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(^

y^

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
M
PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PI

DELLA
AI

CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E CHIESA CATTOLICA ,

, ALLE FESTE PI SOLENNI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOIf CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII


RITI,

COMPILAZIONE

DI

GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL. XI.

XVI.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDGCCXLI.

,,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
CAV
VJAVALCHINI Caklo Alberto GuijyottoTiO,

CAV
subito lo
gli

destin suo prodatario, e


il

Cardinale. Carlo AlbertoGuiCavalcliini

confer

vescovato

d' Ostia

dobono
nel

nacque a Tortona,

i683, da nobile lignaggio. Dopo aver ottenuto la laurea, si rec a


si

Milano, ove
ritto, e

rese celebre nel

di-

fu aggregato al nobile
giudici

col-

govern assai lodevolmente. 11 ponte d' Ostia, eh' era di legno, fu da lui fatto costruire di pietra ; il perch quel pubblico a segno di riconoscenza gli eresse un
Velletri, cui

legio dei
citt.

e dottori di quella

monumento

nel

palazzo della

co-

Pass poscia a Roma, e qui


7
1

mune. Mori a Roma, decano


gro Collegio, nel

del sa-

nel

6,

da Clemente XI venne a1725, fu


In
se-

1774

^'

novanta

scritto

tra gli avvocati concistoriali;

e da Benedetto XIII, nei


fatto votante
di

segnatura.

anni e trentuno di Cardinalato, compianto per le sue virth ed egregie doti. Il suo corpo, com'egli avea
ordinato, fu esposto e sepolto nella
basilica
de'ss.

guito ebbe le dignit di promotore


della fede,

vescovo, segretario della

XII

apostoli.

congregazione del concilio, canonista


e correttore della penitenzieria, ed
10 cre Cardinal prete di
ai

9 settembre 1743, Benedetto XIV


s.

Maria
con-

Francesco GumoBONO, Cardinale. Francesco Guidobono Cavalchini nacque in Tortona ai 4 dicembre dell'anno 1755.

CAVALCHINI

della Pace, poi prefetto

della

Recatosi
tredici,

in

Roma
la

neh' et
lui zio,

di

anni

gregazione

dei vescovi

regolari

sotto

direzione del pre-

colla protettoiia de'

e cappuccini
gli

e,

monaci celestini morto il Pontefice,


1'

cedente Cardinale di
i

termin

suoi studi nel collegio


nell'

dementino,
ecclesiastica.

sarebbe succeduto nel pontificato,

quindi

accademia

se
la

non avesse avuto

esclusiva dal-

Nel

corte di Francia. Clemente XIII,

1779, Pio VI lo nomin cameriere segreto soprannumerario, e nel-

eletto invece di lui nell'anno

1758,

r anno appresso prelato domestico.

6
Nel

CAV
1784
lo

CAV
ponente
sa,
l'

promosse a

spirando

colla

tranquillit

del-

di consulta, e

ad assessore del governo, e nel 1787 a primo assessore criminale del medesimo tribunale. Rimase in questa carica sino al
1791, in cui fu fatto chierico di camera. Di poi, nel 1801, Pio VII lo

uomo

giusto.

Questo insigne pore


s.

porato fu
quiro.

esposto,

sepolto

nella

predetta chiesa di

Maria in

A-

CAVALIERE.
nome, che
cavallo.
sa

Eques.

Grado e
milizia

significa carica di

nomin governatore
concistoro
de'

di

Roma,

e nel
lo

o di dignit, derivante

dalla
milizia

voce
divi-

i4 agosto

1807,

Venendo
uomini
questa
i

la

cre Cardinal diacono, riserbandolo per in petto. Ma nell' anno seguente fu ari'estato dai francesi, che al-

in
,

a piedi

ed
fu

a cariputala

vallo

seconda
e

pi nobile, ed

cavalieri

acquista-

lora occupavano so per tre

Roma,
in

fu rinchiu-

rono

lustro

celebrit per

aver
dediil

mesi

Fenestrelie,

militato pei principi, osservato

quindi rilegato nei dipartimenti meridionali della Francia. Ristabilito


nel

terminate

leggi,

con governo e

rezione degli

altri,

come

definisce

i8i4

il

governo
carica
la

pontificio, egli

Sansovino, Origine de cavalieri pag.


I.

riassunse la
di

di

governatore
sino
ai

Perloch
il

la

dignit di

cavaliere

6 aprile del i8i8, epoca in cui venne pubblicata dallo stesso Pio VII la sua promozione alla sagra porpora, col titolo diaconale di s. Maria in Aquiro. Venne annoverato a nove

Roma,

esercit

primo grado d' onore dell'antica milizia, che da vasi con certa tal cerimonia a coloro,
illustri,
i

quali

si

erano

resi

distinguendoli in
di Ordini

siffatta

guisa

dall'altra gente di guerra. Cos, sot-

to

il

nome
si

militari

ed e-

congregazioni
alla quale

cardinalizie,

oltre

la

questri,

debbono intendere alcu-

prefettura di quella del


il

buon governo,
elezione era
stato

ni corpi di cavalieri, fregiati di decorazioni, e di privilegi,


istituiti

nomin
alla

nell'anno 182.5

Leone XII,
intervenuto.

cui

da

Ma

essendo

non

tori,

re,

che furono imperae principi sovrani, per rivarii Pontefici,


i

molto dopo sorpreso da incomodi, che non gli permettevano pi di uscire di casa, nell'anno 1827, rinunzi a s laborioso uffizio. Esercit tutte le cariche con energica fermezza, massime quella di governatore di Roma, e con tale inalterabile giustizia, che ancora viene celebrata.
le

munerare
li li

servigi di quelli

a'qua-

conferirono, e per dare

una
alla

so-

lenne e luminosa prova di benevolenza e stima all'ingegno,


delt, al
valore,
fe-

e
ai

alla

virt.

In

questo Dizionario,
coli,
si

rispettivi

arti-

ragiona
s

dei

diversi

cavallereschi
pressi.
I

esistenti,

Ordini che sopdella

Orn

la

sua chiesa
sagi-i,

diacona-

di ricchi
i

arredi

ed

verso

poveri

una

carit

ebbe quanto

Dizionarii

della

crusca,

lingua italiana, e delle origini fanno


varie distinzioni sulla voce cavaliere

generosa

altrettanto pi lodevole dappoich fu cos segreta, che non si conobbe che dopo la sua morte, la quale avvenne ai 5 dicembre 1828, dopo lunghissima malattia, e dopo aver ricevuto con tenera divozione i sagrumcnli di santa Chic-

o cavaliero, il perch noi sol qui riporteremo quelle, che ci seinbi'ano


in proposito.
lui,

detto

cavaliere co-

che ornato di dignit cavalleresca, la quale di jiii maniere. Infatti in quattro mudi sun fatti, o so-

CAV
levansi fare
ri
i

CAV
;

'7
gli

cavalieri

cio cavalie-

per
te le

Istituto

doveano difendere
proteggere
1

bagnali, cavalieri di corredo, cava-

oppressi,

specialmenpresso
gli

lieri di

scudo, e cavalieri di arme.


si

donne.

cavalieri

cavalieri bagnati

facevano con gran-

dissime cerimonie, e conveniva che

romani erano, come diremo, il secondo grado di nobilti dopo quello


antichi
de' senatori.

con ci la lavanda da ogni vizio. I cavalieri di corredo erano quelli, che con la veste verde bruna, e con la dorata ghirlanda pigliavano la cavalleria. I cavalieri di scudo erano coloro, che venivano fatti cavaheri, o dai popoli, o dai signori, e andavano a pigliare
fossero bagnati, figurando
la cavalleria armati, e colla bai'buta,

Dice poi
tari,

il

Bonanni, nel suo Ca-

talogo degli Ordini equestri e mili-

che alcuni cavalieri di milizia sebbene applicati alle armi, sono cavalieri di religione, e
ecclesiastica,

di chiesa,

come
ed

gerosolimitani,

teutonici ec,
di ordine, di
fatti

altri

sono cavalieri
e
di

croce,

collana
della

o elmetto in

testa,

cavalieri di

dai

principi,

come

quelli

che nel principio delle battaglie, o nelle battaglie, non che dopo di esse, nelle pubblicazioni di pace,o delle tregue, nelle grandi solennit della Chiesa, e specialmente nella pentecoste, nella conquelli,

arme erano

giarrettiera, del tosone, dello Spiri-

to Santo ec.

Non sono

di vita

mo-

nastica, n fanno professione di regola,

ma

solo

sono sottoposti

di

cavalleria,

alla legge fondata in termini di

onoi'e.
lieri

Altri finalmente

sono

cava-

sagrazione,

od iucoixtnazione dei
si

re,

nella nascita dei principi

delle case
cavalieri.

regnanti ec,

facevano

Eranvi eziandio cavalieri di terra, e di mare, e ve ne furono poi anche


di

che il citato Sansovino chiama comuni, dappoich in ogni citt, da ogni principe erano creati di qualunque qualit e condizione , e talvolta non degni del cospicuo grado Il Cancellieri, nelle sue Dissertazioni bi.

dello sperone d'oro,

toga,
I

come pure
grandi
poi
di
vessilliferi
,

cavalieri ecclesi

siastici.

cavalieri
i

chia-

mavano
cellieri
:

minori
cose,

bac-

tutti

erano

obbligati

alla osservanza

molte

che

trovansi notate negli scrittori di cavalleria. Porta il titolo di cavaliere anche chi vive cavallerescamente, alla grande, con lustro, e da gentil-

8, facendo il pameglio applicarsi alle alle armi, e se pi nobili sieno queste o quelle, dice che certamente i dotti sono stati consi-

bliografiche, pag.
sia

ragone se lettere, o

derati per eguali ai militi, o cavalieri,

essendovi
clerici,

milites litteratij

uomo, e
re
,

talora

si

estende infino ai
Cavaliere
di corte, e nella

miltes
l'

senza

parlare

del-

l'/r

nohils, patrcius.

di corte vale

uomo

romana
cappa,
i

diconsi cavalieri di spada e

camerieri secolari del Pa-

pa, dalla spada che cingono al fianco, e dalla


liere fu

forma dell' abito. Cavaanche usato in significato


Cavalieri erranti diquelli di
,

antico detto, cedunt arnia togae. Vi ha una decisione di Bartolo, da cui rilevasi, che dopo un decennio d' insegnamento, un dottore di gius era ipso facto cavaliere. V. Bettinelli, Risorgimento ec, l. 122.

di
sca,

nobile, e di condizione cavallereequestris.

Origine de^ Cavalieri

e loro

diffe-

renti specie.

consi

da' romanzieri

uu
che

Si crede che
lieri

certo

Ordine

di

cavalleria

l' origine de' cavarimonti alla pi remota anti-

, ,

^
chit,

CAV
e sia

CAV
di

un

ritrovato

quei
di ri-

ricchezza, ed altro della persona

am-

primi, che erano mossi o da ingim'ia


ricevuta, o

messa
altro

da onesta volont

Ordine equestre, che per dovea essere fornita di valore,


all'

cuperare

il

perduto, o da voglia di

l'cligione,
altri

e belle doti, e

pi
il

degli

conquistare, o di procacciarsi gloria.

era obbligata a servire

prin-

Ne
i

menzionato Sansovino, aggiungendo che fra


riporta alcuni esempi
il

cipe con fedelt.

romani l'origine de' cavalieri si deve a Romolo, dappoich avendo


stabilito
il

Volendo poi dire de' cavalieri romani antichi suaccennati, essi dividevansi in tre ordini, o classi, cio in
senatori, in cavalieri,
I cavalieri,

suo stato,

gli

diede

per
tre

ed in plebei.
sino dalquelli,

grandezza, e maggior

sicurezza

come dicemmo,

centurie di cavalieri, la prima chia-

la

fondazione di

Roma

erano

mata Ramnense dal nome


molo, r altra

RoTiziense da Tito Tadi

zio re sabino, la terza Luceria.

Non

fa Tito Livio altra


valieri:

menzione

di ca-

libro

molto ne pai'la Plinio nel capo li, dicendo fra le altre cose, che dopo molte mutazioni fatte dell' Ordine de' cavalie-

XXXIII

ri.

Cicerone fu
stabili

che

finalmente quello, l'Ordine equestre nel suo


senato,

che nelle guerre esercitavano la milizia a cavallo, somministrato loro e fornito dal pubblico erario. Dopo r istituzione di Romolo primo re di Roma, vennero ampliati nel numero prima da Tarquinio Prisco quinto re, e poscia da Servio Tullio di lui successore, il quale li decor di pii splendido ed onorevole grado di dignit.

In progresso, essendo salito

il

consolato, e lo pacific col

gloriandosi anch' egli di essere uscito

popolo romano al sommo di grandezza e possanza per le vaste sue conquiste,

da

loro.

Il

perch

appunto
equestre

da
co-

principi a ricevere ne' suoi ela

quell'epoca

l'Ordine
il

serciti

cavalleria

delle vinte

na-

minci ad essere
iscrizioni

terzo corpo nelnelle

zioni,

per lo che l'Ordine de' cava-

la repubblica, e s'incominci

lieri soffr

vm

notabile

cambiamento

ed al dopo di questo siccome aggiunto


nuovo.
Tuttavolta
il

ad aggiungersi al senato popolo romano, mettendosi


di
,

laonde all'epoca dei Gracchi, e nel cominciar del consolato di Cicei'one, i cavalieri altro non erano che una
classe di
cit,txdini

Giustiniani

doviziosi

non apper a

Historie cronologiche degli Ordini


equestrij pag. 4, chiama quelli istituiti da Romolo, dei Cornicularii

partenenti alla milizia inferiore, n


al ceto dei
patrizi, superiore

quello

della

plebe

disfinguendosi

e fa menzione dei Rndiani, Ranicnsi,

e Taziensi, tutti Ordini equestri

de' romani. L' intenzione pertanto di

principalmente da questa per un anelio d' oro, che portavano lel dito, secondo il costume degli antichi
cavalieri

quello, che pel


lieri,

primo ordin cavadell' altrui

appartenenti
si

all'esercito

fu

per

servirsi

va-

come meglio
cavalieri

dir.

Godevano

lore militare, o per custodire la pro-

pria persona, o per guardia del pubblico.


11

valore

militare

fu

aduned o-

que

eletto dal principe

come prima-

rio oggetto di essere esaltalo

norato a questo grado di cavalleria, senza punto riguardo alla nobilt,

romani molli privilegi, e molte preeminenze, una delle quali era di poter passar^-n^novero d'.'scnatori quando il merito ne li rendeva degni. A tal effetto ogni cinque anni venivano passati in rassegna dai
ne
csa-

censori, che rigorosamente

CAV
minavano
gne
li

CAV
deli

le

azioni, e trovatele

(li

castigo,

vedendoli
cavalleria,

anvizii,

dati in

miseria a

cagione dei

per sigilli, come dicesi all'articolo Anello {Vedi), e portandolo plebei di ferro. K. il citato Boi
anelli

privavano della

li

nanni pag.

XCIX,
alla

del cavaliere ro-

riducevano all'ordine de'plebei. Riguardo poi alle vestiinenta dei siccome nolo che i cavalieri, romani usavano la tonaca cui so-

mano
ca
g'

antico.

Succeduti

romana
non
solo

repubbli-

imperatori,

conser-

vrapponevano la toga, cos\ venivano distinti in diversi ordini dall'essere


essa pili

varono gli Ordini equestri, ma eziandio ne istituirono di nuovi, come

abbiamo dal
4,

citato Giustiniani pag.

meno

ornata,

notando per uno dei pi

cospi-

ovvero affatto semplice. Ed per- cui quello de' cavalieri augustali istituiti da Tiberio, Di quest'Ordine ci, che i plebei vestivano toga lifregi queir imperatore s Druso suo scia, i senatori ornata con grandi figliuolo, e s Tito, Claudio, e Gerfregi di porpora, e i cavalieri con manico di lui nipoti, senza mentoaltrettanti ornamenti, ina di minor vare altri personaggi. Segu poscia grandezza. Questa toga poi dicevasi clava ta^ perch gli ornati erano a 1' erezione dell' Ordine equestre del cinto e speroni d'oro, poi cambiafoggia delle teste de' chiodi, sebbene da molti si ritenga, che tali fregi to nel cinto della spada colf uso degli speroni, che nell' armare ogni altro non fossero che fiori, o liste di porpora di maggior o minor gran- cavaliere di onore si accostuma dezza, a seconda dell' ordine della dai principi. Vuole inoltre il Sanpersona. Certo che la toga pei sovino, trattando della dignit dei romani era come il manto ai gre- cavalieri, che gl'imperatori, ad imici, che assumevano sulla tonaca, la tazione degli antichi romani, prequale solo cuopriva le ginocchia, miassero q'uelli, che si erano distinmentre quella essendo amplissima, ti per valore guerriero con cogiungeva sino a terra. Alcuni asse- rone a proporzione de' fneriti; il riscono, che la toga fosse chiusa diperch sono note le corone di quei*nanzi, e serrala ai fianchi con una cia, di gramigna, d'olivo, di mirto, cintura; ma i pi vogliono, che fosse d' oro ec, non che con donativi di interamente aperta, e fermata solo cavalli, armi, ed abbigliamenti misu di una spalla, per lasciar libe- litari, mentre chi li riceveva, diligenro r uso del destro braccio, il che temente conservava tali onorevoli vediamo ne' monumenti, che tuttora testimonianze a perenne memoria. ci restano. Tuttavolta il principal G' imperatori, a chi avevano distindistintivo de' cavalieri romani era to col nome di cavaliero, diedero il l'anello d'oro, cui portavano nel titolo di commilitone, od altri nodito anulare della mano destra, il mi rispettabili per eccitare viepquale vuoisi che fosse semplice, a pi la virt e il coraggio in loro, distinzione dei senatori, 1' anello dei e destare 1' emulazione negli altri. quali aveva in mezzo una pietra. In Firenze vi aveva una compaPer alcuni sono di opinione, che gnia di volontarii, che erano de'pi s^i r uno che l' altro fossero intera- celebri giovanetti della citt , e mente simili, il che sembra pi pro- chiamavansi cavalieri della bandai
,

babile, serveudosi gli antichi di ta-

per un' insegna eh'

essi

portavano

IO

CAV
campo
tie'

CAV
verde.
Il

di colore rosso in

tare,

una spada, e una cintura


averle
il

Villani fa menzione
'

cavalieri ban-

dopo
geva

benedette
del

ne

cin-

deresi, e di corredo, de' cavalieri di

fianco

giovanetto,

che

scudo, d' un cavaliere fatto dal sin-

allora principiava a portarle. Questi


scudieri
si

daco del
di
s.

popolo romano all' altare bagnato nella conca del paragone, ove si bagn CostanPietro,

dividevano in pi

classi:

eranvi

gli

scudieri di onore, o del

corpo, cio della persona del princi-

Tale fu anco Cola di Rienzo, famoso tibuno di Roma nell' assenza de' Papi in Avignone, il quale prese i pomposi titoli di candidato dello Spirito Santo, cavalier Nitino.

pe o
di

della

dama;

eravi lo scudiere
lo

camera, o ciambellano,
il
,

scudiere

scalzo,

coppiere, lo scudiei'e della


della
panettei'ia
ec.

scuderia

Nei

combattimenti

lo scudiere era atten-

cola Severo, clemente liberatore

di e

Roma, zelatore del mondo, e

dell'Italia,

amatore

tribuno

augusto,

to ai movimenti del suo signore per somministi'argli, quando occorresse, nuove armi, riparargli i colpi, rial-

con essi sottoscriveva le sue lettere; ed allorquando riport una vittoria


sui Colonnesi, prese di ci

zarlo se caduto, e dargli

un

altro ca-

vallo, tenendosi solo nei limiti della


difesa.

argomenca-

Quindi

all'et di

ventuu an-

to per armare
valiere

il

suo

figliuolo

no
si

gli

scudieri potevano essere pro-

della

vittoria.

In

Francia
secolo

prima

di tal' epoca, gi

nel

mossi al cavalierato. Ci per altro non osservava per tutto. Dalle storie di

decimo, l'Ordine cavalleresco consisteva in im' associazione di nobili


uniti per la protezione dei

5, che

Spagna abbiamo, Surita lib. 2. capo i re d' Aragona giunti alla


cavalieri, e

deboli,
gli

et di venti anni, oppure contraendo

e per
busi,

comune

difesa contro

a-

matrimonio, erano armali


senza ricevei'e
la

che derivavano dalla confusiofeudali


,

C('ona erano chiaIII nel

ne ne

dei poteri

anzi nel de-

mati

clinare del secolo

XI

questa riunio-

re, il perch Innocenzo 1206, diede loro il privilegio

di esse-

di guerrieri prese

una forma

le-

re coronati; e quando Pietro III ve sure ecclesiastiche di


volle
intitolarsi

gale insensibilmente, pei-ch illustrata


dall' ei'oismo, e prese
le istituzioni.

un posto

fra

d'Aragona merit nel 1283 le cenMartino IV


Pietro
d'

Ed

perci, che sem-

Aragona

pre pi
.siderato

il

titolo di cavaliere fu

conil

cavaliere

padre di due
si

re, e signore

una

dignit,

che

dava

del mare.
In progresso
cipi sovrani cavalieri di pace,
ri,

primo rango nell'Ordine militax-e, e non conferi vasi se non per mezzo d'una specie d'investitura, con cerimonie e giuramenti. Sino dall'et di sette anni al giovane destinato a
divenir cavaliere
,

crearono dai piinanche in tempo

ma

non perch essi sieno militaperch come i militi fossero


il

ornati di egual dignit, e relativi privilegi,

davasi
e

una edu.

e quanto pi

principe posil

cazione

guerriera

leligiosa

Il

sente, tanto pi cospicuo

cavaliere

primo grado era quello


stro dell'et
i

di

paggio
terzo lulo pre-

fatto

da

lui.

Fra

le

cerimonie, che

quindi di scudiero, e nel


suoi genitori

praticavansi nella creazione


valiere in

d'un
si

ca-

tempo
la

di

pace,

faceva
dei

sentavano con una candela all'altare


])er

precedere
e
dalle

fimzione dai

digiuni

farne oblazione.

Il

sacerdote celedell' al-

preghiere,

ed

eranvi
si

brante toglieva dalla mensa

padrini per armarlo. Gli

poneva-

CAV
no
gli

CAV
mano"
>'

II

speroni cominciando dai sinii

duces,el comites in militiae proveiit

stro, la corazza,

bracciali, le

honorem ,

ter

quemque

perculiens.

pole, poscia gli

si

cingeva la spada,

Trecenti co die percussi milites ".

dandoglisi da quello, che conferiva il grado, tre colpi di spada sulla spalla

sul collo,

per significare tutti

tra-

vagli, ai quali
to.

Indi gli

si

doveva essere preparadiceva: zrt nome diDio,


io tifo cavaliero,
gli si

Racconta poi il Platina, nella vita di Paolo li, che, ritornato in Roma Federico III, fu ricevuto lai Papa con grandissimo onore, e eh' egli trovandosi in castello,
li

vide

ambedue sotto

ovvero di un santo,
sii

pio e coraggioso. Allora


il

pre-

sentavano
cia,

cimiero, lo scudo, la lanegli

o baldacchino, mentre tornavano dal Laterano al Vaticano, e clie il Pontefice si ferm, ed aspett

un

pallio

ed un cavallo, eh'

montava

sul ponte, finch l'imperatore cre in

air istante, e caracollava con leggia-

quel luogo alcuni cavalieri.

Dopo che

dria coir asta, o colla spada.

Quando
portarono a
ti

g'

imperatori romani

si

per essere coronadal Papa nella basilica vaticana, par-

Roma

tendo quindi con solenne cavalcata per

Bologna nel 53o dal Pontefice Clemente VII, con esso and per la citt in solennissima cavalcata, dopo la quale si rec alla chiesa di s. Domenico, ove i canonici
Carlo
1

fu coronato in

venendo accompagnati sino a Castel s. Angelo dai medesimi Pontefici, giunti sul conla basilica latei'anense, e

lateranensi lo fecero canonico, quindi

lerminatd

tal

funzione, l'imperatore

tiguo ponte Elio, solevano creare alcxm cavalieri. Di fatti abbiamo fra
gli altri,

cre molti cavalieri. In una relazione, che possed mss. il eh. bolognese Gaetano Giordani, ecco quanto si legge avendola riportata nella nota 67 nell'

do,

che l'imperatore Sigismondopo essei'e stato coronato nel


s.

illustrazione di Lettera inedita ec.

1433 da Eugenio IV, fermandosi sui


ponte
Angelo, cre molti cavalieri
annalista Rinal-

Bologna i84i- sull'incoronazione di Carlo V l' imperatore colla spada


:

aureati tanto italiani che tedeschi, della quale cosa parla


di, presso
l'

un

codice mss. di Paolo Re-

nuda toccava la testa di chi voleva essere cavaliere dicendogli esto nii les: ma allora tanti furono i chie ditori
affollati
:

nedetto maestro di cerimonie. Cos Federico III imperatore, nel 14^2,

intorno alni,

quali

" dicevano Sire, Sire,

ad me, ad me,
sudando

dopo
tro, e

essere slato coronato in

s.

Pie-

eh' egli costretto e stanco,


faccia,

accompagnato sino a Castello da JNicol V, nel traversare il ponte s.


Angelo, fece molti cavalieri dello sperone d' oro, parlando dei quali il Bo-

per togliersi da quella calca, inchin sopra tutti la w sua spada, ed esprimendosi verso i cortigiani colle parole /io/?oc?o max,
persino nella

che furono duecento setil Novaes ne enumera duecento ottantuno nella vita di Nicol V. Percuoteva l'imperatore ciascun
dice,

nanni

tantacinque, e

perfinire soggiunse; estote estote milites todos, todos: e


plicando,
gli

milites: cosi re-

astanti si partirono cava-

cavaliere per tre volte colla sua spada.


Il

Nauclero, presso

il

mentovato
n. 2,

Rinaldi ad

annum

i^5i,

ecco

beri e contentissimi". Ritornato poi Carlo V alla sua residenza, fece cavalieri quelli, che nella cavalcata avevano portato le insegne o stendardi di Bologna, cio
delti
i

come
in

descrive tal funzione: Caesar

gonfalonieri del popolo,

pontem Hadx'iani profectus est, " ubi Albertum fiatrem, pKuesque

tribuni della plebe del


1 sovrani

primo

quadrimestre.

creano oggi-

12

CAV
de' loro di-

CAV
no, e di altri stati,

di cavalieri per mezzo

per

le speciali
s.

be-

plomi, e talvolta lo fecero anco colla viva voce, o di Ordini equestri da


loro istituiti, o di altri preesistenti.

nemerenze che aveva

colla
,

Sede, e

per la stretta parentela

cui le era

congiunto. Confermarono tal privilegio Giulio III, Gregorio XIII, e Sisto

Secondo il Sansovino, fu Paolo III, che pel primo cre cavalieri in Roma, nomitiando a tal onore Nicol da Ponte senatore veneto. Ma prima di
lui
si

V, per

cui

il

capo della famiglia Sfortal distintivo,

za Cesarini accordava

quelle persone che, ne reputava degne

non mancano testimonianze, come


potr vedere ai rispettivi articoli
si

per ingegno, e virt, con diploma che


spediva in Genzano o altro suo feudo.
1^. Litlercp. aposlolicce quihus nonnulla de equestri auratae militiae decernuniur, che il regnante Papa Gregorio XVI eman a' 3i ottobre i84i- Con
tali

degli Ordini equestri, anzi

legge

nella sua vita, che eresse

un Ordine

di quattrocento cavalieri, i quali comperavano il loro posto, e ne avevano dalla dogana la rendita annuale di cento scudi certo per che con bolla emanata nel i54o Paolo III conferm i privilegi dei cavalieri dello sperone d'oro. Di siffatti cavaliew, che appartennero alla classe de' vacabili, ne furono di varie denominazioni, co:

lettere

nel ritornare all'antico

splendore

l'

ordine dello sperone d' o-

ro ha
,

me
di

di cavalieri di
s.

s.

Pietro, cavalieri
giglio, j'ulii,

Paolo, cavalieri del

pii, laurelani, e simili.


stinti ceti

Fra' diversi di-

della corte e curia


i

roma-

il Pontefice stabilito anco i commendatori fissando per Io stato pontifcio il numero di essi a centocinquanta, e quello dei cavalieri a trecento ; ha aggiunto al nastro rosso di seta il colore nero, e sullo smalto bianco della croce, l'immagine di Papa s. Silvestro I ; ed ha derogato al pi'ivilegio che i predecessori aveano accordato ad alcune

na,

come

famigliari nobili ed intimi

distinte famiglie, di concedere cio

il

dei Papi, neir essere dichiarati conti


palatini,

anzi concessero

erano pur creati cavalieri i Papi ai Cardinali lealtri

medesimo ordine, acciocch in appresso non abbia alcuna forza, e vigoi'e.


Di quest'Ordine poi equestre, ed aurato, comech se ne parli all' articolo Sperone d'oro, diremo che vuoisi istituito da Costantino il Grande, e conferito a quelli, che in privato e in pubblico facevano continuamente la

gati, ai vescovi assistenti al pontificio

soglio, e

ad

personaggi,

il

privi-

legio di crearne

un determinato nu-

mero. Ed uno dei privilegi, che godeva la romana principesca casa Sforza
Cesarini,

non comune a verun'

altra

famiglia,

serva

il

neppure pontifcia, come osRatti della famiglia Sforza,


parte
I,

persona come le guardie nobili, e gli svizzeri la fanno oggid al Papa. In oltre legavano ai

guardia alla sua

Roma 1794
non che

pag. 264, 265,

piedi dell'imperatore gli sproni, don-

e ^.^Q, era quello di creare cavalieri dello sperone d'oro, o milizia aurata,
conti del sagro palazzo ed aula lateranensc. Questa rara prerogativa la concedette a s celebre e

nobilissima famiglia
tefice

il sovrano PonFarnese, in considerazione dei grandi meriti e lustro di

de presero il nome e l'impresa i cavalieri, portando nel petto la croce a otto punte collo sprone pendente. S. Pio V volle ripristinarh sotto il nome di pii , ed ampliarli , prescrisse che essere dovesse nobile la posterit
di

Paolo

III,

un

cavalierato cui
in

assegn

ren-

essa, gi

sovrana del ducato

di

Mila-

a chiamarsi dello sperone d'oro. Vuol-

dile,

seguito

per

continu

CAV
si

CAV
dello spes.

i3
,

ancora, che l'Ordine


d'

ladino Cardinal Priuli

che

del

rone

oro
I
,

Silvestro

approvalo da e che ne decorasse


fosse
istitutore.
si

seguente tenore.

lo

Clemente XI
chino
sulla

assiso sotto baldac-

slesso Costantino

J\on ha

sedia

gestatoria

nella

guari
le

in

Roma

sono ristampale
siiW anticliil ,

camera
e stola
,

de' paramenti,

vestito di

Memorie

storiche
dell'

sottana, (scia, rocchetto, mezzetta


ricevette
l'

ed eccellenza
Finch dur

Ordine aurealo,

ambasciatore in

ossia dello spron d' oro.


la

abito senatorio a' suoi piedi, accom-

repubblica veneta,
di par-

questa teneva un ambascialore a Ro-

pagnalo dai maestri delle cerimonie, dopo aver fatto le tre consuete genuflessioni
segreti
,

ma
tire

presso
dalla

il

sua

Papa, e prima ambasceria

mentre
ai

veniva

ginocchioni

due cappellani del Palati


il

creato cavaliere della milizia aurata

pa, sostenevano l'uno

secchio del-

con quelle formalit e cerimonie, che andiamo a descrivere, mentre degno di osservazione, che a nin,

l'acqua santa coll'aspersorio, e l'altro


la

spada nuda d'oro ornala

di diail

manti. Clemente

XI
in

deposto

ca-

no
ca
ni

de' suoi ambasciatori la repubbli-

mauro
scovi

si

alz

piedi,

e servito

permetteva
equestri
,

ricevere

decoraziodalle

di libro

e candela
al

da

dvie arcive-

meno che
Pontefice.

mafun-

assistenti

soglio,

benedi

la

ni del

Sommo
si

La

spada

colle

preci

del pontificale ro-

zione

faceva nel palazzo apostoli-

mano,

e ricevuto

dal

Cardinal de-

co abitato dal
tore era

Papa
,

nella

camera
stanza

dell'udienza privala

se l'ambascia-

incognito,

nella

rinale,

segreta del Quied in quella del s. Offizio al Vaticano o nella camera de' paramenti, se r ambasciatore aveva lat,

avanti la cappella

la spada, la quale pose nelle mani dell'ambasciatore dicendo: Accipe gladium istum, in

cano l'aspersorio, la pure dal medesimo

bened'i, ricevendo

to

il

pubblico
caso

ingiesso

in

Roma
la sedia
si


'

nomine
lus

Patris, et
,

Filii, et

Spiri-

nel qual

adoperavasi

ad defensionem tuam, ac sanclae Dei Ecclesiae, et ad confusionem inimicorum crucis Cbristi ac fidci
,

Sancii

ut

eo utaris

gestatoria, perch la funzione

l-

christianae,

et

quantum humana
,

ceva in pubblico, mentre nella privata , il Papa adoperava una sedia camerale. V'intervenivano, mediante
pontifcio invilo,
oltre
il
i

fragililas permiserit cum eo ne mine in injusle la-das ; quod ipse praistare dignetur, qui cum Patre,
>

Cardinali veneziani,

et Spiritu sancto vivit

et nguiit

Cardinal segretario di slato,


sottana, rocchetto, mezzetta

vestitii di

e manlelletta, sedendo nei banchi, ed

Alessandro \ 111 vi fece assistere anche i Cardinali aggregati alla nobilt veneziana, alla cui nazione egli apparteneva. 11 Diario di Rovi a ^

" Deus per omnia ssecula saeculoruni. Amen ". 11 piimo maestro delle cerimonie Cassina prese quindi la spada dall'ambasciatore , la ripose nel
fodero, passandola a d. Carlo Albani

nipote del Papa, che la cinse al


il

fianco dell'ambasciatore,
zatosi in piedi,

quale

al-

num.
la

3i3 dell'anno 17

19, riporta
,

dopo averla cavala

funzione fatta

da Clemente XI
in

dal fodero, tre volte spiritcsanienle


la

coll'ambascialore veneto nobile


do,
il

Duo-

mosse, ed avendola strisciala sul


Pontefice
pxese
dalle

quale fu coidollo

carroz-

b) accio sinistro, la ripose nel fodero.

za al palazzo apostolico, dal conci t-

Indi

il

muui

14
del

CAV
Cardinal

CAV
una
preziosa

decano

va

che

a'
si

suoi

sudditi

come

di-

collana d'oro lavorata, con medaglia

cemmo,
stri,

conferissero ordini eque-

pendente col ritratto dello Clemente XI da una parte e nel rovescio coli' immagine del Sal.simile
,

stesso

vatore in atto di sostenere la croce


coH'epigrafe
Ejus svPER
:

mandasse queld'oro, cui soleva mandare a Roma contemporaneamente al suo ambasciatore fi-egli

avanti

che

lo

dello

stolone

factvs est principatvs


Ejvs. Il

giato

dal

Papa

delle

insegne
,

del
si

HVMERVM

Papa

la

cavalierato della milizia aurata)


restitu col

pose al collo dell'ambasciatore, dan-

dicendo , L'ambasciatore allora torn a sfoderare la spada , la depose nelle mani del Pontefice, che
dogli l'abbraccio di pace
tecurn.
:

Pax

Cardinal Priuli al palazzo di s. Marco sua residenza. Nella mattina seguente l'ambasciatore pel suo maestro di camera, mand al

Papa

in

donativo

un
;

quadi'o

di

tre volte

leggiermente

gliela

batt
de-

cristallo intagliato,

rappresentante un

sulle spalle,

dicendo

Esto miles pa-

miracolo di
fetto delle

s.

Clemente
il

ed

il

preri-

cificus^ strenuus, Jidelis, et

Deo
il

cerimonie

pontificie

voluf. Ripigliata dall'ambasciatore la

spada, e postala nel fodero,

Papa,
gli dis-

dandogli
se
:

un

piccolo schiaffo,

consueto rogito da lui come protonotario apostolico rogato, facendo fede della funzione seguita
,

mise all'ambasciatore

Exciteris

a sornno
il

malitiae, et

ed aggregazione
le

alla

vigila in fide
dabili.
li

Christi, et

fama

lau-

milizia equestre aurata, alfine di go-

Ci detto,

marchese Astal-

derne

le

preeminenze e

prerogative

capitano delle guardie del corpo pose all' ambasciatore gli speroni
d'

relative. Talvolta poi

avvenuto, che

oro di squisito lavoro


alla

(i

quali in

la spada venisse cinta da un principe romano, o dal principe assistente al

uno

ambasciatori

spada siccome erano degli dovevano precedente,

soglio,

che

gli

speroni,

in

man-

mente mandare al palazzo apostolico), mentre il Papa diceva Speciosus forma prae Jliis homimimj acciri' gere gladio tuo super femur tuum,
:

canza dei capitani delle guardie del corpo o cavalleggieri , fossero posti
all'ambasciatore
dal

capitano

della
si

guardia svizzera
legge nel

pontificia,
1

come

potentissime: indi

coll'orazione propria.

Dominus vohiscuniy Dopo di che,


il

numero 8 3 del Diario RonianOj che descrive quando Innocenzo XIII nel ijii decor dell'Ordine equestre
cerimonie,
1'

l'ambasciatore baci
tefice ringraziandolo

piede al Pon-

ambasciatore veneto
alle descritte

ossequiosamente,

Cornaro. Analogamente
il

e ne ebbe amorevole risposta in lode della repubblica , e della di lui persona, e nobilissima prosapia Duo-

citato Sansovino, par-

lando

delle

insegne

de' cavalieri,

pag. 8, dice che se l'anello era an-

Quindi cono lev la


do.
che, benedetti

il

Cardinal primo diaa

ticamente distintivo cavalleresco, poscia


i

stola
i

Clemente XI
fl^ce

principi adottarono lo sperone

Cardinali, e l'ambaritor-

d'oro, o di metallo dorato, e vuole

sciatore col suo corteggio,

che Filelfo,
lo, [)el
i

il

quale

fiori

nel

XV secocome

no
la

alle sue

camere, mentre l'anibadeposta


la

scialore

avendo
gli

collana,
(ut

primo chiamasse per tal'insegna cavalieri aurcati e che il donativo


;

spada, e

speroni (che ritir

<l('gli

speroni voglia significare


del cavalicro
col
si

suo famigliare,
la

per
lu

attendt;re

the

uill/io

repubblica,

quale

uou vulu-

cavallo,

dee fare a quale appunto si ado-

CAV
pera Io
cingolo,

CAV
se
il

l'i

sprone.

Anticamente, o cintura che si pone


,

ferito

da

un Cardinale, con

facol-

al

compartitagli da Clemente XI, al


apostoli

cavaliero, fosse stato perduto, egli re-

cavalier Rusconi scultore, di quattro


statue degli

stava privtto dei privilegi e delle pre-

per

la

basilica

concedevano le leggi; quindi che il principe creando un cavaliere, gli cinge la spada, ovvero con essa gli tocca la testa per significare, che colla spada dee mostiare il suo valore, per cui fatto cavaliero, e con quella difendere il suo promotore, dovendo
rogative, che
gli

lateranense.

Fu
il

eseguita quella fun-

zione dal Cardinale nel proprio palazzo,

sotto

trono, con rocchetto

scoperto,
zelta.

cio

con

sottana

moz-

Nello stesso numero, pag. 24,


si

egualmente
di
s.

legge, che

cavalieri

Stefano, nella chiesa di

terina

da Siena, dopo
l'abito,
la

perci essere coraggioso e

virtuoso.

tata, diedero

s. Camessa cane la croce, e

la

Riguardo
collana,

poi al conferimento della

come
i

particolar insegna di
il

special favore, ricorda

detto San-

gli speroni ad un nuovo cavaliere; quindi nel numero 636 nel detto anno 1718, nei nu-

posero

spada e

sovino, che
nella

nobili

romani usavano
la

giovanile

et

bolla d' oro

meri 199, e 200, legeesi il diploma, e la funzione dell'Ordine della Crociera


ce,
fatto
le

appesa al petto, e che Faraone volendo esaltare Giuseppe, g' impose


al
gli

conferire dall' imperatri-

collo

una collana d'oro; mentre stessi lomani nelle guerre davaloro confederati collane d'oro,

no ed ne

ai
ai

propri concittadini solo colla-

del Cardinal Scrattembach, comprotetton; di Germania, alla marchesa Lancia IJichi, dimorante nel monistero di s. Anna, nella cui chiesa ebbe luogo la fun-

per

mani

d' argento, ci

che in seguito fu

zione.

Nel Diario
di

dell'anno
il

1721

imitato dagl' imperatori, solendo do-

viene riportato, che

priore dell'Ornella

nare collane di due specie, chiamate duplares e simplares^ a proporzione


dei

dine
s.

s.

Stefano,
cavaliere
il

chiesa di
l'abito

Giovanni de' fiorentini, diede


di

meriti

di

quello

cui
egli

onorare.

finalmente
rosso fu
le

volevano dice, che

militare

di

giustizia

a
il

certo

Valletti,

quale,
i

secondo

per riguardo al colore delle insegne


di cavaliero,
il
il

costume, fece dispensare


astanti.
11

guanti agli
del medesi-

principale.

numero 648

Gli altri,
razioni,

come
gli

insegne, le decole

emblemi,

croci

ec.

furono espressamente
stri

stabiliti

dai fon-

datori degli Ordini militari ed eque,

pei motivi per cui

l'

istituirono,
articoli
gli

siccome
rispettivi,

pu
ove

vedersi
si

agli

anno racconta, che il gran priore R.oma dell'Ordine gerosolimitano present ad Innocenzo XIII per parte della sua religione, due croci, una delle quali gioiellata, pel di lui nipote d. Carlo, che il medesimo
di
,

mo

scorgeranno

Orle

Papa aveva
lite

dichiarato cavaliere miil

dini equestri eziandio di donne.


I

di giustizia; quindi

Pontefice,

Diari di
e
le

Roma

riportano

funzioni

cerimonie
sia

praticate

dopo aver celebrato la messa, assiso in trono in una delle sue camei-e,
pose al petto del principe nipote la
croce di Malta. Il numero 729 dell'anno 1722 riporta la decorazione

nel conferimento degli Ordini equestri

in

Roma,

dal Papa,

che

dai Cardinali,

ed

altri. Si

legge, nel

numero 226
zione

dell'anno 17 18, la fun-

dell'Ordine della croce stellata


ferito nella

con-

pel cavalierato di

Oisto con-

chiesa

d'Araceli dal p.

i6
Diaz
teologo
dell'

CAV
imperiale,

CAV
per
coinri
i

Il

sommo

Pontefice crea

cavalie-

inissioiie

imperatrice presidente

alla marchesa Accoramboni del Drago. Nel 1782 Clemente XII fece decorare l'architetto Ferdinando Fuga colia croce di cavaliere, da monsignor Acquaviva maggiordomo, che gliela impose nella sua cappella, come si ha dal numero 2362. Nel lySS Benedetto XIV, ad istiUiza del re di Sardegna, diede formalmente la croce di commendatore dell'Ordine de' ss. Mauri-

dell'Ordine,

con breve apostolico, e i sovrani, dignitarii degli gran maestri, e Ordini equestri militari e religiosi, annoverano ad essi mediante dili plomi, che da alcuni chiamansi anche bolle. I Cardinali legati a laierc conferivano, per indulto della Santa
i

Sede, dodici cavalierati dello speron

d'oro, e
i

pel

medesimo
con

privilegio,

vescovi assistenti al soglio ne conquattro,


si

ferivano

diploma,

la

cui formula
zioni,

legge nel Parisi, Istru-

zio e Lazzaro,

al

proprio nipote d.

tomo IV,
egli
,

pag. 5, e seg., avil

Giovanni Lambertini, nel


descrive
il

modo

che
il

vertendo
lierato

che siccome

cavail

numero 632

1;

mentre

titolo secolare,

tuttavia

numero 8248, dell'anno 177 1, riporta quando Clemente XIV cre


cavaliere

aureato Nicol Erizzo II, ambasciatore della serenissima repubblica di Venezia. I numeri io54,

diploma di solo conte palatino si d anche agli ecclesiastici colle limitazioni, che le parole aurata; mili^ lice equitan debbano tralasciare si
se la

persona

sia

ecclesiastica,
le

come

io58 del citato Diario di Roma, anno 1784, riportano, che Pio VI
e
nella sala del concistoro, e colle prescritte

per
et

essi si

omettono

parole enserii,

aurata calcaria.

Il

Sansovino a

cerimonie

vest

monsignor

pag. 93, Origine de' Cavalieri, dell'edizione del i566, tratta Degli sta-

Braschi suo nipote, che precedente-

mente avea dichiarato gran priore di Malta in Roma, dell'abito e della


croce dell'Ordine
de' ss. Maurizio e Lazzaro, speditagli dal re di Sarde-

ed ordini convenevoli Del medesimo autore, ed argomento abbiamo altra


hilimenli, leggi,

ad

ogni

cavaliere.

edizione in libri IV, colla data di Yinegia i683, Ordini equestri, militari,

gna, per mezzo del ministro conte Valperga. Oltre la croce di brillanti,
gli

ed

ospitalari.

In

essa

fa

la

distinzione della cavalleria, Equiluni

diede

quel

monarca una

cou-

ordo, in mililare, regolare, onoraria,


e sociale.

n)enda coll'annua rendita di duemila duecento scudi, dichiarandolo inoltre suo gran ciamberlano. Furono presenti
tini

CAVALIERI. Ordine
denti

de' presi-

alla funzione

Cardinali palaministro, e
i

di

s.

Accademia Luca. La romana Pontifcia


della
Pontificia

nazionali,

il

cavalieri dell'Ordine. Finalmente, nel

numero 2o44 dell'anno 1794


in cui
il

evvi

accademia delle belle arti, veneranda per la sua antica origine, chiarissima per famosi professori, e rispettabile per in)portanti servigi resi alle
arti liberali,

la descrizione della seguita funzione,

gran

maestro

dell'Ordine
njagi-

gerosolimitano
strale,

con diploma

ne, e

lo

meritava l'alta protezioincoraggiamento de' Sommi


i

e breve pontificio facoltativo,

Pontefici, sotto

cui auspici, e quello

fece decorare della croce di divozio-

de' Cardinali protettori Federico 13or-

ne

di

lai

Ordine

la

dama

Virginia

romei, Paleotlo del Monte, dei due


Barberini
,

Masliaui Severi di Rieti.

e poscia

de'

camerlenghi

CAV
di
s.

CAV
mi labilmente
,

tj
fece

Romana
,

Chiesa,

capitoli

ci

che

pur

Urbano
le

prosper e fioi in modo che la sua riputazione suona grande e celebrata per tutta
l'

Vili, nel
arti

1627, assoggettandole

di

Roma.

Ci'cscendo successiva,

Europa, ed ovun-

que

si

stima

nale nel

come supremo tribufatto delle arti. Vantando


la sua origine

mente la fama dell' accademia nel 1675 quella reale di Torino, sotto Vittorio Amadeo II duca di Savoja,
ne implor, ed
zione;
ciocche
quella
di

r accademia
colo

nel

se-

ottenne

l'aggrega-

XIV, segna per


le

principale

mel'in-

pur

fece
di

nell'anno

cenate Sisto IV, che nel

1478
il

seguente

regia

Francia

nov

antiche costituzioni

dell'

use-

colla sanzione

Luigi

XIV

co-

ni versila, ciocche

pur fecero
e
i

natore di
del popolo

Roma,

conservatori

romano.
l'

Paolo

IH con

municata per mezzo del suo ministro Colbert, ove fra le altre distinzioni concedute al presidente dell' acca-

suo breve nobilit

arte della scul-

tura, dichiarandola scienza studiosa,

demia di s. Luca , evvi quella di potere in caso di malattia, o assenza del direttole dell'accademia di Francia in Roma [Vedi), supplirne le veci col titolo di rettore. Termin il secolo XVII, con celebrarsi

emula
pittore

della natura.

Ed

il

valente

Girolamo

Muziano ottenne
Pontefice
ai

dal

magnanimo

XIII una bolla, datata


bre 1^77,
tuita
arti,

Gregorio i5 otto-

di

s.

colla quale venne istir accademia romana di belle sotto la medesima invocazione Luca evangelista, cui Sisto V,

nel
ca

1690

il

primo centenario
di
s.

del-

l'erezione dell'accademia
,

Lu-

a mediazione di Federico
si

Zuccari
,

con decoro e splendidezza. Incominci il secolo XVIII assai propizio per essa , stante i premii
assegnati
alle arti
la

mostr largo di grazie e favori e con sua bolla del i588 approv quella dell' immediato predecessore. Quindi, nel i593, sotto il pontificato di Clemente Vili , lo stesso
Zuccari fu
in eletto

dal

dotto

Cle*

mente XI, e
miazione
re
nel
si

prima pubblica preneir augusto

effettu

Campidoglio l'anno 1702.

Fu

medesimo

pontificato,

puche

dagli

accademici
loro capi,

r accademia rinnov
sa,

loro principe, titolo che le accad'Italia

la sua imprerappresentandola in un triango-

demie

davano

ai

o presidenti; e fu egli il primo che, ai i4 novembre di detto anno, pre-

simbolo dell'egualit, ed unit delle tre nobili arti, comlo equilatero,

prima accademia presso la chiesa di s. Martina, con tutta formalit sedendo in luogo emisiedette alla
,

posto del pennello, scalpello, e sesto, con entro il motto aequa potestas)
:

e nel

4, coli' autorit dello slesso

nente collo scettro accademico e pronunzi analogo discorso suU' accademia del disegno, e sulle nobili
,
,

Clemente XI, ne vennero modificati gli statuti. Benedetto XIV, e poi Clemente XIII furono benemeriti
della scuola del
glio.

nudo
nel

in
di

Campidoqjiest' ulti-

arti

della pittura,

scultura,

e ar-

Nel

ponliftftalo

chitettura. Poco dipoi Paolo V, con breve del 1616, compart all' acca-

mo, Pio
cademia

Balesti'a

1762

istitu

erede delle sue facolt l'inclita acpontificia


,

demia il privilegio di anno un reo per la


l^rolettore
s.

liberare
festa

ogni

in aggiunta dei

del

suo

fondi destinati ai concorsi capitolini.

nel

1621
VOL.

Luca. approv
Xf.

Gregorio
gli

XV
e
i

statuti

Correndo l'anno 1782 segu l'unione dell' accademia Clementina delle

i8
belle arti di

CAV
Bologna
istituita

C
fino
pontificato, e
il

V
nome
sar
iu

cui

dal

17 IO in quella citt, alla nostra di s. Luca. Nel medesimo anno


nio

perenne benedizione anco presso gli accademici. Dappoich egli confer-

Papa Pio VI ridusse ad un sessendue concorsi dementino e Balestra e fu nel 1793 che l'accademico cav. Bartolomeo Cavaceppi
i

nelle scuole ogni

ramo

di

utile

insegnamento nelle

scienze

del

di-

segno, ciinsiderato sotto ogni aspetto


delle Ire arti primarie, dispose

pre-

istitu

suo erede

universale

l'

acca-

mi annuali pegli
giori privilegi
la

allievi,

e di

mng-

demia.

distinse,

e in ogni

Memorabile divenne per essa l'anno l'jg^, e per la promulgazione


dello statuto, e per la celebrazione
del secondo
di

maniera la benefic, come diffusamente racconta nelle citate Memorie


il

Missirini.
i

anno

secolare,

ma
,

pi

tutto

pegli

amplissimi

privilegi
il

conceduti dal generoso


cui elenco riporta
il

Pio VI

Finalmente eccoci a vedere principi o presidenti dell' accademia creati cavalieri dal predetto sovrano
,

chiarissimo Melse-

Pontefice.

L'anno 1806,

fu

eletto

chiorre Missirini, gi benemerito


dite

a cuoprir la carica di principe dell'accademia il cavalier, ora barone Vincenzo Camuccini, pittore romano a cui si deve lode per aver grandemente concorso co' suoi studi, ed esimie opere alla ristorazione dell' eleganza, della nobilt e di
,

gretario dell' accademia, nelle applau-

Memorie per servire alla storia della romana Pontificia accademia di s. Luca, fino alla morte di Antonio Canova, pubblicate in

Roma
nis.

nel

1823

pei

tipi

de

Romaesli-

Fra

tali

privilegi

merita di

una
altro

perfetta

filantropia
egli

nell' arte

sere ricordato quello, che


bi-o

niun
tratti

pittorica,

per aver
sul

sopra

ogni

e scrittura, in

cui

si

di

studiato

divin

Raffaello,
dell' et,

cose spettanti alle tre arti sunnominate, possa stamparsi in

onde merit, che ad onta


la

Roma

sen-

quale non giungeva a quella vo-

za la revisione ed approvazione dell'

luta dallo statuto, fosse con

nuovo

accademia

di

s.

Luca. Importante,
il

e del nostro argomento,


tere quanto riguarda
il

ripe-

principe pr
il

esempio concordemente proclamato principe. Tocc pure a lui pel primo la ventura di fruire le pratiche
fatte

tempore di essa,

che

Pontefice

dal

zelante

nel sanzionar lo statuto

con

breve
co/z/e

drea Vici, per

predecessore Anun segnalato onore al-

de' 12 giugno 1795, dichiar palatino per quel tempo che

l'accademia compartito dal detto Pio


VII, Chiaramonli, di Cesena,
le
il quacon isplendida e perpetua onori-

fun-

geva

l'ufficio, col

diritto

d'intito-

larsi tale,

e di usare le insegne propalatini

ficenza,

volle

qualificare
delle

questo an;

prie de' conti


atti,

ne' pubblici

tico stabilimento
virti

arti

ed

in

e nelle funzioni accademiche.

del
si

Pio VII fu benemerito dell' accademia, per l' eminenza di gloria cui port il suo cupo, e per tutto quello che fece per essa nella protezione accordatale, siccome largo e

1806, Ordine
tificia

aS settembre degn creare im luiovo


breve
de'
cavalieri,

di

detto

1'

Ordine
del di-

de' Principi, o Pnsidenti della Pon-

Romana Accademia
s.

segno di

benefico colle aiti belle,

ch'ebbero

tanto incremento nel suo immortai

che fosse o presidente dell'Accademia,

Luca, con facolt, eletto un professore, im principe,


di por-

CA V
tare

CAV
decorazione
,

19
attuali di

una
di

croce

di

diletti

figli

membri
fatto
di

spicchi

smalto
testa

bianco
di

filettato

detta accademia

presente,
principato,

d'oro,

con
nel
dell'

moro
essendo

fascialo
qiieslu

che
rato
cessa

il il
,

titolo

detta contea, spidel

bianco
parte

mezzo,

triennio

insegna gentilizia de'Chia-

rarponti, per cui alcuni volgarmente


del Moretto^ con corona di alloro sopra, e nasti'o di fettuccia di seta rossa, con righe

chiamano l'Ordine

mentre sarebbe conveniente, che chiunque ha goduto di questo onore e di tal carica, dovesse rimanere in pei-petuo insialcuna decorazione e avendoci supplicato umilmente a volerci degnare di provgnito
di
:

nere.

Ed

in

oltre

concesse
il

il

maca-

perci

gnanimo Papa, che


minato l'anno,
del
il

titolo di

valiere, e la decorazione,

anche terbiennio, o triennio


eleggendosi
,

vedere a ci opportunamente con


apostolica benignit; quindi che

principato,
il

giacch

amando
con

noi distinguere

gli

oratori

ogni anno

presidente

si

pu con-

ispcciali

grazie e favori, e le
assolvere

fermare due volte,

potessero usare

singole loro persone

da

r una e
Il

l'altra,

loro vita durante.


si

ogni censura

ec.,

mostrandoci pro-

predetto

Breve

esprime

nel

seguente tenore:

pensi ad annuire alle suppliche, conferiamo, a tenore delle pre.senti,

coH'apostolica autorit, all'at-

Pio Papa VII

perpetua

tuale principe dell'accademia .suddetta, e

memoria."
Pensando
" r onore
gli

ad ogni principe, che anche


il

quando abbia compito


spesso
le

triennio

fra Noi,
arti
,

che

alimenta

e che

animi generosi per mezzo delia " gloiia s' incendono allo studio, di " buon grado ci siamo mossi ad onorare , quanto era possibile, di '> distinzioni e di premi, li profes>

suo pnncipato, possa intitolarsi cavaliere durante la di lui vita, e cos farsi chiamare, e che
del
la

croce
e

equestre
della

sia

dell'

esem-

plare,
cio

forma
di

esibitaci,

spicchi

smalto bianco

filettato

d'oro, con testa di

moro,

sori

delle arti liberali.


fra
le

Ora
alma

sicco-

me
arti

altre

accademie delle
citt

in questa

nostra

bianco nel mezzo , con corona d'alloro sopra in nastro rosso con lighe negre, e che
fasciata

di

Roma

dai

romani

Pontefici

" nostri predecessori sapientemente, e provvidamente instituite, spe-

cialmente ha primeggiato, e pri> meggia l' accademia denominata M volgarmente di s. Luca, in modo j che Papa Pio VI nostro predeces" sore volle accrescerla ed abbel lirla di molli onori, fino a decrej tare, che il di lei principe pr tempore s' intitolasse conte pala" tino, come dalle lettere patenti
spedite in forma di breve il gior no 12 giugno 1795, ed avendoci

possa portare pubpendente dalle asole del vestito vita sua natiu'ale durante; e cos pure tutti gli altri accademici viventi , che prima di questo tempo furono assunti al-

questa

croce

blicamente

l'onore

del

principato dell'acca-

demia, possano godere di questo


titolo,

e lecitamente portare detta

croce,

essere

molestati ed imle coslitii-

pediti ec,

non

ostanti

rioni contrarie ec.

presso

s.

Maria

Dato in Ron)a Maggiore sotto

l'aicllo del

pescatore questo gior-

IO

CAV
pontificato

CAV
p un anno, cio nel 1687, lo fece arcivescovo di Capua, dove lasci insigni

no 2 3 settembre 1806, del Nostro

anno VII

monumenti
di

della

piet
nel

sua.

Cardinal Braschi degli " Onesti


Gli
ufficiali

Cess di vivere in
neir et

1690 quarantadue anni dopo

Roma

quattro di Cardinalato.

Fu

sepolto

accademici di
s

s.

Luca

nella chiesa di
nella

s.

Maria

in Araceli

assai grati

a
i

distinto favore, re-

caronsi dal Santo


a' suoi piedi

Padre,
e

deposero
loro

sentimenti della
nel

eterna

riconoscenza,

tempo
libin

sua cappella gentilizia di s. Gregorio senza alcuna memoria. CAVALIERI Jacopo, Cardinale. Jacopo Cavaheri, nobile romano, nac-

stesso fecero

i*egistrare ne' loro


le lodi di

que
gi,

nel i566. Peritissimo nelle leg-

onorevoli parole, e
Vici, che tore
di

non

solo

Andrea fu caldo promo-

fu
,

prima referendario

di segna-

tura

poi uditore di Ruota, ed ami-

questa
del

qualificazione,
col

ma

co ad

Urbano VII!
Quindi,
ai

divenne suo

volle di
alle

pi soddisfare
breve.

proprio
stabilito

datario.

spese

Fu
un

l'anno

19 gennaio del1626, applaudendovi tut-

eziandio conseguentemente a ci, che


la
all'

ta la curia di

Roma

dallo

stesso

croce
altro,

passasse

da

principe

Pontefice fu creato
di
s.

Cardinal
la

prete
vita

che spirato il tempo del principato, ove alcuno uscito da


quella
dignit
,

ma

Eusebio. Recatosi a Tivoli per

oggetto di salute, vi lasci


nel

volesse di lai

fregio

1629,

di

sessantatre

anni,

insignirsi

dovesse
il

a proprie spese
di ricordare, che

acquistarne

segno. Finalmente cre-

diamo opportvino Antonio Canova


fu
il

di

Possagno,

Prassitele de'nostri tempi,

che venne

ed ebbe tomba a s. Maria in AraceU nella cappella di s. Gregorio, con nobile iscrizione. CAVALLEGGIERI, GUARDIA pontificia. Milites Icvis armaturae. Quetre di Cardinalato;
sta

pure eletto principe dell'accademia, da lui gi generosamente beneficata, e non volendo esserlo effettivo perpetuo, solo ne conserv il titolo con alcune preeminenze. Pertanto da allora in poi
cio
il

antica

guardia
corrente

del

corpo

dei

Sommi
primi

Pontefici, fu

succeduta
secolo

nei

del

dalla

guardia nobile pontificia (Fedi),

dopo

capo dell'accademia,

18 17, si nomin presidente, divenendo poi tale quello,


fino dal

guardia svizzera, la pii antica di quelle, che servirono i Pontefici sino alla nostra epoca dappoich le lancie spezzale [Fedi)
la
,

che eletto vice-presidente. CAVALIERI Gaspare, Cardinale.

e le corazze [Fedi) furono istituite nella corte del Papa dopo i cavalleggieri.

Gaspare Cavalieri nato in Roma d'illustre prosapia, amabile per soavit di costumi e per docilit d'ingegno, ebbe campo di esercitare, sotto Clemente X,
la

Dallo stesso loro

nome

si

conosce, che erano militari a cavallo


d'

una

cavalleria detta leggiera dalla


de' suoi
cavalli,

sveltezza

dalla

sua abilit nei tribunali di Roma.


la

qualit degli abiti, che usavano. Nel

Ebbe

presidenza delle milizie del-

possesso, cui

prese

del
si

Laterano
legge che

io stato ecclesiastico

ed ottenne
Il

altri

Lpone

nel

i5i3,

onorevoli incarichi.

Pontefice In-

l'ordine della cavalcata incominciava


dagli equites Icvia

nocenzo
dinale di

XI
s.

creollo

diacono

Car-

armaturae. Dalla
si

Maria in Aquiro e do-

descrizione poi del dolt. Penni

ri-

CAV
leva che
principiavasi la processio-

CAV
Che
creato nel

^i

poi fino da Innocenzo Vili

ne da duecento uomini a cavallo armati con lance. Ma osserva il


Cancellieri,
ne' suoi Possessi, pag.

1484

esistesse

una

guai--

dia del coi'po del Sovrano Pontefice, e forse degli stessi cavalleggieri,
si

che la prima menzione della guardia de' Cavalleggieri, si fu nel


solenne
ingresso che fece
in

II 8,

vedr in seguito

parlandosi

dei

loro quartieri.

Leggo poi nel Bur-

Roma

Marcantonio Colonna il Trionfatore, ai 4 dicembre 1571, per ordine di s. Pio V, perocch dalla relazione
fattane

cardo, Conclavi de' Pontefici, ed in quello per 1' elezione di detto Papa,
eh' egli
soldati alla guardia,

deput Paolo Orsini co'suoi o custodia del


sti-

aver

dall' Albertonio si conosce preceduto ]Marcantonio il ca,

palazzo apostolico, col consueto

pendio; che nel conclave per

l'elezio-

pitano della guardia del Papa, colle guardie (forse i cavalieri fedeli o
della fede, o della

ne di Alessandro VI,
cavalleggieri facevano
la

le ronde dei continuamente

colomba
,

istituiti

ronda avanti
il

il

palazzo vaticano;

sotto Paolo IV, che in appresso di-

e che

successore Pio III nel

i5o3,

vennero Lande spezzate) e che seguivano il magistrato romano i


Cavalleggieri del

fece capitano del palazzo apostolico


il

nipote marchese Giovanni Saluz,

Papa,

quali

zo

chiudevano la cavalcata. Tuttavolla, leggiamo nei ruoli della famiglia


pontifcia, del luglio
tificato di

i555, nel ponPaolo IV, che gi i cai

valleggieri esistevano a quell' epoca,

essendo poco dopo Papa, parti dal palazzo apostolico, e pass ad abitare altrove. Rileviamo dal Lunadoro, Relazione della corte di Roma, Bi'acciano 1 646, che il Papa aveva per guaril

quale,

morto

il

giacch dopo

capitani di Castel

s.

dia della sua persona

due
;

compaed
i

Angelo, e
strati

della

guardia,

prima

gnie di cavalleggieri, composte ognu-

del capitano degli svizzeri, sono regi-

na

di cinquanta individui

due

due capitani

de' cavalleggieri

capitani, e gli alfieri di esse veniva-

capitani

custodiae equituni levis orniaturae , con parte di pane e vino, che ricevevano dal palazzo
apostolico
;

no nominati dallo

stesso

Pontefice

ruolo eh'

il

pi antico

degli esistenti in quell'archivio, laon-

de
sia

si

pu congetturare, che
di

l'istitu-

con apostolico breve ; che tanto i capitani, gli alfieri, ed ulfiziali dei cavalleggieri , venivano in uno ai cavalleggieri pagati ad uso di guere con emolumenti e mancie ra
,
,

zione

questa

guardia
23

pontifcia
il

anteriore

a Paolo IV,

quale
1

che dodici cavalleggieri, e quattro lancie spezzate erano continuamente


di

ascese al trono ai

maggio
i

555,
co-

guardia

al

palazzo apostolico.

leggendosi
della corte,

ne' successivi

ruoli,

stantemente registrati fra


i

signori

noto poi, che i soli ufficiali de' cavalleggieri erano nobili, e che ogni

due capitani. Anzi abbiamo dalla vita di Sisto V, creato nel 1 585, che avendo Nicol
predetti

nuovo
i

Pontefice, se

capitani,
i

cimento
fratelli

non confermava ne dichiarava a suo piaprimari signori, o i suoi

Azzolino,
e cui

capitano de' cavalleggieri

e nipoti,

come

rilevasi in di-

parente del
il

Cardinal

Azzolino

versi articoli di questo Dizionario.

ucciso con
il

Papa amava teneramente, uno schioppo in una rissa

tefice

sao

alfiere, gli fece tagliare la testa.

nel 1676 divenne PonInnocenzo XI, che avendo introdotto nel palazzo la moderazione,

Appena

-il

CAV
neces-

CAV
devano il corteggio con mano, per rimovere nelle
impedimenti;
le

abol porzione della guardia de'cavalleggieri, accresciuta senza


sit,

lancie

in
gli

strade

mera
do

con grave dispendio della caapostolica. Il Bonanni, Gerar-

e che
il

quali seguivano

dopo i prelati, i Papa, cavalcavano


vessillifero

chia ecclesiastica, pag. l\^o, parlandei famigliari del Papa, dice che dei

compagnie

de' cavalleggieri coi loil

ro capitani, ed

colf in-

nell'anticamera vicina a quella


bussolanti,
ri,

dopo

la sala de' palafrenie-

segna della Chiesa l'omana. 7-^. Chattard. Descrizione del Valicano, to-

assistono alcuni cavalleggieri coldella figura, che

mo
delle

II,

pag.

i6o, e i6i, ove parla


risiedevaNeil' edizione poi

r abito a seconda
riporta
al

anticamere,^ in cui
cavalleggieri.

num.
ad
tutti

i4^

pag-

cio sotto-abito

arbitrio,

4^6, ed una
di

no

giubba,

che

indossavano

del Lunadoro, del 1774? viene confermato che i cavalleggieri erano divisi

panno

rosso,

con maniche pendenti


;

in

due compagnie,
,

coi loro catutti

sino al ginocchio, guarnita di oro

pitani, e cornetti

dipendenti

usando sempre

stivaletti di

drappo
al

nero, cogli speroni, spada

fian-

immediatamente dal prelato maggiordomo. Ma dopo l'invasione dello

co, bandoliera di

color celeste tri-

stato pontificio operato

da' fran-

nata d' oro attraverso del corpo ed una pistola in mano, che riposavano sul braccio sinistro. Aggiunge, ch'erano divisi in

cesi,

nel declinare del secolo decor-

so,

restando

soppressa
il

la

guardia

de' cavalleggieri,

gnie,

comandate
e

ciascuna

due compada un
diversi
uffi-

Pio VII, nel

nuovo Pontefice 1800, con suo moto


l'

proprio, approv

erezione del cornobili


pontificie

distinto
ciali
;

capitano, con

po

delle guardie

che quando
la citt

il

Papa procealcuni
ca-

de per
vallo

in pubblico,

cavalleggieri lo
,

precedevano a
la

per

{sbarazzare

strada
carroz-

con decreto della congregazione economica del sagro palazzo a|)ostolico, giacche molti nobili romani, e dello stato ecclesiastico si erano offatta
ferti

da qualunque impedimento, mentre

di

supplire alla guardia de'ca-

un

drappello ne seguiva

la

valleggieri.

za, la lettiga, o la sedia,

secondo che o

l'una o l'altra era usata dal Pontefice.


Il

tieri,

medesimo Bonanni, a pag. 477>


le

"i-

avevano due quarcon abitazioni, e scuderie pei Vaticano, che al cavalli tanto al
I

cavalleggieri

portando

testimonianze di diversi

celebri cerimonieri, osserva,

che anponti
de' caval-

Quirinale presso la residenza del Papa. Il menzionato Chattard, al

ticamente nell'appartamento
fcio,

tomo
detta

III,

ig.

dopo

r anticamera

tiar della n^al


dti'

32 3, descrive il Quirguardia del corpo,


presso
il

leggieri, eravi quella degli scudieri;

cai>allegg!eri

^asitua-

ma

dopo che Innocenzo XI regol

tcano.

Questo quartiere era


la

le guardie delle anticamere, iella anticamera della bussola di dama-

to presso

porta
,

di

Roma
poscia
il

chia-

mata
questo

Posterula
oggetto

che

per
di

sco

eranvi

di

guardia
1'

cavalieri
il
i

prese

nome

lancie spezzate,

alfiere e

tenencornetti
i

te della gtiardia svizzera,

delle

compagnie
alcuni

de'cavalleggieri,
altri,

lo-

porla Cai'alleggicri , in un luogo chiamato il predio Alagdlo o Ma' cello , che vuoisi eretto da Innocenzo
Vili,
versi Pontefici,

ro capitani ed
valcate

e che nelle caprcce-

cavalleggieri

ed ingrandito da dimassime da Paolo V,

CAV
con

CAV

fc3

opportuni peidelle guardie, e per la i' abitazione scuderia decloro cavalli. L'Alveri, Roma in ogni stalo, parte 11, pag.
lutli
i

comodi

et

vexilliferis

splendide

ornati

omnes armati thorace

ferreo, et

superinduti sago manicato,

pur-

tj

24 1>

dice che presso la porta

Ca vai-

pureo, hastas praelialas defei'en" tes, in quarum summitate quae>

leggieri evvi l'abitazione

dia pontificia,
d'

perla guarfabbricata nei tempi


e
il

dam
flavi,

pai'va vexilla
et

appensa erant
coloris ".

purpurei

Ab-

Innocenzo Vili;
suo

Cancellieri

nel

Mei calo,

pag.

242 aggiun-

ge, che la porta Cavalleggieri cos

biamo, che nel possesso preso, nel i644> da Innocenzo X, la vanguardia de' cavalleggieri and avanti per
far isgombi-are
i

chiamata dai
tal

vicini alloggiamenti di

capi di strade,

e- le

guardia, di cui soleva essere cail

piazze dalle carrozze.

Dopo

la letti-

pitano
il

nipote del
i

Papa regnante,
a-

quale gotleva

proventi della stes-

bette de' cavalleggieri, e

ga del Papa, seguivano due tromdue paggi

sa porta.

Vicino poi al palazzo


fece edificare

poslolico del Quirinale, nel

1732,
il

Clemente XII

pa-

con lancie dorate, e giubbe ricamate di velluto turchino, armati d'arme bianche, e cimieri in testa, con

lazzo della consulta per gli uffizi di

ornamento vaghissimo
vari colori,

di

piume

di

questa congregazione, per quelli dei


brevi, e per le guardie dei cavalleggieri
,

e corazze,

cui quartieri ed

abitazioni

sono ora

occupati
le

dalle

guardie nobili, come


loro cavalli.

scuderie dai

portando lo stendardo di santa Chiesa, il marchese de' Cavalieri, ed andando avanti di esso due capitani Panfilio, e Naro, con i ricchissime giubbe di velluto cremisino tutte ricamate d' oro, seguitati
dalle

La guardia
la

de' cavalleggieri,

come

due loro compagnie

de^ caval-

guardia del corpo del Papa, finch esistette, sempre intervenne a tutte
le

leggieri colle cornette, cinti

d'arme
tri-

bianclie e casacche di scarlatto

tunzioni, e se

ne

fa

menzione

ai

nate

d' oro,

banderole

di

taffett

luoghi opportuni pei servigi, che ren-

turchino e giallo in cima delle lan-

deva, particolarmente agli articoli Cavalcate, CArPELLE Pontificie, e Treni.

Nel possesso preso, nel lyy^, da Pio YI, precedevano a disgomcie.

Solo qui avvertiamo, che se


in

il

brare

le

vie alcune coppie di caval-

Papa andava
capitani
il

carrozza,
vestiti

detti

leggieri

seguivano
solenni

in abi-

to nero, senza paggi, e senza vessillifero.


JNei

con lancie e cimiero di piume bianche e rosse, vestiti di casacche rosse, ornale di velluto cremisi, e galloni d'oro, seguiti

possessi dei
abiti

Papi
il

da due

ciivalcaiono con

bellissimi,

lancie spezzate colie loro


di

armatui-e

perch ne daremo qui alcun cenno. Erano essi, che aprivano tal solenne ^ompa, ondesi legge nel possesso preso
nel 1090,

acciaro, ordinando la cavalcata. Appresso poi la carozza pontificia cavalcavano due trombetti de' cavalleggieri,
le

da Gregorio XIV: Praei-

e quindi quattio paggi colGiustiniani,

bat ctnluria equiluni Lcvis arniaturae de custodia ss. quasi ad viain diri^endaii.

lancie erette, precedute dai prinAltieri,

cipi

Mattei,

Chiudendo la cavalcata Demum quasi poslremum agmen M mililes brevis armaturae de cu:

Santa Croce, capita! della stessa guardia, con armature di acciaro


e ricca sopravveste,

in

mezzo

dei

studia

ss.

cum corum

capitaucu,

quali ciu

marchese Naro,

vessilli-

a4
fero di
s.
i

CAV
Chiesa con bandiera spiecornetti, e
le

CAV
ctus

Equilis

Pontificii.

Grado
nella

gata
I

compagnie
de' caval-

dignit di quello,
pontificia

che

corte

de' cavalleggieri.

ha

menzionati
fino ai

capitani
ruoli
di

cavalli del

la cura generale dei Papa, e di tuttoci che


ulliciale palatino

leggieri,

tutto

il

ad

essi

appartiene,
e cappa
I,

pontificato di Pio VI, erano


strati

regisi-

della classe dei camerieri segreti di

nella categoria di Diversi

spada
nel

laici.

Il

Muratori,

gnori della corte,


castellano,
rizzo ec,

prima del
e

vice-

tomo
le

delle Dissertazini so-

del foriere,

cavalle-

pra

antichit italiane, nella quar-

godendo ancora le porzioni di pane e vino ; ed il maestro di camera nella distribuzione delle medaglie, ne dava loro uno d'oro e l'altra d'argento per cadauno.
P^.

ta degli uffizi della corte dei re antichi d' Italia, e degl' imperatori, di-

ce a pag. 32: " Trovasi nel palaz-

zo dei re longobardi lo stratore, che oggi chiamano cavallerizzo,


il
>

Ordini, e regole che


_,

si

cui ministero consisteva in asil

dovranno

osservare dalle compa-

sistere

re allorch voleva sali-

gnie delle guardie de" cavalleggieri

re a cavallo, con tenei'gli la staffa,

di Nostro Signore Clemente XI, Ro-

ma 7 3 CAVALLERINI Giamacopo, Car1


1

giacch
staffe,

ed aiutarlo in altra maniera; non so se 1' uso delle


certamente
incognite
greci,
si

agli

dinale. Gianiacopo
bile
,

Cavalierini, no,

antichi

romani e

fosse

nacque a
cato

romano oriondo di Modena Roma, nel iGSg. Avvotratt le della curia romana
,

cause
lati
,

forensi
le

ed
Vili

ascritto

ai pre-

i
>

per anco introdotto fra i longobardi. Non pochi dei re de' secola loro li susseguenti ( tant' era riverenza a s. Pietro) non isde-

giudic

per
,

destinazione

gnarono

di tenere la staffa ai ro-

di

Alessandro
dell'

come luogo;

mani
>

Pontefici, e la briglia nelle

tenente
fizio
,

uditore di camera
venti

uf-

solenni funzioni.
stabilito

Talmente s'era
di

cui

sostenne per

an-

quest' atto

ossequio

ni
za,
gli

con tale integrit e robustezche Innocenzo XI lo ascrisse auditori di Rota , ed Innocenzo


gli

verso
derico

vicarii di Cristo,

che Fe-

XII

affid

la

nunziatura

di

Francia, durante
Pontefice, ai
1

la quale,

lo stesso
1

2 dicembre del
s.

695,
della

lo cre Cardinal prete di

Barto-

lommeo

all' Isola,

e prefetto

segnatura di giustizia; poi lo ascrisse alle congregazioni

Barbarossa, allorch nel 1 55 , venne verso Roma per prendere la corona imperiale, avendo ricusato di prestarlo ad Adriano IV, non fu ammesso al bacio del piede dallo stesso Papa, come si ha dalle memorie di Cencio Camerario, e da altre stoI,

del

concilio

rie,

s'

imbrogliavano
questa
contesa.
i

forse

gli

dei vescovi e regolari, di Propaganda, e parecchie


altre.

affari

di
si

Ma

co-

Mori a Roe
ai
s.

tanto

adoperarono

pi vecchi,

1699, ^' sessanta anni, fu sepolto in chiesa di s. Carlo


nel

ma,

e r autorit de' principi, con alle-

Catinari, innanzi la

cappella

di

gare l'antica consuetudine, che fu stabilito: quod domnus imperator pr apostolorum principis, et
sedis apostolicac rcverentia

Paolo,

CAVALLERIZZO
Pai'a.

maggiore del
Pracfe-

exhi-

Praefcctus

stabuli ,

beret statoris oificium, et strcugam

CAV
domno Papae teneret ". In lin* gua longobardica lo slratore era chiamato marpahis , e clic fosso
,

CAV
essere antico
alla scuderia
il
l'

ri5 di

uffizio

presiedere

pontificia,

Bonanni

nella sua

osservando Gerarchia, pag.

questo un uffizio splendido lo pu dedurre da Paolo Diacono,


,

si
il

471, che nell'ordine romano nono


dell'anno 'Tqo, nel pontificato di s. Gregorio I, a carte 98, si nomina prior stabuli. In im documento riportato dal Galletti
pag.
2')8,
,

quale
sere

nel
stato

lih.

2.
,

e.

9,

scrive, es-

Gisolfo

nipote

del

re

Alboino , vir per omnia idone.us qui cidtni slraLor crat, queiii lingua propria marpahis appellont. JVella corte de' principi di Benevento
di

del

pontificalo

Del Priniicero di Beneio 12,

detto Vili, che fu clelto nel


si

pare, che

vi

l'ossero

pi d' uno

questi

marpahis,

trovandosene

Martinus slrator pontificalis Soggiunge il medesimo autore, che slrator ponvede sottoscritto certo
,

menzione nella cronaca del monistero di Volturno, nelle carte degli arci-

tificalis

era quegli, che sollevava


cavallo,
lo

il

Pontefice da terra, quando

doveva

Benevento, e nella cronaca di santa Sofa, tom. VII della Italia sagra. Leggiamo nel Macri al vocabolo Slrator, essere esso stavescovi di
to
di

montare sul do il freno

eil

indi tenen-

addestrava per qual.

che spazio della strada E raccontando r Anastasio le onorificenze rese


II

un

uiiziale

della corte

imperiale

da Pipino
detto
III,

al

Pontefice
fece

Stefano
le

Costantinopoli,

che

aveva

cura

dice che

veci

di mettere a cavallo

l'imperatore;

di slratore. Nel possesso preso

da Leo-

ed il collegio di quei ministri era chiamato Scholae Stratorum^ appellandosi il capo prolo-stralor. Finch dur il sagro romano impero, l'elettore di esso duca di Sassonia, avea la dignit di cavallerizzo perpetuo del medesimo impero ; e lincile
i

ne

nel

i5i3,

si

dice che appres-

so a diversi principi e cavalieri pro-

cedevano dei maestri di pi di quaranta famigli


vestiti
11

stalla,

con

di

stalla

di

rosato.
di cavallerizzo soltanto eb-

nome

be origine nei primi del secolo

XV III,
le

vescovi furono

sovrani

delle

come

in progresso

si

vedr. Stante

loro diocesi, alcuni ebbero per cavalleizzo


datarii,

vicende

de' tempi,

uno de' signori come il vescovo

loro
di

feu-

Roma

sotto

ed il sacco di Clemente VII, i pi


apostolico
al jiontificato di
1

Cahors

antichi ruoli del palazzo

(Fedi) e quello di Utrecht. Ed il czar di Moscovia, prima che Pietro


I

non rimontano che


Paolo IV,
strati

eletto nel

555. In

essi

diminuisse la giurisdizione del

fra gli officiali

patriarca di Mosca, teneva


la briglia e la
stalFa.
F'.

ad
l'

esso

maggiori sono regidue maestri, ed un sotto mae-

Sopra
il

uso

stro di stalla,
vienti alla

mentre

gli altri insersi

di tenere la staffa,

Ducange

scuderia del Papa,

ri-

ad Cinnamunij pag. ^']o. Stefano Estevc scrisse, De ritu tencndi fraenunij


et

siaphades

summis Ponli-

portano all'articolo Famiglia Pontificia. In altro ruolo si leggono tre maestri di stalla, che avevano

ficibus ah

Imperatoribus Dagli articoli Cavalli e Cavalcate si vede quanto era antica la consuetudine nel Sommo Pontefice

pane e vino, ed altre


e cinque
Si cavalli

distribuzioni

dal palazzo apostolico, quattro servi,

legge ancora, che


di

per loro servigio. il maestro di

di cayalcare, e perci

quanto debba

stalla

Paolo IV

ebbe nella

co-

26

CAV
seguito
i

CAV
cavallerizzi ricevettero scudi

Fonazione pel vestiario velluto nero, canne quattro e mezza, damasco leo-

sessanta in

compenso

del cavallo a lo-

uato canne quattro, e raso cremesino rosso cann una e mezza, laon-

ro spettante. Cos\ nelle antiche note delle medaglie, che il palazzo apostolico

de

rilevasi

il

modo come

allora ve-

dispensava ai

tiinigliari pontificii

Evvi pure registrato, che certo Nicol de Belis, maestro di stalla di Giulio III, e Marcello II, procur di entrare a servire Paolo IV, mediante le commendatizie del CardiMal Pisano, loccli dimostra eh' erano amovibili. Quindi ne' posteriori ruostiva.
li
i

in occasione del solenne possesso del

Papa, e
la festa

nell'

annuale ricorrenza delprincipi degli apostoli


,

dei

evvi assegnata fra quelle, che distri-

buiva

il

prelato

due medaglie

d' oro, e di

maggiordomo di due d'ar-

capi

della

pontificia

scuderia

gento pel cavallerizzo maggiore del Papa. Allorch il novello senatore


di

stalla,

continuarono a chiamarsi maestri di e nel pontificato di Clemente

Roma

fa

la

cavalcata nel solen-

X, e dal 1675 in no sopraintendenti


sotto

poi,

si

appellaro-

alla stalla, finch


si

Clemente XII,
il

ebbero

sta-

bilmente
giori
sili

titolo di cavallerizzi

con quarantacinque scudi


Difatti
si

magmen-

ne possesso, per cui il palazzo apostolico somministra il cavallo nobilmente bardato, incombe al cavallerizzo maggiore presentarglielo, dopo che abbia ricevuto dal Papa lo scettro. Finch venne eseguita la presentazione della chinea, o

d' onorario, oltre la

parte di pa-

mula bian-

lazzo.

legge nella prefazio-

ca magnificamente bardata, per censo del regno di Napoli al Pontefice,

ne
te

dell' Istoria delle guerre avvenuper la successione alla monarchia delle Spagne , del mai-chese Francesco Maria Ottieri, Roma 1828, che essendo egli stato fatto da Innocenzo XI II soprai n tendente della

siccome al cavallerizzo maggiore spettava detta chinea e sua bardatura,


cos erasi

convenuto
il

coli'

ambasciari-

tore straordinario contestabile Colon-

na, che ogni volta

cavallerizzo

talla

pontifcia,

il

di lui successore
il

Benedetto

XllI non solo

nella cospicua carica,

ma

conferl' o-

ceverebbe trecento scudi in compenso dell'una e dell'altra. Avanti di


descrivere
le

incumbenze e prerogaprimario
prepontificia,

nor col titolo di cavallerizzo^ e per maggior decoro gliene fece spedire
il

tive in vigore per questo


uffiziale

della corte

corrispondente breve apostolico in

metteremo alcune

notizie sull'inter-

data

i4 luglio 1727, ed in luogo


tenuissimo
stipendio
gli

dell' antico

di

novantadue paoli mensili,


quello
di

diede
tutto

cameriere segreto,
il

confermando
XII, e
gli

successore Clemente
Pontefici,

vento de' maestri di stalla ai solenni possessi dei Papi, e gli onori funebri resi loro in morte. Rilevasi pertanto dai Possessi descritti da Cancellieri, che in quello
preso al Laterano da Gregorio XIV,
nel

altri

Dagli sgravi della scuderia e stalla pontificia del sagro palazzo del pontificato d' Innocenzo XIIl si ri-

1590, dopo
il

gli

scudieri,
stalla

ince-

deva

maestro

di

di

sua

Beatitudine con diciotto chinee bianche, quindici coperte di gualdrappe


di

che in morte di quel Papa r Ottieri con ordine del Cardinal Albani camerlengo di.s. Chiesa, ricevette in dono un cavallo; ma in
leva,
,

broccato d' oro ornate di piastre


fornimenti d' argen-

intagliate, e di
to,

e tre di

relluto cremisino,

con

CAV
Irine,

CAV
guisessi

!i7

frangio e fiocchi cVoro,

date
vestili

a
di

mano da

diciolto

fauiigii
lettifi-

Clemente XIII, Clemente XIV, e Pio VI, che furono gli uldi
il

losso, seguiti

da tre

timi a prenderlo in cavalcata,


vallerizzo
si

ca-

ghe, e da monsignor prociuatore


scale.

Ed

in

altra descrizione di tal


il

cavalcata in idioma latino


di stalla
ctus.

maestro
leg-

viene detto stabuli praefepoi singolare quanto


si

vede cavalcare col foriere maggiore, e sebbene Pio VII, nel 1801, lo prendesse in carrozza, avendo avuto luogo la cavalcala

ge nel possesso preso da Leone XI, nel i6o5, che cio appresso ai maestri di strada cavalcava Pompeo Frangipani cavallerizzo maggiore di sua Santit, mentre lai titolo in corte pontificia non era ancora in
,

prima de' camerieri d'onore, cavalcarono ambedue nel loro abito nero di gran formalit. Allorch poi
il

Papa cavalcava, incombeva


maggiore
di

al ca-

vallerizzo
il

presentargli

cavallo, e di riprenderlo allorch

ne discendeva,
strato

supplendo

al

prin-

uso; ed perci, che in quello preso nel medesimo anno da Paolo V,

cipe assistente al soglio, e al magi-

romano, quando non


staffa.

interve-

vedono seguire le lettighe pontificie dal maestro di stalla Lelio Cinsi

nivano, nel consegnargli


tenergli la

le redini,

quini.
11

Per riguardo poi

agli

onori fune-

Lunadoro

pei' nella

Relazione

bri resi ai cavallerizzi

stampata nel 1646, dice a pag. i4, che un gentiluomo di qualit era il maestro di stalla pontificio, dappoich non era
della corte Hi lioniOj

Papa
la
dell'

maggiori del Diari di Roma ne fanno

descrizione.

Dal
1

anno

74

numero 3750 abbiamo quella pel

soUlo
ria.

il

Papa dare

il

titolo di caval-

marchese Vas-Pietramellara cavallerizzo coadiutore di Benedetto XIV,


esposto nella chiesa pan-occhiale dei

lerizzo a chi presiedeva alla sua scude-

Pure Leone XI

die

il

titolo di ca-

maggiore a Pompeo Frangipani, cavaliere principale romano. Aggiunge poi il medesimo Lunadoro a pag. 18 5, che nella corte de' Cardinali era vi il cavallerizzo maggiore al quale, fi'a le altre cose, incomheva di aiutare il Caixlinal a monvallerizzo

ed Anastasio a Trevi, ss. Vincenzo con trenta fiaccolotti, e l'assistenza di tutta la camera segreta, e famigliari del Papa, cantandovi la messa monsignor Boccapaduli elemosiniere,
coli' assistenza
stri

dei cantori

mini-

Nel Innocenzo XI, si trova che vi cavalc il maestro di stalla del palazzo apostolico. Nuovamente nel possesso di Clemente XI, preso nel 1700, si legge, che col foriere maggiore cavalcava il cav.
tare, e discendere dalla carrozza.

Dal medesimo Diario dell'anno 1771, si ha il funere cedella

cappella
del

pontificia.

numero 8326
lebrato
nella

possesso

del

1676,

d'

chiesa

del

Gesii

al

defonto

conte

Alessandro Petroni,

Spoleti cavallerizzo;

quindi,

nel

maggiore di Clemente venendo vestito il cadavere con abito da citt di cameriere segreto laico, contornato da quaranta cerei. Monsignor Garampi, segretario
cavallex'izzo

XIV,

1611, , in quello d' Innocenzo XII, il marchese Otlieri soprastante, o


sopra in tendente della stalla di nosti*o
Signore, che poi,

della cifra, cant la messa, assistita

dai musici, ministri e chierici della

cappella pontificia, con l'intervento


del prelato
la

come dicemmo,

fu

dichiarato cavallerizzo. Indi ne'pos-

camera

segreta

maggiordomo con tutta E dal ( Fedi ).

a8

CAV
stinguerlo dai

CAV
nit vi sono meiletti
neri,

numero 5i4> dell'anno 1779, si ha la descrizione delle esequie e pompa


funebre celebrata pel marchese Gerolamo Serlupi Crescenzi , cavallerizzo maggiore di Pio VI, nelle quali cant la messa monsignor Stay
segretario
de' brevi
ai

per didi

camerieri
di

segreti so-

prannumerari e

onore
si

spada

e cappa: nel resto l'abito eguale,

meno

la collana,

che

usa da questi
il

ultimi. Cos usa ancora

collare

principi, coi

bragiuole, con manichetti di merletti

cantori

ministri

della

cappella

bianchi, ed al fianco cinge la spada

pontificia, e coli' intervento dell'an-

ticamera
siastica

segreta del

Papa

eccle-

che secolare. Attualmente il cavallerizzo maggiore del sovrano Pontefice, che nelle sovrane corti secolari equivale al grande scudiere, il terzo camerieie segreto di spada e cappa , come il secondo iiffiziale nell'amministrazione
del

con impugnatura d'acciaro. Per il cavallerizzo usa inolti'e una nobile montura di panno rosso ricamata d'oro, con bavaro e mostre alle

mani,

di velluto nero, cappello piu-

mato con granoni

d'oro, sotto abito

bianco, calze di seta bianca,


i

scarpe

palazzo
e

apostolico,
alle

dappoich non solo sopraintende


scuderie
pontificie,
agli
ufllziali

sue

appartedi

con fibbie quando porta calzoni, mentre usando i pantaloni si pone sotto gli stivali , e spada civile con elsa dorata. Questa montura di due specie, cio una pi nobile e
ricca dell'altra.

nenze,
esse
di
,

ed individui

La pi

bella ado-

ma

in virt dei

motu-proprii

perata da lui nelle visite de' novelli Card'mali


,

Leone XII, e

del regnante Gre-

od

in occasione di qual-

gorio

XVI,
il

fa

parte della congre-

gazione
prefetto

amministrativa palatina, di
prelato

che solenne convito, che imbandisca il Papa, e l'altra nei viaggi, e nelle
villeggiature pontificie,

cui capo

maggiordomo,
apostolici.
si

mentre
in

il

sudtutte

de' sagri

palazzi

descritto abito nero

si

porta sempre

Questo cospicuo impiego


liberamente
fice

concede

dal

cavallerizzo

maggiore
,

da ogni nuovo Ponte-

le altre

sue rappresentanze ordinarie


Il

ad un cavaliere fornito delle opportune cognizioni a s vasta azienda, solendosi talvolta da lui conferquello del predecessore,

solenni.

Falaschi

nella

sua

Gerarchia ecclesiastica j e famiglia pontifcia j Macerata 1828, a pag.


125, parla di questo personaggio, ne riporta la figura in montura, vedendosi a pag. 127, quella di cameriere segreto laico, in abito nero nel modo superiormente descritto.
e
Il

mare

come

merit di esserlo il presente cavallerizzo maggiore barone Giuseppe Testa Piccolomini romano, il qua-

nominato all'onorevole carica da Pio VII, ci venne confermato da Leone XII, Pio Vili, e Gregorio
le

cavallerizzo,

oltre

alcuni

emo-

lumenti,
al

percepisce cinquanta scudi

XVI.
L'abito ordinario del cavallerizzo
di
citt

rnese per onorario, e

gode l'uso

del frullone palatino, ricevendo nelle

tutto di color nero, cio

suindicate
di

epoche

quattro medaglie

scarpe

con

fibbie

calze

di

seta

calzoni e gonnella, corpetto, e abito


di

panno n(no

nell'
Il

inverno, e di

nonch le distribuzioni delle candele, palme, Agnus Dei benedetti ec. Allorquando il Ponteargento,
fice

seta nell'estate.

mantello sem-

esce

dal palazzo

coi

treni
il

di

pre di seta, e sovr'esso nelle solcn-

citt,

pubbhci,

nobili,

cavai-

,,

CAV
Joiizzo

CAV
palati-

29
e che

precede

in

frullone

altre cose

che

il

riguardano,

foriere maggiore la cariozza Papa, di cui apre e chiude lo sportello quando ascende e discende,
col

no

del

pure vengono trattate agli articoli Trem, e Camerieri del Papa, ed altri,

dicendosi a quest' ultimo dei privie delle prerogative accordate dai


alla fami-

uflizio

che esercita verso

il

Pontefice

legi,

anche nei
seguito,

viaggi, se egli fa parte del


tal incarico

Pontefici ai loro cavallerizzi maggiori


,

non cedendo
ed

che

siccome appartenenti

ai sovrani, alle sovrane, ai

Cardinali
seco in
si

glia nobile, e precisamente al titolo


I,

agli ambasciatori,

al

maggiordodeve

De" Camerieri

segreti partecipanti^

Papa porta carrozza due Cardinali. N


il

mo, quando

e al titolo HI. AI cavallerizzo inoltre spetta la cura


della portantina
i

lacere, che fino agli ultimi dei de-

specie di lettiga, che portano


frenieri

palanella
gli

corso secolo,

il

cavallerizzo precede-

sediari
il

pontifcii,

va a cavallo

la

carrozza

pontificia

quale
sia

si

asside

Papa quando
le

andando per
ultimo

la citt,

ed allo sportello

di peso

ascendere

scale, per

da and anche nella seconda muta palatina. Prima che il Papa


nei viaggi e nelle villeggiature, e

esca dal palazzo,


le

il

cavallerizzo riceve

istruzioni dal prelato

maestro di

camera tanto per la strada che deve fare il treno, quanto pei luoghi ove
deve andare, ed allora ordina al che in un alle velette dei dragoni ne percori-a la via; per
si

cui il cavallerizzo va allo sportello, che apre e chiude, invigilando che Quando sia portata con sicurezza. non si usavano le carrozze, tanto i palafrenieri, che i sediari pontifcii, dipendevano dal cavallerizzo maggiore; quindi ne' primi del secolo

XVIII
sediari,

vi

restarono

soggetti

soli

battistrada,

tutte le

altre ingerenze
egli

proprie del

che poi nel secolo corrente non lo furono pi per le riforme Sopra questo della corte papale.

suo
rizzo

uffizio,

se

la

intende
Il

con

argomento possono consultarsi


guenti autori,
cio
gli

se-

monsignor maggioidomo.
segreta
,

cavalle-

per quello che


del cavalleprincipi
,

inoltre fa parte della

camera

riguarda pure
rizzo nella
il

uflici

e perci in essa interviene


il

corte

dei

ed

tutte le volte, che


co' suddetti

Pontefice esce
ricelet-

anche

cavallerizzo, che esercita e


i

tieni

nonch pel
e

ammaestra

cavalli,

insegna ad
il

vimento
tura
di

di

sovrani

sovrane,

altrui a cavalcare,

come

cavalle-

decreti

per

beatificazioni,

rizzo d'opera della pontifcia scuderia

concistori pubblici e segreti, imposizioni di berrette ai nuovi Cardinali,

che,

prima in abito nero


,

ed

ora in montura
la

addestra la
nobili

mu-

cappelle, processioni,
visita

pontificali,

cui

nei

treni

cavalca

della

basilica

vaticana ne' ve-

nerd di marzo,
in quella
piedi,
il

ed in altre circoil

stanze per le quali


basilica.

Papa
egli

si

rechi

Se

vi

va a

cavallerizzo Io precede cogli

altri cubiculari,

ma quando
(

il

ascende
il

la

sedia gestatoria

Papa Vedi )

monsignor crocifero colla croce astata del Papa: Claudio Corte, il Cavallerizzo, nel quale si traila d tutioci che riguarda i cavalli, e che a buon cavallerizzo si appartiene, Lione 1578; d. Giovanni de

Gamba

La
,

ragione

dell' arte

del

cavallerizzo va presso di essa, nel

cavalcare

Palermo 1606: ed An,

modo

che

dicesi all'articolo

Cappelle
si

tonio Locatelli

// perfetto cavaliere,

Pontificie

{Vedi)^ ove

dicono

opera corredata di stampe miniate,

3o
rappresentanti
cavalli,

CAV
le

CAV
specie

varie

dei

della
tro,
il

loro
p.

docilit

qualit

ed

al-

Milano iS-zS.
,

Menochio
;

nel

tomo

111 del-

CAVALLO

Eqnus

Caballux.

le

sue eruditissime Stuore, alle pag.


1

Questo vocabolo pei naturalisti indica un animale quadrupede , che facilmente si rende docile alla volont dell'uomo, e lo porta sul dorso,

58
nel
te

583 e 591 1774 pubblic


,

il

Garzoni che
e
distinguere

in Venezia, V Ar,

di ben conoscere
de:"

la qualit
tutto

cavalli j

ma

soprat-

e tira

carri,

le

carrozze

simili.

Nostro scopo non di parlare di quest'animale tanto conosciuto , se

degna di leggersi T opera stampata in Milano nel 1825 di An

tonio Locatelli intitolata, // perfetto

non

se per dire di quelli usati dai

cavaliere, corredata
in foglio di

di

un volume
de' cavalli,

Papi, e da altri della gerarchia ecclesiastica.

stampe miniate^ rapprevarie specie

Tuttavolta

ci

permetteresi

sentanti

le

mo
l'

dire

che

cavalli

credono

incominciando

dal selvaggio,

ed

originarli della pianura elevata del-

loro differenti mantelli. Quest'opera

donde si sono sparsi in rimanente del continente, e ci permettiamo ancora di riflettere col Buffon, che l'uomo per mettersi
alta Asia,
il

ancora accompagnata
to Buffon
di

dalla storia
cita-

tutto

naturale del cavallo scritta dal


;

dalla scuola di cavalleria


,

Guerinlerc

contenente

la

cono-

in sicurezza, e per rendersi


dell'

padrone

scenza, r istruzione e la conservazio-

universo vivente,
fra

si

procacci

un

partito,

mezzo

agli animali, affi-

ne del cavallo con nuove aggiunte tratte dai pi recenti autori ; da al-

ne

di apporlo a tutti gli altri.

di conciliatosi l'amore del cane,

Quinche

cune osservazioni sul tipo di


za fissato al cavallo
artisti
s
i

bellez-

dai

pi celebri
,

ha

tutte

le

qualit
la

per

esigere la

antichi

che

sua benevolenza,
la del cavallo.

pi nobile con-

tutti

migliori squarci

moderni con cui

da
ce-

quista fatta poscia dall'uomo, quel-

lebrollo la poesia ec. ec,


le

infine dal-

Ora palpando l'uomo

memorie

e dalle descrizioni pi

blandemente, ora sforzando e pungendo cogli spei'oni il puledro generoso, lo persuade ad ubbidire al freno, ed a condurgli il cocchio, ripartisce con lui le fatiche della guerra
,

notabili intorno al cavallo.

Per quanerudizione,

to poi

pu riguardare

l'

e la gloria
,

de* combattimenti
i
,

possono leggere nella parte sesi conda dell' opera stessa Dei primi domatori dei cavalli, pag. 5o i ; Dei cavalli attribuiti ai numi, e adoperati ne^ sacrificii ,
e nei giuochi
;

de' trionfi
alla caccia

e
,

divide
tornei

suoi piaceri

ai

e alla corsa.

ed onorati di tomba, pag. 498


1

Or-

V. Dav. Wendeler, Dominium hominis in creaturas infr-riores , Wittembergae


1687. I' Reiskio scrisse Dissertatio de Irumpho romano per eqiios candidos facto, Luneburgi
1675. Innumerabili sono gli autori, che hanno scritto sulla nobilt'i, bellezza, coraggio,

namenti, onori e fregi accordati ai cavalli , pag. 5 3 ; Elenco de' cavalli


pili

celebrati,

pag.

527; Di

alcuni cavalli fantastici, pag. 544Da ultimo nella stessa citt di Milano, e nel

i83i Luigi Fcrreri pub-

blic con figure miniate l'opera del

e grandi pregi del

Passi na sul

modo

di

conoscere dai

cavallo, trattandadi molte cose considerevoli


,

denti l'et dei cavalli.


I

e prodigiose

de' pii ce-

romani Pontefici
che

pertanto pril'

lebii cavalli, degli onori resi

ad

essi,

ma

fosse introdotto

uso delle

, y

CAV
carrozze, allorch
si

CAV
recavano a
ce-

3t
ex
albo
fit

litudine

cassidis
et

in-

lebrare le funzioni nelle diverse basiliche e chiese di

dumento,

lune

demum
".
,

ascen-

Roma,
il

e in oc-

dit super
>

equum suum,
Bonanni

et valla-

casione di prendere
sesso
,

solenne pos-

tor a judicibus etc.


stesso

Onde
che
s.

osdiI,

ovvero

nei viaggi ordinarli,

serva lo

solevano cavalcare vm cavallo bianco,


la

cendosi ci del Pontefice

Leone

groppa del quale era coperla nei primi tempi con panno rosso. Di questa usanza si trovano frequenti menzioni negli antichi rituali. Il Conanni nella sua Gerarchia ecclesiasticaj cap.

abbiamo

44^, ' cui fu eletto. Ma il Galletti, nel primicero e secondlcero della Santa Sede racconta a pag. i4; che ritornando il Papa nella mattina di Pasqua
basilica
,

l'epoca del

a cavallo
tefice
s.

99, descrive il Pontefice e dice , che l' uso dei Papi di cavalcare rimonta al Pon_,

dalla

liberiana

al

palazzo

laleronense

quando discendeva da

cavallo, era sostenuto dal primicero,

Silvestro I, che fu elevato

alla cattedi"a apostolica

Tanno 3r4,
antiche pitnella chiesa

locch

si

deduce dalle
a
carte

ture

come

quella osservala dal

Torrigio
de'ss.

43o

ed il secondicero gli toglieva dal capo la corona , per cui non si sa comprendere, come il prior stabuli fosse quello , che la imponesse al Papa.
Nella vita di
si

Quatti'o Coronati, edificala dal

Papa

s.

Giovanni

Pontefice
di
s.

Melchiade predecessore Silvestro 1, e meglio lo si des.

ha, che essendo partito da

Roma

duce nell'oratono antichissimo dedicato al medesimo s. Silvestro I, dove


si

nel 525 per Costantinopoli , giunto che fu a Corinto, ed avendo pel suo viaggio bisogno d' un cavallo un
,

osservano
le

alcune

pitture

del

nobil

uomo

gliene somministr
effetto
lui.

uno
adodo-

settimo, o ottavo secolo


tanti

rappresen,

pie gesle di Costantino


quell'

mansuetissimo, che a tal peravasi dalla moglie di

Ma

dove vedesi
tiene
il

imperatore

che

po che

il

Pontefice.

freno del cavallo del santo Cos ancora nel palazzo


si

mand
le

il

Pontefice l'ebbe usato, ricavallo al padrone, il qua,

vaticano

vede

la

medesima

dipin-

tura, coU'iscrizione, constantinvs im-

che era divenuto cosi indomabile da non permellere che ninno il cavalcasse, dopo aver servito
al

vedendo

PERATOR

S.

silvestri EQVIFP^ENVMTENET.

vicario
al
s.

di Gesi Cristo, lo

Nell'Ordine
li

IX

del

pontificale Sade.

rimand
racconta

Papa

in
I

dono.

sburgense, riferito dal Martene,

Gregorio

ne' suoi

Tanto Dia-

ritibus antiquis, pag.

407

parlansi

loghi, cap. 8, lib. 3,

e viene riferito

dosi dell'elezione del Papa,

legge

dal Ciacconio.

Da

questo

mirabile


>'

Egrediens autem inde, cum ad inferiores gradus s. Petri descendit,


ibi

avvenimento vuoisi originata la tradizione, che vm cavallo venendo cavalcato


tefice,

stat equtis

vel sella pi-aeces-

soris

ponitur
,

ei

ad sedendum papationi
recaeteris

una volta dal romano Ponnon dovesse pi servire alCerto

rata

et accedentes

l'uso di verun' altra persona.

gionum

uno
ei

incipiente,
in

, che dalle

memorie
il

dell'archivio

respondentihus

hunc modum,
etc.

del palazzo apostolico

ho
,

letto,

che

" canunt

laudem

Hoc usque

essendo
to dal

morto
se
il

cavallo

cavalca-

" ter dicto, accedit prior stabuli, et imponit ei regnum, quod a simi-

Papa,

po, secondo

ne concedeva il corconsueto, e per lo

32
chieri,

CAV
dei coc-

CAV
palarzo
,

scortico, alla confraternita

che

gli

aveva
II,
il

preparato.
nell'BSS,

ma
i

la pelle

si

conservava in

L' imperatore Lodovico


recandosi ad incontrare
col
lo
I,

memoria nella scuderia pontificia. Anche Pontefici pi santi hanno sempre giudicato, che alla maegrado convenisse l'usare cavalli di bella corporatura. S. Gregorio I, Papa del Sgo, sebbene enst del loro

Papa Nistra-

prese

il

fieno del cavallo, e

guid per qualche tratto di

da,

come

riferisce

stasio.

Nel

medesimo Ana1099, venendo eletto


il

comiato
fetto

per

la

sua umilt, scrisse


pre-

nondimeno a Pietro suddiacono


del
:

patrimonio, che la santa Sede aveva nella Sicilia " Unum no bis caballum miserum , et quin-

que bonos asinos transmisisti. Ca liallum illum sedere non possum, quia miser est ; illos autem bonos quia asini >' sedere non possum sunt. Sed petimus, ut si nos conaliquid vobis tinere disponitis condignum deferatis, lib. II, ind. X, ep. 32 ". S. Adriano I poi
, ,

Pasquale II nella chiesa Clemente, si legge, che deposte le vesti monastiche, ed assunte le papali equo albo ad ha lilcae constantinianae porticnm perducilnr comitantihns Cardinalihus , etc. Dalle cronache di Genebrando lib. IV, si ha l'ossequio reso ad Alessandro III, da Federico I imperatore, da Enrico l re d' Inghilterra, e da LoPontefice
s.

di

dovico
gli

V
V,

re di Francia, sorreggendoallorch

la staffa

vallo.

Eletto

Papa

nel

montava a ca1294 s. Ce-

lestino

egli

entr nella citt del-

pi chiaramente

si

esprime, scrivennel

l'Aquila

cavalcando

un giumento,
umilt

do a Carlo Magno l'anno 784,

per la singolare sua


ria

ringraziarlo del cavallo, che gli ave-

strato dai re di Napoli, e


;

added'Unghe,

va trasmesso, e nel pregarlo di volergliene mandare ancor degli altri, che sieno i pi belli. Alla detta lettera di s. Gregorio I soggiunge il
Mabillon ne' suoi Commenta riij pag. 128: Et id certe exigit Pontificia

ma

nella

sua coronazione cacavallo.


Il

valc

un bianco
per

medesidi tutti

mo

ufficio,

non

dire

(trattandosene all'articolo Sovrani),


jn-aticarono
ratori

ad

Urbano

g'
,

impe-

Carlo

IV

e Paleologo

sempre riconosciuta, e venerata dai monarchi, i quali vollero


dignitas,

che Venceslao a Gregorio XI.


quali cenni

non Dai
la ri-

tonere

il

freno del cavallo, su cui

il

verenza
nate
tefice,

cui

non solo sempre


pel

rilevasi
le

leste coro-

Papa montava, raccontando


stasio,

l'Ana-

hanno avuto

Sommo Pon-

753

in

che recatosi Stefano III nel Francia a chiedere aiuto al

ma
il

eziandio l'uso costante di

andare
citt di

Papa a
s\

cavallo per le pid>


viaggi, che per le

re Pipino, contro Astolfo re de' lon-

bliche vie

nei

gobardi, fu incontrato dal figlio di hii Carlo, cento miglia lungi da

Roma, Avignone,
massime
,

ed altre
nelle so-

ove dimorarono,
lennit

Pontyon
poi
il

coi principali del

regno, e
coi figli
,

e nelle sagre funzioni, con

re

colla

moglie
a
di
,

addobbi, e

pompa
mitra
,

ecclesiastica, co-

usci per tre miglia

riceverlo

ronato

di

di

triregno.
si

smontando
.si

il

Papa da
a' piedi

cavallo, tutti
lui,

Che

incedesse colla mitra,

legge

gettarono
,

li

ba-

nell'Ordine
t(ir

romano

i3:

mane

ciarono

quindi Pipino

come

fosse

ipsius lertiae domincae,

imo

scudiere, prese le redini del ca-

vallo, e

accompagn

il

Poulcfice al

quae dciGaudcle , Papa equitat ad s. PcLrum , et portai milram aurifri-

CAV
et nota satam eundo, et quod casula est ornata perlis. Nel rituale di Cencio Camerario, che porta la data del i 192, nel descriversi al cap. 3 quanto il Papa

CAV
missam coronatus
redit
".

33
ad pala-

redeundo,

" tium sicut inos est

Quando
prirsi la

l' uso di cogroppa del cavallo pontifi-

cominciasse

cio di coperta rossa,

non

si

rinvie-

faceva nella festa di

s.

Stefano, ecco

quanto
tare
:

ci

sembra opportuno riporInduit se pianeta alba


,

et

descendit

de

palatio

usque

ad

Porlicellum,ibique invenit

equum

phaleratum cum novo scarlato, ita tamen , quod secundum consuetudinem antiquam equus ipse domini Papa? non debet habere
collum phaleratum, et
ascendens
adextratoinduit ipecclesiara

equum et de manu rum regnum recipiens sum sicque vadit ad


,

ne presso alcuno scrittore ; si legge per nel capo 3 del citato rituale di Cencio Savelli , il quale fu poi Onorio III, che dovendo il Papa cavalcare, invenit equum phaleratum cum novo scarlato , ita tamea 5 quod secundum consuetudinem > antiquam equus ipse Domini Pa p?e non debet habere collum phaleratum, et ascendens equum, et de 5 manu adextratorum regnum l'eci5 piens induit ipsum, sicque vadit ad
5

>

ecclesiam beati Stephani in Coolio

Stephani in Coelio monte coronatus ". Nell'Ordine del medesimo Cencio, cap. i5, si legge, che il Papa; in die Pasquae induit planetam albam, pallium , et mitram solemnem , descendensque de palatio usque ad exitum porticelli , ubi albus palafredus cum nacco scarlatae superi mposito , et argenteo
b.

>

za
le

si

monte coronatus ". Di tale usantrova anche menzione nel rituadi

pubblicato nell'anno 1271 per ordi-

ne
si

Gregorio X, ove nel


la cavalcata, e
il

IX in

cui

descrivono

l'accompasi

gnamento,
trasferiva al
il

col quale

Pontefice

Laterano per prendervi

possesso, fu prescritta la funzione

nel seguente
>

modo
ipse

Omnibus
et

rite

pcractis

Summus
quilibct

Pontia-

freno solemniter praeparatus est a

> j '

fex, et
lii

omnes Cardinales,
,

magistro senescalco, et ab adextratoribus, imponitur ei regnum ab archidiacono , et ita coronatus

pi-aelati

in

gradu
pretiosis

suo

indutus

vestimentis

albi coloris,

episcopi pluvialibus,

palafredum ascendit,
incedi t

et

prascedentibus
etc. ".

suo bandolariis

equitando ordine Neil' Ordiin

presbyteri casula, diaconi dalmatica,

subdiaconi tunicellis, acolylhi


,

superpelliceis

et

ahi

capellani

ne

Benedetto canonico, 5 1 , parlandosi della funzione, che faceva il


di

>

episcopi, archiepiscopi, abbates, et

patriarchaj pluvialibus

et judices

Pontefice nella seconda festa di Pasqua, in cui era la stazione a s. Pietro , si dice " finita missa Papae co:

scriniarii, similiter praefecti et

ad;

)
j

vocati

erunt

induti

pluvialibus

ipse in pluviali
liter

et mitra, et simi-

ronatus ante basilicam s. Petri in low co ubi ascendit equum, et coronatus


processione revertitur ad pa latium, idest lateranum". Altret-

superpelliceis, et

Papa omnia
,

pretiosa

cum

pallium
>

ornamenta habebit et mitram optimam,

et et

chyrothecas, et annui um pastora-

tanto
il

si

Papa

nel 63, tornando dalla chiesa di s. Maria ad

legge

>

lem et sic cum omnibus venit ad portam, si ve ad gradus eccle,

Mariyres^ detta
VOI,.
XI.

la

Rotonda

post

>

sjc,

ubi prior diaconus Cardinaiis 3

34
>

CA
exuit

V
et

CAV
ponit
ei

mitram

coro-

pestati

dalla

cavalleria

pontificia,

M nam, qiiae vocatur regnum in ca pite, toto populo clamante Kyrie eleixon etc, et sic cum omni oi*" natu quilibet Cardinalis, et praeM latus equitant equum coopertum M panno albo, subdiaconi vero, ca-

insorse grave tumulto.

tumulti andarono sogromani Pontefici, quando alcuni, od il popolo volle impadronirsi del cavallo da loro cavalcato. Nella cavalcata, che fece nel i4i7
altri

Ad

getti

pellani

scrinarli

et alii

equitant

Papa Martino V, per


Costanza,
del

la
la

citt

di

ornate

non tamen habent equos coopertos. Papa equitat evestiti,

per eseguire
insorse

funzione
fra
il
i

possesso,

contesa

phaleratum , et coopertum tantum ex parte pode scarlato ; in parsteriori, et


te

quum magnum

famigliari del

Pontefice,
citt
,

bor-

gomastro della
ciascuno
di

pretendendo
il

appropriarsi

cavallo

vero
".

anteriori

non

cooper-

montato dal Papa, che


aggiudicato

alla fine
al

fu

lum

appartenere
possesso

borgo-

Il Bonanni non pot rinvenire il motivo perch il cavallo adoperato

mastro. Nel
II in

pi*eso

da Pio

Roma

nel i4^8> incorse egli pe-

dal

la groppa, e

Papa dovesse essere coperto nelnon avanti il petto, e

neppure perch il cavallo dovesse esser bianco, se non forse perch meglio risplendesse la sua maest. Per
molti
secoli

perch i romani colle spade nude si disputavano il cavallo da lui montato, per impadronirsene
ricolo di vita,

dopo
pass
1

la

funzione.

Egual

pericolo

Innocenzo Vili quando,


>

nel
i

poi

segui

il

costume,

484

prese

il

possesso,
il

giacch

che il Pontefice cavalcasse co' sacri paramenti , ma giudicandosi esser meglio, che comparisse in pubblico per le vie con altre vestimenta, i Papi cominciarono a cavalcare colle e con cappello vesti domestiche, rosso orlato d'oro, cinto di cordone simile, con fiocco, che pendeva sul petto, nel modo che si vede nella
figura riportata dal
ni a p. 365,

romani, appena

Papa

discese dal
s.

cavallo bianco alla chiesa di

Cle-

medesimo Bonanassumendo per il cappelle principali


,

con forte rissa lo rapirono, come pur fecero della sedia, e del baldacchino da lui adoperato. Nel possesso di Giulio II, nel i5o3, i romani senza litigi s' impadronirono del cavallo da lui cavalcato, e della sedia e baldacchino. Leone X, che fu l'ultimo Papa a prendere possesso
,

mente

coi
agli

paramenti
1 1

sacri,

lo pontificale nelle solenni cavalcate,


le quali
,

aprile

3,

meno

cessa-

medesimo
dente
fugg,
tagliata

cavallo

volle prenderlo cavalcando quel turco, sid quale

rono dopo r introduzione

delle car-

nello slesso giorno dell'

anno precee
sul quale

rozze, e delle lettighe sostenute dalle

era stato fatto


dai
francesi,

prigioniero a

mule, o chinee (P^edi) bianche. Pel primo ne fece menzione il Panvinio,


la

Ravenna

avendo

un suo

famigliare

nelle addizioni al Platina neldi

vita

Sisto

IV

nel

di

della

sua

coronazione,
,

cio a'

25 agosto
nel pora prende-

1471
tarsi

raccontando che

il

Papa

in lettiga
basilica

la mano ed ucciso quello, ne aveva afferrata la briglia. Collo adoperare Leone X lo stesso cavallo nel suo possesso, volle dividere in certa guisa con lui la gloria,

che

re possesso
se,

alla

lateranencal-

e l'onore del trionfo del possesso, co-

venendo alcuni del popolo

me

nel Cardinalato ne aveva divise le

CAV
fatlclie
,

CAV
della

3:5

pericoli

guerra.

in

Lione mentre prendeva possesso

Per
pag.

il

Cancellieri
tal

nel descrivere a

giacch rovesciandosi

un

mvu'o, egli

66

possesso,
fatto
lo
,

aggiunge che
poi
prigioniero

essendo

stato

in detta fuga,

ricuper

nari dai nemici

e che

gli

per dadivenne
fosse

tanto caro,

pi
fosse

che comand non da veruno cavalcato, e


pasciuto,
sino

volle

tenuto sua

con gran
vecchiezza.

cadde da cavallo, and per terra il triregno, e morirono dodici baroni. Nel codice poi della biblioteca Zaluski di Varsavia si rappresenta, Casus, cjuem ss. D. P. Joannes XXIII in monte Adula eundo Constantiam, e quadriga, et cum quadriga prolapsu
iiditj

diligenza

alla

lo

che accad-

Giunto

che fu Clemente XI sul Campidoglio, nel possesso preso nel affollandosi il popolo, il ca1 700, vallo bianco, che gli aveva donato
il

de

a'

23

ottobre

\^\^,

mentre

ai

28

di esso

entr

a cavallo in Co-

stanza accompagnato dalla sua corte,

che, oltre a nove Cardinali e molti


prelati, consisteva in pii di seicento

principe

Chigi,

si

spavent

al-

quanto, e poco manc che il Papa ricevesse un colpo d'alabarda dallo svizzero, che respingeva il popolo.
il medesimo CamClemente XIV, mentre ai a 6 novembre 1 769 con maestosa cavalcata si recava a prendere il

persone.

Finalmente a sapersi che negli


ultimi tempi, nelle solenni cavalcate,
i

Ma

nello scendere

Pontefici cavalcavano vestiti di fal,

pidoglio

da

sopra

la

sottana

la

fascia

di rocchetto, di mezzetta, e di stola

preziosa, portando in testa sopra

il

possesso,

giunto

vicino

il

carcere

camauro
luto
ti

il

cappello papale di vel-

mamertino, il cavallo sul quale era montato si pose in ardenza per le


acclamazioni del popolo, e non essendosi

di

raso

rosso,

con

guanbian-

bianchi, e

bacchetta

inargentata

in

mano.

Il

cavallo poi era

potuto fermare dai conser-

vatori di

Roma, che
il
,

alloia

ne regi

gevano secondo
doni
ra.

consueto
lo

cor-

della briglia

gett

a terdi

Essendo
il
,

la

strada
si

coperta
fece
;

arena,

Papa non

gran

male

vi contusione ,

onde lepidamente disse Non ma un poco di cone perci entrato in lettiga


si

valnobilmente bardato di drappa e sella di velluto cremisi trinato d' oro, con ricami simili, ed otto fiocchi pendenti dalla bardatura quadrata, ed anch'essi d'oro, venendo condotto al luogo ove montava il Pontefice , dal suo cavallerizzo maggiore [Vedi). Neil' ascen-

co

Jisionej

derlo

il

principe assistente al soglio,


il

aperta
terano.

rec in

tal

modo
poi

al

La-

siccome
tava
al

pi degno
e

laico,

presen-

Rammentando

questo

Papa

le redini

di seta cre-

avvenimento, soleva dire: Salendo al Campidoglio, io sono comparso come s. Pielroj piacesse a Dio, cie essendo sialo rovesciato a terra, io diventassi come s. Paolo.

misi e d' oro,


sinistra

sosteneva la staffa

destra

mentre tenevasi la staffa dal primo conservatore di


stando
il

Roma,

secondo alla testa

del cavallo.

Corse pericolo di cadere da cavallo anche il Cardinal Pallavicini suo segretario di stato. Egual disgrazia anteriormente era avvenuta con peggiori

Quindi il principe assistente al soglio conduceva il cavallo pel freno sino alla met della piazza quirinale, o vaticana, secondo ove
abitava
gli
il

Pontefice,

il

quale allora
col

circostanze, nel

3o5 a Clemente

comandava

che

cavalcasse

36
governatore
tenere
il

CAV
di

CAV
restando
lati
i

Roma,
due

freno dai

a due

primi

conservatori,

che a
al

vicenda
11

pe rosse, usandole prima di drappo bianco, con finimenti, e staffe di metallo dorato ; e che essendosi introdotte le carrozze, Giulio III, nel

col terzo, e col priore de' caporioni

continuavano

sino

Laterano.

Papa veniva
dia svizzera,
i

circondato dalla guar-

camminando
i

alle staffe

due maestri
,

delle strade, le guar-

die del corpo,


cursori

paggi,

mazzieri,
,

e palafrenieri pontifici

col

decano,

sotto

decano,

con

due

ombrellini aperti, portandosi da due paggi altro cappello, guanti, e bacchette inargentate per uso del
all'

occorrenza.

Se poi

egli

Papa non ca-

valcava, andava in nobile sedia coperta di velluto cremisi trinata d'oro,

i55o, e poco dopo Pio IV eccitarono i Cardinali a non profittarne, ma a continuare 1' uso di cavalcare. Qui noteremo, che il Cardinale Scarampo Mezzarota, del i44o fu il primo porporato a mantener un grandissimo numero di cavalli ; ed inoltre, che Urbano Vili concesse ai medesimi Cardinali di poter guarnire i cavalli delle carrozze con seterie, fiocchi, e ciuffi rossi, potendo per usarli anco di lana. Distinti sono i Cardinali decano, principi
e marchesi,
i

portata da due
finimenti

mule bianche, con


di

quali

godono

le insefiocchi,

pure
Pio VI
tirata

velluto

cremisi

ricamati d'oro. Fino poi al pontificato


di
,

gne principesche, con seterie, e ciuffi frammisti d' oro.

la

carrozza
sei
:

del

La

prelatura nelle cavalcate usacavalli


fi-

Papa era
cavalli

da
lo

bellissimi

frigioni

bianchi

ora

per
le

va di mettere ai propri nimenti e valdrappe di


color paonazzo, cio
i

panno

di

sono morelli, come


della

sono

gli altri

vescovi

scuderia

pontificia,

oltre

primari prelati
finimenti

gli

mule bianche. Prima queste e quelli erano in maggior numero, dappoich la maggior parte de'prelati, uffiziali, ed altri addetti al servigio del Papa godevano l'uso di uno, o pi cavalli
secondo
i

come nere erano


i

le

ed i altri nero valdrappe e


per-

de' cavalli di altri

sonaggi della corte e curia romana, e della famiglia pontificia. Ripetere-

mo

altres,

gradi.

V. Treni, e Paper
le

fiocchetti

che usano

quattro prelati di
cavalli delle loro

ai

lazzi Pontificii

scuderie del

carrozze

fiocchi

ciuffi

di

seta

Papa,
rito,

ed

altre

notizie
ss.

analoghe,
si

paonazza, distinzione di che godono


oggid pure
i

mentre ad Eucaristia
col

dice

il

patriarchi,

dal nu-

quale veniva essa portata o chinea bianca, .su di una mula, quando i Pontefici usarono farla
precedere
nei
alla

mero 8488
del
te

del Diario di

Roma,

1773,

si

apprende, che Clemenbiglietto della segrete-

XIV, con
stato,

loro

viaggi [P^ed)^

ria di

conferm
dei

loro

l'uso

e possessi {Fedi).
lo

basilica

latcranense
Cardinali,

de' fiocchetti neri ai cavalli, essendo

verdi
cavalli
all'

quelli

vescovi

allorcli
fini-

L'uso dei

nei

si

recano a celebrare

qualche

Carrozze , non che a quello delle Cavalcate laonde sol qui rammenteremo, che Innocenzo IV, nel la/j.'T, impose loro di andare a cavallo; che Paolo li,
articolo
:

dicemmo

zione.

il

noto, che

vescovi

prendono
a
ca-

possesso della loro chiesa

vallo, e

che

il

Pontefice

Anastasio

nel

i464> accord loro

le

valdrap-

IH, del (^11, concedette l'uso del cavallo bianco al vescovo di Pavia,

CAV
t

CAV
vita

37

come
gra j
porta

si

rileva
t.

dalla
II

di

lui.

quattro non avevano fiocchi.

Ed

il

L'Cghelli, nel

in Episcop.
la storia di
i

deV Italia sa3Iat. n. 3r, ricanonici, e


il

numero 887

dei

citati

Diarii racil

conta, nell'anno

1722, che

cada-

una gran controvepel cavallo

vere della principessa Orsini fu tras-

versia, nata fra

scovo di

Modena

usato

portato alla basilica latei'anense entro una carrozza d'acciaio, i cui


cavalli

sua consacrazione, giacch il pretendevano giusta il costume. Dila

da po

lui

mentre tornava

in citt do-

portavano

avendo
za
i

quelli della

fiocchi d'oro, seconda carroz-

fiocchi di
li

seta

nera, mentre
delle

cemmo

poi altrove che

il

barone,

il

non

aveano

quelli

due

al-

quale addestrava la mula al nuovo vescovo di Cahors, la liceveva poi


in sua propriet.
Il

tre carrozze.

Si vuol qui ricordare l'antico co-

stume di fare

uso

ancora dei ca-

resto

della

romana prelatura
ciuffi

valli

nelle esequie dei morti, masside' nobili e ricchi,

non pu usare
cavalli,

fiocchi

ai

me
rum

come

si

pu

maestro di camera del Papa. Riportammo pure all' articolo Carrozze, che in Roma gli

meno

il

vedere presso Giulio Lavor, VariaLuciibrat. pag. 89.

Ecco quans.

to in proposito

ha

scritto

Gio.

ambasciatori,
soglio,
i

principi assistenti al

Grisostomo: Divile

aliquo

mortilo^

principi

romani e
usano

mare
di

non servof

solos, et ancillas,

sed

et

chesi di baldacchino

ai loro

cavalli fiocchi di seta celeste,

equos nccessarii sacco amicientes y et agasonibus tradentes, ad sepul-

ad oro, e che il magistrato romano gode la preroaltro colore mista

turam sequi
2.

jiibent, calamitalis

ma-

giiiludineni oslentanles , Discor. par.

gativa di guarnire

propi'ii cavalli

png. 22. Vincenzo Borghini alcu-

con

fiocchi, e ciulH

di

seta

intarsiati

con

oro.

Dai
passato
i

bleu, Diarii di
si

esempi ne reca, e dalla piccola cronaca manoscritta del IMoraldi, abni

Roma
che
li

del

secolo

legge, e

biamo che
agli

nelle esequie di

gli

ambasciatori,

principi

col di Jacopo degli Alberti,

m. Nimorto

le principesse

inccdcvaio con caval-

ornali di fiocchi d' oro, alla pri-

ma

carrozza, e con fiocchi di seta nera a quelli della seconda, e della terza carrozza ; e che gli ambasciatori, bench Cardinali, usavano i cavalli

della

prima carrozza

coi fioc-

chi

d'oro.

Quando

l'ambasciatore

" "
>

8 agosto i38i, erano " otto uno delle armi del popolo perch era cavaliere del popolo, ed uno della parte guelfa, perch
cavalli,
ei"a

de' capitani

due

cavalli

co-

perti

con

le

bandiere grandi con


cadi

r arme degli Alberti, ed un


vallo con

un pennoucello, ed uno
spada
e

in

veneto Cornare, nel 1722, si rec forma pubblica da Innocenzo XIII, per essere decorato della milizia

col
:

cimiero,
il

sproni

oro

cimiero,

una donzella con

" due

ali;

aurata, componevasi
:

il
i

di

lui

di scarlatto,

ed un cavallo coperto e il fante con un

corteggio di nove cai'rozze


della

cavalli

prima avevano
seconda

fiocchi d'oro,

mantello di vaio grosso foderato; " ed un altro cavallo non coperto, con un fante, con un mantello di paonazzo, foderato di vaio bruno. " Apiid. script. Rer. Ital.

quelli della
d' oro,

di

seta

color
seta

quelli della terza di

oro, quelli della


di seta nera,

quarta,
i

quinta

ma

cavalli delle altre

tom. XVII,

col.

858. Andrea Gatta-

, , ,

38

CAV
che
nel
riportiate
sasso

CAV
dell'Apostolo, tolto dalle corse

ro descrivendo la pompa funebre di Giovanni Galeazzo Visconti, duca di


Milano, morto a' 3 settembre i4o2, narra che in essa furono veduti cento cavalli coperti di zendado, e altra

bliche: correte, o fedeli, in


il
s.

pubmaniera
difatti

premioj e
Fiorenzo
il

di

fanciullo

martire, vicino al cavallo espressa la meta,

sorte di seta, colle insegne di ventisette citt, e castella grosse, suddite

ove

corso

si

finiva;

come per esprimere un


bolo in alcuni
pita
le

egual simdi quelai

del duca di Milano


cavallo coperto
la
coli'

ed oltracci un arma imperiale

sassi

cristiani scol-

una nave
che

vicina

ad una
di

quale fu stimata valere quindiciDissertazione


di-

torri,

servono

fanali

mila ducati d'oro. II p. Lupi, nella

porti, significando

che

quel

fedele

dopo una travagliosa navigazione ha


preso porto.
de' cavalli per Antonio, pu vedersi r articolo Camaldolesi, monache, a cui appartiene la chiesa dedicata in
la

X
ce

sopra

cavalli sovente scolpiti, o

dipinti
,

dagli

antichi cristiani,

Sulla benedizione
festa di
s.

che

non

difficile

trovare

negli

antichi monumenti cristiani r immagine di uno o pi cavalli, massimamente nei sepolcri dei martiri; ed in una cappella sotter-

Roma

a quel santo.

Il

Cancellieri

perta nel

ranea del cimitei'O di Basilla, sco1726, la tribuna era diti,

ne parla ne' suoi Possessi, a pag. 5 IO, focendo pur menzione di s pio uso lo Spengero, il Desieine ed altri.
II

pinta con immagini di cavalli sciol-

p. Fabrizio dell' Oi-dine


,

de' presulle

e che libei-amente
le

pascolavano,
il

dicatori

compose un' opera

e ne riporta
ni

immagini
al

BianchiIII

Ricerche dell'epoca

dell' equitazio-

nt Prolegomeni,

tomo

di
s.

Anastasio. Al sepolcro antico di

Valentino martire, e vescovo di Terni, erano dipinti due cavalli. 11 Sosio trov

ne, e dell' uso dei carri equestri presso ^li antichi, Roma 1764. E poi troppo nota la sorpresa, il ter-

rore e r ammirazione che produsse


negli americani la vista dei cavalli

due cocchi a quattro


volta di
nel

ca-

valli dipinti nella

un moPriscilla
;

numento

cimitero di

ed altre somiglianti
ture di cavalli
tichi
stiani.
si

pitture,

e scul-

trovano negli ane de' cri-

Colombo, dappoich supponevano il cavaliere, e il cavallo ambedue ragionevoli, anzi credevano fosse un solo animale, donde gli antidi

sepolcri

de' martiri,

chi inventarono la favola dei


tauri, de'quali scrisse
il

cen-

che si danno a tali simboli, vuoisi che i cristiani, i quali ebbero tal figura ai
le spiegazioni,

Fra

Banier, Dis-

serlation sur

des

centaures,

i origine de la falle dans V histoire de


II.

sepolcri loro, appartenessero al collegio,

V acad. des Ind.

a 6.
Cavi.

al

comune

detto
delle

de' Giu-

CAVE
diocesi di
alla

(Cavae),

mentari!,

o fossero

famiglie

dello slato pontificio, nella

Borgo Comarca,

che servivano alle stalle imperiali che si chiamavano Sacra Stabula ovvero che tali cristiani spettassero
al

Palestrina,

appartenente

casa Colonna. Esso giace in a-

servizio dei cerchi, ai quali era-

schi

volta
tal

no destinate molte famiglie. Tuttail medesimo p. Lupi dice, che


simbolo

menissima posizione, ed ha pittoredintorni. Si ammirano poco distante, siccome avanzo della sua
antichit, alcune

mura

ciclopee,

ruil

secondo

il

precetto

deri d'uu sepolcro piramidale, e

CAV
moderno ponte,
te,
il

CAV
del
territorio

3t)

eretto nel 1827, che

ancora ne

porta

il

sopra sette archi scavalca

un

torren-

nome.
Alcuni autori vogliono, che
1

quale vuoisi derivare dal Trero,

nel

oggi Sacco, fiume che va a scaricar-

100, quei

di

Cave

coi

prenestini

presso Ceprano nel Liri. Questo borgo desume il suo nome dai portentosi cavi, o grotte, eseguiti fi-a le
si

eleggessero contro Pasquale II l'an-

tipapa Teodorico, che di poi fu obbli-

gato a prendei'e l'abito religioso

rupi, affine di far passare la via fra


i quali si trova. Fra Preneste e Cave avvenne, l'anno 267 o 269 di Roma, cii'ca cinque secoli avanti r era cristiana, la battaglia campale fra i romani comandati dal console Caio Aquilio Tusco, e gli ernici, che furono compiutamente disfatti. Il

mentre altri sostengono, che l'antipapa Gregorio Vili fosse rilegato nel menzionato monistero di s. Lorenzo,
i

pi

critici

asseriscono
il

versi ritenere piuttosto

domonistero

della

ss.

Trinit della

Cava presso

Salerno, per luogo di sua penitenza.

moderno paese l'anno 998 di

fu

costruito

verso

Cristo, e popolato per cura de' monaci di Subiaco. Pri-

Certo che, nel 1 1 1 8, profittando i Colonnesi della persecuzione eccitata dai Frangipani a danno di
Gelasio
nirsi
II,

tornarono ad
vicende colla

ma

si

chiam
:

il

castello

de santi
es.

di Cave, che
le

in seguito

tre 3 dai titolari delle


difcate
il

chiese ivi

comuni
famiglia

impadroebbe vicina Pa-

primo era dedicato a


nel

lestrina, centro della

Lorenzo col contiguo monistero dei


benedettini, consacrato

potenza della Colonna, ad eccezione che


alle distruzioni, co-

dal vescovo Prenestino Cardinal

1092, Ugo

non and soggetta

me quella citt
nei

nel 1298, e nel i437,

Candido ; ma nello scisma di Clemente III, falso Pontefice, furono


i

pontificati di Bonifacio Vili,

ed
fu

Eugenio
stretta
ficie

IV. Per, nel

1482,

monaci

discacciati.

Fu

in detto an-

d' assedio dalle

milizie pontiil

no, che

Cave venne occupata da


il

nella guerra fra Sisto IV, e


di Calabria, e

Pietro Colonna,

quale

faceva la

duca
dersi.

dovette aiTen-

guerra a Papa Pasquale II, che ad onta degli aiuti dal Colonnese ricevuti dal conte di Capua Riccardo, lo ricuper alla Chiesa insieme ad altre terre concedendolo nel iioi, per due terzi, insieme colla rocca, alle

Per

le

gare fra

Colonnesi

e
,

i i

CarafTeschi nipoti

di

Paolo

IV

primi, nel i556, furono scomunicati,

e vennero dati
di,

loro stati ai secon-

monache
ria in

di

s.

Ciriaco,

il

cui
s.

moMaotten-

che fortificarono Paliano (Vedi). In tal' epoca avendo citato l' avvocato del fisco della camera apostolica

nistero era presso la chiesa di

Yia Lata,

le

quah ne

Filippo

II

re di Spagna,

come
px-e-

nero

il

possesso soltanto

nel 11 25.

reo di violato giuramento gi


stato

Abbiamo inoltre dal Martinelli, che una met di questa terra insieme
colla chiesa di
s.

Stefano e

s.

Sabi-

feudo del regno di Napoli, dichiarandolo decaduto, il vicer di Napoli duca di

a Giulio

III,

pel

no, e due parti della rocca di Ca-

Alba un
port
il

le

sue genti

ai

Colonnesi,

erano slate occupate da Caloleo da Cave. Dipoi questo castello si denomin il Castel de' santi
ve,

prese Cave, e Genazzano


cost col suo esercito a

(Vedi)y
si

terrore ne' dintorai, e

ac-

Roma.

Ma
le

(inauro

il

perch

una porzione

dopo varie

guerresche vicende,

4o

CEA
vato
onorario

CEB
di

truppe pontificie, guidate da Matteo Stendardo, valorosamente rivendicasenonch, a rono diversi conquisti mediazione di Giovanni III, re di Portogallo, fu segnata la pace in Cave,
:

rito

greco,

sotto-

posto alla metropoli di Atene,

come

vuole Commanville.

CEADDA
di

(s.).

Fu prima

vescovo

il luogo acquist celebrit. Cardinale Carlo Caraffa, nipote di Paolo IV, a tal effetto col suo seguito si rec da Palestrina a Cave,

per cui
Il

venendo incontrato, nella pianura detta gli olmi di Cave, dal duca di Alba, accompagnato pure dai suoi; dopo il qual pacifico abboccamento si riunirono in Cave in casa Leoncelli,

Yorck, e ne adempiva con molto zelo i doveri; ma tornato di Francia s. Wilfrido, che aveva un antecedente diritto a quella sede, per la elezione di Alfredo re di Nortumbria, seguendo anche il consiglio
di
s.

Teodoro, arcivescovo

di

Can-

torbery e primate di tutta la Chiesa britannica, cedette a quest' ultimo

r episcopato, dedicandosi
solitaria

alla

vita

oggi Mattei, presso

la

piazza

nella

badia

di Lesti ngay.

Stefano , ed a' 7 settembre s. 1557, fu stipulata la concordia, i cui capitoli si leggono nel Rinaldi a tal anno n. 14. Alessandro d'Andi

Le

virt distinte di lui

non permi-

sero, che rimanesse lungamente celato, e

chiamato
vescovo

non and molto, che venne a succedere Giarumano


dei
i

drea

scrisse

tre discorsi
di
1

della

guere del
1 557, 1589,

merciani.

Egli

fu

il-

ra della

campagna

Roma,
S56, e

primo tra
che
fleld,

vescovi di quei popoli,


la

l'egno di Napoli, nel

stabilisse

sua sede a Letch-

stampati poi in Madrid, nel


e nella detta casa
se

e tanto affatic nel pastorale

ne legge

la

ministero,

che

memoria per una isci'izioue. mente Cave ha dei regolari


e fra
le

Attualedifizii

prescrivergli di

ebbe a s. Teodoro moderare le zelanti


la

sue cure,

affinch

preziosa

sua

menzione quella de' minori conventuali dedicata a s. Carlo Borromeo, ove t sono due colonne spirali
chiese
di

degna

lungamente conservata ai vantaggi della Chiesa. Port sempre un grandissimo affetto alla ritivita fosse pi

ratezza

riponeva

le

sue distra-

CAVERNA.
Cartagine,
celebr

Citt d'Africa presso

zioni nel conversare

in cui nell'anno
concilio sopra
il

894

si

naci,

con alcuni moche abitavano presso la sua


Presenfi, per particolare

un

vescovo
II.

cattedrale.

Primiano. Reg. III. Labb, tom. Arduino, tom. I, e Lenglet.

inspirazione, la sua morte, e se

dispose alla maniera dei santi.


il

ne Mor

CAZINZARTANI.
dagl' iconoclasti.

Eretici derivati

giorno primo di

marzo dell'anno
Sede episcopale
il

Ebbero

origine nel

673.

ed agli errori di quella aggiungevano qualcuno eziandio de' nestoriani. Prestavano culto alla sola immagine della Croce; perci si appellai'ono anche
secolo VII,
setta

CEBARADISA.
sottoposta

ne

della Bizacena nell'Africa occidentale,

ad Adramito,

cui

ve-

scovo Mustuto
lio

intervenne al conci-

lateranense, celebrato l'anno


s.

G54

staurolatri.

dal Pontefice
,

Martino

I.

Ep. Syn.

CEA
del

Ticrmia
vescovile

o Zea
fino

Isola

liisac.

mare Egeo, una


citt

delle Cicladi,

con
colo.

dal

IX

se-

Nel XVII divenne arcivcsco-

CEBRIAN, o CEVRIAN-Y-ValDA Francesco Antonio, Cardinale. Francesco Antonio Cebrian-y-Valda

CEB
nacque
citt
a'
s.

CEC
1734
nella
bilitato di governare.

4
Quindi
fu fatto

19

febbraio
di

di

Filippo

Xativa nella

arcidiacono di Toledo, e nel conci-

diocesi

di

Valenza

di

Spagna, da

pi distinte famiglie del regno , godendo il grandato di Spagna; il perch ricevette una prodelle

una

porzionata educazione, che unita ad

un
gli

carattere nobile, pio ed amabile,

procacci stima sino dalla sua tenera giovent. Nello studio fece profitto,

23 settembre 1816, il mePio VII lo cre Cardinale dell'ordine de' preti, e perch non si rec mai a Roma non ebbe titolo Cardinalizio. Finalmente pieno di meriti, amato dal re, che inoltre gli confer la gran croce della Concezione di Carlo III, rispettalo da
storo de'

desimo

massime

nella giurisprudenza

civile

tutta

la

corte,

cess

di

vivere

in

e canonica
lenza, ove in

nella

universit

di

Va-

dopo
e

essere slato laureato

8 febbraio 1820, nell'et di ottantaquattio anni. Era di paagli


cifico carattere

Madrid

ambe

le

leggi,

ne divenne
e
si

catte-

mansueto, distacde' poveri

dratico,

rettore,

acquist
del

cato dal

mondo, amante

riputazione

per

la

profondit

e generoso con essi; per la qual cosa


la

sapere, e per le belle sue maniere. Ordinato sacerdote, fu fatto canonico della metropolitana di Valenza,

sua memoria in benedizione.

CEBU'
DI

[Nomiiu's Jesu).

Vesco-

vato nelle sole Filippine. V.

Nome

e merit di essere nominato vescovo di Tudela. Senonch, avanti di ri-

Ges,

CECERITA. Sede
provincia
cui vescovo

episcopale della
d' Africa
,

cevere

le bolle

pontificie,
-di

venne

di-

proconsolare

il

chiarato

vescovo

Orihuela,
la

col

Quobulo
I.

si

rec in Ro-

qual

titolo ricevette l'episcopale

con-

ma
da

al concilio di
s.

Laterano, adunato

sacrazione.

Govern
pastorale

diocesi
la

gran zelo e prudenza, e per


vigilanza

con sua

Martino

CECCANO
Campagna
d'

Annibale, Cardinale.

procacciossi l'a-

more
ge
,

e la venerazione del suo greg-

Annibaldo Gaetani da Gactani da Ceccano, luogo della provincia di


,

particolarmente

allorquando
a' suoi

si

diocesi

di

Aquino

offr

vittima per esso, nell'assistenza

ingegno acuto, magnanimo, espernel maneggio degli


nei
afEiri,

personale,

che prest

dioce-

to

dotto-

sani nell'epidemia
la
l'

da

cui fu afflitta

re

canoni

ed in

teologia, era

Spagna nel 18 12. Ritornato nelanno seguente al trono degli avi suoi il re Ferdinando VII, siccome
delle

arcidiacono di
i'

Arras, quando circa

conoscitore
lo

virt

di

Cebrian,

nomin

patriarca

dell'Indie, vi-

cario

generale dell' esercito,


regia

nonch
le

Giovanni XXII lo promosse ad arcivescovo di Napoli, poi a' 18 dicembre del 1827 lo cre Cardinal prete di san Lorenzo in Lucina. Nel i33i accomod una

anno

i326

curato ordinario del real palazzo, e


della

grave

discordia
1'

tra

il

vescovo

di

famiglia;

per

quali

Parigi, e

universit della Sorbona,

cariche e spirituale giurisdizione Pio

perch
di

quel

prelato
lire

avca

multato

VII

gli

fece spedire le relative bolle.


spirilo del

quattrocento

un

cherico di

Ma non trov pace lo buon prelato dimorando


presso la persona del re,
gli fu

quell'accademia.
tificato di

Due

volte nel pon-

Madrid sinch non


in

concesso di riimnziare la chiesa

Clemente VI and in qualit di legato a comporre la pace alla corte di Francia tra quel monarca e
,

di Orihuela,

che vedovasi impossi-

quello d'Inghilterra,

cio nel i344}

4t

CEC
i347. In Parigi
della
egli

CEC
fece
la

e nel

col celebre Petrarca. Inoltre

eresse

solenne dedicazione della chiesa del


collegio

un

monistei'o ai celestini presso Avilo

bre del medesimo

Sorbona anno
,

a'
,

9 ottostabil

gnone, e

CECCANO

dot generosamente. Giordano, Cardinale.


della

una
riusc

tregua

di tre anni,

rotta

la

Giordano Ceccano, nobile


te di

Camnelle

quale, MI torn,

ma

inutilmente. Gli

pagna, monaco cistcrciense, ed abbaFossanova,


assai perito
1

meglio
nello

la

legazione in

Ale-

magna,

stesso

anno i347, ^
sci-

lettere

umane

e divine, ai 2

marzo

Carlo re de' romani, elettp imperatore invece di Lodovico Bavaro

del

188, da Clemente

III fu creato

Cai'dinal diacono, poi divenne prete

poli

smatico e scomunicato. And a Naa determinare nel ducato di

di

s.

Pudenziana
1'

Divoto
la

alla

b.

Vergine,
in

eresse magnifico

tempio
di

Benevento i confini dello stato Pontifcio; ed in questa legazione dovette molto soflerire, perocch segn una tregua di tre anni fra Lodovico re di Ungheria, e Giovanna regina di Napoli pena la scomunica
,

patria.

Ebbe

legazione

Francia,

dell'

cenzo III

Alemagna, e da Innoquella della Marca, ove

rafferm quei popoli alla ubbidienza della Chiesa. Il medesimo Innocenzo


III,

lo

sped con
ai

coU'ammenda di 200000 fiorini d'oi'O a chi l'avesse violata. Govern Roma


con amplissime facolt nel giubileo del
1

oro a sovvenire
tecassino
siniscalco

assediati
al
i-e

i5oo oncie di monaci di Monda Marcualdo


,

di Sicilia,

tutore

35o ;

ma

ristrette

ai

forestieri le

del re pupillo,

visite delle

basiliche

di

Roma

con

regno. Mor

danno dei mercanti , ed artigiani corse pi di una volta pericolo della


vita, specialmente per la scelleratez-

o meglio, invasore del Ceccano circa l'anno 1210, dopo un Cardinalato di ventidue anni, e di essere stato ai comiil

zi

d'

Innocenzo

III.

famoso Cola di Renzo, il quale con un dardo gli avea trafoza


del

rato

il

cappello.

11

Cardinale lo scopartissi di

Gregorio, Cardinale. Gregorio Ceccano nacque a Ceccano di Soi*a da nobile famiglia. Segretario del Pontefice, a

CECCANO

munic: perlocch
il

Roma

mezzo del

Cola, e ricovrossi presso Carlo re

Cardinal Gaetani poi Gelasio, venne

de' romani in Boemia. Poscia spedito


il

da Pasquale

II

Cecca no in Ungheria per rimuovere quel sovrano dalla spedizione


di Npoli,

nalato col titolo di


cina, e fu alla
II.

promosso al cardis. Lorenzo in LuGelasio


II

elezione di
di

mor nel
s.

luglio del

in Castello

Giorgio nella

35o Campa1

Approv

quella

Cahsto

gna, come

si

crede, avvelenato, dodi Cardinalato.

po 22 anni
polto
nella

Fu

se-

avvenuta nel monistero di Clugny nelle Gallie; e mor, secondo l'Aubery, nel pontificato di Onorio II.

vaticana

basilica,

della

CECCANO

Stefano,

quale era arciprete,


dei
ss.

nella

cappella
stato

Stefano Ceccano, era detto


di Fossanova, perch vi
fessato
la

Cardinale. il Cardinal

Lorenzo e Giorgio. Era


conclavi
di

aveva pro-

presente ai

Benedetto

regola

dei cistcrciensi

XII, e Clemente VI, e concorse col suo suffragio alla loro elezione.

Come chiarissimo poeta,


eroici le vite dei
ss.

estese in versi

divenendone priore, ed abbate. Degno nipote al Cardinal Giordano dello stesso nome, nel 121 3, da
Innocenzo
diacono di

Apostoli Pietro

IH
s.

Paolo,

teneva

corrispoudenza

creato Cardinal fu Angelo, poi prete dei

CE e
s.

CEC
di
s.

43
lo

Apostoli,

Camerlengo
s.

X. Quindi
se,

datosi a patrocinar cau-

Chiesa. Alla sua presenza


nico, di

Dome-

Gregorio

XV

associ

agli

cui era

risuscit

to
Si

per
trov

amico gli nipote Napoleone moril una caduta da cavallo.


intimo
alla

avvocati concistoriali, lo fece suo ca-

traslazione

solenne,

meriere segreto, uditore del Cardinale camerlengo, che eia nipote del Pontefice, canonico della basilica vaticana,
e rettore dell' archiginnasio l'omano.

che avvenne della immagine della B. V., che si vuole dipinta da s. Luca, dal monistero di s. Maria della Tome, che anticamente esisteva
presso
la
s.

Urbano Vili
di
tori di
s.

lo ascrisse

ai

votanti

segnatura, e nel i643, agli udiofflzio.

chiesa

di

quello di

Sisto, la,

a quale immagis.

Cecilia,

ne a pie scalzi si pose sulle spalle. Cooper alla erezione del magnifico tempio dedicato a Dio in onore dell' Assunta , e di s. Galgano in
edific

Ruota, ed ai consultori del Innocenzo X, nel i644> lo fece datario, ed ai i4 novembre dello stesso anno, lo cre Cardinal prete di s. Sisto , e lo conferm
neir ufficio
datario.
colla qualifica

di

proco-

Fu uno dei

giudici nella cauai


i

arricch generosamente; una cappella sotto T invocazione di s. Maria della Rotonda,

Siena, cui

sa di Giansenio; intervenne

mizi di Alessandro VII, dopo

quali

mori
ni,

nel

i656,

di sessantotto

anfa-

nella

sagrestia della
di

quale

si

vede-

e undici di Cardinalato, con


di dottissimo personaggio.

va

l'effgie

lui in atto

di vene-

ma
rio
le

ca-

la Vergine santissima. Finalmente, dopo i comizi di Onorio III, e di Gregorio IX, mori nel 1227,

rare

gione
nel

delle

falsit
il

del

sotto-data-

Mascabruni,
lui

nostro Cardina-

pontificalo

d'Innocenzo X,

quindici anni dacch avea conseguito il

sebbene di
re vicende.
lica

favorito, soffl

amaove

ebbe tomba nella basilica liberiana con breve iscrizione. CECCANO Teobaldo, Cardinale. Teobaldo Ceccano dei conti di Tercappello, ed

Ebbe tomba
la

nella basi-

di

s.

Maria

in Trastevere,

avea ornata

cappella

della

Ma-

donna

detta di

Viacupa.
Cardinale.

racina, abbate nel monistero di Pos-

CECI Pomponio,

Pom-

sano va,

consanguineo
ci'eato

al

Cardinal
,

Giordano del medesimo nome

nel

1275 fu
di Lione,

Cardinal

prete

da

ponio Ceci, valente in filosofia ed astronomia, ebbe un canonicato in s. Giovanni Laterano e da Paolo III,
;

Gregorio X.
si

Nel concilio

generale

nel i538,

il

vescovato di Orte e Ci-

rese celebi'e per molte

vita Castellana; dipoi quello di


tri

Sudel

legazioni assai

nute.

decorosamente sosteVide la morte dell' angelico

e Nepi

quindi

fu

vicario

Pontefice, e

dottore; enei 1279, lo segu dopo quattro anni di Cardinalato.

Paolo
riaco.

III,

da ultimo dallo stesso a'3i maggio del i542,


s.

fu creato Cardinal prete di

Ci-

CECCHINI Domenico,
Domenico
era
fornito
di bello
;

Cardinale.

Ma
e

dopo due mesi mor a


fu sepolto
nella
basilica

Cecchini, patrizio

romano,
e vi-

Roma,

spirito,

lateranese, nella sua gentilizia cappella dedicata alla nascita di

vace ingegno
di

e laureatosi nella

u-

Nostro Si-

niversit di Perugia,

and
questi

alla curia

gnore,

Roma

presso Pamfily, e Ludovisi

uditori

di

Ruota

divenne

con semplicissima lapide a prirte destra della medesima, che porta il nome di lui, con quello di

Gregorio

XV,

e quegli

Innocenzo

alcuni altri di sua famiglia.

, ,

CEC 44 (s.), romana, educata CECILIA


la scuola del vangelo, (Ino
la
si

CED
al-

CECILIO
sto,

(s.),

africano di nascita,

da fanciulvirt.

fu convertilo alla fede di

Ges Cri-

mosti adorna

di rare

per

le

preghiere insieme e per


di Ottavio e di Miche dalle tenebre del

Quantunque
le famiglia,

uscita di ricca e nobi-

le

instruzioni

avea fatto voto di rimanersi vergine per tutta la vita, ma,


si

nuzio Felice,

paganesimo
del vangelo
,

costretta dai genitori,

leg in

ma-

erano venuti alla luce e ne sostenevano con

trimonio con un gentiluomo, Valeriano di nome, eh' ella seppe ritrarre dall'idolatria
alla

religione

del

vero Iddio. A questa conversione aggiunse anche quella di Tiburzio, suo cognato, e di Massimo, i quali
condannati a morte, perch ni, la precedettero di pochi
cib avvenisse l'anno
cristia-

molta sapienza e forza le ragioni. Questo santo, che fu prete, ebbe il merito della conversione di san Cipriano, il quale , per sentimento di
venerazione e riconoscenza, volle in
seguito portarne

et molto avanzata
rito assai della
lui
si

giorni

nome. Mori in e fu benemei*eligione cristiana. Di


il
,

nella gloria del martirio. Credesi, che

fa

memoria

nel martirologio
di

aSo, sotto A-

romano.

lessandro Severo.

CEDAMUSA.
Sitifi in

Sede vescovile

Nel quinto secolo vi era in Ro-

Africa, nella provincia della

ma una
cilia.

chiesa, dedicata a santa

Il

Pontefice Pasquale

Ceve ne

Mauritiana. Not. Jfr.

CEDDO
to

(s.).

Questo santo preladi


s.

eresse
fei
il

una nuova,

nella quale tras-

era
di

fratello

Chaddo

ve-

corpo di s. Valeriano, che fu trovato unitamente a quello di s. Cecilia, ed ivi ancora comand
si

scovo

Litchfield, del

santo sa-

si

cerdote Celino e di Cimberto, i quali adoperarono ad illuminare nelle


verit
Il

che

trasportassero
s.

corpi

di

s.

della

fede

gli

anglo-sassoni.

Tiburzio, di

Massimo, e dei some Lucio; trasIl

desiderio di

restare nell' oscurit

mi

Pontefici

Urbano

e di attendere alla
cazione, lo indussero

propria santifi-

lazione avvenuta nell'anno 821.

ritirarsi

nel

medesimo Pontefice fond pure un raonistero presso la nuova chiesa.


11

monistero di Lindisfarne.

Le

virt,

ond'era adorno,
Lindisfarne
incarico di
gli

gli
,

Cardinal Paolo Emilio Sfondrati,

re del sacerdozio

nipote di Gregorio
titolo di

XIV, ne
Le

la

ri-

meritarono l'onoed il vescovo di affid l' importante

fabbric, e decor riccamente,

ed

Cardinal prete.
1'

reliquie

di questi santi furono riposte in

una

ammaestrare nella fede popoli soggetti al re Pende, che i avea ricevuto il battesimo con molti
de' suoi ministri.
s.

magnifica volta, sotto


re, e
si

aitar

maggio-

La

predicazione di

chiama in oggi
Cecilia,

la confessio'

Ceddo ebbe un
si
i

esito felicissimo

ne di santa
cilia [P^edi).

come meglio
s.

imperocch
terrati

videro ben presto atidoli,

dicesi all'articolo Chiesa, di

Ceassai

templi degl'

ed

loro

Questa santa

cultori pi'estarono al vero

Dio quelalle

celebre nella Chiesa, e viene anche

l'onore, che

prima tributavano

nominata nel canone


ta

della messa.

insensate divinit.
esteso
il

Ma un campo

pi

cultori dell'arte musicale l'hanno scel-

si

aperse allo zelo di Ceddo,


volentieri sa-

a proteggitricc, perch noto, che


al

quale avrebbe ben


alla

questa santa accordava


le divine lodi lu

canto del-

crificata la vita per acquistare proseliti

musica istroracatule.

cioce.

Oswy

re di Nor-

CEF
thumberland, mandollo con vm
pi'ete

CEF
eia proconsolare, sottoposta

4>
a Cartacap. i33.
i,

da Sigiberto re
il

dei sassoni orientali,


la

gine.

Collalio Carili ng.

quale avca abbracciato


Cristo.

fede di

CEFALONIA
lonien.
,

ZANTE
).

{Ccplia-

Ges
ed
il

Le

fatiche

del santo

et

Zacynthicn.

Vescovati
isole

apostolo

numero

furono da Dio benedette di quelli, che si con-

uniti sulTraganei di

Corf nelle

Jonie. Cefalonia,
gli

una

delle isole de-

vertirono, fu

veramente ammirabile.
vescovo

Stati Uniti delle isole Jonie, sogall'

Recatosi in seguilo a Lindisfarne per


trattare
col

gette

Inghilterra, presso la costa

Finan

intorno

occidentale
fra
il

della

Turchia Europea,
,

ad alcuni

aflri

importanti, fu con-

golfo di Patrasso

le

isole

sacrato vescovo dei sassoni orientali.


Insignito di questa dignit,

di santa

Maui'a e quella di Zante


tre citt in un'
,

and

tosto

contiene
villaggi
fertile
,

cento
,

trenta

nella sua diocesi, e continu l'opera

amena
I

deliziosa

che

vi

avea intrapreso. Fond mol:

posizione.

monti

ne

inter-

te chiese, e tre monisteri


al sinodo

assistette

secano la superficie, e su

tutti pre-

celebrato

a Stx'cneshalch

domina r Enos, celebre


t,
il

nell'antichi-

nel 664, ove stabil

che

si

seguisse

quale conserva ancora

la pratica stabilita dai canoni intor-

nome.
sotto
i

Fu

no

alla

celebrazione

della

Pasqua.

il suo primieramente conosciuta nomi di Sainos , o Snnih ,

Dopo qualche tempo


la peste, e

fu colpito dal-

poscia di Melaejin, indi di

Tdcboa,
governa-

termin la sua carriera nel suo monistero di Lestingay nel giorno iG ottobre. Il martirologio
d' Inghilten-a

e in fine

di

Cefalonia
Si

nome che

prese dall'ateniese Cefalo,


tore dell' isola.
fra gli stati

ne

fa

menzione nel d

novera Cefalonia d'Ulisse, e fu anco do,

7 gennaio. CEDI A S. Sede episcopale d'Africa nella parte occidentale, d' ignota provincia.

minata

dai corinti

dai

tcbani
essere

condotti da Arafitrionc.

Dopo

stata in potere dei macedoni, fu oc-

suo

vescovo

Di essa si sa soltanto, che il Secundeno nel t(u-zo


,

cupata dagli
i

etoli,

a' quali la tolsero

secolo assistette

al

concilio di
s.

Car-

romani comandati dal console Marco Fulvio, 189 anni avanti l'era cristiana, e

tagine adunato da
tre nel quinto
il

Cipriano,

men-

siccome nella

citt

di

Sa-

natista fu
gine.

vescovo Fortis doalla conferenza di CartaGiorgio.

trov vigoi'osa resistenza,

l'arse,

la saccheggi, e
tanti.

ne vendette gli abiIn tal maniera Cefalonia dialla


i

CEDRENO
scritto

Monaco

gre-

venne soggetta
blica, e segu

romana repub-

co, vissuto nel secolo

undecimo.

Ha

destini dell' impero.

vma

specie di cronaca, o sto-

ria universale dal principio del

do

fino all'impero d' Isacco

monComne-

Aveva dapprima adottato il reggimento repubblicano chiamandosi


,

allora tetrapoli

a cagione delle sue


citt
,

colo

met circa del seundecimo dell'era cristiana. Quest'opera una compilazione poco
no, cio fino alla

quattro principali
Palis, Grane, e

cio

Sam,

assai giudiziosa; tuttavia

in latino
p.

Ritradotta ed arricchita di note dal Goar domenicano. CEF AL A [Caephala). Sede ve-

Cooni, che si erano diviso il suo territorio. Figur fra le isole greche , e godette per un tempo il primato sulle Jonie.

Appartenne
sino al
1

all'

impero
la

d' oriento

125, in cui per


i

decaden-

scovile d'Africa iiella

prima provin-

za di esso ebbe

suoi signori par-

46
tcolari.

CEF
Quindi, Terso
il

CEF
^S, sogsecolo divenne arcivescovato. I latini
nel

giacque alle incursioni de' normanni e poi ancora ai despoti di Morea quali come vennero detronizzati i
,

XII

secolo vi fondarono

un

seg-

gio vescovile, suffraganeo del metro-

politano di Gorf, e nel XIII

pass al dominio da Maometto II ottomano. Variano gli autori intor,

a Zante

vescovo
la

si un ove pass a dimorare il che tuttora vi risiede go-

no

al

tempo

in cui

pass
:

l'isola

vernando

le

duft diocesi, soggetto al-

sotto quello

de' veneziani

certo

per, che nel i499 il generale veneto Benedetto Pesaro se ne impadron colla forza delle armi, e seb-

congregazione Cardinalizia di Propaganda. F. Zante.

bene due volte i turchi la riprenveneziani la ricondessero, sempre quistarono, rimanendone in possesso
i

sino all'anno
estinse
ta alla
la

1797 epoca in cui


repubblica.
,

si

loro

Passai

Francia
ed

nell'

anno

799

dovette essere ceduta alla flotta turco-russa,

in progresso segu

la

sorte delle altre isole Jonie, per cui

manda
semblea
Jonio.

otto deputali Cefaleni all'aslegislativa

del

parlamento
per la mag-

L' isola Cefalonia


gior parte abitata

CEFALI]' (Cephaluden.) Citt con residenza v escovile nel regno delle due Sicilie, nella provincia Valle minore di Palenuo. Essa posta nell'angolo di un promontorio, im poco pi basso del castello ancora esistente, che formava 1' antico paese. Varie cave di fini marmi ha nei dintorni, e fra essi merita menzione la lumachella, marmo atto a stupendi lavori. Questa citt cinta di mura, sembra che tragga il suo nome dal capo vicino, il quale si chiama Celili, nome che deriva dal greco, e vuol dire capo, o promontorio, per cui
i

da

individui, che

suoi

abitanti

si

seguono

il

rito greco. I cattolici ascen-

dissero Cefaledi. Dai messinesi

ven-

dono
dovi

circa a duecento,
i

non computan-

maltesi, che sono in grandissimo

ne un tempo distrutta, ed al re Ruggiero I, come diremo, dovuta


la

numero. Essa ebbe un vescovo greco e un vescovo latino; ma la cattedrale situata in Argostoli, capitale dell'isola, ora
distrutta.

sua

riedificazione

nel bel sito


cui la Sicilia

dell'

odierna area.
dai
saraceni, in

Fino dai tempi, in


era dominata
fal eravi

Argostoli

posta

Ce-

in fondo

ad un'ampia e sicura baia


dell' isola.
i

nel lato australe


liceo,

Ha un

un vescovo, e quello del868 fu uno dei dodici vel' anno


che insieme a
s.

ove

si

educano
di Corfi.
gli

giovani per

scovi,

Ignazio pasi

l'universit

Ne' suoi dinla

triarca di Costantinopoli

oppose-

tonii vi sono
di

avanzi della citt


ferace
; 1'

Grane

rammentando
Palecchi
il

ro energicamente a Fozio, nell' Vili concilio generale, laonde rilevasi che


i

pianura

di

antica Palis

greci vi avessero istituito la

sede

all'estremit, ov'

Capo-scala,

esi-

episcopale.
la

In

progi-esso

di

tempo
al
I,

steva l'antica citt di Cooni, di cui

citt, essendosi
il

ridotta

quasi

non rimase
colo
i

vestigio.

Nel quinto sedi

nulla,
di

normanno Ruggiero

re

greci della terza provincia di

Achea, nell'esarcato
vi

Macedonia,
colla

eressero

la

sede

vescovile

Sicilia, la ritorn al suo primiero splendore, ristabilendo la sua sede vescovile, nel 1 i3i, sottoposta a

residenza in Argostoli, sotto la


tropoli di Corinto; quindi nel

me-

Messina per opera


uaclelo
11,

dell'

antipapa A-

XYI

di cui seguiva le parti per-

TEF
che aveva ornato col titolo reale. Si racconta pertanto, che trovandosi tal principe in grave pericolo di
Io

GEL
mensa tassata mera apostolica
cento.
in

47
fiorini quattro-

ne' registri della ca-

naufragare nel mare di Saleino,


ce voto, clie se ne usciva a

fe-

CELCHYTH
tica citt
JNIercia,

salva-

d' Inghilterra nel

{Celchytum). Anregno di
celebrarono due
Il

mento, avrebbe fatto fabbricare un tempio al Salvatore, ed agli Apostoli


;

in

cui

si

concilii

chiamati
di

Celcliyterisi.

pri-

quindi tornato

il

mare

in cal-

mo
il

fu tenuto l'anno
s.

794 per dotare


coli' in-

ma

trovossi nel golfo di Cefali, nel

monistero

Albano,

giorno sacro alla trasfigurazione del


Salvatore. Disceso a terra, prima di
tutto edific
s.

tervento di nove re, quindici vescovi, e venti duchi. Offa, re dei merciori,

una

chiesa in onore di

Giorgio al piede della rocca,

e
la

per

s.

per la venerazione che avea Albano primo martire d' In-

dipoi
citt,

non

solo

volle

riedificata

ghilterra, concesse al

monistero molti
Angl.
I.

ma

in esecuzione del voto vi

beni e grandi privilegi.

11

fece innalzare

una sontuosa
del

cattefa-

Lenglet, oltre questo concilio, pre-

drale col

nome

Salvatore,

cedentemente
registra

all'

anno 787, ne
in Celchyt

cendo scolpire nella magnifica fachoc s\crum ciata questa iscrizione TEMPLUM A. pio ROGERIO I SICILIAE KEGE AB. ANN. I I 3 I AD I 1 4^ FUN:

un altro adunato
disciplina

sopra
Il

la

DATUM
cose
si

ETc. In cssa chiesa fra le altre

ammirano
d.

bellissimi mosaici

il

mausoleo di
del

Eufemia reggente
ulti-

secondo si convoc nell' anno da Vulfredo arcivescovo di Cantorbery, che vi presiedette alla presenza di Renulfo re dei merciori, e di molti signori, intervenendovi

816

del regno nella minorit degli

dodici

vescovi,
,

molti abbati,

preti

mi sovrani

ramo

aragonese.
del

Queregno
suf-

sta chiesa era la quinta

nell'assemblea degli

stati.

Tuttora questa sede trovasi

fraganea della metropolitana di Messina. Il capitolo della cattedrale, che anticamente era regolare sotto l'Ordine di s. Agostino si compone di prima delle quaquattro dignit li il decano, di otto canonici con due prebende, ventiquattro mansio,

che fecero undici canoni. secondo ordina, che le chiese Il sieno benedette dal vescovo diocesano dopo la loro edificazione, e che r Eucaristia sarebbe posta in
e diaconi

una

scatola

colle

reliquie

sotto

l'altare,

o in un luogo segreto della medesima chiesa. Il 4- concede auvescovo di eleggere col al consenso della comunit l'abbate, e
Il

torit

l'abbadessa.

9. prescrive al ve-

nari detti pi'ebendati,


altri
to.

oltre diversi

scovo

di

tenere

registrati

regola-

preti, e chierici pel divin cul-

La
da

cura nella cattedrale

si

eser-

menti sinodali da osservarsi da lui, da cui diil nome dell' arcivescovo


pende, e
vincia. Il
a'
gli

cita

tre cappellani eletti dal

ve-

altri

vescovi della prosi

scovo,
tra

non

essendovi nella citt al-

IO."

comanda, che

dia

parrocchia.

Vi sono pei

sei

poveri

si

eroghi in opere pie,

conventi di
di

religiosi,

un monistero
al-

monache, un conservatorio,

decima parie de' beni del vescovo defunto, ed inoltre ordina preghiere,
la

cune confraternite, ospedale, monpiet, seminario con alunni , cimitene , episcopio etc. La
te di

digiuni, e la liberazione degli schiavi,

pel riposo delle anime.

Questo
anco sui

concilio prese provvidenze

48
costumi.

GEL
Angl. tono.
I.

GEL
Conc. tom.
vescovile

tempo era
grazie,

favorito da
dell'

Dio

di

molte

VII, pag.

i484.
Citt

massime
si

umilt. Altri di-

CELENDERIS.

cono, che

fece

monaco benedettino

dcir antica Cilicia, e, secondo


nel patriarcato
d'

Comeretta

nel monistero di Fai foli nella diocesi


di Benevento, e che
te,

manville, nella provincia d'Isauria,

Antiochia
la

nel

secolo sotto

metropoli di
vescovile dels'

Seleucia.

CELEPiINA. Sede
l'Africa occidentale
la
,

divenutone abbafondare una nuova congregazione. In appresso prescelse per pi rimota solitudine il convento di Majella nell' Abruzzo
concep r idea di
ove, ad onluogo orrido, in poco tempo si form, verso l'anno ii5^, una comunit religiosa, alla quale egli
ta del

di cui

ignora
,

non lungi da Sulmona,

provincia
rec

sa

soltanto

che
di

Donato suo vescovo, l'anno 4'Ij


si

alia

celebre

conferenza

Cartagine.

Coli.

Cari.

serviva di regola e di esempio, pel

CELESTINI. Congregazione momonaci di quesl' Ordine furono dapprima chiamati Eremiti di s. Damiano, o di Monastica benedettina.
I

penitente

santo

tenore di

vita.

N and

guari, che

vedendo come

rene,
niti,

non che Murroniti, o Morroe"

da lui fabbricato sul monte, non poteva contenere tutti i suoi discepoli, ne edific degli alncir oratorio
tri

poi

Celestini,

allorquando

il

in

quelle vicinanze.

loro fondatore fu assunto al ponticol nome di Celestino V. Questo santo nacque in Isernia, piccola citt capitale nel contado di Molise, nel regno di Napoli da geni toii di bassa condizione, che nel battesimo g' imposero il nome di Pietro. Passati i primi anni nella
ficato

L'Ordine, nel 1264, fu approvato da Urbano IV, che lo incorpor


al

benedettino

ma

sentendo Pietro

piet e nello studio, siccome


te delia solitudine, nell'anno
si

amani244j

ritir

sopra una montagna, e quitre

da Morone, che il Pontefice Gregorio X, nel concilio di Lione, forse doveva sopprimere i nuovi Ordini religiosi istituiti dopo il concilio lateranense che ne vietava la moltiplicazione, and a Lione, e malgrado la sua dispregevole apparenza ottenne colle sue austerit, e col mirabile dislacco dalle cose tei'i-ene, e

vi

dimor per

anni in una cagli

verna, finche la sua santit


tir

at-

con una
bolla,

vita

tutta

angelica,

una

molte persone a visitarlo, che l'indussero ad uscire da quel nascondiglio, e

colla

data

de' 17

settembre

1274, con cui Gregorio

confer-

ad abbracciare
Allora

lo sta-

m
s.

il

nuovo

istituto colla regola di

to

ecclesiastico.

recatosi

Benedetto, e con alcune particocostituzioni pi rigorose, lo po-

Roma,

fu ordinato sacerdote, quin-

lari

fermando la sua dimora sul monte Moronc, per cui viene chiamato s. Pietro Celestino da Morone. Quivi elesse per abitazione una buca, ch'era covile di un gran serpente, e non molto dopo da un abbate fu vestito deldi pass nella Puglia,
l'

se sotto la pontificia protezione, gli

assicur
gli

il

possesso de' suoi beni,

e
la

concesse alcuni privilegi,


dalla

come

esenzione
dinari ce.

autorit degli
di ci

Or-

l'Ordine si accrebbe maggiormente, a segno che


Pietro
si

Dopo

vide superiore generale di


raonisteri, e
1

al)ito religioso,

ed in quella

stette

Irentasei
giosi,

seicento

reli-

per lo spazio di cinque aoni, nel qual

indi, nel

284? rinunzi

al

go-

GEL
verno del medesimo, e del priorato
di

C EL
l'

49

Majella

confermando

uno

r
si

altro a ceito Roberto, per andar-

a nascondere in un'altra foresta,


ivi

ed

dedicarsi

ad

ulterioi'i

peni-

da Bonifacio Vili in commenda il monistero di s. Giovanni in Venere, colla sua buona maniera gli diede r incarico di celebrare i funerali dopo la morte di Celestino V. Aggiunge
s.
il

tenze ed assidue orazioni. Poscia, nel

p.

Croiset,

nella
fra
i

vita

di

1293, essendo il monistero di Majella per la sua posizione troppo orrido e disasti'oso, fu stabilito, che il monistero di s. Spirito di Sulmona sarebbe stato il capo dell'Ordine, e la residenza dell' abbate generale, che ve la fece sicapitolo del

Celestino

V, che

Cardinali

italiani

da

lui creati,

due erano mo-

naci del suo Ordine.


il Papa si rec a monprocur che quei monaci benedettini abbracciassero il suo istituto, mandandovi a questo eifctto cinquanta religiosi, i quali per vi rimasero pochi mesi. Finalmente,

In seguito

te Cassino,

no

a' nostri

tempi.

Nella morte del Pontefice Nicol

IV, per
li

la

discordanza de' Cardinail

conoscendo
pontificato

Celestino

che

nel
al ai

nel dargli

successore,

dopo due
se-

non poteva attendere


e alla

due giorni di de vacante, mentre Pietro erasi


anni, tre mesi, e

raccoglimento

preghiera,

re-

cato

a Roma, per affari del suo Ordine, fu a' 5 luglio 1 294, eletto dai Cardinali nel conclave di Perugia

i3 dicembre 1294, spontaneamente lo rinunzi, facendo ritorno alla sua congregazione nel monistero di
s.

Spirito di

Sulmona.

Indi

fugg

Sommo
per

Pontefice.

A
si

nulla

nella Puglia, e
vi

valse la sua virtuosa ripugnanza, e

pass

partendo
dusse

Aquila

ivi

con-

1295; ma
scisma

con alcuni eremiti tutta la quaresima del per timore di qualche


della
.sua

sagro Collegio , ed egli fu il solennemente coronato a'29 agosto,


nella chiesa
di
s.

cagione

santa

Maria

di

Colle

maggiore, o Madonna di Collemadio del suo Ordine, col nome di Ce&


lestino

mentre tentava altra fuga per mare, fu preso e condotto per ordine di Bonifacio VIII, prima
semplicit,

nel palazzo apostolico

d'

Anagni, e
pres-

V:

il

perch,

come dicemmo,

poi nella fortezza di

Fumone

congregazione assunse quello di celestini. A' i4 settembre 1 294,


la di lui

so Ferentino, ove rimase

per dieci

mesi servito da due suoi correligiosi,


i

nella stessa citt d' Aquila,

Celesti-

quali
,

si

no

conferm ampiamente le costituzioni, che avea composte pei


monisteri
e
suoi
,

mesi

finch

cambiavano ogni due santamente mor ai

suoi monaci, e pei

19 maggio 1269, d'anni ottantuno. In Roma gli furono fatte solennissime esequie
coli' assistenza

ricolmandoli
to

di

grazie

privilegi.

di

Boper

Nella promozione, che

nel suddet-

nifacio Vili, e dei Cardinali; e

mese

fece

in

Aquila di

dodici
vi

Cardinali, oltre diversi religiosi,

ordine dello stesso Bonifacio Vili, il suo corpo fu portato con solenne

annover Tommaso dell' Ocra, monaco celestino ed abbate del celebre monistero di s. Giovanni in Piano, e lo dichiar anche camerlengo di santa Chiesa. Questo venerando Cardinale, avendo ricevuto
VOL. XI.

pompa
s.

in Ferentino nella chiesa di

Antonio de' Celestini, che il defunto poco prima aveva fondata


fuori della citt, illustrando
il

Si-

gnore con molti miracoli il suo sepolcro. Dipoi, a'i5 febbraio 1327,

/)o

GEL
il

GEL
s.

rimanendo
lestino in

cuore di

Pietro Cesi

quali sono

monsignor Francesco Mafatto vescovo

Ferentino, ove

conser-

ria Cipriani di Norcia,


di

va nella chiesa delle monache di s. Chiara, il corpo di lui fu trasferito


nella chiesa di

Veroh da Pio VII,

nel

i8i4, e

ne trasportato
stini

di

Agata, donde venmonistero dei celeAquila, nel quale egli era


s.

monsignor Francesco Saverio Burini di Chieti fatto vescovo di Marsi


dal
nel
rale

al

medesimo Pontefice nel 1818,


1823. Con sollecitudine pastogovernano essi il gregge alle

e poi trasferito alla sede di Aversa,

tato consacrato
lestini

Papa, mentre i cela sua s' ebbero mascella inferiore con un dente biandi

Parigi

lor cure afTulato.

L'Ordine ebbe
e

e-

chissimo.

ziandio degli altri vescovi,


la

molti

Dopo
vilegi
si

morte

di Pietro

Celestialtri pri-

dotti nella
i

repubblica letteraria, fra

no, l'Ordine fu graziato di

quali merita special

menzione

il

dal Pontefice Benedetto XI, e

celebre p. abbate Couafede.

diffuse

per

l'

Italia

Germania

In vigore delle loro costituzioni

Fiandra e Francia, ove, nel i3oo,


fu ricevuto
dal

re

Filippo IV,
tali

il

Bello, formando in seguito


zioni tre Provincie,

na-

con pi

di cen-

dovevano recitare in coro mattutino due ore dopo la mezza notte, n potevano mangiar carne se non infermi. Nel monistero era
i

celestini

il

toventi monisteri. Fondatore di quel-

loro proibito di

Avignone fu 1' antipapa Clemente VII, che nella sua morte


lo d'

volle essere

sepolto

nella

contigua

mangiare nell* avvento anche ova e latticini ed erano tenuti a digiunare nei mercoled, e venerd da Pasqua sino
,

chiesa, in cui gli fu eretto

un

bel

alla festa della esaltazione della


ce,

Cro-

deposito.

celestini

di Francia, col

e in tutti

venerd di quaresi-

consenso degl'
vazione, nel

italiani, e coli' appro1427, di Martino V, e poi di Clemente VII, volendo potevano fare nuove costituzioni pel

mantenimento
vanza,

della regolare

osser-

ma, e nel venerd santo digiunavano in pane ed acqua. Consisteva 1' abito de' celestini in una tonaca bianca, cinta con una fascia di lino o di cuojo dello stesso colore, con
iscapolare o pazienza sciolto con

come

fecero

nel

secolo

un

XVII, e furono

accettate nel capi-

1667. La concomponevasi di ventuno monistei'i, il capo dei quali era quello di Parigi, ed era governata da un provinciale con autorit di generale. Il Pontefice Paotolo provinciale del

gregazione di Francia

cappuccio nero ; ed in coro, e per la citt incedevano egualmente in cocolla e cappuccio nero, n potevano usare camicia se non di saja. In somma l' abito era eguale quasi
risce,

a quello de' cistcrciensi, ma si rifeche a tempo del fondatore, i


vestissero di

lo

V,

in considerazione del

bene

re-

celestini

panno
i

grosso

cato da quest' Ordine alla repubbli-

color tan. In

Roma
e
il

celestini

eb-

ca cristiana,

e privilegi. vicende soggiacque


di essi
si

accord molle grazie Ma per le noie ultime


gli

bero
s.

la

chiesa,

monistero di
del bea-

Pietro

IMontorio; senonch, mosdalla


santit

conseguenza degli avvenimenti politici, e per foralla


disciolsc. Si

so Sisto
to

IV Amadeo

francescano, lo

chiam
diede

7s\.

per ancora
&iu

due

de'

ammirano suoi membri


vescovili,

dal Portogallo in
la

Roma,
i47';
"'

gli

detta chiesa col monistero, e concelestini

due

risjicttabili

seggi

cesse invece, nel

GEL
la

CEL
Latera
nel
dell'

5:1
,

chiosa

di

s.

Eusebio [T'edi), e
1476,
accord

suo

Compendio

cap.
.

per monistero, nel


loro
il

XXIX
tom.
II,

Ordine

de^ celestini

coiiligno palazzo, eh' era del


I

L' annalista
e.

Wadingo, Ann. minor.


3, e
il p. Helyot, Storia monastici, t. VII, e.

titolare.

monaci ne
,

restauraro-

no
zio

la chiesa

ridussero T edili-

degli Ordini

monistero.

L' una

1'

al-

tro per vennero sotto

consegnali alla

Leone XII compagnia di Ges.


i

Avevano
la

inoltre

celestini in

Roma
s.

EremiOrdine di s. Francesco, che dovevano vivere austeramente, e che ricevettero pur nome,
4, riportano le notizie degli
ti

celestini

deli'

chiesa gi parrocchiale di
in

Ma-

anticamente di s. Agata, nella via dell' Orso, col contiguo palazzo, di cui per disporia

Posterula, detta

1291, dallo stesso s. Celestino che per le persecuzioni poscia sofferte furono costretti a rifugiarsi neir Acaja, e quindi si spennel
;

V ma

sizione del loro protettore Cardinal

sero verso l'anno

iSog.
(s.),

Barberini,
Collegio.
ciroli,

si

servivano
chiesa,

come

di

un
di

CELESTINO
nascita

Papa XLV,
figliuolo,

secondo il Panfu fondata da un individuo

La

romano, era

se-

condo

alcuni, di Prisco,

e parente

della famiglia Posterula,

ma

l'Alstato

eri
tom.
vero.

nella sua
II,

Roma

in ogni

p. g, dice non essere ci La miracolosa immagine della Madonna vi si crede collocata nel i^yS. Il Cardinal di Parma la dot

prossimo all' imperatore Valentiniano. Creato diacono Cardinale da Innocenzo I, fu innalzato al soglio pontificio ai 3 novembre del ^i3. S crede ch'egli abbia introdotto il salmo Introibo , le antifone dell' introito,
il

di
la

grosse rendite, e Clemente

VII

graduale,
la

il

tratto,

1'

offer-

concesse

alla

famigha
celestini

Caetani,

torio, e
la le

dalla quale, in

uno

al palazzo concol

comunione nella messa, quale era prima cominciata dalepistole


{V^-

tiguo

pass ai
di

paga-

di

s.

Paolo e

dall'evan-

mento
landesi.

dieciotto mila scudi.


agli

Da
ir-

gelio.

Bianchini in not.
Ili)
;

ad Aci
I.

ultimo fu data
Il

agostiniani

nast.

tom.
si

ma
a

da
s.

altri

venne pertanto edificato dal detto Cardinal di Parma per sua abitazione, da cui prese
palazzo
il

piuttosto

riferisce

Gregorio

V. Lambertini, Del sagr. della messa. 11 Burio poi di avviso aver


s.

nome
del

il

vicino arco, sulla spon-

Celestino I prescritto la recita dei


la

da

Tevere.

Quindi

il

palazzo

cinque salmi per


la

preparazione del-

pass ai Caetani, e poi fu venduto


ai celestini

verso l'anno
i

1629,

al*

lorquando
il

Caetani

acquistarono
Ciacco-

palazzo Rucellai al Corso.

Di quest'Ordine,
nio,
il

oltre

il

anche questo da alcuni si contraddice ; il perch a vedersi il Bona, Rerum liturgie. 1. II, cap. 3 , dove lungamente tratta di quanto riguarda il decreto di s. Cemessa
;

ma

Vittorelli, e gli autori degli

lestino

1,

in proposito o alle cose in-

Ordini monastici, tiattarono il Bonanni nel Catalogo di essi a pag. CIX, Bollando nel t. Ili, e nel mese di

trodotte nella santa messa.


L'eresia di Nestorio [Fedi]

diede

motivo a
biare
di

s.

Celestino

di far cele-

maggio; Becquet monaco

ce-

nel

4^

'l

concilio generale

lestino,

neW Istoria
il

citila

congrega-

Efeso, a cui intervennero duecen-

zione de' Celestini di Francia^


rigi

17 19, e

Papadre Annibale da

to

vescovi e

tre legati

pontificii,

dal quale furono fulminate le ereti-

5i

GEL
santo Pontefice
ziani

GEL
tenessero
soffrire, che novamolte chiese aperte
i

che sentenze da colui empiamente sostenute. Di che avendo ricevuta notizia s. Celestino per lettere di
Costantinopoli,
si

in

Roma,

confin Rusticola loro vevile,

diede premura di

ri-

scovo in una casa


di tener

gli

viet

spondere ad

esse, e le

sue risposte so,

pi adunanza de' suoi.

Con

no

in

numero
del

di quattro

tutte colla

una

lettera scritta inoltre ai vescovi

data

i5

marzo

di quell'anno

delle Gallie raffren gli eretici semi-

43

1.

La prima

al concilio di Efeso,

pelagiani
Mai'siglia

che passati dall'Africa in


screditavano
la dottrina

che avevano oi'dinato Massimiano in luogo di Nestorio, mercecch da sei mesi il concilio era sciolto ; la seconda diretta all' imperatore Teodosio , del quale il Papa loda lo zelo per la difesa della fede ; la terza a Massimiano vescovo di Costantinopoli, e la quai'ta al popolo di quella citt. Parecvale a dire ai vescovi,

di

s.

Agostino intorno alla predesti-

nazione ed alla grazia.

sono perdute alcune lettere di santo Papa. Tale quella che aveva scritta in risposta ai vescovi, i quali gli avevano partecipata r elezione di Nestorio in luogo di Sisinnio , e quella, che aveva pure
Si

questo

chie lettere scrisse

il

santo Pontefice

ancora durante quel concilio; ed altre innanzi pure ne aveva scritte. L'una
ai vescovi d'Africa nell'anno

scritta al vescovo Fuenzio. Socrate a torto gliene attribuisce molte altre,

4^6, con cui ristabiliva, in conseguenza del suo appello alla Santa Sede , vm prete chiamato Apiario ; la seconda indirizzata ad alcuni vescovi dell' llliria per raccomandar loro la sommissione alla Chiesa
quella di Tessalonica

come anche v' ha chi senza fondamento veruno lo crede autore di


alcuni decreti.

Le
d'

lettere
stile

di

s.

Celestino

sono
,

uno

incalzante e stretto

ma

oscuro

talvolta

confuso

loccli

forse procede dall' aver

noi dovuto

Romana, ed a
;

ricorrere alle traduzioni state fatte in

la

terza
ai

del

Oriente a cagione dello smarrimento


degli originali.

25

luglio

4^^? ^ diretta

vescovi

delle Provincie di

Narbona

e di Vien-

In
cre

tre

ordinazioni
,

s.

Celestino

na, perch correggessero certi abusi


introdottisi nella disciplina.

quarantasei

e,
,

sessantadue vescovi
ti
,

secondo altri, trentadue pre-

Dopo
t
i

il

concilio d'Efeso perseguii

e dodici
,

diaconi.

Govern

otto
;

pelagiani,

quali, bench per

anni

cinqtie
ai

mesi e tre giorni


del 432.
dei

e
s

decreto di Costanzo imperatore fossero stati costretti sotto Bonifacio I

mor
zelante

aprile

Era

dell'

osservanza

decreti

a star lontani cento miglia da Roma, pur Celestino I, volle che lo fossero da tutta 1* Italia e contro Celestio loro capo, che s'era ritirato nella
,

Bretagna, sped missionari, che dopo due anni ridussero quella regione
alla fede ortodossa.

usanze introdotte dai suoi predecessori, che in veruna guisa sapevasi indurre a rivocare, od a sottoporre a nuovo esame ci, che una volta fosse stato ordinato e desinodali, e delle
ciso.

Fu

sepolto

nel cimitero di

s.

Dipoi invi nel-

Priscilla nella

via Salaria, e quindi

la Scozia Palladio greco,

primo vediil

venne
ta

trasferito nella chiesa di san-

scovo di quelle

isole,

e neH'Jbcrnia

Prassede.
di
lui

Vac
11,

la

santa

Sede

o Irlanda s. Patrizio, che ne venne i' apostolo W potendo


.

dopo

diecinove giorni.

CELESTINO

Papa CLXXII.

, ,

GEL
Nacque questo Pontefice
miglia
di
di

GEL
una
fa-

53
in Late-

del

ii44> 6 venne sepolto

oriunda

di citt

Castello

rano.

Tre
II,

lettere

ci

rimangono
solamente.

di

nello stato
di

ecclesiastico,

ed innanzi

Celestino

e dopo di lui la santa

salire al

trono pontificio era percol

Sede vac

tre giorni

ci

chiamato

nome
di

di

Guido
fatto

del

CELESTINO III, Papa CLXXXII.


Era
che
egli

Castello. Discepolo di Pietro Abailar-

romano, e discendeva
al Pontificato

dall' il-

do

siccome sotto

sommo

avea profitto nelle lettere, fu anlui


il

lustre famiglia Orsini (Feo?/). Innanzi


salisse

chiamavasi
Orsini, e

co appellato
Castelli,

Maestro Guido dei


dalla

Giacinto Bob, o

Bobone

forse
il

sua
di

famiglia,

come opina
creato

Panvinio. In seguito
s.

prete Cardinale

MarInno-

co da

Papa Onorio
di

II,

fu fatto go-

da Papa Onorio II fu fatto nel i 126 Cardinale diacono di s. Maria in Cosmedin. Ai 3o marzo del iiqi, venne eletto Papa, ed ai i3 aprile
fu ordinato prete, consacrandosi nel
fatto
dell'

vernatore

Benevento

da

cenzo II,

e venne impiegato in difu eletto Papa, e consacraii^'i.

verse legazioni. Alla morte d' Inno-

giorno appresso in una maniera afnuova, secondo il cerimoniale


dal

cenzo
to ai

II

26 settembre elezione riusc non


na
si

La

sua

sto

Ordine romano, allora compocamerlengo di s. Chiesa

solo senza alcu,

Cencio Savelli.
chio
ficato,

Era
fu
i

egli

assai

vec-

delle perturbazioni

onde molte

quando

altie addietro fece

erano

funestate;
l'

ma

tenendo

assunto al Pontipi che avesse

eziandio

senza

intervento

ottantacinque anni,

comunque

altri

del popolo.

Non appena Celestino si vide sublimato alla sede Pontificia, che dal re di Francia Lodovico VII ricevette ambasciatori di ubbidienza,
li
i

suppongano, che ne contasse novan-. ta. Nondimeno lo spii'ito ed il corpo di lui non risentivano punto il peso di quegli anni; e di fatti il gior-

qua-

no dopo

lo

supplicarono per

la

pace e per

l'assoluzione dalle ecclesiastiche cen-

la sua incoronazione, incoron r imperatore Enrico VI unitamente air imperatrice Costanza molui.

re fulminate da Innocenzo suo antecessore, coli' interdetto a tutto il reame di Francia. Vedendo cosiffatto pentimento il Papa ebbe a riconciliarlo, secondo che narra il conografo Maureneacense in questo modo: Alla presenza di parecchi nobili dei
,

sure contro quel

glie di

Roggero Ovedeno (in

Annal. Augi. pag. 689 ) racconta che accadesse tale funzione in questo modo: Sedeva il Papa nella cattedra Pontificale, ed avea tra i piedi la corona imperiale. In chinatisi l' imperatore e la impe"

quali suol esserne copia in


>

Roma,
mabeneregno,

benignamente
il

si

alz, e colla

per riceverla, il Papa la un piede , e la ro vesci a terra a significare essere


l'atrice
>j

percosse con

no facendo
"

segno

della

in "

lui

stata
cos

l'

autorit

come
la

di

dizione alla volta di quel

w dargli

di lo

torgH
avesse

corona,
meritato.

lo assolvette dalla sentenza dell'in" terdetto, in cui era stato per tre an> ni. " Govern questo Pontefice cin-

ove

Enrico
i

J3

Ma

Cardinali, dice Roggero, rac-

cogliendo tosto la corona, la poin


testa

que mesi e tredici giorni , nel qual tempo nell'unica sua promozione cx'e
otto

sero

dell'imperatore ".
altro,

Questo racconto per

sebbene
1 1

Cardinali.

Mor

ai

9 marzo

creduto dal BaroniO} ad au.

61

54
e dal
p.

CEL
Bianchi, tono.
II,

CEL
p.

368

ecclesiastica
i

ordin Celestino
parenti

III,

che
nio-

slimato falso

da
toni.

Natale Alessan-

fanciulli offerti dai

a'

dro (Z^wf. Eccl.


cap.
2, art.

VI
fa

saec.

XI, XII

nisteri, giunti all'et

adulta, potes-

i3), u pu accordarsi
si

sero a piacer loro

col leggere, che

nella cronaca

Reichespergense, che Enrico fu dal

medesimo Celestino III onorevol mente consecrato e coronato in Roma " come riflette il Miu'atori,

che il conferm puranco il concilio Tridentino, quantunque fosse prima in uso, che n i padri irritar potessero
uscirne;
la

data promessa, n
i

fanciulli

la-

sciare

monisteri. Cie questo

Pon-

Ann. d" hai.,

tom.

VII,

an.

1191.
Celestino fece promettere
rico

ad Endi
;

dopo
la

la

incoronazione
di
il

re-

stituire

citt

Tusculo

il

che

venne eseguito
ted di Pasqua.

giorno dopo, mar-

due promozioni tredici Cardinah; e dopo un governo di sei anni , nove mesi, e nove giorni sentendosi prossimo alla fine, voleva rinunziare al Papato, mostrando desiderio ai Cardinali di aver
tefice in

Ma

to

Padre consegnata
la

avendola il sanai romani, essi,


e
gli

per successore
di
s.

il Cardinal Giovanni Paolo della famiglia Colonna,

per vendicarsi delle discordie passate,

detto di

s.

Prisca.

Ma

essi

non

vi

barbaramente

distrussero

acconsentirono, dicendo, che cosa era

abitanti privi di abitazione con fia-

inaudita
stesso.

sche ne' luoghi


delle

vicini

fabbricarono
il

aver il Papa a deporre s Mor questo Pontefice nella

capanne 5 dal che

luogo pre,

notte precedente agli 8 di


I

gennaio
hi

se

il

nome
a
tal

di

Frascati
,

diede

198.
s.

Fu

sepolto in Laterano pres-

origine

citt

sede
il

vescovile

so

Maria del Riposo. Non vac

suburbicaria. Dipoi

Papa scomuriteneva

santa Sede.

nic

r imperatore,

perch

CELESTINO IV, Papa CLXXXVI.


Chiamavasi questo Pontefice prima della sua elezione Goffredo Castiglioni, ed era figlio di Giovanni (^tistiglioni e di Cassandra Ciivelli sorella di Urbano 111. Divenuto canonico, e cancelliere di Milano sua patria, era stato educato da s. Caldino, e fat,

a torto in prigione Riccardo re d'Inghilterra. Ma prima di morire, ordin Enrico VI al suo figlio Federico II di porre
in libert
il

mola

narca inglese,
santa
sulla

di reintegrare
diritti
,

Sede
Sicilia

nei
.

che avea

Conferm Celestino HI nell'anno 1192 il militar Ordine Teutonico [Fedi), istituito nell'anno precedente secondo la regola di s. Agostino in Acri o Tolemaide;

tosi

monaco

nel

celebre

nionistero

Altacomba, aveva ivi scritta la storia del regno di Scozia. Da quel monistero era stato da Gregorio IX
di

ed in queir anno canonizz i santi Ubaldo canonico regolare laleranense ( Vedi ), Giovanni Gualberto fiorentino ( Vedi), mentre nell'anno antecedente avea canonizzato s. Pietro vescovo di Taranlasia, e nell'an-

tratto

nell'anno
,

1227 contro sua


poscia

voglia
di
s.

creato
11

Cardinale

Marco.

medesimo Papa Gre-

no appresso
5.

santi Geraldo, e forse


I,

IX il fece poscia vescovo di Sabina, e lo sped come legalo in Toscana, in Lombardia e finalmente a Montecassino, ove si trovava l'inigorio

Guccherio

s.

Ladislao

re di

pcratore

Ungheria.

durlo
statuti

afllne d' inFederigo II somminisliare soccorsi in


,

Fra

gli

per

la

disciplina

sussidio di

Tcna

Santa.

Dopo

tanti

GEL
impieghi, con
tenuti,
eletto
Soli. ai
0.1

GEL
sua lode sosi'24i
,

55
il

somma

detta

montagna
gli

di

settembre

fu

quale

derivato

Morone, dalla soprannome


ritiro

Ivi dal

Papa nel luogo chiamato Sette senato e dai romani

anzidetto.

Lasci

questo

per
sul

andare,

cinque

anni

appresso,

rinchiusi furono a questo fine dieci

monte
lungi
si

di

Majella nell'Abruzzo non

Cardinali;

ma

tre di essi

non ebbero

parte all'elezione, perocch uno mori

non senza

sospetto di veleno, l'altro


,

che era de' Colonnesi fu fatto prigione dai romani qual fautore di Federico II ed il terzo, che prigiomero di Federico aveva da quell'im,

peratore

ottenuto di recarsi all'eieritorn


all'ai'mata

da Sulmona, dove rifugiosdue solitari in una vasta caverna. Col si applic ad imitare san Giambattista modello dei solitai'i. Portava un cilicio tutto sparso di nodi una catena di ferro sulla nuda carne, digiunava tutti i giorni, eccettuata la domenica, facon
,

zione del Papa,

pria ch'essa fosse conchiusa.

Celestino IV, gi molto avanzato

ed indebolito dalla decrefu sublimato al trono, non pi vi sedette che diciassette giorni, e mor agli 8 ottobre 1241 non consacrato, e senza pubblicare veruna bolla , avvegnach quelnell'et,
pitezza,

come

quaresime all'anno, ne passava tre a solo pane ed acqua, pregava e lavorava tutto il giorno, e la maggior parte della notte. Secondo questi principi! nel 1 244 fond l'Ordine, che poscia dal suo nome pontificio si chiam de Celestini [P^edi), e che ebbe si prospero successo da produrre duquattro
quali
delle

ceva

la diretta

all'

arcivescovo
il

di

Sens,

rante

la vita dello stesso

s.

Celestino
reii-

che

il

Marlene ed

Mansi

attribu-

trentasei
giosi.

monisteri, e seicento

rono a questo Pontefice, piuttosto da assegnarsi a Celestino III. Fu


sepolto in Vaticano, e la santa
rest vacante

Quell'Ordine approvato venne


che
lo
,

da Urbano IV,

incorpor a
e
fu confer-

Sede

quello de' benedettini


nel

un anno, otto mesi e diciassette giorni dopo di lui, perch i Cardinali temendo la furia dell' imperatore,

mato da Gregorio X,
concilio

nel

1274,
di

generale
Cardinali

secondo
riuniti

Lione.
I

che quasi

tutti

gli

aveva

dissidenti
all'

in

tenuti prigioni in Amalfi,

vano

risolversi

non sapead eleggergli un sue(s.),

Perugia

elezione

del

Pontefice

dopo

cessore.

detto in prima

Papa CC, Murrone o Morone da un monte presso SuU


Pietro

CELESTINO V

la morte di Nicol IV, per opera principalmente del Cardinal Latino Malabraqca Orsini domenica-

di

no, vescovo di Ostia, elessero in fine


a' 7

luglio

1294

Pietro di Morone.
il

mona ove condusse


nacque nel
plice
1

vita

solitaria.

Ma
di

speditogli nel suo ritiro


tale elezione,

decreto
inca-

5 da Angelario,
in

sera-

ricusava
il

costante-

agricoltore

Molise

castello

mente
rico,

di accettare
si

sommo

del

regno

di

Napoli. Dell' et
si

di

pieg se non vinto dalle

diciassette

anni
nel

fece

monaco be-

suppliche de'Cardinali e de' re Carlo


II

nedettino

monistero di Faifoli nella diocesi di Benevento, e dopo molti anni di penitenza straordina-

di Napoli,
i

ed Andrea
si

III di

Una
lui

gheria,

quali

recarono

per costringervelo colle preghiere, e


colla

ria,

and a

Roma
Nel

sacerdozio.

dove laSg si

ricevette

il

esposizione

delle

calamit da

ritir sulla

cui era afflitta la Chiesa. Francesco

S6
Petrarca

GEL
(lib. II

GEL
Vit.
Solit.
sect.

de

agli

affari

temporali,

conservando
il

HI, cap. i8) dice, che

in sulle pri-

un

desiderio invincibile per la soli-

me

voleva

il

Pontefice sottrarsi colla

tudine, e

non ignorando
a

malcondella

fuga;

ma

ne fu impedito dal gran

tento de' Cardinali

cagione

popolo accorso. Com'ebbe accettato, part alla volta di Aquila nell'Abruzzo ove, mosso dalla singolare sua umilt entr su d' una giumenta
, ,

prima

delle sue costituzioni,

per

la

quale erano costretti a rinchiudersi nel conclave per ovviare agi' indugi
della sede vacante, in

un

concistoro,

due re di Napoli e di Ungheria, ed ivi, dopo r arrivo da Perugia de' Cardinali fu coronato a' 29 agosto nella chiesa dell'Ordine suo di s. Maria di Coladdestrata
dai detti

che riun in Napoli il i3 dicembre 1294, rinunzi solennemente e spon-

taneamente la pontificia tiara colla seguetle formula: Io Celestino Papa V, mosso da


legittimi motivi, cio per causa di umilt, di miglior vita, di
n coscienza
corpo,
di
illesa,

lemaggio

fuori
il

delle
di

mura,

assu-

V. Quindi non pi sopra un giumento, ma sopra un cavallo bianco entr coronato nella citt fra gli applausi di duecento e pi mila persone accorse a veder primo personaggio del mondo quegli, che poco fa era umile romito. Nella medesima citt d' Aquila il nuovo Pontefice fece la promozione
Celestino
di dodici

mendo

nome

di di

debolezza
scienza,

di di

difetto

malignit
tranquillit

del

popolo,

infermit
condi-

" della persona, e per ricuperare la


>}

della

passata

zione di vita, spontaneamente e M liberamente cedo il Pontificato, ed espressamente rinunzio al luo*> go, dignit, occupazione ed ono
re,

Cardinali,

sette
si

francesi,
trasfer

dando

libera

e piena facolt

e cinque italiani;

indi fece

Napoli;
zioni.

ma

prima

due

costitu-

al collegio de' Cardinali per elegM gere canonicamente un pastore

La prima rinovava

quella di

Gi*egorio X, pubblicata nel concilio

della Chiesa universale". Spogliatosi pertanto di tutte le insegne pon-

generale secondo di Lione, relativa-

mente

al ritiro de'Cardinali in con-

clave chiuso, zione di

per procedere
la

all'

ele-

un nuovo Papa;

seconda

dichiarava essere libera ai Papi l'abdicazione al pontificato. Passando per Sulmona concesse a fr. Francesco da Apt, l'eligioso francescano, la
fiicolt di

con generoso e modesto portamento si mise a sedere a' piedi Vac la santa Sede de' Cardinali. dieci giorni, scorrendone nove per la prima volta, prima di cominciare
tificali,
il

conclave,

in virt della legge di

conferire gli ordini minoi'i


figlio

conferGregorio X, da Celestino mata, che tanti ne debbano scoi'rere dopo la morte, o la rinunzia del

a Lodovico,

Sicilia; privilegio,

di Carlo re di che non ebbe pi

Papa.
Cos
di
la
ritirossi

esempio in un semplice sacerdote quale allora si era quel frate. Ci quanto fece, degno di special menzione, senza mentovare quello che oper pel suo Ordine, in cinque mesi e otto giorni dopo la sua elezione;

Morone
,

nell*

nuovamente Pietro eremo di Majelalla pi'eghicIl

per darsi del tutto

ra

ed

alla

mortificazione.

suo

successore Bonifacio Vili,

temendo

qualche scissura, non per opera del romito, ma per le seduzioni a cui
la semplicit

imperocch conoscendosi poco atto

sua

era esposta, volle

GEL
tenerlo in sua custodia.
l

GEL
11

57

santo, che

quali

si

trovano

mss. di sua

ma-

no, sono state stampate in Napoli nel 1640. Scrissero la vita di questo s. Pontefice, Celestino Talera abin Dalmazia , spinto da una tembate de' celestini, la quale fu premespesta approd a Viesti, citt della sa alle opere del medesimo santo; Capitanata, ed ivi riconosciuto da Giacomo Aliriense Celestino; Giovanquel governatoi'e fu arrestato e mandato ad Anagni, ove si trovava ni Pinadelli negli Elogii de" Ponteil nuovo Papa. L fu custodito in Jici, eh' ebbero il nome di Quinto Roma i58i; Gio. monaco celesticerta casa presso la camera del Papa, ma venne poscia trasferito nel ca- no ; Lelio Marini, Fila e miracoli stello di Fumone poco distante da dis. Pietro di Morone^MWano i63o. Ferentino nella Campagna, ove lan- Paolo Reggio vescovo Equense continu la vita, che aveva lasciata il gu per dieci mesi in un carcere di Cardinal Giacomo Gaetani, e la pubaria s morbosa, che era d' uopo cambiar ogni due mesi i due reli- blic in volgare nel i58i, in Napoli, Pietro Cardinale d' Ailli, la quagiosi destinatigli a servirlo. Pure il le fu accresciuta dal p, Dionisio FaSitato vecchio sopport quella pena bri priore de' celestini, e stampata sino all' et di ottantun anno, in nel iSSg in Parigi. cui , formataghsi una postema nel Nel luogo poi ove mori s. Celelato diritto , mori a' 1 9 maggio del 1 296, dopo un anno e cinque mesi stino V, e da lui perci reso celebre^ gi Onorio li, nel 1 1 24, avedalla sua rinunzia, e dopo dieci mesi va rinchiuso 1' antipapa Gregorio di prigionia. 11 suo corpo per ordine di Bonifacio YIII fu portato con \III, che vi mor miseramente poco dopo a' 28 aprile. Allora quando solenne pompa in Ferentino , e fu Bonifacio YllI pose nella rocca di sepolto nella chiesa di s. Antonio F'umone Celestino V, per evitare del suo Ordine, che poc'anzi aveva fondata fuori della citt. Ai i5 di turbolenze alla Chiesa, era comanfebbraio del 1827 per fu traspordante della rocca Marco Tullio Longhi, al quale venne poi donata da tato nella chiesa di s. Agata della medesima citt, donde finalmente ven- Clemente V ; e bench nel pontifine traslrito al monistero de'celestini cato di Alessandro VI, Borgia, se d'Aquila nell'Abruzzo, in cui egli era ne fosse impadronita la comune stato eletto Pontefice. Il suo cuore risotto Alessandro Vili la ricuperaromase in Ferentino, e la sua mascella no i marchesi Longhi, i quali la inferiore si conserva con un dente ridussero in buono stato, celebrando sommamente bianco presso i cele- i descritti avvenimenti con analoghe stini di Parigi. Per le sue virt, e marmoree iscrizioni. pei suoi miracoli canonizzato venne CELIA. Sede vescovile d'Africa, in Avignone da Papa Clemente nella provincia di Numidia. ai 5 maggio 3 3 CELIBATO ( Coelibalus ). lo diciassette anni dopo la sua morte. Egli ha lasciati stato di chi non congiunto in ma-

ebbe sentore,

si

nascose dapprima

per due mesi, indi, volendo passare

alcuni

opuscoli

Relatio

vitce

sucej

trimonio,
clesiastici.

come
I

quello

degli

ec-

de Firtulibusj de Vitisj de Hominix vaiiitatej de Exemplisj de Senlenliis

teologi, e

principalmen-

te

Bergier, dimostrano

che

il

celi-

Pali uni.

Queste opere, delle

bato propriamente lo stato di quel-

5^8
li,

CEL
a Dio,

CEL
ca fosse proibita la verginit, e il celibato j e pag. iy8, capo Vili,
se
i
si

che rinunziano al matrimonio per motivi religiosi. Il celibato


cosa grata

come

ha da
clie

sacerdoti

della legge

vecchia

diversi passi

dell'antico testamento,

ma
sia

non per questo ne consegue,


riprovato
fu
il

erano obbligati a qualche temporale continenza dalle mogli loro , e


del celibato de" sacerdoti della legge nuova. Ma per quanto spetta all'

matrimonio. La ver-

ginit

considerata

come

sagra

anche dai
tale

gentili, e perci tanto la Chiesa orientale, quanto la occiden-

uso,

ed

alle

leggi

della

Chiesa,

non mai
ed do
ai

stato

imposero

ai

ministri

del culto

vescovi di

permesso ai preti ammogliarsi, quannel

l'obbligo di
tavolta,

un qualche celibato. Tutil

avevano dichiarato
ordinazione
lo
,

tempo
cosa

sebbene

celibato

sia

pi

della loro

eh' essi vo-

perfetto del matrimonio, non compreso nel diritto divino pegli ordini
sagri, cio

levano seguire
se di

stato celibe,

pure stata osservata in diverse chieoccidente pei sotto-diaconi.


differenza, che vi

non

vi

legge

divina,

ordinare in preti persone aventi moglie, n ai preti di amvieti

che

La

era tra

la

chiesa greca, e la

latina rispetto al
,

mogliarsi.

Certo, che il celibato consentaneo alla ragione ecclesiasti-

matrimonio dei
chiesa greca
ti
si

ca

politica,

lungi

dall' essere

vescovi
fosse

preti che nella sono ordinati a prepersone ammogliate,


la

dannevole alla societ, torna anzi a grandissimo suo vantaggio. Il celibato fu sempre in uso nella Chiesa
latina,

purch
delle

quella

loro

prima
alla
lati-

moglie, e che

non avessero sposate


senza
obbligarli
nella

vedove,

fu

proposto
fino
fatti

nel

secondo

divisione;

mentre

Chiesa

concilio di Cartagine,

ge

ordinata

dal

come una legtempo degli


si

na

apostoli.

Di
il

non

poteva

sta-

bilire cosa

alcuna pi santa per im-

pegnare
all'altare

sacerdozio ad accostarsi con purit, e renderlo pi


de' sa-

non si sono mai ordinati n n vescovi persone congiunte in matrimonio, a meno che ambedue di reciproco consenso non promettessero solennemente di vivere
preti,

separati

il

resto dei loro giorni. Al-

proprio

all'amministrazione

trettanto praticasi nella

chiesa gresacerdoti

gramenti. Quindi

chmnque
i

insegna,

ca pei vescovi
pei diaconi,
ni,
si

ma

pei

che
ni

preti,

diaconi, e

suddiaco-

non sono
eretici.

obbligati alla legge del

nonch pei sottodiacoordinano sebbene ammogliati

celibato, dev'essere
gli

Decret. 8.

annoverato tra C. de Sen(. an. iSaB. V. Matrimonio,

senza obbligarli a dividersi dalle lo-

ro mogli.

La

diversit

di

tali

costumanze

Mos

fece

una

legge espressa pel

matrimonio, ed in favore di esso; Licurgo si pronunzi contro i celibatarii


;

proviene dall'avere la Chiesa latina conservata l'antica disciplina, che


era
in

vigore pure fra


i

greci

nei

Platone

fu pi

mite,
,

li

toller con alcune restrizioni ed i romani onorando le vestali, multa-

per si condussero ben diversamente su questo punto gravissimo, ed introdusprimi tempi,


quali ultimi sero l'usanza,
fra loro,
la Cliicsa
lio

vano, e tenevano in dispregio


libi.

ce-

che

tuttora

sussiste

V.

il

p.

Gio. Stefano

Meno^^'

chio, Stuorc
\>o

tomo

pag. 4^j

mai per condannata dallatina, neppure nel conci-

XX\'lll, oc nella legge

niosai-

fiorenti 00.

Abbiamo per

altro,

GEL
che
il

GEL
Bercaslel, lom.
II,

59
pag.

concilio neocesariense dell'an-

23

1.

Col

no 3i6, ordin la deposizione di un prete, ch'erasi ammogliato dopo


la

33, o 36 canone venne pertanto universalmente comandato da' vescovi


ai

sua ordinazione. Quello d'Andra,


il

preti, diaconi

e suddiaconi

del 3i3, permise

matrimonio
si

sol-

l'astenersi

dalle

loio

mogli

legge

tanto ai diaconi, che


testati

erano
11

pro-

generale, che
anzi

per non era


della

nuova,
coos-

contro l'obbligazione
apostolico lo

del ce-

una conferma

legge

libato, ricevendo l'ordine.

XXVI
condo
sa,

canone permetteva solai

mune da immemorabile

tenpo

servata dai ministri dell'altare, piuttosto in virt d'una tradizione apostolica,

tanto ai lettori, ed

cantori,

se-

l'antica tradizione della Chieil

che

di

un

espresso
i

comanpadri

che

concilio e

niceno

stim

di

do. Proibirono
di

egualmente

dovere
si

stabiliie,

che

oggi ancora
sette

Elvira a
olire

qualunque
la

ecclesiastico

osserva nelle diverse

orien-

l'aver in casa pei'sona


sesso,

di dilFercutc

tali.

V.

Pompeo
,

Sarnelli,

Lettere
lettera

propria sorella,
le

la

ecclesiastiche

tomo

VII

propria
gini
lio

figlia,

quali fossero

ver-

XXIV, n. 26, che tratta del celibato nella chiesa orientale, massime
nel

e consagiate a Dio. Tal concifu confermato da

Papa

8.

Siri-

tomo IX

lettera

XXIV,

ove

parla del celibato de' preti tanto in

occidente quanto in oriente. In oriente

una decretale scritta ad I merlo vescovo di Tarragona nella quale proib, che bigami i
ci del
in

385

nel

settimo
.

secolo
la

il

celibato

soffr

molto

Circa

finzione degli
il

imped), e gli ammogliati con vedove potessero ordinarsi, prescrivendo


il

eretici incontinenti,
iiini. I

a vedersi

beri

celibato a' sacerdoti e

diaconi.
et
Iiitp,

V.
cap.

Compendio deWcresie
principali
in

pag.

8.

De Marca,
8, 4>

Cono. Sac.
II.

decreti

ponlilicii

e Zaccaria

nell'
il

Antifchro-

canoni

occidente
,

sul
i

celibato

nio
la

tomo

Osserva

Novaes, nelalcu-

degli ecclesiastici

sono

seguenti.

vita di detto Pontefice, che sino


tal'

Si vuole pertanto, che


s.

il

Pontefice

epoca non erasi

stabilita

Calisto

1,

creato

nell'anno

221,
i

na

legge, ne

pubblicato canone al-

avesse di nuovo ordinato, che

sa-

ceidoti contraessero cogli ordini


gri

sa-

r obbligo

di

continenza,

n po-

il quale sotto precetto, e con pena canonica obbligasse i chierici maggiori al celibato. Vuole pei il

cuno,

tessero ammogliarsi; e che

Lucio 1, eletto nel se nuovamente, che


l'altare
si

Papa san 255, comandasi

p Constant Rom. Pont.


al

nel
col.
s.

tom.

I.

Epistol.

63

1,

che

sebbene
sia

ministri

del,

decreto di

Siricio

non

pre-

eleggessero

continenti

ceduta alcuna ecclesiastica legge, era


esso tuttavia di legge divina dall'A-

che non potesseio coabitare con donne, meno quelle loro congiunte

postolo intimata. Questo stesso


creto sulla continenza

de-

da
che
la

stretta
il

parentela.

Certo per,
il

de' chierici fu
I,

concilio di Elvira,
quelli

pi ansul-

rinnovato da Innocenzo
nella lettera a Vitricio

nel

4^4
di

tico di

che

ci

rimangano
merita vma
il

vescovo

disciplina,

e che
1

vuoisi celebrato
sin-

Rouen, e

l'anno 3oo, o 3

3,

goiar considerazione per quanto slabiTi

ad Emperio vescovo di Tolosa ; argomento , che tratta egregiamente il citato Zacin quella

su ci che riguarda

celibato,
rileva

caria nella Dissertazione del CelibatOj

e la purit de' chierici,

come

E.oma 1773.

p^.

Vekgixi.

6o

CEL
za de' chierici.

CEL
In

In appresso si formarono canoni sul celibato, dai concilii di Toledo nell' anno 4^9? da quello di Cartagine del 419? <^' Oranges del 44'? non che di Arles, Tours, Agde, Orleans ec. Il Pontefice s. Leone I scrisse in argomento a Rustico, ve-

questo

decreto

cui
le

denomin donne ree

costituto,
di

ordin, che
coi inl'

prostituzione
di

preti entro le

mura

Roma,
del

corressero

pena di essere per


Stefano
i

avpa-

venire schiave per servizio


lazzo
lateraiiense.

X,

nel

scovo di Narbona ; Pelagio li, del 578, impose a' suddiaconi di Sicilia la legge della continenza, vietando
loro di pi conoscere le
gli,

loSy, proib eziandio


de' chierici
lio
;

matrimoni
nel
conci-

e Nicol

II,

loro

moil
1

ci che
s.

pure avea
l,

proibito

detto

Leone

coli' tpistol.
l,

2,

cap, 4- S. Gregorio successe a

che nel 590,


si

Pelagio

II,

dichiar
,

determin contro i Nicolaiti (cos chiamavansi i difensori dei matrimoni degli ecclesiastici), che il sacerdote, diacono, e suddiacono, il quale prendesse moglie, o presa non l' abbandonasse,
del 1^09,
fosse subito sospeso dagli
clesiastici.
i

romano

sempre pel celibato


vi

dei chierici
i

uffizi

ec-

leg

sotto-diaconi,

quali fino

Alessandro

II

conferm
che

a quel tempo non erano contati che tra i chierici degli ordini minori,
t.

decreti di

Leone IX,

e di Nicol

II,

contro

chierici incontinenti,

I.

ep.

443

1-

4- ^P-

34-

centu-

ed , Gregorio I abrog il decreto, cui avea fatto per obbligar tutti i chierici a continenza e ci asseriscono fondati sopra una pretesa lettera di Uldarico a Papa
riatori di
altri

Magdeburgo, Heylin

ebbe pure a condannare nel concilio, nel 1067, tenuto da lui a Mantova. In quello celebrato in

dicono, che

Roma,

Gregorio VII fu determinato, secondo i sagri canoni e i decreti pontificii, che niun chierico potesse avere moglie, e che il
nel

1074, da

s.

Nicol I;

ma

questa lettera

alFat-

sagra mento
conferito
se

dell'

ordine

non
i

fosse

to supporta, e per conseguenza

non
al-

non a

quelli,

quali

merita alcuna fede, non essendo stato

professassero

perpetuo

celibato,

Uldarico

contemporaneo
di

di

cun Pontefice
leggano
e
si

nome
s.

Nicol.

Si
I
,

che ninno potesse assistere alla messa dei sacerdoti, che avessero moglie. K.
'epist.

le

lettere di

Gregorio

ad

Olhoneni Episc. Conal-

vedr in tutte parlare egli della legge, che obbliga i chierici al


celibato,

stansiens.

apud Labbceuni tomo X,

Cond,
l'

come

antica e inviolabile.
eletto
i

Anche s. Eugenio I, 654, ordin che i preti,


e
i

nel

col. 3 16, ed il Baronio anno 10745 n. ^o. Anche Calisto II, nel concilio

di

diaconi,

suddiaconi osservassero perpetua

Leone IX, nel concilio che celebr in Magonza, nel 1049, ^"^
castit. S.

Reims, del 11 19, proib la moglie ai preti ma per non dire di altri decreti e canoni contro gli ecclesia:

stici

e religiosi,
il

quali

non avessero

presenza dell'imperatore Enrico

III,

osservato

celibato, intorno alla qual

promulg un decreto sopra


tinenza de' chierici
cilio,
;

la

con-

quindi nel con-

che convoc in Roma, nel io5i, depose Gregorio vescovo di

Vercelli, adultero e spergiuro, e fe-

presero provvidenza i re di Plancia coi loro capitolari, che formavano i vescovi ed ecclesiastici /nelconchjuderemo, che le assemblee, nel concilio di Trento si propose
cosa
di accordare agli ecclesiastici
la
li-

ce

un

altro decreto sulla conlinen-

CEL
berta dei matrimonio,

CEL
ma
fu
intei

6i

VI, emanato a Vienna, nel


bilisce

1782,
,

ramente

rifiutato.

Sono dunque

sa-

e diretto al vescovo di Brim, sta-

cerdoti obbligati a conservare invio-

labilmente
il

il

celibato,

come

lo stato

tit

pi puro, e pi conforme alla sandel loro ministero, e gli ordi-

ed autorevolmente dichiara che i regolari soppressi, i quali non possono entrare in altri monisteri
si

ni sagri sono

un impedimento

di-

rimente
le
gli

al

matrimonio.

Questa
e

debbano considerare come monaattuali, n possano mai sperai-e licenza di nozze, n di testamento, f^.
ci

legge di disciplina,

ma

fondata suldeintenzioni

Dispense.

massime

di

Ges

Cristo,
sulle

CELINIA, o CELINA
i

(s.),

ebbe
Alle-

apostoli, perci

natali

nella citt di

Meaux.

della Chiesa primitiva, sulla santit

vata nella cristiana piet, poich sepsanta Genevefl'a


la

dei doveri di
le

un ecclesiastico, e sulmedesime ragioni politiche. Fra


pretensioni poi fatte

pe essere arrivata nella sua patria la preg di voler,

le

VII dall' imperatore Napoleone, prima di completare l' invasione dello stato
a

Pio

accogliere sotto

la

sua direzione,
isposa

professando

verginit,
in

promessa innanzi
rie di

quantunque ad un

pontificio,

una fu
-vita

quella dell'aboli-

giovane di quel luogo. Delle


questa santa
ci

memo-

zione della

celibe in avvenire,

e l'abilitazione al

matrimonio
i

alle

persone consagrate gi
la

al culto delsessi,
;

religione

d'ambo

anche
perch, su

in forza di voto solenne

il

nel breve che


tale

diresse
al

Pio VII

argomento

sagro
era

Collegio
articolo

disse,

che quello

un

opposto alla santit della religione stessa, ed alla promessa fatta a Dio dalle persone religiose con sagrifizio
volontario de meliori bona.

pervenne soltanto, che fioriva nel quinto secolo. Nella citt di Meaux vi aveva un priorato del suo nome dipendente dall'abbazia di Marmontier. CELINA. Citt vescovile nel Friuli, ora villaggio Maniago, sulla riviera Celina, appartenente ai Carnii, di cui fa menzione Plinio come di un' antica citt rovinata al suo tempo. Quindi essendosi ristabilita, secondo il Noris, per avere Concordia ed altre circostanti
i

Nel i774> l'abbate Lami pubbliDella necessit del matrimonio degli ecclesiastici, con una disserc
:

citt

grandemenAttila,

te sofferto nell'incursione di

dispersi abitanti

si

rifugiarono
,

tazione sul celibato. Nell'anno stesso


l'abbate Francesco Antonio Zaccaria

Moniago, o Monjago. Certo


nel quiuto secolo fu eretta
patriarcato di Aquileja.

in

a che Ce-

diede in
la

Roma

alla

pubblica

luce

lina la sede vescovile, sufFraganea del

Storia polemica del celibato sagro da contrapporsi ad alcune de-

CELIO
lio

Gennaro, Cardinale. Cedei


ss.

testabili

opere uscite a questi tempi.

Gennaro Cardinal prete


s.

da ultimo, nel i833, egualmente in Roma il p. Emidio Jacopini diede alle stampe II Sagro Celibato.

Vitale, Gervasio e Protasio,

viveva
I,

nel pontificato di

Gelasio

nel

494.

Merita
il

di

essere

consultato
lio

CELIO

Giovanni, Cardmale. CefioI,

anche

Dizionario enciclopedico, all'articolo Celibato dei


Rergier,

Giovanni Cardinal diacono,


s.

riva nel pontificato di nel 494?


ii^l''i

Gelasio

parlando di quelli soppressi, dice che il breve di Pio


REGOLARI,

ove

regione settima, e de-

cimaquarta.

6i

GEL
CELIO
cosi

GEL
detto

Lorenzo, Cardinale. CeLorenzo Cardinal prete di s. lio Prassede, ed arciprete di santa Chiesa,
sio

da una

citt

di

questo
delle

nome
celle

sui confini della Libia;


cosi

Cellette,

viveva nel pontificalo di


I,

s.

Gela-

chiamato dalle piccole de'solitari, che vi si vedevano;


terzo situato verso l'occidente,

494CELIO Simmaco, Cardinale. V. Simmaco (s.) Papa. CELLA. Sede episcopale d'Africa
nella
la

nel

ed
cui
il

il

si

montagna Nitria avea dato nome, detto anche Cellia, come pu veder nelle P^ite de'ss. Padri,
la
I
,

provincia

proconsolare,

sotto

lib.

cap.

6.

In tutti

questi

luo-

metropoli di Cartagine.

CELLA.

Sede vescovile nell'Africa


Sitifi.

a stare in solitudine quei, che gi si erano lun-

ghi potevano recarsi

occidentale, provincia di Maiiritiana,

gamente sperimentati
vita
religiosa

nel tenore di

sottoposta al metropolitano di

nelle

congregazioni.
celletta in

CELLA. Camera
monache.
cappella
Il
,

dei frati, e delle


dicesi

Macario aveva una sua


ciascuno di questi deserti.
egli

Cella

pur

ad una

A
i

Nitria

p.

ad un oratorio, Sacellurn. Lupi, Dissertazioni tom. I,

accoglieva, e istruiva

forestie-

ri,

ma

abitava d'ordinario alle Cel-

pag.

12, parlando di quel luogo, il quale nelle antiche basiliche chia-

lette,

ove

fu

innalzato

al

grado
ci

sacerdotale.

Ciascun

anacoreta

mavasi
di

cella,

riporta

l'osservazione
fatta

viveva sepai'ato interamente da'suoi


fratelli,

un dotto autore,
sui
il

in

una

non ne vedeva neppur


,

la

Dissertazione

tempi antichi di

piccola ceHa
se

n
il

usciva della sua


e
la
si

Roma,
nave
di

quale chiama cella quella

non che

sabbato

domeriuni-

parte dei templi, che noi chiamiamo

nica, nei quali giorni tutti

mezzo,

dice essere stata

vano
nione.

in chiesa

per
,

la

celebrazione
s.

destinata principalmente alle cerimo-

dei santi misteri

e per la

comuloro,

nie religiose. Questa stessa nondime-

Quando uno
il

straniero volea
fra

no dissacrata una cortina


simulacri
sagrifzi
fani.

col semplice
la

tirare

di
i i

stabilire

suo

soggiorno
la

quale
gli

ruoprissc

ognuno

offi'ivagli

propria

celletta,

e le are,

serviva

dopo

e quindi se

ne fabbricava altra

colle

per trattare
le

affari

prodel-

sue mani.
il

Sappiamo

in oltre,

che

Ecco

medesime parole

deserto delle Cellette era lontano

l'autore dal Lupi citato: Bien


5>

que

la partie

" ft " ligion , on ne laissait pas d' trailer des alTaires profanes aprs * les sacrifices, en tirant des voiles,
'

du tempie appelle Cella destine au eulte de la Re-

cinque leghe dalla montagna di Nitria, e questa lo era sedici da Alessandria, e formava quasi

uno

stesso

deserto; la chiesa di Nitria era grandissima, e ufliziata

da otto sacerdoti.

Nel deserto di Scelti eranvi quatchiese per uso de'solitari; un decurione o decano invigilava sopra nove monaci, e un centurione sotro

qui couvraient

les

statues

et les

" autels".
Intorno
anacoreti,
l'Egitto,
alle

celle

degli

antichi

e solitari del deserto nelleggesi nella vita

di

s.

Ma-

pra dieci avea per


rale.

curie,
solito

ciascun

deserto

un

superiore gene-

cario d'Alessandria, anacoreta

fiorito

nel

IV

secolo,

eh' eranvi

nel basso
i

nelle eruditissime 11 Garampi, Memorie della b. Chiara, parla dei

Egitto tre grandi deserti,

quali

si

cellani
celie

solitari,

che

abitavano

le

toccavauo l'un

l'altro,

cio di Scelti,

delle

monache Cella murato-

GEL
rum, e
se, ec.

GEL
de,
i

65

delle carceri e celle rigoro-

pei piccoli monisteri, chiamati granvicarie, e priorati, appellandosi

cella fosse alcune volte Gregorio I appellato il inonistero, o lutto il suo recinto, chiaramente si osserva dal Macii a

Che
s.

appresso

monaci,

che abitavano

dienze
disse

obhedientari.
celliota
cella
,

tali obbeFinalmente si

il

monaco
anche
il

abitatore

tal

vocabolo.

Abbiamo

dal Sarnelli,
di questo
i

della

ed
e

Cellnlanus,

tom. Ili, pag.

nome

si

valsero

129, che anche


denotare

Syncellita
(

Syncellus. Cellerario,

monaci
i

J^edi)

chiamasi
DEL

camerlengo dei

benedettini,

per

piccoli

monisteri.

monisteri

dipendenti

dall'

abbazia

CELLA
eleggere

Conclave.

Camera,

principale, e per detti ancora


neisleriolij ahbatiolce

nwi

vel obedienlice

ed abitazione de'Cardinali, nel luogo ove si rinchiudono in conclave per


il

quia

majorihiis

suberantj

che

sommo

Pontefice,

il

quale
s.

monaci antichi
omiglianli

chiamarono

Laure
al

dalla cella passa


Pietro, e al

alla cattedra di

luoghi,

equivalenti

maggiore
talvolta

de'troni.
i

Gre-

vico de' greci, dappoich quelle cel-

gorio

X,
,

per togliere

lunghi in-

erano fra s distinte e separate, ma non con molta lontananza nel modo, che ancora sogliono abitare i camaldolesi eremiti [l-^edi), ed hanno sembianza d'una villa, o picciol borgo. Anche il Borgia, Memorie di Benele

dugi

che

accadevano nel-

l'elezione del
cilio

lionese del

nuovo Papa, nel con1274, eman san-

tissime leggi, le quali diedero principio


stabile
al conclave ( Vedi). seconda di esse ordin, che

Nella
nel

vento

di quel
fia,

tom. I, pag. 243, parlando monistero o cella di s. Sodice, che qualunque monistero,

medesimo palazzo,
defonto,
si

abitato

dal

Pontefice

formasse

un

conclave, nel quale senza muro, che


separi

grande

piccolo

che fosse,

il

uno

dall'altro,

senza lendine,

quale dipendeva da altro monistero

o altro velo,
ne,
segreta.

tutti abitassero in

maggiore, appellavasi d' ordinano, o cella, o preposilura, ovvero obbedienza, ed anche monisleriolo. Vi
presiedeva
preposi to,
dall'

riserbata

soltanto

comuuna camei'a

Ma

questo rigore, stabilito

un monaco
o di

col titolo di

dipendente abbate del monistero maggiore, a cui era tenuto di dare un annuo censo. Non era per questa pratica cos costante, che anche
nelle celle, o siano prepositure, tal-

decano

volta

cagione

o per privilegio, o per altra non si ponesse per reggerle


il

un

abbate. Quindi

medesimo au-

da Gregorio X, per maggiormente sollecitare i sagri elettori a compiere il grande atto, fu moderato da Clemente VI, nel i35i, colla costituzione Licet. Bull. rom. tom. I, pag. 279, il quale non solo permise a ciascun Cardinale due conclavisti, ma ad ognuno di essi concesse il letto dagli altri separato, per mezzo di semplici tende o cortine; ci che poi venne confermato nella sessione

tore avverte,

che

talora presso gli

XLI
si

del concilio di Costanza

cele-

anche i principali monisteri, liberi da qualunque dipendenza, venivano chiamati celle, come dicemmo col Macri. N cos accadeva della denominazione di obbedienza, la quale non si trova usata, che
antichi

brata agli 8
legge in

novembre i4'7> come tal anno nel Rinaldi.


di
tali

seconda
i

prescrizioni

si

celebrarono
all'elezione

successivi conclavi sino

di

Pio VI,

seguita nel
de-'

1775,

il

cui

modo andiamo a

64
scrivere.

GEL
Fino a detta epoca
si

GEL
for-

Leggo per

nella Storia de Conclavi


P^**

mava il conclave nel palazzo vaticano, con altrettante celle o camere quanti erano i Cardinali viventi.
Cominciavano
loggia
della
le

a pag. 5o, che, nell'anno i447>


l'elezione di Nicol

V,

il

conclave
celle

fu fatto nel convento della Minerva;

celle

dalla
sulla

gran
fac-

che

Cardinali

abitarono

le

benedizione

loro toccate in sorte, e formate nel

ciata della basilica vaticana, e giran-

dormitorio
legno

che esse non

do
alle

pel lato sinistro per le

due
e

scale,

ma
e

di

panno

color
il

regia

ducale,

distendevansi

fino

violato,

che
volle

soltanto

erano di verde o Cardinal

stanze

de' paramenti

delle

Bolognese, pel suo curioso


pensare,
colore
farla

modo

di

congregazioni.

Queste
e

celle

erano
lun-

addobbare
le

di

quasi

tutte

costruite di legno,
diciotto,

color bianco.

Dello stesso rispettivo coperte

ghe palmi
dici,

larghe quin-

erano

mobiglie

discoste

una

dall'altra

un buon

della cella,
lino,

cio

un

letto,

un

tavo-

palmo. Tutte si distribuivano a sorte secondo il decreto di Pio IV, e Gregorio XV, nella sesta congregazione, che celebrano i Cardinali in
sede vacante,

un

inginocchiatoio, alcune setutte queste coperte,


al

die, ed alcun' altra cosa necessaria,

mettendosi in

come
di

alla

porta di ciascuna cella


lo

come

tuttora praticasi,
i

fuori,

stemma
poi,

gentilizio

del

col porsi in un'

urna

biglietti

col

Cardinale, a cui appartiene.


suppellettili

Delle

numero

di queste celle,

ed in altra

che

si

adoperano
il

urna i nomi de' Cardinali; determinando la sorte dell'estrazione la cella di cadaun Cardinale, sebbene assente da Roma, estrazione che si fa dall'

nel conclave,

tratta

diffusamente

Lavorio,
tit.

De

Conclavi,

cap. Vili,

ultimo Cardinale diacono. L'estracelle,

zione per delle


in appresso,
zionati

come

si

vedr

era

anteriore
i

ai

men-

3, pag. 291. Nel 180 per le circostanze dei tempi, il conclave si celebr a Venezia nel monistero di s. Giorgio Maggiore dell' Ordine benedettino,

Pontefici,
la

quali colle loro

per ordine
ogni

dell'

disposizioni

confermarono, e re-

cesco,
fatta

spesa

imperatore Frandel conclave fu


11

golarizzarono.
.sono la,

Appena i Cardinali venuti in cognizione della celfanno addobdi mobiglie, ed


la

dal governo.

monistero poi

fu

diviso

come
il

segue.

Venti celle
sei

che loro tocc, bare, e guarnire


altro occorrente

occuparono

dormitorio grande,

la cancelleria,

foresteria, tre
sei
il

l'ap-

nel

modo, che
al

di-

partamento
viziato,

dell' archivio,

no-

remo

in appresso.

Sino

Pontifi-

cato di Pio

VI

bavano

di saja,

le celle si addobo panno paonazzo,

dai Cardinali creati dall'ultimo

Papa
fra

cinque il corridore de' lettori, ed in tutte furono quaranta celle. La vasta libreria fu ridotta ad uso di chiesa, e il coro domestico servi
per
sort

defunto, e di color verde dagli altri


Cardinali.
i

cappella
eletto
1'

degli

scrutini,

donde

Tal variet
dai

di

colori

Cardinali dell'ultimo Pontefice, e


creati

quelli

precedenti
il

ebbe

immortale Pio VII. Ma come questi mori in Roma, ai 20 agosto 1823, nel palazzo quiririflettendo
il
,

principio,

come
in

scrisse

Catalano,

nale,
alla

sagro

Collegio

Commentar,
V. pag.
i3,

Cccremonial. S. R.
i5, nel conclave
1

grande
la

spesa

che

occorreva

num.

per

dopo

la

morte

di Giulio li, nel

5 1 3.

clave

nel

consueta costruzione del conVaticano, dovendosi lr-

GEL
mare
tutte le celle di legname,

GEL
nella
latosi

65
il

di

febbre terzana
s.

Cardinale

congregazione

tenuta

nel

palazzo

del titolo di
di

Cecilia, fu

proposto

quirinale nel di seguente, coli' inter-

trasferirlo dalla sua cella alla ca-

vento di ventotto Cardinali,


bili
il

si

sta-

mera

dello

speziale
l'

del conclave ^ del

quasi a pieni
nello

voti

di formarsi

ma
nal

r imped

autorit

Cardi-

conclave

stesso palazzo nel

suo lato pi

lungo,
dagli

cio

colle ca-

Aldobrandino , nipote del de* fonto Clemente Vili , dicendo che


le

mere

abitate

individui

della

bolle

il

vietavano,
cella

non potendosi
l'e-

famiglia pontifcia pei coriidori detti


degli svizzeri, che
si

cambiar
lezione.

la

anche a cagione
per sollecitare
le celle si

estendono
svizzeri,

dall'a-

d' infermit, e ci

bitazione del

maggiordomo a
in

quella

Attualmente
,

comcafi-

del capitano degli


dosi
degli

formanaltret-

appartamenti
in

pongono di quattro o cinque mere, compresa la cucina, colle


nestre dalla strada pia,
la

tante celle,

ognuna

delle quali

dovesse abitare

un Cardinale co 'suoi
ecclesiastico e seco-

chiusa per
sbarre,

alle
le
,

due
o

quale estremit da
celle

due
lare,

conclavisti,
oltre

mentre
,

antiche
pareli

non
solo
di
j

vm domestico.

Quindi

nello stesso palazzo furono celebrati

avevano qualcuna
essere

finestre

almeno
invece
di
saia

le

per l'elezioni di Leone XII, di l'io Vili, e del regnante


i

conclavi

di

mura
si

erano
di
fa

tavole
,

e perci

ricoprivansi

ci

Gregorio XVI.

che
le

ora non
celle

pi.
delle

Sono poi
mobiglie
cori

Ecco adunque quanto riguarda


celle de' Cardinali in conclave a'
stri giorni.

le

addobbate

no-

letti

occorrenti,

ricoprendosi

le

celle,

Dopo la distribuzione delfatta, come dicemmo, nella


,

saia,

o
il

panno
letto

paonazzo

o
i

verde
tavo-

colle distinzioni
lini,

suddescrilte,

sesta

congregazione

Cardinali

si

del Cardinale,

ed alcu-

lecano a veder quella, che loro toccata, e qualora la rinvengano angusta , od incomoda , nella congregazione del giorno

no
i

vi

fa

ricoprire anche le sedie e

canap.

La maggior
celle

parte de'Carla

dinali

nelle

erigono

cap-

seguente ottano

pella affine

di

celebrare, ed ascolcappella,

quelle

de' Cardinali, che

per

la

tare
le

la

messa;
al

che suodi
sera-*

lontananza, vecchiezza, o
gioni,

altre

ra-

formarsi

momento
poi
i

non

si

recano

al

conclave,

menper

virsene.

Tutti porta

Cardinali
cella

tre intervenendovi,
stituirle.

debbono

loro re-

vanti

la

della

tengo-:

Questa

ozionc

segue

no

anzianit di Cardinalato,

non

di or-

dine

sagro
ai

laonde
vescovi e

diaconi sono
ai

preferiti

preti

se
alla

una portiera di panno o saia con fi'angia del colore competente paonazzo o verde, coH'arme in mezzo del Cardinale. Qualora poi il Cardinale voglia
stare
,

prima

di

loro

furono elevati
la

porpora. Avviene talvolta, che due


Cardinali
si

ricevere alcuno

si

cambiano

cella,

es-

o sulla porta della


ni obliqui incrociati
coli

ritirato e non pongono fuori, cella, due basto,

sendo in libert di essi il farlo. Tuttavolta queste permute anticamente


noti
si

grandi o picla

della
,

forma come

croce di

s.

ammettevano. Di
ed in quello
eletto
,

fatti

abbiapag.

mo
460

nella
,

Storia de' conclavi^


in

Andrea e perci chiamasi tal segno il Sant'Andrea, il quale pure dipinto

cui fu nel

paonazzo o verde, collo stem-

i6o5

Leone XI, che ammaXI,

ma

gentilizio.

VOL.

66
Nelle celle
li

CEL
si

CEL
i

jecano

Cardinain

r 898
che
il

in progresso

di

tempo
il

suc-

dopo

la

formale entrata

con-

cesse l'altro di depredare

palazzo,

ed in esse la sera, avendo una guardia nobile per cadauna celclave,


la,

novello
il

Papa abitava da Caril

dinale;

perch

concilio di

Co-

ricevono
,

vestiti di sottana, fascia,

stanza

e vari Pontefici

fulminarocontro
Inoltre
l'ali

e mozzetta

le visite

della

prelatu-

no
per

le

censure

ecclesiastiche

ra

corpo diplomatico , nobilt romana, ed altri personaggi, finch sia


,

chi osasse di
tro abuso, che
clavisti

ci

eseguire.

molto tempo fu vigente

giunta l'ora della chiusura del conclave, che viene annunziata dall'ul-

commettevano
la

condel

nel

depredare

cella

timo maestro delle cei'imonie, col suono del campanello, in tre volte, extra omnesj dicendo nell' ultima per licenziare i visitanti. Tal suono coir esclamazione, che va facendo passando innanzi alle celle, col dire: celiarli Domini, il medesimo celi rimoniere ripete nelle sere susseguenti
:

Cardinale sublimato al triregno. Di che gli esempi giungono al secolo

XVII. Per finalmente vennero


pressi

re-

dalle

proibizioni

e dalle
dell' e-

cautele prese dai conclavisti


letto
,

ad ore

tre di notte, nelle quali, sebla clausura

ed invece i novelli Pontefici adottarono la benigna e generosa consuetudine di donare tutto queldi lo, che avevano nella loro cella
conclave
,

bene per

non

vi sieno

al cameriere

conclavista

in conclave estranei, vuoisi invitare

come
stesso
fetti.

eziandio praticarono Pio Vili,

ogni Cai'dinale a ritirarsi nella propria

e Gregorio

XVI,

del qual ultimo io


g'

Evvi alcun Cardinale che per incomodi od altro si reca nella propria cella prima del solencella.

sperimentai

indulgenti

ef-

Non

si

dee per tacere, che nelper


l'e-

ne ingresso in conclave, come altri dopo l'elezione del Papa vi rimangoJio anche a passare la notte. Queo abitazioni dei ste sono le celle
,

la citata storia del conclave

lezione di Nicol

V,

dicesi

a pag. 5i,
conclave

che

allora

entravano

in

soltanto
a' quali

due maestri

di cerimonie
,

Cardinali in conclave, nelle quali


tratta della

si

grande opera di dare un capo alla Chiesa ed un sovrano ai dominii ecclesiastici ; e quando i
Cardinali

dopo la nuovo Papa, per loro mercede, tutte le suppellettili, od orvenivano concesse
ci'eazione del

namenti della
1

di lui cella. P^.

il

chi-

per indisposizione
recare
i

non

si

possano
scrutinio,

alla

cappella

dello

tre Cardinali

infermie-

29 novembre 690 e la notificazione emanata a' 3 fjprile 1721 dal Carde'


,

rografo di Alessandro

Vili

ri, con formalit vanno alle celle a prendere il voto per lo scrutinio, e vi ritornano per l'accesso, tanto nella mattina che nel giorno, ed in-

dinal Albani,

camerlengo
di
tal

di

santa
del

Chiesa, riportata dal

num. 585

Diario di

Roma
s'

anno, condi
ai

tro quelli, che

impadronissei'o

contrandoli

conclavisti,

fanno loro

cose spettanti al conclave,


nali,

Cardi-

la gonulk'ssione,

come rappresentanti una corporazione.


abuso di spogliare il palazzo , ed anche del morto Pontefice abuso rigorosaAll'
,

e alla

camera

apostolica, in se-

de vacante.
celle abusivamente depreda alcuni inservienti del conclave, o dal popolo neh' a jertu-

Fra

le

del vescovo defunto

date,

mente

vietato

da Giovanni

IX

dcl-

la di ciso, registreremo

seguenti

GEL
casi,

GEL

67

unendovi qualche aneddoto pu-

re riguardante le celle. Si legge nella

suo padrone mille e cinquecento ducati d'oro di camera da distribuir-

Storia de conclavi, a pag. 79, che

19 agosto 1458, segui 1' elezione di Pio II, Piccolomin, di Siena, ed i ministri de' Cardinali, ch'erano in conclave, spogliarono la di
lui
cella,

dopo

la

morte

di Calisto III, a'

proporzionatamente fra tutti gli e ne fu rogato istromento da un notaro della camera apostolica.
si

altri,

III,

pag. 176, pel conclave di Giulio celebrato nel i55o, si legge,

bruttamente misero a sacco la sua argenteria, bench poca, libri e le vesti ; mentre la plebe l'omana non solo saccheggi, ma rovin tutta la casa, togliendovi anche le pietre. Altri Cardinali furono danneggiati, perch stando il popolo sospeso e sentendosi varie voci, che dicevano
i ,

che prima di effettuarsi la di lui elezione, furono sgombrale dalle sue stanze le suppellettili, ed altre cose,

che

vi

erano,

come
i

suol praticarsi
soldati di guarle

in simili casi, acci

dia al

conclave
lui

non

togliesse-

ro alla di
Cancellieri,

apertura.

Riporta

il

Notizie
sili

{storiche

delle

stagioni, e
i

ove furono celebrati

essere stato eletto or questo, or quell'altro Cardinale,


il

volgo correva alle

Conclavi, pag. 44 che eletto Papa Marcello li in successore di


Giulio
111,

loro case e rubava ; ed essendosi nomi-

nella
il

Cappella

Paolina

nato

il

Cardinal genovese, in
fu
pi-esa

vece

aWve

Blaria,

Cardinal decano

del sanese, gli

una gran

parte della sua roba. Si osserv nel


conclave, celebrato nel
l'elezione di

Pio

III,

i5o3, per Piccolomini


il

che nella seguente matpregiudizio, si sarebbe confermata con ischedule aperte; ma ritornando il Pontefice alla sua
soggiunse,
tina, senza
cella,

nipote del precedente Pontefice, che


il

trovoUa gi saccheggiata
il

dai

conclave fu fatto secondo


celle^

soli-

to nel palazzo vaticano

con trentasi

nove
I
1

le

quali,

come

legge
pag.
sorte
,

nella Storia
4,

de' Conclavi,

perch fu obbligato a recarsi in quella del Cardinal di Montepulciano, e venendo rotte le porle del conclave, per la gran gente che vi
conclavisti,

essendo state cavate


distribuite
a'

entr,

se

non l'impediva Ascanio


il

furono

Cardinali

ed

della Cornia, forse tutto

concla-

essendo toccata al Cardinal Piccolola stanza, ove suole sedere il Papa, fu considerato un prodigio, che si conferm colla sua esaltazione al

ve sarebbe stato saccheggiato.

mini

Anche
to nel
dell'

nel conclave, in cui fu elet,

prima 1590, Urbano VII elezione i conclavisti imbagagliale

pontificato.

rono
cella del

robe di

maggior
le

imporper te-

Che

la

Cardinal eletto

tanza, e sfornirono

celle,

Pontefice venisse spogliata dai conclavisti [Vedi), chiaramente risulta da

ma

de' soldati

anzi

fattasi

a viva

quanto
ria de

riportasi nella predetta Sto-

voce r elezione ad ore 24> per comodo dei conclavisti, acci meglio
potessero compire
i

Conclavi, a pag.
di

38,

per

bagagli, coli' apdifferita la

l'elezione

Leone Xj
si

dicendosi,

provazione del Papa, fu

che

conclavisti

obbligaronsi,

congregarono, ed che quel conclavista,


fosse

pubbUcazione
conclave
del

il padrone del quale Papa, fosse in dovere

eletto

di

pagare adel

gli

altri

conclavisti per la cella

Nel i^gi, fu presagio favorevole pel pontificato al Cardinal Facchinetti, che ne usc Pontefice col nome d' Innocenzo IX, l'essergli
al

d\

seguente.

68

GEL
distribuzione

GEL
V, perch nel tempo
adorazione, la cella
gli

toccata in sorte nella

della

di

lui

delle celle quella foi-raata nel luogo

fu

svaligia-

ove

si

ei'ige

il

trono pontificale nei


l'

ta dai conclavisti, ed essendo

notte

Oldoino nelle y^ggm^^e al Ciacconio tom. IV. col. 240. Memorabile si fu quanto
concistori,

come osserv

and a dormire
dinal

in quella

del Car-

conclave del
tefice
clavisti,

avvenne nel conclave del 1592, in cui si cre Clemente Vili, al Cardinal
Santorio detto santa Severina. Mentre egli andava ad essere sublimato al
triregno, coli' avviarsi alla

Similmente nei avvenne al PonGregorio XV, avendo i conGiustiniani.


1

62

i ,

e g' inservienti del conclala

ve spogliata obbligato a
cella

cella;

il

perch
notte

fu
in

riposare

la

cappella
cui

quella del Cardinal Borghese. Nella


di questo,

degli scrutini, contro


gli

1'

accaduto dein
tutti

anteriori

conclavi,

rec,

nel 1623,

dopo l' elezione si Urbano Vili, Bar,

sfornivano le celle degli addobbi, po-

berini, fiorentino.

Fu

osservato con

nendo
gio, e

nelle valigie le cose di

pre-

grande
il

ammirazione,

che
di

durante

mettendo

il

conclave sosso-

conclave dalla parte

pra, egli,

comunque nella sua cella Papa da un grandissimo numero di Cardinali, e si refosse stato salutato
si

venne uno sciame


tre egli
Cos, nel

di api, e

Toscana si ferm

sulla fenestra della cella di lui

menarma.
del

faceva

tre
pei'

api per

casse alla cerimonia dell' adorazione,

1644}

l'elezione

ninno de' conclavisti


to
,

pose in
del

mo-

successore Innocenzo

presaghi tutti

successo
lo sva-

essendo entrata in

X, Paniphily, conclave una cosulla


cella
felice pre-

guardarono con indifferenza


dagli scopatori del conclave.

lomba,
di
lui.

and a
siccome

posarsi

ligiamento della cella di lui opei'ato


Infatti,
,

Venne presa per


facente
lui.

sagio,

parte

dello

invece di aver

luogo

1'

adorazione

stemma

gentilizio di

Anche

nel

come
animi,
sc

erasi

stabilito,

cambiati

gli

nemmeno

nello scrutinio riu-

i655, per l'elezione di Alessandro VII, venendogli depredata la cella,

Papa, e dopo essere stati i suoi fautori per ben sette oi'e in cappella per guadagnargli i voti, tutto
fu inutile, e dovette solo ritornare

and a ritirarsi in quella del Cardinal Gabrielli, perch era di sode mura, e non di legno. Senonch,
egli

come avviene
ti,
il

ne' grandi

avvenimen-

Trovatala saccheggiata, si commosse: per altro non and guari, che ogni cosa gli fu restituita,
in cella.

che

tutti

si

confondono, essendo

so di cibo,

andando a vuoto
esaltazione
,

la

sua

meritata
della

Papa esausto di forze, e bisognoappena pot avere un uovo malconcio, e quindi incomin1721

per

la

certezza

quale

Cardinali protettori delle corone aveangli raccomandato i risi

pettivi regni, od altri domandate aveano non poche grazie. Nel i6o5, fu eletto Leone XI, ed avendo i conclavisti spogliata la
di lui cella, dopo l' adorazione fu condotto invece nella cella del Cardinal Farnese. Altrettanto nel mede-

dare udienza. Eletto, Innocenzo XIII, pranz nella cella del Cardinal Albani, nipote del predecessore Clemente XI, ammettendolo alla sua tavola indi
ci in essa a

nel

recatosi alla

propria
il

ricevette

al

bacio del piede


d' Inghilterra
i

re,

la

regina

con

altri

personaggi

simo anno accadde

al successoi'e

Paolo

lySo, per l'elezione di Clemente XII, nella di lui cella. Benedetto XIV, nel
quali fecero altrettanto, nel

., ,

GEL
1740, dopo z in cella
nel
la

CEL
Corsini
in

69

sua esaltazione, pran-

gelo Celsi, nobile romano, e dottore

del

Cardinal

nipote dell' antecessore; e da ultimo

i83i,

il

sin in quella del Cardinal

regnante Pontefice deZurla

nacque nel 1600. venne ascritto ai ponenti del buongoverno, e poscia


le

ambe

leggi,

Appena

prelato,

onorando
sita
il

nelle rispettive celle di vi-

Cardinal
il

sagro Collegio,
e
il

Pacca decano del Cardinal de Rohan,

di tal congregazione quindi nel 164') dal Pontefice Innocenzo fu promosso a uditore di Ruota, poi creato Cardi-

fu segretario
Cardinalizia
;

Cardinal Cristaldi infermo.

Finalmente nelle stesse celle , i Cardinali prima della esaltazione al pontificato ricevono pubblicamente dal sagro Collegio gli omaggi come gi fossero Papi pratica molto antica, che ha principalmente luogo quando r elezione concorde in tutti i Car;

s. Giorgio in Velabro i4 gennaio del 1664 da Alessandro VII. Questo Pontefice lo ascrisse anche alla congregazione del s. offizio , con la prefettura di quella

nal diacono di

ai

del concilio.
clavi dei

Da

ultimo, dopo

condi

Clementi IX e X, a cui inil

tervenne,

dinali anticipando le loro congratulazioni,


II,

settantun

Celsi mori a anno, ed otto

Roma

di Cardi-

siccome fecero per Giulio per Leone X, cui baciarono con


le

nalato nel
fu
sepolto

1671, e senza memoria nella chiesa del Ges,

riverenza

mani

per

Clemente
Marcello

dentro la sua

tomba

gentilizia.

Vii, per
II,

Giulio

III,

per

e senza dire di altri, per

j'io XIII. tefici.

GregoV. Elezione de' Sommi PonCellerarus


altri

CELSO (s.). F. s. Nazar.o. CE MERIDIANA. Sede vescovile


dell' Africa

occidentale

la cui

profu

vincia
{

s'

ignora. Solo sappiamo dalla

CELLERARIO
OfFizio tra
si.
i

Colt.

Cart., che

un suo vescovo

monaci, e

religio-

presente alla celebre


Cartagine.

conferenza di

Chi n' insignito ha cura della


Cellarnin, e

dispensa, delta

provreli-

CEMESCAZACUZ.
vile
dell'

Sede
,

vescoil

vede
giosi.
il

il

monislero del cibo pei

Armenia maggiore
si

cui
ai

Dicesi Cellerario, e

Cellerajo

vescovo Hairabiet
concilii di
Sis.

sottoscrisse

camerlengo de' medesimi monisteri, quaeslor , dlsppjisator monasterionim j e chiamasi fra le monache
o Celleraria
la
1'

CENA. Sede
occidentale
cui
si
,

vescovile dell'Africa
,

d' ignota provincia


atti

di

Celleraia

camerlendel-

fa

menzione negli
Si

della

ga di
la

esse,

che funge
.

uffizio

conferenza di Cartagine.

celleraria
il

Ne' capitoli
altri
il

antica,

CENA.
cui fu
ss.

adopera questo
Cristo

nome
la

mente
ai

Cellerario era quegli

che
il

dalla Chiesa per indicare quella, in

canonici
il

ed

distribuiva

da Gesi

istituita

pane,

vino, e

danaro in pro-

Eucaristia, rinnovandosene la

me-

porzione della loro assistenza in coro ed avea eziandio l'incarico di


,

moria nel gioved


lo
,

santo. Il cenaco-

altri
cri,

affari

temporali.

Dice
alle

il

Mae

che

il

soprastante

carceri

o sala superiore, nella quale soe levasi mangiare presso i giudei, dove Ges Cristo fece l' ultima ce-

lateranensi

chiama vasi Cellarius,

na

co' suoi discepoli

la

vigilia

di

che con questo

nome

talvolta

si

de-

nomin

il

Cellerario.

sua passione, vuole una pia tradizione, che da s. Elena fosse convertito

CELSI Angelo,

Cardinale.

An-

in

una

chiesa.

Diccsi

inoltre

70
cena la
$i

CEN
cerimonia,

CEN
ogni anno
(

che

fa

nel

suddetto
nelle

giorno
corti

Cotna

nore a Clemente Vili, canonico della basilica vaticana governatore di pa,

Domni)
altri
,

dal Papa, dai vescovi, ed


de' vari
All'articolo Cappelle

recchie citt nello

stato

ecclesiasti-

nonch

co

principi.
tificie

Pon-

e sotto Gregorio XV, nel 1621, vescovo di Jesi , e governatore di


;

nel X, e al numero che riguarda le funzioni del gioved san-

Loreto, e della s. Casa per ben tre lustri con piena ed univei'sale soddisfazione
.

to

si

tratta di tal cerimonia

ed

In quel tempo, ritrovas.

altre cose relative,

come
si

al

numero

te le preziose reliquie di

Settimio

in cui

si

descrivono le funzioni deldice della ce-

primo vescovo
pregevole

di

Jesi, le ripose in
ulti-

la notte di Natale,

marmorea urna. Da

na, che anticamente avea

luogo in
apostolico
,

mo
s.

quella notte nel


abitato dal Papa.

palazzo
Il

venne creato Cardinal prete di Calisto da Innocenzo X a' 6 marsollecito

Sarnelli

nelle
t.

zo del

sue Lettere ecclesiastiche ^ nel


p.

Ili,

36 e 37, parla della cena del Signore come fosse fatta, rammentando r antico costume di cenare stando a giacere, mentre le donne e i fanciulli sedevano, e ricordando
le

da don
sa
,

1645. Govern la sua chieed esatto pastore; la

di

una croce
d'

e di otto can-

argento di finissimo lavoro vi fond il monistero alle penitenti della ss. Nunziata, le chiese di s. Rocco, e di s. Maria dell' Oldellieri

vesti

cenatorie.

E
I,

nella

lettera

mo
sa

accrebbe
,

le

rendite della
il

men-

Perche nella (juaresima il i^espero si canta prima del desinare , dice della cena quando facevasi nella quaresima, e quando negU altri digiuni; e che la cena avanti la mezza notte non
del
seguita dal sonno,

XXXII

tomo

vescovile

ne ristor

palazzo
vescovi

e cos\ quello a

comodo
Piano.

dei

presso Castel del

Mori nel

i655, di settantatre anni, e oito di Cardinalato, e fu sepolto nell'antica cattedrale.

non impedisce
seguente

la

CENCI
Baldassare
rizia nella

Baidassare
Cenci,

Cardinale.

celebrazione

nel

mattino.

nobile

romano
la

L' erudito Menochio , t. I, p. SSg, delle sue Stuore parla della cena , del Signore , e delle cose in essa
adoperate, e nel
ta del cenacolo,
t.

nacque nel 1648, e per

sua pe-

giurisprudenza, venne

am-

Il,

p.

nel quale

171, tratsi conl'ascen-

mirato da tutti. Fu giudice della congregazione alla fabbrica di s. Pietro, e vicelegato in Avignone, quan-

gregarono

gli

apostoli

dopo

do Luigi
rotta,

XIV
i

re di Francia, ed

il

sione di Cristo al cielo.

ven. Innocenzo

XI vennero a

tale

CENCHREA.
l'

esarcato

di

Sede vescovile nclMacedonia , porto di

mare di Corinto nell' arcipelago , ove approd s. Paolo, da cui sappiamo che questa citt aveva allora il suo vescovo.
Cencio, GlOVANiVl X.

occupavano lo ed Avignone. Composte poi le cose tra quel monarca, ed Alessandro Vili, egli si ac([iiist altissimo merito presso il Ponche
francesi
stato Venaissino

CENCI

Cardinale.
Cardinale.

V.
Tii

CENCI
natali nel

TiBEnio,

e Luigi XIV. Dipoi InnocenXII lo cre suo maestro di camera arcivescovo di Larissa promaggiordomo ed ai 12 dicembre
tefice

zo

heiio Cenci, nobile di


1

Roma,

sort

1G95, Cardinal prete


Montorio. Quindi
il

di

s.

Pietro in

58o.

Fu

cameriere d'o-

Cenci

ebbe

il

CEN
vescovato di

CEN
,

71
vescovi

Ferrara

cui
di

cambi

se alle congregazioni dei

poscia coli' arcivescovato

Fermo,
la
ri-

regolari, del concilio, dell'immunit,

a motivo del clima non attemperato alla sua costituzione.

e della fabbrica di

s.

Pietro.

Infer-

Govern
;

nel

conclave del

nuovo Papa

sua diocesi da

ottimo pastore
il

form

il

clero ed
scelta

popolo

provdei

Benedetto XIV, poi si riebbe alquanto, ma poco dopo fu trovato

vide alla

dei

parrochi,

confessori, e dei cherici


versi
agli

da promuoa' quali apri

morto nel proprio letto gno dell' anno i f^o di


cinque anni,
e
sei

nel

giu-

sessanta-

ordini sacri,

di

Cardinalato.
ti-

una pia casa, e li mantenne diretti da eccellente persona ecclesiastica.


In processo
di

Ebbe tomba
tolo,

nella chiesa del suo


1'

rimpetto

aitar della

Madon,

missionari con casa


dite sufficienti
;

tempo introdusse i comoda e renapr un collegio ai


guidati
le

na

sotto semplice

lapide

adorna

del suo

nome, e

delle

Cardinalizie

insegne.

nobili giovanetti
gesuiti
;

dai

padri
del se-

CENCI
Baldassare

Baldssare
Cenci,

Cardinale.

accrebbe

rendite

nobile
il

romano

minario; fond un ospizio


nitenti,

alle

pe-

nacque
i

in

Roma
,

ed un altro alle pericolanti per s


la

vembre 17 IO, e
suoi
studi

fatti

noregolarmente
lo

primo

donzelle; e promosse da
cristiana dottrina.

la

volle

abbracciare

Prendeva breve e
era frugale

stalo ecclesiastico, e porsi in prelatura, ove

disagiato riposo,

sua

con

zelo

mensa, e spesse fiale si flagellava e digiunava. Da ultimo dopo il conclave di Clemente XI, mori a Fermo nel 1709, pianto da lutti, che lo teneano qual santo, e venne sepolto nella cappella della
di quella metropolitana.

esercit vari incarichi,

ed intelligenza a segno, che


carica di se-

ottenne la rispettabile
gretario della
nalizia della sagra

congregazione Cardiconsulta.

Ed

in

benemerenza
esercitato
il

di avere egregiamente

Madonna

CENCI
un' antica

Serafino, Cardinale. Sefamiglia

rafino Cenci

mente
tra
i

XI,
prelati
i

iGyS da Roma. Clenel 1701, lo ammise della curia romana


nacque nel
di
,

poi tra
di

votanti di segnatura

quin-

suo uffizio, il Pontefice XIII , nella sua quarta promozione, ai 2 3 novembre /761, il cre Cardinale dell' ordine dei preti, conferendogli per titolo la chiesa di s. Maria di Araceli , in uno alle congregazioni della stessa condell'immunit ecclesiastica, sulta,

Clemente

nel

1712

lo

fiice

vice uditore

del concilio, dell'indice, e della re-

della camera. In seguito

Innocenzo
corte di

verenda fabbrica di

s.

Pietro.

Con-

XIII
sarsi

lo sped

nunzio

alla

fidando Clemente XIII del


concepito

suo in-

Napoli, carico cui

non pot
;

ados-

per urgenti motivi


di

il

perch
tra
gli

gegno, e della sua attivit, avendo grandioso disegno dei il


pontine,
affid
,

Benedetto Xill
uditori

lo ascrisse
,

disseccamento delle paludi

Ruota

dipoi

Clemente

ne
ci

il

difficile
si
;

incarico al Cen-

XIl
lo

lo

dichiar

reggente della penell'anno

il

quale

rec a tale

oggetto

nitenzieria; quindi
fece

1733
e,

in Terracina

ma

essendosi da queil

vescovo di Benevento,
del

ai

sta citt portato


lizioso

ad abitare

de-

1734} lo cre Cardinal prete di s. Agnese fuori delle mura. Lo stesso Clemente X li lo ascris-

24 marzo

palazzo del Cardinal Alessandro Albani in Porto d' Anzo, quivi


fu colpito

da un accidente

ch

il

rji

CEN
squale II
re
,

CEN
contro
i

condusse al sepolcro ai i marzo 17G3. La sua immatura morte fu generalmente compianta. Il suo cadavere fu esposto nella chiesa principale

Enrico imperatoi

e mori nel

12.

CENCULlANA,o CENCUSIANA.
Sede episcopale
r Africa
si

della Bizacena nel,

Nettuno ed in luogo di deposito venne tumulato nella cappella dei patroni Evangelisti, e Fontana , dedicata alla immacolata Concezione. Quindi il cadavere fu trasportato in Roma , e tumulato nella sua
di
,

occidentale
il

sottoposta

Adramito,

cui vescovo

ad Gennaro

trov presente, nei primi del


Cari.
(

V
con

secolo, alla conferenza di Cartagine.


Coli.

CENEDA

Ceneten.
nel

).

Citt

chiesa titolare

di

Araceli,
di
s.

cio

nel

l'esidenza vescovile

sepolcro gentilizio
nella cappella
risulta

sua

famiglia
,

di

Didaco

come

da un istromento rogato dal


i6 febbraio
le cariche

Paoletti ai

1764, ove
dal

leggono porporato.
si

esercitate

regno Lombardo Veneto, capo luogo di distretto , gi appartenente alla Marca Trevigiana, e conosciuta anche sotto il nome di Cenetense Castrii/n , e pi anticamente Acednni. Essa fabbricata alle falde de' monti che
la

CENCIO

Cardinale. Cencio Cars.

Maria in Aquiro, promosso da Eugenio III nel 1 1 5o sottoscrisse una bolla spedita dal medesimo Pontefice a fadinal diacono di
,

circondano, fra i due torrenti Montcgano, e Meschio, rinomato per


la

limpidezza delle

sue

acque.

La

citt

aperta,
,

contiene

diversi

begli

edilzi

sebbene alquanto dis-

vore
otto

di

Aidolfo

vescovo

d' Imola.

giunti.

Sembra che abbia

cessato di vivere

di

un

In luogo eminente munita castello, sparso di vecchi ru-

Adriano IV, dopo quattro, o cinque anni di Cardinalato. CENCIO Cardinale. Cencio Cardinal prete di s. Lorenzo in Lucina, promosso da Eugenio III nel 1 1 5o
sotto Anastasio

deri dell'antica

sua
di
la

rocca.

Vuoisi,

che Ceneda
gine.
I

sia

antichissima ori-

romani

signoreggiarono

sino

IV

nel

11

53

fu ve-

regno di Valentiniano, che ascese all' impero l'anno 364- Quindi il feroce Attila re degli unni la deal

scovo di Porto, e di s. Rulina. Intervenne alla elezione di Anastasio


e di Adriano IV, e mor nel
i

vast nel 4^0, e Totila re dei goti


nel seguente secolo la distrusse dalle

iSg,

fondamenta;
bricata.

ma

di poi

dopo nove anni

di

Cardinalato. Al-

Fu
e

poscia

venne rifabgovernata dai

cuni Io credevano della illustre famiglia Cenci, non

duchi,
vescovi,

pi

lungamente dai suoi

avvertendo esser
il

Cencio

il

nome, non

cognome

del

nostro Porporato.

CENCIO
cio

Romano, Cardinale. Cenvescovo


di
al concil'

Romano, Cardinal
,

Sabina
lio

trovossi presente

di Guastalla,

quando

imperaII,

che da un vicino villaggio desunsero anche il titolo di conti di Tarzo, finch dal i347 in poi i veneziani se ne attribuirono il dominio. Segui quindi i destini, e le vicende della repubblica di Venezia. Del dominio, che in altri tempi

tore lo imprigion con Pasquale

ebbe
contea

la

santa

ove

soffri

moltissimo fino al
liberalo , e

11 11,
si

di

Ceneda

Sede della accenna


,

citt

e alcuna

nel qual

anno venne

reil

c al concilio di Latcrano. Segn

gra

cosa r Ughelli nella sua Italia satom. V , il quale dice che

primo

la bolla

V, emanata da Pa-

questa citt suo prajsuli

utroquc

CEN
5>

CEN
principis
titu-

73
ecclesiam
spe-

jure
io,

soggetta

seni

ad romonam

imperdocchc il \>cscovo prsesacram tempoialem etiam > jurisdictionem, merunique, et mix tum imperium ex aiiticjuissimis im" peratorum largitionibus obtinet. Qua propter in gestis Stephani Paw pae 11 (al. Ili) lagimus civitatem Cenelensem esse de patrimonio w b. l^etri ac siiperioi'ibus qui denti temporibus episcopus utriusquc
M
ter
:

ctanlem vriliter ac polenter ex iiii'asonim eriperet manibusj ed in uno stromento del 1190, press il
IVIuratori,

Anliq.
col.

Italie,

med.

cev.
i

tom. IV,
cenetcnsi

122,
che

scritto,
le

che

soffrono,

terre del

vescovato

sieno soggette alla giuris-

dizione de' trivigiani.


ne' libri de'censi

Cos neppure

" gladii potestate cum in ci vitate, tum in circumjectis et vicinis op' pidis, et Iota diircesi, quae salis ampia est, utebalur, nunc autem civitatem tantum una cum Tersii w comitatu ( ruvinis et aiiquot vil" lis ) retinet, ab anno i347, fj"^ " frater Fmnciscus episcopus princi" peni Venetiai'um ( seu d. JMarci procuratores ) accepto lidelitatis juramento, investivit, quam inve,

romana del camerlengo Cencio Savelli, non vi alcuna memoria, the allora Ceneda fosse tributaria alla santa
della Chiesa

Sede. De'diritti posteriori parla Pietio Giustiniani verso


il

fine del

li-

" slituiam Oiiverius successor anno i4'4 lenovavit, uterque tamen " sine sedis apostolica; confirmatio-

bro Xlll, rerum f cnetaritm ab urbe condita ad annuni \5']5, dicendo quando il popolo di Ceneda avanz ricoiso contro il proprio vescovo Cardinal Grimani, al senato veneto, il quale pubblic un decreto, in frza di cui veniva il vescovo spogliato del dominio temporale della citt ; ma che avendo fatte il Cardinale
le

sue

vive
111,

rimostranze
questi
si

al

" " " "


?

ne.

anno 149^ die 24 octobris cpiscopum lata; inter senatumque \enetum conditiones, ut manente libera jurisdictione
,

Rursus

Pontefice

Paolo

ado-

civitatis

penes episcopum, qui vein re

per in modo, che, annullato il decreto, vennero a lui restituiti gli Quindi nel i547 antichi diritti. Paolo 111 diede in amministrazione
la

netorum principatum nulla

chiesa di
in

agnoscat, sontes, et facinorosi, ne

Torre,
le

Ceneda a Michele un al civile governo

della

della

impune evadant,
".

liic

inde restila

diocesi, nella quale IMichele

ricompose

tuantur

cose sconvolte dai precedenti avve-

Leggendosi
III,

per attentamente

nimenti.

Distesamente
,

poi

Andrea
lib.

vita del Pontefice Stefano II,


eletto

detto

Morosini
descrive

Histor.
la

Venet.

XV,

nell'anno jSi, inserita da Anastasio Bibliotecario nel libro


Pontificale,

controversia

insorta nel

1595

tra

non si trova "veruna menzione di Ceneda appartenente al patrimonio di s. Pietro, come


asserisce
il

ziani sopra

Clemente Vili e i veneCeneda, che per rimase


indi
si

indecisa;

ravviv nel 161

nel pontificato di Paolo


lo stesso

V, dicendo

citato Ugbelli,

Si legge

per nell'annalista Ilinaldi, all'anno

che

i338
ciam

9.9, che

il

Papa Benedetto

Moiosini al libro XVllI quando certo Bono entr in Ceneda con sommo favore del popolo,

XII, residente in Avignone, provindedil


/iquilejemij

ed

ebbe

visitato

il

castello e

Bertrando palriarchce Ut comitalum Cenctm-

la citt,

mise fuori un

editto, col
stato

quale annunci, che

sarebbe

74
per

CEN
bolla

CEN
Suprema de'i5 gennaio 7^3,
1

render giustizia, e sollievo a tutti quelli, ch'erano oppressi dalla forza de' potenti. Tuttoci venendo
di Paolo V, sommamente se ne lagn col legato Marino Caballio; ma siccome quello, che erasi fatto, non recava ingiuria alla Sede apostolica il senato veneto lo in cognizione
,

Ceneda suftraganea della nuova metropoU; ma nel 18 ig il Pontefice Pio VII riducendo Udine a sede vescovile, pose Ceneda sotto la dipendenza del patriarca di Vedichiar
nezia.

L'episcopio del vescovo nel


e

castello,
ville,

rileviamo

da CommanEveschez ec,
Seravallum.

sostenne, ed perci, che invece di

Histor.

de
il

les

un

giudizio, se

ne tratt cogli

scritti,

che un tempo
sidenza

vescovo faceva redi


s.

e la repubblica produsse tali ragioni, da poter dire apertamente al

in Serravalle,
cattedrale

L'antica
dedicata
l'attuale

Ceneda era
Pietro,

Papa, che

nella

causa de'cenedesi,
i

all'apostolo

ma
ed

niente pi vi era ad esserne

veneti

sagra

all'Assunzione in

disturbati, costando dai pubblici do-

cielo della Beatissima Vergine,

cumenti per
di

serie

non mai
il

inten'otta

un
tolo
l'

gi-ande, e bello edifizio.


si

Il

capi-

tempo avere avuto


il

veneti

possesso, e
della
citt.

jnando

i medesimi supremo coMa Paolo V,

compone
di

della

dignit del-

arcidiacono, di nove canonici prov-

veduti

due

prebende,

quattro

non volendo

darsi per vinto,

stim

mansionari, e di alcuni preti e chierici.

meglio cercare il benefizio del tempo, che venire ad una finale decisione: anzi nella Relazione della
corte di

La cattedrale,
di

ricca d'insigni reliquie


il

possiede anche

coi'po di

s.

Tizia-

Roma,

scritta

nello stesso

anno 1611 da Girolamo Lunadoro, sotto il capitolo del supremo Tribunale della Consulta eretto da Sisto

Oderzo, e patrono della citt, ed anche cura parrocchiale, affidata ad un prete, non

no vescovo

essendovi nella citt alcun' altra parrocchia. ternita,

Evvi
il

in

oltre

una

confrail

V,

si

trova che

la citt di

Ceneda
sot,

seminario, non che


fuori della citt;

ci-

nello stato di Venezia,

non era

miterio,

ma

men-

toposta alia consulta di


chi

Roma

ma

tre l'ospedale

ora va ad ingrandirsi

governava in quc' luoghi n' era libero padrone, forse conteniandosi la santa Sede dell' alto dominio su
di essa.

ed a meglio sistemarsi, mediante le benefiche testamentarie disposizioni di monsignor Gio. Paolo Malanotti,
canonico della cattedrale, il ultimo lasci la sua le da

quaere-

La

sede vescovile di Ceneda fon-

data nel IV secolo, vanta pel suo pii antico vescovo s. Evenzio, che viveva al tempo dell' imperatore Teodosio,
gliano,

dit in beneficio de' poveri, partico-

larmente infermi.
in

Prima

esistevano

.sebbene alcuni piuttosto vo-

Ceneda due monisteri, uno di uomini, l'altro di donzelle, e nella

Pavia.

che questi Nel secolo


al

fosse

vescovo di
sottoposta

diocesi
.

contavansi
della

cinque

abbatassata

fu

zie

La mensa
cento.

vescovile

Ceneda

patriarcato di Aquileja,

nei libri
fiorini

camera

apostolica in

e vi rimase sino al pontificato di Benedetto XIV, il quale, per dare un termine alle controversie, soppres.se
il

Questa
zelanti

illustre diocesi stata go-

vernata da molti dotti,


vescovi
,

virtuosi, e

patriarcato,

nell'

erigere
la

alcuni de' quali fre-

Udine

in arcivescovato,

mediante

giati della dignit Cardinalizia,

corno

CEN
Marino Griinani veneto 5o8 da Giulio 11 vescovo nel
ftirono
1

CEN
fi)

75

Ito

be-

qunrcs'ma. In quel giorno il sacerdote segna la fronte de' fedeli colla


cenere, che
livo,
i

nemerito della catlediale per avervi costruito l'organo, ed il campanile; Michele della Torre o Turriano d U-

si

ricava dai rami d'u-

quali benedetti nell'


e bruciati,

cedente
aridi,

anno predebbono essere


loto
,

sunimentovato quale per il poco non successe nel pontificato a Gregorio XllI, e che mor in Cedine
,

non

a guisa di

come
con

dichiar la congregazione de'

riti

ncda nel i586, e fu sepolto nella Marcantonio Bragadino veneto, fatto vescovo nel i633, da Urbano Vili; e da ultimo Jacopo
cattedrale;

decreto de' 23 maggio i6o3. E siccome si distribuiscono queste ceneri


in segno di umilt, cos per mezzo
di essa

abbiamo speranza
palme

della

fu-

tura gloria, designata dalla


sione delle

processi

Menico
chiarato

della diocesi di Treviso, di-

dalle quali

ri-

vescovo nel
nel

1822

da

Pio

cava

la

cenere. Nelle chiese di rito

VII,

indi

1827

traslatato alla

ambrosiano non celebrandosi questa


cerimonia nel
detto

chiesa metropolitana di Venezia da

mercoled
le

si

Leone XII, e nel i833, dal regnante Pontefice meritamente sublimato


all'

distribuiscono invece

ceneri

nel

onore della porpora. Inoltre Ceneda fu patria di personaggi ragguardevoli , e fra gli altri sono a

primo giorno delle cos dette rogazioni, o litanie all' Ambrosiana. Abbiamo dal Martene, tom. IV 0.
,

rammentarsi, ad onore della repubblica letteraria, il conte Girolamo


Lioni canonico della cattedrale, Giorgio Graziani, ed Antonio, e Vincenzo
Piccoli.

27, n. 4j che ancora nella chiesa latina, per le rogazioni anticamente


si

benediva

la

cenere, e

si

poneva
ri-

sul capo de' fedeli, digiunandosi

gorosamente,

rito praticato

un tembenegior-

Dislinguesi poi

fra

viventi

po soltanto
e
di

nelle diocesi di Toui-s,


Il

monsignor
sagro

Filippo
gi

Artico,

celebre

Salisburgo.

rito

di

oratore,

canonico teolo-

dire

e spargere le ceneri nei

go della cattedrale, esaltato nell'anno 840 all' insigne sede vescovile


I

ni delle rogazioni,

rammentato da
suoi
di

Benedetto

XIV

a*

diocesani

di Asti.
bella
trofio

Lasci egli
di

in

Ceneda
di di

una

memoria

s,

nell'orfano-

da lui fondato su no monte, sotto il titolo

un ame
s.

Rocco.

Bologna. V. Lamberlini, Notifc. III. 4> ove pur dice, che secondo un canone del concilio Aurelianense dovevasi
nei d delle rogazioni osservare

mentre era arcivescovo

CENERI. Le
lo

ceneri sono simboil

un
poi

della penitenza, ed

primo gior-

rigoroso

digiuno.

Ripigliando

no di quaresima, detto dai padri caput jejinii^ fu sempre l'iguardato nella Chiesa come una grande solennit, e

mi giorno

di

particolar

divozione, sia che la quaresima fosse di


sei

settimane, sia che

si

prootto

questo discorso nel 5 aggiunge, che l'osservanza del digiuno rimasta presso i cavalieri gerosolimitani, non che presso la chiesa ambrosiana, la quale " avendo voluto mantenere il pio uso di digiunaj

lungasse a sette, ed
settimane, secondo
disciplina
la

anco
e

ad

re nelle tre logazioni, le celebra


la
festa
dell'

diversit della
de' luoghi.

dopo
j>

Ascensione
di-

de'

tempi

giacch,

secondo

l'universale
si

Quindi mercoled delle ceneri, o d lolie ceneri, vale il primo giorno di

sciplina, oggi non

digiuna
".

tra

pasqua, e pentecoste

76

CEN
in
siffatta

CEN
Lungi pertanto dal credere, che
religiosa
si

In questo giorno delle ceneri i peccatori, secondo gli antichi canoni penitenziali, entravano nel corso della penitenza pubblica, in cui
il

pratica
rifletta

vi

sia

del superstizioso,
le

vescovo acg' inizia-

che neldivine Scritture abbiamo dai padai


il

compagnato dal suo clero va con certe preghiere, e posizione delle mani, dopo
sparso di cenere
descrive
il
il

triarchi, e

profeti,

che
e le
il

siccovesti,

coli'

imche

me
il

il

lavare

corpo

di avere
rito

dare profumi al capo, fu


contrario

sim-

capo

bolo
t, al

della gioja, e della prosperiil

mo

p. Menochio, Siuore, to294, nel capo 77, Della cerimonia delle ceneri, che usa la Chiesa il primo giorno di quaresima. Tale r origine della funzione
II,

p.

profondo

dolore
nella
il

era

segno di un manifestato

voltolandosi

polvere.

Un

uo-

mo
le
tal

coperto
vesti

di
il

capo, i capelli, e polvere annunziava in


suo animo pieno di

guisa

delle di
s.

ceneri,

leggendosi
I,

nella

vita

Gregorio

del

Sgo,
sul

eh' egli

ordii doversi

mettere, nel princi-

amarezza e doloi*e originato da qualche straordinaria calamit. Cos gli amici di Giobbe, penetrati della sua
estrema
afflizione,

pio

della quaresima,

capo dei
il

misero

un

alto

ledcli le ceneri

benedette. Quindi

grido, piansero, stracciaronsi le ve-

concilio di

1091

decret

Benevento celebrato nel che tutti i fedeli


le

stimenta, sparsero in aria della pol-

vere per farsela


ste,

ricadere

sulle

te-

andassero a ricevere

ceneri

nel

e restarono seduti con lui


terra
in fra

sul-

mercoled precedente menica di quaiesima

la
;

prima doil

la

cupo
gli

silenzio;

esem-

riportando

pi

che
i

orientali,

massime
Scritture

Burio

P.P. Brevis in vita Clemenlis VI, che


,

R.R.

nolitia

fra

giudei e gli arabi, erano fre-

questo

quenti. Dalle stesse


si

sante

Papa,
il

nel

i35-2,

fece

privilegiato

mercoled delle ceneri, ed ordin che fosse trasferita in altro giorno qualunque festa, che in esso cadesse. 11 Regino per, che scrisse nel secolo IX, dice che nella feria seconda della prima domenica si accostavano i penitenti ai cancelli del tempio, coperti
co, e
di
cilicio, vestiti

di sac-

che esprimeva la loro umiliazione e pentimento quindi ad essi avvicina:

a piedi nudi, in un

modo

vansi
preti,

il

vescovo,
quali
Il

il

penitenziere, o
le

a'

erano note

loro

manctinze.
loro

perch

imponevano
li

una proporzionata penitenza,

che la cenere fu segno di penitenza, perch i servi di Dio sovente r usarono per esprimere il dolore e il pentimento di aver peccato. Il medesimo Giobbe quando si umili avanti a Dio, e gli domand perdono per aver trattato la causa della propria innocenza con un linguaggio poco misurato, volle esprimere il pentimento, come avea mostrato il dolore nell' eccesso dei Io mi accuso di me suoi mali slesso, egli disse al Signore, e fo penitenza del mio fallo nella pol vere, e nella cenere. " Y. pur noto quanto si racconta di Giosu e
rileva,
,
:

aspergevano coli' acqua santa, e colla cenere benedetta ec. Laonde quanto pratichiamo oggid, non che un avanzo di quello, che si praticava nei primi tempi della Chiesa.

degli antichi israeliti, che

si

getta-

vano della polvere sul capo facendo penitenza per calmare il Signore, sdegnato del furto commesso da

Acan

nella presa di Gerico. Si tre-

CEN
i

CEN
libri
,

77

va pure spesso ne' sacri profeti esortavano g'

clie

della morte, di cui ci viene dichia-

israeliti

rato

il

pensiero nel giorno delle ce-

cuoprirsi di cilicio, e piangere


i

amara-

neri, e

dopo

tripudii carnevaleschi

loro trascorsi nella cenere, mente quando aveano oiFeso il Signore, e ad implorare misericordia con vivo pentimento affinch tornasse ad essi le sue benedizioni. Questo appunto fu il linguaggio, che rivolse Geremia a Gerusalemme, e ai principi di Giuda, quando Nabuccodonosor pose a sacco l' intera Giudea in castigo dei loro misfatti, dicendo ad essi
:

come
la

avvertimento salutare delnostra mortalit, essendo questo


vu
il

lo spirito, e
role,

significalo delle
il

pase-

che pronnzia

sacerdote nel

farne la cerimonia, mediante

un

gno che
vis

di croce;
sei
;

Ti ricorda,

o uomo,
ri-

polvere,

e in polvere

tornerai
es
,

Memento, homo, quia pulin

et

pulverem

reverterisj

cuopritevi di
]ier

cenere.
la

11

esprimere

sua

re Davide, profonda afla

potendosi ripetere con Geremia : terra gi fosti, di tema vivi, e di '> terra hai da tornare. " V. V erudito Sarnelli,

flizione, dice

che mangiava
il

cenere

tomo IV,
Perch

pag.

4^

col

pane; ed

re di Ninivc, alle presi

Lettera

XXIV,

dicendo

il

diche del profta Giona,

pose a se-

sacerdote : Memento, homo, quia pidvis es etCy

dere nella cenere,

e venne imitato

dagli altri, per placare la collera di

la polvere j Georg. Alb.

impone la cenere, non Hagendorn


Pausaniaiii
te

Dio. Cos fecero ne' sovrastanti


ricoli,

pe-

Simonidis
dictum,

ad

sapiens
esse

e per implorare

1'

ajuto, e la

Memento

hominem

misericordia divina, Giuditta, Ester,

Mardocheo,
altri.

Giuda

Maccabeo
il

Ed

perci, che

, ed Redento-

{exAeliani Var. Hist. lib. IX. e. 4i delineatum) Altd. i6io; Mich.


Dissertatio famigeratum Memento mori comniendans, Halae Magd. l'J'^'J ed AnAlberti
,

re

ci

volle rappiesentare questa a-

Lemma:

zione
za,
ri
li

come un simbolo di penitenquando parlando degh abitatoCorozain e


di

gelo Rocca,

linde c'meres super ca-

di Tiro e di Sidone, disse a queldi


egli

Betsaida,
i

s'

avesse fatto tra quelli

che mi-

put spargendi usus origineni trahat , et quid sibi velit ? in tomo I.

racoli,

che aveva operato


avi-ebbero
fatto

in

mezzo

di

essi,

penitenza
di

Opp. pag. 217. Per la stessa ragione anticamente, comesi avverte nell'Ordine XII,
p. 175, il Cardinal vescovo pi anziano nel dar le ceneri al Papa in capite quadra gesimae, feria

nel

cilicio

e nella cenere.

Pertanto, con questo segnale


penitenza,
li
i

penitenti de' primi seco-

IV

del cristianesimo,
distinti

come dicemmo,

gliela

venivano
fedeli,

dal rimanente dei

esso

la

imponeva dicendo anche ad formula: Memento, homo


s'

liano

li

ed aggiungiamo che Tertuldice uomini vestiti di cilila

etc,
sotto

che

incominci a

tralasciare

cio e coperti di cenere conciliciat,


et concineratij

Urbano VI, eletto nell' anno 1378, come si rileva dall' Ordine
di

qual

denominache
vive-

XV

zione allora

era

comune ad ogni

Laonde anche oggid

cristiano, giacch egli ripeteva,

un

cristiano

re nella

uomo nato per penitenza. La cenere

la

^61. spargono dal Cardinal penitenziere maggiore le ceneri sul capo del Pontefice senza dire quelle parole. Monsignor
Pietro
si

Amelio

pag.

polvere sono eziandio

un emblema

Antonelli nella dottissima lettera al

r8

CEN
capile
jejunii,
al

CEN
un' altra volta fu per
essere

Cardinal Gentili, Dissertalo de rfXu inspcrgendi Cineris feria //-^ ,


in
inserita

biata dal Cardinal di Jura,

camRaimonle

fra

gli

do Perauld
a Giulio
il

,il

quale nel dar

ceneri

Missale Roiiianuin Monaslicum Laleranenopuscoli annessi


Vetits
se,

II,

fu avvertito di
il

tacere
ceri-

Memento homo, secondo

Clini

notis

etc.y

pubblicato
dal

in

moniale.

Roma, nell'anno 1754,


ta la

gesuiri

Ma
,

della benedizione delle cenesi

Manoele
ragione,

di Azevedo,

cercando

che

fa

nelle

chiese prin-

che pot muovere i maestri delle cerimonie a tralasciare una simile formula, consid(tra

cipali,

e minori

prima della

messa
e

solenne da quello, che poi deve celebrarla,

con paramenti violacei,

che

questo

spargimento
rito,

di

ceneri

della loro distribuzione, trattano le

colla recitata formula,

un venerabile
mercoled
in
tal

avanzo del

che nel
si

opere liturgiche. Si deve avvertire poi, che se oltre il celebrante non


vi
sia

delle ceneri si praticava co' pubblici

altro sacerdote, egli genufles-

penitenti, a' quali

davano

giorno

le

ceneri sulla

fronte,

proricor-

ferendo quelle parole atte a

dare
liarci

la

nostra mortalit, e ad umi-

moria.

salutarmente con questa meEd essendo la pubblica pe

se le imporr da per s sopra il capo nulla dicendo Quasi cineres a Deo immediate accipiat, cui onine geaujlectitur, et etiani quia genuflexio prae-

so innanzi all'altare

sefert humilitatem,

guae memoriam

nitenza, da cui questa cerimonia

mortis per cineres repraescntat. Co-

clesiastico

a noi pervenuta, una specie di ecgiudizio, al quale soggia-

cer

non deve

il

Romano

Pontefice,
col
fatto

fu risoluto che bastasse

Gavanlo , parte 4? da sapersi che le cenegli ri alle femmine si danno dopo uomini, e non si pongono loro sopure
col
titolo

me

6,

cio col solo spargimento delle

ce-

neri sulla chierica, rammentargli la

mortai sua condizione, senza eseroitare sopra lui queir ombra di giurisdizione ecclesiastica, alla quale
il

pra i veli, ma sopra i capelli, affinch non si perdano, f^. Acqua BejftnETTA, ove si dice, che essa mescolata colla cenere e col vino, serve pel rito della consaci'azione dogli
altari.

capo della Chiesa non per alcun

modo

soggetto.
si

In qual maniera

faccia tal ce-

CENNINI Francesco, Cardinale. Francesco Cennini nobile sanese, ma


nato a
nei

nmonia,
al

come
ed
al

il

Papa benedica,
si

Sartiano, nel

566,

perito

e distribuisca le ceneri,

descrive
rispettivo

canoni, fu vicario generale

del

X,

numero
il

vescovo di Chiusi. Pervenuto a Ro-

dell' articolo

Cappelle Pontificie. Su
Cancellieri nella

ma, dopo
re
,

alcune

vicende,

fu

alla

questo proposito

corte del Cardinal Bernerio

udito-

Lettera filosofico-morale sopra

la

nell'anno
del
eletto
la

1612,

voce sparsa di sua morte,


,

pag.

uditore
fu poi

Cardinale

divenuto Borghese
,

riporta due curiosi aneddoti. 27 Racconta pertanto, che la formula MemenlO) homo etc, fu variata nel
darsi le ceneri a Porchette Spinola,

vescovo
di

di

Amelia.
della
ascritto

Ebbe
ai

carica

sigillatore
;

penitenzieria secreta

venne
l'

prelati di consulta, e del


gli

buonazienda

arcivescovo di

Genova da Bonifacio
stessa

governo, e

fu affidata

Vili

e che questa

formula

del sagro palazzo, e

della casa Bor-

CEN
Per olio anni sostenne gravissime fatiche, ebbe poi il titolo di paed inviato triarca gerosolimitano,
ghese.

CEN
che significa
in
religioso,
il

79
quale vive

comunit nel cenobio


si

regola comune,
nos,

sotto una compone da Koi' bios, vita.


al

nunzio alla corte di Spagna,


corgeva della
sua
assenza,

ii

Cardisi

comune,

da

nal Borghese gli scrisse, che

ac-

Alcuni riferiscono
apostoli

tempo

degli

bench le sue cariche fossero distribuite a nove prelati. Gralissimo a Filippo III, e alla corte di Madrid, ottenne quanto richiese, fino il G randalo , pel principe di Sulmona, diricilissima grazia ad ottenersi per piti rispetti. In questa occasione Paolo V, a' 1
gennaio
del

mune
me,
a
s.

r istituzione della vita codei primi fedeli di Gerusalem-

e l'origine de'cenobiti. Pacomio, che viveva


del

Per

altro

nei pri-

mordi

IV

secolo,

si

attribuisce

l'avere pel

primo

scritto
s.

una

regola

1621,

lo
s.

cre

Cardi-

nal prete assente di

Marcello. Ri-

tornato in

Roma,
era

supplic Gregorio

XV
trata,
"Vili,

a provvederlo di qualche

en-

Antonio si pu ritenere pel primo fondatore de'monisteri. Nel codice Teodosiano i cenobiti sono chiamati Synoditce, parola, che significa persone, le quali vanno per una medesima strada.
monastica,

come

perch
nel

povero.

Urbano
di

L'abbate
pose

della

Trappa Ranc com


sui

1623,

gli

confer la legail

un

trattato

Doveri della

zion di Ferrara, e

vescovato

vita connine, o

monastica.

Faenza, poi lo mand all'ultimo duca di Urbino, a tenerlo devoto alla Chiesa, nei

quali impegni riusc a

me-

raviglia.

Dopo quattro
Ylll
il

lustri,
il

rinun-

zi

ad Urbano
nel

vescovato,

nel i643j e lasciato


ricevette

primo titolo, i645, da Innocenzo

CENOTAFIO. Sepolcro, o monumento vuoto innalzato in onore di un morto, altrove defunto: Monmnenlum vacuuni cadavere, tnmu' liis inanis, ut appellai Firgllitis, III jEneid. v. 3o4, vel Honorarius,
ut

Sveton.

in

Claud.

cap.

i,

ad

X,

il

vescovato di Porto, e la predipoi pass in castello di Sie-

memoriam
lus
sit,

alicufus, qui alibi sepul-

fettura della congregazione del concilio


;

colendant.
tolius

V.

Forcellini,
toro.
I,

Lexicon

latinilatis

na

dopo
e
d'

conclavi

di

Urbano
mor
a

YIII,

Roma,

nel

Innocenzo i645, di
nella

X,

pag. 42i;Morcelli, De Stylo Inscrip. Latinar. 1781, pag. 121, 34o, 344

settantanove

376, 4'
Inscript.

3,

tom.

Ili,

Patavii

anni, e ventiquattro di Cardinalato.

Comment.

siibjectis ,

1822; Ro-

Fu

sepolto

cappella

Paolina

della basilica liberiana a pie del suo

vii

benefattore
di
s.

Paolo V. Nella chiesa Marcello gli eressero i nipoti magnifico mausoleo con la statua
di lu.

mse 1783, V. pag, 124, et Pata1823, tom. IV. Ne' tempi antichi s' innalzava un cenotafio , o sepolcro vuoto alla

memoria de'defunli illustri, dei quali non si aveano potuto raccoglieie gli
avanzi,

CENOBIO [Coenohium). Luogo dove si vive in comune, convento o monistero dr religiosi. Quindi gli scrittori ecclesiastici formarono i vocaboli di Cenohiarca; superiore del
cenobio,

perch erano naufragati,

ovvero
si

periti nelle battaglie.

Quindi

ha, che nei sacrifizi pubblici chiamati inferice, si spandeva su quella


del vino, del miele, del latte,
dell'incenso, ed
tarsi

tomba

massime parlandosi

degli

anche

fiori soliti

por-

antichi teuobili.

La voce

Cenobita^

nelle funebri cerimonie.

Abbia-

8o
Ilio

CEN
dal Cardinal Enrico Noris alcune sui
altri
diritti

CEN
della reverenda

camera

Dissertazioni

Cenolaf,

da

apostolica, nella
al

camera
l'indice

de' tributi

Francesco Cancellieri, Cenotaphiuni Leonardi Anlonelli Cardinalis etc, PisfiLiri, 1825. K. Sepolcri. CENSI APPARTENENTI ALLA SaNTA
Sede. Qiiesli sono
i i

Vaticano; e

alfabetico

Raccolta delle Leggi pontificie^ che in Roma si pubblica dalla tipografia camerale,
voci Censi Canieralij e Canoni Camerali, ove pure si trova la disposizione sui canoni iscritfi, ed alienati dal regime francese, la forma e conseguenza del pagamento de' canoni nella camera de' tributi ;
alle

semi-analitico

della

tributi feudali,

canoni, e

vassallaggi di tutte le
al

terre soggette
della Chiesa

sovrano
si

dominio
soddisss.

romana, che
vigilia

fanno
dei

niella

della festa de'

Pietro e Paolo, nella camera


tributi

detta

nel

palazzo

apostolico

valicano, al tribunale della reveren-

da Camera Apostolica [Vedi), presieduto dal Cardinal camerlengo di


santa

e la vendita dei canoni camerali ordinata da Gregorio XVI regnante, per supplire alle urgenze dello
stato.

romana Chiesa [Fedi), seconregistro

do

il

Censiutni,
segretari,

contenuto nel Liber che autenticato da due


della
stessa

V. inoltre gli articoli SovraRomani Pontefici , e stati tributari DELLA SaNTA SeDE.
nit' de'

e cancellieri

camera,
anno.
I

si

pubblica colle stampe ogni


e tributi spet-

Tre poi sono i principali , e pi antichi collettori delle memorie dei censi della romana Chiesa, cio il
Cardinal Deusdedit, Benedetto canonico di
lengo.
s.

censi, canoni,

tanti alla

Sede apostolica, che non


stipulati

Pietro, e Cencio

Camercreato

sono validi se non sieno con pubblico istrumento

Del

primo,
dell'

che

fu

qualora
fe-

Cardinale
titolo
s.

ordine

de' preti del

non vengano
sta,
si

soddisfatti

nel suddet-

Jposlolorum in Eudoxia da

to giorno, o nella mattina della


sco apostolico,

devolvono interamente al fiil perch viene precedentemente ogni anno dallo stesso Cardinal camerlengo pubblicalo un analogo v'ditto, come il sovrano
Pontefice
tificale,
jiel

Gregorio VII, trattano a lungo i fratelli Ballerini. La sua opera contiene


titi

una

raccolla di canoni
libri,

ripar-

in

quattro

che

il

Deusde11
s.

dit indirizz a Vittore III. condo. Benedetto canonico di

se-

Pielibro

recarsi al vespero

nella

seguente

ponmattina
di
es-

tro in Vaticano,

compose
,

un

col titolo di Polypticus

e da altri

alla

messa
riceve

pontificale,
le

dopo

sa

citazioni

formali
fiscale
,

di

chiamato Politucus ^ e Pollicitns che indirizz al Cardinal Guidoni


Papareschi,
il

monsignor
])rotosta

procuratore
soddisfatti,

e
e

quale fu poi nel

i3o

solennemente
al

sui
di

censi

tributi

non

che

trat-

Papa Innocenzo II, da molti confuso con Guido de Castello che gli
,

tammo
scrivono
tificale

dell' articolo

Cap-

successe col

nome
egli
il

di

Celestino

li.

l'ELLE Pontificie, ai numeri,,


il

che deprincipi
di

In detto libro

inser

quell'Ordietoni. II,

vespero, e
la
festivit

la

messa pon-

dine romano, che

Mabillon
Ital.

per

dei

de

alla

luce nel

Mas.

degli apostoli.

F.

la costituzione

Gregorio XllI,
ris,

ad Romani
,

Poiilifi-

pag. 118, col nome di Benedetto canonico di s. Pietro, insieme ad


altre cose appartenenti alla S. Sede.

sul

emanala il primo giugno 1^80, pagamento de' censi tanoiii ed

Tra queste

vi

era un indice,

come

,, ,

CEN
fa

CEN
di

Hi
Pontefici

ampia fede Albino

Gaetaj per

de' registri

degli

antichi

averlo dalle opere di Benedetto inserito nella

non che da
alcuni altri
tentici,

sua raccolta, che ha per

titolo: " Incipiunt eijcerpta polytici a presbytero Benedicto compositi >i de ordinibus romanis et digni tatibus urbis et sacri palatii." Al-

da memoriali auaggiungendovi similmente i


quelli a lui vicini, e
libri

censi

fatti

tempo suo,
a'

dando

cosi egli l'esempio

suoi successori

di fare altrettanto

bino
di

fiori

in
III
,

Lucio
i

B.oma nel pontificato ed il suo scritto si


biblioteca

Romana
rio,
sice

a vantaggio della Cencio CameraLiber censmmi Romance EccleChiesa.


P^.

conserva
tra

nella

vaticana

codici Ottoboniani
il

num. SoSy.
l'

Questo

codice donde

abbate

Cencio diede alla luce il libro Provnciale, ed un breve registro dei censi, ma non gi quell' indice, che
inserito tra
suddetti
gli

antiquorum pp. rememorabilia an. 1192, Exst. in tomo V. Antiq. Hist. med. nevi, fol. 852, go8 Lodovico Muratori. Dissertano de censibus ac. redditibus olim ad Ecclesiam Rogesta j
et
;

secundum

excerpta.
dei

Dopo

manam

spectantibus. Exst. in
fol.

t.

collettori

diritti

della

med. aevi,

79^

e 852.

V. bene

Sede apostolica,
merlengo, che
che
il

viene
il

Cencio Ca-

pi
col

noto,

ed ane famoso per esterzo,

intendere questo punto storico, giovera leggere tanto l'articolo XXIII

quanto
letterati

il

XXXV
Roma

del
dell'

Giornale dei

sere stalo assunto al pontificato nel

di

anno

75 r

1216

nome

di

Onorio

111,

co-

ove restano appianate diverse


colta critiche intorno

diffi-

nosciuto anco sotto quello di Cencio


Savelli Camerario. Egli fu, che dai

l'antichit,

ed
,

vecchi registri dei censi ne form

nuovo,

uno metodo migliore, avendolo distribuito per modo, che

ma

con

temporale del Sommo Pontefice. Dei censi o tributi di cacciagione, ed altri animali, dovuti alla Santa Sede, si
parla all'articolo Caccia.

estensione

del

dominio

spazio vi rimanesse per aggiungervi

quei censi,
cresciuti
alla

quali

si

sarebbero ac-

usque

Chiesa
il

ad exilum mundi romana. Da ci si apin quella

prende
Cencio,

perch in alcune copie di

Di certo Zaccaria, maestro del Censo di Roma, fa meniione il Galletti, Del Primicero, pag. 182, in una caria sublacense dell' 822
riguardante Trasmondo secondicero della Santa Sede. Egli per opina che il maestro del Censo di Roma,
fosse uffizio secolaresco
,

come

stampata dal
e

Muratori, Diss.
si

69

Antiquit. Italie.,

trovino

trascritti

documenti

memorie con date a Cencio di molti anni posteriori. Di lui ecco come si esprime il Rinaldi all'anno 11 92 num. 28 e 29. In questo anno Cenci canonico di s. Maria Maggiore,
camerlengo del Papa, per provvedere alle cose temporali della

consistente

nel tener conto di quei censi o tributi , che dovevano i romani di

quei
del

tempi

contribuire
della
citt
ei'a

alla
.

cassa

comune
,

Aggiun-

che

Zaccaria

cartulario

Chiesa

cio archivista dello stesso


e che

comune,
dell'

romana, cominci \m opera molto utile, mettendo in ilota censi, che le si pagavano, raccolti, come egli
i

certo

Anastasio

sottoscritto

in altra carta

sublacense

anno
ur-

85o, consul
bis

et

magister

Censi

dice nella prefazione

per

lui

dai

Romae, non avea che


6

fare nel

tomi nominati
VOT..
XI.

carticinii,

dai volumi

ministero della Chiesa.

S:

CEN
qui
avvertire

CEN
CENSURE
spirituali

perch nel commentare il citato Muratori camerlengo, che il titolo di Cencio egli pubblic, ove si legge composi-

Vuoisi ci

Ecclesiastiche.

Pene
co-

inflitte

dalla Chiesa a

antiquorum patrum malamente Ex ls fuit, ut opinar 3 Anastasius in Dei nomine consul et magister censi urbis Romae. Dappoich il camerlengo delia Sede apostolica tenea conto de' censi, ch'erano dovuti
tus

se.cunduni

regesta^ soggiunse

che non ubbidiscono alle sue Ic^gi ; perocch avendo essa 1' autorit legislativa, ha ancora la punitiva. Queste pene sono di dillerenti specie, come lo sono le assoluzioni
loro,

censure. Ma essendo questa materia dei canonisti, ci limiteremo a citare gli articoli seguenti, ove si
dalle

parla

alla

siccome altro secolare soggetto sopraintendeva alla riscossione di quei censi, che si do,

medesima

delle censure ecclesiastiche Assoluzione dalle cej^sure. Inter:

ed

vevano
to,

al

pubblico

Ora

il

Cardiinve-

Monitori, Scismi, Scomuniche V. il trattato stampato in Roma nel i ySS, Della nuldetti,
altri relativi.
lit

nal camerlengo col suaccennato edit-

delle assoluzioni ne' casi riser-

ogni anno

invita

ciascun

vali al

o enfiteuta a-eomparire personalmente, o mediante legittimo procuratore deputato, per la festa de' ss. Pietro e Paolo nella camera de' tributi, decentemente vestiti, per prestare il dovuto omaggio e pagare nella medesima il tributo, censo, livello, canone, risposta o altro dovuto alla rev. camera apostolica
stito
,

Sommo Pontefice. CENTENARIA. Sede vescovile


il

di

Numidia
Cresconio

nell' Africa occidentale, sot-

toposta a Cirta Julia,


,

cui vescovo

cagione
recare
Coli.

d'infermit,
conferenza

non
di

si

pot

alla

Cartagine.

Cart. et Concil.

Milevit.

CENTINI
lice

Felice, Cardinale. Fe-

Cenlini nacque in Ascoli da po-

in ricognizione
retto

del

supremo
laghi,
,

di-

veri genitori nel

1570, e

si

rese chia-

dominio

di quali sieno
casali,
,

feudi,
selve,

rissimo per iscienza, e castigati

co-

tenute, ville,

stumi. Professata la regola dei mi-

propriet

beni

offizi

esenzioni
altri

nori conventuali, fu rettore del collegio di


s.

immunit, privative, ed sivogliano beni , che si


governo,
vestiture,

qual-

Bonaventura
s.

e procura-

ritenessero

tor generale del suo Ordine; quindi

in feudo, censo, enfiteusi, vicariato

consul tor del

offizio

ove

si

ovvero
e

sotto

qualunque

procacci tanta gloria che Paolo


ai

V,

altro titolo, giusta le leggi delle in-

Sui censi spettanti alla Santa Sede va ezianconcessioni.

dinal

17 agosto del 16 r i, lo cre Carprete di s. Girolamo degli


;

Schiavoni, e vescovo di Mileto

quin-

dio consultato
re:

il

dottissimo Stefano

Borgia, poi Cardinale, nelle sue ope-

161 3 pass al Macerata , ove "eresse


di

nel

vescovato di
il

seminario

Memorie

istoriche

del dominio

temporale della Sede Apostolica nelle due Sicilie j Difesa del dominio temporale della Sede Apostolica V. inoltre gli articoo cExso che prcsentavasi al l'apa in tributo per detto regno, e I'atrimonio della Santa Sede.
nelle
Sicilie.
li

due

CniJfEA,

ed ottenne ai canonici l' uso della cappa magna. In appresso ebbe da Urbano VIII, nel i633, il vescovato di Sabina, e dopo i conclavi di Gregorio XV, e dello stesso Urbano, mori a Macerata nel i64i
di settantuno anni, e trenta di Cardi-

nalato, e fu sepolto nella chiesa di

CEO
Francesco Sel)bene Innocente, provato mori pieno di rammarico per la dcca]>itazione del nipote Giacinto Cenlini, il quale avea con als.
.

CEP
era
della
la

83
la

necessario

seguire

pratica

Chiesa romana. Affievolito dal-

et e dalle fatiche, ottenne,


ai

mal

grado
roso

suoi
di

religiosi

di

cessare

tri

cospiralo conti-o la sacra


di

perso-

dall'uffizio
di
di

superiore,

e deside-

na
che

Urbano VITI,
succedesse

colla

speranza
nel

visitare

ancora
i

una volta

gli

lo zio

pon-

prima
stoli,

morire

sepolcri degli apofatto

tificato.

come avea
part per

CENTURIA
cia
tale

{Centtmen.).
,

Sede

innanzi
Biscop,

unitamente
a
,

molto tempo s. Benedetto


si

vescovile in partibiis
di
,

nella provin-

Roma, ma

in-

Numidia
sottoposta

nell' Africa occiden-

ferm

Girla Julia o Citra

metropoli di [F'edi), della quale abbiamo che il suo vescovo, chiamato Qiiod viilt Deus fu presente alla conferenza di Cartagine
alla
,

Langres traversando la Francia, ed ivi mor a' d 25 settembre dell'anno 716, nella et di
scttantaqunttro anni.

CEPHAE,
de vescovile

o
di

NEOCEPHAE.
Mesopotamia
sottoposta
alla
,

Senel

e dal concilio di Milevi


,

dell'

anno

patriarcato di Antiochia, eretta nel


sesto secolo, e

si proib di comunicare col 4o2 medesimo vescovo finch non fosse

me-

tropoli di
si

Amido. No suo vescovo


il

stato giudicato

il

di

lui

affare,
i

non

rec al concilio generale di Calsottoscrisse.

avendo voluto riconoscere


per giudici.

vescovi

cedonia, e

CNTURIO.

Sede

vescovile

di

Numidia nell'Africa occidentale, sotto Cirta Julia. I suoi vescovi Gennaro e Nabor intervennero, il pri-

o CEPERANO, ed anco CiPERANO. Terra e capoluogo di governo della delegazione di Fro-

CEPRANO,

sinone nello stato

Pontificio

resi-

mo
lib.

alla

conferenza di Cartagine,
al

il

secondo
2.

concilio di Cirta. Optai.

denza del sopraintendente delle dogane di tutta la provincia di Marittima e Campagna. Giace sulla destra riva

del Liri al confine del re-

CEOLFRIDO
nicia, e

(s.).

Nacque
s.

in Ber-

gno

di

Napoli, e

comprende
di

sotto
,

fu parente di

Benedetto

di s le

comuni
e
gli

Falvaterra

di

Biscop
tro di

che aiut non poco nella fondazione del monistero di s. Pie,

Pofi, e di Strangolagalli.
iscrizioni,

avanzi di

Le antiche alcuni mo-

Wirmouth,
,

nella diocesi

di

Durham
vita

fabbricato
fu

nel

674.

La

numenti per testimonianza di gravi scrittori, sono documenti di remota


celebrit
,

di

lui

una continua
sette

peni-

riconoscendovi
distrutta

lenza.

Fu

capo per

anni del
,

area la famosa Fragella


citt
ni,

nella sua o Flagella

monistero di s. J'aolo di Jarrow ed in progresso di tempo anche di


quello di
ch'egli

de' volsci
altri

dai

romaove

che

opinano essere
Pontecorvo.
avanzi
di

stata

Wirmouth

Scrive

Beda

ora

sorge
gli

si mostrava distinto per grande virt e sapere, ed arricch quei due raonisteri di ottime biblioteche.

ancora
ratore

vedono un superbo
Si

ponte, che

fu restaurato dall'impe-

A Naitone, re dei Pitti, che lo domandava, in qual tempo si dovesse


celebrare la Pasqua,
la

e quale

fosse

forma della tonsura,

rispose,

che

Antonino Pio. La ricostruzione del ponte sul Liri si deve alla munificenza di Paolo V, ed alla perizia architettonica del cepranese Alossandio Bernardi, premialo dal Pa-

84
pa
di
coli"

CEP
Ordine e
titolo

CEP
di

cavaliere

co

oltre otto canonici


gli

due

dei

Cristo.

quali confer
ecclesiastici

offici di

penitenzie-

Ne'

fasti

manca

di antiche e rispettabili

Ceprano non me-

re e di teologo. Tanto

al

primice-

morie, d'illustri chiese e monisteri, ed sotto la diocesi di Veroli. Celebre fra le altre fu la chiesa di
s.

che ai canonici, nignamente concesse


rio,

il

Pontefice bedistintivo d'in-

il

dossare

il

rocchetto

la

mozzelta
arcipre-

di saia paonazza, colle asole e bottoni di seta cremisi,


te la mozzetta

Paterno o Paterniano , dove fu celebrato il rinomato concilio, di cui poi parleremo. A questa era annesso un monistero, ossia collegio di canonici eretto avanti il secolo XII , il cui capo chiamavasi collo specioso

ed

all'

eaualmenlo di colore paonazzo. Dodici poi sono i sodalizi di Ceprano. Primeggiano


di
seta

per

numero

e pregi quelli di
s.

s.

Ar-

duino, e di
la di

Rocco

tra le al-

nome

di Arcicanonico

nome

di

facemmo pur menzione, come applicato ad un


cui al voi.

VII pag.

2/^5,

s. Giovanni a. porta latina. In progresso di tempo, essendo cessato quel con-

arcicanonico della canonica di

Ceprano, quelfondata dal medesimo santo verso l'anno 12 io. In oltre vi sono scuole elementari per
s.

tre cinque chiese di

Francesco

fu

l'istruzione,

vitto

canonicale

di

s.

Paterniano,
III
il
il

verso l'anno

iiyS
chiesa
,

Alessandro
e
cui

ed un buon ospedale. secolo rimontano le memorie di Ceprano riguardanti i Pontefici, riferite dal Muratori nel

Al

settimo

ne
ai

affid

la

monistero

tomo
la

delle

Antichit
il

italiane.

cavalieri

templari

soppresso da due monisteri di canonici presieduti da due abbati, erano addetti alle due chiese di s, Nicol, e di s. Magno. La chiesa collegiata e parrocchiale di s. Maria Maggiore ha puie il vanto di vma singolare antichit, e di essere una delle prifu

poi

Ordine Clemente V.

Pass Ceprano sotto

dominio del-

santa Sede colle citt della


s.

Cam-

Altii

pania nel pontificalo di


II

Gregorio

verso l'anno ySo, come atteslano r Orsi , e il Borghi ; e soltanto

brevi

furono
talora

gl'intervalli

cui

per
vi-

l'invasione straniera, suo malgrado,

dovette

soggiacere

nelle

cende

marie della provincia s per l' architettura, s"i per l'ampiezza, s pel corpo dell'inglese s. Arduino, che ivi si venera per essere morto in il Ceprano nel secolo VII perch si tiene dai cepranesi per loro principale patrono, come s. Rocco n' compatrono. Il regnante Gregorio XVI, colla bolla In eminenti oposiolicae dignitalis solio, quarto nO' nas mail i84i, ha ripiistinafo in s. Maria detta chiesa matiice di Maggiore la collegiata, decorandola
:

Dal citato Borgia, Storia del dominio temporale della santa Sede nelle due Sicilie p. 117, e i35, nonch dalla Cronica di
di

guerra.

Romualdo Salernitano inserita nel tomo V degli Scriptor. rer. Italie. si ha che principe di Muratori il normanno Roberto Guiscardo, in
, ,

giugno 1080 sovrano Pontefice s. Gregorio VII, per aver posto l'assedio a Benevento ; ed il Pa-

Ceprano nel mese

di

domand perdono

al

pa

non
e

solo

lo

rimise

nella

sua

grazia

favore,

ma
ef gli

gli

concesse

delle dignit dell'arciprete, del pri-

nuova
sillo

investitura della

Puglia, Ca-

micerio, cui annessa

la

cura
s.

di

labria e Sicilia,
di
s.

diede

il

ves-

anime anco

della chiesa

di

Roc-

Pietro.

, ,

, ,

CEP
Quindi, nell'anno
tefice

CEP
Memoranda
nel
fu
la

85

Pasquale

II,

iii4j '^ Ponnel mese di ots.

dello stato pontificio, e napoletano.


battaglia seguita
le

tobre nella chiesa di


in
cui

Paterniano
concilio

Ceprano

celebr

un

1265, presso Carlo di Angi re


fredi

sue

di Sicilia, e

mura, tra Manvi

intervennero
vescovi

molti

Cardinali

tiranno

di

essa,

che

per-

ed abbati, oltre Guglielmo duca di Puglia, e Roberto principe di Capua. In questo concilio fu reintegrato della sua sede l'arcivescovo di Cosenza, che da
arcivescovi,

dette regno e vita,

fosse

ne dei pugliesi. una rocca


il il

dopo la defezioChe in Ceprano vi


con
castellano, lo
I
,

riporta

Marini, Archiatri tom.

pag. 166,
di
di

quale dice che


certo

a'

tempi
rocca

Pioggiero conte di Sicilia


costretto
gliare

era

stato

Pio

II, era castellano della

ad abbandonarla, ed a pil'abito di monaco a Monte


;

Ceprano

Pietro Paolo de

Galerani, forse parente dell'archiatro


pontificio.

laonde col consenso dell'abbate di quel monistero, lo depose a pie di s. Gregorio VII , il quale conferm a Guglielmo la PuCassino
glia,

Giulio

II

tolse

Aggiungiamo, che quando a Cesare Borgia duca

Valentino
fortific

la provincia di Campagna, Ceprano con un recinto di


il

e vi aggiunse la Calabria, colinsegne.

mura, e pose
te
1

suo castello in

istato

le

Nel concilio stesso fu deposto Landolfo arcivescovo di Benevento per affari puramente temporali, o, secondo altri, per aver attentato contro la pontifcia autorit, per cui non essendosi potuto giustificare, fugg a Montecassino, siccome racconta Pieti'o Diacono, Chron. Cassiti, lib. IV cap. 5i. V. l'annalista Baronie all'anno iii4} il Labb t. X, l'Arduino t. VI , et Collecdo Con. Regia^ t.
rispettive

di validissima difesa. Poscia

Clemen-

VII,
1 ,

con
ristor

53

breve de' 18 febbraio cepranesi dei danni i

XXVI.
In Ceprano, nell'anno 1 1 44 segui l'abboccamento tra il Papa Lucio II, e Roggero re di Sicilia, allora quan-

nelle vicende della guerra con Carlo V, premiando la loro costante fedelt, colla conferma ed ampliazione de' municipali loro privilegi. Nel medesimo anno, a cagione di distinzione, venne dichiarato governatore perpetuo di Ceprano, Pietro Cardinale anconitano vescovo di Sabina; onorificenza, che godette Ceprano per vari anni, dappoich
soffeiti

vanta

per

altri

suoi

governatori
,

Cardinali Alfonso Petrucci

Grimani,

Francesco

di

Marino Burgos, e
Ceprano
virt

do

si

tent di ristabilire tra

essi

la

Vitellozzo Vitellozzi.

pace. Dipoi nel


eletto Pontefice

1273 essendo
il

stato

Finalmente
diversi

onorarono
individui

b.

Gregorio

X,

suoi
,

colle

mentre
carsi

si

trovava in Soria, nel reper


Brindisi e per

colla scienza

Roma,

Capua giunse a Ceprano, dove fu incontrato dai Cardinali e da una


,

ambasceria de' romani, che lo supplicarono a recarsi in

disimpegno di Secondo il ragguardevoli cariche. Vitaliani, capo VI, pag. 60, il Pontefice Onorio I, eletto l'anno 6i5 padre Petronio era conte il cui
e
col

Roma.
i

della
fatti

Campagna
,

di

Roma

e di Ce-

Lungo
Ceprano
t'd

poi sarebbe narrare


eh' ebbei'o

prano

nacque

in questo

luogo.

di guerra,

luogo presso a cagione della sua forte


posizione,
frontiera

importante

Certo , che la sua arma si vede sopra una delle due antichissime torri di Ceprano, dove possedeva un

86
fondo.

CER
Oltracci

CER
cepranesi
vile
dell' isola di

quattro

Cipro, nella diocesi

divennero vescovi, uno de'quali appartenne alla nobile famiglia Ferrari, la quale da ultimo ebbe mon-

di Antiochia, la cui erezione


al

rimonta
a

IV

secolo.

Prima

fu soggetta alla
,

metropoli

di

Salamina
(s.), di

poscia

Pio decano de' chierici di camera. V. Antonio Vitaliani, Memorie di s. Arduino i645j // Ceprano ra\>vivato nel Lazio^ Roma i653, pel Moneta, opera da pochi
signor

quella di Nicosia.

CERA UNO
cese,
fioriva

nazione fran-

sul

posseduta.

CERA

(della)

Cardinale.

V. Pe-

EEiRA Giuseppe.

secolo. Poich suo avere, e ne distribu\ il prezzo ai poveri, si dedic al servizio di Dio nella solitudine, che abbandon in progresso di tempo per assumere
il

cominciare del V ebbe venduto ogni

CER AMO

Ceramen.). Citt ve-

ministero della
divina

predicazione
.

del-

scovile in partibus dell'Asia minore,

la

parola
delle

Percorse
,

varie

sulla costa della Doride, nella pro-

Provincie
taggio

Gallie

riport
in vanalla

vincia

di
al

Caria,
secolo

la

cui

erezione

da per tutto

grandi

frutti

rimonta

V.
poi

Prima era
della

delle anime.

Viaggiava

sottoposta alla giurisdizione ecclesiastica di Afrodisiade,

volta di Parigi con alcuni suoi

com-

me-

pagni, che lo aiutavano nell'apostolato,

tropoli di Stauropoli,

situata preci-

quando fu
i

colto da'masnadieri

samente alla met del golfo chiamato Ceramico. Leone XII, nel concistoro de' i5 dicembre 1828, dichiar vescovo ceramense, per morte di Giovanni Davoast, l'americano d.

egli consigli

suoi amici a nascon-

Em-

manuele Vienna, di s. Giacomo del Chili ed il regnante Pontefice Gre,

gorio

XVI,

agli II

settembre 1887,

pili curante della vita altrui , che della propria, e privo cos\ di soccorso, peri per le mani di quegli scellerati, vero martire di carit. 11 suo corpo, raccolto dai compagni, fu sepolto vicino a Chartres sopra una altura, che fu per ci detta monta-

dersi

nomin a questa sede monsignor Andrea Carrutheres, vicario apostolico

gna santa.

CERA UNO
Simplicio
Parigi.
nella

( s. )

fu successore a

del distretto orientale di Scozia.

sede

episcopale

di

CERAMUNUM, CERAMUSSA, o CERAMUNA. Sede episcopale dell'Africa nella

Si rese altamente

commen-

Numidia,

il

cui vescovo

devole per la piet, per lo zelo, e per la carit verso i poveri. Devotissimo com' egli era dei santi martiri,

Severiano trovossi presente alla conferenza di Cartagine.

divis raccoglierne gli

atti.

Nella

CERASA
cesi

CERASE. Sede
eretta

ve-

lettera,

scovile nella provincia di Lidia, dio-

che a lui scriveva Varnario, chierico di Langres , accompagnandogli gli atti di


di
(juella
s.

di Asia,

nel

secolo,

Desiderio, vescovo
ss.

sotto la metropoli di Sardes, quindi


della

citt

e dei

Spensippo,
si

metropoli di Filadelfia.
[Chirisonda). Sede epi-

Elensippo e Melensippo,

hanno

CERASUS
ta nel

scopale del Ponto Polemoniaco, eret-

pi chiari elogi delle virt del santo pastore. Sotto l' episcopato di s. Cc-

secolo,

sotto

la

metropo-

rauno fu tenuto
di

il

quinto concilio

litana di Ncocesarca, nel secolo

IX

Parigi nella chiesa degli Apostoli,

elevata al grado arcivescovile.

che

presentemente intitolata a

s,

CERAUNIA(Cm).

Citt vcsco-

Genovelh.

Egli mor per certo pri-

CER
ma
del 61 5 Reims celebrato in quell'anno, assiLendeberto, suo successore. stette La memoria di lui onorata a Pa,

CER
disse

87
delle

poich al concilio di

per

la

visita

chiese di

Firenze nel gioved e venerd santo,


e in

Roma

alle

basiliche

de' santi

Apostoli per l'acquisto del giubileo.

rigi

il

giorno 28 di settembre.
episcopale di
provincia.
nell'

CERBALITA. Sede
Il

Africa, di cui ignorasi la

CERDANO Antonio, Cardinale. Antonio Cerdano nacque in Maiorica, e dopo aver rinunziato la dignit
di canonico, profess nell'Ordine della
ss.

suo vescovo
sottoscrisse

Costanzo
al

anno
Car-

525

concilio di

Trinit della redenzione degli


.

tagine,

schiavi

Chiarissimo

filosofo,

da

CERCA,
dal

CERCANTI.
Pontefice

Stabilita
II,

Sommo
prima
fu

Urbano

nel concilio di
la

Clermont nel 1095,


o
dal

crociata

vi

un
per

gran

numero

guerra santa, di Cer-

Pio II appellato principe de' teologi, ebbe le migliori dignit dell'Ordine, poi Eugenio IV lo elesse a suo cameriere, ed arcivescovo di Messina; e Nicol V, che avea studiato con
lui,

Papa, e dai ovunque le indulgenze, e ad un tempo raccocanti

autorizzali

vescovi

pubblicare

gliere l'elemosine dalla piet di quei


fedeli,
i

e lo amava moltissimo, nel i449) ^o pass al vescovato di Lcrida , e intorno a quel tempo Io cre Cardinal prete di s. Grisogono, e legato
inoltre
della
in
Mai-Cii.

quali impotenti di far parte

Fu

spedito
di

de'crociati, contribuissero invece

con

Sicilia
alla

ad Alfonso re

largizioni pecuniarie,

ovvero
e

riedifi-

Aragona, ed
venti

repubblica fioren-

cassero
dali.

sagri

templi,
in

gli

ospe-

tina a conciliarvi la pace, ove do{X)


giorni gli

Ma
tali

siccome

progresso di

venne

sostituito

il

tempo
glio,

cercanti, o, per dir


di essi,

me-

alcuni

loro ministero,

abusaiono del vennero aboliti dal

Cardinal LeJcun. Senonch nel i4'^9 dopo undici anni di Cardinalato,

mor a

Roma

santamente, e fu
delia

se-

concilio tridentino nella sessione

XXI,

polto nel

vestibolo

sagrestia,

De

reformat,
religiosi,
la

capo

V.
i

Tuttavolta

presso la basilica vaticana.

coiy autorizzazione della santa Sede,

CERDONIANI.
di

Eretici

discepoli

molti
ti,

massime
i

mendican-

Cerdone.

Costui era siro di oridi

fanno

cerca raccogliendo limoconfrati la fanno

gine, e

dapprima seguace
e di Saturnino.

Simon
in ap-

sine pei conventi,

Mago

Ma
si

pei sodalizi

o per qualche opera di


predicatori
nelle

presso,

conosciuta

la

insussistenza

piet, e

chiese,

del sistema de' loro errori,

separ

ove pure i vescovi permettono farsene alcuna in vantaggio della sagrestia, e pel

da

mantenimento

del di-

immaginando che l'origine del bene e del male nella natura ascrivere a due contrari si dovesse
essi,

vin culto.

Dura

ancoi'a la questua

principi!,

il

pei luoghi di Palestina, per la libe-

tore di tutto
della

buono, ch'ei faceva aue cos pure il bene ,


tutta spirante
,

razione
Il

degli

schiavi,

carcerali ec.

legge di grazia
e

Gararapi nelle sue Memorie pag.


,j

indulgenza

misericordia

l'

altro

46

all'erma

che
la

si

disse

cercare

per girare
dioecesim
ta

e era

visitare,
visita

che

cercare
le

solenne fatloro
si

dai

vescovi

di

tutte

male e della legge mosaica, perch pi dura e severa. Perci bestemmiava che Ges Cristo, figlio del principio buono,
cattivo, autore d' ogni

chiese,

che

Cerca

Circha

non avea assunto che un corpo om-

,,

88
bratile,

CER
e

CER
lui
stessi

patimenli erano soltanto una cosa apparente, che troppo crudele spettacolo sarebi

che

di

ebrei avevano molte leggi

ce-

rimoniali, che furono poscia


te dalla
Il

aboli-

predicazione del vangelo.

be stato pel buon principio, dicea, se quelli veramente si fossero verificati sopra il corpo reale. E siccome insegnava che i corpi, cosa troppo pesante allo spirito, erano
fattura

Pontefice Pio

IV

incaric Fulrifoi*-

vio della Cornia perugino, di

mare

il

Ceremoniale romano.

Sisto

nel

1587
riti

istitu la

congregazione
fra

pei sagri
le altre

e cerimonie, cui

del

principio

cattivo,

cos

cose diede incumbenza d^ in-

negava
la

la resurrezione di

questi, e

vigilare sull'esatto

adempimento

dei

unione collo spirito. Prevenuto dal suo sistema, rigettava l'antico Testamento, e del nuovo non ammettea che il vangelo di s. Luca, e questo a sua foggia mozzato. Cerdone, sotto
indivisibile
il

perpetua loro

sagri

riti,

restituendo all'antico splenrifor-

dore
il

le

cerimonie in disuso, e
il

mando, e migliorando
rituale
,

pontificale,

il

ceremoniale,

cui fe-

ce

di

nuovo
il

stampare.

Vili ordin fosse


blicato

Clemente emendato, e pubdei vescovi

pontificato d' Igino, insegn


,

suoi

cerimoniale

errori

ma non

sempre

pubblica-

mente. Scacciato dalla Chiesa, sembr pentirsi; ma realmente non fece che mascherare una troppo dannosa
sotto della quale continu a spargere le sue massime fino a tanto che di nuovo discacciato, miseramente mor. CEREMONIALE, Cerimoniale e
ipocrisia,
,

da alcuni dottissimi prelati, fra' quali Luigi Torres poi Cardinale. Tale ceremoniale venne ristampato anche per ordine di Innocenzo X, e di Clemente XI, col titolo: Caeremoniale Episcoporum Clementis Papae VIIIj Innocentu X, et Clcincnli

XI

dicatuin.
il

Tuttavolta
XIII,

Pontefice Benedetto

CiRiMONiALE.

Libro, dove
,

contele

come

quello che per cinquan-

nuto r ordine

sono registrate

cerimonie, e i riti: Liber caeremoniaritm, rilualis, caeremoniarum co-

dex

ritualis

liber.

Trae

origine
latino

questo

vocabolo caeremonia, che


riore intorno
religione. Si

dal

nome

significa culto este-

alle

cose

attinenti
il

estende ancora

a suo

avea esercitato l' uffizio di ed avea una profonda cognizione delle cerimonie sagre volle che il cerimoniale de' vescovi fosse ridotto nella forma degli antichi originali, e perfettamente corretto , siccome appuntino fu eseta anni

vescovo,

guito.
cei

Laonde

colla costituzione

Lip.

significato

che

si

a quegli atti di regola fanno dai principi o magie alle


le

alias, Bull.

Roin. tom.
vescovi

XII,

192, prescrisse, che


si

di quello

solo

strati

nelle azioni pubbliche,

servissero

per

l'

avve-

dimostrazioni reciproche, che

per-

nire.

sone private si pi'aticano tra di loro per onoranza. Nel dizionario francese delle origini,
sotto
il

titolo

di

Cerimoniale

si

accennano quelle dele

corazioni esteriori, atte a distinguei'c

Nell'anno i74'> affinch fosse osdell' Apostolo il precetto il quale intima a tutti di darsi a viBenedetto cenda r onore dovuto XIV, mediante la costituzione Qtiod
servato
,

ed a far riconoscere
stituite in dignit,
bilite

persone co-

apostolus, che
gio,

che si dicono stadalla pi remota antichit. Gli

Bull.

eman ai i5 Maga. tom. XVI,


in

magp.

28,
c:.\-

prescrisse

minutamente

undici

, , ,

CER
piteli,
il

CER
di
civilt
_,

89
le

cerimoniale
si

in

gratitudine
,

all'

ospitalit de' cere"

convenienza, che
cogli

doveva praticare
\escovi
,

tani

chiamate
s.

cerimonie tutte

arcivescovi,
,

presidi,
stato

azioni sagre, che dipoi celebrarono.

governatori

vice-legati

dello

Parlando
cap.

Isidoro dell' etimololib.

pontificio, e fra

loro medesimi. Sul


lettere

gia della parola Cerimonia,

^\

cerimoniale
corte di
ferito

poi delle

della

9 de
dice

ofjciis
:

Roma, va sopra tutti pieFrancesco Parisi, il quale con un' opera in quattro volumi pubblicata in Roma nel 1785, ed intitolata
:

Open,
'

nnm. 28 tom. I " Caeremonia apud laomnia, quae

tinos dicuntur sacra

apud graecos Orgia vocantur. Proprie aulem visum est doctoribus


quasi caerimonias,

Istruzioni per la giovent imci

>

d ogni nozione, e regola in argomnto, essendo il pi compito ed encomiato


cerimoniale epistolare. Sui Ceremoniali della

piegata nella segretaria^

a carendo appellari caeremonias eo quod iis

quae in
5
>

sacris

divinis otferuntur,

Chiesa

romana

riformati,

'

o composti dai maestri delle cerimonie Pontificie, si pu consultare


l'articolo

>

>

homines, quod etiam nomen in usu est litterarum sanctarum. Alii caeremonias proprie in observationibus Judaeorum credunt, abstinentiam
in suo usu carerent

Maestri

delle

Cerimonie

Pontificie.

quarumdam escarum secundum veterem legem, eo quod


scilicet

CEREMONIE. La Ceremoniaun
complesso di diverse azioni, formalit, e maniere di agire, che servo-

observantes

careant

his

rebus

quibus

se abstinuerint ".

Pompeo
Lettere
etiri-

Sarnelli nel

tomo

II

delle
li.

no a rendere una cosa pi magnifica

ecclesiastiche, lettera

Delle

e
,

pi
essa

solenne,

secondo

la

mologie della parola


porta
le

cerimonia,

Crusca
re
la

vm
cose

culto

esterioal-

definizioni della Chiosa, di

intorno

alle

attinenti

religione.

Altri definisce questa

Valerio Massimo, del dottore s. Tommaso, di Macrobio, e dell'altro dottore


s.

parola per un' esterna

un segno

esteriore,

od

Agostino, e stima che la pa-

dimostrazione

de' senti-

menti del cuore, secondo l'etimologia che deriva di car^ her il cuore, e

derivi da Cere caToscana [Fedi), da un tempo anteriore alla mentovata epo-

rola cerimonia

pitale della

da monco j avvertire,

far

co-

ca, giacche ne'

primordii
col

di

Roma
romani

noscere.

Le

altre etimologie di que,

dieci

figliuoli

de' principali

sta parola

sono

o quasi Caereris
ai co-

furono

mandati

per

appren-

viunia, oblazioni di Cerere, accom-

dervi la religione in

uno

alla disci-

pagnate da grandi cerimonie


voni, alle biade, e
zie della

ad

altre

primi-

plina delle cose sagre, che appellarono da cJiaere, caeremona, e ce-

terra,

quella dea; o di

Cere o Ceri citt quale i romani ritiratisi


e sacerdoti allorch
i

si offerivano a Cere e munia^ da vicino a Roma, nella

che

remonie. Anche

il

Macri,
di

nel defi-

nire la cerimonia per un' azione sagra, e culto esteriore


la dice cos

religione

colle vestali,
galli

invase-

ro

Roma
i

liberamente
misteri
,

esercitarono

lutti

religiosi

sagrifizi

secondo
JN

la
il

primaria

istituzione di
i

chiamata da Cere, per le descritte ragioni. K. il Burio Onomasticon etym. in caeremon. La Chiesa ha ritenuta questa voce per indicare tuttoci, che appartiene
all'

urna

perch vollero

romani

esercizio esterno

della re-

, ,

go
ligione, eh'

CER
un
indizio

CER
dell'inter-

no culto, che si deve prestare a Dio. Per tanto le cerimonie ecclesiastiche sono riti esterioi-i e religiosi che accompagnano il divino servizio, istituiti da Ges Cristo, o dagli apostoli,

nomen posse homines convenire, nisi aliquo signorum visibilium nexu copulentur". Con ragione

pertanto
il

dotto

vescovo
i

Saussai
detrat-

impugn
tori

la

penna contro
istituite

delle

cerimonie sagre,
apostoli, e

rammen-

o dalla Chiesa

pei* la
la

neces-

tandone molte
re, e dagli

dal Salvato-

sit,

o pel comodo, o per

decen-

za e la piet. Le cerimonie sagre sono d' istituzione divina, dappoich leggiamo nel Levitico, che Dio prescrisse

confermandole coU'autorit di s. Agostino, di s. Cipriano, e del terzo concilio Cartaginese.


Il

Mos

le

cerimonie da
istitu

os-

medesimo Macri aggiunge, che


differisce dal rito
,

servarsi da' sacerdoti nell' offerire gli


olocausti.

la ceriiuonia

co-

Ges Cristo

la ce-

rimonia della sensibile insufflazione, ad infondere lo Spirito Santo, come sta scritto in s. Giovanni ; '> Insuf flavit, et dixit eis: Accipite Spi rilum Sanctum ". La qual cerimonia pervenuta a noi, e si usa neir amministrare il sagramento del battesimo ai fanciulli. 11 rimanente de' sagri riti [l^edi) , e cerimonie fu lasciato alla cura dei pastori della Chiesa , come si esprime il citato s. Agostino, Epist. 54 et ii8.

r acqua dalla lavanda , giacch la cerimonia, secondo il sentimento del concilio di Trento , l' azione stessa, ed il rito il modo prescritto, col quale si fa l' azione sagra. Il perch dividonsi le cerimonie dai liturgici, in cerimonie essenziali, ed. in cerimonie accessorie. Le prime sono quelle, che appartengono all' essenza del sagriflzio o dei sagramenti, e che per tal ragione non possono variare, come le parole
della consagrazione dell'Eucaristia, e della forma del battesimo ec; le seconde 'o cerimonie accessorie sono quelle che si riferiscono alla decenza, od al

me

Ed

in

fatti

la
si

maggior parte
pratica
uffizi,

di

quanto oggid
cizio de' divini

neh' eserori-

ha avuto
s.
i
.

gine dagli apostoli, secondo

Giro-

comodo

del servizio divino. Esse so-

lamo,

De

eccl.

doginat. cap. 3

Le

no soggette a cambiamento, e sono


spesso differenti nelle diverse
chiese

sagre cerimonie, dice Dionigio Areo-

pagita nella Celeste Gerarchia, sono


state istituite dagli apostoli,

seconda dei

cerimoniali

{^J^edi)
si

dai

e delle consuetudini,

come

tratta
Il

loro successori, acciocch "

pr mo-

nei relativi articoli del Dizionario.

do ac ratione captus nostri figu>}

Quarti, ne' commentari alle rubriche


del messale, dice che

ris

visibilibus quasi

admniculis

mysteriorum au gustoium intelligeutiam subvehe remur". Ed perci, che senza


ragione furono reputate
tici

quibusdani ad

munemente
definire
cosi

il

vocabolo

per rito accidentale,


:

prende coCerimonia e che si pu


si

Est

actio

religiosa
sacrificii

dagli

ere-

ad

cultuiii

et

decentiani

come

invenzioni moderne, e

non
pe-

prescritte dal vangelo.

Costoro
s.

ab Ecclesia iiistitula. La qual tlefinizione si d eziandio dal Suarez il


;

r furono impugnati da

Agosti-

no

nel libro
il

XIX,
si

cap.

ir, contro

Fausto,

quale dice: In nullum


ve verue,
si ve

perch chiaramente apparisce che si pu confondere la cerimonia sagra col rito accidentale, ma che non convieue
poi
coli'csseuziale.
11

rcligiunis

fulsac

Mcrati

, ,

CER
distingue le cerimonie dai
riti
,

CER
dicol

91
pratiche
parti-

mezzo
d'

di certe
le

cendo, che
le

riti

sagri consistono nel-

colari,

senza

quali

non
;

si
i

credesanti

preci,

epistole,

evangeli
delle

ec.

le

rebbe

invocar

utilmente

quali,

seconda
si

disposizioni
recitare nel-

anch'essa superstiziosa

ed
si

essere
il

della Chiesa,
la

debbono

un cadere

nella superstizione
il

non
ai

messa, mentre le cerimonie connelle sole azioni, colle

seguire nel culto


santi, altre leggi,

quale

rende
in

sistono

quali

che

la

fantasia di

si dicono tali preci, giusta il comando della stessa Chiesa, a maggior ornamento ed a decoro del sagri-

una divozione stravagante


di onorarli

vece
di

con veri

sentimenti

religione

di piet verso

Dio.

C.

flzio
si
i

che celebrasi.

Ed
il
:

perci che
libri,

de Malines, anno iSyo,


perstizione.

Della su-

chiamano cerimoniali que'


quali prescrivono

modo
e

di

dire

Sui vantaggi poi, che riportiamo


dalle sagre cerimonie,

le

orazioni e

le

preci
quelli,
le

viceversa

a considedire,

rituali

diciamo

che contengoaltre

rarsi eh' esse prestano, per cos

no che

le
si

preci ossia

orazioni,

corpo
oltre

al discorso

per

renderlo

pi

prescrivono
il

da
/^S,

recitare.

Avsa-

vivo, animato,
il

ed espressivo;
i

che
i

verte poi

Diclich, Dizionario

celebrare

divini uftlzi, e

gro-lilurgico, pag.

che se qualcuno detraesse, o aggiungesse qualche cosa alle cerimonie, anco devolonis causa, presumendo essere ci
allora peccherebbe
di
s.
,

meglio,
nella

perch
si

bolla

Pio V,
etc.
(

dice

Ne praesumant
lili.

Antoin.

Moci-

maggior pompa maest e riverenza, serve ad ispirare ad essi maggior rispetto e venerazione per parte del popolo, il quale non apprezza le cose quando non sieno rivestite di qualche apparato; che fanno comprendere l' efsanti misteri

con

In instructione
3, cap.
II.

sacerdoliim tra).

fetto degli stessi

misteri, e provoca-

ci.

ultini.

F;

il

tato

Sarnelli

ove tratta
ziose, e

delle

tom. X, lettera XCI, cerimonie superstidistinguano.


della

no le mente
ed
le
il

disposizioni necessarie per utilriceverli, elevano lo spirito cuore alla contemplazione del-

come
si

si

Sulle
ceri-

cose spirituali, confortano, e nula

altre

etimologie

parola

trono
la

piet

de' fedeli,

ravvivano
e
princiinfele

monie,
logicoii

pu consultare V Etimo-

loro carit
li

e la fede,

lingnae lalinae, di Gei-ardo

palmente
deli,

distinguono

dagli

Gio. Vossio.

e dagli eretici.

Finalmente
nostra

Riguardo alle cerimonie, che non si debbono introdurre di privata autorit, aggiungiamo, che siccome il concilio di Trento avverte, che si
dee sopprimere ogni
zioso, prescrive

cerimonie della Chiesa cattolica pro-

vano

la

divinit

della

reli-

gione, sono

una professione
, ,

di fede,

una

lezione di morale,

culto superstisi

colo di societ
pie degli

che

ancora, che

deb-

altari

ed un vinuniscono a e producono imci

bono risguardare come pure superstiziosi


si

gli usi, e le cerimonie , che praticano di autorit privata senza essere appoggiate a qualche leg-

mensi vantaggi. Su questo argomento possono consultarsi

Chardon, Storia

cle^

Sagra-

ge di Dio,

e della

Chiesa:
riuscire
si

che

la

confidenza di

vedere
il

qual-

menti toni. II, pag. 68, e seg., il quale tratta delle cerimonie militari sagrej Amalario, De Ecclcsiaslicis,
seu dviais
officiisj

che avvenimento

quale

desidera.

Le Brun

Spie-

9*^

CEf
tefice lo
,

CER
si

gazione delle preghiere e delle cerenionie della messa j Gavaiito, con le addizioni del Merati, Compendio delle Ceremonie ecclesiastiche^ Venezia 1761; Delle Sacre Ceremonie,
Trattati proposti
dal Cardinal
,

pu

consultare

l'

artico-

Maestri delle

cerimonie

ponti-

ficie.

Fu questa
ticata
sta

carica ecclesiastica pra-

Moclero

rozzo
della

vescovo di Novara

al

impoad un accolito che si chiamava Deputatusj ma poi pass all'ornella Chiesa greca, ed
,

Banier,
ligiose j

sua diocesi, Novara 1827; Storia delle Ceremonie re-

dine diaconale, e fu
spicuo
tal
si

uffizio assai co-

rispettabile,

appellandosi

CoUet,

Trattato

da' santi
di Gaval-

diacono Rememoratorius ,
legge in

come
chiesa

misteri;

Clemente Baroni

una

lettera della

cab, Lettera intorno alle ceremonie e complimenti degli antichi romani,

di

Lione

al

Pontefice

Gregorio X.
Suggestor,
di assistere

Era eziandio chiamato


perch aveva per
il

Roveredo lySo; ed Angelo Rocca,


nella

uffizio

prefazione

del

trattato,

De

patriarca di Costantinopoli

men,

Sacra Summi

Pontiflcis

communio-

tre celebrava, e suggerirgli

le ceri-

ne sacrosanctarn miss ani celebrantis, Romae 16 io; et Thesaurus Pontificiaruni,

monie sagre
e
re
le
:

parole che

sacrarumque antiquitalum, non rituunij praxiunij et cceremoniarum, Romae 174^'. CEREMONIERE, o Maestro driCerimonie ( Magister caeremo1 E niarnni ). Ecclesiastico cui incombe
nec
regolare le cerimonie e funzioni sagre.

ond' era
f^.

che doveva eseguire doveva pronunziaanche detto ammoni-

tore,

Macri, Notizie de" vocaboli

ecclesiastici, alle voci

Deputatus

et

Suggestor. Nella Chiesa latina ancora molte cose, attualmente praticate dai maestri delle cerimonie, era-

no proprie
l'accolte

dell'arcidiacono,

come

si

Abbiamo da Paride de
II

Grasss,

legge nel Hierolexicon


dal cap. 2.

die Pio
ri

voleva, che

cerimonie perci

Macri, Extrav. In Ordel


si

fossero dotati delle corrispondenti


,

dinationibus concilioruni, e

chia-

prerogative e qualit
eh' egli ordin
>i
>'
:

ed

quisquis deslinadisci-

mava Admonitor , eo quod omne id quod agendum erdt adnionere deberet.


I,

bilur buie

caeremoniarum
oportet
,

V. Piscara, cap. IH, sezione


I,

plinae

sit

in

corpore
cir-

capo

Del

trattato

delle
le

sagre

robustissimus

in

arte scientissi-

cerimonie, ove descrive


in cui

funzioni

mus, in mentis promptitudine


laboret, de
et

cumspectissimus, ut pr omnibus
>

hanno luogo i cerimonieri; e Bonanni, Gerarchia ecclesiastica, capo

omnibus ratiocinetur, omnibus per omnia satisfaciat:

CXXV,
In
Italia

De' Maestri
fu

delle ceri-

monie.
detto anticamente maestro delle cerimonie, e nelle corti sovrane si conol>be la carica di gran maestro delle cerimonie. Nella Francia ancora vi era non solo il gran mae-

j> ita regulariter sese in suis expe ditionibus gerens, ut quaecumque " fecerit, flerique docuerit, exem-

cerimoniere

il

plaria sinl

quoniam
usu
,

sicut nihil

sine doctore, et exernplo discitur,


ita

>

nihil sine
".
,

et experientia

docclur

Il

Diclicli
li

ne riporta
riguarda
,

gli

obblighi

e quanto

stro

nel suo Dizionario

sacro-liturgico,
del

mentre per quello

Sommo

Pon-

cerimonie , ma il maer aggiunto delle cerimonie medesime. La carica di gran maestro venne istituita dal re Enrico
stro delle
,

3,

CER
III
lo

CER
le

9"?

nel

i585, mentre
l'

altre

due
cere-

sede

vescovile vi fu

fondata
la

verso

furono di poi, come quelle, che


etichetta
,

l'anno
s.

960,
,

sotto

metropoli di
1

regolavano

ed

il

Severina

moniale della corte.

unita a Cariati,

CERENICO
donata
la

(s.).

Apparteneva

a
in

tedrale.

34'?- venne rimanendo concalSenonch, il Pontedce Pio

quindi nel

nobile lainiglia di Spoleto.


patria, recossi a
di

Abban-

Roma

liorij

VII, nel 1818, con bolla, De ulila soppresse, ed incorpor a


che sulTraganea di
cattedrale, dedicata

compagnia
lenti

Sereno,suo

fratello, ove,

Cariali stessa,
s.

a cagione dei loro

non

ordinarii ta-

Severina.
s.

La

e virt distinte, furono ambi-

due ordinati diaconi Cardinali. La sommo grado era in essi, mal comportava gli encomii ben dovuti al merito loro, e penumilt, che in

Teodoro martire, aveva il capitolo composto di quattro dignit


a
cio
il

decano, l'arcidiacono,
il

il

can-

tore, e

tesoriere,
chierici.

con

sei

canonici,

ed alcuni

Oltre

la

cattedrale

sarono di andarsene in Francia,


bilendo
il

sta-

non

eravi

altra

parrocchia,
chiese

ma

soggiorno nel villaggio di

canonici per turno facevano da par-

Saulge, nella diocesi di

Mans. Ceil

rochi nelle quattro

semplici.
di
;

renico, che desiderava di vivere in-

Eranvi due conventi, uno

domeed
al-

teramente

solitario

abbandon

nicani, l'altro di francescani

fratello, e si ritir nel

territorio di

Ilyesmes. Egli dovette in

appresso

mutare la sua cellella in un monistero, non sofferendo la sua carit


di licenziare quei

molti, che usava-

no

di

menar
s.

la vita sotto la

sua di,

rezione, e fond

una chiesa
di

dedi-

cala a

Martino, compiuta poi da


Seez.

Mi leardo, vescovo
egli

Sentiva

cos

bassamente

di s stesso, e

cune famiglie greche erano amministrate da un sacerdote del loro rito. V. Cariati. CEREO , o CERO ( Cereus ). Candela di cera, che si mette nA candellieri, e che si accende durante r esercizio delle cerimonie ecclesiastiche , in chiesa ed altrove per uso antichissimo. F^. Candela, e Lumi.
,

tanto altamente del ministero sacerdotale, che

non

fu

modo
e
lo

alcuno,
studio

che
visse

il

persuadesse
la

ad assumerlo;

tra

orazione

CEREO Pasquaie. Gran cerco, che si benedice solennemente, e si accende il sabbato santo, e si prosegue ad accendere durante gli ulli/i
del
se e

dei

libri

santi, e

mori l'anno 669,

tempo pasquale,
in cui
,

cio

alle
all'

mes-

o in quel torno. La diocesi di Seez ne onora la memoria il giorno set-

vesperi solenni, fino


si

Ascenil

sione,

estingue
il

dopo

timo
riinlia

di

maggio.
o

vangelo

secondo

decreto

della

GERENZA,
).

GERENZIA
nel

{Geregno

congregazione
cri,

de' Riti de' i5


il

Citt

vescovile

gio dell'anno 1607. Avverte

magMa-

delle

due

Sicilie,

nella provincia di

che non
acceso

si

trova espresso dagli


il

Calabria Ulteriore seconda.


destra
del Lese
in

situata
la

antichi scrittori
stare
te

sopra una montagna, presso

riva

un paese mal

lo era

tempo, che doveva Anticamensoltanto durante l'ottail

cereo

sano. Vuoisi edificata da Filottete, ed anticamente si chiam Palmento:


so(Fr"i

ti

va di pasqua. Negli annali dei framinori si legge, che nel 126


si

e da quel

molto dalla peste nel iSaS, tempo rest spopolata. La

fu decretato

conservasse sino al-

l'Ascensione, accendendolo nelle mcs-

94
se

CER
solenni,

"

CER
chiese
si

ed

in

altre

cap. 8o, che tale tavoletta

si

ritenne

tenne acceso fino

alla

siorno di Pentecoste. cendere il cereo in tutta

compieta del L' uso di ac1

ottava di

per simbolo del titolo posto sopra la croce, e che in essa si scriveva pure l'anno del mondo, quello dell'incarnazione, l'cpatta, e l'indizione.

Pasqua venne dal considerarsi essa come una continuazione della festa, e in tutte le domeniche perch sono riguardate come una ripetizione
della risurrezione
l'

Pertanto dalla
il

benedizione del
di

costume tare r anno nuovo.


cereo deriv

compu-

di Cristo sino al-

Non
di tutti

si

pu
gli

stabilire,

per consenso
l'origine
del

Ascensione.

scrittori,

L'origine del Cereo

pasquale

ri-

cereo
si

pasquale.
detto

monta
bilito

al

concilio

niceno,

celebrato
sta-

quanto per air articolo Agnus Dei


Oltre

l'anno St.S, nel quale essendosi


il

tempo
,

della

celebrazione
il

della

pasqua
il

fu

incaricato
di

pa-

CERA BENEDETTI, cllC nci primi tempi della Chiesa si formavano col medesimo cereo, aggiungeremo qui
DI

triarca Alessandrino

pubblicarne
il

alcune

ogni anno
e di

canone, od

catalogo,

mandarlo al Pontefice, contenendo anche le feste mobili, che si regolavano appunto colla pasqua, e

altre analoghe nozioni. Vedendo romani Pontefici, che era ben difficile l'abolire gli inveterali costumi del paganesimo ne' popoli quali avevano abbracciato il cristiai
,

si scrivevano, a guisa di calendario, sopra un grosso cereo, il quale veniva solennemente benedetto in chiesa. Si deve qui premettere, che nel-

nesimo,
gli

proposero di santificarne esempio di Mos, che neir antica legge aveva tramutate in un ragionevole culto agli ebrei
si

usi,

ad

r antichit quando bramavasi che una cosa durasse sempre, s' incideva in marmo, o sul rame; quando si
desiderava che durasse
solo per

quelle

cerimonie,
egizi.

eh' essi

avevano
presso
i

apprese dagli
dell'

In cambio perci
,

acqua

lustrale
in

che

un

gentili era

uso,

fu istituita nella

lungo tempo, scrivevasi sulla carta di Egitto o sulla scorza degli alberi, ma quando volevasi , che durasse solamente qualche tempo, si contentavano di scriverla sulla cera, ed appunto sopra una colonna di cera, che in origine non ardeva, si scrisse In progresso di il canone pasquale.

religione cristiana l'acqua benedetta;


gli

Agnus Dei

si

fecero invece delle


,

piccole

figure di cera

che

Ercole

insegn agli italiani di consagrare in

luogo degli uomini,

quali crudel-

mente

sagrificavansi a Saturno; ov-

vero invece di quei presenti di cera, che gli antichi romani regalavano
a' loro

tempo

si

scrisse

il

catalogo, la tatavoletta, che

clienti
il

nelle feste

saturnali,

vola pasquale sulla carta, sulla per-

secondo
blicio.

decreto del tribuno

Pu-

gamena, o sopra ima


si

appese quindi

al

cereo pasquale,

e che vi durava per

un anno
di

intero;

consuetudine, che fu proseguita dalle


chiese
di

Queste figure di cera, massime di forme tonde, si portavano appese al collo qual simbolo di libert; il perch n'era vietalo l'uso
ai
.

Roucn

e
,

Tours, non

servi.

tali

figure

si

attribuiva

che dai

cistcrciensi

e cluniacensi ec.

ima

superstiziosa straordinaria virti,

^.
i'cl

il

p.

Papebrochio Conatus chron.j


sa.

propylacum ad acta pag. c). Dice il Durando,

Maxi

ed ci'ano delle specie di que' decantati preservativi, chiamali dai latini


inulcla^ e Fascini, dai greci Phi-

libro 6,

CER
lactera, e

CER
Talismam'.
il

95

dagli

arabi

Ed

perci, che introdotto

cereo

pasquale,

e la sua benedizione, nel


si

matlina del sabbato santo, nel modo, che dicemmo all' articolo Cappelle Pon antichissima.
Si
fa nella

sabbato santo

benediceva

il

nuo-

tificie,
le

X,

al

vo, e di quello dell'anno anteriore

funzioni
si

di

numero, che descrive Prima giorno. tal


la notte dello stesso
si

ne formavano diverse particelle forma di bolle coli' impressione del divino agnello. Nella domenica in Albis, dopo la comunione venivano esse distribuite al popolo, che divotamente le conservava contro i maligni spiriti, e le procelle. Quindi vennero attaccale al collo de' catecumeni nel di del loro battesimo qual segno di libert, che Dio loro avea concessa colla remissione delle
se

per

benediva

sabbato,

come
quali,
6,

raccoglie dalle paExiiliet jatn


il

role della benedizione

ec,
Rat.

le

secondo
cap.

Durando,

80, num. 2, si attribuiscono a s. Ambrogio. Tuttavia osserva il Macri che quella del messale ambrogiano diversa dalla nostra. Altri affermano averla comlib.

posta

s.

Agostino.

Certo ch'egli,

De

civit.

Dei,

lib.

XV,

cap.

22,

colpe.

scrisse

in

lode del

cereo pasquale,

Gli /4gniis
deli

in

Dei si diedero memoria del trionfo, e


il

a' fe-

della

.sultare

risurrezione di Gesi Cristo,

di

cui

qual cosa si pu conBaronio all'anno 4'^ 7^N deve tacersi, che vuoisi attribuire
intorno
alla
il

figura

cereo pasquale,

mentre
guisa
di

eziandio

dall' antica

sua

forma a

colonna si volle denotare, se spento, la colonna di nuvole , e se acceso


quella di fuoco,
israeliti

a s. Leone I , del 44^^ o a Pietro diacono monaco cassmese. Alcuni finalmente pretesero, che uti secolo prima del pontificato di san

che

precedette

gli

Zosimo,
benedire
del

fosse
il

introdotto

il

rito di

nel

deserto.

Ed
il

perci,

cereo nel sabbato santo,


suir inno
di
il

che in molte chiese


collocato su di

cereo

viene

appoggiali

Prudenzio
titolo:

mo, anche
cei-a,

in

una colonna di marmemoria di quelle di


fece fabbricare

IV

secolo,

che ha

Ad
'

incensimi Cerei Pasclialis.

Ma

aven-

cui Costantino

perch ardessero nella notte di pasqua, per lume a' fedeli, i quali celebravano i divini uffizi, sebbene altri sostengono che a ci servisse soltanto lo stesso cereo pasquale il quale continuava ad ardere sino alla
,

do il p. Sirmondo, nelle annotazioni ad Ennodio Ticinense ( Opere tom. I, pag. 1043), riscontrati gli antichi codici
,

e veduto che quella


dell' inno,

non
s

r iscrizione

ma

la

seguente:
del

incensmn lucerna;, ha fatto conoscere, che si parlava non


cereo

Ad

fine

squa.

uflzi del giorno di paV. Lattanzio lib. I, Ae Divini uffizi3 cap. ?, i; Macrobio, e Saturnali, lib. I, cap. 17; il Pierio, dei Jeroglijlci lib. IV s. Gregorio Na-

degli

pasquale,

ma

del fuoco

che ogni sabbato si ritoglieva dalla per accendere la lampada pictrjj


nelle chiese
,

come
Feslis

riflettono
lib. II,

il

To-

massino,

De

cap. i4,

zianzeno, nella sua


s.

XL

Oniilia sopra
nelle diver-

num. 18;

Menardo
di
s.

nelle

Gio. Battista;

Mureto

Sagramentario

note al Gregorio pag.

se
al

Lezionij ed

il

Martirologio

Romano^

Baronio nelle note al secondo


del cereo pasquale

giorno di febbraio.

La benedizione

90; e Marlene, De antiquit. eccles. pag. 4o5. Al .secolo V, e nel pontificato di s. Zosimo, eletto l'anno 4'7j ^^

96
concesso
alle

CER
parrocchie di usare
alle
il

CER
del Redentore, e
si

accende per

in-

cereo
siliche,

pasquale, ci

che primn era


magi^iori ba-

dicare la risurrezione del divino suo

permesso soltanto
in

corpo.

Ma

dediicendo da ci Sigiberto

dizione del cereo,

quanto spetta ed al

alla bene-

significato

Chroncon,
tutti,

che

s.

Zosimo

fosse

delle sagre cerimonie relative,

ven-

l'autore del cereo, contraddetto pe-

ne

descritto nel citato articolo delle

r da
billon.

e principalmente da
li turg.

Ma-

Cappelle Pontificie. Solo qui aggiun-

Gallicana lib. IT, pag. i4' ; da Martene, De Jnliq. Eccl. Discipl. cap. ^4; da Girolamo
Gigli in Epist.
ir,
s.

De

giamo, che Pierino del Vaga Buonaccorsi


cerei
,

incominci
si

dipingere

ch'essi

adornano con

carte,

Cathar. Sen. par.


e
,

e talchi di colori diversi, e che nelle


descrizioni
di

ep.

87, pag. 5^4;

da Lampar.
I,

due

benedizioni

del

bertini,

De
riti

Fest.

Christi
frisi.

cereo pasquale del secolo XII, tolte


dagli archivi di Montecassino, e della

394, pag. 168, e


Altri
sulla

benedizione

Sg, pag. 197. del

cattedrale

cereo

voglionsi attribuire posterior-

mente

anco

ai

Pontefici
I

Onorio
del

1,

del 67.5, e a

Teodoro

64^;

accendevasi col
gioved
santo,

leggendo nel Macri, che anticamente lume conservato nel


santo,
oltre
il

che

nel

sabbato
si

cereo

pasquale,

portavano in processione due altri cerei minori, i quali prendevano il lume dal cereo maggiore, per denotare

Gaeta, riportate dal capo VI della suri Appendice alla Settimana Santa, si legge che il cereo adornavasi di fiori e veniva acceso da una colomba. P^. Sarnelli, tom. X, pag. 170, Della benedizione del cereo pasquale ^ ove spiega quella parte della medesima, che dicono felice la colprt di Adamoj e Job. Andr. Schmid, Programma de Cereo Paschali
di

Cancellieri

nel

come

gli

apostoli

illuminati
la
il

da
luce

Cristo sparsero

da per tutto

del santo vangelo. Pertanto

cereo

un emblema di Cristo, che fu la luce del mondo, e che ci 'risuscit da morte. Lo benedice un diacono per indicare, che non fupasquale

Heimstadii, 1698. Il p. Andrea Schot gesuita, nel 16 io, pubblic a Tournai le opere di s. Ennodio vescovo di Pavia morto nel 52 1, e.
nel 161
1

l'altro

gesuita p.

Sirmondi

ripubblicolle con eruditissime giunt;;


e note,
nelle quali vi

sono due nuos'

rono gli apostoli, i quali imbalsamarono il corpo di Cristo, n i primi che annunziarono la risurrezione, ma i discepoli, e le sante donne. Lo
stesso

ve formule
le

per

la

benedizione del

cereo pasquale, con cui


benedizioni
i

implorano
pei
fedeli

del Cielo

contro
nacciati

venti, le tempeste, e coni

diacono

infigge
i

nel

cereo

tro tutti

mali, dei quali


loro

sono minemici.

prima

di accenderlo,

cinque grani
pigne, quat-

dai

invisibili

d' incenso in

forma
e

di

Da Ennodio
cora,

pertanto sappiamo angoccie


e particelle di

tro inargentale,

quella di mezzo
significare
l'azio-

che

le

dorata, lo che

pu

altri

Giuseppe d'Arimatea, e degli che imbalsamarono Cristo con profumi priil corpo di ma di collocarlo nella tomba, considerandosi pei cinque fori ove si
ne
di

discepoli

cadevano dal cereo, si distribuivano perci nella domenica in Albis al popolo, e che i fedeli le bruciavano per allontanale dalle
cera, le quali

loro case e persone


de' maligni spiriti.

cattivi

influssi

vuoisi

riguar-

appongono

grani

le

cinque piaghe

dare questa antica pratica come su-

CER
perstiziosa
,

CER
non
dalla
se
l'

97

perciocch

ne

aspcllava gi infallibilmente
to,

efiet-

ma

lo

si

sperava

grazia

di Dio, la quale veniva dimandata unicamente dalle preghiere della

ed una delle dodici primarie citt etrusche, che i pelasgi ed aborigeni abitarono, e che da essi, o dai siculi venne edificata r
Italia centrale,

quattordici
nascita di

secoli

circa

innanzi
Il

la

Chiesa, rivolte per mezzo delle benedizioni a questo fine.

Ges

Cristo.

Cerreta-

CERETAPA,
iia,

CHAERETAPA.
nel

gij serviva

Sede vescovile della Frigia Pacazianeir esarcato d' Asia, eretta

ossia Santa Severa, Pyra questa citt di porlo e arsenale, e ne rendeva attivissimo commercio. Soggiogala dai tiril

no emporio,

quinto secolo, sotto la metropoli di Laodicea.

CERETO
vile di

(Ceretum). Citt vescoMoldavia, nella quale risiesecolo

il noche significa buon giornOj togliendola al re Mezenzio, Quedi Tiu-no re dei sti prese le parti

reni o etruschi /{gylla, prese

me

di Caere,

deva,

nel

XIV, un vescovo
Chiesa

rutuli contro
te del

greco, riunito alla

Romana
all'

Trojano,
vinti

Enea, e dopo la moril fiume Tevere sei

dai missionari speditivi

da
di

V. Abbiamo

dal

Rinaldi,
il

Urbano anno
Molda-

gn

il

confine fra

latini,

ceriti.

Senonch,
Prisco,
il

essi

da

Tarquinio
Tullio

iSyo
ia

n."

7,

che

duca

successore
li

Servio

via Latzko, conoscivita la verit del-

poi interamente

sottomise

a Ro-

Chiesa

cattolica per

mezzo dei

ma. Acquist

Ceri

nuova

celebrit

frati

minori, abiur lo scisma, supil

plicando
rare citt
nella
ta

detto Pontefice a dichia-

Cereto

nel

suo ducato,
allora occupa-

per l'esilio de' Tarquinii, e pel ricovero dato alle vergini Vestali, che nel quarto secolo di Roma all' arrivo de' galli
vi

diocesi

llaliese,

nascosero

il

fuoco
dagli

da un vescovo scismatico, e quindi


pel

sagro, seguite dai Flamini,


altri principali sacerdoti

a dargliene uno cattolico

man-

romani. Laon-

tenimento della fede. Laonde Urbano V ne commise l'esecuzione aldi Praga, ed ai vel' arcivescovo scovi di Wralislavia , e di Cracoingiungendogli ordinar vescovo via da Cracovia di Moldavia Andrea de' frati minori, dotto e virtuoso
,

de

ebbero poscia i ceriti diverse popolo romano, divenendo la citt anche municipio. JVei tempi di Trajano si maiteneva ans'

distinzioni dal

cora fiorente.
Dalla vita del Pontefice
II
si
s.

Felice

rileva,

che
via

l'

imperatore Costanlo rileg a


diciassette

personaggio,

il

quale ebbe, sino

al

zo, seguace degli ariani,

i497, dodici vescovi per successori. Quindi, verso l'anno i5oo, la sede di Cei'eto fu trasferita a Bacovia o Bacow, ove Clemente Vili
nel principio
d^el

Ceri

nella

Aui'clia,

miglia lungi da
glorioso

Roma, ed ivi pafi martirio a ii novembre

secolo

XVII,

eres-

dell'anno 365. Trasportatosi a Roma nelil suo corpo, prima fu sepolto


le

se la sede vescovile che


siste,

tuttora

e-

suffraganea

del

metropolitano

maso
che

terme di Trajano, poi da s. DaI venne trasferito nella basilica,


s.

di Colocza.

P^. Bacow. CERI, CAERE, o CERVETERI.

dificata nella via

Sede vescovile nel vicariato romano. Ceri, o Agylla^ fu una delle citt
pi antiche, opulente
\0L.
XI,

e famose del-

medesimo avea eAureha, donde poscia fu collocato nella chiesa de' ss. Cosma e Damiano. Da quanto opina i3o, semil Novaes, tomo I, pag.
Felice
l

98
bra che
s.

CER
Felice II
avesse in Ceri
lu

CER
ySo,
ducato

una possessione
quando,

di sua pertinenza, e
il

nell'anno

romano si sottopose volontariamente a Papa s. Gregorio II, Ceri era una delle sedici citt, che lo componevano. Ad onta delie
vicende,

allorquando Ottone TU, nel 996, si rec in Roma per tema che gli punisse il figlio, perocch, impadronitosi del Castel s. Angelo, domina-

nava
quel

sulla
figlio

citt;

ma

pur
al

troppo
meritato

soggiacque

castigo.

che

ac-

Dopo
do
del

tal'

epoca, nel primo perioe

impero di occidente. Cere conserv una sufficiente popolazione, dappoich non istava propriamente sulla menzionata via Aurelia, n sulla spiaggia del mare. Di fatti per diversi secoli conserv i suoi particolari vescovi, che portavano il nome di Epscopux Cerensisj Caerae Episcopus. Altri dicono conoscersene nove, e di otto ne d il catalogo Y Ughelli, Italia sagra^ t. X, p. 34; cio s. Adeodato, che sottoscrisse al concilio rola

compagnarono

caduta

dell'

secolo XI, Cere and semdal


libro
del

pre in decadenza,
censi della Chiesa
si

dei

romana
il

1192
por-

apprende, che

vescovato

tuense pagava due marabotlini pr

Castro Caere, giacch non


essa

avendo

pi

il

proprio vescovo, era sogXIII,

getta a quello di Porto. Sul princi-

pio del secolo


del popolo
si

una porzione
suo territorio
il

rec a stabilirsi sopra

un
di

colle tufaceo del

e questa

nuova terra prese

nome

mano

Simmaco;

del 499> ^^^ pontificato di s. Pietro, che intervenne a

Caere iwvuni, dandosi all'antica citt quello di Caere vetus, dal quale

trae origine
;

il

moderno nome

di

quello del

76

sotto

s.

Paolo

Romano, che era vescovo nell' anno 826 sotto Eugenio II; Adriano fiorito neir 853 Crescenzio dell' 869 Anniso del 993 Stefano del 998
; ; ; ;

cangiamento, che gi erasi operato nel i236, come si legge da una bolla di Gregorio IX a favore del vescovo suburbicario di PorCerveteri
to.

Poco dipoi ne divenne


famiglia

signora
il

e Benedetto del
la sua

1029. Nel nominail

la

Venturini, che

pos-

re per questi vescovi,

Piazza neldifferisce

sedette sino al

1470

circa,
l'

epoca in

Gerarchia, p. 87, alquanto sulle epoche.

cui Cerveteri torn sotto


ta

immedia-

Che
mordi

Ceri fosse importante ne'pridel

dipendenza della Santa Sede, confrnmndo Paolo II i privilegi del

IX secolo, e che continuasse ad esserlo almeno sino all'XI secolo, ne fanno testimonianza i diplomi di Ludovico Pio dell' 817; di Ottone il grande, del 9G2, e di Enrico II, del 10 14, dai quah apparisce, che direttamente spettava al dominio della Sede apostolica. Sul declinare del secolo la citt promiscuamente venne appellata Cc' rum e Cere, venendo occupata da Renedelto padre del famoso prefet-

comune.
In seguito Sisto
teri al

IV

diede Cerve-

suo parente Bartolonuneo delil

la

Rovere,

cjuale

nel

1487,

lo

vendette a Francesco
d'

Cibo,

nipote

Innocenzo Vili, dopo essere slato precedentemente saccjieggiato dai Co-

Avendo Francesco sposato Maddalena de Medici, sorella di Leone X, questi, siccome amante della
lonnesi.

caccia, nei mesi di settembre

di

ottobre soggiornava spesso


veteri;
veteri

in

CerCer-

to di

Giovanni

Roma Crescenzio, nipote di XYH. Egli per la resti*

poscia

il

Cibo

alien

con

altri

castelli

Virginio

CER
Orsini, la
te

CER
il

99
il

cui iamiglia

vendet-

ni conti

di
vi

Anguillara, che verso

al

marchese
"'

Ruspoli, nell' anno

1470,
ta

fabbricarono una

nuova
fu eret-

1674?

<liscendenti del quale tutto-

rocca. Poi, nel secolo


in

XVI,

ra appartiene.
febbi'aio

Clemente

XI,

ai

ducato, e pass alla

nobilissi-

1709, eresse Cerveteri in benemerenza di aver marchese Ruspoli armato nella il guerra per difendere i confini del Feirarese, a sue spese un reggimento di fanteria, non ostante la proibiprincipato, in

ma

famiglia Cesi, dai quali pel

ma-

ritaggio di

Giovanna Cesi, col conte Giulio Cesax'e Rorromeo, genitori del


Cardinal Federico, pervenne ai Borromei. Questa ultima
famiglia,

nel
i

1678,
quali

la
la

vendette agli Odescalchi,


possedettero sino al

zione testamentaria di

Rartolommeo
i

i833,
il

Ruspoli, autorizzando lui e

suoi diil

nel qual

anno ebbe ad aajuistarla

scendenti a poterne assumeie


tolo.

ti-

duca

d.

Alessandro Torlonia col terannesso.

famiglia gi dei Caetani

Del superbo palazzo di questa (Vedi) se

ritorio

siccome
scienze
fece

splendi-

do mecenate
arti,

delle

e
egli

delle

ne parla a quell' articolo, e per l'altro suo feudo si pu consultare 1' articolo ViGNANELLo. Da ultimo
,

in progresso vi

ese-

guire delle escavazioni coronate


Jjuon successo.
sij 11

da

perch a veder-

Cerveteri, eh' sotto la delegazione


di

Degli antichi
scoperti

monumenti
ducato
di

sepol-

Civitavecchia,

ha dato

ne' suoi

crali

nel

Ceri

scavi molti oggetti antichi e preziosi

negli scavi eseguiti

da

d.

Alessan-

del pi grande interesse,

massime

di vasi etruschi, di utensili di bron-

zo e di lavori di oro, che per una gran parte furono acquistati dal regnante Pontefice pel museo EtruscoGregoriano da lui formato nel Vaticano.
]\on riuscir poi discaro, che qui
parli della terra baronale di Ceri, che come Cerveteri posta sopra un colle di tufo, e forse ivi ne'tempi antichi fu uno dei paghi dipendenti da Cere. Anticamente fu citsi

dro Torlonia, Dichiarazione del cav. Pietro Ercole Visconti, Roma i836. Per conoscere quanto appartiene a Caere Agylla, Caere Velus, Cere Vetere, Cerveteri, Caere novuniy
e

Ceri

si

legga

il

Nibby,

Analisi
I,

dei dintorni di

Roma, tomo

pag.

145, e seg. Come ancora di Cerveloro teri, e di Ceri, o Cere, delle


notizie antiche storiche

ed

ecclesia-

stiche, e delle loro chiese, tratta

lo

Rartolommeo Piazza
Cardinalizia,

nella

CarGee

rarchia
seg.

pag.

80,

t cospicua, e

si

chiam Alsium
ceriti

In oltre abbiamo dal cav. Luila Descrizione di

ma

distrutta dai

confinanti,

gi

Canina

Cere an{Ceril-

colla restaurazione ch'essi

prese
ri,

il

ne fecero, nome dei nuovi dominatometropoli de' quali


si

tica,

Roma i838. CERILLO o GIRELLA.


Sicilie,

r antica

lus ). Citt vescovile del regno delle

dis.se

allora Cerveteri, e la

moderna

due

nel paese de'bruzii, nel


della

nuovo , come si accenn di sopra. Fino dal 1346, apparteneva alla fan)iglia de' Normanni, e si assoggett al famoso tribuno Cola di
Ceri
Rienzo, essendo allora forte e ricco
castello.

vicariato

romano

provincia di

Calabria citeriore,

oggid
riva

rovinata
edifizi.

non rimanendovi che pochi


Es.sa situata sulla

del

Medi-

terraneo, presso la piccola isola del

Indi, sul principio del secoin potere degli Orsi-

suo nome. Nei primordi


settimo vi fu eretta
la

del secolo

lo

XV, venne

sede vescovi-

loo
le

CER
della

CER
metropoli
di

siiffiaganea

opporsi principalmente a queste be-

Reggio, e negli atti del concilio luter nense celebrato dal Pontefice s.

stemmie. Cerinto
la

fini

vita sotto le rovine di


gli

miseramente un bagno
IJere.

Martino

nell'anno 654, fra

cen-

che

cadde sopra. Lo storico


i,
si

tocinque vescovi, che v' intervennero, noverasi il vescovo di Cerillo.

nino, Storia dell' eres. tom.

i,

afferma che

trovava in

quel ba-

CERINTIANI.
colo.

Eretici

discepoli

gno
vi

s.

Giovanni evangelista quando


:

di Cerinto, che visse nel

primo

se-

entr Cerinto, e ch'egli di subito

Era
1'

egli

di nazione giudeo, e,

se

ne part dicendo

partiamoci di

secondo
era

opinione di alcuni, greco.


della filosofia

Si applic alla filosofia,

un misto

che allora Caldea

qua per non rimanere sotto alle rovine. Infatti un orribile tremuoto
ne rovesci intieramente
la fabbrica.

e delle idee pitagoriche e platoniche,

CEROFERARI,
RI
sa
(

PORT ACEla stessa co-

e pretese di riformarne i principii. Insegn dunque, che un Dio esiste, autore dell'esistenza; ma questo essere aver creato delle potenze o genii,

Ceroferarii).
gli

Sono

che

accoliti

[Vedi).

Debbono
dell' ac-

essere insigniti

dell'

ordine
il

colitato, richiedendo ci
zio,

loro uffi-

uno

de' quali era stato

il

minie

mentre

il

loro abito

sempre
I,

stro della

creazione

del

mondo,

la

sottana, e la cotta.

V. Rauldry,
artic.

tutti gli altri ne aveano presa a governare una porzione. Pensava eziandio, che la legge de' giudei fosse produzione di uno di quegU spiriti,

par.
1.

VII, cap.
^.

IV,
IO.
Accoliti

num.

1.

Nelle

Cappelle

pontificie

gli

o Ceroferari
,

sono

prelati votanti di segnatura,

e che nel mstianesimo non si dovea del tutto abolirla. Aggiugnea, che Ges era un semplice uomo

ma
del

nelle funzioni ordinarie


i

fanno

da Ceroferari

cappellani

comuni
Capufalgli

Papa

Vedi).
si

All' articolo

nato secondo la carne da Maria e da Giuseppe, e riempiuto di tutte le doti nel suo battesimo; che anzi in queir istante il Cristo figliuolo di Dio era disceso sopra di lui, e diveniva la ragion della sua sapienza e de' miracoli. Di pi, che codesto Cristo nella
crocifissione si era separato da Ges, e ritornato al Padre. Insegnava ancora, che dopo la

pelle
fizi,

Pontificie

tratta degli
gli

che esercitano
in tutte
le

uni e

tri

sagre
il

funzioni.

Arci ACCOLITO,

ed
o

Macri,

V. Notizia
{Cer-

de' vocaboli ecclesiastici.

CERRETO,

CERRITO

nelum ). Citt vescovile nel regno delle due Sicilie, nella provincia di Terra di Lavoro, capoluogo di cantone, sul declivio del monte Malese,

risurrezione getierale gli eletti avreb-

presso la riva destra del

Cusabelle

bero

goduti

mille

anni

di

piaceri
Cristo.
(

no, influente del Voltiu-no, citt ben


fortificata,

sensuali

insieme con
concilio

Ges

ed

una

delie

pi

Giusta l'asserzione
res.

di Pilastrio

Hae-

della provincia.

36 ) , il Gerusalemme
condannai'e
Cerinto.

apostolico di
le dis-

zato

il

luogo

Cerreto ha rimpiazCernelnm, dell'antica

nell'acquetare
,

presso cui Pirro fu vinto da


nella

Curio
guerra

cordie di
di
di

Antiochia

ebbe

in

vista

eziandio

gli

errori

famosa battaglia tarenlina, combattuta


la

della

l'anno

277

Ma

certo,

secondo

avanti

nascita
la

di

Ges
rap

Cristo.

quanto dicono i migliori padri, che s. Giovanni scrisse il vangalo per

Nel

i656,

peste

quasi la

met

della popolazione, e nel iGBiJ

. ,

CER
un
te.

101

terremolo rovi noi la

grandemenTelese
,

La sede
stabilita

vescovile

di

e-

retla nel secolo

X, nell'anno iGii
Cerreto,
di

certosini , cos'i chiamata dalla gran "Certosa di Grenoble, che ha dato il nome a tutti gli altri modi

fu

sufFraganea

nisteri

dei

certosini (Fedi).

S. Brii-

della

metropoli
il

Benevento.
lettere

Ma

da ultimo

Sommo

Pontefice Pio
apostoli-

VII nel 1818, con


Cerreto, e
la

che, soppresse la sede

episcopale di

l' incorpor ad Alife, alquale concatledrale Telese. Ma-

none costrusse nel 1084 alcune capanne intorno ad una cappellelta dedicata alla B. Vergine Maria, chiamata anche in oggi s. Maria de CasalibitSj ove si ritir con alcuni
suoi compiagni
,

fond

l'

Ordine.

gnifica l'antica

cattedrale,

decool-

rata di superbe pitture,


tre

avente

una
V.

collegiata

il

seminario
di pie-

alcuni conventi, e
t.

due monti

A1.IFE e

Telese.

neve avendo poi atterrale e sepolte le medesime capanne, venne formato nel II 33 dal p. Guigues quinto generale dell' Ordine, un nuovo edistraoi'dinai'ie

Le

alluvioni

di

CERRI
Nel 1629
sio di
gli

Caelo, Cardinale. Carlo


a

ficio
la

in luogo pi basso del primo, fu consagrata

Cerri nacque
si

Roma

nel

61

cui chiesa

laure nell'archiginnae fu

ne vescovo

di

Grenoble,

Roma,

annoverato

tra

monaco

certosino.

da Ugoprima Quest' edifizio ha


e

avvocati concistoriali; poi da Urnel-

bano Vili ebbe un canonicato


la basilica vaticana
;

quindi fu fatto

vicario nel tribunal della segnatura,

un milione, ed di una architettura nobile e semplice, non meno che soda. Il generale dell' Ordine porta il
costato pi di

e nel

sotto Alessandro

iGSg uditore di Ruota; poi VII venne scelto

nome
e vi

di
fa

priore della gran Certosa,


la

sua residenza.

Tale

cele,

deputato della sanit, decano della ruota, esaminatore dei vescovi. Clemente IX, a'29 novembre del i66g,
lo

bre edificio fu bruciato otto volte

fra le altre, nelle guerre di religio-

ne del secolo XVI. Quindi dopo


rivoluzione
del

la

cre Cardinal prete di

no, legato di Urbino, e

Adriavescovo di
s.

declinar

del

secolo

XVIII,
vi

il

governo
ne' primi

per
il

conservarlo

Ferrara. Visit
arricchii di

la

sua diocesi, e la

pose un custode, ed

molto ; nella sua legazione si rese ammirabile, segnatamente nell'orribile terremoto accaduto in Pesaro a' i4 aprile del 1672. Ma dopo il conclave di Clemente X, ove
ottenne ventitre
Pontificato,
voti

ristabilito

cenobio fu anni di quello


Nel
si

corrente dopo la restaurazione.


dizionario legge

francese

delle Origini

una poetica descrizione


:

della

pel

Sommo
di settan-

grande Certosa tratta dal libro di Deslandes la natura selvaggia e


piltoresca.
Ivi
si

mor a

Roma

descrive

la

Certoalpeil

tanove anni, e venti di Cardinalato nel 1690, e la sua cappella gentilizia

sa, collocata
stre,

su di una

cima

intorno alla quale regna

si-

nella

chiesa

del

Ges ne

ac-

colse la

fredda

spoglia.

Da

Pietro

Sassi fu recitata l'orazione

funebre

per morte del Cardinal Cerri, e fu stampata in Ferrara nel 1690.

ed i pii eremiti si chiamano i compagni, o seguaci di s. Brunone. Si dice quella essere una nuova Tebaide aperta al pentimento ove r uomo pu tranquillamente
lenzio,

CERTOSA

{Monasterium
).

Car-

vegliare sulla sua


dischiusa. Nel

tomba
di

gi
s.

thusianorumj Carthusia

Monistero

tempio

mezzo Brunone

, ,

loa
si

CER
un
solitario

CER
ardente
sotto la

rappresenta

insieme ai discepoli,
si

quali in

Ifaliji

di santo zelo, che curvato

cenere ed

il

cilicio,

veglia,

prega,

sentirono da Dio chiamati ad abbracciare il genere di vita del santo,


si

e soffre. S dipinge poi l'orrore sepolcrale dei boschi taciti e profondi,


il

ritirasse

in
di

una

terra,

da

terrore

muto
di

de' chiostri

lun-

ghi, ed in parte bianchi, ed in parte di color

marmo
del
le
,

grossolano
chiostro;
volte
il

come
che
,

la volta

santuario
le

oscuro, e faci funebri

goti-

donata ove loro nella diocesi di Sqviillace edificarono sul modello della gran Certosa il monistero della Torre, che fu il primo dal santo fondato dopo la gran Certosa, chiamandosi

Ruggiero conte

Calabria

che
la

impalli-

discono
cimiterio

nell'ombra;
su
cui

voce
e

dei
il

chiesa s. Maria dell' Eremo, p del Romitorio. Questo monistero pela

bronzi, che risuona

nell' aria,

r era

per

quelli

ciascun

cenobitala

una

vita pi austera,

che menavano mentre un al-

contempla meditando in cella tomba, che lo attende, mentre


to scuote

tut-

commuove

il

suo cuo-

re

pieno di spavento , e la morte stessa lo avverte dell' immortalit.


Alla vista di questo quadro, diflicile sarebbe oltre modo il ravvisare

s. Su^fano in Bosco ^ q de Nemore era per quelli, che non potevano sostenere tanto rigore Questi due monisteri erano quasi contigui. Si diede il secondo nel i 192 a' cistcrciensi, ma Leone X, nel i5i3,

tro chiamato

lo

restitu
S.

a' certosini.

molte
li

delle

moderne Certose,

spe-

Luigi IX, re di Francia, asseai

cialmente d'Italia, alcune delle quacitt si sono piantate presso alle popolose, come a Roma, e a JVa^.

gn

certosini

in

Parigi
I
,

l'
i

antico

palazzo del re

Roberto
nel

quali
Il

ne presero

possesso

lO.S'j.

poli.

Raffaele Liberatore, la Cer1

celebre Cardinal Talleyrand de Peri-

tosa di Napoli, Napoli


ticolo

840

l'ar-

Bologna

per

la

rinomata

Certosa di quella citt; e Bercastel, Storia del Cristi anesiniOj lom. XIII,
p.

gueux, che mori nel 364, fece edicare la famosa Certosa di Vallechiara in Perigueux. Nicol Acciaiuoli, gran siniscalco
i

II. intorno a fondazione della Certosa del Delfnato nelle monta-

de' regni

di

Sicilia,

Gerusalemme,

nel

gne denominate Certose. Apprendiamo da Bergier, che un tempo ' Ordine certosino ebbe cento settantadue
Provincie,

1864, eresse la Certosa di san Casciano presso Firenze, arricchendola d'insigni reliquie. Fu in questa

che Pio VI,

Certose

divise

in

sedici

nel

dopo essere stato, 1798 detronizzalo dai repubblid'i

delle quali

qu^ appresso

cani francesi, vi fu trasferito nel

nominaremo le pii rinomate. Urbano II, gi discepolo di san


Brunone, sei anni dopo la fondazione della Certosa, obblig quel santo
a recarsi in
Italia,

primo giugno, e venne


te

ivi

pi vol-

visitato dal
III,

gran duca Ferdinan-

do
le

e poi da Carlo

Emmanuein

IV, re di Sardegna,
consorte
ven.

uno

alla

ailine di

aiutar-

sua
di

Maria
dalla

Clotilde

lo co' suoi consigli, ed essendo rimasto vacante l'arcivescovato


gio,
il

Borbone; laonde

])arccchi

brevi

di

Reg-

apostolici sono datati


di

Certosa

Papa
egli

lo

nomin a
l gli

quella sesi

de.
il

Ma

umilmente

ricus

perch Urbano

permise, che

Firenze, ove il Papa celebr alcune funzioni, e consngi' in arcivescovo di Corinto monsignore Spina

CER
poi Cardinale; quindi ai
I

CER
-27

Jo3
nel

marzo
presero
,

di

s.

Agostino, poscia
ai

14^2

fu

rgc), gli

stessi

francesi
della

Io

accordata

dal sagro
lo

recinto

Certosa

che vi avevano un comodo monistero, ed una


certosini,

portarono in Francia.
Presso
I^isa,

bellissima chiesa.

venne fondata la magnifica Certosa, da un sacerdote chiamato Nino Pucci, con


nel iSGy,

bellissima chiesa ornata

di

colonne

Giacomo I, re di Scozia fond i43o in uno de' sobborghi di Perth una gran Certosa chiamata Valley, ossia Casa della virt, e
,

nel

e di superbi
nel
tico

marmi. Gregorio
i

XI

vuoisi,

che

fosse

la

iSyS, tolse benedettini dall'anmonistero dell'isola di Gorgoe vi trasfer


i

zia di tutta la Scozia, la

pi bella abbaquale venne


altre

devastata insieme

ad

Certose

na,

certosini di Pisa,

nella liforma religiosa del reame.

donando

loro l'isola;

ma

molestati

dai corsari furono costretti

nd

ab-

bandonarla nel pontificato di Martino V, e ritornarono all'antica loro


sede.

Gio. Galeazzo
nel

I,

duca
la
,

di

Milano
vi

1378, fece erigere ima Certosa di Pavia


essere sepolto.

celebratis-

volle

Le
la

fabbriche,

che

compongono questo rinomato monistero,

massime
di croce,

foima
cinge

nerazione.
la

Nel

chiesa edificata a sono degne di veparco grande, che

Certosa nel

i535

fu

fatto

Finalmente il Sommo Pontefice Pio IV, con disegno di Michelangelo Buonarroti, fece ridurre una parte delle vaste terme di Tito in Roma, ad uso di chiesa, dedicandola nel i56i a s. Maria degli Angeli, e chiamandovi alla custodia i che abitavano il monaci certosini monistero unito alla basilica di santa Croce in Gerusalemme loro dato nel 1369 da Urbano V, ove l'alia alloi-a era poco salubre, ed insieme diede ad essi la contigua vasta Certosa edificata dallo stesso Michel,

prigioniero dall'esercito di Carlo V,


il

angelo

la

cui corte
la

chiostro

re di Francia Francesco

I.

singolare

per

sua

grande
lU

qua-

Fra
nisteri,

le

che

numerose Certose, o inocertosini avevano in

dratura, circondata

da

portico

sostenuto da cento colonne,

avendo
del-

Inghilterra, la pi celebre fu quella


di

intorno
risiede

le
il

celle

certosini, co' quali

Ges

di

Betlemme

sul

Tamigi
nel

procuratore generale

nella contea di Surry,

fondata

l'Ordine, ch' sempre priore di questa


1

i4i4 d^l ^"6 Enrico V, ed egualmente rinomata fu l'altra di Londra presso West-Smithfield,
ta dal
cav.
distrutta nel

Certosa.

F.

il

Rinaldi
e

all'

anno

')62,

numero
di
s.

189,

l'articolo

fondaindi

Chiesa

Maru

degli

Angeli,

Waltero Manny,
regno
strage
di

Enrico Vili,
de' religiosi in

Nello stesso stato pontifcio evvi anche la Certosa di Trisulti presso la


citt

seguita

dalla

di

A latri.
i

In una

solitudine,

odio
dola
,

del
nel

catlolicismo.
1

Dipoi

aven-

fra

boschi e

burroni, ove

zam-

acquistala

Tomricco

pilla
s.

maso Sutton
ospedale.

vi

fond

un

un ruscello di acqua, si ritir Domenico Loi'icato nel secolo dela

ci

moprimo, fuggendo

barbarie di

L' isola delle

lagune di

Venezia,

chiamata gi di
e data

s. Andrea del Lido, ad abitare sino dai primi

quel secolo, avanzo del precedente. Quivi egli fond un monistero, che

quale abbate govern per


ni.

dieci

an-

tempi della repubblica

agli

eremiti

L'abbazia prese

il

nome

di san

5, ,

io4

CER
,

CER
RifTerio,
tosini,

Barlolommeo

venne dedicata. Dopo averla lungamente posseduta i monaci benedettini, il sommo Pontefice Innocenzo III, verso l'anno 1208, la concesse a' religiosi certosini, che vi formarono la Certosa, che tuttora in florido stato. L'ospicui
talit, cui
essi

procuratore generale de'cer-

non si fa parola delle osservanze delle monache forse per la conformit di quelle de' monaci ,
,

esercitano, fa

ammi-

bench scriva il p. Tutin nella Storia dell' Ordine certosino, che il b. Giovanni- spagnuolo diede alle monache alcune costituzioni da lui fatte
pel

rai'c ai
il

passeggieri le loro virt; ed

maestoso ed insieme semplice edilizio, che in s raccoglie le incantatrici

nel

monistero di Pre-Bajon, fondato che i23o. Osserva il Bergier


,

a' suoi

tempi

vi

erano soltanto quat-

bellezze

della

natura

ed

tro monisteri di certosine


cia,

conforti soavi della religione, merita


di essere ricordato.

in Franed uno in Savoja, fondati nei secoli XIII, e XIV. Il piccolo nu-

CERTOSINE. Ordine
che.
ste
s.

di

mona-

mero
l'

de' loro
dall'

monisteri

vuoisi

di-

Non

si

conosce l'origine di que-

pendere
in

estrema solitudine, che


il

religiose perch non istituite da Brunone per si sa di certo cheilloi'o primo monistero fu fondato mentre viveva il p. Guigues quinto generale de' certosini come si
; ,

istituto prescrive,

quale non pu
alle

generale

convenire
le

ed perci, che

certosine

donne, hanno

pi orazioni vocali dei

timamente
so Lione
,

si

religiosi. Ulcontavano quattro ca-

legge nel
quest'

catalogo
,

de' monisteri di

se di certosine,

cio di Salette pres-

Ordine

inserito in fine degli

Statuti stampati nel

i5io,
11 16.

in

cui

pur trovasi quello

delle

Monache
Pietro
,

di

PremoI presso Grenoble, di Melan in Savoia, e di Gosnay presso Bethune nella diocesi di
di

Bertaud j
cronaca
^

eretto

nel

Dalla

Arras

ritenendosi

per

principale

del

certosino
si

Or-

quello di

PremoI. Per attualmente

land inoltre

apprende

che nel

le certosine

hanno un
s.

solo moniste-

1207 nella Certosa di Destoges vi era una donna chiamata Margherita,

ro denominato di

di santa vita, e

che nel

Agnese priora

di quel monistero fu

celebre per le venerande sue virt,

rare a di

Dio volle opeII Bonanni nel suo Catalogo capo ,


e pei miracoli, che
lei

Croce di Beauregard, nella diocesi di Grenoble poco distante dalla gran Cei'tosa. Le certosine , per quanto possibile, sono conformi ai certosini neir osservanza domestica e religiosa,
tanto neir uflizio divino, che nei
ti

intercessione.

ri-

XXXV

e ceremonie della Chiesa, quan-

rit di

Delle monache certosine ^ coli' autoCarlo Giuseppe Morotio, nel Teatro cronologico eli quest' Ordine,

to in molte austerit

eccettuato per,

che

ed astinenze, mangiano in-

parte

VI,
il

dice

fondato

certosine nel Delfinato in

monache un luogo chiamato Prato Molle o PremoI per opera del Delfino Ugo e di
,

che nel monistero di

1282

fu

sieme nel comune refettorio, e non sono obbligate ad osservare con tanto rigore il silenzio e la ritiratezza nelle celle.

Una

volta

nel ri-

cevere

le fanciulle

non prendevano

dote di sorte alcuna,

moglie Beatrice di Monferrato, figlia di Pietro conte di Savoja. Ne.sua

gli statuii

scritti

nel

i258 dal

p.

ma se ne ammettevano tante, quante ne potevano mantenere le rendite del monistero. Avanti il concilio di Trento

CER
facevano
(lodici
la

CER
regolare di
vicario
,

to5

professione

anni,

ma

di

poi la ridussero

ad anni
tosini

Siccome poi i cerhanno mantenute molte andiciotto.


di

che nominano in quell'atto insieme colla priora. Tal vicario ordinariamente abita con uno, o pii
religiosi

in

tiche pratiche della Chiesa, cos an-

nistero delle
nistrar

una casa vicino al momonache, per sommii

che le monache hanno conservata


le quali,

quest'
al

Ordine
vergini,

ad

esse

sagramenti

diri-

fino

presente
profes-

gerle nello spirito, ed aver cura dei

l'antica consagrazione

delle
la

loro interessi temporali.


statuti

dopo aver

fatto
il

dei

certosini dell'anno

Per negli i368

sione solenne, portano

velo bian-

fu proibito ai medesimi di ricevere

co sino alla loro consagi-azione, che non si fa prima di quattro anni di professione , e di venticinque anni
di
et.
il

o d' incorporare nuovi monisteri di monache , il che dipoi venne ap-

Secondo

gli

antichi
le

Pontifi-

provato dal cenzo XI.

sommo
delle

Pontefice Inno-

cali,

vescovo, che

consagra, d

Le
lana

vesti

religiose
,

sono
cio

si-

loro
lo

la

stola sacerdotale,
,

nel braccio destro


la croce,

l'

manipoanello nuil

mili a quelle de' certosini

di

bianca

a
,

cui

aggiungono un
,

ziale,

la corona,

ed
di

il

velo

nero, pronunziando a
le

un
e

presso

stesse parole,

che dice
,

nell' ordi-

manto bianco il velo nero e il soggolo come quello delle altre monache. Ne riportano la figura il citato

nazione dei diaconi


coni.

dei suddia-

Le

vergini cos consagrate canalla

tano r epistola

loro messa con-

ventuale, usano la stola

quando cannotturno

tano
che

il

vangelo

all' ufllzio
,

di dodici lezioni
,

non essendo vero


1'

quando
.

cantano

epistola in
sagri orna-

Conanni, e il Capparroni nella sua Raccolta degli Ordini religiosi a pag. 33. Quando parlano con persone secolari , anche parenti, locch si concede di rado, lo lnno in presenza della priora, ovvero di una, o di due religiose, e coperte di velo neio.
I

altri

tempi, assumano

loro

monisteri
quelli

hanno
religiosi

menti Bens vengono dalle monache conservati presso di loro, e con essi sono sepolte dopo la morte. V.
il

termini
oltre
i

come
quali

dei

dai mentovati
ai

statuti

proibito con gravi pene


ri,

vicai

Pontificale

romano,

col

commenDisser-

ed alle

priore

d'intromettere
alla

tario del
talio

Catalano, Slilling

religiosi

destinati

loro

cura

de Diaconissis ed Arn. Raisse, Origin. Carthiisianarum Beigli, Duai632.

senza la licenza del capitolo generale.

Di quest religiose scrissero anla

ci

cora Pietro Sutore, nel suo trattato

Le

priore e le religiose

promet-

sopra
tosa,

vita

p' certosini, e

Teodo-

tono ubbidienza al capitolo generale dell' Ordine, e sono obbligate a man-

ro Petreo nella Cronaca della Cerlib.

V,

cap. 4-

dare ogni anno una lettera della promessa ubbidienza. Sono inoltre tenute le priore ad ubbidire ai padri vicari, che sono i direttori dei
loro monisteri
;

CERTOSINI. Ordine
S.

monastico.

Brunone fondatore di esso , nativo di Colonia, era prima canonico di


s.

ma

le

altre

mona-

poi della chiesa

Cuniberto nella sua patria, di Nostra Signora

che promettono ubbidienza solo alla priora, bench tutte, anche le converse,

diReims, ed uno
logi del

de' pi dotti teosuo tempo. Molti storici rife-

professino alla

presenza

del

riscono intorno a lui

un avvenimento

io6
te nel
'i^y

CER
rispetlo
l

CER
ed ammirazione,
i

impresso nelle sue Opere pubblicain

vennepeni-

Parigi

to

di

cui

trattano

avvenimenegregiamente i
;

ro

abbelliti

ricoveri

della
essi

tenza, ed assegnate

ad

reudite

Bollandisti, y4ct. Ss.


tit.

OrlohrM,

t.
,

Ili,

che trovantlosi Brnnone nel 1082 in Parigi presente all' esequie del suo amico Raimondo Diocre, dottore pari6.

Si

racconta

pertanto

E ben il meritarono, esscudo questo uno dei pochi Ordini, che non ebbero mai bisogno di
cospicue.

riforma

Delle

ricchezze

loro

face-

gino,

mentre

gli

si

x'ecitava l'ufllzio
di

de' morti, alle

parole
il

Giobbe:
il

uso a vantaggio de' miseri, e vivevano eglino sempre colla mirabile frugalit prescritta dalle rigide regole

vano un lodevole

Jlesponde mlii, alz

cadavere

capo,

Al

con voce tremenda disse: giusto tribunale di Dio sono ace

Adunque
da
si
s.

[V. Certosa). a[ 1086 Brunone e da' suoi compagni


all'anno

1084, o

elisalo j quindi

nel secondo
:

giorno

diede incoininciamento

all'Ordi-

deir esequie
dizio di

disse

Dal

giusto gin-

ne.

Superando
della

1'

asprezza, e la ste-

Dio sono
di

stato giudicato j
,

rilit

selvaggia posizione della


di

poi in quelle del terzo giorno


giusto giudizio

Dal
stato

Certosa, pieni

fervore

incominla chiesa

Dio sono condannato. Perci Brunone


il

ciarono
e
nelle

essi

a fabbricare
vicinanze

si

de-

sue

alcune celle
dall'altra,

termin di abbandonare
e ritirarsi a
Altri

mondo,

distinte, e separate

una

vivere

religiosamente,

somiglianza

delle

antiche

laure

vogliono, che la di lui risolu-

della Palestina, e degli

zione di recarsi in

un

deserto fosse

mitivi di

s.

eremi priRomualdo. Quindi il


a'

avvenuta dopo una visione, che ne lo invitava. Certo che s. Brunone si sent chiamato da Dio alla vocazione religiosa, siccome afferma-

santo prescrisse
mi,

suoi

monaci

l'a-

stinenza dalle carni, sebbene


il

infer-

lavoro manuale in ore detere


ri-

minate, un perpetuo silenzio


tiramento, per attendere

no

tutti

gli

autori dell'Ordine cer-

pi
al

libe-

tosino, e eh' egli, insieme a sei coni-

ramente

all'

orazione

e alla medi-

pagni, and a visitare


di

Ugo vescovo

tazione delle cose celesti,


del proprio corpo
di

canto

Grenoble, Io consult sul concepito disegno e gli domand un qualche deserto nella sua diocesi. Il
,

delle lodi divine, alla mortificazione


,

ed

all'

esercizio

tutte le virti.

Le

celle

de' cer-

ve^scovo lo condusse attraverso delle

tosini

montagne
dal

in

una

vallata

don, presso un villaggio

che gli chiamato


Cci-tosa
,

sono tutte distribuite nel chiostro maggiore, con una medesima

distanza tra loro, ti'ovandosi in cia-

nome
in

delle

montagne
la

denomina7onc all'Ordine certosino o cartusiano, pel quale denominati pur vennero Certose monisteri, che in prche
seguito diede
i

scuna quanto necessario all'uomo, che rinunzia al mondo; cio una

gresso fond quel santo, concorren-

dovi vari sovrani


.sorprendente

e personaggi con

camera con camino, che serve anco per mangiare , altra camera per dormire, una piccola galleria, un gabinetto per lo studio, una sofed un ftta alcune guardarobe
,

magnificenza.
in

Perch
venera-

giardinetto.
lutti

Quivi

si
,

danno
che
i

loro

essendo

allora

somma

quegli strumenti

richielibri,

7one la vita ritirata


ti

va, que'

e contemplamonaci ottennero ovunque

dono per lavorare, e tutti che bramano, non uscendo

dalle.

CI'LR
celle
4-ecarsi

CER
al

107
intanto

che
in

tre

volte
al

giorno por
alia

stolico di

Urbano

II

che

il

coro

mattutino
vespero.

recitasi

mezzanotte,
al

che messa
,

lor fondatore gli

animava a

pi'ose-

guire nel primitivo fervore

e peni-

ponventuale, ed

Nel
i

ri-

manente
sini

del

tempo stanno
,

certo-

merc frequenti lettere. Ma non and guari, che il medesimo


tenza
,

costantemente rinchiusi, e mangiano soli nelle celle ove per un


finestrino esteriore

santo,

annoiato

dal

tumvillo
in

inse-

parabile

da

upa
i ,

corte,

cui

si

e chiuso
vitto
festivi

loro
,

trattavano

tutti

grandi

affari

del

somministrato

il

necessario
,

cristianesimo

fuorch ne' giorni

ne' quali

vanno

in coro a dire tutte le ore car noniche, e poscia mangiano unitaove mente nel comune refettorio per non mai viene dispensato il silenzio, venendo loro solo permes,

con alcuni discepoli che avea adunati in Roma, pass in Calabria, e si ferm nel deserto
ne, e all'osservanza del suo istituto,

della torre, per dedicarsi all'orazio-

ed avendo ricevuto dono da Ruggiero


provincia,
I

il

territorio

in

principe

della

so in determinati

giorni

alcun

ra-

ivi

.santamente

movi nel

gionamento
In
altri

fra religiosi,

nell' inter-

IO
S,

r.

vallo che corre

giorni dell'
di
la

da nona a vespero. anno ad essi


dal

Brunone non
religiosi

lasci regola par-

accordato

uscire

monistero
per andare

una
ghi

volta

settimana

a spasso fuori della citt,

o
ol

in luolecito

appartati

non

essendo

del suo Ordine, furono compilati dal ven. Ouigiies, quinto generalo de' certosini formandoli a tenore di quanto aveva veduto praticare
ticolare ai
i

ed

loro

statuti

uscire in ogni giorno


riore,

che

supeaffari

dai

primi

discepoli

del

.santo.

Li
ca-

e al procuratore pegli
Alle

chiam
sa, e
se,
li

Co.sttnni della

gran Cerlor
alle altre

dell'Ordine.
di

donne
s.

vietato
^

rese

comuni

entrare anclie nelle loro chiese

eccettuata quella di

Maria

degli

Angeli
teriore
altre
,

di

Roma, per non essere income lo sono quelle delle


sei

Certose.

che allora erano tre. Quindi s, Antelmo, settimo generale certosino, introdu.sse l' uso de' capitoli generali, che si celebrano .sempre nell;^ Certosa di Grenoble, ne' quali si fl^cero diversi regf)lamenti.

Decorsi circa

anni

dacch

s.

La prima

Brunone esemplarmente viveva nella Certosa di Grenoble, l'antico suo


discepolo Ottone

nppi'ovazionc dell'Ordine, per parte


della Sede apostolica, attribuisce ad Urbano li , quando ordin, col summentovato suo breve, che i compagni di s. Brunone, partendo da
.si

da Chatillon

di-

venuto nel
li,
il

1088 l'ontefjce Urbano chiam a Roma con precetto

di

ubbidienza per valersene nel governo della Chiesa, e della sua coIl

Roma
della

fossero

rimessi

in possesso
il

Certosa di Grenoble; quindi

scienza.

santo fu .seguito
a' quali

da

al-

Pontefice Ales.sandro IH

lo confer-

cuni compagni,
citt

venne nella
abitale
.snifrire

assegnata
;

una decente
poteiido
i

m ai 2 settembre i i 76. Quest'Ordine professa molte regole .sue proprie, niente

zione

ma non

ha

di
s.

comune
(piasi

cogli
,

Or-

distrazioni, ed

disturbi,

dopo
alla

al-

dini
!

segnaci di

Benedetto

meno

cun tempo fecero ritorno


tosa,
il

Cer-

iifizio

divino, eh'

simile a

^d

essi

venne confermato da mi bieve apopossesso della

quale

quello di detto
si

.santo, pei' cui aflTatto

con.sidera

come un

istituto parti-

io8
col;\re,

CER
poich quelli
il

CER
che
di
il

gover,

scapolare sino a terra


fianchi

ed

nano, hanno

titolo
Il

priori

e
ri-

due
le

liste

dello stesso

ha nei panno
parte

non
siede
il

di abbati.
alla

loro generale
,

bianco,
scapolare

quali uniscono

la

Certosa grande
di priore di

nome

prende essa , ed

anteriore, e la posteriore dello stesso


,

che

chiamano

cocolla.

inamovibile ed a vita. Diverse volte le costituzioni di

Quando escono
cio del
si

dal monistero fanno

rono
nel

corrette,

quest'Ordine fuperch sebbene fatte

uso di vma cappa nera col cappuc-

medesimo
la

colore. I conversi
la

capitolo

generale,

forza di obbligare, se

non hanno non sono conparimenti

lasciano

crescere
di

barba

usano

cappa

color

bigio

ed o

fermate
generali.

in

tre

capitoli
,

castagno.

Quelle

le medesime sono in vigore , del iSyB, che corrette da una congregazione de' Cardinali furono pubblicate nel i58r, e poi confermate nel 1682 dal Pontefice Innocenzo XI. Secondo questi nuovi statuti, alcune osservanze presentemente so-

che sono

attualmente

Un tempo

(juest'

Ordine contava
(

cento settantadne monisteri

settan,

tacinque de' quali


visi

in

Francia
)
,

di-

in

sedici

provincie

essendosi

propagato
nella

nell' Italia,

nella

Spagna,

Germaiiia,

nell'

Inghilterra,

nella Francia, nella


altre parti.

Fiandra, e in

no pi austere
cli
il

delle

antiche, giacde' certosi-

canto, e l'uffizio

Abbiamo inoltre che Innocenzo UT, agli II febbraio i2o5, col


,

ni

sono di rito particolare, essendo


,

disposto della costituzione

^1 Solet

anzi lunghissimo questo secondo


antichi

seguendo ancora molte cerimonie e


vili

della
i

Chiesa.

Oltre

le

astinenze ed

digiuni frequenti, pordi saja,

tano per camicia una tonaca


loro proibito
il

lino,

dormono
di

sopra un saccone
lana, e sulla
cilicio

con

lenzuola

nuda carne usano un ed una cintura di corda. Il Bonanni riporta la figura dei certosini al capo CVIII del suo Catalogo, facendo altrettanto il Capparroni nella figura
degli

della Raccolta

Ordini

religiosi^

Roma

1826.

Componesi il loro abito di una tonaca di panno di lana bianca, legata con cintura di cuoio bianco, o con una corda di canape. Usano la cocolla stretta, a cui attaccato un cappuccio quadrato, che si mettono quando vanno a letto, e quando stanno in letto; per nel coro, ed in pubblico portano uno
scapolare largo, che
il

annuere. Rullar, t. Ili, par. T, pag. Ilo, approv i religiosi di Val di Choux, Vallis Caullium, instituiti da Viardo, monaco converso certosino di Lugny nella diocesi di Langres nella Borgogna colla regola pi stretta de' certosini. Tal monistero era capo d' un Ordine poco considerevole, il cui generale prendeva il titolo di priore. Tuttavolta il Cardinal Giacomo de Vitri contemporaneo , nella sua Storia occidentale capo 1 7 , dice che questi religiosi piesero l'abito dei cistcrciensi, e ne seguivano gli usi. Il Chopin nel suo Trattato dei religiosi, e dei monisteri, parlando di quello di Val di Choux, dice che aveva dipendenti ti'enta piccoli priorati. V. il p. HeOrdini monastilyot, Storia degli
,

ci,

t.

VI, pag.

178.
istituto

Questo benemerito
prelati e scrittori,

ha dave-

to alla Chiesa molti uomini grandi,

loro vero

come

s.

Ugo

abito, o parte di esso. Scende quello

scovo di Lincoln, canonizzato solen-

CER
nemente nel lio da Onorio Antelmo vescovo di Bellay s.
altri

CER
III,
,

109
di

consigliere.
1

Creato Cardinale, e nel


col

ed

%Q5 Papa
al

nome
tomo
I

Clemente
pag.

che in parte diremo.

11,

certo-

IV,

dire di Novaes, Dissertazioni


,
,

sino Ferrari scrisse

un

trattato per

storico-critiche

84

qual ragione in quest'Ordine pochi


sieno
se
i

anche nel pontificato conserv sempre


le
si

santi canonizzati, a cui rispo-

pratiche del certosino istituto.

monsignor
,

Sarnelli

colla

lettera

Non
te
st'

XCVIl
per
in

del

tomo

dicendo che
le virt

le canonizzazioni, oltre

dee per tacere, che ClemenIV, lungi dall'essere stato di queOrdine , fu piuttosto confuso con
lui
,

abbisognano anche i miracoli , i quali per lo pi non si fanno ad intercessione di questi santi solitari, allnch non venga
eroico,

grado

Fulcodio genitore di

che real-

mente tiopo
sua In
consorte,
fatti
il

la

morte

di
i

Germana
certosini.

entr tra

p.

Benedetto Trombi, nel

sturbata
colla
fatti

la

loro religiosa solitudine


de' concorrenti.

tomo V,

pag.

246

dd' suoi

Annali

frequenza

Di

sappiamo da s. Antonino, Hist. EccL, tit. XV, capo 11 , 2 , che un monaco della Certosa operando nel II 75 molti miracoli al suo sepolcro, pe' quali grande era il concorso delle persone, essendo sturbata
la

quiete di que' religiosi,


al

il

loro priore

and
<

sepolcro

del santo defonto,

gli

comand,
,

in virt di santa

ob-

che in avvenire non facesse pi miracolo alcuno, come puntualmente esegu. Senza mentovare letterati, e gli uomini illustri, che uscirono da quei

bedienza

con grande critica in Napoli nel lyyS, convenendo sul monacato di Fulcodio , non la parola del figlio che non avrel)be ommesso per gloria del suo Ordine, se ne avesse professato la regola. Certo , che i tre seguenti Cardinali appartennero ai certosini cio il b. Nicol Albergati, il quale era monaco certosino e vescovo di B(jlogna sua patria, e nel 14^6 da Martino V fu fatto Cardinale. Benedetto XIV ne approv per la
Certosini, stampati
,

santit di sua vita

il

culto

immemode

rabile

Alfonso Luigi Duplessis


,

st'Ordine, diremo che lo stesso certosino Petrejo pubblic la Biblioteca degli scrittori dell Ordine.
,

Richelieu

francese

fiatello del ce-

lebre Cardinal di tal

nome,

visitato-

nel

609,

re dell'Ordine certosino, e da Urba-

continuando
cattedra
di

altri

autori a darci le suc-

cessive notizie.
s.

Al Vaticano, e alla Pietro diede questo


Chtillon
,

no Vili gnanza
,

ad onta
fatto

della
,

sua ripue

vescovo

poi

nel

Oidine

Ottone
s.
il

francese
poi

1629 Cardinale: Stefano le Camus, di Poitiers, monaco certosino, ed arcivescovo di Grenoble per volere di

Cardinal di

Chiesa

Papa

Urbano II, to monaco


scepolo di
riferisce

quale dopo essere stacluniaccnse , divenne di-

s.

Brunone
ai

come

si

ri-

Clemente X, e nel 1686 creato da Innocenzo XI Cardinale prete del titolo di s. Maria degli Angeli, apal suo Ordine. Finalmente la storia di quest'Ordine, che tuttora fiorisce, viene descritta copiosamente dal Monastico anglicano di Dugdale; da Dorlan Cron. de Certos., da Petreio, Biblio-

nella sua leggenda nel bre-

partenente

viario

romano
alcuni,
Gilles,

di ottobre;

e,

secondo
di
s.

perocch dopo
entrato
usc

anche Guido Gross la morte


ne' certo-

della moglie era


sini,

da' quali

per

le

istanze di

Luigi

IX

re di Francia per esserne

teca de' CerLosini, succitato, dal Mi-

no
iiiae

CER
nistcro
di

CER
di Palazzuolo
,

leo Origines Carlhusianomni, Colo-

nella

diocesi

da Mcleagro Pentimalli nella Fila di s. Brunone, colla cro-

1609,

Albano (f^edi)

per

ripararvisi

nell'estate,

come
s.

in effetto ottennero.

nologia di tutti

priori della Certosa,


al-

Ci non pertanto
dell'aria di

Roma
tri

1621 e 1622, nonch da


storia de^li

per l' inclemenza Croce in Gerusalem-

autori della

Ordini

religiosi.

fu deciso rinunziare

Lo stemma de' certosini si compone di un globo sormontato da una croce, circondato da sette stelle,
ed avente sotto
in di

me, nel capitolo generale del 14^9 il monistero a Papa Martino V, come narra il p. Trombi, al tom. VIII, yS. Ma il
Pontefice lungi dall'accettare,
g' in-

s,

e d'intorno

coraggi a rimanervi; laonde nell'aitro capitolo generale del


1

giro, questa epigrafe:

stat crux
i

43 1, ven,

DUAi

voLviTUR
s.

oUBis.

lu

Rouia
,

cer-

ne

stabilito

maggior
di
la

decoro del

tosini

tuttora stanno nella loro Cer-

priore della Certosa

Roma

che

tosa di

Maria

degli Angeli

resi-

dovesse in lui uniisi


poi

carica di pro-

denza del procuratore generale, priore di essa. Oltre quanto superiortnente dicemmo , aggiungiamo qui
sullo

curatore generale dell Ordine, conni


si

stabilmente

praticato.
cei'tosini

In

progresso di

tempo
in

fissa-

stabilimento

de'

certosini

in
li

rono
s.

osp2,io

Roma

avanti la chie-

Roma,
diede
a

che
s.

il

Pontefice

Urbano

sa e monistero, ora distrutto, dietro

Briuione

per

residenza

Pietro ia Vincoli, ove


nell'eslate
;

si

trasferi-

de' suoi religiosi la casa annessa alla

chiesa di
ziane,

s.

Ciriaco alle
rilevasi
p.

Terme

diocle-

come
un'

da un breve proCos,

dotto dal citato

Trombi.

non

senza

amnjirabile

disposizione

Croce in Gerusaleunne finch assunto al pontificato Pio IV, 3 Tedici j milanese, invi al priore ai 27 luglio i56i della gran Certosa, il breve, Mona-

vano

da

s.

della divina Provvidenza, questa con-

sttria .si/ignln, e concesse a' certosini


,

gregazione entr sino d'allora in possesso di questo luogo, che

come dicemmo
Certosa,
Angeli
,

superiormente
la

dopo quatdi
, i

all'articolo

chiesa di

s.

tro

secoli

dovca
vni

servire

stabile

Maria
tigua

degli

alle

Terme

di

abitazione a' suoi religiosi


ivi
s,

quali

Diocleziano
la

facendovi
,

erigere confio-

alzarono

nobilissimo altare a

Certosa
questi

ove tuttora

Brunone.

riscono
ligiosi.

esemplarissimi

re-

In questo sito il conte Napoleone Orsini di Manopello avea stabilito


di

CERVANTES
Lora
rea in
di

erigere

un ampio

nionistero ai

nale. Giovanni Cervantes

certosini;
il

ma

essendo morto nel i366

Cardinacque a Andaluzia. Ottenne la lauGiovanni,


le

conte di Nola suo fratello, otten-

ambe
e

leggi; fu arcidiaco-

ne da Urbano V, a' i8 luglio iSyo, ira breve, che dava facolt ai certosini

no

di

Siviglia,

dopo
ebbe

le

chiese

di Avila

Segovia,

l'arcive-

di poter fondare
s.

presso la basilica di

Croce

una Certosa in Gedi

scovato di Burgos. Poi nel


istanza del re cattolico,

i4'JO,

ad

da Nicol

rusalemme. L'aria insalubre per


questo luogo faceva
ai

solfrire

ogni anno
;

consegu quello di Siviglia; essendo gi stalo creato Cardinal prete di


s.

monaci , massime nell* estate il perch ricorsero essi a Bonifacio IX,


afinch volesse loio concedere
il

Pietro a' Vincoli, ai 24 maggio 14-26 da Martino V. Eugenio IV, nel

ino-

j446,

lo trasfer

al

vescovato d'O-

, ,

CER
stia,

iTf
il

colla

legazione
1).

al

concilio

di

volle poi erede di tutto

suo avere

Uasilea, col

Nicol

Carilinal

Al-

quando mor
lato.

nel

i5j5

d sessanta-

bergati; e poi

fu inviato a

titolo di

quattro anni, e cinque di Cardina-

onore da quei padri, che lo temevano assai, legato al Pontefice, e ad


altri

Fu

sepolto in quella metropoelogio.

litana

con magnifico

principi d'Italia, per sopire le

CERVIA
tifcio,

(Cervien.).

Citt

differenze tra la repubblica veneta, e

residenza vescovile nello stato


legazione di
del

con ponposta

Gianmaria Visconti duca di Milano. Quindi venne spedito alla dieta di Magonza, nel i43q, per gli aflri
del conciliabolo di Basilea, Della sua

Ravenna,

sulla spiaggia

mare Adriatico

casa

in

Siviglia,

fece

uno spedale

con piccolo porto, al quale si giunge per mezzo d' un canale, avente dintorni lidondanti di slagni, dai i
quali
dalla
si

capace di ottanta infermi, dedicato a s. Ermenegildo, cui arricch a suflasci un fondo per l' an; nua dote di dodici vergini da collocarsi in matrimonio nella sua chiesa eresse una cappella allo stesso

ricava molto sale,

massime

ficienza

palude chiamata Valle di Cervia. L' aria perci alquanto


vasta

mal
ne

sana,

quantunque nel lyoSsia


,

stata trasportata la citt, coll'erezio-

santo

con fpiattro cappellanie liber dal duro assedio di Siviglia, il


;

re di Castiglia, e

dopo

essere inter-

venuto

e Nicol

Eugenio IV, V, mor a Siviglia, nel 1^53, contando ventisette anni di


alla elezione di
,

nel luogo ove edilcii avendo gettata la prima pietra nei fondamenti il vescovo Riccamonti ai 24 gennaio, nel pontificato d'Innocenzo XII. Era dnppriua un quarto di miglia pi discosta dal
di

vari

trovasi,

mare,
gine,

in

un

sito

ove

l'aria

era nol'ori-

Cardinalato

e fu sepolto nella sua

cevolissima.

Antichissima n'

metropolitana.

dappoich Ficocle, o Phyroclc


pelasgi
a'

CERVANTES
nale.

Gasparo

Cacei'es di

Gasparo, Cardinacque a EruPolenza nel 5


Cervantes
1

cui succedette Cervia, trae l'origine dai


,

quali

si

dee

la

sua
citt

erezione

in vuio a varie

altre

dito nelle leggi, e nelle facolt teologiche, era vicario generale dell'ar-

della regione lungo la costa adriatica,


si

tutte floride

potenti.

Cervia
citt

civescovo di Siviglia, inquisitore della

repula per una delle cinque


la

fede

arcivescovo di Messina sot-

pi nobili componenti
dell'esarcato di
all'origine del

pentapoli

to Pio IV nel i56i ; poi nel i568 ebbe la metropoli di Tarragona. Al concilio di Trento fu altamente sli-

Ravenna. In quanto

che Cerere
tutte

suo nome, a sapersi era la divinit pi di


cui ruderi
si

mato,

tratt presso

al Pontefice la di
li,

venerata in Ficocle in sontuoi

causa dell'arcivescovo a mezzo di Filippo

Toledo; e
lo

so tempio,
in

osservano

stesso

s. Pio V, a' 17 maggio del iSyo, lo cre Cardinal prete di s. Bartolommeo

ali Isola.

Poscia nel iSya venne spe-

possidenza de' vescovi Cervara cervesi, chiamata gi Caereris Ara. Con egual denominazione corrottamente denominossi la citt, che surse
,

al medesimo Filippo a conchiudere gravissimi affari. Anche a Tarragona celebr un sinodo, sta-

dito legato

dopo Ficocle per


nella via di Cerere

trovarsi
;

eziandio

laonde fu detta
quali ne f\nno

prima Caereria, quindi Ceraia. La


opinione poi di alcuni,
derivare
il
i

un seminario e un noviziato ai gesuiti, ed una universit, la <juak


bd

uome

dagli acervi di sale.

112

CER
ai destini

CER
autore Ciistoforo di s. Marcello, vescovo egli pure di Cervia nel 1 43 i, celedell'e-

ch'ebbe sempre Ficocle, non ammessa dai critici.


Cervia soggiacque
sarcato
,

e alle vicende della


i

Roma-

bre non meno per dottrina, che per la qualifica di nunzio apostolico presso
il
>

gna, perdendo

pregi, che la distin-

concilio di Basilea, ove

si

legge:

soggetta al dominio dei bolognesi, poi dei forlivesi, indi di


diversi polentani signori di

guevano.

Fu

His accedit quod

minum

diis

locum FlaPhycoclensium sub


in
fide, suc-

Ravenna.
Malatesta
si

ethnica

superstilione famulantiuin,

Appartenne
signori
di

in

seguito

ai

promulgata jam Christi


cessit episcopalis

Rimini.

Di

fatti

ha,
fi-

che
sto

il

Pontefice Nicol V, ai
j

29 ago-

honor .... Eleu therius qui ex Ravenna huc ac


cessit, a sancto Apollinare episco pus ordinatus per octo fere annos,

1449

naturalizz Malatesta

glio spurio di
ai

Sigismondo, e dipoi,
gli

23 maggio 14^0,
,

confer

il

vicariato di Cervia

dato

al di lui

che aveva gi genitore ai i4 giucenso, ed inol-

Phycoclensem rexit ". Questa sede rimase suffraganea del ecclesiam


la

gno i448j con annuo

ch,
la

metropoli di Ravenna ; senonavendo Gregorio XIII colla bolUniversi,


elevato
al

tre lo assolvette di quello

mondo non
apostolica;

soddisfatto

alla

da Sigiscamera

grado arpatria
,

civescovile

Bologna
il

sua

vi

ma

in seguito con diplo-

sottomise

vescovato

di Cervia, al

ma

se alla citt di

primo marzo i4^2, aggiunCesena l'agro di Cervia. Finalmente nel pontificato di Clemente VII, e nell'anno 1527, mentre l'esercito di Carlo V assediava Roma la repubblica di Venezia s' impadron di Cervia , ma dopo la pace conchiusa nel i53o fra il Papa, l'imperatore e i venedel
,

quale precedentemente, nel iSyg, avea estinto un censo, che gli paga-

va
la

la

camera

apostolica.

Di poi

il

Pontefice Paolo

liber Cervia dal-

giurisdizione metropolitica di Bo-

logna, e la restitu a quella di Ra-

venna
ganea.
suoi
s.

di

cui

tuttora

sutlra-

ziani

Cervia torn

stabilmente al

Cervia venera sugli altari due dei vescovi , cio s. Paterniano e


,

soave dominio della Chiesa Romana, sotto la quale incominci ad essere soggetta secolo Vili

Geronzio e venne occupata

la

sua sede per


virti

illustre

successivamente
,

da

sino

da

quando nel
,

personaggi chiari

dottri-

l'esarcato divenne dominio de' sovrani Pontefici e nella ultima vicissitudine fu partecipe di

quelle della

Romagna.
citt
,

na e natali. E primieramente abbiamo, che Eugenio IV nel i446 f^^e vescovo commendatario di Crvia il suo nipote Cardinal Pietro Barbo
veneziano,
lo
II

tradizione costante, avvalorata


essere ve-

che

nel

14^4

sal

sul

dagli statuti della

trono pontificale col


,

nome
altri

di

Pao-

nuta Cervia
l'

alla
,

fede l'anno

5o

del-

mentre gU
fregiati

vescovi di

era cristiana
,

per opera di Eleuin-

Cervia
nalizia

della dignit Gu-di:

terio

che ne fu primo vescovo


discepolo
di
s.

viatovi dall'apostolo

dell'Emilia san
Pietro.

Apollinare,

Antonio sono i seguenti , Corraro veneto nipote di Gregorio XII ; Isidoro Ruteno greco, chiamato l'apostolo de' greci e ruteni
;

Provasi ci con

un manoscritto ap1

Pie-

partenente al Cardinal Paolo Cesi, vescovo di Cervia nel

tro Ficschi de' conti sovrani di La-

69 j, di cui

vuoisi

vagna; Guglielmo Alidosi dei signori

CER
ed Ottavio Cesi romani; Scipione, ed Ottavio Santa Croce, pure romani ; Decio Azzolini
d'

CES
via ^

ii3

Imola

Paolo

sagra^ e Pier Luigi Galletti, Lettera intorno alle serie de' vescovi di Cer-

di

Fermo
,

Alfonso

A^isconti
di
di

mila-

nese; Bonifacio Bevilacqua


rara
e Gio.

Fer-

Francesco

Bagno

mantovano. Furono poi nunzi della Santa Sede in Francia per la causa di Lotario I , il vescovo Giovanni

Roma 1760. Abbiamo poi da Giuseppe Pignocchi il Catalogo delle notizie sinora rilevate dai libri storici, archivi e mss. sopra le saline di Cervia, e loro sali, i dominanti suoi e gli appaltatori, Ravenna lySo, e da Pietro Antonio Zanonio,

Tanno 86 1 e al concilio basileese il mentovato Cristoforo ; mentre il Cardinal Bonaventura Gazola, fino
,

De

Salinis Cerviensibus car-

al

1820, era stato vescovo di Cervia, donde venne trasferito alla sede
di

mina, Caesenae 1788. CERVINI Marcello, V. Marcello II.

Cardinale,

CESARE
na
nacque

DE

BUS

(ven.),

Fonda-

Montefiascone.

tore della Congregazione della Dottri-

La

cattedrale

un buon

edificio,

Cristiana. Questo santo sacerdote


li

rifabbricata

da

ultimo

dal zelante

3 febbraio del i544 a Ca-

vescovo Ignazio Gio. Cadolini, ed dedicata ai santi suoi vescovi Pater-

vaillon o Cavaglione, citt della con-"


tea Venesina,

ove altre volte avea


soggetta

niano e Geronzio, ed
si

il

suo capitolo

sede
alla

un vescovo, ed ora
diocesi
di

compone

di
il

due

dignit, cio l'ar-

cidiacono, e
nonici con

prevosto, di dieci ca-

di lui

Avignone. Il padre chiamavasi Giovanni Battista,


la

due
,

prebende

quattro

mansionari
rici

e di altri preti, e chie-

e la madre Anna de bedue discendenti da


glie.

Marc, am-

pel divino servigio. L'arcidiacoesercita


le

Questi
le

conjugi,
felici

famiscorgendo in
illusU'i

no

nella cattedrale,

di parroco die l'unica parrocchia della citt, sebbene in essa

funzioni

Cesare
diedei'o

pi

disposizioni,

si

coltivarle
si

mura, e poich
di
lo

con ogni premostr desideroso


collegio

vi
te,

sieno delle altre chiese

ben ornadi reli-

abbracciare lo stato ecclesiastico,

e r episcopio unito alla catte-

mandarono
ove
si

al

drale. Sonovi
giosi,

un monistero
il

gnone,

distinse
alle

di Aviper amore

l'ospedale, e

seminario da
tassala
in

allo studio,

ed

pratiche di cri-

ultimo ripristinato nel 1828 dal prelodato vescovo.


nei libri della
fiorini

stiana mortificazione

La mensa

e carit. Egli era fornito di pronto ingegno, e di

camera apostolica
di Cervia
,

solido giudizio, modesto, compiacente, e soprattutto geloso della purez-

duecento.
i

Fra
in essa
cial
il

cittadini

che
spe-

za.
i

Pi'ima per che avesse compito

fiorirono,

merita

qui

suoi studi, fu richiamato dal padre

menzione
quale fornito

Lorenzo Caleppi , di grande inge-

a Cavaglione,

bolenze
zelo per

insorte

nella

motivo delle turFrancia per


si

gno, e delle pi belle virt, dopo luminosa caniera ecclesiastica, benemerito della Santa Sede, ne ricevette il premio da Pio VII, che lo
esalt alla dignit Cardinalizia.

opera degli

Cesare pieno di arm contro i nemici della religione, e non appena


eretici.

la

fede

questi furono umiliati,


alla casa paterna.

fece ritorno

Senonch non anvolle


,

Sui vescovi di Cervia a vedersi


rUghelli nel

guari

che

ripigliare

la

tomo

II della

sua Italia

carriera delle armi

ed a
8

tal

fine

ii4
recossi a

CES
studi,

CES
per meglio riuscire in questo divisamento, pens di ripigliare i suoi
e di consecrarsi
stato ecclesiastico. Il vescovo di

Bordeaux, ove suo fratello Alessandro apparecchiava un'armata


navale contro la Roclielle, Dopo una grave malattia sofferta in cotesta

citt,

per

cui dovette
di

ritornai'e in

vaghone,
Cesare,
e nel

conoscendo
gli

a Dio nello Cail merito di


canonicato,
sacerdote.
,

patria,

pens

andare a Parigi,

confer
lo
la

un

ove

si

trattenne tie anni,

menando

iSSa
l'

ordin

una

vita del tutto

mondana. Ritor-

Tanta era
offeriva

divozione

nato a Cavaglione, perdette il padre, ed un fratello canonico della collegiata di Salon, il quale lasci
vacanti
alcuni
benefizi
ecclesiastici.

incruento

sacrifizio,

con cui che il

suo volto si accendeva , e gli occhi suoi versavano lagrime di tenerezza.


11

ministero della

parola fu da lui

Cesare, quantunque cingesse la spada, non ebbe orroi'e di entrare in


possesso di questi beni
a condurre
pata.
,

esercitato

con

frequenza,

ed

egli

ebbe

il

conforto di veder molti traritornati in seno al-

e continu

viati rimessi sul sentiero della salute,

una

vita oziosa e dissi-

e molti eretici
la Chiesa.
i

Ma

Dio, che lo avea destinato


cose,

La

sua carit poi

verso

mise in animo ad una povera vedova di campagna, chiamata Antonietta, e ad un semplice chierico, di nome Luigi Guyot,
a grandi
di adoperarsi a convertirlo,
fatti

peccatori era mirabile, e fu osserva-

to,

che sovente

un

solo suo sguar-

do bastava a

convertirli.

Legatosi in

amicizia con Alessandro Canigien, pio

come

di

arcivescovo di Aix, intervenne ad


concilio l'accolto

un

avvenne. Cesare apr gli occhi .suir infelice suo stato, e cangi tenore di vita. Ma per difendersi dagli assalti

c di

da quel prelato, e cerridestarlo spirito di piet fra i mi-

nistri del santuario.

Fond una
il

con-

de'suoi vecchi amici, recossi

fraternita,

che

fu

modello della
a superiore;
dei
si
;

ad Aix,
affine di

donde

pass ad Avignone

congregazione della Dottrina Cristia-

approfittare del santo giu-

na,
diede

ne fu
alla
il

eletto

bileo.

Distaccato col cuore dai beni


i

riforma

monisteri

di questa terra, rinunzi tutti

suoi
,

incoraggi

vener. Giovanni de la

benefizi

recatosi

in

patria

si

Barriere

proseguire

nell'

impresa
s.

diede
di

alla

pratica di ogni
virt,
beffe,

cristiane
alle

maniera senza punto balui

di far rivivere

lo spirito di

Ber-

dare
i

che di

faceano

seguaci del
la

continuo
de' santi
,

mondo. Meditava del morte leggeva le vite


,
,

nardo nella sua abbazia di Feuillans; aiut de' suoi consigli un commissaa rio incaricato dalla santa Sede
regolare in varie provincie l'Ordine
di
s.

buito

che molto aveano contrialla sua conversione e si


,

Francesco

provvide

affinch

fossero tolti alcuni abusi in

un con-

mortificava con tanta asprezza

che
di
si

ne

cadde

malato.

N contento
santificazione,

vento di domenicani a Cavaglione, ove riform anche il monistero di


benedettine, e band
fani
gli

faticare

alla

sua

spassi pro-

diede con mollo zelo a pi-aticare

le

del

carnevale.

Desideroso
si

di
ri-

opere di misericordia. G' indigenti, e g' infermi furono gli oggetti del
suo tenero amore, e coloro segnatamente, che alle malattie corporali
c^uellc

attendere alla sua perfezione,


tir presso
s.

aggiungevano dell'anima.

una cappella intitolata di Giacomo, posta sopra un monte poco distante da Cavaglione. Ma ben presto i fedeli mossi dalla sua

'IJ

,,

CES
santit,
si

CES
e poscia in Avignone,
vincie
nale.

ii5
e nelle pro-

recarono a quella solituegli


il

dine,

ed

fattosi

tutto a tutti

tutte

della Francia meridio-

esercitava
ni
ei

santo ministero. Sei anla

visse in tal guisa, e in questo

Ma
vano

le

infermit di Cesare anda-

tempo insegn
cossi

legge di Dio nei


vicini,

di

giorno

in

giorno auraen-.

borghi e nei villaggi

e dedi-

tando. Egli, anzich procurarsi qual-

all'assistenza degli appestati in

un borgo chiamato Tauro. Addolorato nel


ribellione

che sollievo, si mortificava, e rassegnato alla volont di Dio, reputavasi


felice

vedere,

che

l'eresia
la

e la

di

poter

espiare

cos

infestavano

Francia
e sta-

peccati della sua giovinezza.

Da

ul-

radun alcuni suoi bifi di fare con essi


affine di calmai'e

discepoli,

timo, dopo aver predetto

il

giorno
et
di

delle processioni,

della sua morte, placidamente spir


li

la collera

del Si-

i5

aprile
Il

del

1607,

in

gnore.
il

la

a ci, concep disegno di fondare una societ, cui principale incunibenza fosse
contento
il

63
VII,

anni.
agli

sommo

Pontefice Pio
1,

8 dicembre 182

lo di-

chiar

venerabile. Questo santo sa:

d' insegnare e spiegare

del concilio

di

Trento.

catechismo Ottenutone

cerdote compose un libro intitolato

Istruzionifamiliari sulle quattro parti

l'assenso dal vescovo di Cavaglione,

del Catechismo romano.

P~.

)oT-

convoc

suoi confratelli nella chiesa


dell' Isola,

TRINARH.

collegiata

e fece

un

disi

CESARE
d
agi'

{Caesar). Titolo,

che

scorso per eccitarli a dar


zelo
tanza. Cos

mano con

imperatori, cos detti dal

ad im' opera di tanta imporebbe principio la congre(

nome
indica

di Giulio Cesare.

La

Scrittura

ordinariamente

V imperatore
senza

gazione della Dottrina Cristiana


di) ne\ giorno

Ve-

regnante col

nome

di Cesare,

Avignone
si

fu
,

29 settembre del 1592. la prima citt in cui


,

stabil

l'

arcivescovo

Taurigio

ne ottenne dalla santa Sede l'approPoscia fu propagata nelle Provincie del mezzod della Francia, e in appresso' Papa Clemente YllI eman un breve, con cui permise se ne fondassero da per tutto degli
vazione.
stabilimenti.

suo altro nome. Abbiamo dalla storia romana, che il primo a portare il nome di Cesare fu Giulio Cesare pretore nell' anno
esprimere
il

di

Dapprincipio

membri

Roma 544- Comunemente si crede derivato questo soprannome dalla nascita ed indicante un fanciullo per la cui estrazione fu duopo aprire il ventre della madre, e quindi Ccesar a cceso matris utero. si disse:
,

di questa congregazione la governa-

Tuttavolta
fu

non

chiaro
il

se

dopo

vano a vicenda; ma siccome colla bolla di conferma si ordinava, che


fosse
eletto

quel Sesto Giulio,


r estratto
quelli
dall'

quale appunto

utero

materno,
Giulia
P'.

un capo

stabile,

tutti

tutti

della
il

famiglia

concordemente fregiarono di
gnit
il

tal

diri-

prendessero
Il

nome

di Cesare.

santo

istitutore.

Questi

Propnomio
alla

isterico ec.

volse le sue cure eziandio a fondare

1676,
leggono

parola

Venezia Cesare, ove si

una
si

societ di

persone pie,
le

le

quali

le diverse

opinioni sull'ori-

occupasseio ad istruire
cose di religione,
e

giovani
riusc

gine di tal nome.

nelle

vi

in

modo che

nel

592 ne fond una


citt
dell' Isola

congregazione nella

Allorquando poi il senato romaio ordin con decreto, che il soprannome di Cesare portato da Cajo

n6

CES
nome
titolo

CES
nohiUssimus Imperntor nel HieroleXcon del Macri Bononiae 1765,
,

Cesare dittatore, e primo imperatore romano, sarebbe stato attribuito


all'erede dell' impero, questo

ed

il

Porcellini

Lexicon

tothis lati-

divenne
di

un

distintivo,

e
i

un

nitats,

Patavii

onore.

Quindi

sotto

successori

CESAREA

1827. {Ccpsa rea Julia). Citt

di Cajo Giulio Cesare, essendo pro-

prio degl' imperatori

il

nome

di

Au-

metropolitana d'Africa nella Mauritiana Cesariana , capitale un tempo


della

gusto

J^edi )

quello di Cesare fu

medesima, e
edifizi
,

gi grande, illu-

deferito alla seconda persona dell'im-

stre e celebre citt,


diosi

pero

senza che per ci

1'

impera-

ornata da grancon magnifico porto


Gli
africani
la

tore cessasse di portarlo. Si osserva,

sul

Mediterraneo.
e
vuoisi

che da Marco Aurelio, il quale divenne imperatore l' anno di Cristo i6i, sino all' imperatore Valenfe, che lo fu nell'anno 364} nessuno venne dichiarato Augusto, avanti di
essere

chiamarono
vecchia,

Tiqaident 3

o
sia

la
la

citt

che

Jole

rammentata dai

pi rinomati geografi. Si pretende edificata, ovvero chiamata Cesarea da Juba l'e della

il

nominato Cesare. Lucio Vero primo ad esser chiamato Ceimperatore.


Il

Numidia, perch

egli vi faceva resiil

denza, e situata presso

luogo chia-

sare avanti di essere


p.

Aicher,
di

Chronol.

iin'ers.

tom.

I,
ti-

mato oggid Tenes nell' impero di Marocco, mentre altri credono che
presentemente
sivc
sia

pag.
tolo

2, ann.

189, parlando del

Algeri

Algerian.

Cesare

non
:

d'

imperatore,

Julia

Ccesarea,

dal

Papa

re-

ma
>

di successore
si

nell'

impero, ecco

gnante nel i838 eretta


scovile,

in sede ve-

come

esprime
Caesaris

mum

Tuncque prinomen imperatorifuit,

e fatta sufifraganea di Aix.

Siccome
civile

poi

divenne

la

metropoli

bus proprium, imperii tessera


'>

di

una porzione

della

Mauriessa

adeo ut idem

esset Caesar, ac
,

" perii candidatus relieta M peratoribus prserogativa, " gusti dicerentur.


In progresso anche
gli
il

ipsis

imim-

tiana

nell'Africa
il

occidentale,

prese

nome

di Cesariense.
le

ut

Au-

L' imperatore Claudio


titolo di

diede

il
i

colonia

romana, mentre

imperatori
titolo

d'occidente

adottarono
si

di

romani per la sua fortezza, larghezza, ed altezza delle sue mura non
eranvi
potuti
via di mare.

Cesare, onde

dice Maest Cesarea

r imperatore. Prima che quello di Russia assumesse il titolo imperiale, portava quello di Czar, che alcuni credono formato dalla corruzione del nome Cesare, attribuito agli imperatori romani; mentre il primo principe russo, che adott il titolo di Czar fu Basilio, figliuolo di Giovanni Basilide, il quale nel i47o
scosse
])ose
i

giungere che per la Allorquando gli arabi


.solo

scorsero vittoriosi tutta l'Africa, Ce-

sarea era considerabile non


la

per
ac-

sua opulenza,

ma

per

illustri

da cui uscirono filosofi e poeti eccellenti, venendo saccheggiacademie,


e
ta
,

ridotta

quasi
il

in

cenere nel

873 da Firmo,
tolo di re;

ma

quale prese il tiche poi dovette sot-

il

giogo de' tartari,

e quindi
rus-

tomettersi,

allorch Valentiniano li

primi

fondamenti di quella
il

mand Teodosio
riense.

potenza, a cui ora giunto


so impero.
la

Chiama vasi poi Czarina moglie del monarca. V. Cassar,

po,
tersi

nell' Africa CesaTuttavia cinquanta anni domentre incominciava a rimet-

dalle

sue

disgrazie,

cadde

in

CES
potere de' vandali, che barbaramente
la

CES
litana in
te situata in

117

parlibnsj vanlaggiosamen"

bruciarono.

Cesarea
siastica

divenne metropoli eccledella Mauritiana Cesariense


secolo,

nel

IV
quali

Commanville ne
al

una bella pianura, a monte Argeo, distante quaranta stadi dal fiume Melas. Anticamente si chiam Mazaca ed
piedi
del
,

registra le sedi
le

vescovili suffraganee,

Eiisebia

e
gli

successivamente la doassiri,
i

ascendevano
di

rilevante

minarono
siani,

medi,

per-

numero
si

cento ventuna, delle quali

insieme colla Cappadocia, che


,

fa

Dizionario.

menzione ai relativi articoli del Sappiamo, che Emerito


era

suo vescovo donatista,


sette

uno

dei

quali i avea i suoi re particolari continuarono a governarla ad onta che Alessandro il Grande avesse

famosa conferenza di Cartagine pel partito di Donato, come si legge in s. Agostino, lib. de gestis Clini Emerito cap. i. E Deuattori nella

reso indipendenti

cappadoci.

Alla
tali

morte
re,

di

Archelao,

ultimo di

Tiberio

um

la

Cappadocia

al-

terio

cattolico

fu
i

uno

dei

custodi

l'impero, e qual provincia romana la fece governare da un magistrato

delle tavole per

cattolici.

Per

ter-

minare
il

le differenze di

questa chiesa,

romano. Dopo essere stata chiamata anche ypaniia,


ria, ricevette
di

la

citt

Tisa-

sommo

Pontefice

s.

Zosimo spedi

a Cesarea s. Agostino stesso, della quale incumbenza questo dottore


parla nelle epistole 109, e 209, e Possidio ne* fa parola in f^. s. tigiist.

ad onore

il nome di Cesarea Augusto, locch avvenne verso r anno 20 di Cristo.

Avendo

essa adorato

il
i

fuoco nella

persiana dominazione, e

numi
al
il

della

cap.

4.

Grecia sotto
dro,
si

successori di Alessan-

CESAREA.
la

ca, nella provincia di

Sede vescovile d'AfriNumidia, sotto metropoli di Cirta. Deuterio suo


alla

degl' imperatori
si

abbandon poscia romani,

culto

perch

vescovo fu presente
di

conferenza

ebbe- il titolo di Neocere, o guardiana dei templi innalzati in onore


di essi.

Cartagine.

Coli.

Cari.

Ricevette altres

il

titolo di
la

CESAREA.
sia

Citt vescovile dell'A-

metropoli della Cappadocia, come


to,

minore,

nella

prima provincia

principale citt dell'esarcato del Pon-

di Bitinia, eretta nel secolo quarto, e sottoposta alla metropoli di Nico-

cie nell'Asia

il

media, situala secondo Tolomeo tra fiume Ryndace , ed il monte Olimpo, molto prossima al mare. Fu chiamata anco Smiralca, ovvero Smirdeana. UOriens Christ. vi enu-

che comprendeva undici provinminore, e nell'Armenia, essendo stata per lo pi ordinaria residenza dei re cappadoci
.

Poich
stiana
latri,

la

maggior
distrusse
lo
,

parte

de' suoi
cri-

abitanti abbracci la
,

religione
i

templi

ido-

mera

sette vescovi,

e quattro latini.

incontr

CESAREA, CAEPAREA,
PARA. Sede
la cui

o CI-

liano

r Apostata

sdegno di Giuche la degralire


il

vescovile di Tessaglia,

de' suoi privilegi, obblig gli abi-

erezione rimonta al secolo IV. suffraganea della metropoli di La-

tanti a

pagare duecento

d'oro

al tesoro imperiale, e le tolse

nome

rissa,

ficata

secondo Procopio fu riedidall' imperatore Giustiniano.


e

di Cesarea, volendo che

si

chiamas-

CESAREA
rea

ad

Cappadocia [CcesaJrgoeiim). Citt metropoDI

Mazaca. se con quello antico di Tuttavolta rifior sotto gl'imperatori greci, e quando nel VII secolo do-

4, ,

ii8
p
la
il

CES
regno di Eraclio V impero fu
tolici, si

CES
adun
in

Cesarea un confede
,

diviso in vari dipartimenti militali,

cilio

concernente

la

come

si

Cappadocia con Cesarea sua capitale, fu compresa in quella dell' Armenia. Allorch poi fu saccheggiata da Sapore re di Persia, conteneva quattrocento mila abitanti. Distrutta , e rifabbricata per ben quattro volte, nel XIII secolo nuovamente fu ristabilita per opera di

ha dal Fabricio in Synodico veteri. Verso l'anno 535 , col favore dell'

imperatrice Teodora, riusc a farsi

nominare arcivescovo di Cesarea Teodoro Ascida, il quale indusse


r imperatore Giustiniano a condannare le opere di Teodoro di Mopsueste
di
,

la lettera d'Iba,

e lo scritto

un

sultano Selgiencide,

ma

pi al

nord un quarto

di lega dell' antica.

Fu
nig
,

posseduta ora dai sultani d' Icodella

nio, ora dai principi

Carama-

Teodoreto contro i dodici anatemi di s. Cirillo. Quindi si condannarono i tre capitoli [Vedi), che Teodoro Ascida si era adoperato affinch
fossero sottoscritti dai vescovi greci

ed in fine dal gran signore. Attualmente piccola citt cinta di mura, e dominata da un castello rovinato , ha alcune moschee , e si chiama Kaiseriech , o Kaj'serie. Si vuole, che 1' apostolo s. Pieti'o vi abbia annunziato il vangelo, giacch essendo certo, che lo diffuse per la Cappadocia, non si deve dubitare, che lo abbia fatto anche nella capitale. Abbiamo inoltre da s. Luca, Act. i8 , che quando egli da
Efeso
si

facendo punire quei, che si ricusavano. Recatosi a Costantinopoli nel


il Papa Vigilio, fulmin la scomunica a chi ubbidisse all' imperatore, che ad intuito di Teodoro avea emanato altro editto contro i

552

tre capitoli, e sebbene

l'

imperatore
Pontefice
1

procur

pacificarsi

col'

Vigilio nel palazzo placidiano ai

agosto scomunic Teodoro, privollo


del

vescovato

della

comunione
di

rec in Cesarea, vi rinven-

cattolica, ordinandogli attendere alla penitenza; e

ne gi una chiesa formata, ed ai tempi di Costantino e di Costanzo suo figlio, i cristiani erano si numerosi e zelanti , che il mentovato
Giuliano
suddetta.
s'

ad onta
nel

quanto
concilio

fece

Teodoro
i

quinto

generale,

tre capitoli

vennero con-

dannati. Cesarea, chiamata


rij

indusse

alla

punizione
,

anche Casa'

Prima per
il

di tal' epoca

questa

chiesa

soggiacque

ad

altre
ii^

metropolitana nel terzo secolo, e nel seguente esarcato del Ponto,


dieci
coi seguenti
:

e Kaiseriy

divenne

persecuzioni,
s.

perch

Basilio, epist.

70

al.

leggiamo 220, tomo

III

vescovati per suffraga nei

Ni-

164, che il Pontefice s. Dionisio, il quale govern la Chiesa unip.

sa, Canmlianay
Cissus,

Thenna
e

Basilica,

Teodosiofoli, Evaissiis, Se-

versale sino

all'anno

372,

scrisse

riasj Arathia, Epolia,


poli.

MetodiO'
,

lettere consolatorie all'abbattuta chie-

Non

si

conosce qual fosse l'audi Cesarea


;

sa di Cesarea in Cappadocia, ed in
oltre invi del
siciu'e
gli
,

torit del vescovo

nei

danaro per
fossero
essa.

persone
riscattati

tre primi secoli della Chiesa

sem-

acciocch

schiavi di
la

Indi
di

nell'anno

363 dopo
essendosi
il

morte

Giuliano

successore Gioviano

mocat-

bra per, che nei concili si sottopel primo, forse perch allora aveasi pi riguardo all' antichit dell' ordinazione, che alla preescrivesse

strato favorevole

pcgU oppressi

minenza

della

sede.

Ma

gi nella

CES
met
del

CES
,

119

terzo

secolo

sa

che

Firmiliano, suo vescovo, avea adu-

nato in Iconio iu
vi di

un

concilio
,

vesco-

ove dimorano quegli armeni scismatici, che vivono religiosamente. Poco distante dalla citt
raonisteri,

Galazia,
il

e di Cilicia

ove

si

decret che

battesimo degli

eretici

essendo

nullo
i

bisognava
di

ripeterlo.

stento

vescovi

Cesarea

si

sottoposero al patriai'ca
tinopoli,
concilio

di Costan-

pel
di

canone

XXVIII

del

Galcedonia;

ma
di

avenEfe-

dolo fatto prima di quelli


so,

e di Asia, furono considerati pei

costantinopolitano

primi metropolitani del patriarcato ed perci, che in mancanza del metropolitano di


:

un villaggio chiamato Evoheove esiste un bello e ricco convento con chiesa sagra a s. Gio. Battista, residenza del vescovo armeno di Kajseri, con circa otto sacerdoti detti Vartabet, ed il convento ha circa ottanta camere. Quel villaggio abitato dagli armeni , e da pochi turchi. Nel vicino villaggio chiamato Belehgessi, vi sono la chiesa ed il convento di s. Daniele con circa trenta stanze , abitandovi da
vi

r,

Eraclea

consagravano e intronizza-

otto Vartabet
tutti

ma

gli

abitanti sono

vano
di

il

nuovo

patriarca.
il

vescovi
titolo

armeni. Questi dimorano pure


ossia
la

Cesarea

portarono

di

neir altro villaggio Derevank,

eccellentssimiy distinguendosi fra essi

convento

della valle,
s.

ed hanno
Sergio,

per dottrina e santit, fra i quali meritano special menzione s. Firmiliano morto nel 269, s. Leonzio che intervenne al primo concilio
il

molti

chiesa e convento di

gi

residenza di

somma
ve mila,

gli

un vescovo armeno; in armeni ascendono a nolo ripetiamo ancora, so,

ma

niceno,

e da cui fu consagrato
di tutta
l'

no

tutti

scismatici

dimorandovi
vi

primo patriarca
s.

Arme,

cattolici

soltanto di passaggio.
i

nia,

Gregorio

Illuminatore

ricevette la sua

educazione

in

s. Basilio il Grande, mor nel 379. Questa citt ebbe un arcivescovo armeno ed un arcivescovo greco per le rispettive nazioni, bench an-

sarea; e

che Ceche

Anche
no un
r,

greci scismatici

han-

villaggio

chiamato
s.

Singilde-

ossia Valle-catena.
la chiesa di

Vi sono un
Gio. Batti-

convento, e
sta,

residenza del vescovo


,

greco di
in cui
si

Cesarea

con sotterraneo

ticamente quello greco estendeva


ni.

la

sua giurisdizione anche sugli armeTali arcivescovati, secondo

Com-

venerano le reliquie del santo, frequentato pei prodigi che in virt di Dio vi si operano. Presso poi la citt, nella montagna chiamata Ali,

manville,

avevano

per
sotto

suffragane!
il

daghi, o

monte

di

s.

Basilio,

si

tro-

due
s.

vescovati,

uno

titolo di
l'

Maria Dei
a

Genitrix,

altro

va una chiesa oretta in onore della beata Vergine Maria, e di s. Basilio,


ci

sotto quello d' Hisia. Difatti la chie-

uffiziata dagli

armeni, e dai gre-

Maria Dei Genitrix, fu dagli armeni risarcita, ed


sa intitolata
s.

a un tempo,

ma

in

due

altari

separati. Si dice, che in questo luogo


s.

i834 nel qual anno restaurarono pur quella di s.


ingrandita, nel
Sergio, per piccola. Presentemente
gli

Basilio vescovo di Cesarea vi

me-

nasse la sua vita anacoretica, tra la

hanno un vescovo e tre chiese, oltre due altre fuori della citt con due piccoli
armeni scismatici
vi

rupe della montagna, ed ivi morisse e fosse sepolto. Questo luogo molto venerato

da ambedue le nazioni. La santa Sede riguarda Cesarea

120
di Cappadocia,

CES
come una metropoli
tutti
i

CES
giudei.

Erode impieg
con

dieci

in parlibus, colle seguenti diciassette sedi suffraganee: Maxiniianopoli,

anni

per

abbellirla

isplendidi

edifici,

e rare magnificenze. Diven->

Dora, Emao, Jcifjfa, Lidda, Salda, Samaria, Sigea, Terme, Tipasa, Tricomia, Zoara, Antipatra, Aze, ed Issa, alcune delle quali appartenevano a Cesarea di Palestina. Laonde i sommi
Arat,
Diocossareay
Pontefici conferiscono
tali

titoli

ai

vescovi

in

partibus

come

fanno

della metropoli Cesarea. Gli ultimi,

che ne furono investiti, sono Antonio Maria Trigona ; d. Carle Emmanuele Sardagna de Hohenstein che dalla chiesa vescovile di Cremona dal regnante Pontefice, nel concistoro dei
trasferito
rea.

ne pertanto metropoli della Palestina, fu onorata del titolo di colonia romana, ed assunse il nome di Flavia Augusta Caesarea. In seguito, essendo fino dalla fondazione Cesarea unita alla Siria, l'imperatore Claudio donolla ad Agrippa, iiglio di Erode; ma alla di lui morte tanto la Giudea, che questa citt, furono riunite al romano impero verso r anno 44 ^i Cristo, separandosi da
esso

soltanto
degli
s.

opera

crociate,

VII secolo, per Al tempo delle Luigi IX, re di Frannel


arabi.
le

febbraio

iBSg
di

fu

cia, fece rialzare

sue mura, di-

all'

arcivescovile

Cesa-

Da

ultimo, per morte del preil

cedente,

nel concistoro de'

medesimo Gregoi-io XVI 27 aprile 1840,


Trisarri e Peral-

fece arcivescovo di Cesarea d. Gio-

vanni
ta,

Emmanuele
Messico,
DI

canonico decano della


coli'

metropo-

venendo il soggiorno dei re di Gerusalemme. Ma terminate le guerre de' crociati , per le gravi vicende che soffri , poco a poco fu abbandonata dagli abitanti. Questa illustre citt , la quale dopo l' unione all' impero era divenuta capitale della

litana di

indulto della
{Cce-

Palestina, serv di ordinaria resi;

ritenzione di tal dignit.

CESAREA

PALESTINA

farea Palestine^,

o Pyrgos). Citt metropolitana della Palestina, in una vantaggiosa situazione lungo il mare,

chiamata gi Tiirris Stratonis, finch avendola rifabbricata Erode il grande, le impose il nome di Cesarea in onore di Augusto, facendovi
eziandio
costruire
degli

ai governatori romani ma decadde dal suo splendore, e mentre un tempo era una delle pi grandi e belle citt dell'oriente, non ne rimasero che rovine, conosciute sotto il nome di Caisar o Cassarla, ed anche Caisarich.

denza

Il

principe degli apostoli

s.

Pietro

vi

rec pel

primo

la

luce del

van-

un

vasto

porto,

gelo, allorquando vi

and a
Cornelio

battez,

ad onta

ostacoli

opposti dalla

zare

il

centurione

con
il

natura, che chiam Sebaste. Sopra un' eminenza poi fece innalzare un

r intera
quale
gentile,

sua
di

famiglia.

Cornelio,

era

guarnigione
citt,
il

co' suoi
il

superbo tempio, in cui colloc una di quell* imperatore, grande come quella di Giove Olimpico, a segno che Cesarea sembrava piuttosto una citt pagana, che citt della Giudea. Infatti, nella guerra sotto Vespasiano, i numerosi pagani che r abitavano, fecero strage di
statua

cento uomini nella

fu

primo

che ricevette
s.

battesimo,

come osservano

Gio. Crisostomo,

Homil. 2 3 in Act. Aposlol. p. 609, e s. Girolamo, Ep. IX, pag. 74, divenendo in seguito vescovo di Cesarea, siccome abbiamo da Sangallo, Gest. Rom. Pont. tom. Ili, art. X,

CES
pag.

CES

1 9. 1

IO 5.

Laonde Cesarea

fu costi-

tervenlo di molti vescovi, ed in esso


fu stabilito,

tuita sede vescovile nel

piiuio secolo

della Chiesa. Quindi,

dopo che Gerusaromani,


trasferiti

che la pasqua si celebrerebbe nella domenica dopo il i4


della

lemme
i

"venne distrutta dai

luna di marzo. tom.


I,

Reg., Labb,

diritti

metropolitani furono

ed
Il

Arduino

Eusebio

in

in Cesarea,

riguardata

come

la

pi
e vi

Chronicon.

ragguardevole

della Palestina,

secondo concilio, per altro non


si

rimasero sino alla met del secolo V, quando Giovenale di Gerusalemme


li

riconosciuto,

adun nell'anno 334

dagli Eusebiani per giudicare

rivendic

alla

sua chiesa nel ge-

nasio,

il

nerale concilio Calcedonese.


fica
s.

Magnia

violenze,

s. Ataquale temendo delle loro non v' intervenne; il per-

fu la di

lei

chiesa

dedicata

Tommaso
che
vi

apostolo,
fu
il

ed
il

noto
de' fe-

quanto grande
deli,

mimer

sparsero

sangue pel

vangelo, contandosi trentadue vescovi,


i

quali successivamente la goverIl

narono.

profeta

Agabbo,
l'

il

diaaltri

ch Costantino imperatore lo trasfer a Tiro, acciocch il santo vi si difendesse con libert. Eusebio di Nicomedia, ed Eusebio di Cesarea vi si trovavano. Arduino tom. I. CESAREA Pancas. Sede vescovile di Palestina nella Fenicia marittima
nel patriarcato d'Antiochia alla sor-

cono
tria.

s.

Filippo,

Procopio, ed
registra

illustri

personaggi

ebbero per pale

gente del Giordano in Siria, eretta

Commanville
per
delle
egli

sue

trentaquattro sedi vescovili suffraga-

quinto secolo, sulfraganea alla metropoli di Tiro. Al tempo delle


nel
crociate
si

nee

dice
III

che

divenne
che
nel

chiam
la

Bellina, o Belinas,

metropoli

nel

secolo,

fu presa da Folco successore di Bal-

tempo

crociate la govern

vescovo latino,

e che poscia fu
Il

arcivescovato titolare greco.

un un nome

dovino dopo
sa ai cristiani

disfatta de' saraceni

presso Antiochia nel

11 35, e ripre-

da Noradino allorch
,

pertanto de' vescovati sulfiaganei so-

vinse

no

Gaza, Lidda , Ascalona, Betlemme y Joppe, Anlcdona, Diocle:

Raimondo nel 1169. Ebbe un vescovo latino e poi fu rovinata dai successivi avvenimenti. Baudrand
la

zianopolij

Eleuteropoli

Neapolis,

chiama Cesarea
Philippi
,

di

Filippo, Cae-

Samaria j Ebron, Dora, Alsur, ZaRhaphia, Gerico^ Livins, Azoto, Sycaniinon, Archclais , Zbulon, Sodoma, Petra, Toxus, Tricomi a, Regeon, Daron, Hippina, Ettilium, Salton,
nia, Nicopoli, Oniiz, Sozuza,

sarea
la

perch

Filippo
il

il

tetrarca, figlio di

Erode
i

Grande,
di

fece edificare in

onore

Cesare

Caligola. Port anche

caa, o Paniac, e
le

nomi di Panquando lo cambi,


di

fu aggiunto a quello
di

Cesarea

G rasa.
Concila di Cesarea in Palestina.
Il

primo

fu

celebrato

nell'

anno
san

197, o 198, nel pontificato


Vittoi'e I,
sul

di

tempo
,

della celebra-

Germanica, in onore di Germanico padre dell' imperatore. CESAREI LEONI Francesco, Cvrdinale. Francesco Cesarei Leoni nacque in Perugia da nobile famiglia, primo di gennaio dell'anno lySG. il Dopo di avere con lode compito in
l'altro

zione della pasqua.

Teofilo, arcive-

Roma
mia

gli

studi nella nobile iiccade,

scovo di Cesarea

e Narciso di

Ge-

ecclesiastica

sulla proposizione

rusalemme

vi presiedettero, colf in-

della sua provincia fu dal Pontefice

, .

Ili

CES
camera
ne
ai
i ;

CES
in progresso cherico, ed

Pio VI nominato nel 'jS^ uditore del tribunale della sagra Rota romana, e dal suo successore nel i8o4
fu dichiarato

uditore

di

quindi nunzio in Francia ed


della Chiesa.

Inghilterra, ove a meraviglia sostendiritti

reggente
apostolica.

della

sagra
tribu-

Martino V,

penitenzieria
essere

Giunto ad

24 maggio

del 1426, lo cre Cardi


s. s.

decano del medesimo

dinal diacono

Angelo,

donde
arci,

nale della Rota, Pio VII, Chiara-

pass al

titolo di

Sabina;

monti, nel concistoro degli 8 marzo

prete della

basilica vaticana
,

proin

i8t6,

lo

cre Cardinale dell'ordine

tettore dell'Ordine serafico


di

vescovo

de' preti, riservandolo per in petto:

Grosseto

e legato

latere,

quindi lo pubblic nel concistoro dei


5.8 luglio

Germania
eretici

e Boemia, a cui
,

1817, preconizzandolo nel-

ussiti,

assali

domare gli con numele

lo stesso

tempo vescovo
il

di Jesi

roso esercito
ze

proponendo indulgenguerre
negli

poi
di

gli
s.

confer

titolo presbiterale

chi

guerreggiasse

Maria del Popolo.


alle
officio,
,

Fu

aggre-

del Signoi'e.

Cadde per

a-

gato
del
s.

congregazioni Cardinalizie
de' vescovi e regolari,

guati de' nemici, e nulla pot ottenere. Dipoi, nel i43i,


al

and legato

del concilio

de'

riti

e della laure-

tana. Pio, benefico, diocesani,

amato dai suoi dopo lunga infermit, vide


il

tranquillo avvicinarsi

suo fine, e
i

ri-

cevuti con esemplar divozione

ss.

Sa-

gramenti, spir nel bacio del Signore

25 luglio i83o. Venne esposto, e tumulato nella cattedrale di Jesi, e lasci degna memoria di se, come
ai

famoso concilio di Basilea , ove corse pericolo di porsi a capo dei refrattari; senonch per alcune vicende, torn in Italia ad Eugenio IV, che spedillo ad incontrar Giovanni Paleologo imperator de'greci, presso cui ebbe tanto potere da condurlo a Ferrara

Fu

poi al concilio generale di Firenze


di

col patriarca
altri

Costantinopoli,
principi

ed

sollecito e zelante pastore, dotto nella scienza legale, e soprattutto

vescovi, e

d' oriente,

aman-

te della giustizia, senza alcun vima-

no riguardo

ed
(s.).

anco a discapito
F. Cesario
occidentale
(s.).

ove segnatamente a merito di lui si conchiuse per l' undecima volta r unione della chiesa greca e latina.

de' suoi personali vantaggi.

Dappoi
re
il

fu

spedito legato nei

regni

CESAREO
cui

di Polonia e d' Ungheria,

ad indur-

CESARIANA
provincia
nella

[Caesariana). Sede
,

vescovile dell' Africa

la

incerta.
Coli.

Se ne

fa

menzione

CESARINI

Carthag. Giuliano, Cardinale,

re Uladislao ad armarsi conAmuratte gran signore dei turchi, ed andato con quel monarca alla funesta battaglia di Varna, rest con lui ucciso nel i444> di quaran-

tro

Giuliano Cesarini, nato a Roma nel accoppiava alla pi distinta 1 398,


nobilt,

tasei anni, e

diciotto di Cardinalato,

essendo vescovo Tusculano. Altri vogliono, che escito dalle


chi,

gegno.

non comune acutezza d'inFrequent le universit di Perugia, Bologna e Padova, nella


quale ultima fu professore di diritQuindi passato alla corte del to.
Cardinal

mani

dei

Turdi

restasse trucidato dagli

Ungari.
atti

Divotissimo, esercitava molti


cristiana mortificazione, per

cui

fu

con

lui

Branda Castiglioni, and poi tornato a in Boemia


;

altamente commendato da parecchi gravissimi uomini, e da Pio li appellato coir epiteto di ammirabile.

{ionia, divenne uditore di

Ruota, ed

Venne da

tutti

compianto per

la

sua

CES
afibillt,

CES
e
scienza.

123
statuti

integrit,

La

sacco di

Roma

fu dato in ostaggio.
gli

vita

di

ta
I

da
in

questo Cardinale raccolVespasiano , fu pubblica-

Nel

i53i pubblic
chiesa
di

sino;

dali della

Pamplona
conclave

ed

nell'anno 1763. Se ne ha un'altra da Giambattista Alegiani, che nell'anno stesso fu divulta

Roma

eletto assente

dal

Adria-

no
lo

VI il sagro Collegio iiiviola Saragozza per esibire al Pon,

gata in

Roma

colla vita della beala

tefice

il

dovuto omaggio
III

nome
lo insi

Gabriela Sforza.

V. Sforza,
i

Ferviti,

del venerando senato, e del popolo

Conti e Savdli,

beni prerogative,

romano. Paolo
gratulasse

nel

i537

ed onorificenze
ed
ni,

de' quali

vennero in
Cesari-

vi legato a Carlo

perch

conri-

progresso ereditate dalla nobilissima


illustre famiglia

con
i

lui

della vittoria
;

romana
di

portata sopra
di

tunisini

poi al re
(ce-

distinta colia qualifica

GonrO'

Francia per riconciliailo con

faloniere perpetuo

del

popolo

sare, quindi coi Cardinali

Campeggi

mano (F^edi). CESARINI


per
sci
la

e Grimani ebbe ordine di tener iu GnjtiANO,

Cardinale.

dovere,
rati,

punire

ministri dello
ai

Giuliano Cesarini, barone di

Roma,

stato ecclesiastico.

Mecenate

lette-

sua indole assai virtuosa riecaro a tutti. Era protonotario


s.

ne albergava parecchi
;

nella pro-

pria casa

fu

uno

dei deputati so-

apostolico, e canonico di

Pietro,
A."

pra

gli affari
i

del concilio di Trento,

quando
cono dei

ai

ar agosto del 149^3

lessandro

VI
ss.

lo cre Cardinal

diaarci-

Sergio

e Bacco

e dopo conclavi di Adriano VI, Clemente VII, e Paolo III, mori a Roma nel i5^2, avendo compiti

prete della basilica liberiana, e nel

venticinque anni di Cardinalato.


sepolto nella
S,

Fu

Poi da Giulio II ebbe l'abbazia di Nonantola, che rendeva mille e seicento fiorini d'oro di camera ; ma nel 1 5 1 o mor a Roma, dopo i comizi di Pio III e Giulio II. Fu sepolto a s. Madi Ascoli.
ria

i5oo vescovo

tomba

di

sua famiglia a

M.

in Araceli.

CESARINI
le.

Alessandro, Cardinal Alessandro Cesarini nacque a Ronel

ma

1590, e discendeva dai du-

chi di Civitanuova. Studi nella universit di

in Araceli.

Parma,
j

CESARINI

Alessandro, Cardinale.

fu laureato

poi a Roma, ove divenne cherico di cadel

Alessandro Cesarini, romano, era amico al Cardinal de' Medici, poi Papa

mera

governatore
del

conclave in
,

cui fu eletto

Urbano Vili
1627
s.

che
in

ai

Leone
1

fu protonotario apostolico,

3o agosto
dinal

lo

cre

Car-

e dal detto Leone X, nel primo luglio

diacono di
;

Maria
l'
,

Do-

7,

fu creato Cardinal diacono dei

mnica
nia

poscia

ebbe

altra diaco-

ss.

Sergio e Bacco , diaconia cui poscia

cambi nel i5^i col vescovato di Palestrina, sotto Paolo III. Benemerito
della Santa Sede, consegui
vati
i

di S. M, in Vialata e nel i636 fu vescovo di Viterbo, chiessi cui dopo trenta mesi rinunzi. Du-

vesco-

rante
pietra

il

suo governo, gett


di
s.

Cuenca nella Spagna, nel 1 5 1 9 da Leone X ebbe


di

Pamplona

pel tempio
il

la prima Leonardo

fond

seminario e l'arricch.
la chiesa

quelli di

Oppido e Gerace; nel iS-G da Clemente VII ottenne l'amministrazione della chiesa di Alessano, e

Roma

consacr

delle

mo-

dell'arcivescovato

di

Otranto.

Wel

nache di s. Caterina nel Quirinale, e poco dopo mor nel 1644} di cinqnantqquattro anni, e diciassette di Cai>

1^4
dinalato.

CES
Fu
sepolto

CES
a
di
s.

Maria in
di

ad onore
r
,

del santo martire la restau-

Araceli nella

tomba
(s.)

sua famiglia.
profes-

CESARIO
dria, pass la

medico

sione, compiti gli studi

in

Alessandella

e l* assegn per diaconia al Cardinal Silvestro Aldobrandini suo pronipote. Z-^. Cdesa di s. Cesareo.

maggior
corte

parte

CESARIO

(s.),

vescovo di Arles,
^^'jo \n.
all'

sua vita alla


Giuliano.
Il

dell'imperatore
s.

fratello di lui

Grego-

nacque nell'anno 4^9 o lons-sur-Saone. Giunto


clesiastico,

Chdi

et

rio di Nazianzo ne lo richiam, per

diciotto anni, abbracci lo stato ec-

timore che

il

lungo usare con gente

pagana

recasse

danno

alla

purit

della sua

fede, e santit de'suoi co-

e poco dopo ritirossi nel monistero di Lerins, poich desiderava di attendere alla propria san-

stumi, ed egli ben volentieri vi


consent, restituendosi
in seno

acalla

famiglia, in Cappadocia.

Morto Giusul
ai

liano, torn alla corte e fu appres-

so questore in Bitinia. Mori in


finire dell'anno

368

lasciando

poveri ogni sua


critica

sostanza.

La sana

and guari che da forte malattia, per cui dovette abbandonare il suo ritiro e recarsi ad Arles, ove fu accolto con amore dal vescovo Eonio. Questi, non appena Cesario riacquist la salute, lo promosse al sacro ortificazione.

Ma non

venne

assalito

tore di alcune opere,

auche a lui si vogliono attribuire, perch in quelle


di crederlo
si

non permette

dine del sacerdozio, e poscia lo no-

min abbate
esercitate

di un convento situato a poca distanza dalla citt. Le virt

fa

scrissero

menzione di autori molto tempo dopo


,

quali
la

da questo santo,
la

gli

prosede Egli

morte, e
que' di

si

parla di popoli

sua che a

cacciarono

comune
il

estimazione,
la

ed essendo rimasta vacante


vescovile di Arles,

non

erano conosciuti.

La
nel

clero lo elesse
dignit.

Chiesa onora la sua memoria giorno 25 febbraio.

ad r

occupare

quella

studiossi allora di rimettere in vigore

CESARIO
tire,

era

o CESAREO diacono africano,


terzo.

(s.),

marfiori-

ecclesiastica disciplina

e di prov-

vedere con
bisogni
cattiv

sollecitudine

paterna ai
di
cui
si

va nel secolo
Terracina,

Egli recossi

del

suo

gregge,
l'

ove era in vigore la barbara usanza di gettare in mare un giovane dopo aver sagrificato ad Apolline.

ben presto

affetto.

Senon-

Cesario
di

che un
infa-

ch uno scellerato congiur contro di lui, ed accusollo di tradimento Questi, senza presso il re Alerico.

giorno

fu

testimonio

tale

me
il

misfatto,
zelo,

non potendo contenere


inve contro queste su-

suo

esaminar la causa, lo mand in esilio a Bordeaux, dal quale per altro poco dopo lo richiam, condannan-

venne condotto innanzi al governatore, il quale avendo fatto arrestare anche


perstizioni.

Arrestato perci

do l'accusatore ad
la qual

essere lapidato,

sentenza
il

sarebbe stata esesi

guita, se

vescovo non
diversi

fosse

in-

vm sacerdote di nomeLuciano, comand che ambedue fosseio rinchiusi


in

terposto a vantaggio di
assistette

lui.
,

Cesario
e
nel-

concilii

un

sacco, e gettati in
//

mare.

S.

l'anno 5oG, trovossi a quello di Agole


in
,

Gregorio

Grande

fa

menzione

di
s.

qualit

di

presidente;

nel
il

una
per

chiesa in
,

Roma

intitolata a

5 3
1

and a Roma ove ottenne

Cesario

la

quale

poscia

la vecchiezza.

Ma

decadde Clemente Vili

pallio dal

Sommo
524

Pontefice

Simma-

co; e nel

celebr

un

concilio in

CES
Arles.
stabiJito

CES
per avere
vergini in

125
vescovile,
dello

celebre

anche
di

CESENA
tica

{Cesenalen.y Citt annella

un nionistero

con

residenza
,

Arles, e per parecchie

opere,

che

stato pontificio

legazione
del

di

furono date alle stampe. Comp la sua carriera mortale ai 27 agosto


del 542.

Forl, situata alla destra

fiume

Savio in perfetta pianura, sull'estrema falda dell'ameno colle Garampo, di cui


rio

CESAPiIO,

Cardinale.

Cesario,

segue

l'incurvatura.
e

Il

vescovo, Cardinal di Ostia, fu ascritto al sagro Collegio


I

Cesoia scoiare dall'alto,


il

dopo

da Eugenio
all'

II

attraversato

suo recinto, va a concontiene


begli
edifizi,
il

che

fu

Papa

dall'
(s.).

824

827.
S.

giungersi col fiume principale. Oltre

CESARIO
sario,

Monache.

Ce-

la cattedrale,

poi

monaco prima di Lerins, e nell'anno 5o2 vescovo d' Arles,


due
,

ed degno
vio,

di essei*e ricordato
si

pon-

te a tre arcate per cui

passa

il

Sa-

risplendette per santit, ed ebbe


sorelle

monumento

di

Clemente Vili,
fontana
di

quali,
la

chiamate Cesarie tma delle dopo essere stata maestra delregina santa Radegunda, fu deabbadessa
fratello
il

Aldohrandini. Nella piazza principale

esiste

una bellissima

stinata

che

Arles, e istituito

tamente
Pontefice
te di

scritte
s.

nel monistero , avea fabbricato in con regole apposied approvate dal


la

marmo, con istupendi giuochi d'acqua. La celebratissima biblioteca dei


codici Malatestiani fa

datore Malatesta IV,

onore al fonchiamato anNovello.

che

Domenico Malatesta
Fano, fu gi
,

Simmaco. Dopo
s.
l'

morvi

Quella fabbrica fu eretta


architetto di

da

Nuni

tale

abbadessa.
la

Cesario

in custo-

pose a

reggerlo

altra sorella.

Le
,

dia de' conventuali


di
s.

perci detta
il

monache vestivano

tonaca bianca

Francesco
,

e durante

govei*-

che cingevano ne'fanchi, e si ricuoprivano il capo con un velo nero. y. Ludovico Sammartani pag. 4^, all'anno 543, e il Bonanni, Catalogo degli Ordini religiosi, p. XXI.

no Cisalpino
si

nelle
i

nuove

camere
si

depositarono

libri

delle soppres-

se biblioteche religiose, e vi

tras-

portarono dal pubblico ridotto i ritratti dei molti ragguardevoli cesenati,


i

CESAROPOLI

{Caesaropolitan.).

quali illustrarono

la

patria.

Sede vescovile in parlibus della seconda Macedonia nell' esarcato del suo nome, eretta nel nono secolo
e

Alla biblioteca

Malatestiana

trovasi

unita quella della comvmit; e vici-

sottoposta

alla

metropolitana
suoi

di

Filippi.

Gli ultimi

vescovi in
,

partibus
d.

sono Ludovico Gorski e Giuseppe de' conti Pecci di Gub-

non ha guari un locale per le pubpalazzi meritabliche scuole. Fra no menzione quello della comune nonch quelli dei Chiaramonti, dei

no a questo

edifizio

stato eretto

bio, prevosto della cattedrale di sua


patria,

che

il

regnante
de' 2 2

Gregorio

XVI,
bre

nel concistoro

novemdi

Dandini, dei Guidi, dei Chini, dei Romagnoli, de' Locatelli, e dei Venturelli. Alla patria amorevolezza, ed
all'intelligenza dei

1839, dichiar vescovo


il

Ce-

due

privati cittasi

saropoli, coll'indidto

di ritenere la

dini Ragazzini e
la

Guerra,
nel

doveva

detta prepositura. Quindi

mededel
alla

pinacoteca fondata

simo Pontefice, nel primo marzo 1841,

concistoro
lo trasfer

del Carmine,

cotanto
;

convento utile per lo


attesa
la

studio della pittura

ma,

sede resideu/iale di Gubbio.

morte

dell'

ultimo, e la partenza da

6 s

126
chi quadri.
le

CES
vi

CES
rimasero povi

Cesena del primo,

Una

volta

fiorirono
dei ri-

recarono immensa rovina; e non potendo fare resistenza al numeroso


le

accademie degli

offuscati,

esercito di
III

Totila,
il

gl'invio

Ignazio

formatori, poi imite ai flomati, ac-

suo vescovo,

quale

mediante
dalla

cademici tuttora

esistenti

sonovi anle

fervorose

preghiere

salvolla

cora una colonia arcadica, e

ac-

totale distruzione,
ciata.

da

cui era

minac-

cademie filodi'ammatica,
nica.

e filarmo-

Soccorsa
dalla

poscia

da

Belisario,

vede sull'erta del monte, da dove i cittavecchia rocca


si

La

e liberata
zione,

straniera
di

fu cinta
il

dominamura, e posta
Longino
esaril

dini discesero al piano,

e vuoisi eII.

sotto

comando
e

di

retta dall' imperatore Federico

ca di Ravenna,

rimessa

sotto

L'origine del
sena,
si

nome

fa

derivare

tagliata, e dal

nome

Cesena, Caeda una selva Caesennula dae


,

potere degli imperatori di Oriente,

to

ad un

suo rivo,

nel

Calli

caesus, oggi

Caliscese

parrocchia

il Pisciatello. E qui appunto, come osserva il eh. Castellano, lo Stato Pontificio^ pag. 588,

suburbana lungo

non senza provare ulteriori disastri, mentre se da Narsete fu restaurata, Luitprando la fece incendiare. Divenuti i romani Pontefici, vei*so l'anno ySo, sovrani per volontaria dedizione

dei popoli,
s.

allorch

sedeva sulla cattedra di


zelante Pontefice
s.

Pietro

il

sembra doversi riconoscere selva Lituana, ove i galli


anni avanti l'era cristiana,
ticinquemila

la

vasta
1

Zaccaria, venenl'e-

boi, 2

do minacciato
protezione del
tal

da Luitprando
si

riporta-

sarcato di Ravenna,

pose sotto la
di
effetto

rono una strepitosa vittoria su venromani capitanati dal console Lucio Postumio, rovesciando su di essi tutti gli alberi, che frondeggiavano la via. Postumio vi fu ucciso, ed il suo capo qual trofeo fu collocato nel tempio di Giove
Dolicheno, situato sul
nate.

Papa qual amico

re

possente.

A
si

questo
rec
,

Zaccaria nel 'j^Z


alla corte di

in

Pavia
si

Luitprando
destrezza,

conin-

tenne con

tal

che

lo

dusse a restituire alcuni territori

Ravenna, e due

parti del territorio

monte Cesecolla

Divenuta colonia romana

a Cesena, obbligandosi inoltre di restituire la stessa citt di Cesena, ed


il

residenza di

un

pretore, nel

colo Costantino imperatore


coll'aggiunta di Flavia,

1'

IV seonor
si

rimanente del

territorio,

ritorno degli

ambasciatori

come
Nelle

proinva-

spediti a Costantinopoli.

dopo il da lui Non and


di Stefade' longo-

cacci dalla riconoscenza degl' italiali


il

guari, che nel pontificato

titolo di

ospitale.

no
i

III,

Astolfo altro

re

sioni barbariche soffr pi

delle al-

bardi occup l'esarcato, e

minacci

romagnole, ed essendo in potere degli eruli, invano fu assediata da Teodorico, non potendo egli impadronirsene se non che dopo la morte del re Odoacre, perch
tre citt

dominii della Chiesa romana; laonde non potendo Stefano III induril

re

re a desistere dalle sue

inva-

sioni,

n ottenere aiuto dall'imperasi

tore di oriente,

rec

in

Francia
l'

Liberio,
la
la

il

quale

la

difendeva, glie-

ad invocar quello

di Pipino, e

ot-

cedette l'anno

caduta del
e

49^ di Cristo. Alromano impero, Ceal

sena .soggiacque
dei vandali,

dominio

de' goti,
,

tenne in guisa, che Pipino colla forza delle armi obblig Astolfo a restituire r esarcato ed altre terre, il

de' longobardi

che

perch nel

yjy,

seconda

della

CES
convenzione fatta fra il principe francese e il Papa, Pipino ampli il
principato
colla

CES
Avignone contro
nemici,
di
lui

10.7

gli

altri

nomin
il

il

Cardinal legato AlItalia

del

Romano
dell'

Pontefice
,

boi'noz in capo dell'esercito crocialo.

donazione
citt

dell' esarcato

e
fra

di
le

Giunto
delaffi

Porporato in
la

Or^otto

ventidue
massini,
scipl.

Emilia,

affid

difesa

di

Cesena a
di

quali Cesena,

come
vet.,

si

ha dal
da

ToAnada

sua moglie Maria, conosciuta


il

De

et nov.

Eccl. di-

nome

di Cia, e

figlia

Vanni
di

tom.

Ili,

dal Pagi,

Ubaldini, la quale

fece

prodigi

stasio bibliotecario, dal Borgia, e


altri.

valore, degni di paragonarsi a quelli


d'

un gran

capitano. Dappoich, raccitt

Sebbene questa citt divenne dominio della Sede Apostolica, ne' successivi secoli soffr non poche disastrose vicende, venendo distrutta da Berengario, e rifabbricata da tigone duca di Toscana rovinata da Aiberico altro duca di Toscana, e dal Pontefice s. Gregorio ^11 rinnovata ed accresciuta nel secolo
,

chiusasi

nella

con

soli

dueeserciil

cento
to,

fanti,

altrettanti

cavalli,

guerreggi contro numeroso

disputando
a
e

palmo a palmo
rovinare
,

terreno, e dall'ultima torre, ch'era


gi prossima
usc

con
giu-

onorevole capitolazione

ai

gno
tutti
lacci

i3^
,

>

per

altro

tratto di

eroismo
i

preserv

dalla

prigionia
ai

govern colle proprie leggi municipali, ed ora le ricevette


XI.
si

Ora

suoi,

offrendo

piuttosto

le

proprie mani.
:

dai
Si

signori

delle

vicine

contrade.
dei

difese contro la forza

bolo-

Ne qui terminarono i disastri che infuriando nuovamente le fazioni de' guelfi, e ghibellini

gnesi, dei
i

polenlani, e degli estensi,

per

!a

quali per in epoche diverse po-

Romagna,
vincia

il

Pontefice Gregorio
in

XI

terono dominarla. Prest ajuto alla repubblica forenlina molestata dalle

da Avignone sped

questa pro-

un corpo
i

di
,

truppe per conle-

famose fazioni dei bianchi


sena pei tiranni

neri.

tenere

ribelli

nominandone
Roberto
di

Si accrebbe lo stato agitato di Ce,

gato

il

Cardinal

Gine-

che

volevano
residenza

si-

vra, poi

gnoreggiarla, allorquando

Clemente
in

VII;
nere

ma
la

famoso antipapa Clemente questi non potendo ottesi

stabili

la

pontificia
i

pacificazione,

rec a Ce-

Avignone, sebbene Papi non mancarono di tenerla soggetta al dominio della Chiesa , deputandovi a reggerla dei governatori, con titolo di conti di Romagna. Ma anelando Cesena il libero reggimento, risolse
di

sena, ove soverchiamente condiscen-

dendo

alla

sfrenata

licenza

de' sol-

dati brettoni, fu cagione che costoro, autorizzati

dalla sua
i

dissimula-

zione, provocassero
insulti cos

cesenati
li

con

gravi, che
le

costrinsero

rieopeiaie

col

resto

della prola

a prendere

armi.

Questi uccisero

vincia la pristina libert,

quale

per fu di corta durata, dovendo piegare davanti la fortuna, e pei segreti trattati

ottocento brettoni, sebbene il Muratori, Annali d' Italia, t. VIII, par.


II

p.

o,

dica

soli

trecento.

Per

del

prode
signore

Francesco
di

degli

Ordelaffi,

Forl.
al-

tanto avvenimento il Cardinal legato con buone maniere, e per mezzo di

Quindi avendo
tre citt

questi

usurpato
della

di

ragione

romana
iSSy, in

Galeotto Malatesta, quiet il tumulto, si fece consegnare la rocca che fortific,

Chiesa, Innocenzo VI, nel

ed indusse

gli

abitanti

a de-

, ,

128
porre
le

CES
armi, assicurandoli con giudi poter vivere
di

CES
Undesualdo tedesco
, ,

verso

il

dereil

con sicurezza ma non pass molto che i soldati brettoni esasperati per la
; ,

ramento

clinare del secolo

XIV.

Carlo

staur r antica rocca


bel castello
s.

e fabbric

morte de' compagni


corpo
tro
s
i

uniti

ad vm
con-

Giorgio, del quale non rimane che una semplice torre


;

d' inglesi,

si

scagliarono
,

l'andolfo

l'

accrebbe
porta

di
,

nuove
e dal
si

ne fecero orrendo macello, che non perdocesenati inermi

mura
di lui

dalla parte del

nord

nome

la

Cerviense

nando nemmeno
mila persone.
sagre
i

a'

bambini, donne
tre,

e sacerdoti, uccisero

o quattrola

Tale licenza militare, che


vergini

fu
i

sficnata

monisteri delle

stesse
effetti.
,

lagrimevoli

ne provarono Tutto fu posto


chiese
,

chiam pandolfina; finalmente Domenico Malatesta , detto Novello in Firenze ottenne da Eugenio IV la conferma degli statuti della citt, eresse la summentovata biblioteca
di
s.

Francesco, e termin
rifatto

il

ponte
Il

a ruba e a sacco

e case

poi

da

Clemente

Vili.

cose sagre
:

e profane, tutto fu

ma-

Pontefice
latesta

Nicol

V,

a'

2q agosto

nomesso catastrofe , che si descrive dal Chiaramonti nella Storia di


Cesena, a p. 655, e da s. Antolegato ad il quale paragona il Erode e a Nerone, siccome gi connino,

Quindi deli' ordita trama. per maggior sciagura, avendo i cesenati chiamato da Faenza Giovanni Aguto, questi col pi nero tradimento, cogli ausiliari faentini pose a ferro e a fuoco la misera citt.
sapevole
Cos maltrattata e distrutta in mol-

14495 conferm a Sigismondo Mail vicariato di Rimini , di Cesena, e di altre citt con determinato censo, e poi con diploma del primo marzo i452, aggiunse a Cesena l'agro di Cervia. Nel pontificato per di Paolo II, estinguendosi la linea dei Malatesta vicari di

Cesena, questa citt ritorn all'ubbidienza totale


fice

del
:

nel

465
fra'

il

sovrano Ponteperch vennero


i

nuovamente approvati
e privilegi,

suoi statuti

Cesena da Urbano VI, che nel iSyS era successo a Gregorio Xr, conceduta in vicariato ed in investitura al menzionato Galeotte parti, fu

quali di poter con^

tinuare a celebrare nella citt

co-

me
to,

si

praticava da un
giostra
,

tempo rimocon armi


rappresentanti

la

torneo

to Malatesta,
i

e a' suoi discendenti

grevi

da

battaglia

quali la conservarono sino al 1466. Tuttavolta leggiamo nella vita d'Innocenzo VII, che nel i4o5 essen-

lennit e

un' azione di guerra, con tutta somagnificenza a seconda


,

de' capitoli

do morto Fiancesco Ordelaffi signore di Forl e di Cesena, queste due dominio citt tornarono al pieno
della santa

do
al
il

il

medesima, stabilenPontefice Paolo II vnj premio


della

vincitore;

giostra,

che descrive

Fiumana

nella sua Relazione ec.,

Sede.
,

di cui
i

Certo

che

Malatesta conti,

e furono nuarono nel vicarialo grandemente benemeriti di Cesena, perch dapprima Galeotto fabbricovvi le mura, e disegn il piano della piazza; ed Andrea vi eresse
la

parleremo appresso. Assunto al trono pontificio Innocenzo Vili, nel i4^4> benevolo a

Cesena, la distinse col glorioso epiteto di Propugnacolo della Romagna. Quindi dall'immediato suo successore Alessandro VI, lorgia , sra-

magniica caltedrulc

sul

di&cgno

ynuolo, nella citt fu posto un pre-

CES
sidio formato di suoi connazionali, dipendente da Cesare Borgia suo figlio, al quale nel i5o2 don Cesena, come avea fatto di altre citt di Ro-

129
Paolo IH,

gando
poi'si

alla costituzione di
il

ordin che
dieci dottori

collegio dovesse

comdi
fosse

di dieci dottori
laici,
il

chierici, e

del

quale

magna per cui r avea dichiarato duca della provincia titolo e dominio, che perdette colla morte del
,

priore perpetuo sede vacante


il

vescovo, e

nella

vicario capitolare: e

distribu gli uffizi ai dottori laici in

padre.
dosi

Fu

allora, che,

assalita dai

modo, che

il

pi

anziano

dovesse

veneziani

all'

improvviso, conservan-

fedele alla santa Sede, valoro-

supplire al governatore assente. Diinjuncto, loc. poi colla bolla

Ex

samente fece loro resistenza; laonde Giulio II in premio la chiam fedelissima ctlj le condon il diritto daziario, e ne affid il governo ai Cardinali, fra cui si annoverano
Alidosio, e Medici,
il

392, dei 20 aprile 1725, accord all' accademia della medesima dare la laurea citt, la facolt di dottorale in teologia, non avendola
cit.

p.

fino allora se

non che per


la

1'

uno e
e

quale ultimo vi

l'altro diritto, e per

filosofia
lui

eresse qualche edifizio, facendovi pu-

medicina. Clemente XII, di

im-

re

ambedue
legati

la

loro residenza. Quindi


dei suoi

nel

i5i7 dal governo

parti-

colari

pass a quello dei presie poi all'altro dei


della stessa
fu
il

denti di
legati

Romagna,

mediato successore, fu grandemente benemerito di Cesena, come si legge nella bolla Per multa, a segno che cittadini a perpetua memoria gli
i

apostolici
il

RomaCardi-

eressero

una statua
il

di

marmo,
le

cui

gna,

primo de' quali nal Cibo Malaspina.

collocarono nel palazzo pubblico.

Le

permise
ai

teatro,

die

era

stato

Lo
al

stesso

Giulio

II,

24 giuCe,

sospeso, e la celebrazione della tanto

gno i5o4, concesse


collegio dei
i

diversi privilegi

giurisconsulti di

rinomata giostra ; prese cura delle fonti neglette, ampli le facolt del
governatore, rifece quello
nit,
le

sena,

quali furono approvati

ed

della

sa-

ampliati dai Pontefici successori, co-

don quattro mila scudi per


il

me

braio

Clemente VII fece ai io feb5i^, Paolo III ai 3o dicembre i535. Paolo V ai 5 settembre 1610, Alessandro VII ai 9 dicemai 28 bi*e 16,57, ^ Clemente .settembre 1675. Siccome questo collegio componevasi di venti dottori laici, avendo proibito Paolo III, che vi fossero ammessi i chierici, poich

risarcire
le

ponte
gli

sul

fiume

Savio;

restitu

antichi

maestri,

che

per mancanza di stipendio erano diminuiti nelle scuole , ed al senato


natico.
il dominio sul porto CeseQuesto sta nel borgo Cesenatico, costruito sotto Giovanni XXII sulla spiaggia dell' Adriatico, ed buon porto, col quale comunica un piccolo canale, il cui ponte nel 1578 fu fatto edificare da Gregorio XIII,

rinnov

il

priore nell' assenza del governatole

re della citt doveva farne


(

veci

la

qual cosa non

permessa ad

in

uno a

diverse
si

abitazioni.
le

Nelle

un chierico ), nondimeno i chierici sempre procurarono di esservi ammessi.

sue vicinanze

additano
,

Nuove
le

Taverne cossuziane

eh' erano

Ed
agli

II

perci, che
aprile
1

Benedetto

frontiere cispadane della

repubblica

XUI,
rom.

stituzione Ecclesiae
t.

725, colla coCalhoUcaej Bull,


p.

XI, par,
VO!..
XI.

II,

890,

dero-

romana. La rocca fu incendiata nel t8i3 dagl'inglesi, allorch vi approdarono; ma attualmente non pih

, ,

r3o

CES
palazzo, dalla

CES
cui

F. la Relazione di quanto opero Cesena in rendimento di grazie a Clemente XII , di ci. Carlo Fiumana arciprete Cesenate, Venezia 1732. Divenuto Pontefice Pio VI, Braschi, di Cesena, nel 1776, per dare una prova di attaccamento alla patria, e per accrescere ne' concittadini r amore alle scienze, con un breve le don la sua biblioteca, cogli accrescimenti che vi avrebbe fatti ed acdui'ante il suo pontificato
seggetta a Cesena.
;

loggia

compartii

l'apostolica benedizione. Quivi, deposta


la
i

formalit del suo grado, volle


suoi congiunti a mensa,

tutti

com-

prese

le

donne e

fanciulli.
la

Nel giorno

appresso celebr
d' oro,

messa nella catil

tedrale, lasciando ivi

prezioso calice

la

ricca pianeta,

ed ascolt

poi quella di monsignor Ponzetti caudatario, indi

ammise
s.

al bacio del piei

de

il

capitolo, visit

monisteri di

s.

Chiara, e di

Caterina^ e nel se-

ciocch potesse rendersi pubblica co-

me

quella dell' istituto di


il

Bologna
le

incaric

suo architetto cav. Cosidi

mo

Morelli

prendere

analotanto

guente venerd, dopo avere ascoltata la messa nella chiesa de' serviti, prosegu il suo viaggio. Quindi vi ritorn a' 29 maggio in giorno di mercoled, ad ore ventitre ; visit subito
al
la

ghe misure, e
tasse la

nel disegno velie imi-

cattedrale,

di poi
,

si

rec

Casanatense di

Roma

proprio

palazzo

per

la

forma che pel


le

resto,

doven-

suoi parenti.
sta del

Nel d

ove trov i seguente fe,

dovi essere annesse


guito,

abitazioni pei

Corpus Domini^ celebr

la

maestri e custodi. L' edifizio fu ese-

ma

per

1'

occupazione di Ros'

ma

francesi

1798,! impadronirono della libreria privata di Pio VI, e venne quindi venduta per
medesimi subito
il

operata da' francesi nel

messa nella cattedrale, ed assistito dai monsignori Bandi e Locatelli port processionalmente la ss. Eucaristia,

colla

trina benedizione.

sagrare la

quale poi diede la Volle inoltre conchiesa de' serviti essendo


,

vile
,

prezzo

di dodici

mila scuingenti

stata rinnovata, e vi lasci

perpetua

di

mentre

avea

costato

memoria

della funzione, con

una

iscri-

somme.

zione composta e scritta dallo stesso

Quando Pio VI,

nel

1782, parfi

Pio VI, che

si

legge nel Tavanti


t.

da Roma per Vienna, marted 5 marzo, giunse a Cesena, ed alloggi


nel palazzo della propria
alla cui
testa
il

Fasti d Pio VI,

I,

p.

i5i. Nella

famiglia

sua permanenza in Cesena, il Papa assistette a un triduo di ringraziamento celebrato pel

ne trov
tutto
alle
viti
il

con dolce soddisfazioCardinal Bandi suo zio,


e

prospero

ritc)rno nei

suoi stali, ed

avendo praticato varie

sua sorella donna Giulia Onesti,


nobile

dimostrazioni di affetto, e beneficenza co' suoi concittadini, part da Ce-

parentado.

Smont

ore 18 alla chiesa dei pp. serricevuto dal menzionato porpo-

sena

ai

^^

gii'oii^-

Accaduta nel declinare del secolo

rato, dal vescovo


)i,

non meno che dai vescovi


Berti noro,

Francesco Agoseldi ForSarsina


ec.

XVI II

la rivoluzione e

la

repubblica

francese,

avendo

essa decretato l'oc-

l,

Cervia,

cupazione dello stato pontificio, super compierne il disegno; laonde Pio VI dovette accettare dure condizioni nell'armistizio
scit pretesti
di

dalla magistratura, nobilt, ed

im-

menso popolo. Or
di
s.

avanti

l'allaie

Carlo, e sulla

antenati, quindi a piedi

tomba de' suoi and al suo

Bologna,

coslretlo

poi

come

CES
principe a respingere l'oppressione, oppose ai francesi un esercito. Questo fu da quelli sbandato sulle sponde del Senio, per cui nel febbi'aio 1797 il general Victor s'impadron di Cesena, che in un alla Romagna dovette cedere Pio VI nella pace di
la

CES
lenta marcia delle truppe
gli stali

i3i
austria-

che per
le

della Chiesa, e per

difficolt,
i

che
il

apponeva

Murat
dal-

nell'evacuare
le

distretti occupali
:

Tolentino,
to

a'

23

febbraio
col

di

det-

anno;

perlocch

dine di cose, tenne alla repubblica


poi al regno italico,

nuovo orCesena prima apparcisalpina


,

e
di

perch Pio VII si trattenne in Cesena sino ai 7 di maggio. Finalmente nell' anno appresso 18 i5. Cesena fu restituita al governo pontificio, e compresa nella provincia forlivese, essendo stata tolta, e resa alla Chiesa Romana sotto
sue truppe

come capo

due Pontefici
Il

cesenati.

circondario

del

dipartimento

del

Rubicone. Quando trionfalmente l'altro Cesenate Pio VIF, Chinramonti,


nel 1814, fece ritorno /e' suoi stati, Cesena era ancoj-a soggetta al do-

vangelo fu predicato in Cesena nei primi tempi della Chiesa, da s.

Timoteo discepolo
s.

di

s.

Paolo, o da
s.

Apollinare discepolo di

Pietro,
s.

divenendone primo vescovo

File-

minio straniero: tuttavia accolse tripudiante frale sue mura l'augusto concittadino nel giorno 20 aprile. Durante il suo soggiorno, nel d primo maggio, si rec al santuario per coronarvi, come diremo, l'immagine della Madonna. Nel giorno 5 maggio celebr la messa nella cattedrale all' altare della b. Vergine
del

mone
no 92

d'Asia, altro discepolo di san


si

Paolo, la cui morte


sede vescovile
fu

pone
;

nell'an-

dell'era cristiana

quindi la

dichiarata sufFra-

ganea di Ravenna , ci che alcuni fanno incominciare nel terzo secolo.

Fra

pi celebri suoi vescovi sono

a rammentarsi

principalmente

san

Severo alemanno,
s.

fatto l'anno ^^'^,

popolo,

quindi

ammise

nella

Mauro romano vescovo


Pontefice
vi

del 934,

.stanza capitolare al bacio del


le

piede
;

nipote del

Giovanni
1

IX;

dame

nobili della citt


,

Giovanni
ai 2 di

li di

Cesena, il quale nel


celebr

042

recatosi

da al palazzo comunale una ringhiera compart al numeroso popolo r apostolica benedizione. A Cesena Pio VII ricevette il re Gioacchino Murat, e da Cesena scrisse a Luigi

giugno,

un
di

concilio,

e vi fond
concilio che

una comunit
il

chierici

regolari pel servizio della sua chiesa,

Lenglet
i

l'egistra all'an-

XVII I

re

di

Francia.

Questi due memorabili avvenimenti

no precedente o4 11 Labb ne tratta nel tomo IX, l'Arduino nel tom. VI e rUghelli nel tom. II. Il Garampi
1

meritano leggersi per la loio importanza, nella applaudita Storia di Pio VII, tradotta in italiano dal Rovida, nel voi. II, alla pag. 2 33, e seg. Quindi ai 4 maggio da Cesena Pio VII diresse ai suoi sudditi una paterna allocuzione sulle sue
disgrazie, prigionia
sulle disposizioni
,

nelle sue

Memorie

a pag. 276, e

3 IO, parla di tal convitto claustrale

dur sino al r335, 9 novembre Francesco Oicanonici ad abbandelaffi costrinse donai'e la canonica. Il vescovo Gede' canonici, che

in cui ai

bizo

liberazione
in

militari
il

Italia

Cardinale di s. Chiesa, nel , 1078, e Folcuino di Fossorabrone furono spediti da Papa s. Gregorio VII,
legati

che ritardarono

suo ingresso

in

quali

apostolici, a

Demetrio

Roma

sino

ai

24

maggio,

stante

principe di Dalmazia, e di Schiavo-

i32
vincia

CES
,

CES
pensa accord a ciascuna di esse <li poter nominare un alunno cesenate

nia, per dichiararlo re di queste pro-

ed imporgli la corona, e le Benno, o Bennone , dei Coditi venne fatto vescovo nel i i 26 da Onorio li, e Cardinale ; Fazio Santorio viterbese, fu fatto vescovo e Cardinal nel 5o4 da Giulio II ; Michelangelo Tonti riminese da Paolo V venne creato Cardinale, e nel 6og
insegne
reali;
1

per esservi ammesso gratis. Oltre a ci Bendetto XIII soppresse un piccolo convento degli agostiniani
fuori della citt, perch eranvi
soli

due
del

religiosi,

e la confraternita
la chiesa

Rosario presso
la bolla,

de'

dome-

nicani, per le ragioni

che dice nelbeni di ambe-

vescovo di Cesena; Francesco Sacrati


ferrarese

applicando

da Gregorio

XV

venne

ele-

due

allo stesso

seminario.

sicco-

vato al Cardinalato, e nel 1622 a questo

vescovato;

Pietro

Bonaventura

era vescovo di Cesena, aveva osservato la cattiva ammini-

me quando

Nosile di Urbino, nel i638, pubblic

Giovanni Casimiro Denhoff, Cardinale d'Innocenzo XI, e vescovo Cesenate, dopo il


le

ordinanze sinodali

monte di piet, e dei due ospedali del ss. Crocefisso, e di s. Tobia, COSI ai i5 agosto 1726,
strazione del
col disposto della bolla

Quotiescuinp.

seguente,

celebr

il

sinodo

dioce-

que, Bull.

Rom. tom. XII,


,

ii3,

che fu stampato nel 1698 in Cesena. 11 Cardinal Vincenzo Maria Orsini , che da arcivescovo di Manfredonia da Innocenzo XI , ai 22 gennaio 1680 fu trasferito alla sede di Cesena, cui egli govern con esemplar piet , e zelo pastorale
sano,
, ,

stabiPi diversi regolamenti, co' quali


ai danni anteriori ed al Finalmente merita di essere rammentato il vescovo di Cesena Carlo Bellisomi da Pio VI creato anche Cardinale al quale nel conclave per la di lui morte manc un voto per divenir Papa sebbene le

provvide

futuro.

dallo stesso Pontefice nell'anno


fu traslocato a
to,

1686

quella

di

Benevendiven-

e poi

nell'anno

1724

ne supremo Gerarca col nome di Benedetto XIII. Ricordando nel pontificato la sua antica diocesi di Cesena, come pure che il seminario pei da cento e pi anni fondato appena aveva centocinquantatre annui scudi di rendita e che non essendovi gesuiti, o scochierici secolari
lopi,
i

durassero costantemente per pi di trenta giorni, ma sempre mancanti d' un voto


in

votazioni

suo

favore

necessario

al

nonica elezione.
gli

compimento della caMor nel 1808, e


successore
nel

dopo lunga sede vacante,


diede
in

Pio VII 18 16

goli,

Francesco Savorio Casliglioni di Cinornandolo altres della porpora


Cardinalizia. Egli govern la diocesi
zelo e

quali potessero istruire

nella

con dottrina,
la

piet e nelle lettere la giovent, era

dovette

lasciare

nel

prudenza 1821

ma
per

perci pi necessario di altrove che


il

quella di Frascati,
ascese alla

seminario fosse in

fiore, collii bolla

donde nel 1829 veneranda cattedra di s.


di Pio Vili.

dei

3o maggio 1724, yid ^postoRoni. tom. XI, par.


le
II,

Pietro col

nome

Allo-

lcacy Bull.
p.

ra nel breve apostolico, che indiriz-

4^2> ordin che


s.

confraternite

z alla citt di Cesena,

la

chiam

di

Tobia, della

fragio, e della
lo,

Madonna del SufMadonna del Popoin

patria di adozione, per essere stato

anteriormente acclamato patrizio cesenate

vi

concorressero ognuna con cin-

quanta scudi all'anno, ed

ricom-

ed alla cattedrale mand in dono un calice d'oro per supplire a


;

CES
quello di Pio VI, eh' era stato derubato,

CES
ro
;

i33

ed

altri preti,

e chierici pel di-

non che alcuni

ricchi para-

menti sagri. V. Series epscoporum caesenatium, composta, aumentata,


e compita dall' Ughelli
e dal Zaccaria, Cesena
,

i mentovati privennero concessi al capitolo dai Pontefici Pio VI, e Pio VII,

vino servigio. Tutti

vilegi

dal Coleto,

1779e de-

L'antica cattedrale fu edificata sul

1828, li ea monsignor vicario generale pr tempore. Nella cattedrale cvvi


stese
la

quindi Leone Xlf, nel

monte Garampo, consagrata


dicata
in

parrocchia, amministrata da

un

onore
s.

di

s.

Gio. Battista,
nell'anno
rifabbricare
,

vicario perpetuo eletto dal


fra

capitolo

dal Pontefice

Eleutero
di

igi. Quindi dovendosi

nel

pontificato

Urbano VI

si

ci, i suoi canonici, ed oltre a ve ne sono altre undici nella citt, compi'ese le suburbane. Il cimitero

eresse quella, che ora esiste con ar-

fuori della citt, ed costruito in


di Bologna,

chitettura gotica,

cata al

s.

egualmente dediPrecursore di Cristo, ed


varie
insigni relidi

modo, che dopo quello


forse
il

pi bello

delle

provincie
vi

ove

si

venerano

dello stato pontificio.

La comune
;

quie, fra le quali

una mano

san

spese pili di trenta mila scudi


in

ed

Gregorio Magno, ed i corpi dei ss. Severo e Mauro, gi vescovi di Cesena. Merita poi special menzione la
nobilissima cappella, in cui venerasi

capo

all'

arcata

ettagona

sorge

una

forma di croce greca, ed evvi qualche rimarchevole


bella chiesa in

monumento

di

marmo. L'

episcopio

con singoiar piet un'antica immagine della Madonna del Popolo, protettrice insigne della citt, solennemente coronata, come diremo, da Pio VI ai 3 giugno 1782. Il capitolo si compone
di tre dignit
,

contiguo alla cattedrale, e la


sa nei registri della
lica

mencamera apostoElsiste

tassata di
il

2 36 fiorini.

tuttora fiorente

seminario, e vi sono

due

ospedali,

ma presentemente si conmonisteri di

cio

del

prevosto
,

tano due

soli

monache

dell'arciprete

e dell'arcidiacono

di

benedettine e cappuccine, nonch due


conservatori
pericolanti
,
i

undici canonici, otto de' quali sono assegnatari,


cos'i

detti

perch percepi-

per le donzelle esposte, ed orlane , e diverse


di

scono un' annua pensione dal governo, e tre sono di giuspatronato particolare, fra' quali
to.
I
il

confraternite. Sull'alto

fuori

di

Cesena trovasi
della
ci

il

celebre

santuario

canonico curail

Madonna
,

del
il

monte de'monaPontefice

loro distintivi sono

rocchet-

cassinosi

ove
la

Pio

to, la ca,
il
il

cappa magna,
canone,
la

la

mitra bianil

VII, coll'assumervi
stica

la cocolla

mona-

bugia,

collare, e
al

incominci

sua carriera, e fu

fiocco di
:

seta

paonazza

cap-

visitato nella cella

mitra

per ne' pontificali usano la ed ogni altro distintivo proprio de' vescovi, meno il papello
gialla
,

volle

da Pio VI, il quale permutarla coli' appartamento


,

dell'abbate di governo, siccome troppo

incomoda
parzialit,

esprimendosi, che

fra

storale.

nari,

Sono vi inoltre che hanno per

tre

mansiola

cenobiti doveva l'cgnar

sempre

l'im-

distintivo
col

e la condiscendenza.
di

Meanti-

mozzetta di color violaceo,


sei

ro-

more Pio VII


posizione
libreria.
gli

questo suo
la

vescio di seta rossa; otto cappellani,

co monistero, per testamentaria dislasci

sono assegnatari, e due di particolare giuspatronato, con simile mozzetta, ma col rovescio nedei quali

sua
di

privala

Belle e grandi sono pure le


s.

chiese di

Domenico,

s.

Agosti-

i34
s.

CES
non che quella di edificata, come diremo,
nobili

CES
Odone
de' Fatlibon, dopo
li
;

no, e de' Serviti,


Cristina,

il

1 1

3o,
del

creato da Innocenzo

Girolamo

da Pio VII. Cesena vanta non poche


e distinte famiglie
,

Dandini

di

famiglia

patrizia,

dalle quali uscisantit,


soste-

rono personaggi celebri per


per le ragguardevoli

dignit

nute nella ecclesiastica gerarchia, per valor militare e letteratura. Conta di fatti tra i santi s. Manzio martire vescovo d' Ebora , s. Ildebrando vescovo e protettore di Fossombrone, s. Urbano della congregazione cassinese, oltre a diversi' beati claustrali. Per mezzo secolo la Chiesa universale fu governata da due suoi concittadini , immortali

i55i, di Giulio III ; Francesco Albizi egualmente patrizio cesenate del 1632, d'Innocenzo X; Gio. Carlo Bandi del lyyS, del nipote Pio VI; Romualdo Guidi del 1778, di Pio VI ; Romualdo Braschi One^ sii, del 1786, dello zio Pio VI; Aurelio Roverella ferrarese, nato in
Cesena, del
cesco
i

794

di Pio

VI
del

Fran-

180 3, di Pio VII; e Pier Francesco Galeri, del i8o3, egualmente di Pio VII. Evvi chi enumera fra i CarLocatelli
dinali cesenati Gianfrancesco, e Ni-

Maria

Pontefici,

il

cui

nome

sar in

etei--

col de' conti Guidi di Bagno;


il

ma
solo

na benedizione, Pio VI, Brasch, e Pio VII, Chiarainond j il primo


creato nel
l'/'jS,
I

primo nacque a Firenze, e

fu ox'iundo dell'Emilia dei marchesi


di Montebello, e in
il secondo nacque Mantova, o nei dintorni di Rimini, ove la famiglia godeva dei feudi. Finalmente i cesenati illustri nella guerra, sono Teodoro Calisesi

il

secondo neleressero
al

l'anno 1800. del pubblico


Bi'aschi
zo.

cesenati nella loggia

ridotto

una

statua colossale di

Egli ingrand la

brondiocesi di nove

parrocchie, dell' antica giurisdizione

riminese, e di quattro della ravennate.


Il

1266, Rinaldo Cinzio del i3o3, Agusello Aguselli del 353 , Gerdel
1

Chiaramonti poi prese cu-

mano Buono
diversi altri.

Polidoro

Tiberi
i

ra della propria parrocchia, fabbri-

Fiorirono fra

moltis-

cando la chiesa di s. Cristina ed imitando il disegno del Pantheon romano, e ad essa , non meno che
,

simi letterati,
poni,

Ambrone

Ugolini, cele-

bre giureconsulto, Lambertino


Fr. Michelino
,

Ram-

alla
lasci

cattedrale

ad

altre

chiese,

morendo

preziose suppellettili

Ne deve tacersi, che Pio VI coron l'immagine di s. Maria del Popolo con corona d'oro nella cattedrale; e Pio VII fece altrettanto con quella dell' Assunta nel tempio di s. Maria del Monte. Compresi i
sagre.
detti

da Cesena, Antonio Tiberti Giovanni Angnisciola Carlo Verardi , Benedetto da Cesena, Bonifacio Martinelli, Anni,

bale e Giuliano Fanlaguzzi, Giaco-

mo

Mazzoni
il il

ed
pio

altri.

Sono

pure

rinomati Rosi ni,


Uberti,
tori

dotto

canonico
Grazioso

giurisconsulto

e,

per

dii-e

dei celebri scrit-

due

Pontefici, tredici Cardinali

non molto
il
,

lontani,

rammenteChiaBattista
,

diede Cesena al sagro Collegio, che

remo

dottissimo

Scipione
Gio.

sono seguenti Gehizzo o Gebizzone degli Ottardi, fatto da s. Gre:

ramonti

monsignor
di

gorio VII del


la

loyS; Bennont
famiglia
li
;

del-

nobilissima

de'

Coeliti

ed il Bernardino Manzoni, Caesenae chronologia,


Sarsina
conte Ercole
in

Braschi vescovo

Dandini.

F.

del

1127

di

Onorio

Gitone, o

qua Ecc.

a/Uisdlcs,

et

civilatis

CES
domini ab origine ad haec usqiie tempora recensenlur, civesque caesenates illustres , Pisis, i643. Gli autori, che scrissero la storia di Cesena, sono riportati dalla Bibliogra-

CES
pera di 1 Fontei
la

i35
dotta

giunse una copiosa appendice. L' o


,

e
s

ci

storia della famiglia Cesi

cele-

bre nell'antica
nella

Roma
ed
,

sino

all'

Vili

secolo della Chiesa. Passarono poscia

fa storica dello sialo pontifcio : laonde qui solo ricorderemo, Gio.


Battista Braschi
tes

Francia

ivi
s'

conservato
co' Carloi

illustre

tronco

imparentarono
Cesi

Memoriae caesena-

co'

duchi di Aquitania, e
.

sacrae

et

prophanae per saecu,

vinghi
bria

Da

essi
,

discesero

la

dislributae

Roma e

17 38;

Si-

conti di Marsi
,

principi dell'
i

Um-

mone Chiaramonti, Cesena trionfante apologetica ec, in difesa di essere stata Cesena stanza primiera de' galli senoni , e che la colonna
dell' ospitalit

e di Spoleto,

fondatori del

aistello
i

Aquilano, Cesi, ed altri, tra quali i duchi d'Acquasparla [Fedi),

non

fu

mai

di Cese1
1

Cesena 66 ; Scipione Chiaramonti Caesenae Hisloria ab initio civitatis ad haec tempora j Caesenae 64 1 ; e Zacchiroli Saggi sopra V aria del Cesenatico nel territorio di Cesena, Cesena 1782. CESI Famiglia. Vuoisi che questa antica nobiUssima famiglia romana sia proveniente da Ceso figlio di
na,
di Bertinoro,
1

ma

che divennero i capi della famiglia, duchi Cesi, principi di s. Agostii no, e di s. Polo, signori del castello di Civitella Cesi, di cui parleremo per ultimo, marchesi di Monticelli, Olivetano, Rignano, e Riano nella Comarca di Roma il quale fu nel iSyo comperato dal Cardinal Pier Donato Cesi per settanta mila scudi d'oro, e rimasto al ramo d'Acqua,

sparla venne poi acquistato dai Bon-

compagno

principi di Piombino.

V.
ap-

Temeno
denti

re

de' greci,

cui

discenil

non conservando pi che


di

Nibby, Analisi de'dintorni di tom. Ili, pag. II, dal quale

Roma,
si

furono discacciati dal reame. Dicesi inoltre, che questi, seguiti da alcuni parenti della primaria nobilt siano discesi in
re
, ,

nome

Italia in

quella

parte,

la

quale

si

cliiama

Magna

Grecia, pel

nome

ira-

prende a p. i3, che Rignano posto egualmente nella Comarca di Roma non appartenne ai Cesi , ( Fedi ) ma ai Savelli, da cui pass ai Muti, e da questi ai Massimi delti di Aradal palazzo, che in Roma hanceli
,

postole da loro, e
di

poi fu provincia
si

no presso
i

la

chiesa di tal

nome

Abruzzo, indi

ove monti nella rinomata contrada Suburra ed occuparono le prime


de'
,

Roma,

recarono anche abitarono nel rione

quali r eressero in ducato a favore famiglia, che

del primogenito della

ha ereditato molte cose appartenenti


ai

Cesi.

dignit. Dittti

abbiamo un Publio, un Marco, un Cajo, un Quinto, nn Lucio, e un Tito, ch'ebbero il pre-

Per

certo,

che
ai

il

castello di

Rignano
colo

anticamente

detto

Ara

Jani, appartenne

Savelli nel se-

nome

di Cesi. Degli illustri personaggi della famiglia Cesi, per quello che riguarda i tempi antichi, scrisse

XVI,

dai quali pass ai Bor-

ghese, per cui Paolo


ducato.

l'eresse in

Gio. Battista Fontei,


sioriim

gente
a'

i583,

prisca Cceduo, Bononiae quah Giuho Jucoboni aglibri

De

Dai Borghese pass quindi nei Muli a titolo di permuta, e dai Muli nei Cesi per titolo di dote.
Esliulasi

questa

famiglia

nel

1799

i36
gitano
in

CES
gna,
di
il

CES
acquistato da' monaci Antonio abbate di monte Libano, con chirografo di Clemente XIH, che autorizz l'alienazione come fidecommisso, a benefzio delle missioni d'Oriente; nonch l'altro palazzo situato nella via Maschera
tutto
s.

in Federico Cesi juniore, pass Ri-

a titolo di ildecommisso, e dai Conti nei Cesacasa


vini,
i

Conti

quali lo vendettei'o al duca


di

Massimo
al detto

Araceli,

succeduto
tutti
i

gi
li-

Federico in

beni
i

beri della famiglia


si

Cesi, fra

quali

contavano molti fondi in Rignano,


s.

d'oro, incontro a quella casa, sulla


facciata

e la cappella di

Caterina in santa
e
di
s.

della

quale

si

dipinsero a

Maria Maggiore,

Francesco

chiaro-oscuro Niobe, ed altre storie

nella chiesa del Ges.

per opera
questo
conti di

Questa celeberrima famiglia ora estinta, che s' imparent colle famiglie d'Este, Varani, Liviani, Azzi,
Gaetani, Anguillara, Savelli, Orsini,

del famoso Polidoro da Caravaggio scolare di Raffaello. Fu


il s.

palazzo

appartenente

ai

Colonna, Salviati, Pico, della RoAltemps, Peretti , Ghislieri, Borromei, Conti, ed altre le pi illusti-i s di Roma, che di tutta l'Italia, vanta il gran Pontefice Siivere,

Secondo di Parma , che nel iSGy, fu comperato dalla famiglia Cesi; palazzo in cui nel i6o3,
il

celebre principe

Federico Cesi

i-

estro
naggio
re

II, creato
il

l'anno 999, persol'autore

l'accademia de' Lincei [Fedi), e si celebrarono da lui parecchie accademie; anzi dal contiguo giardino ancora esistente, dal detto principe
stitu

pi

dotto de' suoi tempi,

dedicato agli studi botanici degli ac-

Tanto affermano
des

eW Histoidi

Conclaves,

dell' edizione

Colonia 1624, tom. II, pag. 899, il Bzovio nella Fila di Silvestro II3 di cui diffusamente descrive la

ed

furono tratte le superbe statue rappresentanti due re traschiavi da Cleci, o numidi, fatti mente XI, che le acquist e pose /^. Odescalchi Campidoglio. nel
cademici
,

genealogia.

Inoltre

la

famiglia Cesi

diede

al

senato

apostolico

cinque

Memorie islorico-critiche dell' Accademia de^ Lincei, Roma 1806.


Sul palazzo Cesi aggiungeremo, che attualmente appartiene ai marchesi Pentini , avendolo acquistato Ulisse Pentini nel 179B da Angelo
Cesi.

Cardinali, le cui notizie biografiche


si

riportano qui appresso.

Il

ducato

di Cesi posseduto

da questa

famiglia,

nella delegazione

di Spoleto,

un

cospicuo borgo, che forse ebbe origi-

La

facciata esterna era dipinta


il

ne dagli avanzi
nolfe,

ed considerato come capo delle terre Ardi Garsoli,

da Polidoro da Caravaggio come


palazzo incontro;

ma

essendo assai

dall'antico

loro signore cos

danneggiata
te ta
il

la

pittura rappresentan-

chiamate, come disposero Alessandro

ratto delle Sabine, fu ricoper-

VI, e s. Pio V. Fu governato lungamente dai cavalieri gerosolimitani perch eravi una rocca importante,
ha, che Giovanni era
e
si
il

con imbiancatura.

Ora

vi
la

la

Deposileria

Urbana,

ma

pro-

priet dei Pentini.

castellano

cav.

fr.

Per
glia
si

altre notizie su questa fami-

anco
In
molti
il

rettore
la

delle

possono

consultare
storiche

Felice

terre Arnolfe.

Roma

famiglia

Gontelori,

Memorie

della

Cesi possedeva

edifizi,

come
vi-

terra di Cesi, perci


la

che riguarda
nel
!{};^G

era sua propriet


il

palazzo presso

casa Cesi,

Roma

iG?*); Risposta

Vaticano col contiguo orto e

a tale

opera,

stampata

CES
in Najjoli
telori
:

CES
perci,

i37

per Giacinto Pass. ConAntirisposta apologetica per


sloriche ec. Napoli 1680;

le

Memorie

che a cagione di tal propriet Pio VII, con chirografo degli II settembre 181 4, fece e nomin
principe di detto castello, e luoghi annessi,
il

Gio.

Battista

Fontei
Julli

De

prisca

Ccesiorium
libri

gente,

Commentariorum

Jacoboni appendice, Bononiae i583. Ma meglio


di tutti,, tanto per la famiglia Cesi,

duo,

cum

successori

duca d. Gio. Torlonia, e suoi con esso; concedendogli


altri

tutte le singole prerogative, preemi-

nenze, ed insegne comuni agli


principi
,

che per
te

la

famiglia

Massimo erede

con

privilegio

apostolico,

in parte della

medesima, egregiamenconte

e con
potest.

suprema

imperiale
poi

e
il

reale

tratt

il

Pompeo
si

Litta,

Neil' istituire

duca

nell'applaudita opera che


lebri d' Italia.

pubbli-

ca in Milano, intitolata Famiglie ce-

Torlonia un'ampia secondogenitui'a a favore del figlio d. Alessandro, un per essa agli altri beni 1' ex

Per dire poi alcuna cosa del summentovato feudo di Civitella Cesi ora principato di d. Alessandro Toilonia, a sapersi, che
il

feudo di Civitella Cesi


sione
si

ed
colla
il

in occa-

che
in

d,

Alessandro

Torlonia
princi-

un

matrimonio

castello

pessa d. Teresa Colonna,

regnante

situato nella provincia del

Patrimodi castello

nio,

ora

delegazione

apostolica
il

Viterbo.
verso

Fu

edificato

Pontefice in premio delle virt, delle benemerenze colla santa Sede, ed in pegno di sovi-ana benevolenza, con

l'anno 1024 dai conti Bovaccini o Bovacciani, sebbene altri crenel

dono
anche

1026
Cesi

dalla

flimiglia
il

naldeschi.
di

Quindi
dai

prese
suoi

Monome

breve de' 7 luglio 1 840, nomin, e riconobbe d. Alessandro, non meno che i posteri suoi primogeniti, in perpetuo principi di
onorifico
cre,

possessori

Civitella-Cesi.

prime capitolazioni a favore degli abitanti furono fatte ai 18 marzo 1608 dal duca di Acquasparta Federico Angelo Pier Donato
Cesi, e le

CESI Paolo

Emilio,

Cardinale.

Paolo Emilio Cesi, nato neh' Umbria nel 1481 da nobile famiglia,
fu notaio nel concilio lateranese sotto

Cesi, che n'era signore.

Con
il

chiro-

Giulio

li.

Quindi divenne canonico

grafo de' 2 aprile

1674 d'Innocenzo
principe

nella basilica liberiana, poi nella vaticana, protonotario apostolico, prefet-

XI,

dal duca

l'acquist

Giambattista Borghese; ma ai 4 giugno, e con altro chirografo pontificio,

to della cancelleria, e

da ultimo Carle

dinal diacono di
gini,

s.

Nicol tra

imma-

Civitella Cesi dai Borghesi pass

creato

nel

primo
Poi

luglio

a Nicol Pallavicini nobile genovese, in favore del quale e de' suoi successori, Innocenzo XI con motoproprio
dei
la

da

Leone X.
,

sotto

i5i7 Clemente
di

Vii, nel

i52 3, fu vescovo
nel
i

Todi,

e di Narni

SiiS di Orte, nel

7 del
stabil

medesimo mese ed

1528
nella

di

Cervia, nel i52g di Massa;


le cattedrali

anno,
e

perpetuo nel 18 3, il principe


r

ed eresse in nobile principato. Finalmente


d.

quindi ebbe
Vallesia

di

Lunden

Danimarca,
,

e
,

di

Sion nella

Luigi Pal-

cui poscia
,

lavicini lo

lonia
i

vend a romano, con


privilegi,
giurisdizioni

d.

Giovanni Torlutti

Carlo

trasferirgli

diritti,
,

immunit, domiannesse.

Paolo III Maggiore , prefetto


di giustizia

ad istanza di Di pi sotto fu arciprete di s. Maria


rinunzi.
della
,

segnatura
protettore

nii

Ed

e di grazia

i38

CES
egli

CES
giudice nella

del ducato di Savoia presso la s. Sede, vicepro lettore dei regni d'Inghilterra e d' Ibernia
,

causa del Cardinal Soderini, deputato


gli

da Paolo
,

III

alla

riforma de-

ecclesiastici

ed

al

buon andala

mento

del concilio di Trento. Eres-

se nella basilica

liberiana

cap-

pella di
glia

s.

Caterina, ora della fami-

Massimi di Araceli, cui dot riccamente, assegnandole anche quattro sacerdoti. Nel sacco di Roma soffr
assai,

essendo dato in ostaggio agl'im-

periali,

ma

per voto fatto

alla

VergiSe-

ne accrebbe due, formando cos sei cappellanie ben provvedute, ed ivi eresse uno splendido mausoleo al detto Cardinal suo fratello ; ed eresse una cappella alla ss. Nunziata in s. Maria della Pace. In appresso, ad insinuazione di s. Ignazio Loiola , fond a Roma la chiesa di s. Caterina de' Funari per le fanciulle povere, e le diede dote conveniente. Lasci in oltre altre opere pie e mor a Roma nel i565 di sessantacincjue anni , e ventuno di Cardinalato. Fu sepolto nella sua

ne

ss.

di

Loreto, riebbe
i

la salute.

tomba
riana,

gentilizia
t^.

alla
s.

basilica libe-

nonch, dopo

conclavi di Adriano VI,


III,

Chiesa di

Caterina dei

Clemente VII, e Paolo

mor a
Egli

Funari, e chiesa di
giore.

s.

Maria Mag-

Roma

nel

i537,

di

cinquantasei

anni, e venti di

Cardinalato.

fu sepolto nella cappella di sua fa-

miglia nella basilica liberiana.


il

Era

uomini, l' uomo generoso, il padie dei poveri mecenate a' dotti , sostegno a chi abbisognava di lui. CESI Federico, Cardinale. Federico Cesi nacque a Roma nel i5oo da nobile famiglia. Peritissimo in diritto, nel i534, Clemente VII lo promosse al vescovato di Todi, cui govern per dieci anni ; quindi fatto chierico di camera, ai ly dicembre del i544> Paolo III lo cre Cardinal prete di s. Pancrazio. Giulio 111 nel i55o gli diede l'amministrazione della chiesa di Vulturano ; ma nel i55i pass a quella
di

vero amico degli

CESI PiERDOXATo, Cardinale. Pierdonato Cesi, patrizio ronmuo, nacque nel i52i. Compiti gli studi nelle prime accademie d' Italia, fu laureato nell'universit di Ferrara dal celebre
giureconsulto Andrea Alcialo; poi fu
alla corte del
zio,

Cardinal Federigo suo


lo fece referen-

quindi Paolo III

dario delle due segnature, e nel

i546
condi-

vescovo di Narni, e
cilio

si

trov

al

di

Trento. Sotto Paolo

IV

venne preside di Ravenna, ed essendo Pontefice Pio IV, fu vicelegato di Bologna , in luogo del Cardinal Carlo Borromeo. Resse da ottimo ministro e si guadagn il favore
,

comune;
ta

sollev

miseri, e benefi-

c Bologna quanto poteva. Condot-

Cremona cui rinunzi. Poscia nel 564 sotto Pio IV fu fatto ve,
I ,

monti vicini, fece couna magnifica fontana riuscendo bella perch l'adorn di mer
ac<[iia dai

struire

scovo di Porto
e Pio
nella

ed

intervenne

ai
II,

talliche statue; e

rimpetto all'univer-

conclavi di Giulio IH, Marcello

sit fece collocare

IV, che lo elesse a giudice fumosa causa del Cardinal Car-

di
il

lo Caraffa.

Era

di ottima indole,
s.

gi

una statua pure bronzo a Pio IV, perch comp concilio di Trento: pei quali premei'it gloriosi titoli di propai

generoso, e nella cappella a

Maria

gatore

della
,

religione,

difenditore
della
cit-

Maggiore, fondata dal Cardinal fratello Paolo con quattro cappellanie,

de' poveri
t.

ampliatore

Lo

stesso fece

Ravenna,

ove

CES
sed
gravissimi
la

CES
Allorch

i39

tumulti.
s.

governava

Chiesa

Pio
di
;

V,

fu
alle

i64i dal medesimo Urbano Vili venne creato Cardinal prete di s.


Marcello.

cherico di camera,

presiedette

Lo

stesso

Urbano
del

lo

asso-

fabbriche delle

fortezze

marina
poi
fu
in-

ci alle congregazioni

buongolo

per allontanare i nunzio ai principi


a Francia
durli

corsari
cattolici

verno, di propaganda, dei vescovi e


regolari,

per
re

ed altre

poscia

spedi

difender
dagli

Carlo
;

IX

di

ugonotti
tale

quindi

a latere a Perugia nella guerra del Papa coi principi d'Italia;


legato
indi colla dispensa del Papa, venne nominato canonico di Toledo dal re di Spagna. Dopo i conclavi d'Innocenzo X , e di Alessandro VII, mor a Roma nel i656 di settantaim anno e quindici di Cardinalato, ed ebbe tomba in chiesa a s. Pras,

Parigi

sostenne

incarico

collo

stesso Carlo, e fu a
stazioni,

merito di tante pre-

che

ai 17

lo stesso Pontefice

dinal prete di

s.

maggio iSyo, dalvenne creato CarAgnese nel Foro Agoalla


il

nale

nonch deputato
i

congreturco

gazione della lega contilo


e a quella di alienare

censi della

sede.

Chiesa, per

le

spese
di

della guerra.

Nel

Gregorio XIII ebbe la legazione di Bologna , ove fece costruire alcune fabbi'iche ; conPontificato
tribu alla erezione della

dei duchi , Cardinale Bartolommeo Cesi nacque in Roma nell'and'

CESI Bartolommeo
Acquasparta,

no 1567,
niversit di

e fatti

gli

studi

nell'uot-

chiesa di

Perugia, nel

i587
le

s.

Maria in Vallicella di Roma, cui orn di volta e tribuna, ed acquitorio.

tenne la
lici

laurea in

ambe

leggi.

Dal numero
zato

de' protonotari

aposto-

st parecchie case ai preti dell'ora-

cui fu ascritto, fu

anche

avandi

se

Amante monumenti

dell'antichit, raccoldi

quello

de' chierici

ca-

marmo,

meda-

mera, e da Sisto
nel
1

venne promosso
tesoriere e

glie

a formare un museo, a cui aggiunse scelta biblioteca di rari codici,

1190

alla carica di

collettore

degli

spogli

dove dando
vennel-

e manoscritti. Alla fine,

dopo
e

la

saggi di prontezza d'ingegno e zelo

elezione di Gregorio

XIH

Sisto

per

la giustizia,

nell'et d'anni

\, mori a

Roma

nel

i586
di

di ses-

tinove

merit d'essere

creato

-santacinque anni, e sedici


nalato, e fu sepolto

Cardi-

r anno iSgG da Clemente Vili Cardinale colla diaconia di


Portico, che in appresso
titolo
s.

in chiesa

s.

Maria

in Vallicella.

Maria in cambi col


abbazie,
s.

CESI PiERno.WTo, Cardinale. Pierdonato Cesi dei duchi di Acquasparta, nacque a Roma nel i585 da
nobili
genitori.

di

s.

Lorenzo in Lucina. Provpingui

veduto di molte e
e

tra le altre di quella di

Pasto-

Affidato

ai

padri
e

re nella diocesi di Rieti, fu ordinato sacerdote


la
s.

dell'oratorio, crebbe nella


nelle lettere
,

piet

e laureatosi

in giuris-

da Clemente Vili nelCasa di Loreto nell' occasione

prudenza, ebbe tre pingui abbazie: quindi Paolo V lo ascrisse ai protoiiotari

apostolici,

Urbano Vili

nel

i6'25 ai chierici di camera, colla

che quel Pontefice si restituiva da Ferrara a Roma. Nel pontificato di Leone XI ottenne il governo della ma citt e fortezza di Benevento;
nel

prefettura del porlo, e della fortezza


di

pontificato

di

Paolo
per lo

scordi

Civitavecchia;

poi

nel

i634

fu

gendo che poco


lui,

conto

facevasi

fatto tesoriere, e a'

16 dicembre del

se

ne

stette

pi

fuori

, ,

r4o
di

CES
Mutossi per la scena nel
di

CET
XV,
il

Roma.

pontificato

Gregorio
Il

della
vi-

cui esaltazione era stato

Cesi

vo promotore.
si

Cardinale Ludovi-

mor nel mese di luglio del 1242. Clemente XI, nell' anno 1 743, approv il culto, che da tempo immemorabile si rendeva a questo servo
di Dio.

nipote

del

nuovo Papa adope-

commissioni importanti non solo pubbliche, ma anche domestiche. Promosso era gi stato
rollo in

molte

CESSERON

{Cesstroy o Cessa-

rion). Antica citt della Gallia nar-

da Paolo

nel

1608

all'arcivescosei

bonese prima, nella Linguadoca ti'a Agde, e Pezenas, in una valle presso l'Auraris,
distante
in cui

vato di Conza, di cui dopo


ni fece rinunzia.

annel

vicino

Gregorio

XV

cinque

leghe

ad un luogo da Beziers

1621
li;

il

pass al vescovato di Tivo-

ma
1

non appena

mesi spirati , che no 162 pieno di meriti e di virt, nell'et d'anni cinquantaquattro e
venticinque di cardinalato. Trasferito a
lica

erano cinque mori nell' an-

s. Tiloerio, che il volgo chiaTubery, pti il martirio. In questo luogo appartenente alla dio-

ma

s.

cesi

di

Ayde

eravi

un' abbazia di

monaci benedettini denominata di s. Thibery, nella quale si celebr

Roma,
di
s.

fu collocato nella basi-

un

Maria Maggiore nella tom-

concilio nell'anno 907. vennero dodici vescovi, e

V
vi

inter-

fu di-

ba

di sua famiglia.

Fu
l'

egli

il

pri-

chiarata la chiesa di
te

mo

promuovere
s.

introduzione

da

un tributo

che

Ausonne esenpagava a

degli archivi tanto nel Vaticano che

quella di Narbona. Gali. Christiana^

in Castel

Angelo.
(s.).

V. ARCHivr.

CESLAO
dine di
conti
d'

Religioso dell'Or-

ciato lo

s. Domenico, discendeva dai Odrovans. Avendo abbracstato ecclesiastico, fu cano-

tom. VI, pag. 2 3. CESSITA. Sede vescovile di Africa. Vi sono due citt di questo no-

me,
nese

Cissita nella provincia cartagi-

proconsolare

sottoposta

alla

nico di Cracovia, e poi


distinse

conservato-

impieghi per piet, dottrina, e carit verso i poveri. Nel 12 18, vest
re di Serdomir, nei quali
si

metropoli di Cartagine. Coli. Casi. e Cssac nella provincia della Mauritiana Cesariense,
poli
di

domenicano in Roma insiecon suo fratello Giacinto; poi annunzi le verit del vangelo in Germania ed in Polonia; nel 1222, fond due conventi in Pi-aga, e sped 27 religiosi del suo Ordine nella
l'abito

sotto la metroCesarea Giulia, Coli. Casi. Nella conferenza di Cartagine v' in-

me

tervennero

loro

vescovi

Quod-

vult-Deus, e Fiavolo.

CESTRO, o CESTRA {Cistra seu Cistra). Sede vescovile d'Isauria,


nel

patriarcato di Antiochia,

Bosnia
fede,
i

affinch

vi

predicassero

la

eretta nel

XII

secolo

e fatta suf-

quali subirono la

palma del
nella

martirio. In appresso predic


Slesia, e

fraganea della metropoli di Seleucia. Epifanio suo vescovo intervenne al


concilio calcedonese.

ferm lunga dimora in Bi'esregni del nord fulavia. Per lui rono illustrati da parecchi pii peri

CETIVO Alano, Cardinale. Alano Cetivo nato nel 1407 dai signori
(li

sonaggi, e Bi'eslavia fu

salvata

dal

Talliebaur nella Brettagna, pei

furore de' tartari. Questo santo

uo-

suoi meriti e talenti, da


nel 1438, fu

Eugenio IV,
di

Dio profezia, e del dono

mo,

favorito da

dello spirito di
de'

promosso
1

alla chiesa di

miracoli,

Quimper

poi, nel

444> ^ quella

,,

CET
Avignone, di cui fu 1' ultimo vescovo, perch sollevata da Sisto IV all' onor di metropolitana. JXel i44i> vi tenne il sinodo , e vi fece costruire,

CEU
parlare,

i4i
il

come
p.

riporta

Novaes

tom. V,

143. {Seplen. in frica). Citt con residenza vescovile sulle co-

CEUTA

comodo
lo cre

dei vescovi,

lazzo; dipoi a' 19 febbraio del

un pai44^5
del-

ste di

Barbaria , e dell' impero di Marocco, sotto il dominio della Spa-

Nicol
s.

Cardinal prete di

gna.

Occupa una penisola


la cui

all'estre-

Prassede,

lo fece protettore
,

mit orientale dello


bilterra,

stretto

di Gi-

l'Ordine de' predicatori e si adoper di quietare la controversia sorta

costa scoscesa esten-

sino

dall'anno
circa
il 1'
-

minori

i436 contro Sangue di Cristo.


Calisto

al nordper lo spazio d' una lega, forma due baie poco profonde. La parte

dendosi semicircolarmente

est

Ebbe
Dol,

quindi
e di

amministrazione

di
III

nord-est di questa penisola coperta

Nimes; poi

dalla

Sierra
s'

Almina,

lo sped, nell'anno

1/^56, alla Bret-

monte Acho
sti

innalza ad

donde il una conque-

tagna, per riconoscere il corpo di s. Vincenzo Ferreri, cui avea canonizzato l'anno prima a' 29 giugno; di
l

siderevole altezza. All'ovest di

monti
si

ed

in

una

bella pianu-

ra,

estende

Ceuta

and legato a

Intere a Carlo VII

detta, formidabile piazza


le

propriamente di guerra
si

re di Francia per indurlo alla guerra sagra, ove dicesi, che colla sua

cui inespugnabili
sulla

fortificazioni

prolungano
l'

detta

Sierra,

eloquenza radunasse una


ro
le

flotta di
si

ven-

principalmente
de' mori, e
stretto.

tiquattro galere, per cui

raccolse-

sommit delAcho, per sorvegliare i movimensulla


i

decime del
,

clero,

ma

morto

ti

vascelli

che passano
posta

and a vuoto. Poscia accompagnato Pio II nel viaggio di Mantova, pass nuovamente in BretCalisto

lo

La sua

cittadella

.sull'istmo circondata

sa
t

tagna, Savoia, e nel Delfinato a rac-

da una fosd'acqua, comunicando colla citper un ponte levatoio. La por-

cor decime per

la

guerra col turco.

Gi fino da Eugenio IV si riguardava come vero Cardinale perch quel Papa gli avea promesso di
,

che estendesi sulr Almina, e ne prende talora il nome, piuttosto un delizioso sobborzrone della citt,
go, e residenza degl' impiegati
gozianti.

e ne-

crearlo tale, se
la

avesse ottenuto dalvenisse


tolta
di

Francia
la

che

mezzo
tre

prammatica sanzione. Menvescovo


concilio
di

era
il

Avignone,
,

si

tenne

provinciale
il

nel

quale tutti segnarono

decreto del

concilio di Basilea a favore dell'Im-

macolata Concezione
gine
di sto
ss.

di

Maria Veri

Da

ultimo, dopo
a

conclavi
II,

Calisto III, Pio, e

Paolo
e

e Si-

IV, mori

Roma,

nel

i4745
di

Ceuta rimpiazza Seplem, o Septa, cui non si fece menzione avanti di Giustiniano I, che ascese all'impero l'anno 527 dell'era cristiana.. Fu un tempo capitale della Mauritiana Tingitana, e dai romani fu chiamata Civita.f, volendo l' Ortelio, che possa essere l'antica Essilissa. Dopo i goti, che la tolsero ai romani, ne divennero padroni gli
di

di sessantaselte anni,

ventisei

arabi, finch la conquist nel

i^i5
che
la

Cardinalato, vescovo di Sabina, e fu


sepolto in

Giovanni
fortific,

i-e

di Portogallo,

thiesa a

s.

Prassede. Al-

e vi accrebbe

gli abitanti. Il

cuni l'accusano di troppo libero nel

Pontefice Martino V,

per

facilitare

i42
al

CEU
la

CEV
contro
fece
i

pio monarca

guerra

unita a Ceuta la sede


Tngis,

di

Tanger

nemici del
fatti

nome

cristiano,
il

ban-

ed in seguito

fu tolta

dalla

dire la crociata,

in Africa altri
;

perch vennero importanti ac-

soggezione di Lisbona,
alla

sottoposta
cui

metropoli di Siviglia, di
In

per la morte del re Sebastiano, e del Cardinal Enrico suo zio, occupava il trono portoghese il re di Spagna Filippo II: laonde Ceuta pass in potere degli spaquisti

ma

tuttora suffraganea.

Ceuta
e

non

pochi missionari
ro
il

e cristiani
la

sparse-

sangue per
dal

fede,

Leone
ripor-

X, con un breve
tato

del

i5i6,

gnuoli nel

i58o.
rivoluzione del
si

Wadingo, Annal. rd. Minor, tom. XVI, p. 7, approv il


culto dei
sette

Dopo
cui
il

la

i64o, in
dalla

martiri

francescani,

Portogallo

sottrasse

Daniele, Samuele, Angelo,


zati

Donno,
Mauri-

dominazione spagnuola, a questa monarchia rimase Ceuta, e gliene fu confermato il possesso nel 1668 col trattato di Lisbona. Questa citt e fortezza importante dovette sostenere

Leone, Nicol, ed Ugolino martiriznel

1221

in

Ceuta

di

tiana per la confutazione della setta

maomettana. Poco dopo


tii'io,

il

loro

mardi

Dionisio figlio primogenito


II

per

parte

dei

barbareschi
al

Alfonso
di

re di
di

Portogallo,
i

ottencoi-pi

diversi assedi,

massime dal 1694

ne dal re
questi
nella

Marocco, che

1720. Fu Papa Clemente XI, che grandi accordando al re Filippo

martiri fossero

trasportali

soccorsi dalle

rendite

ecclesiastiche,

ciato
la

liber Ceuta dal continuato


di circa
riusc
ventisei

assedio

Spagna, ove avevano incominad avere culto, con celebrarne festa agli 8 ottobre, venendo lei

anni.
reali
i

alle

truppe

battaglie sconfiggere

Finalmente con diverse mori, e Fidi

gistrati

loro

nomi
1

nel

martirolo-

gio l'omano ai

3 ottobre.

La
tili,

cattedrale di Ceuta

ampia,

lippo

V
al

scrisse

lettera

ringraziaal-

bella, e guarnita di sagre suppellet-

mento

Pontefice,

e gl'invio

cune bandiere guadagnate sui nemici. Da tal' epoca, Ceuta servi di detenzione, o luogo di esilio, essen-

ed dedicata Vergine assunta in


si

alla
cielo.

beatissima
Il

capitodignit

lo
la

compone
delle

di

quattro

il

prima

quali

decano,
altri sa-

do
te,

lo stabilimento

il

pi importan-

di
di

undici canonici senza

prebenda
divino
evvi

che

gli

spagnuoli hanno in Afri-

quattro benefiziati, e di

ca,

da loro appellato presidios. Ol-

cerdoti, e chierici addetti al


servigio,

un governatore militare, e politico, ha un tribunale civile e criminale, ed un intendente di finanza.


tre

ed
la

ufiziatura. L' unica par-

rocchia
fonte

cattedrale, ove

il

La
in

luce del vangelo fu predicata

Ceuta nei primi tempi del cristianesimo. Commanville vuole che


la sede

ed il cimiterio. Non ha seminario, n monte di piet; vi sono per due conventi di religiosi, tre ospedali, ed alcune conbattesimale,
fraternite
.

vescovile

vi

fosse

fondata
rista-

L' episcopio

trovasi

in

nel quarto secolo, e


bilita,

soltanto
di

buon

stato,

ma

distante
vescovile
alla

dalla

per
di

le

preghiere

Alfonso

cattedrale.

La mensa
fiorini

re

Portogallo,

dal
nel
di

Sommo
i444> ^ Lisbona.

cento trentatre

paga camera

Pontefice Eugenio
dichiarata

IV

apostolica, secondo le tasse.

sufTraganea

CE VA

Quindi nel

seguente

secolo

venne

dinale. Francesco Adriano

Francesco Adriano, CarCova nac-

e li A
que nel Mondovi del Piemonte nel i585. And alla corte del Barberini, che fu poi Urbano Papa Vili, cui avea seguito da Cardinale nella legazioAntiochia,

CIIA
scovile di Siria,

143
patriarcato
di

nel
nel
al

eretta

secolo,

nel XII elevata

grado di

arci-

vescovato latino onorario.


ta

conosciu,

ne
cui

di

da consegu un canonicato nella ba,

Francia

come

segretario, e

anche col nome


in Celesiria.
fratello di

di

Chinzerin

fu gi capitale della Calcidica o Cal-

silica

lateranese, e la carica detta

il

cidene

Ebbe per

re

Concessum. In appresso fu segretario, maestro di camera, e nunzio straordinario a Luigi XIII, per istabilire
la

Erode

Erode Agrippa, e

Giustiniano ne rialz le mura cadute per la sua antichit.

pace, e segretario di stato, quindi

lo stesso

Papa

lo cre

Cardinal prete

di

s.

Prisca ai

i3 luglio del

i643.

Viveva sempre economicamente, ed era anche di mal ferma salute, e dopo i conclavi d'Innocenzo X, e di Alessandro VII, mor nel i655
di settanta anni, e dodici
di

NeCHALCIS, o EURIPUS. GROPONTE, e CALCmE. CHALCIS o CALCIDE. Sede ved' Europa, scovile della provincia
neir esarcato di Tracia,
zione rimonta al
la

cui ere-

nono

secolo, sotto-

posta alla metropoli d'Eraclea.

Cardidi

CHALONS
nen.).

SUR

M\RNE [Catalauresidenza
vescovile

nalato.

Fu

sepolto nella sua cappella


alla

Citt con

gentilizia

dedicata

nascita
,

in Francia, nella provincia di Sciam-

M. V.
a

nella basilica lateranese


,

cui

pagna, conosciuta anche


di

benefic

sommamente ove memoria di lui magnifico


nobile
a
epitafio.

sorge
avello

Sciatoli sulla

col nome Marna, come ca-

poluogo e prefettura del dipartimento del

con

Gli

eredi

eb-

Marna, Matrona,
i

cui

pri-

bero
lui,

che dire sul testamento di perch scritto da ignota mano,


lui
,

mi

abitatori furono

calalauni.

Cha-

lons, citt considerabile, situata in

e da

solamente sottosegnato il perch dubitavano dell'autenticit della

na, che ne
ra,
le

mezzo a vaste praterie sul fiume Marbagna ima parte delle muquali circondano la citt. Olil

sottoscrizione; per

si

divisero poi

in

buona pace quella pingue sostanza. CIIADIRA. Sede vescovile della


di

tre la cattedrale,

palazzo della preedifizi

fettura

uno

de' pi belli

diocesi di Caldea, nella provincia di

quello

della

citt

ha

un' elegante
la

Babilonia,
notizie.

cui

si

hanno

poche

facciata, e ta

sono considerevoli
di
s.

por-

CHALANT
nale.

(de) Antonio, CardiQuesto nobile savoiardo, vescodi

vo di Sisteron e poi arcivescovo


Tarantasia, fu fatto
l'antipapa

Cardinale

dal-

Benedetto XIII.

Abban-

donato ch'ebbe quest'ultimo, fu riconosciuto per Cardinale da Alessandro V, che gli assegn la diaconia di
s.

ponte sulla Marna costruito nel 1787. Sonovi un'accademia agraria, una scuola reale di arti e mestieri, ed altri importanti stabilimenti Chalons sulla Marna una ane nel regno di tichissima citt
detta

Croce,

il

Giuliano r apostata figurava


pili

fra

le

distinte della Gallia

Belgica se-

Eustachio, dalla quale Giolo

conda.
te ai

vanni

XXIII

pass

al

titolo di

Ebbe il nonie anche di Duro- Catalaununi, come appartenencatalauni.

prete di s. Cecilia. Mor na nel i4i8.

in

Losanve-

Nelle
il

sue pianure

Aureliano sconfisse
trico nel

competitore Jeil

CHALCIS, o CALCIS. Sede

terzo secolo,

quale

es-

,,

i44

CHA

CHA
Calisto li nella

sendo presidente dell' Aqiii tarila, era stato proclamato imperatore dal suo Nelle medesime pianure esercito. fu pure scondito l'anno 45 Attila coi suoi alleati da Meroveo re de' franchi. Francesco I vi oper molte fortificazioni; e nel 1592 vi fu trasferito il parlamento di Parigi;
1

Francia, adun ai 12 luglio mi concilio contro l'imperatore Enrico V, scomunicato dn

Pasquale

11

per

la

famosa contro-

versia delle investiture ecclesiastiche,

rinnovando le censure. Labb t. X, Arduinoj tomo VI. Vi furono celebrati

diversi

sinodi,

negli

anni

e pei'ch

si

era sottomessa,

con-

1559,
pi.

servata fedele a Enrico IV,

questo

1641, 1647, 6 '" ^^*^^'i t^''^^" La sua grande e bella cattedrale


architettura fu rinnovata,
i

re per riconoscenza fece coniare

una
ci-

di

gotica

fnedaglia in suo

onore.

Nel secolo

XYI, molto
vili,

soffr

per
le

le

guerre

sono celebri
la

sue

vicinan-

i47 consagrata dal Pontefice Eugenio III, ma abbruciata nel 1 668, venne rifabbricata con abbele nel

ze per

ritirata

dell'

armata prusal

limenti nel
retta

siana nel
liaggio del

1792. Appartenne

ba-

eresse in baliaggio regio

Vermandese. Luigi XIII con sede


fu dichiarata ca-

1672, colla facciata edel regno di Luigi XIII, con greca architettura, e con
nel fine

due
dale.

torri

laterali

di

forma pii-amis.

presidiale, e dipoi

Essa dedicata a

Stefano

po

di circondario e di
11

cantone.

protomartire, ed aveva

un numero-

lons
le

vangelo fu predicato in Chada s. Memmio l'omano, il quane divenne primo vescovo. Mori
secolo
;

in fine del terzo

il

perch
sede

da molti

si

dice,

che

questa

vescovile fu fondata nel IV. S. Po-

ma

vergine,

sorella di

s.

IVJemmio,

Premonsignor Giuseppe Maria Francesco Vittore de Monyer de Prillj' d'Avignone, (atto da Leone XII nel concistoro dei 17 novembre iSaS, dagli atti del quale si rileva, che stante le
sentemente
n'

so capitolo, con nove dignit.

vescovo

altres venerata in Chalons.

Suc-

ultime vicende non esisteva capitolo,


e che doveva formarsi dal

cedettero al detto servo di Dio nella

nuovo

ve-

Donaziano, e Domiziano. Nel secolo govern questa chiesa s. Alpino, e perle sue oi-azioni vide il suo gregge liberato da Attila. S. Elafio, altro vescovo,
sede vescovile
i

ss.

scovo. Nella cattedrale avvi la cura di

anime con parroco, ed altri preti in suo ajuto; e presso ad essa esiste un
conveniente palazzo vescovile. Nella
citt
si

contano altre cinque parrocinonistero di monache,


il

fior

verso la fine del sesto secolo

chie,

un

due
;

ed ebbe in successore s. Ludomiro, che ripos nel Signore l'anno 626. Questa illustre sede fino dalla sua erezione fu sottoposta alla metropoli

ospedali,

piccolo seminario

contiene circa duecento


inoltre
il

alunni

che ed

monte
I

di

piet,

e diverse

confraternite.

frutti
libri

della

mensa

di

Reim.s,

come

lo

tuttora.
i

sono
tanta.

tassati

nei

della

camo

conti di Chalons cedettero

loro sodi-

ra apostolica, in fiorini trecento sei-

vrani diritti ai vescovi,

quali

vennero anco duchi


cia,

e pari di
l'

Frananello
re.

col diritto

di

portare

regio

nella
i 1

consagrazione
i5,

dei

SUR Saone. Citt veFrancia nella provincia di Borgogna, posta in una pianura
scovile
di
fertile

CHALONS

Neiraniio
Palestrinp
,

Conone vescovo

di

sulla

destra
vi

riva

del

fiiune

e poi legato apostolico di

Suona, che

forma un'

isola, in cui

CHA

sifiialo
il

CHA
s.

145
alla linea

il

soblxjrgo di

Lorenzo.
,

suoi successori,

rimanendo

Essa
.

deposito delle merci


del Mediterraneo
,

che

Savary

l'altra porzione.

Guglielmo,

dai porti

e del-

discendente da questa, venne punito

l'ocenno sono dirette all'interno della la

da Luigi

il

Giovane, che prese Cha-

Francia, pel canale che congiunge

lons, e le sue terre;

ma

rientrato in

capo luogo di circondario e di cantone , con tribunali, ed utili stabilimenti, e va ornata di belli edifzi. Chalons sulla Saona fu chiamata con pi nomi
alla Loira.
,

Saona

possesso de' suoi dominii, lasci

mo-

rendo una
la

figlia

per

nome

Beatrice,

cio
riini

Cabllonia
ec.

Cablilo
i

Aedue-

Le
si

statue,

vasi e le iscri-

quale dicesi sposata da Alessandro di Borgogna. La figlia di lui Matilde portt) in dote la contea di Chalons a Giovanni figlio di Stefano conte di Borgogna, che prese il

zioni,

che

rinvennero negli scavi,


di

nome

di

Chalons.

Indi

nel

1247,

gli

avanzi
edifzi

un
fu

anfiteatro,
la

ed

altri

dimostrano

sua anti, o conosce

Giovanni cambi la contea per altre terre con Ugo IV duca di Borgogna, alla quale in tal

chit.

In origine

un

castello
si

modo
e

si

un
nel

borgo anche
stabil

degli edui, laonde


col
i

Chalons,

finch l'una

l'altra

nome Castrum.

Cesare vi

1477

*^^

suoi magazzini,

e vi

mtm-

nite alla

Lodovico XI vennero riucorona di Francia. A nuocit-

dava
poscia
flotta

a
i

riposare le affaticate legioni;

ve sciagure and soggetta questa


t nel

mantennero una per proteggere le due rive delromani


vi

XVI

secolo

per parte degli

ungheresi, e dei calvinisti, che profa-

la

Saona. Vuoisi che fosse distrutta


e
poi ristabilita,

narono
le

le chiese

e ne derubarono
,

da Attila,

e che

sagre suppellettili

ed

in

seguito

abbia sofferto anche l'invasione dei vandali. I re di Francia della pri-

fu a parte
Il

dei destini della Francia.

ma

stirpe la sottomisei-o al loro

im-

lons dai

vangelo venne predicato in Chass. Marcello , e Valeriano


i

pero:

e
I

sebbene

Cramno

figlio di

martiri di Lione,

quali verso l'an-

Clotario

l'abbia posta a ferro e a

no

79 patirono

gloriosa morte.

La

fuoco verso l'anno 555, pur si riebbe. Quindi Luigi il Buono la eresse
in contea, e da' suoi conti
lari

sede vescovile, sulfraganea della metropoli di Lione, fu fondata nell'an-

partico-

no 340, e vanta

illustri
:

vescovi,
s.

ed

discese

la

nobilissima
i

casa

di

alcuni santi, fra' quali

Silvestro,

Chalons. Nell'ottavo secolo


ni vi

sarace,

commisero orrende stragi e nel nono fu incendiata da Lotario I


per vendicarsi del conte Varin, che avea salvato Carlo il Buono dalla
persecuzione de' suoi figli. Il primo conte di Chalons fu Lamberto , il quale viveva sotto Ugo Capeto, poscia
si

che nell'anno 49 successe al beato Giovanni di Chalons sulla Saona; che s. Agricola, eletto l' anno 532
,

sua chiesa sino al 590, e s. Grato, il quale fior verso la met del settimo secolo, e vuoisi che

govern

la

morisse l'anno 652.


il

Il

reGontrano,

divise

fra

due famiglie,
,

quale faceva l'ordinaria sua residenza in Chalons, vei'so l'anno 590, vi fonIo distante
citt,

volendo recarsi nella Palestina, verso l'anno 1097, vendette Gntiero vescovo di (chalons la sua parte di contea , sulla
Goffredo di
tjuale

Donzy

d l'abbazia in onore un quarto

di

s.

Marcel-

di lega dalla

dominarono poscia
VOL,
XI.

vescovi

ove cess di vivere il famoso Abelardo, mentre era priorato cluIl vescovo per cinque seiiiacense. io

i46
coli

e II A
il

CHA
di

ebbe modo che


e

dominio

Chalons nel
titolo di

e molti

religiosi

d'

arabo
la

sessi

di

dicemmo,
sedeva
e agli
al

col

parecchi Ordini. Si noverano

sei

ab-

conte,
cia;
il

parlamento di
provin-

bazie nella diocesi


esistette

quale sinch

Borgogna,

stati della

ma nel concordato del 1801, Sommo Pontefice Pio VII ne sopla

pagava duecento fiorini di tassa ad ogni nuovo vescovo che godeva la rendita di quattordici mi,

presse

sede vescovile.

La
al
il

catte-

la

lire.

drale^ dedicata

dapprima
,

proto-

martire
di
s.

s.

Stefano

prese

nome

Vincenzo martire di Saragozza verso l'anno 54 1, allorquando il re


Childeberto
recatosi

Finalmente in Chalons o Scialon sulla Saona furono celebrati i seguenti ventuno concili, conosciuti col
titolo di concili Cabilonensi.
Il primo si tenne nell'anno ^'jo per eleggere il vescovo e il beato Giovanni eh' era allora arcidiacono, fu il prescelto e consagrato dal me,

nella

Spagna

da Saragozza
le

trasport

in Chalons

reliquie del santo.

Nel

i8o5,

Parigi ritornava a

quando Pio VII da Roma, dopo aver

tropolitano di Lione
b,

s.

Paciano. Lab-

coronato imperatore Napoleone Boai 9 aprile giunse a Chanapai'te lons ove trov la maggior parie
,
,

tomo IV.
secondo nell'anno
del re

Il

Syg per
,

co-

mando

degli abitanti della provincia di Bor-

gogna desiderosi di prestargli omaggio. Vi si trattenne negli ultimi giorni


della

settimana

santa

cele-

contro i Gontrano vescovi Solone d'Embiim, e Sagittario di Gap, deposti per delitti di lesa maest ed altre incolpazioni. Gali. Christ. tomo IV, p. 866. IVIa
,

br nell'antica cattedrale le funzioni ecclesiastiche, ed il Cardinal Antonelli penitenziere maggiore celebr


quella
del

siccome
ristabiliti

furono poi

dallo

stesso re

venerd

santo.

In oltre
s.

a richiesta del Papa, e deposti di nuovo a Chalons, evvi argomento di credere , che in detto

Pio VII
nella

visit

l'ospedale di

Luigi,

anno
11

vi fossero celebrati
lib.

e disse messa la mattina di Pasqvia

Greg. di Tours,
terzo

medesima
arredi
,

cattedrale,

non per
sagri.
le

vuoisi

due concili. V, Hist. e. 2 1 adunato l' anno


si

pontificalmente per mancanza dei ne-

589, o 590,
perico
re
I
,

in cui

esaminarono
Chilfiglia

paramenti Terminato che ebbe il santo


cessari

accuse di Basina
e
di

figlia del re

sagri-

Cronielda

del

fzio,

si

rec processionalmente nella


s,

Amberto,
,

religiosa del monistero

chiesa di

Pietro,

dove
la
la

asceso

il

di Poitiers

contro V innocente ab-

palco eretto innanzi

porta, diede

badessa Lubovora.
lib.
Il

Greg. di Tours,
l'uft.

ad un immenso popolo
prosegu
il

solenne be-

IX, et

Hist.

nedizione, indi nel seguente luned


viaggio

per

la

citt

di

ficio divino.

quarto l'anno 594, sopra Reg. XlV, Labb


III.

V,

Macon.
Il

Arduino tom.
della

capitolo

cattedrale
,

for-

Il

quinto

r anno Co3 presieduto


di

mavasi di
per

sette dignitari
,

oltre di-

dal metropolitano
intrighi della
fu

Lione,

pegli

ciotto canonici

ed

altri

ecclesiastici

regina

Brunelda.

Vi

l'ufficiatura.

Nella citt oravi


la

mi
di

celebre monistero,
s.

collegiata
,

Giorgio superstite al fuoco col quale Lotario I incendi Chalons,

Didiero o Desiderio, vescovo di Vienna, perch le avea rimproverati i suoi disordini. Reg.

deposto

s.

t.

XIV, Labb

t.

V, Arduino

t.

111.

, ,

CHA
Il

CHA
ai

i47
dia-

sesto nell'anno

644

25
II,

ot-

veri.

Gli altri vietano ai preti,


di

tobre d'ordine di Clodoveo

pre-

coni, e monaci
di ricevere pi

essere fittaiuoli,
la

sieduto da Candorico arcivescovo di

d'una volta
i

con-

Lione, che lo

adun

nella cattedrale.

fermazione
penitenze
quelli,

esorta

sacerdoti a dare

Vi si fecero venti canoni sottoscintti da trentanove vescovi presenti da sei deputati degli assenti, da altrettanti abbati e da un arcidiacono. Il primo canone comanda l' osser,
,

proporzionate , condanna che avendo avuto proibizione di mangiar carne e bere vino in
mortificazione
delle loro colpe, pro-

vanza della fede nicena confermata nel concilio di Calcedonia; il quarto


proibisce l'ordinazione di
vi

curano deludere la disciplina della Chiesa; ordina che in tutte le messe si debba pregare pei defonti ; prescrive
la

due vescoil

reclusione

ne' monisteri
,

nella
ai

medesima chiesa;
laici

quinto
,

pei

chierici

degradati

condanna

vieta

dirigere
i

le
il

chiese

pellegrinaggi sotto pretesto della re-

amministrarne
agli sti-anieri,

beni

nono
il

proi-

missione de' peccati, perch era invalso

bisce di rendere gli schiavi cristiani

l'abuso
,

di

commetterli

pi

fa-

ed

agli ebrei;
ai

deci-

cilmente
tutti

e in vece loda quelli in;

moquarto ordina
alle cappelle

chierici addetti

trapresi con retto spirito


i

ordina a
quelli
;

piena soggezione al vela

cristiani

di ricevere l'Eucari-

scovo

il

decimosesto vuole
si

sos-

stia

nel gioved santo,

meno
della

pensione de' preti, che


dinare per danaro;
bisce alle
il

fecero or-

cui era proibito pe' loro delitti


bisce
la

proi-

decimonono proi-

celebrazione

messa
il

donne di cantare canzoni profane nel recinto delle chiese, per la loro dedicazione e feste, cos le

nelle case private; ingiunge alle ab-

badesse di non far mancare


cessario alle

ne-

monache

ed

alle

une

danze. Agapio, e

Bobone

vescovi di

e alle altre vieta di parlare ad ore


indebite
secolari,
s

Digne,
latori
vi

furono deposti come viode' canoni, e Teodosio d'Arles


vi

cogli ecclesiastici,

proibendo in oltre
uscire

alle

che coi ab-

fu

.sospeso.

S. Eligio

s.

Onco
che
,

badesse
il

dai

mopisteri senza

assistettero a questo concilio,


tri
il

al-

permesso del vescovo, o del vica;

dicono celebrato

nel

648
che

ed
alcuni

rio generale
ta agli

cos espressamente vie,

medesimo
I,

di

quello,

ecclesiastici

e secolari
,

l'

in-

registrano

nel

6 io.
,

Gali.

Ckrist.

gresso ne' monisteri


di necessit.
t.

tranne

il

caso

tom.
Reg.

pag. 898 FI. tom. VI tom. XV, Labb tom. VI, Arduino tom. III.
Il

Reg. tom.
concilio
si

XX,

Labb,

VII, Arduino tom. IV.

L'ottavo

celebr nelecclesiastici

settimo

si

adun nell'anno 8 3
1

r 889

su
,

alcuni

affari

per

ordine

dell'

imperatore
si

Carlo

Magno,
rono

per ristabilire
,

la disciplina

ecclesiastica

al

qual fine
canoni
la
.

formaconlionese

sessantasei

Fu

vocato da

tutta

Gallia
di

meno
dici

la

provincia

Tours,
I
,

adunossi separatamente.

che primi unla loro

massime per calmare la rivolta di Luigi contro il padre Lodovico il Pio. Reg. XXI , Labbc t. VII, Arduino t. IV. Il nono nell'SyS presieduto dalfu l' arcivescovo di Lione Remigio,
e politici

tenuto nella chiesa di


quale venne restituita
dell'abbazia di
s.

s.

Lorenzo,

la

riguardano

vescovi

ai

benedettini

istruzione, esempio,
stabilire scuole,

provvidenze, di
i

Marcello.

Reg.XXIV,

e di difendere

po-

Labb

t.

IX, Arduino tom. VI.

i48
II

CHA.
dorimo neir870j
per
i

CHA
beni
sieduto dal Cardinal
ni,
s.

Pier

Damia,

dell'abbiizia bencdeltina di
alla

Tournus, quale ne fu confermato il pos-

legato

della Santa
si

Sede

con

tredici vescovi, in cui

corressero

sesso.

Labb

toni.

IX,

Arduino
cui
la
il

diversi abusi, e
ti

vennero riconosciui

lom. IV.
L' undecime
sa di
i

e confermati

privilegi della ceviolati


si

nell'

880, in
si

lebre abbazia di Cluny,


ve.scovo di

dal

vescovo di Langres rivendic


s.

chie-

Macon,

col quale

pa-

Martino, e
Gali.

confermarono
l'abbate
di

cific l'abbate.

Labb tom. IX. Ar-

beni,

che possedeva

Charlieu.
pag. G&.
Il

Christ.

tom.

IV,

deciniosecondo
ai

vocato
vi

nell' 886, coni8 maggio da otto vescola

duino tom. III. Il decimo ottavo nel 1064. Gali. Christ. tom. IV, p. 43Il decimonono nel 1072, in favore dei canonici di Romans. Marlene in Thesauro, tom. IV. p. 445' 11 vigesimo nel loyS. Gali. Christ.

per
gli

ristabilire
affari

pace, e

regola-

re

della
il

Chiesa,

laonde

venne concesso
dine di
di
s.

privilegio di esen-

zione all'abbate di Charlieu dell'Or-

Benedetto,

nella

diocesi

tom. IV, pag. 885. Il vigesimo primo nel 1 129, convocato ai 2 febbraio, nel quale Endi Verdun per Bernardo, rinunzi Pagi ad hutc an.

Macon. Reg. tom. XXIV, Labb, tom. IX, Arduino tom. VI, Il decimoterzo concilio ebbe luogo nell'anno 887, per l'immunit, e beni della Chiesa. Marlene , in The sauro tom. IV. Il decimoquarto nell' 894 , adunato il primo maggio nella chiesa di Gio. Battista^ presieduto da s. Aureliano di Lione, qual primate
di tutta
la.

rico
s.

consiglio
il

di

vescovato.

CHAMBERY,
(

CIAMBERI
con
residenza

Camborien.

).

Citt

arcivescovile degli stati Sardi, capitale del

ducato di Savoja, capohu>-

go della divisione e della provincia di questo nome, con residenza d'un


regio senato, d'

un tribunale
e
svili'

di pre-

Gallia.
si

Il

monaco Godalla
il

fettura di seconda classe ec.

E
di

si-

fredo di Flavigny

discolp

tuata sul Leisse

Albano
ove

fra

accusa di aver avvelenato

vesco-

due montagne,
pianura
to
fertile

e suU' orlo

una
la

d'Autun Adalgerio. Reg. tom. XXIV, Labb tom. IX, Arduino


vo
tom.
Il

ed

elevata,
le

frequenza dei
selvoso.

gelsi

VL
decimoquinto
s.

La

d pubblica
ai

un
dal

aspet-

istruzione
consi-

nell'

anno 9

5,
le

della Savoia
glio di

regolata

nella chiesa di

Marcello, sopra

riforma creato

25 novem-

differenze di
stituito

alcuni curati.

Fu
di

res.

un podere

alla chiesa

te di

Clemente, ed altrettanto fece il conMacon per quelli , che avea tolti alla chiesa. Reg. XXV, Labb tom. IX, Arduino tom. VI, Marlene in The sauro tom. IV.
Il

1768, che qui risiede, e vi fondato il pi illustre collegio reale della monarchia. La .societ accadebre

mica non solo nel 1820 fu approvata e poi, nel 1824, incoraggila con dotazione dalla munificenza so vrana ma fu anche onorata cf>l
,

decimosesto nel
di

re dei canonici
t^-ne
Il

io56 in favoRomans. Mar-

titolo

di

corrispondente

dall' acca-

in

decinioseltimo

Thesauro tom. IV. nel io63 pre-

demia reale delle scienze di Torino, Era questa citt un tempo cine tutta di mura, e da una fossa
;

e II A
tor
la

CU A
foiiifi-

149
Incorporala
al-

domina un

castello

trattato del
l'

796.

una bellissima chiesa. Cliainbeiy ben fabbricata, non manca di rispettabili edifizi moderni,
cato, ovesj trova
di biblioteca

impero francese, fu dichiarata capoluogo del dipartimento del Monte


liianco, sino al

secondo

trattato di

pubblica,

di
il

magnifica

Parigi de' 20
cipe.

caserma, ed assai vivo mercio.

suo com-

181 5, pel quale ritorn al suo legittimo prin-

novembre

grande antichit la sua origine. Trovasi denominata anche Camberiacum, Civaro, Canieririsale a

Non

La
ad
torio

sede vescovile

di

Chambery

istanza del re di

Amadeo

III,

Sardegna Vitvenne eretta nel

nuni, e
si

Laminconim, perch
si

diver-

concistoro dei

paesi ora distrutti

trovano de-

Sommo
dichiar
alla

Pontefice

18 agosto 1779 dal Pio VI, che la


soggetta
in

scritti ne'

rimoti tempi in questa con-

immediatamente

trada. Vuoisi che Civaro occupasse

Santa Sede; quindi,


IO marzo

quello

Ciamberi e non lungi si trova Leminco, o Villa Lemensis ove prossimi Abissi di Mians fandi
, i

r area

1780, vi preconizz per primo vescovo Michele Conscil di Megera diocesi di Ginevra.
dei

no testimonianza
vi sorgea.
ri

di

altra citt,

che

Alcuni

signori particola-

Dipoi Papa Pio VII, che ne' suoi viaggi avea onorato di sua presenza

la

possedettero dal secolo decimo

Chambery, per

le

premure
di

di

sino ai

iiZo, epoca

in

cui

fu ce-

Vittorio

Emmanuele re

Sardegna,

duta a
ia,
il

Tommaso
il

conte di Savo-

elev la sede vescovile di


ly,

Chambe-

quale su di
altri

una

collina

fece

fabbricare
tero
gli

castello, in cui risiedet-

conti,

e principi della

nobilissima casa di Savoia, sino alla


traslazione del loro governo a Tori-

no. Questo castello fu incendiato nel


i74t', e poi nel

1798,6 venne
Vittorio

re-

con bolla de' 17 luglio 1817, al grado di metropolitana, assegnandole per sufl'raganei i vescovati di Aosta, e di Annecy, mentre anticamente "a soggetta alla diocesi di Grenoble nel Delfinato. Ne divenne primo arcivescovo Ireneo Ivone Dessolles

staurato nel

i8i>3.

Ama-

di

Auch, che
era stato

dal

medesimo
dalla

deo primo re di Sardegna vi si ritir nel lySo, dopo aver abdicato


al
s'

Pio VII

trasferito

chiesa di Digne a questa di

ChamParigi.

trono.

fi-ancesi,

e gli spagnuoli

bery, sino dal concistoro de'22 marzo

impadronirono di Chambery, e di una gran parte della Savoia nel 174^, ma la resti tmrono sei anni dopo. Quindi nel 1' anno 1 792 , i piemontesi, presso

i8o5, da lui tenuto

in

In appresso vi fui'ono aggiunte per


suffraganee

anche

le
s.

sedi

vescovili

di Tarantasia, e di

Giovanni di
bell'edifis.

Sanparelliano,
all'
;

ten-

Moriana.

La

cattedrale,

tarono
blicana

resistere
fi'ancese
1

armata repubassalili

zio gotico, dedicata a

France,

ma

nella

sco di Sales vescovo e confessore vicino avvi


si
l*

e
la

notte del 2

Laroque,
savoiarde
,

settembre dal general furono superale le gole


e

episcopio.

Il

capitolo

compone

di

quattro dignit,

a Chambery, che dal general Montesquieu fu tranquillamente occupata ai 24 settembre, ed in uno alla Savoia venne ceduta alla Francia pel
il

aprirono

passo

maggiore delle quali il prevosto, di nove canonici senza prebenda, ed


altri

preti, e chierici addetti

al di-

vino servizio. Oltre la cattedrale, che

ha

la

cuia

di anime,

vi

souo

tre

i5o
parrocchie.
Il

CHA
cimiterio
sta

CHA
fuori
colle-

Reims, e
di Filippo
di

di

Amiens;

indi

fu fitto

della citt. Sonovi inoltre

un

tesoriere di quella di

Laon, cancelliere

gio de' padri della


sti,

compagnia

di

Ge-

una casa

de' fratelli delle scuole


di cappuccini,

cristiane,

un convento
,

e tre monisteri

cio delle

dame

del

re di Francia, vescovo Arras nel i3ao, epoinel iZiQ di Chartres. Da ultimo ai i8 dicembre del i327, Giovanni XXII lo

sagro cuore di Ges, delle sorelle della carit, e delle


salesiane.

cre Cardinal prete

ma* dopo nonell'

Inoltre

ve anni mori in Avignone

an-

vi sono diverse pie congregazioni di

no i336.

ambo

sessi,
il

e confraternite
della

1'

ospe

CHARAGMOBA,

CHARACH.
nel

dale, e

seminario.

La mensa

MUCHA
scopale

seu Parachmucri. Sede epiterza

tassata ne' libri

camera apoCar^
della

della

Palestina,

stolica in fiorini trecento settanta.

patriarcato di

Gerusalemme,
di

sotto,

CHAMBRE
ditiale.

(della) Filippo,

posta alla metropoli


eretta nel
gistra

Petra

ed
III

bile

Filippo della savoiardo, era


fu

Chambre, noparente

nono
1

secolo. Bollando re^

due vescovi
dieni
3.

di questa,

t.

jegina
dici,

di Fi'ancia Caterina de'

Me-

Jul.

ad

monaco

benedettino, abbate

CHARCAS.
la).

Arcivescovato nell'A(

di Gorbia, indi vescovo di Terovana,

merica meridionale. V. Plata

de

e poscia nell'anno i533 da Clemente VII , nella sua decimaterza promo-

CHARLESTOWN
tan.
).

CarolopoUsetten-

venne creato prete Caidinale di s. Martino a' Monti. Il Papa permise a lui di portare nella Franzione
,

Citt con residenza vescovile,

negli stati uniti nell'

America
e,

trionale, la pi ragguardevole fra le


citt

cia e nella Savoia le vesti rosse, co-

della Carolina,

mech monaco. Fu
vescovo di Frascati,

fatto nel

i543 e mori in Ro-

Orleans, la maggiore degli


ridionali,

dopo Nuovastati me-

ma

nel

i55o.
(de) Guglielmo, CarGuglielmo de Chanach, nato
si

e capoluogo del distretto, che da essa prende il nome. Giace

CHANACH
dinale.

su di una penisola e lingua di terra formata dall' Ashley, e dal Cooper,

in Parigi di nobile famiglia,

fece

monaco

benedettino, e pi volte fu ab-

bate e pubblico professore di canoni neir universit di Parigi. Eletto vescovo di Chartres nel
i

che dipoi riviniti formano la bella e comodo porto. rada con vasto Dal lato del mare ne difendono l'ac,

cesso

tre

forti

e
,

dopo
che

g'

incendi

368, pass a
creato poscia,
di

del
le

796

797

distrussero

Mande
s.

nel

iSyi.

Fu

nell'anno stesso, prete Cardinale


Vitale da
in

sue case di legno, la riedificazione venne eseguita con opere laterizie.

Papa Gregorio XI,

Sono
casa

osservabili

palazzi dello
della

mori

Avignone.

stato,

della

comune,
piazza

dogana,
volta

CHANIGIARA.
della provincia di

Sede vescovile Beth-Garm, nella


si

e
si

la

penitenziaria.
sulla
Pitt,
la

Una

diocesi di Caldea, di cui

conosco-

vedeva Guglielmo
di

statua di

conosciuto anco col


e sono , Charles-Town, ed
scientifiche

no due vescovi.

nome
Pietro,
Cardinale.
nascita

Lord Chatham. Vi hanno


i

CHAPPES
lato
cosi

degli stabilimenti letterari

Pietro Chappes, o de Capis, appeldal

rinomati
il

collefji

luogo

di

medico, nonch altre

Trojes, era canonico delle chiese di

societ.

Vivo

il

commercio

pel

CIIA
canale, che unisce
tec.
il Cooper al SanQuantunque per Charlestown riguardata come il luogo il pi

CHA
ga, con un'alta torre
di

i5i
bella

ar-

chitettura

per
delle

sia

un

convitto di

campane. Havvi donne pie per l' ele

salubre

dei

bassi

paesi

degli

stati

ducazione

femmine

partico-

raeridionali, la febbre gialla vi ope-

r grandi stragi

come frequente

anche quella catarrale. Charlestown, o Charleston, fu fondata nel 1671 da coloni inglesi sotto la condotta del governatore William Vogle, e da qualche emigrato bianco e nero, che sir John
,

larmente delle negre, non che un seminario, ed il cimiterio pei cattolici sta nelle vicinanze. Nella Carolina australe, in

Columbia
ed

vi

ha
sotre

una

bella

chiesa

un

collegio,
vi

nella Carolina settentrionale

no due chiese

nella

Georgia

antiche chiese da ultimo restaurate,

Yeamans
isola la

vi

trasse

dalla

Barbada

pi orientale delle Antille;

il governatore britannico vi faceva r ordinaria sua residenza, prima della proclamazione dell' indipenden-

ed

ed in Goergcstown avvi il collegio I cattolici superano i dodici mila, e vanno sempre pi aude' gesuiti.

mentando mediante
scovo, che per lo

l'attivit del ve-

spiritual
si

vantag-

che dopo questa ebbe luogo, gl'inglesi tentarono pi


za.

Nella guerra

gio della sua diocesi,

rec in

Rofe-

ma
le
deli.

diverse volte.
pie oblazioni
,

Il

clero vive del-

volte di riconquistarla,
gli

massime ne-

che riceve dai

1776, e 1779, Clich dopo un lungo assedio si arrese per


capitolazione al generale Clinton nel
d
I
I

anni

CHARLIEU

(Carilocus).

Borgo

maggio 1780.
sede vescovile in Chai'lestoven

Borgogna, diocesi di Macon, gi abbadella contea di Charolois nella


zia

La
VI
,

e priorato
vi

de' benedettini.
si

Nel-

fu eretta dal

Sommo
dichiar

Pontefice Pio
suffraganea
attuale

r anno 926
Anscherico,

celebr

un

concilio,

che

la

presieduto dall' arcivescovo di Lione

della metropoli di Baltimore, e per

qual
si

metropolitano

di

primo vescovo

vi

nomin

l'

Macon, ove
sui santuari

presero provvidenze
ladroni e
chiese,

dotto e zelantissimo pastore, monsi-

rovinati dai

gnor Giovanni England irlandese mediante il breve apostolico spedito, ad istanza della sagra congregazione di Propaganda, agli 11 luglio 1820. A questo vescovo il regnante Pontefice,

dai malvagi, ed ordinossi che fossero

all'abbazia
eh' essa

restituite

dieci

aveva in vari luoghi.

Reg.

tom.

XXV. Labb

tom.

IX,

ed

Arduino tom. VI.

per mezzo della

stessa

con-

CHARLOTTETOWN
politan.).

Carolino-

gregazione Cardinalizia con breve dei


iutore

Citt con residenza vesco-

3o ottobre i834, diede per coadcon futura successione, mondi Corck, di

vile nell'isola del principe

Edoardo,

nella

nuova Brettagna dell'America


dell' isola

signor Guglielmo Clancy della diocesi

settentrionale, ossia Citt di Carlotta^

che fece
le

inoltre

ve-

capo-luogo
del

di

s.

Jean,

scovo
diocesi

Oria in

parlihiis.

Questa
del

principe

Edoardo,
situata

nel

centro

comprende

Caroline

della quale

sulla baja di

sud e del nord,

e la Georgia.
s.

La

Hillsborug.
scente,

questa una citt na-

chiesa cattedrale dedicata a chele fabbricata di legno ,

Milunga

disegnata

situata

con regolarit, e vantaggiosamente pel comIl

ottanta piedi, e quarantacinque lar-

mercio.

suo comodo porto uno

,,

-')2

CHA
America
de-la
settentrio,

CHA
particolarmente di grano e di lane,

de' migliori dell'

nale

per cui forse venne chiamato


Joje.

ma

non

si

distingue

negli

edifizi

un tempo Port
trova istituita
tura, ed
la

Vi

si

meno

alcuni pochi; ha inoltre diverse

societ di agricoldelle

ha pure

buone scuole

importanti antichit relative ai tempi de' Druidi, e da ultimo vi fu eretto

normali.

un

monumento

onorifico

al

suo

La

sede episcopale, ad istanza della

concittadino general Marceau,

sagra congregazione di Propaganda,


fu istituita dal

sommo
la diocesi

Pontefice Pio
dalla chiesa

ta

Questa antichissima citt, chiamaanche Sciartres, CarniUum Auera


la
i

Vili, col dismembiare alcune regioni,

tricum,
e
stassero,

capitale dei carnuti

che formano
di

prima che

romani

la

conqui-

Quebech, dichiarandola immedia-

veniva considerala

come

la

tamente soggetta alla santa Sede. Quindi, col breve apostolico degli
I
I

capitale della Gallia Celtica.

Fu

sede

del collegio de' sanguinarli sacerdoti

agosto 1820, vi

nomin per

pri-

Druidi, che
blee,
sotto

vi

tenevano
il

le loro

assem-

mo

monsignor Bernardo Agostino Mac-Eacheru, traslato dalla sede vescovile di Rosa in pardbusj e tanto il vescovo, che il clero vivono delle pie oblazioni de' fedeli.
vescovo

Aulricum, proveniente da quello di Auturaj Eure, che nel IV secolo venne sostituito dall' altro di Carnutum. Gli
di

nome

abitatori di questi paesi, per conser-

Pertanto questa diocesi


dell' isola

si

compone

var la

propria

nuovo Brunswick, e dell'isole della Maddalena. Neil' isola del principe Edoardo vi sono dodici chiese di legno, due nel nuovo Brunswick, e altrettante nelEdoardo,
del

resistettero ai

libert, con valore romani, sinch diven-

nero loro
soggiog.

alleati

quando Cesare
i

li

Chartres sotto

re della

prima

stirpe

vicende,

soggiacque a molte venendo varie volte presa


particolai-mente dai

r isola della Maddalena.

11

numero

e saccheggiata,

de' cattolici ascende a circa

quaranta mila, ed il numero maggiore nel nuovo Brunswick, e nella predetta


isola.

normanni negli anni 858, e 911, mentre nell' anno o 9 fu quasi


i
1

ridotta in cenere.

Nel secolo
e

X
i

di-

venne

contea

ereditaria,

suoi

F. Caroffe\ (Carnuten.). Citt con residenza vescovile della Francia,

CHARROUX. CHARTRES
nella

conti lo furono pure di Blois, e di Sciampagna; poscia pass nel domi-

nio della casa di Chatillon, indi fu


acquistata nel

provincia

Orleanese,

gi

XIV

secolo

da

Filip-

capitale

dello
,

Sciartrese,

della

po

//

Bello,

re di Francia,

che

la
il

Beauce

ed ora capo luogo di prefettura del dipartimento di Eure e Loir. Giace parte in feracissipia pianura presso il fiume Eure, e parte sopra un'altura, per cui si divide
in
alta

diede al fratello conte di Vaiois,


quale, divenuto
re,

l'aggiunse alla

corona. Nel
inglesi
se

bassa,

essendo cinta
biblioteca
scientifici

di

mura
le

e fosse.

Ha una

societ rea-

di

agricoltura,

pub-

blica,

parecchi

stabili-

regno di Carlo VI, gli ne impadronirono, e la conservarono fino al i/jSa. Francesco I la eresse in ducato nei i5i8 a favore di Renata di Francia duchessa di Ferrara cui la don, dalla quale pass al duca di Ne-

menti, ed patria di molti uomini


dotti.

Grande

il

suo commercio,

mours, che la vendette nel 1623 a Luigi XIII; onde da quel tempo

CtX
secondogenito
protestanti,

CHA
Io tuttora.

i53

venne conferita per appannaggio al del duca d' Oileans. Invano nel i568 V assediarono i

Mentre per era vescovo Ci. Battista Giuseppe de Lulcrsac di Limoges , pel concordato
fatto

come

partitante

della

nel

1801

da

Pio VII

colla

Enrico IV, nel 1591, la prese, e vi si fece consagrare re di Francia tre anni dopo, perch Reims seguiva ancora il partito della lega, che lo escludeva dal trono.
lega.

celebre

Francia, venne la diocesi soppressa,

avendo allora un capitolo composto


di diciassette dignitari,

e settantasei
gli

canonici, senza comprendervi


bati di

ab-

Nel

III

secolo

vuoisi predicato

il

vangelo

in

Chartres,

fondata la

sua chiesa dai santi Potenziano, e Saviniano, che con s. Aitino furono mandati dalla santa Sede nelle Calile.
s.

Cluny, e di s. Giovanni di Vallea, che vi avevano una prebenda. Nelle solennit il decano vestiva di colore paonazzo, e i canonici di rosso; il primo veniva nominato dal
capitolo, e
i

secondi dal vescovo, la

11

Butler dice, che

s.

Aitino con

cui diocesi, fino al secolo XVII, era

Edoaldo si recarono a Chartres ad annunziarvi la fede cristiana, mentre Commauville di opinione, che questa sede avesse origine nel declinar del III secolo, o nei primordi del IV. Tuttavolta altri dicono, che ci avvenisse nel

una delle pi estese del regno, formandosi dai suoi smembramenti il vescovato di Blois. Per nello stesso pontificato di Pio VII sotto il regno di Luigi XVIII, la sede di Char,

tres fu ristabilita

nominandosi per

V
s.

secolo,

vescovo nel concistoro del primo ot18 17, Gio. Battista Maria Anna Antonio de Latil , che poi Leone XII trasfer alla metropolitana di Reims, e cre Cardinale. Attualmente la cattedrale dedicata che vuoisi alla beatissima Vergine
tobre
,

giacch

quando

vi

si

rec

Cerau-

no, scarso era il numero de'cristiani. Essa fu illustrata da parecchi santi


vescovi
,

come da

s.

Solenne eletto

nel cadere del

secolo.

Ma

essendo

questi

per

umilt
gli

fuggito

dopo

la

sua ordinazione,
cessore
s.
il

fu dato in sucil

la

pi antica

di

Aventino,

quale,

quando

bella forse del

e la pi , regno per essere un


confessione
il

Francia

ritorn

predecessore

a Chartres,

rimase corepiscopo. Nel 554, ^^ ^^' scovo Eterio succedette s. Lubino

capo d'opera pel suo coro ,


campanili
,

di architettura gotica,
,

due

ha

capitolo
,

composto
e di altri
servigio

dopo

la

morte

del

quale nel 55'j


s.

di dieci canonici titolari

fu eletto in vescovo

Caletrico.

Ma

canonici onorari

addetti

al

Golfredo venendo deposto nel 1091 da Urbano II, il clero, ed il popolo vollex'o per vescovo il b. Ivone, che recossi in Roma per farsi consagrare.

divino, ed ufficiatura della medesima.

In essa e
vi

si

venera

il

corpo di

s.

Piato,

la cura amministrata da

parroco.

Ampio

e bellissimo

si

un am-

mira
sua
erezione sino al
drale.

l'episcopio, contiguo alla catte-

1621 Chartres fu sullraganea dlia metropoli di Sens finch avendo Grego,

Dalla

Vi sono inoltre nella citt due parrocchie, diversi monisteri 'di monache, due ospedah, il monte di
piet
,

rio
al

XV

ai

2 marzo elevata Parigi


fra
i

il

seminario

il

cimiterio.

grado metropolitico,

vesco-

La

lassa de' registri camerali ascen-

vati,
vi

che le assegn per suffraganei, comprese questo di Chartres, che

de per questa
fiorini

mensa

episcopale
,

a
le

trecento

settanta

perch

1%

CHA
si

di A
funno arrivare
menia,
la
nell' esarcato

rendite del vescovo

di

Ponto, sotto
la

a quindici mila franchi. Tre concili furono in divei'si tempi celebrati in Cliartres, sebbene, co-

metropoli

di

Keltezene,

cui

erezione

rimonta al nono secolo. Commanville aggiunge che si um


,

me

descriveremo

il

Lenglet

nelle

alla

sue Tavole cronologicliej ne registri


quattro.

medesima metropolitana. CHATEAU-THIERRY {Castrum


).

Theodorici
al

Citt

della

Francia

primo fu adunato l'anno 849, ed in esso venne data la prima tonsura a Carlo, minor fratello di PiIl

nel dipartimento dell' Aisne, in riva

Marna, inclusa un

di nella
di

Sciamcircondeli-

pagna, ed ora capoluogo


dario, posta in
ziosa.

pino
Carlo

re
j'I

d'Aquitania

nipote

di

una

situazione

Calvo. Reg. tom. Vili, Ar-

duino tom, V. Il secondo nel 11 28 sopra la disciplina. Mabillon, Jnnal. s. Bened. t. VI, p. 99, et 646.
Il

Vuoisi fabbricata nel 720 da Carlo Martello. Ebbe il titolo di du-

cato, appartenne alla casa di Bouillon, fu presa dal

duca

di

Mayenne
secolo,
,

nome

della lega nel

XVI

terzo nel
il

124, in cui

si

ordi-

e saccheggiata dagli
vilegi.

spagnuoli

ma

n, cBe

visconte di

Mans

col toc-

poscia venne decorata di ampli pri-

care

un

ferro l'ovente, dovesse assidi esser stato violentemente

Ai

2 febbraio
il

8 1 4,

fran-

curare

cesi

vi

batterono

general
,

russo

espulso da una chiesa.


p.

Mansi

t.

II,

358, e Lenglet p. 32 3. 11 Dizionario da' concila dice , che fu presieduto dal Cardinal Pietro di Lione, poi antipapa col nome di Anacleto
Il
li.

Sacken. Neil' anno 933 mentre Raoul assediava la citt, l'arcivescovo di Reims Artaut vi celebr un
concilio,

in cui Ildegario

fu consa-

grato vescovo di
t.

Beauvais.

Reg.
t.

t.

quarto
a' 2

concilio,

che alcuni chia-

mano
luogo

piuttosto un' assemblea,


1

ebbe
nella

( Castrum Goiiterii). Citt di Francia,

XXV, Labb, IX, Arduino CIIATEAUX GOxNTIER


Maine
,

VI.

aprile del

4^

nella provincia del

nel di-

terza domenica di Pasqua, nel pontificato di

Eugenio
s.

III.

Si volle eleg-

partimento di Mayenne, capoluogo di circondario, e di cantone, situata sul

gerne per capo


si

Bernardo,

ma

egli

Mayenne
di

sottrasse

costantemente.

V'inter-

degna

e ben fabbricata. menzione la sua chiesa


,

venne il re di Francia Lodovico VII, con tutti i vescovi del regno e vi


,

principale per
Dicesi, che

l'architettura
si

gotica.

fu stabilita la crociata per la guerra

santa di Palestina.

Labb

t.

Reg. IX, Arduino t.

t.

XXVII,
onorata

chiamasse Basilica^ che fu rifabbricata nel i3o7, e che molto soffr nella guerra della

prima

VL
fu

Vandea.
11

In essa furono celebrati

Finalmente Chartres
dalla presenza di diversi
tefici.

cinque seguenti concili: vuole


edit.
11

Sommi PonPer tacere degli altri, l'icorderemo, che Pasquale II nell'anno 1 1 07 vi celebr le feste di Pasqua ; e nel ii3r vi si rec Papa Innocenzo II. CIIARTZETUNA , o RARTZETANA scu Cortzena. Sede episcopale della quarta

primo nell'anno 1221, come il Bochel, Nomencl. Synod.

1609. secondo nel i23i dall'arcivescovo di Tours, e da suoi suffraga


nei,

per

affari
si

riguardanti

la

disci-

jilina.

Vi

formarono
le

trentasetle

provincia

di

Ar-

canoni, in cni fra

altre

cose

si

CIIA
dichiara
:

CIIA
clandesti,

i55
fu

che

matrimoni

11

quinto concilio

tenuto nel

e ni devono cssei'e dichiarati nuUi che per prevenirh proibito il contrarli con parole, senza averli pubblicali

i336 egualmente
in

dall' arcivescovo

di Tours, e dai suoi suffraganei,


esso
si

ed
ca-

pubblicarono

dodici

prima
:

in chiesa, giusta
i

il

co-

noni.

stume

che

curati

pi-esentati dai

quietar quelli, che


denti

Venne pertanto proibito d'inhanno affari penne' tribunali


1'

patroni far dovessero giuramento di

ecclesiastici

di

non aver dato, n promesso cosa alcuna per ottenere la cura, e quando
il

usurpare

ecclesiastica giurisdizione,

vescovo gliela avr conferita, giudi

di esigere pedaggi dai chierici; si scomunica chi desse scandalo in chiesa,

rare
i

obbedirgli

e di conservar
:

e chi impedisse le oblazioni, ec,


t.

diritti

della Chiesa
si

che in avvei

Labb
dinale.
s
si

XI.
(de) Almerico,

nire

non

provvederanno
cattedrali
,

cano-

CIIATELUS

nicati

delle chiese

per

la

Almerico

Carde Chatelus, cocastello

prima prebenda vacante e che i monaci dovranno osservare le loro regole, e non si porranno soli nei
priorati.

appellava dal

di

sua
in

nascita nella diocesi di

Limoges

Francia. Era consanguineo del

Papa

Finalmente
concilio
,

si

rileva
gli

dal

medesimo
si

che

usurai

Clemente VI, e fu canonico di Limoges, presidente di Ferrara e rettore


dell'

scomunicavano
i

tutte

le

domeni-

Emilia.

Fatto

nel
nel

i323
i332,
e fu e
dei

che, che

tribunali ecclesiastici an, e che gli ed abbati go-

arcivescovo di Ravenna,
latto uditore

davano

moltiplicandosi

pass alla chiesa di Chartres,

arcipreti, arcidiaconi,

delle contraddette,

devano di una giurisdizione particolare. Labbe t. XI, Arduino t. VII.


Il

quindi nella prima promozione


Cardinali
fatta

terzo concilio

fu celebrato nel

mente VI
Cardinale

1253
nunzi

dall'arcivescovo di Tours, coi


,

nel i342 da CleAvignone, fu ci'eato prete di s. Martino ai


in

suoi suffraganei
la

nel

quale

si

prola

Monti, legato a

Roma,

nella Tosca-

sentenza di scomunica con,

na e
tar

nell'isola di

Corsica e Sarde-

tro quelli

che non osservassero

gna, che sovente procui-avano di


signore.

mu-

costituzione

Quia nonnulli
nel

di Gi'e-

Eletto

amministratore

gorio IX.
Il

e vicario della Santa

Sede nel refu inviai

quarto

1268

convocato

gno
to,

di

Napoli e di

Sicilia,

Tours, e dai vescovi suffraganei, che vi formarono otto canoni, in cui vengono scomunicati

dall' arcivescovo di

coloro

che

si

appropriano
si

i335, per reggente nella minorit di Carlo Martello figlio del re Roberto. Mori in Avignone nel i35o.
nel

beni di Chiesa, o che disturbano la


giurisdizione di

CHATILLON
V. Urbajjo
le.

Odone, Cardinale.
Ottone, Cardinanato a Reims
e

questa

privano

II.

da un anno erano scomunicati ; si vieta di spoghar i priorati vacanti. Si rinnovarono inoltre i regolamenti de' precedella sepoltura quelli, che

CHATILLON
Ottone
da' signori
di

di Chatillon

Castiglione

Basocquesto

chio

nipote
,

al Pontefice di

denti concili, e vi

si

trattarono altre

nome

monaco

cose riguardanti la disciplina ecclesiatica.

specchiatissiino

Clugny , era in piet , non meno


di

Reg.

t.

XXVI II,

Labb

t.

XI,

Arduino t VII.

che in sapere. Creato Cardinal d'C>stia dallo

poi
zio

vescovc

Urbano

i56
II,

CHE
sommo
la
il

CHE
Pontefice Paal

consacr a
;

na ecclesiastica,
la

la celebrazione

del-

s({uale II

intervenne

concilio di

messa, ed

il

sinodo da celebrarsi

Clermont per
rasanta, sotto

spedizione di Ter-

medesimo Urbano, e quindi santamente mor nell' anno


I

due volte l'anno, la proibizione dei 1' esclusione matrimoni incestuosi


,

lor.

dei bastardi alle eredit, l'abolizione dei riti del paganesimo; s'ingiunge

CHATILLON Cherudini Francesco,


Cardinale Francesco Cherubini. Chatillon nacque da nobilissima ed antica famiglia di Montalboddo di Sinigaglia nel i58i. Provveduto di buona erudizione, dopo svariati offizi, divenne
aiutante di studio al prelato Pamfili,
cui segu

l'adempimento de'
la

voti,

trattasi delsi

confessione,
le

della penitenza, e

vietano

preghiere pei defonli im-

penitenti. Spelman Cono. Augi. Reg. tom. XVIII. Labb tom. VI. Arduino tom. III.

CHELIDONIO
a
s.

(s), fu

compagno

come uditore

nelle nunzia;

ture di Napoli e di Spagna


poi divenuto

il

quale
col

sommo

Pontefice
a'

Emetero cos nel servizio delle armi romane in Ispagna, che nella gloria del martirio, sostenuto con
istraordiiiario

nome d'Innocenzo X,
dell'anno
ni

7 ottobre

coraggio in Calahorra.
lasci scritto di questi

1647, cre il Cardinale del titolo


s.

Cherubipresbite-

Prudenzio

ci

santi martiri,

Giovanni a Prtalatina, e Io conferm a prouditoi'e pontificio. Quindi sotto Alessandro VII , nel
rale di

no

in

che nella Spagna eragrande venerazione, ed ope-

ravano grandi miracoli a vantaggio di tutti quelli, che ricorrevano alla


loro intercessione.
del loro martirio

i655, ebbe il vescovato di Sinigaglia, govern per soli otto mesi, ma molto saggiamente, e si distinse assai nella tenera compassione verso i po656 mor nella sua veri. Nell'anno patria, di settantacinque anni, e nove
cui
1

Intorno all'epoca

non

ci

nuto alcun che


ridici

di sicuro,

perveperch i

di Cardinalato.

Fu
s.

poi sepolto nella

parrocchiale di

Croce di Montal-

boddo.

CHATZINTZARIANI.
rigettavano
il

Trisagio.

Giovane
tinopoli,

li

fece

dove Questo accadde dopo finito il inuoto, che si sentito sotto


regno.

Eretici, che Teodosio il scacciare da Costansi erano annidati.


treil

alle fiamme i vedocumenti , che riguardavano questi due santi. CHELLES (Calac). Borgo della Francia, nel dipartimento di Senna e Marna, presso la riva destra della Marna. La sua antica abbazia delle monache benedettine, una delle pii

pagani mandarono

celebri della Francia, fu fondata l'an-

no

662

dalla

regina

s.

Batilde

di

lui

CHA.VES Martini
dinale.

Antonio, Cardel

moglie di Clodoveo II. Gli antichi vi avevano un palazl'e Merovingi zo, ed il re Chilpenco I vi fu assassinato dalla sua moglie Fredegon-

V. Martini.
.

CHELCHIT
d'Inghilterra,

Luogo
nella

regno
di

provincia
pel

Cumberland, rinomato
che
vi
si

concilio,

celebr nell'anno
di

787

nel

pontificato
venti

canoni provvidenze riguardanti

Adriano I. Ne' suoi si contengono molte


la

Nel 1008 tredici vescovi tennero un concilio nel palazzo del re Roberto, il quale vi fu presente, ed in esso si confermarono le donazioni che quel pio principe avea fatte all'abbazia di s. Dionigi, insieme ai privilegi concessi dopo la riforma del
da.

discipli-

monistcro. Questo concilio

si

chiama

CHE
Cnlcnse,o Kalense. Lahb
t.

CHE
IX. Ar-

i57
deporre quel-

mico del santo, con

trentasei vescovi

duino

l.

VI.
e

della sua Dizione, fece

CIIELMA,
imiti di
linia.

BELZT.

Vtscovafi

r
a

illustre

padre

della Chiesa,
il

dando
di

rito greco

ruteno nella
-vescovile

Wodella

questo

conciliabolo

nome

Chelnij o

Chelina (Chelmen.),
russo,
voivo-^

citt

con residenza

Polonia, nell'impero

dia, sulla riva destra dell'


tetta

Uber, prodi

da un

castello edificato su

Sinodo della Quercia. Acacio di Berea, Severiano di Gabales, Antioco di Tolemaide, e Ciriaco di Calcedonia furono ad uno testimoni, esaminando a accusatori e giudici
,

un'altura,
rida

fu gi capitale

del

pa-

capriccio le accuse degli altri nemici,

latinato del suo

nome, era

assai flo-

quindi decadde principalmente , pei saccheggi, e g' incendi dei moscoviti e dei tartari ; e nelle sue vicinanze, agli 8 giugno
lacchi

1794

po

furono

sconfitti

dall'esercito

prussiano.

secondo Fozio, erano divise capi, e secondo altri in XXIX. La maggior parte erano calunniose, e maligne interpretazioni; come di aver chiamata Gezabele r imperatrice Eudossia ec; ma il pi fiero de' suoi accusatori fu Giole quali,

in

XXVII

La

nell'anno

sede vescovile venne istituita iSyS, ed il vescovo latidella

vanni,

uno
si

de' suoi
s.

suddiaconi.

Si

mand

a citare
santo

Gio. Grisostomo
al

no fu dichiarato sufFraganeo
trasferito

acciocch

presentasse

concilio;

metropoli di Gnesna^ donde poi fu


sotto

ma
scovi

il

avea

nel
di

medesimo
sette

quella

di

Leopoli,
ar-

tempo un
quali erano

concilio

quaranta vedei

quando

nel

XV

secolo fu fatto
il

di varie

provincie,

civescovato. Poscia

vescovo di Chel-

metropolitani,

adunati

ma

port la sua residenza in

Cra-

nostau

Rranostaw, borgo della diocesi. Vi fu pure un vescovo greco sufFiaganeo di Kiovia. L'ultimo veo
fu

per ordine dell' imperatore Arcadio, per giudicare lo stesso Teofilo alessandrino,

contro

di

cui

eranvi set-

tanta

suppliche,

senza

che mai

si

scovo latino

Alberto Skarzewski

fosse giustificato del contenuto,

loc-

di Leopoli, fatto da Pio VI, ai 29 novembre 1790, avente per sufFraganeo Melchiorre Gio. Kochonowski

ch, a tenore delle leggi, il rendeva incapace di essere giudice in


persona, massime di Grisostomo suo
giudice naturale, e capo riconosciuto

della
di

diocesi

di

Cracovia,
parlihiis.

vescovo
e di
rute-

Dionisia

in

Presente,

da

tutto

oriente.

Palladio

che

mente il vescovo di Chelma Belzi o Belzi, di rito greco


no,
suffraganeo
del

riporta questo concilio,

era di quel

numero. Lungi
servirsi

il

santo vescovo di

metropolitano
la

di questo titolo, fece rispon-

di Posnania, arcivescovato anch'esso

unito a Gnesna
dinalizia di

sotto

giurisdi-

zione della sagra congregazione car-

Propaganda. V. Belzi.
vicino a Calcedo-

CHENE. Borgo
nia, ove in

una

chiesa fu celebrato

vm
tro
di

conciliabolo nell'anno ^oZ, cons.

Gio. Crisostomo,

arcivescovo

Costantinopoli.

In

questo conci-

lialx)lo

Teofilo

di

Alessandria, ne-

dere, che era pronto a giustificarsi, purch Teofilo, Acacio, Severiano, ed Antioco fossero tolti dall' assemblea , e che altrimenti avrebbe appellato ad un concilio generale. Non avendosi niun riguardo alle sue risposte, vennero trattati indegnamente i deputati da lui inviati, e si pronunzi la sentenza di deposizione. Arcadio, in conseguenza della sua

i58
piena

CHE
deferenza
la la

CHE
,

per Eudossia
perdita
del

che
e
lo

fede,

ed ebbe

il

conforto di illumi-

avea giurato ne conferm


esili

santo,

nare molli
il

idolatri,

che ricevettero

deposizione,

battesimo. Inoltre fond

vm mo-

nella Bitinia;

ma

questo

esilio

dur appena un giorno,

dappoich
in-

un terremoto, che sopravvenne,

cusse tale spavento nell' imperatrice,

Liadana che vest l'abito religioso, ed in appresso si condusse nella provincia di Cornovaglia, ove visse da eremita presso
nistero per svia madi-e
alla

che prontamente sped alcuni uffiziali per supplicarlo a ritornare in


Costantinopoli,
rientr

Severna, quindici miglia lungi

come

protest di

Crisostomo ed invano volersi fermare nei sobbor-

ove

il

da Pakstow. Dopo aver ammaestrati nella piet alcuni discepoli, mor in


questa solitudine, nella quale fu innalzata

in trionfo,

una

chiesa
(s.),

ad onore
abbate

di lui.

ghi sinch fosse dichiarato innocente

CHERANO

in

Ir-

da un

concilio.

Piol.

Cocl.

5c) fin.

Clirys. ad Intl. Ap. Pallad. p. i3. Pallad. Dialog. pag. 54, 70. CHENERINO o CHIERANO (s.), vescovo detto dai bretoni s. Pirano. Nacque verso 1' anno 352 , secondo

landa, fioriva nel secolo sesto. Era chiamato /"/ Giovane per distinguerlo da un altro santo dello stesso nome, il quale viveva a' tempi di s. Patrizio. Entrato un giorno in

vma
del

chiesa, sent leggere

un brano
s

alcuni nella contea di Ossory, e se-

vangelo

e ne

rimase

alta-

condo

altri,

in quella di Cork, Gl'ir-

landesi Io

chiamano

de' loro santi, e lo

primogenito il reputano il pi
in Ir-

mente commosso, che decise di dare le spalle al mondo. Postosi pertanto sotto la direzione
di
s.

Fir-

insigne tra quanti fiorirono

miano

fece

maravigliosi
,

progressi

landa

qualche

tempo prima

di

s.

nelle cristiane virt

non

and

Patrizio. Recossi a

Roma

in et di

guari, che divenne fondatore di

un

trenta anni, e dopo essersi

in essa

celebre monistero nell' isola

d' Inis-

perfezionato, fece ritorno in Irlanda

Aiugeau.

Il

re Dermizio,

ammiran-

con Lugazio, Colombano, MeldanOj Lugado e Cassano* che poscia furono insigniti della dignit episcopale. S. Patrizio lo ebbe in tanta estimazione, che lo innalz all' epi1

do

la santit di

de la bu colle sue largizioni alla fondazione di un altro monistero fatta


dallo stesso santo sulla riva del Shan-

Cherano, gliene diepropriet, ed inoltre contri-

scopato, e lo

volle

suo compagno
S.

nel piantare la fede in Irlanda.

Chierano si go solitario
si

ritir

appresso in
al

un

luo-

vicino

ran, e qui fattasi

fiume Fuacostruire una cella,


la

nel Meath occidentale. Questo chiamato Cluain-Macnois, e poco dopo divenne sede vescovile col nome di Clunes. S. Cherano mori

non
fu

ni

9 settembre 549, ^^ ^ venerato


patrono principale nelprovincia di Connacia.

diede alle pratiche della cristiana

col titolo di
la

perfezione.

Ma

divulgatasi
si

fama
co-

di sue virt, molti


l,

recarono

CHERSO, CHERSONA,
sonesis in
.

e ben presto costruirono


,

un mosi

nistero

clic

fu

chiaro

per molto
fab-

o CherSede vescovile Taurica parlms , nella penisola europea


paludi Meotidi, nell'istmo del

numero

di

religiosi.
,

Quindi
poi

sulle

bric ima chiesa

nome

di

ebbe il Sier-Keran. Questo santo


che
famiglia
alla

convcrfi tutta la sua

Chersoneso di Taurica, che si avanza nel ponto Eussino, penisola che oggid corrisponde alla Crimea o

, ,

CHE
Tauride, I
(sono
piti

CIIE
cato di Macedonia
,

i59
di cui
si

antichi suoi abitanti

cono-

Tauri, da cui ricevette il noi me. Mitridate re di Ponto se ne impadron. Quindi conquistata dai romani , venne da loro donata ai re del Bosforo, ed in seguito pass in

scono

otto

vescovi.

Attualmente
sotto
la

vescovato in parLihus

metropoli di Candia o Creta, o Gortyna, pure inparlibus. ^.Baudrand,


e Mireo,

pag.

181.

Da

ultimo
ai

il

dominio di alcuni principi della famiglia di Gengkis-Kan. Questa penisola


coli

Papa regnante Gregorio XVI,


settembre
sa

17

stata celebre,
della cristianit,

nei primi se-

pel

gran nu-

iSSg, confer questa chiecon breve pontificio, a monsignor Giovanni Laurent, vicario apostolico

mero

de' confessori di Cristo, che vi

delle missioni settentrionali di

Ger,

soffrirono l'esilio e la morte. Secon-

mania.

ed altri , il quarto do Baudrand Pontefice s. Clemente I pat il mar,

CHERSONESO
Cherronesiis
j

Cliersonesus
).

Cfiesronesui

Gli

tirio

nella

terza

persecuzione della
nel
ai

antichi con questa voce

indicavano

Chiesa,
piccola
dell'

sommerso
Tarlarla
1 ,

mare della 23 novembre

una penisola
terrestre.

significando la voce

presso Chersoneso 02 del Ponto, vicino alla palude citt Meotide, ove era stato esiliato; ed

anno

Chersoneso Isola di terra , Isola Le pi celebri sono Chersoneso Cimbrica nella Germania di Taurica o Cherso {Fedi), la precedente di Creta, o la grande, e di Tracia che la seguente, mentre la

il

suo corpo fu trasportato in

Roma
di

nell'anno

867,

nel

pontificato

Adriano IL II Cecconi , Del sagro rito di consagrare le chiese, dice che s. Clemente I nel suo esilio, consagr molte chiese nel Chei-soneso. Commanville asserisce, che Cherso o Chersonesus , citt rovinata della Scizia nel Chersoneso Taurico , di-

Chersoneso

d' oro, penisola

dell' In-

Gange, comprendeva la penisola di Malaca ( Vedi), ove nel XVI secolo fu eretto un vescovato, e quella di Sumatra che ne
dia di l dal
,

fu poi staccata. Molti credettero


la

Chersoneso d'oro
i

sia VOpliir,

che ove

venne arcivescovato
il

onorario

sotto
la

Salomone inviava
sonesus

suoi vascelli.

patriarcato

di Costantinopoli,

CHERSONESO m

cui erezione rimonta al secolo IX.

Tracia {CherThraciae). Sede vescovile,


,

CHERSONA
la

CHERSONESO
Tau-

nella penisola europea

che faceva

Chersonesus Magnus). Sede vescovile in partihus nella pe-

Grande

parte della Tracia, rinchiusa dal golfo di

Melas, Mclanes Siniis, e dal-

nisola

meno

considerabile della

lo stretto
cia,

chiamato Bosforo

di
all'

TraArci-

rica e della Cimbrica,


le coste dell'Africa.

che stava sulScillace afferma

avente da Abido sino


il

pelago
te

nome

di

Ellesponto.

In

essere in prospetto dell' isola di Cre-

progresso fu separata dal continen-

ta

o Candia altri la collocano sulla Marmarica, poco distante dal promontorio Drepanum. Viene anche chiamata Chironis, o Spinalonga y e nel quinto secolo fu fon:

costa della

niesi

per mezzo di un muro. Gli atequindi i re la dominarono


,

dala la sua sede vescovile suffraganea di Creta o Candia, ove si trasicr la

metropoli di Gortina, nell'esar-

macedoni ; e dopo Alessandro Magno appartenne alla Tracia. La sede di Chersoneso, suffraganca della metropoli di Ei*aclea , fu chiamata pure Caelcn , o Carlos seu Cyla e venne fondata nel nono secolo.

i6o
mossi
poi

CHE
molti
sepolcri
Gallipoli,

CHE
,

Tultavolta, siccome la penisola chia-

fu

fatta

edificare

della

Ro-

con
sotto

un
il

monistero

di
s.

religiose,

mania, e Commanville riporta fra le sedi dipendenti dalla metropoli


di

nome

di

Verburgo dal

Eraclea, Gallipoli

eretta

nel

IV

secolo,

e divenuta arcivescovile nel


cos

sembra pi probabile che questa sia la vera sede vescovile della Chersoneso di Tracia, e ci che nel si conferma dall' osservare
;

XVI

conte Leufric; poi Ugo il Lupo conte di Chester, nel 1094, ristabil il monistero, e vi pose dei monaci, e nel secolo XII divenne sede vescovile suffraganea di

Yorck. Dappoich
verso
la

Pietro, vescovo

di Lichtfield

l'anno
de,
i

11 33, vi trasfer
successori di
lui
si

conciliabolo

Efesino

celebrato

nel

sua sechiamarodi

449? allorquando Longino, vescovo della Chersoneso Taurica ebbe dato il suo avviso , Pietro vescovo di Chersoneso, parl per Ciriaco di
Eraclea.

no ad un tempo
field,

vescovi
di

Licht;

di Chartres, e

Conventri

ma

Enrico Vili dopo la riforma, nel i54i, eresse la chiesa di san

Verburgo
seu Chestria).
,

in cattedrale,

separando-

CUESTER (Ceslria

la

dalla metropoli di Yorck. I cat-

Citt vescovile d' Inghilterra

capo

tolici

sono soggetti
del

al vicario

apo-

luogo della contea di tal nome, sulla Dee, nel sito in cui questa riviera
si

stolico

distretto

settentrionale

d'Inghilterra.

allarga in forma di golfo;

edifi-

Tre
ster.
Il

concili

furono tenuti
nel

in

Che-

una altura in paese fervecchi bastioni. Il tile, e cinta da castello, che domina la Dee, fu eretto da Guglielmo il Conquistatore^
cata su di

bazia.

primo Labb

ix^'j sopra l'ab-

tom.

IX.

Arduino

tom.
si

VIL

e racchiude
la prigione,

la

corte di

giustizia,

bellissimo edilzio.

Queven-

Il secondo, chiamato Cicestrense, tenne nel 1 289, in cui Gilberto vescovo di Chester fece quarantuno ca-

sta antichissima

citt fu stazione rola

noni, o regolamenti di disciplina ecclesiastica,

mana, e
tesima
di

vi

ebbe quartiere
detta
si

riguardanti

doveri

dei

legione,

Falena Vi908
d'
g' in-

parrochi, e la loro esemplar condotta


,

ctrix, per cui

rinvennero oggetti
un' assemblea

gli

abiti

sacerdotali
la

la

recita

notabili antichit. Nel


vi

dell'uffizio

divino,

visita

degli
di
ri-

glesi

celebrarono

infermi, ec. Si proib


fiutare
il

inoltre

generale

un re. Quindi nel secolo XVII molto soffr


per
1'

elezione

viatico,

la

sepoltura per

delitti occulti;

s'ingiunse di
il
;

somminidi

per essersi dichiarata a favor-e di Carlo I. Si racconta che quivi Edgaro,

strar la

comunione

giorno di Pasi

squa gratuitamente
fonti

comand

uno

de're

sassoni,

si

facesse

fornire le chiese di suppellettili, e che


i

chiesa

condurre in una piccola barca dalla di s. Giovanni sino al suo

battesimali, col crisma sieno


j

chiusi con chiave

si

viet

il

giura-

palazzo, nella quale,


salli,

come

suoi vas-

mento
ci

di

fedelt,

che

gli ecclesiasti,

remigavano otto re brettoni e


,

esigevano dai
ai

religiosi

quali

scozzesi

ed

egli

superiorit,

per mostiaie la sua ne dirigeva il timone.


e
bella

presentavano

benefizi
si
,

prima di

essere istituiti, e

prese provvidene sui predicatori


ai sediziosi
;

La sua grande
le,

cattedra-

za sui matrimoni
si

che ha ima
piedi,

tori'e

alta cento e

fulmin

la

scomunica

entisette

che

rinchiude

ai

calunniatori, agli invasori de' bc-

CHI
ni di Chiesa ec.

CHI
t.

i6f
quel-

Labb

XI, Ar-

metropoli,
la

ma

tutto lo stato,
di
privilegi,
il

duino
Il

t.

VII.
stesso

moltitudine

onde
della

terzo concilio fu celebrato l'an-

godette

per

tutto

tempo

no 1292 dallo
sciplinari.

vescovo

Gil-

berto, che vi fece

sette

canoni dipascolare
le

dominazione spagnuola. Di poi, nel 1743, Benedetto XIV tolse Chiapa


dalla

Fu
,

proibito di
di

soggezione

di

Messico,

la

sui cimiteri

limitare

oflerte

sottopose all'altra

volontarie del popolo alle


si

chiese, e

Guatimala;
rio

ma

il

metropolitana di regnante Grego-

esort a stare in queste con rac-

XVI, col
nel

disposto della bolla

Do'
,

coglimento.

Non

si

permise

la

se-

minco gregi assidua

sollicitudine

poltura nelle chiese a nessuno, tran-

emanata
tu alla

maggio 1887,

la resti-

ne

ai

signori, ai
vicari,

patroni, ai parrosi

metropoli

messicana.

La

chij ai
sette

vietarono le casnelle chiese,

cattedrale, cospicuo edifizio, dedi-

per
la

l'elemosine

cata a
tolo

senza
t.

licenza del vescovo.

Labb

XI, Arduino t. VII. {de Chiapa). Citt con residenza vescovile dell'America settentrionale, nel Messico, volgarmen-

s. Cristoforo, e il suo capicomponesi di quattro dignit, delle quali il decano la maggiore,

CHIAPA

di

un canonico,
e
preti

e di
in

diversi

capdella

pellani

servigio

medesima.

Ha

il

fonte

battesimale
si

te

chiamata Chiapa de los espanoe

e la cura d'anime,

che

esei'cita

les,

Ciudad
Chiapa
posta in
oiientale

real,

capitale

dello
pacifiil

stato di
fico,

sull'oceano
viene

da un sacerdote col titolo di rettore, ed ha contiguo l'episcopio. Nella


citt

amena pianura,

cui

lato

bagnato

dal

vi

Zeldales, ed di bello aspetto. Po-

giosi,

non vi sono altre parrocchie, hanno tre conventi di reliun monistero di monache il
,

co distante avvi una singolare sorgente, che scorre, e


si

seminario, l'ospedale, e

il

cimiterio.

arresta con
anni.

La mensa

tassata

ne' libri

della

una intermittenza
citt

di

tre

La

camera apostolica, per ogni novello


vescovo, di trenlatre fiorini.

fu fondata nel i528, sul luogo di una citt indiana. Ricevette prima il nome di Filla reale, poi
di Filla-viciosa, quindi di San-Cliri-

sloval-de-los Llanos, ed in fine quello,

abbadessa nacque distinti per piet e per ricchezze. La sua fanciullezza fu cos un modello di santit, che
(s.),

CHIARA

in Assisi

da genitori

che porta attualmente.


Il

facilmente potevasi argomentare co-

Paolo III, per le istanze dell' imperatore Carlo V, monarca della Spagna, eresse la sede vescovile di Chiapa nel i538, non come dicono alcuni nel i544 o ''^47> dichiarandola sulfraganea della metropolitana di Mes.sico. Uno de' suoi primi vescovi fu il benemerito dell' umanit Bartolomtneo di Las-Casas, il cui nome sar sempre in benedizione presso
Pontefice
,

Sommo

me
fu

Iddio l'avesse prevenuta colle sue

benedizioni. Cresciuta cogli anni, le

proposto matrimonio

assai

vanaltro

taggioso;

ma
di
s.

ella

non

volle

sposo che GesLi Cristo.


consiglio
lei

Aiutata dal

che con aveva comune la patria, pens di abbandonare per sempre il mondo , e perch quel santo non aveva ancora religiose del suo Ordine, vestita d'

Francesco,

un

abito di penitenza, entr


delle

gli

americani, e per chi

ama
non

le vir-

nel
s.

monistero

benedettine di

t,

poich da
VOL.

lui
JK,

ripete

solo la

Paolo.

Le

po\'ere Clarisse contano


1

i62
la

CHI

CHI
domandarono ad

^
fosse la

quest' epoca la data della fonda-

zione del loro Ordine. Molto dovette


ella

soffrire

miglia,
forza

che

per parte della sua facoi rimproveri e colla

Innocenzo IV la permissione di possedere dei beni, ella supplic il Pontefice a mantenere il suo nel privilegio della evangelica povert.

volea

ma

il

richiamarla al secolo; Signore la rese forte nel retentazioni.

Quantunque

sistere a somiglievoli

La

superiora, era tanto umile, che lavava per sino i piedi alle converse,

nostra santa

si

ti-asferi
s.

appresso nel
di

quando ritornavano
viva in tavola,
late,

dalla cerca, serle

monistero
stessa

di

Angelo

Panso,

ed assisteva
fossero

mada

poco lungi da
gnese,
s.

Assisi,

e seguita nella

comecch

affette

vocazione

da sua sorella AFrancesco le allog in una

malattie le pi nauseanti. Neil' orazione provava ogni conforto, e spesse


volte nell'atto che pregava, dal suo

piccola casa, contigua alla chiesa di


s,

Damiano, creando Chiara supemonistero.


nel

riora di questo nascente Ella

ebbe non poca


la

allegrezza

una luce, che movea a divozione insieme e a maraviglia le sue figliuole. Per le preghiere di
volto usciva

vedere

sua madi-e

medesima, e

molte altre donne delia sua famiglia


unirsi a lei per attendere agli esercizi

di

penitenza, e in breve

tempo

da un che le aveano posto l'assedio. Non appena infatti s. Chiara conobbe, che il monistero
lei,

Assisi

venne

liberata

esercito di barbari

la

sua comunit fu composta di setre delle quali appardici persone


,

di

s.

Damiano,

situato fuori della citt,

era stato assalito da' nemici, sentissi

tenenti alla illustre casa Ubaldini di

Firenze.

Non andarono

molti

anni,

che il novello Ordine ebbe monisteri a Perugia, ad Arezzo, a Padova, a Roma, a Venezia, a Mantova, a Bologna, a Spoleto, a Milano, a
Siena, a Pisa, e nelle primarie
di
citt

pi ferma fiducia nel suo Signore, e fattasi condurre alla porta del monistero con un ciborio contenente il santissimo Sacramento, mise in fuga gli assedianti compresi
ripiena della

da no

Alemagna. Le austerit praticate s. Chiara e dalle sue figlie erastate

da subitaneo terrore. In altra circostanza, merc le sue orazioni e quelle delle sue religiose, Vitale Aversa, generale di Federico II, lev,
l'assedio
di

infino
fia

allora
le

sconosciute
sesso.

interamente persone di quel


a

da

Assisi,

mettere

ferro

che avea divisato e a fuoco. La


santa
di

piedi nudi, digiunavano quattro quaresime, e non parlavano se non quando la necessit, o la carit le obbligava. S. Chiara alle mortificazioni ordinarie ne aggiunper s delle particolari a tal se segno, che fu costretta dalla obbedienza a non portare pi oltre le

Camminavano

pazienza di questa
prattutto nel
in
cui

spicc so-

dormivano

sulla terra,

tempo
,

sua malattia,

conservava
ilarit

mai

sempre
i

la

stessa

ed

occupavasi

maggior divozione a meditare della vita e della morte del figliuolo di Dio. Rinaldo, Cardinal di Ostia, il quale divenne Papa col nome di Alessandro IV, la ebbe
stei'i

con mi-

asprezze della sua penitenza.


vita e

La sua
alla
la

in tanta

estimazione,
,

che

le

scrisse

meditazione era assidua intorno

morte
cos
tutti

di
le
gli

Ges
era
altri

Cristo; e
in grado,

una lettera ed and a visitarla. Anche Innocenzo IV volle vederla,


e perci da Perugia
sisi.

povert

che

recossi
s.

mentre

Ordini

religiosi

Neil' ultima

malattia

ad AsChiara

CHI
confort
le

sue religiose

perseve-

rare nella pratica della santa povert,


la

Francesco GuLiELMO, Cardinale. F. Clermont.

CHI CHIARAMONTE
CHIARAMONTI.

i63

e dopo aver impartito ad esse sua


benedizione,
12,53, in
di
lei

Famiglia.

Se-

agosto
funerali

mor agli 1 et d'anni 60. Ai


il

guendo
di
ci

le

eruditissime notizie, che


illustre
il

questa

famiglia

italiana

assistettero

Papa

ha date
,

vivente chiar.

Erasmo

Innocenzo IV, e molti Cardinali; e Alessandro IV la canonizz nel i255.

Pistoiesi

nella

Vita

del

Sommo

Pontefice

Pio

VII,

Chiaraniont

CHIARA
vergine,

(s.)

DI

Monte
al

Falco,
l'xjS.

nacque

intorno

di Cesena , pubblicata in Roma in quattro tomi colle stampe di Fran-

L'amore
ze
si

alla piet

ed

alle peniten-

manifest in

lei

fino dai primi


la

anni, ed

ella, conosciuta

vanit

dei beni di questo

mondo,

stabili di
la

rinunziarvi.

Abbracci

pertanto

regola delle religiose


di abbadessa,

agostiniane, e
alla dignit

ben presto fu innalzata


ne.

sebbene ancor
si

giovalei

1824 al i83o, le riuniremo compendiosamente ad ono r^degli antenati, donde usc l'immortale Pio VII, le cui gloriose gesta saranno in eterna benedizione nella Chiesa di Dio. Abbiamo dato la preferenza al lodalo Pistoiesi, dappoich da sicura sorgente ci fu dato
cesco Bourli dal

Nessuno
alla

avvicinava a
dal
delle

sendi

za sentirsi acceso

desiderio

tendere
virili.

pratica

cristiane

La sua anima

era

costante-

apprendere, che le notizie sulla famiglia Chiai'amonti da lui scritte, nel tomo I della citala opera sono in tutto consentanee a quelle, che
,

mente unita al Signore, e ne meditava mai sempre le infinite perfezioni. Mor a' 18 agosto del i3o8.
Il

poti'ebbonsi raccogliere, e dall'archi-

vio di tal famiglia, e da altri scriitori.

Tuttavolta

ci

permetteremo agche trosuper,

processo

di

sua

canonizzazione

giungere qualche nozione,

venne ordinato da Giovanni XXII, ma fu interrotto per la molte di


lui.

vammo
tiamo

in altri autori

e che por-

lusinga

non

riuscir

flua, e del tutto inutile.

CHIARA MONTE
fiale.

Nicol, Cardi-

Nicol Chiaramonte nacque da


e
lasciata ogni cosa,

nobile ed illustre prosapia nella Sicilia,

Incominciando dall'origine del cosi vuole, che certo Dalmasio, guerriero cristiano,

gnome Chiaramonti,
dai

profess

conquistasse

tra

cistcrciensi.

Poscia

nel dicem-

Catalogna
dell'

prima
,

maomettani dell' anno

nella
1

000

bre del 12 16, Onorio III lo elesse vescovo Cardinal tusculano, e legato
in

era

nostra

un

castello

detto

Germania a Federigo H, perch

ClaramontCj dal quale egli prese il soprannome, che divenne sino d'allora, ed in seguito particolar casato
de'suoi
si,

promovesse la guerra sacra, ed in appresso ebbe la legazione di Napoli, ove nel 1222 consacr solen-

nemente

la chiesa di Cosenza. Da ultimo, conseguita dal Pontefice ad

abitazione,
cessori

nel
s.

per se, e pei suoi sucvescovato tusculano , la

discendenti. Non deve tacerche nella famiglia de Clermont Tonnerre, uno della quale, Anna Antonio arcivescovo di Tolosa, nel 1822, fu creato Cardinale da Pio

chiesa di
stero,

Maria

detta del moni-

inori nel 1227, dopo anni di Cardinalato.

undici

VII, evvi costante tradizione, che appartengano i Chiaramonti d'Italia e che tuta quelli di Francia provengane da uno stesso cepti
,

i64
p. In vei'O

CHI
tal

CHI
non
zione
di

consanguinit

questa

casa

in

maniera

venne

giammai stabilita perfettamente, non bastando l'analogia del prenome Chiaramonti per dire

autentica.

mont
di

che derivi da quello di Clermont, ad onta che nella famiglia Chia-

Moreri pretende, che i Clerdi Spagna discendano dal conte Manfredo di Clermont, ammiraglio
Il

Sicilia

verso
vita

la

fine del secolo

ramonti esista un antico ritratto, colSimone della famir iscrizione


:

XIV.

Nella

di

Onorio

III

si

glia francese de' Claraniond diffusa in tutta l' Italia. Un contrario

legge, che nel 12 19 cre Cardinale Nicol di Chiaramonte , nobile siciliano.

deduce dagli stemmi gentilizii delle due famiglie, dappoich la francese porta due chiavi incrociate, e quella di Cesena ha per arme tre teste di mori bendati, con Aggiungiamo qui altrettante stelle. inoltre, che i Clermont ebbero un

argomento

si

cia, Napoli, e Sicilia,

Trapiantata la famiglia in Frans' innest per


di

mezzo
gona,

nobilissimi

maritaggi alle

reali famiglie

d'Ungheria, e d'Aradappoich Costanza figlia di

Manfredo spos nel iSqo Ladislao re d' Ungheria; ed Isabella figlia di


Tristano, donzella di grandi speranze,
si

nella persona di altro Cardinale, Francesco Guglielmo elevato nel i5o3 alla porpora da Giulio li, che divenne decano del sagro Collegio.

uni in matrimonio nel i44^

con

r infante

di Calabria, di Napoli d.

Ferdinando duca ed erede del re Alfonso V, il magnifico,


d.
figlio

Per conto

dell'origine de' Chiara-

d'Aragona.
miglia
di

Un ramo

per della

fa-

monti, essa rimonta all' Vili secolo nella Catalogna , una delle primarie Provincie di Spagna, che in seguito conquistarono; divenendo poscia, nel secolo XII, signori d'una citt d'Alvergna, rinomata pe'suoi molti concili
,

Chiaramonti, a cagione di militari imprese, si stabih da pi


tre secoli

magna

nella citt di Cesena

a questa parte in Ro{ Vedi).

pel

lustro
la

della

sua antica
dal

sede

vescovile,

quale

loro

cognome

fu appellata in lingua pro-

Essendo la discendenza de' Chiaramonti di Napoli sicura, ed avendo sempre percorsa la carriera delle armi, si crede, che un esercito napolitano sotto le armi di Aragona,
soggiornando
servivano
famiglia,
taggiosi
di

venzale Clermont [Vedi). Inoltre i Chiaramonti diventarono celebri in

verso

il

XV
di

secolo

negli stati della

santa Sede, in cui

Barcellona pei segnalati servigi pre-

due
si

membri

questa
citt

marchese di Gironella, che equivale a Claramuntj contro i moi'i maomettani invasori della Spagna. Raimondo III, detto // vecchio^ conte sovrano di Barcelstati

alla fede dal

sieno stabiliti con van-

matrimoni nella detta


ai

Cesena.
Molli pure credono, che
Cliia-

i-amonti

possa

appartenere
di

quella

lona, e figlio di Berengario II, nel-

invitta donzella,

cui

parla l'Aec.

l'anno 1068,

diede
,

a' suoi

sudditi

riosto nel suo

Furioso

dalla

un codice
si

di leggi

vare dai grandi


legge
il

che fece approde' suoi stati, ove

nome

di

Amato

di Bernardo figlio Claramonte. Questo


si

ebbe origine, sino dai tempi di Carlo Magno, la serenissima casa d'ste. V. Signahlf, Storia de'principi d' Esfej Ferrara i^yo. Altri,
quale

r atto pi

antico, in cui

fa

nicn-

seguendo

le

opinioni

di Fazzelli, di

CHI
Bonfigli, e di Zazzeda,

CHI
fanno deri-

i65
,

Tolomeo camaldolese
,

vare i Chiaramonti da Enrico dei Chiaramonti, che perseguitato da Filippo


/'

audace,

sbalzato

qua e

Cosimo ed Angelo domenicani mentre Egidio e Girolamo appartennero alla compagnia di Ges, come vi appartenne
e

l dall' avversa fortuna, illusti-


scia la

posua discendenza colla dimora che, nell'anno 1 271, venne a stabilire

Giacinto, poi arcidiacono della catte-

drale di sua patria


sione della
ripristinata
cini

dopo la soppi*esfelicemente compagnia


,

in Italia.
al

primamente,

in

Napoli entr
lo I

servigio del re Cardi san Luigi per non and invagh della sposa

d'Angi, fratello
re di Francia;

IX

guari, che il re s' d'Enrico, e questi


re.

della

figlia

del

Ma

lo

strepitoso

avvenimento

del vespero siciliano nel 1282, avendo posto fine, ovvero d'assai dimi-

nuita
Italia,

la

possanza
vertenze

de' francesi

in

n potendo Enrico ripatriare


sue
colla
il

per
rec
III

le

corte,

si

in Sicilia

presso

re

Pietro

d'Aragona, che avea conquistati que' dominii per le ragioni di Co'


stanza,
figlia

superstite di Manfredi.

Finalmente i Chiaramonti si fanno anco discendere da Simone, generale de'siciliani sotto il re d'Aragona, ovvero,

I cappucvantano due individui di questa famiglia, Stefano ed Antonio, come i precedenti, chiari per sapere e virt. Stefano divenne ministro generale del suo Ordine, il perch Carlo II lo dichiar grande di Spagna di prima classe, e mor santamente nel 1682. Fra gli uomini illustri di questa famiglia va particolarmente ricordato Scipione filosofo, e matematico insigne fondatore dell' accademia degli Offuscati in Cesena sua patria ed autore di molte opere date alla luce nello spazio di pochi anni nel secolo XVII, che in numero di ventitr sono accuratamente riportale da M. Jaen

da

Pio VII.

Pierre Niceron, nelle sue Mcmores


polir servir
llustres teres,

come

altri

vogliono,

si

credo-

no stretti in parentela con quel Chiaramente colonnello nella guerra di Piemonte, diretta e comandata da de Ghisa. Altri poi dicono che discendano da Gregorio, il quale combattendo con valore contro gli
svizzeri,

a V histoire dcs liommes dan la republique des let-

tom.

XXX,

p.

iSy. Fra

tali

opere meritano menzione quella Della ragione di slato, l'Antiticone, o libro


delle tre

nuove

stelle

la Scoria
libri
,

di Cesena

divisa

in

XVI

la

sagrific

stesso

per la

quale'venne da Simone di

lui figlio lo-

patria; ed altri infine da Muzio, o da Virginio prodi capitani.

devolmente
ta
il

difesa nell'opera, che por-

che dalle storie di Cesena si rileva, che un Lodovico Chiaramonti fu vicario imperiale di Ro_,

Certo

Contentio apologetica de Caesena triumphante adversus Fortitolo


:

tun Lceti oppositiones , in

qua de-

magna

della pubblica

un Agostino amministratore annona e un Scipio;

fenditur patriae historia fideliter conscripta a Scipione Claramontio in


lib. II divisa, quorum prior affirmat Caesenani primuni Senonuni

ne senatore e cavaliere di s. Stefano. Onorata memoria lasci Cesare pubblico lettore di

fuisse sedeni, posterior probat

colu-

leggi;

cos

Giacinto

mnant annulorunt, seu

hospitalitatis

avvocato di gran merito, e Francesco giusdicente in

nwnquam
fuisse.

Caesenae,
vestito

sed Bertinori
il

nova.

Meritano

Bologna e in Gepur menzione un

Avendo

sagro abito
figli

de' cappuccini

quattro

di Sci-

i66

CHI
imitarli

CHI
dopo ma nun
di

pione, volle anch' egli


(li

Tournai

essere rimasto

vedovo,

IV
nel

il

elemosiniere del re Carlo Bello, quindi creato Cardinale


,

gli

fu concesso, ed in vece divenne


d'

1342 da Clemente VI,


si

le

cui

fondatore
Filippini

una

congregazione

gesta
lo

possono

leggere

all'

artico-

morte,
funei'ali

a'

s. Marino. Venuto a 20 giugno i652, ne' suoi si vide il commovente e sin-

in

golare spettacolo, che


le

quattro

figli

Leonardo Ghino. Favorito dalla natura di un vivacissimo ingegno essendo andato Paolo III a Perugia, recit alla sua presenza un' eloquente orazione
,

cappuccini portarono sulle


il

loro spal-

da

tutti

grandemente

feretro,
lui

il

quale conteneva la
P^.

encomiata
che.

e tradusse dal greco la

mortale di

spoglia.

Pier

An-

storia di Eliodoro delle cose etiopi-

tonio Serassi, che nella P^ita di Ja-

Riguardo poi

ai

Ghilini

Cadi-

copo Mazzoni j a pag. i58,


gio di Scipione
;

fa l'elo-

millo fu segretario di stato del duca


di

vita che fu

stamCese-

Milano

Girolamo

pubblic

pata in

Roma

nel

1790, e

la

verse opere, e molte ne lasci


noscritte
;

ma-

na trionfante del citato Simone Chiaramonti , pubblicata in Cesena nel 1661. Celebr poi le virt dei menzionati quattro cappuccini , il sudarcidiacono Giacinto Ignazio Chiaramonti, colla composizione De majorum suoriim laude, excudebat Gregorius Blasinius, Caesenae 1786. La qual composizione Giacinto dedic al proprio fratello poi Pontefice, ed allora Cardinal vescovo d'Imola.

e Pietro celebre giuriscon-

sulto visse sotto


sconti,

Gio. Galeazzo Vi-

detto

primo duca di Milano. Senza dichiarare se appartengano a questa famiglia, vi furono un Girolamo Ghinucci nobile sanese, che Paolo IH cre Cardinale nel i535; ed un Tommaso Maria Ghilini nobile piemontese, che Pio
Cardinale.

VI
s

nel

1778

fec^

Prima

di parlare dei figli,

che nacquero da
trimonio,
ci

avventuroso ma-

Gli

altri

illustri

individui della fasi

miglia Chiaramonti, che

distinse-

ro per

lettere,

per dignit, e santit

permetteremo dire quanto avvenne di Giovanna Ghini appena rimase vedova. Essa subito rivolse le spalle al

di vita, trovansi descritti nelle

Me-

mondo,
di

e
s.

si

rec

moriae Caesenates ec, le quali giungono sino al 1700, e furono composte da monsignor Gio. Battista
Braschi
,

in

Fano

nel monistero
l'abito

Teresa

a prendere
scalze;

delle carmelitane
fece la solenne
il

e nel

1763

vescovo di Sarsina
,

poscia
ir^

professione, assunse

nome

di

Ma-

arcivescovo di Nisibi

pubblicate

ria Teresa, e visse specchio di virt

nell'armo 1738, Nel secolo decorso , capo di questa quanto antica altrettanto nobile
famiglia, fiori
il

Roma

sino al sessantesimo

anno di sua vita, terminando santc^mente 1 suoi giorni

ai

22 novembre 1771.

conte Scipione,
le

comsi

Da

Scipione Chiaramonti, e Gio,

mendevole per
in

pi rare qualit
il

vanna Coronata Ghini


seguente prole:
i.

nacque

la

di cuore e di spirito,

quale

uni

Giacinto Ignazio

matrimonio con Giovanna Coronata de' marchesi Gbini. L'anlica e


nobile
famiglia Ghini

stata altre
di

volte distinta coi


di

Ghilinj.

Cini, vi

Ghino, e o fu Mn Andrea canonico di


In
quella de' Ghini,

nomi

prima gesuita, poi arcidiacono della 2. Tommaso, cattedrale di Cesena che si uni in matrimonio colla contessa Marianna Aldini di Cesena, dai
;

quali

discese l'odierna generazione,

di cui poi

parleremo;

3."

Bainab^,

, , ,

e II
che divenne Pio VII ; 4 Gregorio , il quale per quel vivo intePio VI pei resse, che dimostr
parente,
il

CHI
r vescovo di Tivoli
del nel

167
dicembre

quale in seguito lo dichiae poi lo traslat al vedello stesso Pio


ai

1782,

Chiaramonti suoi

parenti,

fu

chia-

scovato d' Imola, occupato prima dal

mato

in

Roma

collocato
,

nelil

Cardinal
braio
sa di

Bandi

zio

l'accademia

ecclesiastica

fare

VI, creandolo Cardinale


presbiterale della
s.

i4 febil

corso degli studi.

Gregorio chiamato
s

avendo poscia manifestato non sentirsi


con

Ma

1785, e conferendogli
Calisto.

titolo

summentovata

chie-

allo stato ecclesiastico, pas-

ad abitare
si

monsignor Rodel

mualdo
quindi

Braschi
restitu

nipote

Papa

Finalmente, per morte di Pio VI, nel conclave tenuto a Venezia, fu eletto Papa ai 1 3 n)ar-

a Cesena, e mor zo del 1 800, e prese il nome di Pio VII, in memoria del suo concelibe in Bologna ; 5." Ottavia egualmente morta celibe in Cesena , gi cittadino, parente, benefattore e predecessore. F^. Notizie intorno alla delle Celibate di Rimini. Barnaba Nicola Maria Luigi Chia- augusta persona del Sommo Ponteramonti nacque in Cesena a' i4 ago- Jice Pio VII, Venezia 1800. Tale esaltazione del Chiaramonti, sto 1742, e dopo una saggia e renon che i lunghi penosi e insieme hgiosa educazione, di sedici anni nel
monistero
di
s.

de' benedettini

cassinesi

gloriosi

affanni sofferti

da Pio VII,
predelti nel

Maria del monte


il

di Cesena

vuoisi

che fossero

stati

prese

l'abito monastico nel

1758,

ed assunse

nome

di Gregorio.

Fu

per alunno nel primo chiericato della congregazione cassinese nel monistero di s.
scelto a voti

concordi

monistero di Fano dalla degna e veneranda di lui genitrice. Prima di narrare il contegno tenuto dal Papa
co' parenti,
fa

duopo

avvertire, che

all'epoca della sua assunzione al pontificato


,

Paolo fuori le mura di Roma. Ivi attese per un triennio agli studi di
teologia, e di jus canonico, e al fine

il

di lui fratello

d.

Tomlasciata

maso era morto, ed aveva la moglie contessa Marianna


dal cui

Aldini,
i." d.

sostenne

con

sommo

applauso una

matrimonio erano
,

nati:

pubblica disputa nella chiesa di san


Calisto.

Scipione
d.

del quale riparleremo;


;

2.

Quindi
s.

lesse filosofa nel

mo-

Nicol tuttora celibe

3." d.

Au-

nistero di

Gio. Evangelista di Par-

relia

maritata

al

conte

d.

ma.

Poscia,

essendo

stato richiesto

Carabetti Cesenale oriundo di


cangelo, morti t rivivono ne'
tuttora celibe
to
;

Camillo s. Arcui vir-

per maestro di filosofa pei giovani del suo noviziato dal p. abbate di
s.

ambedue,
figli
;

le

Paolo, torn a

Roma. Poco dopo

5." d.

Barnaba Lodovico mor4- dal


i

fu destinato alla lettura di teologia

celibe; 6. d.

Teresa maritata
gli edificanti

Anselmo, che continu per un intero novennio. Fu poi promosso alla carica di priore
nel collegio di
s.

conte Antonio Gaddi di Forl,


de'quali seguono
de' loro defonti genitori; 7. d.

figli

e sostenne la cattedra di diritto ca-

monaca
s.

nel

monistero

esempi Elena delle bene-

nonico

e per le

premure

della sua

dettine, al secolo

congregazione venne abilitato con un

breve speciale al grado di abbate di reggimento di S. M. di Castel Buono


dal Pontefice Pio VI, Braschi, suo

Maria Isabella, di Maria della Concezione in Campo Marzo , della quale ancor vivente facemmo onorata menzione al volume IV, pag. 3o6 del Dizionario.

i68

CHI
eletto

CHI
co al proprio
fratello

Pio VII, racconta il eh. ab. Giovanni Bellorno, Continuazione della storia del cristianesimo, voi.
egli dalla
I,

Appena

Gregorio

in

Bologna.

pag. 5o, che distaccato

carne e dal sangue, e mi-

Tutta volta sebbene Pio VII non giammai per un'eroica moderazione, che i suoi parenti si recasvolle

rando unicamente a promovere il bene della cristianit, fece intendere


alla

sero a

Roma, non
permise
il

lasci

di

bene-

ficarli, e

matrimonio delia

vedova cognata, contessa Aldini Chiaramonti, che i suoi parenti non


si

principessa d.
di lui
il

Teresa Barberini, col

nipote Scipione Chiaramonti,

dovessero presentare
chiamati.

non
al

La

lettei-a,

a lui , se che allora


relative

quale ultimamente cess di vive,

re

fu pubblicata dalle

notizie

doti.
i

compianto per le sue egregie Da tal matrimonio nacquero


i.

Pontefice Pio VII,

inserite nelle

seguenti:

d.

Tommaso;

2. " d.

Notizie del

mondo stampate a VePapa


alla

nezia, e diretta dal

me-

Giovanna, che mor d'anni venti nel i835; 3." d. Beatrice; Z^." d. Costanza maritata al conte
Palletta
di

desima sua cognata, del seguente Essendosi degnata la ditenore vina Provvidenza di addossarci il
:

Giammaria
nel

Camerino
5." d.

decorso
degli 6."

anno 1840;
al

Ottavia maritata

grave incarico del supremo governo della Chiesa , non lasciamo di darvene l' avviso, come a nostra cognata, e diletta figlia in Ges Cristo. Ci noi pratichiamo non gi a fine, che ne facciate esultazione, ma a solo oggetto, che uniate la confusione vostra
alla nostra nel

conte

Antonio

Castracane

Antelminelli di Cagli nel


d.

i838;

Pio morto di anni diciotto nel i83r; 7. d. Urbano. Allora quando nel 18 14 Pio VII fece senatore
di

Roma
il

trizi,

il marchese Giovanni Pamarchese Rinaldo del Bufa,

lo

della Valle

destinato
i

a presen-

vedere

la

nostra

tare al santo

Padre

riconoscenti

indegnit esaltata a cos sublime


onore.
stre

sentimenti del popolo


tale elezione, espi*esse

romano per

Le

vostre lagrime, e le vo-

preghiere all' Altissimo acciocch sostenga la debolezza nostra, saranno pi accette a noi, che qualunque voce di gioia e di tripudio, che noi non desideriamo. Vi avvisiamo esser nostra volont , che nessuno di nostra famiglia si muova per venire a noi, senza essere da noi chiamato, ed augurandovi dall'Altissimo ogni

ancora il dispiacere di non aver avuta la sorte di avere Roma per senatore un individuo della rispettabile di lui famiglia, come pi volte il senato ne
stesso

aveva fatto istanza in nome dello popolo romano- L' edificante moderazione di Pio VII, e quella
de' nobili suoi congiunti

non

fu

mai

menomamente alterata, e finalmente il magnanimo ed inimortal Pontefice

bene, vi

diamo
".

l'apostolica nostra

termin

la

sua gloriosa

car-

benedizione

Leggiamo poi nei Diari di Roma, 3i, dell'anno 1800, che Pio VII scrisse due lettere di proprio pugno, partecipando con esse la sua esaltazione non solo alla contessa Aldini di Cesena, ma ben an-

20 agosto 1823, cio sessantacinque anni dopo che nello


riera ai
stesso giorno

numero

gola di
1

s.

Benedetto.

avea professato la reF. Pio VII.

di lui successori
alti
,

ebbero sempre
Vili

pi

riguardi alla famiglia Chia-

ramonti

uno

de' quali, Pio

CHI
Casligloni ,
nello
ai

CHI
giorno
di
,

169

stesso

sua elezione,
scrisse

3t

marzo

1829,
lette-

dopo Citeaux e Pontigny. Dicesi da alcuni fondata da Tibaldo IV,


conte di Sciampagna, e secondo al-

di

proprio pugno
Scipione
nipote

una
del

ra di partecipazione, e benevolenza
al

conte

suo

da Ugo conte di Troyes, e dal mentovato abbate Stefano. Chiaratri

benefattore
del quale

Pio VII, in memoria ne avea assunto il nome,


vescovo di Ce-

valle pertanto divenne figliale dell'Ordine cistcrciense, elettiva, e re-

perch
giore

egli i'avea fatto

golare.
tefici,
il

Fu

visitata

da

diveisi
l,

Pon1

sena, Cardinale, e penitenziere


;

mag-

e da Innocenzo

nel

i3i,

tratto che

onora

la gratitu-

dine di Pio Vili, e la famiglia Chiaramonti. Giovanni Francesco Masdeu, storiografo della Spagna, colle

quale colloc i suoi monaci nel monistero dell' abbazia nulUiis de' ss.

Vincenzo

ed

Anastasio
abbate

alle

acque

Salvie, dette le tre fontane, presso

slampe del Salvioni, pubblic in Roma Origine catalana dell' illustre


:

Roma, rio un

di cui

commenda-

Cardinale, e lo era stato Cle-

funi iglia Cliiarantont.

mente VII.
ChiaravaUe, celebre abbazia e monistero
di
s.

CHI ARA MONTI Gregorio Barnaba,

Cardinale. V. Pio VII.


Abbazia. Tre so-

de' cisferciensi

nella

pieve

CHIARAVALLE.

no le pili celebri abbazie di questo nome, da cui uscirono molti grandi uomini illustri per santit, virt, e dottrina la prima in Francia la seconda nel ducato di Milano la terza nello stato pontifcio. Appartenevano esse ai cistcrciensi, ed ora non pi esistono per le note vicende degli ultimi anni del secolo de;

Donato, regione IV della diocesi di Milano, fu fondata da s. Bernardo nel I 1 35, arricchita dalle nobili

famiglie milanesi
distinti
affari

cui abbati

vennero
perati
ni
II,

con

privilegi, e

ado-

in

importanti. Giovan-

Visconti, arcivescovo di Mila1

no, nel

242

>

dispens
Il

dal rito ambrosiano.

cimottavo
te
;

e dei primi del correnci

il

perch

limiteremo di ognu-

na

a'

seguenti compendiosi cenni.

bate commendatario fu driani de' Capitani milanese, creato Cardinale da Eugenio IV nel i43q. Leone X, nel i5i8, confer questa

i monaci primo abGerardo Lan-

Clairvaux , o ChiaravaUe, ClaraClaraci'allense Coenohium. Borgo considerevole di Francia nella Sciampagna, dipartimento dell'Aube, sulla sinistra del fiume di questo nome, presso una vasta foresta, cinta
vallis
_,

abbazia in

commenda

al

suo cugi-

no Cardinal Giulio de' Medici, che nel i523 divenne Papa col nome di
Clemente VII. ChiaravaUe,
stolica di

nella delegazione apo,

di boschi

ed alture , nella diocesi di Langres. S. Bernardo [Fedi) nel


1 1

Ancona nella diocesi Sinigaglia, un bel borgo sulla

di
si-

nistra riva del fiume Esino, celebre

vi

fu

mandato dall'abbate
11

ci-

anche
nel
II

essa per esservi stata fondata

stcrciense Stefano per

primo abbate,

e vi mor nel

53, per cui comunemente chiamalo V abbate di ChiaravaUe. Divenne celebre abbazia, e primo ceppo di una filiazione di cistcrciensi, venendo considerato il terzo monistero dell' Ordine

monaci cistcrciensi, Maria in Castagnuola, che prese poi da Clairvaux il nome di ChiaravaUe. Sino da tempo immemorabile divenne commenda

46

dai
s.

l'abbazia di

di vari

Cardinali

col

privilegio di

un

vicario

nullius dioecesis

Si ve-

J70
dono ancora
gotica,
le.
il

CHI
suo grandioso
di

CHI
modella

bolla
ai

53 Beatiis

Chrisli,

ema-

nistero, e la chiesa

architettura

con due magnifiche cappelSiccome la coltura del tabacco sempre vi prosper, nelle circostanti campagne ne fu eretta una vasta fabbrica, che divenne accreditata. V.
Ciste RciEivsi.

gennaio i568, volle che perpetuamente rimanessero uniti, ed osservassero le costituzioni dei minori osservanti , come abbiamo
nata
23
dall'annalista
rici

Wadingo,
(

e dagli sto-

degli Ordini religiosi.

CHIARISSIMO
Ordine
di

Clarissimus
clarus.

CrilARENI,CHIARENlNI,o Clv
HENiNi. Congregazione dell'
s.

Titolo di onorificenza, e distinzione,


superlativo di chiaro,
Rile-

Francesco, che prese

il

nome

dal-

viamo

dalla Crusca,

che per

chia-

la

Clarena, piccolo fiume della Mardal

rissimo vuoisi

intendere

notissimo,
nobilis-

ca d' Ancona, ovvero

suo fon-

famosissimo, celebratissimo,
simo,
ec.

datore
tri
l'

Angelo Chiareno, da alchiamato Cordon, religioso delfr.

come anche

glorioso,

di

osservanza. Nel declinare

del

se-

colo XIII, egli fond questa congre-

gazione colla regola di


i

s.

Fi'ancesco,

grande affare, leale, e simili. Avverte Francesco Parisi , Istruzioni, tom. III, cap. II, Dei titoli in specie, che prima dell' impero in

cui

membri vivevano nell'eremo apcontemplativa,

Roma non
giunto, se

adoperossi
e

questo
delle

ag-

plicati soltanto alla vita

non per esprimere


sangue
lib.
;
,

la chia-

ed il Pontefice s. Celestino V 1' approv nel 1294. Di poi fr. Angelo si uni agli eremiti celestini, ed allorch furono essi dispersi, si ritir presso il fiume Clarena , ove nei primi del

rezza del

insigni

qualit della persona.


Epist. 33,
sinii
i

Plinio,

nella

VII, chiama
e
tali

Clarissi

consoli
i
i

anche
pretorio,

di-

cevano
rettori,

prefetti

del

ed
il

XIV

secolo,

pot riunirvi alcuni


,

di-

quali

godevano anco

ti-

scepoli.

Quindi
le

essendogli riuscito

tolo d' Illustre,

come

si

legge in
Il

piti

confutare

calunnie de' nemici. Pala

luoghi
nel
ni,

del testo civile.


II

p.

Lupi,

pa Giovanni XXII conferm


gregazione nel
gresso di
1

con-

tomo

delle sue

Dissertazio-

ma

nel
i

tempo si 1472 sotto

7 , che in prodilat nell'Italia;


Sisto

pubblicate dal Zaccaria, pag. 33, aggiunse, che i correttori dell' impero

IV,

restati

romano ebbero

il

titolo

di
il

Firi
cla-

ligiosi,

quali sino allora erario

soggetti ai rispettivi

Ordinari
parti
;

vol-

tempo, in cui rissimato non si dava se non


Clarissiini in

ai

pri-

lero dividersi in
si

due

gli

uni

mi personaggi

dell'

impero.
fu

La

di-

unirono a' frati minori, gli altri continuarono a vivere colle primitive regole, finch nel
JI

gnit di correttore, che


nel secondo secolo,

istituita

mentre regnava
governo
di
di

r incorpor agli conservarono il loro tenore di vita e formarono una provincia particolare. Ma allorquando s. Pio riform vari Ordini religiosi, soppresse la congregazione Clarena
essi
,

i5io Giulio osservanti , ed

l'imperatore

Commodo, ed era un mauna


col gius

gistrato destinato al

o pi Provincie,
e
civili,

giudi-

care in tutte quelle cause criminali


nelle quali in
il
i

Roma
,

giudidel
gli

cavano
altri

prefetto di
consoli,
i

Roma, o
pretori

pretorio,

chiamata pure Amadea o della Becca,


forse

giudici a questi inferiori.


nella

per

essersi

gli

amadeisti

Verso l'anno 879,

medesi-

ij'^cdi)

uniti

a loro, e

col disposto

ma Roma

il

titolo

di

Chiarissima

CHI
persone nobilissime. Si legge pertanto, presso
s
il

CHI
a

lyt
eccellen-

(lava dai privati

niente v'era
>

di
i

senno;
quali

tissimi quelli,

anche

dai

Galletti,

Del

Priinicero,
si

p.

189,

che un certo Gregorio


di
s.

chiamava
nel

vir cldrssinus^ e dal Zazzera, Fani,

Eustachio^
il

abbiamo che

" principianti si superavano nella " scienza. Difatti, mentre un tem p Carlomagno imperatore dei " romani nell' intitolazione del li
bro, che dicesi aver scritto
sulle

ro^g

fratello dell'antipapa

Bene-

detto X, della famiglia de' conti del Tuscolo, cos era chiamato. Inoltre
si

immagini

conti'o
coli'

greci,
di

con-

trassegnato

elogio

uomo
;

sa

che nel
era

secolo

XVI

il

chia-

eccellentissimo

ragguardevole

riss'mo

un

distintivo

de' nobili

il titolo di magnifico, che era pure attributo di nobilt, non si pregiava quanto il chia-

veneziani; ed

chi va oggi tra i dottori ombra tici, cio di cognizione, o di ri-

" guardo
ctahilis,

ec.

".

V.

il

Bandisio,

Disserlato de

titulis

illustris,

spe*
e. i,

rissimo,

come

osserva

Piei*.

Cat.

clarissimi, magnifici y

Zeno, Note alla lett. -2.5 del Casa, tom. II, p. i63, edit. Venet. Quindi il chiarissimo poco a poco pass ad esser proprio de* letterati viventi.
titolo,
si

3.

CHIARO
tali

(s.),

martire, trasse
d' Inghilterra

nanel

in Rochester

principio del secolo nono.


del carattere sacerdotale,
le
si

Insignito

Ma
che

contro l'abuso

di

questo
talvolta
il

rec nelnel

impropriamente

Gallie,

d a chi noi merita, inve


Gaetani,
Ciotti
in

ce-

sino,

lebre Francesco Peranda, segretario


della casa

vita

VesRouen. Univa alla contemplativa anche l' attiva, e


diocesi
di

e ferm stanza

una

lettera

pieno di zelo per la salute de' suoi


fratelli,

ad Antonio Ambrosi, pag. 244>


zione del
fece

edi-

predicava ad

essi

le

celesti

1601.

Altrettanto

verit,

Una

rea

femmina

irritata

ancora colla conosciuta sua gramordacit il Menchenio, Orai, De Ciarlai. Erudit. pag. 20, edit. Lucen., di cui riportiamo il seguenziosa

te

brano tradotto dal latino: In vero mi sono spesso maravigliato

perch non avea potuto indurlo a soddisfare le sue brame, lo fece uccidere da due malandrini verso l'anno 894. Nelle diocesi di Rouen, di Parigi e di Beauvais celebre
il

suo culto;

e molti

dell'ambizione

de' nostri

visitare
egli

per divozione

' padri, giacch i nomi di illustri, chiari, e ragguardevoli un tempo " solo dati ai principi, ai re, ed ai

senatori romani

essi

li

traspor-

tai'ono

ne\\n

scuola.

Devi

oggi

osservare,

come

parla Liental, uo-

mo di elegante ingegno, de Mach, Lit. 3, pag. i53, che molti vole vano essere detti chiarissimi,

'\

sub la palma nonch un romitaggio, nel quale fama che abbia dimorato. La badia di s. Vittore di Parigi ne solennizza la festa ai 18 di luglio, e molte chiese della Normandia lo venerano come patrono. CHIARO (s.), primo vescovo di Nantes. Poche notizie ed incerte si

recano a luogo ove del martirio,


si
il

quali sono affatto incogniti fuori delle mure della citt; magnifici " quelli, ch'erano

hanno
terzo.

di

questo santo,
di
pili accreditati

il

quale

il-

lustr la Chiesa
I

Dio nel
sia

secolo

angustiati

dagli

scrittori

ne

altari

domestici;
nei

pieni di consiquali o

assicui-ano, eh' egli

stato spedito

" glio coloro,

poco o

nelle Gallie

circa

V anno

280 dal

17-2

CHI
Pontefice Eutichiano in

cm
N
una mancano
e di sciogliere, di aprire, e di chiu-

Sommo
alcuni,
sia
il
i

al diacono Adiodato.

dere

il

cielo, di

governare

la

Chiesa

quali sono d'avviso, ch'egli


s.

universale. Chiave nella sagra Scrit-

lo smesso

Chiaro di Aquitania,
nella

quale
sia

recossi

Brettagna.

pria,
pria.

tura significa podest, autorit proo autorit delegata come pro-

Quelli di

Chiaro
che
le

Vannes ritengono che san morto e sepolto nella


certo

Abbiamo che Ges


Pietro, Matth.
e.

Cristo disse

a
ti

s.

16, v.

19:

io

loro diocesi; per altro egli


reliquie di lui
all'

portate

abbazia di

vennero trass. Albino di


sua festa ed al i5 di
natali in fan-

Angers
ottobi'e.

nell'

878.
i,

La
io

stabilita al

al

dar le chiavi del regno de' cieli j e qualunque cosa avrai legato sopra la terra, sar legala anche nei cieli; e qualunque cosa avrai sciolta sopra la terra, sar sciolta anche
nei
cieli.

Perci

l'

origine delle chiavi

CHIARO

(s.)

trasse

tutta celeste, ed manifesta la im-

Vienna del Delfnato, ed ancora


ciullo rimase privo di padre.

mensa
postoli

autorit, di cui
il

Ges

Cristo
a-

La ma-

soltanto invest
e

principe

degli

dre di lui, donna commendevole per ogni sorta di virt, diedesi con tutto l'impegno alla educazione di questo giovanetto, il quale dava di s le pi belle speranze. Dopo qualche tempo Chiaro entr nel monie la madre stero di s. Ferreolo
,

primo Pontefice s. Pietro come fondamento e capo della Chiesa universale.

siccome nello
il

stile

della Scrittura le chiavi sono

sim-

il

bolo del governo, e dell'autorit, e regno de' cieli indica la Chiesa ;


cos

duopo conchiudere, che Ges


s.

rilirossi

in quello

di

s.

Blandina.

Cristo diede a
di onore, e
di

Pietro

il

primato
tanto
tutta

La fama
presto
si

delle virt di

divulg,
lo elesse

Vienna
cello; e

ed il abbate
gli

Chiaro ben vescovo di


di
s.

giurisdizione,

sopra
la

gli

apostoli,

che

sopra

Mar-

Chiesa universale.
senza

quindi sicco-

poco dopo

fu

affidata
religiose

me

questa santa societ

non pu
,

sus-

eziandio la direzione delle


di
s.

sistere

un

governo

cos

Blandina. Egli disimpegn con

molta lode le sue incumbenze. Fu da Dio favorito del dono de' miracoli, e prima di morire, predisse ai
suoi
discepoli le .scorrerie

pur forza convenire, che i Papi successori di s. Pietro godono pienamente della stessa di lui suprema
autorit per divino diritto, e in vir-

dei vancirca

dali e dei saraceni,

che dopo
la

settanta anni infestarono la Francia.

Ges dell' istituzione di come osserva Bergier. Adunque non cosa fra
t
lici

Cristo

catto-

Verso l'anno 660, termin


chiesa di
s.

sua
reli-

pi celebre
di

veneranda della
s.

carriera mortale, e fu sepolto nella

promessa

Cristo fatta a

Pietro

Blandina.
poscia
s.

Le sue

di dargli le chiavi del

quie furono

trasportate

nel

tempio
disperse

di

Pietro,

ma

vennero
secolo

dagli

ugonotti

nel

regno de'cieli, ed a suo tempo adempiuta, non solo nella persona del santo apostolo, ma anco de' successori i Pontefici

decimosesto.

romani,

a'

quali di

mano

in

mano

CHIAVI
liche,
si
il

PoNTiFcciE. Chiavi della

Chiesa, o potere delle chiavi aposto-

passa la cura del gi'egge di Cristo, e universale della Chiesa. il governo

chiama

in

un

senso

meta-

Le

chiavi del

cielo,

secondo

varie

forico

pulcic spirituale di legare,

spiegazioni, sono di pi sorte. S.

A-

,, ,

CHI
gostino diede questo titolo
ali'

CHI
oradi,

173

zione nel seimone 226 de icmpore, mentre dice: Orado j'tisli clavis est
coeli.

In

un

simile
s.

senso

parl
nel

di
ser-

excludendos et admiUendos discretio j ma o sia presa la metafora dagli economi, o dai portinari, sempre la medesima poaltpie nter

quelle chiavi

Ambrogio
ci

dest di

s.

Pietro

si

significa,

non

qaadrag., dicendo, eh' erano la fede viva, ed eccellente di s. Pietro. Eucherio ancora iieir omelia de iialali aposloloruin , cercando come potesse s. Paolo senza queste

mone de jejunio

che quella de' Pontefici suoi succesSOl'i.

In quanto
vi

al

numero
e.

delle chia-

di

s.

Pietro,
lib.

Mariano Vittorio
12, ed altri dis-

chiavi
sino
al

date
terzo

s.

Pietro
ris-

de Coiif. tinguono

IO,

tre chiavi.

La

chiave della
della
significa
le

penetrare

cielo,

scienza, della potenza, e

giula

ponde, che chiavi del


li

cielo
;

meriti, e le virt cristiane

sono i le qua-

risdizione.

La
,

prima
e
si

podest

di

dichiarare

cose

che
chia-

chiavi

sono
il

virtuosi, e ciascuno

comuni ai santi e pu adoperarle


Altre

sono

di

fede

chiama

ve della
quella
,

scienza,

per

aprirsi

paradiso.

particolari chiavi essendo quelle,

pi che

che

a similitudine di avevano il Pontefice


i

o
la

sommo

sacerdote, e

dottori del-

furono,

come dicemmo, da
s.

Cristo

legge antica, de' quali disse

CrivO'

date

Pietro,

Giansenio primo

sto al
bis

capo XI
,

di

s.

Luca:

Vae

vescovo di Gand, al cap. 66, della sua Concordia Evangelica, il Lin-

legispcritis

qui
virt

tulists

da veni
di

scientiae etc.
st

La

chiave della podecoercitiva

dano

Panoplia, lib. 1 5, cap. 8*, ed il Bzovio lib. 18, de signis Ecclesiae, cap. i, stimano che con i|uesta metafora di chiavi si signilichi quello, che si fa dal padre di famiglia, o dal principe, il quale all'economo, che governa la casa, consegna le chiavi delle stanze e
nella delle
officine,

significa la
i

castigare

contumaci, e quella della giurisdizione^ il governo ordinario


la

facolt di dispensar

nelle

leggi

amministrar i sagramenti, e cose simili. Per questo forse s. Pietro si soleva dipingere con tre chiavi, codi

me ha
le
s.

gli altri

avverte

1'

autore del-

acciocch

possa

dis-

porre ci che conviene, e piovvedere a' suoi tempi alle bisogna. Cos
Ciisto
del

Annotazioni sopra il IV libro di Pier Damiani, fondato su quelle,


fatti,

che abbiamo dalle antichissime memorie. Di


la
le

diede

le

chiavi

metaforiche
Pietro,
lo

fuori della

cappel-

governo della Chiesa, eh' casa


s.

della

Madonna

della Bocciata nelsi

e famiglia di Dio, a
tre

men-

grotte vaticane,

vede

il

mosai-

con

somma

podest
Il i,

costituii

suo vicario in terra.

davi David,
simihtudine
re ed
il

lib.

vuole

Sandero, de che la

che stava nell' atrio della basilica sopra il sepolcro di Ottone li imperatore, rappresentante il Salvaco,

sia

presa dall' uffizio dei

tore con

s.

Paolo

alla

destra, e

s.

portinari, incarico de' quali l'apriil chiudere le porte secondo bisogno ed il medesimo signifi;

Pietro alla sinistra con tre chiavi, che pendono dalla sua mano. Questo stato illustrato dal

Torrigio

cato

si

d ad esse da

s.

Bernardo
s.

Grotte vaticane, p. 35, dal


pini,

Ciame

nel serni.
tre dice

69 sopra
che
le

la

Cantica, mendi

de sacr. aedif.

lab.

XXV,

chiavi

Pietro

sono, potestas aperiendi et claudeu^

da Filippo Dionisi, Sacr. Vat. Bas. cryptaruni niouumcnta, tab. X, p. 24.

174
teranensibus,
p.

CHI
De
Parielinis

CHI
Laritri,

Nicol Alemanni,

Koma

66

et in Biblici. Pont.;
1

55, tab.
della

VII,

porta da
11.

un

codice

vaticana

699, un'immagine di s. Pietro con tre chiavi in mano, e ne de-

scrive un'altra consimile esistente nel

in pui ecco
gnificato
:

Triclinio Leoniano, tab. Vili, p. 56, come ne spiega il si-

Senserunt majores pote-

statetn illam,

quae ad
rentp.

conti nendarii

in

officio christ.
est,

petra

con-

suo longe lateque manarCj extendique, qiiuni opus, ad civilein quoque statum teniperanduni j qui tum opU'me teniperatus ordinatusque putalur,quuni ne laluni quidcni ungueni a polestate discedit, qua

cessa

jure

da Roccaberti t. XII, p. 1 2 ; da Stef. de Nivibus, de davi pontificia Patavii 1697; da Bonanni t. JVuI. niisni. Pont. p. 234, ^^ ^^'j ^ ^^^ Bollandisti nel t. V di giugno p. 453. Oggid costantemente viene rappresentato il primo Sommo Pontefice s. Pietro con due sole chiavi una d' oro, 1' altra d' argento ; colla prima vuoisi spiegare la chiave della
la

potenza, colla seconda quella delscienza, o,

come
lib.

dice
Ili,

il

De

Imoginibus,
le

Molano, capo 2 1

quella d'oro significa la podest di

fulminare

una,

et

uno aniniarum bono


metiCur
Tertia igitur clavis

civile

chiavi sono inoltre

scomuniche. Queste due chiamate da Teo-

omne
religio.

negotiuni

chrisliana

munus

quod ex ligandi, alque solvendi furo consequilur, nenipe saecularia ad spiritualia dirigendi. Il p.
est illudj

doro Studila, nella Catechesi i5, Claves intelligibiles, cio chiavi spiri tuali^ simbolo delle quali erano quelle chiavi d'argento, che seconsi

Teoflo Raynaud, nel

t.

Oper. in

do r autorit del medesimo Studita esponevano alla pubblica veneiazione.

Pont. Praenot. 4, nelle tre chiavi riconosce simboleggiata la scienza, il potere,

corona super mitram Rom.

le piccole

Altrettanto significavano quelchiavi d' oro, che anticafarsi

mente solevano
vi
s.

con rinchiuder-

e la giurisdizione pontificia.

entro la limatura delle catene di

Tuttavolta si osserva, che l'unione delle tre chiavi pu attribuirsi ad un arbitrio dei pittori, e mosaicisti,
s.

Pietro [Vedi), e dai romani Ponsi

tefici

mandavano

in

dono

a 'gran-

di principi, e personaggi distinti, in-

trovandosi molti inoni unenti


Pietro, con una, e con
riportati

di

cludendovi ancora alcuna parte delle

vi,

dal citato

due chiaAlemanni p.
di VitII,

reliquie insigni.
s.

Si

legge

perci

nella vita di

68, dal Ciacconio nei


tore
I,

sigilli

sendo stato
tello,
il

Leone III, che espregato da Carlo Mar-

II,

e di Alessandro

nel

t.

re di Francia, di confermargli
patrizio

col.

807, e 833, da Ant. Frane.

titolo di

cesco Gori, in Forileg. nocliuni corylan.,


8,
p.

togli

da Gregorio
le

III,
s.

romano conferiil Papa gli


Pietro,

chio nella parte


cles.

81, e dal p. MenoVI delle Stuore ec-

mand

chiavi di
di

lo

stendardo

Roma. Queste

chiavi

p.

63.

Il

Cancellieri,
l'i

de secreti-

tariis,

p.

44^}

porta

gloriosi

toli attribuiti

dai santi padri, e scrit-

tori
di

ecclesiastici

s.
il

Pietro per l'uso


cui simbolo vie-

queste chiavi,

per erano teche con reliquie, e non fu che la congettura di alcuni l'affermare che fossero le vere chiavi con cui si aprivano e serravano le porte della basilica vaticana: molto

p.

ne eziandio spiegato diffusamente dal Agostino Maccdo, De clavibus Pe-

meno davano diritto alcuno sulla mana Chiesa, e sulla sovranit

rodi

CHI
Roma, come
confutati

CHI
i

175
quale
il

pretesero

novatori

ri

di essa lettera, della

cita-

dal

Bzovio
il

de

Roman.
che

to periodo

Pont, appresso
t.

citato Roccaberti,

terpretazioni

VII,

p.

ig,

meravigliandosi
rito

ha dato luogo di molti ed uomini, che meritano tutta


sa,

alle

in-

eruditi
la

sculo-

essi

ignorino l'antico
tali

di

man-

siccome son degni di


il

somma
il

dare

donativi in segno di divoquali

de

Lambeccio

il

Genti lotti,
diligenti

zione ad imperatori, e principi cristiani,


i

bibliotecari anch'essi
gelio,
esatti

come

non ebbero mai

di-

ma
i

molto

pi
del

Tegnaed

ritto

come

alcuno sulla Chiesa Romana , scrissei'o altres il Baronie ad ann. 796, n. 16, e il Pagi nella
in

osservatori

medesimo coLambeccio ad

dice,

quali con poca diversit l'uno


lessero
il
il

dall' altro

critica

Annal.

Baron. ad on.

togam, ed
parole
di

Gentilotti

ad

rogiim,

eunidem n. 4Niuno per meglio del Cenni esamin questo punto, giacche avendo
il

ambedue ciedute
il

indifferenti

dal Ducange,
pi

quale con vari esemdei

carte e
,

monumenti

bassi

p.

Orsi,

nella

sua

Dissertazione

dell'origine del dominio, e sovrani-

de"

romani

Pontefici

sopra

gli

tempi fa vedere che si adoperava per supplica, o per memoriale, che vogliam dire. Or si emendi sulla
fede di questi

stati

loro

temporalmente

soggetti,

due

valenti
s

uomini
patenin

abbracciata ropinione di alcuni sulle

un errore
te

universale, e

mandate da Gregorio III a Carlo Martello, il medesimo Cenni nella ristampa, cui fece nel 1724 di detta Dissertazione, in due note
chiavi

con
di

restituire

ad rogum
si

luo-

go

ad

regnimi, e

vedr come

cammina bene l' intiera sentenza. Propugna dunque il Cenni, che


le chiavi in questione altro

che vi

aggiunse

cos'i

la

discorre.

non

fos-

La prima
tecario

lettera del codice Caroli-

sero che reliquie.


sero di

Che

le chiavi fos-

no, descritto dal Tegnagelio, bibliodell'

due
I

specie, lo

insegnano
s.

s.

imperiai
si

biblioteca
s

di

Gregorio
gorio
cap.
vi

in molte lettere, e

Gre-

Vienna, ove
la

conserva

prezioso

di

Tours,
il

De

Glor.

Mart.
s.

codice, pubblicato dal Gretsero, pardelle

28

primo

tratta delle chia-

chiavi

mandate da

Carlo

colla

limatura delle catene di

Martello in questa forma:


> >

Ne
,

desne-

Pietro, solite a mandarsi,

come
e

di-

picias

deprecalionem

meam

cemmo, a

sovrani,

gran

persol'al-

que claudas aurcs tuas a poslu> latione mea. Sic non tibi prin ceps AposJolorum claudat coele stia regna. Conjuro te in Deum
vivum et veruni, et ipsas siicra tissimas claves confessionis b. Pe tri, quas vobis ad regnum dire" xiraus, ut non praepouas amici" tiam regum longobardorum amo
ri

naggi, a vescovi rimoti, ec,


tro parla d' altra
vi,

maniera
:

di chia-

" Multi et che cos descrive M claves aureas ad reserandos can-

cellos beati sepulcri faciunt, qui ferentes pr benediclione priores accipiunt, quibus infirmitati tribu
le

principis
si

altrimenti

legge
l'

Apostolorum ". Non nel Duchesne,


edizione del Gretseil

che ristamp
ro,

latorum medeantur ". Ambedue maniere di chiavi, come palese, erano sante reliquie, ma soltanto della prima sorte ne mandavano Papi ai personaggi illustri, perch
portassero
al

Baronio all'anno 740, num. 20, in due esemplae cos


lesse

le

collo, facendo

lare
la

chiavi d'oro, in cui

mettevano

176

CHI
La
vi,
il

CHI
presentazione delle due chiad' oro, l'altra

limatura delle catene di s. Pietro, e dall'altare di questo santo cava-

una

d'argento, che
della
basilica

vano
li

medesime chiavi, riportano la forma i


le

delle qua-

Cardinal arciprete

Bollandisli

lateranense in
fa

loco citato.
I,

E
5,

a consultarsi Adriano
epist.

un ad ogni nuovo
(

al

vicario di essa

Pontefice, allorch
il

nel

lib.

6, per

vedere

ivi si

reca a prendere

solenne posdaldi

quali termini us affine di definirle

sesso
l'

Fedi), vuoisi
funzione

derivata

del sepolcro di
Lat. Conc.

s.

Pietro, contenenti

antico

rito misterioso
il

cingere

le sagre catene e venerabili reliquie,


t.

in tal

novello

Papa con
sette

Vili

col.

958,
nel

delle

una

fascia

avente

pendenti
sigilli,

quali espressioni
s,

fece uso parimenti

chiavi,

e altrettanti
i

forse rap-

Gregorio VII quando


di tali chiavi
lib.

mand una

1079 ad Alfon1.

presentanti

sette doni dello Spirito

Santo, di cui l'eletto Pontefice doveva


essere rivestito, e
i

so re di Castiglia,

VII, epist.

sette

sagramenti che
l'essere

Conchiude pertanto il lodato Cenni, che sovrani non ricevettero dai


i

doveva amministrare, ovvero


egli

r agnello

dell' Apocalisse.

Ninno
scris-

Pontefici
di

se

non che
si

di

tal

sorta
le

pi eruditamente del Cancellieri


se sui possessi dei

chiavi.

A
s.

questa divozione per


Pietro,

chiavi di

pu aggiun-

Papi, e sulla cerimonia delle chiavi. Egli dice pertanto, che

riferita da Gregorio di Tours, Miraculonun lib. I, cap. 28, che mandavano chiavi d'oro al sepolcro di s. Pietro, per ricevere in cambio quelle di

gere la piet di quelli,

talora

le
il

pi'esentarono

s.

canonici

talora

vicario della
dell' arciprete;

basilica in

mancanza
fiori,

e che fiu'ono presentate in


cile

un bale

pieno di

figurando pure

che avevano servito al medesimo sepolcro, e tenerle con veferro,

chiavi delle porte della basilica, l'una


d'oro, e l'altra d'argento, con cordone tessuto d'oro, e d'argento, con due fiocchi simili intrecciati con fiori
tessuti

nerazione

divozione
il

come

reli-

quie, per le quali

Signore oper

non pochi
il

mii-acoli, di cui

ne racconta
nel

di seta,

e di oro.

Il

gesuita
t.

citato Torrigio

uno avvenuto
i35.

lionanni,
p.

Numismala

Ponlif.,

II,
ri-

589
tari,

avanti

il

re de' longobardi
legge a pag.

Au-

788, in una dissertazione sul


della
,

come
si

si

to di presentare al Pontefice le chiabasilica lateranense, conche il principio di questo rito sia incomincialo per lo meno dal tempo di Pasquale II, nel 1099, dappoich descrivendo Pandolfo da Pisa, suddiacono apostolico, l'elezione di detto Papa, presso il Baronio all'anno iioo, dice che portato questo alla basilica lateranense, > baltheo succingitur cum septem ex eo pendentibus clavibus, et >i septem sigillis, a quo sciai se se> cundum septiformem Spiritus Sansanctarum ecclesia>i cti graliam
vi

qui

deve passare sotto silenzio il pio costume de' primi secoli della
Chiesa, ne' quali
razione sulla
i

chiude

principi

deposi-

tarono l'omaggio della

loro

venedi
s.

medesima tomba
i

Pietro, col rendere tributari


stati

loro

alla santa
le

Sede

deponendovi

sopra
re di

Quando poi Pipino Francia nel ySS costrinse Aichiavi.

stulfo re

longobardo a
l'

restituire alla
di

esarcato Romana Chiesa venna, mand a Roma le

Ra-

chiavi

che furono collocate sul sepolcro di s. Pietro, in signuni veri ci perpetui dominii.

rum, quibus Dco auctore praeest

CHI
>i
5!

CHI
sentare a
lui
,

177
si

regimini, in claudendo, aperiendoqiie

egli

fece trovare

tanta ratione
,

procedere
id
fatti

de-

vestito pontificalmente,

col triregno

bere

quanto

solcrtius

quod
nel
di

in capo, e colle chiavi della Chiesa

inlenditur operatnr". In
cerimoniale compilalo
in

incrocicchiate in

mano.

Ed

inoltre,

tempo
,

Celestino III, verso l'anno

1 191 da Cencio Savelli poi Pontefice Onorio

siccome fino dagli antichi tempi il segno delle chiavi fu frequente per

denotare

la

sovranit

ed autorit
citato
Il,
t.

111,

eh'

il

XII

nella raccolta

defi,li

pontificia, lo stesso

Garampi,
ist.

Ordini
billon,
fatto

Romani pubblicati come nelTaltro che


1271,

dal

MaXIII,

dal Bolgia,

Memorie

p.

il

289, avverte
libri

per ordine di Gregorio


alti-ettanto

X cirprior

108, che nei dell'archivio segreto vaticano,


alla pag.

ca l'anno

co divario (nella basilica lateranense)

con poviene prescritto: ubi


Laui'cntii

fra

le

spese

del

rettore

pontificio

" basilicae
'

s.

de palatio
est
,

dat

ei

ferulam, quae

signum
et

>i

regiminis et correctionis

cla-

ves ipsius basilicae, et sacri late" ranensis palatii , quia speciali ter

M Petro principi apostolorum data est potestas claudendi et aperien di, et ligandi atque solvendi et
,

Benevento fatte nel i33i, sene nota una pr XII biretis novis, et uno cappello pr servientibus curiae de panno rubeo cum cla" vibus Ecclesiae Romanae ed a pag. I 09 dice, che in un inventa" rio del i339 si fa menzione di panni XIV de serico pr paran" dis cappella seu consistorio, quodi
,

"

rum campus

est

viridis

coloris

>y
>>

per

ipsum

apostolum

omnibus
ipsa

" seminalis ibidem armis

Romanae

Romanis

Pontifjcibus.

Et cum

ferula, et clavibus accedi t ad al'> teram sedem similem (una delle tre sedie porfretiche ove il Papa :
-

Ecclesiae sub figura circulari Bonifacii PP. Vili, et regum Fran ciac et Angliae " in altro del

1371

si

legge:
,

tres

cortines
alia

de
sinest

sedeva) et ejusdem lapidis, et tunc


reddit eidem priori

sindone rubea
done viridi
,

folrate

tam ferulam,

quarum

altera

to,
il

quam

Del qual rie delle quali chiavi tratta anche


nel
alle

ipsas claves ".

Garampi fagnanUj
107.

Sigillo

della

pag.

102,

Gario6 e

ad arma Eccl. rom. , scilicet ad claves "; e finalmente in altro libro di simili spese del i328, si dice , che consuctum est facere
cialfardas seu biretos panni ru bei, cum signo Romanae Ecclesiae " servientibus voctitis de cialfarda ". De' quali cilFardi parla il mentovato Borgia, loco dialo,

Sebbene questo autore


che
il

asserisca

Papa teneva
le

in

mano

le chia-

vi soltanto in detta circostanza, ve-

diamo

statue di Bonifacio Vili,

e di Benedetto
ticane, tenenti
le

Xll
nella

nelle grotte va-

mano
;

sinistra

due chiavi papali ed inoltre abbiamo nella vita di Bonifacio Vili, clic allorquando mentre stava nel
,

chiamandoli Macii poi riporta , che Clavesgnati vennero anticamente chiamati i soldati del Papa, perch difendevano la giurisCijfardi Clavcsegnati.
Il

dizione della Chiesa, portando negli


stendardi, e nelle sopravvesti
il

palazzo apostolico di Auagni, intese

se-

che nel i3o3 Nogaret, con Sciarra Colonna ed altri partigiani di Francia, ad armata mano si voleano prcVOL.
XI.

gno
il

delle

pontificie

chiavi

e cita

Riccard, ad ann. 1228, che descrii

vendo

soldati dell'esercito

adunato

12

, ,

178
:

CHI
II,

CHI
dotto malamente dal Bussi, p. 4'^ col quale concesse loro > ultra ar-

da Gregorio IX, couli-o Fetlorioo Clavium signa gercbant. dice

Che
propria

le chiavi pontifcie sieno

stale

>
5j

ma
scil.

vestra

propria, qua? habetis,

prese dalla Chiesa


divisa
,

Romana
rilever

per sua

leonem cum palma, vexillum

si

ancora

et insignia

Romanae

Ecclesia? pro-

dalle seguenti

testimonianze.
III

AvenCalovessillo

pe ipsum leonem "; e nel diplo-

do Innocenzo
giovanni
di
s.

spedito
il

ma

stesso

fu espressa

re

de' bulgari

la detta insegna,

in miniatura che consiste in vmo


fini-

Pietro, not,

come
il

leggesi
Ilinaldi
,

nelal-

stendardo
sce con

i-osso,

il

quale svolazza e

le sue lettere presso

due code, e da una gran croce


in

sillo

l'anno 1204, n. 36, che un tal vesM praetendit non sine mysterio

bianca viene diviso tutto in quattro


parti, e

ognuna

vedesi

una chiai

crucem
>
>'

et claves,

quia b. Petrus

ve bianca. In progresso di tempo

apostoluSj et
sustinuit
scepit ".
,

crucem pr Christo

et claves a Christo su-

romani Pontefici concessero l' insegna delle chiavi a citt, istituti, corporazioni ec, e Nicol

Quindi nel mosaico del-

eletto nel

l'abside

vaticana fatta dal

medesimo

1447 ^""
tificato

volle usare nel suo ponaltre

Innocenzo IH, vedevasi mulieris effigies manicata veste usque ad w talos demissa induta , ac super humeros birrum vulgo mozzetta deferens ; caput quodain bireto veluti ducali corona , redimitum habel; in dextera manu hastam, in summitate cruce insignitam, gestat, ad cujus pedem vexillum volutal, in quo duae claves expres sae cernuntur ; altera vero manu
>
)< librum ad pectus stringit. Quid per hanc denotetur flguram, ap positae ibi liltercC demostrant, sci licet Ecclesia Romana ". Cos descrive il Ciampini De sac. cedf. cap. IV. Innocenzo IV, dopo di aver ricevuto nell'anno 1 248 sotto l' immediata sua tutela uno spedale della diocesi morinense , gli concesse per insegna sgnutn clavis b. Petro a Domino Salvatore nostro collatcCj acci fosse il segnale " quod idem hospitale ad jus et proprielatem b. Petri nullo mediante pertineat". Merita qui ricordarsi un diploma che nel 3 6 concesse ai Viterbesi
,
1
1

di

insegne

gentilizie

senonch delle chiavi di s. Pietro messe in croce. Indi poco a poco furono adottate dalle famiglie che ebbero un Papa inserendo ne' loro
,

stemmi

(^Vedi) e

sigilli

le

chiavi in-

crociate, e sovrastate dal padiglione,

che pure

l'

insegna

della

Chiesa

Romana
il

come ancora venne posto


sulle

triregno

chiave

incrociate

una

d'oro, e l'altra d'argento, riu-

un cordone d' oro con fiocchi; insegna, che si colloca su tutte le cose appartenenti ai Pontefici , ed alle loro arme gentilizie non che alla sede apostolica alle
nite talvolta con
,

basiliche

patriarcali
s.

di
,

s.

Gio.
s.

in

Laterano, di

Pietro

di

Maria

Maggiore

ec.

Anche
insegna
e nel

nelle

Papi nel secolo


le

monete battute dai XIV si vedono per


,

chiavi

come
curia

riporta

il

Fioravanti, Denar, Pontif. pag.


sigillo

4^^>

della

pontificia

del contado

Venosino dell'anno i3o6 v' erano da una parte iinpressac duae claves cancellata; ". Osserva
il

Bernardo

di Cucujaco,
s.

vicario

del

Borgia

Memorie

istorichc della
,

patrimonio di

Pietro, esistente nel-

Pontificia citt di Benevento


p.

t.

II,

l'archivio segreto di

Viterbo, ripro-

287,

il

singoiar pregio di Bene-

, ,

CHI
vento,
cio

CHI
tutte le citt

179

che

Ira

mentre quando
va
il

il

Pontefice prende-

possedute

dalla Santa

Sede

e che

possesso

aveano

il

privilegio

della zecca, nin-

nell'asccndcre

il

con nobile cavalcata, Campidoglio, ivi il


in

na coni moneta colle chiavi della Chiesa prima di Benevento, anzi neppure gli stessi Papi, quantunque la loro zecca sia antichissima, mentre le prime monete pontificie col

senatore
pidoglio.
1

di

Roma

un

bacile gli

presentava

le chiavi dello stesso

Cam-

Il

Cardinal
in

367 present Urbano V pi


rati al
di

Albornoz nel Viterbo a Papa

carri pieni di chiavi

po Benedetto XI
l'articolo

segno delle chiavi incominciano doeletto nel i3o3. In sede vacante, come dicemmo al-

delle citt, e castelli

dominio

della

da lui ricupeSanta Sede, e

gi lo stesso

Urbano
dai
la

aveva

ri'

Camerlengo [Fedi), questi conia le monete d'oro e di argento col proprio stemma gentilizio, e con
quello della camera apostolica
,

cevuto a Corncto

deputali del

popolo romano

presentazione fors.

male
Cesi
1

delle chiavi di Castel

Angelo.

che
il

sono due chiavi


riuscir

incrociate, sotto

padiglione della Chiesa

Romana. Non
si

quando Alessandro V ricuper, nel 'a signoria di Roma i 4 o romani gli mandarono a Bologna
'

discaro che qui


quelli,
i

avverta,

ove trova vasi


della citt
, i

le

chiavi delle porle


,

che fra

quali

nella medesi-

sigilli

e lo stendardo e

ma

il

sede vacante

coniano
al

medaglie
,

del popolo

romano

quando

nel

per aver accesso

conclave

uno

i5i% Adriano YI,


conclave
,

eletto a.ssente dal

maresciallo del conclave [F'edi),

siccome custode di esso, e delle chiavi

Paolo
il

il

fece per la porta di san suo ingresso in Roma , ivi


i

esterne, per cui nel suo

stemma

senatore, e

conservatori di

Roma
por-

pone lateralmente due chiavi d'argento, le quali in sua morte si pongono anche a' piedi del di lui cadavere
fino al
,

gli
ta.

presentarono
/^.

le chiavi di tal
,

Nicola Boerio

De

custodia

claviuni

porlarwn
Tract.

civilatuntj in to-

qual segno del suo uffizio

mo XVI,
rani
,

jiir.

univ. p.

281;

e siccome dall'origine

del conclave

Lor. Rice. Molin,

De
;
,

clavihus vete-

1^12

la

famiglia Savelli avea


carica
il
,

Upsalae
Ili
,

esercitato tal' insigne

donde

tom.

duca Sforza Cesarini, erede del cognome, delpass nella Chigi, cos
le

propriet, e dell' insegne di quel-

Mich. ; Chausse , De clavibus tom. Xll, Thes Graevi, p. 929. In oltre Chrisliano Goltlieb Schwarzio

pag.

G84 800

Sallengre in

Thes.

Anf de

la

la nobilissima prosapia, nel

suo stem-

scrisse

De

diis

clavigeris

ethnico-

ma

gentilizio,

usa

le

chiavi del

ma-

runj Alterdorfii

i528.
(Gcestria). Citt

resciallato del conclave.

CHICHESTER
sieno

Finalmente

che

le chiavi

vescovile dell' Inghilterra, capoluogo


della contea di Sussex, situata sulla

segno di sovranit, lo abbiamo dal


vedersi piesentale formalmente a'mo-

piccola riviera di
la

Lavant presso
nella

al-

narchi nel loro

ingresso nelle

citt

sua

imboccatura,

baja

di

suddite, ed agli stessi

Sommi

Pontefici

Chichestcr, che corrisponde coi canali di

quando
citt
le

si

recano

in

alcun luogo, o
visitare

Arundel,

e
il

Portsmouth,

del loro dominio, o a

quali ne facilitano
te

suo importan-

fortezze di esse,
s.

come avvenne

di

commercio.

cinta di

mura

ro-

quelle di Castel

Angelo, e di Ci;

vinose,

ha una

bella e vasta

catte-

vitavecchia

per non dire di altre

drale di architettura gotica, sormon-

i8o
tata
tri

CHI
da
un'alta
toi-re.

CHI
Fra
gli

al-

successori,
il

ma

col diritto di esigere

edifzi

zione, conta

degni di particolare menil palazzo vescovile, quel-

giuramento di fedelt, il che venne confermato nel i568 con decreto


imperiale.

che chiamata anticamente Rcgnum, dai regni che ne posero le fondamenta, e qualche autore crede, eh' essa occupi il luogo di una stazione romana, anche pecitt,

lo della citt ec.

Questa

La

cattedrale di
ss.

Chiems.

ha

il

titolo di

contea, fu

sea, dedicata al

Salvatore, ed a
il

Sebastiano, aveva
nonici
regolari

capitolo di cas.

di

Agostino,

il

monistero de' quali era stato prima dipendente dal vescovo di Metz.

gli
si

avanzi di un tempio, scuoprirono nel lyaS.

quali vi

CHIERANO
ra rotonda, che
del capo.
i

(s.).

V. Ciienerino.
i

Dopo

es-

CHIERICA, o CHERICA. Rasusi

sere stata saccheggiata. Cessa II, re


de' sassoni

fanno
sul

chierici

di
le

rifabbricata,

Sussex, avendola diede il nome, che


residenza dei
,

dei capelli [Vedi) in


V^.

cocuzzolo
la

Tonsura. Anticamente
farsi

porta, e la fece capitale del suo l'egno.

Cardinali nuovi per


chierica

pri-

In
re

progresso
sassoni

divenne
//

ma

meridionali

sotto

il

regno di Guglielmo verso l'anno 1070,


stata eretta

ConquistalorCj
si

vi

trasport

la sede episcopale di Selsey,

che era
di

da Cedwal
ora
dal

nell' isola

questo nome,

mare quasi

doveano servirsi dell'aiutante di camera del Cardinal nipote, e nelle camere di questo. Nei Diari del maestro di cerimonie Paride de Grassis, de' 21 dicembre i5oo, si legge descritto quest'uso: Coronas autem nisi in die qua ad
concistoriuni ire debent,
anteriori,
tas
vel

interamente inghiottita.

Fu

sufFra-

in die

ganea della meli'opoli di Gantorbeiy. Nel 1180 sotto Riccardo I soggiacque ad un furioso incendio , che
interamente la distrusse. Oi"a tolici di Chichester sono sotto
distretto
il
i

non debent

sibi facere la-

Cardinales.

Ma

in progresso di
chiedilla

tempo, fu

stabilito farsi questa

cat-

rica nel giorno del concistoro

la giu-

creazione o
il

pubblicazione
Cardinale
si

quando
nelle
,

risdizione del vicario apostolico


di

del

novello

reca

Londra,

e la

citt

ha

stanze del Cardinale nipote

diritto

di

mandare due deputati


Citt

Cardinal segretario di stato,


sere
ziare

o del per es-

al

parlamento.

da
il

CtUEMSEk {C/ikmmm).
vescovile
della

accompagnato a ringraPapa, e ricevere dalle sue


lui

Baviera

situata in

una
sea
,

delle tre isole del la^o

Chiem,

sa.

mani la mozzetta, e la berretta rosOra per la chierica se la fanno


i

anticamente

Bayerisckcinsec
sette

fai'e

Cardinali nuovi dal loro bar-

nel circondario dcU'Iser, fra Salisbur-

biere, e pi
te,

grande della preceden-

go

Monaco, avente
Il

leghe circa

e nel recarsi dal Cardinale


,

men-

di circuito.
III,

Pontefice

Innocenzo

neli2i4) per
di

le istanze dell'ar-

civescovo

Salisburgo

Everardo,
suflVa-

cameriere la fascia, e il cappello che usavano, assumendo allora la fascia, e capzionato


lasciano
al

e a cagione dell'ampiezza della sua


diocesi,

pello usuale Cardinalizio: pagano poi


al

eresse

un vescovato

ganeo alla metropolitana di Salisburgo, a cui poscia venne unito. Lo stesso Everardo, benemerito di tal fondazione, ne lasci la uoinua ai

venti,
la

medesimo la propina di come se realmente loro

scudi
facesse

cherica, giusta

l'anlicu consuetu-

dine. V.

Nola degli emolumenti, ec, che devono dare i novelli Cardi-

CHI
nati,

CHI

i8i

a seconda' del nuovo piano


quale
la
si

di rifonna, dalla

conosce

che anticamente

detta

propina

era molto maggiore.

menzione del chierico, e dell' arDi questo arcichiericato egli ti-atta alle pag. 208, 278, e 274. Osserva il Macri alla parola
fa

cichierico.

CH1ERICA.TO, CHERICA.TO, o

CLERICATO
dicesi

(Clericatus).

Ordine

Clericus, che anticamente molti abbracciavano tale stato non per di-

che anche Clero [Vedi). Nel chicricato vi sono diversi gradi, dappoiche col nome di chierico si comprendono tulte le persone, che pel loro stato sono consagrate al servichiericaie, universit di chierici,

vozione, o servigio delia Chiesa,

ma

per
di

essere

esenti

dagli

aggravi e
costretti
di-

tributi

o , andare
la

per non
alla

essere

guerra.

Laonde
dei

poi
re

congregazione

vescovi

decret,
il

non dovere

il

clero eccedeservigio
i

gio

divino, dal
I
:

semplice

tonsurato
di di
i

numero
poveri.

necessario al

sino ai prelati.
chiericato

gradi pertanto del

della
laici
il

Chiesa, per

non pregiudicare

semplice
coloro,
i

sono i." lo stato tonsurato; 2. quello


quali

concilio di

Ecco come si espresse Trento sulle qualit,


i

hanno
minori,
gli

ricevuto

che debbono avere quelli,

quali
prisess.

quattro
ostiari,
i

ordini
lettori,
il

come
e

gli gli

bramano

essere

ammessi
al

alla

esorcisti,

ma

tonsura,

chiericato,

accoliti;

3."

comprende
ordini
i

quelli,
,

sono negli come sarebbono


che
coni
te
si
,

maggiori
i

24, cap. 4= ^c quibus conjectura sit, eos non


fndici

probabilis

saecularis

suddiaconi,
il

dia-

preti

4-"

fnalmencui

compone

al

dei vescovi, degli arla

civescovi,

e di tutti quelli,
di

dignit

sopra

del

sacer-

fraude, sed ut Deo Jldelem cultuni praestent, hoc vitae genus elegisse Quindi il p. Ledesma tom. IL De Sacr. ad e. 7, conci. 3, di sentimento, che pecchi colui,
.

dozio. Questi quattro gradi


la

formano
(

il

quale abbia animo

nell' ordinarsi

gerarchia
i

ecclesiastica

Vedi),
chia-

di

non
,

passare avanti negli

ordini

Vuoisi che

monaci

fossero

mali
lica

al

chiericato dal Pontefice san

Siricio,

elevato alla cattedra apostoil

nell'anno 385,
essi di
.

quale perminella
epi-

se

ad

ricevere l'ordine sacci*si

per godere del privilegio del foro. Sono anco ripresi da s. Gregorio Magno coloro, che abbracciano lo stato chiericale, per ottenere beni ecclesagri
lo

ma

solamente

faccia

dotale

Difatti

legge
s.

siastici,

rassomigliandoli
il

alle

turbe,

stola 63,
i

Ambrogio, che monaci cominciarono ad ordinarsi


di

66

le

quali seguirono

Salvatore, permoltipli-

che avea miracolosamente


cato
il

sacerdoti sulla fine del quarto secolo, essendo s. Atanasio il primo, che dallo stato monacale diede sa-

pane. In Job. cap. 3o. San


scrivendo

Girolamo

Nepoziano,

nella ep. 3, piange lo stato miserabile di costoro,

cerdoti al

clero alessandrino,

nella

qual cosa fu

imitato

neh' occidente
di Vercelli. to

Quanto
rileva

poi sia necessaria allo stala

da

s.

Eusebio vescovo

chiericale

dottrina

sagra,

si

Nella Sabina
dio, fra
i

Sagra

di

Sperandella

ancora dal chiamarsi


la

anticadelle
(
i

ministri

ecclesiastici

mente Clericatuni
sagre Scritture
;

scienza

chiesa
cipe

Foronovana fondata dal prindegli apostoli, e prima sede


Sabina,
si

anzi
i

Chierici
dottori,

/Re-

di) erano nominati


pienti.

Sa-

de' vescovi suburbicari di

F.

S.

Ilieronymi, Epist. de

iBa

CHI
,

CHI
sacerdotum, Ro
>j

vita clericorum

et

trimonio
del

di

s.

Pietro,

cappellani
del

mae i74'CHIERICT,
Serventi
superiori,
delle

Papa,

consiglieri

^_ ^H Papa,

CHERICHETTI.
,

chiese

de' loro

e consiglieri della camera Aposto lica, " e pi comunemente Chierici

non
calze

insigniti

per lo pi
e
la

di

Camera,
al

Clerici

Cainercej
chierici

d'ordine alcuno, che vestono collare,


sottana, e

per distinguerli
addetti

dagli

altri

nere,

cotta.

servigio

delle

chiese

di

Taluni

per incedono con sottana d'una forma, e di un colore particolare , proprio delie consuetudini
delle singole chiese

Roma.
mei'a
,

Si

chiam udienza
udienza
del

della ca-

ed
sua

Pontefice

quella, ch'egli dava particolarmente


nella
affari

cui appartengouffizi

camera

trattandovi

gli

no, ed esei'citano

minori, co-

me

la nettezza di esse, l'ornare gli

con alcuni prelati domestici, i quali per ci si chiamavano Chierici


della

altari, servire la

messa, assistere alle

sagre funzioni,
nella

sua

ed altro. Il Piazza Gerarchia Cardinalzia


i

camera apostolica, quasi eletti nella camera dello stesso Pontefice. Quindi si fa menzione
stare

pag. 333, dice che

chierici

minori

nel tom. I, pag. 2 3 degli

Archiatri

destinati al servizio delle messe, fu-

del Marini

rono da Anastasio chiamati Carnilli. Con questo nome i romani chiamava-

Berengario de Sucurseto, nel Venaissino chierico di


,

di

no quei giovanetti ingenui, quali


i

ser-

camera, e vice-camerlengo di Papa Gregorio X, ai ic) luglio 1274Inoltre


si

vivano ne'sagrifizi ai Flamini Diah. CHIERICI DI Camera. Collegio


Prelatizio.
di

legge presso lo stesso au,

tore, e a pag. 3c)

che alcuni perqualifica di conil

Si

compone
,

di

prelati

sonaggi aveaiio
siglieri

la

mantelletta, che sono dei primari

de'

Papi,

detti

pii

delle

della

santa

Sede

per

le

cospicue

volte della

camera

apostolica, e che,

cariche esercitate
la
il

da
calze

essi.

Vestono
seta

secondo
altri',

Anastasio
alcuni

bibliotecario

eil

sottana, la fascia, la .mantelletta,


collare,

nei secoli precedenti

VI, VII
il

le

di

pao-

ed Vili,
e de'

portarono

titolo

nazza,
il

del

qual

colore

specie

di consiglieri della

Sede apostolica,
di camera nei avevano determi-

fiocco del cappello,

con rocchetto.

sommi

Pontefici.

Neil' inverno la sottana, e la


telletta

man-

Questi

chierici

panno, mentre la cappa di saia pur paonazza fodesono


di

primi tempi non

rata in tale stagione di pelli di armellini,

in

altri

tempi

di

seta

cremisi;

ma
i

nelle Cappelle Papali

nate incumbenze, ma solo quelle, che commettevano ad essi i Pontefici. Per pi particolarmente venivano esercitati negli affari concernenti
i
il fsco, il tesoro pontifcio, e dominii della Chiesa romana, per cui incominciarono a trattare le cose

([uando
sul

Cardinali
essi

assumono
la

pa-

ramenti sagri,
rocchetto,
l'

invece della cappa


cotta,

assumono

facendo

uffizio

di chierici.

presiedute dal Cardinal camerlengo.


al

La

loro

origine

rimonta

XII
pri-

Altra testimonianza certa della loro


esistenza

secolo, e deriva dall'essere stali

anche nei primi del secolo


nel protocollo degli

mari ed intimi famigliari del


lico

Sommo

XIV, l'abbiamo
atti

Pontefice, a cui nel palazzo apostoprestiirono servigio,

del contado Venaissino,

dominio

donde ven-

della sede Apostolica, e rogati negli

nero chiamati Procuratori del pa-

auui

i3o2

i3o3,

nel pontificalo

CHI
di Bonifacio
cotti
iiio

CHI
barone
Al'

i83

\HI,

dal

iiotaro della curia del

medcsi-

i368; Venerabilis vir dominus Guillclmus Alberti quondam apo


stolicaj cameraj clericus, et the" saurarius omnium gabellarum ci-

contado, ed esistente nell'archi:

Magisler Mnlhias de Theaie clericux Domini Papce. Accresciutesi progressivamente le moltiplici ingerenze del Cardinal camervio valicano

vitalis Avenionensis ( a que'tempi " residenza pontificia ) pr Domino nostro Papa specialiter deputatus."

lengo
delle
censi,
ec.
,

della

santa

romana Chiesa,
delle
tasse,

Quindi nel
ccllino,

massime

sulla

esigenza
dello

tesoriere,

869 dovendo Gaurimettere a Papa


duemila
il

oblazioni,
della

decime,

dei

Urbano V,
una
stipid

allora residente in Italia,


di
fiorini,

battitura delle
il

monete

somma

ne
et

e venendo
vescovile,

medesimo Cardifregiato della di-

co' banchieri

cambio de
Verso queli

nale di frequente
gnit
secolo
valersi

mandato Domini Nostri Papce,


gentiuni
suce

nei

primordii
egli

del

cavicrce.

XIV, incominci
dell' al

a prechierici

l'epoca incominciarono

chierici di
assi-

opera dei detti


Pontefice,

camera ad
a formare

unirsi in

corpo, ed

assistenti

incaricandoli

stere quindi ai contratti camerali, e

di
Ja

incumbenze, tanto per custodia delle robe appartenenti al Papa, ed alla sua camera apostolica [Vedi), quanto alle
parziali

tribunale.

Come

ancora

diligente

abbiamo

dai capitoli della pontificia

zecca di Avignone del iSgS nell'antipontificato del falso Pontefice Cle-

rendite

spettanti

alla

santa

Sede,

mente VII, che v'intervenne Pietro


Borrerio chierico di camera, e commissario specialmente deputato dal
si

giacch a quell'epoca per anco


ei'asi stabilito il
i

non

tribunale camerale, ed

chierici di

In tal
ordini

camera non erano che tre. modo i chierici di came-

ra incominciarono a dipendere dagli


del Cardinal camerlengo, e vennero riguardati quali consiglieri, e coadiutori dello stesso porporato, nelle mani del quale si esercitava
la

camerlengo Francesco Conzy. Da ci conferma la dipendenza dei chierici di camera dal Cardinal camerlengo, e r introduzione del rilevante
uffizio di tesoriere
,

esercitato

nella

sua prima istituzione da un chierico di camera, il perch in seguito i

somma
i

degli
di

affari

temporali.

sommi

Pontefici

Che

chierici

tificato

venne chiaramente si rileva dalla quietanza , cui il Cardinal camerlengo Bertrando de Bordis fece al collettore
di

camera nel pondi Clemente V, il quale diPapa nel i3o5, fossero tre,

carica quasi

ne affidarono la sempre ad un prelato


collegio,

di questo rispettabile

come

afferma

il

Lunadoro, Relazione della

Corte di
Vitale,

Tesoriere, e

Roma, cap. XXXIH, Del come si pu vedere nel Memorie toriche de' tesodi

Boemia,

Ohligat. Canterai, tom.

rieri generali pontijicii.


I

loo, nella quale si nominano i chierici di camera, Magislro Oddoni de Sernionetaj Johanni de
II, pag.

chierici
,

camera

si

aumen-

tarono
il

senza per

novero;

ma

determinarsene Eugenio IV , il quale

Regio,

et

Johanni de

F^endis.

Nel

rendimento di conti , che fece al camerlengo il chierico di camera Guglielmo Alberto, si legge nel Cod.
Canterai.

divenne Pontefice nell'anno i43ij e che avea esercitato tal carica per volere delio zio Gregorio XII, col disposto della costituzione 1 3 , che
incomincia, Inter cadera
,

4^8,

pag.

i,die

4 ^"g-

emanata

i84

CHI
stabil,

CHI
che
il

in Ferrara nel i438,

trattavano

gli

affari,

e le cause ca,

camera apostolica , dovesse essere composto di sette prelati: e gi essi avevano una certa norma ed attribuzioni di giuriscollegio de' chierici della

merali, pure tal titolo

e tali inge-

renze erano pi proprie de' chierici


in

modo, che
.

essi

costituivano
,

un

collegio

Espressamente
detti

e ripetute
fa

dizione. Nella detta costituzione

genio

IV chiama

chierici di
,

ra suoi
al

cappellani

Eucameadducendo per

volte

ne'

statuti

si
:

menrle-

zione dc^

Padri

chierici

Patruni

ragione della diminuzione de' chierici

numero settenario, che anticamente, ad onta del maggior numero e della frequenza di affari, pure erano in minor numero di quelli da
lui stabiliti, e pei'ci

rcorum collegio , non che del prelato decano di esso , il cui ufficio cos viene prescritto: Essendo op chierici uno a portuno che fra nome degli altri debba addossarsi
i

"
>
'

le

cure continue
sar

di

varie

cose,
nel

con pi pingue

quello
collegio
:

meritamente che da

stipendio. Dipoi, nel i444) pubblic


la costituzione

pi lungo tempo fu
,

ammesvo

fermare

gli

In eminenti, per constatuti della camera apo-

>

purch
gli

sia

presente in

curia

allorch

poi sar assente

stolica, la

quale,
si

come

si

esprime

il

o infermo,
'>

verr surrogato
,

il

Pontefice,
tuali

dar a trattare gli spirie temporali negozi delle chiese,

prossimiore di
di

'>

e de' monisteri, non


teri'e
,

che delle
altri

citt,

>t

di

castella,

ed

luoghi sogI

di

getti

alla

R-omana

Chiesa.

detti

statuti

erano stati Genti di camera ,


si

compilati
col
il

dalle

di e di esigere
'

tempo col nome pro-decano Incomber ad esso obbligare chierici di camera numero, e quelli oltre questo, proporre le cose da trattarsi
.

loro voti, e secondo

qual

nome

allora

appellava

collegio de' mi-

nistri camerali, di cui

avea il primo luogo il Cai'dinal camerlengo, dopo il quale veniva il tesoriere, co' suoi
assistenti
,

conchiudere e risolvere, eccet tua te le cause fiscali e i tempi in cui i chierici fossero occupati
essi
,

in

affari

maggiori.

Il

decano deve

avere cura diligente dell'altare, e


e pel sacerdote, ed a tutto che queste cose riguarda il
:

cio

chierici di

camera

delle suppellettili pel divino sagri5j

emeriti
gnit,
i

a maggior diquali sebbene fossero usciti

promossi

ficio,

ci
>j

dal collegio

per consuetudine som-

sigillo

del collegio
costituzioni

il

volume

mamente
tre
il

lodevole, continuavano ol-

delle di s
jj ;

si

terr presso
".

collegio

ad

assistere

al tratta-

e finito l'anno, dovr ren-

to degli affari riguardanti la


apostolica
et,
,

camera
per
tali

dere ragione delle predette cose


statuti
III
,

siccome

rispettabili

prudenza, ed esperienza in
Nella

Quindi gli da Calisto


il

furono confermati

e poi da Leone
chierici
di

affari.

medesima
il

costituzione

quale sanzion altres


firmati

gli altri sta-

Eugenio IV conferm
tenario de'chierici, e di
se
si

numero

set-

tuti

dai

camera

molte coleggono avere diligentemente


essi

nell'anno
Sictit

i5i8,

colla costituzione,

prudens.

Ma

il

Pontefice Ni-

gravemente

stabilite,

che
di

lungo
^enti
tutti
,
.

col

successore

immediato

di

qui sarebbe descrivere.

Ma
di
gli

sebbene
si

col

nome

Eugenio IV , con costituzione da lui emanata , egualmente stabil


il

camera
uiliciuii

comprendessero anche i pi degni

numero

de' chierici di camera,


in
selle

fis-

ohe

sandolo sollauto

individui.

CHI
Poscia

CITI
la

t85
essere
s

Leone X, mediante
,

bulla
delle

tanto necessarie al loro cospicuo posto,

TJcet felicis

che la
i7-

XXIV

acci poi
nel

non dovessero
deliberare
le

giugno i^x'j, acci'el)l)c il loro numero sino a dodici, il quale fu approvalo dai suoi successori, precipuamente da Pio IV,
sue costituzioni, ai
colla costituzione

inesperti

cose

ap[)artenenti alla
s

camera

apostolica,

alle private persone.

Dei chierici

88

Qiium
ecco

inler

soprannumerari, che i Papi solevano fare, si vegga la costidi

camera

del

564
:

colla

quale

come

tuzione di JNicol V,
cluni

qun

jussil eos

defin r ufficio

del chiericato di ca-

e loco aiidicnliae cameralis

exire
confir-

mera

55

Olllcio clcricatus dictT ca-

negotia

illic

expediehanlur j
refert,
,

merae quod in ipsa curia prima rium existit , munus potissimum " incumbat ejusdem camerac res rite,

quam

constitutinnem

matque

Calixtus

IH

nova sua
che

constitutionc ,

Quae

laudahilis, etc,

" et recte administrandi, jura et red" dilus utiliter locandi, contractus" quo desuper neccssarios, et oppor lunos. ineundi. quorum occasione }> ipsi clerici camerae procuratore }> patrimonii b. Petri, veriunque o" mnium totius status ecclesiae ro'i

Tuttavolta

Gregorio XIII,

dopo
s.

di

lui

ascese sulla cattedra di

si erano rine accrebbe tre, laonde il collegio si compose di dieci chierici di camera. Per nuovamente

Pietro, trovando che

dotti a sette,

per
lit

manae custodes
rito

et

praesidcs

mejus

le promozioni, e per le mortaerano sette, quando Sisto V, nel

"

nuncupentur; nec non

l'cddendi, et justitiam tam fisco, " et privato, quam ipsis privatis , si

qua ratione de
S.

fisci interesse agalur, administrandi ".

Gregorio XIII ad onta della suaccennata disposizione avea soppresso in seguito un chiericato, assegnandone i frutti, alla ca-

1587, li fiss al giacche lo stesso

numero

di

dodici,

Pio Vj che successo a Pio IV,

mera

apostolica. Inpi'ogrcsso

si

man-

accrebbe fino a dodici, stabilendo che fossero probi ed egregi uomili

tennero nel

numero

di dodici sino al
,

pontificato di Pio

ni,

e che

non

vi
,

fosse

ninna
,

dilfe-

negli ultimi di esso ridotti


dici

renza negli onori

privilegi

ed

c-

prelati, nei

ed essendo ad unprimi anni di quello

VII

uolumenti tra
gli

gli
lui,

antichi chierici, e

di

aggiunti da
la

pei (juali
fosse

volle

che

camera apostolica

ob-

bligala,

come

si

legge nella costitu-

rimasti a nocon tal numero, in cui tuttora si mantengono, mediante eziandio la conli^rma, che ne fece
ve,
egli
li

Leone XII essendo


stabil

zione

166, Ronianus Ponti/ex. Ma non and guari, che per le ragioni


costituzione, ridusdi
i

il

l'egnante Pontefice, nelle


legislative

provvi-

de riforme
le.

da

lui

emana-

addotte in altra
se

Tutti poi sono di egual rango, e

dieci

chierici

camera
suoi

con
uffizi

eguale

quali

ancora

chi