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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO

AI l>Iil^(.l^'ALI SANTI, BEATI, MAI'.TIKI, l'ADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CABDINALI

E PIÙ

CELEBRI

hCRITTOEI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,

AI

RITI,

ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE

CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOX

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIP:RE GAETANO MOROINI ROMANO

PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXYI.

IN VENEZIA

DA i. LA 1' I PO GR A I- 1 A EMILIANA

MDCCCXLIV.

DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

FOR

F

FOR

r ORO, e FORI DI ROMA. Il

foro, forum , è quel luogo dove si

giudica o negozia, e si prende per

le leggi medesime. Foro, secondo la

più comune opinione, fu detto quel luogo ove si discutono le cause, cosi detto a fartelo dal parlare, o

an-

che

a

ferendo, perchè

in

questo

luogo

si

portano le

quistioni ,

ed

anche le merci che voglionsi com-

merciare.

Varrone

e Quintiliano

chiamano Foro quel luogo in cui

si rende

pubblicamente giustizia ;

ovvero da Foroneo che

fu il pri-

mo a dar leggi ai greci, e lor per- mise trattare quislione in faccia al

giudice. La piìi semplice derivazio-

ne del

vocabolo Foro

vuoisi

da

congregare, adunare, cioè luogo di adunanze. Presso gli ebrei le adu-

naiTze

forensi ,

o

i

conventi fo-

rensi ,

che Dionigio

d' Alicarnas-

so ,

e

Dione

dicono derivate dai

greci ,

erano le congreghe

o adu-

nanze , che gli

ebrei solevano fare

 

per decidere le

 

,

tre volte al mese contese. Inoltre

presso gli ebrei vi

erano altri pubblici radunamenti ,*

che venivano intimati con suprema

autorità dal sommo sacerdote, per

la

riforma de' costumi, de' quali ne

fa menzione il Rinaldi all'anno 57,

num. 178.

Dicesi poi foro compe-

tente ,

e giudice competente

ogni

qual volta il reo sia chiamato nei

luogo ove

ha il suo

domicilio j o

per altro rapporto possa convenir-

si, come nel territorio in cui il giu-

dice ha giurisdizione.

Tutta

una

diocesi dicesi territorio del vescovo

che dicesi anche tribunale, sede di

giurisdizione ed uditorio.

Gli scrittori indicano con qviesto

nome le

piazze

pubbliche ,

nelle

quali si tenevano i diversi mercati,

massime in Roma, per provvedere

alla sussistenza

degli abitanti del-

l'antica immensa metropoli ; quelle

in cui il popolo si radunava per i

pubblici affari,

per le elezioni

ec. ;

quelle eh' erano consagrate all'am-

ministrazione della giustizia, ed agli

aflaii

privati ;

finalmente

si

desi-

gnarono pure colla voce forum del-

,

6

FOR

le città dipendenti dal romnno im-

pelo, nelle quali si tenevano fiere,

o si rendeva giustizia; e tali erano

il Foro Giulio, di cui parlammo

sopra

quel

FOR

verso

di Virgilio

rei

lib. V : Lidìcilque Forum, et patri-

bus dat jura

vocatis j deputando

giudici per la provincia, che s' in-

all'articolo

Cividale

(J^edi) , ed il

formassero

delle

cause ,

chiamati

Foro Livio, Fora; il Foro di Pom-

Recuperatores , i quali assistevano

pilio,

Fo rlimpopoli j

il Foro di Cor-

al pretore, rendendo il

verno ra-

nelio, Imola; il Foro Diugantorum

pronio, Fossombrone, ed altri fori che

gione

nel

foro,

e

colle

relazioni

oDiuguntorum, Crema; il Foro Sem-

loro si definivano r estate occupati

essendo nelle guerre o in

le

liti :

divennero floridissime città, che lun-

altri affari

o in ricreare l'animo,

,

go >arebbe il rammentare, parlan-

fatta vacanza. Questo foro dunque,

dosene per la maggior parte a' ri-

eletto per altrui comodo e residen-

spettivi articoli. Ciò fu naturale, dap-

za del pretore, si faceva alle volte

poiché siccome un gran numero di

nelle città; onde Cicerone si duo-

negozianti l'ecavansi abitualmente a

le nelle lettere familiari

con Appio

quelle fiere, convenne fabbricare

Fulcro, che succedendo egli pi'ocon-

molle case ed altri

luoghi per la

6ole nella Cilicia,

Appio con tutto

comodità del pubblico ,

e in ap-

ciò egisset Forum Tarso.

Alle vol-

presso questi luoghi medesimi s'in-

te era destinato fuori o per la di-

grandirono, si popolarono, e diven-

stanza

de' luoghi ,

o per comodo

tarono città;

altrettanto dicasi di

de' litiganti ;

onde

Livio nel

qua-

que' luoghi

in cui furono prescelti

rantesimo : Decemviri supplicatio-

a residenza

per la loro centralità

nem in biduum valetudinis causa

od altre prerogative, onde ammi-

in Urbe, et per omnia

Fora, Con-

nistrarvi la giustizia dai magistra-

ciliabulaque edixerunt etc, e que-

ti.

K Fiere.

sti d' ordinario ricevevano per sem-

E noto come i romani manda-

pre il nome di

foro.

Erano anco-

vano al governo delle soggette pro-

vincie un

cittadino

col nome di

pretore, il cui

officio

era di ren-

dere ragione, e mantenere i popo-

li

alla

divozione

di R.oma ,

chia-

mando foro il luogo destinato

ad

udire le cause: Foriis est exercen-

darum litiiim locus a f andò dictusj

sh'e a Phoroneo reges

qui primiis

,

graecis legem dedit. Cap. Forus X, De verbo signif. , ovvero a ferendo

come vuole il citato M. Varrone,

De ling. lai., perchè in esso i liti-

ganti controversias deferant , come

i negozianti

le

robe

che

vender

bramano, eleggendo quella parte

stimata più comoda a' provinciali ;

azione che

latinamente si diceva

Forum ìndicere, come vuol Servio

ra destinati i fori pel mercato, co-

me accennammo ; ma questi pro-

priamente si appellavano Concilia-

bula ;

quindi appresso Livio nel

settimo : Et de ambita a C. Poe-

telio

tribuno pi. auctorib. Patribus

ium primuni ad populum latum est;

eaque rogatione novorum maxime

hominum ambitione

qui nundinas

,

et conciliabula obire

soliti erunt

compressam credebant, sapendo aver

in costume i cittadini romani che

stavano in villa

,

di congregarsi

in

quei luoghi per vendere e compra-

re; e sebbene alle volte in essi con- ciliaboli si rendeva ragione , erano però di gran lunga minori de' fori.

E siccome

pur si fece cenno

che

Si

fatti

fori

bene spesso

venivano

FOR

piano piano ad abitarsi o per bon-

tà del luogo, o per altre circostan-

ze, facendosi grosse città, che però

Livio nel treiitesimonono, parlando

de' baccanali, de' quali perchè si fa-

ceva severissima inquisizione in Ro-

ma molti avevano abbandonata la

città ,

cos'i

ragionò :

Eadeni solli-

cìludo ,

cjuia Romae non

respon-

debant, nec inveniehantur quorum nomina delata erant , cocgìt censii'

les circa Fora propcisci, ibique qiiae- rere, et judicia exercere. Sembra

dunque che, fuggendo di Roma gli

uomini per timore di essere inqui-

siti , ricorressero a abitarvi.

que' luoghi per

Nelle città greche la piazza

del

mercato detta dai romani Forum,

era

chiamata

^gora , e

trovavasi

ordinariamente nel centro della cit-

tà.

Allorché in

una stessa città

vi

erano molte piazze o agorai , ogni

quartiere

aveva

di

ordinario la

sua propria : in quelle città all' in-

contro collocate sulla sponda

del

mare, di un

lago o

su

quella di

un fiume navigabile,

la

piazza

o

agora trovavasi circostante al por-

to. I greci davano a quelle piazze

una forma quadrata,

e le circon-

davano di

vasti

portici

doppi, co-

perti da

un

tetto

unito

per for-

marne una galleiia. Questi portici

servivano di soggiorno a coloro che pe' loro affari frequentare dovevano

le piazze pubbliche,

e soprattutto

di riparo contro il cattivo temoo

e gli ardori del sole. I portici s'al-

ternavano qualche volta cogli edi-

fici, in cui si radunavano i magi-

stratij co' templi

briche.

L' agora

e colle altre fab-

era

di

ordinario

ornata di statue de'numi, degli eroi

e delle

ore

loro ;

vi

si vedevano

pure di frequente monumenti con-

sagrati a

uomini celebri.

Tutte le

FOR

V

città della Grecia

ei-ano decorale

di

belle piazze pubbliche,

delle

quali faremo memoria delle prin-

cipali. Pausania indica molte città, i cui mercati erano ornati di sta-

tue, tra le altre Metana nel terri-

torio di Corinto,

Giteo nella La-

conia, Coronea nella Messenia

ec. :

anche le città

di Sicilia avevano

bellissime piazze pubbliche. Tra

quelle della città di Atene primeg-

giavano r antica agora

situata nel

Ceramico, e

la nuova

situata

ia

quella parte della

città

chiamata

Eretria :

nell' antica

eravi

tra

le

altre

cose un altare

cordia, divinità che

della Miseri-

non riceveva

culto se non in Atene J sembra

però

che questa agora contenesse

l'edilìzio,

in cui riunivansi

i cin-

quecento cittadini, i quali durante

un anno formarono il consiglio de-

gli anziani. Questa casa de'cinque-

cento

era

ornata

dalle statue

di

Giove Buleo, di Apollo e di Demos

o popolo

ateniese,

come pure di

pitture rappresentanti

gli arconti,

ch'erano

lavoro di Protogene. La

città

 

di

Sparla

aveva un' angora

assai osservabile,

in cui si vedeva-

no

la

casa

ove

radunavansi gli

anziani, e a lato

gli edilìzi

abitati

dagli efori

e da' legislatori :

vi era-

no ancora de' templi,

delle statue,

e

il

portico persiano, così

detto

perchè eretto col

bottino

tolto ai

persiani,

che poi

fu

arricchito di

altri ornamenti, e portato a quel-

r alto grado

di splendore

che de-

scrive Pausania.

Altre agore son-

tuose erano quelle

 

di

Megalopoli

 

bellissimi portici,

statue

e

con templi ; di Corinto famosa pei mol-

ti templi, e numero grande di sta-

tue che la decoravano ; l'agora di

Argo era ricca di statue e

di mo-

numenti ; quella di

Messenia rac-

8

FOR

FOR

chiudeva i delubri di Nettuno

,

e

rà, preòe il nome di Foro Boario,

di Venere , una rinomata

fonte e

i banchieri

e

negozianti del me-

molte statue;

l'agora

di

Tegea

desimo, ivi eressero un arco

qua*

nell'Arcadia era doviziosa di mo-

drato all' imperatore Settimio

Se-

numenti

e

di sepolcri;

quella di

vero, a Giulia sua moglie,

ed a

Elide vantava

l'età più antica,

 

e

Caracalla loro figlio.

Allorché era

disti nguevasi da quelle della

Ionia

uno solo il foro in

Roma , come

e della

Grecia,

perchè

ne' portici

centro degli affari pubblici

e pri-

eranvi dischiuse delle

vie;

vi

si

vati serviva per le

adunanze, per

vedevano diverse

statue,

e

molti

i giudizi, e per il mercato; quin-r

templi.

I mercati de'romani indicati col

nome di foninij sia in Roma, sia

  • di si andarono fabbricando edifizi

a comodo de' cittadini

per i detti

diversi usi, ed in principio fu una

nelle altre città d' Italia, distingue-

sola piazza aperta, simile

alle

no-

vansi da quelli

delle città greche,

stre piazze ordinarie. Poscia a magf

perchè gli

edifici

che li

circouda-

gior comodità del senato

vi

fu e-

vano formavano un quadrato ob-

  • di ficaia

una

sala

perchè potesse

lungOj la cui

larghezza ordinaria-

adunarvisi, la quale ebbe il nome

mente era eguale a

due

terzi del-

  • di curia, dall'unirsi insieme, coire:

la lunghezza. Siccome queste piaz-

quindi a comodità

del

popolo

e

ze servivano

sovente di arena pei

dei negozianti venne cinta di por-

combattimenti de' gladiatori, i loro

portici

erano

piìi

larghi

al

pari

degli intercolunnii, e queste galle-

rie necessarie per il libero passag-

gio, servivano pure per collocarvi

le botteghe dei mercanti, ei ban- chi dei cambiatori e ricevitori dei

denari pubblici.

In Roma

vi era-

no

diciassette di

queste

piazze

o

mercati,

di

cui quattordici erano

destinati al traffico delle derrate e

delie altre mercanzie;

quei

mer-

cati chiamavansi fora vtnaliaj gli

altri in cui si tenevano

le

assem-

blee, e in cui si rendeva

la

giu-

stizia, erano chiamati civìlìa e giù-

diciaria. In tutti i fori

di

eranvi degli archi chiamati

Roma

Giani

o Compiti, che pure sorgevano in

tutte le regioni di Ptoma, per di-

fendere dal sole e dalla

pioggia i

negozianti del foro. In Roma n'e-

siste

uno,

quello detto

di

Giano

Quadiifronte presso la

Chiesa di

S,

Giorgio in

Fciahro [Fedi). E

siccome questo luogo,

come si di-

tici, e di taberiiae, o botteghe; di

mano in mano si costrussero tem-

pli, e sale pei giudizi, che con vo-

cabolo greco vennero appellate ba-

siliche, perchè dai greci se ne tolse

l'idea. Cosi parte integrale

de' fo-

ri divennero la curia ed altre sale

per corporazioni pubbliche, le ba-

siliche,

i

templi,

i

portici

berne: al i-e Tarquinio il

e le ta-

Vecchio

si attribuiscono i primi ornamenli

del

foro romano

,

che

fu

detto

Forum vetus o lalinuni, e sempli-

cemente Foro. Questo foro fu suf-

ficiente alla

città

durante

la

re-

pubblica; sotto l'impero vennero

edificali altri

fori

ancora piìi vasti,

non

piti

splendidi nel complesso.

Limitandoci a pochi cenni sui fori

  • di Roma

pel Romano tra i vari

,

scrittoli che dottamente il descris-

sero nomineremo a cagione di o-

nore il dolio

cav.

Luigi

Canina ;

Descrizione slorica del foro ronia-^

no e sue adiacenze^ Roma

pei suoi

tipi.

ib)34,

 

,

 

FOR

La sua

origine

risale alla

pace

concliiusa tra Romolo re

di Roma,

e Tazio re di Sabina, perchè i sa-

bini dopo la

concordia

posero

le

lore case sul Campidoglio [Vedi),

e

si credette opportuno di

ricol-

niare la

vicina valle,

 

eh' è

fra il

polle Capitolino

e

il

colle Palati-

no, essendo impaludata, destinando-

sene il

sito ad

uso

di

foro,

acciò

le due nazioni

alloi'a congiunte ivi

potessero trattare i loro affari, co-

me mercato, come luogo di giudi-

zi , e piazza di adunanza ne' pub-

blici dibattimenti.

In principio

si

estese il foro dalla parte del Vela-

bro, cioè verso s.

Teodoro, fùichè

in epoca posteriore il foro romano

venne stabilito in forma quadrilun- ga avanti il tempio della Concordia,

lungo l' odierno Campo Faccino o

Boario. I lati che componevano il

foro e che gli davano la detta for-

ma erano circoscritti

da una par-

te dalla via Sacra, e dall'altra dal

vico Sandalario.

Nel foro

metteva

la fronte il comizio, che alcuni

vo-

gliono riconoscere nelle

tre colon-

ne

che

veggonsi

presso

la

di s. Maria

Liberatrice, la

chiesa

curia

Ostilia,

quindi detta Giulia,

e

la

basilica Giulia; dall'altro lato ora-

vi la basilica di Paolo Emilio. Nel

mezzo da un Iato

avanti

la

curia

erano i

rostri, specie di pulpito

tribunale decorato con

i

ròstri

o

o

punte

delle navi tolte

da

Camillo

agli

anziati, dove

gli oratori

sole-

vano arringare il popolo e perora-

re le cause dei

cittadini accusati, e

quindi sotto l'impero crebbero

i

monumenti

nel

mezzo

del

foro

molte statue frale quali quella eque-

stre di Domiziano, così molte colon-

ne come

quella superstite di Foca.

Biondo da Forlì nella sua Roma

trioiifanlc,

a p. 3j,

dice che Erco-

FOR

9

le dopo avere ucciso Cacco in me-

moria delle vacche che gli avea ru-

bate e da lui ricuperate, drizzò un

bove

di bronzo nel sito ove poi

fu

eretta

la chiesa

di s.

Giorgio,

che fu chiamato Boario, nome che

poscia

lo prese il

tri dicono,

che

il

vicino

foro. Al-

bove di bronzo

fu ivi eretto da E.omolo in memo-

ria di

quello cui si

servì per fare

il

solco,

dove

doveva costruire le

mura

della sua nuova città, Roma;

e che

da questa parte Romolo prin-

cipiò il

solco della sua Roma qua-

drata. Tuttavolta il JXibby, parlan-

do del foro Romano,

nel dire che

gli

usi

nobili cui venne

progressi-

vamente destinato, fecero insensibil-

mente allontanare da questa piazza

il mercato

delle

cose piìi

comuni

alla vita, e si cominciò

col rivol-

gere

in varie parti della città i mer-

cati più clamorosi; dice quindi che

un'area

particolare

alle

falde del

Palatino presso il Circo Massimo fu

destinata

a mercato de' bovi e di

altre bestie da macello,

che fu det-

ta Forum Boariitm: ciò sia contro

quelli

che scrissero non essere sta-

to mai tal silo mercato di bovi.

Parlando il Vasi nel suo Itinerario

di

Roma di questo foro, dice

che

fu il più celebre e rinomato luogo

dell'antica Roma, detto per antono-

masia Romano, sia per le assemblee

che vi tenne il senato e popolo ro-

mano,

sia per la bellezza e

magni-

ficenza de'templi, delle basiliche, de-

gli

archi trionfali, delle curie,

dei

portici, e degli altri pubblici e prir-

vati

edilizi

che

sontuosamente lo

decoravano; i quali erano tutti or-

nati di

colonne, di

bronzi

dorati,

e di un numero

infinito di statue.

fatto luogo che fu tanto famoso in

tempo di

Roma trionfante, dopo la

sua decadenza essendo nella massi-

IO

FOR

ma

parte rovinali

gli

edifizi die

lo rendevano mirabile, ha

servito

un tempo per campo, ossia merca-

to di

vaccine,

ed altre

bestie

da

macello, da cui prese l'abbietto no-

FOR

na, o alla Concordia, ed

altri

di-

cono alla dea Moneta. L' altro tem-

pio di tre colonne in angolo, eh' quello di Saturno, come alcuni pre-

tendono, o piuttosto quello di Giove

me di Campo Vaccino. Quantunque

tonante,

.secondo

la più comune

esso abbia perduto il suo antico splen-

opinione, può da vicino,

come in

dore, nuUadiineno fra le rovine zi

restano

tanti

preziosi ed

interes-

santi monumenti che formano l'am-

mirazione in tutti gli amatori del-

le antichità e delle belle arti; giac-

ché quello che Roma era al mondo,

il

foro Romano era a R.oma stessa.

L'una centro di tutto lo splendore,

della potenza e della civiltà; l'altro

dimostrazione di queste due condi-

zioni ottime

di

uno stato.

  • di in ogni tempo sono stati

Quin-

rivol-

ti a questo punto tutti i pensieri de-

gli studiosi delle antichità romane,

sia

che le

meditassero

sui monu-

menti

in

riguardo agli scrittori, sia

che su di essi ne ricercassero

fon-

damento e norma alle arti. Molti

Pontefici provvidamente presero spe-

ciale cura del foro Romano, cura

che imitata venne da coloro, che

tennero le redini del governo sotto

l'amministrazione francese all'epo-

ca dell'invasione nei pontificati

di

Pio

VI,

e di Pio

VII,

massime

sotto di

questi, uno dei Papi

più

benemeriti di questo foro.

Sotto però l'odierno pontificato

  • di Gregorio XVI il clivo Capitolino

si è scoperto assai più che non

si

fosse fatto per lo innanzi, onde ap-

parisce in tutta

la

sua

maestà la

costruzione del Tabularlo. Si è fatta

in uno degli angoli di

quell'edifi-

cio la scoperta di un portico, igno- to a

tutti gli scrittori della romana

topografìa. Trionfa in tutta la sua

grandiosità il tempio jonico, eretto

secondo

le diverse

opinioni,

o

a

Vespasiano, o alla Fortuna roma-

antico tempo vedersi. La quantità

de^ pubblici monumenti

riuniti

ia

questo punto si

è

dimostrata

per

la base di altro tempio vicinissimo

a questi due, che alcuni assegnano in

luogo del precedente, a Giove tonan- te ; gli altri, con più ragionevole mo-

tivo, alla Concordia. Si deve pure ri-

conoscere, come frutto dei lavori fat- ti eseguire dal lodato Pontefice, la scoperta dei rostri imperiali presso

del magnifico arco di Settimio Se-

vero, arco del quale si è dissotterrata

r importante base. Si deve

ancora

numerare

fra

le

ridette scoperte

quella del fondamento sul quale si

ergeva, non lontano

da

tale arco

di Settimio, la memorata statua

equestre dell'imperatore Domiziano,

tanto celebrata

dai

classici autori.

La colonna di Foca

ancor

essa

è

in miglior condizione; e si veggo-

no le basi delle altre che ad essa sor-

gevano all'intorno. Ma il discoprimen-

to fatto in vicinanza del luogo dove

sorge, della basilica

Giulia, è uno

de' pili

importanti che

da lungo

tempo si sieno fitti per la romana

topografia. L'isolamento del tempio

di

Antonino e Faustina, ch'avea

servito pure

per fronte di altro

piccolo foro,

con

via Mauri na, cosi

l* apertura della

delta

dal

nome

che il Papa portava nel cardinala-

to, venne celebrato colla coniazione

di una medaglia. Del

foro Roma-

no, e sue adiacenze se ne parla in molti aiticoli del Dizionario,

trat-

tando delle chiese ora

ivi esistenti,

o degli antichi monumenti che lo

,

FOIl

FOR

u

decoravano,

o

per altri

argomenti

relativi. Del

foro

Romano, come

degli

altri fori dell'antica

Roma,

egualmente ne parla il eh. A. Nibby

con

dottrina nella

encomiala sua

opera: Roma nell'anno i838, par-

te II antica. Ora passeremo a dare

alcuni cenni sugli altri diversi

di Roma.

fori

Per lungo tempo il foro Roma-

no fu

l' unico

foro di Roma, che

divenne troppo angusto per la po- polazione che di giorno in giorno

accrescevasi sensibilmente ; siccome

tulli

e

tre uniti, e come

un foro

solo, perciò la chiesa di s. Adriano

fu detta

in Cribits foris.

Molti dei

seguenti imperatori stabilirono ia

Roma nuovi

fori, come Vespasia-

no e Domiziano, il cui foro da lui

detto foro Palladio

non fu termi-

nato

che

da

Nerva, e chiamato

forum Nen'aCy

e

talvolta forum

Perniimi e forum Transitonum,^ev-

chè lo si

attraversava

per recarsi

ad altre piazze, ovvero dagli archi

che davano

l'adito agli

altri

fori,

cioè a quelli di Augusto e di Tra-

i

templi

che

lo

circondavano, e

che non si volevano abbattere, im-

pedivano di allargarlo,

Giulio Ce-

sare fece fabbricare un nuovo foro che destinò soprattutto alle decisio-

ni delle