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DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PI SOLENNI, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
E

PI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

DELLA

CHIESA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

YOL. LXXXIX.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCL VI 11.

La presente

edizione e posta sotto la salvaguardia delle leggi

vigenti, per

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui

l'Autore intende godere


relative.

diritto, giusta le

Convenzioni

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

VEI

VEI
polente e

V,EIO o VEII, Fej'us. Antichissima


citl gi vescovile, e gi forte,

ricca,
ria

o Toscana

una delle 12 principali dell'Etru(F".). L'ampio suo terri-

torio, detto

ampia

regio, confinava al-

gnaculum, resistette per quasi 3 secoli e mezzo a Roma sua rivale, ad onta che non ne fosse distante al pi 2 miglia e mezzo circa, poich nella tavola Peutingeriana la distanza di Veio da Roma
1

l'oriente col

Tevere {?.), a settentrione

di

con quello de' Falisci, de'Capenati e de'


Sulrini
;

miglia per
te l'una e
vi

12 miglia, e presentemente circa 11 la via Cassia, alle quali aggiun-

zogiorno con Lorio


di

ad occidente con Ceri; ed a mez(fra Bonaccia e Castel


dell'

Guido

Ospedale di

s.

Spirito, se-

condo Commanville sede vescovile nel V secolo, de'quali luoghi parlai anche nel
voi. LI, p. 88, degli altri l'andr dicendo),

mezzo della porla anticasi aanno 12 miglia e mezzo. Presso il silo ove surse se ne vedono ancora le rovine, ed elevasi sopra una rupe, tagliata all'intorno a picco, il castello che dalla sua librazione romantica ebbe il nome d'Isola unito a quello di Farnese, non forse perch Paolo III Farnese ne die il possesso alla sua famiglia, il che secondo alcuni si suppone senza potersi accertare; derivando piuttosto secondo me la pi
ragionevole congettura dalle vaste possidenze godute nelle vicinanze dalla

Bebiana

(fra Lorio, e

di cui ancora parlai in pi luoghi),

gene (ora tenuta di


gliosi, confinante

Alsium oggi Palo, FreMaccarese e'Rospidi

con Castel

Guido,

poi colonia

romana marittima, diversa da Fregella) e forse col mare Mediterraneo.


Circa
il

4
si

miglio da

Roma,

dice

il

cav.

me-

Coppi,
tana.

vedono

a destra vestigia d'an-

tica strada,

che talvolta fu delta Veienla

Venne paragonata ad Atene,


(/"'.),

pi

celebre citt di Grecia


dezza. Quale,

per

la

gran-

desima famiglia, come rilevai nel voi. XXXIII, p. 20i, mediante lo stato di Caslro e di Ronciglione (V.) che domin. Trovo bens nel p. Eschinardi, Descrizione di
p.

po

Del Tosco impero gi CaRegina, non che Ilclruriae Propu-

Roma
il

e dell'

Agro Romano,

2o4>che

castello dell'Isola, era gi de'

4
ducili di

V E

V E
da

Panna, e perci dello Farnese,


fosso; e di poi parlando dell'o-

fosse fra tutte le altre della

Toscana

fortezza dell'antico Veio, circondala

dell'Italia antichissima e ricchissima, l'af-

un gran
mg.
r

pere dotte del Piazza, del cav. Coppi e di


Nicolai,
si

vedr die questi


III,

l'affer-

fermano Eutropio, Oliverio, Alier, Livio e altri. Veio era una citt per testimonianza degli slessi romani piti bella di

mano
done

esplicitamente, non per che tale


essenl'acquisto posteriore. L'Isola Far-

Roma

per

la

situazione, per la magnifi-

propriet derivasse da Paolo

cenza degli edilzi pubblici e privati, de'


quali non ne vantava maggiori qualun-

nese una frazione del distretto e Coinarca di

que

citt in
si

Roma (J^.),

nella diocesi subs.

gioni che

Europa, e per tante altre raponno rilevare nello stesso


il

urbicaria di Porlo e
la Statistica

Ruffino., e nel-

romano
in

storico Livio,

quale parlando

sotto

Roma,

dell'anno i853 registrata soltanto essa e Fiumicino, e

persona de' romani che sdegnavano portarsi come relegati a fondar colonie
u' volsci, si contentavano di preferenza d'andare in Veio, bench allora ridotto da loro medesimi quasi un mucchio di
sassi e del tutto disfatto.

contenere 19 case, 20 famiglie, 7 5 abitanti, a


state,

motivo della cattiva aria nell'enella quale stagione si riducono a


il

quasi 3o, e malgrado


tile territorio
:

sottostante fer-

Non

quindi a

ma

I'

Isola

Farnese non

pi figura nella successiva rettificata Sta-

numerativa delle popolazioni, del ministero dell'interno, de'i4 novembre 1807, perch le frazioni si compresero ne' comuni o appodiali, di cui fantistica

gran numero degli scritfasti di Veio e de' tori che celebrarono veienti, quali affrontarono romani vameravigliare
il
i

lorosamente con varia vicenda, or vincitori e or vinti. I veienti pi prossimi a

Roma
tra'

di

frequente

la

danneggiarono, e

no

parte, per

non avere ammiuistrazioil

popoli confinanti forse mostrarono

ne separata. Pu vedersene

prospet-

to nell'incisione prodotta daV Albani di

Roma,

t.

i,p. 345. Ne'teojpi bassi per

era molto pi popolata e pi vasta, co-

me

apparisce dalla rovina delle case a


la

settentrione ov'

porta delta Portofu nel

naccio. Finch Veio


stato

suo florido
di

ebbe

il

titolo

giustamente

capo
Etru-

e frontiera sopra tutte

le citt dell'

maggiore animosit nella vendetta, sicdifesi da una citt ben munita, potevano ad ogni opportunit invadere saccheggiando il territorio nemico, e ritirarsi sicuri dentro le proprie mura. I romani, biasimando in altri ci che alla loro volta praticarono, chiamavano questa terribile forma di guerra ladroneccio, ed i veienti predatori, giungendo spesso le

come

ria, la vera e unica metropoli della medesima, mentre dopo la sua distruzione

loro improvvise scorrerie, a

modo
i

di

lamper-

po, fino alle porte di

Roma. Quindi
:

andarono fregiate del grado di capitale, come Perugia, Cortona, Arezzo ec. Plutarco chiama Veio regina e capo, ossia metropoli della Toscana, d'armi e d' armate non punto inferiore a Roma, s' intende alla Ptoma di
altre citt etnische

veienti. petuo rancore fra' romani e Sopra una Dichiara il eh. Campanari

rupe alla e scoscesa, alle cui radici scorrono T acque del fiume Cremer, e dove sorgono oggi umili avanzi di povere fabbricher ri casolari e tugurii per vecchiezza cadenti, sorgeva
t di

sua epoca. Che Veio fosse

la

pi forte di

un

ih la potente cit-

Toscana
la

e d'Italia ancora, la pi

capala

Veio,

la

feroce rivale di

Roma, che

ce a far fronte a' romani non tanto per-

per lo spazio di pi di 3 secoli resisten-

sua vantaggiosa posizione, che per


la

sua celebre rocca, in excelsa et prerup/a

la

do con ostinale e sanguinose battaglie alprepotente forza di lei, cedendo poscia


destino che minacciava gi le altre citlei

Rupe, come

chiama Dionisio

d' Ali-

al

carnasso, l'asserisce Tito Livio. Che Veio

t deli' Eli uria, a

pure miseramente

VEI
soggiacque. Era Veio
la

VEI
pi forte della
tri scrittori
si

quello che narrano Dionisio, Livio e alautorevoli, ragion vuole che


veriesisto-

gente etnisca, della grandezza di Ateue

una circonvallazione di 5 in 6 miglia; e il Nibby, che ne misur 1' estensione, dichiara y miglia), e distante non pi che ioo stadi da l'ionia, 2 miglia e mezzo romane; ed precisamente ad una tale distanza, che nel luogo oggi chiamato Isola FarO DO
(dice
il

Zanclii che avea

concluda essere questi scrittori dici ancora ne' fatti che pi non
no.

Ora essendo

il

soggetto

di tanta

im-

portanza da potersi dedurre conseguenza di tanto peso, non deve recar


viglia, se
i

mera-

dotti de' secoli passati,

come

quelli del presente, s'affaticarono in rin-

nf.se

vuoisi
si

riconoscere

l'

antica

Veio.

tracciar
zi

il

sito della citt

con que' mez-

Quivi
da

vedono ancora

a poca distanza

eh' erano in loro poterete convien di-

dalla citt antichissimi


1 1 1

sepolcri scavati

re a gloria di Veii, che niuna citt antica

iti*

primi abitatori nel vivo masso

dopo

Roma

abbia avuto tanti


il

ingegni
i

tlt-lle

roccie, e avanzi di

mura

colossali,

che ne abbiano indagato

sito,

monu-

e resti d' antiche strade che

accennano

ove una volta fu gran disputa fra


andati, se
il

la

gli

famosa Veio. Fu gi archeologi de'lempi

luogo di Veio fosse questo,


scoperte
i

o se altrove fosse situata quella celebre


citt
;

menti e la storia. Nel voi. XIII, p. 296, parlando di Civita Castellana^ registrai ad hoc l'opere di Cesar, Corso, Mariani, Mazzocchi con 3 opere, Castiglione, Famiano Nard'mi, Perazzi, Zauchi, Morelli,

ma dopo

le

ivi

fatte di laal-

oltre quelli ricordati negli articoli

pidi
tii

importantissime nel 8 io e negli

Ne pi
Veio
te

e Sutri, e di altre citt vescovili e-

successivi anni,

non

pi questione
sia

trusche, nelle quali

fra 'dotti,

che

il

sito di

Veio non

quel-

e de'veienti. Si

lo

teli'

Isola

Farnese. Fra'molti scrittori

presenti gli

non poco ragionai di devono pure tenere articoli Toscana, nella par;

e illustratori di Veio e sue antichit, preferisco di scegliere a

che ragiono dell'antica Etruria

e Vi-

guida di questo mio

TERBOjSiccome capitale dell'Etruriao Toscana pontificia, nella descrizione ezian*


dio de'luoghi che

cenno

il

dotto Nibby, Analisi storico-

to/jografco-anticf uaria della Cartarie'

compongono la sua
Zanchi

va-

dintorni di
ricorder.

3,p. 38o, non senza giovarmi all'opportunit di que' che


t.

Roma,

sta provincia e delegazione.


le
s.

in ta-

provincia, detta pure Patri/nonio di

Chiunque ha un'idea
al

della sto-

Pietro,

vi

riconosce

il

dominio di Veveienil

na romana,

nome

di Veii
il

entra nella

io; e aggiunge che nel dominio

curiosit di conoscere

sito di s

potenlin

tano

si

comprendeva ancora

Campo

te citt degli etrusci, rivale di

Roma

da'tempi del suo fondatore,

la

quale con-

tese a palmo a palmo il terreno a quel popolo invasore per 3 secoli e mezzo circa, e lini coll'essere deserta.
ni, i

Faticano, dipoi divenuto tanto celebre. r osserva mg. Nicolai che il tratto di campagna che chiamasi Campo Vatica-

no,

comprendendo
la basilica di

colli

Vaticani, ov'

poi

ha ben

altra

Questa braforza in coloro, che

oggi

s.

Pietro, insieme alle


al

colline da ponte

Molle

Gianicolo, tut-

s'occupano della storia antica de'popoli


italiani e

to era territorio veientano e


to Settepagio forse

denomina-

de'monuoienti superstiti; imil

perch comprendeva
ne' parecchi artico-

perocch riconoscere
e
le

sito di Veii

etnisca
di ne-

castelli

ville de' veienti (di essi riparlai


p.

vestigia

che ne rimangono,porta

nel voi. LI V,
li

206, e

ce*sil l'incontrastabile
la storia

conseguenza, che

che

vi

hanno

relazione).

Loda anch'evistose
i

romana de' primi 3 secoli non una favola, come da alcuni si pretende
;

gli la bellezza

e fecondit delle

con audacia sostenere

e che trovando

concorde

lo stato delle cose esisteuli

con

campagne veieuti, che invogliarono romani a conquistarle, eccellenti pel grano e altri usi, ma uon gi pel vino uou gi.

VEI
Roma,
fu tra le

VEI
pi recentemente dui Morelli, a Civita
Castellana (per cui fu scolpito nel frontespizio del palazzo pubblico
:

dito da' romani, forse perch feccioso e


grosso. Dall'altro canto, essendo Veio la
citt etnisca pi vicina a

Qui

sle-

prime a concepir gelosia della sua nascente e quindi sempre crescente grandezza,
e perci fu la sia principale nemica.

terunt Vejos } nunc renovare licet); ed


il

Degli Effetti a Belmonte (monte dirufra Castel

Ma

pato di tufa vulcanica

Nuovo

patte de'summentovati e

altri

scrittoli,

e Scrofano, nel territorio di questo,

ma
il

per mancanza di que' lumi, che fornisce


la critica

pi vicino a quello, a sinistra della via

archeologica d'oggid; parte per


di predilezione
tirar

Flaminia, nella
castello

cui

sommit

fu gi

un soverchio amore
nicipale, tutti

mu-

omonimo con sua


).

chiesa della

volendo

Veio

alle pro-

diocesi di Porto

Tutti questi scrittori

prie patrie; parte per

una

specie di gara

sostennero
circostanze

la

loro opinione in

modo cha

intemperante e urto personale, si allontanarono dal sito in modo che non vi quasi luogo fra Martignano, l'Isola Farnese, Ponzano (eli cui nel voi. LV11I, p.
ia4)> Civita Castellana (distante

fa piet (sic)
si

vedere sopra quali frivole

appoggiassero, quanto poil

co conoscessero
e

criterio archeologico,

come trascurassero, travolgessero, e mu-

menodi
nel

38

miglia da

Roma
1

per l'odierna strada


(di cui
sia stato

postale),
voi.

Gallese, Baccano
p.

LVIII,
il

17), che

non

cre-

duto
tro

sito di

Veio, cio
si

nel pretendere

ancora l'autorit de' classici. Fa miano Nardini con quell'acutezza d'ingegno che lo distingue, e riconobbe l'emulo Mazzocchi, malgrado la scarsezza de' lumi che a suo tempo si a ve. ino su que
tilassero

di volerlo stabilire

and vagando endi

sta materia,
te
il

ne dimostr vittoriosamen-

una circonferenza

sopra

60 mi-

sito all'Isola

Farnese (con Discor1

glia.

Le

ricerche fatte espressamente in

so ira'estigath'OfSlainpalo nel

647

in

Ro-

proposito,cominciarono nel secolo


ta

XV, e

continuarono fino ad oggi.HNibby ripor-

con figure) e ne' dintorni, appoggiato strettamente all'autorit de' classici ed


alle ispezioni locali, e fu seguito

ma

semplicemente

le principali

seguenti

da Luse-

opinioni, senza confutarle, e poi dichiara


la
la

ca Olstenio e dal Fabretti


ni e le scoperte fatte iu

l'osservazio-

sua autorevole. Biondo seguendo queldel poeta

questo nostro

Francesco Fiano,colloc Veii a Ponzano; Volaterrano seguito dal Fulvio, alla

Meana, presso

la

terra di

Fiano

(presso di essa, di cui parlai nel voi. L, p. p. 7 i,e nel luogo denominato Lago Puzzo,

hanno dimostrato con quantogiudizio e criterio avesse colto nel segno. La sua opera, che modestamente intitol: L'antico Velo, and esposta a 3 insolencolo,
ti

repliche del Mazzocchi.


1

Il

Perazzi niall'os-

3*28 ottobre i856 dopo


si

forte deto-

pote del Nardini nel

654 espose

nazione
tere e

manifest un'eruzione vulca-

servazioni, ossia alla Lettera

ed apolo'

nica, e quindi

si form nel centro un cranuovo lago d'acqua sulfurea; pa-

gi, ch' lai." produzione


blicata dal Mazzocchi, da

ueli653 pubNibby qualifioperetta intito-

re riproduzione di preesistente vulcano,

cato inetto scrittore,


lata
:

coli'

denominazione del vocabolo, sebbene a memoria d'uomini non si conosca. Ne parla l'///2>u/H di Roma,t. 23, p. 332); Giovanni Annio,CesareNiccolini e Leandro Alberti, a Martignano; Cluverio, ne' dintorni diScrofano(e seguito dal moderattesa la

La

Scopetta. Nel secolo seguente,

cio neli768,l'avv.

Zauchicon
voi.

un'altra
p,

opinione (che rimarcai nel


1

LVIII,

16 e 1 17, parlando di Formello e di Baccano, e rilevando il meraviglioso spazio di pianura distinto in liste diritte a

no
e
il

Calindri,

come

rilevai nel descriverp.

guisa di scanalature cui sono divisi


pi,

campi e-

lo nel voi.

LVIII,

128);

il

Castiglione

da Formello

all'Isola

Farnese e da

Mico, sostenuti poi dal Mazzocchi, e

questa verso

Roma, com'era formulo

V E
il

Giumente fu nel Munte Lupoli, nel suolo e territorio di sua patria Campagnano, parte del
ciglio orientale del

territorio Veiente),

che Veii

cratere e del bosco

18 miglia lungi da Roma, appoggiandosi principalmente a' cuoi


di Baccano,
coli

antichi e

moderni

fatti

pel disec-

7 ed ebbe inoltre la disgrazia d'essere stato il suo lavoro stranamente interpolato con aggiunte da Paolo Diacono nel secolo IX. A tuttoci deve aggiungersi che le cifre de' numeri sono andate soggette ad alterazioni per l'ignorau/.a de' copisti, onde
te,

VEI

che

visse

sempre

in oriente,

camelo

del cratere, ch'egli prese ba-

tali

varianti piuttosto che attribuirle al-

lordamente (sic) pel cunicolo celebre di M. Furio Camillo. Lasciando da canto tutti raziocini de' moderni, il Nibby seguendo strettamente a ci che gli scrii*
i

la trascuratezza degli scrittori,


si

debbon-

riconoscere per negligenze degli

ama-

nuensi. Dionisio descrive Veii nella giacitura,


za,

nella distanza e nella grandezdissi

tori antichi ci

hanno

lasciato di positivo

come

in

principio, dichiaran-

sulla situazione di questa citt, colla scorta di

dola la citt etrusca pi potente e pi


vicina a
ta dal

questi ne indag
la

il

sito; e siccome

Roma. Nell'epitome
Mai
si

pubblica-

questo per
rimetro, e

distauza da

Roma,

le cir-

cardinale

legge: Essere

costanze topografiche, l'estensione del pegli

la citt de' veienti

per nulla inferiore a


abitata,

avanzi esistenti corrisponsi

Roma,
un

ontl' essere

possedendo
io

deva a
piesso
ivi fu

ci
gli

che

legge di Veii etrusca

territorio vasto e fertile,


in

parte

antichi scrittori, concluse

che

montuoso,
mini,

parte piano, di aria pula

quella citt.

Dopo avere
gli

osservato

rissima ed ottima per

salute degli uo-

che ingiustamente
tichi di

scrittori

moderni
le

come

quella che non aveva pa-

di sovente tacciarono in

globo quegli anvarianti che

ludi vicino,
ni gravi,

donde
di

si

alzassero esalazio-

trascuranza nel determinare


le

n alcun fiume che tramandas-

distanze de' luoghi, per

se

aure fredde

alle volte s'incontrano fra

uno

scrittore

seggiatile d'acque e queste

buon mattino, u scarnon condotte,

e l'altro; ricorda

che

la

critica insegna

ma
100

sorgenti, copiose e ottime a bersi ".

doversi

accordare maggior credito ad

Dionisio pertanto positivamente porta a


stadi incirca la distanza fra
i

uno

scrittore, piuttosto
la

che ad un

altro,

Roma e

secondo

qualit del soggetto che trat-

Veii,

quali calcolati

tano, l'epoca in cui fiorirono e lo scopo

gue che Veii


stante da

8 a miglio, ne seera 12 miglia e mezzo die con lui s'accorda la

ch'ebbero nello scrivere. Quindi in una


questione,
citt,
i

Roma;

come

questa, del sito d'una


gli storici

carta Feutingeriana, la quale indicando


le stazioni della via Cassia,

geografi e

debbousi pre;

ed ommetteu-

ferire agli oratori e a' poeti


rici

e fra gli sto-

do per sistema

le frazioni,

pone Veii 12

que' che vissero in epoche anteriori,

a quelli che scrissero

quando

le

traccie
al-

Roma. Questi due documenti sono precisi. Ma coloro che non


miglia lontano da
vollero veder chiaro in
stessa chiarissima,

le tradizioni si

erano o dileguate o
e lasci
i

una cosa da per se


il

meno illanguidite. Cos


se

Dionisio, che vis-

ricorsero a Livio,

22 anni

in

Roma

una storia
luoghi che

quale pone in bocca ad Appio Claudio,


nell'orazione per eccitar il popolo alla guerra contro Veii, esser distante vicesiinu/11 lapidali, in conspectu propc Urbis

tanto accurata, che visit

descrive, che fiori sotto Augusto,

do

Veii

non

solo

non era

stata

quandimentrat-

ticata,

ma

era risorta

come municipio

nostrae aiimuiin oppugiialionetn perferre piget. Per cui conclusero


dell'altre opinioni
i

romano, devesi per ogni riguardo,


sofista e trascurato

sostenitori
i

tandosi di Veii, anteporre ad Eutropio,

coulra

il

Nardi ni e

compendiatole della
dedicala a Valeu-

seguaci suoi, che Veii fu circa

20 miglia

storia

romaua da

lui

luDgi da

Roma.

L'espressione di Livio fu

8
vaga e
il

VEI
suo senso non fu compreso. Egli
della distanza di Veii,

VEI
ma
de'
cit-

non parl
t

combattimenti, che intorno a quella

avvenivano

fra'

vali corpi dell'eser-

cito

romano
i

attendali ad

una certa didi essi era-

tdeve rintracciarsi nella lingua etrusca, e non nella voce Vela di Feslo o Paolo suo compendiatore, poich questi forse con allusione agli eccellenti veienti artisti di cocchi ed a' valenti loro conduttori
de'medesimi, dice tutt'altro
:

stanza, ed

veienti;

ed alcuni

Veia apud

no certamente 3 e pi miglia di l da Veii, onde tenere in soggezione gli etrusci e specialmente capenati ed
i

Oscos (o tuscos) dicebatur plaustru/n, unde velarti slpiles in plaustro et vectura, veitura (0 velatura.) Cos ignoto il suo fondatore, che alcuni suppongono

falisci.

D'altron-

de Veii stando quasi a vista di Roma, e dentro il raggio di 20 miglia, la proposizione di Appio regge sempre, senza che ne segua che Veii dovesse intendersi situato alla distanza di circa

Properzio,
veienti,

il quale fu certamente re de* secondo Servio, scoliaste o commentatore di Virgilio, che dice il luco e

20

miglia.

famoso tempio
na (della quale
p.

Soggiungono per che Eutropio la colloca 18 miglia distante; ma Entropio non deve preferirsi a Dionisio, pegli errori dal
i. fatti nel

i2ie seg., guano e Morlupo,ed altrove con


ti ti

Feronia presso Capecenno nel voi. LV1II, dicendo di Ci vitella, Lepridi


feci

Gallet-

descrivere altre distanze, ed


critico

ancora),fu edificato coll'aiuto de' veien-

enumerati dal

Nibby, e perci non

doversene far conto. Dionisio non indica


soltanto la distanza,

da' figli del re Properzio mandati a Capena, non per che fondassero questa,
la

ma

descrive minu-

quale pu essere stata fondata da' ve-

tamente

il

sito di Veii; e la carta


la

Peutin-

ienti a

misura che estesero


tal

il

loro

domi-

geriana, oltre la distanza,


rispetto a

direzione

nio fino alla riva del Tevere. Delle citt

Roma,

cio la via Cassiajquin-

etrusche vicine a

fiume, Capena non

di se
tila
i

seguendo

tale antica

Strada di Ro-

fu certamente delle pi oscure,

quantun-

(P'.),
1

alla distanza

2 o

3 miglia esiste

da Roma di circa un luogo, che corrise

que non si contasse mai come una lucumonia particolare (cio una delle principali citt

sponde

alla descrizione di Dionisio;

etrusche, e
si

il

cui principe o
si

rimangono avanzi visibili di sepolcri, recinto di mura, e nodo di molte vie che ivi mettono da varie direzioni, crede il dotto Nibby che bastereboltre questo vi

capo particolare
di Veii, colla

disse lucumone), e

riguard piuttosto come una dipendenza


quale fu sempre strettamente unita (nella carta topografica di Capena e sue adiacenze, che osservo nel
Galletti, nel suo Discorso di Capena municpio de* romani e del castello d

be per dimostrare che


Veii.

ivi

fu la citt di

A compimento
si

poi di questa

dimo-

strazione,

aggiungano le memorate scoperte fatte nel 181 o presso l'Isola Farnese, cio 2 miglia e mezzo lontano da Ro ma sulla via Cassia, dilapidi importantissime, nelle quali di altro non si parla
1

Civilucula,

territori! de'capenati e de'

veienti sono separati dalla via Flaminia).


Il

le
ci

che

di Veii e de' Veienti

quindi oggi

medesimo Servio, chiosando le parodell'Eneide: Tuin Salii ad canlusj ha conservata la tradizione, che alcui

un

fatto dimostrato che ivi fu quella facitt, e dalla descrizione dello

migerata
si

stalo presente de'luoghi, che toccher poi,

salii istituiti ni credevano essere stati da Morrio re de' veienti, perch venisse co' loro canti lodato Aleso figlio di Net-

vedr quanto esatta

sia la descrizione

tuno, stipite della famiglia di quel re.

di Dionisio, e per

conseguenza quanto cre-

due
in

re Properzio e

Morrio appartengono
Veii,
fio-

dito egli meriti in queste ricerche a pre-

all'epoca primitiva della storia di

ferenza di qualunque altro.

qual tempo per particolarmente

L'etimologia del

nome

di questa cit-

rissero

uou

uoto al Nibby,

u chi di

VE
loro fosse
il

VEI
Ma
il

pi antico.

nome

ili

Moi rio o Morio pare identico a quel di Mamurio, che secondo la tradizione pi

stavano per dir cos alle spalle. All'epoca della fondazione di /Ionia, j53 anle

ni innanzi l'era corrente, Veii


te esisteva e
il

certamen-

comune
li

era stato

il

fabbro degli
i

allei-

suo territorio era vasto;

o scudi

sagri, de' quali

salii

servivanil

si

nelle loro

danze sagre,
salii

di cui

nome

era sovente ripetuto nel

carmen

saliare.

imperocch escludendo quello de'ca penati, de' nepesini e de' sulrini, che sicuramente un tempo furono dipendenze di
Veii
,

De' sacerdoti

LX, p. i3o,LXXXlII,p.3i4eallrove. Nel Veparlai ne' voi.

occupava tutto
di

il
il

tratto sulla riva

destra del Tevere, fra

confluente del

ri-

to illustralo dal

Zanchi, parlando

egli

vo oggi detto
ce sinistra del

Frocoio nuovo, e
nel

la fo-

sull'origine della citt, secondo l'insinua-

Tevere
il

mare.

den-

zione del Theuli, Teatro historico diVeltetri,

tro terra risalendo

corso di detto rivo

non trovo

nominati re veienti,
o Veio figlio di

ma

e di l in linea retta pe'cappuccini di Bia110,

bens un re

Odio

Gome5o
del

ro o Corner re d'Italia, nato da Jafet e

dentro

Belmonte e Campagnano chiudeva laghi di il cratere di Baccano ,


i

perci nipote di No, al quale Veio d

Stracciacappe gi Fapirano, e quello di

anni

ili

regno. Crede quindi che Veio fu

fondata da
figlio

Gomero

e le die

il

nome

Veio, ovvero che questi slesso ne


fondatore e
le die
il

Martignano gi Alsietino, e cos andava a raggiungere la riva del gran lago Sabbatino oggi di Bracciano fino al suo emissario naturale, ossia al corso dell'Arrone,
il

fu

il

proprio no-

me, dicendolo
la

fiorito

ai 06 anni avanti

quale da quel punto fino al mare ser-

nostra era, e che dal padre di lui tras-

viva di confine fra' veienti eCeri oggi Cerveteri (V.), di cui anche nel voi.

denominazione il piccolo fiume di Cremer, che nasce nella valle di Baccano, dove prima era un piccolo lago diseccato dal principe diCampagnano Agostino Chigi, essendo gi stato diminuito per mezzo di emissari particolari, quali
se la
i

189
to
il

190

e altrove.

Il

XLI, p. Tevere lungo tutil

tratto sopraindicato era


il

confine

Lazio (V.), confinechefusanziouato dopo lamoited'Enea. Quindi il Alo/ite Gianicolo ed il Vanaturale fra'veienti e

furono presi dal Zanchi pe' cunicoli forati da'


1'

ticano

(/'.),

sebbene
le

al

presente in parte
Roiiia[P^.),

romani per espugnar

Veli. Nel-

siano chiusi eulro


all'

Mura di

ultimo diseccamento, eseguito versoi!

gi

738, lo scolo si scaric nel Cremer ogValca o Varca. Quanto all'etimologia,


il

epoca della sua fondazione non solo non facevano parte della citt, ma neppure del suo territorio, come narrai in taarticoli. La prima volta che veienti compariscono nella storia sotto Romoli
i

riporta

parere dell'Alberti, che seguenessere

do Ceroso, narra

costume degli sciti di fabbricar le citt con de Vejo carri, cos chiamati forse da Vehendo, come atti al

lo

.'
i

re e fondatore di

Roma, quando cio

trasporto delle cose. Tali

Fej

uniti

insieme sembravano
a 'cittadini

mura

e servivano

dopo la morte di Tazio redi Sabina (V.), avendo gli abitanti della citt sabina di Fidate [ V.), consangui nei de' veienti, predate alcune barche cariche di viveri, che

non meno

di fortificazioni

che

d'abitazioni. Laonde da'earri co'quali forinossi la citt, questa sidisse

Veio.

Il

Boli-

Crustumeri colonia di Roma (laqualecolonia avea due agri ubertosi, uno di qua
dal

di nelle

Memorie storiche del lago Sab-

Tevere ne'possedimenti
la

latini,

uno

ili

batino, di Trevigiana, Slitti ec, seguen-

l ne' possedimenti etruschi) a

questa in-

do

ignorando quelNibby, conclude che perci la citt di Veio vanta per la sua origine una prile del

l'opinioni del Zanchi,

viava pel fiume per

carestia che l'af-

fliggeva; perci attirarono contro di loro


lo

sdegno
li

di

Romolo,

il

quale corse ad as

mazia su

tulle l'altre citt etrusche clje

salirli,

viuse e s'impadron della loro

io

YEI
I

V E
nicolensi), costituirono
la

citt, che mult d'una parte del terrilo-

il

patrimonio dei-

da 3oo soldati. veenti non potevano vedere di buon animo e senza gelosia questo posto avanzato de'
rio, e fece presidiale

trib perci appellata Rurnulia o Ro."


i

milia, e questa fu la

delle

romane
lesse

Tri-

bu

rustiche.

Il

eh. cav. A.

Coppi

due

romani, posto importantissimo riguardo a loro, poich dirimpetto a Fidene la valledi Cremer, perla quale dopo 6 miglia circa di

Dissertazioni nell'accademia romana di Archeologia, che le pubblic nel t. 5 delle


Dissertazioni della medesima, cio a
p.

cammino

si

giunge a Veii,

285

quella su Vejo, ed a p.

3i3

l'altra

.senz'aleuti ostacolo naturale.

Quindi

in-

dt'Settcpag. Parlando de'confini del suo


territorio, dice

limarono a Romolo di ritirare il presidio da Fideue e di restituire a'fidenati le terre. Il bellicoso re di Roma non die peso
a
tali

che avea un'estensione di


le

circa

3oo

miglia quadrate, ossia di circa

36,ooo rubbia. Conviene che presso


rovine di Veio
si

domande,

e perci essi passato

il

costrinse ne' tempi di

Tevere presso Fidenes'accamparouo eoo


esercito poderoso in luogo appartato. Ilo-

mezzo un castellodetto
la

Isola, il quale neldecadenza della famiglia Orsini che lo


sia

molo

si

rec tosto a porre


stessa.

suoi allog-

possedeva, sembra che

passato nel do-

Venuti allema3 ni, lai. battaglia rest indecisa; per nelveieuli furono la 2." per un'imboscata disfatti, e sebbene nel combattimento pgiamenli inFidene
i

minio della Farnese, dalla quale prese

nuova denomiuazioue. Quanto


gi, egli

a Sette

dice ignorarsi precisamente


tali

Padove

fossero

regioni de' veienti;


al

ma

sicco-

chi pei isser,

superstiti nel passare

il

Te-

si annegarono nella pi parArdendo veienti di vendetta, tomarono in campo e furono di nuovo scon-

vere a nuoto

te.

Tevere, con qualche probabilit gli assegn in territorio le seguenti tenute, che sono appunto sul

me

erano contigui

la

destra del fiume nell'antico territorio


l'ili

fitti,

perdendo inoltre
I

il

campo

e tutte le

de'veienti, e di tutto ne fece

ustrazio-

bagaglie.

veienti perci costretti a do-

ne storica ed eruditalo' rispettivi proprietari, fra'quali

uuandar

la

pace, l'ottennero con tregua

diverse spettano al capito,

peri oo anni, a condizione di cedere a'ro-

lo

Vaticano. Torricella
di

Prati di
si

Tordi

mani
se,
gi,

tutta quella partedel territorio pros-

Quinto, Tor
il

Quinto (ove

crede fosse

sima a

Roma

sulla riva destra

delTeve-

baluardo meridionale veicolano), Cre-

che designavasi col nome di Sette Paprobabilmente per 7 villaggi e forse

scenza, Inviolata, Inviolatella, Muratella,

Valca e Valchetla, Prima Porta e Frassineto, Pietra Pertusa,VLilborghetto,


sai delle

muniti ch'erano sparsi nella contrada, e d'astenersi dalle Saline (/'.) che aveano
fiume, e dessero 5o ostaggi per sicurezza. Questo trattato fu scolpito
alla foce del

Ca-

Grotte, Procojo nuovo, Procojo

a perenne

memoria

sulle colonne.

pri-

gionieri vennero restituiti; e quelli

preferirono di rimanere in

Roma

che ebbero

da Romolo

la

cittadinanza, e terre sulla

riva sinistra del fiume. Tutto narrano Li-

vio e Dionisio. Paolo poi compendiatole


di Festo racconta, che le terre

da Piomosulla

lo in quella circostanza acquistale

Sommano le medesime a rubbia 342. La regione attraversata dali'antica via Flaminia, e ne'tempi di mezzo fu talvolta detta Collina. Avverte poi nella Dissertazione di f^ejo, che del territorio veiente una porzione fuori dell'odierno Agro Romano, e che in quello erano per avventura compresi territorii di Riauo, di Castel Nuovo di Porto, di Scrofano, di Formello, di Cesano, di Campagnano
vecchio.
i

sponda destra
inente
la

del Tevere, cio pri net pai-

e di Anguillaia, luoghi tutti esistenti nella

catena de'monti Gianicoleusi e

Co tu a rea

di

Roma,
li

perci in quest'ai'-

Vaticani, nella quale erano quelle 7 boigale (delle ancora Iacinteo estremila Gi-

ticolo

brevemente

descrissi. Egli tratt

quindi della porzione che prubabilmcn-

VE
mano,
di

VEI
Agro RoFarnese e delle

11

(e era compresa nell' attuale


cio: i. Dell'Isola

della citt, ed armatisi introdussero trup-

pe ausiliarie per parte de'veienti, rispon-

tenute ad essa pi vicine sino alle vigne

dendo agli arnbasciatori.che dopo


te di

la

mor-

Rouia , che enumera e descrive, sopra un territorio di rubbia 5 190; giunge sino alla via Cassia, e comprende tra'
suoi confitti l'albergo e
ta, della
1 1

aveano da fare co'romani, essendosi a quell'epoca sciolto qualunque impegno contralto. Tulio quindi
nulla

Romolo

la

posta della Storvoi.

preparossi alla guerra e


gli albani,

chiam

in

aiuto

quale parlai nel

LYIII, p.

secondo

il

trattato conci uso do-

7. 2.
s.

De'Sette Pagi. 3. Di Galera. 4.

po

il

famoso combattimento degli Orazi

Di

Rullino.

Deh.

e del 2. tratt nel


t.

e de'Curiazi.

Fu

da' fidenati invocato


il

il

tomo

citato, del

3." e del 4- nel

7, p.

soccorso de'veienti, e questi passato


vere presso Fidene
Usciti in
stra,
si

Te-

347
in

387. Di
lerritorii

tutte le tenute

comprese
dolio cav.

unirono con

loro.

tali

egualmente

il

campo
i

si

schierarono nella de-

Coppi ne
rudita.Si

fece l'illustrazione slorica

ed

e-

ed

fidenati nella sinistra; dall'al-

pu anche vedere mg.'


sulle
t.i

Nicolai,
,

tro canto
veienti, e
fidenati.

Tulio co' romani

si

oppose

a'

AIe morie
quale nel
in

Campagne
di

di loina

il

Mezio Suffezio
la
il

cogli albani a'


I'

principalmente ne ragiona,

Segu

battaglia fra

uno all'ubicazione

Veiu nell'odier-

e Fidene;

re di

Roma

Aniene malgrado il tra-

na tenuta dell'Isola Farnese, gi propriet dell'antica e chiara famiglia de' Farnesi


il

duchi di Parma, e perci ne prese


piuttosto ella lo prese dal luo-

nome, o

go chiamato cosi da' boschi di Fargue (Fargna lo stesso che Faruia Quercus latifolia, sorte d'albero che non d frutto, il cui legno molto duro e leggiero. E una specie di quercia a foglie larghe. Dicesi Farneto il luogo piantato di Farnie. Altre notizie analoghe riporter parlando nell'articolo Viterbo, ilei comune di Farnese, detto gi anche Farneto, altra
,

dimento di Mezio e degli albani riport una segnalata vittoria, prima rovesciando fidenati e poi veienti , come si ha da Livio e da Dionisio. La morte di Tulio seguila circa 12 anni dopo non mise vefine a questa guerra fra' romani e
i
i

ienti,

poich

si

riaccese sotto

il

suo succes-

sore

Anco Marzio, il quale dopo aver racun esercito poderoso di romani e d'alleati usc in campagna e cominci dal
colto

mettere a guasto le terre de'veienti, onde vendicar danni ch'essi aveano recato nell'anno precedente alle terre devoi

antichissima propriet dell'illustre famiglia, dalla

niani.

veienti passato
le

quale essa pi probabilmente

parono sotto

il Tevere s'accammuradiFidene: Anco, co-

assunse
nese,
il

il

cognome, e non

dall'Isola

Far-

me

superiore in cavalleria, tronc a' veli

cui acquisto lo fece

portava, per cui dal

quando gi lo suo cognome deriv


non che
alla

ienti la ritirata, e poi

forz a combat-

tere e

li

sconfisse.

Concluse con loro una


Sette Pagi
battaglia fu

all'Isola l'aggiunto di Farnese);

tregua, che ben presto fu rotta da' veienti

del territorio Veieutano,quale fosse e della

coli'

animo
le

di ricuperare
la

qualit delle sue terre.

Ritorno

perduti sotto di Romolo:

storia de'veienti col


essi

Nibby. La pace tra romani dur quasi 70 anni; poi-

data presso

Saline, e fin colla sconfit-

ta totiile de'veienti,

che perderono

allo-

ch l'anno 88 di Roma sotto il suo 3. re Tulio Ostilio si ruppe nuovamente a cagione de'idenati.

ra la Selva Mesia (leggo in mg.' Nicolai,

parlando delle tenute Salsare o

Campo

questi

avendo quel

Salino, confinanti col territorio di Porlo


e altre tenute, che in questi luoghi do*

re iutimatodi reudergli conto della condotta tenuta da loro durante la differenza insorta fra'romani egli albani, fidenati
i

vea continuare

la

Selva Mesia e parte

e*

rano

le

Saline che Anco tolse

a' veienti,

invece di discolparsi, chiusero

le

porte

con altre iu vicinanza d'Ostia; e leggo nel

il

V E

VEI
Meco-

cav. Coppi, ragionando della Selva


sia e di

contro

Selva Candida, che non

si

nosce precisamente ove


s

fosse, sapersi

ben-

romani per 90 anni; ha pi date, che ricevute sconfitte da' romani) in modo da non osar pi d'uscire dalla citi

che una porzione dell'antico territorio

t,

ed essere costretti a rimanere spetta-

etrusco, e probabilmente veiente,ne'tempi dell'impero fu detto Selva di

tori de'guasti

enormi, che

romani
nel

facefirn

da me In questa contrada nel secolo XII trovasi una selva detta Magia, che (orse ha anaCandida,
pel

Nera e quianarrato a Porto.

vano

alle loro terre.

Quella guerra
(di cui

colla battaglia d'

Erelo

voi.

LXX.VI,
quinio
in

p.

47 eseg.), la (piale pose Targrado d'essere riconosciuto cole citt la

logia col vocabolo Mesia.

Indi

il

Coppi
la
,

me

signore di tutte

dell'Etruria,
libert di go-

passa a trattare d'alcune tenute, comin-

lasciando nel resto adesse


vernarsi a

ciando da

s.

Ruffino t che sono presso

modo loro, e non

ritenendo che
por-

via Cornelia alla destra dell'

Amelia
Il

una

specie d'alto dominio. Gli etruschi in


gli

ad occidente

delle vigne di

Roma.

no-

riconoscimento dell'alto dominio

me
la

ili s.

Raffina

lo prese dal sepolcro del-

tarono
ro,

in

dono
i

l'insegne colle quali solela

martire, fu sede vescovile e col


di

nome

vano ornare
il

loro re, cio

corona d'o-

pure

Silva Candida, indi riunita a


il

trono d'avorio, lo scettro sovrastato

quella di Porto), e lutto

tratto di teril

dall'aquila, la tunica di porpora ricamata d'oro, il manto di porpora varialo. E siccome ogni re delle XII citt etrusche

reno, che avevano fra 'Sette Pagi e


re.

ma-

che Anco per conservare le sue conquiste sulla riva destra del Teveallora
re,

Fu

era accompagnato da
di

dominare

la

navigazione di questo

fiu-

un littore con fascio verghe e scure, perci a Tarquinio Pri accompagnare da


da
littori,

me

e difendere la spiaggia,

gliere a'veienti ogni speranza di

non che tomai pi


colonia ro-

sco fu concesso di farsi

12 di delti
lo.

gi

istituiti
si

Romo-

posseder

le saline,

edific

la

Pare che

gli

etruschi

assoggettaro-

d' Ostia alla foce del Tevere nel Mediterraneo sulla riva sinistra, ed apri in quella parte nuove saline (indi divenne

mana

no

a questo re
la

come

loro connazionale,
ri-

per cui dopo


conoscere
il

sua morte non vollero

successore.

Livio parla di
i

sede vescovile e

la

i.'

suburbicaria unita

un' altra guerra, ch'ebbero a sostenere


di

poi a quella di / tlletri, nel cpiale articolo


i

veienti contro re Servio Tullio, successore

ilei

ii

ole recenti e importanti sue notizie).

Tarquinio

Prisco, che nella battaglia

Cosi,(\\ceL\y\o:Usq ne ad 3Jare Imperinrn

d'Ereto avea dato prove di gran valore;

jirolalnm, et in ore Tyberis Ostia

Urbs

guerra che per sembra essere stata quella slessa

eondila. Osserva Dionisio, che costruen-

che Dionisio attribuisce

al

detto

do Anco
m's

tal citt

Effcit ut

Roma non

Tarcpiinio. Questa fu l'ultima guerra fra

Mediterranei* tantum sed etiam maripalens Transmarina quoque bona


si

Veio e

Roma

durante

il

governo de' 7

suoi re. Tuttavolta Servio Tullio volen-

degustarci. Nuova guerra

accese fra'

romani e

veienti sotto

Tarquinio Prisco

se

etrusco tarquiniese e re di

Roma, che co-

me

capitano della cavalleria erasi princi-

palmente distinto nella battaglia delle Salme, regnando ii predecessore. Di questa guerra Livio non fa menzione, sibbene Dionisio. In essa al solilo veienti furono sconftti (perci vanno corretti Zanchi ed
i

do ingrandire il territorio di Roma, toluna parte del veiente e vi stabil la nuova Trib rustica Veientina, come notai in quell'articolo. Io qui devo ricordale, quanto in pi luoghi narrai. La Quadriga di creta de' veienti fu stimata una
,

delle 7 cose fatali di


di cui

Roma

antica

alla

conservazione nella medesima era attaccata la salute e la gloria dell' eterna


Caucellieii.Aveudo Tarquinio

altri illustratori di

Veio, che franca meola

citt;

le asserirono;

Veio niauteuue

guerra

te da

argomento svolto eruditissimamenil Su-

VEI
pcrbo, ultimo re di

VEI
gali traversassero
nita,
il il

i3

compimento

del

Roma, intrapreso il Tempio di Giove Capifastigio

fiume): essa fu acca-

sanguinosa eindecisa (dice Livioche


si

tolino (l.), per ornarne

ordin

nella notte seguente

ud una gran vosi

a un vasaio di Veio (oa pi artefici, come


dissi nel voi.

ce dalla selva Arsia, che


la

credette quel-

LXXV11I,

p.

88), unti quail

dello stesso

nume

Silvano, che nella


di pii, e

driga di creta rappresentante

cervo di

battaglia era

morto un etrusco
vittoria era de'

quel

Nume. La quadriga

posta nella for-

che perci
vi

la

romani), e
il 1

nace a cuocersi meravigliosamente s'ingrand tanto, che convenne romperla per


cavarla fuori.

perirono dal canto de'romani

con-

sole stesso L.

Con

superstizione

veienti

riguardarono questo portento, come un evidente presagio della futura grandezza del popolo, die sarebbe rimasto possessore del carro, e perci ricusarono di con-

Giunio Truto, da quello degli etruschi Arunte Tarquinio figlio ilei re Tarquinio Superbo cacciato da Roma.
L'esercito de'veienli e de'tarqniniesi
rossi nelle loro terre rispettive. Nella
riti-

pa-

ce fatta fra
tuito
a'

Roma

e Porsenna
il

fu resti-

segnarlo a'romani,
sul detto tempio.

quali per colla for-

veienti lutto

territorio, eh' era

za se ne impadronirono e lo collocarono

stato conquistalo da

Romolo

e da

Anco
d'Ari-

Tutto

il

fatto viene nar-

Marzio;
cia, oggi

ma dopo

la rotta

avuta da A mula citt

ralo da Festo parlando della


ta

romana PorRatumena, dicendo che un auriga di


gareggiando nella corsa de'
indomita fua de' corsieri
ivi
,

le figlio di

Porsenna sotto

eio, stando

Riccia f/^, ette il re avea mandato a occupare colla met dell'esercito

carri

fu dall'

(il

quale in gran parte per con Arunte

venne rovesciato. Altrettanto raccontano Plutarco e Solino. Giuseppe Lorenzi, Varia sacra GentiUnni, nel t. 7 del Thes. di Gronovio, p. i5o, lesse il passo di Servio in questo morapito fluo ad essa, e

sepolto nel

monumento che
dicesi degli

si

vede

in

Al-

bano, e invece
zi),

Oiazi e Curia-

e l'ospitalit accordata da'romaiti agli


dell' esercito

avanzi

etrusco (e per quegli

episodi famosi d'ardire e di valore ripetu-

do, sulle 7 cose fatali di Roma. Acns Matris Deiiin; Quadriga ficlilis; f'ejento-

rum cineresjOrestissceptriim, sive


mi;
liioneij Palladiani; Ancilia.

Pria-

Onde

tamente narrati altrove), Porsenna restilu a'romani questo stesso territorio, per testimonianza di Dionisio e Livio. Finch dur l'influenza di Porsenna e della sua
famiglia sullecose della confederazione etrusca,i veienti rimasero tranquilli;
to lui gli affari
ienti

avendolo malamente interpunto (poich non sono nominate da Servio le ceneri


de' veienti,

ma

solo

Quadriga

fictils

Ve-

Jorum), erroneamente attribuisce al Pontefice Massimo l'uso di questa quadriga di creta, che mai non ebbe. Frattanto spenta in Roma da L. Giunio Drillo la tirannia di Tarquinio il Superbo, gli etrusci a cui ricorse, condotti da Porsenna lucu-

morcambiarono aspetto. I venon potevano dimenticar la perdita


sul

della parte pi ricca del loro territorio,

che mentre erano


re eia stala di

punto

di

ricuperaa'

nuovo ceduta

da Porsenna con atto arbitrario e


tuto allegare
quella terra,
i

romani di pu-

ro potere, giacch sebbene egli avesse poil

mone
trono.

o re di Chiusi, lo vollero riporre sul


1

diritto di conquista sopra

primi ad entrare in quella lega e


in

veienti

nondimeno aveano
le

campagna, secondo Dionisio e Livio, furono veienti e que'di Tarquinia (V.). La battaglia si die presso la seli

ad uscire

contribuito con tutte

loro forze alla


la

guerra contro

Roma. Dur

tregua

23

anni; finalmente nell'anno 271 di

Roma,

va Arsia (pare ov'al presente la tenuta Insugherata presso la via Cassia, circa 3 miglia fuori dell'odierna Porta del Popolo,

profittando delle turbolenze inlestinede'

romani

veienti
il

si

mossero.

Fu contro lo-

ro spedito

console Cornelio Cosso, che

poich ebbe luogo prima che

colle-

ricuper

la

preda, che aveano falla nel-

4
le terre

VE
mediante un

VE
i

romane; ed avendo
riscatto,

veienti
i

manlo-

altrettante truppe richieste alle colonie e


alle citt soggette:
i

data un'ambasceria, restitu loro


D,

prigio-

latini e gli eroici

som-

accordando
i

ministrarono

il

doppio
i

di

gente di quella

io un anno

di tregua.

Tuttavolta veienti

tornarono a fare scorrerie nell'agro roma* no 3 anni dopo: il senato mand loroambascialori a ripeter lecose tolte; essi scher*

mironsi dicendo non essere veienti


cheggiatori,

sac-

ma

etrusci d'altri cantoni;***

tanto nel tornare a


ri,

Roma gli ambasciatoaltri veienti

s'imbatterono in
via la

che por-

ma romani rendendo buona volont, accettarono soltanto la met de'soccorsi. Per riserva dinanzi la citt ea guardia delle loroteile levarono due altre legioni di giovani, onde potessero opporsi a qualche scorreria nemica improvvisa. Di pi,que' che aveano oltrepassalo gli auni dell' et
a loro richiesta;

grazie alla loro

tavano
la

preda dell'agro romano.


il

U-

militare,
1'

dendo questo

senato decret sdegnato


i

armi, furono lasciati in

ma che potevano ancora portar Roma a difesa


e della fortezza.
I

guerra contro

veienli, e

ordin a'due

delle

mura

due consoli
si

campagna. Malgrado l'opposizionede'tribuniji due consoli marconsoli d'uscir in

condussero

l'esercito presso Veii, e

at-

tendarono separatamente sopra due

colli

ciarono, e posero

il

un

dall' altro
i

non lungi da

campo separatamente Veii. Non oil

non molto
si

distanti fra loro.

veienti eran-

sando

veienti d' uscire, essi diedero

guasto alle terre quanto pi poterono, e

tornarono a
soli

Roma
e

pe'quartieri d'inver-

no. Nell'anno seguente 2y.5 essendo con-

Cesone Fabio
si

trusci

posero

in

movimento

Spurio Furio, gli ee tennero

con un eser* formato cogli aiuti giunti da tutta l'Elruria, dove pi richi aveano assoldato ipoveri, onde era pi. numeroso di molto del romauo esercito, Pertanto consoli giudicarono non esser opportuno venire alle mani, e pi pruaccampati fuori della
citt,

cito forte e valoroso

vesser muoversi contro

un congresso generale per decidere se doRoma; veienti


i

dente
^

il temporeggiare; onde siconten* tarono rimaner chiusi nel campo e di far

implorarono caldamente l'aiuto


la
si

di tutta

scaramuccie. Gli etrusci mal soffrendo


trarre a lungo
la
i

nazione contro
decise,

di

Roma, e finalmente

guerra, stimolavano
e

che a ciascuno fosse lecito d'arrolarsi volontariamente in aiuto de' veienti, e


si

romani con tutti modi no la loro vilt, per non


tcre: essi dall'altro

rampognavauscir a combat*

present una buona

mano

di vo-

canto vedendosi pa-

lontari. In

Roma dopo

vivi dii>attimenli
Icilio

droni dell'aperto salivano ogni d pi in

e opposizioni per parte d'


della plebe, fu deciso che

tribuno

nssumesse
i

il

Cesone Fabio comandodell'esercilo contro

veienti.
la

per

Questo consoleodiato da'soldati parte avuta nella morte di Spusi

rio Cassio,

vide lo scandalo d'un'insu-

bordinazione militare,poich abbandona-

Avvenne frattanto, che un fui* mine caduto sulla tenda di Manlio, spezzolla rovesci lari e il focolare mac* chi, arse e consum l'armi, uccise il pi bello de' cavalli, che il console montava nelle battaglie, ed alcuni servi. Questo fatto riguardato come un prodigio infauorgoglio.
,
i

rono

il

itarono in

campo circa Roma, i

la

mezzanotte e tor-

sto,

mosse
i

il

console a consultar

gli

au

veienli conosciuta la
il

guri,

quali dichiararono, che ciannun-

partenza de' romani spogliarono

cam-

ziava

la

presa del

p, e si portarono a depredatele tene limitrofe del territorio nemico. Nell'anno

capitaui principali.

campo, e la morte de Manlio a evitare le

seguente

in

Roma

nuovi consoli Caio

conseguenze dell'avvenimento di questa predizione,o l'effetto morale prodottone


soldati
,

Manlio e Marco Fabio per senatus-consullo levarono un nuovo esercito composto ciascuno di due legioni romane e di

sulla

mezzanotte abbandon
gli

il

campo,

e condusse l'esercito a quello del

collega Fabio. Nel d seguente

elru-

V E
sci

VEI
l'

i5
collega

nppresero da alcuni prigionieri

ac-

trasportato al campo,
piglo ne' suoi
:

onde venne lo semnil

ca dulo,econfortati lia'loro aruspici

mon-

a frenarlo corse

tarono
i

in

grandi spei anze,giudicando die


per loro. Essi perci anda-

Fabio,
lire

e gli etrusci desistettero dall'assa-

numi

erari

quest'ala; concentratisi per contia

rono a occupare il campo abbandonato da'romani, e se ne servirono come d'un punto d'attacco contro il campo superstite ponendo lutto in opera per fare ri,

nuarono

molti perdettero de'loro,

combattere con gran furore, e ma molti anco-

ra uccisero de' romani. Gli etrusci che a-

solverei romani a un'azione decisiva.


i

Ma

consoli

quanluuque

fossero pieni di co-

veano occupalo il campo abbandonato da Manlio, erano fino allora rimasti semplici spettatori della pugna; pera quel punto uscirono, e
sciato nel

raggio, poca fiducia a veano ne'soldati che


di malavoglia eransi

credendo che

il

presidio

la-

armati, come malnelle

campo romano da Fabio


il

fosse

coutenti della condotta de' patrizi


leggi agrarie.

debole, andarono ad assalirlo. Essi

non

Laonde

risolsero di restar
i

s'ingannarono:

campo non

era guardail

chiusi nel

campo, acci nemici divenisI'

to che da pochi soldati prodi,

rimanen-

sero vieppi insolenti e pungessero

a-

te consisteva in mercanti, vivandieri, fab-

inor propriode'soldali, perch questi insorgessero in massa e domandassero d'an-

bri ec.,gente

mani nondimeno
stinata;

poco alta a combattere. I rofecero una resistenza o-

dar contro

appunto avnon contenti di provocar audacemente romani con ogni sorta di contumelie, chiamandoil

nemico; e
gli

cos

ma

allorch il console Manlioben-

venne. Imperocch

etrusci

che
la

gravemente, volle accorrere colcavalleria a soccorso de'suoi, cadde da


ferito

cavallo e per l'acerbit delle ferite non pot rialzarsi e

li

vigliacchi e codardi, che tenevansi rin-

mor, ed insieme con

lui pe-

chiusi e

rono a

non osavano mostrarsi, cominciaformar una specie di controvallai

rirono

pi valorosi, onde

gli etrusci li-

zione per cingerli e quindi forzarli alla


resa. Allora

soldati

romani corsero con


li

beramente penetrarono nel campo. Annunziala a Fabio tale sciagura, vol a liberare il campo e vi pervenne pel valore
di Tito Siccio legato e pro-pretore; quindi instancabile

alte grida alle tende de'consoli, per esser

condotti alla battaglia. Fabio

chiam a

conclone, e co' rimproveri e colle promesse

tere, finch

il

torn di nuovo a combattramontar del sole pose ter-

gl'infiamm

in

modo

che giurarono di

mine

a quella terribile giornata.

Osserva

non tornar a Roma,


il

non dopo vinto nemico. Uscirono pertanto dal campo,


se

Dionisio, a cui devonsi tutti questi particolari,

che

gli etrusci

fecero altrettanto; giunti in


si

sto di

20,000

luogo opportuno

schierarono

io

ordi-

ne

comandala dal console Manlio, la sinistra da Quinto Fabio gi due volle console, e ab
di battaglia: l'ala destra era

che le no ad altrettanti

romano era compo1200 cavalli; truppe degli alleati ammontaval'esercito

legionari e di

soldati, cosicch in tutti

loia legato consolare e pro-pretore;

il

cen-

ascende vano a 42,400 uomini; che la battaglia ebbe principio poco prima di mezzod e si prolung fino al tramontar del
sole;
ni
i

tro dal console

M. Fabio.

L' urto fu tergli etrusci;

che

vi

perirono dal canto de'roma-

ribile, l'ala destra fece la sinistra fu sul

piegar

punto d'erser circonda-

pio pretore, e molti tribuni e centurioni, quanti mai forse non


detti console e

ta, e perde il suo capitano Q. Fabio, che cadde coperto di ferite. A soccorso di quesl'

erano
ti.
i

periti in altri
la

grandi combattimen-

Tuttavia

battaglia rest indecisa, e


vittoria
si
,

ala corse

il

console Fabio colle coorli


i

romani cantarono
il

perch

la

scelte del centro e respinse


tre cos di
il

nemici.
la

Men-

notte seguente gli etrusci

ritirarono ab-

nuovo

si

equilibrava

pugna,

bandonando

console Maulio fu mortalmente ferito e

fu saccheggiato da'

campo: l'indomani questo romani, e dopo aver

16

VEI
al

V E
nistrar soldati e

dato sepoltura a "loro morti tornarono


cione
prodi.
esercito, e rese le lodi

da spese. A queste mail

proprio campo, dove Fabio chiam a con*


I'

gnanime offerte,
insigni,

senato rese loro grazie

dovute

a'

l'esercito in

Dopo qualche giorno ritorn colRoma, ricus trionfo e abdiil

ed accett con un senatus-consulFabii ebbero l'orto l'offerta generosa: dine di trovarsi pronti l'indomani coll'ari

c
la

il

consolato,

non polendo pi agire per

mi

nel vestibolo della casa del console. In-

gravit delle ferite riportale.


il

L'anno

fatti ivi si

raccolsero, e in
la citt col

numero

di 3o(>

seguente che fu

Varione, furono eletti consoli Cesone Fabio per la 3." volta, e Tito Virginio Tricosto al

277

dell'era di

scorrendo
noscenze e

console

alla testa,

accompagnati da una gran turba


d*

di co-

amici, e dal popolo, e pasil

2.
ti.

tocc in sorte

la

guerra contro

veien-

sando dinanzi
a'Nurni per

Campidoglio fecero

voti

La campagna si

apri alsolito colle scor-

la felicit della

loro impresa.

rerie; ina queste


i

costarono carea'romani,

Uscirono di

Roma

per l'arco destro della

quali furono colti all'improvviso, e senil

za

valore di Tito Siccio sarebbero stati


I

tutti spenti.

soldati sparpagliati

si

riu-

nirono insieme sul far della sera sopra un


colle,
li

dove passarono
tal

la

notle.

veienti ve
il

assediarono. In
allro

frangente

console
di

non trov
chiamare
si
ti

scampo, che quello


il

in

soccorso
i

collega.

Questi

giunse in tempo:

veienti posti in rotta

porla Carmcnlale.e si portarono al Cremer, dove parve loro opportuno il sito per esser munito, e di servir da castello al presidio. Il Cremer, oggi Valca, in quel punto separava il territorio romano dal veienle: il luogo dicesi da Dionisio tagliato a picco, quindi sembra a Nibby doversi riconoscere in quel monte dirupato a sinistra della via Flaminia, dove questa
attraversata dal lungi da

ritirarono a Veii, dove furono inseguida' romani, che posero


il

Cremer

circa

G miglia

campo
Di

sopra
l sac-

Roma

sulla ripa destra di quel

un luogo
di spoglie

forte vicino alla citt.


le

rivo, e precisamente

cheggiarono

terre veientane, e carichi

della Valchelta. Essi

dominante l'osteria non potevano scetutta la valle

tornarono in Roma. Da quell'epoca cominci per parte de'veienli un si-

gliere luogo pi acconcio per tener a fre-

no
del

veienti, per

dominar

stema di guerra ladroneccia incomodissima per Roma uscivano le legioni ro:

Cremer
il il

fino a Veii, per guardare

tutto

tratto dell'agro

romano, ch'essenil

mane

in

campagna,
partivano

essi

chiudevausi nel-

do

pi vicinoal veienleera

pi espo-

la citt:

le

legioni, essi scorre-

sto alle loro scorrerie, e finalmente per-

alle porte di

vano e saccheggiavano le campagne lino Roma. Questo mise in ansiet


la
l' il

senato, dalla quale l'amor patrio dello tolse.

ch posto ad egual distanza fra Veii e Roma, e prossimo al Tevere. Vi fabbricarono un castello, che prese il nome di Cre-

gente Fabia

Dappoich
i

Del-

mer. Da quel momento


bii

veienti trovai

anno 276

di

Roma

presentatisi
di

Fabii

ronsi paralizzati nelle loro scorrerie;

Fa-

Cesone Fabio dichiararono: Aver la guerra veienle bisogno piuttosto d' un presidio permanente che d'uno grande; quindi che il senato
al senato, per

organo

per aveano sotto

gli

occhi

la

parte

pi ubertosa del territorio veienle che scorrevano e depredavano da ogni Iato,

prendesse pur cura dell'altre guerre,


sciasse
i

la-

massime gli armenti. I veienti procuraronodi snidarli, ma non potendo riuscirvi colle sole

veienti a'Fabii: ch'essi


la

avrebbe-

loro forze, invocarono


altri etrusci, e
li

il

soc-

maest del nome romano; essere questa una guerra per loro, comedi famiglia, ed aver intenzione di farla a spese proprie; che la repubblica andasse per questa esente da sommiro mantenuta sicura

corso degli
i

assalirono:
pel con-

Fabii furono soccorsi da

Roma
a

sole Emilio, e

pervennero

mettere in

rotta gli etrusci a' Sassi Rossi, luogo cos

dello dalle rupi di tufa rossa, stazione

VE
oggi detta
i

VEI
me Cremer
sconfitta de' Fabii fu da'

17

Prima Porta. Questa vittoria lese Fabii pi baldanzosi: dopo esser dimorali due anni iu quel loro castello,
ad una determinala distanza, cominciarono ogni giorno

famosi. Tale giorno della

romani annola

verato tra' nefasti, e


le

la

porta per
i

qua-

ed aver

fatto scorrerie

erano

usciti

da
I

Roma

Fabii fu chia-

mala scellerata.

veienti uniti agli altri

pi ad allontanarsi, e

veicoli dal canto

elrusci, ebbri per tal vittoria,

andarono
il

loro cercarono di attirarli, finch un giorno, fngendo di fuggire,


li

in massa alla volta di

Roma, e posero
16

attirarono in
lutti

campo

sul Gianicolo,

stadi distante

un'imboscata e

li

trucidarono

l'anno

dalla citt, cio in quella parte de' colli

279

di

Roma

a'i3 di febbraio (secondo


al riferire di

Gianicolensi oggid denominati


ticani.

Ovidio, e nel mese di giugno


Plutarco).
i

Di

passando

Sembra

inverosimile che tutti

tarono fino

al

colli VaTevere si portempio della Speranza vecil

3o6

Fabii fossero spenti iu uu punto e

chia, ch'era nelle vicinanze dell'odierna

in luogo ov'eransi recati per

un

sagiifizio,

Porta Maggiorer
ni

ivi si
si

come altri
feso
il

vogliono, avendo lascialo indi-

con esilo dubbio:


la

venne alle macombatt nuova-

castello di

racconto pi veridico

avendo

di

Cremer. Sembra che il sia, che gli eli usci nascosto preparato uu numei

mente presso
glie
le

porta Collina, quasi col-

lo stesso risultalo.

Finalmente due baltadiedero, l'ultima deli

pi decisive

si

roso esercito, allettati

Fabii a inoltrarsi

quali sul Gianicolo stesso; allora

ve-

lontani dal presidio per inseguire e pre-

ienti e gli etrusci

dare greggi di pecore, ed armenti di bovi


e cavalli appositamente mandali da' veicoli fuori de' castelli

vettero ritirarsi.
ti si

dopo gravi perdite doL'anno seguente i veien-

collegarono co' sabini,


disfatti sotto le

ma

furono indi Veii

spesse volte; in

una
le

teramente

mura

notte collocarono in luoghi opportuni


insidie per

dal console Publio Valerio. Questa guerra ebbe fine nell'anno appresso, essendo

viando a scorta

piombare sui romani, e indi molto bestiame alcuil

console C. Manlio: questi concluse con


loro

ni armati. Scopertosi

bestiame da' Fa-

una tregua

di

\o

unni, mediante

un

bii, lasciato al castello

uu presidio

suffi-

tributo iu grano e in denaro. Tale tregua

ciente,

si

gettarono su' custodi del bestia-

me
bii

che fnsero fuggire.

Ma

mentre
il

Fa-

non dur tanto tempo, poich fu dal 3 1 1 veienti commisero depredazioni nell'e-

senza sospetti riconduce vano

bestia-

stremit dell'agro

romano

la

guerra pe-

me,d'ogni parte furono circondati da' nemici, e comech sbandati ne restarono facili

r non cominci formalmente che 7 anni dopo. 1 veienti erano allora governati

vittime.Indi
il

veienti corsero

ad

assali-

da un
(sulla

re

castello, e
a'

venne
avere
cito.

dopo valorosa difesa Fabii cedere al numero e


le

contutti

denominato lars Toluinnius Lars si pu vedere il voi. LXXVIU, p. 85), cio il re Tolumnio.
re,

voce

perirono, vendendo care


i

veienti perduto

un

loro vite, per 3. dell'eser-

Questi fece ribellar

la

colonia

romana

di

Fidene,e per comprometterla interamente

Della gente Fabia vuoisi che restassol fanciullo lasciato in

ordin loro d'ucciderei legati romani,


stali spediti

se

un

Roma,

dal

ch'erano

per chiedere ragio-

quale provenne Fabio Massimo (che vanta a stipite l'odierna nobilissima famiglia

ne di

tal novit.

Dopo

questo misfatto,

de' Massimo,

come
I,

notai

3og,

LXX V
che

ne' voi. L, p.
;

p.

2, e altrove)

ma

ere-

ei fdenati prevedendo le conseguenze nou aspettarono romani, ma passarono l'Auieue- Si venne ad una zuffii
veienti
i

desi ch'esistessero altri Fabii, anco pel


riflesso,
le leggi

ostinala, nella quale sebbeue

romani

ri-

romane
il

astringevastra-

no ogni pubere
ge de'Fabii rese

al
il

matrimonio. La

manessero vincitori perderono nondimeno molta gente. Quindi romani deteri

luogo e VOL. LXXXIX.

piccolo iu-

minarono d'eleggere un

dittatore, e lu

i8
scelta

V EI
1

V E

cadde su Mamerco Emilio. Sua prima cura fu di liberare il territorio romano dalle devastazioni nemiche, e perci respinse collegali di l dall'Amene.
i

romani per nulla sgomentali, crearono dittatore Aulo Ser\ilio, il quale ordin
di slar pronti sul far del giorno
in

ad uscir
in ista-

campo, e non
li

tutti quelli

ch'erano
1

Egli slesso pass quel fiume, ed accani possi in quella specie di penisola, che trovasi al confluente di questo

to di portar l'armi le presero.


li

collega-

aspettarono,

ma

ritirarono sult

fiume col Te-

l'allure verso

Nomcnlo

(F.) dove

il

dit-

vere. Frattanto

giunto

a'

un nuovo soccorso era falisci. Teuuto collegati, cio


i

tatore

no

si

raggiunse e sconfisse. Di ritorvolse a Fidene; non potendo prenli

consiglio,

veieuti e

fdenati
la

erano
i

di
fa-

derla d'assalto, se ne impadron scavan-

parere di trarre in lungo


lisci
il

guerra:

do un cunicolo. Dopo
ne
ro
tri
i

la

presa di Fide-

per, essendo pi lontani, espressero

veienti

ottennero una tregua,

ma
loal-

desiderio di venir prontamente ad

una

cominciando a temer seriamente per


stessi

battaglia decisiva;

onde Tolumnio per

spedirono ambasciatori agli


si

non
l'ala

disgustarli l'intim pel d seguente.


si

popoli dell'Elruria, perch

convo-

Questa

die sotto le

mura

di

Fidene

casse

destra fu occupata da' veieuti,


il

la si-

tumna (secondo
sci

una dieta nazionale al fano di Voletruil costume degli


o
voi. LXXV11I, p. 92: Volumna era la dea della

nistra da' falisci, ed

centro da' fidatati;

che notai nel

inolile

essendo corpo

veieuti pi
i

numerosi,

Voltumna

spedirono dietro
sinistra, un

colli

di

che aveano sulla truppe che dovea at-

benevolenza degli

elrusci.

Alcuni dicono

taccar

schia e far cos

Ma

la miuna potente diversione. ben altrimenti and la faccenda la


il
:

campo romano durante

battaglia fu decisa all'istante; l'infanteria etrucca


le legioni

che il tempio di Volturna, Volumnae Forimi, era situato nel medesimo luogo ove presentemente \.vo\a%\Filcrbo. L'Amati nella Storia di/'olscno, t.i,p. 1 12, riferisce che gli antichi elrusci per pro-

ria,

so

non pot sostener l'urto deb romane; uon cos la cavallech'era comandala da Tolumnio stesessa resisteva ancora, quando Aulo
i

mulgar
navano

leggi e trattar gli affari pi arsi

dui e rilevanti della repubblica,


in

adu-

Cornelio Cosso tribuno militare, o secon-

Toscana, e mone anticamente


della

Yolseno, centro della vecchia per essere stalo il suo lucuil

pi ragguardevole
la

do altri console, vedendo che romani cedevano dovunque portavasi il re diVeii, corse ad investirlo e l'uccise (onde le sue spoglie opime depose nel tempio di Giove Ferelrio,
p.

nazione

ma quando

potenza

grandemente/ si aument, sicch potevano contendere code' falisci e de' veienti


gli etrusci

trascinimi, cio

dopo

la

fon-

come

notai nel voi.

LV III,

dazione di homa, non vollero pi recarsi

i84)- Questo fatto termin

la sconfit-

ta dell'esercito
il

collegato. Cosso passato

Tevere

colla

cavalleria die

il

guasto

Volseno ora Bolsena, scelsero un il fano di Volturna o Volcurna, posto nel bosco Cimia

luogo indifferente, qual fu

al territorio veiente, e l'esercito


al

romano
il

suo ritorno nel

campo apprese che

corpo veiente spedito per


stato

assalirlo era

eziandio compiutamente disfatto.


rotta
i

no tra' confini de' volsenesi e di Monte Fiasconc, e quivi in ogni nuova luna per molto tempo si tenne la dieta generale degli stali di Toscana). Si tenne
questo congresso, nel quale
poli dichiararono
gli altri

Malgrado questa di nuovo da' loro


ti,

veieuti, invitati
i

po-

costanti alleati

fdenasi

passarono 3 anni dopo l'Aniene e


la

accamparono dinanzi

porta Collina di

formalmente di non voler prender parte in una guerra ch'era stala mossa da' veienti di lor capricil

iloma, profittando della circostanza d'una fiera pestilenza che affliggeva la citt.

cio senza consultare


ne. Istigali

voto della naziopri-

per da alcuni fdenati,

VEI
ma
ancora che spirasse
la

V E
contenuta
terre.
I

19

tre-

chi, sopra frivoli pretesti


la

dichiararono

gua, depredarono

le romane mani non polendo ottenerne

ro-

guerra a'veienti,

quali ormai datisi

riparazio-

una

vita
si

eccessivamente tutta molle e


in

ne, spedirono 3 tribuni militari contro


Veii, che per le loro dissensioni furono
disfatti.

oziosa,
rie,

esercitavano

continue rube-

Dopo

questa vittoria

veienti

onde Livio non dubit qualificarli, praedonem Vejenlem. I tribuni militari,

tentarono di nuovo l'animo degli altri popoli etruschi, ma non poterono muovere alcun

a'qnali fu affidata quest'impresa, leva-

comune ad
i

unirsi con loro, e

solo ottennero che

volontari potessero

rono un esercito numeroso, composto in gran parte di volontari romani, Ialini ed eroici, peregrina Juventus. Essi furono

accorrere

in loro aiuto, e

molli ne attras-

Tito Quinzio Capitolino, Quinto Quinzio Cincinnalo, Caio Giulio Iu!o, Aulo Manlio,Lucio Furio Medullino, e Manio Emilio Marneremo; e pe' primi cinsero

sero colla speranza di Dottino. Trovaro-

no per corrispondenza
1

negli alleati
i

fi-

denati, che massacrarono tutti

coloni
antichi
ri-

umani, e strinsero vieppi

gli

Veii di blocco e d'assedio regolare. All'an-

legami con loro. La rotta di recente


portata, e la
i

nunzio
in

di

questo

gli etrusci si

ne mise forti apprensioni di veder ad ogni istante i due popoli collegati alle porte di Roma; onde si accamparono alla porla Collina, posero la citt in istato d'assedio, disposero le trup-

nuova romani in

ribellione di

Fide-

gran numero

alla dieta di

adunarono Voltumna,

pe sulle mura
stato scelto di

chiusero

le

botteghe.

nuovo

a dittatore

Era Mamerlegio-

onde provvedere all'urgenza. I veienti dopo la morte di Tolumuio aveano adottato una forma di governo nuova, ed eletto un magistrato annuale: questi avea suscitato discordie civili, onde a rimediarvi scelsero di nuovo un re. La persona
su cui cadde
ta
la scelta
la

era ricca,

ma

odia-

co Emilio: questi fece avanzar


ni fino ad

le

da tutta quanta
e

nazione etrusca, pe'


e per le sue soper-

un miglio e mezzo di distanza da Fidene, cio di l dall'Aniene nella

suoi

modi imperiosi

chierie,

soprattutto abbominata per

suddetta penisola,
volta.

come avea

fattola

i."

over impedito certi giuochi sagri. Quest'elezione fu causa della rovina di Veii;

go

La battaglia segu fra questo luoFidene: fidenali usarono lo strai

dappoich essendo

gli

etrusci

un popolo

tagemma

di

comparire all'improvviso
;

sommamente
ienti,

religioso,

dichiararono di

quali furie, armati di faci


dittatore sped

ma

indarno.

Il

dietro

un corpo contro Fidene, colli,che verso oriente coronavabattaglia.

no

il

campodi

La citt fu

presa,

messa a sacco e distrutta, ed i cittadini furono come schiavi venduti. A* veienti fu accordata una tregua di 20 anni. Non
n'erano scorsilo, che di nuovo gl'irrequieti
veienti
si

non voler affatto accordar soccorsi a'vese prima non deponevano il re. Questa risoluzione fu soppressa in Veii per timore del re medesimo, il quale avrebbe fatto morire chi l'avesse propagata, come motore di sedizioni. Cos veienti si trovarono abbandonati a loro stessi. L'assedio duri o anni, e fu il pi gloi

car

la

guerra,

ma

disponevano ad attacne furono distolli da'

rioso pe' veienti; duratile questo periodo

te

magnali die videro le loro ville devastada una grande inondazione del Tevetregua
i

re. Allo spirar di quella

roma-

romani riportarono parecchie sconfitte, a segno, che una legge ordin che i nubili dovessero sposare le vedove degli uccisi. Fu allora che per la 1. "volta, e dopo seri

ni decisero di

domar

Veii loro implaca-

dibattimenti fra

il

senato e

tribuni,

suo eslerminio, come aveano^ fatto di Fidene, e per levarsi una


col

bile

nemica

soldati

romani riceverono finalmente uno stipendio fsso, e svernarono fuori di Ro-

volta per

sempre quello stecco

dagli oc-

ma

dando mirabile saggio

di costante

20

VEI
non poter
per
la
si

VEI
soggio-

sofferenza, persuasi di

dell'inondazione e peste; operazione ar-

gare l'inespugnabile

citt

sua vanlusine col

dua, che altrimenti forse


crit dell'esecuzione,

si

sarebbe

ri-

taggiosa situazione colla forza,

tardala o non fatta,e in vece tanta fu l'ala-

gavano

di sottometterla colla

fame

che cominciata uel

la sete. Nella

ferma risoluzione

di

non

mai sciogliere l'assedio fino alla riduzione di Veii ubbidiente a Roma , sofferenti romani nell'intemperie delle stagioni, formarono stabili alloggiamenti, non mai praticati prima, e n dopo, secondo
i

35y in un anno.Stringendosi intanto sempre pi l'assedio di


356fu compita
nel

Veii, molliplicavansi
nali degli etrusci al

congressi nazio-

dove

capenati ed

fano di Voltumna, falisci peroravano la

alcuni.

capenati e

falisci
: i

si

mossero

causa de' veienti, e forse sarebbero pervenuti a stringere una lega generale per
liberarli, se l'improvvisa
galli cisalpini

indarno

in favore di Veii

tarquiniesi

irruzione de'
distolto le cure

tentarono una diversione in suo favore,

non avesse
il

ma

restarono
in

sconftti. L'assedio traen-

degli etrusci, siccome

congresso dichia-

lungo cominciava a stancare l'accrescimento imi romani, quando provviso del lago Albano, ora di Castel

do tanto

r a' deputati de' mentovati


I

due popoli. romani avendo gi terminalo il lavoro

laborioso e celere imposto dall' oracolo


lago Albano, e scelto a dittatore Marco Furio Camillo, si posero con pi calore
al

Gandolfo
se:

(V.), die luogo a consultar

l'oracolo di Apollo in Delfo,il quale rispo-

die

Veii sarebbe stato preso,

quando

a spingere oltre l'assedio. Nel

358

di

Ro-

l'acqua del lago Albano fosse stata fatta


uscire, senza farla scorrere direttamente
al

ma

falisci, uniti a'

capenati e

a' veienti,

mare, ma dissiparla nelle campagne con rivi per la loro fecondazione. Questa risposta trovossi d'accordo con quella che

osarono di dare un assalto al campo romano; ma furono respinti con grave perdita. Due anni dopo Camillo sorprese i falisci e capenati nelle campagne di Nei

nell'intervallo dell'ambasceria a Delfo a-

vea rivelato un aruspice veiente. Allora

mise in rotta, e s'impadron del campo, dove trov un bottino immenso,


pi,
li

dunque

si

cominci

il

lavoro dell'emis-

pu riguardarsi come un ammaestramento del modo con cui avrebbero potuto romani prendere la citt, cio per mezzo d'un cunicolo sotterraneo, come in fatti fu presa. Si osserva ancorach la consulta dell'oracolo diDelsario del lago, che
i

che consegn per la massima parte al questore, e il rimanente distribu a' soldati. Camillo disfatti dunque tali popoli,
ch'erano venuti a soccorrere
gli

assediati,

cinse pi strettamente la citt fabbrican-

do castelli intorno

in

modo da

recarsi vi-

cendevol mente soccorso,ed impedi re ogni

fo fu eziandio per lo straripamento por-

comunicazione a'nemici. Quindi Camillo


fece

tentoso del lago A lbano,di cui riparlai ne'

emanare un decreto
si

dal senato, col

\ol.L,p.2i i,LII,p.22i ealtrove,il quale

quale
a tutti
to,
lo,

promise tutta

la

preda da farsi

cagion
le

la

Pestilenza (P.), del 355, e ne

nella citt di
i

Veio alla sua espugnazione,


io. parte che vot ad
a

fu attaccato lo stesso

campo romano sotto


i

soldati che vi avessero contribuila

mura di Veio. E
i

diesi fece dire all'ora-

tranne

Apoll'eser-

colo Delfico, che

romani avrebbero soggiogato veienti, se prima non avessero compito il grandioso traforo. Si dice, che cos'i sagacemente si ottenne la
deviazione dell'acqua, per
la

mai

per cui notabilmente aument


scavare

cito assediatile. Frattanto


te a
il

impieg genvenne riconocunicolo


si

cclebratissimo e mirabile
la

cunicolo (bench

pietra

campagna
i

sciuta fragile e perci facile l'apertura, e

che ne avea bisogno, e determinato

ro-

appunto per
te die

la

sua fragilit

il

mani risolutamente
presa, e cos

alla

meravigliosa imi

scoscese poi da se stesso, e probabilmen-

pure rimuovere

pericoli

luogo

alla strada

che conduce

al-

VEI
l'Isola

VEI
Pare chela
citt

21

Farnese), che conducesse direttaalla cittadella

non

sia

rimasta del tutto

mente

o fortezza, che

sor;

deserta, altrimenti per la vicinanza di Ca-

geva nella parte pi emineute di Veio rocca assai vasta, poich oltre quelle parti

pena, Nepi, Sutri ed altre citt etrusche


avrebbesi potuto ripopolarla, profittan-

che costituiscono una buona fortezza, nel suo centro era situato l'ampio e superbissimo tempio di Giunone,
to era in gran venerazione
il

do
le

del luogo per la sua postura natura-

inespugnabile, e sembra probabile, seil

cui cul-

condo alcuno,

congetturare che

ro-

ne' veienti.

mani
serta.

vi

ponessero uu presidio. Per Li-

Allorch

il

cunicolo fu presso alla fine,

vio dice recisamente, la citt rimase de-

Camillo prevenne il senato della prossimit della presa di Veii per assalto, scelse i
pi valorosi per penetrare nella cittadella per mezzo del cunicolo, ed egli con

Nondimeno molti

edilzi

non fu-

un
gli

finto attacco attrasse l'attenzione de-

abitanti da un'altra parte.


il

romani

rono abbattuti, e solo restarono abbandonati. Livio tratta a lungo di questi fatti. Dir solamente, che formando Veio il pi orrendo spettacolo, in cui neppure templi andarono esenti dal furoi

api irono

cunicolo e sboccarono nel


In tal

re militare, portatosi Camillo sull'alto


del colle, ov' era la rocca, al vedere co'

tempio
presa
guisa
la
i

di

Giunone; tanto bene era stata

direzione da' minatori.


soldati che

propri occhi
ne,
i

il

risultato dell'espugnazio-

guardavano
le

le

mura

superbi edilizi in parte diroccali e

furono presi alle spalle,

porte furono

iu parte

consumati dal fuoco,

il

sangue

aperte, e la citt fu tosto inondata da'

umano

scorrere iu gran copia per ogni

romani. La strage de' veienti fu grande, e non cess se non che quando il dittatore ordin di perdonare agl'inermi. L'opulentissima e gi formidabile Veio fu data iu preda al saccheggio, ed i feroci
veienti
ti

lato della citt, fra tanti cadaveri, la preziosit incredibile delle

prede fatte da*

soldati, e al vedere lo stato lagrimevole

de' superstiti veienti oppressi dalle cate-

ne,

non pot contenere


il

il

pianto per la

che sopravvissero furono venduschiavi.


Il

coni passione del terribile eccidio.


so fu

Immenal-

come

simulacro di Giunone,
citt, fu

bottino distribuito a' soldati, ed

dea tutelare della

trasportato in
sul

agli altri

volontariamente intervenuti

Roma
te

e collocato con

pompa

mouil

l'azione; e l'erario
fitt sul

romano non poco proIl

Aventino, dove Camillo gl'iunalz


cui successe la sussistente
t

prezzo de* cittadini veienti venschiavi.

magnifico
(/
.),

Tempio di Giunone Regina

duti

come
gli

senato accord a

Chiesa di s. Sabina {V.) ed il busto nel Mii' seo Faticano, douato da Gregorio XVI,

Camillo
rato da
ti

onori di magnifico trionfo,


ti-

che prese sopra splendidissimo carro

bianchi cavalli, fra gl'incessan-

come
di

dissi nel voi.

Camillo ebbe

la gloria nel
il

XLVII, p. 99. Cosi 3590 nel 36o

viva e acclamazioni de' romani e de'

popoli circostanti accorsi in

Roma, e
Il

pie-

Roma

di

preudere
di

po io anni
le assedio

famoso Veio, doperseverante e memorabi-

no

di

palme and
al

al

Campidoglio, ricecar-

vuto e festeggiato come un nume.


ro fu consagrato

per parte de' romani, e d'osti-

padre degli Dei, indi

ienti,

nata e valorosa dilsa per parte de' vecornei troiaui peno anni sosten-

tenuto in
ni.
Il

somma
forte ne'

venerazione da' roma-

re veiente sunnominato, che resi-

nero l'assedio di Troia. Insorse quindi un gran dibattimento fra il senato e il


popolo, se Veii
so popolo;
lo

stette

da

due

lustri dell'assedio,

e che sagrificava nel tempio di


al

Giunone

dovesse ripopolarsi di
persuasioni diCamil-

momento dell'ingresso
al

insidioso in es-

lontani e fare cos due capitali dello stes-

so de' romani, incatenato servi d'orna-

ma

per

le

mento

trionfo.

Furono

fatte

pubblisagrili-

questo progetto veuue abbandonato.

che preghiere, ringraziamenti e

22
zi a'

VE1
Numi
;

VE
mal'Etruria,
i

il

senato ordinando alle

romani

dell'ala destra fuggi-

trone, che con esso per


nizzassero
il

giorni solen-

rono a
te
si

Roma

e senza chiuderne le por-

giubilante avvenimento. Di-

ritirarono in Campidoglio, e quelli

ce Zanchi, che Arezzo,

dopo soggiogato

della sinistra,

Veio, divenne capo della Toscana. Di poi Camillo condusse l'esercito contro ifalisci,

donne e

figli

dimenticando la patria, che vi aveano lasciato


si

le
si

portarono

in Veii e ivi

fortificarono.

E-

mentre ne assediava

la

mctiopoli

Folcria, di cui riparlai nel voi. LV111,


p.

196, l'ottenne per avere generosamente rimandalo nella citt i figli che
traditore loro maestro avea a lui con-

gualmente in Veii, di venuto luogo di riunione a' romani si rec Camillo da Ardeada lui scelta a luogo del suo esilio (co,

il

dotti.
li,

Dopo

aver salvato

Roma

da' gal-

nativo di essa, secondo alcuni scrittomentre Brenoo entrato in Roma assediava il Campidoglio, ed ivi si tenne il
ri),

me

Camillo ottenne pure che entrassero nella dominazione romana Kepi e Suiti,

consiglio circa

mezzi di potersi liberare


l
si

da'barbari: e di

mantenevano
l

lecor-

Jletruria Claustra, e poi validamente li difese contro il reslo della nazione


elrusca, sdegnata dell' espugnazione di

rispondenze cogli assediati per mezzo di

Ponzio Cominio; e di
l'esercitoa liberare

Camillo, dimen-

ticata la patria ingratitudine, parli

con

Veio e
citt.

della

romana

politica, cui

loro

Roma. Fu allora

e per

toglieva coli' alleanze floride e valorose

tulio questo, Veio considerala una seconda Roma, perch scrisse Luciano, lib. 5,
ver. 28:

Intanto si discusse in

Roma cosa dovescaduta


,

se farsi di Veio, e siccome la sua

co Romafuit.
bligato
i

Vcjos hahitante Camillo, IlliMa dopo aver Camillo obgalli a partire

non poco intimor


cialmente
i

gli altri

popoli

spealtri

da

Roma
la

e quin-

bellicosi

volsci

ed equi,

di sconfitti,

torn in

campo

questione

acerrimi nemici de' romani, fecero pace


tosto con essi
,

d'abbaudouarRoma incendiata dagli stessi

si

disposero a ricevere

galli, e stabilirsi in

Veii, su di

che ga-

nelle loro contrade le colonie

romane,

al

gliardamente
dizio questo
in rovina;

.insisteva la plebe: altro in-

quale efletto gi
inandarvi

il

senato avea stabilito

3ooo

cittadini
la

romani. Ci pe-

ma

che le fabbriche non erano anco allora l'eloquenza e

r pose in tumulto
citt bellissima,

plebe in

Roma, pre-

ferendo d' andare pi volontieri a Veio,


di contenere

l'autorit di Camillo la vinse, dicendo che sarebbe stato meglio assai non aver sog-

prossima a Roma, capace gran moltitudined'abitanli,


nel

giogato Veio, quando a

gran costo d'ab-

bandonar
nel

Roma

avesse dovuto ottenersi

oltre

ii

dolce clima, la fertilit eampiezza

quella vittoria; e questo ignobile progetto

delle

campagne veientane,cheandare
il

365 venne giuslamenteabbandonato


si

paese de' volsci e degli equicoli. Camillo


fu quello che ne dissuase stento
si
il

pei sempre. Anzi volendo Camillo che da'

senato e a

romani
casse

deponesse aifutto

tale vituperesi

popolo, e

la

determinazione non

vole pensiero,

ma
si

che piuttosto

riedifi-

effettu; per

divenuto odioso a'rouial'esiliarono.

Roma

distrutta dal fuoco, ottenne


distribuissero le
alla

Nibby che Veii rimanese

Ritenendo dopo il suo eccidio, tuttavia conviene che sembra le fabbriche non fossero demolite, ma solo abbandonate, poich dopo la battaglia infausta dell' Allia, fiume celebre anco per tale combattimento, seguito a' 18 luglio
ni,

indegimmente

dal senato, che

cam-

deserta

pagne veientane

plebe in lante por-

zioni di 7 jugeri per ogni capo, il che dimoslra la sua vastit e ampiezza. Nel 368

essendosi all'antiche aggiunte

b, furono loro assegnale


state sui veienti
,
i

le

4 nuove trilene conquii

falisci
,

ed
di

capenali.

del

363 o meglio 364

di

Roma

contro

Osserva Degli Effetti

che un piger
bovi in uu

13renno conduttore de'

galli

reduci dal-

quanto pu arare un paio

VE
giorno, e forma

V E
i

23

240

piedi per lungo e

io

conda Veii,o
guerra

per largo, ossia passi


ghi.

48 lunghi
<

Un miglio contiene ooo


25
milioni di piedi
;

passi,e

24 !*" 5ooo
in

Veii romana. Questa colonia and soggetta ad un assalto nella


la

civile

triumvirale

gli

abitanti

si

piedi,

che riquadrati fanno un milione di

dispersero, per cui

Lucano rappresent

le

passi e

onde

rovine di Veio coperte di polvere, Properzio lo dipinse miserabile ricettacolo di pastori, e

piger entrano 28,800


e per

piedi di terreno,

formare un miglio quadrato occorrono 868 jugeri di terra e 1600 piedi. Nondimeno vi furono per un momento de ripugnanti, quali invaghiti di Veio ed ai

giunse

l'altiero

Floro a

dire, gonfio

della grandezza di

Roma

de'suoi tempi e

guardando Veio
dotto zione
,

nello stato cui erasi ri-

essere stata

vendone occupato le vuote case, per grizia non volendo rifabbricar le loro
se in

pi-

trionfato di Veio!
la

una vergogna l' aver Essendo in tal condi-

ca-

colonia veiente, Augustoda prin-

erano ricoverati nelle case vuote di Veii; il senato con decreto li risi

Roma,

cipio divis d'incorporarla a

Roma, ma

chiam,

vano
di

vedendo che questi ricalcitrauu termine sotto pena morte, onde loro malgrado furono coprefisse loro

ma

nuovo, e Veii assunse il nome di Manicipiurn Augustum Pejenst siccome fanno fede Frontino o l'autore
poi
la

popol

di

dell'

stretti a ripatriare.

Da

quell' epoca fino

al

708

di

Roma

cio pel tratto di

343
si
,

anni, Veii rimase deserta, al dire di Nib-

by, e per conseguenza da se


strusse. Alcuni

stessa

di-

credono verosimile

che

Camillo

col

consenso del senato facesse

opuscolo de Coloniis, chiamandola Colonia Fejciis t e diverse iscrizioni che riporta Nibby, in quel luogo in pi tempi rinvenute negli scavi, e da lui eruditamente illustrate, per cui ne far poi menzione breve. Il municipio di Veii venne murato, come Veii primitivo, e colle proprie forze eziandio risorse. Di tale rifio-

abbttere da'fondamenti quel non tenue avanzo d'abitazioni, che tuttavia restava
in piedi, acciocch in

rimento

di Veii

romano
sotto
altres

sul finire del reil

avvenire non fosse


Veio, di cui

gno d'Augusto, e
Tiberio ne fanno
ci

suo successore
i

pi venuta voglia a'romani d'abbandonar

prova

moltepli-

Roma

per

trasferirsi in

si

mo-

monumenti appartenenti

a quell'epoca

stravano tanto innamorati. Si vuole an-

e scoperti nelle rovine della Veii

roma-

che probabile, che Camillo coll'autorit del senato, ordinasse eziandio, che co' ni ateriali di

na, parte de'quali sono sculture, che rap-

presentano l'immagini d'Augusto, di Tiberio e di altri soggetti di quella fimiglia;

Veio trasportati altrove si fabbri-

cassero castelli per


la

nuove

colonie, e cos

parte iscrizioni, fra

le

quali primegsi

rovina di Veio divenne totale. Nel sud-

gia la riprodotta

da Nibby, che ora

ve-

detto 708, Giulio Cesare, essendo scorso l'anno in cui era stato dittatore per la 2.*

de

affissa nella

camera delle lapidi


,

nel

mu-

seo Capitolino

proveniente dal museo

avendo saputo che soldati eransi ammutinati e aveano ucciso pretori CosconioeGalba,
volta, fu dichiarato console; ed
i

Ciampini, gi trovata nel ripiano a settentrione dell' IsolaFarnese,do ve fu


nicipio
il

mu-

romano Veiense
al

il

foro, ed ap-

li

rimprover, e invece di soldati


nell'allocuzione cittadini,

li

chiacos

partenente

776

di

Roma
questo

daudo
1

dell'era volgare.
si

Da

o anno 26 monumento
il

loro una specie di congedo: distribu

000

apprende, che Veii romauo avea

suo
per-

dramme
tene
vi

a ciascuno, e fece

una sorlizione

consiglio
ci

composto

di

100 membri,
1

delle terre d' Italia fra loro.

Tra queste

chiamati centumviri,

3 de'quali fu-

furono quelle dell'agro veiente e

capenate. Iu tale circostanza e in forza


della legge Giulia dedusse

pure una co-

rono presenti alla deliberazione fatta nel tempio di VeuereGenitrice nel forodiCesare in Roma: che avea suoi duumviri,
i

louia a Veii, e cos ebbe principio la se-

suoi questori; che volendo ricompensa-

24
re
i

VE

VE
Geal ta

benefizi ricevuti da Caio Giulio

per benefizi ricevuti da'municipali inera circuita di

Jote licerlo d'Augusto, lo

promossero

tramuranei, altra testimonianza che Veii

grado degli
ro a
lui

atigustnli, collegio equivalen-

romana pure

mura.

Pli-

te a quello de'Pontefici in

Pioma; e diede-

nio fra le popolazioni che a'tempi di

Ve-

ed

a'figli

suoi

il

privilegio del bi-

spasiano occupavano l'Elruria, nomina


i

sellio in

mezzo

agli auguslali nell'assiste-

veientani. Dell' esistenza del municipio


gli

re agli spettacoli, ed in
viri

mezzo a'cenlum-

di Veii sotto

Antonini e Settimio SeIl

cene pubbliche, e l'esenzione da' dazi municipali. Fra'nominati centumvinelle


ri

vero sonovi lapidi che l'affermano.


te nella chiesa di

pie-

distallo della statua della Vittoria esistens.

in tale

decreto vie
si

M. Tarquizio Sa-

Lucia

nell'Isola

Far-

turnino, di cui
nel

ha una lapide scoperta

nese, dedicata nel


stra

249

di nostra era,
,

mo-

18 12 negli scavi veienti, dalla quale apparisce ch'egli ebbe l'onore d'una statua in Veii, della cui ragguardevole famiglia ivi

che sotto

Filippi

Veii continuava

ad
ti

esistere,chesi restauravano

monumenil

cadenti per vetust, che conservava

furono trovate altre memorie, la quale pare oriunda di Veii anche per l'idei

suo Ordo,e che n'erano allora duumviri quinquennali P. Sergio Massimo e M.


Lollio Sabiniano. Dalla lapide scoperta
nel
il
1

izione eh' era in quella parte detta la


tri-

Piazza d'armi, e poi annoverala alla

774

apparisce che Veii avea ancora


sul principio del secolo

b Tromenlina, cos denominata a campo Tromekto, parte del territorio veienle; cio derivante da una dell'antiche famiglie veienti che defezionarono aroma11
i

suo

Ondo

IV;

in onore di F. Valerio Costanzo padre


di Costantino
I

allora nobilissimo cesare.


de'

Essa chiude

la serie

monumenti

ve-

durante l'assedio di Veii, e furono dola

po
di

presa della citt premiate col dirit-

to di cittadinanza, e con terre l'anno

366

Roma. Di Cneo Cesio

Aticto, che rial-

z la statua di Tarquizio Saturnino, caduta per terremoto o altra cagione, per le rovine del tempio di Marte, molte lapidi sono state scoperte in Veii, parte nel

da Nibby. Dopo l'era Costantiniana altra memoria esso non incontr di Veii, se non nell'Itinerario o carta Peutingeriana, nella quale al XII miglio della via Cassia o Claudia trovasi indicata Veios, dall'anonimo Ravennate detienti conosciuti

ta

Beios per analogia di pronuncia. Di-

ce Nibby: questi mi

sembrano indizi mol-

secolo passato e parte negli ultimi scavi,

to forti per credere che Veii nel secolo

da Nibby; dalle quali apparisce, che fu aggregato fra 'centumviri veienti, che riscosse ogni sorte di onori, ch'ebbe statue dagli auguslali e da tulta la poporiferite

Vili non era ancora dimenticata. Ma dopo sparisce alfatto dalla storia e perci pusupporsi checaduta in isquallore co,

me

tant'altre terre del distretto di

Roma

lazione nel 2 56 di nostra era, per

la

sua

perisse alfa Ito nella scorreria micidiale di

avendo rifatta la schola o Fortuna Forte e l'orn di statue; e ch'ebbe in moglie Cesia Sabina sacerdotessa della Fortuna Reduce, la quale si mostr munifica colie donne del comune di tutte le classi ad esempio del suo
munificenza
sala della
,

Astolfo re de' longobardi, che marci su

Roma

verso

il

753 per

assediarla e

mi-

nacciandola d'impadronirsene. Prima di

questo tempo pare che in Veio vi fosse piantata la sede vescovile,e nel vol.LVIII,

marito.

Da

un' altra lapide scavata nel

p.128, notai, che il Calindri ne disse i. vescovo Andrea nel 680. LaNotiliaEpi-

18 12, si ricava che nel 784 di Roma il municipio eresse un monumento ad onore di Tiberio e di Druso cesare suo figlio;
e da altra che
le

scopatuum

del p.

Mi reo

dice a p. 4'

"

Veientes seu Veiit vetusti Etruriae populi: quorum Urbs quo loco posila fuerit,

M. Erennio

Picente consolui eret-

era patrono del municipio, a

iam olim fuit ignoratum. Civitalem Castellana, quae Episcopatugau-

VE
det,

VE!
Cilly odierna, di cui feci
l'articolo e gi

25

non Veientium, sed Falscorum esseoppidum,docet Antonini Massa in libro deOrigine Faliscorum. Nel 1. o delY Italia sacra, fra gli Episcopatus Antiquati, a p. 182 si pone J'ejens Episco1

cenno
la

in

que'"

sua metropoli,

Celeia
d'Aqui-

de'romani), e Celina soppressi e gi esistenti nella provincia ecclesiastica


leia,

anzi nella sua diocesi, osserva che nelin

patus.

Dopo

riferite le notizie dell'antico

Y Italia sacra furono confusi

un

solo

Veio o Veii, si legge. Sunt etiam, qui illud inter Episcopales sedes antiquatas
recen seatj cuj'us rei testitnonium profer-

di Celina, sbaglio scoperto dal Coleti ne'

suoi mss. esistenti nella Marciana; e clic

Andreas Vejentanae Ecclesiae Episcopio, qui sententi arn suam dixit in Rotur
:

quanto a Celina, ove si rifugiarono alquanto di tempo vescovi di Concordia, dopo l'eccidio della loro citt, non ne furono vei

mano concilio subAgathone <?w.68o. Veprovinci ae Antistes, eiejns sub seriptio aperte loquitur, quae talis habetur in pracfalo concilio: Andreas Episcopuss. Eccleruni
fuit Histriensis
siae

scovi

riferiti

nell'Italia sacra, e forse

il

Andreas iste

Vejentanae provincia
etc.

Istriae in liane

sngnestionenj

Alio igitur adminicu-

mentre Clarissimo lo era di Concordia. Di Celeja essere slati vescovi certamente, Giovanni nel 579 intervenuto al sinodo di Grado, ed Andrea summentovato. Il p. ab. Rangbiasci nella Bibliografia storica dello stato ponsolo Viticano,
tifcio , all' articolo

lo fulcienda haec cathedra, quod nuspram alibi apparct. Per nella precedente p. 55, parlandosi de' vescovi di

Veio, riportandone

gli

scrittori, la

chiama:
di
s.
Il

Citt vescovile nel

Celina

Patrimonio

Pietro, Veii, Vcjus, Ci-

(V.), se ne registrano 3

Clarissimo del

vita? Castellana.

suo nipote

579,Viticanodel 5o3(questa data dovreb-

gbiasci Irancaleoni, nelle

p. RanMemorie isto-

be essere posteriore a quella del predecesAndreas s. Vejentanae Ecclesiae provincia Istriae Episcopus subscripsit an. 680 li iter ae synodicae Agathonis Papae relatae in VI concilio. Pro Vejentanae reponendum autumal Holstenins in notis ad Geographiam sacravi Caroli a s. Paulo Veglentanae (Veglia) sed cum Vegla, seu Viglia insula, et urbs Episcopali^ sub Jaderensi metropolita ad oram Liburniae sita numquam inter
sore),
:

riche de'dintorni di Nepi, pubblicate nel

1847, nel cap.

tratta;

La

citt di Veii

fra
e

le

altre di

Etr uria fu la piuprossi-

rna a

Roma alla distanza di 1 2 miglia mezzo, sicch non fu a Civita Castellana, ma all'Isola Farnese. Quindi a p.
37
riferisce.
>

Nel concilio Costantinopo-

litano alla sessione iv sotto

Agatone si

leg-

ge che

670 la colonia Veio avea u vescovo di nome Andrea". Concludo, probabilmente Veio romano avr avuto la
il

Istriensis Ecclesiaslicae provinciae ci-

sede vescovile,

ma

finora

non
di

si

conosco-

ego potius legerem Celinanae, cui etiam lectioni textus graecus propius accedit: Forum vero Juliitm, imo etipsa Venetia lune tcnir poris Istriensis provinciae nomine comprchendt'banlur. Descrivendo io il vescovato di Veglia con Ylllyrici sacri del p.
Fallati non trovai
il

vitales fieri t recensita;

no

suoi pastori.

Ora mi
Culla

piace far

men-

zione della

Domus

Capracoro,

colonia e a"!?re"ato di case rustiche stano o bili t a nel territorio veiente da Papa Adel 772, della quale e di altre domoculteo villaggi formati da detto Papa e da s. Zaccaria a vantaggio dell' Agricoltura, parlai nel voi. XXI, p. 1 58 e
I

driano

vescovo Andrea, co-

dal sacerdote Cappelletti, Le Chiese d'Italia, t. 8, p. 838, nel parlare de'

minciandosi

la

serie de' conosciuti

altrove.

Ne

tratta Degli Effetti nelle

Me-

1000.

Il

morie del Soratlc

e luoghi convicini, do-

ve fosse, della sua torre e di sua investitura. Ancb'egli confuta l'opinione

due vescovati

di Celeja citt antichissi-

che

ma

della Sliria inferiore (probabilmente

Andrea

sia stato

vescovo di Veio

e fu

a6
letto

V E

V E
rumente,
l'orzo,
i

I
il

Vejentanus provinciae Histriae, perch una delle principali colonie di Vecampi di Veio furono assegnali io, cio alle legioni illiriche ed a' veterani dalmai

legumi, ed

vino che
si

in quella colonia

si

fosse raccolto,

ri-

ponesse separatamente ne'granai e nelle


cantine della chiesa Lateranense-,
dessero inoltre ogni
iali,
si

ucci-

tini,

e perci detti

Dalmalia elHistria.

anno 100

grossi

ma-

Degli Effetti produce diverse notizie su

e se

ne riponesse similmente

la car-

Veio e

il

suo territorio, su' veienti anti-

chi e nuovi.

Anche

il

Borgia, faticanti
p.
1

lora

Confessio B. Petri, a

88 parla

di

Ca-

pracorum oblatum Ecclesiae Romanae, praedium sciliect rusticani in territorio t7 ridanoseli Vegetano. Nel l.i^tW Album di Roma, a p. 28, si riporta il Di' scorso sopra Capracoro colonia fondata da s. Adriano I, del eli. Coppi, colla

ne nelle dispense del Laterano (ove alPapi facevano l'ordinaria loro dimora), quindi il lutto si erogasse in sovvenzione de'poveri; per tal effetto si rai

dunassero ogni giorno, sotto


quel patriarchio, almeno 100

il

portico di

di essi, e

un

dispensiere fedelissimo distribuisse a cia-

scuno una libbra


di

di

pane, due bicchieri

vino, ed una zuppa con porzione di

pianta corografica delle vicinanze di

carne. Capracoro pass dipoi fra'beni della basilica

Capracoro.
ti

nel

t.

9, p.

5i

degli At-

Vaticana, e fu per vari secoli


s.

dell'

logia,

accademia romana d'Archeomedesimo Discorso. si legge il


alla

abitato. Difatti

Leone IV verso T848


Leonina (f.)

chiamati da vari luoghi uomini per costruir le

Dice che
ficalo
il

sua assunzione

al

pontis.

mura

della Citt

dominio temporale
(cio in

della

Se-

de era angusto

proporzione delle
i

posteriori ampliazioni), ed

longobardi

facevano correrie sino a Otricoli. Fra le tante opere insigni di quel gran Papa, pro-

mosse l'agricoltura. Nell'agro romano fond 4 domoculte o villaggi, cio Galera nella via Amelia o Cornelia, altra Galera nel
Portese.s. Edisto e Calvisiano nell'Ardeatina. Altra docuoculta stabil nel territorio veiente,
a'

confini del Nepesino,

borgo aggiacente a detta basilica, concorse all'opera anche la milizia di Capracoro. G io vauniXX confermando nel 1027 beni al vescovo di Portoe di Selva Candida, ne nomina alcuni esistenti nel territorio Nepesino, confinanti con una strada ch'era fra la milizia della torre e un terreno di s. Pietro. Benedetto IX in una simile conferma delio37 indica Capracoro col titolo di Corte (anticamente significava, unione di molti poderi, anzi un cai

nel luogo detto Capracoro, e


territorio di

Campagnano

presso

sembra nel il fiume

stello

o terra). Nel 1 o53 s. Leone IX conferm a Giovanni arciprete della basili-

Treia. Possedeva egli col molti terreni


ereditati da'suoi maggiori nobilissimi ro-

ca Vaticana e a'eanonici di essa, ch'era-

no

nel

monastero
e

di

s.

Stefano maggioque'di Trea

mani

(da'qnali, secondo alcuni, discesei

re, vari fondi, e fra gli altri

ro poi

Tuscolo ei Colonna). que' fondi ne un altri che acquist da


conti del
sola tenuta, nella

quata

Macorano accinto

Capracoro.
s.

In altra bolla dello stesso anno,

Leone
castel-

vari particolari, co' quali fece delle per-

IX conferm al medesimo
servitori della chiesa di
s.

arciprete e a*
il

mute, e form una


le

qua-

Pietro,
i

fond Una colonia. Edific nella medesima una magnifica chiesa, e terminato il
tutto, egli stesso

Capracoro con tutti suoi fondi, col molino e la chiesa di s. Giovanni della Trelo di
gia, esistente nel territorio veiente

ro e senato

pa a

accompagnato dal clesi rec con gran pomCapracoro e trasfer nella nuova

lungi

romano
,

circa

chiesa

corpi de'

ss.

Pontefici
I,

Cornelio,

27 miglia da Roma. Adriano IV nel 1 f 58 conferm la 2/ bolla di s. Leone IX, indicando che la nominata chiesa era
na annue 3 libbre di cera lavorata;
lo stes-

Lucio, Felice e Innocenzo


tori particolari.

suoi protetil

diroccata, che dovea alla basilica Vatica-

Dispose poi, che tutto

VE
anni
la

V E
no",
i

27

so ripeterono Innocenzo III ne)

rovine di Veio, o dalla specie d'Isoli che

Gregorio IX nel 1:128. Col decorso degli


basilica

fanno due

fossi

o torroni attorno al luo-

Vaticana perdette
castello
tanti altri, fu

beui

go

in cui fu fabbricata.

di Capi-acoro.

Questo

colo

XI II, come

dopo il seabbandonainfelice,
d<i

ricorda questo castello fin


lorch Giovanni

Un documento dahoo3, alCosma


e

XIX

lo

conferm all'abss.

to e distrutto, pel sito

alquanto

bate del monastero de'

Da-

cio sorgeva in una valle circondati


fossi, e
li,

miano.

non molto difesa da'veuti austrasempre malsani. Gli antiquari disputarono sul luogo ove propriamente era Capracoro. Il cav. Coppi con buone ragioni ci edeche esistesse nel territorio diCampaguano, le cui notizie cominciano dopo il line diCapracoro.che ha patrono s.Gio. Battista e possiede
il molino gi di Capi-acoro. Quindi con qualche fonda mento congettu-

me

nel

Un altro documento mostra co029 detto monastero affitt un


il
il

inolino presso

castello. In que'

tempi

veniva particolarmente designato col no-

me
te,

d' Insula
il

pontis F^eneni,e quel ponlo stesso


si

quale sembra essere


nella bolla

che
(iti

oggi chiamasi ponte Sodo,


dal

ricorda
II

9 55
Al

d'Agapito
s.

a favo-

re del monastero di
te.

Silvestro in Capi-

Nibby non sembra improbabile


si

ra che

gli

abitanti di Capi-acoro siano col

che nella parola Fenc.n

nasconda

il

tempo passati a Carnpagnano (sul quale si pu vedere il Degli Elletii), fabbricato in un luogo molto elevato, pi sano e insieme pi forte. Del resto una gran
parte del territorio veiente anche oggi
deserto, e couliene vari luoghi ne' quali
si

nome

f^eientij

tale

trasformazione pe'

copisti era facile assai. Circa poi l'idea*


tit del

ponte antico col ponte Sodo, pas.

re provato dalla bolla di

deli

074
di

a favore

de'monaci
si

Gregorio VII di s. Paolo

fuori le

mura,

nella quale

nomina

la

potrebbero opportunamente stabilire

met

ponte Veneni e due chiese acla

villaggi.

re a Veio, e

Retrocedo coll'epoca per tornale prove di quanto vado a

canto a Vaccareccia(per
ch' precisamente di

quale pu ve-

dersi Degli Effetti e Nibhy),


l

narrare

si

ponno leggere

nel

Coppi, nel

lenimento da quel ponte.


II

Nibby
brevit

e altri

che ricorder, e che per


Distrutta Veio, forse

Prima

di

questo tempo Nicol


i

chia-

tralascio.

per opera de'longobardi, il cui regno ebbe fine dopo il 773 sotto Adriano ^qualche casa rurale certamente dov formarsi

mati nel io J9 a soccorso normanni, contro Gerardo conte di Galera o Galeria della via
belli
i

Cornelia, e altri magnati ri-

che

di

prepotenza aveano usurpati


s.

per ricovero di quelli che coltivavano

beui della
i

Sede, invasero e devasta-

le terre,

come avvenne
;

di tante altre cit-

rono

territori! di Palestrina,

Tuscolo e

t pi antiche

la

fortezza per d'alcu-

ne parli della
isfuggire
le

citt etrusca

non poteva

Nomento, come terre ostili al Papa; e passato il Tevere dierono il guasto a Galena
e a tatti gli altri castelli del

indagini de'potenti, che do-

conte

minavano

il

contado o ducato romano,

Gerardo
ni

sino a Sutri, per cui

il

territo-

e (ino dal principio del secolo

XI erasi formato un castello sul colle dirupato, ed isolato nella parte meridionale di Veii, che fu detto la Isola, ed oggi noto col

rio veientano

soggiacque
il

alle devastazio-

normanne. Che

castello

dell'Isola

fosse

divenuto luogo forte e sicuro nel ilio, il Degli Effetti e altri lo rilevano

nome

d' Isola Farnese. Anche il cav. Coppi dichiara, che presso le rovine di Veio si costrusse ne'tempi di mezzo un

dall'esservi stati

mandati

gli

ostaggi conII

cordati nella pace fra

Papa Pasquale
la

l'imperatore Enrico V, per

gravissima

castello detto
le

Isola; e che forse prese


dall'Isola

ta-

vertenza dell' Investiture ecclesiastiche


(P.), e furono Federico nipote dell'au-

denominazione

formata dal

iutnicello

Cremer a

settentrione delle

gusto e brunoue vescovo di Spira, con

a8
diri

VE
personaggi;
et!
il

VE1
in questa terra e

all'incontro restasse

cenarono insieme, on-

presso Enrico

potente romano Pier


Nel
i

de
lito

si

sparse voce che avessero trattato di

Leone
stello

co'suoi
l.i

figli.

166 venne conIldebrando

pace. Dipoi Alessandro


ili

VI avendo

stabi-

fermala

locazione falla di questo capredecessore, da


di
s.

abbattere

la

potenza degli Orsini,

dal

perci tent d'occupare tutte le loro terre

abbate benedetlino

Cosma
s.

miano
di

in

Mica Aurea
delle

(oggi

DaCosimato
e

cominciando

dall' Isola,

che
di

il

suo

fi-

glio Cesare

Borgia poi duca

Valenza

Roma

Francescane,

alle

quali

(F.) o Valentinois, nel


se

gi nel

1288

era passala la propriet di

Isola, forse allora


..

chiamata Castello di

Pietro), a Pietro Obicione,e gli cedette

inoltre alcuni beni che avea in Albano,


in compenso diritti che il medesimo aveva sopra 6 chiese esistenti in Isola. L'n alto del 1286 ricorda fra'

ricevendone

1 497 circa predopo 12 giorni d'assedio, ed allora oltre altri guasti, una parte della rocca venne disfatta nello slesso anno gli Orsini ne alienarono una parte in favore del 11 ucel lai mercante fiorentino. Morto per nell'agosto i5o3 Alessandro VI, e
:

caduta
la

confini di Galera

il

castello dell' Isola


se-

la potenza del duca Borgia, l'Isonaturalmente ritorn propriet degli

di

Ponte Veneno. Sul principio del

Orsini,

onde allorch Pio IV

nel

i56o
pure

colo

XIV

questa terra pass dal

mona-

con bolla eresse Bracciano


nel voi.

(di cui

stero delle

monache di

s.

no

di particolari; e nel

Cosimato in ma346 un indivi1

duo

Muti ne vendette una palle ad Andrea Orsini. Nel i36o Francesco Veneto notaio lasci a VecchiarelJo Sabba due oncie del castello dell'Isodella famiglia
la colle

tenute,

la

rocca,

il

cassero ed

LV1II, p. 121) in ducato, vi comprese con altre terre ancora questa. Rilevai nel voi. XX1H, p. 201C0I Nibby, il nome che tultora ritiene d'Isola Farncse un forte indizio, che un qualche tempo sia stala di quella famiglia, e che poscia nell' incamerazione del ducato di
Castro e Ronciglione, ancora questa terra venisse compresa. Egli certo che fino
dal

vassalli.

Nel

368

Lello figlio di Vene-

to ne ipotec la 3." parie d' un'oncia a

favore di Pietro
colo

figlio di

Marino. Nel se

1667 era
il

della

Camera

apostolica ,

XV questa

terra era in

uno

stato di

e che fu allora affittata per

i45o

scudi.

floridezza

e molto popolata;

imperocch
nel

Anche

Coppi conviene, che nella de-

nella mossa del perugino Nicol Forte-

braccio minacciante

Roma,

4^4
di

cadenza della famiglia Orsini, Isola fu fra' primi fondi alienali ; e sembra che
sia

venne

lassata

da Papa Eugenio IV

passata in

mandare

a Bracciano 10 uomini armati

nese, dalla quale prese

per unirsi al corpo che ivi il Papa faceva raccogliere per opporglisi. Sembra
poi che in questo

zione, e

Farnuova denominaquindi incamerala col detto du-

dominio

della famiglia

cato, pare nel


nella
ta nel

tempo passasse
i

intera-

64 * n nel 64<)' li Piazza Gerarchia cardinalizia, stampa1 1

mente in potere degli Orsini, quali fino dal i346 ne possedevano una parte,
e molto del fabbricato attuale appartie-

yo3, descrivendo

la

diocesi di Por-

ne a

qiiell'

epoca. Nel 1480 con l'aiuto

1680 d' ordine d'Innocenzo XI, a p. 92 tratta dell' Isola Farnese antico Vejo. Ne celebra le meto da lui visitata nel

di Fabrizio e Nicol signori di Scrinoneta, nella correria


la

morie famose,
il

I'

antichit,

il

sito,

fasti,

contro

gli

Orsini, Iso-

valore de' veienti, confutando l'opidi quelli

pure

fu presa

da Prospero Colonna,

nione

che
ti
il
il

men seco

prigione parecchi abitan-

tica Veio.e

e port via

mollo bestiame. Nel i486


si

che supposero altrove l'anseguendo quella dell'Olstenio, del cardinal Massimi, di Nardini,di Fabrelti, di Mattei, di Ciao* pini, la ricono-

cardinal Borgia, poi Alessandro VI, e

cardinal Ascanio Sforza

portarono

sce uell' Isola Farnese, con tesliinouianze

vec
topografiche da
lui verificate sul

V EI
luogo.
dell'i-

29

to titolare.

La

chiesa fu consagrata dal

Afferma d'aver trovato


stesso silo ov'era la citt
i

sul

piano

vescovo Teipolitano a'20 aprile i55g,

residui dell'an;

riponendovi neh' altare


Pancrazio, di
s.

le

reliquie di

s.

tichissime
ne' cavi
ni,
si

mura

e delle sostruzioni

che

trovarono

piedistalli, cornicio-

Andrea apostolo e di s. Lucia, concedendo un anno d'indulgen-

statue e altri maravigliosi rottami di


antichi. Nel piano della valle
os-

za perpetua nell'anniversario della dedi-

marmi
serv
il

cazione, di che trov

cunicolo pel cui mezzo segu le-

creto della visita fatta nel

memoria i63o

nel

dechie-

dal car-

sterminio della gran Veio. Nell'antica via

dinal Ginnasi vescovo di Porto.


sa era

La

Veientana, che diramandosi dalla Cassia conduceva a Veio, trov vestigi di grosi

mantenuta nel cultodivino da una confraternita canonicamente eretta, coi


frulli di pii legati. Pegli infortuni! patiti
1 3o anime, godeva scudi 200 di rendita. La chiesa di s. Maria Castellana, cos delta perch vicina alla rocca t> castello antico, dedicata ancora a s. Lucia, ora smantellata, era governata da un cappellano perpetuo obbligato a coadiuvare l'arciprete nella cura d'anime, e di sup-

si selci,

e allora pure

conducevano
il

al col-

le e all' Isola

Farnese; e parte dell'anticastel-

dal castello allora contava


l'arciprete

ca citt dichiai che surse ov'


lo

o rocca

dell' Isola stessa, nella

quale

con

Lilj dice

che termin
In
l'atti

suoi giorni

Gismondo Varani.
fra
I

leggo nell'///-

storia di Camerino, che nelle vertenze

duca d'Urbino e SiFrancesco RI.' gismondo Varani suo nipote e duca di Camerino, questi tornando da Viterbo
a Roma, ov'era andato ad assoldar genti,

plire

per

lui

a'

bisogni della parroc-

chia,

d'

ordine dello zio giunto

alla Storta

a'

25 giugno 1022

fu passato con

uno

spiedo nel corpo e portato, nel castello


dell'Isola Farnese ivi mor di 21 anni,
indi condotto in

venendo nominato liberamente dalrendita di scudi 80. l' ordinario colla Crede Piazza che in questo edilzio, prima che fosse ridotto a chiesa, venisse adorato da'gentili un Nume. Certo che
ivi
1'

Roma

il

cadavere fu

tu-

ara

marmorea

della Vittoria

Aubene-

mulato
il

in

s.

Maria

del Popolo.

Quindi

gusta, serve per vaso dell' acqua


delta, e l'iscrizione

Piazza passando a ragionare dell'odiercastello, dice

no

che dagli Orsini pass


unito collo
sta-

ce trarre

in propriet de'Farnesi,

to di Castro e Ronciglione, e pe' quali


s'

Ordo Vejenlium feargomento al Nardini della vicinanza di Veio, mentre osserv il Piazza che per la sua grandezza non poteva essere stala trasportala da luogo lontano.

intitol

della del

Isola Farnese, indi propriet camera apostolica col rimanente dominio Famesiano. Trov nella vis.

L' Isola Farnese fu di poi concessa in enfiteusi dalla

camera apostolica,
il

la

quale

sita apostolica la chiesa di

Pancrazio

nel

1820 ne vendette anche


di

dominio

parrocchiale

(e lo tuttora,

dedicata pu-

diretto, che fu acquistato dalla principessa

re alla D. Vergine Coronata), assai anti-

Marianna

Savoia duchessa del Chia-

ca e di conveniente fabbrica

(il

Nibby

la

blese, nel suo soggiorno in

Roma (di

che

crede edificata nel secolo e probabilmente rifabbricata dopo guasti sofferi

XV

ti

dalla terra nella "'presa del duca Bor:

ne'vol.XXlII,p.2oi,XLVH,p. 95,LXI, p. 174 e altrove); dominio che passato per sua morte nel 1823 in retaggio alla
regina diSardegnaM.'Cr'tiin* di Borbo-

gia

dello slesso

tempo

la pittura a fre-

sco dell'aitine maggiore, che rappresen-

ne (insieme

alla Villa del

Tuscolo

ossia la

Coronazione della ss. Vergine. 11 vaso per 1' acqua santa formato con frammenti antichi d'architettura), in cui
ta la

Rufiinella di Frascati, di che parlai nel

vol.XXVII,p. 65 e i66,ma ricordandolo


j

nel voi.

LIX,
1

p. 73, il detto voi.

per man-

venerasi una segnalata reliquia del san-

canza d'uu

dice

erroneamente

XX\

1;

3o
siccome
vi di
ivi tlissi

VE
che

VEI
regina colloc
gli

In

oggetti antichi d'arte trovati ne'suoi sca-

rupe che guarda mezzogiorno e levante, e si ravvisano come sepolcri etruschi;

Tuscolo, nel magnifico

e reale ca-

una
di

di esse di

stello d' Agli

nella provincia d'Ivrea,

piccole nicchie,
Il

forma quadrata e piena come colombari roi

e suo soggiorno di villeggiatura di quan-

mani.

luogo presenta d'ogni parte

l'a-

do

quando, qui aggiungo che vi colloc pure la pregevole collezione de'vasi fittili veienti, di cui vado a parlare. Il
in

spetto dello squallore e della decadenza,


e mostra nel fabbricato essere stalo riedificato nel

XV secolo. La
la

terra

ebbe un

castello d' Agli di propriet del reale

soloaccesso interno, e dalla parte del Por-

principe

Tommaso di
morendo
la

Savoia duca di G1

lonaccio era

comunicazione

fra la citin-

nova), e
sci
1'

regina nel

847,

la-

l e la cittadella. L'antica via

essendo

Isola Farnese,

con

altri fondi

che
alla

terrotta,
si

possedeva nelle vicinanze di

Roma,

come la detta comunicazione, segue una nuova strada, posteriore a

nipote regnante imperatrice del Rrasile

Veii etrusca,che torce a sinistra per chi


va da

Teresa Cristina, comenotai nel vol.LXI, p. 181. L'imperiosa brevit m'impedisce seguire
il

Roma

all'Isola, fino alla

mola;

la

quale a sinistra dominata da rupi pittoresche, e a destra da


ratio, sotto
il

iNibby nella

dotta descri-

una

specie di bail

zione della topografia della celebre Veii,

quale scorre

fosso. Alla

e degli avanzi esistenti tanto


etrusca,

dell'

epoca

quanto ancora dell'epoca 10dovr contentarmi a ricordare solamente qualche principale indicazioile, oltre quelle gi riferite. Sir William

mola il precipizio terribile, e poco dop una cataratta: il sito de'pi pittoreschi, e pare servito a' veienti per luogo
di supplizio,

mana,

come

Roma
si

la

pea. Dalla cataratta


alla citt antica,

sale per
la

rupe Targiungere
porta oc-

Geli pei

pubblic

la

pianta esatta di

ove forse fu

Veii, che somiglia


la, nel
t.
1

ad una vasta penisodall' Istillilo

cidentale o de'Selte Pagi. S'incontra poi

delle

Memorie

di corrispondenza a rcheo logica, con osservazioni, ed anco nella

Rorna
live

e suoi dintorni:
di

Topografia di Le mura primi1


1

erano

massi irregolari quadrilalunghi fino


piedi,

una sorgente d'acqua minerale, e il sito che ponno designarsi, secondo la loro direzione, co'nomi di Campana, Fidenate, Arce, Are Muzie, Ponte Sodo oCapenate, Sutrina, Pietra Perludell'altre porle,
sa,

Ieri di lufa locale,

Colombario. Visibilmente
fior di terra le

si

ricono-

Gli antichi sepolcri sono incavati nella

scono a
le

fondamenta deile

rupe
sa

dell'Isola.

11

suo fosso e
il

il

rivo Cre-

porte, oltre quella per a Sette Pagi,


clie

mera determinano
che
si

sito di Veii in gui-

Sembra per
za coniar
la

9
le

fossero

porte, sen-

cuito.

pu facilmente misurarne il cirA Veii romana anticamente si an-

porta della cittadella eh' e-

ra interna. Oltre
porte,
tusa,
il il

mura,

il

sito

delle

dava da
sia
;

Roma
pi.

perle vie Flaminia e Cassi

oggi

ordinariamente

segue

la

ponte della porta di Pietra PerPonte Sodo, tumuli e le grotte


i

strada detta dell'Isola, che dirama dalla

sepolcrali, altri avanzi

non rimangono di
il

Cassia verso
stello

il

X
si

miglio a destra.
presenta

Il

ca-

Veii etnisca. Del municipio di Veii ro-

dell'Isola

come sopra

mana
rio,

altro

non rimane che


il

colombadi

uno

scoglio spiccato dalla catena di pa-

da'eontadini chiamato

Cemeterio;

lecchi colli dirupati, di forma oblunga

fu trovalo intallo,

ornato di stucchi

da occidente

a oriente.

Quel dirupo

un

bello stile e di pitture,

ma

oggi tutto

ammasso

di ceneri

vulcaniche indurite

spogliato, parte per l'incuria e parte pel

dall'acqua, perci fragile e facile a franarsi, per cui

vandalismo de'
cessibile.

visitanti.

anticamente era pi

alto,

sto di 3 camere, delle quali

Esso condouna sola ac-

Molte caverne souo aperte

nel lato della

Lungo

la strada

romana

fra le

VEI
porle
Siili ina e

VEI
by, quest'ultimo deplorando che
getti trovali de'magnifici
gli

3t
ogfe-

Fidennte, furono scoper-

te negli

scavi varie lapidi sepolcrali, ri-

avanzi del

muli

ferite e dichiarate dal

Nibby. Nel centro


tro-

nicipio veiente,

quando

poi Pio VII

ove fu
vate
rio,

il

municipio veiente furono


colossali

ce acquistare pel Vaticano,

non furono
che nello
la

le teste

d'Augusto

e Tibe-

tutti collocali nella stessa sala, e

ora nel corridore del

Musco

Glia

scavo fu trascurata affatto


delle fabbriche rinvenute.
se relazioni all'accademia

topografia

ramonti, molte altre statue frammentate,

molte

teste,

una statua mutile

di

Gere
in

Ne fece diverromana d'ari

manico, molli pezzi d'architettura


colonne giacenti e non ancor messe
pera, cio 12 di
di circa
tro,

24
o-

cheologia
stralti
si

marmo

bianco lunense

i3 palmi

d'altezza e 3 di

diamebi-

Alessandro Visconti, cui epubblicarono nel Giornale dipartimentale di Roma, in tempo del governo francese. Divenuta l'Isola Farnese propriet della regina di

d'ordine ionico, con basi e capitelli


di

Sardegna M.*
necropoli

di

forma singolare; e 12
1

marmo

Cristina, riprese le escavazioni a'26 feb-

gio di

3 palmi d'altezza e d'un

palmo e

braio
di

838 ei83g

nell' antica

mezzo
rio

di diametro, con basi e capitelli

d'ordine composito. Colle prime Grego-

Veio sotlo la direzione dell'intelligentissimo marchese Luigi Biondi, il quale


1

XVI

fece

ornate

il

portico dell'anti-

a'

aprile

838
il

lesse

nell'

Accademia

co edilzio delle Poste pontifcie a piazza

d'Archeologia

Ragionamento intorno

Colonna (come narrai nel voi. LlV, p. 3 4-> mentre il nuovo ledescrissi nel voi. LXXIV, p. 36o) colle seconde il medesimo Papa fece decorare la cappella di s. Benedetto della nuova basilica di s.Pao1

alla tabella votiva in

marmo, trovata

nell' escavazioni veienli. Si pubblic nel


t.

9, p.
il

di

2o5 de' summentovali Alti. Inmarchese commise la descrizione


fttili

de'vasi
tica

trovati ne' sepolcri dell'an-

lo

che notai nel voi. XII, p. 223, ed avendo terminato la descrizione di quel tempio splendidissimo ne' voi. LXXIII,
(il

Veio,

al

dotto archeologo
il

Campacorrispo-

nari di Toscanclla,

quale

vi

se con quella illustrazione

stampala con
lodai nel voi.

p.

352, LXXV, p. 2 i4). Queste 24 colonne sembra che fossero in origine dead abbellire
la

tavole incise nel

i83q,che

LXXVIII,
gadro
di

stinale

basilica di Veii, e
il

269, dedicata al conte AvoColobiano gran maestro e conp.

per conseguenza presso


se

luogo dove esalle

servatore generale della casa della stessa


regina.

furono trovate, in uno

summenil

Da par suo
i

descrisse tali sepolcri


i

lovate sculture, e fu probabilmente


ro.

fo-

veienli ed

vasi.

Dice

sepolcri di

due

Le lapidi pubblicale dalJNibby ricordano il tempio di Marte, la scuola della


Fortuna Forte,
il

specie, altri grandi e pi antichi,


ti

formafunebri

di

una o pi camere
i

co' letti

teatro,

il

bagno,

il

cul-

scolpiti all'intorno, su de'quali

venivano
altri

to alla dea Vittoria, quello a Castore e Polluce, alla Piet, ed al Genio de' ve-

deposti o interrati

cadaveri

me-

Anche il Coppi discorre de'monumenli rinvenuti negli scavi di Veio, indi acquistali dal governo pontificio, e colienti.

locati nel museo Vaticano. Nel secolocoriente,a spese della famiglia Giorgi e sotto
hi direzione dell'avv. Galli, nel
1

no antichi e piccolissimi, consistenti in una o pi nicchie scavate parimente nel tufo e capaci a contenere non pi che un vaso, e talvolta uua piccola urna di terra cotta coperchiala, dove riponevansi le ossa bruciate del morto ; e presso tali nicchie erigevasi
daveri.
1
il

8 o
1

s'in-

rogo per bruciare


altri

ca-

(ominciarono
lina

gli scavi,

continuali negli

vasi neri, quegli

di

gran

anni seguenti, sulla spianala d'una colesistente a

mole con rappresentazioni


gli altri tutti di

d' animali, e

settentrione dell' Isola

pi antica opera e fattu-

Farnese,

come

ricavo da Coppi e da JNib-

ra Uovaronsi sempre disposti intorno a'

32

VEI
miglior
stile

VEI
delle pitture, di donativi fra gli amanti,

cadaveri nelle grandi camere sepolcrali.


]
li

vasi di

altres pi. belli

ed elegante, e quelper diligenza e bont


gli

od a causa

di

matrimonio,
ci vili,

d' ospitalit

e d'amicizia. In fine servivano a tutti gli


usi domestici e

di disegno,

non che

specchi di metal-

che del pari rappredegli antichi


gli

lo, le tazze e altre gentili stoviglie, furo-

sentati vi sono.
di

Fu costume

no tutte rinvenute entro queste nicchie, dove fra le ceneri e le ossa brustolile eano ancora talvolta
anelli d' oro, pen-

conservare nella Sepoltura (f.)

og-

getti

che in

vita s'ebbero cari

defunti,

denti, armiile, aghi crinali di osso o di

per la credenza che I' anime dei beali conservando dopo morte il proprio abi
to eie proprie loro costituzioni, prendes-

metallo, ed altri ornamenti muliebri, se

donna racchiudevansi 1' ossa dentro vasi. Gli etruschi prima interrarono lodi
i
i

sero diletto delle cose che vivendo ebbe-

ro care e affezionate, massime dalla nazione

ro cadaveri, posteriormente

li

bruciaro-

Toscana

(/'.) antica.

Anche il mar-

no riponendone

gli

avanzi entro vasi di

chese

Campana

intraprese dispendiose
dell'antica ne-

bronzo o di terra cotta, o in urne cinerarie, che fu T ultimo uso della nazione, praticato pure da' romani. La maggiore o minore antichit di siffatti sepolcri, resta

ricerche e intelligenti scavi in alcune


colline che

formano parte
ri

cropoli veiente,

petto al luogo ove

gi brill questa fortissima citt etnisca.

dimostrata dalle stoviglie se rozze,

Trov

fra le

molte altre quella tomba o


la sola intatta dell'anil

migliori o perfette.

Comunque nella

col-

grotta sepolcrale,
tichissima Veti,

lezione de' vasi veienti trovati nel!' esca-

cui disegno e sua eru1'

vazioni in discorso, molli sono con belle

dita illustrazione pubblic

Album

di

ed eccellenti pitture, tutti pi o meno sentono del rigido fare della vecchia
scuola,
ri

Roma
gina di
vi colla

nel

843, col 1. 1 o p. 249. La reSardegna fece riprendere gli sca1

ve n'ha

uno

di s finito e per-

direzione del valentissimo archeoil

fettodisegno diesi possa assegnare a quesi'


si,

logo

commend. Luigi Canina,


1'

quale

ultima epoca,

il

perch deve ritenerla

pose in pi chiara luce

ubicazione di

che venisse meno


tali fittili in

fabbricazione

Veio, e quindi pubblic con

4^

belle ta-

Veio nel 35g di l'ionia, quando appunto la citt fu domata e distrutta dall'armi vincitrici romane. 1 vatli
si

vole e alcune colorite, L'antica citt d

Vej descritta
menti,

e
1

dimostrata con

monu'

neri di terra

lisci

o ornati di bassi

ri-

lievi elegantissimijche in

tanta copia tro-

847. Quest'opera non fa posta in commercio, siccome di pochi esemplari. Del sepolcro denominato dallo scopritore e illustratorecWyjo/croCa/n-

Roma

varonsi ne' pi antichi sepolcri di Veio,

non hanno molta durezza


proporzione degli
altri,

e solidit a
la

pana,

e dai contadini
dell'

locali

Porta di

perch

loro

ferro, e

opera del Canina, risultato

cottura non portata a quel grado di perfezione delle stoviglie dipinte, per cui

degli scavi di pi di mille sepolcri, nel

crede

il

Campanari che poco o

nulla ser-

vissero ad altri usi della vita civile,

ma

1837 ne die contezza nel t. 3 della nuova serie del Giornale Arcadico a p. 5g e seg. il eh. Fabio Gori nella sua erudita e interessante
:

sibhene unicamente alle funebri


e ceremonie degli antichi. Degli
si

pompe
uso cui

altri va-

delle capitali d' Etruria,

Scorsa a Veii una 2 miglia


1

le stesse

pitture iusegnano

l*

lungi

da Roma. Quanto
Opere
Il

allo scopritore

erano destinati. Furono primieramente


adoperati ad uso de'sagrifizi verso i Numi, non che di premio a* vincitori negli

del Sepolcro

Campanaio celebra come


in plastica. Quan-

lo scrittore dell'

to a'vasi trovali dal Canina, dice

che sotrov

combattimenti, e in altre feste e giucchi, ed ancora secondo l'argomento


atletici

no

di tre generi.

i.

il

pi particolasi

re de' veieuti, perch

raramente

VEI
negli aldi sepolcri etruschi, consistenti in

VEI
prima dell' Quindi nel
volsero
le

33

8. secolo avanti l'era nostra.


fine di

vosi di bella vernice nera, sottile, e di

febbraio

853

si

ri-

mirabile
ti,

artifizio. Altri

hanno

geni ala-

ricerche nella parte occupata


citt antica,
le

o fasciature semplici, o animali con


soli colori,

propriamente dalla

ove

si

due
si

ed

effigie di
Il

animali

inci-

scopersero a poca profondit

reliquie

solo a contorno.

2.

di vasi di gran-

di varie case stabilite incirca ne'primi anni

dissima dimensione, ove

dipinti

sono

dell'impero romano sulle fondamenta

con
li.

colori a corpo, geni aligeri e

anima-

di
si

Il

3.

mostra T ultimo genere di vale

mili fabbriche assai pi antiche, che trovarono corrispondere lungo una via

si,

ma
si

rarissimi fra

tombe
del

veienti, di-

interna che metteva alla porta occidentale,

pinti con vernice fina. Dir per ultimo,

da cui usciva
la

la via

esterna che

si ri-

che

legge nel n.
del
1

o5

Giornale di

volgeva verso
se reliquie
di scultura
si

via Cassia.

tra le stes-

loma

853, che l'imperatrice del Borbone, avendo ereditato la maggior parte dei
Brasile Teresa Cristina M." di
fondi, che possedeva nelle

rinvennero diversi oggetti


in

romana

marmo, che

ser-

vono principalmente a dimostrare avere


la citt stessa

vicinanze di

continuato a prosperare an-

Boma

la

sullodata sua zia regina di Sardi

degna, non volle trascurare


re quanto
si

prosegui-

soleva praticare da quella

benefica sovrana proleggilrice delle antichit e delle belle arti, a vantaggio delle

stala ridotta a muniromano. Tra'medesimi oggetti merita considerazione una statua muliebre, che si crede essere una Pomona, di poco

che dopo d'essere


cipio

inferiore del vero, e quasi per intero con-

medesime. Commise pertanto

al

coni-

servata; e diverse piccole figure per Io

menci.
li

De Figueiredo

incaricalo d' alfala


s.

pi di rappresentanza Bacchica con una


piccola Cariatide scolpita in
lo detto

dell'

imperatore consorte presso


1'

marmo

gial-

Sede

e la corte di Toscana, e suo pro-

numidico. Fa ri mente si rinvenne-

curatore per
to pati

amministrazione del det-

ro frammenti d'una Vittoria alata scolpila in bassorilievo per


vittoria riportata

imonio,d'imprendere alcune escal'antica Veii. L'escavazio1

onorare alcuna

vazioni nel territorio dell' Isola Farnese

da qualche imperatore
il

dove esisteva

romano che
cipio. Si

protesse

medesimo munivarie-

dicembre 852, ebbero luogo primieramente nella parte seltentuonale dell'antica citt, ove esisteva la
ni intraprese nel

sono inoltre rinvenuti diversi


di

pavimenti
t di

camere composti con

marmo

delle pi scelte specie, fra'

principale sua necropoli; e

si

scavarono

pochi

marmi scrini,

rinvenuti nelle stan-

pi

120 vetusti sepolcri, in cui si rinvenne una ragguardevole quantit di stodi

ze scoperte, meritano considerazione

viglie per pi

gran parte nere, e pochisparticolarit


si

sime dipinte. Siffatta de importante per la


ti;

ren-

storia di tali ogget-

poich tra

le citt

principali dell'an-

frammenti appartenenti ad un' iscrizione monumentale dell' imperatore Tiberio, scoperti da vicino al luogo in cui nel 18 4 si rinvenne la bella statua summeritovata, poich da tali reliquie conoscenj

tica Etruria, di quella de' veienti essen-

dosi essere stata l'iscrizione stessa collo-

do pi cognito
sperit ed
il

il

principio della sua pro-

cala in Veii per alcuna concessione otte-

za di tale

suo territorio alla pertinenantico popolo, si trova cos in


la

nuta da quel principe,

si

viene pi for-

malmente a convalidare

la

corrisponden-

modo

pi convincente confermata
dell'

pre-

za in tal luogo dell'antica citt di Veii,

cedenza

uso delle stoviglie dell'in-

come
nella

dicala semplice specie, su quello delle dipinte, ed essersi quest' ultime introdotte in pii

fu ampiamente dimostrato anche suencomiala opera di Canina; men-

tre di tutte le altre iscrizioni in cui leg-

gran numero solamente non

gest

il

nome

de'veienti e della loro citt,

VOL. LXXXIX.

34
non
si

VEL
conserv precisa memoria del
lo

V
rato

EL
vi

ro ritrovamento, donde n'era derivata


l'incertezza sulla vera corrispondenza di

come sobborgo, e stero di monache e

sono un monachiese.
I

tre

quartieri sono riuniti per mezzo di

due un

posizione della citt stessa.

ponte, e insieme posseggono molte fab-

VELIA, Elea,
quale
si

lidia, Heyla. Antica


la

briche di corami. Questa citt molto


antica, e fu di sovente presa nelle diverse

sede vescovile d'Italia, nella Lucania,


stiche di

divide nelle provincie ecclesia-

guerre che accaddero

tra' principi russi

Rossano e Cosenza. Neil' Italia sacra } io,p. 1 83, Velinus Episcopati^, s\ dice che esisteva nel VI seco\..

neh

198:1 lituani aiutati dagli abitanti di Polotzk furono ad attaccarli, ma non po-

terono impadronirsene. Nel


gorodi
la

4-4-8

nov-

lo,

essendo vacata nel pontificato


I,

di

s.

cedettero

al

gran principe di
1

Gregorio
le

che
il

fior nel

declinare di ta-

Mosca Ivan

Basilio III. Nel

58o

il

re di

secolo;

quale Papa incaric Felila

Polonia Stefano Batori se ne insignor,

ce vescovo Agropolitano per fare


sita della

vi-

ma
la

la

rese alla Russia

chiesa di Velia nel 5cj2. Ignode' vescovi che ne occupa-

pace. Nel

dopo due anni al1611 fu presa e arsa da'parDmilri, e rimase vuota

ransi

nomi
sede.
di

titanti de' falsi

rono
a

la

La

citt

si

vuole edificata

tempo

Servio Tullio re di

Roma

per 9 anni. Lo czar Michele Fedorovitz la ripopol inviandovi una colonia

da'focesi, perci stimata colonia greca, e


si

vuole patria de'

filosofi

Parmenide e
I

Zenone seguaci
ca

di Pitagora. Sorgeva cir-

200

stadi distante

da Possdonia.

geografi sono discrepanti nell'assegnarne


la localit
lia
:

Don, che a castigo di una ribellione erano slati spedili ad una fazione in Polonia e in Livonia, nella quale aveano meritato il perdono mediante una buona condotta; le quali
di cosacchi Uralii e del

l'Holstenio vuole che sia a Ve-

genti pi

non curandosi
permissione di

di ripatriare, otstabilirsi in

succeduta Castello a Mare della Truc-

tennero
like.

la

Ve-

ca,
s.

come opina pure

il

Nibby
;

Barrio,

L'antico suo vescovato venne uni-

Bonifacio; Nigro, Ulastra

Ligorio,

to a quello di

Novgorod-Veliki (V.).
o

Policastroj Paudolfo, Scalaj Cluverio e altri, Pisciotta. Quest'ultimo un borgo del regno di Napoli del Principato
Citeriore, capoluogo di cantone a 3 leghe

VEL1K1-OUST10UG,
o

USTIUG

USTING. V.

Oustioug-Veliki.
(Feliterncn). Citt con
sta-

VELLETRI

residenza vescovilesuburbicaria dello

da Vallo e 17 da Salerno, presso


re Tirreno.

al

ma-

to pontificio, antichissima del famigerato

Ha

bellissima chiesa parroc-

Lazio (?

),

gi

una

delle nobilissime e

chiale e

un convento, palazzo e parecchie case ben fabbricate. Vi si fa abbondante pesca, e il territorio produce squisiti
frutti, vini e olio ricercati.

de bellicosi e possenti volsci; indi e successivamente capoluogo del privativo governo del cardinal vescovo,poi
celebri capitali

della legazione di Velletri,edal


la

i85o del-

VEL1KA-PERMIA.
di

Sede vescovile

delegazione apostolica di Marittima, e

Moscovia, unita
(V.).

all'

arcivescovato di

facente parte della legazione apostolica di

Fiatka
Russia
vat.
Il

VEL1K1E-LUR1.
in

Citt vescovile di

Marittima e Campagna, per disposizione del regnante Papa Pio IX^P.). La nuova legazione
te
la

Europa

e governo, a

47

le-

form

colle provincie di

ghe da Pskov,
sulla

sulle

due sponde

del Lo-

EellctrioMav\ll\aa,<.\\Frosinone e Pon-

quartiere della citt che trovasi sponda sinistra di tal fiume fortificato da un terrapieno, da bastioni e palizzate, e possiede 7 chiese. Quello che fciace sulla sponda destra, viene conside-

Corvo, e
il

di

Benevento, conservando a
car-

ciascuna

proprio preside, e legato apo-

stolico della

medesima dichiaraudo il

dinal vescovo d'Ostia e Velletri decano


del sagro collegio. Nel 2.
di tali articoli

VEL
resi

VEL
p giurarono
tore), e sono:
i

3?

ragione del vocabolo Marittima e


in generale

romani fedelt all'impera-

Campagna ,
quest'ultimo
ne, esistente
tuosa,

corrispondente

Seg/iiam,

Anagniam, Fu-

alla provincia di in

Fresino-

contrada piana e

mon-

Ferenlinum, Alalrum, Patricum, Frisilunam velFrisilmam, cimi


renti'man seti

denominala per antonomasia Campagna di Romaje\'a\Ua a quella di Velhtri, esistente in suolo piano e litoraneo

omnibus finlus Campaniae. Da questo


si

vede che
le

il

ducato

di

Roma

(/'.)

ab-

bracci

terre dell'odierna

Campania o

che confina
nia!',

al

mare. Abbiamo d'Antoorigine et sita

Campagna, ma non
te

gi quelle conosciu-

nio Sanfelici,

De
1

Campa-

ora col noinedi Marittima, chesono Al(ora con altri luoghi di Marittima

Nenpoli

636. Nell'antichit sono


provincie abi-

bano

fiimose

le forti e bellicose

sotto la

Co ni a rea

di

Roma, ed

in tale aril

tale dagli ernici e da'volsci, ricche delle

ticolo descritti), Velletri,

Cori e altre;
degli

dovizie e fertilit de'monti, ed


ti

abbondani

che fece credere dal non vedersi nominate ne'diplomi di Lodovico


toni e di
to
s. I,

della grassezza e copia de'campi e prati.

Ot-

Nel voi.

LXXIV,
i

p.

76, ricordai

luoghi

Enrico

II,

fra'lnoghi del ducail

ove

descrissi

famosi e clamorosi giuochi

Romano. Nola pure

Borgia

mau-

d'Agone e di Testaccio celebrati inPioroa nel medio evo, a' quali le due provincie dovevano mandare giostratori esperti e giovani, cio le comuni di Terracina, Piperno, Velletri Anagni Sezze , Acqua
,

carsi di

documenti per indicare con chia-

rezza a chi inque'tempi rimanessero sog-

Putrida e

altre.

La catena

degli elevati
fra le vie

monti Lepini, molto estesa


tina e Appia, distingue la

Ladi

mentovate citt, se a' duovvero a que'di Spoleto. Il ducato Romano mentre maggiormente estendevasi dalla parie di Toscana o Pa trnonio di s. Pietro, avea minore
gette le ultime
chi di Benevento,

Campagna
di
il

estensione nella parie


di

diCampania^quin-

Roma
e di

nelle

due provincie
Il

Marittima

pare che dalla parte d'Albano, Velletri


dovesse
fissarsi

Campagna, come

dichiara

corano

ec.

quel ristretto confine,

Marchiafava.
nella

veliterno cardinal Borgia

del quale scrisse

s.

Gregorio

II

nel

727
qua-

Breve istoria del dominio temporale della Sede apostolica, a p. 256, riferisce al secolo XI la divisione della Campania in
te

all'imperatore greco Leone


le

III, del

Campania, poi detta volgarmenCampagna, e Marittima. Pertanto osle

non poteva temere 24 stadi da Roma E se Terracina, ch' dell' odiernaMariltima, ubbidiva a Papa Adi inno I del 772, non per questo pu deduro 3 miglia.
sene che
se,
al

serva, che quelle terre,

quali circa

il

se-

ducato

Romano

appartenes-

colo

XI

si

divisero in

Campania

e Marit-

giacch questa citt fu de'greci ossia


riteneva in

tima,

in antico col solo

nome
i

di

Campa-

nia venivano considerate. Posta questa distinzione,

parla

il

si ponderino luoghi de' quali diploma di Lodovico I, nella con-

ferma del possesso de'dominii alla s. Sede (conferma corrispondente all' obbligo non solamente di non molestarne il possesso, ina

il Papa I' avea compenso del Patri/nonio JYapoletano,che medesimi greci avevano alla Chiesa romana violentemente usurpato, a ci istigati da Arigiso

del ducato di Napoli, ed

presa e

la

li

duca

di

Benevento. Ne'tempi bassi

in-

tralciata e oscura la corografia dell'Italia,

anche di difenderlo; ecco propriamente quanto imporla vano le conferimperiali, del resto
g'

onde

nelle ricerche de'luoghi che apal

partennero

ducatoRomanOjil Borgia

si

me

imperatori per

mera prolezione
trizi

e avvocazia,

come Pail

di

Roma, giuravano
la

di difendere e

proteggere

Chiesa romana e

suo prin-

appoggi alle memorie pi sicure, rilevando che senza buon fondamento Le Colute scrisse neW'Epist. 65 del Cod. CaroL, t.i, che le citt di Pipemo,d\ Terraci-

cipato temporale, ed a tale effetto

un

teni-

na

e di Sezze entrassero io qucslo duca-

36
to.

V E L

VE
comodo non meno
che de'suddili della
scuna
s.

Per Terracina si detto come allora era dominata dal Papa; quanto poi a Piperno e Sezze, il silenzio degli antichi mo-

loro segregate e distinte, senza grave inde' pontificii rettori,

Sede, tornarono a
rettore

numenti fa s che la cosa rimanga assai incerta. La denominazione di ducato Romano non fu sempre costante, mentre talvolta parte delle sue lene vennero indicate sotto nomi di Territorium e Terra s. Pelri, nel secolo IX; e tal'allra furono tutte comprese sotto nomi di Campania di Toscana e di Romania, come neldiplomadell'877 diCarlomanno. Dell' origine del dominio temporale della s. Sede nelle citt e luoghi delle provincie
i

separarsi queste rettorie, e a darsi a ciail

suo rettore.
di

Dopo

il

Gu-

glielmo

Balaeto, nella cronologia de'


seguenti. Nel

governatori di Benevento tessuta dal Borgia,

vengono
di

32 5 Gerars.

do

della Valle

priore della chiesa di

Tommaso
rittima e
di

Montpellier, intitolato

ret-

tore di Benevento e delle provincie di

MaCampagna. Neh 336 Ruggieri


,

di

Marittima e Campagna, meglio ragio-

Vintrano rettore di Benevento e di Marittima e Campagna, ma non risiedeva in detto anno iu Benevento, lenendovi in

nai a'Ioro articoli;

avendo detto altrove


1

sua vece

Raimondo abbate del moarci ve-

che quando Innocenzo VI nel


stitu vicario

353
lo

co-

nastero di Casanova con titolo di luogotenente.

generale di tutto
quali
il

stato

Ugouo Guidardi neh 365

pontificio

il

celebre cardinal
le

Albornoz,
la

scovo
nel

di

Benevento, nominato assoluta-

coni 6 proviucie, fra

Camparestitu al

mente
1

rettore di Benevento. Gli successe

gna

e la

Maremma.

Di pi

Borgia nar-

ra a p. 292, come Carlo

Maguo

de'marchesi del Car3 7 1 Daniello retto cavaliere gerosolimitano e priore di

duca di Benevento, cio Soia, Arce , Arpino e Aquino, e vi aggiunse ancora Teano e Capa, staccantolte gi dal

ducato pania,

Romano

alcune citt della

Cam-

Lombardia, rettore
rio

di
1

Benevento: Grego-

XI con breve

del

3j^
il

lo

dichiar ca-

pitano generale di tutto


provinciedi

territorio Pia-

centino, uel quale chiamato rettore delle


il

dole dal ducato di Benevento,


re olh a
s.

il

quale pu-

Campagna
in

Pietro, per allora riserban-

Borgia crede, che

dosene

la

sovranit, e cos di quello di

Spoleto. Perci separ dette citt della

Campania
de ne
gia,

dal ducato Beneventano, on-

fosse subito

dato

il

possesso al Pa-

pa. Inoltre

apprendo dal medesimo Boristeriche della pontificia


1

Memorie
di

citt di Benevento,

verno
lo di

t. 2, p. 94, che il goBeneveuto fu gi unito con quelMarittima e Campagna, e di tale


1

mnone lai.' memoria la numento marmoreo del


legge
della
il

trov in un mo1

po avesse ancora la Raimondello del Balzo Orsini rettore di Benevento a vitaj della quale citt s' im padroni Ladislao redi Napolie Giovanna l di lui sorella, la quale nel 4 18 col consenso di Martino V u invest Sforza, che ne tramand in retaggio il dominio a Francesco suo figlio neh 424 confermatogli dallo stesso Martino V , sotto del quale Benevento torn ad essere gover1

e Marittima; ed un medsimo temrettoria di Benevento.

3a

f ,

in cui

si

nato da'ponliljcii rettori, leggendosi che

titolo di

Rettore di Benevento e
attribuito a

neh 428
di di
di

vi

era rettore

Giacomo vescovo

Campagna

Guglielmo

di Balaeto,

cos fatta

com' pure la 1." memoria di unione di rettorie, della quale pel rimanente del secolo XI V, e ne'piin-

Guardia Alferia, e nel i43o Giovanni Vico detto Peroltino da Viterbo. Insi

riun questa rettoria di Marittima e


a Perolli-

Campagna, essendo succeduto


110

hanno pi esempi ; ma perch poi si consider- che un medesimo rettore non poteva agevolmente accudire al governo di lene talmente fra
cipii del secolo
si

XV

Arrigo Scara rapo d' Asti

vescovo di

Felli* e Belluno, rettore di Benevento,

Marittima e Campagna. In tempo li Eugenio IV dimorava per lui iu Bene vetie di

VE
|
il

L
il

V E L
la citt

37

suo vicario Benedetto da Gualdo,

vanni Moles, Agostino Trivulzi, Vitellozzo Vitellozzi ec. ec. Di altri ne far
ri-

quale compil alcuni statuti per


in

suo nome. Inoltre Arrigo era stato se-

gretario di .Sigismondo imperatole, e nel

cordo nel progresso di quest'articolo: l'ultima fu il cardinal Antonio Pallolta, della cui legazione alla
i.

l46 intervenuto al concilio di Costanmorto in Fellre a'29 settembre 44 in odore di santit, onde il corpo si conserva incorrotto in quella cattedrale. Dopo Sca rampo, il Borgia non trov altro
za;
1

sua volta parler.


il

Il

legato di Velletri fu

cardinal

Pacle-

ca, ed il nuovo r. Campagna, vale a

legato di Marittima e dire dell'ampliala


il

gazione gi indicata,

cardinal Macchi.

rettore

ili

Benevento, die nello stesso temla

De' presidi
le notizie.
lati

di

Velletri di poi

ne riferir

po avesse unita ancora

rettoria delle

Nelle Notizie di

Provincie di Marittima e

Provincie di Marittima e

Campagna. Le Campagna eb-

governatori di
serie dal

Roma, de' preMarittima e Campase

gna residenti a Frosinone,


gere
la

ne pu

leg-

bero moltissimi governatori generali col


titolo

di

rettori,

cio Rcclores provin,

cine Maritimele et

Campania*

et

Campanie ovvero Maritimae, e di non poi

chi ne parlai descrivendo

luoghi delle me-

1808, ossia da r mg. Gio. Francesco Leonini romano, a mg/ Fabrizio Turiozzi di Toscanella,poi cardinale; come pure il novero de' deler gati apostolici di Prosinone, da mg. O-

1717

al

desime, come
titolo
di

di

Petronio Conte (antico

e governatori) della
(I
),
il

Cam pugna
Onorio

e
I,

norato Bres nel 18 16, all' odierno mg/ FerdinaudoScapitta,per la qual ciltLeo-

Ceprano

cui figlio
nel

ne XII col breve

Roma nis

Pontifi.cibus i
t.

620, e vi possedeva un fondo o patrimonio della Chieforse ivi nato, fu


sa,

Papa

de'9 dicembrei828, Bull. Rom.cont.


1

come

notai nel voi. Lll, p. 5; la qual

citt com'altre
ciali
< li

ebbe de'cardinuli per speque'reltori dipoi

governatori. Nelle biografie de'carsi

4^o: Rcslitutio titilli civitatis cimi nspondenlibus privilegiis, et honoribus pr oppido Frusinonis apud Volscos existenlis. Nel quale si legge Praeterea
7, p.
;

ilei li

ponno vedere
il

elevati al cardinalato; e tra' pi antichi

ricorder

bealo Berardo Berardi,


1

ile'

gran conti
tro

di Marsi,\valo nel 080, e PieGalluzzi creato cardinale nel 1190. Anticamente l'abbate di Monte Cassino (/ .), ove gi sorgeva la citt volsca di

non dissimile ventati omnino videtur episcoporum sedem olim fuisse postea tornea Ecclesiae Verulanae adjunctum, Sed omnibus nolum, tic per spedimi cstt longa ab hinc minorimi serie ibi pontificiae Sedis praefectos Maritimae et
,

Cassino
quello
ili

Cassiua,

tra' suoi

titoli

usava

Comes

et Rcctor

Campatane
i

Marini/nacque provinciarum. Ebbero


pure moltissimi cardinali
si

Campaniae provinciae juisse atque etiam nunc esse, Ne'miei cenni su Frosinone e sua illustre delegazione apostolica, giovandomi ancora del Saggio istorico di
,

legati,

quali

Frosinone

del celebre e dotto frusinate

risiederono in varie citt delle provincie


esse,

cav. Giuseppe de Matlheis

(sommo

pro-

come

Atingiti A latri
,

Piper no,
per ram-

fessore di medicina, le cui notizie necro*

Ferentino ove

fu la curia

generale ec, e

logiche riporta

lo rilevai nelle loro biografie, e


i

1807
diede

a p.

il Giornale di Roma dei 989, quindi ['Album di Roma


t.

mentarne alcuni, tali furono cardinali / go (VA latri, Gregorio Tedali, Stefano Normandis, Giordano Pirunlo o Petonti Contida Tcrracina, Francesco Tebuldeschi Francesco Prignaui Pietro Sasso, Ugo di Lusignano, di Casa, For,

e col suo ritratto nel


!a

24

P-

49

>

bellissima biografia del eh.


ut]

Qui^

tino Leoni), gi compilai

elenco d'al-

cuni cardinali

legati della

provincia di

Marittima e Campagna, de'prelati governatori generali della

medesima ede'delecol-

cole

Gonzaga, Francesco Gonzaga 3 0q-

gatidiFrosiuoue poscia cardinale qui

33
le Notizie di
e:

VEL
Roma
vi

VE
il

aggiungo

prelato

se

Tani

di

Ferentino, su l'antica Veralla pag.

833

ora cardinal Domenico Sa velli, che nel successe a mg." Gioacchino Provenquale porporato fu sostituito nel r n>g. Marcello Orlandini della pro-

rugine, indi Vallis Carit presso Vallecorsa.

Segue

del

medesimo

zali, al
1

838
le

opuscolo questo frontespizio. Saggio storico di 1 allecorsa per Michele de Malthias

vincia diPerugia, ora da giudice deputato

collaboratore

di

vari

giornali

per

cause ecclesiastiche nel civile Tribu-

scientifici, socio

d'onore dell'accademia

nale

ili

Roma, promosso
r
1

a vice-presiden-

dell' Immacolata

Concezione di Maria
1

medesimo tribunale: questi ebbe a successori, nel 843 mg. Andrea Pila di
te del

santissima in

Roma, Ferentino

85o,uel-

la tipografia de'fratelli

Bono. Riporta per

Spoleto, attualmente niitiistrodell'interno; nel


1

testo la seguente proposizione cavata dal

848 mg.

Pa.quale Badia,

al pre-

Gioberti, nell' Introduzione allo studio

sente delegato d' Urbino e

i852 mg.' Lorenzo


te del cardinal

Dialti

Pesaro; nel (degno nipodi

della Filosofia. Nelle questioni riguardanti


I'

antichit e le origini raro che

si

Benvenuti benemerentisil

possa avere piena certezza, e chi ottenga

simo preside contro


ste provincie,

brigantaggio

que-

una
si

certa vero somiglianza, deve stimar-

per

le

quali fece stampare:

Istruzioni e Regolamenti nelle provincie

aver fatto molto". Termina l'eruditissimo patrio Saggio storico a p. 5 e nel, 1

di Marittima e Campagna), ora votante


di segnatura; e nel

la

seguente trovasi

la lettera 3. "con
r

que-

marzo 858 l'odierno mg/ Ferdinando Scapitta. Nel 1849


1

sto indirizzo: Al sig. cav.


roni.

Gaetano Momedesimi abcon confutar

Su

li

luoghi montuosi della provinli

Ferentino de' fratelli Bono fu pubblicato: Lettere slorico-topograjco-archeologiche sopra alcuni


nella tipografia di

cia di
biati

Frosinone, ove se

dato comodo agualoa'briganli. Censig.

no

istorico di questi ultimi,

luoghi della provincia di Prosinone


e delegati di questa provincia
scritti nell'elenco
sig.

zione delle proposizioni del eh.


tro Castellani (autore del

Pie-

cui si unisce la nota de* cardinali legati

Quadro geo-

De

non dedato alla luce dal eh. Malthaeis nella sua storia Fru-

grafico dello stalo pontifcio), e del sig/ cav. M01 oni (autore del Dizionario di Erudizione storica ecclesiastica),
i

quali

pure un saggio storico di Vallecorsa una voltaV allisCurtia, opera di M. D. M. Egli questi il eh.
sinate, e vi si unisce

hanno opinato per


1

1'allerma li va nella

queno-

stione surriferita. Vallecorsa

27 agosto

846". Indi
r

a p.

57

la lettera 4-* al

Michele de Mallhias

di Vallecorsa auto-

bile d.

Solis.

Sulla storia dell'industrie


di

re di diverse opere pubblicale, e nel de-

della nostra provincia detta per auto/io-

corso di questa mia in

buona parte ono-

masiain
ciale".

Campagna

revolmente ricordate, persino negli ultimi volumi, ed anche con riprodurne alcuni estratti delle medesime; il quale scrittore si compiacque inviarmi il detto suo libro con l'epigrafe: In segno
della

descrizione della sua posizione

Roma, ove la commer-

A p. 64, si legge la lettera 5." e ultima scritta all'avv. Belli direttore del

giornale del Foro di

Roma; Sopra

l'ac-

cademia

scientifica esistente nella delega-

pi cordiale stima e rispetto. Le

zione di Frosinone, ove


della storia di detta

un colpo d'occhio

mentovate sue Lettere

un
poi

libro d'
,

guardano

contengono in 88 pagine. Siccome mi rie del contenuto dovendone


si

e de' suoi lavori ".


la

accademia (Eroica), Finalmente a p. 74


provin-

Nola de'legali

e delegati della

ragionare

all'

opportunit, convie-

cia di Frosinone,
lilo

cominciando da A tito-

ne che qui ne dia un cenno fugace. La 1/ lettera, diretta al sig/Sebastiaui, sopra Allena: la 2/ indirizzata al uiaixhe-

Tusclano nel 7 t4 rettore della Campagna di Roma fino a Gaeta, sino al sollodato

mg/

Badia delegato apostolico, lu

V E L
diversi

VEL
no ne'mouli
i

39

tempi

le

proviucie di Marittima e

selvosi, pressoi! sito

Campagna,

e le

Paludi Pontine, furono


il

vasi l'odierno paesello di

ove troMorino, dietro


Ne'

infestate da'malviventi,

cui ultimo pe-

monti

d' A latri, della diocesi di Soia.

riodo cominciato dall'epoca repubblicana


del

territorii ernici della


lazzi e ville le

provincia ebbero pa-

1798, termin felicemente nel i825;


ripetei
il

perci nell'articolo Prosinone

incompatibili se

pi nobili famiglie romane, vi fossero stati comodi a-

riferito nella descrizione della delegazio-

guatide'malfattori.

Qui credo opportuno

ne di Frosinone dall'avv. Castellano: Lo Stalo Pontificio, Homa 1837, p. 206. I monti selvosi per hanno talvolta (parola restrittiva da me aggiunta) fatalmente offerto a' malfattori comodo aguato per
darsi alla rapina ed a' pi atroci delitti.

riprodurre un brano del testo della lettera mss.


sivi,

Se passiamo poi a'tempi succesda voi invoed a quelli di Sisto

cati, leggesi subito,

Ricordasi fin da' tempi

dell'

imperatore

Severo lo scempio che gli assassini facevano de'pas<eggieri e de'ricchi proprietari ne' monti Etnici ; se ne enumerarono fino a 600; il loro capo Bulla Felice nell'anno 207 dell'era volgare venue imprigionato, e condannato alle bestie,

che li Briganti d'allora ueppur ebbero comodi aguati ne'luogliiFrosinonesi.il Muratori che ne discorre ne'suoi Annali al i585 racconta che li Banditi erano Forestieri, li quali venivano ad inquietar noi. Ed ecco anzi un
discorso del lodato Annalista, con cui

esclude
ce nel
1

il

vostro assunto.

= Crebbe

si

(e di-

590) poi questo (Brigantaggio) do-

dopo di
i

po

la morte di esso Sisto V, e

massima-

che
liti

si

venne a capo di disperdere


r

satel-

suoi". Pubblicato l'articolo


il

neh 844>

dipoi

sig.

De Matlhiasdi Vallecorsami
lettera

scrisse la

mentovata

de'27 agosto

1846. In essa dopo a venni notificato, che la provinciaFrusinateavea inteso con piacere
le

mie

lodi

dategli

nel Dizionai-io

mio, urbanamente m' invit a porre nel medesimo una nota pel suddetto perio-

mente perch alfonso Piccolo/nini duca di Monte Marciano caduto in disgrazia del granduca Ferdinando (di Toscana) con grossa taglia sulla sua testa, perseguitato dappertutto, si fece capo di que' masnadieri in Romagna ... e facea frequenti assassinii, ed altrettanto facea 3tarcoSciarra capo de' Banditi e scelle' rati in Abruzzo, con iscorrer fino alle
porle

do trailo dal eh. Castellano. Imperocch con diverse autorit di scrittori egli sostiene. Che monti selvosi della provincia in discorso non hanno mai concesso coi

diRoma.=. E cos prosegue a


1

narra-

re che nel

5g

fosse ucciso fosse

il

Piccolomini,
in

mentre ncli5g2
esseri
s

l'Abruzzese, e quindi liberata


perniciosi.

modo aguato
masnada

E che la ebbe vita non ne'luoghi attualmente componenti la deal

brigantaggio.

Candia da Or dunque che ha che


l'

mandato

Italia

di Bulla Felice

fare l'illustre nostra Provincia per cosif-

fattiBandili?"Quanto all'epoca ultima del


brigantaggio, soggiunse
thias,
r
il

legazione apostolica di Frosinone,


distretto di Soia

ma

ne'

sig.

De Mat-

monti Ernici che oggi formano parte del


del limitrofo

che

dispacci governativi sono a fa-

regno

di

vore della provincia, da'quali rilevasi che


la
1

Napoli.
sei

tale effetto ini fece inoltre os-

vare, che ripartila l'Italia da Adriano


1

banda Gasparrone non era forte che di 5 individui, ecostretta a ricoverarsi tra'
aguati, e spesso
i

in
le l

7 provincie,
di

la
i

regione Eroica,
popoli
al di

la

qua-

monti Regnicoli, ove realmente sono co-

comprendeva
de'monti

Preneste

al

qua e al di Liri, venne di-

modi
rono

briganti

si

ritira-

nella liuea del confine del

regno di
a' fro-

visa.

Veroli
li

Quindi Anagni, Alatri, Ferentino, ec. appartennero a Frosinone; ma


t

Napoli. Per tuttoci mi pregava farlo co-

noscere

al

pubblico per ridonare

Ceretani e Capi ulani, ernici anch'essi,

sinonesi quel decoro, che alcuni

male

in-

apparteuuero a Soia, ed appunto, ubila va-

terpretando

le

mie parole,

gli hu.u tolto.

4o
limenta piuttosto

V E L
(gii di

VEL
benedizione e di

Imperocch Frosinone co'suoi contorni agrazia, al dire del Pontefice esimio istitu-

darsi alla rapina ed ai pi a atroci delitti, indicando i tempi di Severo, di Sisto

V e de primi 5 lustri del secolo


mare
il

corren-

tore del Sesto delle Decretali; rilenendo


egli

tejmerilare una nota, comegli piace chia-

che

le

bolle pontifcie

esprimono sem-

molto che ha detto, non ricordanin tante

pre proposizioni ineccezionabili, e perci


la riferita
le.

esporre una verit incriticabiillustri della

Quindi celebi vari

pro-

vincia, cio Gregorio da Pofi segretario

d'Alessandro IV, dicendo che


pere liber
l'Italia

col
il

suo

sa-

da Ezelino;

dotlissi-

non minimissime discussioni anzi parlando genericamente non si viene espressamente che di rado a stabilire tempi, solo riportando quanto pi scrittori ci dissero. Lei ha voluto analizentrano poi
,
i

dosi delle qualit de' Dizionari che

mosonninese Petticca;

l'avv. Cecio disua

zare

il

detto punto, e secondo


i

la

sua nar-

patria Vallecorsa, di rari talenti e luogo-

razione

tenente generale alla ricupera di Ferrara;

modo

monti non hanno concesso coagnato a' briganti, contro il fatto

non che

la

vallecorsana da cui nacque

la

in generale. Lei affaccia l'autorit di

Mu-

madre

di

Gio. Francesco

Aldobranditii

ratori pe'tempi di Sisto

V,

di

gran peso
egli so-

generale contro Tunisi. Per ultimo, applic alcuni versi di


rir) a

ma non
tri:

di fede,

avendo parlato

Dante (che poi

rife-

lo di alcuni luoghi senza escludere gli al-

so

vituperato

qualcuno che aveva, secondo esla provincia medesima,


tut-

giacch leggo nella vita di Gregorio


di Sisto

XIII (immediato predecessore


di MafFei e

V)

mentre dovea lodarla; dovendo allora


to cangiar d'aspetto sotto
di
i

raggi del Sol

Novaes gesuiti che se ne occuparono con precisione individuale, per


que'benefizi di cui fu largo colla

Ceccano

(il

cardinal Gizzi segretario


la lettera

loroCom-

di stalo).

Termin

con nuova-

al
a'

mente piegarmi a porre una breve nota Dizionario mio per l'oggetto. Risposi

pagnia, senza venir al dettaglio, che Giovanni Valenti famoso capo de'tnalvivenli

s'intitolava

Re della Campagna

di Ho-

i5 del susseguente ottobre colla lettera che qui riproduco; e la ricavo dalla mia bozza, e probabilmente l'originale sar limalo e pi cortese, sebbene in-

via, e qual reo d'atroci delitti fu decapitato.

Leggo
e del

poi nella vita di Sisto

V del

Novaes
sti

suo correligioso

p.

Tempe-

(anco su ci mi limito ad un'indicazio-

teramente confidenziale e senza affatto

neppur per sogno immaginando che dovesse stamparsi. Ill.mosig/ Michele de Matthias. Domando scusa se per impotenza cosi tardi rispondo alla rivestudio,

aTerracina,PipernoeSermoneta, non solo pel prosciugamento delle Paludi ed altro, ma per liberare luone), ch'egli fu
i

ghi infestati da'mal viventi.

Trova anco da

ridire sudi provvedimenti fatti dal gover-

sua lettera del 27 agosto. In essa Ella ancora mi dice che la provincia Frusinarita
te intese

con piacere

le lodi
la

che

gli

diedi

nel
re.

mio Dizionario, e
Ai
rilievi

ringrazio di cuo-

da Lei

fatti,

non intendo

di

rispondere

in dettaglio,

ma

solo sulle co-

se principali di fare

qualche osservazio-

ne. Pei tanto V. S.

III.

ma

incomincia col

no francese e pontificio. Io li trassi dagli originali e non feci che indicarli pe' motivi da me addotti. Se alcuno ve ne manca altro non specificato non mi pare errore, perch io uon intesi far il computista de'malviventi, ma darne un breve cenno. Qualefu il mio Cine sull'articolo Frosinone? Rispettando e venerando persino le
zolle della provinciaj e
i

farmi osservare di aver io detto (cio


quello che appresi da diversi autori, poisi ponno inventare), che i hanno talvolta fatalmente oliato a' malfattori comodo agnato per

suoi grandi uo-

mini

illustri

che
la

vi

fiorirono e fioriscono,
la-

ch

latti

non

ammirando

costante fedelt e

reli-

inolili, selvosi

gione degli abitanti, indispettito di leggere negli biotici,

anche moderni,

di venire

V E L
spesso spesso

VEL
ilparse

4i

denominato

de bri-

vero qui
lettere

di passaggio,

che dopo la pubblile

gami, per verace

.simpatia, per giustizia,

ca/ione dell'articolo, molteplici furono

per affeziona di sangue, perch alcuni patenti miei vi derivarono, e per l'edificazio-

che

di

moto-proprio

ricevetti,

da

mg.

Pila delegato e da molti provinciali,

ne ricevuta nel viaggio di Gregorio

XVI,
le

senza ninno de'rimarchi da Lei prodotti,

mi proposi
riusc

fare

un onorevole

articolo, e

come niuno
l'articolo

li

fece de' nominati. Inoltre di

per amore mollo lungo, contro

prima

stamparsi

lo diedi

pu-

basi

ilei

Dizionario, non valutando che


altri

re a leggere al p. Meueguzzi procuratore de'certosini, pei; le notizie

per

la

lungaggine mi esponevo con

articoli,

con tutte

le

conseguenze che ne
alle parti

riportai, e ri'ehhi

che di loro approvazione e lode: a'

derivano. Fatto l'articolo (come faccio di

marchesi Longhi (de'signoridi Fumone),

ognuno che

li

rimetto

che pos-

ed
li

al p.

Illuminalo da Pofi, per ci che

sono giudicarne)

lo sottoposi alla revisio-

ne dello storico di Prosinone prof, de Mattheis; e siccome mi accorsi che frui

altri, niuno affatto di rimarcandomi il da Lei osservato. Mentre mi era riuscito a furia di libri, di
essi

riguardava, e ad

sinati

avevano emuli

nella provincia, per


r

cui sono dovizioso possessore, parlare di


tutti
i

correttivo l'umiliai ancora alla revisione

luoghi della provincia

non potei

del rispettabilissimo

sig.

Cardinal Gizzi;

rinvenir notizie di Vallecorsa j dispiacente che su Castro e

e quanto alle provvidenze sul brigantaggio lo sottoposi all'approvazione dell'; vv.

cava qualche cosa

Del Grande assessore straordinario


stirpazione del medesimo.
esaurita
la critica
i

all'e-

s. Lorenzo pubblimentre della prima bench sede di governo nulla poteva di,

Ecco dunque
de'nominaElla

per

la

verit istorica.

Conservo
li

biglietti autografi

revisori,

pronto ad

esibirli a chi
Il

il mio sistema cercai notizie, sempre volli procurarmele a forza di studi, per non vestirmi delle penne r altrui, e per non espormi. Mg. Santucci

re,

contro

le quali

deputasse a leggerli.

professore lod e

(ora qui aggiungo, in quell'epoca sosti-

approv
la le

l'articolo, e solo rispose alla


feci

do-

tuto della segreteria di stato, e di pre-

manda che gli


nascita di
s.

un preside, e sulSilverio. L'incomparabicirca


il

sente cardinal prefetto degli studi


ch'esso della provincia

comech
1

di

anGor-

Porporato, qualificato per ottimo


:

Di-

ga) mi

offr l'ottimo sig.

prof. Rossi (ora

zionario, disse
ticolo

Dalla lettura

dell'ar-

Fresinone ho potuto convincermi che Ella ha attinto a buone sorgenti, ed


ho rimarcalo

aggiungo di Vallecorsa), ed egli gentilmente mi procur le notizie da V/ Sig."


Nell'atto che le riceveva,

qualche punto controverso fra due paesi ha mostrato quelV imparzialit che conviene al sodo istorica. Corresse il campo Tr^jana in Tropi no, ed Cancello io TorriceWo. L'avv. Del Grande, mi scrisse: fio letto con vera compiacenza l'articolo sopra Frasiche.

in

dicendomi egli che Lei opinava corrispondere all'antica ibernica o Ferrugine, tosto gli mostrai

gli

nonc. Tutte le circostanze sono rilevale con chiarezza, e precisione somma. Il breve racconto del brigantaggio stalo trattato con moltissima accortezza. Tale pu-

Verruca. Mi vedendo a Lei contrarie le testimonianze degli storici che pubblicai, procurai estenderle con garbo e con riguardo e riconoscenza a Lei. Tuttavolta non volendo ci fare all'insaautori che parlavano di
posi subito al lavoro, e

puta del

sig.
,

Rossi, per delicatezza e cir-

cospezione

nel d seguente gli

mandai

l'articolo Vallecorsa, invitandolo franca-

re fu

il sentimento di mg.' Antonelli(ora qui ainngo,della provincia, ciodella cit-

mente a cambiar frasi e cose, a dirmi liberamente se andava bene e se poteva


,

t di

Terracina,enato

in

Sonniuo, ed at-

Ella

menomamente
tenuto.

offendersi del

modo
mi
dis-

tuale Cardinal segretario distato). Usser-

da

me

Mi

favor la sera, e

4*
se die avea anzi

VEL
ammiralo moderazione ch'Ella certamente non si
i

VEL
compilato. Abbia
re
la

e riguardo; e

sarebbe lagnato. Invece dalla sua lettera

alla
fici.

la degnazione di leggemia Dissertazione de'beni apportati Giurisprudenza dalli Sommi Ponte-

vedo col fatto gravami avanzatimi. Io non pronunziai contrario giudizio, esposi
solo per verit itterica
ti,
il
i

Dissertazione inserita da

mg/

Auto-

nino

De Luca

ne' suoi

Annali

di scienze

diversi sentimenai critici,

religiose al voi. xv, fase.

43

del 1842; e

lasciando

il

giudicarne

senza

menomo
ini fa
il

fine di farle cosa spiacevole.

vedr a chiare notecome io abbia in pregio la dotta di Lei penna. Dei resto sta

Lei

novero

di molti

uomini

il-

benissimo quanto l'Ecz." V."

si

compiace
1 5 anFalle'

lustri della provincia; ed io ai rispettivi

significarmi colla pregiatissima del


datile; e rapporto alla Storia di

luoghi non mancai n mancher parlar-

ne con diverse
biti

Iodi.

E sia

certa che
le

ai

de-

corsa posso assicurarla


di alcuni
ti

che

la

scoperta

luoghi terr presenti


(il

sue osserva-

marmi,

lapidi e altri

monumen-

zioni

che vado eseguendo). Spero avegli

antichissimi fanno conoscere essere qui-

re rettificato l'idea etterati formata su di

vi

d'intorno slata
,

la
la

Verrugine de'Volsci.

ine circa all'articolo Frosinone.

con-

Gli autori

che

pongono altrove non


scoperte. Se ilCieio

mia affettuosa propensione per ho moltissimi miei a benevoli. Dichiaro a V." Sig. la mia di-

fermo
tutta

la

conoscono
lo

le surriferite

la

provincia, ove

mei permetter
Omissis...

spero pubblicar l'o-

peretta archeologica su questa


tria...
!

mia pasi

stinta stima per


gli esibisco la

le

sue dotte cognizioni,


servit,
,

Deh o Signore,
il

com-

mia qualunque

piaccia di essere
tre
io

mio Mecenate, men-

ini riuscir

infinitamente gradito un suo


,

con sensi di sincerissima slima e

cortese riscontro
tutto
il

passando intanto con

rispetto

all'

onore

di

protestar-

mi ". Il sig.' De Malthias, immediatamente e colla maggior gentilezza rispose a'ig ottobre 84^. Eccellenza. La mia
i

umilissima

<lel

27 perduto agosto ultimo

ho a pregio sommo di confermarmi". Gli risposi a'2 3 ottobre, ma non rammento termini, perch non feci precedente minuta, non essendo solito di farne, neppure per questo mio Dizionario, come altrove dichiarai e sono
cordiale rispetto
i

fuda ine all'Eccellenza V. "semplicemente duella per pregarla a fare una nota
in favore della provincia Frusinate, e

pronto provare a chiunque.

Il

sig.

De

non

Malthias replic da Vallecorsa a'29 dello stesso mese, egualmente con termini
della pi squisita gentilezza e per

ad altro fine. Eorse il mio giovanile ardimento non mi avr fatto bene esprimermi. certo d'altronde, che malamente
si

me

o-

norevolissimi,

il

cui

contenuto

estraneo

all'argomento

in discorso;

come lo quel8
di-

appella Frosinone

come Paese

di Bri-

lo della successiva felicitatoria degli

ganti. Io porto quel sentimento espresso

cembre 1846,

altro modello di benignit

maestrevolmente dalcav. Micali


lia.

nel

capo

e di rara cortesia.

8. della par. .' della sua opera su l'Ita-

razione verso l'egregio

Commosso, all'ammisig. De Malthias,


r

z=aV<i sono (e'ilice) sempre e in ogni luogo grandi colpevoli. Se la corruzio generale, rispettano
il

e rilenendo la cosa del tutto

per

la

terminata mia ampia giustificazione, vi ag-

ne non
il

secolo.

Se

giunsi lamiariverenteaffezione,sentimenti che sinceramente nutro e mi onoroqui pure professarli. Ma neli85o senza alcuna avvertenza precedente e senza che
,

secolo vizioso, lo disprezzano, n cui

rano suoi

giudizti.

=: Posto questo prin3

cipio, estraggasi oradall'Ecz.

V.

la

condel-

seguenza pel fatto


la

di

quel preteso

Re

nelle posteriori lettere l'encomiato scrit-

Campagna Romana, eh' Ella mi cita. Non creda poi, che io non abbia lodato,
e non lodi di cuore
il

tore ne facesse mai trapelare alcun cen-

no,

Dizionario da Lei

nelle

onde io poscia per rispetto l' imitai mie repliche, mi rimise per la p-

V E L
sia
il

V E L
ec.
il

43

sopra Iodato suo libro: Lettere


storico di f'allecorsa,
la

Saggio

dopo

quale trovai

Lettera

3." a

me

diretta,

Lorenzo e Castro. Volle eziandio riconlare in detta nota, che nel 1208 Innocenzolll da Fossanova si rec a s. Lorensa,
s.

per con diverse varianti e note die non


esistono allatto nell'originale; e con

zo e poi

in

Castro ed

in

mio

tandoin

tutte le

nominate
si

nolubile stupore, senza die egli

vi

ripro-

prano, per Aquino

Cepium, pernot terre. Da Ceport a s. Germa-

mia replica giustifieativa.di che n ine sembra fosse cosceuziosa niente e indispensabilmente tenuto di fare, anche ad onore della provincia di coi si mostra
ducesse
la

no e Monte Cassino, indi a Soia e al inonastero di Casamiri e per Ferentino si restitu a Homo. Dicendo de' banditi di
,

Sciarra, aggiunse in nota.

>

Non neghiasi

amoroso
ne, nel
il

e geloso propugnatore.

Ed

per-

ino die in queste contrade

trovarono

ci che volli qui ripararealla sua omissio-

tempo

stesso

che vado esaurendo


il

da

me

promesso, ed

tutto per deco-

Mi non ebbero comodo aguato. Furono sempre perseguitati e distrutti. Un bravo capitaalcuni banditi ne' nostri tempi.
r

io della medesima provincia e per scoi-

do contro

di essi fu

il

sig.

cav.
s.

Giusep-

parmi da qualunque ombra che abbia


potuto ingerire
r

peSabbatini domiciliato
presto riport di
essi

in

Lorenzo, che
vittoria".

la

Lettera stampata del

completa

sig.

De

Matlhias, aumentata colle dette qui rimarcare

Egualmente non trovo

nell'originale q<M<

varianti e note. Di queste non posso fare

meno

di

le

pi essenzia-

racolile intrinsecamente indispensabili alla

coerenza della surriferita mia risposta,


finora dal pubblico,

non conosciuta
teia stampata,
lo,

meo-

si' altri aggiunta che leggo nella lettera stampata * Ne' Monti poi non esistono mica Terre orribili. Sminino e Patrica non sono qua li si dipingono. Alle falde di questa ultima si rinvengono attualmente a-

tre parte di questo possessore della let-

vanzi di

ville,

specialmente del tnagnifiL.


la

onde

n' facile

il

confron-

co Mecenate e del console

Lummio,

Fro8LVONE per fare altrettanto. Riparlando delle ville de' romani, le dice poste ne'terlo del

come pure

mio

articolo

ritorii

Ernico-Volsci. Indi aggiunge. Se


a'

passiamo poi

tempi successivi, eccovi


tra noi.
Il

una Corte Sovrana

Muratori

denominazione di Collelummio ad intuito appunto delle possidenze di colai cavaliere romano". Ommise di far menzione degli illustridi Vallecorsa, avendone nell'opuscolo stampato ragionato nella Storiti. ntrovandosi persino oggid
vece aggiunse quest'altro periodo.
oggi son gloria di queste contrade
i

negli Annali d'Italia all'annoi i5i scrive,

Ed

che=; Papa Eugenio


and
vi a

Illa d 10 maggio

Car-

Castro (poco lungi da Ceccano), e


la

diiialiBellid'Anagni,Siiuonetti figliod'n-

Croce, e nel d 27ottobredediclachiesa del monastero


chiesa di
s.

dedic

na Vallecorsana, Gizzi
nelli di
s.

Casamaro (presso Veroli), dopo di che tornaSegni=overisied per molto teuipo. Lo stesso ripetasi di Lucio 111, Innodi

di Ceccano, AntoSonnino, e Vizzardelli di Monte Giovanni ". Nel ripetere il paragrafo;

In sostanza noto che qualcuno ha vi-

tuperato

la

Delegazione
le

in discorso,

ab-

cenzo

111 e di Sisto

V ec. che

onorarono

bench

di

di loro presenza Piperno... " In nota poi

qui lo

dovuto dar lode. pone con nuova nota, non esicerto


avria

ricorda

gli

onori ricevuti dalla provincia

stente iieH'origiiiale.>Si allude al cav.


rolli,
i

Mo-

nel secolo corrente da'gloriosi Pontefici

Gregorio

XVI

e Pio

IX

nel

843

e nel

l85o, e che furono pure

in Fi

osinone e

in Piperno; nelle vicinanze di Prossedia-

no sivamente applicati sono preceduti dulia paiole; Si potrebbe ripetere con Dante,

che ha molti paretai qui". Segnoversi Danteschi, che a meoraesclu-

vendo incontrato

il

2.

le

commissioni

di

quelle lene, e specialmente di Vallecor-

Questa e colei, die tanto posta in crocePur da color } che le dovrian dar lode, -

44 Dandole
Il

VE
brasino

VEL
mala
voce.

a
il

torto , e

fine della lettera

stampata .essendo morcardinal Gizzi, termi-

to a quell'epoca

na colla variante. > Ma ors ossi il tutto Do dee cangiar di aspetto sotto raggi deli

stampata diversamente e alla mia insaputa. Tuttavolta ho evitato e mi sonoasteiiulo da qualunque commento o citazioni analoghe di mia opera, e da quanto
altro cagionar potesse

l'immoilal Pio IX".


li,

nominati Cardinali

za

d'animo

meritano schiarimento, e
a

tutti

mi

nunziato di

neppure l'apparenArroge il prorecente nel parlamentod'lnindisposto.


1

glorio di averne goduto la benevolenza,

ghil terra sull'infume attenta tu de'

gen-

come ho
Belli era

vanto d'onorarmi del patroIl

cinio del superstite vivente.

cardinal

naio i858 pel progetto da convertirti in bill legge relativo alla cospirazione d'assassinio, dalla

settembre i844> v '" veva il cardinal Simonetti e poi mor a' 5gennaioi 855; il cardinal Gizzi era mora 'g

morto

magniloquenza di lord Palsi

mellimi, che disse.Di versi oratori

so-

no

olliesi

di ci

che

si

dello, essere que-

to a'3

giugnoi849;

il

cardinal Antonelli
l'i
i

sto paese l'asilo degli assassini e de' cospiratori.

stalo creato cardinale


il

giugno 1847;
1

Sventuratamente non possiamo

cardinal Vizzardelli creato cardinale in


giorno, mor poi >'%4 maggie f 85
il

negare che
re

letto

Circa a'sedicenli miei parenti,

sig/

Da

cos sia. Non per vero il diche colla costituzione del paese il governo e popolo inglese incoraggia e pro-

Mailhias amplific

le

mie

parole; alcuni

parenti mici vi derivarono. Le scrissi per sapere, che la mia ava paterna era nata in Roma da Sebastiano morto d'anni 07,
della ricca famiglia de'Recchia di
dilo.

Guar-

uomini che tramano questi ache li commettono, ma sventuratamente vero che simili delitti sono stali preparati in Inghilterra e che dall'Inghilterra sono usciti incaricati di comtegge
gli

troci delitti e

Me

ne pregio;

ma

ignoro chi siano,

metterli". L'applicazione che faccio io al

e ninno mai per parente

mi

si

fece cono-

caso nostro, in quanto alla topografica

scere, u della provincia di Frosinone,


di Velletri. L'allusione

condizione del paese, che questo soltanto

specificatamente

per natura pu porgere rifugio e


ci all'atto

asilo, e

affibbiatami nella lettera stampala, la re-

non mai olfeude

generosi a-

spingo come inesatta, ed eziandio reputo

bitanti; che invece per tale stato di localit

non dovermisi all'alto, per tutto il riferito colla massima ingenuit e semplicit. Da ppoich,lenendo sempre per fermo che
Frosinone parlai con dilezione della provincia, anzi reputando non mai abbisognare di dichiarazioni, nondiio Dell'articolo

(urono esposti

di tanto in tanto a sog-

giacere vittime di deplorabili spogliamelili


,

atroci uccisioni e altre abboiuinevoli


gli a-

nefandezze, lo distinsi e distinguo


Dilatiti dall'abitato.

Questo

un

fallo

imil

possibile a negarsi, ed noto a tutto

meno
r

fedele alle

mie promesse, non

cre-

mondo. Lo prover
che
in

diversi brani storici

dei meglio corrispondere a' tlesiderii del


sig.

progresso dovr riferire, anco col-

De

Mailhias, die col riportato amin

piamente

questo articolo. Penetrando-

Muratori e suo continuatore, e co'medesimi scrittori provinciali e delle


lo stesso
vite de' Papi,

mi

del

suo sprito lodevole d'amor patrio,


Provincia
il

come
di

meglio informali in

torno a dire, che credei vantaggioso alla


nobilissima
pi

pubblicare

la

onla e franca mia risposta;

(lessa fu fat-

li preferir ad altri. Marittima ossia la legazione propriamente di Velletri, come

argomento,

e perci

La provincia

pel alla lettera anteriormente scritta dal suo riverito pugno, oud'era indispenta

la costitu

Gregorio XVI, abbracci nel


l'antica provincia

nuovo compartimento
di

sabile e necessario che facessi l'esposte av-

vertenze, per

le

dichiarate varianti e note

Marittima del Lazio, e ne forma il confine meridionale la spiaggia Mediterranea dulia foce dell'Astuta siuo oltre
all'i u-

che si leggouo solamente uella posteriore*

VEL
nontorio Circeo, e precisamente alla torre Gregoriana di Terrari nat che tocca il limite napoletano, al moilo descritto iti quell'articolo. All'est ed al nord le fansi

VEL
vogliono dal

45

popoli ernico-volsci, e delle citt d'am-

bedue, antiche e superstiti. Gli eroici,

De

Matlhias, nella Lettedella sua dissertazio-

ra 5.',ove discorre
ne
Ietta

no cerchio paesi della Campania o Campagna Romana, che forma oggi la deleall'ovest poi ligazione di Prosinone
i

nell'accademia Etnica,

Le Ori-

gini Erniehej prefazione alle disserta-

zioni sull'Agricoltura Etnica, derivati


da' pelasgi cananei, fenici e egizi, per cui
la loro

mitrofa alla

Comarca

di

Iloma, e pi

si

avvicina al distretto d'Albano.

Le monta-

lingua antica partecipava dell'e-

gne Lepine formano per lungo I ratto la linea di demarcazione fra il litorale e la Volle del Sacco, e sono quindi la barriera fra le dueprovincie, ed il suolo Er-

braica o egizia primitiva, condotti nella

regione dal capo de'pelasgi cananei e

fenici cacciali dagli ebrei,

Eroico Elolo,

dal cui

nome

lo presero la

contrada e

nico-VoUco. Ad evitare ripetizioni, <]ui avverto, che del territorio volsco e de'suoi
popoli e citljoltreil riferitone gico'pnbbhcati loro articoli, e nel voi.

popoli che l'abitano. Diverse citt, luoghi e fiumi portano


originarie sedi di
tali

nomi

derivali dalle

pelasgi.
la

L'Etolo Erparte pi a-

XXVII,

p.

nico nel Lazio scegliendo


dalta
a' suoi

299, ove

notai che ne furono capitali o

disegni agrari e guerrieri,

ra Valletti, ora Piperno, e fors'anco al-

fabbriconi de' ricoveri ad imitazione di


quegli egizi, che non habebanl demos, sed Turres. Le mura pelasgiche alalrine non sarebbero in questo senso, che

cnn'allra citt,

come Sessa(1

.)

o Sues-

M
il

l'oniezia o l'omelia, dalla quale prese

nome

il

famoso

territorio Pontino, e in

tale articolo dissi

pure delle diverse

cit-

immense

torri,

formate giusta
dall' antichit

il

costu-

omonime
il

de' principali illustri votaci,

me

de' signori delle piramidi. Gli eroici


pel valore

oltre

gi detto ne' ricordati articoli di de' volsci


;

sono celebrali
nell'armi, per

citt e luoghi

dell' industria,

le

loro costruzioni ciclo-

e prodotti de'medesimi, oltre cenno complessivo dell'intera legazione che vado a fare nel presente periodo; di
il

commercio

pee, delle quali in pi luoghi dissi parole,

come
p.

ne' voi.

LX1

1,

p.

23o,

LXXXI V,

tutto ne terr proposito, sia descrivendo


la

167, e altrove. Oltre quelli che poi ricorder, sulle costruzioni ciclupee scrissero.

legazione nella parte marittima, sia

Middleton, Cyclopians If'alls, Lon-

nella descrizione di Velletri e suo territorio. Delle


st'ai ticolo,

Paludi Pontine, dopo quecitt e


vi

ne riparlai nelle
i

luoghi

don 1821. Dodwell, Cyclopians II alls in G rece and ftaly ^London 82 1 .Filippo Pet t-Radel, Viaggio storico f orografico
1
1

che
di

tie

risentirono

danni o

hanno parin quello

e filosofico, fatto nelle principali citt


dell' Italia nel
1

te del territorio,

principalmente
e nell'altro di

1 1

e nel 1812, Parigi

TerracHiaj
della

Strade di

18 5. Sono pure

gli eroici lodali pel

rego-

fumosa Via Appia che la percorre, meritamente denominata ReIlenia,

lare coniugio,e quali eccellenti e fortissimi agricoltori, oltre altri posteriori vanti che
rilevai ne'relati vi articoli;

gina J iaruni. Quanto alla provincia di Fresinone, regione degli antichi cinici,
il

siccome di sve-

gliato ingegno, religiosi e fedelissimi sud-

a vedersi quell'articolo, ove notai che distretto di Terracina, governi di


i

Vahnonlone,
sa

di

Segni e

di

Sezze, ad

es,

In tutti tempi fiorirono copiosamente illustri, che onorarono la nazione ernica e le individuali patrie, colditi pontificii.
i

appartenenti, co' loro vice-governi

la

dottrina e

l'arte, la santit di vita e il


le

nell'erezione della legazione

di Velletri
attribuiti.

alore guerriero,
no de'

dignit ecclesiastiche,

furono smembrati ed a questa

civili e militari, e

quasi di tutti o alme-

Inoltre nellostesso articolo parlai de'due

principali potei

decorosamente

ra-

46
gionarne a' loro
cia in

V E L
articoli
il

VEL
lati

o luoghi. Provin-

sono

insigniti del

grado episcopale),

somma, che
est

gran Bonifacio Vili,

molli professori dell'universit romana,


tanti giudici de'triburiali di
altri

una

delle tante glorie della

chiar: Haec
licis

medesima, dienim Provincia, prae-

Roma,

e vati

uomini

eccelsi,
il

essendo genio della

dar Campaniae Mariliuiaeqne, quaefehenedictionis, et gratia gratiludinis,

scienza musicale

Colelli

d'Anagni.ed un
il

genio de' panegiristi romani

carmelita-

clohedienliae producilalumiios,el in qua

no scalzo

p.

Teodoro

di

Maria Santissi-

semper erga Ecclesiam supradiclam


gritas, splenduil revereutiae

Gelei

ma

vallecorsano. Narra di pi, clic in


l'istituto delle pie

constantia viguit, claruit devotiouis iuteplenitudo.

cuto ebbe origine

donidea-

ne e monache Adoratoci del Divin San-

Haec

est profecto

columua

fidclitatis,

im-

gue
la

(di

quello stabilito in Orte

nicbilis,
sultila,

super firmati) Petra ni Fidei confremilu tempestati*. Haec

to dal ven. cau. Del. Bufalo istitutore del-

quae uullius unquam conculi p-

congregazione del
,

Sangue
feci

preziosis-

lui! frangenti*

simo

e posto in pratica da

Maria

De

est Provincia,

quae semper ipsiusEccleti,

Mattia* iu Acuto, ne

parola nel voi.

siae virili ter, et conslanter in necessitatibusastilil personaruni perieula,

XL1X,

p.

83.

Nel ricordato articolo

mina

rerum, et lahorum onera non evitati*, cujusque prompto, et patenti auxilio Terrassibisubjectas regi* dirigitque Provincia*,

tomai a far menzione delle Adorati ici del Di vili Sangue, menile nel voi. LXUI,
p.

123, celebrai

lo

stabilimento a loro al'

perto in
le e

Roma

per

educazione moradi cui

ipsarum compescit excessus ausus temerarios reprimit, illiei Los motus fraenat. Hic est utique praedilectus, et deliciosusHoi tusEcclesiae. In quo ipsa repe,

religiosa delle

fanciulle, del

prospero successo pu vedersi il riferito nel ii. i47 del Giornale di Roma del

18J7.
din
le

in

quanto

alla

congregazionedei

rii,
tili"

quo! delectat, culligli, quoti blandialfeclui,guslat, et perequi dolce* fru-

sacerdoti, dissi die Pio


al

VII
di

nel

182
di

or-

medesimo servo

Dio

aprir
e della

ctos". Tarilo leggo nella bolla di Bonifacio

caie di Terraciua, Sminino,

Semionda,

Vili,

Romana jlalcr Ecclesia, da


nella sua nobilissima patria
a'

lui e-

Velletri,

Frosiuone e Vallecorsa,
riparlai nel voi.

maoala
gili,

Ada-

medesima

LXXX1V, p.

metropoli degli eroici,

28 settem-

bre 1 290, pubblicala da Bonifacio IX colla bolla Iluinilibus, de' 12 giugno i4oo,
Bull. Rom.
t.

198), fondato per la civile e religiosa educazione delle donzelle, gi propagate iti Francia, Germania, America ec, e poi

3, par. 2, p.

395: Con/ir-

malio Slatuloriim, ci Ordinationum Pi ovinciarum Campaniae et Maritiviae per Bonifacum PP. T III edilo,

ne ragion pure nel suo libro Della Pedagogia necessaria alle donne, Feren(leggo nella Topografia stati' tino 85
1

slica dello slato pontificio del cav.

A-

i'ui.

Ivi

pure

la

bolla

Ad*a

di

Boni-

doue Palmieri,
In
ti

facio
telila

IX: Stallila pio Tcrracinensibus firmat.UDe Matlhias, oltre sumi

ici

1857, a p. 87. Roma le pie educatrici, ed Adoradel Divin Sangue , in via Avigno-

Roma

meutovati cardinali (a' quali aggiungo il cardinal Gioacchino Pecci vescovo di Perugia, e il cardinal Vincenzo Santucci prefetto della

11.' 80, iu casa della principessa Wolkonsky, ammaestrano ne lavori ed istruzione cristiana le fanciulle, ed auebe le

nesi,

poi elevali alla


cia, dice

congregazione degli studi, dis. porpora) della provin-

maritale. Institulrice fu

la

pia

Maria de

Matiis di Acuto verso

ili

833

sotlo la di-

questa contare circa

prelati
iu seal-

rezione del ven. canonico Del Bufalo, e

((ra'quali

almeno 5 che Dominer

guito a cagione d'onore, sono prossimi

6 case per lo stato pontifcio"). Aggiunge che nella provincia esistono colgi conta
1

ludiguil cardinalizia; e diversi di

tali

pre-

legi fionlisiiiiii, biblioteche, seminari,

li-

V E L
pogra fie, musei numismatici en. L'accademia Etnica la ilice fondata nel declin.ir del

VEL
lenni lornale,per lo pi

47
trattale

imprende a
1'

re argomenti riguardanti

cose patrie.

secolo passalo dal


r

sommo

nelle

Tre
i

ordini di soci

compongono

accade-

scienze e nelle lettere


voti

mg. Giovanni Devescovo d'Anagni in questa citt, la


prese
il

mia, residenti, corrispondenti, onorari: fra


secondi mi pregio di appartenervi. A'27 giugno i845 mi fu spedilo il diploma di
socio corrispondente, cogli Statuti del-

quale per essere l'antichissima capitalede*


gli ei nici

detto

nome;

alterata nel

suo progresso pegli sconvolgimenti repubblicani deli yqg, indi il vescovo d'Anagni

Gioacchino Tosi pot stabilirla. Nel suo i. lustro l'accademia fior in modo, che poco manc non vi dasse il suo nome l'imperatore Napoleone 1, il quale avendo molta propensione pel Tosi, gli sottomise le diocesi di Paleslrina, Terracina, Sezze, Piperno, Ostia, Velletri, Alati i, Albano, Frascati, Porto e s. lAullina, e Tinig.
voli.

l'accademia Errca eretta in A latriloma i845. Indi ricevei il Catalogo de*soci della accademia Ernie a fondata sotto gli auspicii della sa.

me. di

PapaGre-

gorio

drgnossi fregiarla, dell'augusto suo nome, Roma 1847- Eguale onore ha compartito all'accademia il regnante Papa Pio IX. Notai gi che il

XF1 che

De Mallhias

colla

Lettera 4-' ragiona

sulla storia dell'industrie della provincia


e di sua posizione commerciale. Egli dice.

Per

le

vicende cui soggiacque mg.

Tosi, l'accademia fu dimenticata,

i843 quando l'immorlal


degn
si

ma nel Gregorio XVI


citt

L'antico

commercio

si

vuole ben grande,

perch

il

solo distretto d'Anagni contava

di

sua presenza

la

d'Alain,

60,000
pestre,

abitanti, e Virgilio appell ricca


la

pens con energa a

ristabilii la. 11

me-

Anagni non per

semplice coltura camtraffico,

nuova fondazione dell' accader mia Etnica si deve amg. Adriano Gianirito della

ma

eziandio pel

poich

il

suolo in parte sas-oso. Del vetustissimo

pedi zelante, facondo e dotto vescovo d'Alati


i

commercio
la

degli ernico-volsci n' prova

in

questa

citt,

e ne ottenne l'appro-

stater della prisca

Campagna
pesi de'

del

La-

vazione dalla congregazione degli studia'


al

zio.

Un'iuvenzione de'

tempi re-

luglio 1 844- Et'ggo "el supplemento n.i4 del Diario di Roma del 845, che l'accademia fu fondata a'2 febbraio
1

3o

motissimi, decide de' famosi mercati d'e-

Gregorio XVI, che perci essendosi propo1

844 anniversario

dell'elezione di

sto di celebrarlo, e insieme quello


1

deltor-

poche lontanissime. La stater ne'campaLazio, ove souo contorni di Erosinone, Milli cii ni emenle attesta quanto primi frusinati felicemente commerciassero colle loro produzioni e industrie. Di preni del
i
i

accademia con solenne straordinaria

sente

la

delegazione diFrosinone nell'agri-

nala, a cagione del mal tempo si differ a'9 e celebrossi il letleiario esercizio nel

coltura mantiene aperti traffichi non solo


colle principali parli dello stato pontificio,

modo
bu

ivi

narrato.
t.

Apprendo
1

poi duW'dl-

ma

ancora

al di l dei

Mediterraneo e del

burn di
alla

Roma,

24, p. 46, che contrifondazione dell'accademia il pa-

Tirreno, e persino in Africa. Anagni e Ferentino producono abbondanti granaglie,

trizio alatrino e
le d.

cauouico della cai tediaAgostino prof. Caporilli prefetto denel seminario, la di cui biografia

Veroli e Vallecorsa moltissimo olio,


e
s.

Allena

Lorenzo copiosa

seta,

Supino
panni

gli studi

moltissimo legname. Gli


d'Ala'.ri e di tappeti di

opificii di

Giuseppe Tancredi ivi si riporta, coli' encomio del suo sapere e particolari pregi. Intendimento dell'accademia la coltura dell'umane lettere e dedel prof.
gli utili studi.

Veroli sono rino-

mati. In Frosiuone

si

miglior ne' lavori

agricoli e industriali. Eccellenti sono le

piante di tabacco di Vallecorsa e

Ponte
os-

Dopo

misteri di nostra
le

ss.

Corvo. Termina
servare;

il

De Mallhias con

Religione, cui souo sagre

sue pi so-

Che

se

Terracina avesse una

48
fiera,

VRL
come
quella
ili

V
dal governo,
vi

EL
Frale
riserve fatte

Sinigaglia, ed aves-

ta la sua estensione.

se

pure una strada ferrata che l'unissi; a Roma, la delegazione Frusinate diverrebbe la i." provincia dell' Italia. Bens
narrai in tale articolo, pel cui porlo tanto fece

quella dello stabilimen-

to d'una linea telegrafica elettrica lungo


ferrata. Quindi il Papa nomin commissario generale delle strade ferrate pontificie romane il duca d. Mario Massimo. 11 n. 85 dello stesso Giornale pubblic gli articoli addizionali agli stala via

Gregorio

XVI

a vantaggio di quel'offi-

ste provincie, clie vi la stazione e

cio per la telegrafia elettrica;

mentre
il ti

so-

no

lieto di potere

qui ripetere, die

on

tuti de'

24 maggio i854,
della
la

della societ a-

co di ferrovia da

Tuscolo (/ '.), dovr continuarsi per Velletri e Cepraal


IN

Roma

nonima
Frascati,

strada ferrata da
il

Roma

quale prese

nome

di Socie-

no, per congiungerlo a quello di


li,

tipo1

t privilegiata Pio- Latina delle Stra-

come accennai

ne' voi.

LXX,
il

LXXXIV,

p. i5; ed intanto

63, governo
p.

de ferrate da Roma a Frascati, e da Roma al confine Napoletano, ossia Ceprano. Tali articoli furono approvati dal

del florido regno delle

due

Sicilie

spinge

con massima alacrit la strada ferrata perCeprano, anzi si pu dire giunta quasi

alle frontiere pontificie, destinata a riule

nire

nostre vie all'altre Europee,

men-

858. Si pu vedere d'Angelo Angelucci Ferrovie ed opere dello Sialo, a p. 1 80 del 1. ,ser. 2. 'dell' Enciclopedia cona'

Papa
:

marzo

l'interessante articolo

tre accosta a

Sanseverino per proprio

conto

la

strada di Brindisi. Sulla linea


si

della ferrovia Pio-Latina

formeranno

temporanea di Fano .Ora colla stessa Enciclopedia contemporanea di Fano, t. 6, p. 2 2 e seg., riporter il sommario delle
1

due primarie stazionala


1

.'inVelletri, l'al-

piimportanti materie trattale nellaRivistade'prodotti naturali e manifatturieri


dello stalo romano,del prof.GaetanoNigrisoli,

tra probabilmente in Ceccano. Nel Giornale di Roma del 858, n. 56 e 5<], si legge la conferma alla societ anonima della

autore della recentissima e bell'opequale per vanno tenute presen-

concessione della strada ferrata non sola-

ra, sulla
ti

mente da Roma a Fi ascati, ina eziandio il suo prolungamento dalla n." citt al confine

quelle savie avvertenze pubblicate dal-

la stessa la

Enciclopedia a
1, p.

p.

3 57 e seg.

Napoletano, seguendo
colli

il

traccialo sot-

quale torn a lodare l'autore nella se1.

to

Albani e per Velletri, lino allo

rie 2.',

58. Legazione di Velletri.


Prodotti naturali. Buoi

slesso confine

Napoletano per Ceprano; costruita ad un binario, cio con una coppia di guide di ferro, salvo pe' recessi di
carico e scarico, stazione e scambio, che

Fiorenti l'industrie agricole, lanquide le

manifatturiere.
e bufali in bel

numero;

in

mediocre
le

cavalli e pecore; scarseggiano


i

capre e

dovranno avere doppi


ta

binari ec< Si ripor-

suini.

Commercio
curano
le

vivo neh' anzidetto

pure

il

capitolato accettato dalla sociej

bestiame con R_oma e col Napoletano.

t a' 7.5 febbraio

858, con sovrana san;

Poco
voli

si

pecchie e

Augelli.

La

zione e ordini de' 3 marzo susseguente


tasse

pescagione e
prodotti.

la caccia

danno considere-

colla tarilFa di nolo pe' viaggiatori, e le

Ubertosa raccolta di fru-

pe' trasporti di

animali, derrate,

merci e altro. Annullandosi la concessione de' 24 febbraio 1 853 della continuazione della linea di Frascati
al

mento, che si estrae, mentre il granone ed altri cereali negoziansi colle terre vicine. Il lino e la canepa conosconsi appena.Erbaggie frutta squisitissime in copia, come anche aranci e altri agrumi. Prodotto considerevolissimo di vini ottimi,

Porto d'

Anzio.
re a

La

societ
il

si

obbliga di porta-

compimento

detto prolungamen-

to di frio via peli.

agosto 1860, in

mo-

che s'inviano per Roma.


in discreto

gelsi esistono

do che

la strada sia

praticabile in lut-

numero,

gli ulivi vi

prospera-

E L
i

V
s.

EL

49

no largaineule, e pi ancora castagni, le cui titilla porgonsi ad un commercio rilevante. Da' molti boschi traesi a dovizia
ili

Giovanni,

nitriere,

fabbriche di polveri

sulfuree, ed

una

cartiera, le cui inanit It u-

re spediscousi a
te

Roma

insieme ad ingen-

legname da fuoco

da costruzione.

quantit d'olio di ricino che prepa-

Ricchissima cava di gesso. Acque minerali


ferruginose non per anco illustrate. Prodotti manifatturieri. In Velletri abhiaojo

rasi in

re,

Ceprano. A Guarciuo una cartieuna concia di pellami; nel contado poi abbondanti lavorazioni di candelabri, di cucchiai di /aggio.

una fabbrica di cappelli ed una di cera. Terracina presenta una fabbrica di cappelli ordinari, e Ronco (?) una cereria; nel
restante della provincia veggonsi attive le

Le

carte ed

pellami negoziatisi colle prossime tene,


gli

oggetti di legno

anche con Roma, la


di cappelli, di tedistillerie

altre

comuni fabbriche
da
rosoli
i.

lavorazioni delle botti, delle doghe, del

le, di stoviglie, di

mattoni,

carbone, e di notabile quantit di potassa.

spirito e

Vendita

di tali

Delegazione di Frosinone. Fiorente l'anon ispregievoli le industrie. Prodotti naturali. Ricchezza di buoi, maggricoltura,

fatture in provincia e fuori.

da maniDistretto di

giore di bufali, utile spaccio con

Roma

e
si

Ponte Corvo. Vaccini e pecorini in bel numero, in maggiore porcini: lo smercio de' medesimi utile co'luoghi vicini
i

con Napoli:
valli in

le

carni

salate de' bufali

e col Napoletano. Trasandata l'educazio-

acquistano dalla marina napoletana. Ca-

ne dell'api e
late, di

de'flugelli.

Dovizioso raccol-

abbondanza, spesse mandrie


notevoli di

di

to di grano, di spelta, di granone, di pa-

porci

pecore e di capre.

legumi, che negoziansi pure col

Questo bestiame trafficasi con Roma e con Napoli. Minimo il raccolto dell' api e de' Augelli, tenuissima pure la pescagione. Vistoso scambio di grano e di granone con Roma, non lieve de' pomi di terra, dell'avena e dell'orzo colle
terre vicine.
stagni
I

la semina della canepa e del lino; vastissima de'tabacchi, le cui foglie si mandano alla Regia di Napoli(?). Abbondanza di vini squisiti, che trafficatisi colle terre limitrofe. Escavazioni di argilla per vasellami e materia-

Napoletano. Ristretta

vini e l'olio graditi, e

ca-

li

da fabbriche. Prodotti manifatturieri.


di lino, lavorazione di tessuti or-

mantengono

utile spedizione alla


i

In Ponte Corvo, filatura notabile di ca-

dominante.
vizia di

Piuttosto scarsi

gelsi;

do-

nepa e

ghiande, e di legname ottimo da'

dinari di cauepa, fabbrica di paste da minestra, concie di pellami, moli ni

molti boschi, che esita insieme colle corleccie de' sugheri

da gra-

anche

all'estero.

Ric-

naglie ec, fabbriche di stoviglie, di mattoni ec. Tali manifatture


si

che cave d'alabastro in Salvaterra (non


conosco, forse Falv.aterra), ed in Ferentino, di stucco in Guarciuo. A Collela

esitano alle

terre limitrofe e al Napoletano.

Delega-

zione di Benevento. L' agricoltura in


assai florida situazione,

pardo, abbondanti gessaie, in Trevi un minerale ferruginoso che presto sar utilizzato. A Pol miniere ubertose di pozzolana
e
relitti

non

cosi le altre

industrie. Prodotti

naturali.

Torme

di

buoi e
li.

di cavalli,

pi numerose di bufai

vulcanici; a

Castro una
il

quantit di pece, che ne ha

nome,

code'

me

altres

buona

argilla.

La vendita
al

minerali predetti estendesi


dito; poi

Napoleta-

Anche le pecore ed suiui sono in qualche abbondanza; negoziasi il detto bestiame col regno di Napoli. Le api ed i bachi da seta si educano con impegno, e se
ne hanno prodotti
eccellenti.

no. L'acqua d'Anlicoli tiensi in gran cre-

Raccolto u-

vengono quelle

di

Ferentino e

bertosodi grano e di granone. Vasta col-

d'Anagni. Prodotti manifatturieri. In A-

tura della canepa e del lino; dovizia di


erbaggi e di frutta, di cedri, di limoni e
d'aranci. Questi prodotti insieme ad

donde un traffico ragguardevole coll'interuo. A Monte


latri, eccellenti la nitidi,

una

VOL. LXXXIX.

5o
grande quantit
a'

VEL
di tabacchi
al
si

VEL
vendono
1

divisa in

3 governi (imperocch sebbe-

luoghi vicini ed

Napoletano.

vini

mantengono
prezzabile
il

un' interessante estrazione

al pari dell'olio d'oliva

con Napoli. Ap-

ne nel comune di Sonnino non risieda propriamente un governatore, ma un commissario straordinario colle medesi-

prodotto delle ghiande, e

me

attribuzioni, viene considerato


1

come

delle legna

principalmente delle selve.

un governo) ha
postolico della

54,55g
il

abitanti. In Ber

Non

sonosi fin qui escavali minerali, n

nevento risiedono:

prelato delegato a-

scoperte acque medicinali. Prodotti manifatturieri.

medesima provincia mg.


il

In Benevento, fabbrica di

Odoardo
di
i.
a

Agnelli, 4consultori,
il

segreta-

cappelli fini e ordinari, di corde armoni-

rio generale,

presidente del tribunale

che, di pettini di bufalo, avendo questa


la privativa

istanza,
il

1 giudici,

il

procuratore
il

per

la

delegazione.

Sono

ce-

fiscale,

cancelliere, l'assessore legale,

lebri

torroni o ammandorlati, che s'in-

tenente comandante de' gendarmi.


provincia, oltre
la citt,
1

La

viano a

Roma

ed a Napoli,
i

come anche

le

contiene 7 co-

corde armoniche e
lo, filatoi di seta,

pettini.

s.

Ange-

fabbrica di tessuti or-

muni, ed ha a3, 76 abitanti. Negli altri articoli componenti la legazione di Marittima e

dinari di lana, in alcuni luoghi concie di

Campagna ne

descrissi le par-

pellami e moliui da granaglie. Nel 1782


si

stamp
i

in Napoli,

Carte corografiche
le pietre , le

memorie riguardanti
fossili

mi-

per servire alla storia naturale delle provincie del Patrimonio, Sabina, Lazio, Marittima e Campagna, e dell' Agro Romano, abbozzate e raccolte dal prefetto degli sludi del real
niere e
collegio

uno alla temperatura, con quella brevit rhedebbo seguire, per supplire alla quale dichiarai un buon numero degli scrittori che di proposito ne trattano. Innanzi di compendiosamente deticolarit, in

scrivere Velletri e suo vescovato suburbicario, ch'


i) 1'

argomento

dell' articolo,

Fernandano alla Nunziatella.


le

Riportano
del
1

ufficiali

Notizie di

Roma
cardi-

rimanente non essendo quasi che un accessorio ad ornatimi del capoluogo di sua legazione, mi propongo di riferire al-

858

le

seguenti nozioni. Legazione

di Marittima e

Campagna. Em."

nal Vincenzo Macchi decano del sagro


collegio, legato. In Velletri risiedono
r
:

il

prelato delegato apostolico di Marittima

cune notizie di que'luoghi della medesima, di cui ancora non parlai, per le quali proceder principalmente co'seguenti auton, oltre il Riparto territoriale del 1 833, pubblicato dal governo nel 836,
1

mg. Luigi Giordani, 4


gretario generale,
il

consultori,
del
il

il

setri-

profittando eziandio della Statistica del'


lo Stalo Pontificio del 853, dal medesimo governo fatta stampai e nel 18^7, e tenendo presente la Statistica numeraliva delle popolazioni dello stalo pon1

presidente

bunale di
ratore

1.'

istanza, 3 giudici,
il

procuca-

fiscale,

cancelliere,

l'assessore
il

legale, l'ingegnere

d'acque e strade,

pitano comandante de' gendarmi.


sta provincia divisa in
i

Que-

due vice-governi di

5 governi (oltre Carpinetoe Sei moabitanti. In

neta), e

contiene 62,01 3
il

853 col Ripartitifcio alla fine del mento territoriale modificato secondo i cambiamenti cui e andato soggetto dopo il l833 fino all'epoca presente, Ro1

Frosinone risiedono:
apostolico di

prelato delegalo

Campagna mg/ Ferdinan4


consultori,
il

do
1.
il

Scapilta,
il

segretario

ma 1857. Quest'ultimo Ripartimento e Censo della popolazione, dichiara il ministro dell'interno con circolare de' i4
novembre 1807, viene surrogato a quello del 1 833, dovendo cominciare ad avere effetto
il

generale,

presidente del tribunale di

istanza,

3 giudici olire un aggiunto,


il

cancelliere, l'assessore,

capitano coprovincia

i.

gennaio

858. Nel Ripar-

mandante

de' geodanni.

La

timento

si

avverte, che le frazioui co-

VEL
medie fanno parte
riportarle,

VEL
comuni o
trantouio Petrini,

5i

de' loro

Memorie Prenestine,
Nicola Nicolai, De'

appodiali, non fu stimalo necessario di

Roma
ma

179?.

Mg/

non avendo amministrazione


la

bonificamenti delle Terre Pontine, Ho-

separata

diesi rettificata

popolazio-

ne stabile e mutabile della Statistica del i853; e cbe oltre gli antichi vice-governi, altri

Saggio 1800. Gabriele Calindri del Pontificio Stato. Pietro Castellano, Lo Stato Pontificio.
,

statistico storico

ne furono

istituiti.

Pe'vice-goverla

ni

conviene tener presente

legge de'3o

ottobre i856,
specificata
eoii

riferita dal n.

i5o

del

Giornale di Roma, dalla quale viene


la

A. Nibby, Analisi storico-topograjcoantiquaria della carta de' dintorni di Roma. G. Marocco, Monumenti dello Slato Pontificio. Storia della citt di

giurisdizione e le attribu-

de' vice-governatori, che in sostan-

Velletri scritta dal canonico Tommaso Banco, 2." cdizionc,Ve\\elr\ tipografia di


L. Cappellacci i85i.

ra esercitano quelle de'governatori. Ec-

Quando

questo be-

co poi

gli

accennati autori. Fr. Bonaven-

tura Theuli velletrano e minore conventuale,

nemerito defunto veliterno me la don graziosamente, io gi possedeva la i/edizione da lui dedicata


a'

gne

citt e

Teatro historico di Velletri insicapo de' volsc, Velletri per


dell' Isola
1

suoi dilettissi-

mi

concittadini (l'altra essendolo al car-

Alfonso

644* Carlo Ambrocardinalzia,

gio Piazza,

La Gerarchia
:

dinal Macchi) con questo titolo: Conipendio della storia Veliterna,R.oaa ti-

Roma

703

Ostia e Velletri vescovati

pografia
gi

Mugnoz a spese
1

dell'editore Lui-

suburbicari. Antonio Ricchi corano,

La

Cappellacci

84-

Inoltre

Reggia dc'Volsci) ove


rigine,

si tratta dell' o-

eh' egli lasci compilato

mi noto un Almanacco

stato antico e

moderno

delle

citt, terre e castella

del regno de' voi-

specialmente di Cora, sua patria, Napoli 7 1 3. Del medesimo: Teatro degli uomini illustri nelle armi, lettere e dignit, che Jiorirono nel regno antichissimo de' volsci, esistente nel Lazio, parte dell'Italia, ove frapponesi il Discorso sovra le differenze insorte intorno al celebre taglio delle famose Selve di Cisterna e Sermoneta ^dedicato all'Illm." ed Eccell." Signore d. Michel' Angelo Caetani duca di Sermoneta e di s. Marco,
sci nel Lazio, e
citt volsca,
i

o Notiziario della provincia e diocesi Veliterna, e che lo pubblic il di lui nipote succedutogli nel canouicato della
cattedrale di cui era coadiutore.

Aduu-

que vado a

scrivere co' nominati e altri

che poi dir, e quindi da' poco discreti non si pretenda da me responsabilit e solidariet d'ogni detto, poich quanto

ho

raccolto

non intendo darlo n per

di-

mostrazione matematica, e molto


per definizione di fede.

meno Rammentino gli

esigenti: Chi narra, dice un fatto e non conferma una sentenza. E quanto alle

pretensioni di dettaglio, secondo le viste


particolari, ed a

principe del sagro

Romano Impero

di

me

vietato dalla natu-

Caserta, marchese di Cisterna, signore di Bassiano, Ninfa e s. Donalo, cameriere della chiave d'oro di S.

ra dell' opera, anco qui


il

protestalo nel voi.

LXXV1, p.

debbo ricordare 5j e 58,

M.

Cesa-

e quanl'altro di relativo franca niente dichiarai a'Iuoghi opportuni.


zieni per

rea Cattolica, barone rumano, e grande di Spagna ec, Roma 1721. Alessandro Borgia vescovo di Nocera poi arcivescovo di

tali

erudi-

Fermo veliterno, Istoria del' la Chiesa e citt di Velletri, Nocera

credo opportuno primieramente di premettere alquante parole sui Papi che alcun tempo risiederono nelle
provincie di Marittima e

Campagna, o

le

1723. Fr. Casimiro da Roma, Memorie (storiche delle chiese e de' conventi della provincia romana, Roma 1744* s

visitarono personalmente.

Le

provincie che

compongono questa

'

nobilissima legazione apostolica furono

52

V E L
e benefica pre-

EL
Papa XI [
dalprincU
scritta

onorate ne' Piaggi de Papi, di loro ve-

descritlida'seguenli. Relazione del viag-

neranda e sempre gradila

gio di Sua Santit Gregorio

senza^ die
ticoli

nelle loro biografie e negli ari

da

/Ionia

a s. Felice,

riguardanti

luoghi della legazione

ped'Arsoli (d. Vittorio

Massimo),

Roma

feci

cenno,

come
per

far ne' seguenti. Ne'se-

coli antichi,

le

turbolenze delle fazio-

ni e degli scismi, molti

Papi

vi si

rifugiaro-

1839. Del medesimo abbiamo: Relazione del viaggio fatto da N. S. PP. Gregorio Palle provincie di Marittima

XV

no e fecero dimora colla cuiia e corte romana, evi accolsero sovrani, ambasciatori e vescovi stranieri, e s. Gregorio VII
nel

nel maggio 1 843, icritta dal principe Massimo sopr aintendente

Campania

1080
il

io

Ccprano

in vest col vessillo

generale delle poste di Sua Santit, Roma 843 Relazione storica del viag*
1 .

dis. Pietro della Puglia, Calabria e Sicilia

gio di
tici

Sua Santit Papa Pio IX da Por85o, i85o. Questa fu compilata dal


1

duca Roberto Guiscardo,

il

che me-

a Roma nell'aprile dell'anno


Barluzzi,

glio narrai nel voi.

LXV,

p.

70. Talvol-

Roma

ta risiederono in Fellelri,

Segni ai Alla-

commend. Giulio

giovandosi

gai principalmente; anzi nelle due ultime citt vi ebbero il palazzo apostolico.
J

deN'opera dell'avv. Angelo Carnevalati,


e dedicandola al cardinal Autonelli.
tali

Con
Dia-

benedettini di

s.

Pietro di Villa

Magna

Relazioni, e tenendo presenti

il
il

ogni sabato offrivano 7 pani o focaccie pizze, a' Papi che recavansi nella provincia di Marittima e

rio di Roma,\eNotizie del giorno,

Giorsimile

nale di

Roma

1'

Osservatore
il

Romail

Campagna, per

cui

no

ove potei parlarne

feci,

Bonifacio Vili nel donare alla mensa vescovile, e al capitolo e cattedrale


il

eseguir ne' seguenti paragrafi de*

luo-

d'Anagni

ghi della delegazione di Frosinone e del


distretto di Velletri e
citt.

monastero, abbazia e beni di Villa Ma-

ragionando

di

tal

gna, colla bolla Inter cacteras Orbis Ecclesias,

supplire quanto finora

non mi
gli

impose

il

tributo e l'omaggio de'

fu dato di fare,
articoli, co'

perch gi stampati

7 pani al vescovo e al capitolo, a favore di se e successori, sotto pena di caducit dal possesso de' beni, e tuttora puntual-

mente

si

osserva. Nel secolo passato

due

Papi onorarono di loro presenza la provincia di Marittima e Campagna,cio Benedetto XIII per due volle nel recarsi alla sua antica chiesa di Benevento, che
ritenne nel pontificato e

adiutore

il

cardinal Coscia

nominando a coe Pio VI per


;

medesimi qui adesso l'adempir e con alcune mie aggiunte. Avendo determinato il Papa Gregorio XVI di rey carsi a visitare il castello di s. Felice{l .), situato alle falde del famoso monte Circeo, parti da Roma a' 22 aprile i83q, e per Albano, la Riccia e Genzano (/ '.), giunse in Velletri, da dove pass a Terraciua e s. Felice j e ripassando pe' medesimi luoghi
si

restitu al

Valicano
il

a'

diversi anni nel portarsi a

Terracina,ove
il

29

dello stesso mese. Nel

i843

mede-

soggiornava
te

per curare

diseccamento

delle Paludi Pontine. Nel secolo corren-

simo Gregorio XVI, desiderando consolare colla sua presenza una parte de'
suoi
felicissimi
stati,

vincia

compartirono eguale onore alla proPapi Gregorio XVI e Pio IX rei

alcuni luoghi

de'

quali da pi secoli non avevano goduto


della
fici,

gnante;
nel
1

il

i. oltre

una

gita a Velletii

patrna

visita de'

Sommi
i

Ponte-

83 1,
il

indi

due

volte nel

i83genel
si

determin d'impiegare

primi giorpercorrere

i843;

2.

nel i85o. ed in ciascuna

ni del bel

mese

di

maggio
le

fece l'oblazione de' 7 pani. li ricevette in Terraciua

Gregorio
e in

XVI

un buon

tratto del

Lazio e degli antichi


antichissime
di

Anagni,
pure a

Ernico-Volsci, visitando
e importanti citt

Pio IX

in

Frosinone, e

lo notai

d'Anagni,

Ferenti-

Pane.

tre viaggi

furono egregiamente

no,

eli

Frosinone

e di Alatri, e

passando

VE
Iti,

V E L
gialissima opera della celebre

53

per Piperno a Terrari na, e indi a Velietale le provinciedi

Genzano, Riccia e Albano, dopo visiMarittima eCampania

Marianna Dionigi, P'iaggi in alcune citt del Lazio che clic orisifondate dal re Saturno, con
bellissime incisioni di

e parte della

Comarca

di

Roma,

ritorna-

monumenti e mura

re alla sua maestosa capitale e residenza.


il i. maggio, ed uscito Maggiore per la via Labicana, che conduceva all'antica Labico^P.), festeggialo anche sotto Zagarolo (/"''.) e Pale strina (fy .) da quelle popolazioni,

ciclopee superstiti delle citt ernico-vol-

Parli da questa
dalla Porla

sche di Ferentino, Anagni, Alatri, Aquino, Arce e Arpino, a


p.

22

discorre delle

notizie antiquarie sulla bella citt


gni.

Dice che

ivi fu
i

eretto da'

d'Anaromani un

tempio a

tutti

Numi,

e diversi altri a

clero e magistrati sulla viaCasilinajequindi

Pallade, a Cerere, a Racco, ad Ercole e

da

Lagnano

P almontone
'

al

modo
il

che dir a que' paragrafi. Continuando


largiti

aDiana, dalla qual dea prese la via Trivia il nome che tuttora conserva. Pare che il

viaggio sulla via Casilina nel territorio di


(/
.),

tempio
forse

di

Saturno

fosse

il

pi magnifico,

la

quale antichissima

citt, in

contrassegno d'esultanza,
vinciale

fra le altre

di-

perch riconosciuto da"li anagnini fondatore della citt, e lo venerarono


per nume. Attigni. chiamata ricca da Virgilio, e citt

mostrazioni eresse sulla pubblica via pro-

un magnifico arco
t.

di

trionfo(men-

nobilissima degli etnici da

tre re

il

eh. d. Alessandro Atli era professo-

<li

quel serninario,nel

23 eU'All uni

Macrobio, ebbe pure archi trionfali, terme, piscine, mura e un circo massimo. Ma
di
ti

di
te,

Roma, descrivendo Segni eruditamencitando


il

tutto ci
atti di

non rimangono che lunghi


nell'interno e nel-

mio

articolo pi volte, par-

mura romane

lando

dell'ai coulisse a

p.2gicheio per

in-

l'esterno della citt, alcuni archi d'un ba-

avvertenza l'area attribuito all'architelto


Cnlderari, mentre fu eretto con disegno e
direzione di d.GiampietroCremona curato di s.Stefano;
te

gno dell'imperatore Ottone, ed un avanzo di fabbrica semicircolare o teatro o


meglio piscina, di cui
se
il

la

Dionigi riprodus-

ma

poi a p. 3

2
:

equamensi

disegno, oltre un'iscrizione.


di

pose questa Rettificazione Ci che

qualche avanzo
della pi

mura

ciclopee, se

notalo a p.
la

291

di

questo giornale nel-

remota antichi l,

Trov non almeno d'un

nota 5, riguardante all'arco trionfale

innalzato a Gregorio
alla

XVI, bassi

a riferire

Relazione del viaggio fatto dal Vajta Gregorio AFIec. del principe Massino, ed al n.4o del Diario di Roma del i843,non al eh. cavalier Moroni". Laonde per la storia e per grato animo qui
i

tempo alquanto posteriore, il che sarebbe sufliciente argomento a giustificar l'inveterata tradizione, che Anagni fosse una delle 5 citt fabbricate dal re Saturno. De
Alatri,
tali cilt sono Anagni, Aquino, Atina e Arpino, ed alla 6/ citt in grazia del suoaboipote Feren-

Magistrisdice che

ne fo menzione). Ricevuti quindi il Papa r complimenti di mg. Pila delegalo di Frosinone e di mg.' Lolli vicelegato di
Velletri ne' luoghi soggetti alle loro riil

tio,

die

il

nome

di

Ferentino),

le di cui

chiavi

gli

vennero da ess? presentale,

to

mentre 4o giovani vestiti di nero, ottenuil permesso di cavalli dalla staccare


i

spettive giurisdizioni,

Santo Padre con-

sua carrozza, questa tirarono con cordoni


ta,

tinuando il suo belo viaggio xersoAnagni giunse alle ore 19 e mezzo, incontralo a qualchedistanza da unaquantit didonvi

di

velluto rosso nella ripidissima salila citl,

che traversa

sino alla basilica

cattedrale (abbiamo

di

Alessandro
s.

De

ne vestite

di

bianco, e di fanciulli con ra-

Magistris, Istoria della citt e

Basili-

mi d'olivo
Iella scesa

in

mano, ed

accolto a piedi

dalla magistratura di quest'an-

tichissima capitale degli eroici (nella pre-

ca cattedrale d' Anagni, in cui si rapportano personaggi insigni, cose pitc ragguardevoli della diocesi, e molli

54
avvenimenti bricala in cima

VEL
d'Ita Ha, Roma
alla

VEL
fabferla-

1749) medesima, ove si


il

era gi perfino distrutto

il

memorabile
si

palazzo di Bonifacio Vili, di cui

cre-

sulla piazza avarili

suo ingresso

dono
del

vestigia le sostruzioni

del

palazzo

terale, sulla

quale trova fasi


di

mg/

Vin-

cenzo Annovazzi
quale
ci

Civitavecchia (della

marchese di Trajetto, il quale a tal uopo fece porre nelle sue scale raarmoreascrizione, riportata nella
le altre di

diede

la

bellissima Storia di Ci-

Relazione ,

in

vitavecchia dalla sua origine fino all'an-

sieme a tulle
ne.
Il

cui far menzionella sua bellis-

no

848

scritta

da mg.' F. Annovazzi

principe

Massimo
i

arcivescovo d'Iconio,
scovo d'Anagni

Roma

853) ve-

alla lesta del

suo clero,

che ricevendo

il

Pontefice sotto al bal-

sima Relazione, colla sua vasta erudizione illustr ancora luoghi onorati dalla benevola presenza di Gregorio XVI, co-

dacchino, l'accompagn all'ingresso principale della cattedrale, in cui venne data


la trina

me

avea

fatto

dente, laonde osserva

egregiamente nella preceche esistono per

benedizione da mg.

Carlo Gigli

della famiglia di Bonifacio Vili in

Ana-

d'Anagni vescovo di Tivoli (7''.), espressamente recatosi alla sua patria per questa fausta circostanza. Gregorio XVI, do-

nagni tuttora

diretti discendenti in per-

sona del conte Loffredo Caetani e suoi


fratelli,

provenienti dallo stesso

stipile

po aver poi ammesso


tulli
i

al

bacio del piede

de' Caetani di
ti

Roma;

e sebbene decadu-

canonici nella stanza del vestiario,

dalla loro antica grandezza, conserv?


gelosia in loro casa unj

ascese alla loggia di pietra esistente sulla

no per altro con


nelle quali ora

parte laterale della medesima cattedrale,


e parata tutta di rosso, ed
ivi

cassetta piena d'antichissime

diede

la

pergamene, unicamente riposta l'il-

solenne benedizione
statua

al

popolo sotto una

lustrazione della celebre loro famiglia,

marmorea dell'anagninoBonifacio
Tiara
in testa

una
ci

delle dodici stelle d' Anagni, o prin

Vili, seduto parimente in attodi benedire


i

pali

famiglie nobili.
il

Era dunque

ri-

suoi concittadini, colla

servato, dice

principe storico, al

Som-

ornata d'una semplice corona, mentre altra sua figura con tiara senza corona,

mo
p
to,

ma

tanti secoli

Gerarca Gregorio XVI il trarre d( Anagni dal suo avvitimeli


pi vivi segni d'entusiasmo delln

semplicemente ornata di ricami e di linee intrecciate, vedesi rilevata nel bronzo delle

consolandola colla sua presenza, che


i

eccit

campane della stessa cattedrale, fuse nel 1295 d'ordine di quel magnanimo
Papa,
le di

moltitudine, particolarmente

quando

fu

veduto scendere a piedi

col

suo seguite

cui

armi

in

musaico, appartea' lati della

dalla cattedrale, e traversare quasi l'intera citt, le di cui antichissime fabbri-

nenti all'antica sua nubilissima famiglia

Caetani, ancora esistono


ta sua statua.
11

det-

che imbrunite dal tempo erano ravvivate


da' colori de' drappi pendenti dalle finestre, sino al
to

suono
al

di quelle

campa-

ne, unito agli applausi dell'innumerevole

palazzo Giannuzzi destina-

moltitudine, ed

giubilo che vedevasi

per

la

sua residenza, e situato sopra

regnare in tutta

la citt,

produsse un

com

una

vasta piazza aperta nel


1

mezzo della

movente complesso da uon in breve. Imperocch dopo


bile e

potersi dire
il

citt nel

557, dopo

la

sua espugnazione

memora-

fatta dall'armata spagnuola,

comandata

nefando oltraggio ricevuto da Bo-

dall'acerbo duca d'Alba, nella famosa e

nifacio Vili in quel suo palazzo dal partilo di

desolante guerra della

Campagna Roma-

Francia, che

in tanti luoghi de-

come nel vol.LXXXI, p. 45, propugnando l'animo grande e la dottrina


plorai,
di quel

na contro Paolo IV, che descrissi nel voi. LXV, p. 234 e seg-5 dalla quale si
scopre verso mezzogiorno una vista ameuissima di tutto
il

Sommo

Pontefice, l'illustre

cit-

territorio

decadde dal suo splendore, e ueliSaS

delle vicine citt e castella. Ivi in

Anaguiuoe: mezzo

VE
ti

L
luce produceva
essi

V E L

55

a due ale della schierala truppa con sua

banda, e dell'alludalo popolo, prostrato

un mirabile effetto. Su di posa altipiano un immenso salone,


consiliari,

mg/

Francesco M. Giannuzzi
apostolica (F.), ed
abito
ili

in

man*

die prima serviva all'adunanze

felicita,

ora Uditore generale della rev.


i

e un angolo del quale mette in una piccola


loggia, che serviva al banditore per pro-

Camera
li

suoi nobii

fratelli in

spada, baciarono

piedi al

Papa, e l'accompagnarono ali.

piano di quel loro palazzo, dove fu alloggiata

do
ti

il

anche porzione del corteggio, avenrimanente preso stanza nelle vicine

mulgare decreti del popolo, e che essendo costruita in modo da non potersi spiegare, sembra reggersi in aria; tanto bene formata la volticella di pietra, che
i

la sostiene

nell'angolo del palazzo, alle

abitazioni. Dalla loggia


l'apostolica

Papa comparbenedizione in mezzo alle


il

cui pareti vedonsi in vari luoghi scolpite in

marmo

grida di sincera esultanza di quel popolo,


c!ie
il

stenti in

le armi della citt, cousiun leone sormontato da un'a...

seguit a stare sulla piazza in tutto

quila,col verso dell'Eneide di Virgilio

rimanente del giorno. Nella sera poi fu incendiato un vago fuoco d'artificio sulla

medesima

piazza,

die oltre l'essere son-

Hernica saxa colutit qnos dives Anagnia pascit. Il seguente giorno 2 non fu meno avventuroso per

Et roscida

rivis

illusamente illuminata,
il

resto della citt e delle vicine


colline, risplendenti pe'

come pure tutto campafuochi di

Auagni
re
le

di quel che lo fosse stato il i .", avendolo impiegato Sua Santit a visita-

gne e
e con

cose pi degne da vedersi in quel-

gioia, veilevasi ornata cun finto obelisco,

l'illustre citt, e

rilevandone cos sempre


i

un arco

trionfale, su di cui legge-

vami 4 iscrizioni composte da d. Giovanci Capri Galanti di Valmontone, profesore di


reltorica
in

quel seminario, di

pregi. Imperocch, dop avere ricevuto in dono dalla magistralura una statuelta d'argento col suo piedistallo, rappresentante s. Oliva ver-

maggiormente

presenle

prelato ponente di Consulta,


le

gine e martire compatrona d'Anagni,


rec in carrozza col suo seguito
scopio, ove
r

si

Esse celebravano
ui versale gioia

virt del

Papa, Tu-

all'

epi-

della citt e di tulli gli

traici, le beneficenze elargite

ad Anagni

e suo capitolo, e le promozioni di Sii vestro Belli al cardinalato e al vescovato di

Jesi (F.), e de'prelati Gigli e Giannuzzi

mg. Annovazzi fattale tro"are imbandita una lauta colazione, ebbe altres l'onoie, unitamente a due canonici e al preposto (della Stola papale che prima usava riparlai a tale articolo,

auagniui, e che avea rinnovato


si

glorio-

come
ilici
;

dell'insegne presenti sue e de'cano-

tempi d'Innocenzo III, Gregorio IX,

fio

VI

al

medesimo preposto conpaonazzo, con


in

Alessandro
i

1F e

Bonifacio

FUI (F.),
iscrizioni

ferm

l'uso dell'abito prelatizio, e gliefa-

quali fecero pi volte soggiorno nella


tali

lo concesse di colore

loro patria Anagni. Oltre

colta di usarlo

anche

Roma,

dichia-

leggevansi altrettante del sacerdote Autouio Cipraui, egualmente riprodotte


dalia Relazione, sullo slesso

raudolo prelato domestico),


re al

di presenta-

argomento,

insieme ad un sonetto del uobile anagni-

Santo Padre, seduto sul trono, a seconda del gi ricordato, uu bacile con 7 pani ossia pizze lavorate con zucchero e
cioccolata, su alcune delle quali vedeasi
il

no Francesco

Belli allusivo al risorgimeli-

lo d'Anagni, JNe' diversi generi di lumi-

simbolo dell'Agnello, e sopra altre era


il

narie,che nella sera e nella segueute resero brillante Anagni,


dell ingresso del
si

effigialo

Pastoie coll'epigrafe: CognO'


rneae. Nell'uscire dall' episco-

distiuse quella

scunt
pio,
il

me

tuo palazzo comunale, formato da un antro spazioso con gran-

P.ipa lesse l'iscrizione in quel pun-

to posta dall'ottimo ria d'averlo

vescovo per
di

memo-

disimi archi di sesto tondo, ne' quali la

onorato

persona. Indi iu

56

VEL
la

VEL
cat-

carrozza pass a visitar di nuovo

l'Apocalisse,

e che al pari delle gi norelative alla storia

tedrale, antichissimo edilzio gotico a 3

minate, e
sia

dell' altre

navi divise da colonne, che dicesi ricostruita in tal

delle sanie Secondina, Aurelia e Neorni-

forma verso

il

1078 da
di cui

s.

martiri, espressa

neh' apside della


al

Pietro vescovo d'Anagni


ivi
si
:

(il

corpo

3/ navata, rimontano
secolo),

ricordato

XI

se

Giammaria scrisSantuario Anagnino dove si leggovenera, e Filippo

ma

ancora

il

suo pavimento ver-

nacolato in pietre dure


silica

come

nella ba-

no l'istorie de' ss. Corpi, i quali riposano nella cattedrale d'Anagni, con l'istoria del b. Andrea Conti anagnino, Velper Onofrio Piccini 1704), e consacrata 106 anni dopo da Alessandro III.
letri

superiore, e fregiato de'

nomi

de'

celebri musaicisti

mato co'suoi figli hanno lasciato tante memorie


loro in quell'epoca. Gregorio
disfatto al

romani maestro CosLuca e Giacomo, che


dell'aite

XVI

sodtutti

Fattavi breve orazione,


la scala

il

Papa cal per


il ti-

sommo

d'

aver veduto

marmorea
al

nella chiesa sotterra-

questi pregevoli

monumenti
si

dell'arte, ri-

nea, che

pari della superiore ha

salendo alla cattedrale

rec alla cano-

tolo di basilica, e sebbene pi piccola


rita

questo
la

tichit

menon solo per la sua ancontemporanea a quella, ma antitolo

nica, nel di cui archivio gliene


strati altri interessantissimi,

furono moconsistenti

in alcuni arredi sagri di

veneranda ana'

che per
ro, e
.'die

costruzione a 3 navi con 3 or-

tichit per aver

appartenuto

Papi a-

dini di colonne, e colla sua apsicle nel co-

nagnini. Nella Relazione sono diligente-

due

cori laterali, conformi in tutto

mente

descritti,

ma

me non

permes-

primitive chiese. Sotto l'altare magsotterranea


ri-

so che accennarli.

Prima

di tutti vide

un

giore di questa basilica

paliotto d'altare di fondo bianco con bel-

posa

il

corpo

di

s.

Magno patrono
pubblicali

d'Apala

lissimo tessuto d'oro e di seta di vari co*


lori, e
lari,

nagni, de'di cui

Acta

feci

con 3 ordini

di

medaglioni circo*

iola al suo articolo,

ove sono incise

contenenti ciascuno una figura in


d'oro, individuata da un'Ucrizio-

pi parte delle singolarissime pitture


quel secolo, che ne adornano rappresentanti vari
fatti

di

campo

le pareti,

del

martirio e

della traslazione del corpo di quel santo

ne scritturale ricamata intorno ad ogni medaglione in caratteri gotici; prezioso lavoro del secolo XII e dono d'Innocenzo
ili.

vescovo di Tram', colle relative


ni.

iscrizio-

Dopo

di

questo fu mostrato

al

Pa-

In

essi
s.

pure delineata

I'

antica pit-

pa altro bellissimo paliotto, che credesi

tura di

Oliva, che parimenti

ornava
si

un

lato di detto sotterraneo,


il

ove

con-

pure della stessa epoca e donatore, da altri per BtlribuilQ a Bonifacio VI li, essendo
nell' inventario de'

serva

di lei corpo, e fu tolta nel decor-

so secolo per aprire

una

finestra

onde

probabilmente quello descritto doni da lui falli alla

dar lume ad un altare costruitosi per divozione d'un p. abbate polacco, a cui e-

basilica, di cui poi parler, pubblicalo dal

Boldetti nell' Osservazioni sui cimiteri

rano stale donate reliquie della santa. Merita particola!' menzione in questa basilica sotterranea non solo la rozza sedia di marmo rialzata da un sol gradino e circondala da sedili canonicali parimenti

de

S*.

Martiri. Indi

gli fu

mostrala una

pianeta lunghissima e amplissima di fon-

do bianco, con simile dalmatica e Innicella, ed un piviale amplissimo, paramenti

tutti

ricamati e figurati, ornati ezian-

di

marmo

nell'apside incontro al dets.

dio con minute perle, di cui se ne vedo-

to altare di

Magno

le

pitture della

cui volta, illuminate

e stretta,

da finestra lunga rappresentano il simbolo del-

no alcuni, lavori pregevolissimi del secolo XII fortunatamente salvati dal saccheggio patito dalla citt nel
1

556 nella

l'Agnello circondato da'

24

seniori del-

suddetta funesta guerra degli spagnuoli.

V E L
Da
ri

V E L
(?'),

57

quel lagrimevole disastro e posleriore-

disgraziate vicende mirabilmente

che abit ed ebbe cattedra nel contigno convento, il cui facsimile ripro-

un incensiere d' argento dorato di forma ottangolare gotica, rappresentante un porticheltocon archi acnst preservato
ti

dotto nella Relazione. Tornato Gregogorio

XVI

alla

sua residenza, dalla cui


i

loggia benedisse

postiglioni

schierali ih
i

e torrette triangolari, da cui partono

lunghecatene. Prezioso
te,

5 monnmentod'ar-

buon ordine

colle loro pariglie di


testa,
i

5o

ca-

valli e col corriere alla

(piali

do-

Innocenzo III, minutamente Gregorio XVI, siccome grande e intelligente amotore le'lavori

dono

d'

Teano proseguire

nell'

onore

di servirlo

osservato da

in partire d' Anagni. Si

compiacque poi
ad osParisio

ricevere varie deputazioni e corporazioni,

d' arti,
la
tri

massime

se antichi.

Ebbe

inoltre
al-

che

si

erano

a tal effetto recate


r

piacevole soddisfazione di vederne

seqniarlo,

come pure mg. Luigi


i.

due d'epoca pi remota, cio due pagiudi


s.

vescovo di Gaeta (e poi

arcivescovo

librali creduti
d'

Pietro vescovo

pel notato nei voi. LIII,p. 206), partitosi

Anagni

nel secolo XI,

uno d'avorio
dorato e
soial-

espressamente dalla sua diocesi per avere


questa consolazione.
col vedere

ma

rotto, l'altro d'argento

Termin

la

serata

tato a

squame; ed alcune mitre antiche

di fondo bianco alte


pia
ill

men d'un palmo,


nella sua

un fuoco d'artificio e l'innalzamento d'nnglobo areostatico, su di cui


era dipinto
il

adorne

di pietre preziose, oltre altre

pontifcio

stemma con
dare

albi-

ostiate dal

Marangoni

ChrO'

sive iscrizioni. Volle poi

alla nobile

nologia. Di Bonifacio Vili erano ancoia altra mitra e paramenti, che con al-

famiglia Gianuuzzi un segno del suo gra-

dimento per
Giannuzzi
il

l'accoglienza di vota usatagli

cimi codici estratti dall'archivio in tem-

nel proprio palazzo, col

donare a mg.
il

d'

Alessandro

VII, non furono pi

suo ritratto su

di preziosa di lui

restituiti. Inoltre di tal

nella sagrestia

Papa conservasi un piviale, una pianeta e


fiocchi, di

scatola brillantata, e col decorare


fi

due dalmatiche con


so ricamate in oro,

fondo

ros-

perle e pietre

una volta ornati con preziose, altro avanzo de'


Vili volle
in
le

tanti doni co' quali Bonifacio

egrado di commendatore dell'ordine di s. Gregorio Magno da lui istituito. Giunta finalmente la 3. 'mattina del maggio, all'ore 12 Anagni vide con dispiacere partire l'amato Gregorio
alello della croce

arricchire

la

patria basilica,clte ne conser-

XVI
no
di

con lutto

il

suo seguito (del soggiorin

va interessante e minuto

inventario

Gregorio

XVI

Anagni, e delle

pergamena. Appagato

il

suo genio per

dimostrazioni affettuose e festive della

belle cose, colla vista di tanti preziosi

mo-

minienti di sagra e veneranda antichit,

Gregorio
si

XVI

uscendo dalla cattedrale,


i

ragionano pure n. 36 e 4' del Diario di Roma, e il n. 18 delle Notizie del giorno del i843), e scendendo con
citt,
i

rec a piedi col suo seguilo a visitare

somma

velocit per le
via,

difficili

voltate che

monasteri dell'oblate cistercensi e delle clarisse, che paternamente confort e araai ise al bacio

s'incontrano nella

gni legno fosse tiralo


so poi

non ostante che oda 8 cavalli, traverdi circa


5>

del

piede. Restituitosi al

una magnifica pianura


di filarino,

palazzo, sempre preceduto dalla banda,

miglia, che divide Anagni da Ferenti-

no

pomeriggio
le

za a visitare

il Papa si rec in carrozsuburbane chiese de'do-

no (parlando

che vuoisi sucin

ceduta all'antica Firenlo, che alcuni confusero con Ferentino ernico, riportai

nienicani e de' cappuccini, nella i.'delle quali,

dedicata a

s.

Giacomo e costru-

proposilo

le

autorevoli opinioni del dotle

ta a croce greca,

to di

con elegante pavimenmusaico verni icolato, si venera la


s.

tissimo Nibby), e verso


7.0

ore i3 e mezsiili-

giunse

in quest'altra

celebre citt ve-

celebre croce di

Tommaso

d'/f aitino

scovile del Lazio, che circondata di

53
ca, serie 2/,
t.

V E L
vameute
te
al

V E L
carme
del patrizio ferentinaI*

ni ciclopee (trovo nella Civilt Cattoli4, p.

38o,

articolo

portante e intitolato:
nico.

I due

Teron e

imU Ac-

quedotto pelasgico di Ferentino ntll'ErI

Tancredi Bella, che per onor patria specialmente ricordo, poich un illustre prelato, che dopo aver governato con zelo le

lue leeoni, o aie sagre, o altari

provincie di Rieti e di Spoleto, ora

de'pelasgi sono in

una

valle

ili

Ferenti-

delegato apostolico di Perugia. Gregorio

no,

quali eretti da quegli antichissimi na-

XVI

proseguendo

il

viaggio per

Fro-

vigatoli,

che tanta parte

di civilt recaro(.Iella

sinone, che n' distante 7 miglia, e auli-

no ne

in Italia
di

prima ancora

fondazio*

Troia, reggono alla potenza strug-

camente apparteneva a'volsci, in quell'articolo mi fu dato descriverne il lietissimo


soggiorno che
vi

gilrice d'oltre

3o

secoli. In

capo

alla stesinteris-

fece, ripetendo perci

sa valle

pure un altro Ieroue


il

l'avvertenza fatta per Ferentino;


s

uon

co-

simo sotto
quelli

monte

ili

Porciano, formadue,

posso fare per Alatri,


d' Attaglii,

il

cui articolo,

to di massi poligoni anche pi granili di

come quello
1

era stato pubbli-

che formano

gli

altri

come

cato nel 840.


nella

assicura l'eruil ito ferenti nate A IfonsoGior-

Dimoraudo Gregorio XV giubilante Frosinone, a' 4 na So 10


'

gi,che stava scrivendo un dotto libro intu

volle appositamente rallegrare l'antichis-

noa'primi abitatori dell'Ei nico.Quanil

sima

citt vescovile d'Alatri,de'di cui cele-

to all'acquedotto, tenuto forse


tico d'occidente,
le

pi an-

bri cardinali scrissi le biografie.

Sebbene

siccome eietto da quelesiste al di l della

fuori di via, meritava quest'onore pe'suoi

remotissime genti,

monumenti
ce
il

famosi, e per l'inviolabile suo


alla
s.

marchese Tat, monumento insigne che pochi visitano e pochi conoforesta del

attaccamento

Sede ed

a'

Papi. Dicit-

principe Massimo: Alatri vetusta

scono.

Mi

piace inoltre riportare questo

t degli eroici

non tanto gloriosa per

la

brano

de' rispettabili compilatori.


s

Noi

sua favolosa origine attribuita a Saturno,


e per
le

vorremmo, che
li

quelli che ridono del-

le nebiiloseanlichil pelasgiche, esi

quelle cirI'

mandole
tificio,

superbe mura ciclopee, che foruri doppio recinto sono l'orse uno

che

di tante ipotesi e

tante favole

de' pi belli

monumenti
la

dello stato pon-

condano, visitassero studiosamente


nico, e

Er-

quanto per

costante fedelt de'

massime

Alati

i,

Ferentino e suoi
i

suoi abitanti al paterno governo pontificio,

contorni; indi sul preciso e spassionato

sperimentata in ogni tempo e


la

in

pi

esame de'nionumenti giudicassero a saggio di scienza in quali remotissimi tempi

occasioni,

storia ne registr questo van-

to.confermato e autenticato da'brevi pon-

ascendono cos fatti edilizi, per illustrarne la storia de'popoli primitivi che abitarono cjuesta nostra
I

principalmente d' Alessandro IV, luuocenzo IV, Bonifacio IX ec, che affitifcii,

talia".

Anche il dotche
le

darono
sa. Gli

agli alatriui gl'interessi di s.Chie-

to autore dell'articolo ritiene

co-

odierni uon volendosi mostrare de-

lonie pelasgiche d'occidente derivarono

generi da' loro antenati nel fire una de-

dalle genti fenicie e cananee),

s'

innalza
la

gna accoglienza all'amatissimo sovrano e

sopra un ripido
gli stessi

colle,
la

superba per

sua

antica potenza, che

rese formidabile a-

romani. Ne! suo articolo, colle


la

proporzini volute da questa mia opera,


celebrai

magnifica accoglienza fatta da


al

Ferentino

Papa, che

la

Relazione mitutte
le

supremo Gerarca, che recavasi a visitarli, appena ricevutoli lieto avviso si diedero indescrivibile premura per presentargli la loro citt co'pregevoli suoi monumenti nel suo pi bell'aspetto; e perci il comune assumendo a se il pensiero
di far
accessibili gli

nulamente descrive, riportando


celebranti
il

copiose composizioni poetiche e iscrizioni


fausto avvenimento, inclusi-

sgombrare e rendere per ogni lato ammirabili avanzi dell'aulichissitaa cittadella Ala Irina, comuueuieu

VEL
le conoicinli sotto
il

VEL
di

59
citt,

nome
vi

muraciclo-

ti

colle

armi del Papa e della


al

che

si

pee,fece
roi'hi, la

s,

che

al

semplice invito de'paraccorse con tale

videro sventolare su quell'eminente altura.

popolazione
in

Quasi

principio del territorio ala-

entusiasmo, che
sava
le

alcun giorno oltrepas-

trino venne una schiera


tadini,

numerosa

di con-

duemila persone, e tutte gratuita-

che accesi d'entusiasmo e

di divo-

mente, stimandosi sufficientemente compensate dal piacere di rendere un attestato di divozione all'ottimo loro

zione avevano voluto santificare quel gior-

no

col ricevere la

s.

Eucaristia, coll'inlenla pontificia

sovrano e

zione di tirare a
rozza,
il

mano

car-

comune padre de'fedeli. Da s bella e unanime gara risult, che nel hi e vissimo spazio di solilo giorni
si

che pretendevano con mirabile

zelo eseguire a piedi scalzi

(come
s.

in tutto

videro atterrate e

cos praticano nel portare in processione


la

rimosse

le

cesso, spianate le casupole

macerie che impedivano 1' acche deturpavalivellato


il

macchina

colla statua di
r

Sisto

1);

ma
fe-

questo essendo stato impedito dal savio


e ottimo vescovo

no
ta

il

monumento,

suolo, aper-

mg.

Giampedi,

si

intorno al circuito dell'acropoli

una
gran

cero trovare sulla pubblica via in ernico


nazionale costume, nel quale osservabile

strada lunga quasi

iooo metri

e larga 5,
il

e riattato interamente e abbellito

quella loro antichissima specie di cal-

piazzale che sta sull'alto della cittadella,

zari detti

e nel cui mezzo elevasi


tata
gio,

la

cattedrale. Spun-

mata d'una
la sola

volgarmente ciocia, ed forstriscia di cuoio che cuopre


al di

dualmente

l'alba aspettata
i

de'4 magloro vo-

pianta del piede, legata

sopra

mentre

lutti

cuori battevano d'ari

per mezzo di cordicelle, e raccomandata


alle

dente ansiet
ti,

di

vedere appagati

gambe con molte

legature, e

a'quali per
il

sembrava voler
fattosi

fare osta-

za grazia, alle quali cordicelle

non senavevano iti

colo

tempo, che

scuro e nuvo-

quel giorno sostituito feltuccie di colori


rosso e giallo,
solito cappello

loso minacciava d' impedire la partenza


del Santo
tosi poi

Padre da Frosinone, rasserenaimprovvisamente il cielo arrise

avendo anche surrogato al accumulato un fazzoletto


capo all'orientale con un
la

accomodato

sul

con un limpido sole a'voti de'fedeli alatrini e delle

ramoscello d'oliva. Cos schierati sulla


strada implorarono
rare a
gli

numerose famiglie coloniche la via d'8 miglia che met .; da Frosinone ad Alatri, le quali fecero a
poste lungo
;

grazia di poter

ti-

mano

la

carrozza del Pana,

ma

e-

accogliendo benignamente la loro buolo

gara nel festeggiare

il

suo passaggio con

na intenzione non
stanza d'oltre
le

permise attesa

la di-

archi di verdura e con vari campestri apparati. Sul portone della villeggiatura de'

miglia,

non ostante

la

qua-

per altro que'buoni e fedeli sudditi eb-

pp.scolopi,ergevasi analoga iscrizione sor-

montata da uua corona di quercia, d' alloro e d'olivo, da cui partivano de'festoui di

bero la forza e la costanza d'accompagnai* il suo legno sempre correndo sino ad Alatri.

Nelle vicinanze della citt fu per

mortella e di

fiori,

che

si

estendevalaterali.

quell'onore concesso ad un iscelto drappello de'pi distinti cittadini, tutti unifor-

no

in bella

simmetria
i

pe'

muri

In altra parte

coltivatori di ortaglie a-

memente
darono n

vestiti di
al

nero,

quali noti ba-

vevano

intrecciato

un grazioso arco
si

co*
leg-

disagio della ripida salita, n

prodotti de'loro sudori, sul quale

all'angustia della porta, adornata d'

un

gevano due
il

iscrizioni.

Appena

dall'alto

arco trionfale d'ordine corintio con sagri

della cittadella d' Alalri videsi spuntare

emblemi
zione.
ivi si

eseguiti dal pittore

de Angelis,

treno pontificio nella sottoposta campagna, che il suo arrivo venne annunzialo da replicati colpi di grossi mortali e

e sul la facciata leggevasi felicitaloria iscri-

dall'innalzamento di due steudardi dipiu

Non potendovi passare la carrozza, fermarono, ed essendo il Papa smontato eoa alquanta difficolt attesa la fui-

(io
In del

VEL
popolo, co'soldati e clero, fu ricedi tutta la
fiori in

V EL
abbondanza sopra
i

il

Papa

e suo

vuto fra'plausi

moltitudine da
il

corteggio;

quali fiori poi unendosi per

mg.

Giampedi

alla testa di lutto

det-

aria a quelli che venivano lanciati dalle

to clero secolare e regolare, a cui era usi

donzelle che lo precedevano,

adombra-

pure anco

riuniti

certosini di

s.

Bartofirn*

vano l'atmosfera

a lai segno,

che sembra-

lomeo di
ciato

Trisulli, celebre
i i

monastero

va nevigasse, e venivano raccolti per di-

neli2

da Innocenzo

ili alle fal-

vozione dal popolo. Per divozione pari-

de dell'Apennino 7 miglia distante d'AFu egualmente accollo Gregorio XVI da uno stuolo di donzelle, che vestilatri.

mente erano
ardendo

accesi
i

lumi nelle botteghe,

e candele avanti

ritratti di

Sua

Santit,

incensi in apposite bragiere dile

te di

bianco e sotto forme d'angeli sparfiori,

sposte di tratto in tratto avanti

case,

gevano

da mg.'

l ila

delegato della
gli

provincia, e dalla magistratura, che

imbalsamando l'aria. In breve, non eravi senso che non provasse un indicibile
diletto a tante espressioni di viva gioia e
di

rassegn secondo
della citt su d'

il

costume, per mezzo

del gonfaloniere Carlo Feronti, le chiavi

venerazione, onde Gregorio

XVI

e la

un bacile sostenuto dal giovinetto Vincenzo Gaetani, il quale recit analogo distico. Al mostrarsi in pubblico
il

corte ne restarono inteneriti e commossi,

Sommo

Pontefice facendo

il

suo
fe-

bench eravamo abituati all'immense e di sincero giubilo e ad ogni sorta di dimostrazioni dell'erniche popocontinue voci
lazioni, anzi
edificati e ricolmi
s

ingresso a piedi nella porta di quella delissima citt, preparatami

d'ammifilia-

nuove

sce-

razione per
le all'etto.

universale e mirabile

ne d'entusiasmo
sotto
il

misura che procedeva


le

Non

a potersi ridire le grida

baldacchino,

cui aste erano so-

stenute dal magistrato, preceduto proces-

sionalmente dal clero,


delle
la

in

fra il festivo suono due bande civiche nelstrada principale della citt sebbene salita comoda e ben lastricata, ma an-

campane

e di

di plauso che assordavano l'aria, perch frammiste a quelle delle numerose popolazioni accorse da tutti vicini paesi. Imperocch quella folta massa di popolo ini

ginocchiata
senza che

al

passaggio di GregorioXVI,
il

senza produrre
vi

minimo disordine

gusta e lateralmente guarnita d'alte fab-

abbisognasse un solo solda-

briche de'bassi tempi e colle porte


sto gotico,
le

di se-

ti per reprimerla,

non cessava d'implola

mura
in

annerite dall'antichi-

rare con altissime voci


ne, ripetendo
letto
:

sua benedizio-

t e alcune delle quali

munite

d' altissi-

con sonore voci nel loro dia-

me

torri,

come

un palazzo sulla

via del

Trivio formato
di

di tutte pietre scalpellate,

Grazia, Saulo Padrol Grazia Santo Padrol E se alcuno domandava loro qual grazia chiedessero, rispondevano

spettante nel secolo XIII colla sua torre

piani all'illustre famiglia del cardi,

nal Goffredo o Goltifredo d' Alatri

che
s.

La grazia dell'anima! Le donne piangevano, e vestite tutcon santa semplicit:


te ne'loro nazionali la loro variet in

dopo aver
ferma, che
sied
il

ivi

fondata
1

la
(il

bella chiesa di

costumi bellissimi per


felici

Stefano mor nel

287

De

Mallhias

afri-

quelle

montagne,

in tale

palazzoacuna volta

cardinal legato di Frosinone,

ed

ove ancora non penetr la corruttrice moda del secolo col suo codazzo, stavano immobili inginocchiate sui giganteschi ruderi

formato di muraglia

ciclopee; corruzioni
il

somiglianti all'egizie, secondo

Micali,

delle

mura ciclopee,che servivano di sudi

come

tutti

muri

pelasgici

ciclopei). Tut-

ime trofeo alla vera Religione, motrice


di

te quelle

fabbriche erano vagamente tapfale finestre

tutto quell'entusiasmo delle


alla vista del / icario
gli stesso

popolazioni
Cristo.

pezzate d'arazzi che co'ioro colori ne

Ges

E-

cevano

risaltare l'antichit
di

piene d' ogni celo

persone spargendo

me

alla

non poteva trattenere le lagriimponente vista di tanta fede, e

V E L
con effusione d'animo benedicendo quella

V E L
a tutto
si
il

benedizione, una delle pi solenni date,


vastissimo orizzonte che sodecui vedesi a

divola moltitudine, giunse dopo una


salita al vti lice del

Leu lunga
cui

monte ov'e-

da quell'altura, da
la citt di

mezzoFoli,

ra collocata l'antica cittadella d'Ai Uri ,cul

giorno

Prosinone,

Amara,

maschio fu fondala l'odierna basilica cattedrale, in mezzo ad un vasto prezzale, memorati a'di cui angoli sventolavano stendardi sull'altissime mura ciclopee che
i

Torrice. Pupi, Vnllecoi sa e Castro; nd oriente Falvalerra,

Bauco

e Verolij a set-

Unii ione Vico, Guardilo, Torre e Trivigliano; ed a ponente in distanza di 3

lo

sostengono, ed
e

devano incenso
di

mezzo al quale arprofumi sop a due granin

miglia

la

celebie rocca di

Fumone, ove
Rinunzia al
riparlai del

'

mor
>

s.

Celestino

V dopo la

candelabri

innalzati

avanti

al

sagro

/ o////V\'7/o, nel quale articolo


colo, reso ancora pi

tempio, Del cui portico leggevansi espressi

luogo. Quell'ampio e pittoresco spetta-

gl'ingenui voti della fedelissima pop-

magico

imponendella cit-

lazione nell'iscrizione pubblicala dalla Ilelazione, ed in cui venne dello Gregorio

tedal suono di tulle


l, dal

le

campa ne

rimbombo

de'mortari, da'concer-

XVI,

L.cr.lcsiae
,

ac pcpulorum tono
t

di-

vinitus datimi
laetitiae
talo
il

Auclorem fi liei a tis ac

li delle bande, dalla serenila dell'aria, e pi di lutto da'reilerati cordialissimi ap-

Tu

pubi icae. &l\\u\ravxi venne cancs Petrus con musica del mae-

plausi della moltitudine, produsse tale u-

stro Adrizza, Bollo la direzione del stro di cappella della citt

mae-

na sensazione ne'circoslanli e nel bel cuoredi Gregorio XVI, chepel suocomplcs.


so
si

Geminiani, e

pu provaie non
il

descrivere. Dalla
degli affetti
r

venne poi compar li la la benedizione col r Santissimo da mg. Castellani sagi isla,dop la quale fu scoperta la statua d'argento di

loggia

Papa,

tra

il

tumulto

da cui era penetrato, pass nel contiguo


episcopio, che per cura di

mg.
ivi

vescovo

Papa
si

s.

Sii lo

/martire

e proietto-

ed a carico del

comune

era stalo conve-

le d'Alalri, posta sull'allar

maggiore, ove

nienlemente adornato, ed
trono benignamente piede
'
i

siedulo in

anche

venera

il

suo corpo per quanlo

ammise

al

bacio del

narrai nella sua biografa, riportandone

due

elei

i,

la

magisti alma, isigno-

come
di

lequeslioni(qui aggiungei,cbe nel 854, leggesi a p. 21 e 5i (iti Giornale


i

f' e " a

citt

che conia molte distinte fa-

miglie, e lutti quelli ch'ebbero l'onoi e di

Roma,

valentissimi fabbricatori d'or-

gani Angelo e Nicola Morettini perugini,


vi fecero
tello,

un organo cosi eccellente e perche superata la generale espetlazioil

ognunoin dono unacoronacon medaglia d'argenlob( nedetledal Papa. Intanto la cartiiarela carrozza^ quali riceverono

rozza pontificia rimasta fuori della citl,


era stala trascutata per divozione dal p-

ne, prese

primato su

tulli quelli della

provincia, oltre la capacit di competere con quelli della capitale. Noti minore applauso ebbero lodati artisti per l'orgai

polo denlro
lito

le vie d'Alalri,

dopo demoa

un pezzo

dell'arco trionfale di legno


l'ingresso, e condotta

che ne impediva

no
la

di

mezzana dimensione costruito per

mano fino all'alio

del

monle

pi esso la cal-

chiesa degli scolopi, riuscito anch' esso di felicissimo elicilo). Salendo quindi
il

ledrale,aflnchognunopolessebenecontemplarla, onde appagarne


sil. Si
la

pia curio*

Papa

alla

maestosa loggia che sorge


cattedrale
,

sulla fronte della

di l

Egli

die

di

compiacque quindi il Santo Pagradire una copiosa raccolta di v e i

non solamente benedisse l'affollatissima moltitudine, che in numero di i5,ooo e pi persone (ulta ingombrava la vasta
piazza ed

dule acquarellale colle rispettive piante pi belli punii delle stupeuesprimenti de mura della cittadella e del recinto della citt d'Alalri, tutte di

ma

ambo le vie che vi conducono, ancora estese questa sua apostolica

costruzione cosi

detta ciclope, latte eseguire dal valente

62
mano, ed
velli

VEL
illustrate tlal rev. p. Luigi
eli

VEL
za del lodato p. Rosoni, a cui pur
si

architetto e pittore Antonio Moretti ro^

de-

Re-

ve

la

pubblicazione d'una veduta del mecolla rispettiva pianta della citta-

scolopo e professore
Il

filosofia nel

desimo

collegio d' A latri.

Papa dopoaverlecia-

della, parte

del lato che

guarda mezzop.

scuna esaminatealteulamente,se ne congratul coll'artista e dichiar il suo gra-

giorno, incisa e riportata a


1

97

del

t.

deW Album

di

Roma,

e corredala del-

dimento all'encomiato gonfaloniere Peonti, che in nome della citt le avea of-

l'analoga elegantissima relazione (fu


blicata in

pub-

Roma

separatamente con que-

ferte

il quale merit poi con onorevole , breve de' iG dello slesso mese, d'essere creato cavaliere dello speron d' oro. Es-

sto titolo: Relazione della

faustissima
il

venula in Alatri di

Sua Santit PP.


Grele

Gregorio
gorio

XVI felicemente regnante


1

sendosi poi compiaciuto

il

Papa

di passail

d 4 maggio

843)

della venula di
,

re nell'attigua sala per gustare so rinfresco preparato,


si

sontuo-

XVI

in Alalri
in

insieme a tolte
al

assise in posto

iscrizioni,

che

gran parte servi

prin-

pi elevalo e sotto baldacchino a capo di


nobile mensa, alla quale

cipe

Massimo

alla

compilazione del suo

ammise

oltre

bel racconto. In
zioni

principali di sua corte e della nobile co-

unadelledueultime iscriegregiamente si fece allusione alle


al

mitiva che l'accompagna va, distinguendo


il

muraciclopee,che
loro abitanti

pari della fedelt de'

vescovo diocesano e quello di Veroli


r
r

mg. Cipriani,mg.
faloniere,
il

Pila delegato,

il

gon-

ponno dirsi sfidare Peternit, poich dopo pi di 3ooo anni che sussistono,

rev. p.

Uosani generale degli

non portano alcun' impronta

di

scolopi, ora vescovo d'Erilrea e vicario del

vecchiezza,

ma

per

la

giudiziosa conca-

capitolo Vaticano, e Filippo Jacovacci che

tenazione degli enormi poligoni che le

faceva le veci del governatore infermo.

compongono

(leggo nella

Fu

allora che

canonici della basilica cat-

zione di G.G. D. R. riguardante

Breve narrale mu-

tedrale Nicola Trulli e AgoslinoCaporilli


sullodalo, presentarono al

ra Ciclopee, Pisa

Papa un'

ele-

gante raccolta di poesie italiane e latine da essi composte, inserite poi nella Relazione.

827. Poni attorno ad esse de'forti arieti, se colpi di questi battono su pietre posle a linea, risente
1 i

l'impressione del colpo tutta lalinea,e for-

Uscendo il Papa dall'episcopio, si trattenne ad osservare nel suo atrio l'esposizione delle carte damascate da apparato ad uso di Francia colorite e vellutate, la cui fabbrica da pochi anni introdotta in Alalri dal defunto Pietro Molella, si proseguiva per cura del nominato
Jacovacci, che u riport benigne parole
di lode e d'incoraggimento, e contribuiva

masi quello sconcatenamento,che poi produce la distruzione del muro assalilo. Or


fallo,

che

colpi colgano sopra questi irla


i

regolari poligoni,
si

piaga dal colpo non


risalii

diffonde, perch

superiori e in-

feriori de'massi

non risentono di quel colpietra battuta al di so-

po, e

mentre

la

pra e
ti il

al di sotto,

non soffrono

l'altre
uii

colpo della pietra, che ferisce

parpun-

a farvi fiorire

il

commercio non meno


il

di

to solo.

Non pu

seguire lo stesso nella


la

quella del lanifcio pel quale Alatri tanto rinomata.


sulla

costruzione regolare, perch

percussio-

Appena
si

gran piazza
i

Papa ricomparve rinnovarono con magil

ne

si

diffonde per tutta la linea, e tutta


e per la militare architet-

la scollega"),

gior fervore

segni del cornuti giubilo, che

tura superiori in bellezza a quante altre

ne accompagnarono incessantemente

mura
che

di

quel geuere

si

conoscono

mo-

cammino
lati

diretto a visitare le parti pi

strano l'elevatezza
in un'

dell'

umano

ingegno,

rilevatili dell'antico

monumento,
due

su due

epoca

remota qual quella

del quale leggevansi

iscrizioni

de'pelasgi, a cui se ne attribuisce la fon-

composte come l'altreddll'auieaeloqueu'

dazioue,aulerioi

meule alla guerra di Tro-

VEL
ia,seppe

VEL
maronite
grosse,

63
dal loro

locare
cigni

muovere e geometricamentecolun s gran numero di smisurali macon una facilit e perfezione che
,

metterebbe pensiero a'pi


del nostro secolo tanto

arditi ingegni

perfezionato ne'

ben compatte ed in forma oblonga poligonare. Sopra 3 di queste pietre sono scolpiti rozzamente 3 bassirilievi; uno rappresenta un putto con un vaso
semplice immenso peso
,

meccanismi e che sormonta ogni difficolt con eseguire le operazioni pi ardue.

sulla sua testa,

un

altro

probabilmente
3.

fu scolpito per personificare la protettri-

Ma

ci

gorio

XVI

che attrasse l'attenzione di Greamatore della veneranda an-

ce divinit di Alatri, ed
te del

il

che

fa

par-

muro

pelasgico nella porta Bellos.

tichit, nel giro

ta

che ne fece, si fu la pormaggiore della cittadella ove pass nelil

na

ora porla

Pietro

(il

disegno della

quale pubblic Y Album di


p.

Roma,

t.

7,

l'uscire dall'episcopio, e

di cui architra-

ve viene costituito da un masso solo lungo 27 palmi e largo 8 e un'oncia; la porla minore, che alcuni vogliono destinala
a sortile militari,
posta di massi che
l'altro,

257, con erudito articolo del conventuale p. F. Lombardi. Egli narra, secondo gli scrittori delle cose d' Alatri che
,

venuto l'Apostolo delle genti a diffondere


la

comsormontano I' un non ha per quanto si conosca alla

cui volta e scala,


si

luce del Vangelo in questa cill,


i

fossero
la

primi a seguirlo

gli

abitanti del-

parte meridionale detta

Le Piaggio,
detta

tra simile,
la

tranne quella dell'ingresso

al-

mentre
ti

quelli della settentrionale

piramide di Mernj riportata da Norden ne'suoi Viaggi in Egitto j e l'angolo


principale formato da'due grandi

Civita vetere durarono nell'idolatria molanni, finch


il
i

primi non gl'indussero ad


loro idoli per essere at-

mura-

abbracciare

cristianesimo, e perci conessi


i

glioni orientale e australe, alti palmi il,

segnarono ad

composto di soli 5 massi, concatenali senza cemento come il resto delle mura. Per la celebrit di siffatte gigantesche coe
1

terrali e infranti. Questo

pare ch'abbia da1

to origineaH'usanza,per la quale gli

ca-

popopoli

eletti da'rioni della cill a


s.

signo-

struzioni,

rammentando
si

la

gi celebrata

ri della festa di
gli

Sisto

1,

nella sua vigilia

opera della Dionigi, che ne pubblic idiio riporti qui un da altra donna illustre che le studi, Marianna Starke, Travels in Europe, Parisi 836, p. ^02. La

abitanti delle pinggit' unitisi co' condi

segni,

mi

condoni che
tratto

signori

Civita vetere scagliavano


ciottoli e di figuline

una

relativo

cenno

grandine di

contro
Pietro,
poi
i

l'informe e ricordalo bassorilievo esistente al fianco sinistro della porta


s.

citt di Alatri, posta

sopra una rupe en)inenle,circondatada mura gigantesche

e chiamato dal volgo

Marzo. Dopo
il

primi vesperi, menile


co' piedi
i

vescovo nella cat-

ed apparentemente pi auliche delle mun dell'altre citt di quella provincia,

tedrale era ancora in trono,


il

dando
iti

egli

ha

segnale con alcune movenze,

un giusto
di fortezza

titolo al

nome che porta, cio Saturnina. Plauto ne fa mencommedia


la

detti signori assistenti

facevano

cer-

chio per un quarto d'oro una danza sagrofesliva,

zione nella

de'delenuti, ossia

carcerati, sotto

forma greca Alatrion.

Crede

il

dispensando ciambelle alla folla. p. Lombardi che la danza ab-

In Slrabone scritta Alctrion. Cicero-

bia avulo origine

neh i32 per


il

la
s.

trasla-

chiama municipio, e Frontino la descrive come una colonia. La sua Acropoli, cio cima e sommit, corona l'alta montagna, sul pendio della quale sta quela

ne

zione in Alatri delle reliquie di

Sisto

!,

intorno alle quali

popolo tripudi di
e

santa letizia per averlo liberato dalla peste

che

1'

affliggeva

prorompendo

io

sta citt, circondata dagli

avanzi delle
e co-

quelle dimostrazioni festive. Nel pontifi-

mura
struii*

dell'estensione di

due miglia,

cato di Benedetto

XIV

e nel vescovato di
il

da nmujassi

di pietre calcaree soni-

mg." Savaceri, divenuto

ballo iudecen-

H
la

V E L
i

EL
11
palvi
si

tea luogo sagro, fu trasportalo nella pro-

ridoio, ed ogni architrave alto

pinqua piazza, e ivi dur sino al 84^) co " assumere il municipio tulio il carico del-

mi. Ivi evidentemente

osserva che

pompa

festiva.

Di simili sagre danze


nel voi.

furono due porte, una interna ed esterna l'altra, ed il corridore esleso tra loro. La
presente strada all'Acropoli, sommit,

parlai altrove,
i

come

LXXIII,

p.

72, e nel

voi.

XLIX,|). 249, per quel-

opposta all'antico ingresso, e sembra di


essere stata fatta da'uioderui alatimi per
facilitare la loro

che avea luogo in Osinio per la fesla popolare del Carro di s. Vittore), mela

comunicazione

col vesco-

rita particolare notizia,

perch

formalo

vato,
le

il

quale fabbricalo sulla parte delinteriori della fortezza.

in

una

di quelle
il

gigantesche pietre che

mura

Un

cor-

compongono
coevo
al la citt si

muro, ed evidentemente medesimo. Sulla lunga salita alpresenta porta


i

ridoio dell'esteriori
stra della

mura

situato sulla de-

s.

Pietro, ed a

saggio costruito

moderna strada contiene un pascome il principale ingresil

viaggiatori ordinariamenscendono dalle carrozze affine di camminare su alla sommit, non essendo ivi
te

questa porta

so gi descritto,

quale porta in un pas-

saggio sotterraneo dell'altezza di 6 piedi

con una bellissima circolare volta; questo


passaggio penetra
za, e
al

strada carrozzabile. La torre sulla sinistra


di della porla
l'

centro della fortezil

ha

il

marchio o segno delsuddetta porla e


le

dopo aver esaminato

detto pas-

eia oscure,

ma

la

saggio, all'esterno del quale trovatisi gli

altre porte della citt sono antiche.

La

avanzi di due bassirilievi,

viaggiatori

sommit sembra
quadrilatera.

essere stata

di

forma

Fu

encomiata da doppie

passano da una piccola moderna porla che conduce ad un giardino, dove il muro angolare, degno di particolare notizia,

mura,

le

quali calcolate dalla loro colos-

sale grandezza e solidit

danno

a sospet-

puessere veduto tutto interamente. Lasciando


vato e
le
l'
il

tare del

tempo

della loro costruzione; e

giardino suddetto,
salire alla piazza,

viaggiatori
il

sebbene varie circostanze concorrano ad


indicale che fossero erette da' tirreni pe-

dovranno
la

dove

vesco-

cattedrale stata eretta; la


il

qua-

prima della guerra Troiana ci non ostante un angolo dell'esterno muro alto y4 palmi rimane intero ed ancora intatto da lungo lasso di secoli. Questo muro angolare composto di 4o pietre soltanto, e non pu essere contemplato senz'ammirazione e sorpresa, siccome imlasgici
,

piazza spiega

principale ingresso al-

Acropoli, sommit.

L'eminenza mon-

tuosa sulla quale trovasi posta questa fortezza piena di vasti sotterranei passaggi
,

oltre

gi descritti

de' quali alcuni


altri fa-

servirono di acquedotli, mentre

cilitavano l'ingresso del necessario perla

possibile a concepire

come queste

pietre

guarnigione. Le volte di questi passaggi

fossero state innalzale alla loro presente

sono semicircolari, ed
fatte)

in alcuni di essi (se-

posizione ed unite cosi assieme senza ce-

condo l'informazioni avute e l'indagini


possono trovarsi
le vestigia

mento,

con una graziosita adatto im-

de'pa-

Le suddette mura si dice che rassomiglino a quelle di Tini nel Peloponneso: desse presentano una superpareggiabile.
ficie liscia

vimenti di musaico, sebbene

difficile di

esplorare queste sotteranee strade, sicco-

me non
ci

souoesenli da aria mefitica e nola

formata da irregolari pietre poprincipale ingresso alla cittadel-

va". Segue

descrizione in succinto d'A-

ligone.
la

Il

lalri

moderna. Gregorio XVI non sazian-

ammirabile in pnto di fortezza, ed

dosi di

ammirare

questi prodigi dell'ar-

simile nella costruzione alle porte delle

te antica, e di

lodare Io zelo della magicos

piramidi a Menati. Gli architravi, che so-

stratura d'

A latri, che aveva saputo


il

no 3, giacciono piani sulla vasta estensione delle mura da formare un coperto cor-

bene rendere
s

pristino splendore a

un

rispettabile

monumento, unico

nel suo

VEL
Sanlo Padre avea quasi compiuto il suo giro, quando alla richiesta fattagli dallo stesso magistrato, volendo
genere,
il

VEL
con ragguardevole cupola,
scuole e
vi

65
vi

ordin

le

apri

il

convitto con tale ripudal regno di

tazione, cbedblb provincia e da altri luo-

secondare

il

pubblico desiderio, e rende-

ghi dello stato,


li
,

come

Napodi

re eterna la
latri,

memoria

di sua

venula
la

in

graziosamente permise che

Anuo-

vi

concorse sempre buon

numero

va strada, quasi sorta per incanto d'intorno alle

mura
il

dell'Acropoli, portasse

ad attingervi l'istruzione letteraria, morale e civile. Nel 1824 con r piano fatto da mg. Benvenuti, poi cardistinti giovani

d'allora in poi

nome

di

Gregorianaja

dinale, delegato straordinario della pr-

quale concessione venne accolta con comune applauso, e sull'istante pubblicala

v incia,

il

cui

nome

sar in eterna benedi-

zione presso

gli eroici,

piano che fu sanl'istituto religioso

con

l'iscrizione affissa alle

mura

stesse.

zionato da Leone XII,

Quindi il Papa pass nel monastero della Annunziata delle benedettine, fondato nel 56 1 da mg/ Camillo Perusco ross.
1

aument
la citt

il

collegio di

due

scuole,

a sue spese vi aggiunse

mentre un pro-

fessore di diritto civile e canonico, oltre

mano
re per

vescovo d'A latri, che


istitutrici

vi fece

veni-

l'assortimento d'un gabinetto

fisico, l'in-

4 monache da Guardvasto e di elegante strut-

grandimento
te e del

delle scuole, delle

camera-

ilo; edilizio assai

casino di villeggiatura. Cos que-

tura mediante aggiunte fattevi nello scorso secolo. Ivi


le

sto

ammise
in
s

al

bacio del piede

to viene ad apprestare

ampio, comodo e salubre stabilimenun mezzo oppord' istruzione a lutti


i

5o
il

religiose circa, e varie signore del-

tuno
rio

cittadini

non

la citt,

che

fausta circostanza ebdi entrarvi;

meno, che

alla provincia intera.

Grego-

bero
sotto

permesso
regola di

non che

le

XVI

vi

fu ricevuto dal generale ze-

monache
la

della Carit con voti semplici


s.

lantissimo dell'ordine Ii.mop. Rosani alla testa della religiosa

Chiara, introdotte io
r

famiglia e della nuin

Ahitri nel

1806 da mg. Giuseppe

della

merosa scolaresca divisa


l

due

ale, e di

Casa vescovod'Alatri, che ottenne da Pio VII di potervi traslocate dal monastero

consol nuovamente di sua benedizio-

perch si occupassero della fondazione, la quale ha per


d' Anticoli

due

religiose

piena

ne l'esultante popolo, onde tutta era rila sottoposta piazza di s. Maria, di


,

scopo

la

cristiana educazione delle fansi

ciulle, della quale


rite.

sono rese beneme-

col suo seguito in detto monasteiOjil Santo Padre aveva e-

Prima d'entrare

gualmente onorato di sua presenza il cino collegio Calasanzio degli scolopi

vi,

il

figura assai quadrata e ben vasta cos denominata perch sta avanti alla chiesa collegiata dedicala alla B. Vergine di gotica costruzione , con atrio dinanzi e con vaghissimo occhialone di marmo al di sopra contigua al palazzo comunale (questa la chiesa di s. Maria Maggiore,
, ,

quale riconosce per fondatrice la nobile Innocenza Gentili vedova Conti, che con suo testamento del 1 ."novembre 1 72 1 istitu eredi universali de' suoi beni delti padri, colla condizione che vi tenessero
i

di cui nel

i852 X Album di Roma


e

nel

I.

19, p.

289

326, ne pubblic

il

disegno,
il

le notizie e la

descrizione di L.,

quale

la dice dello stile

e del fare bisa olino e


1'

scuola e convitto.

Il

p. Giuseppe

01iva,che

sembrare rimontare XI; il grand' occhio

erezione al secolo

finestrale della fac-

nefui. rettore, poi generale dell'ordine, colla sua attivit accrebbe il locale, fabbric l'annessa chiesa in onore dello Sposalizio di

ciata, arabescato de' solili fregi tricu>pi-

dali e di ghiribizzi bizzarri, offrire

un ca-

rattere diverso dall'interno e perci forse

Maria Vergine, con


in pieti a

facciata di

posteriore alquanto e d'epoca gotica, cio

buon disegno

calcare scalpellata

con maestria e nell'interno a croce greca VOL. LXXXIX.

quanto allo stile. La Ione campanaria venne innalzata sul declinar del secolo 5

66

V E L

VE
Ahtri)

XIV, come rilevasi dall'iscrizione eoll'annoi3c)4, in tempo di Do. MaJJiol Epi. Plocen. vicari ctRcclor. Camp ., rilevan-

endemico Etnico, mi si concedino queste giuntai elle che vado ficendo in onore di
Sulla facciata del collegio eravi
un'iscrizione dichiarante l'immenso giubilo degli scolopi.
11

do l'articolista

clie tal vicario e rettore

non

fu conosciuto n da

De Mattheis, n da De
Il

R.mo

p.

Rosani, do-

Matthias, ne'loro esatti cataloghi.

tem-

po avere ragguagliato Gregorio


tuttoci

XVI

di

pio racchiude, oltre altri pregi, una

gemmidet-

che riguarda quel locale e


gli rese

l' i-

ma preziosissima, cio l'antichissima e


racolosa

slruzione pubblica,

grazie a

nome

immagine

di

Nostra

Donna

della citt col l'ottava che pubblicala nella

ta della Libera, effigiata in affresco sul corpo d' una colonna quasi all'ingresso, ed avente in grembo il suo divin Pargoletto. Avendo Giotto, nel suo ritorno da Napoli,lavorato in molte chiese dellaCarapagua , fa crederla opera sua. E poi in-

Relazione,

Padre e Signor 3 che

col tuo
scolpirsi

dolce aspetto, ec, meriterebbe


sulla ciclopea mole.

Dopo aver il Papa di sempre a piedi, la via principale d'Alatri, in sembianza e in atto non tanto di principe in mezzo a'suoi
nuovo percorsa,
e

dubitato che la bella e divota Immagine sempre stata larga dispensatricedi favori
a'suoi divoti, ond' iu gran venerazione

presso pure gli stranieri;


s

la

quale inoltre

vene ancora scorsangue de'valorosi eroici, quanto di padre lieto e amoroso circondato da* suoi cari figli, che non si saziavano di pafedeli sudditi, nelle cui

re l'antico

antica, che nel


vi

i324 Giovanni XXII


e

lesare in tutti

modi

il

loro affettuoso
r

tri-

da Avignone
sitanti
:

concesse indulgenza a'vi-

pudio, arrivato alla porta della citt,


nifest

ma-

altri

Papi accordarono grazie

privilegi all'abbate e canonici della

me-

desima^ ne'primi

del corrente secolo l'ab-

benignissimamente a mg. Gianipedi vescovo e alla magistratura (ogni membro della quale ebbe in dono una

bate fu insignito della mantellelta nera e


del titolo di dignit capitolare. Riparata
pi. volte

medaglia d'argento) il sovrano suo cordiale gradimento, per tutte le dimostrazioni ricevute nelle sole

per

la

sua

vetust, nel

85
s

4 ore

del suo sogi

s'incominci a rinnovarla conservandone


il

giorno in Alatri, cio dalle i 3 alle


sina a'poveri

7, e

tipo caratteristico, e per conservare

lasciando un centinaio di scudi per limo(i

interessante

monumento

cristiano

si

fe-

quali

hanno
col

il

monte

fi la-

ce

un appello

all'oblazioni de'fedeli.

Leg-

mentano,
Bull.

e Pio

VII
,

go poi nel Giornale di Roma de' 3o ottobre 1 856, che dopo 5 anni di restauro, la chiesa di s. Maria Maggiore d' Alatri
d'antichissima gotica costruzione, era
ta riaperta al
sta-

mo Ape stola tu
Rom.
cont.

breve In sumde' 25 gennaio i8o5,


12, p.

t.

258

Erectio

Montisfrumentarii infavorem. ISosocouii civi tatis

pubblico culto. Ritenendo

salito nella carrozza,


lo del
la,

Alalrinae) e agl'infermi, ri* che dallo stesso zealla

interamente

la

sua forma primiera, pre-

popolo era stala ricondotta

por-

senta ora quella magnifica eleganza pro-

part per tornare a Prosinone, accomfervidi voti di tutta quel-

pria delle chiese di siffatto genere, tutta


abbellita e istoriata da
fresco di

pagnato da'pi
la foltissima

sagre pitture a

popolazione, che in segno d'e-

vare meglio

Domenico Monacelli. A conserla celebrata ss. Immagine, fu trasportata in apposita cappella vagamentutta la provincia.
1

sultanza in quella sera,

come

nell'ante-

cedente, accese de' grandissimi fuochi avanii alle case, sulle vicine
colline, ed illumin a
la,

montagne e
mostra. Dt

te ornata, siccome oggetto divotissimo di

disegno lacitladel
dalla via prov'u

canonici che aveano

che fece di

se bellissima

sostenuto

grave dispendio colle loro tenui prebende, furono consolati dal Papa
il

v laudo circa

due miglia
il

ciale

dopo

Alalri,

Sanlo Padrevolle

Pio IX col dono d'un paralo

iu terzo.

Ac-

sitar* la

badia di Ticchiena, ricchissimo

VEL
monastero e Grangia
abbazia
ili

VEL
ne
di cui

G7

(/'.) della celebre

Trisulli

(P .)

dc'eerlosiui, an-

nesso ad un castello ebe ne' tempi bassi

pagava
ve

il

tributo di vassallaggio agli ala


il

Clemente XIII eman breExponi Nobis, de' 22 giugno 1763, Bull. Rom. cord. t. 2, p. 355: ApprobatioConcordiac inter monasterium s.Darti ini (infatti

mi vado giovando, e vi aggiun ger quanto non dissi nel ricordalo aiti colo per non renderlo di soverchio pr lisso. Cominci il 1 . Ceccano (nel segue te anno dai Papa fatta citt, la quale si onora del suo illustre concittadino mg.' Giuseppe Berardi Sostituto della segreteria di stato e Segretario della Cifra) j

tholonui TrisulU ordinis Carthusiensis,


et

communilatem, atque homines

civita-

tu Alatrii super pracfxioneconfinium Castri dirutinuncupati Tccclaena ad dietimi

un bel ponte VI il fiume Sacco, che in quel luogo forma una caduta veramente
indi
il

Papa

valicato sopra

eretto da Pio

pittoresca, entr nel territorio di Fallica, a cui appartiene


il
il

monasterium spectantis.lv

ripor-

poco distante

cele-

tato tutto Tatto della concordata contro-

bre monte Cacume,


Lepidi, il quale alza
sa

pi alto di quella
i

versia sul confine territoriale, e


al possesso della

quanto

catena degli Apennini chiamati


la

monti
mare.

certosa del feudo di Tic-

sua lesta orgoglioil

chi ena,

si

dice ebe questo confiscato gi

(069 metri sopra

livello del

dalla camera apostolica nel

1248 circa sotto Innocenzo IV alla comuuit d'Alat ri per delitto proditorio commesso contro icittadiui di Ferentino, dipoi neli3oy5 nel pontificato di Bonifacio

Seguitando il viaggio si trov uel territorio di Giuliano gi fetido de' Colonna, ietti abitanti vollero pure mostrare la loro divozione con arco trionfale sulla pubblica via,a'cui lati
si

IX

la

mede-

fecero tutti trovato

sima camera
gioni e
ti,

vend cou tutte le sue rapertinenze al monastero di Trisullo

chiedendo

certosa cb' unita a quella di


nella

Ruma);

fattavi orazione

chiesa pubblica e

Papa con fervore la sua benedizione, gii uomini da ima parte, e le donne dall'altra, ognuna delle quali portava sulla lesta uno schifo con piante di
al

nella cappella interna del


si

conserva

il

ss.

monastero, ove Sagramento, ammise al

busso,

il

che unito

al nazionale loro

co-

bacio del piede quella religiosa famiglia,


die volle trattarlo di lauto rinfresco cou
lutto
il

suo seguito, e prosegu


la

il

suo viagio ri-

stume da va loro la bella apparenza di cariatidi. Finalmente dopo aver percorso seuza fermarsi da Frosiuoue iu poi circa i5 miglia della via Casilina, il Sauto Padre giunse a Prossedi, regione de'volsci,
e vi ricev la benedizione col Santissimo.

gio riprendendo

strada maestra verso

Prosinone,
ferito
il

al

quale articolo avendo

resto, dir solamente. >'ella

mat-

tina de"5

maggio Gregorio
la via
si

XVI

part per

Cambiati frattanto a tutti legni dei treno cavalli, che iu quel luogo erano stati
i i

Piperuo (V.) per


le sa

omonima, una del-

radunati dalle stazioni postali de' vicini


stradali,
il

3 che

riuniscono sul ponte del Co-

Papa prosegu rapidamente

il

sottoFrosinone.come auche quella d'A-

viaggio verso Piperuo io una delle pi fertili

lain e quella che conduce a


rentino. Trovandosi

Roma per Fe-

e pittoresche vallate dello stato

pon-

su quella linea di

tificio,
le di

fiaucheggiata da montagne, e sul

strada provinciale vari paesi a destra ed


a sinistra della valle del Sacco
di essi
,

cui alte

cime ergevansi
la

tauli castelli

ognuuo
dimopassag-

e villaggi, che coll'aspetto di fortificazioni

procur

di fare le migliori
il

richiamavano
castelli di
,

meutea'tempi del me-

strazioni possibili di giubilo per

dio evo. Fra questi dislinguevausi a sinistra


i

gio di

Sua Santit

sul loro territorio, e

Pislerzo nella diocesi di

in breve descrivendoli nell'articolo

iiflONE lo narrai, pel

Frodettaglio pi minu-

Ferentino

e di Roccasecca (diversa

da

quella di Sora, di cui ragionai in quell'articolo) in quella di

to poteudo supplire la bellissima Relazio*

Piperuo.

A deatra

68
si

V EL
altri

V
paevolsci e

EL
Ad
ore 18
ri-

poi della via Casilinn vedevansi

scovile di Pijierno, gi celebre capitale de'

e castelli sorgere nella gola de' munti,

municipio romano.
il

e rispondere co'replicali spari di mortari

montato

Papa
la

in carrozza fra gli

ap-

e co'festivi suoni di

campane, che

ral-

plausi di tutta

popolazione, e celere*
le

legra vano tutte quelle coutrade,ed altrettanti segni di giubilo dati dall'opposta ca-

mente scendendo da Piperno verso


fiume Amaseno,
le di cui

Pail

ludi Pontine, costeggi col suo seguito

tena di monti, e fra'quuli distingue vansi


castelli di Maenza (riporta il n. 92 del Giornale di Roma del i858, come il Papa Pio IX colle sue elargizioni contrii

acque scorro-

no

nel

mezzo

di folta selva presso le

mu-

ra merlate della celebre badia di

Fossa-

nuova
glia
il

(F.), della quale riparlai nel voi.


1 1, y5 e 76. Dopo altre 5 miPapa entrando con lutto il suo tre-

bui all'eseguile grandi riparazioni di cui

LXXVIl.p.
no nella
ne
al

abbisognava
di

l'

insigne chiesa collegiata

Maenza, maentino)

e la gratitudine del popolo e Roccagorga, gi spettan-

via corriera delle

Paludi Pontiposta di

miglio

49

dell'

Appia, e passando
la

ti

alla famiglia Caetani,


;

potentissima in

senza cambiar cavalli avanti

queste contrade
si

la

popolazione del 2.

fece trovare genuflessa sulla via presso

l'arco che avea eretto. Altre dimostrazioni ricev dagli abitanti di Pioccagorga,
i

quali nel quadrivio delle strade di Prosinone, Piperno, Sezzee Roccagorga for-

marono uu piano regolaredi circa /jo palmi nel luogo detto la Cona Romana, e vi
eressero un obelisco a finto granilo orientale, dipinto a geroglifici tratti

Ponte Maggiore, prosegu il viaggio per la citt vescovile di Terracina,ove giunse circa le 19 ore ricevuto da mg. Lolli vice-legato di Velletri ec. Nella mattina degli 8 maggio ne part per la via Appia, trapassando la posta di Ponte Maggiore e fermandosi a cambiari cavalli a quella di Mesa. Giunto a Tor Tre Ponti, venne
1

ossequialo dal vescovo e da'cleri di Sezze


e

da antico

Sermoneta. Indi prosegu


la citt

il

viaggio per

monumento egizio, .sormontalo dalle chiavi e dal triregno, dalla cui

Cisterna e per
letri
,

vescovile di Vel-

estremit tut-

ta la

mole era alta da


il

terra palmi 53, com-

preso
to

piedistallo d'ordine dorico a findi

marmo

Carrara, sui di cui specchi,

circondati da
t,

statue esprimenti

le

Vir-

parimente a finto marmo chiaroscurate di grandezza sopra al nacardinali


turale colle loro basi d'ordine toscano,leg-

da dove partendone a' 9 maggio, la Riccia e per la citt vescovile d'Albano, fece il suo trionfale ingresso in Roma verso le ore 2 3. Cos ebbe termine il viaggio di Gregorio XVI, il quale non poteva desitrapassando per Genzano, per
derarsi migliore
te di cui
s

per

la

prospera salul'en-

sempre godette, come per

gevansi 5 analoghe iscrizioni italiane,


tina e greca.
il

la-

tusiasmo che risvegli, e perla


diffuse la di lui presenza nelle

Fermatosi nel suo passaggio


la

che due avvenfelicit

Papa

a veder l'obelisco, ne espresse dal-

la

carrozza

sua benigna soddisfazione

lodandone

l'artefice

che ammise

al

ba-

unitamente al clero, alla magistratura e ad altre distinte persone


cio del piede,

Campania e Marittima, le quali per il loro inalterabile attaccamento all'altare e al trono pontificio giammai lo dimenticheranno, avendolo
turate provincie di

della terra
la

che fra
gli

gli

applausi di tutta

di

pure successivamente descritto Roma compendiosamente.

il

Diario

popolazione

offrirono

due

sonetti,

Nell'articoloPio IXraccontai,come per


la

anch'essi
posizioni

come
,

tutte le altre poetiche

comviag-

nequizia d' una fazione ribelle fu co*

pubblicati dall'accuratissimo
il

stretto allontanarsi

da

Roma

in

forma

in-

principe Massimo. Continuando


gio
,

cognita

la

notte de'>4

novembre 1848,
s.

dopo poche

altre

miglia Gregorio
1

ed

in

compagnia

del conte di Spani- mi-

XY1

giunse versole ore

alla citt ve-

nistro di baviera, per la porta

Giovai-

VEL
ni traversandola galleria di Castel
(lolfo,
l.i

VEL
Gan,

69

Riccia

evitando Albano, passando dietro Genzano, Velletri e Ter, per

provinole di Marittima e Campagna insieme alla deputazione de'consiglieri provinciali della legazione di Velletri, felici-

racina.senza mai fermarsi, felicemente entr nel


la, ove

tandolo e tributandogli l'omaggio d'inalterabile fedelt delle

regno di Napoli. Si condusse aGaevenne magnili camenteospilalo con ogni venerazione per oltre 9 mesi dalla
narca delle due Sicilie Ferdinando
II,

due provincie, avla

venturose e
ser le

liete

per aver
il

sorte d' es-

prime

a riceverlo,

che meglio no-

generosa liberalit del religiosissimo mo-

tai nel voi.

non

meno

nella real villa di Portici presso Eraltri 8,

LXXIV, p. 200. Ed eccomi a procedere col coramend/ Barluzzi nella Relazione slorica del viaggio, e con
altro ne pubblicarono
l'
il

colano per

avendo pure narrato

quanto
le

Giornane-

Je cose principali che fece in que'soggiorni, e le gite

di Roma, e

Osservatore

Romano

pe'luoghi e citt circostanti,

gli articoli divisi in


ti;

9 giornate

e intitola-

inclusi vaiueiite e sino a

Benevento. Dissi

Viaggio del

Sommo

come dopo

la

partenza del Papa da Ro-

poli a

Roma;

Pontefice daNa~ per tacendo quanto gi

ma
to

ivi si form la giunta suprema di staper governarlo, seguila dalla commis-

pubblicai a'Ioro luoghi e quanto dovr dire di altri in quest'articolo,


di sopra pel viaggio

come praticai

sione di governo.Promulgataa'9 febbraio

diGregorio XVI. Terla

1849

'

a repubblica
la

romana per

tutto lo

racini! per
cogliere
il

la

/ebbe

consolazione d'ac-

stalo papale,

rivoluzione fu compiuta;
la ri-

suo sovrano e padre, e lo fe-

per non and guari che fu domata

ce con quelle solenni dimostrazioni, che


celebrai nel suo articolo.

bellione negli stati pontifcii per l'intervento dell'anni cattoliche francesi, napoleta-

Siccome erano

state sciolte tutte le autorit municipali,


e

ne, austriache e spagnuole.

napoletani

a'

17 giugno 1849 occuparono Prosinone, Veroli, Anagni, Ferentino e altri luoghi, della provincia di Campagna. L'8 giugno
le

truppe spagnuole approdarono


1

in

Ter-

racina, e per Sezze a'


in Velletri con
r

7 luglio

si

recarono

nominate provvisoriamente commissiomunicipali con un presidente per capo d'ognuna, ci avverto per dovere nominare le unee gli altri delle comuni delle provincie di Marittima e Campagna. Tra le deputazioni ricevute dal Papa in
ni

mg. Giuseppe Berardi, gi

Terracina, conviene qui ripetere

la

com-

vice-presidente del tribunaleciviledi


lli:)

Ro-

/piale coni missario slraord inario pon-

missione provvisoria municipale col governatore della citt, la deputazione della

tiQciodelle provinciedi

p-igna, nella qual citt fin


tirato
il

Marittima eCamda'4 erasi ripreside repubblicano, subentran-

provincia di Frosinone condotta

da

Badia delegato della provincia medesima, quella del capitolo di Ferentino

mg/

do

a occuparla gli spagnuoli, A'

16 lu-

con
nel

mg/ vescovo Tirabassi


vol.LXXVIU,p.22Q

(di cui riparlai

glio

mg/ Badia delegato apostolico diFroristabil in

e 3a3),quella del

siuone

quella citt e provin-

clero di Veroli col proprio

cia la sovranit pontificia.

Questa

in tut-

to lo stato della

mente
IV
si

ristorata.

s. Sede erasi successivaDappertutto essendosi riil

stabilito l'ordine,

sommo

Pontefice Pio

mg/ vescovo Venturi similmente, e molte altre d'altre parti che troppo lungo sarebbe il nominare, L' 8 aprile Sua Santit partissi col suo corteggio da Terracina, preceduta dal principe

determin a ritornare a Roma sua sede nell'aprile i85o, accompagnato a'6 dal re delle due Sicilie sino all'Epitaffio., tei mine del regno e degli stati di s. Chiesa. 11 Papa ivi venne incontrato da mg/ Berardi commissario straordiuariodelle due

Massimo soprintendente generale delle poste pontificie , scortati!


da un plotone d'ussari napoletani, ed accompagnata da' cardinali Asquini, Du Pont e Antonelli, non che dal conte Ludo! f' ministro plenipotenziario del re Fer-

7o

V E L
s.

VEL
pa
di visitare
si

dittatalo II presso Ja

Sede. Terracina
passan-

illustri
il

memorie

ed

es-

lungi

63

miglia Ja
le

Roma, laonde
la

sendo fuori

di strada,

proprietario di es-

do

il

Papa per

Paludi Pontine e via ApRiccia e Alba-

se e del latifondo Luigi Polverosi fece tro-

pia, Velletri,

Genzano,

var pronte all'uopo carrozze e carrettelle, e vi


si

no poteva essere in Roma nel giorno stesso. Ma benignamente volle prima di ritornare alla sua capitale e sede, allietare
ili

condusse, inchinato per

la via

dal clero di Sormino (terra


sulla

non lontana
al

montagna), che ammise

bacio del

sua presenza anche

la

provincia di

piede. Nel ritorno onor di sua presenza

Campagna,
ci

e venir quindi a Velletri per

Piperno,
il

altra parte rientrando nella via Appia; e

tra gli Evviva il Papa, Viva Santo Padre, Santo Padre la beneil

perch quella provincia presa comerasi

dizione. Osserva

commend/

Barluzzi,

plessivamente ne' passali sconvolgimenti,

che faceva parte del corteggio.


valga
il

qui

come sempre,
il

mostrata

la
s.

pi

fe-

dele al governo legittimo della

Sede.

Giunto

treno vicino a Ponte Maggiore,

lasciala la via

Appia, prese a

sinistra la

una volta per sempre: dovunque, sia nel regno di Napoli, sia nello stato.legrida popolarla lui dirette non sono stale mai altre che queste, come le pi
dirlo
dicevoli al Vicario di

provinciale,

la

quale entrando nella capel-

Ges Cristo". Da

tena de'monti Lepini, e serpeggiando

le sinuosit dell' anguste loro valli, va a terminare nell'aperta vallala di Prosinone. Riferisce la Relazione." Al lernpoche

Piperno dopo 6 miglia, il Papa giunse a Prossedi,situala similmentesulla via principale, ed atlraversolla senza farvi dimora, tra' pi

clamorosi e festevoli evviva.

que'monti erano abitati da' Volsci e dagli Equi (ne riparlai a Subiaco), tanto
dalla parte che

Dopo
paese.
di

Prossedi non entr in alcun altro

ponente l'agro

guarda tramontana e a Pontino ed il mare, quan-

to nell'interno a levante ed a mezzogior-

no, ebbero la loro fama e Core, e


zia

Pome-

o Sezia con le sue ?.3 citt, e Segni e Piperno, co'fiumicclli Ufente ed Auiaseuo, ricordate ne'primi secoli della storia

Ma al di qua cai di l di Prosseconvenne sostare 4 volte per via, poich trovaronsi a vari intervalli i4 archi trionfali, eretti da altrettanti municipii; quali comech fuori di strada,e non potendo perci accogliere nelle loro mura l'augusto Viaggiatore, erano discesi tulli
1
i

'confini de'territorii rispettivi sulla strada per la quale dovea passare, e vi aveano innalzato ciascuno archi con diverse

romana
gi

e celebrate altres ne' versi


d,i

di

Virgilio, d'Orazio e

Silio Italico.

Ogper

sono dello slato pontificio una delle

forme,

e colle iscrizioni italiane

o latine,
fine

parli

meno

popolate.
le

Pur

tuttavia

riportate con ordine progressivo al


della Relazione. Presso
i

quelle valli e

pendici per cui passa la

quali archi al
,
i

della strada sono alcune citt e castella:

giungere del Santo Padre


tanti di ciascun
nuflessi, e

rappresen-

Piperno, Maenza, Sonnino,Patrica,ProsStefano, Giuliano, Morolo, ValleCeccano ec". Poco prima di giungere a Piperno l'antica abbazia di Fossanuova,la cui origine risole al secolo XI, gi de'monaci cistcrciensi e ricca, la quale die alla Chiesa ne'secoli XII e XI 11 celebri abbati, vescovi e cardinali: ora non le rimane che il nome e gli avanzi de' suoi magnifici tempio e chiostro di gusto gotico, famosa anche per la morie di s. Tommaso d'Aquino. Bramando il Fasedi,
s.

municipio

si

stavano ge-

intorno in tale atteggiamento


i

corsa,

popolante secondo il costume lodevole del paese nelle ceremonie religiose/la una parte ledonne e dall' altra gli uomini, tutti con ramoscelli d'olivo in mani, e chiedenti ad alta voce la benedizione. E il Papa in tutossequiosi e giulivi erano
te lei
te la

4 stazioni fermandosi, graziosamencompartiva. Bench espressamente dalla Relazione, trovo ben-

non nominati
s

nella collezioue dell'iscrizioni, a secon-

VE
ta,

L
Maentro

V
impedimento

EL
gli

da dell'avvertito, quelle ancora di Sonnino, Fallica, s. Stefano, Giuliale

le mine, togliere le barricate,

ed ogni alevviva,
le

ostile

per accogliere nel


riport la

no, Morolo;
rj, s.

due degli

uniti Vallecor-

d seguente

amiche, e fra
il

Lorenzo e Castro; quelle di Roccacorga Roccasecca, Supino, Ceccano ec. Nel Giornale d Roma, tra' luoghi non ricordati espi essamente dalla Relazione,
,

truppe napoletane;

che

gli

sovrana approvazione esternata dall' ottimo mg.' Badia. Ne' giorni di pace eoa
indicibile entusiasmo solennizz
rioso
il

glo-

si

pubblicarono

articoli

celebranti l'avp.

e felice ingresso del

Papa

ne' suoi

venimento, ovvero

se

ne parla; cio a

dominii, con quelle pubbliche festive di-

3a3 di Prossedi si dice, che nella chiesa il Papa vi ricev la benedizione col Santissimo. A p. 362 Roccasecca dichiar d'aver innalzato un sontuoso arco d'alloro
e di paline, e che il Pontefice molle di pianto bened con affezioue di cuore il clero, la magistratura e la popolazione.

mostrazioni

ivi

narrate, di che furono


i

spettatori ed encomiatori
ici

cardinali Mali

e Cagiano. Inoltre

si

descrivono

fe-

steggiamenti di Sgurgola nel passaggio


del

p.

Papa, 1' arco trionfale innalzato con due iscrizioni pubblicate, non che il trono eretto pel medesimo e la benigna acai clero, al

370 detto che il governo di coMue comuni di s. Lorenzo


unirono
ti

Vallecorsa,
e Castro,
si

coglienza fatta

magistrato e al
r

popolo, presentali da mg.


lebrare l'awenimeuto,
i

Badia. Per cepoveri,

in consorzio, e

sebbene distaccala

pi facoltosi dia'
i

e segregati dalla via provinciale, al di

spensarono vino

pane

quali

l di

Prossedi ove sbocca


s.

strada rotai

bile di

Lorenzo
al
il

nella provinciale,

3
di

furono pure soccorsi dalla munificenza pontificia. Mi piace inoltre rimarcare, che
la citt

cleri colle loro ecclesiastiche divise furo-

vescovile di Veroli

situata fuori

no presentati
Ferentino, ed
le

Papa da mg/ vescovo

di via, in quella

per andare ad Alatri, e-

ministero governativo e

resse

un arco
la
il

trionfale con

iscrizioni,

3 commissioni municipali furono pre-

dichiaranti

sua esultanza e fedelt, ed


voto di potere accogliere
le
il

sentate al

medesimo da mg.' Badia,


la

ivi

esternando
clero

appositamente erasi innalzato un trofeo


rappresentante
Religione,di delicato
ivi la-

Pontefice fra
il
,

sue

mura
il

felicitandolo

il

patriziato e

popolo. Faccio
allorch la-

voro, con l'iscrizione italiana


ta,

riporta-

ritorno alla descrizione del viaggio. Era-

insieme alla latina scolpita

in

marmo

no

circa le

4 pomeridiane,

memoria eterna dell'avvenimento; e che il Papa gradite siffatte dimostrazioni, ammise al bacio del piede
ti
i

funzionari e tanindigente

altri

soccorrendo

la classe

splendidamente. Nella Relazione poi leggo, che nell'arco erano le statue della Religione e della Fortezza
delle quali erano
nel basamento due epigrafi che ripro396 del Giornale vi l'arti,

Morolo, a sinistra Ceccan, uscendoda'monti Lepini,il Santo Padre col suo corteggio, sempre accompagnato da'3 sullodati cardinali, entr nel territorio di Frosiuone, ossequiato da una deputazione del municipio. Avvicinandosciato a destra
si
il

treno alla

citt, la

moltitudine dal(os-

l'alto del

monte,

a guisa d'anfiteatro, ov'

dusse.

p.

situataFrosinone capo della provincia


serva
e
la
il

colo di CepranOjChesi onora d'averaconctttadino


rari

mg. Giuseppe de'inarchesi FerTesoriere generale (^.), e ne riparlai nel voi. LXXX, p. 199. Ivi si dice,che ne'passali sconvolgimenti e ne' giorni di

commeud.' Barluzzi, che le citt, castella della medesima, conservando


situazione di loro origine antichissima,

o de' primi tempi di Roma o anteriore, sono quasi tutte sui monti), cominci ad
agitare
i

confusione fu abbastanza risoluta per imporre all'autorit e truppa de'faziosi, uprire le porte di quel poute, disollerruie

fazzoletti,

cappelli e de'

d'ulivo, ed a levare da tutte parti

rami un gri-

do

di

Viva

il

Santo Padre j che misto

7a
a!

VEL
p
vrano,
vo, a
si
,

VE
Benevento
Il

suono delle campane e delle bande assordava l'aere. Al primo ingresso nella ci l sotto un grande arco costruito ivi
I

della ribellione fedeli al proprio so-

recarono dal Papa a Pontecore in


la scritta

appositamente

a foggia di

tempio,
le

la

ma-

so diceva
ti

Gaeta; e questo stescon brevi ed elegan-

gistratura municipale
della cilt in segno di

gli esib

chiavi

parole.

battaglione napoletano avea


di

role convenienti.
glia

Il

dominio, con patenente colonnello Vi-

posto a

modo
di

trofeo le insegne di
II,

Pio IX e

Ferdinando

con in mez-

comandante il 6/ battaglione de'cac-

zo ciascuna la propria epigrafe.

E
r

final-

ciatori napoletani, in

nome

di tutta l'ar-

mente ve

n' era

una

sulla porta del

pa-

mata, rappresentata dal battaglione stesso, diresse al Papa parole d'omaggio e di


divozione.

lazzo apostolico, per contestare

la grati-

tudine de' fiosinonesi verso mg. delegato,

Come

in
file

Terracina

la

strada

era abbellita da

d'arboscelli, cos qui

degno
sa
vi si

di colonne di legno in

forma

di candelafiori,

si adoper in prepararlo So vrano Pontefice. Nella chieprincipale di s. Maria Assunta il Papa

perch molto
del

bii vestite di fronde di bosso e


simili festoni pendenti

con

rec sotto baldacchino magnifico,


i

le

lateralmente era
lo

cui aste sostenevano

adorna la via; e le finestie damaschi e drappi a vario


e
in
1'

erano da

commissione municipale, accompagnato daldella

membri

colore; l'ima

l'ordinario

mg/

altre stipate di popolo, accorso

pure

scovo di Veroli col suo clero;


era
ste

Venturi zelantissimo veil tempio

gran numero da'luoghi circostanti. I prospetti dell' arco aveano ciascuno la loro iscrizione; narrando poi il Giornale di Roma del 85o a p. 354, con ar

due

vagamente addobbato, e colle espoimmagini de'ss.OrmisdaeSilverio Pala

pi, particolari protettori e concittadini di

Frosinone. Prima di ricevere


zione da
col
ss.

benedi-

Frosinone nel descrivere in dettaglio come festeggi la venuta del Papa Pio IX, dice che dov'era 1' arco sar colticolo di

mg/

Ricci

vescovo di Segna,
esposto,
I

Sacramento

dopo aver

questo venerato,Pio
brevi parole

X con

eloquente, te-

locala

scrizione allora fatta e dal

come un monumento stabile l'imedesimo pub(il

nera e maestosa allocuzione riepilog in


le

trascorse vicende, le cala-

blicata
sta

monumento

poi eretto
il

la

va-

caserma de'gendarmi, dietro

palaz-

mit eccitate dal nemico dell'uman genere, cessate per volere divino, esortando

zo delegatizio, nella forma quasi


quella di

come
di-

l'immensa popolazione a

porger calde

Roma,
si

collo

stemma

pontificio

preghiere all'Altissimo pel ravvedimento


de'traviati, e per la pace della Chiesa u-

1'

iscrizione:

costru con

un fondo

approvazione del Papa), insieme all'altra iscrizione che pure in esso si legge , e questa da porsi
sponibile, e con

ni versale. Dichiara
zi.

il commend/ Barluz In questi discorsi estemporanei del-

l'immortale* Pio IX, sia ch'Egli parli co-

sopra l'ingresso della residenza municipale dal municipio, per riconoscenza al-

me
ta

Pontefice, sia

come Sovrano,
facilit

sta-

sempre

tale

una

e dignit,

l'impegno dell'ottimo delegato

mg/

Ba-

dia nel coadiuvare gli ardenti desideri!


de'fi usinati presso Sua Santit, onde ottenere un cos segnalato beneficio. Oltre

congiunte a tanto di dolcezza, da disgradarne gli oratori pi rinomati". Uscen-

do dalla
zi
l'

chiesa, nel progredire al palaz-

zo apostolico a piedi, andavagli innan-

l'arco eravi

un obelisco eretto
,

sulla piaz-

un drappelletto

di fanciulli vestiti alalle

za del palazzo apostolico

avente ezian-

angelica, ed appartenenti

prima-

dio

la

sua iscrizione. Un' altra leggevasi

rie famiglie,

spargendo

fiori sul

suo pas-

nella

vano

caserma de' veliti pontificii, che stadi presidio in Frosinone, quelli che
e da'paesi limitrofi, nel teru-

saggio, rallegrato dalle voci di gioia e dalle

pi animate acclamazioni dell'immenIl

duFrusiuoiie

so popolo.

Papa era accompagnato,

ol-

VE
tre da'

VEL
da

73

3 cardinoli, anche dal cardinal

Vizzardelli prefetto della congregazione


degli studi, della citt (tale dichiarata

genio e io bronzo. Sull'imbrunir della sera l'abitazioni tutte della citt vaga-

Gregorio XVI)

di

Monte
da
in

s.

Giovanni,
per far-

mente s'illumiuarono.Gli archi di verdura e di fiori del giorno si adornarono nella

venuto nel
gli

d innanzi

Roma

sera di faci risplendenti e di variato co-

onore, avendolo preceduto nel ritorno

da Portici, dove come


tato
il

Gaeta avea aiu-

con bella piramide egizia, che dava colla sua trasparente luce risallore, terminati

stiche.

Santo Padre nelle fatiche ecclesiaGiunto nel palazzo apostolico, il Papa comparve sulla gran loggia a compartire la pontificale benedizione, che si
cuori
lutti ardenti

to all'illuminazione, resa pi. piacevole

da due
al

trofei militari elevati

dirimpetto

palazzo dalla truppa napoletana.

Le

campagne

tutte erano sfolgoranti d'innule

diffuse sui

per spi-

merevoli fuochi.e

montagne checircon-

rilo di religione, ed esultanti per l'augusta


si
il

presenza del Vicario di Cristo. Degnosal

dano da lungi Frosinone rassomigliavano co' grandiosi e quasi simmetrici incendi alle
la festa

quindi d'ammettere

bacio del piede

clero secolare e regolare.il corpo

cipale, l'autorit

munigiudiziarie, amministrasingoli uflziali

maestose eruzioni de'vulcani. Fini serale in un bel fuoco d'artificio.

Nella mattina seguente

aprile,

il

Papa

tive e militari, varie civiche deputazioni;


i

Pio
ni,

pi distinti frusinati,

encomiati cardinali AsquiVizzardelli e Antonelli (poich il carcogli

IX

della

benemerita guarnigione napoletana che eseguiva il servizio della piazza, ed


il

dinal

Du Pont

per

la

gotta era rimasto

a Frosinone), e cogli altri del suo seguito


si

marchese De Gustine francese, noto pel

port in Alatri, che sebbene vici(sic),

suo attaccamento a'principii d'ordine religioso e politico, e chiaro per le sue ope-

nissima all'infausta Vico


Pietro Sterbini
!

patria di

fu nelle passate vicende

re letterarie.

'Ammesso

inoltre

il

consi-

Sopra
la

le altre citt

dello stato pontificio

glio provinciale a particolare udienza, d

Papa
di

ricev dal

medesimo

in attestalo

pi fedele e affezionata al Pontefice (non si vuol defraudare della stessa lode


la citt

perpetua straordinaria rimembranl'

pur vescovile

di

Norcia in su

gli

za e gratitudine della provincia,


ferta

of-

Apennini, che pu gareggiare di vanto

in

delle medaglie in oro, in argento e bronzo d'apposito conio, ritraenti nel

con Alatri; ne altre

citt

che seguirono

l'esempio d'Alatri e Norcia, nel mostrarsi

diritto la pontificia effigie, e nel rovescio

l'epigrafe;

Quem - SedeRomana - Impie


-

Ex turbatimi

Provincia

Campaniae

avverse, (piale con pi, quale con meno coraggio, all' usurpazionede' ribelli). Quivi non parlari o scritti sediziosi, non

Ingemebat - Foedere Catholico Redaclimi - ExultabundaGratatur - mdcccc. Viene riportata anche dal n. 82 del Giornale di

persecuzioni

o ingiurie contro

il

clero,

non unioni popolari, non voti per la costituente, non proclamazioni per la sedicente repubblica
ni sanguinosi de' e

Roma;

il

quale narra ancora

la

romana
i

ma

preci ini

presentazione del consueto tributo de' r pani fatta al Papa, da mg. Trucchi vescovo d'AnagnijCon una deputazione del
capitolo.

nalzate pubblicamente a Dio

5e

dopo gior6 novembre 848,


1

dopo quello

della partenza del


;

sommo
Gaeta

Apprendo
n.

poi dall' Osservatore


le

Pontefice da

Roma
di

partili

da Alatri per
vescovo

Romano

48, che

commissioni pro-

andare a
fin da'

gittarsi

a' suoi

piedi a
il

vinciali della provincia di

cardinal legalo di

Campagna col Marittima e Campagna

primi

gennaio 1849
e
il

mg.
gli

Giampedi

gonfaloniere Filippo

inviarono una lettera al presidente della repubblica francese con tre esemplari
della descritta medaglia, in

Jacovacci; conservati a' posti dov'erano

stemmi

pontificii;

ornato

di

ghirlande

oro,

in ar-

e di fiori

il

monitorio della scomunica,

74

VE L
le

V1L
scritto e

ed accesevi davanti
blica via;

candele sulla pubfatti

pubblicato nel Giornale d Ro-

messa per
di

tali

la citt a
l,"

ma
per

a p. 370, in
la lieta

uno

alle iscrizioni fatte

pericolo di saccheggio due volte, la


dalle

circostanza.

Ne ricaver un
i

bande

Masi,

la

2.

da quelle di
Il

estratto. All'entrare del territorio,

con-

Garibaldi.
latri nelle

Fu

questa

la

condotta di A-

tadini lo festeggiarono con rami di ulivi nelle


t.

passate lagrimevoli vicende.

mani

e con evviva fino alla cit-

Santo Padre volle darle per questo un

Nel casino di villeggiatura degli sco-

argomento palese del suo sovrano gradimento e della sua benevolenza; recandovisi di persona, prima di tornare in Roma, sebbene A latri sia situata buon tratto fuori di strada. Chi pu ridire
la

lopi era vi

un arco

di verzura, sul
p.

quale

era un'iscrizione del

Pietro Taggiasco

professore d'eloquenza di quel collegio.


Allei?, meridiane giunse Pio
t,

IX

nella cit-

e sotto magnifico arco trionfale, deco-

esultanza degli alatimi

quando

vide-

rato con iscrizione dell'encomiato scolopo, fu ricevuto dall'egregio vescovo

ro entrare nella loro citt e

incedere

mg/

maestoso e benigno per la via che conduce alla cattedrale l'adorato Pontefice Pio IX, per cui aveano fatto s fervidi
voti,

Giampedi alla

testa del clero secolaree rela

golare, a cui erasi unita

monastica fa

miglia certosina di Trisulli; nonch dalla

sostenutosi dure prove? Le vie


fiori:
:

giuncatedi fronde edi


i

adorne

di a-

azzi le finestre e le pareti

di tratto in

tratto archi vestiti di verdure con iscrizioni.

Lo che

invero, poco pi, poco

meera

no,

si

era veduto anche negli altri paesi.


si

commissione municipale, il di cui presidente FdippoJacovacci present le chiavi al Santo Padre, e fu lieto d'aver con lui colloquio sull'indole de' cittadini. Al nome di tal commissione il membro di essa can. d. Luigi Francesco Pmssi recit un'iscrizione, a cui
il

Ma

quello che negli altri paesi non

Papa

rispose.

vernilo,
tefce

furono de'busti ingesso del Pori


e l sulle finestre

Questo

il

vero e pi adatto elogio che

qua

o sulle porle

delle case coronati di fiori, contornati di

lampade
le
fi

e di cerei; e in alcuni luoghi al-

tres turiboli

d'incenso e di altri odori. Sul-

una citt religioSanto Padre dalla carrozza, percorse a piedi la lunga strada fino alla cattedrale, preceduto da
si

possa fare al

Papa

in
il

sa e fedele ". Disceso

nest re poi o sul le porte di altre case era-

tutto

il

clero processiona finente,

ed acBe-

no
tli

iscrizioni, fatte dagli abitanti di essi in

compagnato

da' cardinali, da
r

mg/

lingua volgare,anzi nel vernacolo proprio


que'paesi
il
;

rardi commissario pontificio di Maritti-

quali iscrizioni era assai piala

ma

Campagna,

e da

mg. Badia

dele-

cevole
cetti,

leggere per
la

semplicit de'con-

gato apostolico di Frosinone.

Non

si

pu

e per

spontaneit dell'espressioni

esprimere l'entusiasmo indicibile dell'im-

avvegnach con idiotismi e solecismi, cos naturali com'erano usciti dalla mente e
dal cuore di que'buoni uomini, senz'arte,

mensa moltitudine, che

dalle finestre, da'

terrazzi e balconi costruiti a bella posta,

e lungo le strade applaudiva al tanto so-

senza studio;

ma

nella loro semplicit e

rozzezza pi eloquenti che se fossero slate inforniate ed espolite da lima di reto-

Sovrano Pontefice, ed esprimeva con religiosa lealt voti di sua felicitazione. In fronte della cattespirato ritorno del
i

re e di grammatico. Cos

gli

ala trini,

drale eravi l'iscrizione del can. d.


fico Latini professore

Pacise-

mentre intendevano a festeggiare il ritorno dell'adorato Pontefice, e a dargli novelli

d'eloquenza del

minario.

Dopo
il

il

canto dell'antifona
il

Tu

ed
]

alletto,

argomenti di loro fedele soggezione pi e pi meritavano del suo".


si

es Petrus,

Papa ador

ss.

Sagraraento

e con esso fu benedetto dal cardinal Vizzardelli; indi or avanti la statua d'ar-

particolari della gita in Alatri del

Pio IX

Papa pouno leggere ocH'arlicolo ivi

gento del patrono

s.

Sisto

I,

scoperta do-

V E L
no
riposto la
ss.

VE
Avendo
il

7"

Eucaristin.

colaril le riferisce Y Osservatore

Roma-

l'api appreso dal

vescovo che

la catte-

drale non godeva la prerogativa e privilegi di basilica,


silica di
la
si

degn dichiararla bain

nel n. 47> dicendo Alatri 6 miglia da Frosinone e racchiudere una popolazione d'intorno a *x,ooo anime, e che occu-

no

quel grado ed ordine che gode


s.

basilica di

Maria

Roma

(di cui era stato

Trastevere in canonico esso vecoli' iscrizione


il

luogo d' un'antica piazza forte de* volsci (o meglio ernici), la pi importanpa
il

te fortezza di questi antichi popoli.

Crede

scovo), la quale segnala tissi ma grazia fu

che

sia stata

necessariamente l'opera de*

immantinente pubblicata

dell'encomiato can. Rossi. Asceso


sulla loggia della cattedrale, ivi
l'

Papa

compart
piazza

apostolica benedizione all'immenso pola

polo, che ricopriva

vastissima

dell'Acropoli,

il

quale dopo quelle divi-

ne parole, reiter gli evviva, che assordarono l'aere. Pass quindi al contigno
episcopio, ove nella sala del trono
se al bacio del piede
il

rompere quelle rupi, e sovrimporre e collegare, senza veruni specie di cemento, gli uni sugli altri quella quantit prodigiosa d'enormi massi, ed in un'epoca che non si adoperava ne la polvere per le mine, n la dinamica disponeva de'mezzi che oggi sono a nostra
giganti per

cognizione.

Loda

Alatri pel suo forte con-

ammicapitolo della me-

desima cattedrale, quello della collegiata, la commissione municipale alatrina, e quella di Guarcino concorsa anch'esca suoi omaggi di divozione e n tributare
i

fedelt, e finalmente

primari cittadini,

dispensando
benignit
vacci
il
;

a ciascuna classe parole di

non volere riconoscere la repubblica romana, esempio forse unico nella storia delle rivoluzioni moderne, mantenendo immobilesempresulla cima del campanile la bandiera papale. Dopo molti tentativi infruttuosi di sedizione e di guerra, Mazzini fin col risolvere cittadini d' A latri nella loro di lasciare
tegno
col
i

e confer al presidente Jaco-

libert. S'intende

quindi

la

gioia, l'entu-

nobile titolo di cavaliere dell'or-

siasmo straordinario
trionfo era
tefice

di que' bravi

abiIl

dine Piano di a." classe, volendo cos usare considerazione a'meriti di


lui,

tanti all'avvicinarsi del

Santo Padre.
e quindi egli

e ri-

molto minore pel


stessi
;

SommoPon

munerare distintamente
za della
citt.

la

fedele costanil

che per loro

Partito dall'episcopio,
al collegio

impossibile di descrivere l'aspetto della


citt nel

Papa

si

ferm innanzi

Calasan-

momento
le

in

cui

Papa Pio IX
il

zio, sulla cui facciata era altra iscrizione

travers a piedi
strade". Nel

sue lunghe e anguste Pa-

del p. Taggiasco, e sulla porta

ammise
i

tornare a Frosinone,

graziosamente
scolopi, ed
i

al

bacio del piede

pp.
alla
re-

convittori che

infiamm

pa si ferm alquanto nella grangia diTicchiena de' certosini di Trisulti, ammettendo


al

virt e allo studio delle lettere. Indi

si

bacio del piede

monaci. Avvi-

monastero della ss. Annunziata, ricevendo al bacio del piede le monache, ed anche le religiose figlie della Carit ivi appositamente convenute, avendo ricolmato le figlie di s. Benedetto di spiric
al

cinandosi a Frosinone fu incontrato con

nuove dimostrazioni
ria della citt

polazione. Nella sera

poluminae della provincia, non medi giubilo dalla


si

ripet

la

tuali favori.

Consolato cos ogni ceto di persone, sempre applaudito, benedetto e


festeggiato,
il

no del fuoco artificiale; ammettendo benignamente il Papa al bacio del piede altri distinti

cittadini e le signore del pae-

Papa

lasci Alatri di per-

se.

La strada che mena da Frosinone a


quella

sona,

ma

vi

rimase

col cuore, e nell'uscir

Roma

che viene dal regno di


la

della poita ricev

un

altro

attestato di

Napoli per Ceprano,


Casilina, consolare

discorsa antica via

gratitudine espresso dall'iscrizione dettata

da

d.

Carlo Ferrazzoli. Altre parti-

l'altra per Terracina,eche va a congiungersi alla Labi-

come

76
ripreso dal

V E L
arcivescovo

V E L
di Filippi, segretario della
s.

cana presso Valmontone. Per questa fu

Papa
i

il

viaggio, partendo la

mattina de' o aprile da Prosinone.

Dopo
i

congregazione de' vescovi e regolari), che sta alquanto pi remoto dalla via a'mouti

miglia s'incontra

I'

ernica Ferentino,

snb-Apennini, ed anch'esso con due

ma

a destra della via in sul colle. Per

iscrizioni, in

una
alle

delle quali

il

popolo ben
lusinghe

ferentiuati, invidiando agli alatrini

Tonoil

a ragione vanta vasi di non essersi lascialo

re d'accogliere, sebbene per poche ore,

prendere

minacce e

alle

Sommo
veano
vile,

Pontefice fra

le

loro

mura, ne a-

de'ribelli.

Un

altro arco finalmente tro-

fatto gi

pregare Sua Santit.

Due

vossi sulla via,

ed era della citt vescovi-

deputazioni, l'ima ecclesiastica

l'altra ci-

ledi Segni,con corrispondente iscrizione

stavano presso un arco trionfale ad


cornicione
legge nella Rela-

dell'Orbo
la

et

populus Signinus. Gran

aspettarne l'arrivo, con l'epigrafe che de-

parte di quella popolazione unita a quelde' vicini castelli di

corando

il

si

Gavignano e
essi

di

zione. In questa pure l'iscrizione posta


sulla porta d'ingresso della citt, la
le

Montellanico stavano anch'

tuli' in-

quain-

termina

colle

parole:

Ferentinate.s

Pontifici et Principi-

Fel maxima

torno all'arco ad aspettare il Santo L'adie che in passando li benedisse. Quanto ad Anagni,a p. 3j del Giornale di Ro'
i

ter pcricula- Constanti Jide addiclissigi/'.

ma fu

pubblicalo un articolo sul festeg-

Giunto

il

Papa

e fattagli la consueta

pileria delle chiavi della citt, vi entr e


salito all'episcopio, ch' nella

sommit
rocca

giamento fatto al Papa nel transitare pel suo territorio. Si dice il magnifico arco trionfale adorno di belle pitture, degli

del colle sugli avanzi dell'antica

emblemi
del
lo

delle

potenze cattoliche che


alla

Ferentina, diede dall'ulto del


la

medesimo
il

concorsero

coli'

armi

restaurazione
s.

benedizione. Impieg quindi circa tre


la

dominio temporale

della

Sede, del-

pre nel visitare


i

io (e
i

secondo

il

seminaGiornale di Roma, ancattedrale e


e
il

stemma
in

della citt e d' iscrizioni anariferite nella /te-

loghe alla circostanza, e


lazione

che

due monasteri

collegio de' g-

uno

a quelle degli altri

me-

ntili),
il

nell'ammettere al bacio del piede

morati archi.
legante e

Fu

preparato ancora un esotto

capitolo, e le solile deputazioni e

ab

ampio padiglione con


ti

un
il

tri.

Dopo

di

che

il

Santo Padre

tra le ac-

maestoso

Orio,

nella

speranza che

coniazioni, ripassando per l'arco, part.

Da

Ferentino, proseguendo per la solsi

loposta pianura verso Valmontone,


scia addietro a sinistra
il

la-

comune diSguri

gola lontano sui monti Lepidi;

cui a-

bitane per avevano innalzato


so
in

il

suddet-

to arco a'eonfini del loro territorio presla via Casilina, ed erano convenuti ivi gran numero per essere benedetti. Pqsi

Santo Padre salilo su di esso si degnerebhe compartire la sua benedizione. Presr so l'arco si trovarono ad attenderlo mg. Pietro Paolo Trucchi vescovo d'Anagni (poi a'a dicembre 1807 traslato a Forh, succedendolo nello stesso giorno nella r sede anagnina mg. Clemente Pagliari dell' arcidiocesi d' Urbino e preposto di quella metropolitana: nel medesimo
r

p'ollre
line
la

lascia a destra sur


la

una delle

col-

concistoro

il

predecessore

vescovo di

che fiancheggiano
iscrizioni

strada Anagni,

Forl monsignor Falcinelli fu promos<


so ad arcivescovo d' Atene, e indi
zio

quale costru un arco sulla via con due


per festeggiare
il

nun-

lunghe
iro arco

pasal-

nel

Brasile),
i

il

capitolo della catdflla collegiata delpaesi della dioil

saggio del Papa pel suo territorio.

Un

tedrale,

capitoli

dove si estende il proprio lenitorio, avea innalzato anche Paliano (la quale, come dissi al suo articolo, si onola,

la citt stessa e

d'alcuni
i

cesi

pi

vicini,

corpi religiosi,

semi-

nario diocesano, tulli in abili di chiesa;


la

del concit Lutino

mg. Andrea Bizzarri

commissione municipale, eia popola-

NEL
rione d' ogni condizione
de' luoghi circostanti.
s

V EL
d'Anngni che
il

77
j.

vozione e fedelt date da Anagni alla


Sede. Riprodusse per ultimo
le

Giunto

Sommo

4 Udi-

Pontefice, venne accolto con istrepitosis-

zioni del suddetto arco. Cos vendic l'o-

simi applausi e tra


delle

1'

alternativo suono

bande musicali. Il Papa sceso dalla carrozza e accompagnato da' cardinali Asquini e A ntonelli sal sul trono, da dove subito compart l'apostolica benedizione all' affollata moltitudine con espansione
di cuore tale che

commosse

tutti.

Mg.

vescovo e

il

marchese Nicola Trajelto


la citt,

nor patrio leso ad Anagni Caput Ilernicorum. Riprendo il filo del pontificio viaggio.Neldescrittomodocorsa nellospazio di circa 3 ore quell'ampia valle che ha monti Lepidi a sinistra e sub-A pennini a desila, giunse dopo mezzod a Valmontone, di che parler al suo paragrafo. Dissi di sopra che il Papa, dopo aver
i
i

presidente municipale, interpreti de'sentimenti di tutta

visitato la provincia di

Campagna

sareb-

umiliarono

al

Santo Padre

gli

zione e di fedelt.

omaggi sinceri di divoIl Papa estern la sua

soddisfazione, e gli

ammise

al bacio del

be ritornalo nella Marittima rientrando nella via Appia per condursi a \ elicti e indi a Roma. Da Valmontone a Velletri si va per una strada provinciale, che
i

piede, in
alla

uno

a 'cleri secolare e regolare,

diramando

dalla Casilina presso

Valmon-

commissione municipale, ed a molte


1

tone corre e volge a ponente, costellan-

altre persone.

cantori beneficiati della


l'

cattedrale cantarono

antifona

Tu

es

Petrus,
le

le

bande tornarono a suonare, e


ite-

do le falde degli Algidi e dell'Artemisio da una parte, de'Lepini dall'altra, e passando sotto Montefrtino, del quale poi
dir
al

prossime colline echeggiarono di


Altre dimostrazioni
il

suo paragrafo

il

festeggiamento
il

rati evviva.

popo-

tributato a Pio IX. Proseguendo


gio, alla pieve di

viag-

anagnino celebr tornato Dipoi il sullodato anagnino


lo

nella citt.
d.

Lariano

il

Papa

fu in-

Antonio

contrato da una deputazione della citt


di Velletri,

Cipriani nel

Supplemento

al n.

68
1

del*

e dal suo vescovo cardinal


del sagro collegio, che fe-

X Osservatore Romano dello stesso 85o, pubblic ad omaggio solenne della verit, un erudito articolo riguardante A Magnesia per
tro
del
la

Macchi decano

ce salire nella propria carrozza, perci di-

rettificare

alcune nozioni con

storica verit contenute nel n.

47

medesimo

giornale, nel dar contezza

delle feste e degli onori tributati da'popoli al

Papa

sia

specialmente per con-

futare la supposta rivalila tra Anagni e

Ferentino, provandolo colla storia de'fat-

scendendone mg/Medici maggiordomo e mg. 'Borromeo maestro di camera, ed entr in Velletri con quelle solennit che poi celebrer, insieme al soggiorno che vi fece sino alla mattina de'i 2 del medesimo aprile, in cui Pio IX, nel modo che in breve narrai in quell' articolo, per Genzano, la Riccia e Albano fece il suo
desiderato, trionfale e lietissimo ingresso in

non meno degli antichi tempi de' romani, che di que'del cristianesimo. Che
ti,

Roma. Ora

passo a parlare ne'se-

la
i

pretesa

enorme muraglia che


non
esser altro

divide

guenti paragrafi delle provincie e de'coin uni che compongono la legazione di Marittima e Campagna, principalmente

dueterritorii,

che un ca-

nale del piccolo fiume di Tufano. Quindi

enumer

le

principali prerogative di
d'illustri eroi

della delegazione apostolica di Maritti-

Anagni, madre feconda


di

Papi,

28

de'quali

to albergo, ed asilo
ni a Gelasio li,

ebbero un gracontro le persecuziovi

ma o Velletri ; e pe'gi descritti altrove ne indicher dove lo sono, riferendo in


alcuni nozioni che se non del tutto appai tengono al paragrafo,riguardano bens

Adriano IV, Alessandro III e Lucio III. E che diversi Papi attestarono le prove luminose di sincera di-

l'encomiate provincie e
la storia.

si

rannodano

ad esse per

VEL
DlSTOETTO
Cisterna.
DI VELtETRI.

VEL
ne
la chiesa collegiata, e

alcune case di
alla

Governo di

Velletri.
della diocesi di

civili

Comune

Tale chiesa, dedicata B. Vergine Assunta in cielo, bella


famiglie.

e di

V elicli

i,

di cui ragionai al

suo articolo,

moderna
cui parla

architettura, rinnovala da'fon-

oude non ini resta che aggiungere alcuu altro cenno clic ricavo da' molti che ne scrissero. E distatile 33 miglia da Roma e 8 da Velletri, con territorio in piano e colle, con molli fabbricati, marchesaio della nobilissima famiglia Caelani (A- .), e gi suo feudo. Questa terra sull'ultime pendici de'monti Veliterni, sulla

daineuti in guisa diversa dall' antica, di


il

Piazza e sotto

i'istessa invo-

cazione, con disegno del celebre cav.


relli

Modi

architetto del

palazzo

B raschi
ss.

Imma, ma non

eseguilo fedelmente.

Non
sem-

ostante nell'interno l'aliare del

Sagra-

mento merita osservazioue


plici

pe' suoi

ma

vaghi ornali e pe' inarmi che lo


i.*

sponda destra del lumie denominato

compongono. Nella
si

cappella a destra

Aulico, perch

un canale

artificiale in

gran parte, tendente a raccogliere le acque che scendono da Giuliano edaTori

cecilia,

e darle altra verso


I'

le

Paludi Pou-

liue al mare. Essa

ultima terra da

questa parte che

sia

entrata nella

map-

pa. Narra Marocco, che

Cisterna alcuni traili di

da Vellelri a strada sono fian-

Redentore dipinta in tela dal valente Cavallucci di Sei moneta. Dice il Rauco che questa chiesa capitolare eon arciprete, 7 canonici e 3 beneficiali, ed ha il baltisterio essendo unica parrocchia. Inoltre vi sono altre 4 chiese con 3 confra temile secolari. Vi esisteva il convento di s. Antonio abbavenera
I'

elligie del

cheggiati da lunghe e folte macchie di


roveri auuose e di elei, che dillicilmcute

te

de'minori osservanti riformati, espulsi


invasione francese, n pi ripristi-

nuli'

piegano

furiosi

venti,

appellandosi

nali.

Trovo

nel Piazza, che la chiesa e


creiti dal cardinal

il

volgarmente quelle foreste la macchia di Cisterna, ch' vastissima ; ed aggiunge essere non solo ricovero
di capri e di lupi,
tli

eoo vento furono


facolt di

Boni-

di cinghiali,

ma uu tempo

rifugio

i5y2, con Gregorio X11I, il quale nel giorno del santo concesse indulgenza plefacio Gaetaui o Caelani, nel

crudeli assassini, prima che fosse in


la sicu-

naria.

Vi esistono, l'ospedale per

g' in-

gran parie svelta o diradata per


rezza pubblica presso aulico taglio che
si

fermi, la casa delle maestre pie Venerine

la

strada. Del pi

per

l'

istruzione delle fanciulle, e la pub-

dovea fare di sua selva, parler nel paragrafo di Sei-moneta. A litichi ruderi di una torre o forte al destro lato della via nominata le Castella
risvegliano l'idea del primiero loro essere, e

blica
netti.

scuola per
11

ammaestrare

giova-

popolo venera per principale protettore s. Rocco confessore. Dinanzi

alla collegiata
lito

uu vasto piazzale abbel-

da uu granaio fabbricato da'fonda-

souo

il

domicilio del gufo

lamendella

ineiiti nel

1772 da Francesco Caelani dusi

tevole, dell'

upupa melanconica, e
il

ca di

Semionda, come
prima che
11

legge uell'

i-

nottola o vipistrello che di giorno sta


nascosto. A levante del borgo

scrizione. Cisterna era pi eslesa e


lala
fosse

popoil

palazzo

bruciata e saccheg-

ducale, che costituisce l'ingresso nella terra mediante

giala dallo scismatico

Lodovico
di io

Ba-

un grande arco che dicesi la porta, sebbene vi si eutri da ogni parte uun avendo mura castellane, il diseguo
del quale fabbricato decoroso e alquanto vasto, u

varo.

Nibby parlaudo

questa terra

crede, che finch fu

qualche

modo

praticabile la via Appia, abbia molto sofferto, trovandosi sulla

manca

di quella solidit

che

gran strada in luogo poco difeudibile,esposla a tulle le scorsuo articolo;

n edificio signorile conviene. Questo


1'

rerie, che narrai uel

ma

do-

uuico fabbricato ragguardevole, tran

po, lino cio al riuUivameuto di quella

VEL
nel secolo passato,

VEL
di

rimase troppo fuor

vn l'acqua

da' colli veliterni.

70 Con PU-

Mano
tro

e quasi dimenticata,
il il

come

dall'al-

ghelli, Italia
tai
i

sacra,
il

l.

canto dopo

diseccamelo

delle

7 suoi vescovi,
la citt

io, p. 177, riporquale per avverte,

Paludi Pontine e
pia,

riapriroento dell'Ap-

che

questa terra ha molto migliorato

confondersi con
poli, vel
cia.
1

nell'aria, la

popolazione

si

accresciuta,

Tre Tabcrne non da Tabernae seti PalaeoTreschines in Magna Gr acdi

ed
ti

fabbricati sono stali anch'essi ampliail

Il

i.

vescovo che
di
s.

si

conosca del
1
il

Marocco, che l'origine del nome di Cisterna proviene da alcune cisterne esistenti, ovvero dale abbelliti. Dichiara
la

3 3:
re

a'

tempi

Gregorio

v'era pu-

un vescovo,

di cui s'ignora
il

nome, o
la citt

meglio era vacante,

quale'Papa vedendevastata

forma

totale del paese piuttosto esisten-

do

ridotta a nulla e

che varie sono le cisterne d'acque piovane per uso della popolaziote in basso; e

delle

Tre Tabeine

da' longobardi,

eoa

ne, la

i.'

essendo innanzi
3

al

palazzo ba-

ronale, ottimamente costruita e profonda

1G0 palmi, la i. dentro lo stesso palazzo e della medesima profondit, la 3."


fuori la porta

da Ughelli e indirizzata a Johannis Episcopo di Vellelri, alla sua ne un canonicamente la cattedra vescovile. Questa chiesa rimase per vari
lettera riprodotta

anni unita alla Veliterna,


citt di

ma

poscia

ri-

delta Agrippara.

Alcuni

fabbricala o restaurata e ripopolata la

dissero questo luogo Cisterna JYeronis,

Tre Tabeine, nuovamente fu


i

e lo ripetei al suo articolo, ed

il

riflettendo alla derivazione di

Marocco porta A-

separata da Vlletri ed ebbe


scovi, tra' quali quello del

propri ve-

grippara non lontano da credere che tragga origine tal nome da alcuna memo-

l'ultimo conosciuto dell'

761 o 762, 868 o 869,

ed

in seguilo

non

si

hanno pi memorie
sede vescovile,
distruzione
la totale

Agrippina madre dell'imperatore Nerone. Dice inoltre, opinare molti eruria di


diti,
il

de' suoi

pastori e della

che da due grandi cisterne antiche suo nome derivasse, e che fossero falle

probabilmente per della citt. Quindi

in
s.

conseguenza del

precedente statuito da
s di poi la diocesi di
la

Gregorio

I,

pas-

per ordine di Nerone, onde provvedere Anzio d'acque salubri mediante acquedotti, de'quali

Tre Taberne

sotto

giurisdizione del vescovo di Vellelri,


riferir l'opinioni del

non manc chi

asser d'a-

parlando del quale


can.

verne riconosciuti diversi avanzi. Nel pi


volte ricordato articolo
col

Cisterna

dissi

non occupa il sito dell' antica sede vescovile di Tre Taberne, Cwitas Trium Tabernarum 3 Tre* Tabernae, citt de' volsci, la quae altri, ch'essa
le piullosto surse nel

Nibby

Dauco su Tre Taverne. Tutti gli storici poi couvengonoche distrutta Tre Taverne, Cisterna crescesse d'abitalo, di
territorio e di popolazione, e forse allo-

ra ne prese la

denominazione latina Tres

Tabernae.
la

Altri poi credono, essere Ci-

suddetto lenimen-

sterna succeduta ad Vlubra, e che

dopo

lo

delle Castella, nel luogo

chiamato

Civitona, sulla sponda destra della via

sua distruzione e di quella di Tre Taberne, quivi si rannod la popolazione

abbandonato e ove si vede semidiruto de' tempi bassi costruito sopra avanzi d'una fabbrica d'opera incerta, a'quali si d il dello nome,
silo

Appia,

e
ta

form l'odierno
il

paese. Di

Ulubra

trat-

un

edificio

Nicolai, De'

bonificamenti delle
p.

Terre Pontine a
le

38,

la di cui posi-

zione contrastala, forse all'ingresso del-

11 miglia lungi da Roma, ed apalla stazione di Trcs Tabernac, come vuole Nibby, esistendo uu micirca

Paludi Pontine, o nouloulaua da Vele perci forse comprese la piccola

partengono

lelri,

villa

ove fu allevato Augusto oriundo di

glio distante gli avanzi

d'una conserva
vi

Vellelri e nato in

Roma.

Il

Marocco

la

antica e d'un acquedotto, che

porta-

crede presso

il

castello di Giuliano, co-

8o

VEL
dir in quel paragrafo.
la

VEL
Non ebbe
ri-

me

gennaio. Di nuovo
scritta

la

nomina
a'

in quella

nomanza per
tit delle

sua aria pessima e quan-

due anni dopo


iu cui
il

aprile del

G94

rane della palude, non per


voglia supporta presso

di

Roma,

pare decisivo per deter-

Pontina, perch questa mai giunse a Yelletri,

minare
zio

sito di

Tres Tabernae, mol'

qualora

si

strando che una strada diretta da An-

La villa della famiglia d'Angucome un magazzino ove si depositavano le grascie necessarie per la metal citt.

raggiungeva

Appia presso quella


i

sto era

stazione: aggiungasi a questo


rati

memoil

ruderi esistenti, l'acquedotto,

no-

desima, Diverse opinioni riferir ragio-

me

volgare di Civilona, e

la

questione

nando

di Velletri e

d'Augusto;
le

quanto

decisa.
altri

a' sognali

ranocchi, oltre

paludi, pon-

fatti

Memorabile per sopra tutti gli riguardanti Tre Taberne,


e.

no

stare

anche

in peschiere artefatte o in

quello ricordato dagli Atti Apostolici,

piccole fosse d'acque stagnanti,

come

ve-

diamo

in tanti luoghi.

La

celebre sta-

28, i5, che avendo i fedeli di Roma udito l'arrivo dell'apostolo s. Paolo a Pozzuoli, ed essendosi posto in viaggio
verso

zione di

Tre Taverne

sulla via

Appia
si

e poscia citt vescovile, di cui tanto

Roma, per essere

giudicato dall'imgli

question dagli eruditi per la confusione che si osserva dal Nibby negli itinerari

peratore a cui erasi appellato,

an-

darono incontro fino


cui riparlai ne' voi.

al

Foro Appio, di

giacch

Roma, comime a varie stazioni sulle vie antiche, come quella presso Laus Pompe/a nella Gallia Cisalpiantichi circa la sua distanza da
il

nome

fu

p. 2o3,

LV, p. 65, LXXIV, ed a Tres Tabernae: e Paolo


dopo avere reso grazie
a Dio,

vedendoli,

na, e quella presso

Interamna

sulla Fla-

ne prese fiducia. Questo avvenimento di grave importanza, come quello che si

minia, derivando da

tre osterie erette

per

rannoda
genti in
era, a

alla

venuta dell'Apostolo delle


nell'anno
s.

comodo

de' viandanti, particolarmente

Roma
Ges

5y

di

nostra
la

nella unione di pi strade (del vocabolo

promulgarvi con
Cristo.

Pietro
altro

dot-

Talerna riparlai nel voi. LXXXfV.p. iq4) come appunto accadeva nella stazione in questione, dove a destra dira-

mava

la

strada ad Anzio, ed a sinistra

un'altra quasi continuazione della pre-

cedente portava a Velilrae. Altri luoghi


della stessa

grande avvenimento pur quello ivi avvenuto l'anno 3oj di della era. Dopoch Massenzio ebbe assunto la porpora imperiale nel 3o6, Galerio, che mai volle riconoscere, alful a Severo cesare la guerra
trina di

Un

denominazione

si

ponno

ve-

contro di
suoi

lui, e

questi vinto pi dall'oro

dere nel Ricchi, Reggia de f'olsci. Tale unione di vie mentre rendeva necessari
i

che dal valore del suo rivale, tradito da'


sediato

luoghi di ricovero e
la

gli

alberghi,

andava per
stesso sito,

frequenza de' viandanti

dov ritirarsi in Ravenna, dove asda Massimiano Ercole padre di Massenzio, n potendo facilmente essere forzalo alla resa, fu persuaso da quel

raccogliendo a poco a poco gente nello

onde da semplice stazione

in-

vecchio astuto a portarsi in

sensibilmente diveniva borgata, e delle


volte ancora citt.

sicurato co' pi. forti giuramenti.

Roma, asSem:

ne potrebbero
sorte dalla

alleluisi in

molte terre moderesempio come

bra ch'egli per maggior sicurezza seguisse la via di mare, fino a Brindisi quindi per l'Appia,

medesima origine. Le prime memorie riferite da Nibhy della stazione di Tres Tabernae sub' Appia rimontano al decimare del secolo VII di Pioma, poich Cicerone la ricorda l'anno 692,
nella lettera

giunto a Tres Tabernae


tesagli

cadde

in

un'imboscata
Theuli.
il

da MasZc

senzio, e fu strangolato da Eraclio, co-

me

dice

il

Lo
lo

storico greco
le

simo chiama

luogo,

che

scrisse

ad Attico

a'

27

Tres Tabernae, e

Tre Osterit designa come

VE L
villaggio.

VEL
Miscelici nar-

8t

L'autore della

Appia
ss.

fedeli eressero diverse chiese a'


a' ss.

raudo
nas,

lo slesso fatto,

dice che

dopo

es^e-

Apostoli e massime

Pietro e Pao-

re stato spento Severo


il

ad Tres Tabermiglia distarne


i

lo,

che per

tale strada recaronsi a

Roma

suo corpo veune sepolto nel modi

a piantarvi la fede. Presso

Tre Taberne
s.

numento

Gallieno

fu gi la sontuosa chiesa di

Pietro in
la

da Roma sull'Appia. Pertanto circa tempi di Costantino I questa stazione era

Selce,

la

quale poi restaur

pia

[Ir*

beralit di

Papa Adriano
la

I,

da essa
s.

un

villaggio.
si

Al progresso della religione


il

cristiana

deve

passaggio dallo stato

non era mol to lontana maso. Aggiunge che


po
di Cisterna

chiesa di

Tomcam-

la vastit del

di villaggio a quello di citt, per la ria insigne della presenza di

memo-

era tanta anticamente,

s. Paolo che ne avea santificato il luogo, allorquando Costantino 1 divenuto cristiano, ridon la pce alla Chiesa, ed accord a.'

unito alla giurisdizione di Pomezia, che


verso
il

mare includeva ancora


le

la

peni-

sola di Cuccio; e nel di cui lenimento si

rinvennero sparse

antiche iscrizioni

cristiani

il

libero esercizio di loro reli-

onde subito vi fu eretta le sede Tre Taberne, al qual articolo di rinvio in questo mi proposi di
gione,
vescovile di
riparlarne.
Il

che riprodusse, tutte illustranti le memorie volsche e Sessa Pomezia. Ora fa

d'uopo

di chiarire

un punto interessanriguardante Ci-

te di storia ecclesiastica,

Ricchi nel suo Teatro,

sterna. Ivi dissi col Baronio, col Ricchi,

uno

di quelli che crede succeduta Cisterna a Tre Taberne, la chiama splendida

colNibby e altroch neli i5g eletto Alessandro HI


in

Roma

a'7 settembre,

donde

terra e nobile diporto di grandi; e ritie-

fu costretto parti re, in Cisterna prese l'in-

ne ancora che quivi s. Paolo fu incontrato dalla grau turba de' romani (anche

segne papali, eifettuandosi

a'

20 del me-

non

cristiani,

come

anelando

la di lui

vuole il Piazza), che venuta pel grido di

desimo mese la Consagrazone e Coronazione (V.) nella vicina Ninfa, a motivo che nell'elezione stessa insorse con-

sua dottrina e santit, l'accompagnaro-

tro di lui l'antipapa Vittore

IV

detto

no

in

Roma
che

in guisa di triofaute,

piut-

V, non potendosi eseguire


la

in

Roma

per

tosto

di prigioniere.

Dice essere fane' latiboli

prevalenza degli scismatici; indi recan-

ma,

ch'egli stasse racchiuso

dosi a
si

Terracina (V.) per non trovart

di quella torre,

che

si

vede alzata in Ci-

sicuro neppure in Ninfa. L. Agnello

sterna in argomento di sue glorie sul

Anastasio neh' Istoria degli Antipapi


t.

mezzo
pi

della nobile residenza de' princiil

2, p.

Caetaui,
il

che rende ancor pi cele-

narra.
i.

5j e 59, parlando Morto Adriano IV


a'

di Vittore

V
il

in

Anagni

Di Cisterna il Ricchi ne tratta ancora nella Reggia de' Volsci, ricordando che in compagnia di s. Paolo era l'evangelista s. Luca descrittore del
luogo.

bre

settembre,

cardinali in

Roma

concordemente elessero Alessandro IH, che fu costretto co' suoi elettori rinserrarsi nella basilica

suo pellegrinaggio, e dell'incontro giubilante e di voto ch'ebbero a Tre Taberne, ed pi fervorosi erausi portati fino
i

tente fazione di Vittore

Vaticana dalla poV, finch il polo rimise in

polo mal soffrendo tanta prepotenza, unito con Ettore

Frangipani

Foro Appio. Anch'esso

fu nella delta

libert insieme co' cardinali.


in

Portatosi

opera dello stesso sentimento e dell'opinione che Cisterna fu fabbricata sopra


la citt

Ninfa

a'

20 settembre

fu consagrato
assistito

vescoviledi

Tre Taberne, e

ripor-

da Ubaldo vescovo d'Ostia, vescovi, e da altri cardinali


;

da

preti e dia-

ta gli autori

che ci sostennero,
il

l'identi-

coni

mentre Vittore
l'

a grande sten-

t cio di Cisterna con

Tre Taberne. Os-

to pot accozzare 3 vescovi

serva inoltre

Ricchi, che lungo la via VOI. LXXXiX.

fa \V.)

che in Farordinarono vescovo nella 1*

82 domenica
Frascati
ili

VEL
ottobre, cio

VE
Immaro
di

L
pervennero
alla Ci"
s'

dio

co' suoi seguaci

e quelli di Molfetta o Melfi o

sterna di Nerone, nella quale Nerone

Amalfi allora governata da Giovanni, e di Ferentino Ubaldo di Prato, da' quali

nascose fuggendo

romani, cbe lo seguitavano. Giustamente andarono in Cisteri

lo

scismatico ricev

la

maledizione

in
le

vece della benedizione. Marocco tra


iscrizioni
esistenti
in

Cisterna

riporta

quella del palazzo ducale eretta

dopo

na quelli cbe aveano abbandonato il fonte d'acqua viva, e si erano fabbricale cisterne, ma cisterne dissipate, che l'acqua contenere non possono." Rimarca il can.
Bauco, cbe
siffatte frasi de' parlitanti
eli

625 anni
a'

dal duca Francesco Caetani per


la

rinnovarne

memoria,

in cui

leggo cbe

Vittore sono irrisorie, dettate dall'astio


e dall'ambizione, per porre in ridicolo
il

20 settembre ii5g Alexander III

P. M. ex Urbis tumulili post renimela,' tionem heic reccplus etconsecralus insignia rile accessit. La trovo pure pubblicala dal

Papa

legittimo. Di pi soggiunge,

la

prova piconvincentechela consagrazione non


gio,
1'

si

fece in Cisterna,
la

il

saccheg-

Bauco

colla

seguente avver-

incendio e

totale devastazione
1,

tenza

necessaria discussione.

Presso

di Ninfa eseguila
1
1

tutti gli storici ecclesiastici leggesi essere

56
di

da Federico anacronismo perch


si

circa

il

la

consa-

avvenuta

la

consagrazione nella

citt di

grazione
si

fece nel

5g

),

per vendicar-

Ninfa,distante daCisterna 5 miglia. L'autore della lapide prest fede ad

que' cittadini, cbe aveano ricevuto

una

let-

e favorito Alessandro MI. Infortunio che

tera enciclica dell'antipapa Vittore, diretta a' vescovi e principi, in cui dice se-

sarebbe avvenuto a Cisterna, se qui fosse


stata

realmente effettuata
io nel

la

consagrazio-

guita la consagrazione d' Alessandro in

ne.
tai

Ma

suo articolo, col Nibby, no1


1

castro nomine Cisternae. Doveva l'autore prestare fede piuttosto allo stesso

che Cisterna fu nel

dal cancelliere imperiale,

65 incendiata come avversa


scrittori

legittimo Alessandro che a' suoi nemici.

aH'imperalore,secondugli

che

ri-

Egli difalto scrisse di se a

Gerardo ve:

tengono
tificia,

ivi

seguita
il

la

consagrazione pon-

scovo e a'eanonici di Bologna

Seguenti

presso

Muratori,
t.

Rerum
II

Itali-

die dantinico venerabilibus fralribus

carimi Scriptores,
seg.

3, p. 2, p.

no s tris Gregorius Sabinensi, Hubaldo Ostiensi .... a pud Nympham non longe ab Urbe insimul consecrationis accepimus. E negli atti dello stesso Alessandro 111 presi da un codice Valicano leggesi. In viglia B. Maidici apostoli prospere ad Nympham per Dei gratiam pervencrunt. Ubi ipsa dominica die. Alexander, praeeunte Spirilus Sancti grada consccratus est insummum Pon. .

Ma

l'antipapa Pasquale

522 e nominato

nell'articolo deve leggersi III. Del sac-

cheggio e incendio di Lodovico V il Bavaro riparler a Vei.letbi. Nominai pi


volte
al
la

Cisterna di Nerone che die


:

nome

paese

ecco

il

riferito

da mg.

Nicolai.

Dopo

Velletri

viene Cisterna, donde

calando dolcemeutesi scende a'piaui Pontini.

Sulla sua origine variano assai

le

opinioni degli eruditi, alcuni confonden-

tificali.

Il

Ciacconio, Ilist. Boni. Pont.

dola con Tres Tabcrnae, cambiamento


di

riferisce altrettanto. Poco

o niente da

fi-

nome poco

credibile ed errore deri-

darsi de' fautori e dello stesso antipapa,co-

me seri ve ilBaronio,per l'immenso cumulo di

vato dagl'inesatti itinerari. In altro tempo la terra ebbe il nome di Cisterna di

bugie dettate dal padre della menscrit-

Nerone, e
volgo,

cos fu

chiamala non solo dal


II

zogna. Essere ci vero rilevasi dallo

ma

da Federico

(dee dire

I),

nel

to da' fautori dell'antipapa e inviato al

suo sostenitore
Federico
I,

lo

scismatico imperatore

suddetto passo. Se allora era cos cbia mata Cisterna, ritenendosi volgarmcnl
esservisi

in cui

dicono Cbe Alessau:

nascosto Nerone,

i'

errore e

VEL
falsila

EL

83

troppo evidente per la testimo-

nianza di Svelonio. Questi racconta, che

Nerone per campar

la vita,

travestito e

incappucciato lutto, fuggi di corsa da Ro-

damenti una splendida chiesa, adorna di decorosi altari, arricchita da sagre suppellettili e da insigni reliquie, in onore delle ss. Stimmate di S.Francesco, custodita gati sotto

ma

ad appiattarsi nella
la

berto Faonte,

villa del suo liquale era situala presso

con venerazione da' conflati aggreil suo nome. Di pi edific non

Roma
4

fra la via Salaria e la

Nomentana,
e che
ivi

lungi da Cisterna una nobilissima villa,


deliziosa e

miglia circa lungi dalla

cititi,

fu ucciso da'congiurali che lo inseguiva-

cesco Angelo

amena. Di Cisterna fu fr. Frana M. Peroni riformato fran-

no, ci che fu pure osservato dal ricordato


Ricchi.
la terra

cescano, in vari tempi guardiano,

com-

Nondimeno pu ben
si

essere,

che

missario, custode e prefetto apostolico in

chiamasse

la

Cisterna di Neil

Costantinopoli, inviato da Innocenzo


in

XI

rone, e che da questa denominazione

Albania procuratore delle missioni, e


il

volgo per ignoranza


altrove succeduto.
tu

le

attribuisse

il

falto

per modestia ricus

vescovato di Smir-

Il

Corradini nel Veil

ne, offertogli nel 1710. Dello stesso 01 di-

La tinn opina che

luogo avesse quel

ne fu

fr.

Fortunato Setini coadiutore miss.

nome, perch Nerone fin l continu la fossa cominciata da Augusto nel territorio Pontino.

sionario in Tripoli di Barbaria,


patrio convento di
di

Ma

il

Corradini, d'altronde

morto nel Antonio in concetto bont singolare. Francesco Paladini

eruditissimo, prese in ci

due abbagli,

laureato nelle leggi scrisse in


l'interpretazione,

Roma

sul-

poich n Augusto imprese alcun lavoro nel Pontino, n la fossa che Nerone avea
designato di condurre dal Ingo d'Averno
di

De

fdeicomniisso ,

ma

dopo la di lui morte gli fu involata da un imitatore della cornacchia di Esopo, che
si

non fu mai tirata avanti qua da Terracina. Ivi per altro anco a tempo del Nicolai si osservavano due cisterne cos grandi e magnifiche che sembrano opera de' romani imperatori. Si potrebbero credere fabbricate da Nerone per provvedere abbondantemente Anfino ad Ostia,
zio d'

fregi delle altrui penne.


le

Cecac-

lebra la famosa selva di Cisterna,


ce riservate, l'amenit de'lidi del

mare,

de'fonti e fiumi, specialmente del Ninfeo,

celebre per le favole de' poeti.

Fra que'

che signoreggiarono Cisterna, ricorder Giovanni Ceccareili domicello di Sezze

acque salubri, portandovele cogli


i

{V Rinvestilo del
per seguire
i

feudo da Bonifacio IX,


gli

acquedotti,

cui avanzi esistono presengli storici tutti


si

Caetani

antipapi.

se-

temente

poich

concor-

demente notano, che Nerone


sio,

studi di

nobilitare in ogni maniera la citt d'An-

condo il Novaes, vi fu il celebre cardinal Guglielmo d' Estoulevlle, che l' acquist da Onorato Caetani con Caslelvetere per

ove avea

sortito

natali.

Supposta

la

verit dell'esposto,

si

ha

la

ragione del

nome
dato

di Cisterna di

Nerone, che fu poi


Il

5200 scudi. In Cisterna vi si fermarono pi Papi, per esservi la stazione postale; e di Benedettogli riparler nel
paragrafo Sermoneta. Oltre
i

a tulio

il

castello fabbricato in ap-

presso nel

medesimo luogo.
d.
il

Pacchi re-

al

suo articolo, qui aggiungo col

nominati p. Galp.

gistr tra' soggetti illustri di Cisterna pri-

lico,

De

Itineribus Rorn. Pont.,

icp,

mieramente il duca
tani, a cui intitol

mini

illustri volsci,

MichelangeloCaeTheatro degli uoche quivi educato


il

spicc fin dalla fanciullezza

suo viva-

die i4 anche Clemente Vili. Annoi februarii Ponti/ex ivit Neptunium una cuin Renrico cardinali Gaetano S.R.E. camerario, et duobus cardinalibus nepotibus. Die.

5^

cissimospirito, tutto intento alla piet, al

10

accessit

governo fioritissimo di tutto il suo slato, con facile vena alle muse. Alz ivi da'fon-

Cislernae.

Post prandi uni

ad oppidum Papa veni!

versus cvitatem Veliternensem. Grego-

84
rio

VE L
XVI
ne
visit la chiesa collegiata nel

V
leggera,
miglio,

EL

recchia trovasi una copiosa fonte d'acqua


la cui sorgente lontana mezzo forma un laghetto e sarebbe cafar agire una macina da grano.

nel

i83q a' 23 e 29 aprile, e ripassandovi i843 T8 maggio, egualmente reduce

da Terracina, fu ricevuto sulla piazza


principale dalla magistratura e dal capitolo colla

pace di

Confina con Torrecchia


to di Torrecchiola, dal

l'altro

lenimen-

Croce

astata.

Ader

alle loro

Nibby chiamato

istanze coll'entrare nella stessa collegia-

ove ricevuta all'altare laterale la benedizione del Santissimo data da mg/ Castellani sagrista, si condusse all' altare maggiore, avanti al quale, da un trono
ta,

ancheCasal Ginnetti, ora de'principi Lancellotti.Esso quel medesimo Castel Ginnetti, di cui parla
il

Piazza a p. 5i, che

dice

appositamente preparato, ammise

al

ba-

nuova e piccola colonia di Velletri, chiamato cos dal nome del suoi." fondatore il celebre cardinal Marzio Ginnetti,

cio del piede la magistratura di Cister-

che sontuosamente cominci


le

la

fabcivili

na

ccl

suo priore Domenico Vita, ed

il

brica della chiesa, oltre


e rurali,
villa nel

abitazioni

medesima; poscia mezzo a foltissimo popolo, e preceduto da due fanciulle elegantemente vestite che andavano spargendo fiori, risal in carrozza in mezzo agli spari reiterati de'mortari, al suono delle campane, ed agli evviva degli abiclero della collegiata

morendo

in

questa sua

amena
il

ritraversandola in

1670.I suoi erediaveano

domi-

nio temporale del luogo, e ilgiuspatro-

tanti per proseguire

suo viaggio verso d grano, vino, poco olio, moltissime legna da lavoro e da costruzione ; suoi pascoli producono eccellenti latti di bufale, che vi abbondano, co'quali si formano saporiti formagil

Velletri.

Il

territorio

nato della chiesa ,a tempo dei Piazza contando 100 abitanti in incremento. Poco distante in una vaga collina e vicino alla Teppia eravi Tivera, Tiberia o Castel Tiberio, borgata gi fiorente, e secondo Theuli gi villa di Tiberio imperatore, dove riposavano le reliquie di s. Ponziano Papa, trasferite nella cattedrale di
I

Velletri.

Fu

posseduta da'discendenli di
e

Onorato Caetani,
Theuli,
la

venne demolita da'


il

gi,

provature e marzoline. Nel medesiterritorio


s.

corani, o distrutta da'saraceni secondo


al

mo

si

vedono
le

ruderi della
dell'Illirico,

presente chiamata dal volgo

chiesa di

Eleuterio vescovo

Cd-stellone. Di questo Caslellone ne par-

ove furono rinvenute


letri,

sue venerabili

Ricchi nella Reggia de' Volsc, degli


edilzi antichi

ossa, trasportate nella cattedrale di Vel-

avanzi de'suoi
testano
la

che ne at-

Banco dice che si trovarono in Tivera. Lungi 3 miglia il castello di Torrecchia, signoria del principe Borghese, situato sopra un'eminenza in aria non buona, circondato da fosse, fra colli e selve, nella via che conduce a Giuliano.
ed
il

sua vastit,

prima

si

denominasse.

ma ignora come Due miglia daTor-

la tenuta di Conca della Congregazione cardinalizia del s. Offzio (I7 -), secondoNibby luogo ove surse Sa-

recchia

trienni de'volsci; e

5 miglia

lungi

la

Vi sono avanzi

di mitra castellane appar-

tenuta di
tri in

Campo Morto,

gi Castris.Pe-

tenenti all'antico forte e di vari torron-

ed una cisterna riempita di terra e frammenti, che doveva servire alla guarnigione micioi, vestigia di grotte sotterranee,
litare,

che anticamente

vi

stanziava per

sicurezza del luogo.


fabbricati ad uso di

Ora sonovi moderni granai, un casale per


Tor-

abitazione, e

una

piccola chiesuola della

B. Vergine. Poco prima di salire a

Formis, della Chiesa di s. Pietro Faticano (V.), in ambedue l'asilo pe'delinquenti. Leone XII col breve Jt inde, de' 5 settembre 826, Bull. Ro va cont. t. 16, p. 474 Reintegratio privi tive jurisdictionis supremae congregationis s. Jnquisitionis, super iis, quiasyli privilegium quaerunt in lati/undio nuncupato Conca, in Agro romano
in
1

z
ii

VEL
E
col

VEL
(piai ricco fonte di

85
,

breve Inter plura dello stesso gio*cit. p.

natura

e per
il

le

sue

no, loco
legii

47^ Reintegrano privi:

chiarissime acque denominato


Ninfeo, avente
ci

fiume

competenti* captolo

citiamo priin
iis

la

sua sorgente nelle radidi

maevam exercendi

jurisdictionem

de'vicini
le

monti

Norma, luogo ame-

quiasyli funio nunbeneficium quaerunt in lati rupiilo Castrimi s. Petri Formis, vulgo
causi* oriminalibus super

no per

pescagioni di trutte e riserva-

te caccie,

ed utile perle molte macine di frumento per comodode'dintorni. Si dis-

Campo

Diorto.

Appreudo
castelli di

dal

Baucoche
recchia, di
in

appartengono
tre Cisterna,
i

alla

diocesi Veliteina, ol-

Toi

Giostra il castello vicino alla bocca del fiume Ninfeo, come racconta ilTheuli,ed io ne parlai nel voi. LIV,p. 201. Riporta
se

Ginnetti, di

s.

Pietro iu

Forum

Cam-

po Morto e

di Castella,

cou chiese e cap-

pellani amovibili.

.Ninfa. Annesso di Cisterna nella diocesi di Velletri, gi illustre e antica citili,

onde

diversi scrittori de'voUci


le notizie,

ne

ri-

feriscono

ed anch'io gi in pi

luoghi ne parlai, eziandio per giacere alle radici del

Marocco, il quale visit luoghi che vado descrivendo, che di Ninfa esistono le vestigia delle mura castellane, formando una penisola circondata dalle acque del fiume Ninfeo avanzi di chiese ed una torre di forma quadrilatera circuita anch'essa da alte mura. Si osserva un bel giardino con in mezzo una fonte perenil
i

monte

di

Norma o Norba

tiecui passa l'acqua dal laghetto, e vi stan-

Per la sua posizione, Marocco lo dice luogo deliziosissimo, pe'ruscelli chela bagnano all'intorno, per
(pianilo esisteva.
la

(P .)

no due vaghe peschiere per conservare


piccoli

il

pesce. Inoltre contiene quel recinto vari


terreni lavorativi, formati a fogvi

veduta amena
di

delle circostanti colline,

gia d'orti, e
citt

sono 3 mulini.

Fu

Ninfa

e pel bel laghetto d' acqua limpidissima,

abbondante
re.

dotte, secondo
il

il

Contato-

ragguardevole e popolosa, come dimostrano le sue molte rovine e dimezza-

Da questo comincia fiume Ninfeo e va placidamente al mare, e del quale e dell'omonimo antichissimo e magnifico
tempio dedicato
citato articolo.
alle Ninfe, feci parola al
Il

le torri,

una

delle quali gi altissima;

il

lutto scheletro compassionevole di sua

antica magnificenza. Narra Ricchi, ripe-

tendo

il

riferito

da Piazza

essere argo-

lago era singolarmente


di

venerato da'noi bani a motivo


digiosi

due pro-

mento che Ninfa fu ampia e popolata pei* le 5 collegiate chetativi erette, arricchite di

fenomeni narrali da Plinio con di-

24

pingui benefizi con titolo di ca-

rebbe nel lago Ninfeo sporgevano in fuori due &oklle^etleSaltuareSfquo in symphoniae canto* a ictus moulantiuin fiedum moverenlur j e che inoltre eravi una sorte di selce,cr qua prodibantjlammae , quae pluviis infitti* accenebantur.
sti

Osserva

il

Nicolai, forse erano que-

portenti dell'arte pi che della natu-

ra; e

quanto

al

fiume, dice che nel

se-

colo, coli' Ast ura e la

Teppia, concorreva

formar la Palude. Pontina (F.), cio ad accrescerla perch gi era formata da' fiumi Auiasenoe Ufente. Indi col Corraa diui ragiona del corso del Ninfeo.

La 1/ sotto l'invocazione di s. Maria Maggiore, uffiziata dall'arciprete e da 9 canonici. La 2/ di s. Biagio con 4 canonici e un priore. La 3/ di s. Pietro con altri 4 canonicati e un priore. La 4-' di s. Salvatore con 3 chiericati e uu priorato, oltre la chiesa di s. Leone con uu beneficio solo. Tutti benefizi furono riuniti nell'unica superstite chiesa in onore della B. Vergine, risarcita in forma rurale, per comodo de'pochi abitanti, de' pastori e de'ministri delle mole. Tale riunonicali.
i

nione di benefizi segui cou decreto della


visita apostolica falla nel
1

lebra
sci,

pure

il

Ricchi nella

Lo ceReggia de' Poi-

635 da
il

mg.'

Gio. Battista Altieri, e quando


visit la diocesi

Piazza
cine-

reso fjuiosu da'poeti magnificandolo

trov trascurata

la

86
sa

VE
vi esiste

da que'che ne godevano le prebende, perci canonicamente rimproverati. A-

VE L Nymphas et Nonnias appellantur, quae


juris pallici erant.
I Papi per non ne goderono tranquillamente, n per molto

dunque non

che

la la

chiesa della
ne'soli

B. Vergine, ove si celebra

messa

tempo
to nel

il

possesso, poich Astolfo divenure de'longobardi, portatosi poi

d festivi. Dell'aulico e celebre monaste-

749

ro benedettino fiorito supra

Niinpham,
s.

all'assedio di

Roma, saccheggiando
l'
i

e de-

denominato

di

s.

Angelo o

di

Maria

di

predando
ro
slessi

il

territorio latiuo,

impover
lo-

Monte

Mirteto, parler nel paragrafo di Cori. Nel casamento appartenente a'dusi

stranamente.
so nemico,

Non avendo romani da


Papa Stefano HI non
i

forze da respingere tale poderoil

chi Caetani signori di Ninfa,

legge una

otte-

lapide pubblicata da Marocco, eretta nel


i

nuti dall'imperatore CostantinolV


corsi

soc-

765

al

duca

d.

Francesco, per l'opera-

con replicate istanze implorati, nel


de'
racil

to a vautaggio del paese e ivi ricordato.

7.53 ricorse in persona a Pipino re

Crede

suinmeutovata Tiberia siano d'origine moderna. Anche egli racconta il gi da me riferito altrove, ed questo. Mentre longobardi tenevano occupala quasi tutta l'Italia,
il

Nicolai che Ninfa e la

franchi

e colle pi. efficaci


alla
s.

maniere

comandando

sua piet e valore


Sede, e
il

principato della

popolo roil

mano

dalle barbarie de'nemici;

re ac-

colte rispettosamente le

pontificie pre-

il

Papa

s.

Zaccaria nel
si

7^

presso

il

loro

ghiere, fece passare in Italia una possente

re

Luitprando
la

adoper a tutto potere


cit-

per otteuere

restituzione d'alcune

t d'Italia a 'greci imperatori; e colla for-

armata e in poco tempo abbass la prepotenza de' longobardi e ne pun la soperchieria,ed ampli la Sovranit del,

za di quella eloquenza in cui tanto valeva,


si

la

s.

Sede. Molestalo
il

in

seguito terri1

guadagn l'animo

del

barbaro prn-

bilmente

Papa Adriano

da Desiderio

cipe di maniera che con giubilo universale l'impero ricuper la nobilissima cit-

re de'longobardi, ricorse a Carlo


il

Magno,

quale nel

773

sconfisse e

imprigion
le

t di

Ravenna

(J7 .), con alcune altre dal


il

Desiderio e liber d'Italia dalla schiavit longobarda. Indi

re restituite a 'greci. Present inoltre

Pa-

conferm
I'

paterne

pa

al re le

suppliche della Pentapoli, del-

donazioni di Pipino, e

accrebbe ancora
pontificio la beltu.tto

l'Emilia, dell'Esarcato e pressoch di tut-

aggiungendo
il

al

dominio

perch Luitpraudo volesse concedere a questi stati la pace , che subito gli fu accordata per 20 anni , con prota Italia,

lissima provincia di
territorio

Campania con
,

Pontino

di cui gi ne posse-

deva buona parte come notai

nel

voi,

messa speciale, eh' esso re sarebbe slato in avvenire il difensore della Chiesa e delle suddette provincie.

LV,

p.

68.

Norma

essendo stata onorata


a

della sede vescovile, e n'era vescovo Gio-

servigio, circa

Per questo grande l'Esarcato, reso da s. Zac-

vanni nel 963, soffr poi una zione , e il vescovo trasport


alla vicina Ninfa,

2.
la

distru-

sua sede
Nicolai.

caria all'imperatore greco Costantino

IV
al

come afferma

il

Copronimo,

egli

per gratitudine don

Questi inoltre racconta, che nelle successive calamit de'lempi,


la s.
il patrimonio delSede soggiacque a diverse usurpazioni; tra le cilt Pontine peraltro se ne coniano alcune, le quali nel secolo XII si

Papa, o a sua richiesta, postulaverat, le due nuove citt del paese Pontino Ninfa
e Norba co' loro amplissimi territorii o

masse. Questa donazione alla romana

Chiesa l'attesta Anastasio Bibliotecario,

ed anche Cencio Camerario presso


stantino principe

il

Mu-

mantenevano religiosamente fedeli e ubIndienti sotto il dominio del Papa. Ninfa

ra tori .Zacharas Poh tifex accepit a Con-

principalmente, che in

qtiell'

et avea

perpetuo jur e

donalionemin scripls de duabus Maisis,auac

una giurisdizione
tutto potere
il

assai estesa, favoriva a

partilo papale in

prova che

VEL
il

VEL
il

87
insieme colla pi
i

Pontefice n'era patitone. Presso

Mu1

sostenuto colle armi dall'imperatore Federico


I.

ratori,
esiste

Anlq. hai. Med. aevi,

t.

2, p.

l,

Alessandro

111

un insigne monumento

delle tasse

sana parte de' cardinali,

quali sostenesi

da Pasquale II agli abitanti di Ninfa: Ilacc situi, (juacjiicicul Nimphesin; fidelitatemfacere B. Petto, et Donino Pascilali Pi/pae ejusque successoribus , quos meliores Cardinales et romani elegerint. Jloslem et parlamenluni curii curia praeeeperit. Servi tinn quod assuedi detto secolo
,

imposte nel principio

vano

la

legittima elezione sua,

ritir

nel paese Pontino, e in Ninfa nella vigilia di s.

Matteo, ossia a'20 settembre del-

1 i5g, e non altrimenti come erroneamente molti scrissero copiandosi, venne con solenne rito consagrato e co-

lo stesso

ronato,

al

modo
ivi
i

narrato

al

paragrafo Cisagre funzioni;

sterna, per confutare que'non pocbi ebe


asserirono
seguite
tali

ti

sunt facere, et piaciutili et b a unum fuet

riant B. Peti

Papae. Quartata red-

dappoich

nemici di quel

magnanimo

dent admensuram romani modi, et conduca ut e ani usque Tiberiam vel Cis ternani.

Papa

per concitargli l'odio e l'orrore


solenni funzioni eransi
i

pubblico, andarono spargendo comune-

Glandaticum solvant infesto


...

s.

mente die quelle

Martini

De

carico cujusque sandali

solvant denarios sex. Fidantiam in uno-

ci Nerone, menzogna che avea qualche simigliami col ve-

celebrale alla Cisterna

quoque anno ... llolendina, quae Papa mine tenet, duodecim quae sunt extra,
et

ro perch Ninfa era assai vicina a Cister-

na

pretendendo goffamente
III
i

di fare re-

unum

qtiodeit supra laeutn, quiete

putare Alessandro
il

qual altro Nerone

dimiltant. Murumcivitalis deslruentsecundinn praeceptum euriae,nec sine ejus licen da eiini aedijicent. Ma in breve le cose cambiarono d' aspetto , e nel pontificato dello stesso Pasquale II non solo Ninfa, ma ancora Semionda e Tifer o Tiheria, e quasi tutto il paese Pontino, regionali AJaritimaui, venue tolto alla s. Sede da Tolomeo conte Tuscolauo. Alla met dello stesso secolo XII, Papa Eugenio III ricev per composizione Terracina,Norba, Sezze ealtre citt Pontine colla rocca di Fumone. Non molto dopo Adriano IV diede il possesso del castello d'Acqua Puzza o Putrida (di cui a Sezze enei voi. LXX.IV, p. 176) ad Adinolfo,

pi. fiero di tutti


il

tiranni.

Non essendo
si

poi a

Papa ben sicuro in Ninfa, Tenaci u, e di l pass negli


I

port

stati di
si

Guglielmo

re di Sicilia, e finalmente
I

lifugi iu Francia. Dipoi Federico

per

vendicarsi d' Alessandro Ili che 1' avea scomunicato, distrusse Ninfa, come rac-

conta

il

Piazza, anch' egli errando nelvi si

l'anno in che

rec Alessandro III,


la

anzi con altro fallo

disse forse l'antica

Astura, di cui riparlai ne' voi. LIV,p. 201,

LXX[V,
so secolo

p.

276. Verso

la fine dello stes-

Leone Frangipani impegn per

i5o libbre il castello d' Astura a Celestino HI; il cui successore Innocenzo III compr
la 3."

parte totius Castri

Nymphatriginta

quale prima ribelle alla Sede apostolica, erane divenuto poi ubbidienil

rum

cimi teniinentis et pertinentiis suis

nlus et deforis,

pr quingentis

lissiino.

Nel

109

a detto
il

cesse Alessandro 111,


eletto in

Papa gli sucqualequautuuque


le leggi ca-

libris provisiiiorum, da'fralelli Filippo e

Roma

secondo tulle

noniche da'cardiuali, fu costretto di sottrarsi da quella citt con precipitosa fuga,

Bartolomeo Lombardi, e dalla sorella Aidruda vedova di Scotti, quali n' erano padroni. Osservai! Marini negli Archiatri, che il castello di Ninfa assai rinomai

temendo

de' Colonuesi e de'faziosi,

to ue'bassi secoli, fu successivamente pos-

(piali eransi uniti in lega col clero della

seduto da vari padroui, pre riconobbero


il

basilica Vaticana, per seguire le parti dell'

quali per semdominio della Chiesa


i

iulruso antipapa Vittore

IV

detto

V,

romana

su di esso. Nicol

111

nel

1279

88

VE L
glia e
ti

VEL
da

assegn ari nualmen te ahuoai'chiatroG io-

Roma 35,
le

secondo Bauco, men-

vanni di Luca 55

lire di

provesiui sopra

eNibby

accorcia, nell'Analisi de din1

Je rendite del castello di Ninfa, e

ne

scris-

se al suo podest, consiglio e

comune. Di-

torni di Roma, t. 3, p. 7. Essa situata sopra un monte scosceso, ultimo contrafforte del dorso detto
te

rocca taNinfa per l'indicato eccidio,in pro-

volgarmente mon-

tempo suoi cittadini passarono ad abitare in Norma, castello fabbricato di nuovo presso 1' antica Norba. Trovo
gresso di
i

Lanteria, in luogo di

monte

d'

Artena,

contrafforte anch'esso della cima del


te Lepino, oggi detta

monpri

monte Nero. A

in Novaes,

che

il

castello di Ninfa
,

appar-

mo
la le
gli

tenente alla camera apostolica fu dato da Bonifacio Vili a'2 ottobre i3oo a Pietro Gaelani suo nipote, ed a'suoi successori, per un annuo canone, e la cessione d'alcuni effetti che essi possedevano nelI Orvietano. Tutta volta afferma Piazza, apparire dagli alti del notaio Pietro Ferraccia, de'i5 luglio
tli
1

Nibby, ravvisasi per posizione d'un'anlica fortezza, la quaaspetto, dice


il

non pot

essere se

antichi scrittori

non quella detta daCarventum, ed Arx


sostie-

CtfAWrtt/jtf.IlsullodatoDeMatthias nel

suo Saggio storico di Vallecorsa,

337, che

il

castello

Ninfa ne' volsci spettasse alla chiesa e

ne che l'Arx Carvcntana, ossia la Rocca Carventana, fosse piuttosto nel comune di Castro soggetto al governo di Vallecorsa; e che probabilmente Castro successe all'antico

in

s. Matteo (V.) Merulana di Roma, e della quale ne rifeci cenno nel voi. LXXV p. 65. In tempo d'Urbano VI ribellatosi Onorato

ospedale de'pellegrini di

Caslrimonium oppdum
,

1'

Caetani conte di Fondi (F.), fautoredelantipapa, fu scomunicato e privato di

IVinfa,

Bassiano e Sermoneta, confiscan-

doli e incamerandoli. Indi Bonifacio

IX,

che
II

gli

successe nel

389, assolse
i

il

figlio

conte Giacomello e
Nicolai a p.
1 1

gli restitu

castelli.

il quale era difeso dall'^rx Carventana. Narra esistere nel' le vicinanze del territorio di Castro una collina denominata da'eastrensi Calvento, forse corruzione di Carvento, Mons Carventum. Per il Nicolai parlando di Ecetra la dice vicina a Ferentino, non la citt etnica, ma Ferentino di monte Albano; ed il Nibby collocandola a Marino,

F olscorum in

Latio

3 riporta

la lite

de'con-

la dice

succeduta alla colonia

di

Castri-

fini de'territorii tra

Ninfa e Sezze (P.),

monium, ed
\\

a pie di tal citt dice che fu

ed altre signorie de' Caetani, ed inoltre narra, che il suddetto Pietro Gaelani per divenir padrone del castello e del territorio di Ninfa, spese
ro,

Ferentinum, luogo destinato all'assem-

blee nazionali durante l'indipendenza del

200,000

fiorini d'o-

Lazio per gli affari della confederazione. AggiungeNibby,cheSlefano,citando Dio-

con istromento

di

comprila dell'8

set-

tembreisgS.

siccome una porzione di

quel castello e territorio da molto tempo


spettava alla camera apostolica, perch

Carventana, citt Rocca Massima sulla vetta d'elevato monte, con antichi avanzi di fortificazioni militari, al dire di Baunisio, credette X

Arx

latina.

E fabbricata

comprata da Innocenzo

III, cosi

Pietro

la

co,

il

quale soggiunge: Massima fu questa

ricev a titolo di feudo da Bonifacio Vili

neh3oo.
fa
si

fa

Riferisce Marocco, che in Ninmolta caccia di anitre selvatiche

e di

altri volatili,

e vi

si

trovano

utilissi-

Rocca appellata, perch ne'remoti tempi era massima in elevatezza e in fortezza. Il Piazza parlando della Rocca de' Massimi, la dice posta sulla cima ben erta d'un

me
si

erbe botaniche.
dioce-

monte circondato
tutta la

di selve e boschi,
si

il

pi

Bocca Massima. Comune della


di Velletri, sinistra della via

alto abitato che per avventura

trovi in

eoo territorio in monte, a che da quella citt con-

Campagna, fabbricato con

anti-

chissimi testimoni di gelosie militari io

duce a Cori, da Velletri distante io mi-

forma

di fortissima

Rocca, col recinto

di

V
olle e

EL

VEL

89

ben munite muraglie; della declassimi o perch quivi si ricovrii o n'ebbe il dominio la nobilissima e mitica famiglia di queslo nome, o perch fosse la Massi-

venlana. Nel 247 di Roma i volsci occuparono l'arce Carventana, e l'esercito ro-

mano la riprese profittando d'un momento di negligenza di quelli che l'occupa-

ma

in altezza

e fortezza tra' circostanti

vano,

usciti

per saccheggiare; l'anno se-

paesi.

Certo

soggiunge, che per natu-

ra del sito e per Ja struttura della Rocca


ella riesce

sopra

modo
>

inespugnabile per

qualunque assalto. Anche il Ricchi nella Reggia de' Volsci cap. 3g: RoccaMassima } la dice situata nella maggior sommit di erto e precipitoso monle, fra Giuliano o Giugliano e Segni,
ca della
la pi. alta

guente una negligenza simile per parte de'romani ne fece padroni gli equi alleati de' volsci, ne per quanto facessero onde romani la poterono riavere; ritoglierla
i

e nel

34g

era ancora in potere degli e-

qui e de' volsci collegati. Queste sono le

poche

notizie,
le

che

di quella rocca ci ri-

Roc-

mangono,
tana nel

quali

per,

se

non dimosi

Campagna

de* volsci, forse

me-

strano pienamente essere l'Arce Carvensito di

ritando il suo titolo di Massima per la sua grande eminenza, ovvero per aver avuto
il

Rocca Massima, non

pongono nemmeno a

tale congettura.

opIm-

suo essere dalla nobile famiglia Mas-

simo.

La

dichiara pure inespugnabile a

perocch era l'Arce Carventana d'origine latina, come dimostra Dionisio citato da
Stefano: era nel

za e scabrosit del

qualunque assalto di guerra, per l'asprezmonte che impedisce l'accesso in qualunque parte alle squadre nemiche, che per dicesi Arx ab arcendo. Riesce molto forte e invincibile eziandio per artificio d'arte nella struttura deantichi baloardi e altre fortissime inu-

tempo medesimo

sul

li-

mite di quel territorio a contatto co' volsci


,

e soggetta alle scorrerie degli equi,

come mostra
forte,

Livio: era finalmente cosi


si

che non

poteva prendere se non

gli

per sorpresa, e che pot resistere a due eserciti consolari, circostanze, che in Rocca
to

la, con occhi e gelosie militari da'quali

Massima
si

si

trovano a segno che

il

fat-

viene recinta.

Ha

questa terra

la

chiesa
tutte,

rinnov nel i55y quando per sorveli-

parrocchiale dedicata a Dio,


in

come

presa e con istratagemma militare

onore

di

s.

Michele Arcangelo, con ar-

cipretee un cappellano. Fuori del suo recinto poi ha altra chiesa con ospedale:
il

suo protettore
vi pi del

s.

Isidoro agricoltore, e
secolari.

sono due confraternite

A 'tem-

Piazza e del Ricchi, poco distante


il

dalla terra pravi

collegio de' sacerdoti

ne occupata dalle genti del duca d'Alba, nella guerra di Campagna contro Paolo IV, bench questo avea posto in istato di difesa le provincie di Marittima e Campagna; alla quale occupazione segui il deplorabile eccidio di Segni (f.). Racconta Bauco, che non sembra priva di fonda-

dottrinari, applicati al ministero de' sa-

gramenti,a promuovere l'istruzione della

mento 1' opinione d'avere avuto Rocca Massima il suo principio da'veliterni, che
per evitare
ti

dottrina cristiana

e per sussidio
castello,

non

la

crudelt e barbarie de'go-

solamente del parroco del

ma an-

nel

4 IO

>

e quella de' vandali nel

4^>
pro-

cora di que'contorni che lo richiedevano.

furono

costretti

ad abbandonare

la

Quella comoda casa fu dotata colle proprie sostanze di convenienti entrate, pel

pria patria, ed a rifugiarsi e nascondersi


fra le balze e
cessibili
,
i

dirupi de'monti pi inac-

mantenimento de'sacerdoti e altri operai, dalla nobile matrona romana Massima


de' Conti, virtuosa pel zelo delle anime.

ove

fortificarsi per loro difesa.


,

Vuole Calindri

seguendo

la

tradizione

de'corani, che questo castello fu fondato

Leggo
citt

inoltre nel
le

racconta

gesta

Nibby , che T. Livio avvenute presso quella

daQuepio Massimo da
di nostra era.

Cori, verso
i

il

608

Ci sostengono corani an-

o fortezza, ch'egli chiama

Arx

Cai-

che per

la

coufederazioae immemorabile

f)o

V E L

V E L
nino, pure conlrafforle del monte Aculo che separa il bacino dell'Amene dit
quello del TrerooTotero oggiSacco.L'ab-

e durevole tra Cori e il vicino paese di llocca Massima. Marocco non l'afferma,

perch semplice tradizione; ed


dice soltanto ritenerne
i

il

Bauco

corani fondatore

Quinzio Massimo loro concittadino. Riferisce inoltre Dauco, che Rocca Massina fu gi feudo della
principesca casa

Pamphilj-Doria;ed il Piazza dichiara che a suo tempo era posseduta dal duca Saiviali, altrettanto
il

confermando Ricchi e moderno Nibby; per eredit de'Salviacui apparviiio,

bondanza de'carpini in quelle montagne moltiplic la denominazione di Carpineto a varie punte. Il monte Carpineto immediatamente domina sulla riva destra dell'Amene. Fra gli altri luoghi ouaoni mi vi Carpineto di Reggio di Modena, ove si rec s. Gregorio V II), alberi che ivi abbondano, e dicesi che fosse in due
villaggi diviso e distinto, e

li

essendo passata ne'principi Borghese,

quindi

insie-

uno de'quali educa Salviati,a


iiene.
Il

me

uniti

in tal

modo generalmente
il

suo territorio produce

gra-

chiamato. Auche Marocco dice che

fab-

uo, olio, ghianda e pascoli.

bricato del castello di Carpineto siede so-

Governo di Segni. Segni (F.), citt vescovile, con resideaza del vescovo e del governatore.

pra un colle eminente in mezzo ad

alti

che gli formano un anfiteatrale contorno, dove saluberrimo il clima, e

monti

Carpineto.

Comune

(lagni e vice-governo,

della diocesi d'Acou territorio in

luogo a proposito per chi amasse un' a-

mena

morile, con molti e buoni fabbricati cinti


di

sgiunto dal mondiale consorzio. Le

mura

con bel borgo, secondo

il

Ca-

stellano distantei6 leghe da

Roma, 6 da

sembrando quasi dimontagneda cui circondato gli rendono dignitoso ornamento per essere vestite di
solitudine,
castagneti e d' altre piante fruttife-

Anagnie 3 da Segni. Lo chiama cospicuo


borgo che da remoti tempi ha il titolo di ducato,egi si nover fra'muuiti forti d'Italia uel

folli

avendo anche pascoli salubri, perch non ha alcun terreno paludoso, e molte
re,

medio evo. Giace su ridente


Lepine, e gode di sanissimo

col-

erbe che trovatisi sui

colli

olezzano soa-

Jina superala all'intorno dalle pi elevate vette


eli-

veniente, e molte sono botaniche.

Conta
i

una popolazione
registrando
la

di oltre

34

6, tale cifra

ina. Si

vedono gl'imponenti ruderi


le carceri,

del-

Statistica deli 853;

quali

l'antico castello costruito ue'bassi tempi,

abitanti sono applicati a'Iavori rurali, al


trallico

ove sono
regalanti

elevalo su di arduo

ed

all'arti
le

meccaniche, ed
Il

ivi

si

e precipitoso macigno, e circondato di tor-

esercitano

pi necessarie.

paese di
le

mura, che deperirono per l'abbaudouo dopo la cessazione dell'italiche


fazioui de'guelfi e ghibellini,

figura quasi rettilinea, seguitando


delcolle su cui posto.

falde

sorgendovi

Le interne vie sono scoscese, meno quella che comincia


la

ora

comunale dell' orologio pubblico sopra una parte del maschio. La pi alta cima de'Lepini, che dicesi Sempervisa, offre uno de' pi magnifici punti di vista, onde abbonda il suolo italiano, Apprendo- da Marocco, che la derivazione del nome di Carpineto si pretende da unaselva dicarpani (o carpini, Carpinus
la

torre

dall'antica porta di

s. Sebastiano fino alvaga piazza, e l'altra che dalla chiesa di s. Michele Arcangelo, antica e di sti-

legotico, gi abbaziale,
te alla piazza

conduce parimelimedesima. Il fabbricato piuttosto altoe visiono buone abitazioni,


interne chiese parrocchiali, che no-

Ha 4

Betulus

di

Linneo, specie di frassino,

il

miner con Marocco. La collegiata ittsigue sotto l' invocazione de' ss. Giovanni
Battista ed Evangelista, sulla detta piaz-

monte Carpineto, ultimocontraffurtedelI

Arcinazzo, nella badia di Subiaco, puu-

za situata, eretta uel


lindri, e perci di

lo culminante di quella caleuadell'Apea-

1770 al dire di Camoderna e ben inlesa

VEL
costruzione, con suo capitolo
t del la

VEL
dignis.

bricato dignitoso e vasto, degno del


gnifico nipote di

D ma-

preposto. L'arciprettira di
s.

Gio,

Clemente Vili.

11

chio-

vanni. La chiesa di

Nicola di Bari
apostolo,
i

stro perfettamente

quadrato ha nel mezsopra da due parti

quella di

s.

Giacomo

ambedue
io

zo

la cisterna, e al di

col titolo abbaziale. Nel

749
4

cm

s>

vedesi

una

loggia graziosissiraa collo stemdel cardinale. Sul fronto-

pubblic

l'

Istoria della cattedrale d' AMagistris


,

ma marmoreo
ne

nagni

di

De

le

chiese pars.

dell' ingresso
il

principale della chiesa

rocchiali erano l'arcipretile di

Giovans.

ammirasi
sagra,

busto
s.

marmoreo

d'eccellen-

ni Evangelista, e le 3 abbaziali di
ria
la

MaNico-

te scalpello di

Pietro apostolo, a cui

Maggiore, di

s.

Angelo, e di

s.

dono

del

vescovo. Vi sono anche due conventi

sono buoni quadri, e quello


cesco che riceve
le s.

medesimo porporato. Vi di s. FranStimmate,


ss.

siibiu bani colle loro chiese.

Uno

quel-

alla sini,

lo di
gi

s.

Agostino protettore del luogo, lun-

stra della cappella del

Crocefisso

mi

4- di miglio da Carpineto, degli a-

stupendo lavoro di
sa

classico pennelIo:grau-

gostiniani che nelle vicende politiche de'

diosa la sagrestia. Antica l'altra chie-

primi anni del secolo coi lente doverono


lasciare, e poi vi

suburbana

di

s.
1*

Maria

del Popolo, pres-

tornarono in minor nudi gotica

so la quale era

ospedale de' poveri.

La

mero. La vetustissima chiesa

sua fronte gotica, con bell'atrio, di cui

architettura, edificala con massi quadrati

due

pilastri

si

vedono ornati di due

teste

neh 35odafr. Gregorio Sii vestii del medesimo luogo, e coperta d'un tetto che ricorda quello mirabile della basilica Ostiense
I

di cavallo, e sulla stessa facciata vi

sono

varie croci di pietra. L' ingresso

mar-

moreo,abbellitodi bassorilievi a fogliami,


colla
ss.

eonsumatodallefiamme

nel

823.

Vergine sedente sopra

di esso di

dipinti della tribuna fauno fede cuine

bel lavoro, essendo l'occhialone formato

la

chiesa e l'annesso

ampio convento ap-

con molta maestria


tare di

di scalpello

d'un

so-

partenessero all'oidi ne de'templari. L'ingresso magnifico di prospetto a Carpi-

lo pezzo. Nell'interno

rimarchevole

l'al-

neto, fiancheggiato da due leoni. Sopra


l'arco la B.

Vergine avente

a' lati

ss.

Paolo
sotto

i.
i

eremita e Antonio abbate; e pi

s. Rocco con due Angeli laterali e Vergine sedente in alto; a' fianchi dell' altare si vedono ss. Pietro e Paolo, e pi sotto s. Bartolomeo e s. Simone.

la B.

simboli de'

Evangelisti, in mez-

La
le

pietra che

forma

l'altare e

bassori-

zo a'quali collocato l'Agnello pasquale.

lievi, delle

vicine cave di Carpineto. Al-

L'altro convento distante da Carpi-

neto dopo brevissimo e

ameno

passeggio,
alle

le
s'

falde del paese la chiesa di s. MicheArcangelo de'confrati della Morte, ove

ad

esso

pure

di prospetto e situato

falde del
colla

monte Capreo, uno de'Lepini vetta pi. alta degli altri. Questo bel

convento de'minori osservanti riformati, che vi stanziano numerosi, fu fabbricalo colla chiesa dalla munificenza del car-

ammira la Crocefissione di Giulio Romano, e si rimarca la tomba del celebre Lorenzo Porta dottissimo (non per archiatro pon lificio, come vuole Castellano, non trovandolo tra' medici archiatri nel
Marini), riportandone l'onorifica e prolissa iscrizione

dinal Pietro Aldobrandino


nai nel voi.

come accen-

Marocco, insieme

alle la-

XXV 11,

p.i58, con annesso

pidarie di Carpineto, due delle quali con

palazzo abitato dal cardinale ne'tempi di diporta 11 Ricchi celebra il fioritissimo


studio che nel convento
ligiosi, nelle filosofiche e
vi

morali sentimenti nel dialetto del paese.


Esistono pubbliche scuole che insegnano da'primi rudimenti giammai icaii sino alla rettorica,

tenevano

re-

teologiche disci-

e per le fanciulle

vi

sono

le

pline.

contigui orti,

prati e la

macchia
il

maestre

pie.

Manca Carpineto
,

d'

acque
si

souo

ciuli

da mura, essendo

tutto

lab-

perenni neh' interno

e delle piovane

9*
servono
distanza,
t>.
i

VE
popolani
,

V
pubbliche
storiale,

EL

ma due

d'Alessandro VII, e decor l'aula conci-

limpidissime fonti trovatisi per a poea

una cio vicino


l'altra

alla chiesa della


la

Annunziata,

dietro

chiesa di

s.

Sebastiano che viene detta

il fonte

di

non per avvocato concistoriale, non trovandolo nel Syllabum Advocatortini s. Consistoriide Cartari; pu darsi nondimeno che lo fosse dopo pubblicata l'opera,

Pandolfo. Il Ricchi, il De Magistris e il Calindri parlano dell'origine di Carpineto.Secorulo l'autore


lib. 2,

stampata uel

656

e dedicata

a detto Papa. Sebastiano Leopardi arci-

dell' Aquila

volante,

diacono
fio.

di Sezze e poi

vescovo di Venafisico

cap. 6g, fu fabbricata da Carpeto

Alessandro Porcari eccellente

Capys discendente d'Enea che fond Capua, e fraSilvio re de'latini, figlio del re
tello di

ed egregio poeta; pubblic nel i638 in

Napoli un' opera poetica iu lode del cardinal Ippolito Aldobrandini


,

Tiberino che s'anneg nel (ume Albulaegli die il nome di ZeveTUj per cui

al

quale

il

Ricchi attribuisce
Pietro. Fr.

la

biblioteca di Carpi-

g23 anni prima delopinano che Carpineto sia derivato da alcuni pastori che tenevano il gregge fra' molti carpini di cui sono ricoperti suoi monti, opinione riferita come I' altra da Calindri, il quale
credesici avvenuto
l'era nostra. Altri
i

neto, e l'erezione del convento e chiesa di


s.

Angelo Seneca

1."

custode

ueli6i8
ri

della riforma

romana de'aiino-

osservanti, de'quali era stato ministro

provinciale e procuratore generale, poi


defiuitore generale. Fr.

Giacomo da Car-

aggiunge, formarsi
strutta da'romani
tinnii

il

suo

stemma comudi

pineto de'riformati, celebre predicatore e


teologo nsigne.profondo erudito
i

nale da 3 Carpini. Dice ancora che fu di-

come

di-

dopo 3oo anni


i

con*

guerra fatta da'popoli ch'erano iu


(lio

Carpineto; e che nel

sotto Alessan-

dro VII deper quasi intera la popolazione, epoca che forse devesi anticipare al i656. Fu posseduto qua! feudo nobile,

mostr nel suo poema epitalamico stampato neh 638. Altri religiosi riformali illustri furono gli Automi, Gabrielli, Leoni, Baldassari, i Paoli, i Giacomi. Fra i prodi militari si distinsero FrancescoConi i

li

colonnello de' veneziani nella guerra di


nipote Alessandro Conti al ser-

camera apostolica, da vari signori, prima da'Caetaui, poi da'Conti, a'quali nel 1428 lo conferm Martino V, e Camillo Conti n'era duca nella met del sela

dopo

Cmdia; il

vizio della stessa repubblica nella

guerra

di Godi; di essa inoltre fu capitano e in-

colo

XVII, come

notai nel voi.

XVII,

p.

74
no
ti

e 7^. Tuttavolta leggo nelle

Memoparen-

rie Colonnesi del cav. Coppi, che Marti-

Colonna

nel dividere tra'suoi

ad Antonio il diritto su Carpineto. Dipoi fu ducato degli Aldobrandmi indi de' Pamphilj, ed ora de' principi Borghese Aldobrandini, gli stemmi de'quali si vedono sparsi nel paese. Marocco dice che fu feudo anche de'Caraffa, e Calindri not che il suo duca nel 1750 don a Benedetto XI V uno storione di libbre 55o preso ne'nostri mari. 11 Ricchi nella Reggia de' Voh ci tratta uel cap. 9: De' soggetti illustri, di Carpineto, con breve descrizione della trra. Francesco Leopardi fu iutimo familiare
nel

1427

beni, attribu

gegnere in Levante Pietro Paolo Briganti de Conti parente de'precedenti. Aggiunger che Marocco celebra Antonio Gozzi protomedico nel 1570 e archiatro pontifcio, ma il Marini non lo nover tra gli Archiatri pontificii. Il Calindri dice che Carpineto ha dato natali a molti insigni uomini d'ogni scienza, e ad un Pecci vei

scovo di Segni,
di que' vescovi

ma
non

nella serie
lo trovai.

che formai
Bens de-

gnissimo arcivescovo vescovo della nobilissima citt di Perugia,


il

cardinal Gioacs.

chino Pecci di Carpineto del titolo di

Grisogono
vi

(del quale, e del possesso

che

prese

il

cardinale, riparlai nel voi.

LXXX,
a'

p.

322), elevato alla


1

s.

porpora

19 dicembre 853 dal Papa regnante. Riporta il u. 8 del Giornale di Roma del

VE
18T4. die
della gloria
il

L
di

VE L
Carpi lieto lieto
vocabolo, non conoscendola con
tal

93
noesi-

comune

che gli deriv per l'esaltazione

me), e varie
ste

castella, delle quali

non

benemerito concittadino, gi arcivescovo di Dannata e nundell'illustre e tanto

orma. Negli

scavi tentati

si

trovarono

zio apostolico di Brusselles, invi al Pa-

monete de'primi tempi romana. Sulla pi alta


i

della repubblica
delle sue

pa un'apposita deputazione composta di


parte del capitolo e del municipio
significargli
i

per

sentimenti di riconoscenza.

montagne vi sono pozzi camerali della neve, e da un lato la grottta che merita di essere visitata, denominata da' locali Formale. Castellano
sa,
sti.

n.i45 riferisce un articolo di Carpineta, ove descritto come il comune a'


nel

la

qualifica meraviglioa'

offrendo erudito pascolo

naturali-

i3 ei4 giugno, per dare


cittadino

all'illustre

con-

L' ingresso angusto e rovinose rupi

un solenne
lui

attestato della gioia


alla
s.

lo circondano,

provata nel di

innalzamento

l'entrarvi.

Sembra che

destando raccapriccio nella natura sia sta-

porpora, da
to a festa
il

tutti gli abitanti

messo
I

tut-

ta gelosa di

schiudere libero varco alle


sorprendenti voli

maggior tempio,

sulla porta

sue ascose bellezze. Spazia per entro in


grandi
te, in

colloc l'iscrizione che riporta.


d'

vescovi

sale, sostenuteda

Anagni
alle
1

e di Segni

amarono prendervi
si

ampi

corridoi, ed
vi si

segreti della
I

miVal-

parte
rono.

sagre funzioni che

celebra-

neralogia

mettono

in luce.

dintorni

poveri ebbero larghi soccorsi da'

sono sparsi
di

de'i uderi dell'abbazia di

nobili fratelli del cardinal Pecci e dal

mu-

visciolo,e de'distrutti paesi

diCollemezzo,

nicipio,

il

quale volle pure conferire due

doti a zitelle bisognose.

Tutto

il

paese poi
ralle-

Pruni e di Montacuto. Il territorio produce legname di faggio, olio e grano a


sufficienza; frutta, castagne e

manifest

la

pi sentita esultanza,

ghiande
in

in

grato dall'armonie della banda cittadina.

abbondanza
quantit, ed

granturco e vino

poca

Un ma

arco trionfale, sormontato dallo slemgentilizio del cardinale, fu eretto al-

abbonda per tutto d'acque


il

per abbeverare

bestiame, e per l'uso


i

l'ingresso di

Carpineta con corrisponden-

de'popolani, oltre

pascoli.

te epigrafe. In

ambedue

le

sere

si

fecero
artifiI

Gavignano. Comune

della diocesi

di

brillanti illuminazioni,
ciali,

con fuochi
vescovi,

Segni con territorio in piano, distante

36

ed elevazione di globi
i

01 eostatici.
la

signori Pecci invitarono


nicipalit,

mu-

e altre

distinte persone ac-

miglia da Roma, chiamato Gavignano di Campagna, per distinguerlo da'paesi omonimi di Bologna a di Sabina. E' situato presso
i

corse al festeggiameuto ad

un

serale tratvari

monti Lepini nelle vicinanze

tenimento,

in cui

furono

letti

compo-

e dirimpetto a Segni, sopra

un'amena
e
ulivi, in

nimenti analoghi

alla circostanza. L' in-

collina isolata, ferace e di belle vigne


di albereti vestita,

dustria degli abitanti merita encomio, ed


di bestiame notabile. Olmercato settimanale del sabato, si fanno due annue fiere, lai." per la festa
il

non che di

commercio
il

tre

clima temperato, come esposta a mezzod, la cui aria molto salubre. Le mura
castellane

vengono

costituite dalle abita-

del protettore s.Agostino,l'altra per quella di

zioni, restando chiuse

da due porte. Sot-

S.Francesco di Asisi. Narra Ricchi, a che siccome la 1 si solennizza per 5 gior.


1

to la collina passa l'antica via Latina, di

niavanti, cos viene proseguita conaltiettanti dopo qualunque


,

con

fiera libera dal

peso di

dazio, giusta l'indulto di Pao-

lo IV, confermato poi da Gregorio XIII. Dice Calindri che nel territorio sorgeva la
citi volsca di

piano stradale. Fuori una deliziosa passeggiata. Da essa si gode la pittoresca veduta di circa 4 paesi, e conduce alla chiesa fuori di Gavignano un 4- di miglio, di buona e moderna architettura, detta il Calcui tuttora vi
il

porta

Romana

Cuetra (dubito errata

il

vario dal rappresentarsi nel divoto qua-

94

V E L

VE

L
Gavignano
il

dio dell'aliare maggiore la Croeefssione di Ges Cristo. In questa chiesa nel 1837, e al moilo riferito dal n. 89 del Diario d Roma, ai'j ottobre mg. Luciani ve*
1

nccetlasse la prolettoria di

celebre cardinal Giuseppe Mezzofante,

nominato da Gregorio XVI,


derne
la sala
il

volle pren-

solenne possesso a'27 ottobre nel-

scovo

di

Segni solennemente benedisse


s.

la

del

comune,con quelle formalit e

cappella, l'altare e l'immagine di

Fi-

particolari riferiti nel citato Diario. Dir


solo, che gli fu eretto

lomena vergine e martire, eretta a destra medesima dal capitanoVincenzo Baiocco priore del comune, per grazia ricedella

iscrizione dell'aurea
Pacifici

un arco trionfale con r penna di mg. Luca (gi Segretario delle Lettere latie di

vuta, fra

le

acclamazioni e

le festive

di-

ne ,ei\ ora Segretario de' Brevi a'principi,


canonico Liberiano
fatte in
gi

mostrazioni della popolazione, avendo

presente Vaticale

Gregorio

XVI

concesso l'indulgenza ple,

no), dal quale pure furono scritte

altre

emulazione il medico romano d." Pietro Paolo Azzoccbi, la cui famiglia originaria di quenaria. Indi con lodevole
sto luogo
(il

questa occasione. Tra'personagr

che recaronsi a ossequiarel'illustre porLolli vice-legato

porato, nominer mg.


1

suodegno

fratello mg.'

Tom-

di Velletri e

maso Azzoccbi cappellano segreto gi di Gregorio XVI e ora del Papa regnante,
del quale

vento e

mg. Pecci delegalo di Beneora cardinale. Luminarie, fuochi


globo areosla-

artificiali e l'elevazione di

pure cameriere d'onore, beneficiato Vaticano, benemerito autore <li opere pubblicate, massime sulla lin-

accompagnarono l'esultanza de'gavignanesi; mentre il capitan Baiocco, ch'eblico,

be

l'

onore

di

dare decoroso alloggio


altri

al

gua

italiana.

Esse sono: Avvertimenti a


%

cardinale e ad

personaggi, celebr
cardinale vol-

chiscrive in italiano con

un saggio dell'e-

l'avvenimento con accademia, e dispens


limosinea'poveri. Inoltre
le
il

leganze, ed un piecolo Vocabolario domestico: d ne ed izion i. Le. File, di Cornelio

onorare

la

cappella domestica del ze-

Nipote volgarizzate, con seconda edizione del corrente anno 858. Elogio di Antonio Cesari prete dell'oratorio, con due
1

lantissimo ed encomiato arciprete d.

Do-

menico Gorga

Cenciarelli, con recarsi a


la

celebrarvi 3 volle

messa.

patroni di

Dissertazioni sulla lingua italiana.

Le

dette cappelle Baiocchi e Azzocchi otten-

favole di Fedro tradotte. Vocabolario domestico: due edizioni. Inoltre si hanno di lui anche eleganti iscrizioni ed epigrafi italiane, ed sua quella fatta per
la

nerol'erezionedella confraternita delle

ss.

Rosalia eFilomena,e pel


tra' fratelli

1.

"volle ascriversi

l'esimioporporato. Nel piano


ruderi d'una

verso
tina,
tichi

il

nord e precisamente sulla via Lai

defunta principessa

d.

GuendalinaBor-

sopra

villa degli

an-

ghese, che pel plauso con cui fu accolta


pubblicai nel voi. VI,
p.

40>

ne " a stessa

chiesa eresse nel sinistro lato la cappella


di s.Rosalia vergine palermitana, per es-

romani e forse di Pompeo Magno, esiste un convento con chiesa di semplice disegno delta di Rossilli, ove in gran
venerazione una divotae antichissima imgi un'abbazia di

sere stata

la

provincia libera dalla pestila

lenza del cholera nel 1837. Segu

be-

nedizione della cappella, dell'altare e del

magine dellaB.Vergine;e siccome qui vi fu monaci basiliani diGrotta ferrata, essi anni addietro ne domandarono l'effigie incisa, accorrendovi a invocarne il patrocinio eziandio da lontani
paesi, ed
ti
i
i

quadro, come l'altro di egregio pittore, r da mg. Annoverai vescovo d'Anagni a' 9.5 settembre 1840, per essere indisposto
il

gavignanesi

vi

ricorrono in lat-

vescovo diocesano, con quella straordi-

loro bisogni e con pubbliche procesI

naria

rio di

pompa descritta dal n.83 del DiaRoma. In questa lieta circostanza,

sioni.

monaci

di

Rossilli

possedevano
le vi-

l'istoria

mss. di Gavignano, roa per

avendo l'encomialo dottore ottenuto che

cende politiche alcun secolo addietro ab-

VE L
monastero e ritirandosi in fa, onde pare che fossero benedettini, si vuole che seco por-

V E L
glia della signoria di
tri

95

bandonando

il

so o favore de* primogeniti di sua fami-

quello celebre di Fai

tasser tale scritto storico e lo deposilas-

sero in quel prezioso archivio, ove

si

ere-

l'ahnontone e Ricomprese Gabiniano ossia Gavignano. Tra' suoi legati, ordin che si fondasse un monastero di monache in
feudi, e vi

de

monastero da' Papi fu dichiarato commenda ahbaziale, e da loro


esistere.
Il

Valmontone, suo principale feudo , disponendo. Reliquit tria ivlla Jloreno-

conferita a vari cardinali

gli

ultimi de'

rum

due.

expendenda infabnca,etedi-

quali furono

cardinali Borgia e Fonta-

Da. Indi
Segni.

Ui unita alla

mensa

vescovile di

ficiismonaslerii,quodappellari mandavitmonaslerium s. Crucis, quodipse. Do-

Le altre chiese

di

Ga vignano
moderna

sono,

La
ria

chiesa parrocchiale dedicata a

s.

Ma-

Assunta

in cielo, di

costru-

llone, al dire di Marocco; essa elegante, con buon organo, e ben fornita di sagre suppellettili: bello l'altare inaggio-

minns caepit construere in eastro Vallemontoni s , et compicci mandavit in honorem, elreverentiam s. Crucis pr foIute animae snae et remediopecca tornili suorum. Itera reliquit ipsi monasferio pr vita, et alinentis quatuor domina-

re lutto di marmi, come la balaustrata, con ornamenti di metallo dorali. La cine-

rum,duarum serventiwn,et unius sacerquo ipse quo praesen* condidil testamentum, quousque per idotis fructus sui manualis, de

Hocco, patrono principale di Gavignano , in cui si venera la miracolosa


sa di
s.

testator'vivebat tempore,

immagine della Madonna

delle Grazie, di

psum

ci.

Adynulphum possessione^ con-

grande divozione anche de'convicini paesi. Di s. Tommaso apostolo. Di s. Maria


del Carmine, giuspadronato de'Trajelli-

decentes emantur de propria pecunia dicti d. Adynulphi extra ejus dominiuni

ad

opus, et utilitalem dirli monasteri*

Paggi. Gavignano
lo

U\ gi

feudo possedunelle

vivere possintcommode.l\\spe\\.oa\\ah\brica

da vari

signori.

Leggo

Memorie
tale
i

Colonnesi
ri

del cav. Coppi.

Di

famifio-

istanza del
glio

glia celebratissimae potente, nel

171

summentovata, Papa Nicol IV ad nominalo Adinolfo Conti lidi Giovanni, concesse monasteriuni

uu Giordano signoredi Gavignano, nato da un Tolomeo conte del Tuscolo: figli di Giordano furono Giovanni e Tolomeo, che venderono a Papa Lucio 111

de Hoscillis ordinis s. Benedicli Segnili. dioec, comech adeo in spiritualibus.et temporalibus collapsum , quod nonnisi

duo

in eo

monaci reinanserunt,el
'

veri-

un

casale del territorio di Lariano.

Di

lulloci e con qualche variante ne feci

cenno nel voi. XXV 11, p. 199, e notando ancora che da questo 2. ramo de'conli
Tusculanie da detto signore
di

non praesumitur, quod monasterilirli ipsum in suo possit ordine salubri ter reformari, onde il medesimo fosse
similiter
sostituito a quello

Gavigna-

bligo di fabbricar di

che Adinolfo era in ohnuovo per adempie-

no pot derivare
di

lo stipite iW Conti (F.) Segni, celebre e potente famiglia. Nel declinardel secolo XII vivevano Giovalini,

re al pio legato del padre.


nel Coppi, che Giulio

Trovo

altres

Colonnesi

Tolomeo, Giordano e Andrea tulli figli di Giordano signore di Ga,

Colonna, unito al genero Napoleone Orsini e Giambattista Conti, malconlenlidel governo diClemente VII, verso il 1 53o occuparono Carpineto,

vignano. Quanloalla signoria de'Conli su Gavignano, narra il Ratti, Della famiglia Sforza,

Gavignano, Torricella

e altre terre
a quell'e-

convicine.

Sembra dunque che

234> che Giovanni Conti nipote di Riccardo Conti fratellodi Papa Innocenzo IH, con suo testamento
t.

1, p.

poca Gavignano appartenesse


ra apostolica. In seguito

alla

carne-

del

1287

istitu

il

perpetuo fdeicomiuis-

Gavignano divenne feudo de' principi Pamphilj, da' quali pass a' priucipi Borghese Aldo-

c)6

V E L
Diario di del i838, chea'22 ottobre Gaviil

VEL
ilei

biondini. Riporta

u.<)3

comune
citt di

tradizione che sorgesse la volsca

Roma
gnano
pe
d.

Sacriporto eda cui deriv l'odier-

fu onorata dalla visita del princi-

Camillo Aldobrandini secondogele

na terra dopo che fu diroccala. Si vuole che propriamente giacesse un miglio distante nella parte settentrionale in luo-

nito de'Borghese, inviato dal principe pa-

dre a visitare
to

possessioni del principalui

Aldobrandini a

assegnato.

Fu

in-

go basso ove al presente si osservano qualche vestigia di sue antiche mura,


,

contrato e ricevuto da'piimati cittadini e ragguardevoli ecclesiastici, in mezzo al

cio presso

il

santuario di Rossilli e adia-

cente ad un casale lastricato in alcuue parti

suono delle bande e allo sparo de' mortati. Il principe si ferm nella casa del
capitan baiocchi, e visit
cipale
la la

di

musaico.

Il

Theuli nel Teatro fustola citt

rico, a p.

4o> dice che

o castello
,

chiesa prin-

di Sacriporto esisteva vicino a Segni

vagamente apparata, trovando nelpubblica piazza innalzato un arco con


le

forse colle sue rovine

si

fabbric Gavila

gnano. In Sacriporto segu


battaglia
tra Siila e
figlio del
il

sanguinosa
il

figure simboliche esprimenti


li

principa-

console Mario

doti del giovane principe, con analoga


i

giovaue
lo

famoso console

di tal

iscrizione. Indi sovvenuti

poveri prose-

gu
in

il

suo viaggio per Carpirtelo e Maenza,

mezzo all'acclamazioni del giubilante popolo. Tra gli edilzi numerosi di Gavignano si distinguono il palazzo baronale del medesimo principe Aldobrandini,
ed
ni.

nome, incaricato dal senatodi combattere vi morirono 25,ooo soldati di Mario. Il Ricchi nella Reggia de Volsci tratta al cap. 22 di Sacriporto, ed a neh 'egli ritiene che dalle sue non ignobili rovine fosse edificata la terra diGavignano,dopo
,

seguenti palazzi e primarie abitazioQuello de'inarchesiTrajettiPaggi, con


i

essere rimasta distrutta interamente nelle

guerre

civili.

Afferma eh' era vicina a


la

due volle, antichi e di buona mano. In una si vede espresso il cocchio ti' A tifiti ile tirato da cavalli marini, ed accompagnalu nel mare da Tritoni e Delfini, e da JNinfe coronate di fiori. Nell'altra voltasi rappresenta la Primavera nei mezzo, con una moltitudine di putti scherzanti dentro un colonnato circondato da
affreschi in

Segni, e racconta
battaglia.

memorata micidiale

Per

il

Pettini nelle
p.

Memorie

Prenestine narra a
to era distante
glia
,

34, che Sacripor-

da Palestriua circa 7 mi-

balaustre. Quello del capitan

baiocchi,

con

belle pitture del concittadino

Seba-

Pimpinara i due eserciti si trovarono a fronte. Disfatto Mario si ritir io Palestriua, e Pompeo Magno luogotenente di Siila imped all'altro console Carbone di soccorrerlo; indi segu l'eccidio di Palestriua. Il Nibby
e che nella pianura di

stiano Volpicelli celebre paesista. Altri palazzi e

primarie abitazioni appartengono

a'Gorga Cenciai elli,ed 'Marcelli gi delGorga, nella quale fiorisce il cardinal Vincenzo. I Nardi pure hanno il proprio, e inoltre posseggono un magnifico casino suburbauo con adiacente chiesa pubblica. Nibby dice che Gavignano il Gabinianum de lem pi romani. Crede il Cilindri che nel territorio di Gavignano fosse la villa Gabiuia, e che quivi si ritirarono gli scampati da Foronuovo, citt di Sabina (f/ .), dopo la sua
la famiglia Santucci di

Sacriportus, luogo divenuto famoso per la rotta data da Siila all'esercito composto di romani e di sannell' illustrare
niti

del giovane Mario, e per le sue gravi

e funeste conseguenze, sostiene che era

dov'

la

pianura di Pimpinara
1

ed

ivi

presero parte alla battaglia circa

5o,ooo
ultimo

uomini, battaglia tenuta come

1'

crollo dato alla fazione di Mario.

Dopo

quell'avvenimento Sacriporto non viene pi ricordato, e rimane sempre dubbio,


se

debba riguardarsi come un

vico

un

borgo, ovvero semplicemente una contrada. Conclude Nibby, che dopo Pimpina

distruzione operala da' goti. Nel paese

VEL
rn
si

VEL
la di-

97
il

lin la

pianura di Sacriporto, e

Giornale di
vescovo
di

Roma,

pontificandovi
r

suo

ce lungi da

Roma 3o

miglia,

9 da

Pale-

stina e 4 da Valmontone, a sinistra delia via Latina. Ne'bassi tempi divenne Castrimi luminaria, di cui il volgo ben presto fece Plumbinaria e da Plumbinaria deriv il nome di Pimpinara. In una bolla di Lucio III del 18 si legge: In Castro Plumbinariae Ecclesia s. Mariac, Ecclesia s. nastasii, Ecclesia s. Nicolai, inonasteriiiin s. Ceciliae etc. Questo

Ricci. Vi ebbero pur luogo luminarie e fuochi d'artifizio, e sceltissime musiche nelle sagre funzioni e nella sala del marchese Traielto con accademia vocale e strumentale. Gavignano si pregia de'seguenti uomini illustri.

Segni mg.

Gio. Rallista Cenciarelli legale rino,

matissimo
feudi

e uditore generale di tutti

della

principesca casa

Pamphilj.
scritture.

L'avv. d. Gaetano Sciarra fu celebre giureconsulto per


le

monastero per
ch
in esso
si

molto pi antico, perr

sue

auree

ritir nel
di

vere Ottone abbate

o5i, e fini di viSubiaco, il quale

L'

aw.
Il

d.
r

Domenico Nardi

fu giurecon-

sulto

che
d.

col

suo merito fece molta fortu-

per evitare la giustizia di s. Leone IX, quando si port a Subiaco, da questo era
fuggito alla vicina Trevi, ne fu cacciato
dagli abitanti, per cui pass nel

na.

Alessandro Volpicelli medico di


r

collegio e forse professore nell'universit

romana.
primario
r

11

d.

Ulderico Azzocchi medico


s.

ro di

s.

Cecilia e

vi

monasterimase sepoIto.DiPInm-

nell' ospizio apostolico di

Mi-

chele, e padre de'sullodati

mg.
r

Tomma-

binara riparler nel paragrafo Valmontone, per essere con essa divenuto signoria

so e d.

Pietro Paolo.

Il d.
Il

Luigi Sciarra

medico di
tura di
la

sommo

credito.

capitanFraniu

de' Conti (F.).

Abbandonato

il

Castrimi

cesco Raiocchi assai solerte nella merca-

da pi di 3 secoli, il teuimento propriet de' Doria-Pamphilj. I gavignanesi ancora ricordano con divozione
la

campagna

rinomato

tutta

provincia specialmente per essere sta-

missione

to provveditore dell'

annona
,

di

Roma

LeonardodaPortoMaurizio a'28dicembrei y33


nella loro terra cominciata dal b.

dell'abbondanza di Velletri

per cui

te-

neva

in diversi punti

della provincia
11

e terminata a'6 del segUentegennaio. Riusc

suo carico parecchi granai.

marchese

ubertosa di gran frutto, e

processioni di penitenza, nella t*


dosi alla chiesa diRossilli
r

due andancoli'abhale comsi

fecero

Leonardo Traielto, dopo aver occupato


varie cariche onorifiche, fu eletto

mem-

mendatario mg. Marcello Crescenzi poi cardinale, che vestito di sacco si disciplin per lutto il corso della processione con

bro del corpo legislativo in Parigi. Il prer lato mg. Giuseppe de'marchesi Traielto fu vice legato neUe Romagne, e funse altre cariche in Roma. Nel n. 3o del Diario di

somma edificazione d'ognuno. Nella chiesa fece

Roma

del

83

si

legge la necrolo-

Leonardo una predica e vi eresse la Via Crucis, e fu lai 52. delle da lui erette. Ritornato a Gaviguano comil

b.

gia del valoroso militare Giambattista

Az-

zocchi Salvi,

il

quale entr per genio nel-

l'esercito inglese, e

da semplice
al

soldato'

part la benedizione papale sulla piazza.

per

le

prodezze operate in
Egitto giunse
sotto lord

Italia, in

Fran-

La
si

(amiglia Nardi benefattrice de'religio-

cia, in

grado

di tenente

riformali francescani, tiene a pio vanil

de' granatieri

Rentinek. Nel

to l'avere ospitato
Jera torn

b.

Leonardo.

Il

cho-

ad affliggere
1

lo stato pontificio

18 16 col grado medesimo ammesso nelle truppe pontificie, divenne i. tenente


della 1/

854 e nel 855, ma per l'iotercessioMe della Madonna delle Grazie ne fu prenel
1

compagnia
11

de'cacciatori. Alla pela

rizia militare

congiunse

fedelt e sin-

servata Gavignano, per cui in rendimento di grazie solennizz una gran festa nel
l'ottobre

golar fortezza.

sacerdote d. Giuseppe

Marcelli a pieni voli fu


tori pontifcii, e

ammesso
7

tra'con-

i855,

descritta a p.

1000

del

siccome peritissimo nel-

VOI. LXXXiX.

98
la

VEC
musica
ecclesiastica e

VEL
dotato dalla nasento,

tura di bellissima, sonora e robustissima

avendo inventato e delineato l'arco trionfale eretto al Papa dal comune di

voce da tenore, per l'estensione di essa ne' 35 anni che appartenne con generale

Lagnano, come dir


i

in

quel paragrafo.

plauso e straordinario impegno a quell'insigne collegio, fu contrastato da'cantori contralti,

Dice Calindri, che principali prodotti di Gavignano sono il grano, il granturco e


il

vino.

loro.

ambivano averlo fra Per 3o anni e con improba fatica


i

quali

gni,

cant
tificia

il

Passio nella gran cappella pondagli stranieri pel sin-

e nella vastissima basilica Vatica-

na,

ammirato anco

della diocesi d'Anada cui distante 9 miglia, 6 da Carpinete 4 da Roma, con territorio in monte, in colle e in piano. Giace sopra un monte di clima sanissimo, ove respirasi aria assai

Gorga. Comune

golare corpo di voce uniformemente so-

pura ed
li

elastica,

cui

100

stenuta dal principio al fine. Mor in Ro-

abitanti

Marocco

qualifica di caratte-

ma nel 852
1

troppo presto d'anni 66 nelAgnese al foro Agonale, e in quella splendida chiesa gli furono celebrala

re piuttosto dolce, applicati alla coltura


e alla pastorizia.
Il

casa di

s.

fabbricato su d* u-

na rupe nella sommit del monte esposto al mezzod, e viene riparato dall'im-

ti i

solenni funerali, colle onorificenze pro-

prie de Cantori della

Cappella pontificura del-

peto de' venti meridionali dalle cime pi


elevate dello stesso monte, tutte vestite

eia; indi fu sepolto nella magnifica chiesa di


s.

Maria

in Vallicella per
il

per lo pi

di faggi, tra'quali trovansi


il

an-

l'egregio sacerdote nipote,

quale ha co-

cora l'agrifoglio e
sufficienti e
le

frassino.

Ha Gorga
di vena,

mune con esso nome


il

il

cognome. Que-

buone acque sorgive

sti

poi a sfogo di dolore e di affetto, ed in-

quali discendendo pel seno delle


la

som-

sieme a memoria perenne delle virt che ornarono l'illustre zio, inGavignano nella sala della propria casa pose il suo ritrattosomigliantissimo,dipintoa olio con
decorosa iscrizione Ialina
,

mit che

contornano, vanno a racco-

gliersi in alcuni pozzi esistenti nelle in-

terposte piccole vallate.

Talee

l'eccellen-

za di queste acque, che alcuno dopo osservazioni le trov migliori di quelle di

in cui giusta-

mente ne
rit pel

celebra, oltre

il

valore nell'ar-

Roma.

te del canto sagro, la tenera piet, la ca-

na e dilettevole

prossimo,

1'

ardenlissimo

amor

patrio e pe'suoi parenti.

Ed

io

che per 2

auni

l'intesi a

cantare con ammirazione

ameGorga da l lato di ponente, ove quasi per un canale divergente formato da due lati della montagna, la vista rapida percorre il sotEstesissima e insieme assai
la

visuale di

nelle funzioni pontificie,

godo qui ren-

toposto vastissimo piano,

racchiuso dal

dergli quest' imperituro tributo storico.

Fra' viventi gavignanesi che illustrano la


patria, mi piace far

menzione

di

Venceslao

doppio ramo de' sub-Apennini, discernendo nella catena de'monti a sinistra la citt di Segni, Rocca Priora, la Colonna,
e nella catena destra
il

figlio del sullodato

capitano Baiocchi, va-

Piglio,

il

Serro-

lente scultore in avorio, che merit ese-

ne, Paliano, Olevano, Rojate,

guire lavorazioni per Gregorio


l'infanta di

XVI,

per
di

no e
nel

altri

Genazzupaesi sino a Palestrina, mentre

Spagna M." Luisa Carlotta

Borbone principessa di Sassonia, e per altri personaggi. QuandoGregorio XVI nel i843 intraprese il suo viaggio sulla via
Casilina nel recarsi a Prosinone e Vel-

mezzo alla pianura vede sorgere Gavignano, Valmontone e Lugnano, perdendosi poi la pittoresca visuale nell'alto Soralte e ne'monti Cimini.

La

citt d'

Asi
il

lelrijilgavignanese Giuseppe Manni, poi

nagni, Anticoli, Furaone e altri luoghi vedono da una vicina sommit detta

priore municipale di sua patria, lo cele-

Calvario perch appunto

la

sua vetta for-

br con un sonetto stampato che

gli

pie-

mata da massi

calcarei calva e d'ogni

EL
Monte Longo
gi

EL
ss.

99
Pietro e
si

Verdura spogliata. Gorga confina con Anagnt, fra levante e tramontana con Vill;i

ga pervenne in possesso feudale del celebre monastero e badia de'

Magna

e la tenuta di

Paolo

di Villa

Magna,
atti

dal quale

ac-

Montelanico e Carpineto, tra ponente e mezzogiorno^ levante colla Sgurgola e MoroIo. Gorga ha l'accesso per due sole porte,
terra e ora diruta affatto; con

che si conservano nell'archivio capitolare d'Anagni. La met


quist con due
gli fu

donata daBoeso
al

figlio di Bertia mino

nobile anagnino
la

neh l5l,

e l'altra

met

ed inaccessibile

in alt

ri

punti

per

la

rupe
le

sulla

quale trovasi edificala, che per

mura costruite in alcuni lati all' intorno. Le vie interne sono anguste e scoscese, meno una di mezzo alquanto agiata.

monastero Adinolfo canonico della cattedrale d'Anagni, e Andrea suo nipote nel ii36. In seguito Bonifacio VII! incorpor alla cattedrale anagnina il monastero e castello di Villa

venderono

Ha due

chiese parrocchiali, la matri-

Magna
mente
conta
ra,
ta

colle sue

pertinenze inclusiva-

ce coll'arciprete e due beneficiati, secon-

al castello di

Gorga, siccome rac-

do De

Magistris,

dedicata a
sagra a

s.

Arcangelo;

l'altra

s.

Michele Maria colal di-

De

Magistris. Questi inoltre nar-

che nel 1398 Villa


il

Magna

fu brucia-

l'abbate e due chierici beneficiati,


di

da'gorgani, e perci venne ridotta a


capitolo della catteil

re di tale scrittore. Vi pure la chiesa


s.

coltura, ritenendo

Domenico

protettore di Gorga.

La

drale di Anagni
lo

la

giurisdizione e
vi

tito-

chiesa pi decente quella matrice, dentro la quale sono di

baronale, onde
le

deputava
civili

il

gover-

buoni pennelli,
battesimo

il

quai

natore per
nali.

controversie

e crimi-

dro

dell'

Immacolata Concezione,
il

fre-

schi rappresentanti

di

Gepub-

s Cristo, ed

il

Salvatore medesimo e-

sp resso in tavola.

Non mancano

le

Benedetto XI V conferm la concessione fatta alla cattedrale di Anagni da Bonifacio Vili, e la giurisdizione temporale con amplissima bolla. Di Gorga per,dice lo slesso

bliche scuole elementari per l'istruzione de'giovanelti, e

De

Magistris, soltanto
la

si

maestre pie per quella delle donzelle, mantenute dalla principele

conosce, che ne fu spogliata

chiesa di

A nagni, pass in

potere

di

Evandro Con-

sca famiglia

Dori'a -Pam pihilj signora del

//(in fatti nell'articolo di tal famiglia l'e-

luogo. Riferisce

De

Magistris ne\Y Istoria

della citt e

s.

Basilica cattedrale C Acose pi ragguardevoli

nagni

e delle

della diocesi, che Gorga, secondo le tradizioni pi sicure, riconosce dal caso la
sua origine, poich cominciossi a fabbricare dagli antichi cacciatori della citt d'Anagni, per avere

numerai tra' feudi che alla medesima conferm Martino V nel 4^8), e poscia in quello de'principi Pamphilj. Di Villa Magna, oltre il riferito in principio, ne
1

parlai nel voi.


e perci

XXVII,
del

p.

274

e altrove,

un ricovero

nella

Castrimi Gurgae, che Urbano li nel 1088 avea assegnato con altri castelli al vescovo d'Anagni. 11 Ma-

anche

caccia de'cinghialijche vi facevano in

un

rocco ne
cio^
t.

Monumenti dello

stato pontifi-

ristagno d'acqua tra que'monti, e perci


e gorgo
dicesi gorga luogo dove l'acqua che corre in parte ritenuta da checchessia, e rigira per trovare esilo; ed anco quel sito
si
il

disse

Gorga. Imperocch

37, riporta le frazioni di lapidi che rinvenne in Gorga presso la distinta famiglia Santucci, nella quale fio5, p.
risce il cardinal Vincenzo diacono di s. Maria ad Martyres (celebre Tempio del Pantheon), aggregato al Sagro collegio a'7 marzo 1 853, come registrai in tale articolo, prefetto della

dove l'acqua abbia maggior profondit, ovvero un ricettacolo profondo d'acqua


staguaute.
la
Il

luogo divenne signoria


castello

del-

congregazione degli
nell'articolo

nobile famiglia

magni na Berziamiail

studi,

onde ne ragionai

Uni-

uao

Berliauiiua. Dipoi

diGor

versit Romaica, protettore di Segni(F.),

ino

VEL
Giornale di
in

V E
del
1

e visitatore de'ministri degl'infermi. TI n.

pale protettore della terra, ed pi antica e

90

del
i

Roma
l'

853

rife-

pi piccola dell'altra. Questa sots.

risce

festeggiamenti di Gorga per essere

to l'invocazione di
titolo d'abbazia,

Pietro Apostolo col


la

venuta

fama per

onore grandissimo
all'altissi-

ed

maggiore,

rifab-

derivato nel vedere sublimato

bricata con
pliilj,

ma

dignit della porpora

il

suo beneme-

buon disegno da'principiPamper essere stata la vecchia nel 1703


per due porte, una
l'altra di

rito concittadino, per avere assai merita-

in parte rovinata dal terremoto. Nell'antico paese entravasi

bene fatto sempre da lui alla patria venne ricordato nell'iscrizione die riporta, posta
to della Religione e delloStato; ed
il

chiamata del Pedianato,


vecchia,

Corte

ma

ora

vi

si

entra senza di esse,

sulla porta esteriore della chiesa di

s.

Mi-

poich

le

mora

castellane

vengono

costi-

chele Arcangelo, ove fu cantata solenne

tuite dall' abitazioni.

Fuori dell'antico

messa e il Te Deum. Sulla piazza della Porta venne innalzalo un arco trionfale
coll'armi pontificia, del cardinale e del co-

Montelanico si costruirono due graziosi borghi con de'buoni fabbricati. Le stra-

de interne sono
di risarcimento,
visit
il

in

piano,
al

ma

bisognose
in cui

mune.
statici,

Un

concerto musicale, globi areo-

almeno

tempo

generali luminarie e fuochi d'arti-

paese Marocco. In capo d'uno de'


trovasi un'altra chiesa sagra

fizio accrebbero la gioia universale. Sarebbero continuate le dimostrazioni fe-

due borghi
alla

Madonna

delle Grazie, ov' eretta la

stive

tucci

due altri giorni, se il cardinal Sannon avesse mostrato piacergli assai


il

conftalernita del Gonfaloue, ed in essa

meritano osservazione diversi buoni quadri dipinti in tela. Altra piccola chiesa in

pi, che

denaro

a ci destinalo

si

distri-

buisse a' bisognosi, mentre egli gi avea

detto borgo dedicata a

s.

Antonio di Pauffi-

soccorso
to

meno
Il

agiati del

popolo

e dota-

dova, edificata da Francesco Tigri,


ciata da'eonfrati

due

zitelle.

territorio di
,

Gorga

tutvi

dell'Immacolata Conce-

tora acconcio alla caccia


si

e talvolta

conducono anche qne'de'vicini


si

paesi. In

esso

trovano

l'issopo, la

genziana, ilserprodotti

pallo, la felicola virgiliana, ed altre piante utili e

aromatiche.

Il

latte e

del

medesimo sono
ed
in quelle

delicatissimi e sapo-

Fuori della terra e prima di saliun tempio in onore della ss. Vergine del Soccorso, e vi stanzia un eremita a custodirla. Il paese abbonda d'acque salubri nelle sue vicinanze, e con gran facilit si pozione.
il

re

colle in cui situata, esiste

rosi,

vicinanze sono assai ap-

trebbero condottare fino nel centro del

prezzate alcune caciottine formate col fior


di latte di capra. In alcune contrade del

medesimo. Incontro a Montelanico esistono delle fabbriche dirute, nel luogo chia-

vengono coltivati gli un olio finissimo, come descrive Marocco. Il Calindri poi dice che suoi maggiori prodotti sono il viterritorio
si

medesimo

malo Pruni,
re
ci vili.

distrutto in

ulivi, da'quali

ricava

Perci afferma Calindri, che

tempo delle guerMonuna porzione

telanico venne fondata da

de'popoli scampati dall'eccidio di Pruni.

no,

il

grano,

il

granturco, la ghianda,

il

Anticamente

Montelanico apparteneva
Lateranense,
la

fieno.

al capitolo dell'arcibasilica

Montelanico. Comune della diocesi di Segni con territorio in monte e colle, cinto a breve distanza dall' alte montagne Lepine. Giace su d'un colle esposto a levante
chie,
ta a
,

quindi ne divenne signora


miglia Conti
,

potente fa-

che per

tal

dominio avea

l'illustre titolo di

ducato, e in tale nrtic<

lo dissi

che Martino
possesso di

e circondato

da diversi

altri colli

ferm

il

V nel ^iS le conMontis Lanici. In se1'

vestiti d'utili castagneti.

Ha due
il

parroc-

guilo pass per vendita in potere de'principi Barberini, da'quali


i

una
s.

col titolo d'arcipretura dedica-

acquistarono

Michele Arcangelo, ch'

princi-

principi

Pamphi

lj,

e poscia per erediti

VEL
e in

VEL
lo
si

101

mancanza

ili

linea

mascolina perven-

compone

dell'arciprete e di

6 canoPo/i-

ne nella signoria de'Duria L*umphilj, die tuttora lo posseggono con titolo di duca.
1

nici.

Pio VII col breve

Rnmanorum

tijcum, de'3o giugno 1807, Bull. Roni.


1. 3, p. 1701 lndultum concessimi Canonicis Ecclesiae Collcgiatae matrici* s. Erasini terme de Bassiano Setinae dioecesis utendi rocchelo et mozze-

popolani nella maggior parte ritraggono

coni.

molto utile da diverse ottime fabbriche di mattoni e tegole, di cui si provvedo-

no

tolti

paesi convicini, ed

abbonda

e-

ziandio d' eccellente pozzolana eguale a


quella di

ta violacei coloris, cimi asulis etglobulis

Roma, che pure

si

trasporta in
territole-

noi li luoghi per fabbricare. Nel


rio
si

gra a
bel
si

cremisini color is. L'altra chiesa sas. Nicola, in cui sono pregie voli una

raccoglie vino, grano, granturco,


olio
,

tavola col Salvatore di Sicciolante, ed

un

gumi,

castagne

ghiande, fuggi in

Volto Santo d'antico

stile:

il

capitolo

quantit, ed ha buoni pascoli.

compone

Governo di Sezze.
Sezze {T*.), citt vescovile, con residenza del vescovo e del governatore.

te

del curato col titolo d'abbacon 5 canonici. Pio VII col breve Ro-

Bull.

memorimi Pontificum, de'7 agosto 1807, cit. p. 199: Communicalio privis.

Bas.s'ano.Comune della diocesi di Sezze,

legii concessi Capitularibus

Erasmi

con territorio
fi

in colle, posto in delizio-

terrae Bassiani dioecesis Setinac utendi roccheto et

sa collina

Sermonela

e Sezze

da cui
dal-

mozze la, favore canonit.

5 miglia distante,
la

ma pergiungervi

coruni Ecclesiae Collcgiatae

Nicolai
his to-

parie di

Semionda de vesi salire

uu'al-

ejusdem terrae.

11

Contatore,

De

p est re montagna con non poca difficolt, specialmente per la cos delta accorciatoia, la quale pericolosa nell'intemperie,

rta Tcrracinensi,a p. 428, tratta di Bas-

non trovandosi alcun ricovero per


opposta
di

rifugiarsi. Alla discesa

questa

moulagna

si

scorge Bassiano, che gode

clinta salubre,

poich

il

monte

della Tri-

nila lo ripara dall' esalazioni delle


di

Palu-

Terraquanto che dessa unita a quella di Sezze, e delle due discorse collegiate e loro capitoli. Anticamente a breve distanza da Bassiano eravi un monastero di benedettini, nel luogo denominato s. Maria delle Pezze, ed ora affatto diruri

sianutity dicendola della diocesi di

un, in

Pontine, che sono siluate verso mezsi

to.

Lontano

circa

zogiorno, dal quale lato


terraneo.
stello di

vede

il

Medi-

Bassiano, nella falda del

due miglia e mezzo da monte verso Norasilo degli eretici


si

circondalo quest'aulico ca-

ma, un romitorio gi

mura, che all'intorno sono guar-

Fraticelli (F.),\ quali empiamente

ser-

nite di \ari baloardi costruiti nel

evo, e viene coronalo dalle pine e Seline vestile di folte selve,

medio montagne Le-

vivano delle cose religiose nella solitudine, per commettere ogni sorta d'iniquit. Al presente tale sito frequentatissi-

come

da eccellenti pascoli e da amene vallate, dove stanziano gl'induslri pastori co' loro armenti, irrigate da limpidissime ac-

mo

per esservi in venerazione un


ss.

commeri-

movente

Crocefisso, che oltre

il

que, delle quali


bricati,

popolani non mancano.

E' un paese con sufficiente


i

numero
1

di fab-

tare tutto il profondo ossequio perci che esprime, degno pured'ammirazione per le sue belle forme. Esso di legno in fi-

cui abitanti, secondo


ignei,

Marocco

gura naturale, e sembra che


la loquela.

gli
il

manchi
bassia-

alquanto

ascendevano nel

853

Lo

scolp nel

1673

1743. Vi sono due parrocchie con proprie chiese collegiate co'rispettivi capitoli.

nesefr. Vincenzo Pietrosanli laico de'mi-

uori osservanti, che esegu ancora quello

Una

dedicata a
il

s.

Erasmo,

in cui

celebralissimo che

si

veliera in

Nemi,

covoi.

osserva bde

Cuore

di

quadro esprimente il Sagro Ges del Cavallucci; il capito-

medissi descrivendo quel castello nel

XXIX,

p. 34-

Per

salire alla

cappella del

io
ss.

VE L
si

VEL
passa per

Crocefisso di Bassiano,

una

iscrizioni riportate dal

Grufer, ed altra

ampia

grolla, pittorica pegli scherzi forstillicidio dell'ac-

presso

il

Fabrelli, e riprodotte da Ricchi.

mati dalla natura collo


varie

Questo

castello

que, dove anticamente oravi un altare e


ss. Immagini all' intorno dipinte, mentre serviva di chiesa agli scellerati fra-

de'principi

compreso nella signoria Caetani duchi di Semionda,


loro abitazione baronale,
il

e contiene

la
J

Nicolai,Dc bonificamenti delle terre Pontine, a p.


1
1

ticelli,che colie loro


te lo

indegne azioni sovenvi

3,

ragionando delle

liti

so-

profanavano, com' tradizione tra


Nel paese
gli

stenute dal

comune

pe'coufini territoriali

gli abitanti.
stri,

sono due maescri-

delle signorie de'Caetani


riferisce

con Sezze (^

),

uno per

elementi del leggere e

vere, l'altro da tali elementi a tutta la grammatica. Le fanciulle vengono istruite dalle maestre pie. Il Ricchi tanto nella Reggia de' Folsci, lib. i , cap. 5, Bassiano; quanto nel Teatro degli uomini il'

che nel 1297 Bassiano con aliti feudi furono acquistati dagli Aunibaldesebi per

comprila de' Caetani.


i

Il

Ricchi

riporta

seguenti

illustri di

Bassiano. Fr.

Pietro doinenicano,ceIebi e espositore della

divina parola, erudito, pio e dolio,

fat-

lustri Volscif cap. 7, Soggetti illustri di

to

vescovo di Venafro da Clemente VI


1

Bassiano, non
tore,
scrittori

meno

del citato

Conta-

nel

348. Fr. Vincenzo provinciale e deosservanti,

parla di sua remota origine cogli

finitore generale de' minori

che ne trattano. Si
ivi in

vuole per-

dotto e virtuoso. Fr. Vincenzo Marra, co*

tanto che
si

certe spelonche o latiboli


l."

me

Saturno famoso redel Lazio, quando fuggito da Greta, dove regnava Giove suo figlio, venne in Italia, prendendo il nome di Lazio la provincia da lui abitata, ed ivi cominci
rifugi e abit la

volta

lo chiama, cio il sullodato e denominato col Maiocco Pietroso nti, laico di


il

detto ci dine,

qoalesi segnal nella san-

tit di vita e nell'arte scultoria

con am-

mirazione de' professori, come attestano


le
si

sue opere eccellentissime de'miracoloCrocefissi esposti alla pubblica

a istruire

popoli nella civilt, nell'edi-

vene-

ficare fabbriche, nel piantar vigne ec.

Che

raziouede'bassianesi enenisiui, ed anche


di Sezze e di Ci vitella di Subiaco,

ne'diutorui di Bassiano eresse


difizi, indi ritiratosi

primi econ Giano, die prini

che ec-

citano tenera compunzione;


refettorio
ri

il

nobilissimo

cipio a Saturnia
ritiene

poi

nomata Roma.

Si

mirabilmente scolpilo con va-

ancora che a testimonio dell'aver dimorato Saturno nelle grotte di Bassiano, dopoch fu deificato
to
gli

misteri nel convento de'minori osser-

venne innalza-

un tempio

nella vicina Sezze.

Da un'o-

razione di Favonio
gi Pi perno,

Leo

privernate, prodi

s. Francesco di Cori, poi noviziade'medesimi religiosi. Antonio Cifra e l'abbateRieti furono decantali nella scienr za musicale. Ild. Antonio Sant'Angeli

vanti di
to

nunziata nel pieno senato


si

Priverno,og-

dotto medico in
intitolato:

Roma, autore

del libro

apprende che Bassiano fu fabbricalo ed ebbe il nome da Bassiano


Caracalla.

Consolationes Epistulares et Medicae. Dice inoltre il Ricchi che a suo

Non mancano per

scrittori

tempo
gentili
ni.

in Bassiano

l'

illustre famiglia

de

quali riferiscono essere stato


sto luogo
lio
la

prima que-

Giorgi gareggiava in agiatezza, civilt e

un

nobile villaggio di Tito Giu-

costumi con ogni altra de'contor-

Pelino Bassiano signore o patrono delcolonia di Terracina,dove di frequen-

Gloria grande e immollale di Bassi

no,

te recavasi a divertire coll'amenit di

ma-

ser stala la patria del

gnifica e deliziosa villa ne' tempi

estivi,

non conosciuta dal Ricchi, si ci' famoso Aldo Pio Manuzio il Vecchia t nome tanto rino-

z
si

nel sito ove sorge Bassiano; ed ampliatolo di

mato

ne'fasti delta letteratura italiana e

mura, crebbe progressivamente


del fondatore.

col

benemerito dell'arte della Stampa. Sul

nome

Ne fanno

fede

due

muro

della casa Sanlangcli di Bassiano

V E L
legge l'epigrafe:
nati,

VEL
greci e latini,
i

io3

Aldo Manuto Bassa'

due

principi sostenendo le

Anionius Hyacinthus Sanclangeli D.D.O. mdccxlvu. Nell'articolo Brac-

ciano , di cui meglio riparlai nel voi. LVIII.p. I2i, errai nel dire: Si ilice che il famoso tipografa Aldo Manuzio abbia sortito natali iu Bracciano". Questo fali

prime spese dello stabilimento. Perci nel 488 recossi a Venezia, dove in quel tempo l'amore dell'arti fioriva, dove que' re
1

gi mercanti
cie di

amavano convocare ogni spee bella opera, dove s'agitava-

buona

no ancora
pei. Si

gl'interessi
in

commerciali eurodi lui, in

inavvertentemente lo copiai nell'irti* colo Bracciano del pregievolissimo7Volo


i'o

produsse

modo degno

una
>

Dizionario geografico universale di societ di dotti, Venezia 1827, da'

tipi di

Giuseppe Antonelli. Ivi si legge: Vogliono alcuni che sia la patria del famoso tipografo Aldo Manuzio". Per
dotto letterato- tipografo, fatto cittadino

bont delle sue edizioni cio pubblicamente insegnando greco e Ialino, e ordinando in pari tempo la sua odierna tipografica , che tosto sali a imperitura rinomanza. Egli
di poter guarentire la
,

modo

leggeva

nel riparlare di proposito dell' insigne e

antichi codici; egli

o per meglio dire dicifrava gli li paragonava fra loro,

sceglieva le migliori
alle

romano, ma

di Bassiano, in

che merit un
(e lo
ri-

busto marmoreo

Campidoglio

marcai anche nel

voi.

LX.XXV,

p.

208),
fi-

come

de'suoi illustri e

non nien dotti

glio e nipote, celebrando la

Stampa

e la

Stamperia,
te e

in tali articoli esplicitamenlo dissi originario di

lezioni, o suppliva ommissioni de'copisti; egli poi provvedeva alla corretta stampa e all' eleganza de' caratteri. Questo grand' uomo diresse la formazione d' un nuovo carattere, l'Aldino, disegnato e inciso da Francesco Bologua,dello imitazione della scrit-

ripetutamente
ellelri,

tura di Petrarca.

Amico di

tutti

dotli di

Bassiano presso Sei moneta nella legazio-

quella dottissima epoca, cui


visitare

degnavano

ne di I

per indicare che in que-

st'articolo aviei dette altre

poche parole
ne'citati ar-

di lui e de'suoi.
ticoli

Fu dunque

e altrove, che celebrai gli Aldi dot-

i veneti senatori, si mise in capo radunare nella sua casa un' accademia di scienze in Venezia, che per lui si disse Aldina- Manuziana, col precipuo scopo

di

tissimi e

benemeriti della slampa e

dell.

di presiedere all'edizione declassici e ren-

stamperia romana e veneta, non che delle lettere

derla quanto pi
retta
:

si

potesse elegante e coril

greche e latine , e di quanto principalmente operarono con alti e dovuti encomi. Aldo Pio Manuzio il Pec-

ad essa appartenne

fiore de' let-

terati di quella
la

feconda et.

fu la

a
1
,

al-

quale diede l'impressione di pi opere

chia, nato nel


to di

1447 in Bassiano nel ducaSermoneta, fu battezzato col nome di Teobaldo, di cui il diminutivo Aldo, al quale aggiunse il nome di Pio iu segno d'alfezione verso Alberto Pio, principe di Carpi, suo allievo. Ebbe fanciullo a maestro

classiche, greche e latine.

Non ostaute Magli scenziati.

nuzio fu sempre travagliato dalla fortuna, che rare volte favorisce

Termin
figlia

in

Venezia

la

sua agitata
lasciando

vita,

pieno di gloria nel


e 3
1

017,

una

figli,

de'quali soltanto Paolo ivi

un pedante,

e poi a

Roma

migliori

nato nel

5 12

cammin
i

sulle sue traccie.

maestri. Compiti

gli studi, si
il

condusse a

Egli adornava

suoi libri di prefazioni e

Ferrara per udire


sta.

Guarnii dotto greci-

dissertazioni, dettale iu elegante latino

Neh [82

pass presso Pico della Mi-

greco. Egli fece vari altri lavori


traduzioni, compilazioni ec.

come
sareb-

randola, che
di a Carpi

l'accolse con ogni amore; inda Alberto Pio, dove lo seguit Pico, e dove secondo ogni probabilit
il

Onde

be
il

tra'dolti

primari del secolo, se non fosse

concep

disegno d'istituire una stampemigliori opere de'

priucipe degli stampatori. A Paolo Manuzio veneziano, originario di Bassiano,


gli

lla, clic moltiplicasse le

amici del padre

gli

agevolarono ogni

io4
maniera

VEL
di studio.

VEL
quale per
volta
gli

Imitando il padre, tent vivificare la morta accademia AldinaMatutziana, ne raccolse dotti e pubblic molti classici latini, con amore da lui
i

la

decaduta
la

citt

si

trasfer a

Ninfa, e per

rovina di questa alla sua

abitanti passarono nel castellodi

Norma,

fabbricato presso Norba antica.

illustrali. Visitala

Roma, nel

ritorno a Veil

Dissi di sue cbiese,e collegiata parrocchia


le della ss.
gli

nezia riapr
de'figli

la

stamperia sotto
a

nome

Annunziata con capitolo; dequi far un' aggiunta.

d'Aldo, e rivisse all'antico splen-

autori che ne scrissero, oltre altre no-

dore.

Chiamato

Roma,

apr

la

stampe-

tizie, alle quali

ria nel

Campidoglio, nello stesso palazzo

fabbricata sul ciglione d'elevato

monte

del popolo roinauo,degno albergo del dot-

tissimo stampatore, ed ove nell'areopago

sca,
ia

poco lontana dall'antica Norba citt voluna delle prime colonie romane, delquale ancora
si

denomini
l'erma

dotti e artisti dal

821

trionfa

ammirano
mura,

grandiosi

marmorea

del padre suo. Paolo


1

vestigi di baloardi, di

di cisterne e
la

moli

in

Roma

nel

5y4il

Come

stampa-

altre

memorie che ne ricordano


iti

sua

tore e editore eguagli

genitore;

come

grandezza. La posizione di questa terra


deliziosa,

autore uno de'migliori


scrittori

critici e degli

aria saluberrima, talvolta inla

pi forbiti del secolo.


il

mogenito Aldo Manuzio to a Venezia neh 547,


Straordinario, da

suo priGiovane, naIl

costante per

sua elevatezza.

Domina
corsa del-

tutte le Paludi
tratto del
la via

Pontine, e scopre gran


la

c^ a

f;, ciullo fu

mar Tirreno; mira

uomo

fu mediocre. Di,

Appia, e de' fiumi Astura e Ninfa.

resse in patria la stamperia Aldina

indi

fu professore di belle lettere, e d'eloquen-

za in Bologna, Pisa e
te

Vili

gli affid la

direzione della

Roma, ove ClemenStam-

Dice Calindri, che delle sue mura, delle porte e della pianta ne furono pubblicati disegni a' giorni nostri. Osserva il Mai

rocco, che l'alto


to di

monte su

cui giace dal Ia-

peria Vaticana. In Roma cess di vivere liei 597, termiuaudocon lui l'illustre fa1

miglia degli Aldi, a cui Bassiano vantasi

aver dato
ria e

la

culla.

molta erudizione,
Il

Aveva tenace memoma minor gusto


di

ponente forma una rupe sorprendente chiamata Rave, ove propriamente il castello. L'interne vie sono scoscese e anguste, per qualcuna in piano, ed ha

una
ba.

bella

borgata moderna fuori della


esiste la

del padre.

territorio di Bassiano pro-

porta checouduce a Civita o l'antica Nor-

duce
lit,

in

gran parte vino e

buona qua-

E opinione, che dove

presenpubbli-

poco grano e olio, ghianda e pascoli. Confina a levante colla citt di Sezze,a ponente con Sermoneta, a tramontana con
Cori e Norma, a mezzogiorno colle Paludi Fontine.

te terra, vi fosse l'antica fortezza della di-

strtta magnifica citt.

Manca

di

che fonti, egli abitanti bevono acque piovane conservate e purificale in mirabili
,

cisterne formate nel vivo scoglio a forza di


scalpello.

Norma (F
Velletri,

.).

Comune

della diocesi di
e

Nondimeno
si

alla distanza di cir-

da cui distante 17 miglia

9 da

ca

miglia vie una sorgente d'acqua lim-

Sezze, e

non
1

della diocesi di
il

Tenaci u,
in

pidissima, che

potrebbe facilmente confaticosissi-

come

riferisce

Riparlo territoriale pub-

dottare con grande vantaggio pubblico.

Dicalo nel 836, con territorio Nel suo citato articolo ragionai
stre e antica citt di

monte.

Per giungere

questo paese

dell' illu-

Norba, a cui successe

l'odierno castello di

Norma, colonia d'Al-

che dal Ninfa comincia e progredisce per due abbondanti miglia, li Norma vi sono le maestre pie per l'istrula salita,

ma

ba e poi di Roma, fortezza de'volsci e de' romani; in seguito patrimonio della s. Sede con Ninfa, al modo narrato di sopra
iti

zione delle fanciulle, e pe'giovanetti


scuole di leggere e scrivere fino
a'

le

primi

rudimenti della grammatica. Si vedono


ruderi dell'aulica e superba citt di Noi-

quel paragrafo;

iu.di

sede vescovile, la

VE
ba, clic

L
di Civita,

VEL
poco
i

io5
olio e

conserva

il

nome

me.

II

territorio

produce

grano, es-

distanti dall'attuale terra, cui

diurno

popolani l'aggiunto di
niaiulola Civita
re alle sue rovine
lato della via

Penna d*oro,ch\aPenna (Poro. Per andas'

sendo il terreno breccioso e scoglioso, ghianda, vino e pascoli. All'intorno sono

incontra nel sinistro


pittorica grotta
in

un'ampia e

mon ti da folte macchie e castagneche rendono molta utilit a' popolani, sebbene tragganola pi parte del loro sovestiti
i

ti,

formata dallo stillicidio dell'acque, che


alcuni luoghi

hanno

costituite

molte sovi

stentamento dalla coltivazione del feracissimo territorio di Sermoneta, ove hanno

stanze calcaree, e quasi tutta ricoperta

da una patina verdastra. A'fianchi


nel masso. Nel piano di

so-

no diverse piccole grotte, e tutte formate


no
gli

avanzi

d'

Norba si osservaun antico tempio e d' un

massima parte di loro possidenza. Sermoneta. Citt e comune della diocesi di Terracina e vice- governo, con molcolti fabbricati e territorio in monte e le. Poco lungi dal famoso Ninfeo, tra Norla

rimasuglio di cappella a destra, interrita


fino alla cornice della cupola, la quale con-

ma
il

e Sezze, dalla quale distante

6 miverso

glia, di

prospetto

al

mar Tirreno

mirabilmente intera. La citt di Norba era molto estesa e siedeva in piano, bench sulla cima di alla e alpestre monservasi

Iato

ditramontana, ed a levante de'monsu alto colle

ti

di Bassiano, giace

Sermo-

neta, circondata da erte pendici, in clima

tagna, n

vi

palmo

di terreno

che non

faccia .intendere co' miseri avanzi

che

lo
le

poco salubre, massime nell'estate, per dominarvi lo scirocco e l'umidit, e perch


i

copre

la

sua antica magnificenza. Avea

delti

monti bassianesi impediscono


,

la li-

mura

castellane altissime e formate per


di

bera ventilazione a ponente

dalla

qual
con-

cozzare co'secoli, composte


pietre, dalla parte di

grossissime

parte vastissima, amenissima e fertilissi-

servandosene

la

mezzod meglio osforma e l'estensione. Il suo

ma

pianura

si

estende,

la

quale

si

giiingecolle

7 Paludi Pontine (I .); godend'ogni intor-

circuito si calcola 3o rabbia di terreno, e grandioso l'ingresso d'una dell'antiche porte. Un'antica lapide
co.
si

do ampia

e pittorica vista

no, poich propriamente cinta di

mon-

legge in

Marocil

tagne, a settentrione di

Norma, Carpineta

Sul pendio del

monte sorgeva

Nin-

e Cori, ed a mezzod da quelle di Sezze


e di
s.

feo o

tempio
i

in cui le

Ninfe aveano culto.

Felice. Gli abitanti, principalmen-

Ebbe

anche per valore militare. normani ebbero pi. volte guerra con Terracina. Donata la presente Norma a Papa s. Zaccaria, con NinI

suoi uomini illustri,

te dediti a' lavori


il

campestri e alla pesca,

Marocco

li

nover 2200,
registr
1

ma

la

Sta-

tistica deli

853 ne
di

447- E'

mu-

nita d' intorno

baloardi, torri e alte


di sito for-

fa,

trovo nelle

Memorie Colonnesi

del

mura

robuste.
la

Per natura

Coppi, che Alessandro III nel i 179 die a llaiuoue di Tusculano e suoi eredi , mediante permuta del castello di Ladano e
col consenso de'cardinali,
lo

tissima e per

struttura della fortezza fu

gi inespugnabile e munitissima.

Ser-

Norma

e Vicoa'

moneta rende il maggior decoro la sua rocca, ove un tempo furono rinchiusi anco
al
i

con tutte
ilei

le

sue pertinenze. Dipoi


fu

29

rei di slato.

Sovrasta tutto

il

paese,

api

297 Norma

comprata

a favore

di Pietro

Caetani, e Bonifacio Vili approcontratto a'4 ottobre 1298. Indi Gaeta ni sostennero le liti pe'coufini tei rito-

il

ria

li con Sezze. Finalmente Noi ma divenne propriet de' principi Borghese, e lo

nord guarda la montagna di Carpineta mezzogiorno quellediBassiano, e dalla sua sommit si osservano molti luoghi della campagna. Il suo maschio veramente maestoso, di forma quadrata, alto

96

palmi, e sulla vetta


r

il

piano per a-

tuttora.
suii di

Un tempo

fu signoria

de'Normeil

gni lato

2 passi, ed ali." piano del

me-

Sezze, oude u trassero

co"uo-

desimo vie uua piazzetta

co' luoghi pe'

ioG
gotica.
li

VEL
forma
ta,
I muri sono erti 12 palmi, e quelmaschio di pi antica costruzione

VEL
con capitolo formato dall'arciprete e dai a canonici. E' ornata da diverse pitture rimarchevoli, fra le quali nella i.*

cannotti, ed all'intorno finestre di

ilei

all'ino saracinesco: dentro vi stanno co-

modissime stanze, una vasta sala e le prigioni, che non mancano nelle ale de' haluardi, e forti merli l'abbelliscono all'in-

cappella a destra esiste un dipinto in tavola esprimente la ss. Vergine degli Augelidello siile di Pietro Perugino, la quale

tiene in

grembo Semionda,
vi

circonda-

torno. Cinque emissari

guardano

la sot-

ta dagli

Angeli. Anticamente

era il lem-

toposta piazza, per

le

spingarde, e 8 apervi

pio di Cibele,
tura.

come
si

si

vede dalla sua strut-

ture pe'cannoni. Annessi al maschio

so-

no pure baloardi,
essi esiste
il

e nel piano del i. di

conserva nella chiesa una sedia marmorea di moltissimo pregio,


ornata a'Iati con teste di caproni , dalle corna delle quali pende un lungo serto
di fiori e di fruita; a' piedi
vi

Tuttora

ponte levatoio, che impedisce d'entrar nel maschio. Una grossa porta foderata di ferro, che calava in appo-

sono due

sito incastro,
te,

chiudeva l'ingresso del forsi

leoni alati, con vaghissima cornice per base e in

e per lungo trapasso allo scoperto


agii

andava
vista di

alloggiamenti militari, ch'e-

mezzo una cicogna che inghiolte un serpente. Si pretende che vi sedesse il


i

rano d'intorno a una vasta piazza prov3 cisterne. La sua costruzione di lodevole architettura militare. Il tempo e la poca cura deteriorarono l'edilzio,

sacerdote nel fare

sagnfizi alla dea. L'als. MiMassimo nel

tra chiesa sotto l'invocazione di

chele Arcangelo.
la Relazione

Il

principe

del viaggio diGregorio


s.

XV

che meriterebbe restauro, e sarebbe

da Roma a

Felice, narra che a*23 a-

prigione sicura. Ne'lempi feudali del Biechi, nella sua

Reggia de' Folxci,


inespugnabile

descrisse

prilei83g a Tor Tre Ponti, l'antico Tri* ponzio gi antico ponte costruito dall'imperatore Traiano e citt Pontina di cui tratta il Nicolai, trov lutto il popolo di

questa fortezza

sia

per

la

struttura, e sia per esser allora

munita

in

ogni lato di varie sorte d'artiglierie. I magnifici saloni erano guarniti militarmente di
ti

muiioni e

di corpi di

fiammeggiani

per l'armatura di ooo e pi uomini, che per natura e robustezza giganteggiavano.lndi ne' vasti e lunghi aplastre di ferro

Sermonela, co' magistrati in rubbone di damasco nero, e col capitolo che domand T uso della cappa foderata di pelli bianche, indi prosegui il viaggio per Terracina. Dipoi nella

Relazione del viaggio

di Gregorio

partamenti erano numerose specie d'ar-

mi da fuoco, di diverse invenzioni. In tri ampi corridoi eranvi armadi pieni


armi bianche
tenute.
di

al-

X.VI alle provincie di Marittima e Campagna, medesimo principe Massimo riferisce, che 1*8 maggio i843
il

di

reduce

sciabole, brandistocchi, alabarde e altre

il Papa da Terracina, giunto a Tot" Tre Ponti trov mg. Aretini-Sillani ver

varie sorli

benissimo

scovo di Terracina alla lesta de'

cleri di

La

fortezza era presidiata

da sol-

Sezze (come notai

in quell'articolo) e di

datesche del duca Caetani, e dal castella-

Sermonela
Gregorio

colle rispettive magistrature.

no guardata con vigilanza. Le vie di Sermoneta sono scoscese, il fabbricalo di mediocre qualit,

XVI

scese alla chiesa

da

lui

restaurata e nella stessa mattina ribenedetta dall' enooiniato

ma

il

suo ingresso piut-

vescovo

coli' assi*

tosto dignitoso; e dalla porta del

Pozzo

stenza d' audio


eh'

capitoli di

Sermoneta,
essendo di
lo-

fino alla piazza, la strada piana e bella; le

erano

stati solleciti

a provvederla di

abitazioni guaste e dirute sono nella

preziosi arredi sagri,

come

la
"Vi

contrada detta

Valle o Malpagano.

ro giurisdizione perch situata nel territorio di quella citt ducale, e ne

chiali.

sono due chiese collegiate e parrocLai." dedicala a s. Maria Assuu-

aveano

ricoperto

il

mezzo

del

pavimento eoo un

V E L
ago
tappeto di fiori freschi e di verduil

VEL
PriVe/vii. Delle

107

ra rappresentante
coll'iscrizione:

pontificio stemnifi,

FivaGregorioXVLQtti'
convento gi
de*

di entrato nell'annesso

cappuccini, ed allora tutto ristorato per


stabilirvi
i

due concessioni feci memoria parlando delle Paludi Ponti ne.\n Tor Tre Ponti ebbero finalmente 1' onore di baciare il piede al Papa religiosi francescani ri forma ti che di mora no nel coi vento
i

trinitari

altri religiosi a spi-

dis.

Francesco
di

di

Semionda.

Il

protettore
s.

rituale beneficio degli abitanti di quelle

principale de' sermonetani

Giusep-

contrade, comparii loro l'apostolica benedizione dalla finestra di mezzo sopra


al portico della chiesa

pe sposo

Maria Vergine,

cui intito-

lata un'altra chiesa, nella (piale

primeg-

appositamente ad-

gia la cappella de' Caetani dipinta super-

dobbata,amtneltendo poi al bacio del pietrono in una stanza eretto, il il priore e gli anziani di Semionda che
de sotto
,

bamente
lanle,

a fresco dal concittadino Siccio-

hanno
bacio
i

giurisdizione sul luogo, e quindi

que' di Sezze. Furono poscia ammessi al

ed esprime la Creazione d'Adamo e d'Eva, questa ingannata dal serpente, la Flagellazione del Redentore,la Sentenza contro di lui pronunziata da Pilato, la
sua salita
la
al

due

capitoli di

Sermoiieta
s.

uno
cap-

Calvario,

la

Crocefissione,

de' quali della collegiata di

Maria ala

Resurrezione, e altre figure. In mezzo


cappella.

Tendo chiesta

la

grazia d'indossare

a tutti questi dipinti siede la B. Vergine, cui da' Caetani fu intitolata


la

pa con fodere d'armelliuo a somiglianza delle chiese cattedrali, mentre Gregorio

Vi souo

altre
s.

due chiese, una

delle quali
sul colle a

XVI
che
I'

stava dubbioso di concederla, vide


arciprete supplicante in

sagra a

Francesco d'Asisi

nome

del

levante fuori di porta del Pozzo, e quella

la cappa pronta, onde per ricompensarli della loro fiducia, gli ordin che subito l'indossasse, e quindi ne segn di proprio pugno il rescritto favorevole. Similmente condiscese all' istanze dell'altro capitolo di s. Michele Arcangelo, di cui canonici avendogli do-

capitolo, gi teneva

de'cappuecini delta della


Vittoria,ove s'ammira
to sepolcrale

un

Madonna della bel monumendi

con ornati

metallo rap-

presentanti busti e trofei militari, e lo stem-

ma

del celebre
ivi

Onorato Caetani duca

di

Semionda
i5o,2.Che
il

sepolto,che tanto si distin-

se nella battaglia

diLepanto,morto poi nel


de'

mandato
scovo
ivi

la

grazia di poter indossare la


la facolt

monumento nella chiesa


lo

mozzelta, ne rimise
presente,
il

mg. vea loro

cappuccini

afferma Marocco, e riporantiche e moderne di Ser-

quale

di falli ritor-

tando

le lapidi

nato

alla
il

sua residenza ne

eman

favore

rescritto ne'seguenti termini, e-

moneta, lo conferma nel riprodurre quella di Onorato, Eques Velleris Aurei,


fiat in classe pontificia universi peditatus capitaneus generali.s.

sprimenti anche

il luogo ove fu concessa, probabilmente essendo stata questa l'unica volta che un Sommo Pontefice dispen-

Per

il

princi-

pe Massimo nella

2.*

Relazione, avenil

sasse le grazie a

Tor Tre Ponti (ma Pio


le

done

fatto cenno, crede esistere


s.

sepol-

VI

recandosi a Terrari na e alle Palufib-

cro nella chiesa di


ligiosi riformati.

Francesco de' re-

di Pontine,*] fu pi volte a veder

conciliare la discre-

briche della chiesa e con veri lo da

lui edifi-

cati, e soleva alquanto trattenervisi per dare ordini): Ex AudientiaSSmi.habita sub die 8 mi843 apud Tripontium,

pelila ; mihique

SSmus. benigne annuii pr gratin juxla commi sii rescriptum efi


i

panza delle due asserzioni osserver, che il convento de' cappuccini e la chiesa di s. Maria della Vittoria furono lasciati da tali religiosi, e forse saranno in essi subentrati minori osservanti riformali, denominandosi la chiesa di s. Frani

formare.Tarracinae

maii iStf.Cui-

cesco da' francescani che l'ufficiano.

Il

klmus Episcojnis Tarracinae, Seliacet

Contatole,

De

historia

Terraci/iensit

io8

VEL
di Serrno-

VEL
versa da
ne'
esservi

stampata nel 1706, ragiona neta a p. 18 e 426, ove dice


ri,

due

Sulmona (P\) patria d'Ovidio Peligni. Ne fa menzione Plinio, e


due volte ne\V Eneide, massime Enea fatto spietata vendetta morte di Pattante, per cui fece
vivi di

parrocchie, varie confraternite di secolae tre conventi di francescani, cio de'

Virgilio

per avere

conventuali, zoccolatiti o minori osservanti, e de* cappuccini;


il

per

la

monastero de'

bruciar

sul

rogo

di quel principe

Bernardo; e la chiesa principale e collegiata di s. Maria con 12 canonicie l'arcipretedignit.Di tali conventi e monastero ne fece menzione anche
di
s.
il

monaci

Sulmona, e altrettanti di Torri Bianche citt sulle sponde dell'IT

4 giovani
ferite

poco lungi da Giostra. Dice


che sarebbe

tatore,

il Conmeglio chiamarla il

Ricchi nel 1713.


p. 4'2 ) che in

Edio

notai nel voi.

Sulmoneta, come giudica


per ritenerla essere
l'aulico
gilio,
la

Gluverio,
citt del-

LXI,

conseguenza dell'ordial ven.

Sulmona

nato nel 1821 da Pio VII

can.

Del Bufalo, questi apr una casa in Sermoneta alla sua congregazione del San-

Lazio di cui parlano Plinio e Virossia originata da essa, perch l'anguerre antiche,
co-

tica fu distrutta dalle

gue preziosissimo, Si legge a p. 1029 del Giornale di Roma del 1857, che a* 24 e 23 ottobre si festeggi in Sermoneta
con divota
ss.

medesimo Plinio, senza che ne rimanga vestigio, come not Bienarra


il
il

me

chi, per la

sua completa desolazione. Tuttanti secoli


si

pompa

la
il

solennit di Maria
di cui prodigioso
si-

tavia

dopo

riconosce esse-

della Vittoria,
si

re surla nel sito che ora dicesi

Sermone-

mulacro

venera nell'insigne chiesa col Maria, perci sontuosamen-

ta Pecchia, dove ne' latiboli pi sotterranei negli scavi


la distrutta
si

legiata di

s.

rinvennero avanzi del-

te parata.

che

il

comune essendo

sta-

to fin

dal precedente giugno da

mg/

Sulmona. Il cardinal Corradini annovera sulmonesi tra' 53 popoli


i

Mertel ministro dell'interno fatto vicegoverno, volle in questa occasione solennizzare ancora l'inaugurazione del palaz-

del Lazio depredati senza esserne restato vestigio; il Baudrand diceche Salme oppidum Volscorumin Latio interiisse, et in eius ruinis extructum fuit Salme novum. Il Nicolai di parere, che Sul-

zo governativo coll'innalzamenlo degli

comunale, sulla facfra il suono de' musicali concerti e delle campane, e lo r sparo de' mortai i. intervenne mg. Luigi Giordani delegato apostolico della provincia di Marittima, che prese alloggio nel furie Caetani, il quale nel d
pontificio e
ciata di detto palazzo,

slemmi

mona non molto distante da Norba sembra che fiorisse prima della fondazione di

Roma.
ritiene

Distrutta

la citt,
il

nello stesso

site

nominale Sermoneta, Sirmineto e Sulmoneta.


fabbricato
castello

si ri

meraviglia

come

negli

antichi auto-

seguente celebr
la collegiata di
s.

la

messa solenne nelMaria, accompagna-

non

si

rinvenga memoria alcuna d'una


I

delle pi vetuste citt del Lazio.

sermo-

da musica vocale e istruraentale; nella processione eh' ebbe luogo, v' intervennero le numerose confraternite ,
la
i

netani coltivando
territorio delle

la

parte superiore del

religiosi

osservanti
r

il

clero secolare.

Paludi Pontine, e ricevendo danni gravi e frequenti dall'allagamento del le ai edesi aie, avendo pensato
seriamente di frenarlo colla costruzione
di certi argini,

Nella sera s'incendiarono fuochi artificiali,

e n>g.

delegato prima
il

di partire

ono-

r di sua presenza

palazzo d'abitazio-

sostennero pi volte lite con que'di Sezze (f/ -) i quali temendo

ne del priore comunale Francesco Pizi, e grad un'apposita refezione. Dichiara il Theuli che l'odierna Sermoneta successe all'aulica

clie l'acque venissero a

stagnare

sul ter-

Sulmona

citt volsca, di-

non vollero mai permeitele die fossero altrove rivolte, come pu vedersi nel Nicolai che diffusa. mente ne trairitorio loro,

VEL
t

VEL
del

109
d'oro
a'

nella classica opera,

Dc'bonificamrn'

cardinal Francesco Caetani altro nipote

ti

delle Terre

Pontine, corredata d' o-

Papa per 34>ooo

fiorini
i

16

gni genere di
fiche,profili

documenti, piante topograec. Su questo importante ar-

setini e
i

gomento, che pi volte fece guerreggiare sermonetani, prendendovi parte


popoli convicini, nell'archivio di Sezze

beni toccati in giugno 1297. Di nuovo sorte a Francesca vedova d'Andrea Annibaldi, e tutrice de' figli Nicol e Anni-

baldo,

si

dinali in favore del


tani

venderonoa'due mentovali carmedesimo Pietro Cae-

si
ti.

conservano interessantissimi documenL'imperatore Federico II, nemico delChiesa e di papa Gregorio IX, fra' luoil suo odio uno fu la

glio dello stesso


telli

la

per 18,000 fiorini d'oro nel i. luanno. I beni poi de' fraLorenzo e Riccardo Annibaldi pasin

ghi sui quali sfog


citt di

sarono

Sora (f.) che

distrusse ripetu-

la stessa

tamente, onde molti soraui privati della


patria passarono in
lora
di
si

fiorini a'

dominio di Pietro Caetani nelmaniera collo sborso di 7,000 2 3 settembre del suddetto an1

compirono
-

le

Semionda, di cui alpubbliche mura. In-

no.

questi

si

aggiunsero

gli altri possesi

duti da Nicol Annibaldi, cui

pagaro-

cominciarono
!

le

conlese intorno a' con-

no 20,000

fiorini a'

23 novembre del
castello e
fiori-

fini di territori

di Sezze, di Ninfa, di s.
il

memoralo anno.
tani, per divenir

Oltre a ci Pietro Cae-

Donato

(castello posto tra

Foro Appio,
al
i

padrone del

Circello e Astura, che

dur fino

3oo

territorio di Ninfa, spese


ni

200,000

e quindi

sommerse senza lasciar di se memoria, ed un fiumicello port il suo


si

nome), e
i

di

Sermoneta. Innocenzo Fazzi

con dissertazione difese Bonifacio Vili e


suoi parenti Caetani, incolpati dal
le

d'oro 1' 8 settembre 1298, porzione ricevendone a titolo di feudo da Bonifacio Vili nel i3oo. Se dunque, come sosermonetani sezzesi e stiene il Fazzi,
i
i

Cor-

redini d'aver promosso


sioni fra' sez/esi e
i

prime dissen-

contendevano fra lorope' confini del territorio prima che la famiglia Caetani venisse in possesso de' nominati paesi,
si

sermonetani, dimo-

non
in-

strando che

le

reciproche doglianze intor-

potr pi quindi trarre congettura per

no

rimontano al 1270., nominate terre non erano venute in dominio de' Caetani. Di fatti, nell'archivio Vaticano esiste l'informazione di Gio. Francesco de Rossi Terraeinensis super Castris Sermonea' detti

confini

tacciare Bonifacio Vili.

Questo Papa
al riferire di

nella quale epoca le

feud
fa,

a'

Caetani Sermoneta, Norma,Nin


e
s.

Bassiano

Donato,
in

Ca-

stellano e Marocco. Pare a

mg.

Nicolai
assai

molto verosimile, che


facile
re,

un terreno

per natura e tendente a impaluda-

tae, Bassiani,

s.

Donati,

Nymphae, ac

e spesso rivolto e
i

smosso

pe' lavori

Normarum. Dal

trasunto fatto in Fon-

fattivi,

fiumi abbandonati
la infelicit de'

al

loro imla

di e riportato nel corpo dell' informazio-

peto per

tempi e per

ne, apparisce che Sermoneta, Bassiano e


s.

negligenza delle popolazioni,da loro stessi

Donato

a'

29

aprile

1297

si

compraGaetani

abbiano altrove pagato


gli

il

corso dell'ac;

rono

a favore di Pietro Caetani

que lasciando
del suolo,
il

antichi alvei

e colle

nipote di Bonifacio Vili, dal cardinal Pietro ValerianoDuraguerra di Piperno

frequenti inondazioni

mutando

l'aspetto

abbiano distrutto e confuso


territori!. Il

diacono
di

di

s.

Maria Nuova per


e

la

17,000

fiorini d'oro,

che

somma a' 4 otto-

confine de'

che apparir
si

pi ancora credibile, ove


le

l'iflelta

che

bre 1298 il contratto fu approvato da Bonifacio Vili. I beni che apparteneva-

medesime ragioni posero


in
lite

gi Tcrraei-

na
ta

con Piperno, narrata dallo

no ad Annibaldo
Pietro Annibaldi,

e a Giovanni figlio di
si

stesso Nicolai. Col

dominio

di

Sermonele

acquistarono a vantaggio del medesimo Pietro Caetani dal

passarono a Pietro Caetani anche

conlese de' sei mondani co' sezzesi; on-

no
d'egli nell'anno

VEL
dopo
1

VEL
compra
della si-

la

gnori d Palctrina, ad onta che diven


li

gnoria, cio nel


co' sezzesi

mento

di

299, venne a concordia con islipulare solenne istrudivisione, cui Bonifacio Vili

sospetti a Bonifacio

X con lettere

pi

realmente eran collegati con Onoralo Caetani conte di


giustificarsi,

curarono

aggiunse forza e autorit nel i3oo colla


pontifcia sanzione. In tale allo chia-

Fondi, fautore acerrimo anche del nuovo


antipapa Benedetto XIII. Quindi erano

malo: Magnificila vir Dominus Petrus Cajctanus Domini Papa?. Nepos t Conta Casertanusel Dominus Castroruni JXymphac, Sermonelae, et s. Donati. II
Nicolai poi racconta

sempre

sospetti alla curia

romana. Voi
1

per Bonifacio

IX

assicurarsi di lorof*

de mediante convenzione nel 397, col quale Colonnessi promisero al carne


i

come iCaetani

si

opi

lengo pontificio Corrado arcivescovo


Nicosia, d'essere di voti e ubbidienti al
P,

posero a'iavori de'

sezzesi

per asciugare

loro terreni dall' acque delle Paludi Pontine, e le ostinate contese co'

pa ed

alla

Chiesa, e per un triennio non

medesimi

che

co' sertnonelaui

ottennero d' asciui

avrebbero contratta lega o federazione con alcuno, n si sarebbero obbligati ad


alcun patto contrario allo stato pontificio.

gare a proprie spese

loro terreni dalle

acque stagnanti; e che volendo ristorare il porlo di Paola presso il loro feudo di s. Felice ( F.), furono impediti nel bel
disegno. In quell'articolo narrai
sto che
l'

Ci non ostante, ignorasi per qua]

moti vo, Nicol concertatosi con alcuni 10


r mani, in una notte di gennaio 4oo,entr con una turba d'armali in Boma per
1

acqui-

ne fece nel i3oi

il

medesimo

porta del Popolo, e ne percorse varie co


ti

Pietro Caetani, colla sua rocca, vassalli,


territorio, col
il

ade gridando: Viva

il

mero

e misto

impero, cou
in

Bonifacio
la

IX tiranno.

popolo,^ Muo< Pervenne sino a

lago di Paola, acquisto anch' esso ap-

piazza del Campidoglio, e tent d' im-

provalo da Bonifacio Vili,


quello degli
le
altri

uno a

padronirsi del palazzo senatorio e del

feudi e beni posti nel-

propinquo convento d'Araceli.


ia

Ma

ne fu

provincie di Marittima e
ivi

Campagna,
sono

respinto per opera specialmente diZaccai

che

nominai, inclusivamenle e Gaviticolo in cui vi


1

Trevisani patrizio veneto, senatore di


allo
l'

gnanoeCarpineto;ai

Roma, ed

spuntar dell'alba dovette


impresa e
furono
ritirarsi

diverse notizie de' Caetani. Nel

378 Onorato Caelani sianole di Semionda, di Ninfa e di Bassiano, conte di Fondi (/' .),
accolse in
ribelli al
li

abbandonar

dalla

citt. All'istante

tal citt

cardinali scismatici

3i de' suoi, che caddero in potere de' romani. Il Papa avendo spedilo a' Colonnesi Angiustiziati

ri(V.)j quaClemente FIIt che recandosi in Avignone die principio al perniciosissimo, lungo e grande SciPontefice t7W><7o
ivi

gelo de Affliclis vescovo di Polignano e

elessero l'antipapa

amministratore

di Palestrina, per richiaessi lo

marli dall'errore,

fecero arrestare

e lo tennero in custodia.
facio
lare

Laonde BonicompiNel

sma [F .)
tutti
Il
i

d'occidente. Pertanto
di

Urbano

IX ordin

a 3 cardinali di

VI fulmin

scomunica Onorato cou

un processo per
riferire
di

verificare questi e
in

fautori e sostenitori dell'antipapa.

altri falti, e

concistoro.
i

successore Papa Bonifacio

rigoroso processo

IX ordin contro Onorato come


di lui,
il

giorno poi i4
delti

maggio dichiar preGiovanni e Nicol Colonna scomu-

reo di lesa maest e d'apostasia, pubbli-

nicati, rei di lesa maest, e privati uni-

cando una crociata contro


nel

quale

i4oo

co' Colonnesi tent

d'occupare

Boma

e arrestare
il

racconta
lenitesi.

il Papa. Ecco come lo Coppi nelle Memorie CoGiovauui e Nicol Colonna si-

tamente a' loro discendenti e posteri di qualunque onore e dignit e feudi che avessero dalla Chiesa romana o da altre
Chiese, dal

cav.

romano impero,

e da qualsi-

voglia altro sovrano; di pi che fossero

V E L
similmente confiscali
bollii
i

V E L
loro beni,
colla

in

bolla de'

Rrgnans in Excelsis. Con ulti a i\ dello stesso mese, il Papa


Nuovo, Zugarolo, Galles.

sottopose all'interdetto ecclesiastico Galestrina, Castel


se,

splendidamente vari nunzi e commissari della s. Sede, ed altri gran signori. Eziandio nell'articolo s. Felice raccontai col principe Massimo, che Alessandro VI
Borgia cercando d'innalzarla propria famiglia sulle rovine delle grandi case di

l'enne, Pazzaglia,
le

Gregorio, Gal-

licano e
ti

altre

tene

e luoghi possedu-

Roma

e dello stato, e prendendosela

Off

da' due

Colonnesi scomunicati. Nel

promulg contro di loro la Formossi quindi un esercito composto di milizie romane, 2000 caval-

tempo

stesso

crociata.

con l'ima or con l'altra, non tard a troloro var motivi di togliere a' Caetani beni, e confiscarne feudi che possedevano nello stato pontificio, quali di suo
i
i

li

pontificii e varie truppe napoletane,

il

quale assedi inutilmente Palestrina sino al principiar dell'inverno, ed intanto


devast

ordine furono dalla camera apostolica venduti per 80,000 ducati d'oro alla prediletta sua figlia Lucrezia Borgia

prin-

campagne. Sul principio per del i4' l ue Colonnele

circonvicine

cipessa di Salerno. Questi feudi

erano Ser-

'

'

si

preseutaronsi
i

in

Roma

a Bonifacio

IX,

re, Cisterna,

moneta, Bassiano, Ninfa, Norma, Teves. Felice e s. Donato, co' loro territorii, fortezze e altre pertinenze,
col

confessarono

loro delitti,

ne chiesero

perdono, promisero con giuramento d'ubbidire agli ordini pontificii, ed ottennero

mero

e misto impero e con tutte


;

le

giurisdizioni
a'

e l'istromento fu stipulato

piena assoluzione e reintegrazione nello


stato in cui erano precedentemente. Nello stesso i/foi e colla

12 febbraio i5oo nel palazzo Vaticala

no, ove erasi perci riunita


postolica,

camera

a-

medesima clemenGiacomello
gli restitu

composta

in allora da' prelati

za, Bonifacio

IX

assolvette

Pietro arcivescovo di Reggio governatore di

Caetani, figlio del defunto Onorato con-

Roma, Francesco Borgia

tesoriere,

Fondi, e liberalmente Sermoneta, Bassiano e Ninfa,


te di

Sinolfo di Castro vescovo di Chiusi,

Do-

castelli

che
stati

per

la

ribellione del
e

padre erano

confiscati

incamerati.

Apprendo

dal

principe Massimo, Relazione del viaggio

menico Capranica, Ottaviano vescovo di Mariana, Adriano protonotario apostolico, Ventura Bonassai, presidenti e chierici di camera. Narra il Ratti, Della famiglia Sforza ,1. ,p. 382,che Alessandro VI Borgia avea infeudato a vita di Nepi
1

di Gregorio
ralo
Il

XVI a s. Feliee, che Ononeh 4^2


Sermoneta l'imperatore Fein Roma da Nicol
personaggi, trattan-

Caetani conte di Fondi

ricevette in

e di Anlicoli nella

Campania

il

cardinal

derico

111,

coronato

V,con

altri distinli

dolo con

tale grandiosit e

magnificenza,

che l'imperatore

gli fece in

pubblico un

elogio col chiamarlo meritamente

Onodi fat-

A Scanio Sforza, ma per non ne god sino alla morte, poich tale Papa qualche anno dopo gli ritolse il suo dono. Tanto rilevasi dalla sua bolla del 1. "ottobre 5oo, colla quale approva la donazione fatta da
1

rato non solo di nome,


to.

ma

ancora

sua
suoi

figlia

Lucrezia Borgia, allora duches-

Marocco, che l'imperatore coll'imperatrice Eleonora sua sposa pernottarono nell'ospizio de' cappuccini di
in

Trovo

sa di

Bisceglia, a
il

Roderico e Giovanni
l'altro di tre anni,

figli,

i. di

due e

della citt di Nepi, della terra di

Sermoaltre

Sermoneta. Inoltre Onorato II pi tardi in Sermoneta vi diede eguale trattaduchessa di Calabria, figlia del duca di Milano, moglie del duca poi Alfonso II re di Napoli. Nel castello di
alla

neta con altri molti luoghi e terre, unen-

dovene

lo slesso

Papa moltissime

mento

confiscate a' Colonuesi, Savelli, Estouleville e altri

signori romani, ed innalzan-

do allora

al titolo di

ducato per
di

la

pri-

Sermoneta Ouoiato

11

pi volle ospit

ma

volta

Sermoneta a favore

Roder!-

ita
che

VEL
do
et

VEL
forma premissis dividentes, etc. " Noter che suddetti Roderico e Giovanni erano nati da Lucrezia e dal marito d. Alfonso d'Aragona duca di Bisceglia e
i

co, elYepi a favore di Giovanni. Nelln di"visione

fece lo slesso

dette citt e tene fra'

Papa delle suddue suoi nipoti

couipresoanche il castello di Anticoli. Ecco le parole della bolla, dalla quale apparisce di qual ricco e vasto paese fosseinvestiti due fanciulli Borgia dall'avo Alessandro VI. Bona vero omnia

figlio

naturale d'Alfonso

11

redi Napoli,

ro

che nel i5oo fu assassinato nel proprio letto della moglie dal fratello di questa il

famoso Cesare Borgia duca


corse
stri
la

di

Valenza

supradicta, videlicet

ci vitates,

castra,
alirpia

op-

(V.) di Francia o del Valenlinois, come

pida, terrae, et loca,

quorum
et in

suut

fama; anzi

il

Novaes

fra le illu-

expressa, et divisa, hic propriis duxituus

viltimedella crudelt dello stesso Cevi


i

exprimenda vocablis,
sequilur,

bunc, qui

sare

modum

inter

Rodericum Bor-

giam de Aragonia

nem

Bisselli ducem,et Joaneliam de Borgia domicellum roma-

num

praefatos dividenda, videlicet Ser-

annovera Caetani. Il eh. BeuDella diplomazia italiana, libro pubblicato nel 807, con Marin Sanuto racconta. Lucrezia prima era in grazia del Papa suo padre, ma poi diminu l'ainont,
j

monetam, Castrum Bassiani, tenutam Nimphae, Noruaarum, Riverae, Cisternae,


s.

more per
alle

essa,

probabilmente

in seguilo

lagnanze sue per l'uccisione del maprocurata da Cesare, onde Alessanla

Felicis,

s.

Donati, civitatem Al-

rito

bani,

Neptunum, Ardeam,Civilatem Laviniain, Nemum, Genzanum, Castrum Candulphi, Boccam Ghtugam, Sonni-

dro VI
sto

mand

a Nepi, e le die

Sermt
gli ce

neta, rocca e terra de'Caelani, che

80,000

ducali, bench Cesare gliel


la
i

mim,

s.

Vallem Cursam,

Laurentium, Cicclianum, Poffi, s. Stepbanum, Montem

tolse,dicendo:E donna, non


tenere.
pressi
li,
si

potr mai

Pare probabile che

Caetani 01

s.Joannis,Strangulagallum,Salvateiiam,

unissero a'Colonnesi ed a'Save

JulianumjCastiumBiparum, Arrena riam


Koderico pio
successoribus,
se,
ci

suisque haeredibus, et

vitates

vero Nepesinaoi,

Prenestinam, Arignanum, Castrum No-

imperocch leggo nell'annalista Rinal di e nel Coppi, che Alessandro VI si ni a' francesi contro Federico I re di Na turchi a stermini poli, che chiamava
i

vum, Genezanum, Pallianum, Cainutn, Marenum, Boccam Papae, Frascatum, Montem Campatrum, Roccam Priorem, Montem Fortinum, Zagarolam, Boccam Ranarum, Capranicam, s. Juslum, Piscianum, Cecilianum, Olebanum, Ranchatum, Turrim Mallbei, Surronum, Pillium , Anticulum Campaniae, Turrim Trivigliarn, Ttiviglianum, Vicum, Collem l'ardi. Supinum,Morellum, Scuroulum, Pedelucum cum ejusLacu,seu jus
tertii

d'Italia, nesi.
11

per questo parteggiando

Color

Papa adunalo un esercito usci in Campagna a' 17 luglio i5oi, facendo 1' ufficio di capitano generale, espugn
diverse loro terre^ e soggiog colla presenza sua

Semionda ed

altri

luoghi de

Colonnnesi o occupati da loro. Ma il Bauco dice semplicemente che il Papa vi si


rec a vedere
glio e
il

nuovo acquisto

a'

lu-

ne part

a'

3 agosto. Indi Alessan1

medii Montis

Alti,

medietatae

te-

di

Saxi,quara bo. me. cardinali Jo. Bapt. de Sabellis, dtim in humanisagenutile

dro VI a' 20 agosto pubblic una bolla Colonnesi ed scomunica contro favelli, dichiarandoli rei di lesa maest
i

e privandoli de'loro beni. Poscia con altra bolla de' 17 settembre Alessandro VT castelli confiscati ti
i

bat, tenebat, et possidebat, ac

Ricciam

Joanni Borgiae etiam pr se, liberis, haeredibusque, et successoribus suis prae-

divise le terre ed

suoi

figli

e nipoti. Dipoi
i

morto

il

Papa;

perpetuum, ut supra diximus, donamus,coucedimus,etassignauiusmofatis in

i8agostoi5o3,
le

loro terre, e

si

Colonnesi ricuperaroi pacificarono con Cesa

VE
re,
il

L
stali

VEL
da A-

n3

quale gl'invito a tornare negli

propri, e restitu loro le fortezze

lessandro VI con grandi spese restaurate


e ampliate.
Il

Guglielmo Caetani figlio del suddetto conte di Fondi Onorato li defunto nel 1478. Sermoneta nel i536 a' 3 aprile
fu onorata dalla presenza del

Cancellieri, Lettera sulla

possente

spaile de'pia celebri sovrani e generali,

imperatore Carlo V,che

si

recava a Ro-

racconta della famosa

Spada

(V.)

di

Ce-

ma,

ne

visit la chiesa principale.Altret-

sare Borgia, che pervenuta in potere di

mg/ Onorato

Caetani, questi

si

propo-

se di collocarla nella rocca di

Sermoneta,

dal Borgia assediata ed espugnata, e per

averla impugnata contro

Caetani colla

morte
ric'il

di vari di essi.

tale effetto incal'i-

Papa Gregorio XIII a' ^settembre 576, e P imparo da Marocco. Nel Discorso pubblicato con note dal eh* prof. Paolo Mazio, Giornale Arcadico, t. 6, p.179 della nuova serie, per si legge Che Gregorio XIII rimprover
tanto fece
:

gesuita p. Caetani di formarne

Pirro Caetani della sua indifferenza nel


tollerare che
i

scrizione, e questi nel

1790

la .sottopose
il

banditi e masnadieri
successore Sisto

si

alla revisione di Cancellieri,

quale

la

rifugiassero nelle sue terre feudali". Ri-

riprodusse del seguente tenore, sebbene

porta Calindri, che

il

non

fu

messa in opera perch


il

la

spada

re-

dichiar Sermoneta citt ducale.


le

Vuo-

st presso

defunto duca

d.

Enrico Cae-

tani padre del vivente d. Michelangelo

Papa

Novaes, ed anche Rauco, che questo nel suo viaggio alle Paludi Pontifosse
il cominciato disecpure andato in SermoneNicolai non ne fa parola, ben*

duca

di

lo direttore e (Z7
.)

Sermoneta,benemerito colonnelcomandante de' Pompieri


il

ne per promuoverne

camento,
ta
s
;

pontificii,

quale l'attuale pro-

ma

il

medesima. Gladius quem heic appensum hospes adspicis - Caesaris Borgiae alentini dncis olirti fiat Sermonetanorum sanguine cruentatus prielario'della

dice che nell'ottobre


paesi Pontini

1589

nel ritor-

no da'
d'

fu ricevuto da' du-

chi Gaelani in Cisterna,

onore e

d' ossequio, e

con ogni sorta quindi si ricon-

Ne

arnplius desaevrel-

millae

Mulierum Camquondam suae virtutem- Aenni-

dusse sollecito a Roma. Per leggo nel p. Tempesti, Storia di Sisto V, I. 2, p. 65,

lanlium

Ingentes praestitere animi -

che tornato
cont

in

Roma

a'

i5

ottobre rac-

Curante autem Honorato Caietano Ex Sermonetae ducibus - In huius arci*


libi

in concistoro d'aver fatto

un

viag-

gio prospero, d'aver visitato Terracina,

armamentario est conlocatus - JYulmelius- Ubienim saevierat- Ibi indecora rubigine co nsumendus - Ad perenne iniquae aggressionis Caesaria-

Piperno e Sermoneta

disse

aver

visita-

to le spiaggie del mare, e Pavea considerate per assicurarsi se fossero idonee a fab-

bricarvi importo, cioa Terracina, per fa-

nae-Et egregiae Sermonetanorum


snos Caietanos principes

In
-

vorire l'abbondanza e la pubblica utilit,

voluntatis

Monumentimi. Anche
tori all'anno

l'annalista

Mura-

i5oi

riferisce,

che Alessan-

dro VI si port in persona all'assedio di Sermoneta. Questa poi con altri possedimenti torn in potere de' Caetani mediante bolla pubblicata da Giulio
II

nel
nel

i5o4,

della quale

si

legge

un brano

temere che poi potesse servire di comodit a'nemici per essere luoghi abitati molto discosti dal sito ove solamente si poteva costruire. Indi soggiunse che que'popoli godevano tranquillit grande, non pi molestati da'banditi. Imperocch il p. Maffei, Degli annali di Gregorio, XIII, t. 1, p. 70, fra' fuorosciti che nel
i

ma

Nicolai, in cui seno nominati

Giacomo

suo pontificalo agitarono alcune Provincie dello stato papale, parla di quelli dell'

e Guglielmo Caetani; cos


tri

s.

Felice ed al-

feudi,
li

Ho

de' 3 gennaio

mediante breve dello slessoGiui5o6, in favore di

Abruzzo, e de'

terrilorii di

Veroli, di

Bauco

e di altri della

Campagna di Roma,
8

vol. LXXXIX.

n4
anzi vicino a

VEL
Roma stessa
verso pure Calisce all'anno

VEL
Campai58. Narra il medesimo p. Tempesti nel t. i,p. i4o, che il sanguinario Quercino (il p.Maflei sunnominato, nel t. 2, p. 357,lo chiama Prete da

pranica e Nepi,che commette vano atrocissimi ladrocini'!. Contro quelli di

gna Gregorio XI11 mand il commissario Rhetica con 4oo fanti; e da Napoli venne spedito il commissario Fata con i5o soldati,
i

Quercino capo ladrone, il quale impunemente con gran quantit di malvagi scorreva
i

due commissari si posero


Il

di concer-

luoghi,

commettendo ogni

sorta di

to fra loro per dar la caccia a quelle fiere armate.

rapine e di vendette, nonch disonest.


la dignit pontifcia di

Muratori all'anno i585

loda Gregorio XIII spirante solo clemenza e di lauta benignit, che forse gli

Col suo ardire non dubit di contraffar! Gregorio X Ili, nel

l'assoluzione de'peccati e nella concessit

venne attribuita
sere cresciuta
la

a difetto. Perci dice eslicenza e prepotenza in


i

Roma,
diti e
i

e dappertutto
sicari), e

doperasse a

abbondando banil Papa si afrenare tali disordini, non gli


per quanto

ne delle grazie. Quel Papa deput conmg.' Ougarese per commissario generale con autorit suprema, insietro di lui

me

5oo

fanti e
li

3oo

cavalli) sacrilego
si

duce

di sica ri i

pi spietati,

faceva

veune fatto d'estirparli. Succeduto a lui Sisto, V, volle acquistare gran nome colla
sola giustizia, col far tacere
la

chiamare, conforme racconta il Galesini, Re della provincia di Campagna, usui


pandosi
ti,

clemenza,
l'e-

nome

augusto in

lutti gli edit-

quasi virt fomeutatrice de'caltivi; e

polizze e lettere che di sua

mano

fii

sercit con rigidezza inesorabile. Pertan-

mava.

Ed

era tanto accecato dalla su-

to

si

propose animoso

di

schiantar la

perbia, che arriv alla scellerata baldat


za di proibire al vescovo di
sercizio della sua dignit,

mala

razza de' banditi e de' malviventi,

che specialmente passati dal regno di Napoli nello stalo ecclesiastico, ed attnippali infestavano
le ville

Anagni 1' comandando:


cri

clero ed alla diocesi atterrita da'suoi

cendi e

non solamente le vie ma slesse, con ruba nienti, stupri, inassassini*!. Pubblic il Papa una
bolla

delissimi scempi!, di riconoscere solamen-

terribile

contro di costoro e
:

di

chiunque desse loro favore o ricetto poscia mand il cardinal Colonna nella provincia di Campagna con titolo di legalo, e aliti simili cardinali in Bologna e in Romagna, acciocch con rigorosa giustizia

Guerciuo come vescovo e come questo mostro presso Terracina con Antonio Caraffa, fratello del duca di Luceria, che ritornava da Roma, dopo aver prestata obbedienza a Sisto V,
te prete
re. Incontratosi

lo spogli affatto,

rubandogli vestiineula,
la vita in

denari e viatico; e non fu poca umanit


lasciare a
lui

ed a 'suoi

donc

rimettessero la pubblica
presi alcuni e giustiziati;

quiete.

Furono

Cui

tie-

to,Marco Sciarra (del quale riparler nel paragrafo Cori) e altri capi di genie s

Giunto a Terracina cos assassinato, nudi e mezzo morto, s'inorridirono gli abitai ti, e ne fu spedito rapidamente avviso Sisto V. Si strinse il cuore per compas;

mal vaglia uscirono dallo slato stico; pure non si pot svellere
quella gramigna.

ecclesiadel tutto

sione al Papa, e provvide tosto alle bi-

sogna dell'oratore.

Dopo
:

essere stato ur

La

bolla io

qualche luola

go fu eseguita con lauto rigore, che

poco acciglialo, disse Costui non inerit che gli facciamo tanto onore di mandargli

buona intenzione
madri

di Sisto

si

convelli

contro soldati e

sbirri,

ma

la noslr;

in manifesta crudelt, facendosi morire


e altri stretti parenti, per

bolla
sti,

(Hoc

nostri, riferita dal p.


si

Tempe-

avere
e
i

ri-

in cui

rigorosamente

ordina a'ba-

cettato

uua notte

in casa

figli

convollite-

giunti, o per aver dato loro


ta

uua sola

rooi de'luoghi,a'magistrali,a'comuni di fare arrestare malviventi, dovendosi dai

da mangiare. Tanto

il

Muratori

re

il

segno a prender l'anni col suono del-

VEL
le
li

VEL
terribidilli s'intitolava te
:

n5

campane; infliggendo severe e


pene contro
i

Noi Giovanni falca-

fomentatori, ospitalieri e

alias Prete Ardeatino, esule peritis-

manutengoli
r.

di tali empii) lo

acchiappepochi gior-

disse

il

vero

poich

in

nifu raggiunto,

gli fu

tagliato l'infame

simo, e fortissimo principe di tutta la spiaggia marina, e di tutta la regione montana. Usurpandosi quindi l'assoluta
sovranit,
si

capo, e infilato in un palo, con una coro-

era formato

la

zecca, batten-

na dorata in ludibrio, fu mandato velocissimamente a Roma, ed esposto in Castel s. Angelo. I seguaci di questo disgraziato
si

do monete colla sua impronta. Il cardinal Marc'Antouio Colonna legato di Marittima e


strie per averlo vivo

dispersero

3o fuggirono
vi

nelle

Campagna, Us tutte le induo morto nelle sue

montagne d'Urbino, e
lenati; altri

restarono avve-

mani;ma conoscendo inutile ogni diligendubitando d'essere rimproverato da V, prevenne questi, d'aver fatto tutto il possibile; onde per poterlo sicuramente arrestare non trovare altro mezzo pi efficace della cooperazione d'una
za, e

furono
il

giustiziati (impiccati

e arrotati dice
po,

Novaes, nella Storia di

Sisto

Gregorio XIII). Altri tentarono scamma pagarono sotto altri principi il fio
;

di loro scelleratezze

e cos respir

la

pro-

Campagna, e quella spiaggia rimase netta. Sisto V come severamente proib a'presidi delle provi ncie di
vincia della

galera ben corredata, poich


to

lo scellera-

dopo

la sconftta

della

masnada

di prete

Guercino.a vea imparato a sapersi meglio


guardare, e stava in continuo moto dal

dare ricetto a'banditi regnicoli, ordinan-

do
li

di consegnarli subito all' autorit re-

mare

in terra,

da terra

in

mare, commetesservi biso-

gia, cos

permise a queste di perseguitarecclesiastico, in

tendo ovunque assassinamenti atroci. Fece rispondergli Sisto

nel

dominio

qualunque

V, non

luogo ancorch immune, non esclusi i monasteri. Di pi. il p. Tempesti racconta


a
p.

gno

la

galera armata,

ma

l'esecuzione fe-

dele di sua bolla avrebbe preso loscellerato,ecos fu. Venne preso, tronca lo
il

i49> che Sisto

V fatto pubblicare
i

uu

capo,e

rigorosissimo

bando contro
la

banditi, la-

droni e facinorosi, per

loro estirpazio-

subitamente inviato aRoma(ilNovaes dice ches'intitolava Redella Campagna Ro-

ne, con premi di taglie,


te fu recata in

Roma

immediatameninfilala in un palo,
la testa

mana,
lo con

e che

il

capo fu

infilato in

uu pa-

una coroua dorata

in ischerno). [

con dorata corona per ludibrio,


di

di lui seguaci ne'luoghi in cui


restati

furono ar-

un certo prete Ardeatino (il Novaes che ne parla nella Storia di Gregorio XIII Io chiamaGiovanni Valenti, facendo menzione d'altro capo di malviventi nominato Marinacelo, che il p. Martei chiama
Marianaccio,e contro
il

divennero spettacolo a' popoli di salutare terrore, poich furono scanna ti o impiccati o arrotati, secondo 1' atrocit de' misfatti; e quindi rimasero nette le
provincie di Marittima e
fatte

Campagna

di

sif-

quale ladrone

in-

vi nelle selve di Cerveteri

un capitano

malvagie persone, non saziandosi i buoni di render grazie a Dio, perch o-

con 3oo fantij,ladro scelleratissimo e principe di tutti ladri, il quale debaccando


i

mai respiravano
vita.

in

pace e godevano

la si-

curezza delle facolt, dell' onore e della

specialmente nel Lazio, trattava

popoli

Pietro Galesini, nella Vita tnss. di

con

spietate barbarie

cheavea sparso

Sisto

V,oe commend altamente


il

lo zelo,

sommo
qua
e l

terrore per ogni dove. Scorreva

poich non poteva fare sacrifizio pi accetto a Dio, che


lerati,

cai io,aiutato

qual folgore questo infame sida tanti di simil forfora, che

perseguitare

tali scel-

sembrava impossibile potei lo arrestare colla forza o colle insidie. La sua superbia l'avea tanto accecalo, che ne' suoi e-

secondo 1' opinione de' ss. Girolamo, Agostino e Ivo di Chartres. Nota il Muratori all'anno i5go, che Sisto V fre-

n l'insolenza e non ischiant

la

razza de'

n6
banditi, poich
tir ne'confini di

VEL
buona parte
di essa
si ri-

VEL
licita gli aflari

ne'contorni di

Roma, do-

Napoli e della Toscana,

ve Marco Sciarra con grosse bande di


quella mala razza, imponendo grosse taglie a quanti ricchi ed anche vescovi gli cadevano nelle mani, saccheggiando le terre, bruciandole biade mature e com-

e un'altra continu a infestar la

Roma-

gna. Crebbe

male dopo la morte di Sisto V, massimamente perch Alfonso Piecolo/nini, duca di Monte Marciano, caduto in disgrazia del granduca di Toscail

mettendo
gliardiva.

altri mali,

ogni d pi

s'

inga-

na, e con grossa taglia sulla sua testa per-

seguitato dappertutto,

vamente

si fece capo (nuoad onta che V avea perdonato

Gregorio XI 11) de'masnadieri in Romagna,comrnetleudo frequenti assassinii colle sue squadre di cavalli. Altrettanto faceva Marco Sciarla (dal Cotugno, Memorie di

Fenafro, chiamalo abruzzese


nel
1

e fa-

558, oltre il non meno famigerato Benedetto Mancone), altro capo di banditi e scellerati in Abruzzo con iscorrerefino alle porte di Roma, bruciando casali ed esigendo
contribuzioni. Unironsi poi insieme queste

moso predatore dellaCampania

Per reprimere costui, continua Gaetani I' annalista Muratori, Onorato duca di Sermoneta, Virginio Orsini, Carlo Spinelli venuto con molte schiere da Napoli, ed altri nobili baroni uscirono in campagna, fecero varie zuffe, ma in fine trovando poco onore e men proftto con tro di lai gente brava e disperata, furo no costretti a lasciare ad altri l'impresa Di pi, prosegue a raccontare il Muratori all'anno i5f)2. Continuando Y insc
lenze e
gli assassiuii

de'banditi nella

Cam
i

pagna di Roma, con lutto vigore Papa Clemente Vili si applic a liberare suo
stati da'

due

esecrabili fazioni,

dibili danni.

Per

cui

il

recando increvicer di Napoli


soldati
di
;

pertinaci loro insulti, inviando


essi

contro di

Flaminio Delfino con buoi


il

spedi contro di loro

4>ooo

passul

numero

di cavalleria e fanti,

quale non

sarono

tutti in

Campagna

Roma

cess di perseguitarli, senza perdonare a

principio di dicembre. Il granduca invi Camillo del Monte eoa 800 fanti e 200
cavalli in traccia di essi.

chiunque di loro gli capitava nelle mani. Questo valentuomo fu quegli che mise
il

ancora Virginio Orsini con

Da Roma and 4oo cavalli.


un na-

cervello a partito a
di que'scellerati, a

po

Marco Sciarra, caLuca suo fralellc


i

Fu
sale

assediato lo Sciarra co'suoi in


;

e agli altri loro seguaci,

quali presero

il

sopraggiunse il Piccolomini con circa 600 cavalli e si venne a battaglia, iu cui ben 100 di que' malvagi furono uccisi

partito di

mutar
ed

cielo.

Sciarra con 5oc

de'suoi, tutta gente intrepida, avvezza al


le fatiche

alle schioppettate, prese ser-

o presi

gli altri col

favore della notte


il

vizio colla

repubblica di Venezia
gli

ci

si

posero in salvo. Prosiegue


all'

Muratori

guerreggiava
tro
i

uscocchi e

si

armava

cor

a narrare

anno

5q

In questo pi

turchi. Ci saputosi

da Clemente

che mai infierirono banditi in Campagna di Roma e in Romagna. Gregorio XIV mosse Alfonso li duca di Ferrara a purgare la Romagna da'masnadieri, e pienamente vi riusc. Nel Cesenatico rest anche preso il Piccolomini, e condotto a Firenze trov il fine che meritava (cio
i

Vili, virilmente e con minacele intim;


veneti di consegnargli
snadieri, n
si
i

capi di que'

plac per l'apposito


la

ms amba
I3i

sciatore che gli sped

repubblica.

sogn contentare
ucciso e la

Papa. Sciarra fu pc sua gente mandata in Candis


il

a combattere colla pesle,dove parte

fudecapilato,e

ciano

il

suo feudo di Monte MarPapa lo diede al proprio nipoteEril

co di
il

vita, e

il

resto

si

dissip.

mai Termina

cole Sfondiati,

come

narrai a 'suoi luoghi,

avendone riparlalo nel voi. LXXXV11I, p. 2o3).Non passarono gi con egual fe-

Muratori con dire: laonde fu credule vanamente, che avesse avuto fine le tragedia de' banditi. Dappoich riporti all'aimo 5g5t che ueppur iu esso and

ma

VEL
sente la

VEL
da'banditi,

n7
il

Campagna

di

Roma

no innocente che giovevole


glio delle sue selve, che

bramato

ta-

specialmente verso Anagni e Prosinone, dove commisero orrendi misfatti. Contro di loro

mirabilmente ve-

stono d'ogni intorno la deliziosa e

amequel

Clemente Vili spedi alcune


di cavalli, e altrettanto fece
il

na regione Pometina, racchiuse


dilettevole tratto tra le

in

compagnie
no
il

volsche

Anzio

re di Napoli contro quelli

che infestava-

regno. Grandi lamenti erano per

o Porto d' Anzio (V.) e Monte Circello o s. Felice, ed Ostia Tiberina, tanto te-

quella iniqua gente, che ogni giorno svaligiava viandanti e corrieri, e talvolta le-

muto
che

e contrastato, colla presunzione,

le stesse foreste

chiudano

l'ingresso a'

Fecero prigioni Giambattista Conti nobile romano, ed Alessandro Mantica, e poscia l'arcivescovo di Taranto e il vescovo di Castellaneta, a' quali imposero grosse taglie. Fin qui il
vava loro
la vita.

venti scirocchi e australi, che corseggia-

no per
stesso

le

Paludi Pontine, e

in

un tempo

servono di riparo a' popoli vicini, non che a Roma, per sottrarli dalle loro
infestazioni.

M tiratoi i,che fedelmente riprodussi.


r

ve-

A rilevare ogni timore dall'animo preoccupato da private passioni, e


alla

li terni nel 702 d'ordine di Clemente XI guarnirono la rocca, per quanto dir a suo luogo. Ora conviene fare menzione del Discorso di AntonioRicchi, fatto dal 1 medesimo a compiacenza di mg. Uhistriss. Crispoldi deputato dalla Santit di X. S. Clemente XI, nell'accesso che fece in Cori Vanno 1714 P er riconoscere le difficolt insorte sopra il taglio

per dar luce


chi

supposta
il

difficolt,

il

Ric-

divise in tre punti

suo Discorso.
le

Neli. volle dimostrare che


nea, per cui soffiano

selve di
li-

Cisterna e Sermoneta sono fuori della


t

onde che non ponno attraversare loro il cammino. Nel 2 sostenne che quantunque
scirocchi,

fossero le selve intersecate dalla linea na-

turale de' venti temuti, sono in situazione


s

delle

famose
si

.ve/ce

di Cisterna e Sermo-

depressa che non ponno riparare

luo-

neta. Esso

legge nel suo

Teatro degli
83, colla
selve.
Il

ghi oltrepassati, e specialmente quelle terre e citt convicine che sono fondate in
sito

uomini
duca
ili

illustri de' Volsci, a p.

carta topografica delle

medesime

pi

alto.

Sermoneta
si
il

il.

tani a quell'epoca
re tale taglio;

Michelangelo Caeproponeva far eseguiin molti inger

mate

selve

Cadane, ancorch

Nel 3.dichiar che le rinosi oppones-

sero direttamente a'venti nocevoli e fos-

che

timogigan-

sero poste in luogo elevato,

nondimeno

re della rovina de'popoli circonvicini e di

Roma,

sul supposto

che

la folta e

sarebbe desiderabile il loro taglio, noti recando alcuna utilit, ed essendo di molto

tesca turba di tante piante sia

un

forte ri-

danno, per rendere doppia umidit

paro quivi situato dalla natura, per chiudere il passo a'venti perniciosi in questa
parta d'Italia.

e paragonabili a grandi Paludi. Conclude, apparire dalle carte geografiche, che


tutta
cello
la

Anche

il

taglio di
il

qualun-

que istmo

fece

temere

sommergimen-

spiaggia romana da Ostia dimostra apertamente che


1'

a Cirlo sci-

to de'popoli e delle citt confinanti, fin-

rocco soffia dal Circello verso

Isola sa-

ch dimostr
di

il

contrario Luigi
in

XIV

re

Francia,che

qne'tempi senza periutilit del

gra del Tevere, e in conseguenza dal golfo di Terracina verso Valle Decimo,
e da Valle Corsa alla volta di Roma. E che per verificare che le selve sieno di

colo e con
apr in

somma
al

commercio

mezzo

suo regno un profondo

unendo cos l'Oceano al Mediterraneo, da'quali mari sono bagnate le spiagge del medesimo regno. Ad imitazione del
re,
al

e lungo canale,

ostacolo a' scirocchi

e arrestino

il

loro

corso verso

Roma, converrebbe
monti
di Cori,

traspor-

tare quelle dalle loro australi pianure all'

potere

il

duca

di Ser-

altezza de'

Norma, Car-

moneta provare

Papa essere non me-

piueto e Valle Corsa, dalle cui costiere

f&s&morvfc

&wlwp

118
gente che per di

VEL
passeggeri.
l

VEL
Adunque quanto
desiderabile che le pubbliche vie
te di alberi in
sti, s

\iene facilmente rintuzzata la loro sorva corseggiando, orla

sieno fornidisposi

dinata dalla natura a seguir


linea terminante a

propria

un giusto intervallo
le

Maestro, quale il punto a'seirocchi opposto, come si vede


nella sfera delineata de' pi noti
Il

per

la

vaghezza ed ornamento,

per fortificare

venti.

desime,

sponde delle strade meanche per somministrare omi

non ebbe luogo, ma spesso si sono tagliati alberi da costruzione, e secondo 1' uso e continuamente
taglio in discorso
si

bra, o altri usi occorrenti al viandante;


altrettanto da bramarsi che

boschi

si

fanno

tagli di

legna per fuoco e carbo-

da

12 quarti d'anni 12. Dell'utilit de' boschi e de' monti a riparo de' venti nocivi, feci parola ne' voi. LV11I, 65 e altrove; ed il p. 220, LXXX, p.
ne, essendo le selve divise in
tagliarsi nel corso
1

Cancellieri ne parla nella Lettera sull'a-

tengano lungi dalle pubbliche strade almeno mezzo miglio da am be le parti. Una legge di tal sorte, che volesse promulgarsi per sollievo dell'umanit e per facilitare sempre pi il commercio, incontrer senza dubbio I' ostacolo trionfante dell' interesse dique'proprietari,che possedendo macchie entro tal vicinnza,solhirebbero

ria di

Roma,

a p.

88

3 1 2, riportando

mal

volentieri di doverle recidere.

Ma

la

alcuni autori sui boschi e sul taglio delle

vita dell'

uomo, non che


il

il

pubblico bene

macchie, fra'quali Giuseppe Cappucci:

merita pure
in molti

sacrificio di

qualche privasi

ni

Risposta al ragionamento di
(poi

mg*
e

to interesse, interesse peraltro che

pu

Lamberlini
il

Benedetto XIV) sopra

modi compensare. Se

si

fosse ne*

taglio delle

macchie d+Scrmoneta

passati secoli usata


te rapine,
si

Cisterna ,Pa]eslv\na nella stamperia Barberina


1

5.

Ricorda ancora

l'editto del

una tal cautela, quanquante stragi, quante mannaie sarebbero risparmiate! In mezzo per
cure

cardinal camerlengo del 1626, di proibizione del taglio d' alberi d'
lo stalo ecclesiastico,

altro alla molteplicit delle gravi


de' pubblici affari

olmo per
per
la cor

non sfuggito questo


cardinal
:

Nettuno, Terrari-

oggetto alla veduta dell'Eni.

na e Conca, e
colai nelle

di tutti gli altri

Consalvi segretario di stato

con mia

struzione di edifzi e di vascelli.

Mg, Ni3.
a
,

somma
giorni

Memorie

sulle

Campagne di
p.

Roma,

ivi

i8o3, tratta nella par.

consolazione ho veduto in questi emanare un ordine analogo alle mie idee, cio che per un tratto della via
si

252: Della

necessit e utilit de' boschi

Flaminia da Nepi a Borghetto


sero dalle racidi
i

taglias-

per impedire l'influenza de' venti australi nell'Agro Romano, che essendo malsani e portatori di

boschi adiacenti

alla

strada per
laterali

miasmi delle paludi

un tratto entro le campagne per un mezzo miglio, essendovi

poste a mezzogiorno dell'Agro stesso, so-

col accaduti replicati assassinii. Speria-

no una
p.
il

delle cause di sua insalubrit.

mo un

simile prudentissimo provvedialtre strade,special men-

276

discorre

come
;

si

debba regolare
p.

mento presso alle


te nella via

loro taglio, delle leggi pontificie per fre-

nare l'abuso de'lagli

ed a

280

della
i

cautela di tenere sgombri da'boschi


reni in vicinanza delle strade,

ter-

imperocch
si

osserva: \ boschi sono


degli assassini,

gli
i

ordinari ricetti

ovunque

boschi

tro-

vino

in

vicinanza delle pubbliche strade.


tra le macchie,

In niun luogo possono costoro pi como-

Appia adiacente a Cisterna per sradicare il rifugio ed asilo de'crassatori Di recente il eh. Fabio Gori di Subiacc nella descrizione della Gita da Roma Porto d'Anzio, a Nettuno e ad Asturc riferisce a p. 34. Strabene poi dice ratica la stazione di Astura, non eia perch vi stessero legni de' pirati, mi
i

damente nascondersi, che


per

bens

legni de'

romani contro

pi rat

insidiare e sorprendere g' infelici

che aveauo ogni agio di anuidarsi

nelle

VCL
Nettuno e Sermoneta, macmacchie chie nelle quali sempre sonosi rifuggiti Nid ri. In tal modo io vado a spiegare un altro passo diStrabone affermante che
di
i

V E L
beri.

119
cronologico di

Riprendendo

il

filo

questi cenni sopra Sermoneta, dir che

Benedetto XIII avendo ritenuto nel pontificalo la

sua chiesa arcivescovile di Besi

romani sforzavano gli anzia ti ad abbandonar lo studio dalla pirateria ". I


i

nevento,

rec

1727

e nel 1729,

due volte a visitarla nel onorando di sua prealtri delle

voti di
rai

r mg. Nicolai furono esauditi. Narnel voi. XX VII, p. 266, gli analoghi

senza questo territorio ed


vincie di Marittima e

pro-

Campagna. Leg-

ordini del governo. Nel


il

1816
la

prescrisse

taglio delle

macchie per
i

distanza di

100 canne d'ambo

lati

della strada in

molli luoghi di Marittima e

Campagna; e

go ne' Diari di Roma del 1727, che ritornando da Benevento, da per tulio festeggiato e trattato magnificamente, per Ceprano, Frosinone, Prossedi, ove pure
celebr la messa nella collegiata, giunse aSezze, e da dove marted 27 maggio ad ore 9 e mezza s'incammin per Sermoneta. Ne' confini di questo stato e alla

perSonniuo ordin, che fosse interamente recisa la vasta macchia di Margazzano, ed altres chiudendo e riempiendo
tutte le

caverne e grotte che

vi
la

si

trova-

vano. Nel 1818 ingiunse per


sicurezza delle strade nella

pubblica

porla che

la

distingue,

le

cui

mura

era-

Marittima e Campagna, lo smacchiamento in altri lughi. Quanto alla diminuita macchia di Cisterna, lo dissi in quel paragrafo
col

no "ricoperte

d'arazzi e sovrastate dallo


il

stemma

pontificio,

castello di

SermoIl

neta salut con salva reale dell'artiglierie l'ingresso del

Papa

in

Sermoneta.

Marocco.

Inoltre

mg.

Nicolai a p.

472

riporta gli scrittori delle materie de'

boschi. Dipoi nell'opera: Sulla presiden-

duca di essa ti. Michel Angelo Caetani, coll'accoropagnamento di gentiluomini e soldati si present a Benedetto XIII, ed
in bacile d'argento gli olfi le chiavi di

za delle strade ed acque, t. 2, cap. 1 5, Sulla piantagione degli alberi, ragiona


della

Sermoneta, che toccate dal Papa, dopo


brevi parole
tosi
le restitu al duca. Fermaalquanto inSermonela e ripreso suo viaggio, dopo 3 miglia il Papa trov nuoi

gran cura ch'ebbero gli antichi romani, onde Roma fosse circondata da parecchi boschi, sia per garantirla da' venti
australi e

marini perniciosi,
il

sia

per mi-

vamente
gata e
al

il

duca Caetani, col residuo della

gliorar l'aria assorbendo

gas acido car-

soldatesca squadronatagli bandiera spie-

bonico e sviluppando l'ossigeno, sia per apprestare grati asili contro l'ardore del
sole; e

perch fossero inviolati, alla seveleji

rit del le

unirono

la

riverenza della

religione. Dice aver egli, d'ordine di Pio

VI, quando

le

pianure Pontine emersero

dall'acque, fatto piantare pi. di


alberi, parie a'

60,000

Appia da Tor Tre Ponti a Terracina, e parte sui bordi de'fiumi in tal guisa sorge un gran bosco, dove per lo passato stagnavano l'acque, con sensibile miglioramenlati

due
:

della via

tamburo battente. Il duca si umili Papa, il quale compart la benedizione a' sermonetani ivi calali da questa loro terra. In Cisterna poi altro feudo del duca, aggiunger al riferito in quell'articolo e come promisi nel suo paragrafo di questo, che tra lo sparo de' mortali e le vie tutte parate d'arazzi, Benedetto XII [ ove ascollata la si rec alla collegiata,
messa,
d.
le

ammise quindi

al

bacio del piede

to di quell'aria per l'innanzi cotanto per-

duca, la quaimplor e ottenne l'indulgenza per suffragio dell'anima della duchessa ma-

Costanza unica

figlia del

niciosa. I Papi meritano gran lode per aver posto ogni cura non solo nella conservazione de' boschi esistenti, ma anco-

dre defunta, e che in qualunque altare ove si celebrasse per la medesima fosse
privilegiato. Salita indi

Sua Santit

uel

ra uel moltiplicar

la

piantagione degli

al-

palazzo baronale, ricca meu te e uobihnen-

i2o

VEL
vi

VEL
come
fece tutto
pi

le
il

addobbato,

pranz,

non

si

fosse ottenuto altro


le

che l'accrealle vi-

suo seguito iu altre

tavole.,

imbandite

scimento delle Paludi,


dazioni molto
pi.

quali con inon-

di copiosissime

vivande

di grasso e di i/ia-

ampie aveano
in

gro. Posciail
tutto
il

Papa

dalla loggia benedisse

cine popolazioni cagionato una maggiore rovina. Allora

popolo,tranuovesalvedimortari,

meditando
il

cuor suo

presentandogli d. Costanza in iscatola coperta di velluto rosso guarnito d'oro,

disegni anche pi magnifici, poich avea

un

veduto che
di

la

strada presso

monastero

quadretto di ricamo esprimente s. Gennaro, con bellissima cornice d'argento arabescata.

seguit

il

Dopo di che Benedetto Vili suo viaggio per Velletri. Nel

Fossa Nuova, giacente prima alle rive dell'Amaseno nel piano, era frequentemente esposta a restar soli' acqua; la
ro asprezza, iu luoghi pi elevali per
si-

costrusse su per le colline ad onta di lo-

1729 Benedetto XI li torn a Benevento, pernottando a' 28 marzo in Cisterna da'


gli

curezza e
ponti la

religiosi riformati, colla

sua famidi es-

comodo pubblico, e di buoni mun nel 1727, come rilevasi


ivi

cenando

nel refettorio e

da uno

dalla lapide che


ria.

fu eretta per

memo-

sa fece leggere

durante la tavola, secondo il suo metodo. 11 duca Catta ni fece ogni dimostrazione d'ossequio al Papa, ed alloggi il suo seguilo nel proprio palazzo.Nella mattina seguente ilPapa parti a ore 2 e mezza perSermoneta,ove il duca lo tratt magnificamente a pranzo, dopo a ver ascoltato la messa nella collegiata,
1

Non mollo dopo

prese la risoluzio-

ned'asciugare interamente lePaludi Poutine;

ma

sbigottito dall'esito infelice de*

tentativi d'altri, per

non incorrere

nella

stessa disgrazia, volle sapere se era riuscibile,

da' periti geometri


i

Berlaglia e

Bamberti;

quali perci visitate le Palu-

di Pontine, nel

1729 dichiararono posi

ripetendo
li

le

dimostrazioni praticate

l'ai

sibile l'impresa e

mezzi per eseguirla;

a volta allo stesso

Benedetto XIII, che

nella sera giunse a Piperno. Nel ritorno da Benevento, part da Terracina il mercoled i. giugno, facendo col suo nume-

seguente 1730 il Pontefice pass a miglior vita. Ho voluto riportare col Nicolai questo cenno, per aggiungere
nel col cardinal Corradini,

ma

che con

sommo

roso corteggio
feluche, e
se

la

strada

pel

fiume

in

calore avea promosso l'ardua impresa, l'e-

mangiando

all'osteria delle

Ca

stensione del paese in quell'epoca occu-

Nove, accompagnato fino a Cisterna dal duca Caetani, il quale in Sermoneta lo tratt di magnifico rinfresco, pranzan-

pato dalla Palude, siccome riguardante

pure Sermoneta e

il

presente articolo,

La Palude ora comincia da Terracina,


e giace sotto la citt e le

do

il

Papa

da' riformati al solito di

ma-

murasi

dilfoude

gro, poich

non voleva

cibarsi di grasso
il

pe'luoghi marittimi quasi fino ad Anzio,


e in tal

ne' mercoled. Indi continu

suo viagrestituirsi

maniera copre

territori] di

Ter-

gio per Velletri e Albano,

onde

racina, di Circello, di Astura, e porzione


di quel di Anzio; nella parte mediterra-

Roma, dopo aver


s.

ascoltato la messa
in Castel

nella chiesa di
netti,

Marzio

Gin-

nea

s'

ingoia un' ottima porzione


di

delle

feudo de' Lancellotti. Benedetto XIII in questi due viaggi a Benevento, concep il desiderio di compiere l'opera grandiosa del diseccamento delle Paludi Pontine, tante volle inutilmente tentala;

pianure
Castel
s.

Sermoneta, di Cisterna e di Donato, e migliori siti del teri

ritorio Sezzese e Piperuese, e cos

si

e-

stende da Terracina fino


e quindi tranne

al

Foro Appio,

un

intervallo lungo
al

commosso

uel vedere

il

miserabile
ferti-

miglia e largo 3 fino

fiume,

si

rimani

aspetto d'un vaslo paese un


lissimo,

tempo

prov un vivo dolore che dalle

tante spese e fatiche de' precedenti tem-

gono paludosi quasi tutti quanti piani che restano fra le vicine montagne di Sermoueta e il mare tale la lunghezza di
;

EL
Sermoneta XI V imped magi

VEL
protestando
essersi

lai
la

questa Palude ne' ter ri tori di


e di Sezze". Benedetto
giori
te le

perduta

memoria

de' vetusti volsci che la resero chiara per

danni nel corso de' fiumi; Clemensi

valore e magnifica per monumenti. Co-

bonificamento del* Paludi Pontine, fece alcune determipropose


il

XIII

nazioni preliminari, e poi desist dall'impresa, che

mincia a celebrare Giovanna o Giovaunella Caelaui madre del gran Papa Paolo III [V.). II cardinal Nicol Gaelani,
figlio di

Pio VI,

il

Dio avea riservala a gloria di quale l'esegu a conto della ca-

e di

mera
ra

pio di Sisto

Questo Papa, ad esemV, cominci nella primavedel 1780 a recarsi di persona a Terapostolica.

Camillo IV duca di Sermoneta Flaminia Savelli, nipote cugino di Paolo III, che di 2 anni l'elev alla porpora, detto il Cardinal di Sermoneta,
1

riportando
trasferito
ria del

l'epitaffio del

suo sepolcro

esi-

racina (/ *.),e per diversi anni nella stessa stagione vi ritorn, per sorvegliare

stente nel santuario di

Loreto, dove fa

incoraggiare

progredienti lavori della


r

bonificazione Pontina, accuratamente descritti

da mg. Nicolai, insieme a'grandi vantaggi riportati, non meno che alle cagioni per cui la lavorazione rest imperfetta, e de' lavori
ripi istinata

il suo corpo dalla chiesa di s. MaPopolo o da quella di s. Eustachio gi altra sua diaconia. Vi nacque il cardinalEurieoGrte tatti l'8 agosto 55o da Caterina PiaedaBouifacioducadi Sermone1

la. Leonardo

monaco
di

cisterciensediFossa-

da

farsi

ed

altres alla

viaAppia,che nel tratto della


del-

Palude questa avea sommerso, come

Giovenazzo nel 12j3 e amministratore di Bari. Giordano canonico della collegiata di s. Maria di Carnuova, vescovo

lo stabilimento di sue poste per pubblico

medesima. In Terracina riceveva dal vescovo e capitolo d'Anagni il canone, come lo chiama il Nicolai, che devesi ornile al Papa ogni volta die dimora in qualche luogo della provincia di Marittima e Campagna, per quanto gode e concessogli da Bonifacio Vili. In tutti gli anni che ci si pratic da Pio
nella

comodo

mineta diocesi di Terracina, vescovo di Venafro e sulfraganeo di Capua, fatto da Bonifacio Vili nel 1299. Docibiie arciprete di Sermoneta (o di detta collegiata), che tale Papa die al precedente in successore alla chiesa di Venafro. Giovanni

Bucci abbate della collegiata di

s.

Mi-

chele Arcangelo, da Sisto

IV

creato ve-

scovo

di

Veroli. Annibale de Paolis dis.

VI, per l'antica via di Castel Ginnetti, a

chiaralo da

Pio

canonico Vaticano,

Piedimonle, antica posta di Sermoneta,


gli

da

Sisto

suo maestro di camera, indi

faceva

castellano di
ni,

omaggio co'suoi soldati il viceSermoneta del duca Caetail

vescovo di Cervia e sulfraganeo di

Ra-

venna, edific da' fondamenti


di
si
s.

la

chiesa

ordinando

saluto dello sparo di

Maria delle Grazie,


fior
il

la cui

famiglia

colpi

de' cannoni della fortezza,

anche

trasfuse in quella de' Collavaghi, dalla

nel ritorno a
gli

Roma. Le particolarit deomaggi ordinati dal duca di Sermofermarsi a

quale

valente medico Ferdinando,

che
lo

visse nella corte

dell'imperatore Car-

neta ne' passaggi di Pio VI, che costu-

VI. Francesco Valerio esimio dottore

mava
ilo

Tor Tre Ponti,

si

pon-

di leggi,governatore di Tivoli e castellino

leggere ne' Diari di

Roma. Anche

della fortezza. Altri egregi giureconsulti

Sermoneta si pregia de' suoi illustri cittadini, massime fioriti nelle lettere, nella
giurisprudenza, nella poesia, nella medicina e in altre scienze,
T

gli.

furono Flaminio Paulanelli e Pietro GiFlaminio Americi annoverato nell'or-

dine senatorio in virt della cittadiuauz.i

come

rileva Rac-

romana,

e milit

qual capitano volonti

chi nella Reggia de' f olsei t e meglio nel

nel

57

contro

turchi, sotto

il

co-

Teatro degli uomini

illustri de' P'olsci,

mando d'Onorato
moneta.
Fi'.

Caetani duca di Ser-

cap. 20, Soggetti illustri di Scrr/ioneta,

Girolamo Burduui minore

tu
ie

VEL
Libano Vili suo
cui discendenza

VEL
principa-

osservante.dolto autore d'opere. Pasqua-

Toscani rinomato medico in Roma,


medico,
la

dichiarato da
le

siamo debitori, come notai nel voi. VI, p. 218, di Antonio Cavallucci nato in Sermoneta nel 1752, perch da fanciullo

pass in

disegnava arabeschi e figure sui muri.


lo fece

quella illustre de'Galli. L'antica famiglia

Laonde

venire in

Roma,

gli fece

Razza vanta valorosi guerrieri. Giacomo

apprendere

la pittura, e riusc eccellente

Venonza

risplendelte nella corte del ce-

nel colorito, nel merito avvicinandosi al

lebre Scanderberg principe d' Albania,

Mattoni contemporaneo. Tra

le belle

sue

qual segretario. Questo

uffizio

funse Gi-

opere, nella chiesa de'


tino a'
Elia, della B.

ss.

Silvestro e

Mar-

rolamo Cordoni colla repubblica di Genova. Fabrizio Caroso celebre maestro


di ballo d'imperatrici, regine e principesse,

lodato co' versi di Tasso, e autore delrara opera: ti Ballerino di Fabrizio


i

Monti esistono i quadri a olio di Vergine che d l'abito a s. Simone Stock, l'Anime del PurgaIorio, e s. Giovanni che battezza Cristo:
g.

la

nella volta della tribuna esegu le pittu-

Caroso di Semionda, Venetia 600,

ri-

re a fresco con bella maniera e

buon
1

di-

stampato col l\lo\oNobill di dame e con molte figure nel 160 5, Girolamo Siciolante valoroso pittore (a fresco e a olio),

segno. In tale chiesa fu sepolto nel


e
il

7g5
una

suo

illustre

mecenate

gli

eresse

lapide in

marmo. L'ultima
A

sua opera fu

discepolo del celebre Pierin delVaga (Ma-

Veneree

Ascanio, collocata nel palazzo


Pisa, a Loreto, a Ca-

rocco lo dice discepolo di RalFaello: sem-

Sforza-Cesarini.

bra meglio
la

ri

tenere, che s'impadron del;

tania sono suoi quadri.

Le nominate

o-

maniera

di quello

sempre operando

con giudizio di disegno e buone invenzioni, ne fu lodato iinitatore.il maestro fu discepolo di Rafsul fare Raffaellesco
faello,

pereottennero celebrit. Afferma Marocco, che in Sermoneta da' suoi eredi si

conservano due

belli

quadri eprimenti
s.

uno

la

Carit, l'altro lo Sposalizio di


il

e questi mori nel

5no),

il

cui esi-

mio pennello
silica

eguagli: in

Roma

dipinse

medesimo celebra l'altro illustre sermonetano Giacomo ImpaccienCaterina,


ti

nella sala Regia del Vaticano, nella ba-

giureconsulto, assessore di Frosinone

Lateranense, nella chiesa

di

s.

Ma-

e luogotenente del tribunale del


di

governo
la

Maria dell' Anima, dello Spirito Santo,di s. Maria Maggiore, ed in s. Bartolomeo d'Ancona), nell'ultimo torrione di Castel s. Angelo, ne' palazzi Farnese e Caetani; a Semionda diria della

Pace

(di

s.

Roma, da Gregorio XVI per


1

sua

fedelt, perizia,
1

prudenza e valore nel

83

fatto pro-delegato di Rieti, Spole-

to e Perugia, rapito da
te

immatura morle

in detto

anno, compianto per


r

sue

pinse nelle chiese di

s.

Stefano de' rifors.

mati, di
ia ss.

s.

Bernardo,

di

Giuseppe, del-

Vergine del Fossato fuori le mura Sermoneta; in Cisterna negli tf[) par lamenti del palazzo Caetani, e nella chiesa di s. Antonio abbate de' riformati. Suo degno figlio fu Tullio, che nella pittura forse l'avrebbe superalo, morto neh 573 di 20 anni, e sepolto in s, Loreuzo in Damaso di Roma, ove il genitore gli pose
di

Trovo un'elegante iscrizione a suo onore scritta da mg. Laureani a p. 183 delle sue Orationes, Carmina, et Invirt.

Romae 855. Dell'antichissima enobilissima famiglia Caetani, non solamente ragionai in quell'articolo (ove
scriptiones,
1

col

Novaes
II

dissi

che Corrado Caetani zio

di Gelasio II spos Costanza figlia di

Fe-

derico
il

imperatore, avendo
di

io

corretto

numero

IH, e sorella di Manfredi re

onorifica iscrizione

marmorea,
duca
d.

riprodot-

di Napoli; ora

per avverto che mi sem-

ta dal Ricchi. Al dotto

France-

bra anacronismo),
la

ma

ne' moltissimi che


voi.

sco Caetani, protettore de' letterati e degli artisti,

riguardano, notando nel

LVIII,
eh-

che celebrai iu tanti luoghi,

p.

378, che

u' bassi tempi in

Roma

VEL
zie, e nel

VEL
(F.) delle Mili-

123

Le per rocca la Torre siiburbano la celebre Sepoltudi Cecilia Metella,


nell' Isola

Campania. Da quanto riporta facilmente


s'intende, che Frosinone nel secolo XIII

ra (V.)

avendo an-

e anche prima, era la capitale o reggia


della

Tiberina. Il cora abitazione r Palazzo Gaetani o Caserta (T .) colla dall'odierno -villa sul monte Esquilino,

Campania, risiedendovi

duchi
Se-

Caetani nella loro qualit di duchi della


stessa

Campania
lo fu

e dipendenti dalla

s.

duca fu alienato a favore de' Rcdentoristi,


i

de. Frosinone fu gi sede vescovile, co-

quali lo ridussero a casa generali-

me

pure

Trevi (F.)de\\n

stessa prodi

zia e noviziato, e vi

hanno fabbricato
al ss.

pro-

vincia.

Dice Marocco.il territorio


feracissimo,
di cereali e frutta,

Ser-

pinqua chiesa dedicata

Redentore

moneta
sorta

producendo ogni
ed all'intorno

e iti onore del loro fondatore s. Alfonso de Liguori, tutto avendo descritto nel voi. LXXX, p. 57. L'altro palazzo Cnetani l'antico Palazzo Mattei (F.).Ba Caetani era il sontuoso Palazzo Ruspoli

ha molte

piscine, che oltre di

produrre
po-

un'infinit di rane e pesci,

danno eziani

dio moltissime mignatte, delle quali


polani fanno

commercio

co' fiorentini e
vi
si

(V.) al Corso, venduto ad essi per 7.5,000 scudi, e tuttora la contrada d'ude'
lati

genovesi che appositamente

recano

no

ossia la piazzetta al principia

di via Condotti, senza che sia scritto nelle civiche indicazioni delle

strade, vol-

garmentesi suole chiamare Gaetaiv.Nel citato articolo Caetani parlai di altri loro palazzi in Roma, come del venduto
a
s.

ad acquistarle. Alle falde del monte su cui giace Sermoneta, sorgono acque minerali di molto giovamento per diversi malori. Una di acqua zolfo rea detta Puzza pel suo odore nauseante, prodotto dallo

sviluppo del gas idrogeno zolforato,

si

usa con molto vantaggio nelle malattie


cutanee. Essa ha varie sorgenti,delle qua
li

Maria

in Posterula a' Celestini (F.),


il

e siccome vicino
la

vicolo

Gaetana,

dal-

una veemente. Altra acqua sorge sul

vicinanza di
il

tal

palazzo crede proba-

principio delle tenuta Tufette del prin-

bile

cav. Ruflni, nel

Dizionario delle
gli sia

strade e vicoli di
to
il

Roma,

deriva-

nome. De'

titoli illustri
i

e de' feudi

e signorie de' Caetani, oltre


nati, parlai

sunnomio ne*

negli articoli

relativi

loro propri,

come

principi di
(/'.) ec.

duchi di Caserta
lasio
nali

Teano (F,), De' Papi Gede' cardi-

IT

Bonifacio

FUI, e

Caetani o Gaetani, non solamente

ragionai alle loro biografe,


i

ma

in tutti

hanno relazione; e di Pio Farulli abbiamo la Cronologia della famiglia Gaetani di Pisa, Lucca 1723. Delle antiche e numerose
moltissimi luoghi che
vi

signorie de' Caetani ne riporta l'elenco


il

Ricchi nella Reggia de' Folscia p,5o.


cav.

Massimo. Essa marziale, predominando la parte ferrea, e giova all'ostruzione di milza, male frequente tra' sermonetani. Si osserva nel piano della campagna, da un lato della strada di Norma, un piccolo laghetto di forma rotonda, e di circa mezzo nibbio di terreno, chiamandosi precisamente la contrada ove giace il Frecciale. Si giudica derivato da un avvallamento di terreno, ed ivi esister doveva qualche rimarchevole edificio,perch si rinvennero diversi frantumi marmorei, un capitello di marmo bianco, qualche avanzo d'opera laterizia, varie tegole di terra cotta di diversa forma di due piedi e un 6.aventi due labbri alcipe
l'estremit,
il

Il

De Mattheis

nel

Saggio istorieo

che usa vasi per render pi

di Prosinone sua patria, dice a p. 77, che Prosinone distinguendosi nel secolo

solide le fabbriche e per dare loro bella

comparsa. Si scoprirono pure diverse

XII
era

tra' paesi della


il

Campania Romana,

nicchie con entro ossa

umane, forse sepolvi

luogo principale della provincia

creto di qualche famiglia illustre. Riferisce Caliudrijche nel

goveruota da' baioni Caetani cuuli dulia

monte

un abis

i?4

VEL
lenza d'arte.

V E L
lato con maestria e

so o cratere detto il Pozzo dell'Osa, ed in altra parte del territorio sono 3 ta-

berne sotterranee, o famose grotte, le une maestosamente fabbricate a volto sopra


le altre.

nendo

la

commesso con eccelLa porta per cui si entra veRoma non l'antica, la quale
una cantina
si

trovasi interrata in

dell'avv.

Pozzi, dove ancora


l'arco ch'esser
blica via

osserva

il

voltone e
alla

Governo di Valmontone. Valmonlone. Citt e comune della diocesi di

dovea di fronte

pub-

Segni, residenza del governatore,

che conduceva al palazzo baronale. Aggiunge pure Marocco, che il materiale col

con

territorio in

piano e in colle e molti


e

fabbricati,distante circa it\ miglia da

ma,! 4 da Cori,
Palestrina, con
Statistica del
ta valle
1

5 per

la via

Rodiretta da
la

abitazioni,

quale furono fabbricate molte comune opinione fosse tra-

sportalo dalle rovine dell'antichissima


citt di

8275

abitanti secondo

Labico, molte iscrizioni

marmonegli

853. Giace isolata in istretriparala da basse colline, sopra

ree della quale e trovate nel


scavi della tenuta detta la

1789

un colle di lufa vulcanico dirupato, meno pc luoghi fatti pi agiati per gli accessi , dirimpetto a Monte Fortino lungi 3 miglia a levante avendo Segni e Gavign ano, sulla via proviocialeecorriera Ca,

cazione a cui non


gesse,
si

si

Cavalla, ubiaccorda che ivi sor-

collocarono nell'atrio del palazle

zo baronale, e

riporta in

uno

alle

mo-

silina,

corrispondente nella 1/ parte al-

derne della collegiata e dell'oratorio. Le vie interne sono regolari, selciate e assai comode, fiancheggiate in generale da buoni fabbricati,

l'aulica Labicana, e

Latina. In lontananza
ta somiglianza colla

dopo Lugnano alla la citt ba una cer-

tranne quelli presso porta

Romana

abitali da'coltivatori de'campi.

veduta della Riccia,

tanto per

la

verdura delle boscaglie cbe

di antico rimarcatisi molti massi


lateri di tufa locale,

Osserva Nibby, che entrando nella citt quadriavanzi dell'antiche

l'attorniano,
legiata cbe

la

come per la cupola della colsormonta. La sua pianta


di torri
in

ridncesi a un'ellissi irregolare, ed cinta


ili

mura munite

lari,

opere de'bassi tempi,

quadrangoparte smaned
altri

mura, impiegati nelle costruzioni moderne ed alcuni sembrano al posto loro, qualche vestigio d'opera reticolata, ed un sarcofago del tempo di Settimio Severo
,

tellate e in parte ridotte a case

ridotto a fontana pubblica, sul quale so-

moderni, come apprendo da Nibby. Ritiene Marocco, cbe da valle e da monte pub esser derivata la denominazione di Valmonlone, essendo circondata da una breve vallata e situata sull'eminenza cbe alcuni dicono essersi chiamala Montone.
usi

no espressi a bassorilievo 3 Genii che reggono encarpi o festoni. Le case le reputa


generalmente d'opera saracinesca e ricordano il XI secolo. Si direbbe che in gran parte fu riedificata dopo che ne fu inve1

stito

Riccardo Conti. L'attuale magnifial riferire

Dice gi

le

sue

mura
i

solide e costruite

co e grande palazzo baronale,


del p.

con diligenza, ed
tilati disposti

frequenti torrioni

mu-

Casimiro da Roma, Memorie delconventi de' frati minori delromana, fu cominciato a

con buon

modo

di militare

le cliiese e

architettura. Leabitazioni appartengono

la provincia

a diverse epoche, alcune tendenti


sto gotico, altre

al

gubal-

fabbricare verso I1662 dal principe Camillo

meno

antiche

hanno

Pam phi

coni di tufo o pietra nera formati a cro-

sito pi

nipote d'Innocenzo X, nel lj eminente e nel miglior clima (poi-

ce che in

4 parti dividono le finestre, molte case hanno 1' ingresso ad angolo ottuso o arco acuto, come ne'luoghi dell'epoca de* guelfi e ghibellini; ed alcune
fabbriche sono formale di tufo, scalpel-

ch essendo la citt edificata sul tufa, questo produce alquanto umido, secondo Marocco),e con moltissima diligenza d'arte disegnato, con fascie e abbellimenti eslerni di

peperino e

di pietra tiburtina.

VEL
La
facciata principale rivolta alla piaz-

V E L
no
le

i*5
lodevolmen-

accresce lustro, ed

za maggiore,

d'onde verso mezzod

s'
I'

a-

pre una veduta bellissima e vasta:


chio rapidamente percorre
tato dalle
il

oc-

trailo limi-

punte dell'Algido e da quelle del Lepino, presentasi da lungi verso occidente Rocca Priora, e avanzandosi verso mezzod si riconosce il monte Artemisio e l'Algido, e spalancasi la valle e

quotidianamente dal capitolo stalli. Urbano Vili eresse in collegiata la precedente, con breve de'i5 marzo) 638, grado che venne
te ufficiala

nel suo coro di 17

trasfuso all'attuale, istituendo l'unica e

principale dignit dell'ai cipretalo. Allora


il

capitolo

si

componeva
a

di 7 canoni-

Paca-

ci, poi

aumentali
di

g due chierici, ed
la

ora

lude Pontina: di fronte presentasi


tena del Lepino e solto di quella
te

la

lo

io canonici compresa
col

dignit

Mondiversi

dell'arciprete; gli altri benefizi

Fortiuo, e di fianco verso oriente Gasale, e


i

do corpo
scrive
i

capitolo.
il

non facenMarocco che deFrancesco del


,

vignano. L'ampie e alte

quadri, dice
i

s.

p.

apparlameuli dipinti egregiamente con favole mitologiche, merilano vedersi. Yi si giunge per due vie; la pi bella comincia dalla piazza, l'altra dalla porla

Pozzi e ne rileva
altare
si

singolari pregi

al cui

venera pures. Filomena ben di-

pinta dal Quattrocchi.


di
s.

Humaal

na,

rimanendo da un
stalle.

lato

1'

imponente
son-

Il superbo quadro Benedettolo giudicadel Ferri. due quadri del Salvatore, e della B. Vergine
I

fabbricato delle

Propinquo
dirsi
il

coldivin Figlio sono del Conca. Nella sagrestia

tuoso edifizio, che pu

pi super-

bo de'dintorni, everso
le della piazza

l'angolo orientala facciata

della

immagine si ammira in tavola Madonna col s. Cambino in grem1'


1
1

comincia
s.

della

chiesa principale di

Maria Maggiore As-

sunta in Cielo, collegiata e parrocchia. Essa

fu riedificata dalle

fondamenta dal

bo circondata d'Angeli, dipinta nel 5 3 dal famoso Pinturicchio. Questa chiesa fu solennemente consagrata a' 27 maggio r Pietro Corbelli vescovo di 1 703 da mg.
Segni. Nel vicino oratorio del Gonfalone,
edificato da Alto Conti

principe Gio.BaltistaPamphiljAldobran-

Camillo encomiato, e v'impieg 4 anni dal 685 al i68g, servendosi per architetto di Mattia de Rossi figlio del bergamasco Gio. Antonio passadini figlio di
1

bellissimo
lti

il

morto neli466, quadro delPresepio dipinto


tutti

167,2

daD.,da

riputato del Bas-

bile architetto,

Bernini

amato allievo del celebre come pu leggersi nel Milizia,


377.

Marocco. Ma de'sei Da Ponte di Bassano pittori, niuno port il nome cominciatile col D. Io non pretendo con
sani, all'erma
tale data e iniziale indovinare l'autore del quadro, dir solo che in quell'epoca fioriva il Domeni chino, e cominciava a fio-

Le

vite de* pi celebri architetti, p.

Magnifica, elegante e vasta n' la mole, che fa contrasto colle abitazioni modeste del luogo: la pianta ovale, bella e semplice,
la

rire l'oriundo francese

Gaspare Daghe!
e discepolo del ce-

essendo cio

un'ellissi: bella

pure

nato

in

Roma, cognato

cupola che

la sormonta,schiacciala, so-

lebre paesista Poussin, ed anche scolaro


di

lida e luminosa;
sia le

buono

il

campanile, os-

Claudio Lorenese: fra'paesisti

italiani

campanarie, al dire del severo Milizia; l'atrio poco ampio convenevole e decorato: ma a Nibby particotorri
i

due

quello che ha pi grazia e sentimento;


tutto in lui vero.
gi
1

suoi mirabili paesag-

sovente ornavali

di figure.
la

Molto dipin-

lari

sembrarono

risentire

gli

effetti

del

se pel principe

Pamphilj,

qual famiglia

gusto di quel secolo corrotto. L'interno ornalo dalle pitture del p. Pozzi, di Giacinto Brandi, Cirro Ferri, Agostino Siila,
cav. Sebastiano
tisti

possiede grandi e rinomatissimi quadri.

A lira parrocchia
parte sinistra,
la

ia chiesa de'ss. Andrea

e Stefano. Salendo a

Valmontone per
ss.

la

Conca

e altri rinomati ar-

chiesuola della
siile

Ver-

del

XV11

secolo.

Va

eccellente orga-

gine delle Grazie, che per lo

e la co-

126

VEL
La
il

VEL
porta,

stellione ricorda l'XI secolo.

Casimiro
la

la

chiesa conteneva 3 altari dal-

antica aneli' essa e rinnovata nel secolo

parte dell'Epistola e 2 da quella del Van

XIII, presenta l'Eterno Padre:

mistico

gelo, ed era stata consagrata a'26 febbraio

Tau, che vi si vede espresso, prova che un tempo questa chiesa appartenne a'monaci o meglio canonici regolari dell'or-

da Giuseppe Pamphilj vescovo di Segni Il p. Casimiro riprodal i'jo al 1 58 dusse due memorie sepolcrali, il novero
1
.

dine di

s.

Antonio abbate. Sopra un'altula

delle

ss.

reliquie della chiesa, incontro la


'

ra pure a sinistra della via, e non mollo


lungi dalla citt, vedesi dominare
sa e
s.
il

quale nel i49 Conti edificarono a

s.

Mi-

chiedi

chele una cappella semicircolare, poi pro-

convento de' minori osservanti


il

fanata nel secolo passato, e che nella cam-

Angelo, di cui ragiona

subnominato

Casimiro nel cap. 25, insieme alle noliziedi Valmontone, e di cui mi vadogiovando, di conserva cogli altri lodati scrittori. Ambo gli edilizi sono situati sopra
p.

un
ti

colle,

quali

nondimeno reslanocoperli

dagli altri colli che


i

circondano

anzi

pana del campanile era inciso l'anno i523, colle invocazioni della Madonna e di s. Michele, e col nome angelus Melo Verulanus. Soggiunge il p. Casimiro che piti d'un miglio da Valmontone sulla via Labicana fu gi il monastero di s. Maria in Silice de Fai le montana (cos detta da'
grossi selci della via lastricata), di cui tro-

le finestre del

appartamento del palaz-

zo baronale stanno a cavaliere del tetto della chiesa ed a livello del convento de' cappuccini di Palestrina. Il p. Gonzaga,
Misturici Serafica, peli.
e senza docu-

menzione neh' Ughelli, nel diploma conferma de'beni a Pietro vescovo di Segni, emanalo nel 1 82 da Lucio III, da
vasi
di
1

cui

si

trae ch'era stato toltoa'benedetlini

mento pubblic che


zia

il convento gi abbaappartenne a'benedettini, e che da'si

a'quali era appartenuto. Nel secolo X11I


vi

furono collocate

le

monache di

s.

Chia-

gnoii Conti baroni del luogo fu concesso


a 'francescani colla bellissima chiesa.
Il

p.

Casimiro assicura che


l'anno 009. Nel
1

la

fabbrica anti-

ca, e nel!' architrave della sagrestia lesse


1

738 per

certa fabbrica

si

scopri

con vari

una croce stazionale di ornamenti di musaico,

marmo
le

quali
l'as-

cose potrebbero rendere verosimile

concedendo Nicol IV l' indulgenza Signina Dioecesis. In una bolla di Paolo II del i47 s narra che il monastero era disabitato e da pi anni diruto; per non si deve confondere col monastero che nello slesso pontificato Giovanni Conti fabbric dentro Valmontone col medesimo nome di s. Maria in Silice,
ra, alla loro chiesa
'

serzione del p. Gonzaga, ed il Nibbydice saracinesca la costruzione. Certo che i


fiati

per aver ottenuto


di trasferirvi
vi rifiorire di
il

tal

signore dal Papa


osservanfa-

titolo dell'altro, e di farla regolare

minori non
del secolo

vi si

stabilirono

dopo

la

nuovo
a'

met

XV, ad onta che tale epomemorie


del

za.

Giovanni per ottenere tuttoci pi

ca sia notata nelle

convento

cilmente don

monaci

di

s.

Scolastica

e nell'archivio d' Araceli,


secolo di loro istituzione.

ma

nello stesso

porta

il

p.

Imperocch riWaddiogo, Annal. Minor., che

il monastero, anche 1' ospedale pe' poveri fabbricato gi da Allo suo genitore, sepolto nel

di Subiaco, oltre la chiesa e

I V nel 1 290 con breve de'7 luglio dato in Orvieto,la cui copia era nell'archi-

Nicol

466

in quella chiesa
esiste.

con

epitaffio.

L'o-

spedale tuttora
lo Messori

Nel Diario di Car-

viodi s.lsidoro, concesse l'indulgenza per-

petua d'un anno

e4o

giorni a' fedeli che


1

da Subiaco si legge, che nel i5gi era priore di questo nuovo mona-

pentiti e confessati

visitassero nel giorno


l'S.'

siero d.
fu

di sua festa e per tutta

la

chiesa di

s.

Ambrogio da Subiaco, ma dipoi abbandonato all'atto da'monaci, laon-

Michele Arcangelode'frati minori di Valuioutoue diocesi di Segni. A tempo del p.

de neh

656

vi

poterono

ritirarsi
il

minori

osservanti, uel

tempo che

loroconvcnto

V EL
di
la

VEL
de
di Pai tenio, trovala

127
dal Fabretti nel

Angelo era abitato da'contagiosi delpesti lenza die affliggeva pure la contrai.

territorio della
ta nel
ctil/us.

da.

Aggiunge Marocco, che


s.

al

monastero

suo libro

Colonna e da lui riportaDe Aquis et Aquaedu*


il

fu unita l'abbazia di

Maria di Porcinia,

Con

tultoci confessa

p.

Casimi-

castello poi detto Percile, distretto e diocesi di

ro di non poter abbracciare neppur quel


sentimento, dubitando che la lapide forse potrebbe esservi stata trasportata bench potrebbe essere surto Labico non lungi dalla Colonna. Ma considerando che un tempo esistevano Labico, Colonna e
,

Tivoli,con altre notizie sul medesi-

mo, ora del tuttodiruto.lesue renditenon eccedendo ?o floriui d'orodi camera. Era
vicino alle ville ecimiterio di
la via
s.

Ilario nel-

Labicana, dagli antichi cristiani di

gran divozione e assai frequentato. Dice

Zagarolo, e
,

tutti

e 3 chiamati co'loro noes-

ancora
stero

il

Marocco che quasi 5 miglia

di-

mi conclude che Labico non poteva


ser situato

stante da

Valmontone
di
s.

esisteva

il

monarim petdi cui

mollo antico

Cecilia dell'ordi-

ne

di s.Benedetto, e precisamente

to al diruto castello di
feci

Pimpinara,

ove oggid piantala Colonna, e questo castello non pot esser fabbricato sugli avanzi di Labico. Questa citt era tuttavia in piedi nel cominciar
del secolo

parola nel paragrafo Gavgnano.

Non

XI II,

in cui

Domenico vescovo

manca Valmontone
le

di pii sodalizi, e del-

maestre

pie, le quali

furono

istituite in

questa citt dalla principessa Leopoldina

Doria Pamphilj
la citt sta

di

Savoia Carignano.
il

costruendo

cimiterio

Ora comu-

d'Albano vi pass a governarne la chiesa, il che rendesi manifesto dalla lite insorta tra il vescovo d'Albano e il monastero di Grotta Ferrata per I' esenzione di una
chiesa del castello di Paolo, situato sotto

nale fuori dell'abitato ed alla distanza di

medesima. Celebre fra 'geografi stata sempre la questione sopra il sito preciso di Labico (P.),
circa

mezzo miglio

dalla

Marino; e mentre da molti anni addietro esistevano altres la Colonna e Zagarolo, come si trae da Pandolfo Pisano, il quale
narra che Pasquale
II

neh io^

egrts.sus

citt

ragguardevole dell'anticoLazio e poi

sede vescovile.
altri
le

dopo

di lui

Leandro Alberti e molti hanno stimato che sulsia stato

rovine di essa

dipoi fabbrica-

to

Valmontone. Cluverioe Kircher hanno creduto Labico nello stesso silo ove oggi piantato Zagarolo (F.). I moderni scriltori.appoggiati all'Olstcnioeal Fabi etti, non altrove lo riconoscono che nel castello della Colonna cos'i Marocco e Nibby. Il p. Casimiro da Peonia per osserva die la Colonna non situala sulla via Labicana, ma distante da Roma circa 1 5 miglia, che fanno appunto 20 sta, i i

urbe Cavasi recepit,Columpnam et Gazzfro/m,cioZagarolo,ed in pi luoghi da Cencio Camerario. Sembra dunque al p. Casimiro vacillare la congettura di que' che hanno scritto Labico esser lo stesso

che

la

Colonna.

moderni Calindri e Ca-

stellano inclinano a credere che l'odier-

no Valmontone abbia rimpiazzato l'antica citt di

Labico, che altri posero a Za-

garolo o

alla

Colonna. A'ricordati

arti-

coli riportai lediverse opinioni degli scrittori, fra 'qua li


il

Fico ioni pose Labico pres-

so la sua patria

Lugnano.

Il

dotto IVibby

HeW Analisi de' dintorni di Roma, t. 2, p.


59, ragiona delle diverse terre che si disputarono P onore d' esser succedute all'antico Labcum o La\'icnm e tutte ebbero loro forti difensori, n tace che nel
1
t
i

da Strabune a Labico; disianza che non si pu coufare alla posizione di Zagarolo, che dicesi 17
miglia lontana

di di lontananza assegnati

by),e
tone
,

daRoma (di pi vuole Nibmollo meno con quella di Valmonche viene giudicata lontana dalla
di

secolo

XVI

era

comune

l'opinione in fa-

medesima pi

22 miglia. Ci die

poi

vore di Valmontone, e nel seguente altri lo situarono a Zagarolo. Pertanto soggiunge: Se per ad uu malinteso

doti ebbe togliere ogni dubbio la lapi-

amoie

128
di patria
si

VEL
fosse sostituito

VEL
Zagarolo e Valmontone, poich avendo
l'infaticabile e intelligentissimoNibby per-

ro esame de' luoghi,

un pi matued un rispetto magoscil-

giore all'autorit declassici antichi, l'o-

corso in tutte

le

direzioni quel tratto di


la

pinione non sarebbe andata tanto


scienza.

paese latino fra

Colonna, Valmontone

lando con detrimento della verit e della


escluse

e GaIlicano,questi

due luoghi solamente


in tutto quel distretto

Ragionando poi delle distanze, ne Valmontone, dicendola pi di 26

presentarono a

lui

traccie d' antichit.

Quelle

di

Zagarolo

miglia distante da

Roma
24
5

e poi nel suo

articolo scrisse circa

e trov le

me-

desime e le altre coincidenze in favore della Colonna, ed eruditamente rifer le notizie di Labicoe della Colonna. Trattando poi il Nibby di Rocca Priora, che dice l'antica Corbio o Corbone, nel t. 3, dichiara che Vitellia era a Valp. 22 montone, ed io seguendolo, ci ripetei oel voi. XXVII, p. 178, nella breve mia descrizione di Rocca Priora _/ad onta ch'egli nell'articolo Ci vitella di Subiaco, nel 1. 1,
,

non crede appartengano a epoca remota, ma li reputa pezzi di monumenti dislocati del tempo imperiale di Roma; n l'aspetto di quella terra ha grande apparato d'essere stata una citt antica,
tosto

ma

piut-

una

villa

romana:

al

contrario Val-

aspetto mostra il caratteuna di quelle citt o piuttosto borgate munite del Lazio primitivo, essendo posta sopra un colle isolato, cinto da dirupi ed attorniato da sepolcri scavati nel
re di
tufa,

montone ah.

come

quelli di Collazia e di altre cit-

p.

4?4>

I'

avea riconosciuta succeduta a


nel paese degli
gli

t antichissime, e fra

due rigagnoli che

Vitellia
eroici,
coli
,

da'romani eretta onde tener a freno


ivi

sono da considerarsi come due delle pi


lontane e perenni sorgenti del fiume Sacconfluente principale delLiri. Questo fiume evidentemente quello che Strabone
il suo testo odierno designa col noche Ovidio e Orosio appellano Toleniti, dal quale si conosce l'origine del

equi

equi-

ed inoltre

gi avea riconosciuto

Valmontone essere succeduta a Tolerio, Nel mio articolo Subiaco, e nel paragrafo Ch'itella ne ripetei l'opinione, lo non intendo censurare il grand'uomo, soltanto avvertire gli anacronismi,

ossia

me

onde non esil

nome

di

Tolerium, ch'era posto

alle sor-

sere anch'io in contraddizione. Inoltre

genti di quello. Prova ulteriore pel Nib-

INibby nel

t.

3, p.

369, tiene proposito

di

by che Tolerium fosse sulsitodi Valmoatone,


la

Valmontone, che dice l'antico Tolcrium, quindi Castrimi Vallis Montonisj ed eccone le sue notizie. La citt di Tolerium o Toleria, come una delle pi antiche del Lazio, ed esistente fin dall' anno 268 di

marcia

di CorioIano,il

quale veValle

nendo contro

le citt latine della

Pontina, lai." a presentarglisi sul confine


volsco da quella

parte era Tolerium, e

questa

infatti,

secondo Dionisio e Plutarla


1

Roma, Dionisio e Plutarco l'indicano chiaramente


situata nelle vicinanze di Boia,

co nella Vita di Coriolano } fu


ser assalita,

."ad esassal

come successivamente
dopo
l'altra gli
si

ch'f gli riconosce a

Lugnano, Labico e Fei

quelle che una

parava-

do, mentre Plinioenumera


fra quelle popolazioni del

Tolerienses

no

sulla strada, cio Boia,

Labico e Pedo.
i

Lazio antico che

non volendo attaccare n


i
i

prenestini,

pienamente scomparse. Stefano Bizantino poi si limita ad indicare Tolerium solo come una citt d'Italia. Se, come sembra al INibby, Boia fu a Lagnano, Labico alla Colonna, e Pedo a G allicano {V .), due soli luoghi modera'snoi giorni erano
ni

n gabini, n tnsculani perch forse erano d'accordo co'volsci, o non erano alleati de'romani, si volse contro Corbione,
,

Boville posta presso

le

Fraltocchie,e La;

vinio (Pratica dice INibby

non

si

deve

potrebbero contendersi l'onore d'esser

confondere con Patrica nella delegazione di Frodinone: \ Lavinio e di Pratica ragionai nel voi.

riguardati

come

succeduti a Tolerio, cio

XXXVU,

p.

233

e seg.

VEL
ultime citt che
gli

VEL
a soggioil

129

rimanevano

gare sulla sinistra, prima di porre

camIl

g Ber 8/f5- Principia l'articolista col fare osservare, che non si pu


tarel7/,
1

Roma

po contro Roma,
loroso esule

alle

Fosse Giulie.
i

va-

in miglior

modo onorare

il

paese natale di

romano trov

tolerini pre-

parati a difendersi, e da prodi per

un

gior-

quello che ricercando nella sua storia, e manifestando alla luce del mondo le sue

no intero respinsero
ne dovettero cedere

l'assalto,

ma
i

alla fi-

alla furia de' volsci.

La

citt fu presa d'assalto,


cos'i

ed

volsci

ne

riportarono una preda


to del bottino

grande
il

in uo-

mini, denaro e vettovaglie, che

traspor-

da altri scemate, mesdubbio o negate del tutto. Ci fece assai dotta mente, e con franco e bello andare di stile, Luigi Bertarelli da Valcuontone nell'opuscolo annuncialo di 3g facglorie, tanto pi se

se in

dur parecchi

giorni. In-

ce in 8., abbastanza pieno d'erudizione.

dizio questo della floridezza di Tolerio,

Egli procede, al dire dell'articolista, con


bel ragionare, chiarezza e con forti argo-

sebbene la citt non fosse molto grande, secondo Dionisio, il quale fa dire a Mimici nella sua legazione a Coriolano, che

menti a mostrare
co degli antichi.

come
tale

presso

il
il

luogo
Labi-

dove sorge ora quella

cilt fosse

non credesse gi Roma, e che non


ni.

facile

impresa

l'assalire

credesse d'averla a fare

co'pedani eco'toleriui, piccole popolazio-

Nuovo argomento

a favore di Valmoti:

ragionamento, dedicato al suo concittadino d. Pietro Paolo Fratoni parroco de' ss. Andrea e Steparagrafi. Acfano, l'autore divise in 1
1

Un

tone,dice Nibby. Indi nota

E' singolare,

che mentre Dionisio e Plutarco sono pienamente d'accordo nell'indicare la presa


di Tolerio,

cenna nell'introduzione come il Sommo Pontefice Gregorio XVI, con breve de'

Livio non ne

fa

menzione,

ma
7

26 settembre 1 843, desse al comune di Valmontone l'illustre titolo di citt, e


quindi
i

in vece

nomina Trcbiam
il

ossia

Trevi (P

.),

suoi abitanti, fra le altre pubblidi gratitudine a tanto

eh' fuor di luogo affatto; e perci

pu

che dimostrazioni
la

credersi che

nome

in Livio sia stato al-

benefciOjStabilissero

una accademia,
il

nel-

terato da'eopisti e che iu vecedi

Trebiam
quel-

quale dovea recitarsi questa disserta-

debba

leggersi

Toleriam, congettura che

zione, la quale

non tenuta

Bertarelli

sfugg al dottissimo Cluverio.


la catastrofe

Dopo

pubblic colla stampa. Quanta oscurit


e

nisse

sembra che Tolerio non vemai pi abitala, poich non se ne trova pi menzione negli antichi scrittori. Quindi crede Nibby , che cittadini
i

quanta incertezza

sia stata

torno
te di

alla situazione dell' antico

sempre inLabico

noto a

chiunque si conosce minimamenpresente


la

queste materie: chi nel luogo dove


al

superstiti

si

disperdessero nelle citt vi-

sorge

terra di Zagarolo;
altra volta

cine di Boia, Frenesie e Pedo.

Quantun-

chi alla

Colonna; chi

pureoil

que per Tolerio fosse scomparsa , non sembra probabile che sul finir del governo repubblicano o ne'tempi floridi dell'

pin che fosse nelle vicinanze di Valmontone;


i

quali diversi pareri discorre

Bertoc-

tarelli nel 3. paragrafo,

dopo aver

impero il suo sito fosse trascurato da qualche ricco romano il quale ne avr profittato per edificarvi una villa, come
,

cato nel
t. Il

la

storia dell'antichissima cit-

Nibby,

in fra gli altri, volle a'd

nol'av-

stri

sostenere che veramente alla Colon-

di altre citt primitive del Lazio essere avvenuto afferma Strabone, e ne fan testimouianza le rovine esistenti. Nel d.65 del Diario di Roma del 846 si legge
1

na sorgesse Labico, secondo eziandio


viso dell' Olstenio e del Fabretti;
si fa il
il

che

nostro Bertarelli a confutare mol-

to valorosamente nell'8. paragrafo,

com-

un

articolo di

O.

R., nel quale

tezza del pubblicato libro:


tico e nuovo Labico.

d conIntorno l'an-

battendolo

coli'

autorit

degli

antichi

Dissertazione di id-

scrittori, come di Livio e di Strabone, il quale scrivendo che Labico giaceva oltre

vol. LXXXIX,

3o
i

VE L
fa

VEL
chiaro che non
presente
la

il

da Roma, polea essere dove sorge


5. miglio
clie,

lonnn

fosse l'antico

Labicom, citt abbala

al

Co-

stanza ragguardevole da dare

denomi-

lonna,

osserva

il

Berta celli, seguendo

nazione

di

Labicana

alla via

romana che

le tracce della dritta

ca, dista

da

Roma

via Labicana antisolamente 12 miglia;

la comballe coli' andamento della medesima, colla natura del luogo in

via cui

vi conduceva, senza dire la propria opinione nel contrastato argomento. Intorno a Labico, oltre il detto nel suo articolo e ne' luoghi che ivi citai, tanto sem-

la Colonna, con altri ben forargomenti che tralascio per brevit e che stimo prezzo dell'opera leggere come sono distesamente e eruditamente trattati nella dissertazione medesima. Ver conavea gi abbatrario nel paragrafo 7.

poi sorta
ti

brami abbastanza per un maggior detpu supplire il Nibby. Questo racconta, che la suindicata villa avea il nome
;

taglio

di

insieme con

stanza provatoli Bertarelli


liquie dell' antico

come colle refosse costrutto

Casa Maior nel secolo Vili, quando Longeiamim, oggi Lugnano, fu data da s. Gregorio II del 710 alcome si ricava la basilica Lateranense
,

Labico

dal registro di Cencio


dal
IVI

Yalmontone,

come

a cjuesto

apparten-

tiratori nel
I

t.

Camerario inserito 5 eM'Jntiq. Medii

ga l'antica sede episcopale Labicana. mentre nel paragrafo 9. mostra colla maggior evidenza
I'

devi.

coloni posti a coltivar questo fon-

errore del Nibby nell' a-

tico Tolerio.

ver dato a Yalmontone il nome dell' anE poich la maggior gloria

do formarono a poco a poco la borgata, che fino dal 1 139 avea assunto il nome di Vallis Montoni*, il che si trae da un
atto riferito nell' Appendice 2." del
degli
le
t.

che venga ad una citt quella che le danno gli uomini di alto sapere da essa Ieri vati, saviamente lo stesso Bertarelli, avanti di por fine a questa sua bella ed eru-

Annales Canta Idulenses; nel qualeggesi come Oddone signore di l'oli


Innocenzo
II tal

mand ambasciatore a Papa


un

non vuole taciuti nomi d'alcuni pi celebri cbesortirono nelnatali; e valga per la sua Valmontone
dita dissertazione,
i
i

Landone de Valle Monlonis, pel narrato nel vol.LXXV, p. 2 .876288, parlando di Poli e nuovamente della famiglia Conti.
sta terra

Continuava

a quell'epoca

que-

lutti

il

ricordare quel Giusto de'Conti,ce-

leberrimo poeta,giureconsulto e oratore, stato consigliere di Sigismondo PandolfoMalatesta".

ad essere posseduta da 'canonici regolari Lateranensi, e venne loro confermata,

come
1

si

legge nella bolla a loro

Termina
si

l'autore dell'arti-

e al proprio priore diretta da Anastasio

colo dicendo, che siccome tutto l'opuscolo interessante,


terlo,

sarebbe dovuto ripe-

IV nel 54 riportata dal Crescimbeni neW Istoria della chiesa di s. Giovanni


1

congratulandosi collo scrittore per

avanti Porta Latina,^. 248, con queste


parole che da essa ricavo:
belis in cancello,

tale sua fatica,


ria e
tale.

che non reca minor glo-

onore a lui che alla sua patria naDipoi il eh. cav. Coppi pubblic le
Colonnesi, nelle quali assai par-

domosquashadomos quas habetis in

Via Malori Castrimi Vallis Montonis


cimi Ecclesiis et omnibus
nici etc. Di che fa

Memorie

ad ipsum Ca-

la del castello della

Colonna
i

e de'snoi

si-

strimi per tinentibus, Castrimi Matella-

gnori Colonna (V.), quali derivando dagli

antichi signori del Tuscolo, dalla stes-

Casimiro. Lucio HI
ecclesiastica del
la

menzione anche il p. neh 182 pose conla

sa

Colonna presero

il

cognome, secondo

ferm Valmontone sotto


bolla

giurisdizione
nelri-

Muratori, altre opinioni avendole io riferite al citato articolo.Quanlo a Labico, dice il Coppi, alcuni archeologi, come Volpi,

vescovo di Segni, e

Etordo

rationis expostulat.

prodotta dall'Ughelli ne\Y Italia sacra,


1.

Vetus Latium,

e Nibby, sono di pa-

1, p.

rere che sulla collina del castello di Co-

si

1237, come chiese di Valmontone nominano quelle di s. Mariae, s. Ari'

V E L
dreae,s. Laurenlii cimi omnibus perlimentii* suis, s. Joannis de Selva, s. Nicolai

V EL
il

cum omnibus perlinenliisearum s. Zotici cum omnibus per tinentiis suisjmonasterinm s. Marine in Silice cum omni'
:

camla scacchiata e il popolo romano po rosso. Nell'infeudazione di Valmonlo ne, Riccardo fu dal Papa fratello iofeu
dato pure
di Poli,

Sacco e Pimpinara, e
al

prest giuramento solenne di fedelt

buspcrtinentiis et libcrtntibus suis. Frattanto


i

canonici regolari Lateranensi

l'a-

medesimolnnocenzolll in Ferentino, con atto pubblicato dal Muratori nel t. 5, p

veano talmente caricato di pesi e debili con forti usure, che trattavano seriamenvenderlo pubblicamente; laonde Papa Innocenzo III (V.) col consenso del
te di

84g
232

dell'ani.

coll'istromentodi

Med. Aevi, e dal Ratti a p. compra di Valmonsi

tone. Perci Riccardo successori a fare

obblig co'suoi
et

guerram

pacem

de.

priore e canoniciLateranensi,comprVal-

tnoutone colle sue pertinenze

parte co'
lo die

denari suoi, parte con quelli del fratello

Riccardocontedi Sora,ed a questi


in feudo nel
sis Ecclesiae. sto essere del
Il

1208, salvo iure LaleranenRatti dice l'atto d'acquie conservarsi nell'ar-

Castro Vallismontonis, de Sacco et de. Plumbinarin conica omne.s homines ad mandatimi Romani Pontifici. E siccome da'figli di Riccardo si formarono due linee primarie, la primogenita de' signori
di

Valmontone

e poi di Segni, e

1'

altfa

1209

de'signori di Poli, questo paragrafo

pu

chivio Sforza, nella qual famiglia passa-

vedersi nel luogo citalo, anco per gli al


tri
ti,

rono beni e le prerogative della linea primogenita de'Couti. Nel Bull. Rom. t.
i

feudi che signoreggi. Osserva il Ratche Valmontone forse sarebbe andato

32, la bolla Cum Castrimi ValMontoni colla quale Innocenzo III Ricardo Corniti Sorano Castrimi Valli* Montonis confirmal, eaque. omnia, quae eilocarunt Canonici basilicae La3, p.
1

soggetto alle divisioni e altre vicende, al


le

li*

quali furono sottoposti tanti altri feu-

di di casa Conti, se di Paolo, e nipote

Giovanni Conti

figlio

diRiccardo fratello d'In-

nocenzo

III,

teranensis.

da questo Riccardo ebbeo-

nonne

avesse istituito

con suo testamento del 1287 un perpetuo fidei-

rigine la linea de' Conti (V.) di

Valmon-

tone e di Segni,
gli articoli,
ti,
i

come

raccontai in que-

quali vanno tenuti presenperch procedei co'docmenti autenpubblicati dal Ratti, Della

tici

Famiglia

Sforza, t. 2,p. 2i7eseg.: De' Conti di Segni. Ma devesi anche qui notare, che
.- stabile signoria che acquist il grande Innocenzo III fu quella di Valmontone per cui la famiglia Conti sino alla

la

commisso a favore de'primogeniti di sua famiglia, comprendendo nella sua disposizione anche il castello di Gabiniano o Gavignano, e quelli di Fluminaria e Sacco. Di pi Giovanni Conti ordin nel testamento l'erezione d' un monastero di monache in Valmontone. Pu vedersi il Ratti a p. 234, ed il paragrafo Gavignano. Dalla suddetta epoca fino al

i5y$

Conti ritennero costantemente


di
tizie

il

dominio
i

met, del secolo si chiam de Conti signori di Valmontone; e talmente fu


proprio di essa
scritto pressoi
il

XV

Valmontone, onde le loro copiose nocon essa si rannodano, alla quale


le

nome

di

questo suo prin-

Conti profusero

proprie beneficenze,

cipale feudo, che non rare volte trovasi

massime
mitivo
tante
al

in

opere
e

di piet,

contemporanei Casa Valas-

e principale feudo.

montone per Casn Conti, giacch essa


1

i25o

che

si

come loro priUna carta spetconserva nel mo-

sunse l'amministrazione e il dominio di Segni dipoi nel 353; dicendosi ne'docu-

nastero camaldolese de'ss. Andrea e Gregorio di Roma, riportata nell'Appendice


del

Casa

comprovano, che alla Vallemontone Corradino imperatore nel 1254 die l'arme dell' Aquidi

inenti che tuttoci

Annales Carnainomi di molli abitanti ragguardevoli del Castrimi Valt.

>

p-

5g7

degli

dulenscs, ha conservato

i32

V E L
come
testimoni in

VE
Napoli.
Il

L
Roma
racconta
g,

lismontons, chiamati

p.

Casimiro da
della
s.

un testamento,

fra'quali vi quello d'un

col liobio, Istoria

Religione di

Felice frate dell'ordine de'iniuori, che 1&


dice castellano di
signori di

Valmontone. Valmontone sovente


i

Conti

Giova uni, che mentre soggiornava in ValmontoneUrbano VI, essendo grandemenil gran maestro gerosoGiovanni Fernandez d' Heredia, perch dava ubbidienza eseguiva le parti dell'antipapa CIementeVlI,lopri. v del magistero, ed elesse a quella di gnit fr. Riccardo Caracciolo gentiluomo napoletano e priore di Capua. Il Ratti crede che accogliesse il Papa nel palazzo di Valmontone, lo stesso Giovanni Conti

alloggia-

te

adirato contro
fr.

rono nel proprio palazzo Papi che da Pioma passavano in A ungiti, ed alle volte a Napoli, prima che la residenza pontificia fosse trasferita in Avignone. Nel i 377 ne parti Gregorio XI e la ristabil
in

limitano

Roma;

indi per sollevarsi dal viaggio e


i

volendo evitare gran caldi dell' estate, pass con tutta la sua corte, e preceduto dalla ss. Eucaristia, in Anagni. e quivi
si

che avea ospitato


figlio Adinolfo.

il

predecessore, o
p.

dsuo
si

trattenne fino

al

novembre

dello stes-

Dal

Casimiro pure
di

501377. Giovanni Conti signore di Valmontea'5 giugno vi accolsee ospit splendidamente il Papa e la descrizione di quel ricevimento leggesi in Papirio Massenio presso il Muratori Rerum Italicaruni Script, t. 3, par. 2, p. 71 ^ripro,
,

apprende, che Carlo VIII re

Francia

neh 49 5 portandosi
gno
di

al

conquisto del re-

Napoli
si

nella fine di

Vellelri

trasfer a

gennaio da Valmontone, accom-

qualificato

dotta da Ratti a p. 238, nel quale leggo il luogo e il palazzo Conti :

pagnato dagli ambasciatori di Massimiliano I re de' romani e dagli oratori di Ferdinando V re di Spagna; e questi prigli

Castrimi forte
cilium

VallemMatonis... Domiaspectu mi-

UHus pulchrum cimi

rabili cimi ornamenti sericis. Recreati

che da lui si partissero, protestaronche non dovesse pi oltre avanzarsi, poich quel reame apparteneva al loro monarca. Nel ritorno che Carlo Vili fe-

ma

ho spi tali egregie so spiper noe taviinus. Excitatiboiio mane iminensae laudes Deoobtulimus, sacrificmmqtte liba\'imus.K\e\b il Peti ini nelin ilio tota die
lliti

da Napoli, si trattenne in Valmontone 3 giorni, ed in questo tempo vi ricece

gli

ambasciatori spediti a

lui

dal po-

polo romano. Ci riportando ancora


rocco,

Mache

le /Ile/norie

Prenestine, che

Io scrittore

amalgama

in

uno due
i

diversi sog-

viaggio chiam Valmontone, Oppidum Campaniae Praenes li naedioecesis, essendo il Papa accompagnato da due cardinali, uno de' quali verosimilmente fu Giovanni de Cros vescovo Prenestino. Tornato in Roma Gregorio XI, ivi mor nel 378: in que>to gli fu dato canonicamente in successore Urbano VI, il quale conferm a'Conti ossia ad Adinolfo de F/ alle Monlonis , il godell' itinerario del
1

giorni del re. Sino al secolo


la terra di

XV pare

riosa,

Valmontone fosse felice e gloma nel seguente non solo perdette


suo lustro,

tutto

il

ma

soggiacque a vaquali cose

riecalamil e infortuni), e finalmente alla

totale sua desolazione;

le

il

p.

Casimiro narra

nella

stessa

maniera

che dal Giovio, Istoria de' suoi tempi, t. 2, p. 46, e da vari altri scrittori sono slate registrate.

primieramente

furiosi

verno di Segni, e quello di varie altre


t e castelli; indi

cit-

e crudeli soldati imperiali, che

neh 383 da
Valmontone,

Tivoli pasin cui seb-

s nel castello di

neh 527 avevano orribilmente saccheggiato Roma, partendone a '7 febbraio 528 tutti mal1

bene angusto per la sua corte e curia, come riferisce il Novaes , vi dimor qtiaM due mesi, e nel principio di settemhre si port a Ferentino donde poi part per
,

conci, per

andare a difendere Napoli sotto la condotta del marchese del Vasto, essendo giunti a Valmontone, furono loro chiuse
le

porte in facciale negate co-

V E L
slnnlemente
le

VEL
contro di esso e depredarlo erano
i

i33
stati
i

vettovaglie di cui aveano

estremo bisogno. Perci infieriti soldati , tormentarono prima colle artiglierie la terra smantellandone le mura, e in poco tempo avendola presa a forza dopo averla crudelmente saci:heggiata,la riem,

valmoiilonesi, bramosi di vendetta appic-

carono
parli.

pirono di molto sangue e strage. Dal piale avvenimento fatto pi accorto Gio. battista

fuoco in molle case e da molte bench Marc'Antonios'afialicasse mollo per farlo spegnere, non fu per possibile; mentre sopraggiungendo l'oscurit della uotte, e per mala ventura
il

soffiando

un vento
Narrano

fresco,

non

si

pot

Conti

nella deplorabile guerra fra


II re di

impedire che tutta


in cenere.

la terra fosse ridotta


la fatale

Paolo IV e Filippo
narrai nel voi.

LXV,

p.

2 34 e

Spagna, che ne 8c o>

disgrazia Gi-

'

rolamo

Ruscelli, Ascanio Ceutorio, Piedell' infelice

e Segni al sanguinario

spontaneamente Valtnontone duca d'Alba vicer di Napoli e capo supremo del regio esercito; ed il Coppi dice che il duca d'Alba stabiliti suoi alloggia menti a Valmonto-

i556

offr

tro Nores e altri scrittori

guerra della
te
il

Campagna Romana. Avveroperato dagli spagnuoli


delle chiese di Val-

p.

Casimiro, ch'essi per non riferi-

rono

Io spoglio

di tutte le

campane

ne,
di

da qui faceva correrie sino


1

alle porte

montone,
risarcire

il

che saputosi dal duca d'Alba,

Roma. Nel 55y


la

il

signore di
i

Valmondetti luo-

fece intendere al clero eh' era


il

pronto a
,

lone per

tregua ricuperati

danno

col

denaro
legge in

e perci

ghi dagli spagnuoli, fu forzato poco dopo


di

spedisse a lui persona idonea

che fu d.

le vi

commetterli all'arbitrio deiL > apa,iI quasped Giulio Orsini, Francesco Co(a questi ilCecconi nella
la

Fabio

Salvi,

lonna

Storia di

procura rogato da Teofilo Papei a'27 settembre i55q. Notnento di


di
ta
il

come mandato

si

un

islru-

Palcslrina, attribuisce

ricupera di Val-

Coppi, che dopo


(il

la

presa di

Valmon-

montone, Genazzano e Palestrina; ed il Coppi dice ci avvenuto sul principio di


detto anno, e che inoltre
i

tone, Segni

avvenuto a'i5 agosto i55y, tornai a deploracui terribile eccidio

pontificii pre-

sero e distrussero Montefortino), Papirio

LXV, p. 243) e Palestrina, Marc' Antonio Colonna favorito da' suoi


re nel voi.
vassalli corse tutta la provincia di

Capizucchi e Angelo da Spoleto con


fanti.
Il

5oo

Cam-

perch Marc' Antonio Colonna,

che militava a favore dagli spagnuoli, si accost a Val montone col suo esercito (composto di 3ooo uomini,secondo il Coppi, e pare nel mese di giugno), e avendola
i

duca di Guisa co' suoi francesi difendendo il Papa , recossi con alcune truppe dalle Marche a Tivoli per la siIl

pagna.

curezza di
se
il

Roma. Tale movimentoindusduca d'Alba a ritornare con poderoValmontone

incominciata a battere colle artiglierie,


terrazzani disperando della difesa e soldella propria salute,

se forze a'punti strategici di

e di Grottaferrata; e in tale posizione egli

leciti

cominciarono

a trattare di rendersi con patto di potere


i

concert con Marc' Antonio di sorprendere Roma a'26 agosto. Il re di Francia vinto a
s.

soldati colle bagaglie e

anni liberamenfu bar-

Quintin dagli spagnuoli, con-

te uscire; e tutto fu

concesso dal detto cae arsa per


i

sigli

pitano.

Nondimeno Valmontone

Paolo IV suo alleato alla pace, e questa fu segnata in Cave a'i4 settembre
,

baramente saccheggiata
li

opera

colla restituzione di

tulli

luoghi

d'alcuni contadini di Montefortino,


si

trovavano

uell'esercito di

quaMarc'Analtri uf-

occupati, tranne Paliano^P^.), sul quale


si

sarebbe poi provveduto, nella casa ora


il

tonio per guastatori, vivandieri e


fizi.

de'Mattei, che qualifica nobile


nelle

Petrilli,

Poich ricordandosi questi che nelprimi che cominciarono a inveire

Memorie Preneslinc
che
gli

p.

236;

ma

l'anteriore recente eccidio di Monteforti-

egli scrive

accordi seguirono nel-

no

la casa Leoucilli, famiglia principale del

34

V E L
rum,
lium
fo di

V L
elcuitsvis allerius generis itctiga
eie.

luogo, perch allora apparteneva ad essa, e dalla


rf.
Il

quale pass

a'delti propriet1

Dopo

la

morie

di

Taddeo,

il

car-

Castellano riporta

iscrizione

che

vi

dinal Francesco Barberini, con chirogra-

fu collocata a memoria pr Bello Campatane die 7 septembris i55j lue fuit contrada Pax. L'ultima sciagura di Val,

Papa Innocenzo X Pamphilj, vend a'29 aprile 65 1 \alcuontone,Lugnano, Montelanico, colla tenuta di Plumbina1

rnonloue,
ro, fu la
sti

come

la qualifica

il

p.

Casimi-

ria, pel

prezzo di scudi 687,298,

al

suo

morte di Gio. Battista Couti. Que-

nipote principe Camillo Pamphilj, e cos

nel suo testamento dell' 1 1 gennaio i574, dopo varie pie disposizioni, tra le

Valmontone pass

nella signoria della

nobilissima famiglia Pampliilj (/*.) e da


essa in quella de' principi
lj,

quali per la conservazione della chiesa

Boria Pamphila

Angelo de' miuori osservanti e de' frali lasci ducalos duos singulis men.y/iu.?, dichiarsuo erede universale Frandi
s.
,

che

la ritiene

ancora, senza
di

prero,

gativa feudale. M'istruisce Petrilli

die

presagendo Carlo
Sicilie,

Borbone

re delle

due

cesco Sforza conte di s. Fiora, figlio di Mario, e di Fulvia Conti unica sua figlia, e lo divenne nel i5j5 per morte dell'avo. Per mezzo duuque di Fulvia s'innest
il

che

I'

armi austriache tentavano


suo regno, volle nel 1744

d'

invadere

il

ramo

de' Couti di Segni e


,

Valmon-

da Napoli, e andando loro incontro, avanzandosi alla testa dell'esercito fino a Valmonloue, non trascur d'assiuscire

tone nella famiglia Sfoiza

avendo gi

curarsi di Palestrina. Nel riparto territo-

Paolo IH perpetuato

il

vicarialo di Segui

e Valojoiiloue ne'discendenti di Fulvia e


di Mario Sforza di lei marito, il che conferm Giulio HI. Secondo la visita del
i

575

della diocesi di Palestrina, apparile terre della

sce

che

Colonna

e di Val-

montone una
marca
che
gli

volta fossero soggette al velo ri-

scovo suhurhicario Pieuestino, e


Petrilli.

Riferisce

il

p.

Casimiro,

Sforza signoreggiarono

Valmon-

tone sino al i634, h cui Mario figlio d' Alessandro lo vend insieme colla te-

nula di Pimpinara a Taddeo Barberini


Prefetto di

Roma

e nipote d'

VIH,
tempo
de'

pel prezzo di scudi


il

Urbano 4 2 7>5oo. A suo


dissi in fa-

Papa

zio fece

quanto

vore della chiesa principale, e con breve

6 maggio i638 concesse a ValmonTerra allismonlanae emporium scu Mercatum feria II aut alio, diclo Thaddaeo praefeeto, et principi bene viso die cuiusvis hebdomadae
ioae t ut in dieta

1827, Valmontone fu incluso nel d'Anagni e nella delegazione di Frosinoue rimanendo sempre soggetta quanto allo spirituale al vescovo di Segni. Dopo che per da Gregorio XVI fu formala la legazione di Vellelri nel 1 83 fu distaccata d'A uagni e inclusa nella nuova legazione, nella quale figura come capoluogo. Nel . di maggio 843 Valmontone fu rallegrata dalla presenza di Gregorio XVI, e si legge nella Relazione del viaggio del principe Massimo, che da Lugnauo traversando una gola molto amena e vestita d' alberi vi giunse verso le ore] > e mezzo, aumentandosi in tutto il suo corteggio il numero de' cavalli per fare l'ardua salita, in cima alla quale sorge in modo veramente pittoresco. 11 Pa pa si ferm a ricevere le chiavi preseuta
riale del

distretto

',

tegli dal

gonfaloniere Gio. Battista Biai


roagislratuii

chini alla lesta della sua

accompagnata
stini vestitoda

dal giovinetto Calisto Ci

nec non in singulis annis per duos dies ante Pentecosten, et octo alios dies im-

paggio

alla foggia del

secolo, presso la porta detta di

Via Nuc
ci

mediale seauenles in eadem dieta Terra NundinaSy seu Ferias iininuncs ab omni datiorum, gabellarum, pedagiorum, quidagioriw^jjasuuui, collecta-

va, che nelle sue fronti esterna e interi!

era stata decorata da due iscrizioni

riporta, insieme alle altre che ricorder.

Dalla 1."

si

ricava, che anco Iuuuceuzo

V E L
onor di sua presenza VaImontone,edull.i

VEL
quali ebbero l'onore di riceverlo
il

i3j
all'

iu-

2.' essere

valmoiitoncsi

popolo deli

gresso della loro abitazione


ta a

tutta

orna-

l'antico Labico. Ivi


valli alla
sti

furono staccati

ca-

quest'oggetto con molto lusso, trat-

carrozza del Papa da


i

4 robu-

giovani vestiti di nero,

quali in mez-

zo agli applausi della moltitudine, a'suoni delle

tando tutto il nobile seguito di sontuosa colazione imbandita a lauta tavola, in capo alla quale sotto baldacchino sedeva il

bande e

delle

campane, ed

agli

spari dell'artiglieria, la tirarono con agilit in

una
si

salita la
,

pi ardua che

immaFede

ginar

possa

passando sotto un arco

Papa, che deguossi anche fermarsi ia una delle stanze ad osservare un somigliantisr simo busto del defunto loro zio mg. d. Girolamo Galanti celebre letterato e assessore del tesorierato, ed
a

trionfale decorato colle statue della

ammettere

al

e della Giustizia dipinte a chiaroscuro, e

bacio del piede la giovane padrona di casa sig.

con due
petasi la

iscrizioni, in

una

delle quali ri-

comune opiuione degli abitanti, d'essere Valmoutone succeduta all'antico Labico, Or do etpopulus Labicanus,
mentre osserva il principe Massimo, ch' cosa ormai provata, quest'onore doversi situato come al castello della Colonna quell'antica terra i 5 miglia distatile da
,

essi fratelli, alla

le

Teresa cousorte del maggiore di quale poi da Roma volmandare una pregevole corona benea perpetuare
la

detta entro astuccio in ricordo della sua


visita
,

cui

memoria fu

dagli egregi fratelli posta nella sala d'in-

gresso aualoga iscrizione. Pienergico pe-

r di questa lapide fu l'entusiasmo di-

liouia. In tal guisa venne Gregorio

XVI

mostrato
te

in tale occasione dal

popolo di
della sor-

condotto sino

alla porta della


,

magnifica

Valmoutone, il quale invidioso

chiesa collegiata

sulla di cui porta leg-

gevasi un'iscrizione eretta dal collegio


de' cauonici. Ivi ricevuta la benedizione

dopo esserne partito

compartita a quell'abitazione, volle, il Santo Padre, ave-

re gli avauzi di tutto quello

Sagramentoda mg/ Traversi scovo di Segni, ed ammessi poscia iu


.lei

ss.

ve-

preparato per un ristoro, onde


lodati della

che era stato padroni


i

sa-

grestia
il

benignamente
il

al bacio del
,

piede

clero,

governatore

la

magistratura
co-

e le maestre pie, pass ad

una loggia
,

struita espressamente vicino alla chiesa e

medesima, dopo di aver gettato dalle finestre tutti i frammenti del pane, de' biscotti e altro , che venivano con avidit e divozione raccolti dalla moltitudine, non vedendola ancora soddisfatta, le

decorala
fra
il

di

damaschi

rossi

dalla quale
il

distribuirono ancora
i

le

vivande,

rimbombo

dell'artiglieria,

suono

vini,

liquori e le confetture, e cos perla

delle

campane e de' musicali coucerti di banda e d'orchestra, e le grida di comu-

petuare in Valmontone
le

memoria

di

quella giornata, che termin con generailluminazione. Intanto Gregorio


i

ne esultanza, comparti la sua apostolica benedizione al popolo affollato sulla sottoposta piazza, ornata nel lalo sinistro da una vasta e bellissima apertura sulla cam-

XVI

essendone partito alle ore


a piedi con tutto
il

7 scendendo

da principale sparsa
te

suo corteggio la stradi fioi i, e lateralmen-

pagna, e nel destro da'due grandiosi

at-

tigui edilzi dell'anzidetta chiesa e del pa-

ornata di drappi che formavano un vago contrasto coli' architettura antica

lazzo Doria Pamphilj. Desiderando poi

delle case, raggiunse le sue carrozze, nelle quali

Gregorio

XVI

prendere un breve ripoper

proseguendo
in

la

rapida scesa di
rimise quin-

so, travers a piedi la suddetta piazza

Valmoutone
folla

mezzo ad uua continua


si

entrare nella vicina casa de'fratelli d. Giovanni sacerdote (ora prelato e lodato nel

di gente giubilante,

di iu viaggio sulla via Casi lina nel terri-

paragrafo Anag/ii),

Angelo e Giuseppe Capri-Galanti (attuale goufalouicie) , i

torio di Segni. Noter, che

il

municipio
le

dispens iu un libretto stampato

pub-

.36
tra dedicatoria a

VEL
Gregorio

VEL
re accordatole dal Pontefice

bliche siim mentova le descrizioni, con al-

Pio IX

di

XVI magnaRoma
del

ospitarvi alquanto nel suo glorioso ritor-

niino, gius lo, clemente,pio ec.Quindi pubblic


il

no da Portici e Napoli a Roma,

il

quale

n.85

del

Diario di

pot leggerla nel partire. Per questo mo-

]843 stesso, che il Papa con breve de' 26 settembre erasi degnato d' elevare al
rango di citt la terra di Valmontone. Questa a' io aprile i85o fu onorata dalla presenza del regnante Papa Pio IX, nel modo seguente che apprendo dalla Relazione del viaggio del cominend/ Barioni. Egli riferisce che giunse dopo il mezzod a Valmontone, che credesi da alcuni fabbricato dov' era l'antica Labicum, o pi dottamente dal Nibby dove
l'antica Toleriuui, posta alle scaturigini

do il principe Doria-Pamphilj mostr in quanto pregio teneva egli , e intendeva


fosse tenuto da'suoi posteri, quell'onore.

L'iscrizione colle altre che vado a dire, si leggono nella Relazione. Esse sono, quel-

commissione municipale di Valmontone; le due dell'arco trionfale eretto dalla citt, acwes Falmonloniensesj
la della

le tre

sopra

la

porta principale del paese e

lateralmente, ove leggo:

Ordo et Populus
Ro-

Labicanorumj

e quelle della porta

mana

e della porta della collegiata. Inol-

del fiume Tolro oggi Sacco.


d. Filippo

Il

principe

tre rica vo dal

Giornale di Roma del 8 5o


1

Doria-Pamphilj sapendo che il Papa terrebbe quella via, 1' avea pre^ gaio perch si piacesse onorare in passando per col il suo palazzo, fermandovisi almeno per breve ora a ristorarsi del viaggio, e il Sauto Padre avea accettato l'invito. Quel palazzo, un tempo castello baronale, domina per la mole e per la situazione tutto
il

a p. 33o, e meglio a p. 362, con articolo


scritto iu
alle

Valmontone. Che questa


1

citt

ore 2 pomeridiane de'


d'ossequiare
il

be

la sorte

o aprile, ebsommo Pontesua

fice ivi di transito, nel restituirsi alla

sede. Nell'arco trionfale eretto sulla gran-

de strada, prossimo a Valmontone,


missione municipale che
gli

fu ri-

cevuto dal governatore loca!e,e dalla compresent


le

resto del paese; nell'in-

terno danneggiato e guasto in pi parti,

chiavi io segno di sudditanza, fra l'incessanti acclamazioni della popolazione, e di

come quello che


la

Lia

sofferto spesse de-

vastazioni di truppe anche recenti.

Ci

quella da'vicini paesi accorsa. Gli edilizi

non ostante
pellettili.

sa a parati di

grande sala era tutta messeta, con altri addobbi e supil

erauo ornati di parati;! concerti della banda musicale, lo sparo de'raortari, e il suo-

Nella quale

Papa ricevuto dal


{J7 .),
figli

principe e dalla principessa sua consorte,

no ne
del

delle

allegrezza.

campane accrescevano la comuIl Papa smont alla chie-

nata de'conli di
averli

Shrewsbury
tutti
i

dopo
e fa-

ammessi con
il
il

loro

miglia a baciare

piede, e
i

dopo avervi

ammesso pure
nicipali,

clero e
le

consiglieri

muvi,

non che
,

deputazioni delle

cine Palestrina

Cave e Genazzano

se-

, dove prese la benedizione Sagramento; quindi entr nell'attiguo palazzo Doria Pampini] messo a festa dal principe d. Filippo Andrea, con quella magnificenza di lui propria, e da una loggia riccamente ornata comparti

sa collegiata
ss.

dendo
i

tuttavia in luogo elevato a

modo

l'apostolica benedizione alla divota mol-

di suggeslo, prese

una bevanda; mentre

titudine che l'impetrava. Nello stesso palazzo


si

personaggi del seguito furono serviti di

degn

il

santo Padre

assiso

in

ad una mensa lautamente imbandita. Nel breve tempo in ci trascorso, gi una lapide di marmo era stata inrinfreschi
fissa nella

trono, d'ammettere al bacio del piede l'eccellentissima famiglia proprietaria, che intera eravisi recata

da

Roma

il

capitolo
il

parete di contro alla scala, per


le

ed

altri del clero


la

secolare e regolare,

go-

conservare durevole fra


la

memorie

del-

vernatore,
luogo,
le

nubilissima casa ancor questa dell'ono-

commissione municipale de deputazioni di Palestrina Gt


,

VEL
nnzzano e Lugnano, molli
cini

VEL
religiosi de' vi-

i3 7

doctm
to,

et

prudens (ed
scrissero le

io

aggiunger
delle

ret-

conventi,
ivi

seminaristi e altre distin-

tore di Marittima e

Campagna ben amacomuni


mede-

te
re.

persone

portatesi per averne l'ono-

come

Dopo alquanto
,

riposo
la

il

Papa

parli

sime
l. di

al concilio di

Costanza, ed a cui peL

per Vellelri

mentre

popolazione di-

sua famiglia Martino


cui figlio

confer l'o-

mostr nuovamente la gioia da cui era compresa, facendone pure testimonianza


le

norifica carica di
spizio),
il

Maestro del sagro OGiovanni


si

rese glo,

rammentate
un fuoco
si

iscrizioni. Nella sera

ol-

rioso nell' esercizio della guerra

perci
1

tre l'illuminazione generale, fu incendia-

detto

armorum
tali

ductor sagacissima. !.

to

artificiale in
la

segno d'esultan-

Forse

personaggi,

come signori di Vale perci ricor-

za, e

dispose

distribuzione di

doti

montone saranno

ivi nati

alle zitelle

povere,

4 per parte del comu-

dali dal p. Casimiro, altrimenti de'cele-

ne, e 2 per parte della confraternita del

bri che fiorirono nella cospicua famiglia

Gonfalone: altre 4 doti poi si aggiunsero con porzione del fondo lasciato in abbon-

avrebbe dovuto ragionare di molti. Il gi lodato mg/ Girolamo Galanti, lo celebrai


nel voi.

danza dal Papa per elargizione a' poveri, iu mani del cai), d. Giovanni Capri-Galanti vicario foraneo, il quale impieg il
resto in paglioni, effetti di vestiario e a-

limenti a'pi bisognosi. Altra elargizione


a'poveri lasci
lj,
il

per

felice

principe Doria-Pamphiavvenimento di cui si a-

vi a

perenue ricordanza. Valmontone con-

LXXIV, p. 33o e seg., siccome profondo anche nelle scienze economiche che da segretario generale e di finanza del lesorieralo, Gregorio XVI promosse ad assessore del medesimo, uel riordinare questo vasto ministero; non che a visitatore delle dogane e de'dazi di consumo, a pro-tesoriere, a prelato domestico
,

tiene distinte famiglie, ed iu vari

tempi ha

e referendario delle

prodotto degli uomini


e
j

illustri

nell'armi,

nelle lettere e nelle dignit ecclesiastiche


civili. Registrai Ira'vescovi di Tran nel 349 Bartolomeo da Valmoutone, lega,

due segnature. Ivi rammentai l'articolo necrologico pubblicato dal Diario di Roma nel 1 838, e poi r riprodotto dal cav. e d. Andrea Belli roa p. <j5 del suo libro di soli 120 mano
esemplari:

to a' rasciani

albanesi e al re di Servia.

Di parecchi

illustri

morti in

Trovo nella Series Ree lo rum Anconitanue Marchiae del Leopardi nel r 44^*
,

Roma,

cenni biografici. (Quel profondo

erudito e fiore d'onest e di sapere, che


tornai a lodare nell' articolo Vaticano,

TliesaurariusRevercndissimus Doininus Justus de f'almonlone. Il nominato Giusto Conti, poeta, giureconsulto e oratore,

me

lo

don con questa epigrafe

di
sig,

suo ca-

pregialo pugno.
valiere

Al

chiarissimo

non mai senatore come alcuni


e l'avverte
il

scrissero,

Gaetano Moroni sommamente

p.

Casimiro da

Roma; mornovem-

to consigliere del celebre Malatesta signo-

re di Rimini, in quella citt a'iq

bre 1449

e sepolto
s.

con solennissimo onoFrancesco. Dalla qual


il

benemerito della nostra Roma. L'Uni." Servo Vero A. Belli, Per la storia bene dire tutto. Nel dichiarare la propria riconoscenza, conviene riferire da che deriva, senza tanli riguardi di malintesa
destia.

re nella chiesa di

mo-

notizia, soggiunge

p.

Casimiro, potr
la

Le onorevoli

e autorevoli testimo-

ora ('ermamente decidersi


tra

controversia

nianze di que'che sanno, sono documenti


imperituri, e giovano notificarsi: natural-

lab. Salvini e

Giornalisti d' Italia,

se

Giusto abbia o no conosciuto il Petrarca ove sia motto e in qual tempo. Lui vivente, diceche fior il cardinal Lu,

mente hanno pi
si

cido Conti, sludiorum luimaniltitis Jlagraulii.-.u.ius,

valore degli articoli che provocano o mendicano, onde pubblicarsi ne' Giornali politici e letterari). Meritamente tal foglio ufficiale disse mg/

ed

il

fratello Alto

Couti

vii

Gaiauti, uioilo a'28 aprile con tulli

cou-

i38
forti di nostra
s.

VEL
Religione e

V E L
dopo avere
glio, e

non
e

accessibile se
11

non dal

lato

ricevuto
lica di

la speciale

benedizione aposto-

di nord-ovest.
to

Piazza dice che gode si-

Gregorio XVI, per la grazia estir che ne godeva, a mezzod cug. Tosti tesoriere generale in abito prelatizio, con-

ameno
vie.

ma

tanto salubre; e

terne
re

bench di aria non Marocco ne biasima l'inOsserva Nibby,ch'essa non confertile,

fortandolo con pietose e commoventi paiole,

tiene altro oggetto che meriti particola-

estremo segno della sovrana consi-

memoria,

se

non

la

casa dove nacque

derazione;

sommo

nella metafisica e
,

in

tutte le scienze esatte

ben conoscitore

della storia naturale in ogni

ramo

sop-

Francesco Ficoroni antiquario assai celebre, delle cui opere parlai in tanti luoghijche si distinse nella 1. 'met del secolo
scorsoci quale pi volte ragiona nelle sue
molteplici opere di questa sua terra natale,

praltutto nella statistica e pubblica eco-

nomia, nella quale dava opera con somma alacrit, e potea dirsi il maestro di coloro che sanno. L'integrit della vita,
la

ma

specialmente in quella che in-

titol:

purezza de'costumi, facevano pi belle


rare doti del cuore e della mente.
sceltissima libreria,

le

Memorie delle cose ritrovate nel territorio della prima e seconda citt

La sua

precipuamente dovil'universit

ziosa di opere di scienze naturali ed eco-

di Labico, nella quale a p. 66 particolarmente la descrive. Siccome con essa y volle provare che Labico [T .) fosse sul
Colle de'Quadri presso Lugnauo, perci in quell' articolo ricordai tale opera e

nomiche, l'acquist
per
la

romana
uno
de'

sua biblioteca Alessandrina. Que-

sto illustre e facondo prelato,

tanti eccellenti usciti dal Collegio


pliilj
,

Pam-

il

quale ora

si

gloria del cardinal

Santucci.
r

Ne

fu

concittadino e maestro
arciprete delve-

mg. Pietro Antonio Luciani


la collegiata e poi

da chi venne confutata. Marocco racconta che Ficoroni figlio di Bonifacio di povera condizione, da fanciullo si rec in Roma, venendo aiutato e protetto da un avvocalo, ed ivi mor eruditissimo archeologo sotto la cura dis.Lorenzo inPanisperna.

benemerentissimo

scovo

di

Segni, nel quale articolo

enume-

La piccola chiesa parrocchiale dediil

rai le splendide virt

che P adornarono:

cata a s.Andrea apostolo, che

Piazza la

in quella cattedrale ne'solenni funerali ne

disse antica e restaurata dalla popolazio-

recit l'orazione funebre

mg. r Francesco
la

ne nel declinar del secolo XVII, avente

De
si

Biasi; altri

ne celebr

patria colle-

giata, siccome

pregia del
a

morto in Valmontone, che venerando prelato. Leggo


essersi

nella benemerita Civilt Cattolica, serie


3.
,

numerosa compagnia del ss. Sagrameuto, con 6 altari, e casa annessa pel parroco. Le altre chiese descritte dal Piazza sono l'antica e suburbaua di s. Miria
:

t.

8, p.

97,

pubblicato; Bio-

del Piuvo, poco discosta dal paese e di

grafia di mons, Pietro Antonio Luciani vescovo di Segni, scritta dal prof,
sac,

molta divozione pel popolo; e


della Piazza

s.

Maria

Nuova

vicina al castello, pue

Alessandro

Alti,

Roma

ritorio, dice Calindri,soprattutto

8 5 7 Il terproduce
.

re di

grande divozione

la piet de' fedeli, la cui fabbrica

mantenuta daldovea
il

in

abbondanza grano, granturco, biada,

compiersi. Racconta Nibby, che

taglio

legumi, vino, fieno.

rapido e
della diocesi di Pa-

artificiale delle rupi,


a'

le

grotte

Lagnano. Comune
distante da

scavate nel masso presso


nel luogo

due

fontanili

)eslrina,con territorio in colle e in piano,

chiamato

gli

Amari sono un
tem-

Roma 23

miglia, circa
e

Palestrina, e da
zo.

Valmontone uno

5 da mez-

indizio evidente che questa terra ne'


pi

pi antichi venne abitata, e che sor-

Giace sull'antica via Labic-tna, sopra


ripiano d'un colle alto e dirupato di

se ivi
zio, di
a'

una

delle citt antichissime del La-

un

quelle

53 nominale da

Plinio,

che

tuia lionato, che gira circa

uu

meuo

mi-

suoi gioiui erano scomparse senza la-

VEL
sciar vestigio.
villa

VEL
una
co.
ce,

i3tj

Che

poscia vi sorgesse
le

Plutarco narrando lo slesso fatto di-

ne sono prova

scoperte fatte ne'

che quel condottiere prese e sacchegle citt

dintorni di questa terra medesima, in ogni tempo,

gi successi vamenle

de* tolerini,

ma

particolarmente nel

I.

de'labicani, de'pedani e de'bolani, e mise in ischiavit gli abitanti.

periodo del secolo passato, che sono


ferite e in

ri-

Mettendo da

parte illustrate con tavole dal


a p. 71 della sua

Ficoroni

Memoria.

Fra queste scoperte primeggia specialmente quella della famosa cista mistica
e dello specchio di bronzo,

momento Tolero, stabilito dal Nibby che Labico era alla Colonna e Pedo a Gallwano e ricordandosi della
canto per un
t

contiguit del territorio Bolano col Labi-

monumenti

cano, uiun altro meglio conviene


sizione di Boia che

alla po-

rarissimi dell'arte e della lingua de' Ialini

Lugnano, considerane
s.

pi antichi,

quali

si

conservano nel
ge-

do che Zagarolo
co
lasciasi
si

Cesario facevano

museo

del collegio

romano perdono

parte dell'agro Labicano, mentre di fian-

neroso dello stesso Ficoroni che li acquist, e Nibby crede che possano appartenere alla citt primitiva. Egli inoltre opina, che fra
le citt

Preneste e

il

suo territorio, che


agli

mai non
altri

nominano

in tutta quella scor-

reria militare.

Queste autorit unite

latine

da Plinio e da
la

argomenti, e alla descrizione che Dio-

altri scrittori ricordate,

quasi potersi dire


sola

nisio lasci della situazione di Boia, esclu-

che debba collocarsi a Lugnano

Dola o Fola,
dalla

la

cui

etimologia tratta
alla

forma del ripiano, somigliante

dono che quest'antica citt del Lazio fosse a Poli, dove per una somiglianza ili nome comunemente si pone, quantunque
l'origine di quello sia di molti secoli
steriore,
p.

pianta della

mano

del piede, mirabil-

poBo-

mente

si

accorda con quella del luogo

come
i

riportai nel voi.

LXXV,

ch' di forma oblunga, isolato da tutte


le parti,

280, descrivendolo. Della


fatti

storia di

meno

verso nord-ovest,
la

come

ia, oltre

gi indicali, poche altre


Virgilio dichiara

dissi.

Quest' opinione per

prima volta

memorie rimangono.
che
fu

fu emessa dal Ficoroni, ed oltre l'appog-

gio dell'etimologia ha pure quello dell'

autorit di Livio, Dionisio e Plutarco.


ili. "narra

una delle tante colonie albane fondate da Latino Silvio. Ma di essa non si fa ulteriore menzione fino alla mossa di
Coriolano contro Roma, allorch fu saccheggiata e
fatti schiavi gli abitanti. Essendo sul limite del confine Latino venne occupata dagli equi, dopo che questi ebbero conquistato il tratto del territorio Eroico ch'era sulla riva sinistra dell'Aniene fra Subiaco e Palestrina. Essi la

Di questi 3 scrittori
bini fecero nel

cornei bonel-

342

di

Roma scorrerie
il

l'agro Labicano a loro limitrofo; era per-

tanto Boia vicino a Labico, che

suo

ter-

ritorio confinava col Labicano.

Quindi
mostra

Dionisio descrivendo l'invasione che fece Coriolano delle terre latine,

come
ni,

quell'esule

romano, dopo aver prela citt

colonizzarono e di

fecero scorrerie nel

so e ridotta a deserto

de'tolerii

territorio -limitrofo di

condusse
1

l'esercito

contro

boluui,
nella a.

dopo

cio nel

quali nella

."sortita vinsero,

ma

perdita, e

Labico; ma 4 anni 34^ di Roma, fu con lieve dopo un corto assedio presa
vi
si

attirali a bella posta

da Coriolano in luogo opportuno, furono disfatti compiutamente, ed inseguili da'volsci fino alla cit-

da' romani. In tal circostanza L. Sestio

tribuno della plebe propose che


bico;

man-

dasse una colonia, comesi era fatto a La

eutrarono misti a'nemici, che g' incalzavano in modo, che Boia presa d'assalto fu data in preda al saccheggio e gli
t,

ma

trov insormontabile opposi-

zione nel senato. Gli equi profittando di questa svista l'occuparono di nuovo nel-

abitanti furono posti in ischiavit; ridotta Dola, portossi

l'anno seguente, e

vi

mandarono una coil

Coriolano contro Lubi-

Ionia, ralforzaudo iu tal guisa

castello.

.
1

i4o

VEL
a quello di

VEL
ditx Longoii'ianus, riflettendo

Presa di nuovo da'romani fu causa d'un fiero dibattimento fra M. Postnmio Regillense tribuno militare e investito del-

che unito

Casa Maior

il

confine tro:

vavasi pi ravvicinalo a

Roma

il

nome

l'autorit consolare, e L. Sestio tribuno


della plebe, dibattimento ch' a lungo
ferito da Livio, e clie fini colla
ri-

un' evidente corruzione del transcrittore,

che scambi Longianus


Il

in

Longoil
i

morte di Postumio, il quale fu da'suoi medesimi soldati lapidato. Siffatte discordie non potevano se non favorire i progetti ulterioche conoscevano l'importaiua del sito; quindi tornarono ad ocri

ieianus.

Petrini ancora

riportando

Muratori, all'anno 780, dice nominarsi due fondi Casa maggiore e Longocia//o.ond' assai verosimile che quindi preti-

degli equi

desse

no
te

vi si mantennero saldi sino al 368, in die vennero dal celebre CamiU lo compiutamente disfatti sotto le mura

cuparla, e

il nome di Lugnano. E Longocia' chiama Marocco. Dipoi latinamenmeglio si disse Longeianum. Conti

lo

tusculani che ne' secoli

IX
di
1

tanta in-

fluenza e potenza ebbero in questa parte


d'Italia,

stesse di questa citt

la

quale fu presa.

furono signori

questo fondo.

Sembra die

allora venisse interamente

Vuole
squale

Calindri, che nel


II

100 Papa
a'

Pa-

distrutta, poich nella storia

non pi

si

concesse questo paese

Conti

ricorda, e solo
eli'

il

cognome

di

Bolanus

di lo vaccini,

ond'era sorto tanto prima.

ebbero vari romani ne rammenta il nome. Come altre citt fondate ne' pi

Nel secolo XIII divenne retaggio de' Conti

antichi tempi e dal potere e dall'

ambi*

(F.) di Segni, e ne' loro monumenti lo trovo nominato Castrimi Lngnani. Questi

zione de'romani annichilite, Boia diven-

ritennero

il

dominio

di

Lugnano

ili

ne propriet di qualche ricco romano, il quale avendo il cognome di Longus, cos'i

al

075, in cui quel ramo si estinse, l'i timo Gio. Battista Conti avendo dich
1

comune
al

presso

gli

antichi,

lo

comunic
il

rato suo erede universale Federico Sfoi


za, nato dall'unica sua figlia Fulvia, per-

fondo, che

appellato,

Fundus Longianus venne nome dal quale deriva mo-

venne nella propriet degli Sforza. Finch neli634 pe'debiti eccessivi contratti da Mario 1 1 Sforza, vend Lugnano pe
rini nipote

derno con leggera alterazione. Vero per che di questo fondo, o villa che fosse, non rimane notizia espressa, la quale sia
anteriore
al i.

periodo del secolo Vili,

cio circa l'anno

720

di nostra era

allo-

70,000 scudi al principe Taddeo Bari d'Urbano Vili, e dopo 17 ni fu acquistato nel 1601 dal princi|

ra apparteneva alla Chiesa

Gregorio

II

lo die in

romana, e s, enfiteusi ad Anual-

Camillo Pamphilj nipote d'Innocenzo X, unitamente a Valiuonlune e altre terre,


e

do tribuno, insieme con quello attinente denominato allora Casa Maor, siccome si trae dal registro di CencioCamerario,
inserito dal
l'

dopo

l'estinzione di tal famiglia pass

cogli

altri beni

Pamphiliani

a' principi

Doria-Pamphilj, che ancora


no. Nel viaggio fatto nel
rio
1

lo ritengo-

Muratori nel t. 5, p. 386 delAni, Med. Aevi, nel quale cos viene

843 da GregoMarittima e

XVI

alle provincie di

enunciato quell'atto:
rius

Jdem,a Grego-

iunior, Atuialdo tribuno fandum Casarnaiorem et Longoieianum ex corpare patri/nomi Lavicani territorio Praencslino, millario ab Urbe Roma plus minus vigesimo uno praestantem
,

Campagna, partito daRoma ili. "maggio, come si legge tiellaAeiaztb/zedel principe


Massimo, travers
gnano,
hi loro
i

col suo corteggio

Lu-

di cui abitanti a contrassegnare

gioia alla meglio e con drappi orle

narono

finestre,

avendo eretto

sulla

Bisant. L, Q. anni Solid. Il territorio, e la distanza da Roma bene si accordano


Ut fare riconoscere in

pubblica via un arco trionfale sovrastato


dal pontificio

stemma, inventato

e deli-

Luguauo

\\

Fun-

neato da Giuseppe Mauni di Gaviguana,

VEL
il

VEL
al

i4t
altri

quale umili copia del disegno

Pati'tf-

poich concatenato cogli


tratto
si

per lungo
la

na, e Iutiera Io conservo. Nell'iscrizione


festiva riprodotta

distende a ingombrare

regio-

dalla Relazione,

ne

nella

lude
110,

all'

antica derivazione di
:

Lugna-

lustri

quale anticamente fiorivano ilcitt, dal ferro e dal fuoco miseradistrutte, e


la culla.

colle parole

Vetustiun
le

Oppidum

mente
ebbero gode la

dove uomini

insigni

Lotigeianum. Tra

acclamazioni della

destra verso oriente

popolazione, paternamente benedetta dal Papa, questi prosegu il viaggio per Val-

vista della

maestosa Segni;

le

so-

montone.

quando

il

legnante Pio
a'

IX
io

vrasta a tergo Rocca Massima; di fronte riguarda il monte Prenestino, con Pale strina nella falda e Castel
s.

onor questa

citt di

sua presenza

Pietro sulla

aprile i85o, una deputazione di Lugnano visi rec a fargli omaggio,accorrendo l'esultante popolazione nel suo passaggio a

sommit;
lianello, e

a sinistra

il

castello di

Giui

finalmente Velletri colla quale

riceverne

la

benedizione.
dioce-

Monte Fortino. Comune della


si

di Segni, dalla qual citt distante

miglia e altrettante e pi da Velletri, al


3o. miglio dell'antica via Latina, con territorio in monte e piano. Il Ricchi la
dice situata in

ha continuo commercio. Dall'alto, oltre nominati luoghi, vedonoFerentino,Bauco, l'altissimo Fumone (ebbe una formidabile fortezza tenuta inespugnabile per l'eminente posizione, onde soleva dirsi Si Fummo fumat, tota Campa nea fre:

una falda

di

monte
i

ri-

mei), la grata Anagni, l'imponenti' Italiano, il Tiglio, il Serrone, l'elevala Ci-

pida e scoscesa, che appariscono


edilzi l'uno

suoi

sopra

l'altro, sotto
le

il

giogo

vitella,01evano, Roiate, Genr.zzano, Cave, Rocca di Cave, Lugnano, il quasi distrutto Colle Ferro, e Flumiuaria

de'monti Lepini, fra


Cori.
Il

suddette citt e

oggi

Marocco che

la visit e

molto ne

tratta, dice sorgere


stigia dell'antica via

poco lungi dalle veLatina sopra un gran

Pimpinara, di cui esistono le rovine. Ha il monte Algido dalla parte occidentale, ove ancora si vedono le reliquie dell'antico castello

masso di pietra

viva,

rimpettoa Valmonguida anche


di a

tone, da cui discosta circa 3 miglia, la


cui strada eccellente

miglia, e

le

omonimo, distante pi di 7 rovine di Lariano soggetto al


il

Ro-

comune

veliterno. L'aria salubre, e nel-

ma. Lo
nisse

scoglio sopra cui ella siede


il

non
vegli

l'inverno

domina

freddo,

come

nella

meriterebbe

nome

monte
il

se

non

ad unirsi ad altro maggiore che

parte pi riparata dal monte resta priva del sole per 4 giorni, gli abitanti sup-

sovrasta, mirabile essendo

suo fabbri-

plendovi col fuoco, fornendo copiosa

le-

cato, perch formato a guisa di gradinata l'un l'altro

gna

la

grande selva e altre macchie


sono
forti e

vi-

soprastando, talch se un'a-

cine. Gli abitanti

animosi.

Le

bitazione rovinasse, con molla forza precipiterebbe sulla sottoposta a motivo dell'inclinazione della rupe.
Ivi
si

fabbriche

comunemente sono
per
lo

rustiche,

alcune

co'tetti di tavole e

pi sen-

gode

la

za regolare disegno, a motivo della gra-

pittorica visuale delle sottostanti

camal-

vissima desolazione a cui soggiacque nel

pagne. Questo
sibile,

sito

fiancheggiato da

l557.

Piipatriati gli abitanti,

dopo

l'ec-

te rupi, e in alcune parti rendesi inacces-

fuorch dove

valle Eroica,

si congiunge nella venendo anticamente difeso

dalla sua forte rocca, che esisteva sul ver-

scamparono, rialzarono alla meglio le demolile abitazioni e sollecitamente per difendersi dall'intemperie. Non mancano convenienti edilzi. La parcidio da cui
te

la

gran masso. Le fabbriche verso al piano, sono disposte con notevole simmetria. Tra'volsci
tice del

pi antica per della terra era

la

su-

parte boreale sino

periore, e pi forte

come difesa

dall'alte

rupi e dall'asprezza dell'accesso dal piano. Osserva


il

questo monte

si

considera meraviglioso,

Castellano, ch' fama ivi

i/p
riparassero

VEL
dopo
i

VEL
aprincipe di

bellici disastri, gli

Sulmona

Gio. Battista Bor

bi tonti delle contigue citt, fra le quali


si

sulla
se,
le

nominano Ortona ed Eecetra poicli cima del monte cbe domina pae;

ghese, ond' giuspatronato di sua nohi lissima famiglia, come si legge nelle lapidi poste sopra l'organo, e sopra la fascia della te

il

si

si

zio,

una bella pianura, dalla quacontemplano la Valle Etnica, il Lal'agio Velilerno, le Paludi Pontine
dilata

decorosa facciata esterna, aven-

pure due campanili in forma di torri quadre. Sebbene fosse fabbricata pi ampia della precedente,
stretta per l'attuale
la

il mare, e dicesi Piano d Cied recinto all'intorno sul perimetro d'una lega da macigni di pietra pa-

e pi oltre

Marocco
la

la

dice

ri-

vita,

popolazione,che ne
trovo ascende-

Statistica

deliS53

lombina commessi senza cemento alla foggia di antiche mura romane, cbe meritarono essere descritte da Palladio. Tracce d'altro muro interno pi ristretto si vedono nell'estrema sommit in figura quadrata, cbe doveano forse designare la rocca. Si sono discoperti nelle
vicinanze de' sepolcreti, e nel recinto la-

re a
te

3643,

e nell'articolo scritto da

Mon-

Fortino nel i85o e riportato neln.g2 del Giornale di Roma di tale anno, si elice terra di pi di
sa di
s.

4000 anime. La chieMaria delle Letizie di semplice e antica forma, situata sul pi erto della cima e in piano fuori della porta superiore, per dove si va alla montagna, ba
B. Vergine scolpita in legno.
di
s. Il

lune stanze sotterranee con pavimento a musaico, opere figuline, olle, lumi perpetui, e

quadro

Alberto
ss.

monete d'oro, d'argento

rame.
vie

sco della
Spirito.

Orazio Zecca. L'affreTrinit fu colorito da Fai


di

Riferisce inoltre Castellano, che

due

Primeggia

fra le altre

due

ps

conducevano alla citt; l'ima faceva capo nella via Latina al luogo detto Pandochia o pubblico ospizio, e di l ascendevasi
il

rocebie, per essersi con esse gradatane


te accresciuta.
si

Sebbene

col

Marocco

di

collegiata

la

precedente, leggo

nell'

Colle dell' Impera tore,co detto


ivi esistesse

scrizione da lui riportata colle altre ai

perch vuoisi che

un oppido

denominalo Ad Pietas (Nibby parlando di Valmonlone,dice che la giunzione delle due vieLatina e Labicanafacevasi presso la stazione
tratto
il

Monte Foi Maria Che il l< dalissimo e benemerito Guidoni Zepi rino Bresciani J. V. D. Hujus insignis
lidie e

moderne

esistenti in
s.

lino, e collocata in

ad

Pietas,

la

quale avr
1'

Collegiatae Ecclesiae

primum

canoni-

nome

dalle pitture che

orna-

cimi, inde in archipresbyteratus digni-

\ano,coinciderdo nel sito pressoCollede' Quadri), luogo magnifico e delizioso per


le pitture

latem evecto.
la collegiata

Ma

il

Calindri afferma che


s.

quella di

Croce. La chiesa
s.

fee

adornavano, di che fan ruderi, ed molti frammenti di


che
1'
i

parrocchiale del protomartire


ili

Stefano,
il

cattiva struttura, al piano presso

marmo
zi di

pario e di granito, torsi e avan-

statue, e vestigia di

terme;

dell'al-

tra,

che procedeva da Vellelri e dal Campo Pometino, si trovano iudizi fra gli ampi olivelide'principi Borghese. MonteFor-

borgo e la strada romana ristorata da Paolo V, non molto divertendo dalla via Labicanachene mostra evidentemente vestigi, e dove fu ritrovata una colonna migliarla denotante la distanza ab Urbe, osi

tino ha 3 parrocchie.

La primaria

e in-

servata dal dotto monteforlinese Sei-angeli e dal

signe collegiata

con capitolo dedicata alla ss, Croce, che per l'antichit minacciando rovina, con l'assenso del vescovo

celebre antiquario Fabretti. V?


le

sono inoltre
ss.

chiese della
s.

Madonna
di

del

Rosario, e quella di

Maria

Ges

65o ; a' i 7 aprile vi fu gettata lai." pietra dell' odierna e


diocesano fu abbattuta
1

Quest'ultima magnifica ed appartieni a'minori osservanti riformati, col bel con


vento, situali

compila

nel

1661

dalla piet generosa del

dopo breve

comodo

pas

VE
5Pg^o
te
la fiior ilcllii

L
monivi

VEL
pagnia del
ss.
il

i43
qua-

terra nlle radici del

Rosario pel mantenimento


il

Foresta, nel luogo detto

Serrone deldella guer-

dei maestro di scuola elementare,


le

guardia,
la

nome

preso da'soldati che


in

ha eziandio l'obbligo

di fare

da cap-

facevano

guardia

tempo

ra sostenuta

da Paolo IV.

una

delle

pellano alla chiesa di della confraternita. Dice il Marocco, che il convento fu

tante magnifiche fabhriche fatte innalzare dall'

animo grande
in

del cardinal
altari, tela
la

Sci-

demolilo, perch non servisse d' asilo a' fuorusciti. Tale convento si vuole dal

pione Borghese.

maggiore
so
il

Ha 5 quadrodi
di

essendo nel

lodato espresB. Vergine col


s.

Theuli conventuale, nell' Apparato minorilico della provincia di Roma, edificato

nome

ss.

Ges,

da

s.

divi ri Figlio scherzante col


le
ss.

Precursore,
s.

to da'religiosi,
diti,

Francesco d'Ait ma lasciadivenne ricovero di ban;

Anna ed
Manenti
la

Elisabetta, e
:

Giuseppe,
attribuisce

per cui nel

5g4

murato ogni va-

colla gloria celeste in allo


al cav.

si

no

e chiusa la chiesa, ed ora soltanto se


le

di

Canemorto, sebbene
si

ne vedono
continua

misere rovine. Le strade in-

alcuno
ni.
i

giudic opera d'Orazio Borgia

terne sono tortuose e pericolose per la


salita,

Dello stesso Manenti

credono

gli al-

meno

la

media formata
piazza princi-

tri
s.

dipinti esistenti nella stessa chiesa, cio

a gradinata e selciata.

La

Antonio abbate insieme a s. Antonio di Padova, e s. Chiara con s. Elisabetta


regina di Portogallo,
bellissimi
i

pale, the resta in principio della terra di

prospetto a
dell'agro,
si

il

coro magnifico,

Valmontone e ad una parte pu dire il miglior ornamenpianocon


forte spedi volte e fornici

libri corali scritti in


la

pergamedi

to del paese, ridotta in


sa sopra

na e miniati, ben fornita


suppellettili

sacrestia

pi ordini

con

sagre.

Nella

facciata della

pieni fondamenti, ed

ben

selciata e gran-

chie>a, parimenti di

buona
una

architettura,
ili

de.

Ha una

loggia scoperta

sulla

porta
e

con

pilastroni,

cantonale e cornicioni
e in

principale costruita con merli di tufa

tufa, nel
il

mezzo
1

fascia scolpito

sopraslali da pal'e di pietra polomb.ua,

nome
la

del benefico cardinal

Borghese

coll'anno
cui

633

in

che comp

l'edilzio, di

con arme in cima nell'esterno, decorata con dtie mascheroni, e co' vani pe' cannoni. Questa porta tutta di tufa, di vago

impietra era stata collocata ne'fon-

damenti a'2i ottobre 1629, di poi consagrata da mg. 'Ellis vescovo di Segni a' 19 maggio 7 i5. In Monte Foitino e suo
1

disegno e d' ottima architettura, che


crede di Martino Longo, ha
l'

si

epigrafe
il

del cardinal Scipione Borghese, e verso

territorio vi sono molti benefizi ecclesia;

siici

non

residenziali, di
i

nomina de'Bori

ghese, oltre

canonicati e
vi

curati.

Sopra

borgo l'anno 1620. Inoltre il cardinale fece fabbricare anche di verse case nel borgo. Appellasi piazza Borghese pel palazzo principesco che elevasi
ila

questi benefizi

furono delle decisioni de'cardinali Cecchini e Cherubini per al-

un

lato.

ticamente
bi (azioni,

l'edilzio era diviso in

Andue a-

cune vertenze
1

insorte, e fedelmente rife-

ite

nel ms. di cose patrie lasciato dal sud-

tra a'

una spettava a' Colonna, l'alMassimo dipoi notabilmente fil


;

detto Serangeli, e cuslodito dalle maestre pie del luogo, che si occupano dell'istruzione delle fanciulle.
I

accresciuto dall'encomiato cardinal Bor-

ghese, nell'unire

le

due
i

abitazioni.

Vi so-

nominati cars.

no 147 no

stanze, oltre

corridoi, portici e

dinali istituirono

il

rettorato di

Croce.
e-

logge, con 3 distinte scaleche introducoa diversi appartamenti. Per


le
il

Non

vi

mancano
il

sodalizi,

ed un tempo

la

ri-

sisleva
.

Michele Arcangelo de' minori conventuali circa 2 midi


s.

convento

messa per
v' situato

carrozze resta

al

piano do-

fabbricalo detto l'osteria,

glia lungi dalla terra, soppresso con bolla


;

fatto anch'esso d'ordine e spesa del car-

pontificia,

applicandone

beni alla

com-

dinal Borghese; osteria che

pu

dirsi

una

i44
delle

VEL
prime de'dintorni
di

V E L
Roma, per conl'edifizio

qui era Verrugine,

In

quale ritiene esse-

tenere circa

5o

vani, essendo

re surta fra Velletri, Cori e Rocca di Pa-

circondato da logge falle ad archi, e nel


li

dietro e ne'fianchi serrati da

muro

per

ampia stalla costruita precipuamente pel procaccio di Napoli. Inoltre sulla nominata piazza e incontro al palazzo baronale vi un casamento pure
usi diversi,con

pa, ed eziandio la comprende tra'volsci. Mg.' Nicolai, dopo aver parlato delle citt Pontine della pianura e marittime, nel cap. 1 1 comincia a ragionare di quelle situate sulle colline, Ecetra, Artena e altre,

poich anch'esse

si

comprendevano

edificato dal cardinale, per residenza del

tra le Pontine,

governatore feudale, ed ornato di cordoni e fascie di tufa con vago prospetto.


Diverse e discrepanti sono state le opinioni degli scrittori circa le antiche citt

territorio

come citt che avevano il nelle campagne Pontine. Prin-

cipiando da Poniezia, di cui trattai a Sessa, dice offrirsi innanzi Ecetra, sulla quale

discordano

gli

autori ad assegnarle

il

si-

che fiorirono ne'dintorni, o sul sito occupato da Monte Fortino. 11 Theuli, nel Teatro historico di Felletri, a p. 34 ritiene che ivi fu gi la volsca Eccella, o almeno poco lontano, poich quando i tribuni de'romani mandarono o condussero due poderosi eserciti contro volsci, S. Furio e M. Orazio andarono ad Anzo verso la marina, e Q. Servilio e L. Geganio a sinistra verso Eccetra, ad moti' tem Eccelram pergant, come si ha da
i

to preciso. Sigonio la pose nel territorio

sopra

Pontino, e Cluverio giudic che restasse Norma eSegni, a'confiui degli equi
rittime. Certissimo ,secondo Nicolai, che

e degli eroici, lontano dalle spiagge ma-

non slava ne'


sci ivi

piani,

ma

ne'

monti

,
i

non
vol-

perda'piani mollo lontano, perch

tenevano

la

loro assemblea nazio-

nale,

come

signific Dionisio, riferendo-

ne

la

testimonianza.

Che

fosse poi medi-

terranea, apertamente lo scrive Livio, e

Livio. Anzi narrando questi prima di tale

come

di contraria situazione alla maritla

epoca un fatto d'armi de'romani e volsci,

tima Anzio, anzi

dichiara montuosa
il

dice che fu inler

Ferenlinum

et

Ec-

Dunque
lo,

Ecetra, conclude
esser situata

dotto prela^

cetras, che di gi era stata saccheggiata

dovea

non

lungi da Co-

Dionisio,

da Fabio Ambusto. Altrettanto racconta il quale la chiam Folseoruni

ra,

inezia.

Artena, Noi ha e Sezze, e presso PoPoich quando da' consoli Appic

Caputa
sopra
i

nel descrivere

la

vittoria riportata

da Q. Fabio Vibulanoin Algido. Di parte del riferito, anche col Ricchi, Reggia de' Volsci, lib. e. 44j Ecetra colonia latina, gi ne parlai nel
volsci e gli equi
i ,

Poniezia,

Claudio e Publio Servilio fu espugnata gli eceterani che segre lamenti

aveano soccorso pometini, cominciaro no anche come vicini a temere per se stes
i

si,

ad onta che spedirono a


/a

Roma
pena
,

un;

voi.

XXVI

I,

p.

280

Ferentino, Morolo
st'

e 2g4, dicendo di eSupino (e sopra queil

deputazione, ne pagarono

per

dendo
riferite

il

territorio

che fu loro

tolto.

Da

ultimo da avvertirsi
Il

notato a

tal

vocabolo) e Ferrugine.
iius

Volpi nel La8 oppidi PreDeste, anche Eccetra, che il Cecconi nella Storia di Pales trina dice eh' era situata ne'pi alti monti de' volsci. Il Contatore chiama Echetra, gi terra nobile de' volsci, e crede che fosse situata sopra
Fetus, enumera
fra gli

da Livio , anche il Corradini s persuase, che Ecetra e Pomezia fra lori confinavano, bench poi altrove cadde contraddizione, ponendo Ecetra la ." del le citt volsche sulle montagne Lepin
il 1

verso

Roma, mentre

l'avea detta

confi

Norma e Segni,
ri

verso settentrione fra Co-

nante con Pomezia, e questa situando ne mezzo della pianura dopo Sezze, ove or Mesa. Nicolai soggiunge, che dovea poi
si

e Aungni; poco lungi da


il

Allena

che

dice pure de' volsci,

cui confine cogli e-

Il

Pomezia innanzi pi vicino a Hook Corradiui spieg l'asserto di Cluveric

VE
Cum
Volscis
i/iter

L
ce all'articolo

VEL
doversi cio

i45

Ferentinum atquc Eest. Noi

tctram diinicatum

intendere di Ferentino ernico, ina bens di quello nel monte Albano, il quale poi
si

couduante co' piani verCora e Monte Fortino , creduto dal Kircher l'antico Corbione; e il sito corrisponde al principio de'monti Lepini, sotto cui si estende il territorio Pondisse la Fnjola,

so Vellelri,

Artena, da lui creduta ora occupata e succeduta da Monte Fortino. Narra T. Livio, lib. 6, e. 61 ,che nell'anno di Roma 353 si combatt co' volsci fra Ferentino ed Eccella, e che quindi tribuui cominciarono ad assediare Arteuu citt de'volsci. Gli assediati fecero una
i

sortita;

ma

calzarono in
della terra.
I

romani li respinsero e gl'iumodo che s'impadronirono


volsci
si

tino. Indi

il

Nicolai narra le guerre ecela

ritirarono nella forall'

trane,

chiama Ecetra

pi nobile

citt

tezza o arce, la quale oltre


te era ristretta,

essere for-

de'volsci, alternativamente signoreggiata

da essi, da'romaui e dagli equi, e nuovamente da' romani. S'ignora come per, e quando, senza lasciar di se vestigio alcuno, e perci
gli

onde poteva difendersi cou poca gente, e ben provvista di vettovaglie. Disperando perci romani di prenderi

la,

autori sono di diversa oil

un servo o schiavo d'Artena mento li condusse sopra per un


le

a tradisentiero

pinione nel determinarne

sito.

Quanto
se

molto scosceso; onde uccise


si

guardie che
,

ad Artena,

il

Nicolai lo dice castello vol-

trovarono dentro

la

rocca

e gli asse-

9co vicino ad Ecetra, racconta


i

come

ne

diati

furono forzati

di rendersi a discrezio-

impadronirono romani e la spianarono, onde neppur di essa esistere orma al suo tempo. Il pi. moderno Castellano, come
gi indicai, inclin a credere
altri,
1'

ne. S la cilt, come la fortezza vennero demolite: l'esercito fu ricondotto in R.oma e diretto contro Veii (V.) ; al servo

asserto di

traditore fu data la libert per premio,

che uell'area
Il

gesse Eccetra.

Monte Fortino sorpure recente Marocco


di
vi stabili P'itellia,

donati
il

nome

di

beni di due famiglie, e imposto Servio romano. Fin qui Livio.

riporta che Kircher fu di tale opinione,

ma
il

in altro

luogo

che

p. Maltei riconobbe essere

Monte For-

Soggiunge poi il medesimo Nibby, che secondo altri Artena era citt de'veienti e non de'volsci; tale equivoco nacque dall'esservi stata

ed il riferito da Livio e Dionisio sopra Eccetra e Ortona. Dice inoltre che il montefoi tinese
,

tino succeduta ad

Ortona

una
la

citt dello stesso

nome

fra

Cere e Veii,

quale fu distrutta da'

re di

Roma, ed
i832

era terra de'ceriti, e

Serangeli
chia,
vi

si

dichiar in favore di
di

Pandoegli
le

de'veienti (ritiene
ta nel

non Nibby d'averla scoperche


si

rammentata

sopra

ma

non
di-

in occasione

facevano

conviene, lasciando ad altri fra


la

alcuni scavi nella tenuta di Castel

Cam-

screpanti opinioni
to.
1

decisione del conflitlib.

panile, che descrive e illustra in quell'articolo, circa

Il

Ricchi,

Reggia de' Volsci,

i,cap.

22 miglia

distante da

Roma a

2,

Monte Fortino prima chiamato Corpo-

bione, adduce. ragioni per credere quella


citt soggetta agli equi, essere quivi
sta,

destra della via Aurelia, ossia strada di Civitavecchia; il fondo fu posseduto suc-

cessivamente da'Normanni, Orsini, Capodiferro e Cenci, da'quali

raccontando

le

sue antiche
la

viceucle

neli6i2

lo

com-

guerresche, e pubblicando
bione,

lapide tro-

pr
ta

il

principe Borghese e tuttora lo pos-

vata sotto Monlefortino. Corbio o Coril

siede),

mentre questa

della quale ivi trat-

Nibby

nella sua
lo colloca

Analisi de' dina-Rocca Priora,

torni di

Roma,

Livio fu neh' agro Volsco. Riconosce Nibby, che di questa Artena, degli scrittori antichi Livio solo

perci con esso ne ragionai descrivendo

ne parla e pochi

77. Ecco poi quanto quelP insigne archeologo


p.
i

quel

comune

nel voi.

XXVII,
3, p,

lumi somministra, a segno che Cellario, Geogr. antiquae, lib. 2, e. 9, sect. 3, p.

uellu lodata opera,

t.

270

e seg., di-

565, dopo avere

riferito

il

passo di Li

VOL. LXXXIX.

io

i46

VEL
itnmo

V E L
che sono chiusi da pietre o ciottoli, uch'essi irregolari. Aggiunge il Nibby: Geli
nell'opera della Topografia
contortili
1.

vio, ilice: seti positio incertissima

ignota huius oppidi


noti era

est. Solo ricavasi, die molto lungi da Ecetra e Ferentino, e che aveva uua rocca molto forte e non molto grande. Nel fare Nibby le sue indagini per la Carta eie dintorni di Ro-

diRoma e de'

2o5, osserva giustamente potersi sospettai e, che la Or tona, di che parla Livio nel lib. 3, cap. 3o, occupata
1, p.

ma, inclin
te te delle

a crederla ne'diulorni di

Monal-

dagli equi l'anno di

Roma 299

e ripresa

Fortino, perch una delle cime pi

sue vicinanze ha

il

nome
di

di

Mon-

te Larlerio,

perch sopra Monte Fortino

poco dopo da' romani, sia la slessa che Allena. Per la posizione non lungi dall' Algido potrebbe certamente ammet,

slesso la contrada

ha

il

nome

Civita,

tersi

questa congettura
si

dice

il

Nibby,

indizio certo della posizione d' un'antica


citt, e

poich Livio cos


cio
il

esprime: Horalius %

perch
a

la

distanza di Ferentino
111.,

console C. Orazio Pulvillo,

quum

meulre d' altronde la battaglia fu data di qua da Feieutiuo, fra Ferentino ed Ecetra, in guisa che roinani poterono tagliare a'volsci la ritirala di Ecetra e forzarli a rinchiudersi in Artena. Inoltre dice Nibby, ch'era una circostanza positi va quella che Allena distiliguevasi in citt propriamente detta ed in rocca. Questa sua congettura la crede divenuta un fallo per le scoperte che lord Beverley fece nel 83o circa uu miglio distante da Moute Fortino verso sud-ovest, nella contrada appunto della Civita e del Piano della Nebbia. II luogo si dislingue per l'aspetto dirupato del monte, e per la difficolt dell'accesso, ed coperto di arbusti: verso settentrione uu bosco;
i 1

non giunge

20

iam Aequi Corbione inlerfecto praesidio, Ortonam etiam cepissent, in Algido pugnat: mullos mortales occidil: fugai ho-

modo sed a Corbione Ortonaque: Corbionem etiam diruit propter prodilum praesidium.L'op'mione di Nibby fu impugnala dal eh. DeMatthias
slem non ex Algido
di Vallecorsa, nelle sue Lettere

in

stampale Ferenliuo nel i84c)-5o, come narrai a in principio. Nella Lettera i. tratta di Arteria, che dice chiamarsi anco Antemna. Con questo nome ossia di Anten-

na ne

tratt

il

Ricchi nel

lib.

1,

cap. 25,
tale ca-

La

Reggia de Volsei. Dice che

stello volsco giaceva

dopo

il

corso d'

uu

breve tratto verso Ferentino

alla volta di

Segni, ne'confini degli eroici e degli equi,


di cui gli scrittori dell' antichit

verso occidente sono precipizi spavente-

non

ut

mezzod una grotta; ed a levante la strada di Moute Fortino entra in questo recinto. La terra non era grande, ma
voli; a

fanno memoria, tranne Livio pel gi narrato;

onde

del sito

potersi dire cosa

dove fu edificato nou che meriti fede. 11 De

le

mura sono

costrutte di massi

irregolari di calcarla, spiccati dal

enormi moute,

Matlhias comincia dal dichiarare, che molti

antiquari di queste contrade, senza nofra gli altri ilCayro,

ed ammonticchiati l'un sopra

l'altro senza

minarle
le

autore del*
molli au-

alcun ordine, ed hanno 5 piedi di larghezza e 3 d'altezza: in generale la costruzio-

Notizie isloriche delle citt del Sec-

chio e

Nuovo Lazio, aveanoda


,

ne
le.

olire tulli

caratteri dell'et pi

rimo-

ni fallo intendere al pubblico

che l'antica

La

rocca era separata dalla citt pro-

cittadella de' volsei Arteria

ebbe

il

suo

priamente detta da una fortificazione solida, costrutta nello stesso

stare nel luogo attualmente occupalo dalla terra di


s. Lorenzo soggetta al governo di Vallecorsa della delegazione di Fre-

modo, ma

di

massi tanto pi grandi che hanno 7 piedi di larghezza: essa presenta il vero carattere della costruzione ciclopa descritta

da Pausauia; cio che

massi grandi

io ne dissi alcune parole. Questa scoperta non priva di appoggi, continua il DeMatthias, uon fu

sinone; uel quale articolo

per ia loro irregolarit lasciano iuter valli

inai

messa iu discredito e iu disamina,

VE

L
entn siint,

VEL
homines taineu". La

147
terra di

prima del Nibby; sulla cui autorit io uel citalo articolo feci appena cenno della sua opinione, e pei ci con lui severamente fui
(Ini

Monte Fortino

certo che con questo no-

me
le

gi esisteva uel secolo XI.

Leggo

uel-

medesimo De Matthias confutato, sebio nel

bene
nione

di

Nibby,
la

semplicemente riferire l'opinou la dissi doversi preriportai insieme alle altre, e

Memorie Colonnesidecav. Coppi, che da un documento del codice di Cencio Camerario sappiamo che nel 1 i5i Tolomeo
1

ferite,

ma

conte Tusculano possedeva

il

castello

ili

di queste e della sua senza

rendermene reincontrasta-

sponsabile e sostenerle
bili.
si

come

opimamente poi abbia ragione, decida da cbi pu esserne giudice compi

Cbi

Monte Fortino, Castro Montls Fortini, sul quale pretendeva avere diritto Oddone della Colonna. Trovo ancora nel medesimo e nel ricordato Cecconi, che Oddone cede col consenso di Carsidonio suo fratello la mela di tutta la citt Tusculana e la rocca a Papa Eugenio III, e le azioni che avea su di Monte Fortino, a tenore della permuta fatta fra il suo padre e il genitore di Tolomeo, a cui furono
poscia concesse
tali

petente.
ferito

A me

basta

il

notare, l'avere

ri-

il sentimento del Nibby, e che l'encomiato De Matthias sostiene per contra-

rio

assolutamente doversi riconoscere

l'aulica

Arlcua
il

s.

Lorenzo

di Vallecor-

sa. Siccome inoltre

Ntbbydieecltein Mou-

Ufortiuo
ici io,

na,

il

siavi luogo dello Monte Larnome che vuoisi derivato da AlleDe Matthias avvei le che un equisi

ragioni dallo stesso


rileva dal

Eugenio HI, comesi


u'g luglio

to di fedelt prestato a
i

giuramenPapa Adriano V
I

voco, perci dichiara. "Montefc-rtiuo


ce

di-

comunemente Monte Valler, Monte rammeuta alcune sue azioni altere, per le quali Papa Paolo IV ne otdiu persino la distruzione. Monte Lai terio nou viene perci dello da Arlena o Anteluna, ma da altra cagione, cio da Monte l'altero." Il DeMatforte o Fortino, perch
lliias

Oddone in compenso castello di Trevi e una somma di denaro, centina decem llbras dei55; ricevendone
il

nar'wrum papiensium,

et

centum qua-

dniginta libras denarlorum lucenlium.


11 Coppi narra invece in detto anno, che Adriano IV coucesse la detta porzione di Tusculo in feudo vitalizio a Gioitala figlio di Tolomeo 1, che di gi u possedeva al1

stringe

I'

argomento,

col dichiarare

ancora:

Che

la

questione terminata; a-

tra parte, e
tutti,

giur fedelt

al

Papa contro

ver provalo i.che l'opinione de' vecchi


storici la

pi sana, allorch sostentici


altri

o,

exceplo Imperatore. Per maggiore sicurezza consegn contemporaneamente


al

come Cayro, gli


temia aver
gli
,

nou uomiuaudo, Ars.

Papa

le
Il

sue rocche diMontefortinoedi


eh.

esistito presso

Lorenzo.

E-

Fajola.

Marocco riporta

le

parole

crede inoltre d' aver confutato in 2." luogo li motivi pe'quali si cercava create

dell'alto, in cui detto

fede dava

Roccam

che pei* maggior Montis Fortini et Roc-

una novit a danno del vero; in conseguenza soggiunge, restare ben dimostratu

cani Fajola per due anni. Risulta dalla


divisione de'beui tra'Colonnesi nella stessa epoca, riferita dal

suo assunto. Finire con l'espressione di Quintiliano, per dire che col suo scritil

Coppi, che Pietro eb-

be per sua porzione MouteFortinoe


te Porzio, colle

Mun-

to niente
,

deve

trarsi al

merito del Nibby.

contigue terre di Colon-

Sono
.

state pei fette tante di lui opere: se

na eZagaroloj e che allora abbia presola


qualifica,

ha preso abbaglio nel piccolo articolo Arlena ed in quello di ferrugine, ci ricorda, che quantunque sommo autore, pu-

che poi divent cognome, della Colonna. Racconta Marocco, che di MouColonna, ignorandosene la causa, e pass in dominio de* Co/i/i d'Anagni odi Segni, il che forse avi

tefortiuo restarono privi

uomo. Ncque id stallili legenti pertuaiH/n ali : omnia quae magni authores
re

dixcriul, ulique esse perfetta

...

Situimi

venne dopo

la

distruzione del Tusculo nel

i48

VE
Ili

L
nel fuoco,

VEL
il

pontificato di Celestino IH; mentre il suc-

cessore Innocenzo

Conti ne investi
altri feudi.

suo
ti

fratello

Riccardo con

Ali-

ricavo dal Ratti, Della famiglia Sfori

za,

t. 2, p. 22 e 243, che alla morte di Riccardo dividendosi figli suoi beni, al secondogenito Giovanni Conti senatore di Roma tocc la Torre e tutte le case di Roma, co'benidi Ponte Mammolo, Monte Fortino ec, il quale in seguito fu dai
i

mandati apposta da' romani) il Papa fu costretto di premunire Palia no, da esso comprato, circondandolo d mura econ nuova torre fabbricata nel pi ! rigido inverno stemprando la calce coll'u
so dell'acque calde; ed acquistando ancora *a
il
i

castello di

Serroue, proib che giammai ai


si

due luoghi

alienassero e separatici
il

dallo stato pontificio. Si persuade


coni, che Gregorio

Ce:

IX vedendosi

spes:so

to

ad un cadetto della

stessa famiglia, la

inquietato da'romani, pensasse stabiliiIN

cui linea dicevasi de' signori di Moti te


tino. In ci conviene, aia

Fore-

ne'due luoghi muniti dalla natura del


stesso,

sito

con ritardata

poca,pureilNibby,dicendo che questa terra esisteva col nome di Monte Fortino Cia
dal 1226, e ricavarlo dal Contelori nella

di

un ricovero sicuro nella provincia Campagna; ed a talelfetto permettesse


rendere a coltura alcuni
festa delesisteuli nel territorio di esla

agli abitanti di

monti e selve
si, coli'

Storia della famiglia Conti, che


investito

la

pos-

obbligo di pagare per


Il

sedette con titolo di signoria, del quale era

l'Assunta \o soldi annui.

Marocco con-

uno

de'

rami cadetti della


si

linea

gettura col Ciaccouio, che Gregorio

IX

o-

de'Conli di Segni. Neli232 Monte Fortino fu occupata da'rumani, che


rivoltati
si

notasse di sua presenza

Monte

Forti 11

erano

per riferire tale scrittoi e delle Vitae Po,


tificum.

contro Papa Gregorio IX,


s.

come
pres-

Anagnia deinde Ponlif pr ex

legge in Riccardo da

Germano,

ftclus Pallanum, Monfortinum, Seri

so
p.

il Muratori, Rerum hai. Script, t. 7, 1029. Nella sua biografia ne parlai, dicendo il motivo dell'insurrezione, e che romani recaronsi a Monte Fortiuo(nel lui

nem, Fumonem, et omnia circumquaq


posila mavit,
tas qui

Oppida munivit et praesidiis

fi,

Romanorum contumacium

ve,

amatore Senatore edixerant

glio
si

1232

dice

il

Petrilli; e

per reintegrarsolei
ti,

de'dauni,che dicevano aver

oc-

cuparono

fra l'altrecose alcuni beni spetli

tanti alla chiesa Preuestinae

ritennero

omniaOppida arcuai Urbem posila, Pi pulo romano tributa annua penderei" .E parlando d'Annibaldi senatore di Roma, dice. Et eodemferme die senator infestus ducens in Campaniam pud Monlem Forlinum de

3 anni) per

assalire la provincia di

Cam-

cohorles aitinere pri-

pagna, e cosi operare un diversivo all'im-

pedimento loro posto dal Papa

nel difen-

mun

substitit.

Eum enim a Friderico II

dere Viterbo, ch'essi pretendevano distruggere; e siccome erasi ritirato in Rieti,

imperatore in rerum novarum studia


promissis favor ibus incitatum fuisse". Abbiamo dal Novaes nella Storia di Bonifacio Vili, che

notai in quell* articolo, che Gregorio

IX

ad essa confer

le

prerogative godute

dopo aver dimorato


si
si

io

dalle citt della provincia di


i

Campagna,

Aiiagoi fino ah. ottobre 1 3o2, a'3

re-

ed imped che suoi parenti si abusassero ulteriormente del castello di Fumone.


Il

c a Monlefurtiuo, ed a'g

restitu a Ro-

ma.
rio

poi indubitato, che vi fu Grego-

Cecconi m'istruisce, che

sollevati rola

mani volendo sorprendere


tefortiuo
si
(il

fortezza di

in occasione

XI, pernottandovi a'5 settembre 1 377 che soggiornava in Anagui


i

l'aliano, coll'aiuto degli abitanti di

Moui

per a verlo dichiarato


trech
lio.
si

monlefrtinesi, ol

Petriui allrma che tra'di ver-

legge nel diario di Pietro A

me

partiti

che tenevano in fiera discordia


di Paliauo,
si

Inoltre riporta Marocco, che Vitto

numerosi abitanti

frammi-

ria

Conti

figlia d'

Alessandro signore d

schiarono alcuni uioutefoitiuesi a sofiur

Molile Fortino, fu maritala a Cuoiami

VE

L
corno Conti
gli altri
,

V E L

i4 9

Colonna (primogenito d'Antonio principe di Salerno, secondo Coppi, dicendolo Mie-

volendo per in poter suo castelli che possedeva, come FraCastello.

gittimoMarocco),nemicodiProsperoConti e ila tal matrimonio nacquero Giulio Colonna, che spos Giovanna Conti della linea di Valmontone, figlia d'Antoniodi Giacomo, il (piale s' impadron di Monte
;

scati e

Torre del

Malgrado

ten-

tativi fatti

da'Conti per ricuperare

Mon-

te Fortino, essa

rimase a'Colonnesi. Ai^


accese

roge

il

narrato dal Banco. Partito Carlo


si

Vili
fra

dall'Italia,
i

nuova guerra
ri-

Fortino, espugnandolo nell'agosto i4^2.

'Colonnesi e

Conti che tentarono

Lo

ritenne per diversi anni, ad onta del-

tornare in possesso de'loro beni, de'qualt

l'opposizione di Lucio o Lucido Conti signore del medesimo. Allorquando Carlo

cipio del

Vili redi Francia sul fine del i494 e P r n " stato romano 1 495 attravers lo
'

per andare contro Alfonso


sto del regno di Napoli,
i

II

al

conqui-

erano stati spogliati da'francesi. I Conti ebbero validi aiuti da Velletri , s per patto d'antica federazione con essi, s per reprimere la potenza de' Colonnesi, temendosi che di nuovo potessero pensare
alle cose di

Colonnesi favo-

Lariano,

il

di cui territorio

rirono

la di lui

provincia di

Marciando per la Campagna, in poche ore eparte.

confina conMontefortino. Fu questa guerra di gravi danni agli uni e agli altri, finch nel 1498 vennesi ad un compromesso fra'Colonnesi, Conti e Velletri, avanti il governatore di Uoma Isualles, sopra
i

spugn

il

castello di

Montefortino e

lo

prese d'assalto, mentre era occupato da

Giacomo Conti
nel
1

il

quale erasi condotto

agli stipendi d' Alfonso 11, e lo

consegn
che
vi

lutti

danni, olfese e prede scambievoli.

49^

a Prospero Colonna, altro figlio


,

del suddetto principe di Salerno

pretendeva antiche ragioni e militava in


suo favore , investendolo della signoria e rocca, ritornandone cos il dominio a'Colonnesi,

un anno, e per pi lungo tempo a beneplacito di Papa Alessandro VI. Deposte cos le armi e cessate l'ostilit, furono le differenze composte per
Si fece tregua per
via di ragione.
i

Colonnesi, abbandonali
sic-

come apprendo da Coppi

co. Altre particolarit

Bausono descritte da
e

francesi,

si

dicrono al re di Napoli, e
erasi collegato

come Alessandro VI

con

Marocco. A Lucido Conti signore di Monte Fortino rimasero per Rocca Massima,
e Colle

Luigi XII re di Francia, questi invi


esercito per riconquistare
poli, capitanato
il

un

regno

di

Na-

Ferro or quasi diruto non che Giuliano allora mal ridotto. Dipoi Luci,

da Obigni, onde

colle sue milizie usc in

il Papa campagna per oc-

morto in una vigna del terRocca Massima , e credesi per violenza, venendo sepolto nella chiesa di s. Michele Arcangelo di delta Rocca presso l'altare maggiore. L'eccidio di Monte*
tu trovalo

do

cupare

le

terre de'Colounesi e ne

espugn

ritorio di

diverse nel i5ot. Obigni fece altrettanto,


s'avvi per

Monte Fortiuo pensando che


gli facesse resistenza;

Giulio Colonna

mu

tortino e

la

sua presa fatta da'francesi di

Carlo Vili, avvenne per colpa di Giacomo Conti seguace del re di Napoli, e

avendolo abbandonato con poca lode, Obigni procedendo pi oltre, occup tutte le terre circostanti e colla sua marcia entr nel regno. Depressi
i

Colonnesi, Ales-

non per cagione degli abitanti. Bens questi, per non mostrarsi vili, si sforzarono
difendere colla loro patria
1

sandro VI a' 27 luglio i5oi si porlo a Montefortino, indi a'20 agosto pubblic

il

loro siguo-

una
si

bolla, nella quale dichiar

re,

ma

furono

tagliali a pezzi, e
gli

solamendalla

incorsi nella
tutti
i

Colonnescomunica maggiore, e li
i

te

restarono superstiti

assenti

priv di
la

loro feudi e beni. Indi col-

terra.

111

Dice inoltre Marocco, che Carlo ne destin suo vicario Prospero Cosai

bolla Coc'lesiis altitudini potcntiain t


1

de'

7 settembre, divise

le

terre e castelli

louna,

raodo

la vita de'soli figli di

Gia-

confiscali a'Colonnesi, tra 'suoi figli e ni-

i5o
poti,

V
ed
al figlio

L
il

VEL
tutte le dignit, che

Giovanni Borgia concesse Monte Fortino. Morto il Papa a'18 agoslo i5o3, Colonnesi ricuperarono le loro terre, e secondo Marocco, ritornarono figli di Gio. Girolamo Colonna nel
i i

Papa

di

audacemente accus simonia e pretese contro di lui


Clemente VI
I

appellarsi al futuro concilio.

quindi sped
tificie a

il

Vitelli colle milizie

pon-

danno de'Colonnesi, disegnando


di far

possesso diMonleforlino. Invece leggo nel

di

bruciare e

spianare tutte

le ter-

Coppi, col qualeancora procedei pel narrato, che Pompeo Colonna, vescovo di

re loro, poich per l'inveterata affezione

de'popoli ad

essi,

il

pigliarli

solamente era
genti pontifi-

Reti, abbate commendatario

di

Grotta

di piccolo pregiudizio.
cie entrate nelle terre
1

Le
e

Ferrata e Subiaco, poi cardinale, nato da Girolamo del ramo di Zagarolo (ucciso
nel
(li

de'Colonnesi, nel Montefortino,


teneva ancora pe*

526 bruciarono Marino


fortezza
,

1482) e

figlio del

suddetto principe

la

del quale

si

Salerno, e da Vittoria Conti,

amante

degli antichi possedimenti di famiglia, pro-

medesimi battendola colle artiglierie , spianando Gallicano e Zagarolo; indi il


Vitelli deliber recarsi a

cur
tino
ti,
;

di assicurarsi

questo di

Monte Fori

Vahnonlone per
Il

ma

pe'diritli

che vantavano

Con-

attendere alla
dice che

difesa del paese.

Ricchi

potendone derivare questioni e forse guerre, cred opportuno d'accomodare il


tulio bonaria mente. Acquist nel
li
1

Clemente VII giustamente sde-

gnato contro
teforlino,
le
il

5io

ta-

diritti,

promettendo

di

pagare a Luci-

do
il

Conti, allora ancor vivente,

2000 du-

Pompeo che dominavaMonl'abbandon alla voracit delfiamme. Questa sventura deplora assai Marocco, poich vi perirono innocenti
femmine
il

cati, e di

pi soddisfare ad alcuni pesi che


ch'erasi

fanciulli,
ti,

imbelli e vecchi caden-

medesimo aveva, con istromento de'7


Dipoi Giulio
II

che

il

fuoco divoratore non risparmi.


disastrosissimo sacco diRodagl'imperiali; indi

luglio.

imparen-

Segu poscia

tato co' Colonnesi, ottenne a mediazione


di Prospero,

ma, operato
te

Clemencardin
il

che Pompeo,

il

quale occu-

VII

si

pacific co' Colonnesi e gli as-

pava militarmente e
ciosa

in attitudine
,

minacil

solse dalle censure,

morendo
1

il

Monte Fortino

consegnasse
I

ca-

Pompeo

in Napoli nel

532. Dopo

stello a

Marc'Antonio

Colonna capita-

tale incendio, risorse

Monte Fortino,

no

delle milizie papali, affinch lo tenes-

bruciale case vennero da'popolani


cite, e le distrutte riedificate.

risai

se in deposito.

Tutta volta proseguendo

Nel ponti-

Pompeo
lio
1
1

a mantenersi in alto ostile, Giu-

ficato

lo

priv de'suoi pingui benefizi ec-

tato

il

diPaolo llI,avendo questi aumen prezzo del sale, pretese AscanioCo

clesiastici; e

bench

nel

5 3
1

alla

morte

lonna che pel privilegio d'esenzione d

di Giulio
se,

II,

Pompeo

di

nuovo
la

insorges-

pretendendo bruciar

casa del fisca-

Martino V, non dovesse aver luogo nel le sue terre, onde gli esattori pontifcii car
cerarono alcuni
vassalli de'Colonnesi.

Goccino che l'avea processato, il sucLeone X l'assolse pienamente, gli benefizi e poi elev alla porporestitu
le

cessore

Scanio per rappresaglia co'suoi armati f


ce una correria nell'Agro

ra. L'ambizioso e irrequieto

card inai Pom-

peo, per morie di Adriano VI contrast neh 52 3 il papato a Clemente VII in conclave, e sebbene questi lo ricolmasse di
benefizi, rest pieno di rancore, e con in-

romano, e pi d una quantit di bestiame. Il Papa eh gi mirava di mal occhio la potente d


sa

Colonna, per aver


essa

in altri

tempi
1

fa

to fronte a' suoi predecessori, nel

54

mosse ad

gratitudine insieme ad

altri

Colonnesi a-

e la descrisse

I'

guerra con 10,000 soldati Adriani colla Storia di


altri castelli

pertamenteearrnata manosiribell,spalleggiati dalle truppe di Carlo V. Il Papa scomunic Colonnesi. depose Pompeo da
i

suoi tempi. Rocca di Papa, Paliano, Ce


ciliano,

Roviano e

espugnati, e d'ordine del

; Papa smanici-

furon

V E L
fondamenti le loro fortezze. Dice Marocco, che Monteforlino fu presa nel
Jnfe ila'

VEL
Paolo TV. Narra Ricchi
,

i5i
che Montefordi

tiuofu preso d'assalto e incenerito, e d'or-

i543, rendendosi al Pontefice, e riportando il seguente racconto mss. di Teofilo Papei: if januariii' vero Romani versus abierunt. i!\fcbruarii die dominit'o, circa 22 horas, Ponti/ex sub sua
dilione habuit Arreni Montis Fortini.
1

dine del Papa smantellato


le

mura. Rac-

conta Petrini,che Francesco Colonna colmilizie papali


,

andad espugnare Monabitanti essendosi diII

tefortino

di cui

chiarati per

Marc'Antonio

Colonna, co-

martii die luna, iiircperunt subditi Columnensium demoliri jussu Pauli ITI.

mandante di parte dell' esercito nemico, derubavano e molestavano continuamente


i

vicini;

onde furono

tutti

senza distin-

uno prpugnaculo, sai aula demolitores omnes


3."

die maii perficerunt, reliclo

zione n di et, n di sesso,


della
s.

come
di

ribelli

Se<\e, diffidati in

pena

morte,

abierunt. 9." die redierunl demolitores

e la loro terra saccheggiata, arsa, distrut-

num. circa 3oo addemoliendam aulam, seti propugnaculum quod fail derelicturn". Morto Paolo III nel i54g a' io novembre, Camillo Colonna col favore e
coll'aiuto de' vassalli ricuper ad

Ascanio
suo
ri-

assente in Venezia, Paliano e


vite castella; e

le altre a-

Papa Giulio

III al

torno

lo accolse

cortesemente, e dispose
i

seminata di sale; impresa a cui dierono molto mano prenestini, e fra gli altri Menico Franceschi e messerGio. Domenico Jacovello. Per cui Marc Antonio II ed regi si vendicarono su Palestrina, che posero tutta quanta a sacco. Altra incolpazionecontro Monte Fortino la trovo in Baco. Egli dice, che mentre Vicino
ta e
i
i

che godesse tranquillamente beni ricuperati. Non and guari che Colonnesi furono nuovamente in armi a tempo di Paolo IV Caraffa, ed ebbe luogo la funesta guerra della Campagna Romana da
i

Orsini capitano de' pontificii era in Velletri,

que'di Montefortino

gli

fecero sapeI'

re essere disposti a tornare sotto

ubbi-

dienza della
se

s.

Sede, e che perci se a ves


la terra. vi
i

mandato truppa
di

snlliciente, gli avreb-

me

descritta ne' luoghi indicati di sopra,


II re di

bero consegnato
spettando
pria cavalleria.

Esso niente
la

so-

contro Filippo
Sicilie, a cui
si

Spagna e
i

delle

due

frode,

sped

sua pro-

unirono gl'imperiali tede-

Ma

terrazzani pieni di

schi di
si.

suo padre Carlo V, ed


il

ColonnePaliano e

mal

talento fra via tesero


,

una ben
la

forte

a'quali

Papa avea

tolto

imboscata

nella quale entrata

truppa

Cave, che die a'suoi nipoti, e le altre terre. Paolo IV era avverso agli spagnuoli predominanti in Italia, voleva deprimerli
e forse cacciarli dal regno di Napoli, dal

dell'Orsini fu quasi tutta trucidato.


sto sinistro accidente

Que-

mosse a giusto sde-

quale regno dichiar decaduto Filippo


nel
r

li

gno I' animo di Paolo IV pel nero tradimento. Il perch fece uscir da Roma Giulio Orsini con numerosa truppa e con j
pezzi d'artiglieria. Questi, presi molti guastatori in Velletri,
si

556; quindi
Il

si

guerra.

duca

d'

venne alla micidiale Alba vicer di Napoli


molte
citt e luo-

diresse verso

Mon-

col regio esercitooccup

tefortino, la quale fu presa e saccheggiata, e poi

ghi delle provincie di Marittima e

Cam-

iusieme colla rocca spianata ed

pagna, e de'dintorni di
cipio del
1

Roma.

Sul prin-

arsa.

55y

le

milizie pontifcie ricupe-

rarono Marino, Grotta Ferrata, Frasca li, Valmontone, Palestrina e Gennzzano.


Assaltarono eziandio
Fortino,
la

commissario del Papa, Desiderio Guidone, affisse pubblico bando in Velletri, che tutti gli uomini di Montefortino per la notoria ribellione erano incorIl si

la terra la

di

Monte

presero e

distrussero, nel

nella pena dell'ultimo supplizio, e che potevano uccidersi impunemente,e li conalla confsca de' beni.
Il
il

modo che deplorai


col p. d.

nel voi. LXV, p. 242, Bartolomeo Carrara, Storia di

dannava

citato

storico Carrara, conosciuto sotto

nome

y
xoi
di

VEL
qualifica

VEL
il

Bromato,

empio

trionfodel-

Non tacendo
la

rOrsini pel barbaro valore esercitato nelconquista di Montefortino; dunque l'operato fu all'insaputa clelcalunniato Ponla

tradimento che provoc severa e terribde punizione, il Marocil

co

dunque

soltanto e

ta a raccontare.

come altri si limiChe pure in quest'inconsi

tefice.

Egli pure

ilice

che

montefortine-

tro Montefortino

distinse per

sommo

fingendosi stanchi del

dominio spamettersi
i i

coraggio, e per mantenersi nella fedelt

glinolo,

domandarono aiuto per

mani de'pontificii,e poscia oo fanti che sulla buona fede loro mand l'Orsinelle
ni, tutti

svaligiarono nell'imboscata sen-

suo signore (Colonna feudatario della Sede suprema signora di Montefortino), fu uno degli ultimi ad arrendersi. Imperocch, avendo finto montefortinesi conal
s.
i

za perdonare ad

un

solo.

punire

il

vii-

cordia co'pontificiijdomandarono un presidio,

Lino tradimento l'Orsini colla batteria

ostentando

di

voler ubbidire alla


vi

due giorni molest quella terra, che difesa fu da Giannantonio da Piacenza, ivi messo in luogo di Francesco Brancaccio, e fu difesa con varie sortite, in una
di

Chiesa; onde Vicino Orsini da Velletri

mand una compagnia, che


via, senza

per imbosca-

ta funestissima e traditrice per tutta

per che neppure un tamburino si

delle quali restarono

morti molti delle

salvasse.

tiuppe
re di e
il

pontificie, tra'quali

Francesco

fi-

montare
la totale

glio di Giambattista Couti (ultimo signo-

Quest'orrendo attentato fece il Papa, che ne volle espugnazione. Giulio Orsino casulle furie

Segni e di Valmontone di tale ramo), capitano Giorgio da Terni. In fine naed


il

pitano suo, con

3ooo

fanti italiani,

con
can-

due compagnie
noni, uscito da

di veterani

venuti

daMone 7

ta discordia tra' terrazzani

presidio,
i

talcino,econ cavalleria pontificia

quelli

si

resero a discrezione, e
di

soldati

Roma

si

port diretta-

impetrarono

poter uscire a bandiere


genti dell'Orsini sacchegterra senza piet: vi ap-

mente

a Montefortino, che gi era stato


II

spiegate, e portar seco armi e bagaglio.

presidiato da Marc' Antonio

Colonna;

Ed

entratevi

le

giarono tutta

la

piccarono fuoco, e non perdonarono

nemi

Francesco Brancacci invece di custodirlo pel suo barone, essendone partito per cercare vettovaglie, fu causa delle funeste conseguenze.

ma

meno od una
ciulli si

chiesa, ove le

donne

fan-

Dopo

il

cannoneggia-

erano

ritirati, e tutti

perirono".

mento

le sortite

e ricordate scaramuc-

Dissi gi nel paragrafo di

Valmontone,

cio, in cui

per

Francesco e non Gio.


i

che alcuni de'suoi abitanti contribuirono


alla

Battista Conti, venuti


dia cogli abitanti,
si

soldati in discor-

rovina di Montefortino, e
i

come

alla
si

resero a discrezione,
i

loro volta

contadini montefortinesi

partendo

primi per Anagni. Entrati


fio della loro pazzia,

vendicarono con Valmontone, quando fu


Il Marocco, seguendo Andrea autore de' Ragionamenti della guerra di Campagna di Roma, annoiti totale desolazione diMon-

pontificii in

Montefortino, fecero pagare

saccheggiato e arso.

a'popolani

il

perch

Alessandro

d'

molti ne furono
incendiata
fanciulli,
la

uccisi.

Saccheggiata ed

terra

n donne
,

non si salvarono n bench rifugiati

teforliuo e sua rocca,

ma

troppo assolu-

tamente
(F-),

e in tutto l'attribu a

Paolo

IF

come
la

fecero altri, senza tener prep.

sente
te

Storia del

Carrara e altre scrit-

ira de' soldati superai una chiesa qualunque ostacolo, e vane furono le pi ghiere. Indi il Papa sped l'ascolano D siderio Guidoni qual commissario per far
I'

o-

con imparzialit, e l'abuso che fecero


i

demolire tutto
lentes

il

paese e prender posses-

del potere

nipoti di quel gran Papa, che


i i

so del territorio, autorizzatocol

breve/

con

Gaetano istitu Teatini (P-)j quali nipoti appena da lui conosciuti fus.

quod scelus per

TJtdver sitatevi et

rono inesorabilmente

cacciati

e puniti.

homines Castri nostri Montis Fortini adversus hanc s. Sedem , de' 27 oprile

VEL
iSSj, accompagnato con lellere patenti
del cardinal Caraffa.
Il

V EL
altri de'

i53

ginia successero Fabio, Ascanio, Carlo e

possesso del terri-

Massimi; e poscia Vincenzo E-

torio con rogito segu a' i del

seguente
dal Gui-

stouteville conte di
di Claudia Orsini.
zia

maggio, e fu pubblicato
doni contro lutti
i

il

bando

Sarno come marito Mancando figli a Tua

montefoi

tinesi di

peSe-

venne da

lei

nella sua 8.

parte

isti-

na capitale, qualificandoli assassini de'soldati pontificii, nemici e infedeli alla


s.

tuito erede Ascanio de' Massimi,

che ne
i

prese possesso nel 150,5, prestandogli


vassalli

de, ed

il

castello nido e ricetto de'tristi, laribelli.

droni e
i

Quindi

fu ingiunto a tutti
le citt e

giuramento di fedelt. A Marzio Colonna duca di Zagarolo ricadde la met di

baroni e signori, ed a tutte

ca-

Monteforlino per dono di Orinzia


di

stella della

provincia di non ricettare al-

sua madre (ma

sopra detta

figlia)

cuno
zia.

di essi, e di far

CON

grata al

Papa

darli in

mano
il

alla forza per farne giusti-

neh 583. Muzio Massimo, che ne avea ota tenuta una 8. parte da sua madre Mari*
Orsini e altra 8." parte da Giulia sua
zia,

briche,

la demolizione delle fabcommissario feceararela piazza e seminarvi il sale a'i3 ili detto maggio. Inoltre il cardinal Caraffa dal commissario fece eziandio atterrare qualche super-

Compiuta

ambedue vend

nel

58g
sol

al

detto duca
a'

Marzio, restandone un

quarto

Mas-

simo: pochi anni dopo Gio. Antonio de


figlio di Carlo signore di Monte Fortino divenne vescovo d' Isola (f7 .). Apprendo dal Coppi, che neh 607 Mar-

Maximis

slite

pezzo di fabbrica; e Gio. Caraffa du-

ca di l'aliano, in questa fortezza fece tra-

sportare
foi tino.

cannoni della rocca

di

Monte-

zio eresse in

Zagarolo un monte e per ga-

Dopo quest'infortunio, Marc' AnColonna distrusse Colle


,

ranzia de' sovventori ipotec Monteforli-

tonio

Il

di Ferro,

incendi Anagni
provincia di
la

prese Palestrina e Se-

gni, e favorito da'suoi vassalli corse tutta la

Campagna,

la

quale re-

spir per

pace di Cave conclusa nel set-

tembre.
i

E neh55g
i

per morte di Paolo

no e altre terre. Il suo figlio Francesco trovando 4 r>o,ooo scudi di debiti, per liberarsene in parte, neh 6 r 4 vend al cardinal Scipione Borghese 3 quarte parti di Monteforlino, la met della tenuta di Torre, Olevano, 3 00 rubbia di Pantano
di Grifi,

IV Colonnesi ricuperarono le loro terre, e neh 56 anche Paliano. Non ostante la


rovina generale di Monteforlino, pot a

200 rubbia

di terreno della

Coal-

lonna, ed un procoio di vacche, tutto pel

prezzo di 346,000 scudi. In

modo

poco a poco riaversi, rifabbricandolo


superstiti abitanti coll'aiuto de'
si,

Colonne-

per avere

dispersi inontefortinesi sup-

quanto diverso ci riporta il Marocco. Dichiara che Giulia Colonna, a nome di Marzio suo marito a'7 gennaio 6 2 veu1
1

plicato la celebre

marchesana di Pescara Vittoria Colonna, Virginia Colonna de' Massimi e Tuzin Colonna de' iMattei, le
si

dal cardinalPietroAldobrandini 3 quarti di Monteforlino colla met della te,

nuta di Torre; e
la

l'8

marzo ne conferm

quali a favor loro

prestarono eflicacenel-

vendita Marzio, da Paolo


Il

V approvata
una cedola a

mente. Della successione de'Colonnesi


la signoria di

a'27 giugno.

cardinale ne prese posses-

Monteforlino, ecco (pianto

so a' io luglio, rilasciando

Marocco. Fu diviso il suo dominio, non avendo avuto figli maschi Girolamo Colonna, in diverse porzioni a'28 giugno 586, cio n'ebbe la met Orinzia
scrive
il
1

ne

Pietro Alberici di 2 i5,ooo scudi pel restante del prezzo, e poi fu fatto

un

affitto

per 6 anni
razio del

neh62 al nobile romano OBufalo; ma non pagatasi la ceil

figlia di

lo, e

Marno Colonna duca di Zagaromoglie di Pompeo figlio di Camillo


8."

dola,

il

contratto rest rescisso e Marzio

rientr in possesso del suo. Si appell

Colonna; ed una

parte l'ebbero Tuzia,

cardinale alla congregazione de'baroni e

Porzia, Claudia e Virginia, alla qualeVir-

n'ebbe contraria sentenza, onde France-

54

V B
di

li

V E L
diario recidivo,
fo,
il

Zgarolo e figlio di Mai zio, vendette al cardmalScipione Borbeo

Colonna duca
di

di Ini

fi

Otello detto Gri-

ghese nipote
ti

Paolo

le

3 quarte paral-

che con Lorenzo Latini pure omicida d'un cognato alias Mezzogrosso, fece ar-

di Moutefortino,
tlissi

tro gi

Olevanoe quanl' per 346,000 scudi, con


da chirografo
1

mata mano verso

la

mola

di

Segni re

at-

to autorizzalo

di

Paolo

trocedere un commissario apostolico e il suocancelliere,Giuseppe Ferranti, e Ste-

Papa concesse tanto al cardinale, quanto agli uomini ed univer'29 marzo 16


4^.11

fano Marcaccioli detto Quadrello omicidiarioe complice di due omicidii, pusilla-

sit di

gi

amplissimi.

Montefortinoe di Olev'ano privileA fronte di tuttoci, Gia,

nime
lera,
gini.

per, e quasi tutti reduci dalla ga-

ma pagarono
1 ti

il

(iodi loro seelleragvi

como

Sai viali

nipote del cardinal Sal-

quell'incontro

perirono due
vile sbirro.

Lucido Conti, ncli63o mosse delle pretensioni sul dominio di Monte principi Borghese lui tino, ma venendo
vinti e di
i

soldati di
Il

Valmontone ed un

Cardella nelle

Memorie

storiche de'

cardinali, nella biografia del Falconieri,


riferisce

dilesi dall'insigne avv. Jacobelli, trionfa-

che Clemente XI gli affid

la

ma-

rono e restarono pacifici signori di Monti ['urtino e lo sono ancora. Gi Paolo V l'i 1 ottobre 161 5 (e non pare nel 161 1, come si legge nel n. 92 del Giornale di

lagevole e pericolosa commissione di spurgare la provincia del Lazio dagli assassini


e banditi, che colle ruberie e stragi dan-

Roma

deli85o), con diversi cardinali e prelati, onor di sua presenza Monlefortino e vi ripos

una

notte, cio

dopo

l'ac-

neggiavano non solo passeggeri, ma recavano la desolazione e il terrore a 'con vicini paesi. Il prelato usando di sua severit, dissip in un baleno tutta quella cai

quisto fattone dal cardinal Borghese. Do-

naglia e restitu

la

pace e

la

tranquillit

po
t

tante vicende, osserva Marocco,

la ter-

que'popoli. Nel tempo della repubblica del

ra di Monleforlino non
ranquillala,
a'
1

si pot dir mai mentre da'5 settembre 656


1

1798,

il

popolo di Monleforlino
al

diede prove non equivoche

Papa

di di-

iiuo

2 del susseguente gennaio fu per-

voto attaccamento e

di valoroso coraggio,

vittime, 1 55 malore che penetr pure io Val montone e s. Gregorio, avendo il Papa deputato mg.' Franciolti commissario apostolico

cossa dalla pestilenza, con

respingendo l'armate nemiche francesi, in unione co'calabresi che difendevano il


re di Napoli, e
vi

furono molli
la

feriti

morti dalla parte contraria. Nel 18 5o Montefortiuo esult per


te

della sanit nella

Campagna
di

di

Roma. Du-

presenza del regnan-

Moutefortino furono stabiliti 3 lazzarelti.due in campagna,cio uno fra' castagneti al piano di s. Maria, e

rame

il

contagio

Papa Pio IX,

nel viaggio col quale i

Napoli torn in
dal Giornale di

Roma, e venne descritto Roma, e dal commend/

Tallio nella valle vicino alla Pozzarica,ed


il

Barluzzi colla Relazione del viaggio. In


essa
si

3." dello lo

Sporco, dentro
gl'infermi.

il

convento
vi

legge. "Questo castello sul dos;o


in quella

de'minori osservanti riformati, perch


si

de'monli Lepini,
a tramontana.

parie dove

si

conducevano

Aggiunge Ma-

distaccano dagli Algidi, eli fronteggiane

rocco, che alcuni banditi e omicidiarii disturbarono Montefortiuo nel 1 702, talch

luogo forte,

come

suo-

na

mg. Falconieri

chierico di

camera

e poi

suo nome, e perci spesso combattuto nelle guerre de' bassi tempi, come l<
il
i

cu dinaie, commissario apostolico del Lazio, fu costretto spedirvi milizie e sbirraglie,

era stato in quelle tra* volsci ed


ni,

roma-

quando

giusta T opinione degli antiil

e ad onta delia resistenza caddero

quari, aveva

nome

di

Artena Volscoa'

tristi in

potete della giustizia.

pi arditi

vum. Fu
gui
:

gi nella signoria de'Conti di Se-

furono
lo,

Tommaso Cationi dello Tabanelche avea due bandi capitali e omici-

dal secolo

XVII

appartiene
il

Bor-

ghese".

Dovendo

transitare

Papa Pio

VEL
IX
nel tuo territorio ' io oprile,
il

VEL
pquesta valle nella parie pi vicina
se e soltoposta ad
di
al

i5?
pae-

tchissmo cratere di vulcano esibito. In

poloch'eragli gempre rimasto fedele e di-

volo nel cuore, e che silenzioso e


piena libert manifest
n sue spese avea fatto
rati

triste a-

veva passatoi mesi del terrore, allora con


i

4o

metri,

ni

una rupe dell'altezza luglio i85o, ad un'ora


il

suoi sentimenti,

pomeridiana sprofondossi

terreno con

Ilprinciped. Marc'Antonin Borghese, che

immenso
di

fragore sotterraneo. Formosa)

adornare con pa,

cos altra pi piccola valle, pi

profonda
il

l'esterno della piazza

e distribuita

20 metri
di

di figura elittica, di circa

di cui
il

abbondante limosina alle famiglie che pi abbisognavano di soccorsi, anel incontro al Santo Padre, avendo seco il fratello principe d. Camillo Aldobrandino Si fcero innanzi pure mg. Domenico Bruti,
r

asse

maggiore

80 metri

mi-

noie

45- Gli abitanti spaventati da quel terribile fragore e temendo che fosse inloro case;

disio di

grande rovina, fuggirono dalle ma poi vedendo che il terreno

il

clero secolare e regolare, e

la

commis-

sione municipale col suo presidente Sii-

multarono. Mg.

non faceva ulteriore movimento si tranr Berardi commissario


Marittima e Campagna e vicelegato di Velletri, al primo annunzio dell'accad'fio, recossi a Montefortino per provvedere a quanto occorresse. Quindi aro luglio
,

veslro

Tommasi.

Il

Papa

si

degn annui-

straordinario pontificio nella provincia di

re a'desiderii della popolazioue,che volesse onorarla colla sua pi esenza, manifestatigli


ti.

dal principe e da'suoi rappresenlanil

Pertanto, preceduto

Papa

da'religioil

pi

riformati e dal capitolo, sotto

baldac-

chino portalo dalle primarie persone del


paese, a piedi
ss.
si

condusse

alia chiesa del


il

nuovamente periti in geologia Francesco De Bossi medico e Giuseppe Andreoli valente ingegnere, che
vi

sped

il;'

Rosario decorosamente parata, tra


scelti cantori,

ove ricevla benedizione col Venerabile. Quindi asceso in trono ammise al bacio de! piede il c'ero,
ranto di
ii

l'avevano accompagnato,! quali col rapporto pubblicato da detto Giornale, dichiararono Che il fenonemo geologi:

co altro non fu che una istantanea apertura d'un'interna e profonda cavit esislente nelle viscere del monte, sopra di cui
il paese, per la quale avvenne una contemporanea precipitazione di terreno nel fondo della valle con fragore

mnnicipioealtri. Finalmente

fra

gl'im-

metti

e sincerissimi applausi della

pop-

lazione,

passando sotto un arco trionfale,


via,

costrutto

appositamenteeretto nella
grato a

con acconRelazione,

eia iscrizione ri prodotta dalla


tali

manifestazioni, consegnala al-

proporzionato a tanto precipizio. Soggiunsero che per


10,
tale fenomeno non ra* non possa derivarne alcun pericolo al paese. Il Ricchi nel Teatro degli nomini

una somma da erogare a heneficiode'poveri, rimont in carrozza per


l'arciprete

proseguire

il

suo viaggio a Velletri, e prila

ina di giungervi trov a Lariano

sua

illustri <&' Polsci,cap.i6:

Soggetti illugli

deputazione col cardinal vescovo. Riporta


il

strid
tanti

Monte Fortino,

dice che

abi-

medesimo Giornale

ne'i.
al

i63ei67
paese fib-

sono propensi all'armi, del valore


avi.

di detto

anno, che accanto

e cogli spiriti bellicosi de' loro

Non

bricuto sul dorso del monte, di seconda

mancarono
la

virtuosi die fecero

decoro al.

formazione e
lebecrio
situata

di struttura calcarea,

verso

patria
la

e'

giovarono

la

societ colle vir-

vi la

piccola valle di

s.

Croce,

tu e

dottrina.

Girolamo Fanfonio ge-

di figura quasi circolare del

non lungi dalla chiesa omonima, diametro di


nel fondo a for-

Slitta fu

mirabile per dottrina e piet,

mo-

arca 20 metri, coltivala


1

rendo nel 1590 in Transilvania per la fde di Cristo in concetto di santit. Il fra
Iella Sartorio,

menlone

e circondala di rapi. Si crede

esimio giureconsulto, vide

volgarmente, ed probabilmente un ao-

ornali colla laurea dottorale neh' univer-

56
romnnn
i

V E L
7 suor
figli

V
e quindi occu-

EL
vi
si

sil

mnnn
Le
di

di lai

nome, e

trovarono

resti

pali in posti cospicui nella colle

romana,

di edilzi e di sepolcri. Presso la

contrada
in-

dopo aver scampato nedue


la patria.

incendii del-

Valli credesi esistesse


.

una chiesa

pure Girolamo Fanfoni per molti anni i. medico della regina di Polonia Casiraira Sotale famiglia fior

Da

titolata a

Pietro, per

li

rinvenuti pezzi
iNel

colonne, con lapide che pubblic.


s.

colle

Nicol sono rovine d'antica torre

biescki

e poi essa

si

trasfuse in quella

e di piccolo monastero; in quello dell'Im-

della Porta di Cori, e Rosata fu bisava

peratole argomenta che fosse


valle Costanza trovasi

il

luogo

ad

del Ricchi. Mario Fini egregio avvocato.

Pietas, vicino a Panilochiani. Presso


il

Fu speciale ornamento patrio OrazioZecca eccellente pittore. Stefano Serangeli

sito

detto Bis.

viuni, e la grotta o cimiterio di

Ilario,

ottimo oratore e poeta, compose pe'teatri eli Roma ed' Italia le numerose produzioni edite e inedite registrate dal Hic-

come

posto in un predio spettante gi a una cappella sotto I' invocazione di tal

santo nel territorio di Valmontone.

maestre pie. La sua (iglia Felice Rosalba pubblic col suo ingegno quelle opere riferite da detto biochi; e lasci sue eredi le

lo.

Giuliano o Giuliancllo o GnglianeU Comune della diocesi di Velletri da

cui distante circa

miglia, quasi altret-

grafo.

Girolamo Martini da Montefortino teologo minore osservante riformato di

tante da Cori, e 3i da

Roma, con
Il
:

ter-

ritorio in colle e in piano.

Ricchi,

La

profonda dottrina, colla quale scrisse le copiose opere notate dal Ricebi. Della
slessa casa e

Reggia de' f~olsa\ca[). 38


liano o Giugliano,
to

Castel Giu-

lo dice giacente in si-

ordine

fior

Tommaso

let-

tore di teologia. Francesco Angelini provinciale

alquanto eminente sopra una deliziosa collina, posto fra Cori e Velletri. Al
contrario
il

due

volte del

mentovato ordine,

moderno Dauco

scrive

ivi

celebre predicatore, specchio d'umilt e


piet,

morto

in Rieti

neh 835. La

ferala

cit del territorio

ne rende coltivata
tratto essendo

poco# felice, egli fa eco Marocco, per cui ogni giorno si diminuiscono suoi abitanti, che ascendevano nel
respirarsi aria
i

maggior parte, un
tuoso e
sterile
,
,

monvie,

e altro occupato

da
il

principiar del secolo passato a 773, come afferma il contemporaneo Piazza, tosto

torrenti e fossi

come

rileva Castellano.
ci

aumentati a pi

di

000

per testimotrovo
niag-

Del

territorio diverse notizie

die

Ma-

nianza di Ricchi, ed ora ridotti appena a

rocco.

Lo

dice

composto d'alcuni monti


il

i53, secondo Rauco,


nella Statistica dei
1

oa53 come
la

inculti e sterili, di terreno coltivabile e


di selve fruttifere;

853. Perci

coltivabile parte

ad

gior parte delle case sono deserte o rovi*


nate, e le piazze e le vie ripiene d'erba,
ni dire dello stesso

uso di semente e parte di vigne e possessioni, e


si

distinguono

terreni in aratifertili
i

Bauco.
il
il

Ma Marocco

vi e prativi,

essendo

campi

e indeconfi-

che

lo visit,

deplora

clima perniciofabbricato, for-

fessamente coltivali. Ne descrive


ni,

so, qualifica

meschino

e in quelli della tenuta di Tagliente fu-

mandosi
di

il

paese d'una strada di mezzo e

rono trovati frantumi d'antiche fabbriche


io
,

vicoli.

Anche
lo

il

Nibby

si

port in
lago
si-

di statue e altri

marmi

lavorati

Giuliano, e
posto

dice pure

nome d'un

reliquie di sepolcri. Nella valle di Piapel-

4
il

miglia a oriente di Velletri, a

sono molti frammenti di colonne e altre pietre. Cos nella pianura di Casatisi

nistra della strada di Cora,

che ne lam-

co

ossei

vano

vestigi di fabbrica illustre

o tempio, e vi si scavarono frantumi marmorei e di musaico. Crede il Colle Catilin.i

forse luogo di delizia della famiglia 10

cratere, ed un miglio lungi dalla Questo lago d'origine vulcanica avea circa un 3.di migliodi diametro maggiore e un 5. di diametro minore, poich era di forma clinica. Esso fu diseccato
bisce
terra.

V E L
da' principi Borghese, odierni ignori di

VEL
dipinta
la

i5 7
iti

Nella chiesa sono 3 altari: nel maggiore

Giuliano, pochi unni prima del i837,e-

B. Vergine col diviu Figlio,

poca in cui Nibby pubblic V Analisi de


dintorni di

quello dalla parte del Vangelo rappresentato

Roma.

Egli ancora Itine che


poi forse

Ges
li

in

Croce, e nell'altro s.Ftanle s.

per l'aria insalubre ogni d pi deca-

cesco d'Asisi che riceve

Stimmate.

dendo

il

paese

vena

abbandoil

3 quadri

color Antonio Moi*audi,el'u-

nato. Dice ie sue fabbrice in parie di co-

mido

indi danneggi.
r

La

chiesa fu bene-

struzione saracinesca, che


secolo

rammentano
la
si

detta a'28 giugno 1690, e poi consagrata

XHI, ed

esseie generalmente

bea

fabbricato, e sopra tutto


cipale.

chiesa prin-

da mg. Giulio Marzi vescovo d'EliopoIi e suuiaganeodi Velletril'i 1 maggioro.

Questa appena
il

entra in Giu-

La

sagrestia fu arricchita di molti sagri


l'altare
ss.

liano, a sinistra
sai

palazzo baronale as-

anedi, e sotto
collocate

maggiore furono
Beliquie, che de-

deteriorato, unico edilizio di qualche

numerose
p.

entit

dopo

la chiesa,
si

ma

ridotto a grail

scrive
tolte a

il

Casimiro, donde poi furono

naio, e sulla porta

legge

nome

del

cardinal

by

nel

Anton Maria Sai viali: ivi iIJNib* 1823 osserv alcuni quadri non
l'as.

to riusc bello e

cagioue dell'umidit. Il convencon ogni comodit. Si

form

la libreria,

ma

poi

libri

si

tras-

ispregevoli, residuo di quelli che gi

dornavano. La chiesa parrocchiale


Gio. Battista e di
s.

di

portarono ne' conventi cui bisognavano. 11 refettorio fu decorato di buoni quadri,


altri

Gio. Evangelista,

ampia, e
te. Il

di nobile struttura,

che

risale al

uno dipinto da fr. Felice da Nat ni, gli da fr. Onoralo da Ruma. La piet

declinar del secolo


protettore

XVII, con

l'arcipres.

della terra
1

Giulia-

a' 4 febbraio ne solennizFuori del paese l'altra chiesa, con comodo convento ora abbandonato a causa dell'aria inalsaua.il p. Ca-

no martire, ed
la festa.

duca fondatore ordin agli eredi il mantenimento de'religiosi nel vitto e nel vestito. Per I* aria pestifera uccideva o
del

za

rendeva

inabili

religiosi.

Ci proveniva,

dice Ricchi, dalla

vicinanza di
I'

un lago

paludoso che rendeva


ud' estate mieteva
i

aria venefica, e

simiro da
vincia

Roma, Memorie
nel cap.
1

delle, chie-

frati.

Certamente

se e conventi de" frali minori della pro-

dev'essere
a

il

lago diseccato.

Ad

ovviare
fu

romana,

2:

Della chiesa

male

grave, nell'aprile

iy38

dalo

e del convento della

ss.

Genitrice pres-

principio alla fabbrica d'un ospizio lungi

so Giuliano, ragiona pure del castello.


11

un miglio

tlal

lo

sa
si

duca Francesco M. Salviati nel secoXV 11 da' fondamenti fabbric la chiee il convento pe'frati minori, 70 pasdal castello sul piccolo colle di
s.

lina, quasi a pie di

convento sopra una colRocca Massima, in mi-

gliore clima, e nel

1739 cominciarono

frati a ritirarvisi nel caldo,

ma temeva

il

Lusen-

p.

Casimiro che loro giovasse. Egli descrile

cia,

ove nel cavarsi

la terra

per

le

fonda-

ve

cose antiche

ivi

trovate, avanzi di e-

menta trovaronsi molte


Il

ossa

umane

dilizi, olle cinerarie, vasi finissimi di cre-

za vermi segno che fossero di cristiani.

ta,

medaglie
si

e altro.

11

luogo occupato da
la villa
vi

duca nel 1684 chiese


la

alla

congregaper

Giuliano
la

crede dal Ricchi fosse

zione de' vescovi e regolari

la licenza

di Giulio Cesare,

perch

fu rinvenuta

cominciar
to a'

religiosi, e

chiesa e il conveulo per 12 ne riport favorevole rescrit23 marzo, confermato dalla curia
i

cassa sepolcrale di Giulia sua figlia, se-

condo Piazza; ed aggiunge Ricchi che


pass in propriet alla
figlia. 11 p.

Casi-

vescovile; onde

religiosi

febbraio

malmente vi piantarono la i685 vi fu posta

Cori forCroce, ed a' 1


di
a

miro

riferisce

che

vi fu

trovata l'urna se-

polcrale di Giulia figlia d'Ottaviano, ci-

la i.

pietra, e

tando Theuli;
no,

ma

questi

non

in Giuliail

tutta la fabbrica fu terminata nel

1690.

ma

presso Vellelri descrive

ritro-

V E L
mento
d'

V E L
marmorea
e

una

bella cassa

polo della parrocchia


li

tli

s.

Marco,

colle sue ossa, cio nell'albereto delia fa-

tulli pieni di

giubilo lo riceverono tra


altri

miglia Bonese. Osserva

il

p. Casimiro,
il

che

la

moltitudine degli

romani

accorsi

da Giulio o da Giulia
di

forse prese

nome

questa per fu tanta, che couveuue sostail sagro Corpo sull'altare di Maria in Campo Carico, fioche tolli g' impedimenti, con somma divozione allegrezza fu solennemente portalo nella detta basilica, ove si venera. Dopo tale rovinaci castello torn a risorgere, e sembra a Nibby che fosse da Innocenzo 111

Giuliano

il

castello, altri

credendo die

re e deporre
s.

fosse detto

s.

Giuliano dal
ci

trono principale del

nome del pamedesimo, come lo


non sussiste nel denominandolo
in altro.

chiam Piazza; ma
luogo citato,
ivi

quello

semplicemente Giuliano, bens

Opina Nibby che il suo nome probabilmente deriv da un Fundus Julianus,


e per
la

infeudato

alla

sua famiglia Conti, riteil

somiglianza del
s.

nome

il

castello

nendo per sempre


esso la
s.

assunse per protettore

Giuliano. Sotto
il

Sede.

Che dopo
ricava da

dominio ditello la met del se


il

Pasquale
corpo
di

II,

narrano

il

Piazza e
vi

p.

Ca-

colo XIII riconosceva ancora


della
s.

domiiii(

simiro, in questo castello


il

fu trasferito

s.

Marco Pupa
s.

e collocalo nella

chiesa parrocchiale di

Vito, dal cardinal


il

Leone vescovo
dichiar
tedrale; ed ove

di Velletri,
.*
i

quale perci
la

un breve d'Urbano IV, dato in Orvieto a' 8 dicembri 12621, alcui tempo era stalo viulentemet te occupalo da fr. Giordano monaco di
Sede,
si
i

tal chiesa la
il

dopo

sua cat-

PoMB nuova,

il

quale trattava inoltre di

cardinal Allucingoli al-

venderlo ad un personaggio polente, leggendosi nel breve, intendi l vendilionis


tillo
ti-

tro vescovo di Velletri, e poi


cio III, consagr
indi
il

Papa Lusuo onore;


iti

un altare

in

s.

Corpo

fu trasportato

Roma
(^.)

nella basilica e

Chiesa di

s.

Marco

inpolentem transfer re per sonami perch ci non seguisse, il Papa indirizz il medesimo breve al cardinal Riccardo
Annibaldi della Molata, allineile facesse manifesto a tutti che Giuliano trai Castrimi speclans adtiomanam Ecclesiani,
e

Evaiigelista,insiguecollegiala,circailn45

tempo d'Eugenio III; per le quali memorie ecclesiastiche, dichiar Piazza, dopo Velletri dovrebbesi dare il . luogo a Giuliano. Contemporaneamente il castello fu da'soldati bai baiamente bruciain
i

che

il

fratelli,

mentovato monaco, uuilo co'suoi occupato I' avea ingiustamente


le

e ritenevalo ancora in ipsius Ecclesiae

to,

dappoich nell'elezioue d'Eugenio


i

III

praejudic'utin. Molte furono

copie di

romani persuggestione degli arualdisti, avendo conti del castello d'ordiue del Papa combattuti gl'insorti, questi noti potendo in altra guisa vendicarsi, si recarono a Giuliano e bruessendosi ribellati
i

questo breve pubblicate in vari luoghi, eziaudio dal pulpito della basilica Liberiana.
sce,
Il

p.

Casimiro, che tuttoci


l'effetto

riferi-

ignora

positivo del

comando

pontificio per la restituzione del castello,

ciarono

il

castello; ed essendovi tra essi


s.

alcuni parrocchiani di
lista di

Roma, cavarono
il

Marco Evangedall'urna marun lenzuoda


al-

ed avverte che il Coutelori, Gemalo, fam. Comit. rornan.,i\\ nulla parlando


del narralo, lo fa

morea

corpo del Sauto, loro indicata


chierici, e postolo in

a Giovanni Conti;

godere pacificamente ma da altro breve di


1

da alcuni

Bonifacio Vlll,de'25 loglio 3oi

in viril

lo e altri panni, lo

mandarono con due


Per
la

t del quale concesse in perpetuo


stello di

ca-

di loro a l'ionia, incontrali perci


tri

Giuliano
di

a' figli

ed eredi

d'

A-

concittadini vicino a Velletri.


s.

dinolfo Couli signore di Valmoulone, per


1'

porla di

Giovanni, entrali in
il

Roma,

annuo censo

20

soldi provisini,

si

condussero
s.

santo

Corpo

nella chiesa di
il

trae che lo signoreggiasse

Guidone Giorfiorisse

Quirico,

ivi

aspettando

clero e po-

dano, lo temo che Adiuolfy

pi

V E L
Della famiglia Sforza e de' Conti di Segni a di T almontone, dicendolo fiorito nel
(nidi,

VEL
tanti parteggiato per gl'intrusi
JNel

109
signori.

come pu

vedersi nel Ratti,

cardinal

i554 Costanza Conti, madre del Anton Maria Salviati (^-),

pontificato di

Urbano VI
il

col fratello
;

11-

debrandino, che fu
la

suo erede

e forse

di

chiamata signora del castello di Giuliano Velletri, in una memoria letta dal p.
Casimiro nell'archivio di Cori, e Nibby soggiunse chel'avea ricevuto in dole nelDO O 10 sposare il duca Salviati, per essere tornato
in

concessione meglio deve attribuirti a

Bonifacio IX, che realmente a favore de'

due

fratelli

conferm

le

loro signorie.

Il

Marocco, che procede ancora col


miro, nondimeno attribuisce
il

p. Casi-

potere de' Conti. Pervenne in

suddetto

signoria di tal insigne cardinale (di cui


si

breve con anacronismo peggiore a Urbano VII, o uno de'tanti falli di stampa di cui abbonda la sua opera, e d;i lui stesso ripetutamente riprovali, proponen-

pu leggere di Pompeo Ugonio, In funere Cardinalis Ant. 31. Salviati, Romae i6o3), il quale come lo celebrano
Piazza, Ricchi e alili, ne ampli
to, lo rese pi.
il

caseggia-

dosi di dare l'Errala Corrige. Certo , che io col Ratti nell'articolo Conti, notai

popolato e

lo

benefic in

altri

modi

colla sua naturale


il

munificen-

aver Martino

nel

lo

ad

essi le

loro terre,

i4^8 confermafra le quali Ca-

za, attribuendogli

Ricchi anche la rieIl

dificazione della chiesa parrocchiale.

strimi Juliani, et Tiberii ellelr. diocc.


Inoltre il p. Casimiro dice e ripete INibby, che nel i477 successori d'Adinolfo possedevano solamente la met del castello,
'

Nibby per afferma, apparire da un'iscrizione averla eretta il duca Giacomo Salviati nel 65o, dopo aver demolilo la
1

vecchia; e che

suo

figlio

Francesco
1690. Tan-

e nel

1482 Giacomo Conti


tempo, narra
il

alia testa di

Maria ne ampli
ta

l'apside nel

3ooo

soldati lo saccheggi e distrusse;

generosa magnificenza fu imitata dal

nel qual

notaio dell'An-

benefico duca nipote nell'erezione della

teposto (vocabolo chiarito anco nel voi.

decorosa chiesa e bel convento de' francescani e suddescritli.


leva
li
il

LXXXlV,p.
tra

5<j),

che apparteneva a'Col'al-

Anche

il

Banco

ri-

lonnesi, perch forse ne possedevano

virtuoso operato de' nobili Salvia-

met

e tutto dicesi
il

aveano occupato.
il

per Giuliano, che quasi distrutto dal-

Ma

secondo

Coppi, sembra

notaio

le

guerre e dalle vicende de' tempi

lo re-

piuttosto parlare di Giuliano di

Fi

osi-

sero popolato e civile; e che nell'estin-

none, tanto vero che tale Giuliano,

zione della famiglia pass

il

dominio
si

ne'

Martino

lo

comprese

tra'

beni divisi
:

principi Borghese, cio in essa


se e perci ne porla
il

trasfu-

nel 1427 a' suoi Colounesi eredi nella guerra del 1482 tra Sisto IV, e il redi Napoli collegato co' Colonnesi, in conse-

cognome
il

e l'inse-

gne, e ne gode
d. Scipione