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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI l>Iil^(•.l^'ALI SANTI, BEATI, MAI'.TIKI, l'ADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CABDINALI
E PIÙ hCRITTOEI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CELEBRI
DELLA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
CHIESA
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOX
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIP:RE GAETANO MOROINI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXYI.

IN VENEZIA
D A i. L A 1' I P O G R A I- 1 A EMILIANA
MDCCCXLIV.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

F
FOR FOR
r ORO, e FORI DI ROMA. Il erano altri pubblici radunamenti ,*

foro, forum , è quel luogo dove si che venivano intimati con suprema
giudica o negozia, e prende per si autorità dal sommo sacerdote, per
le leggi medesime. Foro, secondo la la riforma de' costumi, de' quali ne
più comune opinione, fu detto quel fa menzione il Rinaldi all'anno 57,
luogo ove si discutono le cause, cosi num. 178. Dicesi poi foro compe-
detto a fartelo dal parlare, o an- tente ,
competente ogni
e giudice
che a ferendo, perchè in questo qual volta il reo sia chiamato nei
luogo si portano le quistioni , ed luogo ove ha il suo domicilio j o
anche le merci che voglionsi com- per altro rapporto possa convenir-
merciare. Varrone e Quintiliano si, come nel territorio in cui il giu-
chiamano Foro quel luogo in cui dice ha giurisdizione. Tutta una
si rende pubblicamente giustizia ; diocesi dicesi territorio del vescovo
ovvero da Foroneo che fu il pri- che dicesi anche tribunale, sede di
mo a dar leggi ai greci, e lor per- giurisdizione ed uditorio.
mise trattare quislione in faccia al Gli scrittori indicano con qviesto
giudice. La piìi semplice derivazio- nome le piazze pubbliche , nelle
ne del vocabolo Foro vuoisi da quali si tenevano i diversi mercati,
congregare, adunare, cioè luogo di massime in Roma, per provvedere
adunanze. Presso gli ebrei le adu- alla sussistenza degli abitanti del-
naiTze forensi , o i conventi fo- l'antica immensa metropoli ; quelle
rensi , che Dionigio d' Alicarnas- in cui popolo si radunava per i
il

so , e Dione dicono derivate dai pubblici affari, per le elezioni ec. ;


greci , erano le congreghe o adu- quelle eh' erano consagrate all'am-
nanze , che gli ebrei solevano fare ministrazione della giustizia, ed agli
tre volte al mese ,
per decidere le aflaii privati ; finalmente si desi-
contese. Inoltre presso gli ebrei vi gnarono pure colla voce forum del-
,

6 FOR FOR
le città dipendenti dal romnno im- sopra quel verso di Virgilio rei
pelo, nelle quali si tenevano fiere, lib. V : Lidìcilque Forum, et patri-
o si rendeva giustizia; e tali erano bus dat jura vocatis j deputando
il Foro Giulio, di cui parlammo giudici per la provincia, che s' in-
all'articolo Cividale (J^edi) , ed il formassero delle cause , chiamati
Foro Livio,Foro di Pom-
Fora; il Recuperatores , i quali assistevano
pilio, Fo rlim popoli j
Foro di Cor- il al pretore, rendendo il verno ra-
nelio, Imola; il Foro Diugantorum gione nel foro, e colle relazioni
oDiuguntorum, Crema; il Foro Sem- loro si definivano le liti : essendo
pronio, Fossombrone, ed altri fori che r estate occupati nelle guerre o in
divennero floridissime città, che lun- altri affari , o in ricreare l'animo,
go >arebbe il rammentare, parlan- fatta vacanza. Questo foro dunque,
dosene per la maggior parte a' ri- eletto per altrui comodo e residen-
spettivi articoli. Ciò fu naturale, dap- za del pretore, si faceva alle volte
poiché siccome un gran numero di nelle città; onde Cicerone si duo-
negozianti l'ecavansi abitualmente a le nelle lettere familiari con Appio
quelle fiere, convenne fabbricare Fulcro, che succedendo egli pi'ocon-
molle case ed altri luoghi per la 6ole nella Cilicia, Appio con tutto
comodità del pubblico e in ap- , ciò egisset Forum Tarso. Alle vol-
presso questi luoghi medesimi s'in- te era destinato fuori o per la di-
grandirono, si popolarono, e diven- stanza de' luoghi , o per comodo
tarono città; altrettanto dicasi di de' litigantionde Livio nel qua-;

que' luoghi in cui furono prescelti rantesimo Decemviri supplicatio-


:

a residenza per la loro centralità nem in biduum valetudini s causa


od altre prerogative, onde ammi- in Urbe, et per omnia Fora, Con-
nistrarvi la giustizia dai magistra- ciliabulaque edixerunt etc, e que-
ti. K Fiere. sti d' ordinario ricevevano per sem-
E noto come i romani manda- pre il nome di foro. Erano anco-
vano governo delle soggette pro-
al ra destinati i fori pel mercato, co-
vincie un cittadino col nome di me accennammo ; ma questi pro-
pretore, il cui officio era di ren- priamente si appellavano Concilia-
dere ragione, e mantenere i popo- bula ; quindi appresso Livio nel
li alla divozione di R.oma , chia- settimo Et de ambita a C. Poe-
:

mando foro luogo destinato ad


il telio tribuno pi. auctorib. Patribus
udire le cause: Foriis est exercen- ium primuni ad populum latum est;
darum litiiim locus a fandò dictusj eaque rogatione novorum maxime
sh'e a Phoroneo reges qui ,
primiis hominum ambitione , qui nundinas
graecis legem dedit. Cap. Forus X, et conciliabula obire soliti erunt
De verbo signif. , ovvero a ferendo compressam credebant, sapendo aver
come vuole il citato M. Varrone, in costume i cittadini romani che
De ling. lai., perchè in esso i liti- stavano in villa , di congregarsi in
ganti controversias deferant , come quei luoghi per vendere e compra-
i negozianti le robe che vender re; e sebbene alle volte in essi con-
bramano, eleggendo quella parte ciliaboli si rendeva ragione , erano
stimata più comoda a' provinciali ; però di gran lunga minori de' fori.
azione che latinamente si diceva E siccome pur si fece cenno che
Forum ìndicere, come vuol Servio Si fatti fori bene spesso venivano
FOR FOR V
piano piano ad abitarsi o per bon- città della Grecia ei-ano decorale
tà del luogo, o per altre circostan- di belle piazze pubbliche, delle

ze, facendosi grosse città, che però quali faremo memoria delle prin-
Livio nel treiitesimonono, parlando cipali. Pausania indica molte città,

de' baccanali, de' quali perchè si fa- i cui mercati erano ornati di sta-
ceva severissima inquisizione in Ro- tue, tra le altre Metana nel terri-
ma molti avevano abbandonata la torio di Corinto, Giteo nella La-
città , cos'i ragionò : Eadeni solli- conia, Coronea nella Messenia ec. :
cìludo , cjuia Romae non respon- anche le città di Sicilia avevano
debant, nec inveniehantur quorum bellissime piazze pubbliche. Tra
nomina delata erant , cocgìt censii' quelle della città di Atene primeg-
les circa Fora propcisci, ibique qiiae- giavano r antica agora situata nel
rere, et judicia exercere. Sembra Ceramico, e la nuova situata ia
dunque che, fuggendo di Roma gli quella parte della città chiamata
uomini per timore di essere inqui- Eretria : nell' antica eravi tra le

siti , ricorressero a que' luoghi per altre cose un altare della Miseri-
abitarvi. cordia, divinità che non riceveva
Nelle città greche la piazza del culto seAtene J sembra
non in
mercato detta dai romani Forum, però che questa agora contenesse
era chiamata ^gora , e trovavasi l'edilìzio, in cui riunivansi i cin-
ordinariamente nel centro della cit- quecento cittadini, i quali durante
tà. Allorché in una stessa città vi un anno formarono il consiglio de-
erano molte piazze o agorai , ogni gli anziani. Questa casa de'cinque-
quartiere aveva di ordinario la cento era ornata dalle statue di
sua propria : in quelle città all' in- Giove Buleo, di Apollo e di Demos
contro collocate sulla sponda del o popolo ateniese, come pure di
mare, di un lago o su quella di pitture rappresentanti gli arconti,
un fiume navigabile, la piazza o ch'erano lavoro di Protogene. La
agora trovavasi circostante al por- città di aveva un' angora
Sparla
to. I greci davano a quelle piazze assai osservabile, in cui si vedeva-
una forma quadrata, e le circon- no la casa ove radunavansi gli
davano di vasti portici doppi, co- anziani, e a lato gli edilìzi abitati
perti da un tetto unito per for- dagli efori e da' legislatori : vi era-

marne una galleiia. Questi portici no ancora de' templi, delle statue,
servivano di soggiorno a coloro che e il portico persiano, così detto
pe' loro affari frequentare dovevano perchè eretto col bottino tolto ai
le piazze pubbliche, e soprattutto persiani, che poi fu arricchito di
di riparo contro il cattivo temoo altri ornamenti, e portato a quel-
e gli ardori del sole. I portici s'al- r alto grado di splendore che de-
ternavano qualche volta cogli edi- scrive Pausania. Altre agore son-
fici, in cui si radunavano i magi- tuose erano quelle di Megalopoli
stratij co' templi e colle altre fab- con bellissimi portici, statue e
briche. L' agora era di ordinario templi ; di Corinto famosa pei mol-
ornata di statue de'numi, degli eroi ti templi, e numero grande di sta-
e delle ore loro ; vi si vedevano tue che la decoravano ; l'agora di
pure di frequente monumenti con- Argo era ricca di statue e di mo-
sagrati a uomini celebri. Tutte le numenti quella di Messenia rac-
;
8 FOR FOR
chiudeva i delubri di Nettuno
, e rà, preòe il nome Foro Boario,
di
di Venere , una rinomata fonte e i banchieri e del me-
negozianti
molte statue; l'agora di Tegea desimo, ivi eressero un arco qua*
nell'Arcadia era doviziosa di mo- drato all' imperatore Settimio Se-
numenti e di sepolcri; quella di vero, a Giulia sua moglie, ed a
Elide vantava l'età più antica, e Caracalla loro figlio. Allorché era
disti nguevasi da quelle della Ionia uno solo il foro in Roma , come
e della Grecia, perchè ne' portici centro degli affari pubblici e pri-
eranvi dischiuse delle vie; vi si vati serviva per le adunanze, per
vedevano diverse statue, e molti i giudizi, e per il mercato; quin-r
templi. di si andarono fabbricando edifizi
I mercati de'romani indicati col a comodo de' cittadini per i detti
nome di foninij sia in Roma, sia diversi usi, ed in principio fu una
nelle altre città d' Italia, distingue- sola piazza aperta, simile alle no-
vansi da quelli delle città greche, stre piazze ordinarie. Poscia a magf
perchè gli edifici che li circouda- gior comodità del senato vi fu e-
vano formavano un quadrato ob- di ficaia una sala perchè potesse
lungOj la cui larghezza ordinaria- adunarvisi, la quale ebbe il nome
mente era eguale due terzi del-
a di curia, dall'unirsi insieme, coire:
la lunghezza. Siccome queste piaz- quindi a comodità del popolo e
ze servivano sovente di arena pei dei negozianti venne cinta di por-
combattimenti de' gladiatori, i loro tici, e di taberiiae, o botteghe; di

portici erano piìi larghi al pari mano in mano si costrussero tem-


degli intercolunnii, e queste galle- pli, e sale pei giudizi, che con vo-

rie necessarie per il libero passag- cabolo greco vennero appellate ba-
gio, servivano pure per collocarvi siliche, perchè dai greci se ne tolse

le botteghe dei mercanti, e i ban- l'idea. Cosi parte integrale de' fo-
chi dei cambiatori e ricevitori dei ri divennero la curia ed altre sale
denari pubblici. In Roma vi era- per corporazioni pubbliche, le ba-
no diciassette di queste piazze o siliche, i templi, i portici e le ta-
mercati, di cui quattordici erano berne: Tarquinio il Vecchio
al i-e

destinati al traffico delle derrate e si attribuiscono i primi ornamenli


delie altre mercanzie; quei mer- del foro romano che fu detto ,

cati chiamavansi fora vtnaliaj gli Forum vetus o lalinuni, e sempli-


altri in cui si tenevano le assem- cemente Foro. Questo foro fu suf-
blee, e in cui si rendeva la giu- ficiente alla città durante la re-
stizia, erano chiamati civìlìa e giù- pubblica; sotto l'impero vennero
diciaria. In tutti i fori di Roma edificali altri fori ancora piìi vasti,

eranvi degli archi chiamati Giani non piti splendidi nel complesso.
o Compiti, che pure sorgevano in Limitandoci a pochi cenni sui fori
tutte le regioni di Ptoma, per di- di Roma ,
pel Romano tra i vari
fendere dal sole e dalla pioggia i scrittoli che dottamente il descris-
negozianti del foro. In Roma n'e- sero nomineremo a cagione di o-
siste uno, quello detto di Giano nore il dolio cav. Luigi Canina ;

Quadiifronte presso la Chiesa di Descrizione slorica del foro ronia-^


S, Giorgio in Fciahro [Fedi). E no e sue adiacenze ^ Roma ib)34,
siccome questo luogo, come si di- pei suoi tipi.
,

FOR FOR 9
La sua origine risale alla pace le dopo avere ucciso Cacco in me-
concliiusa tra Romolo re di Roma, moria delle vacche che gli avea ru-
e Tazio re di Sabina, perchè i sa- bate e da lui ricuperate, drizzò un
bini dopo la concordia posero le bove di bronzo nel sito ove poi
lore case Campidoglio [Vedi),
sul fu eretta la chiesa di s. Giorgio,
e si credette opportuno di ricol- che fu chiamato Boario, nome che
niare la vicina valle, eh' è fra il poscia lo prese il vicino foro. Al-
polle Capitolino e il colle Palati- tri dicono, che il bove di bronzo
no, essendo impaludata, destinando- fu ivi eretto da E.omolo in memo-
sene il sito ad uso di foro, acciò ria di quello cui si servì per fare
le due nazioni alloi'a congiunte ivi il solco, dove
doveva costruire le
potessero trattare i loro affari, co- mura della sua nuova città, Roma;
me mercato, come luogo di giudi- e che da questa parte Romolo prin-
zi , e piazza di adunanza ne' pub- cipiò il solco della sua Roma qua-
blici dibattimenti. In principio si drata. Tuttavolta il JXibby, parlan-
estese il foro dalla parte del Vela- do del foro Romano, nel dire che
bro, cioè verso s. Teodoro, fùichè gli usi nobili cui venne progressi-
in epoca posteriore il foro romano vamente destinato, fecero insensibil-
venne stabilito in forma quadrilun- mente allontanare da questa piazza
ga avanti il tempio della Concordia, il mercato delle cose piìi comuni
lungo l' odierno Campo Faccino o alla vita, e si cominciò col rivol-
Boario. I lati che componevano il gere in varie parti della città mer- i

foro e che gli davano la detta for- catipiù clamorosi; dice quindi che
ma erano circoscritti da una par- un'area particolare alle falde del
te dalla via Sacra, e dall'altra dal Palatino presso il Circo Massimo fu
vico Sandalario. Nel foro metteva a mercato de' bovi e di
destinata
la fronte il comizio, che alcuni vo- altre da macello, che fu det-
bestie
gliono riconoscere nelle tre colon- ta Forum Boariitm: ciò sia contro
ne che veggonsi presso la chiesa quelli che scrissero non essere sta-
di s. Maria Liberatrice, la curia to mai tal silo mercato di bovi.
Ostilia, quindi detta Giulia, e la Parlando il Vasi nel suo Itinerario
basilica Giulia; dall'altro lato ora- di Roma di questo foro, dice che
vi la basilica di Paolo Emilio. Nel fu il più celebre e rinomato luogo
mezzo da un Iato avanti la curia dell'antica Roma, detto per antono-
erano i rostri, specie di pulpito o masia Romano, sia per le assemblee
tribunale decorato con i ròstri o che vi tenne il senato e popolo ro-
punte delle navi tolte da Camillo mano, sia per la bellezza e magni-
agli anziati, dove gli oratori sole- ficenza de'templi, delle basiliche, de-
vano arringare il popolo e perora- gli archi trionfali, delle curie, dei
re cause dei cittadini accusati, e
le portici, e degli altri pubblici e prir-
quindi sotto l'impero crebbero i vati edilizi che sontuosamente lo
monumenti nel mezzo del foro decoravano; i quali erano tutti or-
molte statue frale quali quella eque- nati di colonne, di bronzi dorati,
stre diDomiziano, così molte colon- e di un numero infinito di statue.
ne come quella superstite di Foca. Sì fatto luogo che fu tanto famoso in
Biondo da Forlì nella sua Roma tempo di Roma trionfante, dopo la
trioiifanlc, a p. 3j, dice che Erco- sua decadenza essendo nella massi-
è

IO FOR FOR
ma parte rovinali gli edifizi die na, o alla Concordia, ed altri di-
lo rendevano mirabile, ha servito cono dea Moneta. L' altro tem-
alla

un tempo per campo, ossia merca- pio di tre colonne in angolo, eh'
to di vaccine, ed altre bestie da quello di Saturno, come alcuni pre-
macello, da cui prese l'abbietto no- tendono, o piuttosto quello di Giove
me di Campo Vaccino. Quantunque tonante, .secondo la più comune
esso abbia perduto il suo antico splen- opinione, può da vicino, come in
dore, nuUadiineno fra le rovine zi antico tempo vedersi. La quantità
restano tanti preziosi ed interes- de^ pubblici monumenti riuniti ia
santi monumenti che formano l'am- questo punto si è dimostrata per
mirazione in tutti gli amatori del- la base di altro tempio vicinissimo
le antichità e delle belle arti; giac- a questi due, che alcuni assegnano in
ché quello che Roma era al mondo, luogo del precedente, a Giove tonan-
il foro Romano era a R.oma stessa. te gli altri, con più ragionevole mo-
;

L'una centro di tutto lo splendore, tivo, alla Concordia. Si deve pure ri-

della potenza e della civiltà; l'altro conoscere, come frutto dei lavori fat-
dimostrazione due condi-
di queste ti eseguire dal lodato Pontefice, la
zioni ottime di uno stato. Quin- scoperta dei rostri imperiali presso
di in ogni tempo sono stati rivol- del magnifico arco di Settimio Se-
ti a questo punto tutti i pensieri de- vero, arco del quale si è dissotterrata
gli studiosi delle antichità romane, r importante base. Si deve ancora
sia che le meditassero sui monu- numerare fra le ridette scoperte
menti in riguardo agli scrittori, sia quella del fondamento sul quale si

che su di essi ne ricercassero fon- ergeva, non lontano da tale arco


damento e norma alle arti. Molti di Settimio, la memorata statua
Pontefici provvidamente presero spe- equestre dell'imperatore Domiziano,
cialecura del foro Romano, cura tanto celebrata dai classici autori.
che imitata venne da coloro, che La colonna di Foca ancor essa è
tennero le redini del governo sotto in miglior condizione; e si veggo-
l'amministrazione francese all'epo- no le basi delle altre che ad essa sor-
ca dell'invasione nei pontificati di gevano all'intorno. Ma il discoprimen-
Pio VI, e di Pio VII, massime to fatto in vicinanza del luogo dove
sotto di questi, uno dei Papi più sorge, della basilica Giulia, è uno
benemeriti di questo foro. de' pili importanti che da lungo
Sotto però l'odierno pontificato tempo si sieno fitti per la romana
di Gregorio XVI il clivo Capitolino topografia. L'isolamento del tempio
si è scoperto assai più che non si di Antonino e Faustina, ch'avea
fosse fatto per lo innanzi, onde ap- servito pure per fronte di altro
parisce in tutta la sua maestà la piccolo foro, con l* apertura della
costruzione del Tabularlo. Si è fatta via Mauri na, cosi delta dal nome
in uno degli angoli di quell'edifi- che il Papa portava nel cardinala-
cio la scoperta di un portico, igno- to, venne celebrato colla coniazione
to a tutti gli scrittori della romana di una medaglia. Del foro Roma-
topografìa. Trionfa in tutta la sua no, e sue adiacenze se ne parla in
grandiosità tempio jonico, eretto
il molti aiticoli del Dizionario, trat-
secondo leopinioni, o a
diverse tando delle chiese ora ivi esistenti,
Vespasiano, o alla Fortuna roma- o degli antichi monumenti che lo
,

FOIl FOR u
decoravano, o per altri argomenti tulli e tre uniti, e come un foro
relativi. Del foro Romano, come solo, perciò la chiesa di s. Adriano
degli altri fori dell'antica Roma, fu detta in Cribits foris. Molti dei
egualmente ne parla il eh. A. Nibby seguenti imperatori stabilirono ia
con dottrina nella encomiala sua Roma nuovi fori, come Vespasia-
opera: Roma nell'anno i838, par- no e Domiziano, il cui foro da lui
te II antica. Ora passeremo a dare detto foro Palladio non fu termi-
alcuni cenni sugli altri diversi fori nato che da Nerva, e chiamato
di Roma. forum Nen'aCy e talvolta forum
Per lungo tempo il foro Roma- Perniimi e forum Transitonum,^ev-
no fu l' unico foro di Roma, che chè lo si attraversava per recarsi
divenne troppo angusto per la po- ad altre piazze, ovvero dagli archi
polazione che di giorno in giorno che davano l'adito agli altri fori,
accrescevasi sensibilmente ; siccome cioè a quelli di Augusto e di Tra-
i che lo circondavano, e
templi iano, nel mezzo de' quali era stato
che non si volevano abbattere, im- collocato. Dopo di averlo ampliato
pedivano di allargarlo, Giulio Ce- Traiano, esso fu abbellito da Ales-
sare fece fabbricare un nuovo foro sandro Severo di statue colossali
che destinò soprattutto alle decisio- pedestri ed equestri degl'imperato-
ni delle contese tra i cittadini. Ol- ri, e di colonne in bronzo sulle
tre gli altri ornamenti di cui Giu- quali egli fece incidere le loro bel-
lio Cesare arricchì questo foro, vi le azioni. Dei fori di Traiano e di
fece edificare un tempio di Vene- Antonino Pio, se n'è parlato all'ar-
re Genitrice, e fece innalzare in- ticolo Colonne di Roma {^Fedi).
nanzi questo tempio la statua di Oltre questi fori che servivano
uno de' suoi cavalli pel quale egli soprattutto di assemblee al popo-
avea un amore particolare. INIalgra- lo, e per i giudizi, convenne mol-
do questo nuovo foro chiamalo Fo- ti altri destinarne a mercati, pro-
runi Caesarìs, Forum Julium, gli priamente detti, e che nomi parti-
abitanti di Roma essendo ancora so- colari ricevevano a seconda degli
pra modo numerosi per trovarvi oggetti che si vendevano. Il foro
luogo, fecero risolvere il di lui ni- di Sallusfio era sul Quirinale nel
pote Augusto a farne edificare un vico di Mamurio, presso
le terme
terzo. Forum Augusti, per le cose di Diocleziano, ove ora è la chie-
della giustizia, ed insieme v'innal- sa di s. Susanna: prol>abil mente
zò un tempio a Marte, e due por- questo foro consisteva in una sem-
tici ne'quali si collocavano le statue plice cinta di portici e di taberne,
de'piìi celebri duci romani; questo stabilita sul finire della repubblica
foro, che aveva assai sofferto, venne da Sallustio per mercato a comodo
restaurato da Adriano. E qui no- degli abitanti di questa parte eccen-
teremo, ch'essendo il foro d' Au- trica della città, nella stessa guisa
gusto dietro la chiesa di s. Luca, che si fece per gli abitanti delle
o di s. Martina, e dietro quelle di Esquilie, di cui parlammo all'arti-
s. Adriano e di s. Lorenzo in Mi- ticolo Chiesa de' ss. Filo e 31ode-
randa il foro di Giulio Cesare sto ( Vedi). Il Forum Cupedinis, ser-
questi due fori per la vicinanza viva di mercato alle carni, e agli
col Romano potevano considerarsi altri commestibili: fu detto ancora
12 FOR FOR
lllacellum vìae Sacrae, come esi- Pistorio, essendo destinato ad un
stente presso la via Sagra, nell'inter- mercato, debba assegnarsi almeno
vallo fra la pendice meridionale all'epoca del sesto secolo di Roma.
del Quirinale, e la estremitìi del- Altri mercati simili furono stabili-

l' Esquilino. Certo Numerio Equi- ti sul finire della repubblica, come
zio Cupedine, e Romanio INIacello da Gneo Domizio Enobarbo di-
infestarono molti luoghi commet- nanzi al suo giardino alle falde
tendo latrocini di nuovo genere ; del Pincio, chiamato foro di Eno-
questi furono mandati in esilio, i barbo; il foro Archimonio, Arche-
loro beni venduti confiscati, e le monium o Archemorium, che si con-
case loro disfatte; del denaro ri- gettura nella contrada degli Arcioni
tratto furono edificate le scale de- sotto il Quirinale (l'acquedotto col
gli Dei penati, e il luogo dov'essi quale Agrippa portò l'acqua Vergine
abitavano fu destinato a vendere alle sue terme, procedeva sopra ar-
i commestibili che si portavano a chi sotto la contrada di Capo le ca-

Roma ; e perciò dal nome dell'uno se, e questi archi probabilmente fu-
fu chiamato Macellum, da quello rono cagione che ne' tempi bassi si
dell'altro Forum Del Citpedinis, desse il nome di Arcioni a quel
Forimi Oliloriuin ove si vendeva- tratto della città che ancora Io con-

no i legumi e gli erbaggi, e dove serva) ; il foro Diocleziano, che


le subhaslalìones o incanti pubblici sembra doversi supporre presso le
avevano pur luogo, ed esistente nel- sue terme ; ed i fori de' Galli, e
la piazza della Chiesa di s. Nico- de' Rustici di cui ignorasi il sito.

la in Carcere, ne parlammo a quel- Oltre questi fori altri Ro-


spurii in
l'articolo. Il Forum Piscarium era ma se ne ricordano, come quello
il luogo ove vendevasi il pesce, la detto della Pace, ch'era l'area sacra
cui area vuoisi da alcuni presso la del tempio di questo nome; quello
chiesa di s. Angelo in Pescarla, e di Vespasiano, ch'era la piazza di-
da altri nelle vicinanze di quella di nanzi l'anfiteatro detto volgarraeU'
s. Giovanni Decollato, e di s. Ma- te Colosseo [Vedi).
ria iu Cosmedin. Il Forum Pisto- FORO CLAUDIO fFomoi Clau-
rium dove si vendeva il pane ed il dir). Città vescovile de' sanniti, cosi
grano, e le farine, che Traiano chiamala dai romani dopo che se
sottopose al collegio de'fornari: di- ne furono impadroniti sotto il con-
cesi ch'era presso la porta Trige- solato di C. Lucio Claudio: prima
mina all'angolo dell'Aventino ver- era detta Carini. Distrutta dai go-
so il fiume, siccome luogo il più ti, fu rifabbricata dai longobardi di
opportuno per lo scarico delle gra- Renevento nel io58, col nome di

naglie che si faceva dai vascelli Carinola. J^eìì' Italia sagra dell' U-
che rimontavano 11 Fo-
il Tevere. tom. X, pag. loo, sono no-
ghelli,

rum Suarium serviva pel mercato tatidue vescovi di Foro Claudio.


de' maiali, ed esisteva a pie del Qui- Giovanni che assistette il Papa A-
rinale presso la chiesa di s. Croce lessandro li nella dedicazione della
de' lucchesi, ove prima era quella chiesa di Monte Cassino nel 1071;
di s. INicola ili Porcilibus : circa la s. Bernardo cappellano di Giorda-
sua origine, sembra che come il no R-iccardo, figlio del principe di
Boario, r Olitorio, il Piscario, ed il Capua, ed eletto vescovo nel 1087.
FOR FOR i3
Questi per essere rovinala la città esservi state unite le sedi vescovili

di Foro Claudio, trasferì la sede in di Fidetie, Curi, e Nomento (Pedi),


Carinola (Vedi), in un al clero, secondo Francesco Paolo Sperandio
erigendosi in cattedrale la chiesa arciprete della cattedrale di Sabi-
che con l' Pasquale II
autorità di na, nella sua Sabina sagra e pro-
edificò ad onore della B. Vergine fana , antica e moderna , che ne
Maria, e di s. Gio. Battista, moren- tratta a pag. 23 e seg. Forouovo
do santamente nel iiog. Egli eb- fu la primitiva cattedrale de' ve-

be a successori que' vescovi, che ri- scovi suburbicari di Sabina [Vedi),


porta il medesimo Ughelli trattan- in cui vuoisi che i principi degli
do de' vescovi di Carinola, e dopo apostoli vi predicassero la fede di
di lui le annuali Notizie di Roma. Gesù Cristo , erigendo s. Pietro il
L' ultimo fu monsignor Salvatore primo altare al Salvatore, che poi
di Lucia di Mugnano nella dioce- fu delta tale chiesa : Sabiniensis
si di Nola, fatto vescovo da Pio \I Cathedra Ursaciana. La chiesa Fo-
a' i8 dicembre 1797. Quindi Pio ronovana dal titolo del ss. Salva-
VII con le lettere apostoliche, De tore, passò a quello di s. Eutimio,
lUilìori dominicae, quinto kalendas indi al titolo di s. Maria Maggio-
julii 18 18, uni la sede di Carinola re , o di s. Maria di Foronovo.
a quella di Sessa [Vedi). L'imperatore Teodosio II, in me-
FORO CLAUDIO o CLODIO moria della venuta di s. Pietro in
(Foro Clodiensis). Città vescovile Foronovo, fece ristorarne la chiesa,
della Toscana pontificia , ora di- ed arricchì di rendite i ministri.
strutta, la cui situazione dicesi cor- La città venne manomessa dai go-
rispondere al villaggio di Oriolo, ti ed altri barbari nelle loro inva-
signoria della romana famiglia Al- sioni, e verso il nono secolo fu in-
tieri, nella provincia del Patrimo- cendiata e spianata dai saraceni ;

nio di s. Pietro: questo luogo al onde fuggilo il vescovo e i sagri

presente è un comune soggetto al ministri, portarono seco loro le cose


governo di Sutri, distretto, delega- più preziose, in un alle più gelose
zione e diocesi di Viterbo. Non si scritture nella collegiata chiesa di
conoscono che tre vescovi, secondo s. Lorenzo di Toffia. R.istabilita la
il tom. X
dell' Italia sagra, pag. chiesa di Foronovo mediante gli

joo, cioè. Domiziano o Donaziano, aiuti del sabino Papa Landò o


che nell'anno 3i3 intervenne al Landone, che dicesi figlio di Irano
concilio di Roma celebrato dal Pa- praeclarissimi Foronovanì, non che
pa Melchiade ; Gaudenzio che as-
s. pei soccorsi di Amadeo conte di
sistette a quello ivi tenuto nel 48 7 Borgogna , il vescovo foronovano
dal Pontefice s. Felice II detto III; fratello del conte, ed ancor lui di
e CoUone o Colloniso che fu ai nome Amadeo, vi riportò la sede.
concili romani adunati Papa
da Fu allora che non avendo trovato
s. Simmaco negli anni 499 > ^^ ^ illeso dal fuoco e dal furore de' bar-
e 5o2. bari che la sola immagine di s. Eu-
FORO GIULIO, r. CivTDAiE. timio, lasciato il primo titolo prese
FORO NUOVO o FORNOVO. quello del santo. Sulle altre noti-

Città vescovile della Sabina , che zie risguardanti Foronovo, e della


fu detta Vescovio o Vescovato per sua unione al vescovato di Sabina,
,

i4 FOR FOR
se ne pnria a qiu^slo arlicolo, laon- nerico re dei vandali, la professio-
de, qui ci Jimilfciemo a fare il no- ne di i^nde de* vescovi cattolici con-
vero dei vescovi foronovani, coll'au- tro la setta dei donatisti.
torità deli' Ughelli , Italia sagra FORTIGUERRA Nicolò, Car-
tota. X, pag. 102. Paolo il primo dinale. Nicolò Fortiguerra, cittadi-
vescovo nel 4^5 fu al concilio ro- no di Pistoia, ivi ebbe i natali nel
mano di Papa s. Ilario; Asterio fu 14 18. Applicatosi allo studio con
a quello che tenne nel 4^^? s. Fe- eccellente profitto, ne usci laureato
lice Il detto 111 ; Projellizio si por- in ambe le leggi, e sostenne poscia
tò a diversi concili, convocati da con somma lode vari impieghi nel-
Papa s. Simmaco s. Lorenzo ; fio- la curia romana. Sotto Eugenio IV
rito nel 55o Giovanni che si
; sot- ebbe il governo di Viterbo e del-
toscrisse al concilio romano del Q^C) la provincia del Patrimonio, e nel
sotto s. Martino I; Marziano o Mar- 1459 fu assunto da Pio II al ve-
tiniano, intervenne al concilio di s. scovado di Teano, colla dignità di
Gregorio II; Tonfo del 743; Issa tesoriere pontificio. Lo spedi quin-
del 798; Teodoro dell' 8o4 ; Sa- di nunzio a Napoli , per trattare
muele^ dell' 806; Sergio dell' 853; col re Ferdinando delle condizioni
Leone deir879; Gregorio del 929; colle quali dovea ricevere l' investi-
e Giovanni del 963. tura del regno. Fece restituire Be-
FORO TRAIANO. Città vesco- nevento e Terracina alla s. Sede,
vile di Sardegna sotto la metropoli e conchiuse ancora il matrimonio
di Cagliari , che venendo distrutta, di Antonio Piccolomini nipote del
presso le sue rovine fu poi eretta Papa, con una nipote di Ferdinan-
la città di Fordongiano. De' suoi do, alla quale fu dato in dote il
vescovi si conoscono Martiniano, ducato di Melfìj e la contea di Ce-
che fu uno de' prelati esiliati da lano. In quest' occasione il Forti-
Unnerico re de' vandali nel 484 > guerra maneggiò le cose con tale
ed Innocenzo o Libertino di cui destrezza, che tolse ogni dubbio in-
parla il Papa s. Gregorio I nell' e- torno all'essere quel regno tribu-
pist. 4 od Januar. tario della s. Sede. In appresso in
FORTEZZE DELLO STATO Siena a' 5 marzo 1460, venne creato
PONTIFICIO. Se ne tratta asli
O
dal Pontefice Pio li, cardinale prete
articoli delle città che le contengo- col titolo di èyncrale del-
s. Cecilia,
no , come Ancona, Civitavecchia, le galere che Papa avea fatte co-
il

Civitacaslellana , S. Leo o Mon- struire nel porto di Pisa, con or-


tefdlro Ferrara , Perugia ec. ec.
, dine di (àrie passare in Ancona
f^. inolti'e Castellano , e Castel per ispedirle poi nella guerra del-
s. Angelo. l'oriente. Dopo di ciò, fu deputa-
FORTIA FORATIA , , FORA- to generale degli eserciti pontificii

TIAjN'zX. o FORIA, Sede vescovile per tutte le terre e le città dello


della provincia Bizacena nell'Africa stato ecclesiastico; e in tale officio
occidentale, sotto la metropoli di spiegò tanta mansuetudine d'ani-
Adramito. Bonifacio suo vescovo si mo, che gli stessi di lui nemici con-
portò nel 484 al concilio di Car- fusi , furono costretti a implorare
tagine, e fu il terzo de' quattro ve- il suo patrocinio, e riguardarlo piut-
scovi i quali dichiararono ad Un- tosto come loro avvocato e padre.
,

FOR FOS .5
Incaricato della legazione in Sici- ne riporta che afferma
la figura ,

lia, Marca e Romagna, contenne in aver il Rossi presa dai marmi an-
ogni luogo i nemici della Sede a- lichi, e rappresentante il cavaliere

postolica, e \i menò felicemente la in atto di accompagnare il carro


pace. JVeila fondò una
sua patria delle reliquie con torcia accesa in
casa, dal suo nome appellata For- mano e con il paggio che sostie-
,

tiguerra, pel mantenimento di do- ne l'elmo sovrastato dalla croce


dici giovani studenti. Molte altre con due sbarre. Portava la coraz-
utilissime cose avrebbe egli opera- ea d'argento abbellita di fiamme,
te a bene de' popoli se una pre-
, e d'immagini di animali dorate,
Dìatura morte non l'avesse rapito per mostrare la fortezza dell' ani-
alle comuni speranze. Cessò di vi- mo t sopra di essa i cavalieri ag-
vere in Viterbo l'anno i^^jS, e tras- giungevano la collana d'oro, e la
ferito a Roma, gli fu innalzato un giubba di tela d' oro non solo in se-

magnifico monumento nella chiesa gno della loro nobiltà, ma di quella


del suo titolo, nel quale vede la si antica bresciana. Racconta il Ca-
sua statua giacente sulT urna se- preolo che dovendo passare per
,

polcrale, vestila degli abiti pontifi- Brescia Violante regina d' Unghe-
cali.]1 cardinal Forliguerra fu lo- ria, per andare in Ispagna sposa al
dato anche dal Garimberti nel suo primogenito del re d'Aiagona, i
libro delle vite di alcuni cardinali; cavalieri della Fortuna si preselo
e in fatti la vita di lui era slata l'incarico di onorarla e servirla; e sic-
un continuo esercizio delle più bril- come tutte le arti e collegi di Bre-
lanti virtù. Severo con se medesi- scia si sforzavano in fare dimostra-
mo , disprezzatore delle ricchezze zioni di ossequio , così i cavalieri
avea una casa piccola e disadorna, tra gli altri apparati e dimostra-
nella quale abitava con mediocre, zioni di esultanza , fecero fondere
ma bene ordinata famiglia. I pi- una campana del peso di trecento
stoiesi riconoscenti al loio concit- e più libljre d'argento con poca le-
tadino benefattore ,
gì' innalzarono ga di rame, la quale fu suonata in
nella cattedrale un elegante avello, tulio il tempo in cui passò per Bre-
e nel giorno di s.Bartolomeo ne scia la detta regina.
ricoidano ogni anno distinti di
i FORTUNATO (s.). V. Felice,
lui pregi con una funebre ora- FoRTu?fATo ed Achilleo (<s.).

zione. FOE.TUNATO, Cardinale. For-


FORTUNA. Ordine equestre. Nel- tunato nel VI secolo, si legge che
le memorie bresciane del celebre avea il titolo presbiterale dei santi
scrittore Ottavio Rossi si fa men- Quattro Coronali, e vivea nel pon-
zione d'un ordine di cavalieri, chia- tificato di s. Gregorio I.
mati i cavalieri della Fortuna , FOSCARI ovvero FUSCARI
perchè erano scelti ad arbitrio del Guarino, Cardinale. V. Guari-
pubblico consiglio dell' ordine se- no ( s. ).

natorio; e dicesi che fossero custo- B'OSCARI Pietro , Cardinale.


di della croce, solila a portarsi nel Pietro Foscari, patrizio veneto, era
campo avanti l'esercito. Il p. Bo- primicerio della basilica di s. Mar-
nanni nel Catalogo degli ordini co e protonotario apostolico. Nel
t{juestri e militari, alla pag. XXXIX, 14^^^ a' IO dicembre fu creato da
ìG FOS FOS
Sisto IV cai-dinalf prete, indi per contenesse cento mila scudi circa.
titolo gli conferì la chiesa di s. Ni- Il cardinale morì poco dopo, ma
colò tra Immagini. Paolo II l'a-
le presso molti lasciò di se fama piut-
vea già creato segretamente cardi- tosto di La morte
sordido avaro.
nale nel 1468, ma non pubblica- avvenne i444> e fu sepolto
nel
to. Questo cardinale per volere del nella chiesa di s. Maria sopra Mi-
medesimo Sisto IV divenne pure nerva, o, secondo il Rasponi, in s.
vescovo di Padova. Cessò di vivere Giovanni Laterano, dove avea fab-
uel 1485 a' bagni di Viterbo, do- bricata una cappella in onore della
po aver governata quella chiesa con B. Vergine.
un regime assai glorioso di zelo, e FOSSALA, FUSSALA, o FIS-
prudenza per lo spazio di quattro SON. Sede vescovile di Numidia
anni. Tenne il cardinalato per otto neir Africa occidentale, sotto la
anni , e trasportato il suo cadave- metropoli di Cirta. A' tempi di s.
re in Ptoma, fu sepolto nella chiesa Agostino era un castello quaranta
di Maria del Popolo.
s. miglia lungi da Ippona, ma sepa-
FOSCHIAngelottOj Cardinale. rato da quella diocesi. Si conosco-
Angelotto Foschi, nacque da me- no due vescovi che hanno avuto
diocre famiglia di Roma. Fu ver- sede in questa città : Antonio no-
sato assai nella letteratura, ed ot- minato nella lettera del concilio
tenne dapprima un canonicato in ISIilevitano contro i pelagiani, indi-
s. Giovanni in Laterano. Martino rizzata al Papa s, Innocenzo I e ;

V, nel i4i8, gli conferì il vesco- Meliore o Migliore , che trovasi


vado di Anagni, dal quale nel 1426 nominato tra i vescovi della Nu-
venne trasferito a quello di Cava. midia che andarono nell'anno 4^4
Era stretto in grande amicizia col a Cartagine, e che furono mandati
cardinaleCondulmer che fu poi Eu- in esilio da Unnerico re de' van-
genio IV, ed anzi nel i43i a' 19 set- dali.
tembre ebbe da lui la sagra porpora FOSSANO (Fossanen). Città con
col titolo di s. Marco, e l'arcipretura l'esidenza nel Piemonte,
vescovile
della basilica laterana. Prima di esse- stato del Sardegna, nella
re di
re cardinale avea già prestata l'opera provincia di Cuneo, del cui primo
sua nella riconciliazione de'Colonuesi cantone è capoluogo. Vaga città di
col Pontefice, e dopo la promozio- non remota costruzione, che giace
ne fu inviato legato a latore al sopra un colle, presso la riva sini-
concilio di Basilea, dal quale si con- stra dello Stura, e del nuovo ca-
dusse poi a quello di Ferrara. Re- nale per fiume comu-
cui questo
stituitosi a R.oma, accadde che un nica col Po. Ha vari bastioni che
di mentre prendea riposo, venne formano belle passeggiate, ed è di-
furtivamente nelle stanze di lui un fesa da un castello fortificato. E
certo giovinastro, per nome Anto- sede della giudicatura del manda-
nello della E.occa, educato nella sua mento, d'un reale collegio, e fra i

casa fino dall'adolescenza siccome fi- pubblici stabilimenti si noverano il

glio di sua nutrice, e lo passò eoa collegio de' somaschi, e la congre-


im pugnale da parte a parte, altri gazione dell' oratorio. Le strade
dicono che lo uccise con una vanga, sono larghe, maggior
dritte, e la
onde rapirgli lo scrigno, che si crede parte fiancheggiate da portici, e da
,

FOS FOS 17
belle case. Ebbe nome Possano di Monreale o piuttosto IMondo-
Fons saniis, dalle copiose fonti vì, che Clemente Vili trasferì a
minerali che gli scorrono intorno ;
questa unova sede da quella di
e gli odierni suoi bagni sono pre- Brugneto nel suddetto giorno, mor-
giatissimied assai frequentati. Fu to poi nel 1600. Pietro Leone
molto travagliato Fossano dai guel- spagnuolo, confessore di Caterina
fi e dai ghibellini. Questa città era d' Austria, duchessa di Savoia, no-
una piazza di guerra importante nei minato nel maggio iGo-j. Tomma-
secoli XIII e XIV. Neil'anno isSg so Piolati, canonico regolare late-
al conte di Savoia Bonifacio si die- ranense, nominato nel i6o5, e
de Fossano ; divenne vicaria, e fu morto nel 1620. Agaffino Salario
annoverata nel principato di Pie- de'conti di Moretta, preposto della
monte nel i45r. Nelle guerre tra cattediale, nominato da Gregorio
Francesco I, e Carlo V, Fossano XV nel marzo 1621, trasierito
era occupato dai francesi j ma as- poscia a Saluzzo. Federico Srndrio
sediato da Antonio da Leva nel giu- di Fossano, abbate commendatario
gno i536, furono obbligati a capito- di s. Pietro di Vasco a Monreale,
lare, e Fossano si diede all'imperato- dichiarato da Urbano Vili nel
re. Emanuele Filiberto di Savoia, e 1G27, mori nel 1646. Nicola Dal-
molti de' suoi successori, vi fecero matico d'Avigliana, eremitano di
la loro residenza. Nel 1796 il ge- s. Agostino, fatto vescovo nel 1648
nerale Napoleone Bonaparte con da Innocenzo X ad istanza della
l' esercito francese la prese di as- duchessa di Savoia, morto nel i653.
salto , ma gli austriaci la tolse Clemente Ascanio Sandrio Trotti
agl'invasori nel 1799, l'estituen- di Fossano, da Alessandro VII ele-
dola però l'anno seguente. Ripri- vato a questa sede nel irì58, mori
stinate le cose sul piede antico, Pos- nel 1675. Ottaviano della Rovere
sano tornò sotto il dominio del re d'Asti, barnabita, da Clemente X
di Sardegna. Fossano vanta di es- nominato nel 1675, morì nel 1677.
sere patria di parecchi uomini il- Maurizio Bertoni di Torino, so-
lustri, fra'quali nomineremo Ema- masco, fatto vescovo nel 1678 da
nuele Tesauro rinomato scrittore, Innocenzo XI ad istanza del duca
e d. Girardo o Gerardo monaco di Savoia. Gli altri vescovi sono
benedettino. riportati nelle annuali Notizie di
Le sede vescovile alcuni la fan- Roma. Carlo Morozzo di Torino,
no eretta, come Commanville, nel fatto vescovo da Clemente XIII nel
i56o, altri da Gregorio Xlll;ma 1762, celebrò il sinodo diocesano
rUghelli che nel tom. IV, pag. stampato poi in Monte Regali nel
1079 ^ ^^§- àeW'Italia sagra, trat- 1778. Pio VII con la bolla Beali
ta di questo vescovato, prova che Petri, de' 17 luglio 1817, provve-
lo istituì Clemente Vili a'i5 apri- dendo ad una nuova circoscrizione
le 1592, dichiarandolo suffraganeo di diocesi del Piemonte, vi comprese
della metropoli di Torino, di cui Fossano. L'odierno vescovo è monsig.
è tuttora, assegnando per mensa Ferdinando Matteo Maurizio Bruno
del vescovo la rendita di tre mila di Tournafort di Torino, fatto vescovo
scudi annui. Il primo de' suoi ve- nel concistoro del i.° febbraio i836

scovi fu Camillo Daddei o Taddei dal Papa regnante Gregorio XVI.


VOL. XXVI.
,

i8 FOS FOS
La cattedrale, recente e bellissi- Appio contemporaneamente alla fa-

mo edifìzio, è intitolata all' Assun- mosa via Appia, per l'oggetto di


zione di Maria Vergine in cielo, tenervi i pubblici mercati, e vi fu
ed a s. Giovenale vescovo di Nar- eretto un tempio
in onore di Bac-

ni, e patrono di Possano. Il capi- co. A


breve distanza erano pure le
tolo si compone della dignità del antiche ed ora distrutte città di
preposto, di sedici canonici com- Triponzio, forse così detta dai tre
prese le prebende del penitenziere ponti sull' Ufente e l'Amaseno; del-
e del teologo, di otto cappellani, le Tre Taberne, ch'ebbe suoi i ve-
e di altri preti e chierici addetti scovi sino al nono secolo , ed al-

al servigio della chiesa. Il prepo- bergò s. Paolo, come dicemmo al-

sto,con due preti appellati vice-par- l'articolo Cisteriìa [Vedi); e di Re-


rochi per aiuto, ha la cura delle geta ove
, goti riti.andosi dal re
i

anime della parrocchia soggetta al- Teodato, elevarono in vece al tro-


la cattedrale, ove Ira le reliquie si no Vitige loro capitano. In questo
venera il corpo di s. Giovenale ; luogo dunque fu eretto il monisle-
l'episcopio è alquanto distante dalla ro e la chiesa dai n) oliaci bene-
cattedrale, la quale è munita del dettini,che pei santi e grandi uo-
fonte battesimale. Questo è pure mini che vi fiorirono, e per la sua
in ognuna delle altre parrocchie insigne biblioteca divenne cclebra-
che sono nella città. Vi è un mo- tissimo.Il Pontefice Gregorio IV ,
nastero di religiosi, ed un mona- elettol'anno 827, era stato mo-
stero di monache, diverse confra- naco benedettino di Fossanuova. Il
ternite, l'ospedale, il monte di pie- monistero e la chiesa nel 11 35 fu-
tà, il seminario cogli alunni, e di- rono conceduti ai monaci Cistcrciensi
verse pie istituzioni. Nella diocesi (Vedi): il grandioso tempio di sti-
sono ventuna parrocchie. Ogni nuo- le semi-gotico fu rinnovato dall'im-
vo vescovo, in proporzione dei frut- peratore Federico I, indi nel secolo
ti della mensa, è tassato nei libri XIII venne ridotto in miglior for-

della camera apostolica in fiorini ma , e riedificato sotto gli auspicii

trecento trentatre e mezzo. dell'imperatore Federico li. In se-


FOSSANUOVA. Luogo dello guito a questo monistero venne riu-
stato pontificio, nella delegazione nito l'altro vicino di s. Salvatore.
di Fresinone vicino a Sonnino e Il Papa Onorio IH arricchì l'ab-
Piperno, già celebre abbazia e mo- bazia di Fossanuova di rendite, e
nistero di monaci benedettini, poi la ricolmò di privilegi, ciò che pur
di Cistello detti della Trappa, pres- fecero altri Pontefici. Questo lem-
so al fiume Amaseno che si scari- pio maestoso eoa facciata corrispon-
ca nelle paludi Pontine^ e fra una dente, cui da un grande occhialo-
selva, avendo da un lato il Senai- ne l'iceve luce tutta la chiesa
, ha
no, e dall'altro il sempre verde l'ingresso magnifico ornato di mo-
monte di Roccasecca: dalla ubi- saici a diversi colori e di gusto go-
cazione se ne argomenta la nomen- tico. È formato di tre grandi na-
clatura. Poco lungi era il rinoma- vate, essendo mirabifi i pilaslroni
to Foro Jppio 5 di cui serba il no- che sorreggono nave media, ve-
la

me la contrada. Era questo un va- ramente altissima. La gran nave


sto locale fabbricato dal censore traveis.» ha due altari per parie, a
FOS FOS 19
fìnnco cioè dt 11' altare maggiore: il della chiesa del nionistero di Fos-
volto di tutta la chiesa è f'oiinato sanuova, ove poi rinvenuta, fu in
ad ardii acuti. L'esterno della chie- seguito trasportata nella cattedrale
sa è di pietre scalpellate; il cam- di Piperno ( Vedi) , al quale arti-
panile di forma ettagona posa so- colo riparleremo di questo argo-
pra (juattro arcate, terminando con mento. Da Tommaso Magnoni Va-
cupolino. Uello è il chiostro forma- lenti abbiamo il Discorso islorico
to alla gotica con leggiadrissime apologetico sopra V invenzione del-
colonnine di uiarmo di diversi mo- la vera testa dell' angelico dottore
di, sostenenti corrispondenti archi, s. Tommaso d' yéquino, e sopra la
e nell'interno ha un cortile qua- prodigiosa liquefazione del di lui
drato, nel cui mezzo è un tempiet- grasso e sangue, Bologna 1772. In
to gaio. Avvi una loggia pel pas- esso egli narra, che avendo Urba-
seggio ed il monastero ha due
, no V destinalo n)onsignor Gugliel-
braccia di celle. Mentre era abba- mo di Lordai, a prendere il cor-
te di Fossanviova Téobaldo da C'ec- po di s. Tommaso, per trasportar-
cano cistcrciense, nel 127.5 Grego- lo prima in Montefiascone e poi a
rio X il creò cardinale. Ivi nell'an- Tolosa, il monaco
fr. Giovanni da

no precedente a' 7 marzo era mor- Presenzano gli recise il capo, sosti-
to s. Tommaso d' Aquino chiama-
, tuendone altro, raccolse in tre am-
to il Doltf-re im-
angelico ,
gloria poli'e vetro il di lui sangue e
di
mortale tlell'ordine di s. Domenico, grasso ed il tutto nascose nella
,

allorché da INapoli si portava al chiesa di Fossanuova in una pare-


concilio generale di Lione. Il ve- te laterale della tribuna , ove al
nerato suo corj,.' venne richiesto cader del i585 il priore del nio-
dai onde per ordine
domenicani , nistero d. Giovanni Yicles france-
del Papa Urbano V, da Fossanuo- se, col p. d. Gabriele ivi rinvenne-
va fu trasferito da Onorato Gaeta ro la testa e le ampolle. Diversi
ni conte di Fondi, in questa città, Pontefici onorarono Fossanuova di
ed egli come depositario del me- di loro presenza; gli ultimi furono
desimo lo collocò nella chiesa dei Benedetto XIII nel 1727, e Pio VI
domenicani, a' quali perciò mosse- nel 1780. Ma nelle ultime politi-
ro lite i cistcrciensi per riavere le che vicende l'abbazia restò soppres-
sagre spoglie ,
per collocarle nuo- sa, consegnando poscia Leone XII
vamente nella chiesa di Fossanuo- la chiesa ed il monistero ai mo-
\a ; ma il Papa Urbano V dimo- naci certosini. La cronaca di Fos-
rando nel i368 in Montefiascone, sanuova cotanto mentovata, contie-
con la bolla Cop'osiis in miseri- ne preziosi monumenti dell'antichi-
vorclia Domini, ivi emanata deci- tà, e si riporta dall' Ughelli, Italia
mo kalendas julii, decise la lite in sagra tom. X anecdota pag. 2 , :

favore dei domenicani, ed ordinò Chronicon Fossae Novae Joanne de


che il corpo di s. Tommaso fosse Ceccano autore ab anno primo no-
però trasportato nel loro convento strae salu(is,adannum MCCXFII,
di Tolosa. Tuttavolla precedente- ex pervetusto 3h. exemplari Cae-
mente era stala tolta al sagro cor- nohii Fossae Novae, haclenus ine-
po la testa e sostituita altra, quin- ditum. La riporta pure il Muratori
di la vera fu nascosta nelle pareli Rer. Ital. Script, t. VII, p. S75 e scg.
20 FOS FOS
Entro la chiesa da una lapide del per Cesare Borgia duca del Valen-
iSgS si rileva che il cardinal Pie- tinois : la fortezza di Fossombrone
tro Aldobrandiui commendatario la dipoi nella notte de' 26 settembre
l'istaurò. iSig, fu del tutto atterrata in unio-
FOSSARUNI. Fu dato questo ne alle mura della città, per ordi-
nome ad una setta di eretici sparsi ne de' commissari ecclesiastici, do-
in Boemia nel secolo XV, perchè po la morte di Lorenzo de' Medici,
ritiravansi nelle fosse e nelle ca- onde togliere i mezzi alla difesa e
verne, per sfogare le loro empietà, resistenza in favore del duca di
e commettere le più turpi azioni. Urbino Francesco Maria I, secon-
Essi disprezzavano le principali ce- do le prescrizioni del Pontefice Leo-
rimonie della Chiesa, i suoi mini- ne X di casa Medici. A poco a po-
stri,le sue decisioni, i sagraraen- co gli abitanti, abbandonata la som-
ti; ed erano tanto pervicaci nei loro mità del colle, si ridussero al-
errori, che nemmeno i più cru- le falde, e più tardi aprirono nuo-
deli tormenti potevano ridurli al- ve e spaziose vie nella sottoposta
la fede. Si dispei'sero poi insensi- pianura, e per tal modo l' odierna
bilmente o si confusero cogli us- città giace parte a ridosso di una
siti. collina, e per l'altra parte, ch'eia
FOSSOMBRONE [Forosempro- più nubile e più regolare, si esten-
ìilen). Città con residenza vescovile de in un piano capace ancora di
dello stalo pontificio, nella legazione nuovi fabbricati, che vanno di fre-
apostolica di Urbino e Pesaro, posta quente elegantemente sorgendo col-
incontro al monte di s. Giovanni, r aumentarsi della popolazione. Sei
a mezzogiorno sulla sinistra riva erano le sue porte, oggi ridotte a cin-
del Metauro, ed attraversata dalhi que: la prima si chiama Marina, e
via corriera, eh' è l'antica Flami- volgarmente di Fano; la seconda Ro-
nia. L'antica sua area, ora piano mana detta d'Urbino; la terza dei
di s. Martino, all'est è quasi distan- Molini; la quarta, oggi demolita, del
te mezza lega, mentre gli avanzi Ponte; quinta di Cittadella dal-
la
delle sue rovine fanno testimonian- la parte superiore del monte, per
za della sua importanza e celebri- dove si passa per entrare nell'anti-
tà: a ponente ha il piano detto del ca città; e l'ultima si dice di s.

Cerreto, perchè vuoisi che ivi fos- Francesco, per essere questa conti-
se un tempio celebre dedicato a gua all'antico convento, ora afflìtto
Cerere, vicino ad altro di Bacco di demolito. La città ha sul fiume
cui ancora si veggono le vestigie. Metauro due ponti, cioè di s. Laz-
Dopo l'eccidio recato all'antica città zaro ad un miglio di distanza, e
da Luitprando, fu riedificata in ci- di s. Antonio. Il primo è così chia-
ma alla collina, che sovrasta la cit- mato da una chiesuola dedicata a
tà moderna dalla parte di nord- detto santo, ignorandosi l'anno di
nord-ovest. Colassù Federico conte sua erezione. L'altro ponte di s.
di Monte Feltro costruì una forte Antonio è così appellato dalia vici-
cittadella, che poi il di lui succes- na chiesa priorale sotta la di lui
sore Guidobaldo I fece demolire, invocazione; esso è di uu solo ar-
insieme a tutte le altre fortezze del co, e si riguarda come un ardito
suo stato, dopo i disastri sofferti capo-lavoro della moderna architet-
,

FOS FOS 0.X

tura, e si ebbe alta lode il Mel- edifizi. Il teatro è slato moderna-


chioni costruendolo in fine del pas- mente costruito con particolare ele-

sato secolo. Questo ponte fu suno- ganza. Il palazzo vescovile antica-


gato al precedente, composto di mente era monistero di benedettini,
cinque archi, lungo duecento piedi, la dicui chiesa è appunto la catte-
edificato nel 1 292 sotto Palmuli drale. Nel pontificato di Bonifacio
podestà di Fossonibrone, e caduto IX essendo vescovo Oddo Olivieri
nel 1765 per l'impeto delle acque: di Pesaro , fu ridotto in miglior
provvisoriamente il presidente di forma, e monsignor Girolamo San-
Urbino monsignor Brancinforte Co- tucci urbinate, fatto vescovo da Pao-
lonna ne fece costruire uno di le- lo li, di molto lo abbellì. Nel i497
gno, che perito nell'anno 1767, il vescovo Paolo di Middelburgo lo
l'altro presidente Acquaviva ne so- ingrandì, e fece la facciata di pie-
stituì altro simile. Il Colucci nel tra martellata e strinciata a guisa
tomo Yll delle Anlichità Picene, di diamante; fatto vescovo nel 1079
parlando delle antichità di Foro Ottavio Accoramboni lo abbellì ed
Sempronio, a pag. 178 e seg. trat- ingrandì con appartamenti e torre;
ta del ponte che l'imperatore Tra- altri bonifici esso ricevette da Eusta-

iano fece costruire di p'ttra sul chio Maria Palma, assunto a que-
Metauro a comodo dei forosempro- sta sede nel 17 18, sia con riatta-
niesi e fanesi; lo celebra come menti nell'appartamento supcriore,
opera magnifica, e ne riporta l'i- sia con r erigervi la cappella , sia

scrizione. Nola la celebrità del fiu- con restaurarne le muraglia; final-


me Metauro, massime per le famose mente monsignor Stefano Bellini
battaglie e rotte di Brenno, di As- nel i8o4 riattò il cortile, e gli ap-
drubale, e de'marcomanni fiume che ; partamenti, de' quali come diiemo
se devesi credere alle tradizioni, ed ne fu assai benemerito l'attuale ve-
alla derivazione del nome, ebbe arene scovo. La fabbrica del monte di
miste con oi'o, ed acqua limpidissima, pietà ha l' esterna facciata di piè-
la cui soi'genle è alle falde delle alpi tra martellata come 1' episcopio.
sotto l'iinlica abbazia di Lamoli, 11 Questo pio luogo ebbe origine ver-
duca Guidobaldo della R.overe nel so l'anno 1402, mediante le solle-
1 566 proibì nell'estate pescarvi, es- citudini de' duchi d'Urbino, e nel
sendo allora pur vietato di cavar i5o7 incominciò ad agire, stabi-
la genga alle sue rive, e le pie- lendosi che i rettori fossero citladini
tre del suo alveo per far calcina di Fossombrone, e laici, e che il loro
od altro. Al confluente del Cantia- ufllzio durasse a vita. Ne fu benefat-
no, che precipita dal Furio e dal Gonzaga duchessa di
trice Elisabetta
Metauro, che dalla Massa Trabaria Urbino e moglie di Francesco Maria
discende, vi è il ponte ei'ctto da della Rovere nipote di Giulio II :

Flaminio nella gran via, cui dette ne imitarono poscia il pio esempio
il suo nome, e vi si vede l'aperto Bernardino Sabatelli, Francesco Pao-
casale di Calmazzo. li un Catani up Tomassini per
, ,
,

Tra i suoi edifizi primeggiano la non dire di altri. Prima duchii

caltedrale, buon numero di vaghi poi i cardinali legati ne approva-


templi, conventi e monasteri, di cui x'ono i capitoli; il cardinale Spada
si parlerà in ullimo, in un ad altri ampliò il numero de' rettori a do-
22 FOS FOS
dici, e lui stesso li nominò nel 1687. consiglio del senato di Fossombrone
Questo monte di pietà è ancora si compone di cinquantadue mem-
ricco e ragguardevole, venendo go- bri, addetti al suo buon governo,
vernato da otto rettori che dura- appellandosi gentiluomini di consi-
no nella carica quattro anni elet- ; glio, ed essendo metà gonfalonieri,
ti per ballottazione, ed il cardinal e metà anziani di consiglio. 11 go-
legato li approva. Decoroso è il pa- der luogo in consiglio, è preroga-
lazzo comunale, avente il prospet- tiva di fomiglia, ed all' estinguersi
to esterno come i due precedenti : quelle che la godono se ne sosti-
fu rifabbricato nel i564> e nel tuiscono altre idonee. I gontalo-
1765 non solo si rinnovò l'abita- nierati richieggono requisiti perso-
zione del segretario, ma fu innal- nali e di famiglia, conferendosi dai
zato il nuovo campanile dell'oro- quattro magistrati , e dagli otto
logio , essendo sindaco Federico consiglieri incaricati al bussolo.
Falcucci. Nelle scale di questo pa- Però il cardinal legato per grazia
lazzo vi era il cippo di una bella talvolta suol concedere ad alcuni
statua vestita all'eroica dell'illustre il consiglierato ed il gonfaloniera-
militare Caio Edio Vero , che se- to. Avvi pure il civico magistrato
gnalossi col valore nel secolo degli dell'abbondanza del grano, il cui
Antonini, la quale scema di pregio capo si chiama consolare l'abbon- ;

per essere acefala: ora è fuori del danza fu eretta nel i5o5, cioè l'of-
palazzo pubblico, e si spera che tal ilzio per procurarla e mantenerla*

cippo sia collocato in migliore In quanto al governo pubblico an-


luogo. ticamente la città godeva i privi-
La città di Fossombrone sin legi dei l'omani, governandosi colle
dall'anno 14^4 aveva un magi- proprie leggi a guisa di repubbli-
strato civico composto di sei con- ca, con misto impero, e perciò non
siglieri, il primo de' quali si chia- interamente libera. In progresso di
mava priore , Prior anzianornni, tempo si governò colle leggi mu-
gli altri anziani : questo magistrato nicipali , contenute nello statuto
preposto al governo della città du- della città stessa, il quale perfezio-
rava due mesi, e veniva eletto per nato sotto Giulio II,venne confer-
lettere dal duca di Urbino. Non mato dal duca d' Urbino France-
deve però tacersi, che l' istituzione sco Maria I. Ptitornato il pieno do-
di questo magistrato vuoisi che minio Fossombrone alla santa
di
rimonti ad epoca anteriore, vero Sede, Urbano VIII con breve apo-
è però che la più antica sua lista stolico diretto al magistrato ap-
è del 1484. Dal i5o4 al i56\ provò il medesimo statuto. In que-
circa, Fossombrone ebbe in magi- sto si dice che il Prior anzianO'
strato quattro individui, due nobi- rum, doveva essere dottore, o con-
li consiglieri, e due de'primari cit- te di feudo, o capitano di guerra.
tadini, chiamandosi tutti e quattro L'abito dei due nobili magistrati ,

anziani, cioè i primi due anziani consiste in un ampio e lungo fer-


di consiglio, gli altri due anziani raiuolo di damasco paonazzo colle
aggiunti ; il primo di tutti si chia- mostre di broccato; gli altri due
mò gonfaloniere: tal sistema venne l'usano di seta paonazza colle mo-
progredito anche sino al 1670. II stre di damasco : tale abito fu sta-
, ,

FOS FOS a3
bilitonel consiglio tenuto nel i5i66. to senza successione, nel i5igi il

Deve però avvertirsi, che quanto duca Francesco Maria II lo resti-

abbiamo detto sui consiglieri e ma- tuì alla città. Neri5o4 Guidobal-
gistrato del senato di Fossombro- do 1 donò Cartoceto e Montepe-
ne, deve intendersi sino al 1808, loso alla città. Al presente se-
cioè alla seconda invasione france- condo l'ultimo riparto si compren-
se, mentre in appresso il munici- dono nel governo di Fossombrone
pale consiglio fu ordinato secondo le comuni d' Isola di Fano, col-

le prescrizioni de' successivi gover- l'appodiato Cospessaj di MonCallo,


ni, ed ora trovasi stabilito in con- cogli appodiati San Biagio ^ San
formità dell'editto 5 luglio i83i. Gervasio, e Torrìcellaj à' Isola del
II sigillo del magistrato, eh' è lo Piano, coH'appodiato Castel Ga-
stemma della città , è una torre gliardo j di Monte Felcino, il qua-
alta portone in mezzo
con con , le è un antichissimo paese per mol-

merli in cima a guisa di rocca, in ti rapporti, ha diversi e buoni fab-


campo rosso. Nel secolo tale XV bricati, fra'quali il sontuoso palaz-
stemma era alquanto diverso, e con- zo eretto nel secolo XVI dal du-
sisteva in una torre bassa sovra- ca Francesco della Rovere pel con-
stata da un vescovo in mitra nel- te Ladislao suo figlio spurio ; di

l'atto di benedire ; ai lati si ve- Monte Montanaro, terra di anti-

devano due piccole ma alte torri, chissima origine, e come la pre»


ed intorno queste parole: sigillum cedente cinta di mura ; e di San-
CIVITATIS FORISEVIPRONII. Nel l58o { Ippolito con borghetto, e coH'ap-
nell'archivio del comune si trovò podiato Reforzate. Alla municipale
un antico sigillo grande di bron- amministrazione poi di Fossombro-
zo, colla descritta impressione, ed ne va unito r appodiato di Bella-
in giro a lettere maiuscole: sem- guardia. La feracità delle campa-
PRONII FORUM DEFENDE REGINA CAE- gne metaurensi procura agiato vi-
LORUM. L'Ughelli che nel tom. II vere agli abitanti, consistendo il

della sua Italia sagra a pag. 826 particolar ramo d' industria che vi
e seg. ci dà la storia di questa se- si esercita, nell'estrarre dai bozzoli
de vescovile, ne riporta l'arme, nel- la seta ; tale è la maestria delle
la cui parte superiore si vede il operose donzelle in questa arte
pontifìcio triregno colle chiavi del- che non solo vengono impiegate
la Chiesa romana incrociate. le loro braccia nella Marca e nel-
A Fossombrone furono sogget- l'Umbria, ma
importante commer-
te diverse terre e castella, come cio mantiene Fossombrone per esse
Montalto, Sant'Ippolito, Bellaguar- coU'estero, e la riputazione delle
dia, Monte Felcino, Monte Mon- sue sete, forse per la sua bellezza
tanaro, Castel Gagliardo, Carto- e finezza, vince tutte le altre del-
ceto , Turricella , Cospessa , San l'Italia, assegnandosi alle medesime

Biagio, San Gervasio, ec. Notisi il posto ne' listini di Londra su-
che il castello di Monte Felci- bito dopo quelle di Novi. Vi si
no nell'anno iSyo dal duca Gui- fanno anche tessuti di seta e di
dobaldo I Feltrio della Pvovere fu bavella, meritando anco per que-
alienato al conte Fabio Landriani sta parte elogi. L'arte della seta
milanese; ma essendo questi mor- è antica in Fossombrone, e si di-
24 FOS FOS
ce introdotta da un certo Simili: cìpali. Primieramente vanno ram-
altri dicono che l'arte della lana mentati i cinque santi martiri , Mau-
è antica in Fossombrone, e che ad renzo e suoi compagni, che pati-
essa successe quella della seta nel rono glorioso martirio al tempo
secolo XVIII. degli imperatori romani Dioclezia'
In Fossombrone oltre il semi- no e INIassimiano: in Fossombrone
nario con convitto, del quale si si conservano uniti i loro corpi ,
parlerà poi , avvi il ginnasio con distinguendosi il capo di s. Mau-^
opportune cattedre, supplendo il renzo con una iscrizione; e qui no-
monte di pietà agli onorari per le teremo che ivi pur si venera 1.^
scuole di filosofia, teologia, diritto, testa ed altre ossa di s. Ugone ab-
e calligrafìa. Non è vero che in bate, qua trasferite dopo la distru-
questa città per la prima volta sie^ zione della sua chiesuola del Parco
no state impresse le note musica- ( così delta per essere vicina al par»
li; in vece deve ritenersi che le co, il quale apparteneva al duca
note musicali sieiio state per la prima di Urbino), della qual traslazione
volta impresse in Venezia da Ot- se ne celebra dai canonici la festa
taviano Pelrucci da Fossombrone a' 20 marzo. Altro considerato cit-

nel IDI 3, allorché dedicò a Leo- tadino di Fossombrone, essendone


ne X la messa del francese De la stato vescovo, fu s. Aldebrando,
Rue. Sonovi pure coltivate le scien- le cui ossa sono sotto l'altare mag-
ze, le lettere ed arti e vi ha fio- , giore della cattedrale , eretto in
rito l'accademia Pergamìnea, cos\ marmo nel i63o dal vescovo Be-
chiamata onore di Giacomo
ad nedetto Landi, ma collocate ivi al
Pergamino , benemerito suo
dal tempo vescovo Paoli,
del al com-
fondatore il dotto e eh. conte Fran- pirsi della fabbrica. Sino all' anno
cesco Torricelli, che la eresse nel i5oo esisteva vicino alla cittadel-
1824. Monsignor Luigi Ugolini at- la, e vicino alla fortezza, la picco-
tuale vigilantissimo vescovo di Fos- la chiesa dedicata a s. Aldebran-!
sombrone ha istituito un'accade- do, con contigua abitazione pel sa-
mia ecclesiastica, nella quale il cle- cerdote custode. Mentre 1' oratorio
ro con apposite dissertazioni, sem- era poco frequentato, ed a pochi
pre più rendasi acconcio a rintuz- noto, il buon servo di Dio Fran-
zare nelle opportunità i colpi dei cesco Diamanliiii sacerdote , volle
sedicenti filosofi, dei maestri del- introdurre la divozione del santo,
l'errore e dell'impostura, che a assicin-andosi per tradizione che queU
sovvertimento del popolo impu- lo era il luogo ove faceva orazio-
gnano persino i venerandi misteri ne, e la cappella il sito in cui e-
di nostra santa religione. 11 zelan- sercitavasi in aspre penitenze, e ne
te vescovo ne diede avviso a tut- ampliò il locale. Dopo la sua mor-
to il suo clero e popolo con una te il sacerdote Pietro Bianchi ne
lettera pastorale del 20 dicembre accrebbe la divozione; indi il ve-
1840. In Fossombrone sono fio- scovo Palma a sue spese ingrandì
riti cittadini per santità di vita il- l'edifizio, fece l'altare di marmo,
lustri, ed altri chiari per dottrina, ed in morte lasciò un fondo per-
valore, arte, e dignità ecclesiasti- chè vi si celebrasse la messa. Nel
che, e qui tàremo cenno de' prin- 1 745 si aumentò talmente la ve?
,,

FOS FOS a5
nerazione al santo , che a «pese mico, ed a quello di tutti ì dotti
pubbliche fu ingrandito il santua- europei dell'età sua ; la patria n'eb-
rio, evi concorsero pure diversi be gran lustro ed eminenti van-
benefattori , e il monte di pietà. taggi. Oltre i vescovi concittadini
Deve avvertirsi che l'area dell'an- che nomineremo parlando de' più
tica rocca colle sue adiacenze oggi illustri, furono insigniti del grado
appartiene alla mensa vescovile, episcopale. Luca canonico di Fos-
per cessione che gliene fece la co- sombrone, vescovo di Lecce, poi
mune per l'annuo canone di una di Tremoli nel 353, da In-
1 fatto
libbra di cera da darsi nella festa nocenzo VI ; Antonio Malatesta no-
di s. Pietro. Abbiamo da IMaria minato vescovo di Cesena da Eu-
Ridolfo Piomani (cappuccino di Fos- genio IV nel 1434; Biagio Cangi
sombrone ) la Vita di s. Aidohran- fatto arcivescovo di Efeso nel iSSy,
do già vescovo di Fossoinhrone da Sisto V di cui era cameriere
con una breve notizia di essa cit- d'onore ; Antonio LoUi, già cano-
tàj Fano lyoS. nico della cattedrale, poi vescovo
Di Fossombrone pur furono i di Cesena nel i435; Giambattista
santi martiri Aquilino, Gemini, Ge- Muramenti preposto di Fossom-
lasio, Magno e Donato, dei quali brone, indi nel 1470 vescovo di
si legge nel Martirologio del Ba- Sora ; Felice Ambrosini preposto
ronie, che agli 8 febbraio soffri- nel iv58o, poscia vescovo d'Ulica;
rono il martirio per comando del Flaminio Torricelli del i58o ve-
procuratore o prefetto che allora scovo di s. Angelo eBisaccio; A-
era in Fossombrone per l'impera- scanio Libertano, fatto vescovo di
tore s' ignora
: il luogo sì del mar- Cagli nel 1591 da Gregorio XIV;
tirioche della sepoltura. 11 Ven. Andrea Sei'bolonghi vescovo di Gub-
Innocenzo Leonelli figlio di Giulio, bio nel 1599; Tiberia Carnevali
e di Virginia Fornari, nacque nel nel 1618 vescovo d'Alessandria;
iSgi, indi pieno di religioso zelo Gio. Francesco Passionei vescovo di
nel 1617 passò in Boemia ed Un- Cagli , traslato a Pesaro nel i656;
gheria a guerreggiare contro gli e- Gio. Battista Lattanzi preposto della
retici ] dopo la loro sconfitta andò cattedrale, e nel lySo vescovo di
all' eremo di s. IMaria Maddalena Città di Castello ; Carlo Augusto
nel Bresciano,ove restando visse Peruzzini barnabita, nel \']5'j ve-
e santamente morì a' 28 aprile scovo di Macerata e Tolentino;
1621 meritò che il vescovo fa-
: l'arcidiacono Giuliano Giuliani ri-
cesse i processi delle sue gesta. Be- nunziò la che vo-
chiesa di Cagli
nedetto Passione! cappuccino, cui levagli conferire Clemente XI, che
danno alcuni il titolodi beato in vece affidò al p. Gregorio Bor-
menò vita santa come si leggi? iu ghese de' conventuali, pur di Fos-
quella pubblicata colle stampe. Do- sombrone, poi traslato all'arcive-
fiicnico Passionei [Fedi),nG\ 1788 scovato di Bagusi ; e Filippo Mo-
fu da Clemente XII creato cardi- nacelli fatto da Leone XII nel
nale, in premio delle nun/iatnre 1824 vescovo di Ripatransone, e
da lui esercitate la repubblica let- ; dal medesimo Papa nel 1828 trasfe-
teraria associò il suo nome a quello rito a Pesaro. Appartennero poi
di Benedetto XIV di cui fu l' a- alla romana prelatura, Ubaldo Veu-
,

a6 FOS FOS
t ti rei li che fu governatore della mone Piccini, Federico e Camillo
santa Loreto nell' anno
casa di Torricelli segretari del duca, Giu-
i566; Francesco Flaminio Torri- seppe Serbolonghi, Andrea Torri-
celli vicelegato di Bologna, mor- celli abbate commendatario dell'ab-
to iidiiore di rota di Ferrara; bazia di s. Maria dell' Asti'eto in

Guido Paolo Passionai


Passionai , diocesi, Ippolito Giuliani, Giulio
13( nodello Passione!, Francesco Gia- Danieli , Francesco Passionei fra-

cliini Fietro Mariani nativo del


,
tello del cardinale. Si distinsero in

castello delle Reforzate , ed il sud- opere stampate, il p. Moro Sara-


detto Domenico Passionei poi car- ceni conventuale, e predicatore a-
dinale. Furono generali dei loro postolico nel 1^70, Benedetto Va-
ordini, Damasceno Muzi camaldo- di, Girolamo e Antonio Giganti ,

lese nel 1695, e Andrea Borghese il primo legista, l'altro poeta lati-
<le' minori conventuali nel 17 i3, no. Cesare Nucci autore di molte
non che Domenico Andrea Rossi opere, Tommaso Azzi, Alessandro
de' medesimi conventuali nel 1765. Ambrosini, Vincenzo Castellani, il
1 Lodovico e Rafifliele Te-
fratelli gran Giacomo Pergamini, a cui
naglia furono con Matteo Bassi o onore fu fondata l'odierna accade-
Boschi confondatori del venerando mia (stampò un libro in foglio lo-
ordine de' cappuccini, al modo che dato da vari scrittori , intitolato
dicemmo al volume IX, pag. 2o5 Memoriale della lingua italiana,
e seg. del Dizionario. Venetiis 1617, e ristampato nel
In ogni tempo fiorirono in Fos- 1646, ed altre volte in detta cit-
sombrone letterati ed autori di o- tà; pubblicò ancora una Gramma-

pere. Sino dal XVI secolo fu eret- lica^ e sono assai pregiate le sue

ta l'accademia di belle lettere col lettere), Panfilo Florimbeni, Dome-

nome died era il suo


Solleciti^ nico Cesari autore di diverse ope-
stemma un formicaio , che nella re, Innocenzo Serbolonghi Tran-
,

state raccoglieva il grano, col mot- quillo Ambrosini, e Giuliano Giu-


to SUB SOLE ! ADOR. Qucsta acca-
: liani. Di opere inedite vengono lo-
demia per lungo tempo restò ab- dati Girolamo Venturelli, Vincen-
bandonata , finché venne ripristi- zo Castellani Michelangelo,
Azzi ,

nata cangiando titolo, stemma, e Francesco Maria Gioachini , e il

molto. 1 suoi accademici si chia- prelodato Pergamini ; tutti bene-


marono i Consunti rinascenti, al- meriti della patria istoria. Altri au-
zando per arma una fenice che tori di cose inedite sono : Giovan-
incenerita risorge , col corrispon- ni Passionei, Cesare Nucci, Cesare
dente motto: POST fata resurgo : Azzi, Giuseppe Gasoli, Francesco
BEDIIT COJiSUMPTUS AD AURAS. Nel Caiani, ed altri.

i5o9 Sanga per la sua


Antonio Nelle arti Otta-
si distinsero :

dottrina fu dichiarato uno de'ret- viano Petrucciprimo inven-


, il

tori della città per morte di Lo- tore della stampa di musica, Fran-
renzo de' Medici dotti pur furono ;
cesco Guerrieri pittore , e Fran-
Innocenzo' Serbolonghi, Nicolò Te- cesco Diamantini che dal re d'In-
naglia Giulio Leonelli, Michelan-
,
ghilterra fu dichiarato cavaliere di
gelo Azzi, Simeone e Cesare Nuc- s. Giorgio. Fossombrone ha avu-
ci, Federico Flaminio Giuliani, Si- to molti cavalieri d' ordini insi-
,

FOS FOS 27
gni , come del Gerosolimitano, di tore, per quella da lui donata il ,

s. Stefano, de' ss. Maurizio e Laz- sullodato prelato Benedetto Passio-


zaro, ec. Molti citladini furono e- nei, canonico della basilica vatica-
levati a cariche cospicue; nelle ar- na, protonotario apostolico, ed au-
mi sono celebx-ali, il ricoidato Caio tore d'un libro di lapidi antiche,
Edio Vero municipe della città da lui dedicato al re di Spagna.
tribuno della seconda legione Traia- Fossombrone da alcuni autori fu
na, prefetto della seconda coorte collocata tra le piìi illustri città

dei liguri, questore, eo. ; egli fu d'Italia, e posta dai più antichi
potente e patrono di sua patria, geografi nell' Umbria , e dai più
che in riconoscenza de' benefìzi moderni nella Marca d'Ancona. Eb-
ricevuti gli decretò pubblicamente be essa , come si narra , per suoi
una statua. Contentandosi Edio del primi fondatori i pelasgi, popoli an-
decreto onorevole, non ne permise tichissimi della Grecia, edificandola
l'effettuazione, laonde i decurioni in sito molto aperto, e chiaman-
a proprie private spese gliela eres- dola Foro cioè emporio, o corte
sero con distinta iscrizione, ove prin- generale , o capo di provincia co-
cipalmente si contano gli onori che me rilevasi dal lib. 2 della Cosmo-
aveva ricevuto dagli imperatori, quel- grafìa d'Aliprando siracusano, che
liricevuti da Fossombrone, da Pe- la chiama Forum Pelasgiurn dai

lino ov'era decurione, e si dice del suoi fondatori. Antonio Bran-


Il p.
dono fatto per riconoscenza ai detti dimarte Piceno annona-
nel suo
decurioni in sesterzi, cioè settanta rio ossia Gallia Senonia illustrata,
calcinelli per ciascuno; si dice fi- a pag. i58 tratta d(\ Forum Sem-
nalmente nella iscrizione, che ap- pronii, e dice eh' è nominato dagli
partenne alla tribù Clustuniina, e itinerarid'Antonino dal Gerosoli- ,

che ebbe l'onore dell' equo piihblì- mitano, da Plinio, Strabene, Tolo-
co, vale a dire del cavallo man- meo; che presentemente esiste e
tenuto a pubbliche spese, che so- chiamasi Fossombrone, opinando che
levasi concedere a personaggi del- questa città sia stata per la terza
l'ordine equestre d' un merito di- volta edificata, imperocché Sempro-
stinto, e perciò riusciva di singo- nio nel formare il suo foro non al-
iar onorificenza. Altri prodi mili- tro volle fare, che un luogo ac-
tari Fossombrone
di sono il co- , concio alle nundine ed ai mercati
lonnello Marco Albani, il capitano per i popoli convicini. Aggiunge,
Orsino, il colonnello Polidoro Rufl, che fondò quasi un miglio di-
lo
il colonnello Polidoro Bentivoglio, stante da Fossombrone, dalla par-
il colonnello Matteo Albani, Paolo te orientale, in una pianura, in cui

Passionei seniore castellano di For- frequentemente si sono scoperte la-


te Urbano, Cristoforo Serbolonghi pidi pavimenti
,
di musaico, cam-
castellano di Pesaro, il maggiore mei, medaglie, idoletli, torsi di sta-
Cesare Azzi, e Silvio Perugini go- tue, e cose simili (come pure vi
vernatore d'armi. La pubblica bi- sono, al dire del solo Calindri, Sag-
blioteca ragguardevole per la
è gio storico del pontificio stato, le

quantità scelte opere, ed ha


di rovine di un teatro e le vesligie
particolari fondi pel suo aumento delle primiere porte). Stando in
e custodia. Ne fu generoso fonda- im sito si comodo ai negozianti
aS FOS FOS
L-d ai popoli convicini, a poco a po- tori, indi esamina quale scrittore
co si acciebbe, e divenne un'insi- si accosta più al vero ; descrive
gne città. Distrutta dai goti e dai l'origine di simili fori, dimostran-
Jongobui-dij gli abitanti si ritiraro- do che alcuni rimasero nella loro
no monte di s. Aldebrando
nel ,
piccolezza, altri passarono ad esse-
che sovrasta Fossombrone ed ivi , re città. Dicendo poi dell'esisten-
fissarono la loro dimora. Sedati i za,sito origine, e nome di Foro
,

tempi, ed essendo tal luogo assai Sempronio prova che vi è stato


,

scosceso , a poco a poco vennero un luogo chiamato Forosempronio


nella pianura ed edificarono l'odier- ed i popoli forosemproniesi ; di-
na città. E nominala dall'anonimo chiara che Forosempronio fu luo-
ravennate , e si trova segnata in go dell'Umbria, non molto distan-
tutte le donazioni della Pentapoli, te dai confini del Piceno e che ,

fatte alla santa Sede. L' itinerario dappresso esisteva il presente Fos-
Gerosolimitano tra il Foro Sem- sombrone conviene che Forosem-
;

pronio e Fano pone un luogo di pronio abbia avuto l'origuie dal foro
fermata, e lo chiama Mutalio ad di Sempronio; accenna vari piìi insi-
Oe lavimi , cioè lapidem. 11 Cluve- gni soggetti della gente Sempronia
rio crede, che fosse \erso Sahara, per vedere chi ne fosse l' autore ;

ma rOlstenio lo pone verso s. An- centra l'assertiva del Sigonio dice


tonio della Quercia : fin qui il eh. che non vi ha fondamento di at-
p. Brandi marte. tribuire Sempronio Sofo la
a P.
Il lodato Calindii conviene che origine di Foro Sempronio, ma
la città fosse detta col nome o- forse piuttosto a P. Sempronio Tudi-
dierno, cioè dalla mentovata epo- ditano; termina il Colucci l'artico-
ca Foro Sempronio, perchè al-
, lo II col trattare del nome di Fo-
meno aumentata dal console Sem- ro Sempronio, della sua condizio-
pronio Sofo, dalla cui distruzione ne risguardato qual foro, e della
surse la città, che tal fu dichiara- sua erezione in città. Ora prose-
ta l'anno 5oo; e che l'antica fosse guiamo ne' cenni storici di Fossora-
situata circa due miglia lungi dal- bronCj seguendo in parte la pa-
la presente vicino al lori-ente s. tria tradizione, e le analoghe me-
IMartino, eretta da P. Sempionio morie di questa città.
Tuditano , dopo
A- la disfatta di I romani dopo aver conquistata la

sdrubale, indi distrutta dai barba- regione, sotto Caio Sempronio Sofo,
ri, ec. Il eli. Castellano, Lo slato che con Appio Claudio Piuffo trionfò
pontifìcio, osserva che quantunque del Piceno accrebbero ornarono ,
, ,

oscura sia l'origine di Fossombrone, e quasi riedificarono Fossombrone,


egli è certo, che dal console Sem- con aumento di celebrità e lustro.
pronio Sofo trionfatore del Piceno Questo Caio Sempronio verso l'an-
ebbe incremento e nome, essendo 55o dopo r edificazione di lloma ,

filata poi sede di un prefetto au- al dire del dotto Sebastiano Macci,
gustale. A tali opinamenti va ag- De Asdruhali lib. 3, e. 47
hello :

giunto che il dotto Colucci , trat- Eo Camillus de Siheslris Rodigui


tando del foro Sempronio, dà pri- ubi in sua cronologia reponit fuis-
ma una idea generale dei fori se- se consuleni anno 55o post Roma
condo le diverse opinioni degli scrit- conditam; che in memoria del trion-
FOS FOS 39
fo e Tiltoria riportala da Asdruba- narrare che una delle estremità del*
le Bordino fratello del cartaginese la strettissima via era chiusa con
Annibale, lungo la riva destra del una o più porte, dalle quali poco
fiume Metauro, presso il torrente di lunge iieir interno, eranvi costruite
s. Martino edificò allora Fossotn-
, alcmie piccole case di cui il cardi-
brone al modo detto, e la cosliluì nal Passionei ne osservò le vesligie.
capo della provincia. Eresse questo Oltre la via Flaminia il Grcvio
foro mille passi lungi dalla presen- neir^/2//^. Rom. toni. Ili, pag. 809,
te città, ed air oriente dell'antica, annovera pure la via Sempronia :

la quale come dicemmo esisteva in « Viam demum Semproniam a Fla-


campo aperto, circondata da ame- « minia oiiri Fulginei in Unihiia
nissimi colli sulla riva del fiume w usque ad Forum Sempronium
Metauro, onde da Plinio lu detta » protendi a quo nomen accepit
città Metatirense. Sommo vantag- « quidam scribunt, eie." Fatto poi
gio recò a Fossombrone la strada Fossombrone (che fu appellato Fo-
Flaminia, che estendendosi fino a rum Simphronii e Fossomhnuio ),

Rimini , e passando in mezzo alla municipio dai romani , crebbe in


città, facilitò i traffici e le aderen- ebbe la sua
gloria ed onoranza, ed
ze coi grandi ebbe la via Flami-
: repubblica composta dei solili tre
nia tal nome perchè Caio Flami- ordini, non che i duunviri ed i
nio console romano, dopo aver sog- decemviri, i quali colle leggi di Nu-
giogato ì liguri e pacificatosi coi ma perfezionarono i propri istituti,
popoli vicini, a toglier dall'ozio i laonde si goveinò con moderato
soldati gì'impiegò a selciare la slj-a- reggimento. Fiorì talmente in ma-
da che da Roma conduceva a Ri- gnificenza e grandezza che nel silo
mini ; avendo poi Marco Emilio ove sorgeva si rinvennero statue,
fatta la via da Piacenza a Rimini, avanzi di sontuosiedifizi, medaglie
congiungendola alla Flaminia , per d'argento fìnto e di metallo di
,

lui fu detta quella strada Emilia. Corinto, e d'oro purissimo; noa


Non riuscirà discaro far qui avver- che pavimenti di musaico, pezzi di
tenza che per la medesima via
, colonne, utensili di bronzo fuso,
Flaminia si va a Cagli pel Furio, di creta, ec. Delle sue importanti
il quale è un foro fatto in duris- vesligie ne fa pure memoria Ge-
simo sasso di cento e più piedi rardo nel suo Aliante dicendo :

lungo, dodici laigo , ed ultrellanto Vestigia Forisempronii aniiqiiìtatis


alto, dicendosi Furio pel sasso fora- quamphirima , praeter acquaedu-
to da Tito Vespasiano quando re- ctos, vias selicalas, coliimnas et alia
cossi a distruggere Gerusalemme, niannora multa eruuntur disjecta
e dal lato sinistro si vede il profon- cum antiquis inscriptionibus , quae
do letto del fiume Candidiano. Una ab aliis collecta. Il citato Col ucci
bella e ben dettagliata descrizione nell'articolo 111 discorre della divi-
del Furio viene somministrata da sione della plebe in Forosempronio,
Procopio, De belio gothico, quando de' suoi duoviri, dei seviri augusta-
descrivendo la battaglia tra Narse- li soggetti ai decurioni, della super-
te e Totila re de' goti , racconta stiziosità dei forosemproniesi, delle
l'eccidio avvenuto nelle
de' barbari memorie erette a Cesare , d' una
gole di questi monti. Siegue poi a lapide d'Augusto e di Tiberio, dei
, ,

3o FOS FOS
diversi collegi de' giumentari di ponesse fuoco che avevano
ai paesi
Fossombrone, del culto prestato ad parteggiato pei romani , e li di-
Jgia, con analoghe illustrazioni, ed strugesse, tra'quali Fossombron, e il
altre nozioni su questa città. Ai- perchè gli abitanti rifugiaronsi sui
l'articolo IV poi il Colucci riporta monti, e poco dopo coi ruderi del-
gli scritti di Vincenzo Castellani su l'antica città riedificarono la nuo-
Fossombrone di lui patria, e delle va nella prossima collina fortifica-
sue antichità. ta, e di muraglie la cinsero; indi
Dal Castellani pertanto si ap- sembrando agli abitanti di essere
prende che molti illustri Sempro- troppo discosti dalla via Flaminia,
ni furono nella romana repubbli- a poco a poco concepirono il deside-
ca parte patrizi e parte plebei, e i rio di fissare le loro abitazioni al-
primi cognominati Alratini. Vi fu- le radici del monte, che successiva-
rono ancora i Semproni Alralinì mente si accrebbe al modo come
denominati Gracchi i Semproni , ora si vede, chiamandosi la parte
Lo lì già , i Semproni Elessi, e i antica cittadella. Fossombrone re-
Semproni Tiiditani ch'ebbero mag- stò fedele a Roma finché l'impero
gior celebrità. Eziandio fiorirono i sussistette ,
poscia fece parte della
Semproni Rtilidii ed Astili, come Pentapoli àeW Esarcato ( J^edi)^
e
i Semproni Sofi e P. Sempronio , al modo che dicemmo in quell'ar-
Sofo fu uomo militare ed illustre ticolo , ove pur si disse che inco-
fiitlo console l'anno di Roma 4^5 minciata la sovranità pontificia sot-
o 488. Sotto il di lui consolato to s.Gregorio II per la dedizione
egli sostem.e la guerra mossa dai del ducato R.omano, e delle città
piceni, ed avendo preso Ascoli lo- di Campania, sotto Papa s. Zacca-
ro capitale, di essi trionfò; a que- ria ebbe origine quella sul mede-
sti il Castellani attribuisce la fon- simo esarcato. Mentre regnava Ste-
dazione di Fossombrone ,
1' epoca fano II detto III, non potendo egli
precisa della di cui distruzione di- far cessare le stragi ed invasioni
ce essere incerta, perchè goti, lon- che il re de' longobardi Astolfo fa-
gobardi ed altre barbare nazioni ceva nelle terre dell'esarcalo, ed in
sovente fecero in Italia stragi , ra- quelle della provincia Romana, nel-
pine, incendi e saccheggi. Seguen- l'anno 754 invocò il poderoso aiu-
do egli l'autorità del Biondo, nar- to di Pipino re di Francia. Que-
ra che i romani e gli umbii colle sti scese in Italia, e costrinse Astol-
loro armi si posero tra Fano e fo a restituire le occupate terre
Fossombrone per assalire all'im- le quali da Pipino furono restitui-
provviso Luitprando re de' longo- te alla santa Sede, amplificandone
bardi che colle disordinate sue
, così il suo principato; e dal diplo-
truppe marciava contro il Pontefi- ma di Lodovico il Pio risulta, che
ce s. Gregorio II per la via Fla- tra le città della Pentapoli restitui-
minia, ed investito il re median- te a Stefano HI vi fu compreso
te un agguato, fecero strage dei Fossombrone ed il territorio val-
suoi ; ma Polachiso li costrinse a vense : tuttavolta Papi nou vi
i

rapida ritirala in Spoleto. Stima esercitarono nei primi tempi uà


perciò il Castellani, che Luitpran- pieno dominio, sia perchè la mag-
do acceso di sdegno furiosanunte gior parte delle città si reggevano
FOS FOS 3i
fla loro, che per il dominio che demolirona Dopo l'erezione del
talvolta vi esercitarono gl'imperato- ponte sul Metauro si voleva accre-
ri, a cagione delle guerre, fazioni scere la città di là dal fiume, ma
ed altri avvenimenti, che impediro- non ebbe effetto che in parte per
no ai Papi l'esercizio di assoluto i danni che soffrirono i cittadini,
dominio. massime quando Fossombrone fu
Rimarchevoli notizie su Fossoni- sorpx-esa dai francesi, che ne diroc-
brone fino al secolo XII e XI li carono le mura; indi nel i^'òij
non vi sono ; nel primo fanesi i ignorandosene la cagione, fu sac-
avidi di allargare il loro territo- cbeggiata e rovinata dai suoi con-
rio, l'assalirono, e dopo che l'eb- tadini. Nel i444 Galeazzo Malate-
bero smantellato se ne dichiararo- sta per la somma di tredici mila

no signori. JVel principio poi del- fiorini d' oro vendè Fossombro-
l'altro e nell'anno 121 3 o 11 15, ne, in un a Pesaro per ventimila
l'imperatore Ottone IV col con- fiorini d'oro, a Federico Feltrio al-
senso del Pontefice III lo conces- lora conte di Urbino, e poi primo
se in feudo ad Azzo Vili Esten- duca per concessione di Sisto IV.
se; altri dicono che solo il Papa Galeazzo eseguì tale alienazione per
accordò tale iufeudazione. Tutta- evitare, che delle due città se ne
volta in seguito Fossombrone can- impadronisse il suo nipote Sigis-
giò spesso di signori come le altre mondo Malatesta signore di Rimi-
italiche città, e nel 129-2 o 1294 ni con cui era in discordia: e seb-
da Bonifacio Vili fu liberata dal- bene il popolo di Fossombrone
la tirannia che vi esercitavano i soffrisse a malincuore questo cam-
Pofì. Indi nel 1295 Pandolfo figlio biamento della dinastia che la si-
di Malatesta detto {'Audace, signo- gnoreggiava per la santa Sede,
re di Rimini, s'iinpadroni di Fos- pure trovò poi largo compenso
sombrone, laonde poscia Ponte- i nella munificenza de'duchi d'Ur-
fici diedero Fossombrone ai Mala- bino, molti de'quali, e specialmente
testa signori di Rimini, Pesaro, le mogli illustri di essi, si compiac-

Fano, ed altri contadi, quali vica- quero soggiornarvi con frequenza:


ri e feudatari di santa Chiesa, sot- i Malatesta avevano .signoreggiato
to il loro dominio, confermato da Fossombrone circa 145 anni. Nel
Gregorio XI nel i374- Fossom- 1447 Fossombrone andò nuova-
brone fu abbellita, ampliala e for- mente saccheggiata, e spogliato an-
tificala. Fu soLto dei Malatesta che che il vescovo, ma il temeiario e
i cittadini abbandonando a poco capo di questi guasti venne impic-
a poco l'antica città calarono alle calo.
falde del monte, onde meglio pro- Nel i485, al dire di alcuni, ro-
fittar della comodità della via Fla- vinò la locca fabbricala dai Maia-
minia. Nell'antica i INlalatesla edi- testa, restando in piedi la piccola
ficarono la rocca ; e la caltedrale ad chiesa diAldebrando; in que-
s.

istanza di Pandolfo e Galeazzo Ma- sto secolo XY Fossombrone per


latesta fu dal Pontefice Bonilàcio tumulti domestici vide correre per
IX trasferita nella nuova ciltà, con le sue vie il sangue civile, e tan-
bolla emanata nel i394j il perchè to ne fu il furore delle parti, che
l'antica cattedrale e l'episcopio .si molti edifizi ne andarono distrutti.
Zi FOS FOS
Va qui notato che il solo mss. del de' Medici. Essendo questi morto
cav. Benlivoglio fa menzione della a' 28 aprile i5ig senza prole, e
rovina della rocca nella notte 26 set- ritornato il ducato alla santa Se-
tembre 1485, notizia clie dice desun- de, la notte del 26 settembre iSig
tada mss. di quei tempi; dopo ri- dai commissari pontificii furono at-
corda lo scoprimento del corpo di terrate le mura di Urbino, Mon-
s. Aldebraudo fatto da Benedetto dolfo, e Fossombrone con la roc-
Castellano, e dal canonico Pietro ca, acciò quei cittadini che si tro-
Paolo de Niun fatto trovasi
Lolis. vavano in condizione atta a resi-
registrato in tale anno onde po- stere mercè le forti ficazioni, nuo-
tersi ammettere la rovina della vamente non si protestassero pel
rocca con certezza, anzi nella vita duca d'Urbino loro antico signo-
di Febbreschi ed in altre memo- re. L'invenzione poi del corpo di
rie non si legge il restauro che avreb- s. Aldebrando non al i5ig, ma
be avuto luogo se realmente la bensì deve spettare al i5o2; e nel-
rocca allora avesse rovinato. Certo l'anno i5i3 si trattò in consiglio
è che nell'ottobre del laoy la for- di riporre corpo di detto santo
il

tezza era in ottimo stato, e rac- nella cappella delss. SacramentOj


chiudeva dentro di sé molte genti che proponevasi erigere: vero è
del duca Valentino che gagliarda- pure che nelle dette demolizioni
mente resistevano alle armi duca- comandate da Leone X, restò in-
li.Divenuta la x'occa in potere del tatto l'antico oratorio di s. Aide-
duca Guidobaldo I, questi come brando.
dicemo stimò saggiamente di ab- Al saccheggio pure ed alla stra-
batterla con tutte le fortezze del ge fu fatto segno nel maggio i5o2
suo stato, siccome fu prontamente da Cesare Borgia, il quale sotto
eseguito. In tale occasione può esse- pretesto di volere assalire lo stato
re che avesse avuto luogo l' inven- di Camerino, pervenuto con mol-
zione del corpo di s. Aldebrando, ta celerità a Nocera fece piegare il
perchè sino a questa epoca, dopo suo esercito a Sigillo ed allaSchieg-
il riattamento e fortificazioni fat- gia saccheggiandoli; indi scese a
te duca Federico nel i447>
dal Cagli e Fossombrone come nemi-
la rocca restò sempre in buono sla- co, e facendo da tale con molta
to, giammai deteriorato, e sempre barbarie s'impadronì dello stato,
presidiata dalle genti feltresche. non che della preziosa ed antica
Restaurata poi dopo la morte del Gualdarola dei principi di Urbino,
duca Guidobaldo I, dal suo suc- che portò via in un alla famosa
cessore Francesco Maria della Ro- libreria del duca Feltrico, ritrova-
vere, nell'occasione della guerra ta poi dal duca Guidobaldo della
Medicea, in unione alle altre di s. R.overe nella rocca d'Imola. Avvisalo
Leo, Pesaro, e Senigallia, comechè di questa incursione il duca Guido-
questa era la chiave del ducato baldo Feltrio, fuggi dai suoi dominii
dalle parti del vicariato di Monda* e ritirossi a Mantova dal suo cognato,
vio; quindi Roveresco la tenne
il da dove passò poi a Venezia. Per
ben guardata e munita, finché nel la morte, seguita nell'agosto del-
trattalo di pace ne lasciò libero il l'anno seguente, di Alessandro VI
possesso al nuovo duca Lorenzo padre di Cesare, il duca Guidobal-
FOS FOS 33
(\o in pochi giorni ricuperò Fos- gioii rari là bibliografiche. 11 Pe-
soml)ione e il resto del suo stato. trucci nello stesso anno pubblicò la
Giiidobnldo fu l'ultimo feltresco Paulina, e nel iSiS un libretto
discendente e successore nella si- sulla fine del mondo: opere am-
gnoria di Federico Feltrio. Egli bedue Mid-
del vescovo Paolo di
amò Fossombrone segno che vi a delburgo, uno
mate- de' più dotti
pose la sua sede, e si trovano matici del suo tempo. Soggiorna-
aicime monete di argento col suo rono in Fossombrone anche altri
profilo , e r epigrafe guidubal- : eminenti personaggi, come Giulia
Dus Dux URBmr , e nel rovescio le Varani, il cardinal Giulio Feltre
arme della casa feltresca, e la pa- Guidobaldo J, che vi mo-
fratello di
rola FORiSEMPRONii. Neil' anno i5o4 ri nel iSyS, Lavinia della Rove-

a' 28 di febbraio il duca donò al- re, ed Eleonora Gonzaga; questi


la città di Fossombrone il castel- principi abitarono il palazzo duca-
lo di Carloceto, il quale si disse le, i cui arredi e preziose suppel-
fabbricato dai romani dopo la dis- lettili furono poi trasportati in Fi-
d'Asdrubalej assimigliando il
fatta renze nella casa Medici.
nome del paese all'esito eh' eb- Nel detto anno i5o8 Fossom-
be in quel punto l'esercito del ca- brone col ducato passò in dominio
pitano cartaginese, e gli donò anche di Francesco Maria della Rovere,
Montepeloso; quindi il magistrato ci- figlio dell' unica figlia del defunto
vico incominciò a nominar capitani i duca, e nipote di Giulio II, che
per governare quei castelli. Nel me- lo confermò nella signoria. Nel
desimo anno la serenissima duches- i5ro s'incominciarono a fare i
sa d'Urbino Elisabetta Feltria-Gon- mercati in Fossombrone in giorno
zaga moglie del duca, donò al di lunedì. Sotto il detto France-
monte di pietà di Fossombrone la sco Maria I, ebbe quivi precario
villa Porcereto nel territorio
di dominio Lorenzo Medici di Firen-
di Durante. Guidobaldo I
Castel ze, nipote dell 'allora regnante Leo-
consigliato da^ medici a respirare ne X. Questi privò dello stato
in tempo d'inverno un'aria me- d'Urbino il Roveresco, e Lorenzo
no rigida di quella d' Urbino, fece l'occupò colle sue truppe all' ulti-
dai fisici considerare le temperatU" mo di maggio i5i6, entrandovi
re delle varie città del suo ducato, per la parte di Gubbio, Lamoli e
e questi additarono Fossombro-
gli Camerino, e vi commise devastazio-
ne come luogo più opportuno e ni ; i5i7 Fossombrone sog-
nel
di più tiepido clima: egli, come giacque a nuovo saccheggio. Non
dicemnio, vi si fermò, ma vinto poi andò guari che Francesco Maria
dall'acerbità de'suoi mali, nel i 5o8 I, ch'erasi ritirato a Mantova pres-
vi mori tra le braccia del Casti- so suocero, coli' aiuto de'suoi
il

glione e del Bembo. Il primo ne popoli, e d'una armata ausiliaria


descrisse gli ultimi momenti in <ma composta di spagnuoli e tedeschi,
lettera diretta ad Enrico Vili re battè Lorenzo de' Medici, che per
d' Inghilterra, ed impressa in Fos- una ferita riportata ne morì in Fi-
sombrone medesimo l'anno i5i3, renze; e ricuperò interamente il

pp' nobilissimi tipi d'Ollavinno Pe- ducato d' Urbino in un a Fossom-


trucci, lettera eh' è una delle mag- brone, dopo che Leone avea X
VOL. XXVI. 3
34 FOS FOS
fatto eseguire le operazioni che de- onta delle sue qualità, amareggiò
scrivemmo. Indi il comune nel tutti i sudditi, e fu sentita con
i543 incominciò la fabbrica del eroica rassegnazione dal genitore
pubblico lavatoio. Nel marzo del siccome suo unigenito : indi il du-
iSSy passarono per la città le ca prepose otto gentiluomini al

truppe francesi, indi a' i3 dicem- governo dello stato, che in sua
bre i566 il magistrato assunse l'a- morte dovea ritornare alla santa
bito paonazzo. Nel mese di settem- Sede, ponendone uno per città.

bre iS'ji donna Lucrezia d' Este, Francesco Maria II dunque fu


avendo sposato il serenissimo Fran- l'ultimo e sesto duca d' Urbino, co-
cesco Maria II principe dello stato me l'ultimo particolare signore di
d'Urbino, fece la sua prima e so- Fossombrone, perchè privo di suc-

lenne entrata in Fossombrone e , cessione : si ritirò in Castel Du-


dal comune fu regalata di capi- rante che poi Urbano VIII eres-
,

fuochi, mantici, ed altri fornimenti se in città e dal suo nome chia-

da cammino, che costarono mille mò Urbania, e vi morì nell'aprile


scudi, oltre i donativi di comme- i63i. Aveva Urbano YIll con-
stibili : e qui va notato, che in fermato le bolle dei predecessori,
occasione del possesso , e sponsali di non più conceder in feudo le
del nuovo duca, come di battesi- terre della Chiesa romana quando
mi e cose simili, il magistrato e- ad essa ricadevano, il perchè nel
leggeva due deputati, che in abito 1626 spedì nello stato d' Urbino
da città intervenivano a spese pub- il cardinal Gessi a prenderne in
bliche a tali avvenimenti , ed in suo nome possesso, e dal 1628 i
nome omag-
della città prestavano ministri pontificii incominciarono re-
gio e doni. Indi nel giorno primo golarmente a governarlo. Indi a'24
luglio 1572 Guidobaldo II duca maggio i63i monsignor Lorenzo
d'Urbino ordinò e stabilì la zecca Campeggi vescovo di Senigallia, e
in Fossombrone, per le sole mo- governatore di tutto lo stato di

nete di rame e d'argento, siccome Urbino pel Pontefice Urbano Vili


rilevasi dalle lettere ducali ed al- e Sede apostolica pigliò solenne- ,

tri documenti appartenenti a quel- mente il possesso di Fossombrone


l'anno. Correndo l'anno 1611 si a nome del Papa , non che della
die principio al risarcimento delle rocca, cinque porte della
e delle

mura di Fossombrone, e siccome città. Ne fu fatto pubblico islro-

nel 1616 seguì tra il vescovo e mento a rogito di ser Federico A-


la comunità l' affrancazione delle mici cancelliere dell'udienza. Quin-
terre dette del Bottaccio, d' ordine di nel giorno seguente nella catte-
del duca di Urbino si fecero cin- drale, inter missaruni solemnìn, tut-

gere di mura e comprendere nel ti i consiglieri giurarono fedeltà in


circuito della città, col borgo dei mano del prelato governatore, ed
Molini e col borgo de-lla Porta.
,
anche di ciò ne fu fatto istromen-
Nel 1621 seguì il matrimonio del to, con rogito del medesimo can-
principe Federico Ubaldo figlio di celliere. Altre memorabili notizie
Francesco Maria II, con Claudia di Fossombrone sono, che avendo
Medici, ma il principe mori a' 24 la città ottenuto nel passato secolo
giugno 1623 : questa perdita, ad di essere preservata dalla peste, per
,

F OS FOS 35
l'intercessione della Beata Vergine to. Memorie ec. di Francesco Ma-
Maria, eresse nel di lei santua- ria II, e della devoluzione de' di
rio di Loreto il pulpito di mar- lui stati alla santa Sede.
mo. Fossombrone fu governata suc- La religione cristiana ne' primi
cessivamente dai cardinali legati suoi tempi fu introdotta in Fos-
prelati presidenti e vice-presidenti sombrone e propagata, ignorando-
d'Urbino essendo il presidentato
, sene l'epoca precisa ; certo è che
carica che portava oi'dinariamente ciò avvenne prima di Costantino
al cardinalato. JVel declinare del il Grande, il primo imperatore che

decorso secolo, avendo decretato il professò pubblicamente il vangelo.


direttorio repubblicano di Parigi Di fatti il martirologio fa menzio-
l'usurpazione dei dominii pontifìcii ne di alcuni cristiani, che soffriro-
e la detronizzazione di Pio VI, nel no il martirio per la fede di Ge-
1798 il general Berlhier fece oc- sù Cristo nelle persecuzioni che
cupare Fossombrone, che fu com- precedettero quell'imperatore: tali
preso nella straniera amministra- sono i santi Maurenzo e compagni.
zione nel dipartimento del Metau- Aquilino, Gemini, Gelasio, l\Iagno
ro. Eletto nel 1800 Pio VII, fra e Donato già mentovati. Nondi-
i dominii che ricuperò essendovi la meno non si trovano vescovi di
provincia di Urbino, Fossombrone questa città se non vei'so la fine
tornò al pacifico dominio della Chie- del quinto secolo. Tuttavolta le
sa, che restò interrotto alcuni anni memorie patrie dicono che nel-
per la nuova occupazione degli im- l'anno 2o3 dell'era cristiana, il
periali francesi, che ebbe termine gentilesimo fu sopraffatto dall'evan-
nel i8i4- Pio VII eresse la pro- gelizzamento di s. Feliciano vesco-
vincia d'Urbino e Pesaro in dele- vo di Foligno ; ed il Biondo opi-
gazione apostolica, sotto il gover- na che al principio della Chiesa
namento d'un prelato delegato, ciò fu a Fossombrone concesso il ve-
che approvò Leone XII nel 1827; scovo, anzi che dagli antichi mo-
ma il regnante Papa Gregorio XVI, numenti della chiesa di Ravenna
col restituire alia provincia di Ur- si raccoglie, che s. Apollinare di-
bino e Pesaro il grado di legazio- scepolo del principe degli apostoli
ne apostolica, stabili un cardinale s. Pietro, e primo vescovo di Ra-
per legato, e nel distretto d'Urbi- venna, diede ai tre Fori il vescovo
no confermò Fossombrone. Oltre i proprio; ed il detto santo viveva
succitati autori scrissero su questa nell'anno 60 della medesima era,
città anche Gabinio Leto, Del fo- venendo martirizzato dodici anni
ro di Sempronio, in lib. 1 della dopo. Secondo l'annalista Baronie,
Cosmografia di Aliprando Siracu- anno 1017, nei primi secoli del
sano ; Lauro Jacomo, Hìsloria e cristianesimo la sede vescovile di
pianta di Fossombrone, sine anno Fossombrone fu immediatamente
et loco, con figure. Il Blavio trat- soggetta alla santa Sede, e suflfra-

ta di Fossombrone nel suo Thea- ganea al sommo Pontefice: non si

tritm cii'itatum, et admirandoruni conosce altro primate o arcivesco-


Italiae; e Pietro Farulli , nella vato sino al i563, in cui Pio IV
Cronologia della famiglia Malate- dichiarando metropoli Urbino, fe-
ita, ec. P^. inolUe Antonio Dona- ce Fossombrone sua sufTraganea,
36 FOS FOS
Dall' inlervento de' suol vescovi a- nedclto Landi questa diocesi fu au-
gli antichi concili romani, e dalle mentata di cinque grossi castelli ,

loro sottoscrizioni rilevasi che i molto tempo però contrastati per


Papi gì' invitarono di frequente a la giurisdizione, con l'abbate esen-

consiglio. Al dire dell'Ughelli An- te di Ravenna. Dicono le patrie


drea vescovo di Fossombrone in- memorie, che gli antichi vescovi
tervenne al concilio di Piimiiii « in- usavano la croce sopra l'arma, co-
» terftiere episcopi Bononien, Fo- sa che a' soli arcivescovi o nunzi,
» rolivien, et Forosempronien "; ed o anche per privilegio a vescovi di
il vescovo Felicissimo si recò al si- grande diocesi concedevasi. Al pre-
nodo romano celebralo Pon-
dal sente la croce con una sbarra, sul-
tefice s. Simmaco del 49^- Anche lo stemma gentilizio è comune a
nel pontificato di Onorio III, ciea- tutti i vescovi.
to nel I 2 1 6, procurarono vesco- i Il piimo vescovo di Fossombro-
vi di esser confermati sotto l' im- ne, di cui si hanno notizie certe, è
mediata protezione dei Papi, e ne Felicissimo, affermandolo l'Ughelli,
ottennero la bolla In eminentis il Baronio nel tom. De Coiicil., e
Aposlolicae sedìs, data XIV kal. le memorie patrie che lo dicono
jnnii 1224, e riportata dairU^helli morto nel 499j ^'^ intervenuto al
nel tom. II, pag. 828 e seg. Que- concilio di Papa s. Simmaco. No-
sta bolla di Onorio III è diretta ta però il Coletti annotatore del-
al vescovo Monaldo, ed in essa so- l'Ughelli, che avvi bensì un vesco-
no comprese nella protezione pon- vo di nome che sottoscrisse
questo
tificia le terre e castella della dio- al concilio di Roma, essendo Pon-
cesi, coi loro monisleri e chiese, e tefice Simmaco e nell'anno 499-
ciò ad esempio Pon- di altri undici esso però non vi è qualificato co-
tefici predecessori che nomina, in- me Fossombrone, ma
vescovo di
cominciando da Vittore II, da A- bensì di Gaudio, città famosa nella
lessaudro II, e da s. Gregorio VII, storia romana per le Forche Cau'
i quali vollero che questa chiesa dine. Immediatamente dopo Feli-
fosse sotto la loro immediata pro- cissimo trovasi Innocenzo, che è il

tezione. 11 vescovo di Fossombrone primo vescovo, il quale sottoscrisse


anticamente si eleggeva con l'in- al succitato concilio ed agli altri

tervento del magistrato e del po- tenuti sotto il medesimo Pontefice


polo, e poi dal solo clero, come negli anni 5oi, 5o2,ec., ed a quel-
pure afferma il citato Baronio al- lo del 5o4. La tradizione accorda
l'anno I o44- Sì fatto modo di e- a Felicissimo dei predecessori, di
lezione durò sino al 1296 e al cui sono perdute le notizie. An-
si

pontificato di Bonifacio Vili, no- che Conimanville conviene che l'e-


minando poscia i vescovi di Fos- rezione di questa sede episcopale
sombrone il Papa : nell' Ughelli pe- risale al IV o al V secolo. Essen-
rò vi sono notate dopo epoca
tale <Io la città rovinata dai goti ed
alcune elezioni di vescovi, poi con- altri barbari s'ignorano i nomi e
fermate dai Papi. Ne' tempi addie- le azioni de' successori d'Innocenzo.
tro questi vescovi ebbero il domi- Leopoldo vescovo di Fossombrone,
nio temporale su quattro castelli ;
trovossi al concilio romano, sotto
indi per opera di monsignor Be- il Pontefice Eugenio II nell' 826.
FOS FOS 3-
Pietro fior» iieU'876j e dal Papa pebrochio. Gualfredo vigeva nel
Giovanni Vili mandalo legato
fu I 1 4o , di cui scrive 1' Ughelli :

al concilio di Punlhyoa in Fran- Hiiic Giiamerìus dux, atque mar'


cia, ed assistè ancora a quello di ciao ecclesiae s. Mariae quatuor
Troyes riunito dal medesimo Pon- castella dono dedit. Vallctn san-
tefice nell'HyS. In quanto ai suc- ctain, Porasaccum, nionteni Dlon-
cessori parleiemo dei più distinti ; dttm, ne monteni Ctlsum. Nicolò
la loro serie è riportata dell'Ughel- nel II 92 intervenne alla consa-
li, No-
e continuata dalle annuali grazione della chiesa di s. Croce
tizie Roma. Benedetto -visse nei
di di Fonte Avellana, e nel i 197 in
pontificali di s. Leone IX, e di R^oma a quelle di s. Eustachio, e
Alessandro II, intervenendo nel di s. Lorenzo in Lucina. Monaldo
io49 ^' concilio tenuto da JNicolò cui Onorio III spedì la mentovata
Il : Alessandro II die sentenza in bolla. Indi si fa menzione del beato
favore Benedetto, contro Gu-
di Riccardo del terz'ordine di s. Fran-
glielmo vescovo di Sinigaglia. A- ne ha memoria dal
cesco, di cui se
tiamo fiori a' tempi di s. Pier Da- Buzzi, in Rosar. par. 2, serni. 27,
miani, e mori nel 1069. Folcui- e nel Martirologio francescano. Il
no, con Gebizzo cardinal vescovo citalo Ughelli collocò il vescovato
di Cesena furono mandati da s. del detto Aldebrando, Aldebran-
s.

Gregorio VII al concilio dalmatino do o Ildebrando fra l'anno 1224


di Solona, col carattere di legati e 12 55, ed il nominato Garampi
apostolici, per dichiarare Demetrio non vi ripugna, benché il santo
re di Dalmazia, Schiavonia e Croa- essendo vecchio fosse fatto vescovo
zia per l'autorità ricevuta dal Pa- dopo il 1224, e morisse prima del
pa, dandogli in suo nome le in- 1255, producendo un documento
segne reali, e ricevendo il di lui nel quale si rileva che s. Aide-
giiuamento di fedeltà a s. Pietro, brando nel 1222 era ancora pre-
ed il di lui stalo tributario alla posto di Rimini, e celebra quanto
romana Chiesa. Dopo Folcuino l'U- fece contro gli eretici patarini.
ghelli pone tre altri vescovi, Gual- Bonifacio Vili 1295 creò
nel
fredo, JNicolò e Monaldo, indi s. vescovo di Fossombrone Monaldo
Aldebrando, ma questi fióri prima canonico salesburiense, che secon-
di loro. S. Aldebrando Faberi do i registri vaticani morì nel
nacque in Sorivoli, che altri chia- I 3o4- Pietro di Gubbio eletto dal
mano Sorbetulo, luogo vicino a capitolo , venne confermato nel
Cesena, dov'era canonico regolare i3i7 da Giovanni XXII. Ugolino
di Ravenna, poi preposto della ca- preposito d'Urbino, nel 1842 fu
nonica di Rimini resse la chiesa : fatto vescovo da Clemente VI, e
di Fossombrone nel 11 19, morì donò al capitolo mitra, piviale, to-
d'anni centodiciotto, e la sua festa nacella, dalmatica, sandali, e anel-
si celebra il di primo di maggio. lo pontificale. Oddo Ravieri citta-
La posposizione di s. Aldebrando dino e preposto di Pesaro, sotto
falla dall' Ughelli , la notò anche Urbano Vi nel 1879 fu assunto al
il Coleti. 11 G a rampi però nelle 7I/e- vescovato, fu celebrato per insigne
VìOìie eccles. a pag. 172, difende poeta, e chiaro in lettere; mori
r Ughelli contro il Coleti e il Pa- nel i4o8, e fu sepolto nel nuovo
36 FOS FOS
domo di allora, dietro l'altare mag- nel i^yg fece vescovo Ottavio Ac-
giore, con epitaffio che riporta l'U- coramboni di Gubbio e cittadino
ghelli. Le memorie patrie dicono romano: fece molto bene alla chie-
che Oddo fu eletto vescovo nel sa, ed abbellì l'episcopio rinunziò ;

1872 dal capitolo e clero, e che nel 1609, e morì in Roma nel
sotto di lui fu da Bonifacio IX 1625, venendo tumulato nella chie-
fatta la traslazione dell' episcopio , sa di s. Gregorio al Celio. Nel 1612
e della chiesa cattedrale dalla cit- divenne vescovo Lorenzo Landi da
tadella alla nuova città, al modo Velletri : questi trasportò le reli-
che dicemmo di sopra. Girolamo quie de' santi dall'altare maggiore
Santucci mbinate, vescovo nel i470, ov'eiano, ad un apposito e decen-
fu legato di Sisto IV, ed impie- te sacrario da lui eretto ; abbellì
gato in importanti incarichi da In- l'altare della Beata Vergine de'pen-
nocenzo Vili costruì il palazzo
: denti , accrebbe le rendite della
vescovile, e mori in Urbino. Paolo mensa : nella sua assenza, il di lui
da Middelburgo, castello della Ze- vicario Flaminio Parsi nel 16 18
landia, il più gran matematico del pose la prima pietra fondamenti
ne'
suo tempo , e sullodato Alessan- : della chiesa di s. Carlo. Nel 1627
dro \ I ad istanza dell' imperatore Lorenzo rinunziò la sede al fra-
Massimiliano I lo fece vescovo di tello Benedetto, il quale fece al-
Fossombrone; morì nel i53/\. in trettanto nel i633 in favore del
Pioraa, e fu sepolto con onorevole nipote Gio. Battista Landi. Nel
iscrizione nella chiesa di s. ]Maria 1697 Innocenzo XII fece vescovo
dell'Anima. Giovanni Guidiccioni fr. Lorenzo Fabbri minore con-
di Lucca fu da Paolo IH dato in ventuale, il quale ornò la chiesa
successore al precedente mentre , con drappi di damasco. Clemente
era governatore di Roma fu poe- : XI nel 1709 gli die in successore
ta eccellente, e chiarissimo in eru- Carlo de' conti Palma di Urbino,
dizione, morì in Lucca nel i5^i, il cui arcivescovo nel 17 18 lo as-
e fu lodato con carme dal paren- sistè in morte ; egli ebbe a suc-
te cardinal Bartolomeo Guidiccio- cessore suo parente Eustachio
il

ni, leggendosi nell* Ughelli. Nicolò Antonio Palma, il quale fu autore


Ardinghelli fiorentino, segretario di quelle beneficenze già rammen-
de' memoriali Paolo III diindi , tate. Fossombrone nel 17.55 ebbe
nel i54i vescovo di Fossombrone, da Benedetto XIV per pastore il

e nel i5^5 cardinale del titolo di concittadino fr. Apollinare Peruz-


s. Apollinare: scrisse e stampò zini, cuisuccesse nel 1775 Rocco
molte lettere, e morì nel i547, Maria Barsauti chierico regolare
nel qual anno aveva rinunziato minore di Lucca, che in Fossom-
questa sede alia quale propose per brone celebrò il sinodo diocesano.
suo successore il fratello Luigi, se- Traslatato alla sede di Pesaro da
condo r Ughelli, mentre altri di- Pio VI, questi invece nominò nel
cono avvenuta la cessione nel 5^5. 1
1779 Felice Paoli da Cingoli, che
Nel iSGg, per morte di Luigi, s. fu molto sapiente. Nel concistoro
Pio V nominò vescovo Alessandro degli II gennaio 1808 Pio VII
Mazza di Bibbiena, che poi come creò vescovo Giulio Alvisini di
poco adatto rinunziò. Gregorio XIU Bocchignaao nell'abbazia di Far-
,

FOS FOS 39
fa ; tradusse dal francese in italia- pastore monsignor Peruzzini, sulle
no alcuni libri che trattano delle rovine dell'antica, la quale era as-
avventure e rivoluzioni contro il sai piccola , e minacciava rovina.
clero di Francia; fu inviato inter- Non potè il zelante vescovo veder
nunzio in Russia, ed accrebbe le compiuta l'opera da lui principia-
rendite della mensa. Per sua mor- ta, attesa la di lui morte , che lo

te, Leone XII gli die a degno suc- condusse al riposo de' giusti. La
cessore monsignor Luigi Ugolini di fabbrica fu viltimata in unione al-
Monte Colonibo diocesi di Rimini, la facciata dal suo successore mon-
trasferendolo a questa sede da quel- signor Bersanti, e quindi dall' al-
la di A moria in partihus, nel con- tro vescovo monsignor Paoli nel-
cistoro de' 24 maggio 1824- Que- l'ottobre del 1784 venne consagra-
sto dotto, virtuoso e zelante pre- ta. Essa è di tre navate, oltre le
lato governa tuttora con sollecitu- cappelle laterali, e contiene undici
dine paterna questa diocesi, e fra altari ricchi di preziosi marmi. Il
ì vantaggi che gli ha recato ha quadro dell' altare maggiore , che
accresciuto la mensa , ha risarcito rappresenta la ss, Ti'inità, è opera
nobilmente il palazzo vescovile, eccellente di pittore romano; esso
ampliandone migliorandone con u-
e fu fatto eseguire con cornici di
tilità gli appartamenti, e coH'acqui- marmo dalla famiglia Angelini. II
sto del vasto palazzo de' Passionei s. Aldebrando e s. Anna è riputato di-
Ila ridotto il seminario ed il con- pinto, come dicesi, del Veronese ; ed
vitto a comoda e conveniente abi- il quadro di s. Pietro nella cappella
tazione come si dirà, oltre altre di s. Francesco di Paola credesi del
beneficenze e provvedimenti da lui Guerrieri. La cappella del ss. Sa-
presi. Egli inoltre è istitutore del- gramento, con disegno del Carduc-
l'accademia ecclesiastica di cui fa- ci architetto d'Urbania, fu incomin-
cemmo di sopra menzione, autore ciata nel i55'j , e venne erettaa
di alcune dotte ed utili opere, ed spese del pubblico essa : però fu
illustratore della dottrina di Carlo demolita in occasione della nuova
de Haller. fabbrica. Il capitolo si componeva

L'antica cattedrale esisteva , co- di dieci canonici, quando si compi-


me si disse , nel sito ov' è ora la larono le costituzioni capitolari : la
cittadella :
1' odierna conserva il sua origine è antichissima, in prin-
precedente titolo di s. Maurenzo e cipio ebbe pochi beneficiati au- ,

compagni martiri , le cui reliquie mentati poi dai benefattori. Le co-


sono in venerazione sotto l' aliare stituzioni mentovate ebbero accre-
della cappella del Suffragio. Quivi scimento dal vescovo Luigi Ardin-
pur si venera sotto l'altare princi- ghelli nel i548. La dignità dell'ar-
pale il corpo di s. Aldebrando ve- cidiacono fu istituita nel 1664 da
scovo di Fosso mbrone, la testa di Simone Olivieri di Fossombrone
s, Biagio, un dente di s. Apollonia, protonotario apostolico, ed uditore
ed altre reliquie. L'odierna catte- del cardinal Capponi ; l' eresse in
drale di elegante e nobile architet- juspalronato laicale con benepla-
tura, fu cominciata nel 1772 con cito apostolico di Alessandro VII
disegno del celebre cav. Morelli che nella bolla ne autorizzò le suc-
per le premure del concittadino cessive nomine l' Ohvieri fu il pri-
;
,

4o FOS FOS
mo ad esserne insignito. Nel me- e con quelle poi del dottore Zan-
desimo anno 1664 Elisio Elisi da dri, vennero eretti due posti grttlis,

Barelli sacerdote, dimorante in Fos- a làvore di due chierici di Fos-


sombrone , e nipote del sacerdote sombrone. Nei pontificato di Be-
Antonio Catani di questa città, fon- nedetto XIV fu acquistata dai ca-

dò l' arcipretura, ed egli ne fu il nonici regolari di Urbino la conti-


primo arciprete, concedendogli il gua chiesa e casa di s. Anna, e per
Papa le medesime facoltà e prero- ridurre a forma regolare 1' edifizio

gative accordate all'Olivieri nella si chiuse quale si


il seminario , il

bolla d'erezione dell' arcidiaconato. riapri nel novembre 1770 essendo


Anticamente i canonici oltre la cot- vescovo il concittadino Peruzzini ,
taportavano sul braccio l'aluuizia : già deir ordine di s. Agostino. Sot-
il concittadino cardinal Passionei to il vescovato di monsignor Pao-
segretario dei brevi pontifìcii, otten- li il seminario fu nuovamente chiu-
ne da Benedetto XIV, con breve so per mancanza di viveri e di
apostolico de' 14 luglio i74ij l'uso rendite sino al 1808, in cui mon-
dei rocchetto e della mozzetla pao- signor Alvisini, prima della depor-
nazza. 11 regnante Papa Gregorio tazione sofferta nei tempi del re-
XVI concesse ai canonici della cat- gno disponendo di tremila
italico ,

tedrale il privilegio del collare pao- scudi ritirati dalla famiglia Rusco-
nazzo e fiocco paonazzo al cappel- ni, e dal legato Zerbinali, nuova-

lo simile a quello dei preluti. Al mente lo riapri ,


prodigando tutte
presente il capitolo si compone del- le sue cure per la prosperità del
la dignità del preposto, dell'arci- luogo pio, ed educazione de' gio-
prete e dell'arcidiacono, di tredici vani. All'affluenza e numero dei
canonici comprese le prebende del quali essendo troppo angusto il lo-

penitenziere e del teologo, e di die- cale, l'odierno degno vescovo Ugo-


ci beneficiati. la questa vi è il fon- lini nel 1824 fece acquisto del va-
te battesimale , essendo affidala la sto e grandioso palazzo Passionei ,

cura delle anime al capitolo che tie- lo ridusse a comoda abitazione, ag-
ne un vicario curato. Sei sono le par- giungendovi pure il convitto. Inol-
rocchie,una nella chiesa cattedrale, tre il medesimo prelato regolò con
che sola ha il battisterio, altra nel- ottime provvidenze 1' amministra-
la città stessa, e quattro nei subur- zione delle rendite del pio stabili-
bi. 11 seminario fu eretto nella ca- mento; riformò le costituzioni, ed
sa dei Quaiantucci oriondi da Sor- non trascurò cosa alcuna in
in fine
bolongo diocesi di Fossombrone, vantaggio sì spirituale che tempo-
vicino alla chiesa di s. Anna. Ne rale dell' utile stabilimento.
fu primario fondatore nel i63o il Fra i benefici e pii istituti, ol-
vescovo Gio. Battista Laudi da Vel- tre i nominati , diremo dell' ospe-
letri, colle rendite di alcune tasse dale e dei conservatorii. Anticamen-
imposte sopra la mensa vescovile te r ospedale era dov' è oggi la

sui canonicati ed altri benefizi, se- chiesa di s. Agostino; trasportato


condochè prescrive il concilio di a s. Lucia_, da qui fu trasferito fuo-
Trento . Coli' eredità di Michel- ri della porta d'Urbino, e si go-
angelo e Paolo Quarantucci si au- verna sotto la cura di otto depu-
mentarono le rendite del seminario, tati, quattro ecclesiastici e quattro
,

FOS FOS 4i
nobili laici , essendone il capo il regolari del ss. Salvatore d' Urbi-
vescovo prò tempore, il conserva- no, soppresso nel i653 da Innocen-
torio delie orlanelle, essendo vesco- zo X. JNelIa chiesa di s. Francesca
vo Ottavio Accoraniboni , e nel liomana e case annesse vi furono
1
697 , fu eretto dal pio concitta- i monaci camaldolesi di Classe di
dino Girolamo Castellani per van- Bavenna : nel ly^S il sito fu acqui-
taggio delle donzelle prive di ge- etato dagli Angelini che a loro spe-
nitori o almeno orfane di padre o se edificarono altra chiesa ; in quel-
di madre, mantenendole finché vis- la di s. Francesca il prevosto Giu-
se, e lasciandogli tutti i suoi beni stiniani Piccini con gran solennità
in morte. Quindi il canonico llarii vi aveva gettata la prima pietra.
ne aumentò le rendite, coli' obbli- Vi era pure un convento fuori la
go di erigervi un oratorio a como- porta del ponte per andare ai cap-
do delle orfane. 11 vescovo Gio. puccini, sotto il titolo di s. Anto-
Battista Zeccadoro di Gubbio, che nio abbate , eretto dai fossombro-
nel i65i fu nominato da Innocen- nali monaci celestini, indi sop-
pei
zo X
a questa sede lece erigere , presso da Innocenzo X sotto il ve-
r oratorio sotto l' invocazione di s. scovo Zeccadoro, che lo assegnò ad
Gio. Battista ; indi fece compilare un sacerdote secolare col titolo di
le regole pel conservatorio , e fu priore.
eretta una congregazione ili quat- Gli agostiniani romitani per la
tro nobili per vegliare sull'econo- prima volta abitarono in s. Pietro
mico, sull' educazione e lavori delle in Tampis, dov' è ora il parroco
donzelle, al quale elietto si destinò cioè nel i255 quando segui la lo-
una maestra con titolo di priora. ro unione fatta da Alessandro IV.
11 vescovo Fabbri a sue spese fece Nel 2C)2 ne partirono stabilendosi
1

venire da Venezia alcune maestre ove sono al presente le monache


tessitrici di damaschi , perchè ne di s. Agata, vicino alla porta d'Ur-
insegnassero alle giovani 1' arte. Vi bino, il quadro maggiore della qua-
è pure il conservatorio delle espo- le è di Lignani. Indi nel i346 pas-
ste, per le quali Barbara Biccini sarono gli agostiniani nella chiesa
lasciò considerabile credila : sino di s. Maria oggi s. Agostino, fab-
dal vescovato di monsignor Eusta- bricata dai Malatesla che dierono
chio Palma fu eretta la fabbrica alcune case per convento ai reli-
con la chiesa annessa , sotto il ti- giosi: il quadro in detta chiesa rap-
tolo di s. Barbara prima le espo- : presentante il presepio o natività
ste dimoravano in luogo angusto ,
del Signore, lo dipinse Federico
vicino alla chiesa di s. Maria pres- Zuccari di s. Angelo in Vado ; la
so quella di s. Agostino. Passiamo chiesa nel lySS fu di nuovo ab-
oi'a a parlare delle chiese, conven- bellita, in parte a spese del celebre
ti e monasteri de' regolari d' am- cardinal Angelo Quirini , che nel
bo i sessi prima però faremo cen-
; recarsi al vescovato di Brescia due
no di quelli non più esistenti. Nel volte l'anno, si l'erma va in questo
vescovato e chiesa cattedrale vi ri- convento; poscia fu rinnovata, es-
siedevano i monaci benedettini. Con- sendo del Barocci il quadro della
tigua alla chiesa tli s. Anna rTavi Visitazione. La congregazione del-
quella col monistero de' canonici l'oratorio fu ercUa in Fossombro-
, ,

42 FOS FOS
ne nel i6i4 ^^^ uobilc Gaspare e migliorato il convento a spese
Ga<;parini fossooilnonate con tre del monte di pietà. Dalla parte
compagni sacerdoti , indi approva- dell'orto si vedono alcune finestre,

ta nel 1622 da Gregorio XV sot- da una delle quali di notte usci-


to l'istituto di s. Filippo JVeri. La rono i pp. Lodovico e Raffaele Te-
chiesa iVuova fu edificata in onore naglia per fondar l'ordine de' cap-
dei ss. martiri Aquilino e compa- puccini ,
ponendosi sotto la prote-
gni a spese pubbliche ,
per voto zione della duchessa di Camerino.
fatto acciò il duca Francesco Ma- Nel convento si tennero diversi ca-
ria li avesse successione, e l'ebbe pitoli, e la chiesa fu riedificata nel
in Federico Ubaldo la prima pie- : secolo passato, mediante il pingue
tra era stata formalmente colloca- legato di Francesco Paoli : in essa
ta nel 1608, indi nel 1726 il ve- il quadro dell'altare maggiore rap-
scovo Eustachio Palma consagrò presentante r Annunziata titolare ,

la chiesa : il quadro di s. Sebastia- della chiesa è di Lapis da Cagli,


,

no lo dipinse il Guerrieri. Il col- o piuttosto del Lazzarini da Pesa-


legio dei religiosi barnabiti fu eret- ro; vi sono inoltre otto quadri coi
to nel1626 dal p. Brollini di Fos- misteri della passione di Gesù Cristo
sombrone prima : essi abitavano di eccellenti pittori, come del Conca,
incontro al palazzo Leonelli ora del Lapis, ec, I cappuccini sono in de-
dei Tenaglia, indi nel i635 fu tras- liziosa posizione sul monte s. Giovan-
portato nella contrada de' violini ni, loro donato dalla famiglia Tena-
presso la porta di tal nome; La- Lodovico di essa, e religioso
glia. Il p.

vinia Tacchini, moglie di Sabatelli, minore osservante, volendo menar


lasciò la sua roba al collegio , la vita più austera , col suo fratello
cui chiesa consagrò il vescovo Zec- uterino d. Raffaele, e col p. Matteo,
cadoro nel 1660: questa però non istituirono come dicemmo la rifor-
esistepiù, come il collegio, a ca- ma ed avendone ri-
de' cappuccini,
gione delle vicende politiche degli portata r approvazione di Clemen-
ultimi tempi. I francescani conven- te \ II, nel 1029 nel monte eressero
tuali furono introdotti in questa il convento; ed il quadro di s. Gio.

città nel i3o5 sotto il vescovo Gio- Battista, che si vede nella chiesa
vanni de' minori conventuali , che già nel 1528 l'avea dipinto in Ur-
edificò la chiesa in onore di s. Gio. bino il Barocci ; il quadro fu tolto
Battista fuori della città, vicino al- dai francesi. In esso convento vi è
la cittadella , e la donò ai france- la cella di s. Giuseppe da Coperti-

scani che vi eressero il convento ; ne, qui nel i6?4 confinato dal tri-

chiesa poi rifabbricata in modo bunale del s. offizio di R.oma. L'a-


che è una delle belle della città. bitò tre anni, e vi si conserva la
I minori osservanti o zoccolanti eb- sua tonaca ed altre memorie. La
bero dal duca Guidobaldo I eret- libi'eria la formarono i fossombro-
to il convento nel 1462 sotto Pio nali p. Giuseppe IMaria Zanchi e
II : vi due secoli, finché
rimasero p. Casoli cappuccini. In questo con-
il duca Francesco Maria della E.0- vento si celebrarono i capitoli pro-
vere non volle più questi religiosi vinciali in sei epoche, 1' ultima del-
nel suo stato. Nel 1626 vi furono le quali fu in principio del secolo
sostituiti i l'iformati, indi abbellito XVIII a spese dei Bentivoglio.
FOT FOT 43
Le monache in Fossorabrone han- quinto secolo, ed il p. Le Qnien,
no due monisteii : il più antico è Oricns Christ. nel tom. lì, pag.
quello di s. Agata delle benedetti- 1 43 riporta le notizie de' suoi cin-
ne, e sono soggette all'ordinario; que vescovi, che sono: Giovanni
esso, come si i346
è detto, fu nel che fu al concilio di Calcedonia ;
lasciato dagli agostiniani. Nel i4oo Diadaco o Didaco che sottoscrisse
esistevano queste monache, e men- la lettera del concilio dell'antico
tre n' era abbadessa Cristina Ge- Epiro imperatore Leone, sull'uc-
all'

nerosa Tenaglia, e vescovo Eusta- cisione di s. Protero; Ilario che sot-


chio Antonio Palma, il monistero toscrisse la l'elazione al Papa s. Or-
fu ingrandito. ISeJla loro chiesa vi misda, ed all'imperatore sull'ordi-
è il quadro di s. Benedetto , colo- nazione di Giovanni di JNicopoli ;
rito da Viviani urbinate detto il Manuele vescovo sotto il patriarca
Sordo. L' altro monistero è quello Germano II; e Nicola che fu ve-
di Bernardino , nella cui chiesa
s. scovo verso l'anno 1730.
\i è un quadro del Guerrieri da FOTLMANl (Photiniani). Anti-
Fossombrone; in principio del se- chi eretici che negavano la divini'
colo XVII era senza clausura j ed là di Gesù Fotino loro ca-
Cristo.
eranvi monache francescane che vi* po era nato in Ancira e fu vesco-
vevano di limosine: vivevano ognu- vo di Sirmich nella Pannonia. Cad-
na particolarmente, ma sotto la cu- de nell'errore di Sabellio che ne-
ra dell' ordinario. Il vescovo Zec- gava la Trinità, e in quello di Pao-
cadoro pose nel monistero la clau- lo di Samosata che pretendeva che
sura, fece osservar alle religiose la Gesù Cristo fosse puro uomo. L'er-
vita comune, e vestir l'abito di rore a lui particolare è d'aver pub-
s. Francesco. Inoltre in Fossom- blicato, verso l'anno 842, che Dio
brone vi sono de' sodalizi e la , non era immenso. Fu condannata
compagnia del ss. Rosario ha nel- dal concilio di iMilano del 347, *^^'

l'altare maggiore di loro chiesa un posto dal vescovato di Sirmich nel


dipinto del Guerrieri : la chiesa fu 35 1, e finalmente esiliato sotto l'im-
benedetta nel 1 089 , e nel d\ del- pero di Costanzo. Fu richiamato
l' Annunziata vi fu celebrata la pri- sotto r imperatore Giuliano, ma nuo-
ma messa. La_ mensa vescovile di vamente esiliato sotto Yalcnliniano,
Fossombrone ad ogni nuovo ve- mori nella Galazia nel 876, secon-
scovo è tassata ne' libri della ca- do la cronaca di s. Girolamo. Ave-
mera apostolica in fiorini duecento, va egli scritto molte opere, di cui
ascendendo le rendite della mensa le principali erano il Trattato con-
a più di mille e cinquecento scudi. tro i ideatili, ed i libri indirizzati

FOTICA (Photica). Città vesco- all'imperatore Valenti niano. Socra-


vile della diocesi dell' llliria orien- te dice, che, dopo il suo esilio,
tale nella provincia dell' antico Epi- aveva Fotino composto un libro in
ro, dicesi fabbricata sotto l' impera- greco ed in latino, nel quale com-
tore Giustiniano; fu in seguito chia- batteva tutte le altre eresie per me-
mata Bella, venne assoggettata
e glio stabilire la sua. Rufino assicu-

al metropolitano di Giannina o Cas- ra che aveva altresì scritto un trat-

siopea. Fotica, secondo Commanvil- tato sul simbolo degli apostoli, sfor-
le, fu eretta iu sede vescovile nel zandosi di trovare nella semplici-
44 FOU FOU
tà delle paiole che lu compongo- riportate dal Torrigio, nel suo li-

no, un valido appoggio alla sua bro De Cordinalibus scriptorihns.


empia dottiina. S. Epifanio, nella V'è un altro libro, sotto il di lui
eresia settaiitmiesirna, riiénsce alcu- nome, scritto in latino, il quale
ni estratti della conlerenza ch'egli
o tratta del modo di conservare la
ebbe con Marcello d' Aucira nel propria salute.
concilio di Sirmich. FOURBLN (di) TussA?fo Jaxso-
FOUR. (du) Gio. Vitale, Cardi- TVE, Cardinale. Tussano Jansone di
naie. Gio. Vitale du Four ebbe i Fourbiii, nato di famiglia assai no-
natali in Beziers , altri dicono in bile nella Provenza il primo ottobre
Eazas neir Aquitania. Crebbe assai del 1 635, spiegò da principio qualche
presto nella pietà e nel sapere, e inclinazione alla carriera militare;
divenne l'ammirazione de' fiati mi- ma poscia dedicossi interamente allo
nori, presso de' quali avea profes- studio delle lettere. Fu coadiutore
sato sino dalla sua tenera età. lu di suo zio vescovo di Die, e dopo
breve percorse le cariche della sua la di lui morte, quantunque non
religione e con merito cosi distin- avesse che ventisei anni di età, ven-
to, che Clemente V a' 2 1 dicem- ne a lui surrogato con dispensa apo-
bre del I 3 1 2 o I 3 I 3 lo creò prete stolica. Tre anni dopo vi celebrò
cardinale di Martino a' Monti;
s. un sinodo diocesano, ed ivi stette
ed il successore Giovanni XXII poi fino all'anno 1668, in cui Clemen-
io promosse al vescovato di Alba- te IX lo trasferì alla sede di Mar-
no. Alcuni credettero il cardinale, Da questa chiesa pa>>sò nel
silia.

medico di Clemente V, come il 1679, a quella di Beauvais; e cosi


Marini dice ne' suoi Archintrij a procacciosi il favore di Luigi XIV,
pag. 48, ed ilNovaes Storia dei che quel principe volle che lo se-
PoiiU'fici, t. IV, p. 78. Prese gran guisse ancora talvolta alla guerra,
parte nella quistioue^ che allora nel- e dipendere eziandio da' consigli
l'ordine minoritico si agitava con gran di lui. Anzi se ne valse della sua
calore , sulla povertà di Cristo e destrezza nel trattare parecchie vol-
degli apostoli; ma però seppe n- te importantissimi affari, e lo spe-
miliare costanteniente le sue opi- dì ambasciatore alle corti princi-
nioni al giudizio della santa Sede. pali. In tale ministero fu anche
Si trovò presente alia traslazione presso la corte di Polonia, dove si

del corpo di s. Lodovico, arcive- oppose alla elezione del duca di


scovo di Tolosa, avvenuta nel 3 1 9, i Lorena, e protesse piuttosto Gio-
nella chiesa de' frati minori di vanni Subieschi, il quale s'interes-
Marsiglia. Sostenne parecchie lega- sò presso la s. Sede perchè ilFour-
zioni, e coronato di meriti iu avan- bin venisse eletto cardinale. Ma
zala età chiuse in pace i suoi gior- ad Innocenzo XI non aggradiva
ni in Avignone a' i6 di agosto tanto la condotta del vescovo di
dell'anno 1327. Ebbe il sepolcro Beauvais, si perchè avea soscritto
nella chiesa del suo oidine , con alle dannate proposizioni del clero
una iscrizione. Abbiamo di lui al- gallicano, come per aver appella-
cune operette sulla divina Scrittu- to al futuro concilio nell' affare del
ra, uscite anche alla luce; e alcu- marchese di Lavardino pubblica-
ne altre sopra materie teologiche, mente da lui scomunicato. Nondi-
FOZ FOZ 4'>

mono Alessandro Vili, che gli suo- è a dirsi quali inggiri, inganni,
cedeUe, a' i3 febbraio 1690 io creò crudeltà usasse in questo tempo
cardinal prete di s. Agnese fuori per sostenersi nella usurpata sede.
delle mura, e assicurò il sacro col- Siccome il Pontefice s. Nicolò l avea-
legio, piuttosto ricalcitrante dal con- lo scomunicato, così egli risolse di
discendere a tale promozione, per scomunicare e deporre il Papa sles-
l'opposizione dei cardinali d'Aguir- .so. A fine di riuscire in impresa
re, e Colloredo, che il candidato avea sì pazza e temeraria, fìnse un con-
emessa chiara ritraltazioi'.e di quan- cilio ecumenico, in cui fece che
to avea fatto nell'assemblea di Pa- presiedessero gli iàiperatori Mi-
rigi. Infatti recatosi a Pioma, non chele e Basilio, già bene da lui
lasciò luogo a dubitare del suo adulali e sedotti , coi legati del-
pentimento con una condotta che le tre principali sedi d' oriente.
riuscì a tutti di somma edificazio- Quivi furono da lui eslesi gli at-
ne. Anzi fu egli che conchiuse fi- ti contenenti le false accuse e la
nalmente la pace tra la santa Sede, e condanna dal Papa, sottoscritti dai
il re cristianissimo, affare assai lun- due imperatori, da venti vescovi,
go e pieno di gravissime dilKcol- dai tre legati d'oriente e da un
tà. Per tale benemerenza il re di gran numero di senatori, di ab-
Francia nel 1706 lo fece suo gran- bati e chieiicl, e quindi furono
de elemosiniere. Cessò di vivere in imperatore Luigi che re-
spediti all'
Parigi, a' 24 maggio i 7 i 3, d'anni gnava in Italia, accompagnati da
settantanove. generosi regali, perchè avesse a dis-
FOZIO, eunuco, trasse i suoi cacciare da P\.oma s. JNicolò I, come
natali in Costantinopoli, e quan- condannato da un concilio ecume-
tunque fossero illustri, pure la sua nico.Indi Fozio abbandonato ogni
ambizione ne li superava. Era per riguardo pel Papa, inviò vma lette-
altio di un ingegno grande per ra circolare a tutti i vescovi di o-
natura ed elevato, e da esso col- liente, la quale conteneva tutto il

tivato collo studio, nel quale spen- veleno contro i .sommi Pontefici,
dea le notti intiere, e comechè era e romana Chiesa
la e riprova- ,

opulento, non gli mancarono tut- va più cose della Chiesa latina ,
ti i libri che desiderava. In tale come il digiuno del sabbato, il ce-
maniera divenne il più sapiente libato de' sacerdoti, e specialmente
non solo del suo secolo, ma anche la dottrina insegnata dalla Chiesa
de' precedenti. Possedeva la gram- romana, che lo Spiiito Santo pro-
matica, la poesia, la rettorica, la cede non solo dal Padre, ma an-
filosofia, la medicina, e tutte le cora dal Figliuolo. Se non che nel-
altre scienze profane, né avea tras- l'anno 867 venuto a morte l'im»
curato la scienza ecclesiastica, che pelatole Michele, e rimasto Basilio
anzi dimostrossene versatissimo. E- solo a regnare, discacciò Fozio dalla
ra anche nella corte onoralo come chiesa di Costantinopoli, e lo rilegò
primo scudiere e primo segretario. lontano dalla metropoli, in un moni •
Per opera di Barda fu .sostituito stero. Nel giorno seguente mandò a
al deposto patriarca Ignazio, ed in prendere il patriarca s. Ignazio col-
sei giorni da laico passò ad essere la gallerà imperiale dall' i.sola do-
patriarca di Costantinopoli. IVon ve stava rilegalo, e con grande
4G FOZ FRA
onore lo l'imise nella primaria sua toli, secondo la diversità delle ma-
sede. Non per questo Fozio si per- terie. La dolcezza dello stile di Fo-
de punto d'animo, ma tanto occu- zio,l'acume del suo ingegno e pro-
possi a guadagnare colle sue adu- fonda erudizione della Scrittura com-
lazioni l'animo dell'imperatore Ba- pariscono più di tutto nelle di lui
silio, che vi riuscì. Fu quindi ri- lettere. Sopra altre notizie di Fo-
cliiaraato, e morto Ignazio ricupe- zio, V. l'articolo CosTANTijfOPOLi ;
rò il suo posto. Nell'anno 879 nel mentre della sua dottrina se ne
mese di novembre Fozio fece adu- trattò anche al volume XX, pag. 8
nare un nuo'^o concilio coli' inter- del Dizionario.
vento di quasi quattrocento vesco- FRA. V. Frate.
vi, ed egli ne fu tutta l' anima e FRAIVIBALDO (s.). Era d'Alver-
regolò tutti i movimenti dietro le gna, e passò la sua giovinezza alla
particolari sue viste ed i suoi in- corte di Francia; ma desiderando
teressi. Colle minaccie e co' doni segregarsi dal mondo, si ritirò nel
gli riuscì di trarre al suo partito i villaggio d'Ivrì presso Parigi, do-
legati del Papa Giovanni Vili, e ve menò vita da solitario. Poscia
quelli ancora dei patriarchi d'orien- temendo che la vicinanza di que-
te. Fu distrutto quindi in questo sta città non gli cagionasse delle
concilio tutto ciò ch'era stato fat- distrazioni, andò a rinchiudersi nel-
to nel precedente Lateranense. Fo- l'abbazia di Mici, nella diocesi di
zio fu riconosciuto per legittimo Orleans. Indi passò nel Maine, do-
patriarca, e dichiarato nullo tut- ve morì circa il 542. Le sue l'eli-

to quello eli' era stato fatto con- quie fui'ono trasportate a Senlis, e
tro di lui. Si vietò di asrs'iunsfere quivi custodite nella collegiata che
alcuna cosa simbolo Costantino-
al porta il suo nome. JXel 11 17 se
politano, per così condannare indi- ne fece una nuova traslazione assi-
rettamente i latini che vi aveano stita da Luigi VII. Gli abitanti di
aggiunto Filìoque. Ma finalmente Ivrì, ottennero una porzione delle
Iddio accorciò giorni di quest'em-
i reliquie di s. Frambaldo, che ri-
pio. Il Pontefice Giovanni Vili lo posero nella cappella a lui dedica-
scomunicò, ciò che pur fecero tutti ta, ed onorano memoria di que-
la

i successori di lui; ed in fine l'im- sta traslazione il primo di maggio.


peratore Leone figliuolo di Basilio Nel nuovo martirologio di Evreux
si servì di quest'occasione per di- questo santo è nominato il giorno
scacciarlo, e lo rilegò nell'Armenia, I5 d'agosto, che credesi quello del-
di dove non piti sortì. la sua morte.
Le sue opere sono la Biblioteca^ FRANCESCA Romana (s.). Nac-
ed il Noniocanone. La Biblioteca que a Roma nel i384 da Paolo
contiene degli estratti di duecento Bussi e da Giacomina che altri chia-
e ottanta libri, de' quali andò poi mano Isabella Rofredeschi o R.otrre-
smarrita maggior parte ma da
la ; deschis. Amante della castità, della
quelli che ci restano, si vede che penitenza, della solitudine e della
gli estratti sono fedeli e giudizio- preghiera, erasi proposta di farsi reli-
si. Il JVomocanone è una raccolta giosa; ma per obbedire a'suoi genito-
di canoni distribuita in quattordici ri, sposossi nel 1 896 a Lorenzo Pon-

titoli, e ciascun titolo in più capi- zianij giovine romano di ricca ed il-
FRA FRA 47
lustre famiglia a lei pari. Schiva dei di quella professione. Questo mo-
mondani sollazzi, lieta di attendere nistero posto sotto la regola di s.

all'orazione, e alle pratiche di pie- Benedetto, con alcune particolari


tà, non trascurava per altro i do- fu da lei
costituzioni della santa,
veri del novello suo stato. Col ma- ampliato nel i433, ed approvato
rito affettuosa, sollecita dell'educa- poscia nel i437 da Eugenio IV.
zione de'fìgli, vigile e benigna coi Ed essendogli morto nell'anno pre-
servi, quarant'anni nello sta-
visse cedente il marito, Fi-ancesca prese
to Allorché sud marito
maritale. l'abito religioso il giorno di san
glielo permise, aumentò le morti- Benedetto. Ella volle esser trattata
ficazioni che solca praticare. Nutri- come l'ultima delle suore, e servi-
vasi di solo pane, cui spesso scam- re ad esse ne' più abbietti uffici ;

biava colle ammuffite dei


croste ma fu eletta, contra sua voglia,

poveri, qualche volta aggiungendo- superiora della congregazione. Id-


non con-
vi alcun'erba scipita che dio ricompensò la sua umiltà e il
diva nemmeno con olio; non be- suo fervore collo spirito di profe-
veva che acqua, e non mangiava zia e con celesti visioni. Liscila dal
che una volta al giorno. Vestiva monistero per assistere il figli uol suo,
ruvide lane, e non usava pannili- Giovanni Battista, pericolosamente
ni nemmeno essendo malata ; por- malato, contrasse la di lui malat-
tava sempre il cilicio ed una cin- tia, e da quella morì a' 9 di mai'-

tura di crini, e la sua disciplina zo i44o> "^ ^*^ ^^ cinquantasei


era armata di punte di ferro. L'e- anni. Attestata la sua santità da
sempio dell'austera sua vita indus- molti miracoli, fu s. Francesca
se molte dame romane a rinun- onorata di pubblico culto appena
ziare alle vanità e alle pompe, per morta, benché non sia stata cano-
formare con essa una pia associa- nizzata che nel 1608 da Paolo V.
zione diretta dai benedettini di Trovasi il suo corpo a Roma, nella
Monte Oliveto. Le virtìi di Fran- chiesa degli Olivetani, che porta il
cesca furono anche purificate dal- suo nome, e quello di s. Maria Nuo-
l' aiflizione: rassegnata a Dio, sof- va, ove se ne celebra la festa con
ferse pazientemente, come il santo grande solennità a' 9 di marzo. Di
Giobbe, r esilio del marito, la pri- altre notizie su santa Francesca
gionia del suo primogenito, la per- Romana; del suo istituto delle obla-
dita de' suoi beni. Il che avvenne te di s. Benedetto della congrega-
nel i4i3 pei turbamenti prodotti zione di Mont' Oliveto , dette co-

dall' invasione di Ladislao re di munemente le signore di Ter dei


Napoli, e dallo scisma che lacerò Specchi dal luogo del monistero di
la Chiesa sotto il pontificato di Roma; e della cappella cardinalizia
Giovanni XXII I. Rimesso poscia che si celebra per la sua festa nel-
suo marito nello stato primiero, la suddetta chiesa, se ne parla al-
acconsentì di vivere secolei in per- l'articolo Ohlate benedelùne olive-
fetta continenza, e gli permise di tane di s. Francesca Romana [Vedi).

fondare il nuovo istituto delle Col- FRAÌNCESCANE, Monache. V.


Ialine od Oblale, così chiamate Francescani, non che nel medesi-
perchè consecrandosi a Dio elle si mo articolo il § VI, Monache
servono della parola oblazione, non francescane del secondo ordine di
,,

48 FRA FRA
s. Francesco, D'aia delle Clarisse, vergini e vedove, di ogni qualità e
e di varie riforme delle medesime; condizione, e moltissimi personag-
ed il VII, Monache francescane
§ gi illustri per nascita ,
per dottri-
del terz'ordine dis. Francesco. na, e per le dignità ecclesiastiche,
FRANCESCANO, Ordine religio- per gl'impieghi onorevoli esercitati
so, così cliinmato perchè fondato nella stessa Chiesa, e per le eroi-
da s. Francesco d Assisi ( Fedi) ; che imprese fatte a di lei favore
laonde francescani si appellano i re- ed eziandio dei popoli e delle na-
ligiosi che professano la di Ini re- zioni intere ; i quali fasti se accen-
gola, e francescane le monache al nar tutti si volessero occorrerebbe-
medesimo ordine addette. Sotto il ro grossi volumi. Di questo insi-
nome di francescani e di france- gne ordine daremo prima un sun-
scane si comprendono i vari rami to della sua importantissima storia;
di religiosi e religiose in cui ven- del tronco e de' rami del medesi-
ne in diversi tempi diviso questo mo d'ambo i sessi, dalla sua origi-
benemerito e glorioso ordine men- ne sino ad oggi. Indi con numeri
dicante. Tra le opere maravigliose progressivi parleremo di altre ana-
della divina misericordia contansi loghe notizie, come delle diverse
le istituzioni degli ordini regolari congregazioni francescane ; delle
mendicanti accadute nei primi an- chiese che ognuna ha in Roma, e
ni del secolo XIII, e con piìi ragio- delle loro missioni. Nel primo pa-
ne dei due incliti ordini de' predi- ragrafo si dirà de' minori osservan-
calori istituiti Domenico, e
da s. ti; secondo de' minori riforma-
nel
perciò detto domenicano e dei , ti nel terzo de' minori conventua-
;

francescani o minoii fondati da li nel quarto de' minori cappuc-


;

s. Francesco, sì perchè fecero sopra cini ; nel quinto del terz' ordine
degli altri più rapidi loro pro- i e de' terziari laici e regolari , an-
gressi, sì perchè più abbondante fu che d'ambo i sessi; nel sesto e nel
la loro messe nel campo mistico settimo delle monache francescane
di Gesù Cristo. Per tal modo ri- sì che del terz'ordine.
Clarisse
fiorì la pietà tra i fedeli , in un Nacque s. Francesco nella città
tempo che la Chiesa era infestata di Assisi posta nella deliziosa val-
da molte sette di eretici, che tut- le di nell'Umbria, da
Spoleto, e
te si univano ad esaltare il meri- Pietro di Bernardone di Moncone
to della povertà evangelica ; face- facoltoso mercante e cittadino di
vano un monaci, agli ec-
delitto ai Assisi e da Pica che si suppone
,

clesiastici, ai vescovi perchè non vi- originaria di Francia dell' illustre


Tevano una vita povera, laboriosa, famiglia di Bourlemont, e venne
mortificata come gli apostoli, e coi alla luce il dì 26 settembre 1181.
loro artifizii seducevano il popolo, Al sagro fonte fu chiamato Giovan-
nella maggior parte intorpidito al ni, nel ritorno di Francia suo pa-
bene. L'ordine francescano, miraco- dre pel traffico che faceva co' fran-
lo della divina provvidenza, e dif- cesi volle che si nomasse France-
fuso per tutte le parti del mondo, sco, nome che al parere di alcuni
anche non cattolico , ha dato alla significa intraprendente : in fatti im-
Chiesa ini numero quasi infinito di prese grandi per la divina gloria fece
martiri e di altri santi confessori , il santo nel giro di venti anni, che
FRA FRA 49
scorsero dalla sua conversione alla libertà , Francesco si presentò a
ijiorte. dicono che per la
Altri , suo padre , e gli disse che in av-
speditezza colla quale Giovanni par- venire non voleva se non Dio. Ri-
lava r idioma francese, gli derivò cevè Pietro le parole del figlio per
il nome di Francesco, il quale, se- un insulto, e strascinollo dal ve-
condo r uso di que' tempi , era lo scovo della comune patria Guido,
stesso che quello di Francese. Al- che sopravvisse al santo, e fu diret-
levato nella mollezza, ed alla mer- tore di sua esemplarissima vita. Ivi
catura, non ebbe altra coltura che Francesco si spogliò nudo cedendo
la grammatica, l'aritmetica e la le vestimenta al padre, che aven-
lingua francese veramente in quei : dolo costretto a solenne rinunzia di
tempi tali cognizioni erano molto, quanto gli apparteneva, dichiarò
poiché anche di tali studi pochis- non volerlo piìi riconoscere per fi-
simi occupavano. JVel ri-
allora si glio. 11 vescovo in veder sulla di
manente il nostro Giovanni o Fran- lui carne aspro cilicio pianse di te-
cesco, aveva buona inilole, di mol- nerezza, abbracciò Francesco, e Io
to cuore e di pronto ingegno e , fece vestire con un abito povero:
la grandezza di sua vita indica a- qui ebbe compimenlo la conversio-
ninio grande. La divina misericor- ne di Francesco a Dio, nel 1 206 ,

dia il visitò con una malattia, e avendo allora venticinque anni di


dopo la guarigione s'intese anima- età.
to d'intraprendere cose grandi per Distaccato Francesco dal mondo,
onore di Dio, che gli disse: Fran- prese a seguir le orme Reden-
del
cesco se i'iioi venir dnpo me^ pren- tore, e nei primi due anni ebbe
di la tua croce , e seguimi. A que- per casa l'aperta campagna, 1' ospe-
sto interno invito incominciò a dale de' lebbrosi e le chiese di Por-
spregiare il mondo, e si consagrò ziuncula, di s. Pietro e di s. Damia-
al servigio dei lebbrosi. Un giorno no. Ascoltando im giorno nella pri-
mentre orava nella chiesa campe- ma la messa nel dì sagro a s. Mat-

stre di s. Damiano dinanzi alla im- tia apostolo, udì s. Lu- il vangelo di
magine di Gesù crocifisso, udì dir- ca , in Gesù
dà a' suoi
cui Cristo
si : Francesco va e ripara la mia apostoli la norma d'andare evan-
casa, che minaccia rovina.' Imma- gelizzando vestiti d' una tonaca ,

ginò il santo giovane che Dio vo- scalzi,senza tasca, senza pane_, sen-
lesse il risarcimento del tempio za denari, senza bastone, e provve-
dove orava ,
per cui consegnò al duti unicamente di una viva fidu-
sacerdote custode di quella chiesa cia nella divina provvidenza; a sé
il denaro ritratto dalla vendita del tosto applicò l'istruzione, e rifor-
suo cavallo, e di alcune merci del mò il penitente suo vivere gid mo-
paterno fondaco. Siccome non pia- dello de' santi apostoli, proponen-
ceva al genitore, tutto intento all'in- dosi per norma le dette parole, e
teresse, il cambiamento di vivere di osservarle letteralmente : così Id-
del figlio , fortemente si adirò per dio r andava formando per presen-
la vendita fatta, lo percosse e chiu- tarlo al corrotto mondo di quei
se in sua casa a modo di prigio- tempi , come modello un visibile
ne, da cui liberollo furtivamente della vera vita cristiana. Da que-
la piissima madre. l'ucuperala la sto avvenimento succeduto nella
VOL. XXVI.
5o FRA FRA
chiesa della Porziuncula ossia di ciamento dell'ordine de' minori nel
s. Maria degli Angeli presso Assisi, tugurio di Rivotorto. Qui noteremo
molti scrittori dichiararono, che ivi che avendo poi avuto Giovanni
ed in quel giorno nel 1209 inco- Cappella l'incarico di ripartire tra
minciasse venerando ordine dei
il i frali le comuni limosine, ed eser-
minori ; poiché ivi il santo ebbe citandolo con ispirilo d'avarizia,
da Dio r ispirazione di comporsi non badando alle correzioni del
ad una vita tutta apostolica, ed ivi santo, finì miseramente collo stran-
tenne le prime unioni dei suoi com- golarsi.

pagni come sotto gli auspici! e la Al mirarsi Francesco padre spi-

protezione della ss. Vergine. Dinan- rituale di piissima figliuolanza, pre-

zi all'altare della Beata Vergine, se a comunicarle quel celeste fuo-


penetrato Francesco dallo spirico co di cui gli ardeva il cuore , ed

degli apostoli , frequentemente vi a disporla a spandere dappertutto


condusse ad orare i compagni, che il buon odore di Gesù Cristo. Le
si posero sotto il suo magistero. propose la norma di un convitto
La sua vita penitente, e il fervo- uniforme, che spirava umiltà e po-
roso linguaggio del nuovo dispre- vertà , da lui appreso nel santo
giatore del mondo, eccitò l'univer- vangelo, con idea di farlo appro-
sale ammirazione, e tra quei che vale dal sommo Pontefice. Nell'at-
si posero ad osservarlo piìi atten- to che si scriveva questa norma ,

tamente , fu Bernardo Quintavalle, arrivato a quelle parole, che si so-


ricco e savio cittadino d'Assisi, che no conservate nella prima regola
poscia s'intese chiamato da Dio al cap. 7, et sint minores, conosciu-
ad imitarlo, e a dichiararsi primo ta racchiusa nella frase Y indole
suo compagno; a questi si unì Pie- della sua società, tosto soggiunse:
tro pur d'Assisi, da alcuni confuso voglio, che questa fraternità si di-
con Pietro Cataneo vicario del san- ca Ordine dt' frali minori; impe-
to. Lo seguirono il b. Egidio d'As- rocché sino a quel punto si erano
sisi , Sabatino da Bologna, Merico denominati uomini penitenziali del-
soprannominato il piccolo Giovan- ^ la città di assisi. Lo gradirono i

ni Cappella, Filippo detto il lun- buoni figliuoli, e ricolmi di gioia


go,, Giovanni da s. Costanzo, Bar- e contento s' incamminarono alla
baro d'Assisi, Bernardo Vigilante, volta di Roma. Il Papa Innocen-
ed Angelo. L'unione di questi un- zo III, che allora degnamente se-
dici compagni all' uomo di Dio, il deva sulla cattedra del principe de-
loro convitto, e l'istruzione nella gli apostoli, ed avea poc'anzi con-

cristiana perfezione si fece in un dannata r empietà nei falsi poveri


tugurio, dove si era ritirato a pren- di Lione, eretici valdesi che gran-
dere ricovero ,
posto sulla sponda di rovine cagionavano in Francia,
di un rivoletto, il quale dallo scor- alla comparsa con isdegno
prima
rere tortuoso per le pianure d'As- di zelo li Accostumato Fran-
rigettò.
sisi portava il nome di Rivotorto ,
cesco a collocare in Dio le sue spe-
o Riotorto : qui prese forma visibi- ranze non si avvilì al rifiuto e
, ,

le la nuova società, ed incominciò certamente non isperò in vano, im-


in aprile 1209. Questa da altri scrit- perocché nel dì seguente mandò il
tovi è giudicata l'epoca d'incomin- Papa a cercarlo, e lo si trovò nel-
,

FRA FRA St
l'ospedale Antonio vicino al
di s. feti. Essendo il luogo troppo an-
Laterano; giunto innanzi a lui fu gusto e disadatto alla celebrazione
accolto benignamente, a ciò mosso de* divini uffizi , e troppo soggetto
da due visioni avute nella prece- a dare ricovero ai passeggieri , si

dente notte. Vide il Pontefice in cercò altro sito, e dal p. abbate


una spuntar a' suoi piedi una pal- dei monaci benedettini di monte
ma, e crescere in un bellissimo al- Subasio, come dicemmo all'artico-
bero ; vide nell' altra un povero lo assisi (Vedi), si ebbe da Fran-
servir di sostegno alla ctiiesa late- cesco la chiesuola di s. Maria de-

ranense, che gli sembrò cadente le : gli Angelij o sia della Porziuncula,
quali visioni la gran mente del dot- così detta dalla piccola possessione
to Innocenzo 111 applicò a France- de' benedettini contigua alla chie-
sce. A toglier le difficoltà nate per sa. Il santo non poteva ottener
opinamento di alcuni cardinali sul luogo a lui più caro, perchè l'avea
rigore dell'istituto, s'interpose l'au- ristaurata , ed era stato sempre
torevole e pio cardinal Giovanni 1' oratorio de' suoi maggiori fervo-
Colonna, affezionatissimo finché vis- ri : qui apprese l'istituto apostoli-
se ai frati minori. Dopo le quali co , ed
conduceva di frequente
ivi

cose il Pontefice a voce approvò a i compagni ad orare dal tugurio


Francesco la regola, e gli coman- di Rivotorto, circa un miglio e più
dò di predicare da per tutto il distante e nel medesimo
; luogo
vangelo e la penitenza, con la pro- avea tante volte gustate le celesti
messa in seguito di altri favori ciò : dolcezze, ed uditi i canti soavi del
accadde nell'estate del 12 io. Altri paradiso. Seguì la concessione pi'i-
aggiungono, che ai 16 aprile 1209 ma del mese di marzo 12 12, seb-
il santo co' suoi compagni fece nel- bene altri anticipano alquanto tal
le mani del Pontefice la solenne data; ed il Wadingo aggiunge che
professione ; e che il medesimo Pa- fosse fatta col patto, che moltipli-
pa conferì a s. Francesco tutti gli candosi le case minoritiche , e di-
ordini fino al diaconato inclusive ,
latandosi r istituto , la Porziuncula
da cui per umiltà non volle mai fosse di tutte il capo e la madre^
ascendere al sacerdozio ; e fece fa- e che il santo accettasse la condi-
re ai frati laici una piccola chie- zione dell'abbate benedettino di
rica. monte Subasio, che la cedette a lui
Pieno di giubilo il santo pei fa- colla condizione che fosse chiamala
vori ottenuti dalla Sede apostolica, in perpetuo capo e madre chiesa
si restituì colla divota famiglia al- dell' ordine, se fr. Francesco di As-

l'abituro di Rivotorto, alla quale sisi un ordine in appresso formato

una volta Dio il fece vedere solle- avesse. Così narra il p. Wadingo
vato in aria sopra un carro di fuo- ma le autorità che cita, secondo i

co , trasformato e risplendente co- conventuali non provano l'asserito


me il sole; raro prodigio, che mi- e vuoisi contraddetto dalla storia.
rabilmente confortò compagni a per- i Comunque sieno queste prove, al
severare nell'incominciato tenor di vi- dire dei minori osservanti, la prima
ta penitente, e li persuase a riguar- chiesa dell'ordine dei frati minori fu
dare il loro istitutore quale altro Elia la Porziuncula , e questo, secondo
ripieno del doppio spirito de' pro- loro, vuol dire essere madre di tut-
52 FKA FRA
te le chiese che poi ebbe in segui- e madre dell'ordine de' minori. Nel
to: sulle due sentenze vanno per- secolo decorso Benedetto XIII fu
ciò consultati gli scrittori conven- favorevole alla Porziuncula, che con
tuali ed osservanti. Non deve ta- un breve ad istanza del p. Giusep-
cersi che il Pisano parlando della de da Evora , chiamolla capo e
Porziuncula scrisse: Hoc et in teni- madre per privilegio. Ma Benedct-
plo coepit ordo minorimi come ; to XIV esaminati i privilegi As-
anche a' nostri giorni la chiamò il sisiani , emanò nel 17^4 ^^ bolla
regnante Gregorio XVI nel breve Fidelis Dominus, con la quale ri-
Ubi primiim magno, de' 18 agosto vocando il breve di Benedetto XIII,
1840, spedito per la consagrazione e rinnovando,, confermando edam-
delia medesima, dicendo, sui ordi- plifìcando i privilegi della basilica
nis fundanienla jecit. Tuttavolta in- e sagro, convento di s. Francesco ,

sorsero questioni sulla primazia in incominciando da quelli di Grego-


concorrenza del sagro convento e rio IX, la chiamò capo e madre
basilica di S.Francesco in Assisi, dell'ordine de' rmnori, ad onta che
depositaria del sagro suo corpo, sul nella Legenda antiqua, o Speculimi
pregio di capo e madre dell'ordine. l'/V^e s. Francisci et socìonun ejus,
Quelli che difendono le ragio- si riporti come patto tra i monaci
ni della basilica Francesco,
di s. e il santo nella concessione della
dicono che questo santo ottenne la Porziuncula , del pregio di capo e
chiesa di s. IMaria degli Angeli do- madre a questo ultimo santuario,
pò la fondazione dell'ordine fatta Le ragioni prò et contea sono dif-
in Rivotorto; che poi il santo vi fusamente anche su questo punto
andasse co' suoi compagni a prega- riportate dagli scrittori francescani.
re, e che sia stata la prima chic- Certo è che entrati i compagni di
sa ch'egli ebbe, non gli dà al dire s.Francesco in Porziuncula le al- ,

de' medesimi il diritto di essere ca- zarono d' intorno dodici povere cel-
po e madre dell'ordine. Inoltre i le rami d'alberi e di spine, in-
coi
difensori del primato della basilica tonacate di calcina con arena e ,

di Francesco, fanno osservare che


s. discoste alquanto l'una dall'altra a
questo patriarca mai considerò la guisa delle cellette delle antiche
chiesuola della Porziuncula per sua, laure o conventi della Palestina.
e la riputò come imprestatagli ;
Ad esempio del luogo della Por-
quindi in riconoscimento di patro- ziuncula, situato lungi dal commer-
nato costumò di offrire ogni anno ciò col mondo, eretti furono gli al-

a' monaci di monte Subasio, una tri luoghi de' minori ; e qui occu-
cestella di pesci lasche pescati nel pavansi senza distrazione in salmeg-
"vicino monaci poi do-
rigagnolo: i giaie, in meditare, leggere e lavo-
navano un vase pieno d'olio. Gre- rare, e nei giorni volendo»
festivi
gorio IX amicissimo del santo ,
religiosi predicare andavano nelle
che lo zio Innocenzo III da cardi- chiese parrocchiali,
naie avea dato per primo prò- Avanti di proseguire nei cenni
lettore dell'ordine (il quale fu il storici sui primordi dell' ordine
primo eh' ebbe a protettore un car- francescano ,
parleremo dell' abito
dinaie), solennemente stabilì dipoi de' frati minori. I fondatori degli
la basilica di s. Francesco per capo ordini regolari, studiosi della prò-
,

FRA FRA 53
pria annegazione, sì mostrarono co- Francesco,, e i suoi discepoli, af-
slantemenle alieni dalla novità , e ferma che i frati minori di quei
dalla mollez/.a degli abiti. I primi tempi nel vestire, nella nudità , e
padri della solitudine vestirono l'a- nel disprezzo del mondo erano i
bito comune ai pastori e contadini piìi umili di tutti i regolari. Non
delle montagne: s. Paolo primo usavano né pelli, né abiti di lino,
eremita portò una veste tessuta ed unicamente portavano tonache
di foglie di palma;
s. Antonio ab- di lana cappucciate non avevano :

bate padre dei cenobiti vestiva un né cappe, né mantelli, né cocolle,


cilicio, due pelli di pecora ed un né verun' altra sorta di vesti. I
mantello; s. llarione portava un frati minori nei primordi dell'or-
cilicio, un saio grossolano contadi- dine vestirono dunque una tonaca
nesco, ed un mantello di pelli; e di lana col cappuccio attaccato a
s. Benedetto ricevè da s. Romano guisa degli uomini di campagna
un abito di usarono
pelli. Alcuni dell'Umbria non si deve poi ta-
:

in che si preten-
oltre la melote, cere che l'abito di s. Francesco
de fosse un abito pur di pelle col non fu costante, dappoiché cedette
cappuccio attaccato fatto a guisa più volte quello che indossava
d' elmo. Altri di questi abiti in- quando s' incontrò con poveri, leb-
colti ed ispidi o di pecora o di brosi, o altri che l'avevano peggio
capra ritenevano la lana, o il pelo del suo, e con gioia ne faceva il

attaccato, altri erano rasi. Ai tem- cambio.


pi di s. Macario e di s. Gregorio In Toscana vi sono diverse imma-
usavasi un abito simile alle anti- gini del santo dipinte da IMarga-
che pianete : alcuni se Io chiudeva- ritone d' Arezzo, da Cimabue, e da
no intorno come un sacco, altri Giotto ristoi'atori della pittura nel
lo avevano con le maniche, e lo secolo XIII, le quali hanno il cap-
chiamarono cocolla. Gli antichi be- puccio cucito alla tonaca. Vuoisi
nedettini usarono uno scapolare che il cappuccio di s. Francesco
negro, poco differente da un cap- fosse un quadrato lungo in modo
potto da marinaro; in quei tempi da coprir la faccia: simili cappuc-
era questo l'abito ordinario dei po- ci usavano le truppe dalmatine in

veri e dei contadini. Anche i po- tempi della repubblica veneta, e


o am-
steriori fondatori, riformatori gli portavano attaccati al mantello,

plificatori degli ordini mendicanti invece del bavaro usato al ferra-


abbracciarono l'uso de' primi mae- iuolo degli italiani ;
quando occor-
stri della vita solitaria negli abiti reva tali soldati il ripiegavano e
poveri e villarecci. Il patriarca s. formavano un cappuccetto chiuso,
Francesco ritenne volentieri la for- e cessato il bisogno lo scompone-
ma di quel sacco, di cui fu live- vano, ed il quadrato rimaneva di-
stito dal vescovo d'Assisi, allorché steso sopra le spalle. Siccome i cap-
da eroe rinunziò a suo padie le- pucci di s. Francesco, e de' suoi

redilà che gli spettava. iSi dice che discepoli, custoditi e venerati nei
cja abito contadinesco, che il santo reliquiari d'Assisi, Castrovillari,
poi tagliò, e si adattò alla vita in Guardiagrele ec, sono attaccati ad
forma di croce. Jacopo da Vitria- una piccola cappa o mozzetla si-
co che ammirò e vide iu oriente mile a quella usata dai minori
,

54 FRA FRA
conventuali, sembra potersi dedur- Insino a quando siasi ritenuta
re, che i primi frati minori usas- la forma del cappuccio cucita alla
sero inoltre un altro cappuccio di- tonaca non è si facile a determi-
staccato dalla tonaca, con cui forse narsi. In Udine all'arca del b. O-
in tempo di pioggia preservavano dorico lavorata, nel i33t, si osser-
l'altro cappuccio cucito alla tona- vano alcuni frati minori col cap-
ca, ed alcuno inclina a stimarlo il puccio in capo, ed è cucito alla
capperone, dalla regola francesca- tonaca ridondante in maniera, che
na dichiarato abito dei novizii. INIo- formava una mozzetta. Le costitu-
numenti del secolo XIV rappre- zioni dell'ordine del 1287 e del
sentano i pastori col capperone i3i6 parlano del cappuccio che si
simile al cappuccio de' conventuah. depone e si ripiglia; laonde siri-
Corre opinione tra gli storici fran» leva che i frati minori oltre il cap-
cescani, che Bonaventura essen-
s. puccio cucito alla tonaca usavano
do generale, nel capitolo di Nar- di più il sopraccappuccio : i dome-
bona del 1 260 riformasse il cap- nicani vestiti in cappa portano an-
puccio miuoritico. Vivente il santo cora due cappucci, uno bianco l'al-

il cappuccio cucito era ridondante tro nero. Neil' ordine francescano


intorno al collo, e specialmente sot- sono accadute quelle alterazioni d'a-
to mento, come si vede nell'im-
il bito, che sono succedute pure agli
magine del b. Benedetto d'Arezzo altri ordini religiosi. S. Francesco
suo discepolo, riportata dal fran- portò la veste dei contadini del-
cescano Pietro Ridolfì vescovo di l'Umbria crucis imagìnem praefe-
Senigallia, Appena morto il santo, rentem, dice Bonaventura, lunga
s.

la ridondanza di panno intorno al fino al con le maniche


tallone,
collo s' ingrandì, e lo si vede in strette, ed il cappuccio cucito alla
una immagine scolpita nell'arca di tonaca, che formava un piccolo col-
S.Domenico in Bologna, ed in un' lare sotto il mento ebbe il cap- :

altra figura del p. Francesco mini- perone o sopraccappuccio forse pei


stro di Toscana morto nel 1234. tempi piovosi; così scrivono gli
Tale ingrandimento si aumentò ne- storici de' minori conventuali. Des-

gli anni susseguenti, e si venne a si sostengono che il panno era tes-

formare quella mezzetta, la quale suto rozzamente, ma non eccessiva-


è comune ai minori conventuali mente grosso, mischio di colore,
ed ai minori osservanti , cioè a perchè era tessuta insieme la lana
questi più piccola, ed a quelli piti bianca e nera senza verun artifi-
grande San Bonaventura dunque zio di lavoro : il colore mischio o
prescrisse il cappuccio con la nioz- cenerino fu sempre ritenuto da
zetta, ma non fu obbedito da quelli tutte le Provincie de' religiosi mi-
che preferirono seguire l'anteriore nori conventuali. Dopo la morte
costumanza contro la diversità de-
; del santo il collare del cappuccio
gli abiti de' frati minori, Giovanni si ampliò e divenne una piccola
XXII pubblicò una bolla, i bollan- mezzetta, rotonda sul petto, e di
disti sotto il dì i3 giugno riportano figura angolare dietro le spalle. La
un'immagine de' frati minori col cap- tonaca e le maniche si ampliaro-
puccio senza mezzetta, lavoro del fine no, e dintorno al cordone nel pon-
del li secolo dell'ordine francescano. tificato di Martino IV s'introdus-
FRA FRA 55
se la plica, consistente in una ri- lia gli altri suoi discepoli; riservò
dondanza di panno che copriva il poi per sé la Toscana, e da Pe-
cordone. Ne' secoli susseguenti la rugia la scorse fino a Pescia; e
mozzetta dei cappuccio si aumentò quindi fece ritorno in Assisi. Que-
a poco a poco, onde è giunta al sta spedizione di predicatori evan-
segno de' tempi correnti ; e fu ab- gelici furiguardata come una nuo-
bandonato l'uso del cappuccio cu- va luce venuta dal cielo a dissi-
cito e della plica. Le pitture e le par le dense tenebre che rendeva-
sculture che sono nelle chiese dei no molti torpidi al bene, ed in altri
minori, provano le seguite altera- aveano quasi cancellato dall'animo la
zioni nell'abito. In quanto ai mi- memoria di Dio creatore. La veste
nori osservanti, nello spuntar che povera, la vita rigida, il portamento
fece la loro riforma l'anno 368, i umile, provocò in piìi parti paro-
adottando ruvidezza e meschinità le insolenti e trattamenti ingiurio-
di abito, nella forma non si sco- si; ma la mansuetudine e pazien-
starono dai tempi che allora cor- za eroica con cui soffrivano tutto,
revano. I loro scrittori affermano servi mirabilmente a far più no-
che l'abito conservi la forma e fi- ta, a dar risalto alla sodezza
e
gura dell'abito antico de' frati mi- delle loro virtù, onde anche i cuo-
nori confrontandosi però l'abito
: ri più duri, scossi dal letargo di
degli osservanti, riformati e cap- morte, si posero nel retto sentiero,
puccini con quello de' minori dei e molti abbandonando le vanità
primi secoli, colle sculture e pit- del mondo, si determinarono a se-

ture dei secoli mìnoritici , si può guirli, con inesprimibile compiacen-


vedete in che consista la diversi- za del santo istitutore, cui princi-
tà, e se avvi alterazione nelle ve- palmente era rivolta la generale
sti e nel calzare dalla loro origi- ammirazione. Godendo egli in ve-
ne in poi. La calzatura dei zoccoli der rifiorire la pietà tra i fedeli,
di legno si attribuisce costume al essendo l'Italia troppo angusta al-
de' contadini di Brogliano da loro l'ampiezza di sua carità, lasciando
adottato, e vuoisi che dessa non alla Porziuncula in suo vicario fr.

fosse adoperata dai primi minori. Pietro Cataneo, nel 1 2 1 2 s'imbar-


L'abito non fa il monaco, e per- cò per la Siria per portare agl'in-
ciò la sua esteriore materialità non fedeli la luce della fede, o per co-
reca pregiudizio o giovamento al- gliervi per loro mano la palma
l'essenziale d'un ordine, meno le del martirio. Però Dio dispose che
diversità che passano dal più o un vento spingesse la nave alla
meno incomodo. I fondatori dei spiaggia di Schiavonia. Indi passa-
cappuccini adottarono il cappuccio to in Ancona andò s. Francesco
cucito alla tonaca. Passiamo ora predicando per la Marca, dove ti-
ad accennare l' ampliazione e re- rò al suo seguito molte persone di
golamento dell'ordine de' minori. abilità, secolari ed ecclesiastici. Nei
Ottenuta l'apostolica facoltà di i2i3 scese dall' apennino alla Ro-
predicare ai popoli la penitenza, e magna, e da Bologna s'inoltrò nel-
di dilatare l'ordine, s. Francesco la Lombardia fino al Piemonte; e

verso Bologna inviò Bernardo Quin- passate le alpi e la Provenza, pe-


tavalle, e per diverse parli d'Ita- netrò nelle Spagne. Avea in cuo-
56 FRA FRA
ve di recarsi nell' Africa, ma la bito fondar di nuovo ordini reli-

piovvicleir/a avea riserbato a' suoi giosi (ciò che rinnovò Gicgorio X
figli la gloria di seminar la divina nel concilio di Lione 11), pur non-
parola in quella regione, e di fe- dimeno Innocenzo HI vi fece ap-
condarla col proprio sangue; a que- provare r ordine de' minori al mo-
sto viaggio si fìssa la fondazione do che narra il p. Francesco Lu-

di molti conventi di Spagna e di ca Wadingo negh Annal. Blinor.


Portogallo. Piilornato in Italia ed all'anno I2i5, num. 33; mentre
alla Porziuncula come ordinaria il p. da Latera nel Compendio
sua dimora, indi passando per un della Storta degli ordini regolari,
luogo ove il conte Orlando Cata- capit. IV dell'ordine de' minori,
uei era in feste cavalleresche con dice che la regola fu letta dai pa-
altri suoi pari, s. Francesco disse dri del concilio, e confermata, ma
a quella nobile brigata parole di non ottenne alcuna approvazione
edificazione contro quelle vanità ;
in iscritto; aggiunge che in que-
laonde essendone particolarmente sto incontro s. Francesco conobbe
penetrato il Orlando, parlò
conte in Roma s. Domenico istitutore
al santo, e lo invitò al suo feudo delTordine de' predicatori, e strin-
di Chiusi alle falde di Alvernia o se con esso ima cordiale amicizia
Al verona in Toscana. Vi si recò e fratellanza, che si mantenne tra
s. Francesco, ed allora il conte lo i loro figli; altri riportano a tem-
pregò a fondar in Alvernia un po diverso la conoscenza ilei due
convento, e donandogli quel mon- santi. Dura tuttora in R.oma il pio
te, da nido di assassini ch'era, di- costume, che per la festa di s.

venne abitacolo di servi di Dio. S. Domenico il ministro generale dei


Francesco civilizzò quella selva, ed minori osservanti con alcuni reli-

il capo de'malviventi chiamato Lu- giosi si reca nella chiesa di s. Ma-


po, che conservando il nome si fe- ria sopra IMinerva a celebrarvi so-
ce frate minore, e fu buon religio- lennemente i primi vesperi e la mes-
so, come si legge nella vita di s. sa, e poscia resta co' suoi leligiosi
Francesco, di Chavin de Malan, nel refettorio de'domenicani a pran-
stampata in Parigi nel 1841; si zo con loro, indi celebra pure i

portò poscia nella parte meridio- secondi vesperi; altrettanto prati-


nale della Marca, e da questo viag- casi dal maestro generale dei do-
gio si ripete l'origine di molti con- menicani per la festa di s. Fran-
venti massiuje verso gli apennini, cesco d'Assisi, nella chiesa di s.

nelle diocesi d'Ascoli, Fermo e 31 aria d'Araceli, in segno di scam-


Camerino, come nella valle di Fa- bievole amicizia e fratellanza. Nel-
briano. l'anno seguente l'ito s. Francesco
Frattanto adunatosi nel 12 i5 da s'incamminò verso la Fiancia, ma
Innocenzo 111 il concilio generale arrivato in Firenze dove era lega-
Lateranense IV^, vuoisi che vi si to il cardinal Ugolino Conti nipo-
portasse anche il santo alhne di te d'Innocenzo III, il cardinale lo
far conoscere ai padri ivi raduna- consigliò a rimanersene in Italia a
li,che l'ordine suo era stato cano- difesa de' suoi religiosi ed egli ,

iiiaimente approvato. Il certo si prontamente obbedi. In questa cir-


è che in esso sebbene venne proi- costanza il cardinal legato strinse
FRA FRA 57
col santo quella sincera amicìzia ran)i d'alberi, e coperte di stuoie,
che assicurò all'ordine un autore- fu chiamato il capitolo delle stuo-
Yole protettore e sostegno, dappoi- ie: i bollandisti assegnano per epo-
ché Onorio HI ad istanza del san- ca a questo capitolo l'anno iii'ì.
to lo die in primo protettore dei Il protettore cardinal Ugolino lo
minori, e divenuto Papa col nome presiedette col santo istitutore, che
di Gregorio IX, fu loro munificen- non avendo fatto provvisione per
tissimo. San Francesco gli aveva tanta moltitudine, fu abbondante-
predetta la suprema dignità, giac- mente soccoiso dai popoli circonvi-
che nello scrivergli, più volte ave- cini del necessario. Nel primo capi-
va usato questo indirizzo: Al re- tolo erano stati spediti religiosi per
verendissimo padre e signore, Ugo far le missioni in diverse provincie;
vescovo di tulio il mondo, e pa- nel secondo moderare le
bisognò
dre delle genli. All'anno 121 6 cir- austerità, che aggiungevano
molti
ca si fissa il principio dei romitag- alla regola, la quale però s. Fran-
gi nella valle di Rieti, che sono cesco sostenne contro quelli che
tuttora in venerazione, e ricorda- con malinteso zelo ne bramavano
no ai frati minori la primitiva au- la mitigazione. Il capitolo mandò
sterità dell'istituto. nuovi missionari in Grecia, neh' A-
Affinchè lo spirito dell'istituto, che frica ed in altre parti. S. France-
il santo, come avea predetto, vedeva sco elesse per sé la Siria e l'Egit-
dilatarsi anche per le maravigliose to. Qui va osservato, che bramando
conversioni e strepitosi miracoli da egli che. i suoi religiosi dovessero
Dio operati a sua intercessione, e predicare sempre col permesso degli
propagarsi tra tante genti di varia ordinari, come prescrisse nella re-
indole, mantenesse in tutti uni-
si gola, impetrò da Onorio III delle
forme, appena acquistata la Por- lettere a tutti gli arcivescovi, ve-
ziuncula, stabilì di tenervi due vol- scovi ed abbati, m Ile quali il Papa
te all' anno il capitolo generale, raccomandando s. Francesco e i suoi
nella festa di Pentecoste, e nella religiosi, diceva chiaramente che ave-
dedicazione di s. Michele: la se- vano eletta una vita approvata dalla
conda adunanza non era molto nu- Sede apostolica, e zelanti della salu-
merosa ma alla prima, dagli im-
, te delle anime andavano piedicando
potenti in fuori, tutti erano tenuti il vangelo per diveise provincie. Va
ad intervenirvi. Il primo capitolo pur qui avvertito, come vedendo
generale Io celebrò alla Porziuncu- il santo che a cagione della diffu-
la, come il secondo nel 12 [9; e sione dell'ordine da un solo non
siccome l'istituto erasi prodigiosa- poteva naturalmente reggersi, de-
mente propagato, avendo le popo- terminossi di assumere altri in suo
lazioni a somma ventura il con- aiuto; divise 1' ordine per pro-
correre nella erezione de' conventi vincie, e queste in custodie forma-
per avere i religiosi tra loro, i re- te da un determinato numero di
ligiosi capitolari concorsi al secon- case; a ciascuna provincia assegnò
do capitolo ascesero a cinquemila. il suo superiore, che si disse mi-
Laonde essendo stato nei;essario dar nistro provinciale, il quale ebbe la
loro alloggio nell'aperta campagna facoltà di ammettere all'abito del-
ia varie celle formate di giunchi e l'ordine, e di convocare il capito-
58 FRA FRA
lo nella provincia assegnatagli, pel li. Diede poscia il santo una scorsa
quale fu stabilita la nìeraorata fe- in vari luoghi, e si trattenne uu
sta di s. Michele a' 29 settembre, mese col cardinal Ugolino sull'ere-

che per l' innanzi era fissata per mo di Camaldoli, e poi si restituì

uno dei due capitoli generali ; ad in dove richiamavalo la con-


Assisi

ogni custodia poi volle che presie- sueta adunanza del capitolo gene-
desse un altro superiore subalter- rale alla Pentecoste. Riseppe in es-

no, che si chiamò custode. Per so l'impedimento di propagar l'or-


concordare le diverse opinioni ed dine nella Francia pel decreto del
assertive sul tempo della divisione concilio lateranense contro i nuovi
dell'ordine in provincie, sembra che ordini, e pel sospetto di eresia.

incominciata dopo 1216 siasi


il Tolse il santo sì fatti impedimenti
resa stabile nel detto anno 1219^ con ottenere dal me-
e difficoltà,
Dopo il secondo capitolo, san desimo Onorio HI sotto il 29 mag-
Francesco avendo costituito suo vi- gio lettere apostoliche dirette al

cario generale in Porziuncula fr. clero di quel regno, nelle quali si

Elia di Assisi ma nato al Civiglio, dichiarava la purità della fede dei


si portò in Ancona da dove nell'a- frati minori, e la canonica appro-
gosto salpò per l'Asia, e giunto a vazione dell'ordine. Intanto la pal-

Damiata assediata dai cristiani, pre- ma del martirio che non fu dato
disse loro la vittoria de' saraceni, il cogliere a s. Francesco, perchè Dio
soldano de' quali trattò con molti gli avea stupendo
riserbato altro
riguardi il santo, ma non cedette martirio d'amore, da si ottenne
alle verità da lui predicate: questo cinque suoi figliuoli, Berardo da
soldano vuoisi d'Iconio non d'E- Calvi, Pietro da s. Geminiano, Ac-
gitto. E opinione di molti storici cursio, Adjucto ed Ottone, i qua-
minoritici, ritenuta e cantata in li trionfarono in Marocco della
alcuni versi da Pico della Mirando- maomettana pravità, a' 16 gennaio
la, che dalla Siria s. Francesco sia 1220. Le loro reliquie trasportate
passato nella Palestina a visitare quei nella chiesa di s. Croce di Coim-
sagri luoghi, ed ivi inaugurasse e bra presso i canonici regolari, tra i

mettesse primi principii della pro-


i quali dimorava Fernando di Bu-
vincia dei minori di Terra Santa, glione, risvegliarono in questo pio gio-
su di che è a vedersi il Quaresmio vane la brama di correre la stessa

nella Illn.slratio Terme Sanctae. sorte; per la qual cosa abbandonato il


Svanita a s. Francesco la speranza primo istituto, e cambiato il no-
che nutriva con ardore di poter me di Fernando in quello di An-
soffrire il martirio, si restituì in tonio, entrò giubilante già sacerdo-
Italia, e preso porto alle venete te nell'ordine de'minori. Dipoi nel
spiaggie, si ritirò in un'isola chiama- i4Bt il francescano Sisto IV ap-
la Al deserto, allora padronato della provò il culto immemorabile dei

patriicia funiglia INlichiel o Micheli, da gloriosicinque protomartiri dell'or-


cui ne fu conceduto l'uso ai frati dine minoritico, e pose il loro no-
minori, che vi dimorarono sino al me nel catalogo de' santi.
144*^ circa, nel qual tempo vi si Ritornato s. Francesco in Por-
stabilirono i minori osservanti , ai ziuncula, ove come si disse avea
quali successero ì miDori riforma- lasciato fr. Elia in vicario, a cui
,

FRA FRA 59
nella propria assenza avessero a l'anno seguente s. Francesco pas-
ricorrere nelle bisogna i religiosi, sò nella Toscana pontificia ossia
ed avendo appreso che fr. Elia provincia del Patrimonio con gran
aveva introdotte alcune cose , ten- consolazione di qne' popoli; quin-
denti al rilassamento , e tirato al di per la via di Toscana si portò
suo partito diversi provinciali, che di nuovo a Roma a venerare la
biasimavano la semplicità del fon- tomba del principe degli aposto-
datore, tacciando da imprudente e li, del quale fu sempre divotissimo,
indiscreta l' austerità cui obbligava dove strinse amicizia con Matteo
la regola, annullò le innovazioni, Orsini, al di cui piccolo figlio Gio.
fuori d' un decreto nel quale proi- Gaetano predisse il piolellorato .

bivasi di mangiar la carne, contro dell' ordine ed il pontificato, e fu


lo spirito della medesima regola, Nicolò 111. Da Roma passò a ve-
per non mostrai-e di favorire tal nerare i santuari di s. Benedetto,
cibo, benché sapesse ognuno , che di s. Nicolò e di s. Michele, scor-
egli faceva sette quaresime l'anno, rendo la provincia di Terra di
e che la sua vita era un continuo Lavoro, e le spiaggie di Amalfi,
digiuno. Quindi per meglio ordi- ampliando per tutto l'ordine, sia
nar le cose s. Francesco radunò al- con individui che con nuove case.
la Porziuncula il terzo capitolo ge- Ed eccoci a parlare dell'istituzione
nerale, in cui fu deposto il provin- del secondo ordine, ed all'epoca
ciale di Bologna fr. Giovanni Stra- della fondazione del terzo ordine
chia, e tolto a fr. Elia il vicaria- de' minori, ed alla celebratissima
to generale, ne fu conferito l'uffi- e portentosa concessione dell'indul-
zio a fr. Pietro Cataneo già cano- genza di Porziuncula.
nico d'Assisi, che morì santamen- Dalle esortazioni di s. Francesco
te a' 2 marzo 1221: circa questa dirette a ripurgare dai vizi , e ad
sospensione di fr. Elia, e la poste- appianare ai mortali la via della
riore sua remissione, quanto su evangelica perfezione in quei tem-
tutto ciò che di lui è stato detto pi da pochi battuta , restò ferito
e scritto, bisogna leggere l'opusco- l'animo d' una ragguardevole fan-
lo che ne fece il celebre p. Ireneo ciullaper nome Chiara, figlia di
Affò minore osservante, il quale le Ortolana e di Favorino Scifi facol-
dà a prova per favole. L' opusco- toso e nobile cittadino di Assisi
lo ha questo titolo: P^ita di frate la quale prevenuta da celesti be-
Elia primo ministro generale dei nedizioni vivea tra le domestiche mu-
francescani, Paima presso Giaco- ra qual innocente colomba. Strugge-
mo Blanchon 18 19, edizione secon- "vasi ella di desiderio d'abboccarsi
da. Ciò indusse s. Francesco ad in- col Dio, e questi bene
servo di
timare alla Porziuncula per le Pen- informato dei pregi che la distin-
tecoste altro capitolo, ove elesse di guevano tra le signore, studiava co-
nuovo fr. Elia in vicario generale, me ragionar con Chiara. Non tar-
dopo averne ripreso l' orgoglio a : dò laprovvidenza di porger loro
questo capitolo da Messina venne e l'occasione ed il comodo: nei
Antonio di Lisbona, e gli fu dato fervorosi colloqui s'infiammò Chia-
per soggiorno l'eremo di Monte ra di celeste amore, e risolvè co-
Paolo nel territorio di Forlì. Nel- stantemente di rivolger le spalle al
6u FU A FRA
mondo. Diede esecuzione al santo mero de' santi e beati teiziari.che
proponimento Ja notte dopo la do- ]o Fra primi ad ab-
illuslraiono. i

meiiica delle Palme a' ig marzo bracciarlofurono il b. Lucio di


1212; ed in Poi'ziuncula a pie Cannara ed il b. Lucliesio da Pog-
dell'altare di Maria Vergine si le- gibonzi, terra posta in Valdelsa di-
cise i capelli, e prese le insegne di stretto fiorentino , e vi si ascrisse
penitenza sul fiore più bello degli anche Bona di lui consorte. Lu-
anni, il diciottesimo di sua età. cliesio per l' avanti era un fiero
Per porla in salvo dagli artifizi dei ghibellino, che mercantava ad usu-
mondo, Francesco collocò la ver-
s. ra : erasi già ravveduto quando ,

ginclla Chiara nel monislero delle s'imbattè in s. Francesco, che pro-


monache benedettine di s. Paolo, pose ai due coniugi di ascriversi
e di lì a pochi giorni la trasferì all'ordine dei penitenti; determinò
in quello di s. Angelo del Pauso, un abito conforme a quel ch'essi
dove le si unì Agnese sua sorella, denominavansi, e per loro direzio-
e con questa finalmente passò a ne scrisse la regola che abbiamo
s. Damiano, ed ivi gettò le fonda- dei terziari. Dispensato quindi ai
menta dell' ordine delle signore pò- poveri il rimanente del paliimonio
vere di s. Damiano, poscia dette di male acquisto, si riserbarono i

Clarisse dal ìiome della santa, che nuovi convertiti un orticello pel
in breve si dilatò grandemente, e loro scarso sostentamento. Le nia-
rieriqiì l'Europa di monisteri, in remme furono il teatio
di Siena
cui Ijorirono in virtù e santità in- della carità di Luchesio; e siccome
numerabili monache : dipoi le mo- l'inclemenza dell'aria riempivano
nache Clarisse si trasferirono nel ne' mesi estivi que' paesi di malati,
monistero edificato nel recinto del- al di loro sollievo indirizzavano i

la città presso la chiesa di s. Gior- due penitenti le loro cure; li visi-

gio il
, quale in appresso alla rie- lavano, confortavano, e trasporlan-
difica/ione della chiesa in un a que- doli in aria buona li provvedeva-
sta prese il nome di s. Chiara. Scor- no di medicine. Iddio illustrò i me-
si nove anni incominciamento dall' riti di con miracoli, sì
Lucliesio
dell'ordine delle Clarisse, s. Fran- in vita che in morte. Giace sepol-
resco aprì l'anno 1221 col terzo to in S.Francesco di Poggibonzi,
ordine in Cannara, terra della dio- ed il b. Giegorio X nel layS ap-
ciisi di Assisi, poco distante dalla provò il di lui culto, siccome ab-
Porziuncula mentre predicava in, biamo dal p. Benoffi. Il p. da La-
quel luogo; l'istituì per le perso- tera dice che il b. Lucio da Can-
ne dell'uno e dell'altro sesso, e nara fu il primo ad essere vestito
])er quello stato di cristiana peni- terziario da s. Francesco, come si
fenza , iti cui senza chiudersi nel dirà al § V di questo articolo, ove
chiostro, senza aliacciaisi con soien- si fa in compendio la storia del
ni voti, e senza dividersi intiera- terz' ordine. Solo qui vuoisi aggi un-
mente dal mondo si presenta ad gere , che con questo terzo ordine
ogni genere di persone la pratica del- compì l'opera S.Francesco d'insi-
la perfezione evangelica. Immenso fu iiuare lo spirito della perfezione e-
r utile che alla Chiesa recò il ter- vangelica in tutti gli ordini della
zo ordine, come grande fu il nu- umana società; popolarizzò le mas-
,

FRA FRA 6t
sime della vita cristiana e della , la santità di vita e dello splendore

stupenda riforma ch'egli induceva di dottrina, dai chiostri de'canoni-


nei costumi della cristianità. ci regolari portala negli eremi dei
L' istituzione
secondo e del del minori dal portoghese fr. Antonio
terzo ordine fu intrammezzata da di Buglione, e giunta alle orecchie
un beneficio perenne che Dio p<:i di s. Francesco, egli non ricusò di

meriti di s. Francesco si degnò di- alììdare alle mani di fr. Antonio la


spensare a bene comune ed è la ;
chiave di una porta gelosa, per cui
rinomata indulgenza de'la Porzitin- entrar poteva il dissipamento dello
ciila, delta ancora il Perdono di As- spirito, e la tiepidezza, ma con al-
sisi. Mentre il santo una notte do- cune condizioni. Accordò a fr. An-
po metà di liiglio, altri dicono
la tonio la lezione della teologia in
nel mese di ottobre, correndo l'an- maniera , che non si spegnesse lo
no 1216, altri dicono il 1222, ed spirito d'orazione, ciò che fu esat-
altri ancora il 1228 come porta la tamente osservato. Ecco la lettera

cronaca niss. di Grimaldi, orava che s. Francesco scrisse perciò a


con insolito fervore nella santa chie- s. Antonio. " diarissimo meo fra-

suola di Porziuncula ottenne da ,


» tri Antonio, frater Franciscus in
Gesù Cristo medesimo la famosa >y Chrislosalutem. Placet mihi, quod
indulgenza plenaria in discorso ,
» sanctae theologiae litleras fratri-
confermata per ordine dello slesso » bus intcrpieteris ; ita tamen, ut
Redentore dal Pontefice Onorio 111, » ncque in te^ ncque in caeteris
che la fissò per il secondo giorno » (quod vehementer cupio) es-lin-
di agosto , in cui cade la dedica- » guatur sanetae orationis spiritus

zione di quella chiesa , e di poi » juxta regulam, quani profitemur.


stesa dai successori a tutte le chie- « Vale ". Fr. Antonio quanto era
se dell'ordine francescano. La sto- digiuno delle scienze apprezzate dal
ria di questa indidgenza, e di tut- mondo lauto era profondo nella
,

to ciò che la riguarda, si tratta al- mistica teologia. La prima scuola


l'articolo Porziiinrula ( F^edi). Nel- teologica di Bologna, ove Anto- fr.

l'anno 122 3 si rifeiisce l'incomin- nio iliè ebbe quasi


le sue lezioni ,

ciamento degli studi tra i minori. Il gemella altra scuola ragguardevole


santo nel fondar l'ordine amò di in Inghilterra, ove nel 12 19 erano
aprire un' accademia di evangelica entrati fr. Agnello da Pisa con no-
perfezione , senza punto curarsi di ve compagni spediti da s. France-
collegai la con l' applicazione alle sco , e sotto la protezione del re
scienze. 11 mentovato fr. Giovanni Enrico IH ampliarono l'ordine mi-
Stiacchia ministro provinciale, verso nori lieo.
r anno 1220 aveva aperto uno stu- Alla regola nei capitoli generali
dio teologico in Bologna nel con- si erano fatte diverse aggiunte a ,

vento suburbano di s. Maria della seconda dei bisogni che si andava-


Faglinola, con quell'autorità che no sviluppando in proporzione del-
pensò derivare dalla sua carica ,
l' ingrandimento dell'ordine, e del-
senza chiedere licenza al santo fon- la moltiplicazione de' frali ; i passi

datore che in passando da quelle


, poi frequenti della sagra Scrittura

parti volle che si chiudesse. Di là ivi addotti la rendevano molto lun-


a non molto si sparse la fama del- sa e meno chiara. All'avviso che
6i FRA FRA
da Dio n'ebbe il santo, subito ap- l'ordine, con indulgenza plenaria a
plicossi a farne un ristretto, e trat- tutti quelli che rinnovano in tal
tatone co' suoi religiosi nel capito- dì la loro religiosa professione.
lo generale con
della Pentecoste , Contiene questa regola venticin-
due compagni fr. Leone e fv. Ko- , que precetti obbligatorii , secondo
fiizo da Bologna, si ritirò in Fon- le dichiarazioni di molti Papi, le
te Colombo vicino a Rieti nel 12 7.3, coscienze dei frati, de' quali i par-
ed digiunando in pane ed ac-
ivi ticolari, eche riguardano tutti, so-
qua, e pregando fervorosamente per no, che ubbidiscano al sommo Pon-
quaranta giorni, riordinò la sua re- tefice ed alla Chiesa romana, che
gola in dodici capitoli , e la fece riconoscano sempre per ministro
scrivere nella maniera clie il divi- generale un frate dell'ordine, e non
no spirito gli suggeriva allorché possano uscir da questo dopo aver-
stava in orazione. Disceso giù dal vi fatta che non ab-
la professione;
monte la diede a conservare al suo biano più di due tonache e che ,

vicario fr. Elia , il quale dopo po- queste siano di panno vile; che
chi giorni disse, che per inavver- non portino ne calze, né scarpe, e
tenza l'avea perduta ; laonde il san- che non cavalchino senza necessità;
to di nuovo fatto ritorno alla pri- che non ricevino denari , o pecu-
miera solitudine, subito ne fece scri- nia in alcun modo; che digiunino
vere un'altra simile alla prima, co- dalla festa di tutti i santi fino a
me se Dio glie l'avesse dettata: così Natale, ed in tutti venerdì del- i

racconta Bonaventura.
il fatto s. l'anno; che i chierici recitino il di-
Tornato comunicatala
in Assisi, e vino ufiizio secondo il rito della
a'suoi frati, non aveano ragione di santa romana Chiesa, ed i frati lai-
ricusarla neppure i meno fervoro- ci dicano ventiquattro Pater noster

si, perchè non vi era aggiunta al- per il mattutino, cinque per le lau-
cuna notabile austerità; aveane mi- di, dieci per il vespero, e sette per

tigate alcune, ed altre affatto tolte. ciascuna delle altre ore canoniche;
Prese quindi cammino alla
il vol- e che non si approprino cosa al-
ta di Roma, ed a nome suo, e di cuna, ne casa, né luogo, né altro,
tutti, s. Francesco umiliò la nuova ma vadano confidentemente per la
regola al Papa Onorio III, il qua- limosina. A differenza degli altri
le esaminatola l'approvò in forma ordini regolari , volle s. Francesco
speciale con bolla de' 29 novembre che il suo, in vigore della propria
J223, che originale si custodisce regola, e sotto grave precetto, non
tra le reliquie della basilica d' As- possedesse cosa alcuna né in par-
sisi; e nel tempo stesso a richiesta ticolare , né in comune ma che ,

del santo il Pontefice affidò la pro- tutti i professi del medesimo vives-
tezione dell'ordine al cardinal Ugo- sero di sole mendicate limosine, e
lino, che sino allora l'aveva eser- che queste e non altro fossero in
citata per sola sua benevola degna- perpetuo tutto il loro patrimonio
zione. In rendimento di grazie a e porzione, come espressamente di-
Dio, ed in perpetua memoria del ce e comanda nel sesto capitolo
benefizio segnalato, il giorno 29 di della stessa regola. La conferma
novembre l'ordine francescano ce- della regola fatta con diploma apo-
lebra la festa di tutti i santi del- stolico aprì la via allo stabilimen-
FRA FRA 63
lo dell'ordine nella Germania ed bino, la quale vuoisi lavorata da
Ungheria; dappoiché i frati spedi- un laico osservante in Gerusalem-
ti prima in quei regni si temeva me. Ivi resta esposto in un prese-
dagli abitanti che fossero infetti di pio, che si erige in una cappella
eresia , e furono perciò s\ mal ri- posta presso l'ingresso della chie-
cevuti, che il minimo travaglio in sa, a tutta la festa dell' Epi-
fino
alcuni paesi sofferto fu V esserne fania. Essendo questo simulacro in

cacciati fuora. Ma si cambiò la sor- grandissima venerazione, non solo


te nel ritornarvi con in mano il con fervore è visitato da' fedeli mas-
diploma apostolico di Onorio III, sime infermi, e dalle donne incin-
a cui si unirono le commendatizie te, ma si porta dai malati che fan-
del cardinal protettore e di altri no temere di loro esistenza, per-
personaggi ^ con amorevolezza
e chè somma è in Roma la divozio-
grande fu permesso loro di pian- ne al santo Bambino. Esso è tut-
tar conventi. to adorno di pietre preziose, come
Da Roma passò il santo nella smeraldi, zaffiri, topazi, amatiste,
valle di Rieti, e si ritirò nel luo- brillanti, rubini, diamanti, ed altri
go di Grecio a prepararsi alla vi- ornamenU; il tutto offerto dalla
cina solennità del Natale. Divo- pietà de' fedeli. Il p. Casimiro da
tissimo del mistero, egli fu che in R.oma dell'ordine de' minori, nelle
questa occasione introdusse la pia erudite Memorie istoriche della
costumanza di fare il Presepio [Fe- chiesa e convento di s. Maria in
di), che molte chiese di francesca- Araceli di Roma, parlando a pag.
ni tuttora fanno, ed in Roma so- i68 e 169 di questa statuetta, di-
no celebri quelli delle chiese di s. ce che in una cappelletta contigua
Maria d'Araceli, e di s, France- alla sagrestia con venerazione si
sco a Ripa. Nella messa della mez- custodisce, e che in quanto alla
za notte cantò il vangelo e predi- sua esistenza essa risale ai primi
cò, e pio ed illustre personaggio anni del secolo XVII, facendone
ivi presente riferì aver veduto, che menzione gli atti della visita apo-
Gesù dimostrar volendo quanto si stolica de' 16 novembre 1629, con
compiacesse della semplicità del suo queste parole: Imago Christi, quae
servo, apparve sotto sembianze di in die Nativitalis popnlo oslendilur.
vezzoso bambino in atto di dor- Simone Ruggieri nel diario dell'an-
mire nel presepio, che il santo, no santo i65o ne tratta come di
presolo tra le braccia ,
parca che cesa già molto nota, scrivendo sot-
volesse svegliare. Quel sito si cam- to la vigilia di Natale, che nella
biò poi in una cappellelta con un chiesa di Araceli a mattutino (co-
altare nel luogo stesso dell'appari- sì costumossi sino al principio del
zione: il piccolo santuario di Gre- secolo XVIII, in cui si cominciò
cio è posseduto in oggi dai mino- ad esporlo al vangelo della terza
ri riformati. Nella detta chiesa di messa), fu esposto nel presepio il

Araceli, mentre si canta il vange- Bambino miracoloso; e che nel d'i

lo della terza messa nella notte dell'Epifania circa le ore 23 e


di Natale, si espone alla pubblica mezza si fece la solita processione
venerazione una statuetta di legno del Bambino. Finalmente il p. Giu-
d'olivo, rappresentante Gesù bam- seppe Antonio Patrignani parla del-
64 FRA FRA
la statuetla a pag. 29 del libro ti a portar la croce di Cristo. Ri-
intitolato: Piccolo santuario di al- mirando il divin Picdentore con
cune ininiagini miracolose j ed in una occhio di compiacenza i meriti lu-
ruemoriadell'aichiviod'Araceli scrit- minosi del zelante suo servo, vol-
ta nel 1647, si legge quanto qui le renderlo singolare con una non
riportiamo. >• Ad hoc Aracoeli sa- più udita dimostrazione di amore.
> celium a feste Nativitatis Domini Sulle cime Apennino, da quel-
dell'
> usque ad festum Epiplianiae ma- la parte chela Toscanasepara
' gna populi fVequentia in visi tur dalla Romagna, fino dal 121 3 ave-
' et colitur in praesepioChrisli na- va il santo ottenuto da Orlando Cata-
' ti infantuli simulacrum ex oleae nei dei conti di Chiusi in Casentino,
» ligno apud montem Olivarum come si disse, il monte della Verna o
» Hierosolymis a quodam devoto Alveigna, poco discosto dall'eremo
> minorità scuiptum eo animo, ut di Camaldoli, tra i diversi orrori
> ad hoc festum celebrandum de- del quale erasi più volte ritirato a
portaretur. De quo in primis pascer lo spirito di soavissima con-
hoc accidit, quod deficiente co- templazione. Da Assisi vi salì verso
lore inter barbaias gentes ad ple- il fine di agosto a digiunar una delle
uam infantuli figurationem et sue quaresime, quella cioè che pre-
formam, devotus et anxius arti- metteva alla festa dell' arcangelo s.
feXj professione laicLis ,
precibus I\lichele. Una mattina pertanto in-
et oralionibus impetravit, ut sa- torno alla festa dell Esaltazione del-
ciuni simulacrum divinitus car- la s. Croce, mentre acceso più del
neo colore per unctum reperi- solito il suo bel fuoco di carità,
retur. Cumque navi Italiam ve- meditava la passione del Signore,
neretur, facto naufragio apnd vide calar dal cielo all'improvviso
Tusciae oras, simulacri capsa Li- Gesù Cristo in sembianza di sera-
burnum appulit. Ex quo, re co- fino crocefisso, con sei ale raggian-
gnita, expectabatur enim a fia- ti e belle, che avvicinatoglisi con
tribus, jam
et fama illius ex rapidissimo volo, dopo un segreto
Hierosolymis ad nostras familiae colloquio, fece nelle di lui mani,
partes advenerat, ad destinatam nei piedi, e nel costato un'impres-
sibi Capituli sedem devenit. Fer- sione, come se si fosse battuto eoa
tur etiara, quod aliquando ex un sigillo sopra cera ammorbidita;
nimia devotione a quodam de- e tosto vide formarsi nelle mani,
vota foemina sublatum ad suas e nei piedi , coi nervi , chiodi ne-
aedes miraculose remeaveiit. Qiia- ri e duri, che corrispondendo alla
propter in maxima veneratione parte opposta aveano le punte rivol-
semper est habitum a romanis ci- tate ed internale nella carne, come
vibus, et universo populo dona- un chiodo ribattuto; nel costato poi
tum monilibus, et jocalibus pre- si formò una piaga aperta roton-
tiosis, liberalioribusque in dies da e colorita pari ad una rosa, la
prosequitur oblationibus ". quale tramandava sangue, e ne in-
Nel 1224 s. Francesco tornò a zuppava la tonaca e le mutande.
scorrere l'Umbria e la Romagna Si era dolcemente lagnato France-
per visitare i fondar
suoi figliuoli, sco col suo Signore, che portatosi
nuovi conventi, ed incoraggir tut- tra i barbari gli avessero questi
FRA FRA 65
riservata la vila, quando ad esso scomunica a chi le negasse. San
non l'aveario perdonata; ma nell'im- Bonaventura nella leggenda di s.
pressione delle stimmate si degnò Francesco descrive 1' impressione
di far patire al suo servo, senza delle stimmate con molta unzione.
incontrar la morte, i tormenti stes- Nicolò IH approvò la sentenza di
si da lui sofferti, e di farglieli sof- Gregorio IX; Benedetto XI auto-
frir per le sue mani ; onde lo re- lizzò l'ecclesiastica commemorazio-
se una delle più belle e più fede- ne del sorprendente prodigio; ed il
li copie del divino originale. Ben capitolo generale di Cahors del i33'j
istruito 1 illustre martire di carità incaricò il ministro generale Gerardo
a non palesare divini misteii del i Oddoni a comporne l'uffizio. Sisto V
re celeste, nei due anni che soprav- ripose l'elogio delle stimmate di s.

visse all'impressione delle stinuna- Pi-ancesco nel martirologio roma-


le, fece ogni studio di tenerle oc- no; Paolo V alle preghiere di Fi-
culte,né permise il vederle, che ad lippo 111 re di Spagna ordinò che
alcuni pochi Ira i confidenti, che se ne celebrasse la festa dalla Chie-
lo aiutavano nell'infermità. Ala l'ope- sa universale , e Clemente XIV
ra stessa stupenda e nuova si fe- l'innalzò al rito doppio. Nella chie-
ce conoscere coi miracoli, e rima- sa dell' Arciconfraternila delle stim-
sta nel cadavere del dopo santo mate {^Vedi) Roma si venera in
di
la sua morte, la venerarono quan- un'ampolla sangue uscito dalle
il

ti l'accompagnarono alla sepoltura. stimmate, che il duca d'Acquaspar-


L'ordine francescano per istemma ta ebbe in dono dal convento del
adottò poi le braccia di s, Fran- francescani di Castelvecchio inAbruz-
cesco in forma di croce, colle ma- zo sul fine del secolo XVI, ed ei
m traforate nelle palme, e in mez- donollo a quel ragguardevole soda-
zo il salutifero trofeo della croce. lizio. Altro vasetto di sangue fre-
Dall' aver poi Gesù Cristo sotto le sco e rosseggiante uscito dalle stim-
forme di serafino impresse le stim- mate del santo, si conserva nella
mate a s. Francesco, derivò a que- chiesa de' minori conventuali d'A-
sto la denominazione di Serafico, scoli nel Piceno. Altra porzione del
che si estese al suo ordine, e per- medesimo è nel santuario di s. An-
sino alla città d'Assisi, che gli die tonio in Padova; ed altre particelle
i natali, che fu da lui santificala con in diverse chiese dell' ordine. Nel
tante memorande azioni, e che pos- sito ove il santo ricevè le stimma-
siede il venerando suo corpo. te, l'illustre conte Simone, figlio del
I Pontefici Gregorio IX, con la conte Guido Palatino di Toscana
costituzione Confessor Domìni, da- signore di Poppi e Battifolle, fece
ta in Viterbo a' 3 i marzo ii3'j ,
fabbricare un divoto oratorio nel
Bull. Roin. toni. Il), par. I, pag. 1264, consagrato da Piinaldo arci-
241; ed Alessandro IV, colla bol- vescovo di Ravenna nel i3io: ed
laBenigna operatio, data in Ana- essendovi stato eretto un altare nuo-
gni a' 29 ottobre 17.5^, loco cita- vo. Angelo Feducci da Bibbiena
to, pag. 368, certificarono le stim- francescano e vescovo di Pesaro, il

mate di s. Francesco nelle loro consagrò nel iSyS. Dalla dimora


bolle col piescriverne la celebrazio- di s. Francesco, dal miracolo stu-
ne della memoria, e fulminando pendo e maraviglioso delle sue
VOI. xxvr. 5
6G FRA FRA
slitnmatCj e dal soggiorno di mol- tonaca simile, e la mal lina prima
li santi e beati dell'ordine minori- che il santo partisse gliela presen-
tico leso celebre il monte della tò,pregandolo a mantenere la pro-
Veinn, si annovera meritamente tra messa fatta nella sera precedente.
1 più divoti santuari d'Italia. Fino San Francesco accettò la nuova
dai tempi di s. Lonavenliira il me- veste e diede la vecchia per ricor-
desimo monte era stato benedetto do al conte, soggiungendo però, non

dai vescovi di Arezzo, di Firenze, di molto questo ricordo mio rimarrà


Fiesole, Perugia, Urbino, Assisi, e nella vostra famiglia, ma il Signo-
Nel i348 Tarla-
Città di Castello. re da me piegato a darvi una per-
to conte di Cbiusi e Pietraniala petua memoria di mia persona, mi
gettar fece solennemente le fonda- ha concesso, che per voi, e per
menta della chiesa maggiore del tutti i discendenti maschi di vostra
monte. L'ordine godè il possesso famiglia, tre giorni prima della lo-
della Verna dal 2 3 sino all'anno
i i ro morte, siano avvisati coll'appa-
143 1, in cui Papa Eugenio IV volle rizione di tre fiaccole celesti. In
che dai conventuali fosse dato esclu- fatti nel i 5oo, in occasione di una
sivamente aeli osservanti. Questi lo guerra, fu preso dai fiorentini il

ritennero lino al pontificato di Ur- castello di INIonteauto, indi sman-


bano \11I, ed allora agli osservan- tellato e bruciato, e nel saccheg-
ti successero i minori riformati. San gio fu presa la tonaca di s. Fran-
Antonino nella Cronaca part. 3, lit. cesco, e portata in Firenze nella
24, cap. 7, § 4> dice che s. Fran- chiesa d'Ognissanti, de'ieli'ziosi mi-
cesco ricevette nel suo corpo l'im- nori osservanti, ove tuttora tale i"e-

pressione delle sagre stimmate ad liquia gelosamente e dlvufamente


regulue el plenariat indulgenliae si conserva, giacché questa veste
confìimationem. fu quella che s. Francesco indos-
A uolsi qui notai e, che 1' anno in sava quando ricevette le sagre stim-
cui s. Francesco ricevè le stimma- mate. L'apparizione delle fiaccole
te nel sagro monte dell' Alvernia, poi per lo più accade nel castello
mentre tornava ad Assisi si fermò di Montauto e qualche volta al-,

secondo il suo solito nel castello di trove nella camera dell'infermo.


jMoutauto dal conte Alberto Bar- Da alcuni processi fatti dai vescovi
bolani suo tenero amicOj e gli dis- d'Arezzo su questa prodigiosa ap-
se che quella era l'ultima volta, parizione delle fiaccole nel castel-
che si vedevano, poiché non sareb- lo, venne più volte confermata la

be più ritornato ali Alvernia. Dis- predizione del santo: inoltre dai
piacque al pio conte tale notizia, e medesimi risulta, che si vedono ve-
e per conforto chiese al sauto uu nire dalla parte del sagro monte,
ricordo, quale essendo il patriarca e giiano intorno al castello per
della povertà gli disse non avere aria, finché si sieao fatte cono-
altio che la tonaca, e che qualo- scere per il segno della morte di
ra altra gliene avesse data, ben vo- alcuno della famiglia suddetta, e
lentieri avrebbegli ceduta quella quindi partono verso Assisi disper-
che portava. Allora il conte spedi dendosi.
subito alla città di Borgo s. Sepol- Dopo r impressione delle sagre
cro a far provvedere un sacco o stimmate il santo visse stenlatameu-
FRA FRA 67
te due anni, macerato dagli strazi suo, non che pace ed alla co-alla
fàtti al suo corpo, illanguidito dai stanza e attaccamento alla fede
,

digiuni, e senza (orza per la copia della Chiesa romana, ed all'amor


di sangue, che tramandava la f'e- di Dio. Raccomandò ai religiosi an-
rita laterale j e divenuto quasi af- che il luogo della Porziuncula, da
fatto cieco per le lagrime sparse lui amato al dir di s. Bonaventura
or nel meditare la passione di Gè- sopra tutti gli altri luoghi del mon-
sù Cristo, or nel ponderare le gra- do. Benedisse con le braccia incro-
vissime colpe degli uomini. Nulla- ciate a somiglianza di Giacobbe,
dimeno ed infermo qual
spossato paternamente tutti i suoi figli ivi
egli era, cavalcando un giumento presenti, gli assenti, e quelli che
andò scorrendo per la valle di Rie- in avvenire si sarebbono ascritti
ti, penetrò nell'Abruzzo, e si resti- all'ordine minoritico. Indi si fece
tui neir Umbria ; passò poi in To- leggere la passione del Signore co-
scana, edil sesto mese prima del- m' è scritta nel vangelo di s. Gio-
ia morte trova vasi in Siena
sua ,
vanni : Ante cliem feslum Paschae^
segnando i passi del suo viaggio avendo ricevuti con fervore i sa-
con le prediche, co' miracoli, e più gramenti Chiesa; e mentre
della
coi virtuosi esempi. Ma aggravatisi recitava salmo i4i, al versetto:
il

sempre più i malori, fece ritorno Me expectant jusd donec rclribuas


alla patria accollo dai cittadini con mihi ^ felicemente l'anima volò al
giubilo sommo , e fu albergato cielo, ai 4 di ottobre, in giorno di
neir episco|)io, perchè avesse mag- sabato, d;.'l 1226, nell'età d'anni
gior comodo a curarsi. Conoscendo quarantacinque, dopo Icore venti-
avvicinarsi il termine di sua vita quattro.
mortale, si fece condurre al con- 11 corpo comparve in quel mo-

vento della Porziuncula, per mori- mento delicato, teueio e di bel co-
re presso s. Maria degli Angeli in lore, cambiando cosi l'anteriore te-
seno alla Vergine vicino a quel , tro, in un alla durezza della carne,
medesimo luogo, dove appresa avea e divenendo per le sagre stimma-
la vita apostolica , e come scrive te vera e perfetta immagine del
s. Bonaventura, nel sito ove aveva Redentore crocifìsso. Tutti gli abi-
ricevuto lo spirito di grazia, e da- tanti di Assisi corsero alla Porziun-
to accrescimento all' ordine suo. cula per vedere e baciar quel cor-
Giunto colà volle essere posto nu- pò, e le maravigliose stimmate,
do sul pavimento della cella, ed il passandosi la notte in cantar lodi
p, guardiano avendolo pregato di al Signore. Fatto giorno, la turba
ricevere per carila una vecchia to- in coulrassegno di gaudio e di
naca, umilmente l'accettò con pat- trionfo, prese in mano rami d'al-
to di esserne spogliato negli ultimi beri, e lumi, ed accompagnò il pre-
estremi, per morire poverissimo e zioso tesoro con inni e cantici alla
nudo come il suo Redentore. Quin- chiesa di s. Giorgio dentro la cit-
di ai dolenti che gli facevano
figli là, dove onorevolmente fu seppel-
corona lasciò 1' ultimo suo testa- lito ; se non che passando per quel-
mento, eh' è una tenerissima esor- la di S.Damiano, veder volle e
tazione alla povertà che tornò a
, baciar que' beati segni anche la
ripetere essere la base deli' ordine vergine s, Chiara colle sue religio-
,

G8 FRA FRA.
se. In quanto alla disputa nata Ira che altri dissero di Civita Castella-
i francescani , che il corpo di s. na : però il lodato p. Affò, a pag.
Francesco sia stato aperto, e giu- 29 e seg. della vita di frate Elia,
sta il suo ordine tratto il cuore dice che questi governò l'ordine
co' precordi venisse riposto in Por- dopo la morte di s. Francesco, e
ziuncula nella chiesuola , o nella sino alla canonica elezione del bea-
cella dove morì poi convertita in ,
to Parenti. medesimo anno
]Nel

cappelletfa, ne trattano particolar- 1227 palma del marti-


colsero la

mente gli scrittori dell' ordine, che rio sette frati minori, Daniele, An-
lungo sarebbe il riportarne le di- gelo, Samuele, Donolo, Leone, Ugo-
vergenti testimonianze. Alla lettu- lino e Nicolò, a' io ottobre in Ceu-
ra dei medesimi rimettiamo l'altra ta nella Mauritiana Tingila nell'A-
questione sul giorno ed anno e , frica. Dipoi il Papa Leone X ap-
mortuale di s. Francesco. Qui ri- provò ed ampliò il loro cullo, con
porteremo la tanto nota benedizio- la concessione dell'uffizio e messa a

ne di s. Francesco con la quale ,


loro onore, e s'accrebbe sempre più.

benediceva fedeli, e benedisse fr.


i r ardore delle missioni nell' ordine
Leone suo compagno travagliato de' minori appresso gli infedeli.

dalle tentazioni, ed è stato speri- L'anno seguente 228 segna un'e- i

mentalo che riceve molte grazie poca ben felice e. distinta nei fasti
da Dio chi la porta in dosso con minoritici, per essere stato ammes-
viva fede : eccone le parole tradot- so nel catalogo de' santi il serafico
te dal latino. // Signore ti guardi padie , e per la fondazione della
e benedica , e volli sua facciala basilica destinata a custodire il di
verso di le. +tf II Signore abbia di lui prezioso corpo. Appena ammes-
te misericordia , e ti dia pace. -^ sa l'anima di Francesco alla com-
Il Signore a le N. dia la sua san- pagnia dei beati comprensori , co-
ta -t^ benedizione. Amen. L'origi- minciò subito a risplendere con istre-

nale di questa benedizkine si con- pitosi miracoli, dei quali arrivala


serva nella basilica di s. Francesco la fama a cognizione di Gregorio
in Assisi , ed ad ap- i fi ancescani IX, volle che sene facesse un esa-
pagare la divozione de' fedeli ne me giuridico da più vescovi del-
dispensano copie stampate coll'effi- l' Umbria, e riconosciuti per opere
gie del santo. Seppellito con gli superiori alle forze naturali , deli-

onori di uomo santo il glorioso berò di venire alla di lui canoniz-


corpo del serafico patriarca, fr. Elia zazione, come si legge nella bolla
capo dell'ordine, col carattere di 31 ira circa nos , data in Perugia
vicario significò la di lui morte con nel luglio, Bull. Roni. tom. HI,
una divota enciclica a tutte le pro- par. I , pag. 256. Era egli allora
vincie, e chiamò i frati a capitolo, in Perugia , da dove si portò in
che nell'anno seguente nella Pen- Assisi accompagnato dai cardinali
tecoste fu tenuto in Pcrziuncula e prelati, in una parola dalla cu-
presiedendolo Gregorio IX, ove fu ria romana, e da numerosa signo-
eletto primo generale dopo la mor- ria. La chiesa di s. Giorgio, poi
te di Francesco , fr. Elia come
s. delle Clarisse, depositaria del sagro
sostengono alcuni, o il b. Giovan- pegno, fu destinata alla solenne fun-
ni Parenti toscano o di Firenze, e zione, ed a' 16 luglio, vale a dire
,

FRA FRA 69
diecinove mesi e dodici giorni do- architetto , che avesse
V Italia in
po la di lui morte, portatosi il Pa- que' tempi a dirigere la gran fab-
pa con solenne treno alla delta brica disegnata a due ordini. Il sito
chiesa, ivi pronunziò dal trono un fu ceduto in dono parte da Simo-
onorevole elogio Francesco e di , ne Puzzarelli , parte da Monaldo
propose per tema quasi stella ma- : Leonardi cittadino d'Assisi ; e quei
tutina ili medio nebulae , et quasi tanti travertini collocati con tal

luna piena eie. , del capo 5o del- simmetria che formano un misto
,

l' Ecclesiastico. Quindi letti e pub- d'orrido, di magnifico e di di voto,


blicati i miracoli, ad alta voce il furono scavati dai beni di Ufre-
Pontefice bagnato di lagrime di- d uccio Sangroni. Concorsero alla
chiarò, che il servo di Dio France- spesa la munificenza di Gregorio IX
sco avesse a venerarsi come gli al- e la pietà de' fedeli eccitati dalla
tri santi. Disceso quindi dal trono fama di santità e miracoli del se-
andò divoto a baciar l'urna che rafico patriarca , dalle indulgenze
racchiudeva il santo corpo, e dopo che dispensò il Pontefice colla bol-
resogli il culto che si deve ai san- la de' 29 aprile Recole nles ^ a chi

ti , celebrò messa solenne. Questa concorreva a quell' opera e dai ,

funzione fu distinta da due singo- buon odore di Gesù Cristo, che


larità : la prima che fu fatta la ca- d'ogni intorno spandeano i di lui
nonizzazione nella chiesa stessa do- buoni figli. Affinchè poi la basilica

ve riposava il dichiarato santo, caso fosse privilegiata sino dal suo na-
sinora imico ; la seconda che fu ac- scere, il giorno dopo, che fu a' 3o
compagnata per la prima volta dal- aprile, con altra bolla Gregorio IX
la celebrazione della santa messa la dichiarò di speciale proprietà e
che poi è passata in uso nelle ca- diritto della Sede apostolica.
nonizzazioni posteriori. Nel seguen- Nel breve giro di mesi ventidue
te giorno 17 luglio, il medesimo e dieci giorni, dalla incomparabile
Gregorio IX, con quell'apparecchio attenzione di fr. Elia ridotto a ter-
e solennità, che sono prescritte dai mine il tempio inferiore destinato
sagri riti,convengono alla mae-
e si al riposo della sagra spoglia di s.

stà pontifìcia, pose la prima pietra Francesco, se ne fece la solenne


della basilica, che volle egli, innal- traslazione. Al ministro generale
zata coi nome e ad onore del no- fr. Giovanni Parenti , e ad altri
vello santo. Abbiamo dalla tradi- distinti religiosi commise il Papa
zione, che l'umile s. Francesco so- di rappresentare la sua persona, ed
lesse che il suo corpo fosse
dire aprì il tesoro delle indulgenze, per
seppellito nel luogo ove usa vasi da- invitare il popolo ad intervenire
re la morte ai malfattori , che no- alla solennità. Piìi di duemila fra-
minavasi Colle d'inferno, posto sul ti si radunarono in Assisi, oltre il

dorso del colle, fuori delle mura concorso d'un popolo immenso,
della città d'Assisi, e che per se- pieno di fervoroso desiderio di ve-
condare la di lui volontà, fu sta- nerare e vedere il corpo di un
bilito d'innalzare ivi la basilica a santo, onorato in vita da Dio coi
di lui memoria. Alla sontuosa ira- ciiK{ue visibili segni della nostra
presa ebbe l'incarico di presiedere redenzione, e glorificato dopo mor-
fr. Elia , e fu prescelto il migliore te con sorprendenti miracoli. luca-
70 FRA FRA
pace a somministrare l'allier-
la città di Coi'pi san-
rapirlo. All'articolo
go a tanta genie, questa si accomodò ti (Pedi) abbiamo indicato gli ar-
alla aperta campagna sotto le ten- ticoli ove parliamo de' corpi san-
de. Si levò il sagro corpo dalla tie reliquie rubate. Quindi non de-
chiesa di s. Giorgio , e si prese il ve recare meraviglia, se nell'agita-
cammino verso la basilica con di- zione di tumular sollecitamente il
vota e maestosa processione , la sagro corpo, o chiuderne pronta-
quale l'iempì tutti di spirituale le- mente lo scavo, si tralasciò di scol-
tizia
5 che Dio si degnò accrescere pir nell'arca l'iscrizione di quanto
con molti miracoli. J\el fine della conteneva. Dal sin qui detto non
sagra funzione il malcontento suc- sembia in tutto veridico quanto il
cesse all'allegrezza, perchè il pode- Novaes dice nel lom. XIII, pag. 33
stà e capi del popolo d'Assisi giudi- delle Vite, de' Pontefici. Egli n^u'-
carono cautela di violentemente ra- ra, che corpo restò dopo
il sagro
pire il sagro pegno, e da sé stessi morto per qualche tempo alla vi-
tomba;
lo chiusero nella ma aven- sta de' fedeli in piedi , cogli oc-
do Gregorio IX reputato ciò teme- chi aperti, e colle stimmate gron-
rità ,
gli scrisse con risentimento^ danti di sangue fresco, cioè dopo
e volle da loro soddisfazione. Per che Gregorio IX nel canonizzarlo
le scoperte fatte nel pontificato di l'elevò dal tumulo in cui giaceva; e
Pio VII sulla tomba, sembra pro- che cos\ fu veduto dal medesimo Gre-
babile che i cittadini d'Assisi faces- gorio IX, da Innocenzo IV, da Ales-
sero aito in vicinanza della basili- sandro IV^ da Nicolò IV e da Nicolò
ca, ed introdottovi il sagro deposito V;e che Sisto IV ad istanza di S.Gia-
chiudessero le porte di concerto como Marca, essendo in As-
della
con fr.che per la qualifica
Elia ,
sisi nel 1476, lo tolse dalla vista
di fabbriciere pare che avesse ad del popolo facendo murar la scala
aspettare in chiesa per riunirsi agli per cui si scendeva nella chiesa
altri per fare la solenne deposizio- sotterranea ove sta il sagro corpo,
ne. Posto in sicuro il sagro corpo e che quindi cominciarono alcuni
da q-ualunque violenza popolare, il a dubitare se vi fosse più , finché
collocarono in una certa cassa di fu poi ivi rinvenuto per le prov-
pietra , la quale cinsero di gabbia vide cure di Pio VII.
di ferro, e l'assicurarono nel fondo La basilica di s. Francesco, in-
di un grosso muro piantato nel cominciata con istraordinaria son-
cavo del sasso, che eguale si dila- tuosità, riportò dalla benignità pon-

ta per tutta l'area della chiesa, ed tificia privilegi e decorazioni sin-

innalzato il muro a eguaglianza col golari, e pel primo 1 illustrò e di-


pavimento sopra vi eressero l' al-
_,
stinse Gi'egorio IX. Al sito cambiò
tare. L'impresa e l'accuratezza con il nome di Colle d' inferno in Col-
cui fu essa eseguita^ e che si rileva le di paradiso, sottopose il tempio
dal disegno reso pubblico, dà a co- all' immediata giurisdizione della
noscere che vi s' impiegarono e
,
santa Sede, dichiarollo capo e ma-
tempo lungo e braccia molte ; e dre dell'ordine de'minori, al modo
che gli assisiani vollero giustamen- che dicemmo, dove niun' altro ce-
te opporre difficoltà quasi insupe- lebrar potesse perpetuamente di- i

rabili a chi avesse avuto volontà vini ullizi fuori dei medesimi frati
FRA FRA 71
minori, ed aggiunse altre preroga- sue beneficenze verso l'ordine fi-an-
tive di splendore, di dignità, e cescano, nel 1754 confermò a que-
d'immunità al tempio, e di co- sta insigne basilica tutti i privilegi
modo a' frali, che lo dovevano ser- de'suoi predecessoli, e l'innalzò
vire. Poscia altri privilegi concedè all'onoie ed al grado segnalato di
Innocenzo IV dopo averlo consa- basilica patriarcale, e di cappella
grato solennemente la domenica papale, decorandola delle insegne
avanti l'Ascensione del 1^53, ed proprie delle basiliche principali e
ivi celebiìi la canonizzazione del di altre luminose prerogative. Esa-
martire s. Stanislao vescovo di Cra- minò ed approvò con suo breve
covia. Abbiamo detto a pag. 3i3 e il cerimoniale da praticarsi da cia-
3i4 del volume \11 del Dizio- scun ordine di ecclesiastici nel ce-
ìiano, che l'origine degli stendardi lebrarvi i divini uffizi, e special-
de' nuovi sanli, usati nelle canoniz- mente nei giorni stabiliti per la
zazioni, risale appunto a quella di cappella papale: di tal cerimoniale
s. Stanislao, per lo stendardo che ne tacemmo menzione nel volume
prodigiosamente apparve mentre si Vili, pag. 143 del Dizionario.
celebrava. Egualmente si mostra- Alla copia dei privilegi apostolici
rono liberali di abbellimenti e pre- si aggiunge per corona ed ornamen-
rogative nel medesimo secolo Ales- to la quantità delle sagre reliquie,
sandro IV, Clemente IV, e Nicolò oltre la tomba di s. Francesco, e
IV, e poscia Nicolò V, Sisto IV ec. di molti de' suoi degni compagni
Il Pontefice Sisto V la nobilitò con e discepoli. V ha del legno della
r erezione dell'arciconfraternita dei ss. Croce chiuso in una croce d'ar-
Cordigeri o Cordiglieri, di cui si gento, dono di Gregorio IX. Una
parla all' articolo Cordone di s. spina della corona del Signore, re-
Francesco (Fedi) ; Innocenzo XII galata da s. Lodovico IX re di
r arricclù col tesoro spirituale del- Francia. La punta d'uno de'chiodi
l' indulgenza plenaria quotidiana del Redentore donala da Nicolò V.
perpetua, e con la facoltà di tene- Della veste purpurea del Salvatole
re tre penitenzieri apostolici al mo- data da Sisto IV. il velo di Maria
do di quelli delle basiliche patriar- Vergine, donativo del principe Tom-
cali Roma. Appena ere;tto il
di maso Orsini. Altra croce di cristal-
tempio, i sommi Pontefici l'onora- lo con reliquia della vera Croce,
rono di loro frequenti visite, vi dono di s. Ijonaventura. Una costa
celebrarono solenni pontificali, vi di Giovanni Rallista donata da
s.

fissarono il loro domicilio, vi col- Innocenzo IV. Delle reliquie de'san-


locarono gli scrigni ed archivi apo- li apostoli, di s. Anna, e di altre
stolici, e anche vi fu chi vi elesse sante, regalate da Sisto IV. Il capo
la sepoltura ; ma se ciò poi si ef- di s. Cercone martire donato dal
fettuasse, come di molti Papi che duca di Savoia. Di Francesco .s.

furono ad assisi, si vegga quell'ar- v'ha la memorala sua benedizione;


ticolo.In fine Benedetto XIV ere- il suo cappuccio ; un cuoio da lui
de della tenera divozione dai suoi tenuto sopra la piaga del costato;
maggiori dimostrata a s. Francesco i suoi peduli aspei'si di sangue delle
ancor vivo, e quando si portò a stimmate il suo cilicio, il tonacel-
;

Bologna loro patria, oltre alle altre lo bianco di lana con cui mori ;
72 FRA FRA
il suo cordone, non che la tavola sale ammise al bacio del piede il

del nome di Gesù di s. Bernardi- clero, le menzionate autorità, ed


no. La tomba di s. Francesco, e altri personaggi dopo di che pro-
;

le sagre reliquie da ultimo furono gredendo il Papa a piedi per la


venerate dal regnante Pontefice Gre- città, si fermò innanzi all'antico
gorio XVI, allorché nel i84i si tempio di ÌNIiuerva reputato opera
recò a visitare diversi santuari del greca anziché romana, ed il cui
suo stato, il perchè ce ne permet- portico d'ordine corintio, ben con-
teremo un cenno. seivato, è molto apprezzato dagli
Ai 2 2 settembre da Foligno par- architetti. Asceso in carrozza e di-
ti per Assisi, ossequiato all' ingres- rettosi il Pontefice alla basilica di
so dalle autorità governativa e ci- s. Francesco pel prato detto dell'Im-
vica, ove vari cittadini vollero trar- munità, cioè innanzi alla chiesa
re a braccia con tracolle di seta di superiore, fu ivi ricevuto dal car-
color bianco e giallo la sua car- dinal Anton Francesco Orioli co'suoi
rozza, preceduta da dodici fanciulli correligiosi minori conventuali , e
di nobili famiglie, vestiti con tuni- clero della patriarcale basilica in
che al modo degli antichi garzoni cotta, in un a diversi superiori
ebrei, avendo la lesta coronata con dell'ordine ed al p. Gaetano To-
leggiadre corone di palma d'olivo, nini custode di quel sagro conven-
ed in mano bandierine di seta to. Disceso il Papa dalla carrozza,
bianca ove erano impressi motti fu accolto sotto baldacchino, soste-
scritturali allusivi alla circostanza : nendone le aste sei religiosi in pi-
in tal modo il Pontefice proseguì viale, ed in compagnia dei cardi-
l'ingresso nella città, passando sot- nali della Genga ed Orioli entrò
to archi vagamente addobbati. Alla nella basilica ov' era esposto il ss.

chiesa di s. Chiara il Papa venne Sagramento. Dopo avere nella ba-


ricevuto dal cardinal Gabriele del- silica ricevuto la benedizione eu-
la Genga Sermattei assisiano, degno caristica, ed osservato alquanto il

nipote di Leone XII, e dal vescovo magnifico edifizio, passò all'alloggio


Carlo Giuseppe Peda, alla testa del preparatogli ed ammise al bacio
clero. Ivi dal vescovo di JN'oceia del piede tutta la religiosa comu-
monsignor Piervisani ricevè la be- nità. Nelle ore pomeridiane visitò
nedizionecol ss. Sagramento, e divotainente le tre c4iiese e la bi-
quindi consolò di sua presenza le blioteca: nella chiesa di mezzo a-
religiose Clarisse del prossimo rao- dorò il ss. Sagramento, indi passò
nisterOj alle quali eransi unite le nella terza o sagro sotteiraneo a
cappuccine terziarie bavaiesi del venerare le sante ossa del serafico
nionistero di Maria ss. della Con- patriarca, e quindi le sagre reliquie
cezione, le quali eiansi stabihle ìq che sono custodite nella sagrestia.
Assisi sino dal 1720 per opera di mezzo, e
E.itornato nella chiesa di
tre terziarie francescane, che dalla recatosi poi nell'altra superiore, iu
Baviera le condussero in Assisi per ambedue osservò le rinomate pit-
devozione verso il patriarca s. Fran- ture del Cimabue, del Giotto, del
cesco.Poscia si condusse al palazzo Giottino, del Domenichino, del Ca-
municipale e dalla loggia benedisse vallini, di Giacomo Caddi, del Buf-
ii popolo, meutie in una di quelle falmacchi, del Sermei orvietauo, e
[

FRA 73
dell'Aloisi d'Assisi dello l'Ingegno. custode la relicpiia di s. Fiancesco.
Ammirò pure il singolare intaglio Quindi il Pontefice tornò alla chie-
del ciborio,opcia di Giulio Dante sa superiore, passò alle camere abi-
perugino allievo del Sangallo, ed tate da s. Giuse{)pe da Copertino,
inoltre le cjuindici pitture ad olio e i-ecatosi dappoi nella chiesa di
dei Bonini e compagno, che per mezzo a nuovamente orare, più
provvida cura del caraerlengato ,
tardi partì per la Porziuncula,
con soviana approvazione si vanno grato alle tante dimostrazioni di-
ristorando. Vide pure risiami ese- i vote e di gioia fattegli dai minori
guiti ai vetri colorati delle grandi conventuali, e da tutta la illustre

finestre; ed il coio operato ad in- città, il cui gonfaloniere Giovanni


tarsio ed intaglio in legno nei i5oi Ballista Falcinelli Antoniacci, fu
da Domenico Indovini da Sanseve- poscia dal Pontefice decorato della
rino, e da ultimo copiato in det- croce di cavaliere dell'ordine di s.

taglio e litografato dal conte Fran- Gregorio Magno. Altre particolarità


cesco Cilleni Nepis d' Assisi. Ilien- del soggiorno di Gregorio XVI nel
trato il Papa nel convento, passò sagro convento d'A.ssisi, si possono
nella biblioteca ove svol.se alcuni leggere nella Narrazione del viag-
preziosi manoscritti, e andando poi gio fatto da Pajìa Gregorio XV
per la foresteria tutta illuminala ec. del cav. Francesco Sabatucci,
a cera, si presentò ad una loggia, do- che va preferita ulle notizie pub-
ve benedisse replicatamenle la mol- blicate nel Diario di Roma, e ri-
titudine accorsa in quel luogo latto stampate a parte, perchè queste me-
simmetrico con loggiati airiutoruo; no esatte mentre nella bella opera
,

e nella quale piazza la sera furono del Sabatucci si ammira diligenza,


incendiati fuochi artifìziali : allo verità storica , ed altri pregi. Sui
sbocco della strada maestra era santuari, monumenti, moiiisteri ed
stato eretto un arco trionfale. Indi altro di Assisi, il concittadino p.
nella seguente mattina il Pontefice Domenico Bruschelli minore con-
assistito dai monsignori Peda ve- ventuale nel 182 1 pubblicò in Ro-
scovo diocesano, e Castellani sa- ma con le stampe il libro intito-

grista, oltre l'intervento del cardi- lato : Assisi città serafica e xaii-
nal Orioli, dei religiosi in, cotta, tnari che la decorano, ad. istruzio-
del magistrato civico, e del corteg- ne e guida de' forastieri che vi,

gio pontitjcio, celebrò la messa al- concorrono.


l'altare papale della chiesa detta Riprendendo il filo della storia
di mezzo, lasciò ad essa il calice dell' oriline francescano, nel iiZo
d'argento dorato che avea usato, cadendo il tempo prefisso a cele-
ed orò nella chiesa innanzi all'al- brare il capitolo generale, si adu-
tare sotto. cui giace il corpo di s. nò in Assisi, coir intervento di s.

Francesco. Ammise poi a partico- Antonio detto di Padova, provin-


lare udienza il p. Tonini custode ciale di Lombardia, e terminò in
del santuario e sagro convento, il Roma alla presenza di Gregorio
procuratore generale p. Giovanni IX, e fr. Giovanni Parenti conti-
Ferrini, che fece poi vescovo di nuò neir uffizio di ministro gene-
Bagnorea, e tutta quella famiglia rale. In questo capitolo si promos-
religiosa; preseutaudogli il detto p. selo alcune dilKcoltà intorno alla
74 FRA FnA
regola, inassime siili' uso semplice ministio. Siccome
ogni provincia
della pecunia e del denaro, che avea molti custodi, ad evitar con-
l'istituto proibiva ricevere, mentre fusioni stabih il Pontefice, che pel
i bisogni dell'oidine e de' frati non capitolo i custodi di ciascuna pro-
era ristrctlo al solo vitto e vestito, vincia eleggessero il Custode de cu-
ma a quanto occorreva per le fab- stodi, il quale a nome degli altri
briche di chiese e conventi, acqui- intervenisse col provinciale al capi-
sto dei hbri per lo studio , ed tolo, ciò che costantemente prati-
altre cose necessarie; oltre di che carono i minori conventuali. Un
i fedeli offrivano fondi e denaro solo è il custode in ogni provincia
in sollievo della povertà francesca- tra i minori osservanti, secondo il
na. Si deliberò pertanto di sotto- decretato del i > ; 7.
porre dubbi alla prudenza di
i Frattanto Antonio dopo aver
s.

Gregorio IX, conoscitore profondo santificato l'Italia e la Francia con


della regola e dello spirito del suo la dottrina, con l'esempio, coi rai-
istitutore. Il Papa ponderato tutto lacoli, mori in Padova a' i3 giu-
maturamente, alla fine di settembre gno iTtSr, e fu riposto nel cata-
nella città d' Anagni ov' erasi por- logo da Gregorio IX pri-
fle' santi
tato, pidjblicò la grave e prima ma che finisse l'anno dal giorno
dichiarazione della regola, in cui della morte. Dio glorificò per tal
spiegò, che testamento di s. Fi-an-
il modo il suo servo con una non
cesco non obbligava alla pratica : interrotta continuazione di prodi-
dichiarò l' uso d' un uomo fedele, gi, per cui è appellato il santo
il quale ricevesse il denaro e la miracoloso, ed il suo nome s'invo-
pecunia offerta dai benefattori in ca ordinariamente in tutte le dis-
sollievo delle necessità presenti o grazie e pericoli. Dalla copia dei
imminenti dei frati e dell' ordine, miracoli, e dal concorso straordi-
ed il quale pagasse la cosa ch'era nario in Padova de' fedeli, l'ordi-
d'uopo comprare ; e che questa pra- ne francescano venne alla X'isolu-
tica non era un trasgredir la re- zione d' innalzargli in quella città
gola imperocché il diritto e la
, a suo onore \\n tempio magnifico,
proprietà del denaro finche non il quale per la sua architettura ed
era speso, si rimaneva nel benefat- ampiezza, per i preziosi ornamenti
tore, sempre padrone di ripigliarlo, di marmi, di scultui-e, d'oro e d'ar-
né frati
i contrattavano in com- gento alla cappella del santo, per
prare; le quali cose, cioè proprietà la vaghezza della cappella maggio-
di denaro e contratto, riconosciute re, di quella delle sante reliquie ,

furono per le proscritte dalla re- e di altri altari, e per la maesto-


gola. Da questo tempo in poi usa- sa ufìlziaturagareggia con li più
rono i frati le limosine separate, ragguardevoli santuari d'Italia. La
senza peso di confonderle appena santa S&i\e lo ha arricchito dell'in-
ricevute con le limosine del con- dulgenza plenaria quotidiana per-
vento. Altro capo di legola spiegò petua, e della ficoltà di avere i

Gregorio IX, e fu dei custodi ob- penitenzieri. Due traslazioni solen-


bligati dall' istitutore ad intervenire ni si sono fatte delle preziose ce-
ai capitoli generali, ed eleggere in- neri ed ossa di s. Antonio in que-
sieme coi piovinciali il generale sto tempio. Seguì la prima alla
FRA FRA 73
presenza tli s. Bonaventura mini- per altri servi di Dio, come per
stro generale (lell'ordine, nel i^GS, Benvenuto da Gubbio, il cui culto
nell'oUava drlla Pasqua di risur- approvò Innocenzo XII Bentivo- ;

rezione : allora fu che aperta per glio da Sanseverino, e Pellegrino


la prima volta l'arca, dove giace- da Fallerone, del quale Pio VII ri-
va la sagra spoglia, si trovò ridot- conobbe il culto che godeva non ;

ta la carne in minutissima polve- che per altri, vissuti e morti san-


re, e la lingua, membro il più fa- tamente, ed altri martirizzati, non
cile a corrompersi, fu rinvenuta andarono esenti da travagli e con-
fresca, intiera e rosseggiante quale traddizioni. Incoaiinciarono molti
lingua d'uomo vivente, per la qual parrochi a vedeie di cattivo oc-
cosa sorpreso dalia novità del mi- chio le generose olTerle che i fe-

racolo il santo generale , versando deli facevano ai frati minori, te-


lagrime di tenera divozione, com- mendo che un ordine indipenden-
pose la bella antifona: O lingua te dalla loro giurisdizione, si at-
bencdicta. La seconda traslazione tribuisce a poco a poco i diritti
accadde a' 5 febbraio i35o a spe- parrocchiali ed i vescovi pieni di
;

se del pio cardinale Guido di IMon- esigenze, in ogni modo gravarono


lefovte; cui aggiungeremo la ter- l'ordine. Gregorio IX che volle tron-
za della sagra lingua del medesi- car la strada a si fatte inquietudini,
mo s. Antonio, e delle altre reli- riferisce nelle sue bolle i gravi contra-
quie, con magnifica pompa fatta sti e vessazioni solFerte dai minori,
a'io giugno 1744? a! If nuova son- come si legge nelle decretali. Com-
tuosa cappella, dal cardinal Carlo mosso l'animo del Pontefice da tali

Pvezzonico vescovo di Padova, po- irregolari contegni, se ne lagnò al-

scia Papa Clemente XIIl. Dall'es- tamente coi prelati ecclesiastici, e


8er morto s. Antonio di Lisbona colle pene che fulminò ai disub-
in Padova, e dal venerarsi ivi il liidienti chiuse la via agl'insulti.
suo corpo, per antonomasia viene Con tuttociò fu d'uopo che pure
chiamato s, Antonio di Padova. Cin- Iiìuocenzo IV, ed Alessandro IV
que mesi dopo il di lui transito rinnovassero le prescrizioni del pre-
felice, volò al cielo Elisabetta fi- decessore, liberando cos\ l' ordine
glia di Andrea re
d'Ungheria, e da pesanti molestie. Spirato il se-
vedova Lodovico langravio di
di condo triennio del generalato di
Assia e Turingia , che avea pro- ^v. Giovanni Parenti, i padri ce-
fessato la regola del terz'ordine, e lebrarono nel 1236 il capitolo ge-
meiitò che Gregorio IX la ponesse nerale in Soria di Spagna, e 1' e-
nel catalogo de' santi. In Valenza lezione cadde nella persona di fr.
colsero lapalma del martirio Gio- Elia, come fornito di rari talenti :

vanni da Perugia sacerdote, e Pie- molto hanno parlato di lui gli scrit-
tro da Sassoferrato laico ; i loro tori francescani, ma non sono d'ac-
sagri corpi trasportati nella catte- cordo, gli uni lodandolo, gli altri

drale Turolense ebbero culto im- Ijiasimandolo, tutti con poca mo-
memorabile, poi approvato da Be- derazione, com'è facile vedersi con-
nedetto XI V, ed ecco un altro sultandone le opere, massime le

frutto delle missioni minoritiche. apologie del p. Azzoguidi conven-


Mentre i francescani fiorivano tuale e del p. Ireneo Affò minor
,

76 FRA FRA
osservante. Le principali accuse con- applicussi ad innalzare una sontuo-
tro iv. Elia sono, di avere inlio- sa chiesa d'una sola navata in o-
dotlo liiassatezza nell'ordine, in nore di s. Francesco. Terminata la
quanto alla magnificenza delle fab- chiesa , seguì la traslazione della
briche, al vestire, all' osservanza vivifica cioce con molte sagre re-
della regola, e ad altro, come sos- liquie. Oltre la chiesa e convento,
tenuto da un partito di complici per circa una dozzina de' suoi fidi
del suo rilassamento. Certo è che aderenti fabbiicò altra casa a par-
inorgoglito, governò l'ordine dispo- te, che prese il nome di casd di
ticamente, e si abbandonò ad una fr. Pasqua
Elia. Nell'avvicinarsi la

vita splendida e di lusso. del 1253 Elia s'infermò grave-


Venuto Gregorio IX a cogni- mente, e bramoso di render l'a-
zione di tal operare , per chiuder nima a Dio nel greml)o e comu-
l'adito alle violenze ed ai maneg- nione della santa romana Chiesa
gi, nel ii3c) adunò in Roma a- avanti Bentio arciprete di Cortona,
vanti di lui il capitolo generale. con segni di vera contrizione fece
Fr. Elia fu rimosso dall'uflizio, ri- una pid^blica confessione delle sue
mase fiihbriciere della chiesa d'As- colpe, ed accusossi principalmente
sisi, ma ne fuggì e andò pres-
se reo di vanagloria, che l' avea in-
so r imperatore Federico II di dotto a volger le spalle all' ordine
cui era amico, il quale l'inviò col suo, e di abbracciar il parlilo di
grado di ambasciatore in jN'icea Federico Domandò
con umiltà
II.

all'imperatore greco. Allora si ac- l'assoluzione delle censure pontifi-


crebbe lo sdegno del Papa in ve- cie, con promessa, che se guariva
der fr. Elia dichiaiato partigia- si sarebbe presentato all'apoitolica
no Federico II da lui sco-
di clemenza, pronto ad ubbidire ai
municato, laonde il percosse col supremi suoi comandamenti. E fat-
fulmine della scomunica, qual fau- ta all'arciprete anche la sagramen-
tore dei scismatici : non deve ta- tal confessione, morì a' 22 aprile,
cersi che alcuni Gre- dicono, che venendo se|)olto nel coro della chie-
goiio IX stessoche man- fu quello sa da lui fabbricata, la quale poi
dò fr. Elia dall' imperatore Fede- passò ai minori conventuali. Non
rico II. Dipoi Innocenzo IV, chia- deve qui che nel genera-
tacersi,
mato in giudizio fr. Elia, confer- lato di fr. Elia venne affidato al-
mò le censure, soleimemenle di- l'ordine minoritico da Gregorio IX,
chiarollo decaduto da ogni grazia oltre domenicani, l'onorevole im-
i

e privilegio, e lo privò dell'abito piego della santa inquisizione contro


religioso. Dopo l'imperiale amba- i eresia, impiego ritenuto sempre dai
sceria Elia si ritirò in Cortona, minori conventuali fino ai noti ^
seco portando una bellissima croce sconvolgimenti degli ultimi anni
ornata di caratteri e sigle greche, del secolo passato, e dei primi del
spiegate poi dal preposto Venuti. corrente. Noteremo inoltre che l'in-
Dentro a questa croce conservasi quisizione restando ne' memorati
im pezzetto della vera croce, dai conventuali, ne' conventi lispettivi
cortonesi tenuta in altissima vene- evvi la serie degli inquisitori sino
razione. Accolto Elia con amore- ai detti tempi della rivoluzione
volezza e slima da quei cittadini , francese. Come pure il primo con-
FRA FRA 77
sulloie religioso del s. ofììzio di dole in dodici rubriche o capi cou
Roma, dopo domenicani, fu sem-
i qualche giunta. Con altre addi-
pre un minore conventuale, e se zioni fatte nei capitoli di Narhona,
ne ha nel convento dei ss. Apostoli Assisi, Napoli ec, furono in uso
la serie non interrotta coi rispetti- fino a Benedetto XII. Adunatisi in
"vi ritratti, e dura anche attuai- Roma per la festa d' Ognissanti i

mente, come pure in detto con- capitolari, alla presenza di Grego-


vento si conserva il grande archi- rio IX innalzarono al minisleriato
vio salvato dal consultore p. Mar- generale Aimone di Faverskam, in-
tinelli, di sommo pregio. 11 mede- glese , nunzio pontificio presso il

simo Papa aflìdò pure ai domeui- patriarca di Costantinopoli. Tra le


cani e francescani la predicazione opere memorande di questo gene-
delia crociata contro i saraceni, rale contasi la riforma del hrevia-
per la ricupera e difesa de' luoghi rio, rese uniforme per tutto
che
santi di Palestina. Inoltre Grego- l'ordine, con lode ed approvazione
rio IX concesse all'ordine minori- di Gregorio IX. Tal riforma piac-
tico r apostolica penitenzieria in que pure alla curia romana, ed al
Roma, e presso la santa Sede, la clero, che sotto Nicolò III abbrac-
quale da s. Pio V fu poscia affi- ciò il breviario de' minori, e fino
data nella basilica lateranense ai al pontificato di - "o V il bre-
minori osservanti riformati, come viario francescano fu il Breviario
dicesi all'articolo Penitenzieri late- Romano [Pecby Nelle vile de'Pon-
ranensi [Fedi). Egualmente al gè- tefici si legge che a' 2 [ agosto
neralato di fr. Elia risale l' intro- ii^i mori Gregorio IX, che sic-

duzione nell'ordine dei gradi sco- come portava di sotto l'abito fran-
lastici di baccelliere e di maestro cescano, con esso volle essere sepol-
in teologia; nelle università di Ox- to nella basilica di s. Pietro. I
ford e di Parigi incominciarono gravami succennati recati ai fran-
ad insegnarvi i francescani; diversi cescani fla molti ecclesiastici, sotto
poi furono i servi di Dio che fio- Innocenzo IV obbligaiono l'ordine
rirono a detta epoca. alla lisoluzione d'istituire presso la
Deposto, come si disse, nel I23q romana curia un procuratore ge-
dal generalato fr. Elia, i piinistri iierale, difensore dei privilegi dei
provinciali, ed i custodi dei custo- minori ; uffizio utile ed onorevole,
di elessero a ministro generale fr. il quale nel fine del primo secolo
Alberto da Pisa di raro merito, dell'ordine, a cagione di sua am-
morto nel medesimo anno. La re- pliazione ed affollamento di affari,
gola de' minori per la sua brevità fu diviso in due procuratori, cis-
non provvedendo specificatamente montano oltramontano l'al-
l'uno,
a molte cose, si stimò necessario tro, ciò che durò sino al capitolo
dai capitolari di formar alcune leg- generale di Firenze del i5G5. Do-
gi adatte ai bisogni , e dirette a pò il ministro generale de' minori
mantenere la regola in vigore. Il osservanti, e dopo il ministro ge-
complesso di queste leggi ebbero il nerale de' minori conventuali, i due
nome di Costituzioni generali, a rispettivi procuratori sono le per-
cui poi s. Bonaventura tolse ciò sone cui fa capo la curia roma-
che recava confusione, distribuen- na, ed hanno luogo nelle cap-
,

78 FRA FllA
pelle papali coi piocuiatoii ge- bili ed immobili alla saula Sede ;

nerali degli altri ordini luendicaii- allarga i confini all' uso, e deter-
ti. 11 primo procuratore generale mina, che i frati usino le limosina
fu il martire fr. Simone da Mon- per le loro necessità, utilità e co-
tesarcliio in Terra di Lavoro. E modi. Questa dichiarazione vuoisi
in quanto al sermoneggiare nella provocata dal tenore di vita del
cappella pontifìcia, il procuratore generale fr. Crescenzio, che si ri-
osservante sua orazione
lecita la marcò da alcuni come amatore dei
nella seconda domenica di quare- beni terreni e della magnificenza
sima, quello de' conventuali la pro- contro lo spirito della regola. Pe-
nunzia nella seconda domenica del- lò è difeso da parecchi storici
l'avvento. Oltre i ministri generali massime dalle accuse come incli-
degli osservanti e de' conventuali, nato alle scienze mondane , e di
ha pur luogo in cappella quello aver trasferito molti conventi dal-
de' cappuccini, col suo procuratore le solitudini nelle città, a cagione
generale. Per l'ordine gerarchico nel dei saccheggi e massacri cui anda-
sedere, non si bada all' epoca del- vano primi soggetti nelle guerre
i

l'elezione, ma a quella dell'ordine civili de' guelfi e ghibellini, fomen-


cui si appartiene, tanto i generali, tati da Federico 11 nemico de' frati
che i procuratori. Primo è l'osser- minori. Ad elogio di fr. Crescen-
vante, secondo il conventuale, ter- zioaggiungeremo, che fu assai sti-
zo il cappuccino, per la bulla di mato da Innocenzo IV, alla cui
Leone X. presenza nel capitolo generale di
IVel 1244 nion in Anagni fr. Lione, per rinunzia di fr. Crescen-
Aimone, degno ministro generale; zio, gli fu dato a successore fr. Gio-
ed Innocenzo IV amorevolissimo vanni di Alberto Biualli da Par-
dell'ordine, ti-ovandosi in Genova, ma, siccome accetto a tutto l'ordi-
in questa città fece radunar i vo- ne, venerandosi col titolo di beato,
cali a capitolo, che consegnarono e non di quella condotta cui de-
r uffizio generalizie a fr. Crescen- scrisse r annalista Wadingo : però
zio Grizi da Jesi : in questa adu- i di lui difensori confessano il di-
nanza si decretò la raccolta delle fetto in cui caddero altri, di cre-
azioni virtuose del santo fondato- dere alle profezie famigerate del-
re. In seguito molti scrissero la l' abbate Gioachino sul prossimo
vita del santo, essendo lodata quel- fine del mondo. Il b. Giovanni
la del p. Luigi Francesco Chalippe, d'accordo coi provinciali impetrò
che la pubblicò in fiancese
a Pa- da Innocenzo IV la facoltà di eleg-
rigi nel
1728, poi tradotta in al- gere i sindaci amministratori di
tri idiomi, com'è commendevolis- quanto veniva lasciato all'ordine,
sima quella di recente stampata in facoltà uniforme alla esposizione
l^arigi 1841 e succitata, da
nel j della regola fatta dal medesimo
Emilio Chavin de Malan. JNell'an- Pontefice; indulto che difesero vari
no seguente Innocenzo IV pubbli- canonisti iu quanto ai beni stabili
cò una seconda esposizione della in proprietà e dominio, secondo il

regola, in cui accorda a' Irati l'uso decietato d'Innocenzo IV, Alessan-
di tutte le cose, e riserva il do- dro IV, Martino V, e Sisto IV j
minio e la proprietà sui beni nio- ai sindaci poi apparteneva l'animi-
FRA FRA 79
nistrazioue di essi beni, cioè o ven- IV nel possedere, nei primi anni
a misura dei bi- si ritirarono nelle selve e in luo-
derli o ritenerli
sogni, utilità e comodità dei frati, ghi non conventuali, laonde il pro-
i quali godevano l'uso semplice di nome conventuale fu dato a
di

fatto dei medesimi beni, nella gui- quei che finendo dell'a-
religiosi

sa appunto dei poveri mantenuti postolico indulto, al modo narra-

liei pubblici spedali nei minori :


to, restarono ad abitar i luoghi

osservanti e riformati i sindaci a- conventuali. Con questi minori pre-

postolici amministrano anche le gior- se ad usarlo la stessa santa Sede


naliere elemosine dei fiati. anche nei secoli susseguenti, e con
Intanto si rinnovarono contro del- pii^ frequenza dopo il pontificato

l'ordine le vessazioni del clero gecola- di Leone X, il quale come si dirà

re, che voleva impedire ai frati mi- uni sotto un sol capo tutte le ri-
nori il seppellire nei loro cimiteri forme minoriticlie, e ne compose
i secolari, il conservar nelle chie- un ordine di minori osservanti, o

se la ss. Eucaristia, e di aver le della regolare osservanza, restando


campane per invitar i fedeli agli gli altri coll'antico soprannome di
uffizi divini. Fattosi di ciò unìile frati conventuali, o dell'ordine dei

ricorso alla minori


santa Sede, i
minori conventuali. Questo è il si-

impetrarono dalla medesima dop- gnificato, l'origine, e lo stabilimen-

pio indulto, e della sepoltura li- to dell'uso del soprannome di con-

bera per li secolari, e che le chie- ventuale r origine del quale può
,

se de' minori in avvenire fossero vedersi nella bolla d'Innocenzo IV,


conventuali^ o sia chiese collegiate, Cuni taniquani veri, data in Lione
agnome che passò dalla chiesa ai nel i25o.
luoghi, i quali furono ripartili in Neil' anno stesso Innocenzo IV
luoghi convenluali, e luoghi non diede ai minori conventuali il mo-
conventuali, cioè in luoghi i quali nislero e la chiesa di s. Maria d'A-
tenevano capitolo e formavano col- raceli di Roma, situata ai fianchi

legio, ed in luoghi impotenti a te- del Campidoglio [Vedi), luogo il

ner capitolo e far collegio. I luo- pili nobile, il piìi celebre e rispet-
ghi non conventuali privi del di- tato dell'antica Roma, ed ora sede
ritto di tener capitolo ricorrevano dell' inclito magistrato romano e ,

nei loro bisogni ai guardiani dei di quanto descrivemmo al citato

luoghi conventuali, come dispose articolo. I minori conventuali vi

Clemente IV nella bolla Cuni di- dimorarono sino al i44^> ^^^ f\yi^\
lecti de' 25 luglio 1265. Dai con- anno piacque ad Eugenio IV di
venti passò il nome ai frati abita- dare il convento e la chiesa ai
tori dei conventi, e frate conven- minori osservanti che tuttora ne
tuale dell'ordine de' minori signi- sono possessori. Nel capitolo gene-
ficò un minoiita dimorante in un rale di Metz si stabili di non far

convento con la voce in capilolo. uso della dichiarazione della regola


Gli stanziati ne' luoghi non con- fatta da Innocenzo IV, in quei pun-

ventuali si chiamarono frati non ti che non erano d' accordo con
convenluali. CAì osservanti della pu- l'altra di Gregorio IX. Dichiarate
rità della regola, che non vollero convenluali le surriferite chiese, ed
profittare dell'indulto d' Innocenzo aperta per tutti in esse l' ecclesia-
,

8o FRA FRA
fitica sepoltura, i fedeli eleggendola lìce IV nipote di Gi'e*
Alessandro
disponevano in parte dei loro beni gorio IX tolse ogni perplessità, e
a proprio snftragio, ed a «ollievo per suo comando fu ammesso. Que-
della povertà de' leiigiosi che le sto costume di vivere de' legati
iiffiziavano. Era in vigore un'an- perpetui amministrati dai sindaci,
tica legge, die di tali beni si do- che i conventuali dicono non al-
vesse pagar a' vescovi e parrochi terar punto la regola, e dai me-
vina porzione ; questi adunque co- desimi considerati costantemente ve-
minciarono a domandarla ai frati re limosine, nato sotto il Pontefi-
ancora senza riguardo alla loro in- ce Gregorio IX (giacche nel 1234-
digenza. Siccome il pagamento loro Bartolomeo Barocci veneto lasciò
incomodava, i religiosi ricorselo ad a' minori la limosina annua e per-
Innocenzo IV, il quale benignamen- petua di lire venticinque, ed in
te dispensò e liberò da s'i fatto
li Cracovia duca Boleslao donò ai
il

aggravio colla bolla Pacem vestram, minori pel loro mantenimento cer-
data a'ar luglio I253. Avendo te case di legno ed aie spaziose
poi Innocenzo IV riformato con dando licenza di comprar delle pos-
utili leggi il tribunale della sagra sessioni ) in appresso si ampliò, ma
inquisizione contro l'eresia, ripaifi serv'i al ritiramento memorato de-
le Provincie per l'inquisizione tra gli osservanti, i quali ebbero per
i due ordini de' predicatori e dei principio fìsso di fondar riforme e
minori, ed investi i provinciali del- conventi, incapaci di legati e limo-
la potestà d' istituire gli apostolici sine certe e perpetue a loro so-
inquisitori. In questo tempo ai frati stentamento, fermi nella pura os-
minori venne fatta in Venezia una servanza della regola.
fondazione ragguardevole, giacché Il generale fr. Giovanni si me-
IMarco tiglio del doge Pietro Ziani ritò la venerazione universale, e
nel 12 53 dispose per testamento, pel primo visitò tutti i luoghi del-
che parte del frutto de' suoi beni l'ordine ; quindi senza attendere il

servisse a comprare le tonache ai tempo del capitolo generale, nel


frati minori di s. Maria dei Frari, 1257 lo convocò per la Purifica-
e col resto si fondasse nella sua zione, e ad onta delle preghiere
vigna in Venezia un convento, ove dei vocali rinunziò la carica, tut-
sei minori con due servitori
frati tavolta cedette a quelle di sugge-
andassero ad abitare, e fossero prov- rire qual soggetto stimasse più a-
veduti di vitto e vestito, liberi per- dattato ad occupare il suo posto,
ciò dalla necessitàdi andare accat- e nominò s. Bonaventura Fidanza
tando convento e la chiesa pre-
: il di Bagnorea , che dalla pubblica
se il nome di s. Francesco alla Vi- cattedra di Parigi spandeva raggi
gna. Innocenzo IV approvò il le- luminosi di santità e dottrina. Jl

gato, ma i frati dillerivano ad ac- b. Giovanni visse lungamente nel


cettarlo, o fosse che il giudicassero romitorio di Grecio nella valle di
conforme alla dichiarazione Inno- Rieti, e morì nel convento di Ca-
cenziana della regola, sospesa nel merino , che nel i5o3 passò in
capitolo di Metz, e non alla Gre- proprietà degli osservanti: Pio VI
goriana, o che li trattenesse la stes- nel 1777 approvò il suo culto im-
sa perpetuità; mail nuovo Ponte- memorabile. Nei tre generalati di
FRA FRA 8i
Aimone, Crescenzio, e Giovnnnl vo- verta ; insegnò doversi ai minori
larono al cielo i servi di Dio , E- ogni porzione de' testamenti e delle
lisabetla vergine palermitana del disposizioni de' fedeli dentro i con-
terzo ordine, sepolta nella chiesa fini del lecito e dell'onesto; con-
de' conventuali di Palermo Ber- ; servò l'uso dell'uomo fedele, am-
nardo Quintavalle primo compagno ministratore delle limosine , che
di s. Francesco, il corpo del quale però inculcò a' frati non procurar-
si venera in Assisi sull'altare del- le, senza prescrivere il rifiuto alle
l' Immacolata Concezione, unita- spontanee offerte, ma umanissimo
mente ai corpi dei beati Silvestro in condiscendere alle ragionevoli
e Guglielmo inglese, uno compa- necessità dei frati, non zelò meno
gno, l'altro discepolo di s. Fran- la rigida osservanza della serafica
cesco. E per non dire di altri, ed povertà.
anche martiri, la b. Umiliana Cer- San Bonaventura contava di sua
chi da Firenze, una delle piime età appena trentacinque anni, quan-
terziarie, il cui corpo venerasi in do alla presenza di Alessandro IV
detta città nella chiesa di s. Cro- fu promosso al generalato. Difese
ce de' conventuali ; in Viterbo vo- dalle imposture dei maldicenti fe-

lò agli eterni riposi s. E.osa ,


glo- licemente il proprio ordine e quelli
rioso ornamento del terz' ordine; degli altri mendicanti, ed ottenne
in Assisi gran madre
la s. Chiara, da Alessandro IV ai minori gran-
dopo quarantadue anni di santa diosi privilegi. R^icusata a Clemen-
vita, cambiò la terrena colla cele- te IV la dignità episcopale, accet-
ste abitazione. Innocenzo IV che tò la cardinalizia dal b. Gregorio
Irovavasi in Assisi l' onorò di sua X, il quale riconosceva la sua dalle
visita prima che morisse, la consolò insinuazioni del santo fatte al sa-
colla sua apostolica benedizione, ed gro collegio in sede vacante. Di-
accrebbe splendore ai di lei fune- votissimo della passione del Signo-
rali con la sua pontificia presen- re, e della Beata Vergine, compose
za ;
passati tre mesi s. Agnese di a loro onore alcuni opuscoli , e
lei sorella , la jaggiunse in para- molti scrittori ne lodarono alta-
diso. Il nuovo ministro generale mente le letterarie fatiche. Mori
s. Bonaventura [Fedi), il settimo nel 1274 al concilio generale di
dopo il fondatore, giustamente è Lione, ove con l'intervento di
celebrato da tutti gli scrittori per tutti i padri gli furono celebrati
la sua luminosa santità, e profon- splendidi funerali de' quali come
,

da dottrina per cui ebbe luogo tra delle sue opere parlammo alla di lui
i Dottori di s. Chiesa [Fedi), per biografia, e nel volume XIV, p. i5o
essere stato il primo cardinale del- del Dizionario: il cardinal Pietro
l'ordine francescano, e per la di- di Tarantasia domenicano, vescovo
sciplina che stabilì nel medesimo, d'Ostia e Velletri, poi Papa Inno-
miglior forma dell'abito, ripaiti- cenzo V, recitò l'orazione funebre,
mento delle provincie in custodie, e tutti dissero che con tal morte
e che i custodi sieno veri supe- era caduta una colonna della cri-
riori. Egli insegnò ai minori co- stianità. Il suo corpo fu trovato in-
me far uso degli apostolici indul- tero, come se dormisse, dopo cen-
ti, precipuamente rapporto alla po- tosessanta anni, dipoi nell' irruzio-

VOL. XXVI. 6
82 FRA FRA
ne de* calvinisti, questi gettarono Dio, a>revano fatto salire l'ordine
empiamente la sagra spoglia nel al più alto grado di riputazione
Hodano. In Bagnoiea si venera un appresso il mondo, e di affettuosa
suo braccio, una costa nella chie- benevolenza presso la santa Sede.
sa de' Frari a Venezia , delle sue Gettava egli in ogni di più pro-
•vesti in ss. Apostoli di Roma, e fonde le sue radici ed andava ovun-

ia altre chiese francescane delie que erigendo nuove case, amplian-


sue reliquie. Nel concilio s. Bona- dosi contemporaneamente anche gli
Tentura fu presidente delle con- altri ordini mendicanti. Raccoman-

gregazioni conciliari , e nel mede- dando Pontefici


i minori alla pia i

simo v' intervennero pure molti uo- liberalità questi in ogni


de' fedeli,
mini illustri dell'ordine fra' quali , luogo furono larghi di sovvenzioni,
Girolamo Mascio o Massi poi Ni- e beni stabili provvedendo alla
,

colò IV. Il suo lungo generalato povertà della legola gli indulti apo-
fu illustrato da uno stuolo nume- stolici. Alessandro IV nel iiSj
roso di servi di Dio, come del b. rinnovò le disposizioni d' Innocenzo
Gualtero discepolo di s. France- IV , restando cos\ derogato alla
sco, che sotto la protezione del re menzionata sospensione capitolare ;
Alfonso III, e della regina Urraca anzi Alessandro IV si mostrò più
stabili l'istituto dei minori nel Por- indulgente di Gregorio IX, abili-
togallo ; in Polonia i tartari tru- tando r uomo fedele o sindaco a
cidarono nel mouistero fondato in sostituirsi un depositario, riportan-
Zavichost Agnese abbadessa con un dosi alla prudenza de'frati nel de-
•gran numero di monache Clarisse, terminare quali sieno le cose ne-
e fr. Stanislao con molti frati mi- cessarie , utili e comode ; confer-
nori. IMori il b. Pietro da Monte- mando poi la proprietà della santa
compatri discepolo di s. Francesco, Sede sui beni mobili ed immobili,
e portatore dell' istituto minoritico ne vietò il cambio o la vendita
in Ispagna, terminando di vivere senza licenza apostolica o del car-
in Oviedo, ove si venera; l'annes- dinale protettore. Essendosi rinno-
so convento passò neli490 dai vate le querele del clero sulla ca-
conventuali agli osservanti. San Lo- nonica porzione delle lascite fatte
dovico IX re di Francia, protettore ai minori, Alessandro IV dichiarò
paterno dell' ordine, di cui si vuole formalmente 1' esenzione di pagare
terziario; il suddetto beato Leone la canonica porzione, e spedì l' in-
dei primi compagni di s. Francesco, dulto detto mare che magnum ,
suo confessore e segretario, il cui incomincia Firtute conspicuos, con
corpo giace nella basilica d'Assisi ; cui confermò tutti privilegi del- i

il b. Giovanni, uno dei primi pro- l'ordine. Indi colla bolla Ex parte
pagatori dell' istituto in Provenza ,
i'es/ra, Alessandro IV dichiarò che
egualmente fiorirono nel generala- quanto usava il religioso apparte-
to dì s. Bonaventura , e volarono neva all'ordine, cui era tenuto con-
al cielo insieme ad altri molti. segnarlo nel passaggio dal chiostro
La virtuosa ed esemplar vita, lo alle dignità ecclesiastiche : tal bolla
zelo ed il fervore dei frati minori fu da Clemente IV estesa ai do-
nel pubblico servizio della Chiesa, menicani, e nel decorso secolo Be-
e neir ampllazione della gloria di nedetto XIII, colla bolla Postulai^
FRA FRA 83
estese tale disposizione a tutti i re- tenne dal Gregorio
b. due in- X
golari, dichiarando che all'uscir dal dulti, uno in conferma de' privilegi
chiostro il regolare altro non po- e prerogative godute dall'ordine,
teva portar seco, se non le sue con l'altro facoltizzò i frati di alie-
vesti, il breviario ed i suoi mano- nare e cambiare tutti i berli mo-
scritti. Altre bolle Alessandro IV bili lasciati all' ordine in cose utili
emanò in favore de'minori, dichia- e vantaggiose. Gregorio A nel X
randoli capaci come l'ordioe eque- 1276 successero, prima Innocenzo
stre gerosolimitano, di ricevere la- V, poi Adriano V, il quale in Vi-
scile di mali acquisti, ed in racco- terbo fu sepolto nella chiesa de'mi-
mandazione dei sindaci destinati nori ; ai rispettivi articoli del Di-
dalla santa Sede a ricevere per zionario si parla dei Papi sepolti
essa a contemplazione dell' ordine nelle chiese de' francescani. Alcuni
de'minori le cose donate. Il clero danno per successore ad Adriano
secolare ed alcune persone laiche V, Gregorio XI Visconti o Fice-
contrastando ai minori ed ai do- domìno de Ficedominis (Fedi),
menicani godimento delle suc-
il facendolo francescano; ma prima
cessioni ereditarie, Clemente IV del 1628 non ne trova memoria
se
colla bollaOhtenlu de' 2 febbraio 1 negli scrittori dell'ordine, mettendolo
1266, dichiarò potere i due ordini in dubbio il Wadingo. Certo è che
lecitamente succedere nelle eredità, nello stesso anno 1276 fu creato
ed esercitarne tutti i diritti ; a que- Papa Giovanni XXI, gran fautore
sta dichiarazione Sisto IV poscia de'frati minori, di cui
si tiene per

die maggior estensione. La bolla certo che avrebbe fatto cardinale


Obtenlu si custodisce nell' archivio fr. Giovanni da Parma, che al dire

de'conventuali in Assisi, e per or- del Novaes n'era generale, se piìi


dine di Benedetto XIII l'esamina- lungamente fosse vissuto. In sua
rono e dichiararono per legittima morte, a' 2 5 novembre 1277, fu
e sincera, Domenico Ri vera prefetto sublimato al pontificato Nicolò III
dell'archivio pontifìcio, Giusto Fon- Orsini, già amorevolissimo cardinal
tanini e Giovanni Vignoli custode protettore dell'ordine, che continuò
della biblioteca vaticana. Inoltre a beneficare nelle piili luminose
Clemente IV a' 23 luglio •
1265 guise. Primieramente nel destinare
pubblicò altra bolla per .la desti- protettore dell' ordine serafico il

nazione dei sindaci nella provincia cardinal Matteo Orsini, suo nipote,
di s. Francesco, che incomincia gli disse : damus libi omnium, quae
Cum dilecti Jilii, a cui i correttori habemus; potissinium tradinuis cor-
delle stampe posero due note mar- dis nostri delicias, pupillam oculo-
ginali, rigettate dai conventuali. rinn nostroriim. Indi iXicolò III e-
Mentre nel 1274 celebravasi in manò una gravissima dichiarazione
Lione il concilio generale, i minori della regola francescana,
la quale
tennero il loro capitolo generale si riputava da alcuni oscura, e di
nella medesima città, dando in suc- difficile osservanza, e per garantire
cessore a s. Bonaventura fr. Giro- r ordine dagli assalti delle lingue
lamo Massi o Massio di Capradosso, mordaci. Tale dichiarazione il Papa
altri dicono d'Alessiano, della dio- la fece prima esaminare da quat-
cesi d'Ascoli nella Marca. Egli ot« tro famosi giureconsulti, fra' quali
4 FRA FRA
Glnsiano Casati o Angiiisoni, Pielro rico di continuare nel governo del-
Peiegrossi, e Benedetto Caetani, tut- l' ordine fino al capitolo generale.
ti poi creati cardinali, e divenuto Questo si celebrò in Assisi nel se-
l'ultimo Papa col nome di Boni- guente anno, e venne eletto in mi-
facio VIIIj la fece inserire fra le nistro generale fr. Bonagrazia Tielci
stravaganti nel sesto libro delle da s. Giovanni in Persiceto. Nella
decretali da lui pubblicato, al cap. stessa promozione di fr. Girolamo,
Exiit qui seminat, in 6 De i'erbor. Nicolò IH creò cardinale l'altro
Per cui tal dichiarazione
sìgiiifìc. francescano Bentivenga Bentivenghi
di Nicolò HI viene tenuta come d' Acquasparta, suo confessore. Il

base e fondamento della claustrale Papa Martino IV fu benevolo coi


disciplina minoritica, il perchè, co- francescani , cui rilasciò la bolla
me dice il dotto osservante Em- dell' istituzione forma
de'sindaci in
manuele Roderico, Qiiaest. reg. et più ampia di quella d' Innocenzo
canon, t. J, quaest. 2 e 3, le po- IV, per amministrare quanto la
steriori congregazioni e riforme del- cristiana carità olTiiva, donava e
l' ordine , tutte si determinarono lasciava a contemplazione de' frati

air osservanza della decretale di minori. Dichiarò che delle cose ,

Nicolò Di poi Clemente V nel


III. mobili ed immobili, di cui l'ordi-
concilio di Vienna, pub-
generale ne avea l'uso, n'era la proprietà
blicò la decretale, cap. Exivi de della Chiesa romana, a nome della
paradiso, iuter Clementinas, sulla quale volle che ripeter si potessero
regola francescana, senza discostarsi in giudizio le cose lasciate, quando
da quella di iSicolò III, che anzi si negassero dagli eredi. Nel 1284
encomiò ; e Giovanni XXII, che lo morì santamente in Avignone fr.
successe, nuovamente la ratificò, Bonagrazia, e prese il governo del-
come dalla costituzione Quia quo- l'ordine col carattere di vicario fr.

ruindani exigit. Veggasi il Wadin- Guglielmo di Falgario provinciale


go, Amial. Old. minor., all'anno d' A(juitania : sotto i due ultimi
12'jq, che è quello in cui ìNicolò generalati, come nei precedenti, i

III promulgò la sua dichiarazione. francescani ebbero molti servi di


La disciplina dei minori osservan- Dio che gì' illustrarono. Nell'anno
ti, come delle riforme scalza, cap- 1285 morì in Perugia Marti-
puccina, riformata, e recolletta, di no IV, e fu sepolto nel duomo
vivere senza le rendite stabili, e di coll'abito de'minori, perchè peru- i

abborrirle, risveglia una questione, gini non permisero che si effettuasse


se la decretale di JSicolò III si la disposizione del defunto, il quale
accordi con l'uso di fatto semplice avea ordinato suo corpo si
che il

delle rendile annue, questione che trasferisse nella basilica di s. Fran-


per essere canonico-storico-morale cesco d'Assisi, pel grande amore
va letta neoli scrittori dell' ordine che avea portato ne val- ai minori :

francescano, per cui riprendiamo la sero i Onorio IV che


comandi di
tessitura di questi cenni. il predecessore avea chiamato ese-
Nicolò HI spedi nunzio ai re di cutore di sua volontà. In questo
Francia e di Spagna il generale tempo i frati minori esercitarono
fr. Girolamo, che al di lui ritorno presso il Pontefice 1' onorevole im-
nel 1278 creò cardinale, coU'inca- piego di lettori del sagro palazzo,
FRA FRA 85
ed il primo a sostenerlo fu fr. Gio- Matteo d'Acquasparta fu il primo ad
vanni Pekamo inglese che con , esercitarne l'offizio fino al capitolo.
decoro avea sostenuto in Oxford Si tenne questo in Rieti, ed alla
ed in Parigi la cattedra di teolo- presenza di Nicolò IV restò eletto
gia e sagra Scrittura. Fatto arci- generale fr. E.aimondo Gaufredi
vescovo di Cantorbery, ebbe a suc- francese, il quale quietò la contesa
cessore nel lettorato fr. Matteo insorta nel Piceno tra'minori, sulla
d'Acquasparta, poi generale e car- povertà ; ed inviò i dissenzienti al
duiale. Dopo di lui venne fr. Gu- re di Armenia, che avea richiesto
glielmo da Falgario celebre profes- religiosi all' ordine. Nicolò IV rin-
sore di teologia, sopra nominato; novò r ultimo indulto sui sindaci
promosso al vescovato di Viviers, apostolici, confermò il terz' ordine
gli fu sostituito fr. Giovanni Minio di s. Francesco, intorno alle cui
di Morrovalie, poi generale e car- stimmate approvò il decreto d'Ales-
dinale. Indi lo fu fr. Gentile da sandro IV; e riposò uel Signore
!Montefìore, poi fatto cardinale da il dì del venerdì santo 1292. Fu
Bonifacio Vili nel 1298, e l'ultimo sì umile nel portamento, che s.

lettore uiiiiorita fu fr. Reginaldo Antonino, in Chron. par. 2, tit. 20,


dell' Umbria. cap. 7, narra che soleva dire, che
In Milano nel ìiSS dal capito- stimerebbe più esser cuoco fra i

lo generale venne promosso al su- suoi frati, che cardinale ; ciò ch'egli
premo uffizio di ministro Arlotto avrebbe rifiutato, se non avesse te-
da Prato in Toscana, celebre per muto di offendere il suo ordine. Suc-
le sue concordanze della Bibbia ; ceduto nel pontificato s. Celestino V,
ma morto in Parigi dopo undici tornarono dall'Armenia i nominati
mesi, ripigliò fr. Falgario l' ufiizio religiosi, i quali con altri ottenne-

di vicario generale, fincliè nel 1287 ro dal Papa di poter osservare a


fu eletto in Monpellier fr. Matteo rigore fuori dell' ordine la regola
d'Acquasparta in generale. ludi nel francescana, prendendo il nome di
1 288 il cardinal Girolamo Mascio Romiti di Papa Celestino. Siccome
venne creato Papa col nome di li proteggeva il generale fr. Rai-
]\'icolò IF (T'edi), ilprimo de' frati mondo, Bonifacio Vili ad evitare
minori a salire la veneranda catte- rotture nell'ordine promosse il ge-
dra di s. Pietro, promovendo nel nerale al vescovato di Padova ; ma
medesimo anno al cardinalato il egli Io ricusò, abbandonò 1' offizio,
generale JMatteo.Questo Pontefice ed intanto governò l'ordine il car-
pubblicò un perpetuo stabilimento dinal Matteo d' Acquasparta, finché
nell'elezione del vicario alla vacan- in Anagni nel 1296 i vocali in-
za del generalato; ed all'ordine, nalzarono al generalato fr. Giovan-
che gli avea aperta la strada a ni Minio da MoiTOvalle.
tante dignità ed onori, dar volle Avendo a cuore il nuovo zelante
un sincero monumento di sua pre- ministro la custodia della povertà
tlilezione. Con sua bolla Quoniani minoritica, inviò ed a' provinciali
n-i'ocaliir, de' 1
4 ''laggio 1288, ri- ai frati un enciclica riportata
tutti
servò alla santa Sede nei tempi dal Wadingo, in cui declama con-
futuri la destinazione di un vicario tro le possessioni, rendite e limo-
generale apostolico ; e il cardinal siue perpetue, ne vuol tollerare le
86 FRA FRA
rendite personali, e le commissaria nel loro tenore di vita. Prima Giulio
lasciate a' frati ed ai conventi, mas- II, e poi Leone X incorporò i chia-
sime se perpetue. Com'è naturale, reni ai minori osservanti, e s. Pio V
gli scrittori francescani parlano di rinnovò comando. Indi Gre-
tale

questa enciclica secondo la disci- gorio XIII permise ai chiareni che


plina, che su questo punto segui- erano entrati tra i conventuali di
vano. Tuttavolta ebbero luogo ri- rimanervij vietando agli osservanti
nunzie e distrazioni dei mali acqui- di molestarli. JNe rimasero di chia-

sti e personali e del comune ; ma reni qualche numero, che poscia


gli altri che non avevano alcuna si estinsero: nel 1600 ancora ne
marca di proprietà restarono sul sussisteva alcuno, lodandone la vita

pie di prima, ed i conventuali tut- Roderigo. Tra i beati e i santi


tora li godono. Bonifacio \ 111 ri- che in questi tempi fiorirono, fa-
vocò un tal privilegio ai religiosi, remo menzione del b. Corrado Mi-
che dal predecessore avevano otte- liani, che riposò nel Signore in A-

nuto di poter vivere da romiti, e scoli della Marca nel 1289: il suo

separarsi dall'ordine, e li volle uniti corpo si venera in quella chiesa


anche Benedetto XI. Alcuni soste- de' conventuali, e Pio VI accordò
nendo la separazione sorpassaro- a suo onore l' uffizio e la messa.
no i limiti della sommissione ai Xicolò IV voleva crearlo cardinale.
pontificii ordini, e caddero nell'e- In Cortona volò al paradiso la ter-
resia ; altri quantunque costan- ziaria s. Margherita, canonizzata po-

ti nel loro tenore di vita, ed in- scia da Benedetto XIII. S. Lodovico


terpretazione della regola si con- vescovo di Tolosa, figlio di Carlo II

dussero diversamente. Tra questi re di Napoli ; egli con unico esem-


fu fr. Angelo da Cingoli, stimato pio era stato ordinato negli ordini
autore del libio Delle selle tribo- minori da fr. Francesco da Apt
lazioni dell' ordine, nel quale col minorità, facoltizzato da s. Celesti-
suo modo di pensare da zelante no V, e poscia Giovanni XXII il
tessè la storia degli avvenimenti pose nel catalogo de' santi. Nomi-
minoritici rapporto alla povertà. neremo ancora s. Ivo del terzo
Trovò Angelo il modo di riti-
fr. ordine, dappoi canonizzato da Cle-
rarsi tra monti Apennini di Ascoli,
i mente VI.
presso il fiume Chiaro o Chiareno, Bonifacio Vili nel i3o2,al dire
ed ivi si fece capo d' una congre- del Cardella, elevò al cardinalato
gazione romitica da lui riposta sotto il suddetto fr. Reginaldo dell' Um-
l'obbedienza e giurisdizione de' ve- bria ultimo lettore francescano del
scovi, e denominata la congrega- palazzo apostolico, come ancora creò
zione Chiarena, o Clarena (Fedi). cardinale il generale Minio , il
fr.

Menò Angelo vita santa, e dopo perchè in Assisi nell' anno seguen-
morte meritò dagli scrittori e dal te gli fu dato a successore fr. Gon-
popolo elogio, ed il culto di beato. salvo da Vallebuona, sotto del qua-
La congregazione fu confermata da le ascesero al pontificato Benedet-
Giovanni XXII, ma sotto Sisto IV to XI , e Clemente V che fissò la
i religiosi, ch'erano ancora sotto gli sua residenza in Francia, e poi in
ordinali, parte si unirono ai minori Avignone. Nel sesto anno del suo
conventuali, e parte continuarono generalato insorsero neirordine nuo-
FRA FRA ^j
ve contese, per parte di que* frati, mana. Inoltre Clemente V coman-
che in sostenimento dellapura di- dò ai frati spirituali di tornar al-

sciplina, accusarono l'ordine di vio- l'ubbidienza de' superiori, e dispen-


lata povertà a Clemente ed al V sò fr. Ubertino di passar tra i mo-
sagro collegio: principali autori del- naci benedettini. Alcuni dei frati
l'accusa furono que' zelanti a' quali spirituali seguirono gli errori di fr.
non era stalo lasciato godere l'in- Pier Giovanni Olivi, condannati nel
dulto di s. Celestino V, cioè il per- detto concilio; altri seguirono quel-

messo di vivere separati dalla co- li de Fraticelli (Fedi), originati da


munità dell'ordine. Essi erano al- due da cui u-
apostati francescani
lora chiamali frati spiriluali , alla scirono Beguardi i^Vedi), ed i Fra-
i

testa de'quali, colla protezione del ti della povera vita [Vedi), tutti
re di Napoli Carlo li , comparve egualmente condannati dalla santa
r ex generale fr. Gaufredi. In Avi- Sede, e puniti dal tribunale dell'in-
gnone ed in pieno concistoro Cle- quisizione. In Toscana ove il frati-
mente V udì le accuse di fr. Uber- cellismo erasi ampliato, poco man-
tino da Casale, in numero di ven- cò che non fosse confuso col terz'or-
ticinque, contro la regola , e dicesi dine de' secolari, e corse pericolo di
che andavano a ferire la decretale andar inviluppato nella condanna.
di IVicolò III : l'ordine fu difeso da Quindici vescovi e molti abbati re-
fr.Alessandro d'Alessandria, e due golari fecei'o testimonianza di loro
anni durò la disputa. Laonde Cle- innocenza.
mente V nel concilio generale di IMentre il generale fr. Gonsalvo
Vienna , siccome difensore dei re- era applicato nel togliere gli abusi
golari, ed amatore dei minori sino dalla clementina decretale riprova-
dalla pili tenera età, per ristabilir la ti, mori in Parigi nel i 3 i 3, e nel
pace nell' ordine pubblicò la sum- capitolo celebrato nell'istesso anno
menlovata Exivi de paradi-
bolla, in Barcellona ebbe a successore il

so. In essa cambiò aspetto alle ac- benemerito fr. Alessandro d' Ales-
cuse, e le dichiarò come quesiti, e sandria, che visse nell'offizio un an-
rispose , che non si potevano pra- no e quattro mesi , e morendo ia
ticare,, perchè andavano uniti alla R.oma fu sepolto eoa in Araceli
proprietà di cui I' ordine era inca- iscrizione. Tra Dio che
i servi di
pace , seguitando le traccia della in quest'epoca meritano special me-
decretale di Nicolò III. L'ordine ri- moria, vi furono diversi ed il b. ,

mase soddisfatto, non i frati spiri- Andrea Conti nipote di Alessandro


tuali che attendevano una proibi- IV e zio di Bonifacio Vili , che
zione ai sindaci apostolici di rice- umilmente due volte ricusò la di-
vere e ritenere i beni immobili e gnità cardinalizia, per cui alcuni lo
semoventi, e le eredità lasciate nel- posero nel novero de'cardinali: Inno-
le loro mani a sostentamento dei cenzo XIII Conti ne approvò il cul-
frati, e dai sindaci conservate inven- to immemorabile. Quale splendido
dute ed ainmini>trate per dare ai astro dell'ordine francescano si spen-
religiosi le rendite in limosina da se in terra Giovanni Duns
il ven.
consumare con l'uso semplice di Scoto, soprannominato il dottor sot-
fatto, riservata la proprietà de'fon- tile: accadde la sua morte nel con-

di e delle rendite alla Chiesa ro- vento di Colonia agli 8 novembre


,

8S FRA FRA
i3o8, nella fresca età d'anni 34- costituzione ExHc di Nicolò III su
La sottigliezza dell'ingegno e l'il- l'uso delle dominio delle
cose, il

libatezza della dottrina gli merita- quali riserbava alla Chiesa roma-
lono 1' elogio di aquila degli inge- na, spiegata e confermata da Cle-
gni : divolissimo della madre di mente V colla costituzione Ex ivi
Dio professò 1' opinione della pre- non si doveva intendere dai mino-
servazione di Maria dal peccato o- ri di quelle cose che si consumano
riginale, la sostenne in pubblico ed coir uso, soggiungendo, che coloro
in privato, e l'illustrò teologicamen- i quali affermassero, che Cristo e gli
te. In Foligno volò all' eterne de- apostoli non possedettero cosa veru-
lizie la vedova
Angela e nella b. ,
na né in comune, né in privato,,
chiesa de' conventuali gode da tem- fosseio annoverati tra gli eretici, co-
po immemorabile cappella ed al- me dall' estrav. Cam inler nonnul-
tare dedicato a Dio a suo onor«: los. Ecco poi come si racconta la
Clemente XI ne concesse l'utllzio e questione àaW Apologia per L' ordì'
messa. Frattanto nel i3i6, in Na- ne de"" frati minori, tom. 3, lib, 12,
poli, fu eletto nel capitolo per mi- secolo 2, capit. anno i32i. » La
i,

nistro generale fr. Michele Fuschi » detta controversia nacque nell'an-


da Cesena , sotto del quale alle }} no suddetto, e fu questa sopita
querele de' zelanti religiosi sul vo- » dal Papa (Giovanni XXII), giu-
to di povertà, si aggiunse la famo- » sta il parere del p. Ubertino da
sa questione della povertà di Ge- :> Casale (frate minore), che oggi è
sù Cristo e degli apostoli, eccitata » la dottrina comune dei teologi.
nel i322 tra i domenicani e i mi- M Risuscitata fu nell' anno seguen-
nori. Venne fuori il quesito, se sia " te.... fa scritto al capitolo gè-"
eresia l'affermare, che Cristo e gli M nerale de' frati minori in Peru-
apostoli non abbiano avuto cosa ve- » già.... i quali manifestarono il
rujia di proprio ne in comune, ne !> loro sentimento scrivendo una
in particolare. I minori difesero che 5» lettera a tutti i fedeli, in cui dis-
Cristo e gli apostoli nulla affatto « sero e provarono che Cristo e gli
ebbero di proprio e non sembra , « apostoli alle volte come maestri
vero da quanto diremo che nello » di perfezione religiosa, nulla eb-
stesso sentimento sia entrato il capi- 55 bero di proprio né in particola-
tolo generale adunato in detto anno » re, né in comune, ma come
a Perugia, anzi vedremo falsa tale » maestri di tutti i fedeli ebbero
assertiva; indi segui disputa in Avi- » anch'essi alle volte qualche cosa
gnone alla presenza del Papa e dti » di proprio; come appunto aveva
airdinali. La condotta di questi mi- " dotto il p. Ubertino, e come dis-
nori incontrò la pontifìcia disappro- « sero poi comunemente teolo- i

?3•

vazione , essendo Giovanni XXII « gì .

nauseato dalle interne differenze La decretale Ad conditorem, con


de' minori , che i zelanti tenevano la quale il Papa troncò la dispula
vive, benché tornati all'ubbidien- intorno all'abito de' minori, e ri-
za. Indi Giovanni XXII nel iSaS nunzia dominio delle cose con-
al
pubblicò la costituzione, estrav. Ad sumabili con l'uso dai francescani,
conditorem, tit. 14, cap. 3 De vero, fu un grave colpo alla disciplina
signifìc, colla quale dichiarò che la contraria rapporto alla povertà, ap-
FRA FRA 89
poggiata all' uso de' sindaci che ve- Marca nella sua Difesa de' Ponte'
nivano tolti. Grande fu la commo- fici accusati di errore, cap. XXXV,
zione dell' ordine, massime del ge- pag. 358, dell' ediz. di Roma 1780.
nerale, e del procuratoi'e generale Ubbidirono prontamente alla ponti-
ir.Conagrazia da Bergamo. Questi ficia determinazione i cardinali fran-
con biasimevole coraggio si presen- cescani Vitale del Forno o Four
tò al Papa , ed in concistoro pro- creato da Clemente V nel i3i2, e
testò contro la bolla Ad condilo- Bertrando Augeiio della Torre crea-
rem. Le memorie dell' ordine assi- to da Giovanni XXII nel i32o, ed
curano , che una parte delle prò- altri vescovi, che compilato aveva-

\incie continuò ad eleggere, ed a no alcuni libri per esaminar que-


far uso del sindaco , ed un' altra sta controversia. Ma sentendo il
ricorse al comune della città im- Papa che il generale fr. ftlichele da
plorando procuratori e sindaci , e Cesena sparlava della decretale, e
da per tutto si appigliò al ripiego, seguiva la fazione del suo nemico
che le monache Clarisse prendesse- Lodovico il Bavaro già solenne- ,

ro la proprietà e dominio dei be- mente scomunicato, lo chiamò in


ni stabili lasciati dai fedeli a con- Avignone, ove il generale sorpreso
templazione dei minori ; per la dal timore fnggì , implorando la
qual cosa poscia si fecero legati protezione dell'imperatore Lodovi-
d' immobili e di livelli fatti alle co. Quando poi Giovanni XXII udì
monache di s. Chiara , col peso di che il capitolo generale di Bologna
dare ai minori le rendite in limo- avea confermato nel generalato fr.
sina. Altri lasciarono i fondi in pro- Michele, annullò tale atto, il depo-
prietà ai loro eredi coli' obbligo di se dall' offizio, e consegnò il gover-
somministrare le rendite per limo- no dell'ordine al nominato cardi-
sina all' ordine. In Assisi si adottò nal Bertrando.
il costume di deputar due persone Piofittando di queste vicende
laiche col titolo di custodi, uno Lodovico, volendosi vendicar della
dell'altare della basilica di s. Fran- sua deposizione dall' impero, diffa-
cesco, l'altro dell'altare della chiesa mò apertamente il Papa come ca-
di s. Maria degli Angeli; ed a que- duto in eresia , servendosi per sì

sti si facevano dai fedeli legati in nefande calunnie delle penne di


beni stabili e semoventi. Tutto lo Giovanni Gianduno di Marsilio ,

studio de' minori fu che l'ordine JMenandro e di Guglielmo Ocamo


non acquistasse alcun dominio e uno de' maestri in teologia de' mi-
proprietà, rimanendo sempre spro- nori, siccome unito agi' interessi del
prialo senza perder l'uso semplice deposto Michele da Cesena. In-
fr.

di fatto delle rendite annue. Umi- di portatosi Lodovico in Roma ,


liati i frati minori, Giovanni XXII trasse dal chiostro d'Araceli il pe-
si ad ultimar la controver-
rivolse nitenziere francescano fr. Pietro Rai-
sia della povertà, secondo il decre- nalucci da Corbara, e nel i328 lo
tato della bolla Cam iiiter, condan- dichiarò antipapa col nome di Ni-
nando nel i324 quelli che osasse- colò V. Questi durò circa due an-
ro di contraddire questa decisione, ni nel falso pontificato, in cui creò
colla estravag. Quia quorundam^ De pseudi vescovi e cardinali del suo
veri, sìgnif. Yeg.gasi Saverio de partito. Ma poscia condotto prigio-
90 FRA FRA
ne Avignone ottenne perdono da
in riosi martiri, delle cui stupende ge-
Giovanni XXI 1, ed in morte fu se- sta sono piene le storie ; inalbe-
polto nella chiesa de' minoii coU'a- rando ovunque lo stendardo della
bilo loro. Tutto si nana con piìi croce, facendo risorgere la Chiesa
diffusione Antipapa
all' articolo cattolica nella gerarchia de' pasto-
XXXIF, ed altrove. Michele da Ce- ri, ed erigendo piìi case del mino-
sena, Guglielmo Ocamo, e i com- rilico istituto.
plici furono scomunicati e dichia- Nei due ultimi generalati parec-
rati ereticied apostati ; rientrati chi servi di Dio colle virtìi e mi-
poscia in sé stessi si pentirono , e racoli mantennero brillante e ri-
Michele mori in Monaco l' anno spettabile la riputazione dell'ordine.
1842. Mentre i francescani erano San Rocco ascritto al terz' ordine,
agitati da tali avvenimenti, Filippo dopo aver liberato col segno della
di Maiorica volle istituire un nuo- croce molte città d' Italia dalla pe-
vo ordine sotto la regola minoriti- ste, nel )327 chiuse santamente in
ca, indipendente dai superiori del- Monpellier sua patria il corso mor-
l'ordine, ma il Papa non accon- tale. Nel generalato dell' Odoni, ap-
senlK 11 cardinal Bertrando volen- provò Benedetto XII le costituzio-
do deporre il governo dell'ordine, ni dell'ordine, perciò chiamate le
nel 1829 convocò il capitolo gene- BtnedeUi/ie, nelle quali tra gli al-
rale in Parigi, e restò eletto Ge- fr, triprovvedimenti riformossi il me-
rardo Odoni fiancese, che governò todo per iscorrere i gradi scolasti-
lodevolmente undici anni, fatto poi ci. Nel i33i riporta il Cardella
patriarca d'Antiochia, e vescovo di r esaltazione al cardinalato di Pie-
Catania. Dopo vent' anni di tribo- tro o Aurolo di Verberio,
Oiiol,
lazioni r ordine respirò pace, e Gio- fatta da Giovanni XXII: secondo
vanni XXII scrisse lettere piene di tale storico, Pietro entrò sino da fan-
amore pei minori, ricevendone mol- ciullo nell'ordine minorilico, ed ebbe
te di commendazione da vari so- il nome dì facondo dottore. Per ordi-

vrani Cancellò la memoria dei


. ne del capitolo generale di Cahors del
memoiati avvenimenti lo zelo mo- 1 337 furono riunite in un volume
strato dai minori nell' estirpazione quelle parti delle costituzioni gene-
de' fraticelli ; nella predicazione del rali, che non erano state inserite
vangelo ai tartari, agli etiopi, agli nelle costituzioni Benedettine, né
armeni , ai saraceni ; in illustrare da esse abolite. Ma ecco che si
le cattedre di Parigi, d' Oxford, di apre un'epoca veneranda, e di som-
Tolosa e di Dublino, e nell'eserci- mo lustro per l'ordine francesca-
zio nunziature e legazioni. Sino
di no, per la custodia ad esso affida-
dal 1245 Innocenzo IV avea in- ta dei luoghi santi di Palestina,
viato in diverse parti a predicare Già sino da che Francesco si re-
s.

quali missionari apostolici i dome- cò nella Siria, e probabilmente co-


nicani e i francescani , facendo al- me dicemmo nella Palestina , si

trettanto Pontedci successori con


i inaugurò una provincia di frati
immensi vantaggi della Chiesa cat- minori nella Terra Santa. Crebbe-
tolica.Nelle missioni dell'Asia, del- ro conventi e gli ospizi per tal
i

la Russia e di altre regioni, i mi- forma, che Giegorio IX a favorir-


nori ebbero uomini insigni e glo- ne la moltiplicazione ogni di piìi,
FRA IRA 91
con Si Ordinis fr. Minor.,
la bolla mente VI lodò altamente la reale
nel i2 3o reputò opportuno consi- impresa, la quale senza spargimen-
glio il raccomandarne la speciale to di sangue, e senza ulteriori stre-
protezione a tutti i prelati d'orien- piti- guerrieri preservava dalla pro-

te; e nel 1260 era già ivi iìorenle fanazione i monumenti più augu-
provincia, della quale con parole sti della cristiana religione ; appro-
onoi'evoiissime parla Alessandro IV vò la destinazione de' frati minori,
nel 1257 in un diploma d'indul- e comandò al generale, come al
genze come di crociati spedito ai provinciale di Napoli, che sempre
religiosi francescani custodi dei luo- avessero cura di spedire a Gerusa-
ghi santi. Ma
1291 i minori
nel lemme i migliori religiosi dell'or-
alla terribile conquista che fece di dine.Vero è però, che prima dei
Tolemaide Melec-Seraf, furono sban- commendevoli divisamenti del re
diti del tutto dalla Palestina, di- Roberto, il soldano aveva cojn mes-
strutti i conventi, profanate le chie- so ai frati minori la cura del se-
se, uccisi i più costanti a rimaner- polcro di Cristo ; ma questa com-
vi. Ed
appena, come quasi di sop- missione non era di tanto peso, che
piatto, ottenne il coraggioso padre si potesse considerare stabile e per-
Rogerio Guarini frate minore d' Aqui- petua: laonde tutto l'operato del
tania, con commendevole zelo, di monarca di Napoli si raggirò nel-
ritornarvi con altri otto confratelli la perpetua sicurezza, che il santo
nel i333, siccome era del tutto Sepolcro fosse in mano di sacerdo-
perduta la speranza di ricuperarli ti esemplari della Chiesa latina, e
dalle mani degl'infedeli in un al siccome il soldano avealo consegnato

regno di Gerusalemme, il saggio ai minori in custodia, il zelante re


Roberto re di Napoli, e Sancia sua si adoperò acciocché l'ordine fran-
consorte eredi presuntivi della coro- cescano in avvenire lo ritenesse
na gerosolimitana, pensarono alla ma- perpetuamente. Nel pontificato di
niera di far entrare stabilmente alla Gregorio XI, l'anno i375, i frati
custodia di que' benedetti luoghi, minori ebbero inoltre il luogo di
santificati coi misteri di nostra av- Bedenune [Fedi), e successivamen-
venturosa redenzione, e che furono te la valle di Giosafat, la villa o
r obbietto di tante dispendiose CrO' orto di Getsemani, il monte Oli-
date (^Fedi), ecclesiastici degni ed veto, ed il luogo di Barut o Beri-
esemplari. Con fatiche e lodevoli to, dov'era l'inunagine di Cristo,
maneggi, e con abbondante sborso di cui parlammo all'articolo Cro-
di denaro riuscì nel i 343 alla pie- cefisso ( Fedi) , la quale essendo
tà dei reali coniugi di ottener dal stata crocefissa da una ciurma di
soldano, che nella chiesa del Sau- ebrei gettò dalle piaghe sangue vi-
to Sepalerà i^Pedi), e nel sagro mon- vo e miracoloso. La custodia dei
te di Sion dimorassero dodici fra- luoghi santi, nel i44^> dai minori
ti minori, de' quali si addossarono conventuali, fu aggiudicata esclusi-
il peso del mantenimento. Segnata vamente per disposizione di Euge-
dal principe maomettano la concessio- nio IV minori osservane, che
ai
ne perpetua, il re Roberto e la regina tutt' ora r hanno, avendo i Ponte-
Sancia si rivolsero alla santa Sede fici arricchito di singolari privilegi
per domaadarne l'approvazione. Cle- il p. guardiano del santo Sepolcro.
9^ FrvA FRA
JJolti francescani spedili a Palesti- l'ordinp, dappoiché poche limosina
na, patirono glorioso martirio. ricevette, e fu decimato colla mor-
Roberto amorevolissimo co' mi- te di ottimi religiosi con dillicoltà :

nori, e divotissimo di s. Francesco, si rinvenivano i sindaci, custodi degli


inoltre con regia munificenza fon- stabili, molti de'quali
si perderono,

dò all'ordine conventi e chiese, al- e furono i religiosi


de' supeistiti
tri ne restaurò; ed otto giorni pri- costretti a prenderne l'amministra-
ma di morire vesti l'abito minori- zione. Allora ebbe origine tra i
tico, professò, e si fece seppellire conventuali il leligioso procuratore,
da francescano nella chiesa del Cor- e i libri di registro delle spese ivi
po di Cristo in Napoli. La regina segnate o dai guardiani o dai pro-
Sancia sua consorte i' imitò, e si curatori, pel rendimento de' conti
fece monaca clarissa: lungo catalo- al capitolo conventuale, ai custodi,
go si dovrebbe poi tessere, seno- ai provinciali, od ai generali nelle
verare volessimo i sovrani, princi- loro visite. Ciò non pertanto nel-
pi, ed alti personaggi ch'entrarono r assistere i religiosi gli appestati
nell'ordine francescano, e ne au- privi de' loro parrochi, si aumenta-
mentarono lo splendore. La brevi- rono da un altro lato i beni stabi-
tà compendiosa dell'articolo, ce lo li, colle moribondi in suf-
lascite de'
vieta, avendone ampiamente tratta- fragio delle proprie anime, per cap-
to gli storici dei minori. JNel 1342 pellanie perpetue a vantaggio dei
Clemente VI creò cardinale il mi- anche di altri ordini. Buo-
religiosi,
norità Elia Nabitan o Nabinalli di na parte n' ebbero i francescani, i
Aquitania. Al generale Oddone o quali per non offender le decreta-
Odoni nel 1340 venne destinato in li di JNicolò III, e di Clemente V,
.successore col grado di vicario apo- al cessar dei flagelli, rinnovarono
stolico Fortanerio Vassal o Va-
fi-. le suppliche alle città e terre per-
selli francese, che dopo tre anni fu chè gli dessero dei sindaci e con-
eletto ministro generale in Blarsi- servatori, dopo il concilio
ciò che
glia l'anno 1 34 3 sgovernò cinque di Trento è ridotto ad una pura
anni, indi divenne arcivescovo di cerimonia, eccettuati i minori os-
Ravenna e patriarca di Grado, crean- servanti e riformati, che conserva-
dolo nel i356 cardinale Innocenzo no con religiosa osservanza i loro
VI. iS'el 1348 in Verona fu eleva- sindaci apostolici, secondo le leggi
to al generalato fr. Guglielmo Fa- pontificie, e la natura dell' istituto.
rinerio francese, che il detto Papa Intanto celebratosi il capitolo gene-
nel i356 fece cardinale, abilitando- rale in Assisi nel i354, il generale
lo a continuar neiroOizio sino al Guglielmo iu vece delle costituzio-
capitolo generale. Secondo il Car- ni Bencdelliiie ripristinò le antiche
della , Clemente VI sino dal i35o lidotte a metodo da s. Bonaventu-
aveva innalzato alla dignità cardi- ra ; le illustrò, ed accomodò alle
nalizia Pastore di Sarestudio o circostanze de' tempi, e dal suo co-
Sarescuderio, che il Wadingo chia- gnome le denominò Costituzioni
ma Serrescuderio, che sino da fan- /(/linerie.
ciullo entrò nell'ordine de' minori. L' uso di fatto semplice delle li-

Due orribili flagelli, la fame e la mosine in rendite annue, nato co-


peste, portò anche pregiudizio al- me abbiamo detto nei primi tera-
FRA FRA 93
pi dell' ordine, ed ampliato col de- in Reauvais, ripigliando il governo
correr degli anni dalla liberalità dell'ordine col carattere di vicario
de' benefattori, se dai religiosi che apostolico il cardinal Farinerio.
ne fruivano fu considerato innocen- Riccardo arcivescovo di Armadi si
te ed associabile colla purità della scagliò contro gli ordini mendican-
regola, non si vedeva senza quere- ti, massime contro il minoritico, ed

le e lamenti dai zelanti della rigo- in ispecial modo sulla povertà: In-
rosa osservanza della regola lette- nocenzo VI gl'impose silenzio, e rin-

rale di s. Francesco, che vestivano novò i privilegi ai mendicanti. Nel


un abito più ruvido e che preferi- i358 il real principe Pietro figlio

vano le giornaliere limosiiie que- di Giacomo II re di Aragona ab-


stuate. Dopo varie vicende in par- bracciò r istituto francescano, e nei
te accennate, i zelanti della pover- ventanni che sopravvisse si rese
tà gridarono alla fine fortemente, chiaro in pietà e dottrina, e con-
e come narra il p. Gonzaga gene- corse in persuadere prima Urbano
rale degli osservanti, De orìg. orci, V, e poi Gregorio XI a restituire
serapìi. p. 44» vollero colle del)ile a Piorna la residenza pontificia. In
licenze separnrsi, e presentando a ta- Genova fu eletto in generale fr.
le effetto umili suppliche al generale Marco da Viteibo, che servì in va-
Farinerio, domandarono di ritirar- rie nunciature Urbano V, che nel
si a vivere conforme al loro spiri- i366 lo creò cardinale. Urbano V
to nelle solitudini, essendone capo come il predecessore indirizzò let-
fr. Gentile da Spoleto. Favorì il tere apostoliche al capitolo genera-
generale domande, indi fr. Gen-
tali le, lodò l'ordine, inculcò la con-
tile si Clemente VI, il
portò da cordia, e concesse egli pure ai vo-
quale con bolla de'i3 dicembre cali l'indulgenza di sette anni ed
i35o approvò, che nei conventi altrettante cjuarantene: per nn an-
delle Carceri, di IMontekico, di Ro- no governò l'ordine il cardinal pro-
mita, e di Giano si potesse libera- lettore Nicolò di Ressa. Visse in-
mente e lecitamente osservar la re- torno a questo tempo il minorità
gola nella sua semplicità e purez- tedesco di Friburgo fr. Bertoldo
za, senza che alcun superiore del- Nero o Sclnvartz, altrimenti nomi-
l' ordine lo potesse impedire. Rap- nato Costantino Anglisken, inven-
presentando ad Innocenzo VI gli tore della polvere di artiglieria in
altri religiosi che il pioposito del- Europa; e vuoisi che i primi a far-
la congregazione di fr. Gentile non ne uso fossero veneti nella guer- i

poteva sussistere, egli nel i35t( ri- ra di Chioggia coi genovesi. Però è
vocò gli ordini, restando impedito da notarsi, che altri attribuiscono
l'adempimento di quel buon vole- i primi lampi di questa stupenda
re. A quest'epoca devesi far men- invenzione ad altro frate minore,
zione della disputa insorta tra i cioè a Rogerio Raccone inglese, che
minori e i domenicani sul prezio- Pico della Mirandola chiamò inge-
so sangue di Cristo, che sopita per gnosissimo, e nell'ordine è conosciu-
un secolo dopo si risvegliò.
allora, to sotto il nome di dottore mira-
Nel iSSy fu in Rarcellona tatto bile. K.Ph'ìlo.<!ophìae universae insti-
generale fr. Giovanni Bucchio fran- tulioncs ,
per 1' uso delle scuole se-
cese, che nel seguente anno morì rafiche, toni. I,
§ 4'-
94 FRA FRA
Nel i359 passò all'altra vita l'in- dingo all'anno i 368, i quali erano

signe giureconsulto fr. Bartolo da sparsi nei conventi, mischiati agli

Sassoferrato francescano: egli è au- altri che si valevano delle dispense


tore d'una difesa dell'ordine, il cui pontificie; quindi tornato all'ordi-
libro ha per titolo: lìlinorilaruni ne, fr. Paolo bramoso della osser-

decisìonum. IMorendo lasciò il suo vanza letterale della regola di s.

corpo alla chiesa de' minori in Pe- Francesco, a mezzo del congiunto
rugia, dove aveva apprese le pri- Ugolino supplicò ed ottenne dal
me scienze e la pietà, e ripartì i generale Frignani per sé e suoi
suoi beni alle chiese francescane compagni, l'eremo di Brogliano si-

di Perugia e Sassoferrato. I vene- tuato su i monti tra Foligno e


rabili Dio, tutti splenden-
servi di Camerino detti di Cnlfiorlto, i di

ti in virtù e miracoli, in buon nu- cui contórni erano abitati da per-


mero in questo tempo nobilitarono sone die vestivano pelli di pecora^
l'ordine: nella Bulgaria i minori e calzavano zoccoli di legno. Risep-
conferirono il battesimo a molte pero i padri della provincia la be-
migliaia d'infedeli, e riunirono al- nigna concessione, ed entrarono in
la Chiesa cattolica un gran numero timore di futura divisione dell' ordi-
di eretici. JNei comizi generali d'As- ne, presentando inutilmente le lo-
siside'i6 giugno l'^&j ì vocali , ro lagnanze. Intanto fr. Paolo con
innalzarono alla suprema prefettu- alcuni compagni nel i368 in Bro-
ra fr. Tommaso Frignani da Mo- gliano, nel pontificato di Urbano V,
dena celebre predicatore; accusato riunì pel primo elemen-
gli sparsi
di eresia fu trovato innocente, e nel- ti,o per dir meglio le sparse reli-
la chiesa di s. Pietro di Roma, al- quie della pura osservanza delle re-
la presenza di tre cardinali, di mol- gole di s. Francesco, e così 1' ordi-

ti prelati e religiosi, e d'immenso ne dei minori per questo avveni-


popolò gli fu reso il meritato ono- mento ricominciò ad avere l'anti-
re : di poi Gregorio XI lo creò pa- ca e priniitiva forma, e perciò eb-
triarca di Grado, ed Urbano VI be il nome della Regolare, osservan-
cardinale nel 1378. Poco prima za o frali minori osservanti, cioè
delle incolpazioni del generale Fri- degli osservanti della comimità o
gnani, passò questi nella città di della famiglia, per distinguerli da-
Foligno a presiedere al capitolo del- gli altri, e perchè non possidenti
la provincia dell'Umbria, ed i vo- non si confondessero coi conventua-
cali goderono della generosità di li possidenti.
Ugolino Trinci signore di Foligno, Fr. Paolo seguendo il suo spiri-
il quale provvide con liberalità al to di riforma co' suoi compagni si

loro sostentamento. Fr. Paolo laico fece un' abito più corto e più stret--
francescano, conosciuto meglio sot- to, non che più ruvido ; assunse
to il nome di beato Paolo Trinci, per calzamento i zoccoli di legno,
ed anche detto Paoluccio dalla pic- e divenne come capo o governato-
cola statura, stretto congiunto di re di questa rigenerazione che si ,

Ugolino, era stato ed era ancora molliplicò moltissimo per opera ,

uno di quei frati zelanti della pu- principalmente dei ss. Bernardino
rità della regola imitatori di fr. Gen- da Siena, Giovanni da Capistra-
e
tile da Spoleto, come narra il Wa- no, poiché nel mezzo di molti, che
FRA FRA 95
sì valevano delle dispense ponti- verno e nel 1878 fu sublimato al
ficie, moltissimi erano ancora che pontificato Urbano VI, contro il

vi ripugnavano. Questi osservanti quale insorse l'antipapa Clemente


della regola si conformarono alla VII (Vedi), che andò a stabilirsi
penitenza ed al rigore a seconda in Avignone, ed allora la Chiesa
dell' osservanza letterale della rego- restò divisa dal noto orribile e lun«
la di s. Francesco senza dispensa, go scisma in due ubbidienze, di Ro-
e senza l'uso, benché di fatto sem- ma in Urbano VI e successori, di
plice, delle rendite annue, ammini- Avignone in Clemente VII e suoi
strate dai sindaci. Dopo Leone X falsi successori, col seguito di car-
il nome di Zoccolanti dato dal vol- dinali, prelati, religiosi,popoli e
go ai religiosi compagni di fr. Paolo principi, sino al i^ìj, cioè al con-
Trinci, nato dall' uso di portare i cilio di Costanza. Urbano VI .si
zoccoli, si adottò da tutti gli osser- dimostrò amorevole coli' ordine, ed
vanti, perchè, dice il p. da Latera, oltre al Frignani, promosse al car-
era secondo lo spirito della pover- dinalato nel 1378 il minorità Bar-
tà da essi professata, e perchè pri- tolomeo Coturno genovese, e nel
ma di Leone X era stata ordinato i38i Leonardo de Rossi suddetto, e
dalle cosliluzionì Alessandrine, on- Lodovico Donato veneto di cui par-
de si legge tra gli altri del gene- leremo. Il generale Rossi, suddito
rale fr. Egidio Delfìni , che visitò di Giovanna di Napoli, I regina
r ordine niidìs semper pedibus, cimi seguace dell'antipapa, seguì ancor
zoccolìs liumililer incedendo. Si ap- lui questa fazione , ed abbandonò
pellò della Regolare osservanza Urbano VI, venendo riconosciuto
dal concilio di Costanza, allusivo per cardinale da Clemente VII :

all' idea propostasi di richiamare al- questo fu il primo anello della ca-
la vita la caduta osservanza lette- tena di quei tanti disordini, cui
rale della regola. E tanto si era soggiacque l'ordine.
cancellata dalla mente del popolo Urbano VI giustamente sdegnato
la pura osservanza della regola, che privò delle dignità il Rossi, e de-
i religiosi tutti compagni di fi". Pao- stinò vicario apostolico fr. Lodovi-
lo cominciarono avere nomi nuo- co Donato, uomo luminoso per elo-
vi, e perciò nei primordii furono quenza, dottrina e prudenza, men-
chiamati Frati dei romitorii, perchè tre egual destinazione fece l'antipapa
allora non dimoravano nei conven- in persona di fr.Angelo Brandoli-
ti, ma nei soli romitorii; ed anche ni ; ed ecco i minori avvolti nello
Frati dii'oli, dal continuo loro rac- scisma, e divisi tra due ubbidien-
coglimento e solitudine. Nel iSya, ze, che furono cagione di funesti
divenuto il general Frignani, come disordini , e di ferite alia religiosa
dicemmo, patriarca di Grado, Gre- disciplina. Nel 1879 in Strigonia si

gorio XI destinò vicario apostolico adunò il capitolo generale, coi vo-


Bertrando Latgerio minorità fran- cali di sole dodici provincie ubbi-
cese, che nel precedente anno avea dienti al legittimo Pontefice ; quel-
creato cardinale, il quale nel 1873 le di Romania Terra Santa e di
convocò il capitolo in Tolosa, e vi perplesse quale de'due Papi dove-
fu eletto a generale fr. Leonardo vano riconoscere, non vollero in-
llossi da GilFoni. Sotto il di lui go- tervenirvi , e fr. Lodovico Donato
c)6 FRA FRA
fu eletto generale, mentre in Nnpoli dia ntlla diocesi di Pavia. Dottissi-
i seguaci dell' antipapa crearono mo, prudente , e fornito di belle
antigenerale il vicario fr. Angelo prerogative, prese l'abito de' mino-
Erandolini, il quale continuò molti ri, ebbe il titolo di dottore rcfnl-
anni nel suo pseudo governo. Fat- gido, percorse luminosa carriera di
to Donato cardinale prosegui a
il dignità ecclesiastiche , finché nel
dirigere 1' ordine per due anni, si- i4o5 Innocenzo VII lo creò car-
no al capitolo generale, col grado dinale, efamoso concilio di
nel
di vicario apostolico. Non andò gua- Pisa del • ^^^ collegi car-
14^9
ri, che avendo sette cardinali con- dinalizi di Gregorio XII e dell'an-
giurato contro Urbano YI, furono tipapa Benedetto XIII lo innalza-
dannati a morte, fra' quali i fran- rono al pontificato col nome di
cescani Coturno, e Donato in Ge- Alessandro V
(Fedi). Mori in Bo-
nova , venendo sepolti in quella logna a' 14 'Piaggio i4io, e fu se-
chiesa de' minori. In questi misera- polto nel grandioso mausoleo dei
bili tempi non mancarono all'or- conventuali dietro al coro. Gli scrit-
dine illustri personaggi, ed uno stuo- tori che lasciò
francescani dicono
lo di servi di Dio volò al cielo, ed al nativo convento di Candia uà
alcuni colla corona del martirio. calice d'argento, due mitre prezio-
Nel capitolo generale di Ferrara se, l'anello pescatorio, e due croci
del i383 supremo mini-
fu eletto d'argento cogli ornamenti d'oro, in
stro fr. Pietro da Ganzano che , una delle quali eravi un pezzetto
mori nel seguente anno in Pistoia, della vivifica cróce.
ludi nel capitolo tenuto nel mede- Nel generalato dell' Alfieri, sotto
simo anno 1 384 '^^ Santo di Pa- la protezione ed il favore di Boni-
dova, fu preposto in successore al facio IX, i due ordini de'predicatori
defunto, fr. Martino Sangiorgi da e de' minori ripigliarono la sagra le-
Piivarolo, che passati tre anni ces- ga appellata la Società dei pellegrini
sò di vivere in Castelnuovo. Indi di Cristo, nata sotto Innocenzo IV,
nel 1387 i vocali in s. Croce di e rinnovata ne' pontificati di Gio-
Firenze elessero ministro generale vanni XXII, Gregorio XI, e Ur-
fr. Enrico Alfieri d' Asti che go- , bano VI. Era essa una moltitudine
vernò ottimamente dieciotto anni , di religiosi obbedienti ad un vica-
morendo nel ujoS in Ravenna: rio del loro generale, provveduta di
nel capitolo eh' egli celebrò nel prelati insigniti di carattere vesco-
1 3f)0 in Mantova , fu approvato vile, che aveano il titolo di vescovi
r uso che ogni convento avesse il nella Chiesa universale, e scorreva
procuratore religioso per assistere ,
per r oriente e pel settentrione a
al sindaco nell'amministrazione del- portar la luce della verità ai gen-
le limosine. Due valenti religiosi tili, eretici e scismatici. Da Bonifa-
illustrarono l' ordine in questi tem- cio IX impetrò il general Alfieri la
pi : il primo fu Bartolomeo Uliari rinnovazione di alcuni privilegi ,

detto anche Oleario o Olivieri da de' qunli uno fu il poter corregge-


Padova, che Bonifacio IX nel 1389 re e punire i frati destinati al ser-
creò cardinale il secondo fu Pie- , vigio de' potenti del secolo e dei
tro Filargo di Candia, altri lo fanno prelati, i quali, vivendo fuori del
di Novara, di Bologna, e di Can- chiostro, non conservavano la reli-
FRA FRA 97
giosa disciplina; l'altro sì fu la lium ; il secondo è presso il Gre-
conferma del sindaco. Ad esempio vio, ove si favella della traslazione
dei religiosi compagni di fr. Paolo del cadavere del cardinal di Pam-
Trinci, si alzarono gli animi dei plona dalla chiesa de' conventuali
buoni osservatori della regola , e di Nizza alla Certosa : Fr. Fran-
nel i38o svu'se una congregazione ciscus prioris de Nicia guardianus
di essi in Ungheria, altra in Fran- fratrum minoruni conventualiuni.
cia nel i388, altra in Aragona nel Nelle Spagne i conventuali furono
iSSg, altra in Castiglìa nel iSgo, denominati frati del chiostro, men-
altra in Portogallo nel iSg^, al- tre quei religiosi appartenenti alle
tra in Aquilania nel i4o2; e nel menzionate società, universalmente
i4o5 santa Coletta incominciò a si dissero, frali della regolare os-
riformare nelle Fiandre i frati e servanza, e frati divoli, e rfonna-
le monache. Tutte queste società, ti. A tutte queste erudizioni del
che si distinguevano per uomini dotto p. Benoffi, altre ne aggiun-
divoti, penitenti, e vestiti con più geremo sul nome de' conventuali.
rigore degli altri francescani, inco- Fino dal suddetto pontificato d'In-
minciaronsi stabilmente a denomi- nocenzo IV, con la bolla Cuni tan-
narle con nomi particolari, che le cjuam veri, data nel 1200, fu dato
distinguevano dai conventuali. Narra ai francescani, che vivevano nei con-
il p. Benoffi a pag. i5y, che sino venti con chiese apposite, il nome
dal pontificalo d' Innocenzo IV al- di conventuali ,
per sottrarli alle
le chiese dei francescani, che vive- avanieche soffrirono, e questo nome
vano al modo già detto, e possi- fu sempre continuato nell' ordine
denti, fu dato il nome di conven- dai romani Pontefici Alessandro
tuali, che si fece in alcuna parte IV con la bolla Cam parte ; Cle-
comune a qualche altro ordine re- mente IV colle bolle Ohtentu ; Ad
golare. 1 conventuali sino da quel- conseguendani ; Tirlute conspicuos;
r epoca l'applicarono alle loro case, Gregorio XI colla bolla Cunctos
distinguendole in case conventuali, Chrisii, e molte altre, come di Eu-
e non conventuali. Fu esteso anche genio IV, e di Sisto IV ( il quale
individualmente ai frati : il p. Ar- si dichiara di essere stato generale
naldo scrittore della vita della l). An- de' minori conventuali hanno sem-
),

gela da Foligno si dichiara conven- pre usato di questo nome. Oltre


tuale di quel convento : uhi ego nio- le bolle pontificie si hanno anche
rabar com'eutualis. Nella stessa ma- i decreti della congregazione detri-
niera si appellò il p. Alvaro Pelagio : ti. Parlando di s. Margherita da
cuììi essem conventualis Roniae in Cortona, che fiori nel primo secolo
Aracoeli. Egualmente verso questo dell'ordine, scrive, che, c/uotidie
tempo, e dopo il nuovo nome da- versahatur in Ecclesia fratrum mi-
to agli osservanti della regola, il noruni convenlualium ; e quando
soprannome convenìuale cominciò ad conresse ai conventuali l' offizio di
applicarsi a tutto 1" ordine de' con- s. Pietro R.egalaio, così si esprime:
ventuali il piimo esempio è del
; Cam priiis fuerit minor conventua-
i3o2, spettante ad un documento lis. Nel conceder l' offizio di s. Rosa

cnrlonese, ove si legge: dicto or- di Viterbo, dice che fu terziaria


dini fratrum minoruni conventua- de minori conventuali j e nell' ac-

VOL. XXV] .
7
c)8 FRA FRA
cordar quello del b. Andrea Con- sino ciica al 1420, intervenendo ai
ti, lo chiama minor conventuale ,
concili di Pisa e di Costanza. Al
per non parlare di altri esempi , capitolo generale tenuto in Forlì
che sono particolarmente negli ar- nel 14^1 si elesse ministro
, gene-
chivi. rale fr. Angelo Salvetli da Siena ,

Dal 1369 al i4o5 la osservanza, eh' era stalo vicario apostolico del-
in cui come dicen)rao fiori fr. Pao- l'ordine di Gregorio XII, cui sa- i

lo Trinci, abitò i romitorii di Bro- nesi aveano


fatte istanze perchè lo

gliano , s. Damiano , le Carceri ,


creasse cardinale, quando avea ri-
Monte Perugia, Farneto, IMon-
di nunziato al pontificato. Dopo due
tegiove, l'Eremita, lo Speco pres- anni e cinque mesi il Salvetti morì
so s. Urbano, IMoiiteluco, Stronco- a Siena. xSe' due ultimi generalati
ne, Paolo vicino a Spoleti, IMor-
s. l'ordine continuò a coltivare le sue
rovalle Cesapalomba e Fiesole.
,
missioni, ebbe cento vescovi ed il

Gli osservanti si eleggevano i guar- cardinal Pietro Fuxo o Foix. del


diani per detti luoghi, nei capitoli Bearn , anticardinale di Benedetto
proviiìciali dell'ordine dell'Umbria, XIII nel i4o8 , e riconosciuto da
dellaMarca, e di Toscana cui era- V nel i4i8. Oltre di che
r\Iartino

no soggetti; il vicario di tali os- ebbe Alessandro V, il quale spedì


servanti veniva dal mi- destinato due bolle in favore del proprio ordi-
nistro generale. Paolo successe- A fr. ne. Le congregazioni osservanti ol-
ro nella carica fr. Giovanni di Stron- tramontane, nate sotto l'obbedienza
coiie e
, fr. Giovanni Piicci fio- del nominato antipapa e suo pre-
rentino: fino ai tempi di s. Ber- decessore, e dell' antiininistro Bran-
nardino, che l'ampliò e ristorò, que- dolini, che avevano ricevuto privi-

sti osservanti erano nella maggior legi e dispense, le cassò e rivocò,


parte frati laici. Al generale Alfie- obbligando i frati a riconoscere i

ri nel i4o5 fu preposto a succes- legittimi superiori , e vestir abito


sore Antonangelo Vinitti da
fr. uniforme alla comunità dell'ordine,
Pireto, che secondo il costume del- con altri provvedimenti confermati
l' ordine, compito il triennio, tenne poi da Giovanni XXI II. Su tali
il capitolo generale in Aquila ; ma cose si raggirò la prima bolla, men-
avendo trascurato d' impetrar l'apo- tre la seconda concesse ai conven-
stolica permissione da Papa Gre- ti di Chambery e Ginevra la fa-
gorio XII, fu da questi deposto so- coltà di ricevere le limosi ne lascia-
stituendogli il toscano fr. Gugliel- te dai benefattori, in soli beni mo-
mo da Sovereto. Nel
Giannelti bili e denaro.
14og fr. Antonangelo venne rein- Nel celebre concilio adunato nel
tegrato dal concilio di Pisa aduna- i4i4 •" Costanza (V^edi), per dar

tosi contro i viventi Gregorio XII, la pace alla Chiesa, ricorsero quei

e r antipapa Benedetto XIII. Il religiosi che Alessandro V e Gio-

Giannetti non curò il decreto del vanni XXIII avevano privato dei
concilio , confermato
anzi fu poi menzionati privilegi, ed accusarono
dallo stesso Gregorio XII che il l'ordine di rilassatezza contro al-
concilio avea deposto, e mori nel cuni capi della regola. Il concilio
suo convento di Sovereto. Conti- nella sessione XIX, de' 28 settem-
nuò il Vinitti a governar l'ordine bre i4i'^) decretò: che i bramosi
,

FRA FR A 99
della stretta osservanza potessero mitica ; obbedì costantemente ai

eicgi^eie nelle loro rispettive pro- ministri generali e provinciali con-


vincie liancesi un vicario proviu- ventuali non prese altro nome che
;

ciale investito di facoltà per gover- di frati minori della disciplina di


nare i suoi frati, col debito di chie- Villacreces', e nel 1460 per co-
dere la conferma ai ministri pro- mando di Pio II fu incorporata
vinciali dell' ordine; che i vicari alla regolare osservanza. Scrisse il

provinciali osservanti potessero eleg- Wadingo che la famiglia osservan-


gere un vicario generale da confer- te di fr. Paolo Trinci guadagnossi
marsi dal ministro generale dell'or- l'animo de' superiori 'dell'ordine,
dine che in questo si mantenesse
; che gli lasciarono la chiesa e con-
la libertà di abbracciare la stretta vento di s. Maria della Porziuncu-
osservanza, o passando all'obbedien- la nel i4i5, col consenso dei padri

za dei vicari , o i-estando sotto i d'Assisi cui apparteneva, ovvero ciò


ministri dell'ordine; che in avve- avvenne nel i4^<^> e secondo Mar-
nire i fiati dell' ordine ossia i con- co da Lisbona nel 14443 dicendoci
ventuali possidenti non molestasse- che il generale fr. Antonio Rusco-
ro i frati osservanti non possidenti, ni la diede a s. Giovanni da Ca-
e questi non infunassero conven- i pistrano.
tuali 5 né impedissero loro le ob- Martino V, eletto canonicamente
blazioni e le limosine che gli sa- nel concilio di Costanza , dopo la

rebbero lasciate e donate. 11 con- morte del generale Salvetti desti-


cilio chiamò col nome di osservan- nò vicario apostolico fr. Antonio da
za regolare i religiosi delle tre pro- Massa, e siccome dotto predicato-
vincie francesi ricorrenti, che dicon- re, nel 1422 avealo fatto predica-
si originati in I\IirabelIo. A tali de- tore apostolico; quindi nel capitolo
creti i conventuali fanno più osser- generale di Ferrara, a pieni voti,
vazioni, che si possono leggere nei nel i4'24 fu elevato al generalato.
loro storici. Nel medesimo anno A qualche disordine avvenuto nel-
i4i5 trovansi i principii di un'al- r ordine, i religiosi gridarono rifor-
tra riunione de' minori zelanti del- ma il perchè Martino V, dopo il
,

la regola , nel regno di Castiglia ,


sessenio di fr. Antonio, chiamò a
incominciata più di vent' anni pri- capitolo in Assisi i consueti vocali,
ma dal b. Pietro di Villacreces, nel e gli osservanti d'Italia e delle Pro-
romitorio di s. Maria di Salseda. vincie di Francia e di Turena; lo
Egli si portò a Costanza, ad impe- fece presiedere dal cardinal Cervan-
trar dal concilio l'approvazione del- tes , il quale regolando i comizi
la sua congregazione, a condizione vide prescelto in generale fr. Gu-
che restasse sotto 1'
immediata ob- glielmo da Casale di Monferrato ,

bedienza del generale , il quale la già procuratore generale cismonta-


governasse per mezzo d' un vicario: no nella curia romana, fornito di
il primo fu il medesimo b. Pietro, dottrina e di molti pregi, che mori
il secondo s. Pietro Regalato , il in Firenze passati dodici anni di
terzo fu fr. Lupo di Salazar. Que- governo prudente. Indi fa badato
sta congregazione fece rivivere il alla regolare osservanza che i con-
fervore e l'osservanza dc-lla regola, ventuali chiamano riforma , e per
accoppiò la vita claustrale all' ere- primo capo fu stabilita la riimione
loo FRA FRA
degli osservanti all' immecliafa ub- il fervere, e di mettere in pratica
bidienza de' ministri provinciali e le costituzioni ; ma quando si toc-
generali, e furono aboliti i loro "vi- cò il punto de'beni stabili, tutta
cari. Gli osservanti si accomodaro- la comunità che lì possedeva si sen-
no allo stabilimento su la fiducia tì ferire. Ricorse il generale a Mar-
di veder tutti i frati ridotti simili a tino V, che approvando le costitu-
nuovo generale fr. Gugliel-
loro dal zioni, di moto propiio le dichiarò e
mo, che mostrava ad essi deferen- modificò, e liberò con apostolica as-
za. A. consolidar questa unione si soluzione il generale dal prestato
pubblicarono nuove costituzioni, le secondo giuramento, colla bolla
quali da IMartino che le appro- V Per^'igili'! de' 27 luglio i43o. Indi
vò, presero il nome di Martiniane. pubblicò la bolla Ad stalum, nel-
Si vuole che le compilasse s. Gio- la quale disse che avendo il Papa ,

vanni da Capistrano professore del- la mira di conservar l' ordine dei


l' osservanza italiana, che nel capi- minori in istato di prosperità, vo-
tolo fu eletto compagno cismonta- lentieri è per concedere quanto può
no dell'ordine, e che per comando conferire alla comodità dell' ordine
del cardinal presidente lesse ad al- e dei frati in soccorso delle loro
ta voce le ordinate costituzioni. necessità ed a renderli liberi ad
,

Terminata la lezione il legato apo- applicarsi con più fervore al divin


stolico obbligò i vocali a giurarne servigio. Quindi è, ch'essendo sta-
l'osservanza, e legò il generale fr. ti lasciati fino a quel tempo a di-
Guglielmo con un secondo giura- versi conventi e luoghi dell'ordine
mento, cioè di non chieder mai medesimo possessioni, ed altri mol-
l'assoluzione del primo giuramento. tissimi beni mobili ed immobili col
Il nervo delle pubblicate costituzio- mezzo di obblazioni, donazioni, ul-
ni riguardava la disciplina intorno time disposizioni testamentarie, o
alla povertà : erano restituite al in altra forma, a sostentamento dei
loro vigore le decretali di IVicolò III frati, e ad onore e culto di Dio,
e di Clemente V, con l'uso del so- si spera che altri saranno destina-

lo sindaco e procuratore sec<ilare ;


ti, e lasciati in avvenire a tale uso.
si aboliva perciò il piocuratoie re- Volendo poi egli provvedere ai bi-
golare introdotto dopo la peste del sogni dei conventi, dei luoghi e dei
i348, ed approvato nel capitolo di frati , fino a nuovo stabilimento
Mantova ; si rinnovava la disputa della santa Sede, concede allo sles-
dell'uso di falto semplice delle ren- so ministro generale piena e libe-
dite annue, sostenuto nell' ordine ra potestà e facoltà da comunicar-
costantemente dai conventuali , e si ai procuratori dei conventi e
contraddetto dai zelanti ; finalmen- dei luoghi dell'ordine, per ricevere,
te rimanevano affatto ripudiati i prendere^ tenere e possedere a nome
beni stabili ricevuti dall'ordine con della Chiesa romana le possessio-
sua amministrazione ed uso di le- ni, ed i beni mobili ed immobili,
gale, come del tutto opposti alla e le annue rendite con rivolgerle
regola francescana. e spenderle col consiglio .,
requisi-
Sciolto il capitolo, il geneiale ed zione ed assenso de'frati nei como-
i padri non trovarono dillìcoltà di di ed utilità de' medesimi, ed in
bandire gli abusi , di fare rivivere quegli usi, pei quali sono state la-
FRA FRA loi
sciate e destinate ec. II provviso- Solet aposiollcae, e con essa sospe-
lio privilegio apostolico, quanto riu- .se la precedente Finca Domini; ed
scì di consolazione ai frati possi- Àpostolicae Sedis , con la quale
denti, altrettanto amareggiò gli al- confermò e rinnovò la dispensa di
tri ; ed i primi, oltre il sindaco se- Martino V. Per tali bolle frati i

colare, continuarono ad eleggere i possidenti tornarono modo cuial


procuratori regolari dei conventi li avea lasciati Martino V, dicendo
pel registro dell'entrata e dell'usci- che i frati zelanti della più pura
ta ,
per render conto nelle visite osservanza gettavano di nuovo i
,

alla presenza del sindaco, il quale semi di fondar un altro ordine mi-
a nome della Chiesa romana pra- noritico, che rifiutando i beni im-
ticava quegli atti, che sono inse- mobili, avesse a vivere di questue
parabili dalla proprietà, ed illeciti giornaliere. Questi divisamenti espo-
ai frati. In sostanza la dispensa di sero gli osservanti nel capitolo ge-
Martino V è un complesso più chia- nerale di Bologna del i433 o me-
l'O degli anteriori provvedimenti glio 1434 • i capitolari ne lodaro-
apostolici ; per le analoghe questio- no lo spirito di vita più perfetta
ni si consultino gli storici france- e penitente, ma non seppero ac-
scani. Ma
poco dopo divenuto Pa- cordare il disegno di separarsi da-
pa Eugenio JV, atfezionatissimo a gli altri, e di formar un corpo con
s. Giovanni da Capistrano, per le propri superiori ponendo in vista
,

doglianze de' religiosi non possiden- che la congregazione riforniata di


ti, emanò la bolla Finta Domini, s. Coletta , e l'altra di Yillacreces
con cui rivocò le modificazioni di vivevano tranquillamente sotto l'im-
Martino V, e la dispensa del suo mediato generale. Col favore di va-
giuramento al generale, e l'obbli- ri potentati , e dello stesso Euge-
gò all'esecuzione delle costituzioni nio IV, questi nel i434 lestitui il

e dei giuramenti fatti nel capitolo vicario agli osservanti di Casliglia,


d'Assisi. Ai frali che avevano for- indi lo riebbero i fiancesi dal con-
mata la famiglia osservante in Ita- cilio di Basilea, nel i438 per
e
lia accordò la facoltà di riunirsi, e uniformarsi al Papa che riteneva
di celebrare da sé H capitolo in Bo- non potersi aumentar gli osservan-
logna per la Pentecoste, e di eleg- ti senza un proprio superiore , il

gere propri vicari, come avevano


i ministro generale fr. Guglielmo as-
costumalo prima del capitolo di segnò per vicario agli osservanti
Assisi. italiani s. Bernardino da Siena, che
11 generale fr. Guglielmo, per da- durò un solo triennio. Egli fu ce-
re un segno della sua propensione lebiatissimo piedicalore e propaga-
alla riforma, spedì suo vicaiio nella tore della divozione al nome di
Bosnia s. Giacomo della Marca, re- Gesù, che fece dipingere in sigle,
ligioso della famiglia osservante, con ed elevò gli osservanti a maggior ve-
amplissime facoltà di riformale, e nerazione e splendore, avendogli
di spropriare i frati ed luoghi. i stabilito da trece-ito conventi. Mor-
Ciò avvenne nel i^'òi, nel qual an- to all'Aquila nel i444> sei anni
no Eugenio IV pubblicò tre bolle, dopo Nicolò V solennemente Io ca-
Monel nos, con cui assolvette il ge- nonizzò agli 8 settembre, giorno in
nerale dal suo giuramento fatto cui il santo era nato, avea fatto la
;
10-2 FRA FRA
sua professione, celcbiato la prima terz'ordine da lei ridotto a profes-
messa, e predicato la piiiiia volta; sare i tre voti solenni: Leone XII
s. Bernardino ei-a figlio del conven- nel 1825 ne approvò il cullo imme-
to de' conventuali di Siena. morabile, venerandosi il di lei corpo
Disapprovando Eugenio IV de- i nella chiesa de' conventuali di Fo-
creti del concilio di Basilea, ne tra- ligno. Le missioni de' francescani
sferì a Ferrara la celebrazione, pre- fecero ulteriori progressi, e dall'Ita-
siedendolo in persona. Con dodici lia vi si recarono zelanti conven-
maestri in teologia vi si recò fr. tuali ed osservanti, a conservarle
Guglielmo generale per pontificio ed ampliarle. Seguita la morte del
comando ; essendo uno dei detti generale fr. Guglielmo da Casale,
maestri fr. Luca Nini da Siena, in Firenze a' 2 febbiaio del i^i'i,
poi ministro geneiale dell'ordine l'ordine implorò ed ottenne da Eu-
de'minori, forse elelto tale dal con- genio IV in vicario apostolico fr.

ciliabolo di Basilea, o dall'antipapa Alberto da Sarziano mentovato, il


Felice V ivi pur creato, quando il quale dai conventuali era passato
Nini ne segui le parti. Tra i detti tra gli osservanti; indi nel capitolo
dodici maestri quattro professavano generale di Padova, tenuto nella
l'osservanza, cioè i ss. Bernardino, Pentecoste 1443, fu innalzato al
Giacomo della IMarca, e Giovanni generalato fr. Antonio Busca o
da Capistrano, essendone il quarto Rusconi di Como narra il AV^a- :

fr. Alberto da Sarziano versato dingo che al capitolo intervennero


nelle lettere greche e latine. Squar- due mila frati, tra conventuali ed
ciato r ordine con questo nuovo osservanti, i quali^ secondo il Be-
scisma in due obbedienze, i reli- noffi. Storia minorilica, senza voto.
giosi seguaci dell'antipapa nel 144^ Cresciuti di numero gli osser-
celebrarono capitolo genezale in vanti, con aumento di credito e di

Berna Svizzera, facendo ge-


nella potere sotto gli auspicii di Euge-
nerale Mattia Duringo che du-
fr. nio IV, nel 1443 il generale R.u-
rò neir offizio sei anni. Oltre ai sca fu costretto assegnar loro due
nominati teologi, si segnalarono nel vicari generali con amplissime fa-
concilio di Ferrara o Fiorentino coltà, r uno sopra la famiglia os-
tre vescovi de'minoii, cioè il vesco- servante cismontana, e l'altro sopra
vo di Forlì Lodovico da Pirano, cismontano
l'oltramontana. Vicario
reputato il principe de' filosofi e fu Giovanni da Capistrano ; ol-
s.

teologi de' suoi tempi ; il vescovo tramontano il p. Giovanni IMau-


di Granata Giovanni da Vallebuo- berto. rsel seguente anno il Ponte-
na ; ed Elia de'Visconti di Bordeil- fice diede agli osservanti la chiesa
le, che dipoi nel 1482 Sisto IV e convento di s. ftlaria d' Araceli,

creò cardinale, notizia che ricevet- come dicemmo superiormente, men-


te senza dar segno d'ollegrezza, per tre gli osservanti già erano in pos-
la sua umiltà. In questi tempi fio- sesso della chiesa e convento di s.

lirono diversi servi di Dio, il sol- Francesco a Pupa pur di Roma :

dano di Cipro fece morir venticin- il convento di Araceli avea beni


que religiosi, e la b. Angiolina ve- slabili amministrati pei conventuali
dova, figlia del conte di Monte- the vi dimoravano, dai loro sinda-
marte di Corbara, riformatrice del ci ; ma Eugenio IV ne comandò
FRA FRA in3
la vendila, e col ritratto fece ri- Nell'islesso oiuio i444 ''
P-
Cio-
sarcire la chiesa ed il convento, e vanni da Capistrano stabili in Ro-
provvide alle necessità de'frati. Ili- ma due frati della sua famiglia
niasli i conventuali senza convento osservante col titolo di commissa-
in Roma, il procuratore generale ri presso la curia romana, qua- i

non aveva dove risiedere presso la li trattassero gli afiari delledue fa-
loinana curia. Provvide al biso- miglie cismontana e oltramontana
gno Eugenio IV, il quale assegnò indipendentemente dai procuratori
al p. Angelo da Perugia, allora generali de'conventuali. Indi il mede-
procuratore generale, la chiesa par- simo agli I I gennaio 1 44*^ ottenne da
locchiale di s. Salvatore in Onda Eugenio IV 1' amplissimo
privilegio
con le abitazioni annesse, le quali Llt sacra ordinis minorimi religio^
ÌTi nn alla chiesa erano stale prima col quale concesse alle famiglie
dell'ordine di s. Paolo primo ere- osservanti il poter celebrare da sé
mila. Questa chiesa situata nel rio- sole i loro capitoli generali e pro-
ne Regola a pie di ponte Sisto, vinciali, e di eleggere dal loro nu-
chiamata è in Onda, forse a causa mero il vicario generale e il provin-
eh' essendo posta in luogo assai ciale, muniti di tutte le facoltà ne-
basso, le acque del Tevere vicino cessarie a governare i loro frati
/acilmente nell'escrescenze la in- osservanti. Ed acciocché le osservan-
nondano. La chiesa è molto antica ze non venissero riputate separate
perchè edificata nel 1260 da Ce- adatto dall'ordine, e non ricono-
sario Cesarini l'ornano, in onore del scenti il ministro generale del me-
ss. Salvatore e di s. Cesario: fu desimoj il quale era il successore
lestiuirata 1684, consagrata IV
nel ed il vicario di s. Francesco, co-
kaleiidas martii 1729, e per ul- me siesprime il Wadingo a det-
ti n)o abbellita dal p. Antonio Bran- to anno, volle il Papa, che i vi-
diuiarle di Fermo, de' minori con- cari generali e provinciali osservan-
ventuali, nell'anno 1820. La dona- ti fossero confermati ed autorizzali
zione segtù a voce nel \^^5, e la dal ministro generale dell'ordine,
confermarono con le loro bolle Ni- e dai ministri provinciali. Passati
colò V, Sisto 1V_, e Clemente Vili. tre giorni dalla presentazione, e
A questo luogo furono poscia in- non confermati i vicari generali ed
corporali i beni delle Clarisse di i loro vicari provinciali dai ministri
s. Iacopo di Corneto. Leone XII provinciali dell'ordine, ognuno nella
soppresse la parrocchia, ma tuttora sua provincia, s'intendessero confer-
t: lesidenza del procuratore gene- mati e autorizzati dalla santa Sede
rale de'minori conventuali. Il Can- apostolica. Lasciò Eugenio IV ai
cellieri nel suo Mercato, a pag. 6q superiori dell'ordine l'autoiità di
e 70, tratta eruditamente dei par- visitare e correggere i capi e le
ticolari piegi di c{uesta chiesa, e membra delle famiglie osservanti.
residenza de' piocuratori generali; Altre bolle pubblicò quel Pontefi-
e poscia nelle Effemeridi letterarie, ce di ampliazione e di conferma
di Rotila, 1821, inserì
dell'aprile degli stabilimenti fatti pel regola-
l'erudita iscrizione, che ricordando mento delle medesime famiglie os-
i sagri fasti della medesima, fu col- servanti, col divieto al generale del-
locata tra le altre della chiesa. l'ordine di qualunque alterazione
io4 FKA FKA
alle disposizioni apostoliche. Con lire provvedimenti del Papa de-
i

queste bolle volle Eugenio IV unir funto: però il successore li lasciò


insieme tutte le famiglie osservan- intatti, e solo restituì al provin-
ti, e le riparti in due famiglie, luna ciale de' conventuali di Castiglia i

indipendente dall'altra , cismonta- conventi toltigli per incorporarli


na e oltramontana, ed ognuna di all'osservanza oltramontana, e così
loro restò ripartita in provincie coi mitigar il dispiacere della divisione
propri vicari provinciali. Al vicario degli osservanti da loro, e il ve-
generale cismontano obbedirono tut- derli sottratti dall'immediata dipen-
te le Provincie osservanti cismonta- denza dei loro superiori; divisione
ne, ed all'oltramontano le oltramon- cui avea ripugnato s. Bernardino,
tane. Non pensò a ripartir tali pro- benché zelatore dell'accrescimento
vincie in custodie, come avea fat- dell'osservanza. Dopo il governo di
to s. Francesco, e riformato s. Bo - sei anni, nel i449 Qioiì il general
naventura. Busca, in Prato di Toscana, e Ni-
In esecuzione della bolla Ut sa- colò destinòV vicario generale
cra, s. Giovanni da Capistrano ra- apostolicoil p. Angelo da Perugia
dunò i suoi osservanti cismontani summentovato. Nell'anno santo 45o 1

in Pvoma nell'istesso anno 144^5 ^ si radunò in Roma il capitolo ge-

celebrare il primo capitolo genera- nerale in Araceli: solennissimi fu-


le, che presieduto da Eugenio IV, rono i comizi a cagione dell' uni-

vide eletto in primo vicario gene- versale giubileo ,


per la canoniz-
rale cismontano il p. Iacopo Pri- zazione di s. Bernardino, e per essere
madizi da Bologna. Ricusò il gene- onorali dalla presenza del Pontefice,
rale Piusca di confermarlo e di au- che dispensò larga limosina a sosten-
torizzarlo, per esser stali adunati tamento dei frali concorsi in nume-
i comizi senza sua autorità, e per ro di circa cinque mila, tra' qua-
non esservi stalo presente. Dispiac- li i santi Giovanni da Capistrano
que al Papa il rifiuto, e coman- vicario generale degli osservanti,
dò al generale di non riprovare Giacomo della Marca, e Diego lai-

un'elezione, che con sua bolla era co spagnuolo venuto a lucrar l'in-

slata già confermala. Gli osservan- dulgenza del giubileo . I ministri


ti oltramontani di Villacrezio, del provinciali e custodi procedeltero
Santolo, e di s. Coletta ricusarono all'elezione del suddetto ministro ge-
di staccarsi dall'immediata ubbi- nerale.
dienza del generale, e di sottopor- Il p. Angelo passati tre anni mo-
si al vicario generale oltramonta- rì in Perugia: prima della sua mor-
no osservante; ma Eugenio IV con te nuovo la re-
l'ordine tentò di
l'autorità della bolla Dani prae- voca de' provvedimenti di Eugenio
clara, spedita ai primi di febbraio IV, ma terminò la controversia con
14475 poco avanti alla sua morte, co- la dichiarazione, che essi non si op-
mandò a tutte le osservanze di sog- ponevano alla regola, e con il pre-
gettarsi ai novelli vicari delle due cetto che gli osservanti obbedisse-
laniiglie. Gli successe Nicolò V, e ro al ministro generale, che noa
l'ordine nel i449 celebrò in Fi- venissero impediti a passar tra i

jcnze il c,q)itolo generale, ove ri- conventuali, che in avvenire i vicari


sòlvette di far abolire o d'inilevo- osservanti non procurassero d'ita-
FRA FRA o5
possessarsi de' conventi de' conven- i vicari generali e provinciali ab-
tuali, anzi nemmeno li ricevessero biano voce attiva al generalato.
se loro offerti, a causa del gran nu- Dopo le disposizioni di Calisto
mero che già ne possedevano gli III, nel 14^7 l'ordine celebrò ia
osservanti. Nicolò V fece vicario Milano il capitolo gene r alis siino ^
il p. Iacopo Bus-
generale apostolico così chiamato perchè v'intervenne-
solini da Mozzanica. Eugenio IV, ro il p. generale Bussolini come
Nicolò V, e massime Calisto III nel capo di tutti i francescani, e cen-
1458, condannarono l'opinione na- tro di tulio l'ordine, il p. procu-
ta in Francia, che i fiati mendi- ratore generale, i ministri provin-
canti non amministrassero valida- ciali, e custodi de' custodi, tutti i

mente il sagramento della peniten- vicari generali e provinciali delle


za. Nel i4^4 il vicario apostolico thmiglie osservanti di qua e di là
Bussolini adunò in Bologna il ca- dai monti. Tulli si unirono al con-
pitolo generale, ove lestò eletto al vento di s. Francesco de' conven-
magistero rinnovò
dell'ordine. Si tuali, e le lirnosine per sostenere
nel 1455 la controversia sui prov- un sì immenso numero di frali pas-
vedimenti Eugeniani, per cui Ca- sarono i dieci mila scudi. A ren-
listo III delegò l'esame della cau- derlo solennissimo contribuì l'am-
sa all'abbate di s. Ambrogio di plissima concessione apostolica del-
Milano: le parti contendenti si uni- la slessa indulgenza di s. Maria degli
rono in Assisi, e ciascuna presentò Angeli d'Assisi: si racconta che in [Mila-

il suo pianoaccomodamento;
di no accorressero cento mila forestie-
ma il Papa chiamò s. Giacomo del- ri per lucrar l'indulgenza. Aperto
la Marca, e lo dichiarò composito- il capitolo furono esclusi gli osser-
re della controversia, mentre s. Gio- vanti, contro il prescritto dalla bol-
vanni da Capistrano dall'Ungheria la di Calisto III; si lamentarono
scrisse lettere premurosissime al perciò i loro vicari, e fecero di-
Pontefice, e al cardiniil protettore chiarare la ripulsa per mano di
in favore de' suoi osservanti. Pen- notaro. I conventuali proseguirono
dente la lite, Calisto III colla bol- soli il capitolo, e gli osservanti ri-
la Reginiinis, sottopose al ministro tiratisi nel loro convento fecero la
generale gli osservanti della pi'ovin- elezione de' soggetti, che doveano
cia diBorgogna, rivocando per que- nominare e presentare al generale.
sti i provvedimenti Eugeniani, e Il duca di INIilano Francesco Sfor-
nell'anno seguente terminò la lite, za si dimostrò molto pio e muni-

pubblicando stabilimenti diversi da fico coi capitolari; ai conventuali


quelli di Eugenio IV, con la bol- somministrò tutte le spese, più vol-
la Illius^ ciijus in pace, e riunen- te li visitò, trattò i padri (jualifi-

do all'ordine le famiglie osservan- cali, e si liallenne in camera col


ti su quel piede in cui erano al generale. Divozione e benevolenza
tempo del vicariato di s. Bernar- mostrò pure cogli osservanti, a' qua-
dino, con questo divario, che l'os- li diede un bel desinare nel bosco
servanza abbia la nomina del vi- dell'orlo del loro convento, e vol-
cario genei-ale, e dei tre soggetti le mangiar con loro. La duchessa
nominali, il ministro generale ne mangiò a parte con molte dame;
elegga uno a suo piacere, e lutti e finita la tavola, ella andò attor-
joG FRA FR.Y
no per veder i frati ; ma a ninno Dopo t^ei anni il generale Sarzuela
di essi potè vedere il viso: tanta linunziò l'ofllzio nel capitolo gene-
era la loro modestia e compostezza. rale di Perugia del i464- l'ele-
11 geneialeBussolini ebbe da Calisto zione cadde sul degno p. France-
Jll la prefettura alla raccolta delle sco della Rovere di Savona, allora
decime, e l'incarico di promover la compagno cismontano dell' ordine,
crociata contro i turchi, e movi in e poi cardinale e Papa col nome
dotto anno in Milano a' 9 luglio. di Sisto IV (Vedi). Piacque imi-
Subito il Papa gli sostituì in vica- versalmente la scelta, siccome dotto,
lio apostolico il p. Iacopo Sarzue- per cui fu chiamato teologo acu-
]a catalano. L'anno seguente fu ce- tissimo ed oratore egregio, morige-
lebrato in Pioma in Aitaceli il ca- rato, prudente, e fornito di tutte
pitolo generalissimo
a spese del le doli a ben governare. JNell'isles-

Poiilefìce, e presiederono ai comi- so anno fu sublimato al triregno


zi il di lui nipote cardinal Rode- Paolo 11, che ad istanza del cele-
rico Borgia poi Alessandro \ I, ed bratissimo cardinal Bessarione, nel
il celebre cardinal Domenico Ca- 1467 creò cardinale il p. France-
pranica protettore dell' ordine. Men- sco, coir incarico di proseguir nel
tie gli credevano aver
osservanti governo dell'ordine fino al capitolo
la voce attiva all'elezione del mi- generale. Il medesimo cardinal Bes-
nistro generale, secondo la disposi- sarione era amorevole protettore
zione del medesimo Calisto 111, que- dell'ordine, ed insieme titolare del-
sti sul fatto sospese la graziosa con- la basilica de'ss. XII Apostoli, tem-
cessione, laonde gli altri elessero pio illustre per tanti pregi, e per
in generale il nominato vicario con- le sagre spoglie dei due apostoli i

nazionale del che poco


Pontefice ss. Filippo e Giacomo, e di molti
dopo mori succedendogli Pio II; martiri, e pel tesoro di molte san-
intanto l'ordine non era ancor te reliquie. Vedendo con dispia-
diviso. cere questo che i con-
cardinale
Il nuovo Papa favorevolissimo ventuali licenziati da s. Francesco
agli osservanti ripose le cose sul a Ripa, e da Araceli non avevano
ststeuia di Eugenio IV, e comandò piìi convento in Roma fino dal
che tutti si unissero sotto i vicari i^i'ìi o 1463, impetrò da Pio lì

cismontano e oltramontano. Si rin- che soppressa la collegiata fosse da-


novarono le invasioni dei conventi ta ai conventuali, con la parrocchia
de'conventuali e delle loro monache munita del fonte battesimale, la
per riformarli; ma ad evitarne le sua basilica titolare, ed il Papa in
conseguenze litigiose, nel 1 463 Pio tutto lo appagò. Entrati i religiosi

li, con la bolla J/iter assiduas, rin- in possesso del luogo, il primo a
novò le ])roibizioni, poi confermate nobilitarne il convento fu il p.
da Paolo II. Nel bollore di queste Francesco della Rovere ministro
controversie alcuni non volendo
, generale, che subito v' introdusse
prender parte nelle contese, in det- lo studio generale, ed il primo reg-
to anno istituii'ono una congrega- gente fu il p. Luca di Toscanella;
zione appellata de' Neutrali, la qua- e prescelse e chiamò da tutto l'or-
le durò poco, e restò incorporata dine uomini di pietà e di dottrina
alla famiglia osservante cismontana. a decorarlo. Avendo di questo luo-
FRA FRA 107
f];o parlato allinve, qui aggiiingcie- pia opinione della preservazione di
iiio clie Sislo \ lo |nov\ ide iiiiclie ÌMaiia Vergine dal peccato origi-
(li acqua copiosa, olire l'acquieto nale. Obbedì il generale, e nel di
di quel quartiere, clie serve ora di prescritto alla tenzone innanzi al
comoda abitazione pel ministro ge- Papa egli dispulò con tanta forza
nerale; e che il cardinal Filippo ed ingegno a favore della preser-
Vastavillaui nipote di Gregorio XI il, vazione di JMaria dalla eolpa ori-
e benevolo protettore dei conven- ginale, che Sisto IV rapilo dall'am-
tuali, eresse quella fabbrica, la qua- mirazione, lo denominò Joiiis.siino
le fu poi assegnata al collegio di Sansone, nome che gli restò finché
s. Bonaventura, per tenervi uniti visse : celebrò sette capitoli generali
gli studenti. nei quali fu sempre confermalo mi-
II cardinal Francesco della Ro- nistro generale, morendo in Firenze
vere, qual vicario dell' ordine, nel- nel i499- quanto alla questione
'"
r anno 1469 radunò il capitolo ge- dell'immacolata concezione, la cui
nerale in santa Maria de' Frari in festa Sisto IV dichiarò di precetto, si
Venezia, e non potendovi essere vegga r articolo Concezione. Solo
presente. Io fece presiedere a suo qui con gaudio divoto aggiungere-
nome dal p, Giovanni Dacre da mo, che il regnante Ponlefice Gre-
Udine, il quale con piacere univer- gorio XVI ha autorizzato la sagra
sale fu flitto ministro generale ; fu congregazione de' riti, a petizione
poi arcivescovo di Spalatro ed in- dei rispettivi vescovi, di eonctdere
sieme generale, morendo vescovo a quelli che la domandano, l'ag-
di Treviso. JVel 1471 >' cardinal giunta Imniaciilala al prelazio del-
della Rovere divenne Papa Sisto la messa, polendosi dire el le in.

IV, con tripudio generale dell'ordine, Conccpl'ìone Imniaculala Bcatae


e ben a ragione per V amore che IMariae seinper J'irgitiis. Inniune-
ad esso portava, e per quanto fe- rabili perciò ne sono state le ri-

ce a suo vantaggio. Il primo car- chieste, tra le quali a cagione di


dinale che creò fu il suo nipote lode nomineremo quella dell'indi-
l^ietro Riario da Savona de'minori lo ordine de' predicatori. Inoltre il

conventuali ; il secondo cardinale Papa che regna ha fatto mellere


france