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e S 7^
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECI A L]\I ENTE INTORx\0


AI PRINCIPALI sa:\ti, beati, martiri, padri, ai sommi pontefici, cardinali
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA.
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CttE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONl ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. LXXn

I N VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA F. \i I I, I A N A
MDCCCLV.
^ s.^, ^ o

La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
r Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

T
TE M TEM
1 EMPLARI o TEMPIERI, Tem- vertà, castità e ubbidienza, a'quali poi ag-
plariorwn Eqiiitum. Ordine religioso e giunsero quello d'esporre la loro vita in
militare, istituito uel i i i8 dalla pietà di difesa di Terrasanta^m remissione de'pec-

Ugone Payeos o de Pagaiiis, da Goirre-


di re di Gerusalemme, am-
cali. Baldovino II

do di s. Onier o di s. Adelmaro, e da 7 mirandone il zelo, die ad essi per qualche


altri gentiluomini di cui la storia non ri- tempo nel proprio palazzo una casa vi-
corda nomi. Questi tra loro formarono
i cino al luogo ove già sorgeva il celeber-

una società per difendere pellegrini, chei rimo Tempio di S(ilomonc,(\a cui tras-
recavansi in Siriaa venerare luoghi san- i sero il nome di Templari, o cavaheridel-
tificati dalla presenza del Salvatore, con- la milizia del Tempio. Non mancano di
tro i rubamenli de' ladroni, le vessazio- quelli che fanno derivare tale denomina-

ni e le crudeltà degl'infedeli saraceni, ren- zione dall' accompagnare che facevano i

dere loro sicure le strade e particolarmen- cavalieri di tempio in tempio pellegri-


i

teil camnìino del mare, ed ancora per ni, mentre incedevano alla visita de'luo-

propugnare la difesa della religione. Affin- ghi santi. Le loro case si chiamarono Tem-
chè nulla impedisse dall'iinpiegare tutta pio. In seguito i canonici regolari del s.
la loro vita in quest'opere eroiche di cri- Sepolcro concessero loro un sito adiacen-

sliana carità, giudicarono opportuno di te al palazzo regio, acondizione che vista-


obbligarvisi formalmente con voli, e de- bilissero la loro dimora. Da prima non
dicarsi al servizio di Dio e del prossimo, vi veano che di limosine,e per questa estre-
ad imitazione de'canonici regolari, e de' ma povertà da loro professata, derivò ad
cavalieri Gcrosolimilani (f.),o d\ Mal- essi ancora Wnoxne i\\ poveri cavalieri del

ta\T .). A tale effetto si portarono daGua- Tempio. Ne' primi anni dell' istituzione
rimondo o Stefano patriarca di Gerusa- non ammisero alcuno nella loro società,
lemme, il quale approvando la loro ri- la quale però non si accrel)be che dopo il

soluzione, ricevè da essi i 3 voli di po- concilio di Troyes del i 28, al quale pre-
1
4 T E INI TE IM

siede il cardinale b. Malico legnlo in Fran- genio III nel 1


1
4*3 ^i aggiunse una croce
cia tli Onorio
11 e vescovo d'Albano. Vi rossa, acciò nel bianco della veste appren-
si Ugone con 5 suoi confratelli, e
trovò dessero l'innocenza de'coslumi, e nel co-
domandarono una regola acciò vivendo lore rosso della croce si mostrassero pron-

in società potessero osservare metodi u- ti allo spargimento del sangue per difen-
niformi. Tale richiesta sembrando ragio- dere la fede cristiana e la Terrasanta di
nevole a'padri del concilio, s. Bernardo l'alestina, conie rileva il p. Bonanni nel
abbate cistcrciense di Cbiaravalle e uno Catalogo degli ordini eaiiestri e milita'
di essi, fu incaricalo di compilarla, e vi 77',che a [). I 1 Di iporta la figura deWEqiies
soddisfece con molta prudenza e pietà, 7\inplariiis. Inoltre aggiunge, che i ca-
dando loro una regola confurme allo spi- valieri usavano lo stendardo bianco e ne-
rito dell'islilulo che professavano.! prin- ro, per significare nel bianco la benignità
cipali articoli erano, che dovessero ascol- agli amici di Cristo, e nel nero la fierezza
tare c]uotidiananiente tutto 1' ufllzio di- conti oi nemici di esso. Che la forma della
Tino, e che quando n'erano impediti dal croce di decorazione era simile a quella
servigio militare, vi dovessero supplire de'cavalieri gerosolimitani; altri però so-
con un certo numero di Pater noster j stengono che fosse doppia come la patriar-
che mangerebbero di magro 4 giorni per cale. Per esprimere la loro semplicità e
settimana, e che non andrebbero mai a umiltà formarono lo stemma dell'ordine
caccia liè d'uccelli, né di quadrupedi. Al- colie figure d'un cavallo montalo da due
cuni riportano tale regola, altri negano cavalieri. Noterò col Bosio, che nello sten-
che l'avessero ricevuta, o almeno chela dardo posero il motto /'tì'-(/C('///; che in
regola restataci sia un compendio e secon- italiano suona J al eento. Si volle con es-
do quella de' cistcrciensi, e non di s. A- so accennare, che ciascun di loro armato
gostino come pretesero altri. Ciò si pro- di vera fede e aiutalo dal favore divino
va dalla formola del giuramento che fa- valeva 100 de'riemici e infede!i;anche con
ceva il maestro dell'ordine de' cavalieri allusione al mollo cantalo dalle donne e-
di Portogallo, riportalo dal p. Ilelyot, bree dinanzi David dopo l'uccisione diGo-
Storia degli ordini religiosi e militari, lia: Lno ha vintiio,ooo. Dietro a que-
l. 6, cap. 3: Dell'origine de' ca\'alieri sto stendardo andavano i templari can-
Te/nplari. e della loro abolizione. 1 n es- tando: jVon nohis Domine, non nobis, sed
so il niacsiro prometteva a Gesti Cristo nomini tuo da gloriam. Quello stendar-
e al suo vicario Papa, ubbidienza e fe-
il do si prese per presagio del destino del-
deltà perpetua, giurando di difendeie e- l'ordine, il cui principio fu lutto candido
ziandio colle armi i misteri e i dogmi del- e felice, ed il fine oscuro, funesto e infe-
la lede ; di mantenersi soggetto al gran licissimo. In principio esemplare fu la lo-
maestro generale dell'ordine secondo gli ro vita, sante le opere, eccellente T opi-
statuti piesci itti da s. Bernardo; ili giam- nione; e ad esempio de'cavalieri geroso-
mai soccorrere principi infedeli, e se da
i limitani valorosamente aiutarono ire di
loro assaliti combatterli; di non vendere Gerusalemme contro gl'infedeli. Quindi
i beni dell' ordine, né cedere le sue piaz- Tordi ne ebbe prospero e rapido incren)en-
ze; eli osservare perpetua castità e fedeltà to, i principi e i grandi cominciarono a
al re, e di non negare soccorso e difesa colmarlo di beni, per la rinomanza e sim-
a'confiatelli cistercitnsi. 1 cavalieri tem- patia che destavano, ammirandosi il va-
plari ricevuta la regola dalle n>aiiidel car- lore dimostrato nelle guerre delle Crocia-
dinal I). IMiilleo, Aeslirono l'idjilo di lana te, onde tla poveri fiatelli di poi acqui-
liianco della finuKi prescritta d.d conci- starono ricchezze sterminale, sparse in
lio di Troyes, ul quale il cistcrciense Eu« unti i paesi della cristianità, ma fu il ger-
T E iM TE AI 5
me del male che li distrusse.Narra Gu- pale di sua corte. Ma i teuiplarl clic a-
glielnio arci vescovo di Tiro,che a suo lem- veaiio costretto il Veccliio della Munta-
no Tempio di (ierusaleni-
nella casa del gna pagar loro un tributo, temendocol-
a

me vi erano più di 3oo cavalieri, olire la sua conversione di perderlo, uscili da

un infinito numero di fiali servenlijclie un'imboscata uccisero enipiaiuenle l'ani-


iminense erano le loro ricchezze non me- bascialore. Sdegnalo il re, domandò al
no in oriente, die in occidente; e die non gran maestro iV. Ottone di s. Amandosod-
eravi alcun luogo del cristianesimo in cui disfazìone dell'atrocità comuìessa. Pvispo-
nonne avessero, procedendo nell'opnlen- se questi, che già conforme gli statuti del-
za del pari co'regi. Assicura JMalteo l'a- l'ordine avea data la penitenza alTucci-
risio,clie giunsero a possedere pili di f)ooo sore, il quale avrebbe mandalo prigione
case. Qneslabbondanza di beni fu il loro al l*apa, e die nimio poteva porre mano
tarlo, li fece inoigoglire, si alfiancnrono sui religiosi dell'ordine, pe' privilegi che
dall'ubbidienza del patriarca di Gerusa- godeva dalla s. Sede. Rolla guerra col
lemme che peli. "a loro li avea concessi, principe d'Antiochia, armarono controdi
usurparono le doli delle chiese, imban- lui 7 galeazzeecombatleronoper 3 an-
lo

divano mense colle più sfjnisile vivande, ni, llndiè il gran maestro dell'ospedale

e dimenticando lo sco|)0 di loro istiUizio- di Gerusalemme ne compose le dilFeren-

ne di edilìcare il mondo colle virtù, e di ze. Comprarono da Riccardo I re d In-

guarentire liberi i passi pe'pellegrinaggi a ghllterra l'isola di Cipro per 35, 000 mar-
Gerusalerame, si sparsero in tutta Europa che d'argento, ma non ne goderono lun-
impossessandosi delle fortezze, città e ter- garaente il possesso. Alcuni loro impntaro-
re, che la pietà de'fedeli aveano conver- no di frequentemente eccitare i sariiceni
titoinloro vantaggio. Vollero fareda prin- di Siria e d'altre parti a far correrie ne-

cipi e da baroni, comandare a'popoli, ed gli stati cattolici, per mostrarsi necessari
esercitare sui vicini la ragione del forte a'principi cristiani e cavar ad essi ingenti
prepolente. Le case de' templari crebbe- somme di denaro. Si attribuì loro di a-
ro in lutti i regni d'Europa, collegale in ver costretto Federico II imperatore, che
alleanza formidabile, poiché la fama
loro pe'giuramenti filli erasi recato in l^ale-
inilitare che risuonava pel mondo, gui- slina a combattere gl'infedeli, a collegarsi
dava ad essi il flore della cavalleria da o- col soklano di Babilonia, fpiando conob-
gni parte del cristianesimo. Nel iid5 i be che con tradimento l'aveano provoca-
tenqjlari si arricchirono col bottino fatto lo a sorprenderlo. Però le calunnie con-
uella morledEbeissoldano d'Egitto, vin- Irò cavalieri furono esagerale da molli
i

to in battaglia. Nella divisione della pie- stoiici, ed è [irobabile che favorevoli a i

da, come pili potenti e numerosi, lor toc- Federico II nemico della Chiesa, per di-
co Nosceradino egregio figlio delsoldano, minuirgli l'odiosità prodotta dall'infame
che piìi volle chiese il battesimo, ma non patto, ne cagionassero i templari. In fal-
lo esaudirono; anzi per avarizi.i lo ven- ti narra il Rinaldi negli Annali eccle-
derono agli egiziani , i quali gli dierono siastici ,che tempieri scrissero a Papa
i

crudelissima morte, con infamia e obbro- Onorio HI dello stato di Terrasanla, ed


brio de' templari. Il Vecchio della Mon- il simile fece il gran maestro lamentan-

tagna e principe degli assassini, nel 1 1


72 dosi della tardanza del soccorso [)romes-
inviò un ambascialoieal rediGerusaiem- so da Federico II, il quale nel 1220 mo-
me per farsi cristiano con tulli i suoi, sot- lesto i beni loro. Gregorio IX consigliò il

lo certe condizioni, e fu dal re Amami I gran maestro come dovea regolarsi nella
udito volentieri efalto accompagnarecon guerra persiana; e poi per avere cavalieri i

salvacondollo da uu genliluomo priuci- spogliati de'loro beni alcuni mercanli an-


6 TE M TE M
couitanì, Papa acremente li riprese. Nel
il tobreiSoy conlemporaneamenle e in lai
I 272 lempieri impegnarono Filippo III
i giorno lutti i templari, e s'impadronì in-
V Ardito re di Francia, a raduuiue un sieme del Tempio a Parigi, ove andò ad
esercito per aiuto di Terrasanta. Crebbe alloggiare, e vi pose il suo tesoro e le scrit-

la loro ai roganza e avarizia, dimenlioaii- ture di Francia, facendo sequestrare tulli


do co' loro vizi ciò che doveano a Dio e i beni appartenenti all'ordine. Molto di-
al prossimo. Affascinali dalle loro passio- spiacque a Clemente V, che senza di lui
ni, dopo la rovina de'cristiani in Siria e SI procedesse in affare di tale importanza,
la perdila del regno di Gerusalemme, del- poiché i cavalieri erano militari e religio-
la quale essi furono la causa, divennero si, perciò persone ecclesiastiche e imme-
bersaglio dello sdegno di Dio, che li di- diatamente soggette alla s. Sede; rimo-
sperse erranli di terra in terra. Strumen- stranze che furono appoggiale da una de-
ti della loro definitiva perdita furono il cisione della facoltà di Parigi, pronunzian-
jn-iore di JMnntfducon nella provincia di dosi in favore del Papa. Da due cardinali
Tolosa, e l'italiano Piosso-Dei, o Niflbdei foce sapere al re che rimettesse le cose in
fiorentino. Ili.°era slato condannato per islato di sua soddisfazione, pregandolo di
sentenza del gran maestro dell'ordine a manifestare a'cardinali le accuse, e da-
finir i suoi giorni in una prigione, per- re in loro custodia i beni dell'ordine. Di
chè convinto d'eresia e di molti altri in- piìisospese l'autorità degli arci vescovi, ve-
fami delitti; e l'altro in pena di sue scel- scovi, prelati e inquisitori di Francia, e ri-

leiaggini dovea a gravissime pene essere servò a se la cognizione dell'affare. Offeso


soltoposto, per giudizio del preposto di il re per la risoluzione presa dal Papa, pel
Parigi. Ambedue questi rei ridotti a so- suo focoso temperamento gliene fece a-
stenere il castigo loro dovuto, crederono mare doglianze; lultavolta per giustifi-
di poterloscampare rivelando molte cose carsi col mondo, contentò due cardinali, i

tleir ordine, fino allora occulte. Accusa- e fece condurrealcuni templari a Poiliers
ronoquindi disi enormi delitti cavalieri, i ov'erail Papa. Questi gl'interrogò con 72
che a Filippo IV il Bello re di Francia, altri cavalieri dell'ordine, e tulli confes-
quantunque loro fiero nemico, non sem- sarono per vere le accuse, che principal-
bravano credibili, comechè riguardanti la mente si riducevano alle seguenti. 1. "D'in-
fedee la verecondia. JVe parlò al Papa Cle- segnare che Gesù Cristo nou era Dio, ma
mente VjChe neli3o6 Irovavasi in Lio- un uomogiustamentecondannaloa mor-
ne, e poi nuovamente a mezzo de'suoi am- te a motivo de'suoi delitti. 2." Di obbli-
basciatori ne trattò con lui a Poiliers, Il gare i loro novizi a rinunziare alla fede
Papa che non poteva persuadersi dell'e- cattolica, ed a sputare 3 volte sull'imma-
normi accuse, scrisse al re, dandogli pa- gine del Crocellsso. 3.°Di presentare un
rola di portarsi tra poco a Poiliers, don- idolo testa di legno con lunga barba, par-
d^ erasi partito, per venire egli stesso in te inargentala e parte dorala, a quelli che
chiaro di quanto a'cavalieri imputavasi, porlavansi al capitolo generale e di far-
benché dal gran maestro dell'ordine Gia- glielo adorare.4."Di obbligare i novizi al-
como de Molai bor"0"none
o o fosse il tutto la prostituzione ed evitare in manie-
tal
negato. Egli per gran maestranza, e-
la ra ogni commercio colle donne (ed in ve-
guagliando nella dignità principi, avea
i ce viveano apertamente fra le sozzure im-
tallo da padrino al baUesimo d'im figlio pudiche nou solamente con femmine cri-
del re Fdippo iV. Ma il re temendo che sliane, ma
ancora con quelle pagane o
(jutsio affare non lurbasbela tranquillità maoiiiellaiio siegolalamente). 5.° Di ba-
dello stalo, per essere l'ordine potentis- ciare 1.1 bocca, l'umbelicu e l'ano di co-
simo ìq Francia, fece arrestare a'i 3 ot- lui che li riceveva nell'ordine. 6.° Che il
3

T E M TEM 7
gran maestro de' templari, il quale'oon parte, ed allreltanto fecero altri interro-
avea alcun ordine sagro, era il solo rive- gati in diverse città di Francia. Il Papa
stito della podestà d'assolvere i cavalieri a procedere con più sicurezza in sì gra-
da'Ioi'o peccati. 7." Che i sacerdoti appar- ve affare, nominò 3 cardinali a rinnovare
tenenti all'ordine consagravano senza dir gì' interrogalorii a' principali prigionieri
Je parole sagramentali. 1 suddetti cava- a Chimon: il gran maestro e gli altri eoa-

lieri per la maggior parte convennero su fermarono il confessato. Venuto il Papa


tutti questi capi d'accusa, tranne quello sempre più in chiaro della rea corruzio-
dell'adorazione dell'idolo, che si conser- ne dell'ordine, ed essendo sparso per tut-
vava in Marsiglia: il Rinaldi ancora ri- to il mondo, giudicò conveniente una ge-
porta gli enormi eccessi e l'apostasia, di nerale inquisizione', intimando perciò il
cui erano stati accusati. Allora il Pa- concilio generale di Vienna nel Delfina-
pa ritirò la sospensione de' prelati e in- Io, e nominando intanto commissari per

quisitori di Francia, permise agli ordina- procedere in suo nome control templa-
ri de' luoghi di procedere con ogni dili- ri, giacché gl'inquisitori deputati dal re
genza contro i templari fìno alla senten- con l'assistenza d'alcuni gentiluomini, vio-
za, la quale dovea pronunziarsi contro i la vano r immunità ecclesiastica contro i

jìarticolari ne'concilii provinciali, con e- regolari cavalieri. Neil 3o8 il re intimò i


spressu comando di non intraprendere prelati di Francia d'ogni ordine, magi- i

contro il gran maestro generale cosa al- strati de'Iuoghi egrandi del regno al-
i

cuna, riservando a se e alla s. Sededi com- l'assemblea di Tours, per trattar la causa
pilargli il processo, ed a' maestri e pre- de'templari. Dopo terminata, il resi por-
cettori di Fiancia,d'oltre mare, Norman- tò a Poitiers per conferire col Papa, e si

dia, Poitou e Provenza. Indi Clemente V convenne che i templari fossero custoditi
scrisse al re, che se l'ordine venisse abo- dal re a istanza del Papa, e che i prelati
lito, i beni fossero impiegati nel conqui- nelle loro diocesi li potessero giudicare,
sto e ricupera di Terrasanta, e come a- toltine alcuni de'quali il Papa riservò a

vea per nominali amministratori, lo


essi se la cognizione. Nel i3oq commissari
i

pregò a deputarne degli altri; ed il re vi deputati, in Parigi citarono tutto l'ordi-


acconsenti di buongrado. Il Papa deputò ne a comparire innanzi di loro nella sa-
quelli che doveano assistere i prelati ne' la dell'episcopio: comparve il gran mae-
processi de' templari, cioè due canonici stro, con Peraud commendatore dell'or-
due domenicani e due fran-
di loro chiesa, dine, ma essendosi ili,° finto pazzo, noa
cescani. Vedendo il re che processi non i passarono più oltre nel suo esame. Tra-
si eseguivano, die commissione a fr. Gu- scorsi 3 giorni, e interrogato di nuovo il
glielmo di Parigi domenicano, inquisito- gran maestro della confessione fatta a'

re del Papa in Francia, di procedere con cardinali, li dichiarò mentitori e invocò su


processi, in presenza di testimoni esami- di loro severi castighi. A Uri cavalieri prote-
nando i templari. Dii4o del Tempio di starono, che per timore erano ad essi state

Parigi, a riserva di 3, tutti confessarono estorte le confessioni de'delitti accagionati


veri i delitti accusali, tranne l'adorazione loro: similmente dichiararono74templari
della tesladorata,dicui alcuninouaveano ch'erano nel Tempio di Parigi, chiaman-
notizia per non esporsi che ne'soli capi- do eielici e infedeli quelli che li aveano

toli generali. Il gran maestro IMoIai, ti- processati, pronti a presentarsi al conci-
gone Peraud, Guido fratello! del Dei-
e lio se posti in libertà; e che i cavalieri che
lino d' Auvergne o del Viennese furono aveano deposto contro 1' ordine, eranvi
ancor essi interrogati primi due con- : i stati costretti da'torineuti, dal timore del-
fessarono vere le incolpazioni nella pii^i la morte, e anche corrotti con denaro, I
8 T E M TEM
ditensori cleU'crdine dicliiaiarono false e ro diocesi. Nel regno di Cipro i templari
deleslabili le incolpazioni, di cui era stalo avendo sapulo che d'ordine delPapa do-
gravalo da persone siiboinalejeche molli veansi arrestare, presero le armi e ca- i

fiati dell'ordine clic a forza di tormenti valli per difendersi; nondimeno poi si sot-

aveano confessalo, erano pronti a conte- tomisero e furono imprigionati. Que'd'A-


slare il contrario qualora fossero liberi. rogoiia fecero maggiore resistenza, salvan-
1 comnìissari dall'agosto iSog al n)aggio dosi nelle piazzeforti dell'ordine, eia prin-

i3ii esaminarono aSi testimoni, tanto cipaìeessendo il castello di IMonzon, fu as-

templaricliealtrijche aveano deposto al- sediala e presa; come pure si espugnaro-


la presenza degli ordinari. Il concilio pro- no Rliravelle, Cantaveja e Caslellot. im-
vinciale di Sens tenuto verso il i3io in prigionali cavalieri, il Papa ordinò al ve-
i

Parigi, avea proferito la sentenza contro scovo di Valenza di processarli. In Por-


molli dell'ordine, altri assolvendo, altri togallo re Dionisio, senza concorrere alla
condannali a qualche penitenza e poi li- distruzione de' templari, li fece passare
berati, molli rilegali in prigionia per[)e- neir ordine di Cristo da lui istiluilo, al

Ina, e 5g come ricaduti furono degra- quale attribin loro beni con Thoinar
i

dati dal vescovo di l^aiigi, e dati in [)0- ch'era stato il capo dellordine de' tem-
tere del braccio secolare furono arsi vivi plari, e ne die porzione all'ordine d'Avis.
fuori di porta Antonio, protestando la
s. Arrivalo i! tempo del concilio inlimato
loro innocenza, ed essere calunnie le im- in Vienna, nella i.'' sessione a' i6 otto-
putazioni: il elle cagionò alla meraviglia bre i3i I vi fu Iratlato l'aliare de' tem-
nel [)opolo, parte del quale deplorava la plari, e durò sino alla settimana santa del
loro sorle, e parte detestava la loro osti- I 3 I '2; e nella 2.' che cominciò a'22 mag-
nazione. Frattanto si flicevano gli stessi gio venne pubblicalala bolla di Clemente

processi negli altri regni. L' arcivescovo V condanna dell'ordine, che inco-
della
di Ravenna adunò il concilio provinciale, mincia colle parole Sacro approhante :

ove fu decretato che gl'innocenti fossero concilio, nella quale si dice che in con-
assolti, ed rei [lunili: che
i
confessanti i siderazione de'gravi ed enormi delitti, de'

a forza di tormenli dovessero conside-


,
quali i templari erano stali convinti, per
rarsi innocenti, e die bisognava conser- approvazione del concilio e non per sen-
var l'ordine, se sana ne fosse la maggior tenza definitiva, lutto l'ordine de'templa-
parte. In Bologna alcuni provarono, che ri s'intendeva abolito, e proibivasi a qual-
la loro vita era sempre stata onesta. Nel- sivoglia persona l'entrarvi e vestirne l'a-
la Lombardia e nella Toscana furono con- bito sotto pena di scomunica; e che il con-
vinti di delitti orrendi e detestabili egual- cilio univa all'ordine e milizia Qeroso-
mente che quelli di Francia. In Castiglia che sui turchi avea allora glo-
ìiiiiildiia,

furono arrestali, e sequestrali loro beni. i riosamente conquistato Rodi (/ .), tutti
In Salamanca furono dichiarati innocen- ibeni de'templari sì mobili, che slabili
ti, nondimeno vennero mandati al Pa- appartenenti ad essi nel tempo della lo-
pa. In Inghilterra confessarono i delitti, ro cattura in Francia, eccettuando però
de'quali gli accusavano. In Provenza fu- da questa unione generale i beni da essi
joiio tulli condannati a morte; ed il Pa- posseduti ne'regni di Castiglia, d'Arago-
pa mandò l'abbate di Crudacio in Ger- na, di Majorca e di Portogallo, de' quali
mania,acciò prendesse informazione di lo- apparteneva la disposizione alla s. Sede.
ro, eileputò ancora gli arcivescovi di Ma- II re di Francia de'loro beni mobili si ri-

gonza i; di Colonia, ed i vescovi di Ti eve- tenne due terzi per le spese de'processi.

ri, di IMagdeburgo, di Costanza e di Stras- Ferdinando IV redi Castiglia unì al suo


burgo, onde lucessero lo ilesso nelle lo- dominio i beni dell'ordine posti ne' suoi
TE M TEM 9
stali, eparle furono assegnali all'ordine (li tio maestro di Normandia , con Peraiid
Cdldtnnut ; e Giacomo II rcMl'Aragona die occiipav;» una delle principali cariche
co'heni loro isliluì l'ordine di iMoiUcsa. dell' oidine, insieme ad un allro impie-

PiifL-risceil Cosio wtW Istorid della s.Rc- gaio nelle (inan/e regie. JNell'ulliinarsi il
li}iioue di s. Ciò. GerosnUinitano . che processo de'teinpiari, Clemente V atito-
a l'.ipa Nicolò IV, dopo la perdita di Tri- rizzò 3 cardinali legati, l'arcivescovo di
poli, nel 1289 (u proposta l'unione de' iJens e alcuni allri a giudicare 4 cava- i

templari a'gerojolimitani, per terminarle Iieri,i (piali confessarono avanti a'giiidici


loro discordie e dissensioni per eninliizio- i erano accusati. Quindi giti-
delitti di cui i

ne ,
tanto pregiudizievoli alla cristianità dici ordinarono che
si alzasse un palconel

d'oriejite ed a a Teirasanta, onde ne in- portico della Madonna, ove sarebbe loro
teipellò l'episcopato, i principi cristiani fatto conoscere il proprio destino. Stabi-
e i dua ordini; ma l'unione non eblie ef- lilo a (juest' elfelto un giorno, dopo un
fello, ritenuta per cosa vile. \\ Sag'j^ia- lungo ragionamento fitto da uno de'car-
/o/Y' /ìO/;?a//onel f. i,p. 243 pai la de'tein- diiiali, rpiesti disse al popolo che 4 ca- i

plari e d'un nuovo documento che riguar- valieritemplari venivano condannati a


da la casa ch'ebbero in Roma. Sebbene perpetua prigionia, per averfrancamente
dica chedella stanza de'iemplari in Roma, confessato i loro errori. IMa all'improv-
poco o nulla generalmente si sa, pure da viso, violai e tiuido protestarono al po-
uua bolla di Alessandro IV del 12.59 **' I"j'o e a' giudici presenti, ch'era filsa la
raccoglie: che i tem[)laii possederono il ca- loro deposizione, chiamando Dio a testi-
stello di s. Felice sul monte Circeo e le monio di loro innocen7a. Allora i cardi-
proprietà annesse a quel feudo, e cos\ un naii li dierono al preposto di Parigi the
l(iu\iueuio ad s.Marianide Snrresca nei- ivi trova vasi, ed il re adunato il consiglio
la diocesi di Terracina, ed una casa in cpiel- di tutti secolari, fu decretato che verso la
la città presso le mura uibane nel luogo sera a' 20 aprile i3i2, altri dicono nel
che dicevasi Posterula ed in Terracina ; !3 1 3, fossero bruciati ]Molai eGuidonel-
i templari possedevano ancora la chiesa l'isola del palazzo, tra il giardino reale e
di s. Maria de'Leprosi, Le possidenze di ilconvento degli agostiniani, come fu e-
s. Felice spettavano a'cavalieri templari seguilo.Solfrironocpiesti rei costantemen-
del convento di s. I\Iaria sull'Aventino col- te il supplizio, e (incile ebbero lena difa-

Jedi Pioraa. Questa chiesa tuttora dell'or- vellare, sostennero essere innocenti efil-
dine Gerosoliinitaiio che , e descrissi in se le deposizioni. Quindi lordine de'tem-
quell'articolo, forse pervenne in proprie- plari rimase per sempre estinto in tulio
tà di esso, quando ebbe i beni de' tem- il cristianesimo, fuorché in Germania, o-

plari, i quali ricolmati di privilegi da'Pa- ve per qualche tempo sì mantenne nel-
pi, neaveano ricevuti anco da Alessandro I' arcivescovato di IMagonza, ficeudosi i

IV, stabilendo pene contro quelli che a- cavalieri assolvere da'voli dall'arcivesco-
\essero preteso le decime da essi, obbli- vo nel sinodo perciò adunato. Fra tutti
gamloi vescovi ad accettare i chierici pie- gliordini soppressi, ninno ebbe line più
sentati da'templari per le chiese all'or- Iragicodiqiiesto, sebbene voglianoalcuni
dine soggette, ed esonerandoli da tasse do- che i loro misfilti (\irono esagerali da'ne-
vute a'nunzi e legali della s. Sede; e (i- mici, e che molti innocenti restarono av-
nalmente a vea pur loro concesso, che ve- i viluppati nella proscrizione generale. Fu
scovi potessero agire severamente conilo donala la vita a tulli dopo i cavalieri, che
gli usurpatori delle limosine largiteall'or- l<i sentenza del concilio di Vienna non re-

dine. 11 gran maestro IMolai fu riservato clamarono; e74diessinou accusati in-


ai giudizio della s. Sede, colsuddello Cui- Irapresero di difendere l'ordine, ma non
IO TEM TE M
furono ascoltali. Come iu generale furo- vivere Filippo I V,il quale gli procurò e fe-
no trattati i cavalieri appartenenti all'or- ce subire quel tremendo castigo.Di questo
dine, meglio è vedere il Rinaldi, all'an- clamoroso avvenimento e spaventevole
no 3 1 2, n. "9. Molti contemporanei ripro-
1 tragedia, con precisione discorre ancora
varono r eccessivo rigore e scolparono il Bercastel nella Storia del cristianesi-
l'ordine, affern)ando che agli accusati si mo 1. 1 5, lib. 42; però quanto all'origioe
prometteva grazia per carpir loro la con- della disgrazia de'templari, non conviene
fessione, o si otteneva questa colla tortu- col racconto di Giovanni Villani, che l'at-
ra. Rimarcarono che la maggior parte de' tribuisce alla scontentezza de'due sunno-
principi si divisero le spoglie de'templari, minati cavalieri; ma alle rivelazioni fatte

i loro castelli e le piazze forti, per le quali al re da Squin di Florian, templare che
talvolta aveano tremato. Il Novaes nella pe'suoi delitti dovea subire la morte. Di
Storia di Clemente l , riferisce che con- i più riporta i diversi giudizi sulla sortede'
cilii Magonza e Ravenna nel-
di Treveri, templari, che secondo alcuni furono vit-

l'anno medesimo dichiararono innocenti time della severità di Clemente V, e di


i templari. Dice che bisogna confessare che Filippo IV che lo dominava, come dissi
la loro causa, nello stato in cui oggi si tro- ad Avignone e ne'lanti articoli in cui com-
va, non lascia d'essere un problema de* piansi la nocevole influenza del tristo prin-
più dillicili che abbia la storia ecclesia- cipe sul supremo capo della Chiesa, che
stica^ e che le ricchezze de'cavalieri unite fatalmente indusse a stabilire in Francia
a molli vizi parlicolaii, e ad una vanità il suo soggiorno, con funeste conseguenze.
che li rendeva odiosi, fossero i loro delitti Questi giudizi sui templari ampiamen-
effettivi, i quali molto piìisi rilevano dalla te potranno rilevare da'seguenti scrit-
si

vivacità di Filippo IV loro mortale ne- tori. Ilistoire de V ordre militaire des

mico, per essersi essi uniti nella rivolu- Templìers ,depuis son établìssementj'us-
zione che si formò quando volle alzar il qiià sa decadence et sasuppression,par
prezzo delle monete tino a due terzi so- Pierre du Puy conseiller et garde. de la
pra il loro valore reale; e per essersi con- biblìotheque du Roy fUOiivelle édition re-
tro del re apertauieiile dichiarati] in fa- vue, corrigée et augmentée d'un grand
vore di Papai?o/«//^7(z'o ////,• onde il re nornhre de picees Justijlcatìves. Ouvra-
severamente si era proposto di annienta- gè que pourra servir de supplement à
re e distruggere l'ordine. Comunque sia V Ilistoire de V Ordre deMallhe,au quel
però, i testimoni che convinsero i cavalieri Olia unipartie des biens de celili des Tcrn-
delle colpe loro addebitate, la confessio- pliers, Brusselles i 'j^i.V\g\vo Messie, Des
ne d'un gran numero di essi, costrinsero Templiers daiis ses Iccons par CI. Cin-
il concdio a sopprimerli; e il Papa a fare ge t, Lyon 5g2. Listi tuta et regiila ord.
1

altrettanto per via piìi di provvisione e Alilitum Templariorum in Prosp. Stel'


ordinanza apostolica, che di condanna e lartii Regulis ord. monastic, , Duaci
sentenza definitiva. Le loro immense ric- 1626. Egidio SivawchÀ^Disputatio histo-
chezze e beni, dopo lunghi contrasti, con rica de ordinis inilitum Templi, Witte*
bolla de'2 maggio fiu'ono assegnali a'ge- bergae 1669. Gio. Cristiano Wichmans-
rosolimitani perchè erano similmente ad- hausen, Disputatio de extinctione ordi-
detti alla difesa de' luoghi santi, tranne nis 71'wy?//7r?'t»/77/»Xipsiae 1687. Cristia-
pure già parlai. Rimarca in-
quelli di cui no Tornasi, Dissert. de Templariorum
oltre Novaes, che Clemente V mori nel equitum ordine sublato, Halaer702. Ni-
giorno medesimo in cui due anni prima cola Gurllero, Historia Templarioruni
era stato bruciato il gran maestro, e che observation. Eccles.aucta, Amstelodami
nell'anuo stesso a'29 novembre cessò di 1691. Godofredo G. Liebnilzio, Man-
,

TE M TEN II

(issa codicis j'uris gentium, Hanno v, le funeste differenze e conlese insorte al-
1708. lora in quella università, di comunecon-
TEMPLI DI ROMA. r. Tempio. senso nel i 702 ne fu eletto priore. Il car-

TEMPORA. / Quattro Tempora. . dinal Camus nel 700 1 l'avea condotto in

TEMPS AoTEMESA. Antica cillà ve- R^oma per suo conclavista ed incontrò ,

scovile d'Italia iie'Bruzi, chiamata Tcin- mollo coH'elelto Clemente XI, chegli mo-
sa, celebrai issiina siccome fondata dagli strò tutti i contrassegni di parziale amo-
ausoiiiijda molti seri Itoii Ialini e greci ri- re, quasi presagisse che sarebbe slato in-

nomala. Divenne colonia romana per signe e intrepido difensore della bolla U-
quella che vi dedusse P. Cornelio Scipio- nigenitus poi da lui emanala. Ritornato
ne ['.africano, e poi anche rinnovata da in Francia, sostenne le proprie tesi con
T. Sempronio Longo console nell'anno tanta leggiadria e presenza di spirito, che
di Roma 558. ìieW Italia sacra, 1. o, p. 1 in premio conseguì dal re pingue abba-
171, si legge, che il popolo abiuralo il zia. Nel 1705 fu decoralo delle divise di
falso cullo degl'idoli, abbracciò il cristia- dottore, e poi eletto arcidiacono della me-
iiesimo,e meritò la sede vescovile, ma non tropolitana di Sense vicario generale del-
si conoscono che i seguenti vescovi che ri- l'arcivescovo. Nel I 7 9 fece il
1 2. viaggio
porta. Ilario die fu in Roma al sinodo Pal- a Roma col cardinal Thiarddi Bissy, ch'e-

mare nel 5o3 adunato da s.SimmacojSer- gli pure scelse a conclavista per l'elezio-
gio Tempsanensis ecclesiae episcopus ne d'Innocenzo XIII. Nel pontificato di
trovossi al concilio di Roma tenuto da s. questi, dal re di Francia fu destinalo mi-
Martino I nel 6491.; Abbondanzio sotto- nistro presso la s. Se(\e, nel quale incari-
scrisse a Ila lettera sinodica di S.Agatone Pa- co avendo dato saggio di fedeltà e valo-

pa all'imperatore Costantino III nel 680. re, nel I 724 Renedello Xlll lo preconiz-
Rovinala la città, la diocesi fu compene- zò e consagrò in s. Maria della Vallicel-
trata con quella di s. Marco (ì .), cui è la in arcivescovo d' Ambrun. Sostenne
pure unita la sede di B siguano, [mt\c\^a-
i. quindi con coraggio e zelo incredibile la

to della famiglia San.scvcririo, nella Ca- cattolica religione, e tra le altre opere e-
labria Citeriore, provincia ecclesiastica di gregie delle quali fu autore, nel concilio
Cosenza. Si pretende che sulle rovine di provinciale da lui celebrato nella tnetro-
Tempsa,sia sorto il borgo di Torre Loppa, politana coni4 vescovi, sospese col con-
ovvero di s. Lucido borgo sul Mediter- senso del Papa e con pubblica sentenza
raneo, ed al tri diconoMalvilo,e linai men- il vescovo di Senez dall'amministrazione
te alcuni pretendono che gli succedesse di sua chiesa, per l'ostinala adesione mo-
Scalea con comodo [)orlo, ma altri sosten- strata da quel prelato pe'dannati errori
gono che fu edificata sugli avanzi di Taii- di Bajo, Giansenio e Quesnello, come nar-
lana fabbi icata da'sibarili. Se Temesa o rai a Francia. Gli atti del concilio furo-
Tempsa in che silo la costruirono gli au- no approvati da Benedetto XIII, che ri-
soni!, se ora vi sia Malvito o s. Lucido, e colmò di somme lodi l'arcivescovo zelan-
se sieno state due ciltà, si può vedere fr. te. Questi sino dal 17 28 era stalo designa-

Elia De A (nato, T ariaruin aiiiniaclver- to pel cardinalato, per le istanze fatte da


sioìuim, ^\'e::,%o gli Oyjui'co/i del Caloge- Giacomolll recatlolicod'Inghilterra, ma
là, t. 24. l'invidia d' alcuni gliene rilardarono l'o-
TENCiN GuERiN Pietro, Cardinale. nore per più di due lustri; imperocché
Sorlili nobili natali in Grenoble, si trasfe- soifrì gravi molestie e fiere persecuzioni,
rì in Parigi, dove nella casa di Sorbona per l'inipegno da lui mostrato contro il
all'impegno per lo studio seppe congiun- giansenismo, nel difendere e mantenere
gere una tale matura prudenza, che uel- la purità della cattolica dottrina. Final-
12 TE N TE N
menle alle preghiere tli detto re, Clemen- delle tenebre che si canta il mercoledì san-
te XI a'23 febbraio 1709 lo creò cai'cli-
1 to, è quello del giovedì seguente, che fu
nale prete de'ss. Nereo e Achilleo, proiet- posto per anticipazione nella sera prece-
tore tk-ll'ordine gerosoliiDÌtaiio e di quel- tlenle. Egli è detto così dalla parola tene-
lo dellaVisitnzioiie, e nuovamente fu fat- ìirae, ossia perchè in fine di (piesl'ulfizio

to ministro in Roma della corona diFrau- si snjorzano tulli i lumi prima che sia es«

eia, colle corigiegazioni del concilio, pro- so finito, per diiooslrare altresì il duolo
paganda, vescovi e regolari, e altre mol- profondo in cui la morte di Gesù sulla
te. Dalla chiesi» d'Ambrun ue\i'j^oJie- croce immerse tutte le creature, e per ri-

nedelto XIV lo trasferta quella di Lio- chiamare la rimembranza di quel buio


ne, coll'aggiunla in seguilo delle due pin- spaventevole in cui per 3 ore fu ravvolta
gui abbazie di Tref'onli e di s. Paolo di Ver- tutta la terra. Mattutino, Notturno,
7'^.

dun, le quali gli furono conferite da Lui- Laudi, MisERERE, Lumi, Settimana san-
gi XV, che 742 lo decorò del grado
nel 1
ta. Terremoto, ed il voi. Vili, p, 284,
di commendatore dclloSpirilo santo. Nel- 3o4) 3 5. 11 p. Menochio, Stuore, t. i,
I

l'islesso anno il re lo nominò ministro di cent. 4> cap. 3o tratta: Della miracolosa

stato, e per morte del cardinal deRohan eclisac del sole, e delle tenebre wm'ersd'
con pubblico e universale applauso ven- li, che furono al tempo della Passione

ne stabilito provvisore della casa di Sor- di Gesìi Cristo.


bona. Questo degno porporato fu un mo- TENEDOS o BOGJA. Sede vescovi-
dello di tutte le virtù, e perciò tenuto in le e isola della Turchia ;isialica nell'Ar-
gran pregio da'Fapi e da're di Francia, cipelago sulla costa degl'Anatolia, distan-
i (pjali l'adoperarono in rilev;inlissimi af- te 4 leghe all'ingresso dello strettode'Dar-
fari. Intervenne Benedetto
al conclave di danelii, nel sangiacato di Biga. La città

XIV, e chiuse gloriosamente il periodo è fabbricata in semicircolo in una valle


de'suoigiorni inLione nel 758, di 68an- i e sul pendio di due poggi, standole a ca-
iii, restando sepolto in quella metropoli- valiereuna montagna poco alla e di for-
tana senza funebre memoria. ma [)iramidale, difesa da un piccolo fòr-
TENEBRE (Uffizio delle). Si chia- te e da una cittadella di poca importan-

mano cosi nella chiesa callolica l'ulìizio za. Mitissimoèil clima, ed ha frequenti
di mattutino e le laudi de'3 ultimi gior- rel.izioni con Costantinopoli. Il suo por-
ni della settimana santa, perchè al ter- to un tempo era formato dal molo, e cir-
minare di tale ulllzio si spengono tulli i condalo da montagne: olFre sicuro rifu-
luuii della chiesa, e per significare le te- gio e la baia ha buon ancoraggio . ed è
nebre prodigiose che alla morte del Re- per questo che Giustiniano I vi fece co-
dentore coprirono tutta la terra, e la fu- struire un immenzo magazzino, in cui le

nesta ed ostinata cecità in cui è rimasta navi contrariale da'venti venivamo a de-
la Sinagoga (T^.), abbandonala da Dio. positare i giani che traevano dall'Egit-
Finché cristiani continuarono a passa-
i to pel consumo di Costantinopoli. Vi è
re maggior parte delle notti della set-
la una chiesa greca benissimo mantenuta.
timana santa, e massimede'4ultimi gior- Omero fece menzione dell'isola presso la
ni di essa, vegliando nelle chiese, rutlizio foce dell'Ellesponto, ed in tullitempi i

conosciuto sotto il nome di Uffìzio del' furmò una piazza importante. Tenedos è
le tenebre, dicevasisempre a mezza not- rinomata per la finta fuga de'greci nella
te.Questa pratica era ancora in gran vi- guerra di Troia, e per la severa legge pro-
gore nel secolo XII, come si può vedere mulgata dal suo reTenes contro gli sper-
neiranlico()/Y/;//rro///(^///oene'c<>nimen- giuri, onde poi nacque \\ proverbio Se-
tari di Mabillou e di Marlene. L'uilìzio ciiris Teiieida. Aulicatueule fa chiama-
TE N T EN i3

ta rA'i/crofì,p€r cui alcuni crederono che scovato di Mililenc, che assegna la santa
dasseoiii^iueaLeuciofi alMeaiiilro.Eravi Secie.

un le m pio d'Apollo del toiS'///?7<'o, la cui sta- TENERIFE o TENER IFFA. r. s.

tua leiieva in mano una scure o accella, e Ckistoforode Laguna, sede vescovilego-
siccome era a lui consagrala tiilla l'isola, i vernala ancora dal suoi. "vescovo che ri-

tenedii veneravano la scure e l'esprime- portai in quell'articolo. Pel concordalo


\aiin nelle loro medaglie.
o I^oducendo i'i- Ira la s.Sede e Spagna, che riprodussi
la

sola de'gianclii in forma di scure, tene- i in tale articolo, nel i85i dal Papa Pio
dii li re|)ulavano sagli ad Apollo. L'isola IX il vescovato fu unito a quello di Ca-
e la cillà passò per tempo sotto la domi- narie, la (juale sede pelò è alliesì anco-
nazione ottomana; quindi nel i656 i ve- ra governala dal suo antico e particola-
neziani la dopo distrut-
ritolsero a'iurclii, re vescovo, mg.' Bonaventura Codina di
tane la flotta: ma nel seguente anno es- Girona della congregazione della Missio-
sendo stato ucciso l'ammiraglio Moceni- ne perchè il vescovo di s. Cristoforo o
,

go, l'armata veneta si ritirò, e l'isola ri- Tenerife fu dicliiaralo suo ausiliario, e si

cadde nuovamente in potere de' luiclii. confermarono amliedue sullraganei del

Tra'suoi prodotti il principale è la colti- metropolitano di Siviglia.

vazione della Per tempo vi fu pre-


vile. TENi\ESO oTIlEiMNESO, Thcnne'
dicato il vangelo, e s. Abiindemio mar- sus.Sede vescovile della provincia Au-
tire la rese illustre collo spargimento del gustamnica i ."nell'Egitto, sotto il patriar-
suo sàngue per la fede, cpiindi vi fiorì il cato d'Alessandria e l'arcivescovato di Pe-
cristianesimo e vi fu creila la sede vesco- lusio, eretta nel V secolo. 11 vescovo E-
vile nel IV secolo sotto la metropoli di ]Mi- none ricusò di sottoscrivere la condanna
lilene, nella provincia ecclesiastica delle di Uioscoro nel concilio di Calcedonia. O-
Cicladiesarcalod'Asia,con residenza d'un ricns dir. t. 2, p. 55o. Tenneso, Then-
vescovo greco. Le Notizie de' vescovati ncsen, è ora un titolo vescovile in par-
non fanno menzione di Tenedo,ma gli al- iibus del simile arcivescovato diPelusio,
ti de'concilii attribuiscono questa chiesa che si conferisce dal P;ipa.
ora alla provincia delle Cicladi , ed ora TENTYRA o TEiNTYRlS o DEN-
all'Ellesponto. Il suo vescovo governava DERA. Sede vescovile dell'Egitto della
talvolta le chiese di Lesbo, di Egialea e 1." provincia di Tebaide o Tebe, nel pa-

di Proselene nel 45' > e si qualificava co- triarcato d'?Jessandria, sotto la metropo-
me metropolitana nel secolo XIV. Tra i li Tolemaide, eretta nel IV secolo. Era
di
suoi vescovi, Diodoro irovossi al concilio sponda sinistra del Nilo, tra
situala sulla
di Sardica; Anastasio fu deposto qual ne- Abido e la piccola Diospoli, e se ne ve-
storiano dal concilio d'Eieso; Fiorenzo dono le notabili e belle rovine. Gli ara-
sottoscrisse a quello di Calcedonia, e due bi la chiamano Benderà, cioè il borgo e-

unni prima avea fatto il simile al l)rigan- difìcalo presso i suoi avanzi, che ha una
daggio d'Efeso; Giuseppe intervenne al chiesa copta, ed èfrequentaloda'viaggia-
concilio nel quale 1' eresia de' palamiti toriche visitano le dette grandi rovine di
venne approvata sotto il patriarca Ca- Tenlyra, le quali moslrano l'antica egi-
listo. Oì-icìis chrislianiis t. i
, p. 949- ziana architelliira in lutto il suo vero
L'isola pe'callolici è sotto la giurisdizio- splendore. Fra'monumenli il meglio con-
ne del patriarcato Ialino di Coslanlino- servato è un tempio grande oblungo, il

poli, ma gli abitanti sono quasi tutti gre- cui I ."portico ha 9,4 grandiose colonne co-
ci e mussulmani, pocbissiuii essendo cai' i perle di geroglifici e di pitture, come pu-
tolici. Tenedos, l'ciicdiii. è un titolo ve- le i capitelli; il 2.° portico è sostenuto da
scovile ili parlibiis, dell' eguale arcive- G tolouue: le muraglie e i sofiUli dell'in-
i4 TE N TEO
terno sono lutti adorni di sculture in bas- lo scisma ad Alessandro III. Mentre con
sorilievo, con soggetti assai svariali e la questo Papa ne'principii del 78 si tro-
1 1

cui fina esecuzione accurata prova 1' al- vava in Anagni, morì e ivi ebbe onore-
to grado a cui quest'arie era pervenuta vole sepoltura.
presso gli egizi. Si osserva pure una por- TEOBALDO(s.),preteeremita.Discen.
la altissima e magnifica, decorata in o- dente dalla famiglia de'conli di Champa-
gni lato di bassorilievi. Nel sofllllo d'u- gne, e figlio del conte Arnoldo, nacque nel
na delle sale superiori, costruite sul ter- 1017 a Provios nella Brie. Seppe da gio-

razzo del gran tempio, era posto il famo- vinetto guarentire il suo cuore dalla cor-
so planisfero trasportalo nel 182 i nel mu- ruzione del mondo, e leggendo le vite de'

seo di Parigi, sul quale tanto scrissero i Padri del deserto, si senti tocco da que-
dotti, non essendo però d'accordo sulla gliesempi per modo, che si destò in lui
data precisa della costruzione di si curio- un vivo desiderio d'imitarli, e di gusta-
somonumento. Tenlyra ebbe a vescovi, re le dolcezze della solitudine, conversan-
Pacbime o Pacbiino meleziano, Saprio- do senza inlerrompiraeuto alcuno con Dio
ne Sernpioue contemporaneo di s. Pa- per mezzo dell'orazione e della contem-
coraio ,Giovanni ^iacobila che trovossi plazione. Suo padre procurò invano di
all'assemblea de' vescovi tenuta nel 1680 trattenerlo, proponendogli nozze vantag.
al Cairo per ordine del visir, relativamen- giose e onorevoli cariche, commettendo-
te a Cirillo II patriarca de'giacobili. O- gli eziandio di comandare le truppe ch'e-
riens dir. 607. Tenlyra, Tenty-
t. 2, p. glimandava in soccorso del suo parente
re/i, è al presente un titolo vescovile in Eudes li, contro l'imperatore Corrado II
partihus, dell'eguale arcivescovato di To- ilSalico.Ttoha\àQ rappresentò al padre
lemaide che si conferisce dalla s. Sede.
,
ilvoto che avea fatto di abbandonare il
TENTOiVARIAMANFREDo,Carr///2a!- mondojcd ottenne finalmente quanto con
le. De'conli di tal nome o di Tinliniano, tanta istanza domandava. Recatosi quin-
nacque in Siena e professò la regola be- di in Alemagna con uno de' suoi amici
nedettina nel monastero di Mantova, ov- per nome Gallerò, si arrestarono nel bo-
vero fu educato da fanciullo in quel ce- sco di Pelingen nella Svevia,e vi costrus-
nobio o in Sens. Trovandosi in questa cit- sero delle cellette. Sapendo come gli an-
là Alessandro III, neh i63 lo creò car- tichi solitari occupavansi nel lavoro del-
dinale diacono di s. Giorgio'in Velabro, le mani, andarono nei vicini villaggi ad
nel I 172 passandolo all' ordine de' pre- esercitare il mestiere di manovali, ed u-
ti col titolo di s. Cecilia, e nel 1 i 78 lo di- nironsi co'famigli de'Iavoratori, onde di-

chiarò vescovo di Palestrina. UPapa l'iu- videre con essi le fatiche della loro pro-
viòneli 166 per legato, col cardinal Pie- fessione; e col profitto che ne ritraevano
tro dis. Maria in Aquiro, a Guglielmo comperavano del pan bigio, ch'era tutto
lì re di Sicilia, per implorare soccorso al- il loro nutrimento. La notte si ritirava-
la chiesa lomana, contro gli allentati di no nella foresta a cantarvi le lodi di Dio,
Federico I imperatore che assediava Ro- e vi passavano mollo tempo nell'eserci-

ma. Compita lodevolmente tal commis- zio della contemplazione. La santità del-
sione, Alessandro III lo destinò col car- la loro vita attrasse in breve su di essi gli
dinal Ottone di s. ÌNicolò in Carcere nel- sguardi della gente, e perciò divisarono
laLombardia, per comporre alcune dilFe- di abbandonai e quel luogo. Fecero dun-
renze che turbavano la quiete di quella que un pellegrinaggioa Conipostella,e di-
provincia. Fu del numero de'7 cardinali poi ne impresero un altro per Roma, an-
che nel i i 77SÌ trovarono presenti in Ve- dando sempre a piedi scalzi. Visitali tut-
nezia air abiura che Federico I fece del- ti i luoghi di divozione ch'erano in Ila-
TEO TEO i5
lia, scelsero per ilimora un luogo ileser- Sandro HI, e celebrasi la sua festa ili.° di

io, detto Salonigo, presso Vicenza, e fab- luglio.

bricarono ciascuno una cellelta in vici- TEOBALDO (s.), abbate. Nacque nel
nanza ad una vecchia cappella. Quivi l'e- castello di Miirly, e fu per le sue virtù il

sercizio dell'orazione eia la continua lo- più celebre ornamento del nobile casato
ro occupazione; ma dopo due anni Dio di IMonlmorency. Educalo anaiogatnen-

chiamò a se Gallerò. Teobaldo raddop- te alla sua nascita, il di lui padre Boc-

piò il fervore de'suoi esercizi. Non vivea cardo di Montmorency lo impiegò nelle
che di acqua, pane, avena e radici; anzi armi. Fino da gio^ inetto concepì abbor-
giunse a torsi ben anco 1' uso del pane. ri mento per le cose mondane, e tenera di-
Non si tolse mai di dosso il cilicio; un ta- vozione alla ss. Vergine. Egli spendeva
volato gli serviva di letto, e negli ullimi molto tempo neirorazione,e recavasi spes-
5 annidi sua vita non dormiva piìi die so a visitare la badia di Porloreale, fon-
seduto sopra una panca. Il vescovo di Vi- data nel i2o4 da Matteo di IMonlmo-
cenza, conosciute le sue eraineuli virtù, rency, e con molta liberalilà dolala da
10 ordinò sacerdote; indi molle pie per- suo padre, the fu stimalo suo secondo
sone lo presero a direttore delle loro co- fondatore. Disgustato ognor più del se-
scienze. I di Ini genitori, avendone avu- colo, entrò nell' abbazia di Vaux di Cer-
ta contezza, si recarono a visitarlo, e ne uay dell'ordine cistcrciense, nella dioce-

restarono tanto commossi, che risolsero si di Parigi, e vi prese l'abito monasti-


di consagrarsi del tutto anch'essi a Dio. co nel 1220. Per le sue specchiale vir-
11 conte Arnoldo fu richiamato in Cria tù fu eletto abbate nel i234, e governò
pe'suoi affari; ma prima di partire accor- con saviezza e carila, inspirando col pro-
dò a Gisla sua moglie la permissione di prio esempio ne'suoi fratelli l'amore del-
finire i suoi giorni appresso il figlio, che la povertà, del .silenzio, dell'orazione e di
le fece costruire una cellette poco lungi tulle le altre virtù religiose. S. Luigi IX
dalla sua, e s'incaricò della cura d'infor- re di Francia, il celebre Guglielmo ve-
marla alla pratica della perfezione. Non scovo di Parigi e molti altri illusili per-
andò molto che il santo fu colto da do- sonaggi l'ebbero in grande estimazione;
lorosa malattia, e sentendo avvicinarsi e per la fama che si meritò col suo go-
l'estrema sua ora, mandò per Pietro ab- verno gli fu confidata la superiorità ge-
bate di Vangadizza dell'ordine di Carnai- nerale sulle abbazie di Porloreale, dei
doli, che gli avea un anno prima dato l'a- Campi, di Tresor nel Vessino, di Breuil-
bito religioso: a lui i accomandò la ma- Benoit nella diocesi di Evreux.La Francia
dre e i discepoli ; indi ricevuto il s. Viali- attribuì alle sue orazioni la fecondità della
co, mofia'So giugno 1066, in eia di qua- regina Maigherila moglie di s. Luigi IX.
si 33 anni (così trovo nella traduzione I\Iorìsantamente agli 8 dicembre 247; i

italiana dell'opera del p. Buller; ma de- ma è onorato agli 8 luglio a Vaux di Cer-
v'esservi errore di date, essendovi detto nay, ove si va a visitare la sua arca nelle
che Teobaldo nacque nel i o i 7, come ho feste della Pentecoste. Nelle altre chiese
riportato di sopra), e dopo aver passato si celebra la sua fes ta a'g dello stesso mese.
12 anni nel deserto di Salonigo. Le sue TEOBALDO , Cardinale. Si trova
reliquie furono portale nella chiesa che sottoscritto vescovo di Velletii, nella bol-
apparteneva alla badia di s. Colombo di la spedita nel 996 da Gregorio V a fa-
Seus, poscia trasferite in una cappella vi- vore del monastero di s. Sai valore diMon-
cina ad Auxerre, che porta il nome di s. te Amiato nel territorio di Siena. Inter-
Tcohaldo del /;oico. Questo servo di Dio veiuie al sinodo celebrato in Lalerano da
fu nel 1 170 caucaizzalo da Papa Aks- Bcuedelto Vili , sottoscrisse uu decreto
i6 TE O TEO
cliGiiglieImoal)l)ateclis. KenignodiFrnt- chiamandolo i sagri eleltori Cchxtin
tu.'iiiii, e alla bolla di Giovanni XIX nel come mandato dal cielo. A fronte del
I oiG perla chiesa di Selva Candida, mo- virtuosa ripugnanza di Teobaldo, si e
rendo nel I 046. minciò a cantare con molta allegrezza
TEOBALDO, Cardinale. Vescovo di 2'e Deum (V.), ma non erasi della
Albano, si Irovò presente al sinodo cele- mela, quando il Frangipane, che chian
bralo da Giovanni XIX nel io?.6[)er Roberto, vcrtì fecit in luctum citharai
la chiesa di Selva Candida, esoUoscrisse col promuovere co'suoi aderenti al poi
il concilio romano Benedetto IX nel
di lificato Onorio 11. R.inaldi loda la vir
1 087 per la causa d'Andrea di Perugia, di Teobaldo, che canonicamente elei

e ad altro convocato nelio44 '"^ favore non voleva accellare,e poi docile subito
d'Ursone |)atriarca di Grado. dimise; ma che Onorio II con acconsenti
TEOBALDO o TEBALDO, Cardi- alla propria esaltazione, contrasse pere
nale. Romano della famiglia Boccapeco- una brutta macchia. Vogliono alcuni si
la oBoccadipecora, fu dal Papa Pasqua- rici, che questa famiglia Boccapecoras

le II, che legnò dal i


099 ali i 18, crea- la slessa della Bocca paduli antica e nobili

to cardinale prete di s. Anastasia, e suc- sima romana, e che comune fu con es


cessivamente contribuì all'elezione di Ge- Io stemma. Si può vedere il Bicci nel!'

lasio li e Calisto II. Neil 124 P*^''


»'orte ruditissima Notizia della famiglia Bo
del 2.°, e malgrado la sua renitenza, che capaduli, p. 10. Il cardinal Teobfddo
rimarcai a Rinunzia, fu eletto Papa col trovò nel i i 3o anche a'sagri comizi d'I
iiQUie di Celestino 11 (ed è perciò che al- nocenzo 11, morie lo rapì a quesl
indi la
l'articolo di rinvio Eoccapecora, invece nionilo.
di Vedi Ttohaldo, per abbaglio dissi Ce- TEOBaLDO, Cardinale. Chiamai
lesliiio II, e qui mi correggo), nella cap- pure Tibaldo eTeutone, fu crealo card
pella di s. Pancrazio in Lale!ano;n\a nel- naie da Pasquale 11, che governò laCliii
l'is'esso giorno ne fece spontanea e gene- sa dal 1 099 alili 8, dell'ordine presbil
rosa /ì/'/hz/js/Vz, a Une di evitare uno scisma rale e col titolo de'ss. Gio. e Paolo, e co
che già suscilavasi nella Chiesa di Dio, e lui intervenne qual giudice al concilio i

poteva avere funeste conseguenze. Dap- Guastalla nel 06, e confermò con
i i gii

poiché, non essendo piaciuta la sua ele- ramento quanto il Papa avea fallo p(
zione a Leone Frangipane e suoi fauto- V Invesdlure ecclesiasliche mentre era t

ri tumultuariamente e-
e aderenti, essi nulu*[)rigioneda Enrico V,che poi abro£
lessero invece il cardinalLambertodi Fa- nel concilio di Lalerano, siccome accord
gnanoScannabecchi vescovo d'Ostia. Non to con aperta violenza. Quantunque no
soffri però Lamberto di ritenere il ponti- si trovò presente all'elezione di Calisto l

ficalo con elezione colantoirregolare e il- seguita in Clugiiy,non mancò di prestar


legillima, ed avendo veduto con quanta il propriocoiisenso.il suo nomecou quel
jniriibile e prudente generosità erasi di- del precedente cardinale si trova in ur
portato Teobaldo pel zelo della pace di bulla spedita nel i 1 aSdaCalisto 1 1 a Ai voi

s. Chiesa, egli pure dopo 7 giorni depo- della chiesa di Genova, come eziandio ti
se volontariamente il pontificato, a cui gli elettori di Gelasio II e Onorio li. S'

ili seguilo rimasecanonicameiile reslilui- gnora il tempo di sua molte, ma non


1(1 col nome i\' Onorio II {I' ), per virtù luogo della se[)oltura, che fu nella dell

di Teobalilo. 11 Rinaldi all'annoi 124 l'i- sua titolare. Il Crescenzi nella Coron
porta i particolari di questi sagri comi- (Iella nobiltà d'Italia, fa questo card
zi, e dice che Teobaldo dopo V elezione naie dell'antica e nobilissima romana pri

fu vestito della pontificia cappa rossa ,


sapia de' Cresceuzi.
TEO TEO if
TEOBALDO, Cardinalt-. Fu crealo scovo a' i5 agosto 885. Questa dignità
nel I I 22 o nel i I23 da Calisto 11 dell'or- aggiunse nuovo lustro alle sue virlù; ma
dine de'preli e col lilolo di s. Prassede, le fatichech'egli sostenne, unite alle mor-
ne altro si sa di lui, nulla dicendone il tificazioni della penitenza, guastarono no -

Davanzali nel suo libro, Notizie della labilmente la sua salute, sicché si trovò
basilica di s. Prassede. in istato di languore negli ultimi Ire an
TEOBALDO, Cardinale. Sorti na- i ni della sua vita. Morìa Moul-OrioI, det-
tali nelle Gallie, ove abbracciò l'istilulo to poi Montalbano, ov' erasi trasferito
di s. Benedetto, nella congregazione du' per respirare l'aria nativa; e fu sepolto
cisterciensi o de* cluniacensi. Divenuto nella chiesa del monastero di s. IMartino,
prioredel monastero de'ss. Crispino e Gri- fondato da'suoi antenati, e che prese po-
spiniano nella diocesi di Soissuns, dipoi scia il di lui nome. S. Teodardo è patro-
ne fu eletto abbate, donde passò all'ab- no di iMontalbano, e se uè celebra la fe-

bitzia di s. Basolo della diocesi di Reiuis. sta il i.° di maggio.


Indi per commissione del re di Francia TEOD INO, Cardinale. Tedesco e
presiedè governo del celebre monaste-
al canonico regolare del ss. Salvatore o di

ro Floriaceuse, e poi a quello di s. Lu- s. Maria del Reno; attesa la fama di sue
ciano di Beauvais, e finalmente abbate di virili e profondo sapere, da Innocenzo II

Clugny. Alessandro 170 lo Ili verso ili nel dicembre 1 1 34 o i 35 fu creato car- i

creò cardinale prete di Geru- s. Croce in dinale vescovo di Porto e Selva Candi-
salemme, e poi lo mandò legalo a Spa- da, e nel I 38 legalo della s. Sede in Ger-
1

latro[f\). Da Lucio HI prima deli i83 mania. Si trovò presente in Coblentz al-

fu fatto vescovo d'Ostia, e fu pure lega- l'elezione diCorrado HI imperatore, che


todi Gern>ania,nellaqualeoccasione lio- consagrò in re de'romani e solennemeu-
vandosi in Austria consagiò solennemen- te gì' impose il reale diadema in Aquis-
te la chiesa di s. Croce de'cislerciensi. Ap- grana, in luogo dell'arcivescovo di Colo-
pose il proprio nome alle bolle d' Ales- nia, che eletto di recente non avea anco-
sandro HI, Urbano Ili, Gregorio Vili e ra conseguito il pallio. Eugenio HI Mei
Clemente III. Terminò nel i88 la sua i I 145 r inviò legalo col cardinal Giulio
mortale carriera in Roma, e fu sepolto Bellagio nella Soria, dove seguii' impe-
nella basilica di s. Paolo, col solo nome ratore al congresso diTolemaide, a cui si

e titolo cardinalizio sulla lapide sepolcra- trovarono i re di Francia e di Gerusalem-


le, presso i gradini dell'altare maggiore. me, ed altri principi cristiani, oltre una
TEOD A UDO(s.), vescovo di Narbona. quantità prodigiosa qua- di vescovi, e nel
Nato da nobili genitori nel territorio di le si Irattò dell'assedio di Damasco che
Tolosa, fu educato negli studi delle scien- poi sortì infelice esilo. Interveime a'co-
ze umane ed ecclesiastiche. i\Iauifestò la mizi di Celestino II, Lucio li, Eugenio H[
sua abilità in una conferenza ch'ebbe co- e Anastasio IV, alle bolle de'quali pose
gli ebrei, i quali si lagnavano della con- la sua soscrizione. Alla fine dopo tante
dotta del vescovo di Tolosa a loro riguar- fatiche sostenute in vantaggio della Sede
do.Avendo in essa Sigebodo vescovo di apostolica, trovò il suo riposo nella tom-
Narbona ammirato la virtù e il sapere di ba nel I I 53.
Teodardo, condusse seco, e lo fece ar-
lo TEODliNO, Cardinale. Monaco cas-
cidiacono della sua chiesa. Meritatasi la sinese, per le preclare ed esimie doli di
slima e la venerazione di tutti per la sua cui andava adorno, fu di unanime sen-
dolcezza, modestia e pietà, fu ordinato sa- timento de' monaci sostituito nel i65 t

cerdote; e dopo la morte di Sigebodo ven- nella carica di abbate a R.ainaldo, nell'in-
ne dello a succetlergli, e cousugralo ve- aigue uiouaslcro diMoule Cas:>iuOj e ud-
VOL. LXXIV,

t.- i. f j«_„
i8 T EO TEO
l'islesso anno Alessandro 111 in Sens lo pa spedì nel !35 a favore della chiesa
i

creò caiilinaie prete nelle tempora di di- d'Agdenelle Gallie.ed altro non si sa di luì.
cembre. Governò l'abbazia appena 7 me- TEODOLl Gregorio, Cardinale.Oi-
si, ne' quali le ricuperò parecchi predi e nato delle piìj belle virtìi e decoro della
fondi che le apparlenevanOjCon gran van sua patria Forlì, dal celebre Innocenzo
faggio del cenobio e lode del suo nome. III fu creato cardinale prete di s. Ana-

Se non die un fiero contagio, che deso- stasia nel 12 12 ovvero nel 1 2 1 3. Pupa O-
lava l'Italia, lo ridusse alla tomba inMon- norio III, al cui concia ve eia intervenu-

te Cassino neh 166 circa il mese di lu- tOjlodeputògiudice in una causa che ver-
glio, con breve cardinalato. teva tra la città di Ravenna e la chiesa
TEODhNO o TEODEVINO, Car- di s. Lorenzo in Lucina da una parte, e
dinale. T. Atti Teodi^o. tra il rettore della parrocchia di s. Siil-

TEODOLFO(s.),3bbalediMonted'0 vatore delle Cappelle per l'altra. Lo stes-

ropressoReims.Uscitodii un'illustre fami- so Onorio III lo fece legato della proviu-


glia della2.''Aquilania,abbandonòil mon- eia di Campagna, nell'eserc izio delia qua-
do sul flore degli anni, e ritirossi a Monte le legazione lasciò la vita in Anagni, nel
d'OrOjper vivere co'discepoli dels. abbate pontificato di detto Papa. Il Ciacconio si

Teodorico. Quivi si occupò persa anni contraddice, facendolo presente ne! 1 227
nei penosi lavori dellacampagna, e dopo all'elezione di Gregorio IX, ed in un mss.
la morte del successore di s. Teodorico, della chiesa di Catania vede registra-
si

l'arcivescovo di Ueims, ad istanza de'ino- lo il giorno e il mese della morte del car-
naci, lo creò abbate, e lo elevò eziandio dinale, ma senza l'anno. Inoltre nel Ciac-
al sacerdozio. Teodolfo governò i suoi re- conio riportandosi le bolle di Onorio 111,

ligiosi con saggia fermezza, temperata dal- si vedono quellesotloscritle dal cardinale.
le più dolci maniere,sopporlandopazien- TEODOLl Mario, Cardinale. Nobi-
leuieute i disastri che gli sopravvennero, le romano de'marchesi di s. Vito, nell'iib-
e pialicando grandi austerità. Fabbricò bazia di Sulnaco {P .), di egregie doti for-
nel vicinato dell'abbazia la chiesa di s. Ila- nito, per l'esperienza delle cose cospicuo

rio, e morì verso l'anno 590, in età assai edeccellente,dopoaverapplicato sino dal -

avanzata. Le sue reliquie si custodiscono l'adolescenza allo studio della giurispru-


ancora nell'abbazia di s. Teodorico, ed è denza, fatto abbieviatore apostolico di
cuoiaio il ." di maggio.I parco maggiore, e poigovernatore di Ter-
TEODOLl oTHEODOL! Alberto, ni, com[)rò secondo l'uso di que'tempi un
Cardinale. Dell'antica e nobile famiglia chiericato di camera, ed ottenne dal Papa
de'marchesi, originaria di Forlì. a\ quale la presidenza dell'annona con plauso di
articolo e altrove ne parlai pel bel nove- tuttaRoma,epoila carica di uditore della
ro degl'illustri vescovi, prelati eallri per- stessacamera. In tempo di queste magi-
sonaggi che in essa fiorirono, e la quale strature ebbe occasione di mostrare non
si stabilì poi inPvoma.ove ancora esiste meno i che l'incorrotta sua
suoi talenti,
nel pi oprio palazzo sul Corso. Alberto me- integrità, congiunta a singoiar cortesia,
ritò che Onorio 11 nelle lenipora del di- per cui ammetteva indistintamente all'u-
cembiei 127, lo creasse cardinale diaco- dienza qualunque persona, facendo seu-
no di s. Teodoro alla Suburra. Nel fiero z'alcuu riguardo pronta giustizia al pic-
scisma insorto neh 3o contro Innocen-
1 colo, egualmente che al grande. Per tan-
zo II, a questi fedelmente restò ubbidien- meri-
te e sì rare prerogative, essendosi

te, dopo aver contribuito col pioprio vo- encomi di tutta


tato l'ammirazione e gli
lo alla sua canonica elezione. Appose la Roma, Urbano Vili a'i3 luglioi643 lo
suasoscrizione ad una bolla che detto Pn- creò cardinale prete di s. Alessio, e in as-
TKO TEO 19
«Miza del cardinal Bichi fu sostituito a no, e rifiutato di sagrificare, fucondan-
(rnltcìre presso la s. Sede gli alFari della nato ad essere decapitato. S. Ambrogio,
corona di Francia, acuì il cardinale era il cpiale narra l'istoria di Teodora, dic«

sommameiileaddetto. Dopo aver grande- ch'ella corse al luogo in cui giustiziavasi


mente favorito neh 644 elezione d'In- I Didimo, e volle morire in sua vece. Egli
nocenzo X,con rimuovere col marchese fauna bellissima dipintura della pia cou-
suo fratello V Esclusiva ( F.) dì Francia, tesa ihe v'ebbe tra loro. Furono arabe-
il Papa promosse subito al vescovato
lo due decapitati, secondo il loro desiderio;
d'Imola, che fu costretto a motivo di sa- ma Didimo fu primo ad ottenere la pai-
il

Iute a rinunziare nel iG46poco dopo uii ma del sospirato martirio. Egli è auno-
armo. Ed in fatti deteriorata la sua sani- veralo fra quelli che sotfriruno sotto Dio-
tà per male sottile, una lenta febbre Tin- clezianu ad Alessandria nel 3o4. Questi
volò da (piesto mondo in Roma neli65o, due santi sono nominati nel martirologio
mentre era nella robusta età di 4o anni romano sotto il giorno 28 di aprile,
non compiti, e fu sepolto nella sua chie- TEODORA^ (s.), imperatrice. Moglie
sa titolare senza alcuna memoria fune- dell'imperatore Teofilo , dovette mollo
lue, ma compianto. In s. Vito, feudo di soffrire per l'indole brutale di suo mari-
sua illustre famiglia, edificò la chiesa e to; ma colla sua dolcezza e pazienza le veri-

convento de'carmelilani, apri e fortificò ne fatto di rendergliela piìi mansueta. Do-


li borgo, pò la di lui morte, governò assai savia-
TEODORA(s.), verginee martire.Eia mente l'impero,come reggeDte,duraotehi
«li una assai buona fiimiglia della città di minorità del iìglioMichele 111 l' tT/Zr/aro,
Alessandria, e professando la religione cri- ed ebbe la gioì ia di estirpare interamente
sliana mentre infieriva la persecuzione di l'eresia àe'^V Iconoclasti, avendo sempre
Diocleziano, fu tratta innanzi il prefetto protetto i difensori delle sagre Immagini.
Eustrazio Procolo, il quale dopo averla Esiliata in appresso dal proprio suo fi-

inutilmente spinta a sagrificare agl'idoli, glio, e dall'empio Bardas suo zio, eutrò
comandò che in pena di sua disubbidien- in un monastero, ove mori l'anno 85?,
la fosse condotta in un bordello. Una frot- avendo dato l'esempio di tutte le viriti
la di dissoluti accorsero alla casa, riguar- nel corso degli ultimi 8 anni della sua vi-
dando questa innocente bellezza come u- ta. I greci l'annoverano fra'sauti il dir r

uà preda che non poteva fuggiredalle lo- febbraio, ed è pur nominata nel menolo-
ro mani; iria Gesù Cristo che vegliava la gio dell'imperatore Basilio^ nei IMeoei e
sua sposa fedele, mandolle uno de' suoi negli altri calendari greci,
servi perlibeiarla. Eravi fra 'crislianid'A- TEODOR.ETO (s.), prete e martire,
lessandria un giovinetto per nome Di- Era incaricatodi custodirei vasi sagri dei
dimo, pieno di zelo perla gloria di Dìo. cattolici io Antiochia, allorché Giuliano,
Acceso dal desiderio ili sottrarre la santa zio dell' imperatore di questo nome, ed
vergine da sì grande pericolo, vestissi da apostata come lui, conte o governatore
soldato ed entrò nel luogo ov' ella era. d'Oriente, per impadronirsi più facilujeu-
Teodora, vedendolo approssimarsi a lei, le de' tesori delle chiese cattoliche, pubbli-
fnggiva; ma Didimo la rassicurò dicendo- co un editto con cui bandiva tulli gli ce-
le essersi cos'i travestilo per istrapparlada clesiastici dalla città. Teodoreto, che du-
quel luogo;quindi la persuasedi cambia- rante il regno dell'imperatore Costanzo

re le proprie vesti coliesue, ed useire. lu- avea mostrato grandissiiuo zelo per la di-
formato il prefetto della fuga di Teodo- struzione degl'idoli, e edificato deilechie-
ra, fece condurre dinanzi a se Didimo, il se e degli oratorii sulle tombe tleniiuti-
<juale avendo dichiarato di essere crislia- ri, nou volle abbandouare coloro che gli
IO T EO TE O
erano stali anìdali, e coulinuù a raduna- d'Oro presso Reims, Nato nel territorio
re i fedeli per istruirli e per offrire il san- di Reims, per buona ventura s. R^emigio
to sagrifizio. Il conte Giuliano lo fece ar- si prese la cura d'istruirlo e d'informar-
restare, e lo rimproverò di avere atterra- lo alla pietà, mentre il di lui padre Mar-
lo le statue degli dei, e fabbricato delle cardo, uomo malvagio non , avrebbegli
chiese sotto regno precedente. Teodo-
il dato che tristi esempi. Avendogli i suoi
retocoiifermando il fatto, rinfacciò a Giù- genitori fatto prender moglie, egli propo-
lianod'essersi reso colpevole della più rea se alla sposa di vivere in istato verginale,
apostasia, abbandonando il culto del ve- e l'ottenne. Poscia abbracciò lo stato mo-
ro Dio. Il conte pertanto ordinò che fos- nastico, e fu superiore dell'abbazia che s.

se battuto sotto la pianta de'piedi e per- Remigio avea fondata sul monte d'Oro
cosso nel volto; poi lo fece attaccare a 4 presso Reims. Quel santo vescovo lo in-
pali, e tirargli le gambe e le braccia con nalzò al adoperò con mol-
sacerdozio, e lo

funi e carrucole, dimodoché le sue ossa lo fruito nella predicazione; laonde con-
furono tutte slogate. Giuliano fraltatito vertì molli peccatori, tra'cpiali il proprio
10 molleggiava, ma il santo marlireesor- padre,che menò dipoi vita penitente sot-
tavalo a rientrare in se stesso, e rendere to la di lui condotta. L'opinione più co-
gloria a Dio e a Gesù Cristo figlio di lui. mune si è, ch'egli morisse ili.°di luglio
Fattolo distendere sull'eculeo, comandò del 533, ed in tal giorno è nominato nel
che fossero recate delle fiaccole per bru- martirologio romano , nel Breviario di
ciargli i mentre carnefici ciò
fianchi, e i Soisspns stampato nel i 74^, e in quellodi
eseguivano caddero rovesciati per terra. Reims del 759. Le sue reliquie, che per
i

11 conte stesso restò spaventato, ma ri- la paura dei normanni invasori erano sta-
prendendo la sua indole crudele ordinò te interrate, furono scoperte nel 976, e
a'carnefici di ricominciare a tormentare sono tuttora custodite in una cassa d'ar-
il santo. Ricusandosi essi di obbedire, di- gento.
cendo che aveatio veduto degli angeli a TEODORICO (s.),vescovod'Orleans.
parlare con Teodoreto, li fece gettare in Sortì illustri natali a Chateau-Tliierri, e
mare. Finalmente, non polendo più fre- fu educato aSens nel monastero di s. Pie-
nare il suo furoi e, condannò Teodoreto tro il Vivo, di cui era abbate Rainardo
ad essere decapitato, e la sentenza fu e- suopareute.il re R.oberto 11, che couobjje
seguita nel 362. Questo santo mai tire è il suo merito e le sue virtù, lo fece veni-
nominato Teodoro o Teodorico in alcu- re alla C(jrte, l'onorò della sua confiden-
ni luoghi; ma il suo vero nome è Teodo- za, e poi lo nominò alla sede d'Orleans.
reto. Celebrasi la sua memoria il 2 3 di Ebbe de'contrari, che misero in campo
ottobre, delle calunnie per fiastoriiare la sua ele-
TFODORIADE. Provincia ecclesia- zione; ma non fu ddlìcile a Teodorico pro-
stica della diocesi d'^/z/Zoc/uVr, che l'im- vare la propria innocenza, onde fu con-
peralore Giustiniano 1 formò con alcune sagralo vescovo. Aillitlo da malattie per
sedi vescovili staccate dalla i.'' e dalla 2.' tulio il resto della sua vita, non rimase
Sìria, e da nominata Teodoriadc in
lui però mai dall'atlempiere con ogni esat-
onore di sua madre Teodora. Le venne tezza i doveri buon pastore. Vi-
lutti di
assegnata per metropoli Laodicca (J.), sitava spesso il monastero di s. Pietro il
senza pregiudizio però dt'diritli che il pa- Vivo, per intralteuervibi in fervoroso rac»
triarca d'Antiochia, del quale riparlai a coglimenlo. Avendogli in appresso Dio
Siria, avea su quella chiesa. Oricns dir. fatto conoscere 1' avvicinamento del suo
X. 2, p. 2 5, /// Lui. fine, disegnò di fare un pellegrinaggio a
TLODORIGO (s.), abbate di Monte Roma per meglio prepararsi alla morte;
TEO TEO 21
ma giunto a Tonneire, cadde malato, ed il governatore della provincia. Avendo-
ivi riioiì a'27 gennaio 1022. Fu sepolto gli giudici dato tempo per deliberare,
i

in cjiiella città, e la sua tomba, ch'era nel- ebbe il coraggio di appiccare il fuoco al
la cliiesa tli s. Michele, divenne celebre tempio di Cibele, ch'era nel mezzo della
pei miracoli che Dio operò a sua inter- città, e lo ridusse in cenere, onde convin-

cessione. Il 27 gennaio celebrasi la sua cerli della ferma sua costanza nella fede.

festa. Per il che, dopo vari supplizi, venne con-


TEODORICO Antipapa. F. Antipa- dannalo ad essere bruciato vivo, come fu
pa XXV, ed i voi. XI, p. 39, XXVIII, eseguito correndo l'anno 3o6. L'opinio-
p. 217. ne più probabile è che abbia consumato
TEODORICO, Cardinale. Nato in ilsuo martirio a' 7 di febbraio, giorno 1

Treveri e chiamato ancora Dietlrico e in cui è onorato da'greci e da'moscoviti;


Dielelmo, per l'egregie sue doti non me- ma i latini fanno la sua festa a'9 di no-

no di s[)irito che di corpo, Urbano li del vembre. I! di lui corpo, che i cristiani po-
1088 lo creò cai dinaie prete de'ss. Gio. terono tra r dalle fiamme, fu portato a Brin-
e l*aolo. Da Pasquale 11 fu destinato alla disi nel XII secolo, e vi è custodito, fuo-
legazione di Germania e Ungheria, in cui ri del capo, ch'è a Gaeta. Vi è in Roma
persuase a' principi di quelle provincie una chiesa dedicata in suo onore, già dia-
di lasciare libera l'elezione degli abbati e conia cardinalizia, la quale era in origi-
de' vescovi. Riconciliati quindi i popoli ne tempio Romolo. di

della Sassonia colla chiesa romana, fu il TEODORO d'Eraclea (s.), martire,


° promulgare decreti e soprannominato Stratclah\ cioè genera-
I di tutti a i l'a-

nalema fulminalo dal Papa contro l'im- le d'armata, perchè era generale degli e-
peratore Enrico V.Inter venne al congres- serciti di Licinio, e governatore del pae-
so (li Colonia, e indusse vescovi a sot- i se de'Mariandini, la cui capitale era E-
toscrivere le leggi emanale dalla s. Sede racleadelPonto. Risiedeva ordinariamen-
contro i simoniaci ei concubinari, ed ivi te in quella città , ed ivi gli fu mozzata
fiiù gloriosamente i suoi giorni neh i 18 la lestaper ordine di Licinio, non aven-
non molto inoltrato nell'età, ed ebbe in do voluto rinnegare la fede cristiana. Il
quella chiesa onorevole sepoltura. suo martirio avvennea'7febbraiodel3 rq,
TEODORIO, Thcodorium. Sede ve- secondo Mencie Menologi de'greci. A-
i i

scovile della provincia di Rodope, nell'e- vendo il santo martire domandalo d'es-
sarca lodi Tracia,sollo la metropoli diTra- sere deposto nella tomba de'suoi maggio-
ianopoli, eretta nell'VllI secolo, e chia- ri, venne il suo corpo portato ad Euchai-
mata pure Perhercum. e Prisdiana. Il suo ta, lungi una giornata da
Amasea metro-
vescovo Basilio VII concilio ge-
assistè al poli del Ponto. La
d'Euchaita diven- città
nerale. Oricììs chr. 1. 1 p. 209. ,
i ne sì famosa pe'miracoli da Dio operali
TEODORO (s.), martire ad' Amasea, all'urna del santo, che fu mutato il suo
soprannominato 77/'0/ze, ossia soldato no- nome in quello di Tcodoropoli, L'impe-
vello. Nacc[ue in Su'ia o in Armenia, ed ratore Giovanni soprannominalo Zi- I,

era nncor giovine, e di recente aggregato miscc, per una vittoria riportata sopra i

iieirarmala romana, quando solìrì il mar- saraceni l'anno 970, fece riedificare con
tirio. Trovava^i ad Amasea nel Ponto col- gran magnificenza la chiesa d'Euchaita,
la sua legione, poco dopo la pubblicazio- dove eransi deposte le reliquie di s. Teo-
ne degli editti di Massimiano Galerio e doro. La repubblica di Venezia professa-
Massimino contro cristiani. Il giovine
i va per esso singolare venerazione, essen-
soKlato, lungi da voler nascondere la sua do il ."protettore della chiesa di s. Mar-
I

fede, la confessò generusaiueule dinanzi co, avanti che vi fosse trasportato il cor-
22 TEO TEO
pò tlel santo evangelista. Veclesi ancora a ma stimando questi un tal peso superio-
Venezia una delle tuoniinieiitali re alle sue forze, e sapendo che vi erano
, sopra

colonne, che stanno nella piazzetta ili s. alcune turbolenze nella congregazione, fe-
Marco, la statua clis. Teodoro d'Eraclea; ce eleggere Teodoro in suo luogo. Que-
e le di lui reliquie si conservano nella chie- sti fe'ccssare lutti i molivi di discordia,

sa del ss. Salvatore, in cui furono traspor- e colle sue orazioni, discorsi ed eseuq)i ri-

tateda Costantinopoli nel 260 da Mar- i


mise per tulio l'unione e la carità. iNulia

co Dandolo, che le ebbe da Jacopo Dan- faceva mai senza consultare Orsisio, che
dolo generale delle galee della repubbli- gli serviva di assistente, e visitavano i mo-
ca veneta, il quale avealetiovate nel 25c) 1 nasteri l'un dopo l'altro. Fu fivorito del

a IVlesembria, città arcivescovile della Ro- dono de'miracoli e di quello della prole-

mania. zia. Discorrendo con s. Atanasio, gli dis-

TEODORO (s.), abbate di Tabenna. se che Giuliano A postala sarebbe morto


Nacque nell'alta Tebaide circa il 3 4> da
1
[)oco stante, e che il di lui successore a-
ragguardevoli genitori. In età di 12 an- vrebbe reso pace alla Chiesa, come ve-
la

ni circa risolvette di consagrarsi intiera- rilicossi. Predisse pure a' monaci di Ni-
mente a Dio, e passati dueaiuii presso sua ia nel 353, che sarebbe slato fra non
li

madre, donna di somma pietà, in rigo- mullo fiaccato l'orgoglio degli ariani. Do-
rosi' digiuni ed assidue orazioni per im- po avere eziandio predetta la sua mor-
plorare la sempre feilele
grazia d'essere te, cui apparecchiossi con doppio fervo-

mondo,
alla sua vocazione, segregossi dal re, chiuse i suoi giorni il 27 aprile 367,
e andò a finire la sua educazione in un in età di 53 anni. Il suo corpo fu porta-
monastero della tliocesi di Latopoli. A- to sulla cima della montagna, e seppelli-

vendo inleso parlare della vita esempla- to nel cunitero de'inonaci, ma poco di-
re di s.Pacoroio.si ritirò posciaa Taben- poi lu messo con quello di s. Pacomio. 1
nn,e si monaci col suo
distinse fra que'saiiti greci l'onorano il 1 6 maggio, e i latini il

grandissimo zelo nel rendeisi viemuiag- 28 dicembie.


giormente perfetto. Wouavea ancora 7.5 TEODORO (s.), vescovo d'Anastasio-
jinni alloichès. Pacomio lo prese per com- poli nella Galazia, detto il óVct'O^r/, dal-

pagno nella visita che faceva de'suo; mo- la città di Sicea nella Galazia, ov'era na-
nasteri, e 5 anni dopo gli comandò di ap- to. Spiegò fino dalla sua infanzia gran-
parecchiarsi a ricevete il sacerdozio. Gli de amoi e alia preghiera, e nelle ore di o-

commise poscia il governo del monaste- zio soleva o pregare o leggere libri di di-

ro di Tabenna, andò a rinchiudersi in


e vozione. Essendo ancor giovanetto, rin-
quello di Pabau. Essendo s. Pacomio ca- chiudevasiiu una cella presso sua madre,
duto malato, monaci di Tabenna obbli-
i poscia in una g.rotta ch'era sotto una cap-
garono Teodoro a promettere che avreb- pella appartata, ed in seguito si portò so-
be accettato la carica di governatore del- pra una montagna deserta, risolulodi vi-
la congregazione, nel caso che il s. abba- vere intieramente allontanato dall'uma-
te Sebbene avesse
passasse all'altra vita. no consorzio, li vescovo d'Auaslasiopoli,
acconsentito suo malgrado, e dopo lun- avendo avuto occasione di conoscere la
ga resistenza, s, Pacomio ne lo riprese se- sua santità, lo ordmò sacerdote. Teodo-
veramente,e gli tolse lasuperiorilàdi Ta- ro, poiché ebbe visitato i luoghi santi di
benna. In questa umiliazione, cui Teo- (ierusalemine ei più celebri monasteii
doro si sottomise con gioia, brillò la sua della Paiesluia, tornò nel suo paese per
virtù. Mori s. Paconnonel 348,e gli suc- I i[>rentlere la prima tnanieia di vita. Ac-
cesse i'elronio, che dopo un mese mau- cula a lui discepoli da tulle le parti, e-
» o di vita, indi fu eletto abbate s. Orsisiu; dilicò una specie di monastero vicino ad
TKO TEO ,3
un'antica cnppella dedicata a s. Giorgio, calisi a'27 del sussegueute maggiojappro-
al quale eia sommainenle divoto. In un daiouo in Marsiglia, donde passaronoad
secondo pellegrinaggio fatto aGeiusalem- Arles, e vi rimasero iusino a che Ebioino
me, oUenne per le sue preci nna pioggia prefetto del palazzo permise loro di pro-
abbondante alla Palestina, che pativa seguire il viaggio, eccettuato Adriano
che
grandiìMma siccità. Fabbricò in proces- trattenne per sospetti, tlileguati i quali "li
so di tempo un vasto monastero a Sicea, accordò poi di 1 aggiungerli. Teodoro pas-
ove informò i suoi discepoli alla pei fezio- so l'inverno a Parigi, imparando la lin-
ne. Morto Timoteo vescovodi Anastasio- gua inglese, e procuiandosi tutte le co-
poli, fu eletto a successore Teodoro, che gnizioni opportune per governare la chie-
nonanniùchecon gran pena alla sua con- sa di cui andava ad essere pastore. E" ber-
sagi azione. Governò io anni la sua dio- to re di Kent gli mandò incontro uno dfi
cesi con singolare edificazione, dopo di principali signori della sua corte che lo
che volle far la rinunzia della sede. Alleg- aspettò al porto di Quentavic nel Pon-
gerilosi da questo onoievole incarico, ri- ihieu, oggidì s. Josse sul mare. Essendo^
tornò a Sicea; ma fu tosto costretto a fa- Teodoro ammalalo, fu costretto rima-
s'\

re un viaggio a Costantinopoli, ove era nervi qualche tempo; poscia imbarcoNsi


stato mandato per dare la sua benedizio- con s. Benedetto Biscop, e prese possesso
ne alla famiglia imperiale e al senato, e della suasede
ladomenicaay maofioGSq.
guarì dalla lebbra uno dei figliuoli ilei- Cominciò dal fare la visita di tutte le
l'imperatore. Moiì nel monastero di Si- chiese della nazione inglese, in cui si fé-
cea l'anno 6 1 3, a'22 aprile, giorno in cui ce accompagnare da Adriano che avea
è nominato nel martirologio romano. eletto abbate di s. Pielro di Cantorbery.
TEODORO (s.), arcivescovo di Can- Ristabilì ovunque la purità della morale
torbery. Monaco greco, nativo di Tarso confeimò la disciplina ilella Chiesa intor-
in Cilicia, che avea studiato ad Atene, e no la celebrazionedella Pasqua, introdus-
porlava il mantello di filosofo. Dimora- se il canto gregoriano, regolò il servi"io
va in Roma, conosciuto per santità di vi- divino, corresse gli abusi, e ordinò vesco-
ta,ed accoppiava perfetta intelligenza del- vi ove credette che il richiedesse il bene
la lingua greca e latina ad unastraordi- della Chiesa. santo arcivescovo fondò
II

naria cognizione delle scienze divine ed eziandio delle scuole in diversi iuchi ed
umane. Adriano abbate di Niridano pres- una a Cantorbery, in cui spiegò la Scrit-
so ^'apoli, africano di nascita, ch'era sta- tura con Adriano, e v'insegnò variescien-
lo disegnato da Papa Vitaliano alla sede ze: io essa s'incominciò a coltivare le lin-
di Cantorbery, e che avea ottenuto col- guegreca e latina, e si formò un "ran nu-
le sue pregh.iere di essere dispensato dal- mero d'uomini celebri. Nel 673 tenne un
l'accettare c|uell'iniponente utìJzio, apat- concilio nazionale a Hereford e vi si le-
tod'indicareunaltro soggetto che ne fos- cero parecchi canoni di disciplina. Altro
se degno, e di recarsi secolui in Inghilter- ne tenne ad Helfield nel 680 , in cui si
ra per travagliare insieme alla propaga- condannarono 1' eresie degli eutichiani e
zione del regno di Gesù Cristo, propose de' monoteliti , esponendosi la dottrina
Teodoro, che avea allora 66 anni, prò- della Chiesa suH'Incaroazione. Un 3.° ne
mettendo di accompagnarlo. Il Papa lo adunò a Twiford nel paese deli otladi-
consagròa'26 marzo del 668, indilo rac- ni. Accesasi la guerra tra E"fridoredei
comandò a s. Cenedetlo Biscop, che si Irò- norlumbi i, ed Etelredo re de'mei ciani s.
vava a Roma, e volle che tornasse m Jn- Teodoio imprese di ristabilire la pace, e
ghi llerra conTeodoroe Adriano, per stf- vi 1 iuscì.ALuui anni prima della sua mor-
vir loro di guida e d'inleipieie. Imbar- tt-', ^olle riconciluirsi con s, VVilifiido thtì
24 TE O TEO
avea rimosso dalla sede di York, per non mb gli sbanditi; quindi Teodoro tornò a
aver voluto acconsentire alla divisione Saccudione, e vi radunò il suo gre£fge tli-

che Teodoro fece di essa in tre vescova- sperso. Poscia per le scorrerie de'baiba-
ti.Gli chiese perdono, gli restituì iiitie- ri accettò la proposta fattagli dall'iuipe-
ra l'arcidiocesi, e ceicò di firerpianlopo- ratrice e dal paliiarcn di stabilirsi nel mo-
le per riacquistare la di lui amicizia. Rio- naslero di Studio oSluda, ed ebbe la con-
rì nel 6qo, in età di 88 anni, dopo 22 solazione di vedervi in breve riuniti più
di episcopato. Fu sepolto nella chiesa del di mille religiosi. Da questo monasleroe-
iiionastero di s. Pietro, che prese poscia gli fu soprannominatoiS7arZ///^/.vSottol'im-
ilnoraedi s. Agostino. Celebrasi la sua fé- peratore Niceforo la chiesa di Costantino-
sta iliq settembre, giorno della sua mor- poli fu agitata da discordie, che il succes-
le. Il Penitenziale di Teodoro rese so-
s. soreMichele 1 Curojmlata procuròdi eli«

praltulto celebre il suo nome. E' questa minare, riconciliando il patriarca INicefo-
tna raccolta di canoni , che regolano il 10 con s. Platone e s. Teodoro, quali e- i

iem[)o della durala della penitenza pub- ranostati dalpredecessoreesiliati. li: inez-
J)lica,relativamentealla specie ed alla gra- zo ai successivi sconvolgimenti Teodoro
rezza de'peccati. godeva delle dolcezze del ritiro nel suo
TliODOIiO Studita (s.), abbate di monastero, e si avanzava sempre più nel-

Costanlinopoli.Naloa Costantinopoli nel la virtù. La sua pace però fu turbata da


«75q, entrò nella badia di Saccudione o una burrasca che minacciò tutta la chiesa
»»accudia. fondata presso quella città nel d'Oriente. Essendosi l'inìperalore Leone
•:8i da sua madre Teottista e vi fece ,
V IV//v«e/«o dichiarato in favore degl'/-
grandi progressi nelle virtù enellescien- eonoelasti, ordinò al patriarca JNiceforo
7e religiose. Dopo 3 anni avendo s. Pia-
1 di abolire il culto delle sante Immagini,
1one,suozio, abdicato ilgoverno diquel- e per la fermezza del patriarca nel difen-
)i(comunità, egli ne fu eletto abbate ad derlo.lo fece spogliare della sua sede nel-
luìa voce.L'imperatoreCostantino V l'an- l'S i 5,sullaquale fu posto un iconoclasta,
no appresso ripudiò Maria sua legittima pernome Teodoro Cassitero, scudiere deb
moglie per sposare Teodota, parente di l'imperatore; laonde i nemici delle santo
s. Platone e di S.Teodoro. I due servi di Immaginisi misero a mozzarle, a romper-
Dio si dichiararono pubblicamente con- Je, a bruciarle e disonorarle con ogni ma-

tro ansimile scandalo; nondimeno l'im- niera di profanazioni, S.Teodoro Studi-


peratore bramando di trar dalla sua Teo- ta procacciò di arrestare questo scandalo,
doro, gl'invio la sua nuova sposa, la qua- Egli fece prendere a'suoi monaci less.Im-
le per guadagnarlo mise tutto in opera, magini, onde le portassero elevate nelle
legali,promesse, motivi di parentela, ma loro mani alla processione della douieni-
senza nessun elfetio; ed essendosi poi re- ca delle Palme, cantando inni che face-
catn al monastero lo stesso imperatore, vanoconoscerelalorocredenzasuldogma
Teodoro non volle riceverlo, il principe combattuto dagli eretici. Avvertito l'im-
lìon seppe più rattener la sua colleia,ed j)cratore,feceproibireal santoabbate,sot-
ordinò a due ulli/inli di far battere colle lo lepene più rigorose, di rinnovare si-
verghe Teodoro e tutti i monaci del suo nule non scemò il suo zelo
fatto; uja esso

partito. L'ordine fu eseguito sull'abbate per l'onore delle sante Immagini, onde
eie monaci colla maggior fierezza, indi l'imperatore lo esiliò nella JMisia, con or-
furono n)andali in bando a Tessalonica, e dine di rinchiuderlo strettamente nel ca-
S. Platone fu rinchiuso nella badia di s.Mi- stello dii\]eso[)o presso Apollonia. Non per
chele. Calzalo Costantino V dal trono per questo si ralheddò lozelo del santo, il qua-
opera d'Irene sua n^adre, questa richia- \c non cessò d'incoraggiare i cattolici col-.
TE O TEO 25
le «ne lelfere; e perciò l'imperatore lo fe- recifavnno le preci degli agonlzzanli. La
ce cliiudere nella Ione ili Uoriilo in Na- sua festa è stata dillerita da'Iatini al gior-
tòlia, indi mandò Nicela perchè lo facesse no seguente, ei 7 anni dopo la sua morte
sterza re. Niceta si sentì preso da venerazio- ilsuo corpo fu trasportalo al monastero
ne alla vista del seivo di Dio,e fingendo di di Sluda. Le opere di s. Teodoro Studi-
eseguire egli solo la cotninissione, lo ri- la sono le seguenti. 1.° Due Testtiincìiti:
sparmiò. Teodoro e Nicola suo discepolo il una lettera, scritta intorno all'anno
i."è

ebbero la fortuna di convertire molli ico- 816, con cui chiede ai monaci di Sluda
noclasti; ma queste conversioni costino- che preghino per lui, e domanda loro per-
tioad essi più crudeli trattamenti. Fu-
i dono de'falli commessi durante il suo go-
rono entrambi sospesi in alto, ed ebbero verno; nell'allro, scritto poco prima del-
cento colpi di stallile; poi furono posti in la sua morte, dopo aver fitta la sua pro-

ima oscura e malsana prigione, ove ri- fessione di ieàQ, insiste sui doveri della vi-
masero tre anni, sofiVendo il freddo la ,
ta monastica, ec. 2." Gli Steliteutici o in-
lame e la sete, continuamente oltraggiali vettive, Antìrretici, ec. contro gl'icono-
da'Ioro guardiani. Altre crudeli battitu- clasti. 3.° Due libri di Lettere, ei23 epi-
re vennero loro date, essendosi intercet- grammi \\\ versi jambici; un elogio fune-
tata una lettera scritta da Nicola per ordi- bre di s. Platone; un discorso sull'adora-
ne di Teodoro, e dipoi furono mandali a zione della Croce; ipanegirici di s. Bar-
Smirne. Quell'arcivescovo, furioso icono- tolomeo,edi s. Giovanni evangelista;im di-
clasta, tenne Teodoro chiuso in una pri- scorso sullaS." scoperta del corpo di s. Gio-
gione sotterranea peri 8 mesi, e gli fece vanni Battista; un inno sopra la Croce.
dare cento colpi Proclamato im-
di frusta. 4.' Le grandi e piccole Catechesi, che so-
pela tore Michele Balbo, lovnb s. Teo-
Il il no l'opera principale di s. Teodoro, e so-
doro a Costantinopoli, dopo aver soller- no le istruzioni ch'egli faceva ai suoi mo-
t((per 7 anni tutti gli orrori della prigio- naci tre volte la settimana. Il Cananeo
ne; fu accolto con grande onore, e cam- inno in 8 odi Immagini, attribui-
sulle ss.

inin facendo operò molti miracoli. Anche to al nostro santo da Baronio e dall'edi-
riniperatoie Michele 11 essendosi poi di- tore della Biblioteca de'Padri, fucompo-
chiarato contro Immagini, Teodoro
le ss. sto dopo la persecuzione degl'iconoclasti;
glif ne fece deTorti lagni; ma vedendo che ma non può esserne autore s. Teodoro,
ciò tornava inutile, abbandonò la città e perchè egli morì prima che la persecuzio-
si ritrasse co'suoi discepoli nella penisola ne cessasse.
di s. Tiifone. Quivi cadde malato sul co- TEODORO Grapto (s.), confesso-
minciar di novembre deirS'ìG. Nelcjuar- re. Nacque nel paese de'moabiti da geni-
to giorno di sua malattia, ch'era una do» tori ricchi e virtuosi, i quali recaronsi a
nieiuca, si recò alla chiesa per celebrar- Gerusalemme per procurargli più facil-
li il s. Sagrifizio; ma crescendo vieppiù mente un'educazione cristiana. In età as-
il suo tnale, non potè più pai lareal popo- sai giovanile fu messo nel monaslero di
lo in modo da essere inteso, Egli dettò le s.Saba, e divenuto celebre e di esimia vir-
sue ultimeintenzioni alla presenza di mol- lù,fu ordinato prete dal patriarca di Ge-
ti vescovi e di pie persone, ch'erano ve- rusalemme. Per la persecuzione che Leo-
nute a visitarlo, e lasciò nel suo testamen- ne V VArmennnxea mosso alle sagre Im-
toesiinie lezioni pe'monaci, Chiese che gli magini, fu spedito Teodoro a questo prin-
fossero lette le preghieie della Chiesa, ri- cipe, ailine di esortarlo a non più turba-
cevelle l'estrema unzione e il s. Viatico, re la pace della Chiesa; ma esso dopo a«
e chiuse santamente i suoi giorni aglir i verlo fatto battere crudelmente, lo esiliò
de! detto mese, accerchiato daTralelli che iu un'isola alle foci del Punto Eussiuo.
26 TE O TEO
A'ella stessa guisa fu IrattaloTeofane suo Yic, Coricil. t. 5, p.i 'j'jy, nelle quali orcli-
fiiiUHu die loavea accompagnalo, egual- nòchesi esaminasse la causa di Pino tuo-
mente uìonaco Saba;
del ujonaslero di s. notelila e già palriaica di Costanlinopo-
solTiendo ambedue niollissimo la fame IÌ5ÌI quale recatosi dall'Afiica, ove crasi
ed il freddo. Morto l'imperatore neH'Ssa, ritirato, in Roma, e abiiuala l'eresia nel-
cbbero la libertà di tornare a Costanti- la basilica di s. Pietro, fu dal Papa rice-

iiopoli, dove Teodoro pubblicò alcuni vuto ai cospetto di lutto il clero alla co-
scritti per la difoa della dottrina callo- niunione della fede cattolica, di cui egli
]ic;i. Pati prigionia ed esilio ancora sotto fece la professione, facendogli perciò di-
l'iuqieralore iMicliele Balbo; ed il fi-
II \\ slribuire VEulogìe (P\ì. Inoltre Teodo-
giio di questi, Teofllo, che gli successe nel- ro 1 onorevolmente e ospitò a
lo trattò

i'82g, perseguitando gii ortodossi, Teo- spese della chiesa romana. Partilo Pirro
doro e suo fratello furono maltrattali di da Roma per l'oriente, giimto appena in
nuovo e rilegati nell'isola di Afusa. Pii- Ravenna si lasciò sedurre dall'esarca gre-
rondoni dopo 2 anni a Costantinopoli ,
co, colla speranza di rienlrai'e nella sede
l'imperatore li fece spogliare e battere al- di Costantinopoli. Perciò con riprovevo-
la sua presenza violentemente, poi resta- le fellonia tornalo nell'errore, Teodoro 1

lono alquanti d'i in prigione. Siccome ri- ardendo di santo sdegno nel concilio ro-
cusaiono tuttavia di comunicare cogl'i- mano del 648 tenuto in s. Pietro, dopo
conoclasli, l'imperatore fece incidere lo- a ver esposta alla venerabile assemblea l'e-

ro sulla fronte e sulla faccia 12 versi jam- sicrantla perfidia, de[)Ose Pirro e solen-
bici, per dichiarare il preteso reato di ca- nemeiite lo conchuinò, scrivendo la sen-
parbielà e superstizione, che loro altri- lenza ili scomunica colla penna intinta nel
buiva. Dopo questa lunga e crudele ope- Sangue di Gesù Cristo dentro un calice,

razione vennero ricondoUi in prigione cioè nel modo che rilevai nel voi. LXJi,
grondanti di sangue, e non guari dopo fu- p. 2 i 5 può vedere
e luoghi ivi citati. Si

roiio esiliati ad Apamea nella Siria, do- inoltre, Theofane nella Cluonographia
ve s. Teodoro morì de' suoi patimenti, p. 219, Aucfor hist. Misccllae lib. 18,
Esso fu soprannominato Gvapto, c\\e\n presso Muratori, Script, rer. Italie. \.i,
greco significa inarcalo o inciso, a cagio- p. i 82, dicendo che servì di gran terrore
ne dell'anzidetta iscrizione. Teofane gli a'colpevoli eagl'innocenli sì terribile con-

sopravvisse cpialche tempo, e ristabilito danna mai piaticata nella chiesa latina.
neir84 2 il culto dellesagie Immagini, tu Nel medesimo concilio condannò pari-
eletto ve scovo di Kicea; esso è nominalo menti il suddetto patriarca Paolo, alle cui
ton suo fratello nel martirologio roma- sommosse l'imperatore Costante li pub-
110. greci onorano s. Teodoro il 27 di-
I blicòl'editto riprovevole denominato Ti-
tembie, e s. Teofane l'i ottobre. Que- 1 j)0 (f .), col pretesto di conciliar la pace
sl'u'ilimo fu chiamato il Poe/^?, a cagio- tra'cattoiicie i mo-
monolelili. Quanto al

ne degl'inni sagri che avea composto. do della memorabilesoscrizionedellacon-


TEODOPiO l, PapaLXXV. Greco di daimadi Pirro,fu discusso anche dal Mon-
nazione, nato in Gerusalemme, figlio tli delli, già ricordato a Ectesi, per la sua
Teodoro vescovo, fu eletto Papa a'24uo- Decade di eecl. ^/.Mcr/.^disserl. 7.": So-
\embre 642. Con somma diligenza prò- pra la deposizione e la scomunica di Pir-

curò d'estinguere V Kclcsi il ,). empio e- ro monol eli la, falla e sottoscritta dal Pon-
dillo o libro dell'imperatore Eraclio in lelìce Teodoro I. Egli ripoita la questio-

favore dell'eresia (.W Mouoteliti{^r .); che iieele diverse circostanze riferite da mol-
perciò scrisse a Paolo patriarca di Costali- ti sci illori sulla sottoscrizione che credo-
linopoli lellerc sinodali, riportale daLub- no falla col divin Sangue, de'^uali ne ri-
T EO TE O 17
nioihiS'ie le tehlimoiiiaiize per remlerln la verità del fitto anco nel Remino, ne-
più ciedibile e oiiligiir l'onuie die pres- g:uulolo il Miiiubourg, e censuiaudulo il
so molli desiò l'operalo die si <illi llxiisce l'(Me.>!i. Coiielude Mondelli,clie Teodo-
al Pci[)a. l'eilanlo lipoita i simili ante- ro I di naturale benigno e docile, non pra-
riori e posteriori esempi; più cpieili usali ticò mai rito così strano, solo avendo co-
da'litii^auli nel giurare torcaiiclo la ss. Eu- si limato la chiesa romana ili porre bensì
caristia, gli slraordiiiai i usi in cui fu es- sulla mensa ilegli altari le carte di sco-
sa ado[ierata per preservativo e per estin- ìniin!ca,cmììtt [nalicaroiio i legati tli s.Leo-
guere gl'incendi. Anxial riferire di Mar- ne Incontro Michele Ceriilario, ovvero
lene, s. Basilio si fece seppellire con par- contenenti cose di gran rilievo; ma non
Cenedelto la collocò sul pet-
te di e>sa,es. giammai si vide praticalo il costume di
to del cadavere d'un suo giovane mona- scomunicargli eretici col Sangue del Si-
co nella lumulazioue. Osserva Mondelli, gnore; perciò sostiene col [). Kassini do-
clie vcraijieiite non fu il corjio del Signo- menicano. De siiif^ularibus Eucliaristiae
re posto su'delti morti in sepoltura, ma usilius apitd ve teres graecos, noti dover-
eulogie con pane ìiciiedcttoj usi tulli e- si prestarfede al singolare raccontodiTeo-
scgiiili con santa intenzione, e con puro fané, negando pure la condanna di Fo-
V retto (ine, ma poi riconosciuti abusi fu- zio patriarca di Costanliuopoli collo sles-
loiio vietali da' concilii. Esaminata dal so rito, riportala da Nicela solo de nudi'
RIondelli tutta la cpieslionecheprincipal- to, che pretende adoperato da Adria-
si

iiienle posa sull'asserzione del greco Teo- no II o da'vescovi che lo coiidauiiai Olio.
fane autore del racconto, olire Paolo Dia- 11Papa rifabbricò, consagrò e ornò ric-
toiìo e lo scrittore del Libello Si/iodieo camente la chiesa e cimiterio di s. Valen-
che lo seguirono; con critica rigetta la so- tino nella via l'^laininia presso Ponte Mol-
scrizione falla col prezioso Ge- Sangue di le, fabbricata già da s. Giulio I, [)recisa-
sii Cristo, che di sua natura sarebbe abu- mente nel luogo che poi divenne vigna
so del divin Sagrainento, e si oppone al- degli agostiniani, nella quale scavandosi
la sua divina istituzione. Ferciò non la nel 1693 per erigere unedifiziOjSi trova-
crede praticata da Teodoro l,e sebbene rono manifesti indizi di ([ueli'aiilico tem-
Teofane fu martire glorioso degl'icono- pio, veduti e registrali dal |). Agostino Lu-
clasti, avverte che fiori cpiasi un secolo e bin, Abbatiar. Ital. p. 346. l'el narrato
mezzo dopo, e che sulle sue tavole cro- ne'vol. X,
2 35, XI,p. 2 52, Xlll,p. 4q,
p. I

nologiche vi furono fatte aggiunte e no- secondo alcuni Teodoro edillcò la chie- l

te, piene di notabilissimi errori. In falli sa e il cimiterio di s. Valentino; secondo


l'Anastasio Libliolecario,che fu tradut- altri il 2.° costruito da
s. Teodora (se pu-

tore fedele di Teofane, nella vita di Teo- re non deve Teodoro I), preesisteva
ilire

doro 1 pubblicala prima del 74 '> osser- a s. Giulio che l'abbellì e fu imitato da
I

va alto silenzio sulla infusione del San- altri predecessori. Dalla via Nomentana,

gue consagrato nel calamaro per la sot- uv'erano sepolti, trasportò nella chiesa di
toscrizione. Di questo tremeudoallo nul- s.Stefano protomartire al monte Celio i
la Papa s. Martino I successore im-
disse corpi de'ss. i^rimo e Feliciano martiri. E-
mediato di Teodoro 1, quando nel se- ressedue oralorii, l'uno in s, Giovanni in
guente 649 celebrò il concilio contro mo- i Lalevano (di cui ri()arlai a Palazzo apo-
notelili, ove espose minutamente la con- stolico LATERAìVENSE,oveopcrò altre cose
dotta di Pirro, i suoi erroii, l'abiura, la e compiendo quello di s. Venanzio) e del-
ricaduta, la condanna e deposizione, sen- lo pure basilica in onore di s. Sebastia-
za ailallo accennare la sottoscrizione: ra- no, l'altro fuori di Porla s. Paolo e dedi-

gioni luttechepersuadonoadubilai'c dcl- calo a s. Euplio o Euplo diacono e mar-


4 -

oS TEO TE O
tire, del quale nel oinrtiiologio si fa men- e canonici della basilica Bianchini e Dat-
zione a' 12 agdsto, ili[)oi rinnovato d'A- teili arcivescovo d' Amasia, che meglio
driano I nt'l 772, come rilevai nel voi. d'ogni altro le aveano illustrale. Ora un
iX.ll, p. 20(). Fu ivi die s. Paolo andan- altro rispettabile prelato, un altro degno
do al mailirioeinconliando IMautilla no- canonico della medesima basilica, mg.
Lile romana, le domandò il suo velo del Francesco Liverani, a recarle uii tributo
capo, per bendarsi gli ocelli nella decapita- di amore, di dottrina e di erudizione, volle

zione cui andava a soggiacere,e ne riparlai con sagace critica discutere tutto quanto
nel vol.LXX.p.S I o.lNolai nel vol.L,p.2 1 l'argomento, e l'esaurì così pienamente e
che molti nltribuirononel P<^/^/7V7/(7//o a con tanta logica, ordine, e copia di pro-
Teodoro I ranticliissimooraloriodis. Sil- ve e di documenti, che di sì venerande
vestro o santuario di Saiicta iSancto-
] reliquie evidente ne risulta 1' identità e
rnni,o\e si celebravano le pontificie fun- la genuinità, colla pia tradizione aposto-
zioni, vicino al quale soigeva la detta ba- lica e immemorabile, sebbene la pietà de'
silica di s. Sebastiano, cliiainato eziandio fedeli non ne avesse fuai dubitato, che
Basilica di Tvodoi-oj indi nel voi. LXI I, dimostrò certa, incrollabile, sicura, per le

p. 60, con ]Marangoni di^si improbabile concordi e numerose testimonianze da lui

che l'avesse consagrato, ed anzi a p. 8e diligentemente raccolte. Ciò anche fece


di detto voi. ripetei con altri che errò per convincere e confondere la critica in-
l'anciioli neir assolutamente affermare, docile e invereconda di quegli empi mi-
che Teodoro 1 edificò l'oratorio di San- scredenti, che al nome di reliquie oltra-

età Sancloriinì. cotanti gridano all'ignoranza, alla super-


Teodoro I fu grande raccoglitore di stizione, spargendo il dubbio, la perples-
reliquie per la prof<)nda venerazione che sità, la diUidenza. La sua opera dcilica-
avea per esse, bell'articolo Chiesa di s. ta al cardinal Mario Mattei vescovo di

JMaria Maggiore, insigne basilica patriar- Porto e s. Rufliua, arciprete della basi-
cale di Uoraa, ed in tutti numerosi ar- i lica Vaticana, prefetto della segnatura e
ticoli che la liguardaiio, ed assai huigo sotto-decano del sagro collegio, già cano-
riuscirebbe il ricordarli, narrai che fra' nico di detta basilica, è intitolata Del :

suoi titoli ha quello dis. Maria del Pre- notile di s. Maria ad Praesepe che la
sepio fin dal V 1 1 secolo, dopoché nel pon- basilica Liberiana porta, e delle reli-
tificato di Teodoro I vi furono trasferi- quie della Natività ed Infanzia del Sal-
te da Gerusalemme le pietre del s. Pre- vatore che conserva, Conwientario, Ro-
sepio (/ .),i legni che formarono la man. ma i854Lungi dal tentarne l'analisi, pre-
gialoia o la s. culla di Gesù Cristo in Bet- cipuamente dopo averlo fatto sapiente-
lemme (di cui riparlai a Gerusalemme mente la celebre Civiltà cattolica nella
a Palestina), allorché appena nato vi 2. ""serie, 1. o, p. 204, non che dottamen-
ed 1

fu deposto, le s. Fascie(T\), pannicelli, i te il eh. mg.' Francesco Fabi Montani

il fieno, in cui furono ravvolte o riposa- canonico della sfessa patriarcale, nel 1. 1 3,

rono le sue divine membra, perciò il tut- p. 2Ti7 della 2." serie degli Annali del-
to santificato dal suo sagro contatto, e me- le scienze ì'eligiose :\\.\n^\ dall'osarne en-

morie inestimabili; dappoiché servirono comi, ficendorivereuleecoal giustanien-


alla Natività del Re della gloria, e ci ri- te tlichiarato dall'una e dall'altro, mae-
cordano nei Dio bambino uno ile'miste- stri in fitto di giudicare ogni lucubrazio-
I i i piìi profondi e soavi di nostra avven- ne, pel siugolar pregio e importanza del
turosa redenzione. Inoltre nel i ."articolo Cormnenfario, unendomi seco loro nel
ricordai gli scrittori che trattarono di tan- l'ammirare il laborioso e studioso lavo-
to preziose reliquie, massime de'prelali ro, oltre alcune relative nozioni, appena
T E O T E O 29
ijtii nccennerò la provenienza e la qua- sodi tanfo sagri tesori, quali sono lesup-
lità delle ss. Relicjuie, che foriuiino il prin- pelleltili, le tavole del l'resepio e Culla
cijjal ornamenlo della piiniaiia, sontuo- dell'infanzia di Gesù Cristo, giustamen-
sa e leggiadra chiesa edificala alla s*. Ver- te fu denominala s. Maria ad Piuiese-
gine, e le danno nome e gloria per lulta pr, pel memoralo altare eziandio consa*
che ne
la cristianità, e pel lustro ar)cora grato sotto tale invocazione. Queste insi-
deriva al pontificato di Teodoro I. Desse gni reliquie santificate dal divino Infan-
si compongono delle gloriose meniorie te, furono morendo mandale a Roma da
della Natività e Infanzia del Salvatore, s. Sofionio patriarca di Gerusalemme e
e consistono. Nelle reliquie del s. Prese- di esse teneramente di volo, quasi in ere-
pio, cioè degli scogii tolti dalla caverna o dità alla chiesa romana d'occidente e nuo-
grotta, della Jìiangiafoia di Betlemme, va Gerusalemme, per mezzo di Stefano
e del /ìc?io della medesima, esistenti in vescovo di Dora, che fu più volle nella
una cassa di piombo nella sontuosa cap- metropoli del cristianesimo, onde pone
pella del s. Presepio, appositamente eret- in salvo que' sagri depositi che la chiesa
ta dal magnifico i^/.y/o / (/^.), sotto l'al- di Gerusalemme a vea conservali con tan-
tare papale, sopra del quale pure si ve- ta cura e riverenza. Il patriarca l'inviò
nera Sagramento sovrastato dal me-
il ss. alla s. Sede, per invocare a un tempo il

raviglioso Tabernacolo (f.). Nelle reli- suo materno aiuto ai mali estremi che pa-
quie delle schcggie di tavole e degli sco- tiva la chiesa Gerosolimitana, per 1*
op-
gli del s. Presepio, del fieno, f\t panni- pressione che la cristianità d'oriente sof-
lini, e delle fascie del Redentore, che Be- fi iva dal furore de' barbari saraceni, e
nedetto XI V racchiuse (con altre reli- straziala dalle violenze degli eretici /«o-
quie) nell'urna di porfido deHallfo e prin- notelili, incaricando il vescovo tli Dora
cipale altare pontificio, le quali da s. Pa- di esporre a Teodoro I i deplorabili mali
squale I dell'yiy, fìjise il piìi insigne be- in che giaceva, ed i gravi pericoli cui era
nefattore della basilica, erano slate in due ulteriormente esposta. Teodoro I versoil
urnelte di marmo collocate sotto la con* 644 t'icevè le ss. R.eliquiecon somma di-
fessione. Nelle reliquie della s. Culla, va- vozione e depose nella basilica Libe-
le

le a dire in 6 grandi tavole di rozxo abe- riana; e dal racconto del vescovo Stefano
te, una delle quali con antica greca iscri- ne lesto penetrato e paternamente com-
zione votiva o Uìonumentale, delle fa- mosso. Laonde con quelle disposizioni che
scie, de pannilini ruvidi e rozzi dell'in- meglio potè prendere, rimandò in orieu-
fanzia di Gesù Cristo in cui fu involto, e leiNescovo Stefano rivestito della digni-
del f/e?ìo del s. Presepio, il lutto riposto tà di suo vicario apostolico della Palesti-
in grande urna e ne'simili vasetti d'ar- na, perchè avesse cura delTalìtlilta chiesa
gento d'elegante lavoro, fatta dalla ge- diGerusalemmesua lerra natale. Non es-

nerosa pietà della duchessa Pigncitlelli sendo questo propriamenle il luogo pei'
veduva Villa Hermosa (di che riparlai a trattore di vasto argomento, anco per-
s"»

Teste pe'busli da essa donali per quel-


ss. chè quanto vado dicendo l'ho aggiunto
le de'ss. i*ietro e Paolo), e custodita nel- sugli stamponi, tuttavia preso d'ammi-
la cappella del ss. Crocefisso. Oltre a ciò, razione pel dotto e saggio lavoro di mg.'
ricurdò l'umetta di bronzo duralo, ove Liverani, non senza pena debbo limitar-
conservasi un paiuiolino largo forse 5 di- mi a questo fugacissimo cenno, e solamen-
la e lungo 7 d'un tessuto assai grossola- te qui Io inserisco per aumento di gloria
no, recente dono del Papa Pio IX a cui a Teodoro I, dal quale la basilica Libe-
l'onVi la chiesa di Ragusi. Per possedere riana con gratitudine riconosce le cele-
dunque la basilica Liberiana il cotu^Ies- brale ss. Relic^uie. Il prelato si mostrò e-
3o TE O r E o
i;iTgio seguace de' due souirui scrilloii tutti all'abile, ma in ispecial maniera co'
Ijallelli e aveano il-
Bianchini the già le poverelli. In alcuni martirologi si trova
lustrate, facendolo però egli viemmeglio registrato col titolo di santo, ma nel ro-
con una serie di documenti, anche inedi- mano non dà tale onore, per man-
gli si
ti,chiarendo il da loio esposto, e confu- canza de'necessari documenti. Vedasi Be-
tando trionfalmente le obbiezioni mosse nedetto XIV in Epist. ad Joau. J rc-
dal duttissìmo mg/ Gaetano Marini sid gem Lusit. praemissa Martyrol. Roma-
tempo della trasIazione,e provando il per- no, § 48. La s. Se(\e vacò un mese e ?,?.
petuo possesso della basilica Liberiana. giorni.
Rlg. Liverani lodò il Batlelli come più TEODORO II, PapaCXVlll. Roma-
temperato e cauto, dandogli il vanto d'a- no e figlio di Fozio, fu eletto Pontefice
vere ragionevolmente scritto sopra s'i ar- a' 12 febbraio 8g8. R^estitui a'primi or-
ti uè materie, nei la i?/'et'/.? e/7 (77VV7^i'*o,pid)- dini quelli che per {'Ordinazione (T- di
•)

blicala dal cau.Noce con prefazione e co- Papa Formoso (J^.) erano slati violen-
«ollarii, ne' (piali però gli fece dire cose temente deposti da Stefano l'f/(f-\),g\\
ch'eia meglio tacere. Notò che il Bianchi- quale contro il degno For-
atti crudeli del
ni, trapassò i limili del vero nella sua dis- moso, giustamente riprovò e annullò, co-
sertazione, De sacrorum
translatioiie me si legge in Sigeberto, Chronico adan.
Cunabulorum a e PraesepisD. N. J. C, Cfo3, inter Script, rer. Gennanicaruniy
sebbene gran filologo erudito, di vasta e Pistorii 1. 1, p. 80 5. Fatto pescare nel Te-
severa crilica, eminentemente benemeri- vere il corpo di Formoso, con grandi o-
to dell' ecclesiastiche discipline. Di più uorificenze lo restituì nella basilica Va-
mg.'" Li\ crani rimarcò non essere vero- ticana ov' era stato tumulalo Governò
sinuli le testimonianze del De A ngelis,sto- 20 giorni con lode, poiché fu amato dal
lico della basilica Liberiana, seguilo da clerOjCurò laconservazione della pace ne-
alili riputali scrittori, che l'edilìcatore di gl'infelici suoi tempi, ed inoltre fu casto,
essa Papa s. Liberio, morto nel 36^, vi e libera le co'bisognosi,allermaudolo anco-
collocò le reliquie del s. Presepio e della ra Flodoardo, Z>ePo;i^ /io///., presso Mu-
s. Culla del Salvatore, mentre chiara- ratori, Script, rer. Italici.. 3, par. 7.,p.
niente apparisce dalle testimonianze del 3ig. Morì a'3 marzo dell'898, e fu se-
dottore s. Girolamo, che le reliquie ÓA polto in s. Pietro. Vacò la romana Stt\z
s. Presepio e dell' Infanzia del Salvatore 8 giorni.
eiano a suo tem[)o custodite presso la TEODORO Antipapa. T'. Antipapa
chiesa di Betlemme, ov'egli per tanti an- VII e V 1 1 1, non che Conone Papa e s.Ser-
ni le conteniplò (ei si portò dopo il Byy, Gio I Papa.
\i ritornò nel 385 circa, ed ivi morì nel TEODORO, Cardinale. Italiano e
420), e perchè non ne fosse separalo nep- prete cardinale, fiorì nel pontificalo di s.

pure dopo morto, il suo corpo fu traspor- Agatone del 678, che lo spedì legalo in
talo dall'oriente e tumulato vicino al s. Costantinopoli insieme co'cardinali Gior-
Presepio nella basilica Liberiana. Final- gio prete e Giovanni diacono, aflinchè in
mente mg. Liverani"^

distinse bene i pan- suo nome presiedesse al concilio ivi cele-


mimi dell'Infanzia, da quelli del s. Sepol- brato. Siccome veisatissimo nelle mate-
cro de! Redentore, e ciuamati Sindone e rie ecclesiaslicheemoslrandogrande im-
Sudario (J .). In una ordinazione nel pegno e divozione alias. Sede, il l*apa che
dicembre Teodoro creò 46 vescovi, 2 I i voleva giovarsi di lui, lo chiamò dall'In-
preti e 4 diaconi. Governò 6 anni. 5 mesi ghilterra prima d'affidargli la della mis-
e 18 gioiiii. i\]()iì a'i3 maggio del 649, sione;imperocché predecessori lo avea- i

e fu sepolto nel Valicano, Era egli con no spedilo in quell'isola per promuove
TE O T r. O 3 r

re e dilal.ire la divina gloria e la salale rogatorie, e congratulossi con essi della


deiriiiiiiue.Compita la legazione, lornò fortuna che aveano di soffrire per Gesìi
il) Roma nel 683, dove distribuì a larga Crislo, esortandoli a confessare coraggio-
mano fia'poveri i doni preziosi cheavea samente la fede, e pregandoli di ricordar-
licevuti liair inipeiatore Coslanlino III. si di(juando fossero dinanzi a Dio. Le
lei

Non si sa di cerio 1' anno di sua morte, guardie nerciò l'arrestarono e la coikUh-
die rUghelli pensa avvenuta nel 7 6, ma 1 sero al governatore, il (piale feccia disten-

non è sicuro. Non si deve confondere con dere sopra il cavalletto, ove i carneUci,
Teodoro mandato dal vescovo di
l'altro dopo averle laceralo le coste con unghie
Ravenna al medesimo concilio di Costan- di ferro, le tagliarono le mammelle. In-

tinopoli. trepida la santa sostenne questa barba-


TEODORO, Cardinale. Dell'ordine la tortura senza uìeltere un lamento. Il
de'pieti e del titolo di s. Lorenzo, inter- governatore vedendo che non moriva,
venne al concilio romano celebralo da s. malgrado tulli tormenti che le avea fat-i

Zaccaria nel 743 o nel 74^^- to soirrire,ordinòche fosse gettata in ma-


TEODORO, Cardinale. Vedi il voi. re. Il Teodosia avvenne il
martirio di s.

XLVm, p. 91. 2 aprile del 3o8, essendo ella in età di 18


TEODOKOPOLl , Theodoropolis. anni. E' nominala ue'caleudari delaliui,
Sitàe vescovile della provincia ecclesiasti- de gieci e de' russi.
ca d'Europa, nell'esarcato di Tracia, e- TEODOSI.^. Sede vescovile dell'Egit-
re'la nelI'VIll secolo sollo la metropoli to nel patriarcato d'.Alessandiia, che do-
d'Eraclea. Era l'antica Euchaita {J ), po la rovina della città fu trasferita in Ta-
situata presso Costantinopoli, che l'ini pe- ha-il-Atuudein, che tlivenne residenza di
ralore Giovanni Zimisce cliiamò Teodo- un vescovo copto, con chiesa di tale ri-

ropoli, a motivo del cor[)o di s. Teodo- to. Situata nel medio Egitlo nella pro-

ro Slralélale (e non Tirone, come col p. vincia di ]Miiiicli, è posta so[)ra un cana-
Le Quien dissi a Euchaita) martire che le derivalo dal Nilo, e vi si osservano con-
ivi riposa. Ebbe per vescovi, Gregorio che siderabili rovine di Teodosia.
>oltoscrisse nel \ 1 1 concilio generale; G io^ TEODOSIA. Sede vescovile già capi-
vanni che fu a quello di Fozio; Nicolò
I tale dellaCrimea e città maiiilima nel-
vescovo d'Eucbania {ìm^^eiocclit Euchai- la Tartaria (f''.) di Russia in Eiuopa,

ta fu confusa con Eiichania,eA a me pare governo tli Tauride e di Siiuferopoli, si-


»he quesli sieno gli stessi vescovi che ri- tuata in una baia del mar Nero, chiama-
portai ad EucHANiA col p. Le Quien, onde ta pure Stambul, Refa e Gaffa (P'^.), g'à

iveri vesco\i di Teodoropoli sono quelli floridissima colonia della lepuliblica di


di Euchaita) e sincello, sottoscrisse il de- Genova {P .). Nel voi. XLVI, p. 1 1, dissi

creto sinodale di Michele Cerulario, con- che nel i 3 i 8 Giovanni XXII vi eres^e la
dannatoda s. Leone IX ; Giovanni 11 fìo- sede vescovile (la quale divenula titolo
lito sotto Alessio Comueno, eloquente arcivescovile in partibus, oltre benedet-
scrittore. Oricns clirA. i
, p. i84- to XIV. l'ebbe pure il cardinal Scipione
TLODOSIA (s.), veigine e martire. Boi ghese, come notai nel vol.XLI,p. 37), i

Era della città di Tuo nella Fenicia, fu eolie Pio \ I voleva ripristinare in Odes-
allevata nella religione cristiana, e fece sa ( f.).G\o\a\MÙ XXIIatlribiù ;d vesco-
volo di sei-bare la verginità. Trova ndo^i vo ampia giurisdizione ecclesi.islica la ,

a Cesarea l'anno 3o8, si avvicinò ad alcu- quale si estendeva dalla Rulgaria al Vol-
ni confessori che stavano incatenati rini- ga, e dalla Russia al mar Nero. Neh 852
petto al palazzo del goveinalore Uiba- rin;peialoie di Russia Nicolò approvò I

no per aspellare il mociieiUo dcUinler- il piogeno d'una strada feirala da iMu-


37. T E O TEO
scaa Teodosla;ma siccome il porto gran- teri'a e per mare pietre e altri roateria-

de e frequentato di Teo<losia, situato al- li, si estesero in lungo e in largo; dierono


Io sbocco del mare d'Azof nel mar Nero, alle case maggior elevazione, e più spa-
èassai sicuro e non agghiacciasi mai, tut- zio occuparono che non era stalo loro
to il commercio dell'i nlerno della Piussia concesso. Né di ciò paghi, per aver corno-
dovrehbeprenderequella via,ecerlamen- do di fabbricar case e in più numero e
te Odessa dovrebbe risentirne gran dau- maggiori in grandezza, sotto colore che
nojperloslanciocheinfallibilmente pren- l'affluenza delle mercanzie li necessitava
derebbe Teotlosia. Teodosia denomina- ad aprir più magazzini, dierono al fosso
la corrottamente anche i^eO(^/o «V/, ebbe e alla trincera più largo giro, e vi getta-
un tempo una prosperità favolosa, e pri- rono tali fondamenti che ben promette-
ma che Caterina 11 la conquistasse alla vano qualche cosa di grande. Così ge- i

lUissia vi si contavano oltre 4o,ooo ca- novesi con piccole ma frequenti aggiun-
se: Ralfa oCalfa, che ora ne fa le veci, non le ampliarono e fortificarono la città la
Ila che più di 4ooo abitanti. Situata so- modo che gli abitanti potessero nioltipli-
pra lì lato orientale della penisola, non carsi senza timore d'alcuno e con fasto,
lungi dal Bosfuro Cimmerio, cui pose in La colonia genovese propagò nelle mon-
lempi di prosperità il suo nome, fu colla lagne la piantagione delle viti, insegnò
Crimea conquistata nel 1287 da'lartari a depurar meglio la soda, apr\ nuove
del Kipciak. NelisGi avendo genpvesi i sorgenti di tralUco e ampliò le antiche;
ottenuto dall'imperatore diCostantiiiopo- onde i nazionali prodotti crebbero in va-
li Michele Paieologo, l'esenzione di pe- lore , e la popolazione ch'era di circa
daggio e dogane per lutti i bro possedi- 3oo,ooo abitanti in tutta la penisola giun-

menli nella Grecia, e acquistata la libe- se a passare il milione. Lo stesso merca-


ra navigazione del mar Nero, pensarono to di Crim divenne al modo de' tartari
anche a tirarne il maggior vantaggio pos- una bella e fiorente città, emula dell'ita-

da un princi[)e tartaro compia-


sibile, e liane per la solidità delle fabbriche e la
rono l'antica Teodosia o Caffa. Allettati copia de'marmi che l'ornavano, tantoché
igenovesi dalla posizione, dal suo promon- la Gazarla fu chiamata col tempo Cr//7ie<7.

Iorio, da'due golfi a ponente e levante, in I genovesi,! 35o miglia lungi dalla patria,
questo essendovi il porto, si compiacque- trovarono in Calfa un porto nazionale da
ro the la città sorgeva al principio dei cui trassero sommi vantaggi, ove aspet-
niontt, e le case in pendio quasi a semi- lavano il fine dell'aspra stagione e vi an-
circolo; ed all' opposto dorso del monte nodavano le loro relazioni commerciali e
giaceva il Vecchio Crim, vasto mercato politiche, con maturità e sicurezza. Die-
ove i conquistatori tartari aveano depo- dero a Caffi» propri magistrati , statuti ,

sta la preda. Fra tante successioni di bar- stemma, monete proprie; vi aprirono una
bari, tutti inesperti nel navigare, Calfa libreria per dill'ondere l'amore delle let-

antichissima colonia de'greci, avea per- tere e ingentilire i costumi, ed altresì vi


(lutoil suo splendore: il fausto nome di fondarono una missione per insegnare ai
Teodosia erale divenuto straniero. Non feroci abitanti della penisola una religio-
cerchio di mura, non pubblici edifizi, ma ne di giustizia e di pace e tale ne fu il ,

poche case di pescatori lungo il porto e successoche meritòil ripristinamento del


innumerevoli rovine a'due lati. nuovi 1 seggio vescovile. Imperocché Comman-
pachoni cavarono subito un fosso e su ville, parlando di Calfa o Teodosia, la re-
quello alzarono un parapetto, e qui vi a- gistra tra le sedi vescovili della Scizia del
bitarono sciiz' altra difesa, ludi accorta- ChersonesoTaurico, divenuto arcivesco-
xneule e a poco a poco trasportando per vaio onorario nel secolo XII, di rito gre-
TEO TEO 33
co; die Io fu pine degli armeni, e die la «malici, ch'ebbero per altro capo Giaco-
cattedrale de'Iatinì era dedicata a s. Pie- mo, da cui derivarono Giarubiti, qua- i i

tro. La colooia di CaiFa de'geiiovesi, pel li si mostrarono contrari ai dogmi a lo-


suo rapido incremento, nel 1289 potè ro tempo nel /^5i confessali dal concilio
mandare in Soria 3 galere e soccorrere di Calcedonia. Qoanto a Teodosio ereti-
Tripoli assediatoda'mammalucchi; ever- co, egli dice che fu l'imperatrice Teodo-
sola metà del secolo XIV cinse Calìa d'al- ra che lo collocò nella sede d'Alessandria,
te mura ia calcina per ciu-a di Zoaglì e onde pe'luinulli suscitatisi contro suoi i

Giusti suoi consoli. Indi nel 1 383 crebbe errori,abbandonala la sede nel 535 si re-
d'ogni intorno sobborghi, e il doge Leo-
i cò a Costantinopoli accolto con grande
,

nardo ÌNIontalclo la provvide d'una 2. "cin- onore da Teodura. Quindi coraechè ere-
ta che lutti racchiuse. Fu allora che tur- i tico Sevcriano divenne contrario degli
,

chi presero a chiamarla Krini-Stamhul Agnoedeùe Gaianiti (P\), non volle sot-
o Cos/aìitinopoli della Crimea. Alle pos- toscrivere il concilio di Calcedonia, ad on-
gran colonia, genovesi in
sessioni della i ta delle preghiere di Teodora, e fu man-
vari tempi molte altre ne aggiunsero per dato in esilio nel 536, per opera di Pe-
conquista, compra o trattali. In esse, co- lagio apocrisario della s. Sede. I teodo-
me in Gaffa, stemmi e iscrizioni ricorda- siani furono anche denominati giacobiti,
no dominazione genovese, ricordano
la ed egizi.
la loro possanza e floridezza in Crimea. TEODOSIO {s.),il Cenobiarca. Nac-
Per loro approdavano a CafBi le navi di que l'anno ^23 in una piccola città di
Pera e di Costantinopoli colle manifattu- Cappadocia detta Magariasse e poi Cla-
re del ponente, e i legni della Tana col- rissa. Crebbe alla pietà coll'esempio de'

legemmeegliaromati del levante: lebar- virtuosi suoi genitori, ed ordmato letto-


che del Dniester co' grani di Polonia, e re in età ancor giovanile, ne esercitò l'uf-
quelle che varcavano ilDnieper col fer- fìzio con moka edificazione. Inteso alla
ro, la canape e le pellicce di Russia; oltre perfezione evangelica, si decise di consa-
i prodotti e grani della Tarlarla europea.
i grarsi a Dio in un modo più perfetto. Ile-

TEODOSIANA, Tlieodosiana. Sede cossi quindi a Gerusalemme, e dopo aver


vescovile dell'isola di Cipro nella diocesi visitato luoghi santi
i si pose sotto la ,

d'Antiochia, sotto la metropoli di Sala- condotta d' un santo monaco per nome
mina o Costanza, chiamata pure Tcodo- Longino, che vivea solitario in un canto
siopoli. Il vescovo Solerò sottoscrisse il della torre di Davidde, ed era decantato
concilio di Calcedonia. Oriens elir. t. 2, per consumata esoerienza nelle vie della
p. 1075. Una pia dama chiamata Sce-
perfezione.
TEODOSIANI. Eretici del secolo 1 V, lia, che avea fibbricato una chiesa in o-

i quali seguendo la falsa dottrina di Teo- nore della B, Vergine sulla strada di Bet-
doro e di Galano vescovi di Alessandria, lemme, fece istanza a Longino perchè le
per cui furono anche delti Gaianid (f^.), dasse Teodosio a governarla. Obbedì que-
approvarono gli errori di Eoliche e di sto all'espresso comando del suo superio-
Dioscoro, perciò rigettarono le decisioni re,sebbene contro la propria volontà; ma
del concilio di Calcedonia, ed asserirono poco appresso rmunziò alla direzione di
in Gesù Cristo una sola nalura corrotta, quella chiesa, per ritirarsi in una spelon-
secondo i teodosìaui , ed incorrotta se- ca posta in una deserta montagna poco
condo i gaianiti. Avverte l'annalista P^i- lontana. Colà si diede alla pratica delle

naldi che Teodosio co' suoi seguaci non più grandi austerità,cibaodosi di pochi le-
sideve confondeie con l'altro vescovo di gumi ed erbe selvatiche, e vegliando le in-
Alessandria Teodosio e suoi fautori sci- tere nolti nella preghiera. La santità del-
VOL. LXXIV.
34 TE O TE O
la sua vita gli allirò inlorno pnroccliifi per- a tenersi fermi nella dottrina stabilita da*
sone desiilerose di nietteisi al servigio di 4 primi concilii generali. L' imperatore
Dio benché dappiima non
nel ritiro, e lo mandò in bando, ma essendo morto
volle riceverne che 607, poi la sua cari- poco dopo, la pace fu restituita alla Chie-
tà lo indusse a non rifiutare nessuno in sa, eTeodosio ritornò dall' esilio. Visse
cui scorgesse buone disposizioni. Ingios- ancorai lanni, e ad onla della decrepita
salo quindi il novero de' suoi discepoli, sua età nulla iscemò dalle sue austerità;
anche per la fama de'suoi miracoli, ùh- finalmente passò alla beata eternità l'an-
bricò presso Betlemme un vasto mona- no 52q. Pietro patriarca di (Gerusalem-
stero, cui aggiunse infermerie pe'solita- me assistette a'suoi funerali cogli abitan-
rii, e fabbriche per alloggiare i forestie- ti di tutta quella contrada, e molti mi-
ri ; vi furono inoltre nel recinto del mo- racoli furono da Dio operali durante que-
nastero 4 secondo le varie nazio-
chiese, sta ceremonia. Il corpo del santo fu se-
Teodosio diresse quella
ni de' solilarii, polto nella sua prima cellella della la Ca-
svariata moltitudine con un ordine am- K-erna r/e'i)/i7g^7,pei'chècredevasi colà che
mirabile, e destinato alforazioue pubbli- imagi vi si fossero riparati quando si re-
ca una porzione considerabile del giorno carono ad adorare Gesù Cristo. In tulli
e della noUe, ordinò a' suoi discepoli di i calendari greci e latini la festa di s. Teo-
dedicarsi a qualche utile mestiere, per dosio è segnala agli \ i di gennaio.
preservarli da' mali che crdinariameule TEODOSIO, Cardinale. D' incerto
cagiona l'oziosità fia'monaci, e per pro- titolo, fu al sinodo romano tenuto da Ste-
cacciare il bisognevolealla comunità. Teo- fmio IV nel 769.
dosio era legttlo con stretta amicizia a s, TEODOSiOPOLI , Theodosiopolis.
Saba, ed animati entrambi dallo stes- Sede arci vescovi le dell' Armenia, ossià£r-
so zelo conccM lavano insieme i mezzi piii zerum (V.) nell'Asia, e dichiarala vesco-
eflicaci di dilatare la gloria di Dio, ed ch- vile sotto primate armeno di Costanti-
il

inerò tutti e due ad essere perseguitati per nopoli, nel dal Papa Pio X, al mo-
I 85o I

la difesa della dottrina della Chiesa. Sal- do narralo a Patriarcato Armeijo. Erze-
lustio patriarca di Gerusalemme nomi- luin, Erzerwniejì, ebbe a vescovo a'3o
nò Saba superiore di tulli gli eremiti, e aprile i85o mg.' Giuseppe Hagi: secondo
Teodosio superiore di tutti i cenobiti del- le Nolìzic di Roma, ora la sede è vacan-
la Palestina, per cui si ebbe il nome di te.Siccome di verse sedi nell'antichità por-
Ce/zoZ^^V/z-CY/. L'i mperatoreAnastasio, pro- tarono il nome di Teodosiopoli,qu\ le in-
tettore degli eutichiani, pubblicò un e- dicherò,11 Terzi, Siria sacra, p. 38, ri- i

dilto, che (ordinava a tulli i siri di obbe- ferisceche Erzerum, o Erzeron ossia E-
dire all'intruso patriarca Severo, e di ab- sdron,per l'imperaloreTeodosio 1 fu chia-
bracciare la sua comunione; ma Teodo- mala Ti'odosiopolij avvertendo che sba-
sio e Saba ricusarono anche di aderirvi, gliò Procopio nel descriverlaappartenen-
a rischio d'incontrare lo sdegno dell'im l e alla provincia Osroena, e così altri Ira-
peratoie. Teodosio anziché lasciarsi se- sportandola nella Fenicia , delusi dalla
durre dalle lusinghe di esso, gli scrisse COI» congruenza del nome Krice. Erzerum o
zelo apostolico una lellcra, nella quale Teodosiopoli, frontiera dell'impero olio-
confutava colle più sode ragioni tulle le mano alle rive dell' Eufiale, circondata
sottigliezze degli eutichiani, e [ìroleslava da monti e difesa da munilissimo castel-
chesarebbe pronto a soffrire la morte pri- lo, dice che di sua aulichilà non conser-
ma di tradire la verità. Dipoi, quanlnn- va che gli avanzi d' un magnifico ponte
que nella grave età di 94 anni, si portò costruito dall'imperatore Teodosio I,stl>
per tutta la Palesliua ad esortale i fedeli bene altri l'attribuiscono al red'Aimcuiu
-

T E O TE O 35
Tiiidate. Avendo egli fatlostudiose ricer- nia, e Ciriaco che fu al concilio di Costan-
che, e consultalo altresì i nazionali arme- tinopoli sotto Menna. Inoltre ne'registri
ni, aggiungeche la popolazionea suo tem- concistoriali, Teodosiopoli, Tlieodosiopo-
po si componeva di i 2,000 cristiani e in- litaiì, è un titolo arcivescovile in parti-
fedeli, i primi assistiti dal proprio arcive- bus dell'Armenia minore, sotto del qua
scovo d'ordinario esidente nel vicino bor-
1 le è il simile titolo vescovile di Mauri-
go di Ciban. Fra suoi pastori ricordò Gio- castro, che conferisce la s. Sede. Leggo
vanni intervenuto al conciliod'Antiochia, nella sua ultima proposizione concistoria-
celebrato con Iba di Edessa sotto il pa- le, che per morie di Antonino Merciaj de-
triarca Donno, come si ha dagli alti del putato apostolico nelliìMesopotamia e Ar-

concilio di Calcedonia. A cpiell'epoca ub- menia minore, il Papa Pio IX nel conci
bidivano i vescovi sulfraganei di Oslrus, sloro de'27 settembre lò'ji l'attribuì a
Mazimene, Mauricaslro, s. Maura, Axie- ojg."^ Giovanni Neuschel già vescovo di

re,Charosen e Politiina, tulle città d'Ar- Parma, chiesa spontaneamente da lui ri-

menia, le cui notizie sono confuse per la nunziala,eperciògIisostitm in quella l'o-

corruzione de'nomi. Ecco le altre sedi o- dierno che nominai nel voi. LXIV, p.
moniiue. Teodosiojìolio Aprosff .)y poi 208.
a rei vescovato onora rio. T'for/oi-i'o/jo// del- TEODOTA (s.), martire. Venne ac-
la r.'Cappadocia nell'esarcato di Ponto, cusata di non volere aver parte alla ce~
solto la metropoli di Cesarea, eretta nel V remonia del sagrifizio, cui il prefetto A-
secolo. Tcodosìopo li neWn provincia d'O- grippa in occasione di una festa di Apol-
sroena, del patriarcato d'Antiochia, suf- lo avea ordinato che si unisse tutta la cit-

fraganea d'Edessa, eretta nel V secolo e tà di Filippi o Filippopoli nella Tracia.


nel XII divenne arcivescovato onorario: Condotta perciò innanzi al magistrato,
qualche notizia di geografi sagri ialini gli comechè avea prima menata vita impu-
dà de' suffraganei che non si conosco- dica, confe-isò i suoi passati disordmi, e
no. 2\'ocìosiopoli nella provincia di Ci- dichiarò insieme che per nessun niodo a-
pro, solto la metropoli di iVicosia. Teodo- vrebbe messo il colmo ad essi bruttandosi
sìopoli d'Egitto nella provincia d'Arca- con un sngrilego sagrificio. Il suo esem-
dia, istituita nel IX secolo e sulTraganea pio ravvivòilcoraggioa ySo cristiani, che
d'Oxirinco. Teodo'n'opoli come la prece- ricusarono parimenti di obbedire al pre-
dente nel patriarcato d'Alessandria, del- fetto. Ella fu messa in una prigione ove
la i.'Tebaide, sotto la metropoli d'Anli- slette 20 giorni, che spese tutti ad ora-
noe, eretta nel IX secolo. Tcodosiopoli re. Presentata di nuovo al giudice, altro
dell'antica Armenia, sotto la metropoli di non rispose, se non che avea avuto la dis-
Sebaste, nella diocesi di Ponto e sulla de- grazia d'essere stata una donna di mal af-
stra dell'Eufrate. Ebbe a vescovi, Pietro fare, ma che era divenuta cristiana, ben-
che nel 428 fu al concilio di Costantino- ché non si meritasse di portare questo

poli,Manassea quello di Calcedonia, Pie- sagro nome; e mai avjebbe abbando-


lio fu uno de'vescovi severiani ch'ebbe- nalo il vero Dio per sagrificare a statue
ro nel 533 una conferenza co'cattolici a insensate. Agrippa la fece crudelmente
Costanljiiopoli sottoGiustiniano I.O//e«y sferzare, poi stendere sul cavalletto e stra-
chr. 1.
1, p. 427» '' quale a p. 800 trat- ziare con pettini di ferro; ma essa prega-
ta di Tcodosiopoli della Frigia Pacazia- va si accrescessero i tormenti, onde po-
na sotto la metropoli di Laodicea, regi- tesse trovar misericordia ed ottenere piij

strando per vescovi, Tommaso che nssi- gloriosa corona. Finalmente Agrippa, do-
stèal concilio diCostantinupoli contro Eu- po averle fatto strappare tulli denti, i la

liche nel 44^, e poi a quello di C.dcedo- condauuù ad essere lapidala, locchè fu e-
36 TEO TEO
seguito fuori della cillà l'anno 3i8. La pò fosse bruciato, perchè i crisliani non
sua festa è segnata il 2C) settembre. gli dussero sepoltura; ma
rogo sul qua- il

TEODOTO (s.), miulire. Della città le fu posto parve circondato da una luce

d'Ancira, capitale della Galazia, era ara- sì che nessuno osò accoslarvisi per
viva,
mogliato ed esercitava la professione di appiccare il fuoco, il che avendo inleso il

oste. Siccome era stalo allevato nelle mas- governatore, comandò che la testa ed il
sime della soda pietà per opera d' una busto del martire fosseroguardati in quel
santa verj^ine di nome Tecusa, egli avea luogo da'soldati. Frontone, pretedi Ma-
sommo disprezzo per tutti i beni del mon- lo, cui Teodoto avea promesso delle re-

do: il digiuno, l'orazione, l'elemosina e- liquie, recandosi ad Ancira per prender-


ranoisuoi piùcaii esercizi. Non solamen- le, giunto in qnel luogo, la sua asina, che

te aiutava i poveri ne* loro bisogni, ma avea caricala di vino d'una vigna da es-
colle sue esortazioni ritrasse molti pecca- so lavorata, venne a cadere perla stan-
tori dai loro traviamenti. Dio l'onorò an- chezza appunto presso al rogo. Le guar-
che del dono de' miracoli, e leggesi ne' die lo invitarono a fermarsi con esse, e
suoi A Iti, che guarì molti malati pregan- cenando insieme diede loro a bere del suo
do per essi o toccandoli colle mani. Egli vino, ed apprese quanto era accaduto. Co-
non isbigotl"] per la persecuzione accesa gliendo quindi il momento in cui le guar-
da Diocleziano nel 3o3, e mentre infie- die si addormentarono, prese il corpo e
riva in Ancira, assisteva i confessori pri- la testa del martire, e coricolli sul dosso
gioiìieri, seppelliva i corpi de'martiri, e della sua bestia, che lasciala andar sola,
somministrava il pane ed il vino per il s. tornò da se borgo di Malo, dove fu poi
al

sagrilìzio. La sua taverna divenne Tasilo fabbricata una chiesa intitolala del nome
de'cristiaoi, e la sua casa un luogo di o- di s. Teodoto. Celebrasi la sua festa, con
razione, (love trovavano assistenza i ma- quella delle 7 vergini sunnomiuate,il gior-
lati e ospizio sicuro i forestieri. Il gover- no 8 njaggio.
1

natore Teolteno avendo fitto annegare TEODOZIANI. Eretici settatori di

y vergini cristiane, cliiamate Tecusa, A- Teodoto o Teodete di Bisanzio, sopran-


lessandra, Claudia, Eufiasia, Matrona, nominalo il Conciatore dì pelli o CoriU'
Giulilla e Fania, Teodoto aiutato da al- rio o Cuoiaio, o Calzolaio, a motivo di
tri feileli, riuscì prodigiosamente a trar- sua professione, eretico che formossi un
le dallo stagno in cui erano state gettate partito sul finir del li secolo. Durante la

con glosse pietre attaccale al collo, e le persecuzione de cristiani sotto l'imperato-


seppellì nella chiesa de'Palriarchi. Cono- re M. Aurelio, Teodolo arrestato come
sciutosi il giorno appresso, che i corpi del- molti altri, non ebbe il
per salvar la vita

le 7 vcrginieranosloli involati, molti cri- coraggio d'essere martire, e negò Gesù


stiani furono posti alla tortura, fra'cpiali Cristo per sottrarsi dalla morie. Ricoper-
un certo l'olici ono, che rivelò come Teo- to d'ignominia da quell'istante, credette
doto avea involato fpie'corpi, accennan* di sfuggire la vergogna ritirandosi a Ro-
do il luogo ov'erano stati sepolti; laon- ma, ma ben tosto riconosciuto e de-
vi fu
de il governaloreoidinò sul fatto che fos- testato da'crisliani romani, come lo era
sero disotteriati e bruciati. Teodolo, in- slato ila que' di sua patria. Per palliare
forinatodel tradimento, si presentò fran- il suo delitto d' apostasia, ed iscemare
camente governatole, e sostenne con
al l'empietà del suo fililo osò dire, che se-
invitta costanza più orribili tormenti,
i condo il Vangelo,alterandone il senso, sa-
che furonoripetuli 5 giorni appresso. Fi- rà accordalo il perdono a colui che ha be-
tiaimcnie il governatore lo condannò a stemmiato contro il Figlio dell' uomo;
perdere la testa, e ordinò che il suo cor- egli altresì ardì di aggiungere, che avea
TEO TEO 37
l'inegato un uomo e non un Dio, che Gè- tino, onde furono confusi gli errori e i so-
sùCristononavea nient'altiotlissopia de- gni de'valentiiiiaui conque'de'ieodoziaui.
gli altriuomini, fuorché una nascita mi- TEODULO (s.), martue. Fedi Mar-
racolosa, più abbondanti doni della gra- tiri (ss.) DI Creta.
zia e pili perfette virtù. Negando h sua TEODULO e GIULIANO (ss.), mar-
divinità, ammetteva ch'era nato da una tiri. SolFiirono a Cesarea nella Palesti-
Vergine per opera dello Spirilo santo. E- na, l'anno 809. Era ili.°un venerabile
gli era peggiore degli ariani, i quali te- vecchio con mollifigliuoli, il quale tene-

nevano bensì Gesù Cristo per una crea- va onoievole posto nella casa del gover-
tura ma che però era stalo innanzi al
, natore Firuiiliano, ed era uuiversahnen-
mondo. Fu condannatoe scomunicato da te stimalo pel suo merito. Egli desidera-
Papa s. Vittore I delig4. VeisoiI mede- va di conseguire la palma del martirio,
simo tempo certo Arlemo o Arlemone e sludiavasi di accendere io altri questa
spargendo per Roma una simile erronea raedesiuia brama, recandosi nelle prigio-
dottrina, trovò de'seguaci che si chiama- ni a confortare i confessori. Firmiliauo,
rono Artcmoniani ( / .). Egli diceva, che conosciuta la di lui condotta, lo riprese
Gesù Cristo non avea comincialo a rice- con oltraggiosi rimproveri, ed ordinò che
vere che all'epoca di sua na-
la divinila fosse subito crocefisso. Teodulo udì con
scita; ma per divinila
intendeva solameu- gioia la sentenza, slimandosi avventuro-
te alcune qualità divine, e secondo la sua la sua vita collo stesso ge-
so di terminare
riprovevoleopinione Gesù Cristo non po- nere di morte del suo divino maestro.
teva esser chiamato Dio, se non in senso Giulianoera diCappadocia,da poco tem-
improprio. E' ddllcile però il determina- po arrivato nella Palestina, e benché non
re precisamente in che la dottrina di que- fosse che catecumeno, fedeli lo stima- i

sti due concordava o contraddice-


eretici vano assai per le sue rare virtù. Avendo
vasi, poiché gli antichi non ne parlarono inteso nelfenlrare in Cesarea, che molti
con suflicieule chiarezza. Solo è probabi- erano stati martirizzali, corse al
cristiani
le che poco numerosi discepoli o parti-
i luogo del supplizio, geltossi sui loro cor-
giani de'due eretici si unissero e in segui- pi, e li baciò con sommo rispetto. I sol-
to formassero una setta sola, la quale tut- dati perciò lo presero e condussero al go-
tavia non fu molto numerosa né durò , vernatore Firmiliano, il quale senza in-
lungamente, mentre i cristiani si moltipli- terrogarlo lo condannò al fuoco. Lieto di
carono all' infinilo anche in mezzo alle S(j(frire per Gesù Cristo, Giuliano diede

persecuzioni. I teodoziani quindi furono a vedere sino all'estremo sospiro una tran-
confusi cogli artemoniani, e si rimprove- quillità ed un coraggio che ricolmarono

rò loro i medesinji errori. Molti altri er- di stupore e di contusione gii slessi car-
rori si attribuiscono a Teodoto, ma con- nefici. Questi due martiri sono nominati
viene avvertire che vi fu il suo discepo- nel martirologio romano il 17 febbraio.
loTeodoto o Teodete, detto il Trapezi- TEOFA^E(s.), abbate. Figlio d'Isac-
tao Banchiere dalla professione che eser- co governatore delie isole dell'Arcipela-
citava,ed autore della setta \\& Melcliisc go, il quale morendo nominò suo tutore
dechiani (f'-J, quali pretendevano che
i l'imperatore Costantino IV Copronimo.
Gesù Cristo, di cui negavano la divinità, Un servo fedele gl'inspirò di buon'ora sen-
fosse inferiore a Melchisedech sacerdote timenti di solida pietà, e d'orrore per ogni
dell'Altissimo. Anche questoTeodoto, co- dottrina riprovata dalla chiesa cattolica.
me pure Artemone, fu scomunicato da Prese moglie, ma scambievolmente iin-
s. Vittore I. Vi fu pure altro Teodoto e- pegnaronsi di vivere in perpetua conti-
letico /^'a/e/t(m/a/i(? e discepolo di Valeu« ueuza. Non guari dopo ella abbandonò il
38 TE O TE O
secolo, abbracciando lo slato monastico, fa cliiesa romana contro gli attentali di
e Teofane fondò due monasteri nella Mi- Epifanio vescovo di Costantinopoli. Indi
éia, prendendo il governo d'uno di essi, sottoscrisse nel 553 il giudicalo di Papa
nel quale visse tiilto inleso agli esercizi Vigilio nella stessa città.
della penitenza e dell'orazione. Intervea "tEOFANIO, Cardinale. Arcidiaco-
ne al 2." concilio di Nicea nel ove no della chiesa romana, sottoscrisse con
, 787
parlò con forza e dignità sul culto delle l'apaVigilio nel concilio romano alla con-
ss. Iraraagini, e fu ammirato da'Padri per li.'ssione di fede, ed appose la sua firma
la sua semplicità e modestia. Tornato poi a' 12 maggio 553 al giudicalo pubblica-
alsuo_monaslero,ripresecou maggiore fer- to da detto Papa in Costantinopoli.
vore suoi esercizi; non depose mai il ci-
i TEOFAINIO, Cardinale.?vele del ti-

bilo; una stuoia gli serv'i sempre di letto, tolo de'ss. Quattro Coronati, intervenne
e una pietra di origliere; poco pnue bi- ;d sinodo romano lenulo da s. Zaccaria
gio ed acqua era il suo nutrimento. Al- nel 743 o nel 745.
l'età di 55 anni si molto la
afllevolì di TEOFILANTROPI. Setlarii insorti
sua salute, e sofferse con ammirabile pa- nello scorcio del secoloXVIII,sottoi qua-
zienza acutissimi dolori di pietra e d'una li si nascosero non meno perniciosi set-
i

colica nervosa. Giunto all'impero Leone tarii Muratori (P.)^ e se ne fa autore Re-
V ì'y^frme no, vinno\h nell'S i4 la persecu- veillere Lepaux, ben conosciuto pel suo
zione contro la cbiesa cattolica, e pro- odio al cristianesimo e pel suo stolto fa-
scrisse il culto delle ss. Immagini. Questo natismo di pretendere stabilire sulla ter-
principe tentò di trarre alsuo parlilo Teo- ra questa nuova Setta,co\ titolo di Teo-
fane, comecbè tenuto in grandissimo con- filantropi, che consisteva in non amare
to dagli ortodossi; perciò nulla tralasciò né Dio, né gli uomini. Propriamente il

per guadagnarlo. iMa esso non si lasciò vocabolo Teofilantropia^ formalo dalle
abbacinare alle promesse, né intimidire voci greche Dio, amico e uomo, nel Di-
alle minacele impeialore; il quale,
dell' zionario enciclopedico di Bazzarini side-
visti andare a vuoto tutti suoi sforzi, or- i finisce:Speciedi religione puramente mo-
dinò di chiudere Teofane in un camerot- rale, clie si è voluta stabilire non sono
to, ove rimase per due anni, privo di lui- multi anni, e che consiste nell'amare Dio
te le cose necessarie alla vita, mentre la e gli uomini, senza alcun cullo esterno.
suasaluteogni dì peggiorava. Si ebbe an- INlentre teofilantropi stabilitisi in Fran-
i

che la barbarie di caricarlo di 3oo colpi cia verso ili 796 predicavano l'amore di
di frusto. Finalmente fu tratto dal came- Dio e degli uomini, facevano professione
rotto neirSiS, per mandarlo in bando di seguire la religione naturale. Divenu-
nell'isola di Samotracia, dove moiì 17 to Ileveillere membro del direttorio fran-
giorni dopo esservi giunto, ai 1 2 di mar- cese, fu uno de'piìi accaniti nemici della
zo.Molte guarigioni miracolose si opera- Sovranità de'rontani Pontefici e della
rono in virtù delle sue reliquie. Celebra- s. Sede (T,), ed a sua islignzione la re-

si lasua festa nel giorno in cui accadde [ìubblica di Francia non solamente oc-
la sua moi te. cupò di forza lo stato papale, ma nel 1798
TEOFANE, Cardinale. Diacono e le- detronizzò Pio VI, e lo prese prigione e
galo di Papa s. Agapito I al concilio di condusse a Valenza, ove gloriosamente
Costantinopoli, insieme col cardinal Pe- uioiì fra g'i stenti. Reveillere non conten-
lagio, combattè valorosamente contro i to,pretendeva che fosse rilegato iu Siu-
novatori,difcndendo le definizioni de'pri- (legna, onde vi rimanesse in pieno oblio
mi 4 concilii ecumenici contro di essi e- equasi sepolto in una tomba, qualora non
nianatCjC sostenne con vigore le p;irlidcl- fosse restato vittima de'disugi della uavi-^
T EO T ED 59
gazione. 1 leofilautropi, sella più mora- scritti gliempi dogmi di IMarcione e di
le cl»e religiosa, fecero rapitlamenle nii- Ermogene. Abbiamo ancora in intiero i

tuerosi proseliti, e oltennero successiva- tre libri ad Autolieo, quali contengono i

molle chiese in Pa-


tiieiitepe'loro esercizi un'apologia della religionecristiana. Era
rigi, e di là stesero loro rami in altie i Autolieo un uomo celebre pel suo sape-
Provincie. A'4 ottobre 8oi il governo con- I re ed eloquenza, ma zelantissimo per l'i-

solare pose fine all'esistenza de'teofilan- dolatria; e il santo vescovo imprese di di-
tropij proibendo a'membri di quest'asso- singannarlo, e convincerlo de'suoi erro-
ciazione tli riunirsi negli edifizi naziona- ri. S'ignora quale ne sia stato l'esito, ma
li, e rifiutando persino la permissione ne- è presumibile che Autolieo abbia lascia-
cessaria per congregarsi in un luogo pri- toli paganesimo,anche perchè soddisfat-
vato ciie volevano prendere a fìtto. to del .°libro,domaudò delle nuove istru-
I

TEOFILATO, Cardinale. Interven- zioni. Il santo vescovo Teofilo morì cir-


ne al concilio romano nel 769 celebrato ca l'anno i90,ed è annoverato fra'pili dot-
in Luterano da Stefano IV, essendo in- ti padri del secolo II. Eusebio e s. Giro-

certo il suo titolo. lamo fumo grandi encomi a'suoi scritti,


TEOFILATO, Cardinale, Prete del e lì loilano per l'eleganza dello stile, per
litolodi s. Grisogono, fu al concilio diR(j- la varietà dell'erudizione, e per lo spirilo
ma Giovanni XII.
julimalo nel qGjj- da di pietà, ch'è insieme pieno di calore e di
TEOFILATO, Cardinale. Del tito- La sua festa si celebra il 6 di-
sagf^ezza.
lo presbiterale de' ss. Quattro Coronali, cembre, ed è nominato nel martirologio
fu al sinodo romano tenuto da Giovan- romano ili 3 ottobre.
ni XII nel 964. TEOFILO (s.), vescovo di Cesarea in
TEOFILATO, Cardinale. Vescovo Palesliii a. Puesede'grandi servigi allaChie-
di Pulestrina, si trovò presente nel 964 al sa nella questione de' Quarto decirnani
Giovanni XII in Ro-
concilio celebralo da (f'^.), ed aiutò assai Papa s. Vittore l a
ma, ed a'6 novembre 960 ancora gover- stabilire l'uniformità della celebrazione
nava la sua chiesa. della Pasqua. Radunò un concilio per e-
TEOFILO (s.), vescovo di Antiochia. saminare questa questione a Cesai ea. Pe-
Nato da genitori idolatri, ed allevato nel rò gli alti che si fanno passare per quelli
paganesimo, versò nello studio delle let- del concilio di Cesarea, dopo il ven.Deda,
tere e delle scienze, e divenne espertissi- non hanno prove baslevoli della loro au-
mo nella conoscenza de'dogmi dell'anti- tenticità. Egli compose una lettera sino-
ca filosofia. L'imparzialità colla quale e- dale, altamente stimata da s. Girolamo,
saminava la natura delle cose, gli fece nella quale combalte quelli che a modo
scoprire il difetto della religione ch'egli de'giudei ficevano la Pasqua ai i4di mar-
professava, la trovò assurda e ridicola. zo. Tra le altre co'^e diceva in essa, che
Leggendo profeti egli èva ngehsti, am-
i l'uso di celebrare la risurrezione di Ge-
mirò le verità sublimi da essi insegnale. sti Cristo in domenica era di tradizione

La dottrina della risurrezione gli fu di 0- apostolica. IMoiì verso la fiine del II se-
stacolo per qualche tempo; ma finalmen- colo, e il martirologio romano, che lo no-
te si convinse della verità di questo dog- mina il 5 di marzo, dice ch'egli si rese il-

ma, ed abbracciò il cristianesimo. Colla lustre per la sua saggezza e per l'integri-
santità della sua vita meritò poi d'essere tà della vita,

collocato sulla sede di Antiochia dopo E- TEOFILO, Cardinale. Nel concilio


ros, morto nel 168. Mostrò grandissimo romano di s. Paolo I del 761, si sotto-
zelo per l' estirpazione dei vizi, e per la scrisse umile prete di s. romana chiesa del
difesa delia fede, confutando con solidi titolo di s. Sabina.
,

4o T E O TEO
TEOFREDO(.s.),volgnimenles.C/irtf- ce. Aggiunge, che questa scienza non pub
fir. abbale iiel\ eiai,n»ai lire. ISalo in O- sendjrare indifTeiente se nona quelli, che
raiige, suo padre Le ufi edo, govenialoie non vogliono ne Dio, né Religione [F.).
«lei paese, eclucollij con cura particolaie, Sì chiama Teologo (T^.)'\\ professore di
ed egli si moslrò ìnctiuato^gli esercizi di sagra teologia. Tutti sanno con quanta de-
pielà,epienodi disprezzo pel mondo. Era licata cautela si devono trattare le divine

nipotecilEuiio, i.° abbale diCarmeri nel cose, poiché la teologia è quella scienza che
Velai, e ogni volta che udiva parlare del- ragiona de'sublimi attributi della Divini-
le sue virtù, sentivasi animato dal desi- tà (1 .), che Ila Dio per oggetto e la Ri-
derio di caintDinare sulle sue Iraccie. Ot- velazione (T .), cioè le verità rivelate da
tenuto il consenso del padre, entrò nel lui. Se la teologia o discorso di Dio, trat-
monastero di Carnieri, ove dopo le pro- ta in generale della Divinità, e delle co-
ve ordinarie fece la professione, e conser- se divine per quanto si possa giungere a
vò dipoi sempre il fervore che avea fatto conoscerle colla scorta del lume natura-
conosiere durante il suo noviziato. Subi- le; in qiiestosenso dicesi pure teologia dei
to dopo gli fu cocuaiessa la cura degli af- Gentili (J .). Aristotile la considera co-
fari esterni; e venuto a morie Eudo, do- me una parte della filosofia, che si occu-
mandò il nipote per successore, la quale pa di trattare di Dio e di alcuni de'suoi
scelta fu applaudila da tutta la comunità. attributi, sotto il nome di teologia natu-

La sua condotta giustificò l'alia idea con- rale, come fanno ancheoggi tulli tratta- i

cepitasi della sua virtù, giacché fu il pa- tisti di filosofia speculativa. Pagani (P^.) 1

dre e il uiodello dc'suoi religiosi. Essen- nel medesimo senso davano a'Ioro poeti
do entrati i saraceni nel Velai, volle che il nome di teologi, perché riguardavauo li

i religiosi andassero a nascondersi in una siccome più illuminati del volgo, sulla na-
foresta vicina, ed egli solo, disposto ad o- tura della Divinità, e sui misteri della reli-
gni evento, si fermò nella sua chiesa, do- gione.Gli antichi idolatri aveaiio 3 sorte di
ve entrali i nemici, crudelmente lo per- teologia. I .°La Mitologia ofavola, che fio-
cossero, e lasciaronlo mezzo morto. 11 gior- riva fra i poeti e che aggiravasi principal-
no appresso, celebrando i saraceni una mente sulla teogonia, o generazione ege-
gran festa della loro sella, Teofredo rac- nealogia degliDei.2.° LaPolitica, abbrac-
colse tulle le sue fòrze, e spinto da santo ciata specialmente da'principi, da'magi-
zelo andò a ri()renderli della loro empie- slrati, da'sacerdoli e da'popoli, siccome la
tà; per la qual cu^a i barbari lo ferirono scienza più utile e più necessaria jier la
moi talmente, ed avrebbero incendialo il sicurezza, per la quiete e per la [lubblica
monastero, se una burrasca che .soprav- prosperità. 3.° La Fisica, coltivata da'filo-
venne non li avesse dispersi. Il santo mo- sofì, siccome scienza più conveniente al-
li alcuni giorni dopo, cioè 19 otlobie il la natura e alla ragione; essa non ammet-
del ^28, e fu poscia onoralo come mar- teva che un solo Dio supremo, e de'Z>e-
tire della verità e della carità, venendo >nojtii(J .J
e genii, siccome mediatori fra
in tal giorno nominato nel martirologio Dio egli uomini. 11 sommo teologo de'no-
benedettino. stri tempi, p. Giovanni Perroue gesuita,
TEOLOGALE PREBENDA. r.TEo. professore di sagra teologia nel collegio
lOGO. romano e ora rettore del medesimo , le

TEOLOGIA, Tlicologia. Scienza di cui dottissime e profonde Praeleetiones


Dioi^V .jedellecose divine, inconseguen- Theologicae meritarono tante edizioni
za la più necessaria di tulle le cognizio- e traduzioni (e ne resero ragione gli An-
ni, come la definisce il Bergier nel Di- nali delle scienze religiose, a nella 2. "'se-

zionario enciclopedico della teologia lle anche del Compendi wn redac tue àùU
TE O TEO 4i
Io «lesso autore, Roma i S^^; il simile fe- ca o morale tratta delle co<;e che ap[)ar-
cero altre simili opere tli rivisle lellera- tengono alla regola de'costumi, come le
encomi), ecco la nozio-
rie co'ilovuli alti leggi, i peccati, i sagramenti, ec. (di que-
ne che dà della teologia. » Thcologia , sta debbono particolarmente profittare i

quiiCy si vocis etyinoii spcctes , est Stvmo sacerdoti per rendersi utili al loro mini-
de Dco, modo latiori, modi sfrictiori si- stero e alle diocesi, facendone uno studio
gnificatioìie usurpatur. Tiicologiac cium fundato. Imperocché la teologia morale
nomine ea peculiari ter divinac scicntiae ha per fine la sana e retta ragione illu-
pars comprelienditur , quae agii de Deo, minata, assistita, guidata dalla rivelazio-
dccpie iis, quae Dco in1iaerent,cujusmo- ne, da'Padri, dalle leggi, giudizi e auto-
di sunt Dei proprictatcs seu attrilnita rità della Chiesa). La teologia polemica
tum absoluta tum relativa, Ampliori ac- e scientifica tratta delle cose disputale o
ccptione designatur practerea quidcpiid controverse: e^id è speculativa o /nora'
ad Deuf/i tamquam causam rcjcrturyseu le, secondochè le cose di cui tratta appar-
opera comprchendit omnia, quae extra tengono alla teoria o alla pratica. La teo-
Deum sunt, quanquam ah ipso originem logia positiva è quella che verte sulla s.

trahant, atquc instrumenta, quibus Deus Scrittura, sulla tradizione, sui concililo si-

ad aliquid e/Jìcictidum ulitur". Inoilre nodi, sui Padri, sui decreti de'Papi, sui
Perione pubblicò in Roma nel 84^,
il p. i filli storici con uno stile meno dilluso e
Historiae Theologiae cura Philosophia meno s(jggetto alle regoledella dialettica
comparalae Synopsis. Il comune de'ieo- e dell'argomentazione. Chiamasi posili'
logi dicono die la paiola Teologia *\ev\' va perchè suppone principii della fede i

va dal greco Teos e logos, e significa di- senza provarli, e perchè la s. Scrittiua ,
scorso o considerazione di Dio. Così in la tradizione, iconcilii, ec. sono di dirit-
questo senso letterale, essi affermano, la to positivo. La teologiascolastica è quel-
teologia non è che un discorso o una con- la che tratta quelle stesse cose di cui trat-
siderazione di Dio. In un senso più esle- ta la positiva; ma con uno siile più con-
so, essi dichiarano, la teologia è una scien- ciso o più esalto, più sottile e più vinco-
za che dà la cognizione di Dio e delle co- Iato alle regole della dialettica e dell'ar-
se divine. La teologia presa in questo sen- gomentazione. Chiamasi scolastica peichè
si divide: i.° in naturale e
so, da'teologi è usata nellescuolee nelle accademie. Es-
soprannaturale. La teologia naturale o sa deve la sua origine tia'greci a s. Gio-
ìnetafì,.sica è la cognizione che noi abbia- va nni Damasceno,\\ quale vivea nelI'VIII
mo diDiope'suoielFelti e lumi del- pe'soli secolo, i suoi progressi tra'Iatini a Pietro
la ragione. La teologia soprannaturale Lombardo vescovo di Parigi, che visse
è la cognizione che abbiamo di Dio e del- nel XII, e la sua perfezione all'angelico
le cose divine per mezzo della rivelazio- s, Tommaso d'Aquino, il quale fiorì nel
ne. 2.° La teologia soprannaturale per XI 11. Essa punto non dilFri isce dalla teo-
rapporto a'viandanli,cioè agli uomini che logia positiva quanto all'essenza, perchè
sono sulla terra, si divide da'teologi in teo- ragiona sul medesimo soggetto, ma sola-
logia speculativa,pratica o morale,pole- mente quanto metodo. Invano gli ere-
al
mica, positiva, scolastica e mistica j (|ui n •
tici si scatenarono contro la teologiasco-

di danno le seguenti spiegazioni. La teolo- lastica; ciò prova anzi la sua utilità e la
gia speculativa si aggira intorno ai divini sua forza allatto singolare, tanto per ista-
attributi, ed a'dogmi principali della no- bilire la sana dottrina, quanto per difen-
stra s. fede, cornei misteri della ss. Trinità, derla contro tulli i colpi de'suoi nemici e
dell'Incarnazione, ec.,epcrò dicesi anche impugnalori. Tuttavolta la scolastica an-
teologia dogmatica. La teologia prati- che a molti teologi Qioderni non piace, e
4» TEO TEO
ne riparleiòa Teologo. Imperocché l'an- principii. L'oggetto materiale della teolo-
tico metodo scolastico eia alquanto incep- gia è Dio e tutte le cose divine che si ri-

pato dalle soverchie forme e legami in- feriscono a Dio, o come le proprietà al-
trodotti da'peripaleli(;i;ma quello poi che l'essenza, o come gli effetti alla causa, o
attualmente si usa nelle scuole è più lar- come mezzi al fine. L'oggetto formale è
i

go, chiaio e semplice, ridotto alla forma Dio per rispetto o per rapporto preciso al-
sillogìstica, chealla fiuenonèche l'espres- la divinità. Il mezzo col quale essa acqui-

sione del pretto e schietto raziocinio. La sta le sue cognizioni è la rivelazione vir-
teologia mistica èqueila che tratta espie- tuale e mediata, ossia la forza del lume
ga le materie della vita spirituale e con- naturale, colla quale essa lira le sue con-
templativa, il suo oggetto, il suo sogget- seguenze da'principii immediatamente ri-

to, i suoi principi! , i suoi edetli , le sue velati, che sono gli articoli di fede. Quan-
proprietà, i suoi pericoli, le vie che con- to all'iconologia della Teologia,CesareRi-
viene seguire e quelle che si devono evi- pa la come una donna a dop-
rappresenta
tare. Il termine di mistico significa pro- pio sembiante, uno de'quali, cioè più il

priamente una cosa segreta, nascosta, s. ul- giovane, contempla il cielo, e l'altro di
ta, spirituale. E perciò la teologia misti- più matura età fissa gli sguardi sulla ter-
ca, secondo la proprietà de'termini, vuol ra. La sua d'un diadema a
testa è cinta
dire una scienza di Dio segreta, nascosta, forma di triangolo, presta l'orecchio a una
santa, spirituale. Se la teologia si limita colomba, é assisa sopra un gran globo az-
alla semplice speculazione ed alla pura zurro seminato di stelle; ha la destra ma-
C(ignÌ7Ìune delle materie della vita spiri- no appoggiata al petto, e colla sinistra al-
tuale, essa non è che speculativa, e si può za il bordo della sua veste di color tur-
acquistare collo studio e coll'applicazio- chino, e calpesta le grandezze e le ricchez-
ne naturale dello spirilo, come la teolo- ze, e colla ruota, che le sta a fianco, fa
gia scolastica. Se essa passa alla pratica e essa conoscere di non essere attaccata alla
all'espei ienza, è esperimenlale, e sopran- terra se non se per un punto. PtalTaele di-
ma-
naturale nel suo principio e nella sua Teologia nel palazzo apostolico
[)inse la

niera: è un dono particolare di Dio, che Vaticano sulla volta della 3.' stanza (cioè
si comunica all'anima contemplativa, in delle stanze Vaticane dette di Raffaele),
maniera così segreta, inlima e deliziosa, sotto le forme d'una donna il cui conte-
che la lingua non trova termini per spie- gno annuncia qualche cosa di divino. E'
garla. Aggiungono teologi, che la teolo-
i dessa assisa sopra un gruppo di md)i, e
gia è una scienza naturale; è una scienza al di sopra del maestoso capo ha un rag-

perchè tira conseguenze certe da princi- gio di Paradiso: con una mano appoggia
pii certi e infallibili, benché non abbia l'e- sul ginocchio un libro chiuso, e coU'iudi-
videnza attuale de'principii stessi ch'essa ce dell'altra in giù abbassata accenna la
non conosce se non che per la rivelazio- sottoposta rappresentanza esprimente la
ne, e che non sono evidentemente cono- disputa del sagramento della ss. Eucari-
sciuti se non che dalla scienza o dalla teo- stia. La pietà, che spira in tutto il suo con-
logia de'Beati nel cielo, alla quale la no- tegno, vie pure espressa da'colori de'suoi
stra teologia è subordinata, ed a cui essa vestimenti, i quali indicano le 3 virtù teo-
domanda di essere unita. E' una scienza logali (quelle cioèche hanno Dio per og-
naturale perchè quantunque questi priu- getto immediato, ed hanno per motivo al-
ci[)ii,cioègli articoli di fede, sieno sopran- cuna delle perfezioni di lui, in (juantQ che
naturali, egli è ciò non ostante coll'uma- egli è conosciuto per mezzo della rivela-
no ragionainento, e in un modo natura- zione, ondechiamansi teologali, e sono la

le ch'essa deduce le sue conclusioni e suoi i Fede, la Speranza, la Carità di tulle la più
TEO TEO 41
eccellente perchè lo considera e in lui si Qui pertanto mi limiterò a ripetere po-

porta con diversa e più eccellente manie- che parole del principio e conclusione tlel
ra: la Fede lo considera come suprema benemerito e dottissimo scrittore, sulle
verità che a noi si rivela; la Speranza co- qualità che si lichiedono ne'ieologi. Sa-
me supremo bene che a noi si promellc; per ben intendere uìisleri di Dio propo-
i

e la Carità di Dio, distinta dalle .nltre vir- sti alla nostra Fede, e i suoi precelli or-

tù teologali, lo riguarda come sommo be- dinali alla nostra ubbidienza; saperli il-

ne in se stesso, a cui rl!a ci unisce, e for- lustrare e stabilire con sode ragioni, e di-
ma con questa unione la nostra felicità fenderli dalle obbiezioni contrarie, pur-
anche nella vita presente): la purità della garli dagl'intrusi errori, e conservarli nel-

Fede vi èdinotata dal suo bianco velo che l'illibata loro purità; sapere, secondo il

ondeggia disciolto all'aria, i cui lembi e- detto di s. Paolo, Episl. ci, in- ad Til.

scono fuori della spalla sinistra; la Spe- segnarela sana dotliina,e confutarequei
ranza dal verde e ampio manto, che dal che l'impugnano, forma tutto l'oggetto
seno sino a'piedi le scende; la Carità dal- della teologia. E perciò, riconoscendo noi
la rossa tunica che le copre il petto, co- i Profeti, annunziatori de'misleri di Dio,
lore ch'è simbolo delle sue fiamme. Que- pe'precursori de'leologi,e venerando Ge-
st'ultima tirtù teologale è pur caratteriz- sìi Cristo pel I .°ed unico vero maestro del-
zata dalle corone di foglie, e da' fiori di le teologiche verità, si può conlare pe'pri-
inelogranato che porta sul capo la figu- mi Apostoli e gli altri Disce-
teologi gli
ra della Teologia, simbolo della sua for- poli del divin maestro Gesù, e dalla scuo-
za produttrice delle buone opere che si la sua prese origine la teologia. Infatti si

producono dalle virtù teologali. E' dessa legge neW Evangelo, g\\ apostoli e gli al-

accompagnala da due putti alali, o genii tri discepoli attenti ascoltatori delle teo-
o amori divini, ciascun de'quali porla un logiche sue lezioni, meditarle piofonda-
cartone. Sul i.°sta scritto Scientia, sul 2.° niente, e muovere rispellose questioni or
Divinarum rerum. sul matrimonio, orsuU'eucaristia, or sul-
La Storia della teologia nel 1 834 '^ la predicazione della parola di Dio, or su
pubblicò in Fiesole l'Argonna. Nel pas- vari altri punti o morali o dogmatici, e
sato secolo Giovanni Andres colla sua
il p. dopo l'Ascensione in cielo del divino mae-
classica opera. Dell origine, progressi e stro, e la discesa sopra gli apostoli dello
slato attuale d'ogni letteratura, e nel t. Spirito santo, diventare eloquenti predi-
7 ci diede la storia della teologia in 5 ca- catori delle gesla di Gesù Cristo, e fedeli
pitoli. Trattò nel i ° Dell'origine e de'pro- espositori della sua Dottrina cristiana
gressi della teologia fino al coneilio Ni- (E.), e propagare per tutta la terra la ve-
cenoj nel 1° De'progressi della teologia ra teologia, sì dogmatica che morale. A
Jiìio aleoneilio Cideedonense jx\t\ 3° Dei maggior lode e celebrità del divino mae-
progressi della teologia fino all'intro- stro e della sua dottrina , ed a maggior
duzione della scolastieajnt\ ^° De'pro- istruzione di tutti, non contenti gli apo-
gressi della teologia fino al secolo XVI; stoli della sola predicazione e de' vocali
nel 5.° Dello stato della teologia sino al ammaestramenti, vollero che fossero da-
presente. Nell'angustia dello spazio misu- te al pubblico sincere e genuine storie dei
rato non è a me permesso neppure d'ac- fa Iti, de'miracoli, degl'insegna menti, e del-
cennare il più essenziale, altrimenti per ledoltrinedi Gesù Cristo, mediante gli E-
fjuanlo m'ingegnassi a seguire uno stret- vangeli ( P.J scììll'i da'ss. Matteo, Marco,
to laconismo, sarebbe inevitabile una so- Giovamù e Luca: (juest'ultimo oltre la
verchia digressione: piuttosto trovo più sloria lasciataci nell'evangelo del sovra-
opportuno di farlo all'articolo Teologo. no maestro, ci die anche quella de' suoi
44 TEO TEO
discepoli negli Atli Apostolici, \ quali de- scovi, anch'essi Letterati e àeWe Lettere
scrivendo la discesa dello Spirito santoso- belle (F.) insigni professori; e quanto al-
pia gli apostoli, e le conversioni e i por- tro è relativo a sì ampia e grave materia
tenti opernli da questi per virtù del rae- della teologia, sino a'giorni nostri, ne ra-
desimo Spirilo, ponno in qualche modo gionai colla mia tenue pochezza per sem-
chiamarsi l'Evangelo dello Spirito santo. plice erudizione, e colle proporzioni con-
Oltre questi storici scritti spargevano gli venienti a questa mia quasi enciclopedi-
apostoli anche per lettere la dottrina e- ca opera. Laonde, tralasciando con pena
vangelica e propagavano e stabilivano
, di seguire l'Andies, che pur sarebbe as-
dap[)erlullo i dogmi ei precetti della re- sai interessante e pregievole, e riservan-
ligione. La dolce consolazione destata ne- do per l'articolo Teologo qualche gene-
gli animi degli apostoli in vedersi cresce- rico cenno de'progressi della sagra teo-
re intorno tanto numero di fedeli, venne logia da' primi secoli della Chiesa sino al
alterala dall'alilizioiiedi dover contrasta- decorso, riferirò qui appena le ultime sue
re non solo co'geiilili, ma pili ancora co- parole. Nel i
798 ponendo egli fine alla sto-
gli ebrei, eziandio co'convertiti alla reli» ria della teologia, pregava Dioche in un
gione cristiana, e il veder sorgere nel se- tempo io cui tanto abbisognava la reli-

no delia nascente loro Chiesa tanti falsi gione di validi difensori, mandasse teolo-
apostoli e falsi pioféti, e tante nuove dot- gi che sostenessero con decoro la sua cau-
trine e differenti opinioni, e formarsi par* sa, e la facessero trionfare con tanti ne-
liti diversi con dissensioni fra loro slessi di mici attacchi; teologi di cuor sincero e lea-
Scisma e di Eresia ( / .), la quale anco- li, senza gelosia e rivalità, e senza spiri-
ra cominciò a ti ibolar la Chiesa fin dal lo di parlilo, animati solo da un zelo pa-
i/suo nascere, reputandosi patriarca de- ro della religione, e da uu vero desiderio
gli eresiarchi Simone DIago (T .); ma so- dell'istruzione e del bene di lutti, senza
lo dopo la morte degli apostoli la combat- fiele, senz'acrimonia, senz'orgoglio e sen-
terono arditamente. La teologia di quei za iattanza, e solocollinguaggio della mo-
tempi era molto semplice e piana; lonta- destia e della carità; teologi filosofi, di se-
na d.i'traltati polemici, si riportava duit- vera logica, e di cognizioni naturali da non
tamentealla (loitrinadel Salvatore edal- lasciar sotterfugi agli avversari per elude-
la cattolica tradizione, e si restringeva ad re la forza degli argomenti, nèdarappi-
una savia e quieta morale. Studio delle gliamentoa'filosofi libertini onde riguar-
opere di giustizia e di carità, amore del- darli con disistima; teologi muniti de'po-
la pace e dell'unione fra'fedeli, abborri- liglotticisussidii e dell'orientale erudizio-
meiito d'ogni dissensione e discordia, fu- ne, per poter penetrare negli arcani del-
ga da'falsi dottori, abbominazione delle la Scrittura, e ritiarne lo spirito, e il ve-
nuove dottrine, ed attacco alle tradizio- ro senso delle divine rivelazioni; teologi
ni apostoliche, sono comunemente i sog- versali profondamente nell'allenla letlu-
getti delle lettere degli apostoli e de'pa- ra de'padri e de'concilii, e de'libri e mo-
dri apostolici. Negli articoli numerosissi- numenti antichi, per poterne comprende-
mi riguardanti l'eresie, le sette, gli scismi, re la sincera e genuina tradizione dell'an-
le questioni, le dispute, le controversie, i tica chiesa ne' dogali della fede, e negli
concilii, i padri, gli scrittori ecclesiastici, i usi della disciplina e della morale; teolo-
piìr profondi teologi, i dogmi e le verità gi in som ma, che sappiano e vogliano ma-
cattoliche, le false ed erronee dottrine, le neggiare con padronanza la Scrittura, la
più celebri università, scuole e accademie tra dizione e la ragione a difesa ed d lustra-
per l'in^egnamenlo della sublime scienza, zione della religione, e ad istruzione e pro-
tempre piolello dal zelo de'Papie de've- fitto de'fedeli, e che possano essere per-
,

TEO TEO 4~
felli esemplari a' posterioil teologi per ro per pubblicarlo di nuovo più corret-
trallaie colla conveniente dignilì» la loro to e più completo, ma non gli fu dato e-
scienza, degno confiatello tIeli'AncIres,
li seguirlo che su due volumi. Interessando
il p. Alessio Naibone gesuita e professo- alla repubblica letteraria di rinvenir chi
re di sagra teologia, nei i 843 pubblicò in avesse un cuore formato a cose grandi, il

Palermo: Storia dì ogni letteratura di quale intraprendesse il diflicile impegno


Giovanni Andres della, compagnia di dicondurre a termine l'incominciata fati-
Gesù hrevìata e annotata. \\ eh. prof. d. si accinse con perfetto successo l'en*
ca, vi
Giacomo Arrighi nel t.17, p. 872, degli comiatop.Narbone,per saperee vii lù pre-
Annali delle scienze religiose {che ion- stantissimo. Egli compendiò l'Andres per
dati e diretti dall'illustre mg."^ Antonino privato suo uso (non mai per paragone,
de Luca, come narrai nel voi. XX, p. 1 1 ma altrettanto feci io di quest'opera, e poi
ora arcivescovo di Tarso e nunzio apo- l'ampliai e rifeci per pubblicarla), indi
stolicodi Baviera, dopo aver nel i844'''* per la sua utilità, massime a'giovani slu-
chiesto il prof. Arrighi a coadiuvarlo nel- tlenli, si decise pubblicareil suo dotto la-

la direzione degli Annali, della 2." serie voro. Il prof Arrighi con discreta critica
de'medesirai ne divenne ed è degnanìen- ne rimarca molli e distinti pregi, cos\
i

te il solo compilatore,egià ne pubblicò) 3 dell'emendazioni e dell'aggiunte ch'erasi


\olumi, di 20 formandosi lai.' serie), di proposto l'Andres, e di più d'averlo con-
quella parte che riguarda la storia d'o- tinuato sino a noi. Dice che trattò pure
gni teologia, eche si addice all'istituto de- della storia della teologia eterodossa e po-
^'\Aìaialì,con imparzialità ne rende chia- lemica, presentando in uno slato genera-
ra ragione e contezza. In prima con bel- le di quanto in fatto di religione, fede,
le parole encomiò la vasta impresa del- dogma hanno pensalo e pendano i nemi-
l'Andres per l'insigne opera, DelVorigi- cidi lei negli ultimi tempi non pure in Ita-

ne, progressi e stato attuale d'ogni let- lia e Europa sola, ma in qualunque al-
fera tura, \nc\as\\aweì){ea\\a teologia, co- tra regione sino alle più lontane parli del
me già notai, dicendola ammirata per la mondo conosciuto; e che a tutto questo
grandezza del disegno e dell'esecuzione, poi successivamente aggiunse le confuta-
peichè si ebbe a stupire come uno sola- zioni, gli oppugnatori, e le gloriose scon-
mente avesse potuto riunire i più deter- fìtte date da'cattolici a'pressochè infiniti

minati ragguagli di tante e tanto dispara- sistemi, università, sette e chiese anticat-
te materie, conservare un'esatta precisio- toliche, ove molte volte intervieneches'in-
ne nello svolgerle, portare accurato il giu- conlri in dover riportare la prova d'ogni
dizio sul merito degli autori e nell'insli- altra maggiore, che ricavasi dalla confes-
luire i confronti, adoperare una tempe- sione de'nemici e dal rifiutare che fumo
ranza umanissima nelle contese letterarie, gli errori tanli, che prima n'erano difen-
e da ultimo conservare uno stile coslan- sori, ciò che serve assai al trionfo della
lemente lodevole, non meno per la niti- verità. Rilevati con grandi elogi i meriti
dezza e semplicità di sposizione, che per dell'autore per la storia d'ogni letteratu-
l'acutezza di sentimenti di cui è sparso, ra, dice che la parte riguardante la teo-
pregi de' quali ciascuno forma una lode logia tanto maggiormente interessava ,

per uno scrittore, e tutti insieme lo in- perchè sin dal principio del corrente se-
nalzarono a sublime rinomanza. Tulta- colo, siccome accade tullora e più che in
volta, osserva il prof Arrighi,siccomesuo- altre età, sono usciti fuori tanli sislemi,
le alle umane cose intervenire the sieno tante teoriche religiose, e quasi potrebbe
seu)pre capaci di miglior perfezione, vo- dirsi tante professioni di fede, quante so-
leva l'Andres rifarsi su iullo il suolavo* no le umane menti stravolte, che giungo-
4G TE O T EO
no a tale di nudncìa di voler creare reli- ove furono islltuite,e ne' voi. [,p.48,LXX,
gioni novelle, ove trattasi di cosa tanto so- p. io4- Di tali accademie teologiche del
vraumana e divina. In Roma (J.) cenlvo pontificato di Benedetto XI V, ne tratta-
del cristianesimo e maestra pure delle no pule ^\\ jénna li delle scienze religio-
scienze religiose, eminentemente fioriro- se, t. 6, p. I 2. Gli studi gravi e impor-
I

no, come ogni altro, sempre gli studi teo- tantissimi della teologia e di qualunque
logici, tanto nel clero secolare, quanto nel altra scienza che ha attinenza speciale
regolare. Ivi peròecomein altreparli fio- colla religione, in Roma non vengono mai
rirono un maggior numerodi teologi scrit- meno. Essi con bella gara sono coltivati
toi i regolari, pe'comodi maggiori allo stu- dal clero sì secolare che regolare, e ogni
dio che somministra la fora)a della vita anno ne abbiamo ampie testimonianze ne-
claustrale: fra gli ordini che si distinsero gli atti pubblici o conclusioni, chea mo-

per maggior copia di scrittori di sagra teo- strare lo studio de* giovani e la valentia
logia ricorderò principalmente gli ordini de'maestri sogliono tenersi nelle pubbli-
i\q' domenicani, ée francescani e de'g-^- che scuole da tanti ecclesiastici frequen-
.suiti. Nel voi. I, p. 47 e 48)Pai'ai dell'^r- tate (anche stranieri) e presso i vari isti-

cadi'niia di teologia dell' Università ro- tuti religiosi che hanno lo sludentato, ed
mana, la cui istituzione risale al 1695, e anco nelle chiese con solenni dispute in-
ne riparlai nel voi. XVI, p. 28 e ?.g, in- torno alla teologia dogmatica e morale,
<liapprovata e beneficala daClemente XI, sotto la direzione de'propri maestri. In ta-
altri benemeriti essendo stati Benedetto li circostanze argomentano contro le tesi

XIII e Clemente XIV. Nel 1. 5, p. 552 1 proposte ecclesiastici secolari o regolari,


i\f:\BuU. Rom.cont.s'ì legge iì hveveQunni diversi dalle scuole e sludeulati, lettori o
de theologicis disciplinis , emanato da professori di altre scuole o studentali. La
Pio VII giugno 1822: Confinnatio
\'8 prontezza e la precisione de' giovani teo-
rescriptoruni latorum super privilcgiis logi nel rispondere o colle formole delle
rollegii tìicologici Urbis, et deputatio co- scuole o con libera argomentazione olle
rum, qui coetui pertinere debent. Nel voi. opposizioni degli argomentatori, mostra-
XVI citato, ricordai le costituzioni ap- no quanto sono addentro nel grave stu-
provate da Gregorio XV''I e stampale, il dio della scienza teologica, onde si hanno
quale dottissimo Papa fu uno de'piìx pro- i meritati applausi degl'illustri e colti u-
fondi teologi che sederono sulla veneran- ditori. Delle più celebri accademie o fa-

da calledia di s. Pietro. L'accademia teo- coltà teologichedi altrove ne ragionai nei


logica dell'università romana tuttora fio- loro articoli, come a Siena, a Firenze, a
risce, con 3 cardinali per protettori, ed Salamanca, e per qui non ricordarne al-
un prelato per segretario. Inoltre nell't •
tre a PAEior, ove l'onore della facoltà teo-
invei-siià romana vi è ancora il collegio logica precipuamente venne sostenuto da
teologico, di cui è piesidente il Maestro una successione di professori francescani
del s. Palazzo. La pia unione dis. Pao- e domenicani. Fra le più belle e scienti-
lo (U.) tiene conferenze morali di teolo- flcheistituzioni di Napoli èdaannoverar-
gia, e concorsi di teologia dogmatica con si il collegio de'teologideirUniversità de-
premie pensioni. Di altreconferenze, col- gli studi, fondato dal re Ruggero; fiorisce
legi, c.ittedree conclusioni (li teologia par- e si compone degli uomini piìi dotti e am-
lili a'ioro luoghi. Delle accademie istitui- mirati nel clero secolare e regolare, i qua-
te o ristabilite in RomadaBenedettoXIV, li colle loro opere hanno per iscopo tener
in alcune delle quali si tratlavatio anco- lontano il contagio degli errori e respin-
ra materie teologiche con dissertazioni e ccre "li assalti de'nemici della fede. Di ta-
tlispulc, ne parlai negli articoli de'iuoghi li e altre università e collegi sommameu-
T E O TE O 47
te si resero l)cnpineriti i P.ipi, per lii l)e- ejmi modernK Gabriele Antoine, Thcolu-
neficn autorità che vi esercitarono, per j«- ^ia moralis universa RomaeiyGG: Ciwt
,

vervi pe'primi «lato sapienti leggi, com- adiìolationihus Fr. Phìl. Carhoneano ^
messo a'vescovi l'interno regime, veglia- Romae ySS. A. Giuseppe Alasia, Com~
i

lo sull'elezione de'professori sempre cat- in( ntarUis tlieologiac moralis^Sw^.Taw-


tolici esili confei-imentode'giadi di otio- rinorumi83o. J. B. TJonvier, fn-ififutio-
re. La cliiesa cattolica e la s. Sede in o- tics theologicae, Parisiis i83g. (iaetnno
gui tempo tenne le università scientificlie Fulgure, Inslitutiones theologicae, Nea-
e ma^ssime le facoltà teologiche sotto la ytoW \%i'2.:Instìtutioìies tìieologinemora-
sua edìcace protezione e tutela, renden- //.v, Neapolii83o. Pietro I\I/ Gazyanica,

dole immuni dalla giurisdizione tempo- Praelecl!Ouestlieologi(v/e,\enp\\\&\S3o.


rale, come maestra di lutti, vera iegi.sla- Cardinal Tommaso M. J. Gousset, Justi-
trice e custode di quelli che altrui dovea- fìcation de la tlu'ologie mordale de B.
no comunicare il sapere; grandi quindi so- yUphonsoLìgon'oJjesnncon H3i:TIì<'o- i

no gli altissimi meriti di lei verso la co- logie morale àV usa gè des curcs et dex
Illune istruzione, ch'è quanto dire verso co/j/Pc?.yez/7\9, Parisi 844- ^'''^"''^•''CO Java-
l'istruzione a noi tramandata, dopo aver rone, Institutiones theologicae, Ps'eapoli
tlissipato quell'ignoranza e barbarie dei 1824.1. Moullel. Compendi (iw tìicoln-
bassi tempi. Tullociò vuoisi riferireall'or- giaemoralis, Friburgi 834- Neyniguet,
1

dinamento piuttosto materiale delle scuo- Compendiuni theologiae moralis s. Al-


le. Il formale lo costituì vano le scienze, che phonsi M. Ligorio. Tolosaei 889. Biagio
vi erano insegnate, e poiché la Chiesa a- Panzuti, Theologiae speeulativae. Nea-
\ea creato e dirigeva simili istituzioni, la poVwSiS-.Theolngiae moralis de B. Li'
scienza la quale fonda sulla livelazio-
si gorio, Neapolii833 Onorio Tournely,
ne a lei fatta e sulle dottrine a lei propo- Theologiae mora lis.Ytnelu'ì i^46.Car-
ste, la teologia ottenne su tutte le altre il lo Renato Dilluart, Summa Summae s.
primato, ne potrebbe l'Europa vantare i Thomae, sive compendium theologiae,
presenti lumi se non avesse comincialo ?iomaei834-'l canonico Pietro Scavini
colla teologia, sostenute dalla quale le al- preposto diNo vara e vicario generale del-
ire scienze e nudrite dal suo succo divi- la medesima ivi pubblicò: Theologia mo-

uo ,
fecero rapido e meraviglioso incre- 777//.s'f/7?7\r/ \(7. la quale meritò la seguen-
nienlo. La sagra teologia fu quasi sempre le5.'e(.\\z\oììe.TheologiaTnoralisunii>er-
lo studio predi letto de'piìi cospicui sa pie n- sa,Pio IXPont.M.dieata^revisa etau-
ti, e la zel.inte vigilanza de' Papi vegliò età. Aeeedit eollaiio Codicum civilium
sulla purilàdiloro dottrina esull'influen- Pedemontani, Austriaei,Galliarum, Si'
za di questa sulla società, che avvertirò- ciliarum,Parmensis,Statu.<;Eeelesiasti-
no se sospetta o perniciosa per false opi- cis^Mutinensis.atcnie Hetruriae, Nova-
nioni. Dopo la defezione de'pretesi rifoi- riaei852. Guglielmo Whewel, L'astro-
mati dalla cattolica religione, venne l'età iiomia e la fisica generale considerate
delle controversie per sostenere i loro er- ne' loro rapporti colla teologia natnra-
rori, e le scuoledi teologia diventarono nei le, Londra i833:nerese conto gli Annali
loro paesi più numerose e più attive, per- delle scienze religiose,t.\ ,p.3 e ly; ed , fì

chèollre rordinarioinsegnamenlososleo- p. Ssoanche del Discorso di


lordBrou-
iieroledisputeco'cattolici,etiagliuniegIi gham sulla teologia naturale, Londra
altrisi distinsero i più grandi ingegni ege- 1 835.1Ve't.3,p. Z, e ^,^.l-2^òe^\\ Annali
neralmente loro uomini più dotti. Ora tra
i si legge l'analisi sui rapporti della teologia
l'immenso numerodi scrittori teologici in colla zoologia, dell'opera di Guglielmo
geoeralc,uericorderòalcuDÌ uìenoantichi Kirl>y; Su la potenza, sapienza e bontà
48 TEO TEO
dì Dìo xiccomesiììiamfi'stano nellacren- fermo vede ed immobile qual colonna
si

zione degli animali, nella storia,nelle a- di ferro ove ha deciso la Chiesa, in quel-
hiludinie negl'istinti /oro, Londra 1 835. lo poi in cui la Chiesa slessa ha lasciato
Altra analisi gli Annali la riportano nei libertà di parlare, si contenta apparare le
t. 6, p. 20 200, sull'opera di W.
1, e 7, p, diverse sentenze esponendo le ragioni che
Buckland, La geologia e la mineralo- possono favorire più l'una che l'altra, la-
gia considerate nelle loro relazioni col- sciando all'altrui giudizio la scella, e se
la teologia naturale, Londra i836. Di la circostanza richiede di piegare al be-
più neh. 6, p. 35q,si rende contezza del- nigno sull'appoggio di accreditali autori
l'opera diTommaso Chalmers, Sulla teo- sia tolta la pena di aver errato o col de-
logia naturale, Glasgow i836. Quindi cidere a proprio volere, o di piegare a so-
nel 1. 1 9) p. Sa, si loda il libro, Teologia
r verchia condiscendenza. Da
ciò si deduce
per l'uso delle persone di mondo. di Car- che grande di s. Al-
lo studio dell'opera in
lo Sainte-Foi, Parigi 1 843. Finalmente, fonso è più de'maestri, che degl' inizia-
nel t. li, p. 468 della 2." serie moltosi en- li nella morale teologia. Altronde benché

comia l'opera, Ziiiversatìieologiaino- non sia che negativo, il saper che la Chie-
ralisjuxta doc trinani s.Alplionside Li- sa ne ha proferito un giuilizio, e quindi
gorio elaborata a Joseplio Grassi, Aesii esser certo di non errare chiunque si re-
i852.1 visi dice,che senza togliere a chiun- goli con quella dottrina, il sapereche l'o-
que lo meriti il dovutoelogio, questono- pera è uscita dalla mente di colui, il qua-
bile lavoro se fu da altri già eseguito Iia le accoppiando al sapere una esimia san-

ricevuto il suo compimento dal lodato ca- tità giunse a santificar tante anime, come

nonico penitenziere di Jesi e maestro di reprimere quell'ardore che nasce in tut-


teologia morale nel setninario. Importa ti spontaneo di attinger la scienza a quel-

poi che io riproduca questo brano del la fonte che più delle altre può dirsi si-

prof. Arrighi. « Più che tessere nuove a- cura? Era ben dunque che
a desiderarsi
pologie alla morale di s. Alfonso de Li- vi fosse chiserbando intatti principi! del i

gorio, si potrebbe dimandare se lo stu- santo autore, tenendo fermo quanto ven-
diarla da coloro che sono iniziali in que- ne da lui riconosciuto di positivo e di cer-
sta scienza riesca utde anzi che no. Il per- to sulla scorta delle s. Scritture e de'Pa-
chè di tale inchiesta lo dice lo scopo che drijColla scorta delle leggi canoniche chia-
si prefisse il dotto e santo autore, quale risse quelle sentenze, che il santo ha la-

si fu, onde i suoi figli e correligiosi i^Re- sciato intatte, e benché ninno osi decide-
dentoristi,\\t\ quale articolo riparlai del re quando non abbia definitola Chiesa,
santo e di sue opere), i quali nelle sante si vegga pure appianatala via, che me-

missioni doveano non solo spargere il sa- glio conduce allo scopo".
nie, ma raccogliere il frutto della divina TEOLOGO, Theologus. Professore
parola, avessero per mani un'opera da le di Teologia (V-). Non v'ha scienza sa-
essere consultala all'insorgerloro di qua- gra né più grave, né più augusta, e perciò
lunque dubbio, e nella varietà delle opi- piìi meritevole di diligente sludio,di quel-
nioni sceglier quella, che più valesse ad la che parla della Z?/V/Wtó,ed insegna quel
acchetai colla propiia anche l'altrui co- che la Divinità stessa ha rivelato; come
scienza. Quindi il santo quanto apparisce del pari altra quasi non V
ha da molti
benigno quando trattasi di rilevare chi più trattala e insieme più intricata per
e caduto, altrettanto duro si mostra quan- discussioni sottilissime e difficili. Quali do-
ilo trattasi allontanare quelle occasioni, ti, quale dottrina, e quali prerogative si

cui l'esporsi è lo slesso che mettere il pie richiedono ne' teologi, lo dissi a Teoìogia,
in fallo e rovinare nel precipizio: così se col gesuita p. Audies. Un professore vera-
TEO TEO 49
mente ilolto e giudizioso sa spianarne le solamente sulla scienza teologica, inter-
diflìcoltà agli studenti, coiiducendoli per rogandolo: Vos anleni (^iieni me esse di-
mano in sentieri agevoli, spedili in guisa ci tis ? Rispose leolo^camente s. Pietro:
da bene fare approfondare ogni ottima di- Tu es Cliri.stiis filius Dei vivi. Dopo le

sciplina. Un professore dolio e giudizioso quali parole soggiunse il divin Maestro:


sopra ogni altra cosa è necessario nella Et ego dico libi (fuia tu es Petrus, et su-
scienza della Divinità per ben dirigere gli per liane petram aedificaho Ecclesiani
studenti, e illuminarli, onde non inciam- mertm.AvendoGe.?f<C/7.stodatoallaChie-
pino in qualche pregiudicato partitante sa da lui fondata il diritto d'insegnameu-
che insegni qual Dogma di Fede fi.) ciò lo, perciò sin dal nascere del Cristianesi-
che non è che sistema di scuola, e pun- mo furono istituite diverse scuole per l'i-

tiglio di partito. Insegnano gravi scritto- struzione degli aspiranti al Sacerdozio.


ri, che a guida del teologico studio so- Per l'insegnamento di sua divina dottri-
no da preferirsi autori stampati e appro- na dato da Cristo agli Apostoli e Discc'
vati dalla pubblica estimazione, a' soli poli, e per gli ammaestramenti clericali
manoscritti delle lezioni, del maestro, per stabiliti da essi, zelanti e istruiti sacerdoti
quanto dotto esser possa, onde cammi- e altri fedeli dotti ne'dogmi della religio-
nare per quelle vie già conosciute e quindi ne cristiana, furono preposti all'istruzio-
più sicure. L'origine e il progresso dello ne de'chierici così detti Sportolari, mas-
studio della sagra Teologia, oltre il riferi- stri provveduti nel mantenimento colle o-
to a tale articolo, quella de'maeslri e stu- blazioni delle chiese, in principio dette
denti teologi, quella della prebenda teolo- Sportale [f\). La i
."^
scuola cristiana nel-
gale delle cattedrali ealtre chiese, lo trac- la chiesa greca fu quella di Alessandria,
ciai negli articoli Scuola, Scuole di Roma, della quale e delle altre principali d' o-
Scolastico, Prebenda, Seminario e altri riente parlai a Scuola.. In occidente ivi dis-

l'elativi artìcoli che rimarcherò in corsivo, si che primeggiarono le scuole


fra le altre

del contenuto de'quali darò un cenno, col- di Roma, lìlilano, Parigi e ahi e. Q^aeWa.
le altre convenienti nozioni. Tra queste di Roma fu istituita da s. Giustino, chs
v'innesterò qualche fugace cenno di alcu- die luminoso sagi^io della dottrina teolo-
no de'principali teologi delle piìi antiche e gii'.a nel principio del 11 secolo dellaChie-
posteriori epoche, e della condizione del- sa, cui successe l'egregio suo discepolo Ta-
la sagra scienza ne' loro tempi, per sup- ziano eloquentissimo. In Alessandria fio-
non riportato a Teologia.
plire altresì al rì s. Clemente Alessandrino, teologo in-
L'inelfabile luce dtW Evangelo perfezio- signe, pieno d'erudizione sagra e profana.
nò il pubblico insegnamento e fu fecon- Tutta quanta la mitologiajl'origine, dog- i

da d'inestimabili beni, per le incessanti mi e misteri dell'idolatria, testimoni


i i

cure della Chiesa e del suo clero, raasài- dfi'poeti, degli storici e de'fllosofi di tutta
me de'canonici viventi in comune come l'antichità furono da lui svolti per per-
gli apostoli , de' Canonici regolari , de' suadere i gentiliad abbandonare la pa-
Monaci, e di altri Religiosi. All'articolo gana superstizione, ed abbracciare la re-
Letterato feci il novero de'Papi più dot- ligione cristiana, di cui dottamente pro-
ti nell'ecclesiastiche scienze, comincian- vò la convenienza e utilità. Di più vasta
do da s. Pietro principe degli apostoli per dottrina, di più soda eloquenza , di più
la scienza ricevuta dallo Spirito santo, e profonda teologia fu il suo discepolo e suc-
per quanto avea imparato dal di vinoMae- cessore nella scuola il rinomato Origene.

stro. Riferisce Menochio che volen-


il p. Le opere di Ireneo vescovo di Lione
s,

do Cristo promuovere s. Pietro al sommo sono le migliori che vanti l'antichità, e


Pontificato, l'esaminò oltre sulla santità; possono iu qualche modo compensar la
VOL. LXXIV. 4
e

5o TE O T EO
pei di luUe le altre. Egli è uno de'più
ilita nernli, per conferire e decidere su'prìn-
illusiliDottori (lell'aiilicaCliiesa, unode' cipali oggetti della cattolica credenza, on-
ss. Padri clie maggior vantaggio recaro- de nel corso di pochi anni si trovaronoriu-
no alla religione cattolica. Dopo s. Giu- nili i pili illustri dottori e teologi della
stino e s. Ireneo s' incominciò a far sen- Chiesa di Dio, e vescovi di lingue e na-
tire negli sciilti teologici la lingua roma- zioni diverse. Questo pe'Iuminari dottori
na. Questa però nel suo bel principio le- e teologi delle chiese greca e latina, fu il

vò alto la voce, e parlò con un tuono sì secolo rZo/'O della teologia, e l'epoca piìi

autorevole, con tanta far/a edoltrina, che luminosa della cristiana religione. I su-
si fece rispellare dagli slessi greci; men- blimi misteri della ss. Trinità, dell'Incar-
tre la teologia può dirsi d'origine greca nazione,della divinità di GesùCristo, del-
come rileva l'Andres, Deirorigìne e de' la Verginità e della Malernilà di Maria,
progressi della teologia. Il i.° scrittore della Grazia, l'unità e la gerarchia della
latino che consagrò la sua eloquenza ed Chiesa, e la maggior parte degli articoli
erudizione a illustrazione della fede cri- che formano il Simbolo della nostra fe-

stiana, fu l'africano Tertulliano., il qua- de, si dibatterono, decisero, posti in chia-


le coraggiosamente ne prese le difese con- ro e assodati colla piti incontrastabile va-
tro tutti i 3 generi de'suoi nemici, i gen- lidità. Fiorirono principalmente nella
tili, gli eretici e gli ebrei. Mentre s. Cle chiesa grecai ss. Atanasio, Basilio, Gre-
mente Alessandrino spargeva in Alessan- gorio JVisseno , Gregorio Nazianzeno ,
tlria i fiori dell'erudizione per adescare Giovanni Crisostomo j nella latina ss. i

j nemici della religione e chiamarli al suo Ilario vescovo di Poiliers, A/nbrogio, Gi-
seno, Tertulliano in Cartagine gettava i rolamo, Leone I Papa, Agostino. k\ ili
fulmini e gli atterriva, per obbligarli ad secolo o meglio al IV risale la primitiva

arrendersi alla verità. Le antiche chiese istituzione de' Seminarii , o Scuole ve-
aveano le loro scuole, dove si ammaestra- scovili o Co//f"^?' privati de'chierici. Que-
vano fedeli nella scienza della religione,
i ste scuole si formarono presso g\i Kpisco-
e si davano lezioni di dogmatica e di mo- pii o nelle dnow'che.eA eziandio ebbero
rale teologia, da' nominati e altri cospi- scuole sagre leP<7r/orr/jvV,oves'insegnava
cui teologi. Inesse furono educali eistrui' la divina legge da eccellenti maestri e teo-
li i piìi illustri dottori della Chiesa, ed a- logi, anche parrochi, e con vita comune a e-
veanolibrei'ie rinomale. Ridonata da Co- sempio degli apostoli. I Monaci \^ve%\.o isti-
stantino 1 la pace alla Chiesa e reso trion- tuirono scuole, in cui insegnavano ezian-
fante il suo culto colla pubblica erezione dio le cose della religione e del dogma, le

i\& Teìiìpli[l\)Ac\ veroDio,nuovooidine sagre Cereìnonie e i Riti [T^.) regolali dal-


di cose, nuovo aspetto della Chiesa, nuo- la teologia, a maggior maestà del culto ec-
vo studio della teologia si presenta nelU clesiastico. Governavano le scuole gli sco-
storia. Non piti persecuzioni e ostilità de* lastici, ossia que'maestri che si distingue-
gentili,non più molestie e vessazioni alla vano nell'eloquenza, nell'erudizione e nel-
Chiesa, non j)iù bisogno d'apologie per la profonda teologia. L'ardoredello studio
salvare i cristiani dagli aspri tormenti e piogiessivamente si accrebbe, la teologia
dalle orribili carnificine a cui i pagani li pel suo incremento giunse a un grado di
condannavano. Ma in vece de'comballi- scientifica perfezione. A ciò contribuì I»
inenti de'genlili sottontrarono quelli de- coltura de'buoni studi, che ancora in par-
gli ne'dogmi degli Eretici e degli
errori ierimaneva nell'impero greco e nel ro-
Scismatici [ì .). Con nuovo e maestoso mano, la quale rischiarando le menti, e
spettacolo si videro concorrere greci eia- dando estensione alle cognizioni, e chia-
lini a celebrare Conciliì o Sinodi {1'.)^q- rezza ed energia alla sagra eloquenza (del-
T EO TEO 5i
In quale ripnrlai a Predica), aiutava a far mento clericale, come padre universale fi-
vedere in buon aspello In reli|™ione e ad stese le sue cure non meno pe'romaniche
espor l;i Del vero suo lume, il che furma pegli stranieri nelle verità della fede. L i-

littlo l'oggetto (leliii teologia. Ma fatal- stituzionedel canonico teologale, per pre-
mente le barbaiiche invasioni e irruzio- dicare e insegnare nel capitolo della cat-
ni de' goti, vandali, alani e di altre or- tedrale o collegiata, ha le più antiche trac-
de sellentrioiiali, occuparono le più colte ce nelle istituzioni de'leologali della chie-
Provincie meridionali d' Europa e d" A- sa greca, come rilevasi dal commentario
fiiea; laonde pel timore di loro armi di- di Balsamone. Questo autore, sul cano-
slriiggitrici e per la soggezione del loro co- ne iq del concilio /// Trullo celebrato nel
tnaiulo, si andarono ddegnando gli avan- 680, osserva che tra'dignitaii della chie-
zi che restavano dell' antica letteratura. sa di Costantinopoli un<) ve n'era chia-
(">li slessi ingegni si oscurarono e indebo- mato dottore, il quale avea il suo posto
lirono, né furono per un notabile tempo nella chiesa vicino al patriarca, ma non
pili capaci delle grandi e originali produ- dice l'epoca dell' istituzione del dottore.
ammirate. Le stesse ere-
zioni fino allora Scholasticiis significo dottore e maestro,
sienon ebbero piìi vigore di stendersi a che poi ebbe la prebenda teologale, la qua-
nuove invenzioni fallaci contro l'evange' le fu detta Scholasteria. Nella Spagna

lica verità e purezza de'dogmi, né piìi po- tuttora si chiama dottorale o teologo il

terono vantare un'ardita, sottile e romo- canonico che ha la prebenda teologale. Il


losa originalità. Tutto contribuì a illan- teologo anticamente si appellò Magister
guidir lo studio della leligione, e a con- Scholae. ed il vescovo obbligava par- i

durre alla decadenza la teologia. Le di- rocbi e il clero a intervenire alle di lui
sp\ite e le questioni teologiche s'aggiia- lezioni dis. Scrittura. Si chiamò pure Ca-
rono con maggior ardore e con più fi- put Scholaris, Major e Magister Scho-
na erudizione nell'oriente, non su nuo- lariim, o Major Scholae o Scolasticus:
ve eresie, ma sulle conseguenze delle già più tardi i canonici ebbero la cura del se-

dibattute e concpiise. Floris. Gregorio I minario. Pvilornando al secolo VII, la de-


nel declinar del VI secolo, e le circostan- cadenza dello studio teologico anche tra'
ze de! tempo,incui più non senti vansi con- greci, fu manifesta nel concilio adunalo
trastare i gentili, uè argomentare gli e- da Papa s. Martino I nel 649, come os-
retici contro le cattoliche verità, eccitaro- serva l'Andres; tutta volta loda per teo-
no il suo zelo a riformare i costumi cor- logo inque'tempi moltostiraato,Anastasio
rotti , non a difendere i dogmi, e lo di- Sinaita, instancabile scrittore ed erudito
spensarono dall' occuparsi negli esercizi monaco, che compose tante opere, ma ri-
polemici d'una sottile teologia; e nès. Gre- marca che anco in esse rilevasi la deca-
gorio l,nè altro italiano di sua epoca ebbe denza della teologia dalla maestosa sua
occasioni di farsi vedere erudito teologo. gravila. Aggiunge, che se tale era lo slato
Qualche maggior eccitamento di coltiva- di quella presso greci, ne'quali pur ri-
i

re la scienza teologica l'ebbero nella Spa- siedeva il fiore dell'ecclesiastiche scienze


gna i ss. Leandro e Isìdoro.pei' le frequen. e d'ogni letteraria colluia; inferiore na-
ti dispute che spesso sorgevano fia'catto- turalmente dovea essere quello de'lalini,
lici e gli ariani, l^apa s. Gregorio i con- tra'qualile guerre e la compagnia e do-

vertì il Palazzo apostolico in iscuola di minazione barbara de'Iongobardi, avea-


canto e di scienze ecclesiastiche. Questo no estinto ogni gusto d'amena e sagra let-

gran Papa, uno de'principalidotlori della teratura. Nondimeno riconosce ne' Papi
Chiesa, tulio inteso alla restaurazione del- Giovanni lì . s. Mai- tino I. s. Agatone
la Disciplina ecclesiastica e all'iasegna- del 678 e altri, i più solidi teologi di quel
52 TEO TEO
secolo, come si fanno conoscere in alcu- di cui in tanti luoghi riparlai, comechè
ne loro lettere. Tra gl'inglesi al principio profondamente versato in ogni ecclesia-
del secolo Vili fiorì s. Beda, versato in o- stica e profana erudizione. Non durò pe-
gni sorta di erudizione sagra e profana, rò molto quesl' ardore pe' sagri studi, e
ed in ognuna di esse scrisse opere giudi- per quasi due secoli rari furono quelli che
ziose ed esalto; ma non servi gran fatto s'impiegarono nelle materie teologiche;se-
a rimettere nei perduto suo splendore la coli che replica tamente deplorai per la ge-

teologia, non avendo da com-


egli eretici nerale loro ignoranza e barbarie. Deca-
battere, e siccome rivolto principalmente duto l'insegnamento delle lettere, e con
alla storia ecclesiastica e ad ogni genere esso le scuole vescovili e parrocchiali, o-
di coltura. Fu suo discepolo il rinomato ve si apprendeva la s. Scrittura e le cose
Alcuiiio maestro di Carlo Magno e suo divine, come ne' monasteri, in questi si

cooperatore nella riforma degli studi. Co- conservò il sagro fuoco del sapere, tran-
sì l'Inghilterra in mezzo alia decadenza ne alcune eccezioni. Nella metà de! X si
delle teologiche discipline conservò qual- distinse il famoso Gerberto poi Silvestro
che miglior gusto di soda erudizione. Io II, ma i suoi progressi furono più nelle
quell'epoca unanuova religione, il 7l/(7o- scienze naturali che per gli sludi teolo-
mettisvìo, facendo rapidi progressi, recò gici. Intanto de Sagramentari, e
l'eresia
gran pregiudizio alla cristiana, senza dar il nuovo Scisma, de'greci operato da Mi-

campo alla teologia di esercitare le sue for- chele Cerulario, servì alquanto a rinno-
se. 11furbo, ignorante e impostore Mao- vare gli abbandonati studi, e nel secolo
metto l'isti tuie propagò col le armi in gran XI rimise in qualche vigore la teologia.
parte dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa, Si distinsero contro quel scismatico il Pa-
con oppressione de'cristiani. Questa nuo- pa s. Leone IX, e sopra tutti gli scrittori
va fallace dottrina nel secolo seguente la cavA\nn\Umherto vescovo di Sei va Can-
il

comballè Giovanni Dama-


e confutò s. dida. Di fatti dopo le tenebre del secolo

.vrf7?o,rmvitto propugnatore delle ss. Im- X, fiorirono a que'tempi assai più dotti
magini e il più gran teologo del suo tem- scrittori chene'precedenti, edaiammen-
po. Dal disposto da Papa Eugenio //nel- tarne alcuni, s. Pier Damiani cardinale
1826, alcuni ricavano una più regolare e valente teologo; s. Anselmo vescovo di
direzione alle scuole o seminari clericali, Z-»cf<7,coraggioso propugnatore di s.G/'e-
per lo studio delle lettere ecclesiastiche e gorio P'II[^vaa restauratore della disci-
de'dogmi della fede. Gli uomini dotti che plina ecclesiastica e profondo nelle s.Scril-
fiorirono nel secolo IX, bastano per libe- ture), e dell' Immunità ecclesiasticaj e
rare quel secolo totalmente dall'oscurità precipuamente s. ^/^<re//?^o arcivescovo di
letteraria; in fatti per non dire di altri, Cantorbery , il più sublime teologo che
ricorderò nell'oriente s. Teodoro Studi- si può dire per eccellenza del secolo XI e
ta^Q Fozio (il quale, come altri, disgra- gran dottore. Opina l'Andre», che s. An-
ziatamente abusò della sua scienza, ollu- selmo di Cantorbery può dirsi il primo
scata eadultera tadall'orgoglioedalle pas- che abbia svolte con soda metafisica le ma-
sioni); nell'occidente //zc/z/tìTO di Heims terie teologiche, e che abbia dato un'a-
e Papi che nelle loro
altri Ialini, oltre i ria veramente filosofica alla teologia; ma
letteredottamente trattarono più impor- i questo il uno de'pri-
fece riguardare quale
tanti punlidelia teologia, così contro gl'/- mi introduttori della scolastica, non però
conoclastie altri eretici, massime s. Gre- legata secondo le sue forme e alle barba-
gorio II, e bastarono a tener vivo fra gl'i- re sue voci, né in sostanza presenta la sua
taliani r amoie de' sagri studi, a' quali teologia quelle qualità di arida e secca, co-
giovò Anastasio cardinale Bibliotecario, me lo riconosce nella scolastica. Diceinol-
TE O TEO 53
tre, die s. Anselmo colla sua suMitue me- Altri libri di sentenze o altra somma teo-
tafisica fece un uso della filosofia nelle logica compose l'inglese professore di teo-

iiiateiie leologicbe, che troppo si discosta logia in Parigi Roberto Bollano o Pol-
dalla vera strada battuta dagli antichi teo- leno Pully,dotto cardinale di quel tempo,
logi, onde le sue opere con più ragione che fondato principalmente su'testimoni del-
quelle dis. Giovanni Damasceno presso i la Scrittura, senza troppo adoperare fi-

greci, ponilo considerarsi piessoi latini co- losofici ragionamenti. Intanto i libri d'A.-

me le prime opere di teologia scolastica. rìstotile e que'degli arabi commentatori


L'esempio di sì grand'uonio, non uieno di furono tradolti in latino,e più conosciuti e
Berengario capo de Berejigariani o Sa- più lelti dagli occidentali; quindi s'accreb-
granirutari, e di altri dichiarati dialet- be r ardore per le filosofiche argomen-
tici, potè servire d'eccitamento a'teologi tazioni, che più avidamente si abbraccia-
per abbracciare il metodo e lo stile che rono nelle scuole teologiche, e la teolo-
s'introdusse allora, e regnò poi per tanti si rinvigorì sempre più, e
gia scolastica
secoli nella teologia, e formare la teologia acquistò maggior credito e autorità, ed
scolastica. SuH'origineeidea della teologia allora può dirsi che stabih il regno della
si

4>coIa>tica,si può vedere l'Andres, e. 4)f- 7, scolaslica teologia. Ciò non ostante quel
Dcir oi'igint', progressi e slato attuale metodo di teologizzare trovò presso i più
r/'o^/iì7eZ^f/-rt^«7'rt.Quindi grande strepilo slimati dottori non pochi contrari, a'qua-
fece nelle scuole la dialeltica,che fiorì singo li mollo doleva che l'uso dell'arguziedia-
larinente in Parigi, pe'priini ivi insegnata lettiche nella teologica dignità produces-
da (ji/g//e//?ioCampelleiise, e poi da Pie- se in molti scrittori errori ereticali, o al-
tro Lombardo vescovo di Parigi detto il meno improprie espressioni, infatti buo-
Maestro delle sentenze pel libro che di na parte dell'eresie di que'secoli vengo-
esse scrisse coli' intendimento di forma- no dal teologico peripatetisrao (filosofia
re ne'suoi discepoli de'teologi, e diede in d'Aristotile che regnò fino al secolo XVI)
somma con esso un metodico corso di tut- che adoperavasi nelle scuole. Il già ricor-
ta la teologia. Siccome l'opera di Pietro dalo Berengario, dalle dialettiche sotti-
Lombardo (al cui tempo, secondo alcu- gliezze cade negli errori di fede. Il pure
ni, si stabilì nell'università di Parigi u- rammentato famoso Abelardo, per le dia-
na cattedra di teologìa, e ne fu uno egli lettiche argomentazioni si avanzò ad e-
de' primi a insegnarla, o forse primo il spressioni in materie teologiche che sem-
professore di essa) fu composta ad uso brarono ereticali a molti, o almeno im-
delle scuole, evenne abbracciata e seguita proprie e capaci di sensi eterodossi, e me-
nelle scuole, cominciò a chiamarsi Sco- ritevoli di coadanna. Arnaldo di Brescia
lastica la benché
teologia così trattata, (di cui riparlai ne' voi. LVIil, p. 268 e
ancora non fosse esposta affatto in quel me- 269, LXVil, p. 309 e 3 io), uscì dalla
todo, in quello stile, in quella lingua, che scuola dialettica d'Abelardo, per infestar
poi strettamente adoperarono gli scolasti- poi l'Italia e la Germania colle sue eresie.
ci. Sebbene Pietro Lombardo viene an- Altri nelle loro lezioni di teologia s'ingol-
cora ilelto il capo de'teologi scolastici e il farono in errori che meritarono l'anate-
1
."
maestro della scolastica teologia, que- ina. Perciò il dottore s. Bernardo spesse
sti nondimeno dovè cedere il posto allo volte declamò contro i cavilli dialettici e
slesso suo discepolo Abelardo monaco be- contro r aristotelica che fu se-
filosofia,
nedeltiiio, o secondo altri canonico rego- gno di tante doglianze e accuse, ed an-
lare, grandialetticoesotlilissimo,alla cui che di proibizioni pontificie; almeno ia-
sciidI.i concorsero discepoli da Roma, dal- terinali e ristrette a'soli professori di Pa-
l'i iighdlerra, e da lulla la eulta Europa. rigi che abusavano delle doltriae d'An-
54 TE () T E O
slolile, e limitale al lenipo finché fosse- sime nelle diocesi molto vaste, sì a moli-
lo COI ielle l'ojjeiecli tiiiel filosofo. L'aii- vo delle diverse occupazioni loro, d'infer-
tico suo discepolo Eui^ciiio III si crede mila corporali, d'incursioni de'nemici, e
tlieisliluissei gradi accademici nelle seno per altri ostacoli, per non dire per diletto
le, di Dottore , Baccelliere e Licenziato, di scienza, che non dev'essere tollerato;
Intanto che si stabiliva così nelle scuole quindi è che noi ordiniamo, che i vescovi
quella, per così dire, dialettica teologia, eleggano per la predicazione degli uomi-
yllra più sotla se ne leggeva in opere di ni capaci, che visitino in lor vece le par-

altri scriltoridel secolo XII. Le fiequenti rocchie della loro diocesi, quando noi pò-
eiesie che da ogni banda levavans:, tene- Iranno essi in persona, e diano ediflcazio-
\ano in esercizio teologi per cercare ar-
i ne al popolo co' discorsi e coli' opere lo-

uii, onde combatterei nascenti errori. Po ro. I vescovi somministreranno loro con
teva ba>tare per molti il solo s. Bernar- chesussistere,quandosaranno in bisogno;
do, per sostenere le verità della fede e di- e ne'capitoli tanto delle cattedrali, come
fenderla dagli altacchi ; ma tra gli altri delle collegiate si stabiliranno degli uo-
che ciò fecero nominerò P/V'/zo/V / cne- miiii,cbepossanodaraiuto al vescovo non
rabile, eloquente e vero teologo, e uno solamente colla predicazione, ina coll'a-
de'tanti impugnatori degli Ebrei ed an- scollare le confessioni, e fare il resto di
co de'maometlani; e il cardinale Ugone ciò che riguarda l'amministrazione della
di San T itlure. che sebbene mostrò pio- penitenza. Per quest'effetto in ogni chie-
pensione per le questioni scolastiche e al- sa cattedrale vi sarà un maestro che in-
le troppo sottili speculazioni, nondimeno segnerà gratuitamente, e al quale si as-
conservò sempre il decoro e la teologica segnerà un beneficio sufficiente. Né soia-
gravità, e la sua grand' opera lo mostra mente nelle chiese cattedrali, ma nelle al-
mi vero teologo, e lo rese benemerito ilei- tre, le cui facoltà potranno bastare. 11 ca-
la teologia. Il metodo scolastico, oliiechè pitolo eleggerà il maestro per insegnar
eia secondo lo spirito del tempo, servì gratis la grammatica, eie altre scienze
opporlunameiile nelle controversie con- secondo la sua capacità," Ecco il canone,
tro gli ei elici. del i.° concilio, » Le chiese metropolita-
La disciplina ch'è presentemente in vi- neavranno un teologo per insegnar a'preli
gore in tultu la chiesa Ialina, di assegna- la s. Scrittura, e principalmenle ciò du-
re cioè una ptcbeuda le(;logaIe ne'capi- concerne il governo delle anime. Si asse-
tuli per lasussistenza del canonico teologo, giierà a ciascuno di questi maestri la ren-
vuolsi che abbia avuto principio in Fran- dita d'una prebenda sinattantochè inse-
CKi;e vi è un oid manza riportala iieli.°to- gneià, senza ch'egli per questo di venti ca-
mo de'Capilolaride'rediFrancia,eim'al- nonico." Di questi canoni feci menzione
tra nel Capitolale d'Aquisgrana. Ales- descrivendo breve que'due concilii ge-
in

òaiidro III \\fì\i I


79 celebrò il concilio di nerali. Così il 2.° concilio ordinò che nel-
/><^/^7v///o //y^nel quale fu presci ilio per le melropolilane si aggiungesse allo sco-

lulta la Chiesa che ogni cattedrale e col- lastico maestro di scuola, un Lettore teo-
legiala eleggesse un maestro di scuola, ed logo; dipoi in diverse chiese due uffizi i

il concilio LateraiiO 1F\ adunato nel


i\\ furono onde il prebendato leolo-
riimiti,
I 2 5 da lìuivccnzo ///versalo in ogni
1 gale fu chiamato scolastico; in altre re-
scienza, decretò che avessero le metropo- slarono distinte e separale la prebenda
litane un teologo. Ecco il canone deli." teologale e la scolastica. Lo scolastico del-
conciliu.'sSiccoine accade s[)esse voltc',che le collegiate visitava anche la diocesi. In
I \escovi non ponilo aniinmisliaieal pò- molli luoghi la prebenda dello scolastico
[lulo la parola di Dio pcr6oiialmeutr,u>as- Iti unita a quella del Pri/iiiccro, eoo l'iu-
TEO TEO 5 t;

carico d'insegnar le lettere e i precetti della obbligarono i professori a raccogliere in


ttidecallolica. Noterò col p. ab. Bini, iMc- ristrette somme e libri di sentenze, intieri
morie istoriche della Perugina Univer- corpi di tutta la teologia, da potersi det-
iità, p. 17, che non deve sorprendere se tare e spiegai e in pochi anni nelle scuoIe,e
ne'priini del secolo XIII non esista me- impararsi dagli scolari. Questi libri disom-
morie che in Perugia s'insegnassero pub- me e di sentenze sembrando aridi, si fe-
blicamente le sagre e teologiche discipli- cero nuovi coinmeoti, si mischiò la vana
ne; giacché come dimostra il Tiraboschi filosofia d'alcuni colla teologia, s' intro-
nella Storia della letteratura italiana, dussero questioni che ne produssero delle
queste mancavano pressoché in tutte le altre, che poco niente aveano chetare
uni versila allora esistenti, e la ragione de- colle proposizioni teologiche, alla cui in-
Tesidesumere dall'essersi dal concilio di telligenza doveano servire, discostandosi
Laleianu l\ ordin:ilu,cheogni chiesa me- così molti teologi dalla semplicità de'pri-
tropolitana avesse un teologo, il quale al mi scolastici. Lo spirito dialettico o so-
clero e al popolo spiegasse i dogmi ed i fistico allora dominante nella Scozia e
precelti della religione. I chiostri de're- in Francia formò quello stile barbaro
,

goiari abbondavano altresì a que' giorni e disgustoso denominato comuneinenU:


di valenti e insigni precettori delle sagre icolastico. Parlando TAndres del meto-
dottrine, e ne rendevano perciò quasi su- do scolastico, dice che ha suoi vantaggi, i

perfluo riiisegnauieiito nelle università. che dichiara, e ponilo renderlo utile a'teo-
Il perchè iti quella antichissima di Bolo- logi;ma pe'difetli,che pure enumera, con-
non si
gna, ove fioriva ìaGiurisprudenza, clude che riesce poco gradilo, generalmen-
trova monumento alcuno che faccia men- te a' buoni teologi. Questo metoilo però
zione della f'ucollà teologica sino ali 362 ricevè maggior autorità versola metà del
in che l'inlrodusse Imiocenzo VI. Quindi secolo XIII, coll'usoche volle farne il do-
a pocoapocole università ebbero una più menicano b. Alhei-to il Grande, il più e-

regolare istituzione, e se ne aumentò il nu- rudilo professore che si fosse veduto nelle
mero nel secolo X i II. 1 n questo pure si mol- scuole, e ili.°de'lalini entrato con inde-
tiplicarono le scuole e le cattedre per ogni fesso studio a ricercare quanto ne' filo-
ramo di sapere,e prepararono il florido ri- sofi greci, latini, arabi, ebrei ed egiziani
sorgimento delle lettere, insieme agli stu- vi era di più accurato ed esatto, e fu au-
di teologici. Le scuole del Palazzo apo' tore d'una somma teologica, d'una bib-
.stolicofurono stabilite da Onorio Ili co' bia Mariana in lode della i>. Vergine, che
Lettori del sagro palazzo, acciò spiegas- poteva dirsi una Maiiana teologia, oltre
sero la Scrittura e vi esponessero le que- altre opere filosofiche e teologiche: fu il

stioni teologiche più astruse, ed ebbe pu- teologo più scolastico che fino allora a-
re per tal Papa l' origine il p. Maestro veano veduto le scuole. In questo stalo
del sagro palazzo, il quale è considera- trovò la teologia il suo discepolo l'ange-
lo come teologo del Papa e deve esami- lico s. Toinmaso d'rJff ni/io (ìoinetùcaiìo,
nare le opere prima che si pubblichino col- il quale seguì metodo scolastico stabili-
il

la stampa. A lutto contribuì s, Domenico to nelle scuole per più d'un secoli>, e con
fundalore dell'ordine de' Predi calori i\ei- esso scrisse molli libri lllosofìoi e teologi-
li per \inD Olile aie aìii. Frattanto si era re- ci. Egli però con più profondo ingegno e
sa più universale la filosofia peripatetica, sodo giudizio di tutti gli altri commen
e questa vieppiù s'introdusse nella teo- lo e spiegò la dottrina d'Aristotile, econ
logìa. La pubblicità delle scuole, ilnume- più religioso e illuminato zelo ne corres-
roso concorso degli scolari, e la mancan- se gli errori. Egli con profonda maestri,»
la de' libri necessari per tanti studenti, trascorse i vasti e sublimi campi della
56 T E O TE C)

scienza teologica, clnnclo nuovi lumi per per tanlo tempo la Chiesa,
ni e afflissero

l'intelligenza delle materie non abbastan- puie servirono alquanto a risvegliare i

za illustrale. Le cine più grandi, più su- teologi da'vaiieggiamenli a cui s'iucaui-
blimi e più imporlanli opere del dottore minavano lescuole, e a richiamarli al ve-
s. Tommaso, sono la somma della fede ro sentiero dello studio delle cattoliche
cattolica contro i gentili, e la somma di verità, per combattere l'acutezza sofisti-

tutta la teologia, con quella purissima dot- ca degli eresiarchi dotali di teologica e-
trina di cui è piena delle sue lodi tutta la l'udizioneje poi vi contribuì ancora la ce-
Chiesa, e che Io fece maestro
divenire il lebrazione de' AVzo*^/ di Pisa, Costanza,
di tutti i teologi posteriori; anzi sarebbe Basilea (d'ambedue riparlai a Svizzera),

riuscito più portentoso se fosse fiorito in e di Firenze. In quello di Basilea perla


secolo meno depravato di gusto pegli stu- I.'' fu stabilito che i teologali sarebbero
di scientifici e più illuminato. Tuttavia canonici. Eccone il canone. « Alfinchè i

è venerato come il Dottore dì s, Chiesa benefizi sieno pieni di persone capaci, vi


più benemeritodell'esattezza e verità tee-. sarà un teologale in tulle le chiede catte-
Jogica, e delio studio di questa scienza sa- drali, e questo dev'essere canonico, dot-
gra. Glande e glorioso dottore fu pure tore o baccelliere in teologia, che abbia
il conìemporaneoj rancescniio s. Bonn- studiator o anni in una università privi-
yentura Fidanza caróìnaìe. Il correligio- legiata. Che in ogni chiesa cattedrale o
so Giovanni Diuis detto Scoto, famoso collegiata si darà la 3.^ parte delle pre-
teologo decorato col titolo di dottore sot- bende a' graduati dottori, o licenziali o
tile, colla sottigliezza del suo ingegno in- baccellieri in qualche fìicollà. Che curali i

ventò nuove questioni e nuove arguzie, delle città muralesarannoalmeno profes-


e stabilì principii differenti da quelli di sori in arti(o scienze) ".Altrettanto ordina-

s. Tommaso, e formò un partito o una rono la PraniniaticaSanzione, ed WCon-


jiuova scuola teologica diversa dalla To- cordato di Leone X, per la Francia. In
inistica o dottrina di s. Tommaso, detta oggi però regolamenti sono variati, se-
i

pure Tomismo e Tomisti quelli che fan- condo diversi stali, e il corso di teologia
i

no professione di segui ria, pari icolar men- viene fallo comunemente ne'seminari, nei

te i suoi domenicani. Allora i francescani si collegi e nelle università. Di più lanlo il

dichiararono Scotisti, cioè teologi scolasti- concilio, che la prammatica e il concor-


ci attaccati eseguaci della dottrina e senti- dato, statuirono per doveri e funzioni de
mento dello Scoto; e lutti quelli che con- teologali, di lisiedere nelle loro chiese, e
correvano alle loro scuole ne abbracciaro- di piedicare e dar lezioni due volte o per

no il partito, e si disseroanch'essi Scotisli. lo meno una volta per settimana: dove-


Bonifacio P III fondò 1' Università Ro- ri che poi variaronosecondo i luoghi. Cir-
/?z«7/Y7, colle cattedre e facoltà proprie de- ca i diritti e privilegi de'teologali, secon-
Le contese tra Giovan-
gli sludi generali. do i detti concilio, prammatica e concor-
ni XXII e l'ordine Francescano stdl'abi- dato, il teologale che adempie a'suoi do-
to e la loro povertà, tennero in agitazio- veripredicando o insegnando, è con'^ide-
ne per qualche tempo le scuole teologi- ralocome presente al divino ur(izio,e ben-
che. Le al tre questioni agitale da quel Pa- ché non vi abbia assistito può percepire
pa, furono poi da con chia-
lui ritrattate generalmente tutti frutti della sua pre- i

ra Pro/è.y.v/o/ie della fede cattolica. Dipoi benda, al pari de'canooici che vi hanno
fiorì per teologia Gregorio XI. Le suc- assistito. Dipoi il concilio di Trento fece

$ive eresie, che firmarono le varie sette un simile regolamento. Fu permesso ai


de Fiele/isti e degli Ussiti nel fine del se- teologali la rassegna di loro prebenda leu

colo XIV, che produssero tanti disordi- logide a persone capaci di possederla, et!
TEO TEO 57
anco eli permutarla. Gran merilosi fece decreti conciliari, si estese alia Germania,
nelle scienze ecclesiasliclie il cardinal Pie- alla Francia, alla Spagna ed agli altri sta-
tro d'yiyllì, che seppe unire alla teologia ti cattolici, ne'quali simantennero costan-
lont'altre cognizioni e molteplice erudi- temente il grado e l'ulììzio di teologo o
zione, e fornìò nella sua scuola Giovan- teologale. Nel i^j i fu creato Papa Sisto
ni Gersone. ed altri eccellenti teologi del IJ professore di teologia e acutissimo teo-
secolo XV. In questo i greci divisi da tan- logo. Il rifiorimento della teologia avven-
to tempo da'lalini,aveanoaltrognsto ne- ne nel secolo XVI, al modo che lo rac-
gli studi, agitavano altre questioni, e col- conta Audres nel cap. 5, osservando che
tivavano per così dire un'altra teologia, nel listoiamenlo de'buoni studi, la teo-
la quale seguì un corso di ve^^o da (juel- logia era forse la scienza che più avesse
lo della latina; ma la Grecia non avea più lardato a coglierne i fruiti. I memorabi-
quegl'illustri teologi da poter slare a con- li avvenimenti di quel famoso secolo, che
tìontode'Iatini. Nondimeno la greca teo- in tanti aiticoli descrissi, le rapide e stre-
logia liuninosamente spiccò nel suddetto pitose rivoluzioni che in brevissimo tem-
concilio norentino,nella grande questione po alterarono la faccia della Chiesa, fece-
(leda processionedello Spirito santo, che ro nascere in qualche modo una nuova
teneva da tanti secoli divise le due chie- teologia, per la cognizione delle Lingue
se greca e latina; quindi il Primato de! a nliche e dell'ecclesiastica Ziriif//:;z'o«e,che
Papa, che non solo dagli scismatici fozia- in peculiar modo si coltivarono per le ri-
Ili, ma da tutti gli eretici è stato sempre cerche teologiche. In tal modo la teolo-
orgogliosamente contrastato; la composi- gia si rese più ricca e più castigala, col-
zione delP<7«eeucarislico, il Purgatorio, l'aggiunta dell'antica erudizione e vera
l'utilità de Suffragi pe' Defunti, e altri letteratura; si esercitò con clamorose di-
punti contrastati che doveansi decidere spute e rinomati scritti. Tante, e sì per-
nel concilio. In esso concilio il cardinal tinaci e feroci eresie che produssero quel-
GiuiianoCej'ar/msi mostrò profondo teo- le Sette, comprese nel generico nome di
logo, e benemerito ne fu pure il cardinal Protestanti, che sventuratamente fecero
Giovanni Torrecreniata, benché piìi ce- prevaricare tanta p^v\.eA'\Germania,\' In-
lebre canonista che teologo; mentre so- ghilterra, la Scozia, la Svezia, la Dani-
pra lutti fece onore alla greca teologia il marca, la Norvegia, iPaesi-Bassi, la
gran jBessarione poi cardinale. Insegui- Svìzzera, ed oltre altri popoli, anche 1'^^-
to nell'Italia, sebbene fossero fondale in //.'pr/r« per l'introduzione degli errori re-
tulle le università e anco in molti altri ligiosi, dierono però nuovo vigoreagli stu-
stabilimenti comuni a tutte le città più di teologici, un nuovo gusto alle scienze
considerabili, cattedre di teologia separa- ecclesiastiche, perle tante controversie a-
te da quelle ch'erano ne'primi tempi pres- gitale caldamente, difese o impugnate da
so le cattedrali,sicontinuò tutta viaa man- tanti eminenti teologi e da tanti uomini
tenere quest'insegnamento presso molte grandi, che produssero eziandio la rifor-

chiese, come continuò pure a insegna-


si ma della disciplina ecclesiastica, e la ce-
re la teologia ne monasteri e ne'conven- lebrazione del sagrosanto concilio gene-
li degli ordini religiosi (come si fa tutto- rale di Trento, che si rese immensamente
ra); e in lultelecaltedralie in molte col- vantaggioso alla Chiesa e alla teologia col-
legiale ancora si conservò il grado e il ti- le sue venerate decisioni. Fra le sue pre-

tolo di teologo ad unode'canonici, il che ziose ordinazioni, va rammentata la rin-


ricorda l'antica istituzione delie scuole di novazione i\e Seminari vescovili con as-
teologia presso le chiese più insigni. Que- soluto vocabolo speciale, per 1' insegna-
sta discipliua,coniermalu altresì da vari mento delle scienze ecclesiastiche e priu-^
58 TE O TEO
ti|>(iliiienle delle s. Scrilture, e della sa- rido canonico, o che pei* pubblica testi-
qia teologia piecipuamenle morale, on- monianza di qualche accademia sia di-
de divennero le scuole piùrispellabili del chiarato capace d'istruire gli altri". Os-
cn>tìauesi(iio. Gli scriltori della vita di s. servano alcuni, che l'istituzione del teo-
Gaetano fondatore òe Teatini e patriar- logale o canonico teologo, il concilio 1' e-

ca de'cliieiici regolali, attribuiscono a lui slesealle chiese collegiate fondate ne'Iuo-


1 insinuazione a'padri dell'erezione de'se- ghi in cui evvi un clero numeroso; e ch'è
nunari per l'istruzione riforma del cle- e ancor dubbio se ciò debba intendersi del-
ro. Altri danno questo vanto a s. Ignazio le collegiate che trovansi nella città ve-

fijndalorede'(^(',9ji77/', e ad esempio del giù scovile essendovi un teologo nella chiesa


ila lui istituito Collegio Germanico (di cattedrale, e che ordinariamente si usa a
cui e della benemerenza di s. Ignazio ri- non istituire teologali in quella sorte di
parlai a Seminario romano). Inoltre d con- collegiate. Sulla scella e approvazione dei
cilio di Trento a riparare la rilassatezza teologali, il concilio nulla determinò. Nel-
del clero, non solo raccomandò a'vescovi la lettera enciclica di Gregorio XVI, In-
la cura che venissero annunziate frequen- ter praeeipuas, degW 8 maggio 84451^0" I

temente nelle diocesi le s. Scritture e la go che il concilio di Trento provvide che


legge di Dio. ma ampliando l'istituzione in ciascuna chiesa o cattedrale o collegia-
del concilio di Laterauo IV, abilitò lutti i ta delle città e grandi terre non mancas-
\escovi ad erigere la i. "prebenda canoni- se una prebenda teologale, da conferirsi
cale vacante in teologale stabile, in cia- a persone certamente idonee all'esposizio-
scuna chiesa cattedrale o collegiata, con ne e interpretazione della s. Scrittura. Di
questo canone.» Il s. Concilio pieno di ri- più il Papa dichiarò all' episcopato cat-
spetto e di attaccamento per le costituzio- tolico, che la s. Sede sempresi congratula-
ni de'Papi e de'coucilii, non volendo che \aco'vescovi,se presso di loroi prebenda-
si trascuri di trar proOtto dal tesoro ine- ti teologi ben adempivano l'olfizio di leg-
stimabile iWLiliri santi, ordina a'vesco- gere pubblicamente le s. Lettere, e come
vi quando si troveranno nelle chiese de- non mai intermetta dì eccitare e di aiu-
gli onorari fondati per professori di teo- tare le loro cure pastorali, se in questo sie-
logia, di obbligarli in tutte le maniere pos- no riuscite meno fruttifere.
sibili a spiegare e a interpretare la s. Scrit- Essendosi staccati dalla Cattolicackie-
tura, e di non conferire tal sorte di sti- sa, fuori della quale non vi è l'eterna sa-
pendi se non a persone capaci di adem- lute (e lo ripetei nel voi. LXXl, p. i84),
piere da se i carichi, che vi sono annessi. quegli stati che rammentai poc'anzi, do-
]N()i vogliamo altresì che si coltivi la let- po la fatale e pretesa riforma dell'infeli-
tura della s. Scrittura nelle comunità dei ce, audace, furbo, maligno e tristo Lute-
monaci, e che si stabilisca eziandio que- ro, riuipastalore di condannati e neglet-
sta pratica sì nobile e sì essenziale ne' col- ti erronei insegnamenti, le scuole di teo-
legi pubblici, dove non fosse stala anco- logia diventarono ne' sedicenti paesi ri-
ra in vigore; e diesi rinnovi in quello ove formati, ossia eretici, più numerose e più
trascuralo si avesse di continuarla dopo attive, perchè olire l'ordinario insegna-
il suo stabdimento". Un altro canone de- mento, cominciò allora l'età delle già ac-
cretò:" Chequeglichesarà scello per una cennate controversie, nelle quali si distin-
chiesa cattedrale, deve avere tutte qua-
le sero i pili grandi ingegni, e generalmen-
lità richieste da'sagri (^7/^0/;?, quanto al- te gli uomini più dotti del protestantesi-
la ec; e che abbia ottenuto in
nascila, mo e ilei callolicismo, anche con opere
qualche università il grado di maestro ,
f linose, tutti I ammenlatie qualificali dal
dottore, licenzialo iu Teologia, Di' dolio gesuita Andres. Egli Uà gli eretici
e

TEO TEO 59
die produssero il bene letterario d'eccl- pò .y^irZo/c/o, Gregorio Co/-fe«',Reginal-
tare i teologi cattolici a studiare ne'siioi do Po/o; e così molti altri personaggi e
fouù la scienza teologica, e a trattarla con lellerali, ecclesiastici del clero secolare e
più conveniente dignità, nomina l'ardi- regolare impiegiirono le loro cognizioni in
lo e accorto /yf/^c/o, caporione de'nova- dilesa della cattolica religione, con opere
lori, die fece nascere tante controversie teologiche. Agqiunge l'Andres, che ad o-
teologiche, e occupò seriamente l'animo nore de'progressi della teologia, nel seco-
de'leologijed isuoisegiiaci ediscepoli /^»- Io XVI basta ricordare il già celebrato
Icrd/ii che ne abbracciarono i pestiferi concilio di Trento, assemblea piena di
errori, tratti più dall'amore della novità dotti prelati e di rinomati teoloi^i, dove
e dallo sciolto freno alle passioni, che dal- potè la teologia comparire in tutto il suo
la dottrina arbitraria e capricciosa del- splendore,e tra'caidinali che v'mterven-
l'impeluoso eresiarca. Uno di essi Zuin- nero vanno nominali Seripando, Moro-
glio fu caposelta deZiu'/igliaiii, altri die- Jiie Oslo. vi convennero tanti teologi ca-
I

lono origine agli yliiaÌKittistie Mciiìin- paci di ben discutere le materie e rischia-
nili, altri a diverse sette. Tra di esse fé- rare le controversie, che formarono il più
ce più strepito e numerosa sussiste quel- venerabile e numeroso congresso di teo-
l;i (\e Calvinisti^ da'quali con altre deno- logi che si fosse mai veduto in tutta la

liiinazioni uscirono (pielle sette che nar» Chiesa, li metodo stesso di trattare le ma-
ral a'Ioro articoli ; insorsero pure diver- terie usato in quel concilio, die campo di
se sette tra gli sfessi dissidenti per que- farvi spiccare assai più che negli altri la

stioni d'opinioni, e per non dire di altri teologica erudizione. L'Andres poi cele-
qui ricorderò i Scrvctisti ed i Sociniaiti, bra ancora i Toledo e Brllarini'
gesuiti
e quelle descritte a Inghilterra, Scozia /K',edu jPtVTO//,che meritarono la s. por-
e Svezia. In mezzo a tante deplorabili no- pora. Mentre protestanti erano così com-
i

pita, a tante eresie e scismi, la chiesa cai- battuti da'caltolici, si dibattevano fra lo-

lolica seguiva costantemente le antiche romutuamente, e si divisero ad ogni mo-


sue tradizioni autenticate colla credenza mento in più e più sette, che si dilania-
di tanti secoli, e rimanendo immobile nel- rono con ostinate dispute teologiche e ,

la sua santa unità alla Sede Apostolica, controversie di credenza. Intanto con più
procurava con saggie conferenze e collo- impegno i cattolici coltivarono le scieu-
qni,coQ assemblee e con sinodi, con lega- ze teologiche, vedendosi frequentemente
zioni, nunziature e con mediazioni, con li- obbligati ad entrare in lizza cogli avver-
bri e scritti di varie sorli, e cou ognimez- sari, ed a sostenere in voce e in iscritto

zo di richiamare gli smaniti suoi figli, la purità degli antichi dogmi, ed anco a
d'impedire ulteriori divisioni e rotture, dibattersi tra loro stessi per le questioni
e produceva in più classi di persone dot- che spesso agitavansi nelle scuole. Men-
ti teologi, che combattessero le nascenti Ire la Germania eia Francia, e i piùsu-
eresie e illustrassero le dottrine cattoliche, blimi ingegni della chiesa latina si dibat-
Do[)0 aver 1' Aiuires celebralo (iiovaniii levanoin polemiche discussioni sulledot-
e il nipote Gio. Francesco Pico della J//- trine de'uovatori, queste giunsero eziau-
randola, per aver contribuito al rifiori- dio ad eccitare le già sopite menti de'gre-
mento nomina Erasiìio^
della teologia, ci, la cui teologia giaceva da molto lem-
secondo alcuniereticooalmeno di dubbia pò in oscuro e ignobile silenzio; ma poco
fede, che tanto giovò ad essa. Tra cardi- i potè propagarsi tra gli scismatici greci la
nati diesi applicaronoaconlulare i nova- dottrina degli eretici luterani: i inedesi-
toii, ricorda TouiaiasoA^;V)oGaetano,Gio- mi tentativi fecero i calvinisti, con qual-
\'umii /wòt/uv, Gaspare Coiiiariìii,i^icu- die successo per la professione di fede, che
- 1

6o T E O TEO
avea molli de' loro errori, del palriuica snellismo furono motivi dì gravi contro
Cirillo Lucari, per cui hi deposto. L'Aii- versie nelle scuole cattoliche, e di questio
dres chiama il celebre Leone yf///rtct/, cu- ni teologico-moraIi,e BenedelloXIll ter
stode della biblioteca Vaticana(della qua- minò l'affare degli appellanti giansenisti
le ripìirlai a Stamperia Vaticana), i'id- QuestoPapa nel concilio romano deli 72;
liuio teologo che abbia conservalo l'ono- per lo stabilimento della prebenda teolo
re letterario della Grecia. Dopo che il con- gale, a forma del decretato dal concilia
cilio di Trento avea meglio stabilito la di Trento, rinnovò la prescrizione dell

jnebeiida teologale nelle cattedrali, il dot- lezioni che il canonico teologo dovesse fa

to s. Pio V nel I 570 l'istituì nella Cliic- re pubblicamente al clero, ed anche al pò


sa di s. Fictio ili } aticaiio, e l'assegnò polo, quindi emanò la hoWa, Pastorali
al p. Manriqnez domenicano, maestro del ojjlcii, de' 1
9 maggio 7^5, Bull. Roin.
1 (

s. palazzo, ed a'suoi successori domenica- 1 I


,
par. 2, p. 4 4- Decernitur, ut in Ec
'

ni col canonicato, allineile potessero in- clesiisCatli,cdratil>usItaliae,itisularu7n


st'gnare la teologia di s. Tommaso alle que adjaceìitiiun pracbcnda theologa
persone del capitolo, ed a quelle del pa- lis, et canonicus potiiitcntiarius inslitua
lazzo apostolico. Ma Gregorio Xlll che tarj culli quibusdain ordiiiationihus. Li
gli successe, considerando che tale dispo- prebenda del Penitenziere delle cattedra
sizione poteva sembrare ingiuriosa al cle- li è di antica istituzione che meglio pre
10 secolare romano, rivocò la bolla d'isti- scrisse il concilio di Trento, e che si con

tuzione, e ordinò che la prebenda si con- ferisse a un teologo dottore o licenziate

ferisse a un dottore in teologia di detto in teologia. Poco dopo la cattedra apo-


clero. ! noltre G regorio Xlll per coulribui stolica fu illustrata dalla dottrina di Bene
re all'istruzione del clero nella teologia, detto XIF. Nel decli nar del secolo XVI 1

aderendo agli ordini del concilio di Tren- fece clamore e preoccupò teologi l'ope i

to, prescrisse che ogni chiesa cattedrale ra di Hontlie.ini o FebrGnio,conlro la qua


fosse obbligala a mantenere un lettore le il celebre gesuita p. Zaccaria pubbli-

teologo. A decoro della scienza e per uti- cò V Antì-Febronio, come fece strepito i

li là del la s. Sede, il successore Sisto V, teo- pseudo-sinodo di P/.yto/<? del vescovo Ric-
logo egregio, stabili che tra il Sagro Col- ci. Fra gli eccellenti teologi di quell'epe
legio sempre vi fossero 4 cardinali alme* ca mi limiterò a ricordare il cardinal Già
nodegli ordini mendicanti maestri in teo- cinlo Gerdil barnabita, ed il p. d. Man
logia. Frallanto gravi controversie insor- ro Cappellari camaldolese. Il J ."pubblici
sero pel i?a/rf«e?//;?o, il cui autore Miche- quelle dottissime opere che riportai nella
le Baio fu condannato pe'suoi errori da biografia, il 2,° aueritò nel i83 1 d'essere
s. Pio VeddGregorioXIlI.Ma la proscrit- sublimato a! pontificalo col nome di Gre
ta dottrina non si estinse, e ne nacque al- gorio XVI, e del quale ripeterò il dette
tra più pregiudizievole eresia nel Gian- a Roma, che fu uno de'più dotti Papi (

senisiìio, per sostenere Cornelio Gianse- profondo teologo. 11 eh, mg.' Mario Fé
nio la dottrina di Baio; per cui Urbano lice Peraldi, infaticabile e valente scritto
Ville Innocenzo X condannarono 5 Pio- reconlemporaneo,neli833co'tipidiLuc
po*t:./o«/.Seguendone gli errori Qnesnel- ca ci ili è la Lettera ad un giovane ab'
/o, il dotto e zelante Clemente Xlcondan- bate studente sagra teologia.Quesìa può
liòioi proposizioni di sua opera. Verso dirsi un sugoso e ordinato estratto di

fpiesl'epuca fiorirono i gran teologi e car- quanto contiene lasagra scienza, il suoge-
dinali Enrico iVb/7.s' agostiniano, b. Giu- nerale prospetto. In prima egli raccoman-
seppe M.' loiiìììiasi teatino, e Vincenzo da allo studente di essa di accoppiare col-
C^o/^/domeiiicano. Il giansenismo eli que* le istituzioni della dogmatica teologia, e
T ED T E O Ci
di congiiuigeivi contempoijineamenteal- cap. y I : Se per esser eletti \'esco\'i sie-
cuna leggeia Imluia destigli libri coli'a- no più idonei li teologi li canonisti,

iulo delle annotazioni di savio interprete; osserva che è un punto molto controver*
cioè gli prescrive Io studio della storia ec» so, quale delle due facoltà e cognizioni

clesiastica, della Scrittura, eil metodo da sia più necessaria al vescovo, riportando
tenere in quello de'sagri dogmi, propo- le diverse sentenze. Alcuni opinano coi
nendogli i uìigliori autori. Allorcliè poi leggisti, che quando nella Chiesa erano
tratta di quella parte della teologia che molte eresie, conveniva che i vescovi fos-
riguarda il romano Pontefice, la sua su- sero teologi per poter disputare cogli e-
premazia e giurisdizione in tutta la Chie- retici e convincerli de'Ioro errori; ma non
sa, e di quelle altre cose che appartengo- essendovi più eresie, la scienza delle Leg-
no a questo sommo gerarca delia religio- gi e (ìc'Canoni è più necessaria, perchè
ne Gesù Cristo, soggiunge:» Ma in ta-
di servono al governo delle diocesi meglio
le trattatonon potete affatto trascurar la che le sottigliezze e le speculazioni de'teo-
lettura d' una recente opera classica in logi, poiché l'uffizio principale del prela-
questo genere, ove colla più nervosa eru- to è giudicar le cause e le controversie
dizione trovasi fuso, m'esprimerò così, de! loro foro, e terminare comporre le

quanto da'fadri e da'piìi celebri dottori liti, al che servono le leggi, i canoni eil
astato scritto appartenente a quesl'argo- predicare; e tuttoché convenga al vesco-
mentOjCin cui rovesciati e dispersi resta- vo la teologia, si può supplire bene con
no sofismi degli avversari. Quest'opera
i altri e sollevare i vescovi di tal peso. Ma
è il Trionfo della s. Sede e della Chie* i sentonoedifendono il contrario,
teologi
sa (contro gli assalti de' novatori coni' fondandosi tiell'autorilà de'medesimi sa-
battuti e respinti colle stesse loro armi) gri canoni, e particolarmente del concilio
di d. Mauro Cappellari camaldolese, ora di Trento, che dichiarò: Quia vero Chri-
Gregorio XVI sommo Pontefice, quale, stianae reipublicae, ?ion niinus necessa-
siccome già uii espressi confidenzialmen- ria est praedicatio Evangelii, quam le-
te con unprudenteamico, reputo sia sta- ctio, et hoc estpraecipuwn Episcoporum
to dalla provvidenza innalzato a quella niunuSy statuit, et decrevit eadem s. Sy~
Sede medesima appunto per ricompensa nodus onmesEpiscopoSk, Archiepiscopo s,
del coraggioe dello zelo col quale cotan- Primates et omnes alios Ecclesiaruni
,

to laboriosamente aveala ditesa in cala- Praelatos teneri per se ipsos, si legitiine


mitosissime e spinose circostanze (la de- impediti non fueiint, ad praedicandunt
dicò a Pio VI prigione detronizzato dei s. Jesu Chris ti Evangelium". Essendo il

francesi, e la stampò neliyqq in Pioma predicare il principale uffiziodel vescovo,


nella stamperia Pagliarini in foglio); è saranno più idonei i teologi che i cano-
quindi che in tempi di taula procella e nisti, dovendo dichiararedogmi e mi- i

di tanti attacchi niuno era pia degno di steri della s. fede, il che non si può fare

salirvi del perito Maestro che conosceva senza pericolo d'errore da chi non è teo-
a fondo i mezzi di abbatterne gl'inimici ... logo. J vescovi quali successori degli apo-
Inestimabile produzione del più squisito stoli, è loro proprio l'insegnare. Conclu-
e opportuno lavoro". Del pregio dell'o- de il p. Menochio con mostrare la neces-
pera di Gregorio XVI ragionai nel voi. sità della teologia ne' vescovi, e tanto me-
LXlIIj p. j 58 e 1 09 : e nel voi. LIX, p. glio sarà se vi si unisce la cognizione dei
3 1 7 rilevai quanto fu ammirala dall'im- sagri canoni. Col medesimo avendo accen-
peratore di Russia Nicolò I, innanzi che nato come Cristo esperimentò s. Pietro,
fosse il p. ab. Cappellari elevato al car- tuttavia notai a Letterato, che tra'Papi
dinalato. Il p. .Menochio, Stuore, cent, g, dolli maggiore pure è il numero de'giu-
62 T E O TE O
recnnsiilll e (1e'canoni>li; nvenjo inoltre è riifri7Ìo tlella te<>lo^i;i, e però a lei sog-
l'ini.'ii colo e clesciilto nelle iiiografie, che giace come Iji parie al tulio, onile si dee
diversi Papi di mediocre dottrina, pure alFeriiiare che il diritto canonico e In teo-

colle altre egregie doti supplirono alTot- logia piatica siano lo stesso abito senza
timo governo spirituale e temporale. Il diderenza fi a loio.Snrnelli riporta un de-
vescovo Sarneili, Lettere eeclestastiche, creto che lascia all'arbitrio del vescovo,
t. 5, lelt. I o: Se il vescovo possa asswue- che il provvisto della prebenda teologa-
re rt//<7.yfJ7-e/;rH^«teo/og'fl/fjmr/off07'er// le leg»a solamente casi di coscienza nel-
legge canonica, risponde affermativa- la scuola di teologia morale, ed altroché
mente, perchè il detto concilio di Tien- dessi ponno spiegarsi egualmente dal ca-
io parla promiscuamente e indifferente- nonista; stringe (piindi il suodire, con di-
mente della s. Teologia e della s. Scrit- chiaiare che non resta dubbio, che alla
tura, e della slessa maniera erasi espres- piebenda teologalepossa assumersi il dot-
so il concilio di Laterano IV. La s, Sciil- torene'canoni, e lo conferma con altri de-
tura è promiscua co's. Canoni, poiché i creli che pure riporta, da'quali si ricava
decreti de' Papi sono fondali nella legge diversi canonisti checonseguironola pre-
di vina, cioè ne'libri del Testaììieitto vec- benda teologale; e nella stessa sua chic-
chioe njiovo. Provenendo dunque la leg- sa di IJisceglia, un canonico dottore nel-
ge canonica dal medesimo fonte, da cui l'ima e nell'altra legge passò alla prebeu-
la teologia deduce suoi rivoli, fa retta- i da teologale, per non esservi dottore teo-
mente il vescovo, che assume il dottore logo,edottenneancheil rimanersi m?^/?/-
ne'canoni alla prebenda teologale. Oltre lo, turno ^ et antianitate. Ora i teologi
a ciò j la teologia è parte speculativa e hanno un nuovo omaggio di vene-
reso
parte pratica, come insegna s. Tommaso; razione alla Madi e di Dio sempre Vergi-
e la legge canonica è una teologia prati- ne, contribuendo al suo nuovo triorifo e
ca, sì perchè il fine di lai facoltà è diriz- facendo plauso alla decretata sua Imma-
zare le anime per leggi canoniche alla colata Concezionequal dogma di fede; Me-
salute eterna, sì ancora perchè nel solo lo e vasto argomento che ir) breve svolsi
Toluuie de Decretali il contengono mol- nel voi. LXXIII, p. 4^ *^
^^S-'
"^' ""^'
ti casi utili e necessari tanto pel consiglio Cenni slorieiintorno al dogma dell' fni-
delle aniuìe e del foro della Penitenza, macolata Concezione, sua definizione.
quanto per reggere e govei-nare le chiese dogmatica, e dimostrazioni solenni e u-
e i beni e lìendita ecclesiastica. Sicché niversali di giubilo religioso.
per essere buon teologo bisogna sapere d TEONA (s.), arcivescovo di Alessan-
diritlo canonico, senza il quale è come dria. Succedette a s. IMassimo sulla sede
l'empirico tra'medici. Bisogna ([uindi che patriarcale di Alessandria nel 282,6 la
i sacerdoti sieno perili ne'canoni ecclesia- occiipòquasi rganni. Pel suo sapere e per
siici, servendo la teologia speculativa per la sua santità egli fu il più bell'ornamen-
c[ueìuo^U\,inriuibuspullulant/ìaereses, lo di quella chiesa, in cui annoveravansi
per impugnare i sofismi di quell'anime allora molti personaggi non meno santi,
allucinale. Senzaché il diritto canonico che dotti, fra'quali il prete Pierio cate-
è subalterno alla teologia pratica, come chisla, che meritò ilsoprannome di no-
ia parte al tutto, essendo lo stesso abito, vello Origene. S. Teona compose un'i-
che la teologia pratica , cioè quella che struzione in forma di lettera, nella quale
stabilisce la conservazione e riparazione dava delle regole di condotta a'cristiani
delle ragioni alimi, prescrivendo quello che viveano alla corte degl'imperatori,
che si debba rendere a ciascuno in ordi- ed era indirizzata a Lucianoi.°ciambel-
iic al line sopì annalurale: questo ancora lano di Diocleziano. Passò alla beata e-
T E O T E R G3
fernitii nell'anno 3oo.P».iportasi lasiin fe- dopo eh' era stato consunta da un in-
sta il 2 3 agosto, e ii patriarca s. Ales- cendio.
sandro gì' intitolò una chiesa che fece TEOPTEMPTO, Cardinale. Prete
fal)bricare in Alessandria. ilei titolo di s. EuNcbio, intervenne al si-

'J'EOXILLA (s.), martire. /'. Neone nodo di Roma celebrato nel 761 da s.

(s.), martire. Paolo I.

TEOl'ASCniTF. Eretici del V seco- TEORIA, r//<Y)r/rt. Sede vescovile del-

lo, così nominati perchè insegnavano che la 7,.° provincia di Macedonia sotto la me-
Dio il Padree tutte le ti e persone della ss. tropoli di F'ilippi, eretta nel VII secolo
Trinità aveano solFerto nella Passione di nella diocesi dell'IUiria orientale. Forse è
Gesù Cristo. Essi erano realmente l'Aiti- la stessa di Tlìcorina,(.\\ cui trovasi un ve-
chiani o fautori dell'eutiGhianismo, ben- scovo sottoscritto a'canoni;/? T'/'»//o.cliiu-

ché volessero comparire cattolici; fecero uiato Giorgio. Oriens dir. t. 2, p. gr.
stiepito e portarono con'ieguenze danno- TEOS. / ; Susos.
se in parie riproducendo gli errori dei
, TERAMO (Aprilli n). Città con resi-

PtitropnssiiiiiiX^\.\t%{a eresia ebbe per ca- denza vescovile del regno delle due Sici-

po Pietro Fullone, falso vescovo a'Antio- lie, ca[)oluogodella provincia dell'Abruz-


cliia, per aver aggiunloal Trisagio: qui zo Ulteriore I, di distretto e di cantone,
cnuifixus fs prò iioìns; fu condannata a più di 5 leghe da Ascoli di Satriano e
sino dal suo nascere da Papa s. F'elicelII loda Aquila, giace al confluente del Tor-
nel concilio di Pvoma del 4*^4? ^ '" T'al- dino e della Vezzola, sur tm'alta pianu-
io contemporaneodi Costantinopoli. Que- ra che le circostanti colline e ii selvaggio
sta eresia l'abbracciarono piu'e monaci i aspetto del monte Corno rendono vaga-
acemeli eutichiani della Scizia,dellaqua- mente svariata. E" pur sede d'una corte
le ragionandonea Tartari A, ivi ne ripar- criminale perla provincia, d'un tribuna-
lai. Rinata in oriente l'eresia nel secolo le civile e d'un giudice d'istruzione. Seb«

IX, sostenendo settari che Cristo avesse


i bene piazza di guerra di 4- classe, le sue '

patito sulla croce secondo la divinità, Pa- mura non sono in buono stato, e girano
pa s. Nicolò 1 nel sinodo romano dell'BG^ circa una lega e /4)^^^ '^ ^'"^ ^'^'"^ larghe,
1

con sentenza di scom unica.dichia-


l'est inse lunghe e bene lastricate, colle case non
rondo doversi credere fermamente, che molto alte, però costruite regolarmente
Cristo redentor nostro sostetme la pas- ein gran parte da ultimo abbellite. Il pa-
sione della croce soltanto secondo l'uma- lazzo Delfico, benché non sorga sulla via
nità, e non secondo la divinità come af- principale, mostra tutta la splendidezza
ftM'mavano bestemmiatori teopaschiti.
i di quella nobile famiglia, benemerita del-
Nota il Barouio che nel venerdì santo la le lettere e delle scienze. Fra le due piaz-
Chiesa suole cantare in greco il trisagio, ze principali s'innalza il duomo o catte-
quando si fa l'adorazione della ss. Croce, drale; nella i." piazza vedesi l'aulico pa-
senza l'aggiunta delle paiole: qui cruci- lazzo municipale. La cattedrale, ottimo e-
Jixus cs prò nohis.}^tvc\\è\\ii\\ii stessa lin- difìzio, ricca di bellissimi ornamenti è ,

gua greca, in cui fu ad esso inserita lere- sotto l'invocazione della B. Vergine As-
sia del Follone, nella medesima fosse dai sunta, e tra le reliquie visi custodisce eoa
cattolici condannala. somma il corpo di s. Berar-
venerazione
TEOPOLI, T/u'opotis.Coù chianios- do vescovo patrono della città. Vi è l'u-
e
si Antiochia, di cui meglio trattai all'ar- nico fonte battesimale e la cura d'anime
ticolo Siria, cioè Citta Dio; nome eli affidata al capitolo, che l'esercita nelle 4
ch'ebbe nel 5x8 quando Guisliniano I regioni della città, per allrellanli \ icari

la riedificò e ornò di magnilloi edifìxi, cuiati da esso eletti, ed inoltre nomina i


64 TE Pi TER
due parroclii del suburbio. II capitolo si sta, senza potersene trarre profitto alcu-
compone della dignità dell'arcidiacono, di no, mancando la via per condiuli altro-

16 canonici comprese le prebende del teo- ve. L'encomiatore nel maggio 855 eoa
1

logo e del penitenziere, d'8 beneficiati e suo decreto accordò al barone de Riseis,
d'altri preti e chierici addetti al servizio di costruire a sue spese, rischi e pericoli
divino. L'episcopio è prossimo alla catte- una ferrovia da Napoli agli Abruzzi fino
drale. Non vi sono altre parrocchie, ben- al Tronto, con una diramazione per Ce-

sì di verse chiese, tra le quali più belle so- prano, urta per Popoli, una per Teramo,
no quelle di s. Domenico e di s. France- ed un'altra per s. Severo. Remota è l'o-
sco. Conta due conventi di religiosi e uu rigine di Teramo e lo attestano i super-
monastero di monache, diversi sodalizi, avanzi di terme, templi, acquedotti e
stiti

l'orfanotrofio, il monte di pietà, il semi- d'un vasto anfiteatro, essendosi pure rin-
nario con alunni, il collegio regio per la venuti preziosi musaici e greche scultu-
provincia, il grazioso teatro e l'orlo bo- re.Chiama vasi Iiiteramnia o Iiiteratnnct
tanico. Oltre r abbondanza de' naturali Praecudana oPraetutiana, che la distin-
prodotti di sue campagne, ove gli alberi gueva da Terni e altre città omonime,
fruttiferi , le vili e i cereali prosperano ricordate dall'Ughelli, Italia sacra, 1.
1,

molto, Teramo ricava profitto dalla sua p. 342; ed i romani, sotto de'quali fu el-

industria, essendovi fabbriche di maioli- la importante, compresero i pretuziani o


ca, di cremor di tartaro, di regolizia, di precutini nella provincia del Saniiio. Il

cappelli, fdatoi di seta, concie di pelli e Corsigoani dice nella Reggia Marsica-
provvedendo di eleganti mobilie di lusso i ria, che Teramo, Teraninensi, fu capo
circostanti paesi. Al nord del prossimo vil- de'preguntini,e poi degli Abruzzi,de'qua-
laggio di Tonicella che ne dipende, si è li in tanti luoghi ragionai. Distrutta dai
trovata scoperta una miniera dizoofitan- goti, sab sotto i longobardi a miglior for-
Irace o carbon fossile animale. Era au- tuna coU'erezione del gastaldato, e ne fa
lico e vivo desiderio degli abitanti della preposto al governo il conte Aprutino, che
provincia una strada rotabile, chediret- signoreggiò quindi i Alarsi, de'quali ri-
tanienteavessecongiunta Teramo con A- parlai a Pescina e altrove, e le altre vici-

quila, ma le grandi dillJcollà che gli al- ne genti, dando così alla regione il nuo-
pestri luoghipresentavano el'enormespe- vo nome di yéprutiìiuin. Dice Corsigoani
sa occorrente, furono superati dal regnan- che il nome di Abruzzo alcuni lo fanno
te Ferdinando II, dopo che nel 847 ono- 1 derivare dall'asprezza d'alcuni suoi luo-
rò di sua presenza Teramo. Riconosciu- ghi, o da Teramo già capo de Preganti'
tasi dal benefico re l'utilità della sospira- ni,o dall'abbondanza de'cinghiali detti ia
ta via, ne decretò l'esecuzione a spese del latino Apri, ede'porci eccellenti che ivi
real tesoro, che v'impiegò considerevoli in copia si trovano. Osserva che la regio-

somme, ed in breve tempo con general ne fa per insegua una testa di cinghia-
sorpresa e giubilo de' teramani, degli a- le, e che suoi popoli furono assai cele-
i

bruzzesi e aquilani, si è sviluppata sulla si- bri in tutti i secoli, con aver vinto e supe-
nistra sponda del fiume Vomano in mezzo rato diverse volte romani, ed aver ezian-
i

a que'monti creduti sino allora inacces- dio sempre avuto unti vasta e ampia pro-
sibili una bella via, sorgendo per Tera- vincia, e fu considerata lai. "del regno e
mo un' era novella di prosperità. Inoltre la parte principale della regia dogana. Ri-
il re pel bosco Martese fece che la strada ferisce l'Ughelli che l'evangelofu promul-
si aprisse e si usufruttuassero alfine i leso- gato in Teramo e negli Abruzzi ne'tem-
ri ivi racchiusi , cioè gl'innumerevoli e pi degli apostoli, poi erettavi la sede ve-
smisurati abeti, che perivuuo per vetu- scovile nella provincia ecclesiastica di
TER T E R 65
Cliicli, immedialamenle soggella alla s. puraqueveslire,ctiani judicc.i causis cO'
Sci^^i, come lo è tuttora, la cui diocesi fu ^iiosceiidìs slatiiere testaniciilisque la-
regolata iie'coufìiiitla Papa Vittore II nel bidiscjue conficicndis, quae rcs jìraeler
lo^y e confennali ila Anastasio IV nel snlnniRci^i'mpcrììiissacst^fdU'rìncini-
I I 53,ecouiprenLleva allora tiitlorAbruz- ///, ci iiuus ex llcgìis coiisdiariis in Co-
vo. II vescovo n'era piiucipe e dominava regni rcsidct. Missuiii .solcninitcr
/iiilii

non meno in Teramo che nell' AIjitiz- annaliis cclchrnt. us(jiu'. in. hodicrnani
zo: che assume li riportai nel voi.
i titoli dicin. Bona stabilia hnjus ecclesiae clini
LXVIII, p. IO, dicendo che iionlificando ad 16,000 modiornm nmnenim cxcede-
è lutto armato e vestito di leiro , tiene bat, hodie fere omnibus spollaia, paueis
sulla mensa dell'altare alcune armi, ed conlenta est". Teramo dunrpie nel i
1
'ì<)

all'elevazione fa esplodere una [)istola; e fu atterrata da Lorelello generale e uipo-


cl»e il vescovo Piccolomini si recò arma- le di P\.uggero I, e dovette alle cure del
to al concilio di Trento. I titoli di prin- suo vescovo Guido il òelere risorgimen-
cipe di Teramo, di conte di Disegna, con to. Dissi a Sulmona, che re Alfonso I d'A-
altri di gran pregio e giurisdizioni, si ri- ragona, per togliere le liti che insorgeva-
portano anche da Corsignani, alferman- no nella vasta regione degli Abruzzi, la
do egli purecheporta learmiad usod'al- divise in Abruzzo Cileiiore di cui è me-
tri vescovi di Gormaiiia. Di c|ueste singo- tropoli Cliirti , ed in Abruzzo Ulteriore
lari prerogative, ecco il dichiaralo da U- Il di cui è capo Acinila, ed in Abruzzo

ghelli. " Ilabet Apruliuus episcopus, le- Ulteriore I di cui è capo Teramo. Que-
luiitet possedit ex concessione regum Si- sta cititi eljbe anche il titolo di principa»
ciliaein feudmn a regia curia de demanio lo o ducato, e fu una che meglio man-
in denjanium dieta Teramnensem ci vita- tenesse l'ordine pidjblico nelle tumultuo-
tem, aliarpie multa oppida, el bona feu- se vicendedel i ycjqjSebbenecinladapiìer-
daliacum hominibus, et vassallis, ut in re- luttoda bande armate. A Giuseppe Bo-
diplomalibus.Guidoepisco-
giis speclatur naparle che per due anni regnò su Na>
pus civilalem combustam, ac desolalam poli, venneerella nella piazza di Teramo
a RoberloLoretello cornile reaedificavit, una statua, che al cadere de'NapoIeonidi
liubuitque a Rogeriorege perpetuum do- fu rimossa. I lerremoti operarono nelle
iTìinium ; lilulum ac dignitate princijiis contrade abruzzesi, e in Teramo special-
usque in hodierrmm diem retinet. Con- mente, frequentissimi guasti. Vanta Te-
flrmabal judices, recloresque civitatis, re- ramo parecchi uomini illustri,

cipieiis ab ipsis fìdelitatis juramenlo, re- La sede vescovile si vuole fondala nel
gio giibernatori baculum in signum ju- V secolo, ed ih." vescovo conosciuto da
risdiclionis tradebal. Judices appellalio- Ughelli è Opportuno Episcopo Apiniti-
num hucusque tempo-
pacifìce iustituit, luun. eletto nel 600 da Papa s. Grego-
rale dominiuin in omnibus causis civili- rio I. Poi si trova Sigismondo che Inter-
bus, criminalibusque ac aaerum et mix- venne neir844 ''"'' coronazione di Lodo-
lum imperium in tribusCastris,ac42 Vii- vico II fatta nella basilica Vaticana da Ser-
nec non in vassallis ejiisdem civilatis.
lis, gio II. Pare che un Geremia vescovo A'
AntoniusCampanusliujus Ecclesiae j)rae- prutinunivive&se neH'SoSe per lui solto-
sul inEpist. ile Interaiimiae seu Terami Ramperto prete nel sinodo di s.
scrisse
descri[)lionead cardin.Papiensem juraac Leone IV; ma Lucenzi che lo aggiunge
dignilales nonnullas recenset. TI(d)Ct{\a' lo dice dubbio. Al vescovo Giovanni nel-
([n\\) Ime dii^nilatis Antistes urbis, ut ve- r874 scrisse Papa Giovanni VII, e nel-
nari lieeat, et [erre haslani, et venahu- 1*886, coll'allo che riporta Ughelli, Carlo
lunì,el siopus sitjncedere arniatus.pur- III il Grosso fece Ira esso e Leopei lo pre-
VOL. LXXIV. 5
C,G TER TE R
te una permuta di beni. Neil' 887 Rug- cattedrale, e ne fu stampala l'edificante
gero; iieirSg Giovanni nominalo ne'do-
1 vita. Gli successe Guido deh 12.3 suddet-
cumenli di re Guido presso tghelli, pei- to, al cui leuipo Lnretello disi russe Te-
alcuni beni cambiati con Adalberto conte r imo. 11 pio e zelante vescovo radunati
Aprulino. Altri documenti provano che i dispersi cittadini, coli' autorilìi di Gu-
Giovanni governava ancora neir897, e glielmo I, che nel i 1 54 era successo al
che il conte Manfredo fece una donazio- padre Ruggero 1, rifabbricò la città, fu
ne nel 926, vivente Giovanni o altri, alla chiamalo Padre della patria , ed il re
chiesa maliice di s. Maria di Teramo. Il gliela concesse in feudo col territorio A-
vescovoLandolfo con suo diploma nel g4o prutino e giiuisdizione e dominio lempo-
concesse Avenano a Raniero a B/genera- lale, con titolo di principato per se e suc-

zione,e nel gSq una carta testifica una per- cessori. L'Ughelli che ciò riferisce, di so-
muta di beni aCaslelIoiie fatta dal medesi- pra attribuì a Ruggero 1 la concessione.
mo vescovojindi nel 960 Giovanni conte Inoltre narra la guarigione e la vista ri-
di Penne donò più beni alla chiesa di Te- cuperata da Guido per intercessione del
ramo. Nel 1000 governava i^ietro, enei predecessore s. Berardo vescovo e con-
1027 si compose nella lite che avea col- fessore, e riporta il diploma d'Anastasio

l'abbatedi s.halvalore nel contado di Rie- IV di conferma a'contìni statuiti della dio-
ti, indi ricevè nel o36 una donazione da
i cesi con ([uella d'Ascoli di Salriano. Com-
Pietro diTrasmondo7;7'0/TWtY/70 aniiiiae pianto Guido per le sue preclare gesta, nel
suae parenlwnijv.c siioriiìu. Gli successe 1 170 fu tumulato nella cattedrale da lui

nel 1 o4 Sansone,
• nel i o47 SicheriooStii- I iedificata. Ricevè l'ottimo vescovo da Ro-
guer, nel i o56 Pietro, al quale Papa \ il- berto eGuglielmo conti di Teramo il giu-
tore 11 fece restituire il tolto, ed ebbe un ramento di fedeltà per la sua chiesa, ed
giudizio col detto abbate di s. Salvatore. ebbe da Giso il castello di Bastiano, ed
Nel I 086 Ugo, neh 100 Guido che rice- a'suoi canonici fece delle concessioni. Nel-
vè de' beni da Odemondo e da Raniero lo stesso I I 70 fu vescovo Dicuìisio lodato
Sifridopel vescovato. Indi nel i i o3 Uber- pastore, che nel 74 trasferito ad A mal-
1 i

to ebbe donativi da Giso figlio del nomi- fi, glivenne surrogato Allo arciprete di s.
uato Raniero ^;ro salute aiùiuae suae, e s. Flaviano, che trasferì il corpo di s. Be-
sostenne un litigio co'nipoti di Guidone, rardo in luogo più decente della cattedra-
ed altra donazione di beni ricevè nel i i 1 le, avendolo portato colle proprie mani
da Bernardo Muto. Per sua morte con dal sepolcro sollerraneo donde l'avea tol-
concordi suffragi nel i 5 fu eletto ve- i 1 to, con gran concorso e gioia degli abi-
scovo s. Berardo o Eberardo o Bernardo tanti della provincia, restando allora libe-
nobilissimo ótcoul\Pallae Auraco Pai- ra un' indemoniala. Neh 187 altro Gui-
ladoro de' gran conti di Marsi, monaco do, che somministrò 24 militi al re Gu-
cassinese di santa vita. Ripugnante accet- glielmo II per la crociala di Terra sanlaj
tò per comando del Papa Pasc|uale 11, co- gli successe Atto verso ih igS.poi Matan-
me rileva il Corsignani, il quale ne cele- ciano morto uehaoS, in cui fu eletto Sas-
bra le illustri qualità, e come 1' Ughelli so famigliare d' Innocenzo Ili, il quale

avverte di non doversi confondere con s. per rimunerare teramani eh' erano in-
i

Berardocardinale e vescovo di lìlarsi, che tenti ad aumentare gli edifizi della nuo-
nella biografia con Cardella chiamai b.Be- •va città, con diploma confermò loro pri- i

lardi Berardo. Amantedel popoloe de' vilegi concessi da'predecessoii. Papa O-


poveri, chiaro per virtù e miracoli, mori norio II! neh 22 1 consagrò A Ito, dopo a-
neh 122 a' 19 dicembre, nel quale gior- Ver cassata l'elezione che il capitolo avea
no i<e ne celebra ìu fèsta, fu sepoilo nella fatta di alno come non legittima, e gl'i»»-
TER TER 67
giunse di procedere nel termine d'un me- Antonio Melatino teramano e canonico
nuova. Nel i235 morì Silvestro,
se alia della cattedrale; nel 1407 per elezione di
nel 124^ altro Atto. Innocenzo IV nel Gregorio XII, Marino de Tocco di Chic-
i25i elesse e consagiò il nohile Matteo li, sommo giureconstdto e uditore di ro-
de Baiato canonico della cattedrale, e dal ta, ma non avendo seguito le parti di A-

capitolo a lui raccomandato. Avendogli lessandro V e Giovanni XXIII, da que-


ascolani a mano armata fatta un'in azio- sti fu deposto dopo essere intervenuto al
ne su Teramo, ne imprigionarono il ve- concilio di Cividalc celebrato da Grego-
scovo e magistrali, e li portarono
i in A- rio XI l; Martino V lo trasferì a R.ecanati,
scoli; ed Innocenzo IV a tanta ingiuria e poi prissò a Chieli. Neli4'2 Giovanm
pose riparo, ordinandola pronta loro li- XXIII sostituì al precedente Stefano Car-
berazione. Nel 260 l'eletto Matteo de Ba-
I rara de' signori di Padova e arcidiacono
rili non fu approvato dalla s. Sede, e Cle- di quella cattedrale, e pare anche vesco-
mente IV neli2G7 nominò in vece Gen- vo, contrastandogli il possesso Marino,
tile di Sulmona, a cui Gregorio X die per indi neli472 traslato aTricarico'.l'Ughel-
successore Rinaldo dell'illustre famiglia li pubblicò il giuramento che gli prestò
de Bar ili, canonico della cattedralcjdi gran il giudice delle cause civili di Teramo. Be-

virtù e prudenza, zelò l'incremento di Te- nedetto Guidalotti perugino, poi vice-ca«
ramo e fu riconosciuto per confondatore merlengo di s. Chiesa e vescovo di Ma-
di essa. Nel 1282 Martino IV confermò cerata e Recanati. Nel 1429 Giacoraoche
Roggero preposto postulato dal capitolo, intervenne al con ci odi Ferrara; nel i443 li

che rinvenuto il corpo di s. Berardo, ne da Orvieto vi fu traslato Francesco Mo-


maggio 1284.
fece solenne traslazione l'S naldeschi, poi di Ascoli; Nicolò V ueli45o
Per sua morteBonifacioVl li rigettò l'elet- elesse il b. Antonio Fatali <y Ancona, che
to dal capitolo, e nominò nel i2C)5France- avea fatto canonico e vicario della basi-
sco, che s. Celestino V avea disegnalo per lica Vaticana, consigliere d'Alfonso I, di

Chieti; bensì nel i3oo approvò R.inaldo somma lode per le sue sanie virtìt, con-
Acquaviva postulalodal capitolo. Per sua fermando le prerogative di sua chiesa il
morte il capitolo diviso ne' pareri eles- re Ferdinando d'Aragona: nel 1460 PioI

se due soggetti, che ricusali da Giovan- II lo costituì sulFraganeo di 19/^/2^ al ni-


ni XXII nel i3i7, questi creò vescovo pote che poi fu Pio III, indi vescovo della
Nicola Arcioni nobile romano e canoni- patria ovemorìsantamente,ePio Vlcon-
co di Trani il vescovo ottenne due di-
: cesse l'udlzio e messa con rito doppio al
plomi regi, riprodotti da Ughelli, in con- capitolo Vaticano, e alle diocesi d'Anco-
ferma de'feudi e beni di sua chiesa, e fu na e Siena. Da Cotrone neli463 Pio II
sepolto nella cappella edificata da lui nella trasferì a questa sede il celebre, erudito
cattedrale, con epitalBo onorevole in ver- edeloquenteletterato Gio. Antonio Cam-
Stefano nel i 355 da canonico di Te-
si. pano, autore di dotte opere e coltissimo
ramo ne divenne pastore, cui successero: poeta, e se non moriva il Papa l'avreb-
Dell363 Pietro de Valle Avello citta- be elevato alla porpora: la madre l'avea
dino e canonico di Teramo, fratello del il partorito sottoun lauro in Cavelli nella
quale Antonello divenne lirannodella pa- Campania, onde poi assunse per cognome
tria e fu ucciso da Enrico Melatino nel quello di Campano. Paolo II lo fece arci-
1 3go; nel 1 396 Corrado Melatinus civi.Sy prete di s. Eustachio e l'inviò in Germania
canonico della cattedrale, eletto da Bo- col cardinal Piccolomini per la guerra con-
nifacio IX, e costruì nella medesima una tro i turi;hi, indi lo fece governatore di
cappella; nel[4o5perdi lui morte fu am- Todi, e Sisto IV di Foligno e Citlù di Ca-
inluistrutore nel lemporale e spirituale stello. Per le commozioni di questa e di
68 T E a TER
'J'odi, avendo il Papa mandato soldate- vinn. Clemente VII! gli surrogò fr. Vin-
sche, le quali commisero eccessi, Campano cenzo Bugiatti domenicano di Montesan-
ieclaniò,rna Sisto IV insospettitosi di lui, lo, commissario generale del s.offizio, pro-
^W tolse il governo e l'esiliò, onde ritira- pugnatore acerrimo della libertà ecclesia-
tosi a Teramo e poi in Siena, ivi nioiì nel stica: celebrò il sinodo, eresse il semina-

1477, s^pol'o liei duomo con bella iscri- rio, sovvenne poveri, fu vero padre e pa-
i

zione. Sisto ÌV gli die a successore nel store di tulli, e giace sepolto in s. Dome-
1 478 Pietro Minutolo nobile napoletano, nico. Nel I 609 fr. Gio. Battista Visconti
indine! i 479FrancescoPezzettispagnuolo milanese, agostiniano e teologo insigne,
poi arci vescovo di Taranto. Nel 1489 Gio. integro, pio e prudente; difese le ragioni
Battista Petnicci sanese, nel i493 Filippo della chiesa energicamente, pieno di ca-
Pinelli genovesc,nel 1 5i i RafliieleRota vi- rità co'bisognosi, munifico colla catledra-
cegeienledi Roma, nel i 5i 7 FilippoPor- le, fece il quadro, aumentò le rendite, i-

cellinapoletano, e nello stesso Camillo stituì due cappellani perpetui, e morendo


Porcari o Porzi nobile romano, canonico lagiimato le lasciò le suppellettili sagre.
Vaticano e chiaro letterato. Neh 522 il Neh 638 Girolamo de'conti Capitani de
dottissimo Francesco Cheregato nobile vi- Figino milanese, governatore virtuoso di
centino, noto per le sue legazioni in Ger- varie città dello stalo papale, egregio ve-
mania, Prussia e Moscovia; nel 53() Dar- 1 scovo. Nel I 659 Angelo Macesonio nobile
lolomeo Giiuliccioni (/^.) di Lucca, poi aquilano lodato, cui successero, neh 666
cardinale e vescovo di sua patria. Nel 542 1 Filippo IMonti fermano traslato ad Ascoli
Bernardino Silveri Piccolomini de'conli del Piceno; nel 1670 Giuseppe Armeni
di Celano, ornalo di molte virtù; nel 54^ i nobile di Penne vigilantissimo pastore;
amministratore il cardinal Giacomo Su- nel 1693 Leonardo Cassiani di Rossano
\'clli {f^^.y, nel 154G fr. Giacomo Barba integerriniOjZelanlede'morali costumi del
napoletano procuratore generale degli a- popolo e del clev 0, promosse il cullo e gli

gosliniani e Sagrista del Papa, da Giu- studi, visitò la diocesi predicando, ed e-


bolll liaslato nel 552 a Terni. Neh 553
1 mano utili leggi. Con questi termiiia 1'/-
Giacomo Silveri Piccolomini de'conti di talia sagra la serie de'vescovi, che com-
Celano e nipote di Bernardino, insigne e- pirò colleiVo//zù'<^///io/;?(7. Nel 1721 Fran-
1 udito, e commendevole per integrità di cesco M.a Tansi di Malera; nel 1724 Pie-
vita, lodalo pastore. Intervenne neh 563 tro Agostino Scorza della diocesi di s.Seve-
al concilio di Trento, ove mollo operò, ma ro; nel73 Alessio Tommaso de R^ossi di
i i

iìitcrfitìL uhi armatus more siioriim aii- Nardo; 749 Panfilo Mazzara di Sul-
nel 1

tecessorian saeriuìì eelehravit. non siiic mona; neh 767 d. Ignazio Andrea Sam-
adiuiratioììe Patriini. Morì nel i 58 i ed biasi teatino di Lecce; nel 1777 d. Luigi
ilsuo corpo fu portato alla sua patria Ce- Pirelli teatino d'Ariano; neh8o5 Anlo-
lano nella chiesa de' celestini, ove il fra- nioNanni della congregazione dellaMissio-
tello Alessandro un monumen-
gli eresse ne di A vezza no diocesi di Marsi.A suo tem-
to con epitafllo riportato da Ughelli eCor- po Pio VI colla bolla De uliliori domiin-
I

signani, ed in cui si legge: Jacoho iSVAr- (v/r, de'28 giugno 18 18, soppresse la chie-
rio Ficcoloìiìineu Tlicranii Prineipi.Co- sa vescoviledi Campii {^J .) e l'unì in per-
lìuliijuc Biscìinii. s. Seeuiidi et Turris
.^ petuo a cpiesta di Teran)o. dismembiaii-
Majvris perpetuo eommendatario. Gli dola da quella ò'Ortona (^ .)• Quindi fu

successe (ìiulio Ricci fermano già di Ma- vescovo nel i823 fr. Giuseppe Pezzella
rano, vicegerenle di Roma, che celebrò il di Benevento agostiniano, e l*io Vili nel
sinodo, di venerabile vita, ed erudito in I 83o gli die in successore Alessandro Be-
ogni scienza. Trasferito neh5t)2 a Gra- reltiiii d'Aquila, canonico arcidiacono di
TER TER 69
quella caltetlrale,e leltore di teologia oel io niilriinerifo poco pane condilo di sale
seminario. Per sua morte il regnante Pio o d'issopo (della cpial pianta parlai a Si'oW-
IX nel concistoro de'3o settembre i85o ga), e non mangiavano se non clie dono
vi trasferì da Uova l'odierno vescovo mg.' il tramonto del sole. Ogni
7 giorni rada-
Pasquale Taccone di Tonadò diocesi di navansi lutti in un gran monastero per
Mileto. Laampia e contiene 20
diocesi è r ivi assistere alle conferenze e partecipare
parrocchie. Ogni nuovo vescovo è tassato a'santi misteri. iVutai aCnisTiANr, parlati-
«e'ld)ii della camera apostolica in fiori- do de'/c.v.sr/, e nelfarlicolo Esseri, co-
ni 3oo, ascendendo le rendite della mensa uìe alcuni autori pretendono che lera- i

a 3ooo ducati illius inane tue non dcdu- peuti fossero rigidi (7;r<V. ed allri austeri
ctis oncrilìus. cristiani. Per la [."opinione si dichiarò
TERAPEUTA. Parola greca che si- Enricodi Valois, nelle sue note sopra Eu-
gnilìca lììcdico e sen'itnrc ajìjìUrnlo più sebio, e ne adduce le seguenti ragioni. 1.'

pailicolarmente e unicamente al servizio Filone dice de'terapeuli ch'essi non leg-


di Dio, non avendo altra cura che quella gevanoche la legge e profeti. 2.' Ch'essi
i

della propriaaaima. PerquantodicoaTE- aveano libri de' loro primi fondatori, il


RAFIA, i terapeuti si dissero penitenti. Si che non può convenire a'cristiani, quali i

chiamarono in greco che


/e/v//K'?(// quelli erano in quel tempo nel primo loro na-
si ap[)licavano alla vita contemplativa, scere. 3.' Ch'essi non pregavanoche 2 vol-
tanto a motivo della cura che prendeva- le al giorno. ^-'Ch'essi aveano inni e can-

no di loro anime, conie perchè essi ser- liei. 5.' Ch'erano sparsi in tutto il laon-

vivano Dio in modo particolare con una do,ilchenon può dirsi de'cristianidi qae'
maniera di vivere assai perfetto. Si chia- tempi. Della slessa opinione è Bouhier, ed
marono terapeutidi quelle vergini anzia- aggiunge non essere verosimile che Fi-
ne, per motivo di religione, le quali n)e- Ione, siccome ebreo, abbia scritto espres-
navano vita penitente vicino agli uomini saraente un libro in lode de' cristiani, e
terapeuti nella solitudine, con onesta con- nonessere del pari probabile che i cristia-
versazione, di cui parlai a Monaca, insie- ni praticassero le osservanze giudaiche al-
me Monasteri [F .) doppi che poi fu-
di tribuite a'terapeuli di Fdone. Quelli che
lono ed in occidente se ne impe-
vietati, sostengono colle Osseri>azin>ìi sulla tra-
dì l'introduzione, tranne poche eccezioni, duzione del libro di Filone da la a Ile slam
come l'ordine del ss. Salvatore (J .) fon- pe nel 1
709 dal p. Monlfaucon, che i tera-
dato da s. Liigida di iVirr/i'/. Altri chia- peutieranocristiani, rispondono. i.° Che
marono terapeuti e terapeutidi i Solita- nulla è più conforme alle pratiche della
77" e le Solitarie (J^.). Filone, nel suo li- Chiesa di quanto diceFdone.2.°Che libri i

bro della ì ita contemplativa, riferisce de'primifundatori de'terapeutisonogli E-


chepressoAlessandria d'Egittoeranvidel- vangeliiegli scritti degli Apostoli. 3." Che
le persone le quali dopo di essersi <list;ic- gl'inni di cui egli parlasono salmi di Da- i

te da' loro congiunti e dalle loro sostanze, vid.4.° Ch'eglinon ha preleso di fireilpa-
riliravansi alla campagna, in luoghi so- negirico de' cristiani lodando terapeuti, i

lilari, per dedicarsi interamente alla pre- perchè egli non li considerava che come
gliiera,alla contemplazione e alla medi- una setta d'ebrei, quali colla loro viriti
i

tazione della Aveano ciascu-


s. Scrittura. facevano onore alla sua nazioue.Niun pae-
noun luogo separato che chiamavano /?- se fu pii^i inchinevole dell'Egitto allesu-
tìri o monasteri, dose facevano orazione perstizioni del ()aganesimo, ma arrivati i

due volle al giorno e passavano il resto del tempi di benedizione predelti da'profeli,
tempo nella letltna tie'libri di Mosè, del- s. Marco fu lo strumento di cui Dio si ser-
ie profezie e degl'inni. Prendevano per .so- vi per avverare le predizioni de'servisuoi.
70 TER TER
Predicò 12 anni nelle diverse contrade glialisi de'benijSi ritirarono nella solitu-
d'Egitto, dopo di che passalo in Alessan- dine alla vita contemplativa e al servizio
dria, io breve tempo vi formò una chiesa ili Dio, presso il lago di Merida. Le loro

assai numerosa. Alcuni scrittori, insieme Celle, che chiamavano Semne o Mona-
8 s. GirolamOjCrederono che gli ebrei con steri,erano distanti l'una dall'altra. Da
\erlili ne facessero allora la maggior par- «e soli oravano e meditavano, figuran-
te, cioè terapeuti, e che fossero
i primi i dosi d'essere sempre alla presenza di Dio.
a introdurre lìeW'Egitto e massime nella Due volte il dì, la mattina e la sera, vo-
Tebaìde la vita Asceta vntW Asceterio o calmente oravano. Dimandavano la mat-
Eremo. Per questa opinione si dichiarò tina a Dio, che accordasse loro, per sua
anche il p. Helyot nella Storia degli or- misericordia, un giorno felice e loro ricol-
dini religiosi, 1. 1p. I
,
Che i Terapeuti
: masse lo spirilo d' un lume celeste; sup-

sono stati gV institutori della i'ita mo' plicandolo la sera, a svellere dal loro cuo-
vastica. Imperocché, egli dice, è una va- re qualsivoglia alTelto per le cose terrene
na immaginazioneil pretendere comincia- e sensibili. Nel restante del giorno s'im-
lo V ordine monastico al tempo de' pro- piegavano nella lettura della s. Scrittura
leti Elia ed Eliseo, come alcuni asseri- e nella meditazione, cantando inni e can-
scono e facendoli istitutori de' Carmeli- tici ben sovente: alcuni vi aggiungono il

tani, e quanto viene descritto di tali pro- lavoio colle mani. Rigorosi al maggior se-
feti, de'Ioro discepoli, de'nazareni, de're- gno erano loro digiuni, non mangian-
i

cabiti, e di Giovanni Ballista, dello da


s. do e non bevendo se non tramontato il so-
S.Girolamo principe degli Anacorcti[F.), le. Alcuni slavano per 3 giorni senza man-
e da s. Giovanni Crisostomo, principe de' giare, altri ancora passavano il 6.° senza
Monaci {V.), non fu che un'ombra e figu- che fosse da loro veruna sorta di cibo gu-
ra della vita monastica. Dice col cardinal stata. Soddisfalli di poco pane, che condi-

Bellarmino, che nella legge di natura, a- vano credevano di lautamente ri-


col sale,
vanti il diluvio videsi di questo stato una storarsi vi aggiungevano dell'isso-
qualora
immagine, benché imperfetta, la quale po. Nel 7.° giorno radunavansi in un gran-
nella leggediTI/osT- prese assai miglior for- de Semne, per assistere alle conferenze,
ma, ricevendo poi dagli Apostoli il suo e partecipare de'divini misteri. Queste os-
totale compimento, a'quali la piìi parte servanze e queste austeri tà,col restante del-
della Chiesa e degli scrittori atu ibuirouo la vita de'terapeuti, somigliante a quella
l'originedelia vita monastica, perchè me- dipoi praticatada'monaci, hanno dato mo-
diante il loro esempio, uniti co'vinuoli del- tivo di credere assolutamente, non solo
la carità i cristiani di Gerusalemme, con ad Eusebio, Sozomeno e Cassiano, ma an-
un cuore e uno spirito, venduti lo-
sol i cora a moltissimi celebri storici, che que-
ro beni, consegnarono il prezzo agli apo- sti terapeuti sieno stati i primi istitulori
stoli, per isbrigarsi da tuttociò che li po- della vita monastica. Quindi il p. Helyot
teva affezionare a questa vita. Nondime- passa a trallare. Che v'è stata una conti-
no i terapeuti abbracciarono una manie- ima successione di monaci e di solitari do-
radi vivere molto più perfetta di tali primi po terapeuti, sino a s. Antonio. Che le
i

cristiani, dopo che s. IMarco fondò la chie- persecuzioni non hanno impedito, che vi
sa d'Alessandria. Molte dell'infioito nu- sieno sempre stali de'monaci e de'mona-
mero delle persone
da lui convertite alla steri da s. Marco fino a s. Antonio. Ne-

fede di Gesù Cristo, proponendosi un te- gli aiticoli Ordini religiosi e Religioso

nore di vita giusta la piìi sublime e più riparlai di loro origine.


rigorosa morale della perfezione cristia- TERAPIA. Presso gli scrittori greci
na, abbandonati parenti egli amici, spo-
i vengono così indicale le opere che si di-
TER T E R 7

couo soddi.sfattorie i le principali delle feienza con suo fratello Rodrigo, che pre-
quali sono la Preghiera, V Elemosina, il diligeva; e la storia dei martiri produsse
higiuno, tulio quello che riguarda le u- nel cuore de' due giovanetti il desiderio
miliazioiii e simili, solite a imporsi nel- di portarsi ne'paesi de'raori, accanando
l'aulica Discijjlina della Chiesa, come E- limosina, alliiie di acquistarvi la corona
sniazione canonica o Pene canonìchc[ V.), del martirio. Pieni di questa idea fuggi-
a'colpevoli di grande e pubhlico delitto. rono un giorno dalla casa paterna; ma
Corrisponde a ciò che noi Ialini diciamo neh' uscire della città s'avvennero io un
Penitenza (F.).Qi\ìn{\\ Terapeuti ( F.) loro zio, che li ricondusse alla madre,già
corrispondono iti questo significalo a Pe- affannosa per la loro mancanza. Teresa
nitenti. Per la preghiera s'intendono o- a vea I 2 anni quando perdette sua madre.
pere soddisfultorie tulli gli esercizi di pie- La lettura de' romanzi la ralTreddò ne'
tà e di religione, come la messa, l'uffizio buoni desiderii, e le aprì la porta a difetti
divino, l'orazione mentale, i pellegrinag- maggiori. Cominciò a conoscere i doni
gi, ec. 11 digiuno comprende ogni sorta di naturali, di cui Dio l'avea favorita; sentì
pene corporali e spirituali, come l'asli- nascere nel suo cuore la brama di pia-
nenzfi, la povertà, il lavoro, le vigilie, le cere, e si studiò di abbigliarsi con elegan-
uiortillcazioni, ec. Ueleinosina compren- za. Strinse amicizia con una sua parente
de tutti i buoni uflizi resi al prossimo, nel- di spirito leggiero e mondano, la cui con-
le sue necessilà spirituali e corporali. versazione, come narra essa medesima
TEREXUTH, Therenuntus, Tiiniun- nella sua vita, la mutò siffallamenle, che
thus. Sede vescovile della 2.* Tebaide, nel della sua buona inclinazione e dell'ani-
pati iarcato d'Alessandria, sotto la metro- ma virtuosa non le lasciò quasi alcun se-

poli di Tolemaide, eretta nel secolo V, gno. Suo padre se ne accorse, e da uomo
situata versola sponda occidentale del Ni- prudente colse occasione dal matrimonio
lo. In oggi è un piccolo villaggio chiama- di sua figlia maggiore, per mettere Te-

to Tarane o Taranuth, lungi 24 leghe resa, che a vea allora i 5 anni, nel monaste-
dal Cairo.Ne furono vescovi, Arsinzio or- ro delle agostiniane di Avila. Benché ella
dinato da Teofllo d'Alessandria, ed Eu- sentisse molta avversione allo stato mo-
logio che assislè e sottoscrisse il i .°coiici- nastico, le recava però piacere il vedersi
lio d'Efeso. Oriens chr. t. 2, p. 6 1 1 . Te- con tante buone donne; l'anima sua co-
renuth, Therenunthiden, è ora un titolo minciò ad accostumarsi di nuovo al be-
\e3a)^\\ei/i partibus,i\el si{nile arcivesco- ne. La religiosa che avea cura delle peu-
vato di Toleiuaide, che concede il Papa. sionarie, seppe guadagnarne Tanimo col-
TER.ESA (s.), fondatrice delle mona- la sua discrezione, colla sua soda pietà, e
che Carmelitane scalze, e de' religiusi co'suoi edificanti discorsi, riaccendendo-
Carmelitani scalzifT.j.'ììiacciue in A vilo, le il desiderio de' beni celesti, e moderan-
città del regno di Casliglia, a'28 marzo dole alquanto l'avversione di farsi mona-
i5i5, da Alfonso Sauchez de Cepeda e ca. Dopo 8 1 mesi, essendo Teresa cadu-
da Beatrice di A huraada, entrambi di no- ta inferma, dovette far ritorno alla casa
bile ed antica famiglia, quali allevaro- i pateruii; ed allorché fu guarita passò al-
no la numerosa loro fìgliuolanza ne'sen- cuni giorni presso suo zio Pietro Sanchez
timenti della pietà cristiana. Il cuore di de Cepeda, uomo di grande virtù, che le
Teresa, naturalmeule tenero, non tardò inspirò l'amore della pietà, colla lettura
ad aprirsi alle impressioni che i primi og- di buoni libri, ond'ella conobbe non essere
getti vi fecero nascere. La lettura delle vi- il mondo che vanità, e passarcome uu so-
te de'sanli la infiammò d' un grandissi- gno. Tornata a casa di suo padre, pensò
mo zelo. £lld occupa vati in questa dì pre- seriamente ai mezzi di sua eleiua salute;
ya TER TER
ma «lovelte conibaltere quella ripiignan- poco a poco di nuovo nella dissipazione, e
za elle avea per io stato religioso, e passò trascinò la piegliiera. In questo tVatlem-
ire Diesi ingrande perplessità. L'epistole pò Teresa ch'erasi re-
inoiì suo padre, e
di S.Girolamo riaccesero il suo coraggio, cala ad assisterlo, ebbe il vantaggio di far
sì che risolvette di manifestare a suo pa- conoscenza col p. Vincenzo Daron dome-
dre il disegno che avea formato di con- nicano, di lui confessore, al quale rivelò
sagrarsi al Signore. Vedendo però che lo stalo dell'anima sua;equesto huonsa-
non polca averne il permesso, recossi una cerdote fu il princi[)ale strumento di cui

luatlina al monastero delle carmelitane Dio servissi per ricondurla alla pratica
dell' Incarnazione, per esservi ammessa dell'orazione. Tuttavia ella non ischiva-
nel numero delle novizie; locchè otte- va le occasioni di dissipamento che le e-
nulo, noti tardò a prendervi l'abilo reli- rano tanto pregiutlizievoli, e cos'i passa-
gio.so col nome di Teresa di Gesù. Iddio va una vita penosissima. Iddio la cliia-

cangiò in grandissima tenerezza l'aridità mava una parte, il mondo la slra-


dall'

dell'anima suo; gii esercizi della casa le scinava dall'altra, ed ella avrebbe desi-
di vennero piacevoli, e si trovò si conten- derato di unire due cose cos'i opposte, co-
ta, che non polca com[)rendere come fos- me le dolcezze della vita spirituale e i sol-
se nato in lei tanto pronto cambiamen- lazzi esteriori. Finalmente dopo 20 anni
to. Nel novembre I 534 pi'onunziò i suoi di continua guerra interna, leggendo le
voti; maben presto fucolpitada una già- Confessioni di s. Agostino, e veclendovisi
ve malallia, che indusse suo padre a far- dipinta al vivo, ne restò grandeinenle
la trasportare a Bazeda, dov'erano me- commossa e si ravvivò più che mai la sua
dici assai lìnomati, e siccome le carme- confidenza in Dio. D'allora in poi comin-
non facevano vo-
litane dell'Incarnazione ciò camminare a gran passi nelle vie del-
lo di chiusura,ebbe per conqiagna di la perfezione. Un gusto più vivo e piìi co-
viaggio Giovanna Suaiez, sua inlimaa- stante per 1' orazione, una somma cura
mica. iN'on valsero i rimedi a tornarla in di fuggir l'occasioni che potevanodistrar-
sanità, per cui suo padre dopo quasi un re o turbar la sua anima, tutto mostra-
anno la ricondusse in Avila, dove di uno- va già una felice rivoluzione nel suo spi-
vo consultò i metlici [)iù esperti, che di- rito. Iddio sparse sopra di lei i doni più
sperarono di poterla guarire. Passali 4 segnalati del suo amore, quelle grazie e
mesi fra acutissiu>i dolori, sopravvenne il (jue'fivori soprannalurali che fanno gu-
i3 agosto 1537 una crisi tanto violenta slare alle anime grandi quanto è dolce il
che fu creduta morta. Uscita da quel prò- sei vii lo e l'amarlo. Ella ragiona a lungo
fondo letargo, chiese sagramenli, si con- i nella sua vita sui misteri della vita inte-
fessò e comunicò versando molte lagri- riore,esponen(l(j legrazie ricevute da Dio
ine. l'oichè si mitigarono un poco suoi i nell'orazione. Dopo
aver faticalo più
di
dolori, malgratlo la sua estrema iJebolez- anni alla propria santificazione, Teresa si
za, si fece liasporlaie al monastero. Ella abbandonò al desiderio ardenlissimo di
rimase attratta e storpia, e sopportò con darsi a quella degli altri, e divisò di rifor-
somma rassegnazione ancora per quasi mare suo ordine, nel quale erasi intro-
il

Ire anni conlinui patimenti poscia ri- ;


(lolla una grande rilassatezza. Ne tenne
cupcrò mediocremente la sanità. Come- discorso con sua nipote Maria di Ocam-
chè assai regolari nel resto, le carmelitfi- pe, peusionaria nel monaslero dell'lncar-
ne a vcanolro[){)a libertà per le visite del- nazione, la quale oii'iì 1000 ducati per
le persone di mondo.Teresa non guardali- comprare una casa a questo oggetto. S.
dosi da certe conversazioni, che dapprin Pietro d'Alcantara, s. Luigi Bertrando,
cipio non le parvero pericolose, cadde a ed il vescovo diocesano furono altrcs"i con-
TE r. TER 73
suitali,ed approvarono la risolii7Ìone di gnila da 4 allie religiose, le rjuali si mii-
Teresii; oltre ili che (lesù Cristo mede- roiio a lei per recitale l'tidizioe per islriii-

simo in parecchie visioni da lei riferite, re le novizie che vi si trovavano. Ne fu-


aveale ordinato d'intraprenderne Tese- rono ricevute altre ancora, ed in breve
cuzione, promettendole felice elletlo. Su- la città fu talmente edificata dalla loro

perati grandi ostacoli, con autorizzazione devozione, che (pie' medesimi eh' erano
del Pontefice l*io IV, riuscì a fondare in stati [liìi contrari, divennero piolettrìri e
i

Avila un monastero, intilolatoa s. Giù- benefattori delnuovo istituto. Teresa vis-


.seppe, nel cpiale il giorno di s. Bartolo- se colà qualche tempo comesemplice re-
meo del 1662 fu messo il ss. Sagramen- ligiosa; ma il vescovo giudicò a proposi-
to,ed alcune zitelle vi vestirono l'abito, to di darle il governo della casa. Ella a-
Ciòera stato preparato colla maggior se- vea stabilito per fondamento della sua ri-
gretezza, poiché la casa era slata labbri- forma una mortificazione costante de'sen-
cala da sua sorella Giovanna di Alluma- si e tlella volontà, assiduo esercizio del-
daj e dal uìarito di essa, come se avesse l'orazione, silenzio fpi;isi continuo, e che

dovuto servire per loro, e una malattia le religiose non avessero per vivere che il
del cognato avea dato occasione a Teresa prodotto del loro lavoro, e 1' eleniosine
di uscire del suo monastero, senza che se deoonuittadini : i loro abiti erano di gros-
ne sospettasse. Durante la fdjbrica duine- so saio, portavano zoccoli invece di scar-
sla casa, essendo crollato un muro, rc^tò pe, dormivano sulla paglia, e non man-
sotto le sue rovine il più giovane de iì- già vanocarni che in caso di necessità. Do-
gli di Giovanna. Creduto morto e porta- po4a»iiii il suo monastero fti visitato dal
to a Teresa, lo prese nelle sue braccia, e generale dei carnjelitani,p. Iiubeo di Pia-
innalzò fervide preghiere a Dio per ri- veima, che prese sì grande stima della
chiamarlo alla vita: dopo alcuni minuti nostra santa, che le permise di food, ire
consegnò il fanciullo alla madre pieno di altri monasteri simili, e 1'
autorizzò con
vigoreedi sanila. Questo fililo niiracolosu patenti a fondarne eziandio due per gli
fu inserito nel processo verbale della sua uomini. Nel mese di agosto 1 567 Tere'sa
canonizzazione. Quando fu sapula nel si recò aMedina del Campo per slabilir-
Dionastero dell'Incarnazione la londazio- vi una nuova casa, alla testa di un picco-
ne eifelUiala da Teresa, la superiora la Io drappello di 6 religiose. Le dillicollà
mandò tosto a chiamare, ne Inavvertito ch'ella dovette superare prima di coin-
il padre provinciale, e fu trattala la cau- piere questa fondazione, avrebbero sco-
sa dinanzi a lui. Teresa pose tanta dol- raggiato un'anima men forte; ma esse non
cezza e forza nella sua apologia, che non fecero che darle maggiore attività. Dipoi
silrovòdichecondaniiarla:anzi il p. prò- la contessa de la Cerda la eccitò a porre

vinciale le promise di darle la permissio- un monastero nella sua piccola città di


ne di rientrare nel suo nuovo monastero, IMalagon, locchè elfettiiò la domenica del-
purché si calmasse il grande rumore che le I^alme deli568. Il giorno dell'Assiin-
vi avea nella città. Ma il novello mona- ta dello stesso anno entrò in possesso di
stero sarebbe slato sul fatto soppresso, se altro monastero da lei fonilato a Vallado-
il p. Bannez domenicano non avesse mo- hd. Un gentiluomo d'Avila, d. f'uilf.iele
derato l'ardore de' membri dalla radu- Mexia Velasquez, a vendo udito i'inleiizio-
nanza convocala tla'magislrali della cit- ne di Teresa di fondare un convento, le
tà e da alcuni canonici per decidere, e la ulferse una casa eh' egli avea in campa-
cosa fu portata al consiglio reale. Alfi- gna a Durvelo. Ella l'accellò, e due re-
ne Teresa ebbe il permesso di passare iigiosi del suo ordine, che le aveano pro-

ai monastero di s, Giu'^cppe, e vi fuse- messo di abbracciare la riforma tosto


74 TER TER
ch'ella avesse potuto aprire una casa per loro sforzi per ritenerla; tna !a scelta che
essi, vi si lecaiono tosto. Uno era il p. An- il monastero di s. Giuseppe fece di lei per
tonio di Gesù, l'altro il p. Giovanni del- priora, la pose in istatodi ritornarea que-
la Croce (I'-), clie fo poi innalzato al- sta diletta sua casa. IMentre godeva tian-
l'onore degli altari. Nel principio dell'Av- quiltamente il fruito delle sue fatiche, si

vento deh 568 fu delta la i. 'messa in que- suscitò ad un tratto una fiera persecuzio-

sto nuovo convento, e la pietà de'priini ne contro la nuova riforma, portandosi


religiosi che Io abitarono e che andava- finoaRoma gravissime accuse su'costumi
no a predicare ne'Iuoghi circonvicini, pro- dei carmelitani e delle carmelitane rifor-
cacciò loro la stima del cantone. Succes- mati, le quali accuse eziandio presero pie-
sivamenteTeresacoll'aiuto di pie persone, de in Ispagna, a segno che si giunse per-
in circa 12 anni, stabilì altri monasteri e sino ad abbattere le novelle fondazioni,
conventi della riforma in Toledo, ^astra- e fu proibito a Teresa di stabilire altre
ila, vSalamanca, Alba, Sego via, Veas, Sivi- case. Inoltre nel capitolo generale tenu-
glia, Cara vaca, Villano va, Pa!encia,Soria, to a R.oma ne\i5j5, si proibì ad essa di
Burgos. Ella non si lanciò spaventare dal- uscire dal monastero che avrebbe scello
le fatiche di tanti viaggi, né dalle molte- una volta. Teresa si sottomise senza la-
plici dilhcoltà che dovette vincere; anzi, gnarsi, e solo scrisse al p. generale per ac-
quantunque negli ultimi tempi fosse in- certarlo della sua obbedienza. Parve ch'el-
ferma, raddoppiò il suo zelo per far cre- la non fosse egualmente insensibile alle
scere sem[)re più l'opera del Signore. Per persecuzioni eh' ebbero a solfrire i santi
tutte queste istituzioni può vedere la si che aveano abbracciato la rifor-
religiosi
Storia de l le sue fondazioni, ^cvMla da lei ma. Scrisse loro frequentemeute per e-
medesima, non che citati articoli Carme-
i sortarli alla pazienza e perconsolarli, col
litane SCALZE e Carmelitani scalzi, e gli riflesso che non vi avea segno più sicu-
altri loro relativi. In tempo aven-quel ro della misericordia del Signore,delle tri-

do il Papa s. Pio V nominato de'visita- bolazioni e de'patimenli ch'egli ne man-


lori apostolici per la riforma de'monaste- da, ed accertandoli che la nuova rifor-
ri, il p. Ferdinando domenicano, che fu ma sussisterebbe malgrado lutti gli sfor-

incaricato della visita di parte di quelli zi dell'invidia. Tuttavia, per non trascu-
tli Spagna, mentre era in Avila osservò rare alcuno de'mezzi umani ch'erano iti
gl'inconvenienti che derivavano dalla so- suo potere, a vendo inteso ch'era stata pre-
verchia libertà che a veano le religiose del- sentata al re di Spagna una memoria ca-
l' Incarnazione, Non osservando esse la lunniosa contro il p. Girolamo Graziano e

clausura, le persone del mondo andava- le carmelitane scalze, scrisse a quel prin-
no sovente a visitarle e disturbarle, e sic- cipe domandandogli protezione pe' suoi
come erano ingrandissimo numero, la ri- buoni padri scalzi e pel suo ordine.Quesla
lassatezza avea fatto rapidi progressi. Il lettera, in data di Avila, è del 1 3 settembre
p. Ferdinando credette non poter meglio iS'j'j. Filippo II, dopo essersi informato
rimediarea tanti abusi, che dando a que- dello stalo delle cose, favorì in ogni pun-
sta casa Teresa per superiora. Obbedì la to i desideri! della santa, e per questo mez-
santa, malgrado il dispiacere che provò zo la tranquillità degli animi succedette
nel separarsi dalle sue care figliuoleje in olle turbolenze che aveano di frequente
onta alla resistenza che incontrò dapprin- suscitale malcoiUenti e gelosi. In onta
i i

cipio, riuscì colla sua dolcezza e pazien- a tante opposizioni, Teresa vedeva i pro-
za a rimettervi il buon ordine, con tanto gressi chefacevaognigiorno il suo istituto,
successo, che passali i Saunidellasua am- ed ebbe la consolazione di contare sulla fi-

midlstrazioDe, le religiose fecero lutti i ne della sua vita più di 17 monasteri di car-
TER TER 75
meli tane scake,e 1 5 conventi di carmelila- carmelitaned'Alba, donde nel 1 585 il ca-
ui scalzi. Appena ebbe terminatogli ailuri pitolo generale dell'ordine lo fece traspor-
lisguarda II li alcune al tre f'untl azioni, a cui tare segretamenteal monastero di s. Giu-
era stata autorizzata da novelli ordini del seppe d'.Avila.La famiglia del duca d'Al-
p. generale e delia corte, prese la via di ba porlo a Ron)alesue doglianze per que-
Avila per adempirvi tranquillamente le sta traslazione, ed ottenne l'ainio appres-
funzioni di priora del monastero di s. Giu- so un ordine del Papa Sisto V, perchè
seppe. Intanto le di lei infermità anda- fossero restituite al monastero il' Alba le
va no sempre più aggravandosi, per le con- spoglie mortali della santa f ìudatrice, il

tinue faticbe e i frequenti viaggi; ma il che si 23 d'agosto 1589, e vi


elfettuòa'
suo zelo facevaiesolTrir tutto con ilarità. sono ancora oggidì sotto un ricco mau-
Avea di fresco compiuta neh 582 l'ere- soleo, incorrolte e senza la mano sinistra
zione del monastero di Burgos, e già erasi troncatale dal provinciale de'carmelila-
quando ricevet-
diretta alla volta di Avila, ni scalzi a'4 luglio i 583 pel patrio mo-
te un pressantissimo invito della ducbes- nastero d'Aviìa, e senza un piede che nel
sad'Alba,che la pregava di andare in Alba i6i5 fu mandato in Roma al convento
a visitarla passando. Ella vi andò, e trat- di Maria della Scala. Elisabetta regina
s.

tenutasi qualcbe ora presso la duchessa, di Spagna ottenne un dito, che mandò a
si monastero del suo ordine, ove
ritirò nel Maria sua madre regina di Francia, la
ai 3o settembre ebbe un flusso di sangue, quale In donò alle carmelitane scalze di
che fu seguito da'siutomi più molesti. Non- Parigi. Paulo V nel i 6 4
1
la beatificò, ad
dimeno assistè ancora alla messa in questo istanza di Filippo 111 re di S[)agna con-
dì, e comuuicossi con istraordinario fer- cesse all'ordine carmelitano scalzo di far-
vore. lli.°di ottobre, dopo aver passalo ne I'uHìzìo e messa, e commi-<e alla con-
qaiasi tutta la iioltein orazione, foce chia- gregazione de'riti la causa di sua cano-
mare il p. Antonio di Gesù per confessar- nizzazione. Questa fu celebrata da Gre-
si; dipoi salutò le sue religiose, e diede lo- gorio XV a' 12 marzo 1622, colla bolla
ro ciascun giorno prove di tenerezza col- Oninipotens, sollosci'ilìa da 36 cardinali,
l'eifusione di cuore con cui accompagna- IjuU. Rom.t.5,paì\ 5, p. 7. Urbano Vili 1

va i suoi consigli, scongiurandole di os- ne approvò l'ullìzio proprio nel i636, e


servare esallaraente la regola e le costi- permise che fosse l'ecitato in tulli i regni
tuzioni. A' 3, sentendosi più debole che di Spagna e Portogallo. Indi Clemente IK
mai, chiese sagramenli, ed allorché
i le fu condecietodel 668 loeslese alla chiesa u-
1

portalo il s. Viatico parve che le sue for- niversale col rito doppio, poiché prima si

ze si rinvigorissero ; circa le g ore della faceva col rito semidoppio. Gli atti della

sera domandò l'estrema unzione, cui ri- sua canonizzazione contengono le partico-
cevette colla più fervida pietà. Finalmen- lai ita di molti miracoli operali per la vir-

te il sonno de'giusti incoronò i suoi tra- tù delle sue reliquie o per sua intercessio-
vagli e le sue virtù la notte del 4o5 di ne. La sua festa si celebra il i 5 di ottobre,
ottobre 1 582, spirando fra le braccia del- poiché appunto allora per la riforma del
la suora Anna di s. Bartolomeo sua di- Caleiidario(l''.) si soppressero ad un trat-
letta compagna, ed assistila sempre dalla to io giorni, e il 5 di ottobre fu contalo
duchessa d'Alba, che la serviva colla più pel i5. Ne scrissero la vita in ispagnuolo
tenera aiìezione. Morì nel G8.° anno di il Francesco Ribera gesuita altro suo
p.
sua età, dopo averne passato 27 nel mo- confessore, e Diego Yepez arcivescovo di
nastero dell'incarnazione, ed altri 20 in Tarragona. Altri scrittori di sua vita li ri-
diversi altri della riforma. Il suo cor- portaNovaes nella Stor.cUGrcgorio XF.
po fu seppellito nel coro inferiore delle S. Teresa fu una santa illustrenon solo per
76 TER TE R
le sue virtù e per le sue operazioni, ma an- luti che la regina fondatrice fece compi-
che pe'suoi scrini. Lesueopere sono: I. VI- lare, si ricava che le dame formanti l'or-
slorin della sua vita; 2. \' Istoria delle dine debbonsi scegliere fra le nobili gio-
sue fondazioidj 3. la Mainerà di vìsita- vani di famiglie bavaresi, nubili e nate da
re i inoiiasterij 4- ' Consigli alle sue re- legittimo matrimonio , e posseditrici di
/ii^iose; 5. In Pia della perfezione j 6. piùchesSo fìoriniannui di renditeo pen-
Aleditazioìd sul Pater nosterj'j. il Ca- sioni. In essi fu inoltre stabilito, che le ca-
stello deira?ìinia;S. Pensieri sull'amor valieresse maritandosi, perdono i frutti

di Dioj Cf. 3Iedifazioni dopo la eoniu- della prebenda dell'ordine. La croce di


nionej IO. Lettere; i i.un Cantieo dopo decorazione nel centro ha la cifra T, che

la coìiìuìdone, più conosciuto sollo il no- ricorda il nome dell'istitutrice, e nel ro-

me di dosa di s. Zlcrei'tì;. Dopo le Con' vescio vi è scolpito l'anno della fondazio-


fcssioni di s. Agostino, l'opera più cele- ne dell'ordine, ed in giro l'epigrafe bava-
bre questo genere, secondo Baillet, è
in rese: Unser Enderlebeii sey Glauhe an
la vita di s. Teresa, di cui nulla v'ha di das Ewige, che nel nostro idioma suo-
\)\ìi autentico, essendo stata scritta da lei na: La nostra vita terrestre sia fede nel-
medesima,cuif)rma seguito la storia del- r eternità. La regina che regna suole e-
le sue fjndazioni;ela pregevolissima rac- leggere le dame a far parte dell'ordine,
colta delle sue lettere, pubblicata dal dot- previo il consenso del re. Oltre poi le ca-
to vescovo Palafox, contribuì non poco valieresse prebendate, altre dame bava-
a tendere compiuto il racconto di s\ bel- resi o straniere, purché di nobili natali,
la vita. ponno essere nominate membri onorari o
T.BRESA, Ordine equestre di e ava' cavalieresse dell'ordine, senza acquistar
lieresse di Baviera, ^wevio da quello dei alcun dirittoal godimentodelleprebende.
cavalieri (\\Maria Teresa (V.), il cui gran TERESIANE. P'. Carmelitane scal-
maestro è l'imperatore d'Austria. L'eque- ze e s. Teresa.
stre ordine di Teresa fu istituito a' 2 di- i TERESIANI. p'. Carmelitam scal-
cembre 1827 da Teresa Carlotta di Sas- zi e s. Teresa.
soìua- Allei Jjoui'g regina di Baviera, co- TERGOWITZ o TERGOVIST. Se-
me moglie del re Luigi, e madre de're- de arcivescovile e metropoli della Pdlac'
gnanli Massimiliano re di Baviera ecan- chia (F.) superiore, nella Turchia euro-
tedel Pala tinalofP^.), e Oiioiieve óiGre- pea, distretto di Dimbovitza, a più di 1 5
cia (1 .). Riflellendo quella sovrana, che leghe da Bukarest, 74 ^'^ Belgrado, ed a
se fra gli uomini le istituzioni cavallere- 23 da Hermanstadt. Giace in delizio'^a si-
sche e di altre onoriOceiize, qual premio tuazione, sulla sponda destra delia Jalo-
di generose azioni civili e militari, accen- mnitza, tra una catena di vaghe colline,
dono i nobdi animi a lodevolmente ope- ed una bella e vasta pianura. E' alquanto
rare, il simile può riuscire nelle donne fuiie,con vecchie mura, ha parecchie chie-
applicando lo slesso principio; perciò i- se e conventi, e molte case. Fu già la ca-
un ordine di cavalieresse col pro-
stittii pitaledella Valacchia e residenza del voi-
prio nome, che il re Luigi confermò, pro- voda sino al 6()8,in cui Costantino Bessa-
1

ponendosi di ammettervi un determina- raba trasferì la sede del governo di que-


to numero di nobili e bisognose donzel- sto principato a Biikarest. La sede vesco-
le, alle quali oltre la distintiva decorazio- vile di rito greco d'Uiigaroblachia diven-
ne, si concedesse annua rendita, atta a nearcivescovato onorario nel secolo XIII
supplire aila scarsezza della fortuna, me- con iesiden7.a in Tergowitz, sollo il pa-
diante I 2prebendecompostaciascunadel- triarcato di Costantinopoli, e la sua pro-
l'assegnoannualediSoo fiorini. Dogli sta- vincia ecclesiastica comprese la regione
TER TER 77
dellaValacchia lungo il Danubio, ha la Tiziano, (le'r5ass;iiii,(lelDomenicliiiio/Icl
Transilvania e la Moldavia. (iinrdaiio, del IMas!<iii)o, tli Rubens, dtl
TERKI , Tcichii. Citlù arcivescovile Coiieggio , del r.iaf|uinlo, di Salvator
del laR ossia ioEiiiopa, provincia del Can- Rosa, ti el Parniii;i.'iiiÌMO,di Pietro da Cor-
caso, in riva alloStaroi-Terek sopra la su.-] Iona, del Martareili, ec. Questa città è pa-
foce nel mar Caspio. Contiene un presi- tiiadi Nicola daTerlizzi Inogotenenledel
dio, con fortezza, e vi si coltivano piinci- regno sotto la vedova del re Ladislao, del
palmente le viti e i gelsi. Usuo aicivesco- poeta Felice di Paù, edi varialtri iiomi-
•vato è unito a quello qua-
di,'^i^//Y/r77/2.del ni distinti. Il suo territorio abhunda di
le riparlai a Tart^p.ia. Oricns dir. t.i, grano e legumi, vino, olio, fjutli, e spe-

p, i324. cialniente di mandorle in gran quantità.


TERLIZZl (Tcrlilicn). Città con re- Credesi clie questa Tur- città sia l'antica

sidenza vescovile nel regno delle due Si- r/cmw,poi Jr"/777n//«.esonovidifrequen-


cilie, provincia della Terra diEari,dislret- le disollerinli monumenti e reliquie di
to e capoluogo di cantone, a piìi di G le- anticliilà. Terlizzi era nella diocesi ili

glie da Barletta, altrettante da Tiani e 2 Giovc/u/zzo (J .), colla cliiesa e insigne


da Molfelta, situata sopra un rialto in vi- collegiata di s. IMaria Assunta in cielo e
cinanza al lago Iaconi, verso la cui spon- di s. Michele arcangelo di 5 navi, e ca-
da meridionale si estende lui grazioso ho- pitolo con 4 dignità, cioè l'.arciprete, il

SCO, a 2 leghe e 1^2 dal mare Adriatico. II primicerio e due cantori. L'arciprele per
laigo e profondo fossato che la cingeva fu la giuiisdizione essendo sempre in conti-

da multi anni convertito in buona sira- nui litigi col vescovo, oieiitre regnava Car-
da , sicché non rimangono che le mura lo di Borbone, governava il vescovato di
di tratto in trailo fiancheggiale da torri e GiovenazzoPaolode IMercuiio, ederaar-
il castello ben forte, secondo la coslruzio- cipretedi Terlizzi Anton io Fiora vanti. Be-
ne de'bassi tempi, nel quale fece lesiden- nedetto XIV colla bolla t uìi^enitus Dei
za per qualche tempo l'imperatore Fetle- Filiiis. de'26 novembre! 7 4f)) Bull. Bc-
lieo II re di Sicilia, ed i re Aragonesi tal- 7?cr/. A//^ t. 3, p. 4^; avocò a se le cau-
,

volta vi si chiusero per difesa. L'antica se pendenti sulle liti che eslinse, olteuue
cattedrale restaurata è sagra all'Assunzio- con pensione la rinunzia dell'arciprete, e
ne di Maria Vergine, con fonie baltesi- per le prerogative che avea Terlizzi Te-
male e parrocchia in cuia dell'arcidiaco- levò al grado di vescovato, unendolo a
no, il quale è lai. 'delle 5 dignità del ca- Giovenazzo acque prìucipalilcr, dichia-
pilolo, che inoltre si compone di 22 ca- lando cattedrale la collegiata, ma acoor-
nonici compreso il teologo e il penitenzie- dando la precedenza al capitolo di Gio-
ie, edi altrettanti mansionari partecipan- venazzo. INel capitolo di Terlizzi soppres-
ti, oltrealtri preti e chierici addetti al ser- se rarciprelura,ed eresse la i.'dignilà dei-
vizio divino. Buono è l'edifizio deli'epi- l'arcidiacono; dichiarò le altre Tarcipre-
scopio. Tra le altre chiese due sono par- te di nuova eiezione, il 1 .'cantore, il 1.

locchialie munite del batlisteiio. Viso- cantore, ed il sagrisla nuovamente Ton-


no conventi di religiosi, monasleridi mo- dato, insieme alle prebende del teologo
nache, conservatorio, sodalizi, ospedale, e del penilenzieie. La casa del preceden-
monte di pietà. INella chiesa de'rainf)ri os- te arciprete la die al vescovo per episco-
servanli ammirasi un bel quadro di Tizia- pio nominando il Mercurio vescovo di
,

no; nel palazzo della l'amiglia di Paù con- Giovenazzo e Terlizzi uniti, e volle che
servasi una distinta galleria di (piadii dei isinodi si poles>eio celebi aie nell'una o
snigliori maestri italiani, essendovi opeie nell'altra chiesa, che in ambedue vi fosse

del Perugino; di RJjera, de' Caiacci, di il projirio vicario generale, e nella sede
78 TE 11 TER
Tacaiifeciasciinode'duecnpitoli eleggesse gli edifizi*de'bagni debbono riunire tut-
il suo vicario capitolare. Dopo ilMercu- to quello che riesce più comodo al loro
rio, Benedello XIV per i .°e nuovo vesco- uso, e debbono essere ornali con piacevo-
vo Giovenazzo e Terlizzi nominò nel
di le I moderni rare volte hanno
eleganza.
1752 d. Giuseppe Orlani celestino della emulato la magnificenza delle terme an-
diocesi d'AlessanOjCui successe iieli^yG tiche; presso le sorgenti termali non si è
IMiclieleContinisi d'Altamui'n.Loera an- posto cura d'ordinario se non a moltipli-
cora nel 1818, quando Pio VII colla bol- care le osterie o gli alberghi, come nota
la Z>c utili ori dominicac, de' 2 8 giugno, il F^ocabolario delle arti del disegno. Le

soppresse le due sedi vescovdi di Giove- opere mediche definiscono bagni, la to- i

lìazzo e Terlizzi, le um al vescovato di tale o parziale immersione del corpo nel-


Moìfctta (V.), ed a'2 ottobre ne fece ve- l'acqua, o in altro fluido atto a debella-
scovo Domenico Antonio Cin)aglia, indi je alcune umane infermità. Il bagno pren-
nel 1820 gli sostituì Filippo del Giudice. de il nome secondo le diverse parti che
Caracciolo (f^.),c\\e neh 833 Gregorio ricopre:3Ia ni lui>io, chiamasi il bagno del-
XVI trasferì a Napoli e creò cardinale. le mani; Pediluvio, quello de'piedi; C<7-
E.estala la sede vacante, il medesimo Pa- pitolmio,q'^e\\o della lesta; Semicupio,
pa colla bolla Aetcnd Patris Filiuf!,de\ di mezzo coipo; fomentazioni, docciata'
9 dicembre 835, ripristinò! vescovati di
1 re, cmhroceazioni, d'una parte soltanto
Giovenazzo e Terlizzi, unendolia Molfel- del corpo. Agiscono bagni sul nostro in-
i

ta.onde il vescovo portasse lutti e tre ti- i dividuo secondo ch'essi sono caldi o fred-
toli, e ciascunoconfermò immediatamen- di, e più o meno lunghi o ripetuti. I ba-
te soggetto alla s. Sede. Quindi nel 1837 gni si dividono in bagni geiierali, in sem-
preconizzò peri. °e nuovo vescovo delle 3 plici e consposli. Si dicono bagni sempli-
distinte diocesi mg.' Giovanni Costanti- ci quelli che si fanno coli' acqua sempli-
ni, per la cui morte il regnante Pio IX ce fresca o tiepida, fresca cioè nell'ac-
nel concistoro de'27 settembrei 852 di- qua corrente de' fiumi odi qualche sta-
chiarò l'attuale vescovo mg.' Nicola Gui- gno nella stagione di estale, e tiepida nel-
da di Vieiri arcidiocesi di Gonza, già in le bagnarole domestiche. I bagni sempli-
quel seminario professore di lingua gre- ci ponno essere utili a qualunque sorta di
ca ed ebraica e di teologia morale, pro- persone anche bene in salute, perchè col
fessore e rettore del seminario di Campa- lavare e rilavare la pelle dalle sozzure ed
gna e vicario generale, non che primice- ontuosità, che questa sempre mantiene, i

rio di sua patria. porri rimarranno più aperti e la tras[)i-

TERME, Tlìcrmae.^agn] o lunghi do- razione cutanea più libera, cose tutte che
ve sono acque naturali o salubri, o con- influiscono molto al ben essere della per-
dottevi per arlifizio manuale o per indu- sona; ed anche perchè rinfrescano la pe-
strie di strumenti. Edilizi costruiti presso riferia del corpo, e rendono più cedevoli
j fiumi ole sorgenti di acque termali (spe- le fibre muscolari. Questi bagni perciò
cialn)ente minerali, la cui temperatura è tanto più riescono giovevoli nelle perso-
sensibilmente maggiore di quella dell'at- ne che patiscono un qualche sfogo acri-
mosfcra) o in altro luogo qualunque, tan- monioso alla pelle, ovvero dolori musco-
to per la nettezza del corpo, quanto per lari detti reumatici, e molto più necessa-
la cura della salute. Ne ebbero gli anti- ri nelle malattie d' infiammazione, mas-

chi de'mngniflci, e Vitruvio ne descrisse sime addominale, e ne'dolori colici. I ba-


alcuni. De archilcctura; mentre Baccio gni composti sono di più specie,cioèo del-
I ratto in particolare delle terme, nell'o- le acque così delle minerali, o di mare, o
pera De Thermis omnibus. lu {generale sulfurei, ec. Convengono quelli di acque
T E n TER 79
minerali nelle malaltie oslruzioiiali, cioè principio semplici, poi sontuosi, e delle
ilella milza, o del fegato, o delle ascelle, sedie balnearie con forami , ricorilondo
o degl'inguini, ec. Le acque minerali si quelle famose che poi servirono ne'Pos-
dicono così perchè contengono in soluzio- sessi de'Papi, e furono motivo di calun*
ne de'sali metallici, ma sono vari secondo nie e di ridicole invenzioni, che confutai
la posizione e il terreno in cui scorrono. A a Sepia nel desciiverle, massime la ster-
tutte queste però, secondo alcuni, puòsup- coraria. DisM de'princìpali bagni e ternìe
j>lire l'acqua di mare, la quale può anche ilc'romani, loro forma e parti, usi, e ab-
artcfaisi facilmente.! bagni d'acqua snlfu- bellimenlidi cui furono ricchi. Delle ter-
jea riescono giovevoli in tulle le malattie me o bagni privati pubblici. Degli avan-
cutanee. In molti luoghi trovasi la scatu- zi Roma. Dell'ora
di quelle sussistenti in
j igine d'acqua sulfurea, e non mancai di come primitivi cristiiini vir-
del lavarsi: i

rimarcarlo ne'loroarlicolijaccennandone tuosamente moderarono l'uso de'bagni,


pure l'eflicacia, e dove trovansi avanzi di equi aggiungerò cheattestano s. Ambro-
laitiche e ragguardevoli tertne.eguaimcn- gio e s. Agostino, che le persone ben co-
te vado ricordandolo. Si ponno vedere,an- stumate usavano coprire le parti verecon-
che pe'buoni effetti del bagno e sopra le de con borse di pelli sodici o altre copri-
cautele che devonsi usare per evitarne i ture. Decentissima usanza che rilevò il p.
Y)ii\\co\\yljucaa,Dc'ljagnì d'acqua di ma- Paciaudi nella Dissertatio de sacrorum
re, Pisa 8 7. Vagan\n'\, Notizia co7?ìpcn'
I I cìiristìanorum balneis, Veneliis i 75o,
diata di tutte le acq ne miner ali d' Italia. Romae 1758. Dal p. Vezzosi fu qualifi-
Ali beri. Preci s historique sur Ics caiix cata la pili dotta sua produzione, poiché
Jìiiìierales Ics plus usitée en inédecine. nel 1. 1 I degli Scrittori Ideatila' a p. 86,
Uruni, fllcjuoria sopra i bagni degli ari' rìe\Vi\\uslvareBalneujJisacrum,adJideni
tìchi, P^irenzeiSl i. Clivolo, De halnea- ontiquaepicturae in cod. membranaceo
rum naturalium viribus.CoWzii, Dell'ar- Bibl. s. Pauli Neap., dice che il pittore,
te d'analizzare e imitare l'acque terma- quamvis religioso homines in balneo,
li o minerali. Di Bregé, Des eaux mèdi' nonnisipanno, et subligaculo amìciverit,
cinales. Falloppio, De medieatis aquis. nullus dubito, eos plerumque illam mo-
Marcard, Della natura e uso de'hagni, destìam, illam verecundiam, illud decus
Pavia 1 8o2.MarcheHi,Z?e hahieis tracta- tenuisse, quodss. Foemina Olympia ad-
tus. Rlengo Faentino, i?e halneis artiji- hibuit, de qua Palladius episc. Hcleno-
cialibus. MonlagnajZ^t' balueorum varie- politanuSj de vita s. Jo. Cìiris., tradii,
Palazzi, Uso simultaneo de'bagni
ffif/r. cum indusioin aquamdescendit.se quo-
vapore (dell'applicazione del vapore ad que ipsam, ut ajunt, verità. ÌTìohve par-
altri usi e sua forza, parlai nel voi. LXX, lai a Bagni, come alle vesti ò\ Lana (V.)
j). I 52 e seg.). Savonarola, De balneis obesi adoperavano sulla carne, furono ge-
om.nibus. Reilly, Tractatusde ortuaein- neralmente sostituite le camicie di lino,
dole de aquis mineralium. Nell'artico- del quale e della canepa riparlai a Stop-
lo Bagni dichiarai che con questo nome pa. Di molte terme ridotte in chiese. Fra
e con quello di Terme s' intende il luo- queste meritano che anco qui ricordi le
go ove trovansi acque naturali o condotte celebri terme Novaziane eTimotine del
per uso di bagnarsi. Parlai de'bagni iu vico Patrizio o Corncliorimi de'Cornelii
generale, di loro origine e uso, in uno a Pudenti, fratelli delle ss. Pudenziana e
quello di ungersi il corpo con Olio (f' .), Prassede, santificate dall' ospitalità che
principiato tra gli orientali, egizi, ebrei e vi dierono a s. Pietro, e da tutti gl'illu-
greci. De'bagni caldi e freddi, da che de- stri personaggi cristiani che recavansi in
rivali e quando falli. De' loro edifizi iu Ilcma specialmente dall'orieule. Ivi s.Pie-
8o TER T ER
Ilo celcloiava il s. sagrilìzio sulTaltare li- meno ciò die ritrovato fu per bisogno,
gneo che ora venerasi nell' aicibasilica degenerò in lusso, mentre da'personaggi
Lateraneose, e sovrastato dal taberna- si fabbricarono le terme, così dette dal ca-
colo che racchiude le ss. Teste (/'.) de' lore, col quale si rendevano profittevoli.
principi degli Apostoli. Dipoi sull'area Le terme ancora danno una grande idea
delie tei me iVovaziane e Timotine furo- della magnificenza e della ricercatezza dei
no Chiesa di s. Purlrnzi//-
edificati la romani durante l'impero, ne'primi 3 se-
na, la Chiesa di s, Prassede, il Palaz- coli di nostra era; imperocché nelle ter-
zo apostolico di s. Pudeuziana, e il Pa- me essi raccolsero quanto poteva deside-
lazzo apostolico di s. Prassede (T'.). Per rarsi per la nettezza del corpo, per gli eser-
ultimo dissi de'bagni suburbani di Roma cizi ginnastici, e per il sollievo e la coltura
detti d'Acqua santa, dell' Ospedale del dello spirilo. iX'e'tempi primitivi di Rnnia
ss. Salvatore (J •). A Lavanda de' piedi non si ricordano bagni, ed il Tevere (nel
ragionai di questo antico e ospitale costu- quale articolo riporto pure de' cenni ge-
me, di che rifeci parola a 0>pizio, Pel- nerici sui fiumi) che forniva V Accpia. (P'.)
legrino e altro ve, lllMaraiigoni,Z)f^//(^ rose per bere, somministrava ancora il mezzo
gentilesche e profane ti-aspoi'tate a uso di tulfuisiedi purgarsi nelle sue acque. Ma
delle eidese ,\\a{\ix nel cap. 56: DelleTer- non era sempre mentre gli u-»!
accessibile,
me e bagiìi de' gentili, e d' altri luoghi esigevano di doversi bagnare per la net-
1nunondi com'ertiti inchiese llNibby nel- . tezza del corpo, in un'epoca in cui anda*
la Roma nelUanno i838, discorre nella vasi continuamente con vesti di lana sul-
Yiav.i.^ Antica, art. 1 5: Delle Terme. Con la carne; quindi per l'uso pubblico imina-
questi e altri autori vado in breve a te- ginossi,dopo l'anno di Roma 44 '> •" ^^^^
nerne proposito, con più dilfusione del- venne introdotta l'acqua Appia, di for-
J'accennato a Cagni. Uopo la maestà dei mare un ricettacolo di quest'acqua nel
7V/;?/Wedelle /j^/.s^V/r/u' (delle quali li- basso fondo fra il Monte Celio e il falso
pai lai a Tempio), non ebbero i gentili fab- Monte Aventino, dove come in un lago
Ijriclie piìi sontuose delle pubbliche ter- il popolo potesse bagnarsi, nuotare ed e-

me e bagni. I bagni però dilferivano dal- sei citarsi, e perciò fu designato col nome
le terme, puichè erano nelle case privale, diPiscina Puììliea ,\?i quale sebbene poi
e V. Vittore ne coniò in Pioma piùd'Suo, per l'esistenza delle terme fosse giudica-
e Plinio giunse a dire ch'erano cresciuti ta inutile e asciugala, die nome alla re-
a numero infinito. Luso di questi fu in- gione XII, che conservò fino al secolo
lo
trodotto ne'piìi. antichi tempi, per la sa- V dell'era volgare. Il sito di questo lago
lute de'corpi umani, e fu giudicato non artificiale si riconosce chiaramente anco-
meno proficuo che lodevole,ondeA lisloli- ra nel basso fondo sotto la Chiesa di .?.
le lichiamò Balneae ealidae sacraejnon Balbina, dietro il lato occidentale delle
già perchè fossero dedicati ad alcuna Dei- terme «li Caracalla, precisamente verso la
tà, ma perchè provenivano dall'acque e valle Miiicia, nell'odierna via de'Cerchi
«la'solfi, giudicati cose sagre, e per le am- e iit-1 sito di (piella del Carciofolo (diver-
mirabili operazioni che producevano nei so dal vicolo omonimo nel rione Ponte,
corpi iiuìiuii; onde (juesto titolo di sagre, rhe [jrende nome da un grosso carciofo
.secondo il filosofo, conviene solamente ai scolpito in marmo sul cantone d'una ca-
biigui naturali d'acque sulfuree o mine- sa), così detto per l'insegna d'un'osleria
rali, per l'occulte loro meravigliose virtù. ivi esistente. 1 privati romani più ricchi
Dopo questi s'introdussero i bagni artifi- fino dal VI secolo di Roma costruirono
ciali e domestici, perchè anco essi non po- bagni nelle loro case, e specialmente nel-
co giovarono alla salute de'corpi. Noiidi- le loro / ille, ed uua descrizione ci lasciò
T E II TER 8 r

Seneca di ((nello die avea Scipione A fi i- larghissime finestre il sole per lutto l'in-

cniio iDfiggiure nella sua villa (liLiteino, tero giorno, e così lavarsi e godei e de'co-
che (li mostra quanto fosse modeslojed isli- lori e della vasca, riguardare di prospet-
liiisce un paragone fia'costuini di Scipio- to i campi e i mari. Soggiunge che allo-
ne e rpielli de'tempi suoi, ossia del suo di- ra erano pochi bagni, e questi senza orna-
scepolo Nerone, dicendo che in (piell'an- nienli,mentre il bagno non dava che una
golo il già terrore di Cartagine, a cui Pio- quarta parled'un asse per ciascuno che ne
madovea di nonesserestala presti che una usava ed erasi inventato per servizio e
,

volta da'galli^ivi lavavasi il suo corpo af- non perdiletto.Non si versava l'acqua ad-
faticato da'lavori della campagna, perchè dosso, né recente sempre scorreva come
esercitavasi a lavorare la terra, e com'e- sorgesse da un fonte caldo, né credevano
ra costume degli anticlii la domava col che importasse di lasciar le sozzure entio
un tetto così sor-
ferro. Egli lavavasi sotto l'acqua trasparente. E confinila il filoso-

dido egli stava su quel pavimento cos\


, fo, a che giova entrare in que'bagni oscu-
vile, mentre a'suoi giorni ninno avrebbe ri e rivestiti di stucco ordmario, ne'qua-
sopportalo lavarsi in quella guisa, quan- liCatoneedile,o Fabio Massimo, o qual-
do povero e sordido sarebbe parso, se le cuno de' Cornelii temprò l' acqua colle
pareti non fossero state risplendenti eoa proprie mani? imperocché fra le cure de-
grandi e preziosi marmi rari, se
circoli di gli edili eravi questa d'entrare ne' luoghi
non si fossero intarsiati marmi che veni-
i che riceveano il popolo, e di esigere che
vano dall'Egitto con quelli della Numi- fossero puliti, e che la temperatura fosse
dia, se non fossero slati a guisa di pittu- utile e salubre; e non già comedi recen-
ra variati e accordali insieme i colori, se te erasi inventato, così ardente che somi-
la volta non fosse stata coperta con mu- un incendio, a segno che si con-
gliava ad
saico, e se il marmo tasio, che un tempo dannavano servi sorpresi in qualche de-
i

andavasi ad ammirare come una rarità litto ad essere lavali vivi, cioè con acqtia
in qualche tempio, non avesse fasciato le talmente calda che gli uccidesse. Mostra
piscine nelle quali andavano a tulfare i inoltre, che fu uso ne'tempi più antichi di
corpi inllevolili dall'eccessivo sudarech'e- lavarsi ogni 8 giorni in tutta la persona,
ransi nelle stufe procurato, se le acque noti ogni giorno poi le braccia e le gambe, ch'e-
fossero state versate da boccagli d'argen- rano più suscettibili di lordarsi. Così Se-

to. Ed anche ciò era plebeo, poiché era- neca istituì de'confrontifragli usi de'tem-
no ben altra cosa bagni de'liberli, do-
i pi suoi e quelli del VI secolo di Roma,
ve non vedevansi che statue, e colonne che quandoollre i bagni privati eransi giàin-
non sostenevano nulla, ma ch'erano po- trodolli bagni pubblici sotto 1' ispezione
ste per solo ornamento e per spendere, degliedili appellati haliiicum e balneum.
dove rac([ue f jrrnavano fragorose cadute ]l lusso che dopo la conc]uisladi Corin-
a traverso gradini. Insomma continua Se- to e dell'Asia tanti progressi fece in Ro-
neca a narrare, ch'erasi giunti a pun- tal ma, ne fece pure in questa parte allora
to di ricercatezza, che non volevasi cam- essenziale alla vita:ma terme propriamen-
minare che sopra gemme. Nel bagno di non furono stabilite prima della
te dette
Scipione eranvi piuttosto feritoie aperte a dominazione d' Augusto, e precisamen-
traverso le pareli di pietra, che finestre, te dal suo genero Agrippa, che edificò le

onde senza diminuire forza a'muri potes- prime ne'suoi giardini presso il Prt/2f/?eo/z

se la camera ricevere lucesufllciente. Ma e chiamolle lliennac, latinizzando così


a'tempi di Nerone chiamavasi hlattaria il vocabolo greco, perchècaldi erano ba- i

cioè bagherozzaio que'bagni, che non e- gni. Ma non restrinse l'edifizio a' bagni
lano costituiti in modo da ricevere con sollanlo, poiché vi si unì sale e cortili per
VOL. LXXIV. G
82 TER T E R
gli esercizi ginnastici, in Uìotloclie grande dicale da Calerlo e Costanzo Cloro, clifl

juialogia ebbero le terme romane colla pa- nel 3o5 gli successero dopo la sua abdi-
lestra tle'gieci. Quantunque quelle terme cazione , riuscirono più grandiose delle
(ossero niagniliche, aveano un'estensione precedenti,- Finalmente Costantino I sul
molto ristretta in confronto di quelle clie dorso del INlonte Quirinale, verso il 326
f(Mono posteriormente erette in lloma. A- fabbricò le terme Costantiniane, coù del-
giippa le cosimi nel 729 di Roma, dette le dal suo nome: queste non furono né più
per lui Àgrippiane, e morendo le legò al grandi né più magnifiche delle preesisten-
popolo roma no, il quale cominciò talmen- ti, però furono assai vaste e le ultime ad
te a gustare questa specie di ridotti, che essere edificate. Tulle queste terme era-
gl'iniperatori successivamente per accat- no in pieno uso nel 409, allorché Roma
livarseue l'animo ne andarono costruen- fu presa, saccheggiata e incendiata da A-
do altre, uno sorpassando l'altro in mo- larico re àe'goti (de'quali riparlai a Sve-
do, che Ammiano narrando la venula di zia). A queir epoca ciascuna delle case
Costanzo a Roma ne! 356 di nostra era, grandi di Roma conteneva denlro di se
quando esistevano tutte le costruite ter- lultociò che una città mediocre poteva
me, le dice somiglianti a pro\ incie, lava- avere, circo, fori, templi, foiìtane e bagni
era ili lìiodiim provìiiciai'ìim extnicta. diversi. Tanto riferisce Olunpiodoro,che
Dopo quelle d'Agrippa furono edifi>:ate scrivea sul declinar del Vsecolo,pressoFo-
quelle Neroniane di Nerone nel 65 del- zio, onde esclamò: Una casa è una città,
l'era volgare, quelle di Tito edetle Tizia- e la città ne forma migliaia] Inoltre ag-
ne neirSo poi continuate da Domiziano, giunge : P i erano bagni pubblici vastissi'
al quale imperatore Eusebio assegnò pu- ini, le eos) dette terme Aittoninianc avea-
terme di Traiano
re la costruzione delle neper uso di queche si hagna\'ano pron-
cioè Domiziano dopo aver compito le ter- ti] eoo posti costrutti di marmo lustra-
me del fialello Tito, cominciò l'amplia- to j e quelle di Diocleziano quasi il dop'
zione, che poi fu perfezionata da Traia- pio. llNibby dubita che terme nel de- le

no, per cui le terme furono dette Traia- clinar del V secolo fossero ancora in uso,
/?<v, ed eziandio chiamate anco co'nomidi usando Fozio nel secolo IX il verbo era-
Tito, di Domiziano e Traiano. Altri le de- no; onde crede che a quell'epoca non più
nominarono solamente di Tito e di Tra- fossero in uso e ne liporla buone ragio-
iano, altri le congiunsero, altri separaro- ni, per le quali e pel giusto riflesso, che
no come due corpi diversi. Quindi Com- essendo gravissimo il dispendio di man-
modo fabbricò le terme volgarmentechia* tenerne gl'immensi locali, divenuti inuti-
mate Commodiane nel 184 o i85; Set- li dopo che nel 537 Vitige tagliò Ac-
gli

timio Severo le Severianenel 20 o 202; i quedotti, e nel 547 P^'"''' strage diTo-
tutti sorpassandoAntonino Caracolla, che chespopolò lioma, per cui e
tila mancan-
costruì le sue nel 2i6,e volgarmentechia- do l'acqua che le forniva, crede che ve-
\\\a.\& Antoniniane. Altre ne fece Elioga- nissero le terme abbandonate a quell'e-
baio, note col nomadi ì ariane; altre A- poca. Secondo poi le vicende, che ne'tem-
K'ssandro Severo, in vicinanza di quelle pi seguenti ebbero a softiire, per la vasti-
d'A grippa ediNerone,ampliandone il giro tà loro, e la località in che si trovavano,
e unendole insieme nel 2200 227, per cui altre di esse scomparvero affatto, di altre
furono appella tey^ /c5.?r7«<7/'me e7W/-o/»V2- si conosce il sito, di altre restano visibili
//r. Quindi si ricordano le terme d'Olim- pochi ruderi, ed altre presentano un'im-
piadegià esistenti nel 25o, e quelle di Fi- ponenza nel loro stalo di rovina, da far
lippo ad esse coeve. Nel 3o2 avendo Dio- conoscere la verità di quanto ne dissero
cleziano innalzato lesue,poi compite ede- i pochi passi degli antichi scriltori. Le ter-
TER TER 8ì
me di cui rimangono gli avanzi variano asciugarsi nella sabbia, chiamata Co«m7c-
fjiianto alla grandezza, alla capacità e ai riiini: quella per giuocare a palla della
()arlie()liiri, ma avendo tulle gli stessi nsi Coryceiuii e Sphaerislerium (vocabolo
per oggetto, in tulle si trovano le mede- che licevè da'la forma sferica delle pal-
sime parti principali. Vitriivio parlando le eh' erano di piì» specie e colle quali si

de'bagni, esige che dovessero essere rivolli facevano diversi giuochi): e \'Epìielieii/ìi,
in modo die fossero al coperto de* venti luogo o esscdra semicircolare posto nel
aquilonari, e che le sale destinale a'bngni mezzo della palestra, destinato all'eserci-
caldi e tiepidi dovessero ricevere la luce zio de'giovani giunti alla pubertà e delti
dal canto di leheccio, e quando questo fos- epliebi. A queste parti si aggiungevano i

se impossibile,da mezzodì, perchè dal mez- portici, Porticus,pei' passeggiare; i viali

zogiorno alla sera solevano prendersi i ba- scoperti, Amhulatioìiesj le sale per trat-
gni. L'ora 8.' era quella in che esercila- tenersi a conversare, iVr/zo/m-y quelle pei*
vasi alla palestra, cioè secondo le >lagio- le discussioni filosofiche e la lellin'a delle
ni fra le i e le 2 pomeridiane, poiché l'u- opere di letteratura con sedili attorno, E-
so era di bagnarsi dopo aver fatto l'eser- xedr(ie;\-A Bibliotìwca, la Pinacofìieea
cizio e quindi prendere il cibo, ossia ce- o galleria de'quadri, e il gran ricettaco-
nare. L'apertura delle sale da bagnarsi in- lo di acqua pe'bagni, per le fontane, e per
dicavasi col suono della pilani, che Nib- gli alili usi delle terme chiamate piscina.
by chiama campana. Siccon\e le termeser- Moltedecuriedi AV/^vV/i/V/ .^appartenen-
vivano a'bagni e agli esercizi, le parti che ti al fisco erano divisi secondo gli ulfizi

costituivano sì grandi edilizi riducevansi in balnearii, uiictores, pale stri tae, ec,
a tali due diversi usi. La parte de'bagni coD)e addetti a queste falibriche, oltre le

veniva formata (\a\ Lnroiir'riini o Sndn- cent urie di guardie pretorie per man tener-
tio, o stufa per sudare, e dalle sale per le vi il buon ordine e la polizia. Le terme
3 temperature diverseedelteC<7/zV/.7, Te- più conservate, come quelle di Caracalla
pida, Frigida lavntio: i recipienti che e di DiocIeziano;queIleche sebbene men
fornivano l'acqua per queste 3 sale erano conservate furono disegnate da Palladio
appellati Calidavium, Tepidarium.Fri- nel secolo XVI, quando erano più inte-
gidariwn: Labrum poi dice vasi un baci- re, cioè quelle di Tito, di Nerone, di A-
no vasto per più persone, Soliuin quel- grippa edi Costaiilino,mostianolutle,che
lo obliuigo per uno solo, Sella una sedia il corpo principale dell' edifìzio essendo
aperta sotto, e di (p-iesti Soggetti nel mu- quadrilungo,la parte centrale di esso era
seo Valicano e in altri abbiamo bellissi- quella destinala a'bagni e le laterali agli

mi esempi che mostrano la sontuosità de- esercizi. Le più vaste poi, come quelle di
gli antichi. La parte destinata agli eserci- Diocleziano, di Caracalla e di Tito,presen-
zi veniva costituita dalla Palestra [cov- tano una grande area ciutaiulornoda mu-
tile ove gli atleli si esercitavano allo sco- ri e da sale; nell'area erano i viali, i por-
perto, particolarmente alla lolla), dallo tici, e verso sud-ovest lo stadio: intorno
Syxtns (portico intorno al dello cortile, le scholae, le exedrae, la bibliotheca e
dove si facevano gli esercizi ne' dì piovo- la pinacotìieca. Quanto alla costruzione
si), e dallo Stadiiini (l'area lunga e sler- di tulle le parti delle terme ne trattano
rala,dovecorrevasi a piedi),allequali par- oltre Vitruvio: A. Palladio, /y^.? tliermes
lierano aderenti \oSpoliariuiii detto pu- des romains, Vicence yoy con rami. Ca-
1

re Àpodyteriuni , cioè la sala perspogliar- riofilo, De antiquis inariiioribus/le ther-


si : r Lue tua ri uni, Lnctorinm^ o Elaco- mis Herculanis.et thennarum usu,Tvi\\.
//rc.««»?,cioèla sala contenente gli olii per ad Rhen.i 743. llNibby ne dà un'idea ab-
ungersi prima di esercitarsi : quella per bastanza chiara, e ricorda la bella memo-
84 TER TER
l'in Marlin, Costruzione ed unì del
di s. calo in Valicano, come notai ne'vohL, p.
Tenno.sìfone , ossia calorifero ad ac- 272, LXIIF, 3o: su tale statua greca
p.
qua, TorinoiSùC). II meccanisriìo de're- pubblicò colla sua figura erudite parole
cipienti per le 3 temperature de' bagni, il cav. Luigi Grifi, neU'./Z/Z;»///, t.i(3, p.

mostra l'industria e la perizia de'padri no- 3 14. Nibby però fu d'avviso, essere pro-
stri in quelle partijche l'incivilimento mo- babile che dessa si conservi nel palazzo
derno pielcnde di conoscer tanto, e che de' Conservatori in Campidoglio, e chia-
s'ignorano e si studiano da*veri dotti, on- mata Marzio il pastore. Agrippa com-

de poterle ristabilire. Tutte le parli suin- prò da' ciziceni per i,3oo,ooo sesterzi!
dicate delle terme si trovano in quelle di (32,5oo scudi nostri) due quadri rap-
Caracalla o Anloniniane, le più perfette presentanti Aiace e Venere, e nella par-
che ci rimangono, le quali solo cedono per te più calda delle terme incastrò dentro
poco in grandezza a quelle di Dioclezia- il marmo, quadrelli che
rinvestimenlo di
no. Di sopra col JNibby feci l'elenco delle nel rifacimento di esse furono tolti, cioè
terme che successivamente furono erette all'epoca di Vespasiano in cui già le ter-
in Roma: alcune di esse furono distrutte me erano stale considerabilmenle restau-
in modo, che appena si conosce la contra- rate. S'introdusse il costume d'ornar le

da della città nella quale erano, come le volte delle terme con musaici di vetri,
Commodiane, le Severiane, quelle di De- ma Agrippa fece dipingere le mura delle
cio e quelle di Filippo; ma non se ne può sue all'encausto, lasciando bianche le vol-

assegnare con alcuna certe/za il silo. Di te.Le terme arsero l'anno 80 a'tem|)i di
quelle però d'Agrippa, di Alessandro Se- Tito, e furono restaurate dinuovo da Do-
vero, e Nerone, di Antonino Caracalla, di miziano suo fratello esuccessore, e poi da
CostantinOjdi Diocleziano, di Tito, di Tra- Adriano, e fors'anche da Settimio Seve-
iano, e delie Variane, non solo si deter- ro e Caracalla che restaurarono il Pan-
mina il sito preciso, ma ne rimangonoa- theon. La prossimità di queste alle ter-
"vanzi, e di questeavendone trattato ilNib- me di Nerone, e gli accrescimenti grandi
by col metodo alfabetico, lui principal- falli da Alessandro Severo a quelle ter-
mente seguirò nei seguenti cenni. me, a segno di farle appellare le terme di
Tenue di ^grippa, il Pantheon, di A lessaìidro SarìnQ o\ì\i\ave Nibby che tut-
cui l'iparlai a Tempio, fu eretto da M. A- ta la parte meridionale delle terme d'A-
giippa per far parte di queste terme da grippa sia anch'essa opera di quell'impe-
lui edificate nel 729 di Roma, nel silo ove ratore;poichèla costruzione di quella par-
fu la palude Caprea per quanto riporto te dietro {' /lecadeniia. ecclesiastica, nel-
a Teveee, comechè originata da* depo- la contrada dell'arco della Ciambella (di
siti del fiume; quindi per gli oili e giar- cui nel voi. LVI, p. 3o6) e della via dei
dini delle medesime egli condusse in Ro- Cesarini, è identica a quella delle terme
ma l'acqua Vergine, della quale tenni pur Alessandriue; come dall'altro canto die-
proposito ali articolo Fontane di Ro- tro il Pantheon è identica alla costruzio-
ma. Le terme furono parte dtgli orli, ed ne laterizia di quel sontuoso edifizioe per-
insieme con questi furono lasciale da A- ciò appartenente all'epoca primitiva. Do-
grippain legatoal popolo romano. DaFli- po i disastri di Roma del 409 e del 455
nio si ricava quanto fossero licche di mo- di nostra era, le terme serbavansi ancora
numenti dell'arte, e ricorda l'opera famo- inlatte, econtiuuavano a servire sulla fine
sa di Lisippo lappresentante un atleta o del V secolo a'teujpi di Teodurico. Sicco-
garzone che si stropicciava, Distriiigcn- me furono da alcuuichiamaleancheCo/?^-
teiìi se. collucalo dinanzi queste terme, e rnodia/ie, forse Commodo vi operò qual-
sembra quello trovalo nel 1849 ^ collo- cheabbellinieuloo restauro. Altri descrit-
TER TER 85
(ori tli Roma le appellano Tìwnnac A- imperatore. Sebbene anche le Neroniane
giij}pìiiae, altri Tliernun' /llcjcandria- presero il suo nome, l'antico non fu di-
u(n\ Le terme tl'Agrippa pare cliesorges- menticato, e Rufo ricorda nella regione

seio cerldmeute fla il Paullieou e l'acca- IX il Lacus T/icrniaruni JVeron, proba-
demia ecclesiastica, e fra il giardino de'do- bilmente lo stesso stagno d' Agrippa, il

menicaiiidi s. Maria sopra Minerva e l'im- qualecoll'accrescimentofatto da Alessan-


bocco di via Staderari (così detta pe'f;dj- dro Severo alle terme Neroniane, si tro-
Ijricttlori di stadere aniicauienle ivi sta- vò a contatto con queste, come lucrano
bilitisi, al dire d'alcuni), presso la Piaz- con quelle d'Agrippa. Vittore nel suo ca-
za di s. Eustachio; quelle d'Alessandro talogo designa queste terme col nome di
Severo fra l'accademia ecclesiastica e l'ar- T/ierniacjVcroninnae,quae postae Ale-
co della Ciambella, e sembrano costruite xandrinac, e Sidonio Apollinare per ul-
ne'giardini d' Agrippa, protraendosi alla ti/no le dice Balnca Neroniana. Dipoi fu-
via de'Cesarini ove sono alcune vestigia. rono sempre rammentate col nome di A-
Terme Alessandrine e Neronianc. lessandrine o Alessandriane. L'Anonimo
Prossime terme Agrippiane e verso
alle presso Mabillon, nel secolo IX mostra le
occidente, Nerone edificò le sue nel 64 o terme, che chiama Alexandrianae, fra
65 di nostra era, ma Tacito anticipa di la piazza Navona, la chiesa di s. Eusta-
due anni la Nerone
loro dedicazione, e chio e il Pantheon: s. Agncs, Tlierniae

fornì a'ca vai ieri e senatori l'olio o unguen- Alexandrianae, et s. Eustachii, Rotuii-
to per ungersi. Un fulmine ridusse in una da, etc. Nel secolo IX erano abbandona-
massa into.rme di metallo la statua del- te, nel X si annidò nelle loro vicinanze
l'imperatore, e vi cagionò un incendio, ro- e in parte sopra di esse la potente fami-
vine che ri parò Domiziano. Indi Alessan- glia de'conti Tusculani : e circa la stessa
dro Severo, che vari provvedimenti pre- epoca sembra che presso VoàiG.viidt piazza
se circa i bagni pubblici, vietando la pro- di s. Luigi de" francesi fossero costruite
miscuità de'sessi che l'infame Eliogabalo le chiese di s. Maria in Cellis e di s. Be-

avea permesso, pose una lassa su tutte l'ar- nedetto, seppure non furono una sola, con
ti di lusso pel mantenimento delle terme, l'oratorio del ss. Salvatore i/i Therniis

e permise l'uso notturno, assegnando sel- annesso al quale fu poi fabbricatoli /*«-
ve pel consumo dell'olio e della legna, am- lazzo del Governo o Madama (di cui ri-
pliò o meglio raddoppiò terme Nero-
le parlo a Tesoriere, e delle chiese parlai
uiaiie in guisa che furono tutte insieme nel voi. XXVI, p. 228 e 23 i),lequah chie-
appellale Theriiiae Alexandrianae, ed se sono dette in Tkermis Alexandrinis
avetido comprato fabbricati privati, li de- ìie\ placito dei 998 sulle questiioni di pro-
molì e piantò un bosco nell'area di que- prietà tra l'abbazia di Farfa in Sabina,
sti. E siccome l'acqua Vergine, che for- ed preti della Chiesa di s. Eustacìiio,
i

niva terme Neronianee quelle d'Agrip-


le quaesita est inPlatana,ass\i\.\l\ sotto ma-
pa,non era suflìcienle per fornire ancora no da'conli Tusculani signori della con-
queste, condusse a bella posta una nuo- trada. La denomi nazione mPA/^i7«c/ sem-
va acqua che dal suo nome fu detta A- bra derivata dal bosco piantato da Ales-
lessaiidrina, e stabilì un recipiente gior- sandro e formato di platani, col quale le
naliero per bagnarsi col nome di Oceani terme da lui protratte raggiungevano lo
soluuii, lusso che Traiano non avea im- stagno di Agrippa. Queste termeoccupa-
maginato, essendosi contentato nelle sue vauo da oriente a occidente il tratto fra
teru)e d'assegnare le bagnaruole, secondo la piazza ilella Rotonda e la piazza oggi

i giorni. L'edificazione delle ler(ne si fis- detta Madama e già de'Lombardi, e da


sa al 227 o al 229, e le dedicò lo slesso Luezzugioruo a selleulrioue quello fra la
8G TER TE U
thicsn di Eustachio e la via de' Cuprei-
s. annichilisi sopra le terme Ales-^andrine vi
tari, iiinanendo ancora visibile un eaii- si manlennero sempre. Nel principio del

ciclo di esseentroralbergo di piazza Ran- secolo XI V l'Albertiui distinguendo le A-


tltinini. Si rileva dal placito, che a quel- lessandi ine dalle JNeroniane, diceche del-
l'epoca le tenne Alessandrine, oltre le no- le prime vedevansi le vestigia presso s.

minale chiese e oratorio, erano occupa- Eustachio, e delle altre presso il pahizzo
te da case, ed in parte ridotte a grotte, e dei cardinal de Medici, cioè il palazzo Ma-
contenevano terre coltivate e incolte, ar- dama. Pocodopo il Fulvio Dioslra che ne
cliieculonne.il placito fu tenuto in s. l^ie- esistevano grand' rovine dietro la chiesa
Iroalla piesenzadiPapaGregorioVerini- di s. Eustachio, e con buone ragioni col-
pcratuie Ottone 111, e fra'giudici dativi loca quelle d'Alessandro Severo parlico-
i,tiie\uG\o\i\ììn\ prefetto dì Roma e conte larinente dov'era l'ospedale de'francesi e
delpaluzzo, figlio del famoso Crescenzio 1. il detto palazzo, la cui piazza Lombardi
Dopo la morte di quell'imperatore, Gio- allora per esso avea preso il nome di Ma-
vanni assunse il li[o\o dì patrizio, quindi dama. Delle altre vestigia tratta Nibby,
iippoggiafo dalla fazione paterna e ailida- e sul principio del secolo XVI la falibri-

to alla solidità delle terme Alessandrine ca del palazzo Giustiniani ne coprì uu


da lui occupate, usurpò il dominio diRo- gran edè fama cliein tal circostan-
tratto,
ma. Qual patrizio nel io io ricordasi ni- za fossero scoperti molti oggetti di scul-
sieme col figlio Crescenzio 11 prefetto di tura che ornarono la celebre raccolta for-
Roma in quella sptcie d'appello che fé- mala dal marchese Vincenzo. Dell'impor-
cero dalla sentenza pronunciata contro tante ricavalo da'molli scavi, ragiona ìNib-
gqSi preti di s. Eustachio sul-
di loro nel by,cioè della colonna di granito rosso posta
le memorale due chiese, le quali si pon- dalJi bano\lll a sostegnodell'angolo bo-
gono come una. Altra nozione sullo sta- realedel Pantheon, e dellealtreduesimìli
terme oHierallodel o 7 fra Pie-
tu delle i 1 colonne che reggono il lato orientale del
Ilo arciprete dis. Eustachio z/t Platana suopoi tico, sco[)erte (|uando questo fu da
e Ugune abbate di Farfi, per cessioni e AlessandroVllpienamentereslauralo. Co-
permute. Daqiiestoedagli altridocumen- sì i rocchi di colonne esistenti innanzi la
ti presso il codice Farfiiiise n.° 45'9, e il Chiesa di s. Luigi de'fraiieesi, coiv.pie-
Gjiì\ellì,Del Pii/ììieei'O, p. 2 ic),apparisce si i due bellissimi di porfìilo, provengono
non solo che le terme Alessandrine fino da queste grandi e nobilissime terme; di
dal secolo X erano slate occupate oltre la cui sono visibili avanzi le colonne di gra-
purleorienlale povseduta da'conti Tuscu- nilo rosso ancora in piedi al loro posto e
lani del ramo di Crescenzio, poi dello di altre rovesciale, e tutte murale, nellecan-
s. Euslachio,aiichedachiese,oratorii, ca- line del palazzo Giustiniani, e l'emiciclo
se, giardini e poderi, e che fra'possessori del suddetto albergo in piazza Piandani-
principali conlavansi i monaci Farfa e
di ni (vocabolo derivalo da'marchesi Ron-
1 [>reti di s. Eustachio, che si dispulava- diniiù che col cardinal Paolo Emilio vi
no il dominio assoluto d'una parie di es- ebbero già l'abitazione). Sino alla metà
se, e che già esisteva una chiesa o orato- del secolo passato grandi vestigia delle
rio di s. Simeone, dov'è Cìnesa di
la s. terme Alessandrine si vedevano nel ?..°cor-
Sinuoiie pipjeta, e che allora nacque il tile del palazzo Madama, demolite d'or-
nomedi Orsuallacontradauttinente,per- dine di Benedetto XI V, onde fabbricare
thè ivi possedè va terre certo Orso qui k'O- le abitazioni de'miuislri subalterni delgo-
catur Firu/us, onde da terra Irsi ere- verno. L'area occupata da queste terme
de ÌNihby porpctuossi sino a'giorni nostri presenta un edifizio rettangolare lungo
la dciiuuiinaiionc ilella via. 1 Cresceuzi 700 piedi da oriente a occidente, largo
r E R TER 87
5oo piedi da setlenliione a mezzodì, os- dopo il loro abbandono, riguardate per l.-x

sia 2400 piedi di circonferenza. mole come proprietà pubblica, in que'se-


Tcrnic yliitoniniaiif' o di CaracalLt. coli didisordine così facili alle usurpazio-
Verso il 2 16 di nostra era l'eresse l'ini ni,rimanessero sempre aperte, come av-
peralore Antonino Caracalla, chiamate venne a quelle di Diocleziano,ed a tanti al-
Antonianae, come l'appella il volgo, nel- tri monumenti antichi è avvenuto, spe-

l'Anonimo dell' Eccardo per inesattezza cialmente trattandosi d'una coiJlrada ri-
dell'amanuense. Da'suoi descrittori si am- «nasta deserta per molto tempo: conser-
mira la grandezza e magnificenza di que- vò però sempre questa il nome alterato
sta sontuosa opera. La camera destinata d'Antoniana, che ancora ritiene. Lo slato
al solium, cioèal bagno grande, era d'u- imponente delle rovine superstiti eccita-
na costruzione ammirabile, dillicile a imi- va l'ammirazione ancora nel secolo XV,
tarsi, poiché la volta posava tutta sopra per essere piìi intatte di tutte le altre, con
barre bronzo o di rame, ed era di ta
ili apparato di tante colonne grandi e di mar-
le estensione, the gli artisti de' tempi di mi diversi. Sotto Giulio 11 vi restavano an-
Costantino alFermarono non potersi e-
I cora colonne mezzo sepolte, esembra che
seguire. Caracalla le dedicò col lavarvisi nelle terme riujasteaccessibili al pubblico
e coU'ammetlere il popolo. Egli fu ucci- nella parte centrale fino ali 534, si con-
so nel 2 18, e siccome non erano totalmen- servassero ancora in piedi colonne semiu-
te finite, i portici furono costrutti da E- terrate. In quell'epocaperò cominciò l'ul-
liogabalo e compiti da Alessandio Seve- tima dilapidiizioue delle terme, spogliate
ro. La stupenda sua estensione conteneva di lutti i materiali perla fabbrica dei ««-
1600 seggi per uso de' bagnanti. Cara- lazzo Farnese, e la cortina laterizia dei
calla per uso di queste terme aprì una ma- muri fu scorticata per la stessa fabbrica:
gnifica strada che fu detta via Nova, e allora pure d'ordine del cardinal Farne-
non la cedeva ad alcuna delle più belle se nipote di Paolo III, si aprirono fecon-
piazze di Roma,econ questa strada la cit- dissimi scavi d'antichità, e queste furono»
tà ricevè un nuovo accesso magnifico. Fu- tutte trasportate nel palazzo medesimo,
rono restaurale verso il 5oo da Teodori- e noverale dal Nibby, fra le quali il fa-
co, efinirono come le altre terme nel 537, moso Ercole di Glicone , e il gruppo di
nulla conoscendosi di loro posteriori vi- Dirce legata al Toro di Farnese, la Flo-
cende. L'acquedotto dell'acqua Antoni- ra e altre statue, colonne, bassorilievi e
niana costruito per terme,che traversa-
le marmi di diversi mischi, oltre una quan-
va la via Appia sull'arco di Druso, presso tità di cose minute, come camei, intagli,
h Por taC apena, fu restaurato da Papa A- statuine di bronzo, medaglie, lucerne, ed
driano I con altri, e continuava a fluire in tanta copia che potè farsene una ricca
nel principio del IX secolo, prima delle raccolta nel detto palazzo, formare il mu-
devastazioni de'saraceni nella Campagna seo Farnesiano, dal quale fu trasportata
romana. Pare che allora non fossero piìi a quello diNapoli. In queste terme me-
in uso, amotivo della povertà pubblica, desime furono trovate le due gran conche
dell'avversione promossa contro tali sta- di granito che servono di Fontane sulla
bilimenti, ridotti a bagordi dalla perver- piazza. Farnese, e nel 1 564 vi fu estrat-
sità degliuomini cheli iiequenlavano. Fa ta l'ultima colonna superstite da Cosimo
sorpresa come <juesle terme non venisse- I,e ti asportata a Firenze venne eretta sul-
ro occupate da'conti Tusculani o da altri la piazza s. Trinità, e vi fu collocata so-
potenti de'secoli XjX e XI, mentre avreb-
I pra una Vittoria memoria che ivi quel
in
bero fornito uu sicuro ricovero e i mez- grauiluca ebbe la nuova dell.i vittoria ri-
zi di formare uà vero castello. Pare che portata sopra Pietro Strozzi. E' probabile
fi8 TE l\ TER
chePalIadio profittasse di quegli scavi per rìnalc l'edificò Coslaiilino T il Grande
lare la pianta delle tenne, dicendole nel circa il 326, ed esisterono almeno fino al

i554oinale di bellissimi marmi e di gran- j


."
periodo del secolo V, nel quale sog-
dissime colonne. Si vuole che Gregorio giacquero a incuria e guasti prodotti da
X III concedesse le terme al seminario Ilo- civili discensioni, e furono restaurale in
mano: il p. Donali gesuita ciò attribuisce tutta l'ampiezza da Petronio Perpenna
a Paolo Y
che n'era stato protettore co- I\]agnoQuadraziano prefi'ltodi Roma nel
me vicario di Ptoma, facendo spianare e 443, come riportai aUosPiGLiosiFAMiGLlà
rompere i massi delle rovine e purgarle, nel descriverle, perchè sulle loro rovine
perchè nelle vacanze vi si recassero gli a- vi fu edificato il palazzo di essa e quelle
Junni a sollevarsi e giuocare a pallone. altre fabbriche ivi indicate, insieme alle

]N'ella vigna del collegio Romano si tio- statue e monumenti che si tolsero dalle
varono bassirilievi bellissimi di terra cot- terme, come Colossi <\e\V01>clisco Qui-
i

ta, che già servironod'ornatoalle terme, ì'innlc, e ne riparlai a Palazzo apostoli-


e vennero collocati nel museo del colle- coQuiRiNALEenel voi. LXIII.p. So.Que-
gio. Ivi dappresso, nella vigna del colle- steterme furono le ultime fabbricate in
gio dementino, furono trovate le due bel- Roma.
le ui ne di basalte, ora nel museo Vatica- Tenne dì DìocìeziaiìO. Ad onta di lo-

no, ridotte ne'tempi bassi a sepolcri. Fi- ro vastità e magnificenza sontuosa, poche
no dal 828 erano rimaste abbandonate
1 memorie se ne trovano negli scrittori an- 1
siccomeafllltatea usi privati, nel qnal an- tichi, fra'quali Eusebio che nel 3o2 pò-
no il conte di Velo apri gli scavi che die- ne la loro edificazione fatta da Dioclezia-
rono un'idea perfetta su queste e sulle al- no, e le Massimiane dal suo collega Mas-
Ire terme, e vi si trovarono molti fram- simiano in Cartagine, forse pel trionfori-
menti di marmi lavorati, e pavimenti di portato su Narseo. Durata la fabbrica pa-
musaico. Quellograndioso rappresentan- recchi anni, leterme furono dedicate ver-
te una scuola di alleli.GregorioX VI lo fe- so il 3o6 da Costanzo Cloro padre di Co-
ce trasportare nel suo 3I11SC0 Lati'i-aiu'ii' slanlinol. Vi furono, come in altre terme
si\ ove lo descrissi, e ne riporlo ne' voi. e opere pubbliche, condannati molli cri-
XLVII, p. 28, I L, p. 222. In questo a p. stiani alla costruzione (la tradizione dice
288 dissi che il capitello che sorregge la 40,000 e per molti anni, e Marangoni ag-
famosa Pigna di bronzo nel giardino Va- giunge che dopo il compimento dell'ope-
ticano, forse fii tolto da queste terme, del- ra, rimasti vivi 2o3 cristiani col loro tri-
1

le x|uali JNibby ci die la pianta, e il disegno buno s. Zenone, da Massimiano furono


della sala centrale, colla descrizione. Il filiti decapitale ove era stalo decollato s.

l.dibricalo intero può riguardarsi come Paolo, ed ivi furono sepolti i loro corpi,
un quadrato perfetto di 100 piedi pei' o- i poi Chiesa di s. jSlaria in Scala Coeli,
gni lalo,al quale debbonsi aggiungerei 5o che nel descriverla nel voi. XIl,p. Sq, dis-
piedi per paiteche sporgono in fuori dal- si con allri che i martiri furono io,2o3
la linea generale le due grandi essedre o oltre s. Zenone), anche per espressa con-
tribune dello stadio, e 100 piedi che ha danna emanala 3o3 da Massimiano nel
la gran consesva addossata allo stadio residente iiiRoma,e Rufolechiamò Ther-
medesimo. Oneste dimensioni colossali in- iiiae Dioeletianaeel Mdxiniianae, Con-
dicano la grandezza dell'eflinzio, il men tenevano doppio de'Iuoghi per bagnar-
il

distrutto di tutte le altre fabbriche desti- si che pure ne a-


di (pjelle Aiitoniniane,
nale a quest'uso, e dal 1828 in poi se ne veanoi 600. Eni rato Alarico re de'goli nel
ha una cura maggiore. 409 in R^oma per la porla Salaria, bru-
Tcr/nc di Cosiaiiliiio, Sul Monte. Qui- ciò gli orli Sallustiani (i quali come allri
TER TER 89
ebbero le loro terme, e piìi volte se ne fa cli'è una prosecuzione di quella Strozzi,
iiieiizioiie negli alli de' inarliii, parlico- e cade nel largo del Macao in (juella di
hitMiente tli s. Ciiiaco e compagni decol- porla s. Lorenzo. Indi Sislo V fece demo-
lali l'/V/. Salaria i/itra The f mas Sallu- piano su[)eriore delle terene,
lire [)arledel

slisforas ììiitros) posti fra quella porta e e colle rovuie di queste riempì il i. "pia-
le terme, ed è molto probabile die anco no, o piuttosto i sotterranei, al due di Ve-
quest'edilizio Vennero presto re-
soifris'ie. nuti. I certosini nel 1 TqS ne venderono
staurale, e sul linir del V secolo erano in porzione verso occidente alla conlessa Ca-
pieno esercizio, insieme con quelle d'A- terina de Nobili-.V/ò/rY/ di s. Fiora, insie-
giippa e di Nerone. Quindi rimasero pie- me cogli edifi/i, le statue e i frammenti
namente abbandonale fino alla metà del ivi esistenti, colle colonne e tutti gli altri
secolo XVI, allorcliè l'alladio ne fece la titoli per 10,000 scudi. La conlessa nel
pianta e ne parlò n<i\\' Aidiquilà di Ro- I 594 donò completamente il fondo a'CV-
/Ila. Vi fiuono cavati i ritraili di Diocle- stercieiisi J(ìglianti, riservandosi la pro-
ziano, I\Jas>imiano, Coslan/o, Galerio, ec. prietà delle statue e monumenti antichi,
e trasportati in Campidoglio, altri furo- e quella di quanti poi f jssero venuti alla
no mandati a Fiienze. La pianta di Pio- luce, oltre un tratto di terra. In quella do-
n)a dal Bufalini pubblicata nel f 55i mo- na/Jone fu compresa la sala rotonda an-
stra le terme affatto sgombre da ogni pos- cora intera, che fortnava angolo versooc-
sidenza privata, fra la strada che va a por- cidenle, e che venne allora ridotta colle
la Pia, e l'altra che passando dietro il mo- largizioni della contessa a Chiesa di s.
nasleiodis. Lorenzo in Pane e Perna rag- Bernardo, facendo cancellare molte pit-
giungeva l'odierna via Strozzi, e quindi ture oscene. In tale occasione scavando-
ti)iceva a destra dietro il caseggiato del- si nell'orto contiguo, in alcune grotte fu-
la Termini e finiva dentro Ca-
piazza di i rono trovateofficine di orefici, e colla gran-
stra Pretoria. Questo stato di case soffri de quantità di piombo che ne fu estrat-
tosto un gran cambiamento, poichèilcar- ta fu coperta la cupola. Questa chiesa duu-
ninal JJcIIai ministro di Francia in Ro- cpie era una delle grandi sale rotonde che
ma, ivi stabilitosi, accpiistò questo tratto ad ogni angolo esterno abbracciavano il
di terra e ne fece una villa magnifica det- quadrato immenso delle terme, e coperte
ta /Forti Bellciani , e morì nel palazzo da una volta sulla foggia di quella del "Pan-
in essa edificato da lui nel 56o. Avendo
i llieon.Questa forma della chiesa di s. Ber-
lasciali molti debiti, gli orti furono nel nardo, assai nobilmente e grave si prestò
concorso de'credi lori aggiudicati a favore pel fecondo ingegno e somma perizia del
del cardinal s. Cailo Dorromeo per 8000 prof architettocav. Giovanni Azzurri, al-
scudi , il cui zio Pio IV redense a spese lorché nel i853 la decorò con funebre
dell'erario e òono a Certosini che ivi col- pompa per le magnifiche esequie di d.
locò, riducendo co'disegni di Buonarro- Francesco Barberini principe di Palestri-
ti, preferiti a quelli di altri architetti, nel- na. Tale fu la generale soddisfazione, pel
la magnifica Chiesa di s. Maria dei^UAn- mirabile, armonico e sorprendente effet-
geli I antico tepidario dopo tante rovine complesso de'suoi pregi, che Q.Leo-
to del
ancora intatto, insieme col calidario e con ni ben li fece rilevare nel t. 21, p. 84del-
parte del frigidario: però l'opera antica V Album di Roma, riportando il disegno
fu alterata, sfigurandosi la forma della sa- della solenne decorazione funebre. Gre-
la e chiudendosi i vani ov'erano i bagni. gorio XIII, Paolo V e Urbano Vili ri-
Allora venne di nuovo apeila al pubblico dussero a granai pubblici tutto quel trat-
l'area dello stadio, e quella di fianco ver- to di rovine delle terme, che oggi forma
so sud-est,attra verso la quale passa la via, il corpo principale àoiV Ospizio di s. Ma-
c)o T E II TER
ria degli Angeli, e del con villo e istru- ivi èdeltoDoraiziano), ma ricordai diver-
zione (.h' Sordo-Muti. Nel 16S7 la regina si degli articoli in cui ne parlai, per gii

Ci islina di Svezia fece eseguire uno sca- edilìzi costruiti sui medesimi.
vo sul piazzale ciiTermiiii;enel 1699 nel- Tenne, di Nerone. P'. Terme Ales-
la villa Struzzi, aciereiile alle terme ver- i and rine,

so mezzodì, furono trovale alcune statue Terme di Tito e di Traiano, delle an-
di niarmoclie forse adornavano la faccia- che Tiziane, Domiziane e Traianee.Ver
ta da quella parte. Poco dopo Cleinenle la vicinanza rispettiva di queste terme e
!X 1 ridusse a granai parteaderenlea ta-
la la stretta loro connessione, giova meglio
le villa, poi coiìverliid in Prigione. Cle- parlarne in un solo articolo, come fece
inenle XIII presso la chiesa di s. Maria Nibby, quantunque fossero anticamente
diagli Angeli, sulle rovine delle lennefab- fia loro distinte. Im|ìerocchè i regionari
Ijricò pozzi e vettine per la conservazio- ne fanno due edifizi diversi e fra loro con-
ne dell'olio. INel principio di (pjesto seco- tigui, nominandoli sempre insieme e li ,

lo fu trovata la bella testa di Venere, col- pungono nella regione III: l'iscrizione di
le orecclue forate, indizio d'essere slata Orso Togato le distingue anch'esso, così
ornata di preziosi oreccliini, chesiammi- Palladio elicne vide le vestigia, e solo er-
Vii nel corridore del Museo Cliiarainon- rò dando a quelle di Tito il nome di Ter-
li. La pianta di qiie^o grande edilizio è lììe di r espasiano, ed a quelle di Traia-
analoga terme Anloninia-
a quella delle no il nonie di Terme di Tito, secondo la
iie, e quale laj\il)by. Esso è di
pubblicò denominazione allegra corrente, il che in-
foinia quadrilunga,! 3oo piedi ha il lalo dusse a equivoci molti SiMiltori. Vespa-
da ponente a levante, e 1200 quello da siano non costruì tenne, e quelle volgar-
sellentrione a mezzodì nel corpo esterno; mente de le diTi lo furono ed idea te a'tem-
t

85o per 5oo sono le dimensioni del fdj- pi di Traiano, come dimostra Nibby con

bricato interno nella slessa direzione. Le ilucuu^enli di fatto. Dice Svelonioche le


rovine superstiti sono tali, che oltre a for- terme tli Tito furono costrutte in fretta
nire un'idea esatta dell'estensione, si può plesso l'andlealro Flavio (di cui riparlai
da esse ritrarre una pianta perfetta, poi- a Teatro, ragionando pure degli Anfi-
ché le parti mancanlida una parte ritro- teatri): il contemporaneo Marziale ag*
vansi nell'altra. Nel chiostro de'cerlosini giunge alla celerilà del lavoro il sito, scri-

sono due grandi essedre curvilinee, a de- vendo che furono edilìcate nel luogo già
stra e sinistra. Di fianco al lato orientale occupalo da'giardini della imperiale Ca-
eslernamente entro le dipendenze della sa Aurea di Nerone, ed essere tre soltan-

I ill(/ già Perelti oggi Massimo, è la gran to le terme esistenti a'suoi giorni,cioèd'A-

piscina delle terme di forma quasi trian- grippa, di Nerone (del quale e delle quali
golare. Il lato meridionale presenta en- si disse: De Nerone quid pe.jus.'' De ejus

tro l'orto di s. Bernardo il giao semicir- Thermis qiddmeliusl) e di Tito. Queste


colo del lealro ornato nella parte supe- autorità dimostrano che le terme di Tito
riore di 27 nicchie per statue, alternati- furono erette prima cheTrai.ino ascendes-
vamente rettilinee e curvilinee. II corpo se all'impero, ch'erano prossime all'anfi-

intero delle terme è diviso come quello teatro, che occuparono parte de'giardini
dell'Antoniniane. Di queste terme si leg- Neroniani,e che furono costrutte in po-
gano erudite nozioni nelle Notizie isto- co tempo e perciò di moderata estensio-
rielie della ì illn Massimo. A Piazza di ne. Ali onta di lultociò, Nibby osserva che

Termim, non solo notai che il suo voca- la costruzione laterizia non si accorda eoa

bolo deriva dagli avanzi delle terme di quella d'altre opere del tempo di Vespa-
Diocleziano (per errore lipogralìco mio, siano e del suo figlio Tito, ma ch'è ideu-
TER TER 9f
tica con quelle delle fabbriche del Foro giii è da notarsi la frase, clic porlfino il
Traiano; e che quelle terme che vjinno sito noiiic, e che li cita pel i ."tra'siioi la-
solto il nome di Tito isiano siale coiliiil- vori. Eusebio nella Croiiacti all'anno 02
le scilo Traiano, si conferma da'niaichi narra fra l'opere fatte in Roma da Donii-
jli maltoni trovati in costruzione neyliul- ziano, Tlicnnac Trajanne et Titiaiiacj
limiscavi, ed in costruzione prin»ilivii, coi ciò ripetè l'Anonìnio dell'Eccardo, colle
nonìi di Traiano e Plotina, laonde tiene lernie Ti tiaii/i.<;
et T/y/j'cinns. e Cn^^imìo-
Ja questione sciolta di fatto, i'erlanlo è ro nesili anni g^ec)'). Pare quindi chia-
d'uopo riconoscere nelle terme volgar- ro a Nibby. che negli ultimi anni di Do-
niente dette di Tito quelle di Traiano, ed niriiano fossero compiute le terme di Ti-
in (|uelle che Palladio vide fra la Chiesa lo, e cominciate quelle che poi portaro-
di s. Pietro in Pi/icoli, e il Colosseo, e no il nome di terme di Traiano Queste
che chiama di Vespasiano, quelle di Tito, essendo lauto piti vaste e vicinealie al-
E' notato che le terme di Tilo furono e- tre, furono da'moderni confuse con quel-
ielle ciica l'anno <So, presso l'aufileatro le propriamente dette di Tito. Ma fino al
Colosseo e verso la Polveriera, con fab- IX secolo si conservava esatta la denoini-
liricato di 2000 piedi di circonferenza, e nazione di Tlierinne Trajani dd Tla-
iion ebbero né area né corpo eslernf),come cidn, ed è nolo quanto sono prossime al-
iinn l'aveano quelle d'A gì ippa e diNerone la chiesa di s. l*ietro in Vincoli, che qua-
lsia edificate, esul modelloilellequali ven- si la toccano: come dall'altro canto i)er
nero costrutte ancor queste. Al iValello e la stessa vicinanza Anastasio Cdjlioteca-
successoiedi Tito imperatoreDoiniziaiio rio nella vita di s. Siinniaco ^cvwe., che
parve l'edifizio troppo piccolo, onde die quel Papa edificòdalle fondamenta la ba-
jìrincipio a un nuovo piano di terme fog- silica de'ss. Silvestro le Martino /(del-
j;ialo in partesopia ginnasi de'greci,che
i la quale riparlo nelle biografie ue'cardi-
nelle terme posteriormente edificate da nali b. Tonunnsi e ZcLida, perchè ili.°
Caracalla e da Diocleziano venne adotta- volle essere sepolto nella chiesa solterra-
to, vale a dire di chiudere il fabbricalo nea, già parte delle terme secondo la co-
tleslinato pailicolarnjenle a'bagni entro niiineopinione, eil 2.° volle essere tmnu-
nn'area circoscritta da un fabbricato e- lato presso il suo sepolcro) /'«x7(7 Tlicr-
slerno, e quest'area destinata a'passeggi, ukis Trajanas %\ì\ princi[)io del VI seco-
a'iraltenimenii edagli esercizi. Non osaii- lo, peiche quella chiesa non è distante >oo
do distruggere Duaiiziano la parte edili- piedi dall'angoloboreale delle medesime;
catadalfialello, la congiunse con una fab- onde dice Nibby, ebbero torlo coloio,che
brica molto più vasta, che cominciò a e- daquestaespressione vollerodedurre,che
dificaie a settentrione di quella, quasi ne li chiesa di s. ÌMarlino stesse proprianien-

fosse un aggiunta, ma che di fitto diven- te sopra ([ueste tei-me medesime, e come
ne il corpo principale, ed che è quella i rovine di esse supposero que'muri late-
nioderni hanno preso per terme origi- le ri?.i troncati nella chiesa sotterranea, poi-
naiidi Tilo, e rhe volgarmente vanno sol- che que'muri egli li crede dell'era Selli-
lo tal nome. Non pervenne a lenninarla, mianae affullo fuori del recingo delle ler-
e l'onore fu lutto di Traiano, a segno che me. Dopo X secolo se ne perde la me-
il I

Pausiana fra le grandi opere ili (juell'ot- moria sino alla {xnt del XV, allorché cer-
(imo imperatore nota pur questa, diceu- tamente furono visitali i sotterranei. Pe-
do che l'ralle opere sue piìi insigni furo- co dopo 1' Alberlini ricorda le teroìe di
no bagni che portano il suo nome, l'an-,
i Tito presso le cosi dette Sette Sale (o nin-
fileatrOj il circo e il foro, mettendo insie- feudi Claudioedelte pure Seltizonio. per
tiicirislauri colle edificazioni; ma dc'ba- cui a queil'arlicolo ne feci paiohi), t- di-
ya TE R T ER
ce esservi stala trovala una lapide di Gio- air uso di Polveriera, ed allora uè ven-
ve posta da Vespasiano per mezzo del col- ne diroccata una parte, e la via prese il

legio de'ponlefìci: allora pertanto comin- nome di Polveriera. I celebri croati di


ciò a pievalere il nome di Tito. Quindi c|ue' sollerranei in gran parte apparte-
si lei^ge in \ asari nella vita di Giovanni nevano ad una fabbrica anteriore ridot-
da che furono fatti scavi entro que-
Uiiiiie, ta a fondamento delle terme: si scopri

.ste terme presso s. Pietro in Vincoli, e le una rozza cappella cristiana dedicata a s.
designa col nome di anticaglie del palaz- F^elicita ed a'suoi 7 figli martiri nel seco-
zo di Tito; e mostra die scoprirono alio» lo VI, nella quale oltre la pittura rappre-
iM pittura e slucclii bellissimi ne'solterra- sentante la santa, era sopra la nicchia di-
iiei, e che Giovanni vi scese a vederle in- pinto il Pastor Duono colle sue pecorelle:
sieme con Raffaele e che ne rimasero in- rimaneva a ileslra una parete dipinta cou
cantati, e questa scoperta mosse Giovan- Daniele nel Iagode'leoni,i 3 Fanciulli nel-
ni ad imitarle ne' lavori che poi fece di la fornace,il Sai valore fra'ss. Pietro ePao-

grotteschi al Valicano e altrove (il che no- lo, ed H\\ calendario: pitture però esegui-
tai nel voi. L, p. 275, descrivendo le Log- te sopra un intonaco posto su di altro piìi

gie Vaticane). Fu pure nel principio del antico: si scoprirono inoltre medaglie di
secolo X\'l che fra queste terme e le Set- argento del tempo di Traiano, nascoste
te Sale nella vigna di Felice de Fredis fu dentro un vaso di terra cotta che noi di-
scoperto il celebre gruppo del Laocoonle cìamodindaruolo: questo era ornato d'u-
(coti quelle feste che ricordai nel voi. na palma e d'un cavallo, indizio d'aver
LXlll, p. 3 i ). Nell'iscrizione poco dopo formato il peculio di qualche auriga vin-
trovata verso la chiesa di s. IMartino, ora citore, odi qualche efebo che avea nelle
nelmuseo di Napoli, si ricorda l'abbelli- terme stesse riportalo la palma nella cor-
mento fallo delle terme Trajanavuin nel sa equestre. Nell'area poi, che precede le

V secolo da Giulio Felice Catnpaniano costruzioni del teatro, verso il Colosseo,


prefello di Roma. Que'sotlerranei indi- fu rinvenuta una piccola statua di Pluto-
cali da Vasari rimasero accessibili per tut- ne assiso, che venne trasportata nel mu-
to quel secolo, e siccome a quell'epoca e- seo Capitolino. La pianta di queste terme
rano molto piìi conservate le terme pro- pubblicala dal Nibby, è analoga a quel-
priamente dette di quello che lo sonò og- la delle terme d'Antonino e Diocleziano,
gi, Palladio ne potè fare una pianta suf- e più particolarmente a quest'ultimo. Es-
ficientemente esatta, indi Nibby riporta se occupano un'area quadrilatera lunga
le cose antiche trovale ne'successivi sca- verso nord-est i 1 00 [)iedi, larga uell'allro
vi operati presso s. Pietro in V^incoli, dal- senso 800. Del corpo interno poche ve-
le quali seu)pie più apparisce che le ter- stigia rimangono, e sono intelligibili solo

me tielle di Tito sono di Traiano. I sotter- per la pianta conservataci da Palladio. Di


ranei furono dimenticali nelsecolo XVII, tutta questa parte non rimangono sopra
quantunque alcune pitture pubblicò il terra entro la vigna di s. Pietro in Vin-
Ij.utoli, nella raccolta delle P/c/a/v/e an- coli, che le vestigia delTessedre, delle due
ti(jHfU'Cryj)tar. roiìiaii.jma nel i
774 f^" palestre, un muro del tepidario, e la pare-
rono di nuovo resi accessibili, e gli ornati te orientale della sala elittica ch'era ad
vennero dati alla luce da Giuseppe Car- oriente del calidario. Questi avanzi pre-
lelti, Le antiche camere delle Terme di sentano il più perfetto tipo dell'opera la-
yV/a e le loro pitture, deliìiealc, incise, terizia, simile in lutto alle fabbriche del
dipinte col jìrospctto , ec. da Lodovico Foro Traiano, e ne' legoloni leggonsi i

Mirri, Roma 1 77(). Nel 1 ':(.){') la [)arle piìi niarchi di quell'epoca. P^n qui Nibby par-
vicina a s. Pictiu m Vincoli fu ridollu lò delle terme prupriaiuente dette, indi
T E U TER 93
passa n rjuplhi purle di es'Je, cli'è In pììi uso nobile: al contrario i muri conlein-
conservn'a e che piìi oomiiiieineiile chia- poranei alle terme non essendo stali rive-

masi (l;i 3 buoni secoh col DdUie di Ttr- neppiue d'intonaco, è ini fitto ohe
stiti

mc (li Tito, fjiiantunfjiic eyli lilietie c!ie non vennero destinati ad altro chea so-
nonsianoche lesoslriizioni. Dopo gli sca- stegno. Gli ambienti poi colle volle fu-
vi fatti dal I 8 I I al I 8 i4 un'opera insigne rono trovali spogliati d'ogni ornamento
die alla luce sopra questa parte nel i 822 e riempiti di calcinaccio, per essere sfa-
in Roma raichitelto ai clx^ologo Antonio ti ridotti a servire di sostegno della fab-

de Rocuanis: Le nnlichc Camere Ksqiii- brica siqieriore, murale le porle e fine-


line dette coiniineineì.'le delle Teiiìie di stre per maggior solidità, soltanto lascian-
Tito. Nediè contezza A. Visconti, nell' /V/- dosi gl'inlonachi dipinti come non aspor-
feiìieridi letterarie di Jloma di qirell'e- tabili,e perciò rimaseio,a tesoro delfa sto-
poca, con molla lode; ed altrettanta glie- ria e dell'arte decorativa, non curando-
ne rese Nihby, dicendo che egregiamen- si ne'tempi di Traiano perchè [)olevansì
te l'opera fa conoscere l'uso, l'origine e le eseguire da artisti di egual valore. La co-
vicende ili quelle pitture e sotterranei, ai struzione de'niuri di camere o am-
tali

quali la pittura moderna deve il risoi-gi* ))ienli e che appartengono alla fabbrica
mento della parte ornativa. Le riconosce primitiva , è laterizia e presenta la piti

per le costruzioni sotto le terme, ed ap- stretta analogia di siile co' Pa- muri del

partenere a due epoche diverse, una con- latino, che furono costrutti sotto Nero-

temporanea alle terme superiori, l'altra ne. Essendo noto che ttilla questa parte
non trovasi mai in accordo con esse, ed è del jMonte Esquilino fu coperta da'giar-
attraversata da muri costrutti per regger- dini e dagli appartamenti di delizia tiella
le. Il tratto scavalo dal 8 al 8 4 non 1 i i 1 1 Casa Aurea, quindi risulta che le terme
eccede 3oo piedi, è tutto sollo il teatro, edificate da Traiano furono erette nel si-

la cui superfìcie fu nel pontificato di Pio to già occupato daNerone, e che la fabbri-

VII tolta alle coltivazioni, che somma- ca primitiva fu parte della famosa Casa
mente nuocevano alla conservazione del- Aurea;e perciò tanto più importante è vi-

le volte e delle preziose pitture, che tan- sitare que'sotterranei che sonoi soli avan-
to riaccesero le cure degli artisti e de'dot- zi più conservati del palazzo imperiale,
ti nell'ultimo periodo del secolo passato, die olirono un'idea di sua ricca decora-
e ne'piintordi del nostro. E' chiaro che zione. Una parte degli ambienti della fab-
quella parte de'sollerranei, che sono nel- brica Neroniana non
mai compiuta, co-
lu

la direzione delle terme superiori. fu eret- me specialmente il Pare


crilto-portico.
ta quando quelle furono innalzate, e che che le cajnere ricevessero aria e luce da un
quella che presenta una linea obliqua, e portico di colonne, con fontana in mez-
che non ha alcuna relazione colle terme zo. Il iNibby fa una dettagliata descri-

superiori, appartiene a una fabbrica eret- zione delle camere, e loro delicate, genti-
ta con altro scopo. La parte che «lon è nel- li e svariale pitture eseguite con colori
l'asse delle terme appartiene ad un'epo- minerali, rimai cando ove le pareti erano
ca anteriore, e Traiano profittò de'muri decorate e impellicciate di lastre di eccel-
d' una fabbrica preesistente per ordinar lenti marmi di diversi colori, e di terre
l'area delle terme, e servirsi di queste co- cotte con bassorilievi dipinti, e di vari e
me fondamenti della fabbrica superiore. molteplici graziosi arabeschi, ed altri ele-
Dall'altro canto essendo muri della fab- i ganti ornamenti, come di figure di stucco
ijrica primitiva ornali di rin vestimento di in rilievoedorate, il tultodi otlimoe per-
marmo, di stucchi e di pittuie, è chiaro fetto gusto. Dopo tutto il riferito dal dot-

che quelle camere furono destinale per to INibby, io non debbo occultare, quau-
94 i' E R TE R
lo il Melcliìoiri puhbliiò ncli84o ncUn o perchè si conhisseifj i sette muri divi-
Guiddìiìclodìca di Hoiìut.W (|u;ile dislin- scrii. Le loro pareti sono intonacate <ii si-

piie le Terme di Tito, dalle Terme di gnino, genere di cen)ento(di cui riparlai
Traiano. In prima conviene die IN'erone a Segni) formalo di calce, gesso e poWe-
piosegin l'edinoazioiie del suopalarzo sii! le di niarino, che soleva adoperarsi nel-
cigliodell'Esqnilino, verso d Celio e il Co- le fabbri che desti nate a custodire l'acrpia;
josseo, sopra buona parte (li edifizi pi"i- il pavimento è incrostato di grosso mu-
vati. Quindi egli dice che Tito, occupati saico a stagno. Molti sup|)ongono questo
ch'ebbe qiie'luoghi, vi costi lù in fretta le gran serbatoio anteriore a Tito, opera Ne-
siie terme, che sebbene meii vaste delle roniana o di alti i. Questo luogo die il no-
Aiitoniniane e delle Dioclezi.iiie, furono me alla via delle Sette Sale nella parroc-
slimale più comode e piìi eleganti. Che la chia. di s. Martino a'Monti.
fìd)brica delle terme di Tito fu elevala Terme Traiaiie. V . Terme di Tito.
sugli edifÌ7Ì di Nerone, e gli avanzi ch'ora Terme ^W/vVrz/p. Di esse poche memo-
si visitano eciislodisconsigelosamenledal riesi hanno, e il loro nome derivò da Va-
governo, dimostrano questa verità. Poiché rio, cioèdairimperafore Eliogabalo figlio
buona pai le delle sale sgombre dagl' in- di Sesto VariolMarcello,che le costruì nel-
fcrriuicnli, ornate di elegantissime [liltii- la regione XIII dell'Aventino. Su questo
re e inbcschi d'ottimo gusto, appartengo- monte nella casa de'gesuiti rimangonoal-
tio senza dubbio alla casa Neroniana. Ri- cuni ruderi forse spettanti a queste ter-
niaica inoltre, che mentre gli edifizi su- me, e nella vigna fu trovato un tubo di
periori più moderni, sono quasi lutti di- piombo coH'iscrizjone: Aqun Traian...
strutti, gli inferiori più antichi sono an- Thermarum fariaruin.Queslocondol-
coraconservati.Di più sostiene,cheannes- to mostia sito, che quelle tenne furo-
il

se alle lei me di Tito furono edificate le no fcjrnite coll'aocpia Claudia che Traia-
lernie Traiane, che ne formarono (pia->i no portò sull'Aventino, e perciò detta ac-
l'appendice, ambedue fabbriche che ben qua Traiana, diversa però dalla ti'aslibe-
dislinse l'opera dotta di De Romanis, seb- rina.
bene formarono quasi uno stesso edilìzio. Il Marangoni celebra le terme romane,

Dappoichèqnando Tiaiiiiioeilincò le sue massime quelle edificate dagl'imperato-


terme, ristorò ezia mi io quelle di Tito, col- ri, ed osserva che in principio furono mo-

le quali unite formarono uno de'più ma- deste, e poi degeuerarono in luoghi didi-
gnifìci stabilimenti di Roma. Aggiunge il sonestà, dimodoché più volte si formaro-
]Mel( hiorrijchele terme di Traiano esten- no leggi per eliminare l'accesso promiscuo
«levansi verso sommità dell'Esquilino,
la de'due sessi, contro i quali abusi decla-
ed i rimangono si ve-
migliori avanzi che inarono i ss. Cipriano, Girolamo e Cle-
tlonone'sotterraneidella chiesa di s. Mar- mente Alessandrino. Più modesti furono
lino a'Monti, dove ancora sono ad ossei- le tenne e i bagni domestici de'partico-
vaisi i vasti locali, che ne'primi secoli del- lari. Ma questi luoghi cotanto profani,!
la Chiesa vennero cambiati in uso di lem- quali servivano di fomento alle passioni,
pio cristiano. Dichiara per ullimo che , neppure furono esclusi dagli antichi fedeli
]irossimo all'angolo orientale delle terme dal caml)iarli in chiese e di consagrarli al
di Tito, riconosce il locale delle Sette Sa- cullo divino, alla purità e alla modestia.
le, già amplissima conserva d'acqua per Tali furono i seguenti bagni e terme,oltrei
provvedere al bisogno le vicine terme; e- giàricordati.Le termedilNovatoediTimo-
difjzio che formasi di 8 grandi corridoi di leo,pure già rammentate, a pie del 3Ion-
olliuia costruzione, e si dissero selle per- te J iminale, che accolsero s. P/V//-0 nella
che lami ne furono scopertiin principio, venuta in Roma, si convertirono in Cimi'
TER TER ()">

ferioàeis<i. Martiri, e poi neWaChiexa di',, stnntinopoli contro i simoniaci, Mu<oiii'>


Pudcnziduae nel Palazzo apostolico di esiliato clall'imperatore Giustino I verso
s.Pudcnziana. La casacilconlignobagiio il :>i<S, Teodoro soltosciisse il VI conci-
di s. Cecilia ove il tiranno la riticljiuse
,
lio generale e i cationi in Trullo. Orieiìs

per farla solTocare dal calore, fu consacra- chr. 1.


1 , p. 3Hf). Terme, Tlnimicn. è un
ta da s. Urbano
Chiesa di s. Cecilia,
1 in titolo vescovile in partihus del simile ar-
Si\\U cima del Viminale fnrono le terme civescovato di Cesarea, che conferisce la
dette di Olimpiade, come alferma P. Vii- s. Sei\e.

tore, co'bagni d'Agrippina madre di Ne- TERME DI ROMA. /'. Terme.


rone, ed ivi fu bruciato snlla graticola s. TERMESSO, Thermessus, Telmcs-
Lorenzo, poscia vi fu innalzata la Chiesa sns. Termissiis. Sede vescovile della 2.

di s. Lorenzo in Pane e Perna. Crede Pamfilia, nella diocesi d'Asia, sotto lame-
Marangoni che nel sito ove venne eretta tropoli di Pirgi, eretta nel IV secolo. iVe

la Chiesa di s. Sihrstro in Capite, fosse- furono vescovi, Evresio fra'padri del cnn-
ro le terme di Domiziano. Ma il Carlet- cilio Mceno, Timoteo sottoscrisse a'decre-

li sunnominato, che descrisse le camere ti del concilio tl'Efeso, Siliinno fu a tlue


delle terme di Tito, le quali dice pure che concilii incoi Eutiche venne con vinto d'e-
fiirono chiamate Adriane, xxeWe Memo- resia in presenza di Flaviano di Costan-
rie della chiesa di s. Sih'estro in Capi- tinopoli e di Talasco di Cesaiea, Aussen-
/r, corregge tale asserzione ripetuta da al- zio sottoscrisse la lettera del concilio di
tri, dichiarando che Domiziano ivi non Pamfilia all'imperatore Leone relativa I

ebbe terme, bensì altri edifizi di nauma- s. Proteriod'Ales^ondria.


all'assassinio di
chia e di esercizi ginnastici, e su parte di II vescovo di Termesso verso la metiidel
questi fu eretta la chiesa. Marangoni nar- V secolo governava conteinporaneanien-
ra che sulle terme Alessandrine e in lem- te le chiese di Zobia e d'Eudocia. Oriens
pio che i gentili dedicarono alla Pietà, s. chr. t.i, p.i 020. Termesso, Termissen,
Silvestro 1 invece l'intitolò al ss. Salva- è un titolo vescovile in partdnis dell e-
tore in Therfiiis^es. Gregorio I consagiò. guale ai'civescovato di Pirgi, cui nomina
Fuorialtres'i di Roma molte termee pub- il Papa.
blici bagni furono ridotti al culto divino, TERMINI o TERMINE Thermae ,

come in Pisa le terme sontuose di Adria- /f//7?C7Yv?<^p.s. Città vescoviledel legnodel-


no, cambiate da' fedeli dopo le persecu- le due Sicilie, nella provincia di Palermo
zioni nella chiesa di s. Reparata, poi in- ed a più di 9 leghe distante da essa, ca-
signe duomo. In Arezzo sulle antichissi- poluogo di distretto e di cantone, sopra
me terme romane fu edificato il mona- un'etninenza, in pingue paese ben colti-
stero dis. Bei nardo. Sulle magnifiche ter- Vfito, presso la foce del fiume del suo no-
me e bagni d'Albano venne fabbricato menelmarTirreno.E' una piazzadiguer-
il monastero di Gesù e Maria Immaco- radi 3.^ classe, cinta di mura, edalla par-
lata, te del mare difesa da un vecchio caslel-
TERIME. l'. Teemini. Io. Vi si trovano parecchie chiese e con-
TERME, Thennne Basilicae, Tlier- venti riccamente ornati, il monte di pie-

mae Regiae. Sede vescovile della i.'Cap- tà,dueospedali,lacasa d'asiloper le don-


padocia nell' esarcalo di Ponto, sotto la ne, il collegio, ed acque termali frequen-
metropoli di Cesarea, eietta nel IV seco- talissime dagli abitanti di Palermo. Ri-
Io. Ebbe a vescovi, N. ordinato da s. Basi- splende per belli edilizi, fra 'quali la priu-
Ilo, Firmino che assistè al concilio di Cai- cipale chiesa dedicata a s. Domenico, ed
cedonia, Fotino che sottoscrisse il decre- il puliblico palazzo, ed è ragguardevole
lo sinodale di Geunadio patriarca di Co- ciltà di Sicilia. I bagni già cndiili in de-
(jG TER T E R
plorahile condizione; furono ridotti in e- glio stabilire qtic san ti, quali si sia sin rt-

legante, comodo e s[)lendido edifi/io, che desso usurpato, die non cercarne di nuo-
in un a più fonti adorna vagamente la vo, Venezia 664. Nel 853 fu lerniinata
1 1

piazza maggiore. Buono n' è il porlo, su la costruzione del magnifico pontefibhri-


cui trovasi mi regio caricatore, e se ne e- calo sul fiume torto a poche miglia della
sporta grano, olio, olive, orzo, legumi, so- bellaTermini; la costruzione di essoè stu-
da, manna e altri prodotti. La pesca vi è penda per la solidità, congiunta all'ele-
attivissima ed il prodotto provvede il
, ganza. Presso ed al sud-est di questa cit-

mercato Palermo, facendosi anche e-


di tà alla sinistra sponda, si vedono le ro-
sporlazioni di pesce salato. Vi si vedono vine deirantica//)V??('r<7, che fu patria di
i ruderi delle famose terme antiche, che Stesicore e di Petronio Siciliano, e dove
dierono nome alla città; e nella vicina co- credesi che rappresentata fosse la i.' com-
mune di sono buone fabbriche
Trabia vi media, onde si vuole che vi s'innalzasse
di panni grossolani, e di corde perlelon- una statua a Stesicore. Fabbricata da'cal-
naie. Fu patria del medico Pietro Rosa, cidesi di Zancle, che da Mylas vi dedus-
de! poeta Li'onardoFriigHli,deldotlogiu- serouna colonia, fu rinomata repubblica,
reconsullo Francesco Bortolo, e di vari dominata dal tirannoTeroue, e dopo 260
altri uomini distinti. Sopra lutti va ricor- anni venne dal cartaginese Annibale di-
dato il I). Agostino Novello agostiniano, strutta, per vendicare Amilcare, che vi e-
fondatore della congregazione della Ma- da Gelone, il giorno stes-
ra slato sconfitto J
donna della Scala (ì .) a Siena, o'vv evo so del famoso combattimento delle Ter-
die le costituzioni a quella fondata dal b. mopili, 4'^o anni avanti l'era nostra. Do-
Sorore. Fu penitenziere e Sagrisla- del po due anni, nel luogo ov'erauo le cele-
Papa (J .), ed è protettore di Termini, bri terme, nelle quali diceasi bagnato Er-
che ne possiede le reliquie e tiene in gran cole, i cartaginesi stessi edificarono 1' o-
venerazione, celebrandone solfennemenle dierna città, e vi trassero i profughi itne-
la festa con processione e (lera. Dispula- resi a ripopolarla. Dipoi Augusto vi de-
no a Termini il b. Agostino, e volendolo dusse ima colonia romana. Rocco Piiro
loro cittadino, Palermo, Tarano in Stibì- nella Sicilia sacra 1. 1 , p. 4^8, parlando
7ìa, ed alcuno vi aggiunse Teraoìo, trailo della Thermitanac Ecclesiae riferisce ,

in errore dalla somiglianza della denomi- che in Sicilia due città si chiamarono
nazione latina. Di queste questioni par- Thermanini,ijaa Thernias Selinuntiasy
lai nel voi. LX, p. 62. Imperocché nel- posta nel prospetto del mare Lilibeo, o- »

la l'ita dclb. ylgosliiio Novello d'Anto- ra detta Sacca, nella valle di Mazzara; l'ai-
^
nio Pilongitore, Palermoiyio, vi è 1'./- tra Thermae ///«i^^rc/^vcT sulla spiaggia

pologia Vincenzo Doria che voleva il


d\ del mare Tirreno, detta Termine, ed in-
1.'' fu un tem-
bealo nato in Palermo. Contro il Doria clina a credere che questa
avea scritto Francesco Alibrandi milane- po onorala del seggio vescovile, sulfraga-
se, col nome anagrammatico di Bernar- neo della metropoli Palermo ed eretto
di

dino Afscaleo, Teriniiie rimesso in istn- nel V mentre nel IX ebbe il ve-
secolo,
(n, opjìure Risposta ad uno scritto del scovo di rito greco esulTraganeo della me-
d.r l incc/izo Auriacefalutano, nclcpta- tropoli di Siracusa. Quanto a Selinontc
le, volendo egli levare alla città di Ter- o Selinunte di Sicilia, con tal nome si chia-
mini il suo b. Agostino Novello degli e- mò dagli antichi per ragione dell'erba det-
renati di s. Agostino, per darlo a. Pa- ta appio, di cui quel suolo abbonda iin-

lermo, se gli dimostia .°(Iie il beato fu 1 mensameule,perchèi^yt'///io/iingrecosuo-


Perminese^ e poiché se voleva impiegar- na lo slesso che appio in latino. Viigilio

si a favore di Palermo, gli poteva me- disse Seline Palmosa; quasi a ricordare
TER T E R 07
In medesima erba. Si vuole cliei primi a- me, le quali sono allreltanle conseguen-
bitatori della città fossero i fenicii, come ze de' decreti assoluti di predestinazione
Sdisse Diodoio, ed Eusebio narra, che fu- sostenuti da Calvino, e da'gomaristi, set-
rono cacciati l'anno del mondo 4554> ma ta di teologi fra' calvinisti, e seguaci di

che co anni dopo fusse tli nuovo occu-


I Francesco Gomar teologo protestante e
pala da'megaiensi, abitatori siciliani, se- professore di Leida; e propriamente par-
condochè ricordaTucid iiie. Ti» nlo appren- lando sono altiettante bestemmie ingiu-
do dal Dordiga, Lettera sulla Sicilia. Si bontà infinita di Dio e alla grazia
riose alla
conoscono 3 vescovi della chiesa Termi- della redenzione, annichilatrici della spe-
Inna, Pasquale Thcrinilaiuc.s cpiscopus, ranza cristiana, e formalmente contrarie
che assistè al concilio di Laterano nel45o; alla s.Scrittura, I gomaristi sono una setta
Giovanni cxiguti.i s. Ecclcsiae Tliermen- opposta a quella degli arminiani o rimo-
sis provinciac iS7rz7i'V?(',che intervenne nel slrantiderivati da Giacomo Arminiod'O-
68o.al VI concilio di Costantinopoli, ma /(ì!/jf/(/,che disputò conGomar,poichè dice
in un codice greco si legge Denedetto s. il p. Contin, Diz. dell'eresie, che avendo
Ecclcsiae Thcrinilanaej e Giorgio cpi- Calvino insegnato che Dio predestinava
sropus Tliei'r>iaruniBabae,chefii al con- egualmente gli eletti alla gloria, ed re- i

cilio di Nicea 787, che in altri au-


II nel probi alla dannazione eterna; che produ-
torisi legge appartenuto ad altra Terme. ceva nell'uomo il delitto e la virtù, per-
Si trova nella Notizia, di Leone VI impe- chè l'uomo era senza hbertà e determi-
ratore, Tlicriiieiisein ecclesiain palriar- nato necessariamente in tutte le sue azio-
chae Constantinopolitaìius^e. nel p.Mireo ni; questa dottrina trovò sempre degli av-
suhest nutic Pallonai tano archiepiscopo versari anche tra gli slessi protestanli:Ar-
Tliermitana Hivierensis ecclesia, Seli- minio combattè, ricorse agli stati ge-
la

multia vero episcopo Agrigentino. nerali con rimostranze in forma di dot-


TE RMINI STI. Eretici Calvinisti (F.), trina, per culi suoi settari furono detti ri-
i quali pongono un limile alla misericor- mostranti; e Gomar suo collega nell' u-
dia di Dio. Essi erroneamente insegnano: niversità di Leida, prese le difese di Cal-
I ." Che vi sono molte persone nella Chie- vino, ed ottenne che neli6ic)si adunasse
sa e fuori di essa, alle quali Dio ha fissato un sinodo a Dordrecht, dove furono di-
un certo termine prima di loro morte, do- scussi i sentimenti d'Arrainio e la dotlri-
po il quale egli non vuole più salvarli, per na di Calvino, laquale vi fu estremamen-
lungo che sia il tempo in cui vivranno an- te cambiata, ed i rimostranti condannali.
cora sulla terra. 2.° Che ha cos'i determi- Alcuni di essi si gettarono tra'sociniani,
nato in forza d'un decreto impenetrabile e si chiamarono contro-rimostranti i cal-
e irrevocabile. 3.° Che spirato una volta vinisti e altri eretici che scrissero contro
quel termine, Dio non accorda più loro gli arminiani, in che si distinsero per zelo
i mezzi di pentirsi e di salvarsi, e che to- i gomaristi rigidi calvinisti.
glie perfino alla sua parola ogni potere di TERMOLI (Tennularwn). Città con
conveitirli. 4° Che
Faraone de'lempi
il residenza vescovile nel regnodelledue Si-
diMoisè, Saul, Giuda, la maggior parte cilie, provincia dij Molise nel Sa/mio, a
degli ebrei e molli gentili furono d'un tal 63 miglia da Benevento, a 5 leghe da La-
numero. 5.° Che Dio tollera ancora in og- rinoe più di 6 da Vasto, distretto e ca-
gi molti reprobi di tale specie, che se loro poluogo di cantone. E' posta sopra una
accorda ancora qualche grazia dopo il pre- lingua di terra che sporge nell'Adriatico,
scritto termine, non fa ciò con l'iolenzione cinta di buone mura, sboccando presso di
di convertirli. Gli altri protestanti, partico- essa un piccolo torrente, alla sinistra del
larmente luterani,escludono siffatte massi - Biferno e in vicinanza alla sua foce. Fo-
VCL. LXXIV. 7
gS TER T E R
ca è la sua importan7a marittima, sebbe- Alferio fiorì nel 96,Giovanni nel 26?,
i 1
1

ne sia il pollo principale della provincia Bartolomeo Aldoniarisco nobile napole-


di IMoIise. La caltediale,di antica strut- tano consiglieie di Carlo 11 nel 3 08. Mor- i

tura e di gusto gotico, è dedicata alla Pu- to nel 13(9, subito gli successe Gio. Bar-
rificazione di Maria sempre yergiiie,e vi si toIoDieo, ed a lui nel i 352 altro Bartolo-
venera tra le reliquie il braccio di s. Basso meo. Nel i353 da Lecce vi fu trasferito
martire patrono della città. Vie l'unico Luca, neh 364 Francesco Stella canoni-
fonte battesimale con cura d'anime, cbe co di Bojano.Neli 379 l'antipapa Clemen-
amministra la dignità dell'arciprete. Il ca- te VII v'intruse Giovanni, ma Papa Ur-

composto della ."dignità dell'ar-


pitolo è i bano VI in pari tempo nominò vescovo
cidiacono, e delle dignità dellarciprete e fr. Giacomo Cini nobile toscano di Colle,

del primicero, di q canonici compresi il domenicano pio, virtuoso e letterato; in-


teologo e il penitenziere,e di altri preti e di nel 38 gli sostituì fr. Domenico Giar-
1 I

cbierici inservienti all'ufficiatura. Prossi- da sanese de'servi di Maria, insigne e ce-


mo alla cattedrale è l'episcopio, di recente lebre professore di teologia. Nel 1 887 An-
riedificato e restaurato,avendo adiacente drea, nel I 390 Costantino, nel 1 3q6 Pie-
il seminario. Vi sono altre chiese, ma non tro eletto di Scala, nel i4oo Tommaso
parrocchiali, un convento di religiosi, un traslaloda ]MonteCorvino,ed egualmente
sodalizio e qualche altro pio istituto. Ter- da questa sede vi fu trasferito Antonio nel
moli, Thermulne,c\\.\{\ marittima de'fren- j4o2. Nel i4o5 fr. Stefano h-ancescano
tani, fu così detta come quasi termine di Civita Castellana, ove fu traslocato nel
della Puglia. L'Ughelli in TerinulaniE- 1 4o6. IMarlino V elesse Paolo, morto nel
piscopi, t. 8, p. 3 74} àeW Italia sacra, 1422, ed a'22 novembre gli surrogò fr.
ed il Sarnelli nelle Memorie degli arci- Antonio agostiniano nato in Termoli. Nel
vescovi eli Benevento p, 254) liferiscono i456Ducio o Tuccio canonico della cat-
che apparteneva alla provincia di Ca[)i- tedrale, nel 1468 d. Leonardo abbate be-
tanata. Fu ducalo illustre della nobilis- nedettino di s. Stefano di Marsi, nel 1
474
sima famiglia di Capita, ed antica ii't l'o- Giacomo. Nel 509 morì Giovanni de Ve-
1

rigiiie. rS'eliSGy fu posta a fuoco e sacco tei ibtis, e gli successe Angelo Antonio de

da' turchi, a motivo della sua vicinanza Guilianeo.neli 5 7Sanzio de Ayelhe che 1

al mare, e siccome fu incendiata pure la poisidimise,neli5i 8 Antonio Attili. Pao-


cattedrale, il vescovo la rifece più magni- lo IH nel i536 nominò Pietro Durante
fica, con pitture e ornati, rifornendola de- arcidiacono di sua patria Brescia, referen-
corosamente delle sagre La
suppellettili. dario delle due segnature, morto in Ro-
sede vescovile già esisteva nel 94^5 come ma e sepolto in s. Maria sopra Minerva.
afferma Lucenzi, poiché nella lettera di Quindi neh 539PapaPaolo HI gli sostituì
Papa Agapito il si nomina CenedetloZV/-- il di lui nipote Vincenzo Durante referen-

mulanae ecclesiae episeopnni. L't.'ghelli dario apostolico e datario, e da lui ama-


comincia la serie con Scio che sottoscrisse to per le sue virtù; prudentissimo pasto-
il privilegio di Papa Giovanni XIII nel re, intervenne al concilio di Trento, ri-

960, Benevento in me-


col quale eresse nunziò sede e morì in Brescia, tumu-
la

tropoli, e di cui Teru)oli divenne siidia- lato tra' suoi nella cattedrale. Nel i565
ganea e lo è tuttora. Quindi il vescovoiNico- BlarcelloDentici nobile napoletano e sud-
la nel 1 07 i intervenne alla consagrazione diacono; nel i 569 Cesare Ferranti di Ses-
della chiesa di Monte Cassino, fatta da A- sa, ove in nobile reliquiario pose le reli-

lessandro II. Dopodi Ini sino al 79 non


1 i quie del patrono s. Leone. Neh 594 An-
si conoscono altri pastori. In quellanno nibale, e per sua morte neh 595 Fran-
GoQredo fu al concilio di Laterano Ili. cesco Scolli ; nel 1 559 ^''' •'^"^f»''o Drago
TER T E R 99
ili Firenzuola, domenicano e commissa- lesse vescovo Giambattista Bolognese <li

rio del s. offlzio di Roma. Nel i 609, Fede- (allieti; neh824 dopo sede vacante lo fi
rico Mezio, d'encomiata vita edotto, on- Pieli oConsiglio diBisceglia;nel 8276611- 1

de il Baronio se ne servì per le traduzio- naro deRubertisdi Lucetodi(jcesidi Ter-


ni dal greco in Ialino e lo lodò. Nel iGi 2 moli, rettore del seminario, ed arciprete
Camillo Moro nobile ferrarese, indi tra- dell'insigne collegiata di s. Nicola di Bari
slato a Coraaccliio nel626. In questo gli i di sua patria. Per sua morte il regnante
successe Ettore Monte, ma dopo 7 me- PiolX nel concistoro de'2 [dicembre 1846
si morì. Nel 1626 stesso a'26 novembre preconizzò vescovo mg.' Domenico Ven-
fr. Girolamo Ca[)pelIo de' conventuali e tura di Bisceglia, canonico di quella col-
consultore dels. oHìzio; neh 643 Alessan- legiata de'ss. ìNIatteo e Nicola e parroco,
dro Crescenzi nobile romano e somasco, rettore del seminario d' Osluni, vicario
poi trasferito a Ortona e Campii, quindi generale d'Oria e Teilizzi; indi in quello
a Bitonto.Da Lavello nel i(J44 '' passò de'20 aprile 1849 di Gaeta lo promosse
fr.Cherubino Manzoni francescano; nel all'arcivescovato d'Amalfi che governa.
i65i Antonio Leoncini di Spoleti; nel Lo stesso Papa nel concistoro de'9 settem-
I653 Carlo Mannelli d'Aversa, morto iu bre! 85 1 die termine alla sede vacante,
Roma e sepolto in s. Prassede con inte- con provvederla dell'attuale vescovo mg."^
ressante epitaffio riportato da Uglielli, o- Vincenzo Bisceglia di Cirignola e cano-
ve si loda anche f|uale autore d'opere. Nel nico penitenziere di quella cattedrale, poi
1661 Fabrizio Maracchi di Pontreinoli; ebbe nella medesima la dignità d'arcipre-
nel 1677 Antonio Savo de Panicoli roma- te con cura d'anime. Ogni nuovo vesco-
no, parroco di s. Giovanni; nel 1 688 M. vo è tassato ne'libri della camera aposto-
Antonio Russi napoletano; nel 1689 Mi- lica in fiorini 100, ascendendo la mensa a
chele Pelirro di Catanzaro, già arcidiaco- 3noo ducati. La diocesi è sufficientemen-
no di Policaslro, poi traslato a Pozzuoli. te grande, e contiene 16 oppida.
Nel 1706 Domenico Catalani di Trani TERMOPILI,r/ie/-ma/jx/rt£'.Sede ve-
protouotario apostolico e vicario generale scovile del patriarcato di Costantinopoli,
di Ferrara; neh 7 1 8 fr. Tom masoM. ^Fa- sotto la metropoli d' Atene, eretta nel
rina napoletano domenicano, morto nel XIII secolo presso l'omonima e famosa
dicembre; neh 719 Salvatore di Aloisio gola di Grecia, nella Livadia, distantequa-
na[)oIetano,già vicario apostolico di s. Se- si due leghe da Zeituni, sulla costa me-
verina, Catanzaro e altri vescovati. Con ridionale del golfo di qaesto nome, a pie
questi giunge nell' Italia sacra la serie del clivio settentrionale del monte Età,
che terminerò colle Notìzie
de' vescovi, alla foce dell'Ellada o Sperchius, ove fa
di Roma. Neh 729 Giuseppe Antonio Sil- già la città vescovile. La delta gola è cir-
vestri di Campobasso; nel I743 fr. Isi- ca 3 leghe lunga, e chiusa fra rupi altis-
doro Pitellia de' minimi della diocesi di sime da un lato e dall'altro dal mare, e
Tropea; nel 1753 Cosmo Pierbenedelli da una palude impraticabile formata dà
IMaculani filippino di Camerino; nel i
769 depositi di alluvioni. Al tempo degli anti-
Giuseppe Buccarelli di Napoli; nel 1792 chi greci la larghezza del terreno che for-
e dopo notabile sede vacante, d. Anselmo mava il passo era soltanto di 5o a 60 pas-
M." Toppi della congregazione di Monte si : in oggi è raddoppiata per essersi riti-
Verde,della diocesi di Nola. Pio VII colla rato il mare e per la formazione ulterio-
bolla Deutiliori c/o/;im/c<7f,de'28 giugno re d'un suolo d'alluvione. Sarebbe cjue-
1 8 8, soppresse
I il vescovato di Guardia sta gola capace di buona difesa, se fosse
À lferia[P .) eVofìì in perpetuo aTermoli. il solo sentiere nel nord della Grecia; ma
Indi neh 8 1 9 e dopo lunga sede vacante e- ve uè sono altri per mezzo alle montagne,
loo TER TER
che non solanienle furono scoperti al tem- e con borghi. E'distantc f) miglia da Par-
po (li Serse, ma eziandio in seguito da' tii, 6 leghe e mezzo da Spoleto, e sposta
galli,cla'romani,esinodaglinnni. In que- da Roma, per la via Flaminia. Superate
sto iito fu clic Leonida e i suoi 3oo spar- al sud di Spoleto le cime dei monte Som-

tani arrestarono perqualclie tempo i per- ma, per la gola di Strettura si sbocca io
siani, e sagrifìcaronsi morendo per la li- fìorenlissima valle, circondata da ameni
bertà della Grecia: l'esercito di Serse ac- colli follemente abitati, e dove l'occhio
campalo in riva all'EUada, circa due contempla la ridente ferace natura, di cui
terzi di lega al nord del passo, e che di- l'industriosa operosità disotterra i tesori,

cesi vicapisseinlero, esser dovea, sesi giu- ed ivi sulle rive del rapido e orgoglioso
dichi dal terreno che occupava, molto in- Nera, fa di se Terni vaga mostra, in for-
feriore al numero da Erodoto riferito, di ma ovale con ben due miglia e mezzo di
che parlai a'Ioro luoghi. Il vescovato fu circuito, essendo l'antico più vasto, come
istituito di rito latino nella città di Ter- si vede nella pianta topografica pubblica-
mopilij dopo la presa di Costantinopoli ta dal patrio storico Angeloni. Il fiume
e de'paesi circonvicini, fatta da'francesi e si varca su due dignitosi e grandi ponti
veneziani nel 2o3. Ne fu .° vescovo Ar-
i i di travertini. Quello che daRoma condu-
nolfo, cui Papa Innocenzo 111 scrisse
il ce alla città, si disse Ponte Paolo, perchè
molte lettere nel 1208 enelisio. Iguo- da'fondamenti fu solidamente riedificalo
l'ansiinomide'suoisuccessorifìnoal i4'2, a spese del comune nel pontificato di Pao-
in cui Gregorio Xll nominò vescovo di lo V nel 1 6 1 come si legge nelle due i-
1 ,

Termopili fr. Silvestro Calbo di Careno scrizioni. L'altro che dalla città conduce
domenicano. Paolo II nel 4^)6 elesse fr. 1
a Rieti, denominò PonleSesto,adiacen-
si

Giovanni I de Hemburg francescano; Si- te alla porta omonima, per la tradizione


sto IV ueli476 N. francescano e profes- che da Sesto Ponipeo fu eretto lanlico,
sore di teologia; indi Giovanni 11; poi nel indi nel 1602 da' fondamenti con robu-

1484 Innocenzo Vili fece vescovo fr. sta costruzione rifabbricalo da Clemente
Stefano Ranor dooìenicano, cui successe Vili e compilo da Paolo V, come rile-
Giovanni IH, e neli4Qi il detto Papa gli vasi dalledue iscrizioni, che in uno a quel-
surrogò fr. Alfonso de Spina francescano. le dell'altro riporta r Angeloni, e col qua-
Leone X nel 1 52 i creò vescovo fr. Lodo- le principalmente procederò in quest'ar-
vico Calieri domenicano. Orieiis clirA. ticolo. Le sueaulichissiroe e alte mura di

3, p. 847- Termopili, Tcrmopolitan seu pietra quadrate, restaurale ne'bassi tem-


Tìicriìiopylcit, ora è un titolo vescovile pi, hanno circa 3o torri quadrale (che
iìipartihus del simile arcivescovato di A- simpatizzano con quelle di Pompeia), di-
tene, secondo i registri concistoriali, altri sposte in giusta distanza, e sono aperte da
de'quali lo pongono sotto Larissa, diesi 5 chiamate Porta Romana, del Se-
porle,
conferisce dal Papa. Per morte di Carlo sto, di Giovanni, de' Tre Monumenti
s.

Lernardo CoUin de Contridon, che n'era (che conduce a Spoleto, e cos'i delta dalle
stalo insignito. Pio VII nel 1821 lo con- 3 vicine sepolture o meglio cenotafi che
cesse a fr. Gio. Angelo Porta cappuccino vi erano ^i Cornelio Tacito, e de'due suoi
di Cuneo, del quale feci parola nel voi. discendenti imperatori Tacito e Floriano,
XXXVIII, p. 60. monumenti che furono distrutti nel seco-
TERiNI (Interainnen). Città con resi- lo XVI dal proprietario del fondo Etto-
denza vescovile dell' Lmhria nello stalo re Simonetta, essendo già in parte atter-
pontifìcio, nella delegazione apostolica di rati da'fulmini), e di s. Angelo. E' divisa
Spoleto, sede di governo distrettuale, no- la cittàda 6 quartieri o rioni, chiamati
bile e bella, posta in piano e in aria buona Di Sotto, RigoDi, Aoiengoni, Fabri, Ca-
TER TER lot
stello, e Acloltrini. Un tempo le sue abi- della tribuna. L'antico portico è sostenu-
tazioni ebbero quasi 3oo toni, per di- to da colonne di marmo con diverse la-
fesa dalle nemiche fazioni citladjne, ed es- pidi antiche, con 4 porte, una delle quali
sendo in seguito abbattute,ne restò in pie- e superstite del duomo antico, la costruì
di quella sola che porta il nome di Bar- nel 1
4^9 di marmo bianco intagHato, la
barasa. La maggior parte delle torri fu- pia Isabella de.Donati. E" dedicata all'As-
rono diroccate da Andrea Tomacelli fra- sunzione della B. Vergine, ed ha il bat-
tello di Bonifacio IX, e colle loro pietre tisterio (ch'è l'unico della città) e la cu-
presso porta Romana edificò la fortezza ra d'unirne, che pel capitolo si ammini-
detta il Cassero, sulle cui rovine dipoi fu stra dal vicario curato perpetuo.Tra le ss.

fabbricata la chiesa della Madonna del Reliquie si venera parte del Sangue pre-
Cassero con ragguardevoli architetture, ziosissimo del E.edeutore in un antico re-
essendo stata adornata di magnifica faccia- liquiario, ed un frammento della suaCro-
ta di colonne: la chiesa fu poi demolita per ce, oltre le reli([uie di s. Valentino vesco-
forn)arvi una gran piazza, per rendere de- vo e martire e principale patrono. 11 corpo
coroso l'ingresso in Terni da delta porta. dis. Anastasio vescovoe compatrono della
Numerosi sono i palazzi, le chiese e altri città, riposa nella cappella che gli eresse il

edifizi magnifici, tra' quali si ammirano comune. Il capitolo si compone dell'unica


le architetture di Bramante, di Antonio dignità del priore, di 3 canonici compre- i

da S. Gallo, di Bernini e del Vici, che se le prebende del teologo e del penitenzie-
fanno decoro e ornamento alla città. Nel re, di io beneficiati, e di altri preti e chie-
rione Castello e incontro la chiesa di s. Lo- rici addetti al servizio divino, oltre la cap-
renzo, già tempio di Marte, vi è il palaz- pella musicale. L' episcopio è congiunto
zo municipaleo prioraledel pubblico ma- alla cattedrale ed all'alto suo campanile,
gistrato. Essoha dinanzi una piazza e in- e contiene le mura dell'antichissimo an-
contro la chiesa dello Spirilo Santo; ed fiteatro. Nella città vi sono altre 9 chiese
a pie della sua ampia scala si vedono un parrocchiali, altra è nel suburbio. Diver-
leone e altre antichità marmoree, ed i- se altre chiese spellano a'regolari d'am-
scrizioni lapidarie. Nel rione Rigoni vi è bo j sessi, ed a' sodalizi e pii istituti; i5
il magnifico palazzo de' conti Spada. In sono le confraternite, e 5 le congregazio-
quello de'Fabri è il palazzo dello aposto- ni di pietà cristiana. L'Angeloni descrive
lico per essere stata residenza de' prelati le chiese e le loro pitture, essendovi rag-
goK'eriiftloi'i. con antiche e moderne pit- guardevoli alheschi nel portico di quella
ture, iscrizioni e stemmi de' l-*a pi, cardi- degli agostiniani; le loro sagre reliquie, e
nali e prelati, lavorate a fresco ein istuc- gli edifizi religiosi. Le vestigia del tem-
co. E" fiancheggiato da due forti, com- pio di Cibele furono occupate dalla chie-
prende le carceri,e nella gran torre vie l'o- sa di s. Alò, ed era commenda dell'ordi-
rologioe le campane del comune. Neh io- ne Gerosolimitano del gran priorato di
ne Di vSotto sorge la cattedrale che anco Roma. Oltre la cattedrale, le chiese sono
il Calindri nel Saggio statistico storico 66, come leggo nella Statistica di mg."
del Pontifìcio Stato, dice di elegante e Tizzaui. Da essa apprendo die vi sono 6
squisita architettura del celebre cav. Ber- conventi co'religiosi agostiniani, cappuc-
nini. Nel sito fu già d tempio di Giove Ot- cini, carmelitani scalzi, conventuali, mi-
timo Massimo, ed i vescovi e la pietà de' nori osservanti, riformati francescani; 4
cittadini vi eressero la nobile chiesa in 3 monasteri delle monache della ss. Annun-
navi, oltre la crocerà; l'altare maggiore, ziata, di s. Caterina, di s. Procolo, di s.

decoralo di superbo ciborio per la pre- Teresa; il seminario cogli alunni, il pub-
ziosità e varietà de' marmi, è uel mezzo blico liceo di s. Lucia con professori iu di-
102 TER TER
Terse discipline, il monte di pielù, l'orfa- il superiore loggiato e impalcato. L'im*
iiotiofio Guglielmi, il conservatorio Pio basamento è ricinlo di graziose cornici che
«Ielle povere orfane, l'ospedale trasferito i membri ne rilevano, edivisoda 2
vari i

nel suhuibano convento di s. Maria delle stilloni che compongono il i," ordine di
Gì azie, l'opera pia Teofili per la dotazio- palchi o logge. Sono ripartite le logge o
ne di zitelle e sollievo de'mendici, e l'o- palchi del 2.° e 3.°orduie da sottili co-
])era pia Galeani per sussidii dotali per lunne corintie di proporzionata cornice
le donzelle che hanno vocazione leligio- Coronale: vi soprasta leggero attico, che
sa, Nel monastero di s. Caterina vi sono sormontano geni alati a guisa di cariati-
le scuole dirette dalle suore del Bambin di, che dividono i palchi del 4-° ordine,
Gesti, destinale esclusivamente ali 'edu- per reggere supremo impalcato e gran
il

cazione religiosa e civiledf Ile fanciulle. Al- loggia a balaustri, dopo il quale e bene
tri istituti di educazione per le donzelle in alto slaccasi il soffitto tulio quanto ab-
sono ne'rnonasteri della ss. Annunziata e bellito di gentili ornamenti. Il proscenio
di s. Procolo. II monte di pietà è di an- non è distinto dalla platea per parlicola-
tica fondazione, e notai in quell'articolo le o più rilevato ornamento, ma segui-
« he il francescano p. Barnaba da Terni fu tando il bell'ordine di essa, l'ultimo iu-
uno de'primi promotori di sì caritatevoli Icrcolunnio all'uopo sorregge grande ar-
stabilimenti, e promosse 1* istituzione di co di sesto clinico in compartimenti e
quell'antico di Perugia, con approva- lacunari sparlilo e ornato. Mentre nel
zione di Pio II: quel'o d'Orvieto già erasi 1 889 era in avanzala costruzione, l'archi-
erelto,e questo di Terni esisteva neh 4(^7 tetto Francesco Gasparoni pubblicò le
e costumava eleggere protettori e di-
si i Osservazioni sul nuovo teatro da eri-
fensori del medesimo, ed uno n'era ildet- gersi in Terni, con acre censura onde im-
toreligioso che certamente neprocurò l'i- pedirne il proseguimento e riformarne
stituzione o l'inciemeuto. L'orfanotrofio l'intera tessitura. RlaCoriolaooMonli ar-
maschile Guglielmi è di recente fondazio- chitelto ingegnere pubblicò nell' Album
ne, poiché se ne fece l'iipertura nell'ot- (li Pioma, t. 6, p. 2 ly , col disegno del-
tobre1 85 1, come riporta il o.° 2 5o del l'interno del teatro, la sua descrizione, i

Giornale di Roma, deplorando pure la difetti trovali dal censore, e questi confu»
morte del suo benemerito cittadino fon- laticoncluse. « Essere il disesruo
o del nuo-
«laloie Carlo Guglielmi, l'ultimo di sua vo teatro di Terni, se pure in qualche par-
pali iziafamiglia,clie dispose di lutti isuoi ie difettoso negli accessori!, in ciò che ri-
beni a fa voi e de'poveri orfani della città guarda l'aula dello spettacolo idealo, per
e fondando l'ospizio. L'ospedale che sla- quanto le odierne costumanze compor-
va presso la chiesa delle Grazie, e perciò tano, secondo sani principii dell'archi-
i

in luogo subuibanOjfu trasferito nella cit- tellura, ed in modo da ritrarre, avvegna-


tà, ed ora va di molto a migliorare la sua ché pe' variati costumi debolmente, de'
fabbrica, anche con ampliazioni. Il tea- teatri antichi, e da quello dal Milizia pro-
tro fu ridotto a piìi ampia e vaga forma posto: perciò doversi reputare non che ,

con aichitetture del valente commenda- inemendabile, intangibile, anzi plausibile


tore Luigi Pclletti,'che lo edificò isolato, checchènepensiallri in contrario; nèqua-
non senza qualche imponenza esterna, seb- le esiziale novità iiguardare,ma come giu-

benesobrio d'ornamento. Nella parte più sto e savio miglioramento degli odierni
ragguardevole del prospelto ha un esastilo teatri commendare; capace a fare riluce-
pronao, aitliitclta_loin istile toscano e do- re la sapienza dell' architetto che seppe
rico, e da 3 porle si entra nel vestibolo. Il iiiiinaginarlo, ad illustrare la città ove si
suo interno ha 4 ordini di palchi, olire sta alacremente costruendo, ad olFerire
TER TER io3
buono esempio agli artisti cupidi d'infur- zato sotto Tiberio nel consolato di Gneo
niate nel vero bello, an/ichè uel volgare da Fausto Tilio Liberale sestumviro au-
i propri coi)ce(>imenti." Pe'diuriii e nOt- gustale a pro|)rie spese, e lo crede terna-
tunii spettacoli, di recente i conti Gazzoli no, dedicandolo alla Salute e Libertà per-
costruirono un uìodenio e bellissimo an- petua del popolo romano e al genio del
fiteatro, capace di 4ooo spettatori circa. municipio loro, dopo I* uccisione di Sc-
Esso èdi figura circolare, foriualo da un iano nemico del medesimo,e ne riporta l'i-

podioa cui sono sopra imposti ogradipe- scrizione a suo tem[)o esistenle nel por-
gli spettatori. Si eriggono al disopra 54 tico della cattedrale. Ma siccome questa
pilastri d' ordine dorico che sostengono iWciiAiino post Intcrainììaincondita'òo^,
una loggia praticabile, e negi intervalli de' da ciò rilevò che Terni fu edificala nel-
pilastri sono ricavati due ordini di palchi. l'anno 81 di Roma. Però le date di Ric-
Il 1. 1 3 del ricordalo Album a p. 889 col- cardi e Angeloni mi senibrano alterate,
la pianta ci diede la descrizione dell'an- se pure non è errore di stampa, poiché ri-
tico, eseguite dal cav. (Giuseppe Riccar- sulta da'Fasli Consolariche Gneo col col-
di pure di Terni, che dell'attuale fu il lo- lega Furio Camillo furono consoli nel
dalo architetto. Egli dice, che Terni mu- 78 5 (.li Roma e nell'anno 32 di Gesù Cri-
nicipio de' romani ebbe anch'esso il suo sto o di nostra Era Cristiana (V.). Al-
anfiteatro, ma rovinato in gran parte si l'epoca d'Aiigeloni l'anfiteatro era quasi
seppellì sotto le sue macerie, e sovrappo- intero, allo e di forma ovale, e nella pir-
stevi misere fabbriche da'posleriori abi- te inferiore giravano de'portici lunghi 1
•j

tanti, non rimase che nelle pagine della palmijSu'quali si sosteneva l'edificio tutto
storia, onde nel 1809 ne fece una pianta costruito di pietre bianche e nere. In esso
per sua istruzione. Il genio del vescovo fiicevansi icombattimenliegiuochi gladia-
mg.' Tizzani,aniatoredeirantichità, sco- toriijde'qiiali riparlai aTE\TRo descriven-
pertane ancora qualche parte, cotìcepì l'i- do eziantlio gli anfiteatri. Inaltre in Ter-
dea del ristauro, e l'incaricò d'eseguirlo, ni eravi la cavallerizza coperta del conte
tiopo averne fatta proposta al ca(nerlen- Manasse!, modellala sulle migliori che
gato. Questo anfiteatro prossimo alle mu- vanti l'Europa e una delle piùgrandid'I-
ra castellane e al giarilino pubblico, pre- talia.il cheattestano Calindrijel'avv. Ca-
senta la sua posizione topografica e i suoi stellano, Lo Stato Pontificio, nell'artico-
rapporti analoghi a tutti gli anfiteatri si- lo Terni: ora non più esiste comechè da

culi da lui esattamente osservali. Dagli vari anni demolita, ed in quel luogo vi è
scavi fatti risultò che poteva contenere un orlo. Quest'ultimo encomia il eh. chi-
10,000 spettatori, il che prova in quale mico Agostino Manni per avere ridotto
considerazione si trovasse Terni all'epo- a patrio decoro i pubblici bagni delle sa-
ca di sua costruzione, la quale dichiarò lutifere acque veline da Plinio altamente
rarchitelto antichissima, con opera reti- commendate. Egli co'suoi scientifici lumi,
colata e listala de'lempi della repubblica dopo aver raccolto dalla Francia e dal-
romana, e secondo il costume dell'epoca l'Inghilterra tesori di erudizione, eccitò il

senza ornamenti architettonici. Quanto pitrioentusiasinode'cittadiiii,e scelse il si-

all'esistente lapide nel comune, che ne as- to di Camporeale,oves*innalzòil grandio-


segna l'erezione Gneo Domi-
al genio di so edificio. Per la comodità di somiglian-
zio Enobarbo nel 70i.{o8o4)di Pioma, leslabilitiienlo, the raramente trovasi nel
il Riccardi crede che dessa non sia che de- centro di città popolosa, dopo la solenne
dicatoria, e forse peraverequello amplia- apertura del i8'27, numeroso fu il i;ou-
to e decoralo l'edificio preesistente. L'Au- corso nell'estiva stagione. Un elegante giar-
geloui riferisce, che l'aulìteatro fu iunul- diuOjbcllodi fiori, di iVultiedi vaghifoii-
t o4 TER TER
li, olire giocontlo prospetto, e ne accresce campo simboleggiandola continua
rosso,

!e delizie, mentre le acque non lasciano di vigilanza. Questo serve pure di sigillo: al-
essere utili eziandio a porre in movimen- municipali che descrive l'Ange-
tri sigilli

to parecchie moie. Contribuirono all'ere- Ioni, rappresentano un Angelo che colla


7Ìoiie dell'edificioi fiatelli del Mannijd/ destra stringe la Croce, e l'Aquila: que-
Pietro professore nell' università roma- stidue sigilli cominciarono a usarsi in tem-
na, e Luigi come apprendo dall'opusco- po de'guelfidifensoridelPapaedelIaChie-
lelto: Per bagni edificati nella
li nuoi'i sa figurali nell'Angelo e nella Croce, e de'
città di Terni, Ode
del cav. P. E. Fi- ghibellini partigiani dell' impero espresso
.••ro/z//, Pesaro 1827. Terni ha la bella pas- neir Aquila. Noterò che alcuni scrittori

seggiata della delle Mura. Vi risiede il go- chiamarono Tiro la città di Terni. In o-
verna lore,che pi ima era un prelato,e mol- gni tempo Terni fiorì per uomini illustri
li prelati furono in seguito elevati al car- nelle armi, nelle scienze, nelle arti, nelle
dinalato,e Oltoboiii al pontificato col no- dignità civili ed ecclesiastiche, ed in san-
me d'Alessandro Vili. Di poi ebbe de' vi- tità di vita. Oltre nominali, e quelli che
i

cegerénti, finché Pio VII vi stabilì l'odier- in progresso andrò rammentando, qui ri-

no goveinatore, con governo che com- corderò: Cornelio Tacito principe degli
prende olire la città que'16 comuni e lo- storici e [lolilici romani, ed i suoi parenti
ro appodiati che descrissi a Spoleto, ne- gl'imperatori Marco Claudio Tacito nel
gli ailicoli de'luoghi della delegazione in 276, e Marco Anneo Floriano suo fra-
cui è compreso. La città novera per ap- tello e successore. L'Angelonici diede an-
podiati Rocca s. Ze/ione, che ha la chiesa cora: File de' santi e nota de' beati che
parrocchiale di s. Zenone, altre 5 chiese, apjìar tengono alla città di Terni descrit'
3 coufVaternitee monte frumenlario; fra- te. Propriamente ternani furono s. x\nti-
zione di tale appodiato è ColleLicino,coa mo vescovo della patria s. Valentino I ;

chiesa parrocchialedi Maria ss. della Con- vescovo di essa e martire, principale pro-
cezione e altre 4 chiese: Acquapalomho, tettore di Terni; la sua discepola s. Aga-
Miranda e Poggio Lavarino. Il governo pe vergine e martire; i ss. Saturnino, Ca-
distrettuale di Terni contiene altresì i stulo. Magno e Lucio martiri, discepoli
governi di Amelia e di JVarJii, egualmen- di s. Valentino; s. Valentino II, altro ve-

te desci itti a Spoleto, colle principali vi- scovo della patria; le ss. Donnina e com-

cende óeW Umbria (F.). La magistratu- pagne vergini e martiri. I beati e nitri servi
ra municipale di Terni è costituita come di Dio che morirono in buon odore di san-

quella dell' altre città pontificie, avente tità sono: il b. BenincasaRapaccioli di Col-
a Gonfaloniere, del quale magi-
capo il lescipolie cittadino di Terni, religioso de'
strato e suo vestiario riparlai a Priore. servi di Maria e martire in Tarlarla; il
L'Augeloni narra che l'antico vestiario del b. Pietrode Podio della famiglia Cesi fran-
pubblico magistrato si formava nell'esta- cescano; il b. Simone Cainporeale fran-
te di lunghi mantelli di cammellotto cher- cescano; fr. Barnaba da Terni francesca-
niesinoondalo, nell'inverno di panno scar- no già lodato; fr. Agostino Pacioni gene-
latto, cambiandosi in colore paonazzo nel- rale ilegli agostiniani ; fr. Cherubino da
la qiiaicsima, tempora, vigilie e altri tem- Terni provinciale francescano; fr. M.Nun-
pi; e the teneva onorata fitmigliadi trom- ciangelo Fascilo conventuale; fr, Alessan-.
betti e uiiiiislri per suo servizio, che ve- ilio da Terni sacerdote cappuccino. L'An-.
stivano la divisa della città, di colore ros- geloni dice che alcuni fanno derivaloda
so fasciato verde. Lo stemma della città Terni Papa Celestino //, e che altri lo
è tui Drago o Tiro con due piedi senz'ale vogliono nato vicino a Città di Castel-
e cou lunga coda lilorla di color verde in lo. Di Celestino II, già cardinal Maestro
TER TER io'>

Guido di Castello, conosciuto ancora col suo meglio assodarsi nel


figlio alfine di

nome di Tosco, che vuoisi deila nobile fa- princi[)ato, ottenne da Carlo Magno nuo-

miglia de'conli Castelli di Terni, ne feci va investitura di Terni, con tutta la valle
parola a lai biografìa con Cardella e al- e regione Narniese e con titolo i\\ contea.
tri, e ne riparlai a Sutri nel diredi Cit- Indi Marchesi tratta de'conti discendenti
tà di Castello e di Ci\'ila Castellana, e loro gesta, grandezze, feudi e propaga-
più volte confuse dagli scrittori per la so- zione con parentele nobilissime, anche in
miglianza del nome, onde non mancano Bologna. Dal ramo de'Caslelli di Terni
di quelli che attribuiscono Celestino II an- Oìarchesi di Colle, nacque in Paterno sua
che a Civita Castellana. Inoltre ne farò an- giurisdizione Guido, poi nel 1 i43 Papa
cor parola a Terracina, riparlando del Celestino li, il quale creò cardinali il ni-
castello di s. Felice o Felici la ^ e perciò pote Ariì)erto[f',) e l'agnato Manfredo
da alcuno creduto di quel luogo. Il Mar- (/'.). Dice ancora, che Ranieri fu ultimo
chesi, La galleria de IV onore t. 2, p. conte di Terni caccialo dalla signoria da
5i3, racconta, che Teodorico r« degli o- Federico II, come parziale della s. Sede;
Terni in feudo a Gondoma-
slrogoti die e che di questa famiglia oltre altri prelati,

ro di Borgogna, il quale fu glorioso ascen- fuBortolomeo vescovo di Sinigaglit/.'ì^eU

dente della laniiglia Castelli. Aggiunge, la Bibliografia storica dello Stato Pon-
che da questa Terni riconobbe la sua ri- tificio, del p. ab.Ranghiasci, sono registra-
storazionee accrescin>enlo(ma l'Angeloni te le seguenti scritture riguardanti la fa-

avverte che Terni non fu mai domuiato migliaCastelli, che riporterò, trattando es-
da alcun suo cittadino), con una lunga se pure delle famiglie nobili Terni e an- di

pace goduta a invidia delle vicine città che della città, come degl' che vi illustri

sino a' tempi di Federico li, il quale la lioiÌ4ono. Questa fu una disputa lunga di
soggettò al potente lignaggio de'iMoiiti- emulazione tra'nobili, quali vollero pro- i

celli fautore di parte imperiale. Inoltre vare che la famiglia Castelli non primeg-
Marchesi riferisce che GondomarooGon- giò nella patria, ma fu sempre loro egua-
dimaroera nipote di Godiochere di Hor- le. I principali nobili che figurarono nel-
gogna e die alla f imiglia Castelli il suo co- la furono Giulio Castelli, e la fami-
lotta
minciamento. Imperocché privato della glia Simonetti.Questi olfesi perchè quan-
corona da Chilperico si gettò nelle brac- do Onofrio nel 638 domandò la croce di
1

Teodorico re degli ostrogoti che re-


cia di Malta,come l'avea ricevuta nel 162 5 Giu-
gnava in Italia, il quale compassionando lio,gli fu risposto dall'ordine che Castelli
i

la sua sventura l'investì di Terni ch'era erano stati sempre trattati in Terni eoa

stata desolata dagli unni. Tra le rovine del distinzione a differenza delle altre fami-
nuovo dominio risorse alquanto la gran- glie, sì ne'gradi che negli ulllzi pubblici.
dezza di Gondomaro, ristorando la città Perquesto, e perchè nel rinnovarsi il bus-
il fratello Attilio e dividendola in 6 regio- solo municipale Giulio dovea essere im-
ni, la principale delle quali e ove pose la bussolato con palla maggiore e privilegia-
residenza chiamò Castello, per aver fat-
si ta, ne restarono olfese tutte le altre fami-

to in essa scolpire 1' arme di Borgogna, glie nobili e antiche della città, e comin-
consistente in un castello di color sangui- ciò la guerra colla penna e colla slampa.
gno in campo bianco, e donde discen- i Lai. 'che comparve poi ta per titolo: Giu-
denti presero il cognome. Fratello d'At- stificatione di molti nobili e eittadinidi
tilio fu s. Anastasio vescovo di Terni; e Terni, Ronciglione. Indi si alternarono le
poi Perticone di Kemigio per incarico di di Terni. Ri-
.seguenti: Illarchcsi Castelli
re Lui piando accompagnò da Iion)a a
f
sposta in difesa della loro famiglia, in-
IS'arui Papa s. Zaccaria, ludi Uaimoudo torno a unjoglio stampala in Ronciglio'
io6 TER T E R
ne, Sine loco et anno. Risposta in difesa sone De' seguenti cardinali
di altri siali.

della casa de marchesi Castelli, Roma di Terni eziandio scrissi le biografie. Al-
1 640. Apologia divisa in 3 parti, colla cuni dicono cardinale s. Valentino; gli
quale si mantiene il foglio stampato iti altri sono: Saverio Canale, s^va tesorie-

Romiglione , intitolato G instifìcatione /Tj- Luigi (jrts-o//, benemerito dell'ov/?/-


ce, e si confuta la re sposta che in dife- zio apostolico j\ i\\enì.\no Mastrozzi.Gve-
sa, come si asserisce de' signori marche- gorio XVI creò il vivente cardinale Lo-
si Castelli è stata data contro Vistesso dovico de'conti Gazzoli diacono di s. Eu-
foglio. Composta in lingua latina da. A- stachio, ed inoltre lo fece prefetto della
lifofìdoMathialito(^o'i9.\aFviM)ce'>coS'\mO' Congregazione dell'acque e strade e del
nella, riooidato dal Jacobilli iiell'Appen- biiou governo, e Ira le proteltorie che gli

dice della Bilìl. linh. p. 309), (' dal me- conferì, a'a i gennaio i843 vi comprese
desimo tradotta ad istanza de' molti che la città di Terni, indi quelle della con-
intendono solamente la lingua italiana, fraternita della Madonna del Carmine,
IMessina i644- Dello stesso sono queste dell' orfanotrofio Guglielmi della stessa

due altre scritture: Vera relazione e di- sua patria. Questa celebrò il formale pos-
chiarazione in difesa della propria pa- .«iessoche personalmente prese di sua pro-
tria e nobili di essa, in corroborazione tettoria, con quell'esultanza e dimostra-
d'un foglio stampato sottoscritto da 11 zioni solenni, che descrive il n.° 90 del
nobili e cittadini di Terni intitolato: Giu- Diario di Roma del 1 843. Noterò, che il

stificazione di molti nobili e cittadini di I ."cardinaleprotettoredella città fu s.Car- j


Terni indifesa de Ili soliti e osservati ca- ìli Borromeo, per disposizione dello zio I
pitoli del reggimento, Ronciglione 1 654. Pio IV: l'Angeloni riporta il novero de'
Informazione degli errori , et equivoci suoi successori. Ed oltre i ternani illustri

presi dal Zazzera nel trattato della fa- che descrive nella ancora
storia, ricorda

migliaCasfelli neir Umbria,h\one i665. fr. Gio. Giacomo Barba Sagrista del Pa-

Antonio Tommaso SÙAVva, Della fami- pa, e vescovo della patria, il quale donò
glia Castelli e personaggi piti riguar- alla cattedrale diversi paramenti sagri già

devoli. Milano 1678. Seblìeiie questo ii- della sagrestia pontificia; i giuieconsulli e
l)ro traiti della nobilissima famiglia Ca- magistrati Vincenzo Mazzancolli e Tom-
stelli di Milano, dalla quale uscì il cardi- maso Ferenlilli;i militari graduati Ana-
nale Giuseppe ^l .^ Ca stelli V.) , tocca ai- stasio Ciancherotti e Silvestro Licchusi-
c;im poco la storia eziandio de'Castelli di ni. Tra' letterati primeggia il patrio sto-
Terni. Si [>onno inoltre vedere: Zazzera, rico Angeloni, autore di altre celebri ope-
Della nobiltà d'Italia, famiglia Castel- re, come AtW Historia Augusta da Giu'
li. Gamurrini, Istoria dcllefamiglie To- Ho Cesare a Costantino I, illustrata col-
scanee Umbre, famiglia Simonetta. Inol- la verità dell' antiche medaglie, PiOina
tre in genere per le famiglie nobili e il- 168 5. Innumerevoli sono i ternani che e-
lustri lernane, abbiamo: Etimologia de' sercilarono le più distinte prelature e oc-
cognomi della città e de'cittadirJ cliTer- cuparono illustri sedi vescovili; mi limi-
ni.e di diverse ci ttà d' Italia ,Kotni\ 1 743. terò a ricordare qui i più recenti. Fran-
L'Angeloni riporta che ^Ialina dichiarò cesco M." de'conti Gazzoli vescovo di To-
che Paolo 11 creò cardinale Teodoro Le- di, morto decano de' vescovi non solamen-
lio[F.) vescovo di Treviso, di Terni; ma te dello stalo pontificio, ma di tulio l'e-

osserva che non si conosce alcuna fami- piscopato; Carlo Filesio de'marchesi Cit-
glia di lai cognome ternana, e saviamen- tadini, vescovo di Perugia ; Gregorio de'
te riflette che i veneziani non erano solili conti Fabrizi, delegato di Spoleto, visi-
uoaìuiare a' vescovati de'lorodominiiper- tatore apostolico di Z<o/-eto, chierico dica-
TER TER 107
wcva e p\'e?,\òenle àtWe Milizie pontificie, sono presso la chiesa parrocchiale dis. Ni-
JI Papa Pio TX, da uditore della nunzia- cola in Piis dii-lsis, ove fu il tempio di
tura di Parigi (dopo es>ere sialo per molli Mercurio. Vicino a porta di Tre Monu-
anni uditore di quella di IVa[(oli , ed ivi nienli appariscono vestigia d' un sontuo-
anche incaricalo d'a(faii), neliS53 prò- so arco trionfile eretto a Domiziano. La
mosse al cospicuo grado di uditore della chiesa parrocchiale del ss. Salvatore di for-
sacra rota romana l'ottimo mg."^ Pietro ma rotonda, fu tempio dedicato al Sole;
Giannelli, che il cardinale concittadino quella pure parrocchiale de' ss. Lorenzo
fece vicario di sua diaconia, della quale e Egidio era tempio di Mnile, assai ve-
era stalo canonico. Il n.° 85 del Gior- nerato dn'pagani ternani. Nel luogo sub-
/m/e <^// /io/??;7 del 18^4 con riconoscente urbano detto Valenza, fu il tempio del-
epatrio elogio annunziò la morie dell'in- l'omonima dea tutelare della città, sioj-
gegnere cav. Giuseppe Riccardi (sunno- boleggiando il valore e la virtù de' roma-
minato e che già lodai a R.IET1 e Spoleto, ni. Sopra il sotterraneo tempio di Pane

e dovrò riparlarne), membro della dire- fu fabbricata la chiesa de'ss. Sirne Bar-
7Ìone generale del censo, quale onesto e tolomeo. Vicino al Iago Velino, nel terri-
religioso, amatore della patria, nona pa- torio di Terni, era tempio di Nettuno
il

role, ma con fatti generosi, disponendo a e del Velino, ed il marmo


con iscrizione e
vantaggio della medesima una parte del le sculture ivi rinvenute furono collocate
suo patrimonio. Compassionevole verso i nel palazzo municipale. Per la città vi so-
poveri, largamente li soccorse in vita, e in no diversi avanzi d'opere relicolate,di pa-
morie lasciò fondi per annue limosine, 'viraenti tassellati e di musaico; si cava-

consagrandoli specialmente a vantaggio rono statue, leoni e lapidi di marmo, e


degl'infermi, onde la sua memoria sarà allre anticaglie. Intermedia alle mura ro-
jn benedizione. mane e del medio evo, si rinvenne una
L'antica Terni ancora fu di pubblici e cella sepolcrale. Già l'elevai chea dovizia
privati edifizi, e di templi magnifici or- lapidi antiche e avanzi di monumenti si

nata, e di alcuni già feci ujenzione. Dal- collocarono nel palazzo del comune, enei
l'anfiteatro non lontano, sono grandi ve- portico del duomo, nel quale talune vi
stigia d'un teatro nelle case de'Rossi sino pose il d."^ PietroManni (di cui alti'ove
a quelle del colonnello Lue' Antonio To- parlai di sua opera per la cura degli
massoni, ternano di singoiar valore e in- apparentemente morti), che danno pre-
gegno, compito da Caio Des>io Massimo gevole cognizione di nomi etruschi e um-
edilecurule,col portico e la ciypta o grot- bri. Fuori di porla Romana, per la via di
ta per custodia delle fiere, ponendovi l'i- Sabina, vi è la basilica di s, Valentino
scrizione con decreto del senato, che ri- de" carmelitani scalzi. In questo luogo
porta Angeloni. Presedunqueabbaglioil dopo la sua decollazione fu il santo ve-
Calindri, nell'asserireche CaioDessio ter- scovo onoratamente sepoltoda'fedeli ter-
nano ultimò ornò l'anfiteatro su cui sor-
e nani, indi vi edificarono un oratorio; e

gè r episcopio, e che di altro anfiteatro dopoché Costantino die pace alla Chie- !

ch'era fuori della città non trovansi or- sa, gli eressero un gran tempio a 5 navi

ine;edel teatro facendone edificatore Ca- e ornarono riccamente. Anastasio Biblio-


io Dessio edile curule. Bensì questo ma- tecario lochiamo basilica, narrando l'ab-
gistrato sembra cheTei ni lo avesse, e che boccamento che vi seguì tra s. Zacca-
Dessio fosse ternano. Ebbe Terni anche ria e Luitprando,e paramenti sagri do-
i

le terme, e ne restano avanzi nella chiesa nati al contiguo monastero da s. Nicolò I.


di s. Angelo de Flamine j così detto per- L'antico edificio logoro dalle vicende na-
che presso la Nera; rovine d'altre terme turali e politiche de'tempi,si ridussea pie-
io8 TER TER
colo tempio, che ricevè diversi restauri. il santo con operare alcuni miracoli. Nel
MiDaccìando rovina, per venerazione al declinar del 162 5 passando da Terni per
sepolcro del santo e di altri 5oo marti- Roma Leopoldo arciduca d'Austria e fra-
ri in vari tempi ripostivi, venne risoluto tello dell' imperatore Ferdinando II, si
di levarne le loro reliquie. Nel 1600 se- portòa venerare ilcorpo del martire,e ve-
condo Angeloni, o come vuole l'Ughelli dendo che l'altare che lo racchiudeva non
nel GoSa'a luglio fu ritrovato consom-
I i era corrispondente a'suoi meriti, dispose
nio giubilo il corpo di S.Valentino, on- di ridurlo in miglior forma, giacché 3oo
de il vescovo Onorali, collocatolo iu al- anni innanzi un re di Francia avea do-
tra cassa , dispose che con solennissima nato a'suoi antenati quel pezzo di cranio
processione fosse trasportata nella catte- di cui fu trovalo mancare la testa. Aven-
drale. Mentre la pompa ecclesiastica pro- do ciò manifestato l'arciduca, fu a lui in
cedeva col vescovo dalla cattedrale alla prezioso reliquiario dato un dente da due
basilica, da sereno divenuto mi-
il cielo ternani. Quindi fece innalzare da' fonda-
naccioso, scoppiò in furioso vento e in tor- menti la magnifica cappella maggiore con
renti d'acqua. Nondimeno il vescovo e la altare di marmo, avendovi gettato le pri-
numerosa processione con fervorosa co- me pietre il vescovo Mannucci 5 di-
a' 1

stanza procedendo alla traslazione delle cembre 1626, il quale poi la benedì e ce-
sagre spoglie, queste condussero nella cat- lebrò la I.* messa a' 20 luglio i63o. Indi
tedrale tra l'esultanza generale. Ivi vo- processionalmente ripose nel detto altare I
levfisi erigere al santo protettore un ma- maggiore il corpo di s. Valentino, che [)o-

gnilico deposito, ma invocatasi la ponti- scia fu dichiarato protettore principale


fìcia licenza, il cnrdinal di Camerino (al- della città, ed il clero ottenne per tales.
lora ne viveano 3, Gio. Evangelista /"tf/- Anastasio per venerameli corpo nella cat-
lotta, Picì-heiicdctli e Saimcsi), per di- tedrale, come di sopra nolai.Di altre chie-
vina ispirazione, ir»vece propose la liedi- se suburbane e rurali tratta Angeloni, in-
ficazione della suburbana basilica, di ri- sieme al territorio, che d'ogni parte innaf-
porvi il corpo del s. patrono, e questo e le fialo dal Nera, è uno de'piìi fertili d'Ita-
altre sagre reliquie allìdare alla custodia lia, per cui lo celebra e ne fa particolare
de'carmelitani scalzi. Superale le dillicol- desciizione, in uno a'giardini doviziONÌ di k
là insorte, il i.°giugnoi6o6 solennemen- fiori e agrumi. Si distende in vaga e ame- i
nuova chiesa,
te fo gettata lai. pietra della na pianura,epe'colli,cintoin buona parte
già consegnala a'carmelitani, da Luo'An- da'uìouti. Sua maggiore e piìi ferace pro-
tonio Gìgli ternano vescovo d'AIalri, per duzione è l'olio, senza che però vi sia di-
non essere ancora giunto in Terni il nuo- fetto di cereali; squisiti sono vini, el'u- i

vo vescovo Piipa. ilifabbiicata la chiesa, bertà de'[)iati somministra ottimi pasco-


costruito il convento, nel j6og vi si reca- li, onde il bestiame ha saporitissime car-
rono ad abitarlo carmelitani, quindi a' i ni. Viabbonda ogni vettovaglia, pollame
22 luglioi6i8 seguì con giubilo e col con- e selvaggina d'ogni specie, gli erbaggi, le
corso di 3o,ooo persone, il trasferimento frutta varie, belle e di grato gusto, massi-
del corpo di s. Valentino dalla cattedrale me le persiche di straordinaria grossezza,
alla sua basilica, con soleiuie apparato di raccolte per lo più ne'dintorni di Papi-
splendida processione, seguita dal vesco- gno, eh' è distante 3 miglia da Terni. I

vo Gera e dal prelato governatore Seve- ternani giovandosi dell'acqua del Nera,
rino Ebni.Oltrjt; i cori di musica, per pub- mediante 3 forme suddivise in uiui mol-
blica letizia due fontane gettarono vino, titudine di canali, de quali la piìi parte
SI eressero f) archi trionfali, e si esplosero si attribuiscono all'edile C. Dessio, irri-
bombardi e fuochi artilìciali. Dio ouorò gano e fecoudauo i loro campi , ed ani-
TER TER lof)

inano vari rame,


opifici! della carta, del mazione degli Apennini nel lerrrilorio di
del feri o, del cuoio, moltissimi inolinì da Monte Leone al nordest diTerni. Di que-
grano e da olio, una sega ad acqua, e le ste interessanti fodine, il cav. Riccardi nel-
gualchiere. Tali acquedotti furono cele- le sue Ricerche isteriche efisicJic,co\\'aU'
brati anclie dal municipale Tacito, e nel- torità del geologo Breislak ne dà un'esat-
l'espurgarli si trovarono medaglie d'oro ta idea, dicendo essersi ivi formalo il mi-
e d' argento. Narra il Castellano, che d. nerale quando il mare ritiratosi dalleci-

Giuseppe de Sanctis nell'occasione del ri- me Apennini, le sue acque restate


degli
sarcimento d'una delle forme, fece l'acci- stazionarie nelle profonde valli, se si ù-
dentale scoperta d'un'antica strada, eoo nirono le acque piovane de'm'onti si cam-
bel ponte di travertino, la cui arcuazio- biarono in laghi d'acqua dolce, e quan-
ne è riempita di sostanze calcaree, e sem- do ne'fondi s'incontrarono sostanze ferru-
bra aver servito di passaggio a'montani ginose si formarono deposizioni più o me-

paesi oltre il Nera. Nel Supplimento del no abbondanti di ferro. Scolate le accpie
1.13 àe\\'^Ujuru,n° 3c), si riporta il Ra- sopra il suolo diseccato dal sole si stabilì

gionamento del cav. Riccardi pel Pas' la vegetazione, vestendo la deposizione fer-

saggio deir Appennino fra la provincia ruginosa, la terra risultante dalla decom-
dell'I moria in Ancona. In esso per in- posizione de' vegeta