corde colle quali

pluniarii.

Laonde
dell' abi-

fu cinto, la fondatrice

chiam

il

suo

Bonanni, trattando
si

Ordine della Cordclliera, e per la divozione che aveva a s. Francesco


di
Assisi,

to de'cliierici,

sempre poi mannel


clegli

tenuto
ro.

l'

uso

della cintura

di cui

portava

il

cordo-

Vuoisi ritenere, che

apostoli

ne, diede alle donzelle per distintivo un cordone di color bianco, simbolo della professata castit. L' im-

r usassero^ da quanto disse il divin maestro Sint lamb vestri praecin:

cli;

e in altra circostanza disse loro:

presa
fatto

poi formavasi di

un
la

collare

nolite possidere
getiluni,
stris.

anruni ,
parole
il

neque
l'

ar-

d'una corda
della

intrecciata a pa-

nec pecuniani in
queste

zonis ve-

recchi nodi,

Anna dame

volle

quale onorare le
ai

regina
lo

In

erudito

principali

della sua corte,

acciocch
loro

stemmi. f^. il p. llelyot. Storia degli Ordini ec, e il Bonanni, Catalogo degli Ordini equestri ec., cap. i3o, l fio ve parlano Dell'Ordine delle donmettessero intoi-no

costume dequali portavano ingli orientali, volte nelle cinture le monete, stimando egU che fossex'o tessute a guisa di rete, ed in esse si ravvolIl Regessero le borse col denaro.
i

Sarnelli ravvis pure

dentore volle inculcare


parole
il

colle

dette

ne detto del Cinto


liera
;

della

CordelHist.

distacco dall' alTetlo disor-

nonch
,

il

Giustiniani,

dinato alle ricchezze, e l'amore alla

pag. 407.

virt della povert. Essendo poi

ClNTUPiA
inni.

CiXTOtA.

Cingw
cinge
i

sialo
1

general costume,
,

anco presso
cintura,

Zona).

Fascia di panno, o di
1'

romani

di

portare la

cuojo colla quale panni, intorno al


la

uomo

si

per cui Giovenale Sat. 3 stim che

mezzo

della

peral-

un uomo

civile

senza cintura dovesse


fu

sona. L'uso della cintura risale

vergognarsi,

ne

inculcato

V uso

pi rimota antichit. Gli ebrei erano muniti di cinture allorch


,

agli ecclesiastici

tanto dai concilii, e

sinodi,
li ,

che da ordinanze episcopa-

mangiavano
loro
to

l'agnello pasquale, e

il

sino a stabilirne la forma, e la

sommo
a

sacerdote
nei

era obbligasagrillzi

materia.

portale

solenni

In

fatti

abbiamo

che

il

sinodo

GIN
di

CIN
rife-

i8i
Confraternita
s.

Colonia del
altri

rire

pili

iSSy, per non antichi esempi,

png. 4o7j parla della della


gostino. Egli

cele-

Cintura, nella chiesa di

Asul-

brato dal vescovo Yaltamo di Juliers, ai chierici comand: tonsuram,


et

eruditamente dice
i

l'antico uso di cingersi

lombi con
di

hahitiim defcranl, suo ordini conIl

una cinta o
gine Maria,

fascia di

pelli

ani-

gnienles, et superius cincti.

sino-

mali, usanza che pratic la b. Verla

do di Milano del i5i4 determin: ne cingula serico relisve intercoiilexta, aut e corio confccta adhiheant. Il sinodo di Treviso, adunato nel 1601, disse: Ligamen s'ive vincidum colo'
ris violacei^
ris,

quale prima

di ascen-

dere

al

cielo

consegn
di

la

propria
apostolo.
es-

cintura

a
in

san

Tommaso
insigne

Laonde

processo

tempo

sendosi portata tal

reliquia

exceptis

nicis

sed tantum nigri color. d. decano, et canonostrae cathedralis , aut ar-

a Costantinopoli, nel calendaino greco s'incominci a celebrare


della
l'uffizio

Cintura

della

b.

Vergine

ai

ciipreshyteris, deferant. Il sinodo di

agosto, e la sua traslazione ai 3

Policastro, nel

i632,

ordin, che:

luglio.

Di

essa
la

a zona fere

cingulo violaceo clerici

Agostino, e
il

furono divotissimi s. sua madre s. Monica;


istituite nelle chiele

prorsus ahslineant.

Nel

i643, nel
colore
delle

perch vennero
della

sinodo di Marcico, o Marsico, ven-

se di religiosi agostiniani
g.'izioni

Congrc-

ne comandato,
vesti
clericali

che

il

Cintura,

dichiarando

fosse

interamente
Dalle
si

ne-

ro

una cuni

cingulo.

ciate sinodali disposizioni,

enunnota pumiste-

re l'uso costante delle cinture.

Questa lodevole, ed
riosa

anco
la

usanza di cingere
stata
ecclesiastici
tutti
si
i

tonaca,
praticata

e la veste talare,

da diversi anche da
sessi,

secolari,
d'

ed
i

regolari

ambo

Gregorio XIII capo delle altre quella istituita in Bologna sua patria. Siccome poi i Pontefici furono larghi in concedere privilegi e indulgenze a quelli di amljo i sessi ascritti alla divozione della cintura, Clemente Vili moder tali grazie, mediante la costituzione, Inscrutah. etc, giacch il novero veniva chia-

come

ticoli,
ti

pu vedere a' loro arsebbene non convengano tutloro


il

mato mare magnum.

Il

Piazza nel suo Emerologio

medesimo di Ro-

nella materia, di cui sono formacinture.

te le

N'

per

altro

ma, tom. I, p. 295, tratta eruditamente colla digressione 26, Della


cintura, cingolo, o fascia, suo uso,

comune
come

simbolo di mortificazios.

ne, penitenza, continenza, e castit,

mistero, e precetto
re,

al

eletto

secola-

avvert

Gregorio. Dappoich,
i

e regolare nella chiesa.

per dire di alcuni,


agostiniani
1'

basiliani,

e gli
i

CIAZIO
zio Cenci
,

Cexci,

Cardinale. Cine

usano

di

pelle nera,

di antica

nobile

fa-

benedettini di lana del colore dell' abito,


ri,

di lana nera

chierici

regola-

di

canape

francescani, e di se-

ta gli ecclesiastici costituiti in dignit.

Cardinal prete del titolo di s. Lorenzo in Lucina nella Pentecoste del iiqi da Celestino III. E.istaur la
miglia di
,

Roma

fu

creato

Lettere Eccl.

V. Fascie, e Pompeo Sarnelli tomo I, p. 74, Della

sua chiesa, e
lo

la

fece consacrare dal-

stesso

Pontefice.
s.

Fu

alla canoniz;

cintola chericale.

zazione di

Giangualberto
che

poi

le-

Carlo Bartolomeo Piazza, nel suo


trattato,

gato nella Marca; quindi scomunic Marcualdo,

Le opere

pie

di

Roma

negava

di

far

iSa
scia

CIP
;

CIP
po-

giurar vassallaggio al Pontefice

quali vittime della seduzione era al

and legato
i

in Sicilia a

frena-

sommo
in

impegnato

di

potersi

avere

re

nemici della Ciiiesa, juimli in


la

una giovinetta
nata Giustina.

cristiana,

che viveva

Francia per

causa matrimoniale
e

quei giorni in Antiochia,

nomitentare,

del re Filippo

III,

dopo

essere in-

Dopo molto

tervenuto ai comizi

d'Innocenzo, e

Onorio 1228.
Mo>fTE.

III,

mori a

Roma

verso

il

conobbe che nulla valevano in un anima consccrata a Ges Cristo le


insidie diaboliche, e

cominci a per-

CIOCCHI A>'TOMo,

Cardinale. V.

dere

il

credito al suo insegnatole in-

fernale.

La

grazia di
i

Dio

lo

illumin
egli

CIOCCHI
Ic.

Cristoforo, Canlhui-

a conoscere
se
il

propri erroii, egli moslibri di

V.

INIoNTE.

cuore a pentirsene, per cui

Giammaria, Cardinale. V. INIoxTE, e Giulio III. CIOCCHI LvNocExzo, Cardinale. V. Monte. CIOLETTI, o CHOLET Giovanni, Cardinale. V. Cuolet. CIPRIANO (s.), vescovo di Tolone in Provenza, consecrato da s. Cesario di Arles nell'anno 5 16. Assistette a molti concilii, giovando non poco coli* opera sua alla conservazione della fede e
plina.

CIOCCHI

gett alle
gia,
ni
i

fiamme

tutti

matutti

che aveaiio formalo per tanti anprediletto suo studio,

il

don

suoi beni ai poverelli, ed, istruito

bastantemente nella religione cristiana fu battezzato. San Gregorio di


Nazianzo racconta
il

miracoloso
,

mudalvivepii

tamento
l'

di

quest'

uomo

Che
ogni

eccesso della empiet in cui


il

va, divenne

modello

di

bella virt per


di carit

della

disci-

modo, che ardente verso Dio, non dubit punil

Ridotta la Provenza in
sotto
il

quel

to di sottomettere

capo

alla scure

tempo
ebbe
il

dominio

dei Francesi,

del carnefice,

nella persecuzione di

modo

di

purgare, con grande

Diocleziano, in testimonio della sal-

consolazione del suo spirito, dall'aria-

da sua
colse

fede,

l'anno 804.
la

Con

esso

nesimo la propria diocesi, che ne era miseramente infetta dagli Ostrogoti. Mori intorno alla met del sesto secolo, ebbe sepoltura nella sua chiesa, ed il secondo protettore della
citt

ancora

palma del mar-

tirio quella

vergine Giustina, che redel ravvedimen-

sistendo alle sue brame, era stata felicissima occasione

to di lui. Alcuni fedeli di

R.oma porciti

di Tolone.
(s.),

tarono da Nicomedia in questa

CIPRIANO
media detto

martire di Nicoin

t le reliquie

di

ambedue
una

santi

il

Mago, nacque
tra
la

martiri, ai quali nel regno


stantino, per opera d'

di

Co-

Antiochia, citt posta


della Fenicia.

Siria

pia don-

e r Arabia, dipendente dal


I

governo

genitori di lui, che


nella
superstizione,
al

retto

na della famiglia di Claudio, fu eun tempio nella piazza, che


porta
il

erano
lo

immersi
egli

nome

di

questo

principe.
le

votarono sino da fanciullo

de-

In progresso di
di
s.

tempo per
s.

ossa

monio, ed
dine
del
le

crebbe
e
nella

nel

disor-

Cipriano e di
trasferite

Giustina fu-

vizio

empiet.

rono
sente.
tiri

nella basilica di

La-

aveva appreso alla scuola di un tanto maestro, usava anche quella infamissiarti

Tra

funeste, che

terano, dove riposano anche al pre-

La

festa

di questi
il

due mar-

celebrata

ventesimoscsto

ina

di

sedurre

le

vergini,

fra

le

giorno di settembre.

, ,

GIP
CIPRLV^O
(s.),

CIP
sua eiezione dai vescovi delia

i83
pro-

vescovo di CarFigliuolo ad

tagine e martire.

uno

dei priuii seuatori di Cartagine era

cresciuto nella universale estimazio-

ne cos per la nobilt della nascita,

come per

la

altezza dell' ingegno, e

vincia, fu consecralo nell'anno 248. Tulio ci, che pu formare il pi bello encomio di un vescovo, avea Cipriano in grado eminente, e fu scritto che cos anche nell' esterno ei dimo-

per la facondia del dire. 11 Signore, che volea trarlo dalle tenebre del paganesimo alla luce del vangelo, e dalle sozzure di bruiti vizii alla purit della

strava le egregie

doli

dell'animo,
senza
senal

da non poterlo
tirsi

vedere

mossi
ai

all'

amore insieme ed
,

rispetto.

La persecuzione
cristiani,

che fece
occasione

morale crislianaj dispose


che
viveva
fu
di

Decio
agli

diede

ch'egli incontrasse amicizia col santo

idolatri
il

prete
gioinii

C