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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIÀSTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBBl SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARH GRADI DELIA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA* PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILI!,ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,


Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORON1 ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXXX.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLVL
ri

La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto
?
giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

T
TRE TRE
1 RE VERI (Treviren). Qllà con re- d'ordine dell'attuale zelantissimo vescovo
r
sidenza vescovile celebre e antichissima, mg. Arnoldi si espose alla pubblica ve-
negli stali occidentali del re di Prussia, nerazione nell'agosto e settembre 1 844-»
nella provincia del Basso-Reno, capoluo- dierono occasione e pretesto di manifesta-
go di reggenza e di due circoli, distante re i suoi riprovevoli errori, all'apostata
26 leghe d' Aquisgrana, 2 da Coblentz
t Gio vanniRongecaposetta di nuovo scisma
e y4 da Parigi, in fondo fra due monta- e di quegli infelici eterodossi seguaci del
gne , sulla destra sponda della Mosella, Razionalismo e Socialismo (J^.) che o- t

che quivi accoglie il piccolo ruscello di riginati in Posnania (f.), furono tosto
Weberbach, e vi si varca sopra un vec- colpiti dallecensure apostoliche di Grego-
r
chio ponte di pietra. S' innalza nel bel rio XVI, e di mg. vescovo di fVratisla-
mezzo di pittoresca valle, e le danno or- via (F.) o Breslavia. In tali articoli de-
namento le vie spaziose e ben lastricate, plorai l'audacia dell'indegno Ronge, che
ed solidi edilìzi di grandi pietre quadra-
i sfrontatamente ardi di pubblicare violen-
le composti. Vi si distinguono il palazzo ta scrittura contro le ss. Reliquie, contro
elettorale, che serve ora di caserma, e le la s. Sede, e contro I' ottimo vescovo di
chiese della B. Vergine, di s. Simeone, e T reveri; e rimarcai che il Rongianismo fu
la vasta cattedrale. Questa di antica e riprovato ancora dal regnante Pio IX. Il

gotica struttura è sotto l'invocazione di capitolo della cattedrale si compone del-


s. Pietro principe degli Apostoli, e tra le la 1 /dignità del preposto e di quella del
reliquie vi si venera e gelosamente custo- decano, di 8 canonici numerari e di4o-
disce, quale inestimabile sagro tesoro, la norari di 6 vicari prebendati; desunt
,

ss. Tonaca o Tunica inconsutile di Ge- praehendae theologalis et poenitentia-


su Cristo {V.). Le divote processioni e i ria, dice l'ultima proposizione concisto-
sagri pellegrinaggi de'cattolici alla catte- riale. Tuttora, in vigore d'iudulto aposto-
drale per venerarvi la ss. Tonaca, allorché lico, il capitolo e i canonici eleggono il
4 TRE TRE
vescovo, che conferma la s. Sede. Uno dei manum decet Ponti/icem, de'a e 1 1 feb-
canonici esercita nella cattedrale la cura braio 4^4»1 altri benefìzi ecclesiastici unì
dell'anime, però il battisterio esiste nel- all'università Sisto IV, colla bolla In su-
la vicina chiesa della B. Vergine. Antica- premae dignitatis, de' 26 maggio 4?4> 1

mente il capitolo maggiore era composto che confermò Clemente VII, conceden-
di 4° canonici, di cui \6 capitolari e 16 dole altre grazie, mediante la bolla Quo*
domiciliari, tutti nobili. Egualmente pros- niani per lilerarum,At\Y% ottobre 532; 1

simo alla cattedrale è il conveniente epi- le quali bolle Gregorio XV confermò col-
scopio. Oltre la cattedrale nella città vi la sua, Unìversalis Ecelesiae regimini,
sono altre 5 chiese parrocchiali, munite de' 17 luglio 1621, Bull. Rorn. t. 5, par.
del s. fonte, due monasteri di monache, 4> p. 36ove si leggono tutte. Inoltre in
1,

diversi sodalizi, l'ospedale a cui assistono Treveri viHfu eretto u\\ collegio per le mis-
le sorelle della Carità, il monte di pietà, sioni apostoliche, e perciò dipendente dal-
il seminario cogli alunni, il liceo, una dot- la congregazione di propaganda fide e ,

ta società, e la pubblica biblioteca ricca di diretto da'gesuiti. Ma per le vicende po-


più di 70,000 volumi. Sotto il romano litiche de'tempi, tanto l'università che il

impero ;issai fiorirono le lettere nelle Gal- collegio restarono soppressi. Treveri è
lie, perchè i romani vi stabilirono molte patria di molti illusili, fra 'quali ricorde-
scuole, e tra quelle di maggior grido pri- rò Ildegarda badessa, d'una illustre
s.

meggiano le scuole di Marsiglia, Tolosa, famiglia della contea di Spanheim; Sal-


Bordeaux, A utun,Lione,e Treveri la qua- viano prete di Marsiglia del V secolo, che
le meritò d'essere visitata, oltre altre, dal pure vuoisi originario di Treveri, aulore
dottore massimo s. Girolamo poco dopo di due trattati, 1' uno sulla provvidenza
il 370.L'imperatoreGrazianochenel 375 di Dio, e l'altro sull'avarizia; del celebre
salì all'impero, dotto protettore delle cardinale Amalario F'or lunato , arcive-
scienze,assegnòuna rendita stabile a'mae- scovo della patria; del famoso cardinal Ni-
stri pubblici di rellorica , come anco a colò di Casa, nato presso la Mosella nel-
quelli che insegnavano nelle grandi città la diocesi di Treveri da un pescatore, pre-
le lettere greche e Ialine. Accordò parti- posto di s. Fiorino di Coblentz, il cui cuo-
colari privilegi alle scuole delle Gallie, e re fu portato a Cusa sua patria e depo-
soprattutto a quelle di Treveri, i profes- Treve-
sto nell' ospedale da lui fondato.
sori delle quali aveanopiù grossi stipen- ri pure patria del letterato Corrado
fu
di che quelli di tutte le altre. Fece veni- Fleisch e di altri. Vi sono manifatture
re Ausonio di Bordeaux in questa città, di panni, di tappeti, di tele tli lino, d'in-
e persuaso che le scienze non ponno che diane, di calze, di cappelli, di sapone, di
divenir nocive senza la virtù, fece sagge candele, di tabacchi e carte dipinte; fon-
regole per mantenere il buon costume derie, fabbriche di terraglie e concie di
tra gli studenti, e loro proibì di andare pelli, formano la sua principale industria,
a'teatri e di trovarsi alle pubbliche feste. e tra dica di vini della Mosella, grani e le-
La scuola di Treveri avea per professori gname. Poche contrade al pari di questa
di eloquenza Armonio e Ursucula dei , ridonda d'antichità romane, poiché si ri-
quali Ausonio fa i maggiori elogi. Papa tiene forse la più antica città eli Germa-
Nicolò V in considerazione di quanto a- nia, ed una fra le più celebri della regio-
veano fiorito le scienze in Treveri, v'isti- ne. Considerevoli sono le rovine de'soo-
tuì l'università e lo studio generale, l'or- tuosi bagni, ma rare vestigia si conserva-
nò di molti privilegi e singolari preroga- no del circo e dell'anfiteatro; è rinoma-
tive, non che di benefìzi ecclesiastici, col- la la così eletta porta nigra. Anche le pie-
le bolle fnlcr e ade ras felicitatesi Ho- tre del ponte che attraversa la Mosella,
TRE TRE 5
«Iella piazza del Mercato, sono opera ro- Scultori [V.) e scarpelliui, colla contigua
mana, dacché Treveri era imo de' prin- abitazione per risiedervi nella loro venu-
cipali loro empori, e capitale della Gal- ta in Roma, poi rifabbricato e divenuto

lici Belgica. 1 dintorni racchiudono fer- Palazzo apostolico de'ss. Quattro, sic-
ro, rame, argento e piombo, e vi si at- come edificato con magnificenza da Pa-
tende particolarmente alla coltivazione squale li, allorché riedificò la chiesa col-
della vite e del lino. Conta circa 18,000 l'abitazione rovinata da Roberto Guiscar-
abitanti, e la reggenza del suo nome più do allorquando si portò nel 1080 a Ro-
di 32o,ooo, formante la parte meridiona- ma a liberare s. Gregorio VII dal perse-
le della provincia del Basso-Reno, il qua- cutore Enrico IV; palazzo in cui allog-
le comprende l'antico slato sovrano del- giò l'imperatore Sigismondo nel recarsi 111
l'Elettorato ecclesiastico di Treveri, al- Roma nel 1 4-33 per ricevere la corona im-
tre sue reggenze essendo quelle d' At/ui- periale. Nel citato articolo, col Martinel-
sgrana e Coblentz. 11 territorio elettora- li e col Piazza, dissi la concessione fitta
le conteneva 280,000 abitanti, e capita- da Leone Vili all'arcivescovo Teodorico,
le n'era la città di Treveri, fregiata pure ma ora trovo nel Bull. Rom. 1. 1, p. 276,
del grado di città imperiale. Dimorava cheappartiene a Papa Benedetto VII; for-
ancora in Coblentz (V.) e nella fortezza se l'antipapa Leone Vili, intruso da Ot-
d'Ebrenbreinsteiu che la difende. L'arci- tone I morto nel q65, l'avrà eseguita,
e
vescovo elettore era cancelliere dell'//«- e il legittimo Benedetto VII resa valida,
pero per le Gallie e pel regno d'Arles; era anzi in tempo dell'antipapa l'arcivesco-
il 2. degli elettori ecclesiastici, ma vota- vo era Enrico, che intervenne al concilia-
va pel i.° per l'elezione dell'Imperatore bolo di Roma
(F.) del 963, in cui sacri»
{V.). Di sue particolari prerogative, qua- legamente fu deposto il Papa Giovanni
le Elettore del s. Romano Impero, e del XII per sostituirgli il pseudo Leone Vili.
titolo d' Eminenza e altri titoli, in tali ar- Però dalla bolla de'28 gennaio 975 di ciò
ticoli ne ragionai. Avea la propria zecca nulla si dice; solo quanto alla data del me-
e batteva monete, alcuni arcivescovi e- se vi è una variante, poiché cronologi i

lettori avendo fatto coniare anche fio- i dicono Benedetto VII eletto prima de'
rini d'oro simili a quelli della repubblica 25 marzo. Come un monumento impor-
fiorentina, con l'ellìgie di s. Gio. Batti- tante, per provare 1' asserta rettificazio-
sta, e per distinzione sopra la mano de- ne, e per quanto dovrò dire, reputo con-
stra del santo, in atto di benedire, vi veniente il riprodurla. » Benedictus Epi-
ponevano l'aquila di due teste; nel rove- scopus Servus Servorum Dei, carissirais
scio il giglio era poco diverso da quello di nobis in Christo fratribus, universis Epi-
Firenze, ed intorno il nome dell'arcive- scopis, ac totius dignitatis, et ordinis Ca-
scovo, come N. Archiepiscopus Treviren- tholicis viris praesentibus scilicet et futu-
sis. lu alcuni fiorini, invece del giglio, è ris perpetuam salutem. Quia licei indi-

lo stemma gentilizio dell'arcivescovo che gni, divinae tamendigoatiouisgratiae di-


li fece coniare. Alcune di queste monete sponente, B. Pelri apostolorum princi-
si potino vedere nel Vettori, Il Fiorino pissacratissimaui Sedem,pastoralemque
d'oro antico illustrato. Un tempo l'ar- in corani dominici gregis ministeriumsu-
civescovo di Treveri fu legato o vicario scepimus juxta apostolicam doctrinam,
della Sede apostolica in tutta la Gallia sicut malis terrori, ne desideria pravi ta-
e la Germania. In Roma anticamente gli li* suae perfìciant nos oportet existere ,

arcivescovi di Treveri godevano, secon- ita sanctae Dei universale Ecclesiae filios

do alcuni, la Chiesa de'ss. Quattro Co- in religionis piaeque devotionis profe-


roiiati (f^.Jf meglio l'oratorio poi degli ctu pateinae gratiaebenedictione fovere:
6 TRE TRE
maximeque eos, qui iu s. Romanam Ec- eidem fralri nostro Theodorico s. Tievi-
m, B. Petruni apostolorum princi-
clesia rensis Ecclesiae Archiepiscopo, Vicario-

peni cauteri* devotiores probantur; qua- que nostro carissimo in partibus tolius
tenus eis, pia sui devotio, et iti piaesenti Galliae el Germaniae, ac per euni cun-
benignitatis couferat consolalionein, et iti ctis successoribus inperpetuuoi possiden-
futuro aeternam ipso intercedente remu- da, teueuda, ac ordinanda, per hiijusno-
nerationem. Unde omnium tam praeseu- straeApostolicae praeceptionisseriem tri-

tium quam futuroruinsanctitalem, el iu- buimus, quaecumqueeadem Cella ex di-

duslriam nosse volumus, de saucla fralris versa fideliuin donatiotiibus autentice se-
nostri Tbeodorici s. Trevirensis Ecclesiae cundum legem romauuui possidet , vel
Archiepiscopi, Primatisque nostra prae- jam possidere debet, data videlicel,et us-
decessorumque nostrorum ab esordio , que in tieni saeculi quoquo pactodan-
fi

Chrislianitatis perB. Petruui constilutio- da, seu per violenliam iniuncorum eidem
jie, tolius Galliae ac Germaniae, in eum- Cellac ubiate, seu per incuriam cornino -

dero Apostoloruin principem devotione, ranlium in eadem Cella perdila, ex in-

qui in sua sede, Ecclesiali) Cimati glorio- tegro, et ad integrum eidem fi atri nostro
sus gubernando multa moiuisteiioium >
Theodorico s. Tievirensis Ecclesiae Ar-
quae usque in sua tempora manserunt chiepiscopo, dignissiuioque nostro Vica-
deserta, restaurando, bealoruni Aposto- rio iu partibus tolius Galliae el Germa-
lurum Limiiiii caeterissaepius, nullo o I 1 niae, universisque successoribus suis per
gioris viae periculo , seu labore tenitus, eum a piaesenti die indictioueque lertia
libéralissime visitando, tiubis usque eo B. Petri apostolorum principi* uoslraque
complacuit, ut eidem Theodorico, et i- permittimus auctorilate. Contra quam si
psiu* Ecclesiae possidenda in perpetuutn quis hominem quolibet modo agereprae-
aliqua conferì e justum ducereuius; qua- sunipserit, et quod jusle, ac canonice a
terna, ut pracfali sumus ,
pio tanta sui uobis decretimi est, in aliquo infringere
devotione, a nobisgratiam, et benedictio- tentaverit, sciai se ex Dei omnipotenlis
nem in praeseuli,et iu futuro a Deo bea- Apostolorum principis o-
et piaedicti B.

tisque Apostoli ceuluplicatam in coele- tnniumque Sanctorum, ac deinde nostra


Quapropter o-
btibus reci perei gloriati). :i net or la le da in na udii m, a na Ilenia liza il-
i t

tnnium tam praesenlium quam futuro- ei uni, et cum omnibus impiis aeteruo sup-
rum notum fieri volumus iiulustriae, uos deputandum. Qui vero hoc ipsuin
plicio
cuti) auctoi itale 1j. l'eli i apostoli n uni priu- nostrum privilegium, observare, custodi-
cipis,gi aluitoque sacerdotuiu,clericorum, re, adimplere fideliler studueril benedi-
totius(|ue romanae plebis assensu, eidem ctionis gratiam, el misencordiae plenitu-
fc.Trevirensi Ecclesiae Cellam (par chia- iliiieu) iu coeleslibus castri», inter eleclo-
ro cbe delibasi intendere l'oratorio, e pel runi iiuinei uni ellicaciler a Domino Deo
•uo ospizio la contigua abitazione e pos- consequi mereatur. Scriptum per inanuui
sessioni, poiché la chiesa giàera tilolocar- Stephaui notarii, el regionai ii, et scrina-

dinalizio e lo è tuttora; chela può darsi rli s. Sedis aposlolicae, mense januario,
Cella o abitazione fosse diversa dal pa- Indictione III. Data xv kal.febr. per ma-
lazzo de'lilolari, e cbe forse desso fu il ri- num Widonis Episcopi, el bibliolhecarii
fabbricato da Pasquale 11) Quatuor Co- s. Sedis apostolicae anno Deo propitio ,

ronatoi uni condonasse in perpetuo pos- PontiOcalus Domini nostri Benedicti san-
sidendam,cum oimi'ìbmslppendùiis suis, VII Papaeprimo. Imperante Du-
clissiuii

aquis sei licei , aquarumque decursibus, mino piissimo imperatore Augusto Otto-
pratis, pascuis, viueU, sii vis, cullis el iu- ne, a Deo coronato, magno, anno vili
cultis, cuililibus el mansis. Quae omnia ludictioue tertia ".
TR E TRE 7
L'origine di Treveri si perde nel buio solamente ricusarono di trovarsi all' as-
de'teuipi, ed è cerio anteriore all'entrata semblee generali da lui convocate, ma te-
de'romani nelle Gallie: costituisce la ca- ne vano eziandio corrispondenza co' ger-
pitale della provincia omonima, che altre mani situali di là del Reno, per indurii
volte avea per confini all'oriente il Reno, a irrompere nelle Gallie. Die motivo a tali
a ponente la Mosa o M osella, a mezzogior- movimenti la controversia tra Iuduzio-
no il paese de'Mediomalrici o de'Messi- 111,110 e Cmgetoi uno di lui genero, quali i

ni, ed al settentrione il paese de'Petnani, si contrastavano fra loro il principato di


Cere*i,Segnienie Condrosieni,clie esteu- Treveri, e ili cui il 1." essendo prevaluto

devasi dalla Musa e vicinanze di Nerviens al avea tatto porre all'incanto suoi
?.. , i

tino alReno. treviresi, germani di origi-


I beni, luduziomaro, dopo essersi adopera-
ne, erano il più celebre popolo della Bel- to di forza per indurre Cesare a prestar-
gica, e Pomponio Mela dice di loro: Cla- gli appoggio mercè le finte sue sommis-
rissimi Belgarum Treviri, urbesque in sioni, vedendo che il generale romano di
Treviri» opulentissimae Augusta. Nel- lui punto non si fidava, levossi la masche-
l'anno 58 prima dell'era corrente, i tre- ra , ed alla testa ti' un corpo di genti si
viresi vedendo die Giulio Cesare avea do- pose a bersagliareMauu posa il campo di
mati gli elvezi, cercarono la di lui ami- Labieno. In mezzo a queste ostilità, egli
cizia meno pei* inclinazione che per ti- venne ucciso nel 54 mentre guardava la
more; allora Treveri era già molto im- Mosa. La perdita del loro capitano non
portante e capoluogo de'Treviri. Questi rese piùsommessi que' di Treveri ; essi
avvertirono il duce romano, che gli sve- continuarono la cominciata guerra,nè de-
vi stanziati sulla riva destra del Reno si posero le armi die dopoessere slati vinti
disponevano a passar questo fiume per in- da uno stratagemma di Labieno, il quale,
vadere il loro paese e quelli de'loro vi- entrato pochi giorni dopo a Treveri, ne
cini; ma gli eventi provarono tostamente cacciò i congiunti d'Induziomaro, e rista-

quanto poco solida t'osse questa loro al- bilì Cingeloricio nel suo principato sullo
leanza. Nel seguente anno avendo quasi la dipendenza de'romani. Nel sottoporli
tutte le Gallie cospirato contro il generale i a'romaui, uè adottarono la lin-
treviresi
romano, egli mosse alla volta dell'inimico gua in luogo della celtica, che a veauo fi-
accani patoaRemois,ed a veudolo sconfìtto no allora parlata. Indi Augusto piantan-
sulle sponde dell'Aisne, lo perseguitò fi- do a Treveri una colonia romana, le die
no al paese de'Nerviensi. 11 nemico, ria- il titolo d'Augusta Trevirorurn e diven- t

vutosi prontamente da tale rovescio e fat- ne la capitale della 2/ Belgica. Molti im-
tosi forte coll'uuione de'vermandesi e de- peratori tennero in essa più o meno lun-
gli atrehati, venne ad una 2." battaglia, go soggiorno, come Costanzo Cloro, Mas-
in cui Cesare fu costretto a prender la fu- simiano Ercole, Costantino I il Grande,
ga. A tal nuova i die accorre-
treviresi, che pare le desse il titolo di metropoli
vano in soccorso de'romani, rifacendo i delle Gallie, o almeno tale riguardavasi
passi loro se netornarono alle proprie ca- nel IV secolo di nostra era, a cagione della
se. Nel 56 fatto Cesare consapevole, che quasi ordinaria residenza che vi teneva-
i belgi venivano eccitando germani a se- i no gl'imperatori, e perchè divenne essa
co loro congiungersi, spedì il suo luogo- la sede de'prefetti del pretorio delle Gal-
tenente T. Labieno a Treveri con un cor- lie. Vi soggiornarono pure Costante I e
po di cavalleria per contenerli al dovere. Costanzo, Giuliano, Valentiniano Va- I,

Giunse egli medesimo due anni dopo in lente, Graziano, Valentiniano II, Mas-
questo paese con 4 legioni e 800 cavalli, simo con Vittore di lui figlio, Teodosio
poiché avea inteso come treviresi non i I il Grande,ed Avito, seuza parlare de'
8 TRE TRE
tiranni più antichi. Postumo sotto Gal- les la prefettura delle Gallie, il che fu re-

lieno, Villorino e Aure- due tiranni sotto golalo nel 4°2 con editto d'Onorio e di

liano. Fiuoda'tempidi questo ultimo im- Teodosio 11. Essendosi franchi già sta- i

peratore, ed anche prima, eravi in Tre- biliti in una parte delle Gallie, un'orda

veri un senato illustre e un ordine eque- di essi , dopo aver posto iu fuga Egidio
stre; in essa fiorirono egualmente le scien- o Gitone generale romano, s' impadronì
ze e il commercio. Gio. Paolo Mazzuc- di Treveri e di Colonia verso il 4^4 > e
chelli nella Dissertano apologetica,Me' fondò in queste contrade un regno parti-
diolanum secunda Roma, presso il Ca- colare e separato dalla dominazione del
logeri, Opuscoli t. 8, chiama pure Tre- resto de'frauchi; regno che fu nominalo
veri seconda Roma o altra Roma, per- de'Ripuari, a motivo della riva del Reno,
chè per più anni vi tennero sede stabile che si obbligarono co'romani a difende-
gl'imperatori romani, come dichiararo- re contro germani non meno che contro
i

no Browero, e Jacopo Massonio, Antiq. i popoli stanziali sull'altra riva di detto


et A final. Trcvir. t . i
,
p. i o 1 , seri vendo: fiume. Questi avendo presto estese le lo-

Trcveris Romanorum, ut mcinininius, ro conquiste (ino all'Escaut dal lato d'oc-


liuperalorumoccidentalisin Galha se- cidente, e fino a Magonxa da quello d'o-
des, Roma altera, et Augusta Treviro- riente, crearono un re e costituironsi nel
si

rum urbs est nuncupala. Inoltre il Maz- 5i i per comando di Thièrri I figlio di
zucchelli osserva, cheanco Arles fu det- Clodoveo 1 una raccolta di leggi, nelle qua-
ta seconda Roma per avervi stabilitola li viene di sovente fatta menzione de' ro-
sede alcuni imperatori; come pure Aquis- mani; il che fa credere, che presso i ri-

grana fu appellata seconda Roma, quod paini rimanessero più romani di quello
ibi Carolus Alagnus sederli sibi Juluris- che presso degli altri barbari, e che le me-
(file occidentis Imperatoris perpetuata desime leggi fossero comuni a questi due
decreto consti tuit. Per la residenza che vi popoli. Treveri però di questo regno non
fecero i regolie longobardi, Pavia fu chia- formò che la 2," città, mentre Colonia n'e-
mata altra Roma, e finalmente Costan- ra la capitale. Quindi Treveri fece parte
tinopoli si disseNuova Roma per aver- dell' Austrasia, ed re franchi di tal regno
i

vi Costantino I trasferita la sede dell'im- vi eressero un palazzo e l'abitarono. In-

pero. L' irruzioni de' barbari nella Bel- tanto il cristianesimo, prima ancora del-
gica cambiarono aTreveri l'aspetto del- l' irruzione de' barbari, erasi introdotto
le cose : i vandali essendosene impadro- nella contrada, sebbene sieno discordi le
niti 1'
abbandonarono al saccheggio nel opinioni quanto alla precisa epoca sulla
cominciar del 3<)(j, e vi ritornarono sul predicazione del vangelo. Diverse auliche
finir dell' armo slesso, commettendovi tradizioni attribuiscono a' discepoli di s.

novelli guasti. 1 franchi nel \i i o nel Pietro la fondazione delle chiese di Tre-
seguente, avendola ancor trovala forte veri, Colonia, Tongres, Spira e Strasbur-
abbastanza per sostenere un assedio, la go. III. "vescovo di Treveri fu s. Eucario
piesero dopo gravissimi sforzi, e vi eser- o Euclierio, uno de'72 discepoli di Gesù
citarono senza moderazione i diritti del Cristo, da Roma inviato da s. Pietro, con
vincitore. Treveri ebbe a patire nuovi sac- s. Valerio diacono e s. Materno suddia-
cheggi nel 4^0» e verso il 44° P er P a,l ° cono, dicendo la tradizione che lo consa-

degli unni. Scorgendo romani che i il fiu- grò consegnò il proprio bastone o
e gli
me Urno, il «piale avea fino allora servi- /Incoio pastorale (/'.), che si conserva
to di barriera all'impero, non poteva più con venerazione in Treveri; perchè si vuo-
difendersi contro i barbari, aveauo pre- le die iu virili di esso il sauto risuscitò

so il partito di Udskruc uellu città d'A.i> il suo compagno s. Materno, come uar-
T R E T R E 9
ra Cristoforo Browero, Annal. Trevir. m tiene alle contrastale notizie di s. Mater-
ad ari. 5o, ed Onorio Augustodunense,//* no, lo trattò bene Grandidier nella Sto-
Scini.de Vetro et. Paulo. Osserva ilCan- ria della chiesa di Strasburgo. Ripe-
cellieti ne' Pontificali e nelle Memorie terò, secondo l'opinione d' alcuni scrit-
delle ss. Teste, che siccome d'allora in tori, che il vescovato de'ss. Eucario, Va-
noi s. Pietro e i successori non più ado- lerio e Materno di mollo viene anticipa-
perarono il bacoloj ed in sua vece la Cro- to, dicendosi morto il 1. "nell'anno
7 3, il

ceastata di cui riparlai nel voi. LXXV1I, 2."neU'88, il 3. "nel 1 4-3- Meglio è il con-
p. 124, se Papi si recassero a Treveri
i cludere, di non potersi accertare il tempo
tornerebbero ad usare quello del principe in cui fiorirono i primi 3 vescovi di Tre-
degli A postoli e ."Pontefice roma uo;e che1 veri, e che anco tra'luro primi successori

la parte superiore si custodisce in Colonia, non sono d'accordo «li scrittori. Si può ve-
e altra parte in Praga. Vedasi Giovanni dere la Gallia Christiana, I. 1, p. 71 3:
Ciampiui, Dissertalo his lorica an Von- TrevirensArchiepiscopi etprincipes)$a*
tifex lìoiìumus Bacalo Pastorali uta- cri Romani Imperli Eleetores. Io segui-
^/•.^RoinaeiGgo, e nelle sue Oderei. 3, rò nella serie Arte di verificar le da/e,
\

p. 209, Roma 747. H dotto Ciani pi ni so


1
-
perchè essa riprodusse quella di Ilon-
tiene, che Papi usassero il bacolo pasto-
i theim, alla cui biografia parlai delle sue
rale, parlando de'tempi antichi. Poche no- lodale opere sulla storia di Treveri civi-
tizie si hanno di s. Eucario, bensì dice s. le ed ecclesiastica. Il 1. "vescovo che dopo
Gregorio di Tour», che il suo culto eia già s. Materno ci presentano gli antichi docu-
celebre nel VI secolo,perchè preservòTre- menti, ès. Agricio o Agroecio, ma la Gal-
vei i dopo la sua morte:
dalla peste, molto lia Christiana avanti a lui e dopo s. Ma-
il martirologio ne fa menzione l'8 dicem- terno ne nomina 22, e sono: s. Auspicio,
bre. Altri ritardano la missione di s.Eu- S.Celso, Felice, Mansueto, Clemente, Ilo*
cario, così quella dis.Valerio che gli suc- sé, s. Martino I,s. Anastasio, Andrea, Ru-
cesse, come mandalo da Roma sul finire stico I, Autore, Fabrizio, Cassiano, Mar-

del IH secolo, insieme a lui ed a s. Ma- co, s. Navi lo, s. Marcello, Melropolo, Se-
terno, il (piale pure si ritiene per disce- verino, Fiorentino, Martino II, Massi mi-
polo dis. Pietro. Notai aToNGRES, parlan- no e Valentino. Il nome di s. Agricio tro-
do del santo, che con Colonia e l'Alsazia vasi fra'sottosci itti al concilio tenutosi in

lo riguarda per suo apostolo, e così Pae- i Arles nel 3 1 4-- appunto
Si pretende che
si-Bassi, non essere raro nell'antichità, la da lui fu convertito in chiesa il palazzo
quale di sovente die la qualità di disce- che s. Elena, madre dell'imperatore Co-
poli di s. Pietro a'primi vescovi delle cit- stantino I, possedeva a Treveri, e che la
tà fiuo al principio del IV secolo ,
preci- consagrasse sotto l'invocazione dis. Pietro.
puamente nelle Gallie e in Ispagna. Fu Altri lo dicono già vescovo d'Antiochia
s. Materno successivamente vescovo di e cacciato dagli ariani, e che fu messo sul-
Treveri, di Colonia e di Tongres, e mor- la sede di Treveri da Papa s. Silvestro \,

to in Colonia verso il 347 s' pretende che il quale ad istanza di s. Elena lo creò ar-
il suo corpo fosse trasportato in Treveri e civescovo e primate delle Gallie; onde si

deposto presso quello dis. Eucario. Inol- crede il 1 ."arcivescovo di Treveri, la cui
tre da alcuni si crede, che il Vallio(V.) metropolitana ebbe a sutfragauee le chie-
introdotto dagli Apostoli (anzi riparlan- se vescovili di Metz, Toul e Verdun in
done a Triregno, lo dissi con altri dallo Francia. Morì s. Agricio nel 335 a' i3
stesso s. Pietro e da lui lascialo a'succes- gennaio, sebbene l'anno non è certo, e fu
sori), da s. Pietro fu conferito a Mater- tumulalo co'suoi predecessori nell'antica
ico vescovo di Tieveri. Quanto appai- abbazia dis. Matteo, che sembra sia sia*
io TRE t a E
la la sede de'primi prelati ili Treveri. Il gli il medesimo im-
eusebiani, presente
successore s. Massimino di Poiliers e di peratore, e due anni appresso interven-
lui allievo, si pone Ira il 33o e il 335, ne all'altro concilio di Sardica, del quale
poiché al cominciare ilei febbraio segnan- fu uno de'più validi appoggi. Tanto co-
te egli accolse nella sua chiesa il grande raggio contro gl'implacabili nemici del-
s. Atanasio patriarca d 'Alessandria, ri- l'innocenza e della verità non poteva re-
legalo a Tre veri mercè un ordiue di Co- starsi impunito. Infatti gli ariani avendo
stantino I, chi: gli ariani aveano carpito inutilmente tentalo la condanna di s. A-
aita di lui religione. Da s. Massimino fu tanasio, tennero un conciliabolo iuFilip-
accolto come un confessore glorioso di popoli, nel quale prelesero di scomunica-
Cristo, e stimò a sua ventura il convivere re Massimino con altri loro avversari più
due anni e alcuni mesi con un santo così rinomati. Morì s. Massimino nel 348 o
illustre; nulla obbliando per addolcire al nel 349 nel Poitou, fu sepolto presso Poi-
suo ospite la sventura dell'esilio. Anche tiers, e poi il suo corpo dal successore fu
Costantino II lìgho dell'imperatore, che trasferito a Treveri, e deposto nel luogo
comandava nelle Gallie e risiedeva inTre- ovesi fondò la celebre abbazia del suo no-
veri, trattò s. Atanasio con molto onore, me. Nel 349 circa gli successe s. Paolino
somministrandogli abbondantemente o- aquilano, che poco dopo si recò a Roma
gui cosa necessaria alla vita. Massimino da s. Giulio I pel ristabilimento della pa-
praticò la stessa ospitalità, 4o vve| '° 5 au- ce nella Chiesa. Allora s. Atanasio erasi
ni dopo, verso l'altro confessore della di- già dall'esilio richiamato da Costanzo im-
vinità del Verbo, s. Paolo vescovo di Co- peratore, sicché i vescovi che l'aveano de-
stantinopoli, cui gli ariani aveano depo- relitto si all'iettarono di riconciliarsi con
sto in un concilio, ed al quale Costantino lui.Ursacio e Valente, suoi spiegati ne-
I nel cacciarlo non avea fissato il luogo mici, si trovarono pur essi in lai numero,
dell'esilio. Essendosi s. Paolo rifugiato nel- e gl'inviarouo d'Aquileia la loro ritratta-
le Gallie, il vescovo di Tre veri dopo es- zione, a mezzo di s. Paolino. Avendo s.

sersi accertato della purità di sua fede, gli Atanasio perduto nel 35o il suo protet-
aprì un asilo nella propria chiesa, lo trat- tore Costante I, suoi alfa ri cambiarono 1

tò con onore, e poi lo lasciò andare a Ro • aspetto, e l'odio de' suoi nemici ripigliò
ma per ivi trattare la sua causa dinanzi novello vigore. Costanzo nel 353 fece a-
il Papa s. Giulio 1. Nellostesso tempo che duuare il concilio d'Arles, ove quasi lut-
tenevasi a Roma un sinodo per esaminar ti i prelati assisterono alla condanna del
l'alfa re di s. Pao-
Atanasio e quello di s. sauto, tranne s. Paolino che rifiutò di sot-
lo, vescovi ariani essendosi adunati in
i toscrivere al risultamelo di quest' as-
Antiochia confermarono la condanna del semblea. Gli ariani però si vendicarono
i .°jed avvertiti in seguilo ch'egli era tor- di tale resistenza, facendolo esiliare nel-
nalo in occidente, spedirono 4 di loro al- la Frigia, e pe' mali che vi soffrì meri-
l'imperatore Costante 1, che trova vasi a tò il titolo di confessore, quando morì
Treveri per prevenirlo contro
,
illustre I nel 358, onorandolo la Chiesa a'3 ago- 1

perseguitato; ma lo zelo di s. Massimino sto. Gli successe s. Bouoso, di cui il mar-


rese infruttuosa la deputazione. Ammae- tirologio registra la festa a' 17 febbraio.
strato da quesl* arcivescovo intorno l'in- Indi s. Brillono o Brictone, o Britanno o
nocenza di s. Atanasio, l'imperatore non Veterano, che nel 3y4 fu al concilio di
volle ascoltare i suoi accusatori e gli li- Valenza e nel 38-2 a quello di Roma, mor-
cenziò coperti di confusione. Nel 345 s. to nel 384 a '5 maggio, giorno nella chie-
Massimino si recò al concilio di Milano, sa di Treveri consagrato alla sua memo-
nel quale nuovamente si distinse contio ria. Fu eletto a successore s. Felice, del
TB E T RE 11

clero lievi tese e adorno di specchiate vir- sa dis. Eucario, e cessò di vivere nel 458.
tù, dal concilio de'vescovi itacensi o ita- Jamblico oGiannerioo Jamnecio virtuo-
ciani, mccolli in questa città dall'impe- so e lodalo, vivea ancora nel 4? 5, come
ratore Massimo. E noto come $ Itacia- si ha da una lettera scritta ad Arbogasto
m, seguaci d'Itaeio vescovo di Silves o Os- conte di Treveri: a suo tempo già l'arci-
sonoba, e d'Idace vescovo di Merida, per vescovo esercitava diritti metropolitici i

eccessivo zelo verso la fede cattolica per- Toul e


sui suddetti suffraganei di Metz,
seguitassero i P'ri sci III'finis ti, per cui il ti- Verdun. Successivamente furono vescovi
ranno Massimo residente in Ti everi con di Treveri, Evemero o Emero, Maro, Vo-

dannò a morie Vi iscilliano con 4 suoi di- InsienOjMileto, Modesto, Massimiano, Fi-
scepoli. Il detto concilio approvò la con- hicio o Felice, Kusticoed Aprunculo mor-
dotta dc'sauguinari prelati, e s. Martino to nel 527. Il clero avendo scello a suc-
di Tours, sopraggiunlo a Tieveri men- cessore Gal, il re d'Austrasia Tierrico I

tre si celebrava, dovè dar segni di comu- o Teodorico die Nice- la preferenza a s.

nione, per salvar la vita agli altri priscil- zio o Niceto abbate d'un monastero del-
lianisti, altrimenti sarebbero periti. Del- la diocesi, tanto per l'eminenti sue virtù,
lo stesso Martino era pu-
sentimento di s. che per lo splendore de'suoi natali. Lun-
re s. Felice, ed egualmente che lui dete- gi dal bassamente lusingare le passioni dei
stava la violenza che usavisi contro quei principi, nella corte liberamente riprese
sellarijtultavia egli fu lenutoilaciano nel- i vizi del reedel figlio Teodeberto I, i qua-
la mente un gran numero di prelati
d' li invece d offendersene ne concepirono
cattolici e moderali (piali per conse- , i un maggior rispetto. Non cosi Clotario I
guenza si separarono dalla sua comunio- re diSoWsdnl accolse le rimostranze del
ne, fi a'quali si credono anche Papa s. Si • santo per l'incestuoso suo maritaggio, e
ricio e s. Ambrogio, riguardando Felice vedendosi separato dalla comunione dei
come scomunicalo. 1 critici osservano die fedeli e colpito dalla scomunica minore,
il Felice di cui si parla non fosse l'arcive- cacciò dalla sede s. Nicezio. Morto il re
scovo, ma un compagno dell'eretico Gio- nel 56 1 , il figlio Sigeberto 1 re d Austra-
viuiaiio. Tuttavolla nel cominciar del se- sia lo restituì alla sua chiesa. Eloquente,
colo Via chiesa di Tieveri non era in cal- zelante, caritatevole, fu a diversi condili,
ma, per cui s. Felice vedendo non poter fece costruire una ragguardevole fortezza
ovviare la procella insorta contro di lui, sulla Mosella per difesa del suo popolo,
rinunziò nel 3gS e si chiuse in uti mona- e colmo morì verso il 566 a'5
di melili
stero di Treveri che in seguito prese il
, dicembre. s. Magnerico gli
Il discepolo
nome di s. Paolino ove cessò di vivere
, successe, intimo amico di s. Gregorio di
nel 4oo e fu seppellito a'26 marzo, nel Tours: Childeberto II re d'Austrasia, per
qual giorno la Chiesa ne onora la memo- la slima che ne faceva, gli commise bat-
Maurizio è incertose morisse nel 407.
ria. tezzare Teodeberto 11 suo Del fa-
figlio.

Leonzio o Legouzio si ponea'ag febbraio vore che godè nella corte si giovò per di-
nelnovero de'santi. Auturo governò san- fender gli oppressi e procacciare qualche
tamente e morì verso il 44^. Salì sulla sollievo al suo popolo , che assai amò e
sede di Tieveri s. Severo discepolo di s. ammaestrò nella pietà. A suo tempo fio-
Lupo di Troyes.e compagno nel 2. viag- rirono s. Goare prete solitario della dio-
gio di s. Germano vescovo d'Auxerre in cesi, e l'altro solitario della medesima s.

Inghilterra, perciò zelante per la propa- Eufronio d'origine lombardo.Morto a'2 5


gazione della fede; morto nel 445>sice- luglio 596 s. Magnerico, ebbe a succes-
iebra la festa a' i5 ottobre. Gli successe sori Gunderico o Gungerico, Sebando, e
t. Cirillo, che tliccsi a ver ristabilita la chie- Severino morto verso il 622. In questo
li TRE TRE
circa fu eletto s. Modoaldo, fratello del- foresta vicina a Treveri, la quale ancora
la b. Illa moglie del prefetto Pipino e ma- ne porta il nome. Nello slesso anno Voe-
dre di s. Geltrude badessa di Nivelle. Per mado o Wiomado abbate di s. Massimi-
la benevolenza del Dagoberto ricevè
re 110 e di Merloc, sotto il quale la chiesa di
in dono il proprio palazzo d' Hoeren iti s. Pietro venne affrancata dalla giurisdi-
Treveri, perchè ne facesse un monastero zione di qualsiasi giudice secolare in tulli
di vergini. Oltre a ciò sulle sponde della i suoi beni e dipeudenze,con diploma del
Mosella fondò l'altro monastero di s.Sin- re Pq>ino, che poi confermòCat lo Magno.
foriano, che atlìdò alla sorella Severa, ove Cessò di vivere probabilmente nel 791,0
fu sepolto quando morì nel 64o. Il suc- fu arcivescovo Ricboldo o Pucbodone, di-
cessore s. Numeriano, con diploma indi- scepolo del celebre Alenino, che fece rifio-

rizzato a' vescovi di Metz, Toul e Verdun, cadute in deperimento; nel-


rire le scuole
confermò la fondazione del monastero di l'accademia di Carlo Magno, ove mem- i

Jointures eretto nelle Vosges da s. Deo- bri portavano nomi diversi dalle famiglie
datoo Die dopo aver lasciato il vescova- cui appartenevano, prese il nome ili Ma-
to di Nivers. Morto nel 666, la chiesa di cario, e morì nell'8u4- Wazone abbate di
Treveri ne celebra la festa a'5 luglio. Gli Merloc nel seguente anno intervenne al-

fu sostituito Idulfo monaco e abbate di


s. l'assemblea diThionville,e mori nell'809.
s. Mattinino di Treveri, monastero fon- In questo divenne arcivescovo Amalario
dalo nel IV secolo colle norme di quelli Fortunato allora monaco di Merloc e
d'oriente; ed egli v' introdusse la regola discepolo d'AIcuiuo. Nato in Treveri, fia
di s. Benedetto, lo ridusse a meraviglia, da fanciullo con frode fu portato a Co-
indi divenne uno depili celebri di Ger- stantinopoli , indi restituito alla patria,
mania. Sospirando di ritirarsi in esso, ri- apprese monastica e le lettere nel
la vita

nunziò nel 671 la sede, ma vedendo che celebre monastero benedettino di Luxe-
non gli era concesso di starsene celato, si vil Borgogna; e poi passato in quel-
nella
retò nelle Vosges, ove fondò sul continen- lo di Martino di Tours sotto il magi-
s.

te di due fiutnicelli l'abbazia di Moyen- stero d'Alcuino, si avanzò talmente nel-


Moutier, così chiamata perchè circonda- la pratica delle religiose e cristiane vir-

ta da alti e 4, e ivi cessò di vivere nel 707. tù, e nella cognizione delle scienze e del-
L'abbate del monastero di s. Massiuiino, la lingua greca, che divenne del pari san-
s. Basino, e non Veomado che lo fu più, to e dotto cenobita. Perciò s. Leone HI
tardi, ch'era stato surrogalo a s. Idillio, mosso dalla fama che lo celebrava, ver-
dopo aver santamente governato 24 anni, so P800 lo creò cardinale prete e poi ar-
abdicò nel 6g5 per tornarsene al suo mo- civescovo di Treveri,secondoil Merseonel
neterò, ove morì circa il 704. H suo ni- Catalogo degli arcivescovi di Treveri,
pote vedovo con un figlio, Luitwin o Leot- ed altri; ma alcuni scrittori attribuiscono
wino gli successe, e fondatore del mo- a Gregorio IV la dignità cardinalizia, ed
nastero di Merloco Mettine sulla Saare, nitri con Ciaccolilo a Sergio li dèll'844i
ove già avea passato qualche tempo nel- come lo registra il Cardella. Pochi vesco-
la vila monastica. Morendo nel 7 1 3 san- vi de'suoi tempi nelle Gallie l'eguaglia-
tamente, onde è onorato per santo a' rono in sapienza e in virtù, per cui l'im-
marzo, il suo figlio Miloue semplice chie- peratore Carlo Magno, conoscitore del ve-
rico ne occupò la sede, ed usurpò egual- ro merito, l'onorò d'una stima ringoiare;
mente (|uella di Reims, della quale però e uell'81 1 l'inviò a predicare la fede ai
venne spogliato nel 744 dal concilio di sassoni al di là dell'Elba, ed allora vuoisi
Soissous. Si crede che nel 753 restasse che fondasse il vescovato d' Amburgo nel-
ucciso alla caccia da un cinghiale, in una la bassa Sassonia. Il seguente auuo lor-
TRE TRE i3
nato dalla sua missione, compose un li- ture e colla pratica d'assidue preghiere,
bro intorno al Battesimo, per risponde- essendo inoltre assai divoto della B. Ver-
re alle domande che Carlo Magno gli a- gine. Il Cardella dice incerta l'epoca di
vea fatte sul modo con cui s'istruivano i sua morte, ina che vi vea nell'S {o, e l'Eggs
popoli, sulla natura ed effetti del sagra- lo dice morto circa P846,mentie il Ld>-
mento. Attribuito il libro da alcuni bi- bé scrive 1*8 1 4-- H Coeleo fece d' A mala-
bliografi ad AlcuinOjSirmond e le Cointe rio questo elogio.» Quest'antico difensore
ne dimostrarono autore Amalario. Nel- della vera credenza e della sincera pietà,
l'8 3 Carlo Magno l'inviò ambasciatore
i e dottore della Chiesa, il quale non solo
in CostantinopoIijCon Pietroabbate diNo- in Ti everi, ma anchee Costan- in Roma
nanlola, all'imperatore Michele Curo- 1 tinopoli sirendè veramente venerabile
palata, per trattarla pace fra'due impe- presso i sommi Pontefici ed più ginn i

ri.L Arte di verificar le date lo dice mor-


1
'

principi , è degno d' essere imitato qual


to nell'S i4> cne n st,rt «Menta ebbe a co-' modello di perfezione da'prelati e pasto-
repiscopo il celebre Tegano ed Adalma- ri del le chiese". L' Arte di verificar le da -

ro, e che lasciò pure alcune lettere piene te registra nell'S 1


4 per successore Ilei ti

d'erudizione sagra e profana. La Gallia o Eltone o lletting abbate di Epternac


Christiana ne ritarda la morte all'822. Il ovvero di Merloc, arcicappellano di Lodo-
Cardella nelle Memorie sloriche de" Car- vico I, il quale lo pose eziandio nel nu-
dinali, riferisce che Amalario giunto in mero degl'incaricati generali ossia Udissi
Costantinopoli trovò morto Michele I, ed Dominici, istituiti per vegliare alla con-
a lui succeduto Leone V l'y^/v/7r//o,il qua- servazione del buon ordine e all'ammini-
le l'accolse con somma benignità e cor- strazione della giustizia, ciascuno nel di-
tesia; e nel seguente anno lorimandò coi partimento assegnato. Fu appunto con
suoi ambasciatori a Carlo Magno, che es- questo carattere che nell'817 intimò a
sendo passato all'altra vita, furono rice- Frotario vescovo di Toul d'avvertire
vuti in Aquisgraua dal figlio Lodovico I quelli ch'erano tenuti al militare servigio
il Che circa questo tempo Amalario
Pio. verso l'imperatore, di stare apparecchia-
compose 4 Sl, °i ''bri degli Ufììzi eccle-
i ti per la spedizione d'Italia ch'egli stava
siasticiche intitolò al detto imperatore, meditando contro il re Bernardo suo ni-
ma alcuni giudicano averli composti Al- pote ch'erasi ribellato. Nell'819 commi-
enino, o Amalario diacono di Metz, su di se a Frotario di vegliare sull'esecuzione
che può vedersi quanto riportai nel voi. degli statuti che il concilio d'Aix. la Cha-
XX.X1X, Aggiunge Cardella, «he
p. 7 1 . pelle ave* emanati sulla riforma de' ca-
Lodovico Io mandò ambasciatore a Pa-
1 nonici. Neil' 822 trovossi al concilio di
pa Gregorio IV dell'827, affinché impa- Thion ville, e nell'S2ga quello di Magon-
rane è supplire ciò che mancava nella sua za. Assistè negli estremi momenti Lodo-
opera degli Uffìzi ecclesiastici'/lallaChie- vico I, morì nell'847 e fu sepolto in s. Eu-
sa romana madre e maestra di tutte le
, eariodi Treveri. Il nipote Tcutgaldo gli

chiese del mondo cattolico. RaccolseA ina- successeci cui tempo Treveri ut incorpo-
lano e ordinò V l fjìzio de' morti, affin- rata al regno di Lorena, dopo diversi i

chè cattolici avessero una noi ma costan-


i smembramenti a cui soggiacque la Fran-
te e sicura, onde piegare pe'fedeli defun- cia sotto successori di Lodovico I. Nel-
i

ti, e scrisse altre dotte opere. All'assidua l'85c)fu al concilio di Savonnieres. Fa vo-
applicazione pegli studi, seppe unire l'e- li il divorzio di Lotario 1 re di Lorena con
sercizio delle cristiane virtù, macerando Tietberga, e indusse ad annullarne il ma-
la propria carne con digiuni e vigilie, col- trimonio Gontiero arcivescovo ili Colo-
la lettura e meditazione delle divine Scrii- nia, autorizzando così Lotario I a sposare
r4 TRE T R E
Valdrada sua concubina; fallo che con- danti i monasteri de'eanonici, e fu pre-
fermò nel concilio di Metz, ad onta che sente il giorno appresso alla consagrazio-
riprovavano il divorzio legati del Papa i ne di quella metropolitana. Nell'878 fu
s. Nicolò I, ed inutilmente con Gontiero in vitato al concilio di Troyes da Papa Gio-
si recò a Roma per persuadere il Papa, vanni Vili, ma non trovasi che v'inter-
che nel conciliodi Luterano annullò quel- venisse. Avendo il Papa a'6 settembre ac-
lo di Meli, e destituì due prelati e gli al-
i cordato il pallio a Walone vescovo di
tri padri dell'assemblea. Gontiero osò fa- Metz sua vita durante, senza consultare
re un'insolente protesta, ma Teulgaldo il suo metropolitano Berlulfo, questi se

meno esaltato tornato a Treveri si guar- ne offese come d'un'usurpazione a'propri


dò bene dal l'esercita re le funzioni vesco- diritti; e citato quindi Walone nell'879

vili. Egli intraprese in seguito sino a 3 a Treveri, gli vietò di far uso del privi-
viaggi per Roma per ottenere la sua ria- legio. Inutilmente Walone gli dichiarò,
bilitazione, ma non vi potè mai riuscire. che senza contraddizione l'aveano godu-
Anzi nell'ultimo suo ritorno, passando da to 4 suoi predecessori, cioè Urbico, Cro-
Roma alla Sabina, fu ucciso insieme con degando, Angelramo, e Drogone figlio di
tutti i suoi sul finir dell'868. Altri lo dico- Carlo Magno; il metropolitano persistè
no morto in Roma, da una malattia che nella sua difesa, e Walone si ritirò senza

rapì la più. parte de'suoi compagni, fra i sottomettersi. Incmaro arcivescovo di


quali Gontiero, che nel 869(0 ammesso Reirns riconciliò due prelati, con persua-
i

allacomunione secolare, dopoché Papa dere il vescovo di Metz di rinunziare per


Adriano 11 si riconciliò con Lotario nel I amore della pace al favore da Giovanni
riprendere la sua legittima moglie. Nel- Vili ricevuto. Mentre Treveri fino dal-
l'86q O 870 Carlo 1 il Calvo nominò a 1^70 era passala sotto il dominio di Lo-
questa sede Rei lolfo abbate di IMerloc, in dovico il Tedesco come re di Germania,
grazia alle raccomandazioni del suo pa- inormanni se ne impadronirono,e nel gio-
rente A vvenzio vescovo di Metz, il quale vedì santo a'5 aprile 882 la ridussero in
lo avea coronato re Lorena dopo la di cenere. Bertulfo corretto alla fuga, tornò
inortedel fratello Lotario I. INI a Lodovico poi contro di loro accompagnato da Wa-
il Tedesco imperatore, riguardando il re lone vescovo di Metz e dal conte à dalai"-
gno di Lorena come un'usurpazione in do alla testa d'un buon esercito. Ma bar- i

mano di Carlo I a suo pregiudizio, elesse bari restarono vincitori alla battaglia che
dal canlo suo monaco Waltone o Wal-
il gli presentarono, e Walone vi perde la
done ad arcivescovo di Treveri. Queste vita. Bei tulfopoco sopravvisse all'infortu-
i\ue nomine cagionarono uno scisma tan- nio, emorì a' io febbraio 88 3. Nello stes-
to più pernicioso, in quanto che essendo so mese gli successe Rathodo abbate di
la thiesa di Treveri senza verun pasto- Merloc o d'Epteruac, che nell' 888 pre-
re, propriamente parlando, dopo la de- siedè al concilio di Metz. NeH'8g5 crea-
stituzione di Teulgaldo, avea già lunga- lo re di Lorena Zuenliboldo, questi lo

mente sofferto a una tale pri-


motivo di nominò suo arcicancelliere; indi il re con
vazione. Siccome 5 vescovi aveauo ordi- diploma i\e'5 febbraio 898 eresse il pae-
nato Berlulfo , 6 arcivescovi scrissero a se di Treveri contea im-
in particolare
Lodovico II per indurlo a ritirare la pro- mediatamente soggetta alla regia auto-
tezione di Waltone, e gli esaudì; quindi rità, e la die in governo all'arcivescovo
Wultone si ritirò, e Bertulfo intervenne di Treveri o per se medesimo o per via
a diversi concilii,fra'qnali a quello di Co- del suo avvocato e difensore; la qual con-
lonia 8*26 ottobre 87 3, ove si conferma- cessione Zuenliboldo confermò con altro
rono gli statuti dell'arcivescovo riguar- diploma nell '899 : tale è l'origine della
TRE I B E 1 5
Mipremazia territoriale degli arcivescovi data ebe soffre eccezione per un diploma
di Tre veri. Fuco dopo Ralbodo entrò in sottoscritto in Treveri a' 17 settembre.
disgrazia del re, il quale in un accesso di Sotto di lui Ottone I concesse il titolo di

collera giunse fino a sacrilegamente per- cappellano dell'imperatrice all'abbate di


cuoterlo: questo ti'atfo di brutalità fu sen- s. Massimino di Treveri. Nel 96.5 Teo-
za dubbio uno Ira quelli ebe determina- dorico I o Thierri prevosto di Magonza
rono signori della Lorena a scuotere il
i e arcidiacono di Ti e veri, indi nel 969 a-
giogo di questo principe. Nel 902 Ratbo- veudo intrapreso un pellegrinaggio a Ro-
do ottenne da Lodovico IV re di Germa- ma, ottenne dal Papa Giovanni XIII la
nia e di Lorena la conferma del privi-,
primazia sui vescovati della Gallia e del-
legio accordato già all'arcivescovo Wio- la Germania, mercè una bolla nella qua-
mado dal re Pipino, di andar esente dal- le dichiarò non fine che confermare l'an-
la giurisdizione d'ogni giudice secolare. tico diritto della chiesa di Treveri. Nel
Nel 91 3 il redi Francia Carlo HI il Sem* 9^5 un altro viaggio ch'egli intraprese
alice, divenuto signore della Lorena do- in quella città gli procacciò presso Rene-
po la morte di Lodovico IV, con diplo- detto VII una nuova bolla , che confer-
ma de' 1 3 agosto statuì clie l'elezione de- mando quella di Giovanni XIII vi aggiun-
gli arcivescovi di Treveri si dovesse com- se altre prerogative, come l'oratorio e la
piere dal clero e dal popolo. Morto Ratbo- Quattro Coronati. Siccome Ift
cella de'ss.
rio nel 9 1
5, gli snccesseRoggero oRuolge- riportai di sopra, in es«a non è espresso
10, il quale nel 92 fu presente al trat-
1 quanto si dice dall'or /e di verificare le
tato tra Carlo III ed Enrico I imperato- date, che procede con Hontheim, cioèchu
re, concluso in Bonn rispetto alla Lore- permise all'arcivescovo di Treveri di far
na ,
pel quale, al dire d'Alberico di Tre portare la croce dinanzi a se, come al-
Fontane, la chiesa di Treveri che co'suoi l'arcivescovo di Ravenna (T\), l'uso del-
suffragane*! era stata fino allora sotto la la dalmatica a'preti ea'diaconiche lo ser-

dominazione de're francesi, fu ceduta al vivano all'altare, ec. Tornato Teodorico


redi Germania; ciò che i fatti riferiti più I alla sua sede, morì in Magonza a'5 lu-
avanti non ne permettono quanto alla ,
glio, e venne sepolto nella chiesa di «.
proposizione incidente, di ammettere sen- Gengoulda lui eretta con 2 canonici. Sot- 1

za eccezione. Roggero dopo essere stato ar- to il suo governo canonici della catte-
i

ncancelliere di Carlo 11] nel la Lorena, mo- drale rinunziarono alla vita comune che
rì queslooncli)3o fu eletloRo-
nel f)2Cj.In fino allora aveano tenuta. Xel 97$ gli suc-
berto, ebe si vuole figlio di Rodolfo II re cesse Egberto figlio di Thierri 11 conte
d'Arles di Thierri duca di Sassonia; in- d'Olanda, che fece rivendere le pasto-
tervenne a diversi cnncilii e presiedè quel- rali sue virtù, al quale scrisse il famoso
lo di Verdun nel 94 7, anno ot-
nel quale Gei berlo, che insegnava le lettere in Lom-
tenne da Ottone I redi Germania la con- bardia, poiSilveslto 11, esortandola man-
ferma del privilegio d'esenzione già con- dargli degli alunni. Intanto Ottone III re
resso alla sua chieda da Ztientiboldo oda di Germania, all'impero ebbe ad antago-
Lodovico IV. Morì di peste, durante una nista Enrico il Litigioso duca di Bavie-
grande assemblea di signori .tenutasi a Co- ra, nel cui partito Egberto si lasciò tra-
lonia nel 956, e il suo cadavere portato scinare, insieme con Warino arcivescovo
a Treveri, fu sepolto nella chiesa di s. Pao- di Colonia ePoppone vescovo d'Utrecht.
lino. Subito gli fu sostituito Enrico I pa- Profittando di queste turbolenze Lota-
rente d'Ottone I, che seguì poi neUfi sua rio re di Francia, invase la Lorena, e
discesa in Italia e andata a Roma, ma nel impadronitosi di Verdun fece prigioni il

ritorno morì di peste a Parma nel 964, conte Godofredo e Io zio Sisefredo conto
i6 TRE TRE
iliLnxemhurgo, qunli la difendevano.
i l'impresa, dopo sofferte perdile non in-
Morto nel 986 Lotario, e succedutogli differenti. I Irev'uesi forzati dalla fame, e
Luigi V, si pure già era
fece la pace, se per l'assottigliamento delle loro forze in-
stata conclusa. Il Novaes nella Storia di capaci di più lunga difesa, erano tlisposti
Giovanni XVI, dice che questo Papa nel ad arrendersi, se non che Enrico duca di
990 per mezzo di Leone vescovo di Tre- Baviera li distolse e con iscaltrezza indus-
veri, da lui mandato in Inghilterra per se il re a levar l'assedio ed a permetter
legato, ottenne di pacificare il re d'Inghil- loro di ritirarsi senza alcun male. Però
terra col duca di Normandia. Ma allora s. Enrico II prima di lasciar Treveri, fe-

Egherto sedeva, ed inoltre nomi del re i ce distruggere il ponte fortificato, e con-


Elebredo e del duca Riccardo non cor- fermata la nomina di Megingaldo die-
rispondono a quelli che allora regnava- degli a stanza il castello di Coblentz, don-
no sull' Inghilterra e sulla Normandia. de questi governò la diocesi fino al ter-
Morto nel 993 Egherto, nel 994 gli suc- mine de'suoi giorni nel 1 o 5 o nel o G:
1 1 1

cesse Ludolfu di Sassonia dot- chiamato il il cadavere trasportato a Treveri fu se-


to. Gli scriltoriche attribuiscono l'isti t u- polto nella tomba de'suoi maggiori. Nel
zionedel collegio degli Eiettori del s.Ro- 1 o i6s. Enrico IIPop-elesse arcivescovo
mano Impero al 99H, per opera di Pa- pone Leopoldo margravio d'Au-
figlio di

pa Gregorio V, e dell'imperatore Otto- stria e preposto di Bamherga, conferma lo

ne III, riferiscono a quest'ultimo l'avere pel suo merito dal clero e dal popolo. Per
rivestito Ludolfo e i suoi successori della mettersi in possesso della sua sede fu ob-
dignità di elettore ecclesiastico, gli altri bligalo a prendere le armi, e costrinse A-
due elettori ecclesiastici essendo gli arci- dalberonea cedergli il palazzo diTreveri,
vescovi di Colonia e di M 'agonza (V .). non meno che tulli castelli dipendenti da i

Successe a Ludolfo nel 1008 Megin- questa chiesa, ed a tornarsene nella chiesa
galdo o Meiugaldo prevosto di Magonza, collegiata o monastero di s.PnolinodiTre-
nominato da s. Enrico II re di Germa- veri di cui era preposto. A'6 gennaio o 1 1

nia, del quale era cancelliere oprimiscri- Popponefu consagralo arcivescovo, e l'8
nio. senza riguardo all'accettata elezione aprile Papa Benedetto Vili gl'invio pal- il

del capitolo nella persona d'Adaiherone lio. Nel o 8 s. Enrico gli donò il suo pa-
1 1

di lui cognato, figlio di Sigefredo conte lazzo di Coblentz con tutte le dipenden-
di Luxemburgo, il cui merito consisteva ze, e con diploma confermò l'immunità
neh 'esser fratello della regina. Ciò origi- della chiesa di Treveri. Verso il io n)Pop-
nò uno scisma, die produsse poi conse- pone riedificò la chiesa di s. Pietro dive-
guenze funeste. Adalherone appena eletto nuta rovinosa, e le die nuova forma. Nel
si fece prestare giuramento dalle milizie, 1 028 intraprese il pellegrinaggio di Ter-
s'impadronì del palazzo della città, e for- ra Santa, con s. Simeone solitario di Tre-
tificò con torri il ponte sulla Mosella. Me- veri, ma nativo di Siracusa: durante la

gingillilo reca tosi a prender possesso di sua sua assenza , Gilberto conle di Luxem-
sede, e trovate chiuse tutte le vie,raccolse burgo invase le terre della chiesa di Tre-
nlcune milizie, e imprese a cacciarne il ri- veri e le pose a sacco. Nel 1 o36 TielVrido,
vide, ma i suoi sforzi cagionarono molli protettore e difensore della chiesa di Tre-
mali senza alcun frutto. Il re saputa la re- veri, sposò contro i canoni una sua pa-
sistenza fatta d'Adaiherone, a capo d'un rente in 5.° grado, e volendo ritenerla ri-

esercito strinse d'assedio il palazzo diTre- corse ali arcivescovo per la dispensa , e
veri nella 1* domenica di Pasqua 008, 1 I' ottenne colla condizione di ilare alla
mala vigorosa opposizione degli assediali chiesa di Treveri 12 manse, mansos. Era
l^bldigò nel i."sellembi e ad abbandonar la inausa quella quantità di terra che un
TRE TR E 17
giogo di buoi può lavorare in un anno, cisa in un sinodo di Roma lenulodal Pa-
o che basta al mantenimento d'una fa- pa^ giorni dopo Pasqua del 1049, co-
miglia di conladini; ciò che dicesi corri- me porta la sua bolla, alla quale però sot-
spondere a 64arpenli. Nelio38 Poppo- toscrisse l'arcivescovo di Lione con que-
ne scrisse a Papa benedetto IX chieden- sta clausola: Salva Ecclesiae Lugdunen-
dogli un vescovo sulhaganeo, siccome da sis a uclor itatele, condizioni per le quali
troppi affari caricato; e il Papa man-
gli il Papa accordò tal favore, furono che gli
dò un uomo di dolcissimi costumi come arcivescovi invierebberoogni anno depu-
I' indicava il nome, e si crede che fosse tati alla s. Sede, e ch'essi medesimi vi si

quel Graziano arciprete di s. Giovanni a recherebbero ogni 3 in persona. Sulla pri-


Porta Latina, il quale in seguito esortati mazia di Treveri si può consultare la Gal-
Benedetto IX e il suo competitore Silve- Ha, Christiana t. i,p. 7 i4- Cominan ville,
stro III a por fine allo scisma, nel o [ i
(
Histoire de lous Ics Archeveseliez, chia-
mercè la rinunzia loro fu egli eletto col ma Treveri metropoli della premicreBel-
nome di Gregorio VI^V.). Inoltre Pop- già uè, et de l' Exarcat des Gaules . .

pone pregò pure a canonizzare il solita- et à ce quon plus ancienne gran-


dit, la
rios. Simeone, morto nel io35aTreveri, de ville de l'Europe: Elle eut des prelats
ed il Papa vi aderì con bolla dell'8 set- des le premier siede, et on la pretend
tembreio42. E questo il 2. "esempio di vicine Primatiale des deux Belgiques
solenne e formale Canonizzazione, fatta et des deux Germaniques dans lecinq
dalla s. come notai
Sede, nel voi. VII, p. elsixu'me.VoY\am\oi\ nello stesso annoil
283. Benedetto IX dice nella sua bolla Papa a Reims, l'arcivescovo ve lo accom-
aver fatto la una grande as-
ceremonia in pagnò, e nel concilio che vi celebrò pre-
semblea del clero romano, o sinodo co- tese in virtù della propria supremazia oc-
me crede 1' Arte di verificare le date , cupare il 1 .° posto appresso il sommo Pon-
poiché essa osserva col p. Lupi: d'allora in tefice. I suoi chierici lo sostennero con tut-
poi chei Papi s'erano riservato il diritto te le forze; ma l'arcivescovo di Reims, so-
di canonizzare non ne fecero uso
i santi, stenuto per sua parte da'prelati francesi,
che in un Sinodo, fino ad Eugenio III, rifiutò cedergli il primato. Non volendo
il quale contentassi d'unire un semplice s. Leone IX decidere allora questa diffe-
Concistoro per la canonizzazione dell'im- renza, fece disporre le sedie nell'assem-
peratore Enrico li, fondandosi sopra
s. blea in maniera che tutti furono contenti.
la ragione che 1' autorità della Chiesa Nel 1060 circa o meglio nel 1061 aven-
romana e il fondamento di tutti i conci' do Corrado conte di Luxemburgo fatto
Hi. In Tre veri la canonizzazione si cele- rivivere le querele de' suoi predecessori
brò solennemente a' 17 novembre dello colla chiesa diTreveri,ne venne a tale ec-
stesso anno. Poppone eresse in Treveri cesso,che avendo preso l'arcivescovo E-
in onore del santo una chiesa, ponendovi berardo mentre faceva la visita di sua ar-
de'canonici generosa mente dotati; e com- cidiocesi, gli stracciò le vesti pontificali,
mendevole per la severità, il sapere e le sparse gli olii sagri e lo condusse prigio-
virtù sue, mori nel 1047. In questo il cle- ne. Uditosi in Treveri 1' empio avveni-
ro e il popolo elesse Eberardo figlio di mento , si ce*sò dal celebrare il servigio
Ezzelino conte di Svevia, e preposto di divino, finché avesse deciso sopra questo
Worms.Divotodella s.Sede fece frequenti grave attentato il nuovo Papa Alessan-
pellegrinaggi a Roma, in uno de'quali ot- dro II. Questi adunato appositamente un
tenne da Papa s. Leone IX la conferma sinodo vi scomunicò il conte, lasciando al-
della supremazia della chiesa di Treveri l'arci vescovo il potere d'assolverlo. In for-
nelle Gallie ed in Germauia.Essa fu de- za di ciò Coi rado restituì la libertà al pie-
voi,. LXXX.
i8 TRE TRE
latodopo averne ricevuto ostaggi; ma po- terminar la controversia ira Thierri ve-
co dopo essendo giunta da Roma la sen- scovo di Verdun e l'abbate di s. Michele;
tenza di scomunica, rientrato Corrado in non che l'esame del contrasto insorto tra il
se slesso, s'umiliò all'arcivescovo, il quale vescovo di Toni e un chierico di sua dio-
gl'itnpose d'intraprendere il pellegrinag- Nelle gravi vertenze tra s. Gregorio
cesi.

gio di Terra Santa. Nel io65 circa Ebe- VII e il suo persecutore Enrico IV, U-
rardo ebbe un contrasto con Thierri ab- done nel 1076 intervenne all'assemblea o
bate di s. Massi mi no, ebe imprese a de- conciliabolo, in cui il re pretese far de-
cidere colle armi; sembra però che dopo porre il santissimo Pontefice, al quale ri-

qualcheostilità, ambedue si riconciliasse- provevole atto sottoscrisse cogli alni pre-


ro, e l'arcivescovo nella chiesa di s. Mas- lati, nella più parte ripugnanti. Contra-

siccino fondò il suo anniversario. Lodato stando R.odolfodi Svevial'imperoad En-


per probità, consiglio e prudenza, cessò rico IV, si formarono due fazioni, di pa-
di viveredopo l'uffiziatura del sabato san pisti sostenitori del i." e di enriciaui par-
to 1 066. Gli successe Conone I o Corrado tigiani del 2. ,
poi chiamate guelfi e ghi-
Pfulingen nobile svevo, primicerio e poi bellini. Il Papa nel sinodo di Roma del
preposto di Colonia, dal coi arcivesco- [078 fece trattare l'affare de'due preten-
vo Annone reggente del regno di Germa- denti, e fu deliberato l'invio di legati in
nia,venne innalzato alla sede di Treveri, Germania per conoscere le loro ragioni.
senza richiedere prima il consenso del cle- Indi s. Gregorio VII a' 9 marzo scrisse
ro e del popolo. Annone conoscendo co- un'enciclica a'vescovi di Germania, con-
ni' egli a Treveri incontrerebbe opposi- sigliandoli di sentire l'arcivescovo di Tre-
zione, gli die una scorta per farsi intro- veri che pendeva per Enrico IV, ed un
nizzare colla forza. Adirati i trev'uesi per altro vescovo aderente di Rodolfo, per de-
simile atto di autorità, colsero armati in cidere del luogo e del tempo per radu-
traccia di Conone I
,
guidato dal conte nare una nuova dieta. Il Papa scrisse a
Thierri vidamo (forse magistrato o capi- Udone esortandolo di adoperarsi per la

tano o meglio vicedominó) di Treveri fi- pace, e l'invitò a Roma; ma l'arcivesco-


no a Biedburgo lungi 16 miglia, affine di vo già era stato trovalo morto nel suo let-
respingerlo, ed assalita la casa ove s'era to all' assedio di Tubinga, ove avea ac-
rinchiuso, dopo avere ucciso non poche compagnato il re. A'6 gennaioioyg per
disue genti, ne forzarono le porte e s'im- la prepotenza d'Enrico IV fu eletto arci-

padronirono della persona.Thien'i lo tra- vescovo, e da lui investilo coll'anello e il

dusse stretto in ceppi nel castello d'Urt- pastorale, Engilberto o Egilbérlo bava-
zich,ove dopo averlo tormentato per «4 rese, preposto e teologo di Passavia, del
giorni, gli die lamorte precipitandolo da parlilo de'scismatici sostenitori de'concu-
una roccia il t.° giugno 066. 11 suo cor- 1 binari e delle condannate laicali Investi-

po fu seppellito nell'abbazia di Tholcy, ture ecclesiastiche (1 .), già separato dal


e dopo gli si attribuirono de' miracoli ,
suo vescovo dalla comunione de'fedeli. Il
per cui fu posto nel novero de' martiri. clero e popolo trevirese mal soffrendo il

11 clero e popolo di Treveri nel 1067 scel- sopruso che loro si praticava, pregarono
se a pastore Ldoue o Eude svevo, figlio i vescovi suffragane) ch'eransi recali a Tre-
d'Everardo conte di JNelleniburg, dopo- veri per l'elezione, di non consagrare En-
ché si pacificò la collera del redi Germa- gilberto, come non canonicamente eletto.
nia Enrico IV, che ovea giurato vendi- Scorsero i\ue anni senza ch'egli Irovauc
rar (>onoue colla rovina della città. Cor- un consagra tore,tna nel 1080 avendo En-
teseed eloquente, nel 1074 ricevè com- rico IV scritto a Thierri vescovo di Ver-
missione dal Papa s. Gregorio VII , di dun, che avea assentito alla destinazione
TRE TRE i

d' Engilberlo, per indurlo a eseguir tal gnizione ch'era stato investilo del pasto-
funzione, tutlavolta il vescovo si credè in rale e dell'anello da Enrico IV, e che sen-
dovile avvertirne s. Gregorio VII, dimo- za avere ricevutoli pallio avea consagrato
strandogli quanto fosse rilevante provve- chiese e conferiloordini, lodepose dal ve-
dere del pastore la chiesa di Treveri e ne- scovato; scorgendo poi in lui pentimento,
gare la consngrazione a colui oh* egli cre- poco dopo lo ristabilì nel grado, gli con-
deva canonicamente eletto. Non si cono- cesse il pallio, imponendogli soltanto hi

sce la risposta di s. Gregorio VII; certo penitenza d'astenersi dall'uso della dal-
è, che nel i 084 Enrico IV tanto fece che matica per 3 anni. Su di che può vedersi
indusse il vescovo di Verdun a c/>n sagrar il voi. XXXVII, p. 148. Morto Enrico
Engilberlo. Però tornalo questi a Tieve- IV nel 06, il figlio
1 1 Eurico V lo lece suo
ri , ritrovò la medesima opposizione in ministro e consigliere aulico, non giada'
una parte del clero, la quale anzi gli mani- principi dell'impero nominato, come pre-
festò che non poteva riguardarlo qual ve- tende l'autore delle Gcst. Trcvir. Eni*
scovo, perchè avea ricevuto l'investitura scop. presso il Marteue. Ma le contrad-
da mano laica. Gli mancava ancora il pal- dizioni che gli fece provare il cancelliere
lio, e subito l'ottenne dall'antipapa Cle- Adalberto, poi arcivesovo di Magonza ,

mente III, da Enrico IV fatto intrudere lo disgustarono in modo dell'uflitio che


contro s. Gregorio VII. D' ordine d'En- Io rinunziò. Nel r 107 formò parte del-
rico IV, Engilberlo a' 5 giugno 086 nel-
i 1 l'ambasceria da Enrico V spedita a Pa-
la metropolitana di Praga consagrò Vra- squale II a Chalons-sur-Mai ne per con-
tislao II primo re di Boemia. Nel iog3 ferire sull' investiture ecclesiastiche, in-
Poppone e Richero, mio vi vescovi di Metz sieme a'vescovi d'Halberstadt e di Muti-
e di Verdun, avendo ricusato di farsi con- ster, ed altri duri e intrattabili. Il solo
sagrare da Eogilberto, perchè avea rice- arcivescovo che prese a ragionare si mo-
vuto il furono da lui
pallio dall'antipapa, strò eloquente, urbano e saggio, ma se-

scomunicati; ma loro cleri prend endo le


i condo le pretensioni dell'imperatore. Dis
parti de' rispettivi pastori, dichiararono se pertanto, che fino da'tempi di s. Gre
ul metropolitano di non voler più comu- gorio I vari altri Papi , era diritto
e di
nicare con lui. Engilberlo palesò molto dell'imperatore che prima di pubblicassi
fervore per la potenza temporale di sua l'elezione d'un vescovo, si dovea portai la
chiesa e difendendo le terre donate da
, alla di lui conoscenza, affinchè se la scella
Adele vedova del conte d'Arlou, contro gli aggradiva, vi prestasse consenso; e che
Enrico conte di Luxemburgo che le pre- in seguitoconsagratosi l'eletto liberamen-
tendeva, dopo aver impiegalo le armi per te e senza simonia, si recava alla corte per
respingere quelle del conte, lo scomuni- ricevere dal principe l'investitura del pa-
un componimento,
cò; indi segni tra loro storale e dell'anello, e per giurare a lui
morendo Engilberlo neh 101 e fu sepol- fedeed omaggio. Aggiunse poi, che se sua
to nella cattedrale. Nelle feste di Natale Santità bramava di conservare quest'uso
Enrico IV nominò successore Brunone così ragionevole e antico, la pace era fatta,
de'conli Bredeheim, preposto di Treveri, e la Chiesa e l'Impero sarebbero ormai
di Spira e di s. Fiorent di Coblentz, ad perfettamente d'accordo. Il Papa gli le-

istanza del clero e del popolo, e nel se- ce rispondere da Addo vescovo di Piacen-
guente febbraio fu ricevuto in Treveri za. Questi con franco parlare , sostenne
con acclamazioni. Nel o4 si recò a Ro- 1 1 la Chiesa riscattala e posta in libertà dal
ma per visitare Pasquale II, che l'accolse sanguediGesù Cristo, non dover più rien-
onorevolmente e l'ammise nel sinodo di trare in isehiavitù,come avverrebbe nel
Luterano che celcbiava; ma venuto meo- caso che non potesse scegliere un prelato
2o TRE TRE
senza consultare il principe; essere un at- efficace effetto, poiché sbigottito Gugliel-

tentalo contro la Divinità, che un laico mo chiese umilmente l'assoluzione e pro-


conferisca l'investitura colla verga e l'a- mise riparare il malfallo. Morì neh 124
nello, spettanti all'altare, e che i vescovi e gli successe Gotifredo di Liegi e decano
ed i sacerdoti deroghino alla loro unzio- di Treveri, mercè gl'intrighi di Federi-
ne, ponendo le mani loro consagrate dal co conte di Toul; però dopo un anno vari
Salvatore fra quelle secolari insanguina le membri del clero scontenti del suo go-
colla spada. Le grida indiscrete degli a- verno, insorsero contro di lui, sostenendo
Jt inaimi non gli permisero di prosegui- che suo ingresso nella sede fosse irre-
il

re, onde le conferenze furono sciolte, do- golare. Indi gli spiriti vieppiù si esacer-
po avere Bruitone operato per un felice barono, onde Gotifredo vedendo il carico
risultato. Neh 109 Brunone fu inviato a superiore alle sue forze abdicò nel 1 127,0
Roma coll'arcivescovo di Colonia da En- fu deposto nel concilio tenuto nella città, e
rico V per la stessa controversia, ma sen- morì nel seguenleanno. Nel giugno 1 127
za successo. Nel 1 1 1 3 Brunone scrisse a ilclero gli surrogò Meginero nobile di
R.aule arcivescovo di Reims, per ricor- Liegi, che tosto dovè prender l'armi con-
dargli l'antica unione delle loro chiese, tro Guglielmo conte di Luxemhurgo, il
che traltavansi da sorelle, come appari- quale ohbliando le promesse fatte a Urli-
sce da vari documenti; in conseguenza del- none, a vea devastato nuovamente le terre
la quale neli 1 i5 pregò Raule d'impie- della chiesa diTreveri;e l'incalzò così viva-
gare la sua autorità e quella de'suoi suf- mente che Io ridusse a chieder pace. Nel
fragane'! , contro i diocesani devastatori I128 parli per Roma, dove ricevè dalle
de'beni dell'abbazia d'Hoeren,che Tre- mani d'Onorio II la consagrazione e il
veri possedeva in Francia. Accompagnò pallio. Di costumi severi, imprese a rifor-
poi Enrico V in Italia, e più volte com- mare il clero, e infierì massime contro i
battè alla testa di sue genti. Neh 120 si concubinari; il suo zelo mancante di di-
recò a visitare Papa Calisto Cluny, II in screzione, irritòi colpevoli egli rese molti
il quale riguardandolo benignamente, gli avversi. Neh 129 vedendosi quasi abban-
concesse due brevi a'3 gennaio: coli.°lo donato, fece nel novembre un 2. "viaggio

dichiarò esente dalla giurisdizione d'o- a Roma, affine di partecipare al Papa i

gni legato, eccetto quello a latere,e ciò suoi disgusti. Trovavasi in Italia Corra-
per far fronte alle violenze d'Adalberto do 111 duca di Svevia, competitore di Lo-
arcivescovo di Magonza, il quale baldan- tario 11 all'impero, e sdegnalocoutro Me-
zoso del suo titolo di legato, se ne vale- ginero che lo avea scomunicato d'ordine
va per inquietare l'arcivescovato di Tre- del Papa, lo fece arrestare presso Parma
veri; col 1° confermò
suo diritto me-il e lo cacciò uelle prigioni della città, ove
tropolitano sui 3 vescovati di Metz, Toul morì di dolore ih. "ottobre i3o,dopo a- 1

e Verdun. Di quest'ultimo breve fu ca- ver perduta la vista il vescovo di Par- :

gione Stefano vescovo di Metz e nipote ma lo fece seppellire nella cattedrale. Nel
del Papa, perchè avendo ottenuto dallo I I 3 1 pe'dispareri nell'elezione del suc-
zio l'onore del pallio, come aveano go- cessore,canonici scelsero Alberone o A-
i

duto 5 suoi predecessori, si riguardava dalherone o Adalberto di Monslerol o


per metropolilano e non intendeva d'es- Moutreuil loreuese, arcidiacono di Toul
ser più soggetto all' arcivescovo di Tre- e Verdun, e primicerio di Metz; ma per
Avendo Guglielmocontedi Luxem-
veri. l'inasprimento de' partili e il furore po-
burgo fatte saccheggiare in questo tem- polare, Lotario li per non fomentare la
po le terre della chiesa di Treveri, Brìi- •edizione rifiutò di ratificare I' elezio-
none scomunicò gli autori e il conte, eoa ne, e rimise l'affare alla sauta Sede. In-
T R E TRE 2i
nocenzo TI la confermò, ma rifiutando- accompagno Lotario II in Italia, per rein
si <li accettare Alberone, come già avea tegrare la s. Sede delle terre usurpate da
fitto delle prelature di Magdeburgo e Ruggero re di Sicilia, e fu allora che
I

d'Halberstadt, a punirlo della resistenza Innocenzo II a'2 ottobre nominò l'arci-


lo privò de' benefizi. Celebrando il Papa vescovo di Treveri suo legato negli ar-
nello stesso anno un
Reims, o- concilio a civescovati di Treveri, Magonza, Colo-
ve recossi Alberone con alcuni canonici, nia, Salisburgo, Rrema e Magdeburgo.
si sottopose al volere d'Innocenzo II, cbe Nelii3c) il re de' romani Corrado III,
fattolo rivestire d'una cappa lo collocò tra pressato dalle sue istanze, gli cede il pa-
gli arcivescovi, e condottolo seco a Vien- dronato dell'abbazia dis. Massimino, che
na ivi lo consagrò, e rimandò alla diocesi da tempo immemorabile era immediata-
col titolo di legato per procurargli rive- mente soggetta al capo dell'impero. I mo-
renza maggiore. Fu ricevuto con accla- si appellarono al Papa Innocenzo II
naci
mazioni, ma Lotario li si ricusò d'inve- contro la concessione, e ricorsero ad En-
stirlo delle regalie, perchè prima di ri- rico 1 1 conte di Namur loro avvocato, che
cevere l'investitura erasi fatto consagra- mosse guerra all'arcivescovo: tutto fini

re; dipoi ne ricuperò In grazia e con essa colla pace e transazione,


che nel 1 1 47 Al-
le regalie. Alberone dotato di meravi- berone fece confermare da Papa Euge-
gliosa sagacità, ferino nelle sue risolu- nio III, nel recarsi a visitarlo in Parigi.
zioni, dolce e umano, riuscì d' umilia- Sul finir dell'anno, cioè a'2Q novembre,
re l'arrogante e orgoglioso vidamo Lui- l'arcivescovo accolse Eugenio III nella
gi, cbe rivestito di tale carica sotto due i sua capitale, ove tenne un concilio ed a'
predecessori, I' esercitava con tale indi- 3i gennaio 1 1 4<3 consagrò la basilica di
pendenza e dispotismo, che avea concen- s. Mattia, indi sul fine di febbraio partì
trata nella sua persona tutta la civile au- per Reims. Morì Alberone a' 1 5 gennaio
torità e ridotti gli arcivescovi alle sole 1 1 52 in Coblentz, ed il suo cadavere im-
funzioni ecclesiastiche. Sotto colore di balsamato, dopo solennissimi funerali fu
mantenere la impadroni-
loro casa erasi trasferito con gran pompa in Treveri, e
to di tutte le rendite, e somministrava depositato per un giorno intero in cia-
loro appena il necessario; essendosi pu- scuno de' monasteri, indi venne sepolto
re appropriato il palazzo, ostenta va \l lus- nella cattedrale. A'27 di detto mescgli
so e il fasto proprio d' un principe. Al- successe filino Fallemagne decano di su 1
berone ricuperò il palazzo, e abbaitela chiesa, che recatosi a Francfort influì al-
tirannide di quest' olliciale, che corse a l'elezione di Federico lini pera tore,il qua-
gittaisi a'suoi piedi. Sostenne guerra con- le l'inviò col vescovo di Bamberga ad Eu-
tro Simone duca di Lorena vessatore
1 genio III, per partecipargli la sua esal-
dell' abbazia di s. Die o Deodato, e nel tazione. Il Papa consagrò Illino, e gl'ira-

n 3 2 lo scomunicò inAquisgrana nel gior- pose il pallio col titolo di legato. Nel ri-
no di Pasqua durante i santi misteri, al- torno trovando le frontiere di sua dio-
la presenza del cognato Lotario li, co- cesi saccheggiate da'conti di Nauiur e di
stringendo il conte a uscir dalla chiesa: Vianden, gli riuscì pacificarsi con van-
indi per raccomandazione d' Innocenzo taggio; e colla mediazione di s. Bernar-
li, l'assolse in una grande assemblea o do abbate di Chiaravalle, riconciliò quel-
concilio tenuto a Thionville, prometten- li di Metz con alcuni signori vicini, che
do Simone che non avrebbe più. inquie-
l uniti a Rinaldo II conte di Bar facevano
tato la chiesa di s.Die. Colla slessa ener- loro aspra guerra. Scrisse a s. Ildegarda
gia difese i religiosi di Senones dalle pre- perchè lo mettesse a parte de'stioi lumi
potenze d'Enrico conledi Suini. Nel 1 1 36 intorno alla vita interiore, e dalla rispo-
22 T R E TRE
Ma trasse profitto anche sul modo di love in Lombardia, e trovossi alla tenta •

reggere suo gregge. Nel i i5>j recato-


il ta espugnazione d'Alessandria della Pa-
si Federico a Treveri, con diploma con-
I glia. Morì Arnoldo 1 a'i5 maggio I 83, 1

fermò all' arcivescovo il padronato del- e fu sepolto nella sua cattedrale. La sua
l'abbazia di s. Massimino, e il Papa A- morte fu seguita da lungo e funesto sci-
driano IV Io creò suo legalo in tutta l'e- sma; poiché canonici si proposero di e-
i

stensione del regno germanico, L'impe- leggere arcivescovo Rodolfo preposto di


ratore che ne avea gran stima e in gran s. Pietro, quando l'arcidiacono Folma-
conto teneva la sua dignità di primate, ro o Vohnaro vi si oppose coll'appoggio
lo ricevè graziosamente in Worms. lib- d'Enrico duca di Limburgo, e tumultua-
ilo neh i5q mercè un cambio fatto colla riamente fu da'suoi partigiani proclama-
chiesa di Worms, acquistò il castello di to pastore. Federico I citò le parti a Co-
Nassau colle sue pertinenze: Lotario II stanza, e senza scegliere altri, come l'au-
avea rimessa la chiesa di Worms in pos- torizzava l'uso in simili casi, ordinò una
sesso di questa piazza, già toltale col- nuova elezione. Folmaro invece appellò
la forza da'conti di Luxeuiburgo; quindi al Papa Lucio HI, e uscì clandestinamen-

lllmo la cede in fendo a' discendenti di te da Costanza. Nondimeno si procede


tale casa. Allorché l'imperatore persegui- all'elezione in presenza dell'imperatore,
tando la Chiesa e il Papa Alessandro III, da que'pochi che aveano accompagnato
fece riconoscere nel conciliabolo di Pa- Rodolfo, sul quale di nuovo ricadde la
via l'antipapa Vittore V, lllinofu il solo scelta, e Federico I gli die l'investitura e
tra' vescovi di Germania che ricusò di lo inviò a prender possesso di sua chie-
sottoscrivere gli atti di tale assemblea, e sa. Folmaro avendolo prevenuto coll'oc-
solo per procuratore firmò la lettera in- cupare la cattedrale, Rodolfo si fece in-
dirizzata a vescovi assenti. Già da qualche tronizzare nella chiesa di s. Simeone.l due
tempo i treviresi s'erano divisi in tribù, pretendenti si recarono a Roma, ma tro-

che arrogatisi ciascuna alcuni privilegi varono che Lucio IH eia morto a Vero-
sullo un capo appellato maitre, costituì na a'2 5 noveod^re 1 85, e ch'eragli ivi 1

'.ino insieme un'associazione somiglian- successo Urbano 111 avverso a Federico I.


te a 'comuni; ma la licenza che sorse da In Verona nuovo Papa nel sabbaio di
il

tale istituzione determinò l'imperatore ad Pentecoste! 186 creò Folmaro cardina-


abolirla con sue lettere del 6 i 1 1 . Questo le, e nel giorno appresso cousagrollo ar-
diploma anche per ricon-
erasi redatto, civescovo, rigettando Rodolfo peravnu
ciliare l'arcivescovo con Corrado palati- ricevuta l'investitura dalle mani dell'im-
no del Reno, rispetto a'di lui diritti qual peratore. Per questo procedere Federica
protettore della chiesa di Treveri. Cor- affrontò, e divenne aperto nemico del
1 si

rado, tlopo essersi accomodato con lllino, Papa. Folmaro volle tornare a Trevei 1,
esortò i treviresi ad astenersi da qualsia- ove trovavausi tuttavia le truppe impe-
si innovazione. Morto lllino neh 169, il riali, condottevi da Enrico figlia di Fe-
clero e il popolo gli surrogò Arnoldo de- 1 derico l, che avea angarialo in mille mo-
cano di s. Andrea di Colonia, ad istanza di i suoi aderenti. Travestito Folmaro da
di Federico 1. Neh 172 assalito da Mat- stalliere, dopo superati nel viaggio un'in-
teo 1 duca di Lorena e «lai figlio Ferri, finità d'ostacoli, giunse da Tebaldo con-
cogli Muli del fratello del conte di bar, te di Rriey, che gli die ospizio nel mo-
li vinse e fece prigioni, « ostringendoli a nastero di s. Pietro di Monte, ove (issò il

MllergU il castello di Siisberg e le pre- suo soggiorno, esercitando l'autorità ur-


tensi. un mi quello ili Norherch.Neh ei vescovile nella diocesi di Treveri. Sco-
174
fece parie ili Ila spedizione dell'impcru- municò i partigiani di Rodolib, i quali in-
T li E TRE 23
vece si accrebbero, prestando occasione la partenza di Federico I suo padre per
'nobili di mettere sossopra i beni del cle- la Siria. Folmaro si ritirò in Ingbilterra,
ro. Reduce l'imperatore dall'Italia, rac- ove nello stesso anno cessò di vivere e fu
colse una dieta ove si presentarono de- i sepolto aiVorlbampton. Quindi nella stes-
putali di Treveri, e convennero di rico- sa dieta, ad insinuazione d'Enrico V, fu
noscere Rodolfo, senza avere alcun ri- eletto ad unanimi voli il suo cancelliere
guardo al giudizio del Papa, Intanto Fol- Giovanni I, cbe di carattere pacifico gli
maio erasi ritirato nella diocesi di Reims, riuscì di riconciliare gli spiriti già discordi.
ove l'arcivescovo Guglielmo di Sciampa- Ristabilita la concordia, rivolse ogni cu-
gna gli aprì un asilo. Munito del titolo ra per mettere la sua diocesi in salvo'da-
di legato, a lui dal Papa Gregorio Vili gl'insulli de'vicini; e come la città di Tre*
concesso, convocò a Moussbn (l' •) un veri era stata sino allora senza mura né
concilio, invitandovi tutti i suoi soffra- porle, la fece cbiudere da buona cinta con
ganci e il clero di Treveri; l'assemblea alcune torri in distanza, al modo delle
si tenne nella quaresima 187, ma fra' i piazze fortificate. Inoltre rialzò i castelli
vescovi della provincia v'intervenne solo già caduti in rovina, e ne costruì de'nuo-
quello di Metz, con alcuni prelati fran- vi. Neh 193 l'arcivescovo fu arrestato e
cesi, a 'quali s'unirono pure altri del 2.° cacciato in prigione, da Federico conte
ordiuedelclerodi Treveri. Fol maro spie- di Vianden, ma prontamente fu liberato
gando ivi tutta la sua autorità, pronun- dal conte palatino del Reno Enrico III,
ciò sentenza di scomunica contro il ve- e nelle posteriori guerre
Federico ebbe la
scovo di Toul e depose quello di Verdun, peggio, Nel 197 ildettoconteEnrico III
1

esercitando eguale rigore contro la parte vendè all'arcivescovo Giovanni I il suo


del suo clero a lui ribelle, Irritato l'im- diritto d'avvocazia della città e cbiesa di
peratore da questo procedere, risolvè di Treveri. Nella gara insorta neh 198 per
cacciare dal suo asilo il prelato; e stretta l'impero, tra Ottone IV di Brunswick e
quindi alleanza cól re di Francia Filip- Filippo di Svevia, fratello del defunto
po 11, indusse questo principe a privar di Enrico VI, l'arcivescovo dopo essersi di-
sua proiezione Folmaro, cbe videsi per- cbiarato pel 2. colla promessa in pre-
,

ciò costretto od uscir dalla Francia. Pas- mio di 2000 marebe d'argento, si ricusò
sò in Inghilterra, ove il re Enrico II ac- di coronarlo, atteso il rifiuto dell'arcive-
coltolo per rispetto del Papa, gli assegnò scovo di Colonia. Avendo poi abbando-
per svio ritiro la città di Tours. Gregorio nalo Filippo, nel 1200 partì per Roma
Vili avvertito dal vescovo di Toul, cbe ben accolto da Innocenzo III, cbe favoi - i

Folmaro avealo scomunicato senza aver- va Ottone IV. Ma al suo ritorno a Tre-
lo interpellato, e cbe parimenti altre sco- veri si dichiarò nuovamente per Filippo,
inuuicbe avea lanciate contro i suoi av- ciò cbe gli tirò addosso lascomunica del
versari, restrinse il di lui potere e gli vie- Papa, onde per farsi prosciogliere dall'a-
tò di colpire alcuno colle censure eccle- natema dovè riconciliarsi con Ottone IV.
siastiebe, senza prima consultare la s. Se- Nel 1209 accompagnò quest'imperatore
de. Mentre operava all'estinzione dello
si in Italia, e inimicatosi Ottone I V con In-
scisma di Treveri, morì Gregorio Vili, nocenzo III, l'arcivescovo tornò ad ab-
ed a'20 dicembrer 187 gli successe Cle- bandonar il suo partilo, per rivolgersi da
mente III, il quale la condusse ad elìcilo, quello di Federico II (iglio d'Enrico VI,
Folmaro e Piodolfo vennero destituiti nel ma i treviresi rimasero fedeli all'impera-
1 189 nella dieta cbe Enrico VI re di Ger- tore. Morì nel 1212 e fu .sepolto nell'ab-
mania tenne in Treveri alla presenza del bazia d'Huuuierodo, di cui Ili insigne be-
cardiual Goffredo Guelani legalo, dopo nefattore, lasciando la sede di Treveri o-
24 TRE TR E
pulente per miglioramenti e acquisti ila
i dolfo. Le loro truppe penetrate in Tre-
lui fatti. Gli successe TeodoricoII conte veri, saccheggiarono le case de'canonici
di Weda,arcidiaconoepreposlodis. Pao- propensi ad Arnoldo II, formarono una
lino. Dichiaratosi per Federico 11, dal par- piazza d' armi della cattedrale, ed asse-
tito del rivale gli fu teso un agguato, e diarono senza successoli palazzo arcive*
scampò la morte perchè Alberto Co- di ove canonici eransi rifugiali. Re-
scovile, i

blenlz nel frapporsi ricevè il colpo mor- catisi in seguito ad* assalir le diverse piaz-
tale a lui diretto. Nel I2i5 dopo avere ze della diocesi, rimasero perdenti dinan-
d'ordine d'Innocenzo III slaccati que'di zia tulle, tranne Saarburgo di cui s'impa-

Cohonia dal partito d'Ottone IV e ricon- dronirono con inganno. Pel deplorabile
ciliati con Federico li, si recò al concilio scisma, frappostesi varie persone dabbe-
generale di Laterano IV. Fece un pelle- ne e potenti, Rodolfo si mosti ò condiscen-
grinaggio inTerra Santa, nel 1223 in- dente a desistere dalle sue pretensioni ,
trodusse i domenicani in Treveri, e nel chiedendo per suo asilo la città di Saar-
12^5 per l'assassinio d'Engilberto arci- burgo: gli fu concessa, e dopo qualche
vescovo diColonia,assunse la cura di quel- giorno morì. Neh 243 Arnoldo 11 otten-
la chiesa, e fece eleggere a successore En- ne il pallio da Innocenzo IV, e fu consa-
rico di Molenaixk. Avendo scoperto in grato dagli arcivescovi di Magonza e di
Treveri 3 scuole di albigesi, perseguilo Colonia. L'arcivescovo nel 1 245 si spie-
questi eretici e ne fece condannare alcu- gò contro Federico II, già scomunicalo
no alle fiamme. Colle armi e le censure e deposto dal concilio di Lione I. Essen-
represse gli attentati de' signori di Poil- dosi i 3 arcivescovi del Reno,Treveri, Ma-
vache e di Mailberg, e per frenar quelli gonza e Colonia,recali nel maggio o nel-
del 2.° eresse nel «289 il castellodiK.il- l'agosto1246 ad Hocheim pei l'elezione
burgo, finché la pace nel 1240 ricompo- d'un nuovo capo dell'impero, il giovane
se l'ordine. Recatosi nel 1 242 Corrado I Corrado IV corse ad assalirli con un'ar-
figlio di Federico II a Treveri, lo accom- mata di svevi; ma essi avendo alla testa
pagnò a Cobientz, ove l'arcivescovo cessò loro il landgravio di Turingia Enrico ,
di vivere a'28 marzo; il cadavere trasfe- che allora a proposizioned'lnnocenzo IV
rito a Treveri fu tumulato nella catte- aveano eletto re de' romani, mossero con-
drale. Durante il suo governo stabili la tro il principe, gli presentarono battaglia
riforma di vari monasteri, altri ne fondò e lo posero in rotta. Nel 1247 morto Eli •
di nuovo, altri ne restaurò. Il suo nipote lieo, l'arcivescovo di Treveri si adoperò

Arnoldo II d'Iseruburgo gli successe, già insieme al legalocardinal Capocci per l'e-

preposto di s. Pietro, per l'elezione fat- lezione del nuovo re de' romani, sicché
ta dalla maggiore e più saggia parte del avendo essi radunati a Woeringen, nel
clero, senza partecipazione de'laici. Adi- paese di Colonia, gli elettori, a* 2q set-

rata la nobiltà perchè, com'era costume, tembre o meglio a'3 ottobre ad unanime
non si fosse chiamata a parte dell'elezio- voto fu scelto Guglielmo conte d'Olanda.
ne, scelse dal canto suo Rodolfo di Pont Questo principe nel 25 fu accompagna- 1 1

preposto di s. Paolino, e pigliò le armi to a Lione per trattare degli all'ari del-
per sostenerlo; ma non secondata dalle l'impero con Innocenzo IV; il quale a-
guarnigioni delle piazze dell'arcivescova- vendo nel venerdì santo predicato nella
to, fu costretta di
rimanere nell'inazione. propria lingua, l'arci vescovo ch'era a ban-
Corrado IV in Cobientz conferì V in ve- co del re, a lui e alla sua corte tradusse
stitura ad Arnoldo li; menile il duca di il discorso in lingua alemanna. Avendo
Lorena Matteo li, ed conti ili Lnxem- i il popolo di Cobientz commesso delle o«
burgo e di Sayu parteggiarono per Ru- stilila contro l' esercito crocialo per re-
TRE TRE 25
primere i partigiani di Federico IT, ne fu decano di Metz, non senza aver brigato
incolpalo motore l'arcivescovo, percui il per essere arcivescovo. Nondimeno giun-
cardinal Ugo di s. Caro legato di Germa- to a Treveri, vi fu accolto dal clero colla
nia, fu incaricato di prenderne cognizio- massima acclamazione; ma breve fu la

ne. Ucciso sul cominciar del ii56 Gu- dovè querelarsi


gioia, e tosto la Chiesa di
glielmo, né trovandosi disposto a succe- lui, pel carattere altero, violento e ven-
derlo alcun principe di Germania, due dicativo. Perseguitò Thierri abbate di s.

stranieri, cioè Alfonso X re di Leon e di Mattia pressoTreveri,e gli destinò un suc-


Castiglia, e Riccardo contedi Coruova- cessore. L'abbate ricorse a Papa Urbano
glia e fratello del re d'Inghilterra, « po- IV, già adirato contro l'arcivescovo per
sero fra 'concorrenti al soglio vacante. Gli la sua condotta, e perchè eseguiva le fun-

che allora erano numerosi, tro-


elettori, zioni senza avere ricevuto il pallio. L'ar-

varonsi tra loro divisi, e Riccardo molli civescovo vessò pure i commissari pon-
ne avea fatti suoi col denaro, non pelò tificii, inviati per informarsi sul luogo del-
Arnoldo 11 a cui offrì i 5,ooo marchi di lo stato delle cose, e rimosse pure l'ab-
sterlini, giudicando più degno lo spaglino- bate Hobertodis. Maria de'Martirie fra-
lo. Questa scelta adottata dal maggior nu- tello di Thierri.Il Papa ristabilì dueab- i

mero degli elettori, fu applaudita da una bali, e chiamò l'arcivescovo a Roma per
parte di Germania e dagli stati d'Italia; giustificarsi. Morto frattanto UibanoIV

ma Alfonso X contento del titolo im- e succedutogli Clemente V, questi lo ri- I

periale, non si mosse dalla Spagna, sic- tenne in Roma per aver fatto imprigio-
come occupato in guerreggiare i mori. nare l'abbate Thierri. iNella sede vacan-
Arnoldo vedendo che non cedeva a're-
11 te profittò per evadere da Roma, e poi

plicali invili fattigli, lo abbandonò, e pa- sentendo che l'abbate si recava in Orvie-
cificatosi con Riccardo, mercè la media- to da Gregorio X lo seguì, ma il Papa li
zione di Francia, lo riconobbe per re de' fece riconciliare a mediazione di due car-
romani. Rivestito Corrado arcivescovo di dinali. Nell'ottobre i 273 Enrico con uà I

Colonia del carattere di legato, voleva e- corteggio di 800 uomini


1 si portò aFranc-
sercitar le sue funzioni nella diocesi di fort per l'elezione del re de' romani, e
Treveri, ma Arnoldo II spedita una de- contribuì col suo voto a quella di Rodol-
putazione a Roma, ottenne di non rico- fo I d'Habsburgo. Poco applicandosi agli
noscere che la giurisdizione d'un legato alfari spirituali, fu tutto dedito a risto-
a Intere; indi morì nel i 25g nella citta- rare le fortezze e a costruirne di nuove.
della di Tabor da lui innalzata, e il suo Morì nel 1286
Boulogne, nel pellegri-
a
corpo fu portato nella metropolitana. Fu naggio a s. Josse di Pkardia, impreso
tacciato d'essersi usurpati beni delle chie- i per le malatlieche l'affliggevano, e fu por-
se di sua diocesi, d'aver tralasciato la ce- tato nella sua cattedrale. Diviso il capi-
lehrazioue degli annuali sinodi diocesa- tolo ne'pareri, elesse 3 individui, e pre-
ni di primavera e d'autunno, di violen- valse Boemondo 1 di Warnesherg, pre-
ze commesse da' suoi ulliziali verso vari vosto e arcidiacono di Treveri, perchè
membri del clero, e d'aver fitto l'ordi- Papa Nicolò IV nel 1289 lo nominò, e
nario suo soggiorno nel suo Castel lo d'Eli- consagrò in (piatesi rna.con Cerai do d'Ep-
renhreitslcin. Nel a6o Papa Alessandro
l penslein arcivescovo di Magonza, dando
IV dopo aver annullata la doppia elezio- loro solennemente il pallio nella dome-
ne fitta dal capitolo dc'due arcidiaconi nica delle Palme. Intanto avendo il Pa-
di Treveri Enrico e Arnoldo, in Roma pa eletto a preposto e a cantore di Treve-
nominò a' 18 novembre Enrico I di Fi- ri due soggetti d'oneste famiglie e com-
sliug o Wiuslingeu nobile di Lorena e mendevolipel merito loi 0,1! maggior nu-
26 TRE TRE
mero cle'canonici ardì di rigettarli, come Treveri si sollevarono contro l'arci vesco^
non nobili; questa frivola vanità da essi vo, per affrancarsi dalla tassa personale

fu sostenuta come prerogativa del capi- ch'egli esigeva, non che dalla giurisdizio-
tolo, ed alle ammonizioni e minacce del ne de'magistrati scelli dallo stesso predir

Papa restarono inflessibili. Pertanto Ni- to. Scorgendo Ditero esser eglino soste-
colò IV li scomunicò e pose l'interdetto nuti da molti potenti, acconsentì che e-
alla chiesa di Treveri, che durò per tutto leggessero alcuni consiglieri tratti dal pro-
jl vescovato di Boemoudo I. A vergogna prio ceto, affine d'amministrarla giusti-
de' ricalcitranti, avvenne i5 anni dopo, zia insieme col pretore e cogli scabini del-
che Pietro Aichspalter, uno de'due scelti l'arcivescovo. JNeh3o5 i treviresi essen-
ale dette dignità, fu innalzato alla sede dosi impossessati del diritto di concedere
di Magonza. Boemondo I giustificò l'e- la cittadinanza a personaggi distinti sen-
lezione del Papa, perchè dolce di carat- za consultar l'arcivescovo, ammisero nel-
tere e amatore della pace; caro all'im- la società loro il conte di Sponheim, col-
peratore Rodolfo 1, lo fu egualmente ad la condizione che avesse a proteggere le

Adolfo di Nassau suo successose, al cjua- loro mogli e figli, e permettere ad essi il

le sempre fedele, a differenza di qua-


restò libero passaggio sulle proprie terre, ed in
si tulli i principi di Germania, anzi nel- caso di bisogno accorrere con 1^ de'suoi
lesue strettezze gli somministrò conside- in loro soccorso contro ciascun nemico,
revoli somme, ricevendo in ipoteca il ca- ad eccezione del re de'romani, del proprio
stello di Cochem. Alberto d'Austria, I di- arcivescovo, e de'conti di Luxemburgo e
venuto imperatore nel 1198, serbò gli di Veldenz; di più promisero al conte
stessi senlimenti per l'arcivescovo? tanto 3ooo lire treviresi e 00 lire annue fino r

potere, per lo più, ha la virtù sugli ani- al pagamento delle medesime. Queste as-
mi, non ostante la diversità del loro pen- sociazioni, aumentandole forze de'cilta-
sare! Alberto I lungi dal ritirargli il ca- dini, sminuivano l'autorità arcivescovile,
stello di Cochem, gliene concesse la pro- nel temporale. Ditero strinse d'assedio Co-
prietà. Questo degno prelato, che edificò blentz, i cui abitanti volevano sottrarsi
la diocesi colla purezza de'costumi, e col- dalla sua soggezione, e li costrinse a chie-
."
la diligenza nell'adempierc a tutti i do- der pace. Pel i arcivescovo di Treveri
vei i del suo ministerOjlerminòisuoigior- s'intitolò colla forinola: D. Archita, Tre-
ni a' 9 dicembre 1
299, e fu sotterrato i'ir, Dei et aposto licae Sedis gratta, Mo-
nella metropolitana. rì a'i3 novembre 307 e fu sepolto nel-
1

Papa Bonifacio Vili senza valutare l'e- la chiesa del suo ordine, Nel dicembre fu
lezione falla dal capitolo d'Enrico di Vir- eletto Baldovino 1 de'conti di Luxembur-
neburgo, nel i3oo nominò fr. Ditero o go preposto di Treveri, mentre studiava
Didero di Nassau teologo domenicano, all'università di Parigi, ed i deputali che
fratello del defunto Astolfo re devonia- gliene recarono l'annunzio, di là si reca-
ni, foise coll'iutenzione di pone a fronte rono a Portiera da Papa Clemente V, che
del suo uccisore Alberto 1, un nuovo ne- uvea stabilita la sua residenza iu Plan-
mico. Trovandosi i treviresi in guerra col cia, per chiedergli la conferma, e poi l'i 1

coute di Luxemburgo, nel pacificarsi gli marzo i3o8 dalle sue mani fu consacri
accordarono il dirittodiciltadinanza,3oQ to. il suo amore per la pace si palesò nel-

lire di pensione e il palazzo dell'Aquila 111 la transazione conclusa co' treviresi, ri-

Treveri, poi palazzo Retile. Dei paese di guardante le innovazioni introdotte nel-
Luxemburgo e de'suoi signori ragionai la città sotto il predecessore. Il suo fratel-
ne'molti articoli relativi, come a Paesi- lo Enrico VII, innalzato all'impero, si val-
Bassi e (ìebmama. Neli3o3 cittadini di i se poi ulilmeule de'suoi cousigli e in qual-
T 11 E TKE 27
che parte lo associò al suo governo. Cle- to arcicancelliere dell' impero nel regno
mente V approvò l'elezione di Enrico VII d'Ai les. A'di lui successori venne poi con-
di Luxemburgo, in Avignone ricevè dai fermala la medesima dignità, mercè aU
suoi commissari il giuramento di fedeltà, tri diplomi degl'imperatori successivi, e

e lo fece incontrare a Losanna dallo stes- specialmente mercè la bolla d'oro di Car-
so Baldovino e da Giovanni di Molans
I lo IV; dignità di cui fecero uso più volte,
canonico di Toul,onde loro rinnovasse il come prova Honlheim, contro mo-
d' i

giuramento nel recarsi a prendere la co- derni che lo pretesero un titolo meramen-
rona imperiale in Roma.'Emico Vll.fat- te immaginario. Baldovino I accompagnò

to eleggere il suo primogenito Giovanni Lodovico V in Aquisgrana pel suo coro-


in re di Boemia, e concertata col fratello namento, che spera va di esegui re, ma l'ar*
la spedizioned'ltalia, l'arcivescovo vi con- civescovo di Magonza la vinse in suo con-
tribuì più d'ogni altro in uomini e in de- fronto, sostenendo che tale funzione a lui
naro. Essi partirono insieme da Colmar solo spettasse per antico diritto. Si credè
neh 3 io, e comparteciparono a'buoni e alla sua parola, ma fu obbl igato poi a som?
a'ti isti successi delle 3 campagne fatte ol- ministrar prove dentro un mese; non
le

tre l'Alpi, perchè si risvegliarono con più avendo potuto presentarle, venne in se-
furore alla venuta d'Enrico VII le fazio- guito rigettata
la sua pretensione, e l'o-

ni de'guelfi e de'gliibellini, de'quali ulti- nore di coronare in Aquisgrana il re


mi l'imperatore eia gran sostenitore. Mor- dei romani MI mancanza dell'arcivesco-
toEnrico VII nell'agosto i 3 3 presso Sie- i vo di Colonia, venne assegnato a que-
na, mentre il fratello erasi portato in Ger- sto di Treveri. Si può anco vedere l'ar-
mania per far leva di nuove truppe, ri- ticolo Imperatore, ove dissi che se la co-
tornò quindi a Treveri, ove per qualche ronazione del re de' romani avea luogo
tempo accudì agli affari di sua chiesa. Es- nella diocesi dell'arcivescovo di Treveri,
sendosi sparsa voce che Enrico VII fosse a questi ne spettava la consagrazione. Nel
stato avvelenato da Bernardino da Monte i3i5 Baldovino I mosse alla testa della
Pnlciano suo confessore, l'arcivescovo lo nobiltà di sua diocesi, in aiuto del nipo-
pubblicando uno scritto. Neil 3 i4
di lese te Giovanni re di Boemia contro i suddi-
Baldovino I si trovò nel numero de'5 e- ti ribelli di questo principe, i quali furo?
lettori, che a'20 ottobre in Franeforl die- no sottomessi, in unione all'arcivescovo
timo il volo a Lodovico V il Bavaro nel- di Magonza che unì al re per combat-
si

la successione all'impero; e questo princi- terli. Contro Lodovico V insorse Fede-


pe per gratitudine gli rilasciò a'3 dicem- rico III il Dello duca d'Austria; ed il Pa-
bre un diploma, col quale gli confermò pa Giovanni XXH •' inimicò in segui-
il titolo d'arcicancelliere dell'impera nel- to coli.°per trattarsi da imperatore pri-
le Gallie, ossia nelle provmcie che altre ma della pontificia conferma, per ricu-
volte aveauo formato parte del regno di sare il giudizio della s. Sede nella questio-
Lorena. Intorno a che giova osservare.che ne col competitore, e per difendere gli e-
gli arcivescovi di Treveri aveauo eserci- relici. Intanto nel i3i6 1' arcivescovo si

tato l'uffizio d' arcicancelliere di Lorena portò ad aiutare Lodovico V, nella san-
fino al tempo dell'imperatore Ottone I, guinosissima battaglia di Neere , contro
e che essendo itala dipoi loro sottratta tal Federicol 1
, il cui fratelloLeopoldo d'Au-
dignità, venne in seguito a'medesiiui re- stria avendo chiuso presso Spira l'avver-
stituita da Rodolfo 1 d'Hahsburgo con e- sario, questi fu tratto dal pericolo pei soc-
slensione anche sul regno ù'Arles. Prima corsi dell'arcivescovo. Nel 1 3 1
7 soccorse
di Lodovico V già l'arcivescovo nell'at- pure Gerardo VI conledi Juliers,che qua-
to dell 'elezione del fratello erasi iutilola- le aderente del Bavaro era guerreggiato
28 TRE TRE
dall'alci vescovo di Colonia, e rie uscì vit- bidiente al Papa. Dicesi che vi ebbe par-
torioso.Tuttavolta nella guerra tra Far- te l'interesse sua famiglia, scorgendo
eli

ci vescovo di Colonia e suoi sudditi, tìro- i con assai compiacenza l'imperiai corona
curò di giovarealcollega. Vacata nel i 3io prossima a passar colla deposizione ilei
Ja sede di Magonza, i canonici volsero lo Bavaro, sul capo del suo pronipote Carlo
sguardo su Baldovino I, ina questi essen- IV Luxemburgo. Infiliti Baldovino I
ili

dosi riportato al Papa, fu invece da Gio- fu nel numero de'5 elettori che a' io Iti-
vanni XXII nominato Mattia religiosodi glio crearono a Rentz sul Reno Carlo IV
Morbach. Baldovino generosamente voi- I di Luxemburgo re de' romani, ed aven-
le mettere l'eletto in possesso della chie- dolo condotto a Bonn, nel novembre io-
sa di Magonza, determinando il capitolo terveone alla sua coronazione. A vendoBal-
a bene accoglierlo. Dopo aver colle armi clovino I quasi sempre trattato le armi, nel
felicemente sostenuti de'coutrasti co'vici- i35o pensò rimanente dei
di passare il

ni,neh 324 portola guerra col re di Boe- suoi giorni in riposo, e con tal mira con-
mia suo nipote nel paese di Metz, asse- eluse la pace co'vicini e co'vassalli, anche
diando la capitale ribellatasi a Lodovico con accordar loro favorevoli condizioni;
V. Volendo innalzare un castello a Bir- nondimeno non potè goderne, perchè Ja-
chenfeld nel territorio del conte di Star- eppo di Montclair fece lega contro di lui

kemburgo, fu fallo prigione, onde dovè cogli scabini,colsenatoe col popolo diTre-
pagare forte riscatto e promettere di la- veri, promettendo d'aiutarli nella ribel-
sciar l'impresa. Morto neh 328 Farcive- lioneed'accoglierli ne'suoi castelli. Il pre-
scovo di Magonza, di nuovo fu eletto a tal lato, dopoammonizioni, l'assediò
inutili

dignità Baldovino I, ma avendola rifiuta- nel castello di Montclair, se ne impadro-


ta, Papa contro il voto de'canonici vi
il ni e lo rase al suolo; dopo di die fece e
nominò Enrico di Virneburgo. Le oppo- rigeredirinipetto, sulle sponde della Saa-
sizioni durarono 3 anni, ne'ijuali Baldo- re, il castello di Sarenstein. Dopo aver se-
vino I fu incaricato dell'amministrazio- dato movimenti de'lreviresi, morì ai
altri

ne di Magonza, oltre quella de' vescovati 2 gennaio 354, onorando funerali nel-
1 1 i

di Spira e di Worms che allora gli furo- la cattedrale, ove fu sepolto, l'imperato*

110 allidati. Nel i33o fondò la certosa di re Carlo IV, ed un gran numero di prin-
Tre veri, e nel 1 33 fece rientrare al do-
1 cipi e di prelati. Appena gli successe Bue-
vere nobili del paeselli Treveri. Neh
i 338 inondo li de'signori d'Etendorf arcidia-
gli elettori dell'impero, e pe'primi gli ar- cono di Treveri, che treviresi lo costruì- i

civescovi di Treveri e Magonza, scrissero seco a confermare loro privilegi e adac- i

con risenlimento a Papa Benedetto XII crescerli; dall'altro lato molli signori che
in favore dell'ini munita germaniche, ac- aveano vendute le loro terre al predeces-
ciò annullasse la scomunica e deposizio- sore, presero Farmi per ricuperarle.il pre-
tte sentenziate dal predecessore Giovanni lato, non ostante il pacifico suocaratte-
XXII contro Lodovico Vjmail Papa che re, si vide costretto ad opporre la forza
ad esso aveagli spedito nunzi perchè tor- alla forza, ed il fece con buon successo,
nasse all'ubbidienza della s. Sede, veden- Neh 357 acco se '" Treveri l'imperato*
'

do ch'erasi unito all'Inghilterra contro re Carlo IV colla sua sposa econ Wen-
Fraucia, lo dichiarò nuovamente incorso cesìao suo tiglio; enei 1 3 58 imprese a
nella scomunica, anche come usui palore costruire presso il Beno i castelli di Pe-
dell' impero. 11 successore Clemente VI lersberg e Peterseck, per porre in salvo
neh 34G sollecitò l'arcivescovo a rinun- Wesel e Boppard che la chiesa di Treve-
ziareall'allaccamen>ofìuo nllora mostra- ri teneva in feudo dall'impero. Neh 3(>o
toal Bavaro, e Baldoviuo 1 si mostrò ub- la nobillù di Treveri rinnovò i suoi sedi-
TRE TUE 29
ziosimovimenti, ed in pari tempo Filip- Colonia che amministrava da 7 anni, fa-
po d'Isemberg signore di Grensau, a di- cendovi eleggere il nipote Fdippo Saar-
spetto dell'arci vescovo,eresse presso la sua "Werdeii o Saverdun (nel quale articolo
residenza di Vilmar il caslel lo di Greten- dissiche ricusò di accettare la dignità car-
Stein, chiamandovi alcuni nobili del Pa- dinalizia^ siccome furouoommesse le pa-
latinato per esercitar impunemente il la- role nipote dell', pare ch'egli fossearcive-
droneccio sulle terre della chiesa di Tre* scovo di Treveri.il che noi» è); e nel 1 3y6
veri. Il prelato, le cui infermila si anda- ottenne da Carlo IV un diploma de' 3i
vano cogli anni aumentando, pensò di co- maggio,col quale rinnovò e confermò tut-
stituirsi un coadiutore che lo sostenesse te le regalie spettanti alla chiesa di Tré-
nel procelloso governo, e colPassenso del veri, non che tutti i privilegi e prerogati-
capitolo scelse nel 36 Conone Falken-
i 1 ve che godeva, e la dignità d'arcicancel-
Stein canonico di Magonza, giovane do- liere del regno d'Arles che avea l'arcive-
tato più di valore checompreso dello spi- scovo. A ciò fu aggiunto, che nell'elezio-
rito del proprio stato, e che già avea re- nedel re de'roiuani e negli altri alfari del-
so molti rilevanti servigi a Gerlac suo ar- l'impero, da trattarsi dagli elettori, ili."
civescovo contro gli aggressori che deva- suffragio verrebbe dato da quello di Tre-
slavanola diocesi di Magonza. Dopo l'ap- veri. Tornata a stabilirsi la residenza pon-
provazione pontificia, Conone corse ad as- tifìcia in Roma da Gregorio XI, alla sua
sediare Gretenstein , Io prese e fece pri- morie nel 1378 gli successe Urbano Vf,
gione Filippo d'Isemberg, che si riconob- contro il quale insorse il grande Scisma
be vassallo della chiesa di Treveri. Nel (V.) d'occidente per l'antipapa Clemen-
i36i Boemondo li rinunziò il vescova- te VII, che recandosi in Avignone vi sta-
Conone, e con permesso
to a favore di biliuna cattedra di pestilenza. La Ger-
d' Innocenzo VI lo fece consagrare e ri- mania seguì nell'ubbidienza il legittimo
vestì del pallio, e indi Saarbur- si ritirò a Urbano VI, così Conone. Il Papa veden*
go,ove mori neh 368. Avendo Papa Ur- dosi particolarmente amalo da'tedeschi,
bano V nominalo arcivescovo di Colonia dopo la congiura d'alcuni cardinali, nel
Adolfo della Marcii, e differendo di farsi dicembre 38 1 creò cardinale Falken-
1

ordinare, neh 363 die l'incarico a Cono- stein, il quale, come altri tedeschi e gli e-
ne di amministrar quella chiesa, incarico lettori di Colonia e di Magonza , ricusò
che continuò dopo l'abdicazione d'Adol- anch'esso la dignità pe' turbolenti tempi
fo e per tutto il tempo in cui durò il ve- dell'orribile scisma. Ad Urbano VI e al-
scovato del successore Engilberto,che mo- la Sovranità della Sede (F.), Enri-
s.
ri neh 368. Ma intanto che Conone ve- co landgravio d'Assia donò diversi suoi
gliava sugli affari altrui, la città di Tré- castelli, posti nelle diocesi di Treveri, Ma-
veri fece riviverele sue prelese, e imma- gonza ed Erbipoli. Conone per le sue in-
ginandosi d'aver inleramenteescluso l'ar- fermità, congiunte al peso degli anni, nel
civescovo dal governo civile, volle ezian- 1 388 abdicò al suo pronipote Werniero
dio privarlo del pedaggio della Mosella diFalkenstein-Roenigstein arcidiacono di
per appropriarselo. Dopo qualche atto di Treveri, preposto di s. Paolino e di s. Fio-
reciproca ostilità, le parti si rimisero al- rino di Coblentz, col permesso d'Urbano
l'arbitrio dell' imperatore Carlo lV,il qua- VI e l'assenso del suo capitolo. Ritirato-
le die vinta la causa all' arcivescovo nel si nel castello di Webnich sul Reno, co-
i364, con proibizione a'treviresi di con- minciato dal predecessore e da lui com-
cludere verun trattato senza il permes- pito, vi morì a'2 1 maggio dello stesso an-
so del prelato. Nel 1
37 i Conone ricusò no, ed il cadavere portato in Coblentz fu
l'arcivescovato di Magonza, e poi quel di sepolto nella chiesa di s. Castore. Loda-
3o T R E TRE
lo come principe temporale, per In sua • Wenceslao pei- le sue pretensioni,
ori ,

grande attitudine a ben governare pel ,


Josse marchese di Moravia eletto nel 4'« 1

suo coraggio col quale represse gl'indoci- per morte di Roberto da una parte degli
li vassalli e le violenze de'vicini, ricupe- elettori, che comprato da Wenceslao il
rando alla sua chiesa beni alienali, e au-
i
ducato di Luxemburgo lo vendè al duca
mentando con nuovi acquisii i propri do^ d'Orleans fratello del re di Francia, e Si-
minii. Ma
qunnlo alla sua episcopale con- gismondo di Luxemburgo fratello di Wen-
dotta, sembra che la cura dello spiritua- ceslao, che per invito di Giovanni XXIll
le tenesse il 2. luogo nel cumolo di sue neli4' t eia slato eletto da un'altra par-
occupazioni. Si dice ch'egli fu uno degli te di elettori, e poi prevalse, perchè Jos-
scrittori continuatori delle Gesta degli se mori l'8 gennaioi4i '• Nel 1 4- ' 4- a 7
arcivescovi di Trcvcri. Rinnovò la chie- gennaio Werniero acquistò in nome del-

sa di s. Beato, e la fece consagrare in o- la sua chiesa la signoria di [Amburgo (di


nore della B. Vergine, e de'ss. Gio. Bat- cui riparlai a Paesi Bassi), da Gerla»: de-
tista, Siivazio e Beato confessori, e del- .cano di Treveri ed erede di Giovanni di
le ss. Oiìicia e Noilburgia vergini. Wer- Limburgo suo fratello morto nel i4o6.
niero trovò gli scrigni dell'arcivescovalo Frattanto nel concilio di Costanza, di cui
ripieni, attesa l'economia del pro-zio, ma riparlai a Svizzeea, ebbe termine lo sci-

tali tesori furono contrastati da'congiuii' sma deplorabile, coll'elezione di Martino


ti del defunto. Nel 1 38g fu costretto as- V nel 1 4 ' 7- Essendosi Colonia ueh4i8
sediar la città di Wesel,ch'erag!isi ribel ribellata contro Thierri suo arcivescovo,
lata; indi mosse in aiuto di Federico ar- Werniero fece leva di truppe e accorse in

civescovo di Colonia, che avea a fronte sua difesa, ma poco dopo mancò a' vivi

il conte della Marck Engilberto III. Nel nel costello di Buremberg a'4 ottobre, e
i3g3 d'Aremberg e di
fu assali toda'eon ti fu sepolto a Coblenlz presso il pio-zio Co-
iSolms,e 3 anni durò In guerra. L'impero none. Lasciò vuoti i suoi scrigni, quanto
trova vasi a que'giorni in una specie d'a- li avea trovati pieni. Già da tempo im-
narchia, attesa la noncuranza del crude- memorabile dopo II-
i suoi predecessori,
le imperatore Wenceslao di Luxembur- Eu-
dttino, in forza d'indulto concesso da
go figlio di Carlo V,occupato Interamen-
I genio Illa questo prelato, aveano il co-
te e immerso a Praga nelle dissolutezze. stume d'impadronirsi degli Spogli eccle-
Nel i4°o essendosi radunati ad Ober-Lah- siastici, ossia delle successioni di tutti gli
nestein i 3 elettori ecclesiastici di Treveri, ecclesiastici di loro diocesi, che morivano
Mngonza e Colonia, e Roberto elettore intestati j ma Werniero nel 1
3q7 con at-
Palatino, presero il partito di destituirlo, to formale rinunziò a tal diritto. Però Bo-
e il giorno appi esso nominarono in di lui nifacio IX lo reintegrò in altro modo, con-
vece lo stesso Roberto. Quesli restituito- cedendogli il i.°iiiiiio della rendila di tut-
si a Treveri neh4o3, dopo la sua infeli- ti i benefizi. Ad onta di sue belle prero-
ce spedizione d'Italia, confermò i privile- gative. Werniero non avea saputo (arsi a-

gi di questa città, che di giorno in gior- marc dal suo capilolo,qniudi colto da gra-
no divenne più florida, dopo l'alleanza ve malattia dopo 3q8, ed essendo usci- il 1

contratta co'duchi di Lorena e di Lussem- to di senno,! canonici ne profittarono pe


burgo. Notai a Germania, che in questo ottener da Bonifacio IX in coadiutore Fe-
tempo come la cristianità avea 3 Popi, derico di Blankenheim vescovo d'Utrecht,
cioè il legittimo Gregorio XII, Giovanni e la revoca della seguita unione dell'ab-
XX 1 1 eletto contro <li Ini nel Sinodo di bazia di Pruimalln mensa arcivescovile;
Pisa, e l'antipapa Benedetto Xlll; così ma guarito Werniero rigetti) coadiu- il

l'impero e la Germania ebbe 3 impera- tore. Contro sua voglia uell4<@ fu clct-
TRE T 11 E 3 1

to Oltone de'conti di Ziegenbayn prepo- a'6 gennaio 1 433, desolando il suo ter-
sto di Treveri, e prima sua cura fu ili ri- ritorio, e facendo prigionieri tutti quelli

conciliar Colonia col suo arcivescovo, riu- che potè prendere. A' 8 gennaioil senato 1

scendo nell' mietilo. .Però non fu egual- di Treveri inviò deputati al concilio di
i

mente fortunato nell'impresa di riformar Basilea per rappresentargli i funesti ef-


i costumi del proprio clero. Avendo nel fetti dello scisma , e supplicarlo a porvi
i4"2o preso le armi contro furiosi ere- i un pronto rimedio;equesto indusse l'im-
tici Ussiti) ad istanza di Martino V, par- peratore Sigismondo a interporre la pro-
tì per la Boemia con ragguardevole eser- pria autorità per isviare l'assedio, di cui
cito, e ivi congiuntosi col duca di Sasso- Treveri era minacciata. Udalrico parve
nia e col marchese di Brandeburgo, as- prime disposto a cedere al sovra-
in sulle
sediarono Meyssen; ma un'improvvisa ir- no comando, ma ripreso il suo diseguo si
ruzione del nemico gli fece prendere ver- presentò innanzi alle mura di Treveri, co-
gognosa fuga. Raccolte nuove genti per minciando l'assedio a' 3 1 marzo. Erano
riparare l'onta, provarono una ».* perdi- suoi alleati gli arcivescovi di Magonza e
ta non meno umiliante. Nel 1422 volen- di Colonia, i duchi di Berg, Juliers e di
do Ottone restituire la disciplina mona- Baviera, con altri principi; tuttavia la re-
stica nell'ordine di s. Benedetto, raccolse sistenza degli assediati li costrinse a riti-

a s. iMassiminonn capitolo generale di 5f rarsi circa 52 giorni dopo. Rabano in lu-


abbati delle provincie germaniche situa- glio fece il solenne ingresso in Treveri,
te oltre il Reno : vi furono stabiliti tali dove accolse gli omaggi degli abitanti, do-
regolamenti, che servirono poscia di fon- po aver loro assicurata la conservazione
damento alla congregazione di Bursfeld. de'propri privilegi. Bica tapi a Coblentz
Tornato nel 1426 dal pellegrinaggio di incontrò cpialche difficoltà per parta dei
Terra Santa, assistito dal legato cardinal popolani, cui poi guadagnò. IV lagni di
Beuufort o Beaufort, detto Vinton,pose Treveri, il concilio di Basilea fece citare
in opera nuovi tentativi contro gli ussiti, Udalrico , il quale essendovi comparso,
che riuscirono infruttuosi. Morto nel 43o 1 non tardò a fuggire per l'avversione del-
in Coblentz, fu deposto nella cattedrale di l'assemblea, onde il concilio sentenziò in
Treveri, con epitaffio in lode di sua mo- favore di Rabano, morendo Udalrico nel
destia, carila, zelo, giustizia e pace. Nel- i436 a Torgau. R.iibano nel i438 elesse
lo slesso anno Martino V annullate l'e- a coadiutore, colla permissioned'Eugeuio
lezioni fatte dal capitolo d'Udalrico con- IV, Giovanni d'Heinsperg vescovo di Lie-
te di Manderscheid decano di Colonia e gi, a ciòcostretto dalle lagnanze del eie-
di Jacopo di Sirck teologo di Treveri, no- io perle frequenti alienazioni che anda-
minò ltabanode'sigiioridTlelmstadt, già va facendo de'migliori fondi di sua men-
vescovo di Spira, e sebbene Io confermas- sa, avendo venduto per 55,ooo'scudi d'o-
se nel i43
Eugenio IV, fu male accolto
1 ro 5 delle più considerevoli piazze di sua
in Treveri, ove la maggior parte del cle- il conte di
chiesa, per farsi suo Virnebur-
ro e della nobiltà, sostenuti dagli arcive- go gran partigiano d'Udalrico. Al giun-
scovi di Colonia e di Magonza, tenne fer- gere del coadiutore trasferì la sua residen-
mo per Udalrico. Eugenio IV per tale re- za a Spira , di cui riteneva la sede. Nel
sistenza colpì di scomunica Udalrico e i i"43g cede per circa 100,000 fiottai d'o-
suoi fautori; ma segli uni restarono atter- ra l'arcivescovato di Treveri a Jacopo di
rili ,
gli altri s' irritarono. La città di Sirck,e indusse il coadiutore per 60,000
Coblentz si sottomise al Papa, e Treveri a spogliarsi dell'uffizio. Rabano per la vec-
restò divisa fra Udalrico e Rabano, ili. chiezza abdicò pure il vescovato di Spira
de'quali dichiarò guerra al competitore e morì poco dopo. Jacopo dopo aver fat-
32 TRE T R E
lo approvar da Eugenio IV la rinunzia sendo le 3 principali: i.°di rivocare il de-
di Rabauo, si fece cousagrare nel castel- creto contro i due arcivescovi elettori; 2.°

lo di Mensburgo. Di grande attitudine a- di rendere giustizia a'torti ricevuti dalla


gli affari, dettava in pari tempo a vari se- nazione germanica; 3. °di riconoscere l'au-

gretari sopra diverse materie; e Renato torità de'concilii generali, quale era sta-
d' Angiò duca di Lorena, e pretendente al ta riconosciuta da quello di Costanza.
regno di Napoli, di cui s'intitolava re, Io Frattanto la nobiltà di Treveri, pel de-
creò suo cancelliere, onde destramente ter- creto pontificio voleva insorgere contro
minò le differenze insorte tra lui e il Pa- l'arcivescovo, il quale energicamente l'im-
pa. Col suo ingegno riconciliò canonici i pedì. Ria portatosi in Roma il Piccolorni-
co'cittndini, inducendoli a pagarl'imposta ni, poi Pio 11, ambasciatore di Federico
sul vino. Nel i44° dopo l'elezione di Fe- III, persuase l'ottimo Eugenio IV a rein-
derico HI re de'romani, a cui egli pure tegrare i due arcivescovi per amore della
•dcri| l'assemblea l'inviò deputato a que- pace, la quale fu conclusa dal celebre Car-
sto principe per comunicargli l'esaltazio- vajal e da Parentucelli, che ambedue il

ne e condurlo ad Aquisgrana per coro- Papa creò cardinali e il 2.°gli successe col
narsi. Neh44 2 ©ttà sempre intenta a
' ;| nome di Nicolò V. Tornati gli arcivesco-
estendere la sua libertà, soppresse il pre- vi all'ubbidienza d'Eugeniol V, questi con
fetto degli scabini, che esisteva da epoca bolla de' 5 febbraio 1 44? '• ristabilì nella

immemorabile, ed a tal magistrato sosti- dignità. Nell'anno santo i 45o Jacopo si

tuì due annui borgomastri/istituzione che recò in Roma, ove ottenne da Nicolò V,
si mantenne. L'arcivescovo credè lesa la oltre l'indulgenza del giubileo per la sua
sua autorità pel cambiamento fatto, e si diocesi, redditi della
i cura diCreutzenach,
acquietò alle proteste del senato di non e l'aspettativa del vescovato di Metz. Nel
aver agito che pel pubblico bene, senza i 4^2 un nuovo ammutinamento de'no-
aver inteso d'offendere il supremo suo di- bili, funestò l'ordine pubblico in Treve-
ritto. Divenuto il concilio di Basilea ini- ri, ed il più difficile a domare fu Hurta
quo concilia bolo, elesse con troEugenio IV per le scorrerie che fece nelle terre del-
l'antipapa Felice V di Savoia. Jacopo eb- l'abbazia di Pruim. I favori ricevuti dal-
be la debolezza di aderire allo scisma, e la s. Sede non valsero a Jacopo a render-
volle riconoscersi, del pari die l'arci vesco- lo costantemente divoto, poiché sotto Ca-
vo Colonia, soggetto all'antipapa, il qua-
di listo III non dubitava d'unirsi con quei

le loricompensò con o } ooo fiorini d'oro


i principi che pretendevano di restringere
da prendersi dalle decime e da altre ren- 1 ascendentedella curia romana nelle ma-
dite della s. Sede in Sassonia. Irritato Eu- formanti l'oggetto del Concordato
terie
Germanico (P .) concluso fra Nicolò V e
7
genio IV della riprovevole condotta dei
«lue arcivescovi, a' g febbraio 1 44-^ f"l- Federico 111; tuttavia questo biasimevole
minò contro di loro sentenza di deposi- disegno non sortì alcun effetto, per le ra-
zione, e destinò in loro vece duo nuovi gioni espresse nelle diete e coll'imperato-
prelati aoccuparne le sedi per Treveri ,
re, dal nunzio Piccolomini. Tornando Ja-
Giovanni vescovodi Cambray fratellodel copo dalla corte di Federico III, nel finir
duca di Borgogna, per Colonia Adolfo di di settembre i455 fu preso da malattia
Cleves nipote di detto duca. Questo gra- di languore, ch'egli attribuì a veleno, mo-
ve alto punse principi dell'impero, on-
i rendo nel seguente maggio. Gli si rimpro-
de il collegio elettorale radunato a Frane- vera la sua profonda simulazione, l'aver
fori nella quaresima 44°» stabili di sot-1 esaurito i tesori di sua chiesa e ammassa-
traisi dall'ubbidienza d'Eugenio IV se e- to quanto potè per arricchire parenti; e i

gli non conveniva a diverse condizioni, cs- si loda per molte cose com tnendevoli, poi-
T RE TRE 33
che ristabilì la disciplina ne* monasteri C diante riconciliazionecon Filippo il Buo-
ne riparò caduti, favori letterati e do-
i i no «luca di Borgogna e di Luxemburgo,
Riandò l'autorizzazione da Nicolò V per A'iG marzo 4-7-5 finalmente si ell'ettnò
i

fondar l'università, il che ebbe elfetlo do- l'isti tutione dell'università diTreveri; M
DO la sua morie; e ne'primi anni ili Fede- furono dichiarati, l'arcivescovo cancelli*:
lieo III, a istanza dell'arcivescovo di Ma- re perpetuo, l'abbate di s. Mattia e il orto-
gonza, esercitò le sue funzioni d'arcican- re delle certose conservatori de'suoi pri-
celliere dell'impero. Per compromesso fu Nel settembre ebbe luogo in Tre-
vilegi.

eletto Giovanni 11 de'marchesi di Bade, una conferenza tra Carlo il Temerti*


veri
e siccome per le sue virtù fu preferito a rio duca di Borgogna, e l'imperatore Fé-
molti candidali potenti, Calisto III locon- derico 111, accompagnalo dal figlio Mas-
fermò e gli concesse i! pallio in ottobre, similiano per trai tare il matrimonio di
,

4 mesi dopo; indugio frapposto dail'op- questo con Maria figlia ereditiera di Car-
posizione di Dietero d'Isemburgo, favo- lo. Nel 1476 l'arcivescovo ottenne da Si-

rito da porzione del capitolo. Giovanni II sto IV la stallile riunione alla sua mensa,
con decreto imperiale fece annullare la di quella abbaziale di Pruim, grazia che
confederazione stretta nella malattia del il Papa poi rivocò come avea fatto Boni-
predecessore, e formata da'uobili filladi- facto IX. Neil 477 accompagnò l'arcuiti -

ni di Tre veri sull'elezioni degli arci vesco- ca Massimiliano a Ganci, per sposare Ma*
vi, siccome contraria al disposto dalla boi- ria erede di Borgogna; e nel i4<^9 prese
la d'oro; il che non impedì chei nobili e parte alla famosa lega di Svevia, costituì-
le città della provincia di Treveri poi la ta sotto gli auspicii di Federico III e di
rinnovassero nel 1 5o2,nel finir del suo go- Massimiliano, fraprìncipi di Germania,
verno. Nel 14^7 enti ò nell'unione forma.- i conti e i prelati, onde reprimere chi a-
J
tasi tra gli elettori perle differenze col l a- resse turbalo la pace dell'impero. Dopo
pa, per decretare che gli affari dell'impe- aver posto termine ad alcune guerre, ac-
ro dovessero deciderai coll'assenso degli cudì al ristabilimento della disciplina del
elettori, per impedir le alienazioni de'do- clero secolare e regolare di sua diocesi.
mólti dell'impero, e por fine amichevol- La città di Boppart sul Beno a 3 leghe da
mentealle controversie che sorgevano tra Coblentz, già data in pegno agli arci ve-
a
gli elettori medesimi. Questa fu la 5. Ira scovi di Treveri da Carlo I V, neh 4q5 ol-
le confederazioni formatesi dagli elettori tenne nella dieta di Wornis i\a Massi mif
dell'impero. Meli 458 coll'arcivescovo di liano I re de'romaui alcuni privilegi che
Colonia, Giovanni II fece una particolare la resero quasi indipendente. Ma l'arci-
uuione contro nobili di loro diocesi, poi-
i vescovo Giovanni II, senza cui saputa e-
chè ormai eransi sottratti dalla loro gin- rasi operato, li fece rivocare; laonde in-
risdizione o sia da'tribunali ordinari. Fi- sorta sedizione in Boppart, fu cacciato lo
nahnente l'arcivescovo fece il suosolen- sculleto luogotenente dell'arci vescovo,ed
ne ingresso in Treveri nel 1460, alla te- i cittadini assediarono inoltre la ciltadel-
sta di 25oo cavalli, ritardato per le con- la difesa da debole guarnigione. Avendo
tese Ira lui e cittadini per la nomina dei
i poi l'arci vescovo chiamato io soccorso l'è-

magistrati, essendosi convenuto che tran- lettore Palatino, il landgravio d'Assia, d


ne gli scaferai ed 3 prefelli delle tribù, la
i marchese di Bade e altri principinoli una
città eleggerebbe gli altri capi delle ma- armata di 12,000 uomini pose l'assedio
gistrature. Nel 1464 fi» poi consagrato dal dinanzi a Boppart a' 24 giugno 407» e 1

fratello Giorgio vescovo di Metz. Indi fu la costrinse a rendersi a'3 luglio perca-

ristabilito nel 1 465 l'interrotto cnminer- pilolazione, nella quale convenne, li cillù
ciofia'treviresieque'diLuxemburgo, me- di rientrare sotto la giurisdizione dell'ar-
VOI» i.xxx. 3
34 TRE TRE
civescovo. Indi volendo Giovanni II con- pero, ed esercitò l'uffizio di supremo giu-
servare l'arci vescovato nella sua famiglia, dice o presidente della camera imperiale.
ottenne da Papa Alessandro VI per coa- Gli successe il cantore della chiesa di Tré-
diutore, insciente il capitolo, Jacopo III veri, Riccardo di Greilfenclau di Volralh,
di l'ade suo nipote, assai conosciuto nel- eneh5i2 accolse Massimiliano I seguilo
la corte pontificia: vi aveasoggiornatoan- da gran corteggio di principi, prelati e si-
clic nel pontificalo d'Innocenzo V III, uni- gnori, il cui viaggio avea per iscopo di te-
camente occupato nelle lettere, cheavea ner una dieta a T reveri intorno agli all'a-

apprese in Bologna sotto il celebre Beroal- ri dell'impero. Una parte di coloro che
do. Allorché però lavenne a cogni-
bolla doveano comporlo essendosi fatta lun-
zione del capitolo, decano e molti ca-
il gamente aspettare, in quest'intervallo di
nonici».! opposero all'esecuzione; ed il Pa- tempo Massimiliano I visitò l'abbazia
pa ucl 5o i per farli desistere dall'oppo-
1
,
d'Epternace di altri luoghi vicini; e Ric-
sizione minacciò loro la scomunica; gli
, cardo in di lui assenza fu consagralo nel-
oppositori non tencndoneconto, Alessan- la Pentecoste a'3o maggio. L'affluenza dei
ori
dro VI l'effettuò. L'arcivescovo mori nel forestieri, che la promessa fatta dall'ar-
suo castello d' Ehreubreilsleiu, ed ebbe civescovo di mostrare alla diela la Tona-
tomba nella cattedrale. Lodato per giu- rti incon.siili le di Gesù Cristo avea richia-
stizia e liberalità, ebbe ingrati ne'bene- mati a Treveri, vi cagionò la peste e fe-
fìcati o malcontenti in quelli che noi fu- ce che l'assemblea fosse trasferita a Co-

rono. Lasciò molti debiti, cagionati dalla Ionia neh' agosto. Alla diela tenuta ili
sua naturale beneficenza, dalle gì a vi spe- Franclort a'28 giugno i 5 19 per l'elezio-
se per la guerra contro Bopparl, e dalla ne del nuovo imperatore Carlo V, a fa-
sua inclinazione per l'alchimia; oltre lo vore del suo rivale Francesco re di Fran- 1

speso ne'restauri e ricostruzioni ne'tein- cia l'arcivescovo tenne un discorso infrut-


pli,ne'palazzi e nelle fortificazioni dell'e- tuoso. Nella diela celebrala a W01 nis il

lettorato. Egli fu il i.Mie nelle sue lette- 6 gennaio 5 2 1 1, in cui si tra Ito de'nasce li-
le assunse il titolo di Elettore, sebbene ti errori di Lutero, l'arcivescovo condus-
gl'ini pera tori lo avessero dato anche pri- se seco Giovanni d'Eck o Eckiussuo uf-
niii di lui agli arcivescovi di Treveri. Ja- ficiale, che arringò contro l'eresiarca con-
copo 111 venne scello a succedergli da una futando tulle le sue sottigliezze, senea pe-
parte del capitolo, menile, l'altra col de- rò vincerne l'ostinazione. Neh 52?. Fran-
cano eleggeva Giorgio de' conti Palatini cesco di Sickingen gentiluomo del Pala-
del Beno e prepoti o ili Magonza. La dio- linaio, ardente luterano, dopo aver mes-
cesi pure si divise lia'due rivali, ma la s. so a ferro e fuoco diverse provincie del-
beati anche a istanza di Massimiliano 1 si l'impero, cullò nel paese di Treveri, ne
dichiarò per Jacopo 111. onde Giorgio si devastò le campagne, prese parecchie cit-

diinisesponlaneamenle. L'arcivescovo ri- tà e strinse d'assedio la capitale. L'arcive-


volse tutta la sua applicazione al benespi- scovo gli pose a fronte le proprie genti ca-
i iluale e temporale eli sua chiesa; e quan- pitanale ila Gerlac d'Isemburgo, a cui
do .si sperava che l'avi ebbe ristabilita nel vennero poi in aiuto, e guidale da' loro
fcuo primo splendore, fu collo dalla mor- sovrani, quelle d'Assia e dell'elettore Pa-
te nel i5i in Bologna, ove l'atea spedi-
i latino. Sickingen levò vergognosamente
lo Massimiliano I, per pacificare citta- i l'assedio, dopo aver saccheggialo e incen-
dini col senato, l'orlalo il suo cadavere u dialo l'abbazia di s. Massimiuet insegui-
Ciihlcnlz.fuhcpo Ilo nella chiesa dis. Fio- to da' collegali, nel i/)23 \u assediarono
rili' . bell'assenza dell'arcivescovo di Ma- nella sua principale forte/za diLandstubl,
gonzo, amministrò la cancelleria dell'ini ove fei ilo ne morì poi. L'arcivescovo Rie-
TUE TRE 3 >

>47 medesimo
/
cardo colla preda riportata in questa guer- Ne! 1 fu scelto a succes-
ra, eresse il castello d'IIermanstein ri OS sore Giovanni IV d'Jembtirgo-Grensau
petto a Coblentz. Nel i5ì5 soccorse' l'è- arcidiacono di Treveri, restando coll'or-
lettore Palatino e il landgravio d' Assia dine diaconale di cui era insignito. Nel
contro gli eretici anabattisti, che devasia- i54«S successe per coadiutori» all'abba-
vano i loro stati; e nel i 53 i contribuì in zia dis. Massimino, che resse con cura

Colonia col suo volo all'elezione di Fer- paterna nello spirituale e nel tempora-
dinando I re de'romani, nel ritorno mo- le, difendendola dagli eretici, avidi sem-
rendo a Willlieb, piccola città della dio- pre d'invadere i beni ecclesiastici. Inter-
cesi, non senza sospetto di veleno, cada- il venne nel i 55o alla dieta d'Augusta, ove
vere venendo trasferito alla cattedrale. A si trattò de'nvezzi per ripigliare le inter-
rara prudenza e non comune facondia, rotte sessioni del conciliodi Trento, e vi

Riccardo congiunse grande amore per la si recò neh vii coll'arci vescovo di Ma-
religione e pel pubblico bene, e con tali gonza il 1. "settembre.il posto • re si collo-
prerogative egli si distinse nelle molte die- carono quali elettori, fu immediatamen-
te tenute a'suoi tempi. Unanimementefu te vicino al legalo ed a'suoi colleghi;colla
eletto a successoreGiovanni III diMetzen- medesima distinzione si trattò pure l'ar-

hausen preposto di Treveri, in ricompen- ci vescovo diColonia sopraggiunto più tar-


sa de' servigi da lui resi alla sua chiesa, di. Mentre essi ivi si occupavano degli af
avendole fatti confermare nel 5 6 tutti i i fari della Chiesa, l'elettore di Sassonia,
i suoi privilegi da Leone X quale amba- caldo luterano, riaccendeva la guerra in

sciatore di Massimiliano I. Si collegò col- Germania; per cui i 3 arcivescovi avver-


l'elettore di Magonza, col l'elettore Pala- titi che le provincie vicine al Beno era •

tino, col landgravio d'Assia e col duca di no da lui minacciate, ritornarono ue'pro
Lorena. Nel i534 soccorse il vescovo di pri stali per vegliarne alla sicurezza. In-
RI mister contro gli anabattisti ch'eremi vano Carlo V gli esorlò a rimanere; eGio
impadroniti della città, la quale fu loro vanni IV, la cui salute andavasi alteran-
tolta, i vincitori mettendo a brani con te- do, più frettoloso degli altri usci da Tren-
naglie roventi il condottiero e fanatico to a'i 4 marzo 552. Giunto 1 alla diocesi,
Giovanni di Leyde. L'arcivescovo tornan- tosto fu liberato dalla paura dell'elettore
do nel i 54o dalla dieta d'Ilaguenaa, tenu- di Sassonia pacificatosi coll'imperatore.
tasi da Ferdinando I intorno a varie con- Però un nuovo nemico insorse neh' ere-
troversie religiose, mancò a' vivi nel ca- tico marchese di Brandeburgo Alberto,
stello di Daensteim. Il successoreGio. Lui- che spalleggiato da' francesi si gettò sulle
gi di Ilagen preposto di Treveri, moiì nel terre di Magonza, e poi su quelle di Tre-
1 547 senza aver neppure ricevuto l'oidi- veri. presentandosi avanti la capitale a'
nesacerdotale.Nondiroeno ebbe moltoze- 28 agosto. Non potendosi resistergli e in
lo contro nuovi sellarli, e chiamò da Pa-
i assenza dell'arcivescovo, gli vennero spa-

rigi Bartolomeo Latomo professore d'elo- lancale le porle, edmarchese forman-


il

quenza, perchè ne combattesse 1' eresie, done la sua piazza d'armi cominciò a im-
incarico disimpegnato con assai buon suc- porre contribuzioni a lutti i luoghi de'
cesso. Pubblicò un regolamento per la ri- contorni. Nell'avvicinarsi l'armata impe-
forma de'costumi del clero; seguì le par- riale, si disponeva a ritirarsi, dopo aver
ti di Carlo V contro i francesi, e riunì al appiccato il fuoco alla citlà; n)a l'arcive-
suo vescovato la terra di Montreal già di- scovo si riscattò da questo flagello con una
pendente dalla chiesa di Treveri, dopo somma considerevole. Ria in ontaallo stes-
la morte dell' ultimo conte di Virne- so trattalo, perfidamente il marchese in-
burgo. cendiò nel partire la chiesa di s. Paoli-
36 T RE TllE
no e Massimino. L' ìmpe-
l'abbazia di s. berta religiosa; egli tuttavia entrò nella
ralore non potè perdonare a'treviresi di città senza sottostare a questa riprovevole
aver aperto le porte al suo nemico, sen- condizione. Ma poco dopo , l' insolenza
za fare fertili caso de'piccoli soccorsi che d' una parte de' cittadini lo costi inse ad
loro avea spediti; sicché le sue truppe lo uscirne di nuovo. Egli però non rimase
vendicarono dell'affronto colla condotta ozioso nel suo esilio, ma risoluto di do-
tenuta uel passare per lo stato di Treveri, mare i ribelli s'insignorì di lutti gli aditi

aflìne di recarsi all'assedio di Metz. Es- che mettevano a Treveri per terra e per
sendo Carlo V rimasto vinto dinanzi a acqua, aflìne d' impedire che vi entras-
quella fortezza con notevole perdita, una sero vettovaglie. Allora la carestia ria-
parte degli avanzi di sua armata venne nimò il coraggio de' cattolici, quali ve- i

a rifarsi sopra Treveri, ove per difetto di dendosi in maggior numero, s'impadro-
paghe si sollevò contro i capi e tutta la nirono dell'arsenale e delle chiavi del-
città misesossopra. Malato Giovanni IV la città; indi scagliatisi contro gli autori

di languore, neh 555 si elesse a coadiu- della sedizione, li rinchiusero nelle car-
tore Giovanni V della Pierre o Von-Der- ceri sotto la guardia del corpo de'botl.ai.

Leyen, e morì nel 556 aMontabaur,don-


1 Ciò fatto richiamarono l'arcivescovo, che
de il corpo fu portato a s. Fiorino di Co- rientrato nella città condannò al bando
blents, venendo solennemente inaugurato la plebaglia ribelle. Fu aperto in seguito
il successore in Treveri. Ottenne da Carlo il processo a'principali rivoltosi, ina attesa
V che richiamasse la guarnigione che vi la mediazione del duca di Due Fonti, che
teneva dal 553, e nel 558 si recò in feb-
i i loro avea spediti alcuni soccorsi sul co-
braio a Francforl per sanzionare la di lui minciar della sollevazione.deH'eletloi Pa-
abdicazione all'impero, in favore del fra- latino e del landgravio d'Assia, non che
telloFerdinando 1, passando nel seguen- d' altri principi protestanti, si contentò
teanno alla dieta d'Augusta, ch'ebbe fi- Giovanni V di cacciarli come gli altri

ne nell'agosto. Durante la di lui assenza dalla città, e per tal modo la pace fu in
avvenne che il senato di Treveri, senza Treveri ristabilita verso il fine del i 55g.
consultare il rettore dell'università, per- In Magonza nel 1846 fu stampato: Ga-
mettesse al giovine trcvirese Gaspare O- spare Oleviano o il Calvinismo in Tre-
leviano d'aprire una scuola di dialettica. veri nell'anno i55c), Memorie da ser-
Oleviano, che avea percorsa una parte de' vire alla storia della riforma in Ale'
suoi studi a Parigi e l'altra aGinevra sotto magna di J. Marx prof, nel seminario
professori calvinisti, essendosi imbevuto vescovile di Treveri. !Neli56o l'arcive-
delle loro ereticali dottrine, le insinuò nel- scovo chiamò in Treveri i gesuiti per ri-

le sue lezioni, e le predicò eziandio aper- stabilirvi gli sludi, e raffermarvi le sane
tamente il giorno di s. Lorenzo in un di- dottrine. Milenendosi Coblentz per città
scorso accademico, cui avea invitato l'in- imperiale, licusò d'ubbidire a Giovanni
tera città.Questo discorso, ed altri che V, che perciò si trovò costretto ad asse-
in seguito pronunciò il nuovo settario, gli diarla nel i56i: i cittadini incalzati do-
formarono un gran numero di proseliti, vunque e spogli di qualsiasi soccorso, do-
alla testa de'quali si IrovòGiovanniSleuss, vettero sottomettersi all'arcivescovo, che
uno de'borgoujastri in carica. L'arcive- li trattò con dolcezza. Nel 566 un nuo- 1

scovo dunque al suo ritorno trovò la ca- vo tentali vodi Treveri per sottrarsi al do-
pitale divisa in due ftttiofti fortemente ac- minio dell 'arcivescovo,^ domato co' mez-
cese l'unn contro l'altra in fatto di reli- zi della carestia. Morì l'arcivescovo inCo-
gione. Erusi già preso il partito di non ri- blentz nel 1 567 e fu sepolto nella chiesa ili

ceverlo, se primi» uou concedeva la li- s.l'lurino.Trovandosi i canonici nelcaslel-


TRE TRE 37
lo di Witllich, per nuova sollevazione de" Colonia, per pacificare le turbolenze in-

treviresi,elesseroil loro decano Jacopo III sorte ne'Paesi Bassi. Finalmente Rodolfo
di Ellz. La città di T reveri però non volle 1 1 con decreto de' 8 marzo 1 1 58o pose ter-

accogliere il nuovo pastore,che sotto cer- mine alla controversia dell'arcivescovo e

te condizioni, le quali derogavano alla sua de'cittadini, con vantaggio deli. , a cui
autorità temporale. Egli fu quindi co- l'utile e il diretto dominio di Treveri fu
stretto ad assediarla nella primavera del confermato,insiemecon tutti i diritti spet-

l 568, ma non amando prenderla d'assal- tanti alla sovranità. Jacopo III cb'erasi
to, si limitò d'intercettarne i viveri. Essen- ritirato a Wittlich, accolse l'ambasceria
dosi però 1' imperatore Massimiliano II della sua capitale, che assicurandolo della
offerto qual mediatore, l'arcivescovo e i propria sommissione l'invitò a ritornarvi;
cittadini convennero di riportarsi al giu- ed egli a'2 \ maggio entrò trionfante in
dizio del consiglio imperiale intorno alle Treveri, ove cacciato via il senato, e fat-
rispettive loro pretensioni. L'arcivesco- tosi prestare il giuramento di fedeltà da
vo fece quindi il suo ingresso a Tre veri il tutto il popolo, in mezzo alla pubblica
1 5 agosto. Egli poi ottenne nel 570 dal- i piazza creò i nuovi magistrati. Lodalo pel
la camera imperiale Spira un decreto di suo zelo nella riforma de' costumi e pel
provvisorio contro l'abbazia di s. Massi- suoattaccamenloa ogni dovere,dopo aver
mino, la quale si pretendeva immediata- dato alla sua chiesa un martirologio e il
mente soggetta all'alto dominio dell'im- nuovo rituale chiamato dgerirla, movi nel
pero, ma questo giudizio non pose ter- i 58 (. In questo gli successe Giovanni VI
mine alla contesa. A' i<) aprile con suo di Schoenfemberg o Schoenberg d'Har-
diploma eresse il collegio de' gesuiti iu telsteiu, preposto di Treveri, governato-
Traveri. Portatosi alla dieta di Spira, l'im- re della città e rettore dell'università. Fu
peratore l'incaricò d'accompagnare la fi- consagrato nella dieta d'Augusta dal car-
glia Elisabetta a Meziers, per consegnar- dinal Madrucci legato; e ricevè le rega-
la allo sposo Carlo IX re di Francia. Nel lie dall'imperatore, che in segno della sua
1571 scorgendo i tre vi resi d'esser con- investitura gli pose in mano una spada.

dannati dal tribunale imperiale riguar- A\ suo ritorno si adoperò, benché inu-
do alla controversia coll'arcivescovo, in- tilmente, a ricondurre l'infelice apostata
vocarono il 1

loro compromesso e do- Gebardo Trucbses arcivescovo di Colo-
maudarouo a loro giudici il collegio elet- nia alla fede cattolica , e dopo la senten-
torale con altri principi; però la domati- za di destituzione di Gregorio XIII, in-
da fu rigettata. Jacopo vedendo le vio- 1 1 1 dusse il capitolo di Colonia a sostituirgli

lenze ebe si usavano a' suoi aderenti, a' Ernesto di Baviera vescovo di Liegi. E-
22 dicembre allontanò da Treveri i ca- manò un editto per l'accettazione del ca-
nonici della cattedrale, per metterli in sal- lendario Gregoriano; nell584si adope-
vo dagl'insulti de' rivoltosi. Mei 572 con- 1 rò col duca di Sassonia ad estinguere le
lèrì l' investitura delle regalie a Mattia turbolenze ebe l'amore di novità avea
nuovo abbate di s. Massimino, ricevendo eccitate iu Aquisgrana; eneliogi pub-
il giuramento di fedeltà. L' arcivescovo blicò un regolamento sul modo di pro-
nel 1 5j5 ottenne da Massimiliano II l'u- cedere contro maghi i e gli ammaliatoli,
nione in perpetuo, già dal Papa eseguita, poiché la sterilità che da più anni afflig-
dell'abbazia di l'unni all'arcivescovato di geva il paese avea fatto credere al popolo
Treveri, riunione poi confermata da Gre- qualche sortilegio. Pie-
esser l'effetto di
gorio XIII nel «579; nel quale anno fu nodi tal pregiudizio chiese tumultuaria-
fra'4 commissari deputati dall'imperato- mente e con clamori, che si ricercassero
re Rodolfo II ad assistere al congresso di imaghi e gli ammaliatoli, e venissero dati
38 TRE T R E
alle fiamme; allora successero inquisizio- lingue, e governò saggiamente la propria
ni e confische, accusatori e carnefici che diocesi. Gli fu surrogato Filippo Cristo-
trascinavano dinanzi u'tribunali persone foro di Soteren o Soeltereu, d'antica fa-

d'ambo sessi, quali colpevoli di magia,


i miglia trevitese, già preposto della me-
e ioghi accesi per incenerire queste vit- tropolitana e allora vescovo di Spira, di
liineLleli'odio,deH'aviirizia e della super- piccolo e brutto corpo, con fisonomia te-
stizione, fochi scamparono il supplizio, tra e minaccevole; al sentirne l'elezione
ne si risparmiarono le persone più rag- l'arcivescovo di Colonia, disse al deputato
guardevoli di Treveri; il pretore, 2 con- di Treveri: Voi avete scelto un uomo pe-
soli, 2 scabini e vari senatori furono in- ricoloso e per voi e per l'impero ! Con bol-
viluppati in questo disastro, il quale noti la d'Urbano Vili ottenne l'amministra-
fini che col freno del regolamento arci- zione dell' abbazia di s. Massi mino, con

vescovile. Dopoa ver emanato disposizio- danno dell'eletto dal capitolo, che difeso
ni per incoraggiare lo scavo de' metalli dall' imperatore e dagli spagnuoli dovè

d'ogni specie, che trovavansi uelle mon- rinunciar ueliGiS, e nondimeno l'arci-
tagne della diocesi, morì Giovanni VI nel vescovo ne conservò il possesso. Gliavea-
i 599 in Cobleutz, assai lodalo per pietà, no gli stati decretato per dono 1 00,000
prudenza, dolcezza e modestia. Gli suc- fiorini d'oro, ma non contento gl'impose
cesse Lotario di Mettermeli nipotedi Gio- tributi per costruire un forte presso l'im-
vanni V, e canonico teologo di Treveri. boccatura della Mosella, per compiere il

Nel 1609 essendosi 3 elettori ecclesia- i palazzo arcivescovile di Treveri comin-


stici radunati in Coblentz, ivi formaro- ciato dal predecessore, e per far leve di
no una lega contro i protestanti, alla cui truppe indipendentemente da quelle del
testa da e»si fu posto il duca di Baviera. la lega cattolica, per porre in salvo il pae-
Questa venne tonto assodata coll'appi-o- se dall'incursioni de'francesi esvedesi. Es-
vazione pontificia di Paolo V e dell'impe sendosi gli stali di Treveri opposti a tale
latore Rodolfo il, ecoll'adesione di qua- esazione, il prelato, dopo che furono sciol-

si lutti i vescovi dell'impero. Lotario nel ti, ne fece imprigionare capi, e 1 li costi in-
1610 intervenne all'assemblea di Colo- se a desistere dalla loro opposizione. Il ca-
nia, per dar termine alia controversia (Va' pitolo rnetropolitanoallora reclamò i pro-
diversi aspiranti alla successione di Gio. pri diritti violati dall'elettore, per impor-
Guglielmo, ultimo duca di Juliers e di re tributi senza il suo consenso. Per ope-
Gleves.seuza successo. Nel 1612 recatosi a rare una diversione, l'arcivescovo accusò
Francfort per l'elezione del nuovo impe- come rei di peculato i due fratelli Met-
ratore, contribuì a collocare l'arciduca termeli, Carlo arcidiacono ed Emmerico
Mattia sul trono imperiale, e lo incoronò teologo, che aveauo amministrato le fi-
insiemecoll'arci vescovo di Magonza. Tor- nanze sotto il governo dello zio Lotario.
natone! 6 Hdalla dieta diPiatisbona fon-
f 1 Nel 1627 gli slati provinciali fecero rimo-
dò un convento di cappuccini a Treveri; stranze sul riparti manto dell'imposte, e ri-

nel 16 19 concorse all'elezione di Ferdi- cusando l'arcivescovo di far loro giustizia,


nando II imperatore; neh 622 fece leva appellarono all'imperatore; egli però tro-
di truppa per tutelare il suo paese, contro vò il modo d'indurre ciascuna città a ri-
la lega de' protestanti, che pretendevano vocar l'appello,tranne Treveri. Nel 629 1

insignorirsi delle rive della Mosella e del chiamò a se alcune truppe della lega cat-
Beno; e morì inTreveri nel 162 3, venendo tolica, per ricondurre alla sua volontà i

il corpo sepolte» nella cattedrale, e il cuo- treviresi ; ma avendo questi invocato il

re nella chiesa de'gesuili che tanto amò soccorso degli spaglinoli, che occupava
e stimò. Eruditissimo, conosceva varie no il Luxemburgo, consegnarono ad ess.
TRE t a e 39
la ci! là , cacciando le truppe della kg». leggere i beneficiati vacanti, nonostante
Nel 1 63o Filippo, come il solo fi a'3 elei- l'opposizione del nunzio pontifìcio Ca-
tori ecclesiastici che avesse l'ordine sacer- raffa. L'arcivescovo imprese a scegliersi
dotale , coronò f imperatrice Eleonora per coadiutore il celebre cardinal [iiclie-
moglie di Ferdinando 11. Sempre in di- lieui." ministro di Francia, ma i canonici
scordia col capitolo, nel i 63 stabiliva li-
t alto reclamarouoe tutti principi dell'im- i

na visita aOiiie di ridurlo al dovere per pero si unirono a loro. Insignoritisi poi

le vie canoniche, ma i fratelli Mettermeli gli spaglinoli per sorpresa di Treveri a'
e i loro partigiani contro questa proces- 16 marzo 635, 1 l'arcivescovo venne ar-
sila appellarono al Papa e all'impera- restato nel proprio letto, e condotto pri-
tore; e il prelato li colpì invece colla sco- gione a Tervuren presso Brusselles, dopo
munica. Intanto i due elettori di Colo- aver veduto suoi mobili più preziosi pre-
i

nia e di Baviera, nominati già dall'im- da de'soldati; nuli fu trasportato ad An-


peratore (piali giudici arbitri delle con- versa e poi a Linlz. Il capitolo nominò il

testazioni dell'arcivescovo contro i suoi preposto, il decano e l'aucidiacono Met-


sudditi, pronunciarono il giudizio,diclùa- termeli, che avea fatto arrestar l'arcive-
rando ingiusto e vessatorio il modo sta- scovo, governatori dell'elettorato duran-
bilito sull'esazione delle nuove imposte; te la sua cattività. Nella dieta di Ratisbo-
egli però non cessò dall'esigerle con me- na, Ferdinando li nel 1 636, sebbene as-
no rigore. I progressi del redi Svezia ver- senti gli elettori ili Treveri e Palatino ,

so il Reno, dierono a Filippo il pretesto dagli altri 5 fece eleggere re de' romani
d'implorare la protezione di Francia, per il figlio Ferdinando III: il capitolo di Tre-
porre il paese in salvo dalle loro incur- veri vi avea deputato 3 de'suoi membri,
sioni, e consegnò a' francesi nel i632 il che rappresentassero il suo elettore, ma
castello d'Ehrenbreilsteiu. 11 capitolo ac- furono perchè la cosa non avea
rigettali,
cusò l'elettore di tradimento verso l'im- esempio. A'7 giugno 1637 gl'imperiali,
pero, e pregò il Papa a spogliarlo del go- dopo lungo assedio, costrinsero francesi i

verno temporale e di affidarne a lui l'ani» a sgombrare il castello d'Ehrenbreitstein,


miuistrazione; ina Urbano Vili approvò unica piazza che loro restava nell' elet-

l'operato dell'arcivescovo. Intanto glisve- torato. Urbano Vili si adoperò alla libe-
desi penetratine! paese di T reveri, si riu- razione dell'arcivescovo, e dietro le que-
nirono a'francesi; e l'arcivescovo levan- rele che mosse al nuovo imperatore Fer-
dosi la maschera, a'?, luglio consegnò lo- dinando III, perchè tratteneva in carce-
ro Coblentz. Indi si fece ad esigere nuovi re un [irei. ito iiuaiediulaniente soggetto
mantenimento di queste genti,
sussidii pel alla s. Sede, questo principe Io fece con-
non ponendo differenza tra cittadini e cle- durre in Vienna per esservi custodito dal
ro; e gli esattori colle vessazioni ridusse- legato pontificia come principe ecclesia-
ro deserti molle chiese e monasteri. Nel- stico^ come elettore prigione del capo del-
l'agosto il maresciallo d'Estrees co' suoi l' impero. Nel 1 64 1 1 arcivescovo, dopo
francesi a'20 obbligòTreveri a capitolare, molti inutili tentativi per la propria li-

ed u licenziare la guarnigione spagnuola. berazione, scomunicò gli amministratoli


JNeli633 il capitolo si ritirò nel Luxem- dell'elettorato, quali usurpatori di sua
burgo, ma l'arcivescovo avendolo citato autorità, mentre gli serbavano ogni ri-
a ritornare, molli de'suoi membri ubbidi- guardo, e dal carcere gli facevano dispor-
aliti spogliò de'benefizi. Le
rono, e gli ar- re di tutte le cariche e benefizi che ri-
mi imperiali frattanto riacquistarono nel manevano vacanti; e trovandosi signo-
1 634 la superiorità, e l'elettore lungi dal- reggiati dagli spaglinoli, dovendo aggra-
lo sgomentarsi, costrinse il capitolo ad e- vare il paese con tributi, perciò il clero
4o TRE TRE
si sollevò contro di essi, e richiese il ri- fine i francesi, detestando la sua ostina-

torno dell'arcivescovo, ovvero un coa- zione si ritirarono, lasciando a' principi


diutore. Finalmente nel i645 nelle con- dell'impero la cura di por fine alle di-
ferenze ili Munsler per la pace, i pleni- scordie che passavano fra lui e il capito-
potenziari francesi esigerono la libertà Io. A questa operazione nel 1 65 1 la die-
dell'elettore di Tre veri, e perciò gli fu re- ta di Norimberga destinò gli elettori di
stituita sul finir d'aprile Portatosi prima Colonia e di Magonzacol vescovo di Bam-
alla dieta di Francfort e poi a Coblentz, berga. A' 3 aprile essi pronunziarono il
i

ricevè ambascerie di Treveri, per invitar- loro giudizio, con ristabilire nelle prime
lo a tornare, ed egli l'effettuò da vinci- cariche e benefìzi i canonici e le altre per-
tore alla testa de'fVancesi del visconte di sone destituite dall'elettore; moderarono
Tnrenna, e ad essi ne affidò la custodia, la sua autorità, e gì 'impedirono stabilir
dopo aver licenziata la guarnigione spa- nuove imposte senza il consenso degli
glinola die l'occupava. Determinato di stati. Pubblicatasi questa pace, fu ristabi-
vendicarsi de'suoi nemici, innalzò 3 forti lita la tranquillila nell'elettorato di Tre-
alle 3 estremità di Treveri aitine di te- veri,restando eletto coadiutore Carlo Ga-
nerla in soggezione. Indi perseguitò qua' spara di Leyen o della l'iene già gover-
del capitolo che riguardava autori di sue natore, confermato dal Papa e dall'im-
disgrazie, nelnuovo tribunale da lui isti- peratore. Di che l'elettore n'ebbe tanto
tuito, e nel 646 li scomunicò e privò de'
1 dispetto, ebe formò il disegno di sottrar-
benefìzi, mentre erausi rifugiali in Co- re l'elettorato all'impero ed'assoggettar-
lonia. Nel 164^ poco soddisfatto di ciò lo alla Francia. I canonici perciò doman-
ch'erosi disposto sul conto suo nelle con- darono la sua destituzione alla dieta di
ferenze di Munsler, accusò i suoi pleni- Norimberga, ed era voto de'3 collegi che
potenziari d'aver tradito il dover loro^ e si effettuasse; ma il deputalo dell'eletto-
li castigò colla pi 'inazione delle loro ca- re di Magonza vi si oppose, dicendo che
1 iche; e similmente trattò i suoi ufficiali. la destituzione d'un elettore spettava al
.Nei vedendo di non riuscire a farsi
1 6/\x) collegio elettorale. Finalmente il turbo-
eleggere un coadiutore francese, scelse lentissimo arcivescovo morì a'7 febbraio
Filippo Luigi barone di Reilfemberg, che 1 65^, d'85 anni, dopo aver eretto il ca-
avea fatto preposto; seguì l'elezione col stello di Philippeval, presso la foce della
solo voto dello slesso candidalo e d' un Mosclla, elafamosa piazza di Philipsbur-
altro capitolare. 11 capitolo ed i canoni- go all'imboccatura della Salita nel Re-
ci allora compresero die mal sarebbe an- no, del suo vescovato di Spira die avea
data per essi se non si assicuravano della ritenuto e governato 4^ anni. 11 nuovo
persona dell'arcivescovo, e non gli to- arcivescovo fu sollecito di curare la rie-

gliessero l'appoggio de'fraucesi. Quindi dificazione o l'istauro degli edilizi della


due canonici Carlo Gaspare della Pierre città, distrutti o danneggiali in laute de-
e Evrardo di Cratz, uomini d'ingegno e plorabili vicende. Sebbene dopo la guer-
pieni d'espedienti, avendo fallo leva di ra de'3o anni la tranquillità fosse stata
truppe, le condussero a Treveri e costrin- restituita alla Germania mercè la pace
sero i francesi a sgombrar la piazza a* o 1 di Munstero fi estphalia, tuttavia con-
giugno. Allora l'arcivescovo trincieratosi tinuando le ostilità tra Francia e Spagna,
pel suo palazzo, chiamò a se nuove gen- le proviucie di qua dal Reno mollo sol*
ti di Francia; 1 canonici dal Iato loro ot- frendo |iel passaggio di loro truppe e quai

tennero quelle del duca di Lorena. Fu lieri d'iuveiuo, l'elettore per difendersi
inno proposte al prclito alcune vie di ri- da tali vessazioni neh 654 si collegò con
conciliazione, che vennero rigettale ; io qucllu di Magonza, col vescovo di IVJun
T R E T R R 4 r

sler e col conte palatino eli Neuburgo, il rimino, già rispettata da' barbari e spesso
che nel iG58
die luogo all' alleanza più anche da' furibondi ugonotti nelle loro
estesa delReno. Nel precedente anno l'ar- incursioni, la collegiata di s. Paolino, non
civescovo ottenne dalla Francia che non che altre chiese de'sobborghi furono ab-
fosse impedito l'esercizio del proprio di- battute, non meno che molti villaggi e

ritto metropolitico su Metz, Toul e Ver- casellicampagna. Queste precauzioni for-


dun, purché dalla Spagna facesse mimi- se dettate dal maresciallo diTurenna,non

le di salvocondolto que'che si recavano impedirono che Treveri due anni dopo


per le appellazioni delle cause di giuris- cadesse in potere degl'imperiali, coman-
dizione ecclesiastica al tribunale metro- dati da 'uri nei pi di Luneburgo-Zell. Rien-
politano di Treveri. Nel 1661 l'arcive- trato l'arcivescovo in città, istituì un'an-
scovo concluse un trattato con Francia nua processione all'abbazia di s. Mattia
per demolir il che
castello di Moutclair, nella festa della Natività della B. Vergi-
il re avea per metà acquistalo dal duca ne, in di grazie a Dio, e mo-
rendimento
di Lorena, e per esercitare la sua dioce- rì 1676. Gli successe il suo
nel seguente
sana giurisdizione sulle terre del Luxem- nipote e coadiutore Gio. Ugo d'Orsbeck
burghese e altre vicine che di nuovo era- di Juliers, vescovo di Spira, sede die ri-

no stale riunite al regno. Indi stabilì il tenne. Il maresciallo di Crequy che nel
modo d'esercitare la giurisdizione eccle- 1675 era sialo fatto prigioniere in Tre-
neilecoutee diWirueniburgo.Nel
siastica veri, ripresa neh 68 1 la città, e mentre
1667 Ferdinando barone di Buchollz assediava Luxcniburgo nel 1 684 la fece
dispose che la sua baronia d'Orey servis- smantellare, e tagliar ponte di Contar* 1)

se per la fondazione in Treveri d'un col- bruck, ov'era rimasto sconfìtto, per im-
legio di nobili ecclesiastici ; e nel 1669 pedire agli spngnuoli e olandesi di reca-
l'abbate e il capitolo di s. Massimino rico- re soccorsi alla piazza. Nel 1690 l'arci-

nobbero l'autorità civile del consiglio au- vescovo emanò un editto contro i chie-
lico dell'elettorato, l'abbate presiedendo rici concubinari, ingiungendo loro il ce-

in qualità di primate gli stati ecclesiasti- libeto giusta il decreto rinnovato nel con-
ci dello stesso elettorato. L'arcivescovo cilio di Trento, sotto pena di privazione
nel 1 6y3 fondò 1suo semina-
"ì posti nel de'benefizi, e d'allontanar le donne so-
rio diretto da'gesuili, e vide con mera- spette dalle loro case. Nel 169?. si unì agli
viglia nell'agosto assalita Treveri da'fran- elettori di Colonia e Palatini per opporsi
cesi in guerra cogli olandesi, essendo loro all'elezione d' un nuovo elettorato; nel
necessaria per entrare sulle terre della re- 1702 si alleò con l'Inghilterra e l'Olan-
pubblica d' Olanda, e convenne capito- da contro Francia, e morì nel 1711 dopo
lare col conte di Rocheforte l'8 settem- aver veduto nel precedente nuovamente
bre. Il conte di Vignori creato governa- invasa da'francesi Treveri, per cui il ca-
tore della piazza, le cambiò tostamente pitolo metropolitano passò a Coblentz.
l'aspetto coli' immense opere che vi fe- Venne succeduto dal coadiutore Carlo di
ce erigere per porla in salvo dalle olle- Lorena figlio del duca Carlo V, che nel
se nemiche e da' tradimenti de' cittadi- 1
7 1
4 potè rientrare nella sua capitale, re-
ni, con mezzi che ne rese odiosa la me- stituitagli in forza della pace di Rasladt.
moria. Tutti gli abitanti della città e del- In tale anno Papa Clemente XI esortò
la campagna furono forzali a contribuir- vivamente l'imperatore, perchè si oppo-
vi con rigore, onde molti emigrarono. nesse agli eretici, quali macchinavano i

Tulli gli edilizi prossimi alla città furo- di bandire dal principato d'Adamar l'or-

no distrutti, senza distinzione di sagro o dinaria giurisdizione dell'arcivescovo di


di pioiuuo. La celebre abbazia di s. Mas- TreveiijC insieme il culto cattolico. Mov-
4i T R E TRE
to nel 1713 Carlo Vienna, nel 1716 in di Baniberga e di Wurlzburgo, fu ordi-
gli fu surrogalo Francesco Luigi figlio nato sacerdote e vescovo; venendo fatto
dell' elettore Palatino di Neuburgo, già anche vescovo di Worms nel 1732. Il re
vescovo diWratisIavia e di Worms, gran di Francia avendo nel i y 33 intimata

maestro dell'ordine Teutonico e coadiu- guerra all'imperatore, una parte del pe-
tore dell'elettore di M.igonza. Papa Cle- so di essa cadde sopra l'elettorato di Tre-
mente XI confermò l'elezione e gli ac- veri, che fu posto a gravissime contribu-
cordò la chiesta dispensa di conservare gli zioni da' francesi per due anni. Intanto
19 il Papa
altri suoi benefizi. Indi nel 17 ritornato al grembo della religione cat-
gli raccomandò di persuadere il fratello tolica Maurizio Adolfo, ultimo rampollo
Carlo elettore Palatino, a cui pure avea maschile della linea ducale di Sassonia-
scrino, di far restituire acattolici la chie- Zeitz, per la sua straordinaria vocazione
sa principale d'Heidelberga, e non per- allo stato ecclesiastico, posponendo ogni
mettere in verno modo, che fosse osser- terreno splendore, neh 730 fu consagra-
valo il Precesso di religione per l'inferio- to vescovo di Farsaglia in partibus, indi
re Palalinalo pubblicato nel 1
7o5dall'al- vescovo di Ronigsgratz, poi di Leime-
tro frateilo Gio. Guglielmo, e dalla sua ritz nel 1732, e poco dopo fu fitto am-
pontificia autorità condannato. Aggiunse ministratore dell'arcivescovato di Treve-
all'arcivescovo, che i trattati di Worms ri; avvenuta in questo esercizio la sua
e di Alt-Rastadt, nel 1
707 conclusi circa morte, lasciò fama di piissimo e di mo-
tale Recesso, non dovessero avere alcun dello perfetto de' vescovi. Nel (7 {.8 Be-
effetto nella sua diocesi. E siccome la chie- nedetto XIV dichiarò vescovo ìn< parti-

sa d'Heidelberga fu di fa Ito restituita a' bus di Miriofidi Gio. Nicola de Tfonlhciiii


Clemente XI impegnò l'impe-
cattolici, (V.) di Treveri, sulfrag meo del l'arcive-
ratore a proteggere medesimi e l'elet- i scovo di Schoenborn, che neh y 54 fece
tore Carlo, dalle vessazioni che loro mi- eleggere in proprio coadiutore Gio. Fi-
nacciavano i principi eretici. Nel 1721 l'ar- lippo di Lorena de' baroni di Walder-
ci vescovo ottenne dall'imperatore Carlo dorff;e per mortedell'arcivescovo gli suc-
VJ la conferma del privilegio illimitato cesse neh 7 56. Gio. Filippo nel 1 763 fu
de non appellando, comune a tulli gli eletto vescovo di Worms. In tale anno
elettori, ma negletto da'suoi antecessori, il sulfragaueo dTIouiheini soflo l'infeli-
che avea no consentito il privilegio slesso ce e fiuto nome ili Giustino Febrouio
fosse ristretto alla somma di soli 5oo fio- pubblicò la De stala
Mia pestifera opera:
Avendo un incendio neli7t7 con-
rini. praesenti Ecclesiae t pv\acipa\ mente con-
sumalo buona parte della metropolita- tro il Primato (/
x.) ilei sommo Pontefi-
na, si die la cura di restaurarla ; e pari- ce, condannato perciò da Papa Clemen-
menti si dedicò a rialzar le mura e le for- te XIII neh 764, il quale scrisse a'3 e-

tificazioni di Treveri, distrutte da'fran- lettori ecclesiastici perchè si opponessero

cesi. Nel 1729 Francesco Luigi si spogliò alla diffusione dell'empio libro che pose
della dignità arcivescovile di Treveri, per all'indice de'libri proibiti, contro il qua-
passare a'3marzo a quella di Magouza, le dottissime penne ne fecero trionfili con-
vacata per morte di Lotario Francesco futazioni. Morto nel 1768 l'arcivescovo
di Schoenborn. A'2 maggio venne scello WalderdoilFinCoblenlZjgli successe Cle-
a successore Francesco Giorgio de'conti mente Wenceslao di Sassonia, figlio di
di Schoenborn preposto di Treveri, teo- Augusto II re di Polonia ed elettore di
logo di Colonia, decano dì Spira, ec. Do- Sassonia, vescovo di Frisinga e di Rati
po aver ottenuto laconferma di sua ele- sbona, chiese che allora dimise; indi nel
zione dal fratello Federico Carlo vescovo 1 j6t) fatto vescovoammiuishatore d'Au-
TRE T il E 43
gusta, e nel 1781 principe e preposto ili va, nel 1785 istituì la nuova nunziatura
s. Vitod'Elwangen. A questo prelato Cle- di Monaco 7 la quale fu subito con-
(^ .),

mente XIII nel 1764 avea indirizzato il testata, principalmente dagli elettori di
breve di condanna dell'opera d' Hon- Magonza e di Colonia, e dall'arcivesco-
tlieim,confermata daClemente XI V. Per- vodi Salisburgo, quali ricorsero all'im-
i

tanto divenuto arcivescovo di Treveri, peratore Giuseppe li. Questi, innovatore


cercò di ricondurre al ietto sentiero ed delle cose religiose,subito soppresse la giu-
all'abiura de'suoi errori il suffìagaiieo, e risdizione delle nunziature di Germania,
compitamente l'ottenne nel 1778, rice- compresa quella di Colonia destinata pe'
vendola con religiosa gioia il Papa Pio 3 elettori ecclesiastici, e scrisse a questi
VI. Nel quale anno il Papa dichiarò ve- per animarli a conservarsi con tutto l'ini-

scovo d'Ascalona in partibus Gio. Ma- peguonelleloro pretese prerogalive,ch'e-


ria d'Herbain d'Argentina, altro sufTraga- gli pure avrebbe difeso ; avvisando 1' e-

neodeH'arcivescovo, continuando l'Hot»- lettore Palatino, che il nunzio presso la

theim ad esserlo lino alla morte. Pio Vi sua corte si dovesse riguardare come sem-
reduce da Vienna nel 1782, a' a maggio plice inviato del Papa e senza giurisdi-
partì da Monaco per Augusta, ricevuto zione, ma l'elettore volle invece che tut-
con ogni venerazione dall'elettore di Ba- ta l'esercitasse. Perciò i 3 elettori eccle-
viera. Vi si recò ad ossequiarlo l'arcive- siastici,massime quello di Colonia, risol-
scovo di Treveri, che celebrò pontificai- verono di non riconoscere nunzi apo- i

mente nella cattedrale alla loro presen- stolici, se non come semplici inviali del
r
za, del vescovo di Costanza mg. de Piodl, Papa e ministri della coi te di Uoma. Pe-
di altri vescovi e distinta nobiltà; indi nel- rò il nunzio di Colonia Pacca, con sua
la solenne benedizionecompartita dal Pa- circolare del 1 786 d'ordine di Pio VI, no-
pa al popolo dall'episcopio, l'arcivescovo tificò a'parrochi e prelati subalterni del-
di Treveri pubblicò la forinola della con- le diocesi de' 3 elettori ecclesiastici, che

cessa indulgenza plenaria. In compagnia avrebbe continuato ad esercitare la con-


dell'arcivescovo di Treveri, Pio VI a' 6 sueta giurisdizione, dichiarando nulle le
maggio passò a pernottare nel celebre dispense accordate da alcuni de'detti ar-
mouasterodi Fuessen,e nel seguente gior- civescovi in differenti gradi di parentela,
no separandosi dall'arcivescovo, con te- come non comprese nelle facoltà da loro
stimonianze di singolare stima ed alletto, ottenute dalla s. Sede, alla quale da tem-
proseguì il viaggio per Innsbruck. Nel po immemorabile i 3 elettori ecclesiasti-
1784 1' arcivescovo concluse colla parte ci solevano domandarle ogni 5 anni, me-
cattolica d'Augusta, ove teneva per suf- diante indulti quinquennali. Alla circo-
fraganeo Gio. Nepomucenode Ungelter lare protestarono gli elettori di Colonia
di Hochstad vescovo di Pella in partibus, Magonza, e di Treveri a'20 dicembre
e di
una convenzione perchè avessero termi- 1786, con proteste tutte piene di con-
ne le differenze intorno a'Iimiti di giuris- traddizioni, inclusi vanienle- a quella del-
diziouecivile ed ecclesiastica. Per ispirito l' arcivescovo di Treveri, per avere an-
di tolleranza abolì ad Augusta i sermo- teriormente dichiarato a' 18 gennaio, di
ni di controversiache talvolta, dicesi ,con- non voler accedere alle richieste de'col-
tenevano ingiurie contro i protestanti, leghi e dell' arcivescovo di Salisburgo,
non che soppresse nelle chiese della stes- contro la nunziatura di Monaco, per la
sa città parecchie ceremonie superstizio- sua singoiar divozione alla s. Sede, e poi
se e ridicole. Intanto Pio VI per secon- si unì con essi per affiggerla. Questo con-
dare premurosi desideni del duca Pa-
i tegno dell'arcivescovo di Treveri destò
latino Carlo Teodoro elettore di Baviz* maggiore sorpresa, imperocché non sola-
|4 TRE TRE
mente avea consolato Pio VI coll'avvi- riparare all'errore delle dispense che a-
sarlo della ritrattazione d'Hontheim, ina vea accordate; ed altrettanto praticò Pe-
nel 782 avea edificato il cattolico mon-
i leltore di Magonza, onde non restarono
do, con lettera pastorale, che tradotta in nella lega che gli arcivescovi di Colonia
tedesco e in francese fu pubblicata a Pa- e di Salisburgo. I torbidi del Brabanle,
rigi, ed e arricchita d'annota-
in italiano la morte del riformatore Giuseppe II, e
zioni da Francesco Serra, comparve in soprattutto la terribile rivoluzione fran-
Roma nel 1791 co' tipi del Cannelli. In cese, distrussero la lega d'Ems, e quelli
rpiesla pastorale dell'elettore di Treveri, che Paveano conclusa espiarono col de-
egli si espresse: » I nemici della Chiesa, predamento de'loro stati e perdita della
coperti della pelle di agnello, si riunisco- sovranità temporale, le ambiziose preten-
no per deprimere i suoi pastori, e per sor- sioni concepite con tanto ardore, a dan-
prendere la semplicità de' fedeli sotto il no della pace della Chiesa e de'diritli del
prelesto di riforma e di zelo. Fingendo suo augusto capo. Pio VI nel 70.4 dichia- 1

di voler correggere gli abusi (ahimè! sem- rò vescovo di Dioclezianopoli inpartibus


bra che voglia intendere i sovrani rifor- Michele Giuseppe de Pidoll di Treveri,
matori), essi fanno delle mine a' fonda- che P elettore Clemente avea nominato
menti della s. Sede, ch'è il centro dell'u- suo suffraganeo.Quesi'arci vescovo nel co-
nità. Ma sappiamo ba-
ciò che noi noti minciar della rivoluzione francese die a-
stantemente compiangere, è il veliere die siloa'principi di quella nazione che avea
quelli, i quali si vantano figli della Chie- no abbandonata la patria; e ne'suoi stati
sa, si uniscono co' suoi nemici, per fine seguirono i primi armamenti degli emi-
rivivere le loro iuvettivecontro il sovrano grati, cui l'imperatore, sulle lagnanze di
Pontefice, e ripetere delle calunnie tan- Francia, indusse l'elettore a far cessare;
te volte confutate". Ma è egli questo e- ma allorché poi l'imperatore Francesco
Jeltore, in quesla pastorale, conforme a 11 in campagna, continuò Coblentz
entrò
he stesso nella ricordala sua prolesta? I ad essere il soggiorno de'principali emi
3 elettori ecclesiastici, coll'arcivescovo di grati. A'9 agosto 794 le truppe francesi
1

Salisburgo, nell'agosto adu- 1 786 eransi occuparono Treveri, e l'elettore fu ob-


nati con altri vescovi in Aschaffembur- bligato di riparare in Germania. Lo sta-
go, per formare una lega ben stravagan- lo elettorale di Treveri fu riunito all'an-
te contro P autorità pontifìcia, in virtù tica madre patria la Francia, da cui era
della quale spedirono loro 4 deputati a i stato da gran tempo separato, e Tre

Ems (ì.) per tenervi quel conciliabolo, veri fu fattacapoluogo del dipartimento
che i vescovi di Germania riguardarono francese della Sarre, nome che prese dal
come contrario alle leggi canoniche, poi- fiume Sarre oSaar. Inconseguenza della
ché vi stabilirono un piano più atto a for- pace di Luneville. de' 9 febbraio i8or,
mare lo scisma, che a render la pace alla tra la repubblica francese, Francesco 11
Chiesa. Ma risentendosi Pio VI partico- imperatore, ed i principi della riva sini-

larmente per ciò che riguardavano le di- stra del Reno, la sovranità dell'elettora-
spense quinqucnualimatritnouiali,di cui to di Treveri fu soppressa, per quanto
il concilio di Trento avea lascialo la cu- narrai a Germania. L'arcivescovo Cle-
ra al Pupa, l'arcivescovo di Treveri do- mente Venceslao di Sassonia, u llinio elet-
mandò tali indulti per la sua arcidiocesi, tore, dovette rinunziare anche la dignità
non permettendogli la sua pietà di acce- arcivescovile, ottenne nel i8o3 una pen
Darti ulteriormente sulle viste desìi au- sione e fece il suo soggiorno ad Augusta
tori del nuovo codice di disciplina, e do- fino alla sua morte avvenuta nel l8ia,
mandò alPapa anche la sanatoria, per Iu conseguenza poi del Concordato fra
TRE T R E 4*
Pio FU e la Repubblica francese, lo te eletto, Gregorio XVI nel concistoro de'
slesso Papa colla bolla Qui Chris ti Do- 22 luglio 1842 lo promulgò vescovo di
mini, de'20, novembre 80 1, Ridi. Roni.
i Treveri. DipoiGregorioX VI nel concisio-
coni. 1. 1
1, p. 25 }
soppresse la sede me- ni de'22 luglio 1844 Fece vescovo di Tutti

tropolitana di T reveri, che oltre a'3 suoi maco in partibus e sufTraganeo di Tre-
antichi vescovi suffragane! allora avea an- veri mg.' Giorgio Mueller d' Artzheim
che quelli di Nancy e s. Diez, dichiarò diocesi di Tfeveri già pai roco, canonico
,

la sede semplicemente vescovile e la sot- della cattedrale e vicario generale. At-


r
toposequal sufTraganea alla metropoli di tualmente è suffranaueo m<i. Codardo
Malines, facendo altrettanto di Magon- Unum della diocesi di Treveri, canonico
za. IndiPio VII nel concistoro de'7 lu- decano della cattedrale, dichiarato ve-
glio 1802 dichiarò vescovo di Treveri scovo di Callinico in partibus, eolla riten-
Carlo Mauoy della diocesi di Clermont. zione di della dignità, dal regnante Pio
Siccome Napoleone 1 a' 18 maggio i8o4 IX nel concistoro di Gaeta de' 2 apule
assunse il titolo d'imperatore de'fi ance- 1849. Ogni nuovo vescovo di Treveri è
si, l'imperatore Francesco li l'i 1 agosto tassalo ne libri della camera apostolica in
sidichiarò imperatore d'Austria eredita- fiorini 666, ascendendo le rendite della

rio col nome di Francesco I, indi rinun- mensa a 8000 talleri prussiani, pari a
ziò la dignità d'imperatore de'romani a' scudi romani 5 19.0, senz'ideilo gravame
6 agosto 1806, restando così del tutto di pensione. Ampia è la diocesi e contie-
sciolto l'impero Germanico. Gli avveni- ne 634 parrocchie.
menti di Francia ( / .) del8 4 e la de-
1 1 Concilii di Treveri.
posizionediNapoleone 1, nuovamente tol- III. "fu celebralo nel 385 o nel 386, e
sero alla Francia Treveri e la sua pro- vi fu dichiaralo innocente Itaeio vescovo
vincia, mediante il trattato di Parigi, dal ili Spagna, accusalo d'aver dato occasio-
congresso di Vienna confermato, e ven- ne alia morte dell'eresiarca Prisciliiano.

ne ceduta al redi Prussia^.). Nella cir- Il 2.° fu tenuto verso il 666 in favore «lei -
coscrizione di diocesi di questo regno, Pio l'esenzione del monastero di Val-de-Ga-
VII colla bolla De salute, ahimarum , de' lilee nella Lorena fondato da s. Diedo. Il

1 6 1821, Bull. cit. I.i 5, p. 4°3,


luglio 3." circa
l'anno 927, in cui l'arcivescovo
stallili pure questa vescovile di Treveri, Roggero che lo presiedè vi fece ricevere
la sottrasse dalla metropolitana di Ma- la raccolta de'canoni da lui compilati. Il

lines, eia fece sufTraganea di quella di Co- 4. "nel c)48,nel quale il legato Marino, l'ar-
lonia. Successivamente furono vescovi di civescovo di Treveri , e molli vescovi di
Treveri,GiuseppedeHommerdiCob!entz Francia vi scomunicarono Ugo conle di
preconizzalo da Leone XII nel concisto- Parigi per la sua ribellione e pe'suoi sac-
ro de'3 maggio 1824, dichiarando indi cheggi, e finché non si ravvedesse: vi fu-
a''i3 giugno vescovo di Sion in partibus rono pure scomunicali due pretesi vesco-
GugliehnoGunlherdi Coblentzdi lui suf- vi ordinali da Ugo arcivescovo di Reiins,
raganeo; e poi a'iq dicembre 1825 l'al- nipote del conle Ugo. Anatemi rinnova-
tro sufTraganeo Enrico Milzdi Coblentze li da'concilii d'Ingcllieim e di Roma. Inol-
vescovo di Sarepta ìnpartibus. Per mor- tre Eberlo, fratello dell'arcivesco-
si citò
te del vescovo, il capitolo elesse a succes- vo Ugo, perchè rendesse soddisfazione
sore l'attuale mg. 'GuglielmoArnoIdi del- de' mali ch'egli faceva a' vescovi. Il 5.° nel

la diocesi di Treveri, già professore di lin- 1070 relativamente ad un ecclesiastico


gue orientali nelseminariodiocesano, par- ingiustamente privalo del suo benefizio.
roco in diverse chiese e della cattedrale, Il 6.° nel I 1 27Sopra la disciplina ecclesia-
che trovatolo degnissimo e canouicameu- slica,come riferisce Marlene nella Collect.
46 T RE T RE
7; mentre Schannat nella sua Storia di
t. re di Poilrache, con Rodolfo signore di
J-VoMìs^nw 3, dice che in esso fu depo- Mailberg, sulle terre della chiesa di Tre-
sto Godifredo arci vescovo di Treveri, per veri; i vescovi e altri padri provinciali sot-
aver occupato il vescovato per simonia, toposero ambedue all'anatema. 1 1 3.° nel

che si celebrò nel maggio e lo presiedè il 1277, i cui atti sono contenuti in 1
7 ca-
cardinal Pietro legalo in Francia. Il 7. pitoli: i primi 5 hanno per oggetto i sa-
neh iz[o adunato da Adalbefone arcive- gramenli; il 6 le chiese; il 7 i canonici e i

scovo di Treveri, a cagione d'un monaco beneficiati; l'8 i decani; il q i sacerdoti e


dello e confermato abbate, contro il vo- i chierici; ilio gli usurai; l' 1 1 i nobili e
to di lai prelato. L'8.° nel gennaio 1 148 gli avvocati; gli ultimi 6 i religiosi e le
presieduto dal Papa Eugenio III, e assi- religiose. 11 1 4-°nel 1 3 losui beniecclesia-
stilo da 18 cardinali, da molti vescovi e stici, e sopra le calunnie contro l'ordine
da parecchi abbati. Visi esaminarono gli de' Templari, che il concilio assolvè co-
scritti e le rivelazioni di s. Ildegarda ba- me riconosciuti innocenti; ma il concilio
dessa di s. Ruperlo presso Bingh. Il Pa- generale di Vienna nel 1 3 1 1 abolì l'ordi-
pa gli lesse egli stesso alia presenza di lut- ne. Ih 5.° nel i423 a'26 aprile, adunato
to il clero; tulli gli astanti ne resero gra- dall'arcivescovoOttone co'suoi provincia-
zie a Dio, e particolarmente si mostraro- li, ove si ordinarono 6 statuti, il i.° dei

no grati a s. Bernardo abbate di Chiara- quali è contro gli eretici ussiti, e gli altri
valle, il quale gli avea giù letti e approva- riguardano la disciplina ecclesiasticajque-
ti, per aver conosciuto nella santa lo spi- sii però non produssero alcun elfetto. Il

rilo profetico.Papa ne scrisse a s. Il- Il I


6.° nel 1 548 provinciale e convocato ai

degarda raccomandandole di conservare 23 maggio dall'arcivescovo Giovanni IV,


coll'umillà la grazia che avea ricevuta da per rinnovare gli antichi statuti, farvi ac-
Dio, l'autorizzò a continuare a scrivere cettare quelli decretati sulla riforma del
le sue rivelazioni , e di manifestare con clero e fitti nel sinodo diocesano del 1 547,
religiosa prudenza quanto le sarebbe ri- e per formarne de'nuovi. Vi si fecero o 1

velato e ispirato. La santa non avea an- statuti sinodali. concerne l'ubbria- Il 1

cora pubblicato che una parte delle sue chezza de'chierici, che trattasi di peccato
rivelazioni, cheavea cominciato a scrive- vergognoso; titolo ne'Iaici come ne'preti.
re nel 1 1 4 1 e finì nel 1 t 5 1 . Nel 3.° libro II 2. contro i chierici concubiuari.il 3.°
delle sue Rivelazioni, ci sono cose incer- pi escrive la pena che si deve impor loro.
te e immaginate dopo il fallo, le quali fu- 11 4° palla delle concubine, le quali la-

rono aggiunte da altra mano. Il g.° con- sciando il vizio vogliono fare ritorno al-
!
cilio fu celebrato neh \5i in favore del le loro famiglie e in casa de'loro parenti.
capitolo di Remiremont nella Lorena: Il 5.° è sopra i concubinari, che dopo a-
Matteo I duca di Lorena, irritato prima ver abbandonato il peccato vi ricadono.
contro quel capitolo, pacifico**! e riparò Il 6." pe'sacerdoli e laici, che impiegano
a tutti i suoi torti verso di esso. Ilio." nel la magia e i sortilegi nelle loro supersti-
1 22 1 fu tenuto per rimediare alle deva- zioni e altro. Il 7. degli apostali. L'8.
stazioni che facevano in Germania gli al- contro i protettoli degli stessi apostati. Il

bigesie altri eretici. L'i i.° nel 1227 ih. r).°di quelli che si maritano dopo aver fat-

marzo tenuto dall'arcivescovo Teodorico lo il voto solenne di castità. Il io." del-


li per la riforma di vari abusi. Il 1
2. ° nel l'esame che si deve far di quelli che si am-
12 38 radunato a'2 settembre dallo stes-
1 mettono agli ordini sagri, e di quelli che
so Teodorico 11, per provvedere «'mez- devono esserne esclusi per sempre. Tut-
zi di reprimere i ladronecci ed i guasti ti questi capitoli sono seguiti da alcuni
che faceva Walcrano di Liuiburgo siguo- avvertimenti al clero, e da un editto del-
T RIE T R E 47
l'elellore arcivescovo conilo i preli con tendo pure stato dominalo dagli abbati
cui/mari, i quali comanda clic sieno de- O OD Trevi vari Castel-
monastici. Si"nore""iò
posli e privati de'Ioro benefìzi. Finalmen- h, e principalmente Filettino di Frosino-

te il concilio è terminato da uno statuto ne, Valle Pietra, Jenne o Genna, e Mon-
contro i violatori della libertà ecclesiasti- te Preclaro o Porcario di Subiaco, come
ca, e die attentano contro i beni e i di- Treba di-
descrissi in tali articoli. L'antica

ritti della chiesa. Inoltre cogli accennali strutta, com'è fama da Sezze, al riferire
canoni si provvide alia scelta de'predica- di Ciammarucone nella Descrizione di
tori e al modo di predicare; si prescrisse- Sezza, perchè i trebani infestavano i se-
ro leoredella celebrazione dell'uilizio pei llili, le successe l'odierno comune. I tre-
canonici; l'enumerazione delle feste da os- bani uniti a que'diP//jc/7/o, più volte dan-
servarsi nella città e diocesi di Treveri; neggiarono il territorio di Sezze (l .), co*
molti regolamenti sui religiosi e religiose; menarca il Marocco, ne''Monumenti del-*

ordinandosi per ultimo la pubblicazione lo stato Pontificio, t. 6, p. i§, ed a p. 34


degli statuti del concilio, e obbligando tut- riporta conferma di Bonifacio IX sul-
la

te le chiese ad averne una copia, unita ad la comprila del castello di Trevi, fatta per

\m esemplare degli altri concilii della pro- 1 òoo fiorini d'oro da Onorato Caetani
vincia Regia, t. 3, 2.5, 27, 35. Labbé, t. conte di Fondi, salvi diritti di alcuni i

2. (). 1 4. Arduino, 1. 1, (3, g.MansijiVK/y;/.' possidenti trebani a selini, de'quali ulti-

t. 1,2, 3. mi ne parla anche il Corradini, De Ci-


TREVI TREBA, , Troiana. Antica vita te et Ecclesia Se lina, p. 70 e seg.,
città vescovile d'Italia nel Lazio, ora ri- con altre analoghe nozioni. Ma Ala rocco
spettabile terra della delegazione di Fio- sospetta che la Treba distrutta da'>elini
.sinone, ove la descrissi, nella diocesi ab- fosse un aulico luogo de'bassi tempi di si-

ballale di Siibiaco, nel quale articolo ne imi nome, che sorgeva sul monte incon-
ri parlai, cioè nel voi. LXX, p. 2 1 7, 2 19, tro a Sezze. Inoltre il Marocco, nel t.10,
22 1,222, 242, 2 56, 25c),poicbè un tem- p. 26, riporta la dettagliata descrizione
po appartenne anche al suo dominio tem- di Trevi, le sue notizie storiche, le lapi-
porale; rinomata pure perchè ne'suoi diu- di che possiede avanzi di sua antichità,
turni scaturisce il celebre fiume Amene, e discorre dell'anticaglie trovate ne'suoi
come nel descriverlo a Tivoli rilevai nei Ne loda gli abitanti pe'loro pregi,
scavi.
voi. LXX, p. 242, LXX VI, p. 19 e seg., 1 onde ne uscirono più illustri, come Len-
vale a dire nel propinquo territorio di Fi- itilo di cui feci paiola nel voi. LXX, p.
lettino, paese che derivò dagli abitanti di 2 3 1; fr. Tommaso francescano di vita pe-
Treba, che vi formarono il castello e gli nitente; Tommaso Si villa o Sibilla nobi-
dicrono porzione del proprio agro. Trevi le soldato, che donò al s. Speco di Subia-
ab antiquo signoreggiato dagli equi, e poi co 5oo fiorini d'oro perla fondazione del-
unitosi alla lega latina contro R.oma in la cappella di s. Nicola; Maestro Onofrio
favore di Tarquinio il Superbo, fu con- decano di Meaux e cappellano di Clemen-
quistato da G. Marcio Coriolano,e diven- te V, da cui fu spedito legato apostolico
ne colonia e municipio de' romani; sog- con Arnoldo abbate Tutelense a ricu-
giacque all'invasioni barbariche, e dopo Ferrara alla
perare s. Sede; Raimondo
essersi rettoa repubblica esostenuteguer- Commendatore di s. Spiritoj Giovanni
re contro gli abbati potenti di Subiaco, preposto della cattedrale d'Anagni; Gior-
cadile nel dominio feudale di vari baro- dano nobile e potente, benemerito della
ni, (inchè nel i47 3 SistoIV sottomise Tre- palria;Giovanni Angucci piissimo, magni-
vi al governo temporale dell'abbatecoin- fico donatore di numerose possessioni nel
mendatario di Subiaco, anticamente es- tei ritoi iodi Trevi al s. Speco; fr. Giovau-
48 T R E TRE
ni agostiniano; Nicola de Leliis canonico vi che la governarono. Per la scarsezza
di Girgenli, dulia cui famiglia fiorirono «Iella popolazione, e per le ristrette ren-
talenti medici; come da'Ballaglini uscirò dite della mensa cessò Trevi di avere il

ito diversi minori osservanti insigni per proprio vescovo nel pontificato di Vitto-
pietà e per dottrina; Pietro Paolo Jaco- re Il delio55, il quale perciò ne racco-
bucci giureconsulto; d. Benedetto di tal mandòla chiesa al viciniore vescovod'A-
casato fu abbate di Teodoro, dotto nel-
s. nagni Rainaldo o Rinaldo, come in ap-
le Domenico Caran-
discipline teologiche; presso fecero Nicolò II, Alessandro li, a,

zetli chiaro medico; Antonio Ricci valen- Gregorio Vile Vittore III. La mancan-
te medico, poi canonico dell'insigne pa- za de' vescovi die origine alla creazione
tria collegiata; fr. Nicola Ricci minore ri- dell'abbate di s. Teodoro martire, sotto
formalo di santa vita; fr. bernardino Ric- la cui invocazione era la cattedrale dichia-
ci dello stesso ordine, dotto scrittore e fi- rala chiesa abbaziale,che esercitò una giu-
losofo; Francesco Aureli oratore egregio, risdizione quasi episcopale senza punto
filosofo e teologo, il cui fratello fr. Ago- dipendere dal vescovo d'Allagai, tanto su
slino cappuccino menò vita esemplare; Trevi che sui paesi soggetti e formanti
Pietro Pecci lodato pittore; fr. Cherubi- l'antica diocesi, cioè Filettino, Valle Pie-
no Agostini minore riformato, teologo e tra,Jenne,Collallo,Moiitc Antonino, Mon-
filosofo; fr. Celso Cherubini confessore del te Preda ro,Com miniaceli io, Ursa no eCe-
celebre cardinal Borghese nipote di Pao- sarene. Ma da Urbano II del 1088 col-
lo V; Giovanni Allegrilo musico eccellen- la bolla Po testatela anelare Dea, de'2.3
te, allievo del celebre Giacomo Carissimi agosto, che si conserva nell'archivio capi-
di Marino; dalla nobile famiglia Speran- tolare d'Anagni, fu soppresso il vescova-
za fiorirono dotti medici, come Felice e to e inperpetuo definitivamente venne
Giuseppe Maria, oltre Pietro Stefano ve- unita la diocesi Trebense alla chiesa ve-
scovo il' Alatri esemplare e benefico. tre- 1 1 scovile d'Anagni, nel vescovato di s. Pie-
bano p. Pietro d' Antoni gesuita, di cui tro successore di Rainaldo, trasferendo-
parlai altrove, fu un gran raccoglitore si ad esso tutta l'autorità, il che confer-
d'antichità nel secolo XVII; copiò laCro- marono poi.Pasipiale 11 ed Alessandro IH
naea di Subìaco del Minio, il poema La deli i5c). Neh 162 Landinolfodi Treha
falle Sagra del Contestabile, compose donò alla chiesa e al vescovo d' Anagni,
Gli sagri secoli Sul>laeensi,V Aniene il- Trevi ed i 5 castelli che ne formavano il

lustrato, la Fila dis. Chelidonia, la Vi- territorio. Nondimeno ripugnando l'ab-


ta dì s. Pietro eremita patrono di Tre- bate di s. Teodoro che la sua chiesa catte-
vi, oltre altre notizie non tutte critiche: drale dipendesse dal vescovo d'Anagni,
si conservano nell'archivio della collegia- ed essendo insorte dell'ostinate vertenze
ta. Rilevai nel voi. LXX, p. 242, che di giurisdizionali sotto Innocenzo 111 del
Trevi è l'attuale vescovo di Monte Fiasco- 1 i«)8, ad onta che il successore Onorio
r
ne,mg. Luigi Jona promosso dal regnan- III avesse autenticala e confermata la bol-
te Pio IX nel i854. Rannodai qui luo- i la d'Urbano Cimi Chris lux,
II colla bolla
ghi ove ragionai di Trevi, con alcuni cen- il suo nipote Gregorio IX volle compor-
ni di giunta, anche per avvertire, che non le colla bolla Licei sollicitudinis nostrae,
s» deve confondere questo Trevi del La- de'l3 settembre 1227, presso ITJghelli,
zio, con Trevi (P.) dell'Ombrìa, altra se- [lidia saera, t. 1, p. 3»0, con dare al-
de vescovile, uè con Trebula Mutusca , l'ahbate dis. Teodoro, di già assoggetta lo
uè con Trebula Suffena di Sabina ( V.). al vescovo d' Anagni Alberto, la premi-
Quanto alla sede vescovile, se ne ignora nenza su tutti i prelati e dignità della ili

l'origine, come non si conoscono i vesco- lui diocesi, e le nomine de'beuaiÌM eccle-
T RE TRE 49
Mastici di s. Lorenzo e di s. Nicola, am- Roma al dire del Caliudri. Trovasi in bel-
bedue chiese rurali poco distanti e all'o- la situazione per arte e per natura, sul-
riente di Trevi. Sorgeva la chiesa catte- lo scosceso pendio dell' estremo coutraf-
drale di s. Teodoro, col contiguo palazzo forte delmonte Petino o Pitiuo, verso gli
vescovile, prossima al pomerio; la campa- A pennini. Sorgendo quasi in cima al mon-
na della chiesa di s. Teodoro, posta den- te e gradatamente giungendo a metà del
tro Trevi, si vuole tolta dalla cattedrale. medesimo fa vaga mostra di se, come po-
L'edifizio intero esisteva ancora nel i 260, sta in lunga ringhiera che si affaccia al-
giacché dimorandovi il celebre cardinal la strada nazionale fra Spoleto, e Foli-
Ugo di s. Caro, vi tu visitato dal patriar- gno alla sua dritta, rim petto a Bettona o
ca di Gerusalemme Jacopo Pantaleone, Vettona di cui riparlai nel voi. LII, p. 34- 1

che nel 1*261 fu Papa Urbano IV. Dipoi Il suo fabbricato di non piccolo circuito

nel 16 10 la ricostruzione della collegiata e aperto da 5 porte, è cinto di forti e ben


di Maria atterrò quasi tutto il super-
s. munite mura, contieue molti palazzi lo-
Finalmente Urbano Vili
slite fabbricato. devolmente architettati, e molte comode
co'brevi de'i5 dicembre! 638 ede'22 ot- e polite abitazioni, una bella foute, una
tobre 639, smembrò Trevi dalla giuris-
1 gran torre. Diversi palazzi posseggono stu-
dizione del vescovo d' Anagui, e l'aggre- pendi quadri e altre cose d' arte prege-
gò all'abbazia di Subiaco , il cui abbate vole nelle volte del palazzo de' conti Car-
commendatario e ordinario obbligò a pa- rara Rodiani sonovi belle pitture. La prin-
gare annualmente al vescovo d' Allagai cipale chiesa è pei insigne collegiata con
60 scudi, e tuttora l'eseguisce. Con que- capitolo di canonici (iu questi ultimi anni
ste disposizioni l'abbate di s. Teodoro non aumenta ti di due a Uri) e la dignità di prio-
perde i suoi antichi privilegi, per cui nel re, che indossano le iusegne corali come
sinodo Sublacense celebralo nella basili- i canonici di Spoleto, cioè cappa magna
ca del monastero di s. Scolastica nel 1
674 e mozzetta per concessione di Benedetto
dal cardinal Carlo Barberini, ebbe ili." XIV: ne fu canonico Ugo Boncouipagoi
posto su tutti i capitoli e clero della dio- poi Gregorio XIII. E sotto l'invocazio-
cesi abbaziale, e fin anchesull'istesso pre- ne di s. Emiliano martire r. "vescovo del-
posto della chiesa collegiata di s. Andrea la città, di cui è principale protettore, es-

di Subiaco, come può rilevarsi dagli atti sendone comprotettori fratelli s. Vin- i

sinodali e dall'archivio de' canonici del- cenzo vescovo di Bevagna e s. Benigno


l'insigne collegiata di s. Maria di Trevi, diacono, ambedue nativi di Trevi. Il Ca-
i quali usano l'insegna corale dell'almu- stellano la dice costruita su -d'irregolare
zia foderata di pelli d'armellino, distin- disegno, però ha 3 altari disegnali e scol-
guendosi l'abbate col rocchetto e tnozzet- piti neh 522 in modo veramente singola-
ta di seta cremisi. Nel voi. LXXVI,p. 85, 1 re. La chiesa suburbana della Madonna
ricordai, che nello spirare del secolo pas- di Pietra rossa ha pitture antichissime; e
sato vi si ritirò il famoso capitano napo- quella di Croce si distingue per un af-
s.

letano Caponi, che fece resistenza a'i'ran- fresco bellissimo di Giotto da Vespigna-
cesi repubblicani, ne risarcì mura eia le no. Altre chiese sono quelle delle esisten-
fortificò, e fermandovi il domicilio vi mo- ti monache benedettine di s. Lucia, e del-
rì in avanzata età. le francescane di s. Chiara, co'loro con-
TUE VI, Trcbia. Città vescovile del- tigui monasteri; la chiesa di s. Domenico,
l' Umbria con governo, del distretto e de- ove già stanziarono domenicani, della
i

legazione di Spoleto, alla cui arcidiocesi quale e del convento scrisse il p. Fontana,
appartiene, egli è distante 5 leghe al nord, De romana provincia ord. praedicato-
secondo l'aw. Castellano, e 12 poste da ritm, Conventus s. Dominici. La chiesa
voi. iaxx. 4
5o TRE TRE
eli s. Francesco, beli' edifìzio, già de'mi- tenni tà di eeremonie l'ingresso di un nu-
noii conventuali, fino da'primi esordi di meroso stuolo di alunni, che nu-
a scarso
loro istituzione, anzi uno de'pri mi conven- mero ridotti nella famiglia del conte Va-
ti fondali dal medesimo islitutores. Fran- lenti si riparavano". Cioè nel palazzo del
cesco d'Asisi, ed anticamente ei avi in es- conte Paolo, perciò lodato per patria ge-
so l' inquisizione; nel cui chiostro molto nerosità, uno de'pochi dal terremoto ri-
dipinse a fresco il cav. Gagliardi da Città spettati, massime nella terribile scossa ilei
di Castello, il quale in tali pitture supe- l3 gennaio 83?.: contribuirono
1 alle be-
r
rò se stesso, come afferma il Irevano d. nefichesolieriludinidel cardinale, il gon-
Clemente Bartoliui a p. 22 de'suoi Cen- faloniere della città Francesco l'arriani
ni storici sulle pitture classiche di Tre- e il rettore del collegio d. Fausto Bottac-
vi, FoIignoi837. Nel convento vi fu tra- cidi Recanali. Il 26 ottobre 834 ^' d 1

sferito il ginnasio comnnnleo scuole pub- giorno dedicato alla solenne mangili azio-
bliche, ed il collegio Lucnrini per segna- ne e benedizione del luogo, del collegio e
lato benefizio e incessanti cure del cardi- delle scuole, e dopo il Te iJeum terminò
nal Emmanuele de Gregorio, che qua- la funzione coli' allocuzione diretta dal
le prefetto della Congregazione cardina- cardinal de Gregorio a tulli i suoi colle-
lizia del concilio, dalla cui direzione e giali. Nel seguente giorno con due ulte-
dal cardinal prefetto prò tempore dipen- riori solennità fu compiuta la decorosa a-
da la protezione del collegio, ne fu assai pertura del nuovo collegio, ove nell'aula
benemerito per quanto rilevai nella bio- maggiore, sedente il cardinale in trono,
grafia; riducendo il convento in forma di circondato da' maestri, dal magistrato e
collegio, con eleganza e magnificenza di dal governatore, l'encomiato rettore re-
disegno, ed insieme solidità, mediante l'o- citò un'erudita orazione inaugurale, nel-
pera del celebre architetto cav. Valadier, la quale i pia moderni fasti dello slabili-
dal cardinale portato appositamente in meulo e le sue vicende compendiò. Seguì
Trevi, il venendo eseguilo con esal-
tutto q uindi la premiazione, che il cardinale fe-
ta prontezza 18 mesi, llch.com-
in circa ce agli studenti che nel decorso anno sco-
mend. Bai luz/.i nell' Elogio storico del lastico si erano sopra gli altri distinti. Nel-
cardinal de Gregorio, p. 3 celebrò il 11 1 , la sera lo stesso porporato e nella mede-
suo protettorato del collegio di Trevi, e- sima aula assistè ad un'accademia di va-
aercilalo fino al 1 834, co " qneite paiole. rie discussioni logiche e metafisiche, io cui
» IH quest'antica città dell' Umbria, eh 'eb- fu lecito argomentare a chiunque, oltre
be il nome di Trr-bia sul fiume Clilun la declamazione di poetici componimen-
no,eresseil benemerito cittadino Lncarini ti. Tanto ricavo dall'erudita e dettaglia-
quell'edilìzio, che per l'impeto del terre- ta relazione del Bartoliui, pubblicala dal
moto fu quasi distrullo. A li vendicare un n.°i8 dell' Omologia deli834, giornale
sì utile stabilimento, rivestilo che fu il de letterario di Perugia. Fondatore del col-
Gregorio dal regnante Pontefice (Grego- legio fu il Irevano Virgilio Lncarini, pro-
rio XVI) dell'autorità di visitatore apo- touotario apostolico e canonico di s. Gior-
stolico, più volte colà si condusse, e tan- gio in V elabro. Egli con testamentaria di"
to oprò che pervenne in breve tempo a sposizione del 1 644 lasciò tutto il suo pin-
riedificarlo ead ampliarlo, aggiungendo- gue patrimouio, per dotare 6 trevauecon
vi il convento di s. Francesco da lui ac- scudi loo per ciascuna; per fondare un
quistato, e che già da molti anni per le vi- monte frumenlario; e per stabilire un col-
cende de'tempi era abbandonato. Lo aprì legio nella sua casa, onde educare quel nu-
nuovamente, e con molto accorgimento e mero di giovani che le residuali sue reo
jaggezza di regolamenti. Celebrò con so dite potessero mantenere, con un retto-
TRE TRE 5i
re, un ripetitore ed un servo. Ne effettuò cora prova co'nomi degli autori, che noti
le disposizioni il fratello fi
-
. Reginaldo, poi sono della scuola Perugina l'esterne pit-

vescovo di Città della Pieve, suo erede ture a fresco esprimenti la bellissima Ma-
Usufruttuario. Dopo la di lui morte fu a- donna col divin Figlio e due Angeliche
perto il collegio nel 1674 sotto la prote- l'adorano. Riconosce poi per uno de'ca-
zione del cardinal prefetto del concilio polavori dello Spagna le belle pitture ;»

prò tempore, secondo il desiderio del be- fresco della cappella presso la porta del
nefico testatore, ed oggi conta circa 3o convento, rappresentanti la ss. Vergine,

giovani convittori. Inoltre nella città vi forse l'Immacolata Concezione , ritta in


sono 6 confraternite colle Imo chiese, I o- piedi, di vaghissime forme, coli' aureola
spedale, monte di pietà uno de'più an-
il sulla testa, circondata da una larga zona
tichi d'Italia comechè fondato nel 4^9> 1 sferoidale formata da' colori dell' iride e
il monte frumentario, ed altri pii e bene- tempestala di stelle, in mezzo alle quali
fici stabilimenti, come le maestre pie per campeggiano le leste de'cherubini. A'iati
l'istruzione delle giovanotte e ricovero del- sono due Angeli alati di forme veramen-
l'orfane; l'ospedale esistente è nell'antico te angeliche, e sul davanti si vedouo ge-

convento di s. Domenico. Ora si va ad a- nuflessi due per lato e in atto di venera-


prire un asilo pe' vecchi inabili a) lavoro. re questa mirabilissima immagine s. Gio.
Nel suburbio vi è la chiesa di s. Marlino Battista, Francesco d'Asisi,s. Girolamo
s.

e il convento de'iuinori osservanti rifor- e s. Antonio di Padova, tutti di stupen-


mati, l'ima e l'altro posti in deliziosa e- do lavoro, per cui la pittura dal suddet-
mineiiKa,e descritti dal p. Antonio da Or- to p. Antonio fu attribuita al maestro del-

vieto, nella Cronologia della provincia l'autore, che l'eseguì nel 5 12. Questa pre- 1

Serafica riformata dell' Umbria. Nell'al- ziosa Concezione dello Spagna prima non
tare maggiore si ammira il grande dipin- si godeva, per avere frali formato nel
i

to in tavola rappresentante la Coronazio- luogo ov'è la cappella il cimiterio nel de-


ne della Regiup del Cielo, che la comu- corso secolo, senza esterno ingresso; ma
ne opinione attribuì al celebre Spagna ad istanza de' trevani il p. Leonardo da
(cioè Giovanni Spagnuolo, considerato di Piedilama guardiano del convento, tra-
Spoleto per gl'intimi rapporti di paren- sportato altrove il cimiterio, rese accessi-
tela, di stato civile e di domicilio contrat- bile a chiuncjue la cappella nel 1837, ed
ti con quella genioed emulo non o-
città, all'ammirazione pubblica il superboaffre-
scuro del gran Raffaele, col quale ebbe co- sco. I cappuccini hanno
la suburbaua chie-

mune il maestro), esimio allievo di Pie- sa di Antonio abbate eretta nel 1 6 6 e


s. 1

tro Vannucci Perugino; ma il Bartolini col convento posta in amena altura. Qua-
ue'ricordali Cauri avverte, che con più. si in mezzo alla deliziosa valle di Spole-

di ragione gl'intendenti lo dichiarano o- to (f\) trovasi il sontuoso monastero e


pera della scuola de! Perugino, insieme la magnifica chiesa e santuario di s. Maria

u' soprapporli degli aditi che conducono delle Lagrime, che l'avv. Castellano, Lo
al coro, e della lunetla situala sulla porta stato Poh lifìcio, disse de'monaci Oliveta-
d' ingresso della chiesa, senza potersene ni, seguito da altri. Primamente essi non
stabilire l'artefice, non mai però Raffae- più esistono in Trevi, e poi il loro mona-
le. Dichiara pure, che però non entrano stero era l'abbuila di s. Pietro di Bovara,
nella categoria della scuola Perugina i due antichissimo edilizio. La canonica delle
affreschi esiste»?» negli altari laterali al Lagrime e la chiesa fu de'cauouici rego-
maggiore, perchè evidentemente più anti- lar" La lei anelisi, ed essendone stato ab-

chi del Perugino, d'autore incerto, e mol- bate per molti anni il p. d. Pietro Gior-
lo danneggiati da' •estauratore; così an- getli di Ravenna scrisse il Breve istori-
5-2 TRE TR E
co compendio dell'immagine miracolo- ricorsero all' efficacissima protezione di

sa di Maria ss. detta delle Lacrime, ve- questa ss. Immagine, che cominciarono a
nerata alle falde di Trevi nell' Umbria, chiamare Maria.ss. delle Lagrime, e to-
nel suo magnifico tempio spettante a'ca- sto ne provarono mirabilmente gli effet-

nonici regolari della congregazione La • ti benefìci. Lo storico riporta le diverse


leranense. Dedicato agl'Illustrissimi si- opinioni degli scrittori che anticipano o ri-
gnori Priori e Comunità dell'antichis- tardano l'avvenimento,e tulle rigetta, sta-
sima città di Trevi, Todi 782. Col me- 1
bilendo il 5 agosto 1 485, giorno anniver-

desimo e col Bartolini ne darò un cenno, sario di s. Maria della Neve, che in Ro-
incominciando dalla miracolosissima im- ma die originealla patriarcale basilica Li-

magine di Maria ss. delle Lagrime, spe- beriana. Tuttora Trevi ne celebra solen-
ciale e benefica patrona di Trevi, alla qua- nemente la festa commemorativa dell'Ap-
le la fervorosa pietà trebana con muni- parizione in detto giorno, in cui pure ri-

ficenza eresse il maestoso tempio. Esiste- corre la pubblica fiera, la quale da'diu-
va alle falde di Trevi, nella costa detta torni del tempio, fu poi trasferita al pia-
di Costanzo e dalla parte che guarda
s. no superiore di Trevi fuori della porta del
il monte e la strada che viene da Spole- Lago, come luogo più capace al gran con-
to, vicino al fosso de'Gambarelli, una ca- corso di popolo, ed all'abbondanza delle
sa di Diotallevio d'Antonio, e nella sua mercanzie e specialmente di bestiame. Al-
facciata eravi dipinta quasi al naturale tra festa da'eanonici regolari Lateraneu-
l'immagine della B. Vergine col suo Fi- si fu stabilita con molte solennità a' 25
glio divino al sinistro braccio appoggiato. marzo, in cui ricorre quella dell'Annuo
Veniva essa venerata non solo dalla fa- Mozione. Divulgatasi rapidamente sempre
miglia Diotallevio, ma da que'che vi pas- più la fama del prodigio per le convicine
savano innanzi. Ora un giorno fu osser- provincie, in breve somma divenne la ve-
vato, che dagli occhi della B. Vergine sor- nerazione de' trevani, e degli accorrenti
tivano tante gocciole a guisa di lagrime. privatamente e in processioni, per la ss.

Sparsasi cominciarono ad ac-


la notizia, Immagine, la qualesi mostrò fonte di ini-

corrervi molti per certificarsi del fatto; ed sericordia,di consolazione e di grazie,spar-


n'5 agosto 485 si scoprirono le lagrime
1
gendo sopra i suoi di voti inesauste bene-
più visibili, e comparvero prodigiosamen- ficenze. Varie grazie e prodigi, di cui fu
te quasi di color sanguigno, facendone pie- testimonio il p. Mugnoni allora dimoran-
na fede i pubblici registri municipali , e te in Trevi, registrò ne'ricordati annali;
ne'suoi annali mss. il contemporaneo p.d. e diverse ne riporta il p. Giorgelti. Quin-
Francesco Mugnoni oli velano, che riti- di i fedeli per omaggio di gratitudine al-

ratosi nel monastero dell'ordine a un mi- le grazie ricevute e di tenera divozione,


glio da Trevi, probabilmente ne fu testi- fecero alla ss. Immagine copiose offerte,
monio oculare. Non può esprimersi lo stu- tabelle votive e limosine. Queste oblazio-
pore e la meraviglia che cagionò in Tre- ni formarono presto un incredibile cumu-
vi la portentosa effusione di lagrime usci- lo di monete, di argento e oro, di gioie,
te dagli occhi della ss. Immagine, e quin- di drappi maguifici, e persino di bianche-
di il concorso per accertarsene di tutti gli ria, di vesti, di grano, di vino, di olio, di
abitanti, non meno che de'luoghi circo- cera e di altre cose offerte dalla pietà tre-
stanti; i quali compunti per lo stupendo vana e degli altri. Tra le comuni offeren-
miracolo e trepidanti pel manifesto avvi- ti si distinsero quelle di Trevi, di Monte
so che sovrastavano loro e all' Umbria Santo, di Castel Ritaldi, di Cannala, di
-

pubblici infortuni !, oltre la guerra e la pe- Spoleto per essere stata liberata dalla mi-
Me che desolava la provincia, con fiducia nacciante pestilenza e mediante basson-
TRE TRE 53
ievo d' argento rappresentante la città Maria delle Lagrime, concesse la chiesa
colla rocca. Alcune trevane fecero le co- a'monaci Olivetani del vicino monastero
rone d'argento alla B. Vergine e al divin di s. Pietro di Bovara,che ne presero for-
Figlio, e madonna AI archesina di messer male possesso I' 8 marzo 1489; ma non
Natinbene Valenti donò un superbo re- essendosi mai recali a officiarla, il consi-
liquiario con una ss. Spina con cui fu co- glio pensò a consegnarla ad altri religio-
ronato il Redentore. Aumentandosi quo- si. Però non accordandosi sulla scelta, ri-
tidianamente il numero tle'pii donativi, solse d' inviare sulla non molto lontana
il consiglio della comunità di Trevi de- strada romana due deputati,acciò l'offris-
stinò probe persone, perchè li raccoglies- sero al 1 che per ventura incon-
."religioso
se e fedelmente custodisse, inclusivamen- trassero. La provvidenza permise che fos-
te al Diotallevio proprietario della casa se il p. d. Giacomo da Cremona canoni-
ov'era dipinta la ss. Immagine. Questi de- co regolare Lateranense, che qual procu-
putati con licenza del vescovo di Spoleto ratore generale di sua congregazione re-
eressero innanzi alla medesima una cap- cavasi al capitolo generale di Piacenza, t
pella di legno, vi fabbricarono l'altare, e deputati pertanto in nome del comune gli
per la i . messa a'2 1 a-
'volta si celebrò la offrirono il santuario, e il canonico pro-
goslo 4 co da d. Costantino di Contiael-
1 mise che ne avrebbe falla proposizione al
lo, il più antico canonico della collegiata capitolo. Reduce da questo con facoltà
di s. Emiliano; indi vi destinarono due d'accettare, si recò in Trevi a combinarne

cappellani, perchè ogni giorno vi celebras- gli accordi, onde a'6 giugno i5oo co'ca-
sero il Tale fu l'origine del-
s. Sagrifizio. nonici regolari uè fu stipulato islrumeu-
la primitiva piccola chiesa di s. Maria del- to possessorio, oltre la concessione d'am-
le Lagrime, la quale a'26 luglio i486 fu pio spazio di terra per compiere l'erezio-
eletta in singoiar prolettrice di Trevi e ne della canonica con cinta di mura; e poi
suo territorio. Pier Francesco Lucarini, con l'aiuto della congregazione, ed soc- i

uno de'deputati custodi della ss. Imma- corsi delcomune, di pii legati e limosi ne,
gine, l'ornò con bel contorno di pietre la- ridussero il tempio all' attuale magnifi-
vorate, e fu uno de'principali promotori cenza. Eretta allora la canonica in pre-
perchè le si erigesse un nobile tempio. positura, più tardi divenendo abbazia, uè
A tale effetto tra 'disegni fu scelto quello fui. "preposi to il nobile veneto d. Silva-
di maestro Antonio Fiorentino di speri- no Morosini, già due volte rettore gene-
mentata capacità, e se ne fece contratto rale di sua congregazione, incominciando
a'2 giugno i486. Acquistata l'area neces- i canonici regolari a custodire il santuario
saria per la fabbrica, si cominciò lo sca- dopo un mese a'6 luglio. Neli5oi con
vo de'fondamenti a'27 marzo 148 7, ope- breve d'Alessandro VI, alla preposi tuni
razione ch'ebbe pronta esecuzione per a- di Maria delle Lagrime fu unita la chie-
s.

vervi cooperalo gli uomini delle ville del sa di s. Giovanni della Piazza di Trevi,
lerritorio,per cui a'26 maggio,previa pro- padronato del comune; e uel 1 5o8 fu data
cessione del clero secolare e regolare, dei agli stessi canonici la chiesa di s. Tomma-
priori e del podestà, d. Marcello Petratti so con l'ospedale. La chiesa di s. Giovan-
priore della patria collegiata vi gettò la ni, allaquale dipoi venne unito il detto
1/ pietra con diverse monete. lu meno ospedale,in appressol'ebbe in enfiteusi la
d' un anno si vide innalzato il maestoso compagnia della Misericordia eretta nel-
tempio sino al piano delle fineslre,restan- la medesima, mediante canone.Nella chie-
done sospeso il compimento. Intanto il sa di s. Maria fu istituita una numerosa
consiglio di Trevi volendo affidare ad al- confraternita, la quale uel 6 8 fu aggre- 1 1

cuna comunità religiosa lu custodia di s. gata all'ai ciconfraleruita della Dottrina


54 T II E T B E
Cristiana di Rotini, di s. Moria del Piati- quale ss. Giovanni,
pietà; l'alio cioè col i

lo, così della per quello copioso versalo Giuseppe d'Arimatea e JNicodetno, tolto
dalla miracolosa sua immagine nell'atto dalla croce Gesù. Cristo nella sagra sin
che venne ferito dinanzi ad essa un suo done lo trasportano al sepolcro. Si vedo-
tlivoto, ma in seguito si La chie-
estinse. no pure la B. Vergine, la Maddalena e le
sa di s. Maria delle Lagrime è di vago e due Marie seguire il feretro penetrate di
maestoso disegno, con la facciata princi- dolore, Ultimo spettatore della scena è s.
pale ov'è la porta maggiore lavorata di Francesco, figura che forse die il titolo suo
pietre quadrale, e dopo
terremoto del
il alla cappella. Nelle facciate laterali del-
jyo3 si dovè alquanto ahhassare. L'or- la medesima sono effigiati s. Giuseppe
namento marmoreo ed elegante della por- sposo della ss. Vergine, e s. Ubaldo ve-
la principale ,egregiamente scolpito da scovo di Gubbio e canonico Lateranen-
Giovanni di Gio. Pietro da Venezia nel lunetta superiore sono delle fi-
se; e nella

1 49^> e quello pure bellissimo della por- gure e ornati bellissimi ma deperiti in ,

ta laterale, hanno gli slemmi della città buona parte. Nella maestosa crocerà o na-
e dell'illustre famiglia l'elioni che contri- ve di mezzo vi sono 4 bellissimi altari, il

buì con 100 fiorini olla costruzione d'am- t.°a destra dedicato al ricordato Ubal-s.

bedue. L'interno della chiesa ha 7 altari do fallo da buona mano


, dipingere sul
compreso il maggiore, vicino al quale è muro, co'di versi miracoli dal santo ope-
un piccolo altare fatto da' Valenli e col rati, dal trevano Pier Costanzo Ricci, che
loro slemma, con nicchia chiusa con cri- inoltre donò alla chiesa uno de' superbi
stalli, nella quale si venera un divotissi- vasi per l'acqua santa e col suo stemma;
ino Crocefisso. Quello ove si venera la ss. la sua famiglia dotò l'altare, e Benedetto
Immagine è nella cappella ri
m petto la XIV lo dichiarò privilegiato perpetuo. Il

porta laterale, con bella facciata decora- 2. altare dalla stessa parte è sagro all'A-
la di colonne e statue con diverse dora- dorazione de' ss. Magi nel Presepio, con
1621 dalla pietà de'capita-
ture, fatte nel pitture laterali, tutte opere del Perugino,
111 Pompeo e Francesco Benenati, che in- Da principio l'altare fu acquistato dal co-
oltre dotarono l'aliare di diverse messe mune di Bovara, che lo dotò per avervi
e pii legati. Nella crociera della porta la- il jus di seppellirvi iunanzi i suoi defun-
terale souo i)ììc grandi aliati, uno dedi- ti; indi nel 1679 fu concesso a una delle
cato a Carlo con bel quadro; e
s. l'altro nobili famiglie Valenti. Il Barlolini de-
iuconlroas. Francesco, con pittura al mu- scrive il lodatissiruo affresco dell'Adora-
ro esprimente la Deposizione dalla Cro- zione, espressa colla B. Vergine col suo
ce nel sepolcro del Salvatore, che il Gior- divino Infante nelle braccia in alto d'e-
getti crede di Pietro Perugino. Ma il Bar- sporlo alle adorazioni de' circostanti, a-
lolini ne'suoi Ceniti sulle pitture classi- Ven te alla sinistra s. Giuseppe. I tre re Ma
che di Trevi, sebbeue convenga merita- gi e il loro seguilo, rappresentati da 12
le tulio la fede tale scrittore, dubita che bellissime figure, riempiono il davanti del
il magnifico affresco sia del Perugino, poi- quadro. E costante opinione, che in uno
ché tale singolarissima pittura gl'inten- ilei seguaci de're,dipintoalla sinistra deli*
denti la giudicarono piuttosto dello Spa- Madonna , il Perugino ritrattasse il suo
glia di lui discepolo, il quale talvolta giun- prediletto allievo Raffaele. Tutto è stu-
se ad emulare Raffaele, altro allievo del pendo in questo quadro, nel quale la na-
Perugino. Questo quadro stupendo e sin- tura vi fu copiata colla maggior fedeltà.
golarissimo rappresenta una scena con ve- Le pareti interne e laterali della cappella
ramente tragico pennello trattala, per cui dell'Adorazione o Presepio sono adornate
desta uè figliai dnuli sensi di terrore e di dalle immagini de'ss. Pietro e Paolo, eco-
TRE TRE U
e4itaiscono un complesso di pitture am- la volta in su, nel quale viene espressa la
mirabili del Perugino, che nella cornice Resurrezione del Signore co' custodi del
inferiore del quadro di mezzo viene ricor- sepolcro esterrefatti, con pensiero eguale
dato dall'epigrafe: Petrus de Castro Pie- a quello lodato esistente in s. Pietro di
bis pinxit. Dalla parie sinistra della na- Perugia, opera d'Orazio Alfani, uno dei
ve in discorso, incontro l'altare di s. Ubal- buoni alunni di Pietro; laonde sembra in
1

do, è la cappella della Pietà, sul cui alta- clinare, che mg. Valenti facesse esegui-
r
re adornato da mg. Benedetto Valenti, re le pitture da uno
scolare del Perugino,
da questi fu posta l'eccellente tavola da invitando però gl'intendenti a giudicar-
lui ricevuta in donoda Clemente VII, che ne e quindi attribuirle a chi spettano ve-
arricchì l'altare di copiose indulgenze, ed racemente. Rimpetto all'altare del Pre-
al quale assegnarono legatiAlfonso Valen- sepio trovasi l' altare di s. Caterina ver-
ti e Lucrezia Lucarini.ll Barlolini osserva, gine e martire, quadro rinnovò il
il cui
che negli arabeschi die adornano il fon- ravennate p. d. Matteo Nabruzzi che per
do de' pilastri esterni della cappello della più anni governò la canonica di Trevi.
Pietà, si trovano i segni della scuola Raf- L'ornato però dell'altare e con dotazio-
faellesca e non della Perugina, secondo al- ne di qualche legato, già l'avea fatto Lu-
cuni; eil anche le ligure dipinte a fresco crezia Valenti-Gemma. Nelle pareli late-
nella lunetta superiore letrovano di sti- rali della cappella sono dipinte in tela le

le più moderno, e nel lutto insieme più ss. Cecilia e Caterina, che il Bartolini con
probabile per qualcuno de'non migliori alcuni bravi periti crede dello Spagna e
successori di Raffaele, che di Pietro. De- perciò sue opere rarissime, perchè poche
gli altri poi opinano diversamente, soste- sue pitture ili tela si trovano. Aggiunge
nendo che anco Pietro Perugino dipin- che molti di que'quadretti o tabelle vo-
geva gli ornati in quella forma, e che il tive, offerti in volo a s. Maria delle La-
gran Raffaele da questo suo maestro ne grime nel fine del secolo XV e negli e-
apprese i non nelle Terme di
disegui,. e sordi del XVI, da'divoti che impetraro-
7
7 /7o (/^.), come il volgo presumeva. Pro- no o riceverono le sue grazie, invece del-
testando il Barlolioi di non essere in gra- l'odierne lastre di argeuto,copie delle qua-
do da poter sciogliere sì ardui dubbi, e li per la loro eleganza andarono ad ab-
lasciando stare il quadro di provenienza bellire le gallerie di Frauda e di Germa-
pontificia dove sta , senza pretendere di nia, perchè pittori viaggiatori credero-
i

decidere sesia veramente di fra Sebastia. no di aver copiato pitture del Perugino
no del Piombo, come si è sempre e*ge- e dello Spagna, odi altri di quella cele-
neralmente creduto ovvero di qualche , bre scuola; gli originali esistendo ancora
suo bravo allievo; conclude, che le pittu- nel coro di questa chiesa, ina mal con-
re al muro ebbero onninamente vita pri- servati. Questi sono circa 00, 1 tutti iu ta-
ma del i 54 1 ,
poiché in quell'anno finì di vola, però non tutti dipinti a olio, esseu-
vivereil prelato Valenti, e perciò più pro- dovene alcuni fatti a guazzo, altri deli-
babile della scuola di Raffaele che del Pe- neali anche a penna sulle carte alle tavo-
rugino; tanto più che nel mezzodella cap- lette applicate. Contengono tutti la ss. Im-
pella vi è dipinto lo stemma di Clemen- magine della Madonna delle Lagrime, e i
te VII, il che concorre a far crederle ese- ritratti de'divoti che li presentarono. Fra

guite nel suo pontificalo. Le figure dipin- i voti dipinti a olio sembra d'ottima ma-
te consistono in due Sibille maestosamen- no il voto di Corali to da Norcia, con iscri-
te assise nelle pareti laterali della volta, zione interessante la medicina e la mo-
ed in un quadro che abbraccia tutto il Fra quelli dipinti ad acquarella più
rale.

fondo della cappella dall'impostatura dei- stupendo de'compàgni pare quello rap-
56 TRE TRE
presentante in alto la B. Vergine delle La- gazione istituita nel regno di Napoli da s.

grime, con due belle giovani prostrate con Alfonso nel 1732 e approvata nel 1749
macchie della patita peste bubonica, con da Benedetto XIV, venne quindi gover-
versi die dichiarano la liberazioue dal nala da un rettore maggiore residente in
morbo. Termina il p. Giorgetli la descri- detto regno sino ali 853. Se si prendono

zione elei tempio e celebre santuario di nd esame gli atti della s. Sede e il pen-
s. Maria delle Lagrime, con riferire che siero del, santo fondatore dei liguorini,
lo nobilitano 7 ben intesi e vaghi depo- chiaro apparisce essere disegno della di-
siti dell' illustre famiglia Valenti, tanto vina Provvidenza stabilire il centrale go-
benemerita della chiesa e della canonica, verno dell'istituto in Roma, ove tutti gli
riportandone le iscrizioni sepolcrali e no- ordini regolari convengono quasi al fonte
tando quelli decorati da busti in marmo, perenne di unità, per attingervi indivisa-
il più ricco e bello essendo quello del car- mente il bene e la stabilità necessaria ad
dinal Erminio posto nella cappella della ogni cattolica istituzione religiosa; cosa
ss. Immagine. Alla restaurazione del tem- tanto desiderala da s. Alfonso , il quale
pio nel 733 concorse Clemente XII, ad
1 nella sua lettera de'3o maggio 1776 di-
r
istanza di mg. Lodovico Valenti poi car- chiarò: Se la mia congregazione non si
dinale. Nell'antica canonica il 1. "settem- stabilisce fuori del regno ili Napoli, non
bre 1 855 passarono a stabilirsi i Reden- sarà mai congregazione. Laonde Pio VI
lorisli o Ligito rini (?'•) di Spoleto. A con bolla del 780 creò un superiore ge-
1

tale articolo narrai che ve V introdusse nerale dell'ordine, con residenza in lio-
Leone XII, affidando la loro chiesa e par- roa,ove rimase sino al 1793. In quell'e-
rocchia di Ansano, sebbene per istitu-
s. poca fu nuovamente celebrato nel regno
to non ponno amministrare cure parroc- di Napoli il capitolo generale per l'elezio-
chiali. Neil 855 il municipio di Trevi a- ne del novello rettore maggiore, che pe-
vendo loro offerto il tempio di s. Maria rò non tornò a risiedere in boma. In se-
delle Lagrime, la cui divozione e straor- guito di che vi fu sempre \\n vicario ge-
dinario concorso del popolo è sempre e- nerale per le provincie transalpine, però
dificante, la casa annessa, la cappellania dipendente dal rettore maggiore di Na-
della medesima, il suo recinto, non che poli. Poco prima e vivente ancora s. Al-
la chiesa e beni della Madonna di s. Ar- fonso, nel sapere che ripartivano pel set-
cangelo, i redenloristi per esonerarsi dal- tentrione i due primi transalpini recati-
la cura d'anime che tenevano a Spoleto, si in Roma ad ascriversi alla sua congre-
tutto accettarono mediante autorizzazio- gazione , ne fu tanto lieto che esclamò :

ne e scioglimento dal vincolo, del breve Non mancherà Dio dal propagare per
apostolico Exponendian curavìt, emana- mezzo di questi la sua gloria iti quelle re-
to dal regnante Pio IX a' 12 giugno 855; 1 gioni.Questa predizione si velifici) piena-
e quindi il 1 ."del seguente settembre i re- mente, imperocché nel giro di pochi an-
dentoristi presero formale e solenne pos- congrega/ione del ss. Redentore ven-
ni la
sessodel santoni io, casa e sue appartenen- ne meravigliosamente diffusa e propaga-
ze, coll'intervento della magistratura co- la, per mezzo de'suoi vicari generali, nel-
munale. Siccome la benemerita congre- la massima parte degli stali d' Europe e
gatone del ss. Redentore, fondata da s. persino in America. Per mirabile dispo-
Alfonso de Liguori dopoché pubblicai , sizione della divina Provvidenza avveu-
quell'articolo, ha ricevuto maggior lustro, ncil dilatamento dell'istituto, adonta del-
profìcuo ordinamento e incremento, tro- le persecuzioni ch'esso di mano in mano
vo opportuno di qui narrarlo in breve e pativa, come essere espulso du Fi'Biicin,
così completarlo sino a oggi. La congrc- Russia, Polonia, Germania, Portogallo e
TRE T R E 57
Svizzero; giacché ia possente mono di Dio serta [V.) colla villa ,
posti sull' amena
in breve lo ricondusse nella più parte di sommità del celebre Mò/ite Esquilìno, tra
tali regioni, cou vantaggio immenso dei lai. ''chiesa del mondo e la maggiore ba-
fedeli, alla cui spirituale cura e con lode- silica sagra alla Madre di Dio; il palazzo

vole zelo si consagrarono i degni figli di mutando in casa generalizia colla spesa di
s.Alfonso. Gregorio XVI, che canonizzò circa 8ooo scudi, e dando eziandio pron-
solennemente il santo fondatore stabi- , ta opera all' edificazioue dell'adiacente
lendo nel 84 secondo la di lui mente,
i ! » chiesa dedicata al ss. Redentore, ed in o-

in tutta la congregazione le provincie coi n ore di s. Alfonso de Liguori. In questo


superiori provinciali; e il successore Pio luogo i liguori ni nel maggio 855 ten-
1

IX, neh85o regolando nella congrega- nero il i. "capitolo generale di Roma, e vi


zione altri rilevantissimi affari, aperta- elessero il superiore generale r.'no p, j\jj_

mente dimostrarono di voler (issare in colò Mauron, i r. m i


pp. consultori, ed il

Roma il capo supremo della medesima, r. mo p. Brixio Queloz in procuratore ge-


se uon che per allora circostanze partico- nerale, tutti ad vilam ì
il che celebròan-
lari l'impedirono. Finalmente, conside- co la Civiltà cattolica a p. 58 i del t. i

rando il Papa Pio IX che colla unione del- della 3/ serie. Così e mercè dell' essersi
le case esistenti nell'alta Italia e della pro- stabilito nell'alma ed eterna Roma il capo
vincia romana alla congregazione tran- della congregazione, e mei ce della fonda-
salpina, si otteneva che tutte le provincie zione d'un noviziato romano, già in pie-

bell'istituto sparse nell'orbe cattolico ve- no vigore nel novello convento Esquili-
nivano rette dal vicario generale, tranne no, e posto alla benefica ombra della s.

le case poste nel regno delle due Sicilie, Sede, uon è dubbio che pp. redentoristi
i

a'6 settembre 1 853 decretò, che le case avranno abbondanza di evangelici operai,

di tale reame conserverebbero il loro ret- ispirati dal glorioso Sepolcro de'Princi-
tore maggiore, ma che desso non più a- pi degli Apostoli, per quelle altre fonda-
vrehbe alcuna giurisdizione e autorità sul- zioni, che sì ne'dominii temporali ponti-
le altre case della congregazione Liguo- fìcii, e sì negli stati italiani istantemente
rina. Di conseguenza, volendo il Ponte- vengono richieste. Le provincie della con-
fice con paterna cura e sollecitudine prov- gregazione sono: la Romana, la Gallica,
vedere al bene dell'intero corpo, cambiò l'Austriaca, la Belgica, l'Americana, l'O-
il vicario generale nel superiore generale landese e Inglese, e le case de'regni di Na-
residente in Roma, e l'8 ottobre dello poli e di Siciliadovrebbero formare due
stesso 1 853 ordinò, .°Che una casa della
i altre provincie, secondo il decretato nel
congregazione transalpina del ss. Pieden- 1 84- d a Gregorio XVI. Il superiore del-

tore fosse stabilita in Roma. 2.° Che il su- le provincie di dette due Sicilie chiama-
periore generale della medesima avesse a si rettore maggiore, mentre quello di tut-

risiedere nella metropoli del caltolicismo. ta la congregazione s'intitola superiorege-


3.° Che il capitolo generale si avesse a te- nerale e rettore maggiore, residente nel-
nere nella slessa città. La congregazione la casa Esquilina,la quale appartiene al-

del Redentore possedeva già in Ro-


ss. la congregazione medesima, in uno a quel-
ma la chiesa di s. Maria in Monteroni con la e colla chiesa di s. Maria in Montero-
annesso convento, che descrissi in quel- ni, residenza del procuratore generale del-
l'articolo; ma l'ima e l'altro riuscendo la stessa congregazione; di più in essa vi
dopo tali pontifìcie disposizioni troppo dimora il procuratore delle case delledue
angusti, la congregazione in ubbidienza Sicilie. A voler poi far cenno della deco-
a'volei i del Papa, per scudi 4<>,ooo acqui- rosa chiesa Esquilina in costruzione assai
no il Palazzo Gattoni o Cattaui o Ca- avanzata, e congiunta al uuovo couveu-
58 TRE T II E
(o, la quale precisa mente sorge nellospa- unito il Clituuno, che si getta poi nel To-
zioche resta a sinistra di chi passato il pino, e vi sorge un antichissimo tempiet-
muro di cinta vada verso la casa religio- to consagrato al fiume istesso, cui i pa-
sa, già palazzo de'Caetani, dirò solamen- gani prestarono culto, e del quale parlai
te, che ne <liè i disegni l' inglese Giorgio nel citato voi. LXIX , p. 63, convertito
Wagley, di gusto semi-gotico ,
per quei quindi al culto cristiano, e poscia in par-
motivi che notai a Tempio, e al suo com- te diroccato dal lucchese fr. Paolo romi-
pimento non lontano, dicesi che sarà co- to di Monte Luco, custode della chiesa e
stato 1'edifizio, co'suoi accessorii, decora- del benefizio in essa fondato, verso ili y3o
zioni e suppellettili, quasi 5o,ooo scudi. vendendo il cornicione in parte caduto pel
La fabbrica è già per intero murata, on- terremoto, e le colonne che a Spoleto or-
de può con precisione indicare le
se ne nano s. Filippo, il che rilevai a
l'altare di
precipue parti. Vi si giunge per una gra- p. 57, parlando di sua chiesa. Da chi fu
dinata, ed il prospetto esterno ha quel- impedito continuasse il frate le fatali de-
l'eleganza che si addice alla maniera ogi^ molizioni, lo dirò celebrando gì' illustri

vale prescelta, avendo una sola porta nel trevaui. L' encomiato trevano Bartolini
suo mezzo. Nell'interno la chiesa è lun- scrisse un erudito articolo sul Clitunno,
ga palmi 200 e larga 80 con una sola , del quale vado a farne cenno, e intitola-
navata e avente lateralmente 6 cappelle lo: Il Clitunno fiume dell'Umbria. Pic-
sfondale per parte, le cui pareti supe- ciolo d'onde e di valor gigante, fu det-
riori avranno pitture a fresco esprimen- toup altro italico fiume dal principe del
ti i principali fatti della feconda vita di Parnaso italiano del nostro secolo, e sem-
s. Alfonso. Negli altari invece di quadri bra per giuste ragioni, ed altrettanto po-
vi saranno sculture marmoree, e di già tersi ripetere del Clitunno pe'rari suoi at-
furono allogate quelle rappresentanti la tribuii e come celebralo per la chiarez-
Immacolata Concezione di Maria Ver- za e freschezza di sue acque, e per la lo-
gine, il suo sposo s. Giuseppe, s. Alfonso ro qualità dealbante a segno che bianchi
de Liguori, s. Teresa, s. Francesco d'A- come neve trasforma i bovi di pelo anche
sisi, la sacra Famiglia, ec. Riceve lume nerissimo che per un anno circa ne beva-
da 4° finestre a sesto acuto, con vetria- no. Questa non è una fola di Virgilio, di

te dipinte, disposte in due ordini tan- Plinio e di altri antichi scrittori, ma un


to nella nave che nell'apode, la quale è fatto confermato dall'esperienza conti-
terminata da un calino, a imitazione del- nuata, e riconosciuta a' nostri giorni dal
l'altre chiese di Roma, e nel quale sarà prof. Monchini nella bella analisi chimi-
dipinto a fresco il Salvatore a imitazione ca delle celebri acque di Nocera. Il corto-
delle romane basiliche. L'altare maggio- ne»e ab. Ridolfiuo Venuti, Osservazio-
re è isolalo iti fondo alla nave: à'stioi la- ni sopra il filane Clitunno, detto in og-
li sonoduecoreltijenell'emicielo dell'apsi- gi Pene, situato tra Spoleto e Foli-
le

de trovasi il coro cogli stalli pe'religiosi. gno del suo cullo e antichissimo tem-
,

Dalla chiesa, traversando la sagrestia, si pio, e dello stato suo pi-esente, ec, Ro-
passa nel convento. ma 753, provò con illustrazioni storico-
1

Dal descritto santuario, lo sguardo si archeologiche, essere etrusca l'origine del


estende nella sottoposta fiureulissima pia- suo nome, per cui tal sua denominazione
nura, attraversala dalla via Flaminia, e risale per lo meno all'epoca delle conquiste
presso la stazione postale delle Vene, nel- fatte dagli etruschi sopra gli umbri, cioè
la comune di Campi-Ilo (come nel parlar- a dire 3oo anni circa prima della fonda-
ne rilevai nel voi. LX.IX, p. 23), scatu- zione di Roma. Non risulta per altro ab-
riste il copioso fonte fracassi, oud'ò fui» bastanza se di costruzione etnisca fosse ve*
TR E TUE 59
ramenle l'antichissimo e restaurato gua- anche oggidì in qualche modo venerati
sto tempio, che si vede ancora poco ni di que'luoghi, celebri per gl'imperituri fasti

qua della sua sorgente, ove per più seco- romani, ed ove per troppa venerazione i

li risposero quegli oracoli che secondo ,


lontani loroautori restavano illusi da'bu-
Fontanelle e per testimonianza di Plinio pagana superstiziosa
giardi oracoli della
ilGiovane, si ostinarono anche dopo la credulità. I al governo di
luoghi soggetti
venuta del Salvatore ad ijludere popo- i Trevi, comprese lecomuni di Monte San-
li di Bowirium de'ro*
questa regione. Il to e Sellano, li notai nel voi. LXIX, p.
mani, ove si serbavano le mandredi bo- 29: tutti i loro abitanti, in uno a que'di
vi per farne ecatombe a Giove, dopoché Trevi e del suo Borgo, ascendono a qua-
da quelle acque era stalo imbiancato il si 6000. Sono ricchi settimanali merca-
i

loro pelo, stava appunto dove ne'tempi ti come le molte annuali sue fie-
di Trevi,
bai bari sorse l'abbazia de' monaci di s. re, ferace essendone il territorio, situato

Pietro, ove oggi è la villa Bovara, sempre in colle e aria buona, ed in clima tempe-
compresa nel distretto comunale di Tre- rato. Abbondanti sono le acque in modo,
vi , ed abitata da circa 5oo coltivatori. che fino dal 1 760 fi istituita in Trevi una
Nasce Clitunno nella suddetta comune
il prefettura municipale che presiede a'suoi
di Campetto e percorre quindi tuttoil ter- 11 pubblici canali. [fa pure mulini da gra-
ritorio di Trevi, della qua] città bagna- no e da olio sul Clitunno, ove ponno agire
va le mura, e fino al secolo passato ap- f) macine,oItre3o da olio nella città e tei ri-

parteneva medesimo prima


al territorio torio,mosse da forza animale.Ora si sta co-

die fosse rotabilmente ristretto, Cambia struendo una nuova strada adagialissima,
il suo nome con quellodi Timia o Tenia e magnifica per la vista che presenta della
nel territorio di Foligno, ed unito poi ad sottoposta e celebre valle Umbra. Del mu-
altri corsi si scarica nel Tevere. Antica- seo e delle antichità riunite nella casa Va-
mente il Clitunno era navigabile, come lenti vado a parlare, dicendo degli uomini
a'tempi dell'imperatore Caligola diesi re- più illustri della città, col libra intitolato:
eòa visitarlo/cessando d'esserlo per l'ab- Le antichità talentine, dialoghi due di
bassamento di sue acque , derivato ila Francesco Alighieri e Sanie Ponzio,
Quella lunga serie di terremoti che minac- nuovamente pubblica ti e di preliminare
ciarono di subbissare il globo terracqueo illustrazione muniti da Clemente Bar-
nel 446 di nostra era, iquali o ne sollb- tolini patrizio di Trevi, Perugia 1828.
carono la sorgente o per sempre l'impic- Attesta Calindri, nel Saggio statistico-
ciolirono , senza però alterare la virtù storico del Pontificio stato, che nel ter-
dealbante o imbiancatrice di sue acque, ritorio sono le vestigia dell'antica città,
e senza attenuare le sue storiche e mito- eche vi si scavano lapidi, medaglieefran-
logiche rimembranze, imperocché die il tumi di vetusti monumenti, essendovi
nome al dipartimento di cui Spoleto fu pure un tempio cristiano ili antica d ita,
capoluogoall'epocadel governo repubbli- forse quello già di Clitunno. Trevi ebbe
cano del 1798. Anche al presente quella sempre un cardinal protettore, e 1' ulti-
stessa contrada con tanta eleganza descrit- mo fu il cardinal Giovanni Serafini mor-
ta da Properzio e da altri poeti e pro- to nel 1 855. Degli illustri trevani per san-
satori, la sorgente del Clitunno, il suo an- tità di vita, per dignità, per dottrina e
tichissimo tempio, tuttora chiesa con be- per valore militare, tratta ancora il Gior-
neficio semplice, sono continua cagione pure mi gioverò, dicendo
gelti, e di lui
di fermata per tutti viaggiatori dotti e
i che Trevi sempre vantò illustri e nobili
illustri che vi sono di passaggio. E cosi gli fatniglietlecoratedi titoli onorifici, di no-
abitanti di Trevi e le vicinanze vedono biltà generosa, già signore di feudi, ed
60 TRE TRE
alcune insignite degli ordini equestri, in- gnome ne'biografi de' cardinali, e siccome
clusivaniente a quelli di Malta, de' ss. i trevani lo dicono creatoda Celestino ili
Maurizio e Lazzaro, della Milizia di Ge- e del titolo di s. Anastasia, feci apposite
sù Cristo, e degli ordini pontifìcii. Nel ri- ricerche e trovai che quel Papa non con-
cordalo libro si tratta delle primarie an- ferì tale titolo. Il Cappello, che scrisse le

tiche famiglie che fiorirono o tuttora sus- Brevi notizie dellaehiesa di s. Ano sta -

sistono in Trevi, e dalle quali uscirono sia, comincia la serie de* titolari dal i4^9-
diversi celebri personaggi, come la Pe- lo non pretendo di togliere aTrevi un car-
troni, la Veri, la Palazzi, la Ponzia cosi dinale, solo giustificarmi perchè non ne
delta come originaria di Ponze (villag- feci la biografia. Pretendesi ancora treva-
gio che sempre ha fallo parie del con- no il cardinal Alessandro Oliva, ma nel-
tado di Trevi) e dalla quale derivarono la biografia lodissi'di Sassoferrato, così
la Valenlini e la Bartolini; la Nalalucci, in quell'articolo. Sono cardinali Irevani
laLocarmi, l'Ui igo o Origo originata in e celebri, Erminio Valenti; Lodovico
Trevi donde passò a Roma, e principal- Valenti (di questo cognome e mantova-
mente la Valenti, divisa in diversi rami, ni abbiamo cardinali Silvio e Luigi Va-
i

che tanti diritti ha alla patria riconoscen- lenti- Gonzaga) y Curzio Origoj cui bio-
za e tanto decoro fece ad essa pel copioso grafi lo dicono patrizio romano, belivi co-
novero de'suoi illustri che in ogni epoca me notai di famiglia antica di Trevi, a-
luminosamente fiorirono, per aver con- vemlo il Bartolini fallo pure onorevole
tribuito ad estinguervi la fazione ghibel- menzione del marchese Giuseppe che si
lina, che funestò anche Trevi per l'av- distinse qual colonnello,direttore coman-
versione -a guelfi, fedeli e divoti a' Papi, dante de' Pompieri (V.), del qual corpo
onde su solide basi potè stabilirvi la vera fu benemerito, e di Roma anche per aver
pace, per cui vieppiù ebbe incremento la impedito che sotlo il governo francese si

loro fortuna e splendore, sempre affezio- trasportasse la famosa statua del Trito-
nata alla corte romana, che ognora sep- ne Piazza Barberini. Molti vescovi e
di
pe servire lealmente e con zelo. In com- prelati furono trevani, come Romolo Va-
pagnia del vescovo s. Emiliano nella per- lenti dopo distinte magistrature vescovo
secuzione di Massimiano moltissimi tre- di Conversano, intervenuto al concilio di
vani dierono la vita per Gesù Cristo ; Trento, e che ricevè onorifica tomba in s.

martiri egualmente furono ss. fratelli i Maria delleLagrime.Fr.Reginaldo Luca-


Vincenzo vescovo di Bevagna e Benigno rioi domenicano, maestro del s. palaz-
diacono; trevani sono s. Costanzo protet- zo, vescovo di Città della Pieve. Seba-
tore di Perugia, decapi tato poco lungi da stiano Valenti vescovo di Terni. Il pre-
Trevi, dove esiste ancora un' antichissi- lato Marcello Lombardi. Il prelato Ales-
ma chiesa, ma abbandonata; s. Concor- sandro Gentili. Monte Valeuti,di cui mol-
dio martire, seppellito presso Trevi, cosi ti sono fasti, qual preside di Romagoi
i

i ss. Dionisio, Ermippo e Italiano mar- e di Ravenna, governatore di Perugia e


tiri ; il b. Tommaso da Napoli eremita dell'Umbria, governatore di Roma per
dell'istituto di s. Celestino V; il b. Ciac- s. Pio V XI 11, indi governa-
e Gregorio
caro o Zaccaro; il b. Ventura eremita; i tore di Bologna, a cui il degno figlio Al-
venerabili Bernardino e fr. Gregorio
fr. fonso eresse una superba tomba con di-
cappuccini; venerabili fr. Mario e fr. O-
i stinto epitaffio nella chiesa delle Lagri-
nofrio minori osservanti riformati, ed il me. Alessandro Valenti pi'otonotario a-
2.° morto in 8. Martino; il ven. Teobal- poslolico e conte palatino, a cui s. Pio V
do. Vanta Scardinali, cioè Paolo Lam- confermò a lui ed a' discendenti rinve-
bardi, che però noti trovo con questo co- stitura della contea di R-ivo Socco, che a'
TRE TRE 61
suoi maggiori era stala concessa da Giu- cui era ricco quel museo, e questo i.° la-
lio III e Fio IV. Il celebratissimo Bene- voro forma la 3.* parte dell'opuscolo. Di-
dello Valenti dotto giureconsulto, pre- poi il prelato Valenti, avendo da Roma
letto della camera apostolica e avvocato portato al suo museo un altro assortimen-
Q
lìscale della medesima, caro a Clemente to di marmi, formarono l'oggetto del l.
VII e Paolo 111, ed all'imperatore Carlo dialogo. Questi eruditi opuscoli divelluti
V, alla cui coronazione assistè^ fu aggre- rari, il trevano Cartolili! volle riprodurci,

galo co'discendenli al patriziato di Spo- ed in essi sono le iscrizioni raccolte nel


leto e alla nobiltà di Perugia, oltre l'es- museo Valenti, tuttora esistente nel pa-
serlo già la famiglia di quella di Todi. Di- lazzo omonimo, eseguendolo con prelimi-
stinse il sommo merito di questo illustre nari eruditi e importanti patrie illustra-
r
trevano, il suo buon gusto verso le scien- zioni, nell' epilogo storico di mg. Bene-
ze e belle arti, ed il favore e protezione Me-
detto Valenti e sua agnazione, e colle
largamente spiegati per incoraggiarne i morie di Francesco Alighieri figlio di
cultori. Di questo suo principalissimo me- Dante III e dell'opere sue, e le Memo-
rito uè fanno fede, mg.' Magalotti, già go- rie storiche di Sante Ponzio di Trevi e-
vernatore di Roma, nel suo trattato De ruditissimo e di elevato ingegno. Quindi
sal\'o : conductoa lui dedicato, nonché gli iltutto dedicò al virtuoso e da lui enco-
scrittori de' dialoghi ristampati dal Bar- miato con singolari elogi, conte Giacomo
r

lolini nell'Antichità F alentine i


de'sum- Valenti, benemerito gonfaloniere di Tre-
mentovati Alighieri e Ponzio. 11 fiscale vi, proprietario del museo e del ricco ar-
Ar alenti raccolse nel suo palazzo di Trevi chivio di sua nobilissima famiglia, che fe-
un vistoso numero di lapidi, busti e altri conda di uomini illustri, ne vado ricor-
marmi, co'quali formò una specie di mu- dando nomi de'principali,rica vandoli da
i

seo; onde ilTiraboschi, nella Storia del- quantodiluisameule nescrisseil Barlolini


la letteratura italiana, lo celebrò per nelle belle memorie biografiche,che si pos-
uno de'primi,che ad opera tanto utile al- sono dire la storia della famiglia Valenti,
la storia ed alle belle arti si cimentasse, e l'elogio de'più celebri suoi concittadini.
ne riscosse incancellabile fama. Per com- Gio. Battista fratello del lodato Benedet-
pletar poi l'opera intrapresa, permise che to, fu giudice generale della Marca, go-
la sua galleria fosse illustrata dalle peri- vernatore di varie città e perpetuo di
te penne di Francesco Alighieri, nipote Gualdo-Tadino, e dovrò riparlarne. Il lo-
r
del gran padredi nostra lingua, edi Sante ro prozio d. Natimbenepel suo gran me-
Ponzio trevano, impegni che essi esegui- rito contribuì col fratello Giovanni alia
rono con pubblicare neh 537 m R° ma : riforma dell'antico Statuto di Trevi , il

l' Aidi qui tate s V aleutinae archeologica quale meritò gli encomi de'Papi nell'ap-
dìssertatio Fr. Aligeri Dantis IlIJilii: provarlo, e fu lodato da'giureconsulti, fra'

Primus Dialogus deAidiquitatibus P a- quali il cardinal de Luca. Trovandosi Na-


lentiiiis : Secundus Dialogus de Anti- t iinbene fin dal i4^9 aggregalo alla cit-
quitatibus Valcnlinis.ll Alighieri veden- tadinauza romana, tu anche uno de' ri-
do cheil museo formato da Benedetto re- forma lori dello Statuto di Roma sotto
clamava un'illustrazione, vi si accinse ed Paolo 11, come sapiente e famoso dotto-
ebbe a collaboratore il Ponzio. Interpre- re in legge, e collaterale di Campidoglio.
tò quindi tutte le lapidi romane e l'epi- Inoltre Valenti ebbero, Gaetano cele-
i

grafi mortuarie, lavoro che costituisce la bre capitano generale pontifìcio nell'Au-
i. 'parte deh .'opuscolo ; coadiuvato poi stria e nell'Ungheria. Ferdinando dotto
dal Ponzio, procederono insieme all'illu- e celebre avvocato concistoriale e del fì-

stiazioue de'busti, leste e altri marmi, di sco della rev, camera apostolica, fregiato
62 TRE TRE
di molle virtù, autore di elaborale ope- tri. Tornato in patria vi eresse e montò
re legali stampate in Roma neh 744 hi a proprie spese una compagnia di coraz-

7 grandi volumi col titolo Opera o- : ze per servizio della s. Sede, nel ponti-
ìnnia selectiora. Andrea Angelo dotto e ficato d' Alessandro VII. Entrato tra le
virtuoso. Fausto protomedicodi Roma e milizie papali, percorse i gradi maggiori,
dello slato, cheedificò ecinse di gran mu- governatore dell' armi di Marittima e
ro la bella villa sotto Trevi detta la Fan- Campagna, indi del ducato d'Urbino, li
stana dal di lui nome, ebe per la sua va- suo figlio Filiberto nominato capitano ,

ghezza venne dipinta nel palazzo Valica- dellacompagnia de'corazzien eretta dal
nocoll'iscrizione: Filla Faustana de'no- padre, e da Clemente XI fu fatto vice-
bili l 'alenti di Trevi. 11 quale subn rim- governatore d'armi nell'Umbria, al cui
ilograndioso fondo pervenne nel patri- tempo e nel 1706 il senato romano an-
monio privatodiLeoneXll. Cornelio pe- noverò al suo patriziato lafamiglia Va-
ritissimo nelle leggi. Quintiliano valoro- lenti e loro discendenti. Anton France-
so capitano d' Urbano Vili , e tesoriere sco di sommo ingegno e celebre avvocato
generale della Marea. Gio. Battista prò- in Roma, divenne prelato solto-dalatio,
tonotario apostolico e reputato avvocato canonico Laterauense, votante di segna-
in Roma, rettore dell'abbazia di s. Carlo tura di giustizia, arti vescovo di Teodo-
di Trevi, caro al cardinal Aldohraudini sia in partib us, uditore di rota, quindi
ed internunzio di Napoli: favorito dalia nominato datario da Clemente XII, per
sorte, molle sono le luminose prove di cui sarebbe stato elevato alla porpora, se
di sua pietà, munificenza egeuerosilà,con la morte uon troncava la sua carriera, do-
cui si distinse in vita e in morte. Fu o- po aver impinguato e nuovamente eretto
pera sua il palazzo edificato nella piazza la prelatura Valenti da lui goduta. Ad

delta della Rocca tliTrevi 3 poi incorporalo essa successe Filippo canonico Vaticano,
lidia mensa della prelatura Valenti, alla volante della segnatura di giustizia , lo-
quale apparteneva fino al decorso secolo. dato dall' Amaduzzi nell'erudita lettera
Filippo tesoriere di Luigi XIV in Italia, e colla quale gli dedicò il 1° de' dialoghi
del sagro collegiode'cardinali: istituì una Antichità /'ale/itine. Al suo fratello
sulle
primogenitura di 100,000 scudi, ed una Giacomo molto devono tutte le famiglie
prelatura pel secondogenito ili sua agna- Valenti per l'enormi spese e fatiche affron-
zione eollalerale.coslituila da un capitale tate, onde riunire in 9 grandi voi. le Me-
di circa 60,000 scudi, poicliè non ebbe mòrie talentiyàoè tuttelememurie gen-
né moglie, uè figli. L'insigne collegiata di tilizie di sua nobilissima agnazione, colle
Trevi, che cattedrale fu sicuramente ne' quali giunse a formare l'ordinalo e do-
tempi antiihi,dcvealla sua pietà il nobile vizioso archivio. Col suo zelo impedì Fi ai-

altare di s. Emiliano, e la dotazione di cui terà demolizione del vetustissimoe già ce-
in ai (icrlnla quella cappella. Il suo fratello lebralo tempio di diluitilo posto nel ter-
Romolo, recatosi a Parigi, ivi die origine ritorio di l'issiguano, che fece parie del

ad un laiuo de' nobili Valenti francesi, contado di Trevi fino al 1 /j 3ij almeno, se-

dal (piale dei ivo una discendenza gene- condo il Bartolini. Questi inoltre aggiun-
rosa. Giacomo prode milite, fu eccellente ge, chese del tempio resta ancora tanto ih
in ogni vii tu cavalleresca e specialmente formare l'ammirazione de'dolli e de'pci -
nella cavallerizza, per cui d. Mattia li .1 sonaggi che transitano per la provincia,
fello delgranduca di Toscana lo fece suo di cui probabilmente è l'opera più anti-
caviilli-nz/omaggiore. Venne co'discen- ca che esista, che quasi intero era nel
e.

denti aggn gaio alla nobiltà di Foligno e principio del secolo XVIII, è merito del
di Messina, non che ul pali iziato di Velie- conte Giacomo, dei prelato fratello, e del
TR E TRE 63
chiarissimo Duraslante Nata lucci anti- dedicata nel 1607 al cardinal Erminio
quario infaticabile nel giovare la sua pa- Valenti, e nel 1609 stampata a Perugia;
tria tanto co'suoi scrini, che colle sue n- mentre Tolomeo Petrelli Lucarini dipoi
pere. Le benemerenze de'3 trevani per tradusse in italiano le dette vile de'ss. E-
la conservazione del fumoso tempio di miliano e compagni, e del b. Ventura,
Clitunuo, le narrò il Venuti ne\Y Osser- pubblicandole in Foligno nel i6q4-Ne'
vazioni, e di recente prima che man- mss. del Muzio vi è l'elenco de* trevani
casse a'vivi il prof. Carlo Guzzoni degli letterati, che per la loro eccellenza nel-
Aiuai ani ne riprodusse il documento nel- l'arte oratoria e nella poesia aveano de-
V Historiae Umbrae Monumenta, Fio- corato e illustrato la patria. Tali sono Gio.
rentine 85 1; opuscolo dedicato al nobile
1 Andrea Cerasio, Ovidio Lutio, Giulio Ac-
M. Tiberio Nalalucci, che loda per virtù, romo, Vincenzo Valenti, Ermodoro Mi-
gentile coltura, caldoamor patrio, e quale nerva, Antimo Chino, Petronio Petroli»,
onorato e valoroso maestro di musica. E Fonteo Palazzi, Santi Ponzio, Fabio Ce-
per non dire di altri illustri Valenti, mas- rasio. Il Bar (olirti caldo amatoredella pa-
sime militi, ricorderò Gio. Paolo giure- tria e autore dell'opere di cui vado pro-
consulto, Filiberto letterato e scienziato, fittando, fu anch' egli illustre trevano e
e Fulvio votante di segnatura, encomia- benemerito gonfaloniere. Loda partico-
to dal principe d. Pietro Odescalchi nel- larmente per la dottrina Fonteo Palaz-
Y Elogio delprof Ruga, uditore del pre- zi; Sante Ponzio d'elevato ingegno, eru-

lato. Altri illustri trevani sono Berardo ditissimo illustratore del museo Valenti;
o lìernardo Mazzieri medico di Eugenio Duraslante Natalucci antiquario indefes-
IV e Nicolò V, calunnialo d'aver dato il so. auloi e di elaborati e voluminosi scritti,

veleno a istanza de'folignali a Malalesta co'quali si studiò di vieppiù nobilitare e


taglione di Pandolfo; ma apprendo dal accrescere splendore a Trevi, onde tanti
Marini, Degli Archiatri pontificii, che diritti acquistò alla perenne riconoscen-
il buon uomo si puigò di quest'accusa, za della patria. Aggiunge il Bartolini, che
e prima morire ordinò che suoi libri
di i Durastaute Nalalucci, 5.° di questo nome
si tenessero a bene pubblico nel convento nella sua illustre genealogia, appartenne
di s. Francesco della sua patria, e lasciò ad una delle famiglie antiche che con ,

fondi per mantenére due giovani di Tre- piacere vedono conservale gli amanti del-
vi , che aves>ero per 5 anni studiato in la patria, e principalmenle fu autore del-
canoni e medicina. Giovanni daTrevi pro- le Memorie storiche di Trevi riunite in
curatoi e generale de'minori con ventilali, un voluminoso codice mss., ove molto e
poi ministro provinciale e vicario gene per sempre egli si rese benemerito di Tre-
rale della Sicilia, autore di quell'opere re- vi; e di alilo codice, ove riunì gli alberi
gistrale dal Jacobilli nella Dibliotheea e le memorie genealogiche di tulle le fa-
Lmbiiae, nella «piale si ponno trovare miglie più auliche e più illustri di Trevi,
le notizie di molti illu>tii trevani. Pelro travaglio alla patria utilissimo. In una pa-
nio Petroui. Gregorio felloni illustre e rola, le voluminose memorie sloriche di
zelantissimo cittadino pel pubblico bene. Trevi, raccolte e scritte da Durastaute pe-
Muzio Petroui antico e veridico patrio i- rito nella lettura delle pergamene e carte
storico,autore delle Cronache e Memo- antiche, ma vi perde si può due
la vista,
rie cronologiche di (Trattimi., della vita essere 1' unico e sicuro fonte delle noti-
e mariti io di Emiliano e suoi compa-
s. zie patrie, specialmente dopo la disper-
gni, non the ilei p. Ventura di Trevi, pub sione degli antichi archivi, e n'è possesso-
blicale colle slampe a Perugia ne! 5g2, i re il nipote lodato Tiberio Natalucci con
e la vita dilla b. Chiara da Monte Falco, 1' archivio domestico; conservando così
64 TRE TRE
Durastnnle allu patria molte memorie medesimo spiega: Curatori Rei-Publi-
cronache che versavano sull'orlo dell'o- cae Trebianorum. Strinse quindi Trevi
blio. Della medesima famiglia fu il lette- alleanza e amicizia colla repubblica ro-
rato Gio. Battista N'ala lucci de Trevio mana , e gli abitanti furono ascritti alle
•Scribae, da Alfonso il Magnifico re d'A- principali tribù di Roma. Di che dà in-
ragona e delle due Sicilie onorato con dìzio Svetonio, nella vita di Tiberio, al-
quel diploma e privilegio pubblicato dal lorché diceaver ottenuto trevani da Ro- i

citatoGuzzoui ne' Monumenta , in cui il re ma un sussidio e u\i legato per l'erezio-


encomia le sue virtù e benemerenze, e gli ne d'un nuovo teatro: Treliianis lega
accorda la regia protezione ed esenzioni, tum in opus novi Tlieatri. Laonde non
poiché fu suo segretario e poscia in tal solo per relazione di quesl' istorico pai-
qualifica entrò al servizio del Papa. sà va buona corrispondenza e amicizia Ira
Trevi Umbria non deve confon-
dell' Trevi e R.oma, per cui quella da questa
dersi con l'altre città dello slesso nome, potè ottenere il legato per il teatro, ma
di Sabina e del Lazio, di cui parlai nel dall'essersi altresì eretto in Trevi il tea-
precedente articolo ed suoi popoli si , i tro, si deve concludere ch'era la città di
chiamarono Trebiates. Il principio del- qualche considerazione e credito; poiché
l'antica è nel buio de'secoli, e per le vi- i teatri e gli anfiteatri non si erigevano

cende de'tempi venendo demolita, poco allora che nelle città più ragguardevoli e
lungi i popoli avanzati dall'eccidio eles- popolose. Pretese alcuno, che dal passo
sero per abitazione il vicino luogo dell'o- di Svetonio non si prova ch'egli parlasse
dierna, ove allora era un solo forte, al ri- di 7reZ>i7zd'Umbria;peròil Giorgetti non
ferire di Calindri; ma mentre dice igno- trova altra che meritasse l'onore del tea-
rarsi l'origine,crede però che fosse eretta tro^ che vi contribuisseRoma.Egli quin-
in città nel 45° prima di Roma. Plinio di crede doversi tenere,che Svetonio par-
attesta di sua floridezza, echiama suoi i ti dell'umbra Trevi, a motivo del famoso
abitanti, Trebiates timbrine populi. Se- piedistallo con iscrizione trovato a Monte
condo alcuni tuttavia la città chiamavasi Falco, dove forse nel tempo della distru-
Lucana Trivii, o Lucana Tr evie risi , zione di Trevi antica sarà stato trasporta-
e ciò pel culto che rendevasi a Diana. Il tOjCome luogodaessa non mollo distante,
Giorgetti narra che Trevi aulicamente e poi collocato nel chiostro de'minori os-
era situata nel piano delizioso della valle servanti. Nell'iscrizione si fa menzione di
di Spoleto o dell' Umbria, vicino al fiu- Lucio Succonio, uomo nobilissimo e della
me Clitunno, e presso la chiesa della Ma- tribù Palatina, e decurione di Trevi, Tre-
donna che vuoisi già tem-
di Pietra rossa, bis Decurioni yal quale presidenti anzianii

pio della dea Giunone, di che fanno pie- del teatro, Scabillarii veteres a scaena,
nissima fede i geografi, e meglio lo com- o deputali agli scanni del teatro,gli eresse-
provano i vestigi di antiche mura e di fab- ro una statua ch'era posta sopra il detto
briche, strade selciate di larghe pietre, Osserva Giorgetti che questo
piedistallo.
che si trovarono negli scavi de'dintorni, monumento combina col riferito da Sve-
da'quali si trassero diverse iscrizioni, che tonio sul legato del nuovo teatro di Trevi,
nellaprima metà del secolo passato si con- e perciò sembrare verosimile, che Sveto-
servavano nel portico di detta chiesa. In nio parlasse di Treviumbra, e che in essa
principio si governò in forma di repub- si erigesse il nuovo teatro, onde Lucio

blica e colle proprie leggi, come si rica- Succonio Palatino decurione di questa
va da un'antichissima iscrizione riportata Trevi, fu appunto quello che ottenne in
dal Marangoni , nel cui titolo si legge : Roma il legato pel teatro; perciò si meri-
Cur, IL 1*. Trebianorumj cioè come il lòjCOinc generoso proiettore e benefattori:
TRE T RE fi 5
del teatro, gli venisse creilo la stallia col vorosi irevnni Dionisio, Ermippo e Pana-
piedistallo e isciizione , che si legge nel no. Dopo pochi anni scoperto da'perse-
Giorgetti. In tale onorevole stalo pertan- cutori gentili, fu imprigionato esoltopo-
to trova vasi Trevi ne'primi secoli dell'e- slo alle più dure prove e a'più tormen-
ra cristiana, e veniva chiamata cui nome tosi supplizi. L'eroica sua costanza servi
di città, come viene appellata nel fumo- a mirabilmente convertire al cristianesi-
so itinerario Gerosolimitano, fatto a'tem- mo cjuasi mille idolatri, i quali sostenne-
pi di Costantino I. In questo itinerario ro il martirio nella persecuzione degl'im-
si nominano le città, che s' incontrano peratori Dioclezianoe Massimiano. Le lo-

da Roma Spo-
a Milano, e tra le città di ro gloriose spoglie rimasero alcuni giorni
leto e di Foligno si legge Civita* Tre- insepolte fuori le mura di Trevi, finché
\'is, distante 4 miglia da Foligno; il che la pia matrona*. Abbondanza te raccolte

vieppiù persuade l'antica situazioni di e portò nel suo cimiterio a Spoleto. Quin-
Trevi nel piano di Pietra Rosta, giac- di anche s. Emiliano ricevè la corona del
che da quel luogo e dintorni sino a Fo- martino, a*28 gennaio, giorno in cui se
ligno vi è appunto tale distanza. Già in ne celebra la festa, forse nell'anno 3o2,
Trevi vi si era introdotta fin dal suo na- ed il suo venerabile corpo raccolto segre-

scere la fede cristiana , come nelle altre tamente da' cristiani, fu deposto onore-
città dell' Umbria, ed i Bollatidisti rife- volmente nel luogoovesolevano adunarsi
riscono che vi si recò neliqqs. Felicia- ad orare. In seguilo il beato corpo fu oc-
110 vescovo e protettoredi Foligno, il qua- cultalo o per involarlo dalle rapine de'
le reperii incoia.? mire dedito* supersli* barbari o per altra disposizione divina,
tioiiilnis Dianae cui velut urbis suae ti- e rimase celato in modo che ignoravasi
tulrui diva e. ingens Fanum celi fica rimi j propriamente il luogo ove riposava; solo
tempio che al santo riuscì di fare atter- la tradizione faceva credere che fosse in
rare, ed in sua vece innalzarne nitro alla una piccola chiesa situata in un cupo fos-

ss. Trinità. Ma non per questo gli fu so sopra la villa di Carpiano,ove negli an-
subito dato il proprio vescovo, il quale tichi tempi i fedeli andavano nascosta-
soltanto lo ricevè alla fine del secolo ili, mentea celebrare i divini uffizi. Ma la tra-

quando Papa s. Marcellino del 296 con- dizione non era vera, poiché nell'aprile
sagrò peri. vescovo s. Emiliano, uomo 1660 fu trovato presso la maggiore tri-
santissimo venuto poc'anzi nell'Umbria, buna della cattedrale di Spoleto, mentre
che altri pretesero consagrato da s. Cri- si restaurava dal vescovo cardinal Fac-

zio invialo da s. Pietro nell'Umbria a ban- chinelti, alla presenza del suo vicario ge-
dir 1' evangelo, onde ne divenne l'apo- nerale, chiuso in urna marmorea : den-
stolo e il i.° vescovodi Spoleto. Si appren- tro di essa erano accanto alle sanie ossa
de da'leggendari che s. Emiliano era ar- due scorpioni di ferro intrisi di sangue,
meno, ed appena arrivato ncll' Umbria un'ampolla di vetro col sangue conden-
si esercitò colla santità di sue virtù a van- sato, ed una lamina di piombo su cui era
taggio de'fedeli della chiesa di Spoleto ,
incisa l'iscrizione: Ossa s. Miliani Mar*
finché la fama avendolo fatto ammirare tyris. L' urna con porzione delle vene-
anche da'trevani, proclamato loro pa- fu rabili ossa fu concessa dal cardinale alla
store, e portatolo in lo fecero con- Roma chiesa collegiata di Trevi nel recarsi a
sagrare vescovo della loro città. Lodovi- Spoleto, ed il resto rimase nella cattedra-
co Jacobilli nelle Vite de Santi e Beati le di Spoleto. La collegiata di Trevi era
dell' Umbria, riferisce essere ciò avvenu- slata edificata in suo onore sino da rimo-
to nel 298. Indi s. Emiliano nell'aposto- fissimi tempi, e fu la cattedrale sinché du-
lico ministero ebbe a suoi colleghi fcr- i rò la sede vescovile. Leggo nel GiorgcUi,
VOL. LXXX. 5
f>6 TRE T R E
che n «.Emiliano successero nitri vescovi, Frattanto Ti evi soggiacque alle barba-
e circa 60 anni dopo la sua morte a'iem- riche invasioni degli ertili , ck*' ricordali
pi dell'imperatore Giuliano l'Apostata goti e de' longobardi, e ubbidì a' nuovi
(regnò dal 36 1 ni 363 ); seguì la totale dominatori; fece quindi parte del ducato
distruzione dell' antica Trevi (forse dal di Spoleto (1 J, ila'longobardi incomin-

Terremoto, per quelli inauditi che regi- ciato nell' Umbria, e ne seguì le politi-
strai al 365, però il breve Apostolicac che vicende. Laonde dopo esecrai igno-
di l'io Vi dice: Cam antan oh rerum liti- rato chi successe al vescovo Propinquo,
monarum vicissitudines, ae barbari* I* trovasi nel 743 Griso o Prisco intervenu-
taliae ineu/nbentibus solo pene fuerint to al concilio romano di s. Zaccaria, in
acquata); ma trevani che sopravvisse-
i tempo del qnal Papa già la s. Sede eser-
ro, essendosi la maggior parte ritirali nel citava la sovranità nell'Umbria, e Io stes-
monte vicino, che sai a stata forse la roc- so ducalo di Spoleto era sotto la sua pro-
ca della vecchia Trevi, fermarono quivi il lezione, per cui sembra a tale epoca do-
raggiorno, e continuarono a godere l'an- versi attribuire il principio ilei dominio
tiche loroonorificenze e il proprio vesco- temporale su Trevi della romana chiesa,
vo. Le devastazioni di Trevi sembrano ossia l'alia signoria, estende governala
avvenute sotto Giuliano e sotto Valente da'eonti o gaslaldi. Va lettino vescovo di
del 364. ahi'a per parte di Totila re de' Trevi nel 769 fu al concilio LateranenM
goti nel 546. Forse fin dalla /rovina gli 1 celebrato da Stefano 1 1 1 detto V.ftel 1
770
abitanti della Lucana Treviensis a vea li- le genti del ducato di Spoletisi recarono a
si fabbricato nella prominenza del so- Roma per giurare fedeltà a s. Pietra e ad
vrapposto nomi nato colle un castello mu- Adriano 1, ricevendo la tonsura alla fog-
nito di validissime mura di pietre tagliate, gia romana; a questa ulteriore dedizione
e tali che anco di presente offrono una seguì ladonazionedi Carlo Magno del du-
straordinaria solidità. Se I' ingiuria de' cato di Spoleto alla Sovra/zita della s.

tempi non avesse consumato le memorie Sede. lNell'826 il vescovo Paolo fu al con-
ancora della nuova Trevi, si troverebbe ciliodi Roma di Papa Eugenio 1
1; e mollo
il catalogò de'vescovi che per più secoli Soffrì la città nell'io per l'irruzione de'
vi risiederono, e si leggerebbero monu- saraceni. Crescenzio vescovo si trovò ha'
menti forse gloriosi della città. Appena padri nel sinodo romano di s. Leone IV
per buona ventura negli alti sinceri de' nell'853. Vogliono alcuni che i saraceni
più antichi concilii, trovano notati g
si profittando della lontananza di Guido II

vescovi di Trevi successori di s. Emilia- duca di Spoleto, invasero l'Ombrìa nel


no, che come tali ad essi intervennero e l'8(S 1 circa, e sterminarono Trevi. Dopo
si sottoscrissero. Ne riporta nomi, i in uno tali scorrerie gliabitanti di mollo ne di
ad alcune notizie dell'antica Titbia e di latarono la cinta con murato assai forte,
s. Emiliano, il Coleti continuatore e an- e la riempirono di case, molte delle quali
notatore dell'Ughelli: Italia sacra 1. 1 o, ancora sussislonocon sesto gotico alle por-
p. 175, Trebias Episcopato*, Costanti- te e di gusto moresco. Gli angari nel 9 J 1

no Trebias antistes, intervenne al con- e nel qi^ portarono la desolazione m


cilio romano di s. Felice ili del 487. Lo- queste parli , e ne pali ambe Trevi. ti,

renzo Trebicnsis episcopus, fu al sinodo Tribiénsis episropusfa presente al con-


minano di Papa «.Simmaco nel 4<)<> Po- ciliabolo tenuto nel q63 in Roma dalla
to «lopo gli successe Propinquo Trebias prepotenza dell'imperatore Ottone I, che
ci I rebiensis autiste.', il (piale SÌ recò a pretese deporre Giovanni XII. J. Tre-
Roma ne'sinodi tenuti dallo stetto s. Sim- bfusis cpiscopus intervenne nello
maco negli unni 5oi , 5ai , 5o3, 5o4- concilio romano di Nicolò 11. Dice il Gioì
T II E TUE G7
getti che questo Vescovo, l'ultimo che si chiari d'un'illustre città, sia che s'abbia
conosce, fu Giovanni sottoscritto al det- riguardo al materiale, sia al formale del-
to sinodo di Lalerano, ch'egli crede ilei la medesima, e dell'una e dell'altra nulla
1060; indi soggiunge, s'è vero, come lo ne mancava Trevi; ripetendo con Coleti,
creile verissimo , il privilegio che dicesi che Trevi munita del presidio di s. Emi-
accordato da Enrico III imperatole nel liano, piena di clero e di popolo, conser-
io5o ad Eriberto vescovo di Spoleto di va ancora la forma d' una ben regolala
nazione tedesco, cioè che vescovi di Tre- i città. Cessata dunque la cattedra vesco-
vi, Spello, Bevagnct) Marta o Maria- vile, l'antica chiesa di Emiliano diven-
s.

na, e di Norcia fossero suoi sulfraganei, ne collegiata, racchiudendo il circonda-


si prova con ciò ad evidenza, chesino al- rio di Trevi »5 parrocchie. Lo stato ec-
meno a que'tempi, Trevi era ancora te- clesiastico di Trevi e suo circondario nel
nula per città, ed a vea il suo vescovo. Che secolo passato, ecco come lo descrisse il

poi questo privilegio possa essere vero, Coleti,dopo aver registrato l'ultimo suo
benché forse più. non si trovi l'imperia- vescovo. Nec ulterior mila Trcbiensis
le diploma, per gl'incendi patiti dall'ar- Episcopi se se oblulit (jiiaerenli mentio.
chivio vescovile di Spoleto, ovedoveami Treìiia vero. ». {emiliani minata prae-
.

conservare,alGiorgetli lo persuadono due sidiis, elero^populoque referta, bene in-


riflessioni: i.° che essendo Eriberto ami- slruclae eìvilalis adhuc formarli serva t.
co e connazionale d'Enrico III. è vero- Flore ut in ea nonnullae nobilitate eia-
simile che gli procurasse le maggiori o- raefamiliae, e qui/ms prodiil Frminius
norificenze; 2. "che essendo composta lu de Falentìbus a Clemente Fili P. M.
diocesi di Spoleto di tutti questi luoghi» clatus ad Faticanae purpurae digni-
tranne Spello ila pochi anni assegnato al tatem. Collegiatarn liabet Ecclesiam,
vescovo di Foligno, benché tra loro di- vetustatecommendabilem,in (jua sacris
stanti edispersi, per <pieslo solamente può operantur jirior , undecim canonici
essere avvenuto, che mancati a Trevi i praebeiidatus vicecuratus, duo sacri-
propri vescovi, già sulfraganei del vesco- stae, aliirjue sacerdoles, et clerici. Ex
vo di Spoleto, assunse egli in appresso il hoc canonicorum collegio emersissefe-
governo .spirituale di tali città, e forma- runt Gregoriurn XIII suiiiinum Ponti-
rono esse la ben vasta diocesi di Spoleto. ficati. Practcr collegiatarn vero altera
Mi occorre osservare, che Eriberto, ovve hic adest parochialis ecclesia, (jiialuor
ro N. tedesco, fu più tardi e da Enrico IV sttcrarum virginum sepia, sex regala-
intruso nella sede di Spoleto, e perciò de- riunì coenobia, dominicanorwn sciliccl,
posto e scomunicato nel 1076 da s. Gre- conventualium , minorimi reformato-
gorio VII; e che Spoleto divenne metro- rum, capuccinorum, canùnicorum La-
politana e senza sutlraganei soltanto nel tcranensium, etmonachorum montis O-
1 82 1 ,
per cui penso che la sede di Trevi liveli, ho spi tale, ad alendos pauperes,
appartenente al vicariato romano, fosse mons pietatis, nonnullique montis fru-
immediatamente soggetta alla s.Sede, co- mentarii ,plura laicorum sodali tia cimi
me Io sono tuttora Foligno, Norcia, Pe- suis oratoriis, et ad juventutem bonis
rugia, Terni ec, tutte città umbre. Os- morìbus litterisque imbiiendam semina-
serva inoltre il Giorgetli, che al perdere rium. Subest spirituali Spoletani prae-
Trevi il proprio vescovo, perde allora an- sulis dominio. Trevi più volte fu signo-
che il nome di città, e cominciò a nomi- reggiata dalla prepotenza degl'imperato-
narsi lena; ma non perde però quelle in- ri, come da Federico I ed Enrico VI suo

trinseche ed estrinseche qualità che for- figlio. Papa Innocenzo] Il con tutta l'Um-
mano i pregi onore voli, ed i requisiti più bria la restituì all'ubbidienza della Cine-
68 TRE TRE
su, alla quale pochi anni dopo volle sot- per tener munita la terra di Trevi, af-
trai la I' ingrato imperatore Ottone IV, finchè non andasse in potere degli spole-
favorito dalla fazione imperiale de' ghi- tini. Indi i trevani nel 1 3 1 2 colle forze
bellini. Trevi ebbe a sostenere danni gra- perugine fecero strage de'ghibellini, e nel
vissimi, sacco e incendio per parie degli 1 3 5 entrarono in lega co' bolognesi a
1

spulcimi nel 1214, giacché il loro duca favore del Papa; e nuovamente nel 1 322
Leopoldo o Diopoldo, con atto del pre- sconfissero ghibellini. Nel quale anno
i

cedente anno uvea promesso a'consoli di GiovanniXXlI ricercòTrevi di aiuto con-


Spoleto di donargli tolum territorium tro Federico, Ugone e Speranza conti di
Treviensis et specialiter turrim s. Be- Monte Feltro, che dichiarò eretici e sco-
nedicti, et Castrimi cimi Colle, Acza- municati. Tale fu la costanza di Trevi in
num, Lapigum, Piscignanum et Clari- favore de'Papi, che ne' libri delle rifor-

gnanitm. Dopo tale infortunio, Innocen- ma nze del secolo XIV si legge, che face-
zo 111 unì Trevi a Foligno, mentre le fa- va giurare a'podestà di operare in favo-
zioni de'ghibellini erano in moto. Questi re della fazione guelfa; proibiva che si la-

vieppiù inorgoglirono sotto l'imperatore vorassero le terrede'gliibellini,chesi par-


Federico II, altro persecutore de'Papi e lasse o facesse tregua con essi. Il Dnna-
occupatole de' loro domimi, anche nel* tis, Ifelicissimi martìri Vin-
nel libro :

l'Umbria. Siccome però trevani segui- i cenzo vescovo di Beva gna e Benigno suo
rono letnpit la porle guelfa della Chiesa, fratello restituiti a Trevi, Foligno 1 65o,
quando Foligno cede a Federico li, e si narra che mentre altri luoghi si ribella-
ribellò ad Innocenzo IV, secondo il suo vano alla Chiesa, Trevi si fortificò in asi-
breve del ."novembre 1246, ti evani si
i i lo della medesima ed a terrore de' suoi
dislaccarono da Foligno e si unirono a nemici; indi riporta de' versi che attribui-
Perugia. Continuando Federico II a si- scono a Urbano V, che il Cohellio disse
gnoreggiare l'Umbria, poi vi esercitò la spettare a Urbano IV, l'erezione del Ca-
tirannia pure il suo naturale Manfredi; strum nobile, forte satis, huic Trcbinm
ina Cibano IV neli263 co'crocesignali nornen, quod structuni maiisit asilitm
cacciò i saraceni di Manfredi, e recupe- Ecclesiae Aerror hostibus ejus crai. Per
ravit CastrimiTrebarum, Forentini, la divozione de' trevani al dominio di s.
Castrimi Prandi parimi a Spoleto di- Chiesa, Gregorio XI con breve dato in
s/ans,aitodsolebat spole taiiorimioeulus Avignone nel 1 3*/ 3, accordò loro de'privi*
appellali, et ì allis Pelri in falle Spo- legi nella giudicatura delle eause civili e

le lana: castrimi construjcit nobile et mu- criminali. Bonifacio IX nel 1 389 con al-
nitimi, in Castro Trebis, come riferisce tro breve concesse a Trevi la facoltà di
Cohellio nella Notitia. Neh3o5 stabili- potersi governare in vicariato indipen-
tasi dà Clemente V la residenza papale dente, e immediatamente soggetto al la s.

in Francia, insorsero vari signorotti a do- Sede, con indulto di eleggersi ^li ufficiali

minare le terre della Cliiesa,guerreggian- tutti, d'imporre tributi e gabelle, di eser-


do guelfi e ghibellini. Nel 3 o Trevi ac- 1 1 citare il mero e misto impero, ec. : Sin-
colse i guelfi di Spoleto, Massiolo di mes- cerile devotionis affectus (piani ad nos
ser Giovanni Ancajani, e Carlo di messer et ad Romana Ecclesia gerilis nec non
Manente de Domo. Il bellini, nc\V f/isto- inconcussae vestrae fìdrlitatis constali-
ria ili Perugia, riporta la lega fatta da tia, promerentes, etc. Tultavolta Boni-
quella con Trevi, per difendere guelfi i facio IX nel 3q2 creò vicario Ugolino II
1

della parte ecclesiastica contro gli spole- Trinci de' signori di Foligno, di Trevi,
lini e lodini della lega gin bellina. Nel 3 1 1 1 Bevagna, Nocera, Monte Falco e altri luo-
Perugia chiese a Camerino uu soccorso ghi, coll'annuo censo di 1 000 fiorini d'o-
TR E T RE 69
ro, vicariato rinnovato dallo stesso Pa- cimi Treviensibus: nani inter eos discor-
pa nel i 3g5 e nel i 3g8. Questo dominio dia, etcertameii de /'tire confinium ; prò-
de'Trinci terminò nel 1429, per la ribel- pterea certalum utrinque fuit corani
lione di Corrado II Trinci, onde Euge- Pontifice, et multi ex Treviensibus gla-
nio IV gl'invio contro a debellai lo il ce- dio cassii omnes autem baculis attriti
lebre patriarca Vitelleschi, die s' impa- sunt, et fugati, inconunodeque ajfecli;
dronì di Trevi, Bevagna e degli ali ri luo- similiter a nostri» etiam equitibus tani
ghi, e per attimo di Foligno che sosten- balistrariis, quam custodibus in aquas
ne lungo assedio. Al Trinci eiasi unito il vicinale» directi, et ab equis oblriti, et
famoso Piccinino capitano del duca di Mi- vulneribus caesi fuerunt. Nel 1 532 re-
lano, e altro nemico d'Eugenio V, che I candosi Clemente VII a Bologna per ab-
avea costi-etto Trevi e altre terre alla re- boccarsi con Carlo V, leggo nel p. Gat-
sa.Trevi per punire 1' oltracotanza del tico: Die veneri» 22, in Trivium ultra
Trinci, avea somministrato al Papa 3oo Spolettimeli compiacerei Fiscali, Papa
cavalli e 200 fanti, sotto il comando del se recepii, cioè si fermò in Trevi nel pa-
r
capitano Melchiorre di Pettino, in aiuto lazzo Valenti del celebre mg. Benedet-
del Vitellesehi.e riceverono onorifico bre- to. Indi neli53T Paolo III portandosi a

ve da Eugenio IV, come altro ne avea Perugia, onorò il suo palazzo e Trevi del-
spedito loro il predecessore Martino V. la maestà di sua pontificia presenza. "Die

Nel i434 trevani erano stali soggetti al


i mercuri i 8 septemb. infesto gloriosis-
celebreNicolòMauruzi de'conti dellaStac- simac Firginis stimino mane audh'i mis-
ciola, signore di Tolentino (F.), vicario sani; inde iter coepi versus Fulgiiieimi;
e governatore di Trevi per la s. Sei\e. Nel exinde Ponlifex descendens venit ad lo-
i438 i trevani doverono cedere alle pre- cum Abbaliae propc Oppidum Trivii,
potenti armi di Francesco Piccinino,edal in quo Fiscalis procurator ex ilio loco
1
4i° ali 528 furono governati da' car- oriunda» una cum illis hominibusijecit
dinali legati dell'Umbria. Giulio II ono- magnimi apparatimi prò Ponti/ice, et
rò di sua presenza Trevi nel 1
307, quan- tota curia; et ibi praiisus est Papa cum
do a*9 marzo reduce da Foligno si recò Curia sua. Questo palazzo ospitò sinché
a cavallo per visitare il santuario della B. Clemente Vili, secondo il Bartolini nel-
Chiara in Monte Falco, e fu ospitato nel l'aprile 1 598, nel recarsi a prendere il pos-
palazzo de' marchesi Urigo o Origo, che sesso di Ferrara. Inoltre il Bui tolini, nel-
ancora ivi stanziavano, come ricavo dal le Antichità Falenline, riporta la lapi-

Bartolini. Trovo poi nel p. Gattico, De de esistente nel palazzo Valenti in Tre-
itineribus Rom. Pont., che Giulio II nel vi, ora proprietà del sullodato conte Gia-
1 5 1 1 pervenuto a' 8 giugno in Spoleto,
1 como, in memoria dell' ospizio ricevuto
ricordò che ivi 37 anni innanzi sotto lo da 3 gran Papi, indicandosi la causa de'
zio Sisto IV: Legafusfuisset, ha/ic ch'i- loro viaggi; ma per quella di Clemente
ttilem obprivalasfactiones, unde a Pon- VII non fu per la coronazione di Carlo
tifico deficere suspicabatur, militibus, V, come ivi è espresso, viaggio già intra-
quos plurimo s seenni tnne habeb at di- t
preso nell'ottobre 1 529, seguendo la fun-
ripicndam concessit,prout direptafuit; zione nel seguente febbraio,sibbeue per
et. licci non dubitaverit de aliqua ullio- un altro abboccamento col l'imperatore.
tic, lanieri sccurius arbitratus est in Ar- Nel 57 s. Pio V pose Trevi sotto il go-
1 1

ce, hospitari, quam in Episcopio com- vernatore della provincia di Perugia, poi
modius. Fnernnt,qui dubitarunt, ultio- chiamato preside. Il conte Gio. Battista
nem paruri ridente* tumultuili, qui ha- Valenti, figlio primogenito del conte Gia-
bitus fui t apud Trcvium a Spoletanis como, benemerito delle Memorie Falca-
7o
TRE TRE
ti e dello conscrvazione-del tempio di Cli- tino, Coste, Ponre, Mandano, s. Maria in

Imino, noi» che padre del conte Giacomo \ alle, Panano eMaligge. Il 5." riguarda
a cui il Bartolini dedicò Le (inficiala I a- la magistratura che clovea presiedere al

tentine, insieme al conte di Rivo Secco buon regolamento delle cose pubbliche
Camillo Va leu ti,ottennero da Pio VI, col commutative, nella qualeognuno de'3 ce-
la coopcrazione del suo nipote cardinal ti dovea aver parte alla rappresentanza,

Era sci li protettore cli Trevi, la ripristina- e composta di 4 priori, il /de" quali di- 1

zione a Trevi del titolo, grado e onorifi- stinto col titolo di gonfaloniere. Il 0.° ri-

cenze di città, diritti cessali per le vicen- guarda il consiglio di credenza, da dura-
de de'tempi, non che la riforma degli an- re un biennio, e compostodi 1 2 individui,

tichi statuti. Pertanto Pio VI col breve per risolvere gli alluri commutativi nel-
Apostolieae Sedis ma/estati, de'28 set- le pubbliche adunanze. Il 7." riguarda il

tembre 1784, Bull. Rom. coiit. t. 7, p. consiglio generale, composto d'individui


326 Reiniegratio
: terrete Trebii Spole- idonei de'3 celi. L'8.° riguarda del bus-
tanoe dioecesis ad houores civitatis. li- I solo e degl'imbussolatori per le magistra-
di col breve Nil deeet magis, de' 24 a- ture biennali. Seguì quindi Trevi tutte
gosto «787, Bull. cit. t. 8, p. 62: Con- le vicende di Bontà e di Spoleto , e nel
Jirmatio Stalutorum civilatis Trebii. 1814 formò parte della delegazione cli

Ambedue i brevi furono stampati dalla Spoleto, nella restaurazione del governo
tipografia carnei ale, come si ha dal Ran- pontificio, col proprio governatore resi-
ghiasci, nella Bibliografia dello Stalo denziale. Indi Trevi neh 84 1 fu rallegra-

Pontificio.Breve emanato dalla S. di ta dai viaggio che fece nell'Umbria Gre-


N. S. Papa Pio FI per la reintegrazio- gorio XVI, nella cui Narrazione il cav.
ne di Trevi al ed onore, di città,
titolo Saba lucci notò. Che se Trevi per la sua
Roma 1784: LilUrae apostolicae SS. topografica posizione non potè essere fra
D. N. P.Pii f T,cpiibus Civita tis Trebii le sue mura onorata dell'augusta presen-
constituitur, Romaei.787. Apprendo in za dell'immortale Pontefice, allorché ila

quest'ultima e nel Bullarium gli statuti Spoleto si recò a Foligno, non lasciò sfug-
divisi in 8 capitoli. Hi. "riguarda la divi- girsi il momento di dargli pubblici atte
sione generale de'ceti, primario, medio e stali di sua granile divozione. Innalzato
ultimo, ili. "composto di patrizi o prima- pertanto sulla strada nazionale un gran
ri cittadini, il 2. di cittadini semplici, il dioso arco trionfale a somiglianza di quel
3." di contadini abitatori del contado cioè lo di Tito sulla via sagra di Roma anti-
citile ville prima Trevi forma-
e castelli: ca, fu con lodevole concepimento (in par
va un sol corpo politico e una sola comu- te somigliante al praticato per Pio VI nel-
nità colle sue ville. Il »." riguarda il ceto l'arco innalzatogli presso Arsoli, che de-
dc'patrizi, di cui si riporta l'elenco delle scrissi nel voi. LXK VI, p. 17), bei grossa
3i fumigliecu'lorogradienomi, e le nor- de'pilastri cavato lo spazio a foggia didue
me per essere aggregati alla nobiltà. 11 una delle quali era collocalo il tro-
sale, in
3." riguarda il 2. "ceto de'cittadini, costi- no pel Papa, e nell'altra stava l'assembra-
tuito in 22 famiglie, ed requisiti per ve-
i lo quanto di più notabile possedeva la
nirvi ammesso, il 4-° riguarda il 3.° ceto città nel l'ordine ecclesia slieo e ci vi le; men-
degli abitanti nelle ville e contado Treva- tre al di fuori erasi assestata la popola-
00, col novero e prerogativede' i5 comu- zione,ondenel miglior modo possibile go-
ni ovvero castelli e ville del territorio di desse della \ista del comune padre e so-
Trevi; i costelli essendo Fabbri, Fratta, vrano. L'arco era sovrastato dal poiilifi.
Pietiche,». Lnieiizo, Cannajota s. Luca; ciò stemma sostenuto da due genti, e nel -

le ville nominandosi Pigge, ho vara, Pel- l'attico leggevansi due iscrizioni allusive
T RE TUE 7r
al fausto viaggio, ed alla pubblica leli/ia signori Angiolo Brunamonti, e Chiara
nel bearsi dell'augusta sua presenza: Taifr Parrioni di Trevi, Foligno 1839. Per-
ti Vumìnìs Pracsc/;. Majestate, Beatimi ciò tali poesie si resero piìi interessanti,

TtebiateSy Plaudcntib. Univer. Ambe- poiché generalmente parlando, certe poe-


due umiliale al Pontefice, ne sono posses- sie scritte per Sposalizi, per lo più muo-
sore onorevole. Giunto Gregorio XVI in iono prima di nascere, come rilevò il prof,
questo decoralo e festevole luogo, fitta- Guzzoni (non nelle ricordate per le (pia-
gli preghiera di consolare di sua aposto- li compose l'Ode,ina ne'rammentati Mo-
lica benedizione il popolo trevano, pron- numenta) e chiamandole: poetiche upu-
tamente discese della carrozza, e con gio- pe, che tanto miserabilmente singhiozza-
vialità e paterno affetto corrispose con ef- no attorno a' talami delle spose.
fusione ripetutamente al pio desiderio , TRE VICOoTUI VICO o VICO DEL-
fra indicibili acclamazioni sincere. Quin- LA BARONI A, Trevicuui,Tri\.'icum y Fi-
di con particolare benignità si degnò di cus Barouiae. Città vescovile del regno
ammettere al bacio del piede e ad ono- delle due Sicilie, nellj provincia del Prin-
revole colloquio il clero, il magistrato ci- cipato Ulteriore, in mezzo agli Apennmi,
vico e governativo, e molte altre persone lungi da Napoli per la via del passo di Mi-
d'ogni celo. Ripreso nuovamente il viag- rabella, Grotta e Castello della lì noni 1

gio,godè il Papa di traversare L'amena 2 3 miglia. Dicesi appellata Trevico «lai

e ben colla Valle Umbra, di cui era be- tre Fichi uniti insieme, che formano la
nemerito resa , in quel giorno più. deli- città, che pure viene denominata Monte,
ziosa dalla serenità dell'aria e dal concor- di ì ico. Non è situata in elevato munte
so di popolo, che discendendo da'prossi- quasi inaccessibile, come vuole l'Ughelli,
mi castelli s'incontrava a turbe sulla stra- ma in pianura come nota il Coleti. Il mon-
da ,
genuflesso e plaudente ad attendere te le èalquanto distante. Egualmente è
la benedizione papale. Durante la perma- esagerato che trovisi in temperatura fred-
nenza Gregorio XVI in Spoleto e in
di da, ed espo>ta a' venti. E cinta di mura
Foligno, annunciarono trevani il lieto i con 3 porte, di elegante e forte torre, ol-
avvenimento alle più lontane parti, poi- tre un castello di difesa, eretto dagli an-
ché in tutte le sere fecero ardere migliaia tichi re di Napoli. Ma tali edilizi per le

di faci sulle merlate mura, sulle torri elici- vicende de' lem pi sono degradati. I terre-
le uionlane ville. Oltre i ricordati autori, moti e le pestilenze fecero rovinare altri
scrissero ili Domenico Giorgi, nella
Trevi: magnifici edilizi. L'antica cattedrale di
sui beila Dissert. de. Cathedrac Fpi.-co- conveniente struttura è dedicala alla B.
paliSelina,ove riferisce i concilii m'aita- Vergine Assunta, ed Ita il battistero ch'è
li i vescovi di Trevi sono ricordati, e di- l'unico della città, poiché questa chiesa è
stingueoppoi tunamenle i vescovi di Tre- pure la sola parrocchia, in cura dell'ar-
vi nell'Umbria, da quelli di Trevi nel La- ciprete. Aggiungerò col Coleti, che nel-
zio. Campello, Historia di Spole to. Do- l'altare maggiore della cattedrale si ve-
lio, Istoria de Ila famiglia Trinci di Fo- nera il corpo del s. levita e martire Eu-
ligno, ec. Jacobilli, Discorso della città plio, principale patrono della città; nella
di Fuligno. Donnola nelle sue opere ri- quale pure si venerano altre rei iquie, co-
guardanti Spello. De'pregi principali di me il corpo di s. Felice martire, e quelle
Trevi e suo territorio , in versi furono insigni di s. Rosalia vergine di Palermo,
celebrati da Gio. Battista Lalli di Nor- altra protettrice di Trevico. Avea l'ospe-
cia, governatore di Trevi, pubblicati nel- dale pe' pellegrini, e 4 confraternite. Vi
l'opuscolo intitolato: Poesie epitalami- sono due altre mediocri chiese. Il capi-
che per le faustissime nozze de' nobili tolo si compoueva di 4 dignità, iarcidia-
72 T a E TR E
cono, rniciprete.il primicerio, il tesorie- Avellino, Ariano, s. Angelo de' Lombar-
re, di 8 canonici, e di alcuni preti cap- Laccdonia, Bisaccia, Conta,
di, IViixco,
pellini! titolari. Riferisce 1' Ugheili, Ita- Frigento e /Monte l ergine. Già fu feu-
lia saca, 8,p. 379, Trivicaniseu l i-
t. do e marchesato della nobilissima fami-
t ani /episcopi, die la diocesi era piccola, glia Loffredi. La sede vescovile fu eretta
ul facile unius dici itinere peragri pos- Del secolo XII, sutfraganea della metro-
si t. Si compose di 5 terre: Piumato con poli di Benevento. 111. "vescovo fu Ama-
chiesa collegiata, arciprete ei o canonici, to Trivicanus seu Vicanus Kpiscopus,
I,

ed il convento de' francescani conventua- che nel 35 sottoscrisse hi donazione ri-


1 1

li; Castello della Baronia distante 2000 portata da Ugheili e fatta da Riccardo
passi dalla città dove il vescovo soleva
, P ìcani Toparchae, al celebre monaste-
passate la maggior parte dell'anno; Ca- ro di s. Maria di Monte /''ergine, della
rdio; s. Sosso; e s. Nicola. In tutta la dio- chiesa di s. Giovanni col casale Ac rpi a-

cesi si «onta vano 5 parrocchie,


4 conven- tae. 11 vescovoRoggero intervenne al coti--
ti di religiosi, 3 monasteri di monache e cilio generale di Lati-ratio III nel 1
179,
uno di mendicanti. La mensa del vesco- e con altri sulhaganei di Benevento lo
vo ascendeva a 800 ducati, ed era lassa- sottoscrisse. Di Amalo 11 del 1 i83 si fa
to ne'lihri della camera apostolica in (ìo- menzione nell* istromento riprodotto da
rini 7(1. Il Coleti, Italia sacra t.
1 o, p. 1 Ugheili, con cui istitiù il rettore della chie-
347, Addenda et corrigenda ad Tri- sa di s. Euplo nella sua diocesi, della qua-
vicanos, riporta interessanti notizie sulla le non al capitolo Vicanum, ma a Gu-
città, sulla diocesi, sul capitolo, sua men- glielmo de Fulzone apparteneva il pa-
sa e indegne corali della mozzelta pao- dronato: in questo documento Amalo II

nazza. Riprodusse la bolla di Giulio lil s'intitola, Dei gratia Vicanus epis.Rai-
del 1 55o, Cuiii a uobis, diretta al capi- mondo de Zottoni citladiuo e canonico be-
tolo e sull'elezione de'canonici. La suc- neventano fu eletto vescovo Vicanus nel
cessivi» sentenza emanata nel 1571 dal 1 252 da Innocenzo IV, colla lettera Pe-
vescovo d'Aliano, a eiòdelegato da s. Pio titiotua nobis, presso Ugheili. Per circa
V, per le controversie insorte tra il ve- 90 anni non si conoscono successori, si- i

scovo e il capitolo, sulla nomina de' ca- no a Giovanni che nel 34o fu alla con- 1

nonici e delle preheiule; e le posteriori s. Chiara di Na-


sagrazione della chiesa di
risoluzioni della s. Sede. 1 suoi dintorni poli.Clemente VI nel 344 «lesse fi-, Ge- 1

•producono piante medicinali preziose. Vi rardo domenicano, consagrato in Avigno-


nhhonda il frumento, il vino, frutti, la i ne dal vescovo di Porto, poi traslato a lì 1-

cacciagione, gli ottimi pascoli, e le acque polla, mentre da Monte Marano vi fu Ira-
salubri, d'una delle quali trattò il Peno, sferito nel t 34^, /''""' Trivieauiiineeele-
De podagra. S'ignora l'origine di Tre- siain, Ponzio Excondevilla domenica-
Ir.

vico; essa peiò è aulica, e al due del Sar- no. Indi Giovanni, MarcucciojDouato del
nelli, Memorie ricali arcivescovi, di He- i4o6, Nicola già arcidiacono nel iJ2 2,
nevenlo pag. 254, " e ^-' ce menzione Ca- Antonio Morelli arcidiacono Trivicanus
lazio ne' suoi sermoni. Teudimus hinc nel i434. Gregorio Attacco trattato nel
recto, Bencvenlum Incipit e. e ilio
. . . . 1 45o in Orislagno chiesa arci vescovile di
monte 3 yipidia nolos -Ostentare milii, Sardegna, Michele eletto nel 1 4y5 rinun-
y«ov lorret dia/màis, et utios- Nun- ziò nel 1497, Giacomo Torcila, Girolamo
(/nani erepsemus, rasino* vicina Trevi- morì nel (52i, Sisto Signazi de Arrivai
CÌ I illa 1 ccepissc.l. Trevico segui le vi- liois decano di Cassano ima to nel r 1 >
j 1

cende politiche degl'illuni del Sannio,e cui successe Sebastiano d'Ancona dello
perciò delie principali città delia legione, di Segui e qui vi trasferito. Nal i54o' Pian-
T II E T RE 7
cesco de Leo arciprete d'Altavilla dioce- 1643 Alessandro Salzilla da Sii vestii, pas-

si di Benevento; neh 562 Agostino Mol- salo quindi a s. Angelo de' Lombardi; nel
lignato vercellese, senatore di Torino, o- 1646 Donato Pascasioceleslino morto nel
retore del duca di Savoia al concilio di Castello della Baronia; nel 166 j Mar-
Trento, traslato a Bertiuoro. Nel i 564 *•*• co Vaccina tli A fragola; nel 1672 Luca
Girolamo Politi cremonese domenicano; Tisbia chierico regolare minore, cessato di
Del i "j^oBernardiuo Oliva aquilano,mor- vivere nelCastello della Baronia.Neli6g3
to dopo pochi mesi a Roma e sepolto in Francesco Proto de'marchesi Speda na-
Araceli con epitaffio; neli5y6 fi*. Anto- poletano, celebrò più sinodi nella catte-
nio Calducci foilivese domenicano; nel drale, e in occasione deli. "tenuto l'8 set-
i58o Alfonso Pardo. Nel i6o3 fr. Gre- tembre 6q4 con gran concorso di popo-
1

gorio Servanzi di s. Severino (f^.) dome- lo, per essere la festa della B. Vergine det-

nicano, teologo del cardinal dietro Aldo- ta de Libera dell' immagine d'antichis-
brandini, dotto e valente predicatore, or- sima venerazione, e per la pubblica lìe-
nato di molte virtù. Egli avea avuto il ra, avvenne un grave disastro. Imperoc-
colaggio di affìggere la scomunica \nFer~ ché insorto con impeto un terribile ter-
rara, quando devoluta alla s. Sede si pre- remoto abbattè molti edilìzi, insieme al-

tendeva impedirlo collearmi dal duca Ce- la cattedrale, al suo sagrario e campa-
sare e da'suoi partigiani. Caro a Clemen- nile altissimo di più ordini e formato d'e-
te Vili e da esso occupalo in gravi inca- leganti marini , e gettato colle campane
richi, volle che nel 1604 accompagnas- sulla piazza della cattedrale , restandovi
se il suo nipote cardinal Aldobrandiui ri- sepolte molte vittime. Restaurata la cat-
cordato a Ravenna, per averlo provve- tedrale e diversi altri edilizi, essendo mor-
duto di quella chiesa, e compilasse il si- to il vescovo nel 1701 nel Castello della
nodo diocesano che si proponeva cele- Baronia, durante la sede vacante , altro
brare, come eseguì. Nelle differenze in- terremoto afìlisse la città a' i4 marzo
sorte tra la repubblica di Venezia e Pao- 1702, mentre n'era vicario capitolare il

lo V, pubblicò nel 1606 in Bologna: Di- nobile trevicanoe benemerito Francesco


fesa della potestà et immunità eccle- Colmeta arcidiacono. Nel dicembre diven-
fiastìca contro le 8 proposizioni di un ne vescovo Simeone Viglini napoletano
dottore incognito sopra il breve di ceti» eruditissimo, predicatore delle s. missio-
sur e di Papa Paolo /'pubblicate con- ni, con singoiar applauso della diocesi,
tro li signori veneziani. Egli fu pure au- eh' egli illustrò col zelo e colle virtù, ri-

tore di altri scritti. Da Ravenna porta- pristinando con santissime costituzioni la

tosi in Roma, rinunziò nel 1607 la sede pubblica morale, con esperta vigilanza e
di Trevico; ed avendo la sua salute de- la predicazione. Non è dirsi con poche
teriorato, morì inCameriuo nel 1608 e parole (pianto egli incessantemente ope-
fu sepolto nella chiesa del suo ordine. Ab- rò, migliorando il clero, soccorrendo i po-
biamo il Commentario storico-critico veri , ristorando le rovine prodotte dal
su la vita di nig.r Gregorio Servanzi terremoto, inclusivamente alla cattedra-
domenicano vescovo di Trevico, scritto le e all'episcopio, e migliorando la mensa.
dal conte Raffaele Servanzi di Sanseve- Contribuì alla riedilìcazione della chie-
77/20, Macerata 84 Nel 607 Girolamo
1 1 . 1 sa di s. Euplo levila e martire, primario
MezzamieodiCastel Bolognese lodato; nel patrono di Trevico, posta in Acfitarii op-
1 636 Orazio Muscettola dotto napoleta- pidi, ove il duca di Flumaro Giuseppe de
no; nel 638 Fabio Magnesi, poi traslalo
1 Ponte impiegò rilevante somma per la
a Ostimi; nel 1640 Silvestro de Afflitto fabbrica e per la parrocchia istituita per
napoletano teatino indi di Lucerà ; nel la popolazione, e le donò la reliquia del
74
T II E T R E
santo da custodirsi con duplice chiave. nuotiteli, anzi altri reputano anteriori a fra
L'ottimo vescovo patì le conseguenze del- Giocondo stesso. Ebbe questi propugna-
l'insorte dissensioni nelsuo seminario. Nel coli in benemerenza d'essere slata (piasi la

sinodo celebrato nella cattedrale a'iq set- sola città fedele alla possente repubblica
tembre 704, con gran pompa di vota col-
i di Venezia, assalita poderosamente da'col-
locò nell'altare maggiore il corpo di s. Eu- legati di Gambray. A pie di queste for-
p!o, dopo ricognizione giuridica ; al cui tificazioni entra in città il fiume Silc, di-

onore il vescovo elegantemente compo- stratta parte minore delle sue acque lun-
se e pubblicò colle stampe e si legge nel- go la fossa urbana di mezzodì a formar
l' Italia sacra, la sequenza, l'antifona e un canale che anima la regia raffineria ili
I' orazione propria. Traslato a Tricari- nitri e fabbrica di polveri. Nel Site met-

co, anche in quell'articolo ne celebrai le te il [jotteniga o Piavesella, anticamente

sue virtù eminenti e la santa vita, e che detto Cagnauo, che nato come quello a
fu decoro non meno delle chiese di Tre- poche miglia di distanza dalla città, vi ar-
vico e di Tricarico, che di tutta la gerar- riva sotto un bel ponte che fa parte del-
1720 gli successe
chia ecclesiastica. Nel le mura, e dal nord al sud la irriga con

Domenico Filomarino nobile napoletano 5 canali artificiali detti volgarmente Ca-


teatino, dotto e zelante pastore, difensore gliarli. Il Sileesce daTreviso navigabile per
acerrimo della libertà ecclesiastica. Con le barche di tio,ooo chilogrammi, coi tra-
questi nell'Italia sacra si termina la se- sporta nelle Lagune di Venezia ed in ma-
rie de'vescovi, che compitò colle Notizie re: questa comunicazione fluviale è van-
di Roma. Nel 1733 Francese' Antonio de taggiosa al traffico per le sue acque; da
Leonardis della diocesi di Capuajnel 739 1 esse poi sono attivati
numerosi opificii,
i

Mei-nardo Onoralid'lschia; nel 1


774 Giu- mulini, fucine e cartiere, che ne esercita-
seppe Pasquale Rogani della diocesi di no l'industria. Oltre aque'due fiumi la
Rossano; nel 792 Agostino Gregorio Go-
i città ha dovizia di limpidissime fonti, co-
ni di Giuliano diocesi d'Aversa, che ne
1 i me ha ottimo clima, belli e variati pas-
fu l'ultimo vescovo. Imperocché Pio VII, seggi, e un circondario suburbano riden-
colla bolla De utiliori dominicae vineae, te, seminato di nuove strade, palazzi, giar-
de'28 giugnoi8i8, Bull. liom. cont. t. dini, canali minori e roggie ina ni fa Ite, e
1 5, p. 56, soppresse la sede vescovile di però stabilimenti d'industria, de'quali più
Trevico, e in perpetuo I' uni a quella di abbondano le cartiere e le macine, e più
Macedonia (^.), tutlora governata dal si distinguono le fàbbriche di stoviglie ed
vescovo notato in tale articolo. i laboratori del rame e del ferro. Princi-
TREVISO o TliEVIGl o TRIVIGI palmente la strada chiamila Terragno,
(Tarvisin). Città antica e forte della Ve- che dalla porta Attilia conduce a Venezia,
nezia terrestre con residenza vescovile, nel non solo è meravigliosa per hi sua solidi-
regno Lombardo- Veneto, capoluogo del- là, ma
ancora perchè adornata ad ogni
la provincia e del distretto del suo nome, tratto da graziosi casini, che colla delizio-
a 6 leghe da Venezia e 9 da Padova, in sa varietà le aggiungono vaghezza. Il ma-
bella pianura. Ha la figura d'un rettan- teriale della città forma da qualche tem-
golo cinto di buone mura, con bastioni e po l'oggetto di spese municipali e priva-
niezzelurie fatte costruire tutto all'intorno te, la maggior parte per togliere le brut-

ne' primi anni dopo ih 5oo da'veneziani ture del medio evo, col tagliare le case e
per opera di fra Giocondo, celebre archi- appianare il pavimento; onde diverse con-
letto veronese. Al sud sonovi opere di for- trade primeggiano pegli eseguili abbelli-
tificazione con angoli, che per anacroni- menti, non clie pe'decorosi ed i fi zi priva
smo si attribuirono alla scuola del Sam- ti e pubblici, notandosi fra 'primi le ino-
TRE T R E 75
, ncabitazionidelle nobili famiglie Bre- terreno, ornato con parapetto di ghisr» il

scia, Polo, ec. Jnfalti si legge nella dispen- ponte rifatto in pietra; erettivi edilìzi de-
sa de' i 5 gennaio 855 della Cronaca
i di corativi, tutto in somma vi fu reso degno
Milano, del eh. cav. IgnazioGantù.» An- delloscopoacui deve servire. Né si lasciò
che la città di Treviso non manca di con- nudo l'esterno della porta s. Tommaso,
tinui abbellimenti. La cattedrale fu dian- che nelle vicende del 1848 perdette i bei
zi meglio decorata nella cappella maggio- pioppi di cui era ricinta. Ora a' pioppi
re; nella chiesa di s. Nicolò, già de'dome- subentrarono ipocaslaui , che daranno
nicani, si restaura per intero il tetto, di tranquille frescure a questi cittadini". La
questa chiesa istorica che ricorda quel Be- cattedrale, antichissimo, magnifico e ot-
nedetto XI (che con l'abito di detto or- timo edilìzio, èopcra de'Longohardi, ter-
dine e ilnome di Nicolaus de Tarvisio minata di costruire nel 4 mostra 1 1 1 i vi-
eravi stato religioso, e divenuto Papa re- zi architettonici di quell'epoca, ma la fan-
galò di certe tavolette d' argento ad uso no degna d'ammirazione anco perchècon-
d'aliare, ed'una croce simile, che poi pas- tiene pitture di Paris Bordon trivigiano,
sò alle monache, oltre l'indulgenza ple- di Paolo Veronese, di Tiziano, ed altri va-
naria a chi avesse visitato la chiesa nelle lenti dipintori. Il granile atrio, anni ad-
3 feste di Pasqua di Risurrezione, come dietro fu eretto nobilmente, e pel quale
rilevo dalle sue Memorie di fr. Nicolò da olfrì il [."progetto Giordano Riccati, figlio
Trevigi de' predicatori), su cui il nostro di Jacopo Vincenzo, f miiglia
e fratello di
bravissimo Giuseppe Bianchetti diede an- trivigiano di matematici, per cui l'Italia
ni sonoun eccellente discorso. Qui si prov- non invidia alla Svizzera i suoi Bernoul-
vede anche ad uno spaccio pel pesce in li. E sotto l'invocazione di s. Pietro prin-
luogo meno im poi timo che non trovasi cipe degli Apostoli, e possiede molte insi-
oggi, cioè presso il ponte s. Parisio, luo- gni reliquie, fra le quali nell'altare mag-
go dimeno, con acque, che cingendo l'elit- giore si venera il vero corpo di s. Libe-
tico edilizio lo rendono continuamente rale di A Itino con fessore,pa trono del la cit-
pulito. E tracciata la ferrovia di qui per tà e diocesi. La cura d'anime si esercita
Conegliano; già quasi finiti manufatti, i pel capitolo da due preti chiamati sagri-
che tuttala corrono (ora questa ferrovia sti,ma il battistero è nella prossima chie-
è già in attività). Al ponte sul Sile, la- sa di s. Gio. battista. Il capitolo si com-
voro titanico, si fanno ora le opere di or- pone di 3 dignità, la 1 /delle quali è il de-
namento, sicché fra poco sarà distrutta cano, dell'arcidiacono e del piimicero, di
ladistanza fra Conegliano e Venezia. Né 1 4 canonici compresele prebende del teo-
possiamo tacere l'edifìzio che qui innalzò logo e del penitenziere, di due ceremonie-
il signor V it torelli per la fabbrica dello ri maestri del canto Gregoriano, ili 8 man-
zucchero di barbabietole, il quale, se po- sionari, di 20 prebendati e di altri chieri-
trà aver conseguenze paria! coraggio, do- ci addetti ài servigio divino. L'episcopio,
vrà pure ritrarre grandi vantaggi que- ila buon edilizio, è prossimo alla cattedrale.
sta speculazione. Chi conosce nel borgo Oltre di questa, nella città vi sono altre
di Treviso la riviera di s. Margherita, ce- 4 chiese parrocchiali munite del s. fonte:
lebre pel suo magnifico tempio, sa che il tra le altre più. belle chiese tornerò a ram-
precipitevole Sile aggiunge bellezza al mentare la già ricordala e vasta di s. Ni-
luogo. Ebbene i trevigiani qui crearono colò, edificala col convento dalla città, che
quello di cui aveano desiderio: un pub- neh 22 r la consegnò a'doinenicani; indi
blico passeggio. L'opera risponde al biso- nel inchiostro presso la sagrestia nel 1 3 j2

gno. S'alzarono solidi fondamenti, para- Tommaso da Modena l'adornò colle im-
petti ili ferro; fu acciololalo e selciato il magini dts'personaggi in dottrina, io di-
7 f> T II E TRE
gnilà e in matita fino «Ilota fiorili nel- circa 3?., 000 volumi, abbondandodi pre-
l'ordine de' predicatoti, collii serie de'pioi ziose edizioni, e specialmente di quelle ni-
generali e delle sue provincie, inclusiva- tide e appartenenti alla rinomala tipogra-
mente all'effigie ilei b. Benedetto XI co- fia di Treviso de'primi tempi della Stam-
ronala di raggi, il quale alcuni scrissero pa, cioè del 1470 e successivi, che pub-
che edificò la chiesa; forse l'avrà fatta re- blicò i classici greci, Ialini e italiani, oltre

staurare. Ivi è un quadro di Ir. Sebastia- altre opere importanti. Merita ricordar-
no del Piombo, e altri di buoni autori. Di si fra gli antichi palazzi la Canonica nuo-
tutti i conventi e monasteri esistenti già va, e la sala della Ragione,ora archivio no-
in Treviso, e rammentati ixeW Italia sa~ tarile; come deve nominarsi
il teatro. Nel-

era , ora secondo I' ultima proposizione l'archivio municipale conservano co- si

concistoriale per l'odierno vescovo, non piosi monumenti, diplomi e carte antiche
vi è che il convento de'cartnelitani scal- ottime ad illustrare la storia civile della
zi; bensì vi sono diversi sodalizi, il mon- patria: ne pubblicò un importantecatalo-
te di pietà, l'ospizio de'poveri, altri diver- go il conte Vittore Scotti, mentre il fra-
si luoghi pii, l'ospedale per qualunque ge- tello Antonio fece quello per la storia ec-
nere d'infermi, il Seminario con nume- clesiastica della medesima, di diplomi e
rosi alunni. Rilevai in tale articolo, che altre carte antiche. Il catalogo di Vittore
desso fu eretto prima che il concilio di lo pubblicò il p. Galogerà nella Lettera
Trento prescrivesse la fondazione de'se- d'un Trevigiano, nel t. 3o, p. io5. Nel
miliari vescovili , colla bolla Injunctuin i5io vi fu istituita un'accademia lettera-
ìiohis, <\t-ì5settembre 1 4^7, di Eugenio ria, che sotto vari nomi vi si è sempre con-

IV, presso il Calogeri, Raccolta d'o/)U' servata; e nel 17 32 vi venne fondata una
scoli, t. 49. p- 4^^ mediante I' unione >
colonia d'Arcadia. Vi fiorisce un Ateneo
dell' ospedale di s. Giacomo de Schiriali di scienze e lettere, che stampa suoi at- i

de' lebbrosi e la prebenda della vicaria ti, e novera tra 'suoi soci illustri scienzia-

«Iella cattedrale, perchè s'istituisse un ti, letterati e altri personaggi cultori dei
maestro in dh'inis, che insegnasse a 2 1 buoni studi. Pertanto, ed a cagione d'im-
1-

scolari chierici la grammatica, il canto 6Ct peritura riconoscenza qui dirò, che il co-
clesiastico,e pel loro mantenimento. Ve- spicuo corpo accademico, previo rappor-
ramente nell' anno precedente Eugenio to della comtnissionedelegatadalsuocoii-
] Vavea fatto eguale istituzione in Firen- siglio all' esame e relazione di questa mia
ze (/ .), con abitazione vicino alla chiesa, opera, per incoraggiarmi all'ardua im-
!
per cui F annalista Spondano vi osservò presa ed alle mie laboriose e incessanti
,

la pratica o forse l'origine de'seoiinari ve- fatiche studiose, nel 1841 si degnò aggre-
scovili, aìl'an. 1 4-36, §6. Il monte di pietà garmi al celebrato Ateneo di Treviso qual
fu stabilito da'ciltadiin nel 1497>^d è tut- socio onorario, colle forme più lusinghie-
tora abbondante di mezzi all'uopo, dov'è re e onorevoli. Inoltre nella città vi sono
un bel dipinto di Giorgioue , fondatore scuole secondo il sistema attuale; antica*
della scuola Lombarda, ma nato in que- mente vi avea un'università, che fu poi
sto circondario. L'ospedale civile pegl'in- concentrata nella celeberrima della vici-

fermi, la cui origine è deliifii, fu am- ni Padova. P reclamisti ruo vanto ha Tre-
pliato a' nostri giorni con magnificenza, viso di aver coltivato con ardore le lette-
fiorente di rendile: vi sono pure degli al- re eie scienze Cui dall'annui 200, in cui
tri speduli. Il comune ha un orto botani- già vi era un accreditato ginnasio, che
co e agrario, ed una pubblica biblioteca, Federico III il Bello d'Austria, coiilen-
la quale aumentata di alcuni libri dal ca- denle all'impero con Lodovico il litwart>,
pitolo della cattedrale, oltre agli studiosi eresse nella delta pubblica università nel
T II E THE 77
*3i8, et! ove sedettero fra'molti illustri za clie alcuni paesi in questo o quel ter*
dottori Pietro d'Abano e Gino da Pisto- ritorio fossero soggetti a un regime feu-
ia. Per lai motivo fu tra le prime città dale. La provincia attuale, costituita nel
venete, che del benefìcio si giovasse del- 18 5 colla creazione del regno Lombar-
i

la stampa, come lo celebrò il Federici nel- do- Veneto, si divide ini o distretti, per-
la sua opera: Sulla Tipografia Trevi* che Noale fu unito a quella di Padova, al-
giana del secolo XP'je Giovanni Boni- la provincia di Venezia venne aggregalo

fìicio di Rovigo nell' Istoria di Trivigi, il territorio di Mestre, oltre il paese di s.

Venezia 1^44' * n Treviso fu già il colle- Dona die prima dipendeva da Oderzo;nel
gio di dottori che costituiva un tribuna- distretto di questo fu compreso queliti di
le d'appello per la Dalmazia e l'Albania, PortobufTolè, e il vasto lei ritorio antico di
ed avea il privilegio di ammettere alla Treviso trovossi suddiviso, cosicché si

professione forense. La fertilità del suo aggiunsero alla provincia di Belluno ai-

territorio costituisce delle sue naturali cune sue ville subalpine, e alla provincia
produzioni una rendita cospicua, e vi si di Venezia quelle prossima alle paludi, e

aggiungono manifatture di seta, di colo- si formarono 3 distretti, Treviso, Monte -


ne e di lana, colla detta fabbrica di fine bellona, Valdobbiadene, sull'esempio del
terraglie, ed altra di armi. La popolazio- 1806 in cui per la ."volta Monlebclluua
i

ne della città supera i i4,ooo abitanti, e Valdobbiadene divennero centro d'un


Alla città sono aggregale 7 parrocchie SU- circondario. La provincia è amministra*
balternedi circa 6000 abitatori, ed altra ta da un regio delegato, da cui dipendo-
fiazioni; cioè s. Agnese ora s. Giuseppe, nodirettamente in ogni distretto un regio
s. Bartolomeo, s. Ambrogio della Fiera, commissario, e in Treviso, città regia, la

s. Pancrazio, s. Tommaso, s. Martino, s. congregazione municipale. Evvi inoltre


Lazzaro di Ghirarda, s. Dona, s. Pale e un tribunale civile, criminale e mercan-
s.Antonino; laonde questo comune capo- tiledi provincia, e in ciascun distretto una
luogo ha un eslimo complessivo di più pretura Evvi pure un'intendenza
civile.

che 700,000 scudi. E rappresentato da provinciale delle regie finanze e demanii


un consiglio e amministrato da una con- e ogni altro oflizio pe'diritli uniti e un i-
gregazione municipale, la quale è in ili- spettorato postale. La nuova provincia di
retta corrispondenza col regio delegato Treviso ha una popolazione di circa
della provincia; infine monda un suo e- 24°> 000 abitanti. Ila la provincia luio-
sctusivo deputato presso la congregarlo- ne strade, ameni e incantevoli punti di
ne provincialedi Trevisoecenlrale di Ve- vista; il clima ò sanissimo; chiara, fesca
nezia. La provincia di Treviso è una «lei- e dolce è l'acqua; il territorio sparso di
le 8 componenti tra il Mincio e l'Isonzo case signorili e brnoli e giardini io pia-
la giurisdizione del governo di Venezia, no ed in collina. Abbonda principalnicn-
Non coincidecol Trevigiano propriamen- le di vini, seta, legname da costiti-
ferro e
te dello, ossia la provincia aulica di Tre- zione. La provincia e la città di Treviso
viso quale rimase poco dopo il 1000 e si vanta la nascila di moltissimi uomini il-
inautcnne sino 806; meno colla Mar-
al 1 bistri in santità di vita, nelle dignità eo-
ca (/'.) Trevigiana costituita al tempo clesiasliche, nelle scienze, nelle arti, ncl-
de' Longobardi. La provincia antica di- l'armi. Il b. Benedetto XI Boccasini , i

videvasiini terrìtorii,cioè quello di Tre-


1 cardinali Teodoro Lelio, Giacomo Mo-
viso ch'era ben due quinti dell'intero Tre- nico patriarca di T eneziaj altri canlina-
vigiano,eque'di Castelfranco,Asolo, JVoa- li li riporlo a quest'ultimo articolo regi-
le, Mestre, Motta, Oderzo, PortobufTolè, .sitando i cardinali veneti, che lotti hau-
Conegliano, Cenedo, Serra valle, non tea- noie biografie, ed a'iuogbi loro parlai del
78
TRE T RE
copioso numero de' vescovi trevigiani e a *ne «pese mira preso. Morie lui tolse di
personaggi di santa vita; ma il b. Euri- <pia prima che potesse condurre a fine il
modello di Treviso nacque a Bolzano dio- .suodivisamenlo.di riprodurre cioè ta più
cesi di Trento. Venanzio Fortunato fu esimia opera de'romani, costruendo l'in-
dotto e celebre vescovo di Poitiers, e fra lernosulla forma del Tempio Pantheon,
i luoghi che riparlai di lui è a vedersi il e di fregiare il suo tempio di un atrio il

voi. XL, p. cjo. Odorico Bi-


Il filippino più conveniente imitando il dorico del-
natali grandemente benemerito della Sto- l'attico Partenone. Ma il suo testamento
ria ecclesiastica pel compendio degli An- avendo assicurata continuazione del- la

nali del Baronio e loro eruditissima con- l'opera valorosa e pia, per le solerti cure
1
tinuazione. Tolila re de'goti; le celebri e di mg. Gio. Ballista Sartori-Canova, suo
potenti famiglie de'Caminesi che domina- ammiratore e fratello uterino, vescovo di
lono il Trevigianojgli Azzoni nobili e an- Mincio ne seguì il sontuoso com-
(f"'.),

tichissimi, originari di Sassonia , che in pimento, illustrato da molleerudite pen-


ogni tempo si distinsero nell'armi, nelle ne e precipuamente neh 833 con tavole,
letlerec negl'impieghi onorevolmente so- in cui nulla di più esatto, da Melchiorre
stenuti; i Tempesta; Paris Bordone, Gior- M isti ri ni '.Esposizione del tempio di Pi <s-
gio Bai barelli detto il Giorgione, il Cima sagno eretto da Antonio Canova, Ve-
pure pittore, l'architetto Francesco M." nezia 833, per Giuseppe Antonelli, diso-
ì

Spreti, Jacopo e i due figli Giorgio e Vin- li 5o esemplari, e sono possessore del XV
1

cenzo Biccati; i pittori Dario , Antonio, di sì magnifica edizione. Varie sue scul-
Giorgio, Girolamo il Secchio forse fra- ture e un dipinto di sua mano rammen-
tello del celebre letterato Politico Virun- teranno in questa sua patria ed in que-
nio, Girolamo giuuioredaTi'eviso.Si vuo- sto suo tempio ad ogni sguardo il cele-
le la famiglia Bonapai te, che die alla
che bratissimo nome. Una via reale apposita-

Francia un Napoleone e il regnante ini- 1 mente vi conduce lo straniero a venerare


peraloreNapoleoneIH,sia derivata daTre- il monumento che Canova innalzò alla re-

viso, donde in diversi rami si trapiantò ligione e decorò colle 3 arti sorelle. Pos-
in Sarzana, in Toscana, in s. Minialo, sagno è sulla nuova strada commerciale
in Ascoli, in Corsica (^.J, e ne riparlai «lei Mobiletto, dalla cui roccia non è pil-
anchein altri articoli dicendo degl'illustri lole che si diparta senza aver ritratto l'in-

di tale stirpe. Che i Bouaparle furono cantevole prospettiva, alla ridente e in-
pure in Ripalransone, di recente lo af- dustriosa Bassano, pel cui mezzo l'erario
fermò il eh. marchese Filippo Bruti Li- eli qne'comuni mise in comunicazione il

berali nella sua erudita Relazione III : Piave col Brenta. Forma parte di quella
fra Ascoli e Ripatransone, ivi 855. In i strada il ponte di pietra che con un solo
essa pubblicò nozioni riguardanti docu- arco piantato su due roccie sovrasta allis-

menti sul domicilio degli antichi Bonapar- simosulla vallata di Crespano, la cui ulti-
te, che ponno riuscire utili perla storia ma ricostruzione, sui disegni e speciale di-
di questa memorabile prosapia. In mol- rezione del Casurotti,ne assicura la dura-
ti articoli celebrai il trevigiano sommo la. La strada ferrata congiunge Treviso
Antonio Canova, il cui nome non può an- a Venezia da \\n lato, ed a Mantova dal-
dare disgiunto da quello del nostro seco- l'altro. La solenne inaugurazione di que-
lo, restauratore dell'arti belle, e in quella sto tronco avvenuta a'i4 ottobre i85i,
della Scultura (V-) emulo d'ogni più la LXX, p. 66, ripor-
celebrai nel voi. i

grande antico scalpello. Le illustri ceneri tando parte dell'eloquente discorso pro-
jiposano in Possagnoove nacque, nel tem- nunziato dall'attuale mg.' vescovo, e con
pio magnificamente da lui architettalo ed quale pompa ebbe luogo. Nella sera spèco*
tT a fu la

lio restaurato di lecente, e


ra gemma
R E
generale illuminazione:

della città del Silo, sfolgorò in


chiamato ra-
il tea- guenti secoli
ziandio la

ta a 'suoi vescovi,
il

cillà
TRE
diritto della zecca, ed e-
medesima
come attestano
fu concedu-
le anti-
79

tutto il decoro d'una leggiadra apparen- che memorie. Dipoi si trovò un'altra si-

za. Tutti gareggiarono di emulazione ma- mile moneta, solamente di differente mo-
gnanima a preparare una festa, la quale dello e colle stesse lettere. Nicolò da Tre»
IMO ismenlisse per nulla l'antica fama del- vigi riprodusse il disegno della moneta,e
l'ospitalità tri vigiana. Neil 85 2 la via fer- la crede battuta in onore di Carlo Magno
rata da Treviso a Mestre era stala com- quando calò in Italia a distruggere il re-
piuta in tutti i suoi accessori!, come i luo- gno de'longobanli. Leggo nel Vettori, fi
ghi dì stazione di arrivo e partenza, in- fiorino d'oro, che nel i 3 1
7 in Treviso fu
siepamento mediante viridi fratte, segna- data una casa ad Angelotto Tintori, per-
lazioni da v viso, telegrafi, case da guar- chè in essa dovesse fabbricare monete di
diani, non che edifizi ili stazione. Fu an- più sorle, e particolarmente alcune-, che
che stabilito definiti vomente il confine di non dovessero passare il valore di 3 lire
questa via, ed il vei ostato di essa median- e mezzo, con l'arine della comunità da
te esalto rilievo. Soltanto l'ingresso ind- ambedue lali ecolle paiole intorno: Tar-
i

ia città di Treviso abbisognava di miglio» visium Civita*, poiché erano pochissime


lamenti fondamenlali, essendo l'esisten- le monete che correvano in queste parli
te porla della medesima alquanto distan- di piccolo presso. Il Castellano dice che
te, ed oltreciò stretta molto e basai, per Treviso fu una delle 4eillà che godeva-
cui fu progettata la costruzione d'un nuo- no in Italia la prerogativa della zecca, ri-

vo ingresso immediatamente dallo •bai" mastale sino al secolo XIV. Sulle antichi-
cotoio. Treviso ebbe la sua zecca e battè tà di Treviso, sopra le sue iscrizioni an-
le proprie monete. Tra
prime città ita- le tiche, sui magistrati che la governarono
liane che da Carlo Magno ebbero la zec- a tempo de' romani, e del culto idolatrico
ca municipale per privilegio, si deve no- da lei prestato alle false divinità, si pon-
verare Treviso , come rilevò il eh. av v, iloleggere nel Calogerà, t.io, p. 4^7, t-
Gaetano de Minicis, ne' Cenni numisma- 20, p. 291: Ragionamento intorno alle
Muratori nella/^/Vs<7'/.2 7. ",
liti. Riferisce
)
antiche iscrizioni della città di Treviso,
che il march. MafFei nella Verona illu- con alcune osservazioni alla, disserta-
strata, pubblicò uno strumento del 77.3 zione fatta sopra una lapide, ritrovata
.scritto nella città di Trivigi. dove è falla neli^^o nella villa, di Iiiese nel terri-
menzione Monetarii, anzi è ricordala la torio di Castelfranco: Breve e succinta
slessa Moneta pi:ì>l>lica, cioè la zecca ivi notizia della risposta di Antimaco Fi-
esistente. Perciò fece istanza il Muratori htlete al ragionamento intorno le anti-
al dottissimo canonico e patrizio trevisa- che iscrizioni della città di Treviso, ec.
no Antonio Scolli, acciocché usasse dili- Asolo pretende alla maggiore antichità
genza per iscoprire alcuna moneta di quei «li Treviso, su di che si può vedere: Di-
remoli secoli, e gliene inviò una de'tem- scorso sopra alcune [scrizioni Asola-
pi Carolini. Comparisce ivi il monogram- ne di Michele Lazzari, riportato dal
ma Carlo Magno, cioè Karolus, e né!
dì Calogerà nel t. \o, p. 337, nel quale si
rovescio Tarvisio. Perciò non resta più vuole provare, che la celebre e antica
dubbio, che per quasi 1000 anni a Tre- città di Treviso surse dalle rovine di Ai-
viso competè il gius di battere moneta, che tino (/ .), la cui sede vescovile fu trasfe-
servisse pel dui alo del Friuli. Ignora Mo- rita Torcello (V.J: piuttosto è più
a
latori se poi questo continuò sotto gl'im- credibile, che Treviso aumentasse la mm
peratori tede-chi, però aiTcì imi che ue'sc- grandezza dopo le rovine di Aitino, ili
80 TRE TRE
Concordia e di Oderzo (/ •) r> Cfptter* de da lei pre«e il nome lutto quella regio-
gio. ne, clie per addietro Venezia (/' '.) N no-
Treviso è riputata antichissima, anco mina va. Nel 4 $4 Attila re degli uwtiuet-
da chi stimò favolosa la tradizione che ne tendo in rovina, attesta bella parte d' I-
sia stalo fondatore Osiride: più d'una la- lalia. fuggendo i popoli le sue stragi, die-
pide, sulla cui legittimità i critici si ac- rono principio alla nobilissima città di
cordano, scolpita in tempo della repub- Venezia. Abbenchè i trevigiani si ado-
blica romana, piova ch'era un m unici* pelassero verso Attila molto vantaggio-
pio incontrastabilmente, ePlinio allei ma samente, a mezzo del loro vescovo El vi-
che i tarvisani, che in altro luogo chiama dio o Limando col corpo della città, e il

Taurìsci, furono aggregati alla romana Tempesta uno de'principali o il difènso-


tribù Claudia, perciò ne goderono le pie- re della chiesa, pure la loro città palesa
rogative in uno alla cittadinanza romana, i danni sofferti nelle varie invasioni de'
Dichiara Nicolò daTreviso,doversi Trevi- barbari. Situata in una pianura costante
soscriverein latino Tarvisium, non Tau- tutta all'intorno,il suo terreno nell'in ter •
/•/.57f/m,dovendosi lasciare «'buoni antena- noè riflessibil niente ineguale, prova delle
ti col loro Osiride, anche l'etimologia tolta avvenute distruzioni per cui cagione ve-
dal Toro, e dirla latinamente Tarvìsium, desi rifabbricata inegualmente e con mol-
per insegnamento non solo dell'antiche la- te delle sue strade tortuose, il che rende
pidi, ma per quelle dal Grillerò e da lui più pregevole l'attuale sistema d'illuni i«
prodolle, ed inoltre per quella sepolcro- nazione notturna onde non teme il con-
le venuta dall'Asolano. Sostiene Girala fronto d'alcun' altra città. Nel 54- eletto
nio da Bologna nel suo Antiquario, do- che vi ebbe natali, e
re de'goti Tolila, i

versi scrivereTarvìsium, ed popoli Tar- i allora governava, ne restaurò la con»


la

visoni; distinguendo egli però cittadini i dizione, onde Treviso risplendè nel regno
da que' del territorio, volendo che pri- i gotico, al quale soggiaceva dopoché nel
mi dibbansi dire Tarvisini o Tarvisien- 49^ il re Teodorico ebbe vintogli ertili
ses, secondi Tarvisani a Tarvisiani
i che l'aveano occupala col resto dell'Italia,
giusta l'espressione d'una lapide trovata Frattanto continuando la guerra gotica
in Grado. L'Ughelli riporta: Tarvìsium sostenuta dal prode Belisario, perchè l'im-
antiquàm, speclabileniquej'uisse civita- peratore Giustiniano I voleva cacciar dal-
tem, (juam olim a multi* turribus, qui- l'Italia i goti dominatori, Treviso fu l'ul-

biu propugnandis iiwenibuseingebatur, lima cittàad essere espugnala da Beli-


eivitatem Turvium prisci vocarunt. Di- sario, prima del suo richiamo a Costati-
ce il Marchesi, nella Galleria dell'olio- linopoli. Dopo la partenza di quel duce
re, parlando di alcuni illustri trevigiani, i greci vi furono sconfitti. Narsete gli suc-
cile in discrepanza di pareri si trovano gli cesse, la ricuperò all'impero e ne fu De-
scrittori, dell'assegnare a questa città fa- Demerito. Indispettito dalla sua corte,
musa ed insigne i suoi principi i. Chi la chiamò in Italiai longobardi per invader-
ci ede fabbricala da'eompagni d'Anteno- la, ed essi vi calarono con Alboiuo loro re;
re; chi da'troiani fuggiti di Pafiagonia; e eTreviso fu liberalo dalla rovina di (|ue-
chi da Osiride, che passato dal fonte del- sii nuovi invasori, ad istanza di Felice I

I Islro e de'Norici trionfante in Italia, la suo vescovo, che placandone il furore se


chiamasse ///^'//////^.Maconcordano.che Io rese favorevole. Andò incontro ad Al-
dopo In declinazione dell'impero roma- boino e lo trovò al fiume Piave, e pie-
no ubbidì n'unti, eil a' longobardi, i quali gandolodi non fare nocumento alcuno al-
ni essa stabilirono seggio d'imo de' sua chiesa, ottenne dal re la grazia del-
il
4 'a

Marchetati t
eretti di qua delle Alpi,on- l'immunità, mediante una sua pragma-
TRE TRE 81
ticacon tutte le facoltà, come riporta l'an- signoreggiarono nel governo temporale,
nalista Rinaldi nel 5G8. Alboino operò benché il reggimento si regolasse colla
in Treviso alcuni miglioramenti; indi nel creazione de'cousoli, e con una certa spe-
riparto dell' Italia fatto da' longobardi, cie di dipendenza, onde si mischiarono
creandosi ima Marca o Marchesato nella sovente i cittadini nelle guerre compro-
regione settentrionale, Treviso le diede vinciali, e fecero leghe e trattati. Beren-
il nome di Marca
Trevigiana, e per ri- gario I imperatore e re d'Italia nel 90^
siedervi ordinariamente il marchese go- privilegio! vescovi, nella persona di Adel-
vernatoredivenne capitale dituttoil pae- bertosuofavorito,colla donazione di mol-
se tra il Mincio, il Benaco, le Alpi, Ta-
il ti dazi, e delle due parli della pubblica
gliamene, le spiaggie della Venezia ed moneta, che a lui si aspettava. Né fu egli
il Po; cioè confinò col Friuli, col golfo di il i.°a fare tali concessioni a'vescovi di Tre-
Venezia, il Dogado, il Padovano, il Vi- viso, poiché dichiarò uel diploma di se-
centino e il Bellunese, poiché si formò del guire in ciò le orme de'suoi predecesso-
territorio di Treviso e di Feltre(F.). Ul- ri. Nicolò da Trevigi narra, che il Gol-
fariducao marchese di Treviso sotto lon- i dasto asserisce, che i vescovi di Treviso
gobardi non volendo assoggettarsi nel
, erano principi del s. romano impero; ed
584, dopo il governo de' 3o ciuchi, alla aggiunge, che se non erano i vescovi si-

nuova podestà regia d'Aulari, fu poi im- gnori assoluti della città, erano perlome-
prigionatoda Agilulfocbegli successe nel no destinali dagl'imperatori aldi lei go-
5g i Quel re pe-
nella stessa sua residenza. verno, e ne riporta le prove; riferendo le
rò, ed successori suoi ebbero la città di
i investiture feudali da loro concesse sino
Treviso in gran pregio, ma la rovinò e a 270 feudatari ministeriali, di cui era-
depresse re Rolari verso il 64*2- e vi sfo- no signori, ducili, conti e marchesi.
Dice
gò tutta la sua rabbia, riempiendola di di più Nicolò, che della contea Tri r (gia-
stragi. Distrutto nel 773 da Carlo Magno lla e luoghi in essa compresi, vescovi i

il regno longobardo, Treviso ne riconob- ne disponevano liberamente; il Mesirino


be il dominio, e nel 778 vi celebrò le fe- era tra' suoi confini e giungeva a quelli
ste di Pasqua. Carlo Magno non volle che dell'Asolano. Nel 1087 Padova ottenne
la nazione longobarda avesse altri re, si dall'imperatore Enrico IV il municipale
dichiarò egli stesso re d'Italia, e de'loro reggimento, che non avea potuto conse-
ducili permise che sussistessero le 4 prin- guire da Carlo Magno, e sul suo esempio
cipaliducee di Spoleto , del Friuli, di le altre città si separarono a mano a ma-
Trevìgi e di Benevento. Papa s. Leone no dal regno italico, sicché nel secolo XVI
III essendosi ritirato in Francia nel 799, quali si reggevano da se, quali erano ret-
nel ritorno Carlo Magno lo fece accom- te da'signori; laonde Treviso, ora come
pagnare a Roma dagli arcivescovi di Co- stilo libero, ora domi nata da' vescovi, ora
lonia e di Salisburgo, da 4 vescovi e da 3 sotto la protezione dell' impero, riaiase
conti, ricevuto in ogni città come un a- al governo del paese propriamente detto
postolo. Onorò di sua presenza Treviso, il Trevigiano, ossia l'antica provincia tra'
e giunse in Roma a' 29 novembre. Pro- limiti che sussistevano neli8o5, al nord
clamalo da s.Leone ili imperatored'oc- le Alpi, al sud il mare ed il Brenta, al-
cidenle Carlo Magno, Treviso riconob- l'est il Friuli mediante Noncello e la Li-
il

be a sovrani gl'imperatori Carolingi suoi venza, all'ovest il Bassanese e il territo-


successori, e quelli che sederono nel trono rio di Cittadella che apparteneva a'pa-
regio d'Italia, inviandovi essi a reggere la (luvuni. I quali confini corrispondono al
sua Marca un marchese. Col favore de- motto che si legge intorno l'arme della
gl'imperatori tedeschi, i suoi vescovi la città: Monti Musoni Ponto Dominor-
voi. LXXX. 6
82 TRE TR E
aite Nftoni. L'arme figura ima fortezza e divenne signore diTreviso, com-
di lui, e

vi si distinguono 7 torri, che ali iettante battendo felicemente per lungo tempo il
se ne vedevano nella città in epoca non competitore. Ezzelino II per le sue ric-
lontanissima. In allo dello scudo ne fu col- chezze e pel numero grande che di castelli
localo uno minore inquartato; era il se- possedeva sopra i monti Euganei, veni-
gnodelle crociale a cui Treviso avea pre- va consideralo il più potente cittadino fra
so parie.La gran conlessa Matilde, mar- le repubbliche vicine. Cacciato dopo lol-

chesana di Toscana, ebbe a vita in feu- la anche da Vicenza, e collegato di Sa-


do il marchesato di Treviso; altri dicono lingnerra da Ferrara, contro il marche-
che fu invertita della signoria nel 1 1 i3 se d'Estecapode'guelfi, l'imperatore Ot-
per indulto imperiale d' Enrico V, ma tone IV nel i2oq volle riconciliarli, ed
non potè goderla più di due anni circa, accompagnato dn Ezzelino II a Roma per
incapo 'quali morì. Reggendosi Treviso la sua coronazione, nel ritorno gli die il

a comune, fu una delle prime a concor- governo di Vicenza qnal vicario impe-
rere nella lega lombarda, contro l'impe- riale. Indi Ezzelino 11 divise i'ra'suoi figli

ratore Federico 1, ed in favore de' loro Ezzelino 111 il Ferùce t od Alberico meno
diritti e del perseguitato Papa Alessan- crudele, i suoi stati : al 1 ."diede lutti i be-
dro III.Molte gare ebbe dipoi co'vesco- ni situati nello stalo di Vicenza; al 2.°
vi di Belluno, di Ceneda, di Fellre e col (pielli che godeva pretto Trevi*o. Ritira-*

patriarca d'Aquileia. Frattanto nella re- tosi tlal mondo si die alle piò duole pra-
pubblica di Treviso sorsero diversi va- tiche, onde fu soprannomato il Monaco;
lorosi nelle armi, che dierono origine a ma venuto in sospetto d'aver abbraccia»
famiglie illustri, potenti e prepotenti, tra lo l'eresia de' Patari/ii, Papa Gregorio
cui i Camino «liEzzelinod'Onnra.i Tem- IX ingiunse consegnarlo al tri*
a'figli di

pesta, gli Azzoni, e gli Ordelafli che an- brinale dell'inquisizione, se non abiura-
dati nell'Emilia dominarono per 3 secoli va i suoi errori. Ezzelino III signore «li

Fori). La città dovette essere sempre in Banano, di Marostica e di altri camelli


guerra, per cui fibbricò Castelfranco nel de'monti Euganei, dopo aver manifesta-
1 1 <)(.), come frontiera de'loro confini con- to i suoi rari latenti per la guerra, onde
tro i fondarono una
padovani; e perchè vi conquistò Verona consegnar Pa-
e si fece
colonia e accordarono franchigie a' no- dova, al quale articolo parlai di lui e sua
bili e a'popolani che vi si vollero stabili- famiglia, non che dell' inaudite crude!
re, gli fu dalo il DOOkC di Castel Franco: là da lui commesse, estese le sue conqui-
eresse pure Noale ed altri castelli. Fero- ste sulla repubblica di Treviso, tiran-
ce fu la contesa del primato fra le due neggiala dal fratello Alberico tino dal
famiglie da Onora e daCamino,ambedue 1237. A reprimere le sue barbarie, non
d'origine tedesca. Ezzelino Eccelino li essendo sufficienti le scomuniche de'l'a-
detto il Monaco da'Onara, e più comu- pi, fu bandita contro di lui la crociata,
nemente da Romano, altro castello di sua e rimasto ferito nel combattimento si

giurisdizione nella Marca Trevigiana, squarciò le piaghe e morì nel settembre


nato da Ezzelino il Balbo, fu il ."po-
I 1 i2 5o dentro il suo castello di s. Zenone;
destà di Treviso, che dopo il termine del- il suo cadavere fu trascinalo e fallo in

la sua carica, profittando delle popolari brani da indomito cavallo : i 6 figli ma-
fazioni de' Guelfi e Ghibellini [V.), vol- schi furono decapitali, la moglie e le due
le usurpare il supremo potere, e venne figlie bruciate vive, giacché per le orri-
neh i83 mandalo in bando come capo- bili commesse da Ezzelino III,
iniquità
parte de'aecondij bianchirlo da Camino fu chiamato nemico del genere umano, e
primario tra 'guelfi s'innalzò sulle rovine si disse generalo dal demonio. Alberico
T R E TRE 83
suo fratello, dominatore ili Treviso, sic- glio Riccardo, dichiaralo vicario impe-
come fino simula loie, fìnse a lungo d'es- riale anche di Belluno e Feltre: fu ucci-
sersi inimicalo con lui. e di aderire a'guel- sone! 3 2 da un contadino con una ron-
1 1

fi, per guadagnar pratiche Ira 'suoi nemi- ca, senza che si potesse scoprire qual mo-
ci, e seminar Ira essi la discordia e la dif- tivo l'avesse spinto a tale a t leu tato. A que-
fidenza. Dopo il tragico fine d'Ezzelino III sti fu surrogato il fratello Gucello oGui-

fu cacciato da Treviso, e si ri tirò a s. Re- cello, che fu l'ultimo principe di sua e; -

no ue'monti Euganei, ove l'assediò la le sa, come nel 1 3 1 3 espulso e detronizza-


ga guelfa. Costretto ad arrendersi, fu fal- to da'trevigiani, che tornarono a vivere
li) perire colla sua famiglia, terminando colle proprie leggi. La piccola colie de'
in lui la casa di Romano. Vedasi la T'ita signori di Camino fu iusigne per essere
di Ezzelino III da Romano, dilli' ori- stata di buon'ora l'asilo di nobile acco-
gine al fine di sua famiglia, Venezia glienza de'lrovatori ede'poeti provenza-
l56o: I ita di Ezzelino da fiumano, li, ch'erano onorati in Lombardia, prima
con la Cognizione delle gliene della che la nazione indiana propriamente u-
Marea Trevigiana dal io al 1262, i i vesse ella stessa una lingua poetica, ed
eoinposta da PietroG e r ardo padovano. uomini capaci di trarne partito, come si
Venezia 164^' Dopo le accennate sangui esprime un moderno scrittore. Tuttavia
uose vicende, prevalsero di nuovo in Tre- su questo particolare va tenuto presente
viso signori di Camino, che dominava-
i il ria me rilènto a Sicilia e aTEATRo.Tor-
no Feltre e Beli imo, ed erano sostenti nato Treviso in libertà, i trevigiani eles-
ti da Azzo VII d'Esle. Questi armò ca- sero a capitano generale Bamb.ddo con-
valiere Gliei ai do di Camino, come il più te di Collallo. Nel i328 stretti gli ahi
ragguardevole fra' signori lombardi di tantida duro assedio, con 3o,ooo fanti
parte guelfa. Gherardo sullo lo specioso e 3ooo cavalli da Marsilio Carrara, lo so-
capitano generale occupò il prin-
titolo di stennero con eroica difesa. Altro lutilo
cipato della Marea Trevigiana nel 1283, assedio fece a Treviso Cane della Scala
e lo tenne sinoah3o5. Al suo tempo fu signore di Eerona, che fomentato da Go-
sublimalo alia cattedra apostolica il car- ccilo Camino volea impadronirsene. Tre
dinal Nicolò Boccasini di Trevigi o della volle loScaligero partì adontatodallesue
terra di Vito lungi 18 miglia, a'22 ot-
s. mura, ma il timore indusse i cittadini a
tobre! 3o3, e prese il nome di Benedet- darsi volontai iamenle all'imperatore Lo-
to XI. Conosciutasi l'esaltazione da'tre- dovico V il Bacato, che v'inviò il conle
vigiani, esultanti d'allegrezza ne dierono di Gorizia, il quale però attentando an-
le dimostrazioni maggiori, ed inviarono ch'egli a'privilegi loro, gl'indusse a paci-
a lui i propri ambasciatori per deporre ficarsi con Cane, e dopo ripetuti sforzi c-
a 'suoi piedi i dovuti offici di congratula- gli vi entrò pomposamente per capitola-
zione. 11 Papa gli accolse con amore pa- zione a' 18 luglio 1329, e morto in Tre-
terno e tenerezza d'alletto, e dopo molte visodopo 4 v °l' giorni, lasciò ad Alberto
espressioni di stima verso suoi coucitta- i e Mastino della Scala suoi nipoti il nuo-
dini e verso la patria, nell'alto d' acco- vo rilevante possesso. Dante con allusio-
miatarli fece loro il summentovalo do- neal breve periodo del godimento di que-
nativo, che descrive il suo biografo fr. Ni- llo conquisto e al giorno che si compì il

colò da Trevigi. Donò poi in altra occa- termine mortale Cane, scrisse: nel qua-di
sione alla cattedrale un calice d'argento le il Gran Feltro, in Treviso, compie
dorato con sua patena del peso di 38 on- sua giornata innanzi sera. Narra l'an-
cie, ed una pianeta e dalmatica rosse.Mo- nalista Rinaldi, che 1 trevigiani nel pre-
rendo Gherardo, credilo la signoria il fi- cedente anno, avendo abbandonato le
84 TRE TR E
porti delDa varo scomunicato da Giovan- coprirsi di gloria come sola fra le venete
ni XXII, si erano spontaneamente sotto- ciltà che colle proprie forze resistette alle
messi alla signoria della Chiesa romana, truppe francesi e dell'imperatore Massi-
ond'erano stali dal Papa lodali e ringra- miliano 1; indi tornò sotto la repubblica
ziati della divozione dimostrala alla s. Se- di Venezia e ne seguì destini. Per le guer-
i

de; per cui ne commise


governo al car- il re sofferte in varie epoche da Treviso, i
dinal Bertrando o Bernardo de Poyet o conventi e monasteri subuibani esposti a
Poggello legato di Lombardia. Avendo replicate rovine, e recando certo danno
incorso la scomunica la città e il decano alla ciltà col porgere a' nemici comodo
della cattedrale Guglielmo o Corrado de di alzarvi Irinciere e munizioni, a poco a
Bramasechi, Papa Benedetto XII dichia- poco furono trasportali nell'interno del-
rò delegalo apostolico Giacomo Morosi- la città, ed altrettanto avvenne al mona-
in vescovo di Torcello,a proscioglieredal- stero delle monache di s. Girolamo, al
l'interdetto l'una e l'altro, il che eseguì modo narrato dal can. Bambaldo degli
a'7 settembre 33g. 1 trevigiani, benché
1 Azzoni Avogaro, nelle Osservazioni so-
ritornati a libertà neli337, pe'patti sti- pra un sigillo della badessa del mo-
pulali in Venezia tra la repubblica ed i nastero, che fu già presso Trevigi di
fratelli Alberto e Mastino della Scala, con- s. Girolamo, riportate nel t. 48, p. 167
siderando il passato e le patite intestine del Calogerà. Il senato veneto per la
discordie, veduto Marsilio Carrara tor- delta guerra, onde munire Treviso, nel
nato in potere di Padova, ed a lui suc- i5oc) vi mandò
fr. Gio. Giocondo cele-

ceduto il nipote Ubertino II, per godere bre ingegnere veronese.francescanoe non
maggiore tranquillità avvisarono al par- domenicano ma non riuscì lodevolmen-
;

tito di dedicarsi alla signoria di Venezia, te nell'impresa, abbattendo spietatamen-


e Io fecero con ispontanea dedizione a'5 te fabbriche e borghi, e con una vastis-
febbraio 1 344» mediante solenue tratta- sima e non utile fossa guastò oltre misu-
to.Treviso però fu ne' seguenti anni a- ra e deformò la ciltà. Perciò il senato po-
cerbamente molestala dal patriarca d'A- co dopo deliberò di commettere le divi-
quileia, da Luigi I re d'Uugheria, e da' sate fortificazioni al valoroso Bartolomeo
Carrara, a'quali finalmente pervenne in d'Alviano, secondo il disegno del quale,
conseguenza della guerra di Chioggia. non senza rimettervi l'abitazioni esteriori, si

potendola difendere la repubblica vene- dilatò l'interno circuito della città, spe-
ta; per cui lasciata Treviso nella propria cialmente alla parte del borgo de'ss. Qua-
libertà, per salvarsi dal dominio Carra- ranta, e nel 1 56 1 fu l'opera compila. Fu
rese ricorse a Leopoldo duca d'Austria, allora che monastero di s. Girolamo,
il

che nel 1 38 1 essendosene impadronito, posto da prima fuori e non lungi dalle
da questi invece fu ceduta per un grosso vecchie mura della città, fu trasferito den-
contante nel 1 384 a c '" ne agognava il tro alla medesima, cambiata l'antica si-
possesso,cioéa Francesco I Carrara signo- tuazione a mezzo il borgo di nuovo fab-
re di Padova. Questo principe poi nel 1 388 bricalo, che ritenne il primitivo nome
consegnò la ciltà al vescovo, ma tosto la de'ss. Quaranta. Nel 1782 Treviso fu re-
ricuperarono i veneziani, avendovi con- ligiosamente rallegrata dal passaggio di
tribuito Gio. Galeazzo Visconti signore Pio VI, nel recarsi a Vienna. Da Ferra-
ili Milano, con guerreggiare Francesco I, ra pervenuto a Chioggia, indi l'i 1 mag-
e la spontaneità de'trevigiani di ritorna- gio a Mestre, vi fu ricevuto nel palazzo
re al veneto dominio. In conseguenza del- Erizzo dal procuratore Rezzonico, da
r
la lega di Cambray del 1 5o<), Treviso so- mg. Giustiniani vescovo di Treviso, e da
stenne lungo e celebralo assedio, e potè molli altri vescovi e nobili. Nel seguente
TRE TRE 85
giorno il Papa ascoltala la messa nella dall'imperatore d'Austria Francesco T, al
cappella tiri palazzo, e data la benedizio- cui impero tuttora appartiene. Durante
ne al popolo nella sottoposta piazza, a ore il dominio dell'imperatore e re Napoleo-
i5 partì per Treviso accompagnato da' ne I, questi eresse Treviso in ducato e con-
procuratori di s. Marco, Contarmi e Ma- ferì il titolo di duca di Treviso per ono-
nin. Giunto Pio VI innanzi alla cattedra- rare Edoardo Adolfo Casimiro Giuseppe
le di Treviso, al discendere dalla carroz- Morlier, maresciallo e pari di Francia,
za fu incontralo dal vescovo mg.' Giu- che intervenne alle battaglie della repub-
stiniani, dal podestà e capitano di Trevi- blica e dell'impero, potè fuggire dall'e-
so Marco Zen, dal clero e dalla nobiltà splosione del Kremlino, e perì neh 835
Papa con sin-
della città, accolti tutti dal in Parigi pe'colpi della macchina infer-
goiar gradimento. Adoralo nella chiesa nale esplosa da Fieschi contro il re Luigi
il ss. Sacramento pubblicamente esposto, Filippo. Nell'insurrezione del 1848, ces-
ad istanza del vescovo e del podestà, Pio sato in Venezia il governo austriaco ci vile
"VI fermatosi sulla soglia della chiesa be- e militare, mediante capitolazione de'23
nedì tutto il popolo accorso nella piazza; marzo, del conte Zichy tenente marescial-
indi proseguì il viaggio per Conegliano a lo, comandante di quella città e fortez-
Saeile, ove si trattenne la notte nel pa- za, colgoverno provvisorio ivi istituito;
r
lazzo di mg. Flangini uditore di rota e cessò pure in Treviso e sua provincia il
r
poi cardinale fu incontrato da mg.
: governo ci vile, ed a'2 3 marzo fu istituito
Marco Zaguiri vescovo di Ceneda, e dal parimenti un governo provvisorio,col po-
r
podestà Nicolò Pizzamano, non che dal destà d. Giuseppe Olivi per presidente,
cav. Andrea Renier figlio del doge e da cessando pure quello militare col ritiro
altri distinti signori. Treviso nel dedi- delle truppe, non che della guarnigio-
carsi alla repubblica di Venezia, conser- ne di Belluno, che mediante convenzio-
vò i suoi statuti di leggi civili, la sua no- ne col conte Ludolf tenente maresciallo,
biltà e le sue furine di rappresentanza onde evitare un inutile spargimento di
a cui prendevano patte lutti gli ordini sangue, dovè partire senz'armi Irannegli
ulli/.iali, eccettua tale evasione le trup-
de'ciltadiui. .Nel 1797, rispettando i pri- li ila

mi, alterò dopo 4 secoli e mezzo le secon- pe e Nel giugno gli


gli ufliziali italiani.

de, ma per pochi mesi dell'invasione del austriaci, comandati dal feld maresciallo
dominio francese, giacché quelle condi- Radetzki, tornarono nella provincia per
zioni furono ripristinate e mantenute dal ristabilirvi l'ordine.ed un corpo di circa
governo austriaco a cui fu ceduta fino al 10,000 uomini a' 3 intimò a Treviso di
1

i8o5, al quale erano passati parte degli tornare all'ubbidienza sovrana; ma il go-
stati dell'estinta repubblica. Nel 1 80G ag- verno provvisorio si preparò a combat-
gregate le provincie venete al regno d'I- tere rigettando l'intimazione, mentre fu-
talia,Treviso divenne sede d'una prefet- rono riprese Vicenza e Padova. In Tre-
tura e capo d' un dipartimento che nel viso corpi che l'occupavano ostinandosi
i

Tagliamento avea nomee confine, ed era alla difesa, tennero poche ore contro il
il Trevigiano smembrato di Castel Fran- maresciallo Welden generale comandan-
co e Noale ceduti a Venezia e a Padova, te dell'armata di riserva, quindi comin-
coll'aggiunta di molto paese oltre la Li- ciatesi dagli austriaci le ostilità, a' 4 giu-
1

venza, sicché la popolazione soggetta al- gno capitolò d' ordine del comandante
alquanto piti che quella
la prefettura era Zambeccari colonnello di 45oo uomini,
amministrata dalla regia delegazione del- con atto fatto dinanzi alla città, nella fra-
la provincia d'oggidì, costituita nel 18 [5, zione di s. Maria dellaRovere in casa Berti,
al fondarsi il regno Lombardo Veneto e sottoscritto dal conte Grenne ville mai:-
£6 TR E T RE
giure, e tln! direttore ile' corpi facoltativi vi tati sunt totSanc tonai; reliquie/c. rfi/as
italiani e della legione romana A. Gari- fioriorificc ad ppaesen t iss / ni a ni tute la in
l)o!cli maggiore. In conseguenza venne sta- asservat,ut corpus s, F.iberalìs de. Alti-
bilito, che la guarnigione di Treviso, do- no, quod dono dede-
altinates larvisinis
po aver immediatamente cedutele porte Tabra et
runtyttt Theonistus episcopus,
della città all' imperiali truppe, sarebbe Tabrata. levitarum martyruni aitine/i-
partita nella mattina seguente con armi sis dioccesis,qui contea arianos ca titoli-
e bagagli, obbligandosi di non portar le ce disputantes, lapideo in ponte supraSi-
armi contro l'imperatore d' Austria pel lium fluinen sunt obtruncati, noctum-
peiiododi 3mesi,edi ritirarsi nello slato que a tarvisinis deducti ad sepullurani
pontificio per Monselice e Uovigo a Pon- in ecclesia s. Joannis Baplistae anno
te Lagoscuro; lasciando lutto il materiale 4oo (o più tardi, come dirò), ut ss. Fio
da guerra, tranne <\ue cannoni, per cui rentinus et Vindemialis episcopi quie-
nel resto la convenzione fu simile alla ca- sccntes in cathedrali, qui ex Africa per-
pitolazione di Vicenza; e che la città di- sequentibus arianis in Italiani descende-
sarmerà sul momento gli abitanti, rimet- runtj et b. Ilenrici Baucencnsis confes-
terà al quartiere generale austriaco lutti» soribus, cujus quidc/n Henrki sanguis,
le armi, e si sottometterà confidando la qui de sancto eorpore Ottava dor-
ej'us

sua sorte alla generosità del governo au- milionis die ejfluxit, quatuor post sac-
striaco. Gli austriaci vi rientrarono alle cula stupente natura, admir ante pie tale
6 pomeridiane del 4, e gl'italiani ne sor-
i rubens adliuc, etjluidus perseverai, in
tirono alle 6 antimeridiane del 5, come i sacrarum rerum thesauro adservatus,
rilevai nel voi. LUI, p. 199. magnusque habitus inlionore. Aggiunge
L' evangelo fu predicato in Treviso, iIcommentatoreColeti,/fr///Vit sacra,l. 5,
secondo l'antica tradizione, da s. Prosdo- p. 487 '- Tarvisini Kpi scopi , parlando
cimo discepolo di s. Pietro e i.° vescovo della predicazione di Prosdocimo in
s.

di Padova, dopo la conversione di que- Treviso. Antiquissiniam ej'us cathedra


sta città e verso l'anno 5o. Vi fu ospitato lem traditur ab codem fuissc ereelam,
da Enfiosino milite, la cui figlia illumi- b, Petra aposlolorum principi slatini ,

nò dalle superstizioni pagane, e con essa ac ej'us reeeii te/11 morte ni eoelitus resci-
anche tutta la famiglia che battezzò. A vit, dicatam, Quod quidem non oninino

Teoflora primaria femmina coll'imposi- improbabile/li rcddil Iraditioiiem alle-


zione delle mani restituì la sanità, onde rarn ,<piae asserii Tarvisinam F.ecles'unn
si convertì col marito a Cristo, ed a lo- prillatili fuissc, quae in orbe Christiana
ro esempio riceverono le acque salutari sub invocatone s. Petri fteril sacra-
del battesimo altri 13. Inoltre s. Pro
1 la.La sede vescovile, istituita nel princi-
sdocimo fu l'apostolo e propagò la fede pio delIV secolo, divenne sulhaganea del
nel resto della Venezia, in Aitino, Oderzo patriarca d'Aquileia, nel 753 Benedetto 1

e altri luoghi. Riferisce quindi l'Ughelli: XIV la dichiarò dell'arcivescovo d'Udi


Additatane praetcrea , Prosdocimum , ne,e Pio VII nel 1 8 19 l'attribuì al patriar-
curii inorai e tur Tarvisii, de s.Petri mar- cadiVenezia,e tuttora loè.Nell'//^//// sa
tirio divini t us factum fui sse certiorem, cra%\ legge, come prima si costituiva la

ideoque (ernplum, quod Deiparae I ir- diocesi, quanto il capilolodellacattcdrale


gini desti ut: ver al,: k

uii seccasse magislro, eia più numeroso, e quali insegne da Bo


Tarvisiuosque deinde pi o Divo tutelari nifacio IX ed altri Papi gli furono accor-
Petrilli! venera tor fuissc eujiis titillo , date; che la città conteneva 7 parrocchie,
1

Tarvisiiiam cathedralcm nobilitatala compresa la cattedrale; eli' elativi i do-


.
'voi tu ruiii. VV< iiiimts decorc lutic ci
< l menicani, i conventuali, gli agostiniani, i
T Pt E T RE 87
>i minori osservanti, gì rotami ni del
viti,i i suini pessumdatum ibat, Heh'iandus ,

b. Pietro da Pisa, cappuccini cano-


i , i civitatisfacta dedi dotte , certissimum
nici regolari Lateranensi , carmelitani i averlit excidium 4^4- Felice I era ve-
scalzi, oltre 7 ovvero 8 monasteri ili mo- scovo quando Alboino re de'longobardi
nache, de'quali 3 governati da'regolari, dalla Pannonia entrò in Italia, ed avvi-
cioè da'camaldolesi, da'minori osservan- cinatosi a Treviso fu non solo placato dal
ti e da'conventuali;che in Treviso eranvi zelante pastore, ma gli concesse ancora
molle chiese, 4 sodalizi, diversi oratorii maxima urivilegia. Felice fu amico di 1

e luoghi pii che attestavano la pietà de' Venanzio Fortunato illustre trevigiano,
trivigiani. Tutta la diocesi conteneva ed ambedue per intercessione di s. Marti-
20 5 o 214 parrocchie, 3 conventi, 4 a '> no diTours guarirono da Pule male d'oc-
bazie, vale a dire 3 di benedettini e una chi, e Venanziocon ungersicoll'oho della
di cisterciensi, 7 monasteri; i principa- lampada che ardeva innanzi la sua im-
li luoghi erauo Mirano, Noale, Mestre, magine, onde per gratitudine cantò in 4
Castel Franco , Asolo già sede vescovile libri le azioni del glorioso santo. Rusti-
unita a quella di Treviso. L'Ughelli di- co del 588 intervenne al sinodo di Ma-
ce che Treviso contava 4,000 anime e 1 rano adunato da Severo patriarca d'A-
la diocesi 60,000, mentre il Coleli rife- quileia. Felice 11 vivea nel 5go e sotto-
risce, bis centena ferme, ammarimi mil- scrisse a suggestione de'vescovi scismatici
ita. III." vescovo è Giovanni fiorilo nel della Veuezia all' imperatore Maurizio,
320, indi Paolino del 35o, Tiziano fiorilo per l'affare àe'Tre Capitoli. Qui il Co-
circa il 4°°» a CLU tempo, secondo l'U-
' leli riporta Tiziano fiorilo nel secolo VII,
ghclli, dall'Africa si recarono a Treviso qui eitm Sarraeeni Corsicam subegis-
i Fiorentino e Vindemiale vescovi e
ss. setit, divino art tts Consilio Ulne se con-

confessori, intervenuti al concilio di Car- tttlit, et a nautis, lodane incolis, ubi ss.
tagine tenuto dagli ariani , ed essendo Florenlìi et P indemialis, qui ab Hun-
morti in Treviso, il detto vescovo li sep- nevico rege an. 484 l'i Corsicam rilega-
pellì nella chiesa dis. Gio. Battista presso ti illie mortale* deposuerunt exuvias,
la cattedrale, in arca marmorea con iscri- corporei /acereut, edoetus ca inde su-
zione. Però avverte Coleli, che i vescovi stulit, Tarvisiumquc diporta\>it atquc t

Fiorentino d'Utica e Vindemiale di Ca- in basilica s, Jo. Bantu tae honorifice se-
psa nell' ariana persecuzione, ovvero in pelh'it. Trivisius del 73t), con Calisto pa-
quella dello scisma de' donatisti, furono triarca d'Aquileia, compose la lite fra Gio-
esiliati in Corsica da Unuerico re deman- vanni conte di Ceneda e il suo vescovo Va-
dali nel 4$4; aont e '1 vescovato di Tizia-
' ' lentino. Fortunato del 7gc)ricevè a magni-
no forse devesi ritardare, o attribuire al- fico ospizio il Papa s. Leone III reduce di
l'altro vescovo omonimo la tumulazione Francia, col suo splendido accompagna-
de'beali corpi,come narrerò.G iocondo e- mento. Già nel 780 a tempo di Fortunato
r
piscopus rarvisinus intervenne alla con- erasi fondato il monastero della B. Vergi-
trazione della chiesa di s. Giacomo di ne, di s. Croce e dis. Fosca da Gerardo con-
Uivo Aito a'25 marzo 4^1, al cui tem- te, in cui si riposero le ossa de'ss. Senesioe
po devastando l'Italia Alarico re de'goti, Teopompo martiri, portate dall'oriente.
ne fuggirono la rabbia padovani e gli i Dopo la di vaslazioue del monastero, o-
altri popoli cu costanti. In tempo del ve- perata dagli unni e ungati neir8gc), i ss.

scovo Elvidio o Eliuiiudo oElviando, il Corpi furono traslati alia celebre abba-
ferocissimo Attila devastò Aquileia, Con- zia di Nonantola, e l'Cghclli riprodusse
cordia, Aitino, Opitergio, Asolo, Feltre, la storia di questa traslazione, non che la

Vicenza, adirne minitabundus Torvi* serie degli abbati di Nonaatola . comin-


88 TRE T RE
damlo ila] y^o circa al i632,cioèdÌ79 ab- Treviso, per cui l'imperatore Ottone I, a
bali, fra'quali Rovere divenne Giulio II, istanza della moglie Adelaide, donò il ca-
s. Cailo Borromeo e altri cardinali. Il ve- stello e la cattedrale al vescovo bozzone
scovo di* Treviso Lupo Dell' 8 4- inter- i che ne avea fatto preghiera. Nell'antica
venne in Verona alla consacrazione della cattedrale divenuta collegiata, ornala di
chiesa di s. Giorgio. Adeodato nell'826 pitture pregiate, vi restò il capitolo de'ca-
si recò al concilio di Mantova per le que- nonici, il maestro di ceremonie ed i man-
stioni Ira'patriarchi d'Aquileia e di Gra- sionari, colia dignità del preposto, ripor-
do. Domenico vivea nell'866. Landulo tando Coleti la loro serie da Luca e da

viene quindi registrato. Martino Tarvi- Pietro del 349, a Francesco de Fabris
1

sìntts episcopus si dice intervenuto nel del 17 15. Allora eranvi un monastero di
961 alla consagrazione delia cattedrale religiose, di versi sodalizi e il monte di pie-
ili Parenzo. Ciò però fa contrasto con tà: fuori della città fiorivano i conventua-
quanto vado a dire del seguente vescovo. li, i cappucini, i minori osservanti. Nella
]i vescovo Adelberto, daColeti chiamato chiesa già de'francescani si conservano 3

Alherlo,del quale già dissi superiormente, quadri de'più eccellenti .del Bassano. A-
che Berengario I nel C)o5 gli concesse que* solo dopo i calamitosi tempi dell' anar-
privilegi il cui diploma riporta Ughelli, chia e delle guerre civili cui andò soggetta
insieme all'altro diploma di altri privi- nel medio evo, dopo aver patiti infurtu-
legi alla sua chiesa concessi dal re d'Ita- nii gravissimi pe'molti tiranni che la do-
lia Ugo 926. Alberto nel 967 fu al
nel minarono, nel 1 337 volontariamente si

concilio di Ravenna, e nel 968 sottoscrisse sottomise alla repubblica veneta. Diven-
la bolla di Giovanni Xlll per l'erezione ne sede della regina di Cipro Caterina
diMagdeburgo in arcivescovato, per cui Cornalo, vedova di Giacomo 111 Lusi-
almeno visse nel vescovato 63 anni. Il suc- gnano,la quale per concessione del gover-
cessore Felice è incerto, o visse pochissi- no abitò questo luogo 1489 al i5io dal
mo. Nel 969 l'imperatore Ottone I do- in cui morì. Essa, nel tempo di sua di-
nò al vescovo Roccio o bozzone il castello mora, vi soleva tenere una corte fastosa
di Asolo, Asylio, colla chiesa di s. Ma- col concorso di molti illustri personaggi
ria e sue pertinenze. Asolo(F.), Acciaili, e letterali, fra'quali si distinse il celebre
A scellini A ce cium A sii uni
, , , Alili uni, Bembo poi cardinale, e suo parente. A-
capoluogo di distretto della provincia di solo cinto di mura merlale e fiancheggia-
Treviso e già sede vescovile, di cui tratta to ila torri, ha bei palazzi moderni nella
il sacra 1. 1 o, p.
Coleti, Italia Acilien- 1 : città e dintorni, abbonda di limpide sor-
sis Epitomatiti. Il suoi. vescovo che si genti d'acque, con sanissima aria e dolce
conosca, sufi'raganeo del patriarca d' A- clima. Ma l'ospedale, il ginnasio, sempre
quileia, è Agnello o Angelo de Acilio in- essendovisi coltivate le scienze e le lette-
tervenuto nel 590 al concilio degli sci- re. Il territorio abbonda di grani , vini
smatici inMarano,chedal Sigonio fu chia- squisiti, olivi, agrumi, foraggi, animali ,
mato Sai illumini episcopum. Aldo ve- boschi di roveri e castagni. Vi fiorisce
scovo d'Asolo fu Artemio, il quale por- il lanificio, ha acque salubri e acidule,
tossi al ricordalo concilio di Mantova ncl- e cava di pietre da fabbrica. Il diploma
1*826, come si conferma dal documento di Ottone I spedito al vescovo di Tre-
pubblicando Coleti. Desolata l'antichis- visoRoccio e Rozzone, nel 99 fu con- 1

sima e illustre città d'Asolo dalle fune- fermato da altro di Odone Ili, ed am-
ste scorrei ie degli unni e ungali nel prin- bedue sono riportati da Ughelli, insieme
cipio del secolo X,
a tal epoca sembra che od altro diploma del 996 di Odone IH
il suo vescovato venisse umto a quello di per altri privilegi. Inoltre ned' Italia
TRE TRE 89
sacra si legge il diploma dello slesso ve- sagrò la sua chiesa di s. ÌNirola. Enrico
scovo, col quale nel 997 donò a Vita- IV con due diplomi del 1 070 e del 1 073,
le abbate di s. Benedetto il luogo dello presso Ughelli, a vea confermato al vesco-
Mogli ano colla chiesa e sne pertinenze; vo Accelino ed al capitolo i privilegi con-
quello confermaloi io d'Ottone III, ed il cessi dagli antecessori, a loro ed alla chie-

diploma di locazione al doge di Venezia sa di Treviso. Essendo vescovo Corrado,


Pietro Orseolo li del 1001, del vescovo nel 1090 Enrico IV si recò a Treviso e
Rozzone e in nome della sua chiesa di vi fu accolto con incredibili onori e festi-

Treviso, tertiam partem de universo te- vi spettacoli, mostrandosi il principe be-


loneo atout ripatico, quoti pcrlinet ad nefico. Adonio vivea verso questo tempo,

portimi <lc nostra s. Ecclesia, aU/uc ires ed Oilorico nel 1107. Gombaklo nel 4 1 1 1

mansioiies, nec non et tantum lerram, ottenne dall'imperatore Enrico V la con-


quantum su/fecerit ad tertiam parlem ferma de'privilegi di sua chiesa. Il vesco-
ad ve s tra s stationes faciendas adversus vo Gregorio neh i3o fece una donazio-
noslras, eie. Indi furono vescovi Alme- ne, con istromento riprodotto atìY Ita-
rico I, Bloncone, Almerico II del 101 r, lia saera, a'monaci benedettini di s. E-
Gregorio, Arnaldo del io i4j '" eui En-s. lena di Tessera; nel 1 i/jo intervenite alla

rico imperatore concesse il


Il diploma con^agrazione della chiesa di s. Giorgio

presso Ughelli di conferma a'pi ivilegi de' di Verona, e neh 142 ottenne da Corra-
suoi predecessori. Il vescovo Rotali nel do 111 re de' romani il diploma pubbli-
i 023 dalla chiesa di s. Gio. Ballista tra- calo ila Ughelli, confermatorio degli an-
sferì nella cattedrale i corpi de'SS. Epi- tichi diritti di sua chiesa. Vivea ancora
.scoporum Tlieonisti, Elorentii, et Vin- nel 1 i.jf», come si ha da un istrumenlo
demialis, siniul cwn sanctus reliqitiis di concessione a' canonici. Il successore
beator uni diaconorum ac tnartyrum Pietro è incerto. Al vescovo Bonifacio nel
Tabrae et Tabratae, honorifìcentio- 1 1 52 Papa Eugenio 111 spedì l'amplis-
ri loco asservandis. Nel 1026 ottenne sima bolla Justis fralrum, di conferma
una concessione dall' imperatore Corra- delle prerogative della allieta di Treviso,
do 11, riportala da Ughelli in uno al di- Sottoscritta dal Papa e da 1 1 cardinali,
ploma di Enrico 111 del o3y di altri pri- 1 presso l'Ughelli, prendendo sotto la pro-
vilegi. Del successore Raniero non con- tezione della Sede la cattedrale di s.
s.

viene Coleti. Al vescovo Volfango nel Pietro. Blaucone o Biancone o Bianco


1 o65 Enrico IV, con diploma che si leg- deh 53, a cui Papa Anastasio IV con-
1

ge in Ughelli, confermò diritti e le con- i fermò la bolla dell'antecessore Eugenio


cussioni falle alla sua chiesa: dal mede- llljel'imperatore Federico I gli concesse
simo si riportano diplomi del vescovo i un privilegio. A quatto principe fu fami-
Volfango del 10 55 di conferma della con- liarissimo il vescovo Ulderico o Oldori-
cessione del predecessore Rozzone di fo- co, e neh S7 1 gli spedì un privilegiocon
gliano «'monaci, e di Papa Vittore II di omnem leloneum de
diverse concessioni,
ratifica.Mollando oR.otario intruso nello Castro Monti s Bellunae, riprodotto dal-
scisma dell'antipapa Clemente III, nelle l'Ughelli. Neh 66 1 concesse l'investitura
gravi vertenze tra Enrico IV e s. Grego- di un suburbio di Mestre; e nel 1173 Ez-
rio VII che lo scomunicò e depose nel si- zelino I da Romano die una sentenza so-
nodo romano del 078. Il Coleti teme che 1 pra una controversia insorta tra il vesco-
l'Ughelli abbia confuso 3 vescovi in uno, vo e Almerico Buz sul borgo Caurigna-
cioè Arnaldo o Araldo, Molari o Roti- go,documenti che si ponno vedere nel-
lo, e Rollando. Accelino fu vescovo dal l'Ughelli. Uldarico neh 1
77 intervenne a
1070 al 1082, che nello stesso anno con- Venezia per la pace fra Federico e Pa- 1
9° TRE TUE
pa Alessandro 111, Questi neh 170 avea investitine sono rammentali dall'Ughel-
Il capitolo neh
scritta la lettera apostolica EJfectum ju- li.
199 gli die a successore
Xta, sottoscritta tla lui e da 2 cardinali, 1 Ambrogio, ed anche di lui si hanno mo-
diretta al preposto di s. Pietro, colla quale numenti d'investiture datea'suoi vassalli.
prese sotto la protezione della s. Sede i A Tito oTisooTisone Tempesta, che g'i
beni del capitolo; e nel 1 172 con diplo- fu surrogato, Innocenzo III interdisse la

ma da lui segnato e da 4 cardinali, pa- temporanea amministrazione e collazio-


rimenti pose sotto lo stesso patrocinio le ne de'benefìzi ecclesia^ici. In un allo del
monache Maria di Mogliano: am-
di s. 12 o e riportato ue\\' Italia sacra, si ri-
1

bedue documenti sono nell'Uglielli. Si-


i cava che il vescovo di Treviso veniva di-
mile privilegio le monache ottennero da stinto, come notai di sopra, co' titoli di

Clemente 111 nel 188. A Ulderico, mor- 1 signore, duca, conte e marchese plurima
to nel 79, successe Ubaldo o Ottone, e
1 1 oppidorum, et lerrarum, in eisaue pie*
si dice che in tale anno Federico 1 lo prese nani et liberarti juristlietionetn exer-
colla ciliìi sotto la sua prolezione. Il ve- cere. Nel vescovato di Alberto a' dome-
scovo Acillo è contrastalo nell'epoca, e si nicani dal pubblico fu fabbricato nel
crede forse confuso con Accelino. Il ve- 122 3 convento e la chiesa, ludi si ri-
il

scovo Corrado è nominato nella bolla di porta vescovo Odorico forse nel 23
il 1 1

Alessandro Quoties a nobis peti tur,


111, e Tiso de Vidoro del i23i confermò nel
indirizzata a Dodone decano ed a'cano- 1 2 32 con suo allo l'istituzione di 4 man-
nici della cattedrale neh 18 conferman- 1 sionari fatta dal capitolo, e col vescovo
dogli la protezione della Sede apostoli- di Pveggio a oneste condizioni con)pose
ca. Indi il Papa Lucio 111 colla bolla Pine la pace co' veronesi. Nel 2 33 col consenso 1

postulutio, deh 84> nuovo 1 privilegio e del capitolo accordò l'esenzione alle mo-
conferma de'beni fece al decano Oberto nache di s. Chiara, prendendone cura i

e canonici di s. Pietro di Treviso, ed al- francescani; ciò che confermò Papa Gre-
trettanto loro ratificò nel 187 Urbano 1 gorio IX colla bolla Religionis vestrae,
III. Inoltre nel 1 1 85 Papa Lucio IH con- la quale con detto atto, e colla lettera d'In-
cesse al vescovo Corrado, colla bolla In nocenzo IV del 244i contro Ezzelino III 1

eminenti, amplissimo indulto conferma- da Romano, sono nell' Italia sacra. A •

torio de'privilegi di sua chiesa. Neh 189 vendo l'empio l'iranno invaso le castella

I' imperatore Enrico IV invilo Corrado e le possessioni della chiesa di Ti eviso,


ad accompagnarlo nel suo viaggiodaRon- ritenendole con violenza , determinò il

caglia a Roma peresservi incoronalo. Per- Papa a rinnovare con tale lettera la sco-
ciòil vescovo chiamò a parlamento i suoi munica contro di lui, chiamando Ezze~
feudatari e vassalli ins. Cassano di Quin- lino HI nemico di Dio e della Chiesa. Mor-

to, uno de'eastelli in cui i vescovi avea- to nel 24'> TisooTisone Vidoro, gli suc-
i

noassoluto dominio, per imporre loro una cesse fr. Gualtiero della famiglia Irivigia-
contribuzione per allestirsi a partire con na Agnus I >ci, domenicano, nunzio d'Inno-
buon numero di gente armala a tenore cenzo IV all'imperatore greco, e concesse
del sovrano comando. Tenne ih. luogo un'in vesti tura aTisone di Cam pò s. Pietro;
fra questi il conte Rambaldo trivigiano, nel 1 255 fu traslato a Castello o Venezia,
il quale promise per tulli, inclusi vamente ma non pare che fosse cardinale. Nota il

agli assenti, che sarebbe pagata la tassa Coleli, che il cronista de' francescani pre-
ingiunta. L'atto co 'nomi de' feudatari si lese che il b. Gualtiero di tale oidi ne, chia-
legge nell'Uglielli, insieme alle ricordale ro per miracoli, fosse vescovo di Treviso
bolle. Enrico già canonico della cattedra* neh 242, ma noi fu; ed inoltre avverte
le era vescovo ucl 1
1 97, e più alti di sue che l'ietto Pino vescovo di Custello, cui
T U E TUE 9.
pei' morie successe fr. Gualtiero, non po- scomunica il Bramasechiela città. Morto
teva paasarea quesiti sede, come volle U- nel 1 349)gli successe nel 1 3.5o Pielro,incli
ghelli chiamandolo Pietro Pierius, Il ca- nel 35 Giovanni Malabaila d'Asti, tras
1 1

pitolo parte elesse fr. Albi-rio l'uccio ira li- laloalla patria nel 354 ('' can.Bima nella
1

cevano, e parte Bartolomeo die rinun- Serie cronologica de* vescovi iV Asti ^Wca
ziò. Papa Alessandro IV annullata la vi- nel 364,epoi nel 376 venne trasferito a
1 I

ziosa elezione, nel 2 ~5 dicliiaiò vescovoi s. Iti tale anno fu eletto


Gio. di Moriana).
il degnissimo Uiecioo bieco, che edificò la AzzoMadioodeMauzisodeMagisnobilis-
chiesa di s. Lorenzo martire, e fu zelante siino bresciano, esimio dottore in legge.
e benemerito pastore, A lui ed al vesco- Morto a'18 luglio 1 3 T7 inVenezia e tumu-
vo di Vicenza scrisse Alessandro IV con- latolo s.Paolo.meulreLuigi I red'CJnghe-
tro Ezzelino III e il suo fratello Alberi- ria stava per irrompere contro la città di

co, dichiarandoli scomunicati e protet- Treviso, nell'islesso anno gli fu soslituilo


tori di eretici. Il vescovo fu poi calunnialo ilfamoso Pileo de' conti di Prata (fr.),
alla », Sede, ma trovato innocente tornò traviato nel 309 a Padova e poi cardi-
1

alla sua chiesa, ove pacificamente mori nale. Gli fu surrogalo Pietro de' conti
nel i 2 7 5. Di versi documenti clie lo riguar- Baoui Padova e canonico di quella
di

dano sono neH'U»hel!i, Tommaso Tra- cattedrale, due alice volte postulato rial
versali ed Eurico Contenni veneto non capitolo, con alti riferiti dall'Ughelli, ven-
sitrovano vescovi ne' registri vaticani. ne fallo vescovo di moto-proprio il.i In-
Nel 1278 Prosavio Novello Iraslato da nocenzo VI; assai lodato per la sua am-
Ceneda,di si ngolai sapienza e di soavi ma- ministrazione, probi là e vita esemplare.
niere; mortile! 29 e fu sepolto nella cat-
1 1 Oi nò la cattedrale e rifece la porta, con-
tedrale con marmoreo epitaffio. Tolleri o sagrò l'aliai e di s. Marco e vi collocò mol-
Caccia di Treviso è dubbio. Nel 1291 te reliquie, edificò e dotò nella stessa cat-
Acido registrato da Ughelli, viene riget- tedrale l'altare e la cappella della ss. Tri-
t alo da Coleli. Pandolfb vescovo vivea nel nità e vi fu sepolto: aumentò nella piìi par-
1 3o6 e nel 3oq. In questo trovasi Ca-
1 te l'edificio dell'episcopio, scrisse la vita
stellano Salomoui virtuoso e lodato, mor- del b. Enrico ila Bolzano, volgarmente
to neh 322. Nel seguente da Forlimpo- detto di Treviso. Il successore fr. Nicolò
poli vi fu trasferito Ubaldo Gabrielli da Beruto domenicano, uel i3q4 f Iraslato ( >

Gubbio; Pivebat adirne art, 334 0"° 1 a Massa Marittima, e nel i4<>4 all'arcive-
die g martii Nieola ejns vicarius man- scovato d'Orislagno o Arborea, confer-
davit Conrado de Bramasechis decano mandolo il can. Sima. Riferisce il Coleli,
eathedralis Tarvisinae, ut non oh s tan- che Bonifacio IX colla bolla Licei /.?, che
te interdicto, cui fune erat obnoxiacivi- riprodusse, nel suo vescovato concesse al-
tas Tdrvisina, sacra pera geret, etdivi- la cattedrale diverse indulgenze; ma es-
nis interesse t offìciis juxta praeceptuni sendo la bolla dell'anno XII del ponti-
Dominorum de Scala, a quibus eidem, ficato, pare meglio doversi ritenere ema-
si obedirerenuisset, mors intendebaluv. nata hi quello del successore. Lotto Gam-
Nello stesso 1 334
Giovanni f°- vescovo fr. bacorta nipote del signore ili Pisa e ar-
de Benedetti nobile veneto domenicano, civescovo di questa città, esiliato dall'Ap-
morto in Bologna. Pietro Paolo Costa tri piani quando uè usurpò la signoria, Bo-
vigiano, nella cattedrale eresse l'aliare di nifacio IX neli394 lo traslalò a Trevi-
s. Gio. Battista e lo consagrò nel i344 : so. L'Ughelli ci diede Tallo del possesso
fu sotto di lui che nell'episcopio il vesco- che prese della sede, in cui si parla del di-
vo di 'Porcello, alla presenza del suo vi- fensore o avogrado per l'avvoca/.ia della
cario gcnerale,proscit)lsedal vincolo della chiesa di Treviso, ancora esistente, per
9i TRE TRE
cui godeva il feudo di varie terre qual l'amanuense o meglio l'oscitanza del ti-
vassallo del vescovo, nel quale officio a' pografo (come rileva Quiriui)avendoom-
Tempesta erano succeduti gli Azzoni, per messo nella data il numero L scrisse 433 1

elezione fatta innanzi al predecessore dal come riportai poc'anzi, il che fece quella
clero e da' nobili di Treviso. Lotto eb- gì ave alterazione e confusione che in p;ir-
a
be a suffraganeo e vicario generale fr. le corresse Coleti. Il cardinal Angelo M.

Giacomo di Treviso domenicano, vesco- Quirini scrisse le notizie: De Joanne Be-


vo di Tine e Micone. Moiì Lotto nel nediclo patricio veneto ordinis prrredi-
i4oq, ed Alessandro V elesse fr. Giaco- catorum, Episcopo TarvisinOyEpistola.
mo di Treviso, allora chierico di came- La pubblicò il Calogerà nel t.
49, p-3 9, 1

ra, imperocché i trivigiani eransi sottrat- ed ivi schiarì tutto quanto riguarda il ve-
ti dall'ubbidienza di Gregorio XII, rico- scovoBenedelti,riportandoancora la bol-
noscendo invece Alessandro V eletto nel la Injunctum nobis, che Eugenio IV e-
Sinodo di Pisa. Fr. Giacomo interven- uianò nel i432 sulle nuove costituzioni
ne al concilio di Costanza per l'estinzio- del capitolo di Treviso. Il cardinal Qui-
ne del traode Scisma d'occidente, e finì di rini dunque, dichiarando che furono con-
vivere nel 4- 8. Martino V lo stesso anno
1 > fusi tempi e le persone, narra su fr. Gio.
i

conferì la sede a fr. Gio.Benedetto veneto de Benedetti veneto domenicano, che nel
francescano, insigne per virtù, e dottrina, i4oo fu promosso da Bonifacio IX al
già generale del suo ordine e arcivesco- patriarcato di Grado, dignità che trepi-
vo di Ravenna , designato di Spalatro dante rinunziò dopo pochi giorni. Indi
(al quale articolo lo riportai col Fallato, diventò priore del suo convento de* ss.
il quale lo chiama Giovanni Averoldi bre- Gio. e Paolo di Venezia; poi fu designato
sciano, ma neli474> P el quanto vado a
'
fra' candidati al vescovato di Padova, e
dire); Ìu insieme arcivescovo di Tebe in nel i4 1 6 fraque'pel vescovato di Treviso
partibus, benemerito pastore, ed inoltre a cui fu prescelto. Come eletto, interven-
si «lice nell'iscrizione sepolcrale, che re- ne al concilio di Costanza, e ne'primor-
staurò l'episcopio e la cattedrale, redense di del pontificato di Martino V o nel 4 8 1 '

i beni della mensa e fu munifico con tutti. fu da questi promulgato vescovo di Tre-
Morì nel 1 433 e fu sepolto nella cattedra- viso. Fu zelante pastore pel ristabilimen-
le con onorifico epitaffio, che come altri to della disciplina ecclesiastica e per l'e-
•si può leggere nell'Ughelli, che riferisce semplarità del clero, particolarmente per-
tali notizie. Varie avvertenze e rettifica- seguitando i concubinari. Nunzio d' Eu-
zioni fa Coleti sul riferito dall' Ughelli. genio IV anche al concilio di
a' veneti, fu

Chiama il dello vescovo fr. Gio. de Be- Basilea, il quale divenuto conciliabolo,
nedetti nobile veneto domenicano, eletto per evitarne le insidie si recò a Bologna,
neh 4 S dopo avere rassegnato il titolo
i ove morì a'i4 aprile 1437, restando se-
diRavenna a cui l'avea destinato Grego- polto in s.Domenico. Nel 1 437 medesi-
rio XII e mai la governò; che vi vea an- mo Eugenio IV fece vescovo il parente
cora nel i435, che fu nunzio apostolico Lodovico Barbo nobile veneto, abbate di
a Venezia, e morto in Bologna venne de- s. Giustina di Padova, che accettò ripu-

posto nella chiesa del suo ordine, con quel- gnante, come quello che avea istituito la
l'iscrizione che Ughelli riporta al vescovo detta congregazione benedettina, la qua-
fr.Giovanni de Benedetti del 334, tu cu 1 ' le lòrmò la celebre de' CassinesifF.). Mo-
parlai più sopra. Il vescovo fr. Giovanni o rendo nel 443 volle esser sepolto nel ca-
1

Za n nel ti no genera le de'miiiori, a rei vesco- pitolo di s. Giustina, con epitaffio in versi
vo di Tebe e di Spalatro, vescovo di Tre- presso Ughelli. A' 17 ottobre gli successe
viso, di cui parlerò, morì ueli483; ma Ermolao Barbaro nobile veneto e proto-
I R E TRE p,3
notano apostolico, che restaurò con pie- ca d'Antiochia. Su questi 4 ultimi vesco-
tre l'episcopio, e lo abbellì, neh 453 tra- vi va letta l' Italia sacra, ne'documeuli
sferito a Verona. DaCattaro nel 454 p**-
1 cheli riguardano, così del successore Gio-
sò a questa chiesa Marino (che lo slori- vanni di Savona deh 476, ossia fr. Gio-
co trivigiano Burchelato appella Lodo- vanni Zannettino generale de'francesca-
vico) Contarmi nohile veneto, già luogo- ni memorato di sopra e confuso col do-
tenente nel vescovato ih Vicenza pel caldi- menicano fr. Giovanni de Benedetti ar-
na Bar ho poi Paolo
1 1 1 .Morto nel i 455, in civescovo di Spalatro secondo uno de'ca-
questo postrema die abeimfis aprili s, ne talo»hi del Fallato, bensì arcivescovo di
occupò la sede il protonotai io apostoli- Tebe. Questo dottissimo teologo fr. Gio-
co Pietro Tostara; e nello stesso anno a' vanni fu detto da Udine, e da'fondamenti
) | dicemhre fu succeduloda Marco Bar* costruì nella cattedrale la grande cappella
lo (V.) sapiente e vigile pastoie, dallo zio sotto il titolo della Concezione di Maria
Paolo li circa ih 465 traslato a Vicenza, Vergine, com'è detto sun- nell'epitaffio
indi creato cardinale. Gli successe Teo- nominato, il quale fu attribuito erronea-
doro Lelio, che col Carde! la Memorie , mente al domenicano, e nella medesima
storiche de' Cardinali, lo dissi tra gl'il- sepolto neh483 per sua morte, avendo
lustri trivigiani, dignità da alcuno con- istituito un canonicato per celebrarvi la
trastala: 1'Lghelli lo chiama pure de Lei- messa. Da Parenzo nel 1 486 vi fu trasfe-
lis e lo dice nohile di Teramo, uditore di rito Nicolò Franchi padovano, funse per
rota da Pio II, e fatto vescovo di Treviso la santa Sede varie legazioni, e l'Ughelli
da Paolo li; lodato per prudenza e celebre riporta un epigramma inciso prope Kpi-
per dottrina. Pio 11 l'inviò al senato ve- scopatus gradits, e l'iscrizione posta nel
neto per l'operato da Sigismondo arcidu- marmoreo sepolcro nella cappella del ss.

ca d'Austria, nell'arresto del cardinal di Sagramenlo della cattedrale, ove fu col-


Cusa vescovo di Bressanone, e per la villo- locato allorché morì neh 499- n questo '

ria riportatada Luigi XI rediFrania,con- da Belluno Bernardo Rossi


vi fu traslato
tro Filippo il Buono duca di Borgogna; di Parma de'conli di Bercelo, che dotalo
non che lo spedì in Germania per le fu» di molte virtù, prudenza e integrità, fu
neste conseguenze degli eretici ussiti. Tor- impiegato da' Papi in gravi affiti, onde
nato a Roma, Pio 11 lo colmò d'onori, riè fece governare la sua diocesi da altri per
minor favore godè presso Paolo li, che la sua assenza. Nella sede vacante perGiu-

lo impiegò in importanti affari, morto in lio 11, il sagro collegio lo fece governa-
Roma uel i/jGG e tumulalo in s. Maria tore di Roma, e l'eletto Leone X lo con-
Nuova con iscrizione, nella quale non si fermò e poi lo mandò preside a Bologna;
nomina il cardinalato, ma solo che fu ve- nuovamente governò Roma sotto Cle-
scovo di Treviso, divini humaniaue ju- mente VII, e mentre dovea crearsi car-
ris consultissimo, ac Pauli II referen- dinale, repentina morte lo tolse a'viveuti
dario. Questo Papa nel concistoro de' 7 i a'28 giugno 527, 1' Ughelli riportando
1

aprile promosse a questa chiesa, vacante l'epilafliodisua tomba. Nel 5^8 Clemen- 1

da 1 7 giornijFrancesco Barocci nobile ve- te VII die questa chiesa in amministra-


neto canonico di Bergamo; per sua mor- zione al cardinal Francesco Pisani (/ .),

te nel 47 1 fui ono vescovi, prima Bene-


1 che nel 1 538 la cede al nipote Giorgio
detto daUdine,e poi fr. Pietro Riario[V.) Cornaro nobile veueto,virtuoso e pruden-
di Savona francescano e nominato dallo te pastore (ma Coleti corregge Ughelli,

zio Sisto IV, che creatolo cardinale gli la- dicendo che il cardinale amministrò la
sciò questa chiesa in commenda, indi nel chiesa sino al i5(> j): intervenne al con-
1-475 fece vescovo Lorenzo Zane palliar- cilio di Trento, i cui decreti promulgò
94 TRE TRE
in Treviso, dedicò la chiesa ile' cappuc- lettere e pietà, zelando quanto poteva h
cini, e neli5y7 abdicala sede *( seguente re risplendei e la religione e le virtù do'
nipote, e morto dopo due anni fu tumu- chierici ; il seminario per lui fiorì nelle
lalo nella cattedrale. Francesco Corna- scienze e nel numero degli alunni che
7
ta (J .) a' aq novembre divenne vesco- giunsero a 1G0, anche per averlo ingran-
vo, nel i 583 restaurò e ingrandì il semi- dito e fornito di tulio il bisognevole. Ri-
nario, e ne curò l'ottima istruzione, da fece l'episcopio più ampio, con 1* archi-
Sisto V fu fatto chierico di camera, e da viò ove riunì lutti i documenti antichi di
Clemente Vili cardinale; non continuò sua chiesa. Con questi termina ne\\' Italia,
B(l amministrare la sua chiesa, poiché nel sacra la serie de'vescovi, che compietelo
i 5q5 l'avea rassegnala, dopo averla be- eoUe Notìzie di Roma: ilColeli nel 1. o,p. 1

neficala col suo animo caritatevole: l'U- 343 riportò anche pel veseovalo'di Trevi-
ghelli riporta l'iscrizione sepolcrale di so aggiunte e correzioni. Nel 172.3 vi fu
Roma, e quella eretta in Treviso da 'ca- traslato da Cor fu, colta ritenzione del ti-
nonici. Neli5q5 da Zara vi fu trasferito tolo arcivescovile, Agostino Zacco di Ve-
il nobileveueto Luigi Molinodi gran pie- nezia. Nel 1739 da Ceneda vi passò Be-
tà e vigilanza; curò l'educazione delle sa- nedetto de Luca di Venezia. Nel 1700
gre vergini, la frequenza de'sagrumenti fr. Paolo Francesco Giustiniani cappuc-

nel popolo, l'esemplarità del clero, ed in cino di Venezia, già vescovo di Chioggia.
tulle buone opere volle contribuirvi;
le Nel 788 Bernardino Mario canonico re-
1

imnlo in Venezia neli6o4 con lagrime golare Lateranense, di Glissa diocesi di


ed elogio funebre fu accolto nella sua cat- Spalatro. Dopo lunga sede vacante, nel
tedrale, e Bai toiomeoBurchelato ne com- 1822 Giuseppe Gras*er di Bressanone,
pose l'epitaffi*. Tosto
Fran- gli -successe poi traviato a Verona, l'io Vili nel con-
cesco Giustiniani nobile veneto, abbate cistoro de 1 8 maggio 1829 dichiarò ve-
commendatario dibosco, morto nel 1623. scovo Sebastiano Soldati diPadova,zelan-J

A'i8 dicembre Vincenzo Giustiniani gli te della cura delle anime, eloquente pre-
fu sostituito, che neh 633 passò a Bre- dicalore, e vicario capitolare; grave, pio,
scia, ed in Moro-
vece fu eletto Silvestro prudente, dotto e ottimo pastore. Per sua
sini nobile veneto, nella sua morte avve- morie il regnante Pio IX nel concistoro
nuta neliG3o, succedendolo Marco Mo- de'3o settembre 18^0 preconizzò, con
losini liaslaloaBrescia nel i64'J>.lnnoceu- I' elogio che si legge nella proposizione
zo X 646 nominò Antonio Lupi ber-
nel i concistoriale, l'odierno vescovo mg.' An-
gamasco,morlo nel f)C>7,oude nel 668da
1 1 tonio Farina di Gambellara diocesi di Vi-
Concordia vi fu trasferito il nobile veneto cenza, già canonico di quella cattedrale,
Bartolomeo Gradeuigo, poi vescovo di maestio in diverse facoltà del patrio se-
Brescia neh 682. Neh 684Gio.BatlistaSa- minario, curato della parrocchia di s. Pie-
nuto patrizio veneto e primicerio di s.Mar- tro, fondatore col proprio peculio della
cOjbenemerito vescovo, poiché celebralo il pia cusa delle don/elle con approvazione
sinodo confermò decreti de'predccessori,
i della s. Sede, esaminatore pio-sinodale,
rifece l'episcopio, nella torre contigua alla censore e revisore de'hbri, e moderatori
cattedrale pose l'orologio, stabilì meglio del egio liceo e delle scuole pubbliche/;/ o
1

la dopo un'ultima
sede del seminario, e jjuellis.Ogni nuovo vescovo è lassalo ne'
amministrazione morì neh 709 e fu de- libri dellacamera apostolica in fiorini
posto innanzi l'altare maggiore de' car- 4^o,la mensa essendocostituita di 4 lOO
melitani scalzi con onorifica iscrizione. scudi romani non deduc ti's oucriliis.Xm-
Nel 1710 gli successe il cassinese d. For- pia è la diocesi, e comprende 209 par-
lunato Muiosini nobile veneto, egregio in rocchie.
TR E TRI <>V

TREZENE. V. Tresene. testina (T~.) nella Siria (l '.J,vennedisii i-

TRI A Guglielmo, Cardinale. Urta in biuta soltanto in 12 parti, non dovendo I»


Francia di regio sangue e zio di Filippo tribù di Levi oLeviti(P.)tcoomgtala al Si-
di Valois, arcivescovo di Reima nel i 3^8 gnore, essere occupata nel coltivare la ter-

unse e coronò il nipote in re di Francia ra, ma sempre addetta al servigio del Ta-
7
col nome di Filippo VI. A'20 dicembre bernacolo (/'.) e del Tempio (f .), perchè
1 33 1 Giovanni XXII lo creò cardinale ad essa fu dato il Sacerdozio (I.), per cui
prete, e si vuole inolio nel i334- Il suo siprovvide alla sussistenza di questa tribù
cardinalato però è contrastato, alcuni Taf assegnandole delle dimore in alcune città,
fermano, altri lo negano. come pure ebbe le primizie, le decime e le
TRIADICO. Inno della chiesa greca, oblazioni del tempio. Narrai a Israeliti
ciascuna strofa del quale terminava in lo- e alili articoli come nel deserto la tribù
de della ss. Trinità eòi Maria Vergine. Taberna-
di Levi era collocata intorno al
TRIBÙ' o TRIBO, Tribus. Una delle colo, e le altre 12 com'erano accampale
parti nellequali anticamente si divideva- a tre a tre unitamente, ciascuna secondo
no le nazioni o le città, per distinguere le il proprio rango, e da queste posizioni e
stirpi e le famiglie. Sembra die tuttavia vi dall' insegne delle tribù ebbe origine lo
sieno ancora antichi popoli divisi per tri- Stendardo (l .); come procedevano nel-
bù. , divisioni però appellate con diversi la Strada in viaggio; come fu loro divi-
vocaboli. Il nome di tribù, o tribo come sa la Terra promessa o paese di Chanaan,
pronunziavano questa voce i nostri pa- che d'allora in poi fu detlaTerra d'Israele,
dri e maestri della lingua italiana, viene e Terra santa, perchè Dio solo vi era a-
dal latino tribus che ha il medesimo si- dorato (ma ben giusto titolo cristia- i

gnificato, e dalla parola greca tribus che ni la chiamarono Terra santa, dacché es-

suona terza parte, perchè il popolo ro- sa fu santificata dalla nascila di Gesìi Cri-
manofu nella sua prima origine diviso stoe dtt misteri di nostra avventurosa re-
in tre parti o tribù, secondo la testimo- denzione, ed ove è il Calvario e il s. Se*
nianza ile' più antichi scrittori. Nell'an- polcro, venerandosi in Gerusalcmmeau-
tichità chiamatasi tribù una certa por- che la culla della nostra ss. Religione); che

zione di popolo distribuita in diversi di- dopo la morie di Salomone, dividendoci


stretti. Vogliono alcuni che per la divi- Iei2 tribù in due parti, quella compo-
sione fatta da Rotnolodi Roma, delle ter- sta delle tribù di Giuda e di Beniamino
re delle città e del territorio delio slato formò il regno di Giuda, quindi il pae-
in tre parti, le chiamò tribù, sia a moti- se da loro abitalo prese il nome di Giu-
vo del Tributo (/ .) che ogni parte do- dea (V.), cioè dopo il ritorno dalla schia-
vea pagare, sia pel numero di tre, il qua- vitù di Babilonia; mentre quella por-
leformava quella prima divisione del po- zione il' israeliti composta delle altre 10
qualche altra cagione che s'i-
polo, o per tribù formò il regno d' Israele con Sa-
gnora. Ma prima de' romani il vocabolo maria (/'.) per capitale; restando Ge-
tribù già era stato usalo dagl'Israeliti rusalemme (l .) capitale del regno di
Ebrei discesi da' 1 2 figli di Giacobbe, an- Giuda, il quale col tempio conservò il pu-
zi come notai nell'enumerarle in tali ar- ro culto di Dio. UEfod (I .), ornamen-
ticoli, co' nomi de'loro capi, quel popolo to del Sommo Sacerdote, a te» sulle S}>al«
fu distinto in i3 grandi famiglie, perchè le due giosse pietre preziose sulle quali
Giacobbe adottò per figli prima di morire leggevasi il nome delle 12 tribù, cioè su
idue figli del suo diletto figlio Giuseppe. quella della spalla dritta il nome de 6 pri-
Nondimeno la Terra promessa da Dio u mogeniti, e quello de'secondogeniti sulla
Giacobbe, ed al suo avo e padre, ora Pa- sinistra. Nella parte ove l'è lo d s'incroci.»
96 TRI T il I

va l'ornamento quadralo
sul petto eravi nella decadenza loro, almeno riguardo al
detto Razionale (F.), nel quale erano in- loro credito e nella parte ch'esse a veano
cassate 12 pietre preziose di diverse spe- nel governo,poichè gl'imperatori concen-
cie e colori, su cui erano scolpiti nomi i trarono nelle loro proprie mani tutta l'au-
delle 12 tribù, uno per gè/?*/»*?. Dio a mez- torità della repubblica, e non ne lascia-

zo del sommo sacerdote e del razionale rono più che l'ombra popolo e al se- al

rese più volte i suoi oracoli, quando fu nato. Stabilita e ampliata la nuova città
consultato. Siccome nelle 1 2 pietre era- di Roma da Romolo, ed egli eletto re del-
no pure scolpile delle figure, desse e i lo- la medesima, successi vamenle divise in 3

ro colori, secondo alcuni, dierono origi- parti pò polo e perciò chiama te Tribuno-
il

ne agli Stemmi, nel quale articolo le de* me pure fece una tri pi ice di visione di tutto
scrissi,perchè corrispondevano all'inse- il terreno che possedeva, una delle quali
gne delle 12 tribù israelitiche. Di quanto parti dovea servire per la costruzione de*
riguarda le tribù d'Israele in moltissimi templi e pe'ministri sagri, l'altra per gli usi

articoli, sebbene qui non rammentali, ne pubblici, come fori, basiliche, et., e la 3."
a
ragiono. riservò pegli usi privati. Quest'ultima 3.
Atene, di cui riparlai meglio a Gre- parte fu nuovamente divisa in 3o parti
cia, variò nel numero delle sue tribù se- decimali eguali per 3o curie, ciascuna
condo suoi ingrandimenti da princi-
i : composta di 100
ed ogni curia
cittadini,
pio n'ebbe 4> poco dopo 6, indi nel suo fu suddivisa in altre io parti dette decu-
splendore era divisa in io tribù, che a- rie. Imperocché Romolo avea distribuito

veano ricevuto il loro nome da o eroi del 1 il popolo in tre parti o quartieri o sestieri
paese: Demostene ne parla sovente nelle o sezioni o Regioni (V.), come le nostre
sue aringhe. Si chiamavano : Scarnan- Parrocchie (V.), dalle regioni derivan-
tifie, Anliocliide, Cecropide, Ippotoon- do poi Rioni di Roma(V .); le quali parti,
i

tiae, Leonilde, Oeneidc, ec. Quelle tri- odal Tributo ( V.) che doveano dare(vo-
bù occupavano ciascuna un quartiere di bolo derivato perchè esige vasi dalle tri-

Atene, e di fuori alcune città, borghi e bù testa per testa), o dal numero terna-
villaggi, in numero di 74: l'adulazione rio, o secondo Plutarco dalla ricordata pa-
degli ateniesi ve ne aggiunse poscia altre rola greca tribus, che presso gli ateniesi
3, le quali portarono nomi di Tolomeo i significava la 3." parte, furono dette Tri-
Lago o Tolemaide di Attalo
figlio di ,
bù j le quali di nuovo
si divisero in o cu- 1

re di Pergamo o Atalide,e di Adriano rie. Ciascuna tribù avea per capo il suo
imperatore romano o Adrianide. Presso Tribuno (P^.), benché ne' tempi succes-
i romani il nome di tribù avea due si- sivi fu abolito, a riserva del tribuno mi-

gnificati; si ricevea egualmente per^una litare. Erasi questa divisione stabilita


certa parte di popolo, e per una porzione per la milizia, poiché in que'primi tem-
di terrenoche ad esso apparteneva. Non pi si sceglievano 1000 pedoni da ciascu-
bisogna confondere la condizione delle na tribù, da dove derivò la parola Mi-
tribù di Roma (V-), sotto i re, sotto i con- le.sda mille, al riferire di Dionisio d'A-
soli e sotto gì' imperatori ,
giacché esse licarnasso, e 100 cavalieri. Ciascuna cu-
cambiarono forma nel corso
al tulio di ria avea suoi esercizi di religione e il suo
i

di questi 3 generi di reggimento, come capo; il sacerdote o colui che avea la cu-
rilevai in quell' articolo e negli altri che ra de'sagrifizi di ognuna di esse chiama-
ti hanno relazione. Le tribù ponno con- vasi Curio o Curione , a sacris curandr.
siderarsi sotto i re come nella loro pri- Romolo chiamò curie la divisione delle
uiilivuorigine,soltoi consoli nel loro stato tribù, perchè la repubblica con la cura
di perfezione, e sotto gl'imperatori come e opera dc'lribuui loro capi spedisse le seu-
T R I T R I
97
lenze e i giudizi.che però alcune leggi pub- e Palatina, così appellate da'luoghi che
blicale da're furono delle Curiale, ed i abitavano: delle rustiche o suburbane ci
«l'elèi ti delle curie del medesimo deno- restano nomi della Romulia, la Fejen-
i

minati decurioni. In una parola, ogni cu- tina, Lcmonia, la Pupinia, la Crii-
la

ria era regolata da un curione o centu- stamina; le altre col tempo mutarono no-
rione in guerra, e da un sacerdote ool no- me. Dipoi in diversi lempi vi furono ag-
me pure di curione in tempo di pace, le giunte altre tribù che arrivarono al nu-
decurie dal decurione. Questa divisione mero «li 35, cioè nell'anno 5i 2 della fon-
moltiplicata poi iti centurie, ed applicata dazione di Roma. Le tubane o prime f\

tanto all'ordinamento civile che al mili- componevano gli abitanti di Roma, le ru-
tare, da queste partizioni toglievansi i vo- stiche gli abitanti della campagna snbnr-
ti nelle decisioni dal popolo e da'soUlali. baua e portavano il nome di qualche luo-
In tal modo si rese più facile il novero de' go da esse abitato o dalle famiglie illustri
cittadini, e il censimento delle loco pro- che vi erano incorporate; come per dir-
prietà onde regolare le imposte. Aumen- ne di alcune la Cluentina ,Arniese Nar-
tatasi anche più la città, tanto rimase Io mese, /Jllia, Aniensc, Camilla, Scazia,
stesso numero delle tribù, avendone pe- Fabia, Fa/cria, Troincntina Sergia, ,

rò ottenuto il nome, dimodoché lai." si Lcmonia, Mezìa, Mencnia, Minuzia, O-


diceva Ramnensium. da Romolo re de' criculana, Papia, Papiria, Pallia, Te-
romani; la 2. a Tatìcntiuni, da Tazio re di renlina, Popilia, Pojìinia , Pomptina
Curi capitale della Sabina {T .) e de'sa- Oufentina, Fini'Ha'.Sic Ila lina, Quirina,
bini; la 3/ Lucerum, della cos'i o dal Lu- Romilia, Sabatina, Felina, ec, discor-
cumone etrusco, come composta di etru- rendone diflissamentfl il Grevio e il Pan-
schi che aveano aiutato Romolo nella vinio. Ma le tribù della città, le quali da
guerra contro Tazio, o dall'asilo stabili- principio furono le più stimate e le più
tosi da Romolo in un boschctlo situato onorevoli ,
per comprendere la miglior
nelCampidoglio, in Ialino dello Lucus. classe de'cittadini e la più nobile,dipoi nel-
Essendo Tribuni (I'.) sul principio soli
i la repubblica essendosi in esse introdotta
3 e come mandali dalle 3 tribù all'eser- ogni classe di persone,di vennero in segui-
cito,furono chiamati Tribuni. Crescen- lo abbiette; perchè Appio Claudio cen-
do maggiormente Roma il suo 5.°reTar- , sore volendo cattivarsi l'animo della ple-
quinio PritCO duplicò il numero delle be, v'introdusse la feccia del popolo fin

tribù , ritenendo però denomi-


le stesse dal 44^ di Roma, onde le rustiche di-
nazioni , dicendosi Ramrtenses primi vennero in maggióre reputazione. Le an-
Raninenses secundi, come allesta Festo. tiche e più distinte famiglie della città,
Essendosi poi di molto aumentate le me- con quasi tutte le famiglie nobili, prefe-
desime tribù e specialmente la nomi-, rirono allora di essere annoverate fra le

nata Lacerimi, il 6.° re di Roma, Servio tribù rustiche o della campagna, o v'era»
Tullio, mutando il detto ordine , divise no situali loro beni; donde avvenne, che
i

le città in 4 porzioni e l'Agro romano (di la parola Tribù non distingueva più la

cui a Roma) in i5 o i 7, variando sopra di dimora di coloro che la componevano, ma


ciò gli scrittori, come ampiamente si può la loro accettazione in una certa parte «lei

vedere nel Grevio, Alcune delle quali si popolo;e non vi rimasero che 4 tribù del-
nominarono Tribù Urbane cioè della , la città, le rimanenti 3 erano della cam- 1

città, ed altre Tribù Rustiche o Rusti- pagna, però le une e le altre furono delle
cali, della campagna le urbane, secon- : tribù di Roma oromane. Superando le
do il Sigonio, furono la Suburra na, della tribù rustiche in nobiltà e riputazione le

ancora Sucusana, YEsqailina, Collina urbane, da ciò pure derivò l'uso e il gu-
VOL. IXXX. 7
c,8 TRI TB I

sto prèso da'grandi eda'più doviziosi cit- famiglia dell'adottante, e per questa tra-
tadini di abitare nella rampogna, ove sta- slazionemolava tribù. Similmente pote-
bilirono / 'il le (/ .) sontuose ne'loro va- vano seguire cambiamenti di tribù per
sti fondi subuibani e vi facevano dimo- cagione dell'abitazione o del censo, e for-
ra, ed alcuni anco per esercitarvi la no- seanche per allre ragioni, le quali non
bilissima agricoltura, come Ira gli altri avevano luogo ne' municipii e nelle co-
fecero M. Curio dopo aver trionfato de' ognuna delle quali con tulli suoi
lonie, i

sanniti, dc'sahini e di Pirro; L. Q. Cin- ad una sola tribù era assegnata.


cittadini
cinnalo, che coltivando la terra ricevè Nondimeno alcuni scrittori hanno credu-
l'annuncia d'essere elevato alla dittatu- lo, che alcuna colonia sia stala soggetta
ra ; Regolo generale romano nella i.*
e a cambiamento di tribù, per essere slata
guerra cartaginese, tornò poi a coltivare più d'una volla dedotta colonia, cioè per
il suo podere; oltre tanti altri che al dir di essere condotti in essa nuovi coloni. Il

Cicerone, ab aratro arcessebantur, qui popolo romano ne' primi anni della fon-
conmles fìent. A non ripetere elogi, ba- da/ione di Roma, non essendovi per an-
sti ricordare cjuelli falli da Virgilio, Pli- co centurie, ma soltanto 3 tribù, ri con-
nio, Vairone, Colnmella ed altri molti an- vocava per curie; in tal modo si creava-
tichi e classici scrittori. Cicerone nel suo no re ed magistrali; si facevano le leg-
i i

Catone maggiore invila a leggere sui no- gi e gli statuti; ed amminislravasi la giu-
bili piaceri della vita rustica il libro di stizia nell'assemblea delle curie, pren-
Xenofonte, I' Economico, de titenda re dendo i voli de! popolo. In segnilo simi-
familiari. Essendo adunque l'arte agra- li assemblee non si tennero che per crea-
ria utile e nobile esercizio de'romani pa- re i flamini, cioè i sacerdoti di Giove, di
trizi, quindi è che le tribù rustiche si re- Alarle e di Romolo, ed il gran cui ione,
putarono assai più onorevoli dell'urba- giacché il curione o sagrifkatore era da
ne. In esse in falli erano descrii le le più ciascuna curia eletto a proprio, giacimeli*
illustri famiglie, come la Romulia. la Ce<- lo. Le assemblee più antiche del popolo
monia, la Pnpinia, la Galleria, la Pal- di Roma, ossia le sole ch'ebbe per mollo
lia, laT oltinia, la Claudia, V Emilia, tempo,chimavansi Comitia CitriataMoè
la la Fabia, V Grazia, la Me-
Cornelia, assemblee del popolo romano per curie
nenia, la Papiria, la Sergia, la Veni- o quartieri, perchè in esse eranvi solo co-
rla e lante altre. Ecco perchè romani i loro che dimoravano in Roma. Quest'as-
volendo piemiare un cittadino, Io rimo- semblee lenevansi in un luogo chiamalo
«eTMIO dalla tribù urbana e alla rustica Comizio, nel Foro di Roma (1 '.), ed eia
l'annoveravano; e per lo contrario volen- presieduto òa' Pontefici {1 .),conie le per-
do castigare alcuno, dalla tribù rustica lo sone più ragguardevoli di ciascun quar-
trasferivano all' ui bana. Furono dunque tiere o curia. Il comizio, Comitium, eia
più onorevoli le tribù rustiche, e forma- in prossimità della Curia Ostilia eretta
rono esse la distinzione de'primai i citta- da re Tulio Ostilio 3." re di Roma, per le

dini. Augusto slesso era ascritto nella ru- adunanze del Senato romano[P.), iìa lui
slicale tribù Fabia,come discendente dal- accresciuto dopo la distruzione d' Alba,
la famiglia Giulia, per essere stato adot- fra' Rostri eia Strada sagra, ubicazione
talo da Giulio Cesare. Aggiungerò, quan- di cui riparlai a Tempio; inoltre Tulio O-
to al passaggio d'una tribù in altra, che stilio aumentò la tribù dtliannii o ro-
iromani potevano fai lo, poiché se un ro- mani con incorporarvi vinti albani, men- i

mano descritto in uno tribù, veniva adot- tre prima di lui alla tribù de' Laceri era-
talo da famiglia aggregata in altra tribù, no stati annessi lutti popoli chei romani i

l'adottalo si trasferì vu dalla propria nella avevano sottomesso del comizio, la sua :
T R I TRI 99
. litichila si Leggi (/".) delle
trae dalle calore di Romolo, ed a Quintiliosuo se-
XII tavole, facendosene menzione nella guaceestipile della gente Quintina oliti-
i.'Il comizio fu uno spazio particolare la a'tempi di Commodo. Tutto il narrato

del foro romano, dove il popolo si rac- sul Comizio I' ho ricavalo dal di più che
coglieva pe' comizi curiati e per tratta- ne riporta il dotto N'ibby, Roma nel 838, 1

re liti, convenire alcuno di spergiuro, ec; par a.- aulica, p. 67. Si può vedere l'eru-
la sua etimologia deriva a coire, dall' u- dita lettera scritta a' 10 aprile 1847 da
n irsi insieme. Sorgeva sopra gradini in Domenico Cacchiatelli, pubblicata nel
area grande e scoperta, partedi quella del Panorama del prof. Mercuri,!. 2, p. 5o:
foro romano; ma dove più sovente era Sulla scoperta del Comizio al eh. Lui-
un'adunanza permanente. nel.544 ^i R°~ gi t'escavali. A darne breve ceuno, dirò
ma venne coperta per la i." volta con ten- che l'incerta contrastata posizione dello
de, durante l'adunanze legittime del popo- scomparso suolo, ove il popolo romano si
lo. Nel tempo della repubblica varie statue riuniva in comizio per trattare i più seri
si come quelle di Ac-
eressero nel comizio, affari dell.» nazione all'epoca de're, il suo
cio e Navio, d'Ermodoro efesino interpre- traslocandolo in altra posizioneove i de-
te delle XII tavole, di Pitagora e d'Alci- simi del mondo si risolvevano e l'incivili-

biade; ma a'tempi di Plinio solo vi rima- mento dell'europee popolazioni, la som ma


neva la statua di Orazio Codile. Nel 6y3 importanza di riconoscere questo sito,non
di Roma vi fu collocata la celebra pittu- chele tantediverseopinionide'piìi classici

ra staccata dalle pareti di Lacedemone archeologi, mossero ne'primi del 1846 lo


con artificiosingolare, trasportandosi l'in- scrittore a occupare di rintracciare la lo-
tonaco entro forme di legno. V'erano poi calità di sì classica superficie. L'esca vazio-
nell'area i due famosi alberi di fico il Ru- ni eseguite dal Vescovati nel foro romano
minale e il Navio; sotto il i.° essendo sta- nel 1 847,presso ruderi della curia, lo con-
i

la trovala la lupa lattante i due gemel- fermarono sulla posizione da lui stabilita

li Romolo e Remo (o così dello dui ru- del comizio, prossimo al Tempio di Ca*
minar de'bestiami, che ivi ne'tempi più sfere o Polluce (/"'.) e sulla cui area fu
antichi pascevano), onde poi vi fu posto pure eretta la basilica Giulia, il cui pa-
il simulacro della Lupa allattante due i vimento fu scoperto in delle escavazioni
bambini, in bronzo,ora esistente in Cam- presso la Colonna (/ .) di Foca e adia-
pidoglio; Navio fu cosi detto per-
il fico cente al Tempio di Giulio Cesare (T-J-
chè iti impiantalo da Tarquiuio Prisco Perciò dichiara avere il comizio abbrac-
in memoria d'aver l'augure Navio taglia- cialo un'area di 7 iugeri in figura di pa-
to col rasoio la pietra o cote, ed ivi l'uno rallelogramma largoi20 piedi, il doppio
e l'altra fece sotterrare, pianta che quan- lungo, ossia una superfìcie di 28,000 pie-
do cominciava a inaridirsi se ne pianta- di quadrali, circa la 7/ parte di rneuo
va un germoglio nuovo, perchè crede- della Piazza Navona (V-), e capace di
vano gli aruspici finché 1' albero si fos- contenere 60,000 individui. Conviene
se conservato la libertà del popolo roma- che coprì vasi il comizio temporaneamen-
no rimarrebbe intatta. Contenendo il co- te secondo le circostanze, in modo da con-
mizio ricordi del trovamento di Romo- tenere un considerabile numero di citta-
lo e di sua prima educazione, n'ebbe pu- dini. Che per l' importanza delle popo-
re di sua morte, per esservi slati eretti lari riunioni fu il comizio il più augusto
in memoria due leoni, donde derivò il co- sito di Roma, e lo fu più ancora per gl'in-
slume di lodar morii avanti rostri; e vi
i i signi pili antichi e più venerati monumen-
fu pure posta una pietra nera, per indi- ti che conteneva, dequali aggiunge a'ri-
care il sepolcro destinato a Faustolo edu- eordatij la spelonca di Pane, che fai ma-
ioo TRI TR I

vh ui) angolo del Manie Palatino, la pros- n'unita di 18 bastava per la risoluzione,
sima uni di \ iiltano.il celebre Loto pian- quindi scioglievasi l'adunanza. Questi co-
tato ila Romolo, albero forte e di lunga mizi per tribù furono per lai. volta in-
vita, forse perchè ivi e sollo il fico Ru- trodotti nel 264 di Roma nella causa di
minale li arrestò la cesta che conteneva Coriolano, e allora furono temili nel fo-
ini e il fratello esposti in balìa del tra- ro romano, ossia nel comizio, parte di es-
boccato Tevere (/ .). Che Noma 2. re so. In que'comizi non solo eleggevano i

di Roma stabilì la sua dimora all'estre- magistrali inferiori di Roma, comincian-


mità del comizio, e unì la sua casa al 2\m- do dagli edili curuli e plebei, ed i magi-
pio di Presta ( T- .) cust od ito da Mel'esta li. strali straordinari, cornei prefetti dell'an-
Clie il tribuno della plebe Caio Licinio nona,) duumviri navali, ce., ed ilPontefìce
Crasso nel 6og di Roma pel 1

trasportò massimo; ma si trattavano anche cause
il popolo dall'antico comizio, ne'Septi sul capitali, specialmente di stato; questo co-
Campo Marzo, poi vastissimo edificio. Che stume durava ancora al tempo dell' im-
gli avanzi del comizio finirono d'essere di- pero. Le leggi si confermavano, ed ma- i

strutti nel 1
084 per l'incendio di Roberto gistrati capitani si eleggevano, dopoché
Guiscardo. Essendosi in dette escavazioni il senato ne avea fatto proposta. L'auto-

scopertoli suo antico piano, si venne a re- re delle Antichità Romane riferisce, 1 he
stituire a Roma e a tritio il mondo un mo- le tribù ordinariamente si adunavano nel
numento generale dell' universo, essen- Campo Marzo o nel Foro di Roma nel
do comparsi sopra di esso gli oratori de' Comizio, per eleggere magistrali di 2." i

popoli che anche oggidì si chiamerebbero ordine, cioè i tribuni del popolo, gli edili,

di regioni remote del mondo. 1 comizi i triumviri, i proconsoli, ec; per far le
curiati furono più antichi di Roma, co-
i leggi che chiamavano plebiseita, e per al-
me tenuti dal popolo diviso in tribù e cu- tri simili allari. Tali assemblee per tribù
rie queste essendo 3o ne seguiva, che
: chiama vansi Comitia tributale, quelle del
quando si avea il voto unanime di 6 di 1 popolo per curie, Comitia curiata; uè
essescioglievasi l'adunanza. Fino a Servio altra differenza eravi tra esse, se non che
Tullio 6." re di Roma lutti gli affari ri- queste erano composte di soli abitanti na-
messi ni popolo venivano decisi da'eomi- turali di Roma, e quelle che i tribuni a-
zi curiali, e Lex Curiata :
appellnvasi la veano il potere di convocare, in un cogli
risoluzione. Quindi Servio Tullio colla abitanti di Roma comprendevano tulli
istituzione de' comizi cenluriali, che te- quelli delle città d'llalia,che vi erano as-
nevansi nel Campo Marzo, rese meno fre- sociale alle tribù., e che aveano ottenu-
quenti i curiati; nondimeno sino al fine to il diritto della cittadinanza romana.
della repubblica rimasero privativa di Eia necessario tra'romani, che ogni vero
questi comizi il conferire il comando de- cittadino di Roma fosse ascritto in qual-
gli eserciti, la conferma dell'elezione falla cuna delle 35 tribù. Imperocché siccome
ne'comizi tributi, l'adozione, i testamen- ne'pieni comizi, che si facevano ordina-
ti non conformi alla legge, e la nomina riamente in grazia o delle leggi o de'ma-
de'fiamini e del curione massimo. Nicola gislrati, tutte le tribù concorrevano; così
Oruchius o Groucy ci die: De ComiH.it per non confondere i voti ogni cittadino
lionwnorum, 555. Nel comizio,
Parisiisi era in qualcuna di loro nella quale vo-
oltre comizi curiati, vi si tenevano so-
i lava; e la maggior parte de'voti costitui-
venteanchei comizi Iribnti.così eletti per- va l'opinione di lei, intorno a quelle roa-
chè tribuni della plebe e altri magistra-
i
lerieche ne'comizi erano proposte. Quin-
ti superiori convocavano il popolo per di allorché per benefìcio della legge Giu-
tribù; e siccome quest'etano 35, la uuu- lia, lulla {Italia (/".) fu ascritta alla ro-
TR I TRI i o i

mann cittadinanza , e indi la Venezia e vasi a sorte il nome delle tribù per co-
l'Istria, ogni citlà si prescelse la sua. E noscere quella che avrebbe il t.°luogo, in-
così fu ascritta Milano nella tribù Ufen- di tiravasi quello delle centurie di que-
lina, Aqtiileia nella felina, Concordia sta tribù, e quella che sortiva lai/ pro-
nella Claudia, Padova nella Faina, Vi- nunziava prima delle altre il suo parere;
cenza nella Nerenia, Verona nella Po- in seguito chiamavausi tutte le altre cen-
blìcia, e così il rimanente. La necessità turie della i .", della 2/ e di tutte le altre
e il privilegio di ascriversi nelle tribù ro- classi secondo il loro ordine. Fuvvi un
mane, passò di ragione anche all'Istria, e tempo, in cui i voti per l'elezione de'ma-
fu prescelta la Pupinia. Quali privilegi gistrati davansi ad alta voce; e tale mi-
godesse una citta ascritta in una delle tri- sura teneva ne'giusti limiti il popolo, a-
bù romane, il Resini al cap. 4 "e fa una vendo ciascuno vergogna di dare il suo
diligente descrizione, e riferisce che ognu- voto ad un individuo indegno, e capace
no il (piale in alcuna delle tribù romane di recar nocumento alla repubblica; ma
era ascritto, passando in Roma col suo nel 6 1 4 vi s'introdusse l'uso dello squit-
domicilio, in quella curia veniva aggre- titilo e de' voti segreti, che favorivano le
gato ov'era posta la sua tribù, ed acqui- cabale de'catti vi soggetti, ed aprivano lo-

stava il jus Ch'itati.?, con facoltà d' in- ro il cammino alle magistrature eminen-
•ervenirea'comizi ne'quali facevasi
(
la di- ti, essendo il popolo molto facile a com-
spensa delle cariche principali della re- piacere taluno, senz'essere esposto al ros-
pubblica, e l'elezione de'magistrati, con sore di favorire persone immeritevoli.
una riserva però, ch'era obbligato a ri- Quegli che avea l'incarico di proporre al
nunziare alle particolari leggi patrie, ed popolo il punto su che tratta vasi, salito

uniformarsi a tuttociò ch'era particola- in aringaproponeva l'aliare, indi tratte-


re in quella curia o tribù, in cui era sta- si curie, andavano, secondo l'or-
a sorte le

to aggrega to,ciò che non succedeva a que- dine con cui uscivano, ad un chiuso for-
gli che dimorava fuori di Roma, che so- mato di pali, che dicevasi Sejìtum o ()
lamente interveniva a'detti comizi e non vile, perchè, fatto a foggia di parco, ove
era tenuto a rinunziar alle leggi della pro- da'pastori si racchiudono le greggie. Vi
pria città. Così pure afferma il Panvinio, si entrava ad uno ad uno per assai stret-

descrivendo l'origine e disposizione del- to sentiero che metteva a questo chiuso,


le curie e tribù, e la loro autorità, venen- nel cui ingresso si trovava chi ricevea il

do al particolare delle Colonie^'.), Mu- voto. I ricordati spazi detti Septa,ntìi[\i&-


nicipi i{V.) e Prefetture (V.) d'Italia. In li si tenevano i comizi e convegni dalle
una parola, tutte le Città le quali erano tribù del popolo per dare i loro voti, era-
in condizione di colonie o municipiio pre- no nel Campo Marzo ne'tempi della re-
fetture o città confederate di Roma, col pubblica, formati con recinto di tavo-
corso del tempo goderono il jus Roma- le e diviso in sezioni, dove le tribù e le

nuin, ed ebbero la facoltà d'intervenire centurie adunavausi ne'comizi per dare il

ne'comizi, che ogni anno si facevano in G. Cesare formò il progetto per


suffragio.
Roma nella dispensa delle cariche e per trasformare questo grossolano scompar-
tempo della repubblica lira-
giiflffttri.lt) timento in una costruzione sontuosa, in-

vausi a sorte nomi di tutte le centurie,


i di la mandò ad elìetto Augusto con isplen-
quella che sortiva la .Vi chiamava Prin- i dido portico oblungo,sostenuto da colon-
cipium e dava lai. "il suo voto; dopo il needa pilastri eadorno di dipinture, con
Sii di Roma, quando il popolo fu distri- grandi aree cinte da portici di colonne e
buito nelle 35 tribù, ed in esse furono da camere. Agrippa li dedicò in onore di
comprese le ceuturie, primamente tira- Augusto, e perciò col nome di Sepia lu-
io* TRI tr r

Ha. Dopo l'abolizione de'comizì, il por- Rom. in SckL ad Epist. Fani. Veramen-
lieo de Senta servì per spettacoli fino al te nelle lapidi si trovano i nomi di altre
secolo V. Sorgevano presso la 7 illa pub- 18, ma il Fabretti, Inscript. Antiq. do-
blica, nell'area ove ora sono il Palazzo mest. p. 3g5, non le crede distinte dalle
Pampli ilj Dorìa sul Corso ( ''.), la Clde 3 5, ma solo dà avariedi queste più nomi
sa di s. Ignazio (f y .) col contiguo orato- sortitio in grazia degl'imperatori, o de'
rio del Caravita, ec. Quando si trattava vari paesi aggregali alle medesime. Del-
dell'elezione de' magistrati, bastava all'u- le tribù di alili popoli parlai a'Ioro luo-
scir del chiuso dar la sua nomina. Quan- ghi; qui solo dirò che ogni tribù'presso i

do poi trattavasi della pubblicazione di germani cbiamavasi Fare, e il loro capo


qualche legge, o della condanna capita- farones, donde baroni.
le di qualche reo appellatosi al popolo, si TRI BUN k ,Fastigiani, Absis .X^a par •

procedeva diversamente. Le panche sub te principale degli edilizi sagri, o di altre


le quali si collocavano le arche, ossia ce- fabbriche insigni. Nicchia grande posta in
ste, ove getta vausi le tavolette quando da- capoadun Tempio (/ .), chiamala anche
masi il voto, si chiamavano in lalinoy?o«- Apside (V.) o Absida. Tribune dicousi
tes t per essere molto alle e strette. Ad o- anche i luoghi in alto, destinali a'Canto-
gni cittadino davansi due di queste tavo- ri, a'suonatori, e talvolta altresì agli spet-
lette: in una vi erano pel .sì le lettere U. tatori. Quindi le tribune degli Organi
R. iniziali delle parole idi rogas, le qua- (f^.). Dicesi tribuna tonda una specie di
li denotavano che colui il quale dava il volta, la quale non è fatta solamente d'ar-
voto, approvava l'alto proposto dall'ar- chi, ma di cornici e cose simili, per il che
lingatore; nell'altra pel no era vi la lette- non ha bisogno di centina o armatura di
ra A, iniziale della parola antiquo, che legname. La tribuna degli antichi era il

significa abolire/ e metaforicamente au- /W^/Vof/^sulqualesaliva l'oratore nel-


nullui e, rigettare, non accettare. Frattan- l'assemblee popolari, tualamenteda alcu-
to gli scrivani segnavano con punti il nu- ni confusa co' rostri ch'erano collocati
mero de' voti o favorevoli o contrari, e la presso la tribuna medesima, onde parlar
pluralità de'medesùni dava la conclusio- da' rostri dicevasi come parlai* dalla tri-
ne dell'affare. Nelle singole curie poi la buna, sebbene rostri fossero
i tntt' altra
pluralità de' voti ne'snoi componenti da- cosa, cioè le punte degli speroni bronzo di
va il voto della curia. Ogni 5 anni il cen- delle navi prese da' romani a que'd' An-
sore faceva la rassegna delle tribù, e con- zio, co'quali adornarono una tribuna co-
fei ma va ciascuno nella sua tribù,o da essa strutta nel Foro romano per le concio-
l'escludeva ponendolo per punizione in ni pel Comizio Tribù (V.) e curie,
delle
altra inferiore, ovvero lo incorporava in la quale perciò ebbe il nome di Rostraj
una superiore, inricompensa di qualche e quando Giulio Cesare traslocò le con
distinta azione. Può vedersi sulle tribùde' cioni in altra parte del foro , la tribuna
romani il Sigonio, De aulir/. Jure Jtal, che perciò edificò fu appellata Rostri i

lib. 3,cap. 3; il cardinal Noris, Cenotaph. Giiilii e Rostri Nuovi, senza demolire
i

Pisan. Dissert. i , cap. i ; Govik, Inscript. la vecchia che prese il nome di Rostri

Etrusch. t. 2, p. 191 ; De Vita, Antiq. freccili. Il Borghini crede il nomee an-

Benevent. p. 48; bosini, Antiq. Roman. che la forma delle tribune delle Chièse
lib. 6, cap. 1 5; Gravina, Originimi juris (V.) , derivanti da quello di Tribunale
p.i 1; Panvinio, De civit. Rom. Reipub. (J^.)j giacche aggiunge, ch'egli è hen ve-
Roman. Commentarior. p. 307. 1 nomi ro, che le maggiori chiese e più solenni
di tutte le ti dui si leggono presso Paolo nella parte di sopra, dove gli antichi (nel-
Manuzio, Antiq. Roman, ile Comitiis le basiliche) aveano il tribunale, che noi
T R I T RI io3
. i, ritenuto l'antico nome intero, chia- vivano per oratori*, Ora queste tribune,
miamo tribuna, e la formasi vede anco- che nelle basiliche de'gentili servivano per
ra mantenuta in molte chiese all'aulica tribunale, come attesta Vitruvio, lib 5,
girata in mezzo al cerchio. Il Nibby, Dis* cap. i, dove sedevano i giudici a senten-
scrt. della forma e delle partidegli an- ziare delle cause, collocata nel mezzo del
tichi templi cristiani, parlando dell' ul- semicircolo la sedia conile, insegna della
ima parte e più sacrosanta della chiesa, loro giurisdizione, se fossero magistrati,
1 Santuario e Sacrario (f.), che chiu- o sopra sedili adattati alla centina dello

sa da veli e cortine sorgeva mollo più al- edifizio, se giudici se»uplici ; sopra multi

ta del Coro, come in tutte le antiche chie- gradini si sollevavano dal pavimento, co-
se di Roma meno alterate si riconosce, me in Firenze nella gran sala del consi-
e specialmente in s. Clemente cogli Stal- glio il luogo pe'magistrati, e alcuni gra-
li (/'.)o sed\\\ intorno; quindi ascenden- dini più alto del piano dalla sala; con que-
dovisi pev gradi/ri, da'greci ebbeil nome sta istessa alzata di gradi, co' loro sedili

corrispondente al latino di Tribunal, da disposli intorno, furono adoperate da'eri-


cui il moderno vocabolo di Tribuna, con stiani ad uso di sedervi e vescovi e clero
che sogliono chiamar questa parte di chie- per ordine, ludi il p. Lupi con diverse
sa, ebbe: origine, ed in mezzo sorge va Val- testimonianze prova P uso di salirsi alle
tare isolato. Il p. Lu pr, Dissertazioni, t. tribune per gradini , e il sedervi sotto il
i, p. i 3, chiama la tribuna alla testa del- clero; costumanza che quando anco tutte
la navata di mezzo, essenziale alle nostre l'autorità mancassero, dalla sola voce Tri-
antiche Basiliche (P.), anziché integra- li unni nel la chiesa con
latina e nella greca,
le. Negli edilizi che presso le catacombe cui tal parte dell'edilìziochiama, e dal- si

o cimiteri fin du'tempi delle persecuzio- le sedie e banchi di marmo, che in molte

ni si fabbricarono dagli antichi cristiani, delle romane chiese dentro le tribune mu-
acciòservissero di chiesa, si trovatole tri- rati si vedono, bastantemente si prò vereh

bune ad uso del clero e del sagro altare; he. Essere manifesto, per consenso di gra-
e sebbene il rimanente dell' edilìzio, ac- vi scrittori, che il nome di tribuna dato
comodandosi all'angustia de' luoghi in , a questa parte di sagre fabbriche, viene
lutto o in parte sotterranei, non manten- dal nome Tribunal cou eui nelle loro pro-
ga in tali chiese la proporzione e divisio- fane basiliche distinguevano i gentili tal
ne di navate, che poi fu osservata nelle semicircolo. Un'altra sorte di tribune non
basiliche,nondimeno rade volte avvieue, così comuni notò il p. Lupi, non già col-
che in quelle strettezze non si sia ritrova- l'occhio nelle f ibbiiche de' cristiani, ma
lo luogo per la tribuna. Riporta il p. Lu- sibbeue coll'inlelletto ue'libri degli anti-
pi la testimonianza del \$os\Q ) Roma sub- chi scrittori. Queste sono tribune a 3 nic-
terranea, di trovarsi le rovine di alcuni chie talmente situale, chese quella di mez-
piccoli templi fabbricati sui sepolcri dei zo vulta il convesso esteriore al ponente,
martiri, totalmente dalla figura delle ba- come solevano quasi tutteappresso gli an-
siliche dissomiglianti , e coll'irregolarità tichi cristiani, quella ch'è collocata a drit-
di figura più conforme a'templi de'gentili, ta, lo volterà allo scirocco, quella che oc
che a que'de'crisliani. Non per questo, e- cupa la manca la volterà al maestrale.
,

gli sostiene, che ommettessero similmen- Tal fatta di tribune chiamansi con termi-
te i cristiani di fabbricar la tribuna nei uè ecclesiastico ZWcor/,da'3 spartimeu-
luoghi alle loro radunanze destinati pel ti a modo di conchiglie, de'quali è com-
Servizio Divino (!''•), quali erano legran- posta; siccome dal numero di 8 nicchie u
di basiliche, perchè l' ommettessero nei lunate, ch'erano nella volta del battistero
piccoli e angusti templi sepolcrali, che ser- ottangolare di s.Tecla in Milano, tal fab
h»4 TRI T R 1

brica chiamossi Octachoros nell'iscrizio- chiamarono anco Sanata Saiictoruin e


ne attribuita a s. Ambrogio e riferita dal quindi Santuario, ove non era lecito che
G intero \\t\Y Inscr. Christ., pare che con a 'chierici lo entrarvi. Il p. Costadoni lo

ti illune di Trìcori fosse la triplicata tri- chiamò antico A Todi(y.) Presbiterio..


buna «Iella basilica di s. Felice descritta vi è il celebre tempio suburbano di s. Ma-

da s. Paolino. Ebbe la tribuna Tricora ria della Consolazione, iu forma di cro-

anche gran lempiodis. Sofìa di Costan-


il ce greca cou 4 apsidi.
tinopoli ,Lupi dubita se l'avesse
e il p. TRIBUNALE, Tribunal. Luogo do-
pure la s. Maria in Cosinedin di
chiesa di ve risiedono i giudici a giudicar le cause

Uonu», male sue 3 tribune non compon- e rendere ragione; luogo dove si ammi-
gono una Tricora. Che tali tribune tri- nistra la giustizia , ed ove risiede ilma-
plicate abbinilo avuto origine da'genlili, gistrato quando si aduna. Dicesi giustizia,
l'induce a crederlo le rovine della villa A- virtù per la quale si rende a ciascuno ciò
driaua presso Tivoli.edi gentili usaronoin che gli è dovuto, il tribunale civile e cri-

termine d'architettura la sioceTrichorus. minale. Il tribunale fu ed è anche detto


Termina p. Lupi con ragionare della tri-
il Corte e Curia (V .). Il vocabolo tribu-
buna quadrata di s. Lorenzo fuori delle nale, per comune consenso derivò dalla
mura, della strana basilica fabbricata da Tribuna (V .) delle Basiliche {fy .) degli
Costantino 1 in Anliochia,ottaugolare sen- antichi romani, ove reca vansi i giudici ad
za tribuna e senza navale, e conclude es ascoltare le istanze, a decidere le differen-
sere fuori d'ogni coutrov ersia, che le tri- ze, a giudicare le liti e altro, nel modo con
bune semicircolari , le tribune li-icore e cui ne riparlai nel voi. LXX.UI, p. 34"2. 11

le basiliche sono fabbriche ecclesiastiche severo Milizia, Delle belle arti del dise-
copiale dalle pagane. Leggo nella Notizia gno, dice che tribunali non potrebberoi

de vocaboli ecclesiastici del Magri , che avere miglior forma di quella delle basi-
Tricliorus voce greca significa tre ripo- liche. Il Perotto, Cornucoj). liuguae la-
stigli o ricettacoli o luoghi, voce composta tiuae, p. 889, n.°3o, così ne spiega l'eti-
da Ter e Lucus, e che erano altari com- inologia; Ite ni a Tribubus Tribunal lo»
partiti in 3 ripostigli da reliquie. Ivi pul- ctis excelsus, in quo, quis jus Tribubus

si dice, che la maggiore nicchia del Tri- redderet consedebat. Vitruvio, De Ar-
(
fioriti; cioè di mezzo, era della Co/iclia, chìt. lib. 5, p. nj, spiega nobilmente co-
1

e le due piccole laterali erano chiamate me il tribunale era fallo anticamente: /-


Coiicliidae. Su questa voce trovo che il lem Tribunal est in ea Aede hemieyeli
p. Costadoni, ueW Osservai, .sulla catte- scfiema tis,minore curva turaformattinij
drale di Torccllo, riferisce essersi chia- ejtis attieni lieinicycli in fronte est in ter-

malo il Presbiterio ne'piimi secoli Ausi- valium, pedina eptadr agilità sex,intror-
da o Apsida, non che Exedra a motivo sus curvatura pedum quindecìni, itti cos
dellaCattedrale che gli si die pure anco apud Magistratus starent, negotiantes
il nome di Conca, imperocché la volta di in Basilica ne itnpedirent. In Roma fàb-
questo semicirculo viene appunto ad es- brica vati il tribunale nelle basiliche, cioè
sere la 4- parte d'un globo, la qualedagli nel fondo dell'apside nel luogo detto tri-
architetti Conca si appella. I gentili che buna, e lo attesta pure il Sigonio, De A/i-
pure a veauo ne'loro superbi templi un so- tiq.jure Provine. \\b.\ i,p. 288; Statuen-
migliante silo ove stavano assisi i magi- do vero locus juil Basilica, et Tributi, il,
strati co'loro ministri, lo denominavano ministri sertbae, praecones, et lictores,
Tribù/tale, e perciò du'cristiaui saette tal ch'erano i ministri o serventi, che stavi
voce fu adottala ,
specialmente dagli o- no intorno al giudice o magistrato, «pian
ticululi, e tra quegli da'gicci, sebbene lo do erano nel loro tribunale. Seguendo poi

S,
T II I TRI I o5
la descrizione del medesimo, cos'i soggiun- tribunale, a cui si ascendeva per gradini,
ge: Tribunal suggestus edilior crai un- l'ara essendo nel mezzo. Nel Foro Roma-
ite conspici /Uagìstratus ab omnibus po- 110 era l'antico Secretarium del senato.
terai, in quo sella curulisjurisdictionis Che egual nome ebbe presso gli antichi
insigne, locata erat, ubi sede ns Praetor cristiani, Sinodi
per l'uso di celebrarvi i

cognoscebat, et pronunciabat. Sopra di o Concilii (F.), ch'erano giudizi che si i

quello in Roma rendeva ragione al popo- pronunziavano dalla chiesa, facendovi i

lo il Pretore (A'.) a ciò destinato, seden- chierici la parte de' Cancellieri, che cu-
te sopra una Sedia (F.) cortile. Altra sor- stodivano l'ingresso ùe' Secretarti de'fjiiM*
la di tribunali eravi in mi* Roma, ma di dici gentili e ne alzavano le cortine; sa- i

nor considerazione, cioè quelli de' Tribu- cerdoti vi facevano le veci degli onorali
ni (P.) della plebe, de' Questori (F.), dei e degli avvocati, che godevano il privi-
Triumviri (/ .), nel quale articolo dissi legio di sedervi, e i vescovi rappresentan-
pure de'giudici Duumviri capitali, giu- do la persona de'giudici, o predicando o
dici luogotenenti criminali che condan- assistendo alle sagre funzioni. I Protono-
navano a morte i delinquenti, e dalla lo- tari apostolici (V.) per compilare gli atti

ro sentenza si appellava al popolo, come sinceri de'ss. .Martiri, si frammischia va-


quelle del pretore; sentenze che faceva- no tra gli altri spettatori degli esami e
no eseguire Triumviri capitali, an-
i de' giudizi che pronunziavano contro
si

ch' essi giudici, ed avenno la custodia gl'in vini confessori della fede,con condan-
delle carceri. Altro tribunale era quel- ne a 'tormenti più atroci e alla morte la
i

lo degli Edili (de' quali e degli altri ma- più straziante: essi con grandissima cele-
gistrali che ricorderò, ragionai a Roma, rità e con note sci iveano quanto a'inar-
ed ove furono), ed altri, quali chiama- i liri ivi accadeva, extra eanccllos obdu-

vansi subscllia. Tutti questi tribunali cto velo. Il luogo ove nell'aulica Roma fa-

erano situali nelle Basiliche, nei Tem- cevausi i pubblici giudizi, era Foro Ro- il

pli, sotto de Portici (F.) pubblici, ed al- mano, o il Campo Marzio, o il Campi-
cuni in luoghi a cielo scoperto, come di- doglio. Nel Foro Romano i giudizi avea-
rò, ove ascollavano le istanze e decideva- 110 luogo nel Comizio, del quale ripar-
no le differenze di ciascun particolare. Di lai e meglio lo descrissi, in uno alla sua

questi tribunali egregiamente ne discor- ubicazione, a Tribù, perchè le antiche


re Demptero nelle note al Tomasini,^/j- tenevano le loro assemblee nel luogo di
liq. lìom. 7 16 Nani judicia
lib.
9 , p. : dello Foro appellato Comizio. Si disse-
exercebanlur inBasilicis, Templis,Por- ro Comìlia Curiata le assemblee tenu-
ticibus, et pr aeterea in subdevalibus lo- te dal popolo romano diviso in tribù ,

cis, nude lìberrìmus esset coeli prospc- quartieri o cuiie. Si dissero Comizia,
cius. Dissi a Sagrestia, che il Segretario, Tri/mia le assemblee tenute dalle tribù
Secrelarium, presso i legisti significa il di Roma e d' Italia. Nel citato articolo
luogo nel quale i giudici gentili ricono- tornai a ragionare de' Septa, luogo ove
scevano le cause civili e criminali, e le de- votavano e davano il proprio suffragio
fìnivauo; e che fu pure il luogo contiguo le tribù. I giudizi pt vali i si facevano nel
alle basiliche ove il senato degli antichi Foro alla presenza d'un tribunale, o nel-
romani si radunava. Che fu cos'i chiama- le Basiliche, o finalmente sul luogo stes-
to a scernendo giudici da'rei e dal resto
i so, ov'era il popolo, de plano.
convocato
del popolo, o dal secreto con cui si trat- Talvolta romani innalzavano per tribu-
i

tavano i giudicati. Che tutto il silo era nale una specie di palco in mezzo alla
citilo di cancelli e coperto di doppi veli, piazza, e ue'campi lo formavano median-
ullre i vessilli che pendevano iutornu al te un semplice monlicello di terra. Il In*
io6 T II I TR I

bunale de' romani era un luogo elevalo a di Libo ne era una sponda di Pozzo (V.)
forma di semicircolo, sul quale era col- con coperchio nel foro romano, eretto dal
locala la sedia curule propria de' magi- pretore L. Scribonio Libone, per ordine
strati,donde veniva 1' espressione, prò- del senato, onde il luogo non fosse pio -

nunliare de sella, et tribunali, per dire fanato col camminarvi sopra per esservi
pronunciare una sentenza, come in Cice- caduto il fulmine, e secondo alcuni vici-
rone si legge, Verr.i, 38: Palam sella no al Tempio d' Antonino e Faustina,
et tribunali pronuntiavit. Quest' uso fu e presso le statue di Mania e Giano. INel

introdotto da Romolo, il quale, secondo suo recinto conteneva un altare, una cap-
Dionigi d'Alicarnasso,provocò tulli i mez- pella, e poco lungi era un tribunale do-
zi immaginabili per allontanare suoi sud i ve Libone avendo introdotto l'uso d'am-
diti dal male, e credette che un tale ap- ministrarvi la giustizia, quindi Puteal di-
parato gli avrebbe tenuti in freno: Mul- veune sinonimo di Tribunal, come si t<ae
ta ad eam rem paravit, et tribunal ubi da vari scrittori romani, e divenne anco
sedens judirabat in fori loco maxime il sito d'unione degli usurai, massime il

conspicuo. In seguito i tribunali furono l.°dì delmese quando scadevano frutti i

circondati d'un recinto per separare i giu- e pagamenti, per dare e ricevere il de-
i

dici dal popolose siccome quel recintoera naroad usura (si adunavano pure ne'Gia-
pure circondalo di cancelli, da ciò venne ni, archi e fornici a due e quattro facete,
il nome di Cancellieri (F.) dato agli uf- che particolarmente si costruivano ne'fo-
che sedeano in quel luogo cliiuso
fìziali, ri; e come luoghi di transito comune e al
da inferriate, per scrivere le sentenze dei coperto de'raggi solari e della pioggia, si

giudici e gli altri atti giudiziari. Il tribu- univano anche i negozianti per trattare
naleAurelium era situato nel foro ro- gli affari). Nel recinto del Puteal [ytve an-

mano, ed era stato innalzato da Aurelio che che fosse il convegno òe mercanti, i

Cotta per servire a'centumviri,i quali se- quali per commerciare si adunavano e-
dettero poscia nella basilica Giulia, sen- ziandio nelle basiliche. In seguito, ivi un
za dubbio eretta invece di quell'antico pretore o un centumviro giudicava le li-

tribunale àaCìcevone gradus Aurelii ap- ti commerciali, onde vi accorrevano pu-


pellato. Il tribunale Castrense fu il tri- re i banchieri. Di tali sorta ili tribunali
bunale da dove il ge-
di zolle e di erba, romani è credibile che anco nelle altre
nerale delle milizie. amministrava la giu- città fuori di Roma si usassero, imperoc-

stizia e i soldati arringava. Dovunque Iro- ché regolandosi queste a nonna di quel-
vavasi un generale era tosto costrutto un la, o almeno cou qualche similitudine, era

tribunale di questa specie, sul quale col- di dovere che vi fossero anche in esse i

locavasi la sedia curule. Dice Tacito, Ann. luoghi destinati per ascoltare le differen-
i , 1 8 : Simul congerunt cespites , ex- ze de'sudditi. In ogni città eranvi i suoi
truunt tribunalis quo magis conspicua duumviri o qua tuor viri, che facevano la

sedes foret. Il tribunale Editoris era il figura e rappresentavano gli stessi conso-
tribunale di colui che dava i Giuochij era li di Roma, gli edili, i curatori e altri ma-
situato nel pò di uni ,
pogginolo o sporto che certamente a veano loro tri-
gistrati, i

del muro che circondava l'arena. Fra'se- bunali ove più la vansi a rendere ragione
gni d'onore che si accordavano a quello a quelli che loro ricorrevano. Di silfalli

che sedeva in quel tribunale, come i lit- tribunali per rendere nelle provincie ra-
tori, la toga pretesta, godeva egli ezian- gione a'popoli, parlai in moltissimi arti-
dio del diritto di aver la sedia curule, po- coli, come in altri ragionai de' tribunali
sta in luogo elevato, e da dovepotesseegli di molte nazioni. Anfìltionia si chiamò il

essere veduto. Il tribunale detto Puteal tribunale supremo, conosciuto sotto il no-
TK I TRI 107
me dogli Anfittioni, composto de'depufa- «emblea di questo tribunale si teneva sem-
ti delle 12 principali città della Grecia, pre di notte, e la severità de'suoi giudizi
che radunavansi due volle l'anno in Del- li rendeva assai terribili. L'idea chea vea-
fo o alleTeriuopili, per deliberarvi e giu- si degli areopagiti acquistò loro una ve-
dicare in ultima istanza gli affari concer- nerazione universale, e le loro decisioni
nenti la coniun bene de'po
religione, il sìriguardavano come oracoli. Iu faccia
poli, e le questioni de' particolari. Dava- agli areopagiti erauvi due pietre sulle
si il nome d' A nfìt l'ioni a quelli che com- quali sedevano l'accusatore e l'accusato;
ponevano questa specie di dieta genera- una chiamavasi Anaideias o sedia del-
le stabilita da Anflttione
Deuca- figlio di l'ingiuria, e l'altra Vbreos o sedia del-
lione 3.° re d'Atene, e di Pirra, il quale l'innocenza. A lato de' giudici vedevansi
\iveai5 secoli innanzi Augusto. Ciascu- due colonne sulle quali erano scolpite le
na città mandava due deputati a questo leggi, dietro le quali essi proferivano i lo-
tribunale, mala minima infedeltà alla pa- ro giudizi. L'Areopago, antico quanto A-
tria bastava per esserne escluso; suoi de- i tene, fu l'istaurato dal legislatore Solone,
creti erano rispettati quanto gli ordini de- con dargli nuova forma e maggior digni-
gli Dei. Prima d'incominciare una deli- tà; ma già prese il nome d'Areopago sot-
berazione, il coniglio sacrificava un to- to il regno di Crauao, immediatamente
ro al dio di Delfo, e lo tagliava a pezzi, dopo la favolosa contesa di Marte e di Net-
immagine dell'unione che regnava tra gli tuno: Cranao vivea in Atene 9 secoli in-
itati della Grecia. Le leggi che stabili van- nanzi Solone. Tra tutti tribunali della i

si in questa adunanza riguardavano tut- Grecia, l'Areopago credevasi il più seve-


ti i grandi e piccoli stati della Grecia, e ro e il più incorruttibile; tale almeno è il

gli Anfittioni aveano pieno potere di le- sentimento di Cicerone, di Senofonte, di


vare delle truppe per costringere i ribel- Pausatila, di Seneca il filosofo e di altri.
li all'ubbidienza. L'Areopago poi era il Tutti i grandi delitti erano di competen-
celebre tribunale o corte di giustizia de- za di questo tribunale; la sua giurisdizio-
fili ateniesi. Traeva il suo nome da Ares, ne si estendeva persino sulla religione
Marte, e da pagos che significa rocca o Chiunque disprezzava gli Dei, o ne
stessa.
collina. L' Areopago era di fatto situato introduceva di nuovi era severamente
in cima alla collina, ove Marte difese la punito. gravi delitti erano puniti di
I mor-
sua causa, allorché fu obbligato di giu- te, e gli altri con una multa a profitto del
stificarsi dell'uccisione d' Allirozio figlio tesoro pubblico. Ne'pr'uni tempi gli areo-
di Nettuno, come finsero i poeti. Ne'pri- pagiti tenevano solamente le sessioni ne-
mi tempi ammettevansi a questo tribu- gli ultimi 3 giorni di ciascun me>e, ma in
nale lutti i cittadini indistintamente, pur- seguito divennero più frequenti e giorna-
ché fossero religiosi ed onesti, e di costu- liere. Allorché i magistrati erano aduna-
mi irreprensibili. Gli areopagiti non era- ti, un banditore faceva allontanare il po-
do da prima che in minici odi 7, ed in se- polo e gl'imponeva silenzio. prima di Ma
guito aumentandosi notabilmente, giun- tulio facevasi de' sagrifizi dopo quali , i

sero talvolta ad essere fino a due o tre- l'accusatore e l'accusato giuravano sulla
cento. JNou furono ammessi fra loro per carne delle vittime immolate. Indi dispu-
qualche tempo, che quelli quali erano i tavano l'uno dopo l'altro, o da se stessi o
stati arconti. Da vasi in Atene questo no- per mezzo de'loro patrocinatori. I giudi-
me a'magistrali annuali che governava- ci dopo aver ascoltalo ambe le parti, da-

no sovranamente la repubblica, e dal cui vano segretumenle loro voti, servendo- i

nome si contavano gli anni in Atene, co- si di pietruzze bianche e nere che mette-
me a Roma da quello de' consoli. L'as- va tisi io due urne, l'urna di rame chiama-
io8 T 11 1 TR I

tildi assoluzione, l'altra «lì legnò chiama* dorè, senza pompa, senza guardie, senza
la di morte. Oreste colpevole di parrici- seguito e corteggio, a meno che per le lo-

dio, [ter aver ucciso Giltenestra sua ma- ro ricchezze non fossero in gradodi man-
die, lu giudicato dall' Areopago: i sull'i a- tenersi nel lustro adequato alla loro ca-
giprò e cantra furono trovati eguali rica. Essi non facevano nuove leggi, non
quindi uno de'giudici volendo favorirlo, levavano lasse sul popolo, uè ritraevano
piopose di dare un suffragio favorevole in altro lucro dalla loro carica che i dona-
nome della dea d'zMene; il che passò poi tivi che ad essi venivano fatti. Circa i giu-
in leggea favore di tutti i colpevoli. Quan- dici ordinari tra gli ebrei, al tempo del
to agli Ebrei, Mosèavea ordiuatoche fos- Redentore eravi in ciascuna città un tri-
sero stabiliti in ciascuna città, per gli af- bunale composto di 3 giudici sui delitti
illi i urdinari,de'giudieiede'magislrati al- minori, come il furto ec. Eravi un altro
le norie della città dette del Signore, ed tribunale composto di ?.3 giudici che giu-
in ciascuna tribù per sentenziare sui liti- dicavano sugli all'ari importanti e crimi-
gi del popolo con buona giustizia. Ordi- nali, e le sentenze de'quali erano ordina
nò inoltre, che se in
qualche negozio si riamente capitali. Finalmente il gran Si-

vedesse della difficoltà, e che vari fossero nedrio (I ) o supremo tribunale degli e-
i sentimenti de'giudici e de'magislrati, co- brei, civile e criminale, risiedeva in Ge-
me contese di maggior entità, si dovesse rusalemme e giudicava sugli a Ilari più im-
andare al luogo scelto dal Signore per e- portanti della religione e dello stato, e di
suiiinai vi le controversie davanti a'sacer- quelli concernenti il re e il sommo sacer-
doti della stirpe di Levi, e avanti il giu- dote. Da questo principale tribunale di-
dice o capo del popolo in quel tempo e- pendevano i sinedri o tribunali minori.
letto dal Signore, per consultarli e perchè L'annalista Rinaldi riferisce che gli ebrei
fossero scorta nel giudicare secondo la ve- aveauo 3 tribunali civili e criminali. III.
lila; al giudizio poi del giudice che gover- composto di 3 giudici, che giudicavano le
na va do vea ognuno rimettersi sot-
Israele, cause minori; il 2.° di 23 giudici e chia-
to pena di morte. 1 giudici che governa- malo piccolo, ove si trattavano le cause
rono gl'israeliti per 33g anni da Giosuè capitali; il 3.° di 72 giudici e si diceva il

siuoa Sanile i.°loro re, erano nella supre- grande tribunale o sinedrio, nel quale si
ma carica a vita, e d'ordinario Dio li no- discute va no le cause gravissime, come isti-
minava e impartiva loro l'autorità. Ac- tuito da Dio: questo era solo in Gerusa-
cadeva qualche volta, che senza attende- lemme, mentre le altre due specie di tri-
re una particolare rivelazione del Signo- bunali erano sparsi in ciascuna tribù. Tra
re, il popolo sceglieva per giudice d'Israe- iromani giudizi ebbero varie nomencla-
i

le colui che gli sembrava più atto a go- ture, poiché per Giudizio si dice il luo-
vernarlo ed a liberarlo dall'oppressione go dove si giudica e l'atto del giudicare,
dc'suoi nemici. E giacché spesse volle le Judicatio, Judicium, Criiice. Il giudizio
oppressioni per le quali ricorrevasi all'e- centumvirale era la seutenza pronunzia-
lezioni de'giudici non erano universali, il ta da'cenlumviri, la (piale a vea una for-
loro potere non si estendeva su tutti gl'i- ma sua propria. Erano que'giudici scel-
sraeliti, ma soltanto sul paese che avessero ti da tutte le Tribù, 3 per ciascuna; giu-
liberalo. Sebbene il potere di questi giu- dicavano le cause più gravi, uè si poteva
dici non era eguale in tutto a quello dei appellai e dal loro giudizio,cssendo riguar-
re, essi decidevano in modo assoluto dei dalo come consiglio di tolto
il popolo. il

precetti, delle cose della guerra e della Erano distribuiti in 4 tribunali, 'quali
pace, proteggevano la religione, punivano presedeva il pretore della città. Il giu-
il delitto, e vi vcauu del resto senza spleu- dizio curiato era quello dato da' comi/i
TRI TRI 109
radunali in eurie(di cui a Tribù), del qua- no quelle, clie si stabilirono per la con-
le abbiamo un esempio nell'assoluzione cussioue, pel peculato ,
pel -hroglio e pt:l

ottenuta da Orazio uccisore di sua sorel- delitto di lesa maestà, in latino repetun-
la, e dannato a morte per una legge del daruni ì
peculattts, ambitus,et majesta-
re Nuota. Il giudizio privato o particolare tis. Il giudizio di concussione, de repe-
s'inteudeva dell' esame e della decisione tundis, è quello, mediante il quale i soci
delle controversie clie nascevano Ira 'par- provinciali ripeteano il denaro loroestor-
ticolari. Giudizio prolusoriooproemialesi lo contro le leggi da' magistrati che go»
diceva di quegli atti o parlamenti che pò- vernavano nelle provinole. Ecco perdio
tevano piecedereil giudizio attuale: tale Cicerone nelle sue Verrine chiama quc-
fu la divinazione di Cicerone contro Ver- sta legge sociale. In forza della legge Giu-
re. Il giudizio segreto o tacito si faceva lia poteasi la stessa azione intentare Coo-
per decreto del senato, contro quelli che tro coloro, cui quel denaro era passato,
ambivano le cariche o compravano i vo- obbligandoli a restituirlo: sebbene seni-
li. I pubblici giudizi erano quelli in cui bra che siasi stabilita conilo i concussio-
si trattava di delitti, e si chiamavano pub- nari pena dell'esilio. 11 giudizio di pe-
la

lvici giudizi, perchè ad ogni cittadino era culaio, de peculato, è quello in cui talu-
concessa in essi l'azione, l'onno dunque no viene accusato d'aver rubato il dena-
definirsi, giudizi die i giudici.destinatida io pubblico o sagro. Il giudizio pel deli L-
un commissario ebe li presiedeva, prò- lo di denaro ritenuto ha molta affinila
nunziavano per la vendetta de'delitli con- col peculato: l'oggetto suo era di far re-
formemenle alle leggi stabilite contro o- stituire il denaro pubblico rimasto pres-
gni specie di reato. Questi giudizi erano so d'alcuno. Colui che per non legittime
ordinari o straordinari : i primi esercita- vie procurava di guadagnar suffragi del i

vansi da'prelori, ed i secondi da'eommis- popolo, onde pervenire alle cariche, era
sari detti parricida e duumviri ; erano colpevole di broglio, ambitus, l'.cco per-
questi giudici sti aordinai iamente stabili- che il giudizio per questo delitto cessò in
ti dal popolo. Ne' primi tempi ogni giù- Roma, allorquando l'elezione de' magi-
dizio pubblico era straordinario, ma ver- strati fu rimessa al principe, senza piùdi-
soil6o5di Roma si stabilirono delle coni- pendere dal popolo. 11 delitto di lesa mae-
missioni stabili, epiaestiones perpetuae, sta comprendeva ogni delitto commesso
così dette perchè il giudizio contro a leu- contro al popolo romano, ed alla sua si
ni delitti fu assegnato a certi pretori o cui ezza, come il far uscire un'armata da

commissari perpetui, dimodoché non v'e- una provincia: il dichiarar la guerra di


ra bisogno di nuove leggi su tal propo- propria autorità; prendere il supremoco-
sito. Non ostante da quel tempo in poi vi mando senza l'ordine del popolo o del se-

furono delle commissioni esercitate o dal nato; sollevar le legioni, ec. Ma sotto il

popolo stesso nell'assemblee, o da'com- coloralo pretesto di tal delitto, gl'hnpe-


missari creati straordinariamente, e ciò a latori fecero in seguito perire lauti inno-
motivo dell'atrocità o della novità del de- centi, che Plinio nel suo panegirico a Tra-
litio che volevasi punire; come, a cagion iano con molla eleganza disse, che il de-
d'esempio, nell'alare di Milone, accusato litio di lesa maestà sotto Domiziano era
d'aver ucciso Clodio, ed in quello di Ciò- l'unico e particolare delitto di coloro, che
dio stesso accusato d'aver violato i sagri non ne aveano commesso alcuno. A dire
misteri. In tal modo appunto nel 640 di in compendio delle dilferenli specie tli pe-
Roma L. Cassio Longino procede straor- ne ch'erano in uso pressoi romani, esse
dinariamente contro l'incesto delle vesta- o riguardavano beni, come l'ammenda, i

li. Le prime commissioni perpetue furo- in latino da/unum , muleta; o il corpo,


no TRI TR I

come il carcere, il bastone, il taglione; o aveano ricusalo d'inserì versi dopo d'esser-
finalmente lo stalo civile, come l'ignomi- ne slati chiamati. Coloro ch'erano con-
nia, l'esilio, la servitù : taluno fu anche dannati a morte, o venivano decapitati
punito di morie. Ne' pi imi tempi l'am- con un colpo di scure, dopo aver subita
menda non esigevasi che sui montoni e l'ignominia della frusta, e diceasi che una
sui bovi. Ma come questa pena era ine- tal pena era inflitta more in ajorumjteOQO-

guale, essendo i bovi ed i montoni ora di dola pratica degli antichi, o erano stran-
un prezzo troppo caro, ora di un assai vi- golati nella prigione, o precipitali da un
le, cos'i in seguito in virtù della legge A' luogo del carcere dello robur,u finalmen-
teria furono tassali i o denari per ciascun te gettali abbasso dalla rocca Tarpeia; ma

bove, dimodoché la più. glossa ammen- pare che questo genere di supplizio fosse
da in quel tempo era di 3oo assi. Il car- in seguilo abolito. L' ordinario supplizio
cere o era pubblico o privato. Il pubbli- degli schiavi era la croce o la forca, ch'e-
co carcere eia quello, ove ri schiude vanii rano costretti di portare essi stessi, doud'è
gli accusali quando aveano confessato i che il nome ih furcifer era comune rim-
loro delilli. Il particolare poi era l'abita* provero che faceasi agli schiavi; nondime-
7.ione de'magistrali, o di distinte persone no alcuni pretendono, che questa forca
privale, alla cui custodia affidavansi gli fosse un patibolo. Qualche volta impri-
accusati. La jlagellazìone, che face vati meansi sulla fronte degli schiavi certi ca-
con verghe, precedeva l'ultimo supplizio, ratteri con un ferro rovente. Mentre era-
cioè la morie. Le bastonale erano più in no condotti al supplizio portavano appe-
uso nell'armata. Il taglione, secondo le soal collo un campanello, aflinchè quelli

leggi delle XII tavole, consisteva nel ren- chegl'incontravanon caso, non restassero
dere ingiuria per ingiuria nel caso d'un contaminati pel sinistro incontro. Talvol-
membro rollo, a meno che l'accusalo non ta ancora per colino d'ignominia, i cada-
avesse ottenuto dalla parie offesa la re- veri de'rei, dopo d'essere stati strascina-
missione della pena. L'ignominia era una li con uncini per la città, venivano pre-
marca d'infamia, così chiamata, perchè cipitati in certi pozzi detti gemoniac o ,

non consisteva che nell' offesa del nome, nel Tevere. Eranvi in uso altri generi di
della reputazione: essa escludeva da tut- supplizi, i quali erano quasi tulli arbitra-
te le cariche, e quasi da tutti gli onori che lied eseguili secondo il capriccio o la cru-
si accordavano a'ciltadini. Non si pro- deltà de' principi o de' giudici, come de'
nunciava per altro il vocabolo esilio, molteplici coi quali furono tormentati i

aliando preterì* tati una tal pena, ma quel- ss. Martiri.


lo ò'iiilcrdizionc dell'acqua e del fuoco, Il celebre cardinal de Luca riferisce,

la quale eia necessariamente seguita dal- che il simbolo ovvero la figura della Giu-
l'esilio; imperciocché era impossibile che stizia si finge in una donna bella, per de-
uno restasse in Roma senza far uso d'ac- notare candore dell'animo; cogli occhi
il

qua e di fuoco. Ma sotlo Augusto a que- bendali, acciò non la muovano le simpa-
sta pena fu sostituita la deportazione. La tie e le affezioni; e con una bilancia nel-
relegazione era una pena meno rigorosa, le mani, la quale stia in totale equilibrio,

giacché quelli che n' erano condannati, per dinotare la sua ind pendenza, e che
conservavano il diritto di cittadinanza, il traboccare che faccia più una bilancia
di cui privava l'interdizione; ed era ap- che l'altra, dipenda dal solo giusto ed ap-
punto la condannavate le
pena. alla quale provato peso maggiore delle ragioni e dei
persone tli condizione. Si vendevano per motivi, e non da altro pesode'doni e d< 1-

essere messi in servitù coloro che non a- le passioni, ovvero degli altri illeciti ri-
Teano dato nel censo il loto nome, o che spelli e iuteressi. Quindi soggiunge, che
TRI TRI 1 1

però degni di molto biasimo sono quel- tra mano impugna la Spada (7\), sim-
li, li quali per mezzo de' favori, o di al- bolo del j'us giacili e della giustizia stes-

ile cose illecite, esigono da' giudici Par- sa.Tale figura è l'emblema della Segna-
bili io; ma molto più degni sono di bia- tura di giustizia, e quale la descrissi in
simo e di castigo i medesimi giudici, li tale articolo; era il sigillo e l'insegna del
quali credono di poter ciò fare, e diedi Prefetto di Roma, ove riportai altre spie-

(atto lo facciano; dovendo eglino sapere gazioni iconologiche. Nell'annuale foglio


clie la legge distingue l'arbitrio dalla vo- intitolato: Curia liuiu et li tigantium coni-
Ionia, e che a questa solo concede la li- moditatis dies in quibusfil Camera, in
berta uelPeleggere il bene e il male, ma circolo sono riportati gradatamente no- i

nofl all'altro, il quale dev'essere regola- itti del caià\wì\Camcrlengo,i\AFice-Ca-


lo dalla legge e dalla ragione, sicché sia merlengo, del Tesoriere generale, del-
iin' operazione necessaria e non volontà- P Uditore generale dellaCamera^M de-
lia dell'intelletto. Ma perchè l'islessa giù- cauo e de' Chierici di Camera, dell'av-
sliz.ia in astratto ovvero in generale, non vocali) de' Poveri, dell'avvocato generale
è uniforme per essere di due specie, e dal- e del piocuratore del Fisco, e del Coni-
la distinzione delle quali specie dipende vussario generale della camera. In una
ancora la diversità della sua amministra- parola vi è il novero de'persoriaggi coiu-
zioue tra gli accennati suoi opera ri e mi- ponenti il supremo li ibnualedella Carne-
lustri di diverse sfere e qualità. Quindi ra apostolica, e nel centro è il suoslem-
all'eiTetlo di regolar bene l'arbitrio, e di ma del Padiglione (F.) colle Chiavi (F.)
leneie il buono stile in quesl'amministra- incrocia te, antica insegna delluCbieta Ro-
sione, ai deve primieramente riflettere al- inana. Quanto al tribunato degli Uditori
la distinzione di queste diverse specie dei- della s.Rola^u tale articolo parlo de'tuoi
la giustizia; cioè che altra sia la distribu- emblemi. Anche la Storia (F.) è «in tri-
ti vo , commutativa. La distri
e altra la bunale: questo tribunale inesorabile èpo-
buliva propriamente e per ordinario vie- sto più allo che le umane passioni, poiché
ne esercitata e amministrata da'principi, giudea con imparzialità le azioni d'ognu-
da' prelati, e da' magistrati grandi della no, e le porta a conoscenza d?lle genera •

i ."specie, cioè che abbiano quest'attlni- sioni. La Giurisprudenza (F.), scienza


Distrazione e la dominio
giurisdizione in legale o delle leggi, è giustamente appel-
e nell'abito; e la commutativa viene eser- lata da'dotti, fonte di sapere, e filosofia
cilala ed amministrata da' giudici e ma che consiste nella scienza del giusto; iu-
gi strati ordinari dell'altra specie di quel- lerprcta le leggi e giustamente le appli-
li, i quali abbiano quest'amministrazio- ca ne'giudizi de'tribunali a'easi occorren-
ne inesercizio. I giudici come operali del- ti. In tale articolo parlai de'celebri giu-
la giustiziacummulaliva, nel furoconten- reconsulti Papi e cardinali, di quanto i

zioso e giudiziale, per acquistare il buo- romani Pontefici furono benemeriti del-
rio stile si ricerca primieramente in loro la giurisprudenza e che col formare il
,

molte virtù e doli dell'animo, cioè Pin- corpo delle leggi del gius canonico, mi-
legrilà, la fortezza, la dottrina, la pruden- gliorarono il gius civile, e sommi vantaggi
za, il buon giudizio raffinato dalla prati- recarono alla giurisprudenza sì civileche
ca e dall'esperienza. Essi devono essere criminale pe' tribunali, perfezionandola,
bene istruiti nella giurisprudenza, pei giù- Che altri copiarono in gran parte le istitu-

dicare e pronunziar le sentenze secondo zioni legislativepontifìcie, e le produssero


le leggi stabilite. Quanto all' iconologia nelle nazioni come immaginate da loro,
della figura e degli emblemi della giusti- mentre nella Roma cristiana giàcontava-
zia, aggiungerò, che la giustizia con l'ai- no molti luslriesecoli.il Diritto canonico
» . 7. TRI TR I

(/".) o diritto ecclesiastico, è il diritto sta- desime decretali, inclusi vomente al Sesto
bilito dall'autorità ecclesiastica per rego- libro delle decretali e successive. Chia-
lare le azioni ile' cristiani, pel bene loro masi Digesto o Pandette (/ .), lai. "par-
spirituale e felicità eterna; nel che diffe- te del diritto romano, ossia il corpo del
risce dal diritto civile stabilito dalla po- diritto civile. Dicesi Codice (f.) il libro
tenza secolare per dirigere le azioui de- che contiene le leggi dell'antico diritto ro-
gli nomini relativamente alla felicità tem- mano. La Legge (f.) è la regola stabi-
porale. Tuttavolta notai in quell'articolo, lita dall' autorità divina ed umana, che
che il diritto canonico o gius canonico e obbliga gli uomini ad alcune cose, e rie
il diritto civile o gius civile, vanno tra lo- vieta loro alcune altre, per la salute eterna
ro di concerto, e sono l'uno all'altro ap- dell'anime e per la pubblica utilità. Par-
poggio e ornamento; ma se per caso sono lai ivi della divisione della legge e sue par-
tra loro in opposizione, si deve seguire il ti, e come il vocabolo si prende anco per
primo. Col cristianesimo venne la necessi- lo studio della giurisprudenza; dell'origi-
tà d'accomodare la legislazione a'principii ne e dell' antichità delle leggi ,
presso le

della filosofia evangelica; e così più sem- diverse principali nazioni , e particolar-
plice e santo divenne l'antico diritto ro- mente di quelle de'rotnani, delle XII ta-
mano, perchè purgato dalle laidezze che vole, delle decretate successivamente dai
lo deformavano, meglio venendo definiti loro magistrati e imperatori, come della
i provveduto alla tran-
diritti personali, e col lezione eCodice Teodosianoe Giusti-
quillità delle famiglie e al decoro pure del nianeo, oltre le Istituzioni e Novelle di
nodo nuziale. Fu data semplicità alla san- Giustiniano I, il cui immortale codice lo
tità de'giudizi.e moderazione all'acerbi- divenne di tutte le nazioni civili. Quindi
tà delle pene. Sorto il foro de' tribunali dissi delle leggi formate da'franchi e dei

ecclesiastici, divenne modello delle proce- loro Capitolari (/ .). E dichiarai, che se
dure nel foro de' tribunali secolari. Per- le leggi non fossero, neppure esisterebbe-

ciò in detto articolo celebrai l'utilità che ro diritti, non doveri cittadini, non so-
reca il diritto canonico a' tribunali ed a cietà, ma tutto si troverebbe in confusio-
tulle le nazioni cristiane; dissi di sua ec- ne. Giudici (f.), che hanno l'autori-
I

cellenza come gius divino e pontificio ;


tà di giudicare e di pronunziar sentenza,

quali sono le sue fonti, e notai la necessità ebbero varie denominazioni, secondo le
ne'giureconsulli di conoscere i due dirit- proprie attribuzioni. Si dice giudice an-
ti, imperocché la giurisprudenza cano- che colui che senza pubblica autorità è
nica trae la sua origine dalla creazione scello per arbitro per decidere fra due o
del mondo, ed è basata sulle divine leg- più contendenti. Giudice privato chia-
gi, mende il gius umano ha origine da- ma vasi tra'romani uno che veniva asse-
gliuomini e fa parte dell'altro. Sono le gnato a giudicare privatamente, in luo-
Decretali (V.),\ decreti, Rescritti (f.), i go di assegnare il pretore, che giudicava
le Costituzioni e le Lettere apostoliche e rendeva ragione nel suo tribunale nel
(y .) de'l J api che compongono il i.° vo- Pretorio (/'.).' pretorio si disse anche il
lume del diritto canonico. Indicato ivi luogo o palazzo dove risiedeva il preto-
perchè chiamatisi decretali, ricordai «pia- re provinciale e dove i magistrati faceva-
li sono le tenute apocrife, false pure es- no ragione; in ogni città romana eravene
sendo quelle d' Isidoro Mercatore (/'-), uno. Si disse giudice pedaneo una specie
ntitored'una raccolta diC/z/<o/;/(// tran- .) l di giudice particolare inferiore, che non
ne alcune epistole e decreti pontificii. In- avea né tribunale né pretorio. Erano com-
filile ragionai a DaCtlTAM , del decreto missari eletti dal pretore per giudicare
di Granano e della collezione delle me- delle liti di poco rilievo. Chiamavansi co
TR I TRI m3
sìperchè sedevano sopra una semplice bunali.Gliscnldasci furono giudici minori
panca o sedia alquanto bassa, che non li introdotti da'Iongobardi, ne'castelli e al-
faceva distinguere da coloro die stavano tri luoghi popolati ne'territorii delle cit-

in piedi; non aveano né carattere, né ti- tà, i quali furono detti dal conte ohe vi
tolo di magistrati. Marc' Aurelio stabi- presiedeva, comitati e contadi ; ivi le-
lì per l'Italia la carica del giuridico, ed nendo il conte al.'ri ministri denominati
era quegli che avea la facoltà limitata di attori, agenti, centenari, saltari e decani,
render giustizia; e durò sino sotto Gor- i quali lo sollevavano nelle cause di mi-
diano. Dicesi giusdicente, juridicus, co- nore importanza, mantenevano il buon
lui a cui si spetta amministrar la giusti- ordine ne' popoli, senza obbligarli nelle
zia; e giustiziere, justitiarius, sorta d'uf- piccole vertenze diportarsi alla città dui
ficiale, o giudice o mantenitore della giu- conte: i decani propriamente erano giu- i

stizia in alcun luogo determinalo; ma non dici minori de'villaggi. Vi furono anche
si deve confondere boia o
col giustiziere i castaidi ogastaldi, de'quali riparlai nel
carnefice, che eseguisce sopra condan- i voi. LV1I, p. 210 e altrove, ed a' quali
nati dalla giustizia la sentenza estrema era affidato il governo civile, politico e
che li condanna a morte, il che dicesi giu- militare di diverse città, e talvolta furo-
stiziare, exti emum supplicium. 1 roma- no sollevati all'onore di conte. Ammini-
ni governavano le Provincie dell'impero stravano la giustizia e attendevano all'e-
pe' Proconsoli, Pretori^ Questori, Lega- conomia del Fisco (V.), assistiti ne'trihu-
ti (V.) e alìri magistrali, colla giurisdizio- nali giudiziari dagli sculdasci, i qualiren-
ne eziandio d'amministrare la giustizia e devano i piccoli giudizi e soli decidevano
la cognizione delle cause. Aveano in aiu- le piccole vertenze ne'castelli e villaggi
to per la giudicatura degli affari de'giu- più popolati ove risiedevano. A Placito
dici, oltre i Cancellieri e Notori (ì .), e parlai del giudizio pubblico chiamato con
questi detti pure Scriniari(J'.), capo dei tal vocabolo e detto anche Mallo, poiché
quali era il Proloscriuiario (P.). In as- colla parola niallare intendevano gli an-
senza e impotenza dc'proconsoli, suppli- tichi citare in giudizio, e perciò il voca-
vano i procuratorio Rettori (F.). Degli bolo fu esteso a* placiti. Questi e i malli
avvocati provinciali parlai a Curia, e da furono tenuti mezzo
ne'secoli di in Italia,
essi si eleggevano i Prefetti (K) e sotto- in faccia al popolo. Tenevano i placiti
prefetti delle provincie. Dice Plinio giù- anche i Papi, gl'imperatori, i re, i duchi,
niore, che nell'antica [loma eranvi4 tri- i marchesi, i conti, ne' confini della loro
bunali, con più di 3o giudici per ciascu- giurisdizione. Vi assistevano i giudici Pa-
no, i quali successivamente poi riforma- latini (V.), gli scabini, gli avvocali, i di-
ti si ridussero a 12, come rileva il Derni- fensori e altri periti della legge ,
perchè
no. // Tribunale della s. Rota romana. più rettamente conforme alla giustizia
In seguito chiamarono Conti,
i giudici si ne uscisse può vedere M.
la sentenza. Si
Governatori, Duchi, Marchesi ( F.),e con Frecheri, Originimi Palatinarnni com-
altri vocaboli che descrissi a'Ioro luoghi, mentarli^, Heidelbergaer5gg. Ne'placi-
come gli scabini a Conte, introdotti in Ita- ti si preferiva il disbrigo delle cause dei
lia da Carlo Magno, e giudici ini. "istan- Poveri, Orfani e Vedove (F.), dovendo
za, come assessori de'conti ne' placiti so- il conte provvedere alla mancanza del lo-
lenni, ed eleggevansi dal popolo ex me- ro difensore.Giustiniano I nella legge/u°/«
lioribus civibus. Ne trattano il Muratori, novam,coù. de Judieiis, volle che in tut-
nelle Dissertazionij il Fatteschi,nelleM?- ti i giudizi presente vi stasseil libro de-
morie del ducato di Spoleto cioè , dei gli Evangelii, perchè a norma di essi si
giudici de' tempi di mezzo e de'loro tri* proferissero da'gtudici le sentenze: San-
vol. ixxx.
n4 TRI T R I

ei/nus, otiiiies jùdicest tfve majorcs, si- terius notariatns officiutn exercere. Ai
ve nn'/iorrs . . .. Non aliter litiuttl pri- falsi testimoni si tagliava il naso, tcstes
mordiuni arcipcre, nisi prius onte. Se- vero qui scienter falsimi testiinonitmi
dem judicialem Saerosanetae drpoa au- dixerint, nares nasi scindaiilur cisdem:
tor Scripturae, ut line permancant non anche ad essi si recideva la mano, secon-
solimi in principio lilis, sedetiain in o- do altre leggi, ovvero si multavano a pa-
ftinibus cognitionibus, usane ad ip.sitm gare una somma di denaro. Inoltre nel me-
fermineti. : ci definitiva e se utenti ne re- dio evo fu stabilita la Treguadì Dio (J .),

citationem. Carlo Magno proibì i giu- per frenare le guerre intestine, nel tem-
dizi dopo il pranzo, affine d'allontanare po della quale e sotto pene determinate,
l'ubbi iachezza dal foro, cb'è il luogo do- civilied ecclesiastiche, non solo non si po-
ve si giudica, e si prende per le leggi me- teva offendere alcuno e guerreggiare, ma
desime. Dissi inoltre a Placito e altrove, neppure eseguire le giudiziarie citazioni
che si denominavano messi regi giudici i de'ci editori, ed agli offensori; e dissi del-

straordinari , inviati nelle provincie dai le tregue che per 4o giorni doveano os-
Papi, dagl'imperatori, da'ie, e solevano servare i parenti dell'uccisore e dell'uc-
essere due, l'uno ecclesiastico e l'altro se. ciso. Ivi parlai anche della pena del Ta-
colare.e muniti delle Tra 'torte
l [F'.).()»«• glione. Dice un moderno scrittore: Crol-
sii messi decidevano pronlamenle i giu- lalo I' impero d'occidente, cambiate le
dizi, non conoscendosi allora le sottigliez- condizioni civilie polilichedelle cose, sta-
ze de'nostri giurisperiti, che ne prolunga- bilite le nuove monarchie e i nuovi costu-
no la decisione. Ivi ragionai di siffatti giù mi, conservò il clero la romana giurispru-
ilici, de' vari nomi co'quali furono chia- denza a'rnansueti principi! delle cristia-

mati, com'erano trattati, come alzavano ne leggi adagiata. Gli efferrati usi de'bar-
tribunale, e ila chi erano assistili e (piali bari di mano in mano si mansuefecero,
le loro facoltà, inelusivamente alla depo- i duelli giudiziari facendo dismettere, e le
sizione degli scabini o guidici malvagi. Nel così detteprove e giudizi di Dio. Le as-
medesimo medio evo si dissero Purga- surde prove per giuramento, per duello
zioni, Prova e Giudizi di Dio (F-), la e altre prove giudiziali, non presero luo-
purgazione canonica e la purgazione vol- go al diritto canonico, né a questo sene
gare, per le incolpazioni di qualunque ac- deve atti ibuire l'istituzione, sebbene rice-
cusa in prova dell'innocenza. Il cimento vessero il nome di purgazione canonica.
si faceva innanzi a' giudici, per cono-Me- Che è fuori d'ogni controversia l'afferma-
re la verità intorno a fitti nascosti, con re, che nel medioevo all'opera del clero
molte ceremonie solenni, civili e sagre, e al diritto de'cnnoni si deve l'indeboli-

quasi che Dio s'interessasse a favore di chi mento e poi il dimettersi le funeste e in-
avesse la ragione dalla sua parte, median- cessanti guerre privale colle tregue di
te il Giuramento t il Ditello (7 .), le pro- Dio, la tutela delle ragioni comunali con-
ve dell'acqua fredda o bollente, del fer- ilo gli abusi e leongarie signorili del feu-
ro infocato, del rogo e con altri esperi- dalismo , non meno il purgare degli as-
menti e indagini temerarie derivale da surdi riti chelo contaminavano il foro ci-

Superstizione (l''.), pereib poi riprovate vile , e li progressivi miglioramenti di

esopprcsse. La calunnia la deplorai in più quanto era restato nelle leggi de'doniina-
luoghi, come a Corte, ed a Memoriale tori goti, longobardi e franchi. Nella re-

dicendo dc'libclli anonimi. Alcune ami- staurazione della civiltà europea, rinve-
che leggi municipali prescrivono il taglia nuto il Digesto e rinvigorendosi gli stu-
della mano qui eartham fai-
a' labari, di legali, massima e salutare fu l'influen-
sani scicuter seripserif, lice valeat Iti' za che dal diritto de' canoni derivò nel
~
T I I TRI n
la legislazione e nell'ordine de' giudizi. lo, egli medesimo avviò le magistrato e i

Vi furono inoltre nel medio evo de' Tri" chiericati e diede i regolamenti di proce
buti (V.) per l'assoluzione delle pene e dura giudiziaria: proibì che contro un pi e
devoluti al Fisco ,
per omicidii anco di te non si potesse ricevere l'accusa, se non

ecclesiastici, ed altri misfatti; solo eccet- venisse corredata dalle deposizioni di due
tuandosi il qua-
delitto di lesa maestà, pel o Ire testimoni, Epist. a Timoteo, cap. 5,
le non si ammetteva multa o composi- v.19; giudicò egli le cause, e fra le mol-
zione. Essendo lievi le punizioni e infe- te anche quella dell' incestuoso, il quale
rociti costumi, non è a dire la frequen-
i dopo aver portato la pena del suo delit-
za de'delitti, quindi l'impinguamento del to fu assoluto dall'islesso apostolo, come
regio fisco. Il costume antico degli ebrei siha dall' Epist. a'Corinti, cap. i, v. 5; e
d'alzar tribunalealle porte delle città, nel finalmente dichiarò, che se preti potè i

secolo XI si praticava da alcun principe vano giudicar gli angeli, perchè non a-
ini lai ia, poiché rimarcai nel vol.LKX.VII, vrebbero potuto giudicar le cose secolo
p. i83, che la celebre marchesana di Su- resche? L'autore delle Costituzioni apo-
sa Adelaide, con Umberto II suo nipote sfoliche, sotto il nome di s. Clemente I,

principe del Piemonte, amministrava la ripete il medesimo precetto di s. Paolo e


giustizia sotto baldacchino alle porle di fissa lo stesso principio. La storia ricorda
Torino. I tribunali ecclesiastici origina- molti tribunali de' vescovi, fino da'tempi
rono da'precetti degli apostoli, come in- apostolici del I secolo della Chiesa; e s.

timamente persuasi che per volere di Dio Cirillo Alessandrino per se stesso ammi-
le cause de' Chierici (f'.J doveano e deb- nistrava la giustizia tra' litiganti ,come
bono giudicarsi da'tribunali ecclesiastici, imperfetto magistrato aventegiurisdizio-
quando chierici vengono chiamati in giù
i ne, ne'tribunali. Dichiara Spanhemio a
dizio, per V Immunità ecclesiastica (f\) pertamente, Dalila' Evangelici , che la
che giustamente godei! Sacerdozio (/ .). Chiesa realmente ha suoi tribunali isti-
i

La vera origine de'lribunali ecclesiastici tuiti da Gesù Cristo con poteri giudizio

è divina, e s. Paolo fece un solenne pre- li; cose che ripete e insegna Hartman, /><
cetto a 'primi cristiani di rispettarli; impe- relais gestis Christ. sub Apostolis t con
rocché disse Gesù Cristo nell'Evangelo : troil sistema d'Obbes e di Spinosa. Siinil

di aver egli ogni podestà, che com'egli era mente confermano altrettanto primi ss. i

slato messo dal divin Padre , cos'i man- Padri e Dottori della Chiesa, e ne parla-
dava i suoi discepoli, de'quali soggiunse: no s. Gregorio Nisseno, nel sermone De
sederete voi sopra le dodici sedi giudican- Occurs. Do/ni/i.; s. Epifanio, in JTaeves
do; ed altrove: non vogliate toccare i miei 55 de Dfelcliised.j s. Gio. Crisostomo, ed
tmti.S. Paolo predicandoli volere di Gesìi anco Origene eh 'è un testimonio di l'atto,
Cristo, proclamò ned' Epist. agli ebrei, poiché mal volentieri solili la sentenza
cap. 7, che fu necessario sorgesse
v. i i, giudizialmente emanata dal vescovo De-
un il quale fosse secondo l'or-
chiericato, metrio contro di lui. Il nome stesso dei
dine di Melchisedeeh e non secondo l'or- Vescovi [V.) spiega va fin da que' primi ti -
dine d'Aronne; vale a dire secondo colui, vi tempi l'origine comedivina de'loro tri-

che fu illustre nel giudicale, e come re e bunali. Infatti sin dal I secolo i vescovi e-
come sacerdote, ovvero secondo colui che rano chiamati magislratus^judex^comv.
fu sacerdote, ma ebbe come tale anche sostiene S.Gregorio Nazianzeno,scrivendo
il potere di giudicare le cose pure tempo- neWOiat. i
7, n.°i 5, 1. 1 : T'osquoaia- im-
rali. Il principe degli apostoli s. Pietro perio meo ac trono lex C/tristi subjicil.
ripetè le cose medesime o presso a poco Imperium enim nos quoque gcri/nus ad- }

Mmili-, neWEpist. cap. a, i. Inoltre s. Pao dc eliam praeslantius ac prrfectius. Co-


j.6 TRI TR I

me pure s. Cipriano vescovo di Cartagi- trattate dagli ecclesiastici. Lasciò scritto


ne del 111 secolo nel!' Epist. a Cornelio, s.Ambrogio nell'A/;/.s7. 3?., n. "27, ch'era
nomina la forma de' giudizi, gli accusa- un delitto gravissimo, sei sacerdoti si fa-
lori, i testimoni, la sentenza de'giudici ec- cevano giudicare da'diseguali. Teodosio
clesiastici, cose tutte per indicare un foro ) il Grande, nella legge 21 ed ult. Cod.

perfetto.NeW Epist. 69 s. Cipriano dice: Theodos. deEpisc. et Cler., coma ndò qua-
Episcopimi Judicem a Deo datimi , et si le stesse prescrizioni, protestando pure

Ecclesiae Gubernatorem .Cos'i foro ec- il contro coloro che tentavano di spogliare
clesiastico Decotta in principio del cristia- i vescovi de'loro diritti, e di assoggettare
nesimo, e con esso principiò a perfezionar- i preti all'arbitrio delle podestà tempora-
si la giurisprudenza civile nel Foro (/ .)
li ne'tribunali secolari, e apertamente de-
contenzioso, ossia il foro ove si agitano le cretando:'» No, non è lecito che ministri i

liti e le differenze, a distinzione di quello di Dio siano assoggettati all'arbitrio del-


che chiamasi di coscienza o sagramento le temporali podestà". E dunque falsa

della Penitenza (F.)o foro interno. 1 ve- l'asserzione di coloro che pretendono che
scovi ed santi dal IV al VII secolo con-
i dalle leggi imperiali avessero origine i tri-

servarono le memorie de' loro predeces- bunali vescovili , e sono pieni gli annali
sori, e malgrado tante funeste vicissitudi- ecclesiastici delle disposizioni imperiali
ni , spiegarono in pratica i fatti. Anche per la difesa dell'immunità ecclesiastica.
colle leggi imperiali si prova la divina o- Gl'imperatori non fecero die riconoscere
1 igine de'trihunali ecclesiastici. Costanti- il libero esercizio delle giurisdizioni chie-
no I il Grande la riconohhe colla cele- ricali, e solo ne ampliarono i limiti; essi

bre costituzione, riportala neh' Extrav. non concessero a'ehierici il diritto d'alzar
de Episcopali judieio, Cod. Theod.,vao\- tribunale, ma soltanto ne riconobbero la
t'issimi giureconsulti avendo confutatochi divina origine; ricognizione che pur fece-
la pretese apocrifa. Costantino I non fece ro i successori Arcadio e Onorio co Ila leg.

poi altro chearnpliarela giurisdizione ve- 9, Cod. de Episcop. audienl., l'impera-


scovile contenziosa,e la eslese eziandio sui tore Marciano colla leg. 1 4-» Cod. eod., e
laici, anche per sapere, non solo che eccle- molti altri. Questi augusti insomma non
siastici debbono essere i giudici che deb- fecero che dar protezione , ed opporsi, a
bono giudicar gli ecclesiastici, ma perchè coloro che volevano invaderei diritti al-

le liti innanzi i tribunali ecclesiastici si trui nel IVe V secolo della Chiesa; essi
terminavano senza tante spese e senza tan- non comandarono altro, se non che i tri-

ti raggiri. Così questa sua legge prova al- bunali ecclesiastici fossero liberi nell'eser-
tresì la divina origine del foro clericale. cizio de'loro difilli e della loro giurisdi-
Poco dopo Valentiniauo I punì con peua zione.Già diversi condili solennemente
pecuniaria d'applicarsi a'poveri certoCro- aveano riconosciuto e difeso tribunali ec- i

nopio vescovo, condannalo da un sinodo, clesiastici. Il i.° concilio generale tenuto


perchè s'era appellato al tribunale seco- nel 325 in Nicea , riconobbe i tribunali
lare; e di ciò fece un rescritto a Claudio, ecclesiastici come istituiti per decreto di-
dove cita la sua legge, colla quale vieta- vino. Nel concilio diLaodiceu del 367 veli-
va, che chierici non trattassero davan-
i ne ordinato. » Si dee reprimere l'orgoglio
ti a'giudici le cause loro, come riferisce de'chierici che non vivono soggetti a'Io-
l'annalista Baronio an. 36g, n.°4o. Indi ro superiori; ma per giudicarli ci vuole
all'an. 370, n.°i 23, dice per testimonian- un certo numero di vescovi; 3 per un dia
za di s. Ambrogio che Valentiniauo I , cono, 6 per un prete, 2 per un vescovo".
1

mantenne le ragioni della Chiesa, volen- 11 concilio di Cartagine del 3cj7 dichiarò.
do che tulle le cose ecclesiastiche fossa » L'accusa iuteulata contro un vescovo.,
T R I TRI
,
7 1

deve essere portata al primate della pro- che spontaneo consenso delle parti; uè
di
,
vincia, a cui si presenterà dentro un me- volle che pe'chierici vi fosse eccezione al-
se;, e per causa legittima gli si accorderà cuna di foro, e di non giudicare se non le
la dilazione d'un altro mese: se manche- cose appartenenti alla religione. Ma quan-
rà sarà fuori della comunione finché si to ciò fu tenuto iniquo ed empio, Io di ino-
giustifichi. Se l'accusatore mancherà di stra la legge contraria
emanata dal suc-
presentarsi alquanti giorni dall'accusa, sa- cessore Maiorano.Nè lasciò Dio senza pu-
rà scomunicato, e il vescovo accusato sarà nizione Valentiniano 111 di eccesso si gran-
rimesso : l'accusatore però non sarà am- de, imperocché Attila distrusse Aquileia
messo, se non sia irreprensibile. La stes- detta la 2." Roma, e altre ragguardevoli
sa forma e gli stessi indugi si devono os- città; ed avrebbe fatto altrettanto di Ro-
servare pel giudizio d'un prete e d'un dia- ma, se s. Leone I non si fosse interposto col
cono accusato; ma spetta al vescovo di barbaro re degli unni. Il concilio d'Agile
giudicarli co' vescovi suoi vicini. Egli ne del 5o6 comandò. » Un chierico non dee
deve chiamar 5 per un prete, e 2 per un citar nessuno davanti al giudice secolare,
diacono. L'altre persone le giudica egli so- senza permissione del vescovo, principal-
lo. Non s'imputerà nulla al giudice eccle- mente in materia criminale; ma deve ri-
siastico, la cui sentenza sarà slata annul- spondere s'egli è citato". Il concilio d'E.-
lata sopra l'appellazione del suo superio- paona del 5 7 dichiarò. » I chierici pon-
1

re ecclesiasticOjSe non è egli convinto d'es- ilo litigare davanti a'giudici secolari per
sersi lasciato corrompere dall'animosità difendersi, non per dimandare, se non fos-
o dal favore". L'altro concilio di Cartagi- se per ordine del vescovo". Il concilio di
ne del 4°7 decretò.» Chiunque ecclesia- Valenza del 524 decretò.» Il chierico con-
stico dimanderà all'imperatore de'giudi- vinto di falso testimonio, sarà tenuto reo
ci laici, sarà privalo della sua dignità; ma di delitto capitale, sarà deposto e rinchiu-
il concilio permette di far istanza all'im- so in un monastero". Nel 585 il concilio
peratore por essere giudicatoda'vescovi". di Macon dichiarò.» Proibizione a'ehie-
il 4. concilio generale allunato in Calce- rici d assistere a' giudizi di morte e alle
donia nel 4-5' stabili.» Se un chierico ha esecuzioni".La stessa proibizione nel 1 075
un aifare contro un altro chierico, non la fece il concilio di Londra. Il concilio di
dee lasciar il suo vescovo per rivolgersi Parigi del 6 4o6
1
1 5, composto di tutte le
a'tribunalisecolarijma tratterà la sua cau- provincie delleC»allie,nuovamente riunite
sa davanti il suo vescovo, odi suo ordi- sotto il re Clotario II, e cornei! più nu-
ne davanti a quello, onde le parti saran- meroso delle Galliesiuoa quel tempo, co-
no convenute. Se il chierico avrà qualche sì lu chiamato generale da quello di Rapina

briga controil suo vescovo o un altro, del 6»5, decretòchei giudici secolari nou
sarà giudicalo dal concilio provinciale". dovessero punto conoscere le cause delle
Nel concilio d'Angers del 4^3 si ordinò. persone di chiesa, come aveauo anterior-
»I chierici nou litigheranno da vanti a'giu- mente dichiarato i ricordati concili) gal-
dici secolari senza il consenso del loro ve- licani e altri, perchè in Francia già dal
scovo". Osserva il Baronio.che i padri del potere temporale erasi riconosciuta la giu-
concilio d' Ungerà col riferito decreto si risdizione ecclesiastica, ed ivi ben si co-
opposero a quello contrario fatto da Va- noscevano le costituzioni di Costantino (
lentiuiano III. Questi avea promulgato ed il codice Teodosiano, e si osservavano
nell'anno antecedente una costituzione in- anche a'tempi di Clodoveo I ilei 481. Si
degna d'un principe cristiano, togliendo vuole pertanto che la disposizione del con
con essa il tribunale giudiziale de' vesco- cilio di Parigi fu presa perchè alcuni giu-
vi, vietando loro di tenervi ragione, fuor- dici secolari pretendevano invadere 1 di-
i ! 8 TRI T lì I

ulti de' tribunali vescovili , e cos'i miche ciule". Ne! i 4^4- ne ' concilio di Basilea,
in Francia si mantenne saldo il principio sessione 'io, cioè prima che divenisse Con-
dell'origine divina del foro clericale e dei ciliabolo, fu ordinato. » Le appellazioni,
precetti evangelici. Il concilio generaledi chenon tendonocliea tirar in lungo le liti
Luterano IV deliai5 dichiarò. «Quanto siano troncale; e non sarà permesso d'ap-
alla maniera di procedere per punire cer- pellnre ad altro giudice, avanti ehe il pri-
li delitti non solamente contro persoue mo abbia deciso e concluso, Quegli che
private, ma eziandio contro superiori, il appellerà a; quel modo, sarà condanna-
superiore deve informare per uffizio so- to ad un'ammenda dii5 fiorini d'oro",

pia la pubblica diffamazione; ma quegli Neh 438 divenuta delta assemblea con-
conlro il quale egli informa dev'essere pie- ciliabolo, decretò nella sessione 3i.» Le
sente, purché non siasi esentato per con- cause saranno tutte terminate sopra Ino-
uimacia. 11 giudice deve esporgli gli arti- go; toltone le cause maggiori, o quelledel-
coli,sude'quali egli deve informare, onde l'elezioni delle cattedrali e de' monaste-
quegli possa difendersi. Deve manifestar- ri,che per la soggezione loro immediata
gli non pure le deposizioni, ma nomi dei i sono devolute alla s. Sede. Proibizione
testimoni, e ricevere l'eccezioni e le sue d'appellare al Papa, omisso medio, om-
legittime difese. Vi sono 3 maniere di prò- mettendo Y Ordinario, né d'appellare da
cedere in via criminale. L'accusa, che de- qualunque interlocutoria prima della sen
\e essere preceduta da un'iscrizione le- lenza definitiva: e in caso d'appello alla
-itlima; la denunzia, che dev'essere [ire- s. Sede, il Papa commetterà de' giudici
ceduta da un'ammonizione caritatevole; sopra i luoghi, o Commissari delega ti"»
l'inquisizione o inchiesta preceduta da Già Bonifacio Vili avea stabilito le leggi
una pubblica dilfamazione; è però vero, da osservarsi dalla delegazione