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e s 7 j-é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PBmcIPALl SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDrNALI
E CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARI! GRADI DELLA GERARCHIA
PIÙ
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,

Al RITI, CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E


ALLE
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. LXXXIV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLriI.
\
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

U
UNI tJNt

U.NIVERSITA' ARTISTICHE DI Opificìum^ Opus, operazione meccanica


ROMA, Universitatum Artiiini Urhis^ e manuale, esercizio e professione. Corre
Arlìficum Corporay Sodalium Ariium. però questa differenza tra mestiere e ar-
Collegi, corporazioni, socielà, maestranze te, che il mestiere è un esercizio, nel qua-

d'arti e mestieri e d* industrianti, chia- le ninna opera manuale si adopera, che


mate pure Sodalìzi e Scuole (Z^.)* ^^" dall'ingegno proceda; e l'arte è quella in-
me in altri articoli, che sembrano dal ti- torno alla quale si adopera , non sola-
tolo riguardare esclusivamente Roma e mente l'opera manuale, ma ancora l'in-

lo slato pontificio , e contengono invece gegno e l'industria dell'artefice. Il Boc-


eziandio molteplici nozioni ed erudizieni caccio nel Conimento sulla Commedia di
interessanti l'universale, mi lusingo e spe- Dante, spiega la differenza delle due vo-
ro che tale puie sia trovato anche que- ci arte e mestiere. Egli dice: Tra il me-

sto. Dicesi arte. Disciplina^ Virtus^ Ars^ stiere e l'arte vi è questa differenza, che
viltà industria applicala alle produ2Jo- il mestiere è un esercizio nel quale niun'o»
ni della natura pe* bisogni o pe' comodi pera manuale s'adopera, che dall' inge-
della vita, oìaestria dell'operare secondo gno proceda; l'arte poi è quella intorno
alcune regole stabilile, ed in questo signi- alla quale non solamente s'adopera l'ope-
ficato si distinguono le arti liberali, di cui ra manuale, ma ancora l'ingegno e l'in-
riparlai a Ur(ivEBsiT.\', e le meccaniche, le dustria dell'artefice. Tale diversità, me-
quali hanno principalmente bisogno del- glio può vedersi nel Tartarotti, Lettera
le mani. Al generico paragrafo ^/7/g/'a- intorno alla differenza delle voci nella
«/, che riporterò al suo luogo in quest'ar- lingua italiana, presso il Calogero, Opu-
ticolo, dirò sulla distinzione delle orti li- scolif t. 32, p. 1 49- Chiamasi artefice, ar-
berali e delle arti meccaniche, non che tiere,artigiano, artista, Artifex, Opifex,
de'Ioro professori, ed esercenti di mestie- Excrcitator^ Ofllcinalor, l* esercitatore
ri manuali. Dicesi mestiere, AYm/i/mt/w, d*arle, quello ch*e«ercita e professa un'ar-
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te liberale. Furono gli opei'ai falli dipen- tutto él^muoicipii locali eda'governi,corì
denti dalle università Qrtistiche,pei l'ulili- alcuni privilegi e prerogali vesino agli ul-
tàdeiraiteedeirindustria, non meno che timi tempi, ue'quali grandemente si di-
per vegliarne i costumi morali e religio- minuirono ancora sussistendo in pochi
,

si, e per prevenire o comporre dissensioni; stati, e in alcuni di questi in poco nume-
"vero capolavoro della pubblica saggezza ro, in altri però le maestranze artistiche
umana,come risulterà dal complesso delle sono in pieno vigore, e se ne ammirano e
nozioni che raccolsi in questo gravissimo godono grandi vantaggi.
i L^istituzione di
articolo. Roma, come altrove, ebbe per sidatti collegi è attribuita da Plutarco e
lungo tempo nume,rose e rinomatissime altri a Numa Pompilio 2° re di Roma, e
università delle arti e de'meslieri, forma- da Floro a Servio Tullio 6° re di Roma,
tesi per l'interesse economico , ed a più come rilevai a Collegio facendo cenno
saldo vincolo vi aggiunsero il principio degli artistici, e che dessi erano presiedu-
religioso e caritatevole. Esse originarono tida capi maestri dell'arti chiamati quin-
da'vari collegi e università di artieri e in- quennali ,
perchè 5 anni durava la loro
dustriali, pi esso gli antichi, ch'ebbero an- carica. Questi collegi ponevano sem-si

che speciali patroni o Protettori (^.), pre sotto la protezione di qualche rino-
per cui erano molto operose, ciascuna mato e autorevole personaggio, non solo
formando il suo corpo, la sua università per contrassegno d'onore, ma perchè ne
e la sua scuola. Osserva Piazza nell'^'w- procurasse la conservazione , cercasse e
sevologio, p. 34, che tra l'altre distribu- proraovesse rincrementoe la perfezione
zioni del popolo in Roma, pel suo gover- dell'arte o mestiere. Per le loro beneme-
no politico e religioso, vi l'u la comodis- renze, i collegi eressero a' patroni statue
sima delle diverse università ocollegi del- e lapidi, delle quali in moltissimi luoghi
ie arti, costume praticato dall'antica re- parlai delle superstiti. In vigore della leg-
pubblica, per attestato di Livio, aggre- ge delle Xll tavole non era permesso a-
gando sotto diverse centurie di varie pro- gli artieri e industrianti di erigere in niu-
fessioni, che poi colnomeanticosi dissero na città soggetta alla repubblica romana
Consolali. E ciò perchè dividendosi il po- alcuna sodalità o collegio, per cui non e-
polo ne'nobili e ne'plebei, a quelli per lo rano legittimamente eretti se non quel-
più si dierono le cospicue cariche gover- li istituiti con decreto del senato roma-
native, ed a questi, che per lo piti vivea- no sotto la repubblica, e non del senato
no d'arti meccaniche e manuali, facilmen- municipale, ovvero con licenza dell'im-
te come pili deboli poterono imporre il peratore in tempo della mouarchia. Dis-
giogo delle leggi, tranne quando di venu- se perciò Marciano, De Collegiis, I. 3, §
la la dominazione de'nobili insopporta- l: JVisi ex S. C. auctoritate^ vel Caesa-
bile, riuscì loro di scuoterlo e assumere risy Collegiuniy vel qaodcumque tale cor-
il governo. Tra* primi collegi artistici si pus cantra S. C. et mandata,
conierity
contavaiio quelli de' fabbri, orefici, cen- et consti tutionesCoUegiiun celebrai. Dis-
tonari o fabbricatori di varie coltri di la- se ivi pure: Religionis causa coire soda-
na, calzolari, ec. Tra'secondi, que'de'den- les non prohibenlur , dunimodo per hoc
drofori o lavoratori o mercanti di legna- non fiat contra Senatui consullnni, quo il-
me, de'mercanti, macellari, ortolani, mo- licita Collegia arcenlur. Eretto così un
liuari, bovallieri, cisiari o condottieri di collegio formava una università, ed avea
carri,de'giumentariomulaltieri,ec. Que- la propria scuola ornata di statue, di pit-
ste e altre corporazioni di arti, mestieri ture, di memorie onorevoli e di tulli gli

e industriali continuarono ad esistere con ornamenti, nella quale si adunavano gli

«Uri sistemi, riconosciute quasi dapper- artefici, formavano le loro leggi, i loro
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magistrati ed i loro patroni ; i quali pa- bus Collegiis, quibus coeitndijus est j ma'
troni Plutarco li crede originali da Ro- numittendi polestatem dedit. E a' tecnp'
molo i. "re e fondatore diRotna; non pren- di esso imperatore, il senato accordo lo-
devano allatto mercede da'loio clienti, e ro la facoltà di accettare legati ; per i

sarebbe stata un'infamia se si fossero ab- ultimo affine di rendere più floridi tali

bassali a questa viltà. Da quest'uso in- collegi, accrebbe lo stimolo della religio-
trodotto in Roma fra la plebe e il senato, ne, tS'-tZf^rfif cuiq ne generi apta, come as-
ne derivò quello che poi fu sì frequente serisce Plutarco. iVotai nel voi. LXlV,p.
nelle città, le quali ognuna scelse in Ro- 270, che l'imperatore Alessandro Seve-
ma un soggetto per patrocinarla ne'suoi ro per fire rifiorire in Roma il comme^
interessi; ed altrettanto e per Io stesso ef- ciò della seta, non solo accordò a'fabbri-
fetto i collegi elessero i loro patroni. Chi calori di drappi gran privilegi , e gli e-
era eletto patrono , sapeva la sua scelta senlò da molti e gravi pregiudizi , ma
dagli ambasciatori che gli spediva il col- provvedendo anco al buon ordine, divi-
legio, e questi gli offrivano le tavole ospi- se ì mercanti e gli operai in differenti cor-
tali a nome di quel corpo che l'avea elet- pi di tiaflìchie di mestieri, dando a cia-

to, le quali erano anche di bronzo. In es- scuno i loro protettori cavati da'loro cor-
se era registrato il decreto del collegio, pi, e giudici particolari, i quali potessero
da cui era stato stabilito ili spedirgli l'am- over conoscenza de'loro affari, come poi
basceria coir offerta della tavola. Sicco- fecero moltissimi Papi con moltissime u-
me era cosa assai decorosa l'avere molle ni versila artistiche. Dice Larapridio, in
clientele, così era mollo onorevole il pos- Alex. e. 33, che le università in Roma
sedere un numero di queste tavole, le qua- erano di tante sorti, che sino i venditori
li si conservavano nella casa del patrono del vino e de' lupini formavano il pro-
esposte alla vista di tutti, e viceversa si prio collegio: Corporaomniwn constiltdt
conservavano eziandio o nel tempio del- f^inarioì'um, Lnpinariorum, Caligario^
la loro università da'clienti,o nella cu- rum, et oninino omnium artiuni. Delle
ria, o nella scuola dove si congregavano, scuole,de*collegi e università artistiche an-
come può osservarsi nello Spalletli. Ta- tiche in molti luoghi resi ragione, laonde
li ambascerie si composero talvolta sino qui appena dirò d'alcuni, principiando dai
di i4 individui, co'due maestri che pre- centonari. Centonarius in italiano sigui-
siedevarìoil collegio, e due questori ch'e- i fica facitore di schiavine, e non solo e-
rano primi dopo di essi. I privilegi di que-
i rano essi addetti a cose militari, cioè al-
ste scuole o collegi sono distintamente e- la provvista de' panni di lana ben feltra-
spressi nella I. i, it cpiod cii/usq. iini- ta, o artificiosamente cucita per difende-
vcrs. Quibus auiem pennissutn est cor- re le rocche, le navi , soldati da' colpi i

pus habere Collegii, Socielads^ sive cu- de'nemici, ma


anco a fare come da sar-
juscumque alterius eorum nomine^ pro- tori con provvedere la gente vile e ser- ì

pr'aun est ad exempluni reipublicae ha- vi di vesti di lana per ogni loro bisogno.
bere ves commiines^ arcani commuiieni^ Sotto il nome di centonari venivano qua»
exacloreiii sh'eSyndicum^ per qiiein piarli- li fi cali i facitori delle grosse coperte da
qiiani in republicajquod communi ter a- oppendersi nelle porte a guisa di portie-
gi, fieriqne oporteni^ agatur^fiat. I col- re ; di quelle che usavano ne' letti di
si

legi si eleggevano i capi o presidenti o genie vile, o che siadoperavano ne'viag-


prefetti con diversi nomi, oltre i ricorda- gi per coprire i muli ; e fhialnienle faci- i

li proiettori. Mure' Aurelio aggitmse ad tori di certe vesti rusticane v. servili. In-
essi anche il privilegio Maiinmittendi, I. somma i centonari erano fabbricalori di
I, If. de manutn : Divus Marcus oinui' cose vili di iuua. Quulc sia »tulu 1'
urlo
6 UNI UN \

(ÌGcìendrofori non si sa con certezza. Al- do l'impiego di questi quasi consimile q


cuni pretendono che loro mestiere fu di quello de' tignari. Il numeroso corpo de'
tagliare, acconciare e trasportare il le- tabernan'y vendeva le cibariee altre cose
gname, e venderlo tanto per uso del fuo- a minuto, e venne stabilito nel 366 sotto
co, quanto per le fabbriche e de'legnaiuo- Onorio e Teodosio II, essendo prefetto di
li, non che per uso delle navi, delle mac- Homa Lampadio. Ho preferito questi e-
chine militari e de'sagrifizi. Gl'impera- sempi di società, fraternite o collegi infe-
tori Onorio e Teodosio 11 abolirono il riori del paganesimo perchè non rechi ,

collegio, come incompatibile colla reli- meraviglia se poi anche nel cristianesimo
gione cristiana perchè in corpo si adu- si formarono sodalizi e università anche
,

navano ne'Ioro tempietti, osservando cer- di bassi mestieri e d'industrianti volgari.


te superstizioni. Alcuni vogliono che i L'avv. Martinetti, La Diceologla, t. 2, p,
dendrofori non appartenessero a cose di 526, dice che le corporazioni di arlii»ti

gentilesca superstizione, e che furono a- esistevano non solo tra'romani, ma anco


bolili attese le superstizioni che osserva- tra'greci, e invita a consultare: J. Otto-
vano nelle loro scuole. Arnobio però av- ne Tabori, Tractatiim^ Lipsiae 1718:
verte , che i sacerdoti di Cibale furono De CoUegiis Artificumj lo Sponio, Mi-
chiamati dendrofori ,
perchè portavano scell.j il'Bajero, De Collegiis Opificiiin.
unpinone'sagrifìzi che facevanoalla dea. E siccome non v'ha ristretta corporazio-
Altri con Cuiacio dicono che solamente ne che non abbisogni di leggi statutarie e
provvedevano le legna pe'sagrifizi,e per- di magistrati, ciò prova dottamente Gae-
ciò appartenenti alla religione pagana, tano Marini, Gli atti ^ monumenti dei
mentre il Salmasio vuole che portassero Fratelli Àrvali^ Roma 795, t. i,p. 568! 1

irami degli alberi nelle pubbliche pre- e seg. Cosi le molte iscrizioni del Grufe-
ghiere agli Dei.Il collegio i\e pabulari rò, del Muratori, il Ludwig, Reliquiae
conteneva que' che doveano provvedere mss. Codicum/\\ Fantuzzine'71/o/Htme«-
il vitto alle milizie quando stavano ne' li Ravenna ti, Desìóev'io Spreti neW Iscri-
quartieri d'inverno, ovvero iu tempo di zioni Ravennatii ed alti i insigni scrittori,
guerra venivano spedili a procacciare le rammentano gli statuti degli artisti an-
vettovaglie, come i foraggieri, e il nutri- che prima dell' epoca di Carlo Magno e
mento pe'cavalli, e pare che ne facessero ricordati ne'suoi Capitolari. Gli statuti
commercio e traffico. 11 collegio de fab in progresso di tempo furono riformati
hii f senza la qualifica di Lignarioruni, a seconda delle circostanze, ma sempre
Sfruclorum, Carpentariorum, Fcrrario- hanno formato una legislazione parziale
ruffì, ec.j per comune sentimento com- e rispettala dagli artisti, anche soggetta
prendeva que'ohe servivano nella fabbri- a comminazioni penali. Osserva il Marti?
ca dell'armi per uso della guerra, la qua! netti, che fin dal pontificato di Calisto IH
fabbrica non solo era nel le legioni, ma an- del 1455 si ricordano le sanzioni o ap-«,
cora ne'luoghi a' romani soggetti; armi provazioni in forma specifica (anche pri-lfl
ch'era vietato ad altri fabbricare, come ma di tal Papa), perchè interessava a'Pon-
di acquistarsi da altri. Il collegio de'^/i,vK/- tefìci d'incoraggiare queste leggi statuta-
ri si componeva di queMeslinali a taglia- rie. Una gran moralità non solo, ma un
re le Selve, e a trasportare in città quel- dettaglio di doveri, insieme ad un gran-
l'infurmi e rozze materie, che poi lavora- de apparato di prudenza civile si scopre
te servivano alla guerra, e alle fabbriche in questi statuti,furmati per lo più dall'u-
di case e di ponti, e al mantenimento e nione degli uomini piti slimali. 11 lette-
i

riparo del corso de'fìumi; al quol mestie- rato marchese Luigi M;»rini nella sua bi-
re attendevano anche i dcudrolori, esseu- blioteca possedeva una raccolta prezio-
UN I UNI 7
sa di tali statuti iV università artistiche, sionl; pìelsllluzloni che hanno altresì per
che forse saranno passati nella Dibliote- iscopod'aiutare gl'infermi delle medesime
ca Vaticana colle rare collezioni degli E- e tumularne i defunti nella Sepoltura;
ditti e lW Diari di Roma che le legò.Nel- con distribuzioni a' frequentanti di can-
l'associazioni <le' cadaveri gli statuti dal dele, pepe e altro, il che dissi ancora nel
pili degno de' confrali si portano in ma- voi. LXVn, p.i47J composte da persone
no appoggiali dalla porle del cuore, per unite col vincolo di fratellanza cristiana,
prevenire le vertenze che potessero in- dissi che derivarono, secondo alcuni, da
sorgere anco di precedenza con altri so- quelle degli ebrei, e da'collegi de'pagani
dalizi, ciascuno conlenendo la data di sua che trattavano le cose sagre, ma con di-
istituzione, perciò si può subito fare il verso spìrito e morale di cristiana carità.
confronto. Però alcuni hanno per statu- Quindi ad esempio delle cristiane confra-
to di cedere a lutti gli altri, come la ri- ternite, secondo il praticato dall'antichi-

spettabile Arciconfraternita delle sacre tà, in seguitosi formarono speciali soda-

Stimmate di Francesco, per imitare


s. lizi composti d'individui esercitanti una
rumillà Se poi es-
di quel loro palroco. medesima ed
arie o mestiere e industria,
sa è invitata da altra a prendere la pre- anche miste commercianti le
di artefìci e

cedenza d' anzianità che le spetta, ade- cui industrie e professioni aveano tra lo-
risce senza ricusarsi. Questo sodalizio ha ro analogia e corrispondenza, e si chia-
anco il suo Rituale stampato, come al- marono Scuole e Università artisti-
tre. \J Arciconfraternita del Gonfalone^ che. Furono saggiamente istituite an-
della quale riparlai nel voi. LI, p. 2 56, che per riunire gli animi ne' bassi se-
ed a Schiavo, come la più antica di Ro- coli fieramente divisi da* partiti massi-

ma non interviene alle sagre funzioni con me de* Guelfi e Ghibellini, de' Bian-
per non voler cedere a nes-
altri sodalizi, chi e de' Neri (/^^.), e da altre deplora-
suno la preminenza. L* arciconfraternite bili furiose fazioni, che per diversi seco-
aggregate alle patriarcali basiliche di li turbarono e insanguinarono la socie-
Roma, precedono le altre benché più an- tà. Ad esempio delle confraternite le pie
tiche d'origine, ed alzano per stemma le unioni delle università artistiche si pro-
Chiavi pontifìcie incrociale e sovrasta- curarono o fabbricarono proprie chiese
te dal triregno.Già all'articolo Confra- e oratorii, spedali e anche propri cimite-
ternita , società e adunanza di persone ri formarono statuti provvidenlissimi,
,

divote stabilite in alcune chiese o ora- regolatori non meno delle loro pratiche
toìil per celebrare alcuni esercizi di re- religiose, che dell'esercizio delle loro ar-
ligione e di pietà, compresa la visita del- ti, mestieri e industrie per la buona con-

le iSelle Chiese di Roma (^.), o per ono- cordia tra essi, e pel prosperamento del-
rare particolarmente un sagro mistero, le rispettive arti, mestieri e Irallìci. Sicco-
la B. Vergine, o un santo, non che per me molle chiese già appartenenti all'u-
esercitare uffizi e opere caritatevoli, come niversità artistiche, passarono in pro-
di dispensa di Doti alle zitelle o mona- prietà di dilferenli sodalizi, per conser-
cande, anche con roversi, i quali consi- varne la memoria pazientemente ne rac-
stono in un pezzo di drappo per fare una colsi le notizie sui librilo con accessi perso-
veste ordinariamente del colore del sac- nali quando trovai dubbie7ze o contrad-
co del sodalizio che dota, e talvolta pu- dizioni negli scriltori,le<|unli non sono ra-
re con un velo per ammantarsi le dola- re. Molte implorarono dalla s. Sede oda*

le, quando queste devono fare la s. co- vescovi d'essere costituite in Confrattrni'
munione pel bencfallore che fondò la le, e poi alcime furono elevale al grado di
dotazione e per rintervento olle proces- Arciconfraternite. I l*api o i miniicipii
8 UNI U N I

dierono a'ioro consoli il gius di giudicare trove furono aboliti i privilegi statutari,
e senlenziare nelle questioni insorte tra la maggior parte dell' università artisti-
quelli esercitanti mestieri o trallìci, sopra che costituite in confraternite con propria
argomenti o industria e sulla ese-
cV arte chiesa restarono, e ne'luoghi municipali
cuzione de'propri statuti. Per queste so- continuarono a intervenire alle pubbli-
cietà universali e nazionali d'artisti e in- che processioni; nel resto continuando ad
dustrianti, i loro consoli avendo 1' eserci- esercitare l'opere di pietà, ed alcune con-
zio della giurisdizione civile, perciò era- servano pure loro particolari F.pedali e
i

no noverati tra' giudici de' Tribunali di cimiteri. Egualmente come le confrater-


Roma (F.). Il vocabolo di Re (F.) fu u- nite, l'università artistiche si posero sot-
sato ancora per significare molti capi di to gli auspicii d* un cardinal Proiettore e
diverse università artistiche e altre cor- la du'ezione d'uri prelato Primicerio i^F.^^
porazioni, primeggiando tra'lorocoinpa- assumendo particolari insegne e Slendar»
gni,eil esercitando su di essi quilche spe- do (^.), e nella maggior parte adottan -
cie d'autorità e di comando. Perciò in al- do la veste penitente dei Sacco (f^.). Di
cuni luoghi, come in E' rancia, vi fu il re questo ragioìia Camillo Fanucci a p. 8 del
de'merciaiuoli, carica considerabilech'e- suo pregievole Trattalo di tutte l'Opere
sercilava autorità sulle cose commercia- pie dell' alma città di Roma, ivi i6or,
li; i re de'curiali, de'balestrieri, degli ar- e fu il benemerito che trattò ex pro-
r.°

chibugieri, de'geometri o agrimensori, de* fesso questa materia. Egli dopo aver con
suonatori, e così di altri mestieri ed eser- Polidoro Virgilio riferita l'origine delle
cizi industriali. A Roma dissi de'consoli confraternite all'esempio degli Apostoli, i

dell'università artistiche, e di altri titoli quali dopo morte e risurrezio-


la gloriosa
onorifici esprimenti autorità e dignità. ne del Salvatore, cominciarono a fare con-
E quanto agli statuti dell'università arti- gregazioni e adunanze, consigliando, fa-
stiche , arroge che qui riproduca il di- cendo orazioni, limosine e altro per l'in-
chiarato da Pio VI nel confermare ^y/rtr^w- cremento della religione cristiana; quan-
tontni Universilatis degli Affidali , de* to a'sacchi adottali poi da'confrati, la di-
qiuili a suo luogo parlerò.» Fu sempre sa- ce imitazione de' niniviti convertiti a pe-
vio e lodevole costume , non uìeno che nitenza dal profeta, che vestironsi di sac-
provvido consiglio di tutti quelli, che ad- co, leggendosi nella s. Scrittura esser a-
detti all'esercizio delle arti o professioni, bito d'orazione, di cilizio, di pianto, di do-
vollero unirsi in un corpo ed erigere u-
, lore e di penitenza, e ne riporta i diver-
na università, formarequelle leggi par-
di si testi. L'istiliizione deli'tuiiversità arti-
ticolari, che giudicarono più alte ed op- stiche non andòdiigiunta dal riunirsi sot-
portune per il buon regolamento de'lo- to l'invocazione d'alcun santo a princi-
ro interessi, ben persuasi, che senza la gui- pale patrono, o della B. Vergine, o di ab
da di queste non avrebbero mai potuto cimo de'di vini misteri. Il p. Me nocino nel-
condurre a buon termine di loro affari.
i le Stuorp. ^ t. 1 , centuria 5.^ ci diede il

Quindi è, che con queste leggi particola- Gap. (io: Deili santi che si onorano e in-
ri formarono li di loro rispettivi statuti, vocano come protettori delle scienze e ar-
all'osservanza de' quali si soggettarono, ti, e iti alcune sorti d'infermità. Dice es-
riportandone per maggior fermezza ed sere uso de'fedeli di avere particolare di-
inviolabile osservanza l'approvazione dai vozione e di ricorrere ad alcuni santi co-
legitlimi superiori, conforme lo ditnostra- me protettori (l'aloune arti ofìcoltà, ©co-
no ad evidenza tutte quelle università, me da Dio privilegiati per soccorrere in
che in quest'alma città di Roma si tro- certi mali gl'infermi. Quindi s. Giuseppe
vano erette". Allorché poi in Roma e al- sposo di Maria Vergine è protettore de'
U i\ I UNI 9
Iegnninor»,percliè è tradizione antica,cli'e- essendo stalo schiavo, coltivò l'orto del
gli esercitasse quest'arte, sebbene s. Giu- getjero del re de' vandali; per umiltà s.

stino «nailire tiene che fosse fabbro di Alessandro filosofo esercitò l' arte vile e
ferro. Di s. Eligio vescovo di Noyon si sordida del carbonaro ; onde potrebbero
scrive ch'egli fosse stalo orefice e fabbro essere protettori, il i.** degli ortolani, il

ferrare, e che fabbricasse le casse dove ri- 1° de'carbonari. Degli studenti sono av-
posano s. Germano vescovo di Parigi, s. vocati s. Nicola di Bari es. Caterina ver-
Luciano, s. Genoveffa, s. Colomba,?. Mas- gine e martire (questa lo è pure de'pre-
simiano, s. Giuliano, s. INIarlino, s. Bri- lati uditori di rota: anzi della scolaresca
zio , s. Dionisio ec. Li sartori sono sotto è proletlore s. Luigi Gonzaga ancora).
il patrocinio di s. Omobono cremonese, De'leologi sono patroni s. Agostino, s,

ih' esercitò tale arte. Li cakohu'i de' ss. Tommaso d' Aquino e gli altri dottori
Crispino e Crispiniano, i quali tuttoché dell.» Chiesa. De'naviganti è protettore s.

fossero nobili non isdegnarono di far


, Nicola, de'carcerati S.Leonardo, degli ap-
quest'arte. E ad essi può aggiungersi s. pestati s. Rocco e s. Sebastiano, ec. Lo
Aniano vescovo d'Alessandria, il quale di slesso p. Menochio nella cent. 6.' ragio-
giovinetto esercitò l' arte di scarpinello, na nel cap. 63 Che non sì deve dispu-
:

ed entrando in quella gran metropoli s. tare se questo o quel santo sia appres"
Marco evangelista suo[.°vescovo, e tro- so Dìo (li maggior merito^ o abbia pìU
vatolo sulla portagli die ad acconciare le gloria in cielo. Però insieme avverte,
sue scarpe, il che facendo Aniano si feri che non si può condannare, né stimare
colla lesina; s. Marco lo guar'j, il prese a riprensibile il paragone che talvolta fau-
discepolo e poi l' ebbe a successore. 1 ss. no Sanli lodando altri Santi nelle spe-
i

Claudio, Nicostrato, Sinforiano, Castorio ciali virtù in cui singolarmente fioriro-


e Simplicio martiri, furono scultori e poi no. Egualmente non è censurabile il far
protettori degli scalpellini e altri scultori. paragone delle azioni mirabili e gloriose
De'pittoriha la prolezione s. Luca, come imprese di due Santi, considerando quel-
anco de'medici, perchè s. Paolo lo chia- lo che spicca maggiormente nell' uno e
ma medico. Di questa stessa professione neH'.dlro,quando non si faccia per de-
ddlla medicina furono ss. Cosma e Da- i jnimere V uno per far risaltare T altro,
miano fratelli, e sono patroni de'barbieri dovendosene lasciare il giudizio a Dio sui
comechè prima essi quasi tutti esercitava- loro meriti, il quale dev* essere onorato
no la bassa chirurgia. Protettrice de'cie- e lodato in ciascuno di essi; per quan-
chi (della compagnia di s. Elisabetta de' to e pieno d* unzione si legge nell'au-
ciechi e storpi di Roma, parlai nel voi. reo libro Dell' Imitazione di Cristo ,

LVj p. i4> e in seguito ne riparlerò a' lib. 3, cap. 5S. Il vescovo Sarnelli, Let'
suoi luoghi) e de'malati d'occhi è s. Lu- tere ecclesiastiehe, t. io, p. 29, riporta
cia, non perchè nel martiriOj le furono la seguente bellissima riflessione del ce-
cavati tali organi della vista, ma pel suo lebre cardinal Pallavicino gesuita nel li-

nome derivante dalla luce; de'bouibar- bro, L' Arte della perfezione cristiana.
dieris. Bai bara (autihe della milizia). De- Ogni onesta professione può esercitarsi
gli avvocali e curiali è patrono s. Ivo, il da'cristiani sì perfettamente, che giunga
quale senza prezzo e per amor di Dio di- alla virtù eroica, la (|ualeovesia manife-
fendeva le cause de'poveri, delle vedove stata alla Chiesa con sicura te>timonian-
e de'pupilli, {lerciò è protettore anche di ZI da Dio, riceva incensi e altari, cioc-
essi; de' nolari s. Genesio notaro e n»ar- che non avveniva tra le superbe creden-
tire; degl'iiKjuisilori s. Pietro inartiie ilo* ze de'ciechi gentili. Quindi è ohe nbbia-
iiicuicauu. il vescovo Ui 2^ula s. PaohuO) uiu uui ti'u'suuli cuuuui^z.ali d. Omubuuo
IO UNI UNI
sartore, s. Isitloro agricoltore, s. Alessan- re dì Roma celebratissimo, nacque
di pa^
dro carbonaro,! ss. Crispino e Crispinia- dre mercante e di madre serva, L'arpi-
juo calzolari, i ss. Diitistano, Ferrare, Pro- nate G. Mario dall'aratro passò a domi-
colo e Massimo muratori, s. Paolo for- nare nella repubblica romana. Pertina-
narOj s. Vinoco n»olinaro, s. Riccardo coc- ce imperatore era figlio d'un carbonaro.
chiere e carrozziere, ed altri di tutte le L'imperatore Giustino I era uscito dalla
onesle professioni. In più luoghi storica- casa d'un bifolco. L'imperatore Marzia-
mente rilevai che moltissimi artefici , e no era di nascila oscuiissima. Viviani da
Lalltrali (F.) di famiglie basse , oscure povero contadino diventò il piùgran ma-
non Nobili (/^^.), di tutti furono nobilita tematico del suo secolo, dopo il Galileo,
tori, per la nobiltà dell' ingegno e delie ch'ebbe a maestro. IlGelli dall'umile con-
virtù, lutti i saggi convenendo d'atlri. dizione di sartore potè innalzarsi f ra'più
buire più grande valore alla nobiltà ot- eleganti scrittori d' Italia. Avvenne lo
tenuta col merito, che a (juella fondata stesso al Burchiello, barbiere di profes-
soltanto sopra una serie d'antenati, o dei sione, divenuto da se un rinomatissimo
Titoli d'onore [f^.) o di decorazioni eque- poeta giocoso. L'insigne Spontini fu a Je-
stri ormai il più delle volle provocate! Se si un sartore , e poi divenne un colosso
non meritate, servino almeno di slimolo musicale, li sommo Canova nacque
po-
alle nobili imprese e all'esercizio delle verissimo in Possagno, e ciò non ostan-
virtù. Di che riparlai nel voi. LXVIIl, p. te, mercè il particolare suo genio, si fece
i5i, ripetendo la sentenza La nascita : vedere il redivivo Fidia italiano, Di que-
fa il Gentiluomo; la virlu sola fa il Ca- sti esseri privilegiati da Dio potrei farne
valiere. Ivi dissi pure di que'di basso li- un copioso catalogo, ma bastino per sag-
gnaggio, ma discendenti anch'essi da'co- gio i ricordati. I belli ingegni emergono
rnuni proto-genitori Adamo ed Eva (tut- da per loro; e chiunque abbia sortito dal-
ti poi redenti col prezioso Sangue di Ge- la natura forza straordinaria d'ingegno

sù Cristo), i quali per le loro illustrazio- e d'intelletto, con mezzi straordinari si


ni, sapere e virtù s'innalzarono per me- appalesa e giunge alla meta. La storia di
liti esclusivamente personali alle più su- tutti popoli ce ne fa fede non dubbia,
i

blimi dignità o a celebrità imperitura. La Patria e i Parenti, come provai in


La vera nobiltà consiste nella virtù co- quegli articoli, ossia la bassa origine e l'o-

nosciuta: Nobiliias nihil aliud est, quani scura condizione non è impedimento al
cornila virtus, come la definì Cicerone. sommo Pontificato , e molli di tali con-
Disse s. Gio. Grisostomo; La virili del- dizionimeritamente vi ascesero e glorio-
l'animo e non la nobiltà de nostri mag- samente regnarono.O Nobile oServo{V.),
giori fa V uomo nobile, chiaro ed illu- o artista o artefice , disse un moderno :

stre. Sulla vera nobiltà si può vedere il «Dobbiamo conoscere e convincerci che
ca V. ^ngtW, Memorie storiche delC ordine oramai nella società umana ogn» uomo
yi arcato dello Sperone d' oro, p. 120 e è valutato soltanto per quello che perso-
seg. Egli tra le altre sentenze riporta nalmente vale, e nulla più 1
" Questo non

quella pure di Falaride le di Girgenli è già un pizzico di Socialismo (F.) o co-


benché lirarmo: Io non trovo altra vera munismo, lutt'altro; poiché senza il me-
nobiltà, che la virtù _,
tutte le altre cose rito e senza le virtù ninno degnamente
sono soggette alla gran volubilità dell'in- si può elevare, e procacciarsi la pubbli-
stabile mondo, ed uno, quantunque na- ca stima. Anche nell'esercizio di qualun-
to in basso e umile stato, purché sia vir- que mestiere, si può ciascuno distingue-
tuoso e buono, può divenire nobilissimo. re, colla religione, la probità e la capaci-
Aggiunge l'Angeli, che Tarquinio Prisco tà; si può ancora santificare, come da'ri-
V NI UNI II

feriti esempi, e precipuamenle col rasse- descrìpta nomina sub porticu^ ex his sin-
gnarsi e conlenlarsi, sebbene dolalo di guliie tribus smini sibieligunt Consulem.
maggiori intelligenze, nella posizione in Quae uelul tribunicia immunità^ cumju'
cui Iddio r lja posto in questa transito- risdictione et indultis civibus concessa est
ria e breve esistenza, per meritarsi l'e- et confìrmata per diversos Ponli/lces
terna salute. Sì legge nel l. 24, p.4^ 'l^'" Martinum V, Paulum TII,Juliitm III,
V Album dì Roma, La veste non fa il Pium IP^j Gregoriani XIII, const. Al-
Vionnco. La croce non ja il cavaliere. mam Vvhemialiosque. Sunt vero Consu-
Lai toga non fa il professore. La bar- les Judices competentes in causis ad ar-
ba non fa il filosofo. iem cujusque tribus spectantibus. Marti-
Le università artistiche furono sempre nus V
const. 6, Sixtus const. 1 4- Qnod V
a cuore de' Papi, onde si mostrarono con sì homotechni Sociique tribus suae Con-

(?sse benignamente larghi di approvazio- sules gravari sentiant rem deferunt ad ,

ni, di privilegi, di concessioni di chie- Conservatores Urbis. Ad qnos etiam pro-


se, per ri.icremento dell'arti, de'meslie- vocare possunt artifices a scntentiis suo-
ri e dell'industria, confermando eccel- rum Consulwn. Nel voi. LXIV, p. 52 e
lenti leggi, statuti (di questi l'eruditissi- 61, trattai del tribunale di Campidoglio
mo d/ Andrea cav. Belli ne possiede la de'Conservalori di Roma, cjje procedeva
rara collezione di circa 60) e regolauìen- sopra i ricorsi de'consoli dell' università

li. Gli uni egli altrianlicauienle e prima delle arti e mestieri, come giudici ordina-
deli3i5, e colla furmola riferita da Vi- ri delle loro appellazioni; e dissi che i

tale, Storia de' senatori di 3o8, Roma ^^. consoli stessi intervenivano al bussolo per
furono molte volte ap[)rovali anche da' l'elezione de'giudici di Campidoglio. Nel
Senatori di Roma (f^.J, P tali conferme secolo XIV doveano i consoli ei camer-
servirono poi a stabilire meglio l'epoche lenghi dell'arti rendere ragione dalla Tor-
di loro serie cronologica (a completare re (F.) del Mercato [F.) di Ro«na pres-
la mia qui aggiungo, che il Giornale di so Campidoglio. Dagli statuti di Roma
Romade^Yii febbraio 1807 riporta, che
1 apparisce, che quelle arti professioni, che
il Papa con biglietto del ministro dell'in- formavano corpo o collegio, eleggevansi
terno, ha non)inalo Senatore di Roma fin da quel tempo loro consoli e camer-
i

il principe d. Domenico Orsini, il quale lenghi, quali durare non potevano in uf-
i

come dissi a quell'articolo già lo era sta- ficio oltre un anno, essendo obbligati di

to; indi nella mattina de'i3 coli' intera rendere ragione nel detto sito a ciò desti-

magistratura, portossi grande treno alin nato. Quod Consulcs Ariium reddant
Vaticano, ove il Papa nella camera del a Turre Mercati versus CapiloUum.
jiis

trono l'ammise a prestare il giuramento, Statuimus et orduiainus y quod nullus


,

unitamente a'nuovi conservatori: poscia Consul, velquivis alius audeat, necprae-


il senatore e i conservatori passarono a sumat quoque modo tenere Curiam ejus^
ossequiare il segretario di stato). 11 p. Plel- et reddere rationem interillos, quibus de
tenberg riferisce nella Notitia Tribuna- / lire j et ex forma Statutorum Urbis per-
li uni Curine Romanac, e. 4*^» § ^ De foro missum esty et consuetum in aliqua par-
Capitolino 3 seujudicio Setialoris, etCon- te Urbis, nisi tantumdumiaxat a Tur-
servatoruni Urbis. Suntpraelerca in Ca- re Mercati superversus Capitolium , et
pìlolio sìngnlaria quaedani Subsellìa, in in loto ipso Foro yCt nihilominus gesta per
nuibus opi/ìcia elarles ni sunt Mercato- talem Consulem , et queincumque aiiud
rum lìJerciariornm , Aroindlarioruniy
, Officialem extra loca praedicta sint nul-
Piinnarioruuì, aUoruinque plurimoruiii la ipso jure , et nullus Offlcialis Curine
ai ti/icum^ quorum in pensUi tabula sunt debeai ipsos processus senlentias execu-
IO UNI UN T

(ionimandare. Questa stessa Torre del lo delia festa e processione dell' Assunta
Mercato si trova espressamente nomina- alla basilica Liberiana con pompa mae-
la nella conferma degli statuti dell' arte stosa e trionfale, con l'inlervento del Pa- •

della lana, fatta a'9 agosto iSyi da'con* pa, de* cardinali, del clero , del prefetto
servatori di Rojna , che facevano le veci di Roma, del senato romano, e del popo-
del senatore, ordinandovisi: Quod Con- lo scompartito nelle sue arti e confrater-
sules diclae Artis debeant sedere , etjas nite co' loro consoli, delle scuole e della
reddere wiìcuique de Arte ipsorum a curia. Narrai pure che nella desolazione
Turre Mercatisiipraversus Capìlolmm^ cagionata a Roma nel 1084 da Pioberto
et per taluni Forum, secunduni forniani Guiscardo , la compagnia de' macellai
novorum Slatulorum Urbis. Ne' famosi composta di ardimentosi e forti, traspor-
giuochi e spettacoli clamorosi d'Agone e tò la ss. Immagine Acheropita nella chie-
di Teslaccio, cheaveano luogo in Roma sa di s. Giacomo al Colosseo e la difese.

pel Carnevale di Roma e nel /Ife^e d'a- In premio fu concesso alla compagnia il

gosto, e da me descritti ne' voi. X, p. 84 privilegio d'intervenire alla solenne pro-


e seg., XXXI, p. 177 e seg.,LXI V,p. 38 e cessione con elmo in capo e usbergo (eoa
seg., e 62, in essi v'intervenivano e pren* corazze e celate in capo o altra armatu-
devano parte, oltre l' università degli e- ra di testa, secondo i tempi), con fiaccole
brei, le romane università artistiche, con in mano, e con tizzoni di legni preparati
tulli gli artigiani e addetti di ciascuna ve- e accesi, o bastoni armati di fuoco, intor-
stilidecorosamente. Negli statali di Ro- no e vicino alla medesima ss. Imcnagine,
ma composti sotto Eugenio IV nel 1 44^5 per difenderla e trattenere la calca del po-
poi riimovati in tempo d'Alessandro VI polo onde non fosse impedito l'incedere ai
e stampali nel 52 3, in ordine a'ricorda-
1 portatori. Perciò i macellai furono detti
ti giuochi, ed alle processioni solenni di gli Stizzij e il sodalizio la Compagnia de»
cui vado a parlare, si trovano le seguen- gli Stizzi, ricevendo i confrati di essa in
ti ordinazioni. Che i conservatori di Ro- dettogiorno nell'ospedale del ss. Salvato-
ma dovessero con diligenza rivedere e re la colazione e ristoro, e nel giorno del-
tassate le spese, che si facevano dalle uni- la Purificazione una libbra di cera dalla
versità dell'arti. Quoscumque inlroiluSy compagnia del ss. Salvatore. Per tale be-
et exitus, et ConipuLus (^amerae praedi- nemerenza fu loro inoltre accordala nel-
ctae , et Canierarios , per Universitales la festa dell'Assunta l'annua liberazione
Artium^sweUi Ludispublìcis^ etsoletnni- d* un condannato a morte (tale privile-
bus Festlvitatibus quae in Urbe in As'
,
gio comune ad altri sodalizi soppresse In-
snmplione B. M. ^ir^inis de mense au- nocenzoX, e definitivamente Pio VII, que-
gusti, et in Agone et Testacio celebran- sti soltanto conservandolo a quello di s,

tur , diligentissime recidere et taxare. Giovanni Decollato della Misericordia


Trattasi pure: De Judaeis non cogendis per assistere gli slessi condannali al sup-
per Consules ad solvenduni per Duple- plizio, il che rimarcai pure, riparlando di
riwn B. y. de mense augusti. Nel voi. esso, nel voi. LXXVIII, p. 65: qui poi mi
LXll, p. 61, 72, 73 e 76, ragionai delle piace notare che negli statuti di Roma,
celebri processioni nelle quali si portava la rinnovali nel pontificato d'Alessandro
prodigiosa immagine Acheropita del ss. VI, nel cap. 23 fu stabilito, che quello
Salvatore, che si venera nel santuario del- ilquale fosse stato liberato dal carcere
la Scala santa {^f^ .)^co\\i.\ Lavanda dei nel dì dell'Assunta, ex benignitateSS. D.
p/V/i (/^'.) della medesicua, massime nel IV., non possa ulterius sìmileni grati ani
giorno della vigilia per lo scoprimento e obtinere). Ma i macellai eccitando talvol-
piouessioue delia as. Imma^iue^e iu quel» ta ueiraccoiDpagua aleuto disordini, risse
U N I UNI i3
e lumnllì, nel i55i si decretò da'guar- degli Albergatori. Nella riferita descri-
diiini del ss. Salvatore, ed approvò Giu- zione, ove si enumerano talami che do-
i

lio 111, che non più intervenissero alla \eano fare le arti, essi propriamente non
processione, il Papa trasferendo le prero- sottoposti secondo l'ordine graduatorie
gative e i privilegi alla slessa compagnia come doveano procedere. Bensì in una
tiel ss. Salvatore, e 1 azione di circondare gran tavola di marmo alìlssa a pie delle
Ja ss. In)maginea 89 nobili romani di det- scale grandi del palazzo de' conservatori
ta conipagnia, per maggio»* decoro e ci- in Campidoglio, vicino alla colonna ro-
viltà. E siccome lutto riportai col Maran- strata, si prescrive dal senato di Roma un
goni, Istoria di Sancla Sanctoriim e del- ordine colla precedenza delle arti, le qua-
la celebre immagine del ss. Salvatore A- li sotto pena di 25 scudi d'oro interve-
c7ie/o/?//^,cosìcon esso aggiungerò, l con- nir doveano alla suddetta processione, af-
soli delle arti della città erano primi nel-
i finchè fra di esse non nascessero contese,
la processione dell'Assunta a incontrare e si assegna a ciascuna il proprio luogo
la ss. Immagine, con doppieri di cera di e ordine, e sono in tutte 4o. Questa ta-
5oo libbre circa per ciascuna università, vola scorrettamente si riporta dal Milli-
collocati sopra talami di legno dipinti, no, pe'rilievi notati dal Marangoni ,
per
ciascuno colTinsegne della propria arte e autenticare con essa un errore da lui pre-
altri strumenti che le distinguevano. 1 so nel riferirla. Sembrò necessario al Ma-
quali talami con lumi sopra portati da rangoni di esporla con fac-simile, che in-
8 ovvero 12 facchini, procedevano avanti tendo riprodurre, avvertendo che nell'o-
la ss. Immagine, secondo il grado di cia- riginale molte lettere sono tra loro con-
scun'arte disposti,e ordinati da'marescial- giunte e attaccate, e rarissimi sono pun- i

li e ulljciali. Questi doppieri e talami delle ti fra le parole (ne porrò alcuno oi^irgo-

arti solevano essere 40) secondo un'accu- la). Triuniphalis genlilium pompa Angg,
rata descrizione del 1 462,e si facevano cia- Jionori reddi solita ad devottun cliristia-
scuno da ogni arte meccanica a spese pro- nae Religionis cullum redacta Dei Ge-
prie e grandi. Procedeva peri.^il talamo ni triàs Virginisfeslo die dum ChristiSal-
della Camera di Roma, con due doppie- vatoris Nostri mirabile simulacr. ex La-
ri della nobil'arle degli Agricoltori di Ro- terano in Exquilias ad Mariae Matrix
ma seti Bohaterioriim. Indi seguivano il Majorem aedem quot annis ingenti plaii'
doppiere de' Mercadanti^ de' Banchieri su solemniq. Processione defer tur prò Se-
seu Campsoriini^ ùcMerca danti in Ma- natus magistratuumq.el totius equeslris
re, óeMercadanli dell'arte del fiume, de' ordinis dignitate populique et plaebìs
Lanaioli, degli Speziali, de* Conciapel- observanlia ne ulla post hanc inter pie-
lif Ait Macellai del fondaco di s. Marcel- beia Colltgia contentio fìat decretuni est
lo, de' Macellai del fondaco di Ponte e ut hoc Statuto ordine universi cuni suis
di Campo Macellai del fon-
di Fiore, òe: faculis thalamisq. et lumìnarib. sacrani
daco di Sapa, de' Macellai del fondaco Jmagintm qua iterfecerit coniitentur ea
di ... , i.\ti Pescatori, (\e Calzolai, cW da- ratione ut qui proaimiores simulacro sint
vatlini, degli Orefici, t\e' Merciai seu Ga- digniores habeantur. Aquari; iter auspi-
liarioriim,i\{ì Pittori, <\ìì Marmorari, de* Fornacarij , Molendinarij^
ceiitur, post
Ba Ulnari, óa' Barbieri j de' Catpcntari o Muliones Lignarij , Mulioncs Finarij\
Facocchì, da' Figlili o Vasellai, tic Fer- Caupones Salsamenlarij Candelariis
, ,

rai, de' Candeloltari , de' A/olinari , de* ex saevo, Piscatores piscarij y f'inilores
Fornario Pislori,(\t Sellai, degli Oa//,de' olitoresq., Pistoresfornariq., Pelllpari,Fi-
rotatorie Ortolani^ i\e Barbieri ((pjcsla gali. Stabularli ergastuli lignorum,Mer'
ripeiizioue si legge nell'uiiginule), de'. . .
.,
cinìoniarijiStlUinj\ Coriatij, Totisores,
i4 UNI UN I

Calce etri] Lan ìj^Siilores ^Sailortaq.^ Fa


^

distribuivano anche a' Professores Jr-
bri Ugna rij\ Fahri ferrarif\ Aiirifives, //«m^ ed alle Unìversitales Laicales, per
j4ro m a larij, Nu m m u la rij\ La n ifices^ Fu l- l'erezione degli archi d'ìTrionfo{F.),n(m
lonesq., lìJercalorfs pannorum^ J^ricul- che Judaeis prò repraesentaliones legis^
torts, Boari] ^ Thalamusro.fiscì: Siquis per l'accennata funzione, ragiona Mo- il

ergo seciis ffcerii xxr aiireor. poena inni- retti, Ritus dandl Presbyterium, p.241
letur. Noi solenne Possesso del Papa ( K), e 263, cioè dantur ronianispro Arcubus
fino al tieciinare del secolo passato, nel i e- trig'inta qninque librae provisinae et di-
carsi alla proto-basilica Lateranense , il midiae, /udaei vìginti solid. provesinos.
trailo dì strada che corre fra la discesa Anche in altri tempi ordinari i Papi di-
del Campidoglio, la Piazza di Campo stribuivano lo slesso presbiterio, Schola'
l^accino (F.), l'antico Foro Romano, e nimUrbisM p.Mabillon,/li/<.yei/f^/.,t. 2,
la Piazza di s. Gioi>anni in Laterano p. ig5: Ordo Romamis XII, compilato
(F.), al modo che riportai ne'luoghi ri- da Cencio Camerario, nel 1216 Onorio
cordati nel voi. LXX,
p.i33, e meglio di- 111,^\ix,Quibus Scholis datnr Presby-
rò in seguito, veniva magnificamente ad- terium, et quantum ecco
, (HìHulo riporta.
dobbalo dalle 70 arti o università arti- Hoc presbyterium Scholarum Urbis,
est
stiche di Roma, con arazzi e ornati mol- quod eisdem Scholis infesto Natività tis
teplici, emblemi simbolici , ed iscrizioni Domini, et Paschae, per manus Caniera-
dUusìvc alle virtù e gesta del nuovo Pa- riidatur in tanta quaniitaie, scu tali nu-
pa , oltre alcun arco trionfale in qualche mero. Infesto Paschae Domini, in Na^
altra strada, le quali università si distin- tivitate ejusdem, et converso annis singw
guevano dalle rispettive cartelle. Però lis, sine diminulionc donatur. Adcxtra-

dall'arco di Tito (di cui nel voi. LVIII, toribus deceni solid. provesinos, et duo
p. 70, e altrove), che ricorda l'espugna-
I solid. prò regno. Ostiariis decem sol.
zione di Gerusalemme e la guerra giu- proves. Mappulariisqni Stimulati dicun-
daica, sino al Colosseo (^.), edificalo da- iurquinque sol. proves. et duodecivi den.
gli ebrei fatti schiavi in tal guerra, spet- prò toalea. Majorentibus quinque soL
tava l'apparato all'università degli Ebrei proves. Cubiculariis quatuor sol. proves.
{F.)f i quali oltre gli arazzi , secondo il F^astarariis quatuor sol. proves. Fiola-
costume loro, aggiungevano in vari car- riJs quinque sol. proves. Ferrariis prò
telloni diversi emblemi figurati simboli- column. quatuor sol. proves. Calderariis
camente, con epigrafi della s. Scrittura, quatuor sol. proves. Dandonariis Colo-
alludenti alla loro divola ubbidienza al saei decem sol. proves. Scopalatiis qua-
sovrano Pontefice, alle sue lodi e al suo fuor proves. Mandatariis decem sol.
sol.

possesso (per quello dei regnante Pio IX proves. Muratorihus s. Pelri ceto sol. prò-
preso con maggior pompa degli ultimi ves. Carbonarìis octo sol. proves. Jliis

predecessori, dal Foro Romano al Late- Mnratoribus quinque sol. proves. Ban-
rano si rividero in parte lungo la via gli donariisCacqbarii decem sol. proves. Ju-
antichi addobbi, cioè nel modo descrit- daeis vigiliti sol. proves. Notandum quod
to dal n.° 4^ delle Notizie del giorno Presbyterium supradiclum pracdictis
del 1846, non però dall'università arti- Scholis donatur propler servi ti uui quod
stiche). In questa finizione gli ebrei, nel exhibentCuriae Romanae utinferius sub-
passaggio del Papa gli presentavano la lo- scribelur. Le nominate scuole, di alcune
ro legge, al quale omaggio poi sostituiro- delle quali scrissi articoli, paie che appar-
no la particolare offerta dell'elegante li- tenessero alla Famiglia pontifìcia, e nello
bro, che descrissi al citato articolo. Del stesso Ordo Romanus si rende ragione di
Presbiterio (F.) che auticaraeulei Papi tulte.Quanlo agli ebrei si dicea p.200: Ju-
U N T UNI i5
(Idei vero repraesenlanl DomìnoPapneìn la Sicilia e poi trionfò; Marco Varrone
die Coroììalionis suaeLegem in i'zV7(poi( he figlio d' un macellaio divenne console;
anticamente prendeva appe-
il Possesso si Marco Scauro, nato da un carbonaro, fu
na seguita la Coronazione, quale conti- annoverato all'ordine patrizio; Caio Otta-
nuazione (li questa fimi\one)yelei faciunt viano Augusto ebbe ad avo un argentie-
laudts, et tres lihras,^ imam pìperis , et re; Quinto Cincinnato dopo la dittatura
diias libras de cinnamomo^ ajferunt ad tornò a coltivar la terra, come fecero al-
Cameram. Carlo Bartolomeo Piazza, se- tri grandi personaggi della repubblica e

guendo Fanucci,nel 679 stampò inKo-


il 1 dell'impero, cosi l'imperatore Dioclezia-
ma y Opere pie di Roma, indi più ampia- no e il re Aitalo. II cardinal Carlo Lui-
mente e con soverchia diffusione e lodi, gi Morichini vescovo di Jesi, da prelato
nel 1698 pubblicò eziandio in "RomaVEu- nel 1842 pubblicò in Roma, Degl'istituti

sevologioHomano. In quesle opere si trai- di pubblica carila ed istruzione primaria


la ancora di tutte l'università artistiche di in Roma^cwè riprodusse con molle giun-
Roma, e me ne gioverò poi nel descriver- le Saggio storico statistico che avea da-
il

le. Oltre a ciò nella sua Gerarchia car- to in luce nel i835, opera importante e
dìnaliziay a p. 739, fece la digressione : pregiatissima. Nel cap. 9 rimarca che per-
Che la povertà e le arti meccaniche non correndo le Strade di Roma (f^>), legge
pregiudicano punto al merito delle vir- i nomi delle vie de'Borgognoui, de'Lore-
tù. Comincia col celebrare Nicolò V ed nesi, de'Polacchi e d'altre nazioni, le qua-
ifasti del suo memorabile pontifìcato, il li dierono nome alle contrade per le chie-
quale usò per stemma le chiavi incrocia» se, ospizi e ospedali che vi eressero. Me-
te,da'predecessori e successori usate più desimamente altre vie ancora si nomina-
per ornamento che per corpo d'impresa. no dagli artigiani ed esercitanti mestie-
Alcuni opinarono avere Nicolò ciò pra- V ri che l'abitavano, o da qualche pio isti-

ticalo per la sua bassa origine, e perciò luto che loro per origine o governo ap-
privo d'insegna gentilizia, per questa u- partenesse,come si vedrà poi ne'paragrafi
sò le chiavi simbolo della pontifìcia po- di molte. Questo prova che anco in Roma,
destà. Altri sostengono che derivò da no- come altrove, v'ebbero per lungo tempo
bile famiglia di Sarzana, che fece per ar- le famose università dell'arli e de'meslie-
me due fasce elevate in alto ondale in ri, che formatesi per l'interesse economi-

campo bianco, e congetturano che Nico- co , vi aggiunsero a più saldo vincolo il


lò V usasse le chiavi papali per stemma, principio religioso e caritatevole; e tutte
per aver voluto dimostrare, che il Pupa aveanochiese,oratorii,congregazioni,spe-
deve lasciare tuttociò che deriva da' pa- dali,lin)Osiiie.« Imperocché il lavoro che
renti. Ma non fu imitalo, considerando- negli antichi tempi era fio mani degli
le

sì da'successori riunire in loro non meno Schiavi (/^.), neir età di mezzo de'viV-
l'apostolico e l'ecclesiastico, n)a il tempo- vi (neir antica Corley come narrai in
rale e il politico principato. Indi osserva quell'articolo, doveano possedere un me-
il Piazza, che Gesù Cristo volleessere cre- stiere non clan»oroso, e risiedere in pic-
duto figlio d'un legnaiolo, e gli Apostoli cole celle disposte intorno alla sala, per
furono quasi tutti poveri lavoranti; e che evitare il pregiudizievol»^ ozio e le ripro-
l'agricoltura e il lavoro delle proprie ma- vevoli mormorazioni, ed insieme riceve-
ni non oscura il merito concedendo il , re un aiuto da tale lodevole occupazio-
primato all'agricoltura, permessa dalle ne: ora tranne qualche sartore o eserci-
leggi romane a' loro capitani e magnali tante alcun altro u)estiere, tale morale e
come arte ingenua. Perciò Paolo Uupi- vantaggiosa consuetudine si può dire ab-
ho artefice giunse al consolalo, governò bandonala), quando fòrtuualaaienle veu-
i6 UNI UNI
ne in qviella degli uomini liberi ebbe hi- cai'. /Alessandro Riifinì. Considerando
ftogno di prolezione e tutela che gli ven- l'autore che non poche vie traevano l'ori-
ne dall' aggregarsi insieme di quelli che gine da' titoli di parecchie osterie, calTè,
professavano 1'
aite medesima. Quindi alberghi e locande, non volle lasciarne in
torsero le università e maestranze, le <jua- oblio le opportune notizie, e con mollis-
Ji certo a'ioro tempi ebbero un utile sco- sima pazienza ne formò una ragionata
po; ma fallosi poi monopolio deli' indu- raccolta, unendovi la spiegazione dell'o-
strie, veuiiero da tulle le savie ammini- rigineed etimologia di ciascun nome, per
strazioni disciolte. Ciocché fra noi ado- ordine alfabetico. 11 complesso di tante
perava il Pontefice Pio VII, sul princi- particolarità non lascia d' interessare , e
pio del presente secolo; e quando allri tutte le raccolte riescono sempre utili. Da
stali ancor disputavano sulla libertà com- questa inoltre rilevasi, che l'osterie, caf-

merciale, Pvoma persuasa di quell'econo- fé, alberghi e locande di Roma, a tutto


niica dottrina laponeva in fatto e fran- l'anno 1854, ascendono nel totale a nu-
cava l'industria da ogni inceppamento. mero 808 , cioè osterie SyS, caiTé 53, i

E forza nondimeno confessare cl»e se le locande 3 [, alberghi 22, e trattorie 29.


università di arti e mestieri erano a' di Quelle poi che non portano alcun nome,
nostri economicamente dannose, aveano e che perciò non sono slate descritte, som-
però in se molti vantaggi morali. Primie- mano a circa 227, cioè osterie iSg, cade
lamente esse tenevano uniti tulli quei 64, alberghi 6, e locande 18. Nel gennaio
ch'esercitavano l'arie ad adempiere mol- 1857 dalla statnperia della camera apo-.
te opere di religione nelle loro chiese ed slolicavenne pubblicala la Statistica del-
oratorii e confraternite, eia ricchezza con la popolazione dello stato pontificio del-
the le aveano dotale è manifesto segno l'anno 1 853, compilata nel ministero del
della fede e pietà che le animava. In se- commercio e lavori pubblici. Questo im-
condo luogo adoperavansi quelle divole portantissimo ed elaborato lavoro è lo-
jagunanze in molte e belle azioni di ca- datissima compilazione del segretario ge-
lila verso la vedova e il pupillo, verso nerale di dello ministero il eh. cav. Lui-
l'operaio inabile o vecchio; poiché aveva- gi Glifi, sulle notizie raccolte da'consigli
no ricetti per gl'infermi, doti per le zitel- di Roma e delle provincie. Meritò d'es-
le, soccorsi d'ogni fatta pe'poveri del lo- sere dedicalo al sommo Pontefice Pio IX,
ro mestiere; e il figliuoletto orfano Lrova- ed iln.°2odel Giornale diRomaòe\iS5j
•va e tutori e maestri nella professione pa- ne die breve contezza. Pili copiosa e con
terna senza ricorrere agli ospizi e conser- altredovute lodi la dierono la Civiltà
vatorii, sicché le pubbliche amministra- Cattolica, serie 3.', t. 5, p. 684 La Sta- :

zioni non avevano quel grave carico di tistica j t. 22; Le Cifre in confer-
6, p.
spese d'istituti e sussidii che or sopporta- ma deprincipiij e V Enciclopedia con-
no. In terzo luogo da questa forma di or- iemporanea di Fano,t. 5, p. 2 i i : Nuo-
dinamento nasceva un gran freno alla vo Censimento dello Stato Romano
costumatezza ed onestà degli operai, la cui per V anno i853. La popolazione di
condotta era nota a que'che tenevano la Roma e di tutto lo stato papale com-
somma delle cose dell'università ed eser- prende 3,124,668 individui. Tutto l'u-
citavano una grande autorità e quasi di- tilissimo lavoro viene diviso in o tavole, i

rei paterna su quanti vi appartenevano". dottamente spiegate e commentate. Nel-


Di recente si stampò ueliSoS in Roma, l'ultima tavola la popolazione é distribui-
JVotizie storiche intorno alla origine de' ta per principali categorie. Al mio scopo
nomi ili alcune Osterie, Caffè, Alberghi e riferirò solo quanto riguarda Roma,gr ni
Locande esiskntiin Roma, raccoUc dal dividui che contiene. Clero secolare 1 252.
UN 1 UNI 17
Clero regolare 2912. Magisliali e uffi- sa esorbitante sarebbero costretti prov-
ciali civili 3 108: Militari 4^^* Possiden- vedere da lontani pae^i, e gli arteOci che
ti di beni stubiiiigjG. Agiicoltori 3362. l'esercitano con onestà e capacità man-
Pastori 353.Cacciulori 25. Pescatori 1
39. tengono con decuro se slessi e le loro ca •

Minatori 24. Manifattori 25,90 r. Traf- se e famiglie. Le antiche corporazioni o


ficanti, mercanti, banchieri e agenti di maestranze d' arti e mestieri , delle poi
catnbio 7436. Trasportatori di merci e università artistiche, tra le città d'Ita-
di uomini per terra^ per (lumi, per mare lia in cui assai fiorirono e furono opu-
1749- Cultori delle scienze e lettere 81. lenti e polenti, e persino con signoreg-
Cultori della pittura,scultura, musica ec. giare politicamente i propri concittadini,
1 073. Medici, chirurghi, farmacisti e le- certamente di preferenza e per dare un'i-
vatrici 67 I. Avvocati, procuratori, notai dea dell' altre si deve nominare Firenze^
e ragionieri 949* Ingegneri, architetti, mi- la quale primeggiando nella Toscana^
suratori e agrimensori 293. Professori e giunse ad esserne la principale metropo-
maestri delle scienze e arti belle 793: stu- li, ed è perciò che in tale articolo ne ten-

denti ed alunni io5i. Famigliari serven- ui proposilo con più dillusione del pro-
ti stabili e di servizi indeterminati i 7,3o3. prio. Presto gl'industriosi e sagaci fioren-
Poveri questuanti e ricoverati 201 2. Dal- tini dierono opera alle arti, alle manifat-
ia Ch'iltà Cattolica^ nella detta serie, ture e al commercio. La i." che fioù fu
l. 6, p. 363, si dà ragguaglio dell'interes- l'arte della lana,cui reggitori o conso-
i

santissima: Rìi>isLa de pili iinportaiili li trovano nel 1.204 ; ^^ ebbe un


già si

prodotti naturnli e mamifatliirieri del- grande aiuto dall'ordine degli Umiliati


lo Stato Pontificio^ del eh. d.*^ Gaetano (/^.), che fondato in Milano nel secolo XI,
IVigrisoli professore di chimica generale attese principalmente al lanifizio. Con-
nell'università di Ferrara, qualificando- temporaneamente ad essa cominciò an-
la opera molto importante per conosce- che l'arte di calimala, cioè de'mercanli,
re le ricchezze del medesimo slato, con che facevano il commercio de'panui ol-
altri meritati eucouìii. Un cenno di sta- tramontani, venuti greggi a Firenze, ed
tistica universale del barone di Reden si ivi poi tinti, cimati e in ogni altro modo
legge nel n.''i53 de» Giornale di Roma perfezionali. Ma qaesl'artedecadde,quan-
del i855; quanto al numero degli abi- do negli altri paesi si conobbero le pra-
tanti delmondo, ne faccio cenno a Uoimo. tiche de' fiorentini, e fu perciò vietata
L'introduzione delle arti di qualunque J'eslrazione de'panni greggi. Fino a' no-
sorte, ed il loro esercizio fu sempre ne- stri giorni si manleime impor-nella sua
cessario in tutte le città, tanto per il loro tanza l'artedelia seta, detta cotuunemeu-
adornamento, quanto per il bene che ne te di Porla s. IMaria. Dalla Sicilia, dove

ritrae il pubblico, e ciò può facilmente il segreto di questa nobile manifattura


considerarsi con ridurre alla memoria la era stato divulgalo dal normanno conte
premura grande con cui municipii e i i Ruggiero II, venne poi trasportato in Fi-
principi lutti si sono sempre mossi a trar- renze sul finire del secolo XII; dipoi ivi,

ie dalle regioni piii remote per averle nel- come altrove, eziandio s'introdusse la col-
le loro città e slati , e per proteggerle e tivazione de'mori-gelsi. L'arte del cam-
sostenerle ne crearono maestrali e presi- bio diventò non meno florida, e produs-
denti; e sul riflesso ancora dell'utile che se forse più ancora dell'altre rimmensu
da delle arti si ritrae dallo stesso princi- ricchezza de'fiorenlini del medio evo: nta
pato, e dal comodo grande che ne sento- come sempre avvenne in (|ucsto perico-

no i sudditi e cittadini, quali trovano loso genere d'industria,banchieri amia- i

nelle loro proprie patite, ciò che con ispe- louu iucuulro u gravi pericoli ed a per-
VOL. LXXXIV.

lO&iemorvt, fi».
i8 UNÌ tJ t\ I

lìile enormi. Allorquando i popolani o littiedi sangue. Le ^r// si divisero in //i^zg-

quella parte degli abitanti di Firen/e non giori e minori.Uiìvi'ì m aggio riei ano com-
era più ligia a signori secolari nèecclesia- poste di giudici, di notari, di calimala o
Rlici, ne'secoli XU e XIII nùrabilmente mercanti, cambio, lana, seta, medici e
cresciuta di numero, d* avelie d'impor- speziali. L'arti m;/2on erano formale de*
tanza, benché non ancora dotala di di- beccai, calzolai, fabbri, caligai, muratori,
ritti politici, cominciò nel i^So a costi- vinattieri , fornari , oliandoli , linaiuoli,
tuirsi in un corpo politico niilitare oppo- pellicciai e vaiai, chia vainoli, corazzai, co-
sto alla nobiltà feudale e cittadinesca che reggiai, legnaiuoli, albergatori. Bisogna
allora governava; le corporazioni artisti- avvertire però che tra 1' arti minori le
,

che ch'essi componevano, presero forma prime 5 venivano ancora contraddistinte


più stabile colla creazione delle arti, al- col nome di arti medianej e che talvol-
le quali apparteneva ogni cittadino. Da ta unite alle 7 maggiori, si chiamarono

mollo tempo essendo insorta diffidenza e esse pure con questo nome, dimodoché
discordia Ira'nobili e i popolani, allorché delle maggiori se ne poono contare 12.
lo spirito democratico, favorito dal guei- Ognuna delle arti avea i suoi consoli , i

fjsmo, si popolo comin-


rese più forte, il quali si eleggevano, uno per ogni due de*
ciò a prendere nuovi espedienti per ab- 4 quartieri della città, e duravano 4 nie-
bassare la prepotenza della nobiltà. Sen- si. Da questi consoli veniva giudicalo nel-
tì pertanto come gli fosse necessario d'a- le controversie insorte per cose riguar-
vere un centro dove unirsi per la pro- danti l'esercizio delle arti. Ad essi pre-
pria difesa, e da cui dirigere tutte le sue siedeva il proconsole, che sceglie vasi nel-
operazioni; e fu a tale effetto che nel i ^66 I' arte de' giudici, ed era magistrato di
creò le corporazioni chiamate le arti, co' somma importanza, il quale avea poslo
rispettivi loro oiagistrati. Dall'essere a- immediatamente dopo i priori dell' ar-
$«critto a una dì queste arti fu poi fatto ti creati nel 1282, a* quali in compa-
tlipendere l'abilità, ossia l'idoneità, di es gnia del capitano del popolo spellava
sere eletto agli uffizi; condizione rigoro il potere esecutivo, magistrato chiama-
samente iniposta ed ampliata , nelle sue to Signoria; e dopo i collegi o compa-
applicazioni, nel 1 298 per la riforma de- gnie, che in 16 co' loro gon-
numero di
mocratica di Giano della Bella ricco pò* falonieri formavano co'buonuomini, ma-
potano, la quale dando tutto il potere am- gistrato di 12 popolani per assistere i
urinisi rati vo iu mano a'popolani, o al co- priori co'Ioro consigli originatone! i 3 12,
M detto secondo popolo, mediante gli or- una potenza, senza la cui cooperazio-
dinaujenli o slatini di giustizia, perven- ne la signoria non decideva nulla ne-
ne quasi adatto ad escluderne l'antica i>o- gli affari d' importanza. Il proconsolo fa-

biltà,tranne que'n)eujbri di essa, che per ceva sua residenza in un palazzo del-
la

farsi iu tutto eguali al popolo, acconsen- la via che tuttora dicesi Proconsolo. U

tivano ad esercitare ellellivamente que* numero dell'arti variò in Firenze secon-


mestieri a'quali si erano ascritti. Cosi la do tempi diversi.Rimase per lungo tem-
i

venne com-
scissione Ira'nobili e popolani po fermo quello di 7, suddiviso ne' giu-
piuta, e non mancava che una dissiden- dici e notari, ne' mercanti o arte di cali-
za per cui lo slesso partito guelfo venis- mala, nel cambio, nella lana, nella seta,
se a dividersi. Ma quest'occasione anco- ne'medici e speziali, ne'pellicciai e vaiai.
ra non tardò a presentarsi, e nel 3oo eb- j Ognuna di esse avea un console e un gon-
bero origine le fazioni Bianca e Nera^ le falone, una residenza propria, fondi e ca-
quali rinnovando gli odii antichi iva' Guel- pitali comuni, giurisdizione civile è cri-
fi e Ghibelliniy riempirono Firenze di de- minale sopra i suoi membri ne' casi de-
UN I UNl 19
tennlnalida'propri regolamenl/. Le loro narchia, detto tumulto de'Ciompi. Nel
il

iusegueeiano le seguenti: quella cle'giudi- i4o6 fu data all'arti la facoltà d'ornare


eie uotai,una stella d'oro in campo azzur- di statue le nicchie della loggia chiesa
ro; quella de'iuercanli, un'aquila d'oro d'Orsanmichele (di cui riparlai nel voi.
in campo rosso sopra una balla bianca LXXII, p. 208). Queste nicchie sono 14,
ammagliata; quella de' cambiatori, un e furono assegnate a quelle arti le quali
campo rosso sparso di monete d'oro; erano ricche abbastanza per sostenere la
quella de' lanaiuoli, un Agnus Dei in spesa occorrente.Tra quelle statue si ana-
campo azzurro; i setaiuoli portavano una mira il bellissimo s. Giorgio del Dona-
porta rossa cliiusa in campo bianco; me- i tello, il gruppo di Gesù Cristo con s. Tom •

dici l'immagine della B. Vergine io cam- maso capolavoro del Verrocchio. E qui
po d'oro ; finalmente i pellicciai aveaoo osserverò, che non solamente Firenze,per
l'insegna divisa in due parti, in una ve- le università o scuole dell'arti vanta ca-
deasi una squadra nera sotto due liste ne- polavori, ma anco altre città ponno fare
re e più sotto due liste rosse serpeggian- altrettanto, massime in Italia, come Fé-
ti, tutto in campo bianco; dall'altra parte nczìa per averlo ammiralo co'miei pro-
un Agnus Dei in campo azzurro, e più pri occhi. Nella festa di s. Anna, che in
sotto una specie di graticola composta di Firenze ricorda la cacciata del duca d'A-
pelli di vai. A queste 7 arti fu dato il det- tene, si vedono anche oggidì sventolare le
to appellativo di maggiori, quando nel bandiere del le arti sulle pareti esterne del
1282 si aggiunsero ad esse 4 altre, dette 1 ricordato maestoso edificio. Dissi che la

arti minori.l mestieri contemplati in que- Signoria di Firenze fu magistrato compo-


sta nuova classificazione furono i beccai, sto da'gonfalonieri dell'arti, e che col ma-
coll'insegna d'un montone nero in cam- gistrato de' 12 popolani buonuomini for-
po bianco; i calzolai, con 3 striscie nere mavano i così detti Collegi, senza i quali
traverse in campo bianco; fabbri, con i niente risolveva la Signorìa fiorentina.
le tenaglie egualmente in campo bianco; Ora conviene riflettere, che il magistra-
i galigai, con bandiera bianca divisa per- to della Signoria di Firenze otteune una
pendicolarmebte da una striscia vermi- meravigliosa stabilità, considerato il pe-
glia ; maestri muratori, con una scure
i riodo che dominò, col nome di Priori
in campo rosso; vinattieri, con un cali- i delle arti. Fu esso crealo da' popolani,
ce azzurro in campo bianco ; i fornai por- quando questi ebbero ottenuto forma e
tavano una stella bianca in campo ros- forza politica colla istituzione delle com*
so ;
gii oliandoli, un leone rosso con im pagitie del popolo, alla quale segui poi
ramo verde in campo bianco ; i linaiuoli, quella dell'arti; talché in fine poterono
una bandiera una
divisa in due parti, V pensare a togliere a'nobili il governo del-
bianca e l'altra nera ; cbiavaiuoli, due i la città e repubblica fiorentina; a'nobili
chiavi in campo rosso; corazzai, una spa- i le cui fazioni s'indebolivano sempre più
da vermiglia e un' armatura azzurra in nelle gare.Trearti delle più polenti.quel-
campo bianco ; i coreggiai, un' insegna le di calimala o mercanti, del cauìbio o
bianca divisa da due striscie rosse; i le- banchieri,e della lana,furono le prime ad
gnaiuoli, un albero ritto e a pie di esso accordarsi per eleggere 3 priori. In segui-
una casNH di legno; infine gli albergato- to, prendendo a ciò parte alcune altre, il

ri, una stella ros>a in campo bianco. Una numero ne fu accresciuto a 6, il che face-
delle dilferenze tra le arti maggiori emi-> va uuo per ogni sestiero; più tardi ma,
nori si era, che il goiifdoniere di giustì- ovvero due per sestiere. Qualche voltu
zia non potè vasi eleggere fuorché dalle ve n'erano anche 4 1 i
riilolti però di nuo-
prime, se si eccettui il breve periodo d'u- vo a A s(d)ito dopo
I la cucciala del duca
20 UNI U N I

d'Alene, quando i grandi parlecipnrono il I ."giorno del mese e venivano rinnova-


al governo; e finalmente, dopo la caduta ti ogni due mesi, tranne alcune occasio-
di questi, stabilmente ristretti a soli 8, ni in cui si elesse il gonfaloniere a vita e
cioè i\ue per ciascun quartiere. Si tro- quando fu eletto per un anno. Per lutto
vano anclie 8 priori, col gonfaloniere di il tempo del loro uffizio, signori dimo- i

giustizia inclusive, come nel i 343. Il no» ravano nel palazzo della Signoria, noa
medi questo magistrato neh 458 fu ma- essendo loro lecito di lasciarlo per qual-
lato in quello di Priori della libertà^ si voglia ragione. 11 gonfaloniere vestiva
nelle contese fra Cosimo de Medici il Pa- di lucco paonazzo, specie di toga, giier-
dre della Patria, e l'animoso e temera- nilo di tela d'oro, con calze di scarlatto;
rio gonfaloniere Luca Pitti. Per essere i priori dell'arti diseniplice lucco paonaz-
eleggibile al priorato dell* arti bisognava zo. In principio fu al gonfaloniere asse-
avere 3o anni compiti e trovarsi ascritto gnata una guardia di 1000 pedoni e poi
ad una delle stesse arti; e siccome no« i di 2000, lutti popolani ascritti all'arti,
bili, cavalieri e messeri, a fine di parteci- che doveano star pronti ad eseguire suoi i

pare a'magislrati,adem pi vano queste for- ordini. 1 priori davano udienza 3 volte la
malità prima con reale esercizio e poi sen- settimana. Nella Signoria risiedeva il po-
za fare veruD'altra cosa, nel fiero conflit- tere supremo deliberativo, legislativo ed
to tra le il rammentato Giano del-
parti, esecutivo,il quale però soggiacque a repli-
la Bella mediante la sua mutazione del cale modificazioni, e talvolta le restò solo

1^93, procurò di escluderli interamen- il potere esecutivo. L'eleggibilità della Si-


te dalTuflizio di priori, ampliando que- gnoria dipendendo dall'cisei e ascritto ad
sta condizione fino a ricercarsi l'eserci- una dell' arti, e siccome nobili ne an- i

zio effellivo, non riconoscendosi più suin- davano esclusi, traiute il caso che si fa-
ciente l'ascrizione alla matricola d'untar- cessero realmente simili al popolo, la so-

le. Neil' istessa memorabile mutazione vranità rin)aneva presso quella parte de'
\enne aggiunto a' priori dell'arti il gon- popolani che si distingueva col nome di
faloniere di giustizia, il quale era allora popolo grassOj cioè de' cittadini appar-
specialmente incaricato di vegliare sulla tenenti all'arti maggiori, iti che pure av-
esecuzione degli ordini di giustizia fatti vennero successivamente moltissimi cam-
dallo stesso Giano; magistrato che ve- biamenti. La plebe, ossia il popolo ini-
gliando a mantenere illesi i diritti del po- mito nel più ristretto senso, non era abi-
polo, onde grandi non gli facessero in-
i le a tale elezione, perchè composta di
giuria, può paragonarsi a'iyibiuiide'ìO- uomini non ascritti all' arti, né scritti a
mani antichi; ma col progredir degli an- gravezze, cioè non paganti imposizioni
ni ebbe incarico diverso. 11 gonfalone del dirette, siccome privi d' ogni possesso. I
popolo, fatto di zendado colla croce ver- modi usati nel far 1' elezioni al priorato
miglia in campo bianco, veniva sempre e al gonfalonierato variarono spesso, co-
custodito nella camera del gonfaloniere, me nella i.^'metà del secolo XIV nel sor-
ed esponevasi al pubblico sol quando gere la potenza del popolo minuto, do-
questi voleva intorno a se radunare il po la metà di esso, in cui la dignità del
popolo medesinio. Col progredir del tem- gonfalonierato rimase esclusivamente al-
po quest' ufilzio fu riguardato come la le arti maggiori ; finché dalla metà del
suprema dignità della repubblica fio- secolo XV in poi, si giunse alpunto d'af-
rentina. Nel 1292 l'età necessaria ad es- fidare l'elezioiie agli uffizi a un numero
so fu stabilita a ^5 anni. 11 gonfidonie- ristrettissimo di persone, dette accoppia-
ve e i priori, che tutti insieme chiama- toli e non più di 5, ne'quali si concentrò
\au6Ì la Signoria, preudevauo possesso ogni potere, oieotre poi gli accoppialo-
UN I UNI 21
ri tlipemlevnno clull'aibilrio ili colui che dì Gio. Ballista Rossi, Le azioni memo-
procedeva da principe assoluto, senza a rabili fatte da' gonfalonieri e maestri
verne il nome. Seguirono poi le grandi delle arti già dominanti la città di Bo-
rivoluzioni del 1 494 contro Piero de Me- logna j\v'ìi6S'J. I massari o maestri gli a-
tlici, pel malaugurato accordo fatto con veano notari col titolo di correttore, i
i

Carlo Vili re di Francia ; del i 5 i 2 con- cambiatori, drappieri,! beccari,glistraz-


i

tro Pier Sederini a favore de'Medici; nel zaroli, gli speziali, i merciari, l'arte del-
1527 di Micolò Capponi a danno de* Me- la seta, i fabbri, i calzolari, l' arte della
dici, divenendo egli gonfaloniere di giu- lana, i salaruoli, i pellizzari o pellicciai,
stizia ; e finalmente del i532 per l'abo- i sartori, i calegari, i bisottìeri o bisel-
lizione del magistrato della signoria di lieri, i muratori, i barbieri, i falegnami,
Firenze e del gonfaloniere di giustizia, i bombasari, i cartolari, i pellacani pe-
dopo una durata di 25o anni, per essersi lacani, un pittore o un architetto per le 4
la fazione Medicea impossessata di tutto arti del disegno. In un'altra nota del
il potere, occupandosi il luogo del gon- magistrato l\q Massari delV arti quello ^

faloniere da Alessandro de Medici i.°dti- de* notari è óello primario correttore,


ca della repubblica fiorentina. Le cor- quello de* muratori è detto architetto
porazioni delle arti, dopo avere ancora de'muratoriy e vi è aggiunto il massaro
più volte cambialo di nuenero, perdette- de'pescatori ; del resto ripetendosi no-
i

ro la loro importanza civica e politica, mi delle suddette arti. Inoltre tra le Com-
come si può vedere nel eh. Reumont, nel- pagnie dell' arti di Bologna trova van-
le eruditissime Tavole cronologiche del- si i pittori, scultori, architetti, intaglia-
la storia fiorentina. Non solo le arti del- tori uniti a' ricamatori, indoratori, spa-

la lana fiu'ono fonti inesauste di ricchez- dari, guainari ed altre arti, che furono
za, ma quelle pure dell'orificeria, la di- poi poste nella classe de* mestieri o arti
sciplina del niellare, dello smaltare, del- non liberali. I pittori formavano corpo
l'intagliare a bulino e a cesello, la pittura, unito a quello de'calzolai'i nel XIV se-
giunte a singolare floridezza. Altrettan- colo, poi a quello degli spadari, guainari
to era avvenuto, o successe poi all'uni- e sellai ; essendo in antico tali artisti a-
versità artistiche delle altre nazioni, tra doperati in lavori d'ornamento, che ai-
le quali pure nel declinar del medio evo Tarli del disegno aveano qualche rela-
i nobili eransi ascritti nelle loto patrie a zione. Nel unirono ad esse arti
I 569 si

qualche arte, per aver luogo nel gover- l'altra de' bombasari, poi da questa si

no essunto dalle prevalenti corporazioni separarono per concessione del senato bo-
d'arti e mestieri. Alessandro Macchia- lognese. Il eh. Giordani nell'erudita Gui-
^elli, nella Lettera intorno alla nobile da per la pontifìcia accademia di belle
prosapia Bolognini di Bologna^ presso arti in Bologna, che per la relazione
il Calogerà, Opuscoli t. 16, p. 263, fi ch'ebbe con V Uni^'ersilà di Bologna ivi
rimarcare che nell'antiche matricole del- ne riparlerò, a p. 7 tratta delle Società
le società dell' arti, sono descritti molli artistiche con copiose note illustrative.
spettanti a nobilissime famiglie, poiché Ilmedesimo scrittore nel pubblicare la
l'esercizio delle arti non pregiudica alle Cronaca della venuta e dimora in Bo-
(jualità della piìi generosa nobiltà. Ed in logna del sommo Pontefice Clemente
liologna moltissìuie nobili famiglie era-
noascritlealle maestranze d'arti, per aver
f^
Hper la coronazione dell* imperato-
re Carlo V nell'eruditissime note parla
^

così mano e parte nel pubblico governo, delle maestranze e massari dell'arti in
a llor(pjaudo divenne popolare, al Iritneu» Bologna, facente parte della magistratu*
li non potevano parteciparvi. Abbiamo ra della cittùj lu quale con pompa %\ recò
22 UNI UN 1

a incontrare prima Clemente VII e poi rugia, venendo quellodelCambio immor-


Carlo V con nobile cavalcata. I massari talato dal pennello di Pietro Vaunucci
o maestri tlelle arti cavalcavano boriosi di Città della Pieve detto il Perugino per
cavalli, ed erano vestiti con ricchi man- godere la cittadinanza di Perugia, co'ce-
telli di panno paonazzo orlato in cremi- lebri dipinti a fresco della sala dell' u-
si, ed erano distinti dagli uomini di con- dìenza del Cambio, nella quale il colle-
siglio dell'arti, i (piali aveano mantello gio teneva le sue adunanze e i suoi gìu^
di color mon'llo di grana, e presso di lo- dizi. Dessa meritò d'essere egregiamente
ro alcuni fanti vestiti di vaghi abiti, e illustrata dal eh. ab. Piallaele Marchesi
coperti in testa di berretto a varie fog- con I* opera : // Cambio di Perugia.
gia e colori. Preceduti da i6 gonfaloni Considei-azioni storico-artistiche. Pra-
spiegati, erano fiancheggiati da'mazzieri to 1854. Il nobile collegio del Cambio
e dagli alabardieri ; indi cavalcavano i 4o nel i5oo comnnse le stupende pitture,
senatori del governo. Nella splendidissi- che sono uno de'più bei monumenti del-
ma cavalcata per la Coronazione dei- l'arti italiane, ed una bella gloria per Pe-

l'imperatorcy la precedevano porta gon- i rugia. Le arti della pittura giunsero a


falone delle compagnie d' arti in mez/.o quel sommo apice a che le condussero le
agli uomini detti guida de' viandanti o scuole Romana, Toscana j Lombarda e
cursori di processione. L'insegna del gon •
Veneta, le quali tutte formavano una spe-
faloniere di quelle compagnie veniva se cie di consorzio qual poteva acconciarsi
guitata da' massari e drigli nomini del ad arti liberali che di loro condizione so-
consiglio di esse arti, i quali erano coper- no liberissime. L'arie poi del dipingere a
ti con nianlelii di finissimo panno pao- fresco, col dissolversi della consorteria
nazzo; tenevano torcie accese nelle ma- quasi si perdette in Italia. Fu l' unione
ni, e per la distinzione delle varie arti a- costante dell'arti e mestieri, che condus-
veano innanzi a loro un fante, vestilo de- sero gli artigiani a gran potenza e im-
corosamente alla forma antica e in foggia portanza, che certamente non avrebbero
regale, per rappresentare la maestà di conseguite senza tale unità. Gli abbelli-
ciascun'arle, secondo la prescrizione del menti da loro fatti alle proprie chiese o o-
loro apposito ceremoniale. Scrisse Ovi- ratorii contribuirono al risorgimento del-
dio Montalbani, L' onore de" collegi e le belle arti, e lo rilevai anche nel prece-
dell' arti della città di Bologna, bre- dente articolo. Notai nel voi. LV, p. 1 3,
ve trattato fisico-politico-legale-sto- che collo spuntare del secolo XVI si cam-
ricOy Bologna 1670. Ne' rispettivi ar- biò grandemente la coudizione economi-
ticoli delle città parlai delle principa- ca e politica delle città italiane, perchè il

li corporazioni artistiche che vi fiori- commercio che ne avea fatte fiorenti e


rono, e qui merita menzione almeno la ricche le loro repubbliche fuggì dal Me-
città di Perugia [F.) che vantò 44 col- diterraneo, pel duplice scoprimento del
legi d'arti, fra' quali quello del Cambio passaggio pel Capo di Buona Speranza,
ossia del Irallìco pecuniario, e che fra le e L\e\V America (/^.), avvenuti nel prece-
città italiane grandemente fiori non so- dente; non che per essere alla commer-
lo per arti e industria, ma per attività e- ciale libertà didette repubbliche pre-
ziandio di mercatura col collegio della valsi i privilegi, le leggi ristreltive, le

Mercanzia, come l'altro istituito ne'prin- maestranze dell'arti; quindi la ricchezza


cipii del secolo XIII, modellati su quelli di pochi formò la miseria di molti. E
di Firenze. Ambedue i collegi acquista- qui mi sia lecito ricordare che nel voi.
rono importanza civile, diritti e prero- LXXXI, p. 43o, tornai a deplorare i

gative sopra gli altri del comune di l*e- danni avvenuti airilalia pel discoprimeu -
UN \ U N r 23
lo (li lìello Capo, nell'espone cioè alcu- lo /' Odessa dcir Italia, per l'esporta-
ne nozioni sui portenlosissinio taglio eli zione de'cereali e di tanti altri prodotti
quell'Istmo checoiretìu Suez a Pelusio che Trieste ih colà ritrae. Che per l'im-
pei' l'unione ilei Meililcrraneo col mar portazione delle merci Ravenua sarebbe
Rosso, mediante rescavaziouetrmi gran la migliore di tutte le altre città della
canale marittimo navigabile,e per stabili- costa pontificia dell' Adriatico, e per la
re (.Ine porli, tlescri vendo pure le vicende facile loro diramazione nelle ricche con-
dell'antico Canade. Ne tacqui le meraviglio- tigue Provincie; purché il porto Corsini

se e incalcolabili conseguenze, oltre quelle potesse presentare un ingresso comodo e


dell'Apostolato o Missioni pontificie (e sicuro, siccome la più breve via per con-
saranno maggiori quando si effettuerà giungere l'Austria, e mediante essa tutta
l'aprimento dell'Istmo di Panama, che la Germania, al Mediterraneo. Ivi inol-

ivi pure discorsi), sulla politica e sulla ci- tre si rileva la somma importanza uma-
viltà nazionale, massime a'popoli che sie- nitaria del porto Ravennate, essendo il

dono sul Mediterraneo, per la prosperi- solo cui da Ancona a Goro ponno sem-
la che gliene ridonderà. Poiché il com- pre dirigersi a salvamento naviganti. Di i

Mjercio dell'oriente, riprendendo l'antica più si dimostra, che immensamente mag-


strada per 1' Italia, le restituirà quello giore sarebbe l'utile di tracciar la ferro-
deviato dopo la scoperta del Capo di Buo- via da Ravenna a Imola, e portarla per
na Speranza; perciò diversi suoi porli la Valle di Sanlerno a F'ireuze,e non per

ne fruiranno molta fortuna, con mirabile Val di Reno, come dichiarò ilcelebree
incremento al loro commercio, a' porti peritissimo Slephenson. Di più il Papa
principalmente di Venezia, Trieste, Ge- Pio IX, annuendo alle preghiere del ma-
nova, Li vorno,delledue Sicilie, ed a Por- gistrato comunale e delle persone addet-
ti pontificii Ravenna, Rimini, Pe-
( J^.) di te alla marina della sua patria Siniga-

saro, Fano, Sinigaglia, Ancona, Fermo, glia, si è degnata di accordare il restauro

Terracina e Civita Vecchia. Il gran por- del porto sulla base della relazione e pa-
lo di Ravenna è sul punto di rimaner rere che presenterà l'inge-gnerecav. Mau-
compiuto, quello di Pesaro si rinnova, ri/.io Brighenti, e ciò per animare d com-
gli altri dello stato pontificio nell'Adria- mercio di quella città eacorescerne i mez-
ticofurono migliorati: quanto a quello zi opportuni. Accordò pure a Sinigaglia
d'Ancona ne feci parola ad Umana; quan- l'officio del telegrafo, e la costruzione del
to al porlo Coi'siQÌ d'i Ravenna (P^.) me- nuovo officio sanitario. L'operoso e eh.
rita leggersi ciò che di esso offre l'utilis- commeodator Alessandro Cialdi, ne'suoi
sima Enciclopedia contemporanea di dótti Cenni sul moto ondoso del mare
Fano nel 292. Dell'entità pre-
t. 5, p. e sulle correnti di esso, Roma i856,
sente e futura del porto di Ravenna. Di tratta pure del taglio dell* Istmo di Suei,
sua importanza commerciale bene scris- ed anch' egli lo qualifica la più grand'o-
se nel 1846 il Giornale del TAoyd Au- pera del nostro secolo, nella lettera che
striacOy in onore della celebre Ravenna ivi indirizzò all'Altezza di Mohainmed-
città antica e ricca di tanti tesori d'arte, Said pascià viceré d'Egitto, il quale fau-
di singolari, aioUeplici e splendide me- tore sommo d'ogni progresso di civiltà
morie storiche. Imperocché mediante il (ed ora é intento a render facile la na-
progredimento de' grandi lavori che sin vigazione del Nilo anche l'ra le catarut-
d'allora vi si operavano, dichiarò che di- Itj), sotto i di lui Huspicii l'opera elUoace-

verrebbe centro commerciale di grande inente ravvivò l'illustre Lesseps (che mi


importanza, per la sua topografica po- Roma con mandato della legislativa del-

&Ì2Ìoue. Beu a ragione venendo uomioa- l' iu allora repubblica frauccse, og'i eoa
24 UNI U N I

r accennato nel voi. LTIF, p. 211); per- gl'immen<!Ì positivi vantaggi che ne de-
chè voglia soUopone tal suo lavoro alia riveranno e dichiarali ad esuberanza; co-
commissione scientifica internazionale me [)iu-e è certissima la facilità dell'ese-
pel taglio deiristntio di Suez e suo cana- cuzione, essendo slata definilivamente
le, su di quanto cioè egli pensa nella que- portata sul campo della certezza, da'rap-
stione del nuovo porto egiziano nel gol- porli della comu»issione scientifica inter-
fo di Pelusio. Indi la dice opera umani- nazionale, deputata ad hoc. Non voglio
taria confi merda le e non mai abbastanza lacere, che nel seguente marzo si conob-
lodata, proponendo alcune provvidenze be certo progetto di Gugliebno loos di
di secondario interesse, e corrispondenti Sciaffusa, proposto da lui al governo egi-
al di lui lodevolmente proposto e appro- ziano, per ottenere i risultati del taglio
vato col nuovo pollo di Pesare, nella le- dell'Istmo di Suez, senza eseguirlo, me-
gazione d' Urbino e Pesaro ( V.) ; ed inol- diante una maniera più facile, più sem-
tre come quello cheneli84o inviato da plice, e forse non più dispendiosa, col go
Gregorio XVI neirisfruttiva e onorifica per 100 di vantaggio ! In che consiste, lo
spedizione d'^g-/«ò (/^.), ed altre parole narra il Giornale di Roma dell'i lapri-
dissi nel voi. LXXV, p. 147, a ricevere le. L'isola di Perim, all'imboccatura del-
le pieziose colonne d'alabastro che il mu- lo stretto di Bab-el-Maudeb, fra l'Africa
nifico padre dell'encomiato viceré donò e l'Asia, a 4^ miglia da Moka residenza
a quel Papa per decorare la rinascentig del pascià dell'Arabia Felice, per la sua
basilica di s. Paolo, ebbe agio di vivere posizione è destinata a comandare il ca-
per ben 7 mesi lunghesso il corso maesto- nale intermediario del mare Rosso, che
so del Nilo, per meglio di 800 miglia sa- alla realizzazione del perforamento del-
lendo e discendendo dal mare alla prima l'Istmo di Suez diverrebbe il «rande Bo-
o
cataratta, occupandosi più specialmente, sforo flel Mediterraneo coli' Oceano In-
cogli altri ufficiali a lui affidati, dell'idro- diano. Ma i fogli pubblici di <naggio, del-
grafìa di quel classico fiume. E come lo slesso 1857, notificarono l'annessione
quello che destinato a partire per Fran- inaspettata dell'isola di Perim alla com-
cia e Inghilterra, per commettere a sua pagnia iXe.W Indie Orientali e che recò j

scelta i 3 primi nostri piroscafi a vapore grave e profonda impressione al gabinet-


e una macchina effossoria pure a vapore to della Porta ottomana, pe'sovrani di-
pel Tevere (^.), ebbe altresì ordine da di questa sull'isola. Neh 856 si co-
ritti

Gregorio XVI di visitare e studiare ne* minciò dall'energico e previdente gover-


pominati regni quelle opere idrauliche no francese la costruzione d'una nuova
che potessero poi convenire al detto fiu- città accanto a Marsiglia^ con sua catte-
nie e a'porti pontificii. Ed egli per tanto drale (nel sito occupato dal celebre Pal-
patrociiiio potè corrispondere con suc- ladi uni (\q2^\\ antichi marsigliesi), episco-
cesso egregio e altrove da me celebrato. pio e seminario; cogli stabilimenti pub-
Terminerò questa digressione con rife- blici, docks, bacino di racconciamento, e
rire eziandio altre notizie sulla memora- guardia marittima per la strada del Me-
ta grandiosa operazione, ed in quale sta- diterraneo. Imperocché, fin d'allora il

to trovasi la questione di sua effettua- vigilegoverno imperiale calcolò, che pel


zione. Nel febbraio 1857 l'animoso Les- taglio dell'Istmo di Suez e per la nuova
seps già avea allestito tutti i lavori pre- corrente di generali ricchezze cui da esso
paratorii che richiede la colossale impre- deriveranno, certamente Marsig-Iia era
sa ; merito è incotestabile e ripetu-
il cui destinata ad esserneil deposito univer-

to da tutti gli organi della pubblica opi- sale. Ripeterò, che dopo la scoperta del-
pione in tutte le contrade d'Europa, pq- la via dell' Indie Orieolali e del nuovo,
UNI U .\ I 1^
mondo l'Fnglìilterra si fece regina del- va più l)reve e più siciu'a via. Dunque il

l'Oceano, mentre Venezia e Ge«iova re- discorso argomento è proprio, si addice e


starono langtienti e obliate in fondo a'Io* compenetra con questo articolo, vasto e
ro golfi. Col taglio dell'Istmo di Suez il svariato che vado svolgendo con propor-
Mediterraneo divenendo di nuovo la zioni relative alla natura essenziale dell'oi
grande arteria del circolar delie ricchez- pera e colla mia mediocrità, comechè ri-
ze fra l'oriente e l'occidente, l'Italia ne guardante ancora learti,i mestieri, il traf-
sarà la fortunata mediatrice, e forse ri- fico. A vantaggio de'rnedesimi furono nel
prenderà nella bilancia europea, col be- n." 6o del Giornale di Roma del iSS^
iiefjcio inestimabile della pace, il luogo pubblicati gli statuti della società genera-^
che già teneva, son già 3 secoli, sui de- le delie Strade Ferrate (F.) Pvomane da
stini dell'incivilioiento. Tutti i porti del- Roma a Ferrara per Ancona e Bologna, e
l'Adriatico e del mar Tirreno acquiste- daUoma a Civitavecchia riunenti l'Adria-
ranno un'importanza che mai non ebbe- tico al Mediterraneo dette Linea PioCen^
ro a'tempi del loro antico splendore. Ed trale. Di quella compita da Roma al Tu-
é perciò che i governi della Penisola vol- scolo o Frascati, in quell'articolo ne par-
sero la loro attenzione agi' incalcolabili lai, in un all' inaugurazione seguita deU

vantaggi che dovranno risultare pe'loro la linea che da Roma mette a Civita-

popoli, al commercio e alle arti preci-^ vecchia. Già nel 1 856 il Giornale col n.**

puamentc. Quindi governi pontificio,i i33 avea pubblicato la concessione per


toscano, piemontese, austriaco, napoleta- la continuazione della linea da Frascati
no ec, fjuono solleciti di nominare com- al confine del regno di Napoli presso Ce-
missioni speciali per esaminare il iato prano ; e co' n. i34 e seg. il Capitolato
piatico delle questioni che si riferiscono della Strada ferrata centrale italiana. No-
al taglio dell'Istmo di Suez, e il da farsi. tizie sulle grandi reti e lunghezza delle
E di già si è cidcoiato, che fatto il taglio, ferrovie d'Eiu'opa e dell'America, com-
la via più breve pe'viaggiatori fra l'In- preso lo stato papale, quando fossero fi-

dia e l'Europa occidentale, sarà la linea nite, si leggono nel n.° 73 del Giornale
di navigazione che partirà do Suez e farà di Roma del 1857. Il medesimo co' nu-
capo aBrindisi, nel reame deliedueSicilie, meri de'mesi di marzo e aprile, uno de*
all'estremità d' Italia ;e da questo punto più importanti essendo il n.° 96, siccome
la via dell'Indie, seguendo le progettate basato sul rapporto della relazione della
strade di ferro, traverserà gli slati pontifì- commissione scientifica internazionale,
cii, lamifìcandosi per Bologna sull'alta Ita- incaricata dell'esame della gran questio-
Germania,eperla linea Sarda sulla
lia e la ne sul taglio dell'Istmo di Suez; non che
Francia. Pertanto il Papa PioIXnelfeb- la Cii>iltàCattolica de'rS aprile, conle-
braioi857, penetrato della necessità che nente un bel sunto del riferito da' più
Italia si prepari al gran rifiorimento cora^ accreditati giornali francesi ; riportano
merciale del Mediterraneo, ha ordinato quanto iii breve mi propongo qui accen-
che una speciale commissione, composta nare, sul vagheggiato ferace argomento
di que'personaggi notificati dal 0.^*43 del che preoccu[)a tutte quante le nazioni
Giornale. r///ioma, studi e riferisca qua- incivilite e trallìcanti. La retedi Strade
li conseguerjze sia per derivare al cojh- ferrate QÌc^h stati pontificii, nel cuore
mercio dui progettato taglio dell' Istmo d'Italia, è un'impresa utile non meno pel

di Stiez, e quali disposizioni fossero in cattolicismo che pel commercio genera-


quell'ipotesi da adottarsi, a(llnchè lo. sta- le d'Europa, per la facile comunic«zio-

to pontificio possa trarne partito dalle va- ne coll'antica Signcjra del mondo, la cit-^

fiule condizioni che produrrà queslM uqu- là eterna lionia^ patria comune, e U CJ^->
26 UNI u N r

pitali de'piìi polenti imperi cattolici, P^- p. 439, che Martino V


colla bolla Cani
rigi e Vienna Congiunge
. il Mediterra- inter, de' 3 maggio 1421: Jurisdictio
neo all'Adriatico, colla linea da Civita- Consulum artis mercatiirac pannoruni
vecchia a Roma ed Ancona ; agevola il de Urbe jaxta artis ejusdeni slatitta
passo fra l'est e l'ovest ; apparecchia la cognoscendi causas quascumque ad
via più breve al commercio dell* Indie, ifi sani arteni spectantes. Martino V ap-
allorché il taglio dell'Istmo di Suez, a provò e privilegiò anche altre maestran-
cui già si lavora(irìa il precedente Gior- ze d'arti e mestieri, e Sisto IV a molte
nale di Roma de'4 febbraio SSy, ripor- i confermò gli statuti. Giulio II colla boi-
tando il narrato òaWjéssemblée Natio- la Si nostrarum cmtatum^ de' 28 mar-

ìiale^a seconda del ricavato dal 3.° vo- zo i5i2, Bull. Roni. t. 3, par. 3, p. 335;
lume pubblicato dall'encomiato Lesseps, Reintegratio incliti Popull Romani ad
sulle fasi e progressi della gigantesca im- jarisdiciìonentf quani ej'as Conserva-
presa del taglio dell'Istmo di Suez, avea tores in Urbe et ips'ius populi Castris,
detto, che l'opposizione sorda e indiret- praesertini super Consulibus Artiwn
ta falla da alcuni uomini di stalo d'In- et Annona^ hactenus exercuerunty nec-
ghilterra, era il solo ostacolo contro il non et ad superioritatem in civitate Tf'
quale abbiasi da combattere l'ultioiadif- burlina. Leone X nel i5i5 eresse in
rimaneva a trionfare. Tut-
lìcollà di cui Roma il tribunale privativo del Conso-
mossa la questione nel
tavia sperarsi, che lato fiorentino, approvando 1' università
parlamento inglese,si conosceranno nio- i de' mercanti, bancliieri e foudacali fio-
livi dell'opposizione, agl'interessi di tutti rentini dimoranti m Roma, di che trattai
i popoli commercianti, ed agl'interessi nel voi. LXXVIII, p. 69 e seg. Il Papa
eziandio più potenti della civiltà), avrà Clemente VII colla bolla Ad sacrata^
tolto il bisogno del viaggio intorno al Ca- de' IO febbraio 024, Bull. Rom. l. 4»
i

po di Buona Speranza ; riunisce le stra- par. i,p. 36: Primule già prò abundan-
de sarde, toscane, lombardo-venete, e le tia rei Frumeiitarìac et Agricoltura in
popolose legazioni a Roma, per mezzo districtu Almae Urbis. E colla bolla In
della ferrovia da Ferrara a Bologna ed Supernae, de' 7 settembre 53oj Bull, 1

Ancona; fornirà mezzi di circolazione


i Rom. t. 4, par. p. 96: Approbatio Sta-
r
,

a quelle industri popolazioni; darà nuo- tutorum, et ordinationuni prò bono re^
va vita all' Italia e ne accre-xerà le ric- gimine Collegii Artiuniy et Medicinae
come quella che di tutti paesi di
chezze, i magistrorum Almae Urbisy cum prac-
Europa è la più popolata. Quanto allo finitione facultatum protomedici cir-
slato papale, le ferrovie si ritengono d'im- ca Aromatarioruni examen, et medi-
portanza sociale sotto il triplice riguar- cinaliuni admissionem, Nel voi. LV, p.
do dell'agricoltura, dell'industria mani- i3, riparlai del sodalizio fondalo da'cu-
fatturiera e del commercio, sorgenti del- riali di Roma, e approvato dal Papa Pao-
la ricchezza d'un paese, d'abbondanza e lo IH colla bolla Alliludo diviuae, de'
di prosperità; come quello eh' è ferace febbraio i54i> Bull. Rom. t. 4> P^*'* i»
di prodotti agricoli, di minerali, di ma- p. 187, per prendere cura e istituire nel-
terie primitive. Finalmente, che la linea I' arti poveri orfani d' atnbo
i sessi. E i

poi da Trieste a Fienna^ la quale de- qui rammenterò che negli Ospìzi di Ro-
v'essere ben tosto finita, completerà la ma(F'.)ent Conscrvalorii di Roma (^.),
rete delle ferrovie d'Italia. ed in altri benefici istituti che a'Ioro luo-
Quanto alle università artistiche de' ghi descrissi, si esercitiuio ai ti, mestieri e
dominii della santa Sede, trovo per la manifatture; ed anche in alcune Prigioni
prima volta nel Bull. Roni. l.. 3, par. 2, (/".), nel religioso e nel morale regolati
tJNI UNI 37
in diversi stali, le donne da Sorelle dal- jusofflcium speclantes. Pio IV col moto-
ia cai'ilà, gli uomini da jR(^//^f'o*Kli diver- proprio Cam sicut accepimus, del 1 559»
si ordini, ed in alcuni regni, come in quel- Bull. Rom. t. 4> p«r. 2, p. i : Jurisdictio
lo di Napoli,anolie da' (^("T/z/f/ per disposi- Gubernatoris Almae Urbis procedendi
zione del re Ferdinando II che regna. Per- cantra Mercatores cambia sicca, et illiei'

tanto nelle prigioni fiu'ono stabilite saie di ta contrahentes. Colla bolla T^olénles di-
lavoro, secondo la condizione e t'iiitelli- lectos^deiS gennaio 1062, Bull. cit. p.
genza de'condannati, preferendosi sempre I o3: Declaratioj amplialiojurisdictio-
et

i lavori che offrono maggior speditezza nis Consulnm artis mercantiae panno-
d'esecuzione e di smercio. Senza ritorna- rum de Urbe. Pio IV inoltre stabilì qua-
re nell'argomento, aggiungerò il riferilo li artisti dovessero ammettersi per Con*
dal n.° 1 5 del Giornale di Roma del enumerai nel voi. XV,
clavisti (^".), e gli
j8 j4- " Alle 5 pomeridiane de' 1 8 mag- p. 268 273, riportando pure le analo-
e
gio il Papa Pio IX si recò alla Chiesa <1i ghe disposizioni tla Clemente XII ema-
.y. Balbi/m a visitare la casa di detenzio- nate. Nell'esposizioni straordinarie del ss.

ne de*minorenni, recentemente fondala Sagra (uenlOjChe iMiWsLSede l'^acante{F'.)


dalla sua munificenza, per togliere i gio- si fanno, per invocar da Dio la scelta d'uà

vanetti dal pericolo di maggiore corru- ottimo Papa, le università artistiche vi si

zione nelle carceri comuni, e adklata alla recavano processionalmente per turno,
cura de'fratelli della Madonna della Mi- come si può vedere nelle descrizioni de*
sericordia, istituto assai beneinerilo,spe- Diari di Roma del secolo passato, cioè li-

cialmente nel Belgio, per la religiosa as- na ed altra nelle ore po-
nella mattina,
sistenza che presta a'detenuli nelle pri- meridiane, altei'uando con altri sodalizi.
gioni. Il santo Padre osservò le celle, ove II Papa s. Pio V con particolare sollecitu-

durante la notte stanno rinchiusi i gio dine promosse l'arie dell'agricoltura, con-
vani, e alcuni di loro interrogò sul cate- fermò i nuovi statuti , ampliò i privilegi
chismo. Oegnossi ancora di visitare un concessi da Sisto IV, Giulio li e Clemen-
fratello infermo, dirigendogli parole di te VII, massime la facoltà a'consoli per
somma consolazione". Alla pia unione di giudicare definitivamente toltele con-
s. Paolo in Roma è affidata la cura spi- troversie ad essa concernenti, quando an-
rituale de* detenuti politici presso s. Mi- che nascessero fra persone privilegialis-
chele a Ripa, delle Carceri Nuove in via sime, come si può apprendere nel mo-
Giulia,de'forzati nella piazza di Termi- to proprio Pia devolìo, de* 9 settembre
ni. Nel voi. LXX.X, p. i64ei65 notai 1 5(36, Bull, cit., p. 3 1 3. Laonde nel 1
595
(juinito riguarda la nuova direzione ge- in Roma furono stampati: Statata nobi-
nerale delle carceri e case di condanna: la lis artis Agricolturae £/r^/.s. Indi con Tal-
precedenle>pettavaiilGoi^^'r/i<2for<;i///?o- tro moto-proprio Cupientes^de^Vm ot-
//la^ a\V Uditore della Camera, A Teso- tobre i566, Bull. 3 16, s. Pio V; cit. p.

riere generale y al Segretario di Co/isnl- Privilegia prò exercentibus arlem Agri*


ta,a\Senatore di Roma[f^.),ec. Indi Giu- coUurae in districlu Almae Urbis, etfra-
lio 111 colla bolla Mentis deK'olìonis yi\*i 1 1 mcuLi ac biada asserenlium ad cani.
,

«prde 553, Bull. Rom.


1 t. 4»por. r ,p. 3o3: Piohibilioqueeos impediendi ^ vel dia ul-
Faciilias Co Ile gii Phy sica rum Medico tra usuui necessarium suae famUiae e-
rum Almae Urbis, quoscumque promo- me/u/i. Dipoi colta bolla Ut ad artis La-
vendi ad gradus phylosophiaCf et niedici- nacy de' 5 settembre iSBy, Bull. cit. p.
nae privative quoad alios. Et eonfirma- 3q6 Jurisdictio consulnm artis
: Lanae
fio jurisdiciionis Proto- Medici, cogno- in Urbe cognoscendi causas ad artem
scendi causas civile^, et criminalcs ad e- ipsani spedali. Gregorio XI 11 fu bene-
3t8 U N I UNI
merito colle università artisliclie, (ì«r a- Io V. Suir arco di Tito fu posta Tarme
t'eieapprovalogli statuti di diverse eoon- . pontifìcia retta da due angeli, la facciala
cesso privilegi. Col breve In //posloliene, degli orli Farnesiani era gtiarnita di ric-
del i.° novembre iSyG, Bull. Rom. l. 4, chissimi panni, le arti avendo apparato il

par. 3,p. 323: furisdictio Prolo-medici^et consueto tratto di strada. In diversi pos-
Collegio Physicorwn Alniae Urbis ^quos- sessi trovai, che nell'omaggio del senato-
Ciim(jut medicos in ea medenles exatni- re di Ro«na al Papa, fra il suo corteggio
imndi,el non repertos idoneo s ab cxerci' eranVi ancora consoli dellearti in aurea
i

tio medicina e expcllendij atqne coercen' veste. Nella descrizione del possesso e Ca-
di. Nell'articolo TRlBU^'ALl di Roma , fa- valcata del Senatore di Roma (K), Giu-
cendo menzione di varie bolle riguardan- lio Cartari orvietano nel 1
629, leggo che
ti l'uiiiversità arlistiche romaoCjdissi pu- venivano in prima i soldati del popolo ro-
re di quella di Gregorio XIII, stdla rein- mano, cioè gli artisti di Roma, armati di
tegrazione delia giurisdizione e indolii spade e archibugi, co'loro sergenti avan-
TJniversìlaUitìi Arliitni Urbis praeser- ,
ti, e tamburo nel mezzo della squadia, es-
vnla superioritale Gubernalorem etalìo- sendo tutti addobbati con pennacchi e
rutn Judicum. Diverse disposizioni ema- bande di diversi colori; dopo i quali suc-
nò il suecesso*e Sisto V sulle università cedeva un'altra squadra armata di pic-
de'oìcslieii, come il breve Cuni alias^ de* che, nel cui mezzo erano due tamburi e
18 dicembre 585, Bnll. Rom. t. 4, P'U*.
I un'insegna rossa, e dopo le picche incede-
4, p. 171 -.furisdictio Consnluni arlis La- va un'altra squadra d'archibugieri simi-
nae in Urbe^ et privilegia Mcrcntorum e- le alla prima e col suo tamburo. Io credo
jnsdeni artis. Colla bolla poi Ciwi siciit, che tali soldati o guardie del popolo ro-
dciS maggio i 586, Bull. cit. p. 2 1 8: In- mano, fossero la milizia urbana à& Capo-
stilutio arlis conficiendi sericu/n in Ur- torH^P'.)e poi anche guardia pontificia,
he non-
et loto Slatti Ecclesiaslico citni composta di artieri di Roma, e da ultimo
nulli s ordinationihus.Clemente Vili col incorporati alla guardia palatina , di cui
decreto Sanctissimus,ó(i' g marzo 592, 1 i parlai nel voi. L, p. 20
che unitasi al-
f,

£ull. Rom. l. 5, par, r, p. SSyf Declara' la già Civica (f'^.) scelta, si forma di qua-
fioquoad electionem, el qualità tes Judi- si tutti artisti romani. Ora la guardia mu-
cum Conservaloruuì ,ad inslaiUiani quo- nicipale di Roma è quella de' Pompieri
rumcumque Ordinum Unii'ersitatufn, , (P.), per l'estinzione degl'incendi, pari-
Colleglorum et locorum piornm a Sede , menti composta di tutti individui eserci-
apostolica conces^orum , et concedendo- tanti mestieri. Innocenzo X prese posses-
rum. Il Cancellieri nella Storia de' pos- so nel 1 644» e nelle diverse sue descrizio-
sessi de' Pontefici, della proto-basilica La- ni è riferito l'apparato bellissimo fiuto
teranense loro cattedrale, pubblicando le dalle arti di Roma, lateralmente alla via
relazioni delle pompe e gli addobbi delle sopra travi, cioè a Campo Vaccino sino
slrade,piìi particolarnienle narra in quel- agli orli Farnesiani del duca di Parma,
lo diLeone XI nel 6o5, che d'ordine del
1 il quale erigeva ancora un arco trionfa-
popolo romano dalla piazza di Campo le; seguiva l'apparato dell'università de-
Vaccino sino al Colosseo, la via era stata gli ebrei avanti e dopo l'arco di Tito, con
nl)bfcllifa e ornala dalle arti di Roma; ol- panni d'arazzo, ecirca 60 iscrizioni ebrai-
li-e il superbo apparato fallo da'Farne- che e latine di profezie, proverbi, verset-
se lungo le tnura del giai dino e orto di ti del vecchio Testamento, oltre l'arme
essi , con tappeti e drappi superbissimi pontificia; indi e sino al Colosseo era l'al-
per tulle le finestre. In lutto si lece altret- tro apparato dell'università artistiche, se-
tauio nello slesso anno pel possesso diPao- CQudo il cousuelo, 4ulicaruenle gli Ebrei
UN I UNI 29
nveanoin diversi luoghi, notali in tali ar- vantaggio del commercio, che l'esercizio
licoli , eseguilo la pieseula^ione al Papa di mercante (nel quale articolo Io dissi
dei lesto di loro legge IMosaica, fiiicliè fu però vietalo a' Chierici e piecipuamenle
slabilito il descritto luogo, acciocché nel lì Missionari; qui poi avverto con mg/
trionfo di Tito scolpito nel suo arco, per Nicolai, che Clemente Vili, per invit<ird
la distruzione di Gerusalemme, ricono- e allettare i coltivatori delle terre, rin-
scessero avverala la profezia del Reden- novò i premi da'suoi ante-
privilegi e i

tore, rs'elle relazioni del Cancellieri sono cessori conceduti > dichiarò che anco i
più volle riportate le iscrizioni degli ebrei chieiiei ne'propri terreni potevano eser-
poste ne'Ioro apparali, come pel possesso citare l'agricoltura, senza che potessero
d'Innocenzo X, con diversi passi della s. essere accusali di esercitare perciò una
Scrittura, anche con allusioni di lode al negoziazione vietala da'sagri canoni; e
Papa< Avendo Urbano Vili istituito il ordinò che ogni anno si conservasse Va

giudice pe'poveri senz' appello, il succes- 3/ parte de'vitelli, per allevarli, aflincliè
sore Innocenzo X lo cont'erniò, e da esso non mancassero gli animali t)ecessari al-
derivò il giudice delle mercedi e de'nier- non pregiudicava alla i»o-
l'agricoltura)
cenari campeslri, pel pronto pagamento biilà delle persone e delle famiglie, esclu-
delle mercedi. Ne trattai ne* voi. LXIV, so a'nobili il vendere le merci a minuto.

p. 5i,LXXX, p.i54 e 167. Da ultimo il Nel paragrafo Mercanti riparlerò della


giudice per le cause e questioni delle mer- bolla e di quest'argomento. Dipoi il ce-
cedi, venne aggiunto al civile Tribunale lebre cardinal De Luca pubblicò l'opera;
r/f/iomrt (F.), successo a (|uello dell* A. Theatruni verìlatis et justUiae , ove nel
C. ossia dell' LV//7ore (Itila Camera (^'.). lib. i5 y De Judiciis, disc. 47» Romana
Riporta il Vitale, Storia de' Senatori di conipetentiae Fori inter quamplura tri-

Roma, 536, che il senatore del iGIJg


p. bunaliutn Urbis, tratta nel § 29 e seg. De :

Giustino Gemile da Salisano di Sabina, Protecioribus Pio rum locorum Urbis^eo-


con edillo ordinò a'camerlenghi, consoli rumquejurisdictione. Nel § 45* ^^ Con-
enolari di qualsivoglia artediR«jma, che sulibus Artium. Nel § 4^ De Tribunali :

in avvenire sotto pena di scudi dieci d'o- Consuluni Jgricolturae. Quanto al § 4^


ro, per ogni volta, da applicarci alla ca- dice: Sub hoc tam-
tribunali Capitolino,
mera di Roma, secondo lo Statuto, lib. 3, quani connexa^seu consequutiva cadunt
cap. 45», « e per essi n»andalo esecutivo, quaedaui liibunalia inferiora, quaecoit-
el de capiendo, debbano venire, ed assi- stituuntur ex Consuiibus Artium haben-
stere all'ora solita dell'udienza nel porti- tibus proprios Assessores^ dum ab eis ad
co del palazzo dell'Ili. mi Sig, Conserva- hiinc forum, sive ad Senatoreni recurri-
lori, e dare udienza nel proprio tribuna- iur,alquein istacausarum specie nimiutn
le in qualsivoglia giorno giuridico nelli rari sunt casus, quod assumantur isiae
luoghi assegnali, o da assegnarsi; qualee- quaeslioneif rompcttnliae Si^nalurae ,
dillo olire la pubblicazione ne'Iuoghi so- dum ut plurimum agitar de causis modi-
lili di Cumpidoglio, si debba ritenere in cae coìisiderationis atq uè quaestio ma-
tulli i Consolali, ed Oilicii de'Notari, che joris compt'tentiae soletessecum Locunt'
servono Con^olatl delle Arti di Roma '*.
lenente ci\'li Cubernatorii agente de cait-
Clemente X col breve Decet Romanuni sis mercedisyVelcnm quvddam altero Ju-

Pontificemy de' i5 maggio 167 i , Bull. dice charitalivo qui in grntiam panpe-
Jiom.l. 7, p. 124: Constitiitìo, ut Roma- rum operariorum,vtlfainulorum in hoc
nisy aiilsque NohiLibus Status Ecelesia- eodcin genere causa ru in mtrcedis, a mo-
stici Ucealexercere (ommercia sineprae- derno tempore, laudabìlittr quidrm, de-
jiuUcio nobili taiis. Dichiarando però, per pululuseil. Innocenzo \ Il colla bulla AV
3o UNI UNI
mnnus Pontifex ^ de settembre 1692,
i */ rum Longitudinem - Et Imperi Felicita-
Bull, Boni. l.
9, p. 271 Abolenlur o-
: teni Auspicantur. A sinistra incontro a
mnia TribunaUa^ et Jitdices particnla- qiiesta si leggeva il versettoi2 del salmo
rts citm suisfacilitati bus: Reducunturad 64 Benedices coronae anni benignitatis
:

fus commune omnesfacullates deputandi tuacj et campi tui replebuntur ubertatc.


dictosjudlces. V
incluse quibuscunique Nel parato degli Affldady verso il Colos-
Universìtatibus , et Consulta tionibus e- seo, eravi perimpresa un agnello, cbe te-
tianiArtium. Quoad CotisulatusArlium, neva col piede destro una bandiera, die
et Universitates eliani Medicoruni,etMer- lo circondava coU'epigrafe: Unii'crsilas
catorum sublatìs omnibus Assessoribus^ Affìdatoruni Urbis, ed i seguenti verset-
et abrogata in judicìalihus quacumque ti tratti dalla s. Scrittura. BenedicctaC'
Consulum , et Vniversitaluni jurisdictio' mentis y et gregibus oviuni. Sicut Pastor
iiejta ut eorunidem jetearumdeni iurisdi- gregent suum pascet, Firi Pastores su-
ctiOj ex mine etìam quoad causasinstru- mus servi tui. Benedicite onines besdae^
ctas , penitus , et omnino cessare debeat^ etpecora Domino, Le altre arti cbe avea-
succeda nt^ et prò •
et ccssasseinteWga turj no parata la strada erano Albergatori, :

cedant competentes fudices ordinarli ju- Bancherotti, Barbieri, Calciaroliy Cai'


xlaeorum ordinariasfacultates, nulla ut zettan\ Calzolari^ Candtlottari, Cappel-
supra habila ratione privdegiorum ,et an- lariy Falegnami^ Ferrari , Fornaciari^
tiquarumfacullatunijinfer quos sii locus Fornariy Lavoranti e garzoni de* mede-
praeventioni, adhibitis, quatenus /udici- simi, Frultaroliy Linaroli, Macellari
bus ip<;is opus videaliir iisdeni Consiill- Mtdagliariy Mercanti fondacali, Mer-
bus soluniniodo tamquani periiis in re- canti di legno e legname, Molinari, Mu-
bus ^ et negotiis eoruni arte.in concernen- lattieri, Muratori, Orefici , Osti, LavO'
iibus. Excipimus tamen^ et sub praesenti ranti e garzoni de medesimi. Ortolani,
nostra constitutione contpreheiiso<i esse Pelllcciari, Pescatori, Pescivendoli , Piz-
nolunius tum Consules Agricollurae, il- zicaroli, Pollaroli, Regattieri^ Saponari,
lorumque Assessorum^tum Notar io s Cu- Sartori, Scarpi nelli, Scarpellini, Sella-
riae Burgi^ Mercatorum et Aroniata- ,
riy Speziali, Tessitori, P^accinari , Fa^
riorum prò eoruni offici is ti tu lo oneroso scellari di Ripa, Fermlcellari, Lavorati'
acquisi ti s, seu adniinistratis,donec aliter ti egarzoni de medesimi. L'università de-
provideatur. Pel possesso eli Clemente XI gli Ebrei a\ea apparato il consueto luo-
nel lyoi l'tiniversilà degli ebrei apparò go con molle figure e iscrizioni in diver-
la via dall'ureo di TiloalColo<;seo, con 3o si cartelloni con caratteri, ornali di vari
emblemi e iscrizioni pubblicale dal Can- freci ed emblemi dorali, in molti alludenli
cellieri, in diverse caiielle ornate di fre- al nome, allo stemma e alla famiglia Con-
gi dorati, con epigrafi e sentenze albisive ti del Papa, poste in ordine dal rabbino,
al nome, alle virtù e allo stemma del Pa- e riprodotte dal Cancellieri. Solo ripor-
pa. Nel 1721 pel possesso d'Innocenzo terò l'iscrizione: Eadeni Universitas Ile-
XIll, nel Campo Boario prima di giun- braeorum felix fauslumque precatur i-
gere all'Arco Farnese, nella paratura fat- ter precatur et ipsum gloriosae Posses-
,

ta dall'antica e nobii'arle degli Agricol' sionis ingrcssum. Nel 1724 pel possesso
ioris'ì leggeva amano dritta quest'iscri- di Benedetto XIII fu ordinato dal senato
zione : Innocentio XIII P. O. M. - Pa- romano, cbe le università ed arti, princi-
triae Principi Paln'que Ainalissìnio-Rei piando dal muro de* minori osservanti,
Egregiae Patrono Ac Rcparatori- Agri dall'una e l'altra parte dovessero appa-
Boniani Cultorts- Insignibus Ab Eo Pe- rare fino a s. Giovanni in Lalerano. Le
tennibusque Bcncficiis Cumulati- Die- università cbe appararono lo spazio d* i 1
U N I U N I 3 r

canne e mer/a per parte, con porvi i se- ti allusivi ebraici e latini cavati dall» s.

gui delle loro professioni t\ìvoì\o:/4ccfua- Scrittura. Altrettanto dalle università


i'itari, Affidati^ Agricoltori, Albergatori^ dell'arti eda quella degli ebrei fu prati-
Candcloltari , Cnppellan\ Coronari, La' calo nel 174' P*^' possesso di Benedetta
voranli (ìt Fal( gnamìjFerrari^Foniarij XIV, con vago appiiralo d'arazzi, emble-
JiJd^nzzinieri, Mercanti di legna. Meda- mi e iscrizioni. Il Bernardini che d'ordi-
glia ri, Me rea n tifon dacali, Molinari, Mu •
ne di tal Papa e a lui dedicata fece la De-
valori y Orefici, Ortolani, Giovani e la- scrizione de* Rioni di Ilo ma, parlando del
voranti di Osti Pellicciari, Pescivendo-
, X di Campitelli e del Campidoglio, rife-
li, Pollaioli, Regattieri, Saponari,Scar- risce che ili esso erano stanze distinte per
pellini, Seltari, Tessitorie Gaimoni lavo- le adunanze de'seguenli collegi e univer-
ranti, T a scellari di Ripa, Fennicellfiri sità artistiche. Collegio degli Speziali.
e Garzoni lavoranti. Altre universrtà ar- Collegio de* Mercanti fondaca li , già del-
lisliclieche appararono 24 canne di spa- ti di s. Michele. Università de iMcreanti
zio della via da nna parie solamente fu- fonda cali. Università de Sartori. Uni»
rono Barbieri j Barilari di Ripa, Cal-
: venità de Fornari. Università de^ Ma-
ciaroli, Calzeltari, Calzolari^ Falegna- cellari. Università degli Osti. Università
mi, Fìiataroli, Linaroli, 3Iacellari. O- degli Albergatori. Università de' Fale-
sti. Peccatori, PizzicaroU, Sartori, Scar- gnanii. Università de Muratori. Univer-
pellini Speziali j Faccinari. Altre arti
, sita de* Ferrari. Università de* Calzola-
elle appararono 46 canne da una parie ri. Parlando io della Stamperia Camera-
sola, furono i Fornaciari , Scarpelli ni, /<?, rilevai che nel 174^ compositori di »

ì'crmicellari. L'università degli Ebrei, essa nelT istituire nella medesima la pia
passato l'arco di Tito per tutto il tratto di adunanza in onore della B. Vergine sotto
strada, Hnchè seguitava lanjuraglia del- il titolo di Consolatrix Afflictorum, sta-

l'orlo de'nionaci oli velani, appaiarono di bilirono tenue settimanale contribuzione,


qua e di là con cnd3tenn ebraici, adissi col- eccettuato il tempo delle vacanze, per a-
le spiega/ioni in Ialino. Anche pel posses- iulare que'che di loro si amoìalassero ->

so di Clemente XII nel 780 l'ornanien- i divenissero cronici, e persuifragi nella lo-

lo della via che traversa Tanlico Foro Ro- ro morte; istituzione esistente, le cuicoii-
mano lino all'arco di Tito, come dal Co- tribuzioni sono adesso depositale nella
losseo (ino alla pia/za Lalcranense, giusta cassa di risparuiio, attivata in Boma un
il solito, l'ornarono Tarli di liouja, e dal- secolo dopo, nel pontificato di (»iegoiio
l'arco di Tito fino al Colosseo l'universi- XV 1 che appi ovò rutilissimo sc()po,dopo-
tà degli ebrei s.econdo il consueto; primeg- chè la I .'di esse comunemenle vuoisi fon-
giando fra le decorazioni del Toro il uìae- data inAinbtirgo nel 17 78.A oche in ili ver-
sloso arco trionfale solilo erigersi dal du- se prigioni, ove, come dissi, si esercitano le
ca di Parma innanzi a'suoi orti Farnesia- arti ed i mestieri, furono inlrodotte le cas-
ni, che divenuti proprietà del re delle due se di risparmio, e così nel regno delle due
Sicilie, questi ne continuò l'omaggio, co- Sicilie , con morali e felici conseguenze.
minciando da questo possesso; la descri- Non solamente nel luogo ricordato, ma
zione de'quali magnifici e decorosi archi anche a Povero rilevai, che l'origine del-
egualmente si legge nel Cancellieri, che le casse di risparmio può avere avuto t'i-

anco per questo possesso e ne'snpplemen- dea da detta pia unione in Roma, don-
li pure ci die (piella dell' apparato del- de derivarono la maggior parie delle uli«
l'università degli ebrei, mediunte due i- li e benefiche istituzioni, le quali poi imi-
scrizioni ed elegie in arabo e latino, e altre tate oltremonle e alquanto modifica-
4o cartelle con figure siujboliche e mot- te , tornarono a ooi con un certo abito
32 UNI
di novità e come beile invenzioni stranie- 111 aìre s sur t ancienne Chevalerie di La-

re del corrente secolo, sedicente de'iunìi curue diSainte-Pelaje. Chevaliers en ce


e filantropico. Pegli immensi pregi di Ro- monde cy- ISepeuvenl wivre sans soucy; -
ma, per le sue glorie profane e pontificie p leu pie defendre - Et leur
Ils doivent le
ne'monumenti, sempre verificala
trovasi sang pour la Foi espandre. Così gli sta-
]a sentenza di Properzio: Natura hic pò- tuii di quella società, oltre all'essere im-
suilguid^uidiibiquefuitAuohve non deb- prontati al carattere d'una savia provvi-
bo tacere, che a Povero riportai l'osser- denza, erano innanzi tutto principalmen-
Ta/ione di quello che riguardo le consor- te religiosi, come può vedersi nel Marle-
terie d'arti e mestieri in Italia, le corpo- ne, Thesaurus ^ t. 4- Vicendevole aiuto e
razioni degli artefici co'loro capi in Fran- soccorso tra' vari membri; settimanale of-
cia, le società degli operai pe'soccorsi mu- ferta d'un denaio a sollievo degl'indigen-
tui in Inghilterra, ponno considerarsi co- ti; onorevole sepoltuia a spese comuni
me gl'inizi delle casse di risparmio. Del- pe'defunli poverijcelebrazione annua d'u-
l'opera pia sotto l' invocazione di Mater na messa a prò de' vivi e de 'trapassali;
AmabiUs^ di recente cominciata dall'uni- mantenimento de'poveri all' ospedale di
versità e collegio de' barbieri e parruc- s. Spirito col prodotto della questua; com-
chieri, per sovvenire gl'inabili all'esercizio posizione all'aujichevole d'ogni dift'eren-
dell'arte, parlerò poi al suo paragrafo. za insorta fra'soci; espulsione di chi aves-
Arroge che qui per analogia riproduca se offeso gravemente un confratello; ed
parte del grave articolo pubblicalo col altrettali savissimedisposizioni,fralequa*
ii.^go dell' OsservatoreRoniano del 852, 1 linon ultima la facoltà data a'capi di ra-
non senza innestarvi alcune altre verità dunare gli ascritti per ammonirli, occor-
scritte da un altro savio moderno. Le so- rendo, salutarmente , sempre però alla
cietà di soccorso mutuo furono una del- presenza del vescovo e del magistrato. Al-
le tante savie e benefiche istituzioni cat- tra consimile associazione si formava nel
toliche dell'età di mezzo. Spogliale dal- tempo stesso a Tolosa per opera del ve-
l'elemento cattolico,come deplorabilmen- scovo Folco,pel fine tulio speciale di gua-
te ne'tempi a noi vicini è avvenuto, fa- rentirsi r un l'altro dal mortale veleno
talmente di vennero potenti ausiliarie del- dell'eresia degli albigesi, e di non per-
le Sette (F.)y dell'utopia del Socialismo mettersi il proscritto mestiere t\*i\\' Usure
e Comunismo (/'^), dell'empietà e della (/'^.),come rilevasi dalla Gallia Christia-
ribellione, e specialmente nella Francia, na ili Archiep. l'olos., p. 2 3. Ma tali so-

ove in primo luogo lo spirito per eccel- cietà sono un nonnulla a petto di quelle
lenza sociale della nostra religione avea che gli operai delle varie professioni ven-
loro dato Fin dal 2 2 si coslilui va
la luce. i i nero successivamente costituendo fra lo-
in Marsiglia una vera Società di mutuo ro a quell'età, per concessione di chi reg-
soccorsOfCocneap^iavhced&WaGaUiaChri- geva la cosa pubblica, sotto forma di cor-
stianUy t. 12 , p. 363. Traltavasi allora porazioni o maestranze d'arti e mestieri.
dinon avversare e combattere, ma vera- Francia, Germania, Italia ne furono po-
mente di proleggere i sagri diritti del ve- polate ben tosto. Ed è mirabile a dirsi
scovo e del clero. Si può dire che a quel- quanto lustro alle arti, quanto sviluppo
l'epoca, in certo modo fortunata e delle all'industrie, quanto incremento e flori-
Crociale {ìÌgWq quali riparlai a Turchia), dezza quindi ne derivasse nonché alle ,

la parola d' ordine di tulli i credenti fos- città, alle intere provi ncie. Forniate tut-
se il motto famoso della cavalleria, che te sotto la dipendenza dell'autorità ec-
un poeta contemporaneo esprimeva a suo clesiastica esovrana,ed'un interesse d'or-
mòdo ne'segueuti versi liferili nelle Mè- dine^ di moralità e di icligìone , si con-
UN I U N I 33
temperava per esse in una stupenda ar- desima. 1 lavoranti, i garzoni erano in-
monia ii vantaggio deirintlividuo, l'av- teramente subordinati a'capi d'artie me-
viamento della professione, un'efllcace e- stieri, né lo spirito democratico riscalda-
niulazione di bene operare, il ben essere va le loro menti come oggidì,eziandio nel-
e la sicurezza dello slato. Non erano allo- le costumanze lodevoli del Saluto e del-

ra queste società scuola di avversioni e lo Starnuto (/^ .), che voglionsi conculca-
di odio verso le classi superiori; non pa- re. Il tempio, e le pie congregazioni per
lestra d'ignobili e torbide e violenti pas- gli esercizi di cristiana pietà, e non il tea-
èioni; non covi o centri di macchinazioni tro, r osterie, i calTè, era il luogo ordina-
e di ri volture contro la Chiesa e il Prin- rio de'loro convegni. I sagri nomi di Ma-
cipe. Tutti attendevano a perfezionarsi ria Vergine , di e. Giuseppe, di s. Bene-
nell'arte o mestiere a cui erasi consagra- detto , di s. Omobono o altro santo pro-
to; non si pretendeva di ragionare sulla tellove dell'arte, a cifre d'oro e d'argen-
politica, sulla finanza e fino sulla teolo- to si ricamavano o dipingevano colle lo-
gia; non si osava, il più delle volle per fi- ro effigie su'serici loro stendardi. Al sal-
ne turbolento, di ragionare sul contrat- meggiare alterno e divolo , alla pompa
to sociale, e sull'origine dell'eguaglianza solenne della festa del patrono dell' arte
tra gli uomini, e persino sullo spirito del- o mestiere, mesto corteo d'un funebre
al

ie leggi ; ne si presumeva discorrere di accompagnamento, si recavano soci eoa i

tutto e proferire sentenze anco su cose a- in cuore la fede, la divozione, la speran-


slruse e religiose, con paladossi singola- za della beala eternità, con indosso le ve-
ri, stravaganti utopie, e spropositi d'ogni sti di penitenza e in mano la candela ar-
genere; come fanno ora tal volta alcuni de* dente, simbolo della fede e della preghie-
facocchi,de'chiavari, de'sartori, de'caffet- ra. >» La religione adunque era il farma-
tieri, de'cuochi, de'cocchieri e altri arditi co salutare, che toglieva quelle popolari
saputelli. Lusso (F.) non era giunto a
II istituzioni al pericolo di tralignare e cor-
quell'eccesso immorale di ambiziosa vani- rompersi. Conciossiachè, intrecciando es-
tà, che ora divora e rovina tutta quanta sa saviamente il legittimo esercizio de'ri-
la società: il lusso smodato e sfacciato mol- speltivi diritti col fedele adempimento de'
tiplica bisogni, rovina
i popoli, è un in- i propri doveri, e il distacco da'beni Iran-
centivo terribile al mal costume, un vi- sitorii del mondo colla stima che merita-
zio de'più velenosi da abbominarsì, che no in quanto sono mezzo a guadagnare
spinge alla decadenza gli stati, danneg- gli eterni, sola è polente a mettere l'uo-
gia le arti, mestieri e molto più l'agri-
i mo in sulla via di quella felicità, che può
coltura. L'artista e il trafUcante si distin- raggiungersi in questa vita. Egli è sotto
gueva dagli altri nella forma e nella qua- l'ammirabile suo magistero, che l'uomo
lità del modesto vestiario e del relativo del popolo imparava l'umile soggezione
trattamento; t\G'\\ Lullo [V.)evvi una leg- a'maggiori, la pronta ubbidienza alle au-
giera e ridicola ostentazione, ne una spe- torità, il religioso rispetto al sacerdozio,
culazione di vera vanità, come ora Io de- la temperanza negli onesti divertimenti,
ploriamo adottalo persino da abbietti ar- la rassegnazione nelle avversità, l'amore
tieri dell'ultime classi Del lusso delle ca- 1 al lavoro non solo come mezzo di sussi-
se parlerò a suo luogo. Un interesse co- slenza, ma come allo di (|uelle virtù del-
mune stringeva in beli' accordo, sotto la le quali il divino Gesù, il figlio, come vol-

prudente e benefica influenza de' capi, i d'un fabbro, ci lasciava bel-


le esser detto,
vari membri d'una stessa professione, per lissimo esempio ". Tornando all'appara-
istruirsi , educarsi, formarsi a vicenda al rato festivo dell'arti di Roma ne* posses-
più onesto e lucroso esercizio della Uie- si dtì'Popi, per quttllo di Clemente XIV
VOL. LXXXIT. 3
34 U N I ti N I

del r 769, pel consueto ordine del senato mi del senato romano e del cardinal ca-*

romano dal Campidoglio al Laterano,


, merlengo, per avere ispezione sull'agri*
nelle parli laterali della via prive di edi- coltura. Nelle dvie estremità de'portici e
lìzi, fu al solilo supplito con travi situati nel mezzo della luce de'palchi era situa-
a confronto dell'una e l'altra parte con ta l'impresa dell'arte Agraria, ma più in-
sue traverse al di sopra, ricoperti con pan- feriore alle accennate, con finali sui pila-
ni di seta e arazzi dalle università arti- stri dj fasci di spighe, canestri di frutti e
stiche, e da quella degli ebrei dall' arco fiori, e nel mezzo dell'attico putti simbo-
di Tito al Colosseo, che disposero con bel- leggianli le 4 Stagioni. Tutta l'architel-
l'ordine fra gli addobbi 5o cartelledi em- llira era composta di paratura; cioè i pi-
blemi simbolici, distribuiti 25 per par- lastri di velluto cremisi trinati d'oro con
te, con iscrizioni e versetti della Bibbia capitelli e basi dipinte e lumeggiate, e gli
allusivi alle lodi del Papa, scritti in lati- sporti tanto dell'attico che del cornicio-
no ed ebraico, riferiti come i precedenti ne e architrave, erano parimenti distin-
dal Cancellieri. Questi rileva pel posses- ti da fregi di velluto a rabeschi con fran-

so in discorso, che il sito deslinalo all'ar- gie d'oro, ed il fregio similmente diviso
te Agraria, a petizione d'uno de'deputati da pilastrini di velluto , fra' quali erano
dell'Agricoltura, fu maggiore del doppio situali vari di detti motti in tliverse car-
degli altri possessi, e fu quasi nel mezzo telle a svolazzo. I palchi erano nobilmen-
a Campo lunghezza palmi
Vaccino , di te parali ne'soffitti bianchì con riporti di
160 per ogni banda dalla strada, il qua- conchiglie, e rosoni, e pilastri di velluto
le silo fu diviso nella seguente maniera a ribattiraento con superbi aiazzi ne'
dall' architetto Michelangelo Simonetti, fondi, ed il sia/ile ne'parapetti al di fuo-
che intendo in parte riportare, onde da- ri con suo fregio di velluto o frangie d'o-
re almeno un' idea degli apparali delle ro, tripponi con trine e frangie negli stes-
arti in questa solennità, nella quale pa- si soflilti. E perchè portici dimostrasse-
i

re che si distinguesse l'Agricoltura. Ta- ro solidità basamento era dipinto di


, il

le strada figurava due continuati portici pietra paonazzelta,onde sembravano due


sull'antico stile, di 12 pilastri per parte fabbriche solennemente parate a festa.Ed
d'ordine dorico, fra 'quali restavano sim* affinchè nulla mancasse al festivo addob-
metricamente divisi i palchi, 3 de'qua-i bo, sì udivano continue numerose sinfo-
li erano nel mezzo contraddistinti per es- nie di musicali strumenti dall' orchestre
sere di maggior lunghezza, con sopraor- (oltre le due che da'lati della porta degli
nato e altro ordine attico superiore nel orti Farnesianì erigevano ì propri signo-
mezzo a ciascuno de'Iali, sopra a 4 pila- ri) collocate ne'4 angoli de'palchi. Frat-
stri, nella sommità de' quali posava un tanto si dispensavano sonetti allusivi al
frontespizio con sopra lo slemma ponti- solenne possesso, e nel tempo del passag-
ficio dipinto e lumeggiato a oro, sostenu- gio del Papa fu ricoperto il suolo d'are-
to dalle laterali figure esprimenti la Pa* na d'oro. La parte più nobile de'due pal-
ce e l'Abbondanza. 1 motti dell'antico e chi fu occupala da religiosi ragguarde-
nuovo Testamento, posti a due a due in- voli ed altri ecclesiastici. Il restante fu
torno all'apparato e riprodotti dal Can- riempito da buon numero de'migliori a-
cellieri, erano situati nel sodo sotto l'ar- gricoltori , legali e altre persone inten-
mi pontificie, con ornati attorno di rami denti della città, che Clemente XIV nel
d'alloro e d'ulivo, da'quali nascevano al- passare benignamente osservò, colman-
tri festoni, che scherzavano nel mezzo de' do tulli di giubilo, qual fu poi continua-
pilastrini e attorno le armi laterali. Nello lo fino a sera con plauso indicibile del-
stesso allico dalle due bande erano l' ar- la nobiltà e popolo ivi radunalo. Pel pos-
U N I UNI 35
sesso preso da Pio VI nel r
77^, per ordi- Cora esistevano, ne' vari tratti di strada
iie liti senato roinano , dalia discesa del inculli e disabitali, cheparlendodal Qui-
Campidoglio sino alla piazza del Latera* rinale per delta strada sino al Laterano
no, sentiero quasi lutto vacuo di edilìzi, s'incontrano, poiché quanto a'possessori
si scorgevano appositamente innalzali e inquilini dell'abitazioni, avrebbero cre-
con simmetria, tanto da una parte quan- duto togliere ad essi una gloria se gli aves-
to dall'altra, alcuni travi a confronto con sero reputali bisognosi d'essere eccitati ad
traverse sopra, coperti di setini e di araz- ornarle per dimostrare il generaleconleti-
zi, per opera delle università artistiche di to.Ma appena concepite tali idee, che mi-
Roma, le quali si distinguevano dalle ri- surandole sulla venerazione e filiale osse-
spettive cartelle. Secondo il solilo dalPar- quio dell'università medesime, ripromet-
co di Tito al Colosseo V università degli tevano la più impegnala esecuzione,nedo
ebrei fra'porati collocò 25 cartelloni per verono abbandonare il pensiero, per Tu-
parte, con emblemi e sentenze scrittura- miltà e magnanimità delPapa, il quale vol-
li, tutti riferiti dal Cancellieri. le a se risparmiare la pompa nel suo posses-
Per la rivoluzione di Francia e sua re- so,anche per le attuali condizioni del pub-
pubblica, i francesi invasero e democra- blico erario, per cui avea loro comandalo
tizzarono lo stalo pontificio e /iom/2, de- che ninna si astringa a qualunque sorle
portando altrove Pio VI che morì a Va- di paratura, ornato o altra simile spesa.
lenza. Nella generale catastrofe tutto fu Perciò in esecuzione della sovrana volon-
manomesso,e le università arlislichescon- tà dichiararono, che l'esistenti università
Tolte e nella più parte sciolte o raffredda- rimanevano per pontifìcia beneficenza di-
le nell'antico spirito che le informava, a- spensale dell'obbligo che loro incombe-
vendo perduto quasi quanto possedeva- va. L'università degli ebrei però volle u-
no per le vicende de'terapi e delle cedole, tniliare a Pio VII in un libro miniato e
condizioni economiche e finanziarie che riccamente legalo, i molti e gli emblemi
descrissi a Tesoriere generale. Il nuovo che avrebbe esposti dall'arco di Tito al
Papa Pio VII pel possesso che prese nel Colosseo, se fosse passalo per quella via
1 80 1 fece precedere un ordine col quale
,
nel prendere il possesso, per mezzo del
esenlò in generale qualunque aggregazio- suo rabbino vestilo all'oi ienlole con tur-
ne, ed in particolare qualunque persona, bante e barba lunga, e da* fattori della
dall'obbligo d'una spesa forzosa, permet- comunità Israelitica. Le composizioni che
lendo soltanto a' particolari abitanti, o contenevano 5 e i 25 molti de' versetti
possessori delle case, ville e altri luoghi, scritturali, si ponno leggere in Cancellie-

d'ornare decentemente le proprie finestre ri. D'allora in poi, anche per la soppres-
o le mura di que'luoghi, pe'quali dovea sione dell'università artistiche, non ebbe
passare il Treno (F.) della pompa pro- più luogo il solenne loro ap[)araloiie*pos-
pria della funzione, stabilendo a tale ef- sessi de'Papi, e solo a questi viene presen-
fettouna strada più breve della solita, tato il dello libro dall'università tlegli e-

Quattro Fonta-
cioè dal Quirinale per le brei particolarmente. Gli antichi roma-
ne e s. Maria Maggiore al Laterano. In ni, come i Papi , ebbero il Prefetto (/'.)
conseguenza di che conservatori di Ro- i dell'Annona, incaricalo della cura de'vi-
ma pubblicarono una notificazione in cui veri per farli veiwlere ad nn piezzo ragio-
si dice. Ch'era debito del loro iiflìzio pel nevole, e che sempre fossero abbondanti
possesso di Pio VII il dare l'opportune onde evitare la carestia; ed il Prefetto di
provvidenze, onde come in altre simili cir- Romn (/''.) che ptu'e vegli'iva per l'ab-
costanze si prescriveva un certo ripartito bondanza delle provvisioni e pel buon ,

silo a tulle l'università di Roma, che an- mercato e giustezza dc'prezzi. Il prefetto
36 UNI UNI
di Roma presiedeva pure sugli artefici e le loro antiche funzioni, ne riscuotere al-
venditori de'commeslibili, alla riparazio- cuna lassa o emolumento, ed anche sem-
ne de'pubblici edifizi; speciale era la sor- plicemente di adunarsi; e solo permet-
veglianza sul pane e sui fornari: lulti og- tiamo che possano essi unirsi nella loro
getli di polizia,Tribunal Urbaniim. Nar- chiesa all'occasione de'suffragi, o di que-
ra il eh. Pistoiesi nella Fila di Pio VII^ gli altri pii e religiosi oggetti, li quali so-
che il Papa con moto-proprio de' 3 set* no comuni alle altre confiaternile della

lembrei8oo prescrisse un nuovosislema città, come anco per 1' amniinislrazione


^tVC Annona (F.) e il libero commercio e direzione dell'ospedale annesso alla

in materia de'grani, non che la libera pa- chiesa stessa, ma senza che per altro an-
nizzazione, in Roma e nel resto dello sta- che per questi due pii e religiosi oggetti
to pontificio; perciò con tale legge fu a- possino essi sottopórre ad alcuna tassa, o
bolita l'antica università de'fornari, e in- pagamento di qualunque benché minima
trodotto nella vendita del pane a minu- somma i particolari individui fornari, da'
to dettaglio, senza però alcuna utilità, il quali per conseguenza l'indicata chiesa
cos'i detto calmiere. molo-proprio Lq
11 ed ospedale non potranno ricevere che
note sciagure, lo riporta mg/ Nicolai a sole volontarie oblazioni". Indi Pio VII

p. 90, par. 2 delle Memorie, ^cggi^ eclos' a'3 I ottobre pubblicò il regola mento giu-
serv azioni sulle Campagne e sulU Anno- diziario da osservarsi in R.oma nelle ma-
na diRonìa, ma colla data de'2 settem- terie annonarie, ed eresse un nuovo tri-

bre che sarà quella della soscrizione , e bunale annonario in Civitavecchia. L'
il 3 sarà stato esibito in camera e pub- gennaio 1801 il Papa dispose il libero
blicato. Ivi nel § 17 si legge quanto alla commercio dell' olio , abolì il dazio su
soppressione dell'università de Fornari. quello proveniente dall'estero, e gratuita-
9» E quantunque in vista di tutti questi mente fece dare a* romani pozzi oleari i

non indifferenti vantaggi, che la presen- in Piazza di Termini, e qualunque altro


te nuova legge abolitiva degli antichi vin- comodo camerale analogo a tale derrata.
coli annonari presenta ancora a' fornari Questi furono i preliminari di quel famo-
stessi, vogliamo lusingarci , che saranno so commercio libero che andò a organiz-
eglino per concorrere col maggior impe- zarsi, e sul quale fu tanto detto e scritto,
gno pel più esaltoadempimento delle no- prò et contrasse realmente vantaggioso o
stre benefiche viste dirette al maggior sol- pregiudizievole. Essendo di quest'ultimo
lievo de'poveri ; nulladimeno per allon- avviso il cardinal Braschi, non che rag."^

tanare sempre più il pericolo di que'pre- R.usconi uditore del camerlengato e poi
giudizi, che a danno della classe de'con- cardinale, prevedendo il monopolio e l'e-
sumalori, e soprattutto de'poveri, la co- sorbitanze de' venditori, e l'angarie che
stante esperienza di tutti gli stati ha di- doveano pesare per la loro avidità di gua-
mostrato derivare necessariamente da* dagno sul popolo, non avendo più freno
venditori de'commestibili riuniti in cor- che li regolasse co'debiti limiti, allorché
po, vogliamo, che immediatamente dopo ebbe ellello tal sistema, comechè tenuto
la pubblicazione delia presente nostra ce- da lui perniciosissimo^ subito rinunziò la
dola di moto-proprio, s'intenda per tut- cospicua carica di Camerlengo di s. Chic»
ti gli effetti sciolta e distrutta l' antica Uditore del Ca-
sa, della quale riparlai a
università de" Fornari, e come se non a- merlengato. Avendo una congregazione
\esse mai esistito, proibendo sotto lestes- dclil)erato la totale estensione del libero
se pene comminate piùsolto a tutti e sin- commercio, in esso furono compresi lut-
goli gli antichi udìciali dell'università stes- ti gli oggetti relativi alla grascia. Dice il

sa di poter fare alcun allo risguardaule Pistoiesi, in im paese ove regna la liber-
UN I UNI 37
là del commercio convengono, la mag- qualunque giorno dell'anno; la libertà di
gior parie degli economisti, ed in parti- vendere in qualunque luogo; la soppres-
colare Melon, Essai politiqiie. surle com- kione degli emolumenti, in Piazza Navo-
merce j Verri, Riflessioni sulle leggi vin- na ( F.) e in og«ii altra piazza di pubblico
volanti il commercio dc'granijOÌìve altri, Mercato. doncesiQ la libertà di prezzo nel-
che la carestia stessa genera l'abbondan- levendite. Soppresse le corporazioni e
ra. Mg/ Nicolai prova il commercio ne- unii'ersìtà tutte dipendenti e correlative
cessario all'umana società, e ragiona co- alle materie di grascia ; acciocché non
me si deve procurare che la bilancia ne più avessero alcun diritto di rappresen-
propenda a favore della nazione. Sostie- tanza sotto nome e forma di corpo, pro-
ne che il sistema de' Feudi è pregi udi- fessione e università, che interamente a-
7Ìevole all' agricoltura e al commercio. bolì; permettendo soltanto, che gli eser-

Diniostra come ìa libertà del commercio centi le arti e professioni dipendenti dal
possa giovare all'agricoltura e all'anno- dipartimento della grascia, possano riu-
na ; riporta le obbiezioni contro tale li- nirsi nelle loro chiese all'occasione de'suf-

bertà, ed il temperamento opportuno fragi,o di quegli altri pii e religiosi ogget-


snll'alìuso di tale libertà. Osserva quan- ti, i quali sono comuni alle altre confra-
do possa o no temersi il monopolio, di- ternite della città, come ancora per la di-
scorre sjill' inutilità delle leggi contro il rezione e amministrazione degli ospeda-
monopolio, proponendo tuttavia tem- i li annessi alle chiese istesse; ma senza per
peramenti per frenarlo ; e produce l'o- altro che per questi pii e religiosi oggetti
pinioni del volgo intorno al monopolio : possi no essi sottoporre ad alcuna tassa for-
trattando con diffusione la questione sul- zosa, o pagamento di qualunque benché
la libertà del commercio. E comune opi- minima somma i particolari individui,dai
nione degl'intendenti di pubblica econo- quali per conseguenza le indicate chiese e
mia, che dal commercio libero si dovea- ospedali non potranno ricevere che leso-
ììo erceltuare tulli i generi commestibili le volontarie oblazioni. Per la quale sop-
di prima necessità:laleommissionefu l'er- pressione restarono abolite le limitazioni
rore fatale, edeplorabili ne furono lepre- degli spacci, e le fissazioni di distanze fra
giudizievoli conseguenze e danni pubbli- loro, non che le patenti per l'esercizio le-

ci. Finalmente Pio VII, col moto-pro- gittimo tlell'arte, e qualunque tassa che
prio, Le pili colle nazioni d' Europa del- j prima perciò si esigeva. Di più per I' e-
l' i i marzo 1801, Bidl. Rom. cont. 1. 1
1
stesa libertà del commercio de' grani a
p. 109: Refonnatio rcgimini Annonarii^ tutto lo stato papale, Pio VII soppresse
i'um assignalione liberi commercii. Que- ancora Monti frumentari. Istituì il Tri-
i

sta concessione del libero commercio si bunale di Roma [V.) col nome di Depu»
gitistifìcò nel preambolo del moto-pro- tazione della Grascia, lasciandone nelle
prio, con alciu)e favorevoli teorie gene- Provincie pontifìcie l'esercizio delle fun-
lali, e che una felice esperienza avea fat- zioni alle solite legittime autorità. Sop-
to conoscere alle altre nazioni e a' popò presse pure il tribunale de'Maestri giu-
Il a noi vicini i suoi illimitati vantajij;!, sti/ieri ,
perciò che riguarda le materie
L*uliIeapplicazionedi tal sistema allepar- della grascia, anche per l'aggravio che
ticolari circostanze di Roma. L'estensio- ne soffrivano venditori di fratti. Ema-
i

ne del commercio rapporto a ogni gene- nò regolamenti sulla carne vaccina,agnel-


re di grascie e di commestibili; l'intera latura e pecorina, e porcina; pe'lattacini
libertà di vendere, comprare e trasporta- e caci; per l'olio; pe'grassi, sevi e strut-
re da un biogo all'altro dello stalo ogni ti; pe'polli e uova; pel pesce, ec. ec. Poi
genere di gruscie e di commestibili iu fu coniata uuu medaglia esprimente il li*
38 UNI UNI
bero commercio personificalo da una fì- tanti modi il genio dell' industria e che
f;ura di una donna seduta, versante dal tende di sua natura a dii^inuire e re-
seno frutta e fiori, avente a destra una stringere il numero de'fabbricanti, e de-
poppa di nave e a sinistra il corno del- gli artisti e venditori , non sembra che
l'abbondanza, ed un vago mazzo di spi- possa adaltarsi a quelle riforme, che per
ghe, con intorno l'epigrafe: Commercio' il pubblico bene siamo stali astretti di fa-

rum Privilegia Abolita. Seguì il moto- re air antica legislazione economica de'
proprio L'oggetto del maggior bene^ de' nostri dominii, la quale per le vicende ac-

4 noveaìbrei8oi,5«//.cit., p. 218: No- cadute col tempo, e pel cambiamento del-


vae leges prò incremento curando artis le circostanze si era resa nella massima
yigrariae. La libertà del commercio ri- parte incoerente ed anche contraria a
,

guardo a'coramestibili, contribuì non po- quelle viste di privato e pubblico vantag-
co u quella delle arti e mestieri, alla li- gio, per le quali in altri tempi e in altre
berlà dell'industria e delie manifatture, circostanze era stata adottata. In vista di
principale sorgente della pubblica e pri- questi riflessi, colla cedola di moto-pro-
vala opulenza dopo Tagricoltura, macol- prio de'2 settembre 180Q, risguardanle ii

Tabolizione delle corporazioni e univer- nuovo sistema dì libero interno commer-


sità artistiche. Ciò eseguì Pio VII col mo- cio rapporto a'generi frumentari,abolim-»
lo-proprio // lodevole desiderio^ de'4 di" mo tutte l'università relative all'annona j

cembreiSoi, Bidl.cìt., p. 266, pubbli- in seguito coll'altra nostra cedola di mo-


calo a' 16 con editto del cardinal Doria- lo-proprio degli II marzo i8qi non la-

Pamphilj pro-camerlengo, col § i.", col sciammo di prescrivere la stessa disposi-


quale ricorda la soppressione delle uni- zione eziandio rapporto a tutte le altre
versità dipendenti óaW Annona e Gra- simili corporazioni relative agli oggetti
scia, ingiungendone l'osservanza per llo- e al dipailimento della grascia. E ani-
ma e per lutto lo stato pontificio, Ecco- mati dalle felici conseguenze, che ne de-
ne il contenuto. » § 2. Il lodevole desi- rivarono, non meno che dall'esempio del-
derio d'introdurre una maggior perfezio- la maggior parte degli stali d' Europa,
ne ue'lavori della mano d'opera fece io ne'quali già da qualche tempo con otti-
addietro classificare le diverse arti in va- mo successo si trova abolita la predelta
ri corpi separati e distinti , e produsse antica istituzione dell'università delle ar-
quella folla di disposizioni, che costitui- ti e mestieri, vedemmo che all'interesse
scono gli slutuli di delle corporazioni, in dell'industria, e al bene dello stato avreb-
ibrza de'quali, non solo presevi vonsi re- be mollo contribuito l'estendere indistin-
gole e precetli colla più precisa analisi ad tamente a tutte le arti e professioni le
ogni grado di manifattura, incomincian- determinazioni come sopra già prese per
do da'primi e piti ordinari lavori oppor- (HìgWc Vtiìiiùv e aW /4 nnona e aììaGrasciaj
tuni al di lei incremento, e progredendo cosicché niuna venisse iu avvenire ad es-
sino a' più radìnati alti a perfezionarla; sere priva di quella libertà che può es-
U)a resta inoltre vietato d'ingerirsi nel- sere sola edicace ad animarne ed accre-
l'esercizio d' alcuna arte o mesliero, sen- scerne la perfezione, e in tulle allignasse
za averne preventivamente riportalo l'op- quella emulazione, che in vantaggio de'
portuna patente, la quale bene spesso non consumatori e del popolo sempre ha luo-
\ieneconcedula,se non mediante lo sbor- go in que'generi che dipéndoiio.dalla li-
so di una data somma di denaro, e in bera concorrenza degli arlisli e de' ver(-

molte arti anche alla sola opportunità di dilori. § 3. Ma se in vista degli anzidetti

spacci vacanti nelle determinate distanze. riflessi d» pubblico e privalo vantaggio ci

IVla una istituzione, la quale inceppa iu sc(nbr« necessaria una tale esteusioue
UN I UNI 39
tielle disposizioni già prese colle riferite in vista delle savie risoluzioni prese dal-
due noslre cedole di molo proprio, nello la Congregazione cardinalizia Economi-
stesso tempo non è sfuggito alla nostra ca (F.) su di tale materia nella sessione
alteuziune, che un'assoluta e indefinita de' 21 settembre scorso, e che vennero
libertànon poteva convenire indistinta* da noi intieramente approvate, abbiamo
mente a tulle le arti e a tutte le profes- creduto di regolare in modo le nostre de-
sioni. Noi vedemmo che rapporto alle ar- terminazioni sopra questa interessante
ti le più interessanti , e specialmente a materia delle antiche corporazioni , che
quelle i\e\ lanificio e della seteria,che tan- al momento, ed immediatamente dalla
to convengono a'noslri dpminii per la co- pubblicazione della nostra cedola di mo-
pia e l'eccellenza delle materie prime, sa- to-proprio , eseguendosi la soppressione
rebbe slato avventurare la reputazione per quelle fra le anzidette corporazioni e
delle fabbriche e manifatture già stallili- università che concernono le arti e pro-
te, se di slancio, e tulio in un tratto si fos- fessioni meno importanti, o che non in-
sero sottraili li rispellivi nianifatlori da teressano la salute, o la fede e sicurezza
qualunque ispezione della legge, e sopra pubblica, le altre dovessero continuare a
tulio dall'obbligo di corredate i loro tes- sussistere insìno a tantoché dal partico-
suti e le loro stoffe di que' marchi , li lare esame, che ci riserbiamo di fare del-
quali indicando e la consueta portata del- la istituzione e delle leggi dì delle uni-
la manifattura e la sua regolaiilà, ven-i' non siamo venuti in chiaro, se al
versità,
gono a costituire la base della sicurezza pubblico beneconvengadi confermarle,
de' consumatori principalmente forestie- modificarle, o sopprimerle; il tutto come
ri. Noi non lasciammo parimenti di ve- meglio si rileva dalla estensione de' se-
dere, che rapporto ad altre professioni, guenti articoli. I.
§ 4* I^'^ll^ pubblicazio-
come sono per esempio quelle degli Spe- ne della presente nostra cedola di molo-
zialii degli Orefici e òe Fabbri fcrrariy proprio in avvenire s'intenderanno per-
si sarebbe potuto comproniettere la sa- petuamente soppresse ed abolite tanto
lute,o la fede e sicurezza pubblica, se a- in Roma che in tutta l'estensione de'no-
bolendo indistintamente tulle le regole, slri pontificii dotninii le seguenti univer-
che costituivano gli statuti di delle arti e sità, cioè de Credenzieri f Caffettieri^ gio-
professioni, si fosse lasciata aperta la slra* K'ani degli Osti, Magazzinieri^ Barbieri^
da a chiunque, e per conseguenza anche Parrucchieri^ Calzolari ^ giovani Calzo-
alle persone incapaci, o pregiudicate e lari^ Ciabbattini, Sartori giovani Sar' ^

sospette, di esercitarle. siamo sem- E ci tori, Falegnami, Facocchi d' arte gros-
pre più confermali nella solidità di que- sa e sottile, Ferracocchi, Ferrari d'arie
.sti riflessi, vedendo che negli stali più ri- grossa, Carbonari mercanti, Carbonari
nomali per la floridezza dell'industria, rivenditori, Materazzari, Sellnri, Regat-
e per la saviezza delle leggi, nell'alto di fieri. Scalpellini, Muratori , Imbianca-
abolire te antiche corporazioni delle di- tori, l^asellari, Plattari, Calderari, Pet-
verse arti si continuò ad assoggettarne li tinari. 11. E imilamente a delle universi-
rispellivi individui a que' regolamenti, tà d'ora in avanti s'intenderanno pure
che [)otevano esser diretti ad assicurare aboliti e soppressi perpetuamente non
rmdennità de' consumatori rapporto al- meno li loro particolari statuti, che tutte
la regolarilà e perfezione delle manilut- le privative esenzioni, facoltà, prerogati-
lure , e che potevano avere un tpialehe ve, limitazioni di spacci, e iìssazionidi di-
rapporloco'divisati importanti uggelli di stanze Ira di essi, e geueratmeute (piulun-
salute, o lede e sicure/./a pubblica. Onde que altro [n ivilegio accordato alle stesse
dopo le più mature nflcb^iouii e audio curpuruzioni ed università, e di cui, o in
4o UNI U JN I

forza di delti paiticolan statuti, o per soppresse università, onde mediante una
qualunque legge o concessione , esse e i tale libertà di particolari individui appli -

parlicolaii loro individui si trovassero ìq cali all'esercizio di delle arti e professio-


godi mento e possesso. III. In coerenza per- ni, possano in avvenire in vantaggio del
tanto dell'anzidetta prescritta abolizione pubblico vicendevolmenteemularsi e sul -

lutti li particolari individui che attual- la perfezione del lavoro, e sul decreraen-
inenle esercitano, o che eserciteranno in tode'prezzi. Vl.§ 9. Per una sequela ne-
appresso alcuna delle surriferite arti e pro- cessaria della presente abolizione delle
fessioni, non potranno d'ora innanzi ave- summenlovate corporazioni, vogliamo
re più alcun diritto di rappresentanza sot- pure e comandiamo, che immediatamen-
to nome e forma di corpo, professione te dalla pubblicazione di questa stessa no •
ed università, e resterà per conseguenza stra cedola di moto-proprio, si abbiano
proibito a tutti e ciascuno di essi di fa- per nulle e irrite, come noi espressamen-
re in avvenire alcun atto risguardanle le te cassiamo ed annulliamo, tutte quel-
rispettive soppresse università, e segna- r inquisizioni e processure criminali e ,

tamente di riscuotere alcuna tassa o emo- tutte le condanne, o ancora pendenti, o


lumento, ed anche semplicemente di a- in altro qualsivoglia modo sinora non e-
dunarsi in corpo, sotto pena di scudi cin- seguite contro qualsivoglia persona per
quanta, per ciascuna contravvenzione, da causa di contravvenzioni alle leggi, slatu -

applicarsi per una metà all'accusatore, ti e altri qualsivogliano regolamenti del-


che volendo sarà tenuto segreto, e per l'al- lesummentovalesoppresseuuiversità,di-
tra a benefìcio de'conservalorii di educa- chiarando sino da ora tutti e singoli con
zione. IV. E soloa'predetti particolari in- generale assoluzione pienamente e total-
dividui esercenti le arti e professioni di mente assoluti da ogni processura, inqui-
sopra nominate sarà permesso di unirsi sizione e pena ,che possano avere e pre-
nelle loro chiese all'occasione de'suffragi, tendersi incorse per causa di dette tra-
o di quegli altri pii e religiosi oggetti li sgressioni,ancorché più volte replicate;
quali sono coajuni alle altre confraterni- ben inteso però, che tale assoluzione non
te della cillà, come anco per la direzione si estenda a que' delitti, che sono ripro-

q amministrazione degli ospedali annessi vali dalle disposizioni del diritto comune.
alle rispettive chiese ,
quando questi vi VII.§ io. In ordine poi allearti e profes-
fossero; ma senza che per altro anche per sioni non nominale di sopra all' articolo
li suddetti due pii e religiosi oggetti pos- o § 3 le quali perchè riguardano og-
;

sano essi sottoporre ad alcuna tassa o pa- getti concernenti la salute, fede e sicurez-
gamento forzoso di qualunque benché za pubblica, non conviene che si lascino
minima sommai particolari iudividui,da* in una assoluta e indefinita libertà, vo-
quali per conseguenza 1' indicale chiese gliamo che non si faccia alcuna innova-
ad ospedali non potranno ricevere che le zione alle rispettive antiche corporazioni
sole volontarie oblazioni. V. § 8. E in con- e università insino a tanto che dalla no-
seguenza sarà perciò d'ora innanzi a cia- stra congregazione economica, premesse
scuno permesso il libero esercizio dell'ar- le opportune più mature discussioni, non
ti e professioni suramentovate, senza che si riconosca se alla perfezione dell'indu-
sia obbligato di prendere la matricola, stria, e al pubblico e privato interesse con-
ossia patente solita dispensarsi, di pagare venga confermarne a!cuna,ovvero mo-
di
alcuno benché piccolo emolumento, e ia dificarle, ed anche sopprimerle. Nel caso
fine di soggiacere a veruna di quelle pra- che si giudicasse di prendere quest'ulti-
tiche e di que' regolamenti, che si tro- mo partilo, dovrà la congregazione stes-
vuiio [uesa itti dagli jiiatuli delie rifeiite sa coaibiuare anlicipatameute le uppor-
UN I UN! 4r
lune protviclcDze, onde d*una in seguilo do, abbiano luogo e si osservino con ogni
tale abolizione non derivi alcun datino o esaltezza tutte le disposizioni le quali di
pregiudizio al privalo e pubblico bene; sopra agli articoli o §§ 2, 3, 4j 5», 6, sono
con avvenire sopra tutto in via di mas- stale prescritte, per quelle che in seguito
sima e di regola assolutamente inaltera- della presente nostra cedola di moto-pro-
bile, che le indicate nuove provvidenze prio restano al presente immediatamente
da sostituirsi agli statuti delie rispettive abolite, e senza che per questo debba es-
soppresse uni versila, ^/rt«o tulle diretle al- servi bisogno di alcuna nuova dichiara-
la buona qualità della mano d* opera ^ ed zione. IX. § I 2. Anche in ordine però al-
alla maggiore perfezione della rispettiva le corporazioni ed università, che come
arte o professione^ come pure a divisati sopra sino da ora debbono restare aboli-
interessanti oggetti di salute , fede o sicU' te e soppresse, sarà autorizzata la stessa
rezza pubblica, e non mai alla fissazio- congregazione economica di assoggettare
ne de'prezzi della stessa mano d'opera, li rispettivi individui esercenti le arti e
all'acquisto ed incetta privativa de gè- professioni, alle qtiali si riferiranno dette
neri inservienti alla lavorazione , al pa- università e corporazioni, a tulli que're-
gamento di tasse^ o altra qualunque cO' golamenli, li quali dalla medesima si giu-
sa, la quale possa pregiudicare all' in- dicassero necessari per lamaggior perfe-
dustria delle manifatture, e arrestare li zione delle stesse arti e professioni, e per
felici effetti delta libera concorrenza de- il miglior servizio del pubblico," ec. ec.
gli artisti e de' venditori. Volendo inoltre Inseguito,comela concessione del com-
che la stessa congregazione economica in- mercio libero incontrò poi molti de' pre-
cominci subito sino da ora ad assumere giudizi preveduti dal cardinal Braschi, e
l'anzidetta discussione relativa alTenun- forse si sarebbe soppresso se le condizio-
ciata conferma, modificazione o soppres- ni dell'erario pontificio lo avessero per-
sione delie corporazioni ed università, le messo; anche l'abolizione delle universi-
quali provvisionalmente soltanto lascia- soggiacque n richiami per le
tà artistiche
mo sussistere nel loro antico piede,e che la conseguenze dannose che produsse. L'e-
conduca al suo termine al più presto che sperienza fece poi conoscere al savio e il-

sarà possibile, e in modo che non più tar- luminato governo pontificio, che una
venturo anno 1802 sia-
di della fine del troppo libera ed estesa interpretazione
no pienamente ultimate, e possano per delle leggi suddette induceva non di ra-
conseguenza pubblicarsi le provvidenze do conseguenze al
delle pregiudizievoli
e li regolamenti che dovranno stabilmen- pubblico benCj che appunto con esse era-
te osservarsi in tutta l'estensione de' no- si avuto in vista dal provvido Pio VII di

stri pontificii dominii da chiunque ora è tutelare, al modo trattato da mg."^ Nico-
applicato, o intenderà in appresso appli- lai nella sua dotta e già encomiata ope-
carsi alle diverse classi di arti e di mani- ra. Memorie sulle Campagne e Annona
fatture. Vili. § 1 1. Di mano in mano, di Roma^ dopo gravi sconvolgimenti po-
i

che dalla prefaia nostra congregazione e* lìtici che reclamavano una indispensabi-
conomica, colie avvertenze di sopra de- le riforma neiramministrazionedelie co-
scritte, si giudicasse opportuno venire al- se pubbliche. Però sono bene lontano di
la soppressione di alcuna delle predette far eco a qualche scrittore che si lasciò
corporazioni ed università , le quali co- sfuggire qualche proposizione in termini
me sopra provvisionalmente soltanto ora generali contro il principato, e in certo
lasciamo sussistere sul loro antico piede, modo contro l'operatodell' ottimo Pio
\oglianioche in ordine a ciascuna di det- VII, per l'abolizione de'corpi e libere so-
te università^ che si andasse sopprinien- cietà delle aiti e mestieri , le quali erano
4^ UNI UNI
stale per sì lungo lempo i cardini della vulo dubbio che non fosse permesio: 1."
niunicipale potenza, senz' aver ben pon- a'medici e a'chirurglii di somministrare
tleralo le gravissime e riferite ragioni dal in qualsiasi giorno i soccorsi dell'arie; 1°
Papa allegate ne' suoi niolu-piopri; per al servi di preparare i cibi per la tavola
cui la Ch'iilà CatloUca i\t\\dk serie 2.*, t, de' loro padroni, di ammazzare animali
1 1, p. 420, censurò silFatle proposizioni di piccola specie, come sarebbero polli ed
in un'opera recente della quale die ono- altri di sìmil fatta, non però grossi anima-
revole contezza, non senza riconoscerne li che si menano al macello; purché pe-
nel resto il merito, perciò dichiarandola rò essi si riservino un tempo convenien-
[)iena di senno di dottrina e di eleganza
,
te per soddisfare a'ioro spirituali doveri,
di stile. Inoltre Pio YII nel suo zelo re- e che si faccia la vigilia de' giorni santi
ligioso, secondo l'antica disciplina eccle- lutto quello chenon vuol essere prepa-
siastica e l'ordinalo da diversi suoi prede- ralo prossimamente. Per questo mu- i

cessori, dal cardinal T^icario di Roma fe- gnai debbono macinar le biade , e for- i

ce emanare disposizioni suH' osservanza nai cuocere il pane il giorno avanti, tran-
delle» Domenica {P\) e Yd\\\Q Feslc{f^.) ne conche in ciò il caso di qualche partico-
di precetto, pel divieto de'pubblici *.S/;e/. lare necessità (le fornaci continuamente
tavoli (//.) , e per la chiusura in ore de- ardenti, come delle vetrerie, di necessità
terminale, antimeridiane e pomeridiane, tengono occupali sempre giorno e notte
e per pii-J lungo lempo nelle feste solenni, gli operai, coll'allernaliva che dà loro il
delle botteghe venditrici di commestibi- tempo di adempiere gli atti religiosi). 3.**
li e altro, de'barbieri a'quali particolar- Quando la messe o altri frulli sono in
fiienle Giovanni XXll avea vietato l'e- pericolo di perire, Se la necessità è gene-
ad altri
sercizio di loro arte nelle feste, e rale, il vescovo o il Papa accordano una

spacciatori di tabacco ec,, tranne gli spe- facoltà generale di far simili lavori; e se
?LÌali a vantaggio della pubblica salute, la necessitasi limila a una sola particola-
tulli però nelle orepermessedovendo te- re persona, oadun piccolo numero, que-
ucre socchiuse le porle delle botteghe, e sta permissione può esser data dal par-
intera meli le serrate nel lempo della roco.Ma quando si tratta di una legge
principale Vffivalara dtlla Chiesa(F.)j emanala da una autorità suprema cioè
e lullociò sia per santificare la gior- dalla Chiesa universale, la dispensa data
nata, sia per astenersi dalle opere servi- dal parroco è nidia in se stessa , a meno
li, almeno per le ore prescritte. Neil* o- che la necessità non sia reale ed evidente,
dierno pontificato, e come meglio dirò perchè in tal caso la Chiesa stessa gli per-
parlando del nobile collegio (\q Mercan- meile di dispensare dalle sue leggi. Nel
ti o commercianti foudacali, gli spaccia- corpo del diritto canonico trovasi una di-
drogheria deb-
tori de'generi coloniali e di spensa generale accordata da Alessandro
bono chiudere i loro fondachi ne' giorni 111, Papa del I iSg, per la pesca dell'a-
festivi due ore avanti mezzodì, per non ringhe e di altri pesci di passaggio, nelle

riaprirli che "ella seguente maltma.Dice gravi necessità. Egli però nelragge lefe^-

il dotlissimo Boiler, Delle feste, che le o- sle più solenni, e vi aggiunse questa con-
pere servili sono permesse e scusale ne' dizione, che si debba porre da canto par-
giorni santi in molle circostanze, ch'egli ie dellapescagione pe'poveri o per qual-
enumera, sia per causa lieve, sia per ne- che chiesa vicina. Devesi pure imporre,
cessità legittima, le quali ponuo essere ra- per modo di compensazione , alcuna li-
gioni sufficienti per dispensare dal ripo- mosina o allre opere di pietà, quando si
so comandalo nella domenica e altre fe- accordano somiglianti dispense, massime
ste di preccllo. « Perciò uou si è mai a- scia uecessilà uonfossedi graudeevideu-
UN 1 UNI 43
za. Per questa matiìera sì viene a mecìta' parire decentemente tra lo genie; e ne'se-
re, giiisla il maggiore o minor fervore del- coli XI e Xll gli uomini non si facevano
le [iroprie buone opere, parte nellacoiuu- radere che una volta ogni «4 o i5 gior-
nioue degli alti di pietà di tutta la Chie- ni, uè altro piì^ allora domandavano le
sa Essendo presso gli antichi segno di
... leggi di civiltà. Il Angers del
concilio d'
duolo il lasciarsi crescere la barba, cos\ 1282 inflisse la pena della scomunica a
molti cristiani conforiuavano a que-
si quelli che si radessero o facessero ratie-
st'uso per morlincazione. Ma nel giove- re in domenica o altra festa. Ma il canj-
di santo si tenevano in dovere di farsi ra- biamento degli usi ha di molto raddolci-
dere, e i preti e i religiosi si facevano fa- to il rigore della disciplina su questo pun-
re la corona o tonsura pei- comparire con to, Benché poi un servo possa radere o

più decenza nel giorno di Pasqua in un acconciare il suo padrone, non vi è che
esteriore corrispondente alla gioia e al la necessità la quale possa scusare un bar-

trionfo di questa santa solennità ,


poiché biere dal fare il medesimo, Termina l'an-
il venerdì e il sabato santo erano allora notatore del Butler le sue osservazioni
feste di obbligo, e tutte sagre a'divini uf- con soggiungere. Il barbiere può tutta-
fìzi. Onde era allora strettamente proi- via conformarsi al costume de'luoghi, ove
bito, come opera servile, radersi la do- il ciò è permesso, né ricusar l'opera sua in
pieuicao ne'giorni di festa. Pel liferiloco- caso di vero bisogno, ma che pero non si
slume, in Inghilterra il giovedì santo fu oltrepassino discreti confini del lempo^
i

chiamato // giovedì di radersi". L'egre- per lo stesso modo egli dee prendere re-
gio annotatore deli' ab. Butler, presoda gola da'consigli del suo confessore, o dal-^
un santo sdegno nel vedere che le rnag- la dispensa del parroco. Trovo opportii-
giori faccende de'barbieri sieno ne'gior- nissimo riprodurre un piccolo brano del-
ni festivi, osserva, L'usanza de'barbieri, la recentissima e bella pastorale del ze^
di radere per gran parte del giorno festi- laute e dotto vescovo di Pinerolo uìg/
vo, è un abuso da non doversi tollerare, Lorenzo Guglielmo M/ Reualdi, il qua-
al quale i vescovi e i magistrati dovreb- le dopo aver colle gravi parole che ripor-

bero porre rimedio, Le persone che ven- tai nel precedente articolo, riinarcato che

f;ono dalla campagna, e che non ponno il secolo nostro tutto inlento all'industria
(arsi sbarbare la vigilia, si possono scusa- e al commercio, e quasi unicamente pie-
re per troppo legittima necessità; ma que- gato alla terra, perde di mira il cielo; in-
sta ragione non autorizza il barbiere a di ecco come si esprime, parlando della
mettere in quest'opera molto tempo. Pe- Preghiera sommo conforto dell'uoioo, e
rò a Roma e in molti altri luoghi le leg- del tributo che ne'giorni festivi il popolo
gi una data ora, oltre la
stabiliscono olire al Sigiìoie, e della santificazione del-
quale non è permesso in dì festivo di far la festa. » È nel dì festivo che luUi siauiQ

la barba. Questa permissione per un cer- egualmente dinanzi a Dio in faccia agli
to spazio di tempo è nel numero di quel- altari, e ivi riconosciamo i duilti d» fra-
le, che Natale Alessandro tiene per
il p. tellanzacomune; perchè ivi il ricco ed i|

iscusobili. È vero che Giovanni XXII potente del secolo, non altrimenti che il

nel 1817, e molti concilii proibiscono e- lavoratore ed il poveretto, sentono d'es-


spressamenle a'barbieri di radere lu do- sere tutti figli del medesimo padre, e di
menica, perchè questa in se stessa è ope- avere tutti le aspirazioni e le promesse
ra servile; ma per ['addietro la bai ba lun- della medesima eredità. Kicordutevi a-
ga era per sì falla maniera alla moda duncjue, lasciate che vel ripeta, ricordate*
(come in moltissimi lo è al presente), che vi tli santificale (|uel giorno, perchè è des-
oou era tuesliere farsela radere per com- so il coulrassegno che Dio ha poilu tra
44 uN I UN [

Ini e voi nella serie delie generazioni, af- no nulla ad Invidiare a quelle de* ricchi".
finchè sfippiale die egli solo è vostro Si- Nel 1823 a Pio VII successe Leone XII,
gnore. Voi che attendete alle dure friti- il quale credeva indispensabile di ripri-

chedella campagna, che fecondate la ter- stinare, massime in Roma, l'università ar-
ja col sudore; voi che per servire alle u- tistiche, ch'egli avea nelle sue nunziatu-
inane industrie edalla maggior fortuna, re di Colonia e al tratto del Reno ammi-
-vi seppellite nelle viscere delle montagne rate anche io Germania nelle maestran-
per estrarne marmi e metalli; voi che la- ze, e riteneva prudenti e vantaggiose isti-

Toiale da mane a sera nella povera odi- tuzioni ,


perchè in quella regione si ri-

Cina e v'incurvate faticosamente sull'in- sguardavanocome l'occhio eil braccio del


cudine e sulla sega; voi che, trasportan- governo, per condurre e mantenere po- i

do sui vostri carri enormi pesi, reggete al poli nell'abitudine dell'industria morale
freddo rigoroso, alle tarde notti, alle in- della religione. Di questi vantaggi per-
temperie d' ogni maniera; voi che per 6 suaso Gregorio XVI favori la riprislina-
giorni continui vegliale lunghe ore al te- zione delle università artistiche, e vi co-
laio, al naspo, al torcitoio, nlla spola, e stituì quelle corporazioni che lo brama-
respirale la nauseosa aria delle stanze de- rono; inoltre provvedendo all' abuso di
stinale al lavoro; voi che uscite col mat- aprire pubbliche spezierie o farmacie in
tino primissimo dal vostro abituro e non Roma e nello slato papale, onde impedi-
vi ritornale che a tarda notte, e talvolta re col soverchio numero funeste conse-
non cV tornate neppure per la distanza guenze alla pubblica salute; perchè se in
del luogo e pel lavoro da compiere, sap- ogni ramo d'industria la libertà di com-
piate che dopo 6 giorni di fatica e di pe- mercio è impulso a facilita-
di stimolo e
na, Iddio ha comandalo che abbiale un re le contrattazioni, ed a procurare l'u-
giorno di riposo per vivere a lui ed alla tile reciproco de'consumatori e possiden-
vostra famiglia. Vuoleche voi pure, iqua- ti, in fallo di medicinali tal cosa è nocc-
li siete suoi (igli egualmente che dovizio- i volissima.Egli curò alacremente l'abbon-
si e i f)rlunati del secolo, proviate nel ri- danza, reprimendo l'eccesso de'prezzi de*
poso di quel giorno le dolcezze della vo- commestibili, per quanto il potè secon-^
stra casa e della religione: che accorria- do le leggi vigenti; ma volle che il pane
te a questa e ne frequentiate i consolan- si spacciasse buono e a prezzi discreti. Se-
ti misteri per acquistar nuovo coraggio a gretamente faceva comprare un pane per
compiere esattamente i doveri del vostro quasi tutti forni; lo pesava da se, lo as-
i

sialo; adJnchè, compiendoli per amore di saggiava richiamando al dovere chi ne


,

Dio e con fedeltà alla sua legge, ne abbia- alterava il prezzo, la qualità, il peso. Da
te poi la desiderata mercede nella imnjor- se medesimo vegliava con sagace previ-
talilà che ci attende. Vuole che il gior- denza a rimuovere la penuria de'cereali,
no di festa sia giorno di santa allegrezza tiattando egli stesso con paterno amore
tra'domestici alfelli, che vi adoperiate in co'principali agricoltori e mercanti di es-
esso a rafforzaresempre più co'vostri ca- si. Istituì in Roma la camera di commer-
j i i mettendo tine ad o-
viucoli di affetto, ciOj ed essendo essa uno òt Tribunali di
gni dissapore che mai fosse, manifestan- Roma, in quell'articolo ne riparlai, e del-
do la vostra tenera dilezione a'figli, pro- le altre camere di commercio dello stato;
movendo in essi la rispettosa soggezione, de' filliti dolosi ragionai
o a Mercante^ a
cose tutte che mantengono vivo lo spiri- Schiavo , e parlando degli statuii muni-

to di famiglia, e rendono beate le case a cipali, per le pene infamanti da essi in-

qualunque ordine appartengano, facen- flitte. Fu benemerito degli artieri e altri


do sì che quelle de'poverelli non abbia del popolo, con approvare le ricordate
U iN I U N l 45
casse di risparmio; protesse le nianiftillu* voluto dare una pubblica e non dubbio te-
redanneggiJile dalle macchine; ed a van- stimonianza della cleuientissima sua pro-
taggio de'giovanelti artisti favorì \e Scuo- pensione a concedere a'coi pi diarteenie-
le dìFonia (F.) notturne e di altrove. stieri di Rou)a una così benefica istituzio-
Appena il regnante Papa Pio IX fu e- ne". La delta congregazione si compose
levato al pontificato beneficò l'universi- de'cardinaliMaltei, Patrizi e Marini, con
tà degli ebrei , sospese e poi soppresse il mg.' Vitelleschi per segretario, a' quali
vassallaggio e Tributo che rendeva a\ Se- nell'ottobre 85 fu aggiunto il principe
1 1

nato Romano Nel 1847 organiz-


{/''.). d. Marc' Antonio Borghese come magi-
zando il consiglio e Senato di Roma (/^.), strato romano. Indi il Pontefice Pio IX
vi ammise pure i professori d'arti libera- a'j4 maggio 1 852 emanò il seguente ana-
li, i banchieri, i negozianti, i mercanti a- logo moto-proprio. « I gravissimi muta-
camera di commercio, capi
scritti alla i menti, che rispello all'esercizio delle arti
d'arti e mestieri non ignobili. Notai nel industriali s'introducevano nel commer-
voi. LUI, p. 229, cheper l'equilibriodel- cio sul declinare del passalo secolo , ed
le rendite colle spese delio stato e per alcuni riprovevoli abusi che nella liujga
far fronte alle conseguenze degli ultimi serie de' secoli si erano sventurata<neiile
deplorabili avvenimenti politici, ivi nar- insinuati nelle associazioni ed universi-
rati, dal ministro delle finanze, ministe- tà, in cui si raccoglievano i coQ)mercian-
ro che poi tornò a fungersi dal Tesorie- ti e gli artieri di questa nostra metropo-
re, nell'ottobre i85o fu imposta una tas- li, indussero l'animo di Pio VII ,
nostro
sa sull'esercizio delle professioni, arti, me- antecessore di gloriosa ricordanza, a pri-
stieri e industria, poi modificata. Riferi- vare l'università medesime dique'molti
sce il Giornale dì Roma de' 4 ollobre privilegi, de'quali si erano fino allora av-
i85r.»* Che il Papa vegliando indefessa- vantaggiale. E per quanto l'ullimode'tre
mente al miglior essere di tulli i suoi sud- motupropri a ciò relativi sembri esser
diti ha di recente (a'6 giugno i85o) ri- dettato con qualche rigore, non discono-
volto le speciali paterne sue cure ad una sce tuttavia le virlìi e le opere meravi-
delle pili estese classi de'medesimi, eh' gliose, che per interi secoli la pindeiilis-
quella di coloro i quali professano le va- sima istituzione di tali università aveva
rie arti e mestieri in questa dominante. prodotte a beneficio dell' intera società

Nell'intendimento di stabilire tra di loro cristiana; né mollo meno intende ad af-

un'intima unione che presti dell'incom- fievolire lo spirito di carità evangelica,


parabili garanzie ad ottenerne il conse- da cui traevano tutta la loro vitalità; uè
guimento dell'interesse religioso e indu- a sminuire in alcuna guisa gli aiuti e fa-

striale, Sua Santità si è degnala commet- vori spirituali di cui verso loro in ogni
tere ad una particolare congregazione la tempo erano stati larghissimi i noslri pre-
proposta di quelle provvideiize,che pren- decessori.Se non che per somma sven-
dendo l'uomo per il duplice interesse del- tura accadeva, che mentre alle universi-
la vita spirituale e della vita materiale, tà de* commercianti ed artieri venivanti
valgano a rannodare cou più stretti vìn- meno co'privilegi i materiali interessi, si

coli, sotto l'autorità della Chiesa, che so- rinnovavano ne'noslri slati quelle deplo-
lo può retiderle veramente utili e profi- rabili vicende, che oltremodo contribui-
cue alla società, lecorporazioni industria- rono al raffreddamento della pietà e ul
li e le confraternite religiose. Mentre la rilassamento de^coslnmi delle nostre po-
congregazione si occupa con ogni alacri- polazioni. L'antica alacrità delle associa-
tà nella discussione e nello sviluppo del- zioni del commercio e delle arti non sen-
l'allklatole incarico^ Sua Beatitudine ha tiva più lo sliiuolu dulie utilità economi-
46 UNI UN I

che, ne gli eccilanienli dello zelo sacer* cuna qualsiasi cla8<;e di arte, il costituir-
clolole,n)ercecliè la parie più nobile e più si in Università, e sarà in pieno arbitrio
elella del noslrn clero era stala traila in de'rispettivi commercianti ed artisti l'a-
esilio, talché anche perciò che spelta agli scrivervisi in qualunque tempo; salvo
esercizi di pietà, alcune delle università quanto si prescrive nel successivo artico^
interamente si disciolsero; ed alcune che lo ottavo, e salvo le disposizioni, che po-
TÌ rimasero, non presenlavano che una tessero stabilirsi nella compilazione de*
hmguida eflìgie di quella operosità ed ef- rispettivi statuti, di cui alTarticolo nono^
ficacia, con che prima adempivano a'io- Art. 3. Non si appone alcun limite di
ro uffizi. Le sciagure, che quinci ne de- tempo, odi numero a coloro, che così vor-
rivarono agl*individui,alle fawiglie,e per ranno costituirsi, od ascriversi, purché vi
necessaria conseguenza a lulla la cristia- rimanga inalterabile l'unità dell'interes-
na società, sono sugli occhi di ognuno nel- se e della classe. Art. 4* Riconoscendosi
la Irascuranza, in cui lanle classi di com- di somma utilità, che li garzoni ed ap-
mercianti e di artieri vivono delle pra* prendisti di un' arte siano uniti ed asso-
tiche religiose; e nella facilità, con cui si ciali a' maestri e capi dell'arte istessa, a-
abbandonano alla dissolutezza ed alla in- Tranno i medesimi diritto ad essere am-
lemperanza. La ragione de' tempi e del- messi aH'universilàde'rispeltivi loro mae-
le attuali legislazioni ci vieta assoluta- stri e capi, con quelle regole e gradua-
mente il volgerei nostri pensieri al rista- zioni, che verrannodelerminate dogli sta-
bilimento degli antichi sistemi di privile- tuti, restando a loro inibito di costituire
gio in favore di qualche classe de' com- una propria distinta università. Art. 5.
niercianli ed artisti; ma per altra parte La competente superioreautorità sulla ri-
la sollecitudine del nostro apostolico mi- spettiva domanda di un numero sulìi-
nistero imponendoci il sagro dovere di ciente per legge a formare collegio in cia-
procacciare ne'raigliori modi il vero be- scuna classe di commercianti ed artieri,
ne delle anime de'nostri sudditi, senza di- potrà dichiarare costituita la relativa u-
menticare perciò domestici loro interes-
i niversità; semprechè sia dimostrato, che
si, esige da noi un salutare provvedimen- questa sarà per avere una chiesa od o-
to, il quale richiami la spensieratezza, in ratorio ove componenti la medesima
, i

cui molti vivono, ad una cura più atten- dovranno adunarsi per le pratiche di re-
ta singolarmente degl'interessi loro spi- ligione, ed una rendita congrua o una ,

rituali. Ond'è che ponderali seriamente dotazione per la conservazione della chie-
i consigli a noi proposti da una congre- sa od oratorio, e per la decenza del sa-
gazione di Cardinali di S. B. C, e di al- gro suo culto. Art. 6. La dotazione, che
tri distinti personaggi, a tal particolaie richiedesi da ciascuna classe di commer-
oggetto da noi eletta, di nostro molo pro- cianti od artieri, onde erigersi in univer-
prio, certa scienza, e colla pienezza della sità, dovrà essere slabile e sicura; talché
nostra autorità abbiamo creduto di or- la si dovrà comprovare con la previa e-
dinare quanto segue. Art. i È autorizza- . sistenza della proprietà in fondi , o capi-
ta in Roma la ricostituzione delle Uni- tali fruttiferi. Le mensili od annuali con-
versità e Corporazioni che vennero sop- tribuzioni, e le tassemulte da impor-
presse ed abolite colle cedole di molo- si non vi saranno cal-
nelle debite forme,
proprio della sa. me. del nostro predeces- colale se non a titolo d' aumento della
,

sore Pio VII, in data 3 settembre 1800, dotazione. Art. 7. Le università non pò-
1 1 marzo ei6 dicembre 1801. Art. 2. Sa- Iranno mai invocare il diritto della ma-
rà quindi libero a coloro, che esercitano no regia per la esigenza delle suddette
uu qualunque siasi ramo di coaimercio, tasse o multe. Art. 8. Perchè poi alca-
U NM UNT 47
ne professioni civili toccano troppo da vi- cuna ìnsino a tanto che non venga sta-
cino la salute, la fetle e la sicurezza pub- bilito altrimenti. A (jnedi richiantare le

blica, perciò a coloro the l'esercitano, al- classi de' commercianti e degli artieri ad
lorché saranno costilnite in università, un verace e solido ben essere, abbiamo
verrà limitato l'arbilrio non apparte- tli stimalo di ravvicinarle con queste prov-
nervi, anzi per diritti, di cui godono a
i videnze a quella unione fraterna e a quel-
ragione delle professioni medesime, po- le pratiche, che valsero per tanti secoli a
tranno essere obbligati ad associarvisi. contenerle nella religiosità e nella tem-
Art. g. Ciascuna corporazione colla sua peranza cristiana. Abbiamo ferma fidu-
legittima congregazione segreta compile- cia nellabontà infinita di Dio onnipoten-
rà nel termine di un anno dalla sua re- te, nella materna carità di Maria ss. e
golare costituzione il proprio statuto, la nella incessante assistenza de'Principi de-
cui sanzione apparterrà esclusivamente gli A postoli, che vogliano benedire ed am-
oiruulorilà superiore. Art. io. Sarà isti- pliare questa nostra santa riedificazione,
tuita un'apposita congregazione da rico- movendo eflìcacemente gli animi di co-
noscersi dal governo (e venne effettiva- loro, a cui prò la indirizziamo, a giovar-
mente nominata a'26 del seguente giu- sene a santificazione delle loro animejla
gno); e la medesima avrà la suprema tu- quale, ne siam ben sicuri, ridonderà me-
tela di tutte r università, che progressi- ravigliosamente non pure al migliore an-
vamente siverranno erigendo, ed eser- damento de'temporali loro interessi, ma
citerà questa tutela con (jue'regolamen- eziandio alla maggiore prosperità di que-
ii, che le saran da noi prescritti. Art.i r. sta nostra metropoli, ec".
La congregazione predelta sarà compo- Nel susseg[uente luglio la Civiltà Crt/-
sta del cardinal Vicario di Roma come ro/rc^, serici.'', t. IO, p. 224 e 368, pub-
presidente, del prelato delegato di Ron»a blicò il bellissimoe gravearticolo: / Cor-
e Comarca col titolo di vice-presidente pi d'arte eie associazioni moderne d'o-
(essendo vacante la carica, fu invece no- perai. Giovandomi riferirne qualche bra-
minato il cardinal presidente di Roma e no, dirò che cominciano gl'illuslri e dot-
Comarca), del Senatore, e di uno de'Con- li scrittori e compilatori della medesima,
serva tori /?/o tempore [^veso dalla 2.' clas- benemeriti della società, opportunamen-
se, e da scegliersi dalle singole Corpora- te dal ricordare. « Da quel d'i che sdegno-
zioni a* quali tutti si aggiungerà colla
; si e dolenti per lo strazio della Chiesa e
qualifica di segretario un consigliere mu- per le piaghe della società, volgemmo ad
nicipale proposto dal Senatore anzidetto un'impresa aflàtto nuova per noi questa
connnnuenzadel cardinal presidente.Art. penna, the avevam temprata da giovani
12. Ogni università potrà implorare da per tull'altre battaglie che di pubblicisti
noi di essere presieduta da un cardinale e giornalisti (dirò io: trionfaste e trion-
col titolo di protettore; ed avrà in pari Avanti! La Religione, e la Società
fale.
tempo a capo col nome di primicerio un umana, principalmente la saggia, sempre
ecclesiastico eletto dall'adunanza genera- più ne risentirà gl'immensi vantaggi, con
le ne'modi da determinarsi dagli statuti; incremento d'eterna gratiludine. Voi vi
in guisa però, che il capo slesso dovrà in adoperale, colla solidità de'principii che
ogni caso essere approvalo dal cardinale proclamate, a ridestate o confermare un
Vicario presidente della congregazione tipo di mente uniformemente cattolico
summenzionata. Art.i3. Riguardo poi a nella soluzione di tutti i problemi sociali.
quelle universilà.le quali non furono com- A Ila fin fine,tutto quanto
di voi con mi-
il

prese nell'abolizione dai sopraccennali rabile sapienza ed eroico coraggio opera-


molu propri, non si farà innovazione al- to, ha per precipuo scopo la divisa che vi è
48 UNI U i\ I

propria, e lo è pure mia^ecliesi compen- questo essendo la somma de'suoi interes-


dia nelle auree e santissime parole: Ad si, cioè quello della religione. Ed una dt
Majoreni Dei Gloriami), non cessam- queste prove la rilevò nella surriferita di-
mo di ripetere alla periglianle nostra pa- sposizione con cui il sommo Pontefice ri-

tria, che i erano ben di-


veri suoi pericoli chiama a vita novella le Università, os-
Tersi da ciò chea prima vista compari- sia Corpi de^ commercianti ed artieri^
i

vano. Italiani, dicemmo , aprile gli oc- istituzione del medio evo, la quale formò
chi ! Que furbi ipocriti che demoliscono il tema obbligato di mille declamazioni

l'antico edifizio di Aristocrazia e diChiC' pe'pubblicisti ed economisti alla moderna,


sa per fabbricarne uno nuovo, mirano a finché temettero in esse le influenze del
UUC altro che a cangiare V ordine materia- cristianesimo: ma che da loro stessi vie-
le delle istituzioni sociali j delle cjuali si ne risuscitata oggidìcon uua quasi ma-
chiamerebbero pienamente soddisfatti, se nia da frenetici sotto il nome di Associa^
potessero signoreggiarvi a loro talento zione di operai (ossia il germe della ve-
sottentrando a' Grandi perimpossessar' ra democrazia in Piemonte), da che spe-
sidi vostre ricchezze, sotlentrando alla rano d'averla sottratta all'influenze del-
Chiesa per tiranneggiare i vostri intellet- i .^gradino al tempio del
la religione, fatta
ti.Essi gridano sovrano il popolo^ per- Socialismo, sentendosi col favore de'clubs
che comprendono d'aver buono in mano organizzatori e de'giornali corrompitori,
per diventar popolo essi soli: gridano suf- sì fermi in arcione da maneggiare a loro
fragio universa le, perchè cogl'intrighi de talento quell* indomita belva , eh' é una
mestatori e coli' organismo del loro par- plebe irreligiosa. Indi la Civiltà svilup-
tito sono certi di dominare le elezioni e pa 3 importantissime riflessioni: lai.^sui
di avere deputati a loro scelta: gridano motivi apparenti della guerra distruggi-
libera la Slampa (V.) ... gridano libertà trice che fu mossa a tutte le antiche u-
d'istruzione ... per stabilire il principio u- niversilà e corporazioni artistiche, onde
niversale che tocca al popolo di coman- r energico marchese di Valdegamas la
dare .,. Infine non gli ordini j ma voglio- rinfacciò a' ministri costituzionali; la 2/
no cangiar le persone e iprincipii;leper' che produsse sot-
sulla natura irresistibile
sone per soddisfar la propria ambizione to forma religiosa e riproduce oggi sot-
e cupidigia; i principii per assicurare il to forma liberale quelle istituzioni; la 3.*
trionfo dell' empietà. Per sotientrare a sull'importanza di nuovamente cristia-

chi governa straziano gli ordinamenti pò- neggiarle. Ognun sa quali furono gli ar-
per distruggere la religione gli or-
litici j gomenti con cui vennero abolite le asso-
dinamenti ecclesiastici^*. Sebbene la Ci- ciazioni artistiche, che sotto l'ispirazio-
viltà da 3 anni non cessava di ripeterlo ni religiose congiunsero io un corpo nel
in lutti toni, pure non sortì una voce,
i medio evo tutti gli artefici d'una profes-
che al suo alto e fianco linguaggio oppo- sione medesima. « Noi potremmo com-
nesse una leale e robusta coniutazioue. pendiarli in due formole contrarie, che i
Solo mentite, contumelie e calunnie non sofisti maneggiavano colla soHta loro ipo-

si fecero desiderare. Questo eterno silen- crisia in due sensi opposti, secondo di- i

zio intorno a fede e religione di chi di- versi partiti di cui, piaggiandoli, voleano
fendele moderne costituzioni, benché ar- accattarsi i suffragi. I corpi d'arte, dìcea-
gomento negativo, è però di tal forza da no a'gabinetti gelosi d'una autorità di-
convincere ogni assennalo della verità spotica, corpi d'arie che di tutti gli o-
i

delle asserzioni della Civiltà medesima. perai d' una medesima professione for-
Ciò non ostante essa non ommetle al- mano quasi un battaglione, oppongono
l' opportuiiilà di ribadirne le prove, ia a ministri una forza compatta e popò-
UN I UNI 4j
lare, che troppo rieice perìcolo'!^ al hno^ convenienti che nascono dal Irasandare
ordine (e volenno dire a qneirordine che alliitloquello de'due principii ch'essi pre-
iiiisce non dall'eterna giti-;tizi;», ma dal- tendono escludere. Così, per ca «io n d'e-
l'arbitrario volere e interesse d'un gover- sempio, qtiando lo Scialoia, I prìncipii
nante). Abolite dunque le pericolose cor- dell' Economia sociale, combattendo le
/;orrt2/o^j7.Voleano all'opposto aggraduir- Corporazioni e le Delegazioni de mestie-
si le moltitudini? Eccoli volgersi agli ap- ri, dice ch'erano capricciose, e che l'uà

prendilori, a' fattorini, a'guasfamestieri mo sotto tali istituzioni dir non poteva:
d'ogni OQaniera, agli ambiziosi volgari e io lavorerò e sosterrò la vita; che la clas-
interessali, insomma a tutti coloro di cui se degli operai dovea giacere nelV oppres-
speravano stuzzicare il bisogno e le pas- sione, l'ingegno temea dimostrar si,il mae-
sioni. Fedele , diceano qital tirannia! ,
stro s'ingelosiva ... La condanna ad un e-

Quattro messeri imbarbogiti vogliono far- terno noviziato era il premio della vera a-
la da sopraciò a tutti i loro compagni bilità. Quando si leggono quelle disorbi-
di arte e tenerli in tutela ! E ognun di tanze, è facile il rispondere, che se talvolta
voi che potrebbe y lavorando sopra di se^ accadevano questi abusi, essi erano certa-
crescere in istato, migliorare la sua in- mente colpevoli edoveanocorreggersi:ma
dustria, primeggiar coli* ingegno e dive- la correzione adoperata dagli economisti

nire in breve il primo artista della cit- di sopprimere corpi delleartifa come la
i

tà, viene impastoiato da'barbassori del- cura di quel chirurgo, che per guarire il

Varte con milleformalità, che gli tarpa- dolor di capo tagliava il collo. La soppres-
no le ali alV onore non nitno che al gua- sione totale fece sì che gli artigiani prima
dagno. Abbasso dunque le corporazio- perdessero l'importanza politica e perfi-
ni". Così parlavano costoro un doppio no ci vile, cadendo veramente nell'oppres-
linguaggio per condurre ad un fine me- sione tutta la classe, perchè gl'individui
desimo due parlili opposti^ e tale con-
i spicciolali si erano sottraiti alla subordi-
tegno basta per convincersi che uè Ttmo nazione. Poi da quell'oppressione,
irritati

né l'altro de' molivi allegati era la vera si riscossero tornando ad associarsi con
causa della guerra bandita contro le isli- quello spirito di insubordinazione e di
luzioni delle arti, con eguale accanimen- \endetta, che oggi ancora scompiglia la

to da due partiti contrari. I quali , se si società e atterrisce i governi. » Finché la

dovessero combatterne gli argomenti, al- società e i suoi consorzi saranno conipo-
tro non avrebbe a fare, se non rispon-
si sii, come gl'individui , della povera no-
dere a ciascuno de'due colle ragioni del stra creta adamitica, sempre ci troveremo
silo contrario. Basti però l'osservare, che esposti nella società all'oppressione di chi
siccome ogni consorzio secondario nella comanda per passione : nell' isolamento
pubblica associazione ha necessariamen- all'oppressione di chi abusa la prevalen-
te due rispetti, uno agl'individui che dee za delle forze ; gli associali avranno a le
rollegare, l'altro alla società cui dee su- mere un superiore prepolente, i dissocia-
bordinarsi; chiunque vuole straziare simi- li paventeranno la debolezza delT uomo
li isliluzioni,allorchè procedono nella ret- isolato. Avvezziamoci dun([ne a Irasanda-
ta loro via intermedia , trova aperto il re con disprezzo la ridicola obbiezione de-
campo all'invettive, tracambiando la su- gli abusi con cui vengono coinbatlule
,

bordinazione in ischiavitù agli occhi del- certe isliluzioni du'furbi e dagli stolti; e
la moltitudine, e l'unione in cospirazione per determinare nella presente materia
agli occhi del governante. Ma chiunque i nostri giudizi , esaminiamo piuttosto
voglia combattere gli argomenti, non a- quali fondamenti essi abbiano in niiturn,
vrà che a ricordare a'declumutori gl'in- e qual rimedio la natura slessa suggerì-
VCL, ixxxiv. 4
5o UNI UN I

scecontrogliabusi vituperali. A ben coni le proporzioni? Giustizia e benevolenza,


prendere la base naturale di queste co- ossia carità: e i molti che si ricambiano
stumanze di professioni, basta ricordarsi in tal guisa sussidii e conforti si trovano

)a vera base naturale della società. La bensì associati dal fatto, ma vengono re-
vera, io diro, perchè se volessimo ricor- golati dalle leggi diquesti princìpii socia-
rere a que' sogni, a quelle idee astratte, li. Le teste leggiere e superficiali non in-
a (\ue\\e finzioni di giiirecon cui certi pub- tesero la differenza tra il fatto materiale
blicisti hanno mutato in romanzo tutta che produce associazione, e la legge na-
la scienza sociale, correremo rischio, o di turale che la guida; e peiò ci dissero con
sfumare fra le nebl)ie della Idea, o di in- prosopopea da cattedratico, che la società
catenarci nella /^^^///à tirannica di chi risulta con tutte le sue leggi dalla libera
non conosce doveri , se non siano scritti \ olontà degli uomini,togliendo in tal gui-
nel codice. Camminiamo dunque alla sa alla Provvidenza creatrice il merito
buona nel mondo reale, guidati solo da della più insigne fra le opere da lei crea-
quel senso comune di giustizia e di bene- le. Ma fra le maglie di quel soave e mi-

volenza che il cristianesimo ha chiamato rabile intreccio di bisogni e di carità che


dovere di carità, sublimandolo ad ordine abbìaraodescritto,si è traforato per {sven-
soprannaturale. Presupposto questo do- tura nostra il tossico misterioso, senza di
vere fra uomo e uomo, ognun vede che cui tutta la natura diventerebbe un mi-
quando molti uomini s'inducono, per stero, e ammesso il quale, tutti se ne di-
qualsivoglia loro bisogno o dovere o in- sciolgono gli enigmi. E l'effetto che quel-

clinazione o capriccio, ad usare insieme lo produce nella società è di allentarne i

famigliarmente, sono obbligati ad un mu- legami, d'inlrodurvi ranlagonismo;qnel-


tuo ricambio di sussidii e di buoni ufìl- l'antagonismo appunto che sotto nome di
zi. Perlocchè se tutti gli artieri d'una cit- concorrenza viene promosso dagli ammo-
tà sì trovano naturalmente in couìunica- dernalori, quali se ne ripromettono fio-
i i

zioni più frequenti fra loro, che non co- rì di ogni virtii, e frutti d'un transric-
i

gli altri loro concittadini, essi contrarran- chimeulo senza termine ... Noi vorrem-
no naturalmente il debito di scambievol- mo qui metter sott'occhio a'nostri lettori
mente beneficarsi, non già perchè si ob- un quadro di quelle ammirabili istituzio-
bligano con una convenzione, ma perché ni, per le quali ogni professione di arte e
sono obbligati dalla natura ad amarsi. di commercio veniva in certa guisa ridot-
Questi abbisogna di un consiglio, quell'al- ta ad esser quasi una famiglia patriarca-
tro d'uno strumento: certi comodiabbou- le, nella quale patriarca supremo era un

dano per l'uno, che mancanti all'altro, ministro del Dio di pace e di carità , a
vengono da esso con)pensati con maggior cui tutti si aprivano i cuori de' maggio-
abilità; e l'abilità di questo potrà giova- renti: questi poi, pervenuti già a formar-
re primo, come l'abbondanza del pri-
al si un capitale di riputazione, di capaci-
mo all'abilità del secondo. Si trova insom- tà, di stromenti e di pecunia, teneauo sol*
ma fra gli artisti^ come in tutto il resto to di se, come figli, tutti gli apprendito-
del genere umano, quella naturale disu- l'i, addestrandoti insieme, e alla perizia
guaglianza bestemmiata da'//Ve//^/0/7
sì nell'arte, e all'onoratezza nell'esercitarla.
alla moda, mediante la quale la Provvi- Non conosciamo in Italia infelicemente
denza volle stringere in unica famiglia altro esempio superstite d' associazioni
tutto il genere umano con intreccio irre- d'arti e della loro utilità, che quelle dei
sistibile di bisogni e di benefizi^E in questa Facchini o portatori detti la Carovana
disuguaglianza chi è che per parte di Dio nel porto-franco di Genova; giacché l'al-
e della natura introduce l'ai-monìa del- tra ile Carnali di città venne sciolta pò-
UN f UNI 5i
chi anni prima delie riforme a'tem pi <1el che hanno affrancalo da questa tutela i

goveioalore Paolucci. Quella corpoi azio- moderni operai; noi risponderemo fran-
ne è composta tutta di beiga maschi, iio- camente, che mentre vanno liberi dalla
miiìi robusti, benfatti, gi'andi e massicci, tutela, vanno anche orbi de' conforti e
i quali sotto i loro capi haimo statuti e dell'educazione; e che se ogni tutela fos-
consuetudini savissime. Ve fra loro un se un peso da scuotere d'in sulle spalle,
corpo d'anziani che vigila intorno alla il loro zelo avrebbe in che esercitarsi af-

morigeratezza e fedeltà di ciascuno; di francando figli tutti dalla tutela pater-


i

guisa che in Genova i Carova-


facchini di na. Che se non si credono obbligati di
na sono stimati per gente onesta, di buo- combattere ancor questa perchè è un ,

ni costumi e tanto leale, che tutta la po- gran bene pe'fìgli, benché non manchino
polazione si serve di loro per gli ogget- talora de' padri che abusano ontosamen-
ti benché preziosi, sen-
di porto-franco, te de'dir itti accordati loro da natura, nep-
za scorta di commessi di negozio o d'al- pur dovrebbero vantarsi d'aver distrut-
tra persona fidata, e non c'è dubbio che ta queir altra poiché gran bene poteva
,

ninno involi il minimo oggetto. Costoro essere pe' giovani artieri l'indirizzo e la
hanno le casse di risparmio per quando protezione degli anziani, benché non man-
i garzoni pigliano moglie e mettono su casse tra questi talora la prepotenza di
casa. Hanno case di mutuo soccorso pei qualche orgoglio indomito, o la gelosia
vecchi, per gì* infermi ,
per le vedove e di mestiere. Certamente anche questo do-
per gli orfani. Hanno le doti per le fan- vea emendarsi polendo; ma l'averlo e-
ciulle , i fondi per le funzioni della loro mendato coli'abolire l'istituzione, ha la-
congregazione; per le messe de'cappella- sciato un vuoto immenso nella società,
ui, pe'parati sagri, per le cere pe' fune- non solo sbrigliando indomite quelle tur-
rali de'consorti. In quelle Carovane non be di artieri affamati che vendono le lo-
v' è alcun membro mendicante hanno: ro braccia ad ogni rivoltura politica, ad
perfino i fondi per le medicine, pe' me- ogni tentativo settario; ma rendendo ne-
dici, pe* chirurghi ec. ec. E la congiun- cessarie pe' garzoni onesti e tranquilli
zione fra di loro è si stretta e si onesta, queir altre istituzioni sussidiarie che oc-
da non potersi credere chi non sappia corrono oggidì ai'iempire la lacuna. Una
quanto possa nel popolo amor di religio- Società erasi formata a Parigi per dar la-
ne e di comunanza. Tentati a discioglier- voro agli artieri a sciopro; molte altre
la con promessa di 70 franchia lesta per sotto il nome di Associazioni di lavoro
ogni mese, ricusarono; e ci viene detto hanno dato il comodo di paghe non me-
che ne anco uno solo ve n'ebbe, il quale ritate ad artieri oziosi: le scuole nottur-
prendesse parte ne'tumulti popolari del ne sono destinate a supplire in gran par-
184B-49 ••• Ecco cosa erano le consorte- te quell'educazione che gli artieri avreb-
rie dell'arti del medio evo: sempre avvi- bero dovuto ricevere nel consorzio dei
vatedalla religione e sostenute dalla pru- propri colleghi; il governo di Francia ha
denza, dal zelo, dall'esperienza degli an- dovuto adoperarsi ad anticipare capitali
ziani, i quali si eleggevano ogni anno, od che hanno dato quel frutto che ognuno
ogni 3 anni, secondo gli statuti fondamen- ben conosce. In Parigi certi operai che
tali di ciascuna. Genova u*era copiosis- lavoravano per associazione istituita dal
sima, ed é forse la città ove più s'è con- governo in forza del preleso diritto al la-
servato lo spirito di associazione, che du voro, piantò in mezzo alla comitiva un
qualche anno in qua si cerca di spegne- palo,e vi adissero un cartellone colle pa-
rea(ratto,odi trasmutare in mazzinismo. role : Dritto al lavoro, /'ergogna a chi
Dicano pure i vituperatori del medioevo sudai La slessa carità che obbligava gli
52 U N I U NI
anziani a istruire, proteggere, provvede- ta In ogni angolo della città, e come di-
re i loro falloriiìi, obbligava parimenti pendente per bisogni e doveri, così in-
tulli i membri dell'associazione iniilua- fluente per servigi e diritti; allora anche
n»enle a proporzione de' bisogni; e pro- l'artigiano più bas'^o partecipa socialmen-
duceva l'effetto di quelle Casse di rispar- te le influenze delle consorterie, ed ognun
mio, ò'ìque' Monti vedovili, di quelle as- sa che come questa sta pagalrice del ret-
sociazioni di mutuo soccorso , di quelle to operaie di lui, così è pronta a farse-
Società assicuratrici, che oggi ne hanno ne difenditrice. Quanto é dunque ciascu-
preso il luogo, facendo l'uomo, secondo no più rispettivo verso il membro di si
il solilo, con mezzi molteplici e col con- numerosa famiglia! Non è quindi a me-
trasto ed attrito di esterni ordigni , ciò ravigliare che presidenti o consoli del-
i

che la natura e la religione facevano col- le arti ancor più triviali, abbiano avuto

la soavità dell'interna ispirazione. Sotto parte bene spesso ne'corpi municipali, ed


quest'impulso religioso le congreghe di ottenuta così quell'influenza in favore del-
operai dopo averli formali nella gioven- l' arte propria, che tanto giova a nobili-

tù, ne mantenevarto lo spirito di occu- tarla, così presso i propri cultori , come
pazione, di onestà, di concordia, e prov- presso il pubblico. E per fermo ben al-
vedevano alle disdette della fortuna, al tra protezione ella è questa conseguila
uiancamento de) lavoro, al travaglio del- per mezzo di chi professa egli stesso quel-
l'infermità, alla sepoltura de'trapassnli, l'arte, nella città nìedesima ov'ella agita,
alla penuria della vedova e del pupillo. ben conoscendoli, lutti i propri interessi,
Non basta: costituito un corpo d'operai al cospetto de'concittadini da'quali l'esi-

in quella unità che rende solidarii tutti to ne dipende; ben altra prolezione io di-
i membri, come negl'interessi così ne'do- co, di quelle che a' setaiuoli per es., a' ,

Teri, nascea nel corpo intero l'obbligo di coltivatori, a'fabbri, a'pescalori ec. verrà
assicurare agli esterni un esatto servigio procacciala nel parlamento centrale da
per parte della comunanza induslre; ed un deputato medico od avvocato che nul-
anche a questo provvedea l* università la conosce di quelle arti, nulla della città,
dell'arte cogli esami, a cui costringea chi nulla de'cittadini; ma parla di quegl'inle-
volesse esibire V opera sua a vantaggio del ressi, come noi parleremmo di quelli del
pubblico. ..Da* tre vantaggi finora spie- Mariland e del Connecticut. Dal che na-
gali delle istituzioni del medio evo, edu- scea la riverenza la fiducia amorevole,
,

cazione de'giovani artieri, sussidio agli a- onde venivano ripagali dalla loro mede-
dulli, sincerità delle merci e de'Iavori, il sima consorteria questi protettori confra-
tutto assicuralo dalla solidarietà sociale telli: la cui modesta ambizione, paga di

di quanti professavano rarte,nascea spon» primeggiare in tal guisa fra'suoi, non co-
taneamente quell'influenza civile e talo- noscea per conseguenza quella smania di
ra anche politica che appartiene naturai* uscire dal suo grado e dal suo paese, ove
mente ad ogni parte organica della socie- primeggiava, per gire cercando ventura
tà. Finché r Uomo (F.) è isolalo, egli è colà ove ultimo fra' grandi sarebbe non
nullo, benché posto in alto stalo : Homo curalo o spregialo. Ciò non ostante non
unus, Homus nullus, dice 1' antico pro- mancarono esempi, allorché i municipii
verbio. E se questo é verissimo anche de- aveano un'esistenza loro propria e non e-
gli allo locali, quanto più di quel Povero rano slromenti passivi di un centralismo
(/ .) che suda il suo tozzo alla giornata ! sbrigliato; non mancarono, dico, esempi
Ma tosto che ogni cittadino mira in un di alle influenze politiche esercitate dai
artiere non il soggetto isolalo, ma la par- capi d'arti e di commercio, come ne fan-
ie di una numerosa associazione dirama- no fede la lega Anseatica, le alleanze che
UNI UNI 53
molte olila de'Paesi Bassi contrassero con con barricate e tumulti , tna colla lealtà
princìpi legnatili, e i negoziati politici del e opeiositàde'servigi; e senza però altre-
municipio di Barcellona ricordati dal Bai- sì ricadere negl' inconvenienti, che per
Dies sulla fede del Capmany da lui cita- l'iniquità de'tempi, indussero Pio Vii ad
tu neir ultima nota della sua opera sul abolirle, onde eransi ridotte nel decor-
Prolestantesiino paragonato col CalloU- so secolo a semplici confraternite ,
poco
cismo, per non dir nulla delle repubbli- frequentate, tranne le solennità e le pro-
che d'Italia e di Svizzera, notissime a tut- cessioni di straordinaria comparsa. A. rag-
ti pel patriarcale governo d'artigiani e giungere lo scopo dell'istituzione cattoli-
mercanti. Le cronache di Malaspini, dei ca, la prosperità dell'arte e delle famiglie,
Villani, di Gino da Pistoia ci l'anno ve- il premunire dalie frodi il pubblico in
dere di continuo l'importanza che avea- tuttociò che riguarda la probità e l'ido-
110 l'arti maggiori e le minori ne'negozi neità dell'arte e l'onore del consorzio;
del Comune, e come compartiti per Gori- somministra a chi le deve guidare con
faloiii uscivano alle battaglie, e primeg- prudenza e sagacità molteplici e utilissi-
giavano nelle feste popolari. Ecco a qual me esortazioni morali e pratiche, per la
ingrandimento venivano recate natural- concorde emulazione al bene comune, ed
mente le arti da quella carità cattolica invitandoli a usare quell' industrie mira-
che, come impone dovere, così infonde
il bili e sante convinzioni, le quali l'aposto-
lo spirito di operosa ed onesta associazio- lo della temperanza il p. Matteo cappuc-
ne. Que' predicatori filantropici che ne' cino (del quale farò parola nel paragra-
tri vii e nelle bettole vanno scaldando sot- fo Oste), usò non meno tra'cattolici, che
to cenci l'orso»lio
i
o o del cittadino col seri- fra* protestanti inglesi e americani. Sa-
tiinenlo della propria d'/g^^/V^, riusciran- pientissimo duncjue fu il consiglio del re-
no essimai a nobilitare le infime profes- gnante Pontefice nel rinnovamento del-
sioni con unioni sì cordiali e sì bene ar- l'università e corporazioni d* arti e me-
monizzate col rimanente della società, co- stieri sotto l'influenza della religione, ac-

me faceva la religione del fabbro di Na- ciocché quella parte sì cospicua del civi-
zareth, predicando agl'infimi riverenza e le consorzio venisse richiamata agli anti-
ubbidienza,a'supremi umiltà ed amore?'* chi sensi di pietà e di virtù cristiana , e
La Civdlà Cattolica dopo avere ragio- fòsse tutelata eziandio per ciò che spetta
nato intorno alla natura, all'indole e a- a'suoi materiali interessi, e così ristorare
gli effetti delle Corporazioni e Universi- l'organismo della società demolito dallo
tà artistiche^ di artieri e di commercian- spirito generale della moderna Europa.
ti, passa a parlare del già riportato motu- E questo l'argine più poderoso che possa
proprio del Papa Pio IX, pel quale le di- mai contrapporsi all'invasione ed a'fuiie-
scorse istituzioni devono risorgere in Ro- sti progressi de' deplorabili socialismo e
ma sotto quelle forme religiose che lor comunismo (inoltre la Civiltà Cattolica^
dierono il nascimento, e sotto la direzione serie 2.", t. 12, p. 708, parla delle Sette
d'un ministro del Vangelo, per cui spe- o società segrete, le quali rendono più sob
ra e si ripromette un qualche frutto di lecita e compiuta la rovina del Protestan'
sua trattazione; nel considerare le uni ver- tesimOy oltreché la principale loro mira,
4«ità e corporazioni a qual dignità e in^ colla distruzione de' troni, sia la distru-
flueu^a sociale ponnoora risorgere in tan- zione della Chiesa cattolica; ma l'opera
to ravvicinamento delle vaiìe condizioni di Dio non si dissolve facilmente. Perciò
sociali, se congiunti in uno gli sforzi, e per- ora i protestanti trovansi obbligati a loro
fezionala così l'arte e l'operaio, facciano rimedio d'ammettere le provvidenze del-
K^Qtiic al pubblico la viU uuvelliij uou la Chiesa lOLuaua, se vogliono allontana-
54 UNI UN I

re da loro la cancrena delle società segre- a quel modo che forti di empia alleanza
te che li corrode in lutto il corpo). Se le zelano le sette la loro causa. Aggiunse a
provvide cure di quelli, a'quali è afììda- ciò il particolare fine della confraternita
ta opera cosi salutare, corrisponderanno d'onorare il ss. Sagramenlo, e quando
pienamente all'intenzioni del Papa, e se viene recato a conforto de' maiali e dei
il felice riuscimento dell' impresa invo- moribondi, e quando con divota pompa
glierà le altre nazioni a seguirne Tesem- di processione della basilica incede per
pio, s'avvererà ancora una volta che Ro- la sua parrocchia. Tanto e meglio riferii*

ma e il Pontificato (F.) abbiano salva- sce il n.^igo del Giornale di Roma del
lo il mondo dalla barbarie. Roma de- i855, per destare edificante e santa e-
gnamente qual capitale del mondo cat- mulazione ne'cuori leali, per conlribui-
tolico abbonda dì pie fratellanze, monu- reanche a mezzo di queste opere secon-
menti di quella pietà che professarono darie all'incremento della cristiana reli-
secoli di maggior fede, la quale quantun- gione. Cosa sono te già deplorate società
que paia diminuita, non è perciò che si moderne de'fabbricanti e operai, si rile-

debbano trascurare, ma anzi anch' es- va ancora òaìGiornale di Roma del 1 856,
se ravvivare, sì che spogliate d'ogni ga- che a p. 8 16 riporta il bando che a Bar-
ra men santa, e ad ogni scopo sottratte cellona pubblicò a'22 agosto d. Giovan-
che meno senta di nobile e generoso si , ni Zapalero luogotenente generale dell'e-
raccendano al primo fervore , e si man- sercito.« Convinto che i disastrosi avve-
tengano nel dovere e nell'ordine. E tan- nimenti che hanno avuto luogo in questa
to di recente si volle fare nel 1 855 dalla città sono dovuti in gran parte alle mac-
confraternita del Sagrameiilo presso
ss. chinazioni de'turbolenti direttori degli o-
la basilica e Chiesa di s. Ilaria in Tras- perai, i quali prevalendosi della loro per-
tevere (JF.), istituita sotlo Gregorio Xlll niciosa influenza sugli individui membri
da un Barbiere^ come dirò in tale para- delle società de'fabbricanti, dispongono
grafo, la quale deve concorrere alla mae- di questi col mezzo dell'intimorimento,
stà del cullo in quel tempio che fu ili.° del terrore e della menzogna, presentan-
aperto al pubblico esercizio della cristia- dosi a loro come i soli interessati al lo-

na religione in onore del Parto della Ver- ro buono stato; avendo io impiegata la
gine, e la quale avendo il proprio cimi- n>ia altenzione speciale al carattere del-
terio, era uno di que'sodalizi ut* Cimite- le società, le quali create , è vero, nello
ri di Roma, che per l'anniversario eot- scopo di beneficenza e di filantropia, so-
tavario de'defunti faceva le note rappre- no state tramutate in istromenti di pri-
sentazioni. Riordinata la confraternita da vati interessi,ed hanno contribuito a man-
s. Visita deputata dal Papa, a'22 luglio tenere l'ozio d' alcuni uomini. Conside-
s'inaugurò la ricostituzione nel proprio o- rando che se è lecito e permesso da un
ratorio con solenne atto, alla presenza del lato di fondare società, perchè i loro mem-
cardinal Barberini titolare della basilica, bri si soccorrano vicendevolmente nelle
de'coDvisitatori e di alcuni canonici del- loro sventure o in casi imprevisti di man-
la medesima. La sagra funzione si aprì canza di lavoro, queste società non pos-
col Feni Creator Spiritus e si chiuse col sono d'altro lato venir tollerate quando
Te Deum, prima del quale l'eloquente hanno per iscopo il fomentare piani anar-
d. Vincenzo Annivilti, con breve edot- chicijla cui principaleconseguenza è sem-
to discorso dichiarò il morale bisogno di pre pregiudicievole alla classe operaria,
queste pie associazioni, e specialmente io la pili interessata perchè regnino l'ordine

riguardo de*lempi,onde manifestare col- e la tranquillità, senza le quali non vi ha


la forza dell'unione lo spirito della fede, lavoro; delerminato come sono ad auto-
UNI UNI 55
lizzare per l'avvenire la fondazione d'o- piazza del Popolo presso la sua porta-
gni specie di riunionej a condizione che Sifllitta esposizione ha luogo per cura del-

esse avranno un oggetto lodevole e spe- la Società de^ cultori ed amatori delle bel-

ciale, cocne ({Hello de'soccorsi reciproci de le artiy società, che incominciata or sou
gl'indi vidui della classe operaia;attesocliè vari anni, desideriamo ardentemente che
io sono ben deciso a proleggere il più am- prosperi, perchè grande vantaggio ne pos-
pio esercizio di tutti diritti legittimi, ed
i sono ritrarre le arti del pennello e dello
in virtù di autorizzazione ec. ". Segue il scarpello, le quali abbisognano
di Mece-
decreto di scioglimento delle società di nati pernon cadere in deplorabile languo-
fabbricanti e di operai esistenti nel prin- re. Scopo principale di questa società si
cipato di Catalogna, nello scopo di eser* è quello di mettere in mostra in una e-
citare un'influenza qualunque sul prezzo sposizione speciale le opere degli artisti,
della mano d'opera, d'impacciare il libero ad es>i la vendita delle me-
di facilitare
esercizio dell'industria, e di aiutare e por- desime, o commissioni di nuovi lavori^ e
tare soccorsi agl'individui che, a qualun* pei* conseguire ciò ella ha stabilito una
que siasi titolo, manchino di lavoro. Inol- contribuzione annua di scudi tre per o-
tre in esso è detto. Tutti i membri delle gni socio, e la tassa del 5 per 100 sulle
società disciolte che vorranno riunirsi neU opere, che gratuitamente esposte fossero
lo scopo unico e speciale di fondare cas* vendute, ed una lieve tassa a chiunque
se di soccorso affine di aiutarsi a vicenda vuole entrare nelle sale dell'esposizione.
nelle loro disgrazie ed avversità, 1* ot- Persone le più eminenti per dignità e per
terranno, mediante regolamenti per im- nobiltà, non che i più valenti artisti, fan-
pedirne ogni abuso. Dipoi con decre- no parte di qua-
questa bella riunione, la
to dato pure in Barcellona a' 3 i marzo le, prelevate le spese, che sono di poco

1857, riferito a p. SSg del Giornale di momento, tutto il denaro che ritrae, con-
Roma di tale anno, lo slesso capitano ge- verte in tanti premi estratti a sorte fra*
nerale Zapatero, si trovò nella necessità soci. E col valore del premio conseguito
di sciogliere tutte le casse di soccorsi e i soci debbono fare acquisto, però a loro
associazioni tra gl'individui della classe scelta, di qualcheduna
delle molte opere
operaia esistenti in Catalogna, ecccUuan* che furono esposte. Cosi gli artisti , che
do le sole stabilite tra persone di diverse possono gratuitamente esporre hanno ,

condizioni sociali,che abbiano per oggetto speranza che sieno comprate le opere lo-
di soccorrere gli ammalati.lln.°272e275 ro". Cominciata l'esposizione, il medesi-
del Giornale di Roma del i855 ripro- mo Giornale di Roma descrive artistica-
dusse le osservazioni fatte sull' industrie mente in breve le opere principali, che vi
dello stato pontifìcio dal Giornale delle fanno bella mostra. Questa bella e utile
Arti e delle Industrie, Ed il n.° 27 del istituzione ebbe in Roma princìpio a'24
Giornale di Roma del i856, parla del- novembre 1829 nel pontificato di Pio
l'annua esposizione di opere di belle ar- Vili, quando il cardinal GallelR camer-
tie dice: « Roma può essere considera- lengo di s. Chiesa l'approvò e prese sot-
ta come una esposizione permanente di to la sua protezione. Le prime esposizio-
belle arti, dappoiché quasi non passa gior- ni si fecero in Campidoglio, poi in un lo-
no, che negli studi di tanti artisti italia- cale incontro all'edifìzio eretto da Gre-
ni e stranieri che
dimorano, non sia e>
vi gorio XVI nella via del Porto di Ripet-
sposta al pubblico qualche nuova opera. ta (di cui nel voi. Lll, p. 278), indi nel
Nondimeno in una determinata stagione già studio del celebre Canova finché
, lo
dell' anno suol fare una speciale esposi- stesso Gregorio XVI a istanza dei cardi-
zione artistica in locale apposito sulla nal GalleUì concesse alla società lesale cUa
56 V N I U IN 1

ora occupa. Gli statoti della società li ap- nelle suddette sale del corrente anno è
provò a'21 maggio 1840 il cartlinal Giu- stalii onorata dalla visita dell' impera-
stiniani carnei iengo di s. Chiesa. In segui- trice vedova di Russia, ricevuta, osse-
to la società con)pilò altri statuti, cioè vi quiata e accon)pagnata dal n>archeseGio.
opeiò varie mutazioni e modificazioni, ai Pietro Campana, presidente della socie-

2 7 dicembre 1 853, le quali confermate a* tà degli amatori e cultori dell' arti me-
5 gennaio i854 dal comn)end. Jacobini desime. Ora riporterò le notizie che po-
liiinislro del commercio, belle arti, agri- tei raccogliere ne' libri che citerò, delle
coltuia e industria, si pubblicò nel 1 856 Università e Corporazioni artistiche di
in Roma lo Statuto cìella società degli Roma, esistenti e non più esistenti , per
amatori e cultori delle belle arti nuova- ordine alfabetico, per ciascuna dovendo-
mente emendato secondo le occorse rifor' si tenere presente quanto già di loro ho
me. Però l'esperienza ormai ha dimostra- riferito in generale, che però è intrin-
il

to, elle questa utile e ouoievole istituzio- seco. Intendo di parlare propriamente di
ne, dopo che fu all'esposizione abolito il quelle università e corporazioni denomi-
gratuito accesso al pubblico, e invece in- nate con questo titolo. Nel 1744 •' ^^''
giunto per l'ingresso alla medesima il pa- nardini nella Descrizione de* Bioui di Ro-
gamento di o baiocchi o 5 secondo
1 i gior- ma, enumerò esistere allora in Roma 12 1

» Ili, il concorso venendo notabilmente di- confraternite e 54 università. Questo cal-


minuito, gli artisti ne hanno inteso sen- colo generico non è esatto, e in certo mo-
sibilmente i pregiudizievoli effetti, con do fa contraddizione al diligentemente da
\endere poche delle loro opere, mentre lui descritto; poiché non poche corpora-

prima il numero degli acquirenti era piìi zioni comprendevano più dii3 universi-
grande. Laonde gli artisti deplorano ta- tà d'arti analoghe o differenti, ed altre ne
le disposizione, e bi lusir»gano nell'animp riunivano diverse. Inolile moltissime con-
generoso e nobile de'loro Mecenati, che fraternite le calcolò tra le università, que-
Ijeirinlendimento di più protìcuamenle ste anche per esserlo, e perciò il numero
proteggere le arti figurative di pittura e delle confraternite apparisce maggiore di
scultura, vogliano benignamente soppri- quello dell'università, che invece di fatto
mere r indicato pagamento, e restituire è assai supcriore. Chele università arti-
al pubblico romano e straniero il gratui- stiche quasi furono il doppio delle calco-
to ingresso; e così meglio facilitare e a- late dalBernardini,vadoa dimostrario;ar-
gevolare quanto l'illustre società si pro- gomento grave, svariato, difficile, e insie-
cione a favore dell'arte e deiriugegno nel- me religioso,movale,erudito, art istico.La-
la metropoli delle belle arti. Quanto al- boriosamenle dunque procurai di svolger-
risliluzipnedel ministero del commercio, lo, possibilmente restringendo l'ampia e

belle arli, industria, agricoltura e lavori interessante materia. Di altre corporazioni


pubblici, comechè successo al cardinal ca- dell'arti liberali trattai ne'loro articoli e

merlengo, ne riparlai a Upitore del Ca- ne' relativicome della congregazione o


,

MEELENGATo. Ad esempio dell'antica Gre- Accademia artistica de' Virtuosi del Pan-
cia, di Parigi, di Londra ec, già ayea Pio theon jàtW À ccademia pontifìcia di s.Lu-
\I| aperto alle Convertile pna sala d'e- ca, della quale riparlai a Scoltura, nel
sposizione per r acpademia di $. Luca, descrivere il suo locale e la chiesa di s.

the per le viceiide politiche de'lempi nou Martina di essa e per l'origine di sue scuo-
ebbe successo, e nel modo che narrerò a le a Università' Romana; dell'accademia
lIjvivERsiTA Romana, parlando del suo pontifìcia di s. Musica^ e ne ri-
Cecilia di
ponlificato, rilevandone |a giande im- parlai aTEATRo. Quanto poi alle Accade-
purlanza. L'esposizione poi di belle ailj mie arlisliche ì^i\z\Qn-à\\ i\\ peusiuijali esti
U N I U N I ^7
nienti in Roma,ne feci cenno a tale artico* quotidiana del proprio cappellano, cele-
lo e lu^ionai in quelli tle'rispellivi stali a brava la fesla di s. Antonio abbate nel-
cui iippuiten^onu. Inolile hanno articoli la dettacappella a' i 7 gennaio, con appa-
in questa mia opera i collegi e corpora- rato, musica e oblazione di cera. La cap-
2.ioni Oi diversi celi, con»e de' facabilij ed
pella esiste ed è la Z.^ del destro lato,
óti'Cuisoriaposiolicij ót;' Pi ocuralori di olire le nominate immagini nel ricordato
coUtgio; L\e Curiali e Notari della Cu- articolo, di s. Antonio abbate e di s. An-
ria Romana, e qutinlo a'notari, siccome tonio di Padova, sull'altare vi è pure il
giù chianiuli Scrmìari, ivi ne riparlai, e quadrello del primo.GliaHidati essendosi
feci altrellanlo per quelli de' J///>/.'/irt// 1// ricostituitiincorporazione nel pontificato
lìoma^óvì Senato Roinano^ócW'Uciilo- di Gregorio XVI, per le vicende politi-
re dilla Camera^ degli Uditori di Rota, che insorte dopo la sua morte, tornaro-
in questi articoli. I notari capil<^iini a- no a sciogliersi. Mg."^ Nicolai nelle Me-
\cano la cappella nella Chiesa di s. Ma- morie sulle Campagne e Annona di Ro-
ria d'Aracocliy nella cui sagrestia si por- ma^ tratta nel t. 2. Dell'arte pastorizia e
tavano le scritture pubbliche de' notari suoi privilegi; delle pecore e de'suoi scrit-
morii senza eredi, ed ivi esegui v<i no i lo- tori ; de' pascoli abbondanti dello slato
ro esercizi di pietà. Nel secolo XIV an- pontificio, che il soverchio alile loro è la
cora esistevano in Roma due collegi o cagione principale della poca coltura del-
tuagiilrali, il i.° composto di 4 nobili l'Agro Romano, come rilevai a Roma e al-
chiù mali Aiitepositi ftlicis Socielatis trove discorrendo di esso; fa il confronto
Balistariorum et Pavcsaloruia; rallro dell'utile de' pascoli colle semenze, come
era fui malo di 3 soli e delti Antepositi Pio VII volle moderare l'abusodi lasciare
super guerris et pace. Il nolaro dei pri- le terre a pascoli; de'modi di supplire e mi-

mi trd chiamalo Notarius Socielatis, e gliorare i pascoli, il che si ottiene ancora


JVotarius guerrae quello de'secondi.Gli colla coltivazione della terra. Quanto ai
Anlepoiiti per la pace e per la guerra privilegi dell'arte pastorizia dice, che le
aveuiio ili Roma amplissinieaulorilà.Ma costituzioni pontificie, e specialmente di
gli antichi scrittori con vocabolo con ot- Gregorio XIII edi Urbano Vllljgl'istro-
to chiamarono il notare di tali società menti della camera apostolica dell'appal-
Nanliportico e Jiaiportìco, il che cor- lo della dogana del Patrimonio, gli edit-
ressi nel voi. LXXV, p. 279. ti de' cardinali camerlenghi, le cose giu-
Viiix'ersità artis lidie di Roma. dicate concedono e autorizzano molti pri-
Acquavìtari. V
il voi. LXXll,p. 196)
, vilegi de'pastori, che vengono a pascola-
ed- il paragrafo Credenzieri di quest'ar- re col titolo della Fida nelle terre com-
ticolo. prese sotto la denominazione del Patri-
Affidati^ Universilas Affidatar um Ur- monio, cioè esenzione dal foro d'ogni aU
bis. 11 Piazza, Eusevologio Romano yUvkX, Irò tribunale, eccetto quello de'doganie-
9, Delle confraternite dell' arti^ riferisce ri e del loro assessore, l'immunità d'ogni
nel Corollario di esse, comprendersi quel- pedaggio e gravezza ove pas-
di lerrilorii
la i\e Pecorariy chiamali Affidali^ i qua- cano, purché vadano direttamente ila pa-
li hanno la Antonio abba-
cappella di s. scolo in pascolo e come dicesi entro la
te nella chiesa dell' Ospedale dis. AJa- stanga^ eil altresì la liberazione dalle pe-
ria della Consolazione ( / .), già di s. Gio. ne di danno dato, colTobbligazione sol-
Ballista, per essersi il s. l^recursore trat- tanto di risarcire il danno; la ftcoltà di
tenuto baiiibino con innocente trastullo trattenersi 3 giorni entro i territorii, ove
nelle selve delle solitudini di Palestina co- passano co' loro greggi , e la libertà di
gli agnelli. L' univcrsilù , oltiu la iiil^^^U ^)iovvcdt:tai del |>uut: ut^cea^urio, uuu a«
58 UNI UNI
starile i divieti provinciali; la facollà di tati nel breve, dopo essere stati rifusi. Pri-
portare armi difensive e offensive. Que- ma che fossero uniti e senza leggi parti-
sti e alUi siraili privilegi furono diretti colari, riceveano notabilissimi pregiudi-
a favorire l'interesse camerale di quel pro- zi tanto in comiuie, quanto in particola-
vento, e favorire l'arte pastorizia, ma in- re. Pertanto tenuta da loro una pubbli-
sieme anclie la Grascia di Roma. Quindi ca adunanza a'2 gennaio 1622 con licen-
il cardinal camerlengo e il presidente za de'superiori, determinarono l'erezio-
della Grascia si fecero garanti di tali pri- ne dell'università simile alle altre di Ro-
vilegi, e il 2.° fu solilo fornite lettere pa- ma, stabilendo le dette leggi per inviola-
tenti agli aliidati del Patrìmonic, ec. Si bilmente osservarle, e ne ottennero l'ap-
obbligarono però i pastori e proprietari provazione del Papa. Si prescrive negli
a dare le denunzie de'greggi delle peco- statuti l'obbligo di doversi fare la congre-
re, per limitare l'uccisione degli agnelli gazione degli Allldali di anno in anno, e
lattanti, che dicesi abbacchiare e gli a- dal corpo di questi venirsi alla deputazio-
gnelli lattanti uccisi abbacchi^ e sommi- ne de'capi nazionali di ciascuna provin-
nistrare una quantità d'agnelli per la Pa- cia , e successivamente all' elezione degli
squa {V\). 11 JNicolai pubblicò la dotta o- udiciali ciuède'3 consoli, il i .°de'quali no-
pera neh 8o3, laonde conviene tener pre- bile, non ostante che il i ."console don ri-
senti le leggi posteriori, come il Jus pa- tenga masserie di pecore, essendosi con-
scendi di cui feci parola in diversi luoghi. siderato molto utile e vantaggioso Io sta-
Del diritto conosciuto sotto il nome di bilimento del I. "console nobile, ad esem-
Fida^ e ch'è pur quello che si trae sugli pio del praticato da altre università, le
armenti che pascolano in vari luoghi, ne quali talvolta per ispeciale e singoiar di-
riparlai altrove, come nel voi. LXXI V,p. stinzione elessero pure ih. "console per-
aSS.Nel t.i3, p. SSy della Raccolta delle petuo, olirei consueti 3 consoli; e ciò non
leggidì Gregorio XVI vi è la notificazio- solo per decoro dell'università, ma per
ne de*2 3 giugno! 836, a sostegno e prote- accudire a'suoi ben essere in qua-
affari e

zione interna dell'industria pastorizia, per lunque occorrenza. Gli altri due consoli
Taumento e rettificazione della tassa d'in- si statuirono uno biancaro, V altro nw'
troduzione nello stato pontificio sugli a- retlaro^ cioè uno che ritenesse la masse-
oimali vivi; colla dichiarazione, che il be- ria di pecore bianche, e l'altro di peco-
stiame ch'entra ed esce dallo Mtalo per la re morette. Gli altri ufficiali furono il ca-
ragione de'pascoli estivi e invernali, non merlengo ed i sindaci. Si prescrisse la ma-
paga alcun dazio; e la facoltà al tesorie* niera di fare questa elezione, l'obbligo che
re d'esentare dalla tassa gli animali che aveano di accettare gli uffizi gl'indivìdui
s' introducono per migliorare le razze e a'quali erano eletti, le pene in caso di ri-

pei' farne delle nuove, e ciò per sempre fiuto senza una legittima causa; si ordi-
piti animare V incremento della pastori- nò l'erezione della cappella, che si effet-
zia. Trovo nel Bull. Rom. coni. t. 7, p. tuò nella suddetta chiesa, l'esequie da far-
379 , il breve di Pio VI Ad Pastorale si ogni anno pei defunti addetti all'uni-

fastigiuniy dell'i i marzo 1785: Confir' versità; si ordinò la deputazione d'un av-
matio Statutorum Unii>ersitatis degli Af- vocato e d'un procuratore, che dovesse-
fidati vulgo nuncupali de Urbe. 1 padro- ro agire nella difesa degli affari riguar-
nali delle masserie di pecore o siano Af- danti l'università; si ordinò il pagamen-
fidati nella Dogana de\ Patrimonio (/^.), to della colletta ossia tassa da pagarsi da
inclusivamente a quelli di diversa nazio- tutti gli Affidali; si deputò la persona che
ne, si vollero unire iu corpo di universi- dovesse ritenere il denaro, che si erigeva
tà COD leggi particolari e staluLi , ripor- dulia colletta ossia lassa; si ordinò l' ap-
UNI UN I 59
plicazione della pena parte a benefizio tà antiche mondo, dicono che
quanto il

della cappella dell'università, e parte al- Caino primogenito d'Adamo flìbbricòE-


la camera Capitolina; e finalmente si vol- nochia. L'industria pastorizia ammette
le riservata la facoltà di poter variare dal- in oggi le stesse divisioni dell'agricoltu-

li capitoli, o siano statuti ad arbitrio de' ra, cioè di proprietari non esercenti, di
consoli prò tempore, con rendersene pe- fittai noli, soci o pastori esercenti, e di mer-
rò inlesa la congregazione dell'universi- cenari. Le opere che trattano delle peco-

tà medesima. A tenore di questi statuti re, e notate da mg.' Nicolai, sono: Jaco-
gli Affidati si regolarono per moltissimo po Doriglioui, Delgoverno delle pecore.
tempo; ma siccome riconobbero in segui- S' aggiunge una memoria sul modo di
lo, pe'cambiaraentide'tempi e de'costu- preservare il gregge delle pecore dalla
mi, non più potersi praticare alcune leg- malattia di s. Rocco, ed una nuova ma-
gi, servendosi essi delle facoltà accorda- niera di castrare i montoni, eduna no-
le a qualunque collegio o università dal- tizia per inoculare il vainolo alle peco*

\o Statuto di Roma, a\ cap. 43 del lib. 3, re, Venezia 1779. Edippo Bellis, MemO"
ed anche riservate nel cap. 19 de'così det- ria sulle lane padovane con qualche no-
ti Antichi Statuti, di aggiungere, mode- tizia risguardante la coltura delle greg-
rare e riformare, quindi formarono altri gie in Ispagnaj con una dissertazione
Statuti e ne ottennero la conferma da sulla lana e sulla maniera d'i governar-
Pio VI col memorato breve. Ivi sono pu- la ad uso degl'inglesi per metterla in la-
re descritte le incumbenzede'consoli, dei voro, Venezia 1780. Daubenlon, Istru-
capi nazionali o deputati delle rispettive zioni pe'pai tori e proprietari di greggi, o-
nazioni, degli ufficiali, del cappellano, del pera utilissima fondata in replicate e-
procuratore, del nolaro o sia segretario, sperienz€,V euezia 787.Duquesnoy, Ti/e-
1

e del mandataro. primi re del mondo


1 moire sur l' educa tion des bétes a laine,
furono pastori, come Saul e David, e co- et des moyens d
en ameliorer les espe-
minciando d'Adamo furono re pastori i ces,Nancy. Flandrin, De lapratiquede
Palriarchì(F.), de'qualiGiacobbe eGiu- V education des moutons, et des moyens
seppe introdussero la pastorizia in Egit- den perfectionner les laines, Paiis. Ales-
to. La vita pastorizia precedette la vita sandro dal Toso, Dell'utilità delle peco-
monarchica e ne diede la i." idea
civile re, Wevoaiìi'jSg. Volleiddio, che primi i

per formazione delle tende e delle ca-


la adoratori nel Presepio (/^.), del suo u-
panne pastorali, pel reggimento d'un va« nigenito figlio Salvatore dell' uuian ge-
sto gregge per governarlo , le istruzioni nere, fossero i Pastori {/^.), dopo aver-
necessarie pe'medesimi, la sollecitudine, ne pe 'primi ricevuto l'angelico annunzio.
il giudizio e la difesa di tutto il gregge Il Salvatore quindi, oltre il nome di a-

che assumevano i re pastori. La vita pa- gnello che meritò per la sua innocenza,
storizia fu la stessa vita patriarcale, poi- fu chiamato Pastore buono, e perciò fu
ché il patriarca era il pastore, e le sue gè* rappresentato, come capo del gregge dei
nerazioni si dividevano le mandre e il ter- fedeli cristiani, colla pecora sulle spalle.

ritorio, secondo la volontà e colla bene- Da ciò ne derivò a' vescovi il titolo di pa-
dizione del patriarca, che n' era il capo. stori, ed a' primari l'insegna del Pallio
Dopo l'epoca della vita sociale e civile, e (/'.), che il Papa, Pastore (f^.) de'paslo-
la fabbrica delle Città (F.), la pastorizia rì, usa e conferisce a' medesimi primari
rimase un gran ramo d' industria come vescovi, quale ornamento d'onore e d'au-
r agricoltura. Altri dicono la pastorizia torità, portandosi sugli omeri. I pallii si

anche contemporanea alla vita sociale, al- formano colla lana degli agnelli , che il
ternando i bisogni; poiché ritenendo le cil- Papa dà a custodire al decano degli U-
6o UNI UN I

dUoridiRola (/'.). Perchè Tugnello da- gnoli, contadini e vignaioli , sotto 1' in-
gli ebrei fu mangiato nella Pasqua e dal vocazione dell'Immacolata Concezione e
Papa nel Triclinio LeonianOy lo dissi in di s. Gio. Francesco Regis. Be'Fignaro-
quegli articoli. Figura del divino agnello li si può vedere il paragrafo loro in que-
Gesù sono gli Jgnus Dei, de quali ri- st'articolo.Nelvol.LX'XVin,p. 67, par-
parlai nel voi. LXXl , p. 67 e seg. Alla lai dell'ospizio ecclesiastico rinnovato dal

Moneta (F.) derivò il vocabolo ptcuniaf regnante Pio IX non solo pe' poveri sacer-
dalle greggi, e perchè prime monete le doti, ma perchè questi si occupino della
erano di cuoio. I Lanari^ come dirò in coltura spirituale de'lavoratoridelleca 01-
tal paragrafo, ebbero in Roma un nobi- pagne romane. Tra*molli scrittori dell'a-
le collegio o università. Si ponno vedere gricoltura del vastissimo Agi"o Romano,
i paragrafi Pel licciari e Vaccinari. qui solo nuovamente ricorderò le opere
Agricollura^ Artis Agricollurae Ur- dell'ab. A. Coppi, Discorso suW agricol-
bis. Di questa nobilissima università di tura dell'Agro Romano, e le Dissertazio-
sopra parlai, ricordando alcuni de'molti ni pubblicate negli Atti dell' accademia
luoghi ove ne ragionai, come dell'eccel- romana d' Archeologia, e del Giornale
len2a e sommi pregi dell'arte, la prima e Arcadico. Quella del cardinal Morichi-
la più utile delle arti umane, dell'agri- ni, DegV istituti di Roma, in cui compen-
coltura specialmente dell'Agro Romano, diò l'interesse che a favore dell' agricol-
ed anche come già uno àt Tribunali di tura della campagna romana ne presero
lìonia (/'.) e consolato primario di eswa; i Papi, rilevando l'utilità d'educare i fan-
Tuniversilà celebrando la festa del patro- ciulli poveri a'Iavori de'campi, né occul-
no s. Isidoro agricoltore nella chiesa de' tando gli ostacoli che a ciò si oppongono

francescani irlandesi, che descrissi nei voi. in Roma. Di che io pure toccai T argo-
XXVI, p. 162, ove col Venuti notai che mento in più articoli, inclusivamente al-
ivi fu eretta la confraternita degli agri- le sollecitudini del Papa regnante P/o/X,
luensori, e di questi dissi alquante parole che inoltreistituì la commissione speciale
nel voi. LXX, 19 e altrove. Mg.' Ni-
p.i consultiva di agricoltura, con un cardina-
colai, Memorie sulle campagne di Ro- le per presidente,oltre quanto dirò poi e in
ina, nel t. 3, p. 44^) diporta i titoli e ren- fine di questo paragrafo. Per l'operato da
de ragione di 7 opere suH' Agrimensu^ GiegorioXVI,può vedersi [^Raccolta del-
ra. Dell' odierna sua scuola in Roma le leggi e disposizioni di pubblica ammi-
parlerò a Università' Romana. In la^ nistrazione, negl'indici alfabetico-semi-
le chiesa l'università celebrava solenne- analilici. Sempre Papi posero molta cu-
i

mente la festa, e perciò soleva essere vi- ra nel promuovere l'industria agricola, il
sitala in tal giorno da'Papi. Neh 638 fu che celebrai in tanti luoghi. Preziosa è
Missione (^.) anche di soc-
istituita la poi l'opera di mg.*^ Nicolai, morto Udi-
corso pe' poveri della campagna e con- tore generale della camera, in 3 tomi e
tadini, ne'luoghi suburbani a R.oma. Ivi intitolata: Memorie, leggi ed osservazio-
pur dissi originata neli^i i la Missione ni sulle campagne e suW Annona di Ro-
de'gesuiti pe'mietitori , falciatori e altri ma, con appendice delle operazioni a*
lavoranti campestri. Nel 1762 il celebre grarie e biblioteca Geo/g/ctìr,Romai8o3.
gesuita p. Luigi Felici, poi fondatore del- Nella biblioteca georgica, utilissima agli
la benemerentissima Pia unione di s. agricoltori che vogliano istruirsi delle co-
J^aolo apostolo, ueìld Chiesa di s. Vitale se di campagna, comechè contenente le
(/ .),dicui riparlai nel voi. XXX, p, 167, opere più cognite relative a tutti rami i

e meglio ragionerò nel paragrafo de'-lifl- di agricoltura, il pi elato si giof ò nella più
rìnarif istituì la con^icgazioue de'caaip- parte del Sa^^io di Bibliograjia Geor*
UN I U N I f)i

gira di Filippo Re, pubblicato a Venezia lubrità de* vicini latifondi, noncheaquel-
nel 802, aggiungeudovene ollie,renden-
1 la slessa di Roma, alla quale riescono pre-
do ragione delle più interessanti, in tul- giudizievoli gli effluvi di quella vasi a e
le essendo 5oo, classificale in 1 1 classi e abbandonala palude. Di più lo stesso l^»-
queste in sezioni, distinguendosi gli scrit- pa nel gennaio 857 pel medesimo pre-
1

tori italiani dagli oltramontani, con ov- lato esentò da ogni nuova imposizione per
dine cronologico dell'edizioni, onde co- i5anni que' terreni vallivi, che va a pro-
noscerei progressi falli nella scienza, nel- sciugare il
£.** circondario della provinci.i
l'arle e nell' esperienza. La botanica, la di Ferrara, con l'azione delle macchine
fisica, la chimica, la geometria, i' idrau- idrofore a vapore per ridurli quindi a
lica sono le scienze, le quali più di tulle coltura. Questi grandi lavori di asciuga-
le altre sono necessarie a chiunque vo* mento ,
prendono il nome di Bonifìca-
glia studiare pe'suoi principii l'agricoltu- zìone Piana, per pontificia annuenza.
ra, si debbono i grandi pro-
ed alle quali Piena contezza di tali asciugamenti arti-
gressi che ha fallo l'arie. Non si preten- ficiali nel può npprendore
Ferrarese, si

de che il contadino abbia a sapere que- dal Giornale di Roma dc\ìS5'j d p. 280,
ste scienze, ne che l'agricoltore sia ia e ne'n.8g e 90, colla seguila solenne in-
esse consumato ; ma a chi presiede al- augurazione a'26 marzo, ed a' 4 aprile 1

le cose agricole 1* aver nozione de' libri, colla benedizione dell'arcivescovo cardi-
da' quali può ricavare ciò che in queste nal Vannicelli, nel qual giorno il delega-
scienze può riuscirgli ulile, e ancora di- to apostolico mg.' Gramiccia nell'aula
rette al bene dell'agricoltura in generale del castello Estense sua residenza, pose
e dare ilumi necessari per migliorar- una lapide cooimemorativa in onore del
la, la biblioteca georgica riuscirà utilis- Papa concedente. Meritano pure enco-
sima. Quest'arte nell' antichilà fu eser- roii, per avervi contribuito, il conte Sil-
citata da' più grandi uomini e da'sovra- vestro commend. Camerini gonfldonie-
ni slessi. Nell'impero d'Au Nani si ha re, colla magistratura, e la congregazio-
una slima particolare pe'lavori agricoli, ne consorziale del ."gran circondario.
i A-»
i quali sonovi onorati e protetti. Il i." vendo parlalo dell'agricoltura dell'altre
giorno dell' anno lunare è consagrato a nazioni in tanti articoli, e del famoso La-
celebrare la festa deli' agricoltura, una go diFucino nel voi. Lll, p. 217, deplo-
delle più belle dell'impero. Poiché l'im- rai che nel 835si tralasciò il compimen-
1

peratore si reca solenneniente in un cam- to dello spurgo, e la riapertura dell'ar-


po, che per tal motivo ha ricevuto il no- dilo e grandioso emissario e condotto
me di Campo Sagro, ed è da lui lavo- Claudiano, che faceva sperare di vedere
rato con un aratro il cui vomero è d'o- biondeggiar le messi e pascolare pingui i

ro. A vantaggio dell* ^agricoltura i Pa- armenti nel fondo della sua imuìensa pia-
pi contribuirono al prosciugamento del- nura, che può dare all'industria agrico-
le Paludi, e Pio VI delle Paludi Ponti- la e pastorale un vastissimo e ubertoso

ne (/ .), immensa operazione che di per- campo. L'imperatore Claudio per libera-
sona vigilava, recandosi perciò ogni an- re le adiacenti contrade dalle desolanti
no a 2Wracina{y.). Il regnante Pio IX inondazioni, tentò dare lo scolo alle sue
a mezzo di mg/ Milesi-Pironi-Ferretli acque nel fiume Liri, il che non conse-
nel maggio 856 approvò la concessione
1 guì per la sua difettosa costruzione, in
tendente a prosciugare lo slagno d'Oslia, un tempo i cui roDiani erano privi de'
che ha impreso una società; così sarà re- nostri striunenti e mezzi meccanici, e del-
sa all'agricoltura assai parte del territo- le nostre cognizioni geodetiidie. Laonde

rio Ostiense, verrà provveduto olla sa- dopo avere Teunssario per lungo tenipo
62 UNI UNI
funzionato, i successivi restauri per cor- e Taumenlo e l'economìa del proprio pa-
reggerne i vizi accelerarono la rovina to- trimonio. Per conseguire questo scopo è
tale dell'opera. nuovo progetto del-
Il necessario che il padrone o proprietario
l' ardua impresa, che il re Ferdinando sorvegli personalmentealla coltura, giac-
Il ha concesso ad una società anoni- che la sola presenza fa eseguire il siste-
ma napoletana (ossia del principe d. A- ma d'una ben regolata agricoltura. So-
lessandi:D Torlonia romano), insieme no nella classe de' coloni tutti quelli che
alla proprietà de' terreni che resteran- tengono in a (fi t to o società le terre altrui
no prosciugati, è descritto nel Giorna- per coltivarle e farvi protilto. Tali sono :
le di Roma del i SSy, ne'n.i 89, 4o e 4 » • i mercanti di campagna, ed altri adit-
I lavori in corso di esecuzione, ivi pu- tuari delle terre altrui; i coloni par/.iali
re dichiarati, consistono nella ricostru- nelle tenute, chedevono contribuire ai
zione dell'emissario e nella canalizzazio- padroni una quota de'prodotti, variabile
ne del bacino con dighe protettrici dall'i* a seconda delle condizioni ; i mezzaroli
nondazione de'terreni da sottrarsi al do- degli orti ,
giardini e vigne secondo le ,

minio dell'acque. Tra le feraci conseguen- quote stabilite. Gli agricoltori mercena-
ze che ne deriveranno da si grandiosa e ri sono di due specie: i preposti alla col-
nobilissima impresa , oltreché alla ric- tura delle tenute , delle terre o delle vi-
chezza pubblica, alla scienza, e all'archeo- gne, che chiamansi ministri, fattori, ca-
logia per le scoperte che si faranno sidle pocci, caporali, vignaroli, ocon altre si-
3 città chela tradizione afferma sommer- mili denominazioni ; i lavoratori sempli-
se nel lago, darà agli Abruzzi quella ter- ci, detti altrimenti uomini giornatari o
ra coltivabile di cui penuria per la sua giornalieri. Torno a Boma e all'odierno
montuosa condizione , e quella che con pontificato. Nel voi. LXIII, p. i23 par-
pena e fatica lavora l'industriosa attività lai delle scuole delle parrocchie di cam-
degli abitanti non potenilo loro bastare, pagna o suburbane, di carità educatrice,
sono costretti ogni anno in numero di istituite nel i852 a Monte Mario, li Pa-
circa 5o,ooo a emigrare nelle Puglie e pa Pio IX, oltre al riferito,ha eretto nel-
altrove per impiegar le proprie braccia r Università Romana (F.) la cattedra
inutili nel loro paese. Certamente fra le d'agricoltura, ed ha fondato uno stabi-
gigantesche opere che l'incessante attivi- limento agricolo, affidandolo alla congre-
tà dell'epoca nostra intraprende con tan- gazione religiosa de'Salvatoristi di s.Gro-
ta arditezza, poche ve ne sono che per ce e de'fratelli Giuseppiti di s. Croce.Dirò
le loro conseguenze sieno d'un'importan- prima della congregazione coraechè di re-
za maggiore del prosciugamento del La- cente fondazione. Essa fa istituita in Fran-
go di Fucino. L'agricoltura, l'arte più u- cia nell'antica diocesi dell'antica città di
tile e nobile, insieme all'industria fonda- Le Mans nel 1 837 dal sacerdote M. Basilio
mentale de'grani e delle vigne, si conob- Moreau allora canonico della cattedrale,
be ne'primordi del mondo. Questo mez- e sotto-superiore del gran seminario, do-
zo d' industria ha poi occupato la mag- ve per più di i5 anni avea insegnato la
gior parte degli uomini, ed ha stabilito filosofia, la s. Scrittura, la teologia dog-
l'agricoltura quale la dichiarai. Gli agri- matica ed ora può contemplarne il ra-
;

coltori sono di 3 classi; proprietari se col- pido sviluppo e propagazione in diverse


tivano terre proprie; coloni se coltivano parti del mondo, inoltre col conforto di
terre altrui; mercenari o lavoratori col vederla canonicamente riconosciuta e ap-
soldo. 11 coltivatore proprietario non è provata dalla s. Sede a' 18 giugno 1 855,
tenuto ad altri doveri, che a quelli riguar- laquale poi ne confermò le costituzioni
danti il vantaggio della propria famiglia, per organo della s. congregazione di prò-
UNI UNI 63
pagancìo fide con decreto cle*i5 maggio pubblicò un articolo intitolato: Conso-
iSSy. Questa congregazione religiosa si ciazione al Pio Industriale stabilimen-
compone di due società distinte ma non to defigli di s. Giuseppe. In esso si di-
sepaiate, cioè di Sacerdoti o Chierici^ ce, che ad eliminare da'figli del popolo
e di Fratelli laici\ì quaVì si dividono in o abbandonali o da loro datisi alla scio-
fratelli degli studi, e in fratelli coa- peratezza, le massime settarie, l'ozio, il
diutori per gli uffizi domestici e 1* eser- vagabondaggio, T ignoranza, V irreligio-
cizio delle arti. Tutti quanti sono costi* ne, i vizi, alcune saggie e pie persone, cioè

tuiti nello stato religioso mediante i voti ireligiosi de'minimi p.Varenna e p. Piaz-
sensplici di povertà, ubbidienza e casti- zoli parroco,principcssa Zenaide Volkon-
tà, sotto il nome di Salvntoristi di .?. ski, principe d. Girolamo Odescalchi,
Croce per gli ecclesiastici, e di Giusep- duca d. Clarino Torlpnia, si proposero
pi ti di s. Croce pei /tìt/c/, chiamati vol- di raccogliere tali infelici, ricoverarli con
^avmeDle fratelli di s. Giuseppe. Tutti decenza, istruirli nella dottrina cristia-
vestono con sottana e mantello nero e na, ed a far loro apprezzare e amare la
cappello ecclesiastico. La loro casa prin- virtù, non che addestrarli inmi mestie-
cipale è quella di s. Croce di Le Mans. re da potere trarne il loro mantenimen-
La congregazione ha per stemma il sa» to, per restituirli quindi alla società buo-
grò Cuore di Gesù raggiante, circonda- ni cristiani e migliori cittadini. Volersi
lo dalla corona di spine e sovrastato dal- perciò stabilire in Roma
un'opera pia da
la Croce. Intorno vi è l'epigrafe Socie- : non confondersi colle preesistenti, onde
tà s Sah'atoristorum. Questa congrega- riempire un vuoto reclamalo dalla con-
zione ha per iscopo: i."^ la perfezione de- dizione de'tempi ; aprire una casa per
gì' individui che la compongono, colla correggere senza coazione e condurre al-
pratica de'consigli evangelici ;
2." la san- la pratica delle virtù e all'esercizio d'un
tificazione del prossimo, e la predicazio- utile mestiere, secondo le diverse altitu-
ne della parola divina, specialmente nel- dini e inclinazioni de' giovanetti poveri,
le campagne, nelle missioni estere, ec. ; oziosi e vagabondi, cioè da'g a'i5anni.
l'istruire ed educare cristianamente la Perciò coll'approvazione e presidenza del
gioventù per mezzo di scuole, nelle quali cardinal Patrizi vicario di Roma, si apri
s'insegnano le lettere e le scienze, ed an- una sottoscrizione a volontarie oblazioni
co con iscuole di agricoltura e di mestie- in denaro roba,ancorchè in tenue quan-
ri,destinate specialmente a'fanciulli pò* tità, riferendosene le norme. Quindi il
veri e abbandonali. Nel principio delia Giornale di Roma de' 3o marzo die
congregazione alcune suore spedaliere di contezza, che il progettalo Pio Indu-
carità denominate Marianite furono ag- striale stabilimento dt figli di s. (>iu-
giunte a' religiosi per contribuire alle .vrp^e, posto sotto la prolezione dello Spo-
stesse opere di carità ; ma dopo stabilite so di Maria Vergine, progrediva tanto
le loro regole furono separate da' reli- per le molte oblazioni , onde si sperava
giosi,rimanendo tuttavia sotto la dire- fra pochi giorni d' iniziarlo ; anche per
zione de'pp. salvatoristi. La congregazio- avere il Rm." p. Angelucci generale de-
ne fiorisce, ed ormai si compone di 800 gli agostiniani eremitani, e col consenso
religiosi, a'quali è affidata la direzione di del suo ordine, offerto all' uopo gratui-

* I I stabilimenti, grandi e piccoli, com- tamente r uso del convento propinquo


presi quelli degli studi, ed esistenti in A* alia Chiesa di s. Prisca^ e che il cardi,
merica, nel Canada, nell' Algeria, negli nal vicario avea deputato il duca Tor-
stali pontificii, in Francia. Il Giornale lonìa a tenere l'incasso ilell'oblazioni de'
di Roma óe 26 febbraio it)5o p. 188 consociali all'opera pia. 11 Giornale di
64 UNI UNI
Roma de*22 novembre i85^o riferisce» tore^ il quale s. Brigida istllm pe' reli*

che promotori del pio artistico istitu-


i giosi e per le religiose, queste dovendo
to de'fìgli di s. Giuseppe, già stabilito ricevere gli aiuti spirituali da quelli. Di
nella casa di s. Prisca con tanto profitto presente in Roma da' tipi di Gaetano
de' poveri giovanetti abbandonati, pre- Chiassi si vanno a pubblicare annali di
via l'approvazione della competente au- agricoltura col nome
di Effemeridi a-
torità, avea adìdato la direzione del me- grarieaditso delV agricoltore industrio-
desimo a'fratelli di s. Giuseppe della con- so ^ Giornale.
gregazione di s. Croce di Le Mans, com- Albergatori o Locandieri , Universi"
posta di sacerdoti missionari, di suore taf} Albergatorum. Narra il Piazza nel-

ospedaliere, e di fratelli laici nrtisli. Che V Eusevologio Romano^ trai. 9,cap. 32:
la casa pia aperta ne'primi di maggio con Corollario delle Confraternite, ovvero n-
4 giovanetti erasi aumentata a 20, con- nlversiià di diverse arti, che gli alberga-
fidando i promotori dell'opera pia, che tori o locandieri di camere per alloggia-
ì benefattori vorranno continuare le lo- re i forestieri, che concorrono a Roma,
ro limosine per sempre più far prospe- aveano nella parrocchiale, diaconia car-
rare l'istituto. Registrai nel LUI, p. 233 dinalizia eanlichissima Chiesa collegiata
che il Papa Pio IX nella sua vigna Pia, di s. Eustachio {(\i\ un fianco della quale è
distante circa 3 miglia da porta Porte- l'antichissimo albergo de'Marchegiani, il

se, ove teneva uno stabilimento agrico- quale un tempo die nome alla via, a cui
lo d'alcuni giovani, peroìise nel i." no- prevalse quello di Dogana vecchia, per
vembre 85 £ che da1 s. Prisca vi si trasfe- esservi dessa ivi stata innanzi che si tras-

risse il pio artistico istituto de'fìgli di s. portasse a Piazza di Pietra), la loro cap-
Giuseppe, sotto la direzione de'fratelli di pella, ove a'
9 gennaio celebravano eoa
s.Giuseppe di Francia della congrega- apparalo e musica la festa di s. Giuliano
zione de'salvatoristi. In questa vigna per martire, loro protettore,di professione al-
Ja pontificia beneficenza e l'assidue cure bergatore. Veramente ^.Giuliano V Ospi-
degli encomiali religiosi Giuseppi! i, l'i- taliere [f^.) non fu propriamente alberga-
stituto fiorisce, ed ora conta più di loo tore, ma colla sua moglie s. Basilissa, pa-
ragazzi, che colla buona morale e la pie- rimenti martire, dopo aver nel giorno de*
tàimparano 1' agricoltura. Nel 18 56 il loro sponsali stabilito di vivere in perpe-
medesimo Papa concesse alla congrega- tua continenza, in Egitto, secondo il Bu-
zione la chiesa e monastero di s. Brigida ller, ove viveano, si dierono alla vita a-
di Svezia, che descrissi nel voi. LXXi, p. scelica, consagrando luìte le loro rendite
i4o ; e siccome la chiesa è filiale della a sollievo de'poveri e degl'infermi. For-
basilica di s. Maria in Trastevere, a quel marono alloggi separali pegli uomini e
capitolo fu conservalo il diritto di recar- per le donne. Basilissa avea cura delle per-
si a uffiziarla due volte l'anno, nella fe- sone del suo sesso; e Giuliano , a cui la
sta della santa e nell'anniversario di sua sua immensa carità gli meritò il sopran-
canonizzazione. Nella casa la congrega- nome di Ospitaliere^ attendea alle biso-
zione vi ha aperto scuole pe' giovanet- gna degli uomini. Il Martirologio roma-
ti, per insegnar loro il leggere, lo scri- no registra la festa di s. Giuliano a'9 gen-
vere, i conti, la storia ec. Osservo una naio. Il neW Emerologio di Roma
Piazza
singolare coincidenza di questa congre- la riporta pure a'9 gennaio (come il Bu-
gazione, quanto al nome e quanto al- ller, questi sebbene ritenga che fosse mar-
la direzione spirituale delle suore Ma- tirizzato il 6), é dice che in tempo delle
ri a ni le, cioè che dessa occupa la chiesa e persecuzioni tennero nascosti s. Basilissa

il moDaslero dell' ordiae del ss. Salva- molle ss. vergini, e s. Giuliano molli sa-
UNI UNI 6>
cordoli e ministri del in Chiesa in Anlio- della cappella di s. Giuliano, nella colle-
clii;i. <^iò saputosi dal preside romano giala di s. Eustachio, e del quadro di Bia-
INIarciiiAo, essendo i^ià niort» s. Basilissa, gio Puccini lucchese, ma non dice appar-
lece Urucicire lutti (juegli ecclesiastici , e tenere agli albergatori: egli pubblicò l'o-

aspiiunt'ute flai»ellHre per la cillàs. Giu- pera nel 1767 e d Piazza nel 1698; dun-
liano a suun di Irumha. A questo stre* que sembra che gli albergatori avessero
pilo il funcnillo s. Celso (ì^lio del presi- già cessato di godere la cappella ins. Eu-
de, uscì dalla scuola e vide in capo a Giu- stachio, come avea asserito il Piazza al
liano una vagUissiuia corona di preziose suo tempo, ed invece possedevano quel-
gemme, ed egli accompagnalo da molti la di s. Salvatore delle Coppelle, oltre la

vcsliti di bianco. A tale spettacolo Celso chiesa di s. Giuliano. Sia comunque, la


corse a farsi compagno di Giuliano, e la già nobile loro cappella ora è mio gius-
madre s. Marcianilla die tentò di dislor- patronato libero, e ne feci cenno nel voi.
lo, si convertì anch'essa, e con altri lut- LXXIX, 173, riparlando del recente
p.
ti perii ono fra' tormenti. 1 corpi de' ss. magnifico e generale restauro della chie-
Celso e Marcianilla, Giuliano e Basdissa, sa di s. Eustachio. Dappoiché sciolta e
portati in Koma, furono deposti nella ool- soppressa l'università degli albergatori e
Jegiala Chiesa de* ss. Celso e Giuliano il capitolodi s. Eustachio cer-
locandieri,
(/ .), e poi trasportati nella patriarcale tamente tornò ad essere libero proprie-
basilica di s. Paolo, ove si venerano, e tario della cappella di s. Giuliano, e nel
lo alferma ancora l'annuale Diario Ro- ricordato restauro fece inutili intimazio-
mano. Questo avvenne dopo avere il ni per quello della cappella. Laonde il

Piazza pubblicalo nel lyrS VEnierolo- K.mo capìtolo, con facoltà e beneplacito
f^io. Anche mg.*^ Nicolai, Della basilica pontificio, e con istrumento stipulato dal
di s. Paolo, a p. 1 Sy e Soy, attesta óe\- , notaro di collegio Gioacchino De Domi-
l'esislenza de'4 santi corpi nella medesi- nicis, si compiacque concedermi la cap-
ma, e descrive la cappella e l'oratorio sot- pella di s. Giuliano, con sepoltura appo-
terraneo dis. Giuliano, ove furono dipin- sitamente formata, in uno alla attuale mia
ti i 4 santi co'loro nomi. Entrai in questi famiglia e discendenti consanguinei, di
particolari per chiarire alcune dubbiezze che nelle pareli vi posi marmorea me-
che inlesi da alcuni, sul luogo ove ripo- moria con iscrizione e stemma. Dopoa-
sano i discorsi santi, forse fondandosi sul- ver io fatto le convenienti oblazioni alla
l'asserzione del Piazza, anteriore all'ulti- chiesa, e sopperito interamente a'nobitt
ma traslazione. RidoKino Venuti nella/io- restauri della cappella, inclusi vamente al
ma moderna , dice a p. 34?. , che nella bel quadro e altra pregievole pittura; e
chiesa di s. Salvatore delle Coppelle gli quanto poi per quelli che in futuro oc-
albergatori vi possedevano una cappella correranno, sia per la sua manutenzione,
(per li motivi chedirò);ed a p. 44^, t^be suppellettili sagre e altro , consegnai al
la compagnia degli albergatori e vetturi- R.mo capitolo un'aiinua rendita consoli-
ni (ino dal I 523 ritenevano la chiesa di data e vincolata éjJ/toc'j come dote e fon-
s. Giuliano in Banchi, dipendente dal ca- do per la cappella. Ciò feci perchè non e
pitolo de'ss. Celso e Giuliano, e che inol- ormai prudenza il confidare a' posteri,
tre vi aveano fabbricato un oratorio par- ancorché beneficati, 1' esatta esecuzione
ticolare pe'Iuio di voti esercizi (della qua- delle proprie ullime disposizioni. Così con
le chiesa e del sodalizio che poi l'ebbe in tale previdente driiberazione, nell'assicu-
cura, riparlai nel voi. XLV, p. "i^'ò, ove rarenonnteno la proprietà perpetua del-
però la citazione del voi. Il, p. 3()'2, de- la cappella e del luogo da me eletto per
ve duo 3o3). Il Vcuuli u p. 5t)() p«iia sepolcro mio (fjermiucnte Dea) e dc'miei,
VOL. LXXXIV. 5
66 UNI U N I

eziandìo volli impedire la probabile in- prescrisse quelle contro gli albergatori o
grntitudine e lo scandalo che spesso ve- locandieri, osti o bettolieri, che non de-
diamo dare, anche da parenti di case ma- nunciano i delitti commessi ne' loro al-
gnatizie, che nel ricusarsi di accorrere a- berghi e osterie, o luoghi di esercizio, en-
f»li occoiienti restauri delle proprie cap- tro 24 ore. Ivi a p. 6o5 e 664 si legge
pelle, preferiscono di abbandonare que* l'ordine agli albergatori e particolari, nou
monumenti di religione e di nobiltà de* escluse le case religiose e altri luoghi pii,
loro raaggiori,e persino decadere dal gius- di dare la denunzia e assegna de' forastie-

patronato; per cui talvolta si vedono con ri che alloggiano alla polizia, allora e al
ribrezzo rimosse immoralmente le ossa presente dipendente dal Vice-Camerlen-
cle'fondalori ©primitivi patroni, per dar go (V.) direttoie generale di polizia. Nel
]uogo a quelle de' nuovi ! Sugli alberga- t.i del 1835 per la notificazione del car-
tori, e osti de'quali riparlerò al paragra- dinal camerlengo colle norme per la de-
fo loro, Papi emanarono diverse dispo-
i positeria Urbana e diComarca circa pub- i

sizioni a pubblico vantaggio, massime de* blici pegni, a p. 52 sono dichiarali gli al-
foraslieri, Bonifacio Vili nel i3o3 isti- bergatori depositari degli auimali smar-
tuendo V Universi là Romanat provvide riti o arrestali per danno dulo, con rela-
acciò gli albergatori non commettessero tive disposizioni. Nel
1. del 18 36, a p. 21, 1

danno degli scolari forastieri, or-


aijusi a per l'obbligo degli albergatori e locan-
dinando che due deputali dovessero tas- dieri di tenere i loro registri incarta bol-
sare le pigioni. E siccome tra'3 esecuto- lala. Neil. 1 5 del 1837, ^ p- 225, per l'or-

ri della bolla d'istituzione dell'universi- dine della polizia a'iocandieri, albergato-


tà uno fu l'arciprete di s. Eustachio, iu ri, osti e altri alluggianti di denunciare
cui essa con altre bolle si custod*!, e per- al suo uffizio, ne'lermini prefìssi dalle ve-
chè nel sito propinquo fu stabilita ed e- glianti leggi, qualunque persona estranea
siste Tuoi versi tà, così mi sarà lecito con- che alloggino o ritengano presso di loro.
getturare che allora e molto più in se- Nel 1. 1 9 del 84 1 pel regolamento di po-
1

guito, ne' dintorni si formarono diver- lizia sull'obbligo dique'che intraprendo-


si alberghi per alloggiare gli studenti no il Viaggio {V.) diRoma; ed a tulli
stranieri, e probabilmente gli albergatori coloro che in Roma albergano e allog-
si procurarono la suddetta cappella nel- giano forastieri o statisti qualunque ,
al-
la loro chiesa parrocchiale, a cui poi uni- bergatori, locandieri, o che affiliano ca-
lonsi gli altri come corporazione di uni- mere e appartamenti col mobilio o sen-
versità. Negli Anni Santi (P\) Papi fe- i za, inclusivamente a'graluiti ospitalari di
cero diveise prescrizioni a favore de*fo- parenti o amici, ed alle comunità e corpo-
lastieri, acciò non fossero aggravati nelle razioni religiose, per la denunzia alla di-

pigioni delle case.Pio 1 V col moto-proprio rezione di polizia entro le prime ore 24>
Cuni sicuty de' IO dicembre 1563^ Bull. siccome precìso obbligodi tulli quanti gli

Rom. t.
4> pa'- 2,p- i65: Caupones et nlloggianti: soltanto sulle denunzie ne fu-
Alhergatores Urbis ^ non Itnentiir de fur- rono eccettuali i lavoranti di campagna
tis rerum eis non consignataruni^ coni- della Comarca di Roma (della quale ri-
missis ineorum hospiliisy si hoc ipsi ho" parlai a Roma nel descriverne i lunghi), e
spitibus notificenl in cor uni ingresìu. Le lutti quelli che dalla Comarca slessa con
ultime sono quelle emanate nel pontifi- carri o bestie cariche o in altra guisa so-
calo di Gregorio XYl e conlenule nella gliono portare iu Roma giornalmente le

sua Racvolia delle leggi: lammeuterò qui grasce o vittuaglie necessarie al nutri-
le principali. Nel t. 5, p. 546, col rego- mento, pe* quali saranno date le denun-
lamento sui delitti e sulle pene deli 832, zie al loro primoacc£SSO nel rispettivo al-
UNI UNI 67
bergo. Neil 852 poi il direlloie generale Ietto a'viaggiatorì con pagamento. Rite-
di polizia con nolificazione del i .° aprile, nersi che dal nome ^o.?/7/tó^, cioè alber-
per la luoggioie utilità della formazione gatori, derivò vocabolo 0.9/e (detto pu-
il

dei ruolo statistico delia popolazione di re Plnarimjj e sembra che verso il se-
/)'o;/2^,conferQiando neMoio doveri gli al- . colo XIII già niuna città d' Italia man-
bergatori e ailoggianti^ eslese le denun* casse d'osterie e pubblici ospizi, le anti-
zie al proprio presidente de* /?/o^2iVijRo- che essendo andate in disuso per l'inva-
mrt, di tulli i capi di famiglia e di stabi- sione de'barbari, i quali negarono pagnc

lintetili pubblici, privali e pii, delle per- l'alloggio (Hospiiuun) e abusavano del-
sone in ciascuna esislenti,coroprese le per- Fu per questo che si fonda-
l'ospitalità.
sone di servizio, non che i cambiamenti rono benefìci ospizi e ospedali, precipua-
di domicilio , i movimenti avvenuti , in mente ne'borghi fuori delle città, princi-
ciascuna casa, famiglia e luogo pio, le na* palmente ove doveasi passare fiumi sen- i

scile, matrimoni e le n)orli che avvengo-


i za Ponti e valicare le cime de'inonti. E
no nelle famiglie medesime; come ancora quia cagione d'onore ricorderò il bene-
i doveri de'proprietari, locatori e subloca- merentissimo della religione e dell' uma-
tori di notificare il cessato contralto, e nità,monastero e ospizio del gran s. Ber-
l'alienazione delia proprietà. Erudizioni nardo, pel disastroso passaggio delle Al-
e nozioni relative agli albergatori e ospi- Pennine, che tornai a celebrare nel voi.
pi

talari, in molti luoghi del Dizionario si LXXIl, p. 5i. Come Papi ed sagri i
, i

ponno leggere. A ricordarne alcune dirò canoni curarono che gli osti e gli alberga-
che nel voi. LXXX, p. irrS e i8i, dissi tori non aggravassero viandanti con ec-
i

altre notizie de'foraslieri morti ne'Iuoghi cessive esigenze. Di questo tenni anco pro-
ove per non essere naturalizzati soggiac- posito nel voi. L,p. 293, riferendo in bre-
ciono al diritto dell'albinaggio* Nello stes- ve i diritti dell'inquilinatOjCdi quello del-
so a p. 182, i83, ragionando de' T/7Z>«f/, l'università degli ebrei di Roma, e quan-
parlai altresì di quello detto fleribergunt^ to fecero per ultimi Pio VII, Leone XII,
dal quale vocabolo derivò la voce Alber- Gregorio XVI, per frenare l'esorbitan-
gOf che in latino dicesi Hospitìunty Man- za di que' inumani proprietari di case,
lio; che consisteva \* Hevibergum nell'o- molti de' quali sono divenuti ormai in-
spizio che doveasi dare al re, a'suoi mes- discreti assai. Sono imparziale. Prima le
si e soldati; come de! J^orfnim o alimeli case e le abitazioni erano quali si conve-
lo da doversi somntinistrare a' soldati e nivano a'diversi ceti, tanto nella discreta
loro cavalli, ed anco a' sovrani. La voce ampiezza, che nelle proporzionale sup-
tedesca Utriberga significa castello, o- pellettili ; Qìenlre al presente quasi tutti
spizio, e perciò si U9,h heribergare^ prò ho- vogliono un numero maggiore di came-
spilio cxcipere. Dell'origine delle locan- re, oltre quelle s'intende per tenervi so-
de postali, e delle osterie o taverne, par- cietà ! e tutte per lo più guarnite di utas-
lai a PosTK, Pei iEr.Ki?iAGC.io, Ospizio, di- serizie assai superiori alla condizione del-
cendo dell'ospitalilà tie'viaudanli, massi- le persone. Quindi debiti, quindi inimo*
me quando gli alberghi erano scunosciu* ralilà d'ogni genere. Si può dire, quasi
li; però sotto romani eran vi alloggi chia-
i ninno vuol più stare al suo posto, niunu
mali Di\'ersoriumy come tra gli ebrei, se- è contento della posizione a cui la divi-
condo il rilevatone! voi. LV, p. 1784 Ivi na provvidenza lo destinò. Ci liigniaum
e altrove dissi delle tessere ospitali. E che della carezza ilelle pigioni. Con fessi a imi-»
ne'secoli barbari non pare che fossero più lo, in buona parte tie sono cagione (|uet-
in uso generale i pubblici ospìzi, poi det- liche vogliono abitare case con fuga di
ti osterie e alberghi) dove si dassc cibo e camere, decorate con pitture e carte cu-
68 U i\ I \JÌ^ I

lorate, senza poi badare alla propria rea- sublime opera di segnalato carità, che e.
le condizione socievole, ne aireconornia sercitava nelle locande e osterie,collo stes-
domestica relativa, che per lo più in ge- so Piazza per esteso qui mi piace ripor-
nerale è sproporzionata. Da ciò in parte tarla. « A questo nobile istituto v'hanno
proviene le penuria di case di poche ca* aggiunto un'opera di segnalata carità, e

mere, e le forti pigioni, e il profittare che che forse era singolarmente desiderabile
ne fanno proprietari, e non infrequen-
i in Roma pièna di camere locande e o-
temente ancorché luoghi pii. A luttociò slerie pelcontinuo flusso e riflusso de'fo-
si aggiunga l'industria e speculazione di rastierijche conlinuamenle vanno e ven-
subaffitta re con mobili,con non poco sca- gono a questa santa città, per lo più sco-
pito talvolta della morale, e pregiudizio nosciuti quivi e lontani da'loro parenti e
de'Iocaudieri, che di quando in quando nazionali. Perciò il sodalizio visita nelle
sono ridotti a fallire, in conseguenza del camere locande i medesimi forastieri in-

commercio libero. Industria che se re- fermi, li soccorre se poveri di limosine;


clamata dall'esuberante corrisposta delle tiene cura e inventario delle loro cose; li

pigioni, onde rinfrancarsi in parte di es- fa portare, secondo la loro condizione, a-


se, però eoo pubblico pregiudizio, pro- gli spedali, servendoli e facendoli servire
duce penuria di case di poche stanze pe- con ogni medesime ca-
carità; e se nelle

gli artieri e pel popolo basso. In genera- mere locande occorre che muoiano, ol-
le buchi e non camere ponno dirsi quel- tre l'invigilare che siano assistiti da tut-
le che vanno fabbricandosi o riducendo- ti gli aiuti spirituali, si prende la cura che
si , ma però si fanno pagare per vere stan- siano da chi si spetta onorati, secondo il

ze. La che minaccia


carestia delle Ciise, loro stato, degli ultimi uffizi di pietà cri-

tuttogiorno aumentare, alcuni dicono stiana, dell'ecclesiastica sepoltura, e di


doversi attribuire al rapporto che passa farne avvisati i loro parenti, di qualun-
fra l'offerta e la domanda. E di tutto que consegnando poi lo-
patria che siano,
causa principale è il rovinosissimo lusso^ ro fedelmente tutte robe lasciate dal le

massime nelle Vcsti^ dalle persone più forastiere defunto. Ciò che riesce di mol-
quotidianamente e an-
inferiori usandosi to buon esempio alla città, e di grande
co domesticamente il velluto e la setal edificazione ne'paesi lontani, a'quali si e-
Il Moniteiir nell'aprile 1 856 fece cono- stende così pietosa e feconda romana la

sceie, che il demanio privato dell'impe- umanità". 11 cardinal Morichini, DegV i-


ratore iS^àpoleone 111, aveva compralo sliluti di pubblica carità in Roma, t. i,

18,000 nielli di terreno, per farvi innal- p.i53,dopo avere ripetuto il riferito, fra

zar case, le quali non doveano contene- le utili istituzioni di soccorsi a domicilio,
re che alloggi di modico prezzo, però co- avverte che nel 1 84 ' il cardinalDella Por-
modi e salubri. Ciò per metter freno ta ordinò con suo editto, sotto pene pe-
a' proprietari, ed a vantaggio della clas- cuniarie da applicarsi a vantaggio della
se inferiore. Nel voi. LI, p. 247» con confraternita, a tutti i locandieri, alber-
V Eusevologio del Piazza feci cenno del- gatori ed osti, di dare avviso quando ab-
la confraternita del ss. Sagramento per biano forastieri malati, e tenere la busso-
la sua venerazione, e della Perseveran- la per le limosine che si raccolgono per
za nel bei>e operare, istituita in s. Sal- questa pia opera; la quale è un*allra so-
vatore delle Coppelle, chiesa ora del col- letine prova come la carità de'nostri non
legio de' Parrochi (^.)> ^ istanza d' un sia ne municipale, ne nazionale, ma cat-
ragguardevole religioso forastiere, che tolica, in Roma maestra di carità univer-
per essere degna eminentemente di Ro- sale.

ma^ e perciò da porsi in piena attività la Artehìaiiche, Orzaroli e Nevaroli, F,


TJ N I n N I 69
il paiagrafo Mercanti e Mcrciari^eà altri e la Sebbene propriamen-
dice esistente.
rehilivi di quest'articolo, come /^^r/^rt^/, te questo sodalizio non fu una corpora-
Ogliararly l'erniicellari, ec. zione di università artistica, ne ho voluto
Anigiani. Sotto questo titolo il Piaz- far qui memoria pel suo titolo di y^r^/gf/rt-
za descrive la pia congregazione della Na- ;j/,a'(juali quanto impiegatoquesto
è lutto
tività della n. Vergine degli Artigiani, e- articolo, e perchè fu composto di artigia-
lelta nella Chiesa di s. Lorenzo in Luci- ni. Altro sodalizio fu istituito nella chie-
ita (f-^.), ora in restauro, sotto la direzio- sa di s. Carlo de'Catinari, pe' Mercanti e
ne de'pp. Chierici regolari Minori. Il re- artigiani, e ne farò parola a quel paragra-
ligioso di tal ortline p. Bartolomeo Ele- fo. Imperocché ripelerò, classe manuale
fanti, di mollo zelo e carità, l'istituì l'Bset- chiamano alcuni quella costituita da ar-
tend)rei 62'ji con buone regole per varie tigiani, non meno dagli artigiani e lavo-

professioni d'arti, e componendola di 63 ratori,ma anco piccoli mercanti e simi-


i

persone in memoria dell'età clievuolsia- li. Da


qualche anno in iioma fu istitui-
vere vissuto la B. Vergine. Ebbe per pre- ta la Società ri' incoraggiamento alle

cipuo fine l'indirizzare i confrati alla per- arti meccaniche di Roma, della qua-
t'i'lla osservanza de'precelti di Dio, e per le più volte ragionò il Giornale di Ro-

attendere al profitto spiritualedi loro ca- ma. E in questo generico argomento


se e famiglie; e massi(namenle la corre- aggiungendo alcune erudizioni generali,
zione fraterna del prossimo, per rimuo- comincerò dal dire: Ncque ingeniaui si-
verlo dal peccato, per intercessione della ne disciplina, ncque disciplina sine inge-
ss. Vergine, e mediante la frequenza de' nio perfectum artificem potest. Scrisse il
.sagramenti della confessione e comunio- Ramazzi ni, Delle malattie degli artefi-
ne, r esercizio delle virtù e delie opere ci, Milano 182 r. Il Tissol, Della salute

J»uone. Fu loro altresì ingiunto accom- de' letterati, Venezia lyyS: Delle malat-
pagnare alla sepoltura i defunti, suffra- tie delle persone del gran mondo, Vene-

garlicon messe e l'uHìzio de'morti, pren- zia 1775. Abbiamo dell' avv. Martinetti
der cura de'Ioro figli e impiegarli nell'e- ilCodice d'economia pubblica j ossia Co-
sercizio di qualche arte o mestiere, e di dice universale de doveri. Manuale teo-
lorozilelle adoperandosi per collocarlein rico e pratico per ogni classe di persone^
modo sicuro. Nell'oratorio, formato den- Roma I 833. Etono mia e Diceologia ov-
tro la casa de'religiosi, in tutte le feste i sia giustizia di religione e individuale,
conflatisi esercitavano iu opere divote, contenente li doveri dell' unnin verso Dio
celebrando con solenne apparato la festa e verso se stesso, Roma 1840. Traila que-
«Iella Natività di Maria Vergine con ot- sta opera de'doveri di tulle le classi alle,

tava. Con ingegnosa provvidenza aveano medie e infime della società. N'è scopo il

i confratelli eretto un monte a benefizio ridurre a nuovo metodo d'insegnamen-


di quelli che tra loro si fossero ammala- to la scienza universale de'doveri fonda*
ti, contribuendo perciò un paolo al mese, la ne' tre immutabili rapporti de'doveri
e altrettanto distribuendo ogni giorno a verso Dio, verso noi slessi, e verso il pros-
ciascun infermo, tranne ne'mali incura- simo. Nel t. a^ cap. i3, p. 47: Doveri dei
bili o contralti per propria colpa; soccor- professori d' arti liberali e meccaniche,
rendo ancora loro parenti poveri, e fa-
i e degC individui che le riguardano. Dice
cendoli decentemente seppellu'e se indi- che le arti liberali sono quelle che hanno
genti. Anche il prete Ouglielmo Coslan- per iscopo piuttosto la libera considera
7i, L' Osservatore di lioniaje Istituzioni zione d'una scienza, e la coltura dell'a-
di pietà, i Santuari ec, nel t. i, p. 3^7, nimo, di quel che il lucro manuale, come
tratta della congregazione della Nalirilà, e meglio dissi nell'articoloUxiviRsiTA . E
70 UNI UNI
Hcconie Ira'romaDi esercì tavansi dn'Ser- sero i quali imbaldanxili
gli scarpellini,

w,p«rciòsi chiamavano liberali le piofes- osarono olfendere gl'insigni scultori Mi-


«iopi esercitate dagli uomini liberi e in- chelangelo, Sangallo e Cecchini. Paolo
genui, onde Cicerone lechiama Tngenuas 111 volle definir la questione insorta tra*
artesj cessatala ServilUj varie arti, come scarpellini e statuari, e la specie delle
la niosofia e la rellorica, che pur si eser- due arti, a favore dell'arti figurative:
citavano da' servi, ambirono il titolo di appello la Scultura (F.) non arte, ma
jirti liberali, che si è conservato, le qua- scienza studiosa emula della natura ; e la
li s'insegnano principalmente nelle Uni' marmoraria chiamò arte meccanica, in-
versila {F.)c\\ studi generali. Qui lascio forme e servile. L'università e consolato
per un momento il Martinelli, per ricor- delle nominale arti de'pittori, miniato-
dare comprendersi Ira l'arti liberali l'ar- ri, ricamalori sussisteva nel i565 e ne!
chiletlura, la pittura, la scultura; e che i583, ma era in decadenza. E fu per
di sopra na« lai che tra di esse furono uni- questo che Gregorio XIll nel 1577 coq
ti in corporazioni artistiche gl'intagliato- sua bolla eresse V Accademia di s. Lu-
ri, i ricamalori, gl'indoratori, gli spadari, ca (F.) de'pittori e scultori di Roma fon-
i guainari o astucciari, ed altre arti, che data dal Muziano, della quale riparlai
furono ppi po3te nella classe de'meslieri io tanti luoghi, come delle sue odierne
o arti non liberali, come in Bologna e al- scuole anche a Università' Romana, da
trove. Quanto a Roma dirò, che il Mis- dove furono trasferite da Gregorio XVI
iirini ne\\e3Iemorie per sei^\'irc alla sta- ove trovansi. Anche a quest'accademia,
ria della romana accademia di s. Lii- pome a* sodalizi e università artistiche ,

ia fino alla morte d'Antonio Canova^ fu da Paplo V nel |6o6 accordato il pri-
Bpqaa 1828, tratta dell'antica Univer- vilegio, per la festa dej protettore s. Lu-
sità e Consolato delibarli in Boma, già pa evangelista, di liberare un reo condan-
Collegio de' pittori, fondata in una pic- nato alla pena capitale, fuorché pe' de-
cola chiesa di s. Luca presso la basilica di lesa maestà, falsificazione di mo-
litti

Liberiatia, la cui memoria piìi velusl£| nete o di lettere apostoliche, assassina-


che rimane p sul finire deli4oo, e la
ci mento e sacrilegio, coli' espressa condi-
rinnovazione d^gh statuti dell'università zione, che il condannato avesse ottenuto
porla la data del i47^- ^' ponno legge- la pace dagli offesi j quindi veniva resti-
re nel benemerito lodatp scrittore a p. 5. tuito alla primiera fama, gradi, onori e
Da essi rilevasi, che siccome allora i* u- beni, fuorché quelli incorporati al fisco.
niversith componevasi di pittori, minia- L'accademia di s. Luca celebra per suo»
tori, ricamalori, banderari e battiloro, 2." fondatore Federico Zuccari, e nel
a'due consoli anche denominati camera- Missirini si ponno vedere le successive
rio e sindaco, per provvede» e a'dispareri accadpuiie teuutp nel principato del me-
che nascevano sulle cose pttinenli a dette simo, riferite a p. 28 e seg., vietandosi
arti, sì trovò opportuno aggiungere due il discutere sulle preminenze dell'arte di
un sindaco. Il senatore ed
altri consoli e i pittura, di scultura, d'architettura, per-
conservatori diRoma approvarono gli sta- chè essendo ciascuna figlia d'un medesi-
tuti. L'università interveniva alle sudde- mo padre cotanto nobile, com'è il dise-
scrille processioni dell' inimagiue Ache* gno, sono e debbono essere sorelle. Im-
ropila del Salvatore con lorchielti, mul- porla pure nel medesimo leggersi prin-
tandosi 5 ducati gli artisti mancanti. Nel cipalmente i ragionamenti recitali nel-
fceculo XV inoltre, nella Chiesa de' ss. l'accadeuìia: Intorno al disegno j al D.i-

Quattro^ si costituirono iu consolato di- segno intellettuale j alla Definizione del-


versi marmorari e scultori, cui si aggiun- la pittura; alla Definizione dell'archi-
UNI UNf 71
tetltiraj alla Definizione della scultura; gozìo aperto. Questi sono meccanici-ne-
alle Definizioni compendiose e riunite gozianti-spacciatori, Sono altresì mecca-
ili tutte tre le primarie arti liberali. Da nici, ma di seconda specie, quelli che in-
queste e Jairaccademia di s. Luca ftiio- dividualmente tirano un lucro colla sola
»io dunque separate quelle de'iicamalo- persona, come li servitori, li camerieri,
ri, banderari e battiloro, già unite all'u- li portieri, le ordinanze, gli esploratori,
ni versila come considerale arti ornamen- li mesi»i , li garzoni, li facchini, e simili.
tali del disegno aventi qualche relazio> Questi sono meccanici personali. Li mec-
ne all'arti del disegno medesimo mas- , canici negozianti-spacciatori, ossia con ne*
sime ricamatoli, quali in un a' ban-
i i gozio aperto, si suddividono in due clas-
tierarì ad esso l' hanno sempre. Ri tor- si. Sono1/ classe o di I. "ordine quelli,
di
no al Martinelli. Arti meccaniche so- che ritmendo la cognizione e perfeziona-
no quelle che hanno per fine, non tanto mento d'un'arte o d'una scienza mecca-
Va promozione o cognizione d'uua scien* nica, con relazioni commerciali all'este-
zn qualunque, quanto il solo guadagno ro, si servono dell'esercizio del loro ne-
manuale di spaccio o di trnllìco, Ap> gozio all'ingrosso, per ottenere uu guada-
partengono alla classe di arti liberali li : gno, e possono chiamarsi ancora com-
professori di scienze speculative , filoso^ mercianti, come sono li fabbricatori e pa-
fiche e filologiche, compresi \ teologi e droni d'opifici di panni, di drappi, di por-
]j giureconsulti , sebbene li primi siano cellana, di vetri e cristalli, ed altre simi-
addetti all'amministrazione ed istruzione li industrie, gli orefici, argentieri, fondi-
ecclesiastica, li secondi airaroministrazìo* lori, orologiari, li droghieri, li cartolai, li

ne civile. I medici, chirurghi, farmacisti librai, gli stampatori, commercianti di


li

ed arti annesse, che ricevono in una u- bigiotterie, li mercanti di drappi, di stam-


ni versila di sludi una laurea o matrico- pe, di sete, di colori, e di altri generi com-
la o permesso d' insegnare o di esercì ta» merciabili, Sono di 2." classe e di 1° or-
re. Gli architetti e ingegneri, con arti an- dine, tutti i professori di arti manuali con
nesse, le quali esigono un formale corso ispaccio o esercizio in dettaglio, sopra og-
di studi. Li professori di disegno, pittori, geni indigeni e che comunemente non e-
scultori j rausaicisti, incisori, restaurato^ sigono corrispondenze e commercio con
ri, macchinisti, inventori, e simili arti au« l'estero, sia di generi commestibili , che
nesse, qualora chi ne fa professione ten- di uso e ornamento alla vita. 1 principa-
ga il suo studio aperto e sia riconosciuto liartisti di questa 1^ classe , siccome si
caposcuola con allievi rispellivi, ossia ca- trovano sempre a nostro contatto, richie-
po del proprio sludio, GÌ' impiegali ne' dono perciò un maggior sviluppo e illu-
dicasteri pubblici o privali, (jualora le lo- strazione, che l'autore eseguì con erudi-
ro occupazioni si rifioriscono al perfezio- le note: ponno questi ridursi a'scguenti.
nainenlu o esercizio del rumo politico, am- Li Fornarì^ Beccai o Macellari, Pizzica-
ministrativo, economico, o di qualunque gnoli ^ Cnjfetlieri, Calzala i. Barbieri ^ Cu-
altro ramo che riguarda l'arte o scienza cinieri o Cuochi y Ostiy Trattorie Alber-
di regolare uno stato ed un'azienda. Ap- gatori, Ferraris Falegnami e M aratori
partengono ad una prima specie di arti Scalpellini^ Tabaccali , Rcgattieii o Re-
meccaniche tutti (|ue!ti, che per solo gua- cattieriyl\JodistiySartoriyMacchinisti ma-
dagno e senza diretta vista di scienza a* nuali. Non escludono da questa clas-
si

stratta, o coltura d'ingegno, fanno pro- sificazione altri simili mestieri , essendo
fessione d'un'arle relativa a'bisogui e or- impossibile di classificarli universalmen-
namenti della vita, sia manualmente, siu te, e perchè »|ui l'autore volle illustrare
con Iralllco, sia con i'cstìrcizio d' uu uc- e contemplare isoli principali. Questa '^i/
71 UNf IT N T

classe di arlisli manuali si riconoscono di banchiere, Ar^eniariaj anzi il banro


d'assoluta necessità, tanto nel rapporto del cambiatore fu detto Basilica (/'.),
naturale, che nel rapporto civile della vi- perchè edificato nel Foro; ivi eia il con-
ta umana, a dilFerenza di quelli di lodas- vegno e si raccoglievano mercanti ad e- i

se, che appartengono piuttosto o al lusso sercitarvi comimercio , come in Roma


il

più specialmeiìiteal commercio (del qua- nel Tribunale (F.) detto Puleal dì Li-
le l'autore tratta a p. 44^^)? come si ri- bone,o\e un pretore o un centumviro giu-
conosce dall'origine e scopo delle precipue dicava le liti commerciali, perciò accor-
arti suddette di 2.' classe, sviluppate nel- rendovi pure i banchieri. I! Muratori in-
r accennate note. A p. 4^4 lagiona de* segna che gli Argentarii, erano quelli
doveri de'professori di scienze e arti libe- che ora rliciamo banchieri ; e gli Exre^
rali; ed a p. 519 de' doveri degli artisti, ptores pare che fossero notarì o scrit- i

ossia di persone addette ad arti e mestie- tori dedicati al loro servizio. Si può veflerc
ri meccanici e manuali; a p. 5ii de'do- il paragrafo di quesl' articolo, Orefici e
veri degli artisti o meccanici negozianti Argentieri. Anticamente il banchiere si

spacciatori; a p. 526 de'doveri degli ar- disse più comunemente C<2//7^)?or.Pa paSi-
tisti esercenti le arti manuali in dettaglio, sto V en)anò il Uve^veTaeniinenùJaslitiae^
sopra oggetti indigeni e necessari alla vi- de'i5 giugno 588, Btdl. Roni. X. 5, par.
I

ta, e che non esigono comunemente cor- I, p. 200: Confirmatio concessionis affi-

rispondenza commerciale; finalmente a cii Nuiunvdarioruni Universilalibut Ar^

p. 53o tratta delle disposizioni ecceziona- tinnì Urbis. Gon esso pure ne rimosse gli
li della classe anomale d'individui, che abusi, ne ridusseil ninnerò, deput' per
non ponno entrare nella partizionee clas- un novennio in loro prefetto Filippo Ra-
sificazione delle superiori rubriche per la venna mercante genovese dimorante in
varietà de' loro rapporti. Inoltre ponno Roma, ordinandogli di pagare annual-
leggersi i seguenti capi nelle Stuore del mente alla camera apostolica scudi due-
p. Menochio, centuria 12." Gap. 62 : Se mila ,
per sovvenire alle sue necessità.
In fortuna aiuta l'arti, c.particolannen- Quanto agli abusi e alla riduzione de*
Gap. 63 Se convenga a
tc la pittura. : bancheiotti, dichiarò Sisto V : flinc e^t,

persone onorate il sapere qualche arte quod po^tquani Nos certis rationabili-
ììianualcyedesercitar.siinessa. Gap. 64: bus causis (une expressis etìam publicuni
Cìie (ìiffìcilniente la medesima persona comtnoduuì, concernentibus, adducti, sed
puh riuscire eccellente in piìid^ una pro- podssimuni ad toUendum quaniplures n-
fessione. Gap. 65: Dell' applicarsi a busus et infer ea<: ad evilanduni plures
,

qjudU esercizio o studio, al quale la per. fraudes^ quae per Candyiatores Moneta-
sona ha inclinazione e abilità. Gap. 66 : rum Urbis lìancherotti vulgo dictos in
Dell'amicizia, e dell' emulazione eh' è pub lici, et privati prae/'tidicinm , et da-
fra quelli dell' istessa professione. mnuni non modicuni committebantur, et
Bancherolti o Banchieri, Unìversitas adbuc forsan edam commiftnnfur, quo-
Bancheriorum Urbis. Gambialoridi mo- rum causa quamplura staluta, ordina-
nete. Il Dizionario della lingua italiana tiones^et banni/nenfa pluries diversis tem-
alla voce Cambiatore , la definisce. Ghe poribus facta fierunt nulLum tamen ,

cambia. Nome verbale, ma usato comu- praeniissis remedium unqnani afferri


nen»ente in significato di Mercatnnte,c\\Q pofuit, qnod ab excessivo numero per-
fa banco dove si conta e cambia mone- sonnruin minus approbataruni arteni
ta. A colui, che fa !e tratte e le sconta, si ipsam exercentium processi sse, et pro-
dice oggi Banchiere, in latino: Canipsor, cedere accepiiHU'i. Nos ex injuncio IV O'
JVuntinulariusj Argentariusj e l'officina bis Aposiolicae sendtutis officio pracnùs'
UN T TTNT 7*5

six reclnnì formnm ad Dei laiidnn edam altendere qualche volta, ne'glornl alme-
cinti aliqiuiLi dictae Came.rae uuLilate a- no festivi di proposito allo spirito, nel
,

liasdare volentesNostro motti dictosBaii- mezzo di tante distrazioni e cure monda-


eliti ios^ seti fìancheioUos ad ntiniei'o o- ne e ingolfati ne' temporali interessi; e
vlua^inta rediixeraintis, ita nuUiis aliiis convenuti col capitolo della basilica di s.
practrr octiuignita pcrsoiias aitein lui- Lorenzo ottennero il luogo richiesto, e
ftiMiiodi ili ipsa Ijrbe exercet-e valcret. Gregorio XI II ne approvò la loro confi a-
Jl V\i\77H Eh sci'ologio, Irai.
tìtii' 7, cap. temila senza sacco, nell'altare che eres-
3o : De Bam-hieii a s, Lorenzo in Da- sero nella medesima e dedicalo a s. Mat?
niaso alla Cancelleria, cioè nella Chie- teo, che decorarono di preziose pitture e
sa di s. Lorenzo in Damaso (/ .), della arricchirono di sagre suppellettili. Ma iti

qjinle feci {incora ricordo nei voi. XLVI, seguilo volendo essere seguaci veramente
p. I 18, osserva die non seu/a ragione i di s.Maltei», abbandonarono TuiFizio, e
hancliieri presero per loro avvocalo s. col mancar de'banchieri (cioè gli ascritti

Matteo (/ .) apostolo ed evangelista, al- al soilaiizio ) cessò pure la confraternita,


lorquando nel 078 essendo in Roma cre-
I onde la cappella fu concessa a Domenico
sciiilu il numero loro, formarono cano- Marchi, che maggiormente nobilitando-
incanienle una compagnia, eh' egli emi- la, l'mlitolò al santo del suo nome. No-

meta ira le universHli, percliè il santone tò l'Anndenio che molte famiglie si tra-
esfrcilò la professione, e che per l'invilo piantarono in Roma da Firenze e da Ge-
del diviu Mae^ilru subito abbandonò, col nova, con l'occasione del negozio di ban-
iienaro e appena tlalla divina
il traliìco, co o di fondaco, che molte volte moriro-
liocca ";)prese il suo commercu» pericolo- no nelle tliscie pe'facili fallimenti, benché
so all'eterna salute; uìenlre gli altri Apo- prima stimate re r// <;//«<7r'/. Quanto a'fio-
stoli pescatori dopo simile chiamata tor* rentini, notai ne' voi. LXX Vili , p. 6q,
paiono alle reli per essere professione , 70, LXXX, p. i33 e altrove, che nel
più iniiocenle e sicura. banchieri duu- I luogo dove mercanti, banchieri e fon-
i

(|ue, cioè banclierotti che cambiavano


i dacafi aprirono i loro banchi la via ne pre-
le monete, non mercanti che attendeva- i se e conserva il nome. All' articolo Mer-
no a'cambi, si costituirono in sodalizio cante, nel meilesiino paragrafo di que-
nella detta chiesa e nel proprioallareche st'articolo, e meglio in altri articoli, par-
dedicarono a s. Matteo, dopo averlo no- lai delle Borse e dell'istituzione de'Ban-
bilmente ornato. Vi stabilirono un cap- chi , degli agenli di cambio e de' listini
pellano, e ne celebrarono la festa con so* sulle contrattazioni, come nell' articolo
lenniià. Fra le opere di pietà da loro e- Tesoriere, con altre nozioni sul commer-
stMcilale, ricorda le visite a' confrali in« cio e sulle pubbliche (ìnanze. La presente
(eriiM, ed suilragi di (jMe'che morivano;
i borsa anticamente si disse Loggia de
avendo presente, per l'esempio del san- iU creanti : di (pieste loggie e delle suc-
to tutelare, clie in ogm stato si pvii) esse- cessive borse parlai in motti luoghi. Ne'
re traliicanle e santo, benché egli per n.i 73 e 75 del Giornate di Honia del
inaijj^ior sicurezza abbandonò la sua ar- 1 854 sono riportati: lìegola mento deL il

te d'industria. Il Bovio che 3o anni do- la Borsa di txnma; ed il lìegoLainento


po il Piazza pubblicò, l^a pietà trionfati' per gli agenti di cambio. Il eh. Kambel-
te nell'insigne basilica di s. Lorenzo in ii. Lettere intorno in\'eiizioni e scoperte
Daniaso,t\ p. 1 34,dis(:oi'reiulodcllaCo^/j- ìtalianeyViì^^\otu\ nella leti. 94: Lettere di
pngniade non ineroanli iiiou-
Bdiuliieriy Cambio, (jmde italiano trovato, avendo-
tisti, ma cambiatori di monete che de- , ne con dottrina pienamente rivendicata
IcMuiuarono di congregarsi insieme per lu gloria il eh. conleCitludella Vigodar-
74 UNI UNI
zere ne^ Cenni istorici sulla invenzione del- seppure ritennero nomi diversi presso
farte cambiaria, Padova 838. L'opera 1 adempivano in sostanza il me-
l'antichità,
dell'encomialo Uambelli contiene prezio- desimo oggetto e ritenevano un metodo
se notizie sulle arti e sui mestieri. Alcuni nella scrittura consimile a'tempi nostri:
banchieri furono particolari Tesorierì[F'.) come pure i fallimenti de'banchieriocomr
e depositari de'Papi, In Francia lo Spe- niercianti, che accadevano nell'antichità,
dizionierefF.JòeWe bolle e dispense pon- siregistravano nel diario antico romano,
anticamente si chiamò Banchiere
tificie insieme al giudizio proferito da' Tribu-
Spedizioniere [f^^.y Questi erano una spe- nali di Roma^ precisamente come si usa
cie di Sollecitatori (F.) della spedizione con l'odierno costume.
iWgli atti che s'imploravano dalla s. Sede, Banchieri V. paragrafi di questo ar^
i

o si domandavano dalla legazione d'A- licolo,Bancherotti e Mercanti Merciari.


vignone.NeH'antichilàe nelle leggi roma- Banderari. V. il paragrafo A^ Mer-
ne, i banchi, i banchieri, le ditte e le case canti Merciari e Artigiani.
di lagione si chiamarono con diversi vo- Barbieri e Parrucchieri ^ Universitas
caboli : Ar^entarii^ Jrgenlarii Coacto- Tonsorum vel Barbitonsoruni Urbis, U-
reSj Argentariae niensaeexercitores,/fr' niversità, sodalizio e collegio che com-
giropratae e Argirognomonae. Questi ul- prende i maestri dell'arte, ed anche igio^
timi pelò erano piuttosto saggiatori del- vani e delti aspiranti. Quest'arte in tut-
Ja Moneta. Altri vocaboli sono: Banca- ti i suoi rami è bella, necessaria e impor-
rii, Cermaiisfae, Coactores , Collectarii^ tante, comechè ornamentale del volto in
Collybistae, Danistae^ 31ensarii, Nuni- cui è riprodotta l'immagine di Dio; e ri-
niiilarii, Trapezitae. A'tempi di Cicero- chiede non comune abilità e genio, svel-
ne si conoscevano le operazioni bancarie tezza nell'esercizio, educazione civile e po-r
in Atene. Neil 83oravv. Vannutelli pub- lite maniere, per avvicinare i suoi profes-
blicò un importante scritto, in cui provò sori quotidianamente, con domestichez-
che gli antichi nummulari aveano una za e intimamente, tutte le classi della so.-
piena conformità co' nostri banchieri. cietà d'ambo i sessi. Nel suo complesso,
L'avv. Martinetti, La Diceologia, l. 2, p, per imparare tutta l'arte a perfezione, ri-

460 , riporta monumenti che provano chiedesi non breve tempo e molta intel-
l'anlichiln de' falTunenti e della scrittura ligenza. Ora in generale è io decadenza,
di cambio. Finoda'tempi di Plauto si de- per ragione di tempo e di moda; l'uno e
plorava l'iniquità de'bancherotli dolosi, l'altra essendo molto variabili, per natu-
che quel scrittore pose in ridicolo nel Cur- rale conseguenza può a un trailo risor-
cui, ad. 3, se. I. Cicerone non solo prova gere al suo lustro. Vedasi Malfi, // Bar-
che la buona fede è l'anima del commer- biere, Nàpoli 1626 con figure, libro ra-
cio, ma la somma moralità de'banchie- ro. M. C. T. Rangoni, De Capillamen-
fi chiamavano per
del suo tempo, che si tis seu vulgo Parucquen , Magdeburgi
fintonomasia Homiues honesli. Devono i663. È cessalo quasi del tutto l'uso co-
i banchieri tanto per stimolo di commer- mune delle Parrucche (^.), che ne'cor-
cio, quanto per impulso morale di religio- ligiani sarebbero necessarie ,
per essere
ne, usare la più grande fedeltà e puntua- sempre capo scoper-
esposti a restare col
lità co'corrispondenli, e non far mai trat- to, con nocumento della che deve salute,
te ed assegne, se non hanno fondi da sod- i curarsi soprattutto per la prima cosa. \\
disfarle. I banchieri, le ditte, le case di cortigiano sia nobile, sia magnate, sia do-
ragione, il commercio del denaro di piaz- mestico di primaria condizione, è sempre
za >n piazza, sono mezzi di facilitazione fra gli agi della corte; da questi a un Irat-

per r andamento della società ,


per cui lo passa alle più gravi esposizioni dell'a-
U N I UNI 75
ria libera e dell'intemperie de*lempi, con la di semplice scorciamento nelle sole e»
quello stesso capo scoperto in cui vive tra stremila riunite, massimamente per le le-
i riguardi, il calore delle stufe e ogni de- ste della gioventù di Roma; rare inoltre
licata comodità. Osserva il Thiers nell'/- essendo le ornature del capodelledonne,
sioria delle perucche , che in Francia i le quali da per loro lo eseguiscono in mo-
cortigiani, que' di capello rosso, ed i li- do semplicissimo, non senza qualche a-
gnosi furono i primi a usarle. Tosto l'e- iuto artificiale, corrispondente al gu-
sempio de'corligiani fu imitato, perchè i sto e costume della lesta degli uomini,
Joro costumi furono seippre fondamento e tranne l'eccezione per quelle che inter-
gran moven te alle mode, e pe'primi ne scr vengono alle grandi società e feste not-
guirono l'esempio tulli quelli cheappar- turne, in cui si usano le gioie, i fiori e
lenevano al Teatro [V.), indi il resto del- altri eleganti abbigliamenti per ornare
la società, e così il costume divenne quasi la capigliatura ; e tranne la Maschera e
universale. Rapidamente il numero de' il 7Vrt/ro(/^.), ove sì riproducono anche
parruccanti si moltiplicò tonto, che nel- le foggie antiche. Le pettinature dell«
la stessa Francia con pubblico editto si donne si esercilanoda alcuni tuttavia con
ordinò neliGSg la creazione di 200 bar- perizia d'arte; si eseguiscono pure da al-
bieri, stufaroli e perucchieri. Qualche tem- tre femmine, per professione o servizio
po dopo i perucchieri con 1' esercizio di domestico, come l'antiche ornatrici, del-
loro interessante professione inondarono le quali marchese Guasco alessandiino
il

tutta la Francia, e questo fu iutitato dal- cj diede l'opera che ricordai altrove: Del-
le altre nazioni, sino alla rivoluzione che le ornatrici e de' loro uffizi , ed insieme
pose a soqquadro grandissima parte di della Superstizione ( V.) de'gentili nella
europa nel termine del secolo passato. chioma, e della coltura della medesima
Fu allora che si cominciò ad abbandona- presso f antiche donne romane , Napoli
le le parrucche, e si passò a un gitro e- 1775. Gl'irriperatori e altri Sovrani so-
slremo, a tagliare i capelli corti , che si levano mandare capelli del loro Figlio
i

dissero alla brula, cioè alla foggia del pro- (V.) primogenito a'Papi, perchè li adot-
totipo dellp democrazia il romano Bru- tassero per figli, 11 p. «Menochio nelle
to , e così le lesle divennero verameule SluoreyCevìi. 6.", tratta nel cap. 74 : Di
leggiere! più leggiere che leggiadre. An- un certo mandare li capelli al
rito di
zi nell'invasione dello stalo pontificio, i Papa.E nella ceni. 7.V'«p. 65 Dell'ora- :

repubblicani francesi , colla prepolente zione composta da Giuliano apostata,


legge del più folle, imposero od esso '€intitolata Misopogone^ciocodio della
quelle durissime condizioni che deplorai barba. La Barba (/^.) stessa ora da'seco-
in tanti luoghi e a Tolentino (l^.}j tra le lari poco si rade, lasciandosi crescere da
quali vollero tra'primari oggetti d'arte, buona parie degli uomini, e con veslimeu-
i busti de'due Bruti ch'erano in Campi- laairaltosproporzionaleeper nidla analo-
doglio. La cessazione delle parrucche fu gheecorrìspondenti. Infatti pel migliora-
(:eleremente progressiva, il che degradò mento e riforma del costume nelle resti
l'arte lonsoria, come in Uomu, per man- (/'.),sullalformaecoloredegliabilide'due
canza d'esercizio nella lavorazione de'car sessi, neh 85) si costituì in Roma una so-
pelli, e impoverì coloro che la professa- cietà di artisti, di cui ragiona il t. 21 deb
no, mentre prima guadagni loro erano i V/llbuni^ per modificare con ilignità l'a-
copiosi e la loro abilità stimata, uuissime spetto della figura iimiino, riconoscendq'
dalle clasài elevale. Il modo come ora co- si complicato, assurdo e alterato l' abbi*
munemeule si portano i Capelli (^'.), ne mento dell'attuale Europa; col l'i nten-
glia
ha ridotta la Tonsuia^f''.) a un nouuul- dimenio eziandio di rendere il vesliuno
76 UNI UNT
semplice,elegante,digniloso,comodo,con- zi di recarsi a quello, per comparire al po-
veniente; in accordo colle stagioni, al cli- polo colla maggior decenza e compostez-
ma, alle circostanze d'ogni paese,e così cor- za; oltre i cuscinetti colle spille, onde per
reggere la deformala umana figura del- lo stesso fine decoroso accomodarsi be-
l' Uomo e della Donna( F.). Ma avendo ri- ne le vesti sagre. E che gli antichi cri-
messo gli uomini la barba, è da sperare che stiani, ancoi vescovi, si seppellivano col-
Della generalità non procedino più da qua- lo specchio e il pettine, li Borgia, Difc'
si giovani sbarbati, ma con senno e gravità sa del dominio temporale della Sede a-
morale! Altri usano mezze barbe, o bafti, postolica, a p. 24 riporta la lettera di s.

o moschetti, o basette,© scopettoni, ovve- Gregorio 1 Papa del Sgo a Romano Di-
ro gli uni e gli altri a un tempo, per cui fensore {F.)y ed osserva le cose trattate
in taluno il volto è divenuto una carta in essa. E primieramente ordina a Roma-
geografica, e la mano del barbiere deve no di reprimere l'audacia de Tonsurato-

essere esperla e cauta per non radere ,


li che volevano farla da Difensori. Que-
col rasoio peli che sotto le nominate
i sti tonsuralori, Tonsuratores , altri vo-
foggie e forme si lasciano crescere, secon- gliono che fossero chierici minori, ed al-
do il proprio volere e capriccio. Que' tri laici distinti per la tonsura de'loro ca-
poi che si radono tutta la barba, buona pelli , i quali muniti di lettera del som-
parte di essi l'eseguiscono da per loro, fi- mo Pontefice erano in qualità di agenti
gli è per tulio l'accennato, che l'arte in e fattori destinati a soprintendere a' co-
lloma è in decadenza, ed i suoi professo- loni e possessori de'predii della Chiesa ro-
ri poco lucrano in proporzione di prima. mana nella Sicilia. Ne fa menzione lo

Pure in questo ancora il Lusso (F.) e la stesso s. Gregorio 1 nell'Epìst. 32, lib. 2,
moda ponno in breve variare tali condi- ad Petrum suhdiaconwn Siciliae, nella
zioni, il Magri, Notizia de vocaboli ec* quale così gli dice: St vero de laicis Deuni
cksiasliciy dice che il barbiere fu anco tinienlibus inveneris ut tonsurari deheant,
chiamato Ustriculus o Striculas, da IJ- et actionem sub recto re fieri, omnino li-

striculae istromenlo di ferro, col quale henter fero. Quibus necesse est ut etiani
infuocalo si bruciavano i peli del volto epistolae transmittanfur.Seìn questo pas-
per comparire giovane sbarbato. Anche saggio si parla di tonsura civile , e non
i vescovi sono tonsori co' Chierici [F.) e già ecclesiastica, esso è molto analogo al-
colle Religiose (P^.): a'primi v\e\\' Ordiiia- l'altro del libro Pontificale^ nel quale nar-
z/o«t(/'.)colle forbici tosanoicapdlli efan- rasi che a Papa Adriano 1 si offrirono de
no la Tonsura Sconsagrazioni
^ e nelle diversiscivitatibus Ducatus Spoletini,c^\\

(^.) tagliano capelli in modo che scom-


i giurarono fedeltà , e si fecero tonsiuare
parisca la Chierica (F.)ja\\e seconde nel- alla romana, cioè vennero ridotti nelle lo-
le Feslizioni (/^») tagliano colle forbici ro barbe e capellature alla foggia roma-
tutta chioma. Aulicamente era comu-
la na, prima seguendo il costume longobar-
ne nelle Sagrestie (/^.) lo Specchio (nel do, secondo il quale l'une e l'altre por-
quale articolo dissi pure di quelli tasca- tavansi lunghe, tonsura però diversa dal-
bili per assestare da per se l'acconciatu- la clericale. Il Medico (f .) sinodalla più
ra de* capelli, della parrucca, della bar- remota antichità, non solo esercitò la Me-
ba, de'b.ilH ec, come una toeletta ambu- dicina (/^.), ma anco la Chirurgia (/',).
lante, mediante il peltine e la scopetta ad In tali articoli dissi che anticamente alla
esso uniti; e parlai pure degli spilloni o medicina era unita la chirurgia, e soltan-
crinali usati anticacnenle dalle donne), ed to dopo la metà del secolo Xll la chi-
il Pettine (/'.), per assestarsi la chioma rurgia divenne una professione distinta
e la barba da'minislri dell'altare inuaa- dalla medicina, e da essa fu iuleramen-
UN l UNI 77
le separnln. Quando i concilii del i i3i va nel cavar sangue; in un tempo cioè
e altri successivi vietarono agli ecclesi«« che quasi priva ti vainenle si eseguivano
siici l'esercizio della chirurgia, permelteii- da'barbieri-chiriM'ghi i snlassi,ondea'chi-
do loro soltanto qtiello della medicina, rurghi per la loro non continua pratica,
essi per le operaz^ioni in cui adopera vasi ne proveniva una tal quale ripugnanza
il ferro e si dovea incidere o tagliare, si di fare il flebotomo, massime ne'profes-
servirono de'barbieii,come quelli che ma- fama, poiché una cavata di
sori di bella
neggiando quotidianamente ilmobile e sangue, per le sue funeste conseguenze,
tagliente rasoio hanno la mano ferma e poteva e potrebbe assai pregiudicare il
sicura. Ad esempio degli ecclesiastici , i loro credito. Così i grandi pittori, gene-
Diedici secolari si servirono de' barbieri ralmente parlando, non sono perfetti ri-
nelle operazioni col ferro. Narrai ancora, trattisti 3 poco amando di esercitarsi ia
che in Francia dopo il secolo XII la fa- tale circoscritta parte dell'arte, onde per
colla medica chiamò i barbieri per con- lo più non ci si dedicano per timore di
fidar loro i soccorsi della chirurgia ma- non felice riuscita, e ne lasciano l'impre-
nuale. In seguito gl'inizio nelle grandi o- sa a quelli che vi si adattano o od lioc
perazioni, e poi li fece unire al corpo de* hanno il genio di riprodurre fedelmente
chirurghi. In tal modo la facoltà medica la nostra immagine. A'baibieri esercilan-
col servizio de* Chirurghi (P\) barbieri li la flebotomia e la bassa chirurgia pon-

tenne per diversi secoli la chirurgia sot- no essere utili le operedel gesuita fr. Pie-
to l'esclusiva sua dipendenza. I medici si tro Antonacci, scritte egregiamente pe*
limitavano a istruire i chirurghi-barbie- Missionari apostolici e pe' F^icari apo^
ri nell'anatomia, nella flebotomia, nel fa^ slolici ( /^\),non che le seguenti. Melli, La
re amputazioni. Nel secolo XVI France- lancetta pratica, Venezia 1742- Mala-
sco Il re di Francia, flivorendo i chirur- vasi, Manuale de casi urgenti in medici'
ghi, i barbieri-chirurghi doverono unir- na^ Modena 840. De U.A\\Ue\s, Della vir-
1

si a loro e formare una sola corporazio- tù de' medicamenti, Roma 1810. Tro-
ne ,
però quanto agli ultimi con molle mandorff, /^r/e^ir/ce/tord', Milano i8o3.
restrizioni nell'esercizio dell'arte. Final- Dizionario de' termini di medicina, chi-
mente chirurghi con 1* istituzione del-
i rurgia, veterinaria, Milano 1 828. Ne'vol.
Taccademia chirurgica, stabilirono il pi i- XIII, p. 2, XLI V, p. 86, raccontai che
1

Talivo esercizio dell'alta chirurgia e si se- in Roma, Ano ad anni addietro, sulle por-
pararono da'chirurghi- barbieri. A que- te esterne de'barbieri-chirurghi eravi u-
sti fu lasciata la flebotomia e 1' esercizio na tavola dipinta esprimente un braccio o
della bassa chirurgia. Perciò Ano a'nostri un piede colle sanguigne aperte e l'iscri-
giorni quasi tutti i maestri de'barbieri e zione: Quisi cacasangue. Ora sonorare,
parrucchieri doveano esercitare la bassa anco perchè, conje già notai, pochi di es-

chirurgia, almeno la flebotomia. Anche siesercitano la flebotomia. Di più dissi,

questa in essi è decaduta ,


perchè pochi che le pareli esterne delle stesse porte e-
l'esercitano, dopo over trascurato l'utile rnno dipinte di bianco e di turchino con
prerogativa, specialmente dopo l'aumen- de' gigli di colore giallo. Si vuole che il

to de' chirurghi, e dopo che tutti questi contrasto di tali colori servisse a facilmen-
iit)n più ebbero alcuna ripugnanza perla te indicare nel buio della notte, prima che
flebotomia; la quale nell'esercizio richie- le Strade di Homa (/ .) fossero illun^i-
de mano franca, ferma e sicura, e la teo- nate, che ivi era il flebotomo, che in cer-
rica e pratica conoscenza delle vene, on* ti non raii casi colla sua prontezza a tem«

de evitare quelle gravissime conseguen- pò può diue la vila m\ un apoplrlico. Pe*


ze, che iu avanti li teueva più iu liser- gigli poi si volle spirgurcMpiunto si uai**
78 U IN 1 U N I

la della famiglia di Papa Pio IV de IMe* darl uni senzienti armoruni (cioè MaZ'
dici, la quale da alcuni si pretende oi-i> zitri)y quae si eidein non soL'anlur , vi-

ginata da un barbiere-chirurgo, poiché tani in Palatio habere debet. Ad istius


neilaraie di casa de Medici [f^.) tonna- offlciuni pertinet, quotiens Papa equilal,
ta da palle, una di queste ha sopra diver* valiaiani rubean\ ante se portare, et e-
si gigli. Anzi opinano altri che de Me- i tiani reposiioriani milrae, si in officio so-
dici, poi gtanduchi di Toscana (F.), de- lus exislatj si vero due essente unus por-
rivarono da un medico, il quale adottò taret dictuni repositorium , alias vero
per cognome il nome di sua condizione dictani valisiam. Segue De Offìciali-
e per stemma le coppette di vetro, le qua- bus S. R. E. Cardinalium. XV. Offi-
li poi furono convertite in palle. Il cele- cium Barbilonsoris. Barbitonsor ultra
bre Bonarroti suppose o ritenne vera la arteni suani debere staread credito-
tradizione sulla discendenza della fami- riunì j sive ad credentiam Domini^ et re-
glia di Pio IV, perché nell'erigeredi suo cipere quod Domino portatur per buli*
ordine la Porta Pia (/^.), forse e come culariumj et siniiliter de fructibus , qui
spiegano alcuni, con allusione a'barbieri- portantur per panelerium, et de ipsis fa-
chirurghi, con bizzarro disegno nelle de- cere credtnliam, cuin vinuni propinatur^
corazioni esterne di travertino, che di- vel frucius portantur Domino, citi debet
consi satiriche , scolpì in bassorilievo a- assistere eliam unus ex cubiculo riis. Di'-
sciugamani, catini, e saponelle per figu- bet eliam portare maletam (idest bui"
rar le palle Medicee. Per morte di Pio gam), sive valisiam cuni pannisy cum Do-
IV restata imperfetta l'estremità dell'e- ìiiinus tquitatj et si barbitonsor non sii

difizio, il regnante Pio IX lo fece com- in domOj praedicta pertinent ad scutife-


piere nel 1 853, il che notai nel voi. LXX, rum minorem, scilicel qui ultimo venit ad

p. 145». I barbieri fiorirono in tutte le servitiaDomini. \\ barbiere del Papa an-


corti, per la loro condizione sociale, che licamentefu uno de Camerieri o Aiutan-
in parte accennai e meglio poi dirò con ti di Camera del Papa, ovvero uno de*

altri. Ora solo dicendo della pontificia, suoi Scopatori segreti (f^-)j e pare cziau*
farò osservare che il j .^'documento in cui dio uaCubiculario'ìnciw'ìcato specialmen-
si nomina il barbiere del Papa è il ruolo te di tale ofìlcio. Nel voi. XXIII, p. 83,
di Nicolò 111 del1277, il più antico che si riportando il ruolo d'Innocenzo X, notai
conosca, in cui è nominato MagisterJa' : che il suo barbiere e uno degli aiutanti

cobus Barberius, fra la classe àeServien- di camera fu Michelangelo Augurio o


les nigrijaWa quale pure appartenevano Bonauguiio di Fano canonico de'ss. Cel-
l'arci-cuoco, il ferraro, il sartore, l'orefi- so e Giuliano; altrettanto riferisceNovaes,
ce, come notai a Famiglia pontificia, ove ma chiamandolo cameriere. Non deve me-
lo riportai. Il 2.° docun»entosi ricava dal ravigliare un ecclesiastico barbiere pon-
codice pubblicalo dal p.Galtico,/^c/aCrte- imperocché aulicamente il deca-
tificio,

remonialiajp.i63: De Offìcialìbus Pa- no de'Palafrenieri(F.)de\ Papa non po-


lalii Pontificii ySCi'ìtio nel 1409 per l'ele- teva essere coniugalo, e alcuni furono ca-
zione d'Alessandro V,in cui si legge. XIV. nonici. Che poi non sempre il barbiere
De Barberio. Iieni Dominus ISoster de- de' Papi tu Aiutante di Camera (ne ri-
het Barberiiini sibi eligere idonciwi , et riparlai nel voi. LXXlX,p. 276 in mor- :

expertuniy qui Suae Sanctitati de arte te d'un aiutante di camera, Papa no- il

sua servial^quotiens opusfuerit. Iste ati- mina il successore con biglietto di mg.
lem Barberius non consuevit in Palatio niaggiordomo, come leggo ne' Diari di
tanierani habere, nec vìctuni rtciptre; Roma che l'annunciano, ed un esempio
sed eideni duri debenl slipeiidia ioliUi è ucl iì° 2004 del 1 794)> P>
ova ne sono
UN l UNI 79
Pa-
le diverse relnzioiii de' Possessi de* L, p. 284 e in altri luoghi. Altre notizie
pi pubblicale, da Caucellieri, nelle qua' sui barbieri del Papa le registrai nel voi.
liil barbiere incedeva in della Cavalca- Xllljp.iog, dicendodi quello di Giovan-
ta e iti altre solenni, dopo gentiinoini- i ni XXII, che con altri primari uflìciali e
ni e tulvulla dopo il baronaggio lontuuo, prelati avendo attentato alla sua vita, fug-
mentre gli aiutanti di camera incedeva- ed alcuni furono puniti giu-
gì con altri,
lìo in seguito. Si legge peilanto nel pos- stamente con rigore. Ivi pure dissi che
sesso d'Innocenzo Vili nel 1 484, clie ap- Bobino di Sinigaglia fu serviente d'armi
presso a' Famigliari de' Cardinali cavai* o Mazziere (^.), barbiere e chirurgo di
cavano: Deinde Barhilonsor Papae ciini Urbano V e Gregorio XI. Che i barbie-
valisia scarlaUo, in qua crai cappa, si- ri sono annoverati tra' Conclavisti {^F.)
ve nianliiy ac aliae veslts Papae. Sartor àe\ Sagro Collegio de Cardi noli, \q indi-
Papae Clini simili valisia^ in qua etiain cai più sopra. Il Torrigio, flistorica nar-
necessaria prò Pontifìce. Familiares^scu ratione della chiesa di s. Giacomo in Bor-
Sculiferi Papae. Nobiles Curiae,etc. Pel go, a p. 68, riporta la seguente memoria
possesso di Leone X nel i5i3 è detto. sepolcrale posta in tale chiesa. D. O. M.
Barhilonsor Papae, et Sartor Papaeciini Antonio Mariae Pazzulo Barbitonsori
valisiis. Senti/eri Papae. Camcrarii Pa- e ivi romano, genere et animo nobili, qui
pae. Pel possesso di Gregorio XIV nel plurimis Reverendissimis Cardinalibus
j 5c)0. Nobiles viri romani super equos sacri Collega ob /idem cariis Urbique ,

gentrosos insidentes,et pretioso ìiahilu in- et Curiae probalus sub Cltmtnle FU,
duli. Tubicines S. S. per viam fere con- in Burgos. Petri continuus sua arte Ma-
tinuo sonanles. Tonsor, Sulor S. S.
el gisler 20 amplius annos vixerat infìr-
cum bulgiis seii valisìis. Scutiferi Papae, initate pleuritica assumptus est magno
Cubiculariij eie. Pel possesso di Clemen- Franciscae iixoris, et amicorum dolore.
te Vili del 1592, dopo le Lettìglie pon- Vixil annos 3 7, mens. 3, dies i4- Obiit
tincie, cavalcavano il barbiere e il sarto* die 3 mensis Julii 1 53o. Di più nello sles-
re del Papa co'cappolli rossi e valigie di so libro è registralo come ammesso nel-
Sua Santità, e dietro seguivano gli scudie- la confraternita di Giacomo, Antonio s.

ri, i camerieri ec. Allorché poi Clemen- da Varese barbiere di Clemente VII il
te Vili fece l'entrata solenne in Ferrara, i.%narzo i534. H Rinaldi negli Annali
come ivi raccontai, era pi eceduto dal suo Ecclesiastici, sulla barba e sui barbieri,
barbiere e dal suo sartore; come pure da sui capei li e chioma, e sulla corona e ton-
due suoi aiutanti di carnei a con due va- sura ecclesiastica riporta molte notizie :

ligie di velluto rosso, seguili dagli avvo- accennerò soltanto le prime. I cristiani
cati concistoriali. Pel possesso di Leone anticamente considerando la barba or-
XI i6o5, cavalcavano dopo molti ba-
nel naraento dell' uomo, non solevano svel-
ronìe titolati, gli scudieri del Papa, e ap- lerla, né radersi sino alla pelle si to- :

presso il sartore e barbiere del l*apa ve- savano solamente peli del labbro di so- i

stili di cappotti rossi e veste lunga del me- pra colle forbici; forse pel da me rimar-
desimo colore, portando le Pu-
valigie del calo nel voi. LI, p.i i3. 1 romani gentili
pa. Indi le lettighe pontificie, maestro il la I .'volta che radevano la burba e ca-
si i

di stalla, i Iroajbetti, cavalcando poscia pelli , li dedicavano al nume. A motivo


gli aiutanti di camera di S. S. cosi nel : digran Lutto fu in uso lasciarsi crescere
possesso del i6o5 stesso di Paolo V. lu la barba e capelli. Alcuni idolatri si ra-
i

altri possessi cavaloarono col barbiere e devano lu barba e il capo. Agli ebrei era
il saiioie, anche il furnaro e il custode vietalo il radere la barbo al modo de'su-
degli orli del Pupu^couic ricordai nel vul. cerdoli gentili : la i. Scrilluru non sola>
8o UNI U iS I

Knenle prolbisie agli uomini il radersi il zio pone tutte le pubblicità in bocca ile'

capo e la barba , ma lo predica e talora barbieri. Oiniiìhnsellippis uoluni,e/toii'


anciie il comanda. I ciisliani tanto cliie- anco o^gidì si ri-
soribus. D'indi nasce che
rici quanto laici nell'oriente usav.mo la cercano notizie da' barbieri. Questi per
barba: in Roma e nell'occidente se la ra- altro introdussero in i\oma ogni mollez-
devano per segno di nobiltà, ed uso co- za e fomento degli sfaccendali, poiché la
iMune e decente, così greci dimoranti in i gioventù impiegava una gran parte del-
Roma e anco altrove, per imitare roma- i la giornata nell' occupazione frivola di
ni. L' arteltalo divellimento de' peli fu farsi pettinare, coltivare e inanellarei ca-
biasimato ancheda'genlili, percliè voiea- pelli. Il grave filosofo Seneca, De brevi-
si figurare con volto di donna. Lo scisma- tale vitae, cap. 1 2, ecco come se ne lagnò.
lieo ed eunuco Fozio vescovo di Costanti- Quid ? illos otiosos vocas quibiis apud ,

nopoli, riprese i latini sacerdoti per rader- tonsorem muUae horae transmiltunfur,
si la barba. L*uso di radersela durò lun- diiin decerpitar si quid proxinia nocte
,

gamente in Boma, benché si mutò in es- succrevit^ duin de singulis capilUs iiicon-
sa e nell'Italia a poco a poco per l' inva- siliuni itur, dutn aut dlsjecta coma re»
sione de'barbari die la ritenevano, mas- stiluilur^ aut deficiens lune alqueiUlnciii
sime i Longobardi. Un concilio di Carta- fronteni compeUitur. Quomodo irascuu-
gine vietò nutrire la barba. Restata vedo- tur si lotisor pnullo ncgligenlior fuit?
va s. Galla, essendo di complessione mol- tamquam virutti tonderet. Quomodo ex-

to calda, r avvertirono che se i medici , candescu/it, si quis ex /uba sua decisum

non fosse passata a seconde nozze, avreb- est, si quid extra ordlnem jacuti , nisi
be pel soverchio calore messa la barba co- omnia in annulos suos reciderunl? Que-
me uomo, e così le avvenne; poiché la san- sto lusso e perditempo, soggiunge il Mar-
ta donna, avendo stabilito con osservare tinetti, non esiste a'tempi nostri neppu-
la continenza di piacere allo Sposo cele- re tra le donne, e la professione di bar-
ste, non cuiòla defornulàdel corpo. Que- biere si é resa in oggi necessaria per con-
sta s. Galla, figlia del console Simmaco, servare la politezza e la nettezza perso-
è diversa dall'altra s. Galla vedova, della nale. Le barbe ch'essi fanno, od altri di
quale tratta s. Agostino. Alla nostra san- loro mestiere per una piccola moneta
ta scrisse s. Fulgenzio vescovo Ruspense ch'esigono da ciascuno, equivalgono allo
la lettera : De consolaùone super morte smercio o spaccio in dettaglio degli altri

marili, et de stata Viduarum. Papa S.Gre- artisti. Talvolta i barbieri spacciano an-
gorio VII nel 1073 costrinse l'arcivesco- cora oggetti di profumi o di loro arte, ed
vo di Cagliari a radersi la barba, e ordi- essi come i profumieri sono più sogget-
nò altrettanto a* chierici di Sardegna. ti a'doveri degli artisti in dettaglio. Indi
Terminerò col Rinaldi nel riferire, che a p. 528, parlando che agli artisti e ma-
l'imperatore Costanzo grandemente ar- nuali è vietato di prorogare il loro la-
ricchì il suo barbiere. L'avv. Martinetti, voro nell'ingresso delle feste di precetto,

La Diceoiogia, t. 2,p. 477>dicechei bar- ricorda a'padroni di bottega la loro re-


bieri non si conobbero Roma fino al-
in sponsabilità, di quelli cui é nella festa tol-
l'anno 455 di sua fondazione. Fu Ticinio lerato lo spaccio e il lavoro, comea'bar-
Mena, secondo Varrone, che pel i
."
li me- bieri , precipuamente ragionai
de* quali
nò dalla Sicilia, poiché romani i si occu- di sopra, poiché alcuni forse non lascia-
pavano da loro stessi a radersi coltivar- no talvolta a' giovani neppure il tempo
si la barba. Le botteghe de' barbieri di- sufficiente perassisterealla messa. Nondi-
vennero subito la riunione de'disoccupa- meno ricorda alcuni teologi tolleranti, che
li, de'cuiiosi e de'uoveiiisli, pei* cui Oia- cuucedouo mollo uc'j^ioiiii festivi^ come
U ìN I UNI tìi

il Lnymauno, che accorda u'sarloridi la- salo l'uso delle sontuose pubbliche Ter-
voioie pegli sposalizi o pei- (|ualcl)e fu- me di Roma {y.)i successero i particola-
iieiale; e di più ii Diana, eli' estende la riBagni (P.), in cui gli stufaroli si oc-
concessione del^oler lavorare nella mez- cupano alla mondezza e salubrità de'cor-
za notte del di festivo. Paie che il Marti- pi umani, e questi pure furono compre-
nelli convenga in parte nelle feste intro- si nella pia confraternita, indi si sepa-
dotte poi, pe casi d'urgenza, non però nel- rarono per quanto poi dirò. Solo qui ri-
le domeniche. Sia coniuncpie, le opinio- cordo, che lo stufarolo del palazzo apo-
ni de'leologi sono rispettabili, ma biso- stolico, nel mercoledì saulo pulisce pie- i

gna ubbidire quanto comanda la Chiesa, di a* 1 3 ecclesiastici, a'quali nel dì seguen-


clà'è sempre Ijenigua madre, e indulgen- te dal Papa viene falla la Lavanda de
te nella disciplina secondo lea>pi ed a i , piedi {F.)f e vi assiste il medesimo slufa-

lenoie del riferito superici mente, massi- rolo vestilo di nero per denudar loro i

me uelln capitale del cristiunesimo.IlPiaz- piedi e quindi ri vestirli. Gio. Battista Ma*
za iìeWEusei^ologiOf Irat. 9, cap. ^: De Tinelli nel l. 20, p. 79 òcìVÀlùiundi Ro'
i

ss. Cosmo e Dannano ^dt Barbierie SlU' ma, scrisse ilseguente erudito e festevo-
faroli^ anch'egli discorre dell'introduzio- le articolo; a me pare trovarvi della vi-

ne in Roma de'barbieri. Dice con Plinio, vacità, del frizzo e della verità; in sostan-
che i romani rimasero 4^4 ^""' senza zaanimo benevolo pe'barbieri. « Il Bar-
mai tosarsi il capo, né acconciarsi la bar- biere ... Sai, che a sua voglia - Questi o-

ba, in che dillerisce in parte col Mar- gni dì volge e governa i capi - De'più fe-
Citando V'arrone, anch'egli nar-
tinetti. lici spirli: e le matrone- Non disdegnati
ra che Publio Ticinio Mexa fu ili." che sovente entrar con lui- In festevoli mot'
introdusse i barbieri in Roma, il cui ser- ti ... Parini. L'arte di profumare le chio-
vizio h\ cosi gradilo a'romani che il se- me, di raderla barba, di costruire le. par^*
nato ne ammise farle, e tulli i [)ai lieo- rucche ha in se tanta importanza e van-
lari se ne giovarono in guisa, che il gran ta un'origine così vetusta da farci rigiiar*

.Scipione 1' /^//7Ctìf«o si faceva rader la dare i barba-tonsori come i veri rappre-
barba ogni giorno, il che praticò pure Au- sentanti della civiltà mondiale. Se dob-
gusto con soverchie altre delicatezze. Fu biamo credere a Teopompo, che scrivea
però severamente proibito alle femmine 380 anni prima dell'era volgare, i culto-

r adoperare rasoio sopra le guancie per ri di questo mestiere, che dà a' vecchi l'ap-
inlerdetlodelleXIl lavole.AlessandroMa- parenza di giovani , acquistarono rino-
gno fu parimenti amico de'barbieri, vo- manza nel mondo quando presero a col-
lendo che tutti i soldati si radessero il ca- tivare i /o/j/;è. degli assiri, degli egizi e
po e il volto, acciò i nemici non potesse- de'peisi. I greci, che giusta il parere d'A-
ro prenderli uè pe' capelli, ne per la bar- teneo cominciarono a radersi a' Itìmpi

ba. Essendo destinata questa pi ofessione d'Alessandrq il Magno, aprirono in Ale-

civile alla politezza e sanità de'corpi, re- ne botteghe da emular l'eleganza de*
tali

sa egualmente uecessai ia, utile e decoro- amderni Salon pour la coupc des che-'
sa;non è punto da meravigliarsi se con veiix. In quellestanze terrene, che al pre-
prudenza d'economia spirituale abbiano sente ussiuuono il modesto titolo di Ga-
istituita quest'onorata radunanza, per at- binetti^ raduna vasi la gioventìi elegante
tendere ne'giorni festivi con santi tralle- per raccogliere le novelle del giorno. For-
iiimenti (dunque a suo tempo, 1G98, non se da quest* uso greco nacque l'adagio
lavoravano la festa?) alla politezza e sa- d'Orazio: Notus lippis ac tonsorìhits.
nità dell'anima, lordala forse dalle fami- Chiamati dalla Sicilia in Roma da Publio
liari oiondiglie della debole untanitù^ Ccs- LiciuiuMuua ruuiiu 4^4i^^^^'^ l'onore
VOI.. LXX\IV. 6
82 UNI UN I

di fare ogui g/iornola barba a Scipione A- le Veglie piacevoliy raccolse le notizie di

fiicnno.' Il grande eseaipio frullò credito Burcliiello nel 1.


1, p. 25). È vero che ha
cforluno a'barbieri, quali si moUiplica- i dovuto rinunciare al diritto eh' ebbe in
rono a segno tale, che nel solo palazzo passato di tastarci polsi e iji cavar sangue,
de'Cesari se ne coniarono mille a' tempi ma ha conservata la sua influenza in lut-
di Giuliano. Non possiamo però formar- ti che riguardano la Toilette.
gli a(Fari

ci ungì an concello della loro abilità, giac- Quando armali d'un pettine intelligenle
cliè Marziale (gioviale e scherzevole poe- compongono, arrulFano, inanellano una
ta) scrisse del suo barbiere , che mentre chioma, quando per secondare le volon-
gli radeva il menlo da un lato, il pelo gli tà delia moda innestano fra' capelli una

rinasceva dall' nllro. Questo essere pri- gemn)a, una camelia, una rosci,hanuo bi-
vnlegiato, che si avvolge in un'atmosfera sogno di conoscere le leggi della prospet'
di odori e che conosce ÙùW Alfa all' O- ti va- e le rego'r del disegno per tenersi
mega i falli degli altrijè per lo più un uo- nelle proporzioni volute dall'arte, che può
mo enciclopedico. Cauta come un Orfeo, soia assicurare l'elTelto. Copia il' pittore
suona la lira (chilana fi aiicese) come un sulle tele la dolce fìsonomia delle belle,
Anfione, parla e s'inltnde a meraviglia il parrucchiere la crea. Quale interesse

di tutto. (Qui farò memoria del celebre egli non desia, e quale utile non appor-
poeta giocoso Burchiello fiorentino, per ta quando con l'arte ripara a' difetti del-
averlo già ricordalo, cioè Domenico di la natura? Esercita il mestiere su l.)revi
Giovanni di Firenze, ove nella contrada dimensioni : sopra la sua testa di legno.
Calimala tenne bottega di barbiere. Que- Ivi egli lesse ingegnosatnente quelT ope-
sta divenne rinomalissima e il convegno ia ammirabile, che dà credilo a'medici,
de' be' spinti del suo lenìpo, meritando aggiunge un'aria di gravità a' dottori in
d* esser dipinta col suo ritratto , in una utrofj/ue, e favorisce coloio, che si vergo-

delle volte delia galleria de Medici. Egli gnano d'esser vecchi. La parrucca, che se-
divenne da se famigerato poeta, e fu ri- condo Clearco è di antichissima istituzio-
trovatore d'una nuova specie di poesia ne, fu ne'lempi remoli portala per lusso
non mai pensata da altri, tranne alcune da'japigieallri popoli, e in età meno lon-
eccezioni. Porlo la sua invenzione a tan- tana dall'inglese per etichetta, dal france-
ed .eleganza, che alle poesie
ta eccellenza se per vezzo, per imitazione dall'italiano»
ad imitazione di lui, si die poi la
scritte che antica è fra noi la smania per indiar
denominazione alla Burchiellesca. suoi I gli altri! Sotto il regno di Luigi XIV

sonetti sono bizzarri, fantastici, enigma- giunse a tal seguo la mania delle parruc-
liei; ma ne scrisse alcuni anche spiritosi, che, che ve ne furono di quelle che si pa-
e con tale proprietà e gentilezza dettali, garono oltre a tremila franclii. Se ne co-
che si ponno nel genere loro annoverare struirono in fatto di tutte le forme, di tut-

Ira'migliori. Recatosi a Roma vi mori nel te le sagome, di tutte le dimensioni. Ora


i44^' Di- sue composizioni abbiamo più a cono riverso, ora a gabbia, ora a pira-
edizioni. La migliore è quella di Firenze mide. Ondeggiò spesso sugli omeri, fu ri-
del i568. Ricorderò le Rime y Vicenza stretta talvolta in una serica borsa. Sene

1597. Ed i Soueltì con altri del Bellin- fecero di così belle, che Ervais per aver-
cìoni e di altri poeti fiorentini yhoiìdin o le nel 1680 costruite più leggiere e più co-
Lucca e Pisa 757 Questa è l' ultima e-
1 . mode dimandò un brevetto d'invenzione
dizione. Il Doni ne fece il commento e e l'ottenne. Chi oserà dunque, se ha fior
pretese spiegare Burchiello. La Crusca di senno, impugnare il merito di quest'ar-
più volle citò i suoi sonetti nel Focabo- te the rese così importanti servigi all'u-
larìOj qual testo di lingua. 11 Manni nel- manità? Appartengono barba-tonsori i
UNI UNI 83
alla classe |»lìi umile Ji questa schiera. loro preziosa esistenza. Sia dunque lode
Se vogliamo credere a Marco Tullio, e* « coloro, a'quali confidiamo la sede de*
gli nella sua orazione per Celio ci dà per pensieri e il canale che alimenta la vita:

sicut'o che romani de'primi quattro se-


i la testa e la gola". Nel Giornale dì Ro-
coli non ebbero questa risorsa; se così non ma del 1 854 ^ P- "^"i^i si riportano alcu-
era, come polca Tilo Livio parlarci del Viaggio di ISeale a Siam, col
ni passi sul

Gallo che profanò la barba d'un senato- ricevimento formale ch'ebbe co'suoi com-
re? L'opera loro fu necessaria in Macedo- pagni dal re. » Il re ci fece quindi addi-
nia quando Alessandro, come scrive Più- niaudare s'eravamo medici o barbieri,pei'
tarco, ordinò a'suoi soldati di radersi per renderci gli onori dovuti a queste due*

non dare a'nemici l'occasione di prender- professioni, venerai issime nella corte di
li per la barba: necessaria divenne in Ro- Siam. Appena si rispose negativamente,
ma quando tutti se la recisero. Si sa da- la Sua Maestà disparve
tenda ricalò , e
gli storici che b
conservarono solo gli ac- 35i del
dagli occhi nostri". Si legge a p.
cusali di grandi del.illì, ei cittadini im- Giornale di Roma del 1857 l'articolo:
mersi in qualche grave sventura. Se la Calvezza. » Diversi giornali scientifici
fece crescere Augusto per mostrare il suo annunziarono ullitnamente una scoper-
dolore dopo la disfatta di Varo; la porlo ta che non sarà fra le meno curiose e le

Caligola per nascondere le cicatrici che meno straordinarie del nostro secolo. U
avea sul volto; usarono Adriano, An-
la sig.' Steck chimico di Stutlgard ha tro-
tonino, Marc'Aurelio ed altri per farsi vato una sostanza vegetale dolala di sor-
credere filosofi. Ma se questi grandi rifiu- prendenti proprietà, singolarmente ri-
tarono l'assistenza del barbiere, qual for- marchevoli per rivivificare il bulbo de'
ra potranno essi avere a confronto di tan- tessuti capillari ne* casi di calvezza o di
ti che si valsero quotidianamente dell'o- alopecia. Gli esperimenti che sono stali
pera loro? Per altro è certo, che le bar- leste fatti a Parigi su diverse persone o-
be de'giovanetti dell'antichità non capi- norevoli ch'erano calve da diversi anni,
tavano mai fra le mani de'barba-tonsorì e alle quali questa strana preparazione
per la ragione semplicissima addotta da ha fatto rinascere i capelli con una in-
Macrobio, che prima di 25 anni dessi se credibile attività, non lasciano più nes-
la tagliavano colle forbici: maniera spie- sun dubbio sull'azione manifesta di que-
gata da Giovenale colla frase Barbam stanuova conquista della scienza". Il

nietere. Si usavano visite di complimen- Giornale ne riparla a p. 875, ripetendo


to ,
prandi e regali quando al compiersi le prove autentiche di tali successi sor-
del quinto lustro se laradevano solenne- prendenti, e che acquistò la preparazione
mente, Nerone la racchiuse in un'urna da Rechou di Parigi. Più voUeWGiornale
d'oro, e l'ofFiì a Giove Capitolino. Con- ci ha annunciato meravigliosi eOfelti della
i

viene però confessare, che i barba-tonsori Fitalina dello Sleck, succeduti in casi di
ebbero anch' essi le loro fasi sinistre. Vi- calvizie, con ridonare in pochi giorni ca- i

dero nel medio evo deserti i loro gabi- pelli alle parti del capo che ne rimasero
netti quando i goti, i vandali (anche i lon- spoglie,e impedire la loro caduta, di che e-
gobardi, pel già riferito) invasero la no- sistonodocumenti.NelGior«r3f/cdeli853
stra penisola. In quell'epoca limita vasi la a p.i020 si narra: «William Johnson, a-
loro abilità a regolare il taglio piii o me- bitanle a North-Schieltls, stipettaio, in-
no pronunziato per adattare la barba al vernò una poltrona-rasoio, o macchina da
gusto degli avventori e all' esigenza del radere. Questa macchina è d'una costru-
tempo, arte che se non li fece ricchi gio- zione singolare, e perfettamente accomo-
vò almeno a conservare alla meglio la data al suo scopo : essa somiglia ad uu
84 UN I UNI
seggiolone a bracciuoli, all'anlica moda. mente vi si era .recato in detto anno 1 44<^3
Lame di rasoio sono disposte per lungo è ne fa fede il breve Fidei digna rela-
sopra cilindri, di 3 in 6 pollici di lunghez- tione, presso il Bull. Boni. l. 3, par. 3,
za, 4 S" ciascun cilindro, ad angolo di p.33, ove si legge la data: Datuni Bomae
6o gradi. lame sono frammiste spaz-
Alle apuds. Pelruni die % juliiif^^o. Si rac-
cammello. La poltrona
zolette di pelo di coglie poi dalla bolla di Paolo li, quan-
insapona a un tempo e rade 1' uomo di to al ritorno stabile del 1443, che: Diini
buona volontà , che vi prende posto. Il Eugenins Papa IV inter alia, ad al-
saponetto opera ne'cilindri che sono ca- ma Urbe maxima cum laetilia iotius
vi; e la poltrona è messa in moto dal pe- populi christiani et praecipue ejusdem y

so della persona che vuol farsi radere.


, Urbis, reversus esset,quamplures Curia»
!Ella discende gradatamente e si abbassa lesetiam laici et medianici seenni prò
,

coll'occupante, sinché tocca il suolo; al- sua singulari clementia venissent et in ,

lora la barba è fatta, o disfatta, che dir eadeni Urbe, tamquam propriuni domi-
vogliate. La poltrona si rialza da se, do- cilium remsuam deposuissent, ipsi Bar»
poché lo sbarbato V ha lasciata , beli* è hilonsores,quì eadeni CuHani seculi fue-
pronta a ricominciar 1' opera sua, senza runt, unam inter se Societateni inieiunt.
nessuna preparazione. Il sig. Johnson eb- Adunque nel restituirsi a Roma Euge-
be la delicata attenzione di provvedere nio IV, si trassero al di lui seguilo mol-
la sua poltrona-rasoio d'un organetto, che tissimi curiali, ossiano ufficiali di sua cor*
suona diverse arie, durante l'operazione; te, e con questi molli barbieri di varie
onde potete farvi la barba sul tuono che «azioni e di stato vario; forse per la de-
più vi garba. Molti esperimenti furono cadenza di Roma nell'assenza del Papa,
già fatti, e riuscirono a perfezione: nep- divenuta pascolo di pecore e vacche, tut-
pure un mento fu scorticato. Speriamo ti allora incedendo in capperone e sti-

che lo stipettaio inglese porterà il suo ra- vali, e perciò restata con pochi barbieri,
soio-poltrona all'esposizione universale di fu necessaria la venuta degli altri, do-
Parigi; dopo aver fatto la barba a tutti i po il ritorno della corte pontificia nume-
vokney di Londra, è giusto ch'ei venga rosa e maestosa. Stefano Azzellini esten-
a farla a'/^rt^tìf/<^ de'nostri 12 circonda- sore incaricato anche del compendio sto-
li". Dopo questo lepido e curioso artico- rico intorno all'origine e posteriori vicen-
lo del Morning Chronicle, lascio l'erudi- de dell'università e collegio de' barbieri
zioni amene, e vengo alle serie sulTorigi' di Roma, pubblicato cogli ultimi rinno-
ne e progresso dell'università e collegio vati Statali, dopo aver protestato essere
de' barbieri e parruccbieri di Roma. indispensabile,a conservarne le memorie,
L'uni versi là e confraterni taf neretta in per la perdila dell'archivio, per quella
Roma,pe'barbierieslufaroli obagnatori, delle varie edizioni de'suoi Statuti, noa
nel 1440 con autorità di Papa Eugenio che de'brevi e bolle pontificie, ne'passa-
IV, come afferma il Fanucci che pel r." ti sconvolgimenti politici, onde volle sop-
pubblicò il Trattato di tulle l^opere pie perirvi collo studio nelle diverse biblio-
di Roma, lib. 4)Cap. 2 3: Della Confra- teche di R.oma ; osserva che più proba-
ternita de' ss. Cosmo e Damiano, dell' ar' bilmente questa compagnia e corpo mo-
te de' Barbieri e Slufarolij e dopo di luj rale fu eretto dopo il 28 setleaibi'ei443»
altrellanto riferirono gli altri scrittori in cuiEugeniol V in forma solenne e trion-
dtlle medesime, inclusivamente al Piaz- ffilesi restituì stabilmente in Roma. L'u-
za, che meglio di tiriti ne ragionò. Sebbe- niversità de' barbieri e stufaroli si pose
ne lo stabile ritorno in Uoma d'Eugenio sotto il patrocinio e invocazione della R.
1 V fu nel 44^> 1 tuttavia egli teiuporauea- Vergine Maria, e de'fratelli ss. Cosma e
U N I U N I 85
Damiano (^ ). Avendo avvei'lilo in tale zia in s. Giorgio Maggiore, e nella chiesa
aiiicolo, die secondo alcuni si venerano già delle benedettine; in Parigi nella me-
ticcoppìedisanti martiri di egual nome, tropolitana, nella parrocchia di s. Cosma,
tntli medici di professione, che senza mer- e nella collegiata di Luzarches, della stes-
cede curavano gl'infermi, cioè di Arabia, sa arcidiocesi. Apprendo dal Piazza, E-
di Asia, di Roma dove Papa s. Felice III merologio di Roma, a'27 settembre, che
dello IV dedicò loro la Chiesa de
ss. Co- i ss. Cosma e Damiano martiri arabi, me-
sma e Damiano (l'\),ini\a\zi\ln tempio sul dici eccellenti, i quali esercitarono la me-
di Uomolo, che altri vogliono di llemo(su dicina non solamente quan*
colla scienza,
di che è a vedersi il voi. LVIlI,p. 72), ed i lo colla virili di Gesù Cristo, onde risa-
ora de' francescani del Tei z ordine [F .). navano molti infermi dì mali incurabili;
Però trovo neìMariyrologiitniRomannin e perciò attribuendone merito alla fe- il

a' 27 selterabre soltanto: Aegeae na- de cristiana, comandati di negarla, e ri-


talis ss. Martyrum Cosniae et Damia- fiutandosi, subirono il martirio cogli al-
ni fratrum^ qui in persecutioni Dìocle- tri 3 fratelli sunnominati. Dichiara poi,

tiani post multa tonneata^ rincula ^ et che vuole il cardinal Bona, Rerum Lilur-
carcereSf post mare^et ignes^criiceSy la- gicarum, lib. 2, cap. i 2, p. 393, non es-
pidatiofiem, et sagittas divinitus siipe- sere i nomi de'ss. Cosma e Damiano po-
ratasy capite plectuntur: cum (juibiis e- sti canone della messa quelh de' fra-
nel
liam rcferiiu tur passi Ircs eorum fra- telli arabi, ma de'romani e martirizzali

trcs germani, AtUldinusJ^eontius etEu- in Roma, quali egualmente esercitaro-


i

preprius.W Butler egualmente riportan- no la medicina, e gli atti di questi ss. Mar-
do la loro festa a'27 settembre, dopo a- tiri si sono perduti. Fu Papa s. Damaso

ver avvertito che i greci moderni ne sfi- I che aggiunse i nomi de'ss. Cosma e Da-

gurarono del tutto gli atti, li chiama a- miano nel Canone della Messa, ond'es-
rabi di nascita, di aver studialo in iSiria, sere invocali ogni giorno; s. Gregorio I
ed esser divenuti medici eccellenti. Pro- concesse indulgenza plenaria per tutta
fessando il cristianesimo e pieni del suo l'B.' di loro festa alla detta chiesa di Ro-
spirilo cari tate vole,esercilarono l'arte me- ma, fabbricata da s. Felice III detto IV,
dica con moltozelo e disinteresse; aggiun- ove sono le loro teste (l'annuale Diario
ge che sono chiamati da'greci Atiargiri^ Romano dice i corpi, vocabolo usato an-
perchè non riceveano denaro da' maiali che per la parte maggiore di essi); Papa
da loro curali. Viveano in.Ege città di s. Simmaco edificò in s. Maria Maggiore
Cilicia esemplarmente e venerati. Riac- un nobile oratorio, nella qual basilica vi
cesa la persecuzione di Diocleziano, furo- è del loro sangue e il cilizio; altre loro
no presi d'ordine di Licia governatore di reliquie essendo ins.Cosmato oCosimato
Cilicia, che dopo vari tormenti verso il delle Francescane [F.)\i\ Trastevere.Di-
3o3 li fece decapitare. I loro corpi por- ce ancora che in Roma è tanto antica la
tati in Siria e sepolti in Ciro, fu ivi a lo- venerazione pe'ss. Cosma e Damiano, che
ro eretta una chiesa, e l'inìperatore Giu- oltie il detto oratorio, vi furono edifica-
stiniano l per rispetto ad essi fece ingran- te sei chiese alla loro invocazione. Rife-
dire, ornare e fortificare la città. Ed es- risce inoltre il Piazza, che lu chiesa di s.

sendo guarito da malattia pericolosa a lo- Giovanni de'fiorentini di Roma, che me<
ro intercessione, in Costantinopoli invece glio descrissi nel voi. LXKVIII, p. 69,
della loro chiesa ormai diroccala allia , ed io pure ivi rilevai, è anche sotto il ti-

magnifica ne costruì, e poi ivi anche una tolo de' ss. Cosma e Damiano ([uali av-
secontla. Le loro refuiuie venerarsi in Ro- vocati primari di Firenze, e colla loro im-
lUà uella principale loro chicca; in Vcutt* magine i\\xó\ix città coniò monete d' ai-
86 UNI UNI
genio. Il Martinelli enumera le loro chie- si falla menzione nell'antico Calendario
se, Roma ex ethnìca sacra, i^. 3 Sa. cioè e nel Sagrainenlario di s. Gregorio I,
presso s. Lucia del Gonfalone; l'oratorio come, avverte il Fiorentitio nel suo Mar-

(liPapa s. Simmaco, distrutto sotto Si- tirologio a' 27 settembre. La memoria


sto V, con monastero adiacente; la chie- degli Arali ?\ trova ne'/I/e/2e/greci a*i7
sa parrocchiale incontro Giovanni del-
s. oUobie; de* Romani al 1." di luglio; de'
la Pigna, e a tal chiesa unita da Grego- Confessori ali.** di novembre. Come poi
rio XI 11, non più esistente; in Trasteve- possa essere accaduto, che soli martiri i

re; Xenodochìo Tucii^ memorata da


i/i Arabis'iano venerati a''27 settembre; co-
Anastasio 13ibliotecario,m^. Leone III; me siansi confusi gli atti di questi santi
ed altrove aggiunge le chiese de'ss. Co- omonimi, e come siasi ingannato il Baro-
sma e Damiano ai Foro romano de'fran- nio ,
pretende di dimos'trailo Beinaldo
cescani; e quella àt' Barbi lons or uni So- ad Sintagma
Dlien,7'/-<7(^z^ apologet.
cietaLisUrlìi in regione s. Eusfachii in histoiicum vet.graec.monum. de ss. Co-
P'ico Dominoriun de Philonardis già ,
smae et Damiano de tribas ss. Anargy*
dedicata alla ss. Trinità e delle monache rerum Cosmae et Dannani nomine pa^
di s. Chiara o di altro ordine, che il Piaz- ribus cum interpretatione latina p. Si-
za dice riunite da s. Domenico, per esse- monis TVaugne rechi, y'ienwae in Austria
re mancate nella disciplina regolare , a i66o. Il citato cardinal Bona ha suppo-
quelle di s. Sisto e d'ordine d'Onorio III sto, che essendosi smarriti gli atti de Mar-
del I2i6; dunque già allora esisteva la tiriRomani, siano stati ad essi sostituiti
chiesa, ove la fesla de'tnedesimi santi ce- quelli degli Arabia il martirio de'quali
lebrasi con indulgenza plenaria, per at- era piti notoeillustre, e che la somiglian-
testato dello stesso Piazza, In Palestina fu za de' loro nomi e della loro professione
isiiluito l'ordine equestre o religioso d<i' abbia fatto nascere quest'equivoco e con-
S!». Cosimo e Damiano (/^.). Il Cancel- fusione. Ma il p. Stilling, t. 7, Sept.,p,
heri, Memorie di s. Medico
e de' Medici 453, ha provato, che queste tre paia di
illustriper santilà,o\ì, 53 riporta le se- Cosnù e Damiani Anargiri, sono stale
guenti eruditissime notizie, Soprai SS. Co- inventale da'greci non prima del IX se-
smo e Damiano martirizzati cogli altri 3 colo; e che il musaico con cui s. Felice IV
loro fratelli martiri sotto Diocleziano, si ornò l'apside del tempio nella via Sacra,
è assai dispulato, se siano stati soli^ ov- colla fenice, uccello favoloso dell'Arabia,
vero se ve ne siano siate due altre paia sopra il capo, di s. Cosma, olire le palme
cogli stessi nomi, e se tulli abbiano pro- orientali, abbastanza dimostra che fu e-
fessata la medicina, e se siano slati chia-r retto in onore de'martiri Arabi, che sol-
mali Anargiri? Nel mailirologio Basi- tanto sono stali riconosciuti sotto questo
liano si Anargyro-
dice; Tria siint ss. nomedaAldelmonelVIIsecolo,nell'VIII
rum paria, qui et iisdem Cosmae et Da- da Beda e dall'autore del Martirologio
miani nominibus appellati fuerunt , et di Rosweido, nel IX da Wandtberto, Ra-
medicinae arte Iraclaverunt^etÀnargy- bano, Notkerò, Adone e Usuardo, ed an-
rorum cognomen habuerunt. Il p. Nata- che nel Calendario ecclesiastico di Co-
le Alessandro, Hist. Eccl. saec. P^I,avl. i-tó/zfmopo/i pubblicalo da MorcelliinRo-
4» ha creduto che un paio di Martiri di ma nel 1788. Ne è da valutarsi T argo-
questo nome sia stato nell'Arabia; un al- mento del cardinal Bona, che vi siano
lindi Con/è55or7'neirAsia;eil 3.°di Mar* stati ancora i ss. Cosma e Damiano mar-
tiri in Roma, onore de'quali s. Felice
in tiri romani, perchè sono inseriti nel ca-

IV eresse la della chiesa e sono nominati none della messa, dopoi ss. Gio. e Pao-
nel canoue della messa, trovandosi di es- lo che furono martirizzali dopo di essi, e
UNI UNI 87
prima che fu^tse innulzatn la chiesn in o- et adirne hodie Itine, illincque tutelari'
iioie ile'ss. ara1)i; (junsi die non
Martiri bus, Uelmstadii lySi. L'Ayala condan-
potesse farsi menzione die de'soli marti- na l'irriverenza di que'piltori, che inde»
ri (lell'occitlente nello slesso canone, ove cefntemente rappresentarono uno di que-
pur si fa di s. Stefano, di s. Cipriano, di sti santi con T orinale in mano, ripieno
s. Perpetua e di altri martiri orientali. d'orina accesa, propria de' febbricitanti.
Il Sarnelli, Lcttereeccl. t. 4, lelt. 33: Se Concede soltanto a' pittori, che seguiti-
ì due ss. Martiri Cosmo e Damiano mcn* no ad esprimere uno di tali santi, con
tovati nel canone siano gli stessi che i una spatola da speziale in mano quasi ,

(lue ss. Medici di Egea. Egli crede che i in procinto di formnre qualche farmaco
ss. Cosmee Damiano, delti Taumatur- ad un infermo, perchè anticamente an-
gìa pel gran numero «le'miracoli da \o- che medici professavano la chirurgia,
i

ì'Oopeviìl'XyeJnargirijidestsi/iejìecuniay noti ancora disgiunta dalla loro arte, e tal-

perchè medicavano gratis, furono mar- volta ancora la farmacologia; e forse per
tirizzati in Egea, e loro corpi trasferiti ai questo pure sì rappresentano con un va-
Roma, s. Felice IV edificò loro un ma- so in mano conlenente de'farmachi. L'u-
gnifico tenijxio; e perclu; gì* infermi che niversità de* barbieri di Roma elesse in
lecavansi a venerarli tornavano sani, suoi speciali protettori i ss. Cosmo e Da-
mentre ad altri apparivano idue santi di- miano martiri, romani o arabi che si fos-

ceutlo il ila fare per guarire, in seguito sero, poiché essi barbieri esercitavano da
si credeltero mai tirizzati in Roma ove ne tempo remoto la bassa chirurgia, ed me- i

riposa np corpi. E che furono posti nel


i desimi santi medici chirurghi eranor in-
canone dopo ss. Gio. e Paolo per esse-
i vocati a patroni di tutti coloro, che in
re questi nobili ro«nani,non essendolo gli qualsivoglia diodo appartenevano all'ar-
Anargirijde'quali riconosce una sola cop- te; ne sarebbe facil cosa il concludere se
pia. Finalmenie, il Cancellieri soggiunge, il vantaggio, che al pubblico ne deriva-
è incredibile, che sussislendo ancora la va, fosse maggiore di quello che ne ritrae-
chiesa de^s. Cosma e Damiano, creduli va r università meckisima e ogui indivi-
martiri Ro/naniy\)o\ questi siano stali ri- duo rispettivamente di essa da così fatto
conosciuti per Arabi, e siasi affa Ilo per- esercizio: è presumibile però, che e per
duta la memoria de'ss. Cosma e Damia- l'uno e per gli altri esser dovesse quest'u-
no Romani. Se poi trovasi una doppia tile di moltissima conseguenza , mentre
festa in onor loro in Costantinopoli, ove dagli statuti dell'università de' barbieri,
anche al .°di giugno se ne venera la me-
i stampati in Roma la i." volta nel iSc^i
moria, oltre il (.*' di novembre, ciò non {^Statuti, ordini e costituzioni della veri.

deve attribuirsi che aW Anniversario De- Compagriia Barbie-


et Università delli
cflcationis Ecclesiae s. Cosniae,co\\\Qi\'\- ri et Stufaroli dell'alma città di Roma:
mostra Morcelli, il quale però conclude, furono ristatnpati nel 1 6 5, nel 1 6.\.i, nel
1

che a'ss. Arabi non può darsi il titolo di [713), ma che provenivano dall'ordina-
Romani, che tempio a loro dedicato
pel zioni della prima istituzione, si dice nel
nella viaSacra o Foro romano; e che dob- cap. 7 della par. 1.', che per ottenere la
biamo contentarci, che una volta alme- patente d'abilitazione al libero esercizio
no abbia esistito un paio di ss. Martiri k- dell'arte tonsoria, nella qualità di mae-
nargiri che non prendessero argento o
, stro, ossia padronedi bottega,fuceva d'uo-
mercede alcuna per medicare,senza aspet- po cognizione di
d' essere istruiti nella
tare di trovarne in appresso anche due tutte le vene del corpo umano, nell'ar-
altre paia. Scrisse Federico Bouroeri, /Jc tedel salasso, dell' applicazione delle
Cosma et Damiano, artis mcdicae Diis, sanguisughe e ventose j nel far lazzi e
.88 UNI U N I

rauferiì, medie nr e vessicrtnfij nel metter dal Martinelli chiama filiale della ba-
si

cornette^ prime chiare a ferite e frattu- silica Vaticana. Però l'Azzellini rifeiisce

re d^ OS si, e sopraad altre operazioni, che ceitamente la compagnia nel ì^jo


secondo l'nso e leappellazioni di questa» officiava in una cappella concessale nella
pi; e quindi ordinavasi altrove, per tal ef- Chiesa di s. Lorenzo in Damaso, man-
fetto la pratica almeno di due anni in
, tenendovi un cappellano a proprie spese;
un qualche pubblico ospedale. Il Bovio, che già avea i suoi consoli e sindaci co*
La Pietà trionfante nella basilica di s. quali reggevasi, é si cambiavano ogni 6
Lorenzo in Damaso, a p. 53, parla del
i
-
mesi; distinguendosi talmente nell'eser-
Ja chiesa filiale di s. Benedetto de'Scon- cizio di moltissime opere di pietà e di re-
rhii, che vuoisi antica quanto la morte ligione, ujesse, esequie, processioni, so-
del santo litolare, presso la quale fu poi lennità, dotazioni alle zitelle, da merita-
fondalo un monastero di monachete qua- re da Papa Paolo II pel suo incremento
li le cambiarono il titolo dedicandola et ornamento Romanae Curiae più , i

alla ss. Trinità; diminuite le religiose, fu- grandi encomi, privilegi e l'approvazione
rono da s. Domenico trasferite a s. Sisto singolare de'suoi statuti, colla bolla Coe-
(quanto al titolo della ss. Trinità ed al- lestis PateryCÌe'iS agosto470,che ripor- 1

le monache , io dubito che gli scrittori ta dóve soltanto si fa menzione della


, e
confondino l'uno e le altre, le notizie ap- cappella di s. Lorenzo in Damaso. Quin-
paitenenli alla sussistente chiesa dell'u- di aggiunge, che trascorsi pochi anni da
ni versila). Concessa poi alla confraterni- tale approvazione degli statuti, passò la
ta de'barbieri la chiesa, questi nel i44o compagnia e università de*barbieri a te-
Ja dedicarono a*ss. Cosmo e Damiano, per ner le sue adunanze dalla cappella di s.
ragione che detti santi esercitarono la Lorenzo alla piccola chiesa presso s. Lu-
medicina, che spelta in qualche parte a' cia del Gonfalone nel rione Ponte. Che
barbieri. Lasciata poi da questi tale chie- ne fece l'acquisto a titolo d'enfiteusi dal
sa per altra, in seguito fu ridotta a uso collegio de'canonici Vaticani per l'annuo
))rofano, indi nuovamente vi s'inlrodus- canone di libbre 4 di pepe, nel
1479 "®^
f.e. il quando fu concessa al-
culto divino pontificato di Sisto V (che il Piazza pre-
I

la confraternita delle ss. Vergini Rosa vi- tende approvasse nel i477 §'' statuti, e
terbese e Rosalia palermitana. Altret- mentre già 1' università, come erronea-
tanto riferisce il più crilico Fonseca ve- mente soggiunge, possedeva la chiesa at-
scovo di Jesi , De
basilica s. Laurentii tuale), e che la restaurò da'foudamenti,
aggiungendo la località ove
//? Z^<3/7;<2.vo, ciò lisultnndo dall'iscrizione marmorea
(esisteva presso la Parrocchia (^.) di s. posta sulla porta di essa, nel 1603 pub-
Lucia del Gonfalone, che ridotta a pu- blicata dal Fanucci e riprodotta dall'Az-
hlicas lignorum apofhecas, vi ristabilì il zellini njedesimo. In essa si legge, averla
rullo il dello sodalizio laicale, il quale e- dedicata alla B. Vergine ed a'ss. Cosmo
slinlo fu dala alla compagnia di s. Elisa- e Danìiano, ad perpetuam Artis Tonso-
lielta óePoi'eri ciechi, storpi e altri in- riini Curialinm ntemoriani, da óiie con-
•valididi Romp, della quale superiormen- snles dictae Artis una ciim quatuor con-
te feci parola, ed in tale paragrafo ne di- siliariisj de consensu totius Sodalilatis.
ìh alcun'allra. Anche il Piazza nell' ^a- Adunque è indubitato il possesso di que-
s( i'ologio compagnia de' bar-
dice che la sta chiesa almeno nel 1 479 ® ^'^' ^^^^ ''^'

bieri fino dal i44^ si eresse in una picco- starno da' fondamenti, swnptii proprio
la chiesa a s. Lucia delta anco della Chia- dell'universilà. Da'nomi de'consoli e de'
vica per corruzione popolare,per la pros- consiglieri scolpiti nella lapide, si ricava
simo cIpapiEi che riceve l'acque piovane, e es^i appartenere a Uoma e ad altre citl^
UNI UN I 89
d'Flalia, f(l uno de* consoli alla Germa- vi pontificii indulti fecero argine all'effre-
nia. Nella detta bolla di Paolo WJhcul- nale pretensioni d' illimitata giurisdizio-
t<item,e( prh'iiegìoruni Inh'ersìtati 6ar' ne di que'magislrati. Altre amarezze ca-
hìlonsorum Urbis contessornm, si dice gionarono a' barbieri i pochi stufaroli a
die iìarbieri eransi moltiplicali a 5o, e
i i loro uniti e facenti parte dell'università :

che il Papa in perpetuo esentò tulli gli sembra che possa riferirsi circa al iS'jf^
atldetli alia medesima e d* ogni nazione, l'insorgenza delle pretensioni stravaganti
dalla giurisdizione de'tribnnali di Crrrn- degli stufaroli sul conferimento delle ca-
pidoglio e t\e\ /^ice- Camerlengo, nei ci- riche della compagnia. Allora tornando
vile, nel criminale e nelle cause miste; a dalla legazione delle Fiandre l' insigne
minorazione d'incomodi e di spese sotto- cardinal Giovanni Moroni ,
gli ufficiali

ponendo l'università soltanto alla giuris- dell'università, quasi lutti barbieri, ricor-
dizione de* tribunali del ^Maresciallo nel sero alla sua autorità e vasto senno. S'i-
criminale, e dell* Uditore generale della gnora se il gran porporato assumesse la
Camera nel civile, anche per la conser- protettoria de' barbieri o interponesse a
vazione degli statuti e ordinazioni della favor loro il suo potere, poiché morì de-
medesima, e per continuare a vivere be- cano del sagro collegio il i." dicembre
ne e onestamente; avendo Paolo li Fatto i58o. L'invocalo patrocinio del cardinal
esaminare gii slaluli che confermava dal Moroni, forse derivò dal riferito dal Ve-
can. Vaticano Giacomo Miccareili, aii~ nuti, Roma moderna^ p. 1069. Circa il
ditorem generalem diclae Camerae e , i564 Giovanni Colli romano barbiere
perciò doversi inviolabilmente osservare, del cardinal ilforoAz?', allora litolare della
insieme al da lui concesso. Si quis auteni chiesa di s. Maria in Trastevere (il qua-
hoc a (tentare praesumpserit indigna tio - le avea restauralo l'adiacente palazzo di
neni omnipotenlis Dei^ ac BB. Petri et s. Calisto e l'abitò ancorché divenuto ve-
Fallii Apostolornm ejus se noveri t in» scovo suburbicario, abitando ancora il
cursiirum. In fìitti scrisse poi Fanucci ; proprio palazzo nel vicino vicolo Moroni,
L'imiversità de' barbieri e stufaroli ha il ove si vedeva il suo stemma formato da
suo Consolato; esente da Campidoglio, è un albero di moro celso in campo bian-
sotlo la giurisdizione della rev. Camera co, riportato dal Ciacconio, Fitae Cardi-
«[)ostolica, né lasciano entrare nella loro naliuni^ t. 3, p. 6So,Joannis Moronns
ntimerosa confraternita altri che quelli o Moronius come vuole Morcelli), dispo-
dell'arte, vestendosacchi bianchi con l'im- se alcuni corligiani e i canonici di della ba-
magine de' ss. Cosma e Datniano sidla silica a voler formare una nuova compa-
spalla, ilchesi continuava a usare a'tem- gnia, adìnchè si portasse con maggior de-
pi del Piazza, raa si tralasciò negli ulti- coro il ss. Sagramenlo agl'infermi; e che
mi tempi l'uso del sacco. Non ostante i nel I 578 da'canonici fu loro assegnala la

privilegi ottenuti, la santità dell'islituzio- cappella di s. Maria della Clemenza de'


nì e il J['ervoroso zelo nell' esercizio del- duchi d' Altemps, e poscia nel principio
l'opere di pietà e di religione, neppure la del secolo XVII eressero un particolare o-.
compagnia de'barbieri andò esente da va- ralorio. Il sodalizio venne meglio ricosli-.

ri travagli. Insorsero dapprima diversi luito nel 1 855, al modo narrato di sopra.
tril)unali di Uoma e specialmente del se- Quanto alle divergenze Ira'barbieri e slu-.

natore, ad Olita del concesso da' Papi e furoli, è però in(lul)ilalo, che forse per
mas-^ime da Paolo li al corpo de'barbict comporre tali frecpienti dissidii, dopo es»
ri che nuu cessarono di colpirli indivi-
, sere slati alcjuanti anni assopiti, nel i Sc)'^

dualmente con alti e sentenze illegali; l'università de'barbieri e stufaroli proce^


quindi nuovecotfcessioMÌeescwzÌQUÌ,nuu- de allit riuuovuzionc degli slululi) i f|U4«
90 U N I U N I

limeritarono la stampa dopo la speciale pubblicò, / Tesori nascosti di Roma :

approva/ione di Clemente Vili col breve De' ss. Cosma e Damiano alla stra-
Oh lata Nohis, de* 2 9 dicembre, presso i da del Croce/isso, dice che fu così nomi-
nuovi Statuti^ nel quale dicesi: Dìle- nata per un'antica immagine del ss. Cro-
ciorumfllìorum Universi latis Barhitoii- cefisso dipinto nel muro esteriore d'una
sorum ac Balaeatorum sive Stiifarolo- casa. Che la chiesa fu prima del contiguo
rum Uomaiiam C//rm/«, confermare i monastero di monache francescane sotto
privilegi accordati da Eugenio lY, Paolo l'invocazione della ss. Trinità, ed allora
Jl, Sisto IV, Paolo III, Pio IV, Sisto V de'barbieri che l'intitolarono a'detti san-
e altri Papi predecessori; e con pontificio ti, per esser slati medici del coipo e del-
chirografo ne ordinò il registro alla Ca- l' anime nel convertirle al cristianesimo.
mera apostolica. Allora pare che la con- Altrettanto, in parte, leggo nel Fanucci
fraternita assunse i sacchi, ed i! contem- e in Piazza, il quale aggiunge che per
poraneo Fanucci e poi Piazza riferiscono esser cadenle per l'antichità, la confra-
il fervore col quale componenti l* uni-
i ternita la riedificò. Trovo nel Venuti, /io-
versità esercitavano le opere di carità e ma moderna, p. 635 , nel parlare della
di religione, col proprio cappellano. Im- chiesa e della confraternita, chedessa fa
perocché inoltre ogni settimana visitava già delle francescane terziarie sotto il ti-

j confrati infermi, sovvenendoli di medi- tolo della ss. Trinità, e anticamente ven-
co e di lioiosine , cioè in ogni settimana ne denominata s. Nicolò de Cavalleriis.
somministrava a'bìsognosi maestri 5 pao- Martinelli la dice parrocchiale della ss.

li,a*lavoranli 3,a'garzoni 2, secondo Fa- Trinità Clini bizocliis tertii ordinis s.

nucci, e ciò fino alla loro guarigione; do- Francisci. Il Bovio poi a p. 1 6g, e il Fon-
tava povere e oneste zitelle figlie degli
le seca a p. 388, trattando della chiesa di
uomini dell'arte; onorava singolarmente s. Martino da Domo Giudice Mardoi^Q
Dio ne* suoi santi e nella 6. Vergine, e in latino A Domo Judicis Mardois, nar-
celebrava solennemente la festa de' suoi rano, ch'era filiale della basilica di s. Lo-
avvocati i ss. Cosma e Damiano, noti so- renzo in Damaso, e vicina a qiiella di s.

lamente Lucia, di
nella chiesa presso s. Nicola de'Molini (ossia de Cavalleriis, che
eni l'Azzellinodice ignorare come ne ces- è la vicina chiesa di s. Elena, invocazione

sò il possesso (io almeno potei narrare a che le dierono i Credenzieri -aWovchè vi


chi passò), ma ancora che avea
nell'altra stabilirono il loro sodalizio). In seguilo al
acquistata nel rione di Eustachio die-
s. nome di s. Martino soltenlrò quello del-
tro la Torre (/^.) Argentina, che possie- la ss. Trinità in Cacaberi, quando si con-
de ancora, ma senza conoscersi la preci- cesse a certe povere monache che vivea-
sa epoca in che le venne concessa. Osser- no di loro fatiche, perciò venendo esen-
verò che la via fu già detta àe Filo nar- tatada detta ù'^XwìoVanzù^ut vocant Biz-
di dal palazzo omonimo (poi Cavalierini, zocaruni, non astrette a clausura. Abi-
oggi del marchese Potenziaoi e non co- tarono l'annesso monastero sino ali 56o,
me volgarmente si dice Sala, come cre- e allora ve n'erano 1 1. Trasferite in altro
duto già proprietà e abitato dal cele- chiostro fu data a'barbieri, che la dedica-
bre cardinale di tal cognome, e dal car- rono a' ss. Protettori. Dagli atti della s.

dinal Casliglioni poi Pio Vili ), s^itualo Visita dell 573 si ha ch'era pure parroc-
incontro la chiesa; 'n\i\\ (\id Cavalieri òsA chia con IO famiglie, la rendita essendo
palazzo accanto al precedente (ora degli annui 76 scudi e 20 barili di vino. Nel fi-
credi di Felice Gualdo che 1* acquistò), ne descriverò la chiesa slessa, come tro-
a' quali nomi prevalse quello de*Bar* vasi al presente. In seguito più fiera si rin-
hieri che porla, il Panciroli che neh 600 novò la dissensione inteslin» fra'barbieri
UN I UNI 91
e gli slufarolì ,
giacche questi in numero rity sotto la pena di io scudi d'oro in fa-
(lisul! iq a fronte di olire 200 quanti e- vore dell'uni versila. Poscia InnocenzoXII
rano giunti maestri de'bnrbieri,an»plia-
i col breve Exponi miperfecerunt, de'2 5
lono le loro strane pretese con tanto ac- settembre 1693, /?«//. /?ow. t. 9, p. 322:
canin)ento, che finalmente barbieri fu- i Conflrmatur decretum Universitatis
rono costretti ricorrere a Paolo V. Que- Tonsorum de Urbe contra venditores
sti deputò a giudice il cardinal Fabrizio sitarum Tonstrinnrumj cioè che i ven-
Veralli, il quale con sentenza de' 1 gen- 1 ditori di dette botteghe, due anni soltan-
i)aioi6i3, decretò la separazione de'due to dopo lascialo 1' uso del mestiere , ne
corpi, dichiarandoli ciascuno indipenden- potessero aprire delle altre, e nella di-
te dall'altro, restando a'barbieri la pro- stanza di 200 canne romane di qualun-
pria chiesa. Tutto approvò Paolo V col que altra simile otììcina. Nel1694 in Ro-
breve£j:' injuucto]VobiSfde% del seguen- ma e collo stemma di tal Papa nel fron-
te maggio, presso i nuovi Statuti. Allora tespizio si ristamparono: Statuti^ordirà
l'università de' bnibieri liberata da' po- et costitutioni della ven. Compagnia et
chi individui che l'inquietavano, e ricon- Uni^'ersità de* Barbieri di Roma. Tra le
centrata ne'soli uonjini dell'arte propria, altre cose essi prescrivono, che gli ulfizia-
rinnoTÒ i suoi statoli e stampò, dopo l'e- li devono eleggere un medico per curaro
same del cardinal Veralli e la conferma lutti i maestri, lavoranti, garzoni, rota-
di Paolo V, mediante il breve Ohristi- tori dell'arte, nelle loro infermità. Quan-
fìdelìum qiiorufiilìhcty de' 11 gennaio to a* rotatori o arrotar!, è noto che anti-
161 5, egualmente presso il loc, cit. Essi camente non sempre si aveano arrotini
furono intijnali per 1' osservanza delle capaci di bene arrotare colla ruota anche
confermale esenzioni, al senatore, al go- i ferri o gli acciai taglienli di usi delica-
vernatore di Roma, e ad altri giusdicen- ti, come i rasoi, le lancette , le forbici e
ti di Roma, con editto de'o del seguen- simili. Il perchè alcuni dell'arte espressa*
te febbraio del cardinal Pietro Aldobran- menlesi dedicarono a supplire a tale mau'
diui camerlengo di s. Chiesa; restando canza di opportuni o idonei artefici; ed
l'università nella giurisdizione ecclesia- ecco il perchè l' università ne faceva di-
stica sotto il cardinal vicario, e per la ci- stinzione e rimarco, come un ceto specia-
vile e criminale sotto l'uditore della ca- le di peculiare importanza. Il successore
mera e il maresciallo. Fra'privilegi e o- Clemente XI col breve Militanlis Ecclc-
liorificenze goduti dall'università, è rife- siae^ de*f2 maggio 1712, Bidl. Ront. t,
rita da Pompilio Tolti, Ritratto di Ro~ IO, par. I, p. 291 Confirmantur Sta- ;

via modfrna^e.Wx pubblicalo neh 638, tuta reformata Universi tatis^ et Colle-
la prerogativa di liberare un carcerato gii Barbitonsorum Urbis. Nel medesi-
nel giorno della festa de'ss. Cosma e Da- mo breve sono compresi gli Statuti ri-
miano. Altra conferma degli statuti l'e- portati testualmente. Riferirò alcun ge-
seguì Alessandro Vii col breve Exponi nerico cenno sul contenuto loro, saggis-
Nobis, de' 16 giugno 1 657, Bidl. Roni, t, simo e prowidenlissimo morale e reli" ,

6, par. 4» p- '^3, ed ordinando anch'e- gioso. I consoli e uHìciali considerando


gli, ne quicumque Tonstrinae (Barbie- che gli statuti erano in buona parte resi
ria o bottega di barbiere) operarius^ seu inosservabili, risolverono nel 1699 di com-
utvulgodicitur^garzonCyquinovamTon' pilarne altri, il cui compimento si eseguì
strinam instiluere voluerit eam aperta ^ per gli eccitamenti del cardinal Gio. Bat-
re possiti nìsi tabernam 5o cannis ab a- tista Rubini, da Clemente XI nel 1708
Ha qiincuhique simili tabcnui Tonsoria dato a visitatore apostolico dell' univer-
(bottega di barbiere) distantem accepc' sità. In essi tra le altre cose fu stabilito,
9^ UN UNI
a^ufìfiziall e pe'primi Sconsoli, pel trien- dalle altre, sotto pena di i5 scudi d'oro,
nale reggimetilo e amministrazione del- dovendo restar chiuse le abbandonate, e
l'università; la loro creazione da eseguir- venendo vietato il tenere due botteghe;
si nel consolato per bussolo; Tautoi ita e siprovvide finalmente anche alle botte-
gli obblighi eli clascnno; il {)recnio a'con- ghe delle vedove e figli o nipoti minori
soli,camerlengo e infermieri nel termi- de'maestri defunti, con permettere di te-
ne del loro iiflìzio; che ogni convenzione, nervi a rappresentante un maestro pa-
scrittura, patente o istromenfo pe'maestri tentato, ^e Diari di Roma ho letto, che
di botteghe e altro spettante alla profes- i giovani de* barbieri aveano il proprio
sione, debba farsi dal notaro-segretario altare nella chiesa di s. Paolino alla Re-
dell'università;che non si debba lavora- gola de'frati del Terz'ordinedi s. Fran-
re, ne far lavorare in giorno di festa di cescojche nelle sedi vacanti in cui straor-
precetto, ne dentro e ne fuori delle bot- dinariamente si espone in varie chiese de-
teghe e di doversi frequentar la chiesa
, stinate il ss. Sagramento, per pregar Dio
«lell'università, con esenzione de'due pao- pel breve loro termine e ottima elezione
li dell'annata a'maestri frequentanti, do- del Papa, come in quelle del 1724 e
vendosi tener chiuse le botteghe nella fe- 1780, vi si recavano processionalmente e
sta de'ss. Cosma e Damiano, e in tal gior- separatamente, la confraternita de' bar-
no ciascun maestro pagare 5 paoli, 2 de* bieri, e la compagnia o adunanza de'loro
quali per l'annata, e per la candelora al- giovani. Sebbene in appresso gli Statali
tri 2; si dichiararono i pesi e obblighi del- furono nuovamente modificali e rislam-
la chiesa, e gli esercizi divoli da prati- pati, rimasero tuttavia slabili e invaria-

l'accompagno alla se-


carsi in essa, oltre bili alcuni articoli, che ne formavano it

poltura de' defunti, segnatamente se uf- principale fondamento , e da* cardinali


ficiali, di tutta o parte dell'università j si protettori con decreti richiamali all'esal-
«oppressero le due annue doti di scudi 2 5 ta osservanza. Tra tali articoli essenziali

r una e la veste, che per la festa de' ss. precipuo fu sempre tenuto il numero de-
3*rotettori sì confeiivano a due zitelle fi- terminalo di botteghe, e V inibizione e-
glie di maestri; venne ordinato il pfiga- spressa di aprirne delle nuove senza la li-
nienlo alla chiesa di 2 paoli nelT entrata cenza de' consoli, oltre il pagamento del-
de'fattoii ad apprender l'arte, e di 3 al- la patente pel pubblico esercizio della
lorché diveniva lavorante o giovane, e professione, edelle tenui annue contribu-
questi anche bai.i5 per la festa dell'uni- zioni si de' padroni che de* giovani ; re-
versità, ancorché fossero parrucchieri o golamenti tutti fatti pel mantenimento
figli de'maestri dell'arte; che niun giova- della chiesa, per l'interesse de' contri-
ne possa esercitar 1' arte come maestro, buenti, ed a vantaggio della popolazio-
senza prendere la patente, dovendo pri- ne. Le già discorse vicende politiche e
ma provarne con esame l'idoneità a'con- occupazioni straniere, patite nel declinar
soli , inchjsivamenle alla capacità per la dello scorso secolo da' Roma e dagli altri
jìassa chiriugia, il cui esercizio ed esten- dominii sconvolsero per molti
pontificii,
wone viene dicliiarato, stabilendosi l' e- anni l'ordine sociale e religioso , ed an-
lìiohuTiento d.i pagarsi alla chiesa per la nientarono r università artistiche colla
palenre a paoli 74» ^ ''O'' ^4 doverne da- perdita delle loro proprietà e de'Luoghi
l-e que'figli o nipoti di maestri nel pren- de'Monti. Altrettanto avvenne al collegio

derla dopo
morte de'loro padri o zii,
la de'barbieri e parrrucchieri, e se la pietà
pioè il niaggiore di essi; non potersi apri- e io zelo de'principali rappresentanti del-
le nuove botteghe, o trasferire le vec- l'università non vi avesse sopperito, l'uf-
tbie, da'paleulati, che 5o canne distaoli fizisilura della chiesa sarebbe rimasta iO'
U ìN I U i\ I 93
lerrolta, poiché oltre i Luoghi de*Monli, gìo, vescovo di Porto es. Rufiìna e pi*e-
perde essa la suppeiletlile d'argento, che fello di legnatura), mentre era degnissi-
iti notabile quaiitilà depositò nella zec- mo segretario per gli affari di sialo inter-

ca, per ubbidire alla generale prescrizio- ni, di Papa Gregorio XVI, che a preghie-
ne di Pio VI imposta a' pii istituii. Per ra di molli maestri barbieri l'avea loro
le conseguenze de' deplorali sconvolgi- dato a protettore, nell'equità e penetra-
menti, nella rifurnia della pubblica ain- zione che lo distingue , a corroborare la
Diinislrazione, trovò Pio VII indispensa- petizione di pochi individui senza rappre-
bile la soppressione dell'università arti- sentanza legale, con saggia previdenza
stiche, anco per l'uniformità del commer- Irovò necessario premellei e la riorganiz-
cio libero da lui piomuIgato^neliSor, e zazione xlel corpo morale sotto il cui no-
Ticomprese pure quella de'barbiei e par- i me si faceva istanza. Perciò con venerala
rucchieri; argomento grave, che quasi in ordinanza de'24 aprile 840, il cui teno- i

principio di questo articolò discorsi eoa reSI legge ne'nuovi Statuti, beiiignameu-

qualche diilusione, per la sua vitale im- te si degnò dar impulso autorevole alla
portanza pubblica. Dissi pure, che cessa- riorganizzazione, nominando egli stesso
le le università nel 1 80 1
, dipoi la saggez- un sulìiciente numero d' individui uHì-
za del paterno governo pontifìcio vide le ciali, che sotto la dipendenza sua, e del-
conseguenze pregiudizievoli d'una trop- l'ottimo primicerio da lui designatogli pre-
po lata interpretazione della legge sul lato w^/ lll.mo e R.mo d. Pietro Paolo
commercio ch'erasi voluto tutelare, spe- Pericoli cauonicoLiberiano,dovessero oc-
cialmente rapporto all' articolo inleros- cuparsi provvisoriamente dell' annnini-
sanlissimo dell'apertura di nuove botte- strazione e culto della chiesa, finche la so-

ghe in ogni sorta di mestieri e arti ma- vrana e ponlilicia concessione che spera-
nuali , onde non esitò di frenarne la li- vasi d'ottenere da Gregorio XVI, facesse
cenza con varie disposizioni. Il ceto de' rivivere l'antica università e collegio, eoa
barbieri e parrucchieri fu anch'esso sog- forme compatibili all'allualilà delle vi»-
getto a'medesimi inconvenienti, non me- riale circostanze, e ne avesse additata una
no dannosi alla propria nrle e sussisten- norma giusta e sicura per lo stabilimen-
za. Coloro pertanto che fra'maestri della to de'nuo vi Statuti, a vantaggio spiril na-
professione,lodevolmente occupavansi in- ie e temporale del corpo stesso. A. faedi-
maggior vantaggio del corpo,
defessi al lare il ripristinamento dell'università e i

cui rimaneva sempre pel loro religioso mezzi di farla esistere con oblazioni, >l

zelo la chiesa de'ss. Protettori, convenien- cardinal Mattei non solaujenle disposte
temente uffiziala a loro spese , comechè che si aprisse il registro di aggregazione
restata priva d'ogni rendila; supplicarono pe' padroni delle botteghe, rilasciandosi
istantemente il superiore governo, per- loro pagella, ma ancora di potersi ascri-
cliè fosse posta una remora alla troppo vere que' che ritiratisi dalla professione,
hbera e arbitraria licenza d'aprir nuove erano camerieri de' cardinali e de'princi-
bolleghe,e di traslocare senza equi riguar- pi romani. Di più fece aprire altro regi-
di le preesistenti , in luoghi che gravemen- stro per l'ascrizione di tutti i giovani bar-
te danneggiava i padroni dell'altre vici- bieri che volessero aggregarsi, con rihi-
ne, senza curare la loro antichilà e l'in- scio egualmente di pagella, e qualificali
gente prezzo costalo nel!' acquisto loro. col titolo d'aspiranti all'università. In se-
Subordinati finalmente Inli ossequiosi re- guito gli ulfjciali tennero molli congressi
clami all'È. mo cardinal Mai ioMallei tut- [iresso nig."^ primicerio zelanlissimo, pre-
tora protettore amorevole dell'uni versila parando delle istituzioni sulle basi circit
(al presente sotto-decauu del sagro colle- de^li unlichi SialulijUìWii uiudtficaiiioui
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. .

volute dalle variate leggi e cìicostatize, co coir intendimento che dovendo esser
per formare i nuovi. Frallanto Gregorio breve colle altre, almeno il narrato iu
XViper organo del cardinal Ma{tei,qual questa servisse a dare un'idea come i no-
segietario degli affari di stalo interni, de- stri rispettabili e saggi antenati procede-
trelò ad istanza del ceto de' bai bieri di vano ne'sodalizi artistici, ed altresì a me-
Roma: Che ferma la libertà dell'esercizio glio chiarire l' indole lodevole di siffatte
del mestiere e fermo lo stalo attuale del- università, che ora con ottimodivisamen-
le botleglie esistenti, o che avesse alcuno to si ama ripristinare per le loro bene-
domandalo l'aperlura d' una nuova , la merenze e per le conseguenze morali che
direzione generale di polizia non più ri- di già rilevai. Questi secondi riflessi pre-
lasciasse patenti di esercizio per nuove cipuament'C, voglio sperare mi scuserà ,

botteghe di barbiere o parrucchiere, se presso coloro, che non volendo concede-


prima non re^li provato per verificazione re agli scrittori alcuna discreta licenza,
della rispettiva presidenza regionaria, che mi tacciassero di parzialità. La storia del-
fra la nuova bottega e altre simili già e- la propria origine non ha cessato giani-
sistenli, vi corra la distanza di 60 canne utai di formare,in qualunque tempo, l'og-
architettoniche, esclusa la via del Corso, getto del più vivo interesse, non solo di
in cui per la maggior frequenza si limila lutti i popoli e nazioni, ma eziandio in
la 20 canne architettoni-
distanza a sole particolare d'ogni paese, e di ciascuna pri-
che, quando però la nuova bottega da a- vala famiglia , così civile come morale.
prirsi sia fornita con lusso anche nello Sottoscritti gli Statuti nuovi da'4 con-
spaccio de'geueri propri dell'arie di bar- soli ordinari, dal camerlengo, dal segre-
biere e parrucchiere. Il cardinale con tario, da'3 priori de'consiglieri,da*2 sin-

due dispacci de' i o febbraio e 2 r mag- daci, da' 2 fibbriceri, da'2 provveditori
gio 1
844 partecipò le pontifìcie determi- di chiesa, da'3 infermieri, da' 19 consi-
nazioni a mg.' governatore di Roma, di- glieri ordinari, non che da me e dal pre-
rettore generale di polizia, per la loro pie- lato primicerio, il cardinal Mattei prolet-
na osservanza, e sono riportati ne' nuovi tore li approvò, e il Papa Gregorio XVI
Statuti. Dopo ulteriori mature delibera- li confermò col breve Gravissimas inter
zionijSi terminò la compilazione degli^tó' Apostolici ministeriicurasy de' i g agosto
tutù Costituita l'università mi si fece l'o- furono quindi stampati nel 1 846 dal
1845»;
nore dalla medesima di graziosamente tipografo Gismondi : Statuti dell' Uni^
nominarmi console perpetuo, e poscia in tersità e Collegio de' Barbieri di Roma
pili modi, anche imperituri, distinguermi sotto l'invocazione dì Maria ss. e de' ss.
nobilmente. Ed è perciò che per doveroso Martiri Cosmo e Damiano^ rinnovati
e perenne sentimentodi grato animo(sea- ne/ 1844 ^on sovrana approvazione del-
limcnto che qui dichiaro anche alla ven. la Santità di N. S. Papa Gregorio XFl
jdrciconfr a tenuta del ss. Sacramento felicemente regnante emanata informa
e di s. Maria della Neve di Roma, del- di breve il \^ agosto i^[\.S. Contengono
la cui chiesa e sodalizio riparlo nel pa- 9 titoli, oltre l'elenco de' 198 proprieta-
ragrafo Regattieri a' quali apparteneva, ri delle botteghe de' barbieri e parruc-
per avermi fatto precedentemente l'ono- chieri esistenti in Roma. Nel titolo «i.** si

re particolare di dichiararmi guardiano tiene proposito del culto religioso, suffra-


perpetuo), mi diffusi alquanto nell'accen- gi e sussidii. Oltre la messa quotidiana,
narc le notizie di questa ragguardevole in ognii.° lunedì del mese si recita l'utE-
e civile università e collegio di Roma, che zio de'defunti pe'confratelli defunti o pei*
nell'esercizio dell' arte trovasi continua- quello morto nel mese stesso, oltre la ce-
mente a contatto eoll'alta società^ ed an- lebrazione pel medesimo di 6 messe, se
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n via sodili sfili le le mensili pfeslazioiil. Pe' raroministrazione, tenendo conto dell'ar-
*»iovani nspiianli che le avranno osserva- chivio e delle scritture, e durata in uffi-
le, si suIlVaga con 1* odìzio e una messa cio di 4 a»'»' con ordine di turno; del ca-

il Le feste della Madonna si c«j-


ilt'funto. merlengo , sue attribuzioni e durata in
lebrano con maggior copia di lumi, e con uflìcio per 3 anni; del segretario, sue at-
pompa quella de'ss. Cosmo e Damiano a* tribuzioni e durata in ulficio per 3 anni,
27 selleatbre o in altro giorno. Nell'ot- se non è confermalo; de' priori e consi-
tavorio de'morli ha luogo l'anniversario glieri, loro attribuzioni e durata in uffi-

generale per tulli i confrali defunli. Nel- cio per un anno; de' consiglieri semplici,
la quaresima si fanno 8 giorni di esercì- loro attribuzioni e durala in ufficio per
z\ spirituali. Non è vietato il lavorare ne* un anno; de'sindaci, loro ispezioni e du-
giorni feslivijperconsueludine introdotta rata in ufficio di 2 anni per turno; de*
da molto tempo e tollerala dal Vicarialo fabbriceri, loro ingerenze e durata in uf-
di Roma, dovendosi chiudere le botteghe ficio di 1 anni per turno; de'piowedito-
nell'ore da esso prescritte; chiusura da e- ri di chiesa, loro incarichi e durata in uf-

seguirsi nel dì della festa de'as. Proleltori ficio di 2 anni per turno; degl' infermie-
dalle i I antimeridiane alla sera. La di- ri, qualità e durala del loro ufficio di 7.

spensa de'sussidii a'bisognosi fu stabilita anni per turno; de'minislri onorari, pro-
per la Pasqua, il Natale, l'Assunta e pe* curatore legale, notnroe architello; del-
ss. Protettori; agl'infermi secondo i casi. resaHor<^; del cappellano; del bidello. II

Nel titolo 1° si dichiara quanto concerne titolo 6." definisce le diverse (jualilà del-

la discorsa distanza delle bolleghe, da l' adunanze consiliari segrete o generali,


doversi inviolabilmenteosservare. Nel ti- si accennano le materie da trattarsi e ri-
tolo 3." sono le norme per l'aggregazio- solversi in ciascuna di esse, del modo e
ne all'università degl'individui dell'arte tempi da convocarle, l'ordine per eseguir-
tonsoria. Nel titolo 4-" sono descrille le le, e gli estremi necessari alla validità del-
tenui prestazioni mensili, quella nel ri- le risoluzioni. Il titolo 7.° ragiona sul
cevimento della pagella d' aggregazione, tempo e sui modi da eleggersi il cardinal
e le oblazioni per la festa de'ss. Proietto- prolettore e gli altri superiori, e gli uffi-
ri, pegli esercizi spirituali, e per l'anni- ciali di tabella della congregazione segre-
versario de'uìorti. Nel titolo 5.° è la la- ta. L* 8.° titolo discorre del [tossesso da
bella degli ufiìciali e si tratta di ciascu- conferirsi tanto a* nuovi superiori mag-
no; comedel cardinal protettore; del pre- giori, quanto a'subalterni e altri ufficiali,

lato primicerio, sua autorità e durata in e delle consegne che nellu circostanza me-
ufficio d'un sessennio, qualora ilcardinn» desima o immediatamente dopo, devono
le e la congregazione non lo confermino, rendersi da' cessanti e passarsi a' nuovi
rappresentando il cardinal protettore nel eletti. Finalmente contiene il 9." titolo
presiedere i congressi e le corigregazioni, alcune regole generali di verse, onde prov-
e riterrà grande dell'università,
il sigillo vedere, per quanto è prevedd)ile, all'or-
the in caso d'assenza
o nialattia passa al dine dell' università e al migliore anda-
COI! sole perpeluojovvero al ."console or- i mento degl' interessi della meJesima; non
dinario ; del console perpetuo e sua au- che il njodo di derogare, quando la ne-
torità, da eleggersi fra'piìi distinti perso- cessità lo esigesse, alle presenti statuta-
naggi della corte laica ponlifìcia o delta rie disposizioni. Co>ìi l'università e colle-
nobiltà di Roma, e supplirà al primicerio gio de'harbieri e parrucchieri ,
pel loro
e colla medesitna autorità, in caso d'as- buon volere, può vantare d'essere stata
senza odi malattia del prelato; de'/j con- lai.' università artistica di Roma, oltre
soli ordinari, attribuzioni nel presiedere l'essere una delle prime più auliche, che
96 UNI UN I

dopo la loro soppressione bramò di co» da vizio cattiva condotta, e penderanno


slitulrsl nuovamente in corporazione mo- il diritto medesimo non pagando la con-

rale e meiilòd'essere canonicamente con- tribuzione per 3 mesi, duranti i quali noti
fermata da un gran Pontefice. Dipoi fu siaprovato che cessarono di pagare per-
istituita l'opei;a pia esercitala da alcuni chè percossi da diisgrazie.4-°l sussidii sa-
dell'arte, con recitare ogni lunedì nella ranno regolati a norma de'fondi e del nu-
chiesa dell'università il rosario, le litanie, mero de' bisognosi. 5."* AlTinchè si possa
le preci della buona raoile simili a quel- formare un fondo, l'opera pia avrà vigo-
Je della chiesa del Gesù, il De profuw re un anno dopo l'attivazione. 6.'' Per es-
^//V, colla benedizione colla reliquia della ser atti vaiasi richiedono non meno di 3oo
Madonna al suo altare, oltre la celebra- firme; trovate che siano si darà ad ogni

zione d'una particolare messa, il tulio ia ascritto una pagella d'aggregazione, per
sulhagio de' defunti ascritti alla medesi- laquale pagherà bai. 6, quali serviran- i

ma. Nel declinar de^li 856 fu istituita l'al- no per le spese d'impianto. 7." Per cura
tra opera pia col titolo di Mater Ama- del collegio saranno depositati gì' iucassi

bilìsj per sovvenire gl'inabili all' escici- nella cassa di risparmio. 8.° Nella sagre-
zio dell'aite.Avendo l'uni vei sita perdu- stia della chiesa vi sarà l'elenco degli a-
to nelle sumraenlovate vicende quasi o- scritti colla quota che ognuno si sarà ob-
gni suo avere, col quale soccorreva anche bligalo di pagare. Le soscrizioni sono iu
gl'infermi dell'aite, nel modo riferito, ora via di edificante progresso. Colle opere si

non poteva restare indifferente di vedere nobililanogl'istituti di qualunque condi-


alcuno de'suoi membri ridotti nell'indi- zione, e nel virtuoso esercizio della pro-
genza. Concepì pertanto il nobile e pie- pria professione si può riscuotere dal pub-
toso pensiero di fare un appello alla ca- blico stima e benevolenza. Dagl'individui
rità de' suoi ascritti ,
per sovvenire que* di questa civile corporazione si presta l'o-

bisognosi come in altra epoca l'università pera di sua arte domesticamente anco
faceva co'propri fondi; pensiero, che per a' più elevati personaggi della società u-
l'umano e santo scopo a cui tende, riscos- maua, della gerarchia ecclesiastica e ci-

se unanime applauso. Certamente non vile, a' dotati da Dio d'ingegno e sapien-
vi è cosa pili utile, né più degna d'ani- za ; onde a loro profitto hanno continui
mi cristiani e benfatti, che rivolgere il belliesempi confidenziali e amorevoli di
pensiero amorevole a'saoi colleghi di pro- coltura, di morale e di religione, che in-
fessione, che la disgrazia, l'età, le malat- gentiliscono l'animo e illuminano la men-
tie resero inabili a più procacciarsi col- te;esempi che insieme servono a cauta-
l'esercizio dell'arte il sostentamento. Si mente premunirsi dal veleno mortale ir-
stabilirono quindi per l^si fondamenta- religioso e insubordinato, da cui deplo-
li. I
." E aperta fino da'3 1 dicembre 856 i rabilmente è infettala società umana. O-
una soscrizione a forma d' opera pia coi norali così di alti rapporti ne consegue ,

titolo dì Mater Amabilis con ^ Io scopo di frequente che alcuno viene destinalo
di sovvenire gl'inabili nell'esercizio del- in sovrane e illustre corti a distinti e ge-
l'arte di barbiere e parrucchiere. 2.° La losi uffizi. La prosperità delle università
contribuzione mensile si limita per il me- artistiche si fonda e deriva principalmen-
no a bai. IO pe'padroni e 5 bai. pe'gio- te nelflìre risplendere il cullo divino, nel-
vani, sperandosi che la carità de'più fa- l'osservanza degli statuti, neirunione,nel-
coltosi li farà ascrivere per maggior som- la pace e nella concordia , in che sta la
ma. B.** Avranno diritto alla sovvenzione vera forza d' ogni corpo morale e il suo
i soli ascritti all'opera pia resi inabili per incremento. Tanto trovasi in questa uni-
vecchiezza o per malatlio, nou derivate vcrsità, e uè sono prove certissime l' isti-
UN I UNI 97
lurione recente delle tltie celebrale ope- liva, mercè le benefiche cure dell'ollimo
re {)ie; l'ampliozioiie della contigua casa prolettore , del primicerio e del console
per tinriic maggior profitto a vantaggio perpetuo, ec. ". Poscia l'università rifece
della chiesa; alcuni abbellimenti fatti in ilcampanile con due campane, ed il car-
questa , oltre la costruzione della nuova dinal Matlei, senipre generoso prolettore,
sagrestia,con suo altare, nell'antico ora- non solamente vi contribuì, ma agli i i
torio, benedetta da n)g/ Bonilacio Caja- aprile 1 854 con solenne e decorosa cere-
ni, ottimo e 2.elante vescovo di Cagli e monia n'eseguì la benedizione, insiemead
Pergola , venendo posta nel pavimento altra per la chiesa di s. Brigida di Sve-

della stessa sagrestia la marmorea iscri- zia. Grata l'università all'operato de'Pa-
lioue: Univevsitas Tonsoriiin Lrhis^Sa- pi Gregorio XVI e Pio IX, in uno al car-
cvéirum etDomum aere proprio iiistau- dinal protettore, al prelato primicerio,al
ravit et aiixit. An. sai. mdccchii. Sì console perpetuo, ed a' consoli ordinari
riporta a p. 924 del Giornale dì Roma Gioacchino Si monetti,DoraenicoSopran-
di tale anno, ove si riferiscono le benefi- zi (che poi defunto volle essere sepolto in-
cenze di Gregorio XVI per avere ripri- nanzi l'altare della B. Vergine, e l'amo-
stinalo l'università, e del regnante Papa re del figlio Aldobrando gli pose onore-
Pio IX per la concessione neh 852 d'u- vole marmorea iscrizione celebrante le
na cappellania con messa «^]uotidìana, per sue benemerenze). Michele Fallani, A-
le paterne cure nel permettere la riatti- lessandroRoccantini, nel 1854 collocaro-
vazione in Roma di tutte le soppresse u- no nelle pareti della sagrestia corrispon-
niversità artistiche, con l'autorizzazione dente marmorea iscrizione, per memoria
a comporre i propri statuti. « La corpo- anche delle cose operate. Dell'antichità e
razione de' barbieri era forse la sola che diverse vicende della chiesa de'ss. Cosma
già avea gli statuti, e quindi ottenuta dal- e Damiano già ne parlai. Mi resta u dire
la benignità sovrana una cappellania eoa del suo stato presente, e l'eseguirò col Ve-
luessa quotidiana perpetua, sempre più nuti, col Melchiorri, col Nibby e altri de-
così animata, aumentò di zelo, accrebbe scrittori delle chiese di Roma, taluno de'
in fervore, afllnchè, come essa fu la pri- quali pretende che fu edificata sull'area
ma (dopo la soppressione dell'università) d'uno de'terapli di Romolo, in che non sa-
ad essere riconosciuta e dal Pontefice e prei come aderirvi. Nel 1722 l'universi-
dal comune di Roma fosse la prima a , tà e collegio deVbarbieri e parrucchieri,
dar segni non equivoci di morale sua vi- senza risparmio di spesa, più nobilmente
ta, ... e decorosamente e con ecclesiastica riedificò e abbellì la chiesa e l'annesso o-
pompa celebrare la festa de' ss. Martiri ratorio, colla direzione del valente capo-
loro protettori Cosma e Damiano (come maestro muratore Carnevali. L'interno è
continua a praticare). La messa solenne tutto ornato di bellissimi lavori e deco-
fu cantata dal primicerio, con iscelta mu- razioni di stucco, con 3 altari di marmo,
sica diretta dalmaestro sig.' Settimio Bat- tutti privilegiati, e decorosa cantoria con
taglia, e la sera fu dato termine alla fun- intagli in parte dorati: nella volta princi-
zione con la benedizione , e grande nu- pale il celebre Gregorini vi dipinse a fre-
mero de'fedeli accorsi religiosamente al- sco la gloria de'ss. Prolettori. Il quadro
la mattina e alla sera in quel sagro tem- a olio grande dell' altare maggiore rap-
pio; ed era edificante il vedere più del- i presenta la decollazione emartiriode'me-
la professione divotamente assistere a'di- desimi ss. Titolari (il Fonseca nel 1745
vini ulfici, e mostrare (nuovamente) co' lo descrisse, oltre colf immagine de'ss.
fatti la gratitudine ul Sommo Pontefice Protettori, anco coll'Assunzione in cielo
per la sanzionata loro istituzione primi- della B. Vtrgitte), e dicesi comunemen-
VOL. LXXXIV.
7
9« U N I UNI
te lavoro del volenle Gio. Frnncesco Ro- tri privilegi che godeva, quello di libera-
manelli; i lalerali e la piccola volta di ta- re nella festa di s. Rocco un individuo
le altare hanno pillure a fresco dell' ac- condannato a carcere in vita, conducen-
creditato pennello di Antonio Bicchieia' dolo dalla prigione alla chiesa in proces-
li, clic nella volta vi espresse lo Spiriio sione, vestito di taffettà verde , con tor-
.Santo raggiante Ira 'Cherubini, e ne'lati cia accesa di cera bianca in mano e ghir-
il martirio de'ss. Patroni. L'altare a de- landa d'olivo in testa; nella quale pro-
stra contiene un ì)el quadro a olio della cessione intervenivano lero zitelle pove-
B. Vergine col s. Bambino, ]\laier Ama- re e oneste dal sodalizio dotate. Dice inol-
hilis, che vuoisi del celebre Zuccjri. Sot- tre che nell'ospedale si ammettevano feb-
to di essa, in divolo piccolo quadro, sono bricitanti e feriti d'ogni nazione, e spe-
espressi s. Filippo Neri e s. Felice da Can- cialmente dell'arti degli scarpinelli,carrel-
talice. L'altare a ha per quadro sinistra tieri, barcaroli, scaricatori di barche, im-
il Redentore crocefisso, colla B. Vergine passatori di legna, vignaroli , acquaroli,
e s. Giovanni, colorilo a olio da Miche- piamoufesi e sonatori. Il Piazza nell'/i/^-

langelo Cerruti. sevologio, trat. 6, cap. 38: Dell'arcico/i'


B arcavo li t Navìcellari^ Corporatio fraternità de'ss. Rocco e Martino a Ri-
Lenuncularii , Unìversìtas Arlis Bar- petta si diffonde in molte notizie sulla
,

carolorum. 11 Venuti, Roma moderna^ medesinia, da me riferite altrove, ne'luo*

p. 4o Della chiesa de'ss. Rocco e Mar-


I : ghi che ricorderò; ed attribuisce anch'e-
tino, coli' annesso ospedale e arciconfra- gli all'università degli osti l'erezione del-
ternitay riferisce che fu edificata nel 5oo 1 l'ospedale, dicendo che il sodalizio fu poi
dall'università degli osti, barcaiuoli e al- forn»ato di persone d'ogni arte, toltene le
tri, che comprarono il sito dalla compa- più basse, e con affigliazioni si propagò
gnia della na2Ìone Schiavona^ per aprir» per tutta Italia, anche pel sessofemmini-
vi ancora V annesso ospedale pegl' infer- le, onde nell'anno santo ospitava le con-
mi dell'arte loro , come apparisce dalla fraternite aggregate. Aggiunto poi lo spe-

bolla perciò emanata da Alessandro VI dale per le donne, solo questo restò e per
il I ."luglio 1
49956 poi vi eressero u na com- le partorienti. 11 Bernardini scrisse riel

pagnia sotto Paolo 111 , dichiarata arci- I 225 della Descrizione de'Rio'
744''^ p.
confiaternila da Paolo IV, e con bel. ni di Roma, che nella chiesa di s. Rocco
V oratorio eretto nel secolo XVII ; indi erano fondate le 3 università degli Sca^
anche altro spedale per le donne. Che ricatoriy de' Fascinavi, e de' Barca-
gli osti aggiunsero al primario titolo di roli. Nel pontificato di Gregorio XVI
s.RoccOf quello di s. Martino vescovo di il facoltoso capo-mastro muratore e sel-
TourSf per avergli eretto un aliare, ce- ciarolo Giuseppe VitelU lasciò ordina-
lebrando la festa e dotando zitelle. Che to di fare la facciata alla chiesa, e ven-
Urbano Vili si recò nella chiesa in pro- ne eseguita dal cav. Giuseppe Valadier,
cessione a implorare l'intercessione di s. il quale imitò il disegno d' altra archi-
Rocco contro la Pestilenza di Firenze : tettata da Palladio in Venezia, in tra-
altrettanto poi feceClemente XI nel 1 720 vertino, com'è l'arma di detto Papa. Nel-
per la festa, celebrandovi la messa bassa, la chiesa è il monumento sepolcrale del
con l'intervento d'alcuni cardinali, onde Vitelli scolpito dal commend.de Fabris.
pregare il santo a tener lontana la mi- Nel 1837 morendo Lorenzo Ortolani pia-
nacciante peste. IlFanucci, Opere pie di mente lasciò un benefico legato d'8ooo
Roma., a p. 52 e 225, tratta del sodalizio scudi, disponendo che co'frulli si soccor-
e dell'ospedale edificali incontro al Por- ressero! poveri della parrocchia di s. Roc-
to di Ripetta del TevereJ e nota fra glial- co, per la s. Pasqua e pel s. Natale; de-
UNI UN t^ 99
pii'nndone nmminisfialrìredc^l fomlol'ar- menfare gli articoli più principali, quan-
ciconfraternifa ili GesìielMiuin, a mi egli to a' romani, in cui ne ragionai partico-
appnilonevn. Nella chiesa di s. Ronco, da larmente. Questa università comprende-
qdalolìe anno vi è slnfo introdotto l'ora- va, oltre i barcaroli e navicelinri, anclie
torio nollurno. Pio IV
breve Bcf;imì' col le persone addette al commercio del Por-
ni ufih'rrsnh's Ecclcsini\ de*i8 ottobre to di Bipttta. \J Arciconfraternita di s.
i5(ìoj Bull. Roììu l. 4 »
po»'- 2, |>. 43 ' Rocco e di s. Martino^ olire la chiesa o-
Coujirmalio Confrn terni tatis s. Eocchi monima contiguo O-
fece fabbricare
il

a niorho cpidtmiae liheratoris in Urbe spedale di s. Rocco per le donne, e pegU


hnctenns instituiae ^ et ah Alexnndro uomini massime barcaroli, osti, alberga-
TI et Leone X nonmdlis privilegiis de- tori ec. ,
poi destinalo a ricevere le sole
roratacy cuni aliarinu Indulgentiarum^ donne portorienli. In detti articoli dissi
et gvatiannn concessione. Et Jiidicis od pure delle corse delle barche che face-
sìiariim causarwn cognilioneni deputa^ vansi sul Tevere per la festa di s. Rocco,
tione. \o queste disposizioni non si nomi- oltre gli slrappacolli de' paperi, e altri
nano le arti che componevano il sodali- con
spettacoli fluviali e giuochi pescalorii
rio. Già Adriano VI ad istanza dilectO'- pallii di erogando
premio, poscia aboliti,

rum filionnn et Universitatis Nauta- InnocenzoXI a vantaggio dei Conserva^


rum , Barcaroloruni Tyhcronis et
sivc torio della Divina Provvidenza (/^.),ran-
Ànienis^ seu Tyheronis Bipettae almae nua donlribuzione perciò somministrata
Urbis nonnulla Statuto^ et in Camera da'barcaroli e navicellari. A Tevere ra-
apostolica discussa, et concessa apostO' gionai delle sue barche, e traghetti e pas-
lica auctorìtate approhaverat ^ quibus si colle barchette, ed oltreché trattai di

Inter alia cavebaLur expresse , cfuod sua importante navigazione, riparlai de'
prarfati Consules deputati prò tempo- suoi porli e precipuamente di Bipetta e
re in aliquihus controversiis,ctcausis su- di Bipa Grande^ con moltissime nozio-
per quibusdam rebus^ et honis perjlu* ni riguardanti i barcaroli e i navicellari;

viuni TfbcrisÀnienis devectis^ in cer*


et degli antichi collegi deJVavicularii^ de*
tispecunìaruni summis haberetjurisdi- Fabri Navali, del Corpus Suburrario-
ctionem cogjwscendi, et terminandi, so- rum degli antichi romani, de'quali dot-
lafacti verità te inspecta, etìam marni re- tamente da ultimo trattò mg."^ A* M.
gia. Questo è il preambolo del breve di Fratlini Disserta de Naviculariis seu.
,

Clemente VII deh 523, che rammentai Nauclcris, Roo)ae 1887, riproducendo
nel voi. LIV, p, 196, sulla giurisdizione ancora alcune antiche iscrizioni di detti
de'giudici della curia di Ripella, già uno e altri collegi , ragionando altresì delle

òt* Tribunali di Roma (F .), e sulla Ju- leggi loro appartenenti sì antiche che mo-
risdìctio antiqua Consulum Artis Bar- derne. Il diritto privativo de'passi e tran*
carolorunij per le controversie e questio- sili dall'una all'altra ripa del Tevere colle
ni che insorgevano Ira'barcaroli, roma- i baichetle,tantonel secolo XVII attivalo,
ni ed i mercatanti e altri trafficanti nel escluso però quello al porto di Uipetla
Tevere. Dipoi Paolo HI col molo-proprio ( da Paolo V concesso a Marc' Antonio
Cnm i535 BulL Boni. t. 4,
nobisy del ,
Toscanella), quanto degli altri da potersi
par. 124* Jurisdiciio Camerarii
1, p. attivare al ponte Milvio sino a s. Paolo

et Judicis Curiqe Bipae almae Urbis., fuori mura, lo godeva Flavio e Ono-
le

quoad causas Bipales. Moltissime sono frio Spinola, pagando alla camera apo-
le nozioni e le erudizieni che riportai sui stolica anuiii sctuli 1867. Però avendo
barcaroli e navicellari, perciò di non fa- Orazio Retti offerto scudi 3ooo in più
cile ricordo. Adunque mi limiterò a ram- cioè annui scudi 4^^7 » <^on chirografo
loo UNI UNI
Gregpiio XV, de* 2 5 gennaio 1622,
di condizioni de'tempi era tornata a separar-
ad esso fu nccoidalo il diritto privativo si,avendo discorso delle 4 marine ponti-
de'passi e transiti delle barchette come ficieanche a Tesoriere. Ora si è pub-
sopra. In seguito il diritto fu dato alto blicato in Roma il i." tomo della Storia
nobile famiglia Mottei d'A vezzauo ; e nel della Marina ìnilitare pontificia dal
1857 volendosi dalla medesima proce- secolo VJlIal XIX, scritta dalp. Al'
dere alla cessiorje o aflilto di tale dirit- herto Guglielmotti dell'ordine de'pre-
to, ne fu pubblicato avviso a' 26 mar- dicatoriy bibliotecario della Casanatcn-
zo e inserito a p. 286 Giornale di
del se. Questa elaborata e dotta opera riu-
Roma. Quindi fu di nuovo afììttato, di- scirà disommo interesse e importanza, e
cesi per l'annua corrisposta di scudi 600, renderà vieppiù chiaro il nome dell* il-
essendosi notabilissimamente diminuita lustre autore nei fasti letterari, non che
r operosità di siffatti traghetti. Il conte benemerito del pontificato romano. Ne
T. Gnoli ci diede la bellissima Disserta- die erudito ragguaglio il eh. D. Stefano
tio de naiifragiis , Pioraae 1 83o. De'nau- prof. Ciccolini a p. 867 del Giornale di
fragi riparlai nel voi. LXXX, p. 182, di- Roma del iSSy. Parlai dell'introduzio-
cendo à^' Tributi [F.) per le barche e na- ne e posteriore incremeiUo delle barche
vi. Imperocché la guerra non ha ella sola a vapore; del giudice de'barcaroli di P».i-

le sue vittime. La lotta industriale, quel- petta e di Ripagrande. Che alcuna Papi in
la dell'industria marittima in particola- tempo óeW Anno Santo e del Giubileo
re, novera pure le sue, e i vasti Oceani ordinarono che sotto il Ponte s. Angelo
riscuotono ciascun anno a migliaia la loro vi fossero sempre barchette pronte qualo-
formidabile decima su quella grande e in- ra alcuno per la calca cadesse nel fiume;
teressanle popolazione di marinari che delle barche che portano il pane agli a*
attende alle relazioni internazionali. A bilanti di diversi luoghi allagati nell'i-
misura che queste aumentano, cresce na- nondazioni, delle quali feci la storia.
turalmente il numero de'sinistri per ma- Quanto all'esercizio de'piroscafi natanti
re, massime per gli abbordaggi. La de- sul Tevere, destinati al rimurchio de'ba*
plorabile statistica delle perdite fatte dal- stimen.ti ed al trasporto de* passeggeri e
la marina mercantile di Francia nel i856, merci tanto dal Porto (V.) di Fiumicino
in naufragi, abbordaggi e incendi, calco- a Pioma, quanto da Roma a Ponte Fe-
landosi la 6 bastimenti ogni 5
perdita di lice e viceversa,con avviso de'So mag-
giorni, si legge a p. 52o del Giornale di gio 1857, pubblicato dal Giornale di
Roma del iSSy. Di nuovo e meglio a Roma a p. 5o2, il ministero delle finan-
Tevere narrai clamorosi giuochi e spet-
i ze invitò chiunque volesse concorrere a
tacoli fluviali in esso eseguiti in diver- prenderne l'appallo per un dodicennio.
se epoche, ed anche per le feste di s. Bar- Finalmente della Marina ne ragionai
lohmieo e di s. Gio. Decollato, e delle ve- anche all'articolo Strada, dicendo pu-
locissime corse di barche. De'molini gal- re del vapore, dell'elice e di altri mira-
leggianti a guisa di barconi; delle barche bili trovati ; vapore che potentemente
e altri navigli e loro piloti, di che meglio giova la marina mercantile e da guer-
a Marina e Marineria, come pure della ra, colle sue ondeggianti fortezze. Sono
pontificia militare, che più volte raffrenò comuni a' barcaioli e navicellari diverse
quella di Turchia ( F.),della mercantile e leggi e disposizioni governative, ed eru-
di altre specie; quantoalla militare, di re- dizioni riguardanti i Marinari e i Mer-
cente riunita, come feci voti altrove,a se- canti, come dirò ne' paragrafi delle loro
conda de'desiderii di Gregorio XVI, che università.
dipoi essendo stali effelluali, indi per le J^arilari, Narrano Panciroli,.ne' Te-
UN I UNI foi
soli nascosti a p. 4^9, ^/i s. Maria in Ca- Berrettoni f
e altre simili coperture del
ptila^ e Venuti n p. 029, di s. Maria e 1 capo.
s. Giacomo in Cappella della compa- Calzettari, Universìtas Artis texen-
gnia de' hari la ri, che s\[iì{\[a in Trasleve- dorma tibiatiuni Urbis. La confrater-
re presso il Ponte Botto era anticamen- nita anticamente si eresse sotto il titolo
te parrocchia, e neli54o l'otlenneroi ba- di s. Antonio di Padova nella chiesa par-
rilari dalie monache OùlataW Ter tlecli
o rocchiale di s. Caterina, già s. Maria de
specchi. Poiché la chiesa cìetlicata a s. Catenariis^in Catinaria, o meglio in Ca-
IShiria nel 1090, indi detta del ss. Salva- tharinay oin Catenicrio CatemiriyCome
tore della Pigna, col quale titolo la ri- dichiarano Martinelli eFoaseca.ll Kovio,
corda Marangoni, Istoria dell'Immagi- che la riporta tra l'auliche chiese filiali

ne Acheropita^ nel catalogo di tutte le della basilica di s. Lorenzo in Damaso,


chiese in Roma dedicate al ss. ^ìalvato- poi divenendolo della Vaticana neli f66,
re, h\ quale anticamente solevano dedi- come rilevai ne'vol. Xlf, p. 807, Lf, p.
carsi , dipoi riebhe il nome di s. Maria 245, forse dice presela denominazione di
quando s. Francesca romana fondatrice s. Maria in Caterina per chiamarsi cou

di dette religiose, possedendo una casa questo 2.° nome la fondatrice, ed egli la
contigua già de'Ponziani, e da lei abita- crede unita al capitolo Vaticano nel 1 1 Sg,
ta, vi formò un ospedale dedicato alla 13. onde poi insorsero gravi questioni eoa
Vergine, nel quale essa serviva gl'infer- l'altro di s. Lorenzo. Le riporta anche il

mi. La chiesa prese il soprannome di Fonseca,Z>e basilica s. Laiirentii, ma da


Cupclla o Copeila^ in seguilo variato in esso apprendo che nella bolla d'Urbano
«pjeilodi Cappellaytlo^ocUè pervenne in III del 186 ancora era liliale di essa e
I

proprietà de'bariiari, i quali ne'dintorni parrocchiale del rione Regola. Edificata


le dierono il dello
esercitando l'arte loro poi la vicina chiesa di s. Caterina di Sic'
.soprannome, come osservano Venuti e nay per distinzione s. Maria la chiesa di
^'ibby, secondo Panciroli significando e Caterina fu detta Caterina della Ro- s.

Copella il piccolo barile coi quale prima ta vergine e martire, dairislromentodel


si attingeva l'acqua nel 7Vi'erc per met- martirio patito dalla santa, e già così de-
tersi nelle conserve a depurare e ludi be- nominavasi nel 1600 per attestato del
re, usandosi ancora pel A Y«o, per l'ace- Panciroli. In essa dunque calzeltari ver- I

to ec. Parlando del collegio (\e Parrochi so il i538 ornarono con pitture a fresco,
(/^) e della loro chiesa di s. Salvatore tuttora esistenti, ma annerite e ritoccate,
delle Coppelle nel rione s. Eustachio^ la cappella di s. Antonio di Padoi>a con
notai che prevalse tal soprannome all'an* r opera del fiorentino pittore Giacomo
lieo, per botteghe che nella propin-
\fi Coppi o del IMeglio da Perelola, il quale
qua strada vi tenevano coppellari e ha- i similmente dipìnse la cappella di s. Car-
rilari, donde anche la piccola piazza e la lo, ed inoltre sull'altare vi posero a vene-
via ne prese e ritiene il nojne. Delia chie- razione una statua di Antonio di rilie-
s.

sa di s. Maria in Cappella meglio ripar- vo. Venuta la compagnia in contrasti col


lo i»el paragrafo Marinari. I barilari di capitolo Vaticano, lasciarono lu cappella
Ripa ne' possessi de* Papi ornavano un e talvolta si con<];re>'arono nella chiesa di
trailo della via per la (piale Iransilava- s. Giuliano a Monte Giordano, di cui fe-

no formalmente. Anticamente barilari i ci parola nel paragrafo degli Albergato-


e botlari appartenevano al sodalizio de'
i riy finche nel 1 575 sì unirono a'^S^zr/ori
Falegnami^ come dirò in tal paragrafo. egiubbonari formando un corpo solo,sot-
Berrcttari. V. il paragrafo Mercanti lo l'invocazione di s. Omobono e di s.

Merciari, e gli articoli sulle Dtrretlc e Antonio di Padova. Taura si le*^ije nel Fa»
102 U iN I U NI
uiicci che nel 60 1 1 pubblicò Opere pia
le riportano ancora gli Statuti dell* Uni-
di Roma. Allieltanto nel 1698 aifeimò versità de Calzettari di Roma. Dice il

il Piazza neir£'«^ev'o/og-/o, aggiuiigenilo cap. 1. i> Deve l'uomo in tutte le sue im-
(he nella chiesa di s. Oinobono i calzet- prese ricorrere a Dio; giusto è pertanto,
lari dedicarono un nobile allaie a s. An- che erigendosi V arte de'fabbricatori di
tonio di Padova loro protettore, celebran- calzette in università si stabilisca un o>
done con solennità la festa. Avendo ciò il ratorio o nella chiesa di s. Maria in Mour
Piazza riferito nella par. 2.'' a p. 4' j dice terone (ora de Redentoristi o Liguorini^
poi a p. c)4' *" DeCalztittari. A s. Anna onde in tale articolo descrissi la chiesa, e
sulla strada Ostiense, poco lungi da s. iMa- della congregazione del ss. Redentore ri-

ria in Cosaiedin, ove celebrano 1 rappez* parlai nel voi. LXXX, p..56), o in altra
zalori di calzette la di lei festa con con- chiesa ,ove adunati li fratelli prestino a
corso, e tengono provvista quella chiesa Dio il culto, che gli si deve, ed implorino
di convenienti suppellettili sagre". Dun- dalla sua misericordia in tutti i loro biso-
que due e diverse erano le università de' gni la sua grazia. E poiché sappiamo be-
Cdlzettari, una di fabbricatori di Calze e nissimodi quanto edicace meritosia pres-
Guanti (P^.J, che avendo lauto attinenza so l'Altissimo la mediazione de'santi, di-
i:oU*allva calzatura del ^\edef\ Sandali chiariamo nostra singolare avvocala la
U le Scarpe, in tali articoli ne riparlai ; gloriosa vergine emartire s. Lucia, alfiu-
l'altra di rappczzalori di calze, i cui in- chè le nostre preci da lei al trono di Diq
dividui doveano forse essere pili nume- presentate ci ottengano le grazie, che sa-
rosi de'pi itnij poiché sino a'primi anni del ranno necessarie per la nostra eterna sa-
secolo correpte quasi tutti i laici eziandio lute, e per gli onesti vantaggi e avanza-
incedevano in calzoni corti, e perciò in menti della nostra arte". Questi furono
calze di seta e di altre specie di mollo sempre i sentimenti che animarono e fe-
uso, il quale a poco a poco restò soltan- cero prosperare 1' università artistiche.
to, oltre al Papa^ix Cardinali ed -a' Pre- Nel resto gli statuti prescrivono di solen-
lati, agli ecclcMaslici secolari a regolari, nizzare la festa di s. Lucia, e in tal gior-
p quanto a'secolari al nobile abito di cit- no il pagamento delle tasse pel mauteni-
tà, a' cortigiani ed a pochi altri. La chie- ruento del sodalizio, cioè bai. 5o per cia-
sa di s. Anna nell'A ventino, fu così det- scun maestro patentato, e bai. 4o per 0-
ta cometliè a pie di tal oionle presso l'ar- gni telaro ancorché non agisse; l'annua
co della Salara nella via Ostiense, già de' elezione de' consoli o loro conferma da
JP<3/<7//'e/i/e/7(/^.), e più anticamente det- non oltrepassare l'esercizio d'un triennio,
ta di s. Maria sotto l'Aventino. Narra Ve- e ciò per considerarsi più pratici nel ma-
nuti, /io/vz<2/7iO<:/cr/itì',p. 8 74, che la com- neggio degli alfari e interessi comuni del-
pagnia de'calzeltari nel 174^ riedificò la l'arie, e istruiti nelle liti insorte o da in-
chiesa e l'ornò,onde venne ed è chiama- sorgere nel tempo del consolalo. Altri
ta s. Jnna de' Calze Itari, ora in custo- doveri de'consoli essendo, come quelli di
dia d'un eremita. I calzettari fubbricato- altre arti per le loro produzioni, di vigi-
li in seguitosi separarono da' -i'^fr/or/y e lare con tulio il rigore alla buona e per-
dopo partili da s. Omobono , si posero fetta manifattura del lavoro, mentre se
sotto la protezione di s. Lucia. luìperoc- questo fu^se perfezionato non più s'intro-
che Pio V 1 col breve Ad Pas taralefasti- durrebbero calzette forestiere che recano
giu/a, de' 1
9 novembre 784, Bull. Rom.
1 danno all'intero corpo dell'arte; perciò
coni. t. 7,p. 333: Confirmatio Statuto- ogni 6 mesi doveano visitare tulle le bot-
rum Universitatis ethonnnum Artis tc- teghe, e pe'lavori difettosi facevano rap-
ocendoìuiii tihicAluni Urbis, Col breve si presentare a mg.' primicerio pegli oppov-
UN I UiNI io3
Inni provvedimenti a beneficio cìell'arle, vai asuo luogo ^ oltre di averne parlato
ed io aggiungerò e del pubblico. Vi sono dicendo di que'popoli che usano siffatti
disposizioni pe' giovani lavoranti, pe'fat- calceamenli),li coturni (e de'quali e de'
lori apprendisti, pel sollievo degrinfermi soccianche a Teatro per la tragedia e
e pel suffragio de'defiuili, per le vedove commedia, delle quali in breve ne dissi re-
€ figli de' padroni per la distanza delle
,
rigine, il progresso e lo stalo presente), t

botteghe che si volessero aprire in segui- calzamenti e ogni copertura del piede che
to, cioè di canoe 4" eccettuate le piazze SI raccomanda alla gamba con Fascia
frequentate da maggior concorso di po- (^.), coreggie, filluccie e simili legami,
polo. Ora in Roma l'arte è affatto in de- rimontano alla più rimota antichità; e se
cadenza a motivo delle macchine intro- ne fecero di nobilissimi e ornati con pre-
dotte in moltissimi stati e luoghi per la ziose Gt77iwe, mentre Giuditta volle com-
più fiicile fabbricazione delle calze d' o- parire a Oloferne sommamente ornata e
^lù qualità e specie , oltre quelle che si co'sandali o calceamenli purpurei perse-
fauno co' ferri a maglia, massime dalle guo di nobiltà e grandezza, usalo da'to-
donne. Si compenetra con questo para- scani e da'patrizi romani per compimen-
f;rafo, a motivo della Seta f/'.), quello to del loro abito maestoso. Olire delle
LÌeSetaroli, scarpe e sandali usati dal Papa, da' car-
• Calzolai Calzolari, Uiiiversitas et dinali, da' vescovi e altri ecclesiastici , di
Ars Caligaria. Il Martinetti, Z^/ceo/o- cui trattai ne'citali articoli, notai che i car-
^ia, t. 2, p. 476, dice che sebbene il dot- dinali nel venerdì santo recavansi in pia-
tissimo Balduino, De Calcco aiiliquo^ nelle alla cappella per l'adorazione della
A mstelodamiii 667, sostenga che l'origi- 6S. Croce, che si fa a piedi scalzi. L'etimo-
ne de' calzolai debba rimontare fino ad logia di Calzolaio si riferisce da Plauto
Adamo dopo la divina e fatale sentenza: nel motto Calceolarius ch'esso usava,
Terra spiiias et iribiilos germinai iihi, contro lo stile di Plinio e Agellio che lo
per cui bisognò tosto difendere i piedi da chiamavano 6'«tór(corae il sartore), cuci-
una terra di Spijiej tuttavia l'altro dottis- tore, da cui il proverbio: Siitor, ne ultra
simo archeologo Antonio ByneOj De Cai- crepidam (pianella, sandalo, cioè del det-
ccishebraeorum,T)onìidc\ì\ 683, dimo- 1 to da A pelle ali' indiscreto saudalaro o
stra net dello lesto molta- all<3goria per scarpiuello, che inorgoglito della osserva-
dar ad intendere che senza coltura la ter- zione fatta a'calceamenli di sue figure, on-
ra non produceva che triboli e spine, co- de il gran pittore erasi corretto, invani-
me vediamo anche oggidì nelle terre in- tosi volle osare altre ingiuste critiche, e
colle, ma non impediva ciò di cammina- n' ebbe tal sentenza). Forcellini nel suo
re a piedi nudi, come sappiamo di tanti Nomenclator italicus latiniis, giustifica
po|)oli anlichissiuìi. Questo scrittore pe- il parere di Plauto, poiché la parola ^y^-
rò fìssa l'origine de'calzolai piti antichi ne' tor, stabene piuttosto al surto a suendoy
tenjpi d' Abramo, allegando il testo indu- e Sulor lo trovo nominalo in molte de-
bilalo della Genesi, i4, i 3, ove Abramo scrizioni Ialine de Possessi de' Papi, per
rifiutando ({ualunque offerta dal re di .So- l'interveuladel sartore del Papa nella ca-
doma, si protesta di nulla accettare a fi- valcata. Anzi Forcellini nel molto Cal-
lo iisque adcoi'rìgiani calce amenti. Dì' zolaio riferisce, che SosiparoCharisio an-
falli i calzari o Sandali (F.) o Scarpe ticogrammatico, nelle sue istituzioni io
(V.)-, colle solce , li socci (delti abusiva- chiamò Caligarius artifcx^ dal latino
:

mente ciocie, che conservano ancora al- Caliga che significa calzatura, per cui
cuni antichi popoli della Campagna ro- in alcune provincied' Italia si chiama il

ma na, detti ciociai o ciociari, e lo l'ile- Calcgaro. Tulle le questioni poi lelali-
io4 UNI UNI
ve a questo rapporlo, e specialmente sul- fanno i Invoratori e altra gente di campa-
le diverse forme e materia progresso e , gna. Utilissima e necessaria è l'arte del
lusso tie'calznri o cai/amenti cle'piedi. se calzolaio, che ci preserva i piedi, sostegno
e come calzavano i greci specialmente ed del nostro corpo, dall'ingiurie del fred-
iromani, quali fossero i calccolari nt do, dal nocumento dell'acqua, da* sassi,
tempi di Plauto, e se formavano collegio, dalla polvere, dalle spine e da altro; ser-
come e dove si conciavano e si vendeva- vendo la scarpa o altro calzameiito, d'or •
no le pelli, le suole, i cuoi e altri oggetti namento e di difesa alla persona, di com-
di quest'arte; se e quali popoli sieno sta- pimento dell' abito e delle Presti. Dagli
'
ti o siano tuttora nudipedi,e persino de- atti de'ss. Martiri si ha, che l'empietà de
gli ebrei e se ne' tempi del Salvatore si tiranni nelle persecuzioni inventò borzac-
andasse a piedi nudi, e se il medesimo chini di ferro infaocati,cheardet»li faceva -

fosse o no calzato insieme cogli Apostoli, no calzare a'piedi degli eroi costanti con-
ciò che sembra affermali vamenle da s. fessori del cristianesimo, oltre la recisio-
Marco 6, 9, e dagli Atti Apostolici 2, 3; ne e traforazione de' piedi, e le lapidi e
lutto questo apparato di nozioni si trat- pietre pesanti e rotonde attaccale ad es-
ta dottamente non solo ne'lessici del Pe* si. E nel trattalo De Cruce di D.irtoli-
tisco, e nel lessico d'antichità del Mon- ni, abbiamo Fontana: De su-
di Nicola
gez, ed in quello ampliato ófìW Enciclo' spensione de manu etpe.de, unco perfo-
pedi a universale impressa a Padova nel ratis. Riferisce Fanucci a p. 4o4j Della
j 795, e nell'opere di Rubenio e Dayfio, confraternita de'ss, Crispino e Crispi-
De re vestiariaj ma con maggior spe- niano dell'arte de' Calzolari, che l'uni-
cialità e precisione s' apprende da' dotti versità di questi nel i 549 i^^'^"' '^ ^"^
trattali summenlovali del Balduino , del confraternita sotto !' invocazione de' ss.

Byneo, e dall'altro di Giulio Negroni, De Crispino e Crispiniano [V.) martiri, che


Caliga veterum, compreso nel Baldui- aveano esercitato V arte di calzolaio, co-
no con altri scrittori; come le Osserva' me fece altrettanto s. Deodato pel rife-
zioni sopra il mestiere de' calzolari rac' , rito nel voi. LXII, p. 98; ed ottennero
colte da Loreto Schiera e Scipione Pi- la corona del martirio in Soissons, onde
cvli calzolai, Aquila 1790. Io colle pro- si riteneva in Francia venerarsene cor- i

poi zioni volute da mia opera, trattai l'ar- pi, ma


da pochi anni (pubblicò V Opere
gomento negli articoli ricordati e ne're- piedi RomaWx nel 1601), si trovarono
lativi. Quanto al vocabolo Scarpa, che in Roma nella chiesa di s. Lorenzo in Pa-
ora travagliano i calzolai, in diverse for- ne e Iberna. Il Piazza ne\i' Emerologio
me (foggie e denominazioni, massime in li dice nobili romani recalisi in Francia
Italia e in Roma, s'intende già con ligia- a propagar la fede, e con ediflcanle san-
mente adottare strani, umilianti e degra- tità e ingegnosa industria esercitando l'ar-

danti vocaboli d'oltremonte, ad onta che te del calzolaio, contentandosi della mer-
si ostenti vantarsi Italiani s simi), che se- cede appena per vivere; i loro corpi da
con do Salmasio, ad
T^opiscum in Aure- Noyon trasferiti a Roma, si venerano in
liano, si deduce carpus, e quindi l'eti- delta chiesa, ove ai5 ottobre se ne ce-
mologia di Scarpa. I£ ciò pare persua- lebra la festa, e cosi da'calzolari italiani

dere più della forzata etimologia del Fer- in Ronosa, e da quelli iedeschi in s. A-
s.

rari,Origine della lingua italiana, cioè gostino. Soggiunge Fanucci, questa com-
da caliza^ corrotto n\ scaliza, scalpa, pagnia ottenne da'frati di s. Agostino un
scarpaj ovMivo dalla parola greca, che altare o cappella nella parrocchiale Chic-
qualificava que'chiodi o bollette che pò- sa dis. Trifone (F\),cUe ornarono e for-

uevqusi i soldati sotto i calzari, come or uirouo di paramenti, facendovi celebrare


UN I UNI io5
molle messe, massime nella solennità di molila da Paolo V, per testimonianza di
dellisanli patroni. Ma non polendo ical> Torrigio, da me riscontrato, Grotte Va-
zolai aver luogo e comodità di foroìafe ticanCy p. 3 1 8. Circa alla chiesa di s. Bia-
un oratorio, o per altra causa, partirono gio, propriamente nulla dice Panciroli,
da tale chiesa*, e tornarono in una chie* delle motte in Roma dedicate a tale san-
Sella del rione Trevi denominata di s. to; e Martinelli \in\\c\i\?k\'Bprope basilica
Maria in Cannella nelle radici del Monte s. Mariac Trans Tyberim, postea s,
in
Quirinale, ove aveano incominciato le lo- CrispinietCrispinìani,^Vd stata dellemo-
ro opere di pietà. Nuovamente ricono- nache di s. Maria di Monte Carnjelo i/i ,

scendola piccola e disadorna, la lasciaro- v'ocabulo de Carte, Sì può vedere il Mo-


no per la 2." volta, quando il capitolo di relli, Oe^^.v/Vzc^^.9. MariacTrans Tybe^

s.Maria in Trastevere concesse loro la l'im. Bitornoa P\Tnucci. La confraterni^

chiesa di s. Biagio vescovo e martire con la de'calzolari restaurò


la chiesa di s. Bia-

alcuni patti e annuo canone in denari, per gio in modo, che suo tempo pareva edi-
a
liconoscimenlo della proprietà , sebbene ficata di nuovo, avendovi pure accomo-
dessa pel suo cattivo stato reslava quasi dato un bell'oratorio, ove col proprio
sempre chiusa. Innanzi di progn^lire, di- cappellano nelle feste cantavano l' Uffìzio
rò, che quanto alia chiesa di s. Maria in della B. P^ergine, celebrandovi le feste

Cannella, trovo nel Panciroli, Tcsorina- di S.Biagio e de'ss. Protettori, a'3 febbra-
scosti^ p. 488, contemporaneo di Fauuc- io e a'25 ottobre. Curavano col proprio

ci, ch'era assai antica e allora de'religio- medico gì' infermi confrati, e li visitava-
si Servi di Maria ^ e prima apparteneva no soccorrendoli con limosine. Procura-
ni collegio degli Speziali (^.), che nel vano trovar lavoro a' giovani dell' arte,
giorno della festa tra'buoni odori che vi massime a'venuli di recente in Roma.O-
ponevano egli ornamenti degli aromi, gni anno dotavano le povere zitelle one-
primeggiava la Cannella o scorza fra- ste, figlie de' confratelli e de' professanti
grante del Laiirut Cinnamóìnum^i\on- l'arte. Accompagnavano 1 defimti cod-
de poi alla chiesa fu dato per sopranno- frali alla sepoltura e in ogni martedì suf-
me. Quanto all'ubicazione, n)eglio m'i- fragavanli coll'uflizio de'defunli e diver-
struisce il Martinelli, Roma ex ethnica se messe. Non usavano sacchi, e nel soda-
saera f p. 248 e Syo; poiché dice essere lizio non ammettevano se non i maestri
nella regione di Trevi e vicina all' omo- ei lavoranti dell'arte. Questi ultimi altre
nima fonte, perciò sive in. Tri^^io deno- volte si distmirono da' maestri, incorpo-
minata, già de'servi di Maria e u»)ifa alla randosi alla confraternita del ss. Sagra-
loro chiesa di S.Marcello, da Pio IV con- mento,e de'ss. Aniano e Nicolò; da qual-
cessa aTrali Crociferi nel i 56o, anche da che tempo però lavoranti erano torna-
i

Gregorio XIII, ossia la conferma, quali i ti a riunirsi al sodalizio de' maestri. Nel
frati afundanientarenovanturj diceba- 1698 il Piazza, ìmW EusevologiOflvaLq,
tur etiani s. Marine in Cannella. Della cap. 6: Della confraternita de* ss. Cri'
chiesa di s. Maria in Trivio dovrò ripar- spino e Crispiniano de' Calzolari a s,
lare nel paragrafo OsU\ ma la credo di- Bonosa in Tras teiere , ripetendo le noti-
versa dalla discorsa, sebbene alcune noli- zie del Fanucci , circa ulla chiesetta di s.

zie sembrino comuni, che indusse alcu- il Maria in Cannella nel rione Trevi, di-
no degli scriltoriu credere l'odierna. Tro- ce non esisterne vestigio, siccome demo-
vo nel Cancellieri,// Mercato e. V Acqua lita; che allora vestivano sacchi bianchi

tergine, p. 248, che la cannella o l'orma con l'antica insegua de'ss. Crispino e Cri-
dell'acqua di Trevi, die il nome alla chie- spiniano , la cui festa celebravano nella
sa di s. Muriu iu CuuutUa de'serviti, e de- chicca di s. Bouosu, olire quella di tal &au*
loO UNI UNI
la a*i5 luglio, chiesa ili Trastevere, pres- den assisteva alle dispute che da'dolti si
so s. Salvatore della Corte (alla quale fu facevano in quella università sebbene ,

riunita la sua parrocchia), che conserva- non intendesse parola di latino. Interro-
\a alcune reliquiedi quella mailire e no- gato perchè assistesse a quelle sapienti
bile romana Venuti, Roma mo-
(anzi il contese, senza conoscere ta lingua nella
derna^ che il rettore della
p, looiS, dice quale si disputava, rispose, « Se non in-
chiesa nel i48o, rifacendo l'altare mag- tendo verbo, me la godo per altro indo-
giore, le trovò con altre), la quale essen- vinando sempre chi ha ragione e chi ha
do quasi abbandonata, allorché l'ebbe il torto. Chi allegro e vivace sorride ha ra»
sodalizio e l'università, con molta spesa gione, chi fa il viso lungo e brusco lia

la restaurò (pare che altri abbellimenti torto. Me ne" consolo col i.°, e son largo
vi eseguì poi ne! 1700, ed il Venuti cele- di conforti col 2.°". Tralascio i racconti
bra insigtii benefattori di essa Ariadeno ameni sui calzolai inglesi Thomson,
Roncone sanese e Gio. Domenico Mauro Hams e White, sebbene i loro casi non
cosentino), e dove si congregavano nelle sieno senza interesse, In una gran capi-
feste a fare le loro funzioni spirituali, Il tale vivea un calzolaio, che acquistò fa-
Bernardini chiama la chiesa di .s, Bona- ma nella meteorologia. Costui andò tanto
sa anche de' ss. Crispino e Crispiniano, innanzi che di 8 in 8 giorni pubblicava
dell'università de'padroni calzolari e pia- un foglio a stan)pa , nel quale indicava
iiellari. i\el voi. LXXIX, 176, narrai,p. per tutta la settimana il tempo futuro
che per le vicende politiche il corpo di s, d'ogni giorno, ed in fatto l'indovinava.
Bonosa fa tolto dalla sua chiesa e ripo- Il re lo seppe e ^i:ct chiamare il calzo*
sto in li-iogo particolare, ed al sodalizio laio, dicendogli : E egli vero, che tu pre»
de'calzolari fu data invece di detta chie- tlici il tempo? Ed egli rispose: Sì, Sire,

sa, quella di s. Salvatore a Ponte Rotto, Riprese il re: E


d'onde nasce che tu col-
Pelò concessa la Bonosa al-
chiesa di s. pisci nel segno? Soggiunse il calzolaio;

la recente confraternita dell' Immacola- Oh maestà, questo è un segreto che io


ta Concezione, e de'ss. Francesco d'Asi- non posso manifestare. Se Io dico a V.
si e Antonio di Padova, essa lìsce istanza M. mio fratello perde il pane. Il re cu-
fervorosa di possedere il prezioso corpo rioso gli promise, che ciò non avverreb-
della santa, e l'ottenne per annuenza di be. Allora scoprì il calzolaia il suo se-
Gregorio XVI19 agosto 1 838 con so-
a' greto, con du"^. Sire, mio fratello è vo-
Jennissima Traslazione che colle par- ^ stio astronomo; e mi manda ogni set-
licolarilà descrissi. Riguardo alla chiesa timana alla stamperia colla sua nota del
di s. Salvatore ora posseduta dalla con- tempo. Io leggo questa nota." Quando egli
fraternita de' calzolari, siccome già par- scrive sole, io scrivo pioggia; s'egli dice
l'occhiale e ricca di ss, Reliquie, pe' corpi freddo, io caldo; s'egli calma, io tempesta;
de'ss.Proto e Giacinto, ne' voi. XXV, p. alle corte, tutto al rovescio ; in questo mo-
20, LI V, p. 123 e altrove, raccontai che do predico per l'ordinario il tempo. Dopo
con gran pompa nel 1592 fui'ono Irasla* queste argute lepidezze, si ricordano i cal-

li nella chiesa di s. Giovanni de' fioren- zolai rinomati, cioè il dotto calzolaio Hans
tini, ed ivi parlai dell' antichissima chie- Sachs, ed il più dotto ancora Gio. Paolo
sa già esistente nel V secolo, rifabbrica- Richter, celebri autori tedeschi. Anche i

ta da Sisto IV nel 174^.* ^ '^^ ultimo re- garzoni de'calzolai egli scarpinelli o ciab-
staurata dal sodalizio. Nel t, i dell' Al- battini ebbero l'università^ene parla nel-
luni (li Romap.i38 vi è un erudito
a VEusevologioW Piazza, Irat. 9, cap. 29 ;

articolo sui Calzolai degni di memoria. Della confraternita dis.Aniano de'gar-


Ivi si dice> che Simone calzolaio d» Lcy- zonide^' Calzolari a' Cerchi^i\d qual sau»
U N I UNI 107
lo che esercitò 1' arte lo dissi superiora ma,t. 3,p. 187, riferisce che la pia adu-.
tueute. Fu istituita nel i6i4 circa, i)u- nanza di Ponte Rollo, ove si fa da' gio-
po avere tifubbricato 1' aulica chiesa di vanetti la I." Comunione e ^W Esercizi
h. Maria presso la basilica di s. Maria in spirituali f ha la chiesa di s. Aniano; e
Cosniediìi, e perciò da alcuui chiamata vi si reca nelle ore pomeridiane delle te-r

cou tal vocabolo, già restaurata da Sisto ste co'giovani dell'adunanza istituita dal
IV coiue prova la sua arme murinotea sacerdote Gioacchino Michelini, quando
posta sulla porta, e lo stile del piccolo era parroco di s. Salvatore a Ponte Rot^
prospetto esterno, dal Martiuelli delta m lo, nell'antica abitazione de'Ponzianidi s,

Jit'^io/ie lììpcie, Societatis fanuilorum Frajìcesca romana (ove avea abitalo an-
Sulorum. Ila uu solo altare e uou pi'e* che s, Pietro) , e dove è tradizione che
senta cose di rimarco, 11 sodalizio l'inti- morì, cioè nella pia casa di detti spiritual
tolò a s, Aniauo suo patrono, e con re- li esercizi, restaurala e ampliala da Gre-
gole e costituzioni si governò, vestendo gorio XV 1, comerileva
il eh. Andrea Bei-

sacchi bianchi colla sua iuanagine sulle Delle case abitate in Ixoma da parec-
li,

spalle, celebrandone la festa non a':^5a- chi uomini illustri, p. 7 e i q. Del bene-: i r

prile, giorno della beala sua morte ,,raa merito istituto e dell'adunanza tratta il
con indulgenza plenaria a' 17 novembre, prete Guglielmo Costanzi, L' Osserva-r
fursc anniversario della traslazione del tore di Roma, t. i, p. (99 e seg. Delle
suo corpo da Alessandria nella chiesa di 4 opere pie isliluiledal benemerito Mi-
s. Maria della Carila di Venezia, Il ììii- chelini nell' aulico locale del conservato-
ller lo dice spirato a'26 noveu)bre, ben- rio di s. Pasquale, riparlai ne'vol. XVlf,
ché ne riporti i5 aprile col
la festa a' p. 25, LXlll, p. 1 16,
Martirologio romano. Anche il Venuti, Candelottari, ìHeìV Eusevologio^ trat»
Roma moderna^ p. 94^> riferisce, che la 9, cap. 32, narra Piaz?a, che fabbrica i

chiesa di s. Aniano eia della compagnia lori di Candele [F.) aveano una nobile
degli scarpinelli, e che a lui la dedicaro- cappella in s. Galla, o meglio nella Chie-

no dopoché Paolo V ne approvò gli sta- sa di s, Maria in Portico^ diversa ùixU


tuii. Ed il Bernardini cbiatna la chiesa V Ospizio di Si Galla (F.), dedicala alla
tli s. Aniano dell'uni versila de'lavoranli Purificazione della B, Vergine, del cui ve-
calzolari e pianellari. La che dall'A-
via nerabile mistero solennemente ne cele-
pollinare conduce a s, Antonio de' porto- bravano la festa, con apparato sontuoso
ghesi hno dali65o chiama (Ìq'PÌci/icI-
si e QìUsica; avvertendo che già a suo tem-
hirìj perchè sin da quel tempo vi slan- po la chiesa era demolita. 11 Bernardini
ciavano i venditori di piauiille o pantofo- che pubblicò neli 744 ^^ Descrizione de*
le e di scarpe, ed ancora vi sono alcmie Rioni dì Roma^ riferisce che l' università
calzolerie, prima essendo molle, Ne'pos- de' candeloltari allora si adunava nelU
sess'i de' Papi le universilù de' calzolai e Chiesa di s, Pietro in Montorio{r,):De'
dJgIi scarpinelli addobbavano un tratto Lumi(F.) alimentati dall' Olio ( F.), o da
della via per la cpiale passava la cavalca- altre materie, ragionai a'iuoghi loro, Ne*
la. Gli scarpinelli fecero ancora parledel- possessi de'Papi 1* università ornava un
l'uni versila, S[)edale e sodalizio degli Or- trailo della strada in cui incedeva la
toianiy cotne dico in tal paragrafo. Nel pompa.
1807 passò la chiesa all'arciconfraterm- Cappellariy Universitas Artis PileO'
ta della Dottrina Cristiana (/'.), che la rum Urbis. 11 cappellaroo cappellaio, Pit
restaurò. Lasciala da essa dopo alcuni , Icari us\ è il faci tur de' Capjìclliy coper-»

unni, fu da ultinio risarcita di nuovo, Il ture del capo adattate alla torma di eSf
cardinal Morichim, Dc^l'lnstilutiìit Ho- so. 1 tabbricatoii di cappelli di Iloina,do-
!o8 UNf UN I

pò aver fatto parie cieli* università de' rificazione, inclusivamente al protettore


Mercanti Merciari, come dirò in tale pa- e primicerio. Il privilegio delle vedove e
ragrafo, erano uniti in università e cor- figli de' padroni di botteghe defunti per
porazione nell'oratorio dis. Giacomo a- continuar le medesime. Che il solo prio-

postolo annesso alla chiesa di s. Paolino re e guardiani dovessero giudicar le co-


alla Regola de'francescani del Terz'ordi' se appartenenti all'arte. Il divieto di ven-
ne (^.), sotto l'invocazione della B. Ver- der cappelli per la città, onde pure eli-
gine e la protezione di s. Giacomo Mag' mioar lo smaltimento de'difettosi e del-
giare apostolo, ed esisteva nel i
^44 quan- le frodi a danno del pubblico e a discre-
do il Ijei'nardini fece la Descrizione de' dito dell'arte, i rivenditori dovendo es-
Rioni di Roma. Di consenso del cardinal seie patentati, e soggiacere le loro botte-
De Rossi loro protettore e di mg-*^ Car- ghe alla Visita del priore e guardiani. Le
rara primicerio dell'università e poi car- botteghe di questi e de' fabbricatori do-
dinale, adunalisi in detto oratorio a' i4 vereessere 60 canne tra loro distanti, niu-
gennaio 177 i, per la mutazione de'leaa- no potendone ritenere più di una. Le
pi, delle cose e de'coslumi degli uomini, modiche tasse si dichiararono soggette
convenne il ceto de'fabbricanli di rinno- alla mano regia, così le contravvenzioni
vare gli statoti, e questi Clemente XIV agli statuti. Secondo l'antico costume di
confermò col breve la supremo aposlola- Roma di riunire in un determinato luo-
tus Solio fde 7 maggio (771 ^Bidl.Roin.
I go tutte le persone che esercitavano lo
cont. t. 4, p. 3 6 Confirinanlar Stalli'
I : sfesso mestiere, presso la via del Pelle-
la Universitatis Artis Pileoriim Urbis grino vi è quella della Viae delV Arco
e sono riportati nel breve stesso. Per l'e- de' Cr/ppcllari , per que' fabbricatori di
secuzione del servizio divino nella pro- cappelli che un tempo vi stanziarono.
pria cappella, la conservazione della prò- Cocchieri, Sodalitatis Rhedarioruni
fes-iione col buon ordine e disciplina , fu- Urbis. L'uso de' Cavalli [V.) cominciò
roiio dichiarati primari udiziali il prio- colla creazione dell'uomo, non solamen-
re edue guardiani, maestri idonei e pru- te pe'comodi della vita, pe* Viaggi (V.),
denti dell'arte. Il priore dpver vegliare a nelle per le Poste (/''.), ma per la Mili-
alla pace e concordia fra* con fratelli, ri- zia ( F.), pe' Giuochi [V.) e corse, pe' Tor-
tenere il sigillo dell'università con cui sì nei [F.) e altri Spettacoli, come ne' Tea-
dovranno segnare tutte le patenti e altro; tri ove riparlo degli anfiteatri e de'circhi;
le patenti per l'esercizio dell'arte doven- ne' quali articoli ragiono de' conduttori
dosi rilasciare dopo aver fatto le debite di cavalli d'ogni specie. Antichissimo fu
prove esperimenti di capacità, per deco- in Roma e altrove V uso de' carri e de'
ro della professione, ed anco l'aver fatto Carrozze {F.) si pro-
cocchi, quello delle
4 anni di fattoralo presso maestro paten- pagò nel secolo XVJ. De' Treni e delle
tato e 3 da giovane lavorante. Altri uf- Cavalcate ne ragionai in quegli artico-
flziali destinati furono il camerlengo il ,
li, e neh." nuovamente de'cocchieri pon-

segretario notaro pubblico, due sindaci, tifìcii Famiglia pon-


e de'cardinali, della
due infermieri per visitare e soccorrere i tificia e Famiglia de' Cardinali
della
maiali bisognosi. Si statuirono multe pe- (y.). ec, primi essendo soggetti al Ca-
i

cuniarie a'ricusanti gli uOìci; l'insegna vallerizzo Maggiore (F.), ed secondi i

della coiporazione coli' immagine di s. servono formalmente loro padroni in- i

Giacomo e l' iscrizione : UnÌK>ersilà de' clusivamente al Funerale (F.). I più


fabbricatori di cappelli di Roma, oltre grandi sovrani e personaggi addestraro-
la celebrazione di sua festa. La distribu- no cavalli cavalcali da' Papi, facendo
i

zione delle candele per quella della Pu- l'uffizio di Palafreniere (F.)j come lo
UNI UNI 109
fenno primari personaggi fs!Vescovì(V.)
i vani. Altre inoumerabili erudizioni le
iie'loro possessi. Delle vellure e de'vellu -
sparsi in moltissimi articoli. E notissimo
lini delle Strade di Ronuj, ivi ne parlai il detto di s. Filippo Neri: Tutto e vani-
e dal i85o si sono introdotti legni a un tà , ma la carrozza e un comodo. Nel
cavallo, volgarmente detti Botte, ad imi- voi. XXII I, p. Fa-
14^ e seg., narrai col
tazione di Napoli, ove la corte erasi riti- Ducci, Della Confraternita di s. Maria
rata nel declinar del 1848 per la vergo- deg li Ange li de ICa r te de \occhierij De l-
gnosa rivoluzione operata in Roinn (K). lo Spedale dell'arte de' cocchierij e col
Avendo nell'antica Rooìa la legge Oppia Piazza, Dis. Maria in Cacaberi de'coc'
vietato alle donne, oltre le vesti di \ario clncri. Che i coc(;hieri nel 1 545 nella chie-
colore e con non più di mezz'oncia d'o- sa parrocchiale di s. Lucia della Tinta,
ro per ornamento, di andare sui carri, che descrissi e già detta Quatuor Por^<7-
cocchi e carrette vicmoal la città per i eoo r?/w, per divozione all'immagine dis. Ma-
passi, se non per causa de' Sagrifìzi a'uu- ria degli Angeli istituirono il loro soda-
mi; indi avendo le romane ottenuto da' liziocon vesti di sacco, con esercitare di-
Bruti, fondatori e severi propugnaljorl del- verse opere di pietà e soccorrere cocchie- i

la repubblica romana, l'abrogazione di ta- ri divenuti invalidi per l'età o per le dis-
le un tempio a Carmenta
legge, alzarono grazie a cui sono soggetti, meglio stabi-
madre d'Evandro, in memoria e rendi- lendolo nel 565; che indi nel 1 1 58o ac-
mento di grazie per l'ottenuta vittoria canto a detta chiesa fondarono pe' loro
di libertà contro la pompa del Lusso(P\). confratelli un ospedale con 6 letti e poi
Dipoi però l'inflessibile censore Catone, aumentati a 10, con tutto l'occorrente al-
Tolle porre un freno agli eccessi , rigoro- la cura degl'infermi; oltre il visitare esov-
samente ordinando che gli ornamenti
, venire malati i al domiciIio,accompagnan-
delle donne, cocchi o carrette di loro u-
i do i morti alla sepoltura e suffragando i

so, nel valore non sorpassassero i 5,ooo defunti; non che dotando le oneste zitel-

denari di rame, sotto pena alle prevarica- le figlie di loro professione. Che nel 1661
trici della prescritta prammatica sontua- (meglio nel 1664» dopo partiti i Regattie-
ria, della confìscazione delie cose mede- ri, come dico in tal paragrafo) si trasferi-
siuje. Seneca narra la gran comodità de' rono nella chiesa di s. IVI aria in Cacale-
cocchi o carri, n eli '/Tp/^/. 1 5 dicendo: Gè- ris nel rione Begola, stata parrocchia si-
statio eninif et corpus concuti t, et studio no al 1594, già dedicata a s. Biagio in
non qfjfìcit^ ut possis die tare ,
possis lo- Cacaberisj e prima all'Immacolata Con-
fjuiy audirej quorum nihil ne amhules cezione, con dirne le loro notizie. Che ol-
s'etat.E della stessa comodità di scrivere tre la B. Vergine e s. Lucia, hanno a pro-
viaggiando, sovente ne fa menzione Cice- tettore s. Riccardo, il quale fece il cocchie-
rone ad Attico. Claudio proibì carri a i re prima di divenir vescovo. Che i Papi
tulli viandanti per 1' Italia, volendocbe
i furono larghi con essi di grazie spiiituati,
ciascuno camminasse a piedi,© in Sedia indulgenze e privilegi, ed è in vigorequel-
o in Lettiga (V.). E Nerone allettava di lo del diritte privativo dell'escoriazione
esercitare l'uflìzio di cocchiere. Alessan- nel suo locale presso porta Leone, delle
dro Severo concesse a'senatori romani le bestie cavalline, mulina , somarine che
carrette d'argento, sembrandogli per- muoiono in Boma , nell'adiacenze e vi-

metterlo la maestà del senato. Commo- gne snburbane, che unitamente al locale
do porlo tant'oltre il fusto de' carri, che con acqua perenne e stigli , il sodalizio
talvolta si fece tirare in pubblico da 4 aflitta per un novennio previo pubblico
cervi; altre volte da 4 leoni, da 4 l'6'"'> ® avviso nel Giornale di Rema. D« dirit- I

per&ÌQo a da 3 ovvero 4 donzelle o gio- to di Icuer la concia delle pelli ullìttato in


ij u rs r U rs' I

perpelno airuniversità de* P^accJnaii, il furono ammessi a fnr parie del sodalizio,
cui |)»r.ngrafo è a vedersi, col peso a'coc- e università. Molli poi de'brutali condut-
chieri di dover somminislraie annui scu- animali da tiro e da
tori de'cavalli e altri

di ?oo al professore di veleiinaria dell' f/- Soma, con mostruosa e bestiale contrad-
jiH'crsità Romana {F.).
Finaloienle, che dizione, nel cader gli animali, fors'anche

da ullimo leslauiaiono e abbellirono la per loro inipeiizia onegligenza,invece su-


loro chiesa di s. Maria in Cacahcrisj e bito d'invocar 1' aiuto di Dio e del santo
che Gregorio XVI col breve ivi ricordato patrono j e di soccorrerli con premurosa
dell'i r selleuìbre 1882 e riportato nel prontezza, con impeto di furiosa ira, e in-
Bull. Rom. cont. t. 19, p. i36: Confìr- sieme scandalosa e riprovevole, tra le più
malio StatutorumSodaUfatis Rhcdario' orribili e anco