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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
PONTEFICI, CARDINALI
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI
ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
E pm CELEBRI SCRITTORI
ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
DELLA CHIESA CATTOLICA,
CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI
SACRE, ALLE CAPPELLE TAPAL1 CARDINALIZIE E
AI RITI ALLE CERIMONIE ,

EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON


PRELATIZIE, AGLI "ORDINI RELIGIOSI, MILITARI,
CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
CHE ALLA CORTE E

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

\ VOL. LXXXV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL VII.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

U
Utiì UNÌ
Continuazione e fine dell* articolo de'dolti e degli eruditi; altri che godeva-
Univeesita Romana. no della maggior riputazione, li chiamò
a Romacon onorifici inviti e colla pro-
N,eh Si 3 fu
I sublimato al triregno il messa d'ampi guiderdoni. Così negli inizi
fiorentinoLeone X de Medici, che die il del suo papato die saggio manifesto del
nome d'aureo al meraviglioso suo secolo, suo letterario buon gusto e perfetto di*
e Secolo di Leone A' pur chiacuossi, pel scernimento, e con tali principii fece con-
cui magnanimo favore e munificenza fu cepire le più liete e propizie speranze di
Ro-
insigne riformatore dell'università di vedersi per lui rinnovalo il fortunato se-

ma, e promotore splendido della roma- colo d'Augusto nell'alma Roma. Sparsasi
na letteratura, pel suo incremento e de- dappertutto la fama del nobile istinto di
coro. Egli in questo superò i più illustri Leone X iu promuovere e generosamen-
predecessori, e insieme rese a' successori rapidamente
te dilatare la sapienza, fece
ardua impresa l'eguagliarlo. Portò sul- accorrere in Roma un
gran numero de*
l'augusto trono del Vaticano il genio di suoi cultori, conche giovò assai mirabil-
sua famiglia eminentemente benemerita mente ad eccitare il rinvigorimento de-
delle scienze e delle arti nella nobilissi- gli studi, dal Papa lauto amati e stimati.
ma Toscana, nel quale articolo eziandio Chiunque das 5 e saggio di valore nella let-
grandemente la celebrai colla storia, co- teratura, era sicuro di ricevere da lui be-
mechè il cognome Medici divenuto giu- nigno accoglimento e liberal ricompen-
stamente sinonimo di Mecenati. Il suo sa. Leone X
parecchi uè provvide d'im-
pontificato segna la fausta epoca del pub- pieghi lucrosi, ne promosse altri a cospi-
blico studio di Roma, del vero suo splen- cue dignità, non pochi ricolmò di doni e
dore, e per le belle lettere e le belle arti di pensioni, o sovvenue anco con copiose
forma il periodo della più luminosa glo- largizioni di denaro; a molli die onorifi-
ria. Tosto compose la sua corte del fiore ca stanza iu Vaticano, mostrando pecu-
4 UNI U NI
liare inclinazione a'poeti e olla poesia, in cuore a grado a grado si dilata in mez-
cui avea facilità di comporre versi e un zo a tanta copia di dovizie naturali e ar-
gusto sopraffino nel giudicare. In questo tistiche. Per tuttociò la natura e I' arte
Il ohi a non poteva essere più adatta, poi- ingenera nelle menti eziandio di que'che
ché forse piìi che altrove-precipuamente in Roma {V!) dimorano, immagini no-
dal secolo d'Augusto in poi, in cui la poe- bili e conformi alla sua celebrità e magni-
sia salì al som ino grado di perfezione, qua - ficenza. Così gl'ingegni romani comune-
si sempre fu coltivata, e secondo i tempi mente sono svegliati, acuti, vigorosi e ar-
potè vantare copiosa schiera d'eleganti e denti, avendo inoltre l'animo franco e a-
spiritosi poeti, massime trascorsi che fu- perto, proclive alla generosità e a nobili
rono i secoli di barbarie e ignoranza, e azioni. Nati e cresciuti colle più felici di-

seguita la coronazione col meritato allo- sposizioni alla poesia e inclinati«simi a


ro dell'immoralal Petrarca, il genio della verseggiare, anche improvvisamente, la
poesia scosso dallo strepitoso e straordi- natura die loro metalli di voce sonora d'o-
nario spettacolo , e calmate le civili di- gni genere: l'armoniosa lingua italiana
scordie, riprese vivacemente l'estro e la parlata da'colti romani è la meglio pro-
lena canora e feconda: l'esimio suo valo- nunziata, sia con forza e gravità, sia con
re prosperando con poeti ingegnosi e su- dolcezza e soavità, e per quant'altro ri-

blimi, ornò d'uno de' suoi più splendidi marcai nel voi. LXXVIII, p. 47> °"°*
fregi la romana letteratura. L'abbondan- randocosì il gentile idioma sonante e pu-
za de'poeti fioriti in Roma, dopo che i ro. Il naturale istinto de' romani per la
romani cominciarono ad ammirare l'o- poesia, facilmente si trasfonde fra molti
pere de'greci ed a gustare l'eleganti dol- di quelli, che sotto il fortunato cielo ro-
cezze della poesia possente commotrice mano vengono a soggiornare per diletto
de'cuori e delle menti sirena incantalri- o per studi. Il gusto poi in Roma univer-
ce, si attribuisce ancora all'influenza lo- sale per la Musica dell' Ufficiatura divi-
cale della città. Circondata da'memora- na, e di quella del Teatro, compagna in-
bi li suoi sette Monti e da amena e rigo- di visibile e seducente della poesia, col can-
gliosa vegetazione, bagnata da salubri e tare per genialità o arte, sempre più ri-
limpide acque.tra versata dal trionfaleTe- scalda la accende I' estro e in-
fantasia,
vere che dignitosamente e placido scorre foca a poetare con entusiasmo. Egli è per
tra molteplici punti romantici e sorpren- tutto questo, che in Roma quasi sempre
denti di vista, doviziosa d'ogni genere di fiorirono e fioriscono poeti, il cui nume-
commestibili, benigno ha il clima, puris- ro però non fu mai tanto copioso quan-
simo e sereno il cielo. Di quel cielo ro- to in tempo di Leone X, pel suo .singo-
mano, ch'è forza confessare da'forastieri, lare trasporto alla poesia , amando di
che tanto nobilita e ingrandisce l' inge- goder la lieta e brillante compagnia de'
gnosi nelle arti e sì nelle lettere, per l'am- poeti , rimunerandoli con munificenza ,

pio e ridente orizzonte, il quale dilatan- anche que'di merito mediocre premian-
do l'animo ne amplifica le idee; non me- doli per animarli a salir coraggiosi l'erte
no che dall' incomparabile complesso cime d' Elicona, con questo ancora egli
maestoso e imponente degli avanzi stu- alimentando e propagando generosa in en-
pendi dall' antica romana grandezza e , te la letteratura. Non fu pago il magna-
sontuosità de' numerosi moderni edifì- nimo ed erudito genio di Leone X, e coi-
zi,cheinsensibilmeute con respirare l'au- l'efficacia di sue autorevoli persuasioni ,

ra della vita il lontano si abitua al gran- e coll'eccilamento di liberali rimunera-


de e al bello, al gusto delicato intelli- , zioni d' accender in tutti i petti I' amor
gente e pai letto nelle belle arti ; ed il suo degli studi. Imitatore del gran Nicolò V,
-

UN I li N I 5
gloria di Sarzana, adoperossi ancor esso calo di Leone X vieppiù divenne la sede
fervorosamente all'amplificamento delle delle belle arti, il domicilio della scienza,
scienze, e procurò di dilatare e favorire il i più dotti uo-
teatro su cui quasi tulli
per s'ingoiar modo in Roma la letteratu- mini dierono luminose prove di talento
ra. Quindi propose amplissimi premi, per- e di molteplice sapere. In tal modo il se-

chè in ogni luogo si cercassero I' opere colo XVI e Roma ebbero il primato nelle
inedite d'antichi scrittori, né perdonò a belle lettere e nell'arti liberali ; cioè nel
spese per riuscire nell'intento che conse- secolo principalmente tanto celebrato ne'
guì, e pubhlicò colle stampe a comune e- fasti letterari. Parecchi Roma dal suo se-
rudizione e profitto. Aumentò pure di no produsse, feconda sempre di genii su-

scelti e rari codici la biblioteca Vaticana, blimi e d'ingegni perspicacissimi, anco del
al modo narrato anco nel voi. LXIX, p. gentil sesso, e valga per tutte che io ri-
•2 9.5; aprendo in tal guisa in lloma alle cordi Vittoria Colonna, della quale par-
persone di lettere più vasto campo per i- lai pure nel voi. XLV1I, p. 87, quanto
struirsi.Ed essendo la cognizione della lin- all'epoca di cui vado genericamente ra-
gua greca necessarissima a più facilmen- gionando. Dico genericamente,perchè nel
te e fondatamente far progresso in qual- non mai abbastanza encomiato Renazzi
sivoglia scienza, appena divenuto Papa trovasi un emporio e vero tesoro di eru-
rivolse i suoi pensieri a stabilirne mag- dizieni su tuttaquanta la letteratura ro-
giormente e propagarne lo studio. A tal mana , de' suoi progressi e de' suoi illu-
uopo principalmente si servi dell'opera stri e celeberrimi cultori. L' accademia
di Giovanni Lascaris, dottissimo greco, romana d'archeologia, che peli. in Eu-
affidandogli la direzione e istruzione di ropa avea istituita Pomponio Leto, rico-
molti giovani nobili dalla Grecia fatti ve- stituita e sussistente sotto Giulio II, più
nire a Roma, pe'quali nella casa del ce- tempo di
di tutto rifiorì singolarmente in
lebre letterato e poeta lesino Angelo Co- Leone X, e con tal grado di rinomanza
locci, alle radici del Monte Quirinale, a- e di gloria al quale non era mai salita.
pùe fondò famoso collegio Mediceo, in
il Le radunanze frequenti di essa non po-
cui con real munificenza provvisti d'ogni tevano essere né più piacevoli, né più e-
cosa potessero agiatamente coltivar le lin- rudi te, presso qualcuno de'più beu alletti
gue e le lettere greche e Ialine. Del quale mecenati. Tra questi tenne distinto luo-
collegio riparlai nel vol.XLV.p. 236. Non go l'encomiato CoIocci,che di sue grandi
vi fu in vero alcun genere di disciplina, ricchezze usava splendidamente a pio del-
o serie o amene, o utili o dilettevoli, cui le lettere e de'letterali, la cui casa era for-
Leone X non rivolgesse le sue cure e la nita di sceltissima biblioteca e di delizio-
sua generosità. Considerando quanto gio- so ortOjCioè l'adiacenteal palazzo del Bu-
vi all'ammaestramento degli uomini, spe- falo uella via ora detta Chiavica del Bu-
cialmente a'destinali al governo degli al- falo, e la teneva sempre aperta agli ac-
tri, la cognizione della Storia, istituì nel cademici. Questi recavansi pure nell'ame-
Campidoglio uua pubblica lezione di sto- na villa, sulla ripa del Tevere, di Mario
ria romana, da esporsi per un' ora in tutti MafTei da Volterra, vescovo successiva-
que'giorui in cui ivi aduna vausi magi- i mente d'Aquino, Cavaillon e Foligno; e
sitali romani, in toro presenza e di chiun- nella vigna del tedesco Giovanni Gorizio
que volesse intervenirvi. Ne dichiarò let- sul Monte Mario, che li banchettava. Fi
tore il romano Evangelista MaddaleniCa- uidmenle ormai debbo narrare della ri-
podi feri o.eoU'.inuuo assegno di scudi 3oo forma e incremento dell'università roma-
da ritrarsi dalla gabella del vino che inRo- na, felicemente operata da Leone X ; per
ma s'introduce. Roma quindi nel pontili- cui i romani mossi da tauti benefizi e se-
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gnalati ornamenti fatti alla loro patria, pel quanto a soddisfazione degli scolari ; ed
i.° de'Papi decretarono a Leone X una a'professori legali vietò d'esercitar nel fo-
statua in Campidoglio, e con solennissi- ro il patrocinio delle cause, solo permet-
ma pompa l'inaugurarono con l'iscrizio- tendo nelle proprie case le consulte e le
ne : Gymnasium Bonranum, Qitod Si- domestiche lezioni,imponendo multa du-
xtus IV novum yectigal comrnenlus, In plice e all'onorario corrispondente, a chi
salaria professorini} fundaveral , Acci- tralasciasse alcuna pubblica lezione. Per
tisundiqiie viris doclissimis, Instauravil il diligente intervento alle scuole de'pro-
auxUque. Allorché Leone X ascese sul fessori e degli scolari, ingiunse al retto-
trono pontificio, l'università di Roma gia- re e riformatori la visita personale delle
ceva in notabile languore,perciò decadu- scuole ogni mese almeno, e di due volte
ta dalla sua floridezza e celebrità, quan- per settimana ad un riformatore. Coman-
tunque il gran Giulio II suo predecesso- dò a'bidelli o ministri inservienti l'uni-
re l'avesse favorita. Per le guerre strepi- versità, di registrare nel rotolo quotidia-
tose, da anche in persona combattu-
lui no i professori che mancassero nell' ore
te, gli animi de' romani distratti da bel- assegnate, e poi di farne relazione a'su-
licosi spiriti, di conseguenza erano più periori. A'medesimi bidelli die l'incarico
rivolti a Marte dio della guerra, chea Mi- d'avvisare nelle scuole i maestri e scolari
nerva dea della Sapienza, come fìnsero i delle feste e ferie del palazzo apostolico,
poeti ; e le rendite assegnate alle pub- in cui solevano vacare le lezioni nell'u-
bliche scuole restarono in gran parte niversità.Se poi bidelli mancassero nel-
i

distratte: tultavolta il numero de' loro dopo I' ammonizione dovesserq


l'uffizio,

maestri forse era maggiore di quello de' multarsi d> metà del salario, e continuan-
discepoli. Appena Leone X pervenne al- do nella trascuranza si privassero del-
la sovranità di Roma, in cima a' suoi l'impiego. Rigorosamente ordinò la dili-
pensieri concepì la pronta restaurazio- gente paga dell'onorario a' professori , i

ne e accrescimento dell'università roma- quali però doveano dare la sicurtà di lo-


na ; tutto compreso in questo concello, ro permanenza. Tollerò nondimeno l'ag-
nell'alta sua mente trovò essenzialmente gravio introdotto da Sisto IV delta riten-
convenire od una Roma, che gli studi fio- zione del 3 per 00 sugli onorari de'profes-
1

rissero in tutte le liberali e gravi disci- sori, a favore del depositario della gabella,
pline. Quindi emanò la bolla Dum sua- dello studio. A'3 cardinali capi d'ordine
yissimos atque uberes fruclus, de' 5 np- del Sagro Collegio (V.), Leone X com-
Tembrei5i 3, Bull. Boi», t. 3, par. 3, p. mise d'aver cura speciale e protezione de'
370: De nuinere^itclorilateetprìyilegns professori e degli scolari, sostenendo colla
ÌRecloris, et Beformatoruni , Leclornni- loroautorità i diritti, privilegi ed esenzio-
aite, et Scholarittm Studii generali* Al- ni concessia'medesimi; procedendo an-
inoti Urbis , et officio Bidelli. Con essa che alla pena della scomunica che de- ,

Leone X confermò quella di Eugenio IV cretò contro chiunque avesse osato vio-
sull'assegno della gabella del vino fora- larli. Finalmente e non ostante il divieto
stiercamantenimento del pubblico stu- degli antichi canoni, specialmente della
dio. Tra gli ordinari professori, espres- decretale d'Onorio III, dichiarò lecito a-
samente decretò dovessero sempre <>ser- gli ecclesiastici d'attendere liberamente
vene 3 insigni pel diritto civile, pel dirit- urli" università romana allo studio delle
to canonico, per la medicina e filosofia, e leggi civili, come assai opportune all'in-
con conveniente onorario; prescrivendo telligenza de' sagri canoni. Questi saggi
loro leggere nell'università ne'consueli provvedimenti produssero rapidamente
giorn', e dopo le lezioni trattenersi al- ubertosi frutti. I professori tornarono a$«
UN I UNI 7
sidui alle proprie cattedre, e d'ogni par- i833 pubblicò in Roma co'tipi di Gio-
ie concorse mi mero grandissimo di stu- vanni Olivieri tipografodell'Archiginna-
denti, vedendosi le già deserte scuole ri- *io: Notizie della chiesa interna dell' Ar-

piene di scelta gioventù avida d'istruirsi. chiginnasio romano , raccolte ec. Egli
Leone X si compiacque tanto del felice narra: Leone X, che meritamente può
e sollecito effetto di sue premure per lo chiamarsi il i." fondatore dell' archigin-
studio di Roma, che ne palesò la sua sod- nasio romano, avendo trovatoli vecchio
disfazione nel idi 4 colla bolla Quam o- suo fabbricato poco decente per la capi-

mnibus fere nationibus j e vieppiù infer- tale del mondo cattolico, tra le altre cu-

voratosi a consolidare la romana univer- re del suo glorioso pontificato, una delle
sità col culto religioso ingiunto in que- prime fu quella di edificarlo di nuovo con
st'ultima costituzione, scelse poi copiosis- più grandioso e magnifico disegno. Il lun-
simo numero di professori, quasi tutti fa- go braccio che guarda la via de'Sediari
mosi ed eccellentissimi nelle loro facol- (così detta da'molti sediari che ivi o me-

tà ; come può vedersi dalla sumroenlo- glio nellapropinqua via de'Canestrari la-
vjita Lettera di Marini sul Ruolo de' pro- vorano: convien credere che un tempo
fessori deli5i^, in pergamena, trovato fossero stabiliti nel rione Regola sotto la
malconcio sopra un pubblico banchetto parrocchia di s. Maria in Monticelli, per-

di rivenditore di merci, ed è il più anti- chè esiste altra via omonima. Nella no-
co che si conosca, gli altri cominciando stra ora ve ne sono pochi, e si protraedalla
dali53q. Nel ruolo Leoniano si contano via della Sapienza alla piazza di s. An-
tf8 professori numero che I* università
,
drea della Valle. Propriamente molti se-
non ebbe mai ne prima e né dopo, cioè diari sono nella via Canestrari ove ri- ,

i i canonisti, 20 giuristi,! 5 medici, 5 fi- siede la presidenza regionaria delle riu-


losofi, ec. Noterò che tra gli 88 si com- nite presidenze de' rioni di s. Eustachio
presero, il semplicista oude l'università e Parione) fu opera di Leone X, i di cui

romana per la 1. 'ebbe la cattedra di bota- stemmi ne resero testimonian-


gentilizi
nica, i 1 3 maestri regionari, il rettore e i za, conservatisi sino all'epoca repub-
riformatori insieme calcolatici notaro de' blicana del 1
798 sopra l'arco dell'atrio ,

riformatori, persino il bidello e il custode che corrisponde all'odierna porta princi-


della campana. Tanto leggo nel Marini, pale d'ingresso dirimpetto (all'abbando-
Dunque non tutti erano professori.Quan- nata) chiesa e casa della nazione spagnuo-
lo alle scienze esatte, osserva Renazzi,che la (tale ingresso raramente si apre: l'or-

soltanto in quest'epoca cominciarono al- dinario ingresso resta dalla parte della
cune a risorgere, altre a progredire; pe- piazza di s. Eustachio), ed altre che tut-
rò l'università romana può vantare d'es- tora si vedono nelle volte delle stanze ter-
ser stata la 1
."
a introdurre la cattedra di rene, le quali essendo state appigionate
botuuica, come dirò a suo luogo. Quanto ad uso di botteghe a diversi artigiani, da
procederò col Ratti, per-
al culto religioso Leone XII furono ripristinate a comodo
chè più recente e perchè espressamente e uso dell'università, a cura del vigilan-
ne trattò, lenendo presente il diligentis- tissimo relloieCristaldi poi tesor/ere mo-
simo Renazzi. Nicola Ratli, cancelliere del- dello e amplissimo cardinale. Secondo la

l' università romana, egregio autore di più comune opinione l'architetto della
diverse e interessanti opere, di cui mi gio- fabbrica intrapresa da Leone X, fu il gran
vai in questamia (arroge per qualche a- Michelangelo Buonarroti, dichiarata di
nalogia, che anche qui ne ricordi una; vaghissimo e bellissimo disegno, che for-
V inserì,sopra gli stabilimenti di pubbli se altri eseguirono come altre. Ma il Re-
4ù beneficenza degli antichi romani)) nel uazzi espressamente avverte, che sebbe*
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re quasi lutti descrittori di Roma mo-
i un anniversario di solenni esequie nel
derna abbiano francamente asserito die giorno di sua morie per I' anima sua e
Leone X fece erigere la fabbrica del pub- degli altri della famiglia Medici, che fos-
blico studio, è però certo che n'ebbe solo sero morti in Roma. Dispose inoltre, che
l'idea e giammai Conoscendo il
l'eseguì. quegl'individui di tale sua famiglia,! qua-
Papa quanto poco onorevole non che in- li Roma, godessero
fossero domiciliati in
comodo all'università fosse il non avere del padronato della nuova cappella ; il
nel suo interno una cappella, nella quale diritto poi di nominare e presentare alla
si potessero adempire tutte le varie fun- prepositura e cappellanie spettasse al ret-
zioni, tanto quelle che riguardano il cul- tore e riformatori deiruniversilà,e l'isti-

to divino a spirituale vantaggio de'lello- tuzione al rettore ancorché laico. Mollo


ri e della scolaresca, che le altre di sopra distinti furono i soggetti nominati allo-
accennate, proprie del pubblicostudio,os- ra per la i.* volta. La prepositura fu con-
sia esercizi accademici e altre letterarie ferita a Filippo Beroaldo giuuiore bolo-
funzioni, ed eseguite fin allora nella vi- gnese, segretario e famigliarissimo delPa-
cina chiesa di Eustachio o nell'annessa
s. pa, professore d'eloquenza dell' univer-
sagrestia , ne ordinò la costruzione con sità e custode della biblioteca Vaticana.
quello splendore che conveniva all'archi- Delle due cappellanie una fu conferita
,

ginnasio, e corrispondente al suo genio. a Camillo Porzio romano, successore al


Frattanto richiedendosi non breve spa- Beroaldo nella cattedra, «anonico Vati-
zio di tempo e molla spesa, fece provvi- cano e poi vescovo di Teramo; e l'altra
soriamente erigere una cappella in una a Giovanni Casoldo bresciano, cameriere
fratte* scuola al sinistro lato della porla segreto del Papa. Aftinché poi col decor-
principale d'ingresso(riguardante la piaz- rere degli anni l'impegno non prevales-
za di s. Eustachio, dice Renazzi). Essa fu se al meritOjOrdinòchein qualunque tem-
dedicata a s. Leone I Papa, ed a s. For- po alla prepositura non meno che alle cap-
tunato martire, il di cui corpo sembra pellanie si dovesse presentare un pro-
che allora fosse collocato sotto 1' altare. fessore romano dello stesso archiginna-
Assai splendido fu il Papa nel provveder- sio, ed in mancanza d'un romano un fo-

la di cappellani pel suo decoroso servi- rense o forasliere, permettendo riguardo


zio, e per comodo degli scolari. Fondò allecappellanie,che non essendovi un pro-
in essa una preposilura, che dichiarò di- fessore romano ,
potesse sostituirsi uno
gnità del clero romano, e due cappella- studente parimenti romano. La dote del-
nie; e volle che coloro , che ne fossero la prepositura fu assegnala da Leone X
provvisti, si chiamassero preposto e cap- in annui ducali d'oro ioo di camera, e
pellani dell'accademia romana. Volle an- quella delle cappellanie in annui ducati
cora, che sì l'uno, che gli altri godesse- d'oro 5o di camera per ciascuna, da pa-
ro del diritto d'intervenire alle pubbli- garsi sulle rendite del pubblico studio.
che processioni ocolcapitoloLateranen- Non solo Leone X aumentò notabilmente
se,o con quello di s. Pietro, in piviale e il numero de'professori e delle cattedre,

camice (e il preposto anche con l'ulmu- ma accrebbe pure i loro stipendi ripor-
ziae il rocchetto, dice Renazzi ; cioè quan- tati nella Lettera del Marini, in tulli a-
do non incedeva in piviale, almeno l'al- scendendo ai4,ooo fiorini d'oro, perciò
muzia non con esso usata). Gliob-
l'avrà noti furono sufficienti proventi del da- i

blighi del preposto e cappellani consiste- zio sul vino forasliere. Le lezioni erano
vano, nel celebrare allei nativamente la allora distribuite de mane et desera, non
messa nella detta coppella in tulli i gior- solamente ne'giorni feriali, ma anche ne'

ni di scuola, in primo crepuscolo, ed io ili festivi, nun usandoli in quel Icmpo le


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tarile vacanze introdotte in seguito, ed e- dividili che intervengono, de'5 collegi e
ziandio nell'altre università dice vasi scuo- del corpo de'professori, e l'ordine del se-
la ne'giorni di festa. Ogni rioneaveail mae- dere di ciascuno. Alla morte de'Papi si

stro di grammatica, stipendiato ciascuno celebra nella chiesa dell'università un fu-


con 5o fiorini annui sulla gabella dello nerale a spese dell'erario. In ogni anno
studio ; erano considerati un' appendice dopo compiuta la pubblica ecclesiastica
dell'università, dal cui rettore e riforma- funzione funebre si recita in presenza di

tori dipendevano. Fra'dotti che Leone X di tutto il corpo dell'università nella chie-
innalzò al cardinalato, ricorderò Tomma- sa adunato, da quel pubblico professore
so de fio o Gaetano, professore di teo- che di volta in volta si sceglie dal retto-

logia nell'università; e Domenico Jaco- re, un' orazio. ìe Ialina in lode di Leone
vazzi già rettore della medesima, ch'eb- X. Si deve credere, che insieme coli' e-
be la principali parie nella riforma e am- sequie subilo si cominciasse a pagar giu-
pi iazione dell'università. Morì Leone X sto tributo di grata riconoscenza a que-
a'2 dicembre 1 52 i, e si principiò subito sto gran Papa, come beneficen t'issi rno re-
ad eseguir la di lui volontà colla celebra- stauratore dello studio romano, celebran-
zione dell'esequie, le quali però dagli an- done pubblicamente le gesta gloriose.
tichi calendari si raccoglie, che insieme Qualcuna di tali orazioni fu pubblicata
con tutte le altre funzioni letterarie tut- da' loro autori colle stampe. Nelle Bis-
tavia facevansi nella chiesa di s. Eusta- seri, alle file dt Pontefici, di Novaes, t.

chio , forse perchè la suddetta cappella I, p. 256, trovo queste due. Pompeo ti-

non era abbastanza capace per contener- goni professore di lettere umane nell'u-
li la scolaresca e che in gran
i letterati, niversità: Oralio in funere anniversario
numero vi concorrevano. Ma compiutasi Leonis X Romani Gymnasii fundatoris,
poi la nuova chiesa esistente, sol lo Ales- habila annoi5S j, Romae 588. Fran- r
1

sandro VII, l'esequie e le altre funzioni cesco M. 3 Gasparri professore di legge nel-
cominciarono in essa a celebrarsi, il che l'università: Oralio in anniversario fu-
presentemente pure si pratica. Non più nere Leonis X habila in Ecclesia Roma-
però l'esequie, come usavasi sul princi- nae Sapienliae, Romae^gS. 11 Renazzi
pio , si fanno nel di anniversario della . loda quella del rinomato p. PaolinoSco-
morte di Leone X. Sin da'primi anni del lopio bravo professore di rettorica, reci-
secolo XVII celebravansi ne'giorni pre- tata e data in luce nel 1 7 1 5 ; e parla della
cedenti l'Epifania, ne'quali duravano al- propria che dedicò al cardinal Stefano
lora le vacanze Natalizie; e ciò s' intro- Borgia : Philippi illariae Renazzi advo-
dusse per non impedire coll'esequie le le- cali et antecessoris romani, De Lau-
zioni del dì 2 dicembre, e mortuale del di bus Leonis X, O ratio in tempio Ar~
Papa. Successivamente neh 683 trovasi cìvgymnasii Urbis habila vi Id. Fe.br.
per lai." volta assegnato il mercoledì di mdccxciii, in anniversariis ejus Paren-
carnevale per la loro celebrazione. A ta- talibus, Romaeex Officina Salomoniana.
le deslinazioneavràsicuramentedato luo- In conferma che tuttora si celebrano in
go l'essersi pur stabilite annue solenni e- carnevale l'esequie di Leone X, degli av-
sequie per gli avvocati concistoriali e pe' vocati concistoriali e de'professori, ripro-
professori defunti, le quali ora tutte si ce- durrò il riferito dal n.°i 1 del Diario di
lebrano nella i.
J
settimana di carnevale, Roma 1842 ,
poiché prima il Diario ed
come in tempo il più libero delle pubbli- ora Giornale di Roma, riferiscono tali
il

che lezioni, come narrai nel voi. XXVIII, funzioni. » Lunedì 3i gennaio nella ven.
n. 56 e 57, descrivendo tali funerali an- chiesa della Sapienza di Roma, addobba-
niversari, rilevando il vestiario degl' in- ta a lutto, si celebrarono le anniversarie
«o UNI UN I

(esequie per la sa. me. di Papa Leone X. non minore esemplare pietà , che di se-
r
Finita la messa solenne, il sig. avy. Giu- gnalata dottrina, di cui abbiamo goduta
seppe Capogrossi romano, pubblico pro- la conversazione letteraria". Dell' istitu-
fessore di giurisprudenza in quell'archi- zione del Carpani di quest'annue ese-
ginnasio, censore d'onore dell'insigne e quie, per le quali lasciò 7 luoghi di mon-
pontifìcia accademia di s. Luca, pronun- te, in più luoghi ne parla anche ilRe
ziò un'orazione latina in lode del suddet- nazzi, nelle notizie biografiche del me-
to Pontefice; e seppe con tratti maestre- desimo; per cui e per aver lasciata la sua
voli ed energici dar risalto alla rara virtù libreria alla biblioteca dell' università ,

della Sanlilàdi N. S. Papa GregorioXVI, » questa ed a' professori la sua memo-


che, emulando Leone X, governa sag- ria sarà sempre cara e preziosa. Lo stesso
giamente la Chiesa, e accorda ad un tem- Piazza discorre nel cap. DelVaccade- 1 1;

po la sovrana protezione alle scienze e inia deg l'Intrecciati in casa del fu d.r
alle buone arti, e di nobile patrocinio fa- Giuseppe Carpani. Questi che ne fu il
voreggia chi le coltiva. Intervennero alla promotore, pei* alludere al suo genio le

(unzione i collegi ei professori tutti del- die per impresa una siepe fiorita, col mot-
l'università romana, e vari letterati d'o- to Munit et
; ornat ; dandole perciò il
gni ordine, che fecero i meritati applausi nome à! Intrecciati. Volle cos'i esprime-
iil eh. oratore. Nel giorno poi di vener- re, che lo studio delle materie legali, per
dì 4 febbraio si celebrarono nella stessa sua natura aspro e faticoso, si può facil-

chiesa dell' Archiginnasio Romano due mente conformarlo con quello assai più
altre solenni esequie, una pe'defunti avr giocondo e dilettevole delle belle lettere,
vocali concistoriali, e l'altra pe' defunti Ne fui. "principe il celebre Carlo Cartari
lettori di Sapienza; e vi furono presenti avvocato concistoriale. Lo scopo del fon-
i signori avvocati concistoriali e i signori datore fu pel maggior esercizio nella giu-
professori dell'università romana". Carlo risprudenza de'giovani studiosi, nelle que-
JWlolomeo Piazza, che nel 1698 pubbli- stioni legali più intricate, e per addestrar-
ama-
1

cò Enwologio Romano, trai. ? Delle


I
'

1 li ancora nelle belle lettere, poiché


accademie Romane, cap. 3 Del celebre va l'erudizione ed era inclinato alla poe-
/irchiginnasio o ateneo ovvero JJniverr sia. V accademia fiori e fu frequentala
sita della Sapienza, riferisce. •> Il vener- dalla più scelta gioventù e dalle persone
dì di carnevale nella chiesa della Sapien- più gravi della città, e molti meritarono
za fanno l'esequie anniversariedel Pon*
si d'esser promossi a elevate dignità , e al
teliceLeone X, benefattore liberale di que- cardinalato Massimi e Buonvisi, A chia-
sto studio, con musica, e con 1' orazione rire 1' epoca in cui vado percorrendo e i
lettino in lode di esso, che si suol fi re da disastrosi avvenimenti che la segnalaro-
uno de'professori della medesima univer- no, fa d'uopo deviare alquanto dall'ar-
sità- Et il giorno seguente si celebrano gomento, sebbene in sostanza in esso si
l'altre esequie anniversarie per l'anima rannoda pe'fatali risultati. Intendo accen-
di tutti gli avvocati concistoriali defunti, nare a quel periodo di tempo che la mi-
fon l'assistenza nell'una e nell'altra fun- sera Italia fu disputata, per la disunione
zione de'medesimi avvocati concistoriali de'suoi principi, da'francesi e dagli spa-
C de'professori della stessa università. Un* glinoli e imperiali. Da ultimo a tale stu-

idlra finizione funebre in suffragio del- dio diffuse non poca luce il benemerito
l' anime di tulli i lettori della Sapienza letterato TullioDandolo, con pubblicare
r
per pia istituzione del sig. GiuseppeCar- illustratiRicordi inediti di Gerolamo
i

pani romano, lettore di legge civile e ca- Moro ne gran cancelliere dr II' ultimo du>
nonica per 4° auui e fiuo al i6t) 1), di ca di Milano, ivi 1 855. Ne dà contezza
(
UN 1 ti N I il

la Ch'illà Cattolica nella serie 3.", t. 6, te variare di sua condotta e di pescar chia-
j>. 32i. Girolamo Morone o Moroni fu ro nell'acqua torbida, cioè di conseguire
uno de'più destri negoziatori politici del l'utile senza curarsi del giusto.
suo tempo. Entrato di buon'ora al ser- Morendo Leone X,inRoma rimasero le

vizio de' suoi signori Sforza duchi di Mi- cose altamente sconcertate da' gravissimi
7 Lodo- debiti da lui contratti per sostenere l'enor-
lano (Z .), si formò alla scuola di

vico il Moro, il più dissimulatore tra'prin- mi spese della guerra, che ardeva anche
ripi d' Italia. Manifestò sotto di lui rari per la ricupera alla s.Sede de'suoi domimi
talenti per le negoziazioni diplomatiche, di Parma e Piacenza. Gli fu sostituito lo
ma co'principii falsi e furbi di Macchia- sconosci uto e calunniato cardi naIFIorenzi
vello segretario fiorentino. Divenne can- vescovo di Tartosa, nel qual articolo pro-
celliere de' principi suoi figli nel ducato pugnai le sue virtù e sapere, dal Renazzj
milanese, e governò lo stato in nome di con altri creduto di Salò, ma veramente
Massimiliano Sforza pressoché imbecille, d'Utrecht. Ritenendo il nome, si chiamò
e l'indusse alla capitolazioneche pose Mi- Adriano VI, e dalla Spagna, ove trovava-
lano in signoria de' francesi, e il suo si- condusse in Roma, con cattiva pre-
si, si

gnore divenne loro prigione. Egli però venzione per la sqa austerità e contra-
tosto si recò a Trento presso il fratello rietà a'poeti e ad altri studi, egli essen-

Francesco 11 , in cui sperava trovare più do dottissimo nelle scienze sagre. Perciò
risoluzione e più talenti. Moroni, dopo a- la maggior parte degli eruditi si ritiraro-

ver spiato lungo tempo il destro, venne a no da Roma ed poeti ammutolironsi


,
i

capo di persuadere l'imperatore Carlo V (tranne Satirici mordaci) o scomparve-


i

sovrano della monarchia spagnuo|aeLeo- ro. Esausto affatto l'erario, Adriano VI

ne X,a collegarsi nel«*>2i per cacciare si trovò costretto a revocare le prodiga-


d'Italia i francesi, e ristabilire Francesco lità esercitate anche con
dal predecessore,
Jl nel ducato di Milano, la quale aprì le impieghi e uffizi d'alcuni eruditi in rimu-
porte aProsperoColonna generale di Car- nerazione di letterarie fatiche. Le quali
lo V, e il Moroni ne prese possesso in no- cose gli concitarono il malcontento e l'a-

me de| suo sovrano. Neil' ultimo de' ^ lienazione de'letterati, i quali colla poten-
libri mss. del Moroni, si comprendono za abusiva della penna e della lingua,
i ricordi dal eh. Dandolo illustrati, per sdegnosamente ne denigrarono la memo-
rischiarare la storia de'primi 3q anni del ria ; e la romana letteratura temè forte

secolo XVI, massime da|i5i5 al i53q, di sua depressione. Tosto la morte, do-
perchè il Moroni ebbe mano ad ogni tra- po circa 7 mesi i di pontificalo, dileguò le

ma politica nelle cose italiane dique'tem- apprensioni dello studio romano, ed i let-

Il Dandolo volle purgare


pi infelicissimi. terati aprirono l'animo a lusinghe di ve-

laprofonda sagacità e l'alto ingegno del der per loro rinascere i lieti giorni di Leo-
Moroni dall'indegne calunnie di cui fu ne X, allorché neh 5s3 ne occupò la se-

tanto oltraggiata la sua memoria, per te- de cuginoClemente VII de Medici. Que-
il

nebrosa e versipelle politica, da altri in- sto Papa non era privo d'amore alle let-
vece portata a cielo, come modello di sa- tere, né mancava di propensione a pro-
pienza civile e italiana. Dice la saggia e teggere e beneficare i letterati, anzi a-
perspicace Civiltà Cattolica, intorno a vea secondato il nohil genio e la muni-
qualche punto la difesa del Dandolo non ficenza verso di loro del cugino. Richia-
biscia che desiderare, ed è compiuta; in mò quindi i letterati ch'eransi allontana-

altri non basta a dileguare i gravi so- da Roma


ti pel severo predecessore, e con
spetti di cui va macchiata la memoria di impegno si die a far fiorire la letteratu-
quell'uomo di stalo,massirae nel frequen- ra e mantenere in vigore il pubblico sin-
12 UNI UN I

dio, che di nuovo venne frequentato da restaurare il materiale edifizio dell' uni-
copioso numero di scolaresca sì natia e versità, ed in sostenerne il decoro con de-
si straniera. Intanto minacciava rovina, stinare uomini dottissimi a occuparne le

per vizio di costruzione non ben solida, calledre.Ma presloilPapa si raffreddò nel-
il magnifico edilizio fatto innalzare da A- l'i mitare gloriosi esempi del cugino, poi-
i

le.»sandroVI per usodelle pubblichescuo- ché la sua naturale inclinazione al rispar-


le. Avea già Leone X, sin da quando fe- mio, vinse in lui ogni altro riguardo; ces-
ce riattare una delle scuole e convertir- sò dal premiare le letterarie fatiche de'
la in cappella, designato di ripararvi con dotti, anzi giunse a sottrarre a' pubblici
ristorare e ampliare tutta la fabbrica, e professori dell' università i loro stipendi,
con aggiungervi anche una nuova cap- e a rivolgere per qualche parte in altro
pella o chiesa abhaslanza vasta per cele- uso i proventi sulla gabella del vino fo-
brarvi ogni letteraria funzione, come ap- rastiere, che inlroducevasi in Roma, de-
parisce dalja ricordala boUaQitam omni- stinali al mantenimento di quelli. Le qua-
bus fere natìonibus j è però certo che li cose contribuirono ad accrescere l'av-
n'ebbe soltanto l'idea, e non mai si ac- versione contro di lui già concepita dal po-
cinsead effettuarla. Il Ratti che narra l'e- polo romano per l'avanie de' suoi mini-
secuzione veramente non la prova con
,
stri. Ma egli raccolse amarissimi frutti di

sicure testimonianze o con documenti. Il sua malintesa parsimonia , e ne fece ri-


suo asserto lo fonda sul riferito da Fran- sentire a Roma i più funesti e deplorabili
zinineli653, nella Roma antica e mo- effetti. Nell'ostinate contese tra l'impera-
derna, dal Bottali nelle note alla l'ita tore Carlo V sovrano della mouarchia di
di Bonarroti del Vasari, che cita l'au- Spagna^ Francesco re di Francia,C\e-
I

tore della Roma antiòm e modernaslaiii' mente VII invece di mantenersi neutrale,
pata nel i^.'To, i quali tutti appena dis- cambiato più volte partito, finalmente si
sero l'edilìzio della Sapienza essere o collegò co' francesi e veneti in difesa del
credersi disegno del Bonarroti e princi- duca di Milano. Dappoiché nel 1 5a5 fat-
piato da Leone Xj indi proseguito da Si- to prigione Francesco 1 re di Francia da-
sto V e da Urbano Vili. Soggiunge Ite- gl'imperiali sotto Pavia, volendo Girola-
nazzi, Clemente VII bensì ordinò e fece e- mo Moroni scuotere l'insopportabile gio-
seguirela riparazione dell'edifiziocosti iti- go degl'imperiali, propose al suo signore
lo da Alessandro VI, coinè asserisce An- Francesco 11, alla repubblica di Venezia,
drea Fulvio scrittore di que'tempi e te- ed a Clemente VII d'unirsi a'francesi; di
stimonio oculare. Quindi osserva il Re- più tentò di guadagnare il marchese di
nazzi,che lo stemma pontificio de'Medici, Pescara generale di Carlo V, e gli olhì in

diesino agli ultimi (empi dello scorso seco- compenso il regno di Napoli. Il marche-
lo esistè nel prospetto interno del presen- se dissimulò, finse di prestare orecchio a
te edilìzio dell'università, dirimpetto alla tali seducenti proposizioni, e poi fece ar-
suo chiesa , dovette appartenere non a restare il cancelliere Moroni e l'inviò pri-
Leone X,come lutti i riguardanti crede- gione a Pavia, spogliandoli duca di Mi-
vano, ma piuttosto a Clemente VII, che lano de'suoi stati. I Colonna partigiani

con esso l'ebbe comune, ed esservi slato di Carlo V cominciarono in Roma sle^.i
uel suo pontificalo innalzalo in qualche la guerra contro il Papa, che fu costret-
parte della fabbrica da esso rinnovata, to rifugiarti in Castel s. Angelo, venen-

donde si sarà poi trasferito nel detto luo- do saccheggialo il Valicano e parte del-
go ove si mirava collocato. Le cure di Cle- la Per un'apparente cal-
Città Leonina.
mente VII ne'piimi fervori del suo ponti- ma, Clemenle VII commise l'impruden-
ficato, si resiti usuro solo a conservare e za di licenziai le truppe che uvea assol-
3

UN ! UNI 1

date, per inopportuna economia, e ad in- rati cui non


dato fuggire (lasciando
fu
sinuazione dell'avaro cardinal Armellini in balia dettar bari le loro sostanze que'
camerlengo , il quale ne pagò il fio coti ch'eransi posti in salvo), molti perdendo-
perdere poi nelf orribile sacco di Roma vi libri, roba e vita pe'crudeli strapazzi e
(A'.), che vado ancor una volta e con in- strazi inauditi. Dagl'infami soldati si di-
dignazione a ricordare, la più parte de' strussero preziose biblioteche, anco per
suoi tesori e per tristezza anche la vita. scaldarsi, o per far cuocere ie vivande! 11

Continuando la guerra contro il Papa, si sempre deplorando sacco di Roma del


fece una tregua ma senza curarla, il ge-
; 1527 riuscì fatalissimo alle lettere e al-
nerale imperiale d' Italia contestabile di le arti, ed a' suoi cultori, a qualsivoglia
Borbone si propose di marciare alla vol- genere di studi , come eloquentemente
ta di Uoma. Però trovandosi senza dena- compianse il celebre bellunese Pier Vale-
ro per mantenere il suo esercito, profer- riano professore dell'università e uno de'
se ad alcuni prigionieri di stato di rila- più insigni letterati, col suo libro: De in-
sciarli mediante un riscatto. Moro ni di tal felicitate lilteralorum. Così decadde in
numero ricuperò la libertà per 20,000 un baleno nella miseria e nella desola-
fiorini. Il vecchio insinuante ed accorto e zione della spogliata Roma tutto il vi-
grand'uomo di s lato, riuscì presto a gua- gore degli studi, e lo splendore disparve
dagnare l'intera confidenza di Borbone. della letteraria sua gloria. Poteva impe-
Ne divenne il segretario e ih ."consiglie- dire in buona parte tanti eccidii France-
re, e T accompagnò nella spedizione col sco M.' 1 duca d' Urbino : noi fece ! In ve-
titolo di commissario generale del Teser- ce, e al modo che dirò anco collo storico
ei to imperiale. Inoltratosi il contestabile De Rossi, Girolamo Moroni aderì alla li-

verso la città eterna, con feroce e rapace berazione del Papa, in che ministri di i

esercito di spagouoli, di tedeschi fanatici Carlo V erano assai discordi: il principe


eretici, e di alcuni raccogliticci schiuma d' Orange era un eretico, e Ugo Mon-
d'Italia, a'6 maggio 527 espugnò Roma,
1 cada un cattivo cristiano. Dopo 7 mesi
sebbene vi cadde estinlo,succedendolonel di assedio, riuscì a Clemente VII di eva-
comando il principe d'Orange. Fuggito il dere da Roma travestito , colla lettiga
Papa in Castel s. Angelo, Roma immersa somministratagli da Moroni, il quale era
nel pianta non ebbe mai forse giorno più. succeduto nel commissarialo con Filiber-
funesto e luttuoso, né notte più terribile to d'Orange, che soldati a\eano sosti- i

e spaventosa. 11 furore de' vincitori non tuito al contestabile, e di esso pure ne di-
la perdonò nel primo impelo a sesso, età e venne il confidente, al consiglio del quale
condizione: generale fu la strage, le de- in questa guerra gl'imperiali ricorrevano
predazioni e la rovina; logrimevoli cala- come ad oracolo per deliberare e ben go-
mità e orrori che si protrassero per più vernare ogni cosa. Anzi a sua mediazione
di due mesi, con devastazioni, incendi e principalmente, a' 3 1 ottobre era slato
distruzioni di edilìzi, di preziosi monu- concluso il trattato per la liberazione di
menti e di sceltissime librerie. Profanate Clemente VII, che diffidandone preferì
furiosamente le chiese, violale matrone poi l'occulta fuga in Orvieto, la quale fa-

e sagre vergini, i cardinali e prelati espo- vorita da Moroni, in ricompensa fece in


sti nelle piazze a'più infami e umilianti seguilo vescovo di Modena il di lui figlio
ludibrii; tutti i ricchi e. quasi tulli i cit- Giovanni Moroni, che divenne celebra-
tadini, e persino i fondatori de' Teatini tissimo cardinale. Inoltre il Papa die al

(V .) t patirono tormenti se non consegna- Moroni un regalo di più che 0,000 1

vano gli effetti di valore da loro pos- ducati in tanto grano che aveva nel pa-
seduti, fra' quali que' professori e lelle- trimonio di Corneto. L'operato del Mo-
4 unì ti M I

roni Io descrisse ancora De Rossi, Me- loia pensasse a finsi provvedere d' una
morie storielle de' principali avveni- cattedra vacante di lettere umane, e non
menti politici d' Italia, seguiti duran- mancò Clemente VII di spedirgliene, dal
te il pontificato di Clemente VII. Di Castel s. Angelo dove slava assedialo, il

più Girolamo, da Carlo V fu crealo du- breve di collazione a'7 luglio del ferale
ca di Bovino, e d' 80 anni tnoiì all' as- 1527. Essendo chiusa l'università, Cle-
sedio di Firenze. Per quanto il Dandolo mente VII credè di poterne i redditi con
sia persuaso die Moroni si sobbarcasse verlire in altro uso. ludi colia bolla Citta
ni commissariato cesareo per alleggerire nos affrettine % datain Orvieto a' 2 5 a-
culla sua autorità le calamità die gl'ini* prile 528, Bull. Rotti, t.4, par.i, p. 72,
1

periati inflissero alla sventurata Italia e dichiaiòche per l'infelicità de'tempi non
all'infelice Roma; alla Civiltà Cattolica più leggendosi nel pubblico studio, attri-
invece sembra per lo contrario , ebe la buì iu aumento degli assegnamenti de'
penna, senno e l'accorgimento finissi-
il conservatorie degli altri ulliziuli del po-
mo da lui adoperalo nel condurre le co- polo romano, ed in riparazione delle mu-
se politiche e militari degl'imperiali, die ra e altri pubblici edilìzi della città (ulto
sotto gli occhi del Moroni fecero in Ro- quel denaro da ricavarsi dalla gabella
ma 1' accennate atrocissime cose , servi già imposta sul vino introdotto in Roma,
piuttosto a vantaggio de'nemici il' Italia che si soleva e si dovea erogare nello sti-
e della s. Set\e; che. se la sua lettiga ser- pendiare lettori. Aggiunse, che se in ap-
i

vi di scampo al Papa, questo solo prove- presso fosse per riaprirsi nuovamente lo

rebbe ch'egli abboniva da ogni eccesso studio pubblico, i lettori dovessero come
contro la persona del Vicario di Gesù. Cri- prima percepire i proventi di delta ga-
sto. Tultavolta potè forse il Moroni tem- bella pe'ioro convenienti onorari. Lan-
perare alquanto la ferocia delle bande im- guiva la desolata Roma sotto il peso e-
periali che manomisero Italia e Roma. Pel norme di sue sventure , e per la palila
lungo soggiorno di tanta straniera e fero- Pestilenza sotto Adriauo VI e uel pon-
ce soldatesca,Roma m ridusse a sì deplora- tificalo di cui parlo, quando accelerata-
bile stato ch'è più facile immaginarsi che si pe'sofferli travagli e disgusti a Clemen-
descriversi; basti ormai conta-
il dire die te VII l'ora estrema, con meraviglioso
va appena 3o,ooo abitanti, quali più o i consenso gli fu surrogato a' i3 ottobre
meno risenti vansi della pubblica calami- 1 534 il nobile romano Paolo III Farne-
tà. In tanta miseria e perturbazione di co* se decano del sagro collegio, che da Pom-
se , rimase pure abbandonato e deserto ponio Leto a vea appreso l'amore agli stu-
il pubblico studio. De'professori, chi era di, e da Lorenzo de'Medici a proteggere
fuggito, chi fu ridotto all' estrema mise- i dotti, apprezzarne e rimunerarne le fa-
ria.alcuni rimasero oppressi da gravi ma- tiche e i talenti, amando di conversare co-

li contratti pe'soflerli strapazzi, altri an- gli eruditi, cui accordò il suo favore e pa-
cora infelicemente morirono, dopo aver trocinio. Divenuto Papa, non cessò mai di
con dolore veduto preda delle flammei proteggere e di favorire munificamente
libri raccolti con grandi spese, e gli scrit- le lettere e i letterati, ed usava quotidia-

ti frutto di lunghi travagli. Quindi man- namente di passare qualche ora per sol-

carono non solo maestri per insegnare,


i lievo in eruditi ragionameli co'suoi fa-
n-.n ancora chi avesse la voglia o I' agio migliari, per ingegno e dottrina chiari.
d'apprendere comechè dispersa la sco-
, Paolo III fu uno de' più saggi e de' più
laresca, massime forestieri, e molli di es-
i grandi Pontefici, e senza dir di lui qui al-
sa probabilmente saranno restali vittime tro, egli ha la gloria d'aver convocalo il

di tanta catastrofe. Tullavia vi fuchi al- concilio di Dento (/ •), il quulc fu au-
UNI CJN I f'
cora immensamente benemerito delle tà romana a florido stato, osserva quan-
scienze ecclesiastiihe, e per I' istituzione to alla teologia, che questa sopra d'ogni
i\e' Seminari (V.) vescovili. A' perniciosi altra grave e importante scienza felice-
r

errori de' Luterani e Protestanti ( 1' .^so- mente si liberò dalle questioni inutili e
stenuti da uno stuolo numeroso ili dotti dalle sottigliezze scolastiche. Le divine
eruditissimi ardili e audaci, oppose una Scritture, essendo i veri fonti per attinge*
schiera di uomini profondamente dotti, re i dogmi ortodossi, divennero l'oggetto
che fecero loro fronte e conquisero;per cui principale degli sludi. In tali modi Pao-
ie teologiche discipline furono insegnate lo III oppose un insuperabile argine al

con gran diligenza e ardore, per sostene- torrente impetuoso delle recenti eresie,
re la verità de'catloliei dogmi, smasche- che nate sotto Leone X, giganteggiando in
rando e confutando le false opinioni de' tempo di Clemente VII, ormai minaccia-
novatori, che abusavano «lei loro sapere, vano di sconvolgere tutta quanta la Chie-
e della perizia delle lingue greca ed ehi al- sa. Trovando Roma miseramente oppres-
ca, nel far guerra alla Chiesa e Dell'im- sa, non vi fu mezzo ch'egli non adoperò
pugnare la suprema podestà del Sommo per farla risorgere a nuovo fiorente sta-
Pontefice. Per le cure di Paolo III la teo- to, e per risuscitarvi il colti vamento de-
logia fu ricondotta alla propria sua gra- gli studi. A tal efletto chiunque dava sag-
vità e dignità; l'ortodossia religiosa fu va- gio di talento e dottrina, tosto chiamò a
lorosamente difesa, e riportò nell' enco- se, guadagnandolo colla liberalità e co
miato generale concilio compiuta vittoria benefizi; onde forse niun Papa, dopo Ni-
su'suoi accaniti contraddittori.Con l'isti- colò V e Leone X, ebbe mai al suo fian-
tuire s. Ignazio la benemerita compagnia co sì gran numero di uomini nell' uma-
de' Gesuiti (della quale riparlai nel voi. ne e nelle divine scienze segnalatissimi,
LXXXlI.p.2 73), si formò un nuovo op- quanto Paolo III. Appena assunto al tro-
poi [unissimo soccorso per educare cri- no, immediatamente rivolse il suo erudi-
stianamente la gioventù, per propagare to genio a ristabilire P università roma-
gli studi e per combattere l'eresie. Essen- na, che da alcuni anni giaceva dimentica-
dosi dalla vasta mente di Paolo 111 cono- ta e deserta, ed a farle ricuperare il pri-
sciuto quali vantaggi sanatisi potuti ri- miero splendore, meravigliosamente rav-
trarre da tal nuovo regolare istituto, non vivando la romana letteratura. Ptammen-
solamente lo confermò, ma ancora co- tando quanto a lui e suoi coetanei erano
minciò subito a prevalersi dell'opera de' state vantaggiose le scuole romane nel -

gesuiti. Tra questi distingueva usi per la l'apprendere le scienze, volle che i pro-
dottrina iGiacomo Lainez spagnuo-
pp. venti del dazio sul vino forastiere, distrat-
lo e Pietro Fabro savoiardo, e ad ambe- ti in altri usi dal predecessore, di nuovo
due die il Papa l'incarico d'insegnare le si erogassero negli stipendi de'professori
teologiche discipline nell' università ro- e pel mantenimento del pubblico studio,
mana. Il p. Lainez con nuovo più chiaro che riaprì. £ siccome la nuova fabbrica
metodo trattò le questioni scolastiche; il di esso, cominciatada Clemente VII, era
p. Fabro espose le s. «Scritture colla scor- rimasta sospesa, subito ordinò che fosse
ia de' ss. Padri e con singoiar apparato continuata e accresciuta. In una dell'an-
d'erudizione : saliti perciò ambedue in tiche scuole pianterrene il Renazzi vide il
fama, furono dal Papa spediti più volle suo stemma scolpito coll'iscrizione : Pan-
ni concilio di Trento, e vi fecero lumino- his PP. IH restaurant. Sedici giorni
sa comparsa. Il lleuazzi nel rilevare pre- i dopo la sua elezione, diresse un breve al
gi di que'professori, per cui opera e ine- celebre medico Girolamo Accorambono,
rito priucipalmcnte pervenne l'universi- il quale serve a fissare la vera epoca del
iG UNI UNI
ristabilimento dell' università. In esso si te vi corrispose; onde sotto sì validi e fau-
dice,che eccitato et officio suo, et patriae sti auspicii, nel i 53g era l'università ben
charitate, avea stabilito ad communcm ristabilita e formata. Nel ruolo di tal an-
cìvium romanor.um ,et curialium nostro- no trovansi descritti 24 lettori, cioè 2 di
rum utilitatem Studium unwcr salerà bo- teologia, 8 di legge civile e canonica, 5
narum artìum, et lucrar uniia hacalma di medicina, 2 di logica, uno di metafisi-
Urie nostra restìtuere, e che perciò an- ca, altri 2 di filosofia, 3 d'umanità e ret-
dava cercando undique viros insignes in torica, e uno di lettere greche. La bota-
t]uavisfacultatej\n\\\o perciòcon espres- nica e P anatomia, fino allora quasi del
sioni assai lusinghiere e con ampie offer- tutto neglette, s'incominciarono a colli-
te l'Accorambono a venir subitoinRonia vare con ardore, e a riguardare vieppiù
per salirvi la cattedra medica, e per pren- come essenziali alla medicina, e Paolo III
dere altresì cura «li sua sanità, come in v'introdusse nell'università le particola-
effetto seguì. Molti altri valentuomini fu- ri loro scuole stabilmente. Nola Renaz-
rono in progresso da lui chiamati, ed eb- zi, che dal pontificato di Paolo Illesisten-
be la soddisfazione e la gloria d'aver fat- do in buon numero ruoli o cataloghi de'
i

to in breve tempo risorgere il pubblico lettori, prima scritti in pergamena e di-


studio, e di vederlo fornito d'idonei pro- poi anche impressi e resi pubblici colle
fessori, e perla maggior parte assai accre- stampe, come annualmente ai riaprimen-
ditati. Verso di questi usò a larga mano to degli studi anco presentemente costu-
dimostrazioni di slima; molli ne ricom- masi ; potè quindi procedere nelle sue
pensò con impieghi lucrosi e onorifici , e belle, erudite e letterarie interessantis-
fu libéralissimo nel fare assegnare a cia- sime illustrazioni, assegnando a ciascu-
scuno gli opportuni stipendi, i quali vol- no de' professori il tempo in cui fu ara-
le sempre che fossero puntualmente pa- messo a tener pubblica scuola. Altrettan-
gati. Molti di que'letlerati, ch'ebbero la to dicasi de' cardinali camerlenghi gran
sorte di sfuggire alle crudeltà degli em- cancellieri, de'rettori, i quali talvolta eb-
pi soldati di Borbone, cercandosi altrove bero coadiutori o supplenti col nome di
un asilo, furono da l'aolo III a Roma ri- pro-rettori o vice-rettori, de'riformatori,
chiamali; gli altri da se stessi vi fecero ri- e persino degl' illustri letterali fiorili in

torno, per vi vervi onorali e tranquilli.sot- Roma nelle diverse epoche, per la parie
to un Papa letterato e de'lelterati gene- slorica da lui simultaneamente svolta sul-

roso fautore, e tutti ne sperimentarono la letteratura romana. Importanti noti-


la munificenza. Perciò e per aver Paolo zie, che io con pena nou posso riprodur-

III ricompensato con maggior discerni- re, ed appena qua e là vado spargendo
mento coltivatori delle lettere, fu ulta-
i qualche rara spigolatura. Mentre per la
mente lodato; poiché Leone X spesse vol- sollecita vigilanza di Paolo III l'universi-

te per capriccio mostrossi liberale con tà, fornita di cattedre in ogni disciplina
persone non del tutto meritevoli. Final- e abbondante d'eccellenti professori, ri-
mente non potè meglio dimostrare Pao- sorgeva a nuova vita; il senato romano
lo III in qual guisa glislessea cuore il ri- pensò a provvedere alla letteraria istru-
fiorimento dell'uni versila romana, quan- zione de'fanciulli, specialmente poveri,on-
tocon assegnarle in protettoceli suo pro- de senza dispendio venissero abilitali a
nipote celebre cardinal AlessandroFarne- erudirsi poi nella stessa università. Per-
se, che avendolo sempre vicino, gli espo- tanto neh 54i, con piacere di Paolo III
nesse e suggerisse tuttociò che fosse per e del cardinal Farnese protettore dello
occorrere ad aumento e decoro della me- studio pubblico, furono riaperte le scuole
desima. Il cardinale con zelo pienumeu- di grammatica in ciascun rione di Roma;
-

U N I UNI 17
ed ai maestro regionario del rione di s. la bassa invidia e della vana gelosia)".
Eustachio doppio stipendio,
fu assegnato Osserva inoltre Renazzi, che sebbene i l'a-

cioè annui 100


o perchè avesse
fiorini , pi ristoratori della letteraturauon omet-
quello d'iillora qualche maggior inerito, tessero di rivolgergli sguardi anche alle
perchè dovesse subire più grave fatica scienze, nondimeno il favor loro spiegava-
per concorso più numeroso di scolari. I si più frequente e copioso verso le belle

maestri regionari continuarono a far par- lettere; il che avvenne non solo in Roma,
te del pubblico studio, e da esso dipende* ma comunemente in ogni altra città d'I-
vano; ed ecco perchè a'tempi del Redaz- talia, dove rifiorirono con vigore gli stu-
zi maestri sparsi ne'rioni di Roma, che
i di. Ma il pontificato di Paolo 111 fu l'e-
tenevano scuola pe'fanciulli, sebbene non poca vera, in cui s'intraprese ad accudi-
più stipendiati con pubblico denaro, erano re in Roma con energia e con comune im-
ancora sottoposti all'ispezione e autorità pegno agli studi serii, e ad accoppiare le
del rettore dell'università. Gli splendidi una maniera
scienze colle belle lettere in
esempi di Leone X e di Paolo HI in favore costante ed efficace. Paolo HI amava
de' letterati, vennero imitati e seguiti da P erudizione, e ne conosceva tutti gì' in-
di versi ordini di persone. I cardinali,! più numerabili rami ; ma era anche a suffi-
ragguardevoli prelati gareggiavano tra cienza istruito nelle scienze, dilettandoci
loro in chiamare e tenere presso di con se, pure da Papa dell'astronomia e delle ma-
cospicui stipendi ed onoranze, persone tematiche. Vedeva di più egli il gran bi-
scenziatedi cui si prevalevano ne'dome- sogno, che al suo tempo v'era non tanto
siici uffizi e nel disimpegno delle pubbli- di sfoggio d'erudizione, quanto di sodez-
che incombenze.Non v'era gran personag- za e profondità di dottrina. Era necessa-
gi o, non ricco cittadino, che non ambis- rio di difendere le cattoliche verità, im-
se d'essere in amicizia co' più applaudili pugnale da'novatori, abusando essi d'o-
letterati, di goderne l'erudita e istruttiva gni maniera di scientifiche cognizioni, col
conversazione a mensa, nella villa, in cit- l'armi stesse colle quali le combattevano,
tà. Così da tutti erano generalmente a- resister loro e abbatterne l'orgoglio in-
mati i dotti, riveriti egiustamente apprez- sultante. Quindi piùche i beispiriti, gl'in-
zati. Ognuno facevasi pregio di favorire, gegni eleganti, le persone erudite , quel
di lodare , di ricompensare le letterarie perspicacissimo Papa si mosse a favorire
fatiche, e le produzioni de'nobili e viva- gli uomini scenziati , a premiare colti- i

ci ingegni. » Le vigilie, i sudori, la medi- vatori di discipline utili egtavi,a promuo-


tazione, gli sforzi dell'ingegno, la noia del- vere con ogni sorta di mezzi gli studi sa-
la vila letteraria, sempre dura , laborio- gri. Allora veramente la letteratura ro-
sa, e che la privazione induce de' piaceri mana fu in ogni parte piena e completa.
e di dilettevoli distrazioni , non s' incon- Le scienze giovaronsi della coltura e del
1 rano, non si tollerano senza la sicura spe- lustro delle belle lettere, e da questa u-
ranza di utili ricompense, e del guiderdo- nione risultò quello stato di perfezione
ne de' ineritali onori (o almeno per amor letteraria, che già una volta s' ammirò
di gloria o per rendersi utili)... Ma non nella Grecia, e vi produsse effetti splen-
rade volte avviene, che i rapporti, le cir- didi e meravigliosi. Poiché un comun vin-
costanze, alcune fortunale combinazioni colo lega e stringe tra loro buoui sludi,
i

spinghino taluni rapidamente cou poca come osservò opportunamente il gran Ci-
fatica e scarso merito a quella meta, a cerone. Per sì fausto congiungimento di
cui altri per ogni riflesso più degni o non scienze e belle lettere, sfolgoreggiò di am-
giungono mai, o pervengono, e
tardi vi plissima nuova luce la romana letteratu-
a grave stento (talvolta per le mene del- ra sotto Paolo 111, che irradiò eziandio la
voi,, txxxv
18 UNI UNI
successiva età. Cessò allora il calunnioso de conseguenze. 1 tempi che successero al
rimarco de' maligni , che in Roma ogni magnanimo Paolo III , continuarono ad
studio nel secolo XVI si riferisse soltan- essere floridi per l'università romana, che
to all'erudizione, a Ila coltura delle lingue, mai più poi per celebrità di professori,
alle belle arti. Tulle le scienze presero per frequenza di scolaresca, per pubblica
vigore solido, e giovaronsi del generale rinomanza così costantemente risplendet-
• ni li\ a mento degli studi ameni ed eruditi. te,come in tutto il rimanente corso del
A nianteneree propagare in Roma la let- secoloXVI. Per parte del senato roma-
teratura, Paolo 111 riparò nella bibliote- no nou si mancò di provvedere pronta-
ca Vaticana le deplorabili ruberie fatte mente all' occoi renze della medesima,
dagli avidi e furiosi saccheggiatori del supplendo come meglio potè agli stipen
5 27, con l'acquisto di nuovi codici e
i di de' professori , e alle spese necessarie
di libri stampali; e perla conservazione pel restauro e continua/ione dell'edilizio.
de' vecchi aggiunse per ricopiarli due Ne minor premura nudi irono quasi tut-
scrittoli greco e lalinojeper rendersi co- ti i Papi, che in quel secolo salirono sul-
muni e non più peribili i tesori di dottri- la cattedra apostolica, per conservare al-
na che ivi giacevano nascosti, fu aperta in l'università le sue rendite e privilegi, per
Roma la celebre stamperia di Biado per riformare alla loro volta gli abusi che in
pubblicarli e così rendei eperpetue l'ope- umani stabilimenti insorgono, e
tulli gli
re degli antichi sci it tori, a spese dell'en- per maggiormente accrescerne la repu-
comialo cardinal Farnese e del cardinal tazione e lo splendore.
Cervini. Di lutto tenui proposito nel voi. Il successore Giulio III prese partico-
LXIX, p. 226 e relativi articoli. Roma lar pensiero del pubblico studio, merite-
per Paolo 111 sorse più. maestosa e bella, vole perciò di giusta lode, e dell'onore
per lo copia di statue, d' Udizioni e di attribuitogli nel collocarsi il suo ritratto
monumenti d' ogni genere, clie disoller- tra quelli de'Papi che si distinsero in gio-
1 avarisi, e di cui si ornavano a gai ai pub- varlo e proteggerlo. L'esperienza aven-
blici luoghi e le private abitazioni, a gio- do fallo conoscere, che a'diversi disordi-
vamento delle lettere e delle belle arti. ni , i quali sulle rendile e regolamento
A vegliare alla custodia e conservazione dello studio ripullulavano e aumentava-
delle preziose antichità di Roma, il Papa no, non sarebbesi inai potuto opporre
stabilì il magistrato Commissario del- stabile riparo senza una provvidenza e
l'a idichi là romane (/ .). Tanti eccita- autorità superiore, da cui tutte le cose di
menti ispirando letteiali d'ìusolilo co- i quello dipendessero ;
quindi Giulio 111,

raggio, gli accese ad attender alacremen- olite il cardinal camerlengo, a cui come
te eoo maggior lena agli sludi, ad eserci- gran cancelliere dello studio spettava la

tarsi tra loro con pubblici saggi per il- priucipal cura del medesimo , scelse al-
lustrare le scienze, istituendo nuove Ac- cun'altri cardinali per maturità di con-
endemie, in sostituzione della celebratisi siglio e riputazione di dottrina più di-
sima accademia romana d'antichità per stinti, cioè Cervini poi Marcello Il,Moro-
l'archeologia, che nell'infelice 527 erasi 1 ni che in due conclavi fu vicino al trire-
disperda. Le scienze e le belle lettere as- gno, Malici di raro ingegno , e Polo che
sai debbono a tali eruditi consessi, di cui dovrà esser Papa. A questi, insieme col
Roma e l'Italia dicrono il modello alle camerlengo , appoggiò particolarmente
altre nazioni, le quali se ne giovaronofer- l'incarico di proteggere lo si odio, di rifor-
v 01 osameli I e con lauta loro gioì ia, e eou marlo e presiederlo., chiamandoli in un
sì meravigliosi progiessi nell'umano sa- breve regimila Studii ejutdem Preten-
pere, che produssero ubertose e splendi- de ntest illiusque Protvclorvs. Così ehbe
1

B N I UN1 19
origine e fu islituila la Congregazione lio III riparò all'enorme disordine eoa
cardinalizia degli studi o dello studio, applicarviil dazio d'un quattrino a lib-
per presiedere al governo e riforma del bra imposto sulla carne macellata per ,

medesimo. Perseverò essa sotto i succes- pagare i creditori, e i rimanenti scudi 1 4oo
sori di Giulio III, anzi s. PioV l'aduna- fece consegnare al rettore e riformatori
va quasi sempre innanzi a se. Sisto V la dello studio, per impiegarli nella fabbrica
confermò enumerandola tra le Congre- bisognosa d'ampliamento e 1 istauro. Per-
gazioni cardinalizie. Dice il Renazzi, ciò sino alla fine de! secolo passato esisteva
che se la medesima non fosse ita in disu- nell'edilìzio lo stemma scolpito di Giulio
so, certamente si sarebbe sempre I' uni- 1 1 (Sull'ingresso d'una scuola piauterrena,
versità romana mantenuta nel primiero poi convertita in teatro per le dimostrazio-
suo stato di floridezza e di riputazione. ni anatomiche. Ad outa delle provvide di'
Ed io sono lieto d'aggiungere, come me- s posizioni del concilio di Costanza e di Si-
glio poi dirò, die fu ripristinata a'uostri sto IV, sussistendo l'abuso che molti per
giorni da Leoue XII. La congregazione mezzodì rescritti estorli dalla s. Sede, sen-
tra gli altri provvedimenti stabilì, che ol- za previo esame e gli altri necessari re-
tre gli autichi due bidelli venali o assi- quisiti, si promovevano al grado di dot-
stenti, memorati nelle bolle di Leone X, lori nel diritto civile e canonico ; perciò
vi fosse un 3." Bidello chiamato Puuta- Giulio III a disvellerlo emanò la bolla
tore dall'uffizio specialmente addossato- Cam dignorum, de'6 febbraio
sicut fide
gli di notare quotidianamente le man- i55i, presso il Cartari, p. 88, Advoca-
canze de'professori,e d'accompagnarli do- ioruniSacri ConsistoriiSyllabum. In es-

po sonata la campanella nell'ore succes- sa confermò e concesse a tal collegio la


sive delle lezioni alle rispettive loro scuo- pi vati va facoltà, che per inveterata con-
i

le, vestito con soprano (specie di soprav- suetudine compelevagli , di esaminare e


veste) violacea indosso, berretta in capo, approvare queHi,checoH'autorità del car-
guanti sulle matti , e mazza o caduceo dinal camerlengo fossero per promoversi
sotto il braccio (d'argento, come rilevai nella curia romana al grado di dottori
nel ricordato articolo). A tale uffizio fu nel diritto civile e canonico, proibendo a
deputato famoso AlessioLorenzaui chie-
il qualuuquealtrodi piùpromoveruealcu-
rico di Reggio, che Giulio III confermò, 110 al dottorato per qualsivoglia titolo o
e dichiarandolo Archibidello ordinò, che pretesto, o rescritto apostolico, e dichia-
uluiprivativameutespellassedi condurre raudo promozioni irrite e di niuu va-
tali

alla chiesa, in cui si facesse la funzione, lore. Volle però che poveri, riconosciuti i

e di ricondurre alle loro abitazioni i lau- degni d'esser creati dottori, venissero da-
reandi precedendo la comitiva col suo
,
gli slessi avvocati concistoriali promossi

caduceo o mazza d'argento inalberata, gratis. Simile era I' abuso e anco più ,

ed esigendone la ricoguizione, o bibalia, pregiudizievole, che a vea preso piede nel-


com'era in uso nell'altre università. Di la facoltà medica. Molti sprovvisti di stu-
più volle che il bidello puntatore nulla a- dio, di perizia e d'esercizio, estorcevano
vesse di comune cogli altri autichi bidel- de'rescritti dalla s.Sede^ e sotto altri pre-
li, e che in caso di vacanza venisse confe- testi ottenevano d'esser dichiarati dottori
rito un tal impiego per suffragia Sebo- in medicina. Giulio III vi riparò col bre-
lasticorum viro pauperculo , facundo, ve Meritis devotionis, de'2 aprile 1 553, 1

probo, et bonis litteris imbuto. La gabel- Bull. Rom. t. 3o3, abolendo


4. par. 1, p.
la del pubblico studio, gravata di pesi e- per sempre tali dottorati, e concedendo al
stranei e di debiti, talvolta non potendo collegio medico la privativa facoltà d'e-
soddisfare gli stipendi de'professori,Giu- saminare e approvare i candidati, e sotto
20 UNI UN I

V autorità suprema del cardinal camer- deraici In filosofia e medicina ; non che
lengo conferire in Roma la laurea dotto- del \MO\.o-Mcdico di Roma, sue preroga-
rale in medicina, confermando altresì al tive e giurisdizioni, anche nel civile e Del
proto- medico la podestà di giudicare in criminale, perciò facente parte de' Tri-
(.'istanza le cause civili e criminali al bunali di Roma (/".), e il simile può dirsi
suo uffizio spettanti. Le provvidenze di dell'università romana. In questa subilo
Giulio III, e le cure de' cardinali da esso s'incominciò ad eseguire la bolla Piana,
preposti all'università romana vi ricon- con emettersi la professione e il giura-
dussero il buon ordine, e rassicurò a'pro- mento in mani del cardinal camerlengo
fessori la pronta esazione de'loro stipen- o altri da lui deputati. Dice inoltre il Re-
di, onde fioriva e sarebbe salita ambe a nazzi, che a'4 novembre ogni anno, pri-
più lieto e glorioso stato, se Marcello II, ma d'incominciarsi l'anno scolastico del-
che nel 555 gli successe, non fosse mor-
1 le lezioni, tutta l'università si aduna nel
to dopo 11 giorni, comechè dottissimo e palazzo del cardinal camerlengo, e nelle
mecenate delle lettere. Paolo IV che gli di lui mani alla presenza del rettore si giu-
fu sostituito, sebbene anch' egli dotto e ra da ciascun professore. Avendo Pio IV
versato nelle lingue orientali, virtuoso e fabbricato nella Citlà Leonina il Borgo
zelante, nulla operò a vantaggio dell'uni- Pio, per comodo degli abitanti vi stabilì
versità, per la mal'intra presa e peggio di- un maestro di grammatica, come in tut-

retta guerra contro gli spagnuoli, che de- ti gli altri rioni (e XIV di essi lo dichia-
scrissi nel voi. LXV, p. 234- Neh 55g ne rò poi Sisto V), e diesi pagasse colle ren-
occupò il luogo Pio IV, e colle sue inces- dile della gabella dello studio col con-
santipremure peri' università supplì al- sueto stipendio. Pio I V fu benemerito del-
l'immatura morte di Marcello II, ed al- la biblioteca Vaticana e vi stabilì la Stam-
l'inazione di Paolo IV. Egli ebbe a cuo- periaben secondo l'idea di Mar-
fornita,
re l'aumento e l'assicurazione de'proven- cello li, e poi la trasferì in Campidoglio,
ti della gabella sul vino forasliere, e col e fu la Stamperia del Popolo romano.
senato romano si adoperò in provvedere L'incremenlodelle stamperie in Roma o-
di professori d'un merito distinto I' uni- però la prodigiosa moltiplicazione de'li-
versità, alla mancanza de'precedenli, fra' bri, e dilatossi così il regno delle scieuze.
quali il sacerdote Marc' Antonio Mureto Allora cominciarono a formarsi le librerie

di Limoges, professore di elica, che riuscì di libri stampati da'letlerati, eda'ricchi


il maggior Suo ornamento nel secolo XVI, o'per genio o per vanità avidi di tali sup-
eletto dal senato, e Silvio Antoniano dal pellettili letterarie, alcune delle quali con-
Papa nominato professore d'eloquenza e servate e accresciute acquistarono gran
coadiutore al rettore, poi celebre cardina- rinomanza. Nel secolo XVII il Piazza nel-
le. Prima prender possesso della eoa-
di I' Eusevologio Romano, ci die il tratta-
d'intona, l'Antoniani fece la solenne prò- to: Delle pubbliche e private celebri /i»

fessionedifedee giuramento, prescritti brerie di Roma. Di quasi tutte anch' io


dallo stesso Pio IV a tutti i destinali a in- ne ragionai ai ispettivi articoli. Da parec-
segnare nelle Università d'ogni luogo, o chi consigli tenuti dal senato romano ap-
eletti a presiederle, come riportai in tale parisce il grande impegno di Pio IV, per-
articolo, nel quale vi sono notizie che si chè venisse proseguita la fabbrica dello
com penetrano cou questo, ed ancora spe- studio, co'denari della gabella dello stu-
cialmente riguardanti l'università roma- dio medesimo, con includervi il sito per
na e il collegio medico. Meglio ad Uni- una sufficiente stamperia, che all'univer-
versità' artistiche parlai del collegio me- sità servisse di uso e di lustro, e rilevati-
dico, e del cotifertaieuto de' gì adi acca* si le misure efficaci perciò da lui prese e
UN I UNI ai
secondale il al senato. Questo nel i 362 de- festis de mane Collegio Mcdieorum, ve-
putò 3 architetti, fra'quali il Yignola, a spere Collegio Advocatorurn.-Olire l'im-
proseguir la fabbrica , ma poi fu scelto pegno pel proseguimento della fabbrica,
l'ino Ligoiio. Per avere denari onde se- s. Pio V amava tenere alia sua presenza
guitarla e per I' acquisto d' alcune case le ricontate congregazioni de' cardinali
degli Aragoniae diGiottello, per edificar- preposti a riformare l'università e presie-
vi sopra, con approvazione pontificia del derla, e bramava che a lui si riferisse il

i565, fu eretto il Luogo di Monte del- risoluto nell'altre pel buon regolamen-
lo Studio vacabile a vita di scudi 2DOO, to. In una di queste prime congregazio-

alla ragione di scudi 1 percento, da pa- 1 ni si risolvette che si dovesse far la cam-
garsi col sopravanzo della gabella del vi- pana per convocare la scolaresca e indi-
no, importante annui scudi nj5o. Verso care le solennità dello studio (anche l'e-

la fine di detto anno morto Pio IV, il , sequie). A tal uopo esso già l'avea sotto
successore s. Pio V non ebbe miuor pre- Paolo III, anzi nel ruolo deli li 14, illu-
mura di lui pel buon ordine, decoro e strato dal Marini ,
per ultimo sono regi-
vantaggi dell'università, e ne fece prose- strali fiorini i5pro Campana, stipendia
guire la fabbrica, per la quale occorse an- del campanaro o custode della campana
ticipatamente 6000 scudi dall'appaltato- dello studio. Non si conosce come n'era
re. In tal modo poterono avanzare lavori i restato privo, e vi restò ancora per qual-
in guisa , cbe la parte superiore dell' o- che tempo. Il bidello Lorenzani suggerì
dierno edilizio tra levante e mezzodì, cor- di far uso d' una campana, che giaceva
rispondente al prospetto dalla parte di s. per terra oziosa nella chiesa di s. Marco,
Eustachio ed alla via de'Canestrari, ri- col portarla sul campanile della vicina
mase nel pontificato di s. Pio V quasi in- chiesa di Agostino, contentandosene
s.

teramente compita. Fu allora per como- il priore degli agostiniani. Il fantastico e


do de'3 collegi, cioè de'teologi, degli av- intrigante bidello, che non senza prontez-
vocati concistoriali e de'mediei, costruita za d'ingegno parlava e scriveva, propose
una sala, die esistita sino al declinar del ancora di couvertire una bombarda vec-
secolo passato, fu indi divisa e convertita chia in campana, perla ragione: Dignum
in uso di scuole. Ivi era una cattedra se- cnim videtur,ut si metallum inservit Bel-
micircolare co' suoi sedili elevati intorno lonatae, inserviat Mincrvaej nani in u-
per comodo di detti collegi quali nel , i troque versatur ipsa. In altre congrega-
1 078 cominciarono in detta sala ad adu- zioni fu risoluto d'invocare il pontificio
narci ed esercitarvi le loro funzioni, che permesso di fare nell'università la noto-
prima facevano nella chiesa e sagrestia di mia sui cadaveri degli ebrei o altri infe-

s. Eustachio, e poi qualche volta nella cap- deli morti per via di giustizia , e che al
pella dentro l'università aperta da Leone chirurgo si dovessero somministrare le
X al modo riferito. E perchè tra' nomi- spese necessarie. Che nuovi
i professori, se
nati colleginon sorgesse confusione, a te- uon aveano letto altrove in Italia, doves-
nore d'una interessante relazione mss. del sero far prima la prova con due o più
borioso bidello Lorenzani, furbo e mor- lezioni. Tra le materie trattate corani
dace, riguardante l'università dal 1 566 al Sanctissimo, dalla congregazione, meri-
1578, Ristabilito dalla congregazione de' ta ricordarsi 1' abolizione o sospensione
cardinali riformatori dello studio, c\ie di- degli uffizi, come non necessari, di revi-
visa sint tempora unicuique Collegio, ut sore delle porte e antichità di Roma , di
omnia sine strepitìi fieri possint,vidcli- revisore de'pouli, e di lettore de' conser-
cet dd. Theologis diebusfestis ,q uoniam vatori ossia spositore di storia romana
res sacrae trac(anUir } diebus vero non istituito da Leone X , dotali di cospicui
12 UNI U N I

stipendi sulla gabella dello studio e a suo nel favorire e proteggere la romana. Sua
pregiudizio, mentre pel di lui vantaggio prima cura fu, che non restasse interrot-
si applicarono. A'tempi di s. Pio V fioii- ta l'intrapresa fàbbrica dell'università,
tissimo fu lo stalo dell'università, ed e- per la quale impiegavano annui ducali
gli v'introdusse la cattedra di lingua e- 1200. Acciocché procedesse la costruzio-
braica, e fece riaprire quella di matema- ne con ispeditezza maggiore, pensò di de-
tica restata senza maestri dopo il saccodi putare a presiedervi un cavaliere roma-
Roma. Curò ancora la scella d'eccellen- no col titolo di governatore della fabbri-
tiprofessori, stipendiandoli in proporzio- ca dello studio, nella persona di Girola-
ne del merito, e aumentando l'onorario mo del Bufalo Cancellieri, assegnandogli
n' più. zelanti. Continua vasi nella chiesa un emolumento sulla gabella del vino fo-
di s. Eustachio la recita dell'orazione per rastiere. Così nel suo pontificalo crebbe
l'apertura dell'anno scolastico, alla a ispi- grandemente l'edifìzio, e mancando an-
rare ne' nuovi e vecchi scolari il deside- cora la campana ordinò la costruzione
rio di profittare, incarico per lo più con- del campanile nell' angolo incontro po-
ferito al professore d'eloquenza. V'inter- nente e verso setlenlrione, per prepara-
venivano i conservatori di Roma, i ma- re almeno il luogo in cui a suo tempo
gistrati accademici, e tutto il corpo del- collocai la. Si formò inoltre una nuova
l'università, cou gran concorso di scola- scuola superiore, s'aprì l'a/.ipia scala ver-
resca e di letterati, riuscendo la fu unio- so oriente, e proseguissi sotto e sopra l'or-
ne decorosa e solenne. Ciascun professore dine de' portici dal lato riguardante la

poi nell'incominciar di sue lezioni soleva chiesa di Giacomo degli spaglinoli. Un


».

nella propria scuola fare una prolusione, bel monumento n'è rimasto a'posteri nel-
o particola!' orazione analoga alla mate- la medaglia dallo slessoGregorio XIII fat-
ria che intraprendeva a trattare. Talvol- ta coniare, in cui si vede un intero brac-
ta vi assistevano i cardinali protettori, co- cio interno de'portici superiori e inferio-
si accrescendo credito e rispetto a' mae- ri dell'università col motto: Scholaium
stri. L'edifìzio in tanto erasi innalzato dul- Exaedificalioj incisione che riprodusse-
ia parte orientale sino all'altezza prefìssa. ro Ciacconio e Palazzi. Altre notizie sul-
Quindi oltre la ricordata gran sala con cat- la fabbrica di Gregorio XI li le riferirò poi
tedra e sedili in semicircolo, in cui potes- col Ratti quale però nulla dice delle
, il

sero fare promiscuameute le loro funzio- continuazioni della medesima operate sot-
ni i suddetti 3 collegi, si aprirono alcune to decorsi successòri di Leone X. Ri vol-
i

scuole nel piano superiore, rimanendone gendo poi Gregorio XIII il pensiero a'
altre nel pianterreno, dov'erano state tut- mezzi, per cui l'università si mantenesse
te sin allora. Ne'porlici esteriori, per cui in fiore, trovò opporluuissiino,che seguis-
siavea ingresso nelle scuole passeggia- ,
se a rimaner affidata al patrocinine di-
vano disputando gli scolari, ovvero trat- rezione de'più dotli e gravi cardinali che
tenevano in circolo co' professori. Insom- fossero in Roma; laonde ne conservò hi
ma ormai nulla mancava perchè lo stu- congregazione, aggiungendovi il suo nipo-
dio romano a ninna delle più antiche e te cardinalFdippo Boncouipagni, per ren-
rinomale università d'Europa cedesse in dere palese qual impegno egli nudrisse
floridezza e splendore, e molte ancora di per favorire e ampliare il pubblico stu-
lunga mano ne superasse. Nel 1572 su- dio. Continuarono inlatti i cardinali pro-
blimalo al papato il magnanimo Grego- tettori e riformatori in tutto il pontifica-
rio XIII, già professore di sagri canoni to ad adunarsi frequentemente non solo
nell'università di Bologna sua patria , a tra loro, ma anche alla presenza del Pa-
uiuno fu inferiore de' suoi predecessori pa per trattar delle cose dello studio, e con
1

U N I U NI 2 3
servarlo in florido stato. Spesso recavan- comprovòlasua propensione pe'rom.uii e
si a visitar le scuole, né mai lasciavano per l'i neremento dell'uni versi tu, alletta li-
di trovarsi presenti alle solenni prolusio- do con sì efficaci stimoli la gioventù ro-
ni, ed a tulle le altre accademiche fun- mana a studiare, e ad abilitarsi per poi
zioni per fare onore «'maestri, e incorag- facilmente ottare e ascendere alle letture
giare la scolaresca. Frutto dell'assidua ordinarie e di numero, venendo insieme
vigilanza de'cardina'i protettori fu I' in- l'università ad avere perpetuamente co-
troduzione in questo tempo fatta nell' u- me un seminario perpetuo d'idonei non
niversità d' un nuovo professore legale istranieri , ma propri professori. Per e-
per insegnarvi separatamente le istituzio- sercizio della gioventù eransi nell'univer-
ni del diritto criminale; istituzione lode- sità istituite diverse accademie letterarie,
volissima e di sommo interesse al pubbli* specialmente legali, con proprie insegne
co bene. Avendo i detti cardinali assun- e molti, prima cioè della mela del seco-
to fin dalla loro introduzione la somma lo XVI. Le componevano più i diligenti
del governo sull'università e sue rendite, tra'scolari, e li più fervorosi d' approfit-
non senza rincrescimento del senato ro- tare per mezzo degli esercizi accademici
mano, per vedere lesi suoi diritti sul pub-
i nelle rispettive facoltà, che studiavano.
blico studio; e reclamandone a Gregorio Sempre un qualche professore pubblico
XIII, magistrati romani non furono e-
i era l'anima e il direttore di tali accade-
sauditi per la reintegrazione. Grande al- mie. Sembra che in impeciai guisa si di-
tre lì fu la premura ch'ebbeGregorioXIll stinguesse allora l'accademia Eusiachiti
e la diligenza die usò perchè l'universi- o Eusiichiana, e per anteriorità all' al-
tà abbondasse di valenti e rinomati pro- tre e per pubblico stabilimento. Una tal
fessori; e perchè il celebre IVI u reto non ac- denominazione dev'esserle derivata da s.

cettasse l'invito del re di Polonia Stefano Eustachio, nobile romano guerriero e in-
Latori, a'5oo scudi d'oro che percepiva vitto martire cristiano, la di cui antica e
ne aggiunse 200, oltre una pensio-
altri nobilissima chiesa e sagrestia annessa,
ne di scudi 3oo e l'aggregazione alla no- prossima all'università, servivano già e
biltà romana. Àvea la congregazione de' seguirono anche in appresso per molto
cardinali permesso a'doltori giovani, in tempo a servire d'emporio e di seggio per
pubblico saggio di loro abilità, di leggere la celebrazione di tutte le solenni lette-
fuori d'ordine alcune particolari materie Il che si cor-
rarie e scolastiche funzioni.
e in ore diverse dalle letture de' profes- robora dall'impresa dell'accademia, ch'e-
sori. col breve Cu-
Però Gregorio XIII ra un capo di cervo avente tra le corna
pientes Universo* almae Urbis, dell' 1 una figura rappresentante il Padre Eter-
ottobre 1574, Bull. Rom. t. 4>P ar 3, p* - no, ed è tuttora lo stemma del Rione di
29 1 ad istanza del senato e popolo roma*
, s. Eustachio {V.), in allusione all' ap-
110,11011 solamente concesse agli scolari ro- parimene di tal animale, che si raccon-
mani non solo di nascita ma di avo edi pa- ta essere occorso a s. Eustachio in un
dre, i quali avessero conseguito la laurea monte non lungi da Roma, e in vicinan-
dottorale, dopo aver fatto uua prelezione za di Tivoli j nel quale articolo celebrai
solenne avanti a 'cardinali protettori dello l'avvenimento, il luogo e l'insigne santua-
studio, rettore e riformatori, il privilegio rio erettovi per memoria. Sotto l'impre-
d'insegnai e pubblicamente la facoltà clic sa si leggeva iu una fascia S. P. Q. R.j :

professavano; ma assegnò eziandio a tali e nella circonferenza erano delineate le


professori fuori di numero l'annuo stipen- seguenti parole: Publicae Ro;nanae t ct
dio di se. 2 5,da'proven ti della gabella dello A nliq uissinule Acadcmiae Eustachiae.
studio. Con tali belledisposizioni, il Papa È chiaro poi che l'accademia Euslachia
• -

?4 uni t) N 1

avesse pei suo oggetto


1
la giurisprudenza sta parie era viuna mano con un paio di
canonica e civile, e la materia de' feudi. cesoie o lamine per tagliare e in allo ap-
IN'on meno di 1070 furono le conclusioni, puulodi tagliare; e dall'altra parte si scor-
che estratle dal corso dell'uno e dell'al- geva un albero di palma. Sul cornicione
tro diritto in giugno 1 56 stampò, e s'ac- 1 delle porte si leggeva: Aykelonj e sotto
cinsea difendere Angelo Antonio de Ros- alla soglia: Lyceum. Ogni scienza divina
si aquilano, rettore dell'accademia sotto e umaua , e sino la rettorica e la poesia
gli auspicii del cardinal Madruzzi vesco- formavano l'oggetto universale degli ac-
vo e principe di Trento. La disputa du- cademici del Liceo Romano. Nel 1 57 1 n'e-
rò 5 giorni nell'università, i primi due ra rettoreMario Altieri patrizio romano.
coll'assistenza de'dotlori, e gli altri 3 de- Egli assumendo a patrono il cardinal
gli scolari^ poi conlinuossi ancora ncll'ac- Truchses, propose 1 oo5questioni, desun
cademia e tra gli accademici. Chiunque le dalle diverse discipline. La disputa eb-
era ammesso ad argomentare, faceva scri- be luogo nell'università per 3 successivi
vere dal bidello il suo nome. Pensò a te- giorni, insieme co'dollori e cogli accade-
nersi assai corto il rettore accademico nel mici, cioè a' 1 4, i5 e 16 maggior 57 5. Il
l 568, Gio. Battista Berti de Seragoni ro- difendente si esponeva a sostener le sue te-
mano. Imperocché 7 soli furono punti, i si contro tutti, e chiunque poteva fornir-

che propose a disputare agli studenti le- si del libretto stampato, che distribuì va-

gali^ ch'egli s'offrì di pubblicamente di- si dal bidello. Da'discorsi accademici ce-
fendere a'28 marzo nell'università, de- li si apprende qual fosse I' ardente fer-
dicando le sue conclusioni al cardinal Sa- vore della scolaresca nell' imparare ed in
raceni dottissimo. Esistono gli atti di que- addestrarsi; e quanto operativo fosse l'im-
si 'acca dem iaEuslachia oEuslachiana,che pegno de'pubblici professori, per l'istitu-
faceva allora grande strepito in Roma tra zione letteraria de'discepoli. A tal elicilo

gli studenti legali, nella Biblioteca Bar- usa vasi anche tra quelli, che fosse l'un col
berini, celebre per copia e preziosità di l'altro concorrente, cioè una stessa ma-
miss. Alt#a accademia scelta s' intitolava teria, un libro stesso o autore due profes-
de' TW^Z/V/,perchè da soli 1 3 spregiudica- sori simultaneamente tratlavanoed espo-
li si componeva. La sua impresa era un nevano , perchè la lodevole gara che si
sole raggiante e circondato da nuvole ri- accendeva tra' maestri, anche negli sco-
splendenti mollo sopra: Omnia lu-
, col lari si diffondesse. Frequenti assai erano

slratj e intorno una fascia colle parole: in quell'età saggi che del loro profitto
i

Academiac publicae. Trcsdecim. Non si davano gli scolari con solenni dispule, che
limitava essa alla sola giurisprudenza, ma tenevansi o nella chiesa di s. Eustachio,
abbracciava ancora la filosofia. Nel 565 1 nell'università con gran pompa e uni-
con punti presi dalle due facoltà intrapre- versale concorso. Oltre le pubbliche, e-
se a disputar l'accademico Matteo Mat- 1 ano continue ne'giorui festivi le dispute
lei di Vico varo per 3 giorni iteli* univer- particolari , e le lezioni privale che si fa-
sità romana, consacrando il suo accade- cevano nell'università per maggior istru-
mico esercizio al celebre cardinal Alciato, zione ed esercizio degli scolari compo-
benemerito per aver curato lo splendore nenti l'accademie legali e d'altre facoltà,
della giurisprudenza. E dubbio se pro- per cui maggiori erano allora mezzi d'ap- i

priamente fosse addetta all'università profittarsi per la gioventù studiosa. Da


l'accademia, chiamata il Liceo Ramano. tante dispute, circoli, funzioni accademi-
A via per impresa 3 porte arcuale, in 2 che, letterari esercizi chi ritraeva fiondi
delle quali vi era una persona, e in quel- soltanto, e chi fiori. Allora incominciava-
la posta a sinistra ve n'erano 2: da que- no lu lezioni, nell'inverno a ore 1 4 le mal-
UNI UNI 25
tutine, e nd ore 20 le vespertine: nell'e- crescimenli falli da Gregorio XIII all'e-

state cominciavano le lezioni del mattino dilizio : Roma nani Academiam , quani
nd orcio, le vespertine a ore 19. Quanto vulgati nomine Sapìentiani vocant. Al
all'antonomastica denominazione di Sa- che avrà poscia alluso Sisto V, (piando sul-
pienza, che da lungo tempo fu data al- la gran porta da esso aperta fece incide-

l'università degli studi di Roma., confes- re sotto il suo stemma il detto scrittura-
si»Renazzi noti trovarne l'origine certa di le o versetto del salino 1 10, che riportai
sua introduzione. Dice però nou esser nuo- in principio. In seguito assolutamente Sa-
vo il nominarsi Sapienza un qualche luo- pienza viene nominato lo studio roma-
go pubblico destinalo all'istruzione nelle no nelle bolle pontificie , negli atti, me-

Scienze, che sono fonti dell'umano sape-


i morie e libri, come anco adesso spesso
re. Il collegio istituito iu Perugia circa avviene. Così pure nel secolo XVI dovet-
la metà del secolo XIII dal cardinal Ni- te cominciarsi negli atti e nelle scrittu-
colò Capocci,%\ chiamò Sapienza. Quan- re a qualificare lo stesso studio romano
1

do poi ivi mg. benedetto Guidalotti fon- Arehigymnasinm Urbis, probabilmente


dò nido simile collegio si disse della Sa- per distinguere la sua anteriorità, maggio-
pienza nuova, e il precedente della Sapien- ranza e preminenza dalle scuole del Col-
za vecchia. Il suddetto cardinal Capra- legio Romano (F.) de'gesuiti, a cui Gre-
nica quando eresse in Roma il suo colle- gorio XIII, fondatore del sontuoso edili-
gio lo denominò: Collegiuni pauperum zio delie medesime, concesse il titolo e i

scholarium Sapientiae Firmanae, per- privilegi d' Università, detta perciò dal
chè dal suo vescovato era comunemente suo nome Università Gregoriana, affer-
chiamato il cardinal Fermanoj il qual mandolo anche l'ab. Costa ozi nt\V Osser-
nome andò in disuso, come si raccoglie valore di Roma, t. i, p. 1^1. Egli dice
da un breve Gregorio XIII, e fu det-
di che il Papa consegnò il nuovo edilìzio
to il Collegio Capranica. Forse ciò av- a'gesuiti, con l'obbligo di tenervi scuole
venne perchè era prevalso l'uso di deno- dall'i ufi ine alle principali scienze, ammet-
minare Sapienza lo studio pubblico di tendo ad apprenderle non solo i romani,
Roma. Certo è che dalle memorie che si ma ancora gli esteri di qualunque nazio-
hanno dell'università romana dalla sua ne, e dando loro la facoltà di addottorare,
fondazione sino circa alla metà del secolo secondo le leggi consuete, gli scolari che
XVI, non trovasi mai designata col nome frequentano tale Ateneo; quindi giusta-
di Sapienza, ma co' vocaboli Studium mente il Costanti fa uno splendido elogio
."
Urbis, o Gyinnasiurn Romanum. La 1 delle benemerenze de'gesuiti col collegio
volta che il il nome,
Renazzi trovò usalo romano. Non voglio tacere, che pretese il
è in un'opera del domenicano Feruatidez Ratti, aver dato il nome di Sapienza al-
impressa nel i568 Academia romana,
: l'edilizio dell'università romana, quando

(piani vocant Sapientiam. Adunque pa- il posteriore Alessandro VII nel fronte-
re che poco prima o verso la metà del nuova chiesa pose l'iscrizione:
spizio della
secolo XVI fosse invalsa tal volgare ap- OmnisSapientia a Domino, senza far pa-
pellazione, e forse allorché Paolo IH ria- rola delle dichiarazioni di Renazzi, e sen-
prì lo studio con tanta sceltezza di celebri za rimarcare che già Sisto IV altra ne
professori e gran concorso di scolarescajed avea collocata sulla facciala principale e-
a magnificarne l'istituto con sì splendido sterna dell'edilìzio stesso, e neppure che
soprannome si volle qualificarne rutilila egualmente prima d'Alessandro VII a*
e la stòria.
o Così la chiamarono nel 1 585 vea con simile vocabolo Urbano VI 1 1 cui»
il p. Malici nella vita di s. Ignazio, e |>o- lucalo l'iscrizione da lui riportala ; Ur«
slerior incute il Douati parlando degli ac- bano Fili - Pontifici Maximo - Ub Sui*
a6 UNI U N I

pientiac Gloriam-Et Patrocinium. La- le cattedre. Nell'università romana gli

pitie esistente nel Iato australe della fa!)- ordini regolari più cospicui, per la trasfu-
brica, rispondente alla via de'Canestrari, sione in essa dell'antiche scuole palatine
ed ove vuoisi che Urbano facesse il VW o università della curia già seguitaci tro-
2.° piano. Dal vocabolo Sapienza datoal- vavano in possesso di somministrarle chi
l'edifizio e allo studio che contiene, le due v'insegnasse teologia, e tale incarico per
adiacenti vieche vi conduconodalla piaz- lo più incombeva a' procuratori generali
7a Madama, e quella dinanzi al suo prò- residenti nella curia romana. Perciò nel-
spetto principale, presero il nome di via le costituzioni degli agostiniani romitaui,
(.Iella Sapienza. formate in Perugia nel i 58o, si prescri-
Ragionando il benemerito Renazzi de' ve che in procuratore dell'ordine debba
professori d'ogni facoltà, che dal i55o eleggersi un soggetto ben fornito di dot-
ai 1 585 insegnarono nello studio di Ro- trina e di eloipienza, perclrè tale uffizio
ma, cominciando dalla facoltà teologi- porta seco l'insegnare teologia nel ginna-
ca , dichiara che finalmente erasi capi- sio romano, e nel far la Predica in Gap-
to quanto ad attingere con sicurezza i pèlla pontificia nell'Avvento e nellaQua-
dogmi dalle divine Scritture, coutribuis- resima (prerogativa propria anche di ai-

se la cognizione delle lingue orientali, e tri procuratori generali religiosi). Laonde


perciòa quest'epoca ebbe la lingua ebrai- continuarono lettori di teologia, pi inci-
i

ta il ricordato speciale professore uell'u- palmento ad essere religiosi, unche ear-


mversità romana per insegnarla. A gara melitani, domenicani, serviti, francescani,
cattolici ed eterodossi moltiplicarono le fra 'quali il conventuale fr. Felice Perelti
traduzioni latine dell'ebraico originale e poi il gran Sisto V. La filosofia peripate-

delle greche versioni. I novatori cercava- tica d'Aristotelecontimiò a dominare nel-


no cos'i ansiosamente di fondare i loioer- le scuole romane, poiché nou erano au-
rori sulle parole della s. Scrittura e del cora giunti a penetrare in esse que' raggi
Testamento che ammessa da essi per
,
di vivo splendore che cominciavano ai-

unica regola di credenza, si spiegava a ca- trove a lampeggiare sul vasto campo ilei-

priccio secondo il privato spirito di eia- le filosofiche discipline. La maggior par-


seti no. All'incontro da'eattoliei la vera in- te de'romani maestri erano tuttavia me-
telligenza de'divini oracoli, non sempre dici, poiché continuavasi quasi sempre a

chiari abbastanza , o facili ad intendersi congiungere gli studi pratici di medicina


da lutti nel legittimo lorosenso,ncavava- cogli astratti della filosofia e di materna •

hinon da'propri lumi, ma bensì dagli scrii- tiche. Il professore di queste Giambatti -

ti degli antichi Padri, dalle decisioni de' staRaimondi deli576,chedottissimo uel-


Papi e da'eanoni de'concilii, donde risul- le lingue orientali il cardinal Ferdinan-

la la genuina e infallibile interpretazio- do de Medici gli affidò la Stamperia po-


ne della s. Bibbia. 1 più dotti e laborio- liglotla da lui aperta in Roma, fu un de'

si teologi intrapresero unche a fornire a' primi ad alzar bandiera contro Aristo-
commentatoli della Bibbia armi invinci- tele, e a preparare in Roma la letteraria
bili percomb. ittere e distruggere le mio- rivoluzione di rovesciarlo dal filosofico
ve eresie insegnate da Lutero, Calvino e trono, e rimettervi il già abbandonato
da altri eresiarchi, insorti in quel tempo Platoue.La giurisprudenza ci vile insegna
ad affliggere la Chiesa. Pegli studi falli tadalMureto, già professore di etica, co-
per risolvere le controversie dogmatiche mi nei ò u riprendere il nativo splendore,
e disciplinari, la teologia illuminata dal che in parte d'Italia avea sparso l'Alcia-

suo nativo splendore, con più conveuien- topoi cardinale, e in Francia diversi giti-
le dottrinasi trailo ne'libii e insegnò nel- inconsulti. Fioriva la giurisprudenza ca*
UNI UNI 27
nonica nelle scuole romane, siccome con- morì povero Non poco lo celebrai a'iuo-
!

viene alla sede del supremo Gerarca, uro* ghi rei iti vi, in uno al suo diletto discepolo
limitatore o approvalore de'canoni; che da Urbino (P-), e così di altri che vado
illustrata dalla sana critica e dall'erudi- nominando o per imperiosa brevità lac-
zione dell'antichità ecclesiastiche.con me- cio.Può inoltre vantare la romana uni-
raviglioso effetto e con solida utilità pò* versità, che in essa principalmente risor-
tè sostenere contro gli eretici le verità or- sero gli studi dell'eloquenza, e della gre-
todosse e ristabilir la disciplina dellaChie- ca e latina letteratura, donde poi sipro-
sa nella sua purità, ed eziandio eseguir pagarono per l'Italia e penetrarono anco-
l'emendazione del decreto di Graziano ra tra le straniere nazioni. L' università
d'ordine di Gregorio XIII, a cui si deve romana conservò felicemente primato il

anche la riforma del Calendario.Non eb- da Nico-


di gloria negli studi d'eloquenza,

be mai forse l'università di Roma più e- lò V alla metà del secolo XVI, dopo cui

letto numero di valenti e rinomati pro- a tal sublime segno pervenne, mercè ce- i

fessori di medicina, quanto nel periodo leberrimi e dotti uomini scelti a profes-
di tempo decorso dalla morte di Paolo sarvi, che non si può mai abbastanza ce-
III all'elezione di Sisto V. L'ero come in lebrare; ma dipoi per fatai condizione di
altre epoche, dottissimi teorici furono in- tutte l'umane cose, alquanto decadde e
felicissimi pratici, e non destri e fortunati venne meno. Può con verità dirsi , che
nel curare gl'infermi. Acquistarono allo- alla metà del secolo XVI pervenisse la ro-

ra le scuole romane gran grido, e immen- mana letteratura a! suo più perfetto sta-
sa turba di scolari sì indigeni che fora- to di maturità, mercè l'ardente zelo e l'e-

stieri ad esse accorse per formarsi sotto rudito genio di molti Papi, e il numero
la disciplina di maestri così eccellenti. Non grandissimo di uomini iu qualsivoglia spe-
deve ciò recar meraviglia, poiché già la cie di gravi e amene discipline dottissimi.
storia naturale e la botanica, massime per Così Roma
che godeva I' incomparabile
la scoperta America ferace di produzio- pregio d' esser la metropoli del mondo
ni naturali, e l' anatomia con incessanti cristiano, aggiunse anche il glorioso van-
studi e l'erezione de'teatri anatomici, a- to di di venir nuovamente il soggiorno co-
veano dovunque solerti colti vatori,a van- mune de'letterati, il domicilio di tutte le
taggio dell'arte salutare; e la farmaceuti- scienze, la sede delle belle arti. Siccome
ca ricevè notabile ampliamento, per co- iu luogo più che in Roma e nell'im-
ii i ti ti

noscersi viemmeglio la virtù medicinale menso suo circondario si presenta facili-


delle piante e dell'erbe, e il modo di trar- tà e insieme felicità di ritrovare e dis-
re dalle proprietà de'minerali e de'corpi seppellire vetusti monumenti, che a veauo
animali, eflicaci rimedi a sollievo dell'e- fortunatamente resistito all' ingiurie del
gra umanità, ed a lustro delle salutari di- tempo, ed evitalo il furore de' bar bari de-
scipline. Allora s'introdusse la (orinazio- vastatori ; così dal principio del secolo
ne più regolare degli orti botanici, e Ro- XVI s'ammirava di loro adornata qua e
ma anche in ciò ebbe vanto sopra l'altre là Roma, poiché più ragguardevoli i per-
città d'Italia. 11 famoso Bartolomeo Eu- sonaggi ansiosamente ricercandoli li rac-
stachio, che i più vogliono di Sanseveri- colsero per abbellirne le proprie abitazio-
no, uno de'primi e più celebri ristoratori ni, e n'adunarono tanta copia che vi for-
dell'anatomia, introdusse iu Roma e nel- marono gallerie e musei, la di cui descri-
I' università I' utilissimo e necessario uso zione si legge negli illustratori dell'anti-
di fare le sezioni dc'eadaveri, e le dimo- chità romane; e fra 'quali primeggiò il mu-
anatomiche su tutti
strazioni visceri e i seo del Palazzo Farnese (J^.) principia-

membra del corpo umano. Non fortunato, to da Paolo 111 e continuato da 'caldina-
28 UNI UNI
li suoi pronipoti. Propriamente la forma- gorioXIII non fu meno sollecito del pre-
zione ò" un pubblico Museo per racco- decessore, e perchè in Roma, oltre la bo-
gliervi e conservarvi gli avanzi preziosi tanica, potessero coltivarsi anche I' altre
dell'antichità, a grato diletto de'contem- parti della storia naturale , si valse del
poranei e ad erudita istruzione de'poste- Mercati per formare nel palazzo Valica-
ri, secondo il Renazzi, fu nobile idea del no un museo, in cui vennero raccolte tut-
cardinal Cervini poi Marcello li, e da lui te le produzioni della natura e singolar-
devesi ripetere l'iucomiiiciameiilo del A/k- mente del regno minerale , a comodo e
seo Faticano, che prendendo forma sot- benefizio degli studenti della storia natu-
to Clemente XIV, pel genio magnanimo rale. Non il Mercati con mirabil or
solo -

di Pio VI pervenne a quel grado di ma- diuedispose museo, ma poi l'illustrò col
il

gnificenza che ammiriamo. Racconta il nome di Mctallotheca. Dopo la sua mor-


l'olidori, che Marcello 11 nel brevissimo te andò il museo in deplorabile dispersio-
suo pontificato, ripose nel palazzo Vati- ne, e si crede che occupasse parte del lo-

cano copiosa serie di medaglie, di statue cale dell'odierno^museo Pio-Clementino.


e d'altre antichità, ed eccitò col suo esem- Le scuole del collegio romano, aperte da'
pio posteri a sempre più aumeuturne
i benemeriti gesuiti sul principio del pon-
la raccolta. I musei poi doviziosamente tificato di Giulio Ili, che in breve tempo
contribuirono ad esercitare letterati col- i a gran fama salirono, riceverono dalla
le loro illustrazioni, e gli artisti cogli slu- munificenza di Gregorio XIII vasU, sta-
di die con successo vi fecero. Fra tanti bile e nobile sede, copioso sostentamento
ormati raccolti in Roma per accrescere e e singolarissimi privilegi; e fin dal nascer
corroborare la coltura delle lettere e del- loro, come tutte le altre scuole de'gesui-
le più interessanti discipline, mancavano ti, riuscirono utilissime non meno alla
tuttavia mezzi necessari per conoscere
i civile cbealla cristiana repubblica, come-
le produzioni della natura, investigarne che consagrati gesuiti in peculiar mu-
i

le proprietà, e le virtù loro esporne pro- do a formargli animi giovanili alia pie-
ficue agliumani bisogni. Il vasto genio tà e alle scienze, non essendo disgiunta la
di Nicolò V formò presso il Palazzo a- religiosa dalla letteraria istituzione. Il Re-
poslolico Vaticano un ampio e copio- nazzi,giustameute, colla storia altamente
so orto di semplici, cioè di piante e er- ne encomia i sommi vantaggi che recaro-
be medicinali, in cui riunì le piante più no,e lo fece in uu tempo che i gesuiti non
rare e di maggior uso. Negligentato in erano ancora stati ristabiliti da per tutto,
seguito, Pio IV lo ristabilì con custode considerando ancora quanto la i." lette-
che ne'giorni feriali dalla cattedra espo- raria istituzione de' giovanetti sia imba-
neva semplici e la loro virtù. Meglio a
i razzante e fastidiosa. Quindi le scuole del
s. Pio V si deve la lode della compita re- collegio romano servirono meravigliosa-
staurazione dell'orlo botanico Vaticano, mente a dilatare in Roma e conservar-
che cominciò allora a nuovamente fiori -
vi l'amore e il coltivamento degli studi,
re e ad acquistar nome , poiché lo fece riuscendo di gran sostegno e ornamento
riempire di scelte piante esotiche odi lon- alla romana letteratura. In s'ingoiar gui-
tani paesi, e d'ogni specie d'erbe e d'arbo- sa vi fiorirono (e fioriscono) gli sludi delle
scelli nostrali , affidandone la soprinten- belle lettere, con maestri d' un merito
denza al celebre Andrea Mercati (io col straordinario, in qualunque facoltà. Per-
Marini, lo chiamai Michele e Mei lieo di ciò non deve sorprendere se le scuole
s. Pio V e alivi Papi, inoltre raccoglito- del collegio romano prendessero gran
re d'una collezione mineralogica, e fon- voga e giungessero prima a coutrobbdan-
dutole della Metalloteca Vaticana). Gre- ciare e poi auche a superare in riputa* io-
-

UNI UNI 29
ne e in concorso quelle della pubblica volgarmente e tuttora si appella. Da Sisto
università romana, che restò ecclissata e V fu pure fatta drizzare una delle due
illanguidita, per quanto poi accennerò col magnifiche scale che guarda il settentrio-
Ren^zzi. Intanto nel suo più bel fiore l'u- ne, fino alla sommità dell'edilizio, anche
niversità di Roma, nel i585 addolorata per dar comodo accesso al campanile, che
per la morte del munifico Gregorio XIII, incominciato ivi ad innalzarsi nel prece-
dopo 3 1 giorni esultò colle più liete spe- dente pontificato, fece egli a perfezione
ranze in vedere elevato a degnissimo suc- condurre. Vennero in questo perdi lui
cessore il glorioso Sisto V,già professore ordine collocate le campane non solo per
dello medesima; dotto nelle sagre scien- annunziare le pubbliche solennità e le
ze, iniziato e geniale nell'altre discipline ; funzioni dello studio, ma ancora per in-
amatore e premiatore degli scenziati e de- dicare i giorni scolastici, e avvertire i pro-
gli eruditi, gran promotore degli studi, e fessori e gli scolari del principio e del fi-
quale tentai lumeggiarlo nella biografia. ne delle rispettive lezioni. Nella campa-
Conoscitore dell'ornamento che recava a na maggiore, che serve la mattina e nel-
Roma e alla s. Sede l'università romana l'ore pomeridiane a convocarci professo-
degli studi, per V attaccamento che cia- ri e scolari, alta 5 palmi e pesante circa

scuno suol conservare verso que' luoghi 3ooo libbre, vi si vedono in rilievo l'ar-
o celi a cui siasi una volta appartenuto, e me di Sisto V e del Senato e Popolo ro-
lo zelo ardentissitno che nudi iva di man- mano, e l'immagini della B. Verginee di
tenere in vigore e proteggere gli studi, s. Francesco, del cui istituto religioso con-
lo stimolarono tra'tanti gravissimi ogget- ventualeilPapaerastatoalunno. La cam-
ti, intorno a cui sempre aggiravasi la sua pana ha V iscrizione Sedente Xisto V.
:

gran mente, comprendervi anche


di la P. I\I. Coronatiti Planea de Coronatis
romana università. Sapendola gravata di Rom. Gyrn. Reetor deputatus Campa-
vistosa quantità di debiti, con pontificia namhanc lect. horis signifie.conJlariC.
munificenza tosto ledonò la cospicua tf/i/10589. Nel 1^97 fu fatta la campa-
1

somma di scudi liberò da al-


22,000 e la na più piccola che serve all'orologio per
tri pesi. Tale debito pare residuo di quel- suonarle ore, posto sotto il campanile col-
lo contratto a' tempi di Pio IV per sup- la mostra nella facciata principale, e col-

plire alle spese della fabbrica, per cui fu lo stemma del rettore. Nel 1^98 fu col-
eretto il Luogo di Monte di scudi a5,ooo. locala nel campanile la campana mezza-
Indi continuò e condusse assai innanzi il na, coll'iscrizione del rettore che l'ordinò.
nuovo medesima. I portici
edilizio della Il Cancellieri che nel 1806 pubblicò: Le

e tutta quella parte che guarda la chie- due nuove campane di Campidoglio, ri-
sa di s. Giacomo degli spagnuoli, già co- ferì che negli ultimi anni (allude all'epo-
minciata a erigersi sotto Gregorio XIII, ca repubblicana e alla posteriore) pel Car-
fu per suo volere compita, con aprirvi la ncvale, invece della campana di Campi-
porta maggiore, su cui leggesi: SixtusF' doglio, che più non esisteva, e di quella
Pont. Max. Ann. //.Superiormente nel della Curia Innoccnziana, che da princi-
mezzo del frontespizio, precisamente so- pio era stata destinata a far le sue veci,
vrastante la finestra di mezzo, era vi il di fu suonato il segno della permissione di
lui stemma gentilizio marmoreo, e sotto portar la maschera, da quella dell'archi-
1' esistente cartella di pietra sono incise ginnasio della Sapienza. Perciò il valen-
le già riferite parole: Inìtium Sapienlìae te pittore e arguto poeta Salvator Rosa
est Timor Domini ,con allusione assai op- si querelò con questi versi, che: Chiama
portuna al luogo, alla cosa e al nome di in Roma
più gente alla sua udienza
Sapienza, con cui già solevasi chiamare L'arpa d'una lichca cantalrice,- Che
3o UNI UN I

la campanti della Sapienza. Noterò che ni che !' intero edilìzio sia di lui opera e
il Rosa morì nel
697, e perciò è un'ap-
1 disegno, come scrisse il Baglione nelle Vi-
plicazione di Cancellieri, e non versi falli te degli architetti ec. Privata l'univer-
pel da lui riportato. Poi soggiunge, rela- sità della cappella, fu ingiunto a 'cappel-
tivamente all'indicala epoca democrali- lani di portarsi quotidianamente a soddi-
ca.»Quanto più grande sarebbe stata la sfare i loro obblighi nella vicina chiesa di
sua meraviglia, se avesse sentito cangia- s, Giacomo. Il genio di Sisto V alla mu-
re grave suono della medesima, desti-
il nificenza propenso, egualmente che pron-
nato soltanto a chiamare la gioventù stu- to a riformare o ad innovare in ogni co-
diosa alle più serie occupazioni, ridotta sa non poteva esser pago soltanto del-
,

poi dall'infelicità delle circostanze ad in- l'estinzione de'debiti, e del proseguimen-


vitarla alla dissipazione e al divertimen- to dell' edificio dell' università romana,
to! " Circa all'edifizio,dopo tutto quanto poiché volle pure sul regime di essa por
ilnarrato coll'accurato Renazzi che Io , mano, unendone in perpetuo il rettorato
prova con documenti, massime dell'ope- al collegio degli Avvocati concistoriali ',

ralo in esso da Alessandro VI a Sisto V, benché avea da poco, con breve de' 19
e di aver avvertito ohe Leone X ebbe l'i- marzo 1 586, conferito la carica al prela-
dea di riedificare l'università romana, ma to SimoneCeccbini uditore delle contrad-
affatto non l'eseguì, come asserisce il Rat- dette, ad istanza del senato romano, di-
ti ; nominare tutti rammen-
questi senza i stinguendosi per dottrina e varietà d' e-
tati Papi successori che realmente pro- rudizioue. Ellettuò la sua determinazio-
seguirono la fabbrica, continuando a nar- ne colla bolla Sacri Apostolatus mini-
rare le vicende della cappella provvisoria sterio, de'23 agostoi587, Bull. Rom. t.
di Leone X, esplicitamente dice che sino 4, par. 4 > P-
336. In essa il Papa li chia-
a Gregorio XIII ninno più pensò al pro- ma fuse per ricordare
Difensori (V.) ,

seguimento della fabbrica dell'universi- quegli ScholasticiDefcnsoreSfU'qwdW nel


tà cominciata da Leone X. Che Grego- secolo V da'vescovi si appoggiavano di- i

rio XIII ne riassunse il pensiero, affidan- ritti di loro chiese e il patrocinio delle
done la direzione all'architetto Giacomo cause de'poveri,e vuoisi auche da s. Gre-
della Porta; ed in quest'occasione il loca- gorio I, che inoltre die loro la cura degli
le della cappella o fu demolilo o incor- affari della Chiesa romana ne Patrimoni
porato in altro uso perla nuova fabbrica, della medesima,
secondo alcuni scrit- e
per cui l'archiginnasio ne rimase nuova- tori da cospicuo collegio de-
essi derivò il

mente privo. Lo stesso accadde sotto Si- gli avvocali concistoriali, meglio stabili-

sto V, che fece costruire l'intera facciala Io da Benedetto XII in Avignone. Quan-
rimpetto alla chiesa di s. Giacomo; e nel- to alle vesti degli Avvocati concistoria-
l'epoca repubblicana del 1 798 l'armi gen- li,Cappa, Mantellone, Piviale ec, ne
tilizie diGregorio XI li e Sisto V (che le ragionai in tali articoli. Qui solo dito, che
mostrano sopra
incisioni della facciala le nelle cappe! le particola ri, come quelle che
3 finestre del ."piano, cioè quella di mez-
1 celebratisi nella chiesa dell'archiginnasio,

zo e due ultime), corsero la stessa sor-


le compresi preluti, i tulli usano la sottana
Leone X. Tultavja loro
te di quelle di i di saia paonazza e la cappa serrata. Nel-
emblemi scolpiti nell'alt io e l' iscrizioni le funzioni principali dell'università, co-
nella fumata esteriore (ossia le da me ri- me apertura di studi ,
premiazione ec,
poi late) fanno conoscere (piai parte del- tutli vestono nello slesso modo. Quando
l'edilìzio di liha-i a ciascuno di essi attri- sono nel collegio sia per esami o altro, gli

buite. La commissione da Gregorio XIII vestono I' abito d' abbate, e se l' inlimo
data a Della Porla, fece credere ad alcu- è in habititf allora vi si recano iu abito
UN I U NI 3i

lungo, fascia e mantellettone tutto nero, loia avesse origine quella cospicua pre-
colore adoperato nella Sede vacante an- stazione di denaro, che ogni nuovo avvo-
cora. Il Renazzi dopo aver riportalo un bel cato concistoriale presentemente ancor i

sunto storico del medesimo collegio e 'li deve improntare nell'atto d'esibire al col-
sue ragguardevoli prerogati ve,fra le quali legio il breve pontificio di sua elezione.
l'intervento a 'concilii generali, l' accom- Imposta quella in principio per trovare e
pagno de* Papi ne'viaggi, onde all'occor- unire la somma necessaria a estinguere
renza essere consultali, e per non dir d'al- il Monte eretto, in progresso anche dopo
tri, Innocenzo Vili concesse loro che i la sua estinzione non fu tolta , dividen-
propri figli potessero essere aggregali al dosi denaro tra gli altri avvocati qual
il

collegio per soprannumeri, se forniti de' provento loro dovuto nell' ammissione
necessari requisiti e quindi in morte suc- d'un nuovo collega. Risiedendo il relto-
cederli; non che riferiti motivi che po- i rato presso tutto il collegio, fu necessità
tè aver il Papa di far I' unione del ret- che alcuno di esso ne esercitasse l'incom-
torato agli avvocali concistoriali ,
quin- benze e le funzioni; perciò d il medesimo
di dice che Sisto V confermò lorogli an- collegio s'introdusse subito l'uso di de-
tichi privilegi e specialmente la fi «colia stinar un suo membro per tal esercizio
di conferire la laurea dottorale ne'due di- col titolo di Rettore Deputato, come poi
ritti, e loro concesse la precedenza su tut- sempre praticò. In principio la deputazio-
ti gli altri avvocali e causìdici della curia ne durava un anno, qualche volta si e-
romana, ed eziandio a'doltori più anzia- slese a maggior tempo, e spesso si coslu-
ni, perchè prima la precedenza desume mòdi confermare d'anno in anno un me-
\asi dalla qualità di professore e dall'an- desimo soggetto da cui così si esercitò
,

teriorità del dottorato. A'4settembredel- per più anni il lettorato. Negli ultimi tem-
lo slesso anno il collegio rettora le degli av- pi invalse l'uso di deputare ogni rettore
vocali concistoriali prese possesso del ret- per 3 anni, riuscendo l'annue mutazioni
torato, con atti assai solenni e formali. Sic- incomode e inopportune. Talvolta fu rie-
come a Sisto V abbisognava denaro per letta la stessa persona. II Renazzi, come de-
eseguire le grandiose sue idee, così non fu gli altri, fece la serie de' rettori avvocati
assolutamente gratuita la grazia accorda- concistoriali con notizie biografiche, co-
ta agli avvocali sull'unione perpetua al minciando dal i.° eletto e deputato dal
collegio loro del rettorato della romana collegio a'4 settembre 587,. nella perso-
i

università. Essi per renderla più facile na d'Orazio Rorghese romano, e fu ili.°
promisero pagare al depositario della da- avvocato, che fatto prelato ritenne l'av-
taria apostolica seimila scudi d'oro, come vocatura concistoriale, per iiululto pon-
sienuncia nella bolla. E perchè avesse- tificio (però chi è prelato non può oliare,
ro gli avvocati la maniera di pagar tale il decauato del collegio): mo-
uè esercitare
somma vistosa, Papa colla medesima
il rì nel590, e il fratello divenne Paolo V.
1

li facol lizzò a erigere un Luogo di Mon- Restato per morie il rettorato vacante,
te, i di cui frutti si dovessero pagare co' talora e sino alla nuova elezione supplì
proventi del rettorato, da estinguersi in iklecano, col titolo di pro-rettore ex com-
8 anni. Avverte Renazzi che errò il p. Ca- missione Collegii. Indi Sisto V a prov-
rafa nel!' asserire, che il collegio contri- vedere in altra stabile e solenne manie-
buì i seimila scudi d'oro in sollievo e van- ra alla conservazione, al decoro e al buon
taggio dell'università romana, perchè di- governo dell' università, colla bolla Im-
chiarò Sisto V nella bolla, prò sublevan- mensa, de'22 gennaio 1587, che Renaz-
dis in aliqua parte nostris et Sedis a- zi dice promulgala a*2 3 marzo 588, isti- 1

postolicae necessitatibus.Sembva che al- tuì la congregazione cardinalizia deputa-


32 UNI UNT
la a reggere, riformare e patrocinare lo lieri, gli sostitiù Francesco Rustici coll'e-
studio pubblico di Roma, cioè a dire con- molumentodi scudi o i mensilijdipoi Pao-
fermò solennemente la preesistente, de- lo V li raddoppiò e gli die a coadiutore
putando 5 cardinali a formarla, a'quali Ottaviano Vestri Barbiani segretario a-
tra le altre facoltà die ancor quella di sce- |5<M divenuto Papa Cle-
postolico. Nel
gliere professori e maestri eccellenti di mente Vili Aldobrandini già avvocato ,

qualunque scienza o arte liberale, e d'as- concistoriale, il senato lo supplicò a re-


segnar loro con intelligenza del Papa stituire al collegio degli avvocati conci-
convenevoli stipendi. Commise inoltre a* storiali la somma sborsala pel rettorato, e
medesimi la cura de' Collegi di Roma di questo reintegrarlo. Invece il Papa con
1

(?'•) esistenti de' Greci, de Maroniti, de- sua bolla confermò al collegio tutti i di-
gl' Inglesi e de' Neofili (7 \), e addossò ritti e privilegi che godeva, confermando
l'incarico di proteggere le università di altresì l'unione del rettoiato fitta da Si-
Parigi, Salamanca, Oxforcle Bologna. sto V, e gli statuti e regolamenti di tale
In questa congregazione vi ebbero sempre Qui conviene che noti col Ratti,
uffizio.
luogo cardinali camerlenghi e cardina-
i i che nel 5p4 un cappellano fece istanza
i

li nipoti de' Papi; ma dessa cessò adatto per la ripristinazione della cappella prov-
dopo metà del secolo XVII. Vedasi il
la visoria in un qualche locale il più adatto
p. Plettcoberg,NotitiaCongregationum, dell'archiginnasio, nel quale si potessede-
[).j56: De Congregatione Cardinaliutn centemente celebrare la mes«a,a forma del
prò Univer sitale Studii Romani. Inu- prescritto da Leone X. Pare ch'abbia avu-
tilmente per tali disposizioni reclamò il to il suo effetto, poiché rilevasi dalla visita
senato romano, che vedeva i suoi antichi apostolica del 1627 ch'era stata ripristi-
dirittipoco a poco diminuirsi, mentre lo nala l'antica cappella, in supplemento di

studio e lettori si mantenevano co' de-


i quella da costruirsi secondo l'antica sua
nari del popolo romano. Di più. il senato pianta; la quale il Balli crede quella di
si mostrò malcontento del rettorato per- Leone X, e perciò si conferma nel ri lene-
petuamente unito al collegio degli avvo- re che il disegno di lutto l'edilìzio è del
cati concistoriali, per temerne la poten- Buonarroti, che fu architetto di quel Pa-
za colla quale avrebbe ad ogni incontro pa, e non di Giacomo della Porta. In-
cercato di declinare o annullare ogni au- di si andò innanzi colla rinnovata cap-
torità del senato, e tutta a se avocare l'i- pella provvisoria, per la cui angustia non
spezione e podestà sul pubblico studio, potè servire che alla celebrazione del-
conforme realmente avvenne. Finalmen- la messa ne'giorni di pubbliche lezioni,

te a Sisto V si deve l' incremento della festa di s. Luca , anniversari o altre si-

Libreria Vaticana, e lo stabilimento ma- mili funzioni; menlre rispetto agli atti

gnifico della Stamperia faticanao A- pubblici, si continuò a tenerli nella vici-


poslolica,e<i il principio della Stamperia na chiesa di s. Eustachio. Parimenti per
Camerale. Gregorio XIV, essendo vaca- lo slesso motivo il collegio degli avvocati

ta la preposilura della cappella, derogan- concistoriali volendo festeggiare con mag-


do al disposto di Leone X a favore de' gior pompa e decoro l'annua ricorrenza
professori e la nomina al rettore e rifor- del loro protettore s. Ivo, si procurò il

/
matori, nel i ><)i la concesse n Domizio permesso di celebrarla nella chiesa lito-
Morelli, privo della qualità richiesta dal lare dello stesso santo (daCalisto III con-
fondatore. E continuandosi sempre a la- ceduta a' bretoni ad istanza del cardinal

vorare intorno alla fabbrica dell'univer- Cetivodi Bretagna) appai tenente alla na-
sità,al defunto governatore o amministra- zione francese ( e perciò la descrissi nel
tore della medesima Del Cufulo Canccl- voi. XXVI, p.229, e l'intervento de'car-
UN I UNI 33
dinali nel voi. IX, p. i3p, descrivendo ciò del secolo passato minacciando di-
,

questa Cappellacardinfrfizia). Ciò sì ri- staccarsi lo stemma di Clemente Vili,


leva ancora da una reciproca convenzio fu tolto e sostituito altro ornamento. La-
ne seguita nel 1 602, per mezzo della qua- menta Renazzi , parlando de' professori
le da'deputati della chiesa di s. Luigi de' delle scienze dell' università nel decli-
francesi, da'quali dipendeva quella di s. nar del secolo XVI, che non furono e-

Ivo , si accorda il richiesto permesso al guali nell'eccellenza a' precedenti, e già


collegio (sarà stata rinnovazione, poiché cominciavano a fermentare e pullulare
nel luogo citato riportai un documento fuori semi di quel cattivo e depravato
i

che già ivi si celebrava nel 5o ), e que- 1 1 gusto, che nel seguente secolo infettò nel-
sti in correspettivilà si obbligò dare ogni l'Italia quasi tutte le gravi e amene di-

anno a delta chiesa la ricognizione di scu- scipline, ed in Roma forse più che altro-
di tre, lasciare in dono le torcie che ser- ve allignò e propagossi ampia mente.Quin-
vono per l'elevazione, e fare a sue spese di anche la qualità de'pubblici maestri
gli occorrenti restauri all'altare maggio- fece travedere la decadenza del vero buon
re comprensivamente alla statua del San- gusto negli studi, cheandavasi poco a poco
to. Il collegio nella sua pia generosità ,
preparando, e che poi con impeto immen-
oltre i convenuti donativi, vari altri ne so fuori proruppe. Le scienze sagre non
fece alla chiesa di s. Ivo in diversi tempi, ebbero professori distinti. La filosofia di
consistenti in sagre suppellettili , e ciò in Aristotele cominciò ad essere fieramen-
seguilo delle piuttosto frequenti istanze, te combattuta, pure venne ancora soste-

cheal medesimo ne faceva il parroco del- nuta, credendosi più della Platonica op-
la chiesa (la cura fu soppressa da Leone portuna per la religione cattolica. Il ce-
XII). Così si praticò dal collegio, finché senateGiacomo Mazzoni, professore che
non fu edificata I' odierna e magnifica ebbe annui 1000 scudi d'oro di stipen-
chiesa nell'edifizio dell'università. Con- dio, a cui ninno mai era pervenuto ne
viene dar lode a Clemente Vili anco per la conseguì poi , difese Aristotele contro il
cura che si prese di non far mancare al- suo più arrabbiato nemico Francesco Pa-
l'università valenti professori, come pure trizi di Cherso. Continuarono in Roma
per non trascurare il proseguimento di e in Italia gli studi legali in istato di lan-

sua fabbrica. Il gran salone dal lato di guore ; così quelli dell'eloquenza, per cui
tramontana, incominciato da Sisto V, fu convenne chiamare degli estranei nell'ar-
per suo ordine compito e nobilmente or- chiginnasio. Però le scuole romane di me-
nato d'intagli assai eleganti nel solìilto, e dicina proseguirono a mantenersi nella
di maestosa cattedra a forma di semicirco- reputazione cui erano salite. Tuttavia, in
lo co'sedili intorno. In questi, nella catte- generale, l'università e la letteratura ro-

dra e nel soffitto s'intagliarono gli stemmi mana si conservarono vigorose e fiorenti
del Papa,del nipote cardinal Aldobrandini sul fine del secolo XVI sino a' principi»
camerlengo, assai propenso per l'univer- del XVII, in ogni ramodi scienze e arti: il

sità, del senato e popolo romano, perchè lieto stato deli'una influiva allora alla pro-
forse a di lui spese si sarà fatto l'orna- sperità e sostegno dell'altra. La coltura let-

to. D'allora in poi gli avvocali concisto* teraria s'era inRoma sempre più propaga-
riali lasciando libera a' collegi de'leologi ta e resasi generale, in quasi tulli i rami
e de'uaedici l'antica sala costruita sotto di quelle scienze e arti, per cui la mente
s.Pio V, e in cui anch'essi si adunavano, umana s'istruisce e adorna, onde poi spa-
cominciarono e tuttavia seguitano a con- ziar nel mondo astratto e intellettuale, e
gregarsi e a conferire le lauree dottorali pei vasti campi aggirarsi delle belle lettere
nel nuovo e magnifico salone.Nello scor- e dell'erudizione ; e niuno per avventura

vot. ixxxv. 3
34 UNI UN!
ve n'ebbe, che con successo non fosse con autore d'opera grandiosa in cui abbrac-
ardore percorso, e con sollecita diligenza ciò in un corpo solo tutta la scienza le-
coltivalo. Discipline sagre,storia ecclesia- gale: egli fu ili.°a dar l'idea di ridurre
stica e profana, anatomia, botanica, me- una scienza in Dizionario. Avendo fati-
dicina, matematica, filologia, antiquaria, cosamente raccolto tutte lequeslioui del
bibliografia, ogni genere quasi di lette- diritto canonico e civile, le distribuì in
ratura avanzavasi a gran passi e faceva ordine alfabetico, e così formò quasi una
nuovi e considerevoli progressi. Ma il enciclopedia delia scienza legale , che a
pregio, cbe insignemente distinse la let- suo tempo era in uso nel foro.
teratura romana , fu il fausto accoppia- llch.Renazzi tra gl'illustri dotti forastie-

mento degli studi delle scienze e delle bel- ri fioriti in Roma nel declinar del secolo
le lettere. Mai in Roma si composero lauti X V I,celebra ancoraTorquatoTasso/il che
libi ie pubblicai onsi tanteopere, mai tan- feci io pure in tanti luoghi, come a Fer-
testamperie furono in attività; che seb- rara. Roma (ove avea imparato le lin-
bene rare furono veramente le opere me- gue dotte) in lui ricoverò nel suo seno il
morabili,la gran copia degli svariati scrit- più grande forse de'poeti italiani (certa-
tori prova quanto in Roma fosse estesa mente il piùgrande dell'Italia moderna),
la letteratura e universale il coltivamen- uno de'più belli ornamenti del suo secolo,
to. Roma era in quel tempo a guisa di e insieme unodegli nomini d'insigne meri-
luminoso teatro, su cui venivano d'ogui to dalla fortuna più bersagliati, l'immor-
parte d'Europa a far pomposa mostra tale cantore della divina Gerusalemme,
de' talenti e del saper loro i più grandi liberata (composta di 20 anni, e in un
uomini che allora vivessero, accolti beni- tempo che la Turchia ,
pel narralo in
gnamente da polenti e splendidi mecena- quell'articolo, ridesiava il zelo e il terro-
ti, che in tutti gli ordini e ceti della corte e re de'cristiani, ed in cui gli sguardi d'Eu-
curia incoiUn» varisi in copia. Quasi tutti ropa in arme tendevano ad avventarsi
i Papi d'allora e la più parte de' cardi- sull'Asia, per ritogliere agl'infedeli la glo-
nali e prelati di quel tempo, si distinsero riosa tomba del Salvatore del mondo,
segnalatamente in favorire le leltere. In per nuovamente inalberare il salutifero
quell'epoca fiorirono i due gesuiti cardi- Crocesullemuradi Gerusa-
vessillo della
nali Francesco Toledo , e ven. Roberto lemme. L' ingresso in Roma del Tasso
Bellarmino, uno de'più valorosi difen- ebbe l*aspetto d'un trionfo). Dice inoltre,
sori delle verità cattoliche e dell'autorità che de'di lui pregi letterari e delle vicen-
della s. Sede contro i novatori, soni ino de in cui nel corso di sua vita sempre
controversista, e forse ili. "che si accinse sgraziatamente fu involto (agitata e an-
con armi cimento pari a combatter gli
al gosciosa per l'alterala fantasia, e con pie-
eretici di quel tempo, i quali impugnan- na la mente di sublimi concetti), bene
dolo sempre con esito infelice giunsero a ne scrisse il biografo ab. Pierantonio Se-
fondar cattedre espressamente per con- cassi da Rergamo, suo concittadino seb-
futarlo II cardinal Cesare Baronio fi-
1 bene nato a Sorrento. Bensì riferisce co-
lippino, che a rischiarar la storia della me il cardinal Cinzio Passeri AUlohran-

Chiesa .di cui facevano abuso protestanti i ilini (!'.), nato in Siuigaglia e originario
per sedurre gl'incauti e ingannar le colte di Bergamo, splendidissimo mecenate de'
persone , compilò gli Annali Ecclesia* Roma il Tasso, l'ospitò in
letterati, invitò a
siici, che servirono a smascherare I im- Vaticano, e da Clemente Vili suo zio gli
postine de'novotori. Il dotto ed elegante ottenne non solouna decente annua pen-
.scrittore cardinal Agostino Valerio. Il .sic ne, con cui sottrarre si potesse al peto di
giureconsulto cardinal Domenico Toschi, pò verta che opprime valojma uucora Tono-
U N I UNI 35
resin^olarissimo d'esser solennemenleco- monumento ,
pel complesso delle circo-
ronatu in Campidoglio col poetico alloro, stanze e di sì celeberrimo nome, mi sia
che dopo Petrarca ivi non era stalo con- permesso una digressione, che ricavo da'
cesso adaltri. Sarebbe ciò servito ad ac- n. ri q5 e 96 del Giornale di Roma del
cender maggiormente in Roma l'ardore 1857, perciò non potendo del lutto evi-
pegli studi, ed accrescere un nuovo splen- tare alcuna ripetizione, per la maggior
dore a'fasti della letteratura romana. Ma precisione dell'importante racconto, che
nnco in un' occasione in cui il Tasso avreb- onora Roma, Chi vi regna , le arti e le

be alla fine riportato un compenso alle lettere, ed i loro cultori. Recatosi in Ro-
tonte sull'erte sventure,sperimentò la for- ma Tasso, il cardinal Passeri Aldobran-
ra indeclinabile del suo perverso destino. dini dopo avergli ottenuto annua pensio»
Interinatosi mortalmente mentre si di- sione da Clemente Vili, a questi lo pre-
sponevano preparativi i della solenne fun- sentò. Il Papa lo ricolmò di lodi e gli dis-

zione, in vece della caduca passò il Tasso se: Vi abbiamo decretata la corona d'al-
a'i5 8prilei5g5, in età di 5 i anni, a ri- loro perchè sia da voi tanto onorata
, ,

cevere la corona immortale, come è da quanto ne'tempi passati fu ad altri d'o-


sperarsi pe'contrassegni di cristiana sin- nore. Aspettandosi la stagione propizia a
cera pietà con cui si dispose a morire (cosi compiere la solenne ceremonia, l'avversa
fra I' universale compianto si spense un fortuna non gli permise tal consolazione.
luminoso astro del bel cielo d'Italia, de- Consumato dall'angoscie, conobbe Tor-
(binando all'occaso col secolo che avea quato che pochi giorni di vita gli rimane-
veduto tante meraviglie). Fu sepolto nel- vano, e volendo disporsi all'estremo pas-
r
la Chiesa di s. Onofrio (f .) e poi tra- saggio, ottenne dal magnanimo suo pro-
sferito a sinistra presso la porta, nel di cui s. Onofrio sul Gia-
tettore di ritirarsi in
annesso convento de'religiosi Girolami- uicolo.Ciò fece non solo perchè l'aria è
ni del b. Pietro da Pisa (l~.) erasi ri- lodata da'medici più che d'alcuna parte
tiratone! raccoglimento e nella preghie- di Roma, ma (piasi per cominciar da quel
ra, appena cominciò a manifestarsi la gra- luogo eminente, e colla conversazione di
vezza del suo male; dove frali a istan- i qne'divoti religiosi, la sua conversazione
za di Gio. Battista Marno marchese di in cielo. Pace all'anima sua trovò in quel-
Villa, gli posero neh 60 1, nel 1. "sito ove l'amena solitudine. Ma logoro dal male,
era slato tumulato un'iscrizione: Hic/a- morì confortato da quella religione che
eet hoc ne nescius esset hospes poiché tanto potentemente l'avea ispirato ne'
,

il cardinale si proponeva erigergli un mo- suoi aurei carmi. L'annunzio di sua mor-
numento. Questo non essendosi effettua- te fu per Roma pubblica sventura, e il

to, il ferrarese cardinal Bonifacio Bevi- cardinal Passeri Aldobrandini ne fu col-


lacqua vi supplì con de' alarmi, il ritratto pito profondamente, addolorato ci i veder
del sommo poeta, ed una lunga elegante svanita la pompa trionfale per lui appa-
iscrizione neh 644? come dissi nel penul- recchiata. Fgli non trovò miglior sollie-
timo de'citati articoli. Ivi notai il magni- vo di quello che di rendere all'estinto
fico mausoleo di marmo che stava lavo- vate funebri onori i più solenni. Fatto ve-
rando, mercè l'offerte degli ammiratori stire il cada vere d'una Ioga romana e co-
di sì gran poeta, il comniend. Giuseppe ronato d'alloro, ordinò che fosse pubbli-
de Fabris, avendo rimarcato nell' ultimo camente esposto (arroge che io qui ricor-
articolo il giorno in cui perì la famosa di avere rilento nel voi. p. i63 , LXIV,
quercia, all'ombra della quale soleva se- che neh 853 Palermo dopo 7 lustri fu
in
dere Tasso, pei cui ne prese 1

il nome. O- diseppellito I' Anacreontc e il Teocrito


ia essendosi inaugurato solennemente il della Sicilia Giovanni Meli, e cinto il
ì
36 UN! UNI
suo capo corona poetica d' alloro so-
di do alla celebrità del Tasso e all' entusia-
lennemente, con gran pompa fu onoralo smo de'suoi ammiratori che lo visitava-
e lodato con discorso funebre. Arroge pu- no, nel 1 827 l'encomialo scultore com-

re che io rammenti, che Leopoldo I re del mend. de Fabris volse il pensiero a scol-
Belgio, volendo conferire il gran cordone pirne altro degno di quello ch'ebbe la fa-
del suo ordine di Leopoldo
al conte Fe- villa del genio d'Omero e di Virgilio. Al-

lice de Merode, questi con rara virtù si l'effettuazione si associarono varie distin-
sottrasse n tale alta distinzione per nobi- te persone, raccogliendo offerte di denaro,
le e scrupolosa delicatezza, narrata dal onde si die principio all'opera nel 1829
n.°3g del Giornale di Roma del 1857. (gl'illustri nomi de'primi offerenti si pon-
Venuto a morte a' 7 febbraio, il re per ilo leggere nel n.° 3 delle/VòfisiV del gior-
le grandi benemerenze dell' estinto fece no del 825, e in diversi Diari di Roma,
1

rimettere l'insegne del gran cordone al come nel n.° io delle Notizie del gior-
conte Wernero tìglio dell'illustre defun- no del 1 843), colla certezza di tornar glo-
to, mesto ufficio di deporle
affidandogli il riosa al decoro di Roma. Nondimeno re-
sulla sua tomba. Chi fu il conte Felice de stò per 27 anni sospesa, ecompimento
il

Merode, autorevolmente lo dice la Civil- era riservato al Papa Pio IX. Emulato-
a
tà Cattolica serie 3. , ,t. 6, p. 127. In bre- re del cardinal concittadino, per la glo-
ve: fu quello che quando il Belgio si rese ria di Tasso, prima con generosa largi-
indipendente lo designava suo re futuro, zione (nel marzo 853, poiché si ha dal
1

chiamandolo il Principe indigeno; di che n.°61 del Giornale di Roma die ac- ,

egli non ne ammise virtuosamente nep- cordò la sua protezione alla deputazione
pur l'idea, per sentimento nobilissimo di preposta a promuovere il compimento
pubblico bene. Si conciliò la stima uni- della lavorazione del monumento j,
poi se-
sempre difese la causa cattolica.
versale, e condando autorevolmente le preghiere
r
La sua morte fu pianta da tutti con pub- di mg. Giuseppe Milesi-Pironi-Ferretti
blico lutto,come vera sventura. Venne ac- ministro de'lavori pubblici, belle ai ti ec.,
clamalo il grande Cittadino o meglio il decretò che venisse fornito l' occorrente
grande Cristiano. L' onori fi cent issi ma pel sollecito compimento del monumen-
pompa funebre fu senza esempio ; e ne re- to.Di più il Pontefice, sapendo che la cap-
citò l'elogio il cardinal arcivescovo di Ma- pella ove dovea esser posto era piccola e
lines).Ordinalo un solenne funebre con- disadorna ordinò che fosse allungata e
,

voglio, le spoglie mortali del compianto abbellita il che lodevolmente fu eseguilo


;

cantore delle Crociate e della Religione, sotto la direzione del cav. Carlo Piccoli,
furono portate per le vie principali di Ro- per cui ora nella vaghezza di sua archi-
ma, ed accompagnalo con grande corteg- tettura vedesi ricca di fregiature dorale
gio da tutta la corte palatina e dalle fa- e di varie pietre di valore, che ne ador-
miglie de' due cardinali nipoti del Papa. nano le pareti ; come ancora di pitture
L' esequie si. celebrarono nella chiesa a olio e a fresco dell'egregio artista Fi-
parrocchiale di s. Spirito in Sassia; e con lippo Balbo, una lunetta
il quale in
ìstraordinario concorso di popolo furo- rappresentò il cardinale Passeri Aldo-
no le spoglie mortali chiuse in cassa di brandini che reca a Tasso infermo e as-
legno e sepolte accanto all'aliar maggio- sistito da' girolamini la benedizione pa-
re, ed ivi religiosi posero il ricordato e-
i pale. Il mausoleo sorge sopra una base,
pitaflio. Quando poi gli fu erelto il mo- sulla quale in bassorilievo è ritratto il

numento,^! trasferirsi all'indicato luogo, poeta portato a sotterrare, e vi sono ef-


le sue ossa furono poste in cassa di piom- figiati gli amici suoi e i letterati più fa-
bo. Tale monumento non corrispoudeu- mosi che l'accompagnarono. Al di sopra
U N I UN I 3?
r
d'una nicchia ben adorna di fregi, di ge- Tasso. La messa fu celebrala da mg. Be-
mi e d'emblemi che alludono all'opere dini arcivescovo diTebe,eaccompaguata
del Tasso,evvi la sua statua maggiore del- dui canto de'cantori della cappella pon-
la naturale grandezza, in atto d* invocai* tificia. Intorno al catafalco e in posti di-

la B. Vergine co' versi Musa, tu che : O sedevano personaggi che poi no-
stinti i

di caduchi allori Non circondila/tonte minerò, oltre due deputati per ogni acca-
in Elicona, Ma su nel del infra i head demia di Roma, invitati ad essere testi-
Cori, Hai di stelle immortali aurea co- moni della disumazione delle ceneri del
rona. I pregi della figura in tutto rilie- gran poeta e del chiuderle nel nuovo se-
vo, dal cui volto traluce l'anima, il cuo- polcro con onorarne la cereuioniu. 1 de-
re e la mente altissima dell'epico italia- putati generalmente furono i presidenti
no, appoggiata al tronco dell'alloro, sim- o i censori ed i segretari delle rispettive
bolo della poesia italiana, che secondo la accademie, i cui nomi e gradi sono rife-
predizione del suo degno padre Bernar- riti dal Giornale. Quanto all'accademie
do e illustre poeta, dovea rinverdire mer- cui appartenevano, esse erano quelle de-
cè il complesso dell'unità del
figlio suo; il nominate Teologica, di Religione Catto-
monumento, alto più di 33 palmi, ch'e- d'Arcadia,due professori dell'Archi-
lica,

sprime il cìrcolo della vita civile e lette- ginnasio romano, il direttore dell'acca-
raria del poeta, ed è sovrastato sotto l'ar- demia di Francia, il presidente dell' Ar-
co dalla ss. Vergine assorta nella gloria cheologia, il primicerio di s. Cecilia, due
degli Angeli; tutto viene dichiarato dal de'Lincei, della Tiberina, di Luca, del- s.

Giornale, che inoltre riporta la marmo- la Filodrammatica della Filarmonica ,


,

rea iscrizione ornata di cornice di giallo della Liturgica, de' Virtuosi delPanlheon
antico, con arabeschi e stemma pontifì- in numero di 3 compreso l'encomiato ar-
cio, scritta, come
che uel Gior- le altre chitetto, dell' luo macola taConcezione.del-
nale si leggono, dall' esimio cav. Luigi la Latina, de'Quiriti. Compiutasi l'asso-

Grifi segretario generale del ministero de' luzione, si aprì la cassa che racchiudeva
lavori pubblici, belle arti ec. In essa si di- le spoglie mortali di Tasso e avente l'i-

ce: Più» IX P. 31. Sumjjto pub lieo per- scrizione fattavi incidere da'girolamini, e
jccictj'uxla locum, In quo Princeps Ile- fu portata presso il tumulo tra la commo-
roici Carminis humatus fuerat , Erigi zione degl'illustri astanti. Poscia le ossa
j'ussit, Curante J. 31ilesi,ec. Il 2 5 apri- diligentemente furono cavate dal cav.
le 1807, an,u versarlo della morte del «ne- Fortunato Rudel professore dell' archi-
ra viglioso poeta, fu destinato alla traslo- ginnasio nell'istituzioni anatomiche, de-
cazione di sue ceneri al nuovo monumen- scritte e registrate con rogito da Camillo
to, ed un'epigrafe posta sulla porta del Diamilla notarodel vicarialo, e poste nel-
tempio indicava la cereraonia : Funere la nuova urna di piombo, insieme colla
celebrato adstantibus Academiìs l rbis. pergamena, chiusa entro un tubo di cri-
La chiesa fu tutta vagamente addobbata stallo e sottoscritta da tutti personaggi i

di ricchi drappi di velluto nero con tri- eh' ebbero un posto distinto nella cere-
ne e frange d'oro e veli a lutto, e in mez- monia funebre. Suggellala l'urna, fu col-
zo si elevava il catafalco formato da un locata in arca di marmo, e sì 111 questa
dado di legno con ivi dipinti ne' 4 lati > che nell'altra erasi incisa l'epigrafe: Os-
segni della virtù del poeta e corrispon- sa Torq itali Tassi. ludi l'arca fu calata
denti emblemi. Innalzandosi a guisa di sotto il lastrico del nuovo monumento ,
piramide fino alla volta erano tali fregi co- ponendo lai ." pietra perla chiusura del-
r
ronali da un serto d'alloro in memoria la fossa mg. .Mi lesi. Il Giornale ripro-

di quello che dovea cinger la houle di duce l'epigrafe acuita uella pergamena,
,

38 UNI UNI
e firmata dal cardinal Girolamo d'An- nione , primeggiavano cardinali
in cui i

r
drea, da mg. lkdini, da mg/ Milesi, i!al Altieri camerlengo, Garelli e Gaude. Il
bali Colloredo luogotenente dell'ordine n.°r i dell' Albata di E orna del 1. 1!\ ri-
Gerosolimitano (il quale col cardinale , produsse le bellissime ottave della gen-
con uig/ Pacca maestrodi camera del Pa- tile poetessa, con un disegno inedito di

pa , con mg/ Talbolt cameriere segreto Arrivabene, esprimente Tasso sedente in


del medesimo, col principe e principessa detto anfiteatro in atto di concentrata i-

Hohenlohe e baione de Thile mini-


il spirazione che sta per iscrivere; e dipoi
stro di Prussia/in una tribuna aveano as- componimenti ed epigrafi. Già il me-
altri

sistito al funere), dal principe Orsini se- desimo Album ripetutamente a vea ragio
natore diRoma, da mg/ Pacca, da mg/ nato del monumento, e nel 1. 1 o, a p. 1 1 1

Giuseppe Angelini canonico Vaticano, da pubblicò elegante incisione del disegno


fr. Carmelo Patrignani generale de' gi- di esso, illustralo dalle Stanze, con eru-
rolamini, da fr. Luigi Cazzoli procura- dite note, del celebratissitno cav, Angelo
tore generale dc'innìe-i mi, dal can, Fran- M/ Ricci, i cui onorandi avanzi mortali
cesco Anivitli promotor fiscale, die col riposano a Rieti [V?) in marmoreo avello
suddetto notaio, die per ultimo si sot- scolpito dallo stesso valoroso commend.
toscrisse,erano deputati dal cardinal Vi- de Fabris. Gloriandomi d'appartenere a
cario per la disumazione delle ossa; e fi- seidell'encomiate e illustri accademie ro-
nalmente si firmarono il cav. Grifi, il mane,se non di persona,almeno colla pen-
commend. dcFabris, mg.' Giovanni Co- na qui volli prender piacevole e riverente
razza maestro delle cei emonie pontificie, parte pubblico e solenne omaggio, giu-
al

il cav. Rudel, e deputali dell' accade-


i stamente reso alla memoria delgrand'uo-
mie a seconda die pc'primi si presenta- ido, spargendo sull'onorata tomba fron-
vano e perciò coli' ordine riferito, JNelle de d'alloro che resteranno sempre verdi,
ore pomeridiane la traslocazione delle
, e fiori che rimarranno freschi per l'im-
celebrate ceneri e la solenne inaugurazio- peritura stampa e insieme facendo af-
,

ne del nuovo monumento sepolcrale di fettuoso eco a'eantati carmi, Celebraro-


Tasso, furono festeggiate dall'accademia no l'avvenimento e il gran poeta, il qua-
de'Quiriti con isti aordinaria adunanza , le cantò le gesta dell'invitto capitano: Clic
nell'anfiteatro die sorge presso illuogo 7 gran Sepolcro Ubero di Cristo, anco
ove giganteggiò la quercia di Tasso: pic- la Civiltà Cattolica,serie 3. ',t, 6, p. 4$tì,
colo recinto che sorgendo sulle d'eliziose V Eptacordo di Roma co'n." 4 e ^, cu '
allure del Gianicolo domina lolla la mo- fecero eco illustri accademie romane. Fa-
numentale e maestosa città de'Selte Mon- rò un confronto. Misero destino ilegli uo-
ti, che adornalo del busto del famoso poe- mini ! Il maggior poeta d'Italia gemeva
ta cinto d'alloro ecbeggiò di sue alle lo- in vergognosa schiavitù a Ferrara , nel

di poetiche e di fragorosi applausi, pre« tempo stesso in cui a Lisbona sua patria
cedute da un discorso di Domenico Bo- terminava nell'ospedale il suo doppio a-
nauni sotto-bibliotecario della Coi sinia- riugo della miseria e della gloria, disco-
na, e intramezzate da un coro a tulle voci nosciuto da' contemporanei , Luigi Ca-
del maestro Fenzi con eco, e da un coro moens Egli è il sommo e celebre cantore
!

a grande orchestra del maeslro Ferretti. delpoema epico della Lusiade, il più li-
L'egregia poetessa estemporanea Gian- moso de'poeti portoghesi; poema nel qua-
nina Milli di Teramo, ispirata alla gran- le trionfa (ulta la loro storia nazionale,
dezza della solennità, improvvisò un can- congiunta allo splendore della poesia, al-

to, e cosi ebbe termine 1' adunanza. Ooc- ladivozione cristiana e alle favole del pa
ita fu nobilitata da imponente e scelta nu- gauesimu. Dopoi 5 anni gli lu cretto un
U NI UNI 39
monumento , e vi fu scolpito I' epitaffio gl'immediati predecessori, fu nondimeno
composto dal p. Matteo Cardoso gesuita. premuroso dell'aumento e decoro della
Per le vicende de' tempi perito il monu- romana università, ed professori di que-
i

mento, rimasero le spoglie mortali d'un sta gli devono gratitudine per le sue prov-

Camoens in oblio. Fu quindi grande atto vide cure a loro vantaggio. Imperocché
di riparazione, quando nel 855 se ne ri- 1 rimanendo spesso professori creditori
i

cercai ono l'illustri ceneri. Queste raccol- de'loro stipendi, doveuno ricorrere a'Pa-
te formalmente in feretro d'ebano, furo- pi,perchè pesi imposti alla gabella del-
i

no affidate alla custodia del monastero di lo studio superavano l'introito; Paolo V


s. Anna, lìtiche decorosamente saranno volle in una maniera stabile ed efficace ri-
collocate nel decretato monumento. Do- mediare a un disordinesìindecorosoepre-
po la pubblicazione della Lusìade, Tasso giudizievole, e provvedere per sempreal-
compose un sonetto in suo onore. Ora ri- la doverosa e sicura soddisfaziouede'pro-
piglio il filo della storia dell' università fessoli. Pertanto con chirografo de'7 a-
dogli studi di Roma. gosto 1610 prescrisseche dalla massa de'
Clemente Vili contribuì moltissimo a proventi suddetti si separasse in avvenire
mantenere in vigore la romana letteratu- l'annua somma di scudi 6000, assegnan-
ra, e procurò col maggior impegno che dola particolarmente a'professoii, per es-
si dasse 1'
ultima mano alla compilazione sere erogata soltanto ne' lorostipendi,sen-
ilei y.° libro delle Decretali, ordinata da za che potesse più farsi della medesima
Sisto V. Quantunque però tale compila- alcun altro uso o erogazione. Questosag-
zione fosse compita, e già secondo alcu- gio e opportunissimo provvedimento ,

ni stampata, nondimeno si sospese di. pub- trannetemporaneeallerazionijQnoal ter-

blicarla ,
perchè non servisse ad altri di minar del secolo ultimo fu inviolabilmen-
pretesto per spiegare i decreti del conci- te osservato. Si era sospesa la continua-
lio di Trento, l'interpretazione de'quali zione del nuovo edilìzio della stessa uni-
era stala da Pio IV a chiunque vietata. versità per mancanza di denari da ero-
Inoltre Clemente Vili, a far sempre più garsi a tal uopo, né da quelli che ritrae-

prosperare in Roma gli studi delle scien- va senato dalla gabella dello studio po-
il

ze, anziché formare nuovi superflui sta- teva togliersene somma alcuna , essendo
bilimenti , credè spediente di adoperare tutti destinali ad altri usi. Paolo V, a cui
un mezzo quanto efficace e solido, tanto era grandemente a cuore il proseguimen-
più comunemente raro a frequentarsi, to della fabbrica, assegnò per esso le pi-

cioèdi compensare le letterarie fatiche de- gioni delle case all' università annesse e
gli uomini dotti, e promoverli prelaliva- contigue, che allora rendevano circa an-
mente a chiunque agi'impieghi pubblici nui scudi 600. Ma vedendo che per la te-

e all'ecclesiastiche diguità; onde l'esem- nuità di tale assegno assai lentamente a-

pio del loro innalzamento servisse di sti- vanzavasi l' edilìzio, soppresse l'impiego
molo potentissimo a lutti gli altri per co- d'architetto dell'università, per morte di
raggiosamente imitarli. Da esso in fatti Gio. Paolo Maggi, ad etletlo che l'annuo
vennero a tal elicilo promossi agli onori, stipendio di scudi 5o assegnatogli sulla
e anco al cardinalato, moltissimi perso- detta gabella, uniti ad altri scudi 5o da
naggi non per altro titolo pregievoli, se trarsi dalle pigioni.servisse per crearvi so-
non che per la loro somma dottrina, ed pra tanti Luoghi di Monte redimibili col
esimie opere date alla luce! ÌNeli6o5 fu frullo di scudi 5 per luogo a favore de'
elevalo alla sede apostolica il grau Pao- compratori. Quindi pei l'esecuzione nediè
lo V Borghese , che se non sembrò cosi facoltà a'eonservatori di Roma, ingiun-
propenso e munifica verso i dotti, come gendo loro che il iitratto da tali luoghi
40 unì UN I

10 spendessero pel proseguimento della vienti, e perpaghe de'maeslri regio-


le

fabbrica. In questa guisa e non colla nar- nari in iscudi 43o, che ancora non era-
rata dal Ciaccolilo e dalNovaes, Paolo V no stali soppressi. Il senato avea eletto a
supplì alle spese per la fabbrica, che si ac- dirigere la continuazioue della fabbrica
crebbe non poco verso setleutrioné, e ne Domenico Zumpieri detto il Domenicki-
danno manifesto seguo l'aquile (alterna* no, sommo Papa l'approvò
pittore, e il

le co' draghi facenti pure parte del suo iu uno al salario d'annui scudi 5o. Gre-
stemma) che si vedono scolpite in alcune gorio XV con istituire la merawigliosa
delle uicchie ovali, che girano sotto il cor- Congregazione cardinalizia di Propa-
nicione nella parte interna del gran cor- ganda Fide (F.), die luogo a farvi fio-
tile, elequaliapparlengonoal di lui stem- rire vigorosamente lo studio delle lingue
ma gentilizio (la parte colle uicchie con po-
orientali, seguito dall'apertura della
leste di leuue, è quella edificala da Si- liglotta Stamperia di Propaganda Fi-
sto V, l'altra colle api e.-ilro nicchie è de (F.). Il suo medico Gio. M." Castel-
quella che fu eretta da Urbano Vili), lana gettò i fondamenti della celebre Bi-
che si vedeva ultre volte collocato presso blioteca Casanatense, di cui riparlai nel
l'angolo della facciala dell'edilizio espo- voi. L V, p. 97, con un legato di 1 2 ,000
sta a levante, cornspondeute alla piazza scudi. Pel breve suo pontificato, mancò
di s. Eustachio. 11 Borromiuo dice, che a Gregorio XV il tempo d'operare ulte-
Clemente Vili innalzò parte de'muri la- riormenle a beneficio dell'università, in
terali, principalmente verso austro, con- che abbondò nel suo lungo Urbano Vili
tinuali e terminati da Paolo V.Non po- Barberini che gli successe neh 62 3. Sot-
teva però la fabbrica procedere innaiui to di questo magnifico Papa letterato e
felicemente senza un valente architetto di grande ingegno, presto la fabbrica iu
che la dirigesse, perciò gli ufficiati del po- costruzione crebbe di molto, e per le di
polo romano cercavano di eludere il giu- lui incessanti premure restò interamente
stissimo provvedimento di Paolo V, sul- compita tulla la parte superiore meridio-
la separazione e parziale assegno da'pro- nale, cioè condusse a fine la facciata del-
venli della gabella dello studio della som- la parte australe, al diredi Boromino, ri-
ma di scudi
6000, per essere invariabil- spondente alla via de'Caneslrari, dove so-
mente erogata negli stipendi de' pubblici no presentemente le scuole, dice Renaz-
professori, quando162 1 l'ottimo Pa-
nel zi; ed anzi aggiunge, sopra cui sino agli

pa passò a godere premio di sue virtù.


il ultimi anni esisteva la rinomatissima
11 glorioso successore Gregorio XV Lu- stamperia Salvioni. Quindi in mezzo al-
dovisi non lasciò di dar prove del suo a- la facciata esterna venne innalzato il suo

more per le lettere, poiché a' 28 agosto stemma (non più esistente, olii e l'impre-

1O22 coti suo chirografo confermò pie- sa del sole raggiante che vi resta), coll'i-

namente quello del predecessore ordi- , scrizione che riportai di sopra. Neli632
nando onninamente a 'conservatori diRo- confermò la deputazione in architetto del-

idii che rimanessero sempre separati


, i lo studio, diede! celebre e bizzarro Fran-
6000 scudi per interamente stipendiare cesco Boromino o Borromiuo aveano fat-

1 lettori, come esige l'equità. In conse- to icouservalori di Roma. Da questo, per


guenza dell'alto fu stabilito il fisso as- far corte al Papa, fu ideato e incomincia-
segnamento sulla gabella del vino a favo- to ad eseguire il capriccioso e sorprenden-

re dell' uni versi là d'annui scudi 83oQ,cioè te disegno della nuova cappella •chiesa
6000 pe'piofe.v>oii e il resto perle minu- interna iu forma d'Ape, ullusiva al di lui
te spese della medesima, per ;di emolu- stemma che formasi di 3 api. Avendo il

fliculi de' suoi mmislri, uffiziuli e tusei- senato rotuuuo dichiarato governatole
UNI UNI 41
della fabbricaQuinzio del Bufalo, da suo a occuparsi da alcuni religiosi de'pt itici-
cedersi da' suoi figli e discendevi , e in pali ordini regolari, consuetudine che tal-

inancauzu de'quali autorizzandolo a no- volta die mediocri soggetti, come rileva
minare un cavaliere romano, Urbano Renazzi. Languì poiché qua-
la filosofìa,

Vili confermò sì singolare deposizione. si ninno tentò uua nuova carrie-


aprirsi
Mentre il materiale edilizio dell'universi- ra nel filosofare, sebbene ([nasi dovunque
tà notabilmente progrediva, il formale iu Italia elevati ingegni, e iu Roma stes-
cominciava ad affievolirsi e decadere; e sa dall' Accademia de' Lincei, che in tan-
mentre si assicurava a'professori gli sti- ti luoghi celebrai, nuova luce si sparges-
pendi, scemavano essi in pregio e dimi- se nella filosofiacon consultar la natura
nuivano in numero ,
perchè vacando le e l'esperienza, e fui. "esempio di società
cattedre si attribuirono gli stipendi per scientifica in Europa, il che è segnalata
pagare i debiti da cui era nuovamente gloria romana. Fiorì però nello studio
gravata l'uni versila. Si cominciò a trascu- romano la matematica lietamente, e dal-
rare la surrogazione di valenti professori l'industria di due professori la repubbli-
nelle cattedre di retlorica ,
già floride e ca letteraria raccolse frutti copiosi, cioè
numerose; gli studi d'eloquenza, pe'quali Andrea Àrgoli di Tagliacozzo e il bene-
l'università erasi acquistata tanta celebri- dettino p. ab. Benedetto Castelli brescia-
tà, erano venuti cotanto meno sino a con- no. Infelice fu lo stato della facoltà lega-
tarsi un solo professore di lettere umane. le, a confronto del precedente floridissi-
Però Urbano Vili nel 1628 eresse una mo. Alla morte dell'aretino Angelo Giu-
cattedra d'eloquenza, e nel 63j ripristi- 1 dici, che insegnò l'istituzioni per 3o an-
nò quella di medicina pratica, ma confe- ni ,
gli furono celebrale solenni esequie
rendola al suo medico Collicola con li- nella chiesa di s. Nicola a' Cesarmi, alle
bertà di leggere a beneplacito. Con que- quali collegialmente intervennero tutti i

sta disposizione die un colpo fatale all'u- professori dell'università. E questo ilt.°
niversità, mentre cercava di rinvigorir- esempio che s' incontra di tal pio conve-
la. In vero da tal esempio restarono in- nevole uso. La facoltà medica si manten-
coraggiati anche reggitori dell'universi-
i ne in riputazione, ed iu certo stato di vi-
tà a promovere in seguito spesse volle gore e di lustro. Ridotta l'eloquenza ad
alle vacanti letture, non più idonei, ma i una sola cattedra, iu essa il professore si

le persone da loro dipendenti per grati- limitò a insegnare scolasticamente i pre-


ficarle! La con «redazione cardinalizia so- celti rettoria. Copioso poi fu il numero
pia lo studio romano continuava, e tal- de'maestri di lingue esotiche, e tanti che
volta si adunò dinanzi al Papa; ed il ret- giammai ne avea avuti 1' università , in
tore Giulio Cenci avvocalo concistoriale, lingua arabica, ebraica, caldaica, greca,
eletto nel 1 64.0, fu ili.°a togliere l'an- Urbano Vili istituì il Collegio
siiiaca.
tico uso di fìngere casi criminali atroci e Urbano {V .), ove soltanto si addottora
declamarvi sopra ne'pubblici Concistori, in filosofia e teologia , non conferendosi
surrogandovi invece come più adatte a altri gradi accademici, uè anco in altre fa-
quegli augusti consessi le proposizioni del- coltà; non che fondò il Seminario Va-

le cause de Servi di Dio, per l'introdu- ticano. Del resto Urbano Vili fu muni-
zione a quelle di Beatificazione e Cano- fico e grande amatore degli scenziati,de'
nizzazione,di che in più luoghi parlai. Nel letterali ede'poeti, che in copioso nume-
1620 l'Aojydeno pubblicò in Roma, De ro fiorirono nel suo memorabile ponti-
Pielate Romana, ed a p. 108 tratta: De ficato^ e co'quali si mostrò generoso e a-
Urb isRomae Un iversita tib us,e t Gym ria- inorevole. Frattanto che nell'inol trarsi del
iris. Le cattedre teologiche proseguirono secolo XV 11 le cose del pubblico studio
4* UNI UN I

di Roma cominciavano a deteriorare sen- gi comparso un giornale letterario conte-


sibilmente, già alla romana letteratura nente le notizie, gli estratti e i giudizi de'
era sopravvenuta assai grave e violenta libri, ideato dal consigliere del parlamen-
ciisi, ad olVuscarne il bel primiero .splen- to Luigi Sallo, e coll'aiuto dell'ali. Gal
dore; si depravò generalmente in Roma lois, sotto il titolo di Giornale de' dotti.
il buon gusto nelle belle lettere, ma non Quest'invenzione bellissima e utilissima
s'interruppe il loro coltivamento inde- al comodo e istruzione della letteraria re-
fesso e con abbondanza di mezzi. £ no- pubblica, assai presto fu in Roma adotta-
to però, che la letteratura, come tulle l'u- la. Devesi a gran vanto ascrivere della
mane cose, va soggetta a vicende; la più letteratura romana, che il i.° Giornale
comune cagione è principalmente la man- de letterali pubblicato in Italia uscisse in
canta di premi e di onori a' coltivatori Roma, il di cui esempio fu poi imitato
dellamedesima. E volgare opinione in Ita- in altre città d'Italia. L'ab. Michelange-
lia e specialmente in Roma, ebe il seco- lo Ricci, poi cardinale, ne concepì il pen-
lo XV li fu fatale e disonorevole alla let- siero, e l'esecuzione fu assunta dall' ab.

teratura, tutti disprezzando il Seicento e Francesco Nazari bergamasco, letterato


i Seiventisti. Invece il coltivamento delle di merito assai distinto e dotato d'abilità
,

gravi scienze e dell'intellettuali discipline, pari all'impresa. 11 "tomo nella tipogra-


1

in Roma feceampii e lieti progressi, mol- fia Tinassi fu dato alle stampe nel i663,

ti e utili avanzamenti, non dovendosi con- e il giornale si continuò tranquillamente


fondere colle belle lettere; massime le sino al 167;). Insorse allora un'acre con-
scienze fisiche e matematiche vi amplia- troversia tra i librai e il giornale, il qua-
rono assai la sfera dell'analoghe cogni- leperò fu proseguito tanto dal Nazari,
r
zioni, e aprirono il varco a maggiori e più quanto dall'eruditissimo mg. Ciampiui,
segnalati progressi, e più che in tutte le che avea preso a proteggere un di quelli.
precedenti età. A perenne gloria demen- Questo lo continuò sino al marzo 1681,
ziali di Roma del secolo XVII, il pi in non giunse l'altro chea tutto il 1679.
cipe romano Federico Cesi fu fondatore Clemente Vili, Paolo V e molto più
e l' ornamento più bello della tuttora Urbano Vili non aveano lasciato di pro-
fiorente in Campidoglio e già encomiata curare , che continuata venisse la parte
accademia de'Lincei, istituita nel suo pa- superiore dell'edilìzio dell'università de-
lazzo, ora Palazzo Cainucciiii (ne\ quale gli studi, in eguaglianza di quella giìi in-
articolo dissi che vi si ammirava la cele- nalzata d'ordine di Sisto V in prospetto
bre galleiia de' (piatili del valentissimo alla chiesa di s. Giacomo. Ma la scarsez-
barone Vincenzo Camuccini , e cpii av- za d'assegnamenti bastevoli allegravispe-
verto che dipoi verso ili 855 l'acquistò il se necessarie per proseguire e termina-
duca di Norlhumberland), formandovi re una sì vasta fabbrica, e fors'anchc l'in-
un orto botanico fornito delle più rare e dolenza di chi dovea prendersene cura,
pregevoli piaute, una copiosa biblioteca, furono cagione che lentamente procedes-
un ricco museo d'ugni genere d'antichi- se il lavoro, e spesso restasse intermesso.
tà, sempre apeiti a comuu comodo de- Dissi che sotto Urbano Vili il Bori omi-
gli accademici. Quest'accademia scienti- no disegnò la nuova chiesa da erigersi den-
ficaprecede di gran tempo la fondazio- tro l'ambito di essa in luogo della prov-
ne della real accademia di Londra, di visoria cappella. Ma veramente inni si po-
quella delle scienze di Parigi, dell' altra se mano a che sotto Innocenzo
edificarla
de Curiosi di Vienna, e dell'accademia X Pamphilj, già avvocato concistoriale,
slessa del Cimento di Toscana. Foco do- che gli successe neh 644» P el cU c,u vo ~
po la metà del secolo XVII era in l'ari- lere si proseguì cou tal vigore, che a suo
U H I li i\ \
43
tempo ne fu «piasi compita la coslruzio- la la gloria di compiere e perfezionare
ne. Nc| l649 e,a g ,; > terminala la cupo- interamenteil nuovo edifizio dell'univer-
l;i, ma il Lizzali issimo cupolino a chioc- sità, dopo oltre un secolo e mezzo dac-
ciolache va restringendosi verso l'alto e ché era stato cominciato, al munifico A-
termina in una corona imperiale, non era lessnndro VII Chigielelto nel i655. Que-
ancor finito, come si vede nella delinea- sto dotto Papa amatore delle scienze e de'
zione della fabbrica dell'università pres- letterali, contri bui generosamente grosse
so Filippo De Rossi, Ritrailo di Roma mo- somme di denaro all'università, e giun-
r
derna. Fu
Rncor questo innalzato in
poi se nel i65g a dare al rettore mg. Vizza-
forma spirale, eh 'è una delie più ingegno- ni scudi 10,000 per supplire alle spese del?

se e vaghe opere dal Borromino ideale, l'edificazione. Così non solo nelf inter-

Sopra la palla che sormonta la detta co- no fece coprire e ultimar la fabbrica del
rona, vi collocò la colomba col ramo d'o- magnifico tempio pel suo compimento,
livo nel becco, alludente allo stemma e prospettiva del gran cortile; ina anco-
d'Innocenzo X, tuttora esistente, e sul- ra nell'esterno chiudere e riquadrare l'e-

la quale trionfa la croce greca adorna Del- difizio, innalzando da' fondamenti quel-
l' estremità con dei gigli, i quali pure ri- la porzione che guarda la parte di s. Eu-
cordano la sua arme gentilizia (quel Papa stachio, e che facendo angolo verso set-
creò cardinale Carlo Gualtieri, già ret- tentrione, dov'era l'antica dogana, e pre-
tore dell'università). 11 Cancellieri nella seutenienle è il palazzo de' conti Carpe-
citata opera sulle Campane, 77, de- a p.i gna, al il che forse non
dire di Retarti,
scrive tale cupola, ch'egli dice per la sua mi pare del tutto esatto. L'antica doga-
altezza e forma può annoverarsi fra'cam- na era situata nella via della Dogana
panili, facendone da lontano la compar- vecchia, la quale comincia dalla piazza
sa. termine di questa cu-
Osserva che il di s, Eustachio, incontro il palazzo Cenci
pola è in forma di torre angolare, e che ora Macca rani, ma non ha che tare col pa-
la corona imperiale luminosa con raggi, lazzo Carpegna, alquanto distante, posto
imitandola luce, è allusiva all'elfeltodel- tra ledue vie degli Staderari, perciò per
le scienze, che illuminano que'che le col- buona parte incontro ad un'ala dell'edili-
tivano. Riferisce il Ratti , che disconve- 11 epoca posterioi e,cioè
zio di cui ragiono. 1
nendo troppo all'archiginnasio romano da Innocenzo XII, fu eretto l'edifìzio del-
la mancanza d'una chiesa stabile, che fos- l'attuale Dogana di terra , ed allora fu
se degna di esso e corrispondente alla sua trasferita ivi la dogaua. Nou debbo tace-
celebrità e magnificenza dell'intero edi- re che il Palazzo Carpegna allora era
lizio, il che l'ere-
cav. Berniuo contribuì de' marchesi Baldinotti, cioè prima che
zione fosse allogata al Boromino o Borro- nel 1710 da loro 1' acquistasse il cele-
mino, il quale poi divenne ingratamente bre cardinal Carpegua; e che nel 1606,
il suo più fiero nemico e persecutore. come rilevai nel ricordato articolo, le do-
Principiò la fabbrica nel 64-2,traendogli
1 gane furono appaltate al marchese Ze-
ordini di pagamento al muratore i con- uobio Baldinotti di Pistoia, la cui figlia
servatoli di Roma e il rettore, ma io tut- sposò il conte di Carpegna, appalto che

ti d'8oo scudi, per cui pochissimo si fe- sembra protratto sinoal 1678. Questo fui-,
ce. Fu il collegio degli avvocati concisto- to darebbe una probabilità, che il Baldi
rialiche ne assunse pel proseguimento notti aveste tenutola sua dogana nel prò-
etlicaeetneule l'impegno con Innocenzo prio palazzo , ovvero avesse acquistato
X, benché non avesse ancora mezzi ne- i questo quando già la comprendeva; ma
cessari a così grandiosa impresa, e vi o- la distanza della via della Dogana vec-
peiò iti seguilo il imi iato. Lia lisci va- chia, che rammenta il luogo ove esiste-
44 uni U N I

•«, mi fa dubbiosa I' asserzione dell' ot- to e conciliato le narrate proposizioni.


timo storico Reoazzi, auzi avendone fat- In memoria
del compito edilizio, e de-
te ricerche, escludono la supposizione. gli comodi e ornamenti da Ales-
altri

L'accurato Bernardini, che d'ordine di sandro VII aggiunti all' università, de'
Benedetto XIV fece e pubblicò la De- quali poi dirò, il collegio degli avvo-
scrizione de Rioni di Roma nel 1 744» cali concistoriali fece incidere nel super-

a p. i4o parlaudo delia via Dogana vec- bo frontespizio della chiesa nel 1 66 1 l'e-

chia, dice che questa era già ove è 1' al- sistente iscrizione, riportata dal Reuaz-
bergo de' IVI archegiani, eh' è un fabbri- zi. Allorché prima della metà del secolo
cato contiguo alla chiesa di s. Eusta- XV furono dal senato romano collocate
chio. Però non voglio nemmeno occul- le pubbliche scuole nel sito dove ora so-
tare, che quasi un secolo dopo l' enco- no, si die a loro ingresso nella piazza di
miato e autorevole scrittore Ratti, nel s. Eustachio per comodità degli studen-
darci l'obbligazione di garanzia sulla cu- li, che abitassero iu Roma a levante, e con

pola della nuova chiesa di Borromiuo, savio provvedimento. Il 1 lori omino nel-
della quale da qui a poco terrò ragione, l'innalzaie all'angolo e lati della piazza
pose per condizione." Che si tiri avanti, di s. Eustachio, e ridurre in isola la fab-
et termini lino al primo piano la loggia di brica, due maestose porte apiì orizzon-
mano manca, che fiancheggia delta chie- talmente da quella parte co'suoi padi-
sa dalla pai te della Dogana fino allo shoc- glioni innanzi e magnifiche loggie sopra,
care nella piazza della Dogana". Per piaz- una sulla detta piazza, e l'altra nella via
za dellaDogaua,o deve intendersi la piazza che passando dinanzi al Palazzo Laute
di s. Eustachio che precedeva la Dogana, conduce al Teatro Falle, e porta que-
o al più. anche la piazzetta formala dal- st'ultimo nome. Avea pur pensato il Bor-
lo spazio eh' è tra delta piazza e le due i omino, che non ebbe pari nell'ardimen-
vie Staderari; ed iu questo caso acquista tose novità e felice esecuzione di sue in-
probabilità il riferito da Reuazzi. Dirò di gegnose e straordinarie idee, di chiudere
più altro risultato delle mie indugiai. La l'ingresso esistente nell'opposto lato, che
dogana non avea un solo e tegolaie edi- corrisponde incontro alla chiesa di s. Gia-
lizio. Olire la detta località, eh' è assai como, e di aprire ivi due altre gran por-
mediocre ueli' ampiezza, ne avea altra te, eguali d' ornati e corrispondenti per
precisamente nella casa accanto alla ii- linea retta al suddetto, onde il colpo d'oc-
nomata ed esistente trattoria del Falcone, chio riuscisse a' riguardanti più vago, <j

ilche risulta da un documento certo. E più spedilo fosse il passaggio pe'portici,


siccome tale casa resta in (ondo e di fron- che circondano il gran cortile. Così puro
te della piazza di s. Eustachio, e perciò riuscito sarebbe piii arioso e comodo il

da un iato dell'adiacente omonima chie- passeggio per la scolaresca ne' portici, la


sa, così pare certo, che tutta la piazza quale ivi si trattiene o disputando, o at-

avesse il nome di Dogana e lo comuni- tendendo l'ora delle rispetti ve lezioni. Di-
casse alla propiuquu via che lo conserva; seguo in vero bello, che può vedersi inciso
non che al resto di-Ila piazza versoli pa- in rame nella delineazione e descrizione,
lazzo Carpegna, In quale ultima parte che per cura di Sebastiano Giannini, che
venne ristretta dall'angolo dell'edilìzio avea acquistato il di lui studio, fu pub-
dell'università romana di tramontana o blicala iu Roma nel 1720 e dedicata a
seltentrioue. Sembra lilialmente che la Clemente XI, nella divenuta rara: Ope-
piazza in discorso fosse contemporanea- ra delca\'. Francesco Borro/nino ca-

mente denominala anche di sani' Eu- vata da' suoi originali, cioè la chiesa e
stachio. Iu tal modo credo aver chiari- fabbrica della Sapienza di Romaj con
UN I U M I
4~
in veduta in prospettiva, e con lo ut ndio in mezzo colle opportune corsie, cornate
delle proporzioni geometriche , piante, altresì con pitture analoghe il rentrodel-
al lezzi-, profili e spaccati, in 4^> tavole. 1h gran volta da Clemente Majoli pillo-
Inoltre per eguagliare il prospetto dalla re di sufficiente abilità. Nella città a Lr-
parie occidentale dell'edilizio, avea dile- bania (P".) trovava*i presso de' Chierici
guato il Dominino d'innalzare un altro regolari minori ( P .) una copiosa biblio-
campanile, il quale facesse simmetria con teca, collocata nella loro casa detta del
quello già erettovi nell'angolo verso set- Crocefisso da Francesco Maria II idtimo
tentrione e il palazzo Carpegn», dove as- duca d'Urbino, e da questa nobile città

sai fuorluogo sorgendo isolato rompe


di ivi trasportata, la quale ivi giaceva ne-
e guasta tutta l'architettonica simmetria gletta e inutile, secondo il Renazzi. Ales-
«Iella fabbrica. Dovea un tal campanile sandro VII promessa all'ordine una cat-
all'interno esser costrutto con tal artifi- tedra neh' università e una consnlloria
zio, che potesse servire di specola o os- nell'Indice, la fece trasferire in Roma nel
servatorio, di cui tuttavia è mancante l'e- che dal suo
sito destinato per la libreria,
dilìzio dell'università, non però questa nome si chiama Biblioteca alessandri-
come a suo luogo riferirò, cosa che tan- na {P.y. Col breve Innotuit Nohis, de'7
to bramò il Renazzi. Dice Ratti, che Bo- agosto 1657, Bull. Boni. t. 6, par. 4, p-
iomino voleva alzare due alte torri, una 187, commise al legato d'Urbino la tra-
nel sito del campanile, l'altra nell'ango- smissione in Roma anche della bibliote-
lo opposto ad uso di specola; e che le sue ca à' Urbino (V.) esistente in questa cit-
vaste idee, se realizzate, avrebbero accre- tà, a cui die in compenso 10,000 scudi,
sciuto bellezza e magnificenza al già no» per collocarla nella biblioteca Vaticana.
lidissimo edilizio. Di più Alessandro VII Ho voluto qui di ciò far cenno perchè ta-
pensò di destinaread uso veramente u- le libreria contenente principalmente
,

tile e decoroso quella porzione che al- , mss. e codici, non si confondesse coll'al-
l'elleno narrato doveasi alzar da'funda- tra. Indi per aumentare la biblioteca A-
menti. L'uni versila era senza libreria, che lessandrina, le donò molti suoi libri, e
servisse in particola!- modo al bisogno e volle che si accresresse con gran parte di
al comodo de' professori e degli scolari. quelli che avea uniti insieme il celebre p.
Quest'ultimi specialmente nell'ore inter- ab. d. Costantino Gaetano per uso de'
medie tra le diverse lezioni, eranocostret- suoi monaci benedettini che da qualun-
tia rimaner ne'loggiati, per cui si ha in- q uè paese si recassero a Roma, nel vasto
gresso nelle scuole, esposti all'intemperie ospizio o collegio che avea intrapreso a
e alle vicende dell' aria e delle stagioni, fabbricare in Trastevere. Nel principili
uè eravi luogo per trattenersi a impiega- prospetto della biblioteca fu posto il bu-
re utilmente il tempo, e molto meno e- sto inbronzo del benemerito Alessandro
ranvi libri per occuparlo nello studiare. VII, scolpito da Domenico Guidi, con o-
Per provvedere a tutto, il Papa con lode- norifìcentissima iscrizione riprodotta da
volissimo accorgimento, volle che la nuo- Renazzi. Quindi con sua bolla , riferita

va porzione di fabbrica, che si stende dal- dal p. Carafa, provvide al regime, rego-
la viaStaderarijdoè quella tra l'univer- lamento e conservazione della bibliote-

sità eil palazzo Carpegna sino all' an- , ca, la cui soprinlendenza commise al col-

golo sulla piazza di s. Eustachio, servis- legio degli avvocati concistoriali, da'qua-
se per formarvi un vasto bislungo salone li si dovesse di triennio in triennio depu-
ad uso di libreria. Lo fece a tal uopo for- tar un di loro col titolo di bibliotecario,
nire di plutei superiori e inferiori di no- a cui spettasse di presiedere alla biblio-
ce, cou bella simmetria disposti, e divisi teca, e di far quanto di comun consenso
4G UNI UNI
si sarebbe conosciuto spediente per mnn- cognizione dell'antichità sagre orientali,
tenerla in buon online e accrescerla di e per due libri dati in luce, uno ricorda-
nuovi libri. Stabilì ancora, conquella par- to nel voi. XLIII, p. 1 16, l'altro intito-
ie della bolla riferita dal Batti, die dal lato Evoplia. fidei Calholicae Romanae:
collegio dovessero scegliersi un i.° e un divenne poi 1." custode, e quale canonico
2. custode per aver cura de'libri, distri- di s. Eustachio fu sepolto in tal chiesa
buirli e ritirarli dagli studenti, e per as- nel 708, ed ove riposano le ceneri di mol-
1

sistervicontinuamente ne'giorni e ore sì ti professori dell'università romana, poi-


mattutine che pomeridiane, in cui la bi- ché per essere vicini ad essa abitarono
blioteca fosse per tenersi aperta a pub- nella parrocchia), di cui erasi servito per
blica comodità. Ambedue custodi volle i unir insieme in Urbania i libri della bi-

il Papacbe fossero sacerdoti, imperocché blioteca Urbinatense e presiedere al tra-


avendo colla suddetta bolla soppressa la sporto in Roma. Finalmente pegli stipen-
prepositura e le duecappellanie già eret- di de'due custodi furono dal Papa attri-
te da Leone X nell'antica cappella del- buite le somme già assegnate sulla ga-
l'università , trasferì negli stessi custodi bella dello studio al preposi to e a'cappel-
il peso di celebrare alternativamente la lani da esso soppressi, eccettuando le spe-

s. messa nella chiesa in tutti i giorni, in se occorrenti per l'anniversario di Leone


cui stessero aperte le scuole, e appoggiò X,e per la ricognizione del pubblico pro-
loro la cura della chiesa stessa e delle sa- fessore,che fa l'orazione in lode del me-
gre suppellettili. Al ."custode furono as-
i desimo, volendo che si continuasse la ce-
segnati o scudi mensili,e 7 al 2.°,con con-
1 lebrazione dell'uno e la recita dell'altra.
veniente abitazione per ciascuno dentro Perla manutenzione poi della biblioteca,
l'università. Alessandro VII, riservando- e per l'aumento e compra de'libri, il Pa-
si per lai. 'volta l'elezione del biblioteca- pa assegnò le rendile che sopravanzasse-
rio e de'custodi, scelse per bibliotecario ro dalle pigioni delle botteghe e magazzi-
l'avv. concistoriale Marc'Antonio Burat- ni esistenti (e nel corrente secolo per de-
ti romano (indi confermato da' colleghi coro tolti affatto da Leone XII, e così l'u-
ne'due seguenti anni, poi prelato e cano- niversità acquistò maggiori locali) nel cir-
nico Vaticano, rieletto rettore e confer- cuito esteriore dell'università, da erogar-
mato per 4 anni consecutivi; ma sicco- si principalmente nel conservar la fabbri-
me eravisi perpetualo, morendo nel 702 1 ca e fornire a' bisogni della chiesa. Non
il collegio decretò che l'uffizio di biblio- mollo dopo ebbe la biblioteca Alessandri-
tecario per l'avvenire dovesse durare un na aumento insigne di volumi, mediante
solo triennio), peri ."custode il maltese sa- il già celebrato legato del prof. Carpani,
cerdote Carlo Magri (eruditissìmo,che fe- di sua copiosa libreria, enei frontespizio
ce una nuova traduzione della Notizia de di ciascuno de'suoi libri fu notalo il suo

vocaboli ecclesiastici, del fratello Dome- nome per distinguerli, a memoria del suo
Hicrolexicon y da lui
nico, col titolo di benefìzio, del suo zelo pel decoro dell'u-
corretta ed emendata comechè poco cri- niversità, e di sua premura a bene de'col-
tica onde era stata una delle prime o-
, leghi. Il Piazza nel trai. 1 3 Delle Libre-
pere soggette a censura nel suddetto Gior- rie Romane, ne discorre al cap. 3: Del-
nale o Diario de letterali': di lui parlai la pontificia romana
della Sapienza.
nel voi. XL1I, p. 66 e altrove), e per a." L'encomia chiama,Teatro dc'moiii let-
e
Fausto Nairoui prete maronita (profes- terati, e bell'ornamento del celeberrimo
sore nell'università di lingua siriaca per Ateneo romano. Diceche Alessandro \ Il
oltre /|o anni, il cui stipendio da 60 scu- in compenso a'ehierici minori assegnò lo-

di si accrebbe sino a 160; celebre per la ro in perpetuo una lettura di filosofìa ino-
4

UN! u rv i
47
rale. Indi ne ila distìnta notizia, coe- mo nella scienza, die in luce il catalogo
rentemente al narrato, rilevando la qua- colia spiegazione d'alcune tra loro più
lità de'preziosi libri che contiene. Il giar- pregevoli. In tal guisa l'orto botanico del-
dino de' semplici, ch'era stato negli or- la romana università presto divenne uno
ti del palazzo apostolico Valicano prov- de'più scelti e rinomati d'Europa. iVe trat-
vidamente piantato e cresciuto nel seco- tò eruditamente il Piazza, come untai nei
lo XVI, e sembra essere allora servito voi. XLIV, p. 1 08, anche come accade-
pure ad uso del pubblico studio e de' di mia, la quale aprivasi ue'giorni festivi di
lui professori , col volgei degli anni fu tra- maggio e giugno a ore 22, celebrandone
scuralo in guisa, che non ne restò vesti- la bellezza, l'amenità del sito più emi-
gio né memoria. Forse avrà a ciò contri- nente di Roma. L'anno 1660 sarà sem-
buito il soggiorno, che dopo i grandiosi pre memorando ne'fasti della romana ti-
aumenti fitti da Paolo V al nuovo piaz- ni versi tà, poiché Alessandro VII, dopo es-
zo Quirinale, intrapresero i Papi a fate in sersi portato personalmente a'sc) settem-
questo con maggior frequenza e anche di bre i65g a riconoscere i nuovi accresci-
continuo, perchè situato in luogo più co- menti del fabbricato, e a visitar minuta-
modo di Roma, e in aria più ventilala e mente ogni cosa ; terminata la nuova
salubre, per cui l'abitazione al Vaticano chiesa , innalzata e aperta la biblioteca,
e le sue adiacenze cominciarono a trascu- formato l'orto botanico, ristabilite o isti-

rarsi.Quindi considerando Alessandro tuite le cattedre che narrerò, riquadrato


VII quanto disdicesse, che lioma fosse re- l'isolalo edifizio, e compiuta interamente
stala priva dell'orto botanico, pensò di ri- tutta la fabbrica, nulla piùsembrava man-
parare al difetto formando un giardino care, se non che con conveniente rito si
di semplici, e foi nitodell'erbe-e piante più dedicasse la nuova chiesa e l'università
rare e singolari, per attribuirlo e unirlo stessa, per tal guisa accresciuta, decora-
stabilmente all' università. Quindi sul ta, e nel suo material edifizio terminata,
Monte Gianicolo, presso il superbo fron- e fosse con solenne pompa inaugurata.
tespizio della Fontana dell'acqua Paola, Piacque ciò appunto al Papa d'eseguire
venne collocato, perciò aperto insito e- nel 660 pel riaprimento degli studi, col-
1

levato ed ameno. Gli arboscelli e le pian- le particolarità pubblicate un mese dopo


anche con non
te falle raccogliere, e venir dal prof. Francesco Macedo: Archi-
fv.

lieve spesa da lontani paesi, vi furono di- gyrnnasii Romanae Sapicnliae ab Ale-
stribuiti in ordine secondo le diverse loro xandro VHP. M.perfecli^luslrali^on-
classi,asseguandovi custodi. E perchè po-
i secrati postridie idus novembris de-
tesse agli studenti della scienza medica e sctiptio, Rumaci G61. Domenica 6( 1 1

delle cose naturali sì bello stabilimento dice il Ratti) novembre 1660 fu dal Pa-
riuscir di profìtto, il Papa ordinò che il pa destinato a compiere I' allo solenne,
pubblico professore di botanica dovesse ritardato da un'inondazione del Tevere.
impiegare un certo numero di lezioni a ri- Si die principio nella mattina preceden-
ferirei nomi dell'erbe e piante del nuovo te alle religiose ceremonie colla benedi-
r
giardino, designarne le loro caratteristi- zione fatta da mg. Lorenzo Gavotti ve-
che, ed esporne le virtù e gli usi medici- scovo di Savona della chiesa e altare sot-
nali. Crebbe in breve tempo tale orto si- to l'invocazione di s. Ivo o Ivone di Ti e-
no a contenere oltre 3ooo piante, rarissi- guier, e il cui bel quadro nella parte su-
me e tutte singolari, di cui non molto do- periore fu dipinto dal celebre Pietro da
po Gio. Ballista Trioiifelti bolognese, al- Cortona, e per sua morte e col suo dise-
lora pubblico professore di botauica,eche gno nella parte di sotto compito ila Gio.
per 3o anni l'ebbe in custodia, perilissi- Ventura Borghese da Ci Uà di Castello.
48 UNI UNI
Nella sera il cardinal Antonio Barberini cui immediatamente salirono i professori
camerlengo, come gran cancelliere e pri- di ciascuna facoltà più anziani per fare una
mario superiore dell'università, vi ricevè breve e analoga prolusione nella facoltà
e ripose sull'altare della vecchia cappel- che rispetti vamenteinsegnavanojcioèi let-
la le ss. Reliquie da collocarsi nella nuo- tori di teologia, di gius canonico, di diritto
va, ed il corpo di
Alessandro martire s. civile, di medicina teorica, di metafisica.
trovato nel cimiterio di Priscilla col va- A questi successero i pubblici maestri del-
so vitreo cosperso del suo sangue, che rin- le lingue orientali, dell'ebraica, della si-
chiuso in nobil arca in dono mandò il Pa- riaca, dell'arabica, della greca: recitaro-
pa al collegio degli avvocali concistoria- no essi un epigramma prima nelle lingue
1

li, per mezzo del suo sagrista mg. Lan- da loro insegnate, e poi tradotto in lati-
ducci, la cui autenticasi legge in Halli, no. Cbiuse questa pubblica solenne le-
insieme ad uno de'due voti sul corpo del zione in ogni facoltà il professore d' elo-
santo, illustranti la storia d'un celebre quenza con un'orazione di rendimento
campione della fede, fra' tanti die dello di grazie, ben dovute a un Papa sì splen-

nome si leggono nel Martirologio


stesso dido benefattore dell'università romana.
romano e presso Bollandisli. Questi due i Quindi si lesse il catalogo o rotolo de'
•voti si conservano nell'archivio di detto pubblici professori, i quali quando era-
collegio , e il pubblicato dal Ratti è di no nominati venivano presentati ad Ales-
r
rog. De Rossi avvocato concistoriale. Ap- sandro VII, e ammessi al bacio del pie-
pena spuntò l'alba della seguente dome- de, dopo cioè mg/ luogotenente è gli av-
nica, il collegio degli avvocati concistoria- vocati concistoriali. A ciascuno di quelli
li e tutti i pubblici professori s' unirono cheaveano agito, trattando le materie da
nella nuova chiesa per assistere in corpo loro professate, furono per parte del Pa-
alla consagrazione dell'altare e alla mes- pa date in dono 20 monete o scudi d'o-
sa,che dopo riposte sotto quello le sagre ro. Per tramandare la memoria di sì fau-

reliquie e il corpo di s. Alessandro, vi can- sto giorno e di tal solenne dedicazione


tò solennemente il cardinal Barberini. della romana università eaprimento de-
Frattanto sopravvennero molti altri car- gli studi, fece Alessandro VII coniare una
dinali, e i più cospicui ordini della prela- medaglia, da un lato s'impresse la
in cui

tura. Finalmente, essendo già compiuto camauro, stola e mozzet-


di lui effigie, con
tutto, giunse all'università lo stesso som- ta.coll'iscrizioner/^/e.r. VII P. O. M.;e
mo Pontefice colla sua corte. Recatosi nell'esergo il prospetto dell'edilìzio inte-
nella nuova chiesa, vi celebrò religiosa- riore dell'università, colla nuova chiesa,
mente la messa. Quindi ascese il Papa, col Omni» Sapientiaa Domino,
motto:
seguito da tutta la nobil numerosa co- nome di Sapienza, con cui per
allusivo al
mitiva, al gran salonecb'era stato magni- antonomasia comunemente viene desi-
ficamente ornato di tappezzerie e di fre- gnata l'università o pubblico studio di
gi, e si pose a sedere sul trono collocato Roma. La medaglia la trovo riportata dal
incontro all'ingresso, presso cui stavano p. Bonanni, Numisma ta Ponlifìcum, t.

l'ambasciatore delduca di Savoia, il gran 2, p. 64i, ed illustrata a p. 686. Nella


contestabile Colonna, ed i suoi fratello e Serie, de conii di medaglie pontificie esi-
nipote Mario e Agostino Chigi. Erano a' stenti nella pontificia zecca di Roma fa»'
due lati della sala i sedili pe' cardinali, e quali vi è quello di questa medaglia, pel
presso loro de'bancbi inferiori per la pre- riferito non è esatta l'indicazione, ch'e-
latura, e altre scelte persone concorse al- sprime il cortile dell'archiginnasio roma-
la gran funzione. Alcune cattedre o pul- no costruito da Leone X con disegno di
piti intersecavano i sedili de'cardinali, su Buonarroti, ed ornato della nuova cbie-
UN I U N I
49
sa da Alessandro VII. Gli avvocali con- stesso il collegio rettorale degli avvocati
cistoriali, a perpetuare la ricordanza de' concistoriali cominciò ivi nel giorno se-
benefizi d'Alessandro VII generosamente guente a far l'esequie de' colleghi defun-
all'università compartiti, fecero collocare ti.Nel i685 (o forse meglio ueli695) si
a
nc-lf islesso anno nel frontespizio della cominciarono perla i. volta a celebrar
chiesa la già summentovala iscrizione. quelle pe'lettori defunti. Che ne'3 anni-
Poiché fu l'università fornita della nuova versari intervengono gli avvocati conci-
e magnifica chiesa, s'incominciarono to- storiali, i collegi ed i professori, lo nar-
sto a celebrare in essa tutte quelle pubbli- rai superiormente. In segnilo s'incomin-
che funzioni, tinto sagre che civili, spel«' ciò dagli avvocati concistoriali, a seconda
tanti all'archiginnasio, che secondo la va- del decreto loro de' 1 9 agosto 66 , a so- 1
1

rietà de'tempi e delle circostanze si face- lennizzare pure nella uuova chiesa la fe-
vano nella prossima parrocchiale di s. Eu- sta di s. Ivo patrono del loro collegio, che
stachio, o anco nella cappella poi da Leo- come dissi celebravano nella chiesa di s.
ne X aperta dentro l'ambito del vecchio Ivo de'breloui, alla quale ogni avvocalo
edifìzio. Come la più antica, così ancora offriva una torcia in tal occasione, al ri-
la principale tra loro era s. Lu-
la festa di ferire del Fanucci, Opere pie di Roma,
ca, sin da'piìi remoti tempi veneralocome cioè innanzi a! rettorato conferito ad es-
protettore dell'università, e la di cui an- so, poiché dopo la celebravano nella cap-
nua ricorrenza serviva già d'epoca fìssa in pella antica dell' università. Tale riso-
ogn'anno pel riaprimento degli studi. Or luzione il collegio con lettera la parteci-
questa festa si solennizzò nella nuova chie- pò al re di Francia, e si legge uel Ratti.
sa per lai. "volta nel 1662, conservando- La celebrazione essendo solenne e a spe-
si la sostanza della funzione, che fu sem- se del collegio, questo iuvita il sagro col-
pre la stessa. L'intero corpo dell'univer- legio, ed uno studente ecclesiastico del-
sità adunatasi nel dì festivo di s. Luca, l'ultimo anno del corso legale ordinaria-*
assistendo alla gran messa cantata. Ter- mente, o altro studente di legge, per reci-
minala questa, recita vasi dal bidello pun- tarvi l'analoga orazione latina in onore
tatore il rotolo o catalogo de'lellori, indi- del santo. Il Piazza riferisce che nel se-
cando la materia da leggersi nel nuovo colo XVII vi assistevano anco gli Udito-
anno scolastico da ciascuno. in quale scuo- ri di Rota, che poi tralasciarono d'inter-
la e in che ora, e dopo si pubblicava l'e- venirvi, e in fatti non li nominai uel de-
ditto pel buon ordine degli sludi, con di- scrivere questa Cappella Cardinalìzia,
stribuirsene a tutti gii esemplari stampati, ma nel voi. LXXXII, p. 267, per er^
unitamente al calendario, in cui sono no- rore, invece d'intervenivano, è detto
tali i giorni delle rispettive lezioni sì or- intervengono. A tali notizie mi piace ag-
dinarie che straordinarie. Finalmente sa- giungere quest'altre. Gli avvocali cou-
liva in pulpito uno de'professori dal ret- cistoriali domandano al Papa la licenza
tore preventivamente destinato, e pro- d'invitare i cardinali per questa cappella,
nunziava un'orazione latina, prolusoria al la cui ora prendono dal cardinal decano,
riaprimento delle scuole, per infiammar e quindi si recano a invitare tulio il sa-

gli scoluri ad intraprendere fervorosa- gro collegio. Cadendo la festa nell'ottava


mente la carriera degli sludi. Nel seguen- di Pentecoste è necessaria una particola-
te i663 si die principio a celebrare an- re licenza per dire la messa del Saoto,nel
che l'esequie di Leone X nella stessa nuo- qual caso non ci va la commemorazioue
va chiesa, terminando coll'01 azione in di dell'8.*, ma il prefazio e il Cornniunican-
lui lode pronunziata da un professore tes proprio dellaPentecosle.Dietro il ban-
,

scello dal rettore. Siuiiliueulc nell'anno co uV cardiuali preti vi assiste il collegio


VOL. iXXXV. 4
So UNt UN I

degli avvocati concistoriali, dietro quello e senza -fondamento. Dall' assicurazione


de'cardinali diaconi siedono i lettori del- legale emessa dal Borromino, prende ar-
l'università. 1 cardinali hanno 3 tiri d'in- gomento il Ratti di esprimere il deside-
censo, i gli avvocati, i lettori e il ceremo- rio che sarebbe stato utilissimo, se
: la

niere. Terminata la messa cantata da un saggia disposizione di pubblico diritto si

vescovo, invitato dagli stessi avvocali, e fosse mantenuta in vigore, e fosse stata
giunto in sagrestia, I' oratore pronunzia osservata anche ne' tempi posteriori al
il panegirico e non dice l' Ave
M'ariamoti Borromino. Soggiunge Ratti. » Con que-
essendo discorso che si fa dopo il Vange- sta legge romana farebbe as«ai bella unio-.

lo. Terminata l'orazione i bidelli dell'ar- ne l'efesina, che Vitruvio fin dal suo tem-
chiginnasio presentano a ciascun cardi- po (nella prefazione al lib. x). desidera-
nale, avvocato e lettore, ed agli altri che va fosse adottata anebe in Roma, relati-
hanno assistito, una rama di fiori fìnti, va allo scandaglio della spesa occorrente
ovvero un mazzetto di fiori freschi. Rice- per ciascun pubblico edifizio. Secondo
vono e accompagnano cardinali due av- i una tale leggo doveva ogni architetto che
vocati concistoriali. Souo anche ricevuti fosse incaricato di nuova fabbrica, pre-
e poi ringraziati dal cardinal arcicancel- sentarne la sua perizia al magistrato. Fin-
liere, secondo il riferito del n.° i i4 del che la medesima non era al suo termine,
Giornale di Roma del 1857, in cui pur tutti i suoi beni rimanevano obbligali per
r
si dice, che mg. Rosa ni vescovo d'Etri- essa. Dopo terminata, se l'importo della
trea pontificò la messa solenne, a mezzo spesa superava più d* un quarto la pre-
la quale mg/ Lodovico Jacopini studen- cedente stima, il di più era a tutto carico
te di legge e cameriere d'onore del Pa- dell'architetto! "Continua Ratti a dire:
pa lesse il panegirico del Santo. Ora de- Questa chiesa è certamente una delle più
vo accennare le copiose notizie che sul belle, ma insieme delle più bizzarre ope-
narrato riporta il Ratti, con interessanti re del Boromino. In essa spiegò egli tut-
documenti. Comincia col dire , che noti te le sue nuove e singolarissime idee nel-
era ancora perfettamente al suo termi- l'arte edificatoria, die facendo dimenti-
ne la nuova chiesa, quando comparvero care buone regole dell'antica archilei-
le

al pubblico sanguinose critiche contro lura greca e romana, tanto contribuiro-


Borromino, sulla solidità della fabbrica, no alla decadenza e depravazione della
pitiche la stravaganza e bizzarria dell'ai*- primogenita dell'arti sorelle. La sua for-
rhitettura, pretendendosi che i muri del ma partecipa in qua'che modo della cro-
tempio non fossero sufficienti a sostenere ce greca. E decorata di pilastri d'ordine
la sovrapposta cupola, epiù ancora la gran composi to,e la cupola sovrappostavi è co-
massa di piombo da cui era tutta ester- struita con doppi archi. Vaghissimo è il
i

namente foderata. Di die il rettore fece cupolino esterno fatto a chiocciola, ed'uu
intimazionegiudiziale a Borromino, pro- travaglio il pili ricercato.» La gran tavo-
testando contro i danni, e invocando pe- i la dell'altare èinvenziotic e lavoro di Pie-
riti a giudicare sulle pubbliche apprensio- tro da Cortona, terminata però da Ven-
ni. Pare che essi non intervenissero, per tura Borghese di lui scolaro, essendo e-
l'obbligazione emessa dal boi romi no, ine- gli morto' prima di finirlo. Nella parte in-

rendo all'obbligo che per ragione comu- feriore, ch'è la principale del quadro ; è
ne hanno gli architetti, com'egli si espri- rappresentato s. Ivo in atto di accoglie-
me,cioè d'assicurazione della fabbrica per re varie persone d'ambo i sessi, che pei lq

anni 5 a forma del gius comune, oltre la


1 propria impotenza daini implorano d'es-
condizione che riportai. Il tempo ha di- sere gratuitamente difese nelle loro liti ;

mostrato, che le censure furono ingiuste nella parte superiore è rappresentato s.


UN I UNI ji
Luca, ed il Pontefice s. Leone I con altri a comodo e ornamento romana u-
della
santi, contornati da maestosa gloria d'an- ni versila degli sludi, poiché eresse 6 nuo-
geli, frapponendosi fra una parte e l'al- ve cattedre di varie scienze, le quali allo-
tra un ricco panneggio, il tutto assai ben ra mancavano, e altronde sembravano
inleso". Amaggiormente decorare la nuo- essere o utili o necessarie, cioè la cattedra

va cappella, l'avvocato concistoriale Giu- o lettura delle Contro versi e,qucl!a del De-
lio Cenci, che come dissi era stalo retto- creto di Graziano, delle Pandette, dell'i-
re, morendo nel 659 1 le avea lascialo due stituzioni canoniche e criminali, e la cat-
delle sei colonne di marmo che possede- tedra o lettura di storia ecclesiastica. Di
va, a scelta degli avvocati concistoriali, i questa non cade dubbio che Alessandro
quali preferirono quelle di lumachella VII nell'università uè fu il i.° istitutore,

gialla alte palmi


Essendo trop-
1 1 circa. il quale ben comprendeva, che iu Roma,
po piccole pel grandioso altare, furono sede principale dell' ortodossa religione
invece poi collocate a'iati della porta d'in- e del sommo Pontefice , fonte primario
gresso che dalla sala cos'i detta dell'acca- d'ogni sagra podestà, lo studio che sopra
demia teologica mette nel salone destina- qualuuque altro dee coltivarsi e fiorire
lo alla collazione delle lauree e all'altre è appunto quello della storia ecclesiasti-
pubbliche funzioni dell'archiginnasio, il ca. Ma rispetto alle altre letture, savia-
Ratti nota che di tutte le surriferite sagre mente riflette il p. Carafa, aver le mede-
funzioni, oltre la ricordata relazione del sime avuto luogo altre volte nell'univer-
Macedo, ne fu compilata esalta relazio- sità. Infatti Ira'lanti lettori uell'unu e nel-
ne, e più dettagliata quanto alla chiedi, l'altra giurisprudenza, che contempora-
da Carlo Vincenzo Carcarasio maestro neamente per lo più insegnavano, non è
la pub-
delle ceremonie pontifìcie, ed egli da dubitarsi, che alcuni impiegassero
s'

blicò. Che nel 1662 fu fatto di marmo nello spiegar l'istituzioni canoniche, e nel-
lutto il pavimento, con disegno di Boro- l'esposizione del Decreto e delle Pandet-
mino; e neh 685 il grandioso altare e la te, la quale lettura era stala intermessa.
cornice del quadro, impiegandovi mar- i Egualmente l'istiluzioui criminali ebbero
mi più preziosi, in guisa che sebbene tut- giàil loro professore. Couviene pertan-

to non sia perfetto pel disegno dell'archi- to concludere, che le menzionate cattedre
tetto Conlini, niente lascia a desiderare erano ite in disuso o non fissate stabil-
per la ricchezza della decorazione. E sic- mente nell'uni versila di Roma , e per prov-
come fu eseguito sotto Innocenzo XI O- vida cura d'Alessandro VII vi fossero ri-
descalchi, cogli stipendi sospesi perun fal- pristinate, e assegnalo loro certo stipen-
lo a un medico d'annui scudi 700, ne'la- dio e permanente collocazione. Se si au-
ti dell'altare vi sono due grandi sue ar- mentarono i comodi egli ornamenti del
mi di marmo. Finalmente, che il collegio pubblico studio di Roma, e il suo mate-
degli avvocati concistoriali provvide la rial edilìzio poco dopo la metà del seco-
chiesa de' necessari utensili sagri, l' in- lo XVII rimase finalmente compito; noti
ventario de'quali, prodotto dal Ratti, essi però prese esso novello vigore e si accreb-
consegnarono al bidello puntatore nel bero veri suoi formali pregi. Sembra an-
i

683, cioè que'da servire per le funzioni


1 zi che a proporzione dell'aumento d'e-

solenni della festa di s. Luca, per I' ese- strinseco splendore, scemasse l'intrinseca
quie di Leone X e del collegio, e per la di lui pregevolezza. Se Alessandro VII fos-
festività di s. Ivo, funzioni tutte loro par- se vissuto per qualche altro anno, forse
ticolarmente spettanti. l'università nou sarebbe sì tosto venuta
Non bastò al munifico genio d' Ales- dopo il suo pontificato in languore, e po-
sandro VII quanto da esso erasi operalo scia in decadenza assai critica e luttuosa.
57. UNI ri n 1

Forse ne avrebbe consolidato gì' inferni uso delle tettole inferiori: nel n.°i8i del
sostanziali vantaggi, die sempre più d'an- Giornale di Roma del 1 856 si legge la
no in anno scemavano, introducendovi proroga del privilegio per un altro decen-
miglior forma di governo, nuovo accon- nio, onde provvedere alla sicurezza de'
cio metodo di studi , e corredandola di libri scolastici, de'quali ivi è riportalo l'e-

maggiori rendite, valevoli a tenerla sem- lenco). A tempo di Renazzi la biblioteca


pre fornita d'eccellenti e rinomati mae- continuava a raccogliere il frutto della be-
stri. Ma in ogni genere le cose dell' uni- nigna concessione. Circa al suddetto tem-
versitàdopo la morte d'Alessandro VII poopocodopola biblioteca fu arricchita di
rapidamente decaddero. Clemenle IX cbe due ampi e bellissimi globi o mappamon-
nel 1667 gli successe nel pontificato, dot- di, e ne fu costruttore l'abilissimo d. Sil-
to per se stesso e amatore de'dolti, visse vestro Amanzio fabrianese,monaco silve-
assai poco, onde aver tempo e opportuni - con mirabile esat-
slrino. Li perfezionò
tà di volger su quella i suoi sguardi, e di tezza, onde si meritò le lodi de' contem-
rinfonderle il primiero splendore. Nel poranei matematici e intendenti. Tale or-
1670 divenuto Papa Clemente X in età namento si deve alla cura degli avvocati
d'8o anni, questa non gli permise di ca- concistoriali, che allora presiedevano alla
ricarsi di cure sopra il bisogno, né d'im- biblioteca, da'quali si ordinò il lavoro e si

pegnarsi in quelle vigorose isoluzioni,che


1 supplì alla spesa. La guerra feroce che i

occorse sarebbero per introdurre miglior turchi aveano mosso in Ungheria a casa
ordine e governo nello studio di Roma. d' Austria, minacciando rovina al resto
Non mancò tuttavia il virtuoso Clemen- dell'Europa cristiana, e una non interrot-
te X di confortare i professori e accen- ta serie di critiche circostanze assorbiro-
derli ad adempiere con zeloi propri do- no giustamente pensieri e le cure tutte
i

veri, e di contribuire al mantenimento d' Innocenzo XI del 1676. Perciò non


della biblioteca. Perciò ordinò che la som- ebbe agio di prendere in ispecial conside-
ma di scudi 6000 già assegnata per gli o- razione il pubblico studio, e di riparare
WNwrì sempre
de' lettori, tutta in quelli al rapido didecadimento, che allora
lui

si erogasse, ne sopravanzi che potevano


i maggiormente si dilatava. Col breve Cimi
esservi si convertissero mai più in altr'u- felicist Ùei 1 aprilei683, Bull. Roni. I.

so, ma si dovessero distribuire e consuma- 8, p.279, Innocenzo XI concesse alla bi-


re tra'lettori. Ma poco o nulla giovò tal blioteca la facoltà di ritenere qualunque
prescrizione di ClemenleX a risvegliar ne' opera proibita e dannala. Nel suo ponti-
professori diligenza o impegno nell'inse- ficato si costruì il teatro anatomico nella
gnare. Questo Papa condiscese altresì scuola a pianterreno , dove in tempo di
prontamente all' istanza avanzatagli dal carnevale solevansi già far le sezioni de'
collegio degli avvocati concistoriali, per- cadaveri, e la sposizione e spiegazione del-
chè si concedesse in benefìzio della biblio- le parti della mirabile struttura del corpo
teca Alessandrina, bisognosa di maggio- umano e del loro uso, poscia trasferito in
ri mezzi per la sua manutenzione e au- quaresima, e celebrato quale utilissima
mento , il gius privativo della stampa e accademia dall\£Wei'o/og/odel Piazza. Il
a
spaccio (da molto tempo non più in vjgo- di lui celebre medico Gio. M. Lancisi, cui
re)de'Diari, Lunari, Almanacchi, Ordi- quel Papaavea poc'anzi conferito la cat-

nari ec. su cui quella godeva una presta- tedra d'anatomia e di chirurgia, fu quello
zionedi soli scudi ?.o(l' Ospizio apostolico che propose e ottenne la costruzione del
di Michele, tuttora gode il privilegio
s. teatro, con vaga forma di disegno esegui-
esclusivo di stampare e vendere in lutto la, ed elegantemente ornata. La sollecita
lo stato ecclesiastico i libri scolastici ad cura de' maggiori per la primitiva lei*
U N I UNI 53
leraria istruzione de'giovanellj, special- luogotenente nel collegio degli avvocati
mente poveri, aveu provvisto al bisogno concistoriali, secondo il consueto, per la
e comodo loro cullo stabilimento di scuo- collazione delle lauree legali in utro-
le pubbliclie,dipendenti da'magistrali ac- que j'ure de mandato SS. Domini
. . .

cademici, e distribuite una per ciascun Nostri Papae vivae vocis oracido nobis
rione di Roma, onde in sì vasta .metro- desuper facto, et auctoritate nostri Ca~
poli hi tenera età neppure avesse il disa- meriaralus ofjlcii, come leggo nella pa-
gio di lungo tragitto per frequentar la tente perciò spedita dal cardinale al pre-
propria scuola. Gli stipendi de'maestri e- lato, presso Renazzi. Come e perchè, do-
rano notabilmente poco a poco scemati po Alessandro VII, sempre più illangui-
e ridotti ad annui scudi 3o, nel comin- disse il pubblico studio, e grandemente
ciar del pontificato d' Innocenzo X, per decadesse dal primiero suo stato, lo narra
ogni maestro di grammatica regionario, Renazzi. Solo dirò, che fra le principali

e di 4° pel decano. Ma sotto tal Papa fu cagioui fu la qualità de'pubbìici profes-


tolto anche sì tenue stipendio e di lui or- sori di que'tempi, assai mediocri, meno
dine erogato per le fabbriche di Campi- poche eccezioni; poiché il favore e l'a-
doglio. In tal guisa si estiusero le pubbli- micizia de' reggitori spesso regolava la
che scuole regionarie, dove i fanciulli i- scelta de'maestri. Così gli stipendi si re-
slruivansi a leggere e scrivere, e negli e- golavano per Io più in vista di partico-
letueuti dellagrammatica, con pubblico lari rapporti, che della fatica e del me-
danno. Cessate così tali scuole, il conimi rito nell'iusegnare, con tristi elfetti : gli
bisogno per la prima letteraria istruzio- nitri professori quasi tutti , indecorosa-
ne produsse che si aprissero pe' rioni mente per l'università di Roma, meschi-
nuove scuole mercenarie pe' fanciulli, e namente stipendiati s'indispettivano, in-
per cui i padri dovessero pagare meiisil di invalse generale trascuranza , e rare
pensione a'maeslri, perchè vi ammettes- divennero le lezioni pubbliche. Quindi la
sero e istruissero i figli. Ciò esigeva prov- scolaresca cominciò a disviarsi, e a pren-
vedimento perchè alcun inabile o scostu- dere altre direzioni. I gesuiti o per accre-
mato non abusasse della fiducia de' pa- scere sempre più il florido concorso alle
dri di famiglia, e mancasse alla cristia- loro scuole del collegio romano, o più
na e letteraria istruzione de'giovanetti. veramente per supplire all'istruzione più
Quindi nel 1668 dal cardinal Barberini estesa della numerosa gioventù, v'intro-
camerlengo e gran cancelliere dello stu- dussero una lettura d'istituzioui canoni-
dio si emanò un decreto per ingiunzione che. Così le scuole dell'università rima-
di Clemente IX, con cui si prescrisse, che sero quasi deserte, e circa
il fine del pon-

ninno ne'di versi rioni di [toma potesse tificatod'Innocenzo XI, e in quello assai
aprire e far scuola a'ragazzi,e tener pres- breve d'Alessandro Vili, eletto nel 1689
so di se scolari in educazione e convitto, d' anni 79 , alcuna stava chiusa e altre
senza previo esame ed espressa licenza servivano spesso a usi iuconvenieuli e
del rettore dell' archiginnasio romano. diversi dalla doverosa loro destinazione.
D'allora in poi si osservò , che in ogni Allora fu che il celebre giureconsulto car-
cosa relativa a silfatte Scuole di Roma, dinal de Luca ferì vivamente i profes-
e fino a'nuovi provvedimenti de' nostri sori di quel tempo, nella Relatio Roma-
giorni riferiti iu tale articolo, ed a' loro nae Curiae,dhc. 44> n.° 2 sparlando del
maestri, fossero pienamente soggetti al- pubblico studio e de'maestri di tutte le

l'autorità e giurisdizione del detto retto- attamen videris potius


facoltà, concluse:
re. Lo stesso cardinal Barberini deputò quoddamStudiuinCaerernoniidc.lenlò
r
mg. Celio Bichi uditore di Bota iu suo cou poco successo confutarlo il professor
54 V K I UNI
Gallesi, coll'opera legale: Tract. de re- pensodella suddetta biblioteca Urbaniese
sti t. in iutegr. cap. 7, n.° 11. L' uso in- de' duchi d'Urbino (già però altro chie-
valso di stampare e dispensare ogni an- rico regolare minore era stato lettore di
no i rotoli o cataloghi de'lettori, sommi- lingua caldaica e versatissimo nell'ara-
nistrò al Renazzi sicure notizie per illu- bica, il p. Filippo Guadagnoli d'Abruz-

strarli. Il neh 653 colla Notitia


Cohellio zo). Sebbene non appartenga alla classe
Cardinalatus, Romanaeaulae Ofjìcia- de'religiosi, tra' professori dell' epoca di
libus a p. o4'- Congregalo prò Univer-
1 cui si parla, merita particolare menzio-
sitate Studii Romani, pubblicò il rotolo ne il celebre e benemerito pontificio we-
a
di detto anno , e colle uotizie dell' -uni- dieo, Gio. M. Lancisi romano, fondato-
versità e di sua congregazione, notò il re dell' insigne Biblioteea Laneisiana
tempo da che ogni lettore insegnava, e (^.), nel sontuoso Ospedale di s. Spi/i-
lo 'stipendio che percepiva, licitato Gal- to, dotandola pure di rendite per accre-
lesi pubblicò il 167 3, presso il
rotolo del scerla e per mantenervi alcuni giovani a
Renazzi, assai più uniforme a'recenti, in studiare (la donazione seguì lui vivente,
cui si vedono om inessi gli stipendi de' e l'apertura nel 17 16 con molta pompa,
professori, e in vece trovasi notata l'ora in presenza di Clemente XI e d'un nu-
in cui ciascuno leggeva ne' giorni scola- mero grande di cardinali nel seguente :

stici. Jl Piazza nel 1 6^SyUe\Y Eusevologio, 1718 stampò in Roma Cristoforo Cai-
riporta il catalogo o ordine delle mate- sughi, Bibliolheca Laneisiana, con un
rieche si leggevano, colla loro distribuzio- discorso De recto usit Bibliofliceae. Con-
nedel tempo,notnndo che dal numero de' tribuì ancora alla formazione della li-

professori sono usciti molti cardinali, pa- breria -d'Urbino, nel quale articolo par-
triarchi,arcivescovi,vescovi, prelati e altri lai delle sue Lettere sul viaggio alla
uomini insigni, che hanno illustrato la Carpegna e Monte Feltre); e molto più
nobilissima università, la letteratura e la si conserva la sua memoria e si conser-
( diesa di Dio. Quaoloalle letture proprie verà famosa nelle varie dottissime ope-
d'alcuni ordini religiosi dirò.Nel i65i era re da lui composte, da me ricordate in
professore di teologia fr. Piet . Passerini, più luoghi. A vantaggio dell'insegna-
•uiche valente canonista, collo stipendio mento e istruzione de' giovani della no-
di scudi 60. Fr. Lorenzo Bratteati mi- bile e utilissima disciplina della medi-
nore conventuale professore di teologia, cina, già nel pontificato d'Innocenzo XI
.incora la leggeva collo stipendio di scu- avea il medico Giacomo Rrasavola*Valen-
di 200 quando Innocenzo XI locreòcar- tissimo, aperto nella sua casa, decorata
dinale neh68i. Nella s. Scrittura let- i Yaccadcmia
di scelta e copiosa libreria,
tori pubblici erano al solito dell'ordine avendo per impresa il corpo
de* Medicii
romitano di s. Agostino. Il portoghese e umano, ma cessò colla morte del Papa.
1
.° professore di storia ecclesiastica, ge- Ne discorre il Piazza nel trat.i ?., cap. 33,
suita e poi francescano fr. Francesco Ma- mentre al cap. 16 ragiona dell' Accade
ceclo summentovato, di molteplice dot- mia dev'Indisposti alla Sapienza, fon-
! lina e di vasta erudizione, ebbe a suc- data dal duca Cantarelli , colla recita di
cessori due conventuali. Pe'mesciiini sti- molti componimenti in versi e in prosa.
pendi professori di filosofìa e matema-
i Adottò per impresa uu Lauro carico di
tiche in que'tempi erano religiosi, e non bacchi, a'quali s'accosta un colombo per
sufficienti che ad essi. L'etica venne in- beccarne alcuno, col motto Sanabitur.
segnata da'ehierici regolari minori, per- Forse col titolo Indisposti volle l'istituto-
chè Alessandro VII ne cominciò a confe- re alludere alla grave indisposizione che
rir loro privativamente la lettura in com- cagiouu negli animi gcutili la velenosa 1
UN ! U N I 55
infingardii ignoranza; ina accostandosi al- no in gran voga nell'archiginnasio ro-
la virtù, che sempre produce pascoli di mano , come nuovamente dichiara Re-

godimento saporito e d'antidoto prezioso dazzi. Prima le scuole teologiche d'alcu-


a'vizi, gli dà perfetta salute e Io rende vit- ni ordini regolari aperte auche agli estra-
torioso delle proprie passioni, e dell'al- nei, e poi quelle de' gesuiti nel collegio
trui malvagità e calunnie. La congrega- romano attrassero a se generalmente la
zione de'cardinali protettori dello studio gioventù studiosa delle sagre discipline,
romano sussisteva ancora sotto Clemente la quale vi trovava mezzi opportuni e più
X, ma in sostanza era cessata poco a po- copiosi per ben istruirsi, e quotidiana-
co in ogni operazione e attività. Ne! pon- mente esercitarsi. Quindi nell'università
tificalo del successore Innocenzo XI uon sempre più divennero rari discepoli nel- i

si ebbe cura di surrogare nuovi cardinali la classe teologica. Le cattedre di questain


«'defunti, né più. si trova dopo tal tempo progresso di tempo furono privativamen-
memoria o monumento clic la riguardi; te addette ad alcuni principati ordini rego-
che anzi il cardinal de Luca, che a quel lari, i quali seguendo diversi sistemi non
tempo scrive* la rammentata Relazione presero nuova e più spaziosa carriera :

dilla Curia Romana, espressamente af- gli ordini che tuttora hanno il proprio
ferma, che tal congregazione più non e- lettore, sono 1' agostiniano Tornitami, il

si^leva. Ciò pose, osserva Renazzi, come conventuale, il domenicano, il carmeli-


il sigillo alla gran decadenza in cui l'uni- tano calzato. Dopo il pontificato d' Ales-
versità incorse allora, la quale re>tò co-à sandro VII le scuole teologiche divenne-
priva del decoro e del presidio, che ud ro sì scarse di discepoli,che in alcuna con-
essa risultava dall'averper capi, protetto- lavasene appena uno o due, e qualche al-
rie riformatori i più illustri personaggi e tra era affatto deserta. La scuola di sto-
autorevoli cardinali della Chiesa e cor- ria ecclesiastica io principio pel credilo
te di Roma. Quanto alla più antica ma- del professore e per la novità della cosa
gistratura de'riformatori dello studio, de- ebbe sufficiente numero d'intervenienti,
putala dal senato e popolo romano, un ma non molto dopo si diradò la frequen-
tempo con amplissima podestà e giuris- za, e iti essa pure sopravvenne general di-
dizione , cessò dal suo uffizio sotto Inno- serzione di scolaresca. Ne più lieta sorte fu
cenzo X, comechè divenuta inutile pe' a quel tempo quella delle scuole di filoso-
nuovi ordini dicose, e principalmente per fia. Quasi sempre si deputavano medici ad

aver quel Papa nell'edificare sul Campi- insegnarvi, i quali anziché immergersi iu
doglio il palazzo poi Museo Capitolino, filosofiche speculazioni, alcontinuo eser-
assegnalo per le spese anco le provvisioni cizio attendevano della lucrosa loro pro-
che pagavansi a'riformalori dello studio, fessione quesle scuole pure erano per lo
:

a' suddetti maestri di grammatica, ed a più affatto vacue di discepoli. Quanto al-
diversi antichi uffìziali capitolini, per cui la fisica, mentre già quasi dappertutto e
non più procede all'elezione de' rifor-
si in Roma stessa ingegnosi e asseunati fi-
matori. Così perde il senato ornano que i losofi attendevano ansiosamente ad esa-
sl'avanzo d' autorità e di giurisdizione minar la natura e a penetrarne i segreti,
sul proprio suo pubblico studio. Quando segui vauo i maestri a star attaccati agli
già il XVII rapidamente affretta-
secolo antichi sistemi. Sebbene nel collegio ro-
\asi verso suo termine, era l'università
il mano insegnavasi altrettanto io tutti i ru-
o archiginnasio giunto a tanta decaden- mi diversi delle filosofiche discipline, non
za, che simile non avea da gran tempo perciò tali scuole lasciavano d'esser fre-
sofferto, per le suaccennate ragioni. Le quentate da numerosa scolaresca, che dal-
scienze sagre, quasi mai per verità furo- la sua puerizia ucl collegio romano erasi
'56 UNI U N 1

assuefatta a ricevervi la letteraria istru" le scuole dell'università. Né mancarono


rione. Le scuole filosofiche dell'archigin- professori di lingue di singoiar dottrina
nasio giace vano abbandonatecelo in quel- e noti per opere pubblicate, il che gio-
la di matematica, quando vi fu preposto vava a richiamar ad udirli gli studenti
a insegnarvi Vito Giordani , molti con- di sagra erudizione.
corsero a istruirsi sotto la disciplina di Neh 69
r divenne Papa il magnanimo

uomo si raro e accreditato. Nelle scuole Innocenzo XII Pignattelli, mentre giace-
di giurisprudenza il concorso de'discepoli vano in luttuoso stato gli studi di quasi
si minorò non lievemente, massime dopo tutte le discipline nell'archiginnasio ro-
la negligenza de'posteriori professori, che mano, anzi alcune scuole forse per l'avi-
disgustando la gioventù la rese più rara dità de' ministri subalterni servivano al
a intervenire alle lezioni. Quindi surse la pubblico esercizio d' arti e mestieri. Fu
moltiplicazione di particolari maestri di perciò malignamente suggerito al Papa
legge, da'quali tenevasi aperta scuola pri- d'assegnare a'reli giosi delle Scuole Pie
vata nelle loro case, e che da'genitori do- (P.) l'edifizio, per convertirlo in uso di
viziosivenivano assunti per istruire pri- loro scuole, collo specioso pretesto di più
vatamente loro figli. Così con disdoro
i opportuno comodo e di maggior pubbli-
de'pubblici professori s'intraprese a sup- ca utilità. I benemeriti scolopii insegnali-,
plire all'indolenza e negligenza loro nel do gratuitamente a'fancudli poveri, as-
dar lezione; anzi per avidità di lucro, in- sai propenso era all' istituto Innocenzo

vece d'insegnar pubblicamente nell'ar- XII, perchè inclinalissiino a favorir tnt-


chiginnasio, cominciarono anch'essi a te- tociò,che contribuir potesse al sollievo
ner nelle loro case scuola aperta con mer- de' poveri , onde si meritò il glorioso e
cede, specialmente nell'istituzioni. Ecco onorevole nome di Padre de'poveri. Quin-
come le pubbliche scuole rimasero quasi di avea prestato favorevole orecchio al-
totalmente abbandonate d' uditori, con l'inconveniente progetto, e colla miglior
grave danno al credito e decoro dell' u- intenzione di giovare più ampiamente al-
ni versilaromana. Rispetto agli studi del- la cristiana e letteraria educazione de'gio-
la medicina si mantennero come sem- , vanetti , mostravasi disposto a cedere a'
pre, in credito e vigore, anche per non religiosi scolopii l'edifizio dell'università.
esservi in Roma altre scuole pubbliche Che se l'università di Roma sfuggì il gra-
in tal facoltà, né era facile supplirvi con ve pericolo, di cui era minacciata, se e-
particolari maestri; perciò sufficiente fu vilò il suo avvilimento, se Roma fu sal-
il concorso della scolaresca, dalla neces- va da tale disdoro, fu ciò per vigile e lo-
fcità costretta a frequentar le scuole del- devole cura del reltoral collegio degli av-
l'università, d'altronde fornita di profes- vocati concistoriali, e per industre ope-
sori di merito. Gli studi d'eloquenza, già ra de'professoii legali. Questi, a 'quali dal-
fioriti meravigIiosameole,caddero in lan- sì stravagante progetto
l'eH'eltuazioiie di
guore, poiché i professori di retlorica e ne sarebbe ridondato più danno, e scor-
belfe lettere ad uno soltanto erano ridot- no die agli altri, ebbero il coraggio di
ti.n'l ranii>niano edi comune sapere,men- accingersi a combatterlo, e a frastornar
Ire tra'romani eranvi molti e migliori. l'ottimo Innocenzo XII dall' accudirvi.
Sorte men
trista ebbero le scuole di lin- L'avvocato Didaco d'Aghirre professore
gue dotte. Chiunque bramava istruirsi primario di leggi, uomo di credito e che
Itelinguaggi orientali, tanto necessari alla la stima godeva di parecchi cardinali, fu
più compiuta intelligenza de' sagri libri quello che a fronte scoperta intraprese a
del vecchio e nuovo Testamento, non po- distornarne il colpo fatale. Coll'aiulo d'al-
teva altrove soddisfar sua brama, che nel- cuni suoi colleghi compose una scritta-
UNI UN I 57
ra , fondata su sode ragioni , fornita di me la facoltà legale , e dopo di essa la
gravissimi riflessi, e con doveroso rispet- medicina erano in singoiar voga, diven-
to, ma insieme con energica franchezza nero precipuo scopo delle riforme. 11 Pa-
distesa. Fiancheggiato dalla valevole as- pa ingiunse al cardinale di comminar pe-
sistenza del collegio rettorale, l'Aghirre ne e di dar tutti quegli ordini, che piìi
stesso la presentò al Papa e l'accompa- gli paressero, con valersi di tutte le fa-
gnò coli' energia della voce. Innocenzo coltà, che avea come camerlengo, dan-
XII colla sua saggezza, dopo aver matu- dogli di più tutte l'altre facoltà neces-
ra mente considerato il peso preponde- sarie e opportune, rimettendo tutto al
rante de'rilievi espostigli, siccome dotato suo assoluto e pieno arbitrio. Il cardinal
di fino accorgimento, tosto comprese l'as- Spinola con zelo non tardò un momento
surdità e 1' ingiustizia dello strano pro- a far eseguire i mezzi ei provvedimenti
getto, a Roma eminentemente obbrobrio* per riordinare il pubblico studio prescritti
so, nocivo alla s. Sede, e alla gloria in- nel pontificio chirografo, con emanare
festo del suo memorabile pontificato; in- diversi editti. Pertanto ordinò la chiusu-
di lo respinse irremovibilmente, e lo con- ra di tutte le scuole private legali, mas-
dannò a quel perpetuo obblio che meri- sime quelle aperte nelle case de' pro-
tava (si può vedere il memoriale indi- fessori,tranne le scuole per particolare
rizzalo a Clemente Xlintorno allo sta- uso de'collegi e seminari, e interdisse a
to antico e moderno dello Studio gene- chiunque la facoltà d'insegnar giurispru-
rale della Sapienza di Roma, ivi 705). 1
denza. A provvedere l'istruzione pubbli-
a
Svanito per vigilanza ecoraggio del colle- ca stabilì per la 1 . volta nell' università
gio rettorale e de' professori, il progetto le lezioni quotidianedell'istituzioni civili,
pernicioso alla perpetuità e integrità del canoniche e criminali ; sicché oltre l'or-
l'antichissimo e celeberrimo archi°inna- dinarie a certi determinati giorni nel ca-
o
sio romano, Innocenzo XII a rinvigorir- lendario assegnate, e le straordinarie ne'
lo energicamente prima d'ogni altra co- dì festivi e di comune vacanza , anche
sa rivolse il pensieroa provvederlo di nuo- quelle vi venissero introdotte , le quali
vi ed esimii maestri, quali colla loro di- i dal principio dell'anno scolastico durar
ligenza e rinomanza ne ravvivassero lo dovessero sino al seguente
o settembre. In-
splendore. Per buona ventura dell'uni- di 3 scelse tra'lettori legali, che comin-
versità era allora gran cancelliere dello ciassero il turno annuo delle lezioni, ed,

studio di Roma il cardinal Gio. Battista assegnò loro sulla dogana dello studio un
Spinola nuovo camerlengo, il quale re- accrescimento di scudi 120 per ciascuno
putò debito del suo uffizio d'usar subito di stipendio, per l'anno in cui legessero
d'ogni sforzo per fargli riprendere il pri- l' istituzioni. Lo stesso assegno fece a a
miero stato d'attività e vigore, onde to- lettori medici, che similmente elesse a in-
glierlo al pericolo di nuovi tentativi d'in- segnar quotidianamente per turno l'isti-

decorose e pregiudizievoli innovazioni. tuzioni di medicina teoretica e pratica.


Formò un piano di riforma a'tempi con- Ordinate così le cose , nel 2. giorno di
gruente e per sbarbicarne disordini, e i quaresima del 1700 professori legali e i

lo presentò al Papa per l'approvazione, medici mentovati principiarono le scuo-


che vi appose con chirografo de' io feb- le quotidiane con indicibile concorso di
braio) 700, presso il Renazzi ; ma fu co- studenti. Nel i.° lunedì di quaresima si
me il pomo di discordia e il germe di apù il teatro anatomico dell'università,
quelle controversie giurisdizionali, sulla per seguire l'aulico uso di far in tal tem-
direzione e governo dell' università che po lezioni e dimostrazioni anatomiche cou
dopo si suscitarono e agitaronsi. Sicca- maggior solennità. Il celebre Raglivi, nou
, ,

58 UNI li N 1

contento di sua prelezione ilei mattino [itilouna congregazione particolare com-


con anime tornava verso sera al teatro posta degli avvocali concistoriali Fagua-
per dare una a.* lezione a'suoi numerosi ui decano, Spreti rettore deputato dello
discepoli. A tutti gli altri lettoli poi s'in- studio e colla qualifica di segretario, Se-
culcò dal carnet tengo l'obbligo cbe loro vetoli e Bottini, e degli uditori di Rota
incombeva,di venir ali università ne'gior- Capraia e Scolti ,
già membri di detto
m destinali nel calendario di essa, a far- collegio. A questa congregazione die per
vi le lezioni delle materie a ciascuno as- capo il cardinal Spinola, innanzi a cui si

segnate, e furono comminate gravi pene dovesse adunaree dalla cui direzione di-
ii cbi negligentasse il proprio dovere. A pendere. Avendo assai influito al languo-
qualunque professore si vietò di doman- re de'professori nell'insegnare e al deca-
dare o ricevere dagli scolali mercede o dimento dell'università, la troppo accre-
dono alenno sotto qualsivoglia titolo o sciuta moltiplicazione delle letture, e la
pretesto, clie alla pubblica istruzione to- gran sproporzione tra gli stipendi de'lel-
gliesse d'esser gratuita e universale. Vari lori, pegli arbitrari assegni, alcuni aven-
altri provvedimenti emanò il cardinale do annui 700 scudi, 60
e sino 25;
altri

riguardanti melodi degli studi, doveri


i i perciò nella 1
."
congregazione de'19 lu-
degli scolari e il buon ordine delle scuo- glio 1701 si decretò ripararvi con divi-
le. Tulio riuscì felicemente a tenore del- dere tulio corpo dell' università in 3
il

l'intenzioni del Papa, dell'idee del car- classi.Secondo l'uso delle più antiche e
ili naie e de'pubblici voli. Lo studio ra- celebri università d'Europa seguila di-
pidamente si rimise in pregio, a centinaia visione : cioè legale, medica, e in classe
ci centinaia accorsero gli studenti non solo dell'arti, sotto cui restarono generalmen-
delle jàllà convicine, ma ancora de' più te comprese due cattedre una
di teologia,
i montati studi d'Italia e di fuori, frequen- di s. Scrittura, quella di storia ecclesiasti-
tato da'letterati ollremontani a udir con ca e controversie, le cattedre di logica
soddisfazione le lezioni de'professori. Ap- fìsica, metafisica, matematica, etica, ret-

pena «invigorita l'università, Innocenzo torica, e delle lingue greca, ebraica, a-


XII passò agli eterni riposi, ed a'^3 no- raba e siriaca. Le cattedre legali molti-
vembre 1700 gli fu dato a degno suc- plicate ai 1 si ridussero a 9. In altra con-
cessore il dotlo e virtuoso Clemente XI gregazione si fece la divisione degli an-
Albani, amico e mecenate de' letterati, nui scudi 6000 sulla gabella dello studio,
cbe in gioventù iteli' archiginnasio dal per classi, e neh 702 fu approvata dal Pa-
dottor Carpani a vea appreso la giurispru- pa. Fu ben accolta e applaudita da'legisti,
denza. Presso di lui fu agevole al cardi- classe che rimase più ubertosamente prov-
nal Spinola di procurare ogni maggior vista e dotata, in confronto della medica
bene all'uni versila, e d'impegnarlo a coa- e molto più di quella delle arti ; perciò
diuvare e garantire colla sua suprema non piacque che ne
agli altri professori

autorità quell'ullerior riforma e più este- fecero alle querele senza successo. Pare
so riordinamento, di cui quella sembra- che dopo l'accennate risoluzioni, la con-

vagli tuttavia abbisognare. Clemente XI gregazione non progredisse più oltre e na-
bramoso di renderla nel suo pontificalo turalmente si disciogliesse. L'altre con-

utile e fiorente, accudì prontamente al- feriiporauee e posteriori innovazioni non


l' inchiesta. Però gli piacque cbe proce- riguardano l'intera uni versila, ma la clas-
dessero le cose cou intelligenza del col- se de'legisti, e derivarono dal solo camer-
legio rellorale degli avvocati concistoriali, lengo. I professori del diritto civile e ca-
onde fosse per effettuarsi senz'alani di- nonico, come in quasi tutte l'altre uni-
sturbo e altrui amarezza. A tale elletto de- versità, formavano la principale e più ri-
U NI UNI dì)

spellabile parte, riguardata la scienza co- già.Di queste conferenze e simili ne feci
me di più universale uso e bisogno, per- parola nel voi. LI, p. a47> dicendo co-
ciò s'introdusse negli studi prima dell'al- minciate quelle dell'università pel dispo-
ti e e primeggiò nella loro maggior parie. sto d'Alessandro VII nel i (ilio. Anche il

1 professori canonisti e civilisti in assai Ratti ne parla, riferendo che nel 1 66 i nel-
più numero di quelli dell' altre scienze la nuova chiesa cominciarono a tenersi
dappertutto forma vano tra loro un distin- le conclusioni mensuali de'casi morali ,

to ceto, fornito di particolari leggi e di- alle quali erano obbligati d' intervenire
ritti. In fatti nello studio di Roma sul li- tutti parrochi, ed altri che avessero cu-
i

ne del secolo XVII, quasi la metà de'pro- ra d'anime, sostenendo pubbliche dispu-
fessori formavasi di canonisti e civilisti, te coll'assistenza d'un professore teologo
già facevano tra loro corpo e collegio, a- dell'università da destinarsi dal rettore.
vendo a distinzione da tutti gli altri let- Per quanto tempo fosse osservato sì utile
tori luogo o stanza propria e diversa, in esercizio , non apparisce dalle memorie
cui trattenersi prima di recarsi a leggere d'archivio dell'uuiversità. Bensì sotto Cle-
e dove insieme adunarsi, ed era situala mente XI gli fu sostituita I' accademia
in un angolo della chiesa verso setten- teologica, di cui sono vicino a riparlare,
trione. Il cardinal camerlengo rivolse le che non con minor vantaggio di coloro
sue sollecitudini a preferenza d'ogni al- che attendono allo studio delle materie
tra disciplina sulla facoltà legale , onde ecclesiastiche tuttora decorosamente vi
principalmente rifiorisse nello studio di fiorisce. Veramente uon si può dire so-

Roma, e sempre più migliorasse la con- stituzione, anco perchè il collegio de'par-
dizione e decoro de'professori; esigendo vochi continuò sino ali 74.2 nel discorso
speciale riguardo le scuole di giurispru- esercizio dentro i' archiginnasio , e solo
denza dell'università, dopo l' interdizio- cessò in tale anno per avergli Benedetto
ne delle private. Anche Clemente XI e- XIV data la chiesa di s. Salvatore delle
inanò alcuni decreti, con assegnare alle Coppelle, come riportai nel citato luogo.

9 ridotte cattedre la fissa dote, riservan- Dell' esercizio del caso morale eseguito
do Pozione di esse a beneplacito pontifi- dalla Pia Unione di s. Paolo apostolo,
cio dopo aver stabilito la precedenza.
, tratta il eh. mg/
Fabi Montani nel Ra-
Passando il Reuazzi a descrivere gli av- gionamento ixtorico della medesima.
venimenti e cose più memorabili occorse Strepitosa per la novità e gravissima per
nell'archiginnasio romano tra il fine del gli effetti che ne sarebbero derivati, se-

secolo XVII, o ultimo decennio, e la me- condo Reuazzi, fu la controversia insorta


tà circa del secoloXVIII, comincia dai e giudizialmente agitata intorno al dirit-

narrare. Che
Cara fa tace le cose me-
il p. to d'insegnare il gius canonico, tra l'uni-
morabili avvenute in tale periodo, e in- versità di Roma e 1' università Grego-
vece diffusamente ragiona dell' adunan- riana o collegio romano. I gesuiti che in
ze per le questioni morali, delle quali ci quello facevauo e fanno pubbliche scuo-
dà il seguente cenno. Sino da'tempi d'A- le non solo di lettere umane, ma anche
lessandro VII, i Parrochì di Roma co- di altre maggiori scienze, o profittando
minciarono una volta per settimana ad del decadimento dell'uni versila, o meglio
.ninnarsi nella nuova chiesa dell'univer- per supplire al bisogno della gioventù
sità, per disputar tra loro di questioni mo- studiosa, la quale circa il fine del secolo
rali, proporre e discutere casi di coscien- XVII, come notai , non più vi trovava
o conferenze ordinò
za; alle quali dispute assiduità di maestri né continuazione di
quel Papa che dovesse assistere o presie- lezioni, a veaao cominciato a leggervi pub-
dere uno de'pubblici professori di teolo- blicamente le istituzioni canoniche. Nel
6o UNI UN I

iGg6 il p. Febei.dolto e ben versato nel- no gli affari contenziosi e giudiziali, ma


l'arie d'istruire la gioventù, intraprese a riguardano altre materie; così proposta
dettare e spiegare nelle scuole del colle- di nuovo la causa a'g gennaio 1699, a'

legio romano un suo corso d' istituzioni 22 giugno non solo furono confermate le

canoniche, che furono reputate singola- precedenti decisioni, ma anco d'unani-


rissime, e che divulgale colle stampe non me consenso risoluto non potersi da'ge-
lasciano d'essere in qualche uso e di a- suiti indistintamente dar pubblica spe-
vere il Eia cosa naturale, che
lor pregio. ciale lezione di qualsivoglia parte del di-
alla scuola canonica del p. Febei, nume- ritto canonico. In tal guisa venne solen-
roso fosse il concorso degli uditori. Tutta nemente dichiarata e comprovata la pri-
quasi la gioventù romana frequentava al- vativa facoltà dell'uni versila romana cir-

lora fin da'più teneri anni le scuole de' ca l'insegnare il diritto canonico, la quale
gesuiti , in esse si formava alla pietà e accomunata anche alle altre scuole, a-
istruivasi nelle lettere, e ivi con piacere vrebbe ad essa lollo una prerogativa di
e con frutto proseguiva la carriera degli singoiar pregio e decoro, e che fu pria-
studi; onde nulla era per riuscirle più co- cipal oggetto di sua istituzione. Altra lite
modo e opportuno quanto potervi, sen- sostennero i professori colla camera Ca-
z'andare altrove , apprendervi anco la pitolina, circa la ritenzione, chiamata ca-
scienza del diritto canonico. Gli avvocati posoldo, del 3 per 100 sui loro stipendi,
concistoriali e altri moderatori dell' ar« imposta da Sisto IV, sì mal disposto con-
chiginnasio romano, in uno a'professori, tro i lettori dell' università e benché in
considerando che lai nuovo scolastico sta- altre lo fosse egli stato; la quale pose in
bilimento avrebbe recato perpetuo e ir- grande ardenza il corpo intero de'profes-
reparabile pregiudizio alle scuole legali sori, come avverte Vairone o-
poiché
dello stesso archiginnasio, che già deca- mnes turbat cura marsupi!. Invalse opi-
dute e poco frequentate, forse non più nione negli ultimi tempi, che il ritratto
sarebbero risorte a frequenza di discepoli dalla ritenzione sulle mercedi e onorali
e a riputazione di magistero; mossi da sudori de'professori scelti all'ammaestra-
gravi apprensioni, e ammaestrati dal pe- mento gioventù romana, fosse de-
della
ricolo poc'anzi corso per parte degli sco- stinalo per le spese del solenne banchetto
lopii, altamente reclamarono contro la che sino al declinar del secolo XVI 1 1 si

novilà. La prima nel tribu-


lite s' istituì dava nel giovedì d'ogni carnevale dal ma-
nale dell'uditore generale della camera, gistralo romano al governatore di Roma.
e poi si proseguì in quello della Rota, so- Avendo tulli i professori nel 1 7 1 4 ricorso
stenendosi in nome dell'università d'es- a Clemeute XI per esser liberati da ag-
sere essa sola in possesso di tener aperte gravio sì oneroso e disdicevole.l'esito com-
le scuole di diritto canonico, e alla me- provò quanlo sia ben fondato il cornuti
desima soltanto appartenere la privativa dello iniausapropriaAdvocatutn rptac-
fico! là di averle. In quest' ultimo tribu- re j poiché il proprio interesse allucinò
nale propostasi a' 6 maggio 698 la cau-
1 1 i professori legali che aveano promosso
sa tanlo super bono Jure, quanto super e sostenevano in nome di tutti gli altri

manille ntio ne, sull'uno e sull'altra fu ri- la La congregazione deputata


questione.
soluta contro il collegio romano e a fa- a decidere la controversia neh 7 19 deci-
vore dell'archiginnasio. Siccome però al- se, che constava del buon gius della ca-

cuni uditori di Rota erano rimasti irre- mera Capitolina nel ritenere il 3 peri 00
soluti, se potesse almeno esser lecito a'ge- sugli onorari de'professori, e che perciò
suiti d'insegnar separatamente quel'a por- dovea mantenersi in possesso di far tale
jiiuuc di sagri canoni, che non concerno* liteuzioue. 1 professori accortisi allora
UNI UNI Gt
dell'imprudente tentativo, rinunziarono un potente e benefico protettore. Volle
formalmente alla lite; ma i conservatori che si dichiarasse stampatore Vaticano
di Roma fecero ell'ettuar la spedizione col mensile assegno di scudi 2 5, e che
della causa, e per maggior solennità fe- collocasse dentro 1' archiginnasio la sua
cero approvare la risoluzione della con- officina tipografica di caratteri e rami,
gregazione, da un chirografo pontificio. colla fonderia di quelli, e ogni altro ne-
Indi Clemente XI ordinò , che le som- cessario corredo di attrezzi ; ben esti-

me sequestrate sin dal principio della mando che ciò a quello accrescerebbe co-
lite e ascendenti a scudi 1986, si erogas- modo e lustro, come avea ideato Pio IV.
sero a risarcimento delle statue da Ini do- Così con ispecial licenza del Papa situò
nate popolo romano, e della fabbrica
al la un angolo dell'edifizio, il
tipografia in
per collocarle ne'palazzi di Campidoglio. che confermato con chirografo de'27
fu
Già Clemente XI fin dal iyo3 col suo marzo 7 5, esentando esso e successori
1 1

particolare denaro avea comprato alcuni eredi d' ogni dipendenza e obbligazione
prati per ingrandire l'orto botanico sul verso l'università artistica degli stampa-
Gianicolo, che era divenuto uno de'più tori di Roma, dall'osservanza degli sta-
copiosid'Europa e reso dovunque celebre tuti della medesima, dall'esameda'reqni-
pel catalogo di sue piante. Indi sull' an- siti voluti e consuete patenti; ma però col
golo boreale magnifico del frontespizio giuramento da prestarsi conforme al so»

dell'Acqua Paola fece erigere un sufficien- li lo in mano del p. maestro del s. palaz-
te ben disposto edifìzio , i di cui portici zo, al quale lasciò illese le sue ordinarie
e aderenti pianterreni servissero per con- facoltà di concedere 1' imprimatur e pu-
servarvi nell'inverno le piante e gli ar- blicetur delle slampe e libri che s' im-
boscelli bisognosi di riparo dalle brine e primessero in detta stamperia. Era a Cle-
da'geli. Inmezzo al piano superiore si a- mente XI talmente a cuore il progresso

pri un'ampia sala pentagona,dove il pro- della stamperia Salvioni e il di lei situa-,

fessore di botanica avesse comodo nelle mento nell'archiginnasio, che poco dopo
miti stagioni di dar pubbliche lezioni di solennizzandosi nella chiesa la festa di s.

sue facoltà; e quindi scendendo al sotto- lvone,egli prese occasione di venirvi a'

posto orto, co'discepoli e spettatori veri- 19 maggio a venerare il santo, ed a vi-


ficare le dotte sue osservazioni. D'allora sitare la stamperia. Orato in ihiesa, asce-
in poi s'introdusse il costume, in vigore se poi nella biblioteca, ove in trono am-
anco a' tempi di Renazzi , che il profes- mise al bacio del piede il collegio rello-
sore de'semplici si reca all'orto ne'gior- rale e i professori, presentali dal cardinal
ni prefissi diprimavera e di estate a far- camerlengo e volle vedere le suddette
,

\i le ostensionicon profitto degli scolari carafe donate dalTrionfetti.Piecossi quin-


e gran piacere de'dileltanli. Il nominato di alla stamperia, ed avendo osservalo
professor Trionfetti sempre più divenne alcuni aderenti saloni rustici, e situati sul-
benemerito dell'orto, a vendo raccolto con le scuole nella parte rivolta a oriente, di
grandi spese e travagli i semi di moltis- cui non facevasi uso veruno, ordinò che
sime piante rare e singolari, che raccolti si riattassero a proprie spese e si riduces-
in 4°o carafe di cristallo donò all' uni- sero servibili. Indi con chirografo de'2 1

versità perchè si custodissero nella libre- agosto dello stesso 1 7 1 5 li concesse al Sal-
ria a comune profitto. Fiorendo in Ro- vioni e suoi successori ed eredi, a maggior
ma l'arte tipografica, in essa si distinse comodo e spazio della stamperia, sinché
e segnalò nel principio del secolo XVIII questi fossero per tenerla aperta e in e-
lo stampatore romano Gio. Maria Sal- sercizio. Soltanto impose loro per peso, di
vioni; trovò egli perciò in Clemente XI dover dare alla biblioteca dell'archigli}-
6* UNI U N I

nasio un esemplare di lutti i libri e stam- la privata casa del Girolami, la fece trasfe-
pe, che nella stamperia s'imprimerebbe- rire al palazzo Gol lifredipia Grazioli,
ro. In occasione di questa visita, il retto- in piazza di Venezia, dove avea allora sta-
re Desiderio Spreti fece costruire le sca- bilito V Accademia Ecclesiastica. Quan
le di peperino, che dal ripiano superio- do questa fu traslocata nel luogo in cui
re dell' edifizio sull'angolo tra oriente e esiste, il Papa ordinò che si desse comodo
mezzodì, conducevano all' abitazioni de' all' accademia teologica di tener le sue

bidelli. Grato poi il Salvionia tanta de- sessioni nell'archiginnasio, e le fu a tal ef-
gnazione e munificenza di Clemente XI, fetto assegnato il salone già ivi denomi-
fece incidere in marmo un' iscrizione e nato de'Teologi, perchè in esso si univa
collocare nella stamperia in onore del suo il loro collegio per la collazione delle tao-
benefattore e a perpetua memoria di si reedottorali. Cominciò l'accademia prov-
generose beneficenze. Siccome per gli e- visoriamente ad adunarsi nell'archigin-
normi sovrapposti pesi, e l'assiduo pre- nasio nel 1 7 i?., e poi vi ebbe slabil sede.
mer de'torchi tutta la parteorientale del- Sostenuti così accademici dal pontifi-
gli

l' archiginnasio erasi intronata con mi- cio fa vore,compilarono le costituzioni del-
naccia di grave rovina, fu d'uopo astrin- la loro adunanza, e il Papa l'approvò nel

gere sul fine dello stesso trascorso secolo 1718, confermando all'accademia la con-
i successori del Salvioni a sloggiare e tra- cessione di tener l'adunanze nell'archigin-
sferir fuori di quello la stamperia. Rimos- nasio, e di farvi le solenni accademiche
sa perciò l'iscrizione, per memoria Re- funzioni, con condizione che a' pubblici
nnzzi la riprodusse. professori di teologia dell'università fosse
L' Accademia teologica, che presen- sempre inerente la qualifica onorifica di
temente ancora con lustro e vigore nel- censori. Inoltre Clemente XI a perpetuo
1' archiginnasio romano fiorisce, ove fu decoro e sostegno dell' accademia le as-
stabilita da Clemente XI, venne fonda- segnò per difensori e protettori 5 de' più
ta da Raffaele Cosimo Girolami fioren- ragguardevoli cardinali (ora sono 4), et '
tino, poi cardinale. Recatosi in Roma pc- agli accademici concesse vari privilegi,
gli studi di teologia e storia ecclesiasti- specialmente riguardanti la prelazione a'
ca, nelle quali facoltà era profondamen- benefizi e dignità ecclesiastiche. Clemen-
te versalo, questo suo genio gli conci- te XI però, iuclinatissimo a favorire di
lio T amicizia di parecchi soggetti nelle fitto studi e studenti, non fu largo di so-
scienze sagre ciottissimi, i quali comincia- le parole, che d'ordinario a tutti poco o
rono a frequentare in certi determinati nulla coslano(anzi spesso in contraddizio-
giorni la di lui casa, passandovi piacevol- ne manifesta colle opere), verso gli acca-

mente le ore in eruditi discorsi su'punti demici ;


giacche molti di loro per essersi
più controversi dell'ecclesiastica storia e soltanto sopra gli altri nell'accademia se-
sulle principali questioni della teologia. gnalati, rimunerò con benefizi e pensio-
Essendosi accresciuto il numero degli ac- ni, e promosse ad ecclesiastiche dignità.
correnti, si pensò formare un'accademia Benedetto XIII vissuto tra'teologi e le tco-

i^omposta di poche e scelte persone, tra giche disputazioni, può dire non ama- si

Icquali il gesuita p. Tolomei poi cardina- va e non pregiava altri studi. Quando da
le, e tosto gli accademici esercizi furono cardinale dimorò in Roma, frequentò con
spesso onorati dalla presenza di parecchi suo gran piacere la novella accademia teo-
cardinali ealtricospicui personaggi. Sem- logica, per cui creato Papa a lei rivolse
brando di dover riuscire a decoro di Ro- le sue premure e beneficenze. Nel 1726
ma e di vantaggio agli studi della religio- la confermò insieme a'suoi privilegi, eper

ne,ClementeXI la prese a proleggcre.Dab la conservazione e aumento , efficace a


1

UN I ti N I CC,

mantener fiorente ogni lelternrio <*!nlj'!ì- ta Accademia de'nobili ecclesiastici^ di


inento, ordinò che a 20 tra 'più assidui e cui con diffusione ragiona; non che fon-
degni accademici, anche bisognosi d'alcun datore in Campidoglio di quella di pit-
sussidio, si distribuisse a ciascuno per 6 tura, scultura e architettura, applicando
anni una retribuzione dalla dataria apo- ad essa pel mantenimento e preniio deg'ì
stolica di scudi 5o,da rinnovarsi ogni ses- studenti, ipallii diesi sarebbero dovuti di-
sennio con altri simili accademici. Per stribuire nel carnevale a'cavalli vittorio-
que'gravi e autorevoli riflessi che fa lo sto- si nel corso. Ora dirò d'un'altra accade-
rico Redazzi, ad onta del breve pontifì- mia ch'ebbe stanza nell'università roma-
cio di Benedetto XIII, che ognuno può na. Il Piazza ne\V Eri sevo logio, trat. 12,
leggere nel Bull. RomA. i2,p. 86, in uno cap. 28: Dell'accademia De' dogmi alla.
alle costituzioni da lui confermate, gli ac- Sapienza, dice che questa fu istituita nel
cademici pochi anni dopo la sua morte t6g4 uella chiesa di s. Paolo alla Rego-
rimasero privi di valevole stimolo a s"i la de'francescani del Te rz' or dine, da di-

frequentare e distinguersi nell'adunanze, versi ecclesiastici e regolari. Perciò si com-


poiché nel 1740 già la dataria nulla piti pose di 48 accademici, de' quali 24 del
.-oinininistrava.Vedesi però non di rado clero secolare e 24 del regolare, affinchè
con sorprendente esempio, che la gene- nel giro d'un anno ciascuno potesse di-
rosità privata sottentra fortunatamente a scorrervi due
volte al mese ne'mercole-
supplire a qualunque trascuranza. Il car- dì, per mezz'ora, altrettanto di tempo do-
dinalGirolami lasciòall'accademia 10,000 vendosi passare in conferenza su diversi
scudi, perchècol fruttato si somministras- obbietti, tutto in un'ora (! !), il segretario
sero agli accademici le retribuzioni con- essendo incaricato di far terminar l'adu-
cesse da BenedettoXIII e poi da altri tol- nanza appena trascorsa 1' ora (!). Ne'due
te; il cui bell'esempio imitò il cardinal de discorsi mensili dagli accademici di diver-
Rossi morto nel 77^, il quale lasciò l'ac-
1 se nazioni doversi trattare di materie
cademia erede de'suoi beni, esauriti i ge- dogmatiche, particolarmente P uno con-
nerosi legati da d)e riferiti nella biografìa. tro l'eresia del tempo, l'altro alternati-
Dell' accademia teologica parla ancora vamente di s. Scrittura o teologia morale,
Pah. Costanzi, L'Osservatore di Roma, onde impugnare proposizioni condanna-
t.
, p. 1 , p. 1 62, cap. 1 : Accademia Teolo- te dalla s. Sede. Dopo un anno tale fu
gica. Io ne tenni proposito ne* voi. I, p. l'incremento dell'accadeinia,che per mag-
47 e 48, XVI, p. 27 eseg., parlando pu- giorcomodo e decoro fu saggiamente tra-
re delle solenni dispute da alcun accade- sferita alla Sapienza, nel centro di Roma;
mico tenute nell'archiginnasio e dedica- ben convenendo, che trattenimento cosi
le a'Papi, e delle nuove costituzioni ap- profìcuo a tutta la cattolica religione,si fa-
provate da Gregorio XVI. Clemente X ! V cesse nel piò splendido e magnifico tea-
con breve de'27 apri!er77o concesse al- tro delle scienze di Roma, maestra di tut-
l'accademia il privilegio di conferire lau- te le discipline cristiane. L'accademia de'
rea dottorale di merito ad uno de'soci del- dogmi cattolici prese a tutelare celeste
la medesima, che negli esercizi accademi- l'apostolo s. Paolo dottore delle genti, ed
ci avesse dato saggio di studio e di scien- a protettore terreno un cardinale, a van-
za. Il conte Paolino Mastai Ferretti, No- taggio dellaChiesa universale. Cardinali,
tizie storiche dell'accademie d' Europa ,
prelati e altre persone letterate, con fre-
ragiona della teologica di Roma a p. 49, quente concorso l'onoravano. Non aven-
e la dice principalmente stabilita da Cle- do impresa speciale, il Piazza (dicendosi
mente XI il quale a!lres"ì celebra pri-
; di ut minus sapicntes), propose dover-
<>e,

mario istitutore e munifico della suddet- si formare d'uno sciame d'api che in-
64 UNI UN I

gegnosamente fabbricano il miele negli raccontai. Quanto alla lettura, i religiosi


alveari , e co' loro pungoli lo difendono dal pontificato d' Alessandro VII trova-
dalle cattive bestie ; col motto del Tasso, vansi in possesso mai interrotto della cat-
s4rmalaClementia,cotì allusionealla for- tedra di filosofia morale; ma siccome
ra delle ragioni e alla soave eloquenza, niun alto positivo era stato fatto dal Pa-
gli accademici sostenevano gli argomen- pa concedente, domandarono a Clemen-
ti e incontrastabili verità de' dogmi cat- te XI che autenticasse la concessione per-
tolici. L'esperienza pur troppo prova che, petua della lettura e della cousultoria,
Regis ad cxcmplum totus componitur e in tutto furono esauditi con suo chiro-
Orbis. Clemente XI mostrando molta grafo confermativo. Nel 1
709 la lettura di
propensione per l'archiginnasio romano, storia ecclesiastica fu unita a quella di sa-
e grande impegno per rinvigorirlo, spe- gre controversie; in seguito ambo le let-

cialmente negli studi legali, a suo tempo ture talvolta tornarono a dividersi fino
niun anno trascorreva, in cui nell'archi- alla gran riforma di Benedetto XIV, che
ginnasio non si tenessero con solennità Io stato fissò stabilmente di tutte le let-

pubbliche dispute di legge, dedicate al Pa- ture. S'introdusse pure da Clemente XI


pa o a qualche cardinale. Oli scolari più l'uso di couferir la cattedra di fisica al re-
ricchi o più abili ciò facevano in line del ligioso domenicano Segretario dellacoii'
loro corso scolastico, per far pompa del- gregazione dell' Indice,fovse in compen-
l'acquistato sapere e per rendersi noli al so delle spese a cui era esposto; motivo
r
Pontefice. Nel 17 18 era rettore mg. Lam- che il franco Renazzi, come dev'essere lo
Benedetto XI V, e mancando
bertini, poi storico, chiama incongruo e strano; co-
io quell'anno chi si prestasse a tal fun- mechè le pubbliche letture dovessero ser-
zione, scelse egli unode'più spiritosi e mi- vir d'appannaggio, e talvolta anco per chi
gliori studenti , e a spese dell' università non abbia l'attitudine o l'abilità relativa
gli fece sostenere nella chiesa dell'archi- d'esercitarle. Peli. la conseguì il p. Pi-
ginnasio pubbliche conclusioni legali, de- pia, poi cardinale. I successori nel segre-
dicate con solenne pompa
Clemente XI,
a tariato per consuetudine lo furono pure
a cui riuscì assai gradila premurosa at-
la nella cattedra di fisica, niun atto pontifi-
tenzione del rettore. Noterò che fia'car- cio avendola comprovata. Avendo fr. Ni-
dinali creali da Clemente XI, vi fu Ber- colò Ridolfi rinunziato il vescovato di Re-
nardino Scotti, già rettore dell' univer- canati e Loreto, Benedetto XIII lo costi-
sità. Durante il suo pontificalo le cose deb tuì segretario dell'Indice e lettore di fisi-

l'università progredirono in regola e pro- ca, morendo maestro del s. palazzo. Qual-
sperarono lietamente, secondate dal zelo che segretario riguardò la lettura come
incessante del cardinal Spinola e de' ret- appendice ed emolumento di sua carica,
tori temporanei. Rispetto ad alcune let- quasi reputandosi esente da ogni peso
ture qualche provvedimento o innovazio- d ordinarie e straordinarie lezioni. Ma
ne ebbe luogo Clemente XI. I Chie-
sotto quando il celebre p. Orsi, poi cardinale
rici regolari minori più volte gli espo- e propugnatore validissimo della ponti-
sero, che Alessandro VII per formare la ficia spirituale e temporale podestà (sul-
biblioteca dell'università, erasi priuci- la di lui tomba è scolpito: Integri fate wo-
palmeute prevalso della celebre libreria rum conspicuus, Et editis scriptù prae-
d'Urbania lasciata loro dal duca d'Urbi- clartts), venne eletto segretariodell'lndi-
no, e che quel Papa in compenso stabile ce, incontrò gravi ostacoli per avere an-
al l'ordine a vea assegnalo una lettura nel- che la cattedra di fisica; nondimeno li su-
l'università e un consultoralo nella con- però pel singolare suo merito e pel favo-
gregazione dell'Indice, come più sopra re che godeva del concilladiuo Clemente
UNI UNI 65
XI F. Bensì sotto Benedetto XIV la rinun- 10 assegnata ne' giorni di martedì e ve-
ziò per dar luogo al famoso p. Francesco nerdì, perchè da tempo antichissimo l'u-

Jacquier de'minimi, che dovea introdur- so di quella era destinato pe' collegi de
re nell'università lostudio della fisica mo- teologi e de' medici. Tuttora il collegio
derna e sperimentale. Finalmente è a dir- de'procuratori tiene le sue sessioni nell'e-
che Clemente XI, a compimento di tan-
si, dilìzio dell'archiginnasio, presiedute dal
te sue vigili cure e beneficenze verso lo suo decano e sotto-decano. Nel pontifica-
studio romano, couliiiuamenle mandava to di Benedetto XI li Orsini del 1 724 con "
opere rare e corpi di libri scelti in dono servossi lostudio in sufficiente stato di flo-
alla biblioteca del medesimo, per accre- ridezza, e non s'illanguidì punto ne* ret-
scerne l'utilità e il pregio a pubblico co- tori l* impegno di migliorarne e anche
modo degli studenti. Corrispondeva a' d'accrescerne i comodi. Alcune scuole che
pontificii favori la premura del collegio sino dalla 1. 'collocazione dello studio nel
rei torà le per la biblioteca,dipendenledal- silo ove sorge, a tempo d'Eugenio IV e-
la di lui soprintendenza, con accrescerla rano slate al pianterreno, corrisponden-
mediante acquisti di libri e con gratuiti te agli anteriori portici o ambulacri, fu-

doni di parecchi avvocati concistoriali bi- rono trasportale, per maggior decenza o
bliotecari. Procuratori di Collegio, che
I quiete di chi insegnava e di chi appren-
nella chiesa di s. Eustachio aveano la cap- deva, nel piano superiore sopra edificato
pella di s. Michele Arcangelo , Codesti al primiero piantato antico, non molto al-
justitiae ministris, suo patrono, ed anco to. L'orologio pure situato nel campani-
venerato protettore primario degli studi, le, venne protratto a far sua mostra an-

disgustatisi col capitolo, nel 1708 comin- che internamente sul cortile in prospetto
ciarono per annuenza del collegio retto- alla chiesa, a premura del rettore Carlo
rale a celebrarne la festa nella chiesa deb M." Sacripante, poi cardinale, e per co-
l'archiginnasio, coll'inter vento degli Udi- modo degli studenti e de'leltori che vol-
tori di Rota (nel quale articolo molle ho- le esalti nell'adempimento de'loro dove-
tizie riportai de'procuratori di collegio), ri, siccome bramoso che tutto procedes-
degli Avvocati concistoriali e altri distin- se in regola. Benedetto XI li, oltre il ri-
ti avvocati, secondo il praticato nella det- ferito in vantaggio dell'accademia teolo-
ta cappella, celebrando la messa ili. Cu- gica, ordinò la formazione d'un genera-
stode della biblioteca Alessandrina, ser- le inventario di tutte le rendite, assegna-
moneggiando un alunno del seminario menti, capitali ed effetti mobili dell'uni-
Vaticano, e prima lo faceva un alunno versità, e fu riposto nell'archivio degli av-
o convittore del collegio Nazareno, nel fi- vocali concistoriali, dal loro rettore depu-
ne dispensandosi a ciascuno degl'interve- tato Carlo Alberto Guidobouo Cavalchi'
nuti un mazzetto di fiori finti. Tulio e ni, poi cardinale, che ebbe l'esclusiva al
meglio narrai nel suo articolo, rilevando pontificato. Fu
lodato nel rettorato, co-
altresì colRenazzi, il cui padre Ercole M." mechè stimato da'colleghi e ben accetto

eravi appartenuto e pervenne a essere 1 a* professori, e ciò fu tenuto simultaneo
sostituto commissario della camera apo- fenomeno singolare. Vigile eassiduo, im-
stolica, che circa il ricordato tempo i pro- pediva disturbi tra'leltori e qualsivoglia
curatori di collegio ottennero la facoltà disordine nell'università, di questa e di
anche d'adunarsi nell'archiginnasio,come quelli essendo forte sostenitore, e lo mo-
trovo riferito nelle carte e memorie da strò quando il professore Dionisio Eckel-
lui studiate. Di più dice , aver letto più lense di lingua siriaca, carpì da Benedet-
volte notalo, che il collegio de'procurato- toXIH un chirografo col quale sulle fa- 1

ri non poteva congregarsi nella sala lo- llite dell'università gli accordò un sussi-
voi., txxxv. 5
f,6 UNI U N I

dio di 5oo scudi, il quale solo esegui poi professori che fermamente credevano di
per astringente ingiunzione pontifìcia. In- poterla escludere. Il Papa rispetto al pa-
oltre F Eckellense successe allo zio Vai- dre fo pronto a' beneficarlo, concedendo-
roni nella custodia della biblioteca Ales- gli piena giubilazione; ma riguardo al fi-

sandrina. Fece fornire la sagrestia della glio prese il partito di rimettere la cogni-
chiesa dell'occorrente, ristorò le figure de- zione e decisione dell'insorta controver-
gli Angeli nella cupola, e meritò esercita- sia ad una particolar congregazione com-
re l'uffizio rettorale 7 anni. Nel 1730 fu posta di prelati e avvocali concistoriali, e
eletto Clemente XII Corsini, protettore presieduta dal cardinal camerlengo. Adu-
delle scienze e delle belle arti, ma tuttavia natasi a'9 luglioi 731 dichiarò, che per
Hulladi singolare operò a vantaggio dell'u- la grazia compartita a Domenico non si
r
niversità. Alsuo cappellano segreto rng. era fallo luogo al figlio Pompeo di sot-

Giovanni Barbi napoletano, poi vescovo tentrare nella lettura, ma che poteva con-
di Bilonlo, per molivi che s' ignorano, sultarsi il Papa per assegnar a questo l'ul-
saltò in capo l'idea di progettar la rifor- tima cattedra legale in qualità di sopran-
ma dell'archiginnasio, e vi riuscì cos'i be- numerario, e Clemente XII benignamen-
ne che iusinuò al Papa di far deputare te annuì. Non piacque agli Ursaya tale ri-

una congregazione particolare di cardi- soluzione, e ogni mezzo tentarono per far-
nali per vagliare il suo progetto, ed ef- la revocare e proseguir la lite. Domeni-
(

fettuar la concepita riforma, di cui egli co pensò allora di far migliore la causa
venne nominato segretario. Conosciuto del figlio comunicando al pubblico le ra-
tal maneggio da'superiori e professori del- gioni ei diritti che a quello credeva com-
la Sapienza, temendo gli strani e violenti peter, formando e divulgando colle stam-
divisamenli d'un riformatore regnicolo, pe il libro: De Vacationes, et Optiones
s'infiammarono di risentimento. Mg/E- Cathedrarum, utriusque Juris in Roma-
maldi, ch'era professore legale e segreta- nae Sapientiae Jrchigymnasii, Romae
rio delle lettere latine del Papa, fu quel- 1 73 .Con esso però mal combinalo e piìl
1

lo che prese a petto la cosa. Godendo più malamente scritto, la rese peggiore. Sin-
del cappellano la slima e la grazia pontifi- ché il padre visse, il credito forense di cui
cia, ebbe possanza di resistergli, e di far godeva e il lungo servigio da esso all'u-
abortire ogni di lui impertinente proget- ni versila prestalo, sostennero Pompeo nel

to. Sotto Clemente XII memorabile è la ruolo de'lettori. Ma


appena cessò di vi-
lite che suscitarono alcuni professori le- vere, bruscamente nel 1742 Benedetto
gali contro Pompeo Ursaya nato in Ro- XIV gli tolse la lettura come inabile a
ma da Domenico salernitano, antico prò esercitarla per malaffetta salute. Un'im-
fessole di gius canonico,il quale avea otte- provvisa innovazione recò stupore agli
nuto da Benedetto XIII con rescritto de' antichi dell'uni vei sita. Nel 1739 saltò in

5 novembre 726,che il figlio potesse sup-


1
capo a Lodovico Patenti di Trevi retto-

plirlo per coadiutore e ricevere l'ultima re deputato, poi cardinale, amante d'in-
cattedra ijuandociimque vacante. Frat- novazioni, di far tralasciare la festività di

tanto altri lettori erano stali ammessi, e s. Luca, antichissimo protettore dell'uni-
pretendevano d'esser surrogati alle suc- versità, e di trasferire la recita dell'ora-
cessive vacanti cattedre. Quindi , attesa zione pel riaprimento degli studi da' 18
anche la revoca delle coadiutore dal suo ottobre a'a5 novembre festa di s. Cate-
antecessore concesse, falla da Clemente rina, e vinto non senza ostacoli e gagliar-
XII, insorse sull'entità e intelligenza del- de contraddizioni il suo proponimento,
la grazia a Pompeo accordata acerrima in detto anno ebbe effetto nel gran salo-

controversia tra' due Ursaya, egli altri ne degli avvocati concistoriali, ed il uuo-
UN I UNI 67
xo uso dura ancora , fuorché rispetto al di sagre controversie, mediante orazione
luogo , per essersi di nuovo intrapreso a latina analoga alla materia e alle cit co-
recitarla nella chiesa (e dal giorno va- stanze. Il suo esempio fu poi da altri nuo-
riato dopo il Renazzi, come dirò a suo vi professori imitato, e alcuno non ne i «

luogo). Ne' trascorsi secoli, quando in sua scuola, ma nel gran salone degli av.
Roma la corte, i tribunali e le scuole le- vocali concistoriali decentemente prepa-
riavano nella stagione d' estate, sotto il rato, con gran concorso di prelatura e di
cielo romano allora specialmente alquan- regolari graduati, e talora pure coU'inter-
to nociva, e non nel!' autunno si faceva vento di cardinali. Mg/ Dollari , anche
Vacanza (del qual vocabolo parlai anco custode della biblioteca Vaticana , fu a
altrove, e delle ferie forensi de' Tribuna- suo tempo uno de'più. laboiiosi e valen-
li di Roma , degli Uditori di Rota ec, ti illustratori dell'antiquaria sagra e pro-
a quegli articoli), come in progresso si è fana, come apparisce dalle preziose spie-
introdotto, era il mese di ottobre quello gazioni delle pitture e sculture degli an-
in cui, dopo il riposo delle ferie estive, tichi cimiteri cristiani di Roma, pubbli-
tutte riassumevano le funzioni
si scolasti- ca te da'benemerentissimi autori di Roma
che e giudiziali. Però la festa di s. Luca sotterranea^ della Sepoltura de' Naso-
fu ripristinala nel 1768, celebrandosi so- ni. A lui si attribuisce la raccolta di let-
lenuetnenle nella chiesa dell'archiginna- tere sulla pittura, scultura e architettu-
sio, colla pubblicazione del rotolo de'pro- ra, scritte da'più. celebri professori de'se-
fessori, del calendario e dell'editto ret- coli XV e XVI, pubblicata in Roma nel
torale de recla ordinatione studiorum. 1754, e per cui eccitarono fazioni e tu-
11 Valenti dopo alquanti anni morì nel mulli nel regno pacifico delle belle arti.
giorno di s. Luca, con soli 4 anni circa di In mezzo sempre agli amati suoi studi,
cardinalato , ed il professore che scrisse quest'indefesso letterato visse sano e tran-
contro la di lui innovazione, notò a pie- quillo 86 anni, e placidamente rese l'a-
di della scrittura tal giorno dell'accaduta niuia a Dio. Olire le liti che narrai, altra
morte, aggiungendovi argutamente: Sa- pure erasi suscitata assai gagliarda, circa
lutat vos Lucas Mediata. Forse per tuie l'appai tenenza della superiorità e l'eser-
avvenimento la festa fu rinnovata. Inse- cizio di giurisdizione sull'archiginnasio,
guito però, nel declinar del secolo decor- tra il camerlengo e il collegio rettorale.
so, dal rettore Costantini grande innova- Morto nel 1698 il cardinal Paluzzi Altie-
tore, fu di nuovosposlala dall'anticocon- ri camerlengo, Innocenzo XII designò il

sueto giorno; ed egli pure dal genio suo successore, e intanto deputò a pro-camer-
novalorio lasciatosi rapire ad impaniarsi lengo il cardinal Galeazzo Marescotli ro-
in politiche innovazioni, perì in mezzo a mano, che per un anno esercitò l'uffizio*
loro vittima de'pubblici violenti cambia- e morì assai più tardi già prossimo a com-
menti. Esseudo già andate in disuso l'uti- piere il gq.°anno di sua vita vegeta e sa-
lissime lezioni pubbliche e solenni, che na: gli successe il designalo e già celebra*
i professori. nell* ascender la prima volta to cardinal Spinola. Nel rettorato di Gio.
la cattedra magistrale o neH'incomincia- Francesco Fagnani, pronipotedel celebre
meuto dell'annue lezioni pronunziavano, Prospero, per stabilmente conservare la
jqolla pompa discorsa superiormente, tali bella e singolare cupola della chiesa , la
prolusioni si ripristinarono nel 1
7 34- dal- fece ricoprire o foderare di lastredi piom-
l'eruditissimo e dotto, anco nell'antiqua- bo , ad onta dell' opposizione malintesi
ria e belle arti sotti! critico, Giovanni Dot- de'colleghi. Fu a suo tempo dichiaralo
tari fiorentino, nell'intraprender l'eserci- camerlengo il cardinal Spinola, col qua-
zio delle cattedre di storia ecclesiastica e le insorse la coutro ver sia giurisdizionale,
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ed arse precipuamente sotto il rettorato comprendendovi Mai esrotti, ed altrettan-

di Vincenzo de Manieri, chiamato Ama- ti prelati. Al cardinal Spinola non sem-


dori per la conseguita Prelatura, eletto a brandogli convenire di far agire in pro-
rettore sebbeue non ancor entrato nel nu- prio nome la causa, procurò e indusse che
mero settenario degli anziani , fuori de' il corpo intero de' professori uscisse in
quali raramente si sceglieva il rettore, e campo a sostener le sue parti e i suoi di-
ciò come giudicato alto a sostenere colla ritti. Tra questi si segnalò mg/ Fontani-
penna e colla voce i diritti del proprio uf- ni celebre letterato e professore d'elo-
ficio nella questione, e l'autorità del col- quenza ,
pubblicando colle stampe una
legio rettorale, contro la superiorità del sua scrittura, per dimostrar qual fosse in
cardinal camerlengo. L'impegno arden- origine la podestà del camerlengo sul pub-
tissimo del cardinal Spinola nel riforma- blico studio. Ma trattandosi di controver-
re l'università, il comando assoluto da es- sia legale, l'incarico immediato di difen-
so preso ad esercitare liberamente, il sin- dere la giurisdizione del camerlengo in*
goiar favore prestalo per decoro e van- combendo a' professori di leggi ,
1' avv.
taggio de' lettori legali, destò nel- collegio D'Aghirre ch'erari segnalato nel far sva-
rettorale degli avvocati concistoriali dif- nire il progetto d' introdurre gli scolopii
fidenza e gelosia, considerando I' opera- nell'università e che avea avuto gran par-
to fatale e pregiudizievole a' propri di- te nell'innovazioni, travagliò più. d'ogni
ritti. Gli avvocali concistoriali riteneva- altro alla difesa, e slese e stampò anche
no, che ogni ispezione e autorità sul pub- un'allegazione latina di fallo e di diritto.
blico studio e sopra i di lui professori fos- Gii avvocati concistoriali non mancaro-
se pienamente e privativamente inerente no a loro stessi, e con non minore calore
all'uffìzio rettorale; e che al cardinal ca- eimpegno si accinsero a sostenere dirit- i

merlengo, come gran cancelliere ili quel- ti del proprio collegio, e la privativa giu-
lo, non competesse, che la rappreseutau- risdizione da loro deputato
del rettore
za della sovrana podestà nella collazione sul pubblico studio. L' A madori -Manieri
de'gradi accademici, l'onore di preminen- ben soddisfece vigorosamente all'allidata-
za sopra il capo e i membri dell'univer- gli difesa, con due scritture legali per pro-

sità, e la particola!' cura di prestare pro- vare, che fuori d' alcuni onorifici diritti
tezione e assistenza ite' bisogni ed emer- di preminenza e di patrocinio, al camer-
genze della medesim a. All'incontro si pi e- lengo nella direzione e governo dell' uni-
tendeva, che nel cardinal camerlengo ri- versità non ispettava giurisdizione alcu-
siedesse la qualità di principal superiore na , neppure cumulativamente; ma che
e di supremo reggitore dell' università, questa risiedeva totalmente e privativa-
sopra cui al rettore spettasse quell'autori- mente nel solo relloie. Il Rena/zi dice
tà soltanto, che riguarda il metodo degli non aver potuto conoscere 1' esilo della
sludi, i doveri de' professori, I' ordinai io causa e la risoluzione della congregazio-
buon regolamento delle scuole, circa le ne deputala a definirla; bensì aver rile-
quali cose o potesse agire cumulativamen- vato dalle carte sino al pontificato di be-
te colcamerlengo , o anche da esso per nedetto XIV, che il camerlengo seguì ad
dovere e per convenienza dipendere, 'lai aver continua e gran influenza sulle cose
questione di giurisdizione, nel conflitto e ne' regolamenti dell'università, prose-
delle diverse opinioni e nel bollore delle guendo a pubblicar editli, a spedir paten-
scambievoli pretensioni, proruppe in a- ti e grazie; e da' l'api dirigersi a lui i chi-
perta lite giurisdizionale. Clemente XI ne rografi e rescritti concernenti i professo-
commise l'esame e la definizione ad una ri e le materie del pubblico studio. Os-
particolare cougrcgazioue di f\ cardinali, serva di più, che se allora in tal guisa pas-
UN I UNI 69
so la faccenda, il sagace e destro collegio riormente. Trovo poi altri esempi d'illu-
lettoni le sempre frastornò l'aggressione stri professori dell'università, a 'quali es-
sulla giurisdizione, e seppe accortamente sendo state celebrate solenni esequie, v'in-
profittar delle persone, delle circostanze tervenne tutto il corpo dell'università nel-
e de'lempi, per convalidar la propria au- la chiesa esponente, con recita d'orazione
torità e indebolir 1' altrui. Nel triennale funebre dopo le sagre espiazioni. Propria-
r
rettorato del gran Lambertini, e comin- mente nel rettoratodel sunnominato mg.
ciato nel 1716, oltre la suddetta disputa Valenti e nel 174° fu innalzato alla catte-
chea sue spese fece tenere, l'archivio per dra di s. Pietro il dottissimo e celebre Be-
le scritture rotali, dal collegio Nazareno nedetto XIV, già avvocato concistoriale
ovesi custodiva, d'ordinedi Clemente XI e rettore, fausto avvenimento che gran
fu trasferito nell' archiginnasio ,
perciò lustro accrebbe al collegio rettorale , e
chiudendosi mal a proposito porzione del nuova gloria all'archiginnasio. Laonde il

portico superiore corrispondente al gran rettore Valenti per la sua esaltazione e


(ìnestrone sulla porta nella piazza s. Eu- coronazione, doverosamente non rispar-
stachio.Pare che il Lambertini restasse miò spesa nel far illuminare tutto l'edi-
malcontento della qualità turbolenta de' fizio, e con suono di tamburi e musicali
lettori d'allora, sempre pronti a suscitar strumenti manifestò la gioia dell' uno e
ostacoli a'rettori, poiché divenuto Papa, dell'altro. Pari magnificenza spiegò allor-
nella 1." visita dell'archiginnasio, essendo- ché il Papa nel 1741 perla lesta di s. I vo-
gli nella libreria presentati dal rettore ile si messa nella chie-
recò a celebrar la
r
ing. Valenti i lettori pel bacio del piede, sa; fece addobbare nobilmente l'atrio, i
mentre quello di questi rilevava i meriti portici inferiori e superiori guarnire di
e le qualità, sorridendo disse : Sì, tutto tappezzerie, ed erigere io fondo alla bi-
è veni monsignore, ma state in guardia, blioteca un magnifico trono. Egli avea
eh' è gente inquieta. Né dimenticossi di anche in mira di procacciarsi la pontifì-
ciò nella gran riforma dell'università, in cia soddisfazione , ed a questo fine pure
cui poco o nulla migliorò la condizione ideò un piano di riforma e d'ampliamen-
de'leltori, anzi li ridusse in modo da non to dell'università, che capiva sarebbe riu-
poter più ingerire inquietezze a'rettori. scito grato, ma all'insaputa de'colleghi.
Il ravennate rettore Bonifazio Spreti ac- Questi però avendo trapelato il disegno,
corse a riparare i segni manifesti di ri- ed avendo al par di lui ambizione di fi-
sentimento del vasto edilizio con catene gurar nelle cose dell'archiginnasio, giun-
di ferro, ed aprendo nuove scuole nel cor- 1741* hi cui si fa-
to l'agosto dello stesso
ridore in prospetto alla chiesa di s. Gia- ceva l' conferma del nuovo
elezione o la

como, cosi tutte le scuole antiche esisten- rettore, scelsero Tommaso Antamori no-
ti al pianterreno furono convertite in bot- bile romano, restando il Valenti meravi-
teghe, con duplice vantaggio, pel ritrat- gliato del repentino contraccolpo. L' An-
to di nuove pigioni, e per maggior quie- tamori nel quadriennio che presiedè al-
te degli scolari dell'attendere alle lezioni, l'archiginnasio incontrò la comune sod-
allontanati dal disturbo e distrazioni de' disfazione. Fece ampliare le scuole su-
passeggiai pe' portici inferiori. Morì nel- periori aperte dal rettore Spreti, al qua-
l'esercizio del lettorato, ed all'esequie in le successe nell'avvocatura de'poveri, ed
s. Andrea delle Fratte assisterono gli av- ebbe gran cura di far fiorire il giardino
vocati concistoriali e i lettori dell'univer- botanico sul Già incoio, ch'erosi alquan-
sità. De Funerali degli avvocati conci- to trasandato. Egli procurò di sbarazza-
storiali, riparlai in quell'articolo, così de- re l' archiginnasio da una funzione, che
gli anni veiadii, il che ricordai pure stipe- in piuici pio si permise di fai vi in chiesa.
-

fa U N I li N I

e poi nel salone dello de' teologi nel i.° he gran parte con nitri letteratissimi nel-

ripiano verso levante, cioè della famosa la fondazione falla in Roma della bene-
generale disputa solenne che fa l'areico n- merita e nobile Accademia d' Arcadia
li a terni la della Dottrina Cristiana (A*.), (dalla (piale la Poesia, nel quale artico-
dalla quale esce l'imperatore ed i princi- lo tornai a celebrarla, ritrasse singolare
pi dellamedesima. Nel 746 conferita da i ornamento e splendore, perchè la ritor-
Benedetto XIV al sodalizio la chiesa di nò alle belle e pure sue forme), di cui
s. Maria del Pianto, allora vi fu trasferi- mi pregio ripetere il detto neh. "volume
ta coll'arciconfraternita anche la disputa, di questa mia opera sono arcade anch'io; :

che da ultimo ebbe quel metodo che in- senz'aver però mai tentato dar fiato alle
dicai nel voi. LUI, p. 233. Come presta- dispai i canne, conoscitore di mia Gora vo-
mente, dopo i già deplorati tempi, si rin- ce. Gravina, eccellente giudice in poesia,
vigorirono gli studi e le cose nell'archi- poco felice nel porne in pratica poetando
ginnasio, col Renazzi sono andato in bre- i precetti, con meravigliosa industria ne
ve dicendo; ed egli minutamente e da par compilò le costituzioni ad imitazione del-
mio nell'illustrate i professori destinati ad l'antiche leggi romane: seppe formare il

insegnare le diverse facoltà dal 1691 al principe de'poeti dia tornatici, PietroTra-
1748, in che non potendolo seguire è passi dal Gravina chiamato Metaslasio,
una privazione per me assai sensibile.Tro- cioè metà anima che lasciò erede
dell' ,

varmi in un prato rigoglioso e ferace di de* beni di Roma; gloria romana, di cui
fiori, mirai ne la variopinta specie, gustar- Vienna onora possederne le ceneri. L'o-
si

ne il fragrante odoroso olezzo,vagheggiar- pera De progressu Juris Ch'i-


orti.-, et

li con trasporto, e non doverli cogliere, lis,d\ cui può dirsi appendice il libro De
è dura cosa. Dirò genericamente, che pa- Romano Imperio, fu quella che preci-
recchi professori per dottrina insigni, per puamente gli conciliò la stima di tutti i

sceltezza d'erudizione celebri e per opere dotti, e per cui il suo nome sarà imperi-
pubblicate famosi, le industri e laboriose turo presso la posterità. Gravina fu il 1."

loro fatiche, e l'illustre rinomanza contri- italiano che dopo l'epoche d'Alciati e di
buirono a ripristinare il credito dell'uni- Mureto intraprese a illustrare la giui is-
versità e a richiamarvi affluenza di udi- prntlenza co'lumi della filosofia, co'prin-
torio. Dal seno degli ordini regolari se- cipii del pubblico diritto, e con lutto l'ap-
guirono ad uscire ordinariamente i reli- paralo della necessaria erudizione si gre-
giosi più ragguardevoli per reputazione ca che latina. E vero che si giovò dell'o-
e dottrina, per insegnare le scienze sagre; pere di tanti dottissimi francesi e tede-
come nella teologia i professori conven- schi, ignote allora in Italia, ma appunto
tuali e domenicani (co'primi esempi d'a- l'averle conosciute e saputo pi obliarne
ver i procuratori generali esercitata la torna a sua lode, mostrando il buon gu-
lettura per mezzo d'un sostituto del suo sto e il fino discernimento che possedeva.
ordine), nella s. Scrittura i romitani ago- Mori più da filosofo che da cristiano,
stiniani. Nel 17 17 la lettura di storia ec- nondimeno Renazzi deplora, che sepolto
clesiastica unitasi a quella di teologia nella chiesa di Magio, presso la quale
s.

dogmatica, esercitavasi ne' giorni in cui abitava, non ebbe l'onore d' un' iscrizio-
vacavano tulle l'altre lezioni. Tra'profes- ne,come rilevai io pure nel voi. LI, p,
«ori legali non posso astenermi dal ripe- 3i8; mentre a tanti figli della fortuna,
tere il nome di Gian Vincenzo Gravina e a uomini di ninno o mediocre merito
calabrese, di straordinario ingegno, dot- si vedono dappertutto innalzati superbi
tissimo nella giurisprudenza, e assai ver- mausolei, che qualifica monumenti coni
sato nella letteratura greca e latina. Kb- passionabili del fasto e della stoltezza ti-
UN I UNI 71
mana. Ma perenne sarà la di lui memo- professore Domenico Quartaroni messi-
ria nelle diverse e dotte sue opere, e nese ; e Renazzi dopo avere celebrato i

ne' fasti della romana università, me- pregi singolari del suo talento e dottrina,
glio di tutti avendolo celebrato il Fabro- dimostrasi sorpreso perchè morì ricco, co-
ni. Dopo il Gravina, nell'archiginnasio sa rara ne' lettori e ne' letterali. Inoltre

introdusse il buon gusto negli studi del- meritò di recente che il eh. prof. d. Sal-
la giurisprudenza Michelangelo Petroc- vatore Proja ne pubblicasse l'interessanti
chi pistoiese; ed il romano Saverio Orbi- ed eleganti Notizie biografiche del prof.
ni insegnò la facoltà canonica con appa- DomenicoQuartaroni bibliotecario del-
iato di sagra erudizione , senza la quale laPamphilianajioma 84o. I professori 1

invano si aspira a divenir dotto e illumi- d'eloquenza, di lettere umane e di lingue

nato canonista, e piima di lui digiuna- pochi in numero furono, ma fortunata-


mente si accennava da' maestri quanto mente per riputazione d'ingegno e di dot-
concerne i fondamenti e principi» del gius trina famosi. Tra'primi ricordo il già cele-

ecclesiastico, ed i suoi veri e sublimi og- brato friulano mg/Giuslo Fontanini, for-

getti. Petrocchi e Orbini furono i bene- nito di scelta e copiosa erudizione, instan-
meriti primari autori della vera manie- cabile scrittore di materie di verse,che nel-
ra e del buon gusto, che nell'archiginna- l'apertura della cattedra lesse e poi stam-
sio poi seguirono i lettori, nel trattare e pò l'orazione, De usu praestantia bona-
insegnar la giurisprudenza civile e cano- runì lilterarum: per le benemerenze col-

nica. Nella facoltà medica meritò Gior- la s. Sede, Benedetto XII I lo consagrò
gio Bagli vi di Lecce il soprannome d'Ip- arcivescovo d'Ancira. Nella lingua siria-
pocrate romano. Le cattedre filosofiche ca e nelle cose sagre de'cristiani orienta-
dal 690 al 748 furono sempre occupa-
1 1 li fu rinomato Giuseppe Luigi Asse tu a ni
teda religiosi, forse perchè la tenuità de- maronita. Indi il Renazzi con cuore ro-

gli stipendi non poteva ad altri conveni- mano, nobilmente svolge il bellissimo,
re, non forniti di sicura e comoda sussi- brillante, vasto e lusinghiero argomento,
slenza, tranne i professori di logica An- come risorse in Roma al declinar del se-
tonio e d. Pantaleo Balsariui di Scio zio colo XVII il buon gusto nelle belle let-
e nipote, ambedue custodi della bibliole- tere, spandendosi anche altrove, e vi fio-

ca Alessandrina. Il 1.' inerito il titolo d'ar- rì sempre più felicemente all' inoltrarsi
ci vescovo di Cartagine e l'uffizio di vica- del XVI li secolo. Fu bella e memorabi-
rio apostolico di Costantinopoli; il 2.° fu le sorte della gran Roma, che si conce-
benemerito raccoglitore di memorie per pisse in essa e si maturasse il grandioso
emendar la storia del p. Carafa, per for- progetto di muòver aperta guerra alla
marne una nuova più veridica, esalta e strana e corrotta maniera di spiegare i

copiosa, in unione a' lodati Petrocchi e propri pensamenti , e di scrivere in ogni


Orbini, che poi rimase senz'elle Ito. Vir- genere di gravi e amene discipline, nel se-
tuosamente confessa il eh. Reuazzi, rico- colo XVII più o meno invalsa per l'itali-

noscere dalle istruzioni e insinuazioni di che contrade, e ivi si tentasse di richia-


d. Pantaleo, peritissimo delle cose dell'u- mare nell'antico retto sentiero i traviati
niversità, la prima origine di sua classi- ingegni italiani; nel comporre, nel gusto,
ca storia sulla medesima. La cattedra di nello stile sì in prosa che in poesia con lieti

fisica già dissi unita alla segreteria del- e copiosissimi frutti. Fu singoiar pregio
l'Indice, e perciò insegnata da' domeni- e gloria eccelsa della romana moderna
cani. 1 professori di filosofia morale fu- letteratura, che ila scelto stuolo de' suo»
rono tutti delPordiue de'chierici regola- alunni sì utile e lodevole impresa fos-

ri minori. Nelle matematiche fu valente se cornggiosameute intrapresa e con sor-


72 UNI U N I

prendente felicità eseguita. Così fu a Ro- gina Cristina suo giar-


gli offrì ricetto nel

ma principalmente per una i." volta nel- dino del palazzo ora Corsini da lei abi-
la recente età debitrice l'Italia delia me- tato , ma poi per la condizione legale di
ravigliosa ristorazione,edel propagamen- Leonio non si effettuò. L'erudita società
to del vero buon gusto nella letteratura. divisò costituirsi in regolare letteraria ac-
Poiché prima avvenne nel glorioso
ciò cademia, e siccome quelli che la compo-
V, dotto e ma-
pontificato del gran Nicolò nevano col Leonio praticavano ne' prati
gnanimo, e di nuovo poi accadde nel de- presso Castel s. Angelo, ove recitavano
clinar del XVII secolo. La fioritissima le loro rime, uno della comitiva dal luo-

ed erudita letteraria accademia della ce- go campestre prese ad esclamare: Mi sem-


leberrima e dottissima Cristina regina di bra che oggi abbiamo rinnovata Y Arca-
Svezia (T.), insigne patrona della roma- dia. La proposizione fu da tutti applau-
na letteratura, notabilmente verso talee- dita e approvata. Ma Gio. M. a Crescim-
poca contribuì a preparare in Roma, di beni di Macerata e canonico di s. Maria
lei gradilo soggiorno, la grand'opera del- in Cosmcdin, ch'era uno degli astanti e
la riforma dello stravolto stile allora in «unico intvinst'codi Leonio, rimase da essa
•voga, «'della restaurazione del vero buon così altamente colpito, che convenne di
gusto. La riforma del pessimo e strava- formare con tal denominazione la nuova
gantissimo seicentismo, e lai/ idea d'i- accademia, con leggi e nomi pastorali,
stituireun'accademia a combatterlo e at- per rinnovar dell'antica Arcadia l'idea e
terrarlo nacque dal curialesco foro ro-
, la memoria. Imperocché nella prisca età

mano e da un causidico immerso nelle quella regione mediterranea del Pelopon-


controversie legali ciò prova falsa la ran-
; neso fu pel clima, pe'monti, selve e fiu-
cida cantilena, rbe alla gravità del foro mi, per l'abbondanza degli armenti e de'
mal si adattano gli studi ameni, e che le pascoli rinomatissima, e più anche famo-
Muse non ponno unirsi in amichevol con- sa per la vita pastorizia e innocente de'
sorzio con Pallade severa e colla rigida suoi abitatori, per genio e per costume al
Astrea. Vincenzo Leonio di Spoleto eser- suono e al canto inclinati, onde vennero
citava abilmente in Roma la professione da' greci e latini poeti cotanto celebrati,
di curiale, e versatissimo nell'umane let- anche nell'età più moderne co'carmi d'A-
tere le coltivò con indefesso fervore. For- zio Sincero e colle prose eleganti del car-
nito d'acuto criterio e dotato d'ingegno dinal Bembo. Penetrato Crescimbeni del
sublime, non poteva soffrire la maniera proponimento di Leonio e de'suoi amici
di comporre edi scrivere, seguila da'poe- e discepoli, si confermò nel concepito di-
ti e oratori, pieni d'idee ri dicole, di sten- segno di fondar un'accademia per oppor-
tate metafore ed' ampollose espressioni. si alla stravagante maniera di comporre,

Grande ammiratore diPelrarca, fu in Ro- edi richiamarecoll'esempio loro travia- i

ma il i . 'che osò di prenderlo per guida e ti ingegni alla vera e soda nobiltà e na-
modello nel poetare, e che tentò con fe- turalezza di pensare e di scrivere. Nell'ot-
lice riuscita d'imitarne la nobiltà dell'i- tobre 1 690 l'Accademia d' Arcadia fu
dee e la naturalezza dello stile. Alcuni istituitaacclamato custode generale il
,

giovani studiosi frequentando la sua casa, Crescimbeni, col nome pastorale d' A Ife-
du'sdggidi lui consigli illuminati, tosto ne sibeo, come lo presero gli altri, dividen-
seguirono divisamene e T effettuarono
i dosi le campagne d'Arcadia, quale ideale
con analoghi componimenti. Tale lette- poetico retaggio. Di recente si pubblica-
raria adunanza mosse l'erudita curiosità rono le Notizie istoriche sulPaecademia
di vari letterati per trarne profitto, ed il degli Arcadi, che ricordai nel voi. L1V,
Leonio ainorevolmeule li ammise. La rc- p. 266. Dello degl'inizi della celebrali»-
UNI UNI 73
sima Arcadia, avendone discorso in più giafo ogni letterario fregio, che in Roma
luoghi, de'beuemerili che combatterono si acquisti o da Roma provenga. Renaz-
il cattivo stile introdottone! compone in zi passa poi a trattare: De'lieti progressi
prosa e in versi, e che ristabilirono l'an- della letteratura romana Se nelle scienze.
tico buon gusto può vedere lo stesso
, si e quanto al secolo XVI II
convenga la gli

Crescimbeni, Le vite degli Arcadi illu- denomi nazione d'illuminato. Perchè il se-
stri, Roma 1708. Quanto a'rapidi pro- colo XVIII si possa chiamar secolo filo-
gressi della nuova accademia e de' mezzi sofico. Di alcune Accademie scientifiche
adoperati per propagarne dovunque sa- i in Roma fiorenti tra il fine del XVII e
lutari elicili; dell' origine della divisione il principio del XVIII secolo. Della Me-
d'Arcadia, e istituzione dell' Accademia ridiana formata dal Bianchini nella Chie-
de' Quirini (diversi dall'accademia de' sa dis. Maria degli Angeli. Dell' adu-

Quiriti istituita a' nostri giorni, pure in nanze e conversazioni letterarie. Delle
Roma, alla quale mi onoro appartenere, nuove biblioteche pubbliche. De'miglio-
e ne feci parola ne'vol. L\ 111, p. i5i, ramenti di tutta la letteratura, e de'di-
LXXIM, p.99 ancor essa ora celebra il
: zionaii di scienze e arti, col mezzode'qua-
Natale di Roma); e di alcuni arcadi più li s'è facile l'acquisto delle cognizioni,
famosi, ragiona Renazzi; oltre di qualche per chi si limita senz'alili studi a leggerli
altro più insigne poeta vissuto in Roma per far pompa di sapere, dice eh' è una
sino verso la metà del XV1I1 secolo, co- superficiale nozione della scienza, non po-
me de'più celebri ivi nati; e dice pure del tendosi «/dizionari fare il giro delle scien-
Teatro^.) la no e rappresentazioni del-
ti ze e divenir dotto in qualche particolare
le commedie di Plauto e di Terenzio. Per- facoltà, bensì ne agevola la cognizione.
ciò narra pure il valore poetico del cav. Del resto, tuttavia conviene Renazzi, che
Bernardino Perfetti di Siena, improvvi- i rendono comuni le letterarie
dizionari
satore pieno d'entusiasmo, facile ed ele- non solo agevolano la fatica, ma
dovizie, e
gante. Posto in Roma a rigoroso cimen- somministrano a' letterati la maniera di
to, nell'Arcadia e in altre pubbliche adu- menar vita più comoda e agiata, eziandio
nanze, ne fu solennemente conosciuto il senz'astringerli a intisichire continuamen-
merito, e anche premiato nella maniera te tra la polvere delle biblioteche.e a dover
per un poeta la più lusinghiera e glorio- consultare ad ogni incontro opere volumi-
sa. Benedetto XIII per far cosa grata al- nose, e ad immergersi tra farragine immen-
la gran duchessa di Toscana Violante sa di libri. Considerai dizionari del suo tem-
di Baviera di lui protettrice, ordinò che po come il lusso del la Ietterai tira, e con vie-
dopo alcuni sperimenti estemporanei sul- ne che ne sono certamente il raffinamen-
l'eccellenza del poetare, e dopo l'autore- to.Dice buoni e utili dizionari quando
i

vole giudiziodell' Arcadia, si coronasse so- siadoperano dalle persone dotte per op-
lennemente Campidoglio dal magistra-
in portuno e facile comodo di risvegliare in
to romano che ricevè
col poetico alloro, mente le idee loro già cognite, di richia-
dal senatore Frangipane. Seguita la fun- mar alla memoria i fatti, di procacciar-
zione, con singoiar vivacità ed eleganza si prontamente notizie o sfuggite o igno-
il Perfetti espresse i sensi del grato suo rate. Finalmente a quelli, che per passa-
animo verso il Papa e il senato romano, tempo, per piacere, per trattenimento a-
che a tanto onore aveanlo sublimato. Di mano di prender qualche erudizione e
ciò parlai in più luoghi. Così rinnovossi d'istruirsi superficialmente, opportunis-
un'eclatante funzione, che già eseguita pel simo n'è l'uso e aggradevole la lettura.
Petrarca e stabilita per Torquato Tasso, Dopo aver discorso de'romani e forastie-
rende palese quanto sia stalo sempre pre- ri scrittori e dotti, e de' più degni di spe-
.

74 UNI U N I

cial menzione, dice che il cav. Prospero nellamaniera di scrivere la storia, e spe-
Mandosio romano peli.°e innanzi di lui cialmente la letteraria,non erano spunta-
s'affaticò di proposito a raccogliere, ordi- ti que' lumi che scintillarono nel secolo
nare edare in luce notizie illustranti spe- XVIII onde non essendovi allora di me-
;

cificatamente la letteratura romana. Egli glio sulla storia letteraria romana, la Bi-
non solo perla varia e singoiar erudizio- bliotlieca fu accolla avidamente e cele-
ne di cui era ornalo, ma molto più anco- brata con meravigliosi elogi. Il Renazzi
ra pel suo nobile divisamento, fu esempio riporta quello degli eruditi di Lipsia pub-
che mosse a seguirlo Renazzi, che perciò blicato nel 1 683, Act.Erud. Lipsiae mena
lo rammenta con distinta lode, e propo- /unii. Un altro frutto degl* incessanti tra-
ne alla grata riconoscenza di tutti que' vagli del cav.Mandosio fa il Theatntm,
che simile al suo nudrono affetto e im- in quo maxìinorum Christiani Orbis
pegno patrio, pe'pregi e gloria della ro- Poiitìjìcum Archiatrós spcctandos exi'
mana letteratura. Dopo aver fattoMan- be £,Romae 1 696. Quest'opera è composta
closio il corso degli studi, pervenuto a ma- con maggior esattezza d'ordine e più scel-
tura età, con ardore proseguì a studiare tezza di notizie dell'altra, e meritò anch'es-
per sempre più una gran par-
istruirsi, e sa le lodi de'dotti oltramontani, tra'qoa-
te del suo tempo impiegava a leggere, co- li si distinse {(.estuerò nella Biblioth. Me-
me notificò nella prefazione d'una di sue die, Jenaeiy4^' M
a quanto mancasse al
opere. Non leggeva senza notare in car- suo compimento e perfezione, beo lo di-
r
ta e con ordine determinato distribuire mostrò l'insigne mg. Gaetano Marini, il
le cose che fissavano la sua attenzione, le quale per supplirvi pubblicò Degli Ar-
notizie più singolari e opportune.Aven- chiatri Pontifidi,m due volumi, vero te-
do così cumulato un dovizioso complesso soro d'erudizione, nel fine del 2,°rislam-
di nozioni le pubblicò in 2 tomi eoi ti- pando l'opera del Mandosio divenuta ra-
tolo: Biblìotkeca Romana, seti Roma* ra. Lasciò il Mandosio altri mss., special-
iiurtim Scriptoruni Centuriac, Il orna e mente intorno alle nobili famiglie roma-
1682-90. Divise l'opera in centurie e o- ne, che mio de'suoi nipoti nulla curando
gui volume ne contiene una decade. Vi le lettere e le studiose e laboriose fatiche
sono compresi non solo moderni, ma an- i dello zio , li fece girare per la città per
co gli antichi scrii tori nati in Roma, sen- ignobilmente venderli! Mandosio fu an-
z'ordine cronologico e nomenclatura al- co sufficiente poeta, frequentò l'Arcadia
fabetica, o di serie delle materie da essi con buona comparsa, godè la stima de'
trattate. L' idej fu eccellente e di som- dotli contemporanei, morì di circa 8 1 an-
mo alla romana letteratura, on-
decoro ni nel 1724, e fu sepolto nella chiesa di
de Mandosio è commendevole, per a-
il s. Maria in Monticelli con iscrizione in
,

verla immaginata e mollo più eseguita il cui è detto; Qui prisca ino rum probi ta-
meglio che potè. Tra gli scrittori d'oscu- te, Eruditis Òperibus in lucem editis, Et

ro nome e di mona importanza, nella Hi- Equestriuni disciplinarum cultu Salis


blìolheca s'incontrano scelte e belle noti- clarus, Nunquam ferialus a Studiis. Co-
zie d'altri scrittori romani, le quali sareb- sì nel periodo di tempo accennato brillò
be dillicile trovare in altri così riunite, o la letteratura romana di nuova immensa
almeno bisognerebbe grande pazienza e luce, che assai lungi spande fecondi e ful-

immensa fatica. Del rimanente l'opera gidissimi raggi ; allora all'università de-
manca di discernimento e di critica, ed gli studi di Roma s'infuse più robusto vi-

il lleuazzi scusa I' erudito e infaticabile gore, per risalire al primiero suo stalo di
autore , per le circostanze del tempo in consistenza e di rinomanza.
cui compilò la sua biblioteca, quando cioè Gloriosissimo avvemmentofu peri ai-
U N ! UNI 75
chiginnasio romano l'elevazione al pon- per riguardo che ve le posero
a' rettori
tificato dell'immortale Benedetto XIV, tiiuno le avea rimosse. Ora però volere,
da cui le derivarono maggiori splendi*
i che subito fossero demolite , acciò se ne
di ornamenti, la sua gran rifórma. La so- perdesse la memoria; come ne' seguenti
dezza e vastità di dottrina dell'insigni sue giorni fu eseguito. Nel salone superiore,
opere, gli procacciò la stima de' dotti di ove prese ristoro e ammise al bacio del
tutta Europa, e meritamente fu acclama- piede, gli fu presentato un corpo dell'o-
to uno de'maggiori scrittori fioriti nel suo pere di s. Agostino superbamente legato,
secolo, e anche come forse il più illumi- un bel mazzo di fiori finti, e un'orazione
nato e dotto de'Papi, al dire di Renazzi; in sua lode magnificamente stampata e
ed uno de' più grandi pure lo fu certa- a' circostanti distribuita. Agli avvocali
mente nel governo della Chiesa e del prin • concistoriali nel iy4^ con breve concesse
ci palo temporale della s. Sede. Già ascrit- luogo piùdecoroso nelle Cappelle Ponti-
to al rispettabile collegio degli avvocati fìcie e nelle processioni papali, ed il pri-
concistoriali e rettore deputato del pub- vilegio dell'altare domestico per la mes-
blico studio^ tosto per affezione rivolse le sa. Nel 1743 essi l'invitarono a celebrar
mire all'ingrandimento di quello con al- la messa nella festa di s. Ivo, ed egli vi si

tre prerogative e onorilìcenze, e alla ri- recò accolto come nella 1. "volta, ludi con
forma di questo il cui fervore erasi illan- bolla de' 29 agosto 744» i-**C conspi- 1

guidito dopo la morte del vigile cardinal cnos ordines, del 1. 1, p. 170, Bull. Be-
Spinola, sia l'impegno de'professori nel- ned. XI F 3 confermò al collegio retlora-
'

l'insegnare e sia la frequenza de'discepo- le degli avvocali concistoriali tutti i di-


)i nell'intervenire alle lezioni; le vacanze ritti, privilegi e distinzioni, di cui o per
erano troppo numerose, e queste in ar- antica consuetudine o per concessioni pon-
bitrio de'professori spesso regolate a ca- tificie il medesimo già godeva. Ne fissò
priccio nelle proprie scuole. Benedetto l'invariabile numero a 1 ?., compresi i na-
XIV che da per se avea conosciuto tali zionali; e siccome per gli altri per lo più
e altri abusi, stimò conveniente di ripa- ammettevansi nel collegioa succedere per
rarvi con generale riforma. Primieramen- coadiuloria i figli e nipoti degli stessi av-
te per palesare il suo amore verso il col- vocati, se l'opportune qualità in loro con-
legio rettorale e la particolar sua cura corressero, avendo ciò annullato Clemen-
pel pubblico studio, questo visitò nel sud- te XII con autorizzare gli uditori di Ro-
detto giorno festa di s. Ivo, ricevuto da' ta nelle vacanze a presentare 3 individui
cardinaliSacripanteeCoriogià rettori del donde Papa seglieva il nuovo avvoca-
il

medesimo. Celebrata la messa nella cine- to, Benedetto XIV invece concesse que-
si», nel partirne si fermò nel mezzo a guar- sta prerogativa allo stesso collegio degli
dare le 12 statue degli Apostoli di calci- avvocati concistoriali. Final mente dichia-
naccio e bruita torm.i, collocale nelle sim- rò il Papa, che il mantellone di color ne-
metriche nicchie da Borromino fatte per ro , lungo e tondo e lateralmente alle ,

ornamento, da'ieltori Buratti e Fagnani braccia aperto, fosse privativa veste degli
seniore con gusto gotico. Rivolto al retto- avvocati concistoriali, né potessero gli u-
r
re mg. Valenti, gli disse in serio: La bel- ditori di Rota usarlo senza licenza delcol-
lezza di questo tempio rimaner deforma- légio. Sembra da ciò, che sino a quell'e-
ta dalla mostruosità delle statue, che da poca gli Uditori di Rota (meglio è ve-
avvocato concistorialeavea setnpreguar- dere tale articolo) si servissero della stessa
dato con fremito di ribrezzo e sdegno, veste talare, e crede ancora Renazzi ch'es-
che in una Roma e in tal luogo fosse e- sa ne' tempi anteriori fosse promiscua-
sposto quel disonore della statuaria, e che mente usata in Roma dalle persone ad-
76
UNI UNI
dette alla professione legale, ed in tal fog- ni di loro prerogative, fatte dopo la pub»
gin egli vide vestito Munto, espresso in blicazione di talearticolo, le accennai nel
un dipinto nell'atto d'insegnare sulla cat- voi. LXXI, p. 8, anche sul numero at-
tcdra. Nella ricordata bolla, quanto alle tuale delle lauree da conferirsi. Gli av-
cose spettanti all'università, in i.° luogo vocati concistoriali a contestare pubblica»
Benedetto XIV
approvò e confermò con mente con perenne monumento lagrati-
gi anele ampiezza di parole e di formoli*, trilline verso Benedetto XIV, in un lato
l'unione del rettorato dell'università al del gran salone dell'università, dove si a-

collegio degli avvocati concistoriali, rati- duna il collegio e si conferiscono le lau-


reandosi le facoltà ipsum Gymnasium, ree dottorali nella facoltà legale, collo-
cjusque Ecclesiam, Scholas, et Biblio- carono dentro nicchia tra due genii o put-
tkecani regi udì asservandi et guber-
, ti che tengono le bilancie e la spada il ,

uandi; e altresì di far promulgare, mu- suo busto in marmo, lavoro assai pregia-
taree rinnovarequegli statuti, ordinazio- to del Cornacchini, o Antonio Corradini
ni e provvedimenti, che dalla maggior come vuole Venuti, scultore dell' impc-
parle degli avvocati si conoscessero spe- ratrice M." Teresa; e sotto di esso fece-
c! tenti al miglior regolamento e maggior ro incidere l'iscrizione che riprodusse Re-
vantaggio del pubblico studio. Perciò si nazzi. Finalmente nella bolla riferita, iu-
rinvigorì la giurisdizione del rettore, già oltre Benedetto XIV attribuì o confer-
nel principio del secolo controversa e coni- mò agli a v vocati concistoriali il gius di da-
baltuta dal cardinal camerlengo; fu que- re il suffragio insieme col cardinal camer-
slo un colpo maestro a favore dell'auto* lengo.ne'concorsi perla scelta de'pubbli-
riià rettorale, e produsse gli effetti avuti ci piofessori, che fossero per tenersi a tal
in miia. Di più benedetto XIV confer- uopo innanzi al medesimo. In progresso
mò agli avvocati concistoriali 1' antico Io- dell' articolo sono andato notando a chi
ro privilegio d 'esaminare i laureandi e di ne'di versi tempi sia appartenuto il dirit-
[>i innovelli al dottorato nella facoltà ci- to dell'elezione de'professori nello studio
vile e canonica, coll'autorità del cardinal di Ruma. [Nel secolo XVII nou vi fu re-
camerlengo gran cancelliere dello studio gola certa circa l'elezione de'cnedesimi, i

romano. Su tal privativo privilegio, gra- Papi e i cardinali camerlenghi per lo più
vi e pertinaci controversie erano insorte a proprio piacimento li deputarono. Al-
tra' detti avvocati, e il primario collegio cune volte però costumò
d' invitare a
si

prelatizio della curia romana de'protono- qualche cattedra con editto chi volesse far
tari apostolici , i quali a loro pure soste- sperimento di sua idoneità. Così s' intro-
nevano appartenere il diritto di conferir dussero concorsi che tenevano avanti
i

la laurea dottorale in leggi. Le sopì Ur- qualcuno de'cardiuali protettori, ovvero


banoVUI accordando a'protonolari par- del camerlengo coll'intervento degli nv-
tecipanti il privilegio di creare animai- vocati concistoriali. Nel i65o inlimossi il

mente iu Roma 4 dottori legali. Il seme concorso per conferire la vacante lettura
delle discordie tuttavia sussistendo tra' dell'istituzioni civili , da tenersi avanti il

due collegi, Benedetto XI V volle sbarbi- cardinal Capponi, uno de'prolettori del-
carlo interamente, con contentare i Pro- Io studio e a ciò deputato. Ma poi i su-
tonatori apostolici^ /'^partecipanti, ac- periori per lo più sceglievano a loro buon
crescendo loro in della Ih, Ila sino a 6 il grado nuovi professori.
i Innocenzo XII
numero de'doltori, che da quelli.si potes- ebbe in uso di nominarli egli slesso, e le
«ero iu avvenire liberamente e privativa- sue scelle furono quasi tutte eccellenti. In
mente iu lloma nel diritto civile e cano- tal guisa proseguì la cosa anche nel se-

nico laureare. Le posteriori modilìcazio- guente secolo, come nel precedente e si-
UNI UNI 77
no a Benedetto XIV. Al metodo di sce- mezzo ad ogni altro preferibile, e se ve-
gliere per concorso pubblici professori
i ramente produca l'effetto con esso pro-
die questo Papa la preferenza, e ne pre- postosi d'aver sempre professori abili e
scrisse il regolamento colla ricordata bol- quali si ricercano per insegnare in un pub-
la. Ne'concorsi per le cattedre legali, vol- blico studio, dice: Che lo stesso benedet-
le che l'esame de'candidati si facesse da- to XIV, che 1' uso de' concorsi approvò,
gli stessi avvocati concistoriali. 1 concor- non ne fu pienamente persuaso, dichia-
renti poi alle letture nell'altre facoltà do- rando non doversi fare per invariabile si-
vessero esaminarsi da assessori periti in stema; ma quoties ita Nobis, et Succes-
con assenso del car-
esse, scelti dal rettore soribus nostris placuerit. Il p. Curala poi,
dinal camerlengo,il parere de'quali e que- storiografo dell'università, eletto da Be-
sto e gli avvocati seguissero nel dare lo- i nedetto XIV nel 1 749 senza coucorso, ri-

ro voli. Compiuto f esame, ingiunge la levò la ragione che ridondava in suo de-
bolla di farsene rapporto al Papa, ut va' coro e giustificò la di lui scelta. Dichiara
canti cathcdrae seu lec tur ac de persona pertanto, che gli uomini veramente dotti
habili>et idonea auctorì tate Apostolica e che hanno fissato la loro riputazione
provideatur. Non
però l'uso de'concor- con opere date alla luce, ovvero per ma-
si dovea aver luogo impreteribilmente, gisteri altrove con lode esercitati, mai o
ma quante volte nelle rispettive vacanze almeno rarissime volte vogliono esporsi
fosse piaciuto a'Papi d'ordinarne la con- nicimento sempre equivoco e
, incerto
vocazione. Doversi tener sempre coll'au- d'un concorso (anco per benefizi ecclesia-
toritàe alla presenza del cardinal camer- stici), e al giudizio or non bene illumina-
lengo, a cui il Papa die il diritto del du- to, or appassionato e prevenuto di poche
plice suffragio. Nella sua abitazione tene- persone in parte fornite di sole cognizio-
vasi il concorso, in cui il rettore introdu- ni forensi. Per provvedere un bravo e ac-
ceva i candidali dal cardinale , il quale creditato soggetto, prudentemente Bene-
estraeva a sorte un lesto di legge, l'inter- detto XIV riserbo a' Papi l'arbitrio di
pretazione del quale doveano concorren- i procedei e all'elezione senza concorso. In
ti stendere iti 24 ore, e poi nel dì seguen- altre università i concorsi non si faceva-
te recitare a mente innanzi il cardinale e no sui personali con esibire i
esami, ma
gli avvocati concistoriali collegialmente propri requisiti, onde procedere tra'mol-
adunati. Terminata l'interpretazione 0- ti aspiranti alla migliore elezione. Dirò io,

gni avvocalo proponeva all'esaminando che generalmente si osserva, giovani fre-


i

una da sciogliersi da lui sul mo-


difficoltà schi di studio, senza avventurare riputa-
mento. Per togliere poi qualunque discre- zione,con animosa franchezza affrontano i

panza nell'ordine dell'esame, i candidati coucorsi; mentre i provetti, sebbene ma-


siammettevano a subirlo secondo l'estra- turi nelle scienze, ma privi del vigore gio-
zione che prima facevasi de' loro cogno- vanile e regolati dalla prudenza, difficil-

mi. L'idea di conferire in Roma le catte- mente si espongono a'pubblici esperimen-


dre magistrali per concorso da effettuar- ti, trepidando sull'umana debolezza di
sicon formale sperimento dell'idoneità e smarrirsi e restarne mortificati con pre-
dottrina de'concorrenli, dev'essere pro- gi udizio del loro credito letterario. A'gio-
venuta a somiglianza del disposto dal con- vani poi restando tempo di tentare nuo-
cilio di Trento e dalle successive pontifi- vi audacemente rientrano nella
concorsi,
ciecostituzioni,perla collazione dellePar- palestra e facilmente conseguono l'inten-
tocchie e altri Benefizi ecclesiastici. Il to. Conclude il Renazzi, genericamente e
Pienazzi sulla questione, se il provvedere in astratto parlando: 1 concorsi per l'u-
generalmente le cattedre co'coocorsi sia niversità romana, se non il migliore, né
7
3 li » 1 U N I

il più sicuro, sono fuor di dubbio il mez- riforma sarebbe seguila a genio del col-
zo meno inopportuno di scegliere i pro- legio rettorale, e senza che esso nulla a-
fessori. Si apre l'adito ad alcuno di dar Tesse a temere dell' altrui disgusto, poi-
saggi di raro ingegno, che gloria accresca ché il cardinal Annibale Albani camer-
all'università; è un argine agl'impegni e lengo mal soffriva qualunque innovazio-
favori di chi comanda e di chi regola; e ne. Quanto mg/Pirelli avea accortamen-
sebbene il maneggio e le prevenzioni te disegnato, tanto avvenne con meravi-
ponno introdursi pure ne'concorsi, non- gliosa facilità. A'4 agosto 1746 eletto ret-
dimeno l'influsso non può essere univer- tore Nicolò de Vecchis, mg/ Pirelli a-
sale e costante. Promulgata la bolla In- vendo altamente dichiarata nulla l'elezio-
1

ter conspìcuos ordines, soddisfatto il Pa- ne, l'eletto offeso rinunziò; allora mg. Pi-
pa alla sua propensione pel collegio de- relli brigò per mg/ Argenvilliers benché

gli avvocati concistoriali , e questi colini giuuiore, e gli riuscì di farlo promulga-
di gioia pe' loro privilegi e diritti accre- re rettore. La maggior difficoltà fu l'iii-
sciuti e consolidati , cominciò a ribollir d urlo ad accettare, comprendendo di non
r
fervidamente il progetto di nuova e gran potervi accudire; ma mg. Pirelli si offrì
riforma dell'uni versila. Il Papa stesso ne pronto, sotto la sua direzione, a supplir-
ravvolgeva in niente il pensiero sino dal- lo. Allora il rettore Argenvilliers, cou in-
la sua assunzione al pontificato, che la de- telligenza dei Papa, introdusse subito una
strezza dimg. "Valenti penetrò, onde s'ac- novità, assumendo per aiuto nell'eserci-
cinse con alcuni professori a combinarne zio del rettorato il suo promotore mg.'
il piano, per cui i colleghi ingelositi lo ri- Pirelli, e l'avvocato de Vecchis per pla-
Diossero dal rettorato, al modo riferito carlo e smorzar che la singola-
le dicerie
più sopra. Per operare la riforma , va- re novità avea prodotto. In sostanza pe-
r
gheggiata da Benedetto XIV per la cor- rò il solo mg. Pirelli ebbe dall'Argen-
rispondente gloria, e dagli avvocati con- villiers le redini del rettorato, e le tenne
cisloi iati per spiegare con essa tutta l'au- in sue mani; quindi l'ansietà sua di figu
torità rettorale, si andarono rimovendo rare e di comandare nell'università restò
gli ostacoli. Apparteneva al collegio mg. appieno soddisfalla. Il tempo era venuto
Pirelli, poi cardinale, ansioso di figura- a tentare opportuno il gran colpo, di por-
re e di far solleciti avanzamenti per giun- re il giogo a' lettori, di toglier di mezzo,
gere alla tanto bramata porpora; a per- o almeno d'infievolire a»sai l'autorità dei
venire al conseguimento de'snoi aspiri e camerlengo nell'università, e di farvi pro-
alla sospirala riforma, concepì il disegno fondamente abbarbicare le radici della
r r
nuo\ o rettore mg. Cle-
di far eleggere in giurisdizione reltorale.Comiuciò mg. Ar-
mente 'Argenvillìcrs, poi cardinale. Na- geuvilliers coi suo intraprendente corag-
to in Roma e d'origine nobile francese, gio, a intimar il concorso per le letture
benché conoscitore delle glorie militari legale e di botanica ; per lai/ restò pre-
de'di lui avi, sin dal tempo d'Enrico IV, scelto Silverio Orbini, per la 2." il p. ab.
invece della Spada, sempre a chi If im- d. Gio. Francesco Maratti vallombrosa-
pugna cimentosa strinse e si fece largo
, no. Indi e senza partecipazione al camer-
collaPenna vestendo la Toga. Il foro fu lengo , istallò ambedue nelle cattedre e
il suo campo di battaglia, di onore e di loro spedì la patente. Continuando negli
fortuna. Divenne uuo degli avvocali con- animosi suoi passi, all'ombra del pontifi-
cistoriali giuniori, da Benedetto XIV e- cio favore o fors' anche cou iulelligenza
lello per Uditore del Papa ,e presso cui del Papa, mg/ Argenvilliers, ex abrupto,
era in sommo credito e gran favore; per- col solo suo nome e di propria autorità,
ciò potente e di caratici e furie, onde la pubblicò alcuni edilli scolastici, che amo
L N I UNI 79
allora si promulgavano col nome in fron- ricevuti da loro lumi e notizie, di essi non
te e per autorità del cardinal camerlen- più fece conto; soltanto coll'Argenvilliers
go, ed appena vi pose il solo di lui stem- e colDe Vecchis compilando la riforma,
ma, ed nomi i del Papa e del senato roma- il che fece scontenti gli slessi colleghi te-
no. Queste e altre simili innovazioni, fat- nuti all'oscuro. La giand'opera della ri-
te bruscamente, esacerbarono assai l'ani- forma, manipolala dal detto triumvirato,
mo del cardinal Albani , e fini di disgu- fu sanzionata da Benedetto XIV col chi-
r
starlo altamente il sentire intavolata sen- rografo diretto a nig. Argenvilliers, Ci
za sua intelligenza la rifui ma dell'univer- e stato da voi rappresentato, de' 1 4 ot-

sità, con cui intendevasi dilatare a esclu- tobre 748, presso


1 il Renazzi. Primamen-
sione d'ogni altra la giurisdizione retto- te ridusse tutte le Iatture da ordinarie «
rale. Il Papa era persuaso, die al camer- straordinarie, a quotidiane come le le-

lengo come gran cancelliere dell'univer- zioni dell'istituzioni mediche e legali; poi-

sità, nulla più. competesse che d'esser- ché innanzi alcune si tenevano in deter-

ne considerato qual principal capo , per minali giorni e dice vansi ordinarie innu-
proteggerla colla sua autorità con una metodi 60 circa, allre ne'dì festivi echia-
certa superiorità d'ispezione; ma chela mavausi straordinarie. Le quotidiane o
giurisilizioue speciale, e il suo esercizio d'ogni giorno si stabilirono ue'dì feriali,
privativamente appartenesse al rettore. secondo l'indicazione del calendario sco-
Senza quest'opinar del Papa, l'Àrgenvil- lastico stampato ogni anno. Si eccettua-
liei s non avrebbe preso a cozzare con un rono però le lezioni di teologia scolasti-
cardinal Albani nipote di Clemente XI e ca e di controversie, le quali furono con-
camerlengo. Questi replicatamele fece servate, a memoria dell'antichissimo uso
energiche rimostranze col cardinal Silvio dell'università, come straordinarie le ,

Valenti segretario di stato, e vedendo che quali cioè si dassero ne'giorni festivi, e in
inutilmente riuscivano le sue forti lagnan- cui le lezioni quotidiane vacassero. La-
ze, gli dichiarò che per onor suo e della sciandosi intatta la divisione del corpo lu-
rappresentanza avrebbe rinunziato. Il se- terò dell'uni versila in 3 classi,cioè di legge,
gretario di stato rispose cbe non poteva di medicina e dell'arti, si ridussero i pro-
portar al Papa proposizioni di rinunzia fessori di ciascuna delle prime due classi a
se non in iscritto. Il cardinal Albani ina- soli 6, con cattedra e stipendio; si aggiunse
sprito, in un momento di calore, nel feb- un altro lettore soprannumero ad ambo
braio I747> stese e mandò la rinunzia, eh e le classi coll'obbligo di supplire, d'ordine
fu tosto accettata. 11 cardinale lusingan- del rettore, a'Iettori numerari infermi o
dosi che noi fosse, si pentì dell'impetuo- impediti, senza perciò poter pretendere
so suo giusto riseutimeuto e ne pali ram- stipendio, tranne il caso d'aver letto per
marico. Benedetto XI V poco dopo dichia- un'iutiera terziaria, ricevendo allora con-
rò camerlengo il cardi nal Valenti, che riu- veniente ricognizione. I 6 lettori legali di
scì propensissimo all'università. Frattan- numero furouo assegnati: 3 per l'istitu-
r
to mg.Pirelli provocando l'effettuazio- zioni canoniche, civili e criminali, uno
ne della riforma, ebbe il contento di ri- pel decreto di Graziano, uno per le Pan-
cevere l'incarico di formarne il piano da dette, ed un altro per qualche materia
r
mg. Argenvilliers e per commissione del criminale, civile o canonica ad arbitrio
Papa. Mostrando in principio di far con- del rettore. De'6 lettori medici, 2 si as-
to de'leltori, se ne valse d'alcuni e preci- segnarono per 1' istituzioni di medicina
puamente di d. Pantaleo Balsai ini, istrui- teoretica e di medicina pratica , altri 2
tissimo delle cose dell'università, che di per un trattato medico-teorico e per un
buon grado gli conseguo i suoi ni ss.; ma trattato medico-pratico, uno per fistili»-
So UNI DUI
zioni di botanica nuovamente aggiunto, ebbero alcun com -
lezioni quolidiane,non

e un altro peri' istituzioni chirurgiche e penso come richiedeva l'equità. Si criticò


anatomiche. A questi si aggiunse il let- che in Roma, fonte de' canoni, e sotto un

tore per l'istituzioni e sperimenti chimici, Papa canonista fu soppressa la lettura


,

la cui cattedra erasi quasi istituita. Sop- delle Decretali, di cui specialmente com-
pressi i passaggi delle cattedre, e gli sti- ponesi il gius pontifìcio. Egualmente si
pendi straordinari d'Innocenzo XII , si volle censurare^ che la riforma raggiran-
volle che ogni professore perseverasse nel- dosi sui lettori e sulle lezioni, uonsi prov-
la sua lettura, gli stipendi doverli rego- vide perchè fossero frequentate, non vi fu
golare l'anzianità del servizio ; si assegnò affatto l'emulazione che incoraggia. In-
a' due più. anziani di ciascuna classe an- tanto che si maturava la riforma, Bene-

nui scudi 4°°i a'due meno anziani 3oo, detto XIV volse le sue cure ad accrescere
ed agli ultimi due 200. Fu rinnovato il i comodi ,
gli ornamenti e lo splendore
disposto di Leone X, cioè che professori i dello studio romano. L'orto botanico tra-
non potevano assumer cariche che loro im- scurato e imboschito, fu riordinato e ac-
pedissero l'esercizio della leltura; le pun- cresciuto: nella sala pentagona si costruì
per ritardi o ommissioni di lezio-
tatili e la cattedra pel professore , ed i comodi
ni, da ritenersi sugli stipendi, tranne il necessari pe'discepoli e per l'oslensioni.
caso d'infermità. Al rettore fu commessa Il Papa gli donò due oncie dell' acqua
la formazione del calendario scolastico Paola, ed al professore medico destinato
co'giorni e ore delle letture, l'assegno a' a spiegarla virtù e l'uso dell'erbe, ag-
lettori delle materie da esporsi, e la visi* giunse il suddetto professore di botanica
ta settimanale delle scuole sparse ne'rio- pratica. Di persona si recò sul Gianicolo

ni di Roma, da eseguirsi anco da un col- e visitò l'orlo a'7 aprile 1 744» e come ge-
lega. Sull'elezione de'professori, confer- niale per la botanica ne rimase soddisfa-
mò la disposizione del 1744* L'intera tissimo, e vi assegnò un semplicista. Non
giubilazione fu determinata a /j<> anni di era quasi mai mancata nell'università la
lettura, meno di 60 scudi a 3o anni di lettura di matematica, ma però per lo
servizio, e la metà di stipendio dopo 20 più consisteva nella spiegazione degli ele-
di letture. I residuali scudi 480 degli scu- menti di geometria, algebra e aritmetica,
di 6000 della dogana dello studio, si po- fiorendo nell'altre università le discipli-

sero a disposizione del rettore per l'osten- ne matematiche nelle parti più sublimi
sioni anatomiche, coltura dell'orto bota- e astruse. Così in esse coltivavasi pure la
nico, mantenimento di macchine pegli chimica, disciplina meravigliosa che va
sperimenti fisici, del macchinista, e del- a sorprendere e analizzar la natura sino
l'incisore anatomico, e per sovvenzioni ne'primi suoi elementi, e cominciava già
a'iettori nella pubblicazione d'opere. Fi- la scienza divenir di moda onde , fece i

nalmente si die al rettore piena e libera sorprendenti e meravigliosi progressi che


facoltà di dar ordini, spedir patenti, Col- ammiriamo, mentre l'archiginnasio era
mar decreti e pubblicar editti anche pe- privo di sua cattedra. Avendo il Papa con-

nali. Osserva Renazzi sulla riforma di cesso la privativa della stampa per la
Benedetto XIV , che sebbene le sue in- Gazzetta francese politica e letteraria, ol-
tenzioni fossero dirette al maggior pub- tre calendari, introdotta in Avignone
i

blico comodo e utilità , e in varie cose da Alessandro Giraud, per l'annua rispo-
colse nel seguo, generalmente però non in- sta di 4ooo lire francesi, il cardinal Va-
contrò plauso, e più assai furono mal- i lentiche amava e proteggeva le scienze,
contenti che i soddisfatti. In vero pro- i propose d'applicarne il provento all'ere-
fessori cui fu raddoppialo il peso colle zione di due letture, una di malemali-
,

V N I UNI 81
che sublimi, e l'altra di chimica, e nelle ad onta dell'assiduità de'professori.Laou-
spese occorrenti pe' chimici sperimenti. de a promuovere nella gioventù l'impe-
Perciò Benedetto XIV con bolla dell'i i gno a compiere nelle rispettive classi il
ottobre i y4^> donò ad hoc all'università corso degli sludi, nel 1 754 il collegio ret-
il detto provento, ed ordinò 1' erezione torale decretò che ogni anno si dovesse-
di due cattedre, una per le parti più su- ro gratis laureare due scolari , a titolo
blimi delle matematiche, l'altra di chi- di inerito e d'onore, ed acciò servisse lo-
mica, assegnando a'due professori annui ro di requisito per oliare agi' impieghi
scudi 200 per ciascuno. Già come dissi se per un triennio avessero atteso agli stu-
avea provveduto alla lettura di fisica spe- di legali nell' università , dopo conve- i

rimentale, importantissima scienza cui si nienti sperimenti d' idoneità mediante


,

sono fatte grandiose scoperte e prodigiosi funzione pubblica e solenne, coli' inter-
progressi, con assegnarla al celebralo p. vento del collegio rettorale e del corpo
Jacquier perchè v'insegnasse la fisica mo- de' professori d' ogni facoltà; il che pro-
derna, e con tutto quell'apparato di no- dusse felici conseguenze, e nel luglio 756 1

zioni e di presidii che fossero necessari. si eseguì per la 1


.* volta questa nuova sco-
Quindi nel piano superiore dell'archigin- lastica premiazione. I due candidali, do-
nasio , verso la chiesa di s. Giacomo, fe- po aver recitato egiurato la consueta pro-
ce preparare il teatro pegli sperimenti fi- fessione di fede, brevemente esposero de'
sici; eper l'operazioni chimiche l'oppor- lesti civile e canonico. Allora il rettore de

tuno laboratorio nel pianterreno verso o- Vecchis pronunziò elegantissima orazio-


riente. III." venne corredato di macchine ne, acconcia mente ri levando il pregio del-
e d'istromenli all'uopo occorrenti; il 2.°fu la nuova letteraria istituzione , infiam-
fornito de' necessari attrezzi e vasellami. mando i giovani a conseguire un pretino
Il teatro anatomico preesistente sotto il così decoroso; e ricolmando delle meri-
portico, si rese più luminoso con altra fi- tate lodi i due candidati, gli accese a pro-
nestra, e restaurato con eleganza : in se- seguire il sentiero dell'onore e della glo-
guito fuvvi adattata contigua stanza per ria, augurando loro premi maggiori. Do-
le preparazioni anatomiche, co' vasi e istro- po che fu conferita colle solite forma-
di
Poichèsembrava tutto-
rneuti occorrenti. litàad entrambi canditali la laurea dot-
i

ciòormai felicemente compiuto a decoro torale, e il più anziano con breve orazio-
dell'archiginnasio, volle Benedetto XIV ne rese le debite grazie al collegio retto-
tornare ad onorarlo di sua presenza, per rale e a'professori legali, per 1* istruzio-
gustare co'propri occhi gli effetti di sue cu- ne da questi ricevuta sì completa e pro-
re. Per la festa di s. I vo del 1
j5 1 , si portò ficua, e a quello per l'onorifico premio,
a celebrar la messa nella chiesa, ricevuto con cui avea coronalo le loro giovanili
coli' apparato della precedente venuta. letterarie fatiche. Per gli scolari pure di
Indi servilo dal cardinal Cavalcioni e dal teologia e di medicina s'introdusse con-
rettore Argenvilliers, girò per l'edifizio, temporaneamente per superiore auto-
vide nuovi
i teatri, e andò a posarsi nel rità lo stesso uso, e il metodo stesso di
gran salone al trono preparatogli. Ri- laureare. Quindi il collegio de'leologi e
focillatosi, ricevè da tal prelato un ma- quello de'medici, ancor essi in ogni an-
gnifico fiore di filagrana d' argento ar- no conferirono proporzionatamente insi-
tificiosamente lavorato. Dipoi l'esperien- nui guisa la laurea ad uno scolare, che
za fece conoscere che uno de' sostanziali nell'esame fosse riconosciutoli più meri-
e già accennati difetti della riforma, che tevole. Frattanto Argenvilliers, che avea
riusciva poco utile e anche meno opera- esercitato l'uditorato con somma gravità,
tiva, rendeva le scuole poco frequentale, e con rigidezza frenato gli abusi curialc-
VOL. LXXXY. 6
82 UN I UNI
schi, fu elevato alla porpora, e de Vec- qua Vergine, necessaria a 'comodi di e* <

chis gli successe nella rettorale rangistra- so e per uso de'laboratorii e degli speri-
tura, per compensarlo della precedente menti chimici e notomici, benignamente
emergenza. Esercitò il rettorato con vi- fu largocon essa d'alcune oncie. Per gra-
gilanza e molto sussiego, essendo stalo il ta riconoscenza fu posta un'iscrizione in
i

rettore, chegodesse senza contrasto fronte al luogo, dove l'acqua venne con-
d'alcuno d'ogni autorità e plenaria giu- dottata sotto uno de' portici laterali del
risdizione.Dipoi più volte venne deputato cortile.Siccome fu tolta ne'disastrosi lem-
in bibliotecario. Benedetto XIV costan- pi della repubblica del 1798, insieme con
te nel suo amore per l'archiginnasio, seb- altri monumenti della pontificia libera-
bene giunto a vecchiezza inoltrata ,
pur lità verso l'archiginnasio romano, come
a
volle nel 1756 tornare per la 3. volta a gli stemmi così odiati da' repubblicani ,

visitarne la chiesa per la festa di s. Ivo, il Renazzi la trascrisse e riporta. Nel 1


7 5g
dopo esservi stata tenuta la cappella car- Clemente XIII restituì all'ordine de' car-

dinalizia, ricevuto col debito ossequio e melitani dell'antica osservanza l'illustre


con singoiar magnificenza. Ma non disse privilegio della cattedea o lettura della
messa, né ascesele scale per la sua gra- teologia morale, da esercitarsi nell'archi-
ve età. Dopo aver orato in chiesa, andò ginnasio nuovamente e persempre da un
a posarsi nel teatro chimico sotto i por- suo religioso, mediante il contenuto del
tici al pianterreno, servilo dal cardinal breve Splendor paternae gloriae de' ,

Argenvilliers e dagli avvocati concisto- i3 giugno 1759, Bull. Rom. coni. t. r,


riali, e frattanto fu alla di lui corte nel p. 38. Inoltre accordò al professore di
1

salone superiore, e nella biblioteca a'Iet- chimica di poter ottare e far passaggio
tori imbandito lauto rinfresco. 11 Papa alle letture della classe medica. Nel 1769
si trattenne per qualche spazio di tempo fu Papa Clemente XI V, al cui breve tem-

e ammise al bacio del piede i professori. po nulla occorse all'università, né a que-


.Sopravvisse Benedetto XIV altri io mesi, sta fece cosa da somministrar materia d'i-

e morì di circa 83 anni, generalmente storia. Ma molto, anzi tutto,sarebbesi po-


compianto da'principi e nazioni cristiane, tuto fare per la medesima nel suo poli"
per la saggia ed egual condotta verso tut- tificato, poiché osserva Renazzi: avendo
ti da esso tenuta in circostanze scabrose, dovuto Clemente XI V scaricar finalmen-
e per la venerazione concepita per la sua te il gran colpo fatale di sopprimere l'e-
dottrina ed esimie virtù. Lamentai anco semplare e benemerito ordine degesuili,
iiltrove, che i romani soli non se ne mo- colpo chesembròn se soloassorbire i pen-
strarono gran fatto commossi, tanto per- sieri suoi e tutte le affannose sue cure;
chè avidi sempre di novità, sogliono an- conveniva da tale strepitosissimo a vwni
noiarsi d'un lungo pontificato; quanto mento fecondo d' incalcolabili e lagri-
,

perchè erano rimasti malcontenti per la mevoli conseguenze, trarre al men partilo
collazione de' benefizi di Spagna che , a consolidazione e a pieno aumento del-
Benedetto XIV, antivedendo forse le pe- l'archiginnasio romano. Si è già riferito,
ripezie de'lempi futuri, credè prevenire che per la fondazione del collegio roma-
con decoro e con qualche frutto per la no, le scuole dell'archiginnasio, ad ecce-
s. Sede, concedendola al re. Nel
7 58 con 1 zione delle mediche e legali, e d'alcun'al-
universale soddisfazione gli successe Cle- tra, cominciarono a minorarsi di concor-
mente XIII, di gran zelo per la religio- so, ne mai più risorsero alla primiera li e

ne e per In disciplina ecclesiastica, ornato quenzade'discepoli.La gioventù.ehe prin


delle virtù degne del supremo pastore. cipiando dagli elementi deli» grammati-
Mancando l'edifìzio dell'università d'ac- ca latina ricevea in detto collegio la pi i-
UN I U N I 83
aia letteraria istruzione,vi continuavo poi Nell'istituto della Gesù, U-
compagnia di
gli studi nelle scuole delle facoltà superio- niversilatis stiulioruin sono detti que'
ri, fornite di valenti maestri e d'ogni al- collegi ove oltre alle belle lettere s'inse-
tro aiuto per proGttare. Colla soppressio- gnano altresì la teologia e la filosofìa.
ne de'gesuiti, naturalmente si aprì, dopo Questa denominazione perciò molto più
il corso di due secoli , largo campo per si addice al celebre collegio romano, che

restituire tutte le scuole dell' archiginna- è il più illustre de'collegi che ha la me-
sio, e all'aulica sua unicità e alla pristi- desima compagnia. Per altro questo uon
na afllueuza d'uditori. Su questa diletta vale che a giustificare, dirò così, dome-
sua idea il Renazzi rileva la dignità e sticamente, non già iu faccia al pubbli-
decoro dell'università romana, alquanto co, il nome d' Università onde viene di-
adombrata colla sussistenza delle scuole stinto. Quindi, all'opinamento di Renaz-
delle facoltà superiori nel collegio roma- zi, e alla questione che fanno alcuni, se
no : quella esser antica e rinomatissima, debba o no il Collegio Romano dirsi U-
questo assai più recente, non figurare tra nivcrsità, a me sembra potersi risponde-
l'università degli studi d'Europa pubbli- re: In un senso stretto e giuridico un tal
che e celebri. Dice le scuole del collegio titolo uon se gli deve, sì perchè non v'ha
romano, per l'indole loro, di mero tiro- monumento autentico a cui s'appoggi,
cinio,, le quali perciò non ponno aspira- mentre dallo stesso fondatore Gregorio
re alle qualità delle vere scuole dell' U- XIII viene semplicemente denominato
niversità. Poiché sebbene per onorarle Collegium,s\ perchè l'insegnamento non
la denominazione loro attribuiscasi d'U- abbraccia quel ciclo di scienze compreso
nh'crsità Gregoriana, perchè da Grego- nell'insegnamento dalle università d Eu-
rioXIII ampliate, protette e nobilitale ropa , ma è ristretto alla sola teologia e
(dovendo servire per somministrare i filosofia. In un senso però meno rigoro-
maestri a quasi tutti i collegi dal Papa e- so e sanzionato dall'uso (vonsueluclo fit
relti in Roma e in diverse parti del mon- lejc), non solo interno,
anche pubbli- ma
do; egli è per questo che il gran Pontefi- co ecomune, non veggo perchè se gli deb-

ce volle ridurlo a più perfetta forma. Se- ba contrastare. In una parola sarebbe ,

condo il Annali di Gregorio


p. Maffei, falso chiamare il Collegio Romano, U-
XIII, t. 2, p. 228, volendo quel Papa ni versi tà , in quel senso in cui chiamasi
fondare in Roma un seminario generale . IV//'re)higinnasio Romano (col qual voca-
di tutte le nazioni, per tal fine applicò al bolo rilevai sin dal principio di quest'ar-
collegio romano l'abbazia di Chiaraval- ticolo si volle precipuamente distinguere
le , e cominciò la sontuosa e magnifica l'università primaria degli sludi di Ru-
sua fabbrica, assegnandole sopra l'entra- ma), Università di Bologna, ec; non
l'

te de' cardinali nipoti una pensione di disconverrebbe in un senso men ampio e


7000 scudi per 20 anni); il titolo però d'u- iu grado secondario. Quanto alla facoltà
non appartiene, che impro-
niversità loro di laureare non vi è luogo a contrasto,
priamente, quelle mancandovi delle più in teologia e in filosofia. La ed
forza poi
generali discipline, cioè della giurispru- il valore di siffatta facoltà è pienamente
denza e della medicina. E qui mi sia per- eguale a quello che sogliono avere gene-
messa una breve digressione. Per ciò che ralmente le università degli studi. Narrai
si appartiene al titolo di Università Gre- superiormente, che fu tolto al collegio ro-
goriana, solito darsi al Collegio Roma no, mano il poter insegnare Diritto Canoni-
non pare che esso debba ripetersi da Gre- lite mossa al mede-
co, dietro la riferita
gorio XIII , ma sibbene da un costume simo dall'archiginnasio, il quale la vinse,
invalso di così generalmente chiamarlo. e Innocenzo XII fece cessare nel collegio
84 UNI UNI
la cattedra di gius canonico. Pure anzi, deficienza de' virtuosi e dotti gesuiti per-
pel raccontato, che in que'tempi l'archi- de per mezzo secolo non lievi stimoli, pre-
ginnasio fosse molto sollecito in attende- siclii e comodi né alcun vantaggio ne ri-
;

re, che neppure obbliquamente i profes- maggior suo splen


trasse l'archiginnasio a
sori del collegio romano entrassero nel- dorè e ad ampliamento della pubblica
le materie canoniche. Perchè accadendo letteraria istruzione. Successoreal De Vcc-
nel trattare dottrine teologiche di dover chis nel rettorato nel 1760 fu deputato
toccare materie di diritto canonico per Paolo Francesco Antnmoro nobile roma-
l'affinità delle questioni, si astenevano pe- no, già coadiutore all'avvocato Tomma-
rò i professori di esporre al pubblico sodi lui genitore. Versato assai nella scien-

quelle tesi nelle quali avea luogo un co- za legale, presto ammesso in prelatura,
sì fatto innesto, forse per non dar verun fu votante di segnatura e lungamente luo-
appiglio a crederli trasgressori della sen- gotenente civile dell' A. C. con costante
tenza d'Innocenzo XII. A' nostri giorni riputazione di dottrina e d'integrità. Pio
Gregorio XVI permise nuovamente a' VI che avea per lui amicizia e stima, lo
gesuiti la cattedra d'Istituzioni Canoni- promosse ad assessore del s. Offizio, e al
che. E per altro da osservare eh' ella è cardinalato nel 780 col vescovato d'Or-
1

cattedra di semplici Istituzioni, non già vieto. Sino a tal anno fu egli perseveran-
di Diritto, e che però non potrebbe arro- temente rettore, cioè per lo spazio conti-
garsi la pienezza d' insegnamento eh' è nuo di 20 anni, i.° esempio di rettorato
proprio d'una cattedra tli Diritto Cano- sì protratto e continuo; poiché regolò sem-

nico. In sostanza, la compagnia di Gesù pre le cose dello studio con saviezza e at-
nelle sue Istituzioni non insegna ex prò- tenzione, conciliandosi la slima e benevo-
fessoli Diritto Canonico, ma solo quan- lenza de'lettori, co'quali usava contegno
to è necessario per formare il teologo, e decente e convenevoli riguardi. Essendo
di dette Istituzioni vi sono cattedre an- il pavimento del cortile dell'archiginna-
che negli altri primari collegi dè'gesuiti. sio costrutto di mattoni messi in coltello,
Leone XII col breve Rccolmtes , di cui secondo l'uso anticamente praticato an-
parlerò a suo luogo ,
quanto al conferi- che nelle vie; per l'ingiurie del tempo di-
mento delle lauree, pose il suggello alle venuto logoro e sconnesso, anzi pericolo-
concessioni anteriori di Giulio III e di Pio so nel camminarvi, l'Antamoro lo fece to-
IV. Riprendo con Renazzi. Il col-
il filo gliere, e interamente selciò il bel cortile
legio rettorale per l'aumento di lustro al- con guide d'altri selci di diverso coloredi-
rarchigiuuasio fece di tutto per profittar sposle in vaga simmetria. Di più a commi
con piani e progetti nnalo-
dell'occasione, comodo edificò in un adito laterale de'
ghi, e vi travagliò lo stesso Renazzi ;• ma portici una fontana, servendosi dell'acqua
ogni loro sforzo riuscì vano,perchè non vi Vergine concessa da Clemente XIII. Re-
vollero condiscendere i cardinali preposti nazzi loda l'Antamoro anco qual amato,
al governo del collegio romano, con mae- venerato e benemerito vescovo, e riporta
stri sacerdoti secolari, e protessero le scuo- l'iscrizione del sepolcro: Rcsurrcclionem
le di tirocinio. L'università di Roma ri- hic expectat. Nel rettorato gli successe
mase nello slato in cui era; e nel collegio ni».' Prospero Lorenzo Bottini, poi car-
romano non vi fu altra innovazione, che dinale, zelante, savio e diligente. L'ordi-
quella assai rimarchevole di non esservi ne degli sludi nell'archiginnasio, a norma
più gesuiti a insegnare. L'istituzione re- della riforma Benedettina, e che proseguì
ligiosa e letteraria della tenera gioventù anco in tempo in cui Renazzi pubblicò la

romana, oggetto assai delicato, grave e ciotta opera, di cui ampiamente mi giovo,
interessantissimo pel couiuu bene, per ia era i! seguente, riferito ancora dall'altro
UN I UNI 85
benemerito p. Curala die ne fu testimo- arabica, erano opportunamente di visetra
nio. Comprese le uuove istituite da Bene- l'ore mattutine e vespertine con ordine
detto XIV, 27 erano le cattedre e altret- tale,che ogni studente potesse profittar-
tanti i professori che l'esercitavano. Sei di ne a suo gemo e secondo il proprio biso-
loro l'ormavano la classe legale, e un e- gno, seuza che le lezioni spettanti ad og-
gual numero componeva la classe medi- getti d' uua stessa disciplina, di teologia
ca. Nella classe delta dell' arti liberali si per esempio o di filosofìa, s'intralciassero
comprendevano l5 professori di
gli altri tra loro e nell'ora stessa s'incontrassero.
diverse scienze e facoltà. Nei mattino le Quanto alle lezioni quotidiane , e alle
scuole lenevuusi aperte per 3 ore, e per straordiuarie di teologia e controversie,
2 nel tempo vespertino. Succedevansi gli di sopra ne ragionai. Fra l'anno e in tem-
uni agli altri professori nelle rispettive
i pi fissi, il professore di notomia ne' gio-
scuole loro assegnate, sopra le quali era- vedì, specialmente di quaresima, nel tea-
vi iu tavola a lettere unciali indicala l'o- tro anatomico faceva le sezioui e dimo-
ra e la materia die in ciascuna insegna- strazioni delle principali parti del corpo
vasi. Le lezioni d'ogni professore dovea- umano; e incominciando iu primavera dal
no durare per lo spazio intero d'un'ora, professore di botanica pratica neil' orto
che dal bidello puntatore indicatasi col de'semplicisulGianicolo Ricevasi l'osten-
suono della campana a lai elicilo destina- sione dell'erbe e piante, indicandone ca- i

ta. Non era lecito ad alcun professore, che ratteri e le virtù. Iu ciascun mese poi nel
non fosse d'istituto regolare, di entrare teatro fisico per 2 volte nella 2.' ora del
nella scuola a dar lezione senza ber retiti mattino ilei sabato, e 2 volte ogni setti-
dottorale e indosso la zimarra nera, per mana nel laboratorio chimico ne'merco-
doverosa decenza d'abito, e secondo l'u- ledì e sabati alla 2. "ora vespertina doveast
so inveteralo dell'università. Rispetto al- da'professori far pubblici sperimenti nelle
le classi legale e medica, le diverse lezio- rispettive loro discipline. A' 18 ottobre fe-
ni erano così distribuite, che in un trien- sta di s. Luca, nella chiesa dell'archigin-
nio potessero gli scolari a tulle interveni- nasio, secondo l'antichissimo stile, cau la-
re, e compiere il corso di ciascuna facol- vasi messa soleune coll'intervento del col-
tà. Nella i. 'ora del maltino s'iusegnava- legio rettorale e di tutto il ceto de' pro-
no l'istituzioni civili e quelledi medicina fessori.Terminata, saliva in pulpito il bi-
teorica leggevasi nella seguente le Pan-
: dello puntatore, leggeva il catalogo de'
dette, eun qualche trattato di special ma- professori, pubblicava l'editto del rettore
teria medica si spiegava, e davansi gli e- concernente la retta ordinazione degli stu-
lemenli della butauica. Finalmente nel- di, l'obbligo de' maestri e i doveri degli
la 3/ ora si dettavano l'istituzioni crimi- scolari; e finalmente distribuiva il calen-
nali e le anatomiche. Delle 2 ore vesper- dario dell'anno scolastico. La professione
tine la i .'eia impiegata alla sposiziouedel di fede facevasi da'letlori a'4 novembre,
gius canonico e dell' istituzioni di medi- in cui unitamente al rettore e a' bidelli
cina pratica; e nell'ora 2.* si spiegava il recavunsi in veste talare all'abitazione
decreto di Graziano, la chimica, e le par- del cardinal camerlengo, avanti il quale
ticolari materie medico pratiche. Le le- sedente in trono, solennemente compi va-
zioni poi dell'altre facoltà, cioè quelle di si l'atto. L'orazione pel riaprimento de-
teologia dogmatica e morale, di s. Scrit- gli studi rimase fissata a' 25 novembre
tura, di storia ecclesiastica, di logica e me- sagro a s. Caterina. Le lezioni comincia-
la linea, di tisica sperimentale, di mate- vano a'6 novembre, e l'anno scolastico
matiche pure e miste, di etica, di retto- terminava a' 20 luglio del seguente au-
ika, delle lingue greca, ebraica, siriaca, 110. 11 lienazzi nel riportare il catalogo
86 UN I UN I

de'pubblici professori ne'pontificati diBe.* di segretario de' vescovi e regolari, che im-

nedeltoXIV, Clemente XIII e Clemente mediatamente porta al cardinalato ; ma


XIV, giustamente e con ragione protesta la morte nel 786 deluse la sua giusta e-
1

d'entrare in sentiero arduo e-delicato,do- spetlazione, d'una dignità di cui era ben
vendo riferire le notiziedi recenti o viven- degno come uomo di grandeingegno,bra-
ti professori, poicbè il giudicare storica- vo teologo e scrittore latino più che me-
mente sui coetanei , con imperturbabile diocre. Riposano le sue ceneri nella chiè-
franchezza e iugenuità,meglio spelta e può sa di s. Andrea della Valle del suo illustre
(are solo la posterità. Nella stessa diffici- ordine. Gli fu sostituitoli confratello p. d.
le, anzi infinitamente più grave ed espo- Antonio Francesco Vezzosi oriundo d'A-
nente posizione, contiuuamente mi ci tro- rezzo che Renazzi chiama suo Mentore
,

vo anch'ioin questa voluminosa ed enei* qual collega nell'archiginnasio, per aver


dopedica mia opera,che portando in fron- saggiamente temperato la sua naturale vi-
te il titolo,y?«o a nostri giorni, m'obbli- vacità e fuoco giovanile,e loda per dottrina
gòalla sua vasta ampliazione(ampliazione e valentissimo teologo, e quale autore d'o-
bramata pure da que'ehesanno,acciò riu- pere critico ed erudito.Era slato designato
scisse 1' opera di maggior pubblica utili- cardinale da ClementeXlll pei lai. "futu-
tà), precipuamente per l'imponente com- ra promozione, ma insospettitosi il Papa
plesso degli strepitosi e innumerabili av- che fosse alquanto contrario a'bersagliali
venimenti, che rapidamente si successero, gesuiti,da lui giustamente e con impertur-
e dovei raccontare con ispazio misurato, il babile virtù difesi, il che rammentai pu-
<he certamente e affatto non poteva mai re di sopra (e lo rilevai ancora nel voi.
prevedere l'8 agosto i83g nel pubblicare LXXXIII, p. 273), perciò a proposizione
i palli d'associazione. Quindi|continua,au- del cardinal Giuseppe Spinelli (/'.) a'^4
gustiosa e spinosa lotta tra la doverosa ve- settembre i75q creò invece cardinale
rità storica, i molteplici riguardi, la cir- < .anganelli, che fuori della comune espi-
cospezione, la cautela, la prudenza, lem* i lazione gli successe col nome di Clemente
pi eminentemente difficili e pericolosi, si XI V ! Il p. Vezzosi colla disinvoltura die
pe'svariati molteplici argomenti da svol- saggio della superiorità del suo animo,
gere, e si pel novero stragrande delle per- nel 772 fu giubilato dalla lettura, e mo-
1

sone o viventi o slate contemporanee di ri 1783 ex-preposito generale del suo


nel
cui debbo parlare! Laonde sempre uel du- ordine. Tra 'professori di giurisprudenza
ro cimento o di tradire la velila, o d'in- merita menzione il celebre Giovanni De-
contrare l'altrui dispiacere, o finalmente votiromano, autore delle applaudite Isti-
d'esser taccialo di prevenzione di favore inzioniCanoniche, onde Pio V I lo fece ve-
o di malevolenza! Nelle scienze sagre e nel- scovo d'Anagni, e Pio VII segretario de*
la teologia continuarono le letture pro- brevi a'principi; autore eziandio ammira-
prie de'domenicani, de'conventuali e de* to dell'opera, Juris Canonici universi pa-
carmelitani religiosi di
i tali ordini;equel- llici et privati. Di 2 1 anni il mio Meu-
la di s. Scrittili a negli agostiniani torni- lore,in quest'articolo, Filippo M." Renaz-
tati!. Nella storia ecclesiastica ad un ser- zi, per concorso meritò a' 1 9 giugno 768 1

vita, senza concorso successe un teatino, d'esser scelto a lettore legale soprannu-
il p. d. Giuseppe Cara fa sullodato , che mero,e nel 769 divenne professore
1 effetti-

per soli due anni esercitò la lettura. Sto- vo dell'istituzioni di gius criminale, onde
riografo dell'uni versila, Benedetto XIV gli convenne esporre sulla cattedra magi-
subilo lo ricompensò nel 175 1 col vesco- strale la parte più importante e più neces-
vato di Milito, da dove lo chiamò in Ro- saria della scienza legale. »Couie io abbia,

ma Pio VI perla ragguardevole carica egli dice, per il lungo spazio di 34 anni
UN I UNI 87
disimpegnato l'incombenza addossata mi, gni annessoemolumento;ma avendo pub-
non sono così vano di farne qui pompa ; blicato il 1 ."volume di sua storia, per l'im-
ma neppure tanto mal conosco me stesso pegno assunto di continuarla e di com-
per tacerne con allettata umiltà. Gli sfor- pierla, onde soddisfare il suo sincero attac-
zi miei nell'i asegnar colla voce la scienza ca mento verso la patria uni versila, donde
legale del gius criminale, e cogli scritti il- ritrasse nome, decoro e sostentamento, e
lustrarla in nuova foggia, da niuno pri- di contribuire alle sue glorie ed a quella
ma di me tentata, di regolare sistema, di della letteratura romana; dimenticando
sodi principii, di chiaro metodo, di colto i torti fattigli e non profittando de'lusin-
stilettalisono immensi,indefessf,veemen- ghieri vantaggi offertigli, preferì di resta-
tissimi. Testimonianza ne faranno dna -
re in Roma e di ringraziare rispettosa-
ra e perpetua le varie mie opere intor- mente il grand'uomo che a iui avea ri-

no ildirittocriminale stampate e ristam- volto il linceo suo sguardo. Ben fece: di


pate più volte in Italia e oltremonli, tra- classici professori delle scienze non è dif-
dotte in lingue straniere, e da esteri giu- ficile rinvenirne, perciò la gloria è divisa.
reconsulti con uote e commenti illustrate. Classico storico filosofo d'un' Università
E vivi ne sono testimoni tanti valenti al- Ro maiia ,la sua gloria è indivisa; primeg-
lievitanti bravi soggetti, che in Roma e gia e immortale vive e vivrà ne' fasti di
altrove tuttavia fioriscono, usciti dalla Roma. Importante è pure che io aggiun-
nostra scuola". Per virtuoso amor patrio, ga altra rilevante cosa che imparo da lui,
benché trascurato, oscuro, soverchiato e in breve colle sue parole riferirò. Aven-
(sono identiflche sue parole, moltissime do riunite e scritte le notizie storiche de'
altre di lui sparse ne' 4 tomi in foglio professori dell'università romana, per l'ac-
di sua magnifica Storia dell'università concio luogo ebbe slimolo di pubblicar-
degli studi di Roma , e corroborate con vi eziandio le sue, ad esempio del prati-
gravi e autorevoli sentenze , ad occasio- cato da molti autori antichi e recenti, e
ìicm, neppure rimarcai, per i gravi rifles- dello stesso dà lui amato e venerato p.
si appena generico cen-
di cui sopra feci Vezzosi, il quale non reputò sconvenevo-
no, onde non fomentar allusioni), ad on- le e vanaglorioso d'inserire la propria vi-
ta delle pubblicate celebri opere,tradotte, ta nella Biblioteca degli scrittori tea'
lislampate e commentate dagli stranie- tini dà lui compilata e pubblicata. Se ta-
y

ri, delle grandi benemerenze e del lustro luno riprese siffatti biografi di loro stes-
di cui splendeva la sua cattedra, genero- si, di boria e di leggerezza, altri però li lo-

samente e nobilmente ricusò andare a dò per non aver lascialo in balia, o a'
Pietroburgo chiamatovi dall'imperatrice coetanei variamente prevenuti, oa'poste-
Caterinall per travagliareall'ordiuauien- ri mai ben informati, il racconto di loro
to in Piussia della procedura criminale; particolari azioni e letterarie imprese.
ed all'università di Pavia nella cattedra Confessa Renazzi coi suo animo franco e
primaria di giurisprudenza con amplissi- sincero, che simile ghiribizzo eragli salta-
mo stipendio, invitatovi dall'imperial cor- to in capo, e scritta la sua vita voleva pub-
te di Vienna; ed eziandio ringraziando blicarla in questo luogo, senza temer le

l'imperatore Napoleone I, che spontanea- critiche e i sarcasmi de' maligni e de'sac-


mente l'avea neh8o3 nominalo profes- sempre seguito il consiglio
centi, per a ver
sore di diritto criminale nell'università di del sommo Non ti curar di lo /•,
Dante:
Bologna, patria de' suoi genitori, con o- ma guarda, e passa. In seguito, smor-
norifiche condizioni e con amplissimo sti- zato ogni bollore di fantasia,e freddamen-
pendio. In quest'ultima epoca egli avea te ripensandovi, cambiò d'idea perchè da
conseguilo la giubilazione iulera ecou o- saggio coucluse, co'segueoti aurei e filo-
88 UNI li N I

sofici riflessi veramente veridici, ognuno re uno de' principali riformatori e fonda-
potendo applicarli .a- se stesso, se trovasi tori della giurisprudenza criminale, a Ito
nelle discorse condizioni.» La mia vita fu alzando la voce contro le crudeli barba-
ed è come quella generalmente degli al- rie dell'antichità, le riprovevoli torture e
tri a me simili di genio, di stato e di pro- altri tormenti), accennando soltanto la
3
fessione, cioè un misto di piccoli acciden- solai. edizione delle medesime, le quali
ti immeritevoli d'esser narrati, di dome- dopo sono state più volte
o in Pioma o
stici eventi or tristi e or lieti; di persona- altrove ristampate, tanto separatamente,
li vicende qualche volta propizie, e dopo quanto in sol corpo riunite". Che avreb-
avverse; di passioni vivaci, e di gravi ri- be detto il saggio Renazzi se fosse vissuto
flessi; di passi falsi, e di misure ben pre- a'nostri singolari giorni? A tulli è nota
se; di stranezze, d'inezie e talvolta anche la smania di pubblicar le biografìe de'vi-
d'umane stoltezze. A chi mai è per inte- venti, di qualunque paese, da chi sta a
ressare il saper come e perchè menassi Parigi o a Londra V'intimano date vo-
! :

moglie, qual corona mi circonda di figli, stre notizie, per evitare inesattezze An- !

quante abbia incontrato fortune, e quali che a me, vero nulla, si fece la doman-
tolleri ancora soverchinoti torli? La vita da; tacqui con prudente silenzio. Al Gir*
d'un pubblico professore, d' un uomo di di rari Lambì uschini segretario di stato di
lettere, d' un autore che può in qualche Gregorio XVI
si mandò bella e stampa-

guisa riuscire altrui interessante o istrut- ta la prova per la biografia a vapore di


tiva , la formano le letterarie di lui im- tal Papa, coll'intimazione, s'intende ve-

prese, sta nelle di lui opere, da' libri ri' lata da paroloni, di rettificarla, essendo
cavar si debbe che sono stati da esso la composizione sul tavolo aspettando il

composti e pubblicati. Indi rilevasi con torchio! Il Papa fece passarla a me per-
sicurezza quali stati siano i suoi studi, e chè la correggessi. Con urgenza, limita-
quali i principii siano, le massime, la so- to e stretto spazio il feci alla meglio. Al
lidità e l'estensione della dottrina. Scor- savioe illuminato lettore i commenti. Di-
gonsi indi anche il suo carattere , la ma- cela Biografia Univcr sale ,'m quella bre-
niera dj pensare, di scrivere; conosconsi vissima di Renazzi, parlando degli Eie
i costumi, e spesse volte si raccolgono le menti delle leggi criminali. Tale libro
personali avventure e le domestiche cit> intrapreso col medesimo scopo del famo-
costanze (molti scrittori nel descrivere al- so Trattato di Beccaria, non ebbe minor
trui fanno il ritratto di se medesimi). In voga in Italia che nel resto d' Europa.
tal vista io mi limiterò qui a soggiunge- Questo confronto è troppo generale; è ol-
re il catalogo cronologico delle mie ope- traggioso pel mio religioso Renazzi ed ,

re (e sono 1 quai
3 edite, e i inedile fra le offende 1' intemerata sua vita e illibata
li la Vita di maestro Nicolo Zabaglia, riputazione. Non disconosco che il mila?
poi stampata in Roma con magnifica e- nese Cesare Bunesana marchese di Becca-
dizione e tavole nel 1824. A mia cogni- ria, morto nel 1793, fu di grande inge-
zione è pure il libro stampato in Roma gno, e che col suo famoso Trattato de'
nel 1807, di cui, e come di anitre altrove, delitti e delle pene, venne da molli appel-
mi giovai a Sposalizio, non compreso nel lami! benefattore dell'umanità, quale le-
«letto catalogo. Primeggiano fra le ope- gislatore giudice. Imperocché egli si sca-
re edite, e sono classiche: Elementa Jur gliò contro l'accuse segrete, l'arbitrarie
riè Crini 1 nalis .Storia dell' università de- carcerazioni, i fraudolenti iuterrogatorii,
gli studi di Roma e della letteratura i clandestini processi, l'arie di dare alle
romana. Colla prima e co' suoi insegna- presunzioni e alle mezze prove il valore
menti ealtri dotti scritti, si può celebra- d'una prova compiuta e d'una piena di-
UNI li NI 89
mostra7.!one,ec; non meno contro gli or- ri, acciò si conoscesse l'utilità recata dal-
i-uri deliri tortura, I' atrocità dell' inutili le sue opere, colle quali segnò la prima
pene, la viltà degli obbrobri,le frenesie de' traccia ad altri, ne aprì ed appianò la via.

sanguinari ci iminalisti, le loro turpitudi- Affermò quindi, ch'egli pel 1 ."riordinò la


ni. La sua opera fu commentata da Vol- scienza criminale ad altezza da non rag-
taire, e rapidamente moltiplicata e dif- giungere, riducendola a precetti certi; la
fusa. Ma Beccaria fu filosofo influenzato vivificò degli spiriti generosi della filosofìa,
dal lo spi ri lo dell 'empietà voi teriana, e con eia spogliò dalla ferocia derivata da'bar-
quello dettò le sue opere; segni la filoso- bari, e dalle frasche e dal rigoglio di che
fìa del materialismo, in politica i delirii l'aveano ricoperta e quasi oppressa l* i-

di Rousseau, in amministrazione il dispo- gnoranza e l'interesse de'forensi crimina-


tismo giuseppistico a oppressione della listi, e quel ch'è più, ne rese facile a'gio-
Chiesa, il lutto coperto d'una maschera vani l'apprenderla. Prima delle laborio-
d'ipocrisia. Egli slesso confessa, che fu ac- se fatiche del Renazzi, l'insegnamento del-
cusato d'irreligione. Queste noo sono pa- ia giurisprudenza criminale non poteva
role severe, qualora si legga la Civiltà procedere speditamente e con sicurezza.
Cattolica, serie a.*, t. 7,p. 3g4> nella ri- Essa era un ammasso di leggi e di statu-
Le opere di Ce~
vista del libro intitolato: ti, in cui ogni fino intelletto si smarriva.
sare. Beccaria precedute da un discor- Decisioni contro decisioni , fatti contro
so sopra la vita e le opere dell'autore, fatti, autorità contro autorità,da cui com-
di P. biliari, Firenze 854- Laonde non 1 battuto 1' ingegno rimaneva ondeggian-
fu allatto in tutto eguale lo scopo di Re- te e incerto. Rammentò il prof. Monta-
nazzi a quello di Beccaria. A me non ap- nari, con proporzionati elogi, sommi e i

partiene d'entrare nel sagrario della fi- filosofi giureconsulti, e precipuamente il

losofia e della giurisprudenza: fo soltan- vasto sapere d'Antonio Mattei, che ben
to appello al lodato sapiente periodico, trattò de'delilli e delle pene, delle cui dot-
unicamente contento di rimuovere da un trinesi valse pure il Renazzi. iN'è tacque

Renazzi la riprovata ingiuriosa taccia. che l'opera del Beccaria pose a rumore
Dal eh. prof. G. Ignazio Montanari, e in- l'Europa, e applaudila dalla Francia, mi-
a r
titolato al cav. Paolo M. ,ed a mg. Cle- nacciò di rovinare da'fondamenti la vec-
to M." figli del Renazzi, fu pubblicato col chia legislazione; ma l'antica sapienza ri-

suo nome arcadico I' eloquente; Elogio stretta a consiglio colla religione e colla
delVavv, Filippo Maria Renazzi roma- ragione di stato, trovando in mezzo mol-

no, letto nell'adunanza generale di Ar-> ti veri false sentenze, condannò quel li-
radia del 7 luglio 1 836 da Eliodoro Pe- bro e lo strappò di mano alla gioventù
lopeo,{U)ma 836. Chiama ilRenazzi uno
1 che cominciava ad esserne sedotta. Pao-
de' più celebrati uomini che nel decorso lo Risi, profondo giureconsulto, spoglian-
secolo sostennero la gloria della giurispru? do d' ogni prestigio l'opera De' delitti e
(lenza criminale, a cui non sa se più deb- delle pene dei Beccaria, ne sceverò il buo-
bano gli umanità. Poiché
studi o 1' egli no dal reo e pose in chiaro le dottrine
,

quella scienza scomposta e giacente , rU che dal retto si dilungavano. In mezzo


compose e sollevò, anzi pel i.° le die fac- queste cose non eravi guida fidata per la
cia di scienza; e precorse a quelle rifor- gioventù, l'età avversava a quanto sen-
me, alle quali la forza del secolo e degl'in- tiva di novità e sospettava mutamenti, i

gegni In recarono in appresso. Onde le lo- il che impedivano salutari riforme alla
di eh' egli svolse del grand'uomo si gu- scienza criminale,* rendevano quindi più
stassero nel vero suo valore, in prima e- faticoso l'insegnarla, più difficile l'appren-
saminò i tempi e le coudizioui io cui fia- derla. Ciò vide il Renazzi, e sul fiur de*
9° U M I I I I

gli anni tentò a lutto potere ristaurarue la fiducianon si potesse,ovvero morire senza
scienza, e superate le contrarietà ili vec- ulteriore risorsa, come esprimesi il con-
chie consuetudini e altri ostacoli, piena- lemporaneollenazzi.Non voglio tacere un
mente vi riuscì ri duce odo a regola e a
, trailo di sua religione e morale. Nell'ul-
metodo gli elementi del diritto crimina- tima prelezione da lui fatta in uu anno
le. Cominciòa pubblicare la nobile e ma- nel teatro anatomico, con bel garbo ele-
gnanima opera nel 1773. Quindi l'enco- gantemente implorò dagli astanti limosi-
mialo Montanari passa a rilevare gran- i ne per suffragare l'anime di coloro i cui
di pregi della medesima,esponendone bel- cadaveri aveauo servito alle diverse pre-
lamente i sonimi capi, con brevi e chia- parazioni. Possa avere imitatori un sì pio
ri cenni. Narra poi il grido che tosto le- e nobile esempio. Luigi Filippo Giraldi
vò di se per tutta Europa l'opera del Re- ferrarese fu il
1. "professore di chimica. Pa-
nazzi, e l'universale ammirazione che ne squale Adinolfi divenuto medico di Cle-
raccolse, le molteplici edizioni e le tradu- menteXIV, inconseguenza il collegio de'
zioni che in isvariate lingue rapidamente medici lo ascrisse tra'suoi individui, e va-
seguirono. Né tacque delle altre sue ope- cata una lettura il Papa a lui la conferì, a
re, e di quelle restate inedite, fra le quali tenore dell'antica consuetudine di prov-
nominerò Confutazione del sistema del
la vedersi d'una cattedra l' archiatra. Tra'

Contratto sociale di Rousseau, ed il Para- professori di filosofia e matematiche va ri-


lellodi Dionigi d'Alicarnasso e di Plutar- cordato il p. Girolamo Fonda veneto sco-
co. Ragionando dell'opere letterarie del lopio, lettore di fisica sperimentale, per-
Renazzi, definisce la storia dell'universi- chè colla sua direzione negli angoli della
tà rurnana, opera graude, d'immensa e- fabbrica dell'archiginnasio furono collo-
1 udizione e d'impareggiabile dottrina, di cati i conduttori elettrici per prevenire i

quest'ancora dandone un saggio; e cele- gravi danni, che da per lutto, specialmen-
brando i Papi benemeriti della famosa te alla cupola della chiesa, spesso cagio-
università, esternò il desiderio che fosse nava la caduta de'fulmini: contribuì Re-
continuata da Pio VII a Gregorio XVI. uazzi a persuaderei superiori per l'ellet-
Termina l'elogio il eh. Montanari, con tuazione di sì necessaria operazione, spa-
esporre gli onori giustamente resi al Re- ventato dall'infesta che fece un ful- visita
nazzi,reputandolo degno che la sua im- mine nella dava lezione, a tem-
sala in cui
magine fosse collocata in Campidoglio, po fuggendo. BenedettoStay raguseo pro-
in meoioria di chi tanto illustrò Roma e fessore d'eloquenza ornato di profonda ,

rischiarò la fama de'grandi ingegni che dottrina e di molteplice erudizione, fu se-


in tanti secoli fiorirono in quest'Atene de' gretario delle lettere latine di Clemente
popoli; e con accennare le principali vir- XIII, e de' brevi a'principi di Clemente
ili sociali che l'adornarono, disse per XIV, Pio VI e Pio Vii. Tra" professori
ultimo, che di molta gloria accrebbe la di lingue, per la lettura della greca si di-
patria e l'Italia. Faccio ritorno alla con- stinse Gio. Cristoforo Amaduzzi di Sa-
tinuazione della storia dell' università. vignauo, laborioso e instancabile lettera-
Professore di Icologia polemica e poi di Io, d'umore alquanto caustico, ninno ri-

storia ecclesiastica fu Michele de Pietro, sparmiando colla voce e colla penna. Frat-
poscia- cardinale, e perno altro vanto del- tanto manifesto fu in Roma l'aumento e
l'università romana. Fra 'lettori eli medi- migliorazione sempre più splendida del-
cina fiorì il letterato e virtuoso Natale Sa -
le scienze ed erudite discipline, dalla me*
liceti di Corsica, che divenuto medico di là circa sino alia line del secolo XVIII,
Pio VI e il più accreditalo della città, pe'nuovipiesidii,comodi e ornamenti del-
senza di lui sembrava o che guarir con la romana letteratura. L'applicazione più
I- NI UNI yi
generale e più frequeute delle scienze al- l'operato da Clemente XI ci vide un re-
l'ai ti, fu la caratteristica ili tal secolo; poi- stauratore , ma questo propriamente fu
ché come i progressi delle scienze stanno Benedetto XI V grau promotore della glo-
in ragione diretta co' mezzi che hanno ria letteraria del pontificato, in un tempo

per avanzare, così l'arti avanzano pro- in cui la scienza archeologica coltivala da

porzionatamente ii'lum i, che dalle scienze ielici ingegni cominciava a prender no-
mi loro si spandono a dii igeile, accrescer- vella forma. Egli videcolla profondità del
le e perfezionarle, rendendole più adatte suo ingegno che la sede di questi studi
a'bisogui umani, a'comodi della vita e al non dovea esser altrove che in lìouia , e
bene generale della società. Vi contribuì per i grandi monumenti, che ha del prin-
Benedetto XI V con promuovere le scien- cipato del mondo , e per quelli die con-
ze a vantaggio dell' arti, oltreché istituì serva de'primordi cristiani, e per esser la
queM' Accademie scientifiche e letterarie patria delle belle arti e degli artisti. Per
de' Concilii, di Storia ecclesiastica , di tanto ordinò che l'accademia del diseguo
Liturgia e ss. Riti, e dell'antichità di Ra- delta del Nudo avesse stanza nel Campi-
zzia, delle quali in tanti luoghi ragionai. doglio, che abbellì di preziosi monumen-
L'accademia romana di Pomponio Leto ti e di scelti dipinti; quindi nella Biblio-
fu tenuta lai.'" letteraria istituita e lai." teca Vaticana fondò un museo d'anti-
archeologica fondata in Europa, anche chità cristiane, e finalmente raccolse iti-

pel museo primario nella propria casa e- torno a se eruditissimi uomini, e richia-
retto da quel dotto, e sembra che fino mò a vita sotto più lieti auspicii l'acca-
dagl'inizi dell'accademia, questa si divi- demia Leto,ordinaudochequesta uel-
del
desse in soci residenti e corrispondenti, le sue adunanze alternasse le disquisizio-
r
com'è di presente, e lo leggo in mg. Ni- ni ora di sagra e ora di profana archeo-
colai. Questi osserva, che I' archeologia logia. In breve l'accademia mirabilmen-
confusa per f innanzi nell'interminabile te si accrebbe, e decorossi mercè del suo
pelago dell'erudizione, nel secolo XVIII restauratore del titolo di Pontificia, ono-
siseparò dal medesimo, e quasi in proprio rando ed essendo onorata dalla frequen-
alveo derivata formò una facoltà da tut- za de'letterati di grau fama. Era protet-
te l'altre divisa. Sino a detta epoca tut- tore dell'accademia dell'antichità roma-
ti i cultori delle lettere umane erano in- ne ossia d'archeologia, con sua stanza in
sieme archeologi, trattando non partico- Campidoglio, il contestabile d. Lorenzo
larmente di cose d'antichità, ma alla spez- Colonna, e segretario mg.' Caldani. Il nu-
zata come a loro si porgeva occasione, mero degli accademici giunse ai 4- Tut-
per cui lutti restauratori della coltura e
i to cambia col giro degli anni, e al cessar
civiltà europea dal XIII al XVIII seco- del pontificato di Benedetto XIV, cessa-
lo si potino ascrivere nell'albo degli ar- rono pure l'accademie. Delle librerie fon-
cheologi. Dopo la vicenda patita dall'ac- date in lioma nel secolo in discorso par-
cademia romana »otlo Paolo 11, riavuta- lai a'Ioro luoghi, e contribuirono all'in-
si, come narrai, massime nel 1482, indi cremento e propagazione della letteratu-
ulteriormente ricevè un colpo assai più ra. Giovò a questa la pubblicazione di di-
fatale nel 1 52 7 pel sacco di Roma; ripre- versi periodici letterari. Comparve pel i,"
se poi alquanto di vigore, e venne affatto il Giornale de'letterati, in Roma intra-
meno circa il i55o (nel voi. I, p. 4°, per preso, e per alquanti anni continuato,
manifesto fallo tipografico si legge 1 5oo). da alcuni dotti co' tipi del Pagliarini, il

Dare vita hi Roma ad una vera Accade- cuii ."tomo uscì alla luce nel 742; in prin-
1

mia Archeologica era opera da lettera- cipio ebbe per titolo: Novelle letterarie
to, ma da letterato sovrano; alcuno nel- oltramontane. Rese ragione prima dui-
e

9i UNI L 1

1'opere che si pubblicavano ollremonti, quella de'nuovi Lincei, poi detta assolu-
e poi anche di quelle stampate in Italia. tamente come l'antica de'Lincei e acca-
Ad onta della protezione del cardinal Sil- demia fisico-matematica. Quanto a\\' Ef-
vio Valenti, il periodico cessò nel i y54. femeridi (a riassuntala pubblicazione nel
La direzione e la principal parte della principio del 1806, precipuamente dal
compilazione l'ebbe il celebre ab. Gaeta- cari. Felice Mariottiui di Città di Castel-
no Cenni pistoiese, il quale oltre l'erudi- lo, fornito di bel talento, unito ad altri

tissime sue opere, di cui profittai molto, dolti e giudiziosi letterati. Interrotte per
raccolse e pubblicò il Bullarium Fatica.' altre politiche vicende, tornarono a stam-
m/»?.Dal servigio del coro Vaticano, co- parsi nel 1820 e cessarono ancora una
me beneficialo, passava al tavoliuo; mai volta nel 1823 col 3.°volume di quest'ul-
1

pose il piede fuor di Roma, mai fu visto tima collezione. Il dotto ab. Giuseppe An-
a'passeggi e alle conversazioni; visse for- tonio Guatlani neli 784 cominciò con fo-

nito appeuadel necessario, e coll'indefes- gli settimanali a pubblicare l'illustrazio-


so studio abbreviò suoi giorni. Fu se-
i ne de'mouumenti antichi col titolo di.Yo-

polto nell'antica sagrestia Vaticana sen- tizie dell'antichità e bell'arti di Roma.


za neppur l'onore d'una breve iscrizione, Finalmente altra opera periodica lettera-
ma vive la sua memoria immortale nel* ria fu il Giornale ecclesiastico di Roma,

lesue bell'opere. Più fortunato fu Gio. che cominciò a stamparsi il t.° luglio
Lodovico bianconi bolognese, istruito iu 1785, con maggior strepito iìv\Y Effeme-
ogni genere di grave e amena erudizione, ridi, col quale alcuni zelanti e dotti ec-
che eli fu sorbente di ricchezze e onori. clesiastici ribatterono le novità e gli erro-
Intra [Mese la pubblicazione del periodi- ri de'novatori. Cessò a'3o dicembre 1797
co Effemeridi letterarie di Roma, pub- con 12 tomi, olire 9 di Supplemento, il
blicando un estratto de'libri che uscivano quale principiato nel 789 ebbe 1 fine col-
dallestampe e dandone giudizio, coadiu- lo stesso 1797, per le turbolenze de'tem-
vato da parecchi letterali suoi amici, fra' pi. Nefurouo principali benemeriti com-
quali l'ab. Giacinto Ceruti piemontese, a pilatori e scrittori il p. ab. d. demento
cui fu appoggiata I' estensione, ed ebbe Biagi camaldolese, commentatore i\e\ Di-
principio nel 177 3. Presero gran-voga uel- zionario ili Bergier, l'ab. Luigi Cuccagni
la repubblica delle lettere, e incontraro- rettore del collegio irlandese, il p. tu. Sol-
no anche plauso e favore presso le più dati domenicano, segretario dell'indice,
colle e straniere nazioni. Indi sino al 1798 l'ab. Marchetti allora rettore della chie-
lecontinuarono Vincenzo Bartolucci di sa del Gesù e poi arcivescovo d Aucira,
Caimano, poi celebre avvocato concisto- delle cui pregiate opere più volte profit-
riale e fiscale; e Gioacchino Pessuti ro- tai. Amhi: ni altri modi fiori il gusto sem-
inano,professore di matematiche misle,di pre più in Roma per le belie lettere, con
singolare abilità. Inoltre il bianconi nel l'erezione di Specole, dell' Osservatorio
1774 cominciò a pubblicare altra opera nel collegio romano per opera del eardi-
periodica, {'Antologìa Romana, la quale mAZelada (nella quale biografia dirò del-
die d ittiolo ragguaglio dell' accademia la nuova e recente mirabile specola e os-
istituita dal celebre fòlignate d. Felicia- sei' valoriocostruito sopra la chiesa di det-
no Scalpellini rettore del collegio Umbro- to collegio), e nell' Ospedale di s. Spi-
Luccioli e insigne professore di fisica nel rito , colla costruzione del teatro anato-
collegio romano, perciò della iu principio mico e suo gabinetto, col principio del-
accademia Umbra e Scarpelliuiana, e ne la scuola da' Sordo-Muli, con la Biblio-
pubblicò le dissertazioni iu essa Ielle. Più grafia e I" Antiquaria, ed eziandio con di-
lui di tuie accademia si compendiò con verse accademie letterarie. Le scuole del*
UNI UNI 93
l'università erano numerose, equelledel- speciale d' ostetricia che servisse a comu-
l'istituzioni civili frequentate anche dagli ne istruzione de' giovani che attendono
studenti di altre regioni d'ItaKa e sind'ob alla chirurgia, e delledonne che eserci-
tremonli. Vi concorrevanoragusei, corsi, tano I' uffizio di levatrici. A sopperirvi
tedeschi, francesi principalmente, a far il l'aw. Pasquale Di Pietro, fratello del sud-
corso degli studi legali. L'archiginnasio detto cardinale, benemerito dell' istitu-
essendo in riputazione presso gli esteri, zione della scuola de'sordo-muti, con pen-
questi portandosi in Roma non tralascia- siero generoso e umano inviò in Franci.»
vano di visitarlo e d'intervenire a qualche a proprie spese Francesco Asdrubali di
lezione. Loreto per bene addestrarsi nell'osteiti*
Nel 1775 fu eletto Papa Pio VI Bra- eia; e frattanto liberalmente esibì e óo~
schi, d' ingegno penetrante e di spirito nò con diverse condizioni all' università
piorjo, geniale e magnanimo promoto- romana fondi per mantenervi un pub-
i

re delle belle arti, e favoreggiatore delle blico maestro d'ostetricia. Pio VI com-
scienze, vero Mecenate dell'une e dell'ai» mendando l'idea benefica del Di Pietro,
tre.Da tesoriere avendo insinuato a Cle- la secondò prontamente nel 1 786 appro-
mente XIV la formazione del ÌMuseo Fa- vando nell'archiginnasio l'erezione d'una
ticano, egli con entusiasmo lo continuò nuova cattedra d'ostetricia, a cui venne
e ridusse emporio d'insigni monumenti nominalo 1' Asdrubali che in Parigi e- ,

e splendido ornamento primario di Ro- rasi istruito, coll'annuo assegno di scudi


ma, e non fu meno munifico colla pro- 200, e poi pubblico gli Elementi d'Oste-
pinqua Biblioteca Vaticana. In breve, tricia, come narrai ne'luoghi relativi. Fu
il suo pontificato riuscì faustissimo e pro- ingiunto al nuovo professore di dare l'i ole-
pizio alle scienze e alle belle arti ed a- , rò corso d'ostetricia agli studenti di chi-
vrebbe segnato un'epoca nuova e gloriosa rurgia, in ogni anno scolastico sinoa lutto
se le sopravvenute turbolenti e deplora- il mese d'aprile; e d'istruire nella scuola
bili vicende non avessero sommerso ogni dell'ospedale di s. Rocco le levatrici, luogo
ordine di cose. Gli antichi pregiudizi tut- aperto alle povere e alti e partorienti, cioè
tavia lasciavano in balia di vili e igno- ne'mesi invernali nell'archiginnasio e ne-
ranti levatrici la più grande operazione detto ospedate.Di più il Di Pie-
gli estivi in

della natura, nel concepimento e nascita tro offrìun fondo perchè col suo prodot-
degli uomini. Quindi spesso accadeva,che to ogni anno si (lasse il premio d'una me-
in parti scabrosi e non naturali molte fos- daglia d'oro allo scolare d'ostetricia, che
sero le vittime innocenti dell'ignoranza previo esame ne fesse riconosciuto me-
e inettitudine delle stesse levatrici. Ad on- ritevole. Intanto scoppiò la disastrosa ri-
ta del nazionale orgoglio, superiori i ro- voluzione di Francia, che dilatatasi fu-
mani in alcuni rami di scienze e di let- riosamente sconquassò quasi ogni angolo
tere, e nel gusto e magnificenza delle belle d'Europa e principalmente l'infelice Ita-
arti all'altre nazioni, rimasero poi a pa- lia. Nella temporanea occupazione ò'A-
recchie altre assai indietro in varie scisn- vignarne, sotto Clemente XIII, era cessa-
zee in taluni stabilimenti, altrove diretti to provento assegnato alle cattedre di
il

al miglior comodo e al sovvenimento e chimica e di fisica sperimentale, onde i


conservazione della misera umanità, ben- lettori soggiacquero a grave deficienza, ed
ché da Roma in molte ne avessero ap- a ppena si die loro alcun sussidio colla cas-
preso le prime nozioni. Tra le altre cose, sa del rettorato. I rivoluzionari francesi
sebbene fossero in Roma chirurghi de- invadendo nuovamente neh 78f)Avigno-
stri nell'operazioni di parli straordina- ne e il contado Venaissino, doininii tem-
ri e difficili, pure vi mancava una scuola porali della s. Sede, li ritennero per sena-
94 U N I li N I

pie. L'animo grande di Pio VI non per- stampata. Morì di 7^ anni in Roma nel
mise che le prepotenti e straniere violen- 1659), o almeno prendesse incremento,
ze fossero pure di pregiudizio agli studi nondimeno a Pio Vi si deve la gloria di
ed a'pnbblici maestri ; ordinò che l'era- averne introdotto nell'università pubbli-
rio supplisse allo stipendio de'professori, ca e opportunissima istruzione (imparo
r
e che questi continuassero a insegnare dal d. Luigi prof. Buzoni, Intorno la ne-
quelle nobili e vantaggiosissime scienze. cessità d'un linguaggio uniforme e. co-
J
Considerando il Papa quanto sia neces- mune a medici legali, ed a' giudici cri'
saria all' introduzione della teologia la minali nella denunzia delle ferite, pvea-
precedente cognizione de luoghi detti teo- so il Giornale arcadico, t. 46, p. 298,

logici, che sono i fonti da cui quella de- che per la provvida costituzione di Car-
riva^ mancandone la speciale lettura nel- lo Vituperatole, dovette la giurispruden-
l'archiginnasio e che avesse per oggetto za criminale in parecchie circostanze gio-
l'indicarli e Io spiegarli interamente, on- varsi del soccorso della medicina. Queste
de servirdi prodromo agli studenti di teo- due nobilissime dottrine, già divenute so-
logia , ne eresse la cattedra nel 178S e relle, si dierono roano amichevole e quin-
degnamente l'assegnò con congrua dote di di comune accordo procacciarono di
ni p. Pio Sua domenicano, convertendo scoprire le simulazioni e le malvagità de'
in essa la lettura straordinaria di contro- ribaldi ). Fu inoltre imposto al lettore,
versie che dalmedesimo religioso esercì- che ne'giorni di vacanza dovesse nel tea-
lavasi. Contemporaneamente Pio VI e- tro di Notomia fare in ogni anno prima
resse una nuova lettura di chirurgia, an- 16 dimostrazioni anatomiche, e dopo e-
che forense, per renderla più utile; cioè seguire 5 operazioni chirurgiche, in mo-
1

volle che le sue istituzioni si estendesse- do che in un biennio la consueta serie del-
ro a quelle materie e questioni, la cogni- l'une e dell'altre venisse a compiersi pei*
zione, l'esame e il giudizio delle (piali è ammaestramento degli studenti. Al nuo-
di comune ispezione tanto a'medici e chi- vo lettore si fissò dal Papa conveniente
rurghi per formare legale perizia e dar- annuo stipendio, e per tale nominò il ce-
ne parere; quanto a'tribunali e giudici lebre Giuseppe Sisco coi so, che con uni-
eriminali,vegliantialla verificazione e pu- versale soddisfazione eseguiva annual-
nizione de'delitti, per proferire giuste e mente nel teatro anatomico dell'univer-
ben fondate sentenze. Sebbene possa dirsi sitàun corso laborioso d'operazioni chi-
che la scienza medico-legale per opera rurgirhe sui cadaveri preparati. Altrove
del famoso Paolo Zacchia in Roma sor- lo celebrai,ealtrettantopossodiredi mol-
gesse (questo illustre romano medico le- li de' tanti che vado nominando , e per
gale fu in grande riputazione, medicod'In- brevità e per non ingombrare d'una mol-
nocenzo X e d'Alessandro VII, e proto- titudine di citazioni quest' articolo m'a-
medico dello stato pontificio. Si applicò stengo di ricordarne i luoghi. In tale oc-
soprattutto allo studio di quella parte del- casione Pio VI soppresse la cattedra di
l'arte, eh' è destinata a illuminate i tri- botanica pratica, il cui professore incon-
bunali in una moltitudine di questioni gruamente era poi stato incaricato di
spinose e delicate , e chiamasi medicina spiegare i trattati chirurgici de Fulne-
legale. Compose perciò un'opera la cui rihus et Tumoribus. Quando il collegio
profonda erudizione e squisito criterio la degli avvocati concistoriali nel 1786 de-
resero classica e utile non meno a' rap- putò rettore mg/ Carlo Luigi Costanti-
porti criminali che a'teologici pe'casi di ni avvocato de' poveri, ascolano e nato iti

coscienza: Qunestinnes Medico - Lcga- Roma, il quale col penetrante ingegno e


les, Romaeib?. -35, e 1 fu più volle ri- coll'indcfesso studio erasi fornito di buou
~
UN I U N I
9
cupi (ale d'estesa e varia irtuliztone, UftI- innovazioni riguardarono il materiale
to procedeva nell'archiginnasio secondo delle scuole , le seguenti ne concernono
il solito e a sufficienza bene, tranne po- il formale. Quando nella riforma Bene-
ca diligenza in alcuni lettori ri e 11 ' esser dettina tutte quasi le lezioni si dichiararo-
pronti suono della campanella per re-
al no e resero quotidiane.si formò nuovo ca-
carsi alle scuole, sebbene terminata l'ora lendario adattato all'introdotta mutazio-
essi compensassero gli scolari con trat- ne. Il principio delle lezioni d'ogni anno
tenersi in circolo. Da rpiesto prese moti- scolastico si fissò a'6 novembre, e il fine a*
vo l'eloquente mg/ Costantini , di spie- 21 luglio, nel qual giorno doveano co-
gare il suo zelo innovatore , e di esten- minciar le ferie eslive o generali. Sembrò
derlo a ideare un nuovo regolamento, che potesse rendersi più gradevole e op-
cbe abbracciasse il materiale e il forma- portuna la cosa anticipando 1' ingresso
,

le delle pubbliche scuole, cbe distribuite di dette ferie all' antivigilia della solen-
nel 2. e 3.° piano dell' edilizio erano
, nità de's«. Pietro e Paolo, che ricorre a'
alquanto distanti Ira loro e produceva 29 giugno, com'era il vecchio siile del-
inconvenienze. Il rettore vi pose riparo l'università prima di detta riforma. Mi
e per sua industria le collocò tutte nel per ciò fare senza diminuzione di lezioni,
i.° piano, con comune comodità e sod- che determinaronsi annualmente in nu-
disfazione. A tal effetto convenne far uso mero di i 35, si soppressero molte vacan-
dell'antico salone de'medici e de'teologi, ze intermedie. Inoltre si eccitò nuovamen-
ed a questo fu surrogata la sala de'letto- te la diligenza de'professori nell'esatto a-
ri nell'opposto braccio settentrionale, do- dempiinento de'ioro doveri, richiaman-
ve al tempo di Renazzi aduna vansi i col- do il rettore con sua notificazione in os-
legi de'teologi e de'medici, e il collegio servanza il prescritto da Leone Xe Be-
de'procuratori vi teneva le sue sessioni, nedetto XIV sulle puntature de' mede-
esercitandovi altresì le loro funzioni l'ac- simi. Si provvide dal rettore Costantini
cademia teologica, e l'accademia di re- anche alla frequenza, all'eccitamento e al
mi vanto appar-
ligionecattolica alla quale maggior profitto degli scolari , da regi-
A'
tenere edi cui sono prossimo a riparlare. strarsi nella matricola da tenersi dal bidel-
lettori poi fu assegnato per vestiario e luo- lo de'Ieltori detto puntatore. Che non sa-
go da trattenersi in espettativa della pro- rebbero ammessi a' concorsi per le lau-
pria ora di leggere, lai." camera situa- ree d* onore e a conseguir altri premi ,

ta in fondo del braccio delle scuole, a cui senza esibire l'attestato di loro frequen-
altra succede per uso de' medesimi e del za alle lezioni de'professori e sottoscritto
rettore, le quali due stanze, già appar- dal rettore. Alle solite lauree d'onore si

tenevano al i.° custode della biblioteca. aggiunsero altre gratuite e ili premio per
IWa non incontrò egnal plauso presso il gli scolari che avessero cooipinio lodevol-
pubblico la chiusura del gran portone mente l'intero corso degli studi teologici,
dell'università in piazza s. Eustachio. A medici e legali, e fatto sperimento del ri-
far cessare il malcontento della scolare- portato profitto. S'introdusse una nuova
sca, costretta a girar intorno all'edilizio qualificazione, sotto il nome di magiste-
e aver soltanto l'ingresso pel pollone in- ro di premio in giurisprudenza crimina-
contro s. Giacomo, e asedare sii
o univer- le, nella filosofìa e arti, e nelle lingue, e
sali clamori per la privazione d'un tra- finalmente il premio d'una medaglia d'o-
passo consueto (poi affatto tolto con l'or- ro nell'ostetricia, e d'un corpo di libri in
dinaria chiusura di portone),owio ea tal chirurgia, con onorifico attestato dell'u-
lutti comodissimo, convenne d'ordine su- niversità per chi in tutte le riferite disci-

premo riaprire I' altro portone. Queste pline, nell'esame de' rispettivi professori
96 UNI UN I

venisse riconosciuto il più valente e istrui- congruenza di tal sistema e si meravi- ,

to. Finalmente restò fìssalo il giorno 21 glia che in tante riforme mai vi si ripa-
o 22 luglio in ciascun anno per la colla- rò. Chi delta, non sempre spicciola bene
zione delle lauree d'onore e di premio, le parole, né per lo più usa discrezione
e de'magisteri, e per la distribuzione de- di pronunziar con pausa, onde da'disce-
gli altri premi, colla maggior pompa. Si poli possa seguirsene agiatamente la det-
compie la scolastica solennità con discen- tatura, sollecito soltanto di dettare quan-
dere tutti in chiesa a render grazie a Dio. to si é prefisso nel ristrettissimo giro di
Queste e altre più. minute innovazioni fu- mezz'ora. All'incontro chi scrive or non
rono esposte dal rettore Costantini e pub- intende il dettante, or non capisce ciò che
blicate in un libro intitolato Regolamen- ad esso dettasi, e or finalmente non ar-
to dell' Archiginnasio Romano ,nel 788 1 riva scrivendo a tener dietro alla rapidi-
pubblicato colle stampe. Confermò l
J
io tà del dettare. Quindi le lacune, e gli er-
"VI colla sua sovrana autorità il nuovo rori di senso e di parole, onde spesso il

regolamento col breve Postquam divi- cartolato dello scolare contiene più spro-
nac Sapienliae,de 1 5 luglio 788, Bull. i positi che parole. A ciò evitare, Reuazzi
Jiom. coni. t. 8, p. i84i che comprende dettò colla flemma , e con prolungata e
lo stesso regolamento. In esso si divisero flebile monotoniajfacendo violenza al suo
le classi, si stabili la distribuzione di ma- temperamento vivace e intollerante di
terie di scuole e di ore. Cinque furono le nenie. Ciò non bastava, e gli scolari in-
classi: 1. Materie sagre, 2. Giurispruden- correvano in madornali errori. Egli con-
za, 3. Medicina e Chirurgia, 4-Filosofia fessa. » Quando istituitomi le pubbliche
eArti,5.Lingue; nellequali si divisero tut- universitàdegli studi, non vi allignò subi-
te le materie. I professori furono stabiliti a to, come taluno penserebbe, l'uso di della-
3i, oltre 2 soprannumeri, uno per la clas- re.Costumavasiin principio, comedal dot-
se legale e l'altro per la medica. Cinque di tissimo cardinal Gerdil fu notato nel Di-
loro si assumevano da alcuni ordini reli- scorso accademico sopra gli studi della
giosi, tulli gli altri solevansi scegliere per gioventù, di leggere il testo d'un autore
concorso. Questo sistema scolastico te- veramente classico in ciascun genere. I

nuto perfetto, pure lasciò a desiderare pubblici maestri ebbero da ciò la deno-
diverse cose, non trovandosi come altrove minazione generica di Lettori, che sem-
il sistema scolastico legato e connesso col pre loro a designarli rimasta. Essi del le-
sistema pubblico; mancare di mezzi ve- sto letto spiegavano prima le parole, e i
ramente valevoli ad animar lo zelo de' sensi spouevano, poi il fine dall'autore
maestri nell' istruire, e l' impegno degli prefissosi, e l'ordine degli argomenti dal
scolari per profittare; non perfetto il me- medesimo adoprali per conseguirlo. Fi-
todo dell' insegnamento; desiderarsi, co- nalmente ragionavano sulla convenienza
me in altre università, per ogni classe di o efficacia di tali argomenti relalivamen-
discipline, i libri da valersene a uso sco- le all'intento; il che facendo o con con-

lastico su cui studiano gli scolari, e dan- tinua orazione, o per mezzo d'interroga-
no i maestri le loro lezioni, poiché per zioni e di risposte, nulla tralasciavano che
antica consuetudine difettosa, nell'archi- una piena dichiara-
potesse contribuire ad
ginnasio ogni professore formava i suoi zione della proposta materia. Ecco per-
scritti di proprio talento e per mezz'ora chè allora la pubblica istruzione riusciva
li dettava a'discepoli,che li scriveano, per sì proficua, e gli studenti divenivano non
servire di scorta e di materia allo studio, superficialmente e alla moda, ma pro-
ìndi per un'altra mezz'ora spiegava e di- fondamente e all'uso antico imbevuti del-
lucidava. Il Reuazzi svolge e chiarisce l'iu- la scienza a cui attendevano. In progres-
U N I UNI 97
so la vanità de'niaestri sdegnò di segui- moderne. Non manca Renazzi di dare e-
re un metodo, ch'era d'ostacolo a pom- ruditissima contezza della letteratura ro-
peggiare anch'essi, come autori, in mez- mana nel lungo pontificato di Pio VI, e
zo al coro de'propri discepoli. Ciascuno medesima; osser-
degl' illustri fioriti nella
volle che i particolari suoi scritti si su- vando particolarmenle,che mentre le nu-
blimassero alla qualificazione di testo per merose accademie di poesia, in Roma e
gli scolari, e così cominciarono a dettar- altrove in diverse epoche di tempo con
li. Quest'uso nato dalla magistral vana- grande apparato e mollo strepilo istitui-
gloria, divenne in seguilo necessità. Non te, sono dovunque quasi tutte disparse e
si era ancora inventata la stampa, assai giacciono oscure o inoperose, Roma sola
posteriore all'istituzione dell'università. vanta di serbar vegeta e fiorente un' ac-
Troppo gravoso sarebbe stato il dispen- cademia poetica, dopo il corso d'oltre un
dio pegli scolari di far copiare gli scritti secolo. celeberrima Arcadia, ed
Tal è la

del maestro per averli in iscuola sott'oc- in tanto credito e vigore che polè decisa-

chi e studiarli in casa. Convenne dun- mente influire nou seuza però qualche
,

que procacciarseli sotto la dettatura. Ma dissensione fra' suoi pastori arcadi, a far
potendosi adesso scegliere dal maestro per sovrano comando di Pio VI fregiare

e provvedersi da' discepoli con teuuissi- in Campidoglio corona poetica la


della
ma spesa il miglior libro in ciascuna fa- rinomatissima e brava improwisalrice
coltà, acconcio alla pubblica istruzione ; Corilla Olimpica. Cantava ella soavemen-
perche gettare superfluamente le ore pre- te e verseggiava con fluidità , ond' erasi
conciliata l'affezione degli Arcadie il pub-
ziose nel dettare, nello scrivere ? Forse
il tempo, che in dettare consumasi, non blico favore. Di questa coronazione, col-
potiia impiegarsi in tener circolo, nel- le notizie relative, altrove parlai: perciò
1* interrogare e rispondere alla maniera basti il qui detto. Non posso tacere, che
Socratica, e nel soddisfare alle doman- narra Renazzi, che la sua scuola, massime
de degli studenti con vera e presenta- in quaresima, era frequentata per udirne
la loro utilità? II Denina non conten- le lezioni da viaggiatori istruiti,ed una vol-

to di riprovar 1' uso di dettare, ne' Pen- ta vi si recò a udirlo la stessa Corilla, in

sieri diversi sulle pubbliche scuole, si compagniadel principe Gonzaga suo pro-
è dato carico di sciogliere anche le obbie- tettore e di altri letterati stranieri, e quin-
zioni de' sostenitori di quello. Vere so- di l'invitò a mensa. Mentre era in piena
no e giudiziose le sue osservazioni sul- osservanza nuovo regolamento nell'u-
il

comune opinione,che le cose scri-


l'invalsa niversità, scoppiò l'orribile tempesta po-
vendole imprimano più nella mente".
s' litica che sconvolse ogni antico ordine
,

Con riservatezza e insieme con buone di cose, ed immerse tutti nelle desolatri-

ragioni, il Renazzi inoltre non approva ci calamità le cui conseguenze durano an--

l'uso inveteratissimo nello studio roma- cora (in proposito merita leggersi la Ci-
no, di spiegare in lingua latina, benché viltà Cattolica, serie 3.% t. 6, p. 70 1 ,
di

ammirisi maestoso ed energico idioma; quanto grave e interessante


riferisce sul
rilevando però che nelle scuole di scieu- libro: A
guai punto sìa la Rivoluzionet
ze perde di sua dignità e imbastardisce, Lettera di rng.r Luigi Renda vescovo di
oltreché per le molteplici felici scoperte, jlnnccy .V ersione dalfrancese, Genova
le nuove nomenclature mancano di cor- 1857). I repubblicani francesi essendosi
rispondenti voci e frasi proprie latine, per proposti l'occupazione dello Stato Ponti-
esprimerle nel genuino e vero senso, e le Jicio (p^,),\a sua democratizzazioneja pri-

perifrasi essere difficili e rendere incerti gionia di Pio VL, tutto conseguirono ad
sulla rappresentanza e valore dell' idee onta degl'immensi sagrifizi fatti dal Papa
vox,. LXXXV. 7
-

93
UNI UNI
r
nellosciagiu alo trattato di Tolcntino(T .). casa e nell'archiginnasio, avea fregialo
Occupala anche Roma, proclamata l'effi- dell'avvocatura concistoriale. Destituito
mera RcpubllicaT'ìbevìna oRornana,de- dal reitera lo, fu istallato nella sua magi-
lionizzato Pio VI, a'20 febbraio 1 798 fu stratura Gioacchino Pessuti , ricordato
strappato dal Vaticano e tradotto in To- professore valente di matematiche miste,
scana. Tra'consoli della repubblica, uno e allora uno de'consoli democratici. L'or-
fu il Costantini per due volle rettore del dine pure degli studi e le materie che se-

l'università,cioè nell'ultima riforma e nel condo il solito s' insegnarono, non subi-
i.° triennio cominciato neh 793; altro il rono alterazione in quel primo tempo. Gli
suo predecessore nel rettorato, l'avvocato stipendi per alcune volte si pagarono pun-
Francesco Riganti, che pe'suoi talenti e tualmente, ma presto l'apparente calma
legale abilità, e per la sua equità e mo- si turbò. Indi insorse a porre in agitazio-
derazione a vea esercitato la carica con co- ne e a repentaglio i lettori, l'ordine ir-

mune soddisfazione de' professori. Fu il removibile dalle fanatiche autorità costi-

consolalo che fece atterrare gli stemmi tuite emanato, di doversi anche da essi,
gentilizi, insieme a'deplorati dell' archi- qualificati per pubblici funzionari repub-
ginnasio. Sebbene si distrussero quasi lutti blicani ,
prestare il civico Giuramento
gli stabilimenti sagri e profani di Roma, (Z7.). Ad onta che tolse ogni ambiguità
l'archiginnasio si conservò. Perchè itili o- Pio VI con dichiararlo illecito, e che al-
ducendosi opinioni, costumi, sistemi dia- cuni lettori doverosamente ricusarono di
metralmente opposti al pacifico coltiva- giurare (icui uomi registrò con falsa da-
meli to delle scienze; pretendevasi nondi- ta l'anonimo nell'opuscolo: 77 S),eil JYo,
meno di allucinare i meno avveduti, e di Gerapoli 180 1), nondimeno alcuni altri
calmare i più accorti col conservar frat- poi giurarono. Su questo argomeuto, co-
tanto le pubbliche scuole. Anche l'uni- me notai nel citato articolo, nescrisse con
versità Gregoriana restò in vigore a me- particolarità interessanti mg/ Baldavsari,
rito de'sacerdoti che la governavano. Ri- Relazione dell' avversità e patimenti di
cordando essi che il general Cervoni, co- Pio VI, X. 3, p. 193 e seg. Egli dice, che
mandante l'antiguarclo degl'invasori, era difensore del giuramento repubblicano fu
stalo alle scuole del collegio romano, si eziandio il dotto avv. Giuseppe Mangia-
recarono a trovarlo e gli rammentarono tordi di Castro,governo di Vallecorsa nel-
cosa dovea all' università Gregoriana, e la delegazione di Fi osinone, professore di
però la proteggesse. 11 Cervoni tocco da gius canonico nelP archiginnasio, poi di
quest'atto, fu dal generalissimo Berthier, gius civile, giureconsulto di merito e uno
ed ottenne che al collegio romano non de'più distinti censori dell'accademia teo-
s'ardisse recare il più piccolodanno,e con- logica. Il Giornale democratico di Roma
forme alle promesse seguirono gli effetti. denominato/J/om7o/r,a'22 gennaio 1 799
Continuarono dunque tanto lescuole del gli disse alquante parole ingiuriose,perchè

collegio romano, quanto l'università ro- quando a' professori della Sapienza era
mana, sotto l'intruso governo repubblica* stato chiesto il giuramento, il Mangiator-
no,a tenersi aperte colle stesse regole e for- di e un altro professore aveano doman-
me sino allora osservate. In principio l'ar- dato dilazione. Ciò fu bastante a far che
chiginnasio non soffrì altra variazione ,
l'ingiurialo s'inducesse a scrivere toslo a'
fuorché quella di vedere espellere il ret- compilatori deb! foni tare una lettera, col-
tore, l'encomialo Pasquale Di Pietro, che la quale mentre difendevasi presso mal- i

Pio VI per la sua molteplice erudizione, vagi,si disonorò presso buoni. Imperoc- i

perizia legale, e celebrate benemerenze ché in tale lettera, subito pubblicata dal
d'utilissimi stabilimenti introdotti in sua Monitore , dichiarò aver stampalo nel
UN I U N I
99
principio della repubblica un' operetta, due Sicilie, a'quali non parve spediente di
ove mostrava il giuramento non solo le- fare riaprire l'archiginnasio allora chiu-
citoma dovuto: il suo parlare e operare so; bensì rimosso il rettore repubblicano
essere slato sempre conforme al parere Pessuti, ripristinarono nell'uflizio l'avvo-
divulgato col suo libretto, ed essersi ado- cato concistoriale Di Pietro. Questi con
peralo acciocché dìodo de'professori suoi editto de'6 gennaio 1800 dichiarò vacan-
compagni avesse ripugnanza a giurare ti] 3 cattedre e inlimò il concorso a chi
odio alla monarchia e attaccamento alla volesse oliarvi. Fra tali cattedre primeg-
repubblica francese e sue costituzioni. Di- giava quella del Renazzi , il quale avea
poi ilMangiatoidiriprovòquantoavea so- giurato,ma non come lettore, e poi in de-
stenuto. L'erronea dichiarazione di mg. bita forma erasi ritrattato. Non mostran-
Boni pro-vicegerente, e giuramento il dosi favorevole il rettore, 1 icorseal gover-
prestato da molli professori delle due uni- no provvisorio napoletano, e tanto ener-
versità Romana e Gregoriana, fu a l'io gicamente perorò che nacque il decreto
Yl vera spada che gli trafisse l'anima, e di sospensione alla dichiarata vacante sua
lo dichiarò con particolare breve diretto cattedra, finché non giungessero lesovra-
r
a mg. Boni, rimarcando che sembrerà ne disposizioni ; di conseguenza restaro-
Roma, già maestra della verità, siasi fat- no sospesi gli altri concorsi, mentre l'ar-
ta maestra dell'errore. Tosto mg.* Boni chiginnasio continuava a rimaner chiuso.
ritrailo l'emessa dichiarazione, per cui Intanto per morte del glorioso Pio VI,
molli invocarono il giuramento, e fra que- a' 4 marzo 1800 in Venezia
1
si pubblicò
sti alcuni professori dell'archiginnasio, e Papa Pio VII Chiaramonti, quale per il

quelli del collegio romano tutti invocaro- le cose dell'archiginnasio fece sapere che

no il giuramento. Doveano i non giura- vi avrebbe provveduto alla sua venuta in


ti lettori dell' archiginnasio attendersi la Roma, ch'ebbe luogo a'3 luglio tra il giu-
solenne loro destituzione. Questa infatti bilo universale. Tosto indefesso l'animo
non tardò. Il rettore provvisorio Pessu- rivolse a ricomporre gli animi discordi, a
ti, intimò formalmente a'Iettori non giu- riordinare le pubbliche cose, a riparare i

rati, ch'essierano destituiti e dichiarali danni comuni, a far fiorire la religione,

inabili a pubblicamente insegnare.A qual- la giustizia, l'industria nazionale, le scien-


cuna delle letture così rese vacanti, si fe- ze e le belle arti. Appressandosi il prin-
ce il rimpiazzo colla nomina d'altri sog- cipio del nuovo anno scolastico, la chiusa

getti. Ma frattanto le ferie generali so- università faceva sentir la mancanza del-
praggiunsero, terminato l'anno scolasti* la pubblica istruzione. Invisi la più par-
co alla meglio, e gli avvenimenti della te de'professori per la prestazione del ci-
guerra che minacciavano vicina l'estin- vico giuramento,vi fuchi propose di scio-
rione del nuovo governo, ad altre mag- glierne l'intero corpo e la romana univer-
giori e ingenti cure richiamarono i pen- sità totalmente abolire. Dappoiché si e-

sieri di que'che reggevalo colla forza del- sageravano ti isti effetti che dagli studi
i

l'armi, e degli altri, i quali sulla vacillan- potevano provenire al ripristinato ordine
te base del medesimo aveano collocato delle pubbliche cose, e si riguardavano i
le loro speranze e le loro fortune "onda- professori generalmente e indistintamen-
to. Finalmente prevalendo l'armi delle te come pericolosi per l'abuso che far po-

potenze coalizzate contro la repubblica tevano neh' ammaestramento della gio-


francese, le truppe di questa furono co- •ventùdilumi scientifici, di massime nuo-
strette d'evacuare lo stato e Roma nel de- ve, d'opinioni straniere. Prevalse il par-
clinar di settembre i 799, occupandola u- tito di seguire a tener chiuso lo studio,

na guarnigione e i ministri del re delle ed il rettore pubblicò un edillo con cui


ioo u H I ti N I

a'professori e a qualsivoglia altra persona porato mostrò la slessa premura per l'ef-

fu interdetto d'insegnare anche privata- fettuazione del ripristinameuto dell' ar-


n>ente,senza di lui speciale permesso. Tut- chiginnasio, ed anch'egli come il prede-
ta volta a provvedere alla bramata pub- cessore tenne congressi col rettorale col-
blica istruzione, almeno nelle due più ne- legio degli avvocati concistoriali, per va-
cessarie facoltà, cioè giurisprudenza eroe* gliarci professori e prendere savi ed equi
dicina.coll'istessoedi Ito determ inossi, che provvedimenti. Intanto era stato depu-
due professori destinati tenessero nelle tatonuovo rettore 1' avvocato concisto-
proprie case a comun comodo aperta Giuseppe Morelli patrizio spoletiuo,
riale
scuola dell'istituzioni di diritto ci vile e ca- probo e perito nella scienza legale, il qua-
nonico; e altri soggetti all'uopo prescelti le già lodevolmente avea esercitato il ret-
dassero nell'ospedale di s. Spirito lezioni torato per un triennio dal
1790 in poi,
pubbliche di medicina e di notoinia,cioè indi avvocato del popolo romano e cano-
r
il d." Pane e il d. Mora, colla facoltà a nista della s. penilenzieria. Fervorosa-
r
questo di sostituire il d. Bomba, e lilial- mente contribuì alla riapertura e agli or-
r
mente il d. Asdrubali insegnasse nella namenti di cui venne fregiata l'universi-
propria abitazione l' ostetricia. Questo tà. Scevro di prevenzioni epropensissimo

provvedimento singolare, e mai sino allo- a favorire il bene di tutti, nelle relazioni
ra usato, non fu approvato, come inde- che fece aJ Papa delle prese determina-
coroso per Roma e pregiudizievolealla so- zioni, eguale trovò nell'ottimo cuore pon-
cietà. Ma già Pio VII nella sua meniti tifìcio l'inclinazione a far risentire a chimi-
maturava l'alto disegno d'imitare que- queglieffetti di sua somma saviezza e mo-
ll'illustri predecessori, che dopo clamo- derazione. Tutti imi stintamente i pro-
rose vicende politiche reputarono a loro fessori, inclusi vamente al fessoti , colla
glorioso e opportuno al pubblico bene, di sua sovrana autorità riammessi furono
fare risorgere e riaprire 1' università ro- all'esercizio delle rispettive loro cattedre,
mana degli studi, a' loro tempi desolata con quelle provvide avvertenze che la pru-
e chiusa. Essendo camerlengo il cardinal denza esigeva. Con precedente avviso del
bruschi e perciò gran cancelliere dello stu- rettore, fatto pubblicare a'20 novembre
dio romano, il nobil genio per le bel le ar- 1801,8*26 dello stesso mese seguì il so-
ti e le scienze trasfuso in lui dall'immor- lenne riaprimeulo dell'archiginnasio ro-
lal zio Pio VI, e la sua sincera affeziono mano, tranquillamente effettuato. Appe-
per la dignità e utilità di Roma, non sof- na negli estremi mesi del trascorso seco-
frirono che più lungamente l'archiginna- lo sparì da Roma il fantasma democrati-
sio giacesseabbaudonato e negletto. Per- co, da cui tanti furono infelicemente al-
ciò egli perorò così energicamente col Pa- lucinati, che alenili dotti e zelanti eccle-
pa, che ammutoliti contrari, Pio VII cou i siastici, scorgendo quanto le recenti po-

alto magnanimo riordinò il riapri mento litiche convulsioni urtalo avessero gli an-
dell'antico e preclarissimo liceo romano. tichi e veri principi! religiosi, specialmen-
Ma il cardinal bruschi essendo avverso te nelle menti giovanili, saggiamente idea-
all'abolizione dell' Università artistiche rono d' imbrandire il soldo scudo della
di Roma (P.) e alla promulgazione del scienza per combattere i moderni errori,
commercio libero (di che pure ragionai io illuminare i lraviati,guarenlire e far trion-
tale articolo),reputando l'una e l'altra fa- fare le verità della Cattolica (V.) Reli-
pubblico bene, come lo furono, nel
tali al gione (V .). 1 principali di loro furono d.
1801, rinunziò al camerlengato, e il Pa- Gio. Fortunato Zamboni (poi avvocato
pa dichiarò pro-camerlengo il cardinal fiscale e consultore del s. Oflizio, prela-
Giuseppe Doiia Pamphilj. Questo por- to e canonico Liberiauo, chiaro per ope-
,

UNI li N I ior
re ilolte), mg/ Girolamo Napulioni av- nonico di s. Eustachio) e Cleto Maria pro-
vocalo concistoriale e promotore della fe- curatore rotale (poi prelato protonotario
de, d. Settimio Còstanzi, il p. ab. d. Vin- apostolico e luogotenente dell'A.C, mor-
cenzo Garofalo (poi abbate generale de' to chierico di camera: per grato animo
cauoniciLateranensi e arci vescovo diLao- ricordo d' avere da lui ricevuto in dono
dicea). Essi e altri lodevoli soggetti si co- l'opera paterna divenuta rara, Elemen-
stituirono in regolare adunanza, cui die- ta Juris Criminalis, Romaei8o2j edi-
rono il titolo di Accademia di religio- tio altera romana etquinta italica recen-
ne cattolica (P '.), eleggendo a presiden- sii aucta et emendata; e l'onorevole e gra-
r
te il dotto mg. Domenico Coppola arci- ziosa dedica del suo mss. Ragionamento
vescovo di Mira e segretario di propagan- sulle antiche, leggi di letto nel- Roma,
da //7/e (ora Io è il cardinal Fabio M/ A- l'accademia Tiberina nella solenne torna-
squini prefetto dell'Indulgenze e ss. Reli- ta de' 1 4 luglio 1 844)- Poiché per propria

quie), e in segretario il celebre barnabita lodevole inclinazione entrambi ascriver


p. d. Francesco Fontana poi cardinale si fecero i primi d'ogni altro tra 'candida-
r
(ora lo è mg. Gio. Battista Rosani ve- ti dell'accademia, e più volte dierono sag-
scovo d'Eritrea e vicario della basilica gio dell'ingegno e industria loro in com-
Vaticana). Si proposero nell'adunanze di porre e recitar dialoghi nelle sessioni ac-
trattare e illustrare i punti più impor- cademiche. II frutto ubertoso prodotto
tanti e sostanziali della cattolica Religio- da tali accademici esercizi, e quello anche
ne (nel quale articolo celebrai il legato maggiore che da essi attendere si poteva
del milanese Fagnani con pensioni a fa- a pio e gloria della vera religione , in-
vore degli scrittori per la sua difesa e ii*- fiammò personaggi per
i dignità e saggez-
cremeuto), e dall'opposizioni difenderla za più rispettabili, a favorire e benefica-
deglincreduli antichi e moderni, ne'libri re questa nuova accademia. Pio VII col
diesi danno alle stampe, con dissertazio- breve Perlatum ad Nos est, de'2
7 gen-
ni (di molte delle quali, per la dottrina e naio 1 80 1
, Bull. Rom. cont. 1. 1 1 , p. 1 o1
importanza de'gravi argomenti, più sun- altamente commendò l'istituto dell'acca-
ti ne riportai a'Ioro luoghi) e con dialo- demia, l'approvò e gli accordò il suo pa-
ghi, nelle sessioni stabilite ne'giovedì li- trocinio. Piacque poi tanto al dotto e vir-
beri. Per lai." volta l'accademia si adu- tuoso cardinal Francesc'Antonio de Lo-
nò nel fine di maggio 1800 nell'oratorio reuzana, che con indicibile impegno ne
della congregazione primaria del collegio divenne il principale e più benefico me-
r
romano, e mg. JNicola Buschi vescovo cenate. Di più il Papa e il rettorale col-
di Ferentino pronunziò l'orazione inau- legio trasferirono stabilmente la sede del-
gurale. In seguito si tennero ivi altre a- l'accademia nel!' archiginnasio romano,
dunanze, con gran concorso e plauso. Co- ove tuttora decorosamente fiorisce, e la

sìla nuova accademia prese subito voga, solennissima 1 /adunanza vi fu tenuta nel-
e parecchi altri soggetti per qualificazio- la gran sala a'5 febbraio 801, con ma-
1

ni, ingegno e dottrina distinti vi si aggre- gnifica pompa di apparato e di lietissime


garono. Valente storico, egregio filosofo, musicali armonie, pronunziando l'orazio-
profondo e sommo giureconsulto fu il ne inaugurale mg/ Coppola. Ad accre-
eh. Ilenazzi, anco affettuoso padre, perciò scere mezzi di render l'accademia più
i

con ragione dice che ogni discreta perso- proficua e famigerata, venne fornita d'u-
na concederà al suo paterno amore di a- na stamperia sua propria, per imprimer-
ver egli nominato suoi due maggiori fi-
i vi le produzioni accademiche meritevo-

gli, il sacerdote d. Felice Maria uno de' li della pubblica luce, e da'suoi torchi nel
maestri delle ceremonie pontificie (poi ca- 1802 uscirono le leggi proprie e diversi
io2 UNI UN1
opuscoli. In sì nobile sede tuttora l'ac- .-Unzione di tutti fosse destinato. Pio VI r
cademia celebra con bella pompa tanto accorse alla deficienza dell'uno e dell'ai»
1 api imento, che la chiusura dell'anno
ac- tro, e con plauso universale eresse nel-
cademico.FrattanloIaripristinazione del- l'archiginnasio la lettura e cattedra d'isto-
l'archiginnasio fece concepire le più liete ria naturale e mineralogia col breve U-
speranze per la protezione accordatale da beres dum menti, de 1 3 novembre 8o4, 1

Pio VI I, e ne provò munifici efletli.L'ab.


i Bull. Rom. cont. Lia, La dotò
p. 25?..
Costa tizi, L'Osservatore dì Roma, 1. 1, p. di congruo assegnamento, ed elesse ad e-
1 74,discorre nelc. 3 Dell'accademia di : sercitarlail p. Carlo Giuseppe Gismondi

Religione Cattolica.Vv'wna Diari di Ro- i scolopo di Mentane, soggetto in tali facol-


ma e il Giornale di Roma davano uti- tà peritissimo, colla soprintendenza e cu-

lissima contezza delle dissertazioni reci- stodia del nuovo museo mineralogico; di-
tate nell'accademia, ed primi anche de* i chiarando che nella vacanza la collazione
gli argomenti de'dialoghi. Poscia gli An- della cattedra si faccia per concorso. Ta-
nali delle scienze religiose pubblicaro- le gabinetto fu collocato in ampia lumi-
no o le slesse dissertazioni o un sunto del- nosa sala dell'edilìzio sopra le scuole, ov'e-
le medesime; i quali sunti ora sovente ra la stamperia Salvioni. Venne provve-
pubblica l'eccellente periodico della Ci- duto con completa collezione di minera-
viltà Cattolica, come argomenti impor- li a comune istruzione, raccolta da Camil-
tanti a sapersi. Uno de'cardinali censo- lo Chierici veronese, valentissimo profes-

ri onorari dell'accademia suole dare so- sore di mineralogia, in quasi tutte le re-

lenne principio al corso accademico con gioni d'Europa. Ordinato il museo, Pio
un'orazione di libero argomento; ed il VII l'onorò di sua presenza a' 27 otto-
cardinal Lodovico Altieri, ora camerlen- bre 1806, tra il lieto snono delle cam-
r
go e arcicancelliei e, a'7 maggio 857 con 1 pane, ricevuto dal tesoriere mg. Laute,
dotta prolusione aprì il corso delle disser- dagli avvocati concistoriali e dal Chierici;
tazioni che nel corrente anno leggeranno e vi si trattenne circa due ore osservan-
vari distinti soci, e v'intervennero molti do minutamente i più rari e preziosi og-
cardinali e gran numero di prelati e di getti mineralogici, dichiarati dal Chieri-

ecclesiastici secolari e regolari. Ogni an- ci, godendo di vedere arricchita l'univer-
no si pubblica un libretto stampato e in- sità d'un
cospicuo e utile ornamento,

titolato: Accademia di Religione Catto- onde a perenne memoria già eravi stata
lica sotto gli auspicii della S. di N. S. posta analoga iscrizione marmorea. La
Pio IX P. M. felicemente regnante. Vi veterinaria, arte preservati ice o ristabili-
sono gli elenchi de'cardinali censori ono- trice della sanità degli animali domesli-
accademico, e degli ar-
rari, del consiglio ci, che l'uomo ha ridotto allo stato di man-
gomenti da trattarsi nelle pubbliche a- suetudine per rendergli servizi essenzia-
dunanzc, che si chiudono con orazione di onde divennero necessari agli usi e
li ,

libero argomento. L'accademia beneme- a'comodi della vita umana, deve a Pio
rentissima della religione cattolica fiori- VI a pubblico bene l'erezione di sua cat-
1

sce per iS cardinali, molti prelati, il fio- tedra nell'archiginnasio, coli'autorità del
re del clero secolare e regolare, e per al- breve Inter multiplices cura, de'4 feb-
cuni rispettabili laici. Mentre altrove fio- I>raioi8o6,Z>tt//. /fotti. co«M. 422.
12, p.
rivano scuole famose di storia naturale Ne conferì la lettura a Giuseppe Oddi ro-
con insigni musei mineralogici , Roma mano, intendentedi medicina e abile pro-
mancava d'un pubblico magistero di sì appositamente
fessore d'altre scienze, che
importantissima facoltà, ne vi era un ga- si recò a studiarla veterinaria ad Allori

binetto di mineralogia clic a connine i- e in Lione, dichiarando che nelle vacati-


UN I UNI io3
zc si concedesse la cattedra per concor- tavolta avvertirò, per chi bramasse co-
so. Gli assegnò per stipendio annui scu- noscere la serie de' cardinali cancellieri ge-
di 200 da pagani ò,i\\' Università arti- nerali, indi arcicancellieri, de' rettori de-
stica de' Cocchieri (F.), per godere essa putati dal collegio rettorale, de'collegi e
i pioventi dello scortico de'cavalli, muli de'professori dell'università romana, che
e altri animali morti in Roma. Fu stabi- può leggerla nell'almanacco ossia Notizie
r
litoche ne'giorni vacanti, il professore a- di Roma (f .) d'ogni anno. Imperocché
vrebbe aperto scuola di pratica veterina- trovo in esse, principiate a pubblicare dal
ria per gli esercenti la maniscalcheria nel- Cracasnel 1 7 i6,come il Diario di Roma,
l'anfiteatro veterinario: ed a tal effetto si che si cominciò successivamente a com-
preparò un locale ampio e couiodo,ov'e- prendere costantemente nomi e le qua- i

ra il collegio Umbro; Fuccioli, e dove si lifiche, oltre l'orario e mutazione della

stabilìformare un gabinetto veterinario, campana dell'archiginnasio sin dal (728;


per maggiore della nuova pubbli-
utilità nel 1
729 in poi il novero de'lettori pub-
ca scuola di veterinaria. Tra' professori blici della Sapienza, divisi per facoltà, in
dell'epoca di cui ragiono, potè l'universi- uno a' lettori soprannumerari, a' lettori

tà vantare per lettore di storia ecclesia- giubilati, a'giubilati onorari, ed a'Iettori

stica il dottissimo e celebre per raoltepli- onorari; nel 1734 in poi quello degli av-
ciopere Francese' Antonio Zaccaria di Ve- vocati concistoriali, col rettore deputato
nezia ex gesuita; e per lettore di chimica da tal collegio rettorale; nel 1738 in poi

Domenico Monchini di Civitantino,del- i medici di collegio che conferiva le lau •

la cui dottrina e opere in più luoghi fe- ree dottorali e matricole in medicina, e
ci onorevole menzione. Morendo nel 1 8o3 le patenti d'esercizio perle altre arti sa-
Giuseppe Ferrante di Ci vitella di Sora, lutari; uel 1 746 in poigl'individui del col-
lettore dell'istituzioni canoniche,con indi- legio de' pp. teologi che conferivano le
cibile rammarico della scolaresca, questa lauree di teologia e di filosofia;e finalmen-
a proprie spese gli celebrò solenni fune- te dal i825in poi i personaggi componen-
rali nella chiesa dell'archiginnasio, a cui ti l'archiginnasio romauo,ossia il cardinal
assisterono i di lui colleghi. Il discepolo camerlengo arcicancelliere, il rettore de-
can. Antonio Fava di Voghera recitò in putato, il collegio legale degli avvocati
lode dell'illustre defunto l'orazione fune- concistoriali, il collegio teologico, il colle-

bre e fu stampata. Appunto col catalogo gio medico-chirurgico, il collegio filosofi-


de'pubblici professori sino al 1806, ter- co, il collegio filologico, i lettori e profes-

mina la completa, laboriosa, grave, dotta sori pubblici, i loro sostituti, i giubilati,

ed eruditissimaiSVorz'<z dell 'università de- gli onora ri,il vice-rettore,prima il promo-

gli s ludi di Roma, di Filippo M." Renazzi tore fiscale del medesimo archiginnasio
fin qui mio Mentore, qualificandosi giu- e poi il direttore minutante e archivista
bilato. Ora mi resta un'importante e gra- della cancelleria, l'agente generale. Il bi-
ve lacuna da riempire, cioè dal r8o6 al bliotecario, i due custodi della biblioteca,
corrente 1837. Teuterò di farlo alla me- il commesso. I direttori de' gabinetti di
glio genericamente, e con quanto mi fu chimica col collaboratogli fisica col mac-
dato raccogliere sopra documenti pubbli- chinista e custode, di ottica, di farmacia
cati colle stampe, non potendo continuar- pratica, d'ostetricia, di zoologia col pre-
ne la interessantissima e nobile storia col paratore e custode , d' anatomia umana
metodo tenutodall'encomiato storico,seb- col preparatore, d'anatomia comparata
bene da me abbreviato, poiché questo mio col preparatore , di materia medica col
studioso lavoro è un erudito articolo sul- custode, di mineralogia col custode. Il cu-
l' uni versi tà romana e noti la storia. Tut- stode dell'orto botanico. Il direttore e il
io4 UNI UN I

custode dell'osservatorio astronomico si- istituite nell'epoca che discorro. Final-


tualo nel palazzo senatorio di Campido- mente degl' illustri letterali tenni propo-

glio. Prima le Notizie di Roma pubbli- silo in innumerabili articoli. Per tutlo
cavano ancora i nomi de'professori letto- l'appena accennato, ponno altresì tener-
ri e le facoltà da loro insegnate, dell' U- si presenti le biografie de'Papi, che nel
niversità Gregoriana e del Collegio Ur- suddetto periodo di tempo furono innal-
bano, ed era decoroso per Roma come , zati al maggiore de'troni, tutti magnani-

pur Io sarebbe ripubblicandoli insieme mi e munifici colla romana letteratura e


«-/professori e alle facoltà del. Seminario ottimo
colle arti belle, tutti zelanti dell'

Romano. In quest'anno corrente con pia- insegnamento pubblico; nelle quali bio-
cere vidi aggiunto nelle slesse Notizie il grafie, come in quelle degli altri Papi, so-

ragguardevole personale decomponenti novi notizie riguardanti tali argomenti,


l'università di Bologna e di Ferrara ,
co' il pubblico insegnamento e l' università
loro cardinali arcivescovi, arcicanceUiere romana.
la i/e la
a
2. cancelliere, ed i rettori; ed iu- Pio VII emanò il breve In swnmo
oltre i nomi de'vescovi e arcivescovi can- Apostolatus apice, de*25 febbraio 806, 1

Peru-
cellieri e rettori delle università di Bull. Rom. cont. t. li, p. 4^4 Con- '•

gia, Macerataci bino, Camerino. Voglio Jirmatio privilegii concessi Collegio Ad-
sperare, che poi si pubblicheranno anche vocatorum consistorialium compellen-
i nomi de'rispettivi professori delle me- di more camerali debitores, et inqui-
desime 4 università, ora preteriti. Potrei linos Archigymnasii Romani. Dappoi-
in iscorcio ricordare le principali glorie ché ancora indecorosamente ne'pianter-
e fasti della romana fiorente letteratura reni esterni del uobile edilizio sussiste-
del nostro secolo, già narrati in tanti ar- vano diverse botteghe e magazzini, Nel
ticoli , ma ciò per la vastità e rilevante settembre si emanò uu editto sull'ordine

varietà delle materie, vieppiù ingrandi- da tenersi circa gli studi dell'archiginna-
rebbe questo ormai divenuto abbastanza sio romano; ed a'3 novembre con altro

prolisso, e col quale mi proposi trattare editlo si notificarono de'provvedimenti,


dell' Università Romana , e solamente richiamando in vigore le leggi di Bonifa-
spargere qualche nozione sull'ampio ar- cio Vili, Leone X, Sisto V e Benedetto
gomento de' progressi della letteratura, XIV. Dopo tante politiche e deplorabili
per quanto copiosamente ne scrisse Re- vicende,Koma e lo stato pontificio si trova-
nazzi. A'Ioro luoghi bensì e anco con qual- rono presto in nuovi e maggiori guai. Per
che diffusione ne ragionai; così del|e nuo- le imperiose e inammissibili esigenze di
ve Scuole di Roma(V.) e altri scientifi- Napoleone j imperatore de'francesi, on-
ci stabilimenti; così de'n uovi Musei fon- de costringervi Pio VII, vi fece marcia-
dati; così del fiorimeuto dell'arti e delle re le sue truppe, e Roma fu occupata a'
scienze" in tanti modi; e dell'opere lette- 2 febbraioi8o8, mentre era rettore de-
rarie e pei iodiche che si sono andate pub- putato dell'uni versila il sunnominato av-
blicando in Roma, come dissi parlando vocato concistoriale Bottini dipoi cardi-
del Diario di Roma, del Giornale di Ro- nale; indi a'6 luglio 1809 il Papa fu im-
ma, delle Notizie del giorno (ne ripar- prigionato nel palazzo Quirinale, e trat-
liti nel voi. LVW, p. i5a), ed anco ri- to in deportazione. Roma immersa nel
guardanti i Tribunali di Roma, che han- pianto e nella desolazione, poiché Napo-
no la loro parte letteraria, in que' 5 ar- leone I con decreto de' 17 maggio avea
ticoli e ne'luoghi relativi. Neh. decita- riunito all'impero francese gli stali roma-
ti e ne' voi. L Vili, p. 5i,LXX IH, p. 55, ni, e questi divisi ne'due dipartimenti di
99» uJ }
i
parlai delle nuuve accademie Roman del Tevere, e del Trasimeno, di-
f
UNI UNI io5
chinrando Roma la 2." città del l'impero 1808, che applicato all'archiginnasio fu-
e cogli stati romani la 3o.ma divisione rono le seguenti. Un gran maestro, un
militare del medesimo. Nominò il gene- cancelliere, un tesoriere, un consigliere a
rale Alessandro Sestio Miollis governa- vita, un consigliere ordinario, un ispet-
tore generale degli stali romani e presi- tore, i rettori dell'accademie, gl'ispettori
dente della consulta straordinaria; della delle medesime , e i professori delle fa-
quale uno de'membri fu il barone Giu- coltà. Il gran maestro avea il supremo
seppe M. De Girando, maitre des re- governo dell'università; il cancelliere ed
quètes,edestinaloalla soprintendenza de- il tesoriere venivano subito dopo il gran

gli studi, non che al ministero dell'inter- maestro e in mancanza ne facevano le


,

no (de'suoi pregi e delle sue opere par- veci: ili." di essi avea in custodia l'archi-
lai nel voi. LV, p. ig: il Cancellieri nel vio e il sigillo dell'università, sottoscrive-

Mercato, 23g, ragiona dell'accademia


p. va i decreti del gran maestro e del con-
d'archeologia da lui fondata nel palazzo siglio, tullidiplomi i ec. : il tesoriere ac-
Corsini, dal medesimo abitato, di cui a cudiva all'esigenza e alle spese, e soprin-
pieni voti fu acclamato presidente a'3 ot- tendeva a'ragionieri. 11 consiglio compo-

tubreiSio; che ne fece la solenne aper- ne vasi di 3o membri, io de'quali presi


tura con una inqeqnosissima orazione a' fra gl'ispettori, i decaiii, i professori del-
2 novembre; e che a'7 gennaio 18 i l'ac- i le ficoltà, e i provveditori de'licei. Gl'i-
cademia fu trasferita in Campidoglio, ivi spettori dell' università venivano nomi-
radunandosi due volte al mese. Ne fu pre- nati dal gran maestro, che gli eleggeva fra
sidente onorario il conte Miollis, e poi pre- gli affittali di essa, ed il loro numero a-
sidente e*, binario il cav. Canova); prefet- scendeva almeno a 20, e non mai supe-
to di Roma il barone Camillo de Tour- rava i 3o: eglino non potevano apparte-
non; e maire della municipalità di Roma nere a veruna accademia , ma doveano
il duca Quanto riguar-
d. Luigi Braschi. visitarle per conoscere lo stato degli stu-
da il Giuramento che esigette il nuovo di e dell'amministrazione. I rettori del-
governo di/tow<7,ancheda'professori del- l'accademie doveano governarle sotto gli

l 'università romana, sotto pena di perde- ordini del gran maestro, da cui venivano
re le cattedre, ne parlai in tali articoli. scelti fra gli ulliziali d'ogni accademia. Ol-
Cosi 1' archiginnasio decadda da quello tre a ciò con un ordine della consulla
stalo in cui l'uvea fatto rifiorire Fio VII, straordinaria de'28 ottobre 1 809 sj vol-
e soggiacque a moltissimeesignificanti va- le, che nell'archiginnasio s'insegnasse in-
riazioni, die brevemente riporta il dotto sieme al codice romano anche quello di
Nibby, professore d'archeologia nell'ar- Napoleone. Con allro ordine simile de'
chiginnasio, nella Roma neH'annoiSSS, i5 gennaio 18 o, soppresso il collegio de-
1

in cui descrisse i fasli dell'archiginnasio gli avvocati concistoriali, le sue attribu-


con un bellissimo e interessantissimo e- zioni si trasferirono in un dottore, in un
stratto ricavato dal Renazzi, e dalle di- cancelliere e in un ispettore, presi tra le
sposizioni posteriori di Leone Xll gran- persone ad essa università attinenti. Inol-
demente benemerito riformatore degli tre le cattedre si divisero in 5 facoltà, cioè
studi di tutto lo stato, e di Gregorio XVI teologica, legale, medica, fisico-matema-
per utili regolamenti emanati e per quan- tica, e belle lettere : in lulto 3o catte-
to altro fece pel medesimo. Innanzi lut- dre. Un altro ordine de'6 aprile dell'an-
to, le cariche dell'università romana ven- no slesso regolò il modo dell'ammissio-
nero mutate, uniformandole a quelle del- ni nell'università, e il come dagli scolari
l'altre università dell'impero, come rile- si potessero conseguire i gradi eie lauree
vasi dal decreto imperiale de' 17 marzo nelle rispettive facoltà. Le disposizioni, i
io6 UNI U N I

decreli.e Io stato dell'archiginnasio sotto dici di collegio a continuar 1' ispezione


l'impero francese, si possono vedere nel delle droghe medicinali introdottein Ro-
Giornale di Campidoglio, poi Giorna- ma. Il n.° 58 riporta il decreto imperia-
le del dipartimento di Roma, che ivi si le de'28 ottobre 1809 che prescrisse. i.°

pubblicò in quell'epoca, ed era l'ufficiale Il codice Napoleone ed il nuovo codice di

del governo, e nell'opere che ricordai nel commercio s' insegneranno alternativa-
voi. LIX, p. 66. Inoltre il Dizionario di mente col codice romano nelle due uni-
giurisprudenza per gli stati romani, versità della Sapienza e di Perugia, a con-
compilato dall' avv. G io. Antonio Pas- tare dalla prossima riapertura del corso
seri, da p. 637 a 654; ea< '1 Coraccini, degli studi. 2.° 1 professori della facoltà di
Storia dell' amministrazione d' Italia diritto si concerteranno fra loro sotto la

durante il dominio francese , Lugano direzione del rettore delle dette universi-
i82 3.Da'suddetti Giornali ufficiali pub- tà, perchè due fra loro in cadauna delle

blicati in Roma spigolerò i seguenti cen- medesime si dividano quest'ammaestra-


ni in aggiunta a' riferiti col eli. Nibby. mento durante il corso del prossimo an-
Primieramente nella Gazzetta Romana, no scolastico. 3.° Il presente ordine sarà
che gli occupatoli francesi cominciarono inviato a' rettori delle dette università,
a pubblicare in Roma a' 5 aprile 1808, ed inserito nel bollettino delle leggi. Ne'

mentre il Diario di Roma continuava n. n 92 i36 degli 1 luglio e de' 11


e 1

le sue pubblicazioni pel Papa e suo go- ottobre 1810 (anno in cui comincia-
verno inceppalo, nel n.°io i del medesi- ,
rono le Strade di Roma a illuminar-
mo 808 si dà un sunto del suddetto de-
1 si) si dice a p. 367 e 5i4- H giardino bo-

creto de' 17 settembre, col quale. Napo- tanico di Roma, il quale per la sua ristret-
leone ordinò che col 1 ."gennaio 1 809 l'i-
I tezza poteva appena contenere qualche
struzione pubblica fosse confidata esclu- centinaio di piante, sarà accresciuto del
sivamente all'università imperiale. Sta- giardino contiguo, il quale dipendeva dal
bilì il modo col quale doveano essere scel- convento di s. Pietro Monlorio sul Gia-
ti fra le accademie teologiche professo- i nicolo. Questo giardino riunisce vari a-
ri o decani di teologia, che sulla presen- spetti e varie nature di terreni. Esso di
tazione de' vescovi o arcivescovi sarebbe- piò conterrà un vivaio di piante esoti-
ro nominati dal gran maestro dell'uni- che, dove s'insegnerà la loro coltura. Un
versità. Che questi per la involta nomi- altro vivaio di piante indigene sarà sta-
nerà pure i decani e professori dell'altre bdito nelle vicinanze di Roma. Questi
facoltà. Inoltre il gran maestro nomine- due vivai, ordinati dalla consulta con
rà ancora i consiglieri titolati, i consiglie- decreto de' 9 luglio, furono destinati a
ri ordinari, gl'ispettori e il cassiere gene- introdurre ne' dipartimenti di Roma e
rale dell'università, i rettori e ispettori del Trasimeno la coltivazione di molti
dell'accademie, i soprintendenti e censo- alberi esotici che potevano convenire al

ri de'licei. Che le pensioni normali saran- clima e che offrissero del vantaggio. Ser-
no attivate nel corso del 1809, e il nume- viranno essi in egual modo a moltipli-
ro degli allievi sarà completo nel 3.° an- car le piantagioni sopra un territorio nel

no. Nello stesso 1809 sarà aperta la cas- quale erano troppo ristrette. Mancavano
sa degli emeriti. Si autorizzò la cassa assolnta<mente alla specola del collegio ro-
d'ammortizzazione ad aprire all'univer- mano, come anche a'gahinetti di fisica e
sità imperiale un credito d'un milione di di chimica del detto collegio e dell' uni-
franchi, roll'interesse del 5 per 100 per versitàdellaSapienzai più necessari stru- i

un anno. Il n.°io del Giornale di Cam- menti e macchine (cioèsi saranno disper-
pidoglio de'22 luglio 1809, abilitò me- i si nelle politiche vicende). Si sono asse-
UNI U | I 107
gnatide'fondi per provvedere a'più im- gi,i quali saranno divisi in due classi, se-
portanti. A p. 623 dello stesso Giorna- condo il grado dell'insegnamento prefìs-
le , de 16 dicembre 1810, sì legge. Con un so, dovendo portare un abito bleu gli a-

decreto de' 17 della consulta straordina- lunni pensionati. Le scuole situate nelle
ria, e sulla proposta del consiglio muni- città che non hanno uè licei, né collegi,

cipale, è stato deciso che la città di Ro- non potranno insegnare che fino all' u-
ma avrà un liceo di i." classe, che sarà manità inclusive. Le scuole specialmente
stabilito al collegio romano. La città di consagrate all'istruzione degli alunni che
Roma avrà inoltre due collegi, l'uno de' si destinano allo slato ecclesiastico, sono
quali sarà situato nella fabbrica dell' o- quelle in cui questi alunni vengono istrui-
ratorio di s. Filippo Neri alla chiesa Nuo- ti nelle lettere e nelle scienze, conforme
va, e l'altro nella casa de'dottrinari in s. al decreto imperiale de' 6 aprile 1809.
Riaria in Monticelli. Il collegio Nazareno Non vi sarà che una scuola secondaria
sarà conservalo e convertito in collegio ecclesiastica per dipartimento. In campa-
comunale. E stata egualmente decretata gna non sarà permessa. In lutti i luoghi
l'organizzazione delle scuole primarie; ve ove si trovino delle scuole ecclesiastiche,
ne saranno due per ogni giustizia di pa- gli alunni delle medesime saranno con-
ce.Queste giustizie di pace erano g (cia- dotti al collegio o al liceo per seguitar il

scuna composta d'un giudice, d'un can- corso degli stùdi. Cli alunni delie scuo-
celliere, di due uscieri ; erano una specie le secondarie ecclesiastiche porteranno
di presidenze regionarie) ue'rioni Mon- l'abito ecclesiastico (quello d'abbate era
ti; Trevi, Colonna e Campo Marzo; Pon- stato vietato a chi non era ecclesiastico).

te e Borgo; Parione e Regola; s. Eusta- Nessuno, senza la facoltà del gran mae-
chio e Pigna; Campitelli, s. Angelo e Ri- stro, potrà insegnare pubblicamentee te-

pa; Trastevere; Campagna di Roma re- nere scuola; in difello verrà chiusa la

sidente nel palazzo Lancellotti. Trovo a scuola, e il delinquente potrà essere an-
p. 388 del Giornale del 181 1 il decreto cora arrestato ec. Il n.° 17 dei Giorna-

imperiale de'27 luglio: Istruzione pub- le politico del dipartimento di Roma


blica. L'accademia dell'università impe- (avea cambiato titolo col 1812, e per 27
riale nella nostra buona città di Roma numeri procede con una colonna in ita-
sarà stabilita nel locale della Sapienza. liano e l'altra in francese) degli 8 fé li-

Due licei saranno stabiliti in Roma, uno braio! 8 12 riferisce. 11 decreto imperiale
al collegio romano, e l'altro al Cesti. A. de' 17 settembre 1808, che ha preceduto
p. 583 poi de' 3o novembre 18 è det- i 1 in Francia lo stabilimento dell'uni vei -si-

to. Un decreto imperiale de'i 5 e relati- ta imperiale, prescrisse già a tutti gli a
vo all' università imperiale degli studi, genti della pubblica istruzione di dichia-
contiene molte disposizioni, fra le quali rare al gran maestro, se erauo nell'inten-
accenniamo le seguenti. Il numero de'li- zione di formar parte dell'università im-
cei in tutta l'estensione dell'impero ver- periale, e di contrarre le obbligazioni im-
rà portato a 100: quelli che sarà neces- membri. Lo stabilimento del
poste a'suoi
sario d'erigere, debbono essere stabiliti regime dell'università dovendo ben pre-
nel più breve tempo possibile, e ciascu- sto aver luogo ne'duedipartimenli di Ro-
no dovrà contenere possibilmente 3oo ma e del Trasimeno, il gran maestro ha
alunni, ed nuovamente eretti almeno
i incaricato il rettore dell' università di
200 alunni pensionati. Non vi sarà cheuu Roma d' esigere la stessa dichiarazione
liceo nella medesima città, eccettuate pe- da tutti gli agenti dell'istruzione pubbli-
rò le città di 60,000 anime e più, ove ca che trovatisi sotto la giurisdizione del-
potrà esservi un liceo, ed uno o più colle- l'accademia. In conseguenza, d'ordine de'
io8 UNI UNI
Signori prefetti di Roma e del Trasime- dicina.e Antonio Trasfondo nella meJe-
ìio, sono slati aperti nelle Mairiedi Roma, sima facoltà per la classe di chirurgia,
enelleprincipali comuni i registri per ri- Quasi tutti funzionari dell' istruzione
i

cevei ne le dichiarazioni. Que'che trascu- pubblica ne'due dipartimenti di Roma e


reranno di prestarsi a simile in vito,non sa- del Trasinusno eransi affrettati- di far la
ranno approvali dal gran maestro, e non dichiarazioue o giuramento, voluta dal
potranno perciò continuare l'esercizio decreto imperiale de' 7 settembre 1808. i

delfistruzione.e que'cbe riunendolequa- Tutti colorocbe non l'avranno sottoscrit-


Jità richieste brameranno di consagrarsi la al momento prossimo dell'organizza-
nl pubblico insegnamento sono ammessi zione definitiva, sarebbero rimossi dal lo-
a far la medesima dichiarazione. I prin- ro impiego. Siccome venne istituita in Ro-
cipali decreti, statuti e regolamenti dell'u- manna scuola politecnica, il programma
niversità tradotti in italiano furono stam- pel concorso d'ammissione, per l'apertu-
pati dal Salvioni, ed egualmente si pub- ra statuita a' 17 luglio, si può vedere nel

liticò il recente decreto sull'organizzazio- n.° j5 del Giornale. Anzi nel n.°79 de'
ne generale dell'università. Nello stesso 3 luglio 181 3 si tratta della nuova aeca-
1 8 2 fu istituita in Roma la tuttora prò-
1 demia o sosietà Ellenica di scienze e belle
sperosa accademia Tiberina, di cui assai lettere.istiluita inlioma,ela solenueinaii-
ini pregio essere socio residente, e doppia- gurazionedel suo nuovo locale al palazzo
menle grato anche per diverse medaglie Lancellotti seguì a'27 del precedente giu-
di cui mi onorò ripetutamenteil consiglio gno e colle particolarità ivi narrate. Nd
accademico, a senso dell'art. 23 degli u.° 82 del Giornale de'io luglio si di-
statuti. Dal n.° 45 del Giornale de' 14 chiara. Che gli statuti dell'università iui-
oprilei8i3si ricava che I' organizzazio- periale vogliono, che tutti gli allievi de'
ne dell'accademia Roma, preparata e
di licei e de'collegi alla metà dell'anno sco-
cominciala dal rettore della medesima lasticosienoesaminatisulle materie, nelle
Ferii de Saint-Conslant, sarebbe in bre- quali hanno atteso , e che in seguale di
ve felicemente condona al suo termine; questi esami ottenghino de'premi d' in-
poichè il Cuvier consigliere titolare, e coraggiamento , coloro i quali più si di-
Coiflierispettoregenerale econsigliere or- slinguessero nell'applicazione, nel prò-
dinario dell'università imperiale, di con- gresso degli studi e nella buona condot-
cedtocol rettore, erano incaricati di sì im- ta.Adesivamente agli ordini del senatore
portante operazione,e il 2.°giunto in Ro- gran maestro, questi statuti furono mes-
IM. Intanto il gran maestro volendo ac- si in vigore nel collegio romano dal ret-
crescere i mezzi d'istruzione che possedè- tore dell'accademia di Roma. La distri-
vi la gran Roma, già IMI nominalo al- buzione de'premi d'incor igqiamento eb-
cuni professori e supplenti nella facoltà be luogo con molta solennità a'5 di det-
della così delta università della Sapienza, to mese dall' ab. Giuseppe Galandrelli
r
Il d. Oddi ispettore provvisorio di essa, principale provvisorio , nel gran salone
fu nominato professore matematiche di del collegio, ov' erano riuniti tulli i pro-
pine; iLSettele professore di matematiche fossori, tulli gl'impiegati e tutta la scola-

applicateje il DeSanlisprofessoredima- resca dello stabilimento, e moltissime di-


tematiche trascendenti. L'avv. Cini, allo- stinte persone. Il sapiente e rispettabile
la occupante una delle cattedre vacate principale aprì l'interessante ceremonia
per la giubilazione dell'aw. Dorascenzi e con un discorso analogo alla circostanza,

per morte dell'aw. VanSlreip, venne ricordando agli allievi i principii, chefor-
liominalo supplente della facoltà legale; mano base d'ogni buona educazione,
la

Il d,' Alessandro Flajani in quella di me~ siccome della vera scienza. I premi con-
UN I UNI iog
sistevano in libri analoghi agli studi del- lustre capo dell'accademia, secondato dal
le diverse classi , secoudo i regolamenti zelo de'professori e de'magistrali, e dalla
dell' università. Questi libri erano i più. cooperazione degli ufficiali superiori del-
scelli fra le migliori opere elementari , l'università venuti espressamente in Ro-
fra'classici greci, latini e italiani, e varie ma per conoscere e migliorare la condi-
opere francesi. I premiali appartennero zione del corpo insegnante. In appresso
alle classi teologica, cioès. Scrittura, teo- il segretario dell'accademia o archiginna-
logia dogmatica, scolastica, morale, sto- sio Tomassini, lesse l'estratto de'proces-
ria ecclesiastica: classe filosofica, cioè ma- si risultanti dagii esami e da' concordi.
tematica pura, mista, fisico-chimica, mo- Dovendo quindi aver luogo la distribu-
rale filosofica, logica e metafisica: classe zione degradi e de'premi, onori che l'u-
1
di re t lorica, cioè eloquenza, poesia, lingua niversità imperiale per lai.' volta confe-
greca, orazione latina, orazione italiana, riva con nuova solennità, il prefetlo ba-
poesia latina, poesia italiana, traduzione rone de Touruon, rivolse a'candidali un
dal Ialino in italiano, traduzione dal gre- acconcio discorso pieno di nobili senti-
co in latino, analisi: umanità, gramma- menti, da cui eglino mostrarono d'esserne
tica superiore e inferiore e loro sezioni. Il vivamentecommossi,e poscia distribuì lo-
supplimento al n.°io6del Giornale de* ro i gradi e i premi. Dessi furono nelle fa-
4 settembre i-8i3, riporta i successi let- coltà di teologia,di giurisprudenza, di me-
terari e scientifici degli studi nell'impe- dicina, di fìsica e matematica, e di belle
riale accademia o archiginnasio di Roma, lettere; e tra que'cheli meritarono trovo
e la pubblica distribuzione de'gradi e de' alcuni nomi di personaggi viventi che am-
premi, che con solenne pompa e coll'in- miro, ed uno anco degnamente rivestilo
tervento de'supremi magistrali si eseguì della S9gra porpora. Dipoi il supplimen-

Isella sua gran sala. Si dice frutto del ze- to al n.°ii4del Giornale de' 22 settem-
lo indefesso del rettore della medesima, bre 81 3, narrò la solennità celebrata con
1

Ferri de Saint-Ccnstaut, delle curede'ri- non minor pompa nel collegio romano,
speltabili professori ebe componevano Io per simile straordinaria distribuzione di
scientifìcostabilimento.edegli studi e fa- premi, conseguiti da un numero maggio-
tiebe sostenute da'giovani allievi nel de- re di personaggi, diversi de'quali tuttora
corso anno Die principio al-
scolastico. godo ammirare, vivendo due de' tre di
ia funzione con elegante ragionamento quelli che meritarono il cardinalato e la
l'avv. Ruga professore del codice civile, prefettura della s. congregazione degli stu-
in cui prese a dimostrare i vantaggi die di. Quindi notifica il n.° i3i, che seguì
le parti tutte della pubblica istruzione a- il solenne riaprimento de'corsi scolastici,
veano ritrailo, dopo la riunione degli sta- delle facoltà dell'accademia nell'archi-
ti romani all'impero francese: tali sono ginnasio della Sapienza a'3 novembre, e
l'istituzione de'premi, la fondazione delle le romano a' 1 5 dello
scuole del collegio
caltedrede'codici imperiali, di quelled'a- Già raccontai che nel gennaio
stesso mese.
nalomia comparata e di farmacia, l'ara- 1814 Roma fu occupata da' napoletani,
pliazioue già designata degli orti botani- e di essa e de'dipartimenti di Roma e del
ci, e l'erezione della cattedra d' archeo- Trasimeno, con proclama pubblicato a'
logia per illustrare i monumenti prezio- 1q di detto mese, ne assunse il governo
si delle romanegrandezze. L'oratore con- provvisorio il tenente generale De Lavati-
siderò siffatti vantaggi, come l'aurora del guyon mediante decreto de' 16 del re
,

fausto giorno dell'organizzazione defini- di Napoli di fallo e delle due Sicilie di


tiva, .che formava il voto di tulli i buoni, nome, Gioacchino Murat. Questi si recò
e l'oggetto delle cure instancabili dell'il- tosto in Roma, e dal n.°i 3 dei Giorno.-
1

no UNI UN I

le de'3 i gennaio si apprende, che deco- dichiarò mg/ Antonio Rusconi, già udi-
rò dell'ordine delle due Sicilie Gioacchi- tore di Rota e poi cardinale, incaricato
no Pessuti professore giubilato dell'uni- della sorveglianza dell'archiginnasio del-
versità di Roma, benemerito dell'aslro- la Sapienza, dell'università Gregoriana,
nomia e di tutti rami delle matematiche,
i delle scuole e biblioteche, come pure del-
quale illustre veterano della pubblica i- la sorveglianza delle poste, antichità e de'
struzione. Colla stessa decoratone il re lavori per l'ornamento della città: mg.'
volle onorare le arti nelle celebri perso- Belisario Crislaldì di lutti gli affari di-

ne de' Landi e Camuccini pittori, e de' pendenti dalla congregazione del buon
Thonvaldsen e Canova scultori. Indi nel governo, e della così della beneficenza di
n.°23 si 6 febbraio,
dice che mercoledì 1 Roma. Ho voluto qui ricordare quest'in-
secondo costume d'ogni anno,nella chie-
il signe personaggio, perchè come già av-
sa dell' archiginnasio della Sapienza si vocato concistoriale e avvocato de' pove-
cantò la messa funebre in memoria di ri, fu quindi il i.° rettore deputato del-

Leone X, pronunziandone l'orazione di l'archiginnasio, e poscia meritò la porpo-


lode l' avv. Giuseppe Capogrossi roma- ra, che ricevè da lui nuovo lustro. Pio V 1

no, pubblico professore già di filosofia e trionfalmente fece suo Ingresso solen-
il

di diritto canonico, e allora di gius civile ne in Roma a'24 maggio, fra gli applau-
romano nell'università stessa. Del resto, si universali della già desolala città. Tro-

nel governo provvisorio, che precedette vo nell'ultimo numero del Giornali' Ro-
la felice restaurazione del pontifìcio, si mano, succeduto dal Diario di Roma, la

liberarono i vessati dal precedente, e si notificazione de'3o giugno 1 8 4,data dal-


1

ordinò la riapertura di diversi collegi e l' archiginnasio romano , e firmata da


r
conser va t ori i, la riprisli nazione di vari or- mg. Antonio Rusconi rettore provviso-
dini regolari, la restituzione de'beni a pa- rio, e da Antonio Donati promotore fi-
recchie corporazioni, ec. ec. Insomma il scale, s