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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
M PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,

AI RITI,ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOIf
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DI GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XI.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDGCCXLI.
,,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
CAV CAV
VJAVALCHINI Caklo Alberto Gui- subito lo destinò suo prodatario, e
jyottoTiO, Cardinale. Carlo AlbertoGui- gli conferì il vescovato d' Ostia e
dobono Cavalcliini nacque a Tortona, governò assai lodevol-
Velletri, cui
nel i683, da nobile lignaggio. Dopo mente. 11 ponte d' Ostia, eh' era di
aver ottenuto la laurea, si recò a legno, fu da lui fatto costruire di
Milano, ove si rese celebre nel di- pietra ; il perchè quel pubblico a
ritto, e fu aggregato al nobile col- segno di riconoscenza gli eresse un
legio dei giudici e dottori di quella monumento nel palazzo della co-
città. Passò poscia a Roma, e qui mune. Mori a Roma, decano del sa-
nel I 7 1 6, da Clemente XI venne a- gro Collegio, nel 1774» ^' novanta
scritto tra gli avvocati concistoriali; anni e trentuno di Cardinalato, com-
e da Benedetto XIII, nei 1725, fu pianto per le sue virth ed egregie
fatto votante di segnatura. In se- doti. Il suo corpo, com'egli avea
guito ebbe le dignità di promotore ordinato, fu esposto e sepolto nella
della fede, vescovo, segretario della basilica de'ss. XII apostoli.
congregazione del concilio, canonista CAVALCHINI Francesco Gumo-
e correttore della penitenzieria, ed ai BONO, Cardinale. Francesco Guido-
9 settembre 1743, Benedetto XIV bono Cavalchini nacque in Torto-
10 creò Cardinal prete di s. Maria na ai 4 dicembre dell'anno 1755.
della Pace, poi prefetto della con- Recatosi in Roma neh' età di anni
gregazione dei vescovi e regolari tredici, sotto la direzione del pre-
colla protettoiia de' monaci celestini cedente Cardinale di lui zio, terminò
e cappuccini ; e, morto il Pontefice, i suoi studi nel collegio dementino,
gli sarebbe succeduto nel pontificato, quindi nell' accademia ecclesiastica.

se non avesse avuto 1' esclusiva dal- Nel 1779, Pio VI lo nominò came-
la corte di Francia. Clemente XIII, riere segreto soprannumerario, e nel-
eletto invece di lui nell'anno 1758, r anno appresso prelato domestico.
,

6 CAV CAV
Nel 1784 lo promosse a ponente sa, spirando colla tranquillità del-
di consulta, e ad assessore del go- l' uomo giusto. Questo insigne por-
verno, e nel 1787 a primo assesso- porato fu esposto, e sepolto nella
re criminale del medesimo tribuna- predetta chiesa di s. Maria in A-
le. Rimase in questa carica sino al quiro.
1791, in cui fu fatto chierico di ca- CAVALIERE. Eques. Grado e
mera. Di poi, nel 1801, Pio VII lo nome, che significa carica di milizia
nominò governatore di Roma, e nel o di dignità, derivante dalla voce
concistoro de' i4 agosto 1807, lo cavallo. Venendo la milizia divi-

creò Cardinal diacono, riserbandolo sa in uomini a piedi ed a ca-


però in petto. Ma nell' anno seguen- vallo ,
questa seconda fu riputala
te fu ari'estato dai francesi, che al- più nobile, ed i cavalieri acquista-
lora occupavano Roma, fu rinchiu- rono lustro e celebrità per aver
so per tre mesi in Fenestrelie, e militato pei principi, osservato de-
quindi rilegato nei dipartimenti me- terminate leggi, con governo e di-

ridionali della Francia. Ristabilito rezione degli altri, come definisce il

nel i8i4 il governo pontificio, egli Sansovino, Origine de cavalieri pag.


riassunse la carica di governatore I. Perlochè la dignità di cavaliere
di Roma, e la 6
esercitò sino ai è primo grado d' onore dell'anti-
il

aprile del i8i8, epoca in cui venne ca milizia, che da vasi con certa tal ce-
• pubblicata dallo stesso Pio VII la rimonia a coloro, i quali si erano resi

sua promozione alla sagra porpora, illustri, distinguendoli in siffatta guisa


col titolo diaconale di s. Maria in dall'altra gente di guerra. Così, sot-
Aquiro. Venne annoverato a nove to il nome di Ordini militari ed e-
congregazioni cardinalizie, oltre la questri, si debbono intendere alcu-
prefettura di quella del buon governo, ni corpi di cavalieri, fregiati di de-
alla quale il nominò nell'anno 182.5 corazioni, e di privilegi, che furono
Leone XII, alla cui elezione era istituiti da impera-
varii Pontefici,
intervenuto. Ma essendo stato non tori, re, e principi sovrani, per ri-
molto dopo sorpreso da incomo- munerare i servigi di quelli a'qua-
di, che non gli permettevano più li li conferirono, e per dare una so-
di uscire di casa, nell'anno 1827, ri- lenne e luminosa prova di benevo-
nunziò a sì laborioso uffizio. Eser- lenza e stima all'ingegno, alla fe-
citò tutte le cariche con energica deltà, al valore, e alla virtù. In
fermezza, massime quella di gover- questo Dizionario, ai rispettivi arti-
natore di Roma, e con tale inalte- coli, si ragiona dei diversi Ordini
rabile giustizia, che ancora viene ce- cavallereschi sì esistenti, che sop-
lebrata. Ornò la sua chiesa diacona- pressi.
le di ricchi arredi sagi-i, ed ebbe I Dizionarii della crusca, della
verso i poveri una carità quanto lingua italiana, e delle origini fanno
generosa altrettanto più lodevole varie distinzioni sulla voce cavaliere
dappoiché fu così segreta, che non o cavaliero, il perchè noi sol qui ri-
si conobbe che dopo la sua morte, porteremo quelle, che ci seinbi'ano
la quale avvenne ai 5 dicembre in proposito. E detto cavaliere co-
1828, dopo lunghissima malattia, lui, che è ornato di dignità caval-
e dopo aver ricevuto con tenera di- leresca, la quale è di jiiìi maniere.
vozione i sagrumcnli di santa Chic- Infatti in quattro mudi sun fatti, o so-
,

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levansi fare i cavalieri ; cioè cavalie- per Istituto doveano difendere gli
ri bagnali, cavalieri di corredo, cava- oppressi, e proteggere specialmen-
lieri di scudo, e cavalieri di arme. I te le donne. 1 cavalieri presso gli
cavalieri bagnati si facevano con gran- romani erano, come diremo, il
antichi
dissime cerimonie, e conveniva che secondo grado di nobiltìi dopo quello
fossero bagnati, figurando con ciò la de' senatori.
lavanda da ogni vizio. I cavalieri di Dice poi il Bonanni, nel suo Ca-
corredo erano quelli, che con la veste talogo degli Ordini equestri e mili-
verde bruna, e con la dorata ghir- tari,che alcuni cavalieri di milizia
landa pigliavano la cavalleria. I ca- sebbene applicati alle
ecclesiastica,
valieri di scudo erano coloro, che armi, sono cavalieri di religione, e
venivano fatti cavaheri, o dai popoli, di chiesa, come i gerosolimitani, i

o dai signori, e andavano a pigliare teutonici ec, ed altri sono cavalieri


la cavalleria armati, e colla bai'bu- di ordine, di croce, e di collana
ta, o elmetto in testa, I cavalieri di fatti dai principi, come quelli della
arme erano che nel princi-
quelli, giarrettiera, del tosone, dello Spiri-
pio delle battaglie, o nelle battaglie, to Santo ec. Non sono di vita mo-
non che dopo di esse, nelle pubbli- nastica, né fanno professione di rego-
cazioni di pace,o delle tregue, nelle la, ma solo sono sottoposti alla legge
grandi solennità della Chiesa, e spe- di cavalleria, fondata in termini di
cialmente nella pentecoste, nella con- onoi'e. Altri finalmente sono cava-
sagrazione, od iucoixtnazione dei re, lieri dello sperone d'oro,
che il ci-
nella nascita dei principi delle case tato Sansovino chiama comuni, dap-
regnanti ec, si facevano cavalieri. poiché in ogni città, da ogni prin-
Eranvi eziandio cavalieri di terra, e cipe erano creati di qualunque qua-
di mare, e ve ne furono poi anche lità e condizione , e talvolta non
di toga, come pure cavalieri eccle- degni del cospicuo grado Il Can- .

siastici. I grandi cavalieri si chia- cellieri, nelle sue Dissertazioni bi-


mavano vessilliferi , i minori bac- bliografiche, pag. 8, facendo il pa-
cellieri : tutti poi erano obbligati ragone se meglio applicarsi alle
sia
alla osservanza di molte cose, che lettere, oalle armi, e se più nobi-
trovansi notate negli scrittori di ca- li sieno queste o quelle, dice che
valleria. Porta il titolo di cavaliere certamente i dotti sono stati consi-
anche chi vive cavallerescamente, derati per eguali ai militi, o cava-
alla grande, con lustro, e da gentil- lieri, essendovi i milites litteratij i

uomo, e talora si estende infino ai milìtes clerici, senza parlare del-


re , l'/r nohilìs, patrìcius. Cavaliere l'antico detto, cedunt arnia togae.
di corte vale uomo di corte, e nella Vi ha una decisione di Bartolo, da
romana diconsi cavalieri di spada e cui rilevasi, che dopo un decennio
cappa, i camerieri secolari del Pa- d' insegnamento, un dottore di gius
pa, dalla spada che cingono al fian- era ipso facto cavaliere. V. Bettinelli,
co, e dalla forma dell' abito. Cava- Risorgimento ec, l. 122.
liere fu anche usato in significato
Origine de^ Cavalieri e loro diffe-
di nobile, e di condizione cavallere-
renti specie.
sca, equestris. Cavalieri erranti di-
consi da' romanzieri quelli di uu Si crede che l' origine de' cava-
certo Ordine di cavalleria , che lieri rimonti alla più remota anti-
,
,

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chità, e sia un ritrovato di quei ricchezza, ed altro della persona am-
primi, che erano mossi o da ingim'ia messa Ordine equestre, che per
all'

ricevuta, o da onesta volontà di ri- altro dovea essere fornita di valore,


cuperare il perduto, o da voglia di l'cligione, e belle doti, e più degli
conquistare, o di procacciarsi gloria. altri era obbligata a servire il prin-
Ne menzio-
riporta alcuni esempi il cipe con fedeltà.
nato Sansovino, aggiungendo che fra Volendo poi dire de' cavalieri ro-
i romani l'origine de' cavalieri si mani antichi suaccennati, essi divide-
deve a Romolo, dappoiché avendo vansi in tre ordini, o classi, cioè in
stabilito il suo stato, gli diede per senatori, in cavalieri, ed in plebei.
grandezza, e maggior sicurezza tre I cavalieri, come dicemmo, sino dal-
centurie di cavalieri, la prima chia- la fondazione di Roma , erano quelli,

mata Ramnense dal nome Ro- di che nelle guerre esercitavano la mi-
molo, r altra Tiziense da Tito Ta- lizia a cavallo, somministrato loro e

zio re sabino, la terza Luceria. Non fornito dal pubblico erario. Dopo
fa Tito Livio altra menzione di ca- r istituzione di Romolo primo re di
valieri:molto ne pai'la Plinio nel Roma, vennero ampliati nel numero
libro XXXIII
capo li, dicendo fra prima da Tarquinio Prisco quinto re,
le altre cose, che dopo molte mu- e poscia da Servio Tullio di lui
tazioni fatte dell' Ordine de' cavalie- successore, il quale li decorò di piìi
ri. Cicerone fu finalmente quello, splendido ed onorevole grado di di-
che stabili l'Ordine equestre nel suo gnità. In progresso, essendo salito il

consolato, e lo pacificò col senato, popolo romano al sommo di grandez-


gloriandosi anch' egli di essere usci- za e possanza per le vaste sue conqui-
to da loro. Il perchè appunto da ste, principiò a ricevere ne' suoi e-
quell'epoca l'Ordine equestre co- serciti la cavalleria delle vinte na-
minciò ad essere il terzo corpo nel- zioni, per lo che l'Ordine de' cava-
la repubblica, e s'incominciò nelle lieri soffrì vm notabile cambiamento :

iscrizioni ad aggiungersi al senato laonde all'epoca dei Gracchi, e nel


ed al popolo romano, mettendosi cominciar del consolato di Cicei'one,
dopo di questo siccome aggiunto di i cavalieri altro non erano che una
nuovo. Tuttavolta il Giustiniani ,
classe di cit,txdini doviziosi non ap-
Historie cronologiche degli Ordini partenenti alla milizia inferiore, né
equestrij pag. 4, chiama quelli isti- al ceto dei patrizi, superiore però a
tuiti da Romolo, dei Cornicularii quello della plebe , disfinguendosi
e fa menzione dei Rndiani, Ranicn- principalmente da questa per un a-
si, e Taziensi, tutti Ordini equestri nelio d' oro, che portavano lìel dito,
de' romani. L' intenzione pertanto di secondo il costume degli antichi
quello, che pel primo ordinò cava- cavalieri appartenenti all'esercito ,

lieri, fu per servirsi dell' altrui va- come meglio si dirà. Godevano i

lore militare, o per custodire la pro- cavalieri romani molli privilegi, e


pria persona, o per guardia del pub- molte preeminenze, una delle quali
blico. 11 valore militare fu adun- era di poter passaré^-n^novero d'.'sc-
que eletto dal principe come prima- natori quando il merito ne li rendeva
rio oggetto di essere esaltalo ed o- degni. A tal effetto ogni cinque an-
norato a questo grado di cavalleria, ni venivano passati in rassegna dai
senza punto riguardo alla nobiltà, censori, che rigorosamente ne csa-
,

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minavano le azioni, e trovatele de- li anelliper sigilli, come dicesi al-
gne (li castigo, o vedendoli an- l'articolo Anello {Vedi), e portandolo

dati in miseria a cagione dei vizii, i plebei di ferro. K. il citato Bo-


li privavano della cavalleria, e li nanni pag. XCIX, del cavaliere ro-
riducevano all'ordine de'plebei. Ri- mano antico.
guardo poi alle vestiinenta dei Succeduti alla romana repubbli-
cavalieri, siccome è nolo che i ca gì' imperatori, non solo conser-
romani usavano la tonaca cui so- varono gli Ordini equestri, ma ezian-
vrapponevano la toga, cos\ veni- dio ne istituirono di nuovi, come
vano distinti in diversi ordini dal- abbiamo dal citato Giustiniani pag.

l'essere essa pili o meno ornata, 4, notando per uno dei più cospi-
ovvero affatto semplice. Ed è per- cui quello de' cavalieri augustali i-
ciò, che i plebei vestivano toga li- stituiti da Tiberio, Di quest'Ordine

scia, i senatori ornata con grandi fregiò queir imperatore sì Druso suo
fregi di porpora, e i cavalieri con figliuolo, e sì Tito, Claudio, e Ger-

altrettanti ornamenti, ina di minor manico di lui nipoti, senza mento-


grandezza. Questa toga poi dicevasi vare altri personaggi. Seguì poscia
clava ta^ perchè gli ornati erano a 1' erezione dell' Ordine equestre del
foggia delle teste de' chiodi, sebbene cinto e speroni d'oro, poi cambia-
da molti si ritenga, che tali fregi to nel cinto della spada colf uso
altro non fossero che fiori, o liste di degli speroni, che nell' armare ogni
porpora di maggior o minor gran- cavaliere di onore si accostuma
dezza, a seconda dell' ordine della dai principi. Vuole inoltre il San-
persona. Certo è che la toga pei sovino, trattando della dignità dei
romani era come il manto ai gre- cavalieri, che gl'imperatori, ad imi-
ci, che assumevano sulla tonaca, la tazione degli antichi romani, pre-
quale solo cuopriva le ginocchia, miassero q'uelli, che si erano distin-
mentre quella essendo amplissima, ti per valore guerriero con co-
giungeva sino a terra. Alcuni asse- rone a proporzione de' fneriti; il
riscono, che la toga fosse chiusa di- perchè sono note le corone di quei*-
nanzi, e serrala ai fianchi con una cia, di gramigna, d'olivo, di mirto,
cintura; ma i più vogliono, che fosse d' oro ec, non che con donativi di
interamente aperta, e fermata solo cavalli, armi, ed abbigliamenti mi-
su di una spalla, per lasciar libe- litari, mentre chi li riceveva, diligen-
ro r uso del destro braccio, il che temente conservava tali onorevoli
vediamo ne' monumenti, che tuttora testimonianze a perenne memoria.
ci restano. Tuttavolta il principal GÌ' imperatori, a chi avevano distin-
distintivo de' cavalieri romani era to col nome di cavaliero, diedero il
l'anello d'oro, cui portavano nel titolo di commilitone, od altri no-
dito anulare della mano destra, il mi rispettabili per eccitare viep-
,

quale vuoisi che fosse semplice, a più la virtù e il coraggio in loro,


distinzione dei senatori, 1' anello dei e destare 1' emulazione negli altri.
quali aveva in mezzo una pietra. In Firenze vi aveva una compa-
Però alcuni sono di opinione, che gnia di volontarii, che erano de'più
s^i r uno che l' altro fossero intera- celebri giovanetti della città , e
mente simili, il che sembra più pro- chiamavansi cavalieri della bandai
babile, serveudosi gli antichi di ta- per un' insegna eh' essi portavano
, ,

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di colore rosso in campo verde. Il tare, una spada, e una cintura , e
Villani fa menzione tie' cavalieri ban- dopo averle benedette , ne cin-
'
deresi, e di corredo, de' cavalieri di geva il fianco del giovanetto, che
scudo, d' un cavaliere fatto dal sin- allora principiava a portarle. Questi
daco del popolo romano all' altare scudieri si dividevano in più classi:
di s. bagnato nella conca
Pietro, eranvi gli scudieri di onore, o del
del paragone, ove si bagnò Costan- corpo, cioè della persona del princi-
tino. Tale fu anco Cola di Rienzo, pe o della dama; eravi lo scudiere
famoso tiùbuno di Roma nell' assen- di camera, o ciambellano, lo scudiere
za de' Papi in Avignone, il quale scalzo, il coppiere, lo scudiei'e della
prese i pomposi titoli di candidato scuderia , della panettei'ia ec. Nei
dello Spirito Santo, cavalier Ni- combattimenti lo scudiere era atten-
cola Severo, clemente liberatore di to ai movimenti del suo signore
Roma, zelatore dell'Italia, amatore per somministi'argli, quando occorres-
del mondo, e tribuno augusto, e se, nuove armi, riparargli i colpi, rial-

con essi sottoscriveva le sue lettere; zarlo se caduto, e dargli un altro ca-
ed allorquando riportò una vittoria vallo, tenendosi solo nei limiti della
sui Colonnesi, prese di ciò argomen- difesa. Quindi all'età di ventuu an-
to per armare il suo figliuolo ca- no gli scudieri potevano essere pro-
valiere della vittoria. In Francia mossi al cavalierato. Ciò per altro non
prima di tal' epoca, già nel secolo siosservava per tutto. Dalle storie di
decimo, l'Ordine cavalleresco consi- Spagna abbiamo, Surita lib. 2. capo
steva in im' associazione di nobili 5, che i re d' Aragona giunti alla
uniti per la protezione dei deboli, età di venti anni, oppure contraendo
e per comune difesa contro gli a- matrimonio, erano armali cavalieri, e
busi, che derivavano dalla confusio- senza ricevei'e la C(«'ona erano chia-
ne dei poteri feudali , anzi nel de- mati re, il perchè Innocenzo III nel

clinare del secolo XI questa riunio- 1206, diede loro il privilegio di esse-
ne di guerrieri prese una forma le- re coronati; e quando Pietro III ve
gale insensibilmente, pei-chè illustrata d'Aragona meritò nel 1283 le cen-
dall' ei'oismo, e prese un posto fra Martino IV
sure ecclesiastiche di ,

le istituzioni. Ed è perciò, che sem- volle intitolarsi Pietro d' Aragona


pre più il titolo di cavaliere fu con- cavaliere padre di due re, e signore
.siderato una dignità, che dava il del mare.
primo rango nell'Ordine militax-e, e In progresso si crearono dai piin-
non conferi vasi se non per mezzo cipi sovrani cavalieri anche in tempo
d'una specie d'investitura, con ce- di pace, non perchè essi sieno milita-
rimonie e giuramenti. Sino dall'età ri, ma perchè come i militi fossero
di sette anni al giovane destinato a ornati di egual dignità, e relativi pri-
divenir cavaliere , davasi una edu- vilegi, e quanto più il principe è pos-
cazione guerriera e leligiosa . Il sente, tanto è più cospicuo il cavaliere
primo grado era quello di paggio fatto da lui. Fra le cerimonie, che
quindi di scudiero, e nel terzo lu- praticavansi nella creazione d'un ca-
stro dell'età i suoi genitori lo pre- valiere in tempo di pace, si faceva
sentavano con una candela all'altare precedere la fimzione dai digiuni
])er farne oblazione. Il sacerdote cele- e dalle preghiere, ed eranvi dei
brante toglieva dalla mensa dell' al- padrini per armarlo. Gli si poneva-
,

CAV CAV II

no gli speroni cominciando dai sini- » duces,el comites in militiae proveiit


stro, la corazza, i bracciali, le mano- " honorem , ter quemque perculiens.
pole, poscia gli si cingeva la spada, >' Trecenti co die percussi milites ".
dandoglisi da quello, che conferiva il Racconta poi il Platina, nella vita di
grado, tre colpi di spada sulla spalla Paolo li, che, ritornato in Roma Fe-
o sul collo, per significare tutti i tra- derico III, fu ricevuto «lai Papa con
vagli, ai quali doveva essere prepara- grandissimo onore, e eh' egli trovan-
to. Indi gli si diceva: zrt nome diDio, dosi in castello, li vide ambedue sotto
ovvero di un santo, io tifo cavaliero, un o baldacchino, mentre tor-
pallio
sii pio e coraggioso. Allora gli si pre- navano dal Laterano al Vaticano, e
sentavano il cimiero, lo scudo, la lan- clie il Pontefice si fermò, ed aspettò
cia, ed un cavallo, eh' egli montava sul ponte, finché l'imperatore creò in
air istante, e caracollava con leggia- quel luogo alcuni cavalieri. Dopo che
dria coir asta, o colla spada. Carlo V Bologna nel
fu coronato in
Quando gì' imperatori romani si 53o dal Pontefice Clemente VII, con
1

portarono a Roma
per essere corona- esso andò per la città in solennissima
ti dal Papa nella basilica vaticana, par- cavalcata, dopo la quale si recò alla
tendo quindi con solenne cavalcata per chiesa di s. Domenico, ove i canonici
venendo ac-
la basilica latei'anense, e lateranensi lo fecero canonico, quindi
compagnati sino a Castel s. Angelo lerminatd tal funzione, l'imperatore
dai medesimi Pontefici, giunti sul con- creò molti cavalieri. In una relazione,
tiguo ponte Elio, solevano creare al- che possedè mss. il eh. bolognese Gae-
cxmì cavalieri. Di fatti abbiamo fra tano Giordani, ecco quanto si legge
gli altri, che l'imperatore Sigismon- avendola riportata nella nota 67 nel-
do, dopo essei'e stato coronato nel l' illustrazione di Lettera inedita ec.
1433 da Eugenio IV, fermandosi sui Bologna i84i- sull'incoronazione di
ponte s. Angelo, creò molti cavalieri Carlo V »» l' imperatore colla spada
:

aureati tanto italiani che tedeschi, del- » nuda toccava la testa di chi voleva
la quale cosa parla l' annalista Rinal- « essere cavaliere dicendogli esto nii-
di, presso un codice mss. di Paolo Re- » les: ma allora tanti furono i chie-
nedetto maestro di cerimonie. Così « ditori affollati intorno alni, i quali
Federico III imperatore, nel 14^2, " dicevano Sire, Sire, : ad me, ad me,
dopo essere slato coronato in s. Pie- »» eh' egli costretto e stanco, sudando
tro, e accompagnato sino a Castello « persino nella per togliersi da
faccia,
da JNicolò V, nel traversare il ponte s. » quella calca, inchinò sopra tutti la
Angelo, fece molti cavalieri dello spe- w sua spada, ed esprimendosi verso i
rone d' oro, parlando dei quali il Bo- » cortigiani colle parole /io«/?oc?o max,
nanni che furono duecento set-
dice, » perfinire soggiunse; estote milites:
tantacinque, e il Novaes ne enumera » estote milites todos, todos: e cosi re-
duecento ottantuno nella vita di Nico- plicando, gli astanti si partirono cava-
lò V. Percuoteva l'imperatore ciascun » beri e contentissimi". Ritornato poi
cavaliere per tre volte colla sua spa- Carlo V alla sua residenza, fece cava-
da. Il Nauclero, presso il mentovato lieri quelli, che nella cavalcata avevano
Rinaldi ad annum i^5i, n.° 2, ecco portato le insegne o stendardi di Bo-
come descrive tal funzione: « Caesar logna, cioè i gonfalonieri del popolo,
» in pontem Hadx'iani profectus est, delti tribuni della plebe del primo
" ubi Albertum fiatrem, pKuesque quadrimestre. 1 sovrani creano oggi-
,

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di cavalieri per mezzo de' loro di- no, e di altri stati, per le speciali be-
plomi, e talvolta lo fecero anco col- nemerenze che aveva colla s. Sede, e
la viva voce, o di Ordini equestri da per la stretta parentela , cui le era
loro istituiti, o di altri preesistenti. congiunto. Confermarono tal privile-
Secondo il Sansovino, fu Paolo III, gio Giulio III, Gregorio XIII, e Sisto
che pel primo creò cavalieri in Ro- V, per cui il capo della famiglia Sfor-
ma, nomitiando a tal onore Nicolò da za Cesarini accordava tal distintivo, a
Ponte senatore veneto. Ma prima di quelle persone che, ne reputava degne
lui non mancano testimonianze, come per ingegno, e virtù, con diploma che
si potrà vedere ai rispettivi articoli spediva in Genzano o altro suo feudo.
degli Ordini equestri, anzi si legge 1^. Litlercp. aposlolicce quihus nonnulla

nella sua vita, che eresse un Ordine de equestri auratae militiae decernun-
di quattrocento cavalieri, i quali com- iur, che il regnante Papa Gregorio
peravano il loro posto, e ne avevano XVI emanò a' 3i ottobre i84i- Con
dalla dogana la rendita annuale di tali lettere ,• nel ritornare all'antico
cento scudi certo è però che con bol-
: splendore l' ordine dello sperone d' o-
la emanata nel i54o Paolo III con- ro ha
, il Pontefice stabilito anco i com-

fermò i privilegi dei cavalieri dello mendatori fissando per Io stato ponti-
sperone d'oro. Di siffatti cavaliew, che fìcio il numero di essi a centocinquan-
appartennero alla classe de' vacabili, ta, e quello dei cavalieri a trecento ; ha
ne furono di varie denominazioni, co- aggiunto al nastro rosso di seta il colo-
me di cavalieri di s. Pietro, cavalieri re nero, e sullo smalto bianco della cro-
di s. Paolo, cavalieri del giglio, j'ulii, ce, l'immagine di Papa s. Silvestro I ;
pii, laurelani, e simili. Fra' diversi di- ed ha derogato al pi'ivilegio che i pre-
stinti ceti della corte e curia roma- decessori aveano accordato ad alcune
na, come i famigliari nobili ed intimi distinte famiglie, di concedere cioè il

dei Papi, neir essere dichiarati conti medesimo ordine, acciocché in appres-
palatini, erano pur creati cavalieri so non abbia alcuna forza, e vigoi'e.
anzi concessero i Papi ai Cardinali le- Di quest'Ordine poi equestre, ed au-
gati, ai vescovi assistenti al pontificio rato, comechè se ne parli all' articolo
soglio, e ad altri personaggi, il privi- Sperone d'oro, diremo che vuoisi isti-
legio di crearne un determinato nu- tuito da Costantino il Grande, e con-
mero. Ed uno dei privilegi, che gode- ferito a quelli, che in privato e in
va la romana principesca casa Sforza pubblico facevano continuamente la
Cesarini, non comune a verun' altra guardia alla sua persona come le ,

famiglia, neppure pontifìcia, come os- guardie nobili, e gli svizzeri la fanno
serva il Ratti della famiglia Sforza, oggidì al Papa. In oltre legavano ai
Roma 1794 parte I, pag. 264, 265, piedi dell'imperatore gli sproni, don-
e ^.^Q, era quello di creare cavalieri de presero il nome e l'impresa i ca-
dello sperone d'oro, o milizia aurata, valieri, portando nel petto la croce
non che conti del sagro palazzo ed a otto punte collo sprone pendente.
aula lateranensc. Questa rara prero- S. Pio V volle ripristinarh sotto il no-
gativa la concedette a sì celebre e me di pii , ed ampliarli , prescrisse
nobilissima famiglia il sovrano Pon- che essere dovesse nobile la posterità
tefice Paolo Farnese, in conside-
III, di un cavalierato cui assegnò ren-
razione dei grandi meriti e lustro di dile, in seguito peròa continuò
essa, già sovrana del ducato di Mila- chiamarsi dello sperone d'oro. Vuol-
,

CAV CAV i3
si ancora, che l'Ordine dello spe- ladino Cardinal Priuli , che è del
rone d' oro fosseapprovalo da s. seguente tenore.
Silvestro I , e che ne decorasse lo Clemente XI assiso sotto baldac-
slesso Costantino istitutore. J\on ha chino sulla sedia gestatoria nella
guari in Roma si sono ristampale camera de' paramenti, e vestito di
le Memorie storiche siiW anticliilà , sottana, (àscia, rocchetto, mezzetta
ed eccellenza dell' Ordine aurealo, e stola , ricevette l' ambasciatore in
ossia dello spron d' oro. abito senatorio a' suoi piedi, accom-
Finché durò la repubblica veneta, pagnalo dai maestri delle cerimonie,
questa teneva un ambascialore a Ro- dopo aver fatto le tre consuete ge-
ma presso il Papa, e prima di par- nuflessioni , mentre due cappellani
tire dalla sua ambasceria veniva segreti ginocchioni ai lati del Pa-
creato cavaliere della milizia aurata pa, sostenevano l'uno il secchio del-
con quelle formalità e cerimonie, , l'acqua santa coll'aspersorio, e l'altro
che andiamo a descrivere, mentre la spada nuda d'oro ornala di dia-
è degno di osservazione, che a nin- manti. Clemente XI , deposto il ca-
no de' suoi ambasciatori la repubbli- mauro , si alzò in piedi, e servito
ca permetteva ricevere decorazio- di libro e candela da dvie arcive-
ni equestri , meno che dalle ma- scovi assistenti al soglio, benedi la
ni del Sommo Pontefice. La fun- spada colle preci del pontificale ro-
zione si faceva nel palazzo apostoli- mano, e ricevuto dal Cardinal de-
co abitato dal Papa nella camera cano l'aspersorio, la bened'i, ricevendo
dell'udienza privala , se l'ambascia- pure dal medesimo la spada, la quale
tore era incognito, e nella stanza pose nelle mani dell'ambasciatore di-
avanti la cappella segreta del Qui- cendo: » Accipe gladium istum, in
rinale,ed in quella del s. Offizio al « nomine Patris, et Filii, et Spiri-
Vaticano o nella camera de' para-
, » lus Sancii ad de-
, ut eo utaris
menti, se r ambasciatore aveva lat- » fensionem tuam, ac sanclae Dei
to il pubblico ingiesso in Roma « Ecclesiae, et ad confusionem ini-
nel qual caso adoperavasi la sedia '» micorum crucis Cbristi ac fidci ,

gestatoria, perchè la funzione si lé- » christianae, et quantum humana


ceva in pubblico, mentre nella pri- » fragililas permiserit cum eo ne- ,

vata , il Papa adoperava una sedia » mine in injusle la-das ; quod ipse
camerale. V'intervenivano, mediante » praistare dignetur, qui cum Patre,
pontifìcio invilo, i Cardinali veneziani, »> et Spiritu sancto vivit et nguiit
oltre il Cardinal segretario di slato, " Deus per omnia ssecula saeculoruni.
vestitii di sottana, rocchetto, mezzetta » Amen ". 11 piimo maestro delle ce-
e manlelletta, sedendo nei banchi, ed rimonie Cassina prese quindi la spa-
Alessandro \ 111 vi fece assistere an- da dall'ambasciatore , la ripose nel
che i Cardinali aggregati alla nobil- fodero, passandola a d. Carlo Alba-
tà veneziana, alla cui nazione egli ni nipote del Papa, che la cinse al
apparteneva. 11 Diario di Rovi a ^ fianco dell'ambasciatore, il quale al-
num. 3i3 dell'anno 17 19, riporta zatosi in piedi, dopo averla cavala
la funzione fatta da Clemente XI ,
dal fodero, tre volte spiritcsanienle
coll'ambascialore veneto nobile Duo- la mosse, ed avendola strisciala sul
do, il quale fu coi»dollo in carroz- b) accio sinistro, la ripose nel fodero.
za al palazzo apostolico, dal conci t- Indi il Pontefice pxese dalle muui
,

14 CAV CAV
del Cardinal decano una preziosa va che a' suoi sudditi , come di-
collana d'oro lavorata, con medaglia cemmo, si conferissero ordini eque-
.simile pendente col ritratto dello, stri, avanti che
mandasse quel- gli
stesso Clemente XI da una parte lo dello d'oro, cui sole-
stolone
e nel rovescio coli' immagine del Sal- va mandare a Roma contempora-
vatore in atto di sostenere la croce neamente al suo ambasciatore fi-e-
coH'epigrafe : factvs est principatvs giato dal Papa delle insegne del
Ejus svPER HVMERVM Ejvs. Il Papa la cavalierato della milizia aurata) , si

pose al collo dell'ambasciatore, dan- Cardinal Priuli al palazzo


restituì col
dogli l'abbraccio di pace
, dicendo : di s. Marco sua residenza. Nella
Pax L'ambasciatore allora
tecurn. mattina seguente l'ambasciatore pel
tornò a sfoderare la spada , la de- suo maestro di camera, mandò al
pose nelle mani del Pontefice, che Papa in donativo un quadi'o di
tre volte leggiermente gliela battè cristallo intagliato, rappresentante un
sulle spalle, dicendo : Esto miles pa- miracolo di s. Clemente ; ed il pre-
cificus^ strenuus, Jidelis, et Deo de- fetto delle cerimonie pontificie ri-
voluf. Ripigliata dall'ambasciatore la mise all'ambasciatore consueto ro- il

spada, e postala nel fodero, il Papa, gito da lui come protonotario apo-
dandogli un piccolo schiaffo, gli dis- stolico rogato, facendo fede della fun-
se : Exciteris a sornno malitiae, et zione seguita , ed aggregazione alla
vigila in fide Christi, et fama lau- milizia equestre aurata, alfine di go-
dabili. Ciò detto, il marchese Astal- derne le preeminenze e le prerogative
li capitano delle guardie del corpo relative. Talvolta è poi avvenuto, che
pose all' ambasciatore gli speroni la spada venisse cinta da un principe
d' oro di squisito lavoro (i quali in romano, o dal principe assistente al
uno alla spada siccome erano degli soglio, e che gli speroni, in man-
ambasciatori , dovevano precedente- canza dei capitani delle guardie del
mente mandare al palazzo apostolico), corpo o cavalleggieri , fossero posti
mentre il Papa diceva Speciosus : all'ambasciatore dal capitano della
forma prae Jìliis homimimj acciri' guardia svizzera pontificia, come si

gere gladio tuo super femur tuum, legge nel numero 8 3 del Diario 1

potentissime: indi Dominus vohiscuniy RonianOj che descrive quando Inno-


coll'orazione propria. Dopo di che, cenzo XIII nel ijii decorò dell'Or-
l'ambasciatore baciò il piede al Pon- dine equestre 1' ambasciatore veneto
tefice ringraziandolo ossequiosamente, Cornaro. Analogamente alle descritte
e ne ebbe amorevole risposta in lo- cerimonie, il citato Sansovino, par-
de della repubblica , e della di lui lando delle insegne de' cavalieri,
persona, e nobilissima prosapia Duo- pag. 8, dice che se l'anello era an-
do. Quindi il Cardinal primo dia- ticamente distintivo cavalleresco, po-
cono levò la stola a Clemente XI ,
scia i principi adottarono lo sperone
che, benedetti i Cardinali, e l'amba- d'oro, o di metallo dorato, e vuole
sciatore col suo corteggio, fl^ce ritor- che Filelfo, il quale fiori nel XV seco-
no alle sue camere, mentre l'aniba- lo, [)el primo chiamasse per tal'insegna
scialore avendo deposta la collana, i cavalieri aurcati e che il donativo ;

la spada, e gli speroni (che ritirò (ut <l('gli speroni voglia significare come
suo famigliare, per attendt;re the r uill/io del cavalicro dee fare asi

la repubblica, lu quale uou vulu- cavallo, col quale appunto si ado-


CAV CAV l'i

pera Io sprone. Anticamente, se il ferito da un Cardinale, con facol-


cingolo, o cintura che si pone , al tà compartitagli da Clemente XI, al
cavaliero, fosse stato perduto, egli re- cavalier Rusconi scultore, di quattro
stava privtìto dei privilegi e delle pre- statue degli apostoli per la basilica
rogative, che concedevano le leg-
gli lateranense. Fu eseguita quella fun-
gi; quindi è che il principe creando zione dal Cardinale nel proprio pa-
un cavaliere, gli cinge la spada, lazzo, sotto il trono, con rocchetto
ovvero con essa gli tocca la testa scoperto, cioè con sottana e moz-
per significare, che colla spada dee zelta. Nello stesso numero, pag. 24,
mostiare il suo valore, per cui è egualmente si legge, che i cavalieri
fatto cavaliero, e con quella difen- di s. Stefano, nella chiesa di s. Ca-

dere il suo promotore, dovendo terina da Siena, dopo la messa can-


perciò essere coraggioso e virtuoso. tata, diedero l'abito, e la croce, e
Riguardo poi al conferimento della posero gli speroni ad un
la spada e
collana, come particolar insegna di nuovo cavaliere; quindi nel numero
special favore, ricorda il detto San- 636 nel detto anno 1718, nei nu-
sovino, che i nobili romani usavano meri 199, e 200, legeesi il diploma,
nella giovanile età la bolla d' oro e la funzione dell'Ordine della Cro-
appesa al petto, e che Faraone vo- ciera fatto conferire dall' imperatri-
lendo esaltare Giuseppe, gì' impose ce, per le mani
del Cardinal Scrat-
al collo una collana d'oro; mentre tembach, comprotetton; di Germania,
gli stessi lomani nelle guerre dava- alla marchesa Lancia IJichi, dimo-
no ai loro confederati collane d'oro, rante nel monistero di s. Anna,
ed ai propri concittadini solo colla- nella cui chiesa ebbe luogo la fun-
ne d' argento, ciò che in seguito fu zione. Nel Diario dell'anno 1721
imitato dagl' imperatori, solendo do- viene riportato, che il priore dell'Or-
nare collane di due specie, chiamate dine di s. Stefano, nella chiesa di
duplares e simplares^ a proporzione s. Giovanni de' fiorentini, diede l'abito
dei meriti di quello cui volevano militare di cavaliere di giustizia a
onorare. E finalmente egli dice, che certo Valletti, il quale, secondo il

per riguardo al colore delle insegne costume, fece dispensare i guanti agli
di cavaliero, il rosso fu il principale. astanti. 11 numero 648 del medesi-
Gli altri, come le insegne, le deco- mo anno racconta, che il gran priore
razioni, gli emblemi, le croci ec. di R.oma dell'Ordine gerosolimitano
furono espressamente stabiliti dai fon- presentò ad Innocenzo XIII per ,

datori degli Ordini militari ed eque- parte della sua religione, due croci,
stri ,
pei motivi per cui l' istituirono, una delle quali gioiellata, pel di lui
siccome può vedersi agli articoli nipote d. Carlo, che il medesimo
rispettivi, ove si scorgeranno gli Or- Papa aveva dichiarato cavaliere mi-
dini equestri eziandio di donne. lite di giustizia; quindi il Pontefice,
I Diari di Roma riportano le dopo aver celebrato la messa, assiso
funzioni e le cerimonie praticate in trono in una delle sue camei-e,
nel conferimento degli Ordini eque- pose al petto del principe nipote la
stri in Roma, sia dal Papa, che croce di Malta. Il numero 729 del-
dai Cardinali, ed altri. Si legge, nel l'anno 1722 riporta la decorazione
numero 226 dell'anno 17 18, la fun- dell'Ordine della croce stellata , con-
zione pel cavalierato di Oisto con- ferito nella chiesa d'Araceli dal p.
i6 CAV CAV
Diaz teologo imperiale, per coin- Il sommo Pontefice crea i cavalie-
inissioiie dell' imperatrice presidente ri con breve apostolico, e i sovrani,
dell'Ordine, alla marchesa Acco- i gran maestri, e dignitarii degli i

ramboni del Drago. Nel 1782 Cle- Ordini equestri militari e religiosi,
mente XII fece decorare l'architetto li annoverano ad essi mediante di-
Ferdinando Fuga colia croce di ca- plomi, che da alcuni chiamansi an-
valiere, da monsignor Acquaviva che bolle. I Cardinali legati a laierc
maggiordomo, che gliela impose nel- conferivano, per indulto della Santa
la sua cappella, come si ha dal Sede, dodici cavalierati dello speron
numero 2362. Nel lySS Benedetto d'oro, e pel medesimo privilegio,
XIV, ad istiUiza del re di Sardegna, i vescovi assistenti al soglio ne con-
diede formalmente la croce di com- ferivano quattro, con diploma, la
mendatore dell'Ordine de' ss. Mauri- cui formula si legge nel Parisi, Istru-
zio e Lazzaro, al proprio nipote d. zioni, tomo IV, pag. 5, e seg., av-
Giovanni Lambertini, nel modo che vertendo egli , che siccome il cava-
descrive il numero 632 1; mentre il lierato è titolo secolare, tuttavia il

numero 8248, dell'anno 177 1, ri- diploma di solo conte palatino si


porta quando Clemente XIV creò dà anche agli ecclesiastici colle limi-
cavaliere aureato Nicolò Erizzo II, tazioni, che le parole aurata; mili^
ambasciatore della serenissima re- lice equitan si debbano tralasciare
pubblica di Venezia. I numeri io54, se la persona sia ecclesiastica, come
e io58 del citato Diario di Roma, per essi si omettono le parole enserii,
anno 1784, riportano, che Pio VI et aurata calcaria. Il Sansovino a
nella sala del concistoro, e colle pre- pag. 93, Origine de' Cavalieri, del-
scritte cerimonie vestì monsignor l'edizione del i566, tratta Degli sta-
Braschi suo nipote, che precedente- ed ordini convenevoli
hilimenli, leggi,
mente avea dichiarato gran priore ad ogni Del medesimo
cavaliere.
di Malta in Roma, dell'abito e della autore, ed argomento abbiamo altra
croce dell'Ordine de' ss. Maurizio e edizione in libri IV, colla data di
Lazzaro, speditagli dal re di Sarde- Yinegia i683, Ordini equestri, mi-
gna, per mezzo del ministro conte litari, ed ospitalari. In essa fa la

Valperga. Oltre la croce di brillanti, distinzione della cavalleria, Equiluni


gli diede quel monarca una couì- ordo, in mililare, regolare, onoraria,
n)enda coll'annua rendita di duemila e sociale.
duecento scudi, dichiarandolo inoltre CAVALIERI. Ordine de' presi-
suo gran ciamberlano. Furono pre- denti della Accademia
Pontificia
senti alla funzione i Cardinali pala- di s. Luca. La romana Pontifìcia
tini e nazionali, il ministro, e i accademia delle belle arti, veneran-
cavalieri dell'Ordine. Finalmente, nel da per la sua antica origine, chiaris-
numero 2o44 dell'anno 1794» evvi sima per famosi professori, e rispet-
la descrizione della seguita funzione, tabile per in)portanti servigi resi alle
in cui il gran maestro dell'Ordine arti liberali, meritava l'alta protezio-
gerosolimitano con diploma njagi- ne, e lo incoraggiamento de' Sommi
strale, e breve pontificio facoltativo, Pontefici, sotto i cui auspici, e quello
fece decorare della croce di divozio- de' Cardinali protettori Federico 13or-
ne di lai Ordine la dama Virginia romei, Paleotlo del Monte, dei due
Masliaui Severi di Rieti. Barberini , e poscia de' camerlenghi
, ,

CAV CAV tj
di s. Romana Chiesa, mi labilmente capitoli ; ciò che pur fece Urbano
prosperò e fioiì in modo
, che la , Vili, nel 1627, assoggettandole le
sua riputazione suona grande e ce- arti di Roma. Ci'cscendo successiva-
lebrata per tutta l' Europa, ed ovun- mente la fama dell' accademia nel ,

que si stima come supremo tribu- 1675 quella reale di Torino, sotto
nale nel fatto delle arti. Vantando Vittorio Amadeo II duca di Savoja,
r accademia la sua origine nel se- ne implorò, ed ottenne l'aggrega-
colo XIV, segna per principale me- zione; ciocche pur fece nell'anno
cenate Sisto IV, che nel 1478 l'in- seguente quella regia di Francia
novò le antiche costituzioni dell' u- colla sanzione di Luigi XIV , co-
ni versila, ciocche pur fecero il se- municata per mezzo del suo ministro
natore di Roma, e i conservatori Colbert, ove fra le altre distinzio-
del popolo romano. Paolo IH con ni concedute al presidente dell' acca-
suo breve nobilitò l' arte della scul- demia di s. Luca , evvi quella di
tura, dichiarandola scienza studiosa, potere in caso di malattia, o assen-
emula della natura. Ed il valente za del direttole dell'accademia di
pittore Girolamo Muziano ottenne Francia in Roma [Vedi), supplir-
dal magnanimo Pontefice Gregorio ne le veci col titolo di rettore. Ter-
XIII una bolla, datata ai i5 otto- minò il secolo XVII, con celebrarsi
bre 1^77, colla quale venne isti- nel 1690 il primo centenario del-
tuita r accademia romana di belle l'erezione dell'accademia di s. Lu-
arti, sotto la medesima invocazione ca con decoro e splendidezza.
,

di s. Luca evangelista, cui Sisto V, Incominciò il secolo XVIII assai


a mediazione di Federico Zuccari propizio per essa , stante i premii
si mostrò largo di grazie e favori e , assegnati alle arti dal dotto Cle*
con sua bolla del i588 approvò mente XI, e la prima pubblica pre-
quella dell' immediato predecessore. miazione si effettuò neir augusto
Quindi, nel i593, sotto il ponti- Campidoglio l'anno 1702. Fu pu-
ficato di Clemente Vili , lo stesso re nel medesimo pontificato, che
Zuccari fu eletto dagli accademici r accademia rinnovò la sua impre-
in loro principe, titolo che le acca- sa, rappresentandola in un triango-
demie d'Italia davano ai loro capi, lo equilatero,simbolo dell'egualità,
o presidenti; e fu egli il primo che, ed unità delle tre nobili arti, com-
ai i4 novembre di detto anno, pre- posto del pennello, scalpello, e sesto,
siedette allaprima accademia presso con entro il motto aequa potestas) :

la chiesa di s. Martina, con tutta e nel 1 1 4, coli' autorità dello slesso


7
formalità sedendo in luogo emi-
, Clemente XI, ne vennero modificati
nente collo scettro accademico
, e , gli statuti. Benedetto XIV, e poi
pronunziò analogo discorso suU' ac- Clemente XIII furono benemeriti
cademia del disegno, e sulle nobili della scuola del nudo in Campido-
arti della pittura, scultura, e ar- glio. Nel ponliftftalo di qjiest' ulti-
chitettura. Poco dipoi Paolo V, con mo, Pio Balesti'a nel 1762 istituì
breve del 1616, compartì all' acca- erede delle sue facoltà l'inclita ac-
demia il privilegio di liberare ogni cademia pontificia , in aggiunta dei
anno un reo per la festa del suo fondi destinati ai concorsi capitolini.
l^rolettore s. Luca. Gregorio XV Correndo l'anno 1782 seguì l'unio-
nel 1621 approvò gli statuti e i ne dell' accademia Clementina delle
VOL. Xf.
,

i8 CAV C \ V
belle arti di Bologna istituita fino pontificato, e il cui nome sarà iu

dal 17 IO in quella città, alla no- perenne benedizione anco presso gli
stra di s. Luca. Nel medesimo anno accademici. Dappoiché egli confer-
Papa Pio VI ridusse ad un sessen- mò nelle scuole ogni ramo di utile
nio due concorsi dementino e Ba-
i insegnamento nelle scienze del di-
lestra e fu nel 1793 che l'acca-
, segno, ciinsiderato sotto ogni aspetto
demico cav. Bartolomeo Cavaceppi delle Ire arti primarie, dispose pre-
istituì suo erede universale l' acca- mi annuali pegli allievi, e di mng-
demia. giori privilegi la distinse, e in ogni
Memorabile divenne per essa l'an- maniera la beneficò, come diffusa-
no l'jg^, e per la promulgazione mente racconta nelle citate Memorie
dello statuto, e per la celebrazione il Missirini.
del secondo anno secolare, ma più Finalmente eccoci a vedere prin- i

di tutto pegli amplissimi privilegi cipi o presidenti dell' accademia


,

conceduti dal generoso Pio VI , il creati cavalieri dal predetto sovrano


cui elenco riporta il chiarissimo Mel- Pontefice. L'anno 1806, fu eletto
chiorre Missirini, già benemerito se- a cuoprir la carica di principe del-
gretario dell' accademia, nelle applau- l'accademia il cavalier, ora barone
dite Memorie per servire alla sto- Vincenzo Camuccini, pittore roma-
ria della romana Pontificia acca- no a cui si deve lode per aver
,

demia di s. Luca, fino alla morte grandemente concorso co' suoi stu-
di Antonio Canova, pubblicate in di, ed esimie opere alla ristorazio-
Roma nel 1823 pei tipi de Roma- ne dell' eleganza, della nobiltà e di
nis. Fra tali privilegi merita di es- una perfetta filantropia nell' arte
sere ricordato quello, che niun li- pittorica, per aver egli sopra ogni
bi-o e scrittura, in cui si tratti di altro studiato sul divin Raffaello,
cose spettanti alle tre arti sunnomi- onde meritò, che ad onta dell' età,
nate, possa stamparsi in Roma sen- la quale non giungeva a quella vo-
za la revisione ed approvazione del- luta dallo statuto, fosse con nuovo
l' accademia di s. Luca. Importante, esempio concordemente proclamato
e del nostro argomento, è il ripe- principe. Toccò pure a lui pel pri-
tere quanto riguarda il principe prò mo la ventura di fruire le pratiche
tempore di essa, che il Pontefice fatte dal zelante predecessore An-
nel sanzionar lo statuto con breve drea Vici, per un segnalato onore al-
de' 12 giugno 1795, dichiarò co/z/e l'accademia compartito dal detto Pio
palatino per quel tempo che fun- VII, Chiaramonli, di Cesena, il qua-

geva l'ufficio, col diritto d'intito- le con isplendida e perpetua onori-


larsi tale, e di usare le insegne pro- ficenza, volle qualificare questo an-
prie de' conti palatini ne' pubblici tico stabilimento delle arti ; ed in
atti, e nelle funzioni accademiche. virtìi del breve aS settembre
de'
Pio VII fu benemerito dell' ac- 1806, si degnò creare im luiovo
cademia, per l' eminenza di gloria Ordine di cavalieri, detto 1' Ordine
cui portò il suo cupo, e per tutto de' Principi, o Pnsidenti della Pon-
quello che fece per essa nella pro- tificia Romana Accademia del di-
tezione accordatale, siccome largo e segno di s.Luca, con facoltà, eletto
benefico colle aiti belle, ch'ebbero che fosse un professore, im principe,
tanto incremento nel suo immortai o presidente dell'Accademia, di por-
CA V CAV 19
tare una croce di decorazione a i diletti figli membri attuali di
spicchi di smalto bianco , filettato detta accademia fatto presente,
d'oro, con testa di moro fascialo che il titolo di detta contea, spi-
bianco nel mezzo, essendo qiieslu rato il triennio del principato,
parte dell' insegna gentilizia de'Chia- cessa mentre sarebbe convenien-
,

rarponti, per cui alcuni volgarmente te, che chiunque ha goduto di


chiamano l'Ordine del Moretto^ con questo onore e di tal carica, do-
corona di alloro sopra, e nasti'o di vesse rimanere in pei-petuo insi-
fettuccia di seta rossa, con righe gnito alcuna decorazione
di e :

nere. Ed in oltre concesse il ma- perciò avendoci supplicato umil-


gnanimo Papa, che il titolo di ca- mente a volerci degnare di prov-
valiere, e la decorazione, anche ter- vedere a ciò opportunamente con
minato l'anno, il biennio, o triennio apostolica benignità; quindi è che
del principato, giacché eleggendosi amando noi distinguere gli oratori
ogni anno il presidente , si può con- con ispcciali grazie e favori, e le
fermare due volte, potessero usare singole loro persone assolvere da
r una e l'altra, loro vita durante. ogni censura ec., mostrandoci pro-
Il predetto Breve si esprime nel pensi ad annuire alle suppliche,
seguente tenore: conferiamo, a tenore delle pre-
.senti, coH'apostolica autorità, all'at-
» Pio Papa VII a perpetua tuale principe dell'accademia .sud-
memoria." detta, e ad ogni principe, che anche
quando abbia compito il triennio
» Pensando spesso fra Noi, che del suo pnncipato, possa intito-
» r onore alimenta le arti , e che larsi cavaliere durante la di lui
" animi generosi per mezzo delia
gli vita, e così farsi chiamare, e che
" gloiia s' incendono allo studio, di la croce equestre sia dell' esem-
" buon grado ci siamo mossi ad plare, e della forma esibitaci,
» onorare , quanto era possibile, di cioè a spicchi di smalto bianco
'> distinzioni e di premi, li profes- filettato d'oro, con testa di moro,
»> sori delle arti liberali. Ora sicco- fasciatabianco nel mezzo , con
» me fra le altre accademie delle corona d'alloro sopra in nastro
» arti in questa nostra alma città rosso con lighe negre, e che
« di Roma dai romani Pontefici questa possa portare pub-
croce
" nostri predecessori sapientemente, blicamente pendente dalle asole
« e provvidamente instituite, spe- del vestito vita sua natiu'ale du-
« cialmente ha primeggiato, e pri- rante; e così pure tutti gli altri
»> meggia l' accademia denominata accademici viventi , che prima di
M volgarmente di s. Luca, in modo questo tempo furono assunti al-
»j che Papa Pio VI nostro predeces- l'onore del principato dell'acca-
" sore volle accrescerla ed abbel- demia, possano godere di questo
« lirla di molli onori, fino a decre- titolo, e lecitamente portare detta
»j tare, che il di lei principe prò croce, né essere molestati ed im-
» tempore s' intitolasse conte pala- pediti ec, non ostanti le coslitii-

" tino, come dalle lettere patenti rioni contrarie ec. Dato in Ron)a
» spedite in forma di breve il gior- presso s. Maria . Maggiore sotto
» no 12 giugno 1795, ed avendoci l'aiìcllo del pescatore questo gior-
IO CAV CAV
« no 2 3 settembre 1806, del Nostro pò un anno, cioè nel 1687, lo fece
»» pontificato anno VII arcivescovo di Capua, dove lasciò in-
signi monumenti della pietà sua.
» Cardinal Braschi degli Cessò di vivere in Roma
1690 nel
"
« Onesti neir età di quarantadue anni dopo
quattro di Cardinalato. Fu sepolto
Gli ufficiali accademici di s. Luca nella chiesa di s. Maria in Araceli

assai grati a sì distinto favore, re- nella sua cappella gentilizia di s.


caronsi dal Santo Padre, deposero Gregorio senza alcuna memoria.
a' suoi piedi i sentimenti della loro CAVALIERI Jacopo, Cardinale.
eterna riconoscenza, e nel tempo Jacopo Cavaheri, nobile romano, nac-
stesso fecero i*egistrare ne' loro libin que nel i566. Peritissimo nelle leg-
onorevoli parole, e Andrea
le lodi di gi, fu prima referendario di segna-

Vici, che non solo fu caldo promo- tura ,


poi uditore di Ruota, ed ami-
tore di questa qualificazione, ma co ad Urbano VII! , divenne suo
volle di più soddisfare col proprio datario. Quindi, 19 gennaio del-
ai

alle spese del breve. Fu stabilito l'anno 1626, applaudendovi tut-


eziandio conseguentemente a ciò, che ta la curia di Roma , dallo stesso

la croce passasse da un principe Pontefice fu creato Cardinal prete


all' altro, ma
che spirato il tempo di s. Eusebio. Recatosi a Tivoli per
del principato, ove alcuno uscito da oggetto di salute, vi lasciò la vita

quella dignità volesse di lai fregio nel 1629, di sessantatre anni, e


insignirsi , dovesse a proprie spese tre di Cardinalato; ed ebbe tomba
acquistarne il segno. Finalmente cre- a s. Maria in AraceU nella cappella
diamo opportvino di ricordare, che di s. Gregorio, con nobile iscrizione.
Antonio Canova di Possagno, che CAVALLEGGIERI, GUARDIA pon-
fu il Prassitele de'nostri tempi, venne tificia. Milites Icvis armaturae. Que-

pure eletto principe dell'accademia, sta antica guardia del corpo dei

da lui già generosamente beneficata, Sommi Pontefici, fu succeduta nei

e non volendo esserlo effettivo per- primi del corrente secolo dalla
petuo, solo ne conservò il titolo con guardia nobile pontificia (Fedi), e
alcune preeminenze. Pertanto da al- dopo guardia svizzera, è la piìi
la

lora in poi il capo dell'accademia, antica di quelle, che servirono i


cioè 18 17, si nominò pre-
fino dal Pontefici sino alla nostra epoca ,

sidente, divenendo poi tale quello, dappoiché le lancie spezzale [Fedi)


che è eletto vice-presidente. e le corazze [Fedi) furono istituite
CAVALIERI Gaspare, Cardinale. nella corte del Papa dopo i caval-
Gaspare Cavalieri nato in Roma d'il- leggieri. Dallo stesso loro nome si

lustre prosapia, amabile per soavità di conosce, che erano militari a cavallo
costumi e per docilità d'ingegno, ebbe d' una cavalleria detta leggiera dalla
campo di esercitare, sotto Clemente X, sveltezza de' suoi cavalli, e dalla
la sua abilità nei tribunali di Roma. qualità degli abiti, che usavano. Nel
Ebbe la presidenza delle milizie del- possesso, cui prese del Laterano
io stato ecclesiastico ed ottenne altri Lpone X nel i5i3, si legge che
onorevoli incarichi. Il Pontefice In- l'ordine della cavalcata incominciava
nocenzo XI creollo diacono Car- dagli equites Icvia armaturae. Dalla
dinale di s. Maria in Aquiro e do- descrizione poi del dolt. Penni si ri-
,

CAV CAV ^i
leva che principiavasi la processio- Che poi fino da Innocenzo Vili
ne da duecento uomini a cavallo creato nel 1484 esistesse una guai--
armati con lance. Ma osserva il dia del coi'po del Sovrano Pontefi-
Cancellieri, ne' suoi Possessi, pag. ce, e forse degli stessi cavalleggieri,
II 8, che la prima menzione della si vedrà in seguito parlandosi dei
guardia de' Cavalleggieri, si fu nel loro quartieri. Leggo poi nel Bur-
solenne ingresso che fece in Roma cardo, Conclavi de' Pontefici, ed in
Marcantonio Colonna il Trionfatore, quello per 1' elezione di detto Papa,
ai 4 dicembre 1571, per ordine di eh' egli deputò Paolo Orsini co'suoi
s. Pio V, perocché dalla relazione soldati alla guardia, o custodia del
fattane dall' Albertonio si conosce , palazzo apostolico, col consueto sti-

aver preceduto ]Marcantonio il ca- pendio; che nel conclave per l'elezio-

pitano della guardia del Papa, colle ne di Alessandro VI, le ronde dei
guardie (forse i cavalieri fedeli o cavalleggieri facevano continuamente
della fede, o della colomba istituiti la ronda avanti il palazzo vaticano;
sotto Paolo IV, che in appresso di- e che il successore Pio III nel i5o3,
vennero Lande spezzate) e che , fece capitano del palazzo apostolico
seguivano il magistrato romano i il nipote marchese Giovanni Saluz-
Cavalleggieri del Papa, i quali zo , il essendo poco dopo
quale,
chiudevano la cavalcata. Tuttavolla, morto Papa, parti dal palazzo
il

leggiamo nei ruoli della famiglia apostolico, e passò ad abitare altrove.


pontifìcia, del luglio i555, nel pon- Rileviamo dal Lunadoro, Relazio-
tificato di Paolo IV, che già i ca- ne della corte di Roma, Bi'acciano
valleggieri esistevano a quell' epoca, 1 646, che il Papa aveva per guar-

giacché dopo i capitani di Castel s. dia della sua persona due compa-
Angelo, e della guardia, e prima gnie di cavalleggieri, composte ognu-
del capitano degli svizzeri, sono regi- na di cinquanta individui ; ed i due
strati due capitani de' cavalleggieri capitani, e gli alfieri di esse veniva-
capitani custodiae equituni levis no nominati dallo stesso Pontefice
orniaturae , con parte di pane e con apostolico breve ; che tanto i
vino, che ricevevano dal palazzo capitani, gli alfieri, ed ulfiziali dei
apostolico ; ruolo eh' è il più antico cavalleggieri , venivano in uno ai
degli esistenti in quell'archivio, laon- cavalleggieri pagati ad uso di guer-
de si può congetturare, che l'istitu- ra con emolumenti e mancie
,
e ,

zione di questa guardia pontifìcia che dodici cavalleggieri, e quattro


sia anteriore a Paolo IV, il quale lancie spezzate erano continuamente
ascese al trono ai 23 maggio 1 555, di guardia al palazzo apostolico. E
leggendosi ne' successivi ruoli, co- noto poi, che i soli ufficiali de' ca-
stantemente registrati fra i signori valleggieri erano nobili, e che ogni
della corte, due capitani.
i predetti nuovo Pontefice, se non confermava
Anzi abbiamo dalla vita di Sisto V, i capitani, ne dichiarava a suo pia-
creato nel 1 585, che avendo Nicolò cimento i primari signori, o i suoi
Azzolino, capitano de' cavalleggieri fratelli e nipoti, come rilevasi in di-
e parente del Cardinal Azzolino versi articoli di questo Dizionario.
cui il Papa amava teneramente, Appenanel 1676 divenne Pon-
ucciso con uno schioppo in una rissa teficeInnocenzo XI, che avendo in-
il sao alfiere, gli fece tagliare la testa. trodotto nel palazzo la moderazione,

k
, ,

-il CAV CAV


abolì porzione della guardia de'ca- devano il corteggio con lancie in

valleggieri, accresciuta senza neces- mano, per rimovere nelle strade gli

sità, con grave dispendio della ca- impedimenti; e che dopo i prelati, i
mera apostolica. Il Bonanni, Gerar- quali seguivano il Papa, cavalcavano
chia ecclesiastica, pag. l\^o, parlan- le compagnie de' cavalleggieri coi lo-
do dei famigliari del Papa, dice che ro capitani, ed il vessillifero colf in-
nell'anticamera vicina a quella dei segna della Chiesa l'omana. 7-^. Chat-
bussolanti, dopo la sala de' palafrenie- tard. Descrizione del Valicano, to-
ri, assistono alcuni cavalleggieri col- mo II, pag. i6o, e i6i, ove parla
r abito a seconda della figura, che delle anticamere,^ in cui risiedeva-
riporta al num. i4^» pag- 4^6, no i cavalleggieri. Neil' edizione poi
cioè sotto-abito ad arbitrio, ed una del Lunadoro, del 1774? viene con-
giubba, che tutti indossavano di fermato che i cavalleggieri erano di-
panno rosso, con maniche pendenti visi in due compagnie, coi loro ca-
sino al ginocchio, guarnita di oro ; pitani, e cornetti , dipendenti tutti

usando sempre stivaletti di drappo immediatamente dal prelato mag-


nero, cogli speroni, spada al fian- giordomo. Ma dopo l'invasione del-
co, bandoliera di color celeste tri- lo stato pontificio operato da' fran-
nata d' oro attraverso del corpo cesi, nel declinare del secolo decor-
ed una pistola in mano, che ripo- so, restando soppressa la guardia
savano sul braccio sinistro. Aggiun- de' cavalleggieri, ilnuovo Pontefice
ge, ch'erano divisi in due compa- Pio VII, nel 1800, con suo moto
gnie, comandate ciascuna da un proprio, approvò l' erezione del cor-
distinto capitano, con diversi uffi- po delle guardie nobili pontificie
ciali ; e che quando il Papa proce- fatta con decreto della congregazio-
de per la città in pubblico, alcuni ne economica del sagro palazzo a|)o-
cavalleggieri lo precedevano a ca- stolico, giacche molti nobili romani,
vallo ,
per {sbarazzare la strada e dello stato ecclesiastico si erano of-
da qualunque impedimento, mentre ferti di supplire alla guardia de'ca-
un drappello ne seguiva la carroz- valleggieri.
za, la lettiga, o la sedia, secondo che o I avevano due quar-
cavalleggieri
l'una o l'altra era usata dal Pontefice. tieri, con abitazioni, e scuderie pei
Il medesimo Bonanni, a pag. 477> »"i- cavalli tanto al Vaticano, che al
portando le testimonianze di diversi Quirinale presso la residenza del
celebri cerimonieri, osserva, che an- Papa. Il menzionato Chattard, al
ticamente nell'appartamento ponti» tomo III, p ig. 32 3, descrive il Quir-
fìcio, dopo r anticamera de' caval- tiar della n^al guardia del corpo,
leggieri, eravi quella degli scudieri; detta dti' cai>allegg!eri presso il ì^a-
ma dopo che Innocenzo XI regolò tìcano. Questo quartiere era situa-
le guardie delle anticamere, i»ella to presso la porta di Roma chia-
anticamera della bussola di dama- mata Posterula , che poscia per
sco eranvi di guardia i cavalieri questo oggetto prese il nome di
lancie spezzate, 1' alfiere e il tenen- porla Cai'alleggicri , in un luogo
te della gtiardia svizzera, i cornetti chiamato il predio Alagdlo o Ma'
delle compagnie de'cavalleggieri, i lo- cello , che vuoisi eretto da Inno-
ro capitani ed altri, e che nelle ca- cenzo Vili, ed ingrandito da di-
valcate alcuni cavalleggieri prcce- versi Pontefici, massime da Paolo V,
CAV CAV fc3

con lutli i comodi


opportuni pei- »» et vexilliferis splendide ornati ,

i' abitazione delle guardie, e per la »• omnes armati thorace ferreo, et


scuderia decloro cavalli. L'Alveri, •» superinduti sago manicato, pur-
Roma in ogni stalo, parte 11, pag. tjpureo, hastas praelialas defei'en-
24 1> dice che presso la porta Ca vai- " tes, in quarum summitate quae-
leggieri evvi l'abitazione perla guar- >» dam pai'va vexilla appensa erant
dia pontificia, fabbricata nei tempi »» flavi, et purpurei coloris ". Ab-
d' Innocenzo Vili; e il Cancellieri biamo, che nel possesso preso, nel
nel suo Mei calo, pag. 242 aggiun- i644> da Innocenzo X, la vanguar-
ge, che la porta Cavalleggieri è così dia de' cavalleggieri andò avanti per
chiamata dai vicini alloggiamenti di far isgombi-are i capi di strade, e- le

tal guardia, di cui soleva essere ca- piazze dalle carrozze. Dopo la letti-
pitano il nipote del Papa regnante, ga del Papa, seguivano due trom-
il quale gotleva i proventi della stes- due paggi
bette de' cavalleggieri, e
sa porta. Vicino poi al palazzo a- con lancie dorate, e giubbe ricama-
poslolico del Quirinale, nel 1732, te di velluto turchino, armati d'ar-
Clemente XII fece edificare il pa- me bianche, e cimieri in testa, con
lazzo della consulta per gli uffizi di ornamento vaghissimo di piume di
questa congregazione, per quelli dei vari colori, portando lo stendardo
brevi, e per le guardie dei cavalleg- di santa Chiesa, il marchese de' Ca-
gieri , e corazze, i cui quartieri ed valieri, ed andando avanti di esso
abitazioni sono ora occupati dalle i due capitani Panfilio, e Naro, con
guardie nobili, come le scuderie dai ricchissime giubbe di velluto cremi-
loro cavalli. sino tutte ricamate d' oro, seguitati
La guardia de' cavalleggieri, come dalle due loro compagnie de^ caval-
la guardia del corpo del Papa, finché leggieri colle cornette, cinti d'arme
esistette, sempre intervenne a tutte bianclie e casacche di scarlatto tri-

le tunzioni, e se ne fa menzione ai nate d' oro, banderole di taffettà


luoghi opportuni pei servigi, che ren- turchino e giallo in cima delle lan-
deva, particolarmente agli articoli Ca- cie.Nel possesso preso, nel lyy^,
valcate, CArPELLE Pontificie, e Tre- da Pio YI, precedevano a disgom-
ni. Solo qui avvertiamo, che se il
brare le vie alcune coppie di caval-
Papa andava in carrozza, i detti leggiericon lancie e cimiero di piu-
capitani il seguivano vestiti in abi- me bianche e rosse, vestiti di ca-
to nero, senza paggi, e senza vessil- sacche rosse, ornale di velluto cre-
lifero. JNei solenni possessi dei Papi misi, e galloni d'oro, seguiti da due
ciivalcaiono con abiti bellissimi, il lancie spezzate colie loro armatui-e
perchè ne daremo qui alcun cenno. di acciaro, ordinando la cavalcata.
Erano essi, che aprivano tal solenne Appresso poi la carozza pontificia
^ompa, ondesi legge nel possesso preso cavalcavano due trombetti de' caval-
nel 1090, da Gregorio XIV: Praei- leggieri, e quindi quattio paggi col-
bat ctnluria equiluni Lcvis arniaturae le lancie erette, precedute dai prin-
de custodia ss. quasi ad viain di- cipi Altieri, Giustiniani, Mattei, e
ri^endaiìi.Chiudendo la cavalcata :
Santa Croce, capita»! della stessa
» Demum quasi poslremum agmen guardia, con armature di acciaro ,

M mililes brevis armaturae de cu- e ricca sopravveste, in mezzo dei


»? studia ss. cum corum capitaucu, quali ciu à marchese Naro, vessilli-
. , 1

a4 CAV CAV
fero di s. Chiesa con bandiera spie- ctus Equilis Pontificii. Grado , e
gata , e i cornetti, e le compagnie dignità di quello, che nella corte
de' cavalleggieri. pontificia ha la cura generale dei

I menzionati capitani de' caval- cavalli del Papa, e di tuttociò che


leggieri, fino ai ruoli di tutto il ad essi appartiene, ulliciale palatino

pontificato di Pio VI, erano regi- della classe dei camerieri segreti di
strati nella categoria di Diversi si- spada e cappa laici. Il Muratori,
gnori della corte, prima del vice- nel tomo I, delle Dissertazióni so-
castellano, del foriere, e cavalle- pra le antichità italiane, nella quar-
rizzo ec, godendo ancora le por- ta degli uffizi della corte dei re an-
zioni di pane e vino ; ed il mae- tichi d' Italia, e degl' imperatori, di-
stro di camera nella distribuzione ce a pag. 32: " Trovasi nel palaz-
delle medaglie, ne dava loro uno zo dei re longobardi lo stratore,
d'oro e l'altra d'argento per ca- che oggi chiamano cavallerizzo,
dauno. P^. Ordini, e regole che _,
si il cui ministero consisteva in as-
dovranno osservare dalle compa- •> sistere il re allorché voleva sali-
gnie delle guardie de" cavalleggieri re a cavallo, con tenei'gli la staf-
di Nostro Signore Clemente XI, Ro- fa, ed aiutarlo in altra maniera;
ma 7 3 1 1 giacché non so se 1' uso delle
CAVALLERINI Giamacopo, Car- staffe, certamente incognite agli
dinale. Gianiacopo Cavalierini, no- antichi romani e greci, si fosse
bile romano oriondo di Modena , ,
per anco introdotto fra i longo-
nacque a Roma, nel iGSg. Avvo- bardi. Non pochi dei re de' seco-
cato della curia romana trattò le , li susseguenti ( tant' era la loro

cause forensi , ed ascritto ai pre- i riverenza a s. Pietro) non isde-


lati , le giudicò per destinazione > gnarono di tenere la staffa ai ro-
di Alessandro Vili , come luogo- mani Pontefici, e la briglia nelle
tenente dell' uditore di camera ; uf- > solenni funzioni. Talmente s'era
fizio , cui sostenne per venti an- stabilito quest' atto di ossequio
ni con tale integrità e robustez- verso i vicarii di Cristo, che Fe-
za, che Innocenzo XI lo ascrisse a- derico Barbarossa, allorché nel
I,

gli uditori di Rota , ed Innocenzo 1 55 , venne verso Roma per


XII gli affidò la nunziatura di prendere la corona imperiale, a-
Francia, durante la quale, lo stesso vendo ricusato di prestarlo ad
Pontefice, ai 1 2 dicembre del 1 695, Adriano IV, non fu ammesso al
lo creò Cardinal prete di s. Barto- bacio del piede dallo stesso Papa,
lommeo all' Isola, e prefetto della come si ha dalle memorie di
segnatura di giustizia; poi lo ascris- Cencio Camerario, e da altre sto-
se alle congregazioni del concilio rie, e s' imbrogliavano forse gli

dei vescovi e regolari, di Propagan- affari di questa contesa. Ma co-


da, e parecchie altre. Mori a Ro- tanto si adoperarono i più vecchi,
ma, 1699, ^' sessanta anni,
nel e e r autorità de' principi, con alle-
fu sepolto in chiesa di s. Carlo ai gare l'antica consuetudine, che fu
Catinari, innanzi la cappella di s. stabilito: quod domnus impera-
Paolo, tor prò apostolorum principis, et
CAVALLERIZZO maggiore del sedis apostolicac rcverentia exhi-
Pai'a. Praefcctus stabuli , Pracfe- beret statoris oificium, et strcugam
. ,

CAV CAV ri5

» domno Papae teneret ". In lin* essere antico l' uffizio di presiedere
gua longobardica lo slratore era , alla scuderia pontificia, osservando
chiamato marpahis , e clic fosso il Bonanni nella sua Gerarchia, pag.
questo un uffizio splendido lo , si 471, che nell'ordine romano nono
può dedurre da Paolo Diacono, il dell'anno 'Tqo, nel pontificato di s.
quale nel lih. 2. e. 9, scrive, es- Gregorio I, a carte 98, si nomina
sere stato Gisolfo , nipote del re prior stabuli. In im documento ri-
Alboino , vir per omnia idone.us portato dal Galletti , Del Priniicero
qui cidtni slraLor crat, queiii lin- pag. 2')8, del pontificalo di Bene-
gua propria marpahis appellont. detto Vili, che fu clelto nel io 12,
JVella corte de' principi di Beneven- si Martinus
vede sottoscritto certo
to pare, che vi l'ossero più d' uno slrator pontificalis Soggiunge il ,

di questi marpahis, trovandosene medesimo autore, che slrator pon-


menzione nella cronaca del moniste- tificalis era quegli, che sollevava il

ro di Volturno, nelle carte degli arci- Pontefice da terra, quando doveva


vescovi di Benevento, e nella cro- montare sul cavallo, eil indi tenen-
naca di santa Sofìa, tom. VII della do il freno lo addestrava per qual-
Italia sagra. Leggiamo nel Macri che spazio della strada E raccon- .

al vocabolo Slrator, essere esso sta- tando r Anastasio le onorificenze re-


to un uiìiziale della corte imperiale se da Pipino al Pontefice Stefano
di Costantinopoli, che aveva cura II detto III, dice che fece le veci
di mettere a cavallo l'imperatore; di slratore. Nel possesso preso da Leo-
ed il collegio di quei ministri era ne X nel i5i3, si dice che appres-
chiamato Scholae Stratorum^ ap- so a diversi principi e cavalieri pro-
pellandosi il capo prolo-stralor. Fin- cedevano dei maestri di stalla, con
ché durò il sagro romano impero, più di quaranta famigli di stalla
l'elettore di esso duca di Sassonia, vestiti di rosato.
avea la dignità di cavallerizzo per- 11 nome di cavallerizzo soltanto eb-
petuo del medesimo impero ; e lin- be origine nei primi del secolo XV III,
cile i vescovi furono sovrani delle come in progresso si vedrà. Stante le
loro diocesi, alcuni ebbero per ca- vicende de' tempi, ed il sacco di
valleiùzzo uno de' signori loro feu- Roma sotto Clemente VII, i più
datarii, come il vescovo di Cahors antichi ruoli del palazzo apostolico
(Fedi) e quello di Utrecht. Ed il non rimontano che al jiontificato di
czar di Moscovia, prima che Pie- Paolo IV, eletto nel 1 555. In essi
tro I diminuisse la giurisdizione del fra gli officiali maggiori sono regi-
patriarca di Mosca, teneva ad esso strati due maestri, ed un sotto mae-
la briglia e la stalFa. Sopra l' uso stro di stalla, mentre gli altri inser-
di tenere la staffa, F'. il Ducange vienti alla scuderia del Papa, si ri-

ad Cinnamunij pag. ^']o. Stefano portano all'articolo Famiglia Pon-


Estevc scrisse, De ritu tencndi frae- tificia. In altro ruolo si leggono
nunij et siaphades summis Ponli- tre maestri di stalla, che avevano
ficibus ah Imperatoribus pane e vino, ed altre distribuzioni
Dagli articoli Cavalli e Cavalca- dal palazzo apostolico, quattro servi,
te si vede quanto era antica la e cinque cavalli per loro servigio.
consuetudine nel Sommo Pontefice Si legge ancora, che il maestro di
di cayalcare, e perciò quanto debba stalla di Paolo IV ebbe nella co-
26 CAV CAV
Fonazione pel vestiario velluto nero, seguito i cavallerizzi ricevettero scudi
canne quattro e mezza, damasco leo- sessanta in compenso del cavallo a lo-
uato canne quattro, e raso cremesi- ro spettante. Cos\ nelle antiche note
no rosso cann« una e mezza, laon- delle medaglie, che il palazzo aposto-
de rilevasi il modo come allora ve- lico dispensava ai tìiinigliari pontificii
stiva.Evvi pure registrato, che certo in occasione del solenne possesso del
Nicolò de Belis, maestro di stalla di Papa, e nell' annuale ricorrenza del-
Giulio III, e Marcello II, procurò la festa dei principi degli apostoli ,

di entrare a servire Paolo IV, me- evvi assegnata fra quelle, che distri-
diante le commendatizie del Cardi- buiva il prelato maggiordomo di
Mal Pisano, loccliè dimostra eh' erano due medaglie d' oro, e didue d'ar-
amovibili. Quindi ne' posteriori ruo- gento pel cavallerizzo maggiore del
li i capi della pontificia scuderia Papa. Allorché il novello senatore
continuarono a chiamarsi maestri di di Roma fa la cavalcata nel solen-
e nel pontificato di Clemente
stalla, ne possesso, per cui il palazzo apo-
X, e dal 1675 in poi, si appellaro- stolico somministra il cavallo nobil-
no sopraintendenti alla stalla, finché mente bardato, incombe al cavalle-
sotto Clemente XII, si ebbero sta- rizzo maggiore presentarglielo, dopo
bilmente il titolo di cavallerizzi mag- che abbia ricevuto dal Papa lo scet-
giori con quarantacinque scudi men- tro. Finché venne eseguita la pre-
sili d' onorario, oltre la parte di pa- sentazione della chinea, o mula bian-
lazzo. Difatti si legge nella prefazio- ca magnificamente bardata, per cen-
ne dell' Istoria delle guerre avvenu- so del regno di Napoli al Pontefice,
te per la successione alla monar- siccome al cavallerizzo maggiore spet-
chia delle Spagne , del mai-chese tava detta chinea e sua bardatura,
Francesco Maria Ottieri, Roma 1828, così erasi convenuto coli' ambascia-
che essendo egli stato fatto da In- tore straordinario contestabile Colon-
nocenzo XI II soprai n tendente della na, che ogni volta il cavallerizzo ri-

«talla pontifìcia, il di lui successore ceverebbe trecento scudi in compen-


Benedetto XllI non solo il confer- so dell'una e dell'altra. Avanti di
mò nella cospicua carica, ma l' o- descrivere le incumbenze e preroga-
norò col titolo di cavallerizzo^ e per tive in vigore per questo primario
maggior decoro gliene fece spedire uffiziale della corte pontificia, pre-
il corrispondente breve apostolico in metteremo alcune notizie sull'inter-
data i4 luglio 1727, ed in luogo vento de' maestri di stalla ai solen-
dell' antico tenuissimo stipendio di ni possessi dei Papi, e gli onori fu-
novantadue paoli mensili, gli diede nebri resi loro in morte.
quello di cameriere segreto, tutto Rilevasi pertanto dai Possessi de-
confermando il successore Clemente scritti da Cancellieri, che in quello
XII, e gli altri Pontefici, preso al Laterano da Gregorio XIV,
Dagli sgravi della scuderia e stal- nel 1590, dopo gli scudieri, ince-
la pontificia del sagro palazzo del deva il maestro di stalla di sua
pontificato d' Innocenzo XIIl si ri- Beatitudine con diciotto chinee bian-
leva, che in morte di quel Papa ,
che, quindici coperte di gualdrappe
r Ottieri con ordine del Cardinal Al- di broccato d' oro ornate di piastre
bani camerlengo di.s. Chiesa, rice- intagliate, e di fornimenti d' argen-
vette in dono un cavallo; ma in to, e tre di relluto cremisino, con
,

CAV CAV !i7

Irine, frangio e fiocchi cVoro, gui- sessi Clemente XIII, Clemente


di
date a mano da diciolto fauiigii XIV, e Pio VI, che furono gli ul-
vestili di losso, seguiti da tre letti- timi a prenderlo in cavalcata, il ca-
ghe, e da monsignor prociuatore fi- vallerizzo vede cavalcare col fo-
si

scale. Ed in altra descrizione di tal riere maggiore, e sebbene Pio VII,


cavalcata in idioma latino il maestro nel 1801, lo prendesse in carrozza,
di stalla viene detto stabuli praefe- avendo avuto luogo la cavalcala
ctus. E poi singolare quanto si leg- prima de' camerieri d'onore, caval-
ge nel possesso preso da Leone XI, carono ambedue nel loro abito ne-
nel i6o5, che cioè appresso ai mae- ro di gran formalità. Allorché poi
stri di strada cavalcava Pompeo il Papa cavalcava, incombeva al ca-
Frangipani cavallerizzo maggiore di
,
vallerizzo maggiore di presentargli
sua Santità, mentre lai titolo in il cavallo, e di riprenderlo allorché
corte pontificia non era ancora in ne discendeva, supplendo al prin-
uso; ed è perciò, che in quello pre- cipe assistente al soglio, e al magi-
so nel medesimo anno da Paolo V, strato romano, quando non interve-
si vedono seguire le lettighe ponti- nivano, nel consegnargli le redini, e
ficie dal maestro di stalla Lelio Cin- tenergli la staffa.

quini. Per riguardo poi agli onori fune-


11 Lunadoro pei'ò nella Relazione bri resi ai cavallerizzi maggiori del
della corte Hi lioniOj stampata nel Papa , i Diari di Roma ne fanno
1646, dice a pag. i4, che un gen- la descrizione. Dal numero 3750
tiluomo di qualità era il maestro di dell' anno 1 74 1 abbiamo quella pel
stalla pontificio, dappoiché non era marchese Vasé-Pietramellara cavalle-
soUlo il Papa dare il titolo di caval- rizzo coadiutore di Benedetto XIV,
lerizzo a chi presiedeva alla sua scude- esposto nella chiesa pan-occhiale dei
ria. Pure Leone XI die il titolo di ca- ss. Vincenzo ed Anastasio a Trevi,
vallerizzo maggiore a Pompeo Frangi- con trenta fiaccolotti, e l'assistenza
pani, cavaliere principale romano. Ag- di tutta la camera segreta, e fami-
giunge poi il medesimo Lunadoro a gliari del Papa, cantandovi la messa
pag. 18 5, che nella corte de' Car- monsignor Boccapaduli elemosiniere,
dinali era vi il cavallerizzo maggiore coli' assistenza dei cantori , e mini-
al quale, fi'a le altre cose, incom- stri della Dal
cappella pontificia.
heva di aiutare il Caixlinal a mon- numero 8326 medesimo Diario
del
tare, e discendere dalla carrozza. Nel dell'anno 1771, si ha il funere ce-
possesso del Innocenzo XI,
1676, d' lebrato nella chiesa del Gesii al
si trova che vi cavalcò il maestro defonto conte Alessandro Petroni,
di stalla del palazzo apostolico. Nuo- cavallex'izzomaggiore di Clemente
vamente nel possesso di Clemente XIV, venendo vestito il cadavere
XI, preso nel 1700, si legge, che con abito da città di cameriere se-
col foriere maggiore cavalcava il cav. greto laico, contornato da quaranta
Spoleti cavallerizzo; e quindi, nel cerei. Monsignor Garampi, segretario
1611, , in quello d' Innocenzo XII, della cifra, cantò la messa, assistita
il marchese Otlieri soprastante, o dai musici, ministri e chierici della
sopra in tendente della stalla di nosti*o cappella pontificia, con l'intervento
Signore, che poi, come dicemmo, fu del prelato maggiordomo con tutta
dichiarato cavallerizzo. Indi ne'pos- la camera segreta ( Fedi ). E dal
,

a8 CAV CAV
numero 5i4> dell'anno 1779, si ha nità vi sono meiletti neri, per di-
la descrizione delle esequie e pompa stinguerlo dai camerieri segreti so-
funebre celebrata pel marchese Ge- prannumerari e di onore di spada
rolamo Serlupi Crescenzi , cavalle- e cappa: nel resto l'abito è eguale,
rizzo maggiore di Pio VI, nelle meno la collana, che si usa da questi
quali cantò la messa monsignor Stay ultimi. Così usa ancora il collare o
segretario de' brevi ai principi, coi bragiuole, con manichetti di merletti
cantori , e ministri della cappella bianchi, ed al fianco cinge la spada
pontificia, e coli' intervento dell'an- con impugnatura d'acciaro. Però il
ticamera segreta del Papa sì eccle- cavallerizzo usa inolti'e una nobile
siasticache secolare. montura di panno rosso ricamata
Attualmente il cavallerizzo mag- d'oro, con bavaro e mostre alle
giore del sovrano Pontefice, che mani, di velluto nero, cappello piu-
nelle sovrane corti secolari equivale mato con granoni d'oro, sotto abito
al grande scudiere, è il terzo came- bianco, calze di seta bianca, scarpe
rieie segreto di spada e cappa , co- con fibbie quando porta calzoni, i

me è il secondo iiffiziale nell'ammi- mentre usando i pantaloni si pone


nistrazione del palazzo apostolico, sotto gli stivali , e spada civile con
dappoiché non solo sopraintende alle elsa dorata. Questa montura è di
scuderie pontificie, e sue apparte- due specie, cioè una più nobile e
nenze, agli ufllziali ed individui di ricca dell'altra. La più bella è ado-
esse , ma in virtù dei motu-proprii perata da lui nelle visite de' novelli
di Leone XII, e del regnante Gre- Card'mali , od in occasione di qual-
gorio XVI, fa parte della congre- che solenne convito, che imbandisca
gazione amministrativa palatina, di il Papa, e l'altra nei viaggi, e nelle
cui è capo il prelato maggiordomo, villeggiature pontificie, mentre il sud-
prefetto de' sagri palazzi apostolici. descritto abito nero si porta sempre
Questo cospicuo impiego si concede dal cavallerizzo maggiore in tutte
liberamente da ogni nuovo Ponte- le altre sue rappresentanze ordinarie
fice ad un cavaliere fornito delle e solenni. Il Falaschi , nella sua
opportune cognizioni a sì vasta azien- Gerarchia ecclesiastica j e famiglia
da, solendosi talvolta da lui confer- pontifìcia j Macerata 1828, a pag.
mare quello del predecessore, come 125, parla di questo personaggio,
meritò di esserlo il presente caval- e ne riporta la figura in montura,
lerizzo maggiore barone Giuseppe vedendosi a pag. 127, quella di ca-
Testa Piccolomini romano, il qua- meriere segreto laico, in abito nero
le nominato all'onorevole carica da nel modo superiormente descritto.
Pio VII, ci venne confermato da Il cavallerizzo, oltre alcuni emo-
Leone XII, Pio Vili, e Gregorio lumenti, percepisce cinquanta scudi
XVI. al rnese per onorario, e gode l'uso
L'abito ordinario del cavallerizzo del frullone palatino, ricevendo nelle
di città è tutto di color nero, cioè suindicate epoche quattro medaglie
scarpe con fibbie , calze di seta di nonché le distribuzioni
argento,
calzoni e gonnella, corpetto, e abito delle candele, palme, Agnus Dei
di panno n(no nell' inverno, e di benedetti ec. Allorquando il Ponte-
seta nell'estate. Il mantello è sem- fice esce dal palazzo coi treni di
pre di seta, e sovr'esso nelle solcn- città, pubbhci, o nobili, il cavai-
,, ,

CAV CAV 29
Joiizzo precede in frullone palati- altre cose che il riguardano, e che
no foriere maggiore la cariozza
col pure vengono trattate agli articoli
del Papa, di cui apre e chiude lo Trem, e Camerieri del Papa, ed al-
sportello quando ascende e discende, tri, dicendosi a quest' ultimo dei privi-
uflizio che esercita verso il Pontefice legi, e delle prerogative accordate dai
anche nei viaggi, se egli fa parte del Pontefici ai loro cavallerizzi maggio-
seguito, non cedendo tal incarico che ri , siccome appartenenti alla fami-
ai sovrani, alle sovrane, ai Cardinali glia nobile, e precisamente al titolo
agli ambasciatori, ed al maggiordo- I, De" Camerieri segreti partecipanti^
mo, quando Papa porta il seco in e al titolo HI. AI cavallerizzo inol-
carrozza due Cardinali. Né si deve tre spetta la cura della portantina
lacere, che fino agli ultimi dei de- specie di lettiga, che portano i pala-
corso secolo, il cavallerizzo precede- frenieri e sediari pontifìcii, nella
va a cavallo la carrozza pontificia quale si asside il Papa quando gli

andando per la città, ed allo sportello sia di peso ascendere le scale, per
da
nei viaggi e nelle villeggiature, e cui il cavallerizzo va allo sportello,
ultimo andò anche nella seconda che apre e chiude, invigilando che
muta palatina. Prima che il Papa sia portata con sicurezza. Quando
esca dal palazzo, il cavallerizzo riceve non si usavano le carrozze, tanto i
le istruzioni dal prelato maestro di palafrenieri, che i sediari pontifìcii,
camera tanto per la strada che deve dipendevano dal cavallerizzo mag-
fare il treno, quanto pei luoghi ove giore; quindi ne' primi del secolo
si deve andare, ed allora ordina al XVIII vi restarono soggetti i soli
battistrada, che in un alle velette sediari,che poi nel secolo corrente
dei dragoni ne percori-a la via; per non lo furono più per le riforme
tutte le altre ingerenze proprie del della corte papale. Sopra questo
suo uffizio, egli se la intende con argomento possono consultarsi i se-
monsignor maggioidomo. Il cavalle- guenti autori, cioè per quello che
rizzo inoltre fa parte della camera riguarda pure gli uflici del cavalle-
segreta , e perciò in essa interviene rizzo nella corte dei principi , ed
tutte le volte, che il Pontefice esce anche il cavallerizzo, che esercita e
co' suddetti tieni , nonché pel rice- ammaestra i cavalli, e insegna ad
vimento di sovrani e sovrane, let- altrui a cavalcare, come il cavalle-
tura di decreti per beatificazioni, rizzo d'opera della pontifìcia scude-
concistori pubblici e segreti, imposi- ria che, prima in abito nero ed
zioni di berrette ai nuovi Cardinali, ora in montura , addestra la mu-
cappelle, processioni, e pontificali, la cui nei treni nobili cavalca
visita della basilica vaticana ne' ve- monsignor crocifero colla croce asta-
nerdì di marzo, ed in altre circo- ta del Papa: Claudio Corte, il Ca-
stanze per le quali il Papa si rechi vallerizzo, nel quale si traila dì
in quella basilica. Se egli vi va a tutiociò che riguarda i cavalli, e
piedi, il cavallerizzo Io precede cogli che a buon cavallerizzo si appar-
altri cubiculari, ma quando il Papa tiene, Lione 1578; d. Giovanni de
ascende la sedia gestatoria ( Vedi ) Gamba , La ragione dell' arte del
il cavallerizzo va presso di essa, nel cavalcare , Palermo 1606: ed An-
modo che dicesi all'articolo Cappelle tonio Locatelli , // perfetto cavaliere,
Pontificie {Vedi)^ ove si dicono opera corredata di stampe miniate,
,

3o CAV CAV
rappresentanti le varie specie dei della loro docilità ,
qualità ed al-
cavalli, Milano iS-zS. tro, il p. Menochio nel tomo 111 del-
CAVALLO , Eqnus , Caballux. le sue eruditissime Stuore, alle pag.
Questo vocabolo pei naturalisti in- 58 1 , 583 e 591 ; il Garzoni che
dica un animale quadrupede , che nel 1774 pubblicò in Venezia, V Ar-
facilmente si rende docile alla volon- te di ben conoscere , e distinguere
tà dell'uomo, e lo porta sul dorso, la qualità de:" cavalli j ma soprat-
e tira i carri, le carrozze e simili. tutto degna di leggersi T opera
è
Nostro scopo non è di parlare di stampata in Milano nel 1825 di An-
quest'animale tanto conosciuto , se tonio Locatelli intitolata, // perfetto
non se per dire di quelli usati dai cavaliere, corredata di un volume
Papi, e da altri della gerarchia ec- in foglio di stampe miniate^ rappre-
clesiastica. Tuttavolta ci permettere- sentanti le varie specie de' cavalli,
mo dire , che i cavalli si credono incominciando dal selvaggio, ed i

originarli della pianura elevata del- loro differenti mantelli. Quest'opera


l' donde si sono sparsi in
alta Asia, è ancora accompagnata dalla storia
tutto rimanente del continente, e
il naturale del cavallo scritta dal cita-
ci permettiamo ancora di riflettere to Buffon ; dalla scuola di cavalleria
col Buffon, che l'uomo per mettersi di Guerinlerc , contenente la cono-
in sicurezza, e per rendersi padrone scenza, r istruzione e la conservazio-
dell' universo vivente, si procacciò un ne del cavallo con nuove aggiunte
partito, fra mezzo agli animali, affi- tratte dai più recenti autori ; da al-
ne di apporlo a tutti gli altri. Quin- cune osservazioni sul tipo di bellez-
di conciliatosi l'amore del cane, che za fissato al cavallo dai più celebri
ha tutte le qualità per esigere la artisti sì antichi , che moderni , da
sua benevolenza, la più nobile con- tutti i migliori squarci con cui ce-
quista fatta poscia dall'uomo, è quel- lebrollo la poesia ec. ec, infine dal-
la del cavallo. Ora palpando l'uomo le memorie , e dalle descrizioni più
blandemente, ora sforzando e pun- notabili intorno al cavallo. Per quan-
gendo cogli spei'oni il puledro ge- to poi può riguardare l' erudizione,
neroso, lo persuade ad ubbidire al si possono leggere nella parte se-
freno, ed a condurgli il cocchio, ri- conda dell' opera stessa Dei primi
partisce con lui le fatiche della guer- domatori dei cavalli, pag. 5o i ; Dei
ra , e la gloria de* combattimenti cavalli attribuiti ai numi, e ado-
de' trionfi , e divide i suoi piaceri perati ne^ sacrificii , e nei giuochi ,
alla caccia , ai tornei , e alla corsa. ed onorati di tomba, pag. 498 ; Or-
V. Dav. Wendeler, Dominium ho- namenti, onori e fregi accordati ai
minis in creaturas infr-riores , Wit- cavalli , pag. 5 3 ; Elenco de' ca- 1

tembergae 1687. I' Reiskio scrisse valli pili celebrati, pag. 527; Di
Dissertatio de Irìumpho romano per alcuni cavalli fantastici, pag. 544-
eqiios candidos facto, Luneburgi Da ultimo nella stessa città di Mi-
1675. Innumerabili sono gli autori, lano, e nel i83i Luigi Fcrreri pub-
che hanno scritto sulla nobilt'i, bel- blicò con figure miniate l'opera del
lezza, coraggio, e grandi pregi del Passi na sul modo di conoscere dai
cavallo, trattandadi molte cose con- denti l'età dei cavalli.
siderevoli , e prodigiose de' piìi ce- I romani Pontefici pertanto pri-
lebii cavalli, degli onori resi ad essi, ma che fosse introdotto l' uso delle
y
,

CAV CAV 3t
carrozze, allorché si recavano a ce- » litudine cassidis ex albo fit in-
lebrare le funzioni nelle diverse ba- »» dumento, et lune demum ascen-
siliche e chiese di Roma, e in oc- « dit super equum suum, et valla-
casione di prendere il solenne pos- »> tor a judicibus etc. ". Onde os-
sesso , ovvero nei viaggi ordinarli, serva lo stesso Bonanni , che di-
solevano cavalcare vm cavallo bianco, cendosi ciò del Pontefice s. Leone I,

la groppa del quale era coperla nei abbiamo l'epoca del


44^, '»» cui fu
primi tempi con panno rosso. Di eletto. Ma il Galletti, nel primicero
questa usanza si trovano frequenti e secondlcero della Santa Sede
menzioni negli antichi rituali. Il Co- racconta a pag. i4; che ritornando
nanni nella sua Gerarchia ecclesia- il Papa nella mattina di Pasqua
sticaj cap.99, descrive il Pontefice dalla basilica liberiana al palazzo
a cavallo e dice , che l' uso dei
_,
laleronense ,
quando discendeva da
Papi di cavalcare rimonta al Pon- cavallo, era sostenuto dal primicero,
tefice s. Silvestro I, che fu elevato ed il secondicero gli toglieva dal
alla cattedi"a apostolica Tanno 3r4, capo la corona , per cui non si sa
locchè si deduce dalle antiche pit- comprendere, come il prior stabuli
ture , come è quella osservala dal fosse quello , che la imponesse al
Torrigio a carte 43o nella chiesa Papa.
de'ss. Quatti'o Coronati, edificala dal Nella vita di Papa s. Giovanni I
Pontefice Melchiade predecessore
s. si ha, che essendo partito da Roma
di s. Silvestro 1, e meglio lo si de- nel 525 per Costantinopoli , giunto
duce nell'oratono antichissimo dedi- che fu a Corinto, ed avendo pel suo
cato al medesimo s. Silvestro I, do- viaggio bisogno d' un cavallo un ,

ve si osservano alcune pitture del nobil uomo gliene somministrò uno


settimo, o ottavo secolo rappresen- mansuetissimo, che a tal effetto ado-
tanti le pie gesle di Costantino , e peravasi dalla moglie di lui. Ma do-
dove vedesi quell' imperatore , che po che il Pontefice l'ebbe usato, ri-
tiene il freno del cavallo del santo mandò il cavallo al padrone, il qua-
Pontefice. Così ancora nel palazzo le vedendo che era divenuto cosi
,

vaticano si vede la medesima dipin- indomabile da non permellere che


tura, coU'iscrizione, constantinvs im- ninno il cavalcasse, dopo aver ser-
PERATOR S. silvestri EQVIFP^ENVMTENET. vito al vicario di Gesìi Cristo, lo
Nell'Ordine IX del pontificale Sa- rimandò al Papa in dono. Tanto
li sburgense, riferito dal Martene, de. racconta s. Gregorio I ne' suoi Dia-
ritibus antiquis, pag. 407 ,
parlan- loghi, cap. 8, lib. 3, e viene riferito
dosi dell'elezione del Papa, si legge : dal Ciacconio. Da questo mirabile
» Egrediens autem inde, cum ad in- avvenimento vuoisi originata la tra-
» feriores gradus s. Petri descendit, dizione, che vm cavallo venendo ca-
» ibi stat equtis , vel sella pi-aeces- valcato una volta dal romano Pon-
« soris ponitur ei ad sedendum pa- tefice, non dovesse più servire al-
» rata , et accedentes pationi re- l'uso di verun' altra persona. Certo
» gionum uno incipiente, caeteris è, che dalle memorie dell'archivio
>' respondentihus in hunc modum, del palazzo apostolico ho letto, che
" canunt ei laudem etc. Hoc usque essendo morto il cavallo , cavalca-
" ter dicto, accedit prior stabuli, et to dal Papa, se ne concedeva il cor-
» imponit ei regnum, quod a simi- po, secondo il consueto, e per lo
32 CAV CAV
scortico, alla confraternita dei coc- palarzo , che gli aveva preparato.
chieri, ma la pelle si conservava in L' imperatore Lodovico II, nell'BSS,
memoria nella scuderia pontificia. recandosi ad incontrare il Papa Ni-
Anche Pontefici più santi han-
i colò I, prese il fieno del cavallo, e
no sempre giudicato, che alla mae- lo guidò per qualche tratto di stra-
stà del loro grado convenisse l'usare da, come riferisce medesimo Ana-
il

cavalli di bella corporatura. S. Gre- stasio. Nel 1099, venendo eletto


gorio I, Papa del Sgo, sebbene en- Pontefice Pasquale II nella chiesa
comiato per la sua umiltà, scrisse di Clemente, si legge, che depo-
s.

nondimeno a Pietro suddiacono pre- ste le vesti monastiche, ed assunte

fetto patrimonio, che la santa


del le papali equo albo ad ha lilìcae
,

Sede aveva nella Sicilia " Unum no- :


constantinianae porticnm perducilnr
» bis caballum miserum , et quin- comitantihns Cardinalihus , etc. Dal-
« que bonos asinos transmisisti. Ca- le cronache di Genebrando lib. IV,

» liallum illum sedere non possum, si ha l'ossequio reso ad Alessandro


» quia miser est ; illos autem bonos III, da Federico I imperatore, da

>' sedere non possum quia asini ,


Enrico lì re d' Inghilterra, e da Lo-
« sunt. Sed petimus, ut si nos con- dovico V re di Francia, sorreggendo-
« tinere disponitis aliquid vobis ,
gli la staffa allorché montava a ca-
» condignum deferatis, lib. II, ind. vallo. Eletto Papa nel 1294 s. Ce-
» X, ep. 32 ". S. Adriano I poi lestino V, egli entrò nella città del-
più chiaramente si esprime, scriven- l'Aquila cavalcando un giumento,
do a Carlo Magno l'anno 784, nel per la singolare sua umiltà adde-
,

ringraziarlo del cavallo, che gli ave- strato dai re di Napoli, e d'Unghe-
va trasmesso, e nel pregarlo di vo- ria ; ma nella sua coronazione ca-
lergliene mandare ancor degli altri, valcò un bianco cavallo. Il medesi-
che sieno i più belli. Alla detta let- mo ufficio, per non dire di tutti
tera di s. Gregorio I soggiunge il (trattandosene all'articolo Sovrani),
Mabillon ne' suoi Commenta riij pag. jn-aticarono ad Urbano V gì' impe-
128: Et id certe exigit Pontificia ratori Carlo IV e Paleologo , non
dignitas,sempre riconosciuta, e ve- che Venceslao a Gregorio XI. Dai
nerata dai monarchi, i quali vollero quali cenni non solo rilevasi la ri-
tonere il freno del cavallo, su cui il verenza , cui sempre le leste coro-

Papa montava, raccontando l'Ana- nate hanno avuto pel Sommo Pon-
stasio, che recatosi Stefano III nel tefice, ma eziandio l'uso costante di
753 in Francia a chiedere aiuto al andare il Papa a cavallo per le pid>
re Pipino, contro Astolfo re de' lon- bliche vie s\ nei viaggi, che per le
gobardi, fu incontrato dal figlio di città di Roma, Avignone, ed altre
hii Carlo, cento miglia lungi da ove dimorarono, massime nelle so-
Pontyon coi principali del regno, e lennità , e nelle sagre funzioni, con
poi il re colla moglie e coi figli addobbi, e pompa ecclesiastica, co-

usci per tre miglia a riceverlo , e ronato di mitra , o di triregno.


smontando il Papa da cavallo, tutti Che incedesse colla mitra, si legge
.si gettarono a' piedi di lui, e li ba- nell'Ordine romano § i3: mane
ciarono ,
quindi Pipino , come fosse quae dìci-
ipsius lertiae dominìcae,
imo scudiere, prese le redini del ca- t(irGaudcle , Papa equitat ad s.
vallo, e accompagnò il Poulcfice al PcLrum , et portai milram aurifri-
,

CAV CAV 33
sìatam eundo, et et nota redeundo, » missam coronatus redit ad pala-
quod casula est ornata perlis. " tium sicut inos est ".

Nel rituale di Cencio Camerario, Quando cominciasse


l' uso di co-

che porta la data del i 192, nel de- prirsi la groppa del cavallo pontifi-
scriversi al cap. 3 quanto il Papa cio di coperta rossa, non si rinvie-
faceva nella festa di s. Stefano, ecco ne presso alcuno scrittore ; si legge
quanto ci sembra opportuno ripor- però nel capo 3 del citato rituale
tare : » Induit se pianeta alba , et di Cencio Savelli , il quale fu poi
descendit de palatio usque ad Onorio III, che dovendo il Papa ca-
Porlicellum,ibique invenit equum valcare,»» invenit equum phaleratum
phaleratum cum novo scarlato, cum novo scarlato , ita tamea
ita tamen , quod secundum con- 5 quod secundum consuetudinem
suetudinem antiquam equus ipse > antiquam equus ipse Domini Pa-
domini Papa? non debet habere » p?e non debet habere collum pha-
collum phaleratum, et ascendens leratum, et ascendens equum, et de
5

equum et de manu adextrato- 5 manu adextratorum regnum l'eci-


rum regnum recipiens induit ip- 5 piens induit ipsum, sicque vadit ad
sum sicque vadit ad
, ecclesiara > ecclesiam beati Stephani in Coolio
b. Stephani in Coelio monte co- > monte coronatus ". Di tale usan-
ronatus ". za sitrova anche menzione nel ritua-
Nell'Ordine del medesimo Cencio, le pubblicato nell'anno 1271 per ordi-
cap. i5, si legge, che il Papa; » in ne di Gregorio X, ove nel §IX in cui
die Pasquae induit planetam al- si descrivono la cavalcata, e l'accompa-
bam, pallium , et mitram sole- gnamento, col quale il Pontefice si
mnem , descendensque de palatio trasferiva al Laterano per prendervi
usque ad exitum porticelli , ubi il possesso, fu prescritta la funzione
albus palafredus cum nacco scar- nel seguente modo : » Omnibus rite
latae superi mposito , et argenteo > pcractis , ipse Summus Ponti-
freno solemniter praeparatus est a » fex, et omnes Cardinales, et a-
magistro senescalco, et ab adextra- > lii pi-aelati ,
quilibct in gradu
toribus, imponitur ei regnum ab j suo indutus vestimentis pretiosis
archidiacono , et ita coronatus ' albi coloris, episcopi pluvialibus,
palafredum ascendit, et equitando 5 presbyteri casula, diaconi dalmati-
incedi t prascedentibus in ordine 3 ca, subdiaconi tunicellis, acolylhi
suo bandolariis etc. ". Neil' Ordi- » superpelliceis , et ahi capellani
ne Benedetto canonico, § 5 1 , par-
di > episcopi, archiepiscopi, abbates, et
landosi della funzione, che faceva il » patriarchaj pluvialibus , et judices
Pontefice nella seconda festa di Pas- j scriniarii, similiter praefecti et ad-
qua, in cui era la stazione a s. Pie- ) vocati erunt induti pluvialibus ;

tro , si dice " finita missa Papae co-


: j ipse in pluviali et mitra, et simi-
» ronatus ante basilicam s. Petri in lo- j liter superpelliceis, et Papa omnia
w co ubi ascendit equum, et coronatus j pretiosa ornamenta habebit , et
« cum
processione revertitur ad pa- pallium , et mitram optimam, et
« latium, idest lateranum". Altret- > chyrothecas, et annui um pastora-
tanto si legge nel § 63, tornando lem et sic cum omnibus venit
,

il Papa dalla chiesa di s. Maria ad > ad portam, si ve ad gradus eccle-


Mariyres^ detta la Rotonda : » post > sìjc, ubi prior diaconus Cardinaiis
VOI,. XI. 3
34 CA V CAV
>» exuit mitram , et ponit ei coro- pestati dalla cavalleria pontificia,
M nam, qiiae vocatur regnum in ca- insorse grave tumulto.
« pite, toto populo clamante Kyrie Ad tumulti andarono sog-
altri

« eleixon etc, et sic cum omni oi*- getti romani Pontefici, quando
i

" natu quilibet Cardinalis, et prae- alcuni, od il popolo volle impadro-


M latus equitant equum coopertum nirsi del cavallo da loro cavalcato.

M panno albo, subdiaconi vero, ca- Nella cavalcata, che fece nel i4i7
« pellani , scrinarli , et alii equitant Papa Martino V, per la città di

» ornate non tamen habent


vestiti, Costanza, per eseguire la funzione
» equos coopertos. Papa equitat e- del possesso, insorse contesa fra i

» quum magnum phaleratum , et famigliari del Pontefice, e il bor-


» coopertum tantum ex parte po- gomastro della città ,
pretendendo
« steriori, et de scarlato ; in par- ciascuno di appropriarsi il cavallo
« te vero anteriori non cooper- montato dal Papa, che alla fine fu
» lum ". aggiudicato appartenere al borgo-
Il Bonanni non potè rinvenire il mastro. Nel possesso pi*eso da Pio
motivo perchè il cavallo adoperato II in Roma nel i4^8> incorse egli pe-
dal Papa dovesse essere coperto nel- perchè i romani colle
ricolo di vita,
la groppa, e non avanti il petto, e spade nude si disputavano il cavallo
neppure perchè il cavallo dovesse da lui montato, per impadronirsene
esser bianco, se non forse perchè me- dopo la funzione. Egual pericolo
glio risplendesse la sua maestà. Per passò Innocenzo Vili quando, nel
molti secoli poi segui il costume, 1 484 >
prese il possesso, giacché i

che il Pontefice cavalcasse co' sacri romani, appena il Papa discese dal
paramenti , ma giudicandosi esser cavallo bianco alla chiesa di s. Cle-
meglio, che comparisse in pubblico mente con forte rissa lo rapirono,
,

per le vie con altre vestimenta, i come pur fecero della sedia, e del
Papi cominciarono a cavalcare colle baldacchino da lui adoperato. Nel
vesti domestiche, e con cappello possesso di Giulio II, nel i5o3, i
rosso orlato d'oro, cinto di cordone romani senza litigi s' impadronirono
simile, con fiocco, che pendeva sul del cavallo da lui cavalcato, e della
petto, nel modo che si vede nella sedia e baldacchino. Leone X, che
figura riportata dal medesimo Bonan- fu l'ultimo Papa a prendere possesso
ni a p. 365, assumendo però il cappel- coi paramenti sacri, volle prenderlo
lo pontificale nelle solenni cavalcate, agli 1 1 aprile 1 5 1 3, cavalcando quel
le quali , meno le principali , cessa- medesimo cavallo turco, sid quale
rono dopo r introduzione delle car- nello slesso giorno dell' anno prece-
rozze, e delle lettighe sostenute dalle dente era stato fatto prigioniero a
mule, o chinee (P^edi) bianche. Ravenna dai francesi, e sul quale
Pel primo ne fece menzione il Pan- fuggì, avendo un suo famigliare
vinio, nelle addizioni al Platina nel- tagliata la mano ed ucciso quello,
la vita di Sisto IV nel di della che ne aveva afferrata la briglia.
sua coronazione, cioè a' 25 agosto Collo adoperare Leone X lo stesso
1471 , raccontando che nel por- cavallo nel suo possesso, volle divi-
tarsi il Papa in lettiga a prende- dere in certa guisa con lui la gloria,
re possesso alla basilica lateranen- e l'onore del trionfo del possesso, co-
se, venendo alcuni del popolo cal- me nel Cardinalato ne aveva divise le
,

CAV CAV 3:5

fatlclie , e i pericoli della guerra. in Lione mentre prendeva possesso»


Però il Cancellieri nel descrivere a giacché rovesciandosi un mvu'o, egli
pag. 66 tal possesso, aggiunge che cadde da cavallo, andò per terra il
essendo stato fatto poi prigioniero triregno, e morirono dodici baroni.
in detta fuga, lo ricuperò per da- Nel codice poi della biblioteca Za-
nari dai nemici , e che gli divenne luski di Varsavia si rappresenta,
tanto caro, che comandò non fosse Casus, cjuem ss. D. P. Joannes
più da veruno cavalcato, e volle XXIII in monte Adula eundo Con-
fosse pasciuto, e tenuto con gran stantiam, e quadriga, et cum qua-
diligenza sino alla sua vecchiezza. driga prolapsuì iiditj lo che accad-
Giunto che fu Clemente XI sul de a' 23 ottobre \^\^, mentre ai

Campidoglio, nel possesso preso nel 28 di esso entrò a cavallo in Co-


1 700, affollandosi il popolo, il ca- stanza accompagnato dalla sua corte,
vallo bianco, che gli aveva donato che, oltre a nove Cardinali e molti
il principe Chigi, si spaventò al- prelati, consisteva in piìi di seicento
quanto, e poco mancò che il Papa persone.
ricevesse un colpo d'alabarda dallo Finalmente è a sapersi che negli
svizzero, che respingeva il popolo. ultimi tempi, nelle solenni cavalcate,
Ma il medesimo Cam-
nello scendere i Pontefici cavalcavano vestiti di fal-
pidoglio Clemente XIV, mentre ai da , sopra la sottana e la fascia
a 6 novembre 1 769 con maestosa di rocchetto, di mezzetta, e di stola
cavalcata si recava a prendere il preziosa, portando in testa sopra il

possesso, giunto vicino il carcere camauro il cappello papale di vel-


mamertino, il cavallo sul quale era luto o di raso rosso, con guan-
montato si pose in ardenza per le ti bianchi, e bacchetta inargentata
acclamazioni del popolo, e non es- in mano. Il cavallo poi era bian-
sendosi potuto fermare dai conser- co nobilmente bardato di val-
vatori di Roma, che alloia ne reg- drappa e sella di velluto cremisi
gevano secondo il consueto i cor- trinato d' oro, con ricami simili,
doni della briglia , lo gettò a ter- ed otto fiocchi pendenti dalla bar-
ra. Essendo la strada coperta di datura quadrata, ed anch'essi d'oro,
arena, il Papa non si fece gran venendo condotto al luogo ove mon-
male , onde lepidamente disse Non ; tava il Pontefice , dal suo cavalle-
vi è contusione , ma un poco di con- rizzo maggiore [Vedi). Neil' ascen-
Jìisionej e perciò entrato in lettiga derlo il principe assistente al soglio,
aperta , si recò in tal modo al La- siccome il più degno laico, presen-
terano. Rammentando poi questo tava al Papa le redini di seta cre-
avvenimento, soleva dire: Salendo misi e d' oro, e sosteneva la staffa
al Campidoglio, io sono comparso sinistra mentre tenevasi la staffa
come s. Pielroj piacesse a Dio, destra dal primo conservatore di
cìie essendo sialo rovesciato a ter- Roma, stando il secondo alla testa
ra, io diventassi come s. Paolo. del cavallo. Quindi il principe assi-
Corse pericolo di cadere da cavallo stente al soglio conduceva il cavallo
anche il Cardinal Pallavicini suo se- pel freno sino alla metà della piazza
gretario di stato. Egual disgrazia an- quirinale, o vaticana, secondo ove
teriormente era avvenuta con peggio- abitava il Pontefice, il quale allora
ri circostanze, nel 1 3o5 a Clemente V gli comandava che cavalcasse col
,

36 CAV CAV
governatore di Roma, restando a pe rosse, usandole prima di drappo
tenere il freno dai due lati i due bianco, con finimenti, e staffe di
primi conservatori, che a vicenda metallo dorato ; e che essendosi in-
col terzo, e col priore de' caporioni trodotte le carrozze, Giulio III, nel
continuavano sino al Laterano. 11 i55o, e poco dopo Pio IV eccita-
Papa veniva circondato dalla guar- rono i Cardinali a non profittarne,
dia svizzera, camminando alle staffe ma a continuare 1' uso di cavalcare.
i due maestri delle strade, le guar- Qui noteremo, che il Cardinale Sca-
die del corpo, i paggi, i mazzieri, i rampo Mezzarota, del i44o» fu il
cursori , e palafrenieri pontifici , col primo porporato a mantener un gran-
decano, e sotto decano, con due dissimo numero di cavalli ; ed inol-
ombrellini aperti, portandosi da due tre, che Urbano Vili concesse ai
paggi altro cappello, guanti, e bac- medesimi Cardinali di poter guar-
chette inargentate per uso del Papa nire i cavalli delle carrozze con se-
all' occorrenza. Se poi egli non ca- terie, fiocchi, e ciuffi rossi, potendo

valcava, andava in nobile sedia co- però usarli anco di lana. Distinti
perta di velluto cremisi trinata d'oro, sono i Cardinali decano, principi
portata da due mule bianche, con e marchesi, i quali godono le inse-
finimenti pure di velluto cremisi gne principesche, con seterie, fiocchi,
ricamati d'oro. Fino poi al pontifi- e ciuffi frammisti d' oro.
cato di Pio VI , la carrozza del La prelatura nelle cavalcate usa-
Papa era tirata da sei bellissimi va di mettere ai propri cavalli fi-

cavalli frigioni bianchi : ora però nimenti e valdrappe di panno di


sono morelli, come lo sono gli altri color paonazzo, cioè i vescovi ed i
della scuderia pontificia, oltre le primari prelati , e gli altri nero

mule bianche. Prima queste e quelli come nere erano le valdrappe e


erano in maggior numero, dappoiché i finimenti de' cavalli di altri per-
la maggior parte de'prelati, uffiziali, sonaggi della corte e curia romana,
ed altri addetti al servigio del Papa e della famiglia pontificia. Ripetere-
godevano l'uso di uno, o più cavalli mo altresì, che i quattro prelati di
secondo i gradi. V. Treni, e Pa- fiocchetti usano ai cavalli delle loro
lazzi Pontificii per le scuderie del carrozze i fiocchi e ciuffi di seta
Papa, ed altre notizie analoghe, paonazza, distinzione di che godono
mentre ad Eucaristia ss. si dice il oggidì pure i patriarchi, E dal nu-
rito, quale veniva essa portata
col mero 8488 del Diario di Roma,
.su di una mula, o chinea bianca, del 1773, si apprende, che Clemen-
quando i Pontefici usarono farla te XIV, con biglietto della segrete-
precedere nei loro viaggi [P^edì)^ ria di stato, confermò loro l'uso
e possessi alla basilica latcranense de' fiocchetti neri ai cavalli, essendo
{Fedi). verdi quelli dei vescovi allorcliè

L'uso dei cavalli nei Cardinali, si recano a celebrare qualche fini-

lo dicemmo Carrozze ,
all' articolo zione.
non che a quello delle Cavalcate : È noto, che i vescovi prendono
laonde sol qui rammenteremo, che il possesso della loro chiesa a ca-
Innocenzo IV, nel la/j.'T, impose loro vallo, e che il Pontefice Anastasio
di andare a cavallo; che Paolo li, IH, del (^11, concedette l'uso del
nel i464> accordò loro le valdrap- cavallo bianco al vescovo di Pavia,
CAV CAV 37
t come si rileva dalla vita di lui. quattro non avevano fiocchi. Ed il

L'Cghelli, nel t. II deìV Italia sa- numero 887 dei citati Diarii rac-
gra j in Episcop. 3Iat. n. 3r, ri- conta, nell'anno 1722, che il cada-
porta la storia di una gran contro- vere della principessa Orsini fu tras-
versia, nata fra i canonici, e il ve- portato alla basilica latei'anense en-
scovo di Modena pel cavallo usato tro una carrozza d'acciaio, i cui
da lui , mentre tornava in città do- cavalli portavano i fiocchi d'oro,
po sua consacrazione, giacché il
la avendo quelli della seconda carroz-
pretendevano giusta il costume. Di- za i fiocchi di seta nera, mentre
cemmo poi altrove che il barone, il non li aveano quelli delle due al-

quale addestrava la mula al nuovo tre carrozze.


vescovo di Cahors, la liceveva poi Si vuol qui ricordare l'antico co-
in sua proprietà. stume di fare uso ancora dei ca-
Il resto della romana prelatura valli nelle esequie dei morti, massi-
non può usare ciuffi e fiocchi ai me de' nobili e ricchi, come si può
cavalli, maestro di camera
meno il vedere presso Giulio Lavor, Varia-
del Papa. Riportammo pure all' arti- rum Luciibrat. pag. 89. Ecco quan-
colo Carrozze, che in Roma gli to in proposito ha scritto s. Gio.
ambasciatori, i principi assistenti al Grisostomo: Divile aliquo mortilo^
soglio, i principi romani e i mar- non servof solos, et ancillas, sed et

chesi di baldacchino usano ai loro equos nccessarii sacco amicientes y


cavalli fiocchi di seta celeste, e di et agasonibus tradentes, ad sepul-

ad oro, e che il
altro colore mista turam sequi jiibent, calamitalis ma-
magistrato romano gode la prero- giiiludineni oslentanles , Discor. par.
gativa di guarnire i propi'ii cavalli 2. png. 22. Vincenzo Borghini alcu-
con fiocchi, e ciulH di seta bleu, ni esempi ne reca, e dalla piccola
intarsiati con oro. Dai Diarii di cronaca manoscritta del IMoraldi, ab-
Roma del secolo passato si legge, biamo che nelle esequie di m. Ni-
che gli ambasciatori, i principi e colò di Jacopo degli Alberti, morto
le principesse inccdcvaiìo con caval- agli 8 agosto i38i, erano " otto
li ornali di fiocchi d' oro, alla pri- « uno delle armi del popolo
cavalli,
ma carrozza, e con fiocchi di seta « perchè era cavaliere del popolo,
nera a quelli della seconda, e della « ed uno della parte guelfa, perchè
terza carrozza ; e che gli ambascia- » ei"a de' capitani : due cavalli co-
tori, benché Cardinali, usavano i ca- " perti con le bandiere grandi con
valli della prima carrozza coi fioc- " r arme degli Alberti, ed un ca-
chi d'oro. Quando l'ambasciatore » vallo con un pennoucello, ed uno
veneto Cornare, nel 1722, si recò >» col cimiero, spada e sproni di
in forma pubblica da Innocenzo » oro : il cimiero, una donzella con
XIII, per essere decorato della mi- " due ali; ed un cavallo coperto
lizia aurata, componevasi il di lui » di scarlatto, e il fante con un
corteggio di nove cai'rozze : i cavalli » mantello di vaio grosso foderato;
della prima avevano i fiocchi d'oro, " ed un altro cavallo non coperto,
quelli della seconda di seta color » con un fante, con un mantello
d' oro, quelli della terza di seta e « di paonazzo, foderato di vaio
oro, quelli della quarta, e quinta » bruno. " Apiid. script. Rer. Ital.
di seta nera, ma i cavalli delle altre tom. XVII, col. 858. Andrea Gatta-
,,,

38 CAV CAV
ro descrivendo la pompa funebre di dell'Apostolo, tolto dalle corse pub-
Giovanni Galeazzo Visconti, duca di bliche: correte, o fedeli, in maniera
Milano, morto a' 3 settembre i4o2, che riportiate il premioj e difatti
narra che in essa furono veduti cen- nel sasso di s. Fiorenzo fanciullo
to cavalli coperti di zendado, e altra martire, vicino al cavallo è espres-
sorte di seta, colle insegne di venti- sa la meta, ove il corso si finiva;
sette città, e castella grosse, suddite come per esprimere un egual sim-
del duca di Milano ;ed oltracciò un bolo in alcuni sassi cristiani è scol-
cavallo coperto coli' arma imperiale pita una nave vicina ad una di quel-
la quale fu stimata valere quindici- le torri, che servono di fanali ai
mila ducati d'oro. porti, significando che quel fedele
II p. Lupi, nella Dissertazione dopo una travagliosa navigazione ha
X sopra i cavalli sovente scolpiti, o preso porto.
dipinti dagli antichi cristiani, di- Sulla benedizionede' cavalli per
ce , che non è difficile trovare la festa diAntonio, può vedersi
s.

negli antichi monumenti cristiani r articolo Camaldolesi, monache, a


r immagine di uno o più caval- cui appartiene la chiesa dedicata in
li, massimamente nei sepolcri dei Roma a quel santo. Il Cancellieri
martiri; ed in una cappella sotter- ne parla ne' suoi Possessi, a pag.
ranea del cimitei'O di Basilla, sco- 5 IO, focendo pur menzione di sì pio
perta nel 1726, la tribuna era di- uso lo Spengero, il Desieine ed altri.
pinta con immagini di cavalli sciol- II p. Fabrizio dell' Oi-dine de' pre-
ti, e che libei-amente pascolavano, dicatori , compose un' opera sulle
e ne riporta le immagini il Bianchi- Ricerche dell'epoca dell' equitazio-
ni nt Prolegomeni, al tomo III di ne, e dell' uso dei carri equestri
Anastasio. Al sepolcro antico di s. presso ^li antichi, Roma 1764. E
Valentino martire, e vescovo di Ter- poi troppo nota la sorpresa, il ter-
ni, erano dipinti due cavalli. 11 So- rore e r ammirazione che produsse
sio trovò due cocchi a quattro ca- negli americani la vista dei cavalli
valli dipinti nella volta di un mo- di Colombo, dappoiché supponeva-
numento nel cimitero di Priscilla ;
no il cavaliere, e il cavallo ambe-
ed altre somiglianti pitture, e scul- due ragionevoli, anzi credevano fos-
ture di cavalli si trovano negli an- se un solo animale, donde gli anti-
tichi sepolcri de' martiri, e de' cri- chi inventarono la favola dei cen-
stiani. Fra che si dan-
le spiegazioni, tauri, de'quali scrisse il Banier, Dis-
no a tali simboli, vuoisi che i cri- serlation sur i origine de la falle
stiani, i quali ebbero tal figura ai des centaures, dans V histoire de
sepolcri loro, appartenessero al col- V acad. des Ind. II. a 6.
legio, o al comune detto de' Giu- CAVE (Cavae), o Cavi. Borgo
mentari!, o fossero delle famiglie dello slato pontificio, nella Comarca,
che servivano alle stalle imperiali diocesi di Palestrina, appartenente
che si chiamavano Sacra Stabula alla casa Colonna. Esso giace in a-
ovvero che tali cristiani spettassero menissima posizione, ed ha pittore-
al servizio dei cerchi, ai quali era- schi dintorni. Si ammirano poco
no destinate molte famiglie. Tutta- distante, siccome avanzo della sua
voltail medesimo p. Lupi dice, che antichità, alcune mura ciclopee, i ru-
tal simbolo è secondo il precetto deri d'uu sepolcro piramidale, e il
CAV CAV 3t)

moderno ponte, eretto nel 1827, che del territorio ancora ne porta il

sopra sette archi scavalca un torren- nome.


te, il quale vuoisi derivare dal Trero, Alcuni autori vogliono, che nel
oggi Sacco, fiume che va a scaricar- 1 100, quei di Cave coi prenestini
si presso Ceprano nel Liri. Questo eleggessero contro Pasquale II l'an-
borgo desume il suo nome dai por- tipapa Teodorico, che di poi fu obbli-
tentosi cavi, o grotte, eseguiti fi-a le gato a prendei'e l'abito religioso : e
rupi, affine di far passare la via fra mentre altri sostengono, che l'anti-
i quali si trova. Fra Preneste e Ca- papa Gregorio Vili fosse rilegato
ve avvenne, l'anno 267 o 269 di nel menzionato monistero di s. Lo-
Roma, cii'ca cinque secoli avanti renzo, i più critici asseriscono do-
r era cristiana, la battaglia campale versi ritenere piuttosto il monistero
fra i romani comandati dal console della ss. Trinità della Cava presso
Caio Aquilio Tusco, e gli ernici, che Salerno, per luogo di sua penitenza.
furono compiutamente disfatti. Il Certo è che, nel 1 1 1 8, profittando
moderno paese fu costruito verso i Colonnesi della persecuzione ecci-
l'anno 998 di Cristo, e popolato tata dai Frangipani a danno di
per cura de' monaci di Subiaco. Pri- Gelasio II, tornarono ad impadro-
ma si chiamò il castello de santi nirsi di Cave, che in seguito ebbe
tre 3 dai titolari delle chiese ivi e- comuni le vicende colla vicina Pa-
difìcate : il primo era dedicato a s. lestrina, centro della potenza della
Lorenzo col contiguo monistero dei famiglia Colonna, ad eccezione che
benedettini, consacrato nel 1092, non andò soggetta alle distruzioni, co-
dal vescovo Prenestino Cardinal Ugo me quella città nel 1298, e nel i437,
Candido ; ma nello scisma di Cle- nei pontificati di Bonifacio Vili, ed
mente III, falso Pontefice, furono Eugenio IV. Però, nel 1482, fu
i monaci discacciati. Fu in detto an- stretta d' assedio dalle milizie ponti-
no, che Cave venne occupata da ficie nella guerra fra Sisto IV, e il

Pietro Colonna, il quale faceva la duca di Calabria, e dovette aiTen-


guerra a Papa Pasquale II, che ad dersi.
onta degli aiuti dal Colonnese rice- Per le gare fra i Colonnesi e i

vuti dal conte di Capua Riccardo, CarafTeschi nipoti di Paolo IV , i

lo ricuperò alla Chiesa insieme ad primi, nel i556, furono scomunicati,


altre terre concedendolo nel iioi, e vennero dati i loro stati ai secon-
per due terzi, insieme colla rocca, alle di, che fortificarono Paliano (Vedi).
monache di s. Ciriaco, il cui mo- In tal' epoca avendo citato l' avvo-
nistero era presso la chiesa di s. Ma- cato del fisco della camera aposto-
ria in Yia Lata, le quah ne otten- lica Filippo II re di Spagna, come
nero il possesso soltanto nel 11 25. reo di violato giuramento già px-e-
Abbiamo inoltre dal Martinelli, che stato a Giulio feudo del III, pel
una metà di questa terra insieme regno di Napoli, dichiarandolo de-
colla chiesa di s. Stefano e s. Sabi- caduto, il viceré di Napoli duca di
no, e due parti della rocca di Ca- Alba unì le sue genti ai Colonnesi,
ve, erano slate occupate da Calo- prese Cave, e Genazzano (Vedi)y
leo da Cave. Dipoi questo castel- portò il terrore ne' dintorai, e si ac-
lo si denominò il Castel de' santi costò col suo esercito a Roma. Ma
(inauro : il perchè una porzione dopo varie guerresche vicende, le
. ,

4o CEA CEB
truppe pontificie, guidate da Matteo vato onorario di rito greco, sotto-
Stendardo, valorosamente rivendica- posto alla metropoli di Atene, come
rono diversi conquisti senonchè, a : vuole Commanville.
mediazione di Giovanni III, re di Por- CEADDA (s.). Fu prima vescovo
togallo, fu segnata la pace in Cave, di Yorck, e ne adempiva con molto
per cui il luogo acquistò celebrità. zelo i doveri; ma tornato di Fran-
IlCardinale Carlo Caraffa, nipote di cia s. Wilfrido, che aveva un ante-
Paolo IV, a tal effetto col suo se- cedente diritto a quella sede, per
guito si recò da Palestrina a Cave, la elezione di Alfredo re di Nor-
venendo incontrato, nella pianura tumbria, seguendo anche il consiglio
detta gli olmi di Cave, dal duca di di s. Teodoro, arcivescovo di Can-
Alba, accompagnato pure dai suoi; torbery e primate di tutta la Chiesa
dopo il qual pacifico abboccamento britannica, cedette a quest' ultimo
si riunirono in Cave in casa Leon- r episcopato, dedicandosi alla vita
celli, oggi Mattei, presso la piazza solitaria nella badia di Lesti ngay.
di s. Stefano , ed a' 7 settembre Le virtù distinte di lui non permi-
1557, fu stipulata la concordia, i sero, che rimanesse lungamente ce-
cui capitoli si leggono nel Rinaldi lato, e non andò molto, che venne
a tal anno n. 14. Alessandro d'An- chiamato a succedere Giarumano
drea scrisse tre discorsi della guer- vescovo dei merciani. Egli fu il-

ra della campagna di Roma, e del primo tra i vescovi di quei popoli,


l'egno di Napoli, nel 1 S56, e 1 557, che stabilisse la sua sede a Letch-
stampati poi in Madrid, nel 1589, fleld, e tanto affaticò nel pastorale
e nella detta casa se ne legge la ministero, che s. Teodoro ebbe a
memoria per una isci'izioue. Attual- prescrivergli di moderare le zelanti
mente Cave ha dei regolari edifizii sue cure, affinchè la preziosa sua
e fra le chiese è degna
menzio- di vita fosse piùlungamente conservata
ne quella de' minori conventuali de- ai vantaggi della Chiesa. Portò sem-
dicata a s. Carlo Borromeo, ove pre un grandissimo affetto alla riti-
tì sono due colonne spirali ratezza , e riponeva le sue distra-
CAVERNA. Città d'Africa presso zioni nel conversare con alcuni mo-
Cartagine, in cui nell'anno 894 si naci, che abitavano presso la sua
celebrò un concilio sopra il vescovo cattedrale. Presenfi, per particolare
Primiano. Reg. III. Labbé, tom. II. inspirazione, la sua morte, e se ne
Arduino, tom. I, e Lenglet. dispose alla maniera dei santi. Morì
CAZINZARTANI. Eretici derivati il giorno primo di marzo dell'anno
dagl' iconoclasti. Ebbero origine nel 673.
secolo VII, ed agli errori di quella CEBARADISA. Sede episcopale
setta neaggiungevano qualcuno della Bizacena nell'Africa occidentale,
eziandio de' nestoriani. Prestavano sottoposta ad Adramito, il cui ve-
culto alla sola immagine della Cro- scovo Mustuto intervenne al conci-
ce; perciò si appellai'ono anche lio lateranense, celebrato l'anno G54
staurolatri. dal Pontefice s. Martino I. Ep. Syn.
CEA ( Tìicrmia , o Zea ) . Isola liisac.
del mare Egeo, una delle Cicladi, CEBRIAN, o CEVRIAN-Y-Val-
con città vescovile fino dal IX se- DA Francesco Antonio, Cardinale.
colo. Nel XVII divenne arcivcsco- Francesco Antonio Cebrian-y-Valda
,

CEB CEC 4»
nacque a' 19 febbraio 1734 nella bilitato di governare. Quindi fu fatto
città di s. Filippo di Xativa nella arcidiacono di Toledo, e nel conci-
diocesi di Valenza di Spagna, da storo de' 23 settembre 1816, il me-
una più distinte famiglie del
delle desimo Pio VII lo creò Cardinale
regno , godendo il grandato di dell'ordine de' preti, e perchè non
Spagna; il perchè ricevette una pro- si recò mai a Roma non ebbe ti- ,

porzionata educazione, che unita ad tolo Cardinalizio. Finalmente pieno


un carattere nobile, pio ed amabile, di meriti, amato dal re, che inoltre
gliprocacciò stima sino dalla sua tene- gli conferì la gran croce della Con-
ra gioventù. Nello studio fece profitto, cezione di Carlo III, rispettalo da
massime nella giurisprudenza civile tutta la corte, cessò di vivere in
e canonica nella università di Va- Madrid 8 febbraio 1820, nell'età
agli
lenza, ove dopo essere slato laureato di ottantaquattio anni. Era di pa-
in ambe le leggi, ne divenne catte- cifico carattere e mansueto, distac-
dratico, e rettore, e si acquistò cato dal mondo, amante de' poveri
riputazione per la profondità del e generoso con essi; per la qual cosa
sapere, e per le belle sue maniere. la sua memoria è in benedizione.
Ordinato sacerdote, fu fatto cano- CEBU' [Nomiiu's Jesu). Vesco-
nico della metropolitana di Valenza, vato nelle ìsole Filippine. V. Nome
e meritò di essere nominato vescovo DI Gesù,
di Tudela. Senonchè, avanti di ri- CECERITA. Sede episcopale della
cevere le bolle pontificie, venne di- provincia proconsolare d' Africa , il

chiarato vescovo -di Orihuela, col cui vescovo Quobulo si recò in Ro-
qual titolo ricevette l'episcopale con- ma al concilio di Laterano, adunato
sacrazione. Governò la diocesi con da s. Martino I.

gran zelo e prudenza, e per la sua CECCANO Annibale, Cardinale.


vigilanza pastorale procacciossi l'a- Annibaldo Gaetani da Gactani da
more e la venerazione del suo greg- Ceccano, luogo della provincia di
ge ,
particolarmente allorquando si Campagna , diocesi di Aquino ,

offrì vittima per esso, nell'assistenza d' ingegno acuto, magnanimo, esper-
personale, che prestò a' suoi dioce- to nel maneggio degli afEiri, dotto-
sani nell'epidemia da cui fu afflitta re nei canoni ed in teologia, era
la Spagna nel 18 12. Ritornato nel- arcidiacono di Arras, quando circa
l'anno seguente al trono degli avi i' anno Giovanni XXII
i326 lo
suoi il re Ferdinando VII, siccome promosse ad arcivescovo di Napoli,
conoscitore delle virtù di Cebrian, poi a' 18 dicembre del 1827 lo creò
lo nominò patriarca dell'Indie, vi- Cardinal prete di san Lorenzo in
cario generale dell' esercito, nonché Lucina. Nel i33i accomodò una
curato ordinario del real palazzo, e grave discordia tra il vescovo di
della regia famiglia; per le quali Parigi, e 1' università della Sorbona,
cariche e spirituale giurisdizione Pio perchè quel prelato avca multato
VII gli fece spedire le relative bolle. di quattrocento lire un cherico di
Ma non trovò pace lo spirilo del quell'accademia. Due volte nel pon-
buon prelato dimorando in Madrid tificato diClemente VI andò in quali-
presso la persona del re, sinché non tà di legato a comporre la pace alla
gli fu concesso di riimnziare la chiesa corte di Francia tra quel monarca e ,

di Orihuela, che vedovasi impossi- quello d'Inghilterra, cioè nel i344}


, ,

4tì CEC CEC


e nel i347. In Parigi egli fece la col celebre Petrarca. Inoltre eresse
solenne dedicazione della chiesa del un monistei'o ai celestini presso Avi-
collegio della Sorbona , a' 1 9 otto- gnone, e lo dotò generosamente.
bre del medesimo anno , e stabilì CECCANO Giordano, Cardinale.
una tregua di tre anni, rotta la Giordano Ceccano, nobile della Cam-
quale, MI tornò, ma inutilmente. Gli pagna, monaco cistcrciense, ed abba-
riuscì meglio la legazione in Ale- te di Fossanova, assai perito nelle
magna, nello stesso anno i347, ^ lettere umane e divine, ai 2 1 marzo
Carlo re de' romani, elettp impera- del 1 188, da Clemente III fu creato

tore invece di Lodovico Bavaro sci- Cai'dinal diacono, poi divenne prete
smatico e scomunicato. Andò a Na- di s. Pudenziana . Divoto alla b.

poli a determinare nel ducato di Vergine, 1' eresse magnifico tempio


Benevento i confini dello stato Pon- in patria. Ebbe la legazione di
tifìcio; ed in questa legazione do- Francia, dell' Alemagna, e da Inno-
vette molto soflerire, perocché segnò cenzo III quella della Marca, ove
una tregua di tre anni fra Lodo- raffermò quei popoli alla ubbidien-
vico re di Ungheria, e Giovanna re- za della Chiesa. Il medesimo Innocen-
gina di Napoli pena la scomunica
,
zo III, lo spedì con i5oo oncie di
coU'ammenda di 200000 fiorini d'oi'O oro a sovvenire ai monaci di Mon-
a chi l'avesse violata. Governò Roma tecassino assediati da Marcualdo ,

con amplissime facoltà nel giubileo del siniscalco al i-e di Sicilia, tutore
1 35o ; ma ristrette ai forestieri le del re pupillo, o meglio, invasore del
visite delle basiliche di Roma con regno. Morì Ceccano circa l'anno
il

danno dei mercanti , ed artigiani 1210, dopo un Cardinalato di ven-


corse più di una volta pericolo della tidue anni, e di essere stato ai comi-
vita, specialmente per la scelleratez- zi d' Innocenzo III.

za famoso Cola di Renzo, il


del CECCANO Gregorio, Cardinale.
quale con un dardo gli avea trafo- Gregorio Ceccano nacque a Cecca-
rato il cappello. 11 Cardinale lo sco- no di Soi*a da nobile famiglia. Se-
municò: perlocchè partissi di Roma gretario del Pontefice, a mezzo del
il Cola, e ricovrossi presso Carlo re Cardinal Gaetani poi Gelasio, venne
de' romani in Boemia. Poscia spedito da Pasquale II promosso al cardi-
il Cecca no in Ungheria per rimuo- nalato col titolo di s. Lorenzo in Lu-

vere quel sovrano dalla spedizione cina, e fu alla elezione di Gelasio


di Nàpoli, morì nel luglio del 35o
1 II. Approvò quella di Cahsto II

in Castello s. Giorgio nella Campa- avvenuta nel monistero di Clugny


gna, come si crede, avvelenato, do- nelle Gallie; e morì, secondo l'Au-
po 22 anni di Cardinalato. Fu se- bery, nel pontificato di Onorio II.
polto nella vaticana basilica, della CECCANO Stefano, Cardinale.
quale era arciprete, nella cappella Stefano Ceccano, era detto il Cardinal

dei ss. Lorenzo e Giorgio. Era stato di Fossanova, perchè vi aveva pro-
presente ai conclavi di Benedetto fessato la regola dei cistcrciensi
XII, e Clemente VI, e concorse divenendone priore, ed abbate. De-
col suo suffragio alla loro elezione. gno nipote al Cardinal Giordano
Come chiarissimo poeta, estese in versi dello stesso nome, nel 121 3, da
eroici le vite dei ss. Apostoli Pietro Innocenzo IH fu creato Cardinal
e Paolo, e teneva corrispoudenza diacono di s. Angelo, poi prete dei
CE e CEC 43
«s. Apostoli, e Camerlengo di s. X. Quindi datosi a patrocinar cau-
Chiesa. Alla sua presenza s. Dome- se, Gregorio XV lo associò agli
nico, di cui era amico gli
intimo avvocati concistoriali, lo fece suo ca-
risuscitò il nipote Napoleone mor- meriere segreto, uditore del Cardinale
to per una caduta da cavallo. camerlengo, che eia nipote del Ponte-
Si trovò alla traslazione solenne, fice, canonico della basilica vaticana,

che avvenne della immagine della e rettore dell' archiginnasio l'omano.


B. V., che si vuole dipinta da s. Lu- Urbano Vili lo ascrisse ai votanti
ca, dal monistero di s. Maria del- di segnatura, e nel i643, agli udi-
la Tome, che anticamente esisteva tori di Ruota, ed ai consultori del
presso la chiesa di s. a
Cecilia, s. Innocenzo X, nel i644> lo
offlzio.

quello di s. Sisto, la, quale immagi- fece datario, ed ai i4 novembre


ne a pie scalzi si pose sulle spalle. dello stesso anno, lo creò Cardinal
Cooperò alla erezione del magnifico prete di s. Sisto , e lo confermò
tempio dedicato a Dio in onore neir ufficio colla qualifica di pro-
dell' Assunta , e di s. Galgano in datario. Fu uno dei giudici nella cau-
Siena, cui arricchì generosamente; sa di Giansenio; intervenne ai co-
edificòuna cappella sotto T invoca- mizi di Alessandro VII, dopo i quali
zione di s. Maria della Rotonda, mori nel i656, di sessantotto an-
nella sagrestia della quale si vede- ni, e undici di Cardinalato, con fa-
va l'effìgie di lui in atto di vene- ma di dottissimo personaggio. A ca-
rare la Vergine santissima. Final- gione delle falsità del sotto-data-
mente, dopo i comizi di Onorio III, rio Mascabruni, il nostro Cardina-
e di Gregorio IX, mori nel 1227, le nel pontificalo d'Innocenzo X,
quindici anni dacché avea conseguito il sebbene di lui favorito, sofflù ama-
cappello, ed ebbe tomba nella basi- re vicende. Ebbe tomba nella basi-
lica liberiana con breve iscrizione. lica di s. Maria in Trastevere, ove
CECCANO Teobaldo, Cardinale. avea ornata la cappella della Ma-
Teobaldo Ceccano dei conti di Ter- donna detta di Viacupa.
racina, abbate nel monistero di Pos- CECI Pomponio, Cardinale. Pom-
sano va, consanguineo al Cardinal ponio Ceci, valente in filosofia ed a-
Giordano del medesimo nome , nel stronomia, ebbe un canonicato in s.
1275 fu ci'eato Cardinal prete da Giovanni Laterano e da Paolo III, ;

Gregorio X. Nel concilio generale nel i538, il vescovato di Orte e Ci-


di Lione, si rese celebi'e per molte vita Castellana; dipoi quello di Su-
legazioni assai decorosamente soste- tri e Nepi ;
quindi fu vicario del
nute. Vide la morte dell' angelico Pontefice, e da ultimo dallo stesso
dottore; enei 1279, lo seguì dopo Paolo III, a'3i maggio del i542,
quattro anni di Cardinalato. fu creato Cardinal prete di s. Ci-
CECCHINI Domenico, Cardinale. riaco. Ma dopo due mesi morì a
Domenico Cecchini, patrizio romano, Roma, e fu sepolto nella basilica
era fornito di bello spirito, e vi- lateranese, nella sua gentilizia cappel-
vace ingegno ; e laureatosi nella u- la dedicata alla nascita di Nostro Si-
niversità di Perugia, andò alla curia gnore, con semplicissima lapide a
di Roma presso Pamfily, e Ludovisi prirte destra della medesima, che
uditori di Ruota : questi divenne porta il nome di lui, con quello di
Gregorio XV, e quegli Innocenzo alcuni altri di sua famiglia.
, ,,

44 CEC CED
CECILIA (s.), romana, educata al- CECILIO (s.), africano di nascita,
la scuola del vangelo, (Ino da fanciul- fu convertilo alla fede di Gesù Cri-
la si mostiò adorna di rare virtù. sto, per le preghiere insieme e per
Quantunque uscita di ricca e nobi- le instruzioni di Ottavio e di Mi-
le famiglia,avea fatto voto di rima- nuzio Felice, che dalle tenebre del
nersi vergine per tutta la vita, ma, paganesimo erano venuti alla luce
costretta dai genitori, si legò in ma- del vangelo , e ne sostenevano con
trimonio con un gentiluomo, Vale- molta sapienza e forza le ragioni.
riano di nome, eh' ella seppe ritrar- Questo santo, che fu prete, ebbe il
re dall'idolatria alla religione del merito della conversione di san Ci-
vero Iddio. A questa conversione priano, il quale , per sentimento di
aggiunse anche quella di Tiburzio, venerazione e riconoscenza, volle in
suo cognato, e di Massimo, i quali seguito portarne il nome. Mori in
condannati a morte, perchè cristia- età molto avanzata ,e fu beneme-
ni, la precedettero di pochi giorni rito assai della i*eligione cristiana. Di

nella gloria del martirio. Credesi, che lui si fa memoria nel martirologio
cib avvenisse l'anno aSo, sotto A- romano.
lessandro Severo. CEDAMUSA. Sede vescovile di
Nel quinto secolo vi era in Ro- Sitifi in Africa, nella provincia della
ma una chiesa, dedicata a santa Ce- Mauritiana. Not. Jfr.
cilia. Il Pontefice Pasquale I ve ne CEDDO (s.). Questo santo prela-
eresse una nuova, nella quale tras- to era fratello di s. Chaddo ve-
feiù corpo di s. Valeriano, che
il scovo di Litchfield, del santo sa-
fu trovato unitamente a quello di cerdote Celino e di Cimberto, i quali
s. Cecilia, ed ivi ancora comandò si adoperarono ad illuminare nelle
che si trasportassero i corpi di s. verità della fede gli anglo-sassoni.
Tiburzio, di s. Massimo, e dei som- Il desiderio di restare nell' oscurità
mi Pontefici Urbano e Lucio; tras- e di attendere alla propria santifi-
lazione avvenuta nell'anno 821. Il cazione, lo indussero a ritirarsi nel
medesimo Pontefice fondò pure un monistero di Lindisfarne. Le virtù,
raonistero presso la nuova chiesa. ond'era adorno, gli meritarono l'ono-
11 Cardinal Paolo Emilio Sfondrati, re del sacerdozio , ed il vescovo di
nipote di Gregorio XIV, ne la ri- Lindisfarne gli affidò l' importante
fabbricò, e decorò riccamente, ed è incarico di ammaestrare nella fede
titolo di Cardinal prete. Le reliquie i popoli soggetti al re Pende, che
di questi santi furono riposte in una avea ricevuto il battesimo con molti
magnifica volta, sotto 1' aitar maggio- de' suoi ministri. La predicazione di
re, e si chiama in oggi la confessio' s. Ceddo ebbe un esito felicissimo

ne di santa Cecilia, come meglio imperocché si videro ben presto at-


dicesi all'articolo Chiesa, di s. Ce- terrati i templi degl' idoli, ed i loro
cilia [P^edi). Questa santa è assai cultori pi'estarono al vero Dio quel-
celebre nella Chiesa, e viene anche l'onore, che prima tributavano alle

nominata nel canone della messa. I insensate divinità. Ma un campo più


cultori dell'arte musicale l'hanno scel- esteso si aperse allo zelo di Ceddo,
ta a proteggitricc, perchè è noto, che il quale avrebbe ben volentieri sa-

questa santa accordava al canto del- crificata la vita per acquistare pro-

le divine lodi lu musica istroracatule. seliti alla cioce. Oswy re di Nor-


, ,

CEF CEF 4>


thumberland, mandollo con vm pi'ete eia proconsolare, sottoposta a Carta-
da Sigiberto re dei sassoni orientali, gine. Collalio Carili ng. i, cap. i33.
il quale avca abbracciato la fede di CEFALONIA e ZANTE {Ccplia-
Gesù Cristo. Le fatiche del santo lonien. , et Zacynthicn. ). Vescovati
apostolo furono da Dio benedette uniti sulTraganei di Corfù nelle isole
ed il numero di quelli, che si con- Jonie. Cefalonia, una delle isole de-
vertirono, fu veramente ammirabile. gli Stati Uniti delle isole Jonie, sog-
Recatosi in seguilo a Lindisfarne per gette all' Inghilterra, presso la costa
trattare col vescovo Finan intorno occidentale della Turchia Europea,
ad alcuni aflàri importanti, fu con- fra il golfo di Patrasso , e le isole
sacrato vescovo dei sassoni orientali. di santa Maui'a e quella di Zante
Insignito di questa dignità, andò tosto contiene tre città , e cento trenta
nella sua diocesi, e continuò l'opera villaggi , in un' amena , deliziosa e
che vi avea intrapreso. Fondò mol- fertile posizione. I monti ne inter-
te chiese, e tre monisteri : assistette secano la superficie, e su tutti pre-
al sinodo celebrato a Stx'cneshalch domina r Enos, celebre nell'antichi-
nel 664, ove stabilì che si seguisse tà, il quale conserva ancora il suo

la pratica stabilita dai canoni intor- nome. Fu primieramente conosciuta


no alla celebrazione della Pasqua. sotto i nomi di Sainos , o Snnih ,
Dopo qualche tempo fu colpito dal- poscia di Melaejin, indi di Tdcboa,
la peste, eterminò la sua carriera e in fine di Cefalonia , nome che
nel suo monistero di Lestingay nel prese dall'ateniese Cefalo, governa-
giorno iG ottobre. Il martirologio tore dell' isola. Sinovera Cefalonia
d' Inghilten-a ne fa menzione nel dì fra gli stati d'Ulisse, e fu anco do-

7 gennaio. minata dai corinti , e dai tcbani


CEDI A S. Sede episcopale d'Africa condotti da Arafitrionc. Dopo essere
nella parte occidentale, d' ignota pro- stata in potere dei macedoni, fu oc-
vincia. Di essa si sa soltanto, che il cupata dagli etoli, a' quali la tolsero
suo vescovo Secundeno nel t(u-zo, i romani comandati dal console Mar-
secolo assistette al concilio di Car- co Fulvio, 189 anni avanti l'era cri-
tagine adunato da s. Cipriano, men- stiana, e siccome nella città di Sa-
tre nel quinto ilvescovo Fortis do- mè trovò vigoi'osa resistenza, l'arse,
natista fu alla conferenza di Carta- la saccheggiò, e ne vendette gli abi-
gine. tanti. In tal maniera Cefalonia di-
CEDRENO Giorgio. Monaco gre- venne soggetta alla romana repub-
co, vissuto nel secolo undecimo. Ha blica, e seguì i destini dell' impero.
scritto vma specie di cronaca, o sto- Aveva dapprima adottato il reggi-
ria universale dal principio del mon- mento repubblicano chiamandosi ,

do fino all'impero d' Isacco Comne- allora tetrapoli a cagione delle sue
no, cioè fino allametà circa del se- quattro principali città , cioè Samè,
colo undecimo dell'era cristiana. Palis, Grane, e Cooni, che si erano
Quest'opera è una compilazione poco diviso il suo territorio. Figurò fra
assai giudiziosa; tuttavia Ritradotta le isole greche , e godette per un
in latino ed arricchita di note dal tempo il primato sulle Jonie.
p. Goar domenicano. Appartenne all' impero d' oriento
CEF AL A [Caephala). Sede ve- sino al 1 125, in cui per la decaden-
scovile d'Africa iiella prima provin- za di esso ebbe i suoi signori par-
46 CEF CEF
tìcolari. Quindi, Terso il ìì^S, sog- secolo divenne arcivescovato. I latini
giacque alle incursioni de' normanni nel XII secolo vi fondarono un seg-
e poi ancora ai despoti di Morea ,
gio vescovile, suffraganeo del metro-
i quali come vennero detronizzati politano di Gorfù, e nel XIII si unì

da Maometto II passò al dominio , a Zante ove passò a dimorare il


ottomano. Variano gli autori intor- vescovo , che tuttora vi risiede go-
no al tempo in cui passò l'isola vernando le duft diocesi, soggetto al-
sotto quello de' veneziani : certo è lacongregazione Cardinalizia di Pro-
però, che nel i499 il generale ve- paganda. F. Zante.
neto Benedetto Pesaro se ne impa- CEFALI]' (Cephaluden.) Città
dronì colla forza delle armi, e seb- con residenza v escovile nel regno
bene due volte i turchi la ripren- delle due Sicilie, nella provincia Val-
dessero, sempre veneziani la ricon- i le minore di Palenuo. Essa è po-

quistarono, rimanendone in possesso sta nell'angolo di un promontorio,


sino all'anno 1797» epoca in cui si im poco più basso del castello an-
estinse la loro repubblica. Passa- cora esistente, che formava 1' antico
ta alla Francia , nell' anno i
799 ,
paese. Varie cave di fini marmi ha
dovette essere ceduta alla flotta tur- nei dintorni, e fra essi merita men-
co-russa, ed in progresso seguì la zione la lumachella, marmo atto a
sorte delle altre isole Jonie, per cui stupendi lavori. Questa città cinta
manda otto deputali Cefaleni all'as- di mura, sembra che tragga il suo
semblea legislativa del parlamento nome dal capo vicino, il quale si
Jonio. chiama Celili, nome che deriva
L' isola Cefalonia è per la mag- dal greco, e vuol dire capo, o pro-
gior parte abitata da individui, che montorio, per cui i suoi abitanti si

seguono il rito greco. I cattolici ascen- dissero Cefaledi. Dai messinesi ven-
dono circa a duecento, non computan- ne un tempo distrutta, ed al re
dovi i maltesi, che sono in grandissimo Ruggiero I, come diremo, è dovuta
numero. Essa ebbe un vescovo greco e la sua riedificazione nel bel sito
un vescovo latino; ma la cattedrale si- dell' odierna area.
tuata in Argostoli, capitale dell'isola, Fino dai tempi, in cui la Sicilia
è ora distrutta. Argostoli è posta era dominata dai saraceni, in Ce-
in fondo ad un'ampia e sicura baia falù eravi un vescovo, e quello del-
nel lato australe dell' isola. Ha un l' anno 868 fu uno dei dodici ve-
liceo, ove si educano i giovani per scovi, che insieme a s. Ignazio pa-
l'università di Corfìi. Ne' suoi din- triarca di Costantinopoli si oppose-
tonii vi sono gli avanzi della città ro energicamente a Fozio, nell' Vili
di Grane , rammentando la ferace concilio generale, laonde rilevasi che
pianura di Palecchi 1' antica Palis ; i greci vi avessero istituito la sede
all'estremità, ov' è il Capo-scala, esi- episcopale. In progi-esso di tempo
steva l'antica città di Cooni, di cui la città, essendosi ridotta quasi al

non rimase vestigio. Nel quinto se- nulla, il normanno Ruggiero I, re


colo i greci della terza provincia di di Sicilia, la ritornò al suo primie-

Achea, nell'esarcato di Macedonia, ro splendore, ristabilendo la sua se-


vi eressero la sede vescovile colla de vescovile, nel 1 i3i, sottoposta a
residenza in Argostoli, sotto la me- Messina per opera dell' antipapa A-
tropoli di Corinto; quindi nel XYI uaclelo 11, di cui seguiva le parti per-
.

TEF GEL 47
che aveva ornato col titolo reale.
Io mensa è tassata ne' registri della ca-
Si racconta pertanto, che trovando- mera apostolica in fiorini quattro-
si tal principe in grave pericolo di cento.
naufragare nel mare di Saleino, fe- CELCHYTH {Celchytum). An-
ce voto, clie se ne usciva a salva- tica città d' Inghilterra nel regno di
mento, avrebbe fatto fabbricare un JNIercia, in cui si celebrarono due
tempio al Salvatore, ed agli Apo- concilii chiamati Celcliyterisi. Il pri-
stoli ;
quindi tornato il mare in cal- mo fu tenuto l'anno 794 per dotare
ma trovossi nel golfo di Cefalìi, nel il monistero di s. Albano, coli' in-

giorno sacro alla trasfigurazione del tervento di nove re, quindici vesco-
Salvatore. Disceso a terra, prima di vi, e venti duchi. Offa, re dei mer-
tutto edificò una chiesa in onore di ciori, per la venerazione che avea
s. Giorgio al piede della rocca, e per s. Albano primo martire d' In-
dipoi non solo volle riedificata la ghilterra, concesse al monistero molti
città, ma in esecuzione del voto vi beni e grandi privilegi. Angl. I. 11

fece innalzare una sontuosa catte- Lenglet, oltre questo concilio, pre-
drale col nome del Salvatore, fa- cedentemente , e all' anno 787, ne
cendo scolpire nella magnifica fac- registra un altro adunato in Celchyt
ciata questa iscrizione hoc s\crum : sopra la disciplina
TEMPLUM A. pio ROGERIO I SICILIAE secondo si convocò nell' anno
Il

KEGE AB. ANN. I I 3 I AD I 1 4^ FUN- 816 da Vulfredo arcivescovo di


DATUM ETc. In cssa chiesa fra le altre Cantorbery, che vi presiedette alla
cose si ammirano bellissimi mosaici presenza di Renulfo re dei merciori,
e il mausoleo di d. Eufemia reggente e di molti signori, intervenendovi
del regno nella minorità degli ulti- dodici vescovi, molti abbati, preti
mi sovrani del ramo aragonese. Que- e diaconi che fecero undici canoni.
,

sta chiesa era la quinta del regno Il secondo ordina, che le chiese
nell'assemblea degli stati. sieno benedette dal vescovo dioce-
Tuttora questa sede trovasi suf- sano dopo la loro edificazione, e
fraganea della metropolitana di Mes- che r Eucaristia sarebbe posta in
sina. Il capitolo della cattedrale, che una scatola , colle reliquie sotto
anticamente era regolare sotto l'Or- o in un luogo segreto della
l'altare,
dine di s. Agostino si compone di medesima chiesa. Il 4-° concede au-
quattro dignità prima delle qua-
, torità al vescovo di eleggere col
li è il decano, di otto canonici con consenso della comunità l'abbate, e
due prebende, ventiquattro mansio- l'abbadessa. Il 9.° prescrive al ve-
nari detti pi'ebendati, oltre diversi scovo di tenere registrati i regola-
altri preti, e chierici pel divin cul- menti sinodali da osservarsi da lui,
to. La cura nella cattedrale si eser- il nome dell' arcivescovo da cui di-
cita da tre cappellani eletti dal ve- pende, e gli altri vescovi della pro-
scovo, non essendovi nella città al- vincia. Il IO." comanda, che si dia
tra parrocchia. Vi sono peiò sei a' poveri , o si eroghi in opere pie,
conventi di religiosi, un monistero la decima parie de' beni del vescovo
di monache, un conservatorio, al- defunto, ed inoltre ordina preghiere,
cune confraternite, ospedale, mon- digiuni, e la liberazione degli schia-
te di pietà, seminario con alun- vi, pel riposo delle anime. Questo
ni , cimitene , episcopio etc. La concilio prese provvidenze anco sui
,

48 GEL GEL
costumi. Angl. tono. I. Conc. tom. tempo era favorito da Dio di molte
VII, pag. i484. grazie, massime dell' umiltà. Altri di-
CELENDERIS. Città vescovile cono, che si fece monaco benedettino
dcir antica Cilicia, e, secondo Com- nel monistero di Fai foli nella diocesi
manville, nella provincia d'Isauria, di Benevento, e chedivenutone abba-
nel patriarcato d' Antiochia , eretta te, fondare una
concepì r idea di
nel V secolo sotto la metropoli di nuova congregazione. In appresso
Seleucia. prescelse per più rimota solitudine
CELEPiINA. Sede vescovile del- il convento di Majella nell' Abruzzo

l'Africa occidentale , di cui s' ignora non lungi da Sulmona, ove, ad on-
la provincia . Sì sa soltanto , che ta del luogo orrido, in poco tempo
Donato suo vescovo, l'anno 4'Ij si formò, verso l'anno ii5^, una
si recò alia celebre conferenza di comunità religiosa, alla quale egli
Cartagine. Coli. Cari. serviva di regola e di esempio, pel
CELESTINI. Congregazione mo- penitente e santo tenore di vita.
nastica benedettina. monaci di que- I Né andò guari, che vedendo come
sl' Ordine furono dapprima chiamati ncir oratorio da lui fabbricato sul
Eremiti di s. Damiano, o di Mo- monte, non poteva contenere tutti
rene, non che Murroniti, o Morro- i suoi discepoli, ne edificò degli al-
niti, e" poi Celestini, allorquando il tri in quelle vicinanze.
loro fondatore fu assunto al ponti- L'Ordine, nel 1264, fu approva-
ficato col nome di Celestino V. to da Urbano IV, che lo incorporò
Questo santo nacque in Isernia, pic- al benedettino ; ma sentendo Pietro
cola città capitale nel contado di da Morone, che il Pontefice Grego-
Molise, nel regno di Napoli da ge- rio X, nel concilio di Lione, forse
ni toii di bassa condizione, che nel doveva sopprimere i nuovi Ordini
battesimo gì' imposero il nome di religiosi istituiti dopo il concilio la-
Pietro. Passati i primi anni nella teranense che ne vietava la molti-
pietà e nello studio, siccome aman- plicazione, andò a Lione, e malgra-
te delia solitudine, nell'anno i244j do la sua dispregevole apparenza
si ritirò sopra una montagna, e qui- ottenne colle sue austerità, e col mi-
vi dimorò per tre anni in una ca- rabile dislacco dalle cose tei'i-ene, e
verna, finche la sua santità gli at- con una vita tutta angelica, una
tirò molte persone a visitarlo, che bolla, colla data de' 17 settembre
l'indussero ad uscire da quel na- 1274, con cui Gregorio X confer-
scondiglio, e ad abbracciare lo sta- mò il nuovo istituto colla regola di
to ecclesiastico. Allora recatosi a s. Benedetto, e con alcune partico-
Roma, fu ordinato sacerdote, quin- lari costituzioni più rigorose, lo po-
di passò nella Puglia,fermando la se sotto la pontificia protezione, gli
sua dimora sul monte Moronc, per assicurò il possesso de' suoi beni, e
cui viene chiamato s. Pietro Cele- gli concesse alcuni privilegi, come la

stino da Morone. Quivi elesse per esenzione dalla autorità degli Or-
abitazione una buca, ch'era covile dinari ce. Dopo
l'Ordine si di ciò
di un gran serpente, e non molto accrebbe maggiormente, a segno che
dopo da un abbate fu vestito del- Pietro si vide superiore generale di
l' al)ito religioso, ed in quella stette Irentasei raonisteri, e seicento reli-

per lo spazio di cinque aoni, nel qual giosi, indi, nel 1 284? rinunziò al go-
GEL C EL 49
verno del medesimo, e del priorato da Bonifacio Vili in commenda il
di Majella , confermando l' uno e monistero di s. Giovanni in Vene-
r altro a ceito Roberto, per andar- re, colla sua buona maniera gli die-
si a nascondere in un'altra foresta, de r incarico di celebrare i funerali
ed ivi dedicarsi ad ulterioi'i peni- dopo la morte di Celestino V. Ag-
tenze ed assidue orazioni. Poscia, nel giunge il p. Croiset, nella vita di
capitolo del 1293, essendo il mo- s. Celestino V, che fra i Cardinali
nistero di Majella per la sua posi- italiani da lui creati, due erano mo-
zione troppo orrido e disasti'oso, fu naci del suo Ordine.
stabilito, che il monistero di s. Spi- il Papa si recò a mon-
In seguito
rito di Sulmona sarebbe stato il te Cassino, procurò che quei mona-
capo dell'Ordine, e la residenza del- ci benedettini abbracciassero il suo

l' abbate generale, che ve la fece si- istituto, mandandovi a questo eifct-

no a' nostri tempi. to cinquanta religiosi, i quali però


Nella morte del Pontefice Nicolò vi rimasero pochi mesi. Finalmente,
IV, per la discordanza de' Cardina- conoscendo Celestino V , che nel
li nel dargli il successore, dopo due pontificato non poteva attendere al
anni, tre mesi, edue giorni di se- raccoglimento e alla preghiera, ai
de vacante, mentre Pietro erasi re- i3 dicembre 1294, spontaneamen-
cato a Roma, per affari del suo te lo rinunziò, facendo ritorno alla
Ordine, fu a' 5 luglio 1 294, eletto sua congregazione nel monistero di
dai Cardinali nel conclave di Peru- s. Spirito di Sulmona. Indi fuggì
gia a Sommo Pontefice. A nulla nella Puglia, e con alcuni eremiti
valse la sua virtuosa ripugnanza, e vi passò tutta la quaresima del
partendo per Aquila , ivi si con- 1295; ma per timore di qualche
dusse il sagro Collegio , ed egli fu scisma a cagione della .sua santa
solennemente coronato a'29 agosto, semplicità,mentre tentava altra fu-
nella chiesa di s. Maria di Colle ga per mare, fu preso e condotto
maggiore, o Madonna di Collema- per ordine di Bonifacio VIII, prima
dio del suo Ordine, col nome di Ce- nel palazzo apostolico d' Anagni, e
& lestino V: il perchè, come dicemmo, poi nella fortezza di Fumone pres-
la di lui congregazione assunse quel- so Ferentino, ove rimase per dieci
lo di celestini. A' i4 settembre 1 294, mesi servito da due suoi correligio-
nella stessa città d' Aquila, Celesti- si, i quali si cambiavano ogni due
no V confermò ampiamente le co- mesi , finché santamente morì ai
stituzioni, che avea composte pei 19 maggio 1269, d'anni ottantuno.
suoi monaci, e pei monisteri suoi ,
In Roma gli furono fatte solennis-
ricolmandoli di grazie e privilegi. sime esequie coli' assistenza di Bo-
Nella promozione, che nel suddet- nifacio Vili, e dei Cardinali; e per
to mese fece in Aquila di dodici ordine dello stesso Bonifacio Vili,
Cardinali, oltre diversi religiosi, vi il suo corpo fu portato con solenne

annoverò Tommaso dell' Ocra, mo- pompa in Ferentino nella chiesa di


naco celestino ed abbate del cele- s. Antonio de' Celestini, che il de-
bre monistero di s. Giovanni in funto poco prima aveva fondata
Piano, e lo dichiarò anche camer- fuori della città, illustrando il Si-
lengo di santa Chiesa. Questo ve- gnore con molti miracoli il suo se-
nerando Cardinale, avendo ricevuto polcro. Dipoi, a'i5 febbraio 1327,
VOL. XI. 4
,

/)o GEL GEL


rimanendo il cuore di s. Pietro Ce- quali sono monsignor Francesco Ma-
lestino in Ferentino, ove si conser- ria Cipriani di Norcia, fatto vescovo
va nella chiesa delle monache di s. di Veroh da Pio VII, nel i8i4, e
Chiara, il corpo di lui fu trasferito monsignor Francesco Saverio Buri-
nella chiesa di Agata, donde ven-
s. ni di Chieti fatto vescovo di Marsi
ne trasportato monistero dei cele-
al dal medesimo Pontefice nel 1818,
stini di Aquila, nel quale egli era e poi trasferito alla sede di Aversa,
«tato consacrato Papa, mentre i ce- nel 1823. Con sollecitudine pasto-
lestini di s' ebbero la sua
Parigi rale governano essi il gregge alle
mascella inferiore con un dente bian- lor cure afTulato. L'Ordine ebbe e-
chissimo. ziandio degli altri vescovi, e molti
Dopo la morte di Pietro Celesti- dotti nella repubblica letteraria, fra
no, l'Ordine fu graziato di altri pri- i quali merita special menzione il

vilegi dal Pontefice Benedetto XI, e celebre p. abbate Couafede.


si diffuse per l' Italia , Germania ,
In vigore delle loro costituzioni
Fiandra e Francia, ove, nel i3oo, i dovevano recitare in coro
celestini
fu ricevuto dal re Filippo IV, il il mattutino due ore dopo la mezza
Bello, formando in seguito tali na- notte, né potevano mangiar carne
zioni tre Provincie, con più di cen- se non infermi. Nel monistero era
toventi monisteri. Fondatore di quel- loro proibito dimangiare nell* av-
lo d'Avignone fu 1' antipapa Cle- vento anche ova e latticini ed e- ,

mente VII, che nella sua morte rano tenuti a digiunare nei merco-
volle essere sepolto nella contigua ledì, e venerdì da Pasqua sino
chiesa, in cui gli fu eretto un bel alla festa della esaltazione della Cro-
deposito. I celestini di Francia, col ce, e in tutti i venerdì di quaresi-
consenso degl'italiani, e coli' appro- ma, e nel venerdì santo digiunava-
vazione, nel 1427, di Martino V, no in pane ed acqua. Consisteva 1' a-
e poi di Clemente VII, volendo po- bito de' celestini in una tonaca bian-
tevano fare nuove costituzioni pel ca, cinta con una fascia di lino
mantenimento della regolare osser- o di cuojo dello stesso colore, con
vanza, come k fecero nel secolo iscapolare o pazienza sciolto con un
XVII, e furono accettate nel capi- cappuccio nero ; ed in coro, e per
tolo provinciale del 1667. La con- la città incedevano egualmente in
gregazione di Francia componevasi cocolla e cappuccio nero, né pote-
di ventuno monistei'i, il capo dei vano usare camicia se non di saja.
quali era quello di Parigi, ed era In somma l' abito era eguale quasi
governata da un provinciale con au- a quello de' cistcrciensi, ma si rife-
torità di generale. Il Pontefice Pao- risce,che a tempo del fondatore, i
lo V, in considerazione del bene re- celestini vestissero di panno grosso
cato da quest' Ordine alla repubbli- color tanè. In Roma i celestini eb-
ca cristiana, accordò molle grazie
gli bero la chiesa, e il monistero di
e privilegi. Ma per le noie ultime s. Pietro IMontorio; senonchè, mos-
vicende soggiacque conseguenza alla so Sisto IV dalla santità del bea-
degli avvenimenti politici, e per for- to Amadeo francescano, lo chiamò
7s\. di essi si disciolsc. Si ammirano dal Portogallo in Roma, gli diede
però ancora due de' suoi membri la detta chiesa col monistero, e con-
&iu due risjicttabili seggi vescovili, cesse invece, nel i47'; "' celestini
GEL CEL 5:1

la chiosa di s. Eusebio [T'edi), e Latera nel suo Compendio , cap.


per monistero, nel 1476, accordò XXIX dell' Ordine de^ celestini .

loro il coiiligno palazzo, eh' era del L' annalista Wadingo, Ann. minor.
titolare. I monaci ne restauraro- tom. II, e. 3, e il p. Helyot, Storia

no la chiesa , e ridussero T edili- degli Ordini monastici, t. VII, e.


zio a monistero. L' una e 1' al- 4, riportano le notizie degliEremi-
tro però vennero sotto Leone XII ti celestini Ordine di s. Fran-
deli'
consegnali alla compagnia di Gesù. cesco, che dovevano vivere austera-
Avevano inoltre i celestini in Roma mente, e che ricevettero pur nome,
la chiesa già parrocchiale di s. Ma- nel 1291, dallo stesso s. Celestino
ria in anticamente
Posterula, detta V ma ; che per le persecuzioni po-
di s. Agata, nella via dell' Orso, col scia sofferte furono costretti a rifu-
contiguo palazzo, di cui per dispo- giarsi neir Acaja, e quindi si spen-
sizione del loro protettore Cardinal sero verso l'anno iSog.
Barberini, si servivano come di un CELESTINO I (s.), Papa XLV,
Collegio. La secondo il Pan-
chiesa, di nascita romano, era figliuolo, se-
ciroli, fu fondata da un individuo condo alcuni, di Prisco, e parente
della famiglia Posterula, ma l'Al- prossimo all' imperatore Valentinia-
eri nella sua Roma in ogni stato no. Creato diacono Cardinale da In-
tom. p. gì, dice non essere ciò
II, nocenzo I, fu innalzato al soglio
vero.La miracolosa immagine della pontificio ai 3 novembre del ^i3.
Madonna vi si crede collocata nel Sì crede ch'egli abbia introdotto il
i^yS. Il Cardinal di Parma la dotò salmo Introibo , le antifone dell' in-
di grosse rendite, e Clemente VII troito, il graduale, il tratto, 1' offer-
la concesse alla famigha Caetani, torio, e comunione nella messa,
la
dalla quale, in uno al palazzo con- la quale era prima cominciata dal-
tiguo ,
passò ai celestini col paga- le epistole di s. Paolo e dall'evan-
mento di dieciotto mila scudi. Da gelio. {V^- Bianchini in not. ad A-
ultimo fu data agli agostiniani ir- nast. tom. Ili) ; ma da altri ciò
landesi. Il venne pertanto
palazzo piuttosto si riferisce a s. Gregorio I.

edificato dal detto Cardinal di Par- V. Lambertini, Del sagr. della mes-
ma per sua abitazione, da cui prese sa. 11 Burio poi è di avviso aver
il nome il vicino arco, sulla spon- s. Celestino I prescritto la recita dei
da del Tevere. Quindi il palazzo cinque salmi per la preparazione del-
passò ai Caetani, e poi fu venduto la messa ; ma
anche questo da al-
ai celestini verso l'anno 1629, al* cuni si contraddice ; il perchè è a
lorquando i Caetani acquistarono vedersi il Bona, Rerum liturgie. 1. II,
il palazzo Rucellai al Corso. cap. 3 , dove lungamente tratta di
Di quest'Ordine, oltre il Ciacco- quanto riguarda il decreto di s. Ce-
nio, il Vittorelli, e gli autori degli lestino 1, in proposito o alle cose in-
Ordini monastici, tiattarono il Bo- trodotte nella santa messa.
nanni nel Catalogo di essi a pag. L'eresia di Nestorio [Fedi] diede
CIX, Bollando nel t. Ili, e nel me- motivo a s. Celestino I di far cele-
se di maggio; Becquet monaco ce- biare nel 4^ i 'l concilio generale
lestino, neW Istoria citila congrega- di Efeso, a cui intervennero duecen-
zione de' Celestini di Francia^ Pa- to vescovi e tre legati pontificii, e
rigi 17 19, e il padre Annibale da dal quale furono fulminate le ereti-
,

5i GEL GEL
che sentenze da colui empiamente santo Pontefice soffrire, che nova- i

sostenute. Di che avendo ricevuta ziani tenessero molte chiese aperte


notizia s. Celestino per lettere di in Roma, confinò Rusticola loro ve-
Costantinopoli, si diede premura di ri- scovo in una casa vile, e gli vietò
spondere ad esse, e le sue risposte so- di tener più adunanza de' suoi. Con
no in numero di quattro , tutte colla una lettera scritta inoltre ai vescovi
data del i5 marzo di quell'anno delle Gallie raffrenò gli eretici semi-
43 1. La prima è al concilio di Efeso, pelagiani , che passati dall'Africa in
vale a dire ai vescovi, che avevano Mai'siglia , screditavano la dottrina
oi'dinato Massimiano in luogo di Ne- di s. Agostino intorno alla predesti-
storio, mercecchè da sei mesi il con- nazione ed alla grazia.
cilio era sciolto ; la seconda è di- sono perdute alcune lettere di
Si
retta all' imperatore Teodosio , del questo santo Papa. Tale è quella
quale il Papa loda lo zelo per la di- che aveva scritta in risposta ai ve-
fesa della fede ; la terza è a Massimiano scovi, i quali gli avevano partecipata
vescovo di Costantinopoli, e la quai'- r elezione di Nestorio in luogo di
ta al popolo di quella città. Parec- Sisinnio , e quella, che aveva pure
chie lettere scrisse il santo Pontefice scritta al vescovo Fuenzio. Socrate
ancora durante quel concilio; ed altre a torto gliene attribuisce molte altre,
innanzi pure ne aveva scritte. L'una come anche v' ha chi senza fonda-
ai vescovi d'Africa nell'anno 4^6, con mento veruno lo crede autore di
cui ristabiliva, in conseguenza del suo alcuni decreti.
appello alla Santa Sede , vm prete Le lettere di s. Celestino sono
chiamato Apiario ; la seconda è in- d' uno stile incalzante e stretto , ma
dirizzata ad alcuni vescovi dell' llli- oscuro e talvolta confuso : loccliè
ria per raccomandar loro la som- forse procede dall' aver noi dovuto
missione alla Chiesa Romana, ed a ricorrere alle traduzioni state fatte in
quella di Tessalonica ; la terza , del Oriente a cagione dello smarrimento
25 luglio 4^^? ^ diretta ai vescovi degli originali.
delle Provincie di Narbona e di Vien- In tre ordinazioni s. Celestino
na, perchè correggessero certi abusi creò quarantasei , e, secondo altri,
introdottisi nella disciplina. sessantadue vescovi , trentadue pre-
Dopo il concilio d'Efeso persegui- ti , e dodici diaconi. Governò otto
tò i pelagiani, i quali, benché per anni , cinqtie mesi e tre giorni ; e
decreto di Costanzo imperatore fos- morì ai 6 aprile del 432. Era sì

sero stati costretti sotto Bonifacio I zelante dell' osservanza dei decreti
a star lontani cento miglia da Roma, sinodali, e delleusanze introdotte dai
pur Celestino I, volle che lo fossero suoi predecessori, che in veruna gui-
da tutta 1* Italia e contro Celestio
, sa sapevasi indurre a rivocare, od
loro capo, che s'era ritirato nella a sottoporre a nuovo esame ciò, che
Bretagna, spedì missionari, che dopo una volta fosse stato ordinato e de-
due anni ridussero quella regione ciso. Fu sepolto nel cimitero di s.

alla fede ortodossa. Dipoi inviò nel- Priscilla nella via Salaria, e quindi
la Scozia Palladio greco, primo ve- venne trasferito nella chiesa di san-
scovo di quelle isole, e neH'Jbcrnia ta Prassede. Vacò la santa Sede
o Irlanda s. Patrizio, che ne di- dopo di lui diecinove giorni.
venne i' apostolo Wè potendo . il CELESTINO 11, Papa CLXXII.
, ,,

GEL GEL 53
Nacque questo Pontefice di una fa- del ii44> 6 venne sepolto in Late-
miglia oriunda di città di Castello rano. Tre lettere ci rimangono di
nello stato ecclesiastico, ed innanzi Celestino II, e dopo di lui la santa
di salire al trono pontificio era per- Sede vacò tre giorni solamente.
ciò chiamato col nome di Guido del CELESTINO III, Papa CLXXXII.
Castello. Discepolo di Pietro Abailar- Era egli romano, e discendeva dall' il-
do , siccome sotto diavea
lui fatto lustre famiglia Orsini (Feo?/). Innanzi
sommo profitto nelle lettere, fu an- che salisse al Pontificato chiamavasi
co appellato il Maestro Guido dei Giacinto Bobò, o Bobone Orsini, e
Castelli, forse dalla sua famiglia, da Papa Onorio II fu fatto nel i 126
come opina il Panvinio. In seguito Cardinale diacono di s. Maria in
creato prete Cardinale di s. Mar- Cosmedin. Ai 3o marzo del iiqi,
co da Papa Onorio II, fu fatto go- venne eletto Papa, ed ai i3 aprile
vernatore di Benevento da Inno- fu ordinato prete, consacrandosi nel
cenzo II, e venne impiegato in di- giorno appresso in una maniera af-
verse legazioni. Alla morte d' Inno- fatto nuova, secondo il cerimoniale
cenzo II fu eletto Papa, e consacra- dell' Ordine romano, allora compo-
to ai 26 settembre ii^'i. La sua sto dal camerlengo di s. Chiesa
elezione riuscì non solo senza alcu- Cencio Savelli. Era egli assai vec-
na delle perturbazioni , onde molte chio quando fu assunto al Ponti-
altie addietro erano funestate; ma ficato, tenendo i più che avesse
si fece eziandio senza l' intervento ottantacinque anni, comunque altri
del popolo. suppongano, che ne contasse novan-.
Non appena Celestino si vide su- ta. Nondimeno lo spii'ito ed il cor-

blimato alla sede Pontificia, che dal po di lui non risentivano punto il
re di Francia Lodovico VII ricevet- peso di quegli anni; e di fatti il gior-
te ambasciatori di ubbidienza, i qua- no dopo la sua incoronazione, inco-
li lo supplicarono per la pace e per ronò r imperatore Enrico VI unita-
l'assoluzione dalle ecclesiastiche cen- mente air imperatrice Costanza mo-
sure contro quel re fulminate da glie di lui. Roggero Ovedeno (in
Innocenzo suo antecessore, coli' in- Annal. Augi. pag. 689 ) racconta
terdetto a tutto il reame di Fran- che accadesse tale funzione in que-
cia. Vedendo cosiffatto pentimento sto modo: » Sedeva il Papa nella
il Papa ebbe a riconciliarlo, secon- « cattedra Pontificale, ed avea tra
do che narra il conografo Maure- » i piedi la corona imperiale. In-
neacense in questo modo: » Alla » chinatisi l' imperatore e la impe-
« presenza di parecchi nobili dei , " per riceverla, il Papa la
l'atrice
» quali suol esserne copia in Roma, >j un piede , e la ro-
percosse con
»> benignamente si alzò, e colla ma- » vesciò a terra a significare essere
» no facendo il segno della bene- » in lui stata l' autorità come di
» dizione alla volta di quel regno, w dargli così di torgH la corona,
" lo assolvette dalla sentenza dell'in- " ove Enrico lo avesse meritato.
" terdetto, in cui era stato per tre an- » Ma i Cardinali, dice Roggero, rac-
>» ni. " Governò questo Pontefice cin- J3 cogliendo tosto la corona, la po-
que mesi e tredici giorni , nel qual » sero in testa dell'imperatore ".
tempo nell'unica sua promozione cx'eò Questo racconto per altro, sebbene
otto Cardinali. Morì ai 9 marzo creduto dal BaroniO} ad au. 1 1 61
, ,

54 CEL CEL
e dal p. Bianchi, tono. II, p. 368 ecclesiastica ordinò Celestino III, che
è slimato falso da Natale Alessan- i fanciulli offerti dai parenti a' nio-
dro (Z^wf. Eccl. toni. VI saec. XI, XII nisteri, giunti all'età adulta, potes-
cap. 2, art. i3), uè può accordarsi sero a piacer loro il che uscirne;
col leggere, che si fa nella cronaca confermò puranco il concilio Tri-
Reichespergense, che » Enrico fu dal dentino, quantunque fosse prima in
« medesimo Celestino III onorevol- uso, che né i padri irritar potessero
« mente consecrato e coronato in la data promessa, né i fanciulli la-

« Roma " come riflette il Miu'ato- sciare i monisteri. Cieò questo Pon-
ri, Ann. d" hai., tom. VII, an. tefice indue promozioni tredici Car-
1191. dinah; e dopo un governo di sei
Celestino fece promettere ad En- anni , nove mesi, e nove giorni
rico dopo la incoronazione di re- sentendosi prossimo alla fine, vo-
stituire la città di Tusculo ; il che leva rinunziare al Papato, mostran-
venne eseguito il giorno dopo, mar- do desiderio ai Cardinali di aver
tedì di Pasqua. Ma avendola il san- per successore il Cardinal Giovanni
to Padre consegnata ai romani, essi, di s. Paolo della famiglia Colonna,
per vendicarsi delle discordie passate, detto di s. Prisca. Ma essi non vi
barbaramente la distrussero , e gli acconsentirono, dicendo, che cosa era
abitanti privi di abitazione con fia- inaudita aver il Papa a deporre sé
sche ne' luoghi vicini fabbricarono stesso. Morì questo Pontefice nella
delle capanne 5 dal che il luogo pre- notte precedente agli 8 di gennaio
se il nome di Frascati , e diede I 198. Fu sepolto in Laterano pres-
origine a tal città , sede vescovile so s. Maria del Riposo. Non vacò hi

suburbicaria. Dipoi il Papa scomu- santa Sede.


nicò r imperatore, perchè riteneva CELESTINO IV, Papa CLXXXVI.
a torto in prigione Riccardo re d'In- Chiamavasi questo Pontefice prima
ghilterra. Ma prima di morire, or- della sua elezione Goffredo Castiglio-
dinò Enrico VI al suo figlio Fede- ni, ed era figlio di Giovanni (^tistiglio-
rico II di porre in libertà il mo- ni e di Cassandra Ciivelli sorella di ,

narca inglese, e di reintegrare la Urbano 111. Divenuto canonico, e


santa Sede nei diritti , che avea cancelliere di Milano sua patria, era
sulla Confermò Celestino
Sicilia . stato educato da s. Caldino, e fat-
HI nell'anno 1192 il militar Ordi- tosi monaco nel celebre nionistero
ne Teutonico [Fedi), istituito nel- di Altacomba, aveva ivi scritta la
l'anno precedente secondo la regola storia del regno di Scozia. Da quel
di s. Agostino in Acri o Tolemaide; monistero era stato da Gregorio IX
ed in queir anno canonizzò i santi tratto nell'anno 1227 contro sua
Ubaldo canonico regolare lalera- voglia , e creato poscia Cardinale
nense ( Vedi ), Giovanni Gualberto di s. Marco. 11 medesimo Papa Gre-
fiorentino ( Vedi), mentre nell'anno gorio IX il fece poscia vescovo di
antecedente avea canonizzato s. Pie- Sabina, e lo spedì come legalo in
tro vescovo di Taranlasia, e nell'an- Toscana, in Lombardia e finalmente
no appresso i santi Geraldo, e forse a Montecassino, ove si trovava l'ini-
5. Guccherio I, e s. Ladislao re di pcratore Federigo II afllne d' in-
,

Ungheria. durlo a somminisliare soccorsi in


Fra gli statuti per la disciplina sussidio di Tcna Santa. Dopo tanti
GEL GEL 55
impieghi, con somma sua lode sos- detta montagna di Morone, dalla
tenuti, ai 0.1 settembre i'24i , fu quale gli è derivato ilsoprannome
eletto Papa nel luogo chiamato Sette anzidetto. Lasciò questo ritiro per
Soli. Ivi dal senato e dai romani andare, cinque anni appresso, sul
rinchiusi furono a questo fine dieci monte di Majella nell'Abruzzo non
Cardinali; ma tre di essi non ebbero lungi da Sulmona, dove rifugios-
parte all'elezione, perocché uno mori si due solitari in una vasta
con
non senza sospetto di veleno, l'altro caverna. Colà si applicò ad imi-
che era de' Colonnesi fu fatto pri- , tare san Giambattista modello dei
gione dai romani qual fautore di solitai'i. Portava un cilicio tutto
Federico II ed il terzo, che prigio-
, sparso di nodi una catena di ferro
,

mero di Federico aveva da quell'im- sulla nuda carne, digiunava tutti i


peratore ottenuto di recarsi all'eie- giorni, eccettuata la domenica, fa-
zione del Papa, ritornò all'ai'mata ceva quaresime all'anno,
quattro
pria ch'essa fosse conchiusa. delle ne passava tre a solo
quali
Celestino IV, già molto avanzato pane ed acqua, pregava e lavorava
nell'età, ed indebolito dalla decre- tutto il giorno, e la maggior parte
pitezza, come
fu sublimato al trono, della notte. Secondo questi principi!
non più vi sedette che diciassette nel 1 244 fondò l'Ordine, che poscia
giorni, e morì agli 8 ottobre 1241 dal suo nome pontificio si chiamò
non consacrato, e senza pubblica- de Celestini [P^edi), e che ebbe si
re veruna bolla , avvegnaché quel- prospero successo da produrre du-
la diretta all' arcivescovo di Sens, rante la vita dello stesso s. Celestino
che il Marlene ed il Mansi attribuì- trentasei monisteri, e seicento reii-
rono a questo Pontefice, è piuttosto giosi. Quell'Ordine approvato venne
da assegnarsi a Celestino III. Fu da Urbano IV, che lo incorporò a
sepolto in Vaticano, e la santa Sede quello de' benedettini , e fu confer-
restò vacante un anno, otto mesi e mato da Gregorio X, nel 1274,
diciassette giorni dopo di lui, perchè nel concilio generale secondo di
i Cardinali temendo la furia dell' im- Lione.
peratore, che quasi tutti gli aveva I dissidenti Cardinali riuniti in
tenuti prigioni in Amalfi, non sape- Perugia all' elezione del Pontefice
vano risolversi ad eleggergli un sue- dopo la morte di Nicolò IV, per
cessore. opera principalmente del Cardinal
CELESTINO V Papa CC, (s.), Latino Malabraqca Orsini domenica-
detto in prima Murrone Pietro di no, vescovo di Ostia, elessero in fine
o Morone da un monte presso SuU a' 7 luglio 1294 Pietro di Morone.
mona ove condusse vita solitaria. Ma speditogli nel suo ritiro il decreto
nacque nel 1 2 1 5 da Angelario, sera- di tale elezione, ricusava costante-
plice agricoltore in Molise castello mente di accettare il sommo inca-
del regno di Napoli. Dell' età di rico, né si piegò se non vinto dalle
diciassette anni si fece monaco be- suppliche de'Cardinali e de' re Carlo
nedettino monistero di Faifoli
nel II di Napoli, ed Andrea III di Un-
nella diocesi di Benevento, e dopo gheria, i quali si recarono a lui
molti anni di penitenza straordina- per costringervelo colle preghiere, e
ria, andò a Roma dove ricevette il colla esposizione delle calamità da
sacerdozio. Nel laSg si ritirò sulla cui era afflitta la Chiesa. Francesco
,

S6 GEL GEL
Petrarca (lib. II de Vit. Solit. sect. agli affari temporali, conservando
HI, cap. i8) dice, che in sulle pri- un desiderio invincibile per la soli-
me voleva il Pontefice sottrarsi colla tudine, e non ignorando il malcon-
fuga; ma ne fu impedito dal gran tento de' Cardinali a cagione della
popolo accorso. Com'ebbe accettato, prima delle sue costituzioni, per la

partì alla volta di Aquila nell'Abruz- quale erano costretti a rinchiudersi


zo ove, mosso dalla singolare sua nel conclave per ovviare agi' indugi
umiltà , entrò su d' una giumenta ,
della sede vacante, in un concistoro,
addestrata due re di Na-
dai detti che riunì in Napoli il i3 dicembre
poli e di Ungheria, ed ivi, dopo 1294, rinunziò solennemente e spon-
r arrivo da Perugia de' Cardinali taneamente la pontificia tiara colla
fu coronato a' 29 agosto nella chiesa seguetìle formula:
dell'Ordine suo di s. Maria di Col- » Io Celestino Papa V, mosso da
lemaggio fuori delle mura, assu- » legittimi motivi, cioè per causa
mendo il nome diV. Celestino » di umiltà, di miglior vita, di
Quindi non più sopra un giumento, n coscienza illesa, di debolezza di
ma sopra un cavallo bianco entrò » corpo, di difetto di scienza, di
coronato nella città fra gli applausi » malignità del popolo, infermità
di duecento e più mila persone ac- " della persona, e per ricuperare la
corse a veder primo personaggio >} tranquillità della passata condi-
del mondo quegli, che poco fa era » zione di vita, spontaneamente e
umile romito. M liberamente cedo il Pontificato,
Nella medesima città d' Aquila il « ed espressamente rinunzio al luo-
nuovo Pontefice fece la promozione *> go, dignità, occupazione ed ono-
di dodici Cardinali, sette francesi, » re, dando libera e piena facoltà
e cinque italiani; indi si trasferì a » al collegio de' Cardinali per eleg-
Napoli; ma prima fece due costitu- M gere canonicamente un pastore
zioni. La prima rinovava quella di « della Chiesa universale". Spoglia-
Gi*egorio X, pubblicata nel concilio tosi pertanto di tutte le insegne pon-
generale secondo di Lione, relativa- con generoso e modesto por-
tificali,

mente al ritiro de'Cardinali in con- tamento si mise a sedere a' piedi


clave chiuso, per procedere all' ele- de' Cardinali. Vacò la santa Sede
zione di un nuovo Papa; la seconda dieci giorni, scorrendone nove per
dichiarava essere libera ai Papi l'ab- la prima volta, prima di cominciare
dicazione al pontificato. Passando il conclave, in virtù della legge di
per Sulmona concesse a fr. France- Gregorio X, da Celestino confer- V
sco da Apt, l'eligioso francescano, la mata, che tanti ne debbano scoi'rere
fiicoltà di conferire gli ordini minoi'i dopo la morte, o la rinunzia del
a Lodovico, figlio di Carlo re di Papa.
Sicilia; privilegio, che non ebbe più Così ritirossi nuovamente Pietro
esempio in un semplice sacerdote di Morone nell* eremo di Majel-
quale allora si era quel frate. la per darsi del tutto alla pi'eghic-
Ciò è quanto fece, degno di spe- ra , ed alla mortificazione. Il suo
cial menzione, senza mentovare quel- successore Bonifacio Vili, temendo
lo che operò pel suo Ordine, in cinque qualche scissura, non per opera del
mesi e otto giorni dopo la sua elezio- romito, ma per le seduzioni a cui
ne; imperocché conoscendosi poco atto la semplicità sua era esposta, volle
^ ,

GEL GEL 57
tenerlo in sua custodia. 11 santo, che quali si trovano i mss. di sua ma-
lì ebbe sentore, si nascose dapprima
no, sono state stampate in Napoli
per due mesi, indi, volendo passare nel 1640. Scrissero la vita di que-
in Dalmazia , spinto da una tem- sto s. Pontefice, Celestino Talera ab-
pesta approdò a Viesti, città della bate de' celestini, la quale fu premes-
Capitanata, ed ivi riconosciuto da sa alle opere del medesimo santo;
quel governatoi'e fu arrestato e
,
Giacomo Aliriense Celestino; Giovan-
mandato ad Anagni, ove si trovava ni Pinadelli negli Elogii de" Ponte-
il nuovo Papa. Là fu custodito in Jici, eh' ebbero il nome di Quinto
certa casa presso la camera del Papa, Roma i58i; Gio. monaco celesti-
ma venne poscia trasferito nel ca- no ; Lelio Marini, Fila e miracoli
stello di Fumone poco distante da dis. Pietro di Morone^MWano i63o.
,

Ferentino nella Campagna, ove lan- Paolo Reggio vescovo Equense con-
guì per dieci mesi in un carcere di tinuò la vita, che aveva lasciata il
aria sì morbosa, che era d' uopo Cardinal Giacomo Gaetani, e la pub-
cambiar ogni due mesi i due reli- blicò in volgare nel i58i, in Na-
giosi destinatigli a servirlo. Pure il poli, Pietro Cardinale d' Ailli, la qua-

Sitato vecchio sopportò quella pena le fu accresciuta dal p, Dionisio Fa-


sino all' età di ottantun anno, in bri priore de' celestini, e stampata
cui , formataghsi una postema nel nel iSSg in Parigi.
lato diritto , mori a' 1 9 maggio del Nel luogo poi ove mori s. Cele-
1 296, dopo un anno e cinque mesi stino V, e da lui perciò reso cele-
dalla sua rinunzia, e dopo dieci mesi bre^ già Onorio li, nel 1 1 24, ave-
di prigionia. 11 suo corpo per ordi- va rinchiuso 1' antipapa Gregorio
ne di Bonifacio YIII fu portato con \III, che vi morì miseramente po-
solenne pompa in Ferentino , e fu co dopo a' 28 aprile. Allora quando
sepolto nella chiesa di s. Antonio Bonifacio YllI pose nella rocca di
del suo Ordine, che poc'anzi aveva F'umone Celestino V, per evitare
fondata fuori della città. Ai i5 di turbolenze alla Chiesa, era coman-
febbraio del 1827 però fu traspor- dante della rocca Marco Tullio Lon-
tato nella chiesa di s. Agata della ghi, al quale venne poi donata da
medesima città, donde finalmente ven- Clemente V ; e benché nel pontifi-
ne traslérito al monistero de'celestini cato di Alessandro VI, Borgia, se
d'Aquila nell'Abruzzo, in cui egli era ne fosse impadronita la comune
stato eletto Pontefice. Il suo cuore ri- sotto Alessandro Vili la ricuperaro-
mase in Ferentino, e la sua mascella no i marchesi Longhi, i quali la
inferiore si conserva con un dente ridussero in buono stato, celebrando
sommamente bianco presso i cele- i descritti avvenimenti con analoghe
stini di Parigi. Per le sue virtù, e marmoree iscrizioni.
pei suoi miracoli canonizzato venne CELIA. Sede vescovile d'Africa,
in Avignone da Papa Clemente V
nella provincia di Numidia.
ai 5 maggio 3 3
1 diciassette anni
1 , CELIBATO ( Coelibalus ). È lo
dopo la sua morte. Egli ha lasciati stato di chi non è congiunto in ma-
alcuni opuscoli : Relatio vitce sucej trimonio, come è quello degli ec-
de Firtulibusj de Vitiìsj de Homi- clesiastici. I teologi, e principalmen-
nix vaiiitatej de Exemplisj de Sen- te Bergier, dimostrano che il celi-
lenliis Pali uni. Queste opere, delle bato propriamente è lo stato di quel-
,

5^8 CEL CEL


li,che rinunziano al matrimonio ca fosse proibita la verginità, e il
per motivi religiosi. Il celibato è celibato j e pag. iy8, capo Vili,
cosa grata a Dio, come si ha da se i sacerdoti della legge vecchia
diversi passi dell'antico testamento, erano obbligati a qualche tempora-
ma non per questo ne consegue, clie le continenza dalle mogli loro , e
sia riprovato il matrimonio. La ver- del celibato de" sacerdoti della leg-
ginità fu considerata come sagra ge nuova. Ma per quanto spetta al-
anche dai gentili, e perciò tanto la l' uso, ed alle leggi della Chiesa,
Chiesa orientale, quanto la occiden- non è mai stato permesso ai preti
tale imposero ai ministri del culto ed ai vescovi di ammogliarsi, quan-
l'obbligo di un qualche celibato. Tut- do avevano dichiarato nel tempo
tavolta, sebbene il celibato sia più della loro ordinazione , eh' essi vo-
perfetto del matrimonio, non è com- levano seguire lo stato celibe, cosa
preso nel diritto divino pegli ordini pure stata osservata in diverse chie-
sagri, cioè non vi è legge divina, se di occidente pei sotto-diaconi.
che ordinare in preti persone
vieti La differenza, che vi era tra la
aventi moglie, né ai preti di am- chiesa greca, e la latina rispetto al
mogliarsi. Certo, che il celibato è matrimonio dei preti è che nella
,

consentaneo alla ragione ecclesiasti- chiesa greca si sono ordinati a pre-


ca e politica, e lungi dall' essere ti e vescovi persone ammogliate,
dannevole alla società, torna anzi a purché fosse quella la loro prima
grandissimo suo vantaggio. Il celi- moglie, e che non avessero sposate
bato fu sempre in uso nella Chiesa delle vedove, senza obbligarli alla
latina, e fu proposto nel secondo divisione; mentre nella Chiesa lati-
concilio di Cartagine, come una leg- na non si sono mai ordinati né
ge ordinata fino dal tempo degli preti,né vescovi persone congiunte
apostoli. Di fatti non si poteva sta- in matrimonio, a meno che ambe-
bilire cosa alcuna più santa per im- due di reciproco consenso non pro-
pegnare il sacerdozio ad accostarsi mettessero solennemente di vivere
all'altare con purità, e renderlo più separati il resto dei loro giorni. Al-
proprio all'amministrazione de' sa- trettanto praticasi nella chiesa gre-
gramenti. Quindi chmnque insegna, ca pei vescovi , ma pei sacerdoti
che i preti, i diaconi, e i suddiaco- pei diaconi, nonché pei sottodiaco-
ni non sono obbligati alla legge del ni, si ordinano sebbene ammogliati
celibato, dev'essere annoverato tra senza obbligarli a dividersi dalle lo-
gli eretici. C. de Sen(. an. iSaB. ro mogli.
Decret. 8. V. Matrimonio, La diversità di tali costumanze
Mosè fece una legge espressa pel proviene dall'avere la Chiesa latina
matrimonio, ed in favore di esso; conservata l'antica disciplina, che
Licurgo si pronunziò contro i celi- era in vigore pure fra i greci nei
batarii ; Platone fu più mite, e li primi tempi, i però si
quali ultimi
tollerò con alcune restrizioni ed i , condussero ben diversamente su que-
romani onorando le vestali, multa- sto punto gravissimo, ed introdus-
vano, e tenevano in dispregio i ce- sero l'usanza, che tuttora sussiste
libi. V. il p. Gio. Stefano Meno- fra loro, mai però condannata dal-
chio, Stuorc tomo I ,
pag. 4^j ^^' la Cliicsa latina, neppure nel conci-
\>o XX\'lll, oc nella legge niosai- lio fiorenti 00. Abbiamo per altro,
,

GEL GEL 59
che il concilio neocesariense dell'an- Bercaslel, lom. II, pag. 23 1. Col
no 3i6, ordinò la deposizione di 33, o 36 canone venne pertanto
un prete, ch'erasi ammogliato dopo universalmente comandato da' ve-
la sua ordinazione. Quello d'Andra, scovi ai preti, diaconi e suddiaconi
del 3i3, permise il matrimonio sol- l'astenersi dalle loio mogli : legge
tanto ai diaconi, che si erano pro- generale, che però non era nuova,
testati contro l'obbligazione del ce- anzi una conferma della legge co-
libato, ricevendo l'ordine. canone 11 mune da immemorabile tenìpo os-
XXVI apostolico lo permetteva sol- servata dai ministri dell'altare, piut-
tanto ai lettori, ed ai cantori, se- tosto in virtù d'una tradizione apo-
condo l'antica tradizione della Chie- stolica, che di un espresso coman-
sa, che il concilio niceno stimò di do. Proibirono egualmente i padri
dovere stabiliie, e che oggi ancora di Elvira a qualunque ecclesiastico
si osserva nelle diverse sette orien- l'aver in casa pei'sona di dilFercutc
tali. V. Pompeo Sarnelli, Lettere sesso, olire la propria sorella, o la
ecclesiastiche , tomo VII , lettera propria figlia, le quali fossero ver-
XXIV, n. 26, che tratta del celi- gini e consagiate a Dio. Tal conci-
bato nella chiesa orientale, massime lio fu confermato da Papa 8. Siri-
nel tomo IX lettera XXIV, ove ciò del 385
una decretale scritta
in
parla del celibato de' preti tanto in ad I merlo vescovo di Tarragona
occidente quanto in oriente. In orien- nella quale proibì, che i bigami
te nel settimo secolo il celibato impedì), e gli ammogliati con vedo-
soffrì molto . Circa la finzione degli ve potessero ordinarsi, prescrivendo
eretici incontinenti, è a vedersi il ber- il celibato a' sacerdoti e diaconi. V.
iiini. Compendio deWcresie pag. i 1 8. De Marca, Cono. Sac. et Iiitp, cap.
I principali decreti ponlilicii , e 8, § 4> e Zaccaria nell' Antifchro-
canoni in occidente sul celibato nio tomo II. Osserva il Novaes, nel-
degli ecclesiastici , sono i seguenti. la vita di detto Pontefice, che sino
Si vuole pertanto, che il Pontefice a tal' epoca non erasi stabilita alcu-
s. Calisto 1, creato nell'anno 221, na legge, ne pubblicato canone al-
avesse di nuovo ordinato, che i sa- cuno, il quale sotto precetto, e con
ceidoti contraessero cogli ordini sa- pena canonica obbligasse i chierici
gri r obbligo di continenza, né po- maggiori al celibato. Vuole peiò il
tessero ammogliarsi; e che Papa san p Constant , nel tom. I. Epistol.
Lucio 1, eletto nel 255, comandas- Rom. Pont. col. 63 1, che sebbene
se nuovamente, che i ministri del- al decreto di s. Siricio non sia pre-
l'altare si eleggessero continenti , e ceduta alcuna ecclesiastica legge, era
che non potesseio coabitare con esso tuttavia di legge divina dall'A-
donne, meno quelle loro congiunte postolo intimata. Questo stesso de-
da stretta parentela. Certo è però, creto sulla continenza de' chierici fu
che il concilio di Elvira, il più an- rinnovato da Innocenzo I, nel 4^4»
tico di quelli che ci rimangano sul- nella lettera a Vitricio vescovo di
la disciplina, e che vuoisi celebrato Rouen, e ad Emperio ve-
in quella
l'anno 3oo, o 3 1 3, merita vma sin- scovo di Tolosa ; argomento , che
goiar considerazione per quanto sla- tratta egregiamente il citato Zac-
biTi su ciò che riguarda il celibato, caria nella Dissertazione del Celiba-
e la purità de' chierici, come rileva tOj E.oma 1773. p^. Vekgixi.
,

6o CEL CEL
In appresso si formarono canoni za de' chierici. In questo decreto »

sul celibato, dai concilii di Toledo cui denominò costituto, ordinò, che
nell' anno 4^9? da quello di Carta- le donne ree di prostituzione coi
gine del 419? <^' Oranges del 44'? preti entro le mura di Roma, in-
non che di Arles, Tours, Agde, Or- corressero pena di essere per l' av-
leans ec. Il Pontefice s. Leone I venire schiave per servizio del pa-
scrisse in argomento a Rustico, ve- lazzo lateraiiense. Stefano X, nel
scovo di Narbona ; Pelagio li, del loSy, proibì eziandio i matrimoni
578, impose a' suddiaconi di Sicilia de' chierici ; e Nicolò II, nel conci-
la legge della continenza, vietando lio romano determinò con-
del 1^09,
loro di più conoscere le loro mo- tro i Nicolaiti (così chiamavansi i
gli, ciò che pure avea proibito il difensori dei matrimoni degli eccle-
detto s. Leone l, coli' tpistol. 1
2, siastici), che il sacerdote, diacono,

cap, 4- S. Gregorio l, che nel 590, e suddiacono, il quale prendesse


successe a Pelagio II, si dichiarò moglie, o presa non l' abbandonasse,
sempre pel celibato dei chierici , e fosse subito sospeso dagli uffizi ec-
vi legò i sotto-diaconi, i quali fino clesiastici. Alessandro II confermò
a quel tempo non erano contati che i decreti di Leone IX, e di Nicolò
tra i chierici degli ordini minori, II, contro i chierici incontinenti, che
t. I. ep. 443 1- 4- ^P- 34- I centu- ebbe pure a condannare nel conci-
riatori di Magdeburgo, Heylin
, ed lio, nel 1067, tenuto da lui a Man-

altri Gregorio I abro-


dicono, che tova. In quello celebrato in Roma,
gò il decreto, cui avea fatto per ob- nel 1074, da Gregorio VII fu
s.

bligar tutti i chierici a continenza determinato, secondo i sagri canoni


e ciò asseriscono fondati sopra una e i decreti pontificii, che niun chie-
pretesa lettera di Uldarico a Papa rico potesse avere moglie, e che il
Nicolò I; ma questa lettera è alFat- sagra mento dell' ordine non fosse

to supporta, e per conseguenza non conferito se non a quelli, i quali


merita alcuna fede, non essendo sta- professassero perpetuo celibato, e
to Uldarico contemporaneo di al- che ninno potesse assistere alla mes-
cun Pontefice di nome Nicolò. Si sa dei sacerdoti, che avessero moglie.
leggano le lettere di s. Gregorio I ,
K. ì'epist. ad Olhoneni Episc. Con-
e vedrà in tutte parlare egli del-
si stansiens. apud Labbceuni tomo X,
la legge, che obbliga i chierici al Condì, col. 3 16, ed il Baronio al-

celibato, come antica e inviolabile. l' anno 10745 n. ^o.


Anche s. Eugenio I, eletto nel Anche Calisto II, nel concilio di

654, ordinò che i preti, i diaconi, Reims, del 11 19, proibì la moglie
e i suddiaconi osservassero perpetua ai preti ma per non dire di altri
:

Leone IX, nel concilio che


castità. S. decreti e canoni contro gli ecclesia-
celebrò in Magonza, nel 1049, ^"^ stici e religiosi, i quali non avessero
presenza dell'imperatore Enrico III, osservato il celibato, intorno alla qual
promulgò un decreto sopra la con- cosa presero provvidenza i re di
tinenza de' chierici ; quindi nel con- Plancia coi loro capitolari, che for-
che convocò in Roma, nel
cilio, mavano i vescovi ed ecclesiastici /nel-
io5i, depose Gregorio vescovo di le assemblee, conchjuderemo, che
Vercelli, adultero e spergiuro, e fe- nel concilio di Trento si propose
ce un altro decreto sulla conlinen- di accordare agli ecclesiastici la li-
, ,

CEL CEL 6i

berta dei matrimonio, ma fu inte- VI, emanato a Vienna, nel 1782,


ramente rifiutato. Sono dunque i sa- e diretto al vescovo di Brùim, sta-
cerdoti obbligati a conservare invio- bilisceed autorevolmente dichiara ,

labilmente il celibato, come lo stato che i regolari soppressi, i quali non


il più puro, e più conforme alla san- possono entrare in altri monisteri
tità del loro ministero, e gli ordi- si debbano considerare come mona-
ni sagri sono un impedimento di- ci attuali, né possano mai sperai-e

rimente al matrimonio. Questa è licenza di nozze, né di testamento, f^.


legge di disciplina, ma fondata sul- Dispense.
le massime di Gesù Cristo, e de- CELINIA, o CELINA (s.), ebbe
gli apostoli, perciò sulle intenzioni i natali nella città di Meaux. Alle-

della Chiesa primitiva, sulla santità vata nella cristiana pietà, poiché sep-
dei doveri di un ecclesiastico, e sul- pe essere arrivata nella sua patria
le medesime ragioni politiche. Fra santa Genevefl'a la pregò di voler-
,

le pretensioni poi fatte VII a Pio la accogliere sotto la sua direzione,


dall' imperatore Napoleone, prima di professando verginità, quantunque
completare l' invasione dello stato promessa innanzi in isposa ad un
pontificio, una fu quella dell'aboli- giovane di quel luogo. Delle memo-
zione della -vita celibe in avvenire, rie di questa santa pervenne sol-
ci

e l'abilitazione al matrimonio alle tanto, che fioriva nel quinto secolo.


persone consagrate già al culto del- Nella città di Meaux vi aveva un
la religione d'ambo i sessi, anche priorato del suo nome dipendente
in forza di voto solenne ; il perchè, dall'abbazia di Marmontier.
nel breve che diresse Pio VII su CELINA. Città vescovile nel Friu-
tale argomento al sagro Collegio li, ora villaggio Maniago, sulla ri-
disse, che quello era un articolo viera Celina, appartenente ai Carnii,
opposto alla santità della religione di cui fa menzione Plinio come di

stessa, ed alla promessa fatta a Dio un' antica città rovinata al suo tem-
dalle persone religiose con sagrifizio po. Quindi essendosi ristabilita, se-
volontario de meliori bona. condo il Noris, per avere Concordia
Nel i774> l'abbate Lami pubbli- ed altre circostanti città grandemen-
cò Della necessità del matrimonio
: te sofferto nell'incursione di Attila,

degli ecclesiastici, con una disser- i dispersi abitanti si rifugiarono a


tazione sul celibato. Nell'anno stesso Moniago, o Monjago. Certo è, che
l'abbate Francesco Antonio Zaccaria nel quiuto secolo fu eretta in Ce-
diede in Roma alla pubblica luce lina la sede vescovile, sufFraganea del
la Storia polemica del celibato sa- patriarcato di Aquileja.
gro da contrapporsi ad alcune de- CELIO Gennaro, Cardinale. Ce-
testabili opere uscite a questi tempi. lio Gennaro Cardinal prete dei ss.

E da ultimo, nel i833, egualmen- Vitale, Gervasio e Protasio, viveva


te in Roma il p. Emidio Jacopini nel pontificato di s. Gelasio I, nel
diede alle stampe II Sagro Celi- 494.
bato. Merita di essere consultato CELIO Giovanni, Cardmale. Ce-
anche il Dizionario enci-
Rergier, lio Giovanni Cardinal diacono, fio-

clopedico, all'articolo Celibato dei riva nel pontificato di s. Gelasio I,

REGOLARI, parlando di quelli


ove nel 494? ii^l''i regione settima, e de-
soppressi, dice che il breve di Pio cimaquarta.
y ,

6i GEL GEL
CELIO Lorenzo, Cardinale. Ce- cosi detto da una città di questo
lio Lorenzo Cardinal prete di s. nome sui confini della Libia; delle
Prassede, ed arciprete di santa Chie- Cellette, chiamato dalle piccole
cosi
sa, viveva nel pontificalo di s. Gela- celle de'solitari, che vi si vedevano;
sio I, nel
494- ed il terzo situato verso l'occidente,
CELIO Simmaco, Cardinale. V. cui la montagna Nitria avea dato
Simmaco (s.) Papa. il nome, detto anche Cellia, come
CELLA. Sede episcopale d'Africa si può veder nelle P^ite de'ss. Padri,
nella provincia proconsolare, sotto lib. I , cap. 6. In tutti questi luo-
la metropoli di Cartagine. ghi potevano recarsi a stare in so-
CELLA. Sede vescovile nell'Africa litudine quei, che già si erano lun-
occidentale, provincia di Maiiritiana, gamente sperimentati nel tenore di
sottoposta al metropolitano di Sitifi. vita religiosa nelle congregazioni.
CELLA. Camera dei frati, e delle Macario aveva una sua celletta in
monache. Cella pur dicesi ad una ciascuno di questi deserti. A Nitria
cappella ad un oratorio, Sacellurn.
, egli accoglieva, e istruiva i forestie-
Il p. Lupi, Dissertazioni tom. I, ri, ma abitava d'ordinario alle Cel-
pag. 12, parlando di quel luogo, il lette, ove fu innalzato al grado
quale nelle antiche basiliche chia- sacerdotale. Ciascun anacoreta ci

mavasi cella, riporta l'osservazione viveva sepai'ato interamente da'suoi


di un dotto autore, fatta in una fratelli, e non ne vedeva neppur la
Dissertazione sui tempi antichi di piccola ceHa , né usciva della sua
Roma, il quale chiama cella quella se non che il sabbato e la dome-
parte dei templi, che noi chiamiamo nica, nei quali giorni tutti si riuni-
nave di mezzo, e dice essere stata vano in chiesa per la celebrazione
destinata principalmente alle cerimo- dei santi misteri , e per la s. comu-
nie religiose. Questa stessa nondime- nione. Quando uno straniero volea
no dissacrata col semplice tirare di stabilire il suo soggiorno fra loro,
una cortina , la quale ruoprissc i ognuno offi'ivagli la propria celletta,

simulacri e le are, serviva dopo i e quindi se ne fabbricava altra colle


sagrifìzi per trattare gli affari pro- sue mani. Sappiamo in oltre, che
fani. Ecco le medesime parole del- il deserto delle Cellette era lontano
l'autore dal Lupi citato: » Bien que cinque leghe dalla montagna di Ni-
5> la partie du tempie appellée Cella tria, e questa lo era sedici da Ales-
" fùt destinée au eulte de la Re- sandria, e formava quasi uno stesso
" ligion , on ne laissait pas d' deserto; la chiesa di Nitria era gran-
» trailer des alTaires profanes après dissima, e ufliziata da otto sacerdoti.
*» les sacrifices, en tirant des voiles, Nel deserto di Scelti eranvi quat-
'» qui couvraient les statues et les tro chiese per uso de'solitari; un
" autels". decurione o decano invigilava sopra
Intorno alle celle degli antichi nove monaci, e un centurione so-
anacoreti, e solitari del deserto nel- pra dieci curie, e ciascun deserto
l'Egitto, leggesi nella vita di s. Ma- avea per solito un superiore gene-
cario d'Alessandria, anacoreta fiorito 11 Garampi,
rale. nelle eruditissime
nel IV secolo, eh' eranvi nel basso Memorie della b. Chiara, parla dei
Egitto tre grandi deserti, i quali si cellani o solitari, che abitavano le

toccavauo l'un l'altro, cioè di Scelti, celie delle monache Cella murato-
,

GEL GEL 65
rum, e delle carceri e celle rigoro- pei piccoli monisteri, chiamati gran-
se, ec. Che
cella fosse alcune volte de, vicarie, e priorati, appellandosi
appresso Gregorio I appellato il
s. i monaci, che abitavano tali obbe-

inonistero, o lutto il suo recinto, dienze obhedientari. Finalmente si


chiaramente si osserva dal Macii a disse celliota il monaco abitatore
tal vocabolo. Abbiamo dal Sarnelli, della cella , ed anche Cellnlanus,
tom. Ili, pag. 129, che di questo Syncellita , e Syncellus. Cellerario,
nome si valsero anche i monaci ( J^edi) chiamasi il camerlengo dei
benedettini, per denotare i piccoli monisteri.
monisteri , dipendenti dall' abbazia CELLA DEL Conclave. Camera,
principale, e però detti ancora nw- ed abitazione de'Cardinali, nel luogo
neisleriolij ahbatiolce vel obedienlice ove si rinchiudono in conclave per
quia majorihiis suberantj e che i eleggere il sommo Pontefice, il quale
monaci antichi chiamarono Laure dalla cella passa alla cattedra di s.

«omiglianli luoghi, equivalenti al Pietro, e al maggiore de'troni. Gre-


vico de' greci, dappoiché quelle cel- gorio X, per togliere i lunghi in-
le erano fra sé distinte e separate, ma dugi , che talvolta accadevano nel-
non con molta lontananza nel modo, l'elezione del nuovo Papa, nel con-
che ancora sogliono abitare i camal- cilio lionese del 1274, emanò san-
dolesi eremiti [l-^edi), ed hanno sem- tissime leggi, le quali diedero prin-
bianza d'una villa, o picciol borgo. cipio stabile al conclave ( Vedi).
Anche il Borgia, Memorie di Bene- Nella seconda di esse ordinò, che
vento tom. I, pag. 243, parlando nel medesimo palazzo, abitato dal
di quel monistero o cella di s. So- Pontefice defonto, si formasse un
fia, dice, che qualunque monistero, conclave, nel quale senza muro, che
o grande o piccolo che fosse, il separi uno dall'altro, senza lendine,
quale dipendeva da altro monistero o altro velo, tutti abitassero in comu-
maggiore, appellavasi d' ordinano, ne, riserbata soltanto una camei'a
o cella, o preposilura, ovvero ob- segreta. Ma questo rigore, stabilito
bedienza, ed anche monisleriolo. Vi da Gregorio X, per maggiormente
presiedeva un monaco col titolo di sollecitare i sagri elettori a compiere
preposi to, o di decano
dipendente il grande atto, fu moderato da Cle-

dall'abbate del monistero maggiore, mente VI, nel i35i, colla costitu-
a cui era tenuto di dare un an- zione Licet. Bull. rom. tom. I, pag.
nuo censo. Non era però questa 279, il quale non solo permise a
pratica così costante, che anche ciascun Cardinale due conclavisti,
nelle celle, o siano prepositure, tal- ma ad ognuno di essi concesse il
volta o per privilegio, o per altra letto dagli altri separato, per mezzo
cagione non si ponesse per reggerle di semplici tende o cortine; ciò che
un abbate. Quindi il medesimo au- poi venne confermato nella sessione
tore avverte, che talora presso gli XLI del concilio di Costanza , cele-
antichi anche i principali monisteri, brata agli 8 novembre i4'7> come
liberi da qualunque dipendenza, ve- si legge in tal anno nel Rinaldi.

nivano chiamati celle, come dicem- A seconda di tali prescrizioni si

mo col Macri. Né così accadeva celebrarono i successivi conclavi sino


della denominazione di obbedienza, all'elezione di Pio VI, seguita nel
la quale non si trova usata, che 1775, il cui modo andiamo a de-'
64 GEL GEL
scrivere. Fino a detta epoca si for- Leggo però nella Storia de Conclavi
mava il conclave nel palazzo vati- a pag. 5o, che, nell'anno i447> P^**
cano, con altrettante celle o camere l'elezione di Nicolò V, il conclave
quanti erano i Cardinali viventi. fu fatto nel convento della Minerva;
Cominciavano le celle dalla gran che i Cardinali abitarono le celle
loggia della benedizione sulla fac- loro toccate in sorte, e formate nel
ciata della basilica vaticana, e giran- dormitorio ; che esse non erano di
do pel lato sinistro per le due scale, legno ma di panno color verde o
regia e ducale, distendevansi fino violato, e che soltanto il Cardinal
alle stanze de' paramenti e delle Bolognese, pel suo curioso modo di
congregazioni. Queste celle erano pensare, volle farla addobbare di
quasi tutte costruite di legno, lun- color bianco. Dello stesso rispettivo
ghe palmi diciotto, e larghe quin- colore erano coperte le mobiglie
dici, discoste una dall'altra un buon della cella, cioè un letto, un tavo-
palmo. Tutte si distribuivano a sorte lino, un inginocchiatoio, alcune se-
secondo il decreto di Pio IV, e die, ed alcun' altra cosa necessaria,
Gregorio XV, nella sesta congrega- mettendosi in tutte queste coperte,
zione, che celebrano i Cardinali in come alla porta di ciascuna cella al

sede vacante, come tuttora praticasi, di fuori, lo stemma gentilizio del


col porsi in un' urna i biglietti col Cardinale, a cui appartiene. Delle
numero di queste celle, ed in altra suppellettili poi, che si adoperano
urna i nomi de' Cardinali; determi- nel conclave, tratta diffusamente il

nando la sorte dell'estrazione la cella Lavorio, De Conclavi, cap. Vili,


di cadaun Cardinale, sebbene assente tit. 3, pag. 291.
da Roma, estrazione che si fa dal- Nel 180Ò per le circostanze dei
l' ultimo Cardinale diacono. L'estra- tempi, il conclave si celebrò a Ve-
zione però delle celle, come si vedrà nezia nel monistero di s. Giorgio
in appresso, era anteriore ai men- Maggiore dell' Ordine benedettino,
zionati Pontefici, i quali colle loro e per ordine dell' imperatore Fran-
disposizioni la confermarono, e re- cesco, ogni spesa del conclave fu
golarizzarono. Appena i Cardinali fatta dal governo. 11 monistero poi
.sono venuti in cognizione della cel- fu diviso come segue. Venti celle
la, che loro toccò, lafanno addob- occuparono il dormitorio grande, sei

bare, e guarnire di mobiglie, ed la cancelleria, o foresteria, tre l'ap-


altro occorrente nel modo, che di- partamento dell' archivio, sei il no-
remo in appresso. Sino al Pontifi- viziato,cinque il corridore de' lettori,
cato di Pio VI , le celle si addob- ed in tutte furono quaranta celle.
bavano di saja, o panno paonazzo, La vasta libreria fu ridotta ad uso
dai Cardinali creati dall'ultimo Papa di chiesa, e il coro domestico servi
defunto, e di color verde dagli altri per cappella degli scrutini, donde
Cardinali. Tal varietà di colori fra sortì immortale Pio VII.
eletto 1'

i Cardinali dell'ultimo Pontefice, e Ma come questi mori in Roma, ai


quelli creati dai precedenti , ebbe 20 agosto 1823, nel palazzo quiri-
principio, come scrisse il Catalano, nale, riflettendo il sagro Collegio
Commentar, in Cccremonial. S. R. alla grande spesa , che occorreva
V. pag. i3, num. i5, nel conclave per la consueta costruzione del con-
dopo la morte di Giulio li, nel 1 5 1 3. clave nel Vaticano, dovendosi lòr-
GEL GEL 65
mare tutte le celle di legname, nella latosi di febbre terzana il Cardinale
congregazione tenuta nel palazzo del titolo di s. Cecilia, fu proposto
quirinale nel di seguente, coli' inter- di trasferirlo dalla sua cella alla ca-
vento di ventotto Cardinali, si sta- mera dello speziale del conclave ^
bili quasi a pieni voti di formarsi ma r impedì l' autorità del Cardi-
il conclave nello stesso palazzo nel nal Aldobrandino , nipote del de*
suo lato più lungo, cioè colle ca- fonto Clemente Vili , dicendo che
mere abitate dagli individui della le bolle il vietavano, non potendosi
famiglia pontifìcia pei coriidori detti cambiar la cella anche a cagione
degli svizzeri, che si estendono dall'a- d' infermità, e ciò per sollecitare l'e-

bitazione del maggiordomo a quella lezione. Attualmente le celle si com-


del capitano degli svizzeri, forman- pongono di quattro o cinque , ca-
dosi degli appartamenti in altret- mere, compresa la cucina, colle fi-

tante celle, in ognuna delle quali nestre dalla strada pia, quale è
la
dovesse abitare un Cardinale co 'suoi chiusa però alle due estremità da
due conclavisti, ecclesiastico e seco- sbarre, mentre le antiche celle non
lare, oltre vm domestico. Quindi avevano finestre , o almeno solo
nello stesso palazzo furono celebrati qualcuna , e le pareli invece di
i per l'elezioni di Leone
conclavi essere di mura erano di tavole j

XII, di l'io Vili, e del regnante e perciò ricoprivansi di saia , ciò


Gregorio XVI. che ora non si fa più. Sono poi
Ecco adunque quanto riguarda le le celle addobbate delle mobiglie
celle de' Cardinali in conclave a' no- e letti occorrenti, ricoprendosi cori
stri giorni. Dopo la distribuzione del- saia, o panno paonazzo o verde
le celle, fatta, come dicemmo, nella colle distinzioni suddescrilte, i tavo-
sesta congregazione , i Cardinali si lini, il letto del Cardinale, ed alcu-
lecano a veder quella, che loro è no vi fa ricoprire anche le sedie e
toccata, e qualora la rinvengano an- i canapè. La maggior parte de'Car-
gusta , od incomoda , nella congre- dinali nelle celle erigono la cap-
gazione del giorno seguente ottano pella affine di celebrare, ed ascol-
a quelle de' Cardinali, che per la tare la messa; cappella, che suo-
lontananza, vecchiezza, o altre ra- le formarsi al momento di ser-
gioni, non si recano al conclave, men- virsene. Tutti poi i Cardinali a-*

tre intervenendovi, debbono loro re- vanti la porta della cella tengo-:
stituirle. Questa ozionc segue per no una portiera di panno o saia
anzianità di Cardinalato, non di or- con fi'angia del colore competente
dine sagro , laonde i diaconi sono paonazzo o verde, coH'arme in mez-
preferiti ai vescovi e ai preti , se zo del Cardinale. Qualora poi il Car-
prima di loro furono elevati alla dinale voglia stare ritirato e non
porpora. Avviene talvolta, che due ricevere alcuno , si pongono fuori,
Cardinali si cambiano la cella, es- o sulla porta della cella, due basto-

sendo in libertà di essi il farlo. Tut- ni obliqui incrociati ,


grandi o pic-
tavolta queste permute anticamente coli della forma come la croce di s.

noti si ammettevano. Di fatti abbia- Andrea e perciò chiamasi tal segno


,

mo nella Storia de' conclavi^ pag. il Sant'Andrea, il quale è pure di-

460 , ed in quello , in cui fu nel pinto paonazzo o verde, collo stem-


i6o5 eletto Leone XI, che amma- ma gentilizio.
VOL. XI,
, ,

66 CEL CEL
Nelle celle si jecano i Cardina- r 898 , in progresso di tempo suc-
li dopo la formale entrata in con- cesse l'altro di depredare il palazzo,
clave, ed in esse la sera, avendo che il novello Papa abitava da Car-
una guardia nobile per cadauna cel- dinale; il perchè il concilio di Co-
la, ricevono vestiti di sottana, fascia, stanza , e vari Pontefici fulminaro-
e mozzetta , le visite della prelatu- no le censure ecclesiastiche contro
ra corpo diplomatico , nobiltà ro-
,
chi osasse di ciò eseguire. Inoltre
mana, ed altri personaggi, finché sia per molto tempo fu vigente l'al-

giunta l'ora della chiusura del con- tro abuso, che commettevano i con-
clave, che viene annunziata dall'ul- clavisti nel depredare la cella del
timo maestro delle cei'imonie, col Cardinale sublimato al triregno. Di
suono del campanello, in tre volte, che gli esempi giungono al secolo
dicendo nell' ultima extra omnesj : XVII. Però finalmente vennero re-
per licenziare i visitanti. Tal suono pressi e dalle proibizioni , e dalle
coir esclamazione, che va facendo cautele prese dai conclavisti dell' e-

passando innanzi alle celle, col dire: letto ed invece i novelli Pontefici
,

ìli celiarli Domini, il medesimo ce- adottarono la benigna e generosa


rimoniere ripete nelle sere susseguenti consuetudine di donare tutto quel-
ad ore tre di notte, nelle quali, seb- lo, che avevano nella loro cella di
bene per la clausura non vi sieno conclave , al cameriere conclavista ;

in conclave estranei, vuoisi invitare come eziandio praticarono Pio Vili,


ogni Cai'dinale a ritirarsi nella pro- e Gregorio XVI, del qual ultimo io
pria Evvi alcun Cardinale
cella. stesso sperimentai gì' indulgenti ef-

che per incomodi od altro si reca fetti.

nella propria cella prima del solen- Non si dee però tacere, che nel-
ne ingresso in conclave, come altri la citata storia del conclave per l'e-

dopo l'elezione del Papa vi riman- lezione di Nicolò V, dicesi a pag. 5i,
goJio anche a passare la notte. Que- che allora entravano in conclave
ste sono le celle o abitazioni dei
, soltanto due maestri di cerimonie
Cardinali in conclave, nelle quali si a' quali dopo la
venivano concesse ,

tratta dellagrande opera di dare nuovo Papa, per loro


ci'eazione del
un capo alla Chiesa ed un sovrano mercede, tutte le suppellettili, od or-
ai dominii ecclesiastici ; e quando i namenti della di lui cella. P^. il chi-
Cardinali per indisposizione non si rografo di Alessandro 29 Vili de'
possano recare alla cappella dello novembre 690 e la notificazione
1 ,

scrutinio, i tre Cardinali infermie- emanata a' 3 fjprile 1721 dal Car-
ri, con formalità vanno alle celle a dinal Albani, camerlengo di santa
prendere il voto per lo scrutinio, e Chiesa, riportata dal num. 585 del
vi ritornano per l'accesso, tanto nel- Diario di Roma di tal anno, con-
la mattina che nel giorno, ed in- tro quelli, che s' impadronissei'o di
contrandoli i conclavisti, fanno loro cose spettanti al conclave, ai Cardi-
come rappresentanti
la gonulk'ssione, nali, e alla camera apostolica, in se-
una corporazione. de vacante.
abuso di spogliare il palazzo
All' Fra celle abusivamente depre-
le

del vescovo defunto


, ed anche del date, da alcuni inservienti del
o
morto Pontefice abuso rigorosa- , conclave, o dal popolo neh' a jìertu-
mente vietato da Giovanni IX dcl- la di ciso, registreremo i seguenti
,

GEL GEL 67
casi, unendovi qualche aneddoto pu- suo padrone mille e cinquecento du-
re riguardante le celle. Si legge nella cati d'oro di camera da distribuir-
Storia de conclavi, a pag. 79, che siproporzionatamente fra tutti gli
dopo la morte di Calisto III, a'
19 e ne fu rogato istromento da
altri,

agosto 1458, segui 1' elezione di Pio un notaro della camera apostolica.
II, Piccolominì, di Siena, ed i mi- A pag. 176, pel conclave di Giulio
nistri de' Cardinali, ch'erano in con- III, celebrato nel i55o, si legge,
clave, spogliarono la di lui cella, e che prima di effettuarsi la di lui
bruttamente misero a sacco la sua elezione, furono sgombrale dalle sue
argenteria, benché poca, libri e le i stanze le suppellettili, ed altre cose,
vesti ; mentre la plebe l'omana non che vi erano, come suol praticarsi
solo saccheggiò, ma rovinò tutta la in simili casi, acciò i soldati di guar-
casa, togliendovi anche le pietre. dia al conclave non le togliesse-
Altri Cardinali furono danneggiati, ro alla di lui apertura. Riporta il

perchè stando il popolo sospeso e , Cancellieri, Notizie {storiche delle


sentendosi varie voci, che dicevano stagioni, e sili ove furono celebrati
essere stato eletto or questo, or quel- i Conclavi, pag. 44» che eletto Pa-
l'altro Cardinale, il volgo correva alle pa Marcello li in successore di
loro case e rubava ; ed essendosi nomi- Giulio 111, nella Cappella Paolina
nato il Cardinal genovese, in vece aWÀve Blaria, il Cardinal decano
del sanese, gli fu pi-esa una gran soggiunse,che nella seguente mat-
parte della sua roba. Si osservò nel tina, senzapregiudizio, si sarebbe
conclave, celebrato nel i5o3, per confermata con ischedule aperte;
l'elezione di Pio III, Piccolomini ma ritornando il Pontefice alla sua
nipote del precedente Pontefice, che cella, trovoUa già saccheggiata dai
il conclave fu fatto secondo il soli- conclavisti, perchè fu obbligato a
il

to nel palazzo vaticano con trenta- recarsi in quella del Cardinal di Mon-
nove celle^ le quali, come si legge tepulciano, e venendo rotte le porle
nella Storia de' Conclavi, a pag. del conclave, per la gran gente che vi
I 1
4, essendo state cavate a sorte entrò, se non l'impediva Ascanio
furono distribuite a' Cardinali , ed della Cornia, forse tutto il concla-
essendo toccata al Cardinal Piccolo- ve sarebbe stato saccheggiato.
mini la stanza, ove suole sedere il Anche nel conclave, in cui fu elet-
Papa, fu considerato un prodigio, che to nel 1590, Urbano VII prima ,

si confermò colla sua esaltazione al dell' elezione i conclavisti imbagaglia-


pontificato. rono le robe di maggior impor-
Che la cella del Cardinal eletto tanza, e sfornirono le celle, per te-
Pontefice venisse spogliata dai con- ma de' soldati ; anzi fattasi a viva
clavisti [Vedi), chiaramente risulta da voce r elezione ad ore 24> per co-
quanto riportasi nella predetta Sto- modo dei conclavisti, acciò meglio
ria de Conclavi, a pag. 1 38, per potessero compire i bagagli, coli' ap-
l'elezione di Leone Xj dicendosi, provazione del Papa, fu differita la
che i conclavisti congregarono, ed
si pubbUcazione Nel
al d\ seguente.
obbligaronsi, che quel conclavista, conclave i^gi, fu presagio fa-
del
il padrone del quale fosse eletto vorevole pel pontificato al Cardinal
Papa, fosse in dovere di pagare a- Facchinetti, che ne uscì Pontefice
gli altri conclavisti per la cella del col nome d' Innocenzo IX, l'essergli
, ,

68 GEL GEL
toccata in sorte nella distribuzione V, perchè nel tempo della di lui

delle celle quella foi-raata nel luogo adorazione, la cella gli fu svaligia-
ove si ei'ige il trono pontificale nei ta dai conclavisti, ed essendo notte
concistori, come osservò
Oldoino l' andò a dormire in quella del Car-
nelle y^ggm^^e al Ciacconio tom. IV. dinal Giustiniani.Similmente nei
col. 240. Memorabile si fu quanto conclave del 1 62
avvenne al Pon-
i ,

avvenne nel conclave del 1592, in tefice Gregorio XV, avendo i con-
cui si creò Clemente Vili, al Cardinal clavisti, e gì' inservienti del concla-
Santorio detto santa Severina. Men- ve spogliata la cella; il perchè fu
tre egli andava ad essere sublimato al obbligato a riposare la notte in
triregno, coli' avviarsi alla cappella quella del Cardinal Borghese. Nella
degli scrutini, contro 1' accaduto de- cella di questo, dopo l' elezione si ,

gli anteriori conclavi, in cui tutti recò, nel 1623, Urbano Vili, Bar-
sfornivano le celle degli addobbi, po- berini, fiorentino. Fu osservato con
nendo nelle valigie le cose di pre- grande ammirazione, che durante
gio, e mettendo il conclave sosso- il conclave dalla parte di Toscana
pra, egli,comunque nella sua cella venne uno sciame di api, e si fermò

Papa da un gran-
fosse stato salutato sulla fenestra della cella di lui men-
dissimo numero di Cardinali, e si re- tre egli faceva tre api per arma.
casse alla cerimonia dell' adorazione, Così, nel 1644} pei' l'elezione del
ninno de' conclavisti si pose in mo- successore Innocenzo X, Paniphily,
to , e presaghi tutti del successo essendo entrata in conclave una co-
guardarono con indifferenza lo sva- lomba, andò a posarsi sulla cella
ligiamento della cella di lui opei'ato di lui. Venne presa per felice pre-
dagli scopatori del conclave. Infatti, sagio, siccome facente parte dello
invece di aver luogo 1' adorazione ,
stemma gentilizio di lui. Anche nel
come erasi stabilito, cambiati gli i655, per l'elezione di Alessandro
animi, nemmeno nello scrutinio riu- VII, venendogli depredata la cella,
scì Papa, e dopo essere stati i suoi egliandò a ritirarsi in quella del
fautori per ben sette oi'e in cappel- Cardinal Gabrielli, perchè era di so-
la per guadagnargli i voti, tutto de mura, e non di legno. Senonchè,
fu inutile, e dovette solo ritornare come avviene ne' grandi avvenimen-
in cella. Trovatala saccheggiata, si ti, che tutti si confondono, essendo
commosse: per altro non andò gua- ilPapa esausto di forze, e bisogno-
ri, che ogni cosa gli fu restituita, so di cibo,appena potè avere un
andando a vuoto la sua meritata uovo malconcio, e quindi incomin-
esaltazione ,
per la certezza della ciò in essa a dare udienza. Eletto,
quale Cardinali protettori delle co-
i nel 1721Innocenzo XIII, pranzò
rone aveangli raccomandato i ris- nella cella del Cardinal Albani, ni-
pettivi regni, od altri domandate a- pote del predecessore Clemente XI,
veano non poche grazie. ammettendolo alla sua tavola indi ;

Nel i6o5, fu eletto Leone XI, recatosi alla propria , ricevette al


ed avendo i conclavisti spogliata la bacio del piede il re, e la regina
di lui cella, dopo l' adorazione fu d' Inghilterra con altri personaggi
condotto invece nella cella del Car- i lySo,
quali fecero altrettanto, nel
dinal Farnese. Altrettanto nel mede- per l'elezione di Clemente XII, nel-
simo anno accadde al successoi'e Paolo la di lui cella. Benedetto XIV, nel
.,
,

GEL CEL 69
1740, dopo la sua esaltazione, pran- gelo Celsi, nobile romano, e dottore
zò in cella del Cardinal Corsini in ambe nacque nel 1600.
le leggi,
nipote dell' antecessore; e da ultimo Appena venne ascritto ai
prelato,
nel i83i, il regnante Pontefice de- ponenti del buongoverno, e poscia
sinò in quella del Cardinal Zurla fu segretario di tal congregazione
onorando nelle rispettive celle di vi- Cardinalizia quindi nel 164') dal
;

sita il Cardinal Pacca decano del Pontefice Innocenzo fu promosso X


sagro Collegio, il Cardinal de Rohan, a uditore di Ruota, poi creato Cardi-
e il Cardinal Cristaldi infermo. nal diacono di s. Giorgio in Velabro

Finalmente nelle stesse celle , i ai i4 gennaio del 1664 da Alessan-


Cardinali prima della esaltazione al dro VII. Questo Pontefice lo ascris-
pontificato ricevono pubblicamente se anche alla congregazione del s.
dal sagro Collegio gli omaggi come offizio , con la prefettura di quella
già fossero Papi pratica molto antica,;
del concilio. Da ultimo, dopo i con-
che ha principalmente luogo quando clavi dei Clementi IX e X, a cui in-
r elezione è concorde in tutti i Car- tervenne, ilCelsi mori a Roma di
dinali anticipando le loro congratu- settantun anno, ed otto di Cardi-
lazioni, siccome fecero per Giulio nalato nel 1671, e senza memoria
II, per Leone X, cui baciarono con fu sepolto nella chiesa del Gesù,
riverenza le mani ,
per Clemente dentro la sua tomba gentilizia.
Vii, per Giulio III, per Marcello CELSO (s.). F. s. Nazar.o.
II, e senza dire di altri, per Grego- CE MERIDIANA. Sede vescovile
j'io XIII. V. Elezione de' Sommi Pon- dell' Africa occidentale , la cui pro-
tefici. vincia s' ignora. Solo sappiamo dalla
CELLERARIO { Cellerarìus )
Colt. Cart., che un suo vescovo fu
OfFizio tra i monaci, e altri religio- presente alla celebre conferenza di
si. Chi n'è insignito ha cura della Cartagine.
dispensa, delta Cellarìnin, e prov- CEMESCAZACUZ. Sede vesco-
vede il monislero del cibo pei reli- vile dell' Armenia maggiore , il cui
giosi. Dicesi Cellerario, e Cellerajo vescovo Hairabiet si sottoscrisse ai
il camerlengo de' medesimi moniste- concilii di Sis.
ri, quaeslor , dlsppjisator monaste- CENA. Sede vescovile dell'Africa
rionim j e chiamasi fra le monache occidentale , d' ignota provincia , di
Celleraia o Celleraria la camerlen- cui si fa menzione negli atti della
ga di esse, che funge 1' uffizio del- conferenza di Cartagine.
la celleraria . Ne' capitoli antica- CENA. Si adopera questo nome
mente il Cellerario era quegli , che dalla Chiesa per indicare quella, in
ai canonici ed altri distribuiva il cui fu da Gesìi Cristo istituita la
pane, il vino, e il danaro in pro- ss. Eucaristia, rinnovandosene la me-
porzione della loro assistenza in co- moria nel giovedì santo. Il cenaco-
ro ed avea eziandio l'incarico di
, lo o sala superiore, nella quale so-
,

altri affari temporali. Dice il Ma- levasi mangiare presso i giudei, e


cri, che il soprastante alle carceri dove Gesù Cristo fece l' ultima ce-
lateranensi chiama vasi Cellarius, e na co' suoi discepoli , la vigilia di
che con questo nome talvolta si de- sua passione, vuole una pia tradi-
nominò il Cellerario. zione, che da s. Elena fosse conver-
CELSI Angelo, Cardinale. An- tito in una chiesa. Diccsi inoltre
,

70 CEN CEN
cena la cerimonia, che ogni anno nore a Clemente Vili, canonico della
$i fa nel suddetto giorno ( Cotna basilica vaticana governatore di pa- ,

Domìni) dal Papa, dai vescovi, ed recchie città nello stato ecclesiasti-
altri , nonché nelle corti de' vari co e sotto Gregorio XV, nel 1621,
;

principi. All'articolo Cappelle Pon- vescovo di Jesi , e governatore di


tificienel § X, e al numero che Loreto, e della s. Casa per ben tre
riguarda le funzioni del giovedì san- lustri con piena ed univei'sale sod-
to , si tratta di tal cerimonia , ed disfazione . In quel tempo, ritrova-
altre cose relative, come al numero te le preziose reliquie di s. Settimio
in cui si descrivono le funzioni del- primo vescovo di Jesi, le ripose in
la notte di Natale, si dice della ce- pregevole marmorea urna. Da ulti-
na, che anticamente avea luogo in mo venne creato Cardinal prete di
quella notte nel palazzo apostolico s. Calisto da Innocenzo X a' 6 mar-
abitato dal Papa. Il Sarnelli , nelle zo del 1645. Governò la sua chie-
sue Lettere ecclesiastiche ^ nel t. Ili, sa da sollecito ed esatto pastore; la
p. 36 e 37, parla della cena del donò di una croce , e di otto can-
Signore come fosse fatta, rammen- dellieri argento di finissimo lavo-
d'
tando r antico costume di cenare ro vi fondò il monistero alle pe-
,

stando a giacere, mentre le donne nitenti della ss. Nunziata, le chiese


e i fanciulli sedevano, e ricordando di s. Rocco, e di s. Maria dell' Ol-
le vesti cenatorie. E nella lettera mo , accrebbe le rendite della men-
XXXII del tomo
Perche nella I, sa vescovile , ne ristorò il palazzo
(juaresima il i^espero si canta pri- e cos\ quello a comodo dei vescovi
ma del desinare , dice della cena presso Castel del Piano. Mori nel
quando facevasi nella quaresima, e i655, di settantatre anni, e oito di
quando negU altri digiuni; e che Cardinalato, e fu sepolto nell'anti-
la cena avanti la mezza notte non ca cattedrale.
seguita dal sonno, non impedisce la CENCI Baidassare , Cardinale.
celebrazione nel seguente mattino. Baldassare Cenci, nobile romano
L' erudito Menochio , t. I, p. SSg, nacque nel 1648, e per la sua pe-
delle sue Stuore
,
parla della cena rizia nella giurisprudenza, venne am-
del Signore , e delle cose in essa mirato da tutti. Fu giudice della
adoperate, e nel t. Il, p. 171, trat- congregazione alla fabbrica di s. Pie-
ta del cenacolo, nel quale si con- tro, e vicelegato in Avignone, quan-
gregarono gli apostoli dopo l'ascen- do Luigi XIV re di Francia, ed il

sione di Cristo al cielo. ven. Innocenzo XI vennero a tale


CENCHREA. Sede vescovile ncl- rotta, che occupavano lo
i francesi
l' esarcato di Macedonia , porto di stato Venaissino ed Avignone. Com-
mare di Corinto nell' arcipelago , poste poi le cose tra quel monarca,
ove approdò s. Paolo, da cui sap- ed Alessandro Vili, egli si ac([iii-
piamo che questa città aveva allora stò altissimo merito presso il Pon-
il suo vescovo. e Luigi XIV. Dipoi Innocen-
tefice
CENCI Cencio, Cardinale. V. zo XII lo creò suo maestro di ca-
GlOVANiVl X. mera arcivescovo di Larissa pro-
, ,

CENCI TiBEnio, Cardinale. Ti- maggiordomo ed ai 12 dicembre ;

heiio Cenci, nobile di Roma, sortì i 1G95, Cardinal prete di s. Pietro in


natali nel 1 58o. Fu cameriere d'o- Montorio. Quindi il Cenci ebbe il
, ,

CEN CEN 71
vescovato di Ferrara , cui cambiò se alle congregazioni dei vescovi e
poscia coli' arcivescovato di Fermo, regolari, del concilio, dell'immunità,
a motivo del clima non attempera- e della fabbrica di s. Pietro. Infer-
to alla sua costituzione. Governò la mò nel conclave del nuovo Papa
sua diocesi da ottimo pastore ; ri- Benedetto XIV, poi si riebbe al-
formò il clero ed il popolo ; prov- quanto, ma poco dopo fu trovato
vide alla scelta dei parrochi, dei morto nel proprio letto nel giu-
confessori, e dei cherici da promuo- gno dell' anno i f^o di sessanta-
versi agli ordini sacri, a' quali apri cinque anni, e sei di Cardinalato.
una pia casa, e li mantenne diretti Ebbe tomba nella chiesa del suo ti-

da eccellente persona ecclesiastica. tolo, rimpetto 1' aitar della Madon-


In processo di tempo introdusse i na , sotto semplice lapide , adorna
missionari con casa comoda e ren- del suo nome, e delle Cardinalizie
dite sufficienti ; aprì un collegio ai insegne.
nobili giovanetti guidati dai padri CENCI Baldìssare , Cardinale.
gesuiti ; accrebbe le rendite del se- Baldassare Cenci, nobile romano
minario; fondò un ospizio alle pe- nacque in Roma il dì primo
no-
nitenti, ed un altro alle pericolanti vembre 17 IO, e fatti regolarmente
donzelle; e promosse da per sé la i suoi studi , volle abbracciare lo
cristiana dottrina. Prendeva breve e stalo ecclesiastico, e porsi in prela-
disagiato riposo, era frugale la sua tura, ove con zelo ed intelligenza
mensa, e spesse fiale si flagellava e esercitò vari incarichi, a segno, che
digiunava. Da ultimo dopo il con- ottenne la rispettabile carica di se-
clave di Clemente XI, mori a Fer- gretario della congregazione Cardi-
mo nel 1709, pianto da lutti, che nalizia della sagra consulta. Ed in
lo teneano qual santo, e venne se- benemerenza di avere egregiamente
polto nella cappella della Madonna esercitato suo uffizio, il Pontefice
il

di quella metropolitana. Clemente XIII , nella sua quarta


CENCI Serafino, Cardinale. Se- promozione, ai 2 3 novembre /761,
rafino Cenci iGyS da
nacque nel il creò Cardinale dell' ordine dei
un' antica famiglia Roma. Cle- di preti, conferendogli per titolo la chie-
mente XI, nel 1701, lo ammise sa di s. Maria di Araceli , in uno
tra i prelati della curia romana alle congregazioni della stessa con-
poi tra i votanti di segnatura ,
quin- sulta, dell'immunità ecclesiastica,
di nel 1712 lo fiice vice uditore del concilio, dell'indice, e della re-
della camera. In seguito Innocenzo verenda fabbrica di s. Pietro. Con-
XIII lo spedì nunzio alla corte di fidando Clemente XIII del suo in-
Napoli, carico cui non potè ados- gegno, e della sua attività, avendo
sarsi per urgenti motivi ; il perchè concepitoil grandioso disegno dei
Benedetto Xill lo ascrisse tra gli disseccamento delle paludi pontine,
uditori di Ruota , dipoi Clemente ne affidò il difficile incarico al Cen-
XIl lo dichiarò reggente della pe- ci , il quale si recò a tale oggetto
nitenzieria; quindi nell'anno 1733 in Terracina ; ma essendosi da que-
lo fece vescovo di Benevento, e, ai sta città portato ad abitare il de-
24 marzo 1734} lo creò Car-
del palazzo del Cardinal Alessan-
lizioso
dinal prete di s. Agnese fuori delle dro Albani in Porto d' Anzo, quivi
mura. Lo stesso Clemente X li lo ascris- fu colpito da un accidente , ch« il
,

rji CEN CEN


condusse al sepolcro ai i marzo squale II contro Enrico imperato-
17G3. La sua immatura morte fu re , e mori nel i i 12.
generalmente compianta. Il suo cada- CENCULlANA,o CENCUSIANA.
vere fu esposto nella chiesa principale Sede episcopale della Bizacena nel-
di Nettuno ed in luogo di deposito
, r Africa occidentale , sottoposta ad
venne tumulato nella cappella dei Adramito, il cui vescovo Gennaro
patroni Evangelisti, e Fontana , de- si trovò presente, nei primi del V
dicata alla immacolata Concezione. secolo, alla conferenza di Cartagine.
Quindi il cadavere fu trasportato Coli. Cari.
in Roma , e tumulato nella sua CENEDA ( Ceneten. ). Città con
chiesa titolare di Araceli, cioè nel l'esidenza vescovile regno Lom- nel
sepolcro gentilizio di sua famiglia bardo Veneto, capo luogo di distret-
nella cappella di s. Didaco , come to , già appartenente alla Marca
risulta da un istromento rogato dal Trevigiana, e conosciuta anche sotto
Paoletti ai i6 febbraio 1764, ove il nome di Cenetense Castrii/n , e
si leggono le cariche esercitate dal più anticamente Acednni. Essa è
porporato. fabbricata alle falde de' monti che
CENCIO Cardinale. Cencio Car- la circondano, fra i due torrenti
dinal diacono di Maria in Aqui-
s. Montcgano, e Meschio, rinomato per
ro, promosso da Eugenio III nel la limpidezza delle sue acque. La
1 1 5o sottoscrisse una bolla
, spe- , città è aperta, e contiene diversi
dita dal medesimo Pontefice a fa- begli edilìzi , sebbene alquanto dis-
vore di Aidolfo vescovo d' Imola. giunti. In luogo eminente è munita
Sembra che abbia cessato di vivere di un castello, sparso di vecchi ru-
§otto Adriano IV, dopo quattro, o deri dell'antica sua rocca. Vuoisi,
cinque anni di Cardinalato. che Ceneda sia di antichissima ori-
CENCIO Cardinale. Cencio Car- gine. I romani la signoreggiarono
dinal prete di s. Lorenzo in Lucina, sino regno di Valentiniano, che
al
promosso da Eugenio III nel 1 1 5o ascese all' impero l'anno 364- Quindi
sotto Anastasio IV nel 11 53 fu ve- il feroce Attila re degli unni la de-
scovo di Porto, e di s. Rulìina. In- vastò nel 4^0, e Totila re dei goti
tervenne alla elezione di Anastasio nel seguente secolo la distrusse dalle
e di Adriano IV, e morì nel i iSg, fondamenta; ma di poi venne rifab-
dopo nove anni di Cardinalato. Al- bricata. Fu poscia governata dai
cuni Io credevano della illustre fa- duchi, e più lungamente dai suoi
miglia Cenci, non avvertendo esser vescovi, che da un vicino villaggio
Cencio il nome, non il cognome del desunsero anche il titolo di conti di
nostro Porporato. Tarzo, finché dal i347 in poi i
CENCIO Romano, Cardinale. Cen- veneziani se ne attribuirono il do-
cio Romano, Cardinal vescovo di minio. Segui quindi i destini, e le
Sabina , trovossi presente al conci- vicende della repubblica di Venezia.
lio di Guastalla, quando l' impera- Del dominio, che in altri tempi
tore lo imprigionò con Pasquale II, ebbe la santa Sede della città e
ove soffri moltissimo fino al 11 11, contea di Ceneda accenna
, alcuna
nel qual anno venne liberalo , e si re- cosa r Ughelli nella sua Italia sa-
cò al concilio di Latcrano. Segnò il gra tom. V , il quale dice che
primo la bolla V, emanata da Pa- questa città » suo prajsuli utroquc
,

CEN CEN 73
5> jure è soggetta principis titu- seni ad romonam ecclesiam spe-
M imperdocchc il \>cscovo prse-
io, ctanlem vìriliter ac polenter ex iii-
« tersacram tempoialem etiam i'asonim eriperet manibusj ed in
»> jurisdictionem, merunique, et mix- uno stromento del 1190, pressò il
« tum imperium ex aiiticjuissimis im- IVIuratori, Anliq. Italie, med. cev.

" peratorum largitionibus obtinet. tom. IV, col. 122, è scritto, che i

« Qua propter in gestis Stephani Pa- cenetcnsi soffrono, che le terre del
w pae 11 (al. Ili) lagimus civitatem vescovato sieno soggette alla giuris-
« Cenelensem esse de patrimonio dizione de' trivigiani. Così neppure
w b. l^etri ac siiperioi'ibus qui denti
: ne' libri de'censi roma-
della Chiesa
» temporibus episcopus utriusquc na del camerlengo Cencio Savelli,
" gladii potestate cum in ci vitate, non vi è alcuna memoria, the allora
» tum in circumjectis et vicinis op- Ceneda fosse tributaria alla santa
' pidis, et Iota diircesi, quae salis Sede. De'diritti posteriori parla Pie-
» ampia est, utebalur, nunc autem tio Giustiniani verso il fine del li-

» civitatem tantum una cum Tersii bro Xlll, rerum f cnetaritm ab urbe
w comitatu ( ruvinis et aiiquot vil- condita ad annuni \5']5, dicendo
" lis ) retinet, ab anno i347, fj"^ quando il popolo di Ceneda avanzò
" frater Fmnciscus episcopus princi- ricoiso contro il proprio vescovo
" peni Venetiai'um ( seu d. JMarci Cardinal Grimani, al senato veneto,
» procuratores ) accepto lidelitatis
, il quale pubblicò un decreto, in
» juramento, investivit, quam inve- fòrza di cui veniva il vescovo spo-
" slituiam Oiiverius successor anno gliato del dominio temporale della
» i4'4 lenovavit, uterque tamen città ; ma che avendo fatte il Car-
" sine sedis apostolica; confirmatio- dinale le sue vive rimostranze al
" ne. Rursus
anno 149^ die 24 Pontefice Paolo 111, questi si ado-
» octobris lata; inter cpiscopum ,
però in modo, che, annullato il de-
» senatumque \enetum conditiones, creto, vennero a lui restituiti gli
" ut manente libera jurisdictione antichi diritti. Quindi nel i547»
" civitatis penes episcopum, qui ve- Paolo 111 diede in amministrazione
" netorum principatum nulla in re la chiesa di Ceneda a Michele della
» agnoscat, sontes, et facinorosi, ne Torre, in un al civile governo della
?» impune evadant, liic inde resti- diocesi, nella quale IMichele ricompose
» tuantur ". le cose sconvolte dai precedenti avve-
Leggendosi però attentamente la nimenti. Distesamente poi Andrea
vita del Pontefice Stefano II, detto Morosini , Histor. Venet. lib. XV,
III, nell'anno jSi, inserita
eletto descrive la controversia insorta nel
da Anastasio Bibliotecario nel libro 1595 tra Clemente Vili e i vene-
Pontificale,non si trova "veruna ziani sopra Ceneda, che però rimase
menzione di Ceneda appartenente indecisa; indi si ravvivò nel 161 i

al patrimonio di s. Pietro, come nel pontificato di Paolo V, dicendo


asserisce il citato Ugbelli, Si legge Moiosini al libro XVllI
lo stesso
però nell'annalista Ilinaldi, all'anno che quando certo Bono entrò in
i338 § 9.9, che il Papa Benedetto Ceneda con sommo favore del po-
XII, residente in Avignone, provin- polo, ed ebbe visitato il castello e
ciam dedil Bertrando palriarchce la città, mise fuori un editto, col
/iquilejemij Ut comitalum Cenctm- quale annunciò, che sarebbe stato
74 CEN CEN
per render giustizia, e sollievo a bolla Suprema de'i5 gennaio 7^3, 1

tutti quelli, ch'erano oppressi dalla dichiarò Ceneda suftraganea della


forza de' potenti. Tuttociò venendo nuova metropoU; ma nel 18 ig il
in cognizione di Paolo V, somma- Pontefice Pio VII riducendo Udine
mente se ne lagnò col legato Mari- a sede vescovile, pose Ceneda sotto
no Caballio; ma siccome quello, che la dipendenza del patriarca di Ve-
erasi fatto, non recava ingiuria alla nezia. L'episcopio del vescovo è nel
Sede apostolica il senato veneto lo
, castello, e rileviamo da Comman-
sostenne, ed è perciò, che invece di ville, Histor. de les Eveschez ec,
un giudizio, se ne trattò cogli scritti, che un tempo il vescovo faceva re-
e la repubblica produsse tali ragio- sidenza in Serravalle, Seravallum.
ni, da poter dire apertamente al L'antica cattedrale di Ceneda era
Papa, che nella causa de'cenedesi, dedicata all'apostolo s. Pietro, ma
niente più vi era ad esserne i veneti l'attuale è sagra all'Assunzione in
disturbati, costando dai pubblici do- cielo della Beatissima Vergine, ed è
cumenti per serie non mai inten'otta un gi-ande, e bello edifizio. Il capi-
di tempo avere avuto i medesimi tolo si compone della dignità del-
veneti il possesso, e supremo co-
il l' arcidiacono, di nove canonici prov-
jnando della città. Ma Paolo V, veduti di due prebende, quattro
non volendo darsi per vinto, stimò mansionari, e di alcuni preti e chieri-
meglio cercare il benefizio del tem- ci. La cattedrale, ricca d'insigni reliquie
po, che venire ad una finale deci- possiede anche il coi'po di s. Tizia-
sione: anzi nella Relazione della no vescovo Oderzo, e patrono
di
corte di Roma, scritta nello stesso della città, ed è anche cura parroc-
anno 1611 da Girolamo Lunadoro, chiale, affidata ad un prete, non
sotto il capitolo del supremo Tribu- essendovi nella città alcun' altra par-
nale della Consulta eretto da Sisto rocchia. Evvi in oltre una confra-
V, si trova che la città di Ceneda ternita, il seminario, non che il ci-

nello stato di Venezia, non era sot- miterio, ma fuori della città; men-
toposta alia consulta di Roma , ma tre l'ospedale ora va ad ingrandirsi
chi governava in quc' luoghi n' era ed a meglio sistemarsi, mediante le
libero padrone, forse conteniandosi benefiche testamentarie disposizioni
la santa Sede dell' alto dominio su di monsignor Gio. Paolo Malanotti,

di essa. canonico della cattedrale, il qua-


La sede vescovile di Ceneda fon- le da ultimo lasciò la sua ere-
data nel IV secolo, vanta pel suo piìi dità in beneficio de' poveri, partico-
antico vescovo s. Evenzio, che vive- larmente infermi. Prima esistevano
va al tempo dell' imperatore Teo- in Ceneda due monisteri, uno di
dosio, .sebbene alcuni piuttosto vo- uomini, l'altro di donzelle, e nel-
gliano, che questi fosse vescovo di la diocesi contavansi cinque abba-
Pavia. Nel secolo V fu sottoposta zie . La mensa vescovile è tassata

Ceneda al patriarcato di Aquileja, nei libri della camera apostolica in


e vi rimase sino al pontificato di fiorini cento.
Benedetto XIV, il quale, per dare Questa illustre diocesi è stata go-

un termine alle controversie, sop- vernata da molti dotti, virtuosi, e

pres.se il patriarcato, e nell' erigere zelanti vescovi , alcuni de' quali fre-
Udine in arcivescovato, mediante la giati della dignità Cardinalizia, corno
,

CEN CEN 75
ftironoMarino Griinani veneto fi) Ito qunrcs'ma. In quel giorno il sacer-
vescovo nel 5o8 da Giulio 11
1 , be- dote segna la fronte de' fedeli colla
nemerito della catlediale per avervi cenere, che si ricava dai rami d'u-
costruito l'organo, ed il campanile; livo, i quali benedetti nell' anno pre-
Michele della Torre o Turriano d U- cedente e bruciati, debbono essere
dine sunimentovato il quale per , aridi, non a guisa di loto , come
poco non successe nel pontificato a dichiarò la congregazione de' riti con
Gregorio XllI, e che morì in Ce- decreto de' 23 maggio i6o3. E sic-
ncda nel i586, e fu sepolto nella come si distribuiscono queste ceneri
cattedrale; Marcantonio Bragadino in segno di umiltà, così per mezzo
veneto, fatto vescovo nel i633, da di essa abbiamo speranza della fu-
Urbano Vili; e da ultimo Jacopo tura gloria, designata dalla proces-
Menico della diocesi di Treviso, di- sione delle palme dalle quali si ri-

chiarato vescovo nel 1822 da Pio cava la cenere. Nelle chiese di rito
VII, indi nel 1827 traslatato alla ambrosiano non celebrandosi questa
chiesa metropolitana di Venezia da cerimonia nel detto mercoledì , si

Leone XII, e nel i833, dal regnan- distribuiscono invece le ceneri nel
te Pontefice meritamente sublimato primo giorno delle così dette roga-
onore della porpora. Inoltre Ce-
all' zioni, o litanie all' Ambrosiana. Ab-
neda fu patria di personaggi rag- biamo dal Martene, tom. IV 0. ,

guardevoli , e fra gli altri sono a 27, n. 4j che ancora nella chiesa
rammentarsi, ad onore della repub- latina, per le rogazioni anticamente
blica letteraria, il conte Girolamo si benediva la cenere, e si poneva
Lioni canonico della cattedrale, Gior- sul capo de' fedeli, digiunandosi ri-
gio Graziani, ed Antonio, e Vincenzo gorosamente, rito praticato un tem-
Piccoli. Dislinguesi poi fra i viventi po soltanto nelle diocesi di Toui-s,
monsignor Filippo Artico, celebre e di Salisburgo. Il rito di bene-
sagro oratore, già canonico teolo- dire e spargere le ceneri nei gior-
go della cattedrale, esaltato nell'an- ni delle rogazioni, è rammentato da
no 840 all' insigne sede vescovile
I
, Benedetto XIV a* suoi diocesani
di Asti. Lasciò egli in Ceneda una mentre era arcivescovo Bologna. di
bella memoria di sé, nell'orfano- V. Lamberlini, Notifìc. III. § 4> ove
trofioda lui fondato su di un ame» pur dice, che secondo un canone
no monte, sotto il titolo di s. Rocco. del concilio Aurelianense dovevasi
CENERI. Le ceneri sono simbo- nei dì delle rogazioni osservare un
lo della penitenza, ed il primo gior- rigoroso digiuno. Ripigliando poi
no di quaresima, detto dai padri questo discorso nel § 5 aggiunge,
caput jejìinii^ fu sempre l'iguardato che l'osservanza del digiuno è ri-
nella Chiesa come una grande so- masta presso i cavalieri gerosolimi-
lennità, e mi giorno di particolar tani, non che presso la chiesa am-
divozione, sia che la quaresima fos- brosiana, la quale " avendo voluto
se di sei settimane, sia che si pro- » mantenere il pio uso di digiuna-
lungasse a sette, ed anco ad otto »j re nelle tre logazioni, le celebra
settimane, secondo la diversità della » dopo la festa dell' Ascensione
disciplina de' tempi e de' luoghi. j> giacché, secondo l'universale di-
Quindi mercoledì delle ceneri, o dì » sciplina, oggi non si digiuna tra
«lolie ceneri, vale il primo giorno di » pasqua, e pentecoste ".
76 CEN CEN
In questo giorno delle ceneri i pec- Lungi pertanto dal credere, che
catori, secondo gli antichi canoni peni- in siffatta religiosa pratica vi sia
tenziali, entravano nel corso della pe- del superstizioso, che nel-
si rifletta
nitenza pubblica, in cui il vescovo ac- le divine Scritture abbiamo dai pa-
compagnato dal suo clero gì' inizia- triarchi, e dai profeti, che sicco-
va con certe preghiere, e coli' im- me il lavare il corpo e le vesti,
posizione delle mani, dopo di avere il dare profumi al capo, fu il sim-
sparso di cenere il capo ; rito che bolo della gioja, e della prosperi-
descrive p. Menochio, Siuore, to-
il tà, al contrario il segno di un
mo II, 294, nel capo 77, Della
p. profondo dolore era manifestato
cerimonia delle ceneri, che usa la voltolandosi nella polvere. Un uo-
Chiesa il primo giorno di quare- mo coperto il capo, i capelli, e
sima. le vesti di polvere annunziava in
Tale è r origine della funzione tal guisa il suo animo pieno di
delle ceneri, leggendosi nella vita amarezza e doloi*e originato da qual-
di s. Gregorio I, del Sgo, eh' egli che straordinaria calamità. Così gli
ordiiìò doversi mettere, nel princi- amici di Giobbe, penetrati della sua
pio della quaresima, sul capo dei estrema afflizione, misero un alto
ledcli le ceneri benedette. Quindi il grido, piansero, stracciaronsi le ve-
concilio di Benevento celebrato nel stimenta, sparsero in aria della pol-
1091 , decretòche tutti i fedeli vere per farsela ricadere sulle te-

andassero a ricevere le ceneri nel ste, e restarono seduti con lui sul- j
mercoledì precedente la prima do- la terra in cupo silenzio; esem- i
menica di quaiesima ; riportando il pi che fra gli orientali, massime
Burio , P.P. Brevis
R.R. nolitia fra i giudei e gli arabi, erano fre-
in vita Clemenlis VI, che questo quenti. Dalle stesse sante Scritture
Papa, nel i35-2, fece privilegiato si che la cenere fu segno di
rileva,
il mercoledì delle ceneri, ed ordinò penitenza, perchè i servi di Dio so-
che fosse trasferita in altro giorno vente r usarono per esprimere il
qualunque festa, che in esso cadesse. dolore e il pentimento di aver
,

11 Regino però, che scrisse nel seco- peccato. Il medesimo Giobbe quan-
lo IX, dice che nella feria seconda do si umiliò avanti a Dio, e gli do-
della prima domenica si accostava- mandò perdono per aver trattato la
no i penitenti ai cancelli del tem- causa della propria innocenza con
pio, coperti di cilicio, vestiti di sac- un linguaggio poco misurato, volle
co, e a piedi nudi, in un
che modo esprimere il pentimento, come avea
esprimeva la loro umiliazione e pen- mostrato il dolore nell' eccesso dei
timento quindi ad essi avvicina-
: suoi mali » Io mi accuso di me
:

vansi il vescovo, il penitenziere, o i » slesso, egli disse al Signore, e fo


preti, a' quali erano note le loro » penitenza del mio fallo nella pol-
manctinze. Il perchè imponevano » vere, e nella cenere. " Y. pur no-
loro una proporzionata penitenza, li to quanto si racconta di Giosuè e
aspergevano coli' acqua santa, e col- degli antichi israeliti, che si getta-
la cenere benedetta ec. Laonde quan- vano della polvere sul capo facen-
to pratichiamo oggidì, non è che do penitenza per calmare il Signo-
un avanzo di quello, che si prati- re, sdegnato del furto commesso da
cava nei primi tempi della Chiesa. Acan nella presa di Gerico. Si tre-
CEN CEN 77
va pure spesso ne' sacri libri , clie della morte, di cui ci viene dichia-
i profeti esortavano gì' israeliti a rato il pensiero nel giorno delle ce-
cuoprirsi di cilicio, e piangere amara- neri, e dopo i tripudii carnevaleschi
mente loro trascorsi nella cenere,
i come avvertimento salutare del-
vuì
quando aveano oiFeso il Signore, e la nostra mortalità, essendo questo
ad implorare misericordia con vivo lo spirito, e il significalo delle pa-
pentimento affinchè tornasse ad essi role, che pronùnzia il sacerdote nel
le sue benedizioni. Questo appunto farne la cerimonia, mediante un se-
fu il linguaggio, che rivolse Geremia gno di croce; » Ti ricorda, o uomo,
a Gerusalemme, e ai principi di che sei polvere, e in polvere ri-
Giuda, quando Nabuccodonosor po- tornerai ; Memento, homo, quia pul-
se a sacco l' intera Giudea in casti- vis es , et in pulverem reverterisj
go dei loro misfatti, dicendo ad essi : potendosi ripetere con Geremia :
cuopritevi di cenere. 11 re Davide, » terra già fosti, di tema vivi, e di
]ier esprimere la sua profonda af- '> terra hai da tornare. " V. V eru-
flizione, dice che mangiava la cenere dito Sarnelli, tomo IV, pag. 4»^ »

col pane; ed il re di Ninivc, alle pre- Lettera XXIV, Perchè dicendo il

diche del profèta Giona, si pose a se- sacerdote : Memento, homo, quia pid-
dere nella cenere, e venne imitato vis es etCy impone la cenere, non
dagli altri, per placare la collera di la polvere j Georg. Alb. Hagendorn
Dio. Così fecero ne' sovrastanti pe- Simonidis ad Pausaniaiii sapiens
ricoli, e per implorare 1' ajuto, e la dictum, Memento te hominem esse
misericordia divina, Giuditta, Ester, {exAeliani Var. Hist. lib. IX. e.
Mardocheo, Giuda Maccabeo , ed 4i delineatum) Altd. i6io; Mich.
altri. Ed è perciò, che il Redento- Alberti Dissertatio famigeratum
,

re ci volle rappiesentare questa a- Lemma: Memento mori comnien-


zione come un simbolo di peniten- dans, Halae Magd. l'J'^'J ed An- ;

za, quando parlando degh abitato- gelo Rocca, linde c'meres super ca-
ri di Tiro e di Sidone, disse a quel- put spargendi usus origineni tra-
li di Corozain e di Betsaida, che hat , et quid sibi velit ? in tomo I.
s' egli avesse fatto tra quelli i mi- Opp. pag. 217.
racoli, che aveva operato in mezzo Per la stessa ragione anticamen-
di essi, avi-ebbero fatto penitenza te, comesi avverte nell'Ordine XII,

nel cilicio e nella cenere. p. 175, il Cardinal vescovo più an-


Pertanto, con questo segnale di ziano nel dar le ceneri al Papa
penitenza, i penitenti de' primi seco- feria IV
in capite quadra gesimae,
li del cristianesimo, come dicemmo, gliela imponeva dicendo anche ad
venivano distinti dal rimanente dei esso la formula: Memento, homo
fedeli, ed aggiungiamo che Tertul- etc, che s' incominciò a tralasciare
liano li dice uomini vestiti di cili- sotto Urbano VI, eletto nell' anno
cio e coperti di cenere conciliciatì, 1378, come si rileva dall' Ordine
et concineratij la qual denomina- XV di Pietro ^61. Amelio pag.
zione allora era comune ad ogni Laonde anche oggidì spargono si

cristiano, giacché egli ripeteva, che dal Cardinal penitenziere maggiore


un cristiano è uomo nato per vive- le ceneri sul capo del Pontefice sen-
re nella penitenza. La cenere e la za dire quelle parole. Monsignor
polvere sono eziandio un emblema Antonelli nella dottissima lettera al
,

r8 CEN CEN
Cardinal Gentili, Dissertalo de rf- un' altra volta fu per essere cam-
Xu inspcrgendi Cineris feria //-^ , biata dal Cardinal di Jura, Raimon-
in capile jejunii, inserita fra gli do Perauld ,il quale nel dar le ceneri
opuscoli annessi Missale al Vetits a Giulio II, fu avvertito di tacere
Roiiianuin Monaslicum Laleranen- il Memento homo, secondo il ceri-
se, Clini notis etc.y pubblicato in moniale.
Roma, nell'anno 1754, dal gesui- Ma della benedizione delle cene-
ta Manoele di Azevedo, cercando ri , che si fa nelle chiese prin-
la che potè muovere i
ragione, cipali, e minori prima della messa
maestri delle cerimonie a trala- solenne da quello, che poi deve ce-
sciare una simile formula, consid(tra lebrarla, con paramenti violacei, e
che questo spargimento di ceneri della loro distribuzione, trattano le
colla recitata formula, è un venerabile opere liturgiche. Si deve avvertire
avanzo del rito, che nel mercoledì poi, che se oltre il celebrante non
delle ceneri si praticava co' pubblici vi sia altro sacerdote, egli genufles-
penitenti, a' quali si davano in tal so innanzi all'altare se le imporrà
giorno le ceneri sulla fronte, pro- da per sé sopra il capo nulla di-
ferendo quelle parole atte a ricor- cendo Quasi cineres a Deo im-
:

dare la nostra mortalità, e ad umi- mediate accipiat, cui onine geaujle-


liarci salutarmente con questa me- ctitur, et etiani quia genuflexio prae-
moria. Ed essendo la pubblica pe- sefert humilitatem, guae memoriam
nitenza, da cui questa cerimonia è mortis per cineres repraescntat. Co-
a noi pervenuta, una specie di ec- me pure Gavanlo , parte 4?
col
giudizio, al quale soggia-
clesiastico titolo da sapersi che le cene-
6, è
cer non deve il Romano Pontefice, ri alle femmine si danno dopo gli

fu risoluto che bastasse col fatto uomini, e non si pongono loro so-
cioè col solo spargimento delle ce- pra i veli, ma sopra i capelli, affin-
neri sulla chierica, rammentargli la chè non si perdano, f^. Acqua Be-
mortai sua condizione, senza eseroi- jftnETTA, ove si dice, che essa me-
tare sopra lui queir ombra di giu- scolata colla cenere e col vino, ser-
risdizione ecclesiastica, alla quale il ve pel rito della consaci'azione dogli
capo della Chiesa non è per alcun altari.
modo soggetto. CENNINI Francesco, Cardinale.
In qual maniera si faccia tal ce- Francesco Cennini nobile sanese, ma
nmonia, e come il Papa benedica, nato a Sartiano, nel 1 566, perito
e distribuisca le ceneri, si descrive nei canoni, fu vicario generale del
al § X, ed al numero rispettivo vescovo di Chiusi. Pervenuto a Ro-
dell' articolo Cappelle Pontificie. Su ma, dopo alcune vicende, fu alla
questo proposito il Cancellieri nella corte del Cardinal Bernerio udito-
Lettera filosofico-morale sopra la re , e nell'anno 1612, divenuto
voce sparsa di sua morte, a pag. uditore del Cardinale Borghese ,

27 riporta due curiosi aneddoti.


, fu poi eletto vescovo di Amelia.
Racconta pertanto, che la formula Ebbe la carica di sigillatore della
MemenlO) homo etc, fu variata nel penitenzieria secreta ; venne ascritto
darsi le ceneri a Porchette Spinola, ai prelati di consulta, e del buon-
arcivescovo di Genova da Bonifacio governo, e gli fu affidata l' azienda
Vili ; e che questa stessa formula del sagro palazzo, e della casa Bor-
1

CEN CEN 79
ghese. Per olio anni sostenne gravissi- che significa religioso, il quale vive
me fatiche, ebbe poi il titolo di pa- in comunità nel cenobio sotto una
triarca gerosolimitano, ed inviato regola comune, si compone da Koi'
nunzio alla corte di Spagna, ii Cardi- nos, comune, e da bios, vita.
nal Borghese gli scrisse, che si ac- Alcuni riferiscono al tempo degli
corgeva della benché
sua assenza, apostoli r istituzione della vita co-
le sue cariche fossero distribuite a mune dei primi fedeli di Gerusalem-
nove prelati. Gralissimo a Filippo III, me, e l'origine de'cenobiti. Per altro
e alla corte di Madrid, ottenne quanto a s. Pacomio, che viveva nei pri-
richiese, fino il G randalo , pel prin- mordi del IV secolo, si attribuisce
cipe di Sulmona, dìiricilissima gra- l'avere pel primo scritto una regola
zia ad ottenersi per piti rispetti. monastica, Antonio si può
come s.

In questa occasione Paolo V, a' 1 ritenere pel primo fondatore de'mo-


gennaio del 1621, lo creò Cardi- nisteri. Nel codice Teodosiano i ce-
nal prete assente di s. Marcello. Ri- nobiti sono chiamati Synoditce, pa-
tornato in Roma, supplicò Gregorio rola, che significa persone, le quali
XV a provvederlo di qualche en- vanno per una medesima strada.
trata, perchè era povero. Urbano L'abbate della Trappa Rancè com»
"Vili, nel 1623, gli conferì la lega- pose un trattato sui Doveri della
zion di Ferrara, e il vescovato di vita connine, o monastica.
Faenza, poi lo mandò all'ultimo duca CENOTAFIO. Sepolcro, o mo-
di Urbino, a tenerlo devoto alla Chie- numento vuoto innalzato in onore
sa, nei quali impegni riuscì a me- di un morto, altrove defunto: Mo-
raviglia. Dopo quattro lustri, rinun- nmnenlum vacuuni cadavere, tnmu'
ziò ad Urbano Ylll il vescovato, liis inanis, ut appellai Firgllitis, III

nel i643j e lasciato primo titolo,


il jEneid. v. 3o4, vel Honorarius,
ricevette nel i645, da Innocenzo ut Sveton. in Claud. cap. i, ad
X, il vescovato di Porto, e la pre- memoriam alicufus, qui alibi sepul-
fettura della congregazione del con- lus sit, colendant. V. Forcellini,
cilio ; dipoi passò in castello di Sie- Lexicon tolius latinilatis toro. I,
na , e dopo i conclavi di Urbano pag. 42i;Morcelli, De Stylo Inscrip.
YIII, e d' Innocenzo X, morì a Latinar. 1781, pag. 121, 34o, 344»
Roma, nel i645, di settantanove 376, 4' 3, tom. Ili, Patavii 1822;
anni, e ventiquattro di Cardinalato. Inscript. Comment. siibjectis , Ro-
Fu sepolto nella cappella Paolina mse 1783, V. pag, 124, et Pata-
della basilica liberiana a pie del suo vii 1823, tom. IV.
benefattore Paolo V. Nella chiesa Ne' tempi antichi s' innalzava un
di Marcello gli eressero i nipoti
s. cenotafio , o sepolcro vuoto alla
magnifico mausoleo con la statua memoria de'defunli illustri, dei quali
di luì. non si aveano potuto raccoglieie gli
CENOBIO [Coenohium). Luogo avanzi, o perchè erano naufragati,
dove si vive in comune, convento ovvero periti nelle battaglie. Quindi
o monistero dr religiosi. Quindi gli siha, che nei sacrifizi pubblici chia-
scrittori ecclesiastici formarono i vo- mati inferice, si spandeva su quella
caboli di Cenohiarca; superiore del tomba del vino, del miele, del latte,
cenobio, massime parlandosi degli dell'incenso, ed anche fiori soliti por-
antichi teuobili. La voce Cenobita^ tarsi nelle funebri cerimonie. Abbia-
,

8o CEN CEN
Ilio dal Cardinal Enrico Noris alcune altri diritti della reverenda camera
Dissertazioni sui Cenolafì, e da apostolica, nella camera de' tributi
Francesco Cancellieri, Cenotaphiuni al Vaticano; e l'indice alfabetico
Leonardi Anlonelli Cardinalis etc, semi-analitico della
Raccolta delle
PisfiLiri, 1825. K. Sepolcri. Leggi pontificie^ che in Roma si
CENSI APPARTENENTI ALLA SaNTA pubblica dalla tipografia camerale,
Sede. Qiiesli sono i tributi feudali, alle voci Censi Canieralij e Ca-
i canoni, e i vassallaggi di tutte le noni Camerali, ove pure si trova
terre soggette al sovrano dominio la disposizione sui canoni iscritfi, ed

della Chiesa romana, che si soddis- alienati dal regime francese, la for-

fanno niella vigilia della festa de' ss. ma e conseguenza del pagamento
Pietro e Paolo, nella camera detta de' canoni nella camera de' tributi ;

dei tributi nel palazzo apostolico e la vendita dei canoni camerali


valicano, al tribunale della reveren- ordinata da Gregorio XVI regnan-
da Camera Apostolica [Vedi), pre- te, per supplire alle urgenze dello
sieduto dal Cardinal camerlengo di stato. V. inoltre gli articoli Sovra-
santa romana Chiesa [Fedi), secon- nità' de'Romani Pontefici , e stati
do il registro contenuto nel Liber tributari DELLA SaNTA SeDE.
Censiutni, che autenticato da due Tre poi sono i principali , e più
segretari, e cancellieri della stessa antichi collettori delle memorie dei
camera, si pubblica colle stampe ogni censi della romana Chiesa, cioè il

anno. I censi, canoni, e tributi spet- Cardinal Deusdedit, Benedetto cano-


tanti alla Sede apostolica, che non nico di s. Pietro, e Cencio Camer-
sono validi se non sieno stipulati lengo. Del primo, che fu creato
con pubblico istrumento qualora Cardinale dell' ordine de' preti del
,

non vengano soddisfatti nel suddet- titolo Jposlolorum in Eudoxia da


to giorno, o nella mattina della fe- s. Gregorio VII, trattano a lungo i
sta, devolvono interamente al fi-
si fratelli Ballerini. La sua opera con-

sco apostolico,il perchè viene pre- tiene una raccolla di canoni ripar-
cedentemente ogni anno dallo stes- titi in quattro libri, che il Deusde-
so Cardinal camerlengo pubblicalo dit indirizzò a Vittore III. 11 se-
un analogo v'ditto, come il sovrano condo. Benedetto canonico di s. Pie-
Pontefice jiel recarsi al vespero pon- tro in Vaticano, compose un libro
tificale, e nella seguente mattina col titolo di Polypticus , e da altri
alla messa pontificale, dopo di es- chiamato Politucus ^ e Pollicitns
sa , riceve le citazioni formali di che indirizzò al Cardinal Guidoni
monsignor procuratore fiscale , e Papareschi, il quale fu poi nel i i3o
])rotosta solennemente sui censi e Papa Innocenzo II, da molti confu-
tributi non soddisfatti, di che trat- so con Guido de Castello che gli ,

tammo al § X dell' articolo Cap- successe col nome di Celestino li.

l'ELLE Pontificie, ai numeri,, che de- In detto libro egli inserì quell'Or-
scrivono il vespero, e la messa pon- dine romano, che il Mabillon die-
tificale per la festività dei principi de alla luce nel Mas. Ital. toni. II,
degli apostoli. F. la costituzione di pag. 118, col nome di Benedetto
Gregorio XllI, ad Romani Poiilifi- canonico di s. Pietro, insieme ad
ris, emanala il primo giugno 1^80, altre cose appartenenti alla S. Sede.
sul pagamento de' censi tanoiii ed , Tra queste vi era un indice, come
,, ,

CEN CEN Hi
fa ampia fede Albino di Gaetaj per de' registri degli antichi Pontefici
averlo dalle opere di Benedetto in- non che da da
quelli a lui vicini, e
serito nella sua raccolta, che ha per alcuni altri memoriali au-
libri e
titolo: " Incipiunt eijcerpta polytici tentici, aggiungendovi similmente i
» a presbytero Benedicto compositi censi fatti a tempo suo, e dando
>i de ordinibus romanis et digni- cosi egli l'esempio a' suoi successori
« tatibus urbis et sacri palatii." Al- di fare altrettanto a vantaggio della
bino fiori in B.oma nel pontificato Romana Cencio Camera-
Chiesa. P^.

di Lucio III , ed il suo scritto si rio, Liber censmmi Romance Eccle-


conserva nella biblioteca vaticana sice secundum
antiquorum pp. re-
tra i codici Ottoboniani num. SoSy. gesta j memorabilia an. 1192,
et
Questo è il codice donde l' abbate Exst. in tomo V. Antiq. Hist. med.
Cencio diede alla luce il libro Pro- nevi, fol. 852, go8 Lodovico Mu- ;

vìnciale, ed un breve registro dei ratori. Dissertano de censibus ac.


censi, ma non già quell' indice, che redditibus olim ad Ecclesiam Ro-
è inserito tra gli excerpta. Dopo i manam spectantibus. Exst. in t. V.
suddetti collettori dei diritti della med. aevi, fol. 79^ e 852. A bene
Sede apostolica, viene Cencio Ca- intendere questo punto storico, gio-
merlengo, che è il ed è an-
terzo, vera leggere tanto l'articolo XXIII
che il più noto, e famoso per es- quanto il XXXV del Giornale dei
sere stalo assunto al pontificato nel letterati di Roma dell' anno 1 75 r ,

1216 col nome di Onorio 111, co- ove restano appianate diverse diffi-
nosciuto anco sotto quello di Cencio colta critiche intorno l'antichità, ed
Savelli Camerario. Egli fu, che dai estensione del dominio
temporale
uno
vecchi registri dei censi ne formò del Sommo Pontefice. Dei censi o ,

nuovo, ma
metodo migliore,
con tributi di cacciagione, ed altri ani-
avendolo distribuito per modo, che mali, dovuti alla Santa Sede, si
spazio vi rimanesse per aggiungervi parla all'articolo Caccia.
quei censi, i quali si sarebbero ac- Di certo Zaccaria, maestro del
cresciuti usque ad exilum mundi Censo di Roma, fa menìiione il
alla Chiesa romana. Da ciò si ap- Galletti, Del Primicero, pag. 182,
prende il perchè in alcune copie di in una caria sublacense dell' 822
Cencio, come in quella stampata dal riguardante Trasmondo secondicero
Muratori, Diss. 69 Antiquit. Italie., della Santa Sede. Egli però opina
si trovino trascritti documenti , e che il maestro del Censo di Roma,
memorie con date a Cencio di mol- fosse uffizio secolaresco , consistente
ti anni posteriori. Di lui ecco come nel tener conto di quei censi o tri-
si esprime il Rinaldi all'anno 11 92 buti , che dovevano i romani di
num. 28 e 29. In questo anno Cen- quei tempi contribuire alla cassa
ciò canonico di s. Maria Maggiore, del comune della città . Aggiun-
camerlengo del Papa, per provvede- gè , che Zaccaria ei'a cartulario
re alle cose temporali della Chiesa cioè archivista dello stesso comune,
romana, cominciò \m opera molto e che certo Anastasio , sottoscritto
utile, mettendo in ilota censi, che i in altra carta sublacense dell' anno
le si pagavano, raccolti, come egli 85o, consul et magister Censi ur-
dice nella prefazione ,
per lui dai bis Romae, non avea che fare nel
tomi nominati carticinii, dai volumi ministero della Chiesa.
VOT.. XI. 6
,

S: CEN CEN
Vuoisi ciò qui perchè avvertire CENSURE Ecclesiastiche. Pene
nel commentare il citato Muratori spirituali inflitte dalla Chiesa a co-
il titolo di Cencio camerlengo, che loro, che non ubbidiscono alle sue
egli pubblicò, ove si legge composi- Ic^gi ; perocché avendo essa 1' auto-
tus antiquorum patrum
se.cunduni rità legislativa, ha ancora la puni-
regesta^ soggiunse malamente Ex : tiva. Queste pene sono di dillerenti
lìs fuit, ut opinar 3 Anastasius in specie, come lo sono le assoluzioni
Dei nomine consul et magister cen- dalle censure. Ma essendo questa
si urbis Romae. Dappoiché il ca- materia dei canonisti, ci limiteremo
merlengo delia Sede apostolica te- a citare gli articoli seguenti, ove si
nea conto de' censi, ch'erano dovuti parla delle censure ecclesiastiche :

alla medesima siccome altro seco-


, Assoluzione dalle cej^sure. Inter-
lare soggetto sopraintendeva alla ri- detti, Monitori, Scismi, Scomuniche
scossione di quei censi, che si do- ed V. il trattato stam-
altri relativi.
vevano al pubblico . Ora il Cardi- pato in Roma nel i ySS, Della nul-
nal camerlengo col suaccennato edit- lità delle assoluzioni ne' casi riser-
to, ogni anno invita ciascun inve- vali al Sommo Pontefice.
stito o enfiteuta a-eomparire per- CENTENARIA. Sede vescovile di
sonalmente, o mediante legittimo Numidia nell' Africa occidentale, sot-
procuratore deputato, per la festa toposta a Cirta Julia, il cui vescovo
de' ss. Pietro e Paolo nella camera Cresconio , a cagione d'infermità,
de' tributi, decentemente vestiti, per non si potè recare alla conferenza
prestare il dovuto omaggio e pa- , di Cartagine. Coli. Cart. et Concil.
gare nella medesima il tributo, cen- Milevit.
so, livello, canone, risposta o altro CENTINI Felice, Cardinale. Fe-
dovuto alla rev. camera apostolica lice Cenlini nacque in Ascoli da po-
in ricognizione del supremo e di- veri genitori nel 1570, e si rese chia-
retto dominio di quali sieno feudi, rissimo per iscienza, e castigati co-
tenute, ville, casali, laghi, selve, stumi. Professata la regola dei mi-
proprietà , beni , offizi , esenzioni nori conventuali, fu rettore del col-
immunità, privative, ed altri qual- legio di s. Bonaventura , e procura-
sivogliano beni , che si ritenessero tor generale del suo Ordine; quin-
in feudo, censo, enfiteusi, vicariato di consul tor del s. offizio , ove si

governo, ovvero sotto qualunque procacciò tanta gloria che Paolo V,


altro titolo, giusta le leggi delle in- ai 17 agosto del 16 r i, lo creò Car-
vestiture, e Sui censi
concessioni. dinal prete di s. Girolamo degli
spettanti alla Santa Sede va ezian- Schiavoni, e vescovo di Mileto ; quin-
dio consultato il dottissimo Stefano di 161 3 passò al
nel vescovato di
Borgia, poi Cardinale, nelle sue ope- Macerata , ove "eresse il seminario ;

re: Memorie istoriche del dominio ed ottenne ai canonici l' uso della
temporale della Sede Apostolica nel- cappa magna. In appresso ebbe da
le due Sicilie j Difesa del dominio Urbano VIII, nel i633, il vesco-
temporale della Sede Apostolica vato di Sabina, e dopo i conclavi
nelle due V. inoltre gli artico-
Sicilie. di Gregorio XV, e dello stesso Ur-
li o cExso che prcsentavasi
CniJfEA, bano, mori a Macerata nel i64i
al l'apa in tributo per detto regno, di settantuno anni, e trenta di Cardi-
e I'atrimonio della Santa Sede. nalato, e fu sepolto nella chiesa di

I
,

CEO CEP 83
s. Francesco Sel)bene Innocente,
. era necessario seguire la pratica
mori pieno di rammarico provato ,
della Chiesa romana. Affievolito dal-
per la dcca]>itazione del nipote Gia- la età e dalle fatiche, ottenne, mal
cinto Cenlini, il quale avea con al- grado ai suoi religiosi , di cessare
tri cospiralo conti-o la sacra perso- dall'uffizio di superiore, e deside-
na di Urbano VITI, colla speranza roso di visitare ancora una volta
che gli succedesse lo zio nel pon- prima di morire i sepolcri degli apo-
tificato. stoli, come avea fatto molto tempo
CENTURIA {Centtmen.). Sede innanzi unitamente a s. Benedetto
vescovile in partibiis , nella provin- Biscop, partì per Roma, ma si in-

cia di Numidia nell' Africa occiden- fermò Langres


a traversando la ,

tale , metropoli di
sottoposta alla Francia, ed ivi morì a' dì 25 set-
Girla Julia o Citra [F'edi), della tembre dell'anno 716, nella età di
quale abbiamo che il suo vescovo, scttantaqunttro anni.
chiamato Qiiod viilt Deus fu pre- , CEPHAE, o NEOCEPHAE. Se-
sente alla conferenza di Cartagine de vescovile di Mesopotamia , nel
e dal concilio di Milevi , dell' anno patriarcato di Antiochia, eretta nel
4o2 si proibì
, di comunicare col sesto secolo, e sottoposta alla me-
medesimo vescovo finché non fosse tropoli di Amido. Noè suo vescovo
stato giudicato il di lui affare, non si recò al concilio generale di Cal-
avendo voluto riconoscere i vescovi cedonia, e il sottoscrisse.
per giudici. CEPRANO, o CEPERANO, ed
CÈNTURIO. Sede vescovile di anco CiPERANO. Terra e capoluogo
Numidia nell'Africa occidentale, sot- di governo della delegazione di Fro-
to Cirta Julia. I suoi vescovi Gen- sinone nello stato Pontificio , resi-
naro e Nabor intervennero, il pri- denza del sopraintendente delle do-
mo alla conferenza di Cartagine, il gane di tutta la provincia di Ma-
secondo al concilio di Cirta. Optai. rittima e Campagna. Giace sulla de-
lib. 2. stra riva del Liri al confine del re-
CEOLFRIDO (s.). Nacque in Ber- gno di Napoli, e comprende sotto
nicia, e fu parente di s. Benedetto di sé le comuni di Falvaterra , di
Biscop che aiutò non poco nella
, Pofi, e di Strangolagalli. Le antiche
fondazione del monistero di s. Pie- iscrizioni, e gli avanzi di alcuni mo-
tro di Wirmouth, nella diocesi di numenti per testimonianza di gravi
Durham , fabbricato nel 674. La scrittori, sono documenti di remota

vita di lui fu una continua peni- celebrità , riconoscendovi nella sua


lenza. Fu capo per sette anni del area la famosa Fragella o Flagella
monistero di s. J'aolo di Jarrow ,
città de' volsci , distrutta dai roma-
ed in progresso di tempo anche di ni, che altri opinano essere stata ove
quello di Wirmouth . Scrive Beda ora sorge Pontecorvo. Si vedono
ch'eglisi mostrava distinto per gran- ancora gli avanzi di un superbo
de virtù e sapere, ed arricchì quei ponte, che fu restaurato dall'impe-
due raonisteri di ottime biblioteche. ratore Antonino Pio. La ricostruzio-
A Naitone, re dei Pitti, che lo do- ne del ponte sul Liri si deve alla
mandava, in qual tempo si dovesse munificenza di Paolo V, ed alla pe-
celebrare la Pasqua, e quale fosse rizia architettonica del cepranese A-
la forma della tonsura, rispose, che lossandio Bernardi, premialo dal Pa-
84 CEP CEP
pa coli" Ordine e titolo di cavaliere co , oltre otto canonici , a due dei
di Cristo. quali conferì gli offici di penitenzie-
Ne' fasti ecclesiastici Ceprano non re e di teologo. Tanto al primice-
manca di antiche e rispettabili me- rio,che ai canonici, il Pontefice be-
morie, d'illustri chiese e monisteri, nignamente concesse il distintivo d'in-
ed è sotto la diocesi di Veroli. Ce- dossare il rocchetto e la mozzelta
lebre fra le altre fu la chiesa di s. di saia paonazza, colle asole e bot-
Paterno o Paterniano , dove fu ce- toni di seta cremisi, ed all' arcipre-
lebrato il rinomato concilio, di cui te la mozzetta eaualmenlo
di seta
poi parleremo. A questa era annesso di colore paonazzo. Dodici poi sono
un monistero, ossia collegio di ca- i sodalizi di Ceprano. Primeggiano
nonici eretto avanti il secolo XII , per numero e pregi quelli di s. Ar-
il cui capo chiamavasi collo specio- duino, e di s. Rocco , e tra le al-
so nome di Arcicanonico , nome di tre cinque chiese di Ceprano, quel-
cui al voi. facemmo
VII pag. 2/^5, la di s. Francesco
fondata dal fu
pur menzione, come applicato ad un medesimo santo verso l'anno 12 io.
arcicanonico della canonica di
s. Gio- In oltre vi sono scuole elementari per
vanni a. porta latina. In progresso l'istruzione,ed un buon ospedale.
di tempo, essendo cessato quel con- Al secolo rimontano le
settimo
vitto canonicale di s. Paterniano, memorie di Ceprano riguardanti i
verso l'anno iiyS Alessandro III Pontefici, riferite dal Muratori nel
ne affidò la chiesa e il monistero tomo V delle Antichità italiane.
ai cavalieri templari , il Ordine
cui Passò Ceprano sotto il dominio del-
fu poi soppresso da Clemente V. la santa Sede colle città della Cam-
Altii due monisteri di canonici pre- pania nel pontificalo di s. Gregorio
sieduti da due abbati, erano addetti II verso l'anno ySo, come attesla-
alle due chiese di s, Nicolò, e di s. no r Orsi , e il Borghi ; e soltanto
Magno. La chiesa collegiata e par- brevi furono gl'intervalli cui per
rocchiale di s. Maria Maggiore ha l'invasione straniera, suo malgrado,
puie il vanto di vma singolare an- dovette talora soggiacere nelle vi-

tichità, e di essere una delle pri- cende di Dal citato Borgia,


guerra.
marie della provincia sì per l' ar- Storia del dominio temporale della
chitettura, s"i per l'ampiezza, sì pel santa Sede nelle due Sicilie p. 117,
corpo dell'inglese s. Arduino, che e i35, nonché dalla Cronica di
ivi si venera per essere morto in Romualdo Salernitano inserita nel ,

Ceprano nel secolo VII il perchè : tomo V degli Scriptor. rer. Italie.
si tiene dai cepranesi per loro prin- di Muratori si ha che ,il principe
cipale patrono, come s. Rocco n' è normanno Roberto Guiscardo, in
compatrono. Il regnante Gregorio Ceprano nel mese giugno 1080 di
XVI, colla bolla In eminenti opo- domandò perdono sovrano Pon- al
siolicae dignitalis solio, quarto nO' tefice s. Gregorio VII, per aver po-
nas mail i84i, ha ripiistinafo in sto l'assedio a Benevento ; ed il Pa-
detta chiesa matiice di s. Maria pa non solo lo rimise
ma
nella sua
I
Maggiore la collegiata, decorandola grazia e favore, gli concesse
delle dignità dell'arciprete, del pri- nuova investitura della Puglia, Ca-
micerio, cui è annessa la cura di labria e Sicilia, ef gli diede il ves-
anime anco della chiesa di s. Roc- sillo di s. Pietro.
,, ,
,

CEP CEP 85
Quindi, nell'anno iii4j '^ Pon- dello stato pontificio, e napoletano.
tefice Pasquale II, nel mese di ot- Memoranda fu la battaglia seguita
tobre nella chiesa di s. Paterniano nel 1265, presso le sue mura, tra
in Ceprano , celebrò un concilio Carlo di Angiò re di Sicilia, e Man-
cui intervennero molti Cardinali fredi tiranno di essa, che vi per-
arcivescovi, ed abbati, oltre
vescovi dette regno e vita, dopo la defezio-
Guglielmo duca di Puglia, e Rober- ne dei pugliesi. Che in Ceprano vi
to principe di Capua. In questo fosse una rocca con castellano, lo
concilio fu reintegrato della sua se- riporta il Marini, Archiatri tom. I ,

de l'arcivescovo di Cosenza, che da pag. 166, il quale dice che a' tempi
Pioggiero conte di Sicilia era stato di Pio II, era castellano della rocca
costretto ad abbandonarla, ed a pi- di Ceprano certo Pietro Paolo de
gliare l'abito di monaco a Monte Galerani, forse parente dell'archiatro
Cassino laonde col consenso del-
; pontificio. Aggiungiamo, che quando
l'abbate di quel monistero, lo de- Giulio II tolsea Cesare Borgia duca
pose a pie di s. Gregorio VII , il Valentino la provincia di Campagna,

quale confermò a Guglielmo la Pu- fortificò Ceprano con un recinto di


glia, e vi aggiunse la Calabria, col- mura, e pose il suo castello in istato
le rispettive Nel concilio
insegne. di validissima difesa. Poscia Clemen-
stesso fu deposto Landolfo arcive- te VII, con breve de' 18 febbraio
scovo di Benevento per affari pu- 1 53 1 , ristorò i cepranesi dei danni
ramente temporali, o, secondo altri, soffeiti nelle vicende della guerra
per aver attentato contro la ponti- con Carlo V, premiando la loro co-
fìcia autorità, per cui non essendosi stante fedeltà, colla conferma ed
potuto giustificare, fuggì a Monte- ampliazione de' municipali loro pri-
cassino, siccome racconta Pieti'o Dia- vilegi. Nel medesimo anno, a cagio-
cono, Chron. Cassiti, lib. IV cap. ne di distinzione, venne dichiarato
5i. V. l'annalista Baronie all'anno governatore perpetuo di Ceprano,
iii4} il Labbé t. X, l'Arduino Pietro Cardinale anconitano vescovo
t. VI , et Collecdo Con. Regia^ t. di Sabina; onorificenza, che godette
XXVI. Ceprano per vari anni, dappoiché
In Ceprano, nell'anno 1 1 44» segui vanta per altri suoi governatori i

l'abboccamento tra il Papa Lucio II, Cardinali Alfonso Petrucci ,Marino


e Roggero re di Sicilia, allora quan- Grimani, Francesco di Burgos, e
do si tentò di ristabilire tra essi la Vitellozzo Vitellozzi.
pace. Dipoi nel 1273 essendo stato Finalmente onorarono Ceprano
eletto Pontefice il b. Gregorio X, diversi suoi individui colle virtù
mentre si trovava in Soria, nel re- colla scienza disimpegno di
, e col
carsi a Roma, per Brindisi e per ragguardevoli cariche. Secondo il
Capua giunse a Ceprano, dove fu Vitaliani, capo VI, pag. 60, il Pon-
incontrato dai Cardinali e da una , tefice Onorio I, eletto l'anno 6i5
ambasceria de' romani, che lo sup- il cui padre Petronio era conte
plicarono a recarsi in Roma. della Campagna di Roma e di Ce-
Lungo poi sarebbe narrare i fatti prano , nacque in questo luogo.
di guerra, luogo presso
eh' ebbei'o Certo è, che la sua arma si vede
Ceprano a cagione della sua forte sopra una delle due antichissime
t'd importante posizione, frontiera torri di Ceprano, dove possedeva un
86 CER CER
fondo. Oltracciò quattro cepranesi vile dell' isola di Cipro, nella diocesi
divennero vescovi, uno de'quali ap- di Antiochia, la cui erezione rimonta
partenne alla nobile famiglia Fer- al IV secolo. Prima fu soggetta alla
rari, la quale da ultimo ebbe mon- metropoli di Salamina ,
poscia a
signor Pio decano de' chierici di quella di Nicosia.
camera. V. Antonio Vitaliani, Me- CERA UNO (s.), di nazione fran-
morie di s. Arduino i645j // Ce- cese, fioriva sul cominciare del V
prano ra\>vivato nel Lazio^ Roma secolo. Poiché ebbe venduto ogni
i653, pel Moneta, opera da pochi suo avere, e ne distribu\ il prezzo
posseduta. ai poveri, si dedicò al servizio di

CERA (della) Cardinale. V. Pe- Dio nella solitudine, che abbandonò


EEiRA Giuseppe. in progresso di tempo per assumere
CER AMO ( Ceramen.). Città ve- il ministero della predicazione del-
scovile in partibus dell'Asia minore, la divina parola . Percorse varie
sulla costa della Doride, nella pro- Provincie delle Gallie , e riportò
vincia di Caria, la cui erezione da per tutto grandi frutti in van-
rimonta al secolo V. Prima era taggio delle anime. Viaggiava alla
sottoposta alla giurisdizione ecclesia- volta di Parigi con alcuni suoi com-
stica di Afrodisiade, poi della me- pagni, che lo aiutavano nell'aposto-
tropoli di Stauropoli, situata preci- lato, quando fu colto da'masnadieri ;

samente alla metà del golfo chiamato egli consigliò i suoi amici a nascon-
Ceramico. Leone XII, nel concistoro dersi ,
pili curante della vita altrui

de' i5 dicembre 1828, dichiarò ve- che della propria, e privo cos\ di
scovo ceramense, per morte di Gio- soccorso, peri per le mani di quegli
vanni Davoast, l'americano d. Em- scellerati, vero martire di carità. 11
manuele Vienna, di s. Giacomo del suo corpo, raccolto dai compagni, fu
Chili ed il regnante Pontefice Gre-
, sepolto vicino a Chartres sopra una
gorio XVI, agli II settembre 1887, altura, che fu per ciò detta monta-
nominò a questa sede monsignor gna santa.
Andrea Carrutheres, vicario aposto- CERA UNO ( s. ) , fu successore a
lico del distretto orientale di Scozia. Simplicio nella sede episcopale di
CERAMUNUM, CERAMUSSA, o Parigi. Si rese altamente commen-
CERAMUNA. Sede episcopale del- devole per la pietà, per lo zelo, e
l'Africa nella Numidia, il cui vescovo per la carità verso i poveri. Devo-
Severiano trovossi presente alla con- tissimo com' egli era dei santi mar-
ferenza di Cartagine. tiri, divisò raccoglierne gli atti. Nella
CERASA o CERASE. Sede ve- lettera,che a lui scriveva Varnario,
scovile nella provincia di Lidia, dio- chierico di Langres , accompagnan-
cesi di Asia, eretta nel V secolo, dogli gli atti di s. Desiderio, vescovo
sotto la metropoli di Sardes, quindi di (juella città e dei ss. Spensippo,
della metropoli di Filadelfia. Elensippo e Melensippo, si hanno i

CERASUS [Chirisonda). Sede epi- più chiari elogi delle virtù del santo
scopale del Ponto Polemoniaco, eret- pastore. Sotto l' episcopato di s. Cc-
ta nel V secolo, sotto la metropo- rauno fu tenuto il quinto concilio
litana di Ncocesarca, nel secolo IX di Parigi nella chiesa degli Apostoli,
elevata al grado arcivescovile. che presentemente è intitolata a s,

CERAUNIA(Cm««). Città vcsco- Genovelh. Egli morì per certo pri-


CER CER 87
ma del 61 5 ,
poiché al concilio di disse per la visita delle chiese di
Reims celebrato in quell'anno, assi- Firenze nel giovedì e venerdì santo,
stette Lendeberto, suo successore. e in Roma alle basiliche de' santi
La memoria di lui è onorata a Pa- Apostoli per l'acquisto del giubileo.
rigi il giorno 28 di settembre. CERDANO Antonio, Cardinale.
CERBALITA. Sede episcopale di Antonio Cerdano nacque in Maiori-
Africa, di cui ignorasi la provincia. ca, e dopo aver rinunziato la dignità
Il suo vescovo Costanzo nell' anno di canonico, professò nell'Ordine del-
525 sottoscrisse al concilio di Car- la ss. Trinità della redenzione degli
tagine, schiavi . Chiarissimo filosofo, e da
CERCA, e CERCANTI. Stabilita Pio II appellato principe de' teologi,
dal Sommo Pontefice Urbano II, ebbe le migliori dignità dell'Ordine,
nel concilio di Clermont nel 1095, poi Eugenio IV lo elesse a suo ca-
la prima crociata o guerra santa, meriere, ed arcivescovo di Messina;
vi fu un gran numero di Cer- e Nicolò V, che avea studiato con
canti Papa, e dai
autorizzali dal lui, e lo amava moltissimo, nel
vescovi ovunque le
per pubblicare i449) ^o passò al vescovato di Lc-
indulgenze, e ad un tempo racco- rida , e intorno a quel tempo Io
gliere l'elemosine dalla pietà di quei creò Cardinal prete di s. Grisogono,
fedeli, i quali impotenti di far parte e legato della Mai-Cii. Fu spedito
de'crociati, contribuissero invece con inoltre in Sicilia ad Alfonso re di
largizioni pecuniarie, ovvero riedifi- Aragona, ed alla repubblica fioren-
cassero i sagri templi, e gli ospe- tina a conciliarvi la pace, ove do{X)
dali. Ma siccome in progresso di venti giorni gli venne sostituito il

tempo tali cercanti, o, per dir me- Cardinal LeJcun. Senonchè nel i4'^9
glio, alcuni di essi,abusaiono del dopo undici anni di Cardinalato,
loro ministero, vennero aboliti dal morì a Roma santamente, e fu se-

concilio tridentino nella sessione XXI, polto nel vestibolo delia sagrestia,
De reformat, capo V. Tuttavolta presso la basilica vaticana.
coiy autorizzazione della santa Sede, CERDONIANI. Eretici discepoli
molti religiosi, massime i mendican- di Cerdone. Costui era siro di ori-
ti, fanno la cerca raccogliendo limo- gine, e dapprima seguace di Simon
sine pei conventi, i confrati la fanno Mago , e di Saturnino. Ma in ap-
pei sodalizi o per qualche opera di presso, conosciuta la insussistenza
pietà, e i predicatori nelle chiese, del sistema de' loro errori, si separò
ove pure i vescovi permettono far- da immaginando che l'origine
essi,
sene alcuna in vantaggio della sa- del bene e del male nella natura
grestia, e pel mantenimento del di- si dovesse ascrivere a due contrari
vin culto. Dura ancoi'a la questua principi!, il buono, ch'ei faceva au-
pei luoghi di Palestina, per la libe- tore di tutto il bene , e così pure
razione degli schiavi, carcerali ec. della legge di grazia tutta spirante
Il Gararapi nelle sue Memorie pag. indulgenza e misericordia , l' altro
46 ,j all'erma che si disse cercare cattivo, autore d' ogni male e della
per girare e visitare, che cercare legge mosaica, perchè più dura e
dioecesim era la visita solenne fat- severa. Perciò bestemmiava che Ge-
ta dai vescovi di tutte le loro sù Cristo, figlio del principio buono,
chiese, e che Cerca o Circha si non avea assunto che un corpo om-
,, ,

88 CER CER
bratile, e chepatimenli i di lui stessi ebrei avevano molte leggi ce-
erano soltanto una cosa apparente, rimoniali, che furono poscia aboli-
che troppo crudele spettacolo sareb- te dalla predicazione del vangelo.
be stato pel buon principio, dicea, Il Pontefice Pio IV incaricò Ful-
se quelli veramente si fossero veri- vio della Cornia perugino, di rifoi*-

ficati sopra il corpo reale. E sic- mare il Ceremoniale romano. Sisto


come insegnava che i corpi, cosa V nel 1587 istituì la congregazione
troppo pesante allo spirito, erano pei sagri riti e cerimonie, cui fra
fattura del principio cattivo, così le altre cose diede incumbenza d^ in-
negava la resurrezione di questi, e vigilare sull'esatto adempimento dei
la perpetua loro unione indivisibile sagri riti, restituendo all'antico splen-
collo spirito. Prevenuto dal suo si- dore le cerimonie in disuso, e rifor-
stema, rigettava l'antico Testamen- mando, e migliorando il pontificale,
to, e del nuovo non ammettea che il rituale , e il ceremoniale, cui fe-
il vangelo di s. Luca, e questo a ce di nuovo stampare. Clemente
sua foggia mozzato. Cerdone, sotto Vili ordinò fosse emendato, e pub-
il pontificato d' Igino, insegnò i suoi blicato il cerimoniale dei vescovi
errori , ma non sempre pubblica- da alcuni dottissimi prelati, fra' qua-
mente. Scacciato dalla Chiesa, sem- li Luigi Torres poi Cardinale. Ta-
brò pentirsi; ma realmente non fece le ceremoniale venne ristampato an-

che mascherare una troppo dannosa che per ordine di Innocenzo X, e


ipocrisia,sotto della quale continuò di Clemente XI, col titolo: Caere-
a spargere le sue massime fino a moniale Episcoporum Clementis Pa-
tanto che di nuovo discacciato, mi- pae VIIIj Innocentu X, et Clcincnli
seramente morì. XI dicatuin.
CEREMONIALE, Cerimoniale e ,
Tuttavolta il Pontefice Benedetto
CiRiMONiALE. Libro, dove è conte- XIII, come quello che per cinquan-
nuto r ordine , e sono registrate le ta anni avea esercitato l' uffizio di
cerimonie, e i riti: Liber caeremo- vescovo, ed avea una profonda co-
niaritm, rilualis, caeremoniarum co- gnizione delle cerimonie sagre vol- ,

dex , ritualis liber. Trae origine le che il cerimoniale de' vescovi


questo vocabolo dal nome latino fosse ridotto nella forma degli an-
caeremonia, che significa culto este- tichi originali, e perfettamente cor-
riore intorno alle cose attinenti a retto , siccome appuntino fu ese-
religione. Si estende ancora il suo guito. Laonde colla costituzione Li-
significato a quegli atti di regola cei alias, Bull. Roin. tom. XII, p.
che si fanno dai principi o magi- 192, prescrisse, che di quello solo
strati nelle azioni pubbliche, e alle si servissero i vescovi per l' avve-
dimostrazioni reciproche, che le per- nire.
sone private si pi'aticano tra di loro Nell'anno i74'> affinchè fosse os-
per onoranza. Nel dizionario fran- servato il precetto dell' Apostolo il ,

cese delle origini, sotto il titolo di quale intima a tutti di darsi a vi-
Cerimoniale si accennano quelle de- cenda r onore dovuto Benedetto ,

corazioni esteriori, atte a distinguei'c XIV, mediante la costituzione Qtiod


ed a far riconoscere le persone co- apostolus, che emanò ai i5 mag-
stituite in dignità, che si dicono sta- gio, Bull. Maga. tom. XVI, p. 28,
bilite dalla più remota antichità. Gli prescrisse minutamente in undici c:.\-
, ,,

CER CER 89
piteli, il cerimoniale di civiltà _, e in gratitudine all' ospitalità de' cere"
convenienza, che si doveva praticare tani , chiamate cerimonie tutte le

cogli arcivescovi, \escovi ,


presidi, azioni sagre, che dipoi celebrarono.
governatori , vice-legati dello stato Parlando s. Isidoro dell' etimolo-
pontificio, e fra loro medesimi. Sul gia della parola Cerimonia, lib. ^\
cerimoniale poi delle lettere della cap. 9 de ofjìciis nnm. 28 tom. I
corte di Roma, va sopra tutti pie- Open, dice : " Caeremonia apud la-
ferito Francesco Parisi, il quale con tinos dicuntur sacra omnia, quae
un' opera in quattro volumi pubbli- ' apud graecos Orgia vocantur. Pro-
cata in Roma nel 1785, ed intito- » prie aulem visum est doctoribus
lata : Istruzioni per la gioventù im- > a carendo appellari caeremonias
piegata nella segretaria^ dà ogni ci quasi caerimonias, eo quod iis
nozione, e regola in argoménto, es- quae in sacris divinis otferuntur,
sendo il più compito ed encomiato 5 homines, quod
in suo usu carerent
cerimoniale epistolare. Sui Ceremo- > etiam nomen in usu est littera-
niali della Chiesa romana riformati, ' rum sanctarum. Alii caeremonias
o composti dai maestri delle ceri- > proprie in observationibus Ju-
monie Pontificie, si può consultare > daeorum credunt, abstinentiam
l'articolo Maestri delle Cerimonie quarumdam escarum se-
scilicet

Pontificie. cundum veterem legem, eo quod


CEREMONIE. La Ceremoniaèun observantes careant his rebus
complesso di diverse azioni, forma- quibus se abstinuerint ". Pompeo
lità, e maniere di agire, che servo- Sarnelli nel tomo II delle Lettere
no a rendere una cosa più magni- ecclesiastiche, lettera li. Delle eti-

fica e più solenne, e secondo la mologie della parola cerimonia, ri-

Crusca , essa è vm culto esterio- porta le definizioni della Chiosa, di


re intorno alle cose attinenti al- Valerio Massimo, del dottore s. Tom-
la religione. Altri definisce questa maso, di Macrobio, e dell'altro dot-
parola per un segno esteriore, od tore s. Agostino, e stima che la pa-
un' esterna dimostrazione de' senti- rola cerimonia derivi da Cere ca-
menti del cuore, secondo l'etimolo- pitale dellaToscana [Fedi), da un
gia che deriva di car^ her il cuo- tempo anteriore alla mentovata epo-
re, e da monco j avvertire, far co- ca, giacche ne' primordii di Roma
noscere. Le altre etimologie di que- dieci figliuoli de' principali romani
sta parola sono , o quasi Caereris furono mandati colà per appren-
viunia, oblazioni di Cerere, accom- dervi la religione in uno alla disci-
pagnate da grandi cerimonie ai co- plina delle cose sagre, che appella-
voni, alle biade, e ad altre primi- rono da cJiaere, caeremonìa, e ce-
zie della terra, che si offerivano a remonie. Anche il Macri, nel defi-
quella dea; o di Cere e munia^ da nire la cerimonia per un' azione sa-
Cere o Ceri città vicino a Roma, nella gra, e culto esteriore di religione
quale i romani ritiratisi colle vestali, la dice così chiamata da Cere, per
e sacerdoti allorché i galli invase- le descritte ragioni. K. il Burio Ono-
ro Roma , liberamente esercitarono masticon etym. in caeremon.
lutti i religiosi misteri , e sagrifizi La Chiesa ha ritenuta questa vo-
secondo la primaria istituzione di ce per indicare tuttociò, che appar-
JN urna ; il perchè vollero i romani tiene all' esercizio esterno della re-
,, ,

go CER CER
ligione, eh' è un indizio dell'inter- » nomen posse homines convenire,
no culto, che si deve prestare a Dio. » nisi aliquo signorum visibilium
Per tanto le cerimonie ecclesiasti- » nexu copulentur". Con ragione
che sono riti esterioi-i e religiosi pertanto il dotto vescovo Saussai
che accompagnano il divino servizio, impugnò la penna contro i detrat-
istituiti da Gesù Cristo, o dagli apo- tori delle cerimonie sagre, rammen-
stoli, o dalla Chiesa ,
pei* la neces- tandone molte istituite dal Salvato-
sità, o pel comodo, o per la decen- re, e dagli confermandole
apostoli, e
za e la pietà. Le cerimonie sagre coU'autorità di s. Agostino, di s.
sono d' istituzione divina, dappoiché Cipriano, e del terzo concilio Car-
leggiamo nel Levitico, che Dio pre- taginese.
scrisse a Mosè le cerimonie da os- Il medesimo Macri aggiunge, che
servarsi da' sacerdoti nell' offerire gli la ceriiuonia differisce dal rito , co-
olocausti. Gesù Cristo istituì la ce- me r acqua dalla lavanda , giacché
rimonia della sensibile insufflazione, la cerimonia, secondo il sentimento
ad infondere lo Spirito Santo, come del concilio di Trento , è l' azione
sta scritto in s. Giovanni ; '> Insuf- stessa, ed il rito è il modo pre-
» flavit, et dixit eis: Accipite Spi- scritto, col quale si fa l' azione sa-
» rilum Sanctum ". La qual ceri- gra. Il perché dividonsi le cerimo-
monia è pervenuta a noi, e si usa nie dai liturgici, in cerimonie es-
neir amministrare il sagramento del senziali, ed. in cerimonie accessorie.
battesimo ai fanciulli. 11 rimanente Le prime sono quelle, che appar-
de' sagri riti [l^edi) , e cerimonie tengono all' essenza del sagriflzio o
fu lasciato alla cura dei pastori del- dei sagramenti, e che per tal ragione
la Chiesa , come si esprime il cita- non possono variare, come le parole
to s. Agostino, Epist. 54 et ii8. della consagrazione dell'Eucaristia, e
Ed in fatti la maggior parte di della forma del battesimo ec; le secon-
quanto oggidì si pratica neh' eser- de 'o cerimonie accessorie sono quelle
cizio de' divini uffizi, ha avuto ori- che si riferiscono alla decenza, od al
gine dagli apostoli, secondo s. Giro- comodo del servizio divino. Esse so-
lamo, De eccl. doginat. cap. 3 i . Le no soggette a cambiamento, e sono
sagre cerimonie, dice Dionigio Areo- spesso differenti nelle diverse chiese
pagita nella Celeste Gerarchia, sono a seconda dei cerimoniali {^J^edi)
state istituite dagli apostoli, e dai e delle consuetudini, come si tratta
loro successori, acciocché " prò mo- nei relativi articoli del Dizionario. Il

» do ac ratione captus nostri figu- Quarti, ne' commentari alle rubriche


>} ris visibilibus quasi admìniculis del messale, dice che prende co-
si

» quibusdani ad mysteriorum au- munemente il vocabolo Cerimonia


» gustoium intelligeutiam subvehe- per rito accidentale, e che si può
» remur". Ed é perciò, che senza definire cosi : Est actio religiosa
ragione furono reputate dagli ere- ad cultuiii et decentiani sacrificii
tici come invenzioni moderne, e non ab Ecclesia iiistitula. La qual tlefi-
prescritte dal vangelo. Costoro pe- nizione si dà eziandio dal Suarez il ;

rò furono impugnati da s. Agosti- perchè chiaramente apparisce che si


no nel libro XIX, cap. ir, contro può confondere la cerimonia sagra
Fausto, il quale dice: » In nullum col rito accidentale, ma che non con-
» rcligiunis si ve verue, si ve fulsac vieue poi coli'csseuziale. 11 Mcrati
,,

CER CER 91
distingue le cerimonie dai riti , di- col mezzo di certe pratiche parti-
cendo, che i riti sagri consistono nel- colari, senza le quali non si crede-
le preci, epistole, evangeli ec. , le rebbe d' invocar utilmente i santi
quali, a seconda delle disposizioni anch'essa è superstiziosa ; ed essere
della Chiesa, si debbono recitare nel- un cadere nella superstizione il non
la messa, mentre le cerimonie con- seguire nel culto il quale si rende ai
sistono nelle sole azioni, colle quali santi, altre leggi, che la fantasia di
si dicono tali preci, giusta il coman- una divozione stravagante in vece
do della stessa Chiesa, a maggior di onorarli con veri sentimenti di
ornamento ed a decoro del sagri- religione e di pietà verso Dio. C.
flzio che celebrasi. Ed è perciò che de Malines, anno iSyo, Della su-
si chiamano cerimoniali que' libri, perstizione.
i quali prescrivono il modo di dire Sui vantaggi poi, che riportiamo
le orazioni e le preci : e viceversa dalle sagre cerimonie, è a conside-
rituali diciamo quelli, che contengo- rarsi eh' esse prestano, per così dire,
no le preci ossia le altre orazioni, corpo al discorso per renderlo più
che si prescrivono da recitare. Av- vivo, animato, ed espressivo; che
verte poi il Diclich, Dizionario sa- oltre il celebrare i divini uftlzi, e i

gro-lilurgico, pag. che se qual- ì/^S, santi misteri maggior pompa


con
cuno detraesse, o aggiungesse qual- maestà e riverenza, serve ad ispira-
che cosa alle cerimonie, anco devo- re ad essi maggior rispetto e vene-
lìonis causa, presumendo essere ciò razione per parte del popolo, il
meglio, allora peccherebbe ,
perchè quale non apprezza le cose quando
nella bolla di s. Pio V, si dice : non sieno rivestite di qualche appa-
Ne praesumant etc. ( Antoin. Mo- rato; che fanno comprendere l' ef-
lili. In instructione sacerdoliim tra- fetto degli stessi misteri, e provoca-
ci. 3, cap. II. § ultini. ). F; il ci- no le disposizioni necessarie per util-
tato Sarnelli tom. X, lettera XCI, mente riceverli, elevano lo spirito
ove tratta delle cerimonie supersti- ed il cuore alla contemplazione del-
ziose, e come si distinguano. Sulle le cose spirituali, confortano, e nu-
altre etimologie della parola ceri- trono la pietà de' fedeli, ravvivano
monie, si può consultare V Etimo- la loro carità e la fede, e princi-
logicoii lingnae lalinae, di Gei-ardo palmente li distinguono dagli infe-
Gio. Vossio. deli, e dagli eretici. Finalmente le
Riguardo alle cerimonie, che non cerimonie della Chiesa cattolica pro-
si debbono introdurre di privata au- vano la divinità della nostra reli-
torità, aggiungiamo, che siccome il gione, sono una professione di fede,
concilio di Trento avverte, che si una lezione di morale, ed un vin-
dee sopprimere ogni culto supersti- colo di società , che uniscono a
ci

zioso, prescrive ancora, che si deb- pie degli altari , e producono im-
bono risguardare come pure super- mensi vantaggi.
stiziosigli usi, e le cerimonie , che Su questo argomento possono con-
si praticano di autorità privata sen- sultarsi Chardon, Storia cle^ Sagra-
za essere appoggiate a qualche leg- menti toni. II, pag. 68, e seg., il
ge di Dio, e della Chiesa: che la quale tratta delle cerimonie militari
confidenza di vedere riuscire qual- sagrej Amalario, De Ecclcsiaslicis,
che avvenimento il quale si desidera. seu dìviais officiisj Le Brun , Spie-
,

9*^ CEfì CER


gazione delle preghiere e delle cere- tefice , si può consultare l' artico-
nionie della messa j Gavaiito, con lo Maestri delle cerimonie ponti-
le addizioni del Merati, Compendio ficie.

delle Ceremonie ecclesiastiche^ Ve- Fu questa carica ecclesiastica pra-


nezia 1761; Delle Sacre Ceremonie, ticata impo-
nella Chiesa greca, ed
Trattati proposti dal Cardinal Mo- staad un accolito che si chiama- ,

rozzo vescovo di Novara , al clero va Deputatusj ma poi passò all'or-


della sua diocesi, Novara 1827; dine diaconale, e fu uffizio assai co-

Banier, Storia delle Ceremonie re- spicuo e rispettabile, appellandosi


ligiose j CoUet, Trattato da' santi tal diacono Rememoratorius , come
misteri; Clemente Baroni di Gaval- si legge in una lettera della chiesa
cabò, Lettera intorno alle ceremonie di Lione al Pontefice Gregorio X.
e complimenti degli antichi romani, Era eziandio chiamato Suggestor,
Roveredo lySo; ed Angelo Rocca, perchè aveva per uffizio di assistere
nella prefazione del trattato, De il patriarca di Costantinopoli men-
Sacra Summi Pontiflcis communio- tre celebrava, e suggerirgli le ceri-

ne sacrosanctarn miss ani celebrantis, monie sagre , che doveva eseguire ,

Romae 16 io; et Thesaurus Pontifi- e le parole che doveva pronunzia-


ciaruni, sacrarumque antiquitalum, re : ond' era anche detto ammoni-
nec non rituunij praxiunij et cce- tore, f^. Macri, Notizie de" vocaboli
remoniarum, Romae 174^'. ecclesiastici, alle voci Deputatus et
CEREMONIERE, o Maestro dri- Suggestor. Nella Chiesa latina an-
1 E Cerimonie ( Magister caeremo- cora molte cose, attualmente prati-
niarnni ). Ecclesiastico cui incombe cate dai maestri delle cerimonie, era-
regolare le cerimonie e funzioni sa- no proprie dell'arcidiacono, come si

gre. Abbiamo da Paride de Grassìs, legge nel Hierolexicon delMacri,


die Pio II voleva, che i cerimonie- l'accolte dal cap. 2. Extrav. In Or-
ri fossero dotati delle corrispondenti dinationibus concilioruni, e si chia-
prerogative e qualità , ed è perciò mava Admonitor , eo quod omne id
eh' egli ordinò : « quisquis deslina- quod agendum erdt adnionere de-
>i bilur buie caeremoniarum disci- beret. V. Piscara, cap. IH, sezione
>' plinae , sit oportet in corpore I, capo I, Del trattato delle sagre
» robustissimus , in arte scientissi- cerimonie, ove descrive le funzioni
« mus, in mentis promptitudine cir- in cui hanno luogo i cerimonieri; e
» cumspectissimus, ut prò omnibus Bonanni, Gerarchia ecclesiastica, ca-
>» laboret, de omnibus ratiocinetur, po CXXV, De' Maestri delle ceri-
» et omnibus per omnia satisfaciat: monie.
j> ita regulariter sese in suis expe- In detto anticamente
Italia fu
» ditionibus gerens, ut quaecumque cerimoniere maestro delle ceri- il

" fecerit, flerique docuerit, exem- monie, e nelle corti sovrane si co-
» plaria sinl ;
quoniam sicut nihil nol>be la carica di gran maestro
j» sine doctore, et exernplo discitur, delle cerimonie. Nella Francia an-
» ita nihil sine usu , et experientia cora vi era non solo il gran mae-
>» docclur ". Il Diclicli ne riporta stro delle cerimonie , ma il mae-
gli obblighi , e quanto li riguarda ,
stro r aggiunto delle cerimonie
, e
nel suo Dizionario sacro-liturgico, medesime. La carica di gran mae-
mentre per quello del Sommo Pon- stro venne istituita dal re Enrico
, 3,

CER CER 9"?

III nel i585, mentre le altre due sede vescovile vi fu fondata verso
lo furono di poi, come quelle, che l'anno 960, sotto la metropoli di
regolavano l' etichetta , ed il cere- s. Severina ,
34'?- venne
quindi nel 1

moniale della corte. unita a Cariati, rimanendo concal-


CERENICO (s.). Apparteneva a tedrale. Senonchè, il Pontedce Pio
nobile lainiglia di Spoleto. Abban- VII, nel 1818, con bolla, De uli-
donata la patria, recossi a Roma in liorijla soppresse, ed incorporò a
compagnia di Sereno,suo fratello, ove, Cariali stessa, che è sulTraganea di
a cagione dei loro non ordinarii ta- s. Severina. La cattedrale, dedicata
lenti e virtù distinte, furono ambi- a Teodoro martire, aveva il ca-
s.

due ordinati diaconi Cardinali. La pitolo composto di quattro dignità


umiltà, che in sommo grado era in cioè il decano, l'arcidiacono, il can-
essi, mal comportava gli encomii tore, e il tesoriere, con sei canonici,
ben dovuti al merito loro, e pen- ed alcuni chierici. Oltre la cattedrale
sarono di andarsene in Francia, sta- non eravi altra parrocchia, ma i

bilendo il soggiorno nel villaggio di canonici per turno facevano da par-


Saulge, nella diocesi di Mans. Ce- rochi nelle quattro chiese semplici.
renico, che desiderava di vivere in- Eranvi due conventi, uno di dome-
teramente solitario , abbandonò il nicani, l'altro di francescani ; ed al-
fratello, e si ritirò nel territorio di cune famiglie greche erano ammi-
Ilyesmes. Egli dovette in appresso nistrate da un sacerdote del loro
mutare la sua cellella in un moni- rito. V. Cariati.

stero, non sofferendo la sua carità CEREO , o CERO ( Cereus ).


di licenziare quei molti, che usava- Candela di cera, che si mette nA
no di menar la vita sotto la sua di- candellieri, e che si accende duran-
rezione, e fondò una chiesa , dedi- te r esercizio delle cerimonie eccle-
cala a s. Martino, compiuta poi da siastiche , in chiesa ed altrove ,

Mi leardo, vescovo di Seez. Sentiva per uso antichissimo. F^. Candela,


egli così bassamente di sé stesso, e e Lumi.
tanto altamente del ministero sacer- CEREO Pasquaie. Gran cerco,
dotale, che non fu modo alcuno, che si benedice solennemente, e si
che il persuadesse ad assumerlo; accende il sabbato santo, e si pro-
visse tra la orazione e lo studio segue ad accendere durante gli ulli/i
dei libri santi, e mori l'anno 669, del tempo pasquale, cioè alle mes-
o in quel torno. La diocesi di Seez se e vesperi solenni, fino all' Ascen-
ne onora la memoria il giorno set- sione, in cui si estingue dopo il

timo di maggio. vangelo , secondo il decreto della


GERENZA, o GERENZIA {Ge- congregazione de' Riti de' i5 mag-
riinlia ). Città vescovile nel regno gio dell'anno 1607. Avverte il Ma-
delle due Sicilie, nella provincia di cri, che non si trova espresso dagli
Calabria Ulteriore seconda. E situata antichi scrittori tempo, che doveva
il

sopra una montagna, presso la riva stare acceso il Anticamen-


cereo .

destra del Lese in un paese mal te lo era soltanto durante l'otta-


sano. Vuoisi edificata da Filottete, va di pasqua. Negli annali dei fra-
ed anticamente si chiamò Palmento: ti minori si legge, che nel 126
so(Fr"i molto dalla peste nel iSaS, fu decretato si conservasse sino al-
e da quel tempo restò spopolata. La l'Ascensione, accendendolo nelle mcs-
94 CER " CER
se solenni, ed in altre chiese si cap. 8o, che tale tavoletta si ritenne
tenne acceso fino alla compieta del per simbolo del titolo posto sopra
siorno di Pentecoste. L' uso di ac- la croce, e che in essa si scriveva

cendere il cereo in tutta 1 ottava di pure l'anno del mondo, quello del-
Pasqua venne dal considerarsi essa l'incarnazione, l'cpatta, e l'indizio-
come una continuazione della festa, ne. Pertanto dalla benedizione del
e in tutte le domeniche perchè so- cereo derivò costume il di compu-
no riguardate come una ripetizione tare r anno nuovo.
della risurrezione di Cristo sino al- Non si può stabilire, per consenso
l' Ascensione. di tutti gli scrittori, l'origine del
L'origine del Cereo pasquale ri- cereo pasquale. quanto però
Oltre
monta al concilio niceno, celebrato si è detto air articolo Agnus Dei
l'anno St.S, nel quale essendosi sta- DI CERA BENEDETTI, cllC nci primi
bilito il tempo della celebrazione tempi della Chiesa si formavano col
della pasqua , fu incaricato il pa- medesimo cereo, aggiungeremo qui
triarca Alessandrino di pubblicarne alcune altre analoghe nozioni. Ve-
ogni anno il canone, od il catalogo, dendo romani Pontefici, che era
i

e di mandarlo al Pontefice, conte- ben difficile l'abolire gli inveterali


nendo anche le feste mobili, che si costumi del paganesimo ne' popoli , i

regolavano appunto colla pasqua, e quali avevano abbracciato il cristia-


si scrivevano, a guisa di calendario, nesimo, proposero di santificarne
si

sopra un grosso cereo, il quale ve- gli usi, esempio di Mosè, che
ad
niva solennemente benedetto in chie- neir antica legge aveva tramutate
sa. Si deve qui premettere, che nel- in un ragionevole culto agli ebrei
r antichità quando bramavasi che quelle cerimonie, eh' essi avevano
una cosa durasse sempre, s' incideva apprese dagli egizi. In cambio perciò
in marmo, o sul rame; quando si dell' acqua lustrale , che presso i

desiderava che durasse solo per un gentili era in uso, fu istituita nella
lungo tempo, scrivevasi sulla carta religione cristiana l'acqua benedetta;
di Egitto o sulla scorza degli alberi, gli Agnus Dei si fecero invece delle
ma quando volevasi , che durasse piccole figure di cera , che Ercole
solamente qualche tempo, si conten- insegnò agli italiani di consagrare in
tavano di scriverla sulla cera, ed luogo degli uomini, i quali crudel-
appunto sopra una colonna di cera, mente sagrificavansi a Saturno; ov-
che in origine non ardeva, si scrisse vero invece di quei presenti di cera,
il canone pasquale. In progresso di che gli antichi romani regalavano
tempo si scrisse il catalogo,© la ta- a' loro clienti nelle feste saturnali,
vola pasquale sulla carta, sulla per- secondo il decreto del tribuno Pu-
gamena, o sopra ima tavoletta, che blicio.Queste figure di cera, massi-
si appese quindi al cereo pasquale, me di forme tonde, si portavano
e che vi durava per un anno intero; appese al collo qual simbolo di li-
consuetudine, che fu proseguita dalle bertà; il perchè n'era vietalo l'uso
chiese di Roucn e di Tours, non ai servi. A tali figure si attribuiva
che dai cistcrciensi , e cluniacensi ec. . ima superstiziosa straordinaria virtìi,
^. il p. Papebrochio Conatus chron.j ed ci'ano delle specie di que' decan-
propylacum ad acta
i'cl sa. Maxi tati preservativi, chiamali dai latini

pag. c). Dice il Durando, libro 6, Àinulcla^ e Fascini, dai greci Phi-
CER CER 95
lacterìa, e dagli arabi Talismam'. è antichissima. matlina
Si fa nella

Ed è perciò, che introdotto il cereo del sabbato santo, nel modo, che
pasquale, e la sua benedizione, nel dicemmo all' articolo Cappelle Pon-
sabbato santo si benediceva il nuo- tificie, § X, al numero, che descrive
vo, e di quello dell'anno anteriore le funzioni di tal giorno. Prima
se ne formavano diverse particelle però si benediva la notte dello stesso
a forma di bolle coli' impressione sabbato, come si raccoglie dalle pa-
del divino agnello. Nella domenica role della benedizione Exiiliet jatn
in Albis, dopo la comunione veni- ec, le quali, secondo il Durando,
vano esse distribuite al popolo, che Rat. lib. 80, num. 2, si
6, cap.
divotamente le conservava contro i attribuiscono a s. Ambrogio. Tutta-
maligni spiriti, e le procelle. Quindi via osserva il Macri che quella del
vennero attaccale al collo de' cate- messale ambrogiano è diversa dalla
cumeni nel di del loro battesimo nostra. Altri affermano averla com-
qual segno di libertà, che Dio loro posta s. Agostino. Certo è ch'egli,
avea concessa colla remissione delle De civit. Dei, lib. XV, cap. 22,
colpe. scrisse in lode del cereo pasquale,
Gli /4gniis Dei si diedero a' fe- intorno qual cosa si può con-
alla
deli in memoria del trionfo, e della .sultare Baronio all'anno 4'^ § 7^-
il

risurrezione di Gesìi Cristo, di cui Né deve tacersi, che vuoisi attribuire


è figura il cereo pasquale, mentre eziandio a s. Leone I , del 44^^» o
dall' antica sua forma a guisa di a Pietro diacono monaco cassmese.
colonna si volle denotare, se spento, Alcuni finalmente pretesero, che uti
la colonna di nuvole , e se acceso secolo prima del pontificato di san
quella di fuoco, che precedette gli Zosimo, fosse introdotto il rito di
israeliti nel deserto. Ed è perciò, benedire il cereo nel sabbato santo,
che in molte chiese il cereo viene appoggiali suir inno di Prudenzio
collocato su di una colonna di mar- del IV secolo, che ha il titolo: Ad
mo, anche in memoria di quelle di incensimi Cerei Pasclialis. Ma aven-
cei-a, cui Costantino fece fabbricare do il p. Sirmondo, nelle annotazioni
'
perchè ardessero nella notte di pa- ad Ennodio Ticinense ( Opere tom.
squa, per lume a' fedeli, i quali I, pag. 1043), riscontrati gli anti-
celebravano i divini uffizi, sebbene chi codici , e veduto che quella non
altri sostengono che a ciò servisse è r iscrizione dell' inno, ma sì la
soltanto lo stesso cereo pasquale il , seguente: Ad
incensmn lucerna;, ha
quale continuava ad ardere sino alla fatto conoscere, che si parlava non
fine degliuflìzi del giorno di pa- del cereo pasquale, ma del fuoco
squa. V. Lattanzio lib. I, Ae Divini che ogni sabbato si ritoglieva dalla
uffizi3 cap. ?, i; Macrobio, àe Satur- pictrjj per accendere la lampada
nali, lib. I, cap. 17; il Pierio, dei nelle chiese , come riflettono il To-
Jeroglijlci lib. IV s. Gregorio Na-
; massino, De Feslis lib. II, cap. i4,
zianzeno, nella sua XL Oniilia sopra num. 18; Menardo nelle note al
s. Gio. Battista; Mureto nelle diver- Sagramentario di s. Gregorio pag.
se Lezionij ed il Baronio nelle note 90; e Marlene, De antiquit. eccles.
al Martirologio Romano^ al secondo pag. 4o5.
giorno di febbraio. Al .secolo V, e nel pontificato di
La benedizione del cereo pasquale s. Zosimo, eletto l'anno 4'7j ^^
, ,

96 CER CER
concesso alle parrocchie di usare il del Redentore, e si accende per in-

cereo pasquale, ciò che primn era dicare la risurrezione del divino suo
permesso soltanto alle magi^iori ba- corpo. Ma quanto spetta alla bene-
siliche, dediicendo da ciò Sigiberto dizione del cereo, ed al significato
in Chronìcon, che s. Zosimo fosse delle sagre cerimonie relative, ven-
l'autore del cereo, contraddetto pe- ne descritto nel citato articolo delle
rò da tutti, e principalmente da Ma- Cappelle Pontificie. Solo qui aggiun-
billon. De Gallicana lib. IT,
li turg. giamo, che Pierino del Vaga Buo-
pag. i4' ; da Martene, De Jnliq. naccorsi incominciò a dipingere i

Eccl. Discipl. cap. ^4; da Girolamo cerei , ch'essi si adornano con carte,
Gigli in Epist. s. Cathar. Sen. par. e talchi di colori diversi, e che nelle
ir, ep. 87, pag. 5^4; e da Lam- descrizioni di due benedizioni del
bertini, De Fest. Christi , par. I, cereo pasquale del secolo XII, tolte
§ 394, pag. 168, e frisi. Sg, pag. 197. dagli archivi di Montecassino, e della
Altri riti sulla benedizione del cattedrale Gaeta, riportate dal
di
cereo voglionsi attribuire posterior- Cancellieri capo VI della suri
nel
mente anco ai Pontefici Onorio 1, Appendice alla Settimana Santa,
del 67.5, e a Teodoro I del 64^; si legge che il cereo adornavasi di
leggendo nel Macri, che anticamente fiori e veniva acceso da una colom-
,

accendevasi col lume conservato nel ba. P^. Sarnelli, tom. X, pag. 170,
giovedì santo, e che nel sabbato Della benedizione del cereo pasqua-
santo, oltre il cereo pasquale, si le ^ ove spiega quella parte della
portavano in processione due altri medesima, che dicono felice la colprt
cerei minori, i quali prendevano il di Adamoj e Job. Andr. Schmid,
lume dal cereo maggiore, per deno- Programma de Cereo Paschali
tare come gli apostoli illuminati da Heimstadii, 1698. Il p. Andrea
Cristo sparsero da per tutto la luce Schot gesuita, nel 16 io, pubblicò
del santo vangelo. Pertanto il cereo a Tournai le opere di s. Ennodio
pasquale un emblema di Cristo,
è vescovo di Pavia morto nel 52 1, e.
che fu la luce del mondo, e che ci nel 161 1 l'altro gesuita p. Sirmondi
'risuscitò da morte. Lo benedice un ripubblicolle con eruditissime giunt;;
diacono per indicare, che non fu- e note, nelle quali vi sono due nuo-
rono gli apostoli, i quali imbalsama- ve formule per la benedizione del
rono il corpo di Cristo, né i primi cereo pasquale, con cui s' implorano
che annunziarono la risurrezione, le benedizioni del Cielo pei fedeli
ma i discepoli, e le sante donne. Lo contro i venti, le tempeste, e con-
stesso diacono infigge nel cereo tro tutti i mali, dei quali sono mi-
prima di accenderlo, i cinque grani nacciati dai loro invisibili nemici.
d' incenso in forma di pigne, quat- Da Ennodio pertanto sappiamo an-
tro inargentale, e quella di mezzo cora, che le goccie e particelle di
dorata, lo che può significare l'azio- cera, le quali cadevano dal cereo, si
ne Giuseppe d'Arimatea, e degli
di distribuivano perciò nella domenica
altri che imbalsamarono
discepoli , in Albis al popolo, e che i fedeli le
il corpo di Cristo con profumi pri- bruciavano per allontanale dalle
ma di collocarlo nella tomba, con- loro case e persone i cattivi influssi

siderandosi pei cinque fori ove si de' maligni spiriti. Né vuoisi riguar-
appongono i grani le cinque piaghe dare questa antica pratica come su-
,

CER CER 97
perstiziosa ,
perciocché non se ne r ed una delle dodi-
Italia centrale,
aspcllava già infallibilmente l' efiet- ci primarie città etrusche, che i pe-
to, ma lo si sperava dalla grazia lasgi ed aborigeni abitarono, e che
di Dio, la quale veniva dimandata da essi, o dai siculi venne edificata
unicamente dalle preghiere della quattordici secoli circa innanzi la
Chiesa, rivolte per mezzo delle bene- nascita di Gesù Cristo. Il Cerreta-
dizioni a questo fine. no emporio, ossia Santa Severa, Pyr-
CERETAPA, o CHAERETAPA. gij serviva a questa città di porlo
Sede vescovile della Frigia Pacazia- e arsenale, e ne rendeva attivissimo
iia, neir esarcato d' Asia, eretta nel il commercio. Soggiogala dai tir-
quinto secolo, sotto la metropoli di reni o etruschi /{gylla, prese il no-
Laodicea. me che significa buon gior-
di Caere,
CERETO (Ceretum). Città vesco- nOj togliendola al re Mezenzio, Que-
vile di Moldavia, nella quale risie- sti prese le parti di Tiu-no re dei
deva, nel secolo XIV, un vescovo rutuli contro Enea, e dopo la mor-
greco, riunito alla Chiesa Romana te del Trojano, il fiume Tevere se-

dai missionari speditivi da Urbano gnò il confine fra i latini, e i ceriti.

V. Abbiamo dal Rinaldi, all' anno Senonchè, vinti essi da Tarquinio


iSyo n." 7, che il duca di Molda- Prisco, il successore Servio Tullio
via Latzko, conoscivita la verità del- poi interamente li sottomise a Ro-
ia Chiesa cattolica per mezzo dei ma. Acquistò Ceri nuova celebrità
frati minori, abiurò lo scisma, sup- per l'esilio de' Tarquinii, e pel rico-
plicando il detto Pontefice a dichia- vero dato alle vergini Vestali, che
rare città Cereto nel suo ducato, nel quarto secolo di Roma all' ar-
nella diocesi llaliese, allora occupa- rivo de' galli vi nascosero il fuoco
ta da un vescovo scismatico, e quindi sagro, seguite dai Flamini, e dagli
a dargliene uno cattolico pel man- altri principali sacerdoti romani. Laon-
tenimento della fede. Laonde Urba- de ebbero poscia i ceriti diverse
s'

no V ne commise l'esecuzione al- distinzioni dalpopolo romano, dive-


l' arcivescovo di Praga, ed ai ve- nendo la città anche municipio. JVei
scovi di Wralislavia , e di Craco- tempi di Trajano si maiìteneva an-
via ingiungendogli ordinar vescovo
, cora fiorente.
di Moldavia Andrea da Cracovia Dalla vita del Pontefice s. Felice
de' frati minori, dotto e virtuoso II si rileva, che l' imperatore Costan-
personaggio, il quale ebbe, sino al zo, seguace degli ariani, lo rilegò a
i497, dodici vescovi per successori. Ceri nella via Aui'clia, diciassette
Quindi, verso l'anno i5oo, la se- miglia lungi da Roma, ed ivi pafi
de di Cei'eto fu trasferita a Baco- glorioso martirio a ii novembre
via o Bacow, ove Clemente Vili dell'anno 365. Trasportatosi a Roma
nel principio d^el secolo XVII, eres- il suo corpo, prima fu sepolto nel-
se la sede vescovile che tuttora e- le terme di Trajano, poi da s. Da-
siste, suffraganea del metropolitano maso I venne trasferito nella basilica,

di Colocza. P^. Bacow. che s. medesimo avea e-


Felice lì
CERI, CAERE, o CERVETERI. Aureha, donde poscia
dificata nella via
Sede vescovile nel vicariato romano. fu collocato nella chiesa de' ss. Cos-
Ceri, o Agylla^ fu una delle città ma e Damiano. Da quanto opina
più antiche, opulente e famose del- il Novaes, tomo I, pag. i3o, sem-
\0L. XI,
7
,

98 CER CER
bra che s. Felice II avesse in Ceri luì allorquando Ottone TU, nel 996,
una possessione di sua pertinenza, e si recò in Roma per tema che gli
quando, nell'anno ySo, il ducato punisse il figlio, perocché, impadro-
romano si sottopose volontariamente nitosi del Castel s. Angelo, domina-
a Papa s. Gregorio II, Ceri era nava sulla città; ma pur troppo
una delle sedici città, che lo com- quel figlio soggiacque al meritato
ponevano. castigo.
Ad onta delie vicende, che ac- Dopo tal' epoca, nel primo perio-
compagnarono la impe-
caduta dell' do del secolo XI, Cere andò sem-
ro di occidente. Cere conservò una pre in decadenza, e dal libro dei
sufficiente popolazione, dappoiché non censi della Chiesa romana del 1192
istava propriamente sulla menziona- si apprende, che il vescovato por-
ta via Aurelia, né sulla spiaggia del tuense pagava due marabotlini prò
mare. Di fatti per diversi secoli con- Castro Caere, giacché non avendo
servò i suoi particolari vescovi, che essa più il proprio vescovo, era sog-
portavano il nome di Epìscopux getta a quello di Porto. Sul princi-
Cerensisj Caerae Episcopus. Altri di- pio del secolo XIII, una porzione
cono conoscersene nove, e di otto del popolo si recò a stabilirsi sopra
ne dà il catalogo Y Ughelli, Italia un colle tufaceo del suo territorio
sagra^ t. X, p. 34; cioè s. Adeo- e questa nuova terra prese il nome
dato, che sottoscrisse al concilio ro- di Caere iwvuni, dandosi all'antica
mano del 499> ^^^ pontificato di s. città quello di Caere vetus, dal qua-
Simmaco; Pietro, che intervenne a le trae origine il moderno nome di
quello del 76 1 sotto s. Paolo I ; Cerveteri cangiamento, che già era-
;

Romano, che era vescovo nell' anno si operato nel i236, come si legge
826 sotto Eugenio II; Adriano fio- da una bolla di Gregorio IX a fa-
rito neir 853 Crescenzio dell' 869
; ;
vore del vescovo suburbicario di Por-
Anniso del 993 Stefano del 998
; ; to. Poco dipoi ne divenne signora
e Benedetto del 1029. Nel nomina- la famiglia Venturini, che il pos-
re però questi vescovi, il Piazza nel- sedette sino al 1470 circa, epoca in
la sua Gerarchia, p. 87, differisce cui Cerveteri tornò sotto l' immedia-
alquanto sulle epoche. ta dipendenza della Santa Sede, con-
Che Ceri fosse importante ne'pri- fèrnmndo Paolo II i privilegi del
mordi IX secolo, e che conti-
del comune.
nuasse ad esserlo almeno sino all'XI In seguito Sisto IV diede Cerve-
secolo, ne fanno testimonianza i di- teri al suo parente Bartolonuneo del-
plomi di Ludovico Pio dell' 817; di la Rovere, il cjuale nel 1487, lo
Ottone il grande, del 9G2, e di vendette a Francesco Cibo, nipote
Enrico II, del 10 14, dai quah ap- d'Innocenzo Vili, dopo essere slato
parisce, che direttamente spettava precedentemente saccjieggiato dai Co-
al dominio della Sede apostolica. lonnesi.Avendo Francesco sposato
Sul declinare del X
secolo la città Maddalena de Medici, sorella di Leo-
promiscuamente venne appellata Cc' ne X, questi, siccome amante della
rum e Cere, venendo occupata da caccia, nei mesi di settembre e di
Renedelto padre del famoso prefet- ottobre soggiornava spesso in Cer-
to di Roma Crescenzio, nipote di veteri; poscia il Cibo alienò Cer-
Giovanni XYH. Egli però la resti* veteri con altri castelli a Virginio
,

CER CER 99
Orsini, la cui iamiglia il vendet- ni conti di Anguillara, che verso il

te al marchese Ruspoli, nell' anno 1470, vi fabbricarono una nuova


1674? "' <liscendenti del quale tutto- rocca. Poi, nel secolo XVI, fu eret-
ra appartiene. Clemente XI, ai 3 ta in ducato, e passò alla nobilissi-
febbi'aio 1709, eresse Cerveteri in ma famiglia Cesi, dai quali pel ma-
principato, in benemerenza di aver ritaggio di Giovanna Cesi, col conte
il marchese Ruspoli armato nella Giulio Cesax'e Rorromeo, genitori del
guerra per difendere i confini del Cardinal Federico, pervenne ai Bor-
Feirarese, a sue spese un reggimen- romei. Questa ultima famiglia, nel
to di fanteria, non ostante la proibi- 1678, la vendette agli Odescalchi, i

zione testamentaria di Rartolommeo quali la possedettero sino al i833,


Ruspoli, autorizzando lui e i suoi di- nel qual anno ebbe ad aajuistarla il

scendenti a poterne assumeie il ti- duca d. Alessandro Torlonia col ter-


tolo. Del superbo palazzo di questa ritorio annesso. E siccome splendi-
famiglia già dei Caetani (Vedi) se do mecenate delle scienze e delle
ne parla a quell' articolo, e per l'al- arti, in progresso vi fece egli ese-
tro suo feudo si può consultare
, guire delle escavazioni coronate da
1' articolo ViGNANELLo. Da ultimo Jjuon successo. 11 perchè è a veder-
Cerveteri, eh' è sotto la delegazione sij Degli antichi monumenti sepol-
di Civitavecchia, ha dato ne' suoi crali scoperti nel ducato di Ceri
scavi molti oggetti antichi e prezio- negli scavi eseguiti da d. Alessan-
si del più grande interesse, massime dro Torlonia, Dichiarazione del cav.
di vasi etruschi, di utensili di bron- Pietro Ercole Visconti, Roma i836.
zo e di lavori di oro, che per una Per conoscere quanto appartiene
gran parte furono acquistati dal re- a Caere Agylla, Caere Velus, Ce-
gnante Pontefice pel museo Etrusco- re Vetere, Cerveteri, Caere novuniy
Gregoriano da lui formato nel Vati- e Ceri si legga il Nibby, Analisi
cano. dei dintorni di Roma, tomo I, pag.
]\on riuscirà poi discaro, che qui 145, e seg. Come ancora di Cerve-
si parli della terra baronale di Ceri, teri, e di Ceri, o Cere, delle loro
che come Cerveteri è posta sopra notizie antiche storiche ed ecclesia-
un colle di tufo, e forse ivi ne'tem- stiche, e delle loro chiese, tratta Car-
pi antichi fu uno dei paghi dipen- lo Rartolommeo Piazza nella Ge-
denti da Cere. Anticamente fu cit- rarchia Cardinalizia, pag. 80, e
tà cospicua, e si chiamò Alsium j seg. In oltre abbiamo dal cav. Lui-
ma distrutta dai ceriti confinanti, gi Canina la Descrizione di Cere an-
colla restaurazione ch'essi ne fecero, tica, Roma i838.
prese il nome dei nuovi dominato- CERILLO o GIRELLA. {Ceril-
ri, r antica metropoli de' quali si lus ). Città vescovile del regno delle
dis.se allora Cerveteri, e la moderna due Sicilie, nel paese de'bruzii, nel
Ceri nuovo , come si accennò di vicariato romano della provincia di
sopra. Fino dal 1346, apparteneva Calabria citeriore, oggidì rovinata
alla fan)iglia de' Normanni, e si as- non rimanendovi che pochi edifizi.

soggettò al famoso tribuno Cola di Es.sa è situata sulla riva del Medi-
Rienzo, essendo allora forte e ricco terraneo, presso la piccola isola del
castello. Indi, sul principio del seco- suo nome. Nei primordi del secolo
lo XV, venne in potere degli Orsi- settimo vi fu eretta la sede vescovi-
loo CER CER
le siiffiaganea della metropoli di opporsi principalmente a queste be-
Reggio, e negli atti del concilio lu- stemmie. Cerinto fini miseramente
terà nense celebrato dal Pontefice s. la vita sotto le rovine di un bagno
Martino I nell'anno 654, fra i cen- che gli cadde sopra. Lo storico IJer-
tocinque vescovi, che v' intervenne- nino, Storia dell' eres. tom. i, e. i,
ro, noverasi il vescovo di Cerillo. afferma che si trovava in quel ba-
CERINTIANI. Eretici discepoli gno s. Giovanni evangelista quando
di Cerinto, che visse nel primo se- vi entrò Cerinto, e ch'egli di subito
colo. Era egli di nazione giudeo, e, se ne partì dicendo : partiamoci di
secondo 1' opinione di alcuni, greco. qua per non rimanere sotto alle ro-
Si applicò alla filosofia, che allora vine. Infatti un orribile tremuoto
era un misto della filosofia Caldea ne rovesciò intieramente la fabbrica.

e delle idee pitagoriche e platoniche, CEROFERARI, o PORT ACE-


e pretese di riformarne i principii. RI ( Ceroferarii). Sono la stessa co-
Insegnò dunque, che un Dio esiste, sa che gli accoliti [Vedi). Debbono
autore dell'esistenza; ma questo es- essere insigniti dell' ordine dell' ac-

sere aver creato delle potenze o ge- colitato, richiedendo ciò il loro uffi-
nii, uno de' quali era stato il mini- zio, mentre il loro abito è sempre
stro della creazione del mondo, e la sottana, e la cotta. V. Rauldry,
tutti gli altri ne aveano presa a go- par. VII, cap. IV, artic. I, num.
vernare una porzione. Pensava ezian- 1. 1. ^. 5 e IO. Nelle Cappelle
dio, che la legge de' giudei fosse pontificie gli Accoliti o Ceroferari
produzione di uno di quegU spiriti, sono i prelati votanti di segnatura,
e che nel mstianesimo non si do- ma nelle funzioni ordinarie , fanno
vea del tutto abolirla. Aggiugnea, da Ceroferari i cappellani comuni
che Gesù era un semplice uomo del Papa ( Vedi). All' articolo Cap-
nato secondo la carne da Maria e pelle Pontificie si tratta degli uf-
da Giuseppe, e riempiuto di tutte fizi, che esercitano gli uni e gli al-
le doti nel suo battesimo; che anzi tri in tutte le sagre funzioni. V.
in queir istante il Cristo figliuolo Arci ACCOLITO, ed il Macri, Notizia
di Dio era disceso sopra di lui, e de' vocaboli ecclesiastici.
diveniva la ragion della sua sapien- CERRETO, o CERRITO {Cer-
za e de' miracoli. Di più, che code- nelum ). Città vescovile nel regno
sto Cristo nellacrocifissione si era delle due Sicilie, nella provincia di
separato da Gesù, e ritornato al Pa- Terra di Lavoro, capoluogo di can-
dre. Insegnava ancora, che dopo la tone, sul declivio del monte Male-
risurrezione getierale gli eletti avreb- se, presso la riva destra del Cusa-
bero goduti mille anni di piaceri no, influente del Voltiu-no, città ben
sensuali insieme con Gesù Cristo. fortificata, ed una delie più belle
Giusta l'asserzione di Pilastrio ( Hae- della provincia. Cerreto ha rimpiaz-
res. 36 ) , il concilio apostolico di zato il luogo dell'antica Cernelnm,
Gerusalemme nell'acquetare le dis- presso cui Pirro fu vinto da Curio
cordie di Antiochia , ebbe in vista nella famosa battaglia della guerra
di condannai'e eziandio gli errori tarenlina, combattuta l'anno 277
di Cerinto. Ma è certo, secondo avanti la nascita di Gesù Cristo.
quanto dicono i migliori padri, che Nel i656, la peste rapì quasi la
s. Giovanni scrisse il vangalo per metà della popolazione, e nel iGBiJ
,
. ,

CER 101
un terremolo rovi noi la grandemen- di certosini , cos'i chiamata dalla
te. La sede vescovile di Telese , e- gran "Certosa di Grenoble, che ha
retla nel secolo X, nell'anno iGii dato il nome a tutti gli altri mo-
fu stabilita a Cerreto, sufFraganea nisteri dei certosini (Fedi). S. Brii-
della metropoli di Benevento. Ma none costrusse nel 1084 alcune ca-
da ultimo il Sommo Pontefice Pio panne intorno ad una cappellelta
VII nel 1818, con lettere apostoli- dedicata alla B. Vergine Maria,
che, soppresse la sede episcopale di chiamata anche in oggi s. Maria de
Cerreto, e l' incorporò ad Alife, al- CasalibitSj ove si ritirò con alcuni
la quale è concatledrale Telese. Ma- suoi compiagni , e fondò l' Ordine.
gnifica è l'antica cattedrale, deco- Le straoi'dinai'ie neve alluvioni di
rata di superbe pitture, avente ol- avendo poi atterrale e sepolte le
tre una collegiata , e il seminario medesime capanne, venne formato
alcuni conventi, e due monti di pie- nel II 33 dal p. Guigues quinto ge-
tà. V. A1.IFE e Telese. nerale dell' Ordine, un nuovo edi-
CERRI Caelo, Cardinale. Carlo ficio in luogo più basso del primo,
Cerri nacque a Roma nel 1 61 i la cui chiesa fu consagrata da Ugo-
Nel 1629 si laureò nell'archiginna- ne vescovo di Grenoble, prima
e
sio di Roma, e fu annoverato tra monaco certosino. Quest' edifizio ha
gli avvocati concistoriali; poi da Ur- costato più di un milione, ed è di
bano Vili ebbe un canonicato nel- una architettura nobile e semplice,
la basilica vaticana ;
quindi fu fatto non meno che soda.
vicario nel tribunal della segnatura, Il generale dell' Ordine porta il
e nel iGSg uditore di Ruota; poi nome di priore della gran Certosa,
sotto Alessandro VII venne scelto e vi fa la sua residenza. Tale cele-
deputato della sanità, decano della bre edificio fu bruciato otto volte , e
ruota, esaminatore dei vescovi. Cle- fra le altre, nelle guerre di religio-
mente IX, a'29 novembre del i66g, ne del secolo XVI. Quindi dopo la
lo creò Cardinal prete di s. Adria- rivoluzione del declinar del secolo
no, legato di Urbino, e vescovo di XVIII, il governo per conservarlo
Ferrara. Visitò la sua diocesi, e la vi pose un custode, ed cenobio fu
il

arricchii di molto ; nella sua legazio- ristabilito ne' primi anni di quello
ne si rese ammirabile, segnatamente corrente dopo la restaurazione. Nel
nell'orribile terremoto accaduto in dizionario francese delle Origini si

Pesaro a' i4 aprile del 1672. Ma do- legge una poetica descrizione della
po il conclave di Clemente X, ove grande Certosa tratta dal libro di
ottenne ventitre voti pel Sommo Deslandes la natura selvaggia e
:

Pontificato, morì a Roma di settan- piltoresca. Ivi si descrive la Certo- •

tanove anni, e venti di Cardinalato sa, collocata su di una cima alpe-


nel 1690, e la sua cappella genti- stre, intorno alla quale regna il si-

lizia nella chiesa del Gesù ne ac- lenzio,ed i pii eremiti si chiama-
colse la fredda spoglia. Da Pietro no i compagni, o seguaci di s. Bru-
Sassi fu recitata l'orazione funebre none. Si dice quella essere una nuo-
per morte del Cardinal Cerri, e fu va Tebaide aperta al pentimento
stampata in Ferrara nel 1690. ove r uomo può tranquillamente
CERTOSA {Monasterium Car- vegliare sulla sua tomba già mezzo
thusianorumj Carthusia ). Monistero dischiusa. Nel tempio di s. Brunone
, ,

loa CER CER


si rappresenta un solitario ardente insieme ai discepoli, i quali in Ifaliji

di santo zelo, che curvato sotto la sisentirono da Dio chiamati ad ab-


cenere ed il cilicio, veglia, prega, bracciare il genere di vita del san-
e soffre. Sì dipinge poi l'orrore se- to, si ritirasse in una terra, da
polcrale dei boschi taciti e profon- Ruggiero conte di donataCalabria
di, il terrore muto de' chiostri lun- loro nella diocesi di Sqviillace ove ,

ghi, ed in parte bianchi, ed in par- edificarono sul modello della gran


te di color di marmo grossolano Certosa il monistero della Torre,
come è la volta del chiostro; il che fu il primo dal santo fondato
santuario oscuro, e le volte goti- dopo la gran Certosa, chiamandosi
che , le faci funebri , che impalli- la chiesa s. Maria dell' Eremo, p
discono nell'ombra; la voce dei del Romitorio. Questo monistero pe-
bronzi, che risuona nell' aria, e il rò era per quelli , che menavano
cimiterio su cui ciascun cenobita- una vita più austera, mentre un al-
in cella contempla meditando la tro chiamato s. Su^fano in Bosco ^ q

tomba, che lo attende, mentre tut- de Nemore era per quelli, che non
to scuote e commuove il suo cuo- potevano sostenere tanto rigore .

re pieno di spavento , e la morte Questi due monisteri erano quasi


stessa lo avverte dell' immortalità. contigui. Si diede il secondo nel i 192
Alla vista di questo quadro, diflici- a' cistcrciensi, ma Leone X, nel i5i3,

le sarebbe oltre modo il ravvisare lo restituì a' certosini.

molte delle moderne Certose, spe- S. Luigi IX, re di Francia, asse-


cialmente d'Italia, alcune delle qua- gnò ai certosini in Parigi l' antico
li si sono piantate presso alle città palazzo del re Roberto I , i quali
popolose, come a Roma, e a JVa- ne presero possesso nel lO.S'j. Il

poli. ì^. Raffaele Liberatore, la Cer- celebre Cardinal Talleyrand de Peri-


tosa di Napoli, Napoli 1 840 ; l'ar- gueux, che mori nel 364, fece edi- i

ticolo Bologna per la rinomata care la famosa Certosa di Vallechia-


Certosa di quella città; e Bercastel, ra in Perigueux.
Storia del Cristi anesiniOj lom. XIII, Nicolò Acciaiuoli, gran siniscalco
p. II. intorno ìa fondazione della de' regni di Sicilia, e Gerusalemme,
Certosa del Delfìnato nelle monta- nel 1864, eresse la Certosa di san
gne denominate Certose. Appren- Casciano presso Firenze, arricchen-
diamo da Bergier, che un tempo dola d'insigni reliquie. Fu in que-
ì' Ordine certosino ebbe cento set- sta che Pio VI, dopo essere stato,
tantadue Certose divise in sedici nel 1798 detronizzalo dai repubbli-
Provincie, delle quali qu^ appresso cani francesi, vi fu trasferito nel d'i

nominaremo le piìi rinomate. primo giugno, e venne ivi più vol-


Urbano II, già discepolo di san te visitato dal gran duca Ferdinan-
Brunone, sei anni dopo la fondazio- do III, e poi da Carlo Emmanue-
ne della Certosa, obbligò quel santo le IV, re di Sardegna, in uno alla
a recarsi in Italia, ailine di aiutar- sua consorte ven. Maria Clotilde
lo co' suoi consigli, ed essendo rima- di Borbone; laonde ])arccchi brevi
sto vacante l'arcivescovato di Reg- apostolici sono datati dalla Certosa
gio, il Papa lo nominò a quella se- di Firenze, ove il Papa celebrò al-
de. Ma egli umilmente si ricusò cune funzioni, e consngi'ò in arci-
il perchè Urbano lì gli permise, che vescovo di Corinto monsignore Spina
CER CER Jo3
poi Cardinale; quindi ai -27 marzo di s. Agostino, poscia nel 14^2 fu
I rgc), gli stessi francesi Io presero accordata che vi ave-
ai certosini,
dal sagro recinto della Certosa , e vano un comodo monistero, ed una
lo portarono in Francia. bellissima chiesa.
Presso venne fon-
I^isa, nel iSGy, Giacomo I, re di Scozia fondò ,

data la magnifica Certosa, da un nel i43o in uno de' sobborghi di


sacerdote chiamato Nino Pucci, con Perth una gran Certosa chiamata
bellissima chiesa ornata di colonne Valley, ossia Casa della virtù, e
e di superbi marmi. Gregorio XI ,
vuoisi, che fosse la più bella abba-
nel iSyS, tolse benedettini dall'an-i zia di tutta la Scozia, la quale venne
tico monistero dell'isola di Gorgo- devastata insieme ad altre Certose
na, e vi trasferì i certosini di Pisa, nella liforma religiosa del reame.
donando loro l'isola; ma molestati Finalmente il Sommo Pontefice
dai corsari furono costretti nd ab- Pio IV, con disegno di Michelan-
bandonarla nel pontificato di Marti- gelo Buonarroti, fece ridurre una
no V, e ritornarono all'antica loro parte delle vaste terme di Tito in
sede. Roma, ad uso di chiesa, dedicando-
Gio. Galeazzo I, duca di Milano la nel i56i a s. Maria degli An-
nel 1378, fece erigere la celebratis- geli, e chiamandovi alla custodia i

«ima Certosa di Pavia , e vi volle monaci certosini che abitavano il ,

essere sepolto. Le fabbriche, che monistero unito alla basilica di san-


compongono questo rinomato moni- ta Croce in Gerusalemme loro da-
stero, massime la chiesa edificata a to nel 1369 da Urbano V, ove
foima di croce, sono degne di ve- l'alia alloi-a era poco salubre, ed
nerazione. Nel parco grande, che insieme diede ad essi la contigua vasta
cinge la Certosa nel i535 fu fatto Certosa edificata dallo stesso Michel-
prigioniero dall'esercito di Carlo V, angelo , la cui corte o chiostro è
il re di Francia Francesco I. singolare per la sua grande qua-
Fra le numerose Certose, o ino- dratura, circondata da lUì portico
nisteri, che ì certosini avevano in sostenuto da cento colonne, avendo
Inghilterra, la più celebre fu quella intorno le celle i certosini, co' quali
di Gesù di Betlemme sul Tamigi risiede il procuratore generale del-
nella contea di Surry, fondata nel l'Ordine, ch'è sempre priore di que-
i4i4 d^l ^"6 Enrico V, ed egual- sta Certosa. F. il Rinaldi all' anno
mente rinomata fu l'altra di Lon- 1
')62, numero 189, e l'articolo
dra presso West-Smithfield, fonda- Chiesa di s. Maru degli Angeli,
ta dal cav. Waltero Manny, indi Nello stesso stato pontifìcio evvi an-
distrutta nel regno di Enrico Vili, che la Certosa di Trisulti presso la
seguita dalla strage de' religiosi in città di A latri. In una solitudine,
odio del catlolicismo. Dipoi aven- fra i boschi e i burroni, ove zam-
dola , nel 1 6 1 I , acquistala Tom- pilla un ruscello di acqua, si ritirò
maso Sutton , vi fondò un ricco s. Domenico Loi'icato nel secolo de-
ospedale. ci moprimo, fuggendo la barbarie di
L' isola delle lagune di Venezia, quel secolo, avanzo del precedente.
chiamata già di s. Andrea del Lido, Quivi egli fondò un monistero, che
e data ad abitare sino dai primi quale abbate governò per dieci an-
tempi della repubblica agli eremiti ni. L'abbazia prese il nome di san
5, , ,

io4 CER CER


Barlolommeo venne dedicata.
, cui RifTerio, procuratore generale de'cer-
Dopo averla lungamente posseduta tosini,non si fa parola delle osser-
i monaci benedettini, il sommo Pon- vanze delle monache forse per la ,

tefice Innocenzo III, verso l'anno conformità di quelle de' monaci ,


1208, la concesse a' religiosi certo- benché scriva il p. Tutin nella Sto-
sini, che vi formarono la Certosa, ria dell' Ordine certosino, che il b.
che tuttora è in florido stato. L'ospi- Giovanni- spagnuolo diede alle mo-
talità, cui essi esercitano, fa ammi- nache alcune costituzioni da lui fatte
rai'c ai passeggieri le loro virtù; ed pel monistero di Pre-Bajon, fondato
il maestoso ed insieme semplice edi- nel i23o. Osserva il Bergier che ,

lizio, che in sé raccoglie le incan- a' suoi tempi vi erano soltanto quat-
tatrici bellezze della natura , ed i tro monisteri di certosinein Fran-
conforti soavi della religione, merita cia, ed uno in Savoja, fondati nei
di essere ricordato. secoli XIII, e XIV. Il piccolo nu-
CERTOSINE. Ordine di mona- mero de' loro monisteri vuoisi di-
che. Non si conosce l'origine di que- pendere dall' estrema solitudine, che
ste religiose perchè non istituite da l' istituto prescrive, il quale non può
s. Brunone però si sa di certo
; in generale convenire alle donne,
cheilloi'o primo monistero fu fonda- ed è perciò, che le certosine hanno
to mentre viveva il p. Guigues quin- più orazioni vocali dei religiosi. Ul-
to generale de' certosini come si , timamente si contavano quattro ca-
legge nel catalogo de' monisteri di se di certosine, cioè di Salette pres-
quest' Ordine , inserito in fine degli so Lione PremoI presso Gre-
, di
Statuti stampati nel i5io, in cui noble, di Melan in Savoia, e di Gos-
pur trovasi quello delle Monache di nay presso Bethune nella diocesi di
Bertaud j eretto nel 11 16. Dalla Arras , ritenendosi per principale
cronaca del certosino Pietro Or- quello di PremoI. Però attualmente
^
landò inoltre si apprende , che nel le certosine hanno un solo moniste-
1207 nella Certosa di Destoges vi ro denominato di Croce di Beau-
s.

era una donna chiamata Marghe- regard, nella diocesi di Grenoble


rita, di santa vita, e che nel 1 2 1 poco distante dalla gran Cei'tosa.
Agnese priora di quel monistero fu Le certosine , per quanto è pos-
celebre per le venerande sue virtù, sibile, sono conformi ai certosini
e pei miracoli, cheDio volle ope- neir osservanza domestica e religiosa,
rare a di lei II Bonan-
intercessione. tanto neir uflizio divino, che nei ri-

ni nel suo Catalogo capo ,


XXXV ti e ceremonie della Chiesa, quan-
Delle monache certosine ^ coli' auto- to in molte austerità ed astinenze,
rità di Carlo Giuseppe Morotio, nel eccettuato però, che mangiano in-
Teatro cronologico eli quest' Ordine, sieme nel comune refettorio, e non
parte VI, dice che nel 1282 fu sono obbligate ad osservare con
fondato il monache
monistero di tanto rigore il silenzio e la ritira-
certosine nel Delfinato in un luogo tezza nelle celle. Una volta nel ri-
chiamato Prato Molle o PremoI cevere le fanciulle non prendevano
per opera del Delfino Ugo e di , dote di sorte alcuna, ma se ne am-
.sua moglie Beatrice di Monferrato, mettevano tante, quante ne poteva-
figlia di Pietro conte di Savoja. Ne- no mantenere le rendite del moni-
gli statuii scritti nel i258 dal p. stero. Avanti il concilio di Trento
,

CER CER to5


facevano la professione regolare di vicario che nominano in quell'atto
,

(lodici anni, ma di poi la ridussero insieme colla priora. Tal vicario or-
ad anni Siccome poi i cer-
diciotto. dinariamente abita con uno, o piìi
tosini hanno mantenute molte an- religiosi in una casa vicino al mo-
tiche pratiche della Chiesa, così an- nistero delle monache, per sommi-
che le monache di quest' Ordine nistrar ad esse i sagramenti , diri-

hanno conservata fino al presente gerle nello spirito, ed aver cura dei
l'antica consagrazione delle vergini, loro interessi temporali. Però negli
le quali, dopo aver fatto la profes- statuti dei certosini dell'anno i368
sione solenne, portano il velo bian- fu proibito ai medesimi di ricevere
co sino alla loro consagi-azione, che o d' incorporare nuovi monisteri di
non si fa prima di quattro anni di monache , il che dipoi venne ap-
professione , e di venticinque anni provato dal sommo Pontefice Inno-
di età. Secondo gli antichi Pontifi- cenzo XI.
cali, il vescovo, che le consagra, dà Le vesti delle religiose sono si-

loro la stola sacerdotale, il manipo- mili a quelle de' certosini , cioè di


lo nel braccio destro , l' anello nu- lana bianca , a cui aggiungono un
ziale, la croce, la corona, ed il velo manto bianco il velo nero e il, ,

nero, pronunziando a un di presso soggolo come quello delle altre mo-


le stesse parole, che dice nell' ordi- nache. Ne riportano la figura il cita-
nazione dei diaconi , e dei suddia- to Conanni, e il Capparroni nella sua
coni. Le vergini così consagrate can- Raccolta degli Ordini religiosi a
tano r epistola alla loro messa con- pag. 33. Quando parlano con per-
ventuale, usano la stola quando can- sone secolari , anche parenti, locchè
tano il vangelo all' ufllzio notturno si concede di rado, lo lànno in pre-

di dodici lezioni , non essendo vero senza della priora, ovvero di una,
che ,
quando cantano 1' epistola in o di due religiose, e coperte di ve-
altri tempi, assumano i sagri orna- lo neio. I loro monisteri hanno i

menti Bensì vengono dalle mona-


. termini come quelli dei religiosi
che conservati presso di loro, e con oltre i quali dai mentovati statuti
essi sono sepolte dopo la morte. V. è proibito con gravi pene ai vica-
il Pontificale romano, col commen- ri, ed alle priore d'intromettere i

tario del Catalano, Slilling Disser- religiosi destinati alla loro cura ,

talio de Diaconissis ed Arn. Raisse, senza la licenza del capitolo genera-


Origin. Carthiisianarum Beigli, Dua- le. Di quest€ religiose scrissero an-
ci i632. cora Pietro Sutore, nel suo trattato
Le priore e le religiose promet- sopra la vita àp' certosini, e Teodo-
tono ubbidienza al capitolo generale ro Petreo nella Cronaca della Cer-
dell' Ordine, e sono obbligate a man- tosa, lib. V, cap. 4-
dare ogni anno una lettera della CERTOSINI. Ordine monastico.
promessa ubbidienza. Sono inoltre S. Brunone fondatore di esso , na-
tenute le priore ad ubbidire ai pa- tivo di Colonia, era prima canoni-
dri vicari, che sono i direttori dei co di s. Cuniberto nella sua patria,
loro monisteri ; ma le altre mona- poi della chiesa di Nostra Signora
che promettono ubbidienza solo alla diReims, ed uno de' più dotti teo-
priora, benché tutte, anche le con- logi del suo tempo. Molti storici rife-
verse, professino alla presenza del riscono intorno a lui un avvenimento
,

io6 CER CER


impresso nelle sue Opere pubblica- rispetlo ed ammirazione, e venne-
te nel l 'ìi^y in Parigi avvenimen-
; ro abbelliti i ricoveri della peni-
to di cui trattano egregiamente i tenza, ed assegnate ad essi reudite
Bollandisti, y4ct. Ss. OrlohrÌM, t. Ili, cospicue. E ben il meritarono, es-
tit. 6. Si racconta che pertanto , scudo questo uno dei pochi Ordi-
trovantlosi Brnnone nel 1082 in Pa- ni, che non ebbero mai bisogno di

rigi presente all' esequie del suo ami- riforma Delle ricchezze loro face-
co Raimondo Diocre, dottore pari- vano un lodevole uso a vantaggio
gino, mentre gli si x'ecitava l'ufllzio de' miseri, e vivevano eglino sem-
de' morti, alle parole di Giobbe: pre colla mirabile frugalità prescrit-
Jlesponde ìmlii, alzò il cadavere il ta dalle rigide regole [V. Certosa).
capo, con voce tremenda disse:
e Adunque all'anno a[ 1086 1084, o
Al giusto tribunale di Dio sono ac- da s. Brunone e da' suoi compagni
elisalo j quindi nel secondo giorno si diede incoininciamento all'Ordi-
deir esequie , disse : Dal giusto gin- ne. Superando 1' asprezza, e la ste-
dizio di Dio sono stato giudicato j rilità della selvaggia posizione della
poi in quelle del terzo giorno , Dal Certosa, pieni di fervore incomin-
giusto giudizio Dio sono di stato ciarono essi a fabbricare la chiesa

condannato. Perciò Brunone si de- e nelle sue vicinanze alcune celle


terminò di abbandonare il mondo, distinte, e separate una dall'altra,
e ritirarsi a vivere religiosamente, a somiglianza delle antiche laure
Altri vogliono, che la di lui risolu- della Palestina, e degli eremi pri-
zione di recarsi in un deserto fosse mitivi di s. Romualdo. Quindi il
avvenuta dopo una visione, che ne santo prescrisse a' suoi monaci l'a-
lo invitava. Certo è che s. Bruno- stinenza dalle carni, sebbene infer-
ne si sentì chiamato da Dio alla mi, il lavoro manuale in ore deter-
vocazione religiosa, siccome afferma- minate, un perpetuo silenzio e ri-

no tutti gli autori dell'Ordine cer- tiramento, per attendere più libe-
tosino, e eh' egli, insieme a sei coni- ramente all' orazione , e alla medi-
pagni, andò a visitare Ugo vescovo tazione delle cose celesti, al canto
di Grenoble, Io consultò sul conce- delle lodi divine, alla mortificazione
pito disegno e gli domandò un
, del proprio corpo , ed all' esercizio
qualche deserto nella sua diocesi. Il di tutte le virtìi. Le celle de' cer-
ve^scovo lo condusse attraverso delle tosinisono tutte distribuite nel chio-
montagne in una vallata che gli stro maggiore, con una medesima
donò, presso un villaggio chiamato distanza tra loro, ti'ovandosi in cia-
dal nome delle montagne Cci-tosa ,
scuna quanto è necessario all'uomo,
che in denomina-
seguito diede la che rinunzia al mondo; cioè una
7Ìonc all'Ordine certosino o cartu- camera con camino, che serve
siano, pel quale denominati pur ven- anco per mangiare , altra camera
nero Certose monisteri, che in prò-
i per dormire, una piccola galleria,
gresso fondò quel santo, concorren- un gabinetto per lo studio, una sof-
dovi vari sovrani e personaggi con fìtta alcune guardarobe
, ed un ,

.sorprendente magnificenza. Perchè giardinetto. Quivi si danno loro


essendo allora in somma venera- lutti quegli strumenti , che richie-
7Ìone la vita ritirata e contempla- dono per lavorare, e tutti i libri,

ti va, que' monaci ottennero ovunque che bramano, non uscendo dalle.
CI'LR CER 107
celle che tre volte al giorno por stolico di Urbano II intanto che il

4-ecarsi in coro al mattutino , che lor fondatore gli animava a pi'ose-

recitasi a mezzanotte, alia messa guire nel primitivo fervore e peni-


ponventuale, ed al vespero. Nel ri- tenza mercè frequenti lettere. Ma
,

manente del tempo stanno i certo- non andò guari, che il medesimo
sini costantemente rinchiusi, e man- santo, annoiato dal tumvillo inse-
giano soli nelle celle ove per un , parabile da upa corte, in cui si

finestrino esteriore e chiuso è loro trattavano tutti i grandi affari del


somministrato il vitto necessario ,
cristianesimo con alcuni discepoli ,

fuorché ne' giorni festivi , ne' quali che avea adunati in Roma, passò
vanno in coro a dire tutte le ore car in Calabria, e si fermò nel deserto
noniche, e poscia mangiano unita- della torre, per dedicarsi all'orazio-
mente nel comune refettorio ove , ne, e all'osservanza del suo istituto,
però non mai viene dispensato il ed avendo ricevuto il territorio in
silenzio, venendo loro solo permes- dono da Ruggiero principe della
so in determinati giorni alcun ra- provincia, ivi .santamente movi nel
gionamento fra religiosi, nell' inter- I IO r.

vallo che corre da nona a vespero. S, Brunone non lasciò regola par-
In altri giorni dell' anno è ad essi ticolare ai del suo Ordine,
religiosi

accordato di uscire dal monistero ed i furono compilati


loro statuti
una volta la settimana per andare dal ven. Ouigiies, quinto generalo
a spasso fuori della città, o in luo- de' certosini formandoli a tenore ,

ghi appartati , non essendo lecito di quanto aveva veduto praticare


uscire in ogni giorno che ol supe- dai primi discepoli del .santo. Li
riore, e al procuratore pegli affari chiamò Co.sttnni della gran Cerlor
dell'Ordine. Alle donne è vietato sa, e li rese comuni alle altre ca-
di entrare anclie nelle loro chiese ^
se, che allora erano tre. Quindi s,
eccettuata quella di s. Maria degli Antelmo, settimo generale certosino,
Angeli diRoma, per non essere in- introdu.sse l' uso de' capitoli gene-
teriore , come lo sono quelle delle rali, che si celebrano .sempre nell;^

altre Certose. Certosa di Grenoble, ne' quali si fl^-


Decorsi circa sei anni dacché s. cero diversi regf)lamenti. La prima
Brunone esemplarmente viveva nella nppi'ovazionc dell'Ordine, per parte
Certosa di Grenoble, l'antico suo della Sede apostolica, attribuisce .si

discepolo Ottone da Chatillon , di- ad Urbano li , quando ordinò, col


venuto nel 1088 l'ontefjce Urbano summentovato suo breve, che i com-
li, il chiamò a Roma con precetto pagni di s. Brunone, partendo da
di ubbidienza per valersene nel go- Roma , fossero rimessi in possesso
verno della Chiesa, e della sua co- della Certosa di Grenoble; quindi il

scienza. Il santo fu .seguito da al- Pontefice Ales.sandro IH lo confer-


cuni compagni, a' quali venne nella mò ai 2 settembre i i 76. Quest'Or-
città assegnata una decente abita- dine professa molte regole .sue pro-
zione ; ma non poteiido .snifrire le prie, niente ha di comune cogli Or-
distrazioni, ed i disturbi, dopo al- dini segnaci di s. Benedetto , meno
cun tempo fecero ritorno alla Cer- ! iifìizio divino, eh' è (piasi simile a
tosa, il possesso della venne quale quello di detto .santo, pei' cui aflTatto

^d essi confermato da mi bieve apo- si con.sidera come un istituto parti-


io8 CER CER
col;\re, poiché quelli che il gover- scapolare sino a terra , ed ha nei
nano, hanno il titolo di priori , e fianchi due liste dello stesso panno
non di abbati. Il loro generale ri- bianco, le quali uniscono la parte
siede alla Certosa grande prende
,
anteriore, e la posteriore dello stesso
il nome di priore di essa , ed è scapolare , che chiamano cocolla.
inamovibile ed a vita. Diverse vol- Quando escono dal monistero fanno
te le costituzioni di quest'Ordine fu- uso di vma cappa nera col cappuc-
rono corrette, perchè sebbene fatte cio del medesimo colore. I conversi
nel capitolo generale, non hanno si lasciano crescere la barba , ed
forza di obbligare, se non sono con- usano la cappa di color bigio , o
fermate in tre capitoli parimenti castagno.
generali. Quelle , che attualmente Un tempo (juest' Ordine contava
sono in vigore , le medesime sono cento settantadne monisteri ( settan-
del iSyB, che corrette da una con- tacinque de' quali in Francia , di-
gregazione de' Cardinali furono pub- visi in sedici provincie )
, essendosi
blicate nel i58r, e poi confermate propagato nell' Italia, nella Spagna,
nel 1682 dal Pontefice Innocenzo nella Germaiiia, nell' Inghilterra,
XI. Secondo questi nuovi statuti, nella Francia, nella Fiandra, e in
alcune osservanze presentemente so- altre parti.
no più austere delle antiche, giac- Abbiamo inoltre che Innocenzo ,

cliè il canto, e l'uffizio de' certosi- UT, agli II febbraio i2o5, col
ni sono di rito particolare, essendo disposto della costituzione ^1 Solet
anzi lunghissimo questo secondo , e annuere. Rullar, t. Ili, par. T, pag.
seguendo ancora molte cerimonie e Ilo, approvò i religiosi di Val di
vili antichi della Chiesa. Oltre le Choux, Vallis Caullium, instituiti da
astinenze ed i digiuni frequenti, por- Viardo, monaco converso certosino
tano per camicia una tonaca di saja, di Lugny nella diocesi di Langres

loro è proibito il lino, e dormono nella Borgogna colla regola


, più
sopra un saccone con lenzuola di stretta de' certosini. Tal monistero
lana, e sulla nuda carne usano un era capo d' un Ordine poco consi-
cilicio ed una cintura di corda. derevole, il cui generale prendeva
Il Bonanni riporta la figura dei il titolo di priore. Tuttavolta il Car-
certosini al capo CVIII del suo Ca- dinal Giacomo de Vitri contempo-
talogo, facendo altrettanto il Cappar- raneo , nella sua Storia occidentale
roni nella figura X della Raccolta capo 1 7 , dice che questi religiosi
degli Ordini religiosi^ Roma 1826. piesero l'abito dei cistcrciensi, e ne
Componesi il loro abito di una to- seguivano gli usi. Il Chopin nel suo
naca di panno di lana bianca, le- Trattato dei religiosi, e dei moni-
gata con cintura di cuoio bian- steri, parlando di quello di Val di

co, o con una corda di canape. Usa- Choux, dice che aveva dipendenti
no la cocolla stretta, a cui è attac- ti'enta piccoli priorati. V. il p. He-

cato un cappuccio quadrato, che si lyot, Storia degli Ordini monasti-


mettono quando vanno a letto, e ci, t. VI, pag. 178.
quando stanno in letto; però nel Questo benemerito istituto ha da-
coro, ed in pubblico portano uno to alla Chiesa molti uomini grandi,
scapolare largo, che è il loro vero prelati e scrittori, come s. Ugo ve-
abito, o parte di esso. Scende quello scovo di Lincoln, canonizzato solen-
,

CER CER 109


nemente nel ìlio da Onorio III, consigliere. Creato Cardinale, e nel
s. Antelmo vescovo di Bellay , ed 1 %Q5 Papa col nome di Clemente
altri che in parte diremo. 11, certo- IV, al dire di Novaes, Dissertazioni
sino Ferrari scrisse un trattato per storico-critiche , tomo I ,
pag. 84 ,

qual ragione in quest'Ordine pochi anche nel pontificato conservò sem-


sieno i santi canonizzati, a cui rispo- pre le pratiche del certosino istituto.
se monsignor Sarnelli colla lettera Non si dee però tacere, che Clemen-
XCVIl , del tomo X , dicendo che te IV, lungi dall'essere stato di que-
per le canonizzazioni, oltre le virtù st' Ordine , fu piuttosto confuso con
in grado abbisognano an-
eroico, Fulcodio genitore di lui , che real-
che i miracoli , i quali per lo più mente tiopo la morte di Germana
non si fanno ad intercessione di que- sua consorte, entrò tra i certosini.
sti santi solitari, allìnchè non venga In fatti il p. Benedetto Trombi, nel
sturbata la loro religiosa solitudine tomo V, pag. 246 dd' suoi Annali
colla frequenza de' concorrenti. Di Certosini, stampati con grande cri-
fattisappiamo da s. Antonino, Hist. tica in Napoli nel lyyS, convenendo
EccL, tit. XV, capo 11 , § 2 , che sul monacato di Fulcodio , non la
un monaco della Certosa operando parola del figlio che non avrel)be ,

nel II 75 molti miracoli al suo se- ommesso per gloria del suo Ordine,
polcro, pe' quali grande era il con- se ne avesse professato la regola.
corso delle persone, essendo sturbata Certo è, che i tre seguenti Cardi-
la quiete di que' religiosi, il loro priore nali appartennero ai certosini cioè ,

andò al sepolcro del santo defonto, il b. Nicolò Albergati, il quale era


<• gli comandò, in virtù di santa ob- monaco certosino e vescovo di B(j-
bedienza che in avvenire non fa-
, logna sua patria, e nel 14^6 da
cesse più miracolo alcuno, come pun- Martino V fu fatto Cardinale. Be-
tualmente eseguì. nedetto XIV ne approvò per la
Senza mentovare letterati, e gli i santità di sua vita il culto immemo-
uomini illustri, che uscirono da que- rabile : Alfonso Luigi Duplessis de
st'Ordine, diremo che lo stesso certo- Richelieu , francese , fiatello del ce-
sino Petrejo pubblicò la Biblioteca de- lebre Cardinal di tal nome, visitato-
gli scrittori dell Ordine. , nel 1
609, re dell'Ordine certosino, e da Urba-
continuando altri autori a darci le suc- no Vili , ad onta della sua ripu-
cessive notizie. Al Vaticano, e alla gnanza , fatto vescovo , e poi nel
cattedra di s. Pietro diede questo 1629 Cardinale: Stefano le Camus,
Oidine Ottone Chàtillon francese di Poitiers, monaco certosino, ed ar-
Cardinal di s. Chiesa , e poi Papa civescovo di Grenoble per volere di
Urbano II, il quale dopo essere sta- Clemente X, e nel 1686 creato da
to monaco cluniaccnse , divenne di- Innocenzo XI Cardinale prete del
scepolo di s. Brunone , come si ri- titolo di s. Maria degli Angeli, ap-
riferisce nella sua leggenda nel bre- partenente al suo Ordine.
viario romano ai 6 di ottobre; e, Finalmente la storia di quest'Or-
secondo alcuni, anche Guido Gross dine, che tuttora fiorisce, viene de-
di s. Gilles, perocché dopo la morte scritta copiosamente dal Monastico
della moglie era entrato ne' certo- anglicano di Dugdale; da Dorlan
sini, da' quali uscì per le istanze di Cron. de Certos., da Petreio, Biblio-
Luigi IX re di Francia per esserne teca de' CerLosini, succitato, dal Mi-
no CER CER
leo Origines Carlhusianomni, Colo- nistcro di Palazzuolo nella diocesi
iiiae da Mcleagro Pentimalli
1609, di Albano (f^edi) ,
per ripararvisi
nella Fila di s. Brunone, colla cro- nell'estate, come in effetto ottennero.
nologia di tutti i priori della Certosa, Ciò non pertanto per l' inclemenza
Roma 1621 e 1622, nonché da al- dell'aria di s. Croce in Gerusalem-
tri autori della storia de^li Ordini me, nel capitolo generale del 14^9
religiosi. fu deciso rinunziare il monistero a

Lo stemma de' certosini si com- Papa Martino V, come narra il p.


pone di un globo sormontato da Trombi, al tom. VIII, § yS. Ma il
una croce, circondato da sette stelle, Pontefice lungi dall'accettare, gì' in-

ed avente sotto di sé, e d'intorno coraggi a rimanervi; laonde nell'ai- I


in giro, questa epigrafe: stat crux tro capitolo generale del 1 43 1, ven-
DUAi voLviTUR oUBis. lu Rouia i cer- ne stabilito a maggior decoro del
tosini tuttora stanno nella loro Cer- priore della Certosa di Roma , che
tosa di s. Maria degli Angeli , resi- dovesse in lui uniisi la carica di pro-
denza del procuratore generale, prio- curatore generale dell Ordine, conni
re di essa. Oltre quanto superior- poi si è stabilmente praticato. In
tnente dicemmo , aggiungiamo qui progresso di tempo i cei'tosini fissa-
sullo stabilimento de' certosini in rono ospÌ2,io in Roma avanti la chie-
Roma, che il Pontefice Urbano li sa e monistero, ora distrutto, dietro
diede a s. Briuione per residenza s. Pietro ia Vincoli, ove si trasferi-
de' suoi religiosi la casa annessa alla vano Croce in Ge-
nell'eslate da s.

chiesa di s. Ciriaco alle Terme diocle- rusaleunne finché assunto al pon-


;

ziane, come rilevasi da un breve pro- tificato Pio IV, 3 Tedici j milanese,
dotto dal citato p. Trombi. Così, non ai 27 luglio i56i inviò al priore
senza un' amnjirabile disposizione della gran Certosa, il breve, Mona- ì
della divina Provvidenza, questa con- sttria .si/ignln, e concesse a' certosi- 1
gregazione entrò sino d'allora in pos- ni , come dicemmo superiormente
sesso di questo luogo, che dopo quat- all'articolo Certosa, la chiesa di s.

tro secoli dovca servire di stabile Maria degli Angeli alle Terme di
abitazione a' suoi religiosi , i quali Diocleziano , facendovi erigere con-
ivi alzarono vni nobilissimo altare a tigua la Certosa , ove tuttora fio-

s, Brunone. riscono questi esemplarissimi re-


In questo sito il conte Napoleone ligiosi.

Orsini di Manopello avea stabilito CERVANTES Cardi-


Giovanni,
di erigere un ampio nionistero ai nale. Giovanni Cervantes nacque a
certosini; ma essendo morto nel i366 Lora di Andaluzia. Ottenne la lau-
il conte di Nola suo fratello, otten- rea in ambe le leggi; fu arcidiaco-
ne da Urbano V, a' i8 luglio iSyo, no di Siviglia, e dopo le chiese
ira breve, che dava facoltà ai cer- di Avila e Segovia, ebbe l'arcive-
tosini di poter fondare una Certosa scovato di Burgos. Poi nel i4'JO, ad
presso la basilica di s. Croce in Ge- istanza del re cattolico, da Nicolò V
rusalemme. L'aria insalubre però di conseguì quello di Siviglia; essendo
questo luogo faceva solfrire ogni anno già stalo creato Cardinal prete di
ai monaci , massime nell* estate il ; s.Pietro a' Vincoli, ai 24 maggio
perchè ricorsero essi a Bonifacio IX, 14-26 da Martino V. Eugenio IV, nel
afìinchè volesse loio concedere il ino- j446, lo trasferì al vescovato d'O-
,,

CER iTf
stia, colla legazione al concilio di volle poi erede di tutto il suo avere
Uasilea, col 1). Nicolò Carilinal Al- quando morì nel i5j5 dì sessanta-
bergati; e poi fu inviato a titolo di quattro anni, e cinque di Cardina-
onore da quei padri, che lo temeva- lato. Fu sepolto in quella metropo-
no assai, legato al Pontefice, e ad litana con magnifico elogio.
altri principi d'Italia, per sopire le CERVIA (Cervien.). Città con
differenze tra la repubblica veneta, e residenza vescovile nello stato pon-
Gianmaria Visconti duca di Milano. tifìcio, legazione di Ravenna, posta
Quindi venne spedito alla dieta di sulla spiaggia del mare Adriatico
Magonza, nel i43q, per gli aflàri con piccolo porto, al quale si giun-
del conciliabolo di Basilea, Della sua ge per mezzo d' un canale, avente
casa in Siviglia, fece uno spedale i dintorni lidondanti di slagni, dai
capace di ottanta infermi, dedicato quali si ricava molto sale, massime
a s. Ermenegildo, cui arricchì a suf- dalla palude chiamata Valle
vasta
ficienza; lasciò un fondo per l' an- di Cervia. L' aria è perciò alquanto
nua dote di dodici vergini da collo- mal sana, quantunque nel lyoSsia
carsi in matrimonio nella sua chie-
; stata trasportata la città, coll'erezio-
sa eresse una cappella allo stesso ne di vari
edilìcii nel luogo ove ,

santo con fpiattro cappellanie libe- ; trovasi,avendo gettata la prima pie-


rò dal duro assedio di Siviglia, il tra nei fondamenti il vescovo Ric-
re di Castiglia, e dopo essere inter- camonti ai 24 gennaio, nel pontifi-
venuto Eugenio IV,
alla elezione di cato d'Innocenzo XII. Era dnppriuìa
e NicolòV, morì a Siviglia, nel un quarto di miglia più discosta dal
1^53, contando ventisette anni di mare, in un sito ove l'aria era no-
Cardinalato , e fu sepolto nella sua cevolissima. Antichissima n' è l'ori-

metropolitana. gine, dappoiché Ficocle, o Phyroclc


CERVANTES Gasparo, Cardi- cui succedette Cervia, trae l'origine
nale. Gasparo nacque a
Cervantes dai pelasgi , a' quali si dee la sua
Cacei'es di Polenza nel 5 Eru- 1 1 i . erezione in vuio a varie altre città
dito nelle leggi, e nelle facoltà teo- della regione lungo la costa adriati-
logiche, era vicario generale dell'ar- ca, tutte floride e potenti. Cervia
civescovo di Siviglia, inquisitore del- si repula per una delle cinque città
la fede , arcivescovo di Messina sot- più nobili componenti la pentapoli
to Pio IV nel i56i ; poi nel i568 dell'esarcato di Ravenna. In quanto
ebbe la metropoli di Tarragona. Al all'origine del suo nome, è a sapersi
concilio di Trento fu altamente sli- che Cerere era la divinità più di
mato, trattò presso al Pontefice la tutte venerata in Ficocle in sontuo-
causa dell'arcivescovo di Toledo; e so tempio, i cui ruderi si osservano
a mezzo di Filippo li, lo stesso in Cervara possidenza de' vescovi
,

s. Pio V, a' 17 maggio del iSyo, lo cervesi, chiamata già Caereris Ara.
creò Cardinal prete di s. Bartolommeo Con egual denominazione corrotta-
ali Isola. Poscia nel iSya venne spe- mente denominossi la città, che surse
dito legato al medesimo Filippo a dopo Ficocle per trovarsi eziandio
conchiudere gravissimi affari. Anche nella via di Cerere ; laonde fu detta
a Tarragona celebrò un sinodo, sta- prima Caereria, quindi Ceraia. La
bdì un seminario e un noviziato ai opinione poi di alcuni, i quali ne fì\nno
gesuiti, ed una università, la <juak derivare il uome dagli acervi di sale.
112 CER CER
ch'ebbe sempre Ficocle, non è am- autore Ciistoforo di s. Marcello, vesco-
messa dai critici. vo egli pure di Cervia nel 1 43 i, cele-
Cervia soggiacque ai destini dell'e- bre non meno per dottrina, che per
sarcato , e alle vicende della Roma- la qualifica di nunzio apostolico presso
gna, perdendo i pregi, che la distin- il concilio di Basilea, ove si legge:
guevano. Fu
soggetta al dominio dei »» His accedit quod locum Fla-
in
bolognesi, poi dei forlivesi, indi di >» minum diis Phycoclensium sub
diversi polentani signori di Ravenna. « ethnica superstilione famulantiuin,
Appartenne in seguito ai Malatesta » promulgata jam Christi fide, suc-
signori di Rimini. Di fatti si ha, » honor .... Eleu-
cessit episcopalis
che il Pontefice Nicolò V, ai 29 ago- » therius qui ex Ravenna huc ac-
sto 1449 j naturalizzò Malatesta fi- » cessit, a sancto Apollinare episco-
glio spurio di Sigismondo, e dipoi, » pus ordinatus per octo fere annos,
ai 23 maggio 14^0, gli conferì il » ecclesiam Phycoclensem rexit ".
vicariato di Cervia , che aveva già Questa sede rimase suffraganea del-
dato al di lui genitore ai i4 giu- la metropoli di Ravenna ; senon-
gno i448j con annuo censo, ed inol- chè, avendo Gregorio XIII colla bol-
tre lo assolvette di quello da Sigis- la Universi, elevato al grado ar-
mondo non soddisfatto alla camera civescovile Bologna sua patria , vi
apostolica; ma in seguito con diplo- sottomise il vescovato di Cervia, al
ma primo marzo i4^2, aggiun-
del quale precedentemente, nel iSyg,
se alla città diCesena l'agro di Cer- avea estinto un censo, che gli paga-
via. Finalmente nel pontificato di va la camera apostolica. Di poi il

Clemente VII, e nell'anno 1527, Pontefice Paolo V liberò Cervia dal-


mentre l'esercito di Carlo V asse- la giurisdizione metropolitica di Bo-
diava Roma la repubblica di Ve-
, logna, e la restituì a quella di Ra-
nezia s' impadronì di Cervia , ma venna , di cui è tuttora sutlra-
dopo la pace conchiusa nel i53o ganea.
fra il Papa, l'imperatore e i vene- Cervia venera sugli altari due dei
ziani , Cervia tornò stabilmente al suoi vescovi , cioè s. Paterniano e
soave dominio della Chiesa Roma- s.Geronzio e , la sua sede illustre
na, sotto la quale incominciò ad es- venne occupata successivamente da
sere soggetta sino da quando nel personaggi chiari per virtìi , dottri-
secolo Vili l'esarcato divenne do- na e natali. E primieramente abbia-
minio de' sovrani Pontefici e nella , mo, che Eugenio IV nel i446 f^^e
ultima vicissitudine fu partecipe di vescovo commendatario di C«rvia il
quelle della Romagna. suo nipote Cardinal Pietro Barbo
E tradizione costante, avvalorata veneziano, che nel 14^4 salì sul
dagli statuti della città , essere ve- trono pontificale col nome di Pao-
nuta Cervia alla fede l'anno 5o del- lo II , mentre gU altri vescovi di
l' era cristiana ,
per opera di Eleu- Cervia fregiati della dignità Gu-di-
terio , che ne fu primo vescovo in- nalizia, sono i seguenti Antonio :

viatovi dall'apostolo dell'Emilia san Corraro veneto nipote di Gregorio


Apollinare, discepolo di s. Pietro. XII ; Isidoro Ruteno greco, chiama-
Provasi ciò con un manoscritto ap- to l'apostolo de' greci e ruteni ; Pie-
partenente al Cardinal Paolo Cesi, ve- tro Ficschi de' conti sovrani di La-
scovo di Cervia nel 1 69 j, di cui vuoisi vagna; Guglielmo Alidosi dei signori
CER CES ii3
d' Imola ; Paolo
ed Ottavio Cesi , sagra^ e Pier Luigi Galletti, Lettera
romani; Scipione, ed Ottavio Santa intorno alle serie de' vescovi di Cer-
Croce, pure romani ; Decio Azzolini via ^ Roma 1760. Abbiamo poi da
di Fermo ; Alfonso A^isconti mila- Giuseppe Pignocchi il Catalogo del-
nese; Bonifacio Bevilacqua di Fer- le notizie sinora rilevate dai libri
rara , e Gio. Francesco di Bagno storici, archivi e mss. sopra le sa-
mantovano. Furono poi nunzi della line di Cervia, e loro sali, i domi-
Santa Sede in Francia per la causa nanti suoi e gli appaltatori, Raven-
di Lotario I , il vescovo Giovanni na lySo, e da Pietro Antonio Za-
Tanno 86 1 e al concilio basileese
, nonio, De Salinis Cerviensibus car-
il mentovato Cristoforo ; mentre il mina, Caesenae 1788.
Cardinal Bonaventura Gazola, fino CERVINI Marcello, Cardinale,
al 1820, era stato vescovo di Cer- V. Marcello II.
via, donde venne trasferito alla sede CESARE DE BUS (ven.), Fonda-
di Montefiascone. tore della Congregazione della Dottri-
La cattedrale è un buon edificio, na Cristiana. Questo santo sacerdote
rifabbricata da ultimo dal zelante nacque li 3 febbraio del i544 a Ca-
vescovo Ignazio Gio. Cadolini, ed è vaillon o Cavaglione, città della con-"
dedicata ai santi suoi vescovi Pater- tea Venesina, ove altre volte avea
niano e Geronzio, ed il suo capitolo sede un vescovo, ed ora è soggetta
si compone di due dignità, cioè l'ar- alla diocesi Avignone. Il padre
di
cidiacono, e il prevosto, di dieci ca- di lui chiamavasi Giovanni Battista,
nonici con due prebende ,
quattro e la madre Anna de la Marc, am-
mansionari , e di altri preti, e chie- bedue discendenti da fami-
illusU'i
rici pel divino servigio. L'arcidiaco- glie. Questi conjugi, scorgendo in
no esercita di parroco
le funzioni Cesare le più felici disposizioni, si

nella cattedrale, die è l'unica par- diedei'o a coltivarle con ogni pre-
rocchia della città, sebbene in essa mura, e poiché si mostrò desideroso
vi sieno delle altre chiese ben orna- di abbracciare lo stato ecclesiastico,
te, e r episcopio è unito alla catte- lo mandarono al collegio di Avi-
drale. Sonovi un monistero di reli- gnone, ove si distinse per amore
giosi, l'ospedale, e il seminario da allo studio, ed alle pratiche di cri-
ultimo ripristinato nel 1828 dal pre- stiana mortificazione e carità. Egli
lodato vescovo. La mensa è tassala era fornito di pronto ingegno, e di
nei libri della camera apostolica in solido giudizio, modesto, compiacen-
fiorini duecento. te, e soprattutto geloso della purez-
Fra i cittadini di Cervia , che za. Pi'ima però che avesse compito
in essa fiorirono, merita qui spe- i suoi studi, fu richiamato dal padre
cial menzione Lorenzo Caleppi , a Cavaglione, a motivo delle tur-
il quale fornito di grande inge- bolenze insorte nella Francia per
gno, e delle più belle virtù, dopo opera degli Cesare pieno di
eretici.

luminosa caniera ecclesiastica, bene- zelo per la armò contro i


fede si

merito della Santa Sede, ne rice- nemici della religione, e non appena
vette il premio da Pio VII, che lo questi furono umiliati, fece ritorno
esaltò alla dignità Cardinalizia. alla casa paterna. Senonchè non an-
Sui vescovi di Cervia è a vedersi dò guari , che volle ripigliare la
rUghelli nel tomo II della sua Italia carriera delle armi , ed a tal fine
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recossi aBordeaux, ove suo fratello per meglio riuscire in questo divi-
Alessandro apparecchiava un'armata samento, pensò di ripigliare i suoi
navale contro la Roclielle, Dopo una studi, e di consecrarsi a Dio nello
grave malattia sofferta in cotesta stato ecclesiastico. Il vescovo di Ca-
città, per cui dovette ritornai'e in vaghone, conoscendo il merito di
patria, pensò di andare a Parigi, Cesare, gli conferì un canonicato,
ove si trattenne tie anni, menando e nel iSSa lo ordinò sacerdote.
una vita del tutto mondana. Ritor- Tanta era la divozione , con cui
nato a Cavaglione, perdette il pa- offeriva l' incruento sacrifizio, che il
dre, ed un fratello canonico della suo volto si accendeva , e gli occhi
collegiata di Salon, il quale lasciò suoi versavano lagrime di tenerezza.
vacanti alcuni benefizi ecclesiastici. 11 ministero della parola fu da lui
Cesare, quantunque cingesse la spa- esercitato con frequenza, ed egli

da, non ebbe orroi'e di entrare in ebbe il conforto di veder molti tra-
possesso di questi beni , e continuò viati rimessi sul sentiero della salute,

a condurre una vita oziosa e dissi- e molti eretici ritornati in seno al-
pata. Ma Dio, che lo avea destinato la Chiesa. La sua carità poi verso
a grandi mise in animo ad
cose, i peccatori era mirabile, e fu osserva-
una povera vedova di campagna, to, che sovente un solo suo sguar-
chiamata Antonietta, e ad un sem- do bastava a convertirli. Legatosi in
plice chierico, di nome Luigi Guyot, amicizia con Alessandro Canigien, pio
di adoperarsi a convertirlo, come di arcivescovo di Aix, intervenne ad un
fatti avvenne. Cesare aprì gli occhi concilio l'accolto da quel prelato, e cer-
.suir infelice suo stato, e cangiò te- cò di ridestarlo spirito di pietà fra i mi-
nore di vita. Ma per difendersi da- nistri del santuario. Fondò una con-
gli assalti de'suoi vecchi amici, recossi fraternita, che fu il modello della
ad Aix, donde passò ad Avignone congregazione della Dottrina Cristia-
affine di approfittare del santo giu- na, e ne fu eletto a superiore; si

bileo. Distaccato col cuore dai beni diede alla riforma dei monisteri ;

di questa terra, rinunziò tutti i suoi incoraggiò il vener. Giovanni de la


benefizi , e recatosi in patria , si Barriere a proseguire nell' impresa
diede alla pratica di ogni maniera di far rivivere lo spirito di s. Ber-
di cristiane virtù, senza punto ba- nardo nella sua abbazia di Feuillans;
dare alle beffe, che di lui faceano aiutò de' suoi consigli un commissa-
i seguaci del mondo. Meditava del rio incaricato dalla santa Sede a
continuo la morte leggeva le vite
, regolare in varie provincie l'Ordine
de' santi che molto aveano contri-
, di s. Francesco ;
provvide affinchè
buito alla sua conversione e si , fossero tolti alcuni abusi in un con-
mortificava con tanta asprezza , che vento di domenicani a Cavaglione,
ne cadde malato. Né contento di ove riformò anche il monistero di
faticare alla sua santificazione, si benedettine, e bandì gli spassi pro-
diede con mollo zelo a pi-aticare le fani del carnevale. Desideroso di
opere di misericordia. Gì' indigenti, attendere alla sua perfezione, si ri-

e gì' infermi furono gli oggetti del tirò pressouna cappella intitolata di
suo tenero amore, e coloro segna- s.Giacomo, posta sopra un monte 'IJ
tamente, che alle malattie corporali poco distante da Cavaglione. Ma
c^uellc aggiungevano dell'anima. K ben presto i fedeli mossi dalla sua
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santità, si recarono a quella solitu- e poscia in Avignone, e nelle pro-
dine, ed egli fattosi tutto a tutti vincie tutte della Francia meridio-
esercitava il santo ministero. Sei an- nale.
ni ei visse in tal guisa, e in questo Ma le infermità di Cesare anda-
tempo insegnò la legge di Dio nei vano di giorno in giorno auraen-.
borghi e nei villaggi vicini, e dedi- tando. Egli, anziché procurarsi qual-
cossi all'assistenza degli appestati in che sollievo, si mortificava, e rasse-
un borgo chiamato Tauro. Addolo- gnato alla volontà di Dio, reputa-
rato nel vedere, che l'eresia e la vasi felice di poter espiare così i

ribellione infestavano la Francia peccati della sua giovinezza. Da ul-


radunò alcuni suoi discepoli, e sta- timo, dopo aver predetto il giorno
bifi di fare con essi delle processioni, della sua morte, placidamente spirò
affine di calmai'e la collera del Si- li i5 aprile del 1607, in età di
gnore. Né a ciò, concepì
contento 63 anni. Il sommo Pontefice Pio
il disegno di fondare una società, VII, agli 8 dicembre 182 1, lo di-
la cui principale incunibenza fosse chiarò venerabile. Questo santo sa-
d' insegnare e spiegare il catechismo cerdote compose un libro intitolato :

del concilio di Trento. Ottenutone Istruzionifamiliari sulle quattro par-


l'assenso dal vescovo di Cavaglione, ti del Catechismo romano. P~. Ì)oT-
convocò i suoi confratelli nella chiesa TRINARH.
collegiata dell' Isola, e fece un di- CESARE {Caesar). Titolo, che
scorso per eccitarli a dar mano con si dà agi' imperatori, così detti dal
zelo ad im' opera di tanta impor- nome di Giulio Cesare. La Scrittura
tanza. Così ebbe principio la congre- indica ordinariamente V imperatore
gazione della Dottrina Cristiana ( Ve- regnante col nome di Cesare, senza
di) ne\ giorno 29 settembre del 1592. esprimere suo altro nome. Abbia-
il

Avignone fu la prima città in cui , mo dalla storia romana, che il pri-


si stabilì , e l' arcivescovo Taurigio mo a portare il nome di Cesare
ne ottenne dalla santa Sede l'appro- fu Giulio Cesare pretore nell' anno
vazione. Poscia fu propagata nelle di Roma 544- Comunemente si cre-
Provincie del mezzodì della Francia, de derivato questo soprannome dalla
e in appresso' Papa Clemente YllI nascita ed indicante un fanciullo
,

emanò un breve, con cui permise per la cui estrazione fu duopo apri-
se ne fondassero da per tutto degli re il ventre della madre, e quindi
stabilimenti. Dapprincipio i membri si disse: Ccesar a cceso matris utero.
di questa congregazione la governa- Tuttavolta non é chiaro se dopo
vano a vicenda; ma siccome colla quel Sesto Giulio, il quale appunto
bolla di conferma si ordinava, che fu r estratto dall' utero materno,
fosse eletto un capo stabile, tutti tutti quelli della famiglia Giulia
concordemente fregiarono di tal di- prendessero il nome di Cesare. P'.

gnità il santo istitutore. Questi ri- Il Propìnomio isterico ec. Venezia


volse le sue cure eziandio a fondare 1676, alla parola Cesare, ove si
una società di persone pie, le quali leggono le diverse opinioni sull'ori-
si occupasseio ad istruire le giovani gine di tal nome.
nelle cose di religione, e vi riuscì Allorquando poi il senato romaiìo
in modo che nel 1 592 ne fondò una ordinò con decreto, che il sopran-
congregazione nella città dell' Isola nome di Cesare portato da Cajo
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Cesare dittatore, e primo imperato- nohiUssimus Imperntor nel Hierole-
re romano, sarebbe stato attribuito Xìcon del Macri Bononiae 1765, ,

all'erede dell' impero, questo nome ed il Porcellini Lexicon tothis lati-


divenne un distintivo, e un titolo nitatìs, Patavii 1827.
di onore. Quindi sotto i successori CESAREA {Ccpsa rea Julia). Città
di Cajo Giulio Cesare, essendo pro- metropolitana d'Africa nella Mauri-
prio degl' imperatori il nome di Au- tiana Cesariana , capitale un tempo
gusto ( J^edi ) ,
quello di Cesare fu della medesima, e già grande, illu-
deferito alla seconda persona dell'im- stre e celebre città, ornata da gran-
pero , senza che per ciò 1' impera- diosi edifizi , con magnifico porto
tore cessasse di portarlo. Si osserva, sul Mediterraneo. Gli africani la
che da Marco Aurelio, il quale di- chiamarono Tiqaident 3 o la città
venne imperatore l' anno di Cristo vecchia, e vuoisi che sia la Jole
i6i, sino all' imperatore Valenfe, rammentata dai più rinomati geo-
che lo fu nell'anno 364} nessuno grafi. Si pretende edificata, ovvero
venne dichiarato Augusto, avanti di chiamata Cesarea da Juba l'e della
essere nominato Cesare. Lucio Vero Numidia, perchè egli vi faceva resi-

è il primo ad esser chiamato Ce- denza, e situata presso il luogo chia-


sare avanti di essere imperatore. Il mato oggidì Tenes nell' impero di
p. Aicher, Chronol. iinù'ers. tom. I, Marocco, mentre altri credono che
pag. 2, ann. 189, parlando del ti- presentemente sia Algeri , Algerian.
tolo di Cesare non d' imperatore, sivc Julia Ccesarea, dal Papa re-
ma di successore nell' impero, ecco gnante nel i838 eretta in sede ve-
come si esprime : » Tuncque pri- scovile, e fatta sufifraganea di Aix.
>» mum Caesaris nomen imperatori- Siccome poi divenne la metropoli
» bus proprium, imperii tessera fuit, civile di una porzione della Mauri-
'> adeo ut idem esset Caesar, ac im- tiana nell'Africa occidentale, essa
" perii candidatus relieta , ipsis im- prese il nome di Cesariense.
M peratoribus prserogativa, ut Au- L' imperatore Claudio le diede il
"
» gusti dicerentur. titolo di colonia romana, mentre i

In progresso anche gli imperatori romani per la sua fortezza, larghez-


d'occidente adottarono il titolo di za, ed altezza delle sue mura non
Cesare, onde si dice Maestà Cesarea eranvi potuti giungere che per la
r imperatore. Prima che quello di via di mare. Allorquando gli arabi
Russia assumesse il titolo imperiale, scorsero vittoriosi tutta l'Africa, Ce-
portava quello di Czar, che alcuni sarea era considerabile non .«solo per
credono formato dalla corruzione la sua opulenza, ma per illustri ac-
del nome Cesare, attribuito agli cademie, da cui uscirono filosofi e
imperatori romani; mentre il primo poeti eccellenti, venendo saccheggia-
principe russo, che adottò il titolo ta , e ridotta quasi in cenere nel
di Czar fu Basilio, figliuolo di Gio- 873 da Firmo, ilquale prese il ti-
vanni Basilide, il quale nel i47o tolo di re; ma che poi dovette sot-
scosse il giogo de' tartari, e quindi tomettersi, allorché Valentiniano li
])ose i primi fondamenti di quella mandò Teodosio nell' Africa Cesa-

potenza, a cui è ora giunto il rus- riense. Tuttavia cinquanta anni do-
so impero. Chiama vasi poi Czarina po, mentre incominciava a rimet-
la moglie del monarca. V. Cassar, tersi dalle sue disgrazie, cadde in
CES CES 117
potere de' vandali, che barbaramente litana in parlibnsj vanlaggiosamen"
la bruciarono. te situata inuna bella pianura, a
Cesarea divenne metropoli eccle- piedi monte Argeo, distante
del
siastica della Mauritiana Cesariense quaranta stadi dal fiume Melas. An-
nel IV secolo, e Commanville ne ticamente si chiamò Mazaca ed ,

registra le sedi vescovili suffraganee, Eiisebia j e successivamente la do-


le quali ascendevano al rilevante minarono gli assiri, i medi, e i per-
numero di cento ventuna, delle quali siani, insieme colla Cappadocia, che
si fa menzione ai relativi articoli del avea i suoi re particolari i quali ,

Dizionario. Sappiamo, che Emerito continuarono a governarla ad onta


suo vescovo donatista, era uno dei che Alessandro il Grande avesse
sette famosa conferenza
attori nella reso indipendenti i cappadoci. Alla
di Cartagine pel partito di Donato, morte di Archelao, ultimo di tali

come si legge in s. Agostino, lib. de re, Tiberio um la Cappadocia al-


gestis Clini Emerito cap. i. E Deu- l'impero, e qual provincia romana
terio cattolico fu uno dei custodi la fece governare da un magistrato
delle tavole per i cattolici. Per ter- romano. Dopo essere stata la città
minare le differenze di questa chiesa, chiamata anche yépaniia, e Tisa-
il sommo Pontefice s. Zosimo spedi ria, ricevette
il nome di Cesarea
a Cesarea s. Agostino stesso, della ad onore Augusto, locchè av-
di
quale incumbenza questo dottore venne verso r anno 20 di Cristo.
parla nelle epistole 109, e 209, e Avendo essa adorato il fuoco nella
Possidio ne* fa parola in f^ù. s. Àti- persiana dominazione, e i numi della
giist. cap. 1 4. Grecia sotto i successori di Alessan-
CESAREA. Sede vescovile d'Afri- dro, si abbandonò poscia al culto
ca, nella provincia di Numidia, sotto degl' imperatori romani, il perchè
la metropoli di Cirta. Deuterio suo siebbe- il titolo di Neocere, o guar-
vescovo fu presente alla conferenza diana dei templi innalzati in onore
di Cartagine. Coli. Cari. di essi. Ricevette altresì il titolo di
CESAREA. Città vescovile dell'A- metropoli della Cappadocia, come la
sia minore, nella prima provincia principale città dell'esarcato del Pon-
di Bitinia, eretta nel secolo quarto, to, che comprendeva undici provin-
e sottoposta alla metropoli di Nico- cie nell'Asia minore, e nell'Arme-
media, situala secondo Tolomeo tra nia, essendo stata per lo più ordi-
il fiume Ryndace , ed il monte naria residenza dei re cappadoci .

Olimpo, molto prossima al mare. Poiché la maggior parte de' suoi


Fu chiamata anco Smiralca, ovvero abitanti abbracciò la religione cri-
Smirdeana. UOriens Christ. vi enu- stiana , e distrusse i templi ido-
mera sette vescovi, e quattro latini. latri, incontrò lo sdegno di Giu-
CESAREA, CAEPAREA, o CI- liano r Apostata , che la degra-
PARA. Sede vescovile di Tessaglia, dò de' suoi privilegi, obbligò gli abi-
la cui erezione rimonta al secolo IV. tanti a pagare duecento lire d'oro
E suffraganea della metropoli di La- al tesoro imperiale, e le tolse il nome
rissa, secondo Procopio fu riedi-
e di Cesarea, volendo che si chiamas-
ficata dall' imperatore Giustiniano. se con quello antico di Mazaca.
CESAREA Cappadocia [Ccesa-
DI Tuttavolta rifiorì sotto gl'imperatori
rea ad Jrgoeiim). Città metropo- greci, e quando nel VII secolo do-
, 4,,

ii8 CES CES


pò il regno di Eraclio V impero fu tolici, si adunò in Cesarea un con-
diviso in vari dipartimenti militali, cilio concernente la fede , come si

la Cappadocia con Cesarea sua ca- ha dal Fabricio in Synodico veteri.


pitale, fu compresa in quella del- Verso l'anno 535 , col favore del-
l' Armenia. Allorché poi fu saccheg- l' imperatrice Teodora, riuscì a farsi
giata da Sapore re di Persia, con- nominare arcivescovo di Cesarea
teneva quattrocento mila abitanti. Teodoro Ascida, il quale indusse
Distrutta , e rifabbricata per ben r imperatore Giustiniano a condan-
quattro volte, nel XIII secolo nuo- nare le opere di Teodoro di Mop-
vamente fu ristabilita per opera di sueste , la lettera d'Iba, e lo scritto
un sultano Selgiencide, ma più al diTeodoreto contro i dodici ana-
nord un quarto di lega dell' antica. temi di s. Cirillo. Quindi si condan-
Fu posseduta ora dai sultani d' Ico- narono i tre capitoli [Vedi), che Teo-
nio, ora dai principi della Carama- doro Ascida si era adoperato affinchè
nig ed in fine dal gran signore.
, fossero sottoscritti dai vescovi greci
Attualmente è piccola città cinta facendo punire quei, che si ricusa-
di mura, e dominata da un castel- vano. Recatosi a Costantinopoli nel
lo rovinato , ha alcune moschee , e 552 il Papa Vigilio, fulminò la sco-

si chiama Kaiseriech , o Kaj'serie. munica a chi ubbidisse all' impera-


Si vuole, che 1' apostolo s. Pieti'o tore, che ad intuito di Teodoro
vi abbia annunziato il vangelo, giac- avea emanato altro editto contro i
ché essendo certo, che lo diffuse per tre capitoli, e sebbene l' imperatore
la Cappadocia, non si deve dubita- procurò pacificarsi col' Pontefice
re, che lo abbia fatto anche nella Vigilio nel palazzo placidiano ai 1

capitale. Abbiamo inoltre da s. Lu- agosto scomunicò Teodoro, privollo


ca, Act. i8 , che quando egli da del vescovato , e della comunione
Efeso si recò in Cesarea, vi rinven- cattolica, ordinandogli attendere al-
ne già una chiesa formata, ed ai la penitenza; e ad onta di quanto
tempi di Costantino e di Costanzo fece Teodoro nel quinto concilio
suo figlio, i cristiani erano si nu- generale, i tre capitoli vennero con-
merosi e zelanti , che il mentovato dannati.
Giuliano s' indusse alla punizione Cesarea, chiamata anche Caìsa'
suddetta. Prima però di tal' epoca