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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
ECCLESIASTICI,
DELLA CHIESACATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

YOL. LXXXIX.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL VI 11.
La presente edizione e posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

VEI VEI
V,EIO o VEII, Fej'us. Antichissima gnaculum, resistette per quasi 3 secoli e
citlà già vescovile, e già forte, polente e mezzo a Roma sua rivale, ad onta che
ricca, una delle 12 principali dell'Etru- non ne fosse distante al più 2 miglia e
1

ria o Toscana (F".). L'ampio suo terri- mezzo circa, poiché nella tavola Peutin-
torio, detto ampia regio, confinava al- geriana è la distanza di Veio da Roma
l'oriente col Tevere {?.), a settentrione di 12 miglia, e presentemente circa 11
con quello de' Falisci, de'Capenati e de' miglia per la via Cassia, alle quali aggiun-

Sulrini ; ad occidente con Ceri; ed a mez- te l'una e mezzo della porla anticasi a-
zogiorno con Lorio (fra Bonaccia e Castel vianno 12 miglia e mezzo. Presso il silo
di Guido dell' Ospedale di s. Spirito, se- ove surse se ne vedono ancora le rovine,
condo Commanville sede vescovile nel V ed elevasi sopra una rupe, tagliata all'in-
secolo, de'quali luoghi parlai anche nel torno a picco, il castello che dalla sua li-
voi. LI, p. 88, degli altri l'andrò dicendo), brazione romantica ebbe il nome d'Iso-
Bebiana (fra Lorio, e Alsium oggi Palo, la unito a quello di Farnese, non forse
di cui ancora parlai in più luoghi), Fre- perchè Paolo III Farnese ne die il pos-
gene (ora tenuta di Maccarese óe'Rospi- sesso alla sua famiglia, il che secondo al-
gliosi, confinante con Castel di Guido, cuni si suppone senza potersi accertare;
poi coloniaromana marittima, diversa da derivando piuttosto secondo me la più
Fregella) e forse col mare Mediterraneo. ragionevole congettura dalle vaste pos-
Circa il 4° miglio da Roma, dice il cav. sidenze godute nelle vicinanze dalla me-
Coppi, si vedono a destra vestigia d'an- desima famiglia, come rilevai nel voi.
tica strada, che talvolta fu delta Veien- XXXIII, p. 20i, mediante lo stato di Ca-
tana. Venne paragonata ad Atene, la più slro e di Ronciglione (V.) che dominò.
celebre città di Grecia (/"'.), per la gran- Trovo bensì nel p. Eschinardi, Descri-
dezza. Quale, Del Tosco impero già Ca- zione di Roma e dell' Agro Romano, a
po e Regina, non che Ilclruriae Propu- p. 2o4>che il castello dell'Isola, era giù de'
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ducili di Panna, e perciò dello Farnese, fosse fra tutte le altre della Toscana e
fortezza dell'antico Veio, circondala da dell'Italia antichissima e ricchissima, l'af-
un gran fosso; e di poi parlando dell'o- fermano Eutropio, Oliverio, Alier, Li-
pere dotte del Piazza, del cav. Coppi e di vio e altri. Veio era una città per testi-
r
mg. Nicolai, si vedrà die questi l'affer- monianza degli slessi romani piti bella di
mano esplicitamente, non però che tale Roma per la situazione, per la magnifi-
proprietà derivasse da Paolo III, essen- cenza degli edilìzi pubblici e privati, de'
done l'acquisto posteriore. L'Isola Far- quali non ne vantava maggiori qualun-
nese è una frazione del distretto e Co- que città in Europa, e per tante altre ra-
inarca di Roma (J^.), nella diocesi sub- gioni che si ponno rilevare nello stesso
urbicaria di Porlo e s. Ruffino., e nel- romano storico Livio, il quale parlando
la Statistica dell'anno i853 è registrata in persona de' romani che sdegnavano
sotto Roma, soltanto essa e Fiumicino, e portarsi come relegati a fondar colonie
contenere 19 case, 20 famiglie, 7 5 abi- uè' volsci, si contentavano di preferenza
tanti, a motivo della cattiva aria nell'e- d'andare in Veio, benché allora ridotto
state, nella quale stagione si riducono a da loro medesimi quasi un mucchio di
quasi 3o, e malgrado il sottostante fer- sassi e del tutto disfatto. Non è quindi a
tile territorio : ma I' Isola Farnese non meravigliare gran numero degli scrit-
il

più figura nella successiva rettificata Sta- tori che celebrarono fasti di Veio e de'
i

tistica numerativa delle popolazioni, veienti, quali affrontarono romani va-


i i

del ministero dell'interno, de'i4 novem- lorosamente con varia vicenda, or vinci-
bre 1807, perchè le frazioni si compre- tori e or vinti. I veienti più prossimi a

sero ne' comuni o appodiali, di cui fan- Roma di frequente la danneggiarono, e


no parte, per non avere ammiuistrazio- tra' popoli confinanti forse mostrarono
ne separata. Può vedersene il prospet- maggiore animosità nella vendetta, sic-
to nell'incisione prodotta daìV Albani di come difesi da una città ben munita, po-

Roma, t. i,p. 345. Ne'teojpi bassi però tevano ad ogni opportunità invadere sac-
era molto più popolata e più vasta, co- cheggiando il territorio nemico, e ritirar-
me apparisce dalla rovina delle case a si sicuri dentro le proprie mura. I roma-

settentrione ov' è la porta delta Porto- ni, biasimando in altri ciò che alla loro

naccio. Finché Veio fu nel suo florido volta praticarono, chiamavano questa ter-
stato ebbe il titolo giustamente di capo ribile forma di guerra ladroneccio, ed i
e frontiera sopra tutte le città dell' Etru- veienti predatori, giungendo spesso le
ria, la vera e unica metropoli della me- loro improvvise scorrerie, a modo di lam-
desima, mentre dopo la sua distruzione po, fino alle porte di Roma. Quindi per-
altre città etnischeandarono fregiate del petuo rancore fra' romani e veienti. i

grado di capitale, come Perugia, Corto- Dichiara il eh. Campanari Sopra una :

na, Arezzo ec. Plutarco chiama Veio re- rupe alla e scoscesa, alle cui radici scor-
gina e capo, ossia metropoli della Tosca- rono T acque del fiume Cremerà, e dove
na, d'armi e d' armate non punto infe- sorgono oggi umili avanzi di povere fab-
riore a Roma, s' intende alla Ptoma di bricherà ri casolari e tugurii per vecchiez-
sua epoca. Che Veio fosse la più forte di za cadenti, sorgeva un ih la potente cit-
Toscana e d'Italia ancora, la più capa- tà di Veio, la feroce rivale di Roma, che
ce a far fronte a' romani non tanto per- per lo spazio di più di 3 secoli resisten-
la sua vantaggiosa posizione, che per la do con ostinale e sanguinose battaglie al-
sua celebre rocca, in excelsa et prerup/a laprepotente forza di lei, cedendo poscia
Rupe, come la chiama Dionisio d' Ali- al destino che minacciava già le altre cit-
carnasso, l'asserisce Tito Livio. Che Veio tà deli' Eli uria, a lei pure miseramente
VEI VEI 5
soggiacque. Era Veio la più forte della quello che narrano Dionisio, Livio e al-
gente etnisca, della grandezza di Ateue tri scrittori autorevoli, ragion vuole che
(dice il una circonval-
Zanclii che avea si concluda essere questi scrittori veri-
lazione di 5 in 6 miglia; e il Nibby, che dici ancora ne' fatti che più non esisto-

ne misurò 1' estensione, dichiara y mi- no. Ora essendo il soggetto di tanta im-
glia), e distante non più che ioo stadi portanza da potersi dedurre conseguen-
da l'ionia, 2 miglia e mezzo romane;
i za di tanto peso, non deve recar mera-
ed è precisamente ad una tale distanza, viglia, se i dotti de' secoli passati, come
che nel luogo DO chiamato Isola Far-
O oggi quelli del presente, s'affaticarono in rin-
nf.se vuoisi riconoscere l' antica Veio. tracciar il sito della città con que' mez-
Quivi si vedono ancora a poca distanza zi eh' erano in loro poterete convien di-
dalla città antichissimi sepolcri scavati re a gloria di Veii, che niuna città antica
da 1
1 1 iti* primi abitatori nel vivo masso dopo Roma abbia avuto tanti ingegni
tlt-lle roccie, e avanzi di mura colossali, che ne abbiano indagato il sito, i monu-
e resti d' antiche strade che accennano menti e la storia. Nel voi. XIII, p. 296,
ove una volta fu la famosa Veio. Fu già parlando di Civita Castellana^ registrai
gran disputa fra gliarcheologi de'lempi ad hoc l'opere di Cesarò, Corso, Maria-
andati, se il luogo di Veio fosse questo, ni, Mazzocchi con 3 opere, Castiglione,

o se altrove fosse situata quella celebre Famiano Nard'mi, Perazzi, Zauchi, Mo-
città ; ma dopo le scoperte ivi fatte di la- relli, oltre quelli ricordati negli articoli
pidi importantissime nel 8 io e negli i al- Ne pi e Sutri, e di altre città vescovili e-
tii successivi anni, non è più questione trusche, nelle quali non poco ragionai di
fra 'dotti, che il sito di Veio non sia quel- Veio e de'veienti. Si devono pure tenere
lo «teli' Isola Farnese. Fra'molti scrittori presenti gli articoli Toscana, nella par-
e illustratori di Veio e sue antichità, pre- te che ragiono dell'antica Etruria ; e Vi-
ferisco di scegliere a guida di questo mio TERBOjSiccome capitale dell'Etruriao To-
cenno il dotto Nibby, Analisi storico- scana pontificia, nella descrizione ezian*
to/jografìco-anticf uaria della Cartarie' dio de'luoghi che compongono la sua va-
dintorni di Roma,
3,p. 38o, non sen- t. sta provincia e delegazione. Zanchi in ta-

za giovarmi all'opportunità di que' che le provincia, detta pure Patri/nonio di


ricorderò. Chiunque ha un'idea della sto- s. Pietro, vi riconosce il dominio di Ve-
na romana, al nome di Veii entra nella io; e aggiunge che nel dominio veien-
curiosità di conoscere il sito di sì poten- tano si comprendeva ancora il Campo
te città degli etrusci, rivale di Roma lin Faticano, dipoi divenuto tanto celebre.
r
da'tempi del suo fondatore, la quale con- E osserva mg. Nicolai che il tratto di
tese a palmo a palmo il terreno a quel campagna che chiamasi Campo Vatica-
popolo invasore per 3 secoli e mezzo cir- no, comprendendo i colli Vaticani, ov'è
ca, e lini coll'essere deserta. Questa bra- oggi la basilica di s. Pietro, insieme alle
ni, i poi ha ben altra forza in coloro, che colline da ponte Molle al Gianicolo, tut-
s'occupano della storia antica de'popoli to era territorio veientano e denomina-
italiani e de'monuoienti superstiti; im- to Settepagio forse perchè comprendeva
perocché riconoscere il sito di Veii etnisca 7 castelli o ville de' veienti (di essi riparlai
e le vestigia che ne rimangono,porta di ne- nel voi. LI V, p. 206, e ne' parecchi artico-
ce*silà l'incontrastabile conseguenza, che li che vi hanno relazione). Loda anch'e-
romana de' primi 3 secoli non è
la storia gli la bellezza e fecondità delle vistose
una favola, come da alcuni si pretende campagne veieuti, che invogliarono ro- i

con audacia sostenere ; e che trovando mani a conquistarle, eccellenti pel grano
concorde lo stato delle cose esisteuli con e altri usi, ma uon già pel vino uou già.
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dito da' romani, forse perchè feccioso e più recentemente dui Morelli, a Civita
grosso. Dall'altro canto, essendo Veio la Castellana (per cui fu scolpito nel fron-
città etnisca più vicina a Roma, fu tra le tespizio del palazzo pubblico : Qui sle-
prime a concepir gelosia della sua nascen- terunt Vejos } nunc renovare licet); ed
te e quindi sempre crescente grandezza, il Degli Effetti a Belmonte (monte diru-
e perciò fu la sia principale nemica. Ma pato di tufa vulcanica fra Castel Nuovo
patte de'summentovati e altri scrittoli, e Scrofano, nel territorio di questo, ma
per mancanza di que' lumi, che fornisce più vicino a quello, a sinistra della via
la critica archeologica d'oggidì; parte per Flaminia, nella cui sommità fu già il

un soverchio amore di predilezione mu- castello omonimo con sua chiesa della
nicipale, tutti volendo tirar Veio alle pro- diocesi di Porto ). Tutti questi scrittori
prie patrie; parte per una specie di gara sostennero la loro opinione in modo cha
intemperante e urto personale, si allon- fa pietà (sic) vedere sopra quali frivole
tanarono dal sito in modo che non vi è circostanze si appoggiassero, quanto po-
quasi luogo fra Martignano, l'Isola Far- co conoscessero il criterio archeologico,
nese, Ponzano (eli cui nel voi. LV11I, p. e come trascurassero, travolgessero, e mu-
ia4)> Civita Castellana (distante menodi tilasseroancora l'autorità de' classici. Fa
38 miglia da Roma per l'odierna strada miano Nardini con quell'acutezza d'in-
postale), Gallese, Baccano (di cui nel gegno che lo distingue, e riconobbe l'e-
voi. LVIII, p. 1 17), che non sia stato cre- mulo Mazzocchi, malgrado la scarsezza
duto il sito di Veio, cioè nel pretendere de' lumi che a suo tempo si a ve. ino su que
di volerlo stabilire si andò vagando en- sta materia, ne dimostrò vittoriosamen-
tro una circonferenza di sopra 60 mi- te il sito all'Isola Farnese (con Discor-
glia. Le ricerche fatte espressamente in so ira'estigath'OfSlainpalo nel 1 647 in Ro-
proposito,cominciarono nel secolo XV, e ma con figure) e ne' dintorni, appoggia-
continuarono fino ad oggi.HNibby ripor- to strettamente all'autorità de' classici ed
ta semplicemente le principali seguenti alle ispezioni locali, e fu seguito da Lu-
opinioni, senza confutarle, e poi dichiara ca Olstenio e dal Fabretti : l'osservazio-
la sua autorevole. Biondo seguendo quel- ni e le scoperte fatte iu questo nostro se-
la Francesco Fiano,collocò Veii
del poeta colo, hanno dimostrato con quantogiu-
a Ponzano; Volaterrano seguito dal Ful- dizio e criterio avesse colto nel segno. La
vio, alla Meana, presso la terra di Fiano sua opera, che modestamente intitolò:
(presso di essa, di cui parlai nel voi. L, p. L'antico Velo, andò esposta a 3 insolen-
p. 7 i,e nel luogo denominato Lago Puz- ti repliche del Mazzocchi. Il Perazzi ni-
zo, 3*28 ottobre i856 dopo forte deto- pote del Nardini nel 1 654 espose all'os-
nazione si manifestò un'eruzione vulca- servazioni, ossia alla Lettera ed apolo'
nica, e quindi si formò nel centro un cra- già, ch'è lai." produzione ueli653 pub-
tere e nuovo lago d'acqua sulfurea; pa- blicata dal Mazzocchi, da Nibby qualifi-
re riproduzione di preesistente vulcano, cato inetto scrittore, coli' operetta intito-
denominazione del vocabolo, seb-
attesa la lata : La Scopetta. Nel secolo seguente,
bene a memoria d'uomini non si conosca. cioè neli768,l'avv. Zauchicon un'altra
Ne parla l'///2>u/H di Roma,t. 23, p. 332); opinione (che rimarcai nel voi. LVIII, p,
Giovanni Annio,CesareNiccolini e Lean- 1 16 e 1 17, parlando di Formello e di
dro Alberti, a Martignano; Cluverio, ne' Baccano, e rilevando il meraviglioso spa-
dintorni diScrofano(e seguito dal moder- zio di pianura distinto in liste diritte a
no Calindri, come rilevai nel descriver- guisa di scanalature cui sono divisi i cam-
lo nel voi. LVIII, p. 128); il Castiglione pi, da Formello all'Isola Farnese e da
e il Mico, sostenuti poi dal Mazzocchi, e questa verso Roma, com'era formulo pi e-
V E I VEI 7
Giumente il territorio Veiente), che Veii te, che visse sempre ed ebbe
in oriente,

fu nel Munte Lupoli, nel suolo e territo- inoltre la disgrazia d'essere stato il suo
rio di sua patria Campagnano, parte del lavoro stranamente interpolato con ag-
ciglio orientale del cratere e del bosco giunte da Paolo Diacono nel secolo IX.
di Baccano, 18 miglia lungi da Roma, A tuttociò deve aggiungersi che le cifre
appoggiandosi principalmente a' cuoi» de' numeri sono andate soggette ad alte-
coli antichi e moderni fatti pel disec- razioni per l'ignorau/.a de' copisti, onde
camelo del cratere, ch'egli prese ba- tali varianti piuttosto che attribuirle al-
lordamente (sic) pel cunicolo celebre di la trascuratezza degli scrittori, debbon-
M. Furio Camillo. Lasciando da can- si riconoscere per negligenze degli ama-
to tutti raziocini de' moderni, il Nibby
i nuensi. Dionisio descrive Veii nella gia-
seguendo strettamente a ciò che gli scrii* citura, nella distanza e nella grandez-
tori antichi ci hanno lasciato di positivo za, come dissi in principio, dichiaran-
sulla situazione di questa città, colla scor- dola la città etrusca più potente e più
ta di questi ne indagò il sito; e siccome vicina a Roma. Nell'epitome pubblica-
questo per la distauza da Roma, le cir- ta dal cardinale Mai si legge: » Essere
costanze topografiche, l'estensione del pe- la città de' veienti per nulla inferiore a
rimetro, e gli avanzi esistenti corrispon- Roma, ontl' essere abitata, possedendo
deva a ciò che si legge di Veii etrusca un territorio vasto e fertile, io parte
piesso gli antichi scrittori, concluse che montuoso, in parte piano, di aria pu-
ivi fu quella città. Dopo avere osservato rissima ed ottima per la salute degli uo-
che ingiustamente gli scrittori moderni mini, come quella che non aveva pa-
di sovente tacciarono in globo quegli an- ludi vicino, donde si alzassero esalazio-
tichi di trascuranza nel determinare le ni gravi, né alcun fiume che tramandas-
distanze de' luoghi, per le varianti che se aure fredde di buon mattino, uè scar-
alle volte s'incontrano fra uno scrittore seggiatile d'acque e queste non condotte,
e l'altro; ricorda che la critica insegna ma sorgenti, copiose e ottime a bersi ".
doversi accordare maggior credito ad Dionisio pertanto positivamente porta a
uno scrittore, piuttosto che ad un altro, 100 stadi incirca la distanza fra Roma e
secondo la qualità del soggetto che trat- Veii, i quali calcolati 8 a miglio, ne se-
tano, l'epoca in cui fiorirono e lo scopo gue che Veii era 12 miglia e mezzo di-
ch'ebbero nello scrivere. Quindi in una stante da Roma; e con lui s'accorda la
questione, come questa, del sito d'una carta Feutingeriana, la quale indicando
città, i geografi e gli storici debbousi pre- le stazioni della via Cassia, ed ommetteu-
ferire agli oratori e a' poeti ; e fra gli sto- do per sistema le frazioni, pone Veii 12
rici que' che vissero in epoche anteriori, miglia lontano da Roma. Questi due do-
a quelli che scrissero quando le traccie cumenti sono precisi. Ma coloro che non
e le tradizioni si erano o dileguate o al- vollero veder chiaro in una cosa da per se
meno illanguidite. Così Dionisio, che vis- stessa chiarissima, ricorsero a Livio, il

se 22 anni in Roma e lasciò una storia quale pone in bocca ad Appio Claudio,
tanto accurata, che visitò i luoghi che nell'orazione per eccitar il popolo alla
descrive, che fiori sotto Augusto, quan- guerra contro Veii, esser distante vicesi-
do Veii non solo non era stata dimen- inu/11 lapidali, in conspectu propc Urbis
ticata, ma era risorta come municipio nostrae aiimuiin oppugiialionetn perfer-
romano, devesi per ogni riguardo, trat- re piget. Per cui conclusero i sostenitori
tandosi di Veii, anteporre ad Eutropio, dell'altre opinioni coulra il Nardi ni e i

sofista e trascurato compendiatole della seguaci suoi, che Veii fu circa 20 miglia
storia romaua da lui dedicala a Valeu- luDgi da Roma. L'espressione di Livio fu
8 VEI VEI
vaga e il suo senso non fu compreso. Egli tàdeve rintracciarsi nella lingua etrusca,
non parlò della distanza di Veii, ma de' e non nella voce Vela di Feslo o Paolo
combattimenti, che intorno a quella cit- suo compendiatore, poiché questi forse
tà avvenivano fra' i vali corpi dell'eser- con allusione agli eccellenti veienti arti-
cito romano attendali ad una certa di- sti di cocchi ed a' valenti loro conduttori

stanza, ed i veienti; ed alcuni di essi era- de'medesimi, dice tutt'altro : Veia apud
no certamente 3 e più miglia di là da Veii, Oscos (o tuscos) dicebatur plaustru/n,
onde tenere in soggezione gli etrusci e spe- unde velarti slìpiles in plaustro et vectu-
cialmente capenati ed i i falisci. D'altron- ra, veitura (0 velatura.) Così è ignoto il
de Veii stando quasi a vista di Roma, e suo fondatore, che alcuni suppongono
dentro il raggio di 20 miglia, la proposi- Properzio,il quale fu certamente re de*

zione di Appio regge sempre, senza che secondo Servio, scoliaste o com-
veienti,

ne segua che Veii dovesse intendersi si- mentatore di Virgilio, che dice il luco e
tuato alla distanza di circa 20 miglia. famoso tempio di Feronia presso Cape-
Soggiungono però che Eutropio la collo- na (della quale fecicenno nel voi. LV1II,
ca 18 miglia distante; ma Entropio non p.i2ie seg., dicendo di Ci vitella, Lepri-
deve preferirsi a Dionisio, pegli errori dal guano e Morlupo,ed altrove con Gallet-
i.° fatti nel descrivere altre distanze, ed ti ancora),fu edificato coll'aiuto de' veien-
enumerati dal critico Nibby, e perciò non tida' figli del re Properzio mandati a
doversene far conto. Dionisio non indica Capena, non però che fondassero questa,
soltanto la distanza, ma descrive minu- la quale può essere stata fondata da' ve-
tamente il sito di Veii; e la carta Peutin- ienti a misura che estesero il loro domi-
geriana, oltre la distanza, la direzione nio fino alla riva del Tevere. Delle città
rispetto a Roma, cioè la via Cassiajquin- etrusche vicine a tal fiume, Capena non
di se seguendo tale antica Strada di Ro- fu certamente delle più oscure, quantun-
tila (P'.), alla distanza da Roma di circa que non si contasse mai come una lucu-
i 2 o 1 3 miglia esiste un luogo, che corri- monia particolare (cioè una delle prin-
sponde alla descrizione di Dionisio; se cipali città etrusche, e il cui principe o
oltre questo vi rimangono avanzi visibi- capo particolare si disse lucumone), e si

li di sepolcri, recinto di mura, e nodo di riguardò piuttosto come una dipendenza


molte vie che ivi mettono da varie dire- di Veii, collaquale fu sempre stretta-
zioni, crede il dotto Nibby che bastereb- mente unita (nella carta topografica di
be per dimostrare che ivi fu la città di Capena e sue adiacenze, che osservo nel
Veii. A compimento poi di questa dimo- Galletti, nel suo Discorso di Capena
strazione, aggiungano le memorate sco-
si municìpio de* romani e del castello dì
perte fatte nel 181 o presso l'Isola Farne- Civilucula, i territori! de'capenati e de'

se, cioè 2 miglia e mezzo lontano da Ro -


1 veienti sono separati dalla via Flaminia).
ma sulla via Cassia, dilapidi importan- Il medesimo Servio, chiosando le paro-
tissime, nelle quali di altro non si parla le dell'Eneide: Tuin Salii ad canlusj
che di Veii e de' Veienti ;
quindi oggi è ci ha conservata la tradizione, che alcu-
un fatto dimostrato che ivi fu quella fa- ni credevano essere stati salii istituiti
i

migerata città, e dalla descrizione dello da Morrio re de' veienti, perchè venisse
stalo presente de'luoghi, che toccherò poi, co' loro canti lodato Aleso figlio di Net-

si vedrà quanto esatta sia la descrizione tuno, stipite della famiglia di quel re. I

di Dionisio, e per conseguenza quanto cre- due re Properzio e Morrio appartengono


dito egli meriti in queste ricerche a pre- all'epoca primitiva della storia di Veii,
ferenza di qualunque altro. in qual tempo però particolarmente fio-

L'etimologia del nome di questa cit- rissero uou è uoto al Nibby, uè chi di
VE I VEI 9
loro fosse il più antico. Ma il nome ili lestavano per dir così alle spalle. All'e-
Moi rio o Morio pare identico a quel di poca della fondazione di /Ionia, j53 an-
Mamurio, che secondo la tradizione più ni innanzi l'era corrente, Veii certamen-
comune era stato il fabbro degli allei- te esisteva e il suo territorio era vasto;
li o scudi sagri, de' quali i salii servivan- imperocché escludendo quello de'ca pena-
si nelle loro danze sagre, di cui il nome ti, de' nepesini e de' sulrini, che sicura-

era sovente ripetuto nel carmen saliare. mente un tempo furono dipendenze di
De' sacerdoti LX, p.
salii parlai ne' voi. Veii , occupava tutto il tratto sulla riva
i3o,LXXXlII,p.3i4eallrove. Nel Ve- destra del Tevere, fra il confluente del ri-

to illustralo dal Zanchi, parlando egli vo oggi detto di Frocoio nuovo, e la fo-

sull'origine della città, secondo l'insinua- ce sinistra del Tevere nel mare. E den-
zione del Theuli, Teatro historico diVel- tro terra risalendo il corso di detto rivo
tetri, non trovo i nominati re veienti, ma e di là in linea retta pe'cappuccini di Bia-
bensì un re Odio o Veio figlio di Gome- 110, e Belmonte e Campagnano chiudeva
ro o Cornerò re d'Italia, nato da Jafet e dentro il cratere di Baccano , laghi di i

perciò nipote di Noè, al quale Veio dà 5o Stracciacappe già Fapirano, e quello di


anni ili regno. Crede quindi che Veio fu Martignano già Alsietino, e così andava
fondata da Gomero e le die il nome del a raggiungere la riva del gran lago Sab-
figlio Veio, ovvero che questi slesso ne batino oggi di Bracciano fino al suo emis-
fu il fondatore e le die il proprio no- sario naturale, ossia al corso dell'Arrone,
me, dicendolo fiorito ai 06 anni avanti il quale da quel punto fino al mare ser-
la nostra era, e che dal padre di lui tras- viva di confine fra' veienti eCeri oggi Cer-
se la denominazione il piccolo fiume di veteri (V.), di cui anche nel voi. XLI, p.
Cremerà, che nasce nella valle di Bacca- 189 e 190 e altrove. Il Tevere lungo tut-
no, dove prima era un piccolo lago di- to il tratto sopraindicato era il confine
seccato dal principe diCampagnano Ago- naturale fra'veienti e Lazio (V.), con- il

stino Chigi, essendo già stato diminuito finechefusanziouato dopo lamoited'E-


per mezzo di emissari particolari, quali i nea. Quindi il Alo/ite Gianicolo ed il Va-
furono presi dal Zanchi pe' cunicoli fo- ticano (/'.), sebbene al presente in parte
rati da' romani per espugnar Veli. Nel- siano chiusi eulro le Mura di Roiiia[P^.),
1' ultimo diseccamento, eseguito versoi! epoca della sua fondazione non solo
all'

1 738, lo scolo si scaricò nel Cremerà og- non facevano parte della città, ma nep-
gi Valca o Varca. Quanto all'etimologia, pure del suo territorio, come narrai in ta-
riporta il parere dell'Alberti, che seguen- liarticoli. La prima volta che veienti i

do Ceroso, narra costume degli sci-


essere compariscono nella storia è sotto Romo-
ti di fabbricar le città con de Vejo carri, lo i
.'
re e fondatore di Roma, quando cioè
così chiamati forse da Vehendo, come at- dopo la morte di Tazio redi Sabina (V.),
ti al trasporto delle cose. Tali Fej uniti avendo gli abitanti della città sabina di
insieme sembravano mura , e servivano Fidate [ V.), consangui nei de' veienti, pre-
a 'cittadini non meno di fortificazioni che date alcune barche cariche di viveri, che
d'abitazioni. Laonde da'earri co'quali for- Crustumeri colonia di Roma (laqualeco-
inossi la città, questa sidisse Veio. Il Boli- lonia avea due agri ubertosi, uno di qua
di nelle Memorie storiche del lago Sab- dal Tevere ne'possedimenti latini, uno ili

batino, di Trevigiana, Slitti ec, seguen- là ne' possedimenti etruschi) a questa in-
do l'opinioni del Zanchi,
ignorando quel- viava pel fiume per la carestia che l'af-
le delNibby, conclude che perciò la città fliggeva; perciò attirarono contro di loro
di Veio vanta per la sua origine una pri- lo sdegno di Romolo, il quale corse ad as
mazia su tulle l'altre città etrusche clje salirli, li viuse e s'impadronì della loro
io YEI V E I

città, che multò d'una parte del terrilo- nicolensi), costituirono il patrimonio dei-
da 3oo soldati. ve-
rio, e fece presidiale I la tribù perciò appellata Rurnulia o Ro-
ìenti non potevano vedere di buon animo romane
milia, e questa fu la ."
i delle Tri-
e senza gelosia questo posto avanzato de' bu rustiche. Il eh. cav. A. Coppi lesse due
romani, posto importantissimo riguardo Dissertazioni nell'accademia romana di
a loro, poiché dirimpetto a Fidene è la Archeologia, che le pubblicò nel t. 5 delle
valledi Cremerà, perla quale dopo 6 mi- Dissertazioni della medesima, cioè a p.
glia circa di cammino si giunge a Veii, 285 quella su Vejo, ed a p. 3i3 l'altra

.senz'aleuti ostacolo naturale. Quindi in- dt'Settcpagì. Parlando de'confini del suo
limarono a Romolo di ritirare il presidio territorio, dice che avea un'estensione di
da Fideue e di restituire a'fidenati le ter- circa 3oo miglia quadrate, ossia di circa
re. Il bellicoso re di Roma non die peso 36,ooo rubbia. Conviene che presso le

a tali domande, e perciò essi passato il rovine di Veio si costrinse ne' tempi di
Tevere presso Fidenes'accamparouo eoo mezzo un castellodetto Isola, il quale nel-

esercito poderoso in luogo appartato. Ilo- la decadenza della famiglia Orsini che lo
molo si recò tosto a porre i suoi allog- possedeva, sembra che sia passato nel do-
giamenli inFidene Venuti allema-
stessa. minio della Farnese, dalla quale prese
3
ni, lai. battaglia restò indecisa; però nel- nuova denomiuazioue. Quanto a Sette Pa-
la 2." per un'imboscata veieuli furono i gi, egli dice ignorarsi precisamente dove
disfatti, e sebbene nel combattimento pò- fossero tali regioni de' veienti; ma sicco-
chi pei isserò, i superstiti nel passare il Te- me Tevere, con qual-
erano contigui al
si annegarono nella più par-
vere a nuoto che probabilità gli assegnò in territorio
te.Ardendo veienti di vendetta, toma-
i le seguenti tenute, che sono appunto sul»

rono in campo e furono di nuovo scon- la destra del fiume nell'antico territorio
fitti, perdendo inoltre il campo e tutte le de'veienti, e di tutto ne fece l'ili ustrazio-
bagaglie. I veienti perciò costretti a do- ne storica ed eruditalo' rispettivi proprie-
uuandar la pace, l'ottennero con tregua tari, fra'quali diverse spettano al capito-
peri oo anni, a condizione di cedere a'ro- lo Vaticano. Torricella , Prati di Tordi
mani tutta quella partedel territorio pros- Quinto, Tor di Quinto (ove si crede fosse
sima a Roma sulla riva destra delTeve- il baluardo meridionale veicolano), Cre-
se, che designavasi col nome di Sette Pa- scenza, Inviolata, Inviolatella, Muratella,
gi, probabilmente per 7 villaggi e forse Valca e Valchetla, Prima Porta e Fras-
muniti ch'erano sparsi nella contrada, e sineto, Pietra Pertusa,ÌVLilborghetto, Ca-
d'astenersi dalle Saline (/'.) che aveano sai delle Grotte, Procojo nuovo, Procojo
alla foce delfiume, e dessero 5o ostaggi vecchio. Sommano le medesime a rubbia
per sicurezza. Questo trattato fu scolpito 342. La regione è attraversata dali'anti-
a perenne memoria sulle colonne. I pri- ca via Flaminia, e ne'tempi di mezzo fu
gionieri vennero restituiti; e quelli che talvolta detta Collina. Avverte poi nella
preferirono di rimanere in Roma ebbero Dissertazione di f^ejo, che del territorio
da Romolo la cittadinanza, e terre sulla veiente una porzione è fuori dell'odierno
riva sinistra del fiume. Tutto narrano Li- Agro Romano, e che in quello erano per
vio e Dionisio. Paolo poi compendiatole avventura compresi territorii di Riauo, i

di Festo racconta, che le terre da Piomo- di Castel Nuovo di Porto, di Scrofano,

lo in quella circostanza acquistale sulla di Formello, di Cesano, di Campagnano


sponda destra del Tevere, cioè pri net pai- e di Anguillaia, luoghi tutti esistenti nel-
inente la catena de'monti Gianicoleusi e la Co tu a rea di Roma, perciò in quest'ai'-
Vaticani, nella quale erano quelle 7 boi- ticolo brevemente li descrissi. Egli trattò

gale (delle ancora Iacinteo estremila Già- quindi della porzione che prubabilmcn-
VE I VEI 11

(e era compresa nell' attuale Agro Ro- della città, ed armatisi introdussero trup-

mano, cioè: i.° Dell'Isola Farnese e delle pe ausiliarie per parte de'veienti, rispon-
tenute ad essa più vicine sino alle vigne dendo agli arnbasciatori.che dopo la mor-
di Rouia , che enumera e descrive, so- te di Romolo aveano da fare co'ro-
nulla

pra un territorio di rubbia 5 190; giun- mani, essendosi a quell'epoca sciolto qua-
ge sino alla via Cassia, e comprende tra' lunque impegno contralto. Tulio quindi
suoi confitti l'albergo e la posta della Stor- preparossi alla guerra e chiamò in aiuto
ta, della quale parlai nel voi. LYIII, p. gli albani, secondo il trattato conci uso do-

1 1 7. 2. De'Sette Pagi. 3.° Di Galera. 4. po il famoso combattimento degli Orazi


Di s. Rullino. Deh.° e del 2.° trattò nel e de'Curiazi. Fu da' fidenati invocato il

tomo citato, del 3." e del 4-° nel t.


7, p. soccorso de'veienti, e questi passato il Te-
347 e 387. Di tutte le tenute comprese vere presso Fidene si unirono con loro.

in tali lerritorii egualmente il dolio cav. Usciti in campo si schierarono nella de-
Coppi ne fece l'illustrazione slorica ed e- stra, ed i fidenati nella sinistra; dall'al-
rudita.Si può anche vedere mg.' Nicolai, tro canto Tulio co' romani si oppose a'

AIe morie sulle Campagne di lìoina , il veienti, e Mezio Suffezio cogli albani a'

quale nel t.i principalmente ne ragiona, fidenati. Seguì la battaglia fra Aniene
I'

in uno all'ubicazione di Veiu nell'odier- e Fidene; il re di Roma malgrado il tra-


na tenuta dell'Isola Farnese, già proprie- dimento di Mezio e degli albani riportò
tà dell'antica e chiara famiglia de' Far- una segnalata vittoria, prima rovescian-
nesi duchi di Parma, e perciò ne prese do fidenati e poi veienti , come si ha
i i

il nome, o piuttosto ella lo prese dal luo- da Livio e da Dionisio. La morte di Tul-
go chiamato cosi da' boschi di Fargue io seguila circa 12 anni dopo non mise

(Fargna lo stesso che Faruia Quercus ,


fine a questa guerra fra' romani e ve- i

latifolia, sorte d'albero che non dà frut- ienti, poiché si riaccese sotto il suo succes-
to, il cui legno è molto duro e leggiero. E sore Anco Marzio, il quale dopo aver rac-
una specie di quercia a foglie larghe. Di- colto un esercito poderoso di romani e
cesi Farneto il luogo piantato di Farnie. d'alleati uscì in campagna e cominciò dal
Altre notizie analoghe riporterò parlan- mettere a guasto le terre de'veienti, on-
do nell'articolo Viterbo, ilei comune di de vendicar danni ch'essi aveano reca-
i

Farnese, detto già anche Farneto, altra to nell'anno precedente alle terre devo-
antichissima proprietà dell'illustre fami- niani. I veienti passato il Tevere s'accam-

glia, dalla quale essa più probabilmente parono sotto le muradiFidene: Anco, co-
assunse il cognome, e non dall'Isola Far- me superiore in cavalleria, troncò a' ve-
nese, il cui acquisto lo fece quando già lo ienti la ritirata, e poi li forzò a combat-
portava, per cui dal suo cognome derivò tere e li sconfisse. Concluse con loro una
all'Isola l'aggiunto di Farnese); non che tregua, che ben presto fu rotta da' veien-
del territorio Veieutano,quale fosse e del- ti coli' animo di ricuperare i Sette Pagi
la qualità delle sue terre. Ritorno alla perduti sotto di Romolo: la battaglia fu
storia de'veienti col Nibby. La pace tra data presso le Saline, e finì colla sconfit-
essi e i romani durò quasi 70 anni; poi- ta totiile de'veienti, che perderono allo-
ché l'anno 88 di Roma sotto il suo 3.° re ra la Selva Mesia (leggo in mg.' Nicolai,
Tulio Ostilio si ruppe nuovamente a ca- parlando delle tenute Salsare o Campo
gione de'iìdenati. A questi avendo quel Salino, confinanti col territorio di Porlo
re iutimatodi reudergli conto della con- e altre tenute, che in questi luoghi do*
dotta tenuta da loro durante la differenza vea continuare la Selva Mesia e parte e*
insorta fra'romani egli albani, fidenati i rano le Saline che Anco tolse a' veienti,
invece di discolparsi, chiusero le porte con altre iu vicinanza d'Ostia; e leggo nel
il V E I VEI
cav. Coppi, ragionando della Selva Me- contro romani per 90 anni; ha più da-
i

sia e di Selva Candida, che non si co- te, che ricevute sconfitte da' romani) in

nosce precisamente ove fosse, sapersi ben- modo da non osar più d'uscire dalla cit-
sì che una porzione dell'antico territorio tà, ed essere costretti a rimanere spetta-
etrusco, e probabilmente veiente,ne'tem- tori de'guasti enormi, che i romani face-
pi dell'impero fu detto Selva Nera e quia- vano alle loro terre. Quella guerra firn

di Candida, da me pel narrato a Porto. colla battaglia d' Erelo (di cui nel voi.
In questa contrada nel secolo XII trovasi LXX.VI, p.47 eseg.), la (piale pose Tar-
una selva detta Magia, che (orse ha ana- quinio in grado d'essere riconosciuto co-
logia col vocabolo Mesia. Indi il Coppi me signore di tutte le città dell'Etruria,
passa a trattare d'alcune tenute, comin- lasciando nel resto adesse la libertà di go-
ciando da s. Ruffino t che sono presso la vernarsi a modo loro, e non ritenendo che
via Cornelia alla destra dell' Amelia , e una specie d'alto dominio. Gli etruschi in
ad occidente delle vigne di Roma. Il no- riconoscimento dell'alto dominio gli por-
me ili s. Raffina lo prese dal sepolcro del- tarono in dono l'insegne colle quali sole-
la martire, fu sede vescovile e col nome vano ornare i loro re, cioè la corona d'o-
pure di Silva Candida, indi riunita a ro, il trono d'avorio, lo scettro sovrastato
quella di Porto), e lutto il tratto di ter- dall'aquila, la tunica di porpora ricama-
reno, che avevano fra 'Sette Pagi e il ma- ta d'oro, il manto di porpora varialo. E

re. Fu che Anco per conservare le


allora siccome ogni re delle XII città etrusche
sue conquiste sulla riva destra del Teve- era accompagnato da un littore con fascio
re, dominare la navigazione di questo fiu- di verghe e scure, perciò a Tarquinio Pri -
me e difendere la spiaggia, non che to- sco fu concesso di farsi accompagnare da
gliere a'veienti ogni speranza di mai più 12 di delti littori, già istituiti da Romo-
posseder le saline, edificò la colonia ro- lo. Pare che gli etruschi si assoggettaro-
mana d' Ostia alla foce del Tevere nel no a questo re come loro connazionale,
Mediterraneo sulla riva sinistra, ed apri per cui dopo la sua morte non vollero ri-

in quella parte nuove saline (indi divenne conoscere il successore. Livio parla di
sede vescovile e la i.' suburbicaria unita un' altra guerra, ch'ebbero a sostenere i

poi a quella di / tlletri, nel cpiale articolo veienti contro re Servio Tullio, successore
i ilei ii ole recenti e importanti sue notizie). di Tarquinio Prisco, che nella battaglia
Cosi,(\\ceL\y\o:Usq ne ad 3Jare Imperinrn d'Ereto avea dato prove di gran valore;
jirolalnm, et in ore Tyberis Ostia Urbs guerra che però sembra essere stata quel-
eondila. Osserva Dionisio, che costruen- la slessa che Dionisio attribuisce al detto
do Anco tal città : Effìcit ut Roma non Tarcpiinio. Questa fu l'ultima guerra fra
Mediterranei* tantum sed etiam mari- Veio e Roma durante il governo de' 7
m'spalens Transmarina quoque bona suoi re. Tuttavolta Servio Tullio volen-
degustarci. Nuova guerra si accese fra' do ingrandire il territorio di Roma, tol-
romani e i veienti sotto Tarquinio Prisco se una parte del veiente e vi stabilì la ,

etrusco tarquiniese e re di Roma, che co- nuova Tribù rustica Veientina, come no-
me capitano della cavalleria erasi princi- tai in quell'articolo. Io qui devo ricorda-

palmente distinto nella battaglia delle Sa- le, quanto in più luoghi narrai. La Qua-
lme, regnando ii predecessore. Di questa driga di creta de' veienti fu stimata una
guerra Livio non fa menzione, sibbene delle 7 cose fatali di Roma antica , alla
Dionisio. In essa al solilo veienti furono i di cui conservazione nella medesima era
sconfìtti (perciò vanno corretti Zanchi ed attaccata la salute e la gloria dell' eterna
altri illustratori di Veio, che franca meo- città; argomento svolto eruditissimamen-
le asserirono; Veio niauteuue la guerra te da Caucellieii.Aveudo Tarquinioil Su-
VEI VEI i3

pcrbo, ultimo re di Roma, intrapreso il gali traversassero il fiume): essa fu acca-


compimento del Tempio di Giove Capi- nita, sanguinosa eindecisa (dice Livioche
tolino (l.), per ornarne il fastigio ordinò nella notte seguente si udì una gran vo-
a un vasaio di Veio (oa più artefici, come ce dalla selva Arsia, che si credette quel-
dissi nel voi. LXXV11I, p. 88), unti qua- la dello stesso nume Silvano, che nella
driga di creta rappresentante il cervo di battaglia era morto un etrusco di piìi, e

quel Nume. La quadriga posta nella for- che perciò la vittoria era de' romani), e

nace a cuocersi meravigliosamente s'in- vi perirono dal canto de'romani il 1 con-
grandì tanto, che convenne romperla per sole stesso L.Giunio Tìruto, da quello de-
cavarla fuori. Con superstizione i veienti gli etruschi Arunte Tarquinio figlio ilei

riguardarono questo portento, come un re Tarquinio Superbo cacciato da Roma.


evidente presagio della futura grandezza L'esercito de'veienli e de'tarqniniesi riti-

del popolo, die sarebbe rimasto posses- rossi nelle loro terre rispettive. Nella pa-
sore del carro, e perciò ricusarono di con- ce fatta fra Roma e Porsenna , fu resti-

segnarlo a'romani, i quali però colla for- tuito a' veienti lutto il territorio, eh' era
za se ne impadronirono e lo collocarono stato conquistalo da Romolo e da Anco
sul detto tempio. Tutto il fatto viene nar- Marzio; ma dopo la rotta avuta da A mu-
ralo da Festo parlando dellaromana Por- le figlio di Porsenna sotto la città d'Ari-
ta Ratumena, dicendo che un auriga di cia, oggiRiccia f/^, ette il re avea man-
\ eio, stando gareggiando nella corsa de' dato a occupare colla metà dell'esercito
carri , fu dall' indomita fu«a de' corsieri (il quale in gran parte perì con Arunte
rapito fluo ad essa, e venne rovesciato.
ivi sepolto nel monumento che si vede in Al-
Altrettanto raccontano Plutarco e Solino. bano, e invece dicesi degli Oiazi e Curia-
Giuseppe Lorenzi, Varia sacra Genti- zi), e l'ospitalità accordata da'romaiti agli
Unni, nel t. 7 del Thes. di Gronovio, p. avanzi dell' esercito etrusco (e per quegli
i5o, lesse il passo di Servio in questo mo- episodi famosi d'ardire e di valore ripetu-
do, sulle 7 cose fatali di Roma. Acns Ma- tamente narrati altrove), Porsenna resti-
tris Deiiin; Quadriga ficlilis; f'ejento- luì a'romani questo stesso territorio, per
rum cineresjOrestissceptriim, sive Pria- testimonianza di Dionisio e Livio. Finché
mi; liioneij Palladiani; Ancilia. Onde durò l'influenza di Porsenna e della sua
avendolo malamente interpunto (poiché famiglia sullecose della confederazione e-
non sono nominate da Servio le ceneri trusca,i veienti rimasero tranquilli;mor-
de' veienti, ma solo Quadriga fictilìs Ve- to lui gli affaricambiarono aspetto. I ve-
Jorum), erroneamente attribuisce al Pon- ienti non potevano dimenticar la perdita
tefice Massimo l'uso di questa quadriga di della parte più ricca del loro territorio,
creta, che mai non ebbe. Frattanto spen- che mentre erano sul punto di ricupera-
ta in Roma da L. Giunio Drillo la tiran- re eia stala di nuovo ceduta a' romani
nia di Tarquinio il Superbo, gli etrusci a da Porsenna con atto arbitrario e di pu-
cui ricorse, condotti da Porsenna lucu- ro potere, giacché sebbene egli avesse po-
mone o re di Chiusi, lo vollero riporre sul tuto allegare il diritto di conquista sopra
trono. 1 primi ad entrare in quella lega e quella terra, i veienti nondimeno aveano
ad uscire campagna, secondo Dionisio
in contribuito con tutte le loro forze alla
e Livio, furono veienti e que'di Tarqui-
i
guerra contro Roma. Durò la tregua 23
nia (V.). La battaglia si die presso la sel- anni; finalmente nell'anno 271 di Roma,
va Arsia (pare ov'èal presente la tenuta profittando delle turbolenze inlestinede'
Insugherata presso la via Cassia, circa 3 romani , i veienti si mossero. Fu contro lo-
miglia fuori dell'odierna Porta del Popo- ro spedito il console Cornelio Cosso, che
lo, poiché ebbe luogo prima che i colle- ricuperò la preda, che aveano falla nel-
4 VE I VE I

le terre romane; ed avendo i veienti man- altrettante truppe richieste alle colonie e
data un'ambasceria, restituì loro i prigio- alle città soggette: i latini e gli eroici som-
DÌ, mediante un riscatto, accordando lo- ministrarono il doppio di gente di quella
io un anno di tregua. Tuttavolta veienti i a loro richiesta; ma romani rendendo i

tornarono a fare scorrerie nell'agro roma* grazie alla loro buona volontà, accetta-
no 3 anni dopo: il senato mandò loroam- rono soltanto la metà de'soccorsi. Per ri-
bascialori a ripeter lecose tolte; essi scher* serva dinanzi la città ea guardia delle lo-
mironsi dicendo non essere veienti i sac- roteile levarono due altre legioni di gio-
cheggiatori, ma etrusci d'altri cantoni;*** vani, onde potessero opporsi a qualche
tanto nel tornare a Roma gli ambasciato- scorreria nemica improvvisa. Di più,que'
ri, s'imbatterono in altri veienti che por- che aveano oltrepassalo gli auni dell' età
tavano via la preda dell'agro romano. U- militare, ma che potevano ancora portar
dendo questo il senato decretò sdegnato 1' armi, furono lasciati in Roma a difesa
la guerra contro i veienli, e ordinò a'due delle mura e della fortezza. I due consoli
consoli d'uscir in campagna. Malgrado condussero l'esercito presso Veii, e si at-

l'opposizionede'tribuniji due consoli mar- tendarono separatamente sopra due colli

ciarono, e posero il campo separatamente non molto distanti fra loro. I veienti eran-
un dall' altro non lungi da Veii. Non o- si accampati fuori della con un eser* città,

sando i veienti d' uscire, essi diedero il cito forte e valoroso formato cogli aiuti
guasto alle terre quanto più poterono, e giunti da tutta l'Elruria, dove più ri- i

tornarono a Roma pe'quartieri d'inver- chi aveano assoldato ipoveri, onde era più.
no. Nell'anno seguente 2y.5 essendo con- numeroso di molto del romauo esercito,
soli Cesone Fabio e Spurio Furio, gli e- Pertanto consoli giudicarono non esser
i

trusci si posero in movimento e tennero opportuno venire alle mani, e più pru-
un congresso generale per decidere se do- dente il temporeggiare; onde siconten*

vesserò muoversi contro Roma; veienti i


^
tarono rimaner chiusi nel campo e di far
implorarono caldamente l'aiuto di tutta scaramuccie. Gli etrusci mal soffrendo
la nazione contro di Roma, e finalmente trarre a lungo la guerra, stimolavano i

si che a ciascuno fosse lecito d'ar-


decise, romani con tutti modi i e rampognava-
rolarsi volontariamente in aiuto de' ve- no la loro viltà, per non uscir a combat*
ienti, e si presentò una buona mano di vo- tcre: essi dall'altro canto vedendosi pa-
lontari. In Roma dopo vivi dii>attimenli droni dell'aperto salivano ogni dì più in
e opposizioni per parte d' Icilio tribuno orgoglio. Avvenne frattanto, che un fui*
della plebe, fu deciso che Cesone Fabio mine caduto sulla tenda di Manlio, spez-
nssumesse il comandodell'esercilo contro zolla rovesciò lari e il focolare mac*
, i ,

i veienti. Questo consoleodiato da'soldati chiò, arse e consumò l'armi, uccise il più
per la parte avuta nella morte di Spu- bello de' cavalli, che il console montava
rio Cassio, si vide lo scandalo d'un'insu- nelle battaglie, ed alcuni servi. Questo
bordinazione militare,poichè abbandona- fatto riguardato come un prodigio infau-
rono il campo circa la mezzanotte e tor- sto, mosse il console a consultar gli au«
itarono in Roma, i veienli conosciuta la guri, i quali dichiararono, che ciòannun-
partenza de' romani spogliarono il cam- ziava la presa del campo, e la morte de
pò, e si portarono a depredatele tene li- capitaui principali. Manlio a evitare le
mitrofe del territorio nemico. Nell'anno conseguenze dell'avvenimento di questa
seguente in Roma i nuovi consoli Caio predizione,o l'effetto morale prodottone
Manlio e Marco Fabio per senatus-con- soldati , sulla mezzanotte abbandonò il

sullo levarono un nuovo esercito compo- campo, e condusse l'esercito a quello del
sto ciascuno di due legioni romane e di collega Fabio. Nel dì seguente gli elru-
V E f VEI i5
sci nppresero da alcuni prigionieri l' ac- trasportato al campo, onde venne lo semn-
ca dulo,econfortati lia'loro aruspici mon- piglìo ne' suoi : a frenarlo corse il collega
tarono in grandi spei anze,giudicando die Fabio, e gli etrusci desistettero dall'assa-
i numi erari per loro. Essi perciò anda- lire quest'ala; concentratisi però conti-
rono a occupare il campo abbandonato nuarono a combattere con gran furore, e
da'romani, e se ne servirono come d'un molti perdettero de'loro, ma molti anco-
punto d'attacco contro il campo supersti- ra uccisero de' romani. Gli etrusci che a-
te ponendo lutto in opera per fare ri-
,
veano occupalo il campo abbandonato da
solverei romani a un'azione decisiva. Ma Manlio, erano fino allora rimasti sempli-
i consoli quanluuque fossero pieni di co- ci spettatori della pugna; peròa quel pun-

raggio, poca fiducia a veano ne'soldati che to uscirono, e credendo che il presidio la-

di malavoglia eransi armati, come mal- sciato nel campo romano da Fabio fosse
coutenti della condotta de' patrizi nelle debole, andarono ad assalirlo. Essi non
leggi agrarie. Laonde risolsero di restar s'ingannarono: il campo non era guarda-
chiusi nel campo, acciò nemici divenis-
i to che da pochi soldati prodi, il rimanen-
sero vieppiù insolenti e pungessero I' a- te consisteva in mercanti, vivandieri, fab-
inor propriode'soldali, perchè questi in- bri ec.,gente poco alta a combattere. I ro-
sorgessero in massa e domandassero d'an- mani nondimeno fecero una resistenza o-
dar contro il appunto av-
nemico; e così stinata; ma allorché il console Manlioben-
venne. Imperocché non con-
gli etrusci che feritogravemente, volle accorrere col-
tenti di provocar audacemente romani i la cavalleria a soccorso de'suoi, cadde da
con ogni sorta di contumelie, chiamando- cavallo e per l'acerbità delle ferite non po-
li vigliacchi e codardi, che tenevansi rin- tè rialzarsi e morì, ed insieme con lui pe-

chiusi e non osavano mostrarsi, comincia- rirono i più valorosi, onde gli etrusci li-

rono a formar una specie di controvalla- beramente penetrarono nel campo. An-
zione per cingerli e quindi forzarli alla nunziala a Fabio tale sciagura, volò a li-
resa. Allora i soldati romani corsero con berare il campo e vi pervenne pel valore
alte grida alle tende de'consoli, per esser di Tito Siccio legato e pro-pretore; quin-
condotti alla battaglia. Fabio li chiamò a di instancabile tornò di nuovo a combat-
conclone, e co' rimproveri e colle promes- tere, finché il tramontar del sole pose ter-
se gl'infiammò in modo che giurarono di mine a quella terribile giornata. Osserva
non tornar a Roma, non dopo vinto
se Dionisio, a cui devonsi tutti questi parti-
il nemico. Uscirono pertanto dal campo, colari, che romano era compo-
l'esercito
e gli etrusci fecero altrettanto; giunti in sto di 20,000 1200 cavalli;
legionari e di
luogo opportuno si schierarono io ordi- e che le truppe degli alleati ammontava-
ne coman-
di battaglia: l'ala destra era no ad altrettanti soldati, cosicché in tutti
dala dal console Manlio, la sinistra da ascende vano a 42,400 uomini; che la bat-
Quinto Fabio già due volle console, e ab taglia ebbe principio poco prima di mez-
loia legato consolare e pro-pretore; il cen- zodì e si prolungò fino al tramontar del
tro dal console M. Fabio. L' urto fu ter- sole; che vi perirono dal canto de'roma-
ribile, l'ala destra fece piegar gli etrusci; ni i pio pretore, e molti tri-
detti console e
la sinistra fu sul punto d'erser circonda- buni e centurioni, quanti mai forse non
ta, e perde il suo capitano Q. Fabio, che erano periti in altri grandi combattimen-
cadde coperto di ferite. A soccorso di que- ti. Tuttavia la battaglia restò indecisa, e
sl' ala corse il console Fabio colle coorli i romani cantarono vittoria perchè la
,

scelte del centro e respinse i nemici. Men- notte seguente gli etrusci si ritirarono ab-
tre così di nuovo si equilibrava la pugna, bandonando il campo: l'indomani questo
il console Maulio fu mortalmente ferito e fu saccheggiato da' romani, e dopo aver
16 VEI V E I

dato sepoltura a "loro morti tornarono al nistrar soldati e da spese. A queste ma-
proprio campo, dove Fabio chiamò a con* gnanime offerte, il senato rese loro grazie
cione I' esercito, e rese le lodi dovute a' insigni, ed accettò con un senatus-consul-
prodi. Dopo qualche giorno ritornò col- to l'offerta generosa: Fabii ebbero l'or-
i

l'esercito in Roma, ricusò trionfo e abdi- il dine di trovarsi pronti l'indomani coll'ar-
cò il consolato, non polendo più agire per mi nel vestibolo della casa del console. In-
la gravità delle ferite riportale. L'anno fatti ivi si raccolsero, e in numero di 3o(>

seguente che fu Vario-


il 277 dell'era di scorrendo la città col console alla testa,

ne, furono eletti consoli Cesone Fabio per accompagnati da una gran turba di co-
la 3." volta, e Tito Virginio Tricosto al : noscenze e d* amici, e dal popolo, e pas-
2. toccò in sorte la guerra contro i veien- sando dinanzi il Campidoglio fecero voti
ti. La campagna si apri alsolito colle scor- a'Nurni per la felicità della loro impresa.
rerie; ina queste costarono carea'romani, Uscirono di Roma per l'arco destro della
i quali furono colti all'improvviso, e sen- porla Carmcnlale.e si portarono al Cre-
za il valore di Tito Siccio sarebbero stati merà, dove parve loro opportuno il sito
tutti spenti. I soldati sparpagliati si riu- per esser munito, e di servir da castello al
nirono insieme sul far della sera sopra un presidio. Il Cremerà, oggi Valca, in quel
colle, dove passarono la notle. I veienti ve punto separava il territorio romano dal
li assediarono. In tal frangente il console veienle: il luogo dicesi da Dionisio taglia-
non trovò allro scampo, che quello di to a picco, quindi sembra a Nibby dover-
chiamare in soccorso il collega. Questi si riconoscere in quel monte dirupato a

giunse in tempo: i veienti posti in rotta sinistra della via Flaminia, dove questa
si ritirarono a Veii, dove furono insegui- è attraversata dal Cremerà circa G miglia
ti da' romani, che posero il campo sopra lungi da Roma sulla ripa destra di quel
un luogo forte vicino alla città. Di là sac- rivo, e precisamente dominante l'osteria
cheggiarono le terre veientane, e carichi della Valchelta. Essi non potevano sce-
tornarono in Roma. Da quell'e-
di spoglie gliere luogo più acconcio per tener a fre-
poca cominciò per parte de'veienli un si- no i veienti, per dominar tutta la valle
stema di guerra ladroneccia incomodis- del Cremerà fino a Veii, per guardare
sima per Roma uscivano le legioni ro- : tutto il tratto dell'agro romano, ch'essen-
mane in campagna, essi chiudevausi nel- do il più vicinoal veienleera il più espo-
la città: partivano le legioni, essi scorre- sto alle loro scorrerie, e finalmente per-
vano e saccheggiavano le campagne lino chè posto ad egual distanza fra Veii e Ro-
Roma. Questo mise in ansie-
alle porte di ma, e prossimo al Tevere. Vi fabbricaro-
tà il senato, dalla quale l'amor patrio del- no un castello, che prese il nome di Cre-
la gente Fabia lo tolse. Dappoiché Del- merà. Da quel momento i veienti trova-
l' anno 276 di Roma presentatisi i Fabii ronsi paralizzati nelle loro scorrerie; i Fa-
al senato, per Cesone Fabio di-
organo di bii però aveano sotto gli occhi la parte
chiararono: Aver la guerra veienle biso- più ubertosa del territorio veienle che
gno piuttosto d' un presidio permanente scorrevano e depredavano da ogni Iato,
che d'uno grande; quindi che il senato massime gli armenti. I veienti procura-
prendesse pur cura dell'altre guerre, la- ronodi snidarli, ma non potendo riuscir-
sciasse i veienti a'Fabii: ch'essi avrebbe- vi colle sole loro forze, invocarono il soc-
ro mantenuta sicura maestà del nome la corso degli altri etrusci, e li assalirono:
romano; essere questa una guerra per lo- i Fabii furono soccorsi da Roma pel con-
ro, comedi famiglia, ed aver intenzione sole Emilio, e pervennero a mettere in
di farla a spese proprie; che la repubbli- rotta gli etrusci a' Sassi Rossi, luogo co-
ca andasse per questa esente da sommi- sì dello dalle rupi di tufa rossa, stazione
VE I VEI 17
oggi dettaPrima Porta. Questa vittoria me Cremerà famosi. Tale giorno della
lese Fabii più baldanzosi: dopo esser
i sconfitta de' Fabii fu da' romani anno-
dimorali due anni iu quel loro castello, verato tra' nefasti, e la porta per la qua-
ed aver ad una determi-
fatto scorrerie le erano usciti da Roma i Fabii fu chia-
nala distanza, cominciarono ogni giorno mala scellerata. I veienti uniti agli altri
più ad allontanarsi, e i veicoli dal canto elrusci, ebbri per tal vittoria, andarono
loro cercarono di attirarli, finché un gior- in massa alla volta di Roma, e posero il

no, fìngendo di fuggire, li attirarono in campo sul Gianicolo, 16 stadi distante


un'imboscata e li trucidarono lutti l'anno dalla città, cioè in quella parte de' colli

279 di Roma a'i3 di febbraio (secondo Gianicolensi oggidì denominati colli Va-

Ovidio, e nel mese di giugno al riferire di ticani. Di là passando Tevere si por- il

Plutarco). Sembra inverosimile che tutti tarono fino al tempio della Speranza vec-
i 3o6 Fabii fossero spenti iu uu punto e chia, ch'era nelle vicinanze dell'odierna
in luogo ov'eransi recati per un sagiifizio, Porta Maggiorerà ivi si venne alle ma-
come altri vogliono, avendo lascialo indi- ni con esilo dubbio: si combattè nuova-
feso il castello di Cremerà. Sembra che il mente presso la porta Collina, quasi col-
racconto più veridico sia, che gli eli usci lo stesso risultalo. Finalmente due balta-
avendo di nascosto preparato uu nume- glie più decisive si diedero, l'ultima del-
roso esercito, allettati i Fabii a inoltrarsi le quali sul Gianicolo stesso; allora i ve-
lontani dal presidio per inseguire e pre- ienti e gli etrusci dopo gravi perdite do-
dare greggi di pecore, ed armenti di bovi vettero ritirarsi. L'anno seguente i veien-
e cavalli appositamente mandali da' ve- ti si collegarono co' sabini, ma furono in-
icoli fuori de' castelli spesse volte; in una teramente disfatti sotto le mura di Veii
notte collocarono in luoghi opportuni le dal console Publio Valerio. Questa guer-
insidie per piombare sui romani, e in- ra ebbe fine nell'anno appresso, essendo
viando a scorta di molto bestiame alcu- console C. Manlio: questi concluse con
ni armati. Scopertosi il bestiame da' Fa- loro una tregua di \o unni, mediante un
bii, lasciato al castello uu presidio suffi- tributo iu grano e in denaro. Tale tregua
ciente, si gettarono su' custodi del bestia- non durò tanto tempo, poiché fìu dal 3 1 1
me che fìnsero fuggire. Ma mentre i Fa- iveienti commisero depredazioni nell'e-
bii senza sospetti riconduce vano il bestia- stremità dell'agro romano : la guerra pe-
me,d'ogni parte furono circondati da' ne- rò non cominciò formalmente che 7 an-
mici, e comechè sbandati ne restarono fa- ni dopo. 1 veienti erano allora governati
cili vittime.Indi i veienti corsero ad assali- da un denominato lars Toluinnius
re,
re il castello, e dopo valorosa difesa con- (sulla Lars si può vedere il voi.
voce
venne a' Fabii cedere al numero e tutti LXXVIU, p. 85), cioè il re Tolumnio.
perirono, vendendo care le loro vite, per Questi fece ribellar la colonia romana di
avere i veienti perduto un 3.° dell'eser- Fidene,e per comprometterla interamen-
cito. Della gente Fabia vuoisi che restas- te ordinò loro d'ucciderei legati romani,
se un sol fanciullo lasciato in Roma, dal ch'erano stali spediti per chiedere ragio-
quale provenne Fabio Massimo (che van- ne di tal novità. Dopo questo misfatto, i

ta a stipite l'odierna nobilissima famiglia veientiei fìdenati prevedendo le conse-


de' Massimo, come notai ne' voi. L, p. guenze nou aspettarono romani, ma pas- i

3og, LXX V I, p. 1 2, e altrove) ; ma ere- sarono l'Auieue- Si venne ad una zuffii


desi ch'esistessero altri Fabii, anco pel ostinala, nella quale sebbeue i romani ri-
riflesso, che le leggi romane astringeva- manessero vincitori perderono nondime-
no ogni pubere al matrimonio. La stra- no molta gente. Quindi romani deter- i

ge de'Fabii rese luogo e


il il piccolo iìu- minarono d'eleggere un dittatore, e lu
VOL. LXXXIX.
i8 V EI V E I

scelta cadde su Mamerco Emilio. Sua 1 romani per nulla sgomentali, crearono
prima cura fu di liberare il territorio ro- dittatore Aulo Ser\ilio, il quale ordinò
mano dalle devastazioni nemiche, e per- di slar pronti sul far del giorno ad uscir
ciò respinse collegali di là dall'Amene.
i in campo, e tutti quelli ch'erano in ista-

Egli slesso passò quel fiume, ed accani - to di portar l'armi le presero. 1 collega-
possi in quella specie di penisola, che tro- li non li aspettarono, ma ritirarono sul-
vasi al confluente di questo fiume col Te- l'allure verso Nomcnlo (F.) dove
t
il dit-

vere. Frattanto un nuovo soccorso era tatore liraggiunse e sconfisse. Di ritor-


giunto a' collegati, cioè falisci. Teuuto i no si volse a Fidene; non potendo pren-
consiglio, i veieuti e i fìdenati erano di derla d'assalto, se ne impadronì scavan-
parere di trarre in lungo la guerra: i fa- do un cunicolo. Dopo la presa di Fide-
lisci però, essendo più lontani, espressero ne i veienti ottennero una tregua, ma
il desiderio di venir prontamente ad una cominciando a temer seriamente per lo-

battaglia decisiva; onde Tolumnio per ro stessi spedirono ambasciatori agli al-

non disgustarli l'intimò pel dì seguente. tri popoli dell'Elruria, perchè si convo-
Questa si die sotto le mura di Fidene : casse una dieta nazionale al fano di Vol-
l'ala destra fu occupata da' veieuti, la si- tumna (secondo il costume degli etru-
nistra da' falisci, ed il centro da' fidatati; sci che notai nel voi. LXXV11I, p. 92:
inolile essendo i veieuti più numerosi, Voltumna o Volumna era la dea della
spedirono dietro i colliche aveano sulla benevolenza degli elrusci. Alcuni dicono
sinistra, un corpo di truppe che dovea at- che il tempio di Volturna, Volumnae
taccar il campo romano durantela mi- Forimi, era situato nel medesimo luogo
schia e far così una potente diversione. ove presentemente \.vo\a%\Filcrbo. L'A-
Ma ben altrimenti andò la faccenda la : mati nella Storia di/'olscno, t.i,p. 1 12,
battaglia fu decisa all'istante; l'infante- riferisce che gli antichi elrusci per pro-

ria etrucca non potè sostener l'urto deb mulgar leggi e trattar gli affari più ar-
le legioni romane; uon così la cavalle- dui e rilevanti della repubblica, si adu-
ria, ch'era comandala da Tolumnio stes- navano in Yolseno, centro della vecchia
so ; essa resisteva ancora, quando Aulo Toscana, e per essere stalo il suo lucu-
Cornelio Cosso tribuno militare, o secon- mone anticamente il più ragguardevole
do altri console, vedendo che romani i della nazione ; ma quando la potenza
cedevano dovunque portavasi il re diVeii, grandemente/ si
de' falisci e de' veienti
corse ad investirlo e l'uccise (onde le sue aumentò, sicché potevano contendere co-
spoglie opime depose nel tempio di Gio- gli etrusci trascinimi, cioè dopo la fon-
ve Ferelrio, come notai nel voi. LV III, dazione di homa, non vollero più recar-
p. i84)- Questo fatto terminò la sconfit- si a Volseno ora Bolsena, scelsero un
ta dell'esercito collegato. Cosso passato il fano di Vol-
luogo indifferente, qual fu
il Tevere colla cavalleria die il guasto turna o Volcurna, posto nel bosco Cimi-
al territorio veiente, e l'esercito romano no tra' confini de' volsenesi e di Monte
al suo ritorno nel campo apprese che il Fiasconc, e quivi in ogni nuova luna
corpo veiente spedito per assalirlo era per molto tempo si tenne la dieta gene-
stato eziandio compiutamente disfatto. rale degli stali di Toscana). Si tenne
Malgrado questa rotta i veieuti, invitati questo congresso, nel quale gli altri po-
di nuovo da' loro costanti alleati i fìdena- poli dichiararono formalmente di non
ti, passarono 3 anni dopo l'Aniene e si voler prender parte in una guerra ch'e-
accamparono dinanzi la porta Collina di ra stala mossa da' veienti di lor capric-
iloma, profittando della circostanza d'u- cio senza consultare il voto della nazio-
na fiera pestilenza che affliggeva la città. ne. Istigali però da alcuni fìdenati, pri-
VEI V E I 19
ma ancora che spirasse la contenuta tre- chi, sopra frivoli pretesti dichiararono
gua, depredaronole romane terre. I ro- la guerra a'veienti, i quali ormai datisi
mani non polendo ottenerne riparazio- a una vita eccessivamente tutta molle e
ne, spedirono 3 tribuni militari contro oziosa, si esercitavano in continue rube-
Veii, che per le loro dissensioni furono onde Livio non dubitò qualificarli,
rie,

disfatti. Dopo questa vittoria i veienti praedonem Vejenlem. I tribuni milita-


tentarono di nuovo l'animo degli altri ri, a'qnali fu affidata quest'impresa, leva-
popoli etruschi, ma non poterono muo- rono un esercito numeroso, composto in
vere alcun comune ad unirsi con loro, e gran parte di volontari romani, Ialini ed
solo ottennero che i volontari potessero eroici, peregrina Juventus. Essi furono :

accorrere in loro aiuto, e molli ne attras- Tito Quinzio Capitolino, Quinto Quin-
sero colla speranza di Dottino. Trovaro- zio Cincinnalo, Caio Giulio Iu!o, Aulo
no però corrispondenza negli alleati fi- Manlio,Lucio Furio Medullino, e Manio
denati, che massacrarono tutti i coloni Emilio Marneremo; e pe' primi cinsero
1 umani, e strinsero vieppiù gli antichi Veii di blocco e d'assedio regolare. All'an-
legami con loro. La rotta di recente ri- nunzio di questo gli etrusci si adunarono
portata, e la nuova ribellione di Fide- in gran numero alla dieta di Voltumna,
ne mise romani in
forti apprensioni di
i onde provvedere all'urgenza. I veienti
veder ad ogni istante i due popoli colle- dopo la morte di Tolumuio aveano adot-
gati alle porte di Roma; onde si accam- tato una forma di governo nuova, ed e-
parono alla porla Collina, posero la cit- letto un magistrato annuale: questi avea
tà in istato d'assedio, disposero le trup- suscitato discordie civili, onde a rimediar-
pe sulle mura e chiusero le botteghe. Era vi scelsero di nuovo un re. La persona

stato scelto di nuovo a dittatore Mamer- su cui cadde la scelta era ricca, ma odia-
co Emilio: questi fece avanzar le legio- ta da tutta quanta la nazione etrusca, pe'
ni fino adun miglio e mezzo di distanza suoi modi imperiosi e per le sue soper-
da Fidene, cioè di là dall'Aniene nella chierie, e soprattutto abbominata per
suddetta penisola, come avea fattola i." over impedito certi giuochi sagri. Que-
volta. La battaglia seguì fra questo luo- st'elezione fu causa della rovina di Veii;
go e Fidene: fidenali usarono lo stra-
i dappoiché essendo gli etrusci un popolo
tagemma di comparire all'improvviso sommamente religioso, dichiararono di
quali furie, armati di faci ; ma indarno. Il non voler affatto accordar soccorsi a've-
dittatore spedì un corpo contro Fidene, ienti, se prima non deponevano il re.
dietro i colli,che verso oriente coronava- Questa risoluzione fu soppressa in Veii
no il campodi battaglia. La città fu presa, per timore del re medesimo, il quale a-
messa a sacco e distrutta, ed i cittadini vrebbe fatto morire chi l'avesse propa-
furono come schiavi venduti. A* veienti gata, come motore di sedizioni. Così ve- i

fu accordata una tregua di 20 anni. Non ienti si trovarono abbandonati a loro stes-
n'erano scorsilo, che di nuovo gl'irre- si. L'assedio duròi o anni, e fu il più glo-

quieti veienti si disponevano ad attac- rioso pe' veienti; duratile questo periodo i

car la guerra, ma ne furono distolli da' romani riportarono parecchie sconfitte,


magnali die videro le loro ville devasta- a segno, che una legge ordinò che i nu-
teda una grande inondazione del Teve- bili dovessero sposare le vedove degli ucci-
re. Allo spirar di quella tregua i roma- si. Fu allora che per la 1. "volta, e dopo se-

ni decisero di domar Veii loro implaca- ri dibattimenti fra il senato e i tribuni, i

bile nemicasuo eslerminio, come a-


col soldatiromani riceverono finalmente uno
veano^ fatto di Fidene, e per levarsi una stipendio fìsso, e svernarono fuori di Ro-
volta per sempre quello stecco dagli oc- ma ; e dando mirabile saggio di costante
20 VEI VEI
sofferenza, persuasi di non poter soggio- dell'inondazione e peste; operazione ar-
gare l'inespugnabile città per la sua van- dua, che altrimenti forse si sarebbe ri-

taggiosa situazione colla forza, si lusin- tardala o non fatta,e in vece tanta fu l'ala-
gavano di sottometterla colla fame e col» crità dell'esecuzione, che cominciata uel
la sete. Nella ferma risoluzione di non 356fu compita 35y in un anno.Strin-
nel
mai sciogliere l'assedio fino alla riduzio- gendosi intanto sempre più l'assedio di
ne di Veii ubbidiente a Roma , sofferen- Veii, molliplicavansi i congressi nazio-
ti romani nell'intemperie delle stagio-
i nali degli etrusci al fano di Voltumna,
ni, formarono stabili alloggiamenti, non dove i capenati ed i falisci peroravano la

mai praticati prima, e né dopo, secondo causa de' veienti, e forse sarebbero per-
alcuni. I capenati e i falisci si mossero venuti a stringere una lega generale per
indarno in favore di Veii : i tarquiniesi liberarli, se l'improvvisa irruzione de'
tentarono una diversione in suo favore, galli cisalpini non avesse distolto le cure
ma restarono sconfìtti. L'assedio traen- degli etrusci, siccome il congresso dichia-
do tanto lungo cominciava a stancare
in rò a' deputati de' mentovati due popoli.
i romani, quando l'accrescimento im- I romani avendo già terminalo il lavoro
provviso del lago Albano, ora di Castel laborioso e celere imposto dall' oracolo
Gandolfo (V.), die luogo a consultar allago Albano, e scelto a dittatore Marco
l'oracolo di Apollo in Delfo,il quale rispo- Furio Camillo, si posero con più calore
se: die Veii sarebbe stato preso, quando a spingere oltre l'assedio. Nel 358 di Ro-
l'acqua del lago Albano fosse stata fatta ma i falisci, uniti a' capenati e a' veienti,

uscire, senza farla scorrere direttamente osarono di dare un assalto al campo ro-
al mare, ma dissiparla nelle campagne mano; ma furono respinti con grave per-
con rivi per la loro fecondazione. Questa dita. Due anni dopo Camillo sorprese i

risposta trovossi d'accordo con quella che falisci e capenati nelle campagne di Ne-
i

nell'intervallo dell'ambasceria a Delfo a- pi, mise in rotta, e s'impadronì del


li

vea rivelato un aruspice veiente. Allora campo, dove trovò un bottino immenso,
dunque si cominciò il lavoro dell'emis- che consegnò per la massima parte al
sario del lago, chepuò riguardarsi come questore, e il rimanente distribuì a' sol-
un ammaestramento del modo con cui dati. Camillo disfatti dunque tali popoli,
avrebbero potuto romani prendere la
i ch'erano venuti a soccorrere gli assediati,
città, cioè per mezzo d'un cunicolo sot- cinse più strettamente la città fabbrican-
terraneo, come in fatti fu presa. Si osserva do castelli intorno in modo da recarsi vi-
ancoraché la consulta dell'oracolo diDel- cendevol mente soccorso,ed impedi re ogni
fo fu eziandio per lo straripamento por- comunicazione a'nemici. Quindi Camillo
tentoso del lago A lbano,di cui riparlai ne' fece emanare un decreto dal senato, col
\ol.L,p.2i i,LII,p.22i ealtrove,il quale quale si promise tutta la preda da farsi
cagionò la Pestilenza (P.), del 355, e ne nella città di Veio alla sua espugnazione,
fu attaccato lo stesso campo romano sotto a tutti i soldati che vi avessero contribui-
a
le mura di Veio. E diesi fece dire all'ora- to, tranne la io. parte che votò ad Apol-
colo Delfico, che mai
romani avrebbe- i lo, per cui notabilmente aumentò l'eser-

ro soggiogato veienti, se prima non a-


i cito assediatile. Frattanto impiegò gen-
vessero compito il grandioso traforo. Si te a scavare il cclebratissimo e mirabile
dice, che cos'i sagacemente si ottenne la cunicolo (benché la pietra venne ricono-
deviazione dell'acqua, per la campagna sciuta fragile e perciò facile l'apertura, e
che ne avea bisogno, e determinato i ro- appunto per la sua fragilità il cunicolo si

mani risolutamente alla meravigliosa im- scoscese poi da se stesso, e probabilmen-


presa, e così pure rimuovere i pericoli te die luogo alla strada che conduce al-
VEI VEI 21
l'Isola Farnese), che conducesse diretta- Pare chela città non sia rimasta del tutto
mente alla cittadella o fortezza, che sor- deserta, altrimenti per la vicinanza di Ca-
geva nella parte più emineute di Veio ;
pena, Nepi, Sutri ed altre città etrusche
rocca assai vasta, poiché oltre quelle par- avrebbesi potuto ripopolarla, profittan-
tiche costituiscono una buona fortezza, do del luogo per la sua postura natura-
nel suo centro era situato l'ampio e su- le inespugnabile, e sembra probabile, se-
perbissimo tempio di Giunone, il cui cul- condo alcuno, il congetturare che i ro-
to era in gran venerazione ne' veienti. mani vi ponessero uu presidio. Però Li-
Allorché il cunicolo fu presso alla fine, vio dice recisamente, la città rimase de-
Camillo prevenne il senato della prossimi- serta. Nondimeno molti edilìzi non fu-
tà della presa di Veii per assalto, scelse i rono abbattuti, e solo restarono abban-
più valorosi per penetrare nella cittadel- donati. Livio tratta a lungo di questi
la per mezzo del cunicolo, ed egli con fatti. Dirò solamente, che formando Ve-

un finto attacco attrasse l'attenzione de- io il più orrendo spettacolo, in cui nep-

gli abitanti da un'altra parte. 1 romani pure templi andarono esenti dal furo-
i

api irono il cunicolo e sboccarono nel re militare, portatosi Camillo sull'alto


tempio di Giunone; tanto bene era stata del colle, ov' era la rocca, al vedere co'
presa la direzione da' minatori. In tal propri occhi il risultato dell'espugnazio-
guisa i soldati che guardavano le mura ne, i superbi edilizi in parte diroccali e
furono presi alle spalle, le porte furono iu parte consumati dal fuoco, il sangue
aperte, e la città fu tosto inondata da' umano scorrere iu gran copia per ogni
romani. La strage de' veienti fu grande, lato della città, fra tanti cadaveri, la pre-
e non cessò se non che quando il ditta- ziosità incredibile delle prede fatte da*
tore ordinò di perdonare agl'inermi. L'o- soldati, e al vedere lo stato lagrimevole
pulentissima e già formidabile Veio fu de' superstiti veienti oppressi dalle cate-
data iu preda al saccheggio, ed i feroci ne, non potè contenere il pianto per la
veienti che sopravvissero furono vendu- coni passione del terribile eccidio. Immen-
ti come schiavi. Il simulacro di Giunone, so fu il bottino distribuito a' soldati, ed
dea tutelare della città, fu trasportato in agli altri volontariamente intervenuti al-

Roma e collocato con pompa sul mou- l'azione; e l'erario romano non poco pro-
te Aventino, dove Camillo gl'iunalzò il fittò sul prezzo de* cittadini veienti ven-
magnifico Tempio di Giunone Regina duti come schiavi. Il senato accordò a
(/ .), Chiesa
cui successe la sussistente Camillo gli onori di magnifico trionfo,
di s. Sabina {V.) ed il busto è nel Mii'
t
che prese sopra splendidissimo carro ti-

seo Faticano, douato da Gregorio XVI, rato da 4 bianchi cavalli, fra gl'incessan-
come dissi nel voi. XLVII, p. 99. Cosi ti viva e acclamazioni de' romani e de'
Camillo ebbe la gloria nel 3590 nel 36o popoli circostanti accorsi in Roma, e pie-
di Roma di preudere famoso Veio, do-
il no di palme andò al Campidoglio, rice-
po io anni di perseverante e memorabi- vuto e festeggiato come un nume. Il car-
le assedio per parte de' romani, e d'osti- ro fu consagrato al padre degli Dei, indi
nata e valorosa dilèsa per parte de' ve- tenuto in somma venerazione da' roma-
ienti,cornei troiaui peno anni sosten- ni. Il re veiente sunnominato, che resi-
nero l'assedio di Troia. Insorse quindi stette da forte ne' due lustri dell'assedio,
un gran dibattimento fra il senato e il e che sagrificava nel tempio di Giunone
popolo, se Veii dovesse ripopolarsi di al momento dell'ingresso insidioso in es-
lontani e fare così due capitali dello stes- so de' romani, incatenato servi d'orna-
so popolo; ma per le persuasioni diCamil- mento al trionfo. Furono fatte pubbli-
lo questo progetto veuue abbandonato. che preghiere, ringraziamenti e sagrili-
22 VE1 VE I

zi a' Numi ; il senato ordinando alle ma- l'Etruria, i romani dell'ala destra fuggi-
trone, che con esso per 4 giorni solen- rono a Roma e senza chiuderne le por-
nizzassero il giubilante avvenimento. Di- te si ritirarono in Campidoglio, e quelli
ce Zanchi, che Arezzo, dopo soggiogato della sinistra, dimenticando la patria, le

Veio, divenne capo della Toscana. Di poi donne e i figli che vi aveano lasciato , si

Camillo condusse l'esercito contro ifali- portarono in Veii e ivi si fortificarono. E-


sci, e mentre ne assediava la mctiopoli gualmente in Veii, di venuto luogo di riu-
Folcria, di cui riparlai nel voi. LV111, nione a' romani si recò Camillo da Ar-
,

p. 196, l'ottenne per avere generosa- deada lui scelta a luogo del suo esilio (co-
mente rimandalo nella città i figli che me nativo di essa, secondo alcuni scritto-
il traditore loro maestro avea a lui con- ri),mentre Brenoo entrato in Roma as-
dotti. Dopo aver salvato Roma da' gal- sediava il Campidoglio, ed ivi si tenne il
li,Camillo ottenne pure che entrassero consiglio circa i mezzi di potersi liberare
nella dominazione romana Kepi e Suiti, da'barbari: e di là si mantenevano lecor-
Jletruria Claustra, e poi validamen- rispondenze cogli assediati per mezzo di
te li difese contro il reslo della nazione Ponzio Cominio; e di là Camillo, dimen-
elrusca, sdegnata dell' espugnazione di ticata la patria ingratitudine, parli con
Veio e della romana politica, cui loro l'esercitoa liberare Roma. Fu allora e per
toglieva coli' alleanze floride e valorose tulio questo, Veio considerala una secon-
città. da Roma, perchè scrisse Luciano, lib. 5,
Intanto si discusse in Roma cosa doves- ver. 28: Vcjos hahitante Camillo, Illi-
se farsi di Veio, e siccome la sua caduta co Romafuit. Ma dopo aver Camillo ob-
non poco intimorì gli altri popoli , spe- bligato i galli a partire da Roma e quin-
cialmente i bellicosi volsci ed equi, altri di sconfitti, tornò in campo la questione
acerrimi nemici de' romani, fecero pace d'abbaudouarRoma incendiata dagli stes-
tosto con essi , e si disposero a ricevere si galli, e stabilirsi in Veii, su di che ga-
nelle loro contrade le colonie romane, al gliardamente .insisteva la plebe: altro in-
quale efletto già il senato avea stabilito dizio è questo che le fabbriche non erano
inandarvi 3ooo cittadini romani. Ciò pe- in rovina; ma anco allora l'eloquenza e
rò pose in tumulto la plebe in Roma, pre- l'autorità di Camillo la vinse, dicendo che
ferendo d' andare più volontieri a Veio, sarebbe stato meglio assai non aver sog-
città bellissima, prossima a Roma, capace giogato Veio, quando a sì gran costo d'ab-
di contenere gran moltitudined'abitanli, bandonar Roma avesse dovuto ottenersi
oltre ii dolce clima, la fertilità eampiezza quella vittoria; e questo ignobile progetto
delle campagne veientane,cheandare nel nel 365 venne giuslamenteabbandonato
paese de' volsci e degli equicoli. Camillo pei sempre. Anzi volendo Camillo che da'
fu quello che ne dissuase il senato e a romani si deponesse aifutto tale vitupere-
stento il popolo, e la determinazione non vole pensiero, ma che piuttosto si riedifi-
si effettuò; però divenuto odioso a'rouia- casse Roma distrutta dal fuoco, ottenne
ni, indegimmente Ritenendo
l'esiliarono. dal senato, che si distribuissero le cam-
Nibby che Veii rimanese dopo il deserta pagne veientane alla plebe in lante por-
suo eccidio, tuttavia conviene che sembra zioni di
7 jugeri per ogni capo, il che di-
le fabbriche non fossero demolite, ma so- moslra la sua vastità e ampiezza. Nel 368
lo abbandonate, poiché dopo la battaglia essendosi all'antiche aggiunte 4 nuove tri-
infausta dell' Allia, fiume celebre anco per bù, furono loro assegnale le lene conqui-
tale combattimento, seguito a' 18 luglio state sui veienti , i falisci ed i capenali.
del 363 o meglio 364 di Roma contro Osserva Degli Effetti , che un pigerò è
13renno conduttore de' galli reduci dal- quanto può arare un paio di bovi in uu
VE I V E I 23
giorno, e forma 240 piedi per lungo e i io conda Veii,o Veii romana. Questa co-
la

per largo, ossia passi 48 lunghi e 24 !•*" lonia andò soggetta ad un assalto nella
ghi. Un miglio contiene ooo < passi,e 5ooo guerra civile triumvirale : gli abitanti si

piedi, che riquadrati fanno un milione di dispersero, per cui Lucano rappresentò le

passi e 25 milioni di piedi ; onde in uà rovine di Veio coperte di polvere, Proper-


pigerò entrano 28,800 piedi di terreno, zio lo dipinse miserabile ricettacolo di pa-

e performare un miglio quadrato occor- stori, e giunse l'altiero Floro a dire, gonfio

rono 868 jugeri di terra e 1600 piedi. della grandezza di Roma de'suoi tempi e
Nondimeno vi furono per un momento de guardando Veio nello stato cui erasi ri-
ripugnanti, quali invaghiti di Veio ed a-
i dotto , essere stata una vergogna l' aver
vendone occupato le vuote case, per pi- trionfato di Veio! Essendo in tal condi-
grizia non volendo rifabbricar le loro ca- zione la colonia veiente, Augustoda prin-
se in Roma, erano ricoverati nelle case
si cipio divisò d'incorporarla a Roma, ma
vuote di Veii; il senato con decreto li ri- poi la nuovo, e Veii assunse il
popolò di

chiamò, ma
vedendo che questi ricalcitra- nome di Manicipiurn Augustum Pejenst
vano uu termine sotto pena
prefisse loro siccome fanno fede Frontino o l'autore
di morte, onde loro malgrado furono co- dell'opuscolo de Coloniis, chiamandola
stretti a ripatriare. Da quell' epoca fino Colonia Fejciis t e diverse iscrizioni che
al 708 di Roma , cioè pel tratto di 343 riporta Nibby, in quel luogo in più tem-
anni, Veii rimase deserta, al dire di Nib- pi rinvenute negli scavi, e da lui erudita-

by, e per conseguenza da se stessa si di- mente illustrate, per cui ne farò poi men-
strusse. Alcuni credono verosimile , che zione breve. Il municipio di Veii venne
Camillo col consenso del senato facesse murato, come Veii primitivo, e colle pro-
abbàttere da'fondamenti quel non tenue prie forze eziandio risorse. Di tale rifio-
avanzo d'abitazioni, che tuttavia restava rimento di Veii romano sul finire del re-

in piedi, acciocché in avvenire non fosse gno d'Augusto, e sotto il suo successore
più venuta voglia a'romani d'abbandonar Tiberio ne fanno altresì prova i moltepli-
Roma per trasferirsi in Veio, di cui si mo- ci monumenti appartenenti a quell'epoca
stravano tanto innamorati. Si vuole an- e scoperti nelle rovine della Veii roma-
che probabile, che Camillo coll'autorità na, parte de'quali sono sculture, che rap-
del senato, ordinasse eziandio, che co' ni a- presentano l'immagini d'Augusto, di Ti-
teriali di Veio trasportati altrove si fabbri- berio e di altri soggetti di quella fimi-
cassero castelli per nuove colonie, e così glia; parte iscrizioni, fra le quali primeg-
la rovina di Veio divenne totale. Nel sud- gia la riprodotta da Nibby, che ora si ve-
detto 708, Giulio Cesare, essendo scorso de affissa nella camera delle lapidi nel mu-
l'anno in cui era stato dittatore per la 2.* seo Capitolino ,
proveniente dal museo
volta, fu dichiarato console; ed avendo Ciampini, già trovata nel ripiano a set-
saputo che soldati eransi ammutinati e
i tentrione dell' IsolaFarnese,do ve fu il mu-
aveano ucciso pretori CosconioeGalba,
i nicipio romano Veiense e il foro, ed ap-
li rimproverò, e invece di soldati li chia- partenente al 776 di Roma o anno 26
mò nell'allocuzione cittadini, daudo così dell'era volgare. Da questo monumento
loro una specie di congedo: distribuì 1 000 si apprende, che Veii romauo avea il suo
dramme a ciascuno, e fece una sorlizione consiglio composto di 100 membri, per-
delle terre d' Italia fra loro. Tra queste ciò chiamati centumviri, 1 3 de'quali fu-
tene vi furono quelle dell'agro veiente e rono presenti alla deliberazione fatta nel
capenate. Iu tale circostanza e in forza tempio di VeuereGenitrice nel forodiCe-
della legge Giulia dedusse pure una co- sare in Roma: che avea suoi duumviri, i

louia a Veii, e così ebbe principio la se- i suoi questori; che volendo ricompensa-
24 VE I VE I

re i benefizi ricevuti da Caio Giulio Ge- ta per benefizi ricevuti da'municipali in-
Jote licerlo d'Augusto, lo promossero al tramuranei, altra testimonianza che Veii
grado degli atigustnli, collegio equivalen- romana pure era circuita di mura. Pli-
te a quello de'Pontefici in Pioma; e diede- nio fra le popolazioni che a'tempi di Ve-
ro a lui ed a'figli suoi il privilegio del bi- spasiano occupavano l'Elruria, nomina
sellio in mezzo agli auguslali nell'assiste- i veientani. Dell' esistenza del municipio
re agli spettacoli, ed in mezzo a'cenlum- di Veii sotto gli Antonini e Settimio Se-
•viri cene pubbliche, e l'esenzione da'
nelle vero sonovi lapidi che l'affermano. Il pie-
dazi municipali. Fra'nominati centumvi- distallo della statua della Vittoria esisten-
ri in tale decreto vie M. Tarquizio Sa- te nella chiesa di s. Lucia nell'Isola Far-
turnino, di cui si ha una lapide scoperta nese, dedicata nel 249 di nostra era, mo-
nel 18 12 negli scavi veienti, dalla quale stra che sotto i Filippi , Veii continuava
apparisce ch'egli ebbe l'onore d'una sta- ad esistere,chesi restauravano monumen-
tua in Veii, della cui ragguardevole fami- ti cadenti per vetustà, che conservava il

furono trovate altre memorie, la


glia ivi suo Ordo,e che n'erano allora duumvi-
quale pare oriunda di Veii anche per l'i- ri quinquennali P. Sergio Massimo e M.

dei izione eh' era in quella parte detta la Lollio Sabiniano. Dalla lapide scoperta
Piazza d'armi, e poi annoverala alla tri- nel 1 774 apparisce che Veii avea ancora
bù Tromenlina, così denominata a cam- il suo Ondo sul principio del secolo IV;
po Tromekto, parte del territorio veien- è in onore di F. Valerio Costanzo padre
le; cioè derivante da una dell'antiche fa- di Costantino I allora nobilissimo cesare.
miglie veienti che defezionarono aroma- Essa chiude la serie de' monumenti ve-
11 i durante l'assedio di Veii, e furono do- ienti conosciuti da Nibby. Dopo l'era Co-
po la presa della città premiate col dirit- stantiniana altra memoria esso non incon-
to di cittadinanza, e con terre l'anno 366 trò di Veii, se non nell'Itinerario o carta
di Roma. Di Cneo Cesio Aticto, che rial- Peutingeriana, nella quale al XII miglio
zò la statua di Tarquizio Saturnino, ca- della via Cassia o Claudia trovasi indi-
duta per terremoto o altra cagione, per cata Veios, dall'anonimo Ravennate det-
le rovine del tempio di Marte, molte la- ta Beios per analogia di pronuncia. Di-
pidi sono state scoperte in Veii, parte nel ce Nibby: questi mi sembrano indizi mol-
secolo passato e parte negli ultimi scavi, to forti per credere che Veii nel secolo
riferiteda Nibby; dalle quali apparisce, Vili non era ancora dimenticata. Ma do-
che fu aggregato fra 'centumviri veienti, po sparisce alfatto dalla storia e perciò ,

che riscosse ogni sorte di onori, ch'ebbe puòsupporsi checaduta in isquallore co-
statue dagli auguslali e da tulta la popo- me tant'altre terre del distretto di Roma
lazione nel 2 56 di nostra era, per la sua perisse alfa Ito nella scorreria micidiale di
munificenza avendo rifatta la schola o
, Astolfo re de' longobardi, che marciò su
sala della Fortuna Forte e l'ornò di sta- Roma verso il 753 per assediarla e mi-
tue; e ch'ebbe in moglie Cesia Sabina sa- nacciandola d'impadronirsene. Prima di
cerdotessa della Fortuna Reduce, la qua- questo tempo pare che in Veio vi fosse
le si mostrò munifica colie donne del co- piantata la sede vescovile,e nel vol.LVIII,
mune di tutte le classi ad esempio del suo p.128, notai, che il Calindri ne disse i.°
marito. Da un' altra lapide scavata nel vescovo Andrea nel 680. LaNotiliaEpi-
18 12, si ricava che nel 784 di Roma il scopatuum del p. Mi reo dice a p. 4' 1 •"

municipio eresse un monumento ad ono- Veientes seu Veiit vetusti Etruriae po-
re di Tiberio e di Druso cesare suo figlio; puli: quorum Urbs quo loco posila fue-
e da altra che M. Erennio Picente conso- rit,iam olim fuit ignoratum. Civita-
le era patrono del municipio, a lui eret- lem Castellana™, quae Episcopatugau-
VE T VE! 25

det, non Veientium, sed Falìscorum es- Cilly odierna, di cui feci cenno in que'"
seoppidum,docet Antonini Massa in li- l'articolo e già sua metropoli, la Celeia
bro deOrigine Faliscorum. Nel 1. o del- 1 de'romani), e Celina soppressi e già esi-
Y Italia sacra, fra gli Episcopatus An- stenti nella provincia ecclesiastica d'Aqui-
tiquati, a p. 182 si pone J'ejens Episco- leia, anzi nella sua diocesi, osserva che nel-
patus. Dopo riferite le notizie dell'antico Y Italia sacra furono confusi in un solo
Veio o Veii, si legge. Sunt etiam, qui il- di Celina, sbaglio scoperto dal Coleti ne'
lud inter Episcopales sedes antiquatas suoi mss. esistenti nella Marciana; e clic
recen seatj cuj'us rei testitnonium profer- quanto a Celina, ove si rifugiarono alquan-
tur Andreas Vejentanae Ecclesiae Epi- to di tempo vescovi di Concordia, dopo
i

scopio, qui sententi arn suam dixit in Ro-


:
l'eccidio della loro città, non ne furono ve-
mano concilio subAgathone <?w.68o. Ve- scovi i riferiti nell'Italia sacra, e forse il

runi Andreas iste pro-


fuit Histriensis solo Viticano, mentre Clarissimo lo era
vinci ae Antistes, eiejns sub seriptio aper- di Concordia. Di Celeja essere slati ve-
te loquitur, quae talis habetur in prac- scovi certamente, Giovanni nel 579 inter-
falo concilio: Andreas Episcopuss. Eccle- venuto al sinodo di Grado, ed Andrea
siae Vejentanae provincia Istriae in liane summentovato. Il p. ab. Rangbiasci nel-
sngnestionenj etc. Alio igitur adminicu- la Bibliografia storica dello stato pon-

lo fulcienda haec cathedra, quod nus- tifìcio , all' articolo Veio, riportandone gli

pram alibi apparct. Però nella preceden- scrittori, la chiama: Città vescovile nel
te p. 55, parlandosi de' vescovi di Celina Patrimonio di s. Pietro, Veii, Vcjus, Ci-
(V.), se ne registrano 3 : Clarissimo del vita? Castellana. Il suo nipote p. Ran-
579,Viticanodel 5o3(questa data dovreb- gbiasci Iìrancaleoni, nelle Memorie isto-
be essere posteriore a quella del predeces- riche de'dintorni di Nepi, pubblicate nel
sore), Andreas s. Vejentanae Ecclesiae 1847, nel cap. 1 tratta; La città di Veii
provincia Istriae Episcopus subscripsit fra le altre di Etr uria fu la piuprossi-
an. 680 li iter ae synodicae Agathonis Pa- rna a Roma alla distanza di 1 2 miglia
pae relatae in VI concilio. Pro Vejen- e mezzo, sicché non fu a Civita Castel-
tanae reponendum autumal Holstenins lana, ma all'Isola Farnese. Quindi a p.
in notis ad Geographiam sacravi Caro- 37 riferisce. >• Nel concilio Costantinopo-
li a s. Paulo Veglentanae (Veglia) sed : litano alla sessione iv sotto Agatone si leg-
cum Vegla, seu Viglia insula, et urbs ge che 670 la colonia Veio avea uà
il

Episcopali^ sub Jaderensi metropolita vescovo di nome Andrea". Concludo, pro-


ad oram Liburniae sita numquam inter babilmente Veio romano avrà avuto la
Istriensis Ecclesiaslicae provinciae ci- sede vescovile, ma finora non si conosco-
vitales fieri t recensita;
ego potius lege- no i suoi pastori. Ora mi piace far men-
rem Celinanae, cui etiam lectioni te- zione della Domus Culla di Capracoro,
xtus graecus propius accedit: Forum ve- colonia e a"!?re"ato di case rustiche sta-
no o
ro Juliitm, imo etipsa Venetia lune tcnir bili t a nel territorio veiente da Papa A-
poris Istriensis provinciae nomine com- driano del 772, della quale e di altre
I

prchendt'banlur. Descrivendo io il vesco- domoculteo villaggi formati da detto Pa-


vato di Veglia con Ylllyrici sacri del pa e da s. Zaccaria a vantaggio dell' A-
p.
Fallati non trovai il vescovo Andrea, co- gricoltura, parlai nel voi. XXI, p. 1 58 e
minciandosi la serie de' conosciuti
dal altrove. Ne tratta Degli Effetti nelle Me-
1000. sacerdote Cappelletti, Le Chie-
Il morie del Soratlc e luoghi convicini, do-
se d'Italia, t. 8, p. 838, nel parlare de' ve fosse, della sua torre e di sua inve-
due vescovati , di Celeja città antichissi- stitura. Ancb'egli confuta l'opinione che
ma della Sliria inferiore (probabilmente Andrea sia stato vescovo di Veio , e fu
a6 V E I V E I

«letto Vejentanus provinciae Histriae, rumente, l'orzo, i legumi, ed il vino che


perchè una delle principali colonie di Ve- in quella colonia si fosse raccolto, si ri-

io, cioè campi di Veio furono assegnali


i ponesse separatamente ne'granai e nelle
alle legioni illiriche ed a' veterani dalma- cantine della chiesa Lateranense-, si ucci-
tini, e perciò detti Dalmalia elHistria. dessero inoltre ogni anno 100 grossi ma-
Degli Effetti produce diverse notizie su iali, e se ne riponesse similmente la car-

Veio e il suo territorio, su' veienti anti- ne nelle dispense del Laterano (ove al-
chi e nuovi. Anche il Borgia, faticanti lora Papi facevano l'ordinaria loro di-
i

Confessio B. Petri, a p. 1 88 parla di Ca- mora), quindi il lutto si erogasse in sov-


pracorum oblatum Ecclesiae Romanae, venzione de'poveri; per tal effetto si ra-
praedium sciliect rusticani in territorio dunassero ogni giorno, sotto il portico di
t7 ridanoseli Vegetano. Nel l.i^ùtW Al- quel patriarchio, almeno 100 di essi, e un
bum di Roma, a p. 28, si riporta il Di' dispensiere fedelissimo distribuisse a cia-
scorso sopra Capracoro colonia fonda- scuno una libbra di pane, due bicchieri
ta da s. Adriano I, del eli. Coppi, col- di vino, ed una zuppa con porzione di
la pianta corografica delle vicinanze di carne. Capracoro passò dipoi fra'beni del-
Capracoro. E nel t.
9, p. 5i 1 degli At- la basilica Vaticana, e fu per vari secoli
ti dell' accademia romana d'Archeo- abitato. Difatti s. Leone IV verso T848
logia, si legge il medesimo Discorso. chiamati da vari luoghi uomini per co-
Dice che alla sua assunzione al ponti- struir le mura della Città Leonina (f.)
ficalo il dominio temporale della s. Se- borgo aggiacente a detta basilica, con-
de era angusto (cioè in proporzione delle corse all'opera anche la milizia di Capra-
posteriori ampliazioni), ed i longobardi coro. G io vauniXX confermando nel 1027
facevano correrie sino a Otricoli. Fra le i beni al vescovo di Portoe di Selva Can-
tante opere insigni di quel gran Papa, pro- dida, ne nomina alcuni esistenti nel terri-
mosse l'agricoltura. Nell'agro romano fon- torio Nepesino, confinanti con una strada
dò 4 domoculte o villaggi, cioè Galera nel- ch'era fra la milizia della torre e un ter-
la via Amelia o Cornelia, altra Galera nel reno di s. Pietro. Benedetto IX in una si-
Portese.s. Edisto e Calvisiano nell'Ar- mile conferma delio37 indica Capraco-
deatina. Altra docuoculta stabilì nel ter- ro col titolo di Corte (anticamente signi-
ritorio veiente, a' confini del Nepesino, ficava, unione di molti poderi, anzi un ca-

nel luogo detto Capracoro, e sembra nel o terra). Nel 1 o53 s. Leone IX con-
stello

territorio di Campagnano presso il fiume fermò a Giovanni arciprete della basili-


Treia. Possedeva egli colà molti terreni ca Vaticana e a'eanonici di essa, ch'era-
ereditati da'suoi maggiori nobilissimi ro- no nel monastero di s. Stefano maggio-
mani (da'qnali, secondo alcuni, discese- re, vari fondi, e fra gli altri que'di Tre-
ro poi i Tuscolo ei Colonna).
conti del quata e Macorano accinto a Capracoro.
A que' fondi ne unì altri che acquistò da In altra bolla dello stesso anno, s. Leone
vari particolari, co' quali fece delle per- IX confermò al medesimo arciprete e a*
mute, e formò una sola tenuta, nella qua- servitori della chiesa di s. Pietro, il castel-

lefondò Una colonia. Edificò nella mede- lo diCapracoro con tutti suoi fondi, col i

sima una magnifica chiesa, e terminato il molino e la chiesa di s. Giovanni della Tre-
tutto, egli stesso accompagnato dal cle- gia, esistente nel territorio veiente lungi
ro e senato si recò con gran pom-
romano circa 27 miglia da Roma. Adriano IV nel
pa a Capracoro e trasferì nella nuova
,
1 f 58 confermò la 2/ bolla di s. Leone

chiesa i corpi de' ss. Pontefici Cornelio, IX, indicando che la nominata chiesa era
Lucio, Felice e Innocenzo I, suoi protet- diroccata, che dovea alla basilica Vatica-
tori particolari. Dispose poi, che tutto il na annue 3 libbre di cera lavorata; lo stes-
VE I V E I 27
so ripeterono Innocenzo III ne) no", e rovine di Veio, o dalla specie d'Isoli che
Gregorio IX nel 1:128. Col decorso degli fanno due fossi o torroni attorno al luo-
anni la basilica Vaticana perdette i beui go in cui fu fabbricata. Un documento
di Capi-acoro. Questo castello dopo il se- ricorda questo castello fin dahoo3, al-
colo XI II, come tanti altri, fu abbandona- lorché Giovanni XIX lo confermò all'ab-
to e distrutto, pel sito alquanto infelice, bate del monastero de' ss. Cosma e Da-
cioè sorgeva in una valle circondati d<i miano. Un altro documento mostra co-
fossi, enon molto difesa da'veuti austra- me nel 1 029 detto monastero affittò un
il

li,sempre malsani. Gli antiquari disputa- inolino presso il castello. In que' tempi
rono sul luogo ove propriamente era Ca- veniva particolarmente designato col no-
pracoro. Il cav. Coppi con buone ragioni me d' Insula pontis F^eneni,e quel pon-
ci edeche esistesse nel territorio diCampa- te, il quale sembra essere lo stesso che
guano, le cui notizie cominciano dopo il li- oggi chiamasi ponte Sodo, si ricorda (iti

ne diCapracoro.che ha patrono s.Gio. Bat- dal 9 55 nella bolla d'Agapito II a favo-

il molino già di Capi-acoro.


tista e possiede re del monastero di s. Silvestro in Capi-
Quindi con qualche fonda mento congettu- te. Al Nibby non sembra improbabile
ra che gli abitanti di Capi-acoro siano col che nella parola Fenc.nì si nasconda il

tempo passati a Carnpagnano (sul quale nome f^eientij tale trasformazione pe'
si può vedere il Degli Elletii), fabbrica- copisti era facile assai. Circa poi l'idea*

to in un luogo molto elevato, più sano tità del ponte antico col ponte Sodo, pa-
e insieme più forte. Del resto una gran re provato dalla bolla di s. Gregorio VII
parte del territorio veiente è anche oggi deli 074 a favore de'monaci di s. Paolo

deserto, e couliene vari luoghi ne' quali fuori le mura, nella quale si nomina la
si potrebbero opportunamente stabilire metà di ponte Veneni e due chiese ac-
villaggi. Retrocedo coll'epoca per torna- canto a Vaccareccia(per la quale può ve-
re a Veio, e le prove di quanto vado a dersi Degli Effetti e Nibhy), lenimento
narrare si ponno leggere nel Coppi, nel ch'è precisamente di là da quel ponte.
Nibby e altri che ricorderò, e che per Prima di questo tempo Nicolò II chia-
brevità tralascio. Distrutta Veio, forse mati nel io J9 a soccorso normanni, i

per opera de'longobardi, il cui regno eb- contro Gerardo conte di Galera o Gale-
be fine dopo il 773 sotto Adriano ^qual- ria della via Cornelia, e altri magnati ri-
che casa rurale certamente dovè formar- belli che di prepotenza aveano usurpati
si per ricovero di quelli che coltivavano i beui della s. Sede, invasero e devasta-
le terre, come avvenne di tante altre cit- rono i territori! di Palestrina, Tuscolo e
tà più antiche ; la fortezza però d'alcu- Nomento, come terre ostili al Papa; e
ne parli della città etrusca non poteva passato il Tevere dierono il guasto a Ga-
isfuggire le indagini de'potenti, che do- lena e a tatti gli altri castelli del conte
minavano il contado o ducato romano, Gerardo sino a Sutri, per cui il territo-
e (ino dal principio del secolo XI erasi rio veientano soggiacque alle devastazio-
formato un castello sul colle dirupato, ni normanne. Che il castello dell'Isola
ed isolato nella parte meridionale di Veii, fosse divenuto luogo forte e sicuro nel
che fu detto la Isola, ed oggi è noto col ilio, il Degli Effetti e altri lo rilevano
nome d' Isola Farnese. Anche il cav. dall'esservi stati mandati gli ostaggi con-
Coppi dichiara, che presso le rovine di cordati nella pace fra Papa Pasquale II e
Veio si costrusse ne'tempi di mezzo un l'imperatore Enrico V, per la gravissima
castello detto Isola; e che forse prese ta- vertenza dell' Investiture ecclesiastiche
le denominazione dall'Isola formata dal (P.), e furono Federico nipote dell'au-
iìutnicello Cremerà a settentrione delle gusto e brunoue vescovo di Spira, con
a8 VE I VE1
«diri personaggi; et! all'incontro restasse in questa terra e cenarono insieme, on-
presso Enrico V il potente romano Pier de si sparse voce che avessero trattato di
Leone co'suoi figli. Nel i 166 venne con- pace. Dipoi Alessandro VI avendo stabi-
fermala l.i locazione falla di questo ca- lito ili abbattere la potenza degli Orsini,
stello dal predecessore, da Ildebrando perciò tentò d'occupare tutte le loro ter-
abbate benedetlino di s. Cosma Da-
e re cominciando dall' Isola, che il suo fi-

miano in Mica Aurea (oggi s. Cosimato glio Cesare Borgia poi duca di Valenza
di Roma delle Francescane, alle quali (F.) o Valentinois, nel 1 497 circa pre-

già nel 1288 era passala la proprietà di se dopo 12 giorni d'assedio, ed allora
Isola, forse allora chiamata Castello di oltre altri guasti, una parte della rocca
.«. Pietro), a Pietro Obicione,e gli cedette venne disfatta nello slesso anno gli Or-
:

inoltre alcuni beni che avea in Albano, sini ne alienarono una parte in favore

ricevendone in compenso diritti che il i del 11 ucel lai mercante fiorentino. Morto
medesimo aveva sopra 6 chiese esistenti però nell'agosto i5o3 Alessandro VI, e
in Isola. L'n alto del 1286 ricorda fra' caduta la potenza del duca Borgia, l'Iso-

i confini di Galera il castello dell' Isola la naturalmente ritornò proprietà degli


di Ponte Veneno. Sul principio del se- Orsini, onde allorché Pio IV nel i56o
colo XIV questa terra passò dal mona- con bolla eresse Bracciano (di cui pure
stero delle monache di s. Cosimato in ma- nel voi. LV1II, p. 121) in ducato, vi
no di particolari; e nel 346 un indivi-
1 comprese con altre terre ancora questa.
duo Muti ne vendette una
della famiglia Rilevai nel voi. XX1H, p. 201C0I Nibby,
palle ad Andrea Orsini. Nel i36o Fran- il nome che tultora ritiene d'Isola Far-

cesco Veneto notaio lasciò a Vecchiarel- ncse è un forte indizio, che un qualche
Jo Sabba due oncie del castello dell'Iso- tempo sia stala di quella famiglia, e che
la colle tenute, la rocca, il cassero ed i poscia nell' incamerazione del ducato di
vassalli. Nel 1 368 Lello figlio di Vene- Castro e Ronciglione, ancora questa ter-
to ne ipotecò la 3." parie d' un'oncia a ra venisse compresa. Egli è certo che fino
favore di Pietro figlio di Marino. Nel se dal 1667 era della Camera apostolica ,
colo XV questa terra era in uno stato di e che fu allora affittata per i45o scudi.

floridezza e molto popolata; imperocché Anche il Coppi conviene, che nella de-
nella mossa del perugino Nicolò Forte- cadenza della famiglia Orsini, Isola fu
braccio minacciante Roma, nel 1 4^4 fra' primi fondi alienali ; e sembra che

venne lassata da Papa Eugenio IV di sia passata in dominio Far-


della famiglia

mandare a Bracciano 10 uomini armati nese, dalla quale prese nuova denomina-
per unirsi al corpo che ivi il Papa face- zione, e quindi incamerala col detto du-
va raccogliere per opporglisi. Sembra cato, pare nel 64 * n nel 64<)' li Piazza
1 1

poi che in questo tempo passasse intera- nella Gerarchia cardinalizia, stampa-
mente in potere degli Orsini, quali fi- i ta nel 1 yo3, descrivendo la diocesi di Por-

no dal i346 ne possedevano una parte, 1680 d' ordine d'In-


to da lui visitata nel
e molto del fabbricato attuale appartie- nocenzo XI, a p. 92 tratta dell' Isola
ne a qiiell' epoca. Nel 1480 con l'aiuto Farnese antico Vejo. Ne celebra le me-
di Fabrizio e Nicolò signori di Scrinone- morie famose, I' antichità, il sito, i fasti,

ta, nella correria contro gli Orsini, Iso- il valore de' veienti, confutando l'opi-
la pure fu presa da Prospero Colonna, nione che supposero altrove l'an-
di quelli

che menò seco prigione parecchi abitan- seguendo quella dell'Olstenio,


tica Veio.e

ti e portò via mollo bestiame. Nel i486 del cardinal Massimi, di Nardini,di Fa-
il cardinal Borgia, poi Alessandro VI, e brelti, di Mattei, di Ciao* pini, la ricono-

il cardinal Ascanio Sforza si portarono sce uell' Isola Farnese, con tesliinouianze
e

vec V EI 29
topografiche da lui verificate sul luogo. to titolare. La chiesa fu consagrata dal
Afferma d'aver trovato sul piano dell'i- vescovo Teipolitano a'20 aprile i55g,
stesso silo ov'era la città i residui dell'an- riponendovi neh' altare le reliquie di s.

tichissime mura e delle sostruzioni ; che Pancrazio, di Andrea apostolo e di s.


s.

ne' cavi si trovarono piedistalli, cornicio- Lucia, concedendo un anno d'indulgen-


ni, statue e altri maravigliosi rottami di za perpetua nell'anniversario della dedi-
marmi antichi. Nel piano della valle os- cazione, di che trovò memoria nel de-
servò il cunicolo pel cui mezzo seguì le- creto della visita fatta nel i63o dal car-
sterminio della gran Veio. Nell'antica via dinal Ginnasi vescovo di Porto. La chie-

Veientana, che diramandosi dalla Cassia sa eramantenuta nel cultodivino da una


conduceva a Veio, trovò vestigi di gros- i confraternita canonicamente eretta, coi
si selci, e allora pure conducevano al col- frulli di pii legati. Pegli infortuni! patiti

le e all' Isola Farnese; e parte dell'anti- dal castello allora contava 1 3o anime,

ca città dichiaiò che surse ov'è il castel- l'arciprete godeva scudi 200 di rendita.
lo o rocca dell' Isola stessa, nella quale La chiesa di s. Maria Castellana, così del-
con Lilj dice che terminò i suoi giorni ta perchè vicina alla rocca t> castello an-

Gismondo Varani. In l'atti leggo nell'///- tico, dedicata ancora a s. Lucia, ora

storia di Camerino, che nelle vertenze smantellata, era governata da un cap-


fraFrancesco RI.' duca d'Urbino e Si-
I pellano perpetuo obbligato a coadiuvare
gismondo Varani suo nipote e duca di l'arciprete nella cura d'anime, e di sup-
Camerino, questi tornando da Viterbo plire per lui a' bisogni della parroc-
a Roma, ov'era andato ad assoldar gen- chia, venendo nominato liberamente dal-
ti, d' ordine dello zio giunto alla Storta l' ordinario colla rendita di scudi 80.
a' 25 giugno 1022 fu passato con uno Crede Piazza che in questo edilìzio, pri-
spiedo nel corpo e portato, nel castello ma che fosse ridotto a chiesa, venisse a-
dell'Isola Farnese ivi morì di 21 anni, dorato da'gentili un Nume. Certo è che
indi condotto in Roma il cadavere fu tu- ivi 1' ara marmorea della Vittoria Au-
mulato in s. Maria del Popolo. Quindi gusta, serve per vaso dell' acqua bene-
il Piazza passando a ragionare dell'odier- Ordo Vejenlium fe-
delta, e l'iscrizione
no castello, dice che dagli Orsini passò argomento al Nardini della vici-
ce trarre
in proprietà de'Farnesi, unito collo sta- nanza di Veio, mentre osservò il Piazza
to di Castro e Ronciglione, e pe' quali che per la sua grandezza non poteva es-
s' intitolò Isola Farnese, indi proprietà sere stala trasportala da luogo lontano.
della camera apostolica col rimanente L' Isola Farnese fu di poi concessa in en-
del dominio Famesiano. Trovò nella vi- fiteusi dalla camera apostolica, la quale
sita apostolica la chiesa di s. Pancrazio nel 1820 ne vendette anche il dominio
parrocchiale (e lo è tuttora, dedicata pu- diretto, che fu acquistato dalla principes-
re alla D. Vergine Coronata), assai anti- sa Marianna di Savoia duchessa del Chia-
ca e di conveniente fabbrica (il Nibby la blese, nel suo soggiorno in Roma (di che
crede edificata nel secolo e proba- XV ne'vol.XXlII,p.2oi,XLVH,p. 95,LXI,
bilmente rifabbricata dopo guasti soffer- i
p. 174 e altrove); dominio che passato
ti dalla terra nella "'presa del duca Bor- per sua morte nel 1823 in retaggio alla
gia : dello slesso tempo è la pittura a fre- regina diSardegnaM.'Cr'ìtiin* di Borbo-
sco dell'aitine maggiore, che rappresen- ne (insieme alla Villa del Tuscolo ossia la
ta laCoronazione della ss. Vergine. 11 Rufiinella di Frascati, di che parlai nel
vaso per 1' acqua santa è formato con vol.XXVII,p. 65 e i66,ma ricordandolo
j

frammenti antichi d'architettura), in cui nel voi. LIX, p. 73, il detto voi. per man-
venerasi una segnalata reliquia del san- canza d'uu 1 dice erroneamente XX\ 1; e
3o VE I VEI
siccome ivi tlissi che In regina collocò gli rupe che guarda mezzogiorno e levante,
oggetti antichi d'arte trovati ne'suoi sca- e si ravvisano come sepolcri etruschi;
vi di Tuscolo, nel magnifico e reale ca- una di esse è di forma quadrata e piena
stello d' Agliè nella provincia d'Ivrea, di piccole nicchie, come colombari ro-
i

e suo soggiorno di villeggiatura di quan- mani. Il luogo presenta d'ogni parte l'a-

do inquando, qui aggiungo che vi col- spetto dello squallore e della decadenza,
locò pure la pregevole collezione de'vasi e mostra nel fabbricato essere stalo rie-
fittili veienti, di cui vado a parlare. Il dificato nel XV secolo. La terra ebbe un
castello d' Agliè è di proprietà del reale soloaccesso interno, e dalla parte del Por-
principe Tommaso di Savoia duca di Gè- lonaccio era la comunicazione fra la cit-
nova), e morendo la regina nel 1 847, la- là e la cittadella. L'antica via essendo in-

sciò 1' Isola Farnese, con altri fondi che terrotta, come la detta comunicazione,
possedeva nelle vicinanze di Roma, alla si segue una nuova strada, posteriore a
nipote regnante imperatrice del Rrasile Veii etrusca,che torce a sinistra per chi
Teresa Cristina, comenotai nel vol.LXI, va da Roma all'Isola, fino alla mola; la

p. 181. L'imperiosa brevità m'impedi- quale a sinistra è dominata da rupi pit-


sce seguire il iNibby nella dotta descri- toresche, e a destra da una specie di ba-
zione della topografia della celebre Veii, ratio, sotto il quale scorre il fosso. Alla
e degli avanzi esistenti tanto dell' epoca mola è il precipizio terribile, e poco do-
etrusca, quanto ancora dell'epoca 10- pò una cataratta: il sito è de'più pitto-
mana, dovrò contentarmi a ricordare
e reschi, e pare servito a' veienti per luogo
solamente qualche principale indicazio- di supplizio, come a Roma la rupe Tar-
ile, oltre quelle già riferite. Sir William pea. Dalla cataratta si sale per giungere

Geli pei 1 pubblicò la pianta esatta di alla città antica, ove forse fu la porta oc-
Veii, che somiglia ad una vasta peniso- cidentale o de'Selte Pagi. S'incontra poi
la, nel t. 1 delle Memorie dall' Istillilo una sorgente d'acqua minerale, e il sito
di corrispondenza a rcheo logica, con os- che ponno designarsi, se-
dell'altre porle,
servazioni, ed anco nella Topografia di condo la loro direzione, co'nomi di Cam-
Rorna e suoi dintorni: Le mura primi- pana, Fidenate, Arce, Are Muzie, Ponte
live erano di massi irregolari quadrila- Sodo oCapenate, Sutrina, Pietra Perlu-
Ieri di lufa locale, lunghi fino 1 1 piedi, sa, Colombario. Visibilmente si ricono-
Gli antichi sepolcri sono incavati nella scono a fior di terra le fondamenta dei-
rupe dell'Isola. 11 suo fosso e il rivo Cre- le 5 porte, oltre quella per a Sette Pagi,
mera determinano il sito di Veii in gui- Sembra però clie 9 fossero le porte, sen-
sa che si può facilmente misurarne il cir- za coniar la porta della cittadella eh' e-
cuito. A Veii romana anticamente si an- ra interna. Oltre le mura, il sito delle
dava da Roma perle vie Flaminia e Cas- porte, il ponte della porta di Pietra Per-
sia ; oggi più. ordinariamente si segue la tusa, il Ponte Sodo, tumuli e le grotte
i

strada detta dell'Isola, che dirama dalla sepolcrali, altri avanzi non rimangono di
Cassia verso il X miglio a destra. Il ca- Veii etnisca. Del municipio di Veii ro-
stello dell'Isola si presenta come sopra mana altro non rimane che il colomba-
uno scoglio spiccato dalla catena di pa- rio, da'eontadini chiamato il Cemeterio;
lecchi colli dirupati, di forma oblunga fu trovalo intallo, ornato di stucchi di

da occidente a oriente. Quel dirupo è un bello stile e di pitture, ma oggi è tutto


ammasso di ceneri vulcaniche indurite spogliato, parte per l'incuria e parte pel
dall'acqua, perciò fragile e facile a fra- vandalismo de' visitanti. Esso è condo-
narsi, per cui anticamente era più alto, sto di 3 camere, delle quali una sola è ac-
Molte caverne souo aperte nel lato della cessibile. Lungo la strada romana fra le
VEI VEI 3t
porle Siili ina e Fidennte, furono scoper- by, quest'ultimo deplorando che gli og-
te negli scavi varie lapidi sepolcrali, ri- getti trovali de'magnifici avanzi del mu-
ferite e dichiarate dal Nibby. Nel centro nicipio veiente, quando poi Pio VII li fe-

ove fu il municipio veiente furono tro- ce acquistare pel Vaticano, non furono
vate le teste colossali d'Augusto e Tibe- tutti collocali nella stessa sala, e che nello
rio, ora nel corridore del Musco Glia» scavo fu trascurata affatto la topografia
ramonti, molte altre statue frammenta- delle fabbriche rinvenute. Ne fece diver-
te, molte teste, una statua mutile di Ger- se relazioni all'accademia romana d'ar-
manico, molli pezzi d'architettura e 24 cheologia Alessandro Visconti, cui e- i

colonne giacenti e non ancor messe in o- stralti pubblicarono nel Giornale di-
si

pera, cioè 12 di marmo bianco lunense partimentale di Roma, in tempo del go-
di circa i3 palmi d'altezza e 3 di diame- verno francese. Divenuta l'Isola Farne-
tro, d'ordine ionico, con basi e capitelli se proprietà della regina di Sardegna M.*
di forma singolare; e 12 di marmo bi- Cristina, riprese le escavazioni a'26 feb-
gio di 1 3 palmi d'altezza e d'un palmo e braio 1 838 ei83g nell' antica necropoli
mezzo di diametro, con basi e capitelli di Veio sotlo la direzione dell'intelligen-
d'ordine composito. Colle prime Grego- tissimo marchese Luigi Biondi, il quale
rio XVI fece ornate il portico dell'anti- a' 1
g aprile i 838 lesse nell' Accademia
co edilìzio delle Poste pontifìcie a piazza d'Archeologia il Ragionamento intorno
Colonna (come narrai nel voi. LlV, p. alla tabella votiva in marmo, trovata
3 4-> mentre il nuovo ledescrissi nel voi.
1 nell' escavazioni veienli. Si pubblicò nel
LXXIV, p. 36o) colle seconde il me- ; t. 9, p. 2o5 de' summentovali Alti. In-
desimo Papa fece decorare la cappella di di il marchese commise la descrizione
s. Benedetto della nuova basilica di s.Pao- de'vasi fìttili trovati ne' sepolcri dell'an-
lo che notai nel voi. XII, p. 223, ed
(il tica Veio, al dotto archeologo Campa-
avendo terminato la descrizione di quel nari di Toscanclla, il quale vi corrispo-
tempio splendidissimo ne' voi. LXXIII, se con quella illustrazione stampala con
p.352, LXXV, p. 2 i4). Queste 24 co- tavole incise nel i83q,che lodai nel voi.
lonne sembra che fossero in origine de- LXXVIII, 269, dedicata al conte Avo-
p.
stinale ad abbellire la basilica di Veii, e gadro di Colobiano gran maestro e con-
per conseguenza presso il luogo dove es- servatore generale della casa della stessa
se furono trovate, in uno alle summen- regina. Da par suo descrisse tali sepolcri
lovate sculture, e fu probabilmente il fo- veienli ed i vasi. Dice i sepolcri di due
ro.Le lapidi pubblicale dalJNibby ricor- specie, altri grandi e più antichi, forma-
dano il tempio di Marte, la scuola della ti di una o più camere co' letti funebri
Fortuna Forte, il teatro, il bagno, il cul- scolpiti all'intorno, su de'quali venivano
to alla dea Vittoria, quello a Castore e deposti o interrati i cadaveri altri me-
;

Polluce, alla Pietà, ed al Genio de' ve- no antichi e piccolissimi, consistenti in


ienti. Anche il Coppi discorre de'monu- una o più nicchie scavate parimente nel
menli rinvenuti negli scavi di Veio, indi tufo e capaci a contenere non più che un
acquistali dal governo pontificio, e col- vaso, e talvolta uua piccola urna di ter-
locati nel museo Vaticano. Nel secolocor- ra cotta coperchiala, dove riponevansi le
iente,a spese della famiglia Giorgi e sotto ossa bruciate del morto ; e presso tali nic-
hi direzione dell'avv. Galli, nel 8 o
1 1 s'in- chie erigevasi il rogo per bruciare i ca-
(ominciarono gli scavi, continuali negli daveri. 1 vasi neri, quegli altri di gran 9
anni seguenti, sulla spianala d'una col- mole con rappresentazioni d' animali, e
lina esistente a settentrione dell' Isola gli altri tutti di più antica opera e fattu-
Farnese, come ricavo da Coppi e da JNib- ra Uovaronsi sempre disposti intorno a'
32 VEI VEI
cadaveri nelle grandi camere sepolcrali. delle pitture, di donativi fra gli amanti,
] vasi di miglior stile ed elegante, e quel- od a causa di matrimonio, d' ospitalità
li altresì più. belli per diligenza e bontà e d'amicizia. In fine servivano a tutti gli
di disegno, non che gli specchi di metal- usi domestici e ci vili, che del pari rappre-
lo, le tazze e altre gentili stoviglie, furo- sentati vi sono. Fu costume degli antichi
no tutte rinvenute entro queste nicchie, di conservare nella Sepoltura (f.) gli og-
dove fra le ceneri e le ossa brustolile e- getti che in vita s'ebbero cari i defunti,
ìano ancora talvolta anelli d' oro, pen- per la credenza che I' anime dei beali
denti, armiile, aghi crinali di osso o di conservando dopo morte il proprio abi«
metallo, ed altri ornamenti muliebri, se to eie proprie loro costituzioni, prendes-
di donna racchiudevansi 1' ossa dentro i sero diletto delle cose che vivendo ebbe-
vasi. Gli etruschi prima interrarono lo- i ro care e affezionate, massime dalla na-
ro cadaveri, posteriormente li bruciaro- zione Toscana (/'.) antica. Anche il mar-
no riponendone gli avanzi entro vasi di chese Campana intraprese dispendiose
bronzo o di terra cotta, o in urne cine- ricerche e intelligenti scavi in alcune
rarie, che fu T ultimo uso della nazione, colline che formano parte dell'antica ne-
praticato pure da' romani. La maggiore cropoli veiente, petto al luogo ove
ri
m
o minore antichità di siffatti sepolcri, re- già brillò questa fortissima città etnisca.
sta dimostrata dalle stoviglie se rozze, Trovò fra le molte altre quella tomba o
migliori o perfette. Comunque nella col- grotta sepolcrale, la sola intatta dell'an-
lezione de' vasi veienti trovati nel!' esca- tichissima Veti, il cui disegno e sua eru-
vazioni in discorso, molli sono con belle dita illustrazione pubblicò 1' Album di
ed eccellenti pitture, tutti più o meno Roma nel 843, col 1. 1 o p. 249. La re-
1
,

sentono del rigido fare della vecchia gina di Sardegna fece riprendere gli sca-
scuola, riè ve n'ha uno di sì finito e per- vi colla direzione del valentissimo archeo-
fettodisegno diesi possa assegnare a que- logo commend. Luigi Canina, il quale
si' ultima epoca, il perchè deve ritener- pose in più chiara luce 1' ubicazione di
si, che venisse meno la fabbricazione Veio, e quindi pubblicò con 4^ belle ta-
tli Veio nel 35g di l'ionia,
tali fittili in vole e alcune colorite, L'antica città dì
quando appunto la città fu domata e di- Vej descritta e dimostrata con i monu'
strutta dall'armi vincitrici romane. 1 va- menti, Roma847. Quest'opera non fa
1

si neri di terra lisci o ornati di bassi ri- posta in commercio, siccome di pochi
lievi elegantissimijche in tanta copia tro- esemplari. Del sepolcro denominato dal-
varonsi ne' più antichi sepolcri di Veio, lo scopritore e illustratorecWyjo/croCa/n-
non hanno molta durezza e solidità a pana, e dai contadini locali Porta di
proporzione degli altri, perchè la loro ferro, e dell' opera del Canina, risultato
cottura non è portata a quel grado di per- degli scavi di più di mille sepolcri, nel
fezione delle stoviglie dipinte, per cui 1837 ne die contezza nel t. 3 della nuo-
crede il Campanari che poco o nulla ser- va serie del Giornale Arcadico a p. 5g
vissero ad altri usi della vita civile, ma e seg. il eh. Fabio Gori nella sua erudi-
sibhene unicamente alle funebri pompe ta e interessante : Scorsa a Veii una
e ceremonie degli antichi. Degli altri va- delle capitali d' Etruria, 2 miglia 1

si le stesse pitture iusegnano l* uso cui lungi da Roma. Quanto allo scopritore
erano destinati. Furono primieramente del Sepolcro Campanaio celebra come
adoperati ad uso de'sagrifizi verso i Nu- lo scrittore dell' Opere in plastica. Quan-
mi, non che di premio a* vincitori negli to a'vasi trovali dal Canina, dice che so-
atleticicombattimenti, e in altre feste e no di tre generi. Il i.° è il più particola-
giucchi, ed ancora secondo l'argomento re de' veieuti, perchè raramente si trovò
VEI VEI 33
negli aldi sepolcri etruschi, consistenti in prima dell' 8.° secolo avanti l'era nostra.

vosi di bella vernice nera, sottile, e di Quindi nel fine di febbraio 1 853 si ri-

mirabile artifizio. Altri hanno geni ala- volsero le ricerche nella parte occupata
ti, o fasciature semplici, o animali con propriamente dalla città antica, ove si

due soli colori, ed effigie di animali inci- scopersero a poca profondità le reliquie
si solo a contorno. Il 2. di vasi di gran- di varie case stabilite incirca ne'primi an-

dissima dimensione, ove dipinti sono ni dell'impero romano sulle fondamenta


con colori a corpo, geni aligeri e anima- di ùmili fabbriche assai più antiche, che
li. Il 3.° mostra T ultimo genere di va- si trovarono corrispondere lungo una via
si, ma rarissimi fra le tombe veienti, di- interna che metteva alla porta occiden-
pinti con vernice fina. Dirò per ultimo, tale, da cui usciva la via esterna che si ri-

che si legge nel n.° 1 o5 del Giornale di volgeva verso la via Cassia. E tra le stes-

lìoma 853, che l'imperatrice del


del 1 se reliquie si rinvennero diversi oggetti
Borbone,
Brasile Teresa Cristina M." di di scultura romana in marmo, che ser-
avendo ereditato la maggior parte dei vono principalmente a dimostrare avere
fondi, che possedeva nelle vicinanze di la città stessa continuato a prosperare an-
Boma la sullodata sua zia regina di Sar- che dopo d'essere stala ridotta a muni-

degna, non volle trascurare di prosegui- cipio romano. Tra'medesimi oggetti me-
re quanto si soleva praticare da quella rita considerazione una statua muliebre,

benefica sovrana proleggilrice delle an- che si crede essere una Pomona, di poco
tichità e delle belle arti, a vantaggio del- inferiore del vero, e quasi per intero con-
le medesime. Commise pertanto al coni- servata; e diverse piccole figure per Io
menci. De Figueiredo incaricalo d' alfa- più di rappresentanza Bacchica con una
li dell' imperatore consorte presso la s. piccola Cariatide scolpita in marmo gial-
Sede e la corte di Toscana, e suo pro- lo detto numidico. Fa ri mente si rinvenne-
curatore per 1' amministrazione del det- ro frammenti d'una Vittoria alata scol-
to pati imonio,d'imprendere alcune esca- pila in bassorilievo per onorare alcuna
vazioni nel territorio dell' Isola Farnese vittoria riportata da qualche imperatore
dove esisteva l'antica Veii. L'escavazio- romano che protesse il medesimo muni-
ni intraprese neldicembre 852, ebbero 1 cipio. Si sono inoltre rinvenuti diversi
luogo primieramente nella parte selten- pavimenti di camere composti con varie-
tuonale dell'antica città, ove esisteva la tà di marmo delle più scelte specie, fra'
principale sua necropoli; e si scavarono pochi marmi scrini, rinvenuti nelle stan-
più 120 vetusti sepolcri, in cui si rin-
di ze scoperte, meritano considerazione 3
venne una ragguardevole quantità di sto- frammenti appartenenti ad un' iscrizio-
viglie per più gran parte nere, e pochis- ne monumentale dell' imperatore Tibe-
sime dipinte. Siffatta particolarità si ren- rio, scoperti da vicino al luogo in cui nel
de importante per la storia di tali ogget- 18 4 si rinvenne la bella statua summeri-
j

ti; poiché tra le città principali dell'an- tovata, poiché da tali reliquie conoscen-
tica Etruria, di quella de' veienti essen- dosi essere stata l'iscrizione stessa collo-
do più cognito il principio della sua pro- cala in Veii per alcuna concessione otte-
sperità ed il suo territorio alla pertinen- nuta da quel principe, si viene più for-
za di tale antico popolo, si trova così in malmente a convalidare la corrisponden-
modo più convincente confermata la pre- za in tal luogo dell'antica città di Veii,
cedenza dell' uso delle stoviglie dell'in- come fu ampiamente dimostrato anche
dicala semplice specie, su quello delle di- nella suencomiala opera di Canina; men-
pinte, ed essersi quest' ultime introdot- tre di tutte le altre iscrizioni in cui leg-
te in piìi gran numero solamente non gest il nome de'veienti e della loro città,
VOL. LXXXIX. 3
34 VEL V EL
non si conservò precisa memoria del lo rato come sobborgo, e vi sono un mona-
ro ritrovamento, donde n'era derivata stero di monache e tre chiese. I due
l'incertezza sulla vera corrispondenza di quartieri sono riuniti per mezzo di un
posizione della città stessa. ponte, e insieme posseggono molte fab-
VELIA, Elea, lidia, Heyla. Antica briche di corami. Questa città è molto
sede vescovile d'Italia, nella Lucania, la antica, e fu di sovente presa nelle diverse
quale si divide nelle provincie ecclesia- guerre che accaddero tra' principi russi

stiche diRossano e Cosenza. Neil' Ita- neh 198:1 lituani aiutati dagli abitanti di
lia sacra } io,p. 1 83, Velinus Epi-
\.. Polotzk furono ad attaccarli, ma non po-
scopati^, s\ dice che esisteva nel VI seco- terono impadronirsene. Nel 1 4-4-8 t nov-
lo, essendo vacata nel pontificato di s. gorodi la cedettero al gran principe di
Gregorio I, che fiorì nel declinare di ta- Mosca Ivan Basilio III. Nel 1 58o il re di
le secolo; il quale Papa incaricò Feli- Polonia Stefano Batori se ne insignorì,
ce vescovo Agropolitano per fare la vi- ma la rese alla Russia dopo due anni al-
sita della chiesa di Velia nel 5cj2. Igno- la pace. Nel 1611 fu presa e arsa da'par-
ransi i nomi de' vescovi che ne occupa- titanti de' falsi Dmilri, e rimase vuota
rono la sede. La città si vuole edificata per 9 anni. Lo czar Michele Fedoro-
a tempo di Servio Tullio re di Roma vitz la ripopolò inviandovi una colonia
da'focesi, perciò stimata colonia greca, e Don, che a casti-
di cosacchi Uralii e del

si vuole patria de' filosofi Parmenide e go di una ribellione erano slati spedili
Zenone seguaci di Pitagora. Sorgeva cir- ad una fazione in Polonia e in Livonia,
ca 200 stadi distante da Possìdonia. I nella quale aveano meritato il perdono
geografi sono discrepanti nell'assegnarne mediante una buona condotta; le quali
la località : l'Holstenio vuole che sia a Ve- genti piò non curandosi di ripatriare, ot-

lia succeduta Castello a Mare della Truc- tennero la permissione di stabilirsi in Ve-
ca, come opina pure il Nibby ; Barrio, like. L'antico suo vescovato venne uni-
s. Bonifacio; Nigro, Ulastra ; Ligorio, to a quello di Novgorod-Veliki (V.).
Policastroj Paudolfo, Scalaj Cluverio VEL1K1-OUST10UG, o USTIUG
e altri, Pisciotta. Quest'ultimo è un bor- o USTING. V. Oustioug-Veliki.
go del regno di Napoli del Principato VELLETRI (Feliterncn). Città con
Citeriore, capoluogo di cantone a 3 leghe residenza vescovilesuburbicaria dello sta-

da Vallo e 17 da Salerno, presso al ma- to pontificio, antichissima del famigerato


re Tirreno. Ha bellissima chiesa parroc- Lazio (? •), già una delle nobilissime e
chiale eun convento, palazzo e parecchie celebri capitali de bellicosi e possenti vol-
case ben fabbricate. Vi si fa abbondan- sci; indi e successivamente capoluogo del

te pesca, e il territorio produce squisiti privativo governo del cardinal vescovo,poi


frutti, vini e olio ricercati. della legazione di Velletri,edal i85o del-
VEL1KA-PERMIA. Sede vescovile la delegazione apostolica di Marittima, e
di Moscovia, unita all' arcivescovato di facente parte della legazione apostolica di
Fiatka (V.). Marittima e Campagna, per disposizione
VEL1K1E-LUR1. Città vescovile di del regnante Papa Pio IX^P.). La nuo-
Russia in Europa e governo, a 47 le- va legazione la formò colle provincie di

ghe da Pskov, sulle due sponde del Lo- EellctrioMav\ll\aìa,<.\\Frosinone e Pon-


vat. quartiere della città che trovasi
Il te Corvo, e di Benevento, conservando a
sulla sponda sinistra di tal fiume è for- ciascuna il proprio preside, e legato apo-
tificato da un terrapieno, da bastioni e stolico della medesima dichiaraudo il car-
palizzate, e possiede 7 chiese. Quello che dinal vescovo d'Ostia e Velletri decano
fciace sulla sponda destra, viene conside- del sagro collegio. Nel 2. di tali articoli
VEL VEL 3?
resi ragione del vocabolo Marittima e pò giurarono i romani fedeltà all'impera-
Campagna , in generale corrispondente tore), e sono: Seg/iiam, Anagniam, Fu-
quest'ultimo alla provincia di Fresino- Ferenlinum, Alalrum, Pa-
renti'man seti
ne, esistente in contrada piana e mon- tricum, Frisilunam velFrisilìmam, cimi
denominala per antonomasia Cam-
tuosa, omnibus finìlus Campaniae. Da questo
pagna di Romaje\'a\Ua a quella di Vel- si vede che il ducato di Roma (/'.) ab-
htri, esistente in suolo piano e litoraneo bracciò le terre dell'odierna Campania o
che confina al mare. Abbiamo d'Anto- Campagna, ma non già quelle conosciu-
nio Sanfelici, De origine et sita Campa- te ora col noinedi Marittima, chesono Al-
nia!', Nenpoli 1 636. Nell'antichità sono bano (ora con altri luoghi di Marittima
fiimose le forti e bellicose provincie abi- sotto la Co ni a rea di Roma, ed in tale ar-

tale dagli ernici e da'volsci, ricche delle ticolo descritti), Velletri, Cori e altre; il

dovizie e fertilità de'monti, ed abbondan- che fece credere dal non vedersi nomi-
ti della grassezza e copia de'campi e prati. nate ne'diplomi di Lodovico I, degli Ot-
Nel voi. LXXIV, p. 1 76, ricordai i luoghi toni e di s. Enrico II, fra'lnoghi del duca-
ove descrissi i famosi e clamorosi giuochi to Romano. Nola pure il Borgia , mau-
d'Agone e di Testaccio celebrati inPioroa carsi di documenti per indicare con chia-
nel medio evo, a' quali le due provincie rezza a chi inque'tempi rimanessero sog-
dovevano mandare giostratori esperti e gette le ultimementovate città, se a' du-
giovani, cioè le comuni di Terracina, Pi- chi di Benevento,ovvero a que'di Spole-
perno, Velletri Anagni Sezze , Acqua
, , to. Il ducato Romano mentre maggior-

Putrida e altre. La catena degli elevati mente estendevasi dalla parie di Toscana
monti Lepini, molto estesa fra le vie La- o Pa trùnonio di s. Pietro, avea minore
tina e Appia, distingue la Campagna di estensione nella parie diCampania^quin-
Roma nelle due provincie di Marittima di pare che dalla parte d'Albano, Velletri
e di Campagna, come dichiara il corano ec. dovesse fissarsi quel ristretto confine,
Marchiafava. Il veliterno cardinal Borgia del quale scrisse s. Gregorio II nel 727
nella Breve istoria del dominio tempo- all'imperatore greco Leone III, del qua-
rale della Sede apostolica, a p. 256, ri- le non poteva temere 24 stadi da Roma
ferisce al secolo XI la divisione della Cam- o 3 miglia. E se Terracina, ch'è dell' o-
pania in Campania, poi detta volgarmen- diernaMariltima, ubbidiva a Papa Adi in-
te Campagna, e Marittima. Pertanto os- no I del 772, non per questo può dedur-
serva, che quelle terre, le quali circa il se- sene che al ducato Romano appartenes-
colo XI si divisero in Campania e Marit- se, giacché questa città fu de'greci ossia
tima, in antico col solo nome di Campa- del ducato di Napoli, ed il Papa I' avea

nia venivano considerate. Posta questa di- presa e la compenso del Pa-
riteneva in
stinzione, si ponderino luoghi de' quali i tri/nonio JYapoletano,che medesimi gre- i

parla il diploma di Lodovico I, nella con- ci avevano alla Chiesa romana violente-
ferma del possesso de'dominii alla s. Se- mente usurpato, a ciò istigati da Arigiso
de (conferma corrispondente all' obbligo li duca di Benevento. Ne'tempi bassi in-
non solamente di non molestarne il pos- tralciata e oscura è la corografia dell'Ita-
anche di difenderlo; ecco pro-
sesso, ina lia, onde nelle ricerche de'luoghi che ap-
priamente quanto imporla vano le confer- partennero al ducatoRomanOjil Borgia si
me imperiali, del resto gì' imperatori per appoggiò alle memorie più sicure, rilevan-
mera prolezione e avvocazia, come Pa- do che senza buon fondamento Le Colu-
trizi di Roma, giuravano di difendere e te scrisse neW'Epist. 65 del Cod. CaroL,
proteggere la Chiesa romana e il suo prin- t.i, che le città di Pipemo,d\ Terraci-
cipato temporale, ed a tale effetto un teni- na e di Sezze entrassero io qucslo duca-
36 V E L VE L
to. Per Terracina si è detto come allora loro segregate e distinte, senza grave in-
era dominata dal Papa; quanto poi a Pi- comodo non meno de' pontificii rettori,
perno e Sezze, il silenzio degli antichi mo- che de'suddili della s. Sede, tornarono a
numenti fa sì che la cosa rimanga assai separarsi queste rettorie, e a darsi a cia-
incerta. La denominazione di ducato Ro- scuna il suo rettore. Dopo il rettore Gu-
mano non fu sempre costante, mentre tal- glielmo di Balaeto, nella cronologia de'
volta parte delle sue lene vennero indi- governatori di Benevento tessuta dal Bor-
cate sotto nomi di Territorium e Ter-
i gia, vengono i seguenti. Nel 1 32 5 Gerar-
ra s. Pelri, nel secolo IX; e tal'allra fu- do della Valle priore della chiesa di s.

rono tutte comprese sotto nomi di Cam- i Tommaso di Montpellier, intitolato ret-
pania di Toscana e di Romania, come
, tore di Benevento e delle provincie di Ma-
neldiplomadell'877 diCarlomanno. Del- rittima e Campagna. Neh 336 Ruggieri
l' origine del dominio temporale della s. di Vintrano rettore di Benevento e di ,

Sede nelle città e luoghi delle provincie Marittima e Campagna, ma non risiede-
di Marittima e Campagna, meglio ragio- va in detto anno iu Benevento, lenendo-
nai a'Ioro articoli; avendo detto altrove vi in sua vece Raimondo abbate del mo-
che quando Innocenzo VI nel 1 353 co- nastero di Casanova con titolo di luogote-
stituì vicario generale di tutto lo stato nente. Ugouo Guidardi neh 365 arci ve-
pontificio il celebre cardinal Albornoz, scovo di Benevento, è nominato assoluta-
coniò 6 proviucie, fra le quali la Campa- mente rettore di Benevento. Gli successe
gna e la Maremma. Di più il Borgia nar- nel 3 7 1 Daniello
1 de'marchesi del Car-
ra a p. 292, come Carlo Maguo restituì al retto cavaliere gerosolimitano e priore di
ducato Romano alcune città della Cam- Lombardia, rettore di Benevento: Grego-
pania, duca di Benevento,
tolte già dal rio XI con breve del 1
3j^ lo dichiarò ca-
cioè Soia, Arce , Arpino e Aquino, e vi pitano generale di tutto il territorio Pia-
aggiunse ancora Teano e Capùa, staccan- centino, uel quale è chiamato rettore del-
dole dal ducato di Benevento, il quale pu- le provinciedi Campagna e Marittima; ed
re olhì a s. Pietro, per allora riserban- il Borgia crede, che in un medésimo tem-
dosene la sovranità, e così di quello di po avesse ancora la rettoria di Benevento.
Spoleto. Perciò separò dette città della Raimondello del Balzo Orsini rettore di
Campania dal ducato Beneventano, on- Benevento a vitaj della quale città s' im -
de ne fosse subito dato il possesso al Pa- padroni Ladislao redi Napolie Giovanna
pa. Inoltre apprendo dal medesimo Bor- lì di lui sorella, la quale nel 4 18 col con- 1

gia, Memorie isteriche della pontificia senso di Martino V uè investì Sforza, che
città di Benevento, t. 2, p. 94, che il go- 1
ne tramandò in retaggio il dominio a
verno di Beneveuto fu già unito con quel- Francesco suo figlio neh 424 conferma-
lo di Marittima e Campagna, e di tale togli dallo stesso Martino V , sotto del
1
mnone lai.' memoria la trovò in un mo- quale Benevento tornò ad essere gover-
numento marmoreo del 1 3a f , in cui si nato da'ponliljcii rettori, leggendosi che
legge il titolo di Rettore di Benevento e neh 428 vi era rettore Giacomo vescovo
della Campagna attribuito a Guglielmo di Guardia Alferia, e nel i43o Giovanni
di Balaeto, com'è pure la 1." memoria di di Vico detto Peroltino da Viterbo. In-
così fattaunione di rettorie, della quale di si riunì questa rettoria di Marittima e
pel rimanente del secolo XI V, e ne'piin- Campagna, essendo succeduto a Perolli-
cipii del secolo XV
hanno più esempi ;
si 110 Arrigo Scara rapo d' Asti vescovo di
ma perchè poi si considerò- che un me- Felli* e Belluno, rettore di Benevento,
desimo rettore non poteva agevolmente e diMarittima e Campagna. In tempo «li
accudire al governo di lene talmente fra Eugenio IV dimorava per lui iu Bene veti-
VE L V E L 37

|« il suo vicario Benedetto da Gualdo, il vanni Moles, Agostino Trivulzi, Vitel-


quale compilò alcuni statuti per la città lozzo Vitellozzi ec. ec. Di altri ne farò ri-

in suo nome. Inoltre Arrigo era stato se- cordo nel progresso di quest'articolo: l'ul-
gretario di .Sigismondo imperatole, e nel tima fu il cardinal Antonio Pallolta, del-
l4«6 intervenuto al concilio di Costan- la cui legazione alla sua volta parlerò. Il

za; morto in Fellre a'29 settembre 44° 1


i.° legato di Velletri fu il cardinal Pac-
in odore di santità, onde il corpo si con- ca, ed il nuovo r.° legato di Marittima e
serva incorrotto in quella cattedrale. Do- Campagna, vale a dire dell'ampliala le-

po Sca rampo, il Borgia non trovò altro gazione già indicata, è il cardinal Macchi.
rettore ili Benevento, die nello stesso tem- De' presidi di Velletri di poi ne riferirò
po avesse unita ancora la rettoria delle le notizie. Nelle Notizie di Roma, de' pre-
Provincie di Marittima e Campagna. Le lati governatori di Marittima e Campa-
Provincie di Marittima e Campagna eb- gna residenti a Frosinone, se ne può leg-

bero moltissimi governatori generali col gere la serie dal1808, ossia da


1717 al
r
titolo di rettori, cioè Rcclores provin- mg. Gio. Francesco Leonini romano, a
cine Maritimele et Campaniàe ovvero , mg/ Fabrizio Turiozzi di Toscanella,poi
Campania* et Maritimae, e di non po- cardinale; come pure il novero de' dele-
r
chi ne parlai descrivendo i luoghi delle me- gati apostolici di Prosinone, da mg. O-
desime, come di Petronio Conte (antico norato Bres nel 18 16, all' odierno mg/
titolo óe governatori) della Cam pugna e FerdinaudoScapitta,per la qual ciltàLeo-
di Ceprano (I •), il cui figlio Onorio I, ne XII col breve Roma nis Pontifi.cibus i
forse ivi nato, fu Papa
620, e vi pos- nel de'9 dicembrei828, Bull. Rom.cont. t.

sedeva un fondo o patrimonio della Chie- 1 4^o: Rcslitutio titilli civitatis cimi
7, p.
sa, come notai nel voi. Lll, p. 5; la qual nspondenlibus privilegiis, et honoribus
città com'altre ebbe de'cardinuli per spe- prò oppido Frusinonis apud Volscos e-
ciali governatori. Nelle biografie de'car- xistenlis. Nel quale si legge Praeterea ;

< li ilei li si ponno vedere que'reltori dipoi non dissimile ventati omnino videtur e-
elevati al cardinalato; e tra' più antichi piscoporum sedem olim fuisse postea ,

ricorderò il bealo Berardo Berardi, ile' tornea Ecclesiae Verulanae adjunctum,


gran conti di Marsi,\valo nel 080, e Pie- 1 Sed omnibus nolum, tic per spedimi cstt
tro Galluzzi creato cardinale nel 1190. longa ab hinc minorimi serie ibi ponti-
Anticamente l'abbate di Monte Cassino ficiae Sedis praefectos Maritimae et
(/ .), ove già sorgeva la città volsca di Campaniae provinciae juisse atque e- ,

Cassino Cassiua, tra' suoi titoli usava tiam nunc esse, Ne'miei cenni su Frosi-
quello ili Comes et Rcctor Campatane none e sua illustre delegazione apostolica,
Marini/nacque provinciarum. Ebbero giovandomi ancora del Saggio istorico di
pure moltissimi cardinali legati, i quali Frosinone del celebre e dotto frusinate
risiederono in varie città delle provincie cav. Giuseppe de Matlheis (sommo pro-
si esse, come Atingiti A latri , , Piper no, fessore di medicina, le cui notizie necro*
Ferentino ove fu la curia generale ec, e logiche riporta il Giornale di Roma dei

lo rilevai nelle loro biografie, e per ram- 1807 a p. 989, quindi ['Album di Roma
mentarne alcuni, tali furono cardinali i
e col suo ritratto nel t. 24 4°9 > d
j P-
/ go (VA latri, Gregorio Teùdali, Stefa- diede !a bellissima biografia del eh. Qui^
no Normandis, Giordano Pirunlo o Pe- tino Leoni), già compilai ut] elenco d'al-
tonti Contida Tcrracina, Francesco Te- cuni cardinali legati della provincia di
buldeschi Francesco Prignaui Pietro
, , Marittima e Campagna, de'prelati gover-
Sasso, Ugo di Lusignano, di Casa, For- natori generali della medesima ede'dele-
cole Gonzaga, Francesco Gonzaga 3 0ìq- gatidiFrosiuoue poscia cardinale qui col-
33 VEL VE L
le Notizie di Roma vi aggiungo il prelato se Tani di Ferentino, è su l'antica Ver-
e: ora cardinal Domenico Sa velli, che nel rugine, indi Vallis Carità presso Valle-
1 833 successe a mg." Gioacchino Proven- corsa. Segue alla pag. 1 1 del medesimo
zali, al quale porporato fu sostituito nel opuscolo questo frontespizio. Saggio sto-
r
1 838 n>g. Marcello Orlandini della pro- rico di 1 allecorsa per Michele de Mal-
vincia diPerugia, ora da giudice deputato thias collaboratore di vari giornali
per le cause ecclesiastiche nel civile Tribu- scientifici, socio d'onore dell'accademia
nale ili Roma, promosso a vice-presiden- dell' Immacolata Concezione di Maria
te del medesimo tribunale: questi ebbe a santissima in Roma, Ferentino 1 85o,uel-
r
successori, nel 843 mg. Andrea Pila di
1 la tipografia de'fratelli Bono. Riporta per
Spoleto, attualmente niitiistrodell'inter- testo la seguente proposizione cavata dal
r
no; nel 1 848 mg. Pa.»quale Badia, al pre- Gioberti, nell' Introduzione allo studio
sente delegato d' Urbino e Pesaro; nel della Filosofia.» Nelle questioni riguar-
i852 mg.' Lorenzo Dialti (degno nipo- danti I' antichità e le origini raro è che si

te del cardinal Benvenuti benemerentis- possa avere piena certezza, e chi ottenga
simo preside contro il brigantaggio di que- una certa vero somiglianza, deve stimar-
ste provincie, per le quali fece stampare: siaver fatto molto". Termina l'eruditis-
Istruzioni e Regolamenti nelle provincie simo patrio Saggio storico a p. 5 e nel- 1
,

di Marittima e Campagna), ora votante la seguente trovasi la lettera 3. "con que-


r
marzo 858 l'odier-
di segnatura; e nel 1 sto indirizzo: » Al sig. cav. Gaetano Mo-
no mg/ Ferdinando Scapitta. Nel 1849 roni. Su li luoghi montuosi della provin-
Ferentino de' fratelli
nella tipografia di cia di Frosinone, ove se li medesimi ab-
Bono fu pubblicato: Lettere slorico-to- biati dato comodo agualoa'briganli. Cen-
pograjìco-archeologiche sopra alcuni no istorico di questi ultimi, con confuta-
r
luoghi della provincia di Prosinone , a zione delle proposizioni del eh. sig. Pie-
cui si unisce la nota de* cardinali legati tro Castellani (autore del Quadro geo-
e delegati di questa provincia non de- grafico dello stalo pontifìcio), e del sig/
scritti nell'elenco dato alla luce dal eh. cav. M01 oni (autore del Dizionario di E-
sig. De Malthaeis nella sua storia Fru- rudizione storica ecclesiastica), i quali
pure un saggio sto-
sinate, e vi si unisce hanno opinato per 1'allerma li va nella que-
rico di Vallecorsa una voltaV allisCur- stione surriferita. Vallecorsa 27 agosto
tia, opera di M. D. M. Egli è questi il eh. 1 846". Indi a p. 57 è la lettera 4-* al no-
r
Michele de Mallhias di Vallecorsa auto- bile d. Solis. » Sulla storia dell'industrie
re di diverse opere pubblicale, e nel de- della nostra provincia detta per auto/io-
corso di questa mia in buona parte ono- masiain Campagna di Roma, ove la
revolmente ricordate, persino negli ulti- descrizione della sua posizione commer-
mi volumi, ed anche con riprodurne al- ciale".A p. 64, si legge la lettera 5." e
cuni estratti delle medesime; il quale ultima scritta all'avv. Belli direttore del
scrittore si compiacque inviarmi il det- giornale del Foro di Roma; » Sopra l'ac-

to suo libro con l'epigrafe: In segno cademia scientifica esistente nella delega-
della più cordiale stima e rispetto. Le zione di Frosinone, ove un colpo d'occhio
mentovate sue Lettere contengono in
si della storia di detta accademia (Eroica),
un libro d' 88 pagine. Siccome mi ri- e de' suoi lavori ". Finalmente a p. 74 è
guardano , e del contenuto dovendone la Nola de'legali e delegati della provin-
poi ragionare all' opportunità, convie- cia di Frosinone, cominciando da A tito-
ne che qui ne dia un cenno fugace. La Tuscùlano nel 7 t4 rettore della Cam-
lilo

1/ lettera, diretta al sig/Sebastiaui, è so- pagna di Roma fino a Gaeta, sino al sol-
pra Allena: la 2/ indirizzata al uiaixhe- lodato mg/ Badia delegato apostolico, lu
V E L VEL 39
diversi tempi le proviucie di Marittima e no ne'mouli selvosi, pressoi! sito ove tro-
Campagna, e le Paludi Pontine, furono vasi l'odierno paesello di Morino, dietro
infestate da'malviventi, il cui ultimo pe- i monti d' A latri, della diocesi di Soia. Ne'
riodo cominciato dall'epoca repubblicana territorii ernici della provincia ebbero pa-
del 1798, terminò felicemente nel i825; lazzi e ville le più nobili famiglie romane,
perciò nell'articolo Prosinone ripetei il incompatibili se vi fossero stati comodi a-

riferito nella descrizione della delegazio- guatide'malfattori. Qui credo opportuno


ne di Frosinone dall'avv. Castellano: Lo riprodurre un brano del testo della lette-
Stalo Pontificio, Homa 1837, p. 206. » I ra mss. » Se passiamo poi a'tempi succes-
monti selvosi però hanno talvolta (paro- sivi, ed a quelli di Sisto da voi invo- V
la restrittiva da me aggiunta) fatalmente cati, leggesi subito,che li Briganti d'al-
offerto a' malfattori comodo aguato per lora ueppur ebbero comodi aguati ne'luo-
darsi alla rapina ed a' più atroci delitti. gliiFrosinonesi.il Muratori che ne discor-
Ricordasi fin da' tempi dell' imperatore re ne'suoi Annali al i585 racconta che
Severo lo scempio che gli assassini face- li Banditi erano Forestieri, li quali ve-

vano de'pas<eggieri e de'ricchi proprieta- nivano ad inquietar noi. Ed ecco anzi un


ri ne' monti Etnici ; se ne enumerarono discorso del lodato Annalista, con cui si

fino a 600; il loro capo Bulla Felice nel- esclude il vostro assunto. = Crebbe (e di-
l'anno 207 dell'era volgare venue impri- ce nel 1
590) poi questo (Brigantaggio) do-
gionato, e condannato alle bestie, dopo di po la morte di esso Sisto V, e massima-
che si venne a capo di disperdere i satel- mente perchè alfonso Piccolo/nini duca
liti suoi". Pubblicato l'articolo neh 844> di Monte Marciano caduto in disgrazia
r
dipoi il sig. De Matlhiasdi Vallecorsami del granduca Ferdinando (di Toscana)
scrisse la mentovata lettera de'27 agosto con grossa taglia sulla sua testa, perse-
1846. In essa dopo a venni notificato, che guitato dappertutto, si fece capo di que'
la provinciaFrusinateavea inteso con pia- masnadieri in Romagna ... e facea fre-
cere le mie lodi dategli nel Dizionai-io quenti assassinii, ed altrettanto facea
mio, urbanamente m' invitò a porre nel 3tarcoSciarra capo de' Banditi e scelle'
medesimo una nota pel suddetto perio- rati in Abruzzo, con iscorrer fino alle
do trailo dal eh. Castellano. Imperocché porle diRoma.=. E così prosegue a narra-
con diverse autorità di scrittori egli so- re che nel 1
5g 1 fosse ucciso il Piccolomini,
stiene. Che monti selvosi della provincia
i mentre ncli5g2 fosse mandato
Candia in
in discorso non hanno mai concesso co- l'Abruzzese, e quindi liberata da l' Italia
modo aguato E che la al brigantaggio. esseri sì perniciosi. Or dunque che ha che
masnada ebbe vita non
di Bulla Felice fare l'illustre nostra Provincia per cosif-
ne'luoghi attualmente componenti la de- fattiBandili?"Quanto all'epoca ultima del
r
legazione apostolica di Frosinone, ma ne' brigantaggio, soggiunse il sig. De Mat-
monti Ernici che oggi formano parte del thias, che i dispacci governativi sono a fa-
distretto di Soia del limitrofo regno di vore della provincia, da'quali rilevasi che
Napoli. A tale effetto ini fece inoltre os- la banda Gasparrone non era forte che di
sei vare, che ripartila l'Italia da Adriano 1 5 individui, ecostretta a ricoverarsi tra'
in 1
7 provincie, la regione Eroica, la qua- monti Regnicoli, ove realmente sono co-
le comprendeva i popoli al diqua e al di modi aguati, e spesso i briganti si ritira-
là de'monti di Preneste al Liri, venne di- rono nella liuea del confine del regno di
visa. Quindi Anagni, Alatri, Ferentino, Napoli. Per tuttociò mi pregava farlo co-
Veroli ec. appartennero a Frosinone; ma noscere al pubblico per ridonare a' fro-
li Ceretani e Capi ulani, ernici anch'essi, t sinonesi quel decoro, che alcuni male in-
apparteuuero a Soia, ed appunto, ubila va- terpretando le mie parole, gli hu.u tolto.
4o V E L VEL
Imperocché Frosinone co'suoi contorni a- darsi alla rapina ed ai pi a atroci delit-
limenta piuttosto (ìgii di benedizione e di ti, indicando i tempi di Severo, di Sisto

grazia, al dire del Pontefice esimio istitu- V e de primi 5 lustri del secolo corren-
tore del Sesto delle Decretali; rilenendo tejmerilare una nota, comegli piace chia-
egli che le bolle pontifìcie esprimono sem- mare il molto che ha detto, non ricordan-
pre proposizioni ineccezionabili, e perciò dosi delle qualità de' Dizionari che non
la riferita esporre una verità incriticabi- entrano poi minimissime discus-
in tante

le. Quindi celebiò vari illustri della pro- sioni anzi parlando genericamente non
,

vincia, cioè Gregorio da Pofi segretario si viene espressamente che di rado a sta-

d'Alessandro IV, dicendo che col suo sa- bilire tempi, solo riportando quanto più
i

pere liberò l'Italia da Ezelino; il dotlissi- scrittori ci dissero. Lei ha voluto analiz-

mosonninese Petticca; l'avv. Cecio disua zare il detto punto, e secondo la sua nar-
patria Vallecorsa, di rari talenti e luogo- razione monti non hanno concesso co-
i

tenente generale alla ricupera di Ferrara; modo agnato a' briganti, contro il fatto
non che la vallecorsana da cui nacque la in generale. Lei affaccia l'autorità di Mu-
madre di Gio. Francesco Aldobranditii ratori pe'tempi di Sisto V, di gran peso
generale contro Tunisi. Per ultimo, ap- ma non di fede, avendo parlato egli so-
plicò alcuni versi di Dante (che poi rife- lo di alcuni luoghi senza escludere gli al-
rirò) a qualcuno che aveva, secondo es- tri: giacché leggo nella vita di Gregorio
so , vituperatola provincia medesima, XIII (immediato predecessore di Sisto V)
mentre dovea lodarla; dovendo allora tut- Novaes gesuiti che se ne oc-
di MafFei e

to cangiar d'aspetto sotto i raggi del Sol cuparono con precisione individuale, per
di Ceccano (il cardinal Gizzi segretario que'benefizi di cui fu largo colla loroCom-
di stalo). Terminò la lettera con nuova- pagnia, senza venir al dettaglio, che Gio-
mente piegarmi a porre una breve nota vanni Valenti famoso capo de'tnalviven-
alDizionario mio per l'oggetto. Risposi li s'intitolava Re della Campagna di Ho-
a' i5 del susseguente ottobre colla lette- via, e qual reo d'atroci delitti fu deca-
ra che qui riproduco; e la ricavo dalla pitato. Leggo poi nella vita di Sisto V del
mia bozza, e probabilmente l'origina- Novaes e del suo correligioso p. Tempe-
le sarà limalo e più cortese, sebbene in- sti (anco su ciò mi limito ad un'indicazio-
teramente confidenziale e senza affatto aTerracina,PipernoeSer-
ne), ch'egli fu
studio, neppur per sogno immaginando moneta, non solo pel prosciugamento del-
che dovesse stamparsi. » Ill.mosig/ Mi- le Paludi ed altro, ma per liberare luo- i

chele de Matthias. Domando scusa se per ghi infestati da'mal viventi. Trova anco da
impotenza cosi tardi rispondo alla rive- ridire sudi provvedimenti fatti dal gover-
ritasua lettera del 27 agosto. In essa Ella no francese e pontificio. Io li trassi dagli o-
ancora mi dice che la provincia Frusina- riginali e non feci che indicarli pe' motivi
te intese con piacere le lodi che gli diedi da me addotti. Se alcuno ve ne manca
nel mio Dizionario, e la ringrazio di cuo- altro non è specificato non mi pare erro-
re. Ai rilievi da Lei fatti, non intendo di re, perchè io uon intesi far il computista

rispondere in dettaglio, ma solo sulle co- de'malviventi, ma darne un breve cenno.


se principali di fare qualche osservazio- Qualefu il mio Cine sull'articolo Frosino-
ne. Pei tanto V. S. III. ma incomincia col ne? Rispettando e venerando persino le
farmi osservare di aver io detto (cioè zolle della provinciaj e i suoi grandi uo-
quello che appresi da diversi autori, poi- mini illustri che vi fiorirono e fioriscono,
ché i si ponno inventare), che i
latti non ammirando la costante fedeltà e la- reli-

hanno talvolta fatalmente


inolili, selvosi gione degli abitanti, indispettito di legge-
oliato a' malfattori comodo agnato per re negli biotici, anche moderni, di venire
V E L VEL 4i
spesso spesso denominato ilparse de bri- vero qui di passaggio, che dopo la pubbli-
gami, per verace .simpatia, per giustizia, ca/ione dell'articolo, molteplici furono le

per affeziona di sangue, perchè alcuni pa- lettere che di moto-proprio ricevetti, da
r
tenti miei vi derivarono, e per l'edificazio- mg. Pila delegato e da molti provinciali,
ne ricevuta nel viaggio di Gregorio XVI, senza ninno de'rimarchi da Lei prodotti,
mi proposi fare un onorevole articolo, e come niuno li fece de' nominati. Inoltre
riuscì per amore mollo lungo, contro le l'articolo prima di stamparsi lo diedi pu-
basi ilei Dizionario, non valutando che re a leggere al p. Meueguzzi procurato-
per la lungaggine mi esponevo con altri re de'certosini, pei; le notizie che di loro
articoli, con tutte le conseguenze che ne riportai, e ri'ehhi approvazione e lode: a'
derivano. Fatto l'articolo (come faccio di marchesi Longhi (de'signoridi Fumone),
ognuno che li rimetto alle parti che pos- ed al p. Illuminalo da Pofi, per ciò che
sono giudicarne) lo sottoposi alla revisio- li riguardava, e ad
altri, niuno affatto di

ne dello storico di Prosinone prof, de essirimarcandomi il da Lei osservato.


Mattheis; e siccome mi accorsi che fru- i Mentre mi era riuscito a furia di libri, di
sinati avevano emuli nella provincia, per cui sono dovizioso possessore, parlare di
correttivo l'umiliai ancora alla revisione tutti i luoghi della provincia , non potei
r
del rispettabilissimo sig. Cardinal Gizzi; rinvenir notizie di Vallecorsa j dispia-
e quanto alle provvidenze sul brigantag- cente che su Castro es. Lorenzo pubbli-

gio lo sottoposi all'approvazione dell'; vv. cava qualche cosa mentre della prima ,

Del Grande assessore straordinario all'e- benché sede di governo nulla poteva di-
stirpazione del medesimo. Ecco dunque re, contro
il mio sistema cercai notizie,
esaurita la critica per la verità istorica. le quali sempre volli procurarmele a for-
Conservo i biglietti autografi de'nomina- za di studi, per non vestirmi delle penne
r
li revisori, pronto ad esibirli a chi Ella altrui, e per non espormi. Mg. Santucci
deputasse a leggerli. Il professore lodò e (ora qui aggiungo, in quell'epoca sosti-
approvò l'articolo, e solo rispose alla do- tuto della segreteria di stato, e di pre-
manda che gli feci un preside, e sul-
circa sente cardinal prefetto degli studi , an-
la nascita di s. Silverio. L'incomparabi- ch'esso della provincia comechè di Gor-
1
le Porporato, qualificato per ottimo il Di- ga) mi offrì l'ottimo sig. prof. Rossi (ora
zionario, disse : Dalla lettura dell'ar- aggiungo di Vallecorsa), ed egli gentil-
ticoloFresinone ho potuto convincermi mente mi procurò le notizie da V/ Sig."
che Ella ha attinto a buone sorgenti, ed dicendomi egli
Nell'atto che le riceveva,
ho rimarcalo qualche punto con-
che. in che Lei opinava corrispondere all'antica
troverso fra due paesi ha mostrato quel- ibernica o Ferrugine, tosto gli mostrai
V imparzialità che conviene al sodo isto- gli Verruca. Mi
autori che parlavano di
rica. Corresse il campo Tr^jana in Tro- vedendo a Lei con-
posi subito al lavoro, e
pi no, ed Cancello io TorriceWo. trarie le testimonianze degli storici che
L'avv.
Del Grande, mi scrisse: fio letto con ve- pubblicai, procurai estenderle con gar-
ra compiacenza l'articolo sopra Frasi- bo e con riguardo e riconoscenza a Lei.
nonc. Tutte le circostanze sono rilevale Tuttavolta non volendo ciò fare all'insa-
r
con chiarezza, e precisione somma. Il bre- puta del sig. Rossi, per delicatezza e cir-
ve racconto del brigantaggio è stalo trat- cospezione , nel dì seguente gli mandai
tato con moltissima accortezza. Tale pu- l'articolo Vallecorsa, invitandolo franca-
re fu il sentimento di mg.' Antonelli(ora mente a cambiar frasi e cose, a dirmi li-
qui a»»inngo,della provincia, cioèdella cit- beramente se andava bene e se poteva ,

tà di Terracina,enato in Sonniuo, ed at- Ella menomamente offendersi del modo


tuale Cardinal segretario distato). Usser- da me tenuto. Mi favorì la sera, e mi dis-
4* VEL VEL
se die avea anzi ammiralo moderazione compilato. Abbia la degnazione di legge-

e riguardo; e ch'Ella certamente non si re la mia Dissertazione de'beni apportati


sarebbe lagnato. Invece dalla sua lettera alla Giurisprudenza dalli Sommi Ponte-
vedo col fatto gravami avanzatimi. Io
i fici. Dissertazione inserita da mg/ Auto-
non pronunziai contrario giudizio, esposi nino De Luca ne' suoi Annali di scienze

solo per verità itterica i diversi sentimen- religiose al voi. xv, fase. 43 del 1842; e
ti, lasciando il giudicarne ai critici, senza vedrà a chiare notecome io abbia in pre-
il menomo fine di farle cosa spiacevole. gio la dotta di Lei penna. Dei resto sta
Lei ini fa il novero di molti uomini il- benissimo quanto l'Ecz." V." si compiace
lustri della provincia; ed io ai rispettivi significarmi colla pregiatissima del 1 5 an-

luoghi non mancai né mancherò parlar- datile; e rapporto alla Storia di Falle'
ne con diverse Iodi. E sia certa che ai de- corsa posso assicurarla , che la scoperta
biti luoghi terrò presenti le sue osserva- di alcuni marmi, lapidi e altri monumen-
zioni (il che vado eseguendo). Spero ave- ti antichissimi fanno conoscere essere qui-
re rettificato l'idea etterati formata su di vi d'intorno slata la Verrugine de'Volsci.
ine circa all'articolo Frosinone. gli con- Gli autori , che la pongono altrove non
fermo mia affettuosa propensione per
la conoscono le surriferite scoperte. Se ilCie-
tutta la ho moltissimi miei
provincia, ove lo mei permetterà io spero pubblicar l'o-
a
benevoli. Dichiaro a V." Sig. la mia di- peretta archeologica su questa mia pa-
stinta stima per le sue dotte cognizioni, tria... Omissis... Deh o Signore,
! si com-
gli esibisco la mia qualunque servitù, , e piaccia di essere il mio Mecenate, men-
ini riuscirà infinitamente gradito un suo tre io con sensi di sincerissima slima e
cortese riscontro ,
passando intanto con cordiale rispetto ho a pregio sommo di
tutto il rispetto all' onore di protestar- confermarmi". Gli risposi a'2 3 ottobre,
mi ". Il sig.' De Malthias, immediata- ma non rammento termini, perchè noni

mente e colla maggior gentilezza rispose feci precedente minuta, non essendo so-

a'ig ottobre 84^. «Eccellenza. La mia


i lito di farne, neppure per questo mio Di-

umilissima <lel 27 perduto agosto ultimo zionario, come altrove dichiarai e sono
r
fuda ine all'Eccellenza V. "semplicemen- pronto provare a chiunque. Il sig. De
te duella per pregarla a fare una nota Malthias replicò da Vallecorsa a'29 del-
in favore della provincia Frusinate, e non lo stesso mese, egualmente con termini

ad altro fine. Eorse il mio giovanile ardi- della più squisita gentilezza e per me o-
mento non mi avrà fatto bene esprimer- norevolissimi, il cui contenuto è estraneo
mi. È certo d'altronde, che malamente all'argomento in discorso; come lo è quel-
si appella Frosinone come Paese di Bri- lo della successiva felicitatoria degli 8 di-
ganti. Io porto quel sentimento espresso cembre 1846, altro modello di benignità
maestrevolmente dalcav. Micali nel capo e di rara cortesia. Commosso, all'ammi-
r
8.° della par. ».' della sua opera su l'Ita- razione verso l'egregio sig. De Malthias,

z=aV<i sono (e'ilice) sempre e in ogni


lia. e rilenendo la cosa del tutto terminata
luogo grandi colpevoli. Se la corruzio- per la mia ampia giustificazione, vi ag-
ne non è generale, rispettano il secolo. Se giunsi lamiariverenteaffezione,sentimen-
il secolo è vizioso, lo disprezzano, né cu- ti che sinceramente nutro e mi onoroqui

rano suoii giudizti. =: Posto questo prin- pure professarli. Ma neli85o senza alcu-
3 a
cipio, estraggasi oradall'Ecz. V. la con- na avvertenza precedente e senza che ,

seguenza pel fatto di quel preteso Re del- nelle posteriori lettere l'encomiato scrit-
laCampagna Romana, eh' Ella mi cita. tore ne facesse mai trapelare alcun cen-
Non creda poi, che io non abbia lodato, no, onde io poscia per rispetto l' imitai
e non lodi di cuore il Dizionario da Lei nelle mie repliche, mi rimise per la pò-
V E L V E L 43
sia il sopra Iodato suo libro: Lettere ec. sa, Lorenzo e Castro. Volle eziandio ri-
s.

Saggio storico di f'allecorsa, dopo il conlare in detta nota, che nel 1208 Inno-
quale trovai la Lettera 3." a me diretta, cenzolll da Fossanova si recò a s. Loren-
però con diverse varianti e note die non zo e poi in Castro ed in Cepium, pernot«
esistono allatto nell'originale; e con mio tandoin tutte le nominate terre. Da Ce-

nolubile stupore, senza die egli vi ripro- prano, per Aquino si portò a s. Germa-
ducesse mia replica giustifieativa.di che
la no e Monte Cassino, indi a Soia e al ino-
n ine sembra fosse cosceuziosa niente e in- nastero di Casamiri e per Ferentino si
,

dispensabilmente tenuto di fare, anche restituì a Homo. Dicendo de' banditi di

ad onore della provincia di coi si mostra Sciarra, aggiunse in nota. »> Non neghia-
amoroso e geloso propugnatore. Ed è per- ino die in queste contrade si trovarono
ciò che volli qui ripararealla sua omissio- alcuni banditi ne' nostri tempi. Mi non
ne, nel tempo stesso che vado esaurendo ebbero comodo aguato. Furono sempre
il da me promesso, ed il tutto per deco- perseguitati e distrutti. Un bravo capita-
r
io della medesima provincia e per scoi- do contro di essi fu il sig. cav. Giusep-
parmi da qualunque ombra che abbia peSabbatini domiciliato in s. Lorenzo, che
potuto ingerire la Lettera stampata del presto riportò di essi completa vittoria".
r
sig. De Matlhias, aumentata colle dette Egualmente non trovo nell'originale q<M<
varianti e note. Di queste non posso fare si' altri aggiunta che leggo nella lettera

a meno di qui rimarcare le più essenzia- stampata »* Ne' Monti poi non esistono mi-
racolile intrinsecamente indispensabili al- ca Terre orribili. Sminino e Patrica non
la coerenza della surriferita mia risposta, sono qua li si dipingono. Alle falde di que-
non conosciuta finora dal pubblico, meo- sta ultima si rinvengono attualmente a-
tre parte di questo è possessore della let- vanzi di ville, specialmente del tnagnifi-
teia stampata, onde n'è facile il confron- co Mecenate e del console L. Lummio,
lo, come pure lo è del Fro- mio articolo trovandosi persino oggidì denomina- la

8LVONE per fare altrettanto. Riparlando zione di Collelummio ad intuito appunto


delle ville de' romani, le dice poste ne'ter- delle possidenze di colai cavaliere roma-
ritorii Ernico-Volsci. Indi aggiunge.»» Se no". Ommise di far menzione degli illu-
passiamo poi a' tempi successivi, eccovi stridi Vallecorsa, avendone nell'opusco-
una Corte Sovrana tra noi. Il Muratori lo stampato ragionato nella Storiti. ìn-
negli Annali d'Italia all'annoi i5i scrive, vece aggiunse quest'altro periodo.»» Ed
che=; Papa Eugenio Illa dì 10 maggio oggi son gloria di queste contrade i Car-
andò a Castro (poco lungi da Ceccano), e diiialiBellid'Anagni,Siiuonetti figliod'n-
vi dedicò Croce, e nel dì
la chiesa di s. na Vallecorsana, Gizzi di Ceccano, Anto-
27ottobrededicòlachiesa del monastero nelli di Sonnino, e Vizzardelli di Monte
diCasamaro (presso Veroli), dopo di che s. Giovanni ". Nel ripetere il paragrafo;
tornòaSegni=overisiedè per molto teui- In sostanza è noto che qualcuno ha vi-
po. Lo stesso ripetasi di Lucio 111, Inno- tuperato la Delegazione in discorso, ab-
cenzo 111 e di Sisto V ec. che onorarono benché di certo le dovuto dar lode.
avria
di loro presenza Piperno... " In nota poi E qui lo pone con nuova nota, non esi-
ricorda gli onori ricevuti dalla provincia stente iieH'origiiiale.»>Si allude al cav. Mo-
nel secolo corrente da'gloriosi Pontefici rolli, che ha molti paretai qui". Segno-
Gregorio XVI e Pio IX nel 1 843 e nel no i versi Danteschi, che a meoraesclu-
l85o, e che furono pure in Fi osinone e sivamente applicati sono preceduti dulia
in Piperno; nelle vicinanze di Prossedia- paiole; Si potrebbe ripetere con Dante,
vendo incontrato il 2. le commissioni di Questa e colei, die tanto posta in croce-
quelle lene, e specialmente di Vallecor- Pur da color } che le dovrian dar lode, -
.

44 VE L VEL
Dandole brasino a torto , e mala voce. stampata diversamente e alla mia insa-
Il fine della lettera stampata .essendo mor- puta. Tuttavolta ho evitato e mi sonoa-
to a quell'epoca il cardinal Gizzi, termi- steiiulo da qualunque commento o cita-
na colla variante. >» Ma orsù ossi
Do il tutto zioni analoghe di mia opera, e da quanto
dee cangiar di aspetto sotto raggi del- i altro cagionar potesse neppure l'apparen-
l'immoilal Pio IX". I nominati Cardina- za d'animo indisposto. Arroge il pro-
li, meritano schiarimento, e «li tutti mi nunziato di recente nel parlamentod'ln-
glorio di averne goduto la benevolenza, ghil terra sull'infume attenta tu de' gen-
1 4
come ho a vanto d'onorarmi del patro- naio i858 pel progetto da convertirti in
cinio del superstite vivente. Il cardinal bill legge relativo alla cospirazione d'as-
Belli era morto
settembre i844> v '"
a 'g sassinio, dalla magniloquenza di lord Pal-
veva il cardinal Simonetti e poi morì a' mellimi, che disse.»Di versi oratori si so-
5gennaioi 855; il cardinal Gizzi era mor- no olliesi di ciò che si è dello, essere que-
to a'3 giugnoi849; il cardinal Antonelli sto paese l'asilo degli assassini e de' co-
è stalo creato cardinale l'i i giugno 1847; spiratori. Sventuratamente non possiamo
il cardinal Vizzardelli creato cardinale in negare che così sia. Non è però vero il di-
«letto giorno, morì poi >'%4 maggie f 85 1 reche colla costituzione del paese il go-
Circa a'sedicenli miei parenti, il sig/ Da verno e popolo inglese incoraggia e pro-
Mailhias amplificò le mie parole; alcuni tegge uomini che tramano questi a-
gli

parenti mici vi derivarono. Le scrissi per che li commettono, ma sven-


troci delitti e
sapere, che la mia ava paterna era nata turatamente è vero che simili delitti so-
in Roma da Sebastiano morto d'anni 07, no stali preparati in Inghilterra e che dal-
della ricca famiglia de'Recchia di Guar- l'Inghilterra sono usciti incaricati di com-
dilo. Me ne pregio; ma ignoro chi siano, metterli". L'applicazione che faccio io al
e ninno mai per parente mi si fece cono- caso nostro, è in quanto alla topografica
scere, uè della provincia di Frosinone, né condizione del paese, che questo soltanto
di Velletri. L'allusione specificatamente per natura può porgere rifugio e asilo, e
affibbiatami nella lettera stampala, la re- ciò all'atto non mai olfeude 1 generosi a-
spingo come inesatta, ed eziandio reputo bitanti; che invece per tale stato di locali-
non dovermisi all'alto, per tutto il riferito tà (urono esposti di tanto in tanto a sog-
colla massima ingenuità e semplicità. giacere vittime di deplorabili spogliameli-
Da ppoichè,lenendo sempre per fermo che li , atroci uccisioni e altre abboiuinevoli
io Dell'articoloFrosinone parlai con dile- nefandezze, lo distinsi e distinguo gli a-

zione della provincia, anzi reputando non Dilatiti dall'abitato. Questo è un fallo im-
mai abbisognare di dichiarazioni, nondi- possibile a negarsi, ed è noto a tutto il

meno fedele alle mie promesse, non cre- mondo. Lo proverà diversi brani storici
dei meglio corrispondere a' tlesiderii del che in progresso dovrò riferire, anco col-
r
sig. De Mailhias, die col riportato am- lo stessoMuratori e suo continuatore, e
piamente in questo articolo. Penetrando- co'medesimi scrittori provinciali e delle
mi del suo spìrito lodevole d'amor patrio, vite de' Papi, come i meglio informali in
torno a dire, che credei vantaggioso alla argomento, li preferirò ad altri.
e perciò
nobilissima Provincia il pubblicare la La provincia
Marittima ossia la le-
di
pi onla e franca mia risposta; (lessa fu fat- gazione propriamente di Velletri, come
ta pelò alla lettera anteriormente scritta la costituì Gregorio XVI, abbracciò nel
dal suo riverito pugno, oud'era indispen- nuovo compartimento l'antica provincia
sabile e necessario che facessi l'esposte av- di Marittima del Lazio, e ne forma il con-
vertenze, per le dichiarate varianti e note fine meridionale la spiaggia Mediterra-
che si leggouo solamente uella posteriore* nea dulia foce dell'Astuta siuo oltre all'i u-
VEL VEL 45
nontorio Circeo, e precisamente alla tor- popoli ernico-volsci, e delle città d'am-
re Gregoriana di Terrari nat che tocca il bedue, antiche e superstiti. Gli eroici,
limite napoletano, al moilo descritto iti si vogliono dal De Matlhias, nella Lette-
quell'articolo. All'est ed al nord le fan- ra 5.',ove discorre della sua dissertazio-

no cerchio paesi della Campania o Cam-


i ne Ietta nell'accademia Etnica, Le Ori-
pagna Romana, che forma oggi la dele- gini Erniehej prefazione alle disserta-
gazione di Prosinone all'ovest poi è li-
; zioni sull'Agricoltura Etnica, derivati
mitrofa alla Comarca di Iloma, e più si da' pelasgi cananei, fenici e egizi, per cui
avvicina al distretto d'Albano. Le monta- la loro lingua antica partecipava dell'e-
gne Lepine formano per lungo I ratto la braica o egizia primitiva, condotti nel-
linea di demarcazione fra il litorale e la la regione dal capo de'pelasgi cananei e
Volle del Sacco, e sono quindi la bar- fenici cacciali dagli ebrei, Eroico Elolo,
riera fra le dueprovincie, ed il suolo Er- dal cui nome lo presero la contrada e i

nico-VoUco. Ad evitare ripetizioni, <]ui popoli che l'abitano. Diverse città, luo-
avverto, che del territorio volsco e de'suoi ghi e fiumi portano nomi derivali dalle
popoli e citlàjoltreil riferitone giàco'pnb- originarie sedi di tali pelasgi. L'Etolo Er-
bhcati loro articoli, e nel voi. XXVII, p. nico nel Lazio scegliendo la parte più a-
299, ove notai che ne furono capitali o« dalta a' suoi disegni agrari e guerrieri,
ra Valletti, ora Piperno, e fors'anco al- fabbriconi de' ricoveri ad imitazione di
cnn'allra città, come Sessa(1 .) o Sues- quegli egizi, che non habebanl demos,
M l'oniezia o l'omelia, dalla quale prese sed Turres. Le mura pelasgiche alalri-
il nome il famoso territorio Pontino, e in ne non sarebbero in questo senso, che
tale articolo dissi pure delle diverse cit- immense torri, formate giusta il costu-
tà omonime de' principali illustri votaci, me de' signori delle piramidi. Gli eroici
oltre il già detto ne' ricordati articoli di sono celebrali dall' antichità pel valore
città e luoghi de' volsci ; dell' industria, nell'armi, per le loro costruzioni ciclo-
commercio e prodotti de'medesimi, oltre pee, delle quali in più luoghi dissi parole,
ilcenno complessivo dell'intera legazione come ne' voi. LX1 1
1, p. 23o, LXXXI V,
che vado a fare nel presente periodo; di p.167, e altrove. Oltre quelli che poi ri-
tutto ne terrò proposito, sia descrivendo corderò, sulle costruzioni ciclupee scrisse-
la legazione nella parte marittima, sia ro. Middleton, Cyclopians If'alls, Lon-
nella descrizione di Velletri e suo terri- don 1821. Dodwell, Cyclopians II alls
torio. Delle Paludi Pontine, dopo que- in G rece and ftaly ^London 82 1 .Filippo 1

st'ai ticolo, ne riparlai nelle città e luoghi Pet t-Radel, Viaggio storico f orografico
1

che tie risentirono i danni o vi hanno par- e filosofico, fatto nelle principali città
te del territorio, principalmente in quello dell' Italia nel 1 8 1 1 e nel 1812, Parigi
di TerracHiaj e nell'altro di Strade di 18 5. Sono pure
1 gli eroici lodali pel rego-
Ilenia, fumosa Via Appia che la
della lare coniugio,e quali eccellenti e fortissimi
percorre, meritamente denominata Re- agricoltori, oltre altri posteriori vanti che
gina J iaruni. Quanto alla provincia di rilevai ne'relati vi articoli; siccome di sve-
Fresinone, regione degli antichi cinici, gliato ingegno, religiosi e fedelissimi sud-
è a vedersi quell'articolo, ove notai che In tutti tempi fiorirono
diti pontificii. i

ildistretto di Terracina, governi di i copiosamente illustri, che onorarono la


Vahnonlone, di Segni e di Sezze, ad es- nazione ernica e le individuali patrie, col-
sa appartenenti, co' loro vice-governi la dottrina e l'arte, la santità di vita e il
,

nell'erezione della legazione di Velletri alore guerriero, le dignità ecclesiastiche,


furono smembrati ed a questa attribuiti. civili e militari, e quasi di tutti o alme-
Inoltre nellostesso articolo parlai de'due no de' principali potei decorosamente ra-
46 V E L VEL
gionarne a' loro articoli o luoghi. Provin- lati sono insigniti del grado episcopale),
cia in somma, che il gran Bonifacio Vili, molli professori dell'università romana,
una delle tante glorie della medesima, di- tanti giudici de'triburiali di Roma, e vati
chiarò:» Haec est enim Provincia, prae- altri uomini eccelsi, essendo genio della
darà Campaniae Mariliuiaeqne, quaefe- scienza musicale il Colelli d'Anagni.ed un
licis henedictionis, et gratia gratiludinis, genio de' panegiristi romani il carmelita-
clohedienliae producilalumiios,el in qua no scalzo p. Teodoro di Maria Santissi-
semper erga Ecclesiam supradiclam Gelei ma vallecorsano. Narra di più, clic in À-
constantia viguit, claruit devotiouis iute- cuto ebbe origine l'istituto delle pie don-
gritas, splenduil revereutiae plenitudo. ne e monache Adoratoci del Divin San-
Haec est profecto columua fidclitatis, im- gue (di quello stabilito in Orte , idea-
nicbilis, super firmati) Petra ni Fidei con- to dal ven. cau. Del. Bufalo istitutore del-
sultila, quae uullius unquam conculi pò- la congregazione del Sangue preziosis-
lui! frangenti* fremilu tempestati*. Haec simo , e posto in pratica da Maria De
est Provincia, quae semper ipsiusEccle- Mattia* iu Acuto, ne feci parola nel voi.
siae virili ter, et conslanter in necessita- XL1X, p. 1 83. Nel ricordato articolo
tibusastilil personaruni perieula, ti, mina tomai a far menzione delle Adorati ici
rerum, et lahorum onera non evitati*, cu- del Di vili Sangue, menile nel voi. LXUI,
jusque prompto, et patenti auxilio Ter- p. 123, celebrai lo stabilimento a loro a-
rassibisubjectas regi* dirigitque Provin- perto in Roma per l' educazione mora-
cia*,ipsarum compescit excessus ausus , le e religiosa delle fanciulle, del di cui
temerarios reprimit, illiei Los motus frae- prospero successo può vedersi il riferito
nat. Hic est utique praedilectus, et deli- nel ii.° i47 del Giornale di Roma del
ciosusHoi tusEcclesiae. In quo ipsa repe- 18J7. E in quanto alla congregazionedei
rii, quo»! delectat, culligli, quoti blandi- sacerdoti, dissi die Pio VII nel 182 1 or-
tili" alfeclui,guslat, et perequi dolce* fru- dinò al medesimo servo di Dio di aprir
ctos". Tarilo leggo nella bolla di Bonifacio le caie di Terraciua, Sminino, Semionda,
Vili, Romana jìlalcr Ecclesia, da lui e- Velletri, Frosiuone e Vallecorsa, e della

maoala nella sua nobilissima patria Ada- medesima riparlai nel voi. LXXX1V, p.
gili, metropoli degli eroici, a' 28 settem- 198), fondato per la civile e religiosa e-
bre 1 290, pubblicala da Bonifacio IX col- ducazione delle donzelle, già propagate
la bolla Iluinilibus, de' 12 giugno i4oo, iti Francia, Germania, America ec, e poi

Bull. Rom. t. 3, par. 2, p. 395: Con/ir- ne ragionò pure nel suo libro Della Pe-
malio Slatuloriim, ci Ordinationum dagogia necessaria alle donne, Feren-
Pi ovinciarum Campaniae et Mariti- , tino 85 (leggo nella Topografia stati'
1 1

viae per Bonifacìum PP. T III edilo- slica dello slato pontificio del cav. A-
i'uìiì. Ivi è pure la bolla Ad*a di Boni- doue Palmieri, Roma
1857, a p. 87.
facio IX: Stallila pio Tcrracinensibus » In Roma le pie educatrici, ed Adora-
telila firmat.UDe Matlhias, oltre sum- i ti ici del Divin Sangue , in via Avigno-
meutovati cardinali (a' quali aggiungo il nesi,11.' 80, iu casa della principessa Wol-

cardinal Gioacchino Pecci vescovo di Pe- konsky, ammaestrano ne lavori ed istru-


rugia, e il cardinal Vincenzo Santucci pre- zione cristiana le fanciulle, ed auebe le
fetto della congregazione degli studi, di- maritale. Institulrice fu la pia Maria de
poi elevali alla s. porpora) della provin- Matiis di Acuto verso ili 833 sotlo la di-
cia, dice questa contare circa 4° prelati rezione del ven. canonico Del Bufalo, e
((ra'quali almeno 5 che Dominerò iu se- già conta6 case per lo stato pontifìcio").
1

guito a cagione d'onore, sono prossimi al- Aggiunge che nella provincia esistono col-
ludiguilà cardinalizia; e diversi di tali pre- legi fionlisiiiiii, biblioteche, seminari, li-
V E L VEL 47
pogra fie, musei numismatici en. L'acca- lenni lornale,per lo più imprende a tratta-

demia Etnica la ilice fondata nel decli- re argomenti riguardanti le cose patrie.
n.ir del secolo passalo dal sommo nelle Tre ordini di soci compongono 1' accade-
r
scienze e nelle lettere mg. Giovanni De- mia, residenti, corrispondenti, onorari: fra
voti vescovo d'Anagni in questa città, la isecondi mi pregio di appartenervi. A'27
quale per essere l'antichissima capitalede* giugno i845 mi fu spedilo il diploma di
gli ei nici prese il detto nome; alterata nel socio corrispondente, cogli Statuti del-
suo progresso pegli sconvolgimenti repub- l'accademia Erràca eretta in A latrilo-
blicani deli yqg, indi il vescovo d'Anagni ma i845. Indi ricevei il Catalogo de*soci
r
nig. Gioacchino Tosi potè stabilirla. Nel della accademia Ernie a fondata sot-
suo i.° lustro l'accademia fiorì in modo, to gli auspicii della sa. me. di PapaGre-
che poco mancò non vi dasse il suo nome gorio XF1 che
drgnossi fregiarla, del-
l'imperatore Napoleone 1, il quale aven- l'augusto suo nome, Roma 1847- Egua-
do molta propensione pel Tosi, gli sotto- le onore ha compartito all'accademia il

mise le diocesi di Paleslrina, Terracina, regnante Papa Pio IX. Notai già che il
Sezze, Piperno, Ostia, Velletri, Alati i, De Mallhias colla Lettera 4-' ragiona
Albano, Frascati, Porto e s. lAullina, e Ti- sulla storia dell'industrie della provincia
r
voli. Per le vicende cui soggiacque mg. e di sua posizione commerciale. Egli dice.
Tosi, l'accademia fu dimenticata, ma nel L'antico commercio si vuole ben grande,
i843 quando l'immorlal Gregorio XVI perchè il solo distretto d'Anagni contava
degnò di sua presenza la città d'Alain, 60,000 abitanti, e Virgilio appellò ricca
si pensò con energìa a ristabilii la. 11 me- Anagni non per la semplice coltura cam-
nuova fondazione dell' accade-
rito della pestre, ma eziandio pel traffico, poiché il
r
mia Etnica si deve amg. Adriano Giani- suolo in parte è sas-oso. Del vetustissimo
pedi zelante, facondo e dotto vescovo d'A- commercio degli ernico-volsci n'è prova
lati i in questa città, e ne ottenne l'appro- la staterà della prisca Campagna del La-
vazione dalla congregazione degli studia' zio. Un'iuvenzione de' pesi de' tempi re-
3o luglio 1 844- Et'ggo "el supplemento motissimi, decide de' famosi mercati d'e-
aln.°i4 del Diario di Roma del 845, 1 poche lontanissime. La staterà ne'campa-
che l'accademia fu fondata a'2 febbraio ni del Lazio, ove souo contorni di Erosi- i

1 844» anniversario Gre- dell'elezione di none, Milli cii ni emenle attesta quanto pri- i

gorio XVI, che perciò essendosi propo- mi frusinati felicemente commerciassero


sto di celebrarlo, e insieme quello del- colle loro produzioni e industrie. Di pre-
1 accademia con solenne straordinaria tor- sente la delegazione diFrosinone nell'agri-
nala, a cagione del mal tempo si differì coltura mantiene aperti traffichi non solo
a'9 e celebrossi il letleiario esercizio nel colle principali parli dello stato pontificio,
modo ivi narrato. Apprendo poi duW'dl- ma ancora al di là dei Mediterraneo e del
burn di Roma, 24, p. 46, che contri-
t. 1 Tirreno, e persino in Africa. Anagni e
buì alla fondazione dell'accademia il pa- Ferentino producono abbondanti grana-
trizio alatrino e cauouico della cai tedia- glie, Veroli e Vallecorsa moltissimo olio,
le d. Agostino prof. Caporilli prefetto de- Allena e s. Lorenzo copiosa seta, Supino
gli studi nel seminario, la di cui biografia moltissimo legname. Gli opificii di panni
del prof. Giuseppe Tancredi ivi si ripor- d'Ala'.ri e di tappeti di Veroli sono rino-
ta, coli' encomio del suo sapere e parti- mati. In Frosiuone si migliorò ne' lavori
colari pregi. Intendimento dell'accade- agricoli e industriali. Eccellenti sono le
mia è la coltura dell'umane lettere e de- piante di tabacco di Vallecorsa e Ponte
gli utili studi. Dopo i misteri di nostra ss. Corvo. Termina il De Mallhias con os-
Religione, cui souo sagre le sue più so- servare; Che se Terracina avesse una
,

48 VRL V EL
fiera, come quella ili Sinigaglia, ed aves- ta la sua estensione. Frale riserve fatte
sepure una strada ferrata che l'unissi; a dal governo, vi è quella dello stabilimen-
Roma, la delegazione Frusinate diver- to d'una linea telegrafica elettrica lungo
rebbe la i." provincia dell' Italia. Bensì la via ferrata. Quindi il Papa nominò
narrai in tale articolo, pel cui porlo tan- commissario generale delle strade ferra-
to fece Gregorio XVI a vantaggio di que- te pontificie romane il duca d. Mario
ste provincie, clie vi è la stazione e l'offi- Massimo. 11 n. 85 dello stesso Giornale
cio per la telegrafia elettrica; mentre so- pubblicò gli articoli addizionali agli sta-
no lieto di potere qui ripetere, die il ti on tuti de' 24 maggio i854, della società a-
co di ferrovia da Roma
Tuscolo (/ '.), al nonima della strada ferrata da Roma a
dovrà continuarsi per Velletri e Cepra- Frascati, la quale prese il nome di Socie-
no, per congiungerlo a quello di IN tipo- tà privilegiata Pio- Latina delle Stra-
li, come accennai ne' voi. LXX, p. 63,1 de ferrate da Roma a Frascati, e da
LXXXIV, p. i5; ed intanto il governo Roma al confine Napoletano, ossia Ce-
del florido regno delle due Sicilie spinge prano. Tali articoli furono approvati dal
con massima alacrità la strada ferrata Papa a' 3 1 marzo
858. Si può vedere 1

perCeprano, anzi si può dire giunta qua- l'interessante articolo d'Angelo Angeluc-
si alle frontiere pontificie, destinata a riu- ci Ferrovie ed opere dello Sialo, a p.
:

nire le nostre vie all'altre Europee, men- 1 80 del 1. ,ser. 2. 'dell' Enciclopedia con-
1

tre accosta a Sanseverino per proprio temporanea di Fano .Ora colla stessa En-
conto la strada di Brindisi. Sulla linea ciclopedia contemporanea di Fano, t. 6,
della ferrovia Pio-Latina si formeranno p. 2 2 e seg., riporterò il sommario delle
1

due primarie stazionala t .'inVelletri, l'al- piùimportanti materie trattale nellaRivi-


tra probabilmente in Ceccano. Nel Gior- stade'prodotti naturali e manifatturieri
nale di Roma del 858, n. 56 e 5<], si leg-
1 dello stalo romano,del prof.GaetanoNigri-
ge la conferma alla società anonima della soli, autore della recentissima e bell'ope-
concessione della strada ferrata non sola- ra, sulla quale però vanno tenute presen-
mente da Roma a Fi ascati, ina eziandio il ti quelle savie avvertenze pubblicate dal-
suo prolungamento dalla n." città al con- la stessa Enciclopedia a p. 3 57 e seg.
fine Napoletano, seguendo il traccialo sot- la quale tornò a lodare l'autore nella se-
to i colli Albani e per Velletri, lino allo rie 2.', 1. 1, p. 58. Legazione di Velletri.
slesso confine Napoletano per Ceprano; Fiorenti l'industrie agricole, lanquide le
costruita ad un binario, cioè con una cop- manifatturiere. Prodotti naturali. Buoi
pia di guide di ferro, salvo pe' recessi di e bufali in bel numero; in mediocre i

carico e scarico, stazione e scambio, che cavalli e pecore; scarseggiano le capre e


dovranno avere doppi binari ec< Si ripor- i suini. Commercio vivo neh' anzidetto
ta pure il capitolato accettato dalla socie- bestiame con R_oma e col Napoletano.
tà a' 7.5 febbraio j 858, con sovrana san- Poco si curano le pecchie e i Augelli. La
zione e ordini de' 3 marzo susseguente ; pescagione e la caccia danno considere-
colla tarilFa di nolo pe' viaggiatori, e le voli prodotti. Ubertosa raccolta di fru-
tasse pe' trasporti di animali, derrate, mento, che si estrae, mentre il granone
merci e altro. Annullandosi la concessio- ed altri cereali negoziansi colle terre vi-
ne de' 24 febbraio 1 853 della continua- cine. Il lino e la canepa conosconsi appe-
zione della linea di Frascati al Porto d' na.Erbaggie frutta squisitissime in copia,
Anzio. La società si obbliga di porta- come anche aranci e altri agrumi. Pro-
re a compimento il detto prolungamen- dotto considerevolissimo di vini ottimi,
to di fério via peli. agosto 1860, in mo- che s'inviano per Roma. 1 gelsi esistono
do che la strada sia praticabile in lut- in discreto numero, gli ulivi vi prospera-
\ E L V EL 49
no largaineule, e più ancora castagni, i s. Giovanni, nitriere, fabbriche di polveri
le cui titilla porgonsi ad un commercio sulfuree, ed una cartiera, le cui inanità It u-
rilevante. Da' molti boschi traesi a dovi- re spediscousi a Roma insieme ad ingen-
zia ili legname da fuoco e da costruzione. te quantità d'olio di ricino che prepa-
Ricchissima cava di gesso. Acque minerali rasi inCeprano. A Guarciuo una cartie-
ferruginose non per anco illustrate. Pro- re, una concia di pellami; nel contado
dotti manifatturieri. In Velletri abhiaojo poi abbondanti lavorazioni di candela-
una fabbrica di cappelli ed una di cera. bri, di cucchiai di /aggio. Le carte ed i

Terracina presenta una fabbrica di cap- pellami negoziatisi colle prossime tene,
pelli ordinari, e Ronco (?) una cereria; nel gli oggetti di legno anche con Roma, la
restante della provincia veggonsi attive le altre comuni fabbriche di cappelli, di te-
lavorazioni delle botti, delle doghe, del le, di stoviglie, di mattoni, da
distillerie

carbone, e di notabile quantità di potassa. spirito e da rosoli i. Vendita mani-


di tali
Delegazione di Frosinone. Fiorente l'a- fatture in provincia e fuori. Distretto di
gricoltura, non ispregievoli le industrie. Ponte Corvo. Vaccini e pecorini in bel
Prodotti naturali. Ricchezza di buoi, mag- numero, in maggiore porcini: lo smer-
i

giore di bufali, utile spaccio con Roma e cio de' medesimi è utile co'luoghi vicini
con Napoli: le carni salate de' bufali si e col Napoletano. Trasandata l'educazio-
acquistano dalla marina napoletana. Ca- ne dell'api e de'flugelli. Dovizioso raccol-
valli in abbondanza, spesse mandrie di to di grano, di spelta, di granone, di pa-
porci ; notevoli di pecore e di capre. late, di legumi, che negoziansi pure col
Questo bestiame trafficasi con Roma e Napoletano. Ristretta la semina della ca-

con Napoli. Minimo il raccolto dell' api nepa e del lino; vastissima de'tabacchi, le
e de' Augelli, tenuissima pure la pesca- cui foglie si mandano alla Regia di Na-
gione. Vistoso scambio di grano e di poli(?). Abbondanza di vini squisiti, che
granone con Roma, non lieve de' po- trafficatisi colle terre limitrofe. Escava-

mi di terra, dell'avena e dell'orzo colle zioni di argilla per vasellami e materia-


terre vicine. I vini e l'olio graditi, e i ca- li da fabbriche. Prodotti manifatturieri.
stagni mantengono utile spedizione alla In Ponte Corvo, filatura notabile di ca-
dominante. Piuttosto scarsi i gelsi; do- nepa e di lino, lavorazione di tessuti or-
vizia di ghiande, e di legname ottimo da' dinari di cauepa, fabbrica di paste da mi-
molti boschi, che esita insieme colle cor- nestra, concie di pellami, moli ni da gra-
leccie de' sugheri anche all'estero. Ric- naglie ec, fabbriche di stoviglie, di mat-
che cave d'alabastro in Salvaterra (non toni ec. Tali manifatture si esitano alle
la conosco, forse Falv.aterra), ed in Fe- terre limitrofe e al Napoletano. Delega-
rentino, di stucco in Guarciuo. A Colle- zione di Benevento. L' agricoltura è in
pardo, abbondanti gessaie, in Trevi un assai florida situazione, non cosi le altre
minerale ferruginoso che presto sarà uti- industrie. Prodotti naturali. Torme di
lizzato. A Polì miniere ubertose di pozzo- buoi e di cavalli, più numerose di bufa-
lana e relitti vulcanici; a Castro una li.Anche le pecore ed suiui sono in i

quantità di pece, che ne ha il nome, co- qualche abbondanza; negoziasi il detto


me altresì buona argilla. La vendita de' bestiame col regno di Napoli. Le api ed i
minerali predetti estendesi al Napoleta- bachi da seta si educano con impegno, e se
no. L'acqua d'Anlicoli tiensi in gran cre- ne hanno prodotti eccellenti. Raccolto u-
dito; poi vengono quelle di Ferentino e bertosodi grano e di granone. Vasta col-
d'Anagni. Prodotti manifatturieri. In A- tura della canepa e del lino; dovizia di
donde un traffi-
latri, eccellenti la nitidi, erbaggi e di frutta, di cedri, di limoni e
co ragguardevole coll'interuo. A Monte d'aranci. Questi prodotti insieme ad una
VOL. LXXXIX.
4
5o VEL VEL
grande quantità di tabacchi si vendono divisa in 1 3 governi (imperocché sebbe-
a' luoghi vicini ed al Napoletano. 1 vini ne nel comune di Sonnino non risieda
mantengono un' interessante estrazione propriamente un governatore, ma un
al pari dell'olio d'oliva con Napoli. Ap- commissario straordinario colle medesi-
prezzabile il prodotto delle ghiande, e me attribuzioni, viene considerato come
delle legna principalmente delle selve. un governo) ha 1 54,55g abitanti. In Be-
Non sonosi fin qui escavali minerali, né nevento risiedono: il prelato delegato a-
r
scoperte acque medicinali. Prodotti ma- postolico della medesima provincia mg.
nifatturieri. In Benevento, fabbrica di Odoardo Agnelli, 4consultori, il segreta-
cappelli fini e ordinari, di corde armoni- rio generale, il presidente del tribunale
a
che, di pettini di bufalo, avendo questa di i. istanza, 1 giudici, il procuratore
la privativa per la delegazione. Sono ce- fiscale, il cancelliere, l'assessore legale, il

lebri i torroni o ammandorlati, che s'in- tenente comandante de' gendarmi. La


viano a Roma ed a Napoli, come anche le provincia, oltre la città, contiene 7 co-
corde armoniche e i pettini. A s. Ange- muni, ed ha a3, 76 abitanti. Negli altri
1

lo, filatoi di seta, fabbrica di tessuti or- articoli componenti la legazione di Ma-
dinari di lana, in alcuni luoghi concie di rittima e Campagna ne descrissi le par-
pellami e moliui da granaglie. Nel 1782 ticolarità, in uno alla temperatura, con
si stampò in Napoli, Carte corografiche quella brevità rhedebbo seguire, per sup-
e memorie riguardanti le pietre , le mi- plire alla quale dichiarai un buon nume-
niere e per servire alla storia
i fossili ro degli scrittori che di proposito ne trat-
naturale delle provincie del Patrimo- tano. Innanzi di compendiosamente de-
nio, Sabina, Lazio, Marittima e Campa- scrivere Velletri e suo vescovato subur-
gna, e dell' Agro Romano, abbozzate e bicario, ch'è 1' argomento dell' articolo,

raccolte dal prefetto degli sludi del real i)rimanente non essendo quasi che un
collegio Fernandìano alla Nunziatella. accessorio ad ornatimi del capoluogo di
Riportano le ufficiali Notizie di Roma sua legazione, mi propongo di riferire al-
del 1 858 le seguenti nozioni. Legazione cune notizie di que'luoghi della medesi-
di Marittima e Campagna. Em." cardi- ma, di cui ancora non parlai, per le qua-
nal Vincenzo Macchi decano del sagro li procederò principalmente co'seguenti

collegio, legato. In Velletri risiedono : il auton, oltre il Riparto territoriale del


prelato delegato apostolico di Marittima 1 833, pubblicato dal governo nel 836, 1

r
mg. Luigi Giordani, 4 consultori, il se- profittando eziandio della Statistica del'
gretario generale, il presidente del tri- lo Stalo Pontificio del 853, dal me- 1

bunale di 1.' istanza, 3 giudici, il procu- desimo governo fatta stampai e nel 18^7,
ratore fiscale, il cancelliere, l'assessore e tenendo presente la Statistica nume-
legale, l'ingegnere d'acque e strade, il ca- raliva delle popolazioni dello stalo pon-
pitano comandante de' gendarmi. Que- tifìcio alla fine del 853 col Riparti- 1

sta provincia è divisa in 5 governi (oltre mento territoriale modificato secondo


i due vice-governi di Carpinetoe Sei mo- i cambiamenti cui e andato soggetto do-

neta), e contiene 62,01 3 abitanti. In po il l833 fino all'epoca presente, Ro-


Frosinone risiedono: il prelato delegalo ma 1857. Quest'ultimo Ripartimento e
apostolico di Campagna mg/ Ferdinan- Censo della popolazione, dichiara il mi-
do Scapilta, 4 consultori, il segretario nistro dell'interno con circolare de' i4
generale, il presidente del tribunale di novembre 1807, viene surrogato a quel-
1. istanza, 3 giudici olire un aggiunto, lo del 1 833, dovendo cominciare ad ave-
il cancelliere, l'assessore, il capitano co- re effetto il i.° gennaio 1 858. Nel Ripar-
mandante de' geodanni. La provincia timento si avverte, che le frazioui co-
VEL VEL 5i
medie fanno parte de' loro comuni o trantouio Petrini, Memorie Prenestine,
appodiali, non fu stimalo necessario di Roma 179?. Mg/ Nicola Nicolai, De'
riportarle, non avendo amministrazione bonificamenti delle Terre Pontine, Ho-
separata ; diesi è rettificata la popolazio- ma 1800. Gabriele Calindri Saggio ,

ne stabile e mutabile della Statistica del statistico storicodel Pontificio Stato.


i853; e cbe oltre gli antichi vice-gover- Pietro Castellano, Lo Stato Pontificio.
ni, altri ne furono istituiti. Pe'vice-gover- A. Nibby, Analisi storico-topograjìco-
ni conviene tener presente la legge de'3o antiquaria della carta de' dintorni di
ottobre i856, riferita dal n.° i5o del Roma. G. Marocco, Monumenti dello
Giornale di Roma, dalla quale viene Slato Pontificio. Storia della città di
specificata la giurisdizione e le attribu- Velletri scritta dal canonico Tommaso
eìoiiì de' vice-governatori, che in sostan- Banco, 2." cdizionc,Ve\\elr\ tipografia di
ra esercitano quelle de'governatori. Ec- L. Cappellacci i85i. Quando questo be-
co poi gli accennati autori. Fr. Bonaven- nemerito defunto veliterno me la donò
tura Theuli velletrano e minore conven- graziosamente, io già possedeva la i/e-
tuale, Teatro historico di Velletri insi- dizione da lui dedicata a' suoi dilettissi-
gne capo de' volscì, Velletri per
città e mi concittadini (l'altra essendolo al car-
Alfonso dell' Isola 1 644* Carlo Ambro- dinal Macchi) con questo titolo: Coni-
gio Piazza, La Gerarchia cardinalìzia, pendio della storia Veliterna,R.oaìa ti-
Roma i 703 : Ostia e Velletri vescovati pografia Mugnoz a spese dell'editore Lui-
suburbicari. Antonio Ricchi corano, La gi Cappellacci 1 84- » • Inoltremi è noto
Reggia dc'Volsci) ove si tratta dell' o- eh' egli lasciò compilato un Almanacco
rigine, stato antico e moderno delle o Notiziario della provincia e diocesi
città, terre e castella del regno de' voi- Veliterna, e che lo pubblicò il di lui ni-
sci nel Lazio, e specialmente di Cora, pote succedutogli nel canouicato della
città volsca, sua patria, Napoli 7 1 3. i cattedrale di cui era coadiutore. Aduu-
Del medesimo: Teatro degli uomini il- que vado a scrivere co' nominati e altri
lustri nelle armi, lettere e dignità, che che poi dirò, e quindi da' poco discreti
Jiorirono nel regno antichissimo de' non si pretenda da me responsabilità e
volsci, esistente nel Lazio, parte dell'I- solidarietà d'ogni detto, poiché quanto
talia, ove frapponesi il Discorso sovra ho raccolto non intendo darlo né per di-
le differenze insorte intorno al celebre mostrazione matematica, e molto meno
taglio delle famose Selve di Cisterna per definizione di fede. Rammentino gli
e Sermoneta ^dedicato all'Illm." ed Ec- esigenti: Chi narra, dice un fatto e non
cell." Signore d. Michel' Angelo Cae- conferma una sentenza. E quanto alle
tani duca di Sermoneta e di s. Marco, pretensioni di dettaglio, secondo le viste
principe del sagro Romano Impero e di particolari, ed a me vietato dalla natu-
Caserta, marchese di Cisterna, signore ra dell' opera, anco qui debbo ricordare
di Bassiano, Ninfa e s. Donalo, came- il protestalo nel voi. LXXV1, p. 5j e 58,
riere della chiave d'oro di S. M. Cesa- e quanl'altro di relativo franca niente di-
rea Cattolica, barone rumano, e gran- chiarai a'Iuoghi opportuni. A tali erudi-
de di Spagna ec, Roma 1721. Alessan- zieni però credo opportuno primiera-
dro Borgia vescovo di Nocera poi arci- mente di premettere alquante parole sui
vescovo diFermo veliterno, Istoria del' Papi che alcun tempo risiederono nelle
la Chiesa e città di Velletri, Nocera provincie di Marittima e Campagna, o le

1723. Fr. Casimiro da Roma, Memorie visitarono personalmente.


(storiche delle chiese e de' conventi del- Le provincie che compongono questa
la provincia romana, Roma 1744* s ^ '
nobilissima legazione apostolica furono
52 V E L V EL
onorate ne' Piaggi de Papi, di loro ve- descritlida'seguenli. Relazione del viag-
neranda e sempre gradila e benefica pre- gio di Sua Santità Gregorio Papa XI [
senza^ die nelle loro biografie e negli ar- da /Ionia a s. Felice, scritta dalprincU
ticoli riguardanti i luoghi della legazione ped'Arsoli (d. Vittorio Massimo), Roma
feci cenno, come farò ne' seguenti. Ne'se- 1839. Del medesimo abbiamo: Relazio-
coli antichi, per le turbolenze delle fazio- ne del viaggio fatto da N. S. PP. Gre-
ni e degli scismi, molti Papi vi si rifugiaro- gorio XV
Palle provincie di Marittima
no e fecero dimora colla cuiia e corte ro- e Campania nel maggio 1 843, icritta
mana, evi accolsero sovrani, ambasciato- dal principe Massimo sopr aintendente
ri e vescovi stranieri, e s. Gregorio VII generale delle poste di Sua Santità,
nel 1080 io Ccprano in vestì col vessillo Roma 843 Relazione storica del viag*
1 .

dis. Pietro della Puglia, Calabria e Sici- gio di Sua Santità Papa Pio IX da Por-
lia il duca Roberto Guiscardo, il che me- tici a Roma nell'aprile dell'anno 85o, 1

glio narrai nel voi. LXV, p. 1 70. Talvol- Roma i85o. Questa fu compilata dal
ta risiederono in Fellelri, Segni ai Alla- commend. Giulio Barluzzi, giovandosi
gai principalmente; anzi nelle due ulti- deN'opera dell'avv. Angelo Carnevalati,
me città vi ebbero il palazzo apostolico. e dedicandola al cardinal Autonelli. Con
J benedettini di s. Pietro di Villa Magna tali Relazioni, e tenendo presenti il Dia-
ogni sabato offrivano 7 pani o focaccie rio di Roma,\eNotizie del giorno, il Gior-
o pizze, a' Papi che recavansi nella pro- nale di Roma e 1' Osservatore Roma-
vincia di Marittima e Campagna, per cui no ; ove potei parlarne il feci, e il simile
Bonifacio Vili nel donare alla mensa ve- eseguirò ne' seguenti paragrafi de* luo-
scovile, e al capitolo e cattedrale d'Anagni ghi della delegazione di Frosinone e del
il monastero, abbazia e beni di Villa Ma- distretto di Velletri e ragionando di tal

gna, colla bolla Inter cacteras Orbis Ec- città. A supplire quanto finora non mi
clesias, impose il tributo e l'omaggio de' fu dato di fare, perchè già stampati gli

7 pani al vescovo e al capitolo, a favore articoli, co' medesimi qui adesso l'adem-
di se e successori, sotto pena di caducità pirò e con alcune mie aggiunte. Avendo
dal possesso de' beni, e tuttora puntual- determinato il Papa Gregorio XVI di re-
mente si osserva. Nel secolo passato due y
carsi a visitare il castello di s. Felice{l .),
Papi onorarono di loro presenza la pro- situato alle falde del famoso monte Cir-
vincia di Marittima e Campagna,cioè Be- ceo, parti da Roma a' 22 aprile i83q, e
nedetto XIII per due volle nel recarsi per Albano, la Riccia e Genzano (/ '.),
alla sua antica chiesa di Benevento, che giunse in Velletri, da dove passò a Ter-
ritenne nel pontificato e nominando a co- raciua e s. Felice j e ripassando pe' me-
adiutore il cardinal Coscia e Pio VI per
; desimi luoghi si restituì al Valicano a'
diversi anni nel portarsi a Terracina,ove 29 dello stesso mese. Nel i843 il mede-
soggiornava per curare il diseccamento simo Gregorio XVI, desiderando con-
delle Paludi Pontine. Nel secolo corren- solare colla sua presenza una parte de'
te compartirono eguale onore alla pro- suoi felicissimi stati, alcuni luoghi de'
vincia Papi Gregorio XVI e Pio IX re-
i quali da più secoli non avevano goduto
gnante; il i.° oltre una gita a Velletii della patèrna visita de' Sommi Ponte-
nel 1 83 1, indi due volte nel i83genel fici, determinò d'impiegare i primi gior-
i843; il 2. nel i85o. ed in ciascuna si ni del bel mese di maggio a percorrere
fece l'oblazione de'
7 pani. Gregorio XVI un buon tratto del Lazio e degli antichi
li ricevette in Terraciua e in Anagni, Ernico-Volsci, visitando le antichissime
Pio IX in Frosinone, e lo notai pure a e importanti città d'Anagni, di Ferenti-
Pane. I tre viaggi furono egregiamente no, eli Frosinone e di Alatri, e passando
VE L V E L 53
per Piperno a Terrari na, e indi a Velie- gialissima opera della celebre Marianna
Iti, Genzano, Riccia e Albano, dopo visi- Dionigi, P'iaggi in alcune città del Lazio
tale le provinciedi Marittima eCampania che clic orisifondate dal re Saturno, con
e parte della Comarca di Roma, ritorna- bellissime incisioni di monumenti e mura
re alla sua maestosa capitale e residenza. ciclopee superstiti delle città ernico-vol-
Parli da questa il i.° maggio, ed uscito sche di Ferentino, Anagni, Alatri, Aqui-
dalla Porla Maggiore per la via Labica- no, Arce e Arpino, a p. 22 discorre delle
na, che conduceva all'antica Labico^P.), notizie antiquarie sulla bella città d'Ana-
festeggialo anche sotto Zagarolo (/"''.) e gni. Dice che ivi fu eretto da' romani un
Pale strina (fy .) da quelle popolazioni, tempio a tutti i Numi, e diversi altri a
clero e magistrati sulla viaCasilinajequin- Pallade, a Cerere, a Racco, ad Ercole e
di da Lagnano e P almontone
' , al modo aDiana, dalla qual dea prese la via Trivia
che dirò a que' paragrafi. Continuando il il nome che tuttora conserva. Pare che il

viaggio sulla via Casilina nel territorio di tempio di Saturno fosse il più magnifico,
largiti (/ .), la quale antichissima città, in forseperchè riconosciuto da"li anagnini
contrassegno d'esultanza, fra le altre di- fondatore della città, e lo venerarono
mostrazioni eresse sulla pubblica via pro- per nume. Attigni. chiamata ricca da Vir-
vinciale un magnifico arco di trionfo(men- gilio, e città nobilissima degli etnici da
tre il eh. d. Alessandro Atli era professo- Macrobio, ebbe pure archi trionfali, ter-
re <li quel serninario,nel t. 23 àeU'All uni me, piscine, mura e un circo massimo. Ma
di Roma, descrivendo Segni eruditamen- di tutto ciò non rimangono che lunghi
te, citando il mio articolo più volte, par- ti atti di mura romane nell'interno e nel-
lando dell'ai coulisse a p.2gicheio per in- l'esterno della città, alcuni archi d'un ba-
avvertenza l'area attribuito all'architelto gno dell'imperatore Ottone, ed un avan-
Cnlderari, mentre fu eretto con disegno e zo di fabbrica semicircolare o teatro o
direzione di d.GiampietroCremona cura- meglio piscina, di cui la Dionigi riprodus-
to di s.Stefano; ma poi a p. 3 i 2 equamen- se il disegno, oltre un'iscrizione. Trovò
te pose questa Rettificazione «Ciò che : si qualche avanzo di mura ciclopee, se non
è notalo a p. 291 di questo giornale nel- della più remota antichi là, almeno d'un
la nota 5, riguardante all'arco trionfale tempo alquanto posteriore, il che sarebbe
innalzato a Gregorio XVI, bassi a riferire sufliciente argomento a giustificar l'inve-
alla Relazione del viaggio fatto dal Va- terata tradizione, che Anagni fosse una
jta Gregorio AFIec. del principe Mas- delle 5 città fabbricate dal re Saturno. De
sino, ed al n.°4o del Diario di Roma del Magistrisdice che tali ciltà sono Anagni,

i843,non al eh. cavalier Moroni". Laon- Alatri, Aquino, Atina e Arpino, ed alla
de per la storia e per grato animo qui 6/ città in grazia del suoaboipote Feren-
ne fo menzione). Ricevuti quindi il Papa tio, die il nome di Ferentino), le di cui
r
i complimenti di mg. Pila delegalo di chiavi gli vennero da ess? presentale,
Frosinone e di mg.' Lolli vicelegato di mentre 4o giovani vestiti di nero, ottenu-
Velletri ne' luoghi soggetti alle loro ri- toil permesso di staccare cavalli dalla i

spettive giurisdizioni, il Santo Padre con- sua carrozza, questa tirarono con cordo-
tinuando il suo belo viaggio xersoAnagni ni di velluto rosso nella ripidissima sali-
vi giunse alle ore 19 e mezzo, incontralo ta, che traversa la citlà, sino alla basilica
a qualchedistanza da unaquantità didon- cattedrale (abbiamo di Alessandro De
ne vestite di bianco, e di fanciulli con ra- Magistris, Istoria della città e s. Basili-
mi d'olivo in mano, ed accolto a piedi ca cattedrale d' Anagni, in cui si rap-
«Iella scesa dalla magistratura di quest'an- portano personaggi insigni, cose pitc
tichissima capitale degli eroici (nella pre- ragguardevoli della diocesi, e molli
54 VEL VEL
avvenimenti d'Ita Ha, Roma 1749) fab- era già perfino distrutto il memorabile
bricala in cima alla medesima, ove si fer- palazzo di Bonifacio Vili, di cui si cre-
mò sulla piazza avarili il suo ingresso la- dono vestigia le sostruzioni del palazzo
terale, sulla quale trova fasi mg/ Vin- delmarchese di Trajetto, il quale a tal
cenzo Annovazzi di Civitavecchia (della uopo fece porre nelle sue scale raarmorea-
quale ci diede la bellissima Storia di Ci- i scrizione, riportata nella Relazione , in -

vitavecchia dalla sua origine fino all'an- sieme a tulle le altre di cui farò menzio-
no 1 848 scritta da mg.' F. Annovazzi ne. Il principe Massimo nella sua bellis-
arcivescovo d'Iconio, Roma 1 853) ve- sima Relazione, colla sua vasta erudizio-
scovo d'Anagni alla lesta del suo clero, ne illustrò ancora luoghi onorati dalla i

che ricevendo il Pontefice sotto al bal- benevola presenza di Gregorio XVI, co-
dacchino, l'accompagnò all'ingresso prin- me avea fatto egregiamente nella prece-
cipale della cattedrale, in cui venne data dente, laonde osserva che esistono però
r
la trina benedizione da mg. Carlo Gigli della famiglia di Bonifacio Vili in Ana-
d'Anagni vescovo di Tivoli (7''.), espres- nagni tuttora i diretti discendenti in per-

samente recatosi alla sua patria per que- sona del conte Loffredo Caetani e suoi
sta fausta circostanza. Gregorio XVI, do- fratelli, provenienti dallo stesso stipile

po aver poi ammesso al bacio del piede de' Caetani di Roma; e sebbene decadu-
tulli i canonici nella stanza del vestiario, ti dalla loro antica grandezza, conserv?
ascese alla loggia di pietra esistente sulla no per altro con gelosia in loro casa unj
parte laterale della medesima cattedrale, cassetta piena d'antichissime pergamene,
e parata tutta di rosso, ed ivi diede la nelle quali è ora unicamente riposta l'il-
solenne benedizione al popolo sotto una lustrazione della celebre loro famiglia,
statua marmorea dell'anagninoBonifacio una delle dodici stelle d' Anagni, o prin
Vili, seduto parimente in attodi benedi- ci pali famiglie nobili. Era dunque ri-

re i suoi concittadini, colla Tiara in testa servato, dice il principe storico, al Som-
ornata d'una semplice corona, mentre al- mo Gerarca Gregorio XVI il trarre d(
tra sua figura con tiara senza corona, ma pò Anagni dal suo avvitimeli
tanti secoli

semplicemente ornata di ricami e di linee to, consolandola colla sua presenza, che
intrecciate, vedesi rilevata nel bronzo del- eccitò i più vivi segni d'entusiasmo delln
le campane della stessa cattedrale, fuse moltitudine, particolarmente quando fu
nel 1295 d'ordine di quel magnanimo veduto scendere a piedi col suo seguite
Papa, le di cui armi in musaico, apparte- dalla cattedrale, e traversare quasi l'in-
nenti all'antica sua nubilissima famiglia tera città, le di cui antichissime fabbri-
Caetani, ancora esistono a' lati della det- che imbrunite dal tempo erano ravvivate
ta sua statua. 11 suono di quelle campa- da' colori de' drappi pendenti dalle fine-
ne, unito agli applausi dell'innumerevole stre, sino al palazzo Giannuzzi destina-
moltitudine, ed al giubilo che vedevasi to per la sua residenza, e situato sopra
regnare in tutta la città, produsse un com - una vasta piazza aperta nel mezzo della
movente complesso da uon potersi dire città nel 1 557, dopo la sua espugnazione
in breve. Imperocché dopo il memora- fatta dall'armata spagnuola, comandata
bile e nefando oltraggio ricevuto da Bo- dall'acerbo duca d'Alba, nella famosa e
nifacio Vili in quel suo palazzo dal par- desolante guerra della Campagna Roma-
tilo di Francia, che in tanti luoghi de- na contro Paolo IV, che descrissi nel
come nel vol.LXXXI, p. 45, pro-
plorai, voi. LXV, p. 234 e seg-5 dalla quale si

pugnando l'animo grande e la dottrina scopre verso mezzogiorno una vista ame-
di quel Sommo Pontefice, l'illustre cit- uissima di tutto il territorio Anaguiuoe:
tà decadde dal suo splendore, e ueliSaS delle vicine città e castella. Ivi in mezzo 1
VE L V E L 55
a due ale della schierala truppa con sua luce produceva un mirabile effetto. Su di
banda, e dell'alludalo popolo, prostrato» essi posa altipiano un immenso salone,
a
ti mg/ Francesco M. Giannuzzi in man* die prima serviva all'adunanze consiliari,
felicita, ora Uditore generale della rev. e un angolo del quale mette in una piccola
Camera apostolica (F.), ed i suoi nobi- loggia, che serviva al banditore per pro-
li fratelli in abito ili spada, baciarono i mulgare decreti del popolo, e che essen-
i

°
piedi al Papa, e l'accompagnarono ali. do costruita in modo da non potersi spie-
piano di quel loro palazzo, dove fu allog- gare, sembra reggersi in aria; tanto è
giata anche porzione del corteggio, aven- bene formata la volticella di pietra, che
do il rimanente preso stanza nelle vicine la sostiene nell'angolo del palazzo, alle
abitazioni. Dalla loggia Papa compar-
il cui pareti vedonsi in vari luoghi scolpi-
ti l'apostolica benedizione in mezzo alle te in marmo le armi della città, cousi-

grida di sincera esultanza di quel popolo, stenti in un leone sormontato da un'a-


c!ie seguitò a stare sulla piazza in tutto quila,col verso dell'Eneide di Virgilio ...

ilrimanente del giorno. Nella sera poi fu Et roscida Hernica saxa colutit
rivis
incendiato un vago fuoco d'artificio sul- qnos dives Anagnia pascit. Il seguente
la medesima piazza, die oltre l'essere son- giorno 2 non fu meno avventuroso per
illusamente illuminata, come pure tutto Auagni di quel che lo fosse stato il i .", a-

il resto della città e delle vicine campa- vendolo impiegato Sua Santità a visita-
gne e colline, risplendenti pe' fuochi di re le cose più degne da vedersi in quel-
gioia, veilevasi ornata cun finto obelisco, l'illustre città, e rilevandone così sempre
e con un arco trionfale, su di cui legge- maggiormente pregi. Imperocché, do-
i

vami 4 iscrizioni composte da d. Giovan- pò avere ricevuto in dono dalla magi-


ci Capri Galanti di Valmontone, profes- stralura una statuelta d'argento col suo
«ore di reltorica in quel seminario, di piedistallo, rappresentante s. Oliva ver-
presenle prelato ponente di Consulta, gine e martire compatrona d'Anagni, si

Esse celebravano le virtù del Papa, Tu- recò in carrozza col suo seguito all' epi-
r
ui versale gioia della città e di tulli gli scopio, ove mg. Annovazzi fattale tro-
traici, le beneficenze elargite ad Anagni "are imbandita una lauta colazione, eb-
e suo capitolo, e le promozioni di Sii ve- be altresì l'onoie, unitamente a due ca-
stro Belli al cardinalato e al vescovato di nonici e al preposto (della Stola papale
Jesi (F.), e de'prelati Gigli e Giannuzzi che prima usava riparlai a tale articolo,
auagniui, e che avea rinnovato i glorio- come dell'insegne presenti sue e de'cano-
si tempi d'Innocenzo III, Gregorio IX, ilici ; fio VI al medesimo preposto con-
Alessandro 1F e Bonifacio FUI (F.), fermò l'uso dell'abito prelatizio, e glie-
i quali fecero più volte soggiorno nella lo concesse di colore paonazzo, con fa-
loro patria Anagni. Oltre tali iscrizioni colta di usarlo anche in Roma, dichia-
leggevansi altrettante del sacerdote Au- raudolo prelato domestico), di presenta-
touio Cipraui, egualmente riprodotte re alSanto Padre, seduto sul trono, a se-
dalia Relazione, sullo slesso argomento, conda del già ricordato, uu bacile con 7
insieme ad un sonetto del uobile anagni- pani ossia pizze lavorate con zucchero e
no Francesco Belli allusivo al risorgimeli- cioccolata, su alcune delle quali vedeasi
lo d'Anagni, JNe' diversi generi di lumi- il simbolo dell'Agnello, e sopra altre era
narie,che nella sera e nella segueute re- effigialo il Pastoie coll'epigrafe: CognO'
sero brillante Anagni, si distiuse quella scunt me rneae. Nell'uscire dall' episco-
dell ingresso del
tuo palazzo comunale, pio, il P.ipa lesse l'iscrizione in quel pun-
formato da un antro spazioso con gran- to posta dall'ottimo vescovo per memo-
dis»imi archi di sesto tondo, ne' quali la ria d'averlo onorato di persona. Indi iu
56 VEL VEL
carrozza passò a visitar di nuovo la cat- l'Apocalisse, e che al pari delle già no-
tedrale, antichissimo edilìzio gotico a 3 minate, e dell' altre relative alla storia
navi divise da colonne, che dicesi rico- delle sanie Secondina, Aurelia e Neorni-
struita in tal forma verso il 1078 da s. sia martiri, espressa neh' apside della
Pietro vescovo d'Anagni (il di cui corpo 3/ navata, rimontano al ricordato XI
ivi si Giammaria scris-
venera, e Filippo secolo), ma ancora il suo pavimento ver-
se : Santuario Anagnino dove si leggo- nacolato in pietre dure come nella ba-
no l'istorie de' ss. Corpi, i quali riposa- silica superiore, e fregiato de' nomi de'
no nella cattedrale d'Anagni, con l'isto- celebri musaicisti romani maestro Cos-
ria del b. Andrea Conti anagnino, Vel- mato co'suoi figli Luca e Giacomo, che
letriper Onofrio Piccini 1704), e consa- hanno lasciato tante memorie dell'aite
crata 106 anni dopo da Alessandro III. loro in quell'epoca. Gregorio XVI sod-
Fattavi breve orazione, il Papa calò per disfatto al sommo d' aver veduto tutti
la scala marmorea nella chiesa sotterra- questi pregevoli monumenti dell'arte, ri-
nea, che al pari della superiore ha il ti- salendo alla cattedrale si recò alla cano-
tolo di basilica, e sebbene più piccola me- nica, nel di cui archivio gliene furono mo-
rita questo non solo per la sua an-
titolo strati altri interessantissimi, consistenti
tichità contemporanea a quella, ma an- in alcuni arredi sagri di veneranda an-
che per la costruzione a 3 navi con 3 or- tichità per aver appartenuto a' Papi a-
dini di colonne, e colla sua apsicle nel co- nagnini. Nella Relazione sono diligente-
ro, e due cori laterali, conformi in tutto mente descritti, ma a me non è permes-
.'die primitive chiese. Sotto l'altare mag- so che accennarli. Prima di tutti vide un
giore di questa basilica sotterranea ri- paliotto d'altare di fondo bianco con bel-
posa il corpo di s. Magno patrono d'A- lissimo tessuto d'oro e di seta di vari co*
nagni, de'di cui Acta pubblicali feci pa- lori, e con 3 ordini di medaglioni circo*
iola al suo articolo, ove sono incise la lari, contenenti ciascuno una figura in
più parte delle singolarissime pitture di campo d'oro, individuata da un'Ucrizio-
quel secolo, che ne adornano le pareti, ne scritturale ricamata intorno ad ogni
rappresentanti vari fatti del martirio e medaglione in caratteri gotici; prezioso
della traslazione del corpo di quel santo lavoro del secolo XII e dono d'Innocen-
vescovo di Tram', colle relative iscrizio- zo ili. Dopo di questo fu mostrato al Pa-
ni. In essi è pure delineata I' antica pit- pa altro bellissimo paliotto, che credesi
tura di s. Oliva, che parimenti ornava pure della stessa epoca e donatore, da al-
un lato di detto sotterraneo, ove si con- tri però BtlribuilQ a Bonifacio VI li, es-

serva il di lei corpo, e fu tolta nel decor- sendo probabilmente quello descritto
so secolo per aprire una finestra onde nell' inventario de' doni da lui falli alla
dar lume ad un altare costruitosi per di- basilica, di cui poi parlerò, pubblicalo dal
vozione d'un p. abbate polacco, a cui e- Boldetti nell' Osservazioni sui cimiteri
rano stale donate reliquie della santa. de S*. Martiri. Indi gli fu mostrala una
Merita particola!' menzione in questa ba- pianeta lunghissima e amplissima di fon-
silica sotterranea non solo la rozza sedia do bianco, con simile dalmatica e Inni-
di marmo rialzata da un sol gradino e cella, ed un piviale amplissimo, paramen-
circondala da sedili canonicali parimen- ti tutti ricamati e figurati, ornati ezian-
ti di marmo nell'apside incontro al det- dio con minute perle, di cui se ne vedo-
to altare di s. Magno ( le pitture della no alcuni, lavori pregevolissimi del seco-
cui volta, illuminate da finestra lunga lo XII fortunatamente salvati dal sac-
e stretta, rappresentano il simbolo del- cheggio patito dalla città nel 1 556 nella
l'Agnello circondato da' 24 seniori del- suddetta funesta guerra degli spagnuoli.
V E L V E L 57
Da quel lagrimevole disastro e poslerio- (?'•),che abitò ed ebbe cattedra nel con-
ri disgraziate vicende mirabilmente re- tigno convento, il cui facsimile è ripro-
stò preservato un incensiere d' argento dotto nella Relazione. Tornato Grego-
dorato di forma ottangolare gotica, rap- gorio XVI alla sua residenza, dalla cui
presentante un porticheltocon archi acn- loggia benedisse i postiglioni schierali ih
ti e torrette triangolari, da cui partono 5 buon ordine colle loro pariglie di i 5o ca-
lunghecatene. Prezioso monnmentod'ar- valli e col corriere alla testa, i (piali do-
te, donoInnocenzo III, minutamente
d' Teano proseguire nell' onore di servirlo

osservato da Gregorio XVI, siccome in partire d' Anagni. Si compiacque poi


grande e intelligente amotore «le'lavori ricevere varie deputazioni e corporazio-
d' arti, massime se antichi. Ebbe inoltre ni, che si erano a tal effetto recate ad os-
r
la piacevole soddisfazione di vederne al- seqniarlo, come pure mg. Luigi Parisio
tri due d'epoca più remota, cioè due pa- vescovo di Gaeta (e poi i.° arcivescovo
librali creduti giudi s. Pietro vescovo pel notato nei voi. LIII,p. 206), partitosi
d' Anagni nel secolo XI, uno d'avorio espressamente dalla sua diocesi per avere
ma rotto, l'altro d'argento dorato e soial- questa consolazione. Terminò la serata
tato a squame; ed alcune mitre antiche un fuoco d'artificio e l'innal-
col vedere
di fondo bianco alte men d'un palmo, zamento d'nnglobo areostatico, su di cui
pia adorne di pietre preziose, oltre altre era dipinto il pontifìcio stemma con albi-
ill ostiate dal Marangoni nella sua ChrO' sive iscrizioni. Volle poi dare alla nobile
nologia. Di Bonifacio Vili erano anco- famiglia Gianuuzzi un segno del suo gra-
ia altra mitra e paramenti, che con al- dimento per l'accoglienza di vota usatagli
r
cimi codici estratti dall'archivio in tem- nel proprio palazzo, col donare a mg.
pò d' Alessandro VII, non furono più Giannuzzi il suo ritratto su di preziosa
restituiti. Inoltre di tal Papa conservasi scatola brillantata, e col decorare il di lui
nella sagrestia un piviale, una pianeta e fi egrado di commenda-
alello della croce
due dalmatiche con fiocchi, di fondo ros- tore dell'ordine di s. Gregorio Magno da
so ricamate in oro, una volta ornati con lui istituito. Giunta finalmente la 3. 'mat-

perle e pietre preziose, altro avanzo de' tina del maggio, all'ore 12 Anagni vide
tanti doni co' quali Bonifacio Vili volle con dispiacere partire l'amato Gregorio
arricchire la patria basilica,clte ne conser- XVI con lutto il suo seguito (del soggior-
va interessante e minuto inventario in no di Gregorio XVI in Anagni, e delle
pergamena. Appagato il suo genio per le dimostrazioni affettuose e festive della
belle cose, colla vista di tanti preziosi mo- ragionano pure
città, n. 36 e 4' del i

minienti di sagra e veneranda antichità, Diario di Roma, e il n. 18 delle Notizie


Gregorio XVI uscendo dalla cattedrale, del giorno del i843), e scendendo con
si recò a piedi col suo seguilo a visitare i somma velocità per le difficili voltate che
monasteri dell'oblate cistercensi e delle s'incontrano nella via,non ostante che o-
clarisse, che paternamente confortò e ara- gni legno fosse tiralo da 8 cavalli, traver-
ai ise al bacio del piede. Restituitosi al so poi una magnifica pianura di circa 5>

palazzo, sempre preceduto dalla banda, miglia, che divide Anagni da Ferenti-
no pomeriggio il Papa si recò in carroz- no (parlando di filarino, che vuoisi suc-
za a visitare le suburbane chiese de'do- ceduta all'antica Firenlo, che alcuni con-
nienicani e de' cappuccini, nella i.'del- fusero con Ferentino ernico, riportai in
le quali, dedicata a s. Giacomo e costruì- proposilo le autorevoli opinioni del dot-
ta a croce greca, con elegante pavimen- tissimo Nibby), e verso le ore i3 e mez-
to di musaico verni icolato, si venera la 7.0 giunse in quest'altra celebre città ve-
celebre croce di s. Tommaso d'/f aitino scovile del Lazio, che circondata di siili-
53 V E L V E L
ni ciclopee (trovo nella Civiltà Cattoli- vameute al carme del patrizio ferentina-
ca, serie 2/, t. 4, p. 38o, I* articolo im- te Tancredi Bella, che per onor patria
portante e intitolato: I due Teronì e U Ac- specialmente ricordo, poiché è un illustre
quedotto pelasgico di Ferentino ntll'Er- prelato, che dopo aver governato con ze-
nico. I «lue leeoni, o aie sagre, o altari lo le provincie di Rieti e di Spoleto, ora
de'pelasgi sono in una valle ili Ferenti- è delegato apostolico di Perugia. Grego-
no, i quali eretti da quegli antichissimi na- rio XVI proseguendo il viaggio per Fro-
vigatoli, che tanta parte di civiltà recaro- sinone, che n'è distante 7 miglia, e auli-
no in Italia prima ancora (.Iella fondazio* camente apparteneva a'volsci, in quell'ar-
ne di Troia, reggono alla potenza strug- ticolo mi fu dato descriverne il lietissimo
gilrice d'oltre 3o secoli. In capo alla stes- soggiorno che vi fece, ripetendo perciò
sa valle è pure un altro Ieroue interis- l'avvertenza fatta per Ferentino; uon co-
simo sotto il monte ili Porciano, forma- sì posso fare per Alatri, il cui articolo,
to di massi poligoni anche più granili di come quello d' Attaglii, era stato pubbli-
quelli che formano gli altri due, come cato nel 840. 1 Dimoraudo Gregorio XV£
assicura l'eruil ito ferenti nate A IfonsoGior- nella giubilante Frosinone, a' 4 na So 10 '

gi,che stava scrivendo un dotto libro in- volle appositamente rallegrare l'antichis-
tuì noa'primi abitatori dell'Ei nico.Quan- sima città vescovile d'Alatri,de'di cui cele-
to all'acquedotto, tenuto forse il più an- bri cardinali scrissi le biografie. Sebbene
tico d'occidente, siccome eietto da quel- fuori di via, meritava quest'onore pe'suoi
le remotissime genti, esiste al di là della monumenti famosi, e per l'inviolabile suo
foresta delmarchese Tatù, monumento attaccamento alla s. Sede ed a' Papi. Di-
insigne che pochi visitano e pochi cono- ce il principe Massimo: Alatri vetusta cit-

scono. Mi piace inoltre riportare questo tà degli eroici non tanto gloriosa per la

brano de' rispettabili compilatori. » Noi sua favolosa origine attribuita a Saturno,
vorremmo, che sì quelli che ridono del- e per le superbe mura ciclopee, che for-
le nebiiloseanlichilà pelasgiche, esi quel- mandole uri doppio recinto sono l'orse uno

li che di tante ipotesi e tante favole le cir- de' più belli monumenti dello stato pon-
condano, visitassero studiosamente I' Er- tificio, quanto per la costante fedeltà de'
nico, e massime Alati i, Ferentino e suoi i suoi abitanti al paterno governo pontifi-
contorni; indi sul preciso e spassionato cio, sperimentata in ogni tempo e in più
esame de'nionumenti giudicassero a sag- occasioni, la storia ne registrò questo van-
gio di scienza in quali remotissimi tempi to.confermato e autenticato da'brevi pon-
ascendono così fatti edilizi, per illustrar- principalmente d' Alessandro IV,
tifìcii,

ne la storia de'popoli primitivi che abi- luuocenzo IV, Bonifacio IX ec, che affi-
tarono cjuesta nostra I talia". Anche il dot- darono agli alatriui gl'interessi di s.Chie-
to autore dell'articolo ritiene che le co- sa. Gli odierni uon volendosi mostrare de-
lonie pelasgiche d'occidente derivarono generi da' loro antenati nel fire una de-
dalle genti fenicie e cananee), s' innalza gna accoglienza all'amatissimo sovrano e
sopra un ripido colle, superba per la sua supremo Gerarca, che recavasi a visitar-
antica potenza, che la rese formidabile a- li, appena ricevutoli lieto avviso si die-

gli stessi romani. Ne! suo articolo, colle dero indescrivibile premura per presen-
proporzióni volute da questa mia opera, targli la loro città co'pregevoli suoi mo-
celebrai la magnifica accoglienza fatta da numenti nel suo più bell'aspetto; e per-
Ferentino al Papa, che la Relazione mi- ciò il comune assumendo a se il pensiero
nulamente descrive, riportando tutte le di far sgombrare e rendere per ogni lato
copiose composizioni poetiche e iscrizioni accessibili gliammirabili avanzi dell'auli-
celebranti il fausto avvenimento, inclusi- chissitaa cittadella Ala Irina, comuueuieu«
VEL VEL 59
le conoicinli sotto il nome di muraciclo- ti colle armi del Papa e della città, che si

pee,fece sì, che al semplice invito de'par- videro sventolare su quell'eminente altu-
roi'hi, la popolazione vi accorse con tale ra. Quasi al principio del territorio ala-
entusiasmo, che in alcun giorno oltrepas- trino venne una schiera numerosa di con-

sava le duemila persone, e tutte gratuita- tadini, che accesi d'entusiasmo e di divo-

mente, stimandosi sufficientemente com- zione avevano voluto santificare quel gior-
pensate dal piacere di rendere un attesta- no col ricevere la s. Eucaristia, coll'inlen-
to di divozione all'ottimo loro sovrano e zione di tirare a mano la pontificia car-
comune padre de'fedeli. Da sì bella e una- rozza, il che pretendevano con mirabile
nime gara risultò, che nel hi e vissimo spa- zelo eseguire a piedi scalzi (come in tutto

zio di solilo giorni si videro atterrate e così praticano nel portare in processione

rimosse le macerie che impedivano 1' ac- la macchina colla statua di s. Sisto 1); ma
cesso, spianate le casupole che deturpava- questo essendo stato impedito dal savio
r
no il monumento, livellato il suolo, aper- e ottimo vescovo mg. Giampedi, si fe-

ta intorno al circuito dell'acropoli una cero trovare sulla pubblica via in ernico
strada lunga quasi iooo metri e larga 5, nazionale costume, nel quale è osservabi-
e riattato interamente e abbellito il gran le quella loro antichissima specie di cal-
piazzale che sta sull'alto della cittadella, zari detti volgarmente ciocia, ed è for-
e nel cui mezzo elevasi la cattedrale. Spun- mata d'una striscia di cuoio che cuopre

tata dualmente l'alba aspettata de'4 mag- la sola pianta del piede, legata al di sopra
gio, mentre lutti i cuori battevano d'ar- per mezzo di cordicelle, e raccomandata
dente ansietà di vedere appagati i loro vo- alle gambe con molte legature, e non sen-
ti, a'quali però sembrava voler fare osta- za grazia, alle quali cordicelle avevano iti
colo il tempo, che fattosi scuro e nuvo- quel giorno sostituito feltuccie di colori
loso minacciava d' impedire la partenza rosso e giallo, avendo anche surrogato al
del Santo Padre da Frosinone, rasserena- solito cappello accumulato un fazzoletto
tosi poi improvvisamente il cielo arrise accomodato sul capo all'orientale con un
con un limpido sole a'voti de'fedeli ala- ramoscello d'oliva. Così schierati sulla
numerose famiglie coloniche
trini e delle strada implorarono la grazia di poter ti-

poste lungola via d'8 miglia che met .; ;


rare a mano la carrozza del Pana, ma e-
da Frosinone ad Alatri, le quali fecero a gli accogliendo benignamente la loro buo-
gara nel festeggiare il suo passaggio con na intenzione non lo permise attesa la di-
archi di verdura e con vari campestri ap- stanza d'oltre 6 miglia, non ostante la qua-
parati. Sul portone della villeggiatura de' le per altro que'buoni e fedeli sudditi eb-
pp.scolopi,ergevasi analoga iscrizione sor- bero la forza e la costanza d'accompagnai*
montata da uua corona di quercia, d' al- il suo legno sempre correndo sino ad A-

loro e d'olivo, da cui partivano de'festo- latri. Nelle vicinanze della città fu però
ui di mortella e di fiori, che si estendeva- quell'onore concesso ad un iscelto drap-
no in bella simmetria pe' muri laterali. pello de'più distinti cittadini, tutti unifor-
In altra parte i coltivatori di ortaglie a- memente vestiti di nero, i quali noti ba-
vevano intrecciato un grazioso arco co* darono né al disagio della ripida salita, né
prodotti de'loro sudori, sul quale si leg- all'angustia della porta, adornata d' un
gevano due iscrizioni. Appena dall'alto arco trionfale d'ordine corintio con sagri
della cittadella d' Alalri videsi spuntare emblemi eseguiti dal pittore de Angelis,
iltreno pontificio nella sottoposta cam- e sul la facciata leggevasi felicitaloria iscri-
pagna, che il suo arrivo venne annunzia- zione. Non potendovi passare la carrozza,
lo da replicati colpi di grossi mortali e fermarono, ed essendo il Papa smon-
ivi si
dall'innalzamento di due steudardi dipiu •
tato eoa alquanta difficoltà attesa la fui-
(io VEL V EL
In del popolo, co'soldati e clero, fu rice- fiori in abbondanza sopra il Papa e suo
vuto fra'plausi di tutta la moltitudine da corteggio; i quali fiori poi unendosi per
1

mg. Giampedi alla testa di lutto il det- aria a quelli che venivano lanciati dalle
to clero secolare e regolare, a cui era usi donzelle che lo precedevano, adombra-
pure anco riuniti i certosini di s. Barto- vano l'atmosfera a lai segno, che sembra-
lomeo di Trisulli, celebre monastero firn* va nevigasse, e venivano raccolti per di-
ciato neli2 i i da Innocenzo ili alle fal- vozione dal popolo. Per divozione pari-
de dell'Apennino 7 miglia distante d'A- mente erano accesi lumi nelle botteghe,
Fu egualmente accollo Gregorio
latri. e candele avanti i ritratti di Sua Santità,
XVI da uno stuolo di donzelle, che vesti- ardendo incensi in apposite bragiere di-
te di bianco e sotto forme d'angeli spar- sposte di tratto in tratto avanti le case,
J
gevano fiori, da mg.' l ila delegato della imbalsamando l'aria. In breve, non era-
provincia, e dalla magistratura, che gli vi senso che non provasse un indicibile

rassegnò secondo il costume, per mezzo diletto a tante espressioni di viva gioia e
del gonfaloniere Carlo Feronti, le chiavi di venerazione, onde Gregorio XVI e la
della città su d' un bacile sostenuto dal corte ne restarono inteneriti e commossi,
giovinetto Vincenzo Gaetani, il quale re- benché eravamo abituati all'immense e
citò analogo distico. Al mostrarsi in pub- continue voci di sincero giubilo e ad ogni

blico il Sommo Pontefice facendo il suo sorta di dimostrazioni dell'erniche popo-


ingresso a piedi nella porta di quella fe- lazioni, anzi edificati e ricolmi d'ammi-
delissima città, preparatami nuove sce- razione per sì universale e mirabile filia-

ne d'entusiasmo a misura che procedeva le all'etto. Non è a potersi ridire le grida


sotto il baldacchino, le cui aste erano so- di plauso che assordavano l'aria, perchè

stenute dal magistrato, preceduto proces- frammiste a quelle delle numerose popo-
sionalmente dal clero, fra il festivo suono lazioni accorse da tutti vicini paesi. Im- i

delle campane due bande civiche nel-


e di perocché quella folta massa di popolo in-
la strada principale della città sebbene ,
ginocchiata al passaggio di GregorioXVI,
in salita comoda e ben lastricata, ma an- senza produrre il minimo disordine , e
gusta e lateralmente guarnita d'alte fab- senza che vi abbisognasse un solo solda-
briche de'bassi tempi e colle porte di se- ti per reprimerla, non cessava d'implo-
sto gotico, le mura annerite dall'antichi- rare con altissime voci la sua benedizio-
tà e alcune delle quali munite d' altissi- ne, ripetendo con sonore voci nel loro dia-
me torri, come in un palazzo sulla via del letto Grazia, Saulo Padrol Grazia
:

Trivio formato di tutte pietre scalpellate, Santo Padrol E se alcuno domandava lo-
spettante nel secolo XIII colla sua torre ro qual grazia chiedessero, rispondevano
di 6 piani all'illustre famiglia del cardi- La grazia dell'a-
con santa semplicità:
nal Goffredo o Goltifredo d' Alatri , che nima! Le donne piangevano, e vestite tut-
dopo aver ivi fondata la bella chiesa di s. te ne'loro nazionali costumi bellissimi per
Stefano morì nel 1
287 (il De Mallhias af- la loro varietà in quelle felici montagne,
ferma, che in tale palazzoaìcuna volta ri- ove ancora non penetrò la corruttrice mo-
siedè il cardinal legato di Frosinone, edè da del secolo col suo codazzo, stavano im-
formato di muraglia ciclopee; corruzioni mobili inginocchiate sui giganteschi rude-
somiglianti all'egizie, secondo il Micali, ri delle mura ciclopee,che servivano di su-
come tutti i muri pelasgici ciclopei). Tut- bì ime trofeo alla vera Religione, motrice di
te quelle fabbriche erano vagamente tap- tutto quell'entusiasmo delle popolazioni
pezzate d'arazzi che co'ioro colori ne fa- alla vista del / icario di Gesù Cristo. E-
cevano risaltare l'antichità , le finestre gli stesso non poteva trattenere le lagri-
piene d' ogni celo di persone spargendo me alla imponente vista di tanta fede, e
V E L V E L «t
con effusione d'animo benedicendo quel- benedizione, una delle più solenni date,
la divola moltitudine, giunse dopo una a tutto il vastissimo orizzonte che sode-
Leu lunga salita al vti lice del monte ov'e- si da quell'altura, da cui vedesi a mezzo-
ra collocata l'antica cittadella d'Ai» Uri ,cul giorno la città di Prosinone, Amara, Foli,
cui maschio fu fondala l'odierna basilica Torrice. Pupi, Vnllecoi sa e Castro; nd o-
cattedrale, in mezzo ad un vasto prezzale, riente Falvalerra, Bauco e Verolij a set-
a'di cui angoli sventolavano memorati i Unii ione Vico, Guardilo, Torre e Tri-
stendardi sull'altissime mura ciclopee che vigliano; ed a ponente in distanza di 3
lo sostengono, ed inmezzo al quale ar- miglia la celebie rocca di Fumone, ove '

devano incenso e profumi sopì a due gran- morì s. Celestino V dopo la Rinunzia al
di candelabri innalzati avanti al sagro / o«////V\'7/o, nel quale articolo
>
riparlai del
tempio, Del cui portico leggevansi espres- luogo. Quell'ampio e pittoresco spetta-
si gl'ingenui voti della fedelissima popò- colo, reso ancora più magico e imponen-
lazione nell'iscrizione pubblicala dalla Ile- tedal suono di tulle le campa ne della cit-
lazione, ed in cui venne dello Gregorio là, dal rimbombo de'mortari, da'concer-
XVI, L.cr.lcsiae ac pcpulorum tono di- li delle bande, dalla serenila dell'aria, e

vinitus datimi , Auclorem fi liei a tis act più di lutto da'reilerati cordialissimi ap-
laetitiae pubi icae. &l\\u\ravxi venne can- plausi della moltitudine, produsse tale u-
talo il Tu cs Petrus con musica del mae- na sensazione ne'circoslanli e nel bel cuo-
stro Adrizza, Bollo la direzione del mae- redi Gregorio XVI, chepel suocomplcs.
stro di cappella della città Geminiani, e so si può provaie non descrivere. Dalla
venne poi compar li la la benedizione col loggia il Papa, tra il tumulto degli affetti
r
Santissimo da mg. Castellani sagi isla,do- da cui era penetrato, passò nel contiguo
r
pò la quale fu scoperta la statua d'argen- episcopio, che per cura di mg. vescovo
to di Papa s. Sii lo /martire e proietto- ed a carico del comune era stalo conve-
le d'Alalri, posta sull'allar maggiore, ove nienlemente adornato, ed ivi siedulo in
anche si venera il suo corpo per quanlo trono benignamente ammise al bacio del
narrai nella sua biografìa, riportandone piede i due elei i, la magisti alma, isigno-
lequeslioni(qui aggiungeiò,cbe nel 854, i •' f' e " a città che conia molte distinte fa-
come leggesi a p. 21 e 5i (iti Giornale miglie, e lutti quelli ch'ebbero l'onoi e di
di Roma, i valentissimi fabbricatori d'or- ognu-
tiiarela carrozza^ quali riceverono
gani Angelo e Nicola Morettini perugini, noin dono unacoronacon medaglia d'ar-
vi fecero un organo cosi eccellente e per- genlob( nedetledal Papa. Intanto la car-
tello, che superata la generale espetlazio- rozza pontificia rimasta fuori della citlà,
ne, prese il primato su tulli quelli della era stala trascutata per divozione dal pò-
provincia, oltre la capacità di competere polo denlro le vie d'Alalri, dopo demo-
con quelli della capitale. Noti minore ap- lito un pezzo dell'arco trionfale di legno
plauso ebbero lodati artisti per l'orga-
i
che ne impediva l'ingresso, e condotta a
no di mezzana dimensione costruito per mano fino all'alio del monle pi esso la cal-
la chiesa degli scolopi, riuscito anch' es- ledrale,aflìnchèognunopolessebenecon-
so di felicissimo elicilo). Salendo quindi templarla, onde appagarne la pia curio*
il Papa alla maestosa loggia che sorge silà. Si compiacque quindi il Santo Pa-
sulla fronte della cattedrale , di là Egli die di gradire una copiosa raccolta di v e -
non solamente benedisse l'affollatissima dule acquarellale colle rispettive piante
moltitudine, che in numero di i5,ooo e esprimenti più belli punii delle stupeu-
i

più persone (ulta ingombrava la vasta de mura della cittadella e del recinto del-
piazza ed ambo le vie che vi conducono, la città d'Alalri, tutte di costruzione cosi
ma ancora estese questa sua apostolica detta ciclope», latte eseguire dal valente
62 VEL VEL
architetto e pittore Antonio Moretti ro^ za del lodato p. Rosoni, a cui pur si de-
mano, ed illustrate tlal rev. p. Luigi Re- ve la pubblicazione d'una veduta del me-
velli scolopo e professore eli filosofia nel desimo colla rispettiva pianta della citta-
collegio d' A latri. Il Papa dopoaverlecia- della, parte del lato che guarda mezzo-
scuna esaminatealteulamente,se ne con- giorno, incisa e riportata a p. 97 del t.

gratulò coll'artista e dichiarò il suo gra- 1 o deW Album di Roma, e corredala del-
dimento all'encomiato gonfaloniere Pe- l'analoga elegantissima relazione (fu pub-
lonti, che in nome della città le avea of- blicata in Roma separatamente con que-
ferte, il quale meritò poi con onorevole sto titolo: Relazione della faustissima
breve de' iG dello slesso mese, d'essere venula in Alatri di Sua Santità PP.
creato cavaliere dello speron d' oro. Es- Gregorio XVI felicemente regnante il

sendosi poi compiaciuto il Papa di passa- dì 4 maggio 1 843) della venula di Gre-
re nell'attigua sala per gustare il sontuo- gorio XVI in Alalri , insieme a tolte le

so rinfresco preparato, si assise in posto iscrizioni, che in gran parte servi al prin-
più elevalo e sotto baldacchino a capo di cipe Massimo alla compilazione del suo
nobile mensa, alla quale ammise oltre i bel racconto. In unadelledueultime iscri-
principali di sua corte e della nobile co- zioni egregiamente si fece allusione alle
mitiva che l'accompagna va, distinguendo muraciclopee,che al pari della fedeltà de'
il vescovo diocesano e quello di Veroli loro abitanti ponno dirsi sfidare Peterni-
r r
mg. Cipriani,mg. Pila delegato, il gon- tà, poiché dopo più di 3ooo anni che sus-

faloniere, il rev. p. Uosani generale degli sistono, non portano alcun' impronta di
scolopi, ora vescovo d'Erilrea e vicario del vecchiezza, ma per la giudiziosa conca-
capitolo Vaticano, e Filippo Jacovacci che tenazione degli enormi poligoni che le
faceva le veci del governatore infermo. compongono (leggo nella Breve narra-
Fu allora che i canonici della basilica cat- zione di G.G. D. R. riguardante le mu-

tedrale Nicola Trulli e AgoslinoCaporilli ra Ciclopee, Pisa 827. » Poni attorno1

sullodalo, presentarono al Papa un' ele- ad esse de'forti arieti, se colpi di questi i

gante raccolta di poesie italiane e latine battono su pietre posle a linea, risente
da essi composte, inserite poi nella Rela- l'impressione del colpo tutta lalinea,e for-
zione. Uscendo il Papa dall'episcopio, si masi quello sconcatenamento,che poi pro-
trattenne ad osservare nel suo atrio l'e- duce la distruzione del muro assalilo. Or
sposizione delle carte damascate da appa- fallo, che i colpi colgano sopra questi ir-
rato ad uso di Francia colorite e vellu- regolari poligoni, la piaga dal colpo non
tate, la cui fabbrica da pochi anni intro- si diffonde, perchè i risalii superiori e in-
dotta in Alalri dal defunto Pietro Molel- feriori de'massi non risentono di quel col-
la, si proseguiva per cura del nominato po, e mentre la pietra è battuta al di so-
Jacovacci, che uè riportò benigne parole pra e al di sotto, non soffrono l'altre par-
di lode e d'incoraggimento, e contribuiva ti il colpo della pietra, che ferisce uii pun-
a farvi fiorire il commercio non meno di to solo. Non può seguire lo stesso nella
quella del lanifìcio pel quale Alatri è tan- costruzione regolare, perchè la percussio-
to rinomata. Appena ilPapa ricomparve ne si diffonde per tutta la linea, e tutta
sulla gran piazza si rinnovarono con mag- la scollega"), e per la militare architet-
gior fervore i segni del cornuti giubilo, che tura superiori in bellezza a quante altre
ne accompagnarono incessantemente il mura di quel geuere si conoscono , mo-
cammino diretto a visitare le parti più strano l'elevatezza dell' umano ingegno,
rilevatili dell'antico monumento, su due che in un' epoca sì remota qual è quella
lati del quale leggevansi due iscrizioni de'pelasgi, a cui se ne attribuisce la fon-
composte come l'altreddll'auieaeloqueu' dazioue,aulerioi meule alla guerra di Tro-
VEL VEL 63
ia,seppe muovere e geometricamentecol- maronite ben compatte
grosse, dal loro
locare un sì gran numero di smisurali ma- semplice immenso peso ed in forma o- ,

cigni con una facilità e perfezione che , blonga poligonare. Sopra 3 di queste pie-
metterebbe pensiero a'più arditi ingegni tre sono scolpiti rozzamente 3 bassirilie-
del nostro secolo tanto perfezionato ne' vi; uno rappresenta un putto con un vaso

meccanismi e che sormonta ogni difficol- sulla sua testa, un altro probabilmente
tà con eseguire le operazioni più ardue. fu scolpito per personificare la protettri-
Ma ciò che attrasse l'attenzione di Gre- ce divinità di Alatri, ed il 3.° che fa par-
gorio XVI amatore della veneranda an- te del muro pelasgico nella porta Bello-
tichità, nel giro che ne fece, si fu la por- na , ora porla s. Pietro (il disegno della
ta maggiore della cittadella ove passò nel- quale pubblicò Y Album di Roma, t. 1
7,
l'uscire dall'episcopio, e il di cui architra- p. 257, con erudito articolo del conven-
ve viene costituito da un masso solo lun- tuale p. F. Lombardi. Egli narra, secon-
go 27 palmi e largo 8 e un'oncia; la por- do gli scrittori delle cose d' Alatri che ,

la minore, che alcuni vogliono destinala venuto l'Apostolo delle genti a diffonde-
a sortile militari, la com-
cui volta e scala, re la luce del Vangelo in questa cillà,
posta di massi che sormontano I' un
si fossero i primi a seguirlo gli abitanti del-
l'altro, non ha per quanto si conosca al- la parte meridionale detta Le Piaggio,
tra simile, tranne quella dell'ingresso al- mentre quelli della settentrionale detta
la piramide di Mernjì riportata da Nor- Civita vetere durarono nell'idolatria mol-
den ne'suoi Viaggi in Egitto j e l'angolo ti anni, finché i primi non gl'indussero ad
principale formato da'due grandi mura- abbracciare il cristianesimo, e perciò con-
glioni orientale e australe, alti palmi il, segnarono ad essi i loro idoli per essere at-
e composto di soli 5 massi, concatenali
1 terrali e infranti. Questo pare ch'abbia da-
senza cemento come il resto delle mura. to origineaH'usanza,per la quale gli 1 1 ca-
Per la celebrità di siffatte gigantesche co- popopoli eletti da'rioni della cillà a signo-
struzioni, rammentando la già celebrata ri della festa di s. Sisto 1, nella sua vigilia
opera della Dionigi, che ne pubblicò idi- gli abitanti delle pinggit' unitisi co' con-
segni, mi si condoni che
io riporti qui un signori di Civita vetere scagliavano una
relativo cenno da altra donna illu-
tratto grandine di ciottoli e di figuline contro
stre che le studiò, Marianna Starke, Tra- l'informe e ricordalo bassorilievo esisten-
vels in Europe, Parisi 836, p. ^02. » La te al fianco sinistro della porta s. Pietro,
città di Alatri, posta
sopra una rupe e- e chiamato dal volgo Marzo. Dopo poi i

n)inenle,circondatada mura gigantesche primi vesperi, menile il vescovo nella cat-


ed apparentemente più auliche delle mu- tedrale era ancora in trono, dando egli
nì dell'altre città di quella provincia, ha co' piedi il segnale con alcune movenze,
un giusto nome che porta, cioè
titolo al i detti signori assistenti facevano iti cer-
di fortezza Saturnina. Plauto ne fa men- chio per un quarto d'oro una danza sagro-
zione nella commedia de'delenuti, ossia fesliva, dispensando ciambelle alla folla.
carcerati, sotto forma greca Alatrion. Crede p. Lombardi che la danza ab-
la il

In Slrabone è scritta Alctrion. Cicero- bia avulo origine neh i32 per la trasla-
ne chiama municipio, e Frontino la
la zione in Alatri delle reliquie di s. Sisto !,
descrive come una colonia. La sua Acro- intorno alle quali il popolo tripudiò di
poli, cioè cima e sommità, corona l'alta santa letizia per averlo liberato dalla pe-
montagna, sul pendio della quale sta que- ste che 1' affliggeva , e prorompendo io
sta città, circondata dagli avanzi delle quelle dimostrazioni festive. Nel pontifi-
mura dell'estensione di due miglia, e co- cato di Benedetto XIV e nel vescovato di
struii* da nmujassi di pietre calcaree soni- mg." Savaceri, divenuto il ballo iudecen-
è

H V E L V EL
tea luogo sagro, fu trasportalo nella pro- ridoio, ed ogni architrave è alto 11 pal-
pinqua piazza, e ivi durò sino al 84^) co " i mi. Ivi evidentemente si osserva che vi

assumere il municipio tulio il carico del- furono due porte, una interna ed esterna
la pompa festiva. Di simili sagre danze l'altra, ed il corridore esleso tra loro. La

parlai altrove, come nel voi. LXXIII, p. presente strada all'Acropoli, sommità,
i 72, e nel voi. XLIX,|). 249, per quel- opposta all'antico ingresso, e sembra di
la che avea luogo in Osinio per la fesla essere stata fatta da'uioderui alatimi per
popolare del Carro di s. Vittore), me- facilitare la loro comunicazione col vesco-
rita particolare notizia, perchè è formalo vato, il quale è fabbricalo sulla parte del-
in una di quelle gigantesche pietre che le mura interiori della fortezza. Un cor-
compongono ilmuro, ed evidentemente ridoio dell'esteriori mura situato sulla de-
coevo al medesimo. Sulla lunga salita al- stra della moderna strada contiene un pas-
la città si presenta porta s. Pietro, ed a saggio costruito come il principale ingres-
questa porta viaggiatori ordinariamen-
i so già descritto, il quale porta in un pas-
tescendono dalle carrozze affine di cam- saggio sotterraneo dell'altezza di 6 piedi
minare su alla sommità, non essendo ivi con una bellissima circolare volta; questo
strada carrozzabile. La torre sulla sinistra passaggio penetra al centro della fortez-
di della porla ha il marchio o segno del- za, e dopo aver esaminato il detto pas-
l' eia oscure, ma la suddetta porla e le saggio, all'esterno del quale trovatisi gli
altre porte della città sono antiche. La avanzi di due bassirilievi, i viaggiatori
sommità sembra essere stata di forma passano da una piccola moderna porla
quadrilatera. Fu encomiata da doppie che conduce ad un giardino, dove il mu-
mura, le quali calcolate dalla loro colos- ro angolare, degno di particolare notizia,
sale grandezza e solidità danno a sospet- puòessere veduto tutto interamente. La-
tare del tempo della loro costruzione; e sciando il giardino suddetto, i viaggiatori
sebbene varie circostanze concorrano ad dovranno salire alla piazza, dove il vesco-
indicale che fossero erette da' tirreni pe- vato e la cattedrale è stata eretta; la qua-
lasgiciprima della guerra Troiana ciò , le piazza spiega il principale ingresso al-
non ostante un angolo dell'esterno muro l' Acropoli, sommità. L'eminenza mon-
alto y4 palmi rimane intero ed ancora tuosa sulla quale trovasi posta questa for-
intatto da lungo lasso di secoli. Questo tezza è piena di vasti sotterranei passag-
muro angolare è composto di 4o pietre gi , oltre i già descritti , de' quali alcuni
soltanto, e non può essere contemplato servirono di acquedotli, mentre altri fa-

senz'ammirazione e sorpresa, siccome im- cilitavano l'ingresso del necessario perla


possibile a concepire come queste pietre guarnigione. Le volte di questi passaggi
fossero state innalzale alla loro presente sono semicircolari, ed in alcuni di essi (se-

posizione ed unite cosi assieme senza ce- condo l'informazioni avute e l'indagini
mento, e con una graziosita adatto im- fatte) possono trovarsi le vestigia de'pa-
pareggiabile.Le suddette mura si dice vimenti di musaico, sebbene è difficile di

che rassomiglino a quelle di Tini nel Pe- esplorare queste sotteranee strade, sicco-
loponneso: desse presentano una super- me non souoesenli da aria mefitica e no-
ficie liscia formata da irregolari pietre po- ci va". Segue la descrizione in succinto d'A-
ligone. Il principale ingresso alla cittadel- lalri moderna. Gregorio XVI non sazian-
la è ammirabile in pùnto di fortezza, ed dosi di ammirare questi prodigi dell'ar-
è simile nella costruzione alle porte delle te antica, e di lodare Io zelo della magi-
piramidi a Menati. Gli architravi, che so- stratura d' A latri, che aveva saputo così
no 3, giacciono piani sulla vasta estensio- bene rendere il pristino splendore a un
ne delle mura da formare un coperto cor- sì rispettabile monumento, unico nel suo
VEL VEL 65
genere, Sanlo Padre avea quasi com-
il con ragguardevole cupola, vi ordinò le

piuto il suo giro, quando alla richiesta scuole e vi apri il convitto con tale ripu-
fattagli dallo stesso magistrato, volendo tazione, cbedblb provincia e da altri luo-
secondare il pubblico desiderio, e rende- ghi dello stato, come dal regno di Napo-
re eterna la memoria di sua venula inA- li , vi concorse sempre buon numero di

latri, graziosamente permise che la nuo- distinti giovani ad attingervi l'istruzione


va strada, quasi sorta per incanto d'in- letteraria, morale e civile. Nel 1824 con
r
torno alle mura dell'Acropoli, portasse piano fatto da mg. Benvenuti, poi car-
d'allora in poi il nome di Gregorianaja dinale, delegato straordinario della prò-
quale concessione venne accolta con co- v incia, il cui nome sarà in eterna benedi-
mune applauso, e sull'istante pubblica- zione presso gli eroici, piano che fu san-
la con l'iscrizione affissa alle mura stesse. zionato da Leone XII, l'istituto religioso

Quindi il Papa passò nel monastero della aumentò il collegio di due scuole, mentre
ss.Annunziata delle benedettine, fonda- la città a sue spese vi aggiunse un pro-
to nel 56 1 da mg/ Camillo Perusco ro-
1 fessore di diritto civile e canonico, oltre
mano vescovo d'A latri, che vi fece veni- l'assortimento d'un gabinetto fisico, l'in-

re per istitutrici 4 monache da Guard- grandimento delle scuole, delle camera-


ilo; edilizio assai vasto e di elegante strut- te e del casino di villeggiatura. Così que-
tura mediante aggiunte fattevi nello scor- sto ampio, comodo e salubre stabilimen-
so secolo. Ivi ammise al bacio del piede to viene ad apprestare un mezzo oppor-
le 5o religiose circa, e varie signore del- tuno d' istruzione a lutti i cittadini non
la città, che in sì fausta circostanza eb- meno, che alla provincia intera. Grego-
bero il permesso di entrarvi; non che le rio XVI vi fu ricevuto dal generale ze-
monache della Carità con voti semplici lantissimo dell'ordine Ii.mop. Rosani al-
sotto la regola di s. Chiara, introdotte io la testa della religiosa famiglia e della nu-
r
Ahitri nel 1806 da mg. Giuseppe della merosa scolaresca divisa in due ale, e di
Casa vescovod'Alatri, che ottenne da Pio là consolò nuovamente di sua benedizio-
VII di potervi traslocate dal monastero ne l'esultante popolo, onde tutta era ri-
d' Anticoli due
perchè si occu-
religiose piena la sottoposta piazza di s. Maria, di

passero della fondazione, la quale ha per figura assai quadrata e ben vasta così ,

scopo la cristiana educazione delle fan- denominata perchè sta avanti alla chie-
ciulle, della quale si sono rese beneme- sa collegiata dedicala alla B. Vergine di
rite. Prima d'entrare
col suo seguito in gotica costruzione , con atrio dinanzi e ,

detto monasteiOjil Santo Padre aveva e- con vaghissimo occhialone di marmo al


gualmente onorato di sua presenza il vi- di sopra contigua al palazzo comunale
,

cino collegio Calasanzio degli scolopi , il (questa è la chiesa di s. Maria Maggiore,


quale riconosce per fondatrice la nobile di cui nel i852 X Album di Roma nel I.

Innocenza Gentili vedova Conti, che con 19, p. 289 e 326, ne pubblicò il disegno,
suo testamento del 1 ."novembre 1 72 1 isti- le notizie e la descrizione di L., il quale
tuì eredi universali de' suoi beni delti i la dice dello stile e del fare bisa olino e
padri, colla condizione che vi tenessero sembrare rimontare 1' erezione al secolo
scuola e convitto. Il p. Giuseppe 01iva,che XI; il grand' occhio finestrale della fac-
nefui.° rettore, poi generale dell'ordine, ciata, arabescato de' solili fregi tricu>pi-
colla sua attività accrebbe il locale, fab- dali e di ghiribizzi bizzarri, offrire un ca-
bricò l'annessa chiesa in onore dello Spo- rattere diverso dall'interno e perciò forse
salizio di Maria Vergine, con facciata di posteriore alquanto e d'epoca gotica, cioè
buon disegno in pieti a calcare scalpellata quanto allo stile. La Ione campanaria
con maestria e nell'interno a croce greca venne innalzata sul declinar del secolo
VOL. LXXXIX. 5
1 s

66 V E L VE L
XIV, come rilevasi dall'iscrizione eoll'an- endemico Etnico, mi si concedino queste
noi3c)4, in tempo di Do. MaJJiolì Epi. giuntai elle che vado ficendo in onore di
Plocen. vicari ctRcclor. Camp ., rilevan- Ahtri) Sulla facciata del collegio eravi
do l'articolista clie tal vicario e rettore non un'iscrizione dichiarante l'immenso giu-
fu conosciuto né da De Mattheis, né da De bilo degli scolopi. 11 R.mo p. Rosani, do-
Matthias, ne'loro esatti cataloghi. Il tem- po avere ragguagliato Gregorio XVI di

pio racchiude, oltre altri pregi, una gem- tuttociò che riguarda quel locale e l' i-

ma preziosissima, cioè l'antichissima e mi- slruzione pubblica, gli rese grazie a nome
racolosa immagine di Nostra Donna det- della città col l'ottava che pubblicala nella
ta della Libera, effigiata in affresco sul Relazione, Padre e Signor 3 che col tuo
corpo d' una colonna quasi all'ingresso, dolce aspetto, ec, meriterebbe scolpirsi
ed avente in grembo il suo divin Pargo- sulla ciclopea mole. Dopo aver il Papa di
letto. Avendo Giotto, nel suo ritorno da nuovo percorsa, sempre a piedi, la via
e
Napoli,lavorato in molte chiese dellaCara- principale d'Alatri, in sembianza e in at-
pagua , fa crederla opera sua. E poi in- to non tanto di principe in mezzo a'suoi
dubitato che la bella e divota Immagine fedeli sudditi, nelle cui vene ancora scor-
sempre èstata larga dispensatricedi favori re l'antico sangue de'valorosi eroici, quan-
a'suoi divoti, ond'è iu gran venerazione to di padre lieto e amoroso circondato da*
presso pure gli stranieri; la quale è inoltre suoi cari figli, che non si saziavano di pa-
sì antica, che nel i324 Giovanni XXII lesare in tutti i modi il loro affettuoso tri-

da Avignone vi concesse indulgenza a'vi- pudio, arrivato alla porta della città, ma-
r
sitanti : altri Papi accordarono grazie e nifestòbenignissimamente a mg. Giani-
privilegi all'abbate e canonici della me- pedi vescovo e alla magistratura (ogni
desima^ ne'primi del corrente secolo l'ab- membro della quale ebbe in dono una
bate fu insignito della mantellelta nera e medaglia d'argento) il sovrano suo cor-
del titolo di dignità capitolare. Riparata diale gradimento, per tutte le dimostra-
più. volte per la sua vetustà, nel 1 85 zioni ricevute nelle sole 4 ore del suo sog-
s'incominciò a rinnovarla conservandone giorno in Alatri, cioè dalle i 3 alle i
7, e
il tipo caratteristico, e per conservare sì lasciando un centinaio di scudi per limo-
interessante monumento cristiano si fe- sina a'poveri (i quali hanno il monte fi la-

ce un appello all'oblazioni de'fedeli. Leg- mentano, e Pio VII breve In sum-


col
go poi nel Giornale di Roma de' 3o ot- mo Ape stola tu , de' 25 gennaio i8o5,
tobre 1 856, che dopo 5 anni di restauro, Bull. Rom. cont. t. 12, p. 258 : Erectio
la chiesa di s. Maria Maggiore d' Alatri Montisfrumentarii infavorem. ISosoco-
d'antichissima gotica costruzione, era sta- ìuii civi tatis Alalrinae) e agl'infermi, ri*
ta riaperta al pubblico culto. Ritenendo salito nella carrozza, che dallo stesso ze-
interamente la sua forma primiera, pre- lo del popolo era stala ricondotta alla por-
senta ora quella magnifica eleganza pro- la, partì per tornare a Prosinone, accom-
pria delle chiese di siffatto genere, tutta pagnato da'più fervidi voti di tutta quel-
abbellita e istoriata da sagre pitture a la foltissima popolazione, che in segno d'e-
fresco diDomenico Monacelli. A conser- sultanza in quella sera, come nell'ante-
vare meglio la celebrata ss. Immagine, fu cedente, accese de' grandissimi fuochi a-
trasportata in apposita cappella vagamen- vanii alle case, sulle vicine montagne e
te ornata, siccome oggetto divotissimo di colline, ed illuminò a disegno lacitladel
tutta la provincia. 1 canonici che aveano la, che fece di se bellissima mostra. Dt
sostenuto grave dispendio colle loro te-
il v laudo circa due miglia dalla via prov'u
nui prebende, furono consolati dal Papa ciale dopo Alalri, il Sanlo Padrevolle
Pio IX col dono d'un paralo iu terzo. Ac- sitar* la badia di Ticchiena, ricchissimo
u

VEL VEL G7
monastero e Grangia (/'.) della celebre ne mi vado giovando, e vi aggiun
di cui

abbazia ili Trisulli (P .) dc'eerlosiui, an- gerò quanto non dissi nel ricordalo aiti
nesso ad un castello ebe ne' tempi bassi colo per non renderlo di soverchio prò
pagava il tributo di vassallaggio agli ala lisso. Cominciò il 1 .° Ceccano (nel segue

Clemente XIII emanò bre-


ti ini (infatti il te anno dai Papa fatta città, la quale si

ve Exponi Nobis, de' 22 giugno 1763, onora del suo illustre concittadino mg.'
Bull. Rom. cord. t. 2, p. 355: Approba- Giuseppe Berardi Sostituto della segre-
tioConcordiac inter monasterium s.Dar- teria di stato e Segretario della Cifra) j
tholonui TrisulU ordinis Carthusiensis, indi il Papa un bel ponte
valicato sopra
et communilatem, atque homines civita- eretto da Pio VI il fiume Sacco, che in
tu Alatrii super pracfìxioneconfinium quel luogo forma una caduta veramente
Castri dirutinuncupati Tccclaena ad di- pittoresca, entrò nel territorio di Falli-
etimi monasterium spectantis.lvì è ripor- ca, a cui appartiene il poco distante cele-

tato tutto Tatto della concordata contro- bre monte Cacume, il più alto di quella
versia sul confine territoriale, e quanto catena degli Apennini chiamati i monti
al possesso della certosa del feudo di Tic- Lepidi, il quale alza la sua lesta orgoglio-
chi ena, si dice ebe questo confiscato già sa (069 metri sopra il livello del mare.
dalla camera apostolica nel 1248 circa Seguitando il viaggio si trovò uel terri-
sotto Innocenzo IV alla comuuità d'Ala- torio di Giuliano già fetido de' Colonna,
t ri per delitto proditorio commesso con- ietti abitanti vollero pure mostrare la lo-

tro icittadiui di Ferentino, dipoi neli3oy5 ro divozione con arco trionfale sulla pub-
nel pontificato di Bonifacio IX la mede- blica via,a'cui lati si fecero tutti trovato
sima camera vendè cou tutte le sue ra-
lo chiedendo Papa con fervore la sua be-
al

gioni e pertinenze al monastero di Trisul- nedizione, gii uomini da ima parte, e le


ti, certosa cb'è unita a quella di Ruma); e donne dall'altra, ognuna delle quali por-
fattavi orazione nella chiesa pubblica e tava sulla lesta uno schifo con piante di
nella cappella interna del monastero, ove busso, il che unito al nazionale loro co-
si conserva il ss. Sagramento, ammise al stume da va loro la bella apparenza di ca-
bacio del piede quella religiosa famiglia, riatidi. Finalmente dopo aver percorso

die volle trattarlo di lauto rinfresco cou seuza fermarsi da Frosiuoue iu poi circa
lutto il suo seguito, e proseguì il suo viag- i5 miglia della via Casilina, il Sauto Pa-
gio riprendendo la strada maestra verso dre giunse a Prossedi, regione de'volsci,
Prosinone, al quale articolo avendo io ri- e vi ricevè la benedizione col Santissimo.
ferito il resto, dirò solamente. >'ella mat- Cambiati frattanto a tutti legni dei tre- i

tina de"5 maggio Gregorio XVI partì per no cavalli, che iu quel luogo erano stati
i

Piperuo (V.) per la via omonima, una del- radunati dalle stazioni postali de' vicini
le 3 che si riuniscono sul ponte del Co- stradali, il Papa proseguì rapidamente il

sa sottoFrosinone.come auche quella d'A- viaggio verso Piperuo io una delle più fer-
lain e quella che conduce a Roma per Fe- tili e pittoresche vallate dello stato pon-
rentino. Trovandosi su quella linea di tificio, fiaucheggiata da montagne, e sul
strada provinciale vari paesi a destra ed le di cui alte cime ergevansi tauli castelli
a sinistra della valle del Sacco , ognuuo e villaggi, che coll'aspetto di fortificazio-
di essi procurò di fare le migliori dimo- ni richiamavano la meutea'tempi del me-
strazioni possibili di giubilo per il passag- dio evo. Fra questi dislinguevausi a sini-
gio di Sua Santità sul loro territorio, e stra i castelli di Pislerzo nella diocesi di
in breve descrivendoli nell'articolo Fro- Ferentino , e di Roccasecca (diversa da
iiflONE lo narrai, pel dettaglio più minu- quella di Sora, di cui ragionai in quel-
to poteudo supplire la bellissima Relazio* l'articolo) in quella di Piperuo. A deatra
68 V EL V EL
poi della via Casilinn vedevansi altri pae- scovile di Pijierno, già celebre capitale de'
si e castelli sorgere nella gola de' munti, volsci e municipio romano. Ad ore 18 ri-

e rispondere co'replicali spari di morta- montato il Papa in carrozza fra gli ap-
ri e co'festivi suoni di campane, che ral- plausi di tutta la popolazione, e celere*
legra vano tutte quelle coutrade,ed altret- mente scendendo da Piperno verso le Pa-
tanti segni di giubilo dati dall'opposta ca- ludi Pontine, costeggiò col suo seguito il

tena di monti, e fra'quuli distingue vansi fiume Amaseno, le di cui acque scorro-
icastelli di Maenza (riporta il n.° 92 del no nel mezzo di folta selva presso le mu-
Giornale di Roma del i858, come il ra merlate della celebre badia di Fossa-
Papa Pio IX colle sue elargizioni contri- nuova (F.), della quale riparlai nel voi.
bui all'eseguile grandi riparazioni di cui LXXVIl.p. 1 1, y5 e 76. Dopo altre 5 mi-

abbisognava l' insigne chiesa collegiata glia il Papa entrando con lutto il suo tre-
di Maenza, e la gratitudine del popolo no nella via corriera delle Paludi Ponti-
maentino) e Roccagorga, già spettan- ne al miglio 49 dell' Appia, e passando
ti alla famiglia Caetani, potentissima in senza cambiar cavalli avanti la posta di
queste contrade ; la popolazione del 2. Ponte Maggiore, proseguì il viaggio per
si fece trovare genuflessa sulla via presso la città vescovile di Terracina,ove giun-
1

l'arco che avea eretto. Altre dimostrazio- se circa le 19 ore ricevuto da mg. Lolli
ni ricevè dagli abitanti di Pioccagorga, i vice-legato di Velletri ec. Nella mattina
quali nel quadrivio delle strade di Pro- degli 8 maggio ne partì per la via Appia,
sinone, Piperno, Sezzee Roccagorga for- trapassando la posta di Ponte Maggiore
marono uu piano regolaredi circa /jo pal- e fermandosi a cambiari cavalli a quella
mi nel luogo detto la Cona Romana, e vi di Mesa. Giunto a Tor Tre Ponti, venne
eressero un obelisco a finto granilo orien- ossequialo dal vescovo e da'cleri di Sezze
tale, dipinto a geroglifici tratti da antico e Sermoneta. Indi proseguì il viaggio per
monumento egizio, .sormontalo dalle chia- Cisterna e per la città vescovile di Vel-
vi e dal triregno, dalla cui estremità tut- letri da dove partendone a' 9 maggio,
,

ta la mole era alta da terra palmi 53, com- trapassando per Genzano, per la Riccia

preso il piedistallo d'ordine dorico a fin- e per la città vescovile d'Albano, fece il
to marmo di Carrara, sui di cui specchi, suo trionfale ingresso in Roma verso le
circondati da 4 statue esprimenti le Vir- ore 2 3. Così ebbe termine il viaggio di
tù, parimente a finto marmo
cardinali Gregorio XVI, il quale non poteva desi-
chiaroscurate di grandezza sopra al na- derarsi migliore sì per la prospera salu-
turale colle loro basi d'ordine toscano,leg- te di cui sempre godette, come per l'en-

gevansi 5 analoghe iscrizioni italiane, la- tusiasmo che risvegliò, e perla che
felicità

tina e greca. Fermatosi nel suo passaggio diffuse la di lui presenza nelle due avven-
il Papa a veder l'obelisco, ne espresse dal- turate provincie di Campania e Maritti-
la carrozza la sua benigna soddisfazione ma, le quali per il loro inalterabile attac-
e lodandone l'artefice che ammise al ba- camento all'altare e al trono pontificio
cio del piede,unitamente al clero, alla giammai lo dimenticheranno, avendolo
magistratura e ad altre distinte persone pure successivamente descritto il Diario
della terra , che fra gli applausi di tutta di Roma compendiosamente.
la popolazione gli offrirono due sonetti, Nell'articoloPio IXraccontai,come per
anch'essi come tutte le altre poetiche com- la nequizia d' una fazione ribelle fu co*
posizioni ,
pubblicati dall'accuratissimo stretto allontanarsi da Roma in forma in-
principe Massimo. Continuando il viag- cognita la notte de'>4 novembre 1848,
gio , dopo poche altre miglia Gregorio ed in compagnia del conte di Spani- mi-
XY1 giunse versole ore 1 4 alla città ve- nistro di baviera, per la porta s. Giovai»-
VEL VEL 69
ni traversandola galleria di Castel Gan- provinole di Marittima e Campagna in- ,

(lolfo, evitando Albano, passando dietro sieme alla deputazione de'consiglieri pro-
l.i Riccia , per
Genzano, Velletri e Ter- vinciali della legazione di Velletri, felici-
racina.senza mai fermarsi, felicemente en- tandolo e tributandogli l'omaggio d'in-
regno di Napoli. Si condusse aGae-
trò nel alterabile fedeltà delle due provincie, av-
venne magnili camenteospilalo con
la, ove venturose e liete per aver la sorte d' es-
ogni venerazione per oltre 9 mesi dalla ser le prime a riceverlo, il che meglio no-
generosa liberalità del religiosissimo mo- LXXIV, p. 200. Ed eccomi a
tai nel voi.

narca delle due Sicilie Ferdinando II, non procedere col coramend/ Barluzzi nella
meno nella real villa di Portici presso Er- Relazione slorica del viaggio, e con
colano per altri 8, avendo pure narrato quanto altro ne pubblicarono il Giorna-
Je cose principali che fece in que'soggior- le di Roma, e l' Osservatore Romano ne-
ni, e le gite pe'luoghi e città circostanti, gli articoli divisi in
9 giornate e intitola-
inclusi vaiueiite e sino a Benevento. Dissi ti; Viaggio del Sommo Pontefice daNa~
come dopo la partenza del Papa da Ro- poli a Roma; però tacendo quanto già
ma ivi si formò la giunta suprema di sta- pubblicai a'Ioro luoghi e quanto dovrò di-
to per governarlo, seguila dalla commis- re di altri in quest'articolo, come praticai
sione di governo.Promulgataa'9 febbraio di sopra pel viaggio diGregorio XVI. Ter-
1849 ' a repubblica romana per tutto lo racini! per la r /ebbe la consolazione d'ac-
stalo papale, la rivoluzione fu compiuta; cogliere il suo sovrano e padre, e lo fe-
però non andò guari che fu domata la ri- ce con quelle solenni dimostrazioni, che
bellione negli stati pontifìcii per l'interven- celebrai nel suo articolo. Siccome erano
to dell'anni cattoliche francesi, napoleta- state sciolte tutte le autorità municipali,
ne, austriache e spagnuole. I napoletani a' e nominate provvisoriamente commissio-
17 giugno 1849 occuparono Prosinone, ni municipali con un presidente per ca-
Veroli, Anagni, Ferentino e altri luoghi, po d'ognuna, ciò avverto per dovere no-
della provincia di Campagna. L'8 giugno minare le unee gli altri delle comuni del-
le truppe spagnuole approdarono in Ter- le provincie di Marittima e Campagna.

racina, e per Sezze a' 1 7 luglio si recarono Tra le deputazioni ricevute dal Papa in
r
in Velletri con mg. Giuseppe Berardi, già Terracina, conviene qui ripetere la com-
vice-presidente del tribunaleciviledi Ro- missione provvisoria municipale col go-
lli:) /piale coni missario slraord inario pon- vernatore della città, la deputazione del-
tiQciodelle provinciedi Marittima eCam- la provincia di Frosinone condotta da
p-igna, nella qual città fin da'4 erasi ri- mg/ Badia delegato della provincia me-
tirato il preside repubblicano, subentran- desima, quella del capitolo di Ferentino
do a occuparla gli spagnuoli, A' 16 lu- con mg/ vescovo Tirabassi (di cui riparlai
glio mg/ Badia delegato apostolico diFro- nel vol.LXXVIU,p.22Q e 3a3),quella del
siuone ristabilì in quella città e provin- clero di Veroli col proprio mg/ vescovo
cia la sovranità pontificia. Questa in tut- Venturi similmente, e molte altre d'al-
to lo stato della s. Sede erasi successiva- tre parti che troppo lungo sarebbe il no-
mente ristorata. Dappertutto essendosi ri- minare, L' 8 aprile Sua Santità partissi
stabilito l'ordine, il sommo Pontefice Pio col suo corteggio da Terracina, precedu-
IV determinò a ritornare a Roma sua
si ta dal principe Massimo soprintendente
sede nell'aprile i85o, accompagnato a'6 generale delle poste pontificie , scortati!
dal re delle due Sicilie sino all'Epitaffio., da un plotone d'ussari napoletani, ed ac-
tei mine del regno e degli stati di s. Chiesa. compagnata da' cardinali Asquini, Du
11 Papa ivi venne incontrato da mg/ Be- Pont e Antonelli, non che dal conte Lu-
rardi commissario straordiuariodelle due do! f' ministro plenipotenziario del re Fer-
7o
V E L VEL
dittatalo II presso Ja s. Sede. Terracina è pa di visitare si illustri memorie , ed es-

lungi 63 miglia Ja Roma, laonde passan- sendo fuori di strada, il proprietario di es-
do il Papa per le Paludi Pontine e via Ap- se e del latifondo Luigi Polverosi fece tro-
pia, Velletri, Genzano, la Riccia e Alba- var pronte all'uopo carrozze e carrettel-
no poteva essere in Roma nel giorno stes- le, e vi si condusse, inchinato per la via

so. Ma benignamente volle prima di ri- dal clero di Sormino (terra non lontana
tornare alla sua capitale e sede, allieta- sulla montagna), che ammise al bacio del
re ili sua presenza anche la provincia di piede. Nel ritorno onorò di sua presenza
Campagna, e venir quindi a Velletri per Piperno, tra gli Evviva il Papa, Viva
altra parte rientrando nella via Appia; e il Santo Padre, Santo Padre la bene-
ciò perchè quella provincia presa com- dizione. Osserva il commend/ Barluzzi,
plessivamente ne' passali sconvolgimen- che faceva parte del corteggio. » E qui
ti, come sempre, erasi mostrata la più fe- valga il una volta per sempre: do-
dirlo
dele al governo legittimo della s. Sede. vunque, sia nel regno di Napoli, sia nello
Giunto il treno vicino a Ponte Maggiore, stato.legrida popolarla lui dirette non so-
lasciala la via Appia, prese a sinistra la no stale mai altre che queste, come le più
provinciale, la quale entrando nella ca- dicevoli al Vicario di Gesù Cristo". Da
tena de'monti Lepini, e serpeggiando pel- Piperno dopo 6 miglia, il Papa giunse a
le sinuosità dell' anguste loro valli, va a Prossedi,situala similmentesulla via prin-
terminare nell'aperta vallala di Prosino- cipale, ed atlraversolla senza farvi dimo-
ne. Riferisce la Relazione." Al lernpoche ra, tra' più clamorosi e festevoli evviva.
que'monti erano abitati da' Volsci e da- Dopo Prossedi non entrò in alcun altro
gli Equi (ne riparlai a Subiaco), tanto paese. Ma al di qua cai di là di Prosse-
dalla parte che guarda tramontana e a di convenne sostare 4 volte per via, poi-
1

ponente l'agro Pontino ed il mare, quan- ché trovaronsi a vari intervalli i4 archi
to nell'interno a levante ed a mezzogior- trionfali, eretti da altrettanti municipii;
no, ebbero la loro fama e Core, e Pome- iquali comechè fuori di strada,e non po-
ziao Sezia con le sue ?.3 città, e Segni e tendo perciò accogliere nelle loro mura
Piperno, co'fiumicclli Ufente ed Auiase- l'augusto Viaggiatore, erano discesi tulli
uo, ricordate ne'primi secoli della storia 'confini de'territorii rispettivi sulla stra-
romana , e celebrate altresì ne' versi di da per la quale dovea passare, e vi avea-
Virgilio, d'Orazio e d,i Silio Italico. Og- no innalzato ciascuno archi con diverse
gi sono dello slato pontificio una delle forme, e colle iscrizioni italiane o latine,
parli meno popolate. Pur tuttavia per riportate con ordine progressivo al fine
quelle valli e le pendici per cui passa la della Relazione. Presso i quali archi al
della strada sono alcune città e castella: giungere del Santo Padre , i rappresen-
Piperno, Maenza, Sonnino,Patrica,Pros- tanti di ciascun municipio si stavano ge-
sedi, Stefano, Giuliano, Morolo, Valle-
s. nuflessi, e intorno in tale atteggiamento
corsa, Ceccano ec". Poco prima di giun- ossequiosi e giulivi erano popolante se- i

gere a Piperno è l'antica abbazia di Fos- condo il costume lodevole del paese nel-
sanuova,la cui origine risole al secolo XI, le ceremonie religiose/la una parte ledon-

già de'monaci cistcrciensi e ricca, la qua- ne e dall' altra gli uomini, tutti con ra-
le die alla Chiesa ne'secoli XII e XI 11 ce- moscelli d'olivo in mani, e chiedenti ad
lebri abbati, vescovi e cardinali: ora non alta voce la benedizione. E il Papa in tut-
le rimane che il nome e gli avanzi de' te lei 4 stazioni fermandosi, graziosamen-
suoi magnifici tempio e chiostro di gu- te la compartiva. Benché espressamente
sto gotico, famosa anche per la morie di non nominati dalla Relazione, trovo ben-
s. Tommaso d'Aquino. Bramando il Fa- sì nella collezioue dell'iscrizioni, a secon-
VE L V EL 7 i

da dell'avvertito, quelle ancora di Maen- le mine, togliere le barricate, ed ogni al-


ta, Sonnino, Fallica, s. Stefano, Giulia- tro impedimento ostile per accogliere nel
no, Morolo; le due degli uniti Vallecor- dì seguente amiche, e fra gli evviva, le

rj, s.Lorenzo e Castro; quelle di Rocca- truppe napoletane; il che gli riportò la
corga Roccasecca, Supino, Ceccano ec.
, sovrana approvazione esternata dall' ot-
Nel Giornale dì Roma, tra' luoghi non timo mg.' Badia. Ne' giorni di pace eoa
ricordati espi essamente dalla Relazione, indicibile entusiasmo solennizzò il glo-
si pubblicarono articoli celebranti l'av- rioso e felice ingresso del Papa ne' suoi
venimento, ovvero se ne parla; cioè a p. dominii, con quelle pubbliche festive di-
3a3 di Prossedi si dice, che nella chiesa mostrazioni ivi narrate, di che furono
il Papa vi ricevè la benedizione col San- spettatori ed encomiatori i cardinali Mal-
tissimo. A p. 362 Roccasecca dichiarò d'a- ici e Cagiano. Inoltre si descrivono i fe-
ver innalzato un sontuoso arco d'alloro steggiamenti di Sgurgola nel passaggio
e di paline, e che il Pontefice molle di delPapa, 1' arco trionfale innalzato con
pianto benedì con affezioue di cuore il cle- due iscrizioni pubblicate, non che il tro-
ro, la magistratura e la popolazione. A p. no eretto pel medesimo e la benigna ac-
370 è detto che il governo di Vallecorsa, coglienza fatta ai clero, al magistrato e al
r
coMue comuni di s. Lorenzo e Castro, si popolo, presentali da mg. Badia. Per ce-
unirono in consorzio, e sebbene distacca- lebrare l'awenimeuto, i più facoltosi di-
ti e segregati dalla via provinciale, al di spensarono vino e pane a' poveri, i quali
là di Prossedi ove sbocca la strada rota- furono pure soccorsi dalla munificenza
bile di s. Lorenzo nella provinciale, i 3 pontificia. Mi piace inoltre rimarcare, che
cleri colle loro ecclesiastiche divise furo- la città vescovile di Veroli , situata fuori
no presentati al Papa da mg/ vescovo di di via, in quella per andare ad Alatri, e-
Ferentino, ed il ministero governativo e resse un arco trionfale con 4 iscrizioni,

le 3 commissioni municipali furono pre- dichiaranti la sua esultanza e fedeltà, ed


sentate al medesimo da mg.' Badia, ivi esternando il voto di potere accogliere il

appositamente erasi innalzato un trofeo Pontefice fra le sue mura , felicitandolo


rappresentante la Religione,di delicato la- il clero , il patriziato e il popolo. Faccio
voro, con l'iscrizione italiana ivi riporta- ritorno alla descrizione del viaggio. Era-
ta, insieme alla latina scolpita in marmo no circa le 4 pomeridiane, allorché la-
a memoria eterna dell'avvenimento; e che sciato a destra Morolo, a sinistra Cecca-
il Papa gradite siffatte dimostrazioni, am- nò, uscendoda'monti Lepini,il Santo Pa-
mise al bacio del piede i funzionari e tan- dre col suo corteggio, sempre accompa-
ti altri , soccorrendo la classe indigente gnato da'3 sullodati cardinali, entrò nel
splendidamente. Nella Relazione poi leg- territorio di Frosiuone, ossequiato da una
go, che nell'arco erano le statue della Re- deputazione del municipio. Avvicinando-
ligione e della Fortezza nel basamento
, si il treno alla città, la moltitudine dal-
delle quali erano due epigrafi che ripro- l'alto del monte, a guisa d'anfiteatro, ov'è
dusse. A p. 396 del Giornale vi è l'arti- situataFrosinone capo della provincia (os-
colo di CepranOjChesi onora d'averacon- serva commeud.' Barluzzi, che le città,
il
r
ctttadino mg. Giuseppe de'inarchesi Fer- e castella della medesima, conservando
rari Tesoriere generale (^.), e ne ripar- la situazione di loro origine antichissima,
lai nel voi. LXXX, p. 199. Ivi si dice,che o de' primi tempi di Roma o anteriore,
ne'passali sconvolgimenti e ne' giorni di sono quasi tutte sui monti), cominciò ad
confusione fu abbastanza risoluta per im- agitare i fazzoletti, i cappelli e de' rami
porre all'autorità e truppa de'faziosi, u- d'ulivo, ed a levare da tutte parti un gri-
prire le porte di quel poute, disollerruie do di Viva il Santo Padre j che misto
7a VEL VE L
a! suono delle campane e delle bande as- pò della ribellione fedeli al proprio so-
sordava l'aere. Al primo ingresso nella vrano, si recarono dal Papa a Pontecor-
ci làIsotto un grande arco costruito ivi
, vo, a Benevento e in Gaeta; e questo stes-
appositamente a foggia di tempio, la ma- so diceva la scritta con brevi ed elegan-
gistratura municipale gli esibì le chiavi ti parole. Il battaglione napoletano avea
della ciltà in segno di dominio, con pa- posto a modo di trofeo le insegne di
role convenienti. Il tenente colonnello Vi- Pio IX e di Ferdinando II, con in mez-
glia comandante il 6/ battaglione de'cac- zo ciascuna la propria epigrafe. E final-

ciatori napoletani, in nome di tutta l'ar- mente ve n' era una sulla porta del pa-
mata, rappresentata dal battaglione stes- lazzo apostolico, per contestare la grati-
r
so, diresse al Papa parole d'omaggio e di tudine de' fiosinonesi verso mg. delega-
divozione. Come in Terracina la strada to, perchè molto si adoperò in prepararlo

era abbellita da file d'arboscelli, così qui degno So vrano Pontefice. Nella chie-
del
di colonne di legno in forma di candela- sa principale di s. Maria Assunta il Papa
bii vestite di fronde di bosso e fiori, con vi si recò sotto baldacchino magnifico, le

simili festoni pendenti lateralmente era cui aste sostenevano com- i membri della
adorna la via; e le finestie lo erano da missione municipale, accompagnato dal-
damaschi e drappi a vario colore; l'ima l'ordinario mg/ Venturi zelantissimo ve-
e 1' altre stipate di popolo, accorso pure scovo di Veroli col suo clero; il tempio

in gran numero da'luoghi circostanti. I era vagamente addobbato, e colle espo-


due prospetti dell' arco aveano ciascuno ste immagini de'ss.OrmisdaeSilverio Pa-
la loro iscrizione; narrando poi il Gior- pi, particolari protettori e concittadini di

nale di Roma del 85o a p. 354, con ar


1
*
Frosinone. Prima di ricevere la benedi-
ticolo diFrosinone nel descrivere in det- zione da mg/ Ricci vescovo di Segna,
taglio come festeggiò la venuta del Papa col ss. Sacramento esposto, dopo aver
Pio IX, dice che dov'era 1' arco sarà col- questo venerato,Pio I X con eloquente, te-
locala come un monumento stabile l'i- nera e maestosa allocuzione riepilogò in
scrizione allora fatta e dal medesimo pub- brevi parole le trascorse vicende, le cala-
blicata (il monumento poi eretto è la va- mità eccitate dal nemico dell'uman ge-
sta caserma de'gendarmi, dietro il palaz- nere, cessate per volere divino, esortando
zo delegatizio, nella forma quasi come l'immensa popolazione a porger calde
quella di Roma, collo stemma pontificio preghiere all'Altissimo pel ravvedimento
e 1' iscrizione: si costruì con un fondo di- de'traviati, e per la pace della Chiesa u-
sponibile, e con approvazione del Pa- ni versale. Dichiara il commend/ Barluz-

pa), insieme all'altra iscrizione che pu- zi. » In questi discorsi estemporanei del-
re in esso si legge , e questa da porsi l'immortale* Pio IX, sia ch'Egli parli co-
sopra l'ingresso della residenza munici- me Pontefice, sia come Sovrano, è sta-
pale dal municipio, per riconoscenza al- ta sempre tale una facilità e dignità,
l'impegno dell'ottimo delegato mg/ Ba- congiunte a tanto di dolcezza, da disgra-
dia nel coadiuvare gli ardenti desideri! darne gli oratori più rinomati". Uscen-
de'fi usinati presso Sua Santità, onde ot- do dalla chiesa, nel progredire al palaz-
tenere un così segnalato beneficio. Oltre zo apostolico a piedi, andavagli innan-
l'arco eravi un obelisco eretto sulla piaz- zi un drappelletto di fanciulli vestiti al-
za del palazzo apostolico ,
avente ezian- l' angelica, ed appartenenti alle prima-
dio la sua iscrizione. Un' altra leggevasi rie famiglie, spargendo fiori sul suo pas-
nella caserma de' veliti pontificii, che sta- saggio, rallegrato dalle voci di gioia e dal-
vano di presidio in Frosinone, quelli che le più animate acclamazioni dell'immen-
duFrusiuoiie e da'paesi limitrofi, nel teru- so popolo. Il Papa era accompagnato, ol-
VE L VEL 73
tre da' 3 cardinoli, anche dal cardinal genio e io bronzo. Sull'imbrunir della
Vizzardelli prefetto della congregazione sera l'abitazioni tutte della città vaga-
degli studi, della città (tale dichiarata da mente s'illumiuarono.Gli archi di verdu-
Gregorio XVI) di Monte s. Giovanni, ra e di fiori del giorno si adornarono nel-
venuto nel dì innanzi da Roma per far- la sera di faci risplendenti e di variato co-
gli onore, avendolo preceduto nel ritorno lore, terminaticon bella piramide egizia,
da Portici, dove come in Gaeta avea aiu- che dava colla sua trasparente luce risal-
tato Santo Padre nelle fatiche ecclesia-
il to all'illuminazione, resa più. piacevole
stiche.Giunto nel palazzo apostolico, il da due trofei militari elevati dirimpetto
Papa comparve sulla gran loggia a com- al palazzo dalla truppa napoletana. Le
partire la pontificale benedizione, che si campagne tutte erano sfolgoranti d'innu-
diffuse sui cuori lutti ardenti per spi- merevoli fuochi.e le montagne checircon-
rilo di religione, ed esultanti per l'augu- dano da lungi Frosinone rassomigliava-
sta presenza del Vicario di Cristo. Degnos- no co' grandiosi e quasi simmetrici incen-
si quindi d'ammettere al bacio del piede di alle maestose eruzioni de'vulcani. Fini
il clero secolare e regolare.il corpo muni- la festa serale in un bel fuoco d'artificio.
cipale, l'autorità giudiziarie, amministra- Nella mattina seguente 9 aprile, il Papa
tive e militari, varie civiche deputazioni; Pio IX encomiati cardinali Asqui-
cogli
i più distinti frusinati, i singoli uflìziali ni, Vizzardelli e Antonelli (poiché il car-
dellabenemerita guarnigione napoleta- dinal Du Pont per la gotta era rimasto
na che eseguiva il servizio della piazza, ed a Frosinone), e cogli altri del suo segui-
il marchese De Gustine francese, noto pel to si portò in Alatri, che sebbene vici-
suo attaccamento a'principii d'ordine re- nissima all'infausta Vico (sic), patria di
ligioso e politico, e chiaro per le sue ope- Pietro Sterbini ! fu nelle passate vicende
re letterarie. 'Ammesso inoltre il consi- Sopra le altre città dello stato pontificio
glio provinciale a particolare udienza, d la più fedele e affezionata al Pontefice
Papa ricevè dal medesimo in attestalo (non si vuol defraudare della stessa lode
di perpetua straordinaria rimembran- la città pur vescovile di Norcia in su gli

za e gratitudine della provincia, l' of- Apennini, che può gareggiare di vanto
ferta delle medaglie in oro, in argento e con Alatri; ne altre città che seguirono
in bronzo d'apposito conio, ritraenti nel l'esempio d'Alatri e Norcia, nel mostrar-
diritto la pontificia effigie, e nel rovescio siavverse, (piale con più, quale con me-
l'epigrafe; Quem - SedeRomana - Impie no coraggio, all' usurpazionede' ribelli).
Ex turbatimi - Provincia Campaniae Quivi non parlari o scritti sediziosi, non
Ingemebat - Foedere Catholico Reda- persecuzioni o ingiurie contro il clero,
climi - ExultabundaGratatur - mdcccc. non unioni popolari, non voti per la co-
Viene riportata anche dal n. 82 del Gior- stituente, non proclamazioni per la sedi-
nale di Roma; il quale narra ancora la cente repubblica romana ; ma preci in-
presentazione del consueto tributo de' nalzate pubblicamente a Dio dopo gior- i

r
pani fatta al Papa, da mg. Trucchi ve- ni sanguinosi de' i 5e 1 6 novembre 848, 1

scovo d'AnagnijCon una deputazione del e dopo quello della partenza del sommo
capitolo. Apprendo poi dall' Osservatore Pontefice da Roma ;
partili da Alatri per
Romano n. 48, che le commissioni pro- andare a gittarsi a' suoi piedi a Gaeta
vinciali della provincia di Campagna col fin da' primi di gennaio 1849 il vescovo
r
cardinal legalo di Marittima e Campagna mg. Giampedi e il gonfaloniere Filippo
inviarono una lettera al presidente della Jacovacci; conservati a' posti dov'erano
repubblica francese con tre esemplari gli stemmi pontificii; ornato di ghirlande
della descritta medaglia, in oro, in ar- e di fiori il monitorio della scomunica,
74 VE L V1ÌL
ed accesevi davanti le candele sulla pub- scritto e pubblicato nel Giornale dì Ro-
blica via; messa per tali fatti la città a ma a p. 370, in uno alle iscrizioni fatte
pericolo di saccheggio due volte, la l," per la lieta circostanza. Ne ricaverò un
a
dalle bande di Masi, la 2. da quelle di estratto. All'entrare del territorio, i con-
Garibaldi. Fu questa la condotta di A- tadini lo festeggiarono con rami di uli-
latri nelle passate lagrimevoli vicende. Il vi nelle mani e con evviva fino alla cit-
Santo Padre volle darle per questo un tà. Nel casino di villeggiatura degli sco-
argomento palese del suo sovrano gra- lopi era vi un arco di verzura, sul quale
dimento e della sua benevolenza; recan- era un'iscrizione del p. Pietro Taggiasco
dovisi di persona, prima di tornare in professore d'eloquenza di quel collegio.
Roma, sebbene A latri sia situata buon Allei?, meridiane giunse Pio IX nella cit-
tratto fuori di strada. » Chi può ridire tà, e sotto magnifico arco trionfale, deco-
la esultanza degli alatimi quando vide- rato con iscrizione dell'encomiato scolo-
ro entrare nella loro città e incedere po, fu ricevuto dall'egregio vescovo mg/
maestoso e benigno per la via che con- Giampedi alla testa del clero secolaree re-
duce alla cattedrale l'adorato Pontefice golare, a cui erasi unita la monastica fa«
Pio IX, per cui aveano fatto sì fervidi miglia certosina di Trisulli; nonché dalla
voti, sostenutosi dure prove? Le vie commissione municipale, il di cui pre-
giuncatedi fronde edi fiori: adorne di a- sidente FdippoJacovacci presentò le chia-
i azzi le finestre e le pareti : di tratto in vi al Santo Padre, e fu lieto d'aver con

tratto archi vestiti di verdure con iscri- lui colloquio sull'indole de' cittadini. Al

zioni. Lo che invero, poco più, poco me- nome di tal commissione il membro di
no, si era veduto anche negli altri paesi. essa can. d. Luigi Francesco Pmssi reci-
Ma quello che negli altri paesi non si era tò un'iscrizione, a cui il Papa rispose.
vernilo, furono de'busti ingesso del Pori» »» Questoè il vero e più adatto elogio che
tefìce qua e là sulle finestre o sulle porle si possa fare al Papa
una città religio-
in
delle case coronati di fiori, contornati di sa e fedele ". Disceso Santo Padre dal- il

lampade e di cerei; e in alcuni luoghi al- la carrozza, percorse a piedi la lunga

tresì turiboli d'incenso e di altri odori. Sul- strada fino alla cattedrale, preceduto da
le fi nest re poi o sul le porte di altre case era- tutto il clero processiona finente, ed ac-
no iscrizioni, fatte dagli abitanti di essi in compagnato da' cardinali, da mg/ Be-
lingua volgare,anzi nel vernacolo proprio rardi commissario pontificio di Maritti-
r
tli que'paesi ; quali iscrizioni era assai pia- ma e Campagna, e da mg. Badia dele-
cevole il leggere per la semplicità de'con- gato apostolico di Frosinone. Non si può
cetti, e per la spontaneità dell'espressioni esprimere l'entusiasmo indicibile dell'im-
avvegnaché con idiotismi e solecismi, così mensa moltitudine, che dalle finestre, da'
naturali com'erano usciti dalla mente e terrazzi e balconi costruiti a bella posta,
dal cuore di que'buoni uomini, senz'arte, e lungo le strade applaudiva al tanto so-
senza studio; ma nella loro semplicità e spirato ritorno del Sovrano Pontefice, ed
rozzezza più eloquenti che se fossero sla- esprimeva con religiosa lealtà voti di i

te inforniate ed espolite da lima di reto- sua felicitazione. In fronte della catte-


re e di grammatico. Così gli ala trini, drale eravi l'iscrizione del can. d. Paci-
mentre intendevano a festeggiare il ritor- fico Latini professore d'eloquenza del se-
no dell'adorato Pontefice, e a dargli no- minario. Dopo il canto dell'antifona Tu
velli argomenti di loro fedele soggezione es Petrus, il Papa adorò il ss. Sagraraento
ed alletto, più e più meritavano del suo". e con esso fu benedetto dal cardinal Viz-
] particolari della gita in Alatri del Papa zardelli; indi orò avanti la statua d'ar-
Pio IX si pouno leggere ocH'arlicolo ivi gento del patrono s. Sisto I, scoperta do-
V E L VE L 7"

no riposto la ss. Eucaristin. Avendo il colarilà le riferisce Y Osservatore Roma-


l'api appreso dal vescovo che la catte- no nel n. 47> dicendo Alatri 6 miglia da

drale non godeva la prerogativa e privi- Frosinone e racchiudere una popolazio-


legi di basilica, si degnò dichiararla ba- ne d'intorno a *x,ooo anime, e che occu-
t

silica di quel grado ed ordine che gode pa luogo d' un'antica piazza forte de*
il

la basilica di s. Maria in Trastevere in volsci (o meglio ernici), la più importan-

Roma (di cui era stato canonico esso ve- te fortezza di questi antichi popoli. Crede
scovo), la quale segnala tissi ma grazia fu che sia stata necessariamente l'opera de*
immantinente pubblicata coli' iscrizione giganti perrompere quelle rupi, e sovr-
dell'encomiato can. Rossi. Asceso il Papa imporre e collegare, senza veruni specie
sulla loggia della cattedrale, ivi compartì di cemento, gli uni sugli altri quella

l' apostolica benedizione all'immenso po- quantità prodigiosa d'enormi massi, ed


polo, che ricopriva la vastissima piazza in un'epoca che non si adoperava ne la

dell'Acropoli, il quale dopo quelle divi- polvere per le mine, né la dinamica dis-
ne parole, reiterò gli evviva, che assor- poneva de'mezzi che oggi sono a nostra
darono l'aere. Passò quindi al contigno cognizione. Loda Alatri pel suo forte con-
episcopio, ove nella sala del trono ammi- tegno non volere riconoscere la re-
col

se al bacio del piede il capitolo della me- pubblica romana, esempio forse unico
desima cattedrale, quello della collegia- nella storia delle rivoluzioni moderne,
ta, la commissione municipale alatrina, mantenendo immobilesempresulla cima
e quella di Guarcino concorsa anch'esca del campanile la bandiera papale.»» Do-
n tributare suoi omaggi di divozione e
i po molti tentativi infruttuosi di sedizio-
fedeltà, e finalmente i primari cittadini, ne e di guerra, Mazzini finì col risolvere
dispensando a ciascuna classe parole di di lasciare cittadini d' A latri nella loro
i

benignità ; e conferì al presidente Jaco- libertà. S'intende quindi la gioia, l'entu-


vacci il nobile titolo di cavaliere dell'or- siasmo straordinario di que' bravi abi-
dine Piano di a." classe, volendo così u- tanti all'avvicinarsi del Santo Padre. Il

sare considerazione a'meriti di lui, e ri- trionfo era molto minore pel SommoPon-
munerare distintamente la fedele costan- tefice che per loro stessi ; e quindi egli è
za della città. Partito dall'episcopio, il impossibile di descrivere l'aspetto della
Papa si fermò innanzi al collegio Calasan- città nel momento in cui Papa Pio IX
zio, sulla cui facciata era altra iscrizione traversò a piedi le sue lunghe e anguste
del p. Taggiasco, e sulla porta ammise strade". Nel tornare a Frosinone, il Pa-
graziosamente al bacio del piede i
pp. pa si fermò alquanto nella grangia diTic-
scolopi, ed i convittori che infiammò alla chiena de' certosini di Trisulti, ammet-
virtù e allo studio delle lettere. Indi si re- tendo al bacio del piede i monaci. Avvi-
cò monastero della ss. Annunziata, ri-
al cinandosi a Frosinone fu incontrato con
cevendo al bacio del piede le monache, nuove dimostrazioni po-
di giubilo dalla
ed anche le religiose figlie della Carità polazione. Nella sera si lumina-
ripetè la

ivi appositamente convenute, avendo ri- ria della città e della provincia, non me-
colmato le figlie di s. Benedetto di spiri- no del fuoco artificiale; ammettendo be-
Consolato così ogni ceto di
tuali favori. nignamente il Papa al bacio del piede al-
persone, sempre applaudito, benedetto e tri distinti cittadini e le signore del pae-
festeggiato, il Papa lasciò Alatri di per- se. La strada che mena da Frosinone a
sona, ma vi rimase col cuore, e nell'uscir Roma è quella che viene dal regno di
della poita ricevè un altro attestato di Napoli per Ceprano, la discorsa antica via
gratitudine espresso dall'iscrizione det- Casilina, consolare come
l'altra per Ter-
tata da d. Carlo Ferrazzoli. Altre parti- racina,eche va a congiungersi alla Labi-
76 V E L V E L
cana presso Valmontone. Per questa fu arcivescovo di Filippi, segretario della s.

ripreso dal Papa il viaggio, partendo la congregazione de' vescovi e regolari), che
mattina de' o aprile da Prosinone.
i Dopo sta alquanto più remoto dalla via a'mou-

9 miglia s'incontra I' ernica Ferentino, ti snb-Apennini, ed anch'esso con due


ma a destra della via in sul colle. Però i iscrizioni, in una delle quali il popolo ben
ferentiuati, invidiando agli alatrini Tono- a ragione vanta vasi di non essersi lascia-
re d'accogliere, sebbene per poche ore, il lo prendere alle minacce e alle lusinghe
Sommo Pontefice fra le loro mura, ne a- de'ribelli. Un altro arco finalmente tro-
veano fatto già pregare Sua Santità. Due vossi sulla via, ed era della città vescovi-
deputazioni, l'ima ecclesiastica l'altra ci- ledi Segni,con corrispondente iscrizione
vile, stavano presso un arco trionfale ad dell'Orbo et populus Signinus. Gran
aspettarne l'arrivo, con l'epigrafe che de- parte di quella popolazione unita a quel-
corando il cornicione si legge nella Rela- la de' vicini castelli di Gavignano e di
zione. In questa è pure l'iscrizione posta Montellanico stavano anch' essi tuli' in-

sulla porta d'ingresso della città, la qua- torno all'arco ad aspettare il Santo L'a-
le termina colle parole: Ferentinate.s die che in passando li benedisse. Quanto
Pontifici et Principi- Fel maxima in- ad Anagni,a p. 3j del Giornale di Ro' i

ter pcricula- Constanti Jide addiclissi- ma fu pubblicalo un articolo sul festeg-


gi/'. Giunto il Papa e fattagli la consueta giamento fatto al Papa nel transitare pel
pileria delle chiavi della città, vi entrò e suo territorio. Si dice il magnifico arco
salito all'episcopio, ch'é nella sommità trionfale adorno di belle pitture, degli
del colle sugli avanzi dell'antica rocca emblemi delle 4 potenze cattoliche che
Ferentina, diede dall'ulto del medesimo concorsero coli' armi alla restaurazione
la benedizione. Impiegò quindi circa tre del dominio temporale della s. Sede, del-
pre nel visitare la semina-
cattedrale e il lo stemma della città e d' iscrizioni ana-
i io (e secondo il Giornale di Roma, an- loghe alla circostanza, e riferite nella /te-

che i due monasteri e il collegio de' gè- lazione in uno a quelle degli altri me-
ntili), nell'ammettere al bacio del piede morati archi. Fu preparato ancora un e-
il capitolo, e le solile deputazioni e ab legante e ampio padiglione con sotto un
tri. Dopo di che il Santo Padre tra le ac- maestoso ti Orio, nella speranza che il

coniazioni, ripassando per l'arco, partì. Santo Padre salilo su di esso si degnereb-
Da Ferentino, proseguendo per la sol- he compartire la sua benedizione. Pres-
r
loposta pianura verso Valmontone, si la- so l'arco si trovarono ad attenderlo mg.
scia addietro a sinistra il comune diSgur- Pietro Paolo Trucchi vescovo d'Anagni
gola lontano sui monti Lepidi; i cui a- (poi a'a dicembre 1807 traslato a For-
r

bitane però avevano innalzato il suddet- h, succedendolo nello stesso giorno nella
r
to arco a'eonfini del loro territorio pres- sede anagnina mg. Clemente Pagliari
so la via Casilina, ed erano convenuti ivi dell' arcidiocesi d' Urbino e preposto di

in gran numero per essere benedetti. Pq- quella metropolitana: nel medesimo
p'ollre si lascia a destra sur una delle col- concistoro il predecessore vescovo di
line che fiancheggiano la strada Anagni, Forlì monsignor Falcinelli fu promos<
la quale costruì un arco sulla via con due so ad arcivescovo d' Atene, e indi nun-
lunghe iscrizioni per festeggiare il pas- zio nel Brasile), il capitolo della cat-
saggio del Papa pel suo territorio. Un al- tedrale, i capitoli dflla collegiata del-
iro arco dove si estende il proprio leni- la città stessa e d'alcuni paesi della dio-
torio, avea innalzato anche Paliano (la cesi più vicini, i corpi religiosi, il semi-
quale, come dissi al suo articolo, si ono- nario diocesano, tulli in abili di chiesa;
r
la, del concit Lutino mg. Andrea Bizzarri la commissione municipale, eia popola-
NEL V EL 77
rione d' ogni condizione sì d'Anngni che vozione e fedeltà date da Anagni alla j.

de' luoghi circostanti. Giunto il Sommo Sede. Riprodusse per ultimo le 4 Udi-
Pontefice, venne accolto con istrepitosis- zioni del suddetto arco. Così vendicò l'o-
simi applausi e tra 1' alternativo suono nor patrio leso ad Anagni Caput Iler-
delle bande musicali. Il Papa sceso dalla nicorum. Riprendo il filo del pontificio
carrozza e accompagnato da' cardinali viaggio.Neldescrittomodocorsa nellospa-
Asquini e A ntonelli salì sul trono, da dove zio di circa 3 ore quell'ampia valle che ha
subito compartì l'apostolica benedizione i monti Lepidi a sinistra e sub-A penni-
i

all' affollata moltitudine con espansione ni a desila, giunse dopo mezzodì a Val-
r
di cuore tale che commosse tutti. Mg. montone, di che parlerò al suo paragra-
vescovo e il marchese Nicola Trajelto fo. Dissi di sopra che il Papa, dopo aver

presidente municipale, interpreti de'sen- visitato la provincia di Campagna sareb-


timenti di tutta la città, umiliarono al be ritornalo nella Marittima rientrando
Santo Padre gli omaggi sinceri di divo- nella via Appia per condursi a \ elicti i

zione e di fedeltà. Il Papa esternò la sua e indi a Roma. Da Valmontone a Vel-


soddisfazione, e gli ammise al bacio del letri si va per una strada provinciale, che

piede, in uno a 'cleri secolare e regolare, diramando dalla Casilina presso Valmon-
alla commissione municipale, ed a molte tone corre e volge a ponente, costellan-
altre persone. 1 cantori beneficiati della do le falde degli Algidi e dell'Artemisio
cattedrale cantarono l' antifona Tu es da una parte, de'Lepini dall'altra, e pas-
Petrus, le bande tornarono a suonare, e sando sotto Montefòrtino, del quale poi
le prossime colline echeggiarono di ite- dirò al suo paragrafo il festeggiamento
rati evviva. Altre dimostrazioni il popo- tributato a Pio IX. Proseguendo il viag-
lo anagnino celebrò tornato nella città. gio, alla pieve di Lariano il Papa fu in-
Dipoi il sullodato anagnino d. Antonio contrato da una deputazione della città
Cipriani nel Supplemento al n. 68 del* di Velletri, e dal suo vescovo cardinal
X Osservatore Romano dello stesso 85o, 1 Macchi decano del sagro collegio, che fe-
pubblicò ad omaggio solenne della veri- ce salire nella propria carrozza, perciò di-
tà, un erudito articolo riguardante A Ma- scendendone mg/Medici maggiordomo e
gnesia per rettificare alcune nozioni con» mg. 'Borromeo maestro di camera, ed en-
tro la storica verità contenute nel n. 47 trò in Velletri con quelle solennità che
del medesimo giornale, nel dar contezza poi celebrerò, insieme al soggiorno che
delle feste e degli onori tributati da'po- vi fece sino alla mattina de'i 2 del mede-
poli al Papa ; sia specialmente per con- simo aprile, in cui Pio IX, nel modo che
futare la supposta rivalila tra Anagni e in breve narrai in quell' articolo, per
Ferentino, provandolo colla storia de'fat- Genzano, la Riccia e Albano fece il suo
ti,non meno degli antichi tempi de' ro- desiderato, trionfale e lietissimo ingres-
mani, che di que'del cristianesimo. Che so in Roma. Ora passo a parlare ne'se-
la pretesa enorme muraglia che divide guenti paragrafi delle provincie e de'co-
i dueterritorii, non esser altro che un ca- in uni che compongono la legazione di
nale del piccolo fiume di Tufano. Quin- Marittima e Campagna, principalmente
di enumerò le principali prerogative di della delegazione apostolica di Maritti-
Anagni, madre feconda d'illustri eroi e ma o Velletri ; e pe'già descritti altrove
di 4 Papi, 28 de'quali ebbero un gra-
vi ne indicherò dove lo sono, riferendo in
to albergo, ed asilo contro le persecuzio- alcuni nozioni che se non del tutto ap-
ni a Gelasio li, Adriano IV, Alessandro pai tengono al paragrafo,riguardano ben-
III e Lucio III. E che diversi Papi atte- l'encomiate provincie e
sì si rannodano
starono le prove luminose di sincera di- ad esse per la storia.
7» VEL VEL
DlSTOETTO DI VELtETRI. ne la chiesa collegiata, e alcune case di
Governo di Velletri. civili Tale chiesa, dedicata
famiglie. alla
Cisterna. Comune della diocesi di B. Vergine Assunta in cielo, è bella e di
V elicli i, di cui ragionai al suo articolo, moderna architettura, rinnovala da'fon-
oude non ini resta che aggiungere al- daineuti in guisa diversa dall' antica, di
cuu altro cenno clic ricavo da' molti che cui parla il Piazza e sotto i'istessa invo-

ne scrissero. E distatile 33 miglia da Ro- cazione, con disegno del celebre cav. Mo-
ma e 8 da Velletri, con territorio in pia- relli architetto del palazzo B raschi di
no e colle, con molli fabbricati, marche- Imma, ma non eseguilo fedelmente. Non
saio della nobilissima famiglia Caelani ostante nell'interno l'aliare del ss. Sagra-
(A- .), e già suo feudo. Questa terra è sul- mento merita osservazioue pe' suoi sem-
l'ultime pendici de'monti Veliterni, sul- plici ma vaghi ornali e pe' inarmi che lo
la sponda destra del lumie denominato compongono. Nella i.* cappella a destra
Aulico, perchè è un canale artificiale in si venera I' Redentore dipinta
elligie del
gran parte, tendente a raccogliere le ac- in tela dal valente Cavallucci di Sei mo-
que che scendono da Giuliano edaTor- neta. Dice il Rauco che questa chiesa è
i cecilia, e darle altra verso le Paludi Pou- capitolare eon arciprete, 7 canonici e 3
liue al mare. Essa è I' ultima terra da beneficiali, ed ha il baltisterio essendo
questa parte che sia entrata nella map- 1 unica parrocchia. Inoltre vi sono altre
pa. Narra Marocco, che da Vellelri a 4 chiese con 3 confra temile secolari. Vi
Cisterna alcuni traili di strada sono fian- esisteva il convento di s. Antonio abba-
cheggiati da lunghe e folte macchie di te de'minori osservanti riformati, espulsi
roveri auuose e di elei, che dillicilmcu- nuli' invasione francese, né più ripristi-
te piegano i furiosi venti, appellandosi nali. Trovo nel Piazza, che la chiesa e il

volgarmente quelle foreste la macchia eoo vento furono creiti dal cardinal Boni-
di Cisterna, ch'è vastissima ; ed aggiun- facio Gaetaui o Caelani, nel i5y2, con
ge essere non solo ricovero di cinghiali, facoltà di Gregorio X11I, il quale nel
di capri e di lupi, ma uu tempo rifugio giorno del santo concesse indulgenza ple-
tli crudeli assassini, prima che fosse in naria. Vi esistono, l'ospedale per gì' in-

gran parie svelta o diradata per la sicu- fermi, la casa delle maestre pie Venerine
rezza pubblica presso la strada. Del più per l' istruzione delle fanciulle, e la pub-
aulico taglio che dovea fare di sua sel-
si blica scuola per ammaestrare i giova-
va, parlerò nel paragrafo di Sei-moneta. netti. popolo venera per principale
11

A litichi ruderi di una torre o forte al de- protettore s. Rocco confessore. Dinanzi
stro lato della via nominata le Castella alla collegiata è uu vasto piazzale abbel-
risvegliano l'idea del primiero loro esse- lito da uu granaio fabbricato da'fonda-
re, e souo il domicilio del gufo lamen- ineiiti nel 1772 da Francesco Caelani du-
tevole, dell' upupa melanconica, e della ca di Semionda, come si legge uell' i-

nottola o vipistrello che di giorno sta scrizione. Cisterna era più eslesa e popo-
nascosto. A levante del borgo è il palazzo lala prima che fosse bruciata e saccheg-
ducale, che costituisce l'ingresso nella ter- giala dallo scismatico Lodovico V il Ba-
ra mediante un grande arco che dicesi varo. 11 Nibby parlaudo di questa terra
la porta, sebbene vi si eutri da ogni par- crede, che finché fu io qualche modo
te uun avendo mura castellane, il diseguo praticabile la via Appia, abbia molto sof-
del quale fabbricato è decoroso e alquan- ferto, trovandosi sullagran strada in luo-
to vasto, uè manca di quella solidità che go poco difeudibile,esposla a tulle le scor-
n edificio signorile conviene. Questo è rerie, che narrai uel suo articolo; ma do-
1'
uuico fabbricato ragguardevole, tran» po, lino cioè al riuUivameuto di quella
VEL VEL 70
nel secolo passato, rimase troppo fuor di vn l'acqua da' colli veliterni. Con PU-
Mano e quasi dimenticata, come dall'al- ghelli, Italia sacra, l. io, p. 177, ripor-

tro canto dopo il diseccamelo delle tai i 7 suoi vescovi, il quale però avverte,
Paludi Pontine e il riapriroento dell'Ap- che la città di Tre Tabcrne non è da
pia, questa terra ha molto migliorato confondersi con Tabernae seti Palaeo-
nell'aria, la popolazione si è accresciuta, poli, vel Treschines in Magna Gr ac-
ed i fabbricati sono stali anch'essi amplia- cia. Il i.° vescovo che si conosca è del
ti e abbelliti. Dichiara Marocco, cheil 3 3:1 a' tempi di s. Gregorio 1 v'era pu-
l'origine del nome di Cisterna proviene re un vescovo, di cui s'ignora il nome, o
da alcune cisterne esistenti, ovvero dal- meglio era vacante, il quale'Papa veden-
la forma totale del paese piuttosto esisten- do ridotta a nulla e devastata la città

te in basso; eche varie sono le cisterne delle Tre Tabeine da' longobardi, eoa
d'acque piovane per uso della popolazio- lettera riprodotta da Ughelli e indiriz-
ne, la i.' essendo innanzi al palazzo ba- zata a Johannis Episcopo di Vellelri, al-
ronale, ottimamente costruita e profonda la sua ne unì canonicamente la cattedra
3
1G0 palmi, la i. dentro lo stesso palaz- vescovile. Questa chiesa rimase per vari
zo e della medesima profondità, la 3." anni unita alla Veliterna, ma poscia ri-

fuori la porta delta Agrippara. Alcuni fabbricala o restaurata e ripopolata la


dissero questo luogo Cisterna JYeronis, città di Tre Tabeine, nuovamente fu
e lo ripetei al suo articolo, ed il Marocco separata da Vèlletri ed ebbe i propri ve-
riflettendo alla derivazione di porta A- scovi, tra' quali quello del 761 o 762,
grippara non è lontano da credere che l'ultimo conosciuto è dell' 868 o 869,
tragga origine tal nome da alcuna memo- ed in seguilo non si hanno più memorie
ria diAgrippina madre dell'imperatore de' suoi pastori e della sede vescovile,
Nerone. Dice inoltre, opinare molti eru- probabilmente per la totale distruzione
diti, che da due grandi cisterne antiche della città. Quindi in conseguenza del
il suo nome derivasse, e che fossero falle precedente statuito da s. Gregorio I, pas-
per ordine di Nerone, onde provvedere sò di poi la diocesi di Tre Taberne sotto
Anzio d'acque salubri mediante acque- la giurisdizione del vescovo di Vellelri,
dotti, de'quali non mancò chi asserì d'a- parlando del quale riferirò l'opinioni del
verne riconosciuti diversi avanzi. Nel più can. Dauco su Tre Taverne. Tutti gli
volte ricordato articolo Cisterna dissi storici poi couvengonoche distrutta Tre
col Nibby non occupa il si-
e altri, ch'essa Taverne, Cisterna crescesse d'abitalo, di
to dell' antica sede vescovile di Tre Ta- territorio e di popolazione, e forse allo-
berne, Cwitas Trium Tabernarum ra ne prese la denominazione latina Tres
3
Tre* Tabernae, città de' volsci, la qua- Tabernae. Altri poi credono, essere Ci-
le piullosto surse nel suddetto lenimen- sterna succeduta ad Vlubra, e che dopo
lo delle Castella, nel luogo chiamato la sua distruzione e di quella di Tre Ta-
Civitona, sulla sponda destra della via berne, quivi si rannodò la popolazione
Appia, abbandonato e ove si vede
silo e formò l'odierno paese. Di Ulubra trat-
un semidiruto de' tempi bassi co-
edificio ta il Nicolai, De' bonificamenti delle
struito sopra avanzi d'una fabbrica d'o- Terre Pontine a 38, la di cui posi-
p.
pera incerta, a'quali si dà il dello nome, zione è contrastala, forse all'ingresso del-
circa 11 miglia lungi da Roma, ed ap- le Paludi Pontine, o nouloulaua da Vel-
partengonoalla stazione di Trcs Taber- lelri, e perciò forse comprese la piccola
nac, come vuole Nibby, esistendo uu mi- villa ove fu allevato Augusto oriundo di
glio distante gli avanzi d'una conserva Vellelri e nato in Roma. Il Marocco la
antica e d'un acquedotto, che vi porta- crede presso il castello di Giuliano, co-
8o VEL VEL
me dirò in quel paragrafo. Non ebbe ri- gennaio. Di nuovo la nomina in quella
nomanza per la sua aria pessima e quan- scritta due anni dopo a' 9 aprile del G94
tità delle rane della palude, non però di Roma, iu cui pare decisivo per deter-
Pontina, perchè questa mai giunse a Yel- minare il sito di Tres Tabernae, mo-
letri, qualora si voglia supporta presso strando che una strada diretta da An-
La villa della famiglia d'Angu-
tal città. zio raggiungeva l' Appia presso quella
come un magazzino ove si deposi-
sto era stazione: aggiungasi a questo i memo-
tavano le grascie necessarie per la me- rati ruderi esistenti, l'acquedotto, il no-
desima, Diverse opinioni riferirò ragio- me volgare di Civilona, e la questione è
nando di Velletri e d'Augusto; e quanto decisa. Memorabile però sopra tutti gli
a' sognali ranocchi, oltre le paludi, pon- altri riguardanti Tre Taberne, è
fatti

no stare anche in peschiere artefatte o in quello ricordato dagli Atti Apostolici, e.

piccole fosse d'acque stagnanti, come ve- 28, § i5, che avendo i fedeli di Roma
diamo in tanti luoghi. La celebre sta- udito l'arrivo dell'apostolo s. Paolo a
zione di Tre Taverne sulla via Appia Pozzuoli, ed essendosi posto in viaggio
e poscia città vescovile, di cui tanto si verso Roma, per essere giudicato dall'im-
questionò dagli eruditi per la confusio- peratore a cui erasi appellato, gli an-
ne che si osserva dal Nibby negli itinera- darono incontro fino al Foro Appio, di
ri Roma,
antichi circa la sua distanza da cui riparlai ne' voi. LV, p. 65, LXXIV,
giacché il nome
comime a varie sta-
fu p. 2o3, ed a Tres Tabernae: e Paolo
zioni sulle vie antiche, come quella pres- vedendoli, dopo avere reso grazie a Dio,
so Laus Pompe/a nella Gallia Cisalpi- ne prese fiducia. Questo avvenimento è
na, e quella presso Interamna sulla Fla- di grave importanza, come quello che si
minia, derivando da tre osterie erette per rannoda alla venuta dell'Apostolo delle
comodo de' viandanti, particolarmente genti in Roma nell'anno 5y di nostra
nella unione di più strade (del vocabolo era, a promulgarvi con s. Pietro la dot-
Talerna riparlai nel voi. LXXXfV.p. trina di Gesù grande
Cristo. Un altro
iq4) come appunto accadeva nella sta- avvenimento è pur quello ivi avvenuto
zione in questione, dove a destra dira- l'anno 3oj di della era. Dopoché Mas-
mava la strada ad Anzio, ed a sinistra senzio ebbe assunto la porpora imperia-
un'altra quasi continuazione della pre- le nel 3o6, Galerio, che mai volle rico-
cedente portava a Velilrae. Altri luoghi noscere, alfulò a Severo cesare la guerra
della stessa denominazione si ponno ve- contro di lui, e questi vinto più dall'oro
dere nel Ricchi, Reggia de f'olsci. Ta- che dal valore del suo rivale, tradito da'
le unione di vie mentre rendeva neces- suoi dovè ritirarsi in Ravenna, dove as-
sari i luoghi di ricovero e gli alberghi, sediato da Massimiano Ercole padre di
andava per la frequenza de' viandanti Massenzio, né potendo facilmente esse-
raccogliendo a poco a poco gente nello re forzalo alla resa, fu persuaso da quel
stesso sito, onde da semplice stazione in- vecchio astuto a portarsi in Roma, as-
sensibilmente diveniva borgata, e delle sicurato co' più. forti giuramenti. Sem-
volte ancora città. E molte terre moder- bra ch'egli per maggior sicurezza seguis-
ne potrebbero alleluisi in esempio come se la via di mare, fino a Brindisi quin- :

sorte dalla medesima origine. Le prime di per l'Appia, giunto a Tres Tabernae
memorie riferite da Nibhy della stazio- cadde in un'imboscata tesagli da Mas-
ne di Tres Tabernae sub' Appia rimon- senzio, e fu strangolato da Eraclio, co-
tano al decimare del secolo VII di Pioma, me dice il Theuli. Lo storico greco Zc
poiché Cicerone la ricorda l'anno 692, simo chiama il luogo, Tre Osterit
le

nella lettera che scrisse ad Attico a' 27 Tres Tabernae, e lo designa come
VE L VEL 8t
villaggio. L'autore della Miscelici nar- Appia i fedeli eressero diverse chiese a'

raudo lo slesso fatto, dice che dopo es^e- ss. Apostoli e massime a' ss. Pietro e Pao-
re stato spento Severo ad Tres Taber- lo, che per tale strada recaronsi a Roma
nas, il suo corpo veune sepolto nel mo- a piantarvi la fede. Presso Tre Taberne
numento di Gallieno 9 miglia distarne fu già la sontuosa chiesa di s. Pietro in
da Roma sull'Appia. Pertanto circa i Selce, la quale poi restaurò la pia [Ir*

tempi di Costantino I questa stazione era beralità di Papa Adriano I, e da essa


un villaggio. Al progresso della religione non era mol to lontana la chiesa di s. Tom-
cristiana si deve il passaggio dallo stato maso. Aggiunge che la vastità del cam-
di villaggio a quello di città, per la memo- po di Cisterna era tanta anticamente,
ria insigne della presenza dis. Paolo che unito alla giurisdizione di Pomezia, che
ne avea santificato il luogo, allorquan- verso il mare includeva ancora la peni-
do Costantino 1 divenuto cristiano, ri- sola di Cuccio; e nel di cui lenimento si
donò la péce alla Chiesa, ed accordò a.' rinvennero sparse le antiche iscrizioni
cristiani il libero esercizio di loro reli- che riprodusse, tutte illustranti le me-
gione, onde subito vi fu eretta le sede morie volsche e Sessa Pomezia. Ora fa
vescovile di Tre Taberne, al qual arti- d'uopo di chiarire un punto interessan-
colo di rinvio in questo mi proposi di te di storia ecclesiastica, riguardante Ci-
riparlarne. Il Ricchi nel suo Teatro, è sterna. Ivi dissi col Baronio, col Ricchi,
uno di quelli che crede succeduta Cister- colNibby e altroché neli i5g eletto Ales-
na a Tre Taberne, la chiama splendida sandro HI in Roma a'7 settembre, donde
terra e nobile diporto di grandi; e ritie- fu costretto parti re, in Cisterna prese l'in-
ne ancora che quivi s. Paolo fu incon- segne papali, eifettuandosi a' 20 del me-
trato dalla grau turba de' romani (anche desimo mese la Consagrazìone e Coro-
non cristiani, come vuole il Piazza), che nazione (V.) nella vicina Ninfa, a mo-
anelando la di lui venuta pel grido di tivo che nell'elezione stessa insorse con-
sua dottrina e santità, l'accompagnaro- tro di lui l'antipapa Vittore IV detto
no in Roma in guisa di triofaute, piut- V, non potendosi eseguire in Roma per
tosto che di prigioniere. Dice essere fa- la prevalenza degli scismatici; indi recan-
ma, ch'egli stasse racchiuso ne' latiboli dosi a Terracina (V.) per non trovar- t

di quella torre, che si vede alzata in Ci- si sicuro neppure in Ninfa. L. Agnello
sterna in argomento di sue glorie sul Anastasio neh' Istoria degli Antipapi
mezzo della nobile residenza de' princi- t. 2, p. 5j e 59, parlando di Vittore V
pi Caetaui, il che rende ancor più cele- narra. Morto Adriano IV in Anagni il

bre il Di Cisterna il Ricchi ne


luogo. i.° settembre, a' 7 i cardinali in Roma
tratta ancora nella Reggia de' Volsci, concordemente elessero Alessandro IH,
ricordando che in compagnia di s. Pao- che fu costretto co' suoi elettori rinser-
lo era l'evangelista s. Luca descrittore del rarsi nella basilica Vaticana dalla po-
suo pellegrinaggio, e dell'incontro giu- tente fazione di Vittore V, finché il po-
bilante e di voto ch'ebbero a Tre Taber- polo mal soffrendo tanta prepotenza, u-
ne, ed più fervorosi erausi portati fino
i
nito con Ettore Frangipani lo rimise in
a Foro Appio. Anch'esso fu nella delta libertà insieme co' cardinali. Portatosi
opera dello stesso sentimento e dell'opi- in Ninfa a' 20 settembre fu consagrato
nione che Cisterna fu fabbricata sopra da Ubaldo vescovo d'Ostia, assistito da
la città vescoviledi Tre Taberne, e ripor- 5 vescovi, e da altri cardinali preti e dia-
ta gli autori che ciò sostennero, l'identi- coni ; mentre Vittore V a grande sten-
tà cioè di Cisterna con Tre Taberne. Os- to potè accozzare 3 vescovi che in Far-
serva inoltre Ricchi, che lungo la via
il
fa \V.) l' ordinarono vescovo nella 1*
VOI. LXXXiX. 6
.

82 VEL VE L
domenica ili ottobre, cioè Immaro di dio co' suoi seguaci pervennero alla Ci"
Frascati e quelli di Molfetta o Melfi o sterna di Nerone, nella quale Nerone s'

Amalfi allora governata da Giovanni, e nascose fuggendo romani, cbe lo segui- i

di Ferentino Ubaldo di Prato, da' qua- tavano. Giustamente andarono in Cister-


li lo scismatico ricevè la maledizione in na quelli cbe aveano abbandonato il fon-
vece della benedizione. Marocco tra le te d'acqua viva, e si erano fabbricale ci-
iscrizioni esistenti in Cisterna riporta sterne, ma cisterne dissipate, che l'acqua
quella del palazzo ducale eretta dopo contenere non possono." Rimarca il can.
625 anni dal duca Francesco Caetani per Bauco, cbe siffatte frasi de' parlitanti eli

rinnovarne la memoria, in cui leggo cbe Vittore sono irrisorie, dettate dall'astio
a' 20 settembre ii5g Alexander III e dall'ambizione, per porre in ridicolo
P. M. ex Urbis tumulili post renimela,' il Papa legittimo. Di più soggiunge, la

tionem heic reccplus etconsecralus insi- prova piùconvincentechela consagrazio-


gnia rile accessit. La trovo pure pub- ne non si fece in Cisterna, è il saccheg-
blicala dal Bauco colla seguente avver- gio, 1' incendio e la totale devastazione
tenza e necessaria discussione. Presso di Ninfa eseguila da Federico 1, circa il

tutti gli storici ecclesiastici leggesi essere 1 1 56 (è anacronismo perchè la consa-


avvenuta la consagrazione nella città di grazione si fece nel 1 1
5g ),
per vendicar-
Ninfa,distante daCisterna 5 miglia. L'au- si di que' cittadini, cbe aveano ricevuto
tore della lapide prestò fede ad una let- e favorito Alessandro MI. Infortunio che
tera enciclica dell'antipapa Vittore, di- sarebbe avvenuto a Cisterna, se qui fosse
retta a' vescovi e principi, in cui dice se- stata realmente effettuata la consagrazio-
guita la consagrazione d' Alessandro in ne. Ma io nel suo articolo, col Nibby, no-
castro nomine Cisternae. Doveva l'au- tai che Cisterna fu nel 1 1 65 incendiata
tore prestare fede piuttosto allo stesso dal cancelliere imperiale, come avversa
legittimo Alessandro che a' suoi nemici. aH'imperalore,secondugli scrittori che ri-

Egli difalto scrisse di se a Gerardo ve- tengono ivi seguita la consagrazione pon-
scovo e a'eanonici di Bologna : Seguenti tificia, presso il Muratori, Rerum Itali-
die dantinico venerabilibus fralribus carimi Scriptores, t. 3, p. 2, p. 522 e
no s tris Gregorius Sabinensi, Hubaldo seg. Ma l'antipapa Pasquale II nominato
Ostiensi .... a pud Nympham non longe nell'articolo deve leggersi III. Del sac-
ab Urbe insimul consecrationis acce- cheggio e incendio di Lodovico V il Ba-
pimus. E negli atti dello stesso Alessan- varo riparlerò a Vei.letbi. Nominai più
dro 111 presi da un codice Valicano leg- volte la Cisterna di Nerone che die nome
r
gesi. In vigìlia B. Maidici apostoli pro- al paese : ecco il riferito da mg. Nicolai.
spere ad Nympham per Dei gratiam » Dopo Velletri viene Cisterna, donde
pervencrunt. Ubi ipsa dominica die. . . calando dolcemeutesi scende a'piaui Pon-
Alexander, praeeunte Spirilus Sancti tini. Sulla sua origine variano assai le

grada consccratus est insummum Pon- opinioni degli eruditi, alcuni confonden-
tificali. Il Ciacconio, Ilist. Boni. Pont. dola con Tres Tabcrnae, cambiamento
riferisce altrettanto. Poco o niente è da fi- di nome poco credibile ed errore deri-
darsi de' fautori e dello stesso antipapa,co- vato dagl'inesatti itinerari. In altro tem-
me seri ve ilBaronio,per l'immenso cumu- po la terra ebbe il nome di Cisterna di
lo di bugie dettate dal padre della men- Nerone, e così fu chiamala non solo dal
zogna. Essere ciò vero rilevasi dallo scrit- volgo, ma da Federico II (dee dire I), nel
to da' fautori dell'antipapa e inviato al suddetto passo. Se allora era così cbia
suo sostenitore lo scismatico imperatore mata Cisterna, ritenendosi volgarmcnl
Federico I, in cui dicono » Cbe Alessau-
: esservisi nascosto Nerone, i' errore e
VEL V EL 83
falsila è troppo evidente per la testimo- damenti una splendida chiesa, adorna di
nianza di Svelonio. Questi racconta, che decorosi altari, arricchita da sagre sup-
Nerone per campar la vita, travestito e pellettili e da insigni reliquie, in onore

incappucciato lutto, fuggi di corsa da Ro- delle ss. Stimmate di S.Francesco, custo-
ma ad appiattarsi nella villa del suo li- dita con venerazione da' conflati aggre-
berto Faonte, la quale era situala presso gati sotto il suo nome. Di più edificò non

Roma fra la via Salaria e la Nomentana, lungi da Cisterna una nobilissima villa,
4 miglia circa lungi dalla cititi, e che ivi deliziosa e amena. Di Cisterna fu fr. Fran-
a
fu ucciso da'congiurali che lo inseguiva- cesco Angelo M. Peroni riformato fran-
no, ciò che fu pure osservato dal ricordato cescano, in vari tempi guardiano, com-
Ricchi. Nondimeno può ben essere, che missario, custode e prefetto apostolico in
la terra si chiamasse la Cisterna di Ne- Costantinopoli, inviato da Innocenzo XI
rone, e che da questa denominazione il in Albania procuratore delle missioni, e
volgo per ignoranza le attribuisse il falto per modestia ricusò il vescovato di Smir-
altrove succeduto. Il Corradini nel Ve- ne, offertogli nel 1710. Dello stesso 01 di-
tu» La tinnì opina che il luogo avesse quel ne fu fr. Fortunato Setini coadiutore mis-
nome, perchè Nerone fin là continuò la sionario in Tripoli di Barbaria,morto nel
fossa cominciata da Augusto nel territo- patrio convento di Antonio in concetto
s.

rio Pontino. Ma il Corradini, d'altronde di bontà singolare. Francesco Paladini


eruditissimo, prese in ciò due abbagli, laureato nelle leggi scrisse in Roma sul-
poiché né Augusto imprese alcun lavoro l'interpretazione, De fìdeicomniisso , ma
nel Pontino, né la fossa che Nerone avea dopo la di lui morte gli fu involata da
designato di condurre dal Ingo d'Averno un imitatore della cornacchia di Eso-
fino ad Ostia, non fu mai tirata avanti po, che si fregiò delle altrui penne. Ce-
di qua da Terracina. Ivi per altro anco lebra la famosa selva di Cisterna, le cac-
a tempo del Nicolai si osservavano due ce riservate, l'amenità de'lidi del mare,
cisterne così grandi e magnifiche che sem- de'fonti e fiumi, specialmente del Ninfeo,
brano opera de' romani imperatori. Si celebre per le favole de' poeti. Fra que'
potrebbero credere fabbricate da Nero- che signoreggiarono Cisterna, ricorderò
ne per provvedere abbondantemente An- Giovanni Ceccareili domicello di Sezze
zio d' acque salubri, portandovele cogli {V Rinvestilo del feudo da Bonifacio IX,
acquedotti, i cui avanzi esistono presen- per seguire i Caetani gli antipapi. E se-
temente ;
poiché gli storici tutti concor- condo il Novaes, vi fu il celebre cardi-
demente notano, che Nerone si studiò di nal Guglielmo d' Estoulevìlle, che l' ac-
nobilitare in ogni maniera la città d'An- quistò da Onorato Caetani con Caslelve-
sio, ove avea sortito i natali. Supposta la tere per 5200 scudi. In Cisterna vi si fer-
verità dell'esposto, si ha la ragione del marono più Papi, per esservi la stazione
nome di Cisterna di Nerone, che fu poi postale; e di Benedettogli riparlerò nel
dato a tulio il castello fabbricato in ap- paragrafo Sermoneta. Oltre i nominati
presso nel medesimo luogo. Il Pacchi re- al suo articolo, qui aggiungo col p. Gal-
gistrò tra' soggetti illustri di Cisterna pri- lico, De Itineribus Rorn. Pont., p. icp,
mieramente il duca d. MichelangeloCae- anche Clemente Vili. Annoi die i4 5^
tani, a cui intitolò il Theatro degli uo- februarii Ponti/ex ivit Neptunium una
mini illustri volsci, che quivi educato cuin Renrico cardinali Gaetano S.R.E.
spiccò fin dalla fanciullezza il suo viva- camerario, et duobus cardinalibus ne-
cissimospirito, tutto intento alla pietà, al potibus. Die. 10 accessit ad oppidum
governo fioritissimo di tutto il suo slato, Cislernae. Post prandi uni Papa veni!
con facile vena alle muse. Alzò ivi da'fon- versus cìvitatem Veliternensem. Grego-
84 VE L V EL
rio XVI ne visitò la chiesa collegiata nel recchia trovasi una copiosa fonte d'acqua
i83q a' 23 e 29 aprile, e ripassandovi leggera, la cui sorgente è lontana mezzo

i843 T8 maggio, egualmente reduce


nel miglio, forma un laghetto e sarebbe ca-
da Terracina, fu ricevuto sulla piazza pace di far agire una macina da grano.
principale dalla magistratura e dal ca- Confina con Torrecchia l'altro lenimen-
pitolo colla Croce astata. Aderì alle loro to di Torrecchiola, dal Nibby chiamato
istanze coll'entrare nella stessa collegia- ancheCasal Ginnetti, ora de'principi Lan-
ta, ove ricevuta all'altare laterale la be- cellotti.Esso è quel medesimo Castel Gin-
nedizione del Santissimo data da mg/ Ca- netti, di cui parla il Piazza a p. 5i, che
stellani sagrista, si condusse all' altare dice nuova e piccola colonia di Velletri,
maggiore, avanti al quale, da un trono chiamato così dal nome del suoi." fon-
appositamente preparato, ammise al ba- datore il celebre cardinal Marzio Gin-
cio del piede la magistratura di Cister- netti, che sontuosamente cominciò la fab-
na ccl suo priore Domenico Vita, ed il brica della chiesa, oltre le abitazioni civili

clero della collegiata medesima; poscia e rurali, morendo in questa sua amena
ritraversandola in mezzo a foltissimo po- villa nel 1670.I suoi erediaveano il domi-
polo, e preceduto da due fanciulle ele- nio temporale del luogo, e ilgiuspatro-
gantemente vestite che andavano spar- nato della chiesa ,a tempo dei Piazza con-
I

gendo fiori, risalì in carrozza in mezzo tando 100 abitanti in incremento. Poco
agli spari reiterati de'mortari, al suono distante in una vaga collina e vicino al-
delle campane, ed agli evviva degli abi- la Teppia eravi Tivera, Tiberia o Castel
tanti per proseguire suo viaggio verso
il Tiberio, borgata già fiorente, e secondo
Velletri. Il dà grano, vino, po-
territorio Theuli già villa di Tiberio imperatore,
co olio, moltissime legna da lavoro e da dove riposavano le reliquie di s. Ponzia-
costruzione ; suoi pascoli producono ec-
i no Papa, trasferite nella cattedrale di
cellenti latti di bufale, che vi abbonda- Velletri. Fu posseduta da'discendenli di
no, co'quali si formano saporiti formag- Onorato Caetani, e venne demolita da'
gi, provature e marzoline. Nel medesi- corani, o distrutta da'saraceni secondo il

mo territorio si vedono i ruderi della Theuli, al presente chiamata dal volgo


chiesa di s. Eleuterio vescovo dell'Illirico, Cd-stellone. Di questo Caslellone ne par-
ove furono rinvenute le sue venerabili la Ricchi nella Reggia de' Volscì, degli
ossa, trasportate nella cattedrale di Vel- avanzi de'suoi edilìzi antichi che ne at-
letri, Banco dice che si trovarono
ed il testano la sua vastità, ma ignora come
in Tivera. Lungi 3 miglia è il castello di prima si denominasse. Due miglia daTor-
Torrecchia, signoria del principe Bor- recchia è la tenuta di Conca della Con-

ghese, situato sopra un'eminenza in aria gregazione cardinalizia del s. Offìzio


non buona, circondato da fosse, fra colli (I7 -), secondoNibby luogo ove surse Sa-
e selve, nella via che conduce a Giuliano. trienni de'volsci; e 5 miglia lungi è la
Vi sono avanzi di mitra castellane appar- tenuta di Campo Morto, già Castris.Pe-
tenenti all'antico forte e di vari torron- tri in Formis, della Chiesa di s. Pietro
ed una
cioi, vestigia di grotte sotterranee, in Faticano (V.), in ambedue è l'asilo
cisterna riempita di terra e frammenti, pe'delinquenti. Leone XII col breve Jt
che doveva servire alla guarnigione mi-
litare, che anticamente vi stanziava per
inde, de' 5 settembre 826, Bull. Ro
1

cont. t. 16, p. 474 Reintegratio privi


:va
1 z ii

sicurezza del luogo. Ora sonovi moderni tive jurisdictionis supremae congrega-
fabbricati ad uso di granai, un casale per tionis s. Jnquisitionis, super iis, quia-
abitazione, e una piccola chiesuola della syli privilegium quaerunt in lati/un-
B. Vergine. Poco prima di salire a Tor- dio nuncupato Conca, in Agro romano
VEL VEL 85
E col breve Inter plura dello stesso gioì*- (piai ricco fonte di natura , e per le sue
no, loco cit. p. 47^ Reintegrano privi-
: chiarissime acque denominato il fiume
legii competenti* capìtolo l citiamo pri- Ninfeo, avente la sua sorgente nelle radi-
maevam exercendi jurisdictionem in ci de'vicini monti di Norma, luogo ame-
causi* oriminalibus super quiasyli iis no per le pescagioni di trutte e riserva-
beneficium quaerunt in latifunàio nun- ed utile perle molte macine di
te caccie,

rupiilo Castrimi s. Petri Formis, vulgo frumento per comodode'dintorni. Si dis-


Campo Diorto. Appreudo dal Baucoche se Giostra il castello vicino alla bocca del
appartengono alla diocesi Veliteina, ol- fiume Ninfeo, come racconta ilTheuli,ed
tre Cisterna, i castelli di Toi recchia, di io ne parlai nel voi. LIV,p. 201. Riporta

Ginnetti, di s. Pietro iu Forum in Cam- ilMarocco, il quale visitò luoghi che va-
i

po Morto e di Castella, cou chiese e cap- do descrivendo, che di Ninfa esistono le


pellani amovibili. vestigia delle mura castellane, formando

.Ninfa. Annesso di Cisterna nella dio- una penisola circondata dalle acque del
cesi di Velletri, già illustre e antica cit- fiume Ninfeo avanzi di chiese ed una
, ,

ili, onde diversi scrittori de'voUci ne ri- torre di forma quadrilatera circuita an-
feriscono le notizie, ed anch'io già in più ch'essa da alte mura. Si osserva un bel
luoghi ne parlai, eziandio per giacere al- giardino con in mezzo una fonte peren-
le radici del monte di Norma o Norba tiecui passa l'acqua dal laghetto, e vi stan-
(P .) Per la sua posizio-
(pianilo esisteva. no due vaghe peschiere per conservare il

ne, Marocco lo dice luogo deliziosissimo, pesce. Inoltre contiene quel recinto vari
pe'ruscelli chela bagnano all'intorno, per piccoli terreni lavorativi, formati a fog-
la veduta amena delle circostanti colline, gia d'orti, e vi sono 3 mulini. Fu Ninfa
e pel bel laghetto d' acqua limpidissima, ragguardevole e popolosa, come di-
città
abbondante di dotte, secondo il Contato- mostrano le sue molte rovine e dimezza-
re.Da questo comincia fiume Ninfeo e il le torri, una delle quali già altissima; il

va placidamente al mare, e del quale e lutto scheletro compassionevole di sua


dell'omonimo antichissimo e magnifico antica magnificenza. Narra Ricchi, ripe-
tempio dedicato alle Ninfe, feci parola al tendo il riferito da Piazza ,
essere argo-
citato articolo. Il lago era singolarmente mento che Ninfa fu ampia e popolata pei*
venerato da'noi bani a motivo di due pro- le 5 collegiate chetativi erette, arricchi-
digiosi fenomeni narrali da Plinio con di- te di 24 pingui benefizi con titolo di ca-
rebbe nel lago Ninfeo sporgevano in fuori nonicali. La 1/ sotto l'invocazione di s.
due ì&oklle^etleSaltuareSfquoà in sym- Maria Maggiore, uffiziata dall'arciprete e
phoniae canto* aà ictus moàulantiuin da 9 canonici. La 2/ di s. Biagio con 4
fiedum moverenlur j e che inoltre eravi canonici e un priore. La 3/ di s. Pietro
una sorte di selce,cr qua prodibantjlam- con altri 4 canonicati e un priore. La 4-'
mae , quae pluviis infitti* accenàeban- di s. Salvatore con 3 chiericati e uu prio-
tur. Osserva il Nicolai, forse erano que- rato, oltre la chiesa di s. Leone con uu be-
sti portenti dell'arte più che della natu- neficio solo. Tutti benefizi furono riu-
i

ra; e quanto al fiume, dice che nel V se- niti nell'unica superstite chiesa in onore
colo, coli' Ast ura e la Teppia, concorreva della B. Vergine, risarcita in forma rura-
a formar la Palude. Pontina (F.), cioè le, per comodo de'pochi abitanti, de' pa-
ad accrescerla perchè già era formata da' stori e de'ministri delle mole. Tale riu-
fiumi Auiasenoe Ufente. Indi col Corra- nione di benefizi segui cou decreto della
diui ragiona del corso del Ninfeo. Lo ce- visita apostolica falla nel 1 635 da mg.'
lebra pure il Ricchi nella Reggia de' Poi- Gio. Battista Altieri, e quando il Piazza
sci, reso fjuiosu da'poeti magnificandolo visitò la diocesi trovò trascurata la cine-
86 VE L VE L
sa da que'che ne godevano le prebende, Nymphas et Nonnias appellantur, quae
perciò canonicamente rimproverati. A- juris pallici erant.
I Papi però non ne

dunque non vi esiste che la chiesa della goderono tranquillamente, né per molto
B. Vergine, ove si celebra la messa ne'soli tempo il possesso, poiché Astolfo divenu-
dì festivi. Dell'aulico e celebre monaste- to nel 749 re de'longobardi, portatosi poi
ro benedettino fiorito supra Niinpham, all'assedio di Roma, saccheggiando e de-
denominato di s. Angelo o di s. Maria di predando il territorio latiuo, l' impoverì
Monte Mirteto, parlerò nel paragrafo di stranamente. Non avendo romani da i lo-

Cori. Nel casamento appartenente a'du- ro slessi forze da respingere tale podero-
chi Caetani signori di Ninfa, si legge una so nemico, il Papa Stefano HI non otte-

lapide pubblicata da Marocco, eretta nel nuti dall'imperatore CostantinolV i soc-


i 765 al duca d. Francesco, per l'opera- corsi con replicate istanze implorati, nel
to a vautaggio del paese e ivi ricordato. 7.53 ricorse in persona a Pipino re de'
Crede il suinmeu-
Nicolai che Ninfa e la franchi , e colle più. efficaci maniere rac-
tovata Tiberia siano d'origine moderna. comandando alla sua pietà e valore il

Anche egli racconta il già da me riferito principato della s. Sede, e il popolo ro-
altrove, ed è questo. Mentre longobar- i mano dalle barbarie de'nemici; il re ac-
di tenevano occupala quasi tutta l'Italia, colte rispettosamente le pontificie pre-
il Papa s. Zaccaria nel 7^ presso il loro ghiere, fece passare in Italia una possen-
re Luitprando si adoperò a tutto potere te armata e in poco tempo abbassò la
,

per otteuere la restituzione d'alcune cit- prepotenza de' longobardi e ne punì la


tà d'Italia a 'greci imperatori; e colla for- soperchieria,ed ampliò la Sovranità del-
za di quella eloquenza in cui tanto vale- la s. Sede. Molestalo in seguito terri-
va, si guadagnò l'animo del barbaro prìn- bilmente il Papa Adriano 1 da Desiderio
cipe di maniera che con giubilo univer- re de'longobardi, ricorse a Carlo Magno,
sale l'impero ricuperò la nobilissima cit- il quale nel 773 sconfisse e imprigionò
tà di Ravenna (J7 .), con alcune altre dal Desiderio e liberò d'Italia dalla schiavi-
re restituite a 'greci. Presentò inoltre il Pa- tù longobarda. Indi confermò le paterne
pa al re le suppliche della Pentapoli, del- donazioni di Pipino, e I' accrebbe ancora
l'Emilia, dell'Esarcato e pressoché di tut- aggiungendo al dominio pontificio la bel-
ta Italia,perchè Luitpraudo volesse con- lissima provincia di Campania con tu.tto

cedere a questi stati la pace , che subito il territorio Pontino , di cui già ne posse-
gli fu accordata per 20 anni , con pro- deva buona parte come notai nel voi,

messa speciale, eh' esso re sarebbe slato LV, p. 68. Norma essendo stata onorata
in avvenire il difensore della Chiesa e del- della sede vescovile, e n'era vescovo Gio-
a
le suddette provincie. Per questo grande vanni nel 963, soffrì poi una 2. distru-
servigio, circa l'Esarcato, reso da s. Zac- zione , e il vescovo trasportò la sua sede
caria all'imperatore greco Costantino IV alla vicina Ninfa, come afferma il Nicolai.
Copronimo, egli per gratitudine donò al Questi inoltre racconta, che nelle succes-
Papa, o a sua richiesta, postulaverat, le sive calamità de'lempi, il patrimonio del-

due nuove città del paese Pontino Ninfa la s. Sede soggiacque a diverse usurpa-
e Norba co' loro amplissimi territorii o zioni; tra le ciltà Pontine peraltro se ne

masse. Questa donazione alla romana coniano alcune, le quali nel secolo XII si
Chiesa l'attesta Anastasio Bibliotecario, mantenevano religiosamente fedeli e ub-
ed anche Cencio Camerario presso il Mu- Indienti sotto il dominio del Papa. Nin-
ra tori .Zacharìas Poh tifex accepit a Con- fa principalmente, che in qtiell' età avea
stantino principe donalionemin scriplìs una giurisdizione assai estesa, favoriva a

perpetuo jur e de duabus Maisis,auac tutto potere il partilo papale in prova che
VEL VEL 87
il Pontefice n'era patitone. Presso il Mu- sostenuto colle armi dall'imperatore Fe-
ratori, Anlìq. hai. Med. aevi, t. 2, p. 1 l, derico I. Alessandro 111 insieme colla più
esiste un insigne monumento delle tasse sana parte de' cardinali, i quali sostene-
imposte nel principio da
di detto secolo vano la legittima elezione sua, si ritirò
Pasquale II agli abitanti di Ninfa: Ilacc nel paese Pontino, e in Ninfa nella vigi-
situi, (juacjiicicul Nimphesinì; fidelita- lia di s. Matteo, ossia a'20 settembre del-
temfacere B. Petto, et Donino Pascila- 1 i5g, e non altrimenti come er-
lo stesso
li Pi/pae ejusque successoribus , quos
, roneamente molti scrissero copiandosi,
meliores Cardinales et romani elege- venne con solenne rito consagrato e co-
rint. Jloslem et parlamenluni curii cu- ronato, al modo narrato al paragrafo Ci-
ria praeeeperit. Servi tinnì quod assue- sterna, per confutare que'non pocbi ebe
ti sunt facere, et piaciutili et b a unum fu- asserirono ivi seguite tali sagre funzioni;
riant B. Peti et Papae. Quartata red- dappoiché i nemici di quel magnanimo
dent admensuram romani modiì, et con- Papa ,
per concitargli l'odio e l'orrore
1

duca ut e ani usque Tiberiam vel Cis ter- pubblico, andarono spargendo comune-
nani. Glandaticum solvant infesto s. mente die quelle solenni funzioni eransi
Martini ... De carico cujusque sandali celebrale alla Cisterna
ci Nerone, menzo- i

solvant denarios sex. Fidantiam in uno- gna che avea qualche simigliami col ve-
quoque anno ... ìllolendina, quae Papa ro perchè Ninfa era assai vicina a Cister-
mine tenet, duodecim quae sunt extra, na ,
pretendendo goffamente di fare re-
et unum qtiodeit supra laeutn, quiete putare Alessandro III qual altro Nerone
dimiltant. Murumcivitalis deslruentse- il più. fiero di tutti i tiranni. Non essendo
cundinn praeceptum euriae,nec sine e- poi Papa ben sicuro in Ninfa,
il si portò
jus licen da eiini aedijicent. Ma in bre- a Tenaci uà, e di là passò negli stati di

ve le cose cambiarono d' aspetto , e nel Guglielmo I re di Sicilia, e finalmente si

pontificato dello stesso Pasquale II non lifugiò iu Francia. Dipoi Federico I per
solo Ninfa, ma ancora Semionda e Ti- vendicarsi d' Alessandro Ili che 1' avea
ferà o Tiheria, e quasi tutto il paese Pon- scomunicato, distrusse Ninfa, come rac-
tino, regionali AJaritimaui, venue tolto conta il Piazza, anch' egli errando nel-
alla s. Sede da Tolomeo conte Tuscola- l'anno in che vi si recò Alessandro III,
uo. Alla metà dello stesso secolo XII, Pa- anzi con altro fallo la disse forse l'antica
pa Eugenio III ricevè per composizione Astura, di cui riparlai ne' voi. LIV,p. 201,
Terracina,Norba, Sezze ealtre città Pon- LXX[V, p. 276. Verso la fine dello stes-
tine colla rocca di Fumone. Non molto so secolo Leone Frangipani impegnò per
dopo Adriano IV diede il possesso del ca- i5o libbre il castello d' Astura a Celesti-
stello d'Acqua Puzza o Putrida (di cui a no HI; il cui successore Innocenzo III com-
Sezze enei voi. LXX.IV, p. 176) ad A- prò la 3." parte totius Castri Nympha-
dinolfo, quale prima ribelle alla Sede
il rum cimi teniinentis et pertinentiis suis
apostolica, erane divenuto poi ubbidien- ìnlus et deforis, prò quingentis triginta
lissiino. Nel 1 109 a detto Papa gli suc- libris provisiiiorum, da'fralelli Filippo e
cesse Alessandro 111, il qualequautuuque Bartolomeo Lombardi, e dalla sorella Ai-
eletto in Roma secondo tulle le leggi ca- druda vedova di Scotti, quali n' erano i

noniche da'cardiuali, fu costretto di sot- padroni. Osservai! Marini negli Archia-


trarsi da quella città con precipitosa fu- tri, che il castello di Ninfa assai rinoma-
ga, temendo de' Colonuesi e de'faziosi, i to ue'bassi secoli, fu successivamente pos-
(piali eransi uniti in lega col clero della seduto da vari padroui, quali però sem-
i

basilica Vaticana, per seguire le parti del- pre riconobbero il dominio della Chiesa
l' iulruso antipapa Vittore IV detto V, romana su di esso. Nicolò 111 nel 1279
88 VE L VEL
assegnò ari nualmen te ahuoai'chiatroG io- glia e da Roma 35, secondo Bauco, men-
vanni di Luca 55 lire di provesiui sopra ti eNibby le accorcia, nell'Analisi de din-
Je rendite del castello di Ninfa, e ne scris- torni di Roma, t. 3, p. 7. Essa è situata
1

se al suo podestà, consiglio e comune. Di- sopra un monte scosceso, ultimo contraf-
rocca taNinfa per l'indicato eccidio,in pro- forte del dorso detto volgarmente mon-
gresso ditempo suoi cittadini passarono
i te Lanteria, in luogo di monte d' Artena,
ad abitare in Norma, castello fabbricato contrafforte anch'esso della cima del mon-
di nuovo presso 1' antica Norba. Trovo te Lepino, oggi detta monte Nero. A pri»
in Novaes, che il castello di Ninfa appar- mo aspetto, dice Nibby, ravvisasi per
il

tenente alla camera apostolica fu dato , la posizione d'un'anlica fortezza, la qua-


da Bonifacio Vili a'2 ottobre i3oo a Pie- le non potè essere se non quella detta da-
tro Gaelani suo nipote, ed a'suoi succes- gli antichi scrittori Carventum, ed Arx
sori, per un annuo canone, e la cessione CtfAWrttà/jtf.IlsullodatoDeMatthias nel
d'alcuni effetti che essi possedevano nel- suo Saggio storico di Vallecorsa, sostie-

I Orvietano. Tutta volta afferma Piazza, ne che l'Arx Carvcntana, ossia la Roc-
apparire dagli alti del notaio Pietro Fer- ca Carventana, fosse piuttosto nel comu-
raccia, de'i5 luglio 1 337, che il castello ne di Castro soggetto al governo di Val-
tli Ninfa ne' volsci spettasse alla chiesa e lecorsa; e che probabilmente Castro suc-
s. Matteo (V.)
ospedale de'pellegrini di cesse all'antico Caslrimonium oppìdum
in Merulana di Roma, e della quale ne F olscorum in il quale era difeso
Latio ,

rifeci cenno nel voi. LXXV p. 65. In dall'^rx Carventana. Narra esistere nel'
,

tempo d'Urbano VI ribellatosi Onorato le vicinanze del territorio di Castro una


Caetani conte di Fondi (F.), fautoredel- collina denominata da'eastrensi Calven-
1'antipapa, fu scomunicato e privato di to, forse corruzione di Carvento, Mons
IVinfa, Bassiano e Sermoneta, confiscan- Carventum. Però il Nicolai parlando di
doli e incamerandoli. Indi Bonifacio IX, Ecetra la dice vicina a Ferentino, non la
che gli successe nel i 389, assolse il figlio città etnica, ma Ferentino di monte Al-
conte Giacomello e gli restituì i 3 castelli. bano; ed il Nibby collocandola a Marino,
II Nicolai a p. 1 1 3 riporta la lite de'con- la dice succeduta alla colonia di Castri-
fini de'territorii tra Ninfa e Sezze (P.), monium, ed a pie di tal città dice che fu
ed altre signorie de' Caetani, ed inoltre \\ Ferentinum, luogo destinato all'assem-
narra, che il suddetto Pietro Gaelani per blee nazionali durante l'indipendenza del
divenir padrone del castello e del terri- Lazio per gli affari della confederazione.
torio di Ninfa, spese 200,000 fiorini d'o- AggiungeNibby,cheSlefano,citando Dio-
ro, con istromento di comprila dell'8 set- nisio, credette X Arx
Carventana, città
tembreisgS. E siccome una porzione di latina. E fabbricata
Rocca Massima sulla
quel castello e territorio da molto tempo vetta d'elevato monte, con antichi avan-
spettava alla camera apostolica, perchè zi di fortificazioni militari, al dire di Bau-

comprata da Innocenzo III, cosi Pietro la co, il quale soggiunge: Massima fu questa
ricevè a titolo di feudo da Bonifacio Vili Rocca appellata, perchè ne'remoti tempi
neh3oo. Riferisce Marocco, che in Nin- era massima in elevatezza e in fortezza. Il
fa si fa molta caccia di anitre selvatiche Piazza parlando della Rocca de' Massi-
e di altri volatili, e vi si trovano utilissi- mi, la dice posta sulla cima ben erta d'un
me erbe botaniche. monte circondato di selve e boschi, il più
Bocca Massima. Comune della dioce- alto abitato che per avventura si trovi in
si di Velletri, eoo territorio in monte, a tutta la Campagna, fabbricato con anti-
sinistra della via che da quella città con- chissimi testimoni di gelosie militari io
duce a Cori, da Velletri distante io mi- forma di fortissima Rocca, col recinto di
V EL VEL 89
olle eben munite muraglie; della declas- venlana. Nel 247 di Roma i volsci occu-
simi o perchè quivi si ricovrii o n'ebbe il parono l'arce Carventana, e l'esercito ro-
dominio la nobilissima e mitica famiglia mano la riprese profittando d'un momen-
di queslo nome, o perchè fosse la Massi- to di negligenza di quelli che l'occupa-
ma in altezza e fortezza tra' circostanti vano, usciti per saccheggiare; l'anno se-
paesi. Certo è, soggiunge, che per natu- guente una negligenza simile per parte
ra del sito e per Ja struttura della Rocca de'romani ne fece padroni gli equi alleati
ella riesce sopra modo inespugnabile per de' volsci, ne per quanto facessero onde
qualunque assalto. Anche il Ricchi nella ritoglierla romani la poterono riavere;
i

Reggia de' Volsci cap. 3g: RoccaMassi-


>
e nel 34g era ancora in potere degli e-
ma } la dice situata nella maggior som- qui e de' volsci collegati. Queste sono le
mità di erto e precipitoso monle, fra Giu- poche notizie, che di quella rocca ci ri-

liano o Giugliano e Segni, la più. alta Roc- mangono, le quali però, se non dimo-
ca della Campagna de* volsci, forse me- strano pienamente essere l'Arce Carven-
ritando il suo titolo di Massima per la sua tana nel sito di Rocca Massima, non si op-
grande eminenza, ovvero per aver avu- pongono nemmeno a tale congettura. Im-
to il suo essere dalla nobile famiglia Mas- perocché era l'Arce Carventana d'origine
simo. La dichiara pure inespugnabile a latina, come dimostra Dionisio citato da
qualunque assalto di guerra, per l'asprez- Stefano: era nel tempo medesimo sul li-

za e scabrosità del monte che impedisce mite di quel territorio a contatto co' vol-
l'accesso in qualunque parte alle squadre sci , e soggetta alle scorrerie degli equi,
nemiche, che però dicesi Arx ab arcen- come mostra Livio: era finalmente cosi
do. Riesce molto forte e invincibile ezian- forte, che non si poteva prendere se non
dio per artificio d'arte nella struttura de- per sorpresa, e che potè resistere a due
gli antichi baloardi e altre fortissime inu- eserciti consolari, circostanze, che in Roc-

la, con occhi e gelosie militari da'quali ca Massima si trovano a segno che il fat-

viene recinta. Ha questa terra la chiesa to si rinnovò nel i55y quando per sor-
parrocchiale dedicata a Dio, come tutte, presa e con istratagemma militare veli-

in onore di s. Michele Arcangelo, con ar- ne occupata dalle genti del duca d'Alba,
cipretee un cappellano. Fuori del suo re- nella guerra di Campagna contro Paolo
cinto poi ha altra chiesa con ospedale: il IV, benché questo avea posto in istato
suo protettore è s. Isidoro agricoltore, e di difesa le provincie di Marittima e Cam-
vi sono due confraternite secolari. A 'tem- pagna; alla quale occupazione segui il de-
pi del Piazza e del Ricchi, poco distante plorabile eccidio di Segni (f.). Racconta
dalla terra pravi il collegio de' sacerdoti Bauco, che non sembra priva di fonda-
dottrinari, applicati al ministero de' sa- mento 1' opinione d'avere avuto Rocca
gramenti,a promuovere l'istruzione del- Massima il suo principio da'veliterni, che
la dottrina cristiana , e per sussidio non per evitare la crudeltà e barbarie de'go-
solamente del parroco del castello, ma an- ti nel 4 IO > e quella de' vandali nel 4^>
cora di que'contorni che lo richiedevano. furono costretti ad abbandonare la pro-
Quella comoda casa fu dotata colle pro- pria patria, ed a rifugiarsi e nascondersi
prie sostanze di convenienti entrate, pel fra le balze e i dirupi de'monti più inac-
mantenimento de'sacerdoti e altri operai, cessibili , ove fortificarsi per loro difesa.
dalla nobile matrona romana Massima Vuole Calindri , seguendo la tradizione
de' Conti, virtuosa pel zelo delle anime. de'corani, che questo castello fu fondato
Leggo inoltre nel Nibby , che T. Livio daQuepio Massimo da Cori, verso il 608
racconta le gesta avvenute presso quella di nostra era. Ciò sostengono corani an-i

città o fortezza, ch'egli chiama Arx Cai- che per la coufederazioae immemorabile
f)o V E L V E L
e durevole tra Cori e il vicino paese di nino, è pure conlrafforle del monte A-
llocca Massima. Marocco non l'afferma, culo che separa il bacino dell'Amene dit
perchè semplice tradizione; ed il Bauco quello del TrerooTotero oggiSacco.L'ab-
dice soltanto ritenerne i corani fondatore bondanza de'carpini in quelle montagne
Quinzio Massimo loro concittadino. Ri- moltiplicò la denominazione di Carpine-
ferisce inoltre Dauco, che Rocca Massi- to a varie punte. Il monte Carpineto im-
n»a fu già feudo della principesca casa mediatamente domina sulla riva destra
Pamphilj-Doria;ed il Piazza dichiara che dell'Amene. Fra gli altri luoghi ouaoni»
a suo tempo era posseduta dal duca Sai- mi vi è Carpineto di Reggio di Modena,
viali, altrettanto confermando Ricchi e ove si recò s. Gregorio V II), alberi che
il moderno Nibby; per eredità de'Salvia- ivi abbondano, e dicesi che fosse in due

li essendo passata ne'principi Borghese, villaggi diviso e distinto, e quindi insie-


uno de'quali educa Salviati,a cui appar- me uniti è in tal modo generalmente
iiene. Il suo territorio produce viiio, gra- chiamato. Auche Marocco dice che il fab-
uo, olio, ghianda e pascoli. bricato del castello di Carpineto siede so-
Governo di Segni. pra un colle eminente in mezzo ad alti

Segni (F.), città vescovile, con residea- monti che gli formano un anfiteatrale
,

za del vescovo e del governatore. contorno, dove saluberrimo è il clima, e


Carpineto. Comune della diocesi d'A- luogo a proposito per chi amasse un' a-
(lagni e vice-governo, cou territorio in mena sembrando quasi di-
solitudine,
morile, con molti e buoni fabbricati cinti sgiunto dal mondiale consorzio. Le mon-
di mura , con bel borgo, secondo il Ca- tagneda cui è circondato gli rendono di-
stellano distantei6 leghe da Roma, 6 da gnitoso ornamento per essere vestite di
Anagnie 3 da Segni. Lo chiama cospicuo folli castagneti e d' altre piante fruttife-
borgo che da remoti tempi ha il titolo di re,avendo anche pascoli salubri, perchè
ducato,egià si noverò fra'muuiti forti d'I- non ha alcun terreno paludoso, e molte
talia uel medio evo. Giace su ridente col- erbe che trovatisi sui colli olezzano soa-
Jina superala all'intorno dalle più eleva- veniente, e molte sono botaniche. Conta
te vette Lepine, e gode di sanissimo eli- una popolazione di oltre 34 1 6, tale cifra
ina. Si vedono gl'imponenti ruderi del- registrando la Statistica deli 853; i quali
l'antico castello costruito ue'bassi tempi, abitanti sono applicati a'Iavori rurali, al
ove sono le carceri, elevalo su di arduo trallico ed all'arti meccaniche, ed ivi si

e precipitoso macigno, e circondato di tor- esercitano le più necessarie. Il paese è di


mura, che deperirono per l'ab-
regalanti figura quasi rettilinea, seguitando le falde
baudouo dopo la cessazione dell'italiche Le interne vie so-
delcolle su cui è posto.
fazioui de'guelfi e ghibellini, sorgendovi no scoscese, meno quella che comincia
ora la comunale dell' orologio pub-
torre dall'antica porta dis. Sebastiano fino al-

blico sopra una parte del maschio. La più la vaga piazza, e l'altra che dalla chiesa
alta cima de'Lepini, che dicesi Semper- di s. Michele Arcangelo, antica e di sti-
visa, offre uno de' più magnifici punti conduce parimeli-
legotico, già abbaziale,
di vista, onde abbonda il suolo italiano, te alla piazza medesima. Il fabbricato è
Apprendo- da Marocco, che la derivazio- piuttosto altoe visiono buone abitazioni,
ne del nome di Carpineto si pretende da Ha 4 interne chiese parrocchiali, che no-
unaselva dicarpani (o carpini, Carpinus minerò con Marocco. La collegiata ittsi-
Betulus di Linneo, specie di frassino, il gue sotto l' invocazione de' ss. Giovanni
monte Carpineto, ultimocontraffurtedel- Battista ed Evangelista, sulla detta piaz-
I Arcinazzo, nella badia di Subiaco, puu- za situata, eretta uel 1770 al dire di Ca-
lo culminante di quella caleuadell'Apea- lindri, e perciò di moderna e ben inlesa
VEL VEL D i

costruzione, con suo capitolo « la digni- bricato dignitoso e vasto, degno del ma-
tà del preposto. L'arciprettira di s. Gio- gnifico nipote di Clemente Vili. 11 chio-
vanni. La chiesa di s. Nicola di Bari , e stro perfettamente quadrato ha nel mez-
quella di s. Giacomo apostolo, ambedue zo la cisterna, e al di sopra da due parti
col titolo abbaziale. Nel i
749 io cm s> vedesi una loggia graziosissiraa collo stem-
pubblicò l' Istoria della cattedrale d' A- ma marmoreo del cardinale. Sul fronto-
nagni di De Magistris , le 4 chiese par- ne dell' ingresso principale della chiesa
rocchiali erano l'arcipretile di s. Giovan- ammirasi il busto marmoreo d'eccellen-
ni Evangelista, e le 3 abbaziali di s. Ma- te scalpello di s. Pietro apostolo, a cui è
ria Maggiore, di s. Angelo, e di s. Nico- sagra, dono del medesimo porporato. Vi
la vescovo. Vi sono anche due conventi sono buoni quadri, e quello di s. Fran-
siibiu bani colle loro chiese. Uno è quel- cesco che riceve le s. Stimmate, alla sini-

lo di s. Agostino protettore del luogo, lun- stra della cappella del ss. Crocefisso , è
gi mi 4-° di miglio da Carpineto, degli a- stupendo lavoro di classico pennelIo:grau-
gostiniani che nelle vicende politiche de' diosa è la sagrestia. Antica è l'altra chie-
primi anni del secolo coi lente doverono sa suburbana di s. Maria del Popolo, pres-
lasciare, e poi vi tornarono in minor nu- so la quale era 1* ospedale de' poveri. La
mero. La vetustissima chiesa è di gotica sua fronte è gotica, con bell'atrio, di cui
architettura, edificala con massi quadrati due pilastri si vedono ornati di due teste
neh 35odafr. Gregorio Sii vestii del me- di cavallo, e sulla stessa facciata vi sono
desimo luogo, e coperta d'un tetto che varie croci di pietra. L' ingresso è mar-
ricorda quello mirabile della basilica O- moreo,abbellitodi bassorilievi a fogliami,
stiense eonsumatodallefiamme nel 1 823. colla ss. Vergine sedente sopra di esso di

I dipinti della tribuna fauno fede cuine bel lavoro, essendo l'occhialone formato
la chiesa e l'annesso ampio convento ap- con molta maestria di scalpello d'un so-
partenessero all'oidi ne de'templari. L'in- lo pezzo. Nell'interno è rimarchevole l'al-

gresso è magnifico di prospetto a Carpi- tare di s. Rocco con due Angeli laterali e

neto, fiancheggiato da due leoni. Sopra la B. Vergine sedente in alto; a' fianchi
l'arco è la B. Vergine avente a' lati i ss. dell' altare si vedono ss. Pietro e Paolo,i

Paolo i.° eremita e Antonio abbate; e più e più sotto s. Bartolomeo e s. Simone.
sotto i simboli de' 4 Evangelisti, in mez- La pietra che forma l'altare e i bassori-
zo a'quali è collocato l'Agnello pasqua- lievi, è delle vicine cave di Carpineto. Al-
le. L'altro convento è distante da Carpi- le falde del paese è la chiesa di s. Miche-
neto dopo brevissimo e ameno passeggio, le Arcangelo de'confrati della Morte, ove
ad esso pure di prospetto e situato alle s'ammira la Crocefissione di Giulio Ro-
falde del monte Capreo, uno de'Lepini mano, e si rimarca la tomba del celebre
colla vetta più. alta degli altri. Questo bel Lorenzo Porta dottissimo (non però ar-
convento de'minori osservanti riformati, chiatro pon lificio, come vuole Castellano,
che vi stanziano numerosi, fu fabbrica- non trovandolo tra' medici archiatri nel
lo colla chiesa dalla munificenza del car- Marini), riportandone l'onorifica e pro-
dinal Pietro Aldobrandino come accen- lissa iscrizione Marocco, insieme alle la-
nai nel voi. XXV 11, p.i58, con annesso pidarie di Carpineto, due delle quali con
palazzo abitato dal cardinale ne'tempi di morali sentimenti nel dialetto del paese.
diporta 11 Ricchi celebra il fioritissimo Esistono pubbliche scuole che insegnano
studio che nel convento vi tenevano i re- da'primi rudimenti giammai icaii sino al-
ligiosi, nelle filosofiche e teologiche disci- la rettorica, e per le fanciulle vi sono le
pline. 1 contigui orti, i prati e la macchia maestre pie. Manca Carpineto d' acque
souo ciuli da mura, essendo tutto il lab- perenni neh' interno , e delle piovane si
9* VE L V EL
servono i popolani , ma due pubbliche d'Alessandro VII, e decorò l'aula conci-
limpidissime fonti trovatisi però a poea storiale, non però avvocato concistoriale,
distanza, una cioè vicino alla chiesa della non trovandolo nel Syllabum Advoca-
t>. Annunziata, l'altra dietro la chiesa di tortini s. Consistoriideì Cartari; può dar-
s. Sebastiano che viene detta il fonte di si nondimeno che lo fosse dopo pubblica-

Pandolfo. Il Ricchi, il De Magistris e il ta l'opera, stampata uel 1 656 e dedicata


Calindri parlano dell'origine di Carpine- a detto Papa. Sebastiano Leopardi arci-
to.Secorulo l'autore dell' Aquila volante, diacono di Sezze e poi vescovo di Vena-
lib. 2, cap. 6g, fu fabbricata da Carpeto fio. Alessandro Porcari eccellente fisico

Capys di-
Silvio re de'latini, figlio del re ed egregio poeta; pubblicò nel i638 in
scendente d'Enea che fondò Capua, e fra- Napoli un' opera poetica iu lode del car-
Tiberino che s'annegò nel (ìume
tello di dinal Ippolito Aldobrandini , al quale il

Albulaegli die il nome di ZeveTUj per cui Ricchi attribuisce la biblioteca di Carpi-
credesiciò avvenuto g23 anni prima del- neto, e l'erezione del convento e chiesa di
l'era nostra. Altriopinano che Carpine- s. Pietro. Fr. Angelo Seneca 1." custode
to sia derivato da alcuni pastori che te- ueli6i8 della riforma romana de'aiino-
nevano il gregge fra' molti carpini di cui ri osservanti, de'quali era stato ministro
sono ricoperti suoi monti, opinione ri-
i provinciale e procuratore generale, poi
ferita come I' altra da Calindri, il quale defiuitore generale. Fr. Giacomo da Car-
aggiunge, formarsi il suo stemma comu- pineto de'riformati, celebre predicatore e
nale da 3 Carpini. Dice ancora che fu di- teologo nsigne.profondo erudito
i come di-
strutta da'romani dopo 3oo anni di con* mostrò nel suo poema epitalamico stam-
tinnii guerra fatta da'popoli ch'erano iu pato neh 638. Altri religiosi riformali il-
Carpineto; e che nel i (ìlio sotto Alessan- lustri furono gli Automi, Gabrielli, Leo- i i

dro VII deperì quasi intera la popolazio- ni, Baldassari, i Paoli, i Giacomi. Fra i
i

ne, epoca che forse devesi anticipare al prodi militari si distinsero FrancescoCon-
i656. Fu posseduto qua! feudo nobile, li colonnello de' veneziani nella guerra di
dopo camera apostolica, da vari signo-
la Cmdia; il nipote Alessandro Conti al ser-
ri, prima da'Caetaui, poi da'Conti, a'qua- vizio della stessa repubblica nella guerra
li nel 1428 lo confermò Martino V, e Ca- di Godìi; di essa inoltre fu capitano e in-
millo Conti n'era duca nella metà del se- gegnere in Levante Pietro Paolo Briganti
colo XVII, come notai nel voi. XVII, p. de Conti parente de'precedenti. Aggiun-
74 e 7^. Tuttavolta leggo nelle Memo- gerò che Marocco celebra Antonio Goz-
rie Colonnesi del cav. Coppi, che Marti- zi protomedico nel 1570 e archiatro pon-

no V Colonna nel dividere tra'suoi paren- tifìcio, ma il Marini non lo noverò tra gli

ti nel 1427 i ad Antonio il


beni, attribuì Archiatri pontificii. Il Calindri dice che
diritto su Carpineto. Dipoi fu ducato de- Carpineto ha dato natali a molti insigni
i

gli Aldobrandmi indi de' Pamphilj, ed


, uomini d'ogni scienza, e ad un Pecci ve-
ora de' principi Borghese Aldobrandini, scovo di Segni, ma nella serie che formai
gli stemmi de'quali si vedono sparsi nel di que' vescovi non lo trovai. Bensì è de-
paese. Marocco dice che fu feudo anche gnissimo arcivescovo vescovo della nobi-
de'Caraffa, e Calindri notò che il suo du- lissima città di Perugia, il cardinal Gioac-
ca nel 1750 donò a Benedetto XI V uno chino Pecci di Carpineto del titolo di s.

storione di libbre 55o preso ne'nostri ma- Grisogono (del quale, e del possesso che
ri. 11 Ricchi nella Reggia de' Voh ci trat- vi prese il cardinale, riparlai nel voi.
ta uel cap. 9: De' soggetti illustri, di Car- LXXX, p. 322), elevato alla s. porpora
pineto, con breve descrizione della tèrra. a'19 dicembre 853 dal Papa regnante.
1

Francesco Leopardi fu iutimo familiare Riporta il u.° 8 del Giornale di Roma del
VE L VE L 93
18T4. die il comune di Carpi lieto lieto vocabolo, non conoscendola con tal no-
della gloria che gli derivò per l'esaltazione me), e varie castella, delle quali non esi-

benemerito concitta-
dell'illustre e tanto ste orma. Negli scavi tentati si trovarono
dino, già arcivescovo di Dannata e nun- monete de'primi tempi della repubblica

zio apostolico di Brusselles, inviò al Pa- romana. Sulla più alta monta- delle sue

pa un'apposita deputazione composta di gne vi sono pozzi camerali della neve,


i

parte del capitolo e del municipio ,


per e da un lato la grottta che merita di es-
significargli i sentimenti di riconoscenza. sere visitata, denominata da' locali For-
E n.°i45 riferisce un articolo di Car-
nel male. Castellano la qualifica meraviglio-
pineta, ove è descritto come il comune a' sa, offrendo erudito pascolo a' naturali-
i3 ei4 giugno, per dare all'illustre con- sti. L' ingresso è angusto e rovinose rupi
cittadino un solenne attestato della gioia lo circondano, destando raccapriccio nel-
provata nel di lui innalzamento alla s. l'entrarvi. Sembra che la natura sia sta-

porpora, da tutti gli abitanti messo tut- ta gelosa di schiudere libero varco alle
to a festa il maggior tempio, sulla porta sue ascose bellezze. Spazia per entro in
collocò l'iscrizione che riporta. I vescovi grandi sale, sostenuteda sorprendenti vol-
d' Anagni e di Segni amarono prendervi te, in ampi corridoi, ed i segreti della mi-
parte alle sagre funzioni che si celebra- neralogia vi si mettono in luce. I dintorni
rono. 1 poveri ebbero larghi soccorsi da' sono sparsi de'i uderi dell'abbazia di Val-
nobili fratelli del cardinal Pecci e dal mu- visciolo,e de'distrutti paesi diCollemezzo,
nicipio, il quale volle pure conferire due diPruni e di Montacuto. Il territorio pro-
doti a zitelle bisognose. Tutto il paese poi duce legname di faggio, olio e grano a
manifestò la più sentita esultanza, ralle- sufficienza; frutta, castagne e ghiande in

grato dall'armonie della banda cittadina. abbondanza ,


granturco e vino in poca
Un arco trionfale, sormontato dallo slem- quantità, ed abbonda per tutto d'acque
ma gentilizio del cardinale, fu eretto al- per abbeverare il bestiame, e per l'uso
l'ingresso di Carpineta con corrisponden- de'popolani, oltre i pascoli.
te epigrafe. In ambedue le sere si fecero Gavignano. Comune della diocesi di
brillanti illuminazioni, con fuochi artifi- Segni con territorio in piano, distante 36
ciali, ed elevazione di globi 01 eostatici. I miglia da Roma, chiamato Gavignano di
signori Pecci invitarono i vescovi, la mu- Campagna, per distinguerlo da'paesi o-
nicipalità, e altre distinte persone ac- monimi di Bologna a di Sabina. E' situa-
corse al festeggiameuto ad un serale trat- to presso i monti Lepini nelle vicinanze
tenimento, in cui furono letti vari compo- e dirimpetto a Segni, sopra un'amena
nimenti analoghi alla circostanza. L' in- collina isolata, ferace e di belle vigne e
dustria degli abitanti merita encomio, ed di albereti vestita, non che di ulivi, in
il commercio
di bestiame è notabile. Ol- clima temperato, come esposta a mezzo-
tre mercato settimanale del sabato, si
il dì, la cui aria è molto salubre. Le mura
fanno due annue fiere, lai." per la festa castellane vengono costituite dalle abita-
del protettore s.Agostino,l'altra per quel- zioni, restando chiuse da due porte. Sot-
la di S.Francesco di Asisi. Narra Ricchi, to la collina passa l'antica via Latina, di
a
che siccome la 1 si solennizza per 5 gior-
. 1 cui tuttora vi è piano stradale. Fuori
il

niavanti, così viene proseguita conaltiet- porta Romana una deliziosa passeggia-
è
tanti dopo , con fiera libera dal peso di ta. Da essa si gode la pittoresca veduta di
qualunque dazio, giusta l'indulto di Pao- circa 4° paesi, e conduce alla chiesa fuo-
lo IV, confermato poi da Gregorio XIII. ri di Gavignano un 4-° di miglio, di buo-
Dice Calindri che nel territorio sorgeva la na e moderna architettura, detta il Cal-
citià volsca di Cuetra (dubito errata il vario dal rappresentarsi nel divoto qua-
94 V E L VE L
dio dell'aliare maggiore la Croeefìssione nccetlasse la prolettoria di Gavignano il

di Gesù Cristo. In questa chiesa nel 1837, celebre cardinal Giuseppe Mezzofante,
e al moilo riferito dal n.° 89 del Diario nominato da Gregorio XVI, volle pren-
1

dì Roma, ai'j ottobre mg. Luciani ve* derne il solenne possesso a'27 ottobre nel-
scovo di Segni solennemente benedisse la la sala del comune,con quelle formalità e
cappella, l'altare e l'immagine di s. Fi- particolari riferiti nel citato Diario. Dirò
lomena vergine e martire, eretta a destra solo, che gli fu eretto un arco trionfale con
r
dellamedesima dal capitanoVincenzo Ba- iscrizione dell'aurea penna di mg. Luca
iocco priore del comune, per grazia rice- Pacifici (già Segretario delle Lettere lati-
vuta, fra le acclamazioni e le festive di- ne ,ei\ ora Segretario de' Brevi a'principi,
mostrazioni della popolazione, avendo canonico Liberiano e di presente Vatica-
Gregorio XVI concesso l'indulgenza ple- no), dal quale pure furono scritte le altre
naria. Indi con lodevole emulazione il , fatte in questa occasione. Tra'personag-
medico romano d." Pietro Paolo Azzoc- gi che recaronsi a ossequiarel'illustre por-
r
cbi, la cui famiglia è originaria di que- porato, nominerò mg. Lolli vice-legato
1
sto luogo (il suodegno fratello mg.' Tom- di Velletri e mg. Pecci delegalo di Bene-
maso Azzoccbi cappellano segreto già di vento e ora cardinale. Luminarie, fuochi
Gregorio XVI e ora del Papa regnante, artificiali e l'elevazione di globo areosla-
del quale è pure cameriere d'onore, be- lico,accompagnarono l'esultanza de'gavi-
neficiato Vaticano, è benemerito autore gnanesi; mentre il capitan Baiocco, ch'eb-
<li opere pubblicate, massime sulla lin- be l' onore di dare decoroso alloggio al

gua italiana. Esse sono: Avvertimenti a cardinale e ad altri personaggi, celebrò


chiscrive in italiano con %
un saggio dell'e- l'avvenimento con accademia, e dispensò
leganze, ed un piecolo Vocabolario do- limosinea'poveri. Inoltre il cardinale vol-
mestico: d ne ed izion i. Le. File, di Cornelio le onorare la cappella domestica del ze-
Nipote volgarizzate, con seconda edizio- lantissimo ed encomiato arciprete d. Do-
ne del corrente anno 858. Elogio di An-
1 menico Gorga Cenciarelli, con recarsi a
tonio Cesari prete dell'oratorio, con due celebrarvi 3 volle la messa. I patroni di
Dissertazioni sulla lingua italiana. Le dette cappelle Baiocchi e Azzocchi otten-
favole di Fedro tradotte. Vocabolario nerol'erezionedella confraternita delle ss.

domestico: due edizioni. Inoltre si han- Rosalia eFilomena,e pel 1. "volle ascriversi
no di lui anche eleganti iscrizioni ed e- tra' fratelli l'esimioporporato. Nel piano
pigrafi italiane, ed è sua quella fatta per verso il nord e precisamente sulla via La-
la defunta principessa d. GuendalinaBor- tina, sopra i ruderi d'una villa degli an-
ghese, che pel plauso con cui fu accolta tichi romani e forse di Pompeo Magno,
pubblicai nel voi. VI, p. 40> ne " a stessa esiste un convento con chiesa di sempli-
chiesa eresse nel sinistro lato la cappella ce disegno delta di Rossilli, ove è in gran
di s.Rosalia vergine palermitana, per es- venerazione una divotae antichissima im-
sere stata la provincia libera dalla pesti- magine dellaB.Vergine;e siccome qui vi fu
lenza del cholera nel 1837. Seguì la be- già un'abbazia di monaci basiliani diGrot-
nedizione della cappella, dell'altare e del ta ferrata, essi anni addietro ne doman-

quadro, come l'altro di egregio pittore, darono l'effigie incisa, accorrendovi a in-
r
da mg. Annoverai vescovo d'Anagni a' vocarne il patrocinio eziandio da lontani
9.5 settembre 1840, per essere indisposto paesi, ed i gavignanesi vi ricorrono in lat-
il vescovo diocesano, con quella straordi- ti i loro bisogni e con pubbliche proces-
naria pompa descritta dal n.83 del Dia- sioni. I monaci di Rossilli possedevano
rio di Roma. In questa lieta circostanza, l'istoria mss. di Gavignano, roa per le vi-

avendo l'encomialo dottore ottenuto che cende politiche alcun secolo addietro ab-
VE L V E L 95
bandonando monastero e ritirandosi in
il so o favore de* primogeniti di sua fami-
quello celebre di Fai fa, onde pare che l'ahnontone e Ri-
glia della signoria di

fossero benedettini, si vuole che seco por- tri comprese Gabiniano ossia
feudi, e vi

tasserò tale scritto storico e lo deposilas- Gavignano. Tra' suoi legati, ordinò che
sero in quel prezioso archivio, ove si ere- si fondasse un monastero di monache in

de monastero da' Papi fu di-


esistere. Il Valmontone, suo principale feudo , di-
chiarato commenda ahbaziale, e da loro sponendo. Reliquit tria ìivllìa Jloreno-
conferita a vari cardinali ,
gli ultimi de' rum due. expendenda infabnca,etedi-
quali furono i cardinali Borgia e Fonta- ficiismonaslerii,quodappellari manda-
Da. Indi Ui unita alla mensa vescovile di vitmonaslerium s. Crucis, quodipse. Do-
Segni. Le altre chiese di Ga vignano sono, minns caepit construere in eastro Valle-
La chiesa parrocchiale dedicata a s. Ma- montoni s , et compicci mandavit in ho-
ria Assunta in cielo, di moderna costru- norem, elreverentiam s. Crucis prò fo-
llone, al dire di Marocco; essa è elegan- Iute animae snae et remediopecca tornili
te, con buon organo, e ben fornita di sa- suorum. Itera reliquit ipsi monasferio
gre suppellettili: bello è l'altare inaggio- prò vita, et alinìentis quatuor domina-
re lutto di marmi, come la balaustrata, rum,duarum serventiwn,et unius sacer-
con ornamenti di metallo dorali. La cine- quo ipse
dotis fructus sui manualis, de
sa di Hocco, patrono principale di Ga-
s. quo praesen*
testator'vivebat tempore,
vignano , in cui si venera la miracolosa condidil testamentum, quousque per i-
immagine della Madonna delle Grazie, di psum ci. Adynulphum possessione^ con-
grande divozione anche de'convicini pae- decentes emantur de propria pecunia di-
si. Di s. Tommaso apostolo. Di s. Maria cti d. Adynulphi extra ejus dominiuni

del Carmine, giuspadronato de'Trajelli- ad opus, et utilitalem dirli monasteri*


Paggi. Gavignano U\ già feudo possedu- vivere possintcommode.l\\spe\\.oa\\ah\ì-
lo da vari signori. Leggo nelle Memorie brica summentovata, Papa Nicolò IV ad
Colonnesi del cav. Coppi. Di tale fami- istanza del nominalo Adinolfo Conti li-
glia celebratissimae potente, nel i 171 fio- glio di Giovanni, concesse monasteriuni

ri uu Giordano signoredi Gavignano, na- de Hoscillis ordinis s. Benedicli Segnili.


to da un Tolomeo conte del Tuscolo: fi- dioec, comechè adeo in spiritualibus.et
gli di Giordano furono Giovanni e To- temporalibus collapsum , quod nonnisi
lomeo, che venderono a Papa Lucio 111 duo in eo monaci reinanserunt,el veri-
un casale del territorio di Lariano. Di similiter non praesumitur, quod mona-
lullociò e con qualche variante ne feci sterilirli ipsum in suo possit ordine salu-
'

cenno nel voi. XXV 11, p. 199, e notando bri ter reformari, onde il medesimo fosse
ancora che da questo 2. ramo de'conli sostituito a quello che Adinolfo era in oh-
Tusculanie da detto signore di Gavigna- bligo di fabbricar di nuovo per adempie-
no potè derivare lo stipite iW Conti (F.) re al pio legato del padre. Trovo altresì
di Segni, celebre e potente famiglia. Nel nel Coppi, che Giulio Colonna, unito al
declinardel secolo XII vivevano Giovali- genero Napoleone Orsini e Giambattista
ni, Tolomeo, Giordano e Andrea tulli , Conti, malconlenlidel governo diClemen-
Colonnesi figli di Giordano signore di Ga- te VII, verso il 1 53o occuparono Carpi-
vignano. Quanloalla signoria de'Conli su neto, Gavignano, Torricella e altre terre
Gavignano, narra il Ratti, Della fami- convicine. Sembra dunque che a quell'e-
glia Sforza, 234> che Giovanni
t. 1, p. poca Gavignano appartenesse alla carne-
Conti nipote di Riccardo Conti fratellodi ra apostolica. In seguito Gavignano di-
Papa Innocenzo IH, con suo testamento venne feudo de' principi Pamphilj, da'
del 1287 istituì il perpetuo fìdeicomiuis- quali passò a' priucipi Borghese Aldo-
c)6 V E L VEL
biondini. Riporta il Diario di
u.°<)3 ilei comune tradizione che sorgesse la volsca
Roma del i838, chea'22 ottobre Gavi- città di Sacriporto eda cui derivò l'odier-
gnano fu onorata dalla visita del princi- na terra dopo che fu diroccala. Si vuole
pe d. Camillo Aldobrandini secondoge- che propriamente giacesse un miglio di-
nito de'Borghese, inviato dal principe pa- stante nella parte settentrionale in luo-
dre a visitare le possessioni del principa- go basso ove al presente si osservano
,

to Aldobrandini a lui assegnato. Fu in- qualche vestigia di sue antiche mura,


contrato e ricevuto da'piimati cittadini cioè presso il santuario di Rossilli e adia-
e ragguardevoli ecclesiastici, in mezzo al cente ad un casale lastricato in alcuue par-
suono delle bande e allo sparo de' mor- ti di musaico. Il Theuli nel Teatro fusto-
tati. Il principe si fermò nella casa del rico, a p. 4o> dice che la città o castello
capitan baiocchi, e visitò la chiesa prin- di Sacriporto esisteva vicino a Segni , e
cipale vagamente apparata, trovando nel- forse colle sue rovine si fabbricò Gavi-
la pubblica piazza innalzato un arco con gnano. In Sacriporto seguì la sanguinosa
figure simboliche esprimenti le principa- battaglia tra Siila e il console Mario il

li doti del giovane principe, con analoga giovaue figlio del famoso console di tal
iscrizione. Indi sovvenuti i poveri prose- nome, incaricato dal senatodi combatter-
guì il suo viaggio per Carpirtelo e Maenza, lo e vi morirono 25,ooo soldati di Ma-
,

in mezzo all'acclamazioni del giubilante rio. Il Ricchi nella Reggia de Volsci trat-
popolo. Tra gli edilìzi numerosi di Gavi- ta al cap. 22 di Sacriporto, ed a neh 'egli
gnano si distinguono il palazzo barona- ritiene che dalle sue non ignobili rovine
le del medesimo principe Aldobrandini, fosse edificata la terra diGavignano,dopo
ed i seguenti palazzi e primarie abitazio- essere rimasta distrutta interamente nel-
ni. Quello de'inarchesiTrajettiPaggi, con le guerre civili. Afferma eh' era vicina a
affreschi in due volle, antichi e di buona Segni, e racconta la memorata micidiale
mano. In una si vede espresso il cocchio battaglia. Però il Pettini nelle Memorie
ti' A tifiti ile tirato da cavalli marini, ed Prenestine narra a p. 34, che Sacripor-
accompagnalu nel mare da Tritoni e Del- to era distante da Palestriua circa 7 mi-
fini, e da JNinfe coronate di fiori. Nell'al- glia , Pimpinara i
e che nella pianura di
tra voltasi rappresenta la Primavera nei due eserciti si trovarono a fronte. Disfat-
mezzo, con una moltitudine di putti scher- to Mario si ritirò io Palestriua, e Pompeo
zanti dentro un colonnato circondato da Magno luogotenente di Siila impedì al-
balaustre. Quello del capitan baiocchi, l'altro console Carbone di soccorrerlo; in-
con belle pitture del concittadino Seba- di seguì l'eccidio di Palestriua. Il Nibby
stiano Volpicelli celebre paesista. Altri pa- nell' illustrareSacriportus, luogo dive-
lazzi e primarie abitazioni appartengono nuto famoso per la rotta data da Siila
a'Gorga Cenciai elli,ed •'Marcelli già del- all'esercito composto di romani e di san-
la famiglia Santucci di Gorga, nella qua- niti del giovane Mario, e per le sue gravi
le fiorisce il cardinal Vincenzo. I Nardi e funeste conseguenze, sostiene che era
pure hanno il proprio, e inoltre posseg- dov' è la pianura di Pimpinara , ed ivi

gono un magnifico casino suburbauo con presero parte alla battaglia circa 1 5o,ooo
adiacente chiesa pubblica. Nibby dice che uomini, battaglia tenuta come 1' ultimo
Gavignano èil Gabinianum de lem pi ro- crollo dato alla fazione di Mario. Dopo
mani. Crede il Cilindri che nel territorio quell'avvenimento Sacriporto non viene
di Gavignano fosse la villa Gabiuia, e che più ricordato, e rimane sempre dubbio,
quivi si ritirarono gli scampati da Foro- se debba riguardarsi come un vico , un
nuovo, città di Sabina (f/ .), dopo la sua borgo, ovvero semplicemente una contra-
distruzione operala da' goti. Nel paese è da. Conclude Nibby, che dopo Pimpina
VEL VEL 97
rn si lin la pianura di Sacriporto, e la di- Giornale di Roma, pontificandovi il suo
r
ce lungi da Roma 3o miglia, 9 da Pale- vescovo di Segni mg.
Ricci. Vi ebbero
stina e 4 da Valmontone, a sinistra del- pur luogo luminarie e fuochi d'artifizio,
ia via Latina. Ne'bassi tempi divenne Ca- e sceltissime musiche nelle sagre funzio-
strimi F
luminaria, di cui il volgo ben ni e nella sala del marchese Traielto con

presto fece Plumbinaria e da Plumbina- accademia vocale e strumentale. Gavi-


ria derivò il nome di Pimpinara. In una gnano si pregia de'seguenti uomini illu-
bolla di Lucio III del 18 si legge: In Ca- 1 1 stri. Gio. Rallista Cenciarelli legale rino-
stro Plumbinariae Ecclesia s. Mariac, matissimo , e uditore generale di tutti i

Ecclesia s. Ànastasii, Ecclesia s. Nico- feudi della principesca casa Pamphilj.


lai, inonasteriiiin s. Ceciliae etc. Questo L'avv. d. Gaetano Sciarra fu celebre giu-
monastero però è molto più antico, per- reconsulto per le sue auree scritture.
chè in esso si ritirò nel r o5i, e fini di vi- L' aw. d. Domenico Nardi fu giurecon-
vere Ottone abbate di Subiaco, il quale sulto che col suo merito fece molta fortu-
r
per evitare la giustizia di s. Leone IX, na. Il d. Alessandro Volpicelli medico di
quando si portò a Subiaco, da questo era collegio e forse professore nell'università
r
fuggito alla vicina Trevi, ne fu cacciato romana. 11 d. Ulderico Azzocchi medico
dagli abitanti, per cui passò nel monaste- primario nell' ospizio apostolico di s. Mi-
r
ro di s. Cecilia e vi rimase sepoIto.DiPInm- chele, e padre de'sullodati mg. Tomma-
r r
binara riparlerò nel paragrafo Valmonto- so e d. Pietro Paolo. Il d. Luigi Sciarra
ne, per essere con essa divenuto signoria medico di sommo credito. Il capitanFran-
de' Conti (F.). Abbandonato il Castrimi cesco Raiocchi assai solerte nella merca-
da più di 3 secoli, il teuimento è proprie- tura di campagna , e rinomato iu tutta
tà de' Doria-Pamphilj. I gavignanesi an- la provincia specialmente per essere sta-
cora ricordano con divozione la missione to provveditore dell' annona di Roma e
Leonar-
nella loro terra cominciata dal b. dell'abbondanza di Velletri ,
per cui te-
dodaPortoMaurizio a'28dicembrei y33 neva in diversi punti della provincia a
e terminata a'6 del segUentegennaio. Riu- suo carico parecchi granai. 11 marchese
scì ubertosa di gran frutto, e si due
fecero Leonardo Traielto, dopo aver occupato
processioni di penitenza, nella t* andan- varie cariche onorifiche, fu eletto mem-
dosi alla chiesa diRossilli coli'abhale com- bro del corpo legislativo in Parigi. Il pre-
r r
mendatario mg. Marcello Crescenzi poi lato mg. Giuseppe de'marchesi Traielto
cardinale, che vestito di sacco si discipli- fu vice legato neUe Romagne, e funse al-
nò per lutto il corso della processione con tre cariche in Roma. Nel n.° 3o del Dia-
somma edificazione d'ognuno. Nella chie- rio di Roma del 1 83 1 si legge la necrolo-
sa fece Leonardo una predica e vi e-
il b. gia del valoroso militare Giambattista Az-
resse la Via Crucis, e fu lai 52.° delle da zocchi Salvi, il quale entrò per genio nel-
lui erette. Ritornato a Gaviguano com- , l'esercito inglese, e da semplice soldato'
partì la benedizione papale sulla piazza. per le prodezze operate in Italia, in Fran-
La (amiglia Nardi benefattrice de'religio- cia, in Egitto giunse al grado di tenente
si riformali francescani, tiene a pio van- de' granatieri sotto lord Rentinek. Nel
to l'avere ospitato il b. Leonardo. Il cho- 18 16 col grado medesimo ammesso nel-
Jera tornò ad affliggere lo stato pontificio le truppe pontificie, divenne i.° tenente
nel 854 e nel 855, ma per l'iotercessio-
1 1 della 1/ compagnia de'cacciatori. Alla pe-
Me della Madonna delle Grazie ne fu pre- rizia militare congiunse la fedeltà e sin-
servata Gavignano, per cui in rendimen- golar fortezza. 11 sacerdote d. Giuseppe
to di grazie solennizzò una gran festa nel Marcelli a pieni voli fu ammesso tra'con-
l'ottobre i855, descritta a p. 1000 del tori pontifìcii, e siccome peritissimo nel-
VOI. LXXXiX.
7
1

98 VEC VEL
la musica ecclesiastica e dotato dalla na- sento, avendo inventato e delineato l'ar-
tura di bellissima, sonora e robustissima co trionfale eretto al Papa dal comune di
voce da tenore, per l'estensione di essa ne' Lagnano, come dirò in quel paragrafo.
35 anni che appartenne con generale Dice Calindri, che principali prodotti di
i

plauso e straordinario impegno a quel- Gavignano sono il grano, il granturco e


l'insigne collegio, fu contrastato da'can- il vino.
tori contralti, ambivano averlo fra
i quali Gorga. Comune della diocesi d'Ana-

loro. Per 3o anni e con improba fatica gni,da cui è distante 9 miglia, 6 da Car-
cantò il Passio nella gran cappella pon- pinete 4° da Roma, con territorio in
tificia e nella vastissima basilica Vatica- monte, in colle e in piano. Giace sopra
na, ammirato anco dagli stranieri pel sin- un monte di clima sanissimo, ove respi-
golare corpo di voce uniformemente so- rasi aria assai pura ed elastica, i cui 1 100
stenuta dal principio al fine. Morì in Ro- abitanti Marocco li qualifica di caratte-

ma nel 852 troppo presto d'anni 66 nel-


1 re piuttosto dolce, applicati alla coltura
la Agnese al foro Agonale, e in
casa di s. e alla pastorizia. Il fabbricato è su d* u-
quella splendida chiesa gli furono celebra- na rupe nella sommità del monte espo-
ti i solenni funerali, colle onorificenze pro- sto al mezzodì, e viene riparato dall'im-
prie de Cantori della Cappella pontifi- peto de' venti meridionali dalle cime più
eia; indi fu sepolto nella magnifica chie- elevate dello stesso monte, tutte vestite
sa di s. Maria in Vallicella per cura del- per lo più di faggi, tra'quali trovansi an-
l'egregio sacerdote nipote, il quale ha co- cora l'agrifoglio e il frassino. Ha Gorga
mune con esso nome il e il cognome. Que- sufficienti e buone acque sorgive di vena,

sti poi a sfogo di dolore e di affetto, ed in- le quali discendendo pel seno delle som-
sieme a memoria perenne delle virtù che mità che la contornano, vanno a racco-
ornarono l'illustre zio, inGavignano nel- gliersi in alcuni pozzi esistenti nelle in-

la sala della propria casa pose il suo ri- terposte piccole vallate. Talee l'eccellen-

trattosomigliantissimo,dipintoa olio con za di queste acque, che alcuno dopo os-


decorosa iscrizione Ialina , in cui giusta- servazioni le trovò migliori di quelle di
mente ne celebra, oltre il valore nell'ar- Roma. Estesissima e insieme assaiame-
te del canto sagro, la tenera pietà, la ca- na e dilettevole è laGorga da l
visuale di
rità pel prossimo, 1' ardenlissimo amor lato di ponente, ove quasi per un cana-
patrio e pe'suoi parenti. Ed io che per 2 le divergente formato da due lati della

auni l'intesi a cantare con ammirazione montagna, la vista rapida percorre il sot-
nelle funzioni pontificie, godo qui ren- toposto vastissimo piano, racchiuso dal
dergli quest' imperituro tributo storico. doppio ramo de' sub-Apennini, discer-
Fra' viventi gavignanesi che illustrano la nendo nella catena de'monti a sinistra la
patria, mi piace far menzione di Venceslao città di Segni, Rocca Priora, la Colonna,

figlio del sullodato capitano Baiocchi, va- e nella catena destra il Piglio, il Serro-
lente scultore in avorio, che meritò ese- ne, Paliano, Olevano, Rojate, Genazzu-
guire lavorazioni per Gregorio XVI, per no e altri paesi sino a Palestrina, mentre
l'infanta di Spagna M." Luisa Carlotta di nel mezzo alla pianura vede sorgere Ga-
Borbone principessa di Sassonia, e per al- vignano, Valmontone e Lugnano, perden-
tri personaggi. QuandoGregorio XVI nel dosi poi la pittoresca visuale nell'alto So-
i843 intraprese il suo viaggio sulla via ralte e ne'monti Cimini. La città d' A-
Casilina nel recarsi a Prosinone e Vel- nagni, Anticoli, Furaone e altri luoghi si

lelrijilgavignanese Giuseppe Manni, poi vedono da una vicina sommità detta il

priore municipale di sua patria, lo cele- Calvario perchè appunto la sua vetta for-
brò con un sonetto stampato che gli pie- mata da massi calcarei è calva e d'ogni
V EL V EL 99
Verdura spogliata. Gorga confina con A- ga pervenne in possesso feudale del ce-
nagnt, fra levante e tramontana con Vil- lebre monastero e badia de' ss. Pietro e
l;i Magna e la tenuta di Monte Longo già Paolo di Villa Magna, dal quale si ac-
terra e ora diruta affatto; con Montela- quistò con due che si conservano nel-
atti

nico e Carpineto, tra ponente e mezzo- l'archivio capitolare d'Anagni. La metà


giorno^ levante colla Sgurgola e Moro- gli fu donata daBoeso figlio di Bertia mino

Io. Gorga ha l'accesso per due sole porte, nobile anagnino neh l5l, e l'altra metà
ed è inaccessibile in alt ri punti sì per la la venderono monastero Adinolfo ca-
al

rupe sulla quale trovasi edificala, che per nonico della cattedrale d'Anagni, e An-
le mura costruite in alcuni lati all' in- drea suo nipote nel ii36. In seguito Bo-
torno. Le vie interne sono anguste e sco- nifacio VII! incorporò alla cattedrale a-
scese, meno una di mezzo alquanto agia- nagnina il monastero e castello di Villa
ta. Ha due chiese parrocchiali, la matri- Magna colle sue pertinenze inclusiva-
ce coll'arciprete e due beneficiati, secon- mente al castello di Gorga, siccome rac-
do De Magistris, dedicata a s. Michele conta De Magistris. Questi inoltre nar-
Arcangelo; l'altra è sagra a s. Maria col- ra, che nel 1398 Villa Magna fu brucia-
l'abbate e due chierici beneficiati, al di- ta da'gorgani, e perciò venne ridotta a
re di tale scrittore. Vi è pure la chiesa coltura, ritenendo il capitolo della catte-
di s. Domenico protettore di Gorga. La drale di Anagni la giurisdizione e il tito-

chiesa più decente è quella matrice, den- lo baronale, onde vi deputava il gover-
tro la quale sono di buoni pennelli, il qua- natore per le controversie civili e crimi-
dro dell' Immacolata Concezione, i fre- nali.Benedetto XI V confermò la conces-
schi rappresentanti il battesimo di Ge- sione fatta alla cattedrale di Anagni da
sù Cristo, ed il Salvatore medesimo e- Bonifacio Vili, e la giurisdizione tempo-
sp resso in tavola. Non mancano le pub- rale con amplissima bolla. Di Gorga pe-
bliche scuole elementari per l'istruzione rò,dice lo slesso De Magistris, soltanto si

de'giovanelti, e maestre pie per quella


le conosce, che ne fu spogliata la chiesa di
delle donzelle, mantenute dalla principe- A nagni, passò in potere di Evandro Con-
sca famiglia Dori'a -Pam pihilj signora del //(in fatti nell'articolo di tal famiglia l'e-
luogo. Riferisce De Magistris ne\Y Istoria numerai tra' feudi che alla medesima
della città e s. Basilica cattedrale éC A- confermò Martino V nel 4^8), e poscia 1

nagni e delle cose più ragguardevoli in quello de'principi Pamphilj. Di Villa


della diocesi, che Gorga, secondo le tra- Magna, oltre il riferito in principio, ne
dizioni più sicure, riconosce dal caso la parlai nel voi. XXVII, p. 274 e altrove,
sua origine, poiché cominciossi a fabbri- e perciò anche Castrimi Gurgae, che
del
care dagli antichi cacciatori della cit- Urbano li nel 1088 avea assegnato con
tà d'Anagni, per avere un ricovero nella altri castelli al vescovo d'Anagni. 11 Ma-
caccia de'cinghialijche vi facevano in un rocco ne Monumenti dello stato pontifi-
ristagno d'acqua tra que'monti, e perciò cio^ t. 37, riporta le frazioni di la-
5, p.
si disse Gorga. Imperocché
dicesi gorga pidi che rinvenne in Gorga presso la di-
e gorgo luogo dove l'acqua che corre
il stinta famiglia Santucci, nella quale fio-
è in parte ritenuta da checchessia, e ri- risce il cardinal Vincenzo diacono di s.
gira per trovare esilo; ed anco quel sito Maria ad Martyres (celebre Tempio del
dove l'acqua abbia maggior profondità, Pantheon), aggregato al Sagro collegio
ovvero un ricettacolo profondo d'acqua a'7 marzo 1 853, come registrai in tale ar-
staguaute. Il luogo divenne signoria del- ticolo, prefetto della congregazione degli
la nobile famiglia magni na Berziamia- studi, onde ne ragionai nell'articolo Uni-
uao Berliauiiua. Dipoi il castello diGor versità Romaica, protettore di Segni(F.),
ino VEL V E L
e visitatore de'ministri degl'infermi. TI n.° pale protettore della terra, ed è più an-
90 del Giornale di Roma del 1 853 rife- tica e più piccola dell'altra. Questa è sot-
risce i festeggiamenti di Gorga per essere to l'invocazione di s. Pietro Apostolo col
venuta in fama per l' onore grandissimo titolo d'abbazia, ed è la maggiore, rifab-
derivato nel vedere sublimato all'altissi- bricata con buon disegno da'principiPam-
ma dignità della porpora il suo beneme- pliilj, per essere stata la vecchia nel 1703
rito concittadino, per avere assai merita- in parte rovinata dal terremoto. Nell'an-
to della Religione e delloStato; ed bene il tico paese entravasi per due porte, una
fatto sempre da lui alla patria venne ri- chiamata del Pedianato, l'altra di Corte
cordato nell'iscrizione die riporta, posta vecchia, ma ora vi si entra senza di esse,
sulla porta esteriore della chiesa di s. Mi- poiché le mora castellane vengono costi-
chele Arcangelo, ove fu cantata solenne tuite dall' abitazioni. Fuori dell'antico
messa e il Te Deum. Sulla piazza della Montelanico si costruirono due graziosi
Porta venne innalzalo un arco trionfale borghi con de'buoni fabbricati. Le stra-
coll'armi pontificia, del cardinale e del co- de interne sono in piano, ma bisognose
mune. Un concerto musicale, globi areo- di risarcimento, almeno al tempo in cui
statici, generali luminarie e fuochi d'arti- visitò il paese Marocco. In capo d'uno de'
fizio accrebbero la gioia universale. Sa- due borghi trovasi un'altra chiesa sagra
rebbero continuate le dimostrazioni fe- alla Madonna delle Grazie, ov'è eretta la
stive due altri giorni, se il cardinal San- conftalernita del Gonfaloue, ed in essa
tucci non avesse mostrato piacergli assai meritano osservazione diversi buoni qua-
più, che il denaro a ciò destinalo si distri- dri dipinti in tela. Altra piccola chiesa in
buisse a' bisognosi, mentre egli già avea detto borgo è dedicata a s. Antonio di Pa-
soccorso i meno agiati del popolo e dota- dova, edificata da Francesco Tigri, uffi-

to due zitelle. Il territorio di Gorga tut- ciata da'eonfrati dell'Immacolata Conce-


tora è acconcio alla caccia , e talvolta vi Fuori della terra e prima di sali-
zione.
si conducono anche qne'de'vicini paesi. In re il un tem-
colle in cui è situata, esiste
esso si trovano l'issopo, la genziana, ilser- pio in onore della ss. Vergine del Soccor-
pallo, la felicola virgiliana, ed altre pian- so, e vi stanzia un eremita a custodirla.
te utili e aromatiche. Il latte e i prodotti Il paese abbonda d'acque salubri nelle

del medesimo sono delicatissimi e sapo- sue vicinanze, e con gran facilità si po-
rosi, ed in quelle vicinanze sono assai ap- trebbero condottare fino nel centro del
prezzate alcune caciottine formate col fior medesimo. Incontro a Montelanico esisto-
di latte di capra. In alcune contrade del no delle fabbriche dirute, nel luogo chia-
medesimo vengono coltivati gli
territorio malo Pruni, distrutto in tempo delle guer-
ulivi, da'quali un olio finissimo,
si ricava re ci vili. Perciò afferma Calindri, che Mon-
come descrive Marocco. Il Calindri poi di- telanico venne fondata da una porzione
ce che suoi maggiori prodotti sono il vi-
i de'popoli scampati dall'eccidio di Pruni.
no, il grano, il granturco, la ghianda, il Anticamente Montelanico apparteneva
fieno. al capitolo dell'arcibasilica Lateranense,
Montelanico. Comune della diocesi di quindi ne divenne signora la potente fa-
Segni con territorio in monte e colle, cin- miglia Conti , che per tal dominio avea
to a breve distanza dall' alte montagne l'illustre titolo di ducato, e in tale nrtic<
Lepine. Giace su d'un colle esposto a le- lo dissi che Martino V nel ì^iS le con-
vante , e circondato da diversi altri colli fermò il possesso di Montis Lanici. In se-
vestiti d'utili castagneti. Ha due parroc- guilo passò per vendita in potere de'prin-
chie, una col titolo d'arcipretura dedica- cipi Barberini, da'quali 1' acquistarono
ta a s. Michele Arcangelo, ch'è il princi- i principi Pamphi lj, e poscia per erediti
VEL VEL 101
e in mancanza ili linea mascolina perven- lo si compone dell'arciprete e di 6 cano-
ne nella signoria de'Duria L*umphilj, die nici. Pio VII col breve Rnmanorum Po/i-
tuttora lo posseggono con titolo di duca. tijìcum, de'3o giugno 1807, Bull. Roni.
1 popolani nella maggior parte ritraggono coni. 1. 3, p. 1701 lndultum concessimi
1

molto utile da diverse ottime fabbriche Canonicis Ecclesiae Collcgiatae matri-


di mattoni e tegole, di cui si provvedo- ci* s. Erasini terme de Bassiano Seti-
no tolti i paesi convicini, ed abbonda e- nae dioecesis utendi rocchelo et mozze-
ziandio d' eccellente pozzolana eguale a ta violacei coloris, cimi asulis etglobu-
quella di Roma, che pure si trasporta in lis cremisini color is. L'altra chiesa è sa-
noi li luoghi per fabbricare. Nel territo- gra a s. Nicola, in cui sono pregie voli una

rio si raccoglie vino, grano, granturco, le- tavola col Salvatore di Sicciolante, ed un
gumi, olio , castagne ,
ghiande, fuggi in bel Volto Santo d'antico stile: il capitolo
quantità, ed ha buoni pascoli. si compone del curato col titolo d'abba-
Governo di Sezze. te con 5 canonici. Pio VII col breve Ro-
Sezze {T*.), città vescovile, con residen- memorimi Pontificum, de'7 agosto 1807,
za del vescovo e del governatore. Bull.cit. p. 199: Communicalio privi-

Bas.sì'ano.Comune della diocesi di Sez- legii concessi Capitularibus s. Erasmi


ze, con territorio in colle, posto in delizio- terrae Bassiani dioecesis Setinac uten-
sa collina fi a Sermonela e Sezze da cui di roccheto et mozze la, favore canoni-
è 5 miglia distante, ma pergiungervi dal- coruni Ecclesiae Collcgiatae t. Nicolai
la parie di Semionda de vesi salire uu'al- ejusdem terrae. 11 Contatore, De his to-
p est re montagna con non poca difficol- rta Tcrracinensi,a p. 428, tratta di Bas-
tà, specialmente per la così delta accor- sianutity dicendola della diocesi diTerra-
ciatoia, la quale è pericolosa nell'intem- ri quanto che dessa è unita a quel-
un, in
perie, non trovandosi alcun ricovero per la di Sezze, e delle due discorse collegia-

rifugiarsi. Alla discesa opposta di questa te e loro capitoli. Anticamente a breve


moulagna si scorge Bassiano, che gode distanza da Bassiano eravi un monastero
clinta salubre, poiché il monte della Tri- di benedettini, nel luogo denominato s.
nila lo ripara dall' esalazioni delle Palu- Maria delle Pezze, ed ora è affatto diru-
di Pontine, che sono siluate verso mez- to. Lontano circa due miglia e mezzo da
zogiorno, dal quale lato si vede il Medi- Bassiano, nella falda del monte verso Nor-
terraneo. E circondalo quest'aulico ca- ma, è un romitorio già asilo degli eretici
stello di mura, che all'intorno sono guar- Fraticelli (F.),\ quali empiamente si ser-
nite di \ari baloardi costruiti nel medio vivano delle cose religiose nella solitudi-
evo, e viene coronalo dalle montagne Le- ne, per commettere ogni sorta d'iniqui-
pine e Seline vestile di folte selve, come tà. Al presente tale sito è frequentatissi-
da eccellenti pascoli e da amene vallate, mo per esservi in venerazione un com-
dove stanziano gl'induslri pastori co' lo- movente ss. Crocefisso, che oltre il meri-
ro armenti, irrigate da limpidissime ac- tare tutto il profondo ossequio perciò che
que, delle quali i popolani non mancano. esprime, è degno pured'ammirazione per
E' un paese con sufficiente numero di fab- le sue belle forme. Esso è di legno in fi-
bricati, cui abitanti, secondo Marocco gura naturale, e sembra che
i
gli manchi
alquanto ignei, ascendevano nel 1 853 a la loquela. Lo scolpì nel 1673 il bassia-
1743. Vi sono due parrocchie con pro- nesefr. Vincenzo Pietrosanli laico de'mi-
prie chiese collegiate co'rispettivi capito- uori osservanti, che eseguì ancora quello
li. Una è dedicata a s. Erasmo, in cui è celebralissimo che si veliera in Nemi, co-
osserva bde quadro esprimente il Sagro
il medissi descrivendo quel castello nel voi.
Cuore di Gesù del Cavallucci; il capito- XXIX, p. 34- Per salire alla cappella del
.

ioì VE L VEL
ss. Crocefisso di Bassiano, si passa per una iscrizioni riportate dal Gruferò, ed altra
ampia grolla, pittorica pegli scherzi for- presso il Fabrelli, e riprodotte da Ricchi.
mati dalla natura collo stillicidio dell'ac- Questo castello è compreso nella signoria
que, dove anticamente oravi un altare e de'principi Caetani duchi di Semionda,
variess. Immagini all' intorno dipinte, e contiene la loro abitazione baronale, il
J
mentre serviva di chiesa agli scellerati fra- Nicolai,Dc bonificamenti delle terre Pon-
ticelli,che colie loro indegne azioni soven- tine, a p. 1 1 3, ragionando delle liti so-
te lo profanavano, com'è tradizione tra stenute dal comune pe'coufini territoriali
gli abitanti. Nel paese vi sono due mae- delle signorie de'Caetani con Sezze (^ •),

stri, uno per gli elementi del leggere e scri- riferisceche nel 1297 Bassiano con aliti
vere, l'altro da tali elementi a tutta la feudi furono acquistati dagli Aunibalde-
grammatica. Le fanciulle vengono istrui- sebi per comprila de' Caetani. Il Ricchi
te dalle maestre pie. Il Ricchi tanto nel- riporta i seguenti illustri di Bassiano. Fr.
la Reggia de' Folsci, lib. i , cap. 5, Bassia- Pietro doinenicano,ceIebi e espositore del-
no; quanto nel Teatro degli uomini il' la divina parola, erudito, pio e dolio, fat-

lustri Volscif cap. 7, Soggetti illustri di to vescovo di Venafro da Clemente VI


Bassiano, non meno del citato Conta- nel 1 348. Fr. Vincenzo provinciale e de-
tore, parla di sua remota origine cogli finitore generale de' minori osservanti,
scrittori che ne trattano. Si vuole per- dotto e virtuoso. Fr. Vincenzo Marra, co*
tanto che ivi in certe spelonche o latiboli me lo chiama, cioè il sullodato e deno-
si rifugiò e abitò la Saturno fa-
l." volta minato col Maiocco Pietroso nti, laico di
moso redel Lazio, quando fuggito da Gre- detto ci dine, il qoalesi segnalò nella san-
ta, dove regnava Giove suo figlio, venne tità di vita e nell'arte scultoria con am-
in Italia, prendendo il nome di Lazio la mirazione de' professori, come attestano
provincia da lui abitata, ed ivi cominciò le sue opere eccellentissime de'miracolo-
a istruire i popoli nella civiltà, nell'edi- si Crocefissi esposti alla pubblica vene-
ficare fabbriche, nel piantar vigne ec. Che raziouede'bassianesi eneniìsiui, ed anche
ne'diutorui di Bassiano eresse primi e- i di Sezze e di Ci vitella di Subiaco, che ec-
difizi, indi ritiratosi con Giano, die prin- citano tenera compunzione; il nobilissimo
cipio a Saturnia ,
poi nomata Roma. Si refettorio mirabilmente scolpilo con va-
ancora che a testimonio dell'aver
ritiene ri misteri nel convento de'minori osser-
dimorato Saturno nelle grotte di Bassia- vanti dis. Francesco di Cori, poi novizia-

no, dopoché fu deificato gli venne innalza- to de'medesimi religiosi. Antonio Cifra e
to un tempio nella vicina Sezze. Da un'o- l'abbateRieti furono decantali nella scien-
r
razione di Favonio Leo privernate, pro- za musicale. Ild. Antonio Sant'Angeli
nunziata nel pieno senato di Priverno,og- dotto medico in Roma, autore del libro
gi Pi perno, apprende che Bassiano fu
si Consolationes Epistulares et
intitolato:
fabbricalo ed ebbe il nome da Bassiano Medicae. Dice inoltre il Ricchi che a suo
Caracalla. Non mancano però scrittori i tempo in Bassiano l' illustre famiglia de
quali riferiscono essere stato prima que- Giorgi gareggiava in agiatezza, civiltà e
sto luogo un nobile villaggio di Tito Giu- gentili costumi con ogni altra de'contor-
lio Pelino Bassiano signore o patrono del- ni. Gloria grande e immollale di Bassi
la colonia di Terracina,dove di frequen- no,non conosciuta dal Ricchi, si è ci' z
te recavasi a divertire coll'amenità di ma- famoso Aldo Pio
ser stala la patria del
gnifica e deliziosa villa ne' tempi estivi, Manuzio il Vecchia t nome tanto rino-
nel sito ove sorge Bassiano; ed ampliato- mato ne'fasti delta letteratura italiana e
lo di mura, crebbe progressivamente col benemerito dell'arte della Stampa. Sul
nome del fondatore. Ne fanno fede due muro della casa Sanlangcli di Bassiano si
V E L VEL io3
legge l'epigrafe: Aldo Manutìo Bassìa' greci e latini, i due principi sostenendo le
Anionius Hyacinthus Sanclangeli
nati, prime spese dello stabilimento. Perciò nel
D.D.O. mdccxlvu. Nell'articolo Brac- 1488 recossi a Venezia, dove in quel tem-
ciano , di cui meglio riparlai nel voi. po l'amore dell'arti fioriva, dove que' re
LVIII.p. I2i, errai nel dire: » Si ilice che già mercanti amavano convocare ogni spe-
il famoso tipografa Aldo Manuzio abbia cie di buona e bella opera, dove s'agitava-

sortito natali iu Bracciano". Questo fal-


i no ancora gl'interessi commerciali euro-
lo inavvertentemente lo copiai nell'irti* pei. Si produsse in modo degno di lui, in

colo Bracciano del pregievolissimo7V«o- modo bontà delle


di poter guarentire la
i'o Dizionario geografico universale di sue edizioni cioè pubblicamente inse-
,

una società di dotti, Venezia 1827, da' gnando greco e Ialino, e ordinando in pa-
Giuseppe Antonelli. Ivi si legge:
tipi di ri tempo la sua odierna tipografica , che

>•Vogliono alcuni che sia la patria del tosto sali a imperitura rinomanza. Egli
famoso tipografo Aldo Manuzio". Però leggeva , o per meglio dire dicifrava gli
nel riparlare di proposito dell' insigne e antichi codici; egli li paragonava fra loro,

dotto letterato- tipografo, fatto cittadino sceglieva le migliori lezioni, o suppliva


romano, ma di Bassiano, che meritò un alle ommissioni de'copisti; egli poi prov-
busto marmoreo in Campidoglio (e lo ri- vedeva alla corretta stampa e all' elegan-
marcai anche nel voi. LX.XXV, p. 208), za de' caratteri. Questo grand' uomo di-
come de'suoi illustri e non nien dotti fi- resse la formazione d' un nuovo caratte-
glio e nipote, celebrando la Stampa e la re, l'Aldino, disegnato e inciso da Fran-
Stamperia, in tali articoli esplicitamen- cesco Bologua,dello imitazione della scrit-
te e ripetutamente lo dissi originario di tura di Petrarca. Amico di tutti i dotli di
Bassiano presso Sei moneta nella legazio- quella dottissima epoca, cui degnavano
ne di I ellelri, per indicare che in que- i veneti senatori, si mise in capo
visitare
st'articolo aviei dette altre poche parole di radunare nella sua casa un' accademia
di lui e de'suoi. Fu dunque ne'citati ar- di scienze in Venezia, che per lui si disse
ticoli e altrove, che celebrai gli Aldi dot- Aldina- Manuziana, col precipuo scopo
tissimi e benemeriti della slampa e dell.» di presiedere all'edizione declassici e ren-
stamperia romana e veneta, non che del- derla quanto più si potesse elegante e cor-
le letteregreche e latine , e di quanto retta : ad essa appartenne il fiore de' let-
principalmente operarono con alti e do- terati di quella feconda età. E fu la 1 ,
a
al-
vuti encomi. Aldo Pio Manuzio il Pec- la quale diede l'impressione di più opere
chia, nato nel 1447 in Bassiano nel duca- classiche, greche e latine. Non ostaute Ma-
Sermoneta, fu battezzato col nome
to di nuzio fu sempre travagliato dalla fortu-
di Teobaldo, di cui il diminutivo è Aldo, na, che rare volte favorisce gli scenziati.
al quale aggiunse il nome di Pio iu segno Terminò in Venezia la sua agitata vita,
d'alfezione verso Alberto Pio, principe di pieno di gloria nel 017, lasciando una
Carpi, suo allievo. Ebbe fanciullo a mae- figlia e 3 figli, de'quali soltanto Paolo ivi
stro un pedante, e poi a Roma migliori nato nel 1 5 12 camminò sulle sue traccie.
maestri. Compiti gli studi, si condusse a Egli adornava i suoi libri di prefazioni e
Ferrara per udire il Guarnii dotto greci- dissertazioni, dettale iu elegante latino o
sta. Neh [82 passò presso Pico della Mi- greco. Egli fece vari altri lavori , come
randola, che l'accolse con ogni amore; in- traduzioni, compilazioni ec. Onde sareb-
di a Carpi da Alberto Pio, dove lo segui- be tra'dolti primari del secolo, se non fosse
tò Pico, e dove secondo ogni probabilità il priucipe degli stampatori. A Paolo Ma-
concepì il disegno d'istituire una stampe- nuzio veneziano, originario di Bassiano,
lla, clic moltiplicasse le migliori opere de' amici del padre
gli gli agevolarono ogni
i

io4 VEL VEL


maniera Imitando il padre, ten-
di studio. quale per la decaduta città si trasferì a
tò vivificare la morta accademia Aldina- Ninfa, e per la rovina di questa alla sua
Matutziana, ne raccolse dotti e pubbli- i volta gli abitanti passarono nel castellodi
cò molti classici latini, con amore da lui Norma, fabbricato presso Norba antica.
illustrali. Visitala Roma, nel ritorno a Ve- Dissi di sue cbiese,e collegiata parrocchia»
nezia riaprì la stamperia sotto il nome le della ss. Annunziata con capitolo; de-
de'figli d'Aldo, e rivisse all'antico splen- gli autori che ne scrissero, oltre altre no-
dore. Chiamato a Roma, aprì la stampe- tizie, alle quali qui farò un' aggiunta. E
ria nel Campidoglio, nello stesso palazzo fabbricata sul ciglione d'elevato monte
del popolo roinauo,degno albergo del dot- poco lontana dall'antica Norba città vol-
tissimo stampatore, ed ove nell'areopago sca, una delle prime colonie romane, del-
denomini dotti e artisti dal 1 821 trionfa ia quale ancora si ammirano i grandiosi
l'erma marmorea del padre suo. Paolo vestigi di baloardi, di mura, di cisterne e
moli in Roma nel 1 5y4- Come stampa- altre memorie che ne ricordano la sua
tore e editore eguagliò il genitore; come grandezza. La posizione di questa terra è
autore è uno de'migliori critici e degli deliziosa, iti aria saluberrima, talvolta in-
scrittori più forbiti del secolo. suo pri-
Il costante per la sua elevatezza. Domina
mogenito Aldo Manuzio il Giovane, na- tutte le Paludi Pontine, e scopre gran
to a Venezia neh 547, c^ a f;, »ciullo fu tratto del mar Tirreno; mira la corsa del-
Straordinario, da uomo fu mediocre. Di- la via Appia, e de' fiumi Astura e Ninfa.
resse in patria la stamperia Aldina , indi Dice Calindri, che delle sue mura, delle
fu professore di belle lettere, e d'eloquen- porte e della pianta ne furono pubblicati
za in Bologna, Pisa e Roma, ove Clemen- idisegni a' giorni nostri. Osserva il Ma-
te Vili gli affidò la direzione della Stam- rocco, che l'alto monte su cui giace dal Ia-
peria Vaticana. In Roma cessò di vivere to di ponente forma una rupe sorpren-
liei 597, termiuaudocon lui l'illustre fa-
1 dente chiamata Rave, ove propriamente
miglia degli Aldi, a cui Bassiano vantasi è il castello. L'interne vie sono scoscese e
aver dato la culla. Aveva tenace memo- anguste, però qualcuna è in piano, ed ha
ria e molta erudizione, ma minor gusto una bella borgata moderna fuori della
del padre. Il territorio di Bassiano pro- porta checouduce a Civita o l'antica Nor-
duce in gran parte vino e di buona qua- ba. E opinione, che dove esiste la presen-
lità,poco grano e olio, ghianda e pascoli. te terra, vi fosse l'antica fortezza della di-
Confina a levante colla città di Sezze,a po- strùtta magnifica città. Manca di pubbli-
nente con Sermoneta, a tramontana con che fonti, egli abitanti bevono acque pio-
Cori e Norma, a mezzogiorno colle Pa- vane conservate e purificale in mirabili
,

ludi Fontine. cisterne formate nel vivo scoglio a forza di


Norma (F .). Comune della diocesi di scalpello. Nondimeno alla distanza di cir-
Velletri, da cui è distante 17 miglia e 9 da ca 4 miglia vie una sorgente d'acqua lim-
Sezze, e non della diocesi di Tenaci uà, pidissima, che si potrebbe facilmente con-
come riferisce il Riparlo territoriale pub- dottare con grande vantaggio pubblico.
Dicalo nel 836, con territorio
1 in monte. Per giungere a questo paese è faticosissi-

Nel suo citato articolo ragionai dell' illu- ma che dal Ninfa comincia e pro-
la salita,

stre e antica città di Norba, a cui successe gredisce per due abbondanti miglia, li
l'odierno castello di Norma, colonia d'Al- Norma vi sono le maestre pie per l'istru-
ba e poi di Roma, fortezza de'volsci e de' zione delle fanciulle, e pe'giovanetti le

romani; in seguito patrimonio della s. Se- scuole di leggere e scrivere fino a' primi
de con Ninfa, al modo narrato di sopra rudimenti della grammatica. Si vedono
iti quel paragrafo; iu.di sede vescovile, la ruderi dell'aulica e superba città di Noi-
VE L VEL io5
ba, clic conserva il nome di Civita, poco me. II territorio produce olio e grano, es-
distanti dall'attuale terra, cui diurno i sendo il terreno breccioso e scoglioso,
popolani l'aggiunto di Penna d*oro,ch\a- ghianda, vino e pascoli. All'intorno sono
niaiulola Civita Penna (Poro. Per anda- vestiti mon ti da folte macchie e castagne-
i

re alle sue rovine s' incontra nel sinistro ti,che rendono molta utilità a' popolani,
lato della via un'ampia e pittorica grotta sebbene tragganola più parte del loro so-
formata dallo stillicidio dell'acque, che in stentamento dalla coltivazione del feracis-
alcuni luoghi hanno costituite molte so- simo territorio di Sermoneta, ove hanno
stanze calcaree, e quasi tutta è ricoperta la massima parte di loro possidenza.
da una patina verdastra. A'fianchi vi so- Sermoneta. Città e comune della dio-
no diverse piccole grotte, e tutte formate cesi di Terracina e vice- governo, con mol-

nel masso. Nel piano di Norba si osserva- ti fabbricati e territorio in monte e col-
no gli avanzi d' un antico tempio e d' un le. Poco lungi dal famoso Ninfeo, tra Nor-

rimasuglio di cappella a destra, interrita ma e Sezze, dalla quale è distante 6 mi-


fino alla cornice della cupola, la quale con- glia, di prospetto al mar Tirreno verso
servasimirabilmente intera. La città di il Iato ditramontana, ed a levante de'mon-
Norba era molto estesa e siedeva in piano, ti di Bassiano, giace su alto colle Sermo-
benché sulla cima di alla e alpestre mon- neta, circondata da erte pendici, in clima
tagna, né vi è palmo di terreno che non poco salubre, massime nell'estate, per do-
faccia .intendere co' miseri avanzi che lo minarvi lo scirocco e l'umidità, e perchè
copre la sua antica magnificenza. Avea le i delti monti bassianesi impediscono la li-

mura castellane altissime e formate per bera ventilazione a ponente , dalla qual
cozzare co'secoli, composte di grossissime parte vastissima, amenissima e fertilissi-
pietre, dalla parte di mezzodì meglio os- ma pianura si estende, la quale si con-
servandosene la forma e l'estensione. Il suo giiingecolle Paludi Pontine (I7.); goden-
circuito si calcola 3o rabbia di terreno, e do ampia e pittorica vista d'ogni intor-
grandioso è l'ingresso d'una dell'antiche no, poiché propriamente è cinta di mon-
porte. Un'antica lapide si legge in Maroc- tagne, a settentrione di Norma, Carpineta
co. Sul pendio del monte sorgeva il Nin- e Cori, ed a mezzodì da quelle di Sezze
feo o tempio in cui le Ninfe aveano culto. e di s. Felice. Gli abitanti, principalmen-
Ebbe i suoi uomini illustri,
anche per va- te dediti a' lavori campestri e alla pesca,
lore militare. normani ebbero più. vol-
I il Marocco li noverò 2200, ma la Sta-
te guerra con Terracina. Donata la pre- tistica deli 853 ne mu-
registrò 1 447- E'
sente Norma a Papa s. Zaccaria, con Nin- nita d' intorno di baloardi, torri e alte
fa, trovo nelle Memorie Colonnesi del mura robuste. Per natura di sito è for-
Coppi, che Alessandro III nel i 179 die a tissima e per la struttura della fortezza fu
llaiuoue di Tusculano e suoi eredi , me- già inespugnabile e munitissima. A Ser-
diante permuta del castello di Ladano e moneta rende il maggior decoro la sua
col consenso de'cardinali, Norma e Vico- rocca, ove un tempo furono rinchiusi an-
lo con tutte le sue pertinenze. Dipoi co Sovrasta tutto paese,
a' 29 i rei di slato. il

api ilei 297 Norma fu comprata a favore al nord guarda la montagna di Carpine-
di Pietro Caetani, e Bonifacio Vili appro- ta mezzogiorno quellediBassiano, e dal-
vò contratto a'4 ottobre 1298. Indi
il
i la sua sommità si osservano molti luoghi
Gaeta ni sostennero le liti pe'coufini tei rito- della campagna. Il suo maschio è vera-
li con Sezze. Finalmente
ria Noi ma diven- mente maestoso, di forma quadrata, alto
ne proprietà de' principi Borghese, e lo è
96 palmi, e sulla vetta il piano è per a-
tuttora. Un tempo fu signoria de'Norme- gni lato r 2 passi, ed ali." piano del me-
suii di Sezze, oude uè trassero co"uo- desimo vie uua piazzetta
il co' luoghi pe'
ioG VEL VEL
cannotti, ed all'intorno finestre di forma ta,con capitolo formato dall'arciprete e
gotica. I muri sono erti 12 palmi, e quel- dai a canonici. E' ornata da diverse pit-
li ilei maschio di più antica costruzione ture rimarchevoli, fra le quali nella i.*
all'ino saracinesco: dentro vi stanno co- cappella a destra esiste un dipinto in ta-
modissime stanze, una vasta sala e le pri- vola esprimente la ss. Vergine degli Au-
gioni, che non mancano nelle ale de' ha- gelidello siile di Pietro Perugino, la qua-
luardi, e forti merli l'abbelliscono all'in- le tiene in grembo Semionda, circonda-
torno. Cinque emissari guardano la sot- ta dagli Angeli. Anticamente vi era il lem-
toposta piazza, per le spingarde, e 8 aper- pio di Cibele, come si vede dalla sua strut-
ture pe'cannoni. Annessi al maschio vi so- tura. Tuttora
conserva nella chiesa u-
si

no pure baloardi, e nel piano del i.° di na sedia marmorea di moltissimo pregio,
essi esiste ponte levatoio, che impedi-
il ornata a'Iati con teste di caproni , dalle
sce d'entrar nel maschio. Una grossa por- corna delle quali pende un lungo serto
ta foderata di ferro, che calava in appo- di fiori e di fruita; a' piedi vi sono due
sito incastro, chiudeva l'ingresso del for- leoni alati, con vaghissima cornice per ba-

te, e per lungo trapasso allo scoperto si se e inmezzo una cicogna che inghiolte
andava agii alloggiamenti militari, ch'e- un serpente. Si pretende che vi sedesse il
rano d'intorno a una vasta piazza prov- sacerdote nel fare i sagnfizi alla dea. L'al-
vista di3 cisterne. La sua costruzione è tra chiesa è sotto l'invocazione di s. Mi-

di lodevole architettura militare. Il tem- chele Arcangelo. Il principe Massimo nel«


po e la poca cura deteriorarono l'edilì- la Relazione del viaggio diGregorio XV £
zio, che meriterebbe restauro, e sarebbe da Roma a s. Felice, narra che a*23 a-
prigione sicura. Ne'lempi feudali del Bie- prilei83g a Tor Tre Ponti, l'antico Tri*
chi, nella sua Reggia de' Folxci, descrisse ponzio già antico ponte costruito dall'im-
questa fortezza inespugnabile sia per la peratore Traiano e città Pontina di cui
struttura, e sia per esser allora munita in tratta il Nicolai, trovò lutto il popolo di
ogni lato di varie sorte d'artiglierie. I ma- Sermonela, co' magistrati in rubbone di
gnifici saloni erano guarniti militarmen- damasco nero, e col capitolo che doman-
te di muiioni e di corpi di fiammeggian- dò T uso della cappa foderata di pelli
ti per l'armatura di ooo e
lastre di ferro i bianche, indi prosegui il viaggio per Ter-
più uomini, che per natura e robustezza racina. Dipoi nella Relazione del viaggio
giganteggiavano.lndi ne' vasti e lunghi ap- di Gregorio X.VI alle provincie di Ma-
partamenti erano numerose specie d'ar- rittima e Campagna, medesimo princi- il

mi da fuoco, di diverse invenzioni. In al- pe Massimo riferisce, che 1*8 maggio i843
tri ampi corridoi eranvi armadi pieni di reduceil Papa da Terracina, giunto a Tot"
r
sciabole, brandistocchi, alabarde e altre Tre Ponti trovò mg. Aretini-Sillani ve-
armi bianche di varie sorli ,
benissimo scovo di Terracina alla lesta de' cleri di

tenute. La fortezza era presidiata da sol- Sezze (come notai in quell'articolo) e di

datesche del duca Caetani, e dal castella- Sermonela colle rispettive magistrature.

no guardata con vigilanza. Le vie di Ser- Gregorio XVI scese alla chiesa da lui

moneta sono scoscese, il fabbricalo di me- restaurata e nella stessa mattina ribene-
diocre qualità, ma il suo ingresso è piut- detta dall' enooiniato vescovo coli' assi*

tosto dignitoso; e dalla porta del Pozzo stenza d' audio i capitoli di Sermoneta,
fino alla piazza, la strada è piana e bel- eh' erano stati solleciti a provvederla di
la; le abitazioni guaste e dirute sono nel- preziosi arredi sagri, come essendo di lo-

la contrada detta la Valle o Malpagano. ro giurisdizione perchè situata nel terri-


"Vi sono due chiese collegiate e parroc- torio di quella città ducale, e ne aveano
chiali. Lai." dedicala a s. Maria Assuu- ricoperto il mezzo del pavimento eoo un
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ago tappeto di fiori freschi e di verdu- PriVe/vii. Delle due concessioni feci memo-
ra rappresentante il pontificio stemnifi, ria parlando delle Paludi Ponti ne.\n Tor

coll'iscrizione: FivaGregorioXVLQtàti' Tre Ponti ebbero finalmente 1' onore di


di entrato nell'annesso convento già de* baciare il piede al Papa religiosi france-i

cappuccini, ed allora tutto ristorato per scani ri forma ti che di mora no nel coi» vento

stabilirvi i trinitari o altri religiosi a spi- dis. Francesco di Semionda. Il protettore


rituale beneficio degli abitanti di quelle principale de' sermonetani è s. Giusep-
contrade, comparii loro l'apostolica be- pe sposo di Maria Vergine, cui è intito-

nedizione dalla finestra di mezzo sopra lata un'altra chiesa, nella (piale primeg-
al portico della chiesa appositamente ad- gia la cappella de' Caetani dipinta super-
dobbata,amtneltendo poi al bacio del pie- bamente a fresco dal concittadino Siccio-

de sotto il trono in una stanza eretto, il lanle, ed esprime la Creazione d'Adamo


priore e gli anziani di Semionda che , e d'Eva, questa ingannata dal serpente,
hanno giurisdizione sul luogo, e quindi la Flagellazione del Redentore,la Senten-

que' di Sezze. Furono poscia ammessi al za contro di lui pronunziata da Pilato, la


bacio i due capitoli di Sermoiieta ,
uno sua salita al Calvario, la Crocefissione,
de' quali della collegiata di s. Maria a- la Resurrezione, e altre figure. In mezzo
Tendo chiesta la grazia d'indossare la cap- a tutti questi dipinti siede la B. Vergine,
pa con fodere d'armelliuo a somiglianza cui da' Caetani fu intitolata la cappella.
delle chiese cattedrali, mentre Gregorio Vi souo altre due chiese, una delle quali
XVI stava dubbioso di concederla, vide è sagra a s. Francesco d'Asisi sul colle a
che I' arciprete supplicante in nome del levante fuori di porta del Pozzo, e quella
capitolo, già teneva la cappa pronta, on- de'cappuecini delta della Madonna della
de per ricompensarli della loro fiducia, Vittoria,ove s'ammira un bel monumen-
gli ordinò che subito l'indossasse, e quin- to sepolcrale con ornati di metallo rap-
di ne segnò di proprio pugno il rescritto presentanti busti e trofei militari, e lo stem-
favorevole. Similmente condiscese all' i- ma del celebre Onorato Caetani duca di
stanze dell'altro capitolo di s. Michele Ar- Semionda ivi sepolto,che tanto si distin-
cangelo, di cui canonici avendogli do-
i se nella battaglia diLepanto,morto poi nel
mandato la grazia di poter indossare la i5o,2.Che il monumento è nella chiesa de'
r
mozzelta, ne rimise la facoltà a mg. ve- cappuccini lo afferma Marocco, e ripor-
scovo ivi presente, il quale di falli ritor- tando le lapidi antiche e moderne di Ser-
nato alla sua residenza ne emanò a loro moneta, lo conferma nel riprodurre quel-
favore il rescritto ne'seguenti termini, e- la di Onorato, Eques Velleris Aurei,
sprimenti anche il luogo ove fu concessa, fiat in classe pontificia universi pedita-
probabilmente essendo stata questa l'uni- tus capitaneus generali.s. Però il princi-
ca volta che un Sommo Pontefice dispen- pe Massimo nella 2.* Relazione, aven-
sasse le grazie a Tor Tre Ponti (ma Pio done fatto cenno, crede esistere il sepol-
VI recandosi a Terrari na e alle Palu- cro nella chiesa di s. Francesco de' re-
di Pontine,*] fu più volte a veder le fib- ligiosi riformati. A conciliare la discre-
briche della chiesa e con veri lo da lui edifi- panza delle due asserzioni osserverò, che
cati, e soleva alquanto trattenervisi per il convento de' cappuccini e la chiesa di

dare ordini): Ex AudientiaSSmi.habita s. Maria della Vittoria furono lasciati


sub die 8 »m«i843 apud Tripontium, da tali religiosi, e forse saranno in essi
SSmus. benigne annuii prò gratin juxla subentrati minori osservanti riforma-
i

commi sii rescriptum ef-


pelila ; mihique li, denominandosi la chiesa di s. Fran-

formare.Tarracinae i i maii iStf.Cui- cesco da' francescani che l'ufficiano. Il


klmus Episcojnis Tarracinae, Seliacet Contatole, De historia Terraci/iensit

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stampata nel 1706, ragiona di Serrno- versa da Sulmona (P\) patria d'Ovidio
neta a p. 18 e 426, ove dice esservi due ne' Peligni. Ne fa menzione Plinio, e
parrocchie, varie confraternite di secola- Virgilio due volte ne\V Eneide, massime
ri, e tre conventi di francescani, cioè de' per avere Enea fatto spietata vendetta
conventuali, zoccolatiti o minori osser- per la morte di Pattante, per cui fece
vanti, e de* cappuccini; il monastero de' bruciar vivi sul rogo di quel principe
monaci Bernardo; e la chiesa prin-
di s. 4 giovani Sulmona, e altrettanti di
di

cipale e collegiata di s. Maria con 12 ca- Torri Bianche città sulle sponde dell'IT
nonicie l'arcipretedignità.Di tali conven- ferite poco lungi da Giostra. Dice il Con-

ti e monastero ne fece menzione anche tatore, che sarebbe meglio chiamarla


il Ricchi nel 1713. Edio notai nel voi. Sulmoneta, come giudica il Gluverio,
LXI, p. 4'2 ) che in conseguenza dell'ordi- per ritenerla essere la Sulmona città del-
nato nel 1821 da Pio VII al ven. can. l'aulico Lazio di cui parlano Plinio e Vir-
Del Bufalo, questi aprì una casa in Ser- gilio, ossia originata da essa, perchè l'an-
moneta alla sua congregazione del San- tica fu distrutta dalle guerre antiche, co-
gue preziosissimo, Si legge a p. 1029 del me medesimo Plinio, senza che
narra il

Giornale di Roma del 1857, che a* 24 ne rimanga vestigio, come notò Bie- il