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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIAL ]M ENTE INTORNO


AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÒ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXX.

IN VENEZIA
DALLA ilPOGRAFlA EMILIANA
MD CCC XL V.
,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

G
GER GER
GìTERRA oGERRIIA. Sede ve- autore del libro intitolalo V Imi-
scovile della prima Au- provincia tazione di Gesù Cristo, che può
gnstamnica, del patriarcato d'A- dirsi uno sfogo dell'amore il più
lessandria nell'Egitto, sotto la me- puro e il più fervido verso Dio.
tropoli di Pelusio, eretta nel quin- Nel Dizionario storico degli autori
to secolo. E situata sponda
sulla ecclesiastici si legge che Giovanni
del mare verso il monte Cassio, ed fu abbate di Vercelli, e che la sua
è pur chiamata Maseli. Si cono- erudizione e la sua virtù gli con-
scono quattro vescovi, che ne oc- ciliarono l'amicizia dei più illu-
cuparono la sede : Eudemone di stri uomini del suo tempo; egli
cui parla Teofilo d'Alessandria in fu amico di san Francesco d'As-
fine dellaomelia pasquale
terza sisi, e maestro di s. Antonio di Pa-

dicendo che aveva ordinato in sua dova. Questo pio religioso nacque
vece Piroso. Nilammone è il terzo in Cavaglia, e fu abbate di Ver-
vescovo, il Gerra
quale sedeva a celli dall'anno 1220 al 1240, ad
quando Teofilo fuggendo, perchè il onta che non mancarono quelli
popolo prendeva partito per s. Gio- che spacciarono non avere mai e-
vanni Crisostomo, arrivò in quella sistito, ed essere un personaggio ef-

città, non potendo approdare in A- fìmero. Alcuni eruditi gli hanno


lessandria. Il quarto vescovo fu attribuito l'incomparabile ed aureo
Stefano, che assistette alle prime libro ascetico mentovato, e quindi
sessioni del concilio di Calcedo- altri ne fecero autori il canonico
nia , ma non volle sottoscrivere la regolare Kempis Tommaso [Fedi),
condanna di Dioscoro d" Alessan- ed altri Gersone Gioi'anni (f-'edi),

dria. ossia Charlier, cancelliere dell'uni-


I GERSEN Giovanni. Celebre be- versità di Parigi. Interminabili fu-
nedettino, creduto da molli il vero rono e sono le dispule letterarie
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$11 questo punto, per Istabiliie i:h i co' li pi di F. A. Sicca: Della imi-
dei tre ne sia stato il vero auto- tazione di Gesìt Cristo libri quat-
re. Sembra che escluso il Charlier tro, nella quale con critica erudi-
da molti , l'universale sia pel Kem- zione si discute la famosa questio-
pis,come per antonomasia è chia- ne, con opportune annotazioni ,
mato il trattato, ma non manca- pronunciandosi in favore di Gio-
no dotti critici che si pronunzia- vanni Gersen abbate vercellese, e
rono e pronunziano ancora con lodando il cav. Gaspare de Gre-
successo in favore dell'abbate di gory, oltre il cardinal Enriquez,
Vercelli Giovanni Gersen. Molti per la versione che ne fece, e per
trattarono questa grave disputa, quanto operò per stabilirne la glo-
noi contenteremo di questo cenno,
ci ria in detto abbate.
invitando a consultare chi di pro- GERSONE, o CHARLIER Gio-
posito ne Fra di essi ci
scrisse. vANxi, celebre dottore, detto Gerso-
Hmiterenio a nominarne due. Fran- ne dal nome d'un villaggio della
cesco Cancellieri, che nel suo libro diocesi di Reiras in cui nacque nel
delle Dissertazioni epistolari bi- 1 363 . Studiò teologia in Parigi,
bliografiche, vi unì altro libro che per sette anni sotto Pietro d'AilJy
porta per titolo: Notizie storiche poi cardinale, e per altri tre sotto
e bibliografiche eli Giovanni Ger- Egidio Deschamps. Addottorato nel
sen di Canaglia abbate di s. Ste- I 392, succedette poco tempo dopo a

fano in Vercelli, autore del libro Pietro d'Ailly nella dignità di can-
De iniitatione Chrisli, Roma pel celliere, e di canonico della catte-
Bourlié 1809, col ritratto di Gio- drale di Parigi. L'assassinio di Lt<Ì2Ì
vanni in fronte. Il Cancellieri di- duca d'Orleans, trucidato nel 1407
ce che Gersen fu detto anche
il per ordine del duca di Borgogna, ec-
Gessen o de Gessate, nascondendo citò lo zelo di Gersone contio il teo-
il suo nome per umiltà. Indi par- logo Criovanni Petit, che per una vi-
la del suo ritratto nella lettera tuperevole compiacenza aveva im-
iniziale di vari codici; del rame preso a giustificare quel fatto. Egli
cavatone dal p. Gaetani, dal p. dettò molti sermoni contro quella
Virgilio Valsecchi, e da lui stesso ;
sanguinaria dottrina, e la fé' condan-
dei codici suo nome; della fa-
col nare dai dottori e dal vescovo di Pa-
miglia Cavaglia nel Piemonte ed rigi. Nel i4o8 fu eletto curato di
in Milano; della storia delle di- s. Giovanni in Grève; assistè al
spute insorte sopra il suo libro ;
concilio di Parigi, che il re Carlo
dei congressi tenuti avanti il pre- aveva adunato in occasione dello
sidente del parlamento, e monsi- scisma che divideva la Chiesa nelle
gnor arcivescovo di Parigi per ,
due obbedienze di Benedetto XI II
l'esame di tredici codici; e della antipapa, e di Gregorio XII. Si recò
decisione in suo favore, conferma- parecchie volte in Marsiglia ed in
ta in altro congresso a s. Germa- Tarascona per indurre l' antipapa
no de'Prali ; non che delle diver- a rinunziare; ed allorché nel conci-
se edizioni e traduzioni del libro lio di Pisa, deposti il falso Pontefice
De imitalione. L'altro è l' autore e Gregorio XII, venne eletto Ales-
della bella ed importante prefazio- sandro V, senza che per ciò avesse
ne dell'edizione di Padova i844> fine il lagrimevole scisma, cercò di
,

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persuadere anche quest' ultimo a lumi in foglio, e ristampale poi ad
dimetlersi egli stesso dal pontifica- Haia nel 1728 col titolo: Gersonii
to per procurare la pace alla Chie- opera omnia novo ordine digesta,
sa; ma le sue sollecitudini riusciro- opera et studio Lnd. E. dii Piacqui
no vane. Quando fu di ri forno in huic praejìxit Gersoniana. Il pri-
Parigi, un gran tumulto si sollevò mo volume contiene le opere dom-
contro di lui, ad istigazione del du- matiche; il secondo quelle che ap-
ca di Borgogna: la sua casa fu sac- partengono alla disciplina; il terzo
cheggiata, e si cercava di farlo mo- le opere morali; il quarto i suoi
rire o di trarlo prigione. Gersone commenti alla sacra Scrittura, al-
fu costretto nascondersi sotto le cune miscellanee, discorsi, poesie,
volte della chiesa di s. Maria, fin- ec. ; il quinto tutto quello che si

ché cessò quel tumulto. Nel i4i4 riferisce all'affare Giovanni Pe- di
si lecò al concilio di Costanza, co- tit. Nella Biblioteca sacra dei pp.
me ambasciatore del re di Francia, Richard e Giraud, tradotta in ita-
e deputato dell'università di Pari- liano, ampliata e stampata recente-
gi e della provincia di Sens. Vi mente in Milano, trovasi l'analisi del-
si adoperò egli fortemente per l'e- le sue opere all' articolo Cliarlier, e

stinzione dello scisma, per la pace conchiudesi che Gersone è stato, dopo
della Chiesa e per la purità della fe- s. Tommaso, uno de' più grandi e
de. Compose diverse opere, e fu mol- de' più pii teologi della Chiesa, che
to lodato dai padri del concilio, e stabilisce le sue. decisioni sopra prin-
riguardato come il più dotto teo- cipii tratti dalla Scrittura, o dalla
logo di quei tempi: il cardinale legge naturale, difende la verità
Zabarella gli diede il titolo di dot- con un coraggio inflessibile, ragio-
tore per eccellenza. Gersone com- na giusto, ed esaurisce le materie
battè l'erroreGiovanni Petit,
di che tratta. Il suo stile è spesso tri-
e lo fé' condannare dal concilio viale e negletto, duro ed ingrato,
locchè irritò il duca di Borgogna ma metodico. Però
il p. ab. Bia-
ollremodo; perciò Gersone non osò gi , traduttore ed
annotatore del
ritornare a Parigi. Usci di Costanza in Bergier, all'articolo Gersone ne dà
abito da pellegrino, traversò le mon- questa avvertenza. » E scrittore
tagne della Baviera e della Svizze- che ha detto delle verità, negate
ra ; finalmente andò a Lione, dove da'moderni novatori, per la Chie-
visse ritiralo nel convento de' cele- sa romana, e che ha detto pure
stini in cui avea un fratello, occu- delle proposizioni che sono dalla
pandosi neir istruire i fanciulli e stessaChiesa state proscritte, come
nel rivedere le sue opere fino alla sono le quattro famose proposizioni
sua morte, che avvenne a' 1
4 luglio gallicane; essendo egli stato precur-
14^9, d'anni sessanlasei, in Lione, sore di alcuna di esse. È scrittore di
ove nel i843 fu discoperta la sua cui si possono raccorre in numero
tomba nella chiesa di s. Paolo. grande le contraddizioni. Se altri

Gersone ha scritto molto in diver- scrittori avessero esaminate le di

se materie, e le sue opere sono lui opere, sarebbero stati più cauli
state spesso ristampate. Furono rac- nei di lui elogi ". Gli fu attribuito
colte dal sig. Dupin, e pubblicale eziandio il libro AcW Imitazione di
in Anversa nel 1706 in cinqtie vo- Gesti Cristo, che fu pine e meglio
,

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attribuito aun Giovanni Gersen o do copiose limosine in seno degl'in-

Gessen benedettino, abbate di Ver- Poi rinunziò l' incarico a sua


felici.

celli, personaggio la cui esistenza nipote Wilfetruda, e tre anni ap-


non è comprovata, al
realmente presso morì, a' 17 marzo del 65g.
dire della stessa Biblioteca, anche Ella è nominata sotto questo gior-
nel Supplitnento, all'articolo Ger- no nel martirologio di Beda e in
sen o Gessen, e pel quale alla me- molti altri, e la sua festa è d' ob-
tà del secolo XVII insorsero a- bligo a Lovanio e in tutto il Bra-
cerbe contese fra i benedettini di bante.
san Mauro, e i canonici regolari GERTRUDE (s.). Sorella di s.

di s. Genoveffa, che aggiudicavano Matilde, nata di nobile famiglia a


il libro a Tommaso da Rempis. Eislebben o Islebe, nella contea di
La questione non fu ben definita ; Mansfeld nell'alta Sassonia. A cin-
ma Tommaso da Rempis ebbe in qu' anni fu messa presso le bene-
suo favore una sentenza provvisio- dettine di Rodersford, ivi prese
nale del parlamento, non che l'opi- l'abito, enei 1294116 divenne ba-
nione comune. K. Gersen Giovat- dessa. L'anno appresso ritirossi col-
ivi, ed il Cancellieri nelle Notizie le sue religiose nel monistero di
sull'abbate Gio. Gersen, ove dice Heldelfs, incaricandosene della dire-
che il cancelliere Gerson fu chiama- zione. Ella era eminentemente a-

to il dottore cristianissimo o evan- dorna di tutte le virtù, ma l'ora-


gelico, parla del come fu creduto zione e la contemplazione furono
autore del libro De iniitatione Chri- in lei straordinarie, per cui fu fa-
stij delle sue edizioni e traduzioni, voreggiata di celesti consolazioni, ed
e dell' elogio da lui fatto a s. Bo- estasi deliziose. Nel libro delle sue
naventura. Rivelazioni s. Gertrude ci ha la-
GERTRUDE o GELTRUDE sciato il sua anima
ritratto della
(s.). Figlia del b. Pipino di Laii- ardente del amore. Dopo
divino
den e della b. Itta o Iduberga, essere stata quarant'anni badessa,
sorella Modoaldo vescovo di
di s. per cui è detta la grande abhadessa,
Treveri; nacque a Landea nel Bra- nel i334 passò all'eterna beatitu-
bante l'anno 626, e fu allevata nel- dine, e molti miracoli testimoniaro-
r innocenza e nella pietà. Concepì di no quanto fosse stata preziosa la

buon'ora il disegno di consagrarsi al sua morte a! cospetto del Signore.


Signore, perciò rifiutò di prender Nel breviario romano si trova al
marito, e ritirossi nel monistero di dì i5 novembre un officio in suo
IVivelle, fondato da sua madre, e onore, e le reliquie di lei si cu-
di vent'anni appena ne fu fat- stodiscono nel palazzo elettorale di
ta badessa. La beata Itta si pose BrunsAvick-Luneburgo. Avvi pure
sotto la disciplina di sua figlia un'altra s. Gertrude canonichessa
e ci visse cinqu' anni. Morì nell'an- premonstratense, figlia di s. Elisabet-
no 652, ed è menzionata nei mar- ta figlia Andrea re d' Ungheria,
di
Fiandra agli 8 di
tirologi di mag- che sotto Urbano IV prese la cro-
gio.Gertrude governò con zelo e ce colle compagne, per contribuire
prudenza la sua comunità per die- al buon esito della crociata colle
ci anni, e visse nell' orazione, nella orazioni, e morì nel 1297; ma non
penitenza e nella povertà, vtrsaa- riportandola il p. Butler da noi
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adottalo, ci astengliiamo dal farne bini, separali dalle altre selle. Gli
articolo. armeni e i greci moslransi nella
GERUSALEMME. Città patriar- città di Gerusalemme quali so-
cale dell'Asia, capoluogo del san- no per ogni dove. Quantunque
giacato del suo nome, il quale com- le due nazioni siano esperte in
prende la parte orientale dell'anti- ogni ed in ogni gene-
traffico ,

ca Palestina [Vedi) nella Turchia re di commercio, esse non potreb-


asiatica, sotto il pascialatico di Da- bero sostenersi nella città santa,
masco. Gerusalemme arabo cliia-
in se non fossero soccorse dai pelle-
masi EL-Kiids, città santa, o Beit- grini. Il quartiere degli armeni .si-

el-Mukaddes, in latino Hìerosoly- tualo sul monte di Sion, è il più


ma, ed i turchi Koudsi-Cherif, cioc- proprio ed il meglio costruito dei
ia santa per chiamòeccellenza. Si quartieri di Gerusalemme. La na-
pure Jebiis ovvero Salem. Sol) ma, zione greca abita ne' dintorni del
e gli ebrei la chiamarono Jeruscha- santo sepolcro, e questa vicinanz.a
laim o Jeruschalem, nome che può la consola di tultociò che ha per-
significare la visione di pace, o la duto. I greci per.seguitali in tutte
visione perfetta, oppure come vuo- le contrade mussulmane, non man-
le il Relando, eredità di pace, ov- dano quasi più olferte a Gerusalem-
vero possessione ereditaria di pace. me, ed loro pellegrini avevano
i

La popolazione di Gerusalemme è dimenticala la strada di Sion; ma


un misto di mussulmani, di greci, dal i83i in poi, sotto la prolezio-
di armeni, di cattolici, di coflì, di ne della Russia, ve ne giungono.
abissini, di ebrei, ec. Questi sono Tutte queste nazioni dissidenti so-
gliabitanti che presentemente po- no governate e comandate dal mu-
polano questa città da tanti secoli sellim, da un cadì, e da un sotto-ca-
celebre. Il commercio e l' industria dì incaricali della polizia, e da un
sono poco proficui alla città; le mon- muftì che presiede alla giustizia del-
tagne e le scoscese rocche da cui è le moschee, ed all' osservanza della
circondala non conobbero mai le do- legge religiosa.
rate messi. Ivi ognuno vive de'sussidi Fino dal terzo e dal quarto se-
non es-
della religione cui a[)partiene, colo pellegrinaggi da tutte le par-
i

sendovene alcuna in oriente che non ti dell'impero alla Terra Santa e-


mandi elemosine a Gerusalemme. I rano s\ frequenti, che trascinavano
pellegrini armeni e greci vi porta- già seco loro molti abusi, come ri-

no somme considerabili; e doni i levasi da s. Agostino nel sermone


e le offerte della divozione sosten- 3 da s. Gregorio di Nicea, e da
,

gono la popolazione cristiana e la s. Girolamo: questi inoltre nell'e-


giudaica. I mussulmani prevalgonsi pitaffio di santa Paola, dice che
di tutti questi tesori dalla pietà quella pia vedova era entrata
profusi, e se ogni sella vive della nel sepolcro del Salvatore bacian-
credenza che professa, può dirsi che done la terra per rispetto; e san-
i miscredenti si arricchiscono e vi- t'Agostino, De cii'it. Dei lib. 22,
vono della credenza di tulli. Gli cap. 8, racconta che i fedeli ne
ebrei della città sanla abitano V in- raccoglievano la polvere, la conser-
fimo quartiere presso la porla Ster- vavano preziosamente, e che operò
quiliuia, ora chiamala de'Maugra- essa talvolta miracoli. Anzi osserva

I
IO GER GER
il llin.ildi all'iinno 199, num. io, legiini d'oriente vi si recano a
che sebbene l' imperatore Adriano, drappelli con cammelli in carova-
al modo che diremo, profanò i ne: né soltanto uomini robusti af-
santi luoghi con erigervi sopra lai- frontano le fatiche del viaggio, ma
dissimi templi, non per questo la donne, fanciulli e vecchi, tutti pri-
divozione de' cristiani si rimaneva ma morire vogliono vedere Ge-
di
d'andarvi in pellegrinaggio, il qua- rusalemme. Mediante un tributo
le uso cominciato colla nascente che si paga al governatore, i pel-
Chiesa, non fu mai intermesso. Al- legrini entrano nella città per la
l'anno poi 536, num. 90, racconta porta di Betlemme. Tutte le na-
come la chiesa gerosolimitana rac- zioni, tranne i turchi ed i franchi,
coglieva e sosteneva a quell'epoca doviebhero pagare secondo l'anti-
con ispesa immensa quelli che an- co tributo stabilito, quattro paras,
davano a visitare i luoghi santi, quasi quattro centesimi per testa,
essendo ilnumero de'pellegrini infini- per tale ingresso, ed altrettanto per
to; e che molti compravano le case uscirne; ma turchi fanno pagare
i

in vicinanza del santo sepolcro per piìi piastre in tanti luoghi pei qua-
abitarvi dappresso, ed in morte le la- li debbono passare i pellegrini, i

sciavano al santuario. Il medesimo quali prima di arrivare al loro de-


annalista all'anno iigr,n/' i5 de- stino, per gli arbitriide' governa-
scrive il rito solito usarsi in Roma tori, vengono a somministrare qual-
con quelli che avevano adempito che cenlinnio di piastre. In sulle
il voto del pellegrinaggio a Geru- prime ogni nazione prende allog-
salemme, i quali ricevevano dalle gio nel proprio ospizio o convento,
mani del sommo Pontefice la palma, accompagnata da uno de'superiori
ed una croce appesa al collo; il qua- del monistero, ed ordinariamente
le rito Filippo Augusto re di Fran-
1 1 ivi pagano cento piastre turche. I
cia pregò Celestino III che praticas- pellegrini vi sono per due giorni
se con lui e coi suoi, giacché non ricoverati e nutriti; il terzo gior-
pili innanzi di Acri eransi inoltrati no chiamansi l'uno dopo l'altro i

a cagione dei dissapori insorti con pellegrini, sene registra il nome


Riccardo re d'Inghilterra, e Celesti- e la patria, e se gli chiede una
no III benignamente li contentò. somma proporzionata ai suoi mez-
Al presente i pellegriniarrivano zi. Si narra che gli uni sborsano
in Gerusalemme in gennaio ed in millecinquecento piastre turche, gli
febbraio, o nei primi gioini di altri mille, ed i meno ricchi sei-
marzo al più tardi, e non partono cento, somme che sembrano alquan-
che dopo le feste pasquali. Que- to esagerate. Poscia loro si trova
sta città è il convegno dei pelle- un alloggio per tutto il tempo che
grini di tutte le nazioni cristiane bramano passare nella città, ben
dell'oriente, greci, armeni, abissini, inteso che questo alloggio è a spe-
siliaci, cofti, di tutte le sette appar- se de'pellegrini; inoltre essi sono
tenenti al vangelo; vi si trovano obbligati di dare proporzionatamen-
pure molti ebrei, ed anche pelle- te un'elemosina per ognuno dei
grini turchi, perchè Gerusalemme luoghi santi che visitano per pre-
è pure una città santa agli occhi garvi; un prete della loro nazione
d'un n-.ussulaiano. Tutti questi pel- li accompagna in queste pie stazio-
GER GER IT
ni, laonde i più esnlti calroli di- impedire i ladronecci delle strade,
mostrano che chi visita i luoghi principalmente de'beduini, e le con-
santi, per lo meno deve spendere cussioni frecpienti. Le nazioni orien-
più di mille piastre turche. Un tali nel loro pellegrinaggio a Ter-
pellegrino senza essere munito d'im ra Santa per divola memoria so-
permesso dell'autorità mussidmana, gliono far marcare in Gerusalem-
elle il fa pagar caro, non può pe- me sulle loro braccia e sulle ma-
netrare nella chiesa del santo se- ni l'effigie dei santi luoghi visitati
polcro. Dappoiché avendo prima la da essi, ed i misteri di Gesù Cri-
chiesa tre porte, oggi non ne ha sto, della Madonna , e dei santi,
più che una, di cui i turchi gelo- resistendo a dolori eccessivi, non
samente custodiscono le chiavi, sid solo gli uomini, ma anche le donne,
timore che i cristiani vi entrino i fanciulli e le fanciulle, a mezzo
senza pagare i nove zecchini, ovve- delle punte di molte spille acutis-
ro trenlasei franchi, somma a cui sime sulla cute, e versandovi subi-
sono tassati: s'intende per rpn'lli to una tinta nera, che vi penetra
che vengono di fuori stato, perchè profondamente, e secondo il dise-
i cristiani sudditi del gran Signore gno fatto colle spille resta indele-
non pagano che la metà. Questa bile in tutta la loro vita, mostran-
porta è sempre chiusa, e non avvi dolo essi come glorioso segno dell'ef-
che una piccola finestra chiusa da fellualo pellegrinaggio nei luoghi
inferriata, da dove quelli che sono santi, e chi porta tali segni si chia-
al di fuoripassano i viveri a quel- mano //^^/ ossia pellegrini. Inoltre
li che stanno dentro, i quali sono i Papi concessero innumerabili in-
di otto nazioni diverse: i latini o dulgenze ai santi luoghi di Pale-
romani, i greci, gli al)issini, i cofli o stina, che aiutarono
con generosi
cristiani di Egitto, gli armeni, i ne- soccorsi, e con quelli che replica-
storiani, i giorgiani , ed i maroni- ta mente provocarono dalla pietà
tidel monte Libano, che tulli fan- de' fedeli, massime col mezzo dei
no risuonare il tempio de' loro can- predicatori, come in diversi tem-
tici. pi dell' anno si pratica tuttora.
I pellegrini cattolici rinvengono Di tutto ciò tratteremo all' arti-

nell'ospizio o monistero latino una colo Guardi \\o dei, s\nto Se-
generosa ospitalità, e non ispendo- roLcno, la cui custodia fu alfidata
no un paras per compiere gli atti ai frati minori nei primordi del-
della loro divozione. Talvolta fu l'ordine francescano, il quale vi pre-
imposto per penitenza di gravissime pose ii detto guardiano , ciò che
colpe il pellegrinaggio di questi accennammo al voi. XXVI, pag.
santi luoghi, quando essi erano più 90 del Dizionario, ed in progresso
dilìlcili, più faticosi, e più esposti anche in questo articolo diremo,
a gravi pericoli. I sovrani cattolici narrandosi il resto al citato arti-
prima e dopo le crociate, solleci- colo. Si sa che tutti gli stabilimenti
tati dallo zelo de' romani Pontefi- cattolici d'oriente, da quello del
ci, presso i saraceni , come presso Cairo in fuori, eh' è sotto la pro-
i turchi protessero i pellegrinaggi, tezione dell'Austria, sono posti sot-
e ne tutelarono con trattati la lo- to quella di Francia. Da ultimo ia
ro incolumità ; non però poterono Gerusalemme sono sfati installati i
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consolali europei di Francia, d'In- ìslorico- geografica, cronologìco-topo-

gliiltena, di Russia, e di Sardegna. grafìca, a pag. i65e seg. Fonda-


Ed inoltre vi si è stabilito un ve- tore di Gerusalemme si crede il

scovo protestante di origine ebreo, sommo e rea! sacerdote Melchise-


chiamato Michele Salomone Ales- dech, da cui prese il nome di Sa-
sandro, the recandovisi con la moglie lem, e regnò anni cinquanta ;
vi

e coi figli, ivi vuole edificare una altri dicono che Melchisedech fos-

chiesa. Dopo diverse difficoltà è se stato re di Salem, città presso


stato riconosciuto dalla Porta ot- Scitopoli , il qual nome, come ab-
tomana siccome protetto dall' In- biamo detto, fu pur dato a Geru-
ghilterra. Secondo quanto si è salemme. Poscia fu occupata dai
pubblicato, e da me veduto, il Gebus
gebusei, popoli della stirpe di
sigillo di tal vescovo fatto nel figliuolo diCanaan, e da esso ere-
18413 contiene una targa divisa ditò il nome di Gebus, che aggiun-
in due parti, sovrastata dalla mi- to al primo fu detta corrottamente
tra : nella prima sono vi le armi Gerusalemme. I gebusei la posse-
speciali del vescovato, che sono com- derono anni 824, nel progresso dei
poste dalle armi d' Inghilterra e di quali fu cinta di mura e di torri ;

Prussia , al di sotto delle quali si laonde assediata vigorosamente da


trovano due stelle ed una colomba Davidde secondo re d'Israele, i

avente nel suo becco un ramo di gebusei per dispregio vi posero


olivo, e più in basso questa epi' alla difesa i ciechi e i zoppi. Da-
grafe in ebraico Pace, pace sopra : vidde vi entrò trionfante, dopo aver
Gerusalemme. La seconda parte debellato gl'idolatri abitanti, e la
delia targa contiene le armi parti- riunì al regno d' Israele. Indi di-
colari del medesimo vescovo, cioè latata con nuovo recinto di mura,
un leone in piedi con bandiera, quel re l' arricchì di superbi edifi-
sulla quale è scritto in ebraico il zi; fondò con rara magnificenza la
motto: Giudea. sua reggia nel fianco del monte
di Sion, e nella sommità vi eresse
Notizie compendiate sui principali la rocca, che poi divenne famosa,
edifìzi di Gerusalemme , com- della dal suo nome Davidd'ca, di-
presovi il tempio di Salomone chiarandola città metropoli del fio-
ed il santo sepolcro j non che rentissimo regno d'Israele. Ella fu
dei luoghi di Gerusalemme e suoi già compresa nella tribù di Benia-
dintorni, celebri nella storia del- mino, eletta principale città sacer-
l'antico e nuovo Testamento, tut- dotale dell' ordine levitico : vera-
ti oggetti di costante venerazione mente dopo che il Signore dichia-
presso tutte le nazioni. rò che Gerusalemme era la città
da lui scelta per farvi la sua di-
Prima di parlare dello slato mora, e per il luogo del suo lem-
presente di Gerusalemme , e dei pio, essa fu considerala come la
principali avvenimenti che la ri- metropoli di tutta la nazione, e
guardano , riporteremo alquanto come una città comune a tutti gli
compendiata la descrizione erudita israeliti ; non apparteneva dunque
che ne fa Biagio Terzi di Lauria propriamente né alla tribù di Be-
nella sua Siria sacra, descrizione niamino, uè a quella di Giuda.
GER GER. i3
Crebbe suo popolo a tal segno,
il Dio promessa in dominio ad A-
che nel regno di Davidde occupa- bramo, Isacco , e Giacobbe nella
vansi trentaseiniila sacerdoti nei loro figliuolanza , siccome verificò
ministeri dell'altare. Per quanto ap- sotto la condotta di Giosuè.
partiene alla sua forma, l'inegua- Si rilevano sul monle Aera tre
glianza del sito aspro e difficile, altri piccoli monti, che
pareano vi

d'altra non la rendeva capace che eretti dalla natura per propugna-
della semisferica ancorché molti
;
coli. Nell'uno nominato ]\Ioria, fa-
persuasi dal detto della Scrittura: ceva pompa superbissima il tem-
Et civitas in quadro posila est, la pio santo, eretto da Salomone coi
delineassero in perfetto quadro. El- materiali preparali da Davidde suo
la interponevasi tra due monti : genitore, che oltre alla sublimità
Sion il più eminente , che godeva della macchina, avea da tre lati
nel recinto il titolo di città ora , altissimi precipizi. Nell'altro erge-
superiore^ or di Davidde, ed Aera, vasi una rocca in quadro chiama-
di città inferiore, altrimenti detta ta Barira, che serviva di difesa al
Filia Sion, che rivolta ad orien- tempio, ed alla nuova città. Dal
te, e declinando verso la valle, si terzo rispleudeva la reggia degli
accostava alle falde del Sion ove Assamonei, capace anch'essa di op-
era il corpo maggiore della città. posizione a straniere ostilità. Stra-
Ad ogni lato esterno del Sion so- bene assegna alla città antica cin-
vrastavano scoscese rupi, e perciò quanta stadi di circuito, ma Gio-
circondavalo un solo muro ; ma seffo la restringe a trentatre, intese
dove la città piegava a borea era egli però delle due città superiore
alquanto accessibile, e come più ed inferiore, mentre trattando dei
esposta alle ingiurie ostili, circon- suoi principali recinti, dice che il

data da tre ordini di mura, fian- primo era ornato di sessanta torri,
cheggiate da spessissirae torri, con il secondo di quattordici il terzo ,

profondi fossi incavati nel "vivo di novanta , ciascuna alta dodici


sasso, larghi circa i5o piedi, alti canne , distinte con intervallo di
60. Cingea ilprimo ordine tutto duecento cubili, laonde si calcola
l'esteriore prospetto del monte A- poco meno di dieci miglia, in guisa
cra, perchè nella falda aquilonare che l'opinione di Villelpando che
pi egava l' Aera meno scosceso ; le la città ne girasse nove in dieci,
mura quivi e le torri erano più coincide colla narrazione di Giosef-
forti e rilevate che altrove. Com- fo. Avendo l'infedeltà de' regnanti
prendeva il secondo ordine una e de'loro popoli profanato il sacro
gran parte interna dell'Aera, che tempio con l'abominazione degl' i-
denominavasi Bezata, cioè città nuo- doli, e con l'effusione del sangue
va; e correva il terzo per tutta de'profeti , fu per divina giustizia
la valle separandola dalle falde del cosìbarbaramente trattata Geru-
Sion ; nella sommità di questo sor- lemme dal re di Babilonia, che
geva rinomata torre Daviddica,
la nello spazio d'anni sessanta diven-
quasi corona al suo capo, dal- ne il già splendissimo tempio sel-
la cui sublime altezza scuoprivan- va di fiere, il monle di Sion agro
si gran tratto della Terra Promes- aratorio, e la città mucchio di sas-
sa, ossia del paese di Canaan^ da si. Decorsi sessantatre anni di ser-
i4 ^i^iì GER
\ilù o scliia\itù Labilonica, e con Ire nello spazio di .sessantaciuque
pei missione di Ciro iietiifìcalo il anni, riconilolta la città a figura
Icinpio, il sacertlùle Necinia la cin- di villaggio, gli abitanti insolen-
se in ciiiquanladue yiui ni di mura, tendo tra le proprie debolezze con-
ristorandola altresì con sontuosi e- tro romani. Elio Adriano Augu-
i

di(jci; indi dalla munificenza dei sto giunse a domarli, ed a punirli


j)iincipi Maccabei , e poi di Erode, con severissime pene; indi demoli-
riacquistò il suo primiero splen- te le tre rinomate torri, vi semi-
«lore. Ria crescendo con rigoglio le nò il sale ; cosi sparita ogni ombra
colpe de'giudei, per la morte data appieno adempita la
di città, restò
allautore della vita, fu vendicala predizione del Redentore, quando
da Tito Vespasiano con l'estremo amaramente pianse sopra di essa.
eccidio, e sovversione del popolo Volendo poi quell' imperatore in-
e della città, 1' anno del mondo volare all'oblio la memoria dell'e-
52 36, dell'uni versai diluvio ^994, stinta città , la ricostruì di pianta
della nascita d' Abramo aoSa, e con nuova ma dissimile forma, e-
dell' incarnazione di Gesù Cristo o scludendo dal suo recinto il monte
era nostra 72. Fu allora che si di Sion, luoghi ove già furono
i

"verificò contro Gerusalemme il va- i regi palazzi di Salomone , della


ticinio de' profeti, e quanto scrisse regina, e del Saltus Libarti, quel-
s.Luca, XIX, 43. » 1 tuoi nemi- li della porta dell'Angolo, ove era
ci ti circonderanno di trincee, ti il castello degli assirii, e tutto l'an-
chiuderanno da per tutto, sarai rasa golo due porte
boreale, sino alle
e distrutta insieme ai tuoi ehe figli dette Elraim, e Sterquilinia. Vi
saranno nelle tue mura, delle qua- comprese bensì i due celebri monti
li non rimarrà pietra su pietra ,
Gihon, e Canario [Vedi), per
j)erchè non liai riconosciuto il avanti fuori della città. Su quella
tempo in cui Dio li ha visitala ". porta che conduce a Betlemme
La strage in falli riuscì altrettan- collocò scolpita in marmo la figu-
to terribile ,
quanto ostinata era ra di un porco, per dispregio dei
stata la difesa^ e numeroso il po- giudei; a questi con rigoroso edit-
polo giudaico accorsovi da tulle to sotto pena di morte interdisse
le tribù per solennizzare la Pasqua, l'avvicinarsi alla città,che da lui
essendovi rimasto racchiuso d' im- prese il nome di Elia o Atlia
])rovviso, come in angusto carcere. Capiloliiiaj ma l'antico prevalse
Yi perirono dal ferro e dalla fame e lo gode tuttora. La popolò di
un milione e cento mila anime, nazioni diverse fuor della giudaica,
gran numero fu a vilissimo prez- ed allora i fedeli ebbero campo di
zo venduto o condotto in servitù, stabilirvi il Tero culto, e di pro-
e la città sembrò ai riguardanti fessarlo pubblicamente dopo che
un teatro di rovine, o che mai l'imperatore Costantino, verso l'an-
non fosse stata abitala; appena tre no 3 1 3 fece trionfare la religio-
torrirestarono in piedi , quasi pi- ne Quindi la sua pia ge-
cristiana.
ramidi dell'eslinla città, e chiama- nitrice , verso r anno 327 vol-
le Ippico, Mariamue, e Fascio. le visitare i santi luoghi di Geru-
Parve con tuttociò non domata salemme, e vi eresse tutti quei
abbastanza la fellonia de'giudei, men- templi di cui parleremo. Libera-
,

GER GER i5
iDcnte il culto cristiano CDiilinuò col suo giardino, ove lavandosi
sino all' anno 636, quando espu- Bersabea fu vista dal re. Gli orti
i^uata la città dai saraceni, fu pre- regi chiamali hortus hoxa, ove fu-
da lacrimevole di militari insolen- rono sepolti Manasse ed Amon re
ze, e l'occuparono 4^3 anni. Fu di Giuda. 1 regi torchi , ue'quali
poi loro tolta nella prima crociata si spremeva dall' uva il per vino
dall' esercito latino comandato da la n>ensa del re; la profonda vo-
GoiFredo di Luglione, il 5 luglio ragine dalla Scrittura denominata
1099. Ma decorsi ottantotto anni Mello, e da GioselFo Tyropco/i, che
ricadde preda del sultano Saladi- separava il monte dalla città infe-
no; più tardi e nei iSiy , come riore; il ponte che l'univa al lem-
poi meglio diiemo, fu conquistata pio, la piscina, e le porte di Sion
da Selim 1 con tutti i regni di tanto care al Signore. Con più
Palestina e dell'Arabia. rara eminenza compariva sul Ga-
Il monte Sion è quel celebre baon, parte del Sion, il santo ta-
monte chiamato nella Scrittura san- bernacolo erettovi dal real profeta,
to e del Signore; monte sublime sotto cui pose l'arca del Signore, che
che ad ogni altro sovrasta: di for- vi dimorò anni quarantaquattro
ma sferica abbracciava gran parte assistita alternativamente da sacer-
della città, dando spazio nella som- doti e leviti, finché dal sapientissi-
mità ad un forte castello alzatovi mo re Salomone non fu traspor-
dai gebusei, che espugnato poscia tata nel tempio. » 11 tabernacolo di
dal re Davidde, fu ridotto a più Iddio è in Gerusalemme, e la sua
sontuosa struttura, fu dilatato col dimora è in Sion ".
suo real palazzo ed appartamenti Sion era pei giudei, ciò che per il

della regina, onde acquistò il no- cristianesimo è Roma , la madre di


me di Davidde, o come vuole Gio- tutte le chiese, cui tutti rivolgono il

sefib di città superiore. Dai Mac- guardo come a città santa, deposi-
cabei fu ampliato con nuovi e taria delle ceneri de'principi degli
pregevoli edilìzi e cinto con lun-
, apostoli, sommo Pon-
e sede del
go ordine di mura. Su questo mon- tefice romano: Roma è la sede
te accorsero per difesa e scampo della cristianità, come Gerusalem-
gran numero di giudei nell' irru- me ne fu la culla. Quivi il santo
zione dell'esercito di Tito, che ne re Davidde compose i sette salmi
fece immensa strage. Erano in que- di penitenza , e qui dappresso in
sto luogo il regio carcere, ove Ge- ricca tomba fu sepolto il suo ca-
remia fu ristretto quando predisse davere: i suoi salmi parlano ad
la cattività del popolo ebreo; le due ogni istante di Sionne. Questo a-
famose torri erette da Erode ad o- vello più volte fu sconvolto dal-
nore di Cesare e di A grippa, e che l'ingordigia altrui. Vi si penetrava
fronteggiavano la rocca di David- per un antro di faticoso artifìcio, ed
de. Seguivano altri spessi e nobili il suo ijgiio Salomone ed altri re
edifizi , le abitazioni de' principi vi furono eziandio sepolti. 11 som-
duci dell'esercito, dette dalla Scrit- mo sacerdote Ircano per liberare
tura clomtis foiiium , con ampli Gerusalemme dall' assedio che vi
steccati per gli esercizi militali dei pose Antioco il Pio re di Siria,
soldati. Ivi era la casa di Uria trasse da questo sepolcro tremila
, ,

iG GER GER
talenti di argento racchiusivi da stiano, per avere in esso Gesù Cri-
Salontione, con altre ricchezze per sto operato moltissimi prodigi. Ivi
onorare le paterne ceneri. Al di celebrò 1' ultima cena, e sotto le
liui esempio Erode 1' Ascalouita due specie del pane e del vino
per appagar la sua superba e va- istituì l'augustissimo sacramento del-
na splendidezza, si rivolse a rapi- l'altare; vi lavò i piedi agli apo-
re il sacro deposito, ciò che i bar- stoli ; nella gloriosa risurrezione vi
Lai'i avevano rispettato, nell'ultimo comparve a porte chiuse a' suoi
asilo dell' umanità. Egli per ese- discepoli, mostrandogli le sue pia-
guire il sacrilego attentato scelse i ghe, e cibandosi alla loro presen-
più fedeli amici , che fra le tene- za. Dopo otto giorni si palesò al-
bre della notte penetrassero nell'a- l' incredulo s. Tommaso, invitan-
•vello di nascosto del popolo. JXon dolo a toccar le cicatrici del suo
trovò il denaro che sperava, ben- venerando corpo. Salito al cielo
sì ne tolse gemme e vasi prezio- fu quivi aggregato nel collegio apo-
sissimi inmolta copia. Inoltrando- stolico s. JNIattia per sorte. Indi in
si poi ad investigare con diligenza forma di lingue infuocate dal cielo
maggiore il luogo ove riposava il vi discese lo Spirito Santo, e nel
corpo, ne usci all'improvviso una primo annunzio evangelico del prin-
fiamma, che uccise due soldati delle cipe degli apostoli, vi rinacquero
sue guardie ; ma benché spaventato al sacro fonte alla novella Chiesa
Erode fuggisse, non perciò restituì circa tremila giudei. Finalmente
le spoglie rapite alla regia tomba; nel cenacolo il principe degli apo-
rivolse piuttosto le sue cure a con- stoli s. Pietro celebrò la prima mes-

sumarne il prezzo neir ornamento sa , che il p. E.aynaud dice nel


avello con vanto del
esteriore dell giorno della Risurrezione ; l'aposto-
suo nome. La tomba di Davidde, in lo s. Giacomo fu consacrato primo
oggi la grande moschea di questo vescovo di Gerusalemme; s. Stefano
nome fregiata, non può essere da con altri sei furono dichiarati diaco-
verun cristiano visitata , quando ni dagli apostoli, i quali ivi cele-
anche offrisse la più cospicua som- brarono il primo concilio, e nel-
ma: ivi è pure la tomba di Sa- l'ultima loro divisione il simbolo
lomone, e l'una e l'altra sono dai della fede composero. In ossequio
turchi gelosamente custodite per e decoro del sacro luogo s. Elena
le tante favole allusive ai fasti del- imperatrice, madre di Costantino,
la loro setta. L'ingresso nella mo- vi fondò magnifico tempio, nei di
schea ai cristiani si concede solo cui portici racchiuse il sacro cena-
per un firmano della Porta, diffi- colo, trasferendovi dalla casa del
cilissimo ad ottenersi, essendone preside Pilato la colonna della fla-

vietato l'accesso dalle leggi mao- gellazione, macchiata dal sangue pre-
inettane sotto pena della vita. zioso del Redentore, poscia trasferi-
Sussiste ancora il luogo del san- ta nella chiesa di s. Prassede di Ro-
to cenacolo, sebbene difformato dai ma. Quivi un tempo erano i religio-
secoli, e dalle profanazioni barba- si francescani. I frati minori entra-
riche. Giace nel fianco australe del rono in Gerusalemme sotto il sulta-
Sion, degno di essere noverato tra no Melealim; quindi per le successive
i più gruu santuari del mondo cri- vicende delle guerre essendone stati
GER GER 17
cacciali, Gregorio cV Aqiiitania ntl suo Figliuolo, sino al di lei felicis-

i333 vi rientrò con altri otto re- simo transito, spazio di anni quat-
ligiosi. Verso la metà del inedcsi- tordici al dire di Eusebio e di ^^i-

nio secolo XIV la pia regina di cclòro, fu parimenti da' fedeli «(uasi
Sicilia Sancia col suo
marito Ro- nel tempo stesso consecrata in ora-
berto aggiunsero sul monte di
vi torio; ma distrutto con la città dai
Sion, con permesso del sultano, la romani, e contrassegnato il luogo,
falihrica d'un monisfero capace di nella tranquillità della chiesa ge-
molti religiosi fiati minori custodi rosolimitana fu ivi eietto (jucl mae-
del santuario, i quali poi nel se- stoso tempio che finora in gran
colo XVI e nel 1 56o tlai turchi parte alle ingiurie del tempo so-
ne furono scacciali di nuovo , ed vrasta. Diremo per ultimo sulla
in loro vece i turchi v'introdusse- città di Davidde, che ivi fu pure
ro i santoni maomettani avendo , il sepolcro del protomartire s. Ste-
cangiato il luogo in moschea. fano , in vicinanza del cenacolo,
Poco lungi da questo luogo sorge- quantunque egli fosse lapidato fuori
va il famoso palazzo de'sommi sa- porta denominata Grccis. Fu-
dell.ì

cerdoti, abitato già da Caifa , ove rono quivi depositati i corpi dei
assembrati i principi e seniori della ss. martiri JVicodemo Gamalielc ,

Giudea consultarono del modo di maestro di s. Paolo, e del suo fi-


far mf)rire il Redentore, a' quali gliuolo Abibone, trasferitivi sotto
l'apostolo Giuda empiamente si of- l'imperio di Onorio da vilissimo
frì pel vile prezzo di trenta dcna- luogo, dove per circa quattro se-
li: ivi il Redentore fu da s. Pietro coli erano rimasti sepolti.

tre volte negato: interrogato da Succede alla città di Davidde


Caifa, che pn;siedeva nel consiglio, la seconda parte in sito inferiore

s'egli era figlio di Dio, ciocché in- detta Filia Sion dal vicin monte,
genuamente alFermando, fu incol- quasi da quello nascesse. Chiudeva
palo di bestemmia, e giudicato reo con vasto giro il famoso e memo-
di morte. In questo luogo dalla rando tempio di Salomone, con
medesima s. Elena fu eretto un numerosi altri edilìzi pubblici e
decoroso tempio al principe degli privati, torri, piscine, palazzi, anfi-
apostoli, che poi sotto re latini i teatri, e terme di sontuosa e no-
fu abbellito di portico, prese il ti- bile struttura. Scrisse GiosefTo del-
tolo del Salvatore, e più tardi fu l'anfiteatro detto Circulus snemla-
dato in custodia alla nazione ar- toriiis, la di cui forma era sferica,
mena. Il tempio dedicato agli an- vasto e capace di ottantamila spet-
geli fu costrutto dai fedeli sulle ro- tatori. Egli porta opinione che fos-
vine della casa del pontefice Anna se costiutto da Erode nel campo
suocero di Caifa, quello cioè che Massimo, e v'istituisse ad onore di
interrogò Gesù de' suoi discepoli, Augusto giuochi circensi all'uso
i

e dottrina che professava, per cui di R.oma, accorrendovi dalle pro-


alla di lui presenza il Redentore vincie più remote al grido de' ric-

nel rispondergli ebbe uno schiaffo chissimi premi per qualunque sor-
da un scellerato servo. La casa ove ta di spettacoli, gli atleti, musici
abitò INIaria \ ergine con s. Gio- e gladiatori piii famosi. Il monte
vanni, dall'ascensione in ciclo del Aera sovrastava talmente all' uifc-

voi. ixx.
, ,,

i8 GÈ li GEK
riore città, che toglieva rornamen- al cu!>petto delie loro mogli e fi-

to ed il decoro agli edifizi più no- gli onde


, si meritò il nome di
bili ; laonde Simone Maccabeo con Crucidaj e pel conflitto che vi se-

fatica spesa immensa, nello spa- guì tra le milizie cròdiane e spar-
zio di tre anni lo spianò e ridusse tane, sostenendo queste il partito
in sleccato. A seltcnlrione del tem- d'Antigono per ristabilirlo nel re-
pio, su discoscesa rupe, sorgeva la gno. Il foro Venale dilatavasi nel
fortissima torre Antonina , deno- sito più erto di questa inferiore
minata altrimenti Turris Baris, e- città. Quivi il glorioso s. Giacomo
levata all'altezza di cinquanta cu- Maggiore, |)iima vittima del col-
bili, opera sontuosissima di beano legio apostolico, essendo ucciso per
Maccabeo: vi abitarono i sommi comando di Agrij)pa, consacrò a
sacerdoti da quel tempo sino al Dio la palma del suo martirio :

regno di Erode, e nell'intima sua liti luogo, già contrassegnato dai


stanza custodivasi religiosamente la fedeli, fu poi eretto in sua memo-
sloia sacerdotale, ardendovi di con- ria un tempio, ch'ebbe la nazione
tinuo una lampada di argento, co- armena in custodia. Volendo Ero-
me narra Gioseffo. INegli angoli di de accumulare quanti possibili ono-
questa gran torre ne aggiunse Ero- ri potesse a Cesare, fabbricò nel
de altre quattro minori , in guisa fianco meridionale del tempio un
che sembrava una piccola città, e ippodromo per uso del circolo, ove
ad onor di Marc'Antonio la deno- esercitavansi alle giostre i cavalli
minò Antonina. Sul monte Aera istituendovi i giuochi quinquennali;
fondò malvagio Antioco l' Illu-
il grande e frequente era quivi la
stre, munitissima torre capa-
altra radunanza degli spettatori per va-
ce di numeroso presidio, per infre- gheggiare l'agilità delle quadrighe.
nare i giudei, i quali a viva forza Eiavi un altro pubblico edificio, la
con le strage e le rapine avevano cui memoria è nefanda per gli ese-
trasformato la città ed il tempio ciiibilieccessi commessi da Giaso-

in iscena lacrimevole e funesta. E- ne pseudo-pontefice de' giudei, as-


gli vi regnò anni ventisei, e dopo sunto a quella dignità dal re An-
la sua morte fu la torre espugna- tioco col sulfragio dell'oro; dap-
la da Simone Maccabeo. L'archi- poiché ìq questo luogo egli istrui-
vio della città, detto altrimenti ta- ta i giovani ebrei ne' riti gentili,

bulario, ove si custodivano i hbri (juindi divenne luogo d esercizio


degni di memoria, le pubbliche e per giuochi scenici e lascivi, onde
private scritture, edifizio celebra- per la licenziosa disonestà ne con-
to e ragguardevole , abbandonato seguirono molte scelleratezze, e per-
poi dai custodi , fu dai sediziobi ciò dai giudei fu chiamalo Ephe-
bruciato. bia. Ossia postribolo della gioven-
Presso la torre Antonina spazia vasi liij che ivi apostatò dalla legge
il Magno, ciicondato da portici,
foro ed ebbero oiigine le selle de' fa-
memorabile [>er la morte ivi dal som- risei, saducci ed e-isei.

mo sacerdote e re Alessandro cru- Molto prossima al suddetto luo-


delmente data ad ottocento giudei go era la curia, chiamala dagli
che per renderla piìi orribile li , ebrei Gasilh, congiunta all'antico

fece svenare su altrettante croci, muro della città, composta di gran


GEK GER 19
Siile nel giro, ed egregi:imenle a- bulica con voce greca, che da* la-
iloina ili spaziose loggia. Vi abi- tini si direbbe Ovina, dedotta dal
lavano (juaianta senatori , e circa solersi ivi lavare
le vittime innan-

trenta giudici ordinari , dai quali zi al Nel testo ebraico si


sagrifizio.

ne' giorni ed ore fìsse amministra- pronunzia Bechseda, interpretata da


vasi la popolo della
giustizia al s. Girolamo per un ricettacolo d'ac-

città però en-


e del regno, senza qua, delta latinamente Domiis ejfu-
trare in disputa di materie appar- sionis, perchè in essa radunavansi
tenenti alla legge mosaica, mentre le grondaie del tempio , e sommi-
il delìnirla spettava al solo sommo nistrava l'acqua alia ciltà. La sua
sacerdote. Tale radunanza di otti- forma è quadiangolaie, lunga cen-
mati e giuristi appella vasi dagli to trenta passi, larga trenlacinque,
ebrei Sancdrini, dai greci Sine- e meno di sei profonda. I cin-
(Iriiiiìì, e dai latini Conciliiini se- que portici o gallerie, de'quali scri-
niontni. Ivi furono esaminali gli ve r evangelista, appena serbano
apostoli, scherniti, oltraggiati, e lo- le traccie di essi, con gradini ben
ro interdetta la propagazione del larghi in circuito. xNolissima è la
vangelo sotto pena capitale; ivi storia de' languenti, e del moto
pure s. Stefano in presenza de' se- angelico nelle sue acque, ed in essa
niori, alzando gli occhi, vide il cie- Gesù Cristo sanò istantaneamente
lo aperto. In altro luogo pubblico quell'infermo paralitico che da tren-
e ben chiamato Cociiaculuni
vasto, tolt'anni ivi stava, perchè niuno
^nguli, costumavano gli ottimati in tanto tempo l' aveva immerso
imbandire al popolo sontuose ce- nella piscina ; ma il Redentore lo

ne, splendidezza poi imitata da E- sanò, dicendogli : Tolle grabaUwi


rode con la più rara magnificen- tiiurn, et ambula. Un'altra piscina
za. Quasi congiunta al tempio sor- di egual grandezza costruì il re E-
geva la gran torre OpJiel, ossia zechia nella parte più inlima della
Ophal, di smisurata altezza che , ciltà, divertendovi per sotterranei
serviva di abitazione ai sacerdoti ,
acquedotti l'acqua del fonte Gion.
e da essa aveva inconiiiiciamento Le porte di questa interiore città

il primo muro della città, fabbri- erano quallio : ladenomi- prima


tato con immense spese dal re Da- nata dalla sua antichità Maggiore;
vidde, perchè munito di sessanta la seconda della Custodia perchè ,

torri. La tanto celebre grotta di in essa restavano le regie guardie


Erode, che poteva annoverarsi tra quando Salomone e gli altri re
i tiiiracùli dell'arte, penetrava nel- entravano nel tempio; la terza dei
le viscere del monte, comunicando Cavalli perchè sino ad essa era
,

il portico del tempio alla torre An- permesso il cavalcare , interponen-


tonina, capace di passarvi ad un dosi tra essa e tempio le stan- il

tempo slesso seicento cavalli; la ze de' sacerdoti ; V ultima si disse


considerò necessaria per salvare la degli Esseni, e questa era la mi-
persona del re, e la sua famiglia gliore, aperta nell'antico muro del-
in contingenza di popolari tumul- la ciltà. Il Lilostrato ,
quivi esi-
ti. Sovrasta ancora alle strane me- stente, era un tribunale di giusti-
tamorfosi del tempo la famosa pi- zia, che ministravasi dai presidi del-
scina di Salomone cognominala Pro- l' impei o romano, così denominato
20 GER GER
tlai gi-eci tlalla superba slrulluia dominante la città inlLiiorc: Agrip-
(li vive piclie : Litostralus ,
quasi pa che lo scelse a sua iesi(l(M»za ,

lapidihus slralHin, spiega s. Giro- invaghito di tal prospetto, vi ag-


lamo, e dagli ebrei si appellò Ga- giunse auguste sale adorne di rari
balha, die. è quanto dirsi luogo lavori. Per meglio vagheggiare quel-
emincnle. Ivi sedendo il preside lo del tempio, comandò che si ab-
Pilato, al cospetto dell' ini(|ua ple- biillesse una gran loggia iumii- ,

be, lavandosi le mani, pioteslò l'in- iienle al portico delle Genti, ed in-
giusta condanna del Redentoic : In- terposta al suo reale palazzo. L'an-
nocens ego siini a sanguine jusli nunzio di sì sacrilego attentato
hujus. impresse nel cuore de' giudei pio-
Nella città inferiore ammiravan- fondo cordoglio, ed i più zelanti
si altri regi palazzi, ed altri cospi- apertamente si o|)posero agli ese-
Salomone formò la ge-
cui cdifizi. cutori, appellando a Cesare, cui fu
nerale ammirazione non solo per destinato nunzio dalle tribù il som-
aver cretto tempio in
il sontuoso mo sacerdote Ismaele con dieci ot-
(ierusalemme, pel quale chiamò da timati della città. Essi con celere
ogni contrada i più periti e fami- viaggio presentaronsi a Nerone, e
gerati ingegneri ma ancora nel , per mezzo di Poppea riportarono
fabbricare superbi palazzi per la la bramata grazia, acciò non fosse
propria abitazione e per quella oltraggiala la maestà del tempio.
della real famiglia nell' istessa me- Elena regina degli adiabeni, e Mo-
tropoli , in cui furono impiegati nobazi suo figliuolo, fabbricarono
valenti artisti, marmi preziosi, bron- altri due palazzi presso quello della
zi, e lamine d'oro, con le quali si regina Berenice sorella di Agrippa,
cuoprirono le pareti. Per sito eles- e come attesta Gioselfo, in essi epi-

se la parte australe del monte Mo- logò l'architettura le sue idee più
ria, compresovi spazioso giardino ,
nobili ed ingegnose. Di non vol-
dilettevole per la varietà delle pian- gare struttura a fronte della torre
te, trapiantate dalle più rimote re- Antonina, dilatavasi il gran palaz-
gioni dell'Asia ; le stanze in gran zo de' presidi romani, che presso
numero comparivano adorne di va- i cristiani ritiene ancora la deno-
ghi addobbi, preziosi vasi d'oro e minazione di Pilato. Vi si ascen-
di argento, essendo la materia in- deva per una scala di vent'otto
feriore al pregio del lavoro. Non gradini, per ove il Redentore nella
molto dissimile fu il palazzo eretto nota penosa notte , spettacolo su-
alla figlia del re Faraone sua mo- blime di pazienza salì e scese più
glie ed oltremodo splendido e ma-
;
d'una volta, spinto e rispinto da
raviglioso fu quello denominato per indiscreta canaglia. Ivi oppressa dal-
similitudine, del bosco del Libano, la calunnia l' innocenza ,
fu impu-
tutto industriosamente lastricato con tato di aver proibito a Cesare i

varie specie di marmi, con pro- tributi, sovvertito e commosso il

spetto esterno sontuoso, per cui la popolo a sedizione, ed arrogatosi il

regina Saba restò estatica contem- titolo di re. Sebbene il preside si

plandone le bellezze. Il palazzo dei avvide che le accuse derivavano


Maccabei, avea il sito enuneute, da invidia, per politica lo senten-
sul fianco occidentale del tempio. ziò a morte. Indi ridotto uell'atrio
, ,

GER GER ^i
fu spogliato (Ielle vesti , deriso e allontana da quello dei presidi cir-
coi()iia-to (li spine. ca duecento passi ; la sua porta
Uiii(X) avanzo del palazzo dei maggiore corrisponde a quella del-
loiiiaiii pirsidi in Gerusalemme è ia città chiamata Efraim ; la soli-

una sala hassa, lunga tredici passi dità della fabbrica l'ha in gran
e nove Inrga, corrispondente alla parte preservalo e sottratto alle

via Dolorosa, tutta ingombra di comuni rovine. Quivi il Redentore


Piarmi e di macerie. Gli orientali nella gran sala fu presentato ad
rilengono por costante tradizione, Erode, oltraggialo, schernito, e co-
elle (piivi seguisse la flagellazione perto di bianca veste rimesso a
del lledenlorc. Vi si ascende per Iellato: questo Erode fu quello che

ima scala eli' era già di trentatre fece troncjire il capo al precursore
gradini, ([uelli slessi che tolti da s. Gio. Rallista.
s. Elena con tre porte e due co- La via Dolorosa denominata
lonne del tempio, furono trasferiti dai contemplativi p^ia Crucis, per
in lloma nel palazzo già dei La- ove r istesso Redentore sotto il
tcrani, poscia di Costantino , con- gravissimo incarico della croce fu
vcrtito poi in basilica lateranense condotto al monte Calvario, è tra-
da s. Silvestro I ; indi dal Papa versata da un grande arco, che
Sisto V gli scalini fiuono in altro serve di ponte ai due rinoma-
vicino luogo collocati in apposito ti de' presidi , e di Ero-
palazzi
cdifìzio chiamalo la Scala Santa de; ha nei mezzo una finestra
(^f'c(li), arricchiti da lui d'indul- alta palmi otto larga sei , divisa
,

genza per fjuelli che li visitassero, da una colonna di marmo , per


ad esempio de* suoi pi'edecessori appunto quella dove Gesù Cristo
come si raccoglie dai mancjserilti già flagellato e coronato di spine
antichi di Magrino abbate di s. fu da Pilato esposto a vista della
Gregorio, custoditi nell'archivio del- plebe esclamando
, Ecce homo. :

la suddetta basilica. Nel suddetto Vi si legge in una lapide marmo-


luogo della flagellazione recente- i'ea : Ihlle, folle: cruci/ì'ge euin.
mente i fiati francescani vi eres- Per rjuesla via, proseguendo il cam-
sero un convento, che essendo rim- mino verso il Calvario, si vede a
pelto menzionala gran mo-
alla mano sinistra una gran sala, lun-
schea, venne loro vittalo l'uso del- ga tredici passi e larga nove, do-
le campane. Nel sito del palazzo ve il Redentore fu legato alla me-
di Gerusalemme si vede ancora morata colonna e flagellato. Più
l'antica forma del cortile, con pic- avanti è contrassegnato il luogo
cola stanza profanata da' bailiari, del deliquio di Maria Vergine,
nella tpiale è lama che il Ueden- (juando s'incontrò col divino Fi-
tore dimorasse nella menzionata gliuolo. Approssimandosi al Cai-
notte. Nella sommità delle scale vario comparisce 1' avanzo d' un
comparisce gran sala del preto-
la piccolo tempio, eretto già in quel
rio, ampia per ogni quadro dodici luogo, in cui Redentore, rivolto
il

passi: tta gli orientali si ritiene che alle pie Io seguivano


donne che
quivi nell'att io seguisse la corona- disse le gravi parole: Filiae Jeru-
zione di spine. 11 palazzo di Erode saleni, noli te Jkrc super vie, scd
Anlipa, figliuolo dell' Asculonila, si super vos ipsas jlclc et super fi- ,
11 GER GEli
lios vestros. Indi a pochi passi ad- guaglio che qui riproduciamo con
clilasi la casa di s. Veronica , che qualche giunta. E ripetendo le pa-
fu ridotta in chiesa, poi profanala role dei critici, diremo che tulle le
dai barbari. Mollo prossima alla supputazioni fatte per calcolare le
porla di s. Stefano corrispondeva enormi ricchezze ammassate da Da-
la casa di s. Anna, ov' è fama che vidde ed adoperate dal suo figlio
abitassero i santi genitori di INIa- Salomone per la costruzione del
ria Veigine, quando da Nazareth tempio, possono considerarsi come
passavano a Gerusalemme, e che erronee. E siccome Salomone ebbe
ivi ella fosse concepita : s. Elena intendimento di erigere un tempio
vi costruì un tempio di mediocre che non avesse allro simile nell'u-
grandezza, tutto ornato di mosai- niverso, quello riie fu rifabbricato
co; e il pio Goffredo, primo re dopo la catlivirà di Babilonia vuoi-
latino di Gerusalemme, vi aggiunse siche non fosse in tulio magnifi-
un monistero di monache bene- co e splendido quanto l'antico, in-
dettine, delle quali fu abbadessa di ristabilito da Giuda Maccabeo e
una sua sorella, che visse molli rifabbricato da Erode con qualche
anni, e morendo tramandò a' po- diversità. Molti autori pubblicaro-
steri chiare prove del suo candore. no la descrizione del Icnipio di Ge-
La casa del fariseo Simone resta rusalemme, fra quali il Rclando,
i

nel declivio della strada, che con- Anliciuit.sacrae vct. Hebr pait.
duce alla suddetta porta , ove in I, cap. 6, 7; il Prideaux, Ili si. dcs

memoria delia gran cena istituita Jitifs, sotto l'anno 535 avanti la
da Gesù Cristo , e delle lagrime nostra era, tom. I, p. 88; il p. La-
sparse dalla Maddalena, eresse Co- mi, Introduzione allo studio della
stantino sontuosa basilica. sacra ScriUuraj il p. Calmet, Dis-
Passando a parlare del tempio sertatiqn sur Ics lemples des anciens,
di Salomone, primieramente osser- n. 18; e piti dettagliamenle dai
veremo che Flavio Gioseffo, chiaris- gesuiti i
pp. Gio. Ijattista Villel-
simo ed accurato scrittore delle an- pando, e Girolamo Pradi con l'o-
tichità giudaiche, nato di nobile pera intitolata: In Ezcchielcni ex-
stirpe sacerdotale nel primo anno planaliones, et apparalus urbis ne
dell'imperio di Caligola, e per la templi Hierosolymilanì commcnta-
riputazione che si acquistò con le riiset imiììas;!nibus, R^omae 1696.
armi e con le lettere fatto gover- Tale descrizione del tempio di Sa-
natore di Galilea, allorché la Pa- lomone è riportata in estratto nei
lestina ribellossi ai romani, e di- Prolegomeni della Bibbia di TVal-
fendendo Giolapata, città di quella ton, e servì di guida a tulli gli
provincia, finché espugnata per as- altri che vennero dopo di lui. Sic-

salto da Vespasiano rimase prigio- come poi luttociò che del tempio
niero; potè egli dunque spessissime ne dissero i rabbini, fu ricavato
volte contemplare visibilmente il dal Tahnud, il quale è stato com-
tempio di Salomone in tutte le sue posto molto tempo dopo la rovina
parti essenziali, laonde il lodato del tempio, così non vi si può pre-
Terzi nella Siria con la
snera ,
stare fede alcuna; né deve far me-
guida fedele di Gioseffo, e con quella raviglia che tanti scrittori che si
o
della sacra Scrittura ci die quel rag- occuparono di (juesto argomento
GEll GER 23
non sitfiio Ira loro d'accordo iie'del- comprato il monte per seicento si-

liigli, giacché molle cose furono cli d'oro, tuttoché scosceso e sterile
scrillc per congettura. Si narra che di piante, vi eresse a Dio un al-
SaioiDOne scelse in I"-raele trenta- tare, ove sagrificando vide dalla ce-
mila operai, che mandava scanibie- lestefiamma consumare la vittima.
vultnente al Libano; e che avca Quivi il figlio Salomone nello spa-
desi inalo sellantaniila persone per zio di due anni, altri dicono di più,
portare fagotti, ed ollanlamila a ta- ed fanno giungere l'intero suo
altri

gliar pietre nelle nionlagne. Qu;)n- compimento al settimo anno dopo il


do l'edifi/io si coslrin, non s" inte- suo incominciamentOj eresse il gran
se né martello, né scure, né il fra- tempio a Dio con profusione dei
gore d'alcuno strumento, peiché si suoi tesori. Non essendo capace la
fece uso di pietre già tulle taglia- sua vastità nella cima del disegno
te. In diversi articoli di questo mio concepito, bisognò anipliainc l'arca
Dizionario si tratta di alcune co- ne' due fianchi orientale e meridio-
se ligiiardanti il tempio, i suoi nale sopra una parte della soggia-
ministri, ed altro relativo. Davidde cente valle di Cedron, che dagli
vedendo approssimarsi la fine dei el)rei era denominata Maclhes, la
suoi giorni, fece consacrare re Sa- di cui immensa profondità innor-
lomone suo figlio e di Bersabea, ridiva a guardarla. 11 suo muro al-
e gli rimise la ninnla del tenjpio, to e solidissimo, la vaghezza dei
r oio , r argento ed i principali bianchi marmi moveva ad ammi-
maleriidi, che aveva preparato per razione, siccome alto quattrocento
questo elfetlo, non essendosi credu- cubiti, e nel giro di cinquecento
to degno di erigerlo lui, per le passi aveva per ogni lato quattro
tante guerre che aveva sostenuto ;
ordini di portici che sostenevano
per cui S;domone dopo la di lui vari ordini di abitazioni con belle
morte pose mano all'opera, e lo forme architettoniche. Tra i quat-
lece costruire sul monte Sion, sic- tro portici s'intramezzavano tre a-
come il luogo il più elevato della tri, ì quali uniti costituivano la
città, afììnchè potesse essere veduto parte intima e principale del tem-
anche da lontano. pio, e questa per la santità dei
Salomone dunque scelse sul mon- misteri che racchiudeva, denomiiia-
te di Sion quella parte delta mon- vasi il santo, il santuario, e il sanlo
te JMoria, chiamato nella Genesi de'sanli, ossia per
il luogo santo
Mons Moria, nel libro de' Macca- eccellenza. Sul mezzo appunto del-
bei Mons Jiiiac Sion, e dal proleta l' orientale prospello del primo por-
Michea IMoiis f'isionis, per inuajyar- tico ergevasi una gran torre qua-
>iil tempio alDiode'suoi padii; cioè drangolare, che sovrastando agli a-
quel monte istesso ove A bramo tri ed ai portici, pareva che ser-
condusse 1' unico figlio Isacco per visse di propugnacolo. 11 silo di
immolarlo, Giacobbe nell'addormcu- ciascun portico si dilatava trenta
tarvisi vide in sogno la scala i)er cubiti, e coulenevasi nella lunghez-
cui salivano e discendevano dal cie- za che gli permetteva l'intermcz
lo gli angeli, ed a Davidde compar- zo degli airi; lo spazio del primo
ve l'angelo con la spaila nutla in e del secondo atrio che dilungava-
mano, per cui il santo re avendo si per ogni lato, lasciava eguale la
24 ^'ER GER
larghezza ile' portici, ma «julUo c1( 1 Il portico eia sostenuto da .ju.iltro
terzo,che con perfetto quacliato oiiliiii di col(jnne alte venticiiKpie
ampliava la piospetliva del santua- cubiti, tutte dinjarmo intiero; ed
rio, era lungo ed egualmente lar- il pavimento canipcggiava super-
go cento cubiti; l'altezza poi del bamente ornato di pietre mischie
muro esteriore primo portico,
del ili raro pregio, mentre il sollilto
che cingeva tutta la macchina del era una meraviglia, siccome copu-
tempio, si alzava cinquanta cubiti, posto tutto di legno di cedro del
quella del secondo
chiudeva che Libano incorruttibile, somministra-
le parti coerenti al primo, altri to da lliram re di Tiro. Quindi per
sessanta. La torre quadrangolare gli archi del [nimo poitico si giun-
che sovrastava agli atri ed ai por- geva all'atrio denominato delle
liei ergevasi altri novanta, ed il Genti, imperocché fin (jui permet-
santuario centoventi. tevasi di entrare ad ogni sorte di
Qualunque fabbricato compaiiva nazione , ancorché idoi itra . Era,
nell'aspetto di tini e bianchi mar- quantunque esposto alle ingiurie
mi dell'isola di Paro, e cosi ben dell'aria e delie pioggie, lastricato
commessi che sembravano tutti di tutto di marmo con industrioso la-
un pezzo. Gli intagli, le figure, le voro; aveva in fronte il prospetto
cornici che distinguevano gli ordi- esterno, che circondava il secon-
ni delle colonne, i fregi che ador- do portico con assai più nobi-
,

navano le porte e finestre, tutto le struttura del primo. Di qua


era mirabile. I tetti della torre e per sette porte elevate sopra quat-
de' portici erano coperti di larghe tordici gradi , si saliva al secon-
piastre di bronzo, misto di argen- do erano tre di esse ri-
portico;
to e d'oro; quello del santuario volte a mezzogiorno, tre a setten-
d'oro purissimo, in guisa che fis- trione, ed una ad oriente, essendo-
sandovi di lontano lo sguardo, per ne del tutto privo il prospetto
lo splendore dell'oro e pel cando- occidentale. Qui in luogo distinto,
re de' marmi, sembrava un monte e ben capace, solevano gli ottima-
di neve coperto di fiamme. Mag- ti custodire le loro figliuole per
giore era la ricchezza dell'interno molti anni, facendole ammaestrare
dell'edilìzio, per la varietà delle pie- nelle orazioni, e ne' precetti della
tre di sommo pregio, per gli ornati legge, ove è fama che la Beata
di argento ed oro, e pel copiosis- Vergine, come nata del real san-
simo nuuìero de' vasi preziosi. Pe- gue di Davidde, vivesse con quelle
netravasi nel portico per sette gran dai tre sino ai qc'.indici anni di
porte, quattro rivolte all'occidente, sua età. Vi si leggeva, così a ca-
dove il prospetto più nobile della ratteri greci, come latini, in alcune
città compariva in figura di bel tea- colonne erette presso di queste
tro, l'altre a mezzogioino, a setten- porte, il rigoroso divieto ad ogni
trione e ad oriente: sei di esse por- gentile di passar piìi oltre nel tem-
le coperte di
lamine d'oro e di pio sotto pena di morte, e vi era
aigeuto, ed una composta di me- descritta l'ainmonizione agli ebrei,
tallo corintio, e questa era l'oiùen- che non osservavano le leggi della
tale, che vinceva le altre in bel- pudicizia, a non tentarvi l' ingres-
lezza, e chiamavasi porta Speciosa. so sotto la islessa pena capitale,
GER GER 25
laoiulo permellcntlosi l'adito sola- gran porla alta sessanta cubiti, due
incute agl'isiaclili riputali casti e sniisiuute colonne d'oro pinissiino;
pndiclii ed anche nel
nel secondo s'intrecciavano nella sommità tron-
terzo portico, aveano denomina/io- chi e pampini ima gran vite
d'
ne di atrio e di portici d'Israele, ancor ella d'oro, donde pendevano
L'ordine, la qualità, la materia, il grappoli di preziosissime gemme,
pavimento, il sollilto eil ogni orna- Un gran velo di lavoro habiloni-
meiito, non erano punto dissimili co, riccamente contesto di color
dalla figura del rinomato portico di vario , crocio, purpureo, giacintino
Salomone. e bissino, si stendeva ijnianzi a que-
rS'el ove si od'crivano
terzo atrio, sta Eravi poi il santuario
porla.
le vittime, non ad altri clic a sa- o atrio de'sacerdolij nell'altezza e
cerdoti era lecito di porre il piede, e nella lunghezza spazioso cualmen-
perciò dalla Scrittura fu detto /•//rn/z/i te sessanta cubiti, ma per lalitudi-
Saccrdotis; compariva senza parità ne non eccedeva venti; il pavimcn-
maestoso, di poifijilo e vasto (pia- to, i lati, la volta coperti
tutti a
drato, superbamente coperto di rie- lamine d'oro distese in laiglic fa-
cilissime [)ietre, cinto pei- ogni la- vole di cedio, con ben rii)artite
to di balaustrata alta tre cubili, gioie rappresentanti un cielo d'oro
fabbricata di mainii mischi, corri- tempestato di gemme invece di
spondenti maeslà del luogo
alla stelle. Accrescevano poi nei lati la
che circondavano. Sorgeva dal suo maestà del santuario dodici simu-
centro l'altare degli olocausti, alto lacri d'oro, che figuravano dodici
quindici cubiti, e dieci largo in eia- cherubini elevati in atto di ado-
scuna fiiccia delle (juattro ch'egli razione, e framczzati da grosse pal-
avea ; era, secondo la legge, coni- me d'oro, che fregiavano i loro
posto di pietre rustiche ed impu- tronchi fino alla porta con in"e-
lile nell'inlerno, ma eslei iormcnte gnosa varietà: quivi ad altri non
coperto di lame di metallo corin- permettevasi 1' ingresso che a sa-
tio , scol[)ilo nelle l'accie e negli cerdoti, e questi con somma rive-
angoli con varie etl industriose fbg- renza offerivano sagrifizi, vestiti tli

gie. Sv\ questo altare conscrvavasi bisso, e coperti con mitra.


il fuoco celeste, <[utllo che nel de- Da un altro velo simile divide-
serto consumò il sagrili/io di Aa- vasi lunghezza del santuario in
la
ron, e da «ptel tempo era alimen- due parti, la prima che com[)reii-
tato con incessantemente dai
legni deva quaranta cubili, era della il
sacerdoti. Quivi erano le due me- santo; la seconda che terminava
ravigliose chiamate dalla
colonne con li rimanenti venti cubili, dal-
Serittnra Jachiii e Bouz, ed allre la Scrittura fu chiamata il santo
a somiglianza di rami d'alberi, di- de' santi, Sancluiii Sancloriiin, e
stinte elegantemente in tre ordini, talvolta Oraculum, e Doiiuis inle-
Aveva una porta elevata sopra do- rior. In questa, dove per rivercn-
dici gradi, con le fronti sue tutte za della sua maestà, al solo som-
d'oro; l'andito che conduceva al- mo sacerdote era lecito l'ingresso
l'intima parte del santuario risplcu- una sola volta l'anno, custodivasi
deva in ogni sua (àccia d'uro in l'arca prodigiosa del Teslamento,
crostata. Oruavauo i iati della ouii il propiziatorio, ed i cherubini; iu
26 OER GER
fHicila vedcvaiisi creili ralfare dei lungi dalla città, che poi da Nee-
liiniaiii od incensi, il candcilliere mia, con prodigio stupendo fu ri-

d'oro, e la gran mensa parimenli trovato; l'arca e l'altare trasferì

d'oi'o. Il velo per cui si divideva nel monte iXebo oltie il Giordano,
la liinglie/za del sanluaiio, era co- O'cnllandoli in un antro, con pre-
me l'allro intessnto di piìi colori, dizione che ivi sarebbero impe-
piirpnrco, giacintino, bissino e cro- netrabili ed ignoti, sino che la di-

chco o sia gialliccio; ma tralascian- vina clemenza riunisse all'ovile il

do l'ingegnoso e pellegrino lavo- popolo smarrito. Gli ebrei pe:ti-


ro, con cui l'arlt; niirahiltnenle l'e- nacissinii nei loro errori^ sostenne-
seguì, osscrvavasi in quella porpo- ro clic l'arca e l'altare fossero dai
ra una occulta e prodigiosa virtii caldei con altre prede trasferiti in
per cui s' impallidiva ogni altra Babilonia; e dopo anni settanta di
che gii si avvicinava; e questo è cattività dal benigno Ciro restitui-

quel velo, clic nella morte del Re- ti, oltre i quattrocento vasi d'oro
dentore, sebbene doppio, d'alto in e d'argento, e di altra pregiata ma-
basso prodigiosamente si divise in teria. iNOn senibia dunque veio che
due parti. L'arca fu anche deno- l'arca che poi si depose nella ba-
minata Foedcris, costrutta dal gran silica laleranense di Roma, ove la

duce Mosè nel deserto, e dal re porlo Tito nel trionfo con le ta-
Davidde con somma religione cu- vole della legge, i veli piupurei,
stodita nel tabernacolo di Sion ,
le trouìbe, il candcllicre il'oro ed
quinili da Salomone con solenne altre spoglie, sia la medesima fat-

rito fu trasferita nel me?zo del ta da IMosè nel deserto, come fu


santuario. La sua struttura fu di operata nella ristorazione del lem-
legno incorruttibile, foderata den- pio per figura espressiva della pii-
tro e fuori di lamine d'oro puris- ma, dappoiché nemmeno gli ebrei
simo ; vi si custodivano le tavole convengono ch'ella fosse ricondotta
della legge che Mosè ricevetle da a (ieru>al(!mine dopo la loro cat-
Dio, un vaso d'oro pieno della tività. Il [iropiziatorio, chiamato
manna caduta nel deserto nel viag- dalla Scrittura Oiacnhiin,cvi\ d'oro
gio degli israeliti, la verga di Aa- purissimo, assiso sull'arca del Te-
lon che fìoi'j per divina virtù, ed stamento, e sostenuto dalle ali di-

il libro del Deuteronomio scritto stese di {[un cherubini.

dallo stesso Mosè. Restò quivi l'ar- L' altare tiamitide ossia degli
ca circa anni quattrocento dieci no- incensi o profumi, avea fia tutti
ve,decorsi dal quarto anno di Sa- il primo vanto, perchè tempestato
lomone sino al decimo di Sedecia, d'oro, *li gemme, e variamente
quando dal re di Babilonia Nabu- scolpilo di figure e fregi, colloca-
codònosor fu distrutto e spogliato lo a[)punto nel mezzo del santua-
il sacro tempio, ciocché preveden- rio, e su di esso fumavano soa-
do il profeta Geremia, per sottrar- vissimi odori: al sacerdote Zacca-
le alle insolenze ostili le parti più ria, mentre stava nella sua destra,
venerande e sante, ammonito da fu dall'angelo annunziata la con-
Dio, tolse dal tempio l'arca, l'al- ce/ione del santo precursore suo
tare dell'incenso, e il fuoco sacro; (ìgliiiolo. Sopia di una gran base
j1 fuoco nascose in un pozzo poco scolpila di vaiie figure, collocata
.

GER GER 27
nel fianco destro del suddcHo al- denaro delle obblazioni per le ri-

fnie, sorgca fiammeggiante il can- parazioni del tempio, e per l'ali-

dcllicie (l'oro, con


gran ra- setto mento de' ministri e de' poveri :

mi, su i quali incessantemente ar- Eliodoro ministro eletto dall'em-


devano altrettante lucerne. Nel si- pio re di Siria per estrarne dispo-
nistro fianco dell'altare fncea Tid- ticamente il denaro, fu nel suo
tiraa pompa la mensa d'oro tem- attentato flagellato dagli angeli ;

pestata di gemme, e fregiala di ed il preside Pilato, volendo pre-


eleganti intagli, sidla quale santi- valersene per riparo degli acque-
ficavansi i che se-
dodici pani ,
dotti della città, cagionò gran tu-
condo i precetti legali si poneva- multo nel popolo: quivi il Reden-
no avanti l'altare, per cui era an- tore annunziò la sua esaltazione
che detta la mensa della proposi- stilla croce. Va pure rammentalo
zione. Scaturiva nella paite este- il famoso orologio d'Achaz, di cui

riore un rivolo di copiosa acqua, scrisse Isaia, clic infermalo gravemen-

raccolta in un gran vaso di rame te il re Ezechia, l'ombre del sole


con sommo arlilìcio lavorato, dal- per contrassegno che Dio lo resti-
la Scrittura chiamalo Fons aqiiae tuiva nella primiera salute, retro-
pcrennisj e da cpii per occulti ca- cedettero prodigiosamente dieci li-
nali si scaricava nel soc:"iacente nee. In ogni lato de'porlici si a-
torrente Cedron. Un altro vaso di privano sale amplissime, e d'oro
bronzo, dello dalla sua grandezza risplendenti. vSopra ogni ordine dei
Mare yicnciim, e talora Labrum, medesimi portici reggevansi tra la

sostenuto da dodici bovi dello stes- divisione di vasti corridori intor-


so metallo, che per l'eccellenza del no a settecento sontuose stanze.
lavoro deslava stupore ne' riguar- De' vasi sacri di bronzo, argento
danti, serviva di lavacro a'sacer- ed oro; de' musicali ed altri stru-
doti prima d' incominciare i sacri menti degli abiti preziosi de' le-
;

ministeri ; ed altro ve n'era di ra- viti e de' sacerdoti, infinito n' era
me misto ad argento, denominato il numero, ed il tutto lavorato con
Tjiiler, di eguale artifìcio, ma di artificio e varietà sorprendente.
maggiore capacità, per lavarvi gli Questo si fu il tempio di Ge-
arieti, ed altre vittime minori pri- rusalemme, che Salomone solenne-
ma d'immolarle. Kadrne ed anche mente dedicò al culto del vero
Pastopliaria erano dette alcune Dio: opera ben degna di si gran-
stanze in forma di torri, dove i de, potente e sapientissimo re, ed
sacerdoti prima di entrare nel san- ove profuse ricchezze che al pa-
tuario deposti gli usuali abiti di rere del Ijudeo ascesero a venti
lana, ne vestivano di lini
altri milioni, non compresi i vasi d'oro
bianchi. In due cori elevati, che e d'argento, ed altre preziose sup-
la Scrittura nomina Sugesti, di u- pellettili. Il tempio soggiacque a
niforme e maestrevole architettura, tristi avvenimenti, e primieramente

cantavano lodi al Signore con


.si passali quattrocento diccinovc anni
varietà di voci e di stromenli dalla sua erezione, fu dai caldei,
Era il i^nzofilacio un'arca, o era- in un alla città, spoglialo, profana-
rio, che gli ebrei chiamarono Cor- to e ridotto in cenere. Decorsi set-
honu, destinala alia custodia del tanl'anni di dura schiavitù del pò-
ti8 C E Pt GEll
polo ebreo, e icgnamlo Ciro, que- grande o l'A scaloni la l'arricclù an-
siti il Z(n'()i)al)Llo cnpitaiio del po- C(jra romani non
per modo, che i

polo, et! al puntclicc Gesti Nave dubilaiono riguardarlo come una


pciniisc la ricoslruzioiie del tem- delle meraviglie del mondo, dappoi-

pio, dando perciò tulli i necessari ché negli aggiunti echlizi , cpi.i^i

siissidii sia in ccdii per la coslru- raddoppiò lo spazio che occupava


zione, ed altri oi^gelti, sia renden- il precedenle.
do loro i mobili dell'antico tem- In questo celebre tempio, al

pio. Intli concesse a molti ebrei quale correvasi da ogni angolo del-
la libertà di riconilursi alla patria, la Giudea per adorare il Dio
ove giunti, volendo dar principio d'z\bramo, d'Isacco, di Giacobbe,
all'opra, fu sos[)csa sovente per la di iNIosè, e dei profeti , il di viti

contrarietà de' getci e samaritani pargoletto Gesìi , fra le brac-


idolatri, per tutto il tempo che cia del vecchio Simeone si sot-

regnò Candjisc figlio di dello mo- tomise umilmente all'antica leg-


narca. ]Ma esallato al trono Dario ge, ed alle cerimonie giudaiche ;

liglio d'idaspc, partì Zorobabele ivi essendo appena di dodici anni


da Gerusalemme [)er la Media, ad confuse col suo profondo sapere
elletto d'impetrare la sua licenza, i piìi provetti dottori della legge,
e r ottenne con provvisioni favore- e poscia animalo
da santo zelo
voli, laonde tornato Zorobabele in cacciò i mercanti che il sacro ve-
Gerusalemme, l'opera fu compita stibolo profanavano. Augusto co-
in sei anni, quanto al materiale, mandò che nel tempio si offrissero
quindi s'impiegarono altri tre anni per lui quotidianamente sagrifizi
per eseguirvi gli antichi fregi ed a proprie spese, e gli fece prezio-
ornali che aveva perduto. Ritorna- si doni. Dopo altre vicende, e do-
lo il popolo ebreo ilalla lunga schia- po circa anni mille ottantasei dal-
vitìt, i piìi giovani nel vedere il la prima erezione, il tempio fu
nuovo tempio cretto sulle rovine ridollo in cenere dai soldati di
del primo, siccome questo non ave- Tito, malgrado gli ordini ch'egli
v.uio conosciuto, restarono sliipe- avea dato per conservare sì bel
liitli tlalla gioia, per la magnificen- monumento. E
siccome Gesù Cri-
za delle opere, l'ero i vecchi tro- sto avea predetto la sua totale
varono il nuovo tempio di molto rovina, e che non sarebbe rima-
inferiore all'antico, e ne piansero sta pietra sopra pietra , essendosi
la pertlila: tuttavolta esso fu arric- il suo vaticinio consumato, Tito
chilo ed abbellito ia varie epoche, disse ai deputali delle nazioni che
e principalmente da Tolomeo Fi- secolui si congratulavano , eh' egli
ladelfo, che moltissimi doni gli fe- non avea fatto che prestare il suo
ce, e fra gli altri quello d'una ta- braccio alla divina vendetta. Tito
vola d'oro, sulla quale l'Egitto ed il portò in Roma i principali suoi
corso del Nilo erano geograficamente ornamenti, e li collocò nel tempio
rappresentali. 11 profeta Aggeo per della Pace nel foro romano. Dipoi
consolar quelli che avevano cono- Giuliano l'Apostata in odio de'cri-
bciuto l'antico tempio, assicurò che stiani nel quarto secolo tentò la
il Pdesbia nuovo del-
onorerebbe il riedillcazione del tempio di Ge-
la sua corporea presenza. Erede il rusalemme ; ina le fiamme che
(.EU GER 29
li>cir(iiio (liti lbii(liiim:iili ne ne- ed avendola occupala, furono pron-
tisoro gli operai, e duvcllc ;il)l):m- lanicnte respinti con loro strage.
(Itiiiiiie l'impresa. Il sommo sacerdote Ircano, com-
IN'ello slesso qiuu lo seet)l(j e ìm'.\ iìii*;erando 1' estrema povertà dei
iiieilesimo silo {^ià 1' iniperaloio vecchi e de' languenti esposti alla
CosUinlino aveva oielto un nuovo fame ed ai rigori delle stagioni,
tempio al mistero della Circon- e considerando che il tesoro na-
tisione di Gesù Cristo, e vi aveva scosto da Salomone nel sepolcro
fondato la calledra veseovile. Indi il di Davidde, bene spesso invitava a
re Goiliedo, eome dicemmo al voi. piixlarlo l'ingordigia de'domiiianli,
VII, p. 2G4 del Dizionario, v'in- ve ne una parte, ed
levò eresse
trodusse un collegio o canonica di un ospedale o Xenodochio nel re-
canonici regolari, armonio-
i quali cinto della città, con rendita pro-
samente vi salmeggiavano si di ])Oizionata al suo nianleiiimcnlo.
giorno clic di notti;: altri allri- In (pr.uito al palazzo di Erode l'A-
bnirono l'erezione di f[tiesta cliic- scalonila, siccome egli non fu mai
sa ad Eiaclio dopo il riloino dal- gradito ai suoi sudditi , ed abi-
la Persia, ed altri ad un anunira- tando nell'antica reggia degli Assa-
glio del re d Egitto il famoso O- monei prossima alla rocca di Sion,
niar e ad onore di Allachiber,
,
non giudicandola tullavolta sicura
cioè del sommo Dio, ciò argomenta nelle commozioni jiopolari, stabilì
taluno dai caiatleri egiziani delle di erigerne una nuova sul fianco
iscrizioni: è probabile che l'ammi- sellenlrionale di Sion. La fece co-

raglio abbia alibellilo e lieoslrui- struire sì nell'esterno che nell'in-


to l'antico tempio di Costantino, terno vagamente ornata, con torri
che poi da GollVedo purgato, vi e portici , e con ordinate e mae-
introducesse i canonici, quindi di- stose stanze; avea le scale vaste,
venne per Omar la principale mo- e ricche di ornamenti mentre ,

schea de maomettani in Gerusa- tulle le camere risplendevano per


lemme ed altrettanto loro sacra
,
l'oro e per l'argento. Fece pian-
di quelle della Alecca e di IMe- tare selve e giardini, con amene
dina. vie, coti limpidi fonti elevali d.i

Passando a dire della terza par- profonde cisterne con istrumenti


ie della città di Gerusalemme ,
idraulici, sebbene la città non pe-
convengono gl'istorici, che in que- nuriasse di vive ed inesauste sor-

sta abitassero i profeti e gli otti- genti. Tutto l'edifizio rappresenta-


mati della città. Era da un mu- va due palazzi grandiosi, i quali
ro altissimo difesa, fiancheggiala per mezzo di amplissimi corri-
da dodici torri , opera magnifica tlori si congiungevano insieme, a-

del re Ezechia. Quivi era la por- vendo ad uno imposto il nome


ta media di cui parla Geremia, di Cesare, all'altro di Agrippa, per
che vi sederono i principi del re costituirli in venerazione maggiore.
di Babilonia ; le strade oblirpie ed Ai aggiunse a propugnacolo della
anguste, e gli edilizi illustri e lag- nuova reggia tre torri, che supe-
guardevoli. I romani nel memo- ravano per vaghezza e fortezza o-
rabile assedio fecero in questa parte gni allra della città, tulle fabbri-

con replicati assalti i primi slòrzì, cate con smisurali «n.unii, coni-
3o GÈ li GER
messi con lanlo ailifizio che sem- Era cinta d'alto muro e da spesse
bravano ognuna fi' un sol marmo. torri sino al numero di novanta, a-
La forma esteriore tli cadauna era bilata da mercanti ed aitefici .

quadra, avendo ncll'inlcrno came- lìncchiudeva nel recinto, fra gli altri
re e loggia regolarmente ripailitc. ragguardevoli edifici, il castello de-
Erode le dedicò al nome di tre gli assiri, il primo che dai roma-
cari defunti : una cliiamò Fascio ni si occupasse piantandovi gli al-
per onorare la virtìi del fratello loggiamenti , e tra le spaziose sue
di tal nome^che morì prigioniero de- piazze fu celebre quella chiamata
gli spartani, e questa torre supera- dalla Scrittura dalla vicina porta,
va nell'altezza le altre due, simile platea Ae-pliraiiii quivi si nove- :

in tutto nel disegno alla gran ravano undici porte, ed otto prin-
torre di Faros nell'Egitto; un'al- cipali torri, costruite con gran di-
tra nominò Ipicos, per render ce- spendio da Agrippa e da Erode.
lebre la fedeltà di un suo ama- Vantava per eccellenza il primo
to amico, serbata sino all'estremo luogo la porta Aurea, frapposta
della vita, per lui consacrata in a due altre minori chiamate del
un conflitto con gli arabi , e que- Fonte, e della Valle, la più pros-
sta era alta ottantacinque cubiti ;
sima al tempio, per ove dalla cit-
diede il nome alla terza di Ma- tà usci vasi per il monte Oliveto,
rianne, già sua infelice consor- formata di metallo corintio, ricca
te, volendo con ciò tramandare al- di fregi e di lavori , coperta mi-
la posterità una memoria che do- rabilmente d'oro per cui fu deno-
veva essere un tarlo alla propria minata Aurea o Dorata : forse la
coscienza, per averla fatta crudel- eresse Erode, ovvero abbeUì. Le co-
mente morire, e sebbene questa lonne di marmo delle quali è adoi--
torre in mole era alle altre mi- na sono di una qualità particolare
nore, si distingueva per singolari che non ritrovasi più nei dintorni di
ornamenti e pregi. Quivi a rela- Gerusalemme; chiamavasi altre vol-
zione di Niceforo era la casa di te la porta delle Tribù. Era pro-
quella gran donna di Maria gero- babilmente la porta più antica di
solimitana , madre
Giovanni di s. Gerusalemme; era doppia secondo
Marco discepolo del Signore ove ,
il costume della più rimota anti-
gli apostoli e fedeli della nascente chità, e come le porte Scee del-
Chiesa radunavano a faie le lo-
si l' antica Troia , eranvi cioè due
ro preghiere, come si ha pure da- vani, uno a fianco dell'altro, per
gli atti apostolici. Ivi si ritirò s. antivenire alla confusione della cal-
Pietro dopo liberato dal carcere, ca , e servivano l'uno per entrare,
ed è fama che dagli apostoli fosse l'altro per uscirne. Sotto i re la-
convertita in oratorio, e più volte tini essa non aprivasi che per la
vi celebrassero il divino sagrifìzio . processione delia domenica delle
S. Elena per rendere chiara la Palme, perchè credesi che per essa
memoria del luogo vi costruì un Gesù Cristo entrò trionfante in Ge-
piccolo tempio. rusalemme nel giorno delle Palme;
La quarta ed ultima parte di ma non ha alcun fondamento il
Gerusalemme, come già si è detto, dire che senza industria umana si
si chiamò Betzetha, cioè città nuova. spalancò al di lui avvicinarsi, al-
,

GER GEU 3 1

meno non ne hanno lìocumen-


se cimiterio de' ttnehi : i loro cada-
ti. L'imperatore Eraclio avendo in veri dopo essere portati processio-
fiero conflitlo vinto Cosroe II re nalmentc intorno alla moschea di

di Persia, pretese con .superbo e Omar portano al sito ove si


, si

trionfale apparato j)enelrare nella debbono tunudare, essendo gli or-


città per cjuesla porla, ma respin- li della fossa coperti di terra ros-
to prodigiosamente più volte, e de- sa di Damasco, la quale, .secondo
posto per umiltà ogni vano orna- la credenza de' turchi, fu adopera-
mento, vestilo d'abito vile, a piedi ta da Dio per la formazione del-
ignudi, porlo sugli omeri il legno l'uomo primiero; pongono al fian-
della vera croce, clie avea tolto co tlel cadavere un bastone, e l'I-

al vincitore, e per la medesima man gli dice: il diavolo verrà a


porta si condusse al Calvario. I tentarti per indurli a divenir cri-

turchi in seguilo chiusero la porta stiano, ma tu farai buon uso del


con muro, temendo un vaticinio tuo bastone; questa prova durerà
che predice doversi i cristiani un tre giorni ,
quindi entrerai nella
giorno impadronire della città per gloriosa magione. La porla deno-
quell'ingresso. La porta del Fon- minata Efraim dalla tribù di que-
te denominata dalla Scrittura por- sto nome, ed alla quale conduce-
ta Àquanun, e talora porta fieli- va, era nel muro settentrionale del-
lis, dall' acquedotto che sosteneva la città. Narra GioselTo che Gioas
del fonte di Siloe, fu situala tra re d'Israele, per condiusi trionfan-
due monti, il Moria ed il Sion, te nella città fece abbattere quat-
cui prospetto era rivolta all' orien- trocento cubiti del muro interpo-
te, e conduceva alla valle Gehenna. sto tra questa porta e quella del-
La porta che la Scrittura chiama l'Angolo, che fu poi ristorato dal
J olUs (\d\\a. vicina valle di Giosafat, successore Ozia. La porta Anguli
era prossima alla Sler(juilinia , ed fu così delta dal sito che avea
alla Piscina Probatica, e perchè neir angolo del muro tra oriente
era solito introdursi per essa le ed aquilone della città, dominante
vittime pei sacrifizi, fu detta altri- al torrente Cedron ; fu pur detta
menti porta Gregis ,
poi venne porta Benianiin, dalla vicinanza di
della di s. Stefano per esservi sta- questa tribù. La porla Genat, vo-
to fuori di essa lapidalo quel san- ce ebrea che significa giardino, era
to protomartire : secondo alcuni molto prossima al palazzo di Ero-
non essendo però provato, fu det- de, e per essa introducevasi l'acqua
ta pure porta di Maria, perchè la nella torre Ippica. Di un' altra
Dcata ^'el•gine fu testimone del si \e"'2e nella Scrittura, chiamata
martirio di quel santo, i'er que- fìorla /forti icgis, per ove il re
sta [)orta r esercito de'crociati co- Sedecia , uscendo fra le tenebre
mandati dal prode e pietoso Gof- della notte, scampò dai nemici.
fredo di Buglione entrò nella città Con pali distanza fra il monte
scopo de' loro impazienti voti, im di Sion e la torre di Davidde com-
venerdì all'ura di vespero ,
giorno pariva la porta col nome di (|ue-
ed ora in cui Gesìi spirò in cro- sto re : avea il prospetto all'occi-
ce sul Calvario pel riscatto del- dente, e conìe piossima alla pro-
l' umanità. Dappresso ora vi è il fonda valle di Millo questa era ;
32 GER GER
eguagliala da spazioso ponte dun lavoro povera di pregi, era subli-
solo arco. La porta denominata me perchè eretta sul vertice spa-
.Sleiquilinia era collocala all'oricnle, zioso d'altissima rupe, nell'angolo
e per essa scorrevano tutte le im- Ila borea ed ostro della città, dal-

mondizie della città nel torrente la cui cima a ciel sereno scuopri-
(Icdron. La porta delle Torri era vansi l'Idumca, la Giudea, la Sama-
rivolta ad ac(juilone , celehic per ria, e i due mari mediterraneo ed
le vigorose sortile clie di là fece arabico. Dopo che l'imperatore E-
contro i romani il drappello dei lio Adriano, come accennammo,
sediziosi. Della memorabile porla lintuzzò colle armi i ribelli giu-

Giudiziaria, per cui il Figliuolo di dei, premuniti nel recinto della cit-
Dio fu -ondotto al patibolo sul tà di Davidde col riparò delle ab-
monte Calvario , appena restano battute mura, fondò poscia col suo
avanzi. Riguardo alle torri più primo nome una nuova città, che
ragguardevoli che munivano que- per renderla di forma sferica, come
sta ullima parie della città, rino- |)iù peifetla, n'escluse il monte di

mata (il quella che Davidde fondò Sion, racchiudendovi gli altri due
sull'angolo di scoscesa rupe, chia- Gihon e Calvario, i quali per lo

mata per la sua profondità Vora- innanzi erano fuori della città ; ma
gine, avendo scelli pel materiale tal figura restando deturpata dai
smisurati marmi di vari colori, successivi infortunii, acquistò quel-
commessi con bronzo; la cinse di la che ancor tiene alquanto lunga
propugnacoli di così vasto giro, dislesa dal settentrione al mezzo-
che abbracciavano numeroso pre- giorno. Selim II la murò debol-
sidio. Il sapientissimo Salomone mente all'altezza di sei canne, a-

la paragonp per la bellezza alla prendovi sei porte, quantunque le

sposa : siciit Inrris David collimi principali sieno quattro, cioè al-

tmiììi, rjiiae aecìifìcata est rum pro- l'occidente quella di Rama, al set-

pui^nacnlis. Seguivano le torri di tentrione Damascena, a mezzo-


la

Ananaele, quella dell'Angolo che dì quella di Sion e ad oriente ,

prendeva denominazione dalla por- quella di nostra Signora o di s.


ta sulla quale fu coslrulla dal Stefano: è nolo che le porte nelle
re Ozia, alta centocinquanta cubiti; città della Giudea, e dell'oriente in

un'altra dalla sublimità chiamala generale, anticamente erano il luo-


Eccelsa, sorgeva sulla porta della go ove si rendeva giustizia, e dove

Valle, che serviva di guardia al adunavansi gli anziani per udire


monte Oliveto. Neemia fa men- le dispule de' litiganti in presenza

zione della torre de' Forni, opera del popolo. Il castello già costrut-
egregia del re Salomone, nella cui to per opera della repubblica pi-
sommità compariva di notte acce- sana, sotto il regno di Raldoviiio,
so un fanale per fare scorta ai sorge dal lato di aquilone, di ra-
,

pellegrini che andavano al tempio; gionevole grandezza, con figura


non meno superbe e fastose figu- quadrangolare, debolmente muni-
ravano la torre Emath alta cento to di cjuattro bastioni e dì larghe
cubiti 5 e la torre Magna di mag- e profonde fosse, ornato di gran
giore altezza e bellezza : la torre sale, loggia e divani, ma privo di
Sefina, sebbene nella materia e nel ritirata.
,

CE II GER 33
Ed eccoci a parlare della basi- minevule cullo, secondo Ei'.scbio,
lica del sacralissimo tempio del per centollanla anni, finché ispirata
santo Sepolcro, che racchiude il da Dio s. Elena si trasferì in Ge-
più venerabile santuario del cri- rusalemme, ove con diligenza e fa-
stianesimo, che r incfllibile divina tica fitti abbattere i profani tem-

provvidenza custodì in tante cata- ))li e simulacri, e purgati i santi


strofi di avvenimenti, a confusione luoghi, rinvenne il luogo ove fu
degli infedeli, e ad onta degli stes- sepolto il P>.edentore , e la vera
si principi cristiani, i quali nulla Croce (Vedi). Allora aiutata dal-
curano che resti la tomba di Cri- l'imperatore Costantino suo figlio,
sto nelle mani dei nemici del nome che scrisse a Macario vescovo di
cristiano. luogo di questo se-
Il Gerusalemme di costruire un ma-
polcro non era che un angusto gnifico tempio, piamente die prin-
incavo nella falda del monte che cipio alla chiesa del santo Sepol-
sorgeva nella valle detta de' Ca- cro, in cui racchiuse il luogo del
daveri, interposta in cgual distan- monte Calvario ove era il sacro
za di centodieci piedi al muro del- avello, e il luogo ove fu rinvenu-
la città, ed al Calvario. Fu tal to il legno della croce.
vivifico A
nome desunto, non solo dalla pro- cagione della ineguaglianza del si-

fonditàimmensa per cui sembrava lo, l'edifizio non riuscì di eccellen-

una voragine, ma dai cadaveri al- te architettura, maesto- ma bensì


tresì dei rei giustiziati, che vi si so. Eusebio nella Costan- vita di
precipitavano dal monte; e scari- tino diffusamente descrive la sua
candosi continuamente in essa le solenne dedicazione, celebrata eoa
lordure della città , vi restavano religiosa pompa e giubilo univer-
sepolti senza altra cerimonia o di- sale da gran numero di vescovi
ligenza, come seguì del santo legno già radunati in occasione d'un si-

della croce. Quei giudei che dopo nodo, dalla Siria, Cilicia, Mesopo-
la desolazione di Tito, frammischia- tamia, Fenicia, Palestina, Arabia,
ti sangue co' gentili si ricondus-
di Egitto, Bitinia, Cappadocia, INIace-
sero a popolare la città, volendo donia ed altre provincie, lutti prov-
per quanto fosse possibile abolir la visti a spese dell'erario imperiale :

memoria del sacro avello di Gesù la ebbe compimento sotto


chiesa
Cristo, vi rovesciarono quantità co- il vescovo Massimo. E Sozomeno
sì immensa di macerie e di maci- narra, che non solo il tempio, ma
gni, che da valle divenne piano. pure vasi d'oro e di argento de-
i

Ed iemulando lo zelo dei


gentili stinati al divin culto furono con

giudei empiamente vi eressero due solenne rito consagrati, e la chiesa


templi, l'uno sul Calvario dedicato orientale ritenne per molti secoli
a Venere ignuda, l'altro sul santo l'uso di celebrarne ogni anno la
sepolcro dedicalo a Giove, in am- dedicazione, festa che più non ha
bedue collocando i loro simulacri luogo tra gli orientali, almeno
di maestrevole scoltura. A loro e- presso molte nazioni.
sempio nella città di Betlemme Trecento anni dopo, questa chie-
sull'antro Presepe, co-
del santo sa, dove il mistero della nostra
slrussero altro superbo tempio col redenzione compissi, ebbe il sacco
simulacro di Adone, e durò l'abbo- da Cosroe II re di Persia, e da lui
VOL. XXX.
34 ^ER GER
la vera croce venne derubala in- tere dei onde succedero-
cristiani ;

sieme ad altre reliquie, dopo avere no quegli avvenimenti che dichia-


brucialo le chiese di Gerusalem- rammo all'articolo delle Crociate,
me, e questa del santo Sepolcro, e ed mussulmani la riconquista-
i

commesso le più atroci cruileifà, co- rono dopo circa ottantanove anni.
me narramnjo al citato articolo, voi. I fedeli di buona volontà, e con
XVni,p. 236 e seg., insieme alla ri- divoto ardore sagrifìcarono le loro
cupeia che del sagro legno ne fece fortune con gioia ,
per riscattare
l'imperatore Eraclio, che nell'anno dalle profane mani de' turchi la

()29 di nostra era lo restituì in chiesa del santo Sepolcro, e gli al-
persona a Gerusalemme , essendo tri luoghi santificati Redento- dal
patriarca Zaccaria, mentre il suc- re, dalla divina Madre, dagli sua
cessore Modesto ristabilì il tempio apostoli e dai discepoli. Verso l'an-
del santo Sepolcro. Il califfo Omar no 1257 minori francescani si
i

poco tempo dopo conquistò Geru- portarono in Palestina e pacifica-


salemme ma si mostrò propenso
, mente ebbero la custodia del santo
ai cristiani, che sotto il suo regno sepolcro, e di altri santuari : al-
poterono liberamente esercitare il tri anticipano di diversi anni tal
loro culto. Dipoi nell'anno 1009 custodia, avendo Gregorio IX con-
il sultano d'Egitto Haken, principe cesso parecchie indulgenze nel i23o
di Babilonia, nuovamente distrusse a quelli che visitassero i santi luo-
i santi luoghi ed il tempio del ghi di Palestina. In seguito i frati

santo Sepolcro a suggestione degli minori dovettero allontanarsene al-


ebrei, che perciò furono ovunque l'avvicinarsi del sultano MelechSe-
scacciati, e molti uccisi, vietando raf, che alla testa di un formida-
i vescovi ai cristiani la negoziazio- bile esercito prese la città nel 1284,
ne con essi, ed Orliens ebreo, au- e fece passare a fll di spada ven-
tore principale di tanto male, fu ticinquemila cristiani. Tutti i la-
arso vivo dai ministri del re di tini da queste barbarie, e
atterriti
Francia. Ma Maria madre del prin- perseguitati a morte da quel prin-
cipe di Babilonia , cristianissima cipe crudele, abbandonarono allora
donna, cominciò a riedificare con la Palestina. Tosto che la cosa fu
pietre quadre e pulite il tempio possibile frati minori ritornarono
i

abbattuto per comandamento del clandestinamente nel santuario ch'e-


figliuolo, siccome narra il Rinaldi rano stati costretti di lasciare in
all'anno 1009, numero 4- Da quel- balìa degl' insulti e delle profana-
l'epoca i cristiani soffrirono più o zioni degl' inimici del Signore. Le
meno secondo i moderatori che vi antiche cronache dicono, che il

dominavano, e fino al tempo memo- francescano p. Rogerio Guarini, an-


rabile in cui i Ci'ocesignati [Fedi) dando d'Aquitania in Armenia nel
nel 1099 si Ge-
resero padroni di i333, passò per l'Egitto, e che
rusalemme, e tolsero il sepolcro di ottenne dal sultano, che un picco-
Cristo dalle mani tlegl' infedeli, al lo numero di religiosi potesse con
modo descritto parlando della Cro- tranquillità soggiornare e rimanere
ciala prima (^l'edi). Dio non per- presso il santo sepolcro. Frattanto
mise che la città santa rimanesse malgrado le assicurazioni date al
lungamente nelle mani ed in po- p. Guarini e la buona volontà del
, ,,

GER GER 35
MiU.ino allora regnante, i religiosi » Li o latini
religiosi franchi
liirono moleslali (ino al i3.\7. , e- portatori del presente segno impe-
{loca in t;iii per la memorata pro- riale, hanno per loro memoriali
tezione eli Roberto re di IVapoii, e esposto all'eccelsa mia Porta, qual-
(Iella regina vSancia sua sposa , fu mente vertendo litigio tra essi e la
loro permesso , meiliante enormi nazione greca sopra i luoghi , che
somme, d'avere a (»erusalenmie chiamano di visitazione in Geru-
uno stahiiimenlo permanente in salemme, fosse nel tempo del pas-
(piella chiesa, di celebrarvi i sacri sato monarca (Maometto IV) con-
misteri e divini nflìzi in onore dei cesso giù nobile comando per la

misteri di nostra santa religione struttura di processo. Laonde es-

colla certezza di non essere esposti sendosi eretto giuridico tribunale


a "nuovi insulti. vi comparvero mussulmani, diversi
Mentre i minori francescani cu- testificando essere stato da tempo
stodivano il santo cenacolo sul mon- antico esercitato da' fianchi il loro
te di Sion, e la gran tomba del rito nel luogo creduto il sepolcro
Redentore, i greci sempre infesti del santo Gesìi, sopra di cui sia il

ai furono col favore dei


latini, vi saluto Appartenere agli
di Dio.
turchi aggregati, ed a loro esem- stessi le due cupole di piombo, la

pio vi s' intrusero gli aimeni gli ,


grande e la minore che sovrasta- ,

etiopi, i siri, i cofti, i giorgiani, ec. no al sepolcro; l'officiarvi non me-


e persino i nestoriani ed altri sci- no che nell'angusto atrio a lui con-
smatici, ad onta dell'anteriore ed giunto, ove parimenti accendevano
esclusiva custodia dei francescani. moltissimi lumi. Il luogo del Cal-
Gli orientali in progresso di tem- vario, la precedenza della visita in
po soltiassero ai latini nel 1G74 concorso di altre nazioni, e la pie-
i santuari del santo Sepolcro, e del tra dell'Unzione ma che greci ; i

santo Presepe in Betlemme, con con modi violenti l'impedivano,


".
tutte le gran navi nell'uno e nel- usurpando i rinomati luoghi
l'altro tempio. Mal soffrendo i la- Che appartenendo ancora il
»
tini grave torto, avvalorati dalla
s^i gran tempio della villa di Bet-
])iofezione del re di Francia Luigi lemme, con la grotta ivi racchiu-
XI V, avanzarono le loro istanze alla sa, ove nacque Gesù, sopra di cui

sublime Porta, per essere reintegra- sia il saluto di Dio, e le chiavi


ti del tolto, laonde per l' indefesso delle due porte a' religiosi fran-

zelo del p. Lardez^val procuratore chi ; la suddetta nazione greca, con


generale de' minori osservanti, che mentite rappresentanze, e maniere
a tale effetto più volle si recò a violenti, serrando alcune porle, ed
Gerusalemme ed a Costantinopoli, aprendo altre corrispondenti al giar-
dopo sedici anni di cure e dispen- dino, con demolire altresì gli an-

di, ottenne dal divano il seguente tichi altari de' nazareni, ne acqui-
firmano dell'imperatore Solimanolll. starono senz'altro titolo, ingiusto e
» 11 segno nobile, eccelso e mo- clandestino possesso ".
narcalc, marca trionfante insigne » Con che venuto in luce, d'es-

ed imperiale, che per grazia del- sere stati i controversi luoghi da


l'Altissimo per tutto l'universo cor- tempo antico rilasciati a' religiosi

re, ^vale, cos'i comanda". franchi, e formatone Arz Mahscr


,

36 GER GER
(cioi' memoriale), con l'alteslalo di Betlemme, Ecco poi lo stalo
di quella comunità , e supplicala del santo sepolcro, come ritrovavasi
su tal proposito la nostra clemen- quando lo riebbero i delti religiosi

za , si è i'atta riflessione e trovato di s. Francesco ; e sebbene a cagio-


essere adulterata e falsa la scrittu- ne dell'incendio che avvenne nei pri-

la de' loro avversari, facendola com- mi del corrente secolo, il tempio


parire del Signore tra' mussulmani nella maggior parte fu distrutto,
^>anl'Omer figliuolo di Chatab, di noi lo descriveremo come in tutta
cui sia ringraziato Iddio, ed appog- la sua antica e primitiva integrità
giati alla Tetfa, ed ai rescritti dei esistesse, mentre quando poi nar-
passati sultani, in virtù de' quali reremo le rovine prodotte dal fuo-
concesso nel tempo del defunto e co, di leggieri si conoscerà ciò che
misericordioso sultano Murath Ilan perì, e quanto restò.

mio zio, a cui riluca la grazia di- Corrispondenti alla gran mac-
vina, l'anno i636, alle loro mani china del tempio sono del tutto le
sogno imperiale, a fine che i luo- navi, il portico e la cupola soste-
ghi sopraccennati spettanti da tem- nuta da settantatre colonne di mar-
po immemorabile a' religiosi fran- mo, con le pareti del muro interiore
chi, non siano in guisa alcuna loro ornate vagamente di sacre figure,
tolti, con tal condizione che non fogliami, ed arabeschi di mosaico

debbano solennizzare in pubblico in fondo d'oro. Il portico a forma


alcune funzioni proibite per giusti- quadra, largo per ogni parte cento
zia nello stato de' mussulmani, oc. passi, lastricato di grosse pietre, è
gli siano gli accennati luoghi resti- da più archi illuminato. Dal lato
tuiti col primiero possesso che ne sinistro sorge il campanile con tre

godevano. Comando ancora che , ordini di finestre sostenuti da co-


non facciano innovazione veruna lonne di marmo, la di cui cima
come i greci contro 1' antico , do- fu smantellata da' saraceni. Il pro-
vendo in avvenire obbedire al no- spetto tempio è dignitoso e
del ,

bile comando del presente segno le porte sono di metallo corintio


imperiale, senza permettere in mo- vagamente istoriate, e rappresen-
do alcuno l'opposto; prestando fe- tanti i misteri della passione del
de alla nobile marca, ec. Data nel- Redentore, tempio disleso da le-
Il

la città d'Adrianopoli sotto la me- vante a ponente è lungo novanta-


la della luna di lieggebebet, o Re- sei passi largo cinquantaquattro
, ,

hil-CAvel, l'anno iioi (di nostra e si compone di tre navi; ha for-


era li 0.O aprile 1690)". ma di croce, ornato di gran cu-
» In virtù del presente nostro pola nel mezzo, coperta esterior-
imperiai comando si debba esegui- mente di piombo, e da grand' oc-
re, ec. ". chio illuminata come la chiesa di
Segue la sottoscrizione. s. IMaria ad Martyres
Roma. di
La sostengono dintorno sedici co-
Con pronta esecuzione il pascià lonne di marmo, che poggiano su
di Gerusalemme, visto l'imperiai basi stabili incise nel vivo sasso,
comando, reintegrò religiosi mi- i che formano diecisette grandi ar-
nori osservanti dell'antico possesso chi, largo ciascuno due canne, e
de' santi luoghi di Gerusalemme e compresovi lo spazio delle basi
GER GER 37
loiinano un giro di trentollo can- l'apeitiua profondissima del sasso,
ne. Questo si disliiiguc in due or- cagionata da quell' orribile scossa
dini di gallerie, ed in-
superiore della terra che seguì nella morte
teriore :la superiore è ornata di del Redentore. Corrisponde a que-
altrettante colonne di Unissimo u)ar- sto luogo una cappella , larga per
ino, e negli spazi superiori sono ogni quadro cinque canne, ornata
eccellenti pittine ; (juivi sotto il di marmi e di mosaici, che pren-
cenilo della cupola comparisce la de il nome della Crocilisbione. Nel
eap[)ella del santo sepolcro, sotto pavimento ha un fregio di piclre
un ciborio piramidale, sostenuto da varie e colorite, in memoria del
dodici colonne di porlido e que- , sangue che vi profuse Gesìi Cri-
ste a due a due congiunte forma- sto quando fu disleso ed inchio-
no d'intorno sei archi elevati sui dato in croce: qui ardono costan-
capitelli di marmi, per ornamento temente varie lampade, che prima
e riparo dell'altare. Le pareli del- erano d'oro e di argento di gran
le navi erano già tutte o incro- pregio. Il Piazza nel suo 3Jcnotogio
state di vaghe pietre, o a mosai- romano pag. 309, racconta che i

co istoriate con figure espressive greci nel di della festa dell'Esalta-


del vecchio e nuovo Testamento; zione della croce fanno la benedi-
ma la rapacità de' barbari le ha zione dell'altare solenne, e l'asper-
in vari tempi clenutlate, e rese in sione con l'erba odorifera chiama-
lagrimevole deformità. Dalla porta ta basilico, perchè ritengono che
maggiore alle radici del Calvario tale pianta nascesse sopra il Icrrc-
si contano ventiquattro passi, ove no ove fu sepolta la vera croce.
si ascende per diecinove gradi in- La sacra tomba del Redentore
cisi nel vivo sasso, e giunti alla consiste in un antro angusto, inca-
somuutà, in cinque passi a mano vato per arte nelle viscere del sas-
sinistra trovasi un quadro perfetto, so, secondo l' antico costume degli
diviso per mezzo di un pilastro in orientali. Tutto lo spazio interiore
due cappelle decorate di marmi si dilata sei palmi; otto ne lia di
bianchi, con mosaici in fondo d'o- lunghezza, ed altrettanti di altezza.
ro con le immagini de' profeti, e La tavola sulla quale fu disteso il

loro delti in caratteri greci e Iali- sacralissimo corpo, ha forma di al-

ni. Quivi in luogo elevato un cu- tare, elevata tre palmi dal suolo,
bito dal suolo, foderato di marmi tutta incrostata di pregialiisime pie-
in forma di altare, con circonfe- tre, d'oro, di gemme, e sulla (pia-
renza di dodici palmi, vedesi il Ib- le ogL' giorno si rinnova il divina
rame ove s' inalberò la croce ; es- sagrilìz. ì; un quadro posto al di
so è di forma sferica, incavato nel sopra del santo sepolcro rappre-
sasso, coperto nell' orlo di lamine senta Gesù Cristo risorto, vincito-
d'argento, con questa iscrizione: re della morte. Va notato, che ni
Ilic Deus l'ex iiosler ante saecula, Roma nella chiesa di s. Maria E-
operalus cstsaliUciniii medio terrac. gi/iaca si trova eretta una cappel-
A mano deslra e sinistra sono cun- lelta o sia oratorio, dov'è formato
Irassegnali i luoghi delle croci dei un altare a misura esalla del santo
due ladroni, poste come in trian- sepolcro, ercltovi dagli armeni, <juan-
golo, nel di cui mezzo si scorge do l'ebbero per ospizio nazionale,
38 GER GER
che tuli' ora vi esiste in venerazio- nascono mille inconvenienti e tu-
ne con delle in'lnlgenze. Il Cancel- multi; dappoiché quella cieca gen-
lieri ne palla nella sua Selliinana te credendo il lume miracoloso, si
santa, dicendo della visita che se reputa felice per averlo veduto
ne fa il venerdì santo. La porta cogli occhi propri, ed è tenuto per
della cappella del santo sepolcro incredulo chi vi fa il menomo dub-
alta quattro palmi, e meno di tre bio. Avendo gli armeni cattolici
larg;t, chiudevasi da una grossa ta- pii^i volte ciò rimproverato agli ere-
vola di pietra di corrispondente tici loro connazionali, non riusciro-

grandezza, sostenuta da un incastro no mai a persuaderli, né potè riu-


esteriore, formato artificiosamente scirvi il patriarca, essendo una con-
nel sasso, poi concessa agli armeni: suetudine antica presso quella gen-
è però verosimile ch'essa si pog- te idiota invincibile. Essi la prati-
giasse sopraad un'altra tavola mi- cano come una cerimonia alluden-
nore a guisa di gradino, con incavo te alla risurrezione del Redentore,
nel mezzo, la quale è collocata sul e per tale viene predicata al po-
vicino aitare dedicato ai santi An- polo dai sacerdoti armeni. Al con-
geli, ciò che persuade la proporzio- trario giova ai greci di favorirla
ne e la somiglianza del sasso, non per l'interesse, perché molti loro
meno che la tradizione immemora- nazionali intraprendono il penoso
bile degli orientali. La detta por- viaggio, per questo supposto mira-
ta della santo sepol-
cappella del colo, che credono rinnovato ogn'an-
cro non è che in forma di un bu- no. Realmente la cerimonia allude
co grande; ve u' è un altro della a quella che latini fanno nel sab-
i

medesima forma in possesso dei bato santo, col Lumen Cliri.sti. Ve-
greci. Giova qui notare la super- di Michele Bauldray, Manuale sa-
stiziosa cerimonia praticata dalle craruin caerinioniaruni de sabathi
nazioni orientali. 11 sabbato santo sancii, artic. II, De processione ad
circa le ore venti, essendo estinte locuni novi ignis.
tutte le lampade, vi si chiudono L' altare degU Angeli surge in
dentro la cappella del santo sepol- una cappella egualmente angusta,
cro due sacerdoti greco ed armeno, ma lunga, e congiunta al santo
e dando fuoco allo spirito versato sepolcro, illuminata dall' imminen-
da essi sull'altare ossia sulla pietra te gran nave per due feritoie, tut-
del santo sepolcro , che avendo ta adorna di marmi e di mosaici,
delle concavità ne mantiene una anche nel pavimento; e in questi
quantità sufficiente con effetto, fan- due santuari ardono incessantemen-
no cos\ suscitare un lume mira- te lampade e candellieri in gran
coloso , donde poi artifiziosamen- numero, e prima d'oro e d'argen-
te accendono da sé tutte le lam-
si to di squisito lavoro. La cappella
pade in un istante; e i due sacer- del s. Angelo fu dedicata a quel-
doti pongono fuori da' detti buchi lo che dopo la risurrezione del Re-
le lorcie accese dal medesimo lu- dentore quivi discese dal cielo, le-

me. I sono al di
pellegrini che vò la pesante pietra della porlicella,
fuori, sono molto gelosi di accendere e sopra di quella sedendo confortò
il loro lume ognuno dal suo buco le Malie colà venute, dando loro
( he appartiene alla sua nazione, e vi la nuova della seguita lisurrcicione.
. ,

GER GER 39
Il coro amplissimo opposto alla no- inclilus (lux Godefridus de Boni-
minata cappella degli angeli, è cir- lon, qui totani istani terrani acqui-
condato da pilastri, lastricato da sivit cullai Christi, cvjus anima re-
belle pietre, coperto d'una cupola, quìescìt cum Cliristo. Amen.
e con tre porte, guardando la prin- In altro marmo elevato nel mu-
cipale per retta linea il santo se- ro si leggono questi versi.
polcro. nave aquilonare si
Vei-so la
mostra il luogo ove Gesù Cri- Francorum gentìs Sion loca san-
sto comparve alla Maddalena, con ata petentis.
un altare a questa sacro; e da qui Mirìficuni Sydus dux hic recu-
volgendo a mano dritta, s'incon- hat Godefridus.
tra l'altro altare detto dell'Appa- Aegypli terrorj Arabum fuga,
rizione, mentre qui comparve il Persidis error
Redentore alla sua santa madre Rex licei eleclusj Rex no lui t in-
È fama che in questo luogo al con- tìtulari
tatto della vera croce fatta scava- Nec diademari, sed cum Chrislo
re da Elena, ritornasse alla vita
s. famulari.
un morto. Penetrando per molti fluius erat cura sua Sion rcd-
gradi nelle viscere del Calvario, ri- dere iura
trovasi una grande stanza a volta Catholicaeque sequi pia dogmala
perfettamente quadrata, con altare iuris et aequi
consacrato alla Pietà : ivi al divoto Totum scisma teri circa se ius-
pellegrino si offrono più cose de- que foveri
gne di venerazione e di meravi- Et sic cum superis potuit diade-
glia. Evvi un incavo muro, che nel ma mereri.
corrisponde direttamente al forame Miliiiae speculum, populi vigor,
della croce, ove si dice che si tro- anchora cleri
vasse il cranio di Adamo, sepolto- Huic virtule pari fraler dalur
vi dal sommo sacerdote Melchise- associari.
dech, come dicemmo XVllI, nel voi. Baldovin insignis genlilibus , et

p. txGy del Dizionario, rendendo ferus ignis.


ragione perchè un cranio si pone
sotto ai piedi dell'immagine di Ge- A mano sinistra del sepolcro di
sù crocefisso. Vi corrisponde altre- Baldovino si legge.
sì la prodigiosa apertura del sas-
so, profonda, obliqua ed ineguale. Rex Baldovinus ludas alter Ma-
Nel fianco destro dell'altare si ve- chabeus
de una gian tomba di porfido al- Spes Patriae, vigor Ecclesiae
ta tre piedi, e lunga otto, stimala virtus utriusque
contenere le ceneri del medesimo Queni formidabanly cui dona tri-
Melchisedeh. Qui parimenti sono i buta ferebant ,
sepolcri de' gloriosi re di Gerusalem- Caedar Aegjptus, Dan, et ho-
me, Goffredo, e Baldovino l,di mar- micida Damascus,
mi bianchi, senza fregi ed ornati, ad Proh dolor in medio claudilur
esempio della umiltà insegnata dal hoc tumulo.
Redentore. In quello di Goffredo
si legge questo cpitafiio: Hic /acci in altro angusto sepolcro giace
4o GER GER
il leal fanciullo setlimogenito di do a ciascuno un cereo acceso e be-
Baldovino, con questa iscrizione. nedetto in mano, con un libretto
d'inni ed orazioni: ecco l'ordine
Scplimus in tumulo pucr isto delle visite: i. all'altare dell'Ap-
Rex tumulalus parizione ove è riposto il ss. Sagra-
Est Baldoviiii regnili de san- mento; 2. all'altare ove si con-
guine natus, serva parte della colonna dove fu
Qucni tulit e mando fors prima flagellato il R.edentore; 3. nella
condictionis stanza ov'egli fu schernito mentre
Et Paradisi loca possidct re- si preparavano gl'istromenti della
gionis. crocifissione; 4* ^'l' altare eretto
nel luogo ove fu giuocata alle sor-
Alla suddetta epoca 1690 in cui ti, e divisa la sua veste; 5, nel luo^
j minori osservanti furono reinte- go ove fu rinvenuta la vera croce;
grati nell'antico possesso della cu- 6, nella stanza delta degli impro-
stodia de'santi luoghi, il loro p. peri; 7. nel monte Calvario; 8.
guardiano, detto il guardiano del all'altare ov' è la pietra dell' unzio-
santo sepolcro, che per indulto a- ne ; 9. nel santo sepolcro; io. nel
postolico succedette in tutte le pree- luogo dove Gesù apparve a Madda-
minenze e giurisdizioni del gran lena. Questo luogo dove Gesù ap-
priore de' templari del santo sepol- parve a Maddalena i detti religiosi
cro, di cui si parlerà con accenna- l'ebbero dagli armeni negli ultimi
re tutti gli ordini equestri ed o- tempi, come a loro più adatto, es-
spitalari istituiti in Gerusalemme, sendo contiguo al proprio convento ;
quando celebra solennemente usa cedendo religiosi in cambio agli ar-
i

mitra e bacolo pastorale, ed altri meni una parte delle loggie inter-
ornamenti pontificali in molti gior- ne del tempio del santo Sepolcro,
ni dell'anno; al medesimo p. guar- dette in oggi Cenacolo in memo-
diano i Pontefici concessero facoltà ria del vero Cenacolo non più e-
di accordare determinate indulgen- sisteute. La custodia di Terra San-
ze, come di presiedere alle missio- ta, col qual nome si designa Geru-

ni della Siria e dell'Egitto, ed altri salemme e la Palestina, come meglio


singolari privilegi e grazie. Dipoi diciamo all'articolo Giudea, nella
Innocenzo XIII nel 1721 concesse ridetta epoca si componeva di cin-
al p. guardiano del santo sepolcro que conventi, di dodici ospizi e di
l'autorità di conferire in Gerusalem- quattro abitazioni. Il principale con-
me il sagramento della conferma- vento era quello del monte Sion,
zione, in mancanza di vescovi la- poi trasferito nel recinto della cit-
tini, purché il sacro crisma fosse tà sotto il titolo di s. Salvatore, re-
fatto da un vescovo, e Benedetto sidenza del p. guardiano del santo
XIV nel 1742 confermò in per- sepolcro, con quaranta religiosi di
petuo tal singolare privilegio. Alla varie nazioni ; il secondo quello di
delta epoca i minori osservanti, al- Betlemme; il terzo quello di Na-
l'arrivo de' divoti pellegrini nel zareth ; il quarto quello di Mon-
santuario del santo Sepolcro, in que- tana Giudea; ed il quinto quello
sto gli facevano fare processional- di A.rnica nell'isola di Ciprq. Gli
mculc la viiila dt;llc stagioni, dau- ospizi poi erano situali in Aleppo,
GER GER 4i
Damasco, Ramala, Sidonia, Tole- e maestosa n'è la struttura, con
maide, Tripoli, Scamleiona, Clies- cupola, ed altari, il maggiore dei
loam nel monte Libano, Alessan- quali era decorato di superbi festo-
dria d'Egitto, Cipro, e Costantino- ni, fogliami, e lamine d'argento,
poli. Poi diremo dello stato attua- abbelliti dall'oro, dalle gemme e
le del santo sepolcro dopo l'incen- pietre preziose, essendo le pareti
dio cui soggiacque la chiesa nel nobilitate da figure ed arabeschi
1808. Intanto proseguiremo la de- in fondo d'oro. La tradizione na-
scrizione de' santi luoghi di Geru- zionale degli armeni si è, che la
salemme , e di quelU esteriori e chiesa di s. Giacomo fosse fabbri-
suburbani della città , indicandoli cata da Costantino imperalore, e
come i precedenti con brevi cenni. da lui donata a Dridate re degli
Nel fianco orientale del monte armeni, in occasione del suo pelle-
Moria, presso le rovine del tempio grinaggio a Gerusalemme, dopo che
di Salomone, sorge un antico tem- si convertì alla fede di Gesù Cri-
pio dedicato alla Presentazione di sto. In questo tempio
si vene- vi

JMariu Vergine, di magnifica strut- rava ancora la testa di s. Giacomo


tura,composto di larghe pietre ben Minore, il quale si dice che vi ab-
commesse, con tre navi coperte di bia seppellito la Beata Vergine col-
piombo, e sostenute da due ordini le proprie mani. Ivi sono due qua-
tli colonne di marmo grigio, col dri grandi, uno rappresentante Co-
prospetto esterno decorato d' un stantino, r altro il re Dridate, ed
portico a tre archi, con dodici co- esistono presso l'altare maggiore.
lonne di marmo: presso gli orien- Il monistero contiguo contiene cir-

tali è tradizione, che quivi la Bea- ca mille camere divise in vari ap-
ta Vergine dimorò Ira le donzelle partamenti, per comodo de' pelle-
a Dio consecrate. Segue il luogo grini: tanta è la loro affluenza in
della prigione di s. Pietro, jirossi- certi tempi dell'anno, che fa d'uo-
ma al tempio del santo Sepolcro, po prendere in allilto altre case iu
ampia per ogni quadro nove passi: città, per collocarvi i pellegrini na-
dai latini fu convertita in oratorio, zionali. La chiesa in tutto l'anno
e poscia tornò ad essere carcere è uflìziata da circa sessanta sacer-
de' rei. Quivi fu la chiesa ragguar- doti e chierici. In custodia de' la-
devole, ed il celebre albergo dc'ca- tini è un' altra antica chiesa intito-
valieri templari, dai maomettani can- lata del Dolore, vicina al santo se-
giati in altri usi. Incontro al portico polcro, avendosi secondo alcuni per
del sauto Sepolcro era la chiesa di s. tradizione, che in questo luogo la
Giovanni Callista, già spettante al Beata Vergine soffrisse piìi d' un
sovrano ospilalario ordine geroso- deliquio, miiando in croce il suo
limitano, detto poi di Rodi e di divin Figlio; questi deliqui dai cri-
INIalta, con annesso vasto ospedale. tici non sono ammessi, dappoiché la

La chiesa dell'apostolo s. Matteo, Beata Vergine fu ferma e costan-


eretta nel silo di sua abitazione da te anche sotto la croce, Slahal ju-
s. Elena, più non esislc. La chiesa di Xla cruccili; quivi Maria Egiziaca
s. Giacon)0 Maggiore è a vista del tentando di entrare con altri, fu,
castello, ofliciala dagli armeni, con piìi volle protligiosamcnte respinta ,

ospizio pei loro couuuziouali ; v^iga oudc ravvcduLu dc'ouui errori ikU
4z GER GER
quella voce che che pas-
gli disse, castro nella bocca. Sant' Elena vi

sando il Giordano troverebbe il suo aggiunse pure una cappella esterio-


riposo. Congiunta al santo sepolcro re, ove solevano olliciare le due
possedeva una chiesa la nazione e- nir/.ioni mentovale. Fuori della na-
tiopica ed abissi nia, ri lenendosi es- ve, in altra cappella, sono i sepol-
sere quel luogo ove sagrifìcò Mel- cri ne' quali un tempo ri[)osaron()
chisedech; additandosi ai pellegrini i cor[)i dei santi genitori e spòso
r altare di una sola pietra quadri- della Beata Vergine, Anna, Gioa-
palmare, ed i virgulti di un vec- chino, e Giuseppe, oltre quello di
chio olivo credulo ap|)artenente al s. Simeone autore del cantico: Nane
bosco ove Àbramo rinvenne e pre- diinitlis. Non meno venerabile si

se l'ariete quando doveva sagrifi- rende 1'


orto di Getsemani, ove o-
care il figlio Isacco. Ora passiamo rando sudò sangue il Figliuolo di
ad accennare i principali luoghi Dio. Era anticamente cinto di mu-
memorabili e suburbani della città ra tra le falde del monte Oliveto,
di Gerusalemme. tutto piantato di olivi, dominante

Di quanta venerazione ai fedeli al torrente Cedron, che le scorre


già fosse il sepolcro della gran Madre vicino. E
da qui volgendo alquan-
di Dio, ne rende chiara testimonian- to air inaili, s'incontra la famosa
za Giovanni Damasceno, da cui
s, grotta in cui Gesù orò al Padre,
spesso venne visitato, per cui scris- incavata dulia natura, con uno spi-
se il libio, De donmiiont Deipa- raglio nella sommila per cui è il-

rac yirgitiis. Giace al pie ticl mon- luminata; l'area è di cinqiianta-


te Oli veto, e sul finire del torren- quatlro piedi, e minacciando rovi-
te Cedron, laddove principia la uo- na l'argillosa porta, i latini vi al-
tissima valle di Giosafat; ivi s. E- zarono a sostegno dei pilastri. E
lena vi edificò un sontuoso tempio, costume de' religiosi celebrarvi ogni
nel di cui centro racchiuse il vene- anno il santo sagrifizio, in memo-
rabile avello della Vergine, poi da- ria de'palimenli ivi sofferti dal Re-
to in custodia ai greci ed ai lati- dentore. La valle di Giosafat si

ni. Dal monte che lo sovrasta è offre in questo confine, ripida, an-
tutto ingombro di sassi e di terra gusta e tortuosa , traversata dal
portatavi dalle pioggie, laonde di- torrente di Cedron, prende ori- e
venne oscuro ed umido, e mentre gine da quello spazio che s' inter-
prima vi si ascendeva per dieci gra- pone ai due celebri monti Moria
dini, oggi per altrettanti vi si di- ed Oliveto; essa è la piìi melanco-
scende. Il prospetto è di forma nica valle che uno immaginare si
quadra, non riceve lume che dalla possa. Popolata di tombe, celebre
porta, non l'antica, eh' è mu- nelle tradizioni di tre religioni, e
rata. Nel mezzo
nave sor- della nella quale i giudei, i cristiani, ed
ge l'altare nel luogo ove riposò il i turchi si accordano a collocare la
corpo di Maria Vergine: la forma terribile scena del supremo giudi-
del sepolcro consiste in un incavo zio universale.
fatto nel vivo sasso, lungo otto pie- La valle di Giosafat ecco come
di, laigo quattro, ed altrettanto e- i suoi descrittori ce la rappiesenta-
levato, e si serrava da una tavola no. Due lunghissime catene di mon-
di marmo grigio, con artificioso in- tagne si protendono parallelameule
GEK GER 43
da sellenUioue a mezzogiorno, senza mos o Priapo. Le pietre sepolcra-
biniiosilà: la catena di levante chia- li si estendono lungo il torren-
mata la montagna d'Arabia è la te di Cedron, e protendonsi in al-
più elevala; la catena di ponente to a tergo della tomba d'Assalonne,
appartiene agli abitanti della Giu- erettagli da Davidde suo padre ,
dea. La pianura compresa fra le scavata in un grosso masso isola-
due catene di montagne offre un to, che finisce in forma piramidale,

suolo simile al fondo del mare, da circondata da dodici semi -colonne;


lungo tempo ritiratosi, banchi di della tomba del sommo sacerdote
sale, un bacino disseccato e sabbie Zaccaria, simile a quella d'Assalon-
mobili, come se fossero state solca- ne; della tomba di Giosafat re di
te dai flutti. Qua e là meschini Giuda, il quale nome significa giu-
arbusti vegetano a stento su di dizio del Signore, scavata nella vi-

una terra priva di vita; le loro va rocca a guisa d' una piccola sa-
foglie sono coperte del sale che le la quadrata. Da questi prese il no-
ha nutrite, e la loro corteccia ha me la valle : nella Scrittura essa è
il gusto e r odore del fumo ; in pure appellata valle di Lara, vallea
vece di villaggi scorgonsi le rovine l'cale, e valle di Melchisedech. Fra
di alcune torri. Scorre nel centro i sepolcri di Assalonne e di Zac-
della valle un fiume scolorato che caria è situata la grotta in cui s.

trascinasicon pena verso l'appesta- Giacomo si ascose allorché Gesù


to lago o mar Morto che l'inghiot- Cristo venne arrestato ; secondo la

tisce. Non si distingue il suo cor- tradizione Gesù Cristo in essa lo


so in mezzo dell'arena, che pei sa- visitò dopo la sua risurrezione. Le
lici e le canne che lo fiancheggia- tombe della valle di Giosafat si

no l'arabo nascondesi in
; quelle vedono sino alla strada di Betania:
macchie per assalire il viaggiatore, il villaggio di Siloe talmente u' é
e spogliare il pellegrino. Le mura circondato, che pare far parte di
gotiche che coronano dalla parte quell'ampio cimiterio degl'israeliti.

di ponente la valle di Giosafat, la Su questa valle di desolazione il

ricoprono di un'ombrad'una e profitta Gioele disse al popolo ebreo:


specie di oscurità ben atta ad ali- » Rannerò tutti i popoli, e li con-
mentare nell'anima serie riflessioni. durrò nella valle di Giosafat; entre-
In questa tetra valle, per essere da rò in giudizio con essi. Che tutte
tempo immemorabile stata un luo- le nazioni vengano nella valle di
go di sepoltura, l'occhio non può Giosafat; vi comparirò assiso sul
arrestarsi che su trofei di morte; mio trono per giudicarvi tutti gli
vi sono tombe dell'antichità la piìi uomini che si congregheranno da
rimota, e se ne trovano pure di ogni parte ". Come ciò seguirà,
un giorno. Le pietre sepolcrali sono sono oscurità impenetrabili all'oc-
innumerabili, e ricopiono intera- chio dell'uomo, dappoiché diccsi che
mente il monte degli Scandali, mon- la sua larghezza maggiore è di cen-
te sul quale Salomone prevaricò, e to passi, lunga più di due miglia.
divenne idolatra : ebbe tal nome In questa valle il Figliuolo dell'uo-
per avervi abitato le sue concubine, mo, il re della gloria, dice il van-
e pei delubri di Venere o A>ltir- gelo, assiso in mezzo a due popo-
le, di Moloc o Saturno, e di ("hu- li, volgendosi a quelli che saranno
44 f'ER GER
a desila, con aria piena di dolcez- nocchi al naturale: però è falsa la
za e di uiacslù bastanti a conso- tradizione che il Redentore nella
larli da ogni loro pena trascorsa, notte de' suoi patimenti vi fosse dai
loro dirà : Venite, o benedetti dal manigoldi precipitato, e prodigiosa-
mio l'adre, a possedere il regno mente vi restassero impressi i suoi
che vi è stalo preparato; poscia vestigi, come registrò Bonifacio par-
volgendosi a manca, col furore ne- lando della valle di Giosafat. Da
gli occhi, e con una voce che a- qui passando tra le falde meridio-
prirà le viscere degli abissi, pronuu- nale ed occidentale del Sion, fuori
zierà snlla turba de' colpevoli: Ite- della città trecento passi, si vede
ne, o reprobi, ritiratevi dal mio co- sotto un gran sasso la celebre e
spetto, o maledetti, e
andate nel- famosa Natatoria Siloe, lunga die-
l'eterno fuoco preparato a Satanas- ciotto passi, larga dieci, profonda
so, e le vostre pene saranno eter- due, tutta composta di vive pietre.
ne. Compresa da tali meditazioni Dal fondo d'un antro esce il ca-
la religiosissima IMelissenda regina nale dell'acqua limpida che de-
di Gerusalemme, e moglie di Bal- clina impetuosa dal monte, giun-
dovino III, dispose nel testamento gendo a scaricarsi in questo luogo
di essere ivi sepolta. Il Viliiaco nel- tra due sassi. La voce Siloe signi-
la sua storia orientale, narra di un fica messo, avendola Dio mandata
monistero di monaci basiliani fon- ai preghi d' Isaia ; ma in premio
dato nel mezzo della valle di Gio- del pubblico benefizio, fu dal cru-
safat, molto celebre nel tempo dei dele Manasse fatto segar per mez-
latini. zo in questo stesso luogo. Le sue
Più innanzi si vede il pozzo in acque sono alquanto salse, ma sa-
cui Geremia nascose il fuoco sacro, lutari. Si legge appresso Niceforo,
ritrovato poi, come si disse,per pro- che prima dal re Ezechia, e poi
digio (\a Necmia; la sua profondi- dall' imperatore Costantino fosse
tà dicesi di cinque picche, costrui- decorata d'illustre edilizio. Brocar-
to ingegnosamente di grosse pietre. do scrisse, che ivi dal Piedento-
Celebre è nella Scrittura il torren^ re ricevesse la vista il cieco nato;
te di Cedron, cosi chiamato a ca- e Scaligero, che i saraceni lavando-
gione dei molti cedri che lo fian- si con le sue acque, perdono il

cheggiavano al tempo de'gebusei, o nativo fetore. Più oltre a duecento


perchè Cedron significa oscui'o; non passi dalla Natatoria, e cento dal-
avendo accjue proprie, le riceve dal- la città, tra le due porte Sterqui-
le pioggie, scaricandole dopo il cor- linia, e della Valle, vedesi altra
so di trentasei miglia nel mare scaturigine di buon'acqua, denomi-
Asfaltide, o mare Morto. Davidde nata già fonte delDragone, e poi
lo varcò per sottrarsi dalle perse- dagli arabi chiamata Ajn-Mariem,
cuzioni di Assalonne; ed è soprat- cioè fonte di Maria sgorga da :

tutto celebre per la passione di un profondo antro del monte, ove


Gesù Cristo. Ila un ponte di un penetra per una scala di trenta
solo arco, il quale unisce due mon-
i gradini.
ti Moria ed Oliveto. Si vede nel Essendo rinomata la spelonca
sasso che lo sostiene un' impressio- Gcheimoii o Bclicnnon, ch'è quan-
ne profonda di maiii^ piedi, e gi- to diie valle di Hcuuon, acceuue-
GER GER 45
remo gli empi riti, che per molli cGiosefTo d'Arimatea, gli altri vola-
anni, con oltrnggio delle divine rono la morte del Redentore. Cet-
leggi, e di quelle della nnliira, \i fage, tanto celebre nel vangelo, c-
esercitò la sccllerala setta de'gebu- ra un vicolo dei sacerdoti a pie
sei, olTrendo a lorza di tormenti del monte Olivcto, donde il Re-
abbominevoli olocausti all'idolo Mo- dentore mandò i due discepoli al-
loch. Era questi di bronzo o ra- l'opposto castello per prender l'a-
me; avea il busto simile all'uomo, sina sulla quale entrò in Geru-
il capo di \ileIlo, e braccia curve, salemme trionfante, applaudito da
tra le quali ristretti gl'ignudi ed mille voci di giubilo, ciresclamava-
innocenti fanciulli, sagrificavano le no: Osanna Jili David. Più olire
loro vite col fuoco acceso nelle era Iorio regio, denominalo altre-
\iscere dell'idolo. Era costume dei sì orto chiuso, per essere cinto di
sacerdoti confondere il pianto e i alte mura, fecondo d'ogni genere
gemiti di quegl'infelici, col percuo- di piante, peipeluamente irrigale
tere dei timpani e d' altri stre- dal celebre ionie Rogel. Vi fu un
per bandire qua-
pitosi istromenti, tempo conservata quella gran pie-
lunque sentimento di tenerezza dal tra che la Scrittura chiama Zoeleth,
cuore degli snaturali genitori, laon- sulla quale Adonia prima di re-
de conseguì il nome di Tophct, gnare sagrificò più vittime al Si-
cioè timpano; e durò tale esecra- gnore, e banchettò i suoi duci.
bile rito sino al regno di Giosia, Sul giogo australe del Sion, lungi
il quale ardente di zelo, ruppe in dalla città cinquecento passi, si ve-
pezzi il simulacro, ed empì di sor- de r agro chiamalo Aceldania o
didezze il kioEfO.
o San Girolamo lo Ilaccldcmah, ed in latino Acer
chiamò Palyandrion , che significa sangiiinis, in senso allegorico Mer-
ricettacolo di cadaveri, ed il lle- CCS inifjuitatis. Fu compialo dal
dentnre soleva paragonarlo all'in- consiglio de' seniori eoi trenta de-
ferno, chiamandolo Gtìieima igiiis. nari restituiti da Giuda, ad ogget-
In due altri monti quel pio re to di seppellirvi i pellegrini. Vi
abbattè idoli e templi, eretti già alzò un tempio s. Elena, ed altre
negli anni estremi da Salomone a fàl)briche. Di questa terra, che ha
preghiera delle idolatre concubine, virtù prodigiosa di consumare in
come quello di Melehon adorato poche ore i cadaveri, quell'impera-
dagli ammoniti, l'altro di Chanios trice ne fece condurre molte navi
dai moabiti, restando loro il no- a Roma, e depositare nel cimiterio
me nella Scrittura offensionis ci vaticano.
scandali: su quest' ultimo che so- JNel sacro lesto rammcntansi gli
vrasta al torrente Cedron, i Mac- alloggiamenti degli assiri, por cui
cabei edificarono un munilissimo conviene ricordarsi , che lenendo
castello. Diconlro sull' eminenza di essi assediala la città, ed oltrag-
un colle accenna il luogo del
si giando le divine leggi con bestem-
INIalconsiglio ove al cospetto del
, mie e disprezzo, lù tale empietà
popolo consultarono del modo di vendicata da Dio col mezzo di ini

dare la morte al Figliuolo di Dio angelo, che in una notte ne uccise


venti individui scribi e farisei, che cent'ollanlacinquemila, e ridusse in
traone Nicodemo, Simon Leproso, cenere i cadaveri per non conta-
46 OER GER
mìnnr Gerusalemme col fetore. Ri- Dalla città per aquilone un miglio,
volta a (Vnnle la porta Damasce- fronteggiano thm monti, il Gabaon,
na, comparisce la grolla di Gere- e quello di Samuele il quale pre-
mia, ove compose il treno delle se tal denominazione dal nome del
sue lamentazioni , e pianse ama- santo profeta, che vi fece frequente
ramente la desolazione delia ci Uà soggiorno, e vi fu sepolto, e dove
sanla: lia forma sferica, vasta, e Saul le col mezzo della pitonessa
luminosa per 1' altezza della sua evocò il di lui spirito per cono-
bocca; dalla rpianlità de' pilastri scere l'estremo suo fatto : Costan-
clie la sostengono, mostra di esse- tino vi eresse un sacro edificio, ed
re fatta con arte, non già dalla i re latini un
monistero di basi-
natura. A mano sinistra si scorge liani. Qui
vede nell'interposta
si

il letto del santo profeta inciso nel valle, il luogo memorando della
sasso. Niceforo racconta che s. Elena battaglia che Giosuè die ai cinque
\i aggiunse una chiesa di non vol- re idolatri nel conquisto della ter-
gare struttura. Dalla rinomata por- ra di Canaan o Promessa, e dove
ta Damascena divertendo alquanto l'ubbidì il sole quando con impe-
ad aquilone , sono i sepolcri dei ro gli disse: Sol ne moveans. So-
re diGiudaj nelle viscere del mon- vrastano ancora alle rovine non
te. Si penetra al primo ingresso pochi avanzi del sepolcro di Ele-
in ima stanza vasta per ogni qua- na, famosa regina degli adiabeni,
dro settantacinque piedi, formata descritto da s. Girolamo, con tre
tutta a forza di scalpello con mae- piramidi, lungi tre miglia dalla
strevole artificio; indi ad un anti- città : di questa gran don-
scrisse
porto angustissimo, ma però lungo, na che bramosa di con-
GiosePfo,
e calando per cinque gradini, si templare la maestà del tempio ge-
giunge ad altra stanza di perfetto rosolimitano, vi si condusse nel
quadro, spaziosa venti piedi , alta tempo che la città era oppressa
altrettanti, penetrabile per quattro dalla fame. Essa benché gentile,
porte, e più oltre piegando all'in- adorna di rare virtù, e commise-
giìi, termina s\ grand'opera in sei rando le angustie degli abitanti ,
altri antiporti minori, ripartiti con fece loro venire a sue spese dal-
armonia, ciascuno de'quali sostiene l'Egitto copiosa quantità di frumen-
otto sepolcri profondi alquanto nel to, che distribuì a'poveri della città
monte, con loro nicchie, piedistalli e luoghi adiacenti
; abbracciò po-
e poggioli, formati col ferro nel scia la legge mosaica , e meritò
nativo sasso. In quell' orto, che in nella sua morte dagli ottimati un
più luoghi la Scrittura chiama A- sontuoso mausoleo presso i regi se-
ger Fitlloiììs, scaturiscono le acque polcri.

del fonte Gion, che prende il no- Avvicinandosi a Gerusalemme un


me dal vicino colle ; cos\ limpide miglio per levante , si presenta il

e salubri, che contendono con le mentovato monte Oliveto, che pren-


migliori di Palestina. Il re Ezechia de il nome dalle olive ivi piantate,
volendo assicurare alla città que- detto dalla Scrittura monte inclito
sto elemento in contingenza di as- e santo, e dai greci Eleon, cioè
sedio, lo diverti per sotterranei delle Gira cinque miglia,
olbve.
acquedotti nella superiore piscina. nell'occidente termina alla valle di
GER GER 47
Giosafaf, e ncll' oriente alln villa pregevoli; ma le vicende de'lempi
tli Belanin ; mei ilo il nome di tutto distrusse. Quell'oratorio, che
snnto dalle frequenti visite del lie- quasi centro al giro, sorgeva nel
dentoie e de'suoi apostoli ; dal mi- mezzo di figura ottagona, vi si

stero che vi celebrò della gloriosa conserva per divina provvidenza,


Ascensione in cielo, non meno che difendendolo dalle ingiurie dell'at-
dal trono che il Figliuolo dell'uo- mosfera una cupola foderata di
mo vi erigerà nel d'i del giudizio piombo, e sostenuta da colonne di
per giudicare tutti i mortali. Da- marmo : quivi è una pietra con
\idde fuggendo la persecuzione del la forma impressa del piede sini-
figlio Ass;donne, giunse alla sommi- stro, ultimo pegno de'divini miste-
tà di questo monte, e a piedi i- ri del Redento! e , nella sua felice

gnudi adorò e benedisse Dio. IVel salita al cielo. Alquanto all' ingiù
giogo meridionale fa mostra anco- vedesi la spelonca nella quale s.

la di sepolcri maravigliosi de'pro- Pelagia visse molli anni penitente;


feti, penetranti nel profondo delle indi a breve distanza per l'oriente
sue viscere. Consistono in un gran- compariscono avanzi di un oratorio,
d'antro artifìziale a guisa di teatro, costrutto già secondo le tradizio-
la cui circonferenza è più di cin- ni antiche, in quel luogo ove alla
quanta canne, sostenuto da venti- Beata Vergine comparve 1' angelo
quattro colonne scolpile nel vivo con un ramo d'olivo, aiinmr/.iando-
sasso, e fra gV interiori vestiboli gli l'ora avventurosa del suo tran-

resta bastante spazio per collocar- sito.

vi cadaveri. Salendo da questo luo- Betania è notissimo boigo me-


go un tiro d'arco, si fa incontro ridionale del monte ove fu la ca-
un altro edificio sotterraneo, ove sa di Simone Leproso, e più oltre
al dire degli orientali i santi apo- sull'eminenza di un colle è il sito
stoli radunati composero il sim- ove fu il castello di Lazzaro, ed
bolo della fede. Vi si penetra per ove il Redentore lo risuscitò: si

una scala di centotrenta gradini : visita il di lui sepolcro tra le ro-


è pur verosimile che sopra vi fos- vine di un tempio, e d' un antico
se alcun tempio, come additano le monistero edificato da Mclissenda
superstiti rovine. Piìi oltre vedesi resina di Gerusalemme. Betania fu
contrassegnato il luogo ove il Re- frequentata dal Redentoie perchè
dentore insegnò ad orare: ivi s. vi dimovava la famiglia da lui a-
Elena eresse un oratorio, di cui mata delle sorelle Marta, Maria
non avvi più vestigio. Poco distan- Maddalena, e Lazzaro, la cui grot-

te sorge un piccolo tempio, creduto ta sepolcrale nulla offre d'interes-


il luogo ove il Redentore guardan- sante, e nell'altare ivi eretto vi si

do Gerusalemme, pianse amai amen- celebra una volta l'anno. Si ren-


te la sua futiua desolazione. Sul ver- de ancor venei-abile la pianta di
tice del monte è il venerando luo- teribinto, sotto la cui ombra è fa-
go ove Gesù Cristo trionfalmente ma che Maria Vergine col suo
ascese al cielo, onde volle s. Ele- divin Figlio, stanca dal viaggio
na decorarlo di sacro edificio, in piendesse riposo. Dalla città vol-

cui applicò le idee più nobili del- gendo i passi a mezzogioino, in


l' architettura, ed i marmi i più tre miglia si giunge al luogo do-
48 O E li GER
ve il piofcla Al)acucli dall'angelo nij lauto famosi col nome di Ter-
fu Irasfcrilo in llahilonia por som- ra Santa, con dire alcuna cosa tlcl

in inislrnic a Daniele il cibo che deserto di s. Giovanni Battista,


in quel punto avea nelle mani : precursore di Gesù Cristo, posto
narra Bonifacio che ivi i re latini tra le montagne della Giudea [Fe-
fondarono un aionistero di mona- di) , in vicinanza alla fortunata
ci basiliani. Sulla via che conduce città di DcUemmc [Vedi), che vide
a Betlemme ve ne fu altro dai nascere il nostro Signore Gesù
medesimi monaci dedicato al pro- Cristo. Altre generiche notizie sui
feta Elia, venendo circondato da santi luoghi, e le vicende dei fra-
vasto recinto di mura, a difesa del- ti minori , e loro guardiano nel-
le incursioni degli arabi : vi si mo- la custodia del santo sepolcro,
stra un sasso con l'impressione del si potranno leggere al citato ar-
suo corpo, fattovi già per virtù di- ticolo GuAnDlAÌNO DEL SANTO Se-
vina, quando fuggiva dalla regina rorcRO.
Jezabele, secondo il citato Bonifa- Costeggiando un angolo di altis-
cio. Proseguendo il viaggio di Bet- simo monte, s'incontrano gli avan-
lemme si giunge alla torre di Gia- zi della casa di Zaccaria, ove da
cobbe, eretta in quel luogo ove il Nazareth (Fedi), per lo spazio di
santo patriarca soggiornò gran tem- circa ottanta miglia , si condusse

po nel ritorno dalla Mesopotamia, Maria Vergine a visitare la sua


ricco di prole e di armenti, ove cognata Elisabetta. Illustrò s. Elena
morì r amata sua consorte la av- questo luogo con sontuose fabbri-
venente B.achele, il di cui sepolcro che di chiesa e convento, ove seb-
si vede oltre un miglio, di forma bene distrutto, sogliono religiosi i

quadrangolare, ornato di colonne della santa custodia trasferirsi o-


e di piramidi dal tempo rovinate, gni anno per celebrarvi e cantar-
le quali al dire del Biocardo era- vi il cantico Magnificat. Il luo-
no sostenute da dodici smisurate go del natale del santo fu pari-
pietre, in memoria dei figliuoli menti ornato di superbo tempio
di Giacobbe, autori delle tribù di in forma di croce , costrutto di
Israele. E fama dei creduli, che larghe e ben commesse pietre; ma
mentre era condotto in servitù poi anch'esso sparì col tempo. Da
ilpopolo ebreo, l'antica madre del- qui s' intraprende il viaggio aspro
le due predilette tribù, di Giu- e difficile tra i monti per il deser-
seppe luna, divisa in quelle di E- to, ove s. Giovanni Battista si ri-
fraim e Manasse, e di Beniamino tirò essendo ancor fanciullo. Nice-
l'altra, la bella Rachele, quantunque foro dice che la madre stessa ve
da più secoli ivi sepolta, piangesse lo condusse, udito il rigoroso e cru-
amaramente dalla tomba, com mise- dele editto di Erode, e che quivi
rando le calamità de' suoi figli, il restasse sotto la tutela degliange-
che udito dagl' infelici figli, versa- li.Passò quindi alle solitudini del
rono anch'essi lacrime di tenerezza : Giordano predicandovi il battesimo
i critici adatto non ammettono que- e la penitenza, esercitandosi nelle
sto favoloso racconto. Daremo line più rare virtìi, e soffrendo i disagi
alla breve descrizione de^santi luo- dell'intemperie e della fmie. La chie-
ghi di Gerusalemme e suoi dintor- sa ci fa istruiti di qual cibo si
GER GER 49
lìiulrisse nel deserto, cantando: Cui stalo attuale del santuario del san-
iatex hausliim sodala pastuin : to Sepolcro, premettendovi la nar-
Mella locusti, eie. Per mella ta- razione del fatale incendio cui sog-
luno intese i pomi selvaggi, e per giacque nd 1808, che immerse
locuste le cavallette, notissimi ani- nell'aftlizione gli orientali, gli oc-
maletti volatili; ma toglie ogni dif- cidentali, i cattolici, gli scismatici,
ficoltà il Vitiiaco nella sua istoria, gli eretici, e gli ebrei, tutti essen-
per averne indagata la verità dai do compresi nella generale coster-
monaci del mouistero di questo nazione, addolorando ogni nazione
santo, avvezzi a menar vita aspra l'infausto avvenimento.
e penitente in quel deserto. Da Nella mattina de' 12 ottobre la
essi adunque rilevò non trovarsi chiesa del santo Sepolcro, monu-
ivi pomi selvaggi, ma miele, e cer- mento eretto da s. Elena e da
ta eiba chiamata locusta, ed assai Costantino con una magnificenza
frequente nella mensa di que'mo- imperiale, e conservato per tanti
naci. Poco lungi dal deserto, verso secoli dalla pietà de'cristiani, quel
il mare Asfallide, vedesi il castello tempio dell'universo il più augu-
della Macheronta, memorando per sto, e che ben a ragione formava

la decapitazione dello stesso santo la delizia, ed era l'ammirazione


precursore, fatta eseguire da Erode delle più lontane nazioni, venne
Antipa per piacere ad Erodiade, dalle fiamme consunto. S'ignora an-
donde poi i discepoli trasferirono cora se ciò fu l'eiretto del caso o
il di lui corpo a Sebaste, città di della malignità, sebbene i monaci
Samaiia, nel sepolcro di Eliseo e greci fossero incolpati del disastro;
di Abdia delle sue ceneri parlam-
: ma la rapidità
del fuoco fu tale,
mo all'articolo Gexova, ove si ve- che nello spazio di alcune ore le
nerano nella cattedrale, e di una gallerie, le colonne, e gli altari tut-
sua mano all'articolo Gerosolimi- to fu annichilato. J\on è mal fon-
tano Ordine. Approssin)andosi a data l'opinione che l'incendio fosse
Betlemme si vede sorgere il celebre procurato dalla malignità de'greci,
fonte, quello che oggi manda le sue che non possono giammai soffrire
acque al tempio de' saraceni. Al d'avere in comune quel sontuoso
primo aspetto altro non è che una monumento colle altre nazioni, co-
apertura della terra a guisa di me si da quanto poscia
verificò
pozzo, profondo quindici palmi, nel accadde. Dappoiché essi stessi vol-
di cui centro da tre larghe vene lero subito rifabbricarlo, ossia ripa-
scaturiscono copiosamente le sue rarne i daimi a spese proprie,, e
acque, poi raccolte in un canale ad oggetto di occuparlo totalmente.
fattocon meraviglioso artifizio, che In fatti lo tentarono presso la
Por-
uscendo fuori formano tre piscine, ta ottomana, chiedendo un firma-
operale dal reSalomone^ e da qui no in favor loro; o almeno c(ni
per un canale di pietra girando maggior diritto allargare e miglio-
monti e valli, dopo trenta miglia rare la loro abitazione. Dopo di
si scarica nel portico del tempio. avere fabbricato cominciò que- la

Termineremo le notizie compen- stione tra le due nazioni, greca ed


diate sui principali edifizi e chiese armena, essendo questa respinta
di Gerusalemme, eoa accennare lo dall'altra, e ridotta l'abitazione de-
VOL. XXX. 4
,

So GER GER
gli armeni troppo rislretta finì , cedro ricoperte di piombo, e per-
poi con l'inleivenlo del governo, pendicolarmente innalzantesi sul mo-
che comandò ai greci di restituire numento nel quale trovasi il san-
ciò che avevano tolto agli armeni, to sepolcro. Quelle travi erano sta-
e questi allora dovettero sborsare te condotte con grandissima spe-
una somma vistosa, e piìi costò sa dal monte Libano al principio
loro l'assenso del governo, che le del decorso secolo, allorché i prin-
spese della fabbrica. cipi cristiani fecero innalzare il

Nella notte dall' 1 1 al 12 otto- magnifico tetto , vero capolavoro


bre 1808, verso le tre mattutine, per i' immensa altezza, e per l'ar-
incominciò il fuoco a manifestarsi ditezza della sua costruzione. Es-
nella cappella degli armeni situata sendo tutti fuggiti tranne i fran-
sulla galleria o terrazzo della gran cescani, questi siccome mancanti de-
chiesa del santo Sepolcro ; altri di- glistrumenti necessari all'uopo, pro-
cono che l'incendio principiò dalla curarono di passare da una picco-
custodia, dove gli stessi armeni te- la finestra per andare ad avverti-
nevano gli arredi sacri, la quale re i religiosi del convento del san-
era tutta di legno, 11 sotto-sacre- to sepolcro, ed i ministri del gover-
stano de' religiosi minori osservan- no turco.
ti, che andava alla visita delle In quell'intervallo i giovani a-
lampade, e della cappella del Cal- rabi cattolici arditamente si lan-
vario, fu il primo ad accorgersene; ciano di fuori nell'interno, disprez-
e siccome là non eravi che un po- zano le fiamme per salvare possi-
vero prete armeno cadente, che bilmente qualche oggetto, ma in
alla vista del fuoco era rimasto que4 mentre il fuoco guadagnò il
atterrito, egli corse a chiamare aiu- tetto, gli altari della Eeata Ver-
to, che presto sopraggiunse, ma gine e r organo, rassembrando la
inutile lo rese la rapidità delle chiesa ad un'ardente fornace. Crol-
fiamme, essendo già la cappella de- larono tosto con fragore le colon-
gliarmeni ed il loro abitato ince- ne, e con esse gli archi ed il co-
neriti; così quella de' greci di cui lonnato, che circondavano il santo
ima parte era costrulla di aridis- sepolcro, il quale ad un tratto sog-
sime tavole e travi dipinte ad olio. giacque ad una pioggia di liquefat-
Dopo l'oUlzio di mezzanotte fran- i to piombo che lo inondò. Per la
cescani erano andati al riposo, violenta foi'za di quel tremendo
quando risvegliati al rumore inso- fuoco le più grosse colonne di
,

lito che udirono nella gran cbiesa, marmo si spaccarono; lo stesso ac-
malgrado lo spavento e mille pe- cadde al pavimento ed ai marmi
ricoli volarono al soccorso. Però che ricoprivano il monumento: fi-
la porta chiusa del santuario po- nalmente fra cinque o sei ore con
se al colmo la loro disperazione orribile fragore la cupola rovinan-
perchè in brevi istanti le fiamme do, seco trascinò al suolo tutte le
innalzandosi dalla parte de' greci e colonne ed pilastri che sostene-
i

degli armeni, e dalla parte de' si- vano ancora la galleria de' greci,
riaci, de' messinesi e de' cofti , mi- non che tutte le abitazioni conti-
nacciarono la cupola del tempio, gue de'turchi. Allora il santo sepol-
costrutta di grossissime travi di cro si trovò sotto una montagna
GER GER 5i
di fuoco, la quale minacciò di an- e quello dell'Esaltazione della cro-
nichilarlo per sempre, offrendo in ce, che avea donata s;mtuano al
quel punto la chiesa lo spettacolo un re di sito ove
Portogallo. Il
di un eruttante vulcano di fuoco, il Redentore venne crocefisso, ed
la si fatai punto 1' assistenza di- appartenente ai cattolici, poco fu
vina si manifestò in favore de're- danneggiato, non si può dire al-
ligiosi di s. Francesco : il fuoco trettanto di quello ove fu eretta
avendo raggiunto la porta di legno la croce , di cui erano possessori
che sepaia l'aitare di s, Ilaria i greci. Venne rimarcato, che mal-
Maddalena dalla cappella del co- grado il violento oiagano che sof-
ro della gran chiesa, rispettò la fiava, ad
onta che una finestra
sagrestia e tutti gli oggetti ch'ella poteva favorire i guasti dell'incen-
contiene, per cui nulla soffrì, come dio, la cappella contigua al di
illeso rimase il convento de'mino- fuori dell'Addolorata nulla ebbe a
ri osservanti, le sue celle, e la cap- soffrire: questa cappella edificata
pella. Nessun marmo del sito da nel sito ove trovavasi la ss. Ver-
dove Redentore dopo la sua ri-
il gine colle altre Marie , allorché i
surrezione apparve a santa Maria giudei legavano alla croce il suo
Maddalena fu danneggiato, quan- divin Figliuolo, rimase intatta; ed
tunque il fuoco attivissimo da il quadro che in un bellissimo di-
quella parte incenerì l' organo, e pinto lo rappresenta, quantunque
calcinò ed infranse i marmi che sì vicino alle fiamme, si rinvenne
Jo circondavano. Fra le cappelle egualmente in perfettissimo stato,
del santo sepolcro quella dei fian- Alle ore antimeridiane la vio-
sei

cescani, quantunque situata sotto lenza del fuoco incominciò a ral-


la cupola, e per conseguenza nel lentarsi, ed alle nove non era più
centro dell'incendio, e sepolta nelle né minacciante, né pericoloso,
fiamme, non ricevette alcun pre- Il giorno dopo, quando si pole-

giudizio nell'interno, anzi si riaven- rono trasportare le rovine, con no-


nero poscia le tappezzerie e per vello stupore si vide che la santa
fino i cordoncini delle lampade pietra che copre quella della un-
intatti, come pure l'eccellente qua- zione, creduta calcinata, nulla aveva
dro dipinto su tela e rappiesentan- sofferto, come niuno in tanto disa-
te la risurrezione del Signore, che slro perì, solo alcuni religiosi ripor-
chiude il santo sepolcro ,
quan- tarono leggiere ferite e contusioni,
tunque la cappella contigua della JNel dì seguente i francescani si
Reata Vergine Addolorala dei cofti portarono al santo sepolcro a reci-
fosse stala ridotta in cenere. La tare il Rosario, che i singulti non
cappella dell' Angelo, all' ingresso permisero loro di terminare; il di
del santo sepolcro,ebbe di non i4 "vi celebrarono la messa, mal-
arso che la metà del velluto che grado le rovine delle quali erano
gli serviva di ornamento, e le mu- circondati, quindi pieni di fede e
ra ed il pavimento non patirono di zelo non interruppero in nulla i

alcun danno. INella cappella del loro ofilci, le loro solite processio-
Cal vario potè salvarsi intatta la ni, e camminando sui ruderi non
statua della ss. Addolorata che sta- tialasciavano di cantare le lodi del
\VL fra r altare della Purificazione Signore. In seguito la chiesa del
52 OER GER
santo Sepolcro Hi rietlillcala sulle chi al jìrezzo del sangue loro e
inedesioie Ibiidameiita, e sull'antico (Iella loro vita. Nel i834 nuove
piano; ina siccome estieraa era la sciagure immersero nella più deso-
miseria dei religiosi catlolici, e che lante costernazione la città santa ;

non rice veliero per questa impresa poiché oltre la sventura della pre-
proporzionali soccorsi, furono ol)- senza degli arabi, che colà appor-
l)li;^ali lasciarne l'onore ai greci ed laiono il sacco, la faine, ed il con-
agli armeni, che essendo ricchissi- tinuo pericolo della uno spa- vita,

mi, in meno di due anni polero- ventevole lerremoto che durò ben
no eseguirla a proprie spese, che tre minuti, scoppiò nel giorno 23

ilicesi ascendessero a clnrpie milio- maggio di dello anno, in conseguen-


ni di franchi, essendosi serviti di za del quale il tempio del santo
im architetto greco di Costantino- Sepolcro fu scosso a segno da mi-
poli. Essa riuscì di rara magnifi- nacciare l'estrema rovina.
cenza e di buon gusto, cpiantun- llgeniodi Chateaubriand, ecco co-
que con eccesso vi si prodigò 1' o- me ci dipinse questo santuario. » La
ro per gli ornati. Le sedie del coro chiesa del santo Sepolcro composta di
di legno ordinario, contrastano al- più chiese (perchè contiene quella
quanto colle ricchezze dalle quali del santo Sepolcro, quella del Cal-
sono attorniate i quadri vi sono
; vario, e quella della Invenzione del-
in gran numero ed in generale la vera croce) , fondata sopra ine-
cattivi, le statue mediocri, tutta- guale terreno, illuminata da una
volta l'insieme colpisce, e nessuno moltitudine di lampade, è singolar-
può esimersi dall' ammirarne la bel- mente misteriosa, vi domina una
lezza. La cupola in pietra intona- specie di oscurità favorevole alla

cata di stucco sta appoggiata so- pietà ed al raccoglimento dell'ani-


pra trentasei grossi pilastri, separati ma. I preti cristiani delle varie set-
ciascuno da vuia arcata, che forma te abitano le diverse parti dell'edi-
una tribuna circolare, la quale è fjzio; dalla sommità degli archi ove
divisa fra le diverse comunioni am- posano come colombe, dal fondo
messe in questa basilica. La sua cupo delle cappelle, o de'sotlena-
facciata esterna è un miscuglio di nei, essi fanno risuonare loro can- i

stilemoiesco e di gotica architet- tici a tulle le ore del giorno e


tura; ad un lato si vede il cam- della notte; l' organo del sacerdote
panile quadralo senza campane, e latino, i cimbali del prete d'Abis-
ridotto per volere dei turchi all'al- sinia, la voce del monaco greco del-
tezza della chiesa. L'impossibilità l' ordine di s. Basilio, la preghiera
in cui trovaronsi i latini di preci- dell'armeno solitario, le preci la-
puamente partecipare alla ricostru- mentevoli del religioso cofto colpi-
zione della chiesa fu loro cagione scono a vicenda od insieme il vostro
del pregiudizio il più atto ad orecchio; voi non sapete dove par-
affliggere un cuore cattolico. So- tano que' concenti, voi respirate il

li possessori per 1' addietro del- profumo de'timiani eletti senza ve-
la maggior parte de' luoghi san- derela mano che li abbrucia; ap-
ti, si videro costretti a dividere co- pena scorgete a passare, iiinoltrarsi
gli stranieri quell'inestimabile tesoro dietro alle colonne, e perdersi nel-
che avevano difeso conlro i tur- l'oscurità del tempio, il sacerdote
GER GER 53
che va a celebrare i più fDimitla- ad uno spettacolo più magnifico, più
bili e terribili misteri, no' luoghi imponente di quello olFertomi del
niedesiiiìi ove ebbero compimento santo sepolcro nella nolle del s.nb-
Je tremende scene dell' enorme dei- bato tendente alla domenica tli
cidio. Non volli uscire dal sacro re- Pasqua, immaginatevi un edilizio
cinto senza alquanto solfcrmaiini a di una immensa spaziosità, illumi-
contenìphire i monumenti di Gof- nato per ogni dove con un gusto,
tiedo e di Baldovino; essi sono in ed una ricchezza slraoidinaria, die-
faccia air ingresso della chiesa, e cimila pellegrini vestili degli abiti
sorretti dalle pareli del coro. Salu- loro pili ricchi, con torcia in ma-
tai la polve de' quei re cavalieri, no, le donne ed i fanciulli popo-
che nierilaiono di riposare vicino al lanti la vasta dislesa delle circo-
santo sepolcro che avevano liberalo; stanti gallerie, parimenti con una
quelle ceneri sono francesi, e le sole candela, e tutti facenti a gara ec-
che sieno sepolte all'ombra della cheggiare le volle sacre del glorio-
tomba di Gesù Cristo. Quella tom- so alleluja, mentre che vescovi co-
ba è il sepolcro del vecchio mon- perti d'oro e di preziose gemme,
do, e la culla del nuovo". preceduti dai turilin'ari che profu-
JNarrano coloro ch'ebbero la sorle mano d' incenso r incedere loro, se-
di visitare questo venerando tempio, guiti da notabile numero di sacer-
che in qualunque giorno dell anno doti in bianchi piviali ricamati in
si discende nella cappella del santo oro, fanno proccssionalmente il gi-
sepolcro, uno si sente commosso ro della tomba con ordine e secondo
sino alle viscere, e la propria re- il grado assegnato a ciascuna del-
miniscenza non è sufliciente per le le divote nazioni, canlanilo imii, e
rimembranze che si presentano in modulando cantici in onore di quel-
folla allo spirito, per cui l' anijna lo checon la risurrezione trionfò
è ridondante di sentimenti di amo- della morte; immaginatevi dico uu
re e di speranza. Ma se il pelle- tale spettacolo, e calcolale, se il po-
grino avrà la religiosa consolazione tete, l'impressione che deve prodm-
di ritrovarsi in Gerusalemme nella re nell'anima di chiun<pie ne sia
settimana santa per celebrarvi il glo- spettatore. Alleluja, alleluja gridai
rioso anniversaiio della risurrezione, anch'io nei trasporti di una gioia
giammai religioso rito maggiormen- di cui non poteva moderare gli

te iniziò ai grandi misteri dell'on- slanci ; alleluja, alleluja, e benedice-


nipotenza e della misericordia di- va il Dio delle misericordie di aver
vina, uè versalo si avrà giammai guidati i miei passi a Gerusalem-
più dolci lagrime. Ci«) è quanto ac- me, e d'avermi accordata la gra-
cadde al celebre p. abbate Geramb zia di frammischiare la mia voce
trappista nella cappella del santo di giubilo, a quella dei pietosi cri-
.sepolcro, la notte del sabbato sauto stiani che avevano la bella sorte di
vigilia di l'asqna, così descrivendo- celebrare la villoiia del suo divino
la nel suo Pelei- in a gè à Jérusalem, Figliuolo nell'identico luogo dove
et {III Moni Sinai. -••
Non sono piìi quel figlio aveva ti ionfato " . E qui
giovine, ho mollo viaggiato, vidi cose noteremo che nella chiesa del santo
belli,>^iule nel corso di mia vita, ma Sepolcro possedono i cattolici l'al-

)ion mi rammento di aver assislilo tare della colonna, quello ove fu


5^4 GER GER
ritrovala la vera croce, quello del perla città, che contie-
bile trovasi
Calvario sovrapposto al buco del- ne più di trentamila abitanti, non
l' inalberazione della croce; la cap- compresa la popolazione di alcuni
pella ove la Beata Vergine si ritirò borghi propinqui alla città. Non
a piangere dopo la morte del di- avvi propriamente pubblica piazza,
\iu Figlio, e quella isolata nel mez- dappoiché le botteghe ed pubbli- i

zo, contenente propriamente il san- ci mercati sono nelle strade. Se col


to sepolcro , in custodia de' minori guardo si percorre la cinta di Ge-
osservanti. In questa vi ufliziano pu- rusalemme o di Sion, e che uno
re i greci dopo che i cattolici vi trovisi a oriente della porta di san-
hanno cantato la messa solenne nel to Stefano, da questa parte gli oc-

giorno di Pasqua. Gli armeni man- chi si fissano sulla bella montagna
tengono la terza parte dell'illumi- degli Olivi, un tempo più deliziosa
nazione che arde continuamente perchè vestita di tali piante, ed il
avanti tomba, ma non possono
la Suo aspetto spande una dolce me-
farvi alcun uffizio. Le altre sette, lanconica tinta sul grande e seve-
che pure risiedono nella chiesa, non ro quadro che imponente spiegasi
hanno nemmeno la facoltà di en- davanti all' osservatore. IMa nello
trare in quel santuario, ma ad esse stesso tempo fa ben conoscere co-
è soltanto concesso d' incensarlo me questa città porti un carattere
stando al di fuori. di desolazione tutta propria, quale
la descrisse Geremia, e che gli a-
Allre notizie topografiche della cit- vanzi e la solitudine delle altre
tà di Gerusalemme, del suo po- città rovinate non avranno giam-
litico governo, e della custodia mai, pel singoiar complesso de'suoi
di Terra Santa e sue missioni. fasti, e memorie di tante epoche.
Gerusalemme è triste, ma la sua
Le strade di Gerusalemme sono ha un non so che
tristezza di mi-
assai regolari, rettilinee, ben selcia- sterioso e di poetico, pari al canto
te, molte con marciapiedi, ma tri- de'suoi profeti; la solitudine di
sti e strette, offrendo quasi tutte Sion coperta di lutto ha sempre
dei piani inclinati. Le case d' ordi- qualche cosa di attraente e di mae-
nario hanno due o tre piani, e po- stoso, perchè analoga alle i-imem-
che finestre con porte basse, e fac- branze della nostra infanzia, alle
ciate semplici costrutte in pietra nostre riflessioni dell' età matura,
senza il menomo ornato, dimo- ai nostri pensieri sulla morte; non
doché percorrendone le vie, sem- si muove passo in questa sacra ter-
bra di essere in corridoi o gallerie ra senza che palpiti il cuore. I de-
di una vasta prigione. In generale litti e le calamità de' popoli, fram-
gli edilìzi sono ben costrutti, quasi misti alle immagini della misericor-
tutti in belle pietre da taglio; ma dia e della salvezza, si parano in-
per una singoiar bizzarria le porte nanzi in mezzo alle rovine di Ge-
vi sono si poco elevate, che biso- rusalemme. Perfino la primavera é
gna ordinariamente piegare la me- senza attrattive e senza rinfrescan-
tà del corpo per entrarvi ; alcune ti venticelli in questo paese. L'a-
case posseggono giardini, ed è cosa spetto generale de' dintorni di Ge-
notabile che niuu vuoto considera- rusalemme può descriversi con pò-
GER GER 55
che parole: montagne senza ombra, attribuisce l'origine, ciò che risali-
valli senza acqua, terreni senza er- rebbe all'epoca in cui i cristiani
La, balze senza terribile ed impo- dominavano Gerusalemme, es-
in
nente aspetto, qualche ammasso di sendo noto quanto nelle crociate si
pietre bigie sporgenti dalla fragile distinsero i pisani allora potenti ia
terra screpolata, qualche ficaia ac- mare. Al presente
questo castello
canto, qualche vite, di quando in serve di quartiere all'agà turco, ed
quando un cespuglio di pallidi o- alle truppe che comanda. Verso il
hvi; le mura e le bigie torri delle nord la muraglia della città, eretta

fortificazioni della ciltù appariscen- sul monte di Sion medesimo, invo-


ti da lunge sommità di Sion;
sulla la Gerusalemme al guardo degli
un cielo immensamente elevato, pu- spettatori; essa prolungasi fino alla
ro, netto, profondo, ove giammai valle di Giosafatte. Rammentandosi
la menoma nuvola colorasi della anche in modo confuso i dieciotto
porpora del tramonto, e delle ro- sempre diedesi il sacco
assedii in cui
Tale è Gerusalem-
se dell'aurora. a Gerusalemme, e quante volte dessa
me, secondo le dettagliate relazio- fu presa e distrutta, èfìicile formar-
ni che si hanno da tanti colli ed si un'idea approssimativa della fre«
intelligenti viaggiatori. quente ricostruzione o restaurazio-
L'attuale cinta di Gerusalemme ne delle sue fortificazioni, or più
che comporta circa 2i25 tese, lo elevate, or più o men solide, or
spazio di una lega, è quasi quadra- sopra esteso e vasto piano, or so-
ta. Ma le mura non offrono una pra angusto e ristretto; ma la più
linea perfettamente retta, che dalla completa distruzione di una città
parte di oriente, essendo irregolari che aveva fatto morire i profeti,
gli altri suoi lati. L'altezza loro è lapidati gl'inviati da Dio fra il
di I20 piedi circa, su trenta di tempio e 1' altare, sconosciuto il
larghezza, con torri quadrate di Messia medesimo, rigettate le tene-
distanza in distanza, e sette porte re dimostrazioni del suo amore, e
principali, parte fortificate e parte messo il colmo alla sua ingratitu-
no: esse sono la porta del Predi- dine con un deicidio, ebbe luogo
letto, verso Betlemme, porta di la sotto l'impero di Vespasiano l'an-
Davidde, quella àt Barbareschi, la no 70 di nostra era. Il triplice ri-
Dorata ora chiusa, quella della San- paro delle sue mura cadde nello
ta Fergine, os. Stefano, la porta del- spazio di cinque mesi, che durò
V Aurora o del Cerchio, e quella di l'assedio; ed il 7 settembre il vin-
Damasco. Verso l'occidente avvi citore Tito entrò nella città trion-
un castello che consiste in una falmente, mentre le strade, le pub-
grossa torre e alcune torricelle co- bliche piazze, e le case erano co-
strutte in pietra da taglio, e cir- perte di morti e di moribondi. II
condate da un asciutto fosso, o piut- fuoco bentosto incendiò i quartieri
tosto da un burrone profondo, ove stati dalle macchine di guerra ri-
tratto tratto si scorgono le pietre sparmiati : gli ultimi avanzi del tem-
fondamentali dell'antica cinta di pio sparirono, e l'aratro scorse sulle
Erode. Questa rocca è della piìi rovine. Le mura odierne presentano
rimota antichità, e chiamasi Castel- quattro facce ai quattro venti, e
lo de'pisaniy perchè a loro se ne formano un quadiilungo il cui la-
,

56 OER OER
to maggiore protendesi da oriente ne che ogn'anno ascende a somme
ad occidente. Danville provò, dalle considerabili ; ogni pellegrino deve
misure e dalle posizioni locali, che al governatore dieci piastre, più im
l'antica città degli ebrei non pote- diritto di scorta pel viaggio del (lu-

va essere molto piti vasta della mo- me Giordano, senza calcolare gli

derna; essa occupava quasi lo stes- albinaggi o casuali che trae dalle
so spazio, se non che acchiudeva imprudenze che questi stranieri
tutta la montagna di Sione, ed e- commettono durante la loro dimo-
scludeva il Calvario. L'attuale cin- ra in que' luoghi. Ogni convento
ta, come dicemmo, è operadi So- paga un tanto per un diritto di
limano III i534; ma la città
del processione, un tanto per ogni ri-

è superabile quasi da tutte le par- parazione un tanto per


da farsi,

ti, e qualunque fazione di truppe la nomina d'ogni nuovo superiore


audaci, eccitate dalla speranza di non che del proprio; più delle
saccheggiare gli abitanti, può tenta- gratificazioni clandestine per otte-
re d' impadronirsene. nere delle bagattelle segrete che si

Gerusalemme ebbe di tanto in sollecitano, e tuttociò va ben lun-


tanto dei governatori propri col tito- gi presso i turchi esperti cotanto
lo di pascià, ma il più sovente fu co- nell'arte d'angariare, e trarre di
ni' oggi da Damasco,
dipendente lutto partito per far denaro. Inol-
donde ella riceve un mots-allamo , o tre percepisce il governatoreun
meglio Musellìni o depositario del- diritto d'uscita su di una merce
l'autorità. Questo mots-allamo pa- tutta particolare a Gerusalemme
ga un tributo che trae dall'imposi- cioè sulle corone, rosari, croci, sca-
zione fondiaria chiamata miri, dalie pulari, reliquie, ed altri divoziona-
dogane, e soprattutto dalle contribu- li massime di madreperla che ab-
zioni che pagano le varie sette cri- biano toccato i santi luoghi, e pei*-

stiane per la possessione de' luoghi ciò in tutto il cristianesimo in gran


santi, che a vicenda si contrastano venerazione, ciò eh' è pure la prin-
a peso d' oro presso i governatori cipale industria degli abitanti che
mussulmani, massime quando si li fanno. 11 piccolo tiranno di Ge-
tratta di sopraffare i cattolici lati- ru'^alemrae, residente nel palazzo di
ni. Vanno a gara per acquistare Pilato , vi esercita il suo ampio
lina prerogativa, o toglierla ai loro potere arbitrario , e quasi indi-
rivali; a vicenda si accusano noni pendente, per cui mediante boise
cattolici delle sc'imbievoli mancan- elegge gli agà, con che moltiplica
ze. Se talvolta si iisce di soppiat- i carnefici dei villaggi della Giu-
to qualche riparazione ad una chie- dea. Il pascià di Damasco invece
sa, se progredì più oltre del con- d' infrenare sillìitti ministii, egli è
sueto una processione, s'ebbe l'in- il maggior flagello degli abitanti
gresso un pellegrino da una porta di Gerusalemme, e degli altri luo-
piuttosto che da un'altra, tutti sono ghi gli ecclesiastici ed
;
i religiosi
motivi di delazione al governo, che sentono più dei laici il peso della
non manca di prevalersene per im- dominazione ottomana, e delle con-
porre dell'emende, e moltiplicare cussioni de' suoi avidi ed insaziaiji-
le estorsioni; e queste pel Mu- li ministri, che non rispettano nep-»
aellim sono un causale fonte pereu- pure (ìrrnani del gran signore,
!
,,

GER GER 57
Per seppellire i ca<l;iv(M"i decristin- sdii e di versetti del Corano ,

ni, i santoni o moiiini lincili esi- scritti in lettere d'oro. Le otto li-
gono somme enonni. Tiilvolta i neslre della gran cupola sono cliiu-
religiosi Terra Santa furono co-
di se da invetriate rotonde, i cui ve-
slrctti impegnan; sacri vasi^ per
i tri a sette colori dipinti fanno un
saziar l'avidità de' loro crudeli do- mirabile effetto. A destra ed a si-

niinatori, non contenti di averli nistra si estendono larghe pareti


spogliati di quanto avevano. coronale da eleganti colonnati mo-
Oggetto artistico che trae 1'
at- reschi, alle otto port(' della moschea
tenzioiie del viaggiatore, si è la corrispondenti; alti ci[)ressi qua e
mirabile moschea di Omar, coslrnt- là come a vegetanti, alcuni
ca.so

ta nel 638 iieirislesso luogo dove olivi o svelti arboscelli verdeggianti


Salomone il suo tempio in oiiok; fanno risaltare l'architettura ele-
del vero Dio aveva innal/ato la , gante della moschea, e Tabbaglian-
quale è considerala un capo lavoio te colore delle sue mura, per la
dell'araba architcltnia. 11 calillo forma piramidale, ed il verdescuro
Abd-el-Maleck ne aumentò l'abita- che imprimono sulla fìiccia del
to, e rinchiuse la roccia dalla qua- tempio, e delle case della città ,
le Dio avea parlato a Giacobbe, che ne tramandano gli snelli colori,
nella cinta delle mura. Il calilIo L' interno della moschea è selciato
Valid pure l'abbellì e ricoprì di di marmo bigio, e le pareti rive-
ima cupola di bronzo doralo, spo- stile del marmo bianco il più ac-
glia d'una chiesa di Ralbeck in ; curatamente forbito. Ventiquattro
seguito crociati dopo aver cser-
i colonne di marmo .scuro compon-
citata fiera carnifìcina sui turchi gono navata concentrica; ed al-
la

ivi rifugiati, convertirono il tem- tiettante piccole arcate sostengono


pio di Maometto un santuario
in il letto scolpito e doralo con sijui-
di Gesìi Cristo, come Io era stato, sito gusto. Un secondo circolo di
al modo narrato ti i sopra ; e final- sedici colonne sostiene la cujiola
mente quando Saladino riconquistò l' interno della quale è perfelta-
Gerusalemme, restituì il tempio al- mente dipinto con dorali arabe-
la sua priuiitiva destinazione, ed è sebi, e nel cenilo vi ,si veggono
in gran venerazione ai mussulma- sospesi più vasi d'oro e d'argento,
ni. Questa moschea si chiama Ga- che attestano le ollerte e i dmii di
niea-el-Sakra, ed è vietato ai cri- (pialche pio .seguace del profeta
.sliani tempio è ot-
porvi piede: il Maometto. Immediatamente al di-
tagoiio con cupola pure di otto
, .sotto della cupola scorgesi uu im-
lati ciascuno con grande finestra;
, menso macigno chiama-
irregolare
la cupola è .sormontata da un cu- to la pietra sncrn d'Iddio, per la
polino, ed una guglia assai degan- (jualt; i maomettani hanno la [)iù
te con .sopravi una mcz/a luna, la gran venerazione, perchè la cieilono
quale .sovrasta a lutto l'edilizio, ivi prodigiosamente posta da Mao-

che rassomiglia ad iin padiglione metto, quando fece il suo viaggio


arabo innalzato nel deserto. Le mii notturno dalla Mecca a Gerusa-
ra sono esteriormente ricoperte di lemme. Al disotto vi è nn'aper-
piatloni quadrati lurchino smalto Ima delta il hiiro di ìMnotiicllo,

p di vari colori carichi ddiabe- , ove si conserva il mio stendurdo


^ì GER GER
il suo scudo, la sella della sua bel- dono quaranta minori osser-
circa
la mula, il Corano, ed altre cose: vanti, la maggior parte italiani ed
questa moschea appartiene special- alcuni spagnuolij il quale rinchiu-
mente alla setta degli anifiti , la de un gran numero di camere de-
prima e la piìi rispettata tra i stinate ai pellegrini , una buona
mussulmani, perchè credono che le farmacia, ed una biblioteca. Se-
preci loro ivi siano più accette a condo le ultime notizie j ecco lo
Dio che in ogni altro luogo della stato delle missioni dipendenti dal-
terra. Uno de' piìi sontuosi orna- la sagra propa-
congregazione di
menti della moschea d' Omar è ganda fide nella Terra Santa ia
una tribuna, cattedra o rostro, Palestina, e dal p. guardiano del
eh' ergesi sulla più alla piattafor- santo sepolcro custode del monte
ma del magnifico edilìzio, e quasi Sion, minore osservante, che si

incontro alla porta della Preghieia. eleggeva in Roma ogni triennio,


Essa è di marmo bianco, tranne secondo lo statuto approvato da
i balaustrini o colonnine che sono Benedetto XIV ed ora ogni ses-,

di verde antico ; ne fu scultore il senio secondo la recente disposizio-


primo europeo cui si affidò un la- ne del regnante Gregorio XVI con-
voro in quel tempio cotanto ve- tenuta nel pontificio breve, In Su-
nerato : su tale tribuna i maomet- premo del 1841. Qui avvertiremo,
tani imani leggono alcuni versetti che il p. guardiano del santo se-
del Corano, e li commentano alla polcro si elegge in capitolo gene-
presenza del popolo. rale o dal p. ministro generale dei
In Gerusalemme vi sono inoltre minori osservanti , col consiglio di
diversi ospedali, dei gran bazar, dei alcuni padri dell'ordine 5 e cos\ e-
kans, e dei bagni, ma una sola letto guardiano si presenta alla
il

fontana chiamata la sorgente Rehe- congregazione di propaganda fidey


mias; l'acqua delle cisterne suppli- per essere investito della facoltà
sce ai bisogni degli abitanti. Delle di commissario apostolico di tutta
quindici chiese cristiane che rac- la missione ch'egli governa; dap-
chiude Gerusalemme, la principale poiché egli è anche prefetto delle
è quella della basilica del santo missioni di Cipro e del basso E-
Sepolcro; tranne questa, che ha este- gitto, gode di molte facoltà e pri-
riore apparenza di tempio cristia- vilegi tra gli altri il mentovato
,

no, tutte sono chiese in-


le altre di amministrare la cresima ai la-
terne nei luoghi ove sono. Le al- tini con l'uso de' pontificali ; è su-
tre chiese appartengono ai greci ,
periore ordinario de' luoghi santi,
armeni, abissini, cofti, nestoriani, e loro pertinenze. Nel medesimo an-
giorgiani e maroniti. La chiesa ed no 1841 il Papa Gregorio XVI,
ilconvento greco stanno in vici- istituendo il vicariato apostolico di
nanza del santo sepolcro la chie- ; Egitto, ed avendo poco prima isti-

sa armena occupa il luogo della tuito il vicarialo apostolico di A-


casa del sacerdote Anna ; la siria- leppo ( ove
sono vicari apostolici
ca quella della casa di Maria ma- due vescovi frati minori), col citato
dre di s. Giovanni. Fra i conven- breve //i supremo, confermò il guar-
ti va particolarmente rammentato diano del santo sepolcro in tutti i
quello del Salvatore in cui risie- suoi antichi privilegi, dichiarandolo
.,

GER GER ^9
indipendente nella giurisdizione so- o greci, soggetti ad essi. Dal
latini

pra la Palestina e Cipro, per cui 1841 si sono istituite le scuole per
i due vicari apostolici nominali non l'educazione delle fanciulle, a spese
vi hanno ingerenza nessuna e su- , e per cura de' irancescani che le
periore monastico di tutti i con- dirigono.
venti ed ospizi che sono nella Pa- Gerusalemme
In minori osser- i

lestina, nella Siria, nell' Egitto, in vanti godono solo per metà il san-
Cipro ed in Costantinopoli. 1 luo- to sepolcro, ed il monte Calvniio;
ghi poi ove sono gli ospizi dei mi- hanno l'intero dominio dell'orto
nori osservanti di Terra Santa, sot- e della grotta di Getsemani, e del
to la giurii>dizione di detto guar» monte Olivete ; il monte Sion è
diano, sono quelli che andiamo a in parte dei tiu'chi. Il santuario
registrare, coi cattolici latini che del sepolcro della Beata Vergine
\i erano nel i832. Gerusalemme da settantasei anni circa è in po-
con settecento sessantacinque; Bet- tere de' greci. In s. Giovanni in
lemme con mille duecento cinquan- Montana sono in possesso del san-
ta; s. Giovanni in Montana cen- tuario della natività di esso santo
to settanlacinque Rama novanta; ; Precursore, della di lui grotta nel
Giafl'a cento iiovantacinque ; Naza- deserto, e della casa di s. Elisa-
ret cinquecento seltantanove ; s. betta. 1 santuari della Galilea so-
Giovanni d'Acri venticinque; Tri- no uftlziati dai religiosi di Naza-
poli di Soria diecinove; Saide do- ret; quei dell'alta Soria sono assi-
dici ; Lattachia venti ; Aleppo cen- sliti dai religiosi di Damasco. Nel-
to setlantacinque; Tripoli di Soria la Galilea sono il monte Tabor
pochi ; Damasco otto ; Cairo set- ove nei sotterranei di un' antica
tecento tre; Alessandria mille cin- chiesa offiziano i frati minori nel
quecento cinquanta ; Rossetta ven- dli della festa della Trasfigurazio-
ticinque Fajume missione rina-
; ne; inoltre hanno Tiberiade, Cana
Cipro Larnaca quattrocen-
scente ; Galilea, il monte delle Beatitudini,
to dicciotto; Cipro INicosia dodici Mensa Christi, la Sinagoga, il Pre-
Sparsi nei medesimi luoghi vi era- cipizio, Safuria, ove esiste un'anti-
no circa mille cattolici di rito o- ca chiesa nel luogo che credesi la
rientale, assistiti dai medesimi re- casa di s. Anna. Per questi luoghi
ligiosi,per deficienza de' sacerdoti la custodia de' minori osservanti di
del proprio rito. Noteremo che in Terra Santa paga un tributo di
Cipro si apre un altro ospizio diecimila piastre ogni anno lutìare,
circa sei miglia da Amaca; in A- ed ogni tienl'aimi solari duecento
lessandretta d'Egitto si fa altret- mila piastie. In Betlemme mi- i

tanto; ed in Bevrut all'antico ospi- nori osservanti hanno in comune


zio si aggiunge una cappella alla coi greci ed artneni scismatici la
marina. Inoltre i religiosi france- grotta del Signore ; ma i greci pos-
scani della custodia di Terra Santa seggono soli il magnifico tempio di
hanno dieci scuole, ove si dà il Costantino; e gli armeni per de-
pranzo gratis agli scolari cattolici. naro ottennero dal pascià di chiu-
E si mantengono ancora a spese dere la porla per la quale passa-
dei francescani le vedove povere, vano processionalmente i minori
ed ogni sorte di poveri cattolici osservanti alla sagra grotta, onde
6o GER GER
al presente vi si recano per unn Lai'izza per la lingua araba, ed in
scali! e via La grolla
solterranea. Amaca per la lingua greca. I re-

dei Pastori con un campo di olivi ligiosi di altri ordini sono i car-
fu usurpato alla custodia dai greci melitani scalzi che hanno il monte
circavciil'anni sono. Dal villaggio Carmelo {fedi), capo della loro
dei Pastori presso Bellemuie nel mi.ssione di Palestina ; i cappuccini
j84o i greci scismatici scacciarono con le missioni di Aleppo, Reyrut,
violentemente i francescani che ,
Tripoli Damasco, olire tre sta-
e
J'avevano, ottenutone un firmano Libano;
zioni nel gesuiti che han- i

per denaro da Costantinopoli. La no una residenza nel monte Liba-


gian chiesa di (iostantino e di s. no ed un collegio in Beyrut
, i ;

Elena di Eetlemme è de' greci sacerdoti della congregazione della


scismatici, ma la gran navata di missione o lazzarisli, che hanno le

mezzo è comune. I francescani nel missioni Antura con un colle-


di

184.2 mandarono sino a Paiigi il p. gio, di Aleppo con una scuola pei

Gio. Battista da Moneglìa segreta- f;\nciulli ed una per le ragazze, di

rio di Terra Santa, per invocare Damasco con scuola pei fanciulli
la prolezione della Francia contro ed allra per le ragazze, tli Tripoli
le sopcrcliitrie dei greci. Da Pa- c(jlle stazioni di Eden e di Sgorta.
rigi quel padre si recò in Costan- Oltre a ciò i patriarchi cattolici
tinopoli, e per mezzo di quell'am- delle nazioni orientali esercitano la
basciatore francese si ottenne, che loro giurisdizione sui cattolici, chie-
Ja navata della gran chiesa di se e case del loro rito, esistenti in
Ijetlenune continuasse ad essere co- Gerusalemme e sue dipendenze.
mune tra Ten-i gieci e i latini. Jn questo Dizionario parlandosi
tarono greci di restaurare la gran
i
delle antiche sedi patriarcali, arci-

cupola del santo sepolcro, per ac- vescovili e vescovili della Palestina,
qiristarne assoluto dirilto; e la mis- Siria, Soria, ec. ai rispettivi arti-

sione del p. Moneglia in Parigi coli si riportano notizie riguardanti


ed in Costantinopoli produsse che i santi luoghi di Terra Santa. Su
sospendessero ogni operazione. I di questi è a vedersi l' opera del
zelanti francescani sono poveri, e p. Agapito di Palestrina minore
Jo scopo dell'odio de'preti marro- liformalo, intitolala: Notizie isto-

uiti e greci , i quali essendo piìi riche intorno ai luoghi di Terra


ricchiottengono facilmente dal go- Santa stese succintamente , Roma
verno turco quei privilegi che per 1793. Egli dice a pag. XII che
lo godevano
avanti primi, tal- i sui santi luoghi scrissero s. Giro-
volta sono anche segno alle
essi lamo con due lunghe lettere, una
persecuzioni de' turchi. Secondo una a Paola, l'altra ad Eustochia ; il

recentissima statistica della custo- ven. Redacompose apposito


che
dia di Terra Santa, i missionari opuscolo, avendo proli Italo delle
italiaiìi e spagnuoli sono cento, i notizie comunicategli dal vescovo
fratelli laici ottanta , i conventi Arculfo, il quale portatosi dalla
ventidue, i preti secolari trentotto, Gallia in Terra Santa vi si fermò
i cattolici latini undicimila, i col- per alcuni mesi; Giovanni Foca
legi tre, gli scolari quattrocento .ses- monaco nel secolo XII scrisse un
?;antiì : i collegi sono in Damasco, opuscolo, la cui greca produzione
, ,,

GEK GER 6r
tiaclolta in latino dalTAlla/io può domìnio degli israeliti, dei ro-
vedersi presso i Bollandisti , /id mani, de' saraceni, dei latini, e
inensem maji, toni. II; Pietio il de' turchi.
Venerabile , Cristiano Atlriconiio ,

Brocardo monaco Slefano Boni- , Pocbe città come Gerusalemme


facio raguseo vescovo di Stagno provarono tante sciagure e furo- ,

p. Francesco Quaresmio con due no com'essa replicatamente prese,


tomi ,p. Giovanni di Calahorra ,
distrutte, e riedificate. Culla del
abbate Biagio Ter/i e M. Giaco- ,
cristianesimo posta nella Palestina,
mo Giuseppe du Guet. Questi san- sotto il popolo ebreo fu la città

ti luogbi furono inoltre celebrali lii più grande, la più bella, la più
dall'iainiortale Torquato Tasso nel- ricca, e la più considerabile della

la sua Gcrusalfinine liberata j da (iiudea. Quando Giosuè arrivò nel


Rlicbelc Mallio con la sua Geru- paese di Canaan era poco conside-
salemme liberala stampata in Ro- revole; la prese e la die alle tri-

ma nel i83f); e dagli illustri Cbà- bù di Giuda e di Beniamino. Sic-


tcaubriand Michaud ,
Bvron, La- , come gebusei
i antichi suoi domi-
marline, Geramb, ec. In Torino natori ancora l'occupavano al tem-
nel 1837 il tipografo Giuseppe po Davidde, questo re li cacciò ,
di

Pomba pubblicò iu\ interessante abbellì la città, l'aumentò e la fece


opuscolo cbe porta per titolo: La capitale del regno d'Israele, e quin-
Terra Santa ed i luoghi illuslrali di fu sede dei suoi successori re

dagli apostoli , l'cdute pittoresche di Giuda. Salomone la rese una


secondo Turner, Harding, ed al- delle pili celebri città di oriente,
tri celebri artisti, istoria, descrizio- ornandola con isplendidi edifizi

ne ed attuali costumi, prima ver* massime col sontuoso tempio, co-


sione dal francese. JNel 1840 in strullo sul modello del Taberna-
Nantes l'abbate A. Dupuis ba pub- colo. Sotto il regno di Roboamo
blicato. Pian de Jéiusaleni et de figlio e successore di Salomone
ses faubourgs ec, molto importan- Gerusalemme fu presa e saccheg-
te. 11 p. Menochio poi nelle sue giata da Sesac re di Egitto, che
Stuore, tom. I, p. ^56, tratta Se s'impadronì anche di tutti i tesori

la città di Gerusalemme sia situa- del tempio. Dipoi Azael re di Si-

ta in mezzo al mondo abitato e , ria assediò questa città la seconda


di quanto circuito, e quanto popo- volta, uccise molti grandi del re-

lo avesse. Su di die può leggersi gno, e sconfitto l'esercito di Gioas


pure quanto dice il Rinaldi all'an- re di Giuda, non ritirossi se non
no 34, num. 116. Il Patrimonio dopo essersi imi>ossessato di tutti

Seraphico de Tierra Santa, del p. i tesori della città e del tempio.


Francesco di s. Giovanni del Por- Qualche tempo dopo Amasia re
to, opera importantissima per la d' Israele , sconfitto Gioas re di
conoscenza della missione minori- Giuda lo fece prigioniero , ed es-

tica dell' oriente, stampata in Ma- sendo entrato in Gerusalemme ra-


drid nel 1724. pi le rimaste dovizie, e fece de-
molire una porzione della città,
Cenili istorici dei principali ai'i'e- dalla porta di Efraim sino a quel-
ninienli di Gerusalemme sotto il la dell'Angolo, lìaziu re di Siria ,
,

f)2 GER GER


e Phncce figlio di Romelio re salemme qua! monarca della Siria,
d'Israele avevano già assediata que- e dopo Ja sua morte rimase essa
sta città, che fu soccorsa allora da sotto Tolomei come sovrani del-
i

Teglalli-Phalazar re di Assiria, al l'Egitto. Passò quindi in potere


quale in ricompensa si accordaro- tlei re di Siria, e fu ben trattata
no i tesori del tempio e quelli del da Antioco il Grande , ma non
re. Ma questi in appresso condus- così da suo figlio Seleuco. Antioco
se i siri in schiavilìi, ed uccise il Epifane suo fratello, fece marciare
loro re. Anche Nechar al ritorno le proprie truppe contro Gerusa-
della sua spedizione sull' Eufrate lemme, la prese, la saccheggiò, le
enti-ò in Gerusalemme detronizzan- tolse i tesori ed i vasi i più pre-
do Joachaz, e ponendovi in suo ziosi,ed in tale incontro vi peri-
luogo Eliacim o Gioacliirao: non rono circa ottantamila abitanti. Due
saccheggiò la città perchè vi erano anni dopo, per di lui ordine, A-
rimaste poche ricchezze, ma v'im- pollonio facendone un orribile ma-
pose delle pesanti contribuzioni. cello tolse lutto ciò che di pre-
,

Nabucodònosor riguardando la Giu- zioso vi era ancora rimasto, e die-


dea come tributaria dell'Egitto, con de la città al fuoco, la quale ab-
cui era in guerra, s'impadronì di bandonata dai propri cittadini ri-
essa e della città diGerusalemme: mase in potere degli stranieri. Sot-
dapprima ne cangiò il re ponen- ,
to Antioco Eupatore fu conclusa la
dovene un altro in suo luogo, il pace fra questo principe e Giuda
quale dopo tre anni essendosi ribel- Maccabeo, che si era posto alla te-
lato, Nabucodònosor mandò un'ar- sta della nazione, e sotto al quale
mata di caldei, siri, moabiti ed la città in qualche modo riedifica-
ammoniti che
saccheggiarono la ta godette un^ apparente tranquil-
Giudea, uccidendone il re Geconia. lità. I Maccabei continuarono i lo-
In un terzo assedio Gerusalemme ro successi contro i re di Siria
fu presa e saccheggiata, e final- vincendo Nicànore, ma poscia An-
mente per la quarta volta sotto tioco Sidete assediò Gerusalemme.
il regno di Sedecia fu conquistata Pompeo con l'esercito romano tro-
pure da Nabucodònosor, facendola vandosi nel Levante prese parte nei
in tale incontro rovinare ed ab- torbidi domestici sopravvenuti in
bruciare quasi interamente insieme Giudea eh' erasi creati dei piccoli
col tempio, trasportandone i sacri re. Ircano ed Aristobulo si dispu-
arredi : nel tempo stesso fece con- tavano il trono; Pompeo prese
durre a Babilonia una quantità partito pel primo, ed in conseguen-
di abitanti; ad onta di tuttociò la za assediò la città , la prese iu
città fu riedificata e ripopolata per giorno di sabbato, e la assoggettò
ordine di Ciro re di Peisia, a me- nominato da lui, sessantaquat-
al re
rito di Zorobabele, ma non vi si tr'anniprima di Gesìi Cristo, de-
liaizarono le mura e le porte, se molendone le mura , delle quali
non che dopo di Nee- il ritorno Giulio Cesare però permise la ri-
mia, circa ottantadue anni dopo la costruzione vent'anni dopo. Anti-
suindicata emigrazione. gono figlio di Aristobulo, sostenu-
Alessandro il Grande dopo la to dai parti, attaccò Gerusalemme
conquista di Tiro entrò in Geru- pochi anni dopo : Erode il Grande
GER GER 63
o l'Ascalonita abbandonò la città, tempio; dei giudei ivi bruciati, d'u-
pertossi a Roma, e col favore di na moltitudine immensa fatta schia-
Marc'Antonio e di Cesare ottenne va, e poi condannati alle bestie, o
dal senato il titolo di re. Al suo serbati pel trionfo, o venduti a vi-
ritorno assediò 1' emulo Antigono lissimo prezzo. L' imperatore A-
in Gerusalemme. Archelao figlio e driano nell'anno 182 fece eiigere
successore di Erode essendo stato una nuova città pi-esso l'antica,
esiliato dai romani, tutta la Giudea chiamandola Aelia Capitolina , ma
fu ridotta in provincia romana sot- espulsi gli ebrei proibì loro di por
to l'obbedienza del governatore del- piede anche nel territorio di Ge-
la Siria. Passato non
molto tem- rusalemme un miglio distante da
po da tale epoca, sotto il governo tutte le parli. Dipoi gli ebrei sbor-
di Ponzio Pilato, Gerusalemme e sando una somma considerabile di
i suoi dintorni vennero illustrati denaro, ottennero il permesso os-
da cjue' sovraumani portenti, già sia comprarono pochi passi di terra
dai più tempi promessi
rimoti i , ai confini di detta distanza , dove
quali accompagnaiono e produssero ogni sabbato si portavano da tutte
l'opera stupenda della salutare no- le parti, e vi si niettevano a pian-
stra redenzione. In quel tempo era gere in vista della loro città san-
tetrarca di Galilea Erode Antipa ta, sulla irreparabile perdita di es-
figlio di Erode il Grande, che ri- sa. Ma Elia tornò ad
Capitolina
pudiò la propria moglie, rapì E- essere chiamata Gerusalemme. L'an-
rodiade che lo era del fratello, fe- tico nome prevalse, massime sotto
ce morire s. Giovanni Battista, e Costantino, dopo che questi abbrac-
rimandò Gesù Cristo a Pilato. Gli ciò la fede cristiana ; fu allora re-
imperatori romani tennero quindi staurata e maggiormente abbellita
una guarnigione nella cittadella con parecchie chiese, di cui facem-
Antonia ; essendosi però gli ebrei mo superiormente memoria.
ribellati d'accordo con la guarni- Sotto r impero di Eraclio Ge-
gione, venne la cittadella assediata rusalemme fu presa ed abbrucia-
dalle truppe mandatevi dagl'impe- la da Cosroe li re di Persia, che
ratori, e la guarnigione tutta fu seco trasse un gran numero di pri-
passata a fìl di spada. Neil' anno gionieri , fra i quali il suo vesco-
seguente, il settantesimo dell'era vo Zaccaria. Ben tosto gli arabi
cristiana, Tito prese, bruciò, e ri- conquistarono 1* Asia minore, la

dusse ima trista solitudine Geru- Persia e la Siria. Omar successo-


salemme ,
già regina dell'oriente e re di INIaometto, essendosi impa-
.sede della religione per più di dronito della Palestina, disfatto
mille cento anni. 11 Rinaldi agli an- l'esercito romano, ed ucciso Seigio
ni 69, 70 e 71 racconta quanto suo duce, entrò vittorioso in Ge-
avvenne in Gerusalemme avanti rusalemme r anno 638 , distrusse
l'assedio, durante questo, e dopo il tempio, e vi eresse quella ma-
la presa della città; le fazioni che gnifica moschea già descritta. In
la lacerarono, la grande uccisione seguito mussulmani se ne re-
i

di cittadini ne' combattimenti, cro- sero padroni verso 1' anno io5'j>,
cefissi, morti, e di f ime ; la pro- ed allora la voce sparsasi, che i
fanazione, rovina ed incendio del luoghi più sacri e rispettabili della
H GER GER
:«!ligione fussero piofauali dagl'iii- ritti sul ducato di Buglione al ve-
ietleli , diede origine per Io zelo scovo di Liegi. La di lui fama e
di Pietro l' Eremi la (a cui conse- il ili lui esempio attirarono sotto
gnò lettere per la santa Sede il i suoi vessilli quanti più distinti
j)iilri;irca di Gerusalemme Simeo- e prodi cavalieri contava allcjia la
ne), e del romano Pontefice Ur- nobiltà. Obbligò l'imperatore Ales-
hiuio li, alia [Mima crociata, o sa- sio Comneno a dare la libertà ad
cra guerra per jicuperare i santi Ugo fratello del re di Francia, e
luoghi , stabilita nel concilio di ad altri signori france>i, non che
Clciniont l'anno 1096: di questa a dargli passaggio per i suoi sta-
e delle altre crociate
che coiujui- ti ; l'unperatorc greco cangiò poli-
slarono la Palestina ne sosten- ,
tica, trattò i capi dei crociati con
nero r ac({uisto e dopo perduto , distinzione, fece vestir Golfredo del
ne procurarono la ricupera, ne par- manto imperiale, 1' adottò per fi-

lammo al citato articolo Crociate, glio, e pose il suo impero sotto


argomento tutto risguardante Geru- la sua protezione. Oltre ricchissimi
salemme e i luoglii di Terra San- doni che gli lece, ordinò clic dal-
ta, per cui (pii ci limiteremo ad la festa della Epifania sino all'A-
indicare le principali gesta dei re scensione il tesoro imperiale gli
come spettanti al nuovo le-
ialini, dasse ogni settimana tanto oro e
gno di Gerusalemme. Goilledo di tante gemme, quante due uomini
Iiiiglione duca della bassa Lorena, potesseio portarne , e nove moggia
figlio di Euslachio II conte di di moneta biaiica ; ma fu conve-
lj(Julogne,ed uno de'più gran ca- nuto che di tutto ciò che i crociati
pitani del suo secolo, avendo date conquistassero, quegli stati che pre-
prove di mi corasmio invincibile cedentemente avevano fatto parte
in Germania sotto 1' imperatore dell'impero, sarebbero restituiti ad
Enrico IV, avendo ucciso il di lui Alessio, e che gli sarebbe stato
emulo Rodolfo di Svevia, fu dichia- fattoomaggio per gli altri. Goflre-
rato generale della prima crociata, do dopo diverse prove di segna-
e si pose alla sua testa nell'anno lato valore e pietà prese Nicea ,

^^97? giacché sotto quell' impera- Antiochia, e varie altie piazze me-
tore essendosi col di lui esercito diante il patrocinio dei ss. Deme-
portato a Roma contro il Papa liio, Giorgio, e Teodoro ; e s' im-
s. Gregorio Vii, in favore del- padronì di Gerusalemme li jq
l'antipapa Guiberto, colpito poscia luglio 1099, col fiore della no-
da una malattia si penti di aver biltà francese e di altre nazioni.
mosse le armi per favorire lo sci- Goffredo dopo la vittoria si asten-
sma e a daimo della santa Se- ne da ogni carnificiua, con gene-
de e fece voto di recarsi a Ge-
, rale edificazione umilmente si con-
rusalemme non come pellegrino, dusse inerme ed a piedi nudi al-
ma qiial difensore de'cristiani. Per la chiesa del santo Sepolcro, e ben
provvedere alle spese della crocia- tosto i crociati fecero rimbombare
ta permise agli abitanti di Metz di il tempio e la città santa di gemi-
ricomprar da lui la città, vendè il ti, di singulti, e di religioso tri-
principato di Stenay al vescovo pudio, ovunque eccheggiundo i can-
di Verdini, e cedette i suoi di- tici della penitenza e della grati-
GER GER 65
tudine. 1 principali dell'esercito de- proteggere gli interessi di lutti, pel
stinarono eleggere im re di Geni- regolare andamento del governo
salemme, per aflìdargli la cura di e della giustizia. Queste leggi ven-
Tegliare sulle conquiste, e difen- nero con gran pompa deposte nel-
dere i santi luoghi santificati dal la chiesa del santo Sepolcro, e ri-

Redentore. Dopo avere matura- ceverono il nome di Assise di Ge-


mente deliberato sulla scelta del rusalcmme , che nel 1 6(jO furono
soggetto ,
previa ogni necessaria stampate a Bourges col titolo di
indagine, i deputati dieci elettori, Libro delle assise e de'hnoni usi
scelti fra i personaggi piìi com- del regno di Gerusalemme. GoiTiedo
mendevoli del clero e dell'esercito, fu pianto dai cristiani di cui era
proclamarono Goffredo primo re padre e sostegno, e dai mussulmani
cristiano di Gerusalemme, che in- che avevano più volte provatala sua
di condussero in trionfo al santo giustizia, clemenza e virtìi. Il suo
sepolcro, ove prestò il giuramento corpo fu sepolto nel tempio del san-
di rispettare le leggi dell'onore e to Sepolcro, e la di lui spada fu
della giustizia, 11 pio e valoroso Gof- riposta nella sacristia. Gli succes-
fredo ricusò diadema d'oro e gli
il se il fratello Baldovino
che de- I,

onori reali, dicendo eh' egli non ac- stinato alla vita pre-
ecclesiastica,
cetterebbe giammai una corona pre- ferì quella delle armi; quindi pre-

ziosa ed uno scettro, in una cit- se la croce, e subito concepì l'am-


tà dove il Salvatore era stato co- bizioso disegno di formarsi uà
renato di spine, e scettralo di vuo- principato nell* Asia. Si fece adot-
ta canna; una cronaca dice che lare per figlio dal principe di
accettò una corona di lucente pa- Edessa, e dichiarare suo successore ;

glia; altri dicono che prese una ed è perciò che non seguì i ero-
corona di spine simile a quella ciati alla presa di Gerusalemme:
del Redentore, e che fu pago del in tal fondò in Edessa un
modo
modesto titolo di barone e difen- principato latino, che durò cinquau-
sore del santo sepolcro. taquattr'anni. Nel i oo Baldovino I i

Poco dopo il soldano di Egitto rinunziò la contea di Edessa a suo


mandò contro di lui una potente ar- cugino Baldovino, duca di Bourg,
mata, ma essa venne disfatta iute- e divenne successore a Goffredo,
ramente ad Ascalona, e Goffredo si Non esitò a prendere il titolo di
impadronì di tutta la Terra Santa, a re da suo fratello ricusalo, ed è
riserva di due o tre piazze. Si stava perciò che gli storici sogliono chia-
in espettazioue di maggiori prò- marlo primo re latino di Geru-
grcssij allorché egli morì nel mese salemme. Durante tutto il suo ro-
di luglio iioo, dopo un anno di gno fece egli guerra talora da
regno, in cui procurò stabilire in vincitore, talora vinto; non abbat-
Gerusalemme decorosamente il di- luto dai rovesci mai, non lasciò ri-
vin cullo, ed introdusse i Canoni- poso a'suoi soldati, uè ai suoi nemici.
ci regolari del santo Sepolcro [Fé- Baldovino I spedì un'ambasceria
di): ed al popolo
composto di al Papa Pasquale II, essendo pa-
nazioni diverse, die un codice di triaica Gibelino, acciò ampliasse
leggi , atte a reprimere gli ambi- la diocesi del patriarcato di Ge-
ziosi particolari, a conciliare ed a rusalemme, siccome fece, soltomet-
VOL. XXIX. 5»
,

CG GER GER
lentlogli il Ponlclice quelle chiese rosolimitano, e de' Tempiali (^e-
e quelle citici che il re avesse con- di), approvati dal Papa , comin-
quislalo. Sollo il suo regno la cit- ciarono a brillare di grande splen-
tà di Tripoli, dopo un assedio di dore. Folco V di questo nome co-
vari anni, si arrese ai cristiani, e me duca di Angiò , due volte e-
fn il qnarlo degli stabilimenti o ra stato coi crociati in Palestina;
principali fondali dai latini in o- sul trono di Gerusalemme sosten-
ricnlc.Baldovino I colle sue con- ne valorosamente gli sforzi dei sa-
quiste al regno di Gerusalename raceni, indi visse in buona armo-
aggiunse le città di Tolemaide os- nia con gli arabi e con gli egizi,
sia s, Giovanni d'Acri, Sidone, e morì alla caccia nel ii4^» P^i'
Borito , e parecchie altre della co- una caduta da cavallo.
sta di Francia. IMon nel 1118 Gli successe il figlio Baldovino
dopo dieciotto anni di regno, e III, sotto del quale i cristiani per-
tu tumulato nella basilica del san- derono Edessa, ciò che risvegliò
to Sepolcro. Gli successe il suddet- in Europa l'ardore delle crociate.
to Baldovino II suo cugino, il Luigi VII re di Francia, e Cor-
quale avea avuto parte ai trava- rado III imperatore presero la
gli della prima crociata, e nell'ul- croce , i popoli obbedirono alla
timo assalto di Gerusalemme fu voce di s. Bernardo e piombaro- ,

dc'primi che con Goffredo penetrò no una seconda volta sull'Asia. Bal-
nella città; era amato dai suoi dovino III ricevette i due sovrani
compagni pel suo coraggio e per con gran distinzione e li accom- ,

la sua disinteressata pietà. Soccor- pagnò all'assedio di Damasco, che


se Antiochia minacciala dai tur- non poterono superare, per cui
chi, e li fugò in vari incontri fecero ritorno in Europa, lasciando
ma poi restò prigioniero loro, quan- il re di Gerusalemme alle prese
do voleva liberare dalla piigione con nemici tanto formidabili. Non
Josselin de Gourtenai conte di per questo Baldovino III si lasciò
Edessa. La cattività Baldovino
di abbattere, si misurò con Noui'-Ed-
II immerse il regno di Gerusa- dyn, sultano d'Aleppo, che comin-
lemme nella costernazione; a' cri- ciava a porre le fondamenta di
stiani privi de' loro capi toccò di un impero destinalo ad annientare
combattere ad un tempo i sara- un giorno le colonie cristiane del-
ceni di Siria, ed i saraceni di E- l'Asia ; prese Ascalona , e morì di
gitto; nondimeno con V aiuto dei veleno a'2 3 febbraio i i63, d'anni
veneziani s'impadronirono di Tiro, trentatre. Il suo fratello Amaury I o
e respinsero i nemici. Josselin Almerico gli successe, dopo lunghi
fuggì dalla prigione, radunò trup- contrasti insorti nel clero e tra i

pe, sconfisse gl'infedeli, e fece ren- grandi del regno, e fu coronato


dere la libertà a Baldovino li, il nella chiesa del santo Sepolcro ai
quale morì nel i 3 1 lasciando 1 il 18 febbraio 11 65. Dotato d'inge-
regno a Folco conte d'Angiò, che gno attivo ed intraprendente, ave-
avea sposato Melissenda sua pri- va grandi viste, e spesso gigante-
mogenita, e fu vivamente pianto sche pel padrone di un p'iccolo
dai cristiani. Sotto il regno di Bal- stalo ; vano e fiero ammassò denari
dovino II gli ordini militari Ge- e credette che in politica ogni mez-
GER GER 67
zo fosse lecito per giungere all'in- pure dai greci, ma non ot-
citarlo
tento. Dovè subito sostenere una tenne che promesse. Sconvolto il
guerra col calilTo d'Egitto, che ri- regno dalle fazioni dei templari
cusando pagare il tributo avea e degli ospitalieri gerosolimitani ,

mandato un' armata in Palestina ; andando le colonie cristiane del-


però il califtb ritirò le sue truppe l'Asia in decadenza, morì Amaury I

e fece alleanza con Amaury I , il nel I 1 73.


quale per le somme ricevute do- Baldovino IV figlio e successore
vette portarsi con un esercito nel- del precedente, infermo, ed in te-
l'Egitto a sostenerlo contro il sul- nera età montò sul trono, per cui
tano d'Alcppo, onde ritornò a Ge- Raimondo III conte di Tripoli fu fat-

rusalemme colmo di ricchezze e di to reggente del regno durante la di


gloria. Invaghitosi del fertile E- lui minorità. Il regno fu tosto agi-
gitto, concepì il disegno di farne tato dalle pretensioni della nobiltà
la conquista , e di ciò persuase il e del clero; gli stati de'cristiani
gran maestro de'cavalieri di s. Gio- d' Asia tendendo alla decadenza,
vanni dell' ordine gerosolimitano, Saladino invase la Palestina. Dive-
ai quali promise la città di Bilbeis nuto maggiore Baldovino IV mos-
quando fosse caduta in potere dei se ad incontrarlo, e lo sconfisse ad
cristiani; quindi fece associar nel- Ascalona tale vittoria rinvigorì le
:

l'impresa anche l'imperatore di Co- speranze dei cristiani, ma non tar-


stantinopoli, di cui avea sposato la dò la fortuna a dichiararsi per gli

nipote, dopo aver ripudiato Agne- infedeli. Irritato Saladino di sua


se di Courtenai. Amaury I ruppe sconfitta, desolò le provincie del re-
d'improvviso la pace col califfo di gno, mentre il re per le infermità
Egitto, prese Bilbeis che fu data avea perduto la vista, e l'uso delle
all'ordine gerosolimitano, mar- e mani e dei piedi, e dato il comando
ciò quindi verso il Cairo, dove l'a- dell'esercito a Lusignano Guido di
vea preceduto il terrore delle sue conte diJoppe suo cognato, che pur
armi. Allora il califfo procurò con fece reggente del regno. Guido non
tesori comprare 1' infranta pace, profittò dell'occasione per attaccale
mentre implorò ed ottenne soc- il nemico, gli fu tolto il comando
corsi dal sultano d'Aleppo; onde il dell' esercito e il governo, ed il tut-
re tornò a Gerusalemme senza nul- to si afEdò a Raimondo 111. Intanto
la, e ben presto il regno si trovò Baldovino IV ottenne da Sahidino
circondato e minacciato da ogni una tregua, e spedì in Europa il

parte, perchè INour-Eddyn profit- patriarca Eraclio per sollecitare una


tò dell'occasione per conquistare nuova crociata, ma nulla ottenne.
l'Egitto. Dopo la morte del sulta- Turbato il regno di Gerusalemme
no divenne possessore d' Aleppo dai faziosi, e minacciato dai sara-
dell' Egitto il valoroso Saladino, ceni,morì Baldovino IV nel i 186,
che riuscì formidabile ai cristiani avendo disognato per successore il
di Palestina . Subito attaccò il figlio di Sdiilla sua sorella, e del
piccolo regno di Gerusalemme, ed marchese di Monferrato Guglielmo,
il re si trovò costretto d'implorare Baldovino V. Quest'ultimo essendo
l'aiuto de'cristiani d'occidente, e si nell'infanzia, terminò i suoi giorni
trasferì a Costantinopoli per solle- passati sette mesi, forse avvelenato
68 GER GER
da Raimondo III, o sagrificalo tlal- Sefori erano l'unica speranza. Gui-
r ambizione di sua madre, che in do contro l'opinione di Raimondo
seconde nozze avea sposato Guido III, mosse incontro a Saladino, il

di Lusignano, a cui voleva assicu- quale impadronito si era di Tibe-


rare la corona di Gerusalemme. riade.I due eserciti giunsero nel

Questo principe d'una delle più medesimo tempo nella pianura di


antiche case del Poitou, ma cava- Baltouf, ed il giorno dopo, a' 4 lu-
liere senza nome e senza gloria per- glio 187, vennero a battaglia; la
I

sonale, perchè la sua incapacità gli vittoria contesa per due giorni con
fece perdere la stima de' suoi ulFi- eguale ardore, si dichiarò finalmen-
ziali, e l'oigoglio terminò d'irritarli, te pei saraceni. Guido fatto prigio-
divenne nel i i86 re di Gerusalemme niero con suo fratello, ed un gran
in questo modo. Dopo la morte di Bal- numero di venne accolto
cavalieri,

dovino V, accusati molti d'averla da Saladino in una tenda nel mezzo


provocata, Sibilla mostrando allora del suo campo, in cui gli presentò
intenzione di separarsi da Guido, de' rinfreschi. Continuò a trattarlo
e di scegliersi a sposo il guerriero con bontà per tutto il tempo che
più capace di difendere il regno, il tenne al suo seguito; da ultimo

si recò nella chiesa del santo Se- però divenuto padrone di quasi tut-
polcro, circondata dai suoi prima- ta la Palestina, e di Gerusalemme
ri uffiziali. Il patriarca Eraclio pro- a' 2 ottobre187, gli rese la liber-
i

ferì il divorzio, gli consegnò lo scet- tà a condizione che Guido rinunzias-


tro, e la invitò a non aflidarlo che se al titolo di re di Gerusalemme,
al più degno ; ella presa la corona dopo ottantotto anni eh' era dura-
dalle mani del patriarca, la pose to il regno latino, ed il R^inaldi a
in capo a Guido, che si pose genu- detto anno riporta le iniquità com-
flesso innanzi a lei ; i suoi partigia- messe da Saladino sui santi luoghi,
ni applaudirono, ma gli amici di facendo battere la vera croce per
Raimondo III si ritirarono sdegna- la città, lavare la basilica del san-
ti come rimasti delusi. Guido lungi to Sepolcro con acqua di rose on-
dal cercare di placarli, fece appa- de farvi leggere il Corano, e dire
recchi per assediare Raimondo HI le lodi di Maometto. Guido creden-

conte di Tripoli, in Tiberiade sua dosi sciolto dal giuramento cui strap-
residenza. Questo tratto dalla di- pato gli avea la violenza, tentò, ma
sperazione invocò il soccorso di Sa- indarno, aiutato da alcuni sudditi
ladino, e l'esercito de' saraceni ta- fedeli, di fare che riconosciuta ve-
gliò a pezzi i cavalieri templari, nisse l'autorità sua nelle città che
che vollero opporsi al suo ingresso non erano ancora state sottoposte
nella Galilea. al giogo de' saraceni ; e deliberato
Il avvenimento persuase
fatale di riacquistare la stima de' suoi po-
Raimondo III ad obbliare il suo poli con alcun tratto di valore, as-
disdegno; andò a visitare Guido in sediò Tolemaide. Durante tale as-
Gerusalemme, l'abbracciò dinanzi a sedio, lamorte di Sibilla fu origi-
tutto il popolo, e giurò di combat- ne di nuove contese, intorno al va-
tere sotto gli ordini suoi i nemici no titolo di re di Gerusalemme.
del nome Cinquantamila
cristiano. Guido ottenne di conservarlo in vi-
uomini accampati nella pianura di ta,ma subito dopo egli ne fece ces-
GER GER 69
sione a Riccardo Cuor di leone l'e suo regno non furono salvati, che
«ringhillerra, ricevendone in cam- per la divisione la quale regnava
bio la sovranità dell' isola di Cipro, allora ne' discendenti di Saladino.
cui fu altresì obbligato di ricom- Amaury II sollecitò più volte i soc-
prare dai templari, ai quali Riccar- corsi dell'Europa cristiana; fu pre-
do l'avea già venduta per venticin- dicata una crociata per tutto l'occi-
que mila marchi d'argento. Questo dente, ma in vece i crociati si recaro-
debole principe dopo aver fondato il no ad assediare Costantinopoli (F^edi)^
regno di Cipro mori nel g4> e la- 1 1 né più curarono i giuramenti fatti
sciò a suo fratello Amaury la pre- di liberare Gerusalemme, e nel
lata isola, cui i loro discendenti 1204 vi fondarono l'impero latino.
possederono fino al i^j^- Enrico Allorché lo scarso numero di guerrie-
conte di Champagne fu riconosciu- ri, che difendevano la Palestina, ri-
to re titolare di Gerusalemme co- seppe la conquista di Costantinopoli,
me nipote di Riccardo; questo gio- accorse in questa città, di cui era
vine principe aveva sposato da poco stata loro vantata la ricchezza. A-
tempo Isabella sorella della regina maury II rimase alquanto solo in
di GerusalemmeSihilla, restata vedo- Tolemaide, e vi mori nel i2o5, la-
va Corrado di Monferrato signo-
di sciando il regno di Cipro al suo fi-
re di Tiro assassinato dal Vecchio glio Ugo di Lusignano ed il vano
della montagna, avendo per dote la titolo di regina di Gerusalemme a
detta città. Nondimeno il re Enri- JMaria figlia d' Isabella e di Cor-
co vedendosi circondato da tanti rado di Monferrato di lei primo
pericoli, e formando la principal marito.
sua forza gl'individui dei tre or- Quando i cristiani della Pale-
dini militari gerosolimitano, de'tem- stina vennero a domandare a Fi-
plari e de' teutonici, desiderava ri- lippo II Augusto re di Francia uno
tornare in Europa. Iq questo tem- sposo per la suddetta JMaria erede
po la morte di Saladino fece al- del regno di Gerusalemme, il re
quanto sperare ai cristiani di Pa- scelse Giovanni di Brienne figlio
lestina, ma nel i 197 morì il re di Erardo II conte di Brienne, e
EnricOj ed allora Amaury II di di Agnese di Montbelliard, per
Lusignano re di Cipro sum mento- tal matrimonio, il quale tutte le
vato, e fratello di Guido raccolse qualità in sé univa di un vero ca-
l'eredità o piuttosto le speranze valiere francese. Egli partì per la
de' suoi predecessori sposando Isa- Terra Santa nel 1209, sposò Maria,
bella vedova d'Enrico, onde fu e si fece consecrare re di Gerusa-
coronato re di Gerusalemme nel- lemme nella città di Tiro, indi si

la città di Tolemaide. Aveva l'im- segnalò per alcuni vantaggi che ri-
peratore Enrico VI spedito in Pa- portò sui saraceni allora padroni
lestina un esercito di crociati, i di una gran parte del regno ch'e-
quali avevano riportalo qualche van- gli era chiamato a conquistare; ma
taggio, ma essi furono richiamati siccome non aveva seco condotto
in Europa dopo la morte del re che un piccolo numero di cavalie-
Enrico, per cui Amaury II si tro- ri, i suoi successi non furono che
vò esposto a bersaglio di tutte le passeggieri. 11 Pontefice Innocenzo
forze saracene. I deboli avanzi del III ad esempio de' suoi predecesso-
70 GER GER
ri, che sempre posero tutto lo ze- Federico li sposò in Brindisi Jo-
lo e il loro potere a vantaggio di lante, che il Papa ornò in Ruma
Gerusalemme e de' luoghi santi di coU'insegne imperiali nel 1226; ma
Palestina, fece predicare una nuo- r imperatore dopo aver preso il
va crociata. Andrea li re d' Unghe- titolo di re di Gerusalemme che
ria, e molti altri principi dell'oc- apparteneva al suocero, dai suoi
cidente presero la croce, sbarcando ministri fece prender possesso di
a Tolemaide, ed uniti a Giovan- quella parte, che non era ancor
ni di Brienne ottenneio alcuni van- venuta in potere de' saraceni, e
taggi, e presero Damiata. Ma fra i tuttociò con grave dispiacere del
capi essendo entrata la discordia, e suocero che si vide spogliato del
per le pretensioni del cardinal le- regno, e Federico II più non parfi
gato Pelagio, il re si ritirò a Tole- per la Palestina, ad onta de' giu-
maide ossia Acri, ed obbligati fu- ramenti fatti, Onorio III procurò
rono i crociati abbandonar 1' Egit- di porre in accordo i due princi-
to; indi nel 1218 Safadino fratel- pi, ma senza riuscita ; e siccome
lo di Saladino demoFi il restante Giovanni erasi rifugiato presso di
delle muraglie Gerusa-
dell' infelice lui' ,
perciò il Pontefice usando
lemme. Il Rinaldi dice che fu Cor- della consueta carità della Chie-
radino figlio di Safadinp che distrus- sa romana, nell'anno 1227 die a
se Gerusalemme, le sue mura e Giovanni per sostentamento di sua
torri, dal tempio del Signore e dal- real persona, il governo di tutti i
la torre di Davidde in fuori, e sog- dominii che la santa Sede posse-
giunge che avendo tenuto consiglio deva da Radicofani a Roma. Nel
i saraceni per distruggere il santo medesimo anno morì Onorio III, e
sepolcro, minacciandone con lettere gli successe Gregorio IX, il quale
i cristiani di Damiata, ninno però invitando l'imperatore ad effettua-
ebbe ardire, di farlo per la rive- re i suoi giuramenti, e mostrando-
renza che avevano al luogo. Gio- si egli indifferente, solennemente lo

vanni di Brienne implorò di nuo- scomunicò, e die il comando delle


vo i soccorsi d'occidente, il perchè milizie pontificie al le Giovanni.
Onorio III esortò l'imperatore Fe- Finalmente Federico II partì nel
derico II ad intraprendere il viag- 1228 per la Palestina, e fu accol-
gio di Terra Santa, chiamandolo a to ad Acri come un liberatore ; ma
tale effettoin Anagni. Il Papa con- appena i crociati seppero ch'era
vocò quindi un'assemblea in Feren- allacciato dalle censure, al rispetto
tino per istabilire un'altra spedizio- dimen-
successe la diffidenza, e fu
ne, e v' intervenne il re Giovanni ticato bramato conquisto di Ge-
il

eh' erasi portato a Roma per esse- rusalemme. Sentendo poi Federico
re soccorso Federico II pro-
; in essa II che il Papa avea bandita una
mise con giuramento di andare a crociata contro di lui sotto il co-
Gerusalemme tra due anni. Indi mando del suocero, divenuto suo
Onorio III consigliò Giovanni per gran nemico, a' 18 febbraio del
meglio interessare l' imperatore, ri- 1229 fece coi saraceni un infame
masto vedovo per la morte di Co- patto, per cui il patriarca scagliò
stanza, di dargli sua figlia Jolante r interdetto ai luoghi santi ; quan-
e
in isposa. Giovanni vi acconsenfi, do Federico II entrò in Gerusalem-
GER GER 71
nie 17 marzo trovò la basilica
a' cedergli dovesse all'impero. Giovan-
del santo Sepolcro deserta, onde ni giunse a Costantinopoli nel 1229,
da se stesso si pose la corona sul e al dire del Dandolo ne fu pu-
capo, e si proclamò re di Gerusa- re coronato imperatore, ma vec-
lemme, al modo che narrammo chio d'età ; nondimeno non ismenli
parlando di tal principe agli arti- le speranze che di sua bravura
coli Crociata sesta, e Germania. eransi concepite , e combatté il re
Solo qui diremo, che Federico II de' bulgari, e Vattace imperatore
fece alleanza col soldano di Babi- di Nicea , che con centomila uo-
lonia, il quale ritenne la custodia mini avevano assediata Costantino-
del santo sepolcro, perchè andan- poli, che Giovanni difese con un
dovi i saraceni in pellegrinaggio, pugno di prodi. Quando queste ed
potessero entrarvi liberamente sen- altre vittorie risvegliavano l'entu-
za pagar tributo; e tranne Geru- siasmo de'guerrieri d'occidente, Gio-
salemme il soldano fuori della cit- vanni mori a'23 marzo 1287, la-

tà non restituì all' imperatore un sciando l'impero Ialino senza ap-


palmo di terra né al patriarca, né poggio e senza speranza, per cui
al santo sepolcro, uè all'ospedale si Sino dal 1224 era egli
disciolse.
di s. Giovanni, né agli abbati di passato in seconde nozze con Be-
Larina, né di Giosafat, né del tem- rengaria sorella del re di Casti-
pio del Signore, né del monte Oli- glia. In quanto a Gerusalemme
veto, né del monte Sion, come nar- ed alla Palestina, da quest' ulti-
ra il Rinaldi all'anno 1229. ma i cristiani furono interamen-
L'imperatore senza fortidcare le te cacciati da' saraceni nell' anno
mura di Gerusalemme e pensare , 1291. Oltre gli ordini gerosoli-
alla sua difesa ,
precipitosamente mitano, teutonico, e de' templari,
fece ritorno in Europa, sbaragliò in Gerusalemme ed altri luoghi
le truppe del suocero e ricuperò santi, furono istituiti ancora i se-
le città che avea occupate. In que- guenti ordini cavallereschi. Del
st'anno la fortuna venne ad offrire santo Sepolcro, che per indulto a-
a Giovanni di Brienne 1' occasione postolico tuttora conferisce il p.
di salire sul trono di Costantino- guardiano della custodia di Terra
poli. L'impero de' latini cadde in Santa; di s. Caterina del monte
rovina; Baldovino II, che succede- Sinai; di s. Giovanni Acconeuse o
re doveva al padre suo Pietro di sia d'Acri, sotto il patrocinio di s,

Courtcnai, era ancora in età mi- Giovanni Evangelista ,


per assiste-

nore ; principi dello stato si ri-


i re gì' infermi e pellegrini visitanti
volsero a Gregorio IX per doman- i santi luoghi ; di s. Tommaso
dargli un principe che potesse go- Cantauriense ; di s. Biagio; e di
vernarli e difenderli. Il Papa scel- Monte Gaudio poco lungi da Ge-
se Giovanni di Brienne , che fu rusalemme, a difesa de' medesimi
insignito a vita del titolo e delle santi luoghi.
prerogative d' imperalore, col titolo In quanto al titolo di re di
di vicario e governatore dell'impe- Gerusalemme, dopo Federico li

ro, a condizione che dasse al gio- imperatore, e re di Napoli e Si-


vine Baldovino II la sua seconda cilia, lo portò Corrado IV impe-
figlia in isposa , e che quegli suc- ratore suo figliuolo, ed a Cor-
72 GER GER
radino figlio del secondo glielo die vevano concesso suoi predecesso-
i

il Papa Clemente IV. Dichiarando ri. 1 re di Sardegna come duchi di

(juesli re delle due Sicilie Carlo Savoia, e coni' eredi delle ragioni
1 d'Angiò, gliene die solenne in- dei Lusignani, egualmente s' inti-
vestitura come feudi della Chiesa, tolano re di Gerusalemme, ed in-
e d'allora in poi i re di Napoli quartano nelle loro arme uno scu-
usano d'intitolarsi re di Gerusa- do d'argento con croce potenziata
lemme, dacché Carlo I era erede d'oro, accompagnata da quattro
delle ragioni che avea sulla coro- crocette simili, eh' è l'insegna del
na di Gerusalemme la principessa regno latino di Gerusalemme. Os-
Maria d' Antiochia , nata da Boe- serva il Bosio nel tom. I, p. i3j
inondo III principe di Antiochia, ócW Istoria della sacra religione
che altri chiamano Piaimondo Ru- ed illuslrissinia tnilizia dì s. Gio-
pini, e da Melissenda figlia eredi- i'aiini Gero solimi tana ove pure e- y

taria d'Isahella regina di Gerusa- ruditamente tratta di Gerusalemme,


lemme figlia d'Amaury II. La det- che i re d'Inghilterra ancora s'in-
ta principessa Maria cedette in titolarono sempre re di Gerusa-
Roma solennemente le sue ragioni lemme, dopo il re Riccardo Cuor
sul regno di Gerusalemme nel di leone, e per le ragioni sudde-
1276 o meglio 1277 a Carlo I scritte. Il Borgia nella Difesa del
d'Angiò, ed a' suoi successori, per dominio temporale della Sede a-
una somma di danaro, e Carlo I poslolica, a pag. 299 e seg. trat-
come re di Gerusalemme fu co- ta di Gerusalemme e suo regno,
ronato dal Pontefice Giovanni XXI oltre che nel 1277, nel comincia-
o meglio dal Pontefice Nicolò re del secolo XVI
compreso fu
111.Questo Papa aveva commesso nelle papali investiture delle due Si-
r esame dell' aliare al patriarca di cilie, per cui Alessandro VI nel 5o i 1

Gerusalemme ed ai gran maestri dichiarò Luigi XII redi Francia, re


de' gerosolimitani e de' templa- di Napoli e di Gerusalemme, e Fer-
ri,non che agli altri baroni di dinando V il Cattolico, ed Isabel-
Terra Santa, che solevano avere la sua moglie, duca e duchessa di
volo in consiglio, e nell'elezione Puglia e Calabria. Quindi dichia-
del re di Gerusalemme. Dipoi i ra come che l'investitu-
sia falso,
romani Pontefici coll'investiture del re papali regno delle due Si-
del
regno delle due Sicilie conferiro- cilie sieno della natura medesima
no il titolo di re di Gerusalemme di cui sono le investiture volute
ai re di Napoli. Quando Giovanni dal patriarca di Gerusalemme da
XXIII nel i4ii scomunicò Ladi- Buglione , del regno stesso di Ge-
slao re di Napoli e di Gerusalemme rusalemme, e da Boemondo del
perchè aspirava
dominio di
al principato d'Antiochia; e dice del
Roma, lo privò d'ambedue i regni. titolo di re di Gerusalemme, e
E Clemente XII a' 12 maggio 1738 della consuetudine di unirsi alle
coU'autorità della bolla Ad cxcel- investiture della Sicilia. Quanto ai
suin, concesse l'investitura delle due destini di Gerusalemme, dopo che
Sicilie, e del regno di Gerusalemme Saladino la tolse ai cristiani, restò
a Carlo III di Borbone con le stes- sotto r obbedienza e dominazione
se condizioni, e come ^d altri a« de' solduui di Egitto; fu tolta da
,

GER GER 73
essi a Federico II nel 1244} ed i Giovanni ; assistè la Madonna a
corasmini maomettani vi commisero pie della croce, ed apparecchiò gli
inauditi eccessi; finché nel iSiy unguenti per imbalsamare il corpo

cadde in potere di Sclim I impe- di Cristo. S. Giuseppe d'Arimatea


ratore de'turchi, e da quel tempo discepolo del Redentore, chiese il
insensibilmente sempre piìi decadu- di lui corpo a Pilato, ed avendolo
ta dal suo primo splendore, restò involto in candido lenzuolo lo ri-
sotto il dominio della Porta otto- pose in un sepolcro nuovo inciso
mana, e quale di sopra la descri- nel sasso: si vuole che propagasse
vemmo. l'evangelo in molte parti, come
nella gran Bretagna, e morì l'an-
Notizie ecclesiastiche di Gerusalem- no 35. S. Gamaliele peritissimo
me e del suo patriarcato. giureconsulto, seguace del Reden-
tore, perorò più volte a favore de-
Primieramente riporteremo la gli apostoli, die sepoltura a s, Ste-
cronologia de' santi della chiesa ge- fano, e vi fu sepolto vicino l'anno
rosolimitana ^ secondo quella del 35. S. Abibone, fu battezzato da
Terzi, come si legge a pag. 224, un discepolo del Redentore, e mo-
mentre a pag. 227 riporta la cro- ri prima della distruzione di Ge-
nologia de' sommi sacerdoti, da Aa- rusalemme. S. Nicodemo, che per
ron sino a Giovanni Ircano figlio seguire il Picdentore fu privato dai
di Simone, ed a pag. 3i5 la cro- giudei del principato, e cacciato da
nologia de' patriarchi, profeti, giu- Gerusalemme, venne sepolto presso
dici e regnanti della Siro-Palesti- s. Stefano l'anno 38. S. Giacomo
na, incominciando da Adamo, sino il Maggiore figlio di Zebedeo, te-
a Selim I imperatore de'turchi : nel stimonio della trasfigurazione del
paragrafo seguente riporteremo i Signore, e dopo
aver annunziato
\entitre concilii di Gerusalemme, il vangelo nella Samaria , nella
e quelli del Mansi , nei quali vi Giudea, e nelle Spagne, fu fatto
sono altre notizie sulla storia ec- morire in Gerusalemme da Erode
clesiastica di Gerusalemme. I santi Agrippa l'anno 4i- S. Panutio, glo-
dunque della chiesa gerosolimitana rioso martire del secondo secolo.
da tale storico descritti, oltre i ve- S. Ciriaco vescovo d'Ancona, por-
scovi di cui parleremo, sono: il tatosi a visitare i santi luoghi sot-
santo re Davidde, morto santamen- to l'impero di Giuliano l'Apostata,
te nell'anno del mondo 3o2i. S. fu martirizzato l'anno 363. I ss.

Anna che meritò di ve-


profetessa, Andronico ed Anastasia consorti
der Gesù nel tempio tra le brac- di professione argentieri, fiorirono
cia del vecchio Simeone, o l'an- nel quarto secolo, e morirono con-
nunziò a tutti quelli che aspetta- tinenti in visitare i santi luoghi di
vano la redenzione in Israele, e vi- Palestina, Piniano e Melania
I ss.

veva nell'anno secondo di nostra consorti romani che menarono vi-


era. S. Stefano protomartire, uno ta penitente nel monte Oli velo, a-
de' sette diaconi , fu martirizzato vendo il prinìo animato l'impera-
l'anno 34- S. INIaria Salome, mo- trice Eudosià alla visita de' santi
glie di Zebcdeo , e madre degli luoghi, ciò che eseguì l'anno .\'ò'6.

apostoli s. Giacomo Maggiore e s. S. Pclagia antiochena; menò vita


, ,

74 GER GER
penileale nel monte Olivelo, allo- La sua catte-
fratello del Signore.

ra fiequenluto dai pellegrini , e dra (ù custodita con venerazione,


morì l'anno 4'*'- S. Atanasio ni- sino al tempo di Eusebio. Gli suc-
pote di s. Cirillo patriarca alessan- cesse s. Simeone o Simone I di
drino, portandosi in Gerusalcname lui cugino, figlio di Cleofa e cu-
inveì contro 1' intruso vescovo Teo- gino del Redentore, nell'istesso an-
doro eutichiano, il quale lo fece no; resse la chiesa gerosolimitana
ferire mortalmente, e strascinarlo quarantasei anni, e fu crocefisso
per la città, dandolo in cibo ai sotto Traiano nel 107 o 109, d'an-
cani l'anno 4^^- Aggiungeremo ni cento e venti. Abbiamo dal Ri-
che il sommo Ponttiice romano naldi che alla morte di s. Simeo-
Teodoro I, di nazione greco, nato ne non avendo potuto conseguire
in Gerusalemme, e figlio di Teo- questo vescovato l'ambizioso e su-
doro vescovo, fu eletto Papa a'24 perbo Tebuli, per disperazione si
novembre del 642, e governò la pose ad infestare con perniciosi er-
Chiesa universale circa sette anni. rori la chiesa gerosolimitana la ,

Dopo la gloriosa ascensione in quale non essendo mai stata sino


cielo da Gesù Cristo operata sul allora da eresia veruna contami-
monte Oliveto, il principe degli nata si chiamava la vergine. Il

apostoli e primo sommo Pontefice terzo vescovo Giusto o


fu san
s. Pietro di Betsaida in Galilea Giuda I, che visse tre anni, e morì
promosse pel primo al governo martire il quarto s. Zaccheo pur
;

della chiesa gerosolimitana, e fece chiamato Zaccaria ; il quinto To-


primo vescovo l'apostolo s. Giaco- bia, ed il sesto Beniamino I. Suc-
mo Minore, detto il Giusto: visse cessero altri nove vescovi tutti e-
vergine, astinente dal mangiar car- brei fatti cristiani, cioè Giovanni,
ne, e dal bere vino, e per la fre- s. Mattia, Beniamino TI, Filippo
quenza dell' orazione, i suoi ginoc- che secondo Epifanio morì nel 127,
chi s'incallirono come la pelle di Seneca, Giusto, Levi, E freni, Josi-
cammello: osserva il Piinaldi che s. de chiamato da Eusebio Gioselfo,
Giacomo in memoria del Reden- e Giuda li che visse sino all'anno
tore ivi crocefisso, vestiva di una decimoprimo dell' imperatore An-
semplice sindone o veste candida, tonino. Gli ultimi sei, al dire di
e perciò nel modo il più abbietto Eusebio, nello spazio di tredici an-
in confronto degli altri chierici di ni, vale a dire sino all' ottavo di
questa chiesa, la quale umiltà fu Adriano, soffrirono crudelissima per-
imitata anche da altri vescovi ge- secuzione e martirio dai tiranni
rosolimitani. Per invidia e malva- mancano le memorie. Quan-
di cui
gità de' giudei fu precipitato dal do Gerusalemme fu distrutta da
pinnacolo del tempio nella profon- Tito è a sapersi che i cristiani,
da valle di Cedron, e semivivo fu seguendo il consiglio predetto da
ucciso nell'anno 63 di nostra era, Gesù Cristo, ritiraronsi sulle mon-
dopo ventinove anni di vescovato, tagne al di là del Giordano, fa-
e novantasei di età, secondo Epi- cendo per qualche tempo dimora
fanio: GioselTo attribuisce la rovi- nella Perca e particolarmente a
na di Gerusalemme morte da- alla Pella ; e fu colà che vi ebbero i
ta a s. Giacomo, che fu pur detto suddetti ultimi quindici vescovi^
, ,,

GER GER 7J
nove de'quali circoncisi, che ave- onorala di tal nome da Augusto
vano abbracciato il cristianesimo ; era di gran lunga più degna di
fiiblnicala poi dall' inipeialorc A- quella di Soiia, la sede alessandri-
di'iano la nuova Gerusalemme col na fondala da s. Alajco a nome
nome di Àtlia, proibì quell'im- di s. Pietro, fu preferita all' antio-
peratore agli ebrei di mettervi pie- chena, quantunque fondala prima
de. I gentili però che vi si reca- dallo stesso principe degli apostoli.
rono ad abitare, avendo ricevuto Egualmente, perchè Cesarea ma-
la fede di Cristo, elessero per ve- rillima, maggiore di tulle le altre
scovo uno di essi chiamato Mar- città della Giudea, era stata fatta dai

co, mentre Giuda 11 succitato, l'ul- romani metiopoli di tutta quella pro-
liuìo dei vescovi ebrei ritirati a vincia, quivi parimenti fu posta la
Fella, vivea forse ancora, e gover- sede metropolitana dell' istessa pro-
nava la sua chiesa composta dei vincia , e non in Gerusalemme
fedeli della sua nazione. benché con riserva di qualche spe-
Cesarea, una delle più belle cit- ciale onore a favore della chiesa
tà di Palestina, ed in cui predicò gerosolimitana, come rilevasi dal
l'evangelio s. Pietro, era diventala concilio nominalo, canone
JNieeno
dopo la rovina di Gerusalemme 7, e s. Girolamo accenna ntìW epist.
metropoli di tutlo il paese, in cui 6i. Intanto proseguendo la suc-
eransi ritirati i cristiani, compresa cessione dei vescovi , diremo che
la novella città A.lia Capitolina, al memorato san Marco martire
co' suoi vescovi, né pare che il successero progressivamente Cassia-
patriarca d'Antiochia vi abbia e- no, Publio o Publiuo, Massimo I,
sercitato mai nessuna giurisdizione; Giuliano I, Graziano o Gaiano co-
al contrario fu il vescovo di Ae- me lo chiama Eusebio, Simmaco,
Ha, come il più degno, che ordi- Caio, Giuliano II, Capitone, Mas-
nò sempre quello di Cesarea. Go- simo li, Antonino, Valente Doli-
deva nondimeno di alcuni privi- chiano, e s. Narciso. Questi illu-

legi iu memoria dell'antica Geru- stre per santità e dottrina, inter-


salemme; i padri del primo con- venne al concilio radunato per ce-
cilio generale tenuto in Psicea nel lebrare la Pasqua ; calunnialo dai
32 5, glieli conservarono, riservan- nemici fuggì all'eiemo, e nella sua
do però sempre diritti di nie- i assenza fu eletto Dione a cui suc-
tiopoli alla chiesa di Cesarea. Pe- cessero Elio, Germanico, e Gordio
rò il llinuldi all'aimo 3(), niun. i i, verso l'anno 199, nel di cui tem-
narra che s. Pietro fondò il ve- po ritornò dall' eremo Narciso, che
scovato d'Antiochia, metropoli della poi volò al cielo ciica l'anno 2o3,
Soria, alla quale era soggetta an- e di sua età centosedici. Fin qui
che la Palestina tutta con la città Eusebio di Cesarea protesta non
di Gerusalemme; quindi osserva aver potuto indagare gli anni di
che i nostri maggiori nell' istituire ciascuno. Nel 2 3 fu fatto vesco- 1

le sedi delle chiese, si con[òrn)a- vo s. Alessandro antiocheno, uomo


rono alla divisione delle proviucie, dottissimo, essendo già vescovo e
ed alle prerogative già stabilite collega di Narciso pervenuto in
dai romani; laonde perche la pre- Gerusalemme per visitare i santi
lellura Augustale d' Alessandria luoghi, fu con voci di amore ac-
76 GER GER
clamalo governo di questa cliie-
al calo. Presero essi occasione dall'e-
sa, e<ì rgli amnionito da Dio l'ab- resia ariana, che Eusebio ed Aca-
bi acciò con animo lieto. Vi eresse cio di Cesarea favorivano. Non
Tina celebre biblioteca, e terminò vollero essi più dipendere da colo-
j suoi giorni in carcere per odio ro dei quali detestavano la comu-
della religione. Nei 253 gli suc- nione. Incominciarono eglino dal sos-
cesse Mezabene, che visse sino al- tenere , che la loro chiesa era a-
l'anno duodecimo dell'imperatore postolica, la madre di tutte le
Gallieno. Nel iGG fu vescovo Ili- chiese della Palestina ; anzi, con-
menco, che intervenne al concilio siderata la sua origine, la madre
antiocheno contra Paolo di Samo- di tutte le chiese, sedendo il ve-
sala. Nel 296 lo era s. Zabda, che scovo ne' sinodi tra' vescovi delle
nel poco tempo che visse converti sedi apostoliche, ed in quello ge-
alla fede una legione Tebea nu- nerale di Calcedonia a lato del
merosa di seimila seiccntosessanta- patriarca di Alessandria, e prima
sei soldati, i quali poi tulli nella dei metropolitani; e che sebbene
persecuzione di Massimiano soffii- un tempo avesse cambiato il no-
lono glorioso martirio. Nel 298 me per volere d' Adriano impera-
fu vescovo Hermone o Talmone ; tore era nondimeno quella stessa
,

nel 3 12 s. Macario, che lo diven- Gerusalemme in cui eransi avvera-


ne nell'anno settimo dell' impera- ti misteri della religione di Ge-
i

tore Costantino, e vi sedè diecino- sù Cristo, ed iu cui gli apostoli


ve anni; indi nel 33 1 s. Massimo avevano fondata prima chiesa, la
essendo vescovo di Diospoli con , e perciò doversi stimare la prima
applauso del clero e del popolo del- chiesa del mondo per la sua an-
la città fu trasferito a quella cat- zianità; e finalmente che oltre il

tedra, e ridusse molti vescovi aria- vantaggio di essere Gerusalemme


ni alla fede cattolica. Ebbe a suc- la più antica di tutte, avea quello
cessori Cirillo I, Ireneo, Ilario os- pure di avere avuto gli apostoli,
sia Eraclio, s. Cirillo II nel 376 ed i primi fedeli riuniti in conci-
che scrisse più cose appartenenti lio, che fu seguito da molti altri
al culto divino. Nel 387 divenne in appresso, che riporteremo per
vescovo Giovanni, che aderendo agli ultimo. Giovenale che nel vesco-
firiani e macedoniani fu abborrito vato di Gerusalemme succedette
dai cattolici: gli scrisse contro s. a Praiiic, fece la sua domanda al
Girolamo, che ne riportò molte concilio di ElesOj però non fu ma
calunnie, e vi sedè trent'anni. Nel che al concilio di Calcedonia, che
417 Io successe Giovanni detto ottenne egli i diritti metropolitani
Prailio o Taiailo, ed a questi nel sulle tre Palestine, determinandosi
429 Giovenale che intervenne ai poi meglio il patriarcato nel con-
due concilii generali di Efeso nel cilio di Costonlinopoli. Questo ve-
43 1, e di Calcedonia nei 45i. scovo dunque da alcuni è conside-
iS. Macario, s. Cirillo II, e Gio- rato come il primo patriarca di
vanni ò'Aelia ossia vescovi di Ge- Gerusalemme e come il primo ,

rusalemme, furono i primi cui ven- la cui giurisdizione estendevasi su


ne in pensiero di fare erigere la tutta la Palestina, la Giudea cioè,
sede di Gerusalemme in palriar- la Samaria, e le due Gaiilee, sic»
GER GER 77
corae aggiudicategli dal detto con- nulo alla sua chiesa la digni-
cilio di Calcedonia fatto celebrare tà e grado patriarcale per benefi-
dal Pontefice s, Leone I, ma do- cio e lil.ieralità della santa Sede
po però la partenza dei pontifìcii romana nel concilio generale V
legati per le mene di Giovenale, di Costantinopoli, detto Quinto si-

ebbe luogo tal concessione, dandosi nodo, e celebrato nel 553, sicco-
alla sede anliocbena le due Fe- me adunato dal Pontefice Vigilio
nicie e l'Arabia ; in tal modo i in quella città ove erasi portato
diritti della chiesa cesariense fu- per l'affare dei tre capitoli, essen-
rono trasferiti alla gerosolimitana. do prima il vescovo di Gerusalem-
IMa s. Leone I disapprovò che con- me sulfraganeo della metropoli di
tro il concilio JN'iceno Giovenale Cesarea. Altrettanto a dello anno
avesse fatto dichiarare Gerusalem- ed al numero ^45 dice il Rinaldi,
me metropoli a danno di Cesarea, imperocché i vescovi del sinodo
come si legge nel Rinaldi all'anno sottoposero al patriarcato di Geru-
4'^45 num. 2 1. Il Bosio però nel salemme i metropolitani Cesarien-
lib. II, p. 39 deWIiloria della sa- se, Scitopolitano, Rubense, e Reii-
cra religione gerosolimitana , nel tense, i due primi de'quali furono
narrare l'ambizione e la superbia sottratti al patriarca di Anliochia,
di alcuni patriarchi di Gerusalem- e gli altri due a quello di Ales-
me, ed anche di alcuni di Antio- sandria; ed olire a tali metropo-
chia, dice eh' essi credevano scioc- litani gli si aggiunsero i vescovi
camente che le loro sedi dovesse- suffragane! de' medesimi , ed altri
ro su tutte le altre godere la pre- creati di nuovo, sin al numero di
minenza, sostenendo quello Ge- di venticinque, che poi di molto si
rusalenìme, aver Gesù Cristo con aumentarono. Quindi l'imperatore
la sua presenza divina, e col pro- Giustiniano per compensare Cesa-
prio sangue e morte fondata la rea, procurò nobilitarne la città,
sua sede, e perciò dovere essere restituendole il proconsolato. Adun-
la prima di tutta la cristianità. que il patriarcato di Gerusalem-
Il patriarca poi d'Antiochia alle- me fu dichiarato il quinto dopo
gava che la sua sede era la pri- il romano del sommo Pontefice,
mogenita di Pietro, e che nella cit- e dopo quelli di Costantinopoli, di
tà d' Antiochia prima che in ve- Alessandria, e di Anliochia; gli

run altro luogo 1 fedeli si chia- fu attiibuita in Roma la quinta


marono cristiani, e per questo do- basilica patriarcale di s. Lorenzo
veva ella precedeie la chiesa ro- fuoii delle mura , e per abitazione
mana, essendo edificata
la quale il contiguo patriarchio o palazzo
sopra ed immobile fon-
il saldo ove risiedeva quando recavasi in
damento del sangue de' gloriosi a- Roma per assistere ai concilii , o
postoli Pietro e Paolo meritamen- per trattare affari ecclesiaslici, co-
te è costituita maestra e modera- me patriarca maggiore.
trice di tutte le altre,per l'auto- Il patriarcato di Gerusalemme
rità data da Gesù Cristo a s. Pie- si compose di quattro provincie ec-
tro, siccome osserva detto storico. clesiastiche, cioè della Palestina pri-
Anzi questi soggiunge, avere il ma con Cesarea [J'cdi) per n)e-
patriarca di Gerusalemme ollc- tropoli, con trcntaqualtro sedi ve-
78 GER. GER
scovili siifTiVTganoe ; tlelln P;ileslina traendosi al patriarcato alessandri-
seconda con Nazareth ( Fedi), os- no, ed al patriarcato antiocheno le

sia Sci topoli per meli'opoli. con se- quattro memorate metropoli, con le

dici sedi vescovili siifTragaiiee; del- quali si formò il patriarcato. Il Ter-


l'Arabia prima, o Palestina terza zi dice che ad Eustochio nel 556
con Petra ( Vedi), ossia Crach per successeGiovanni monaco, e che
metropoli, con dieciselle sedi vesco- veramente fu il primo a portar il
vili snrtVaganec; e dell'Arabia se- titolo di patriarca, e nel 5Gt eb-
conda con Boxtra (Vedi), per me- be a successore Amos parimenti mo-
tropoli, con trentanove sedi vescovi- naco. Nel 595 Eutichio, che fu ca-
li sufli-aganee. Al predetto Giovena- rissimo a s. Gregorio I Papa, a cui
le, creduto da alcuni primo patriar- mandò sottoscritta la professione di
ca di Geiusaicmme, successero i se- fede. Nel 602 Zaccaria, uomo retto
guenti. Nel 4^7 Anastasio giù pre- e di eminente pietà, fu quello che
te, e custode de' vasi sacri di que- si trovò presente all'assedio e pre-
sta chiesa, esaltato al patriarcato sa di Gerusalemme fatta da Co-
con pieno consenso, die ciliari esem- sroe II re di Persia, ove fu condot-
pi di virtù, e scrisse un libro sul to schiavo con molti cristiani, ed
transito di INlaria Vergine. Nel 477 allora quel re portò in Persia il san-
Martirio monaco di Cappadocia ,
to learno
o della croce. Allora fu
vaticinato dal santo anacoreta Eu- fatto amministratore della chiesa
timio, ebbe 1' animo ornato di egre- Modesto abbate
gerosolimitana ,

gie doti, governò con zelo e pace chiamato nuovo Zorobabele per
l'unione della gregge. Nel ^[S5 Sa- avere restaurato i luoghi sacri ro-
luslio ristoratore della vita mona- vinati empiamente dal principe per-
stica. Nel ^c)7. s. Eleia monaco e siano. Dipoi avendo l' imperatore
discepolo di Eulimio nativo dell' A- Eraclio vinto Cosroe II, venne fat-
rabia, assai di voto , ed acerrimo ta la pace col di lui figlio e suc-
difensore della purità cattolica, con- cessore Siroe, che restituì la croce,
tro gli editti dell'imperatore Augu- e Zaccaria con tutti cristiani tor-
i

sto, per cui soffri duro esilio. Nel narono in Gerusalemme. Fu il pa-
5i3 Giovanni, commendato per triarca Zaccaria che ammonì l'im-
santità di vita e di eccellenti co- peratore Eraclio a deporre gli or-
stumi, fu familiarissimo di s. Sab- namenti reali nell'ingresso alla san-
ba abbate. Nel 544 Macario II cad- ta città, col sacro legno della vera
de negli errori di Origene, sebbene croce. Nel 610 divenne patriarca s.

sia lodato per cristiane virtù : fu Modesto, e nel 625 s. Sofronio, il


rimosso dal governo, e per aver de- quale dopo avere combattuto i mo-
testatogli errori meritava essere rein- noteli ti , morì nel 634, avendo
tegrato. Nel 54B Eustochio, il qua- veduto con dolore espugnare Geru-
le per mezzo de' suoi legati sotto- salemme da Omar principe de' sa-
scrisse il detto concilio generale V, raceni, avvenimento che deplorò con
per determinazione del quale la chie- treni quale altro Geremia. Per tut-
sa gerosolimitana, per innanzi sub- to il tempo che i saraceni deva-
ordinata alla cesariense, a contem- starono la Palestina, restò vacante
plazione della dignità del luogo fu la sede patriarcale di Gerusalemme,
veramente eretta patriarcale, sot- per cui la santa Sede romana in
GER GER 79
vece tlel patriarca di Gerusalemme patriarchi di Gerusalemme. Il me-
incaricò per supplirvi Stefano di J)o- desimo Rinaldi all'anno 1064, nar-
ra, quindi Giovanni vescovo di Fi- ra una celebre pellegrinazione a
ladelfia, e finalmente un sacerdote Gerusalemme di più di settemila
chiamato Teodoro, a nome del quale persone, condotte da Sigefrido ar-
Giorgio altro sacerdote, sottoscris- civescovo di Magonza, Guglielmo
se nel 680 gli atti del sesto conci- vescovo di Trajello, Guntero di
lio generale di Costantinopoli dello Bamberga, e Ottone di Ratisbo-
Trullo. Giovanni V fu il LIX na. A cagione della pompa con
vescovo di Gerusalemme, eletto cui vi si recarono, allenarono i

nel 7o5, e ne fa menzione s. Gio- barbari alla preda, onde dovettero


vanni Damasceno. Quanto ai suc- sostenere molti comballimenti ia
cessori fino al 1099, in cui la città Palestina, ed appena duemila ri-

santa fu presa dai latini, veggasi il tornarono a casa. E per continua-


p. leQuicn, Oriens Chvislianus tom. re la serie del Terzi, aggiungere-
Ili, p. lo-j e seg., De patriarchalu mo, nel iii5 Arnoldo, nel 1291
hierosoìymitano. Nicola di Guascogna, nel cui tem-
Il Terzi ecco come registra i po Tolemaide fu espugnala dai sa-
successori di s. Sofronio. Neil' an- raceni , nel i3io Lazzaro, nel
no 638 Sergio nestoriano ; nel 139-9 Gerasimo intruso, nel i58o
G80 Quarto, nel 702 Teodoro, Gioachino, nel i583 Germano ,

nel 747 Elia nel 769 Giovanni


, nel 1600 Sofronio II, nel 1G18
Varmeno nel 795 Tommaso nel-
, ,
Teofano e nel i63o Atanasio. Ri-
,

r8o2 Sergio II, neir869 Teodo- tornando al patriarca s. Sofronio,


sio, nel 969 Giovanni VI che fu egli ricorse alla santa Sede per-
bruciato dai saraceni, nel loott chè le violenze de' saraceni nella
Oreste, nel io 19 Eustachio, nel dominazione di Gerusalemme e
ioG5 Simone, che scrisse poi al della Palestina contro i cristiani
Pontefice Urbano II per la libe- erano tali, che vietavano persino di
razione di Terra Santa dal giogo portarsi alla visita dei luoghi con-
dc'saiaceni. Racconta all'anno io63 sacrati dalla passione di Gesù Cri-
il Rinaldi, che i cristiani di Geru- sto; questi cattivi trattamenti ir-

salemme con permesso del califfo ritarono talmente i principi cri-


d' Egitto fabbricarono la quarta stiani, che alla promulgazione del-
parte delle mura di Gerusalemme, la crociata, da Orbano 11 fatta
coi denari avuti dai fedeli, massi- nel concilio di Clermont, in giaii
me da Costantino Monomaco im- numero presero la croce, si arruo-
peratore di Costantinopoli, ed ol- larono alla sacra guerra , e sotto
ire a ciò ollennero dal medesimo la condotta di Goffredo di l'uglio-

calilTo, che i cristiani possedessero ne, s'impadronirono della Palesti-


quella parie, e che non avessero na e di Gerusalemme. Indi fonda-
allro giudice che il patriarca loro. rono il regno latino di Gerusalem-
In tal modo i patriarchi di Geru- me, e vi elessero ben tosto un pa-
salemme ebbero il dominio sulla triarca del loro rito, la cui serie

quarta parie della città, onde poi poi riporteremo. Giacomo di Vi-
nel regno du' Ialini nacquero gra- triaco o Vilry vescovo d'Acri e
vi questioni Ira i re cristiani, e i cardinale, nella sua Hisloria cnp.
8o GER GER
55, in Gesta Dei per FranroSj p. Ebron, la quale pure era un prio-

1077, ci descrive nel seguente mo- rato ; venne quindi fatta vescovile,

do il patriarcato Ialino di Geru- per onorai^e quel luogo, che avea


salemme. servito di sepoltura a tre patriar-
Il patriarca di Gerusalemme ha chi, Abramo , Isacco e Giacobbe ,

sotto di lui quattro metropolitani, nel quale pretendevasi altresì che


di cui il primo è quello di Tiro ,
Adamo ed Eva fossero stati se-
dal quale dipendono quattro ve- polti, dove riposavano i corpi di
e
scovati, cioè Acri, Sidone, Berito e Sara e Rebeccn. Per ciò che con-
Paneade. Quest'ultima ciltìi, chia- cerne Lidda, che chiamossi in pas-
mata comunemente Eelinas, è si- sato Diospoli, in oggi porta il nO'
tuata al piede del monte Libano, me di s. Giorgio. Il patriarca la-

assai vicina Damasco, e forma


a tino di Gerusalemme ha inoltre
imo dei confini della Terra Promessa. sotto la sua dipendenza degli ab-
11secondo metropolitano è quello di bati e dei priori, che portano gli
Cesarea, il quale non ha che un ornamenti pontificali, e che Io as-
solo suffraganeo, cioè il vescovo sistono all'aliare. La sua chiesa pa-
di Sebaste, ovvero di Samaria. 11 triarcale, detta del s. Sepolcro al

terzo è quello di Nazareth, che ha monte Calvario, è uffiziata dai ca-


il vescovo di Tiberiade per suffraga- nonici regolari, che portano l' abi-
neo: eravi altresì un arcivescovato a to Ago-
e seguono la regola di s.

Scitopoli; ma fu riunito a Nazareth stino. Questi canonici hanno un


per onorare il luogo della concezione priore alla loro testa ed hanno ,

del Salvatore. Il quarto metropo- altresì il diritto di eleggere il pa-


litano è quello di Petra, il quale triarca , il quale tiene loro luogo
ha un solo vescovo suffraganeo di abbate. I tempii del Signore, di
greco di nazione, sul monte Sinai, monte Sion, e del monte Oliveto
incaricato di ulKziare la chiesa di sono egualmente uffiziali; ma il
s. Caterina, e di governare i mo- monistero di Latina, e della valle
naci che ivi Petra è
si trovano. di Giosafat appartengono ai mo-
una città forte, detta ancora in og- naci neri dell'ordine di s. Bene-
gi Krac o Crach, e Pietra del detto. Quello di Belania, in cui
Deserto, al di là del Giordano, nei trovasi il castello Maria e di
di
confini di Moab, situala sopra un Blarta, lontano quindici stadi da
alto monte, metropoli della secon- Gerusalemme di là del monte O-
da Arabia. Il patriarca di Geru- liveto, sulpendio del monte, in cui
salemme ha ancora direttamente avvi l'abbazia di s. Lazzaro, è go-
da lui dipendenti alcuni vescovi, vernato da una abbadessa del me-
cioè quelli di Betlemme, di Ebron, desimo ordine, come anche quello
e di Lidda. La chiesa di Betlem- di s. Anna vicino alla porta di
me fu un priorato di canonici re- Giosafat, e quello di s. Maria a
golari fino al tempo di Baldovino Gerusalemme. Il monistero del mon-
I, re latino di Gerusalemme, il te Tabor dipende dall' arcivescovo
quale eresse quella chiesa in ve- di Nazareth. La città di Joppe non
scovato col consenso del Pontefice ha vescovo, e dipende immediata-
Pasquale II, che vi unì anche A- mente dal priore e dai canonici
scalona. Così dicasi della chiesa di del santo Sepolcro, come NapoUza,
GER GER 8r
altre volte Sickem o Sicliar, clov'e- ca, temporale
l'altro ch'è il re;
ravi il pozzo di Giacobbe, è sog- il patriarca ha sotto di sé cinque
getta ai piiore od all'abbate del arcivescovi suffraganei, l'arcivesco-
Tempio del Signore. Queste cbiese vo di Sur, l'arcivescovo di Cesarea,
e molte altre erano vescovili pri- l'arcivescovo di Betsem che è det-
ma dei perchè erano
latini; ma to di Nazareth , l' arcivescovo di
quelle assai povere , ne volendo Besseret, l'arcivescovo di Babet che
avvilire la dignità di vescovo, ven- chiamano Filadelfia, il quale nel
nero per la maggior parte riunite regno di Almerico fu trasportato
in una sola, la quale trovossi così a Krac, ed è chiamato arcivesco-
convenientemente assistita ed ofli- vo di Pietra del Deserto ; ha tre
ziata. vescovi sufiiaganei, cioè s. Giorgio
Dice poi il Terzi, che durando di Lidda, di Betlem
Ebron , di
sotto i re latini le vertenze tra i detto di Abramo, e l'istesso ha
s.

due patriarchi antiocheno e gero- sei abbati, ed un priore per suf-


solimitano, intorno ai confini delle fraganei; l'abbate del monte Sion,
Provincie, Pasquale li per termi- di s. Maria della Latina de' gero-
narle provvisoriamente a
decretò solimitani, del Tempio del Signore,
favore del gerosolimitano, aggiun- del monte Oliveto, e di Giosafat;
gendo alla di lui giurisdizione la e questi cinque portano pastorale,
chiesa di Tiro con quattro sufifra- mitra ed anello, e l' abbate di s.

ganei, Baruti, Sidonia, Cesarea del Samuele del monte Goi porta cro-
Libano, e Tolemaide ; trasferì pa- ce e non mitra, ed il priore del
rimenti la cattedra di Scitopoli di- Sepolcro che porta mitra ed anel-
strutta dai saraceni in Nazareth lo,ma non pastorale ; ed ha tre
con due sufFraganei, Sebaste o co- abbadesse suffraganee, l'abbadessa
me altri scrissero Tiberiade di ri- della Madonna la Grande, l'abba-
to latino,e monte Sinai di rito dessa di s. Anna, e l'abbadessa di
greco. medesimo Terzi parlando
Il s. Lazzaro. L'arcivescovo degli er-
a pag. 240 della Siria sacra, del- mini che nel regno ha due suffra-
lo slato formale della chiesa pa- ganei , l'arcivescovo de' giacobiti ,

triarcale di Gerusalemme sotto il e il maestro di s. Lazzaro dei Me-


regno di Goffredo e di Baldovino sai. L'arcivescovo di Sur ha quat-
1, narra come appena conquistata tro vescovi sufFraganei, il vescovo
la Palestina vi rifiorì il culto di di Baruth, di Saide, di Belina, e
Gesù Cristo, come fedeli profu- i d'Acri. L' arcivescovo di Cesarea
ghi e ramminghi fecero ritorno al ha un suffraganeo, cioè il vescovo
patrio suolo, e come successe la di Sebaste. L'arcivescovo di Bet-
riunione delle sedi indicata dal Vi- lem ha due suffraganei, il vescovo
triaco, sopprimendo molti titoli; di Tiberiade, ed il priore del mon-
quindi riporta la seguente memo- te Tabor. L'arcivescovo di Babet
ria estralta fedelmente dai mano- ha un suffraganeo, cioè il vescovo
scritti antichi della bibliotecii di di Faraone che ora sta nel monte
Parigi, registrata altresì dal Chop- Sinai. Il vescovo di s. Giorgio di
pino nella sua Politica sacra. » Il Lidda ha cinque suffraganei, l'ab-
regno di Gerusalemme ha due ca- bate di s. Gioselfo d'Arimatea,
pi, 1' uno spirituale cioè il patriar- l'abbate di s. Abachuc di Canee ,
VOL. XXX. 6
,

82 GER GER
il priore di s. Gio. Evangelisti» ,
tò le sue lagnanze fino a' piedi

il priore di s. Caterina di monte del Pontefice Pasqtiale II, che sen-


Gisaido , e l' abbadessa delle tre tenziò in di lui favore; ma men-
ombre. Il vescovo di Acri lia due tre tornava in Gerusalemme, mo-
siilliaganei, la Latina e le llepen- li a Messina nel 1107. Nel i 106
tite
". s' intruse Ebremaro ch'era stato e-
Per ciò che concerne il gover- lettovivendo Daimberto, per cui
no civile di questo patriarcato Pasquale II spedì in Gerusalemme
ecco quanto Guglielmo di Tiro ne a giudicarlo Gibelino arcivescovo
scrisse. Questo governo era diviso d'Arles, il quale successe nel pa-
in quattro principati il primo a : triarcato a Daimberto, e morì nel
mezzodì era quello che chiamavasi i I I I, Nell'anno seguente divenne
regno di Gerusalemme, incomin- patriarca, o come altri dicono si

ciando ad un ruscello cb' è tra fece eleggere il mentovato Arnol-


Bibli e Berito, fino alle città ma- fo, il quale nel iii4 obbligò i

rittime della Fenicia, ed alla fine canonici che il re Goffredo avea


del deserto cb' è al di là del Da- stabilito nella basilica patriarcale
rum incontro all'Egitto. Il secondo del santo Sepolcro, a vivere in co-
principato al nord era il contado mune sotto la regola di s. Ago-
di Tripoli, dal succitato ruscello stino: questo ordine si diffuse po-
fino a Maraclea e Valeiiia , am- scia in Germania, in Francia, in
bedue città marittime. 11 terzo Inghilterra ed in Polonia, e seb-
principato era quello di Antiochia, bene Innocenzo Vili lo soppresse,
incominciando esso pure dal citato alcuni canonici continuarono a sus-
ruscello ed estendendosi fino a
, sistere in Polonia ed in Germania.
Tarso della Cilicia verso occidente. Delle canonichesse regolari del san-
11 quarto finalmente era il conta- to Sepolcro, o della religione ge-
do di Edessa, il quale estendevasi rosolimitana, ne trattammo all'ar-
dalla foresta chiamata Marris, fino ticolo Gerosolimitano Ordine. Ad
al di là dell'Eufrate verso oriente. Arnolfo successero nel patriarcato
In oggi non avvi più nulla di nel Guarimondo, nel 11 28
II 18
quanto raccontarono Giacomo di Stefano, nel i 3o Guglielmo e 1 ,

Vitry e Guglielmo di Tiro intor- nel 46 Fulcherio. Narra il Bo-


I 1

no al patriarcato latino di Geru- sio che continuando le vertenze


salemme, ai suoi diritti come capo tra il patriarca di Gerusalemme,
di quella chiesa, ed al suo gover- i vescovi soriani, e l'ordine di s.

no civile. primo patriarca lati-


Il Gio. di Gerusalemme , massime
no di Gerusalemme, dopo che Gof- perchè gli ospedalieri enuio esenti

fredo co' suoi crociati conquistaro- siccome sotto l' immediata prote-
no la città e dipendenze, fu Daim- zione della Sede apostolica, il pa-
berto o Daiberto, sostituito in ve- triarca Fulcherio in età di quasi
ce di Arnoldo o Arnolfo arcidia- cent' anni si risolvette di portarsi
cono della chiesa di Gerusalemme a Roma e ricorrere a Papa Adria-
vice-patriarca, ciò che si attribui- no IV, in compagnia degli arcive-

sce all'anno 1099 o all'anno se- scovi di Tiro e di Cesarea, e coi

guente. Daimberto fu assai mal- vescovi di Tolemaide, di Sidonia,


trattato dal re Baldovino I, e por- di Sabaria e di Sebaste. Giunti in
GER GER 83
Romn, e trovando che il Pontefi- b. Alhcrto da Parma, quello che
ce erasi ritirato a Ferentino, in diede la regola ai religiosi carme-
questa ciltà si recarono, trovando- litani, cui succedettero j nel 1204
Io pienamente informato di
però Ridolfo, nel 12 14 Giroldo, e nel
tutto. Nondimeno Adriano IV or- 1227 Roberto. Nel 1280 o più
dinò che legalmente le parti con- tardi, e probabilmente nel i254
tendenti col mezzo di difensori in- Alessandro IV fece patriarca Jaco-
nanzi a lui portassero le loro ra- po Pantaleone da Troyes di Sciam-
gioni, e tutto il sacro collegio pagna, non che legato nella Terra
ed il Papa, tranne due cardina- Santa dell' esercito crociato. Por-
li,dierono ragione all'ordine ge- tandosi Jacopo nel 1261 in Roma
rosolimitano, onde il patriarca con per affari della sua chiesa, nel con-
gli arcivescovi e vescovi torna- clave di Viterbo, benché non fosse
rono in Soria senza aver fatto cardinale, fu eletto Papa, e prese
nulla. il nome di Ujbano IV. Allora di-
Nel ri 56 successe nel patriar- venne patriarca Guglielmo, cui su-
cato Amarico, e nel 1180 lo di- bito successe Tommaso, nel 1270
venne Eraclio nel cui tempo la Giovanni, e nel 1278 Nicola d'Ha-
espugnata da' saraceni nel
città fu nape francese, dell'ordine di s. Do-
1187, dopo ottant'olto anni ch'era menico, che altri dicono eletto da
slata conquistata dai crociati. Al- Nicolò III, ed altri danno nel 1279
l' erezione del patriarcato latino di a successore un Ridolfo. Sembra
Gerusalemme gì' imperatori di Co- che nel 1291 alla presa che fece-
stantinopoli vollero essi pure ave- ro i mussulmani di Acri, l'ultima
re un patriarca greco in Gerusa- città che possedevano in Palestina
lemme, ma non fu esso nominato i fosse ancora patriarca
cristiani,

che nel 11 4^5 restando sempre a Nicola, il quale fuggendo da Acri,


Costantinopoli per tutto il tempo e procurando sottrarsi dal furore
che Ialini furono padroni di Ge-
i degl' infedeli in una piccola barca,
rusalemme. Quando però nel det- ed essendo essa troppo piena di
to anno 1187 la città con tutta gente, si sommerse, e cos'i periro-
la Terra Santa cadde in potere no tutti miseramente. Con Nicola
di Saladino soldano d'Egitto e di di Hanape terminarono i patriar-
Siria, allora il patriarca greco por- chi latini di giurisdizione nel pa-
tossi a Gerusalemme, dando cosi triarcato di Gerusalemme, onde i

principio a quello scisma de' greci romani Pontefici continuarono a


in quella città, che tuttora dura, nominare dei patriarchi titolari iti
esercitando i patriarchi greci la parlibns di Gerusalemme, ma sen-
loro giurisdizione su quelli del lo- za verun esercizio d'autorità nel
ro rito. Benché non residenti in patriarcato siccome occupato dai
Gerusalemme, ma in Acri od al- turchi.Laonde qui appresso ripor-
tro luogo della Palestina, roma- i teremo nomi de' patriarchi di Ge-
i

ni Pontefici continuarono a nomi- rusalemme in partibuSj che ci fu


nare pntriarclii Ialini di Geru-
i dato trovare mentre i vescovati
;

salemme. Ad Eraclio nel 1187 in partibus di questo patriarcato ,


medesimo fu dato in successore di cui la santa Sede conferisce al
Michele, ed a questi nel iigg il presente i titoli, sono Amat, Asca-
,,

84 GER GER
Iona, Aiiteclona, Dioclezianopoli,Ge- Gaeta arcivescovo di Bari Bene- ;

lapoli, Ebron, Ippo, Gerico e Ra- detto Xlll nel 1729 fece patriar-
mata. ca di Gerusalemme Pompeo Aldo-
Nel 1294 s. Celestino V fece vrandi bolognese, decano della sa-
patriarca titolare di Gerusalemme cra rota e reggente della peniten-
Basilio, e nel I2g5 Bonifacio Vili zieria, poi cardinale ; Clemente XII
fece Bech indi Clemente V no-
; nel 1734 Tonunaso Cervini di
minò nel t3o5 patriarca Pietro di Monte Pulciano Benedetto XIV ;

Biano, nel i3io Pietro di Crasa nel 57 fr.


1 Tommaso de Mon-
1

indi nel i3i4 Pietro della Piana cada domenicano, arcivescovo di


frate minore. Giovanni XXII nel Messina; Clemente Xlll nel 1762
i3i8 Pietro di Palude, e nel i32r) Giorgio Lascaris teatino di Vero-
Guglielmo arcivescovo d' Aix. Cle- na, traslato dall' arcivescovato di
mente VI nel 1342 fece patriarca Teodosia in partibusj Pio VII nel
di Gerusalemme Elia li de' Nabi- 1800 Michele di Pietro di Alba-
nalli frate minore e cardinale di no, traslato dall'arcivescovato d' I-
santa Chiesa, quindi nel i343 Gu- saura in partibusj Pio VII nel
glielmo arcivescovo d'Arles. Urba- 18 6 1 Francesco Maria Fenzi di
no V nel i362 Guglielmo de Me- Zara ; e Pio Vili nel concistoro
dun arcivescovo di Sens, nel i365 de' i83o dichiarò pa-
i5 marzo
Filippo Cubas, e nel i368 altro triarca diGerusalemme il vivente
Filippo. Gregorio XI nel 1371 monsignor Daulo Augusto Foscolo
Guglielmo Chà, e nel 1378 Ber- di Venezia, traslatandolo dall'arci-
nardo di Canaach. Paolo II nel vescovato di Corfìi.
1467 Luigi d'Arcourt. Alessandro In quanto ai patriarchi greci di
VI fece patriarca il cardinal Gian- Gerusalemme, e residenti in questa
nantonio Sangiorgio milanese, e le- città , scrive il più volte citato Terzi,
gato di Roma nella di lui assen- ch'essi hanno parte nella custodia del
za nel i5oo circa, e lo fu pure santo sepolcro, ma che la loro giu-
di Giulio li. Paolo III nel i534 risdizione a' suoi tempi riducevasi
creò cardinale il suo nipote Ales- in sei vescovati sufFraganei , ed a
sandro Farnese romano, che giun- molti monaci basiliaui da' quali
se ad essere decano del sacro col- viene eletto nelle vacanze, sebbene
legio, vescovo d'Ostia e Velletri riporta la conferma dal governo
e patriarca di Gerusalemme. Gre- ottomano, dopo della quale aflìg-
gorio Xlll nel 1576 fece patriar- ge nel nominato tempio un editto
ca Giannantonio Facchinetti di Bo- con questa intitolazione; N. N. Dei
logna, che creò cardinale nel i583, grada Beatissimus et Sancùssinius
indi nel i5c)i fu esaltato al pon- Pater, et Patriarcha, Pastor Pa-
tificato, e prese il nome di Inno- sloruni sunimus Pontifex univer'
cenzo IX. Clemente X nel 1670 salis in sancla civitate Jerusalent^
fece patriarca Camillo de' Massimi et tota Palestina, Syria, Arabia,
romano, e medesimo anno lo
nel Trans- Jordanem , Ghana Chalileae,
creò cardinale; ed allora nominò pa- et sanctae Sion. Questo patriarca
triarca di Gerusalemme Pietro Bar- come greco scismatico non è ob-
zellino. Clemente XI nel 1708 no- bedito dai cristiani o cattolici ar-
minò a questo patriarcato Muzio meni, siri, abissiaii, egizi i, e geor-
GER GER 85
giani, ed altri catlolici dimoranti occupava quella sede nel i493, fece
in Palesliha ; laonde ogni sabbato, acquisto della chiesa che gli egizia-
vestito pontificalmente avanti la ni giacobiti avevano a Gerusalem-
porta del tempio, fulmina scomu- me, e vi stabili la sua sede pa-
nica contro i contumaci , e con triarcale, di cui furono vescovi i
molte imprecazioni pianta a colpi seguenti. Severo ordinato da Ata-
di martello nel pavimento un cbio- nasio I nel 597. Ignazio I all'epo»

do di ferro. Inoltre Gerusalemme ca che i crociali occuparono lu


è la vigesima terza provincia ec- Terra Santa nel i i4o. Il patriarca
clesiastica de' caldei, dappoiché ac- Atanasio Vili ordinò un tale chia-
correndo a Gerusalemme da tutte mato Romano, cui diede il nome
le parli dell'oriente in gran nu- d' Ignazio ; egli sedette quaranta-
mero cristiani per visitarvi
i luo- i cinque anni. Atanasio I ordinalo

ghi santi, il cattolico de' caldei ot- da Michele I suo fratello, rilirossi
tenne che vi fosse una chiesa del- ad Antiochia perchè non si volle
la sua nazione e della sua setta riceverlo nel monistero della Mad-
per comodo de' suoi diocesani colà dalena, e mori nel mqS. Ignazio
attirati dalla divozione, e vi mise li succedette ad Atanasio I, no-
un vescovo nesloriano sotto la me- minato dal detto Michele l. N. or-
tropoli di Damasco, che divenne dinato nel 12 35. Atanasio II as-
in seguito metropolitano. Alcutii sistette all'ordinazione d'Ignazio III
di essi sono: Elia I nell' 8()3 sotto nel I 264. Isa ordinato da Ignazio
il Giovanni III; Anange-
cattolico IX nel i44-^- Dioscoro volle far
so ordinato da Sebargeso 111, cat- onorare come santo un monaco
tolico nel 6o5 ; Elia II metropo- condannato dal concilio di Calce-
litano di Gerusalemme, e poscia donia, e morto nell'eresia eutichia-
di INisibi; J. sotto il cattolico Sebar- na. Gregorio I del i5t6. Giovan-

geso V; Abramo del 1282; e Ti- ni del i583. Adalgalito del i6(>4.
moteo che sottoscrisse la lettera Gregorio II era cattolico, e recossi
del cattolico Elia e dei metropo- a Roma ove morì verso la fine
litani di Caldea al Papa Paolo V del secolo XVII. Oriens Chrisl. t.
nel 1616. Oriens Clirislianus tom. II, p. i444- -D* ^'^'' vescovi ed
Il, pag. i3oo. arcivescovi di diversi riti che si

Anche i giacobiti stabilirono un stabilirono Gerusalemme, ne


in
vescovo della loro setta poco dopo il tratta Commanville nell' Histoire
loro scisma nella città di Gerusalem- de tous les archév. come del ve-
me, ma non si conoscono successori scovo georgiano stabilito nel mo-
sino al secolo XII, in cui i crociati si nistero della croce, dell'arcivescovo
impadronirono della Palestina. Essi de' siri - giacobiti, del vescovo ar-
non diedero dapprima che la sem- meno divenuto arcivescovo nel XII
plice qualità di vescovo di Geru- secolo, residente nel monistero di
salemme a colui che ordinarono. s. Giacomo, e del vescovo copto
IN'e fecero in seguilo un arcivesco- stabilito in Gerusalemme sino dal-
vo che volle poscia esser chiamalo l' XI secolo. Nel detto monistero
patriarca. Egli teneva la sua resi- sempre vi sono slati vescovi ed ar-
denza nel monistero della Maddale- civescovi secondo i tempi ab im-
na, ma Dai sita dello Iguaàu 11, che memorabile, e nel 1 3 1 1 fu Sergio
86 GER GER
1 insignito del titolo di patriarca, E perciò devesi in noi destare
ad esempio delle altre nazioni : poi uiì distinto conoscimento del de-
gli successero circa quaranta pa- bito a cui ci sottopone il carico
triarchi fino a questi giorni. dell'apostolato di compensare con
la virtù del successore la di lui

Concini di Gerusalemme. fellonia. Tal virtù non tanto deve


essere infusa dalla pietà, e dall'a-
li primo Gerusalem-
concilio di more verso il Maestro, dal zelo di
me, lo è pure il primo di tutti i propagare il seme dell' evangelo,
concilii, e perciò il modello di tut- tna sostenuta dalla dottrina, espe-
li quelli che si celebrarono poscia, rimento, e perizia de' precelti, e-
Questo concilio fu adunato da s. sempi e miracoli del Messia, dei
Pietro in Gerusalemme dopo l'A- quali noi siamo veri testimoni ".
scensione al ciclo di Gesù Cristo, Così perorato avendo il presidente
ed è il primo alto di giurisdizio- de'comizii apostolici, persuasi i con-

rie pontificia eh' egli esercitò. Eb- gregali del fervore del suo par-
be luogo l'anno 33 dell' era cri- lare, riconobbero la necessità del-
stiana, con l' intervento di Maria la nuova elezione accettando la
Vergine , di undici apostoli, e di proposta de' candidali. Trascelsero
cento venti fedeli o discepoli nel tra questi i volanti e consultanti
cenacolo del monte Sion, per da- due a pieni sulfragi, cioè Giuscp-
re un successore al perfido Giuda pe o GiosefFo Barsaba figliuolo di
Iscariote. Sorse in piedi s. Pietro, Cleofa, fratello di s. Giacomo Mi-
come destinato da Gesù Cristo suo nore e di s. Giuda apostoli, e pa-
vicariOj e capo supremo della Chie- rente di Gesù, che per rarità dei
sa, e così in sostanza parlò a quel- suoi meriti era cognominato il Giti-
la venerabile assemblea, la più san- stoj V altro fu Mattia ben degno
la che si adunasse al mondo do- soggetto illustre di merito e di

pò la morte del Redentore. « L'a- fede, e nella virtù pari al collega,


dempimento delle scritture prò- creduto da alcuni santi padri il

fetiche, o fratelli, nelle quali Iddio Zaccheo, chiamato dal Redentore


si è comunicato ai nostri padri dall'albero sicomoro. Tutti si rivol-
per mezzo delle rivelazioni, come sero ad implorar la luce
allora
a noi con la presenza del divin dal padre de' lumi con fervorosa
Maestro, è quello che ci rende av- orazione, in sostanza così espressa:
venturati di averlo conosciuto, ed " Voi, Signore, all'occhio di cui niu-
essere le basi fondamentali della na cosa di qua giù si nasconde,
sua novella Chiesa. Tale beueficen- ed insieme bilanciate i meriti di
za ci astringe all'obbligo di veder- questi due, degnatevi palesarci qual
le adempite, sostituendo all'empio sia il migliore a proposito del
Giuda altro soggetto pieno dello vostro gregge". Terminatala pre-
spirito di Dio. Questi avvenimenti ghiera, si pose alle sorti l'articolo
sono noti non pure a noi seguaci della prelazione, e per divino vo-
del nostro SignoreGesù Cristo, lere uscì eletto Mattia. 11 concilio
ma a tutto il Gerusalem-
popolo di passò indi a liformare nella nuo-
me per il campo Aceldamo, com- va legge una sacra disposizione dei-
prato col prezzo del tradimento, la vecchia, che prescriveva l'ordme
GER GER 87
e dignità levllica e sacerdotale coro che Giovanni nell' i-
serv"! s.

iiriina nelle persone di Levi e di sola di Patmos per iscrivere l'A-


Anron, e poi in discendenza da pocalisse, poi martire in Antiochia;
padre in figlio, quando il divino INicanore ch'esercitandosi nella pre-
legislatore decretò, che i nuovi dicazione ricevè in Cipro la palma
ministri del santuario, non più e- del martirio; Timone promulgato-
redilari, ma eletti si promovessero re della fede in Reroea e Corinto,
ai ministeri sacri, airinchè le doti salvato dalle fiamme, sparse il
personali, non del retaggio, destas- Sangue pel vangelo; Parmena, mar-
sero i voti degli elettori. Act. e. i; tire in Kicolò riuscì mal-
Filippi;
Regia, e Lahbé, Concilior. toro. I. vagio, fuautore della condannata
secondo concilio di Gerusalem-
Il sentenza che diceva lecite le cora-
me celebrò l'anno 34 nel ce-
si piacenze del senso, donde ebbero
naculo, dopo aver ivi ricevuto lo origine gli eretici niculaili. Ad. 6;
Spirito Santo in forma di lingue I^egia, e Labbé toni. 1.

infucate, col prodigioso tluno della 11 terzo fu tenuto 1' anno 49


cognizione di tutte le lingue. Ciò o 5o ovvero 5i, sulla circoncisio-
destò in Gerusalemme somma me- ne, e cerimonie roosaiche. Divenu-
raviglia quale si accrebbe
, la ta la Palestina, già famosa per la
quando s. Pietro giimlo alla por- possanza de'suoi re^ tributaria del-
1' impero romano, ed
ta Speciosa del tempio hberò il obbligata a
zoppo per cui in due giorni si con- ricevere dai Cesari il presidente
vertirono alla fede ottomila perso- nella reggia, e l'investitura nei re,
ne, per maggior parte greci di
la toparcln o tetrarchi delle sue pro-
origine, e perciò poco gradite agli vincie, in questo grado trovandosi
ebrei nazionali della Palestina che inquisito, e chiamato in Roma il

li chiamavano proseliti. In fatti le tetrarca Erode Agrippa figlio di


donne greche si lagnarono che le Aristobulo, il quale lo era di Ero-
vedove giudee fossero trattate con de il Grande o 1' Ascalonita, per
più larghe limosine, e proruppero aver detratto alla maestà dell'im-
con aperto malcontento. Anziosi gli peratore Tiberio; ma morto que-
apostoli di dare conveniente ripa- sti, Caio Caligola che lo successe
ro a questo male, e convocati a non riuscì meno detestabile del de-
consiglio i principali capi , e la funto contro i cristiani, e cavato
parte migliore dell ovile cristiano, fuori di prigione Erode lo restituì
proposero di eleggere sette sog- alla tetrarchia di Galilea con uuo-
gefti per aiutare gli apostoli me- vo titolo di re. 11 suo ritorno nel-
desimi nella distribuzione delle li- la Palestina riuscì assai fatale ,

inosine, e nel ministero della pie- mentre gonfio della propria vani-
dicazione; quindi si procedette al- tà per le adulazioni di essere egli
l'elezione dei sette primi diaconi, quale ultimo della dominante stir-
che furono Stefano pieno di fède pe di Giuda l' a^ipeltato IMosia, e
e di Spirito Santo, poi protomar- per 1' amore alla legge raosaica,
tire; Filippo, padre di quattro sa- die mano agli odii degli ebrei coll-
ere vergini, che piantò la fede per tro la Chiesa, ordinando la morte
il primo in Samaria , e convertì di s. Giacomo il Maggiore, e la
l'eunuco della regina Caudacc; Pro- prigionia di s. Pietro che liberalo
88 GER GER
dall'angelo, dopo aver elello a suo vendo con altissima provvidenza
successore s.Evodio nella chiesa a tutto supplito sangue sparso
il

d'Antiochia, passò in Roma a pre- dal Redentore ,


per cui si doveva
dicarvi la fede ed a stabilirvi la eguagliare la sorte del genere u-
sua sede. Mentre Erode persegui- mano, senza eccezione di persone.
tava la Chiesa, Dio convertì Snulo Fu dunque determinato che non si
che divenne apostolo e dottore del- dovessero inquietare i gentili con-
le genti col nome di Paolo ; come vertiti alla fede, e eh' essi non e-

si convertì s. Barnaba nominato lano tenuti ad osservare la legge


(ìrioseffo discendente di Levi , ma di Mosè, e furono loro soltanto in-
nato in Cipro. Moltiplicati per tan- giunte tre cose.La prima di non
to i gran numero, alcu-
fedeli in mangiar carni immolate agli idoli
ni della Giudea erano tenaci nei per non iscandalizzare gli ebrei, i
precetti e nelle cerimonie mosai- quali s'immaginavano che il far
che istituite da Dio, che dubita- uso di quelle vivande, per se stesse
vano se si dovessero abolire, o se indifferenti, era un indizio di ri-

erano compatibili con le cristiane. torno all' idolatria. La seconda di


Di tali dubbi se ne fa principale non cibarsi del sangue degli ani-
autore Cerinto o Cherinto che , mali , né delle carni d' animali
neir Asia con farisaico zelo avea sodbcati, per le quali gli ebrei a-
disseminato per indubitabile la vevano una fìerissima avversione.
sentenza di non potersi provvede- La terza di astenersi dalla forni-
re alla salvezza delle anime se non cazione, la quale non era ritenuta
si ammettevano i gentili alla Chie- per peccato dalla maggior parte
sa per mezzo della circoncisione, de'gentili. La decisione fu fondata
per la quale erano passati gli ebrei. sulle sacre Scritture, e conceputa
Per punto gli a-
definire questo di comun consenso, insegnandosi
postoli Paolo e Barnaba da Antio- così ai gentili ad onorare l'antica
chia si portarono a Gerusalemme, ?egge, ed acciocché queste osser-
ed altrettanto fece da Roma s. vanze, comuni alla sinagoga ed
Pietro, quando l'imperatore Clau- alla Chiesa, servissero come di vin-
dio esiliò ebrei da quella città.
gli colo per unire insieme i due po-
San con s. Giovanni
Pietro s. , poli , r ebreo ed il gentile. La
Paolo , s. Barnaba, e s. Giacomo decisione fu redatta in iscritto, non
Minore vescovo di Gerusalemme come un giudizio umano, ma come
convocarono un concilio, e s. Pietro un oracolo del cielo, e vi si pro-
con autorità di capo della Chiesa nunziarono così con confidenza que-
fu il primo a parlare e decidere ste parole: Parve allo Spirilo San-
con spiegazioni mirabili la con- to, ed a noi. Viswn est eiiiin Spi-
troversia , poi seguirono gli altri, filai Sanato et nobis. Questa de-
Giovanni, Paolo, Barnaba, e Gia- cisione in forma di lettera fu spe-
como Minore, non che diversi
il dita ai fedeli della chiesa d'Antio-
discepoli. San Pietro fu d' avviso chia, perchè la ricevessero ed ese-
di non imporre ai gentili un gio- guissero con sommessione, a mezzo
go che gli stessi ebrei non aveva- di Giuda Barsaba, e Sila o Sil-

no potuto poitare, per cui furono vano. La detta formola fu poi a-


soggetti a tante prevaricazioni , a- doltala dai coccilii generali come
,

GER GER 89
il modo della decisione per un una professione di fede conforme
punto controverso, e scrv'i di mo- in apparenza alla fede cattolica,
dello alla Chiesa ne'medesimi con- ma insiliippata di termini equi-
ciiii. AcL i5; Regia, e Labbé tom. voci ; e vi furono
anche ammessi
I ; e Dizion. dtcomilii. i suoi settari. Non si può dubi-
quarto fu adunalo l'anno 5^,
Il tare, che in quest* assemblea noa
in cui vi fu permessa agli ebrei vi sia stato un gran numero di
convcrtiti la circoncisione e le al- vescovi cattolici, ma che probabil-
tre cerimonie legali, fino a tanto mente non poterono pievalere al
che il tempio e sacerdoti du-
i partito dominante degli eusebiani,
rassero a Gerusalemme, e purch'es- uomini potenti alla corte, e soste-
si credessero, che le cerimonie sud- nuti dagli uffìziali del principe.
dette non erano necessarie alla Contuttociò, e malgrado 1'
oppres-
salute, e die bastava per salvarsi sione della libertà, IMarcelIo anci-
il seguire i precelti del vangelo ;
rano si oppose all'iniquità, nò vol-

ciò quanto chiamossi, seppellire


è le a verun patto averci mai par-
la sinagoga con onore. Act. e. te. Le conseguenze di questo con-
21 ; Regia, e Labbé tom. I. Il cilio furono l'esilio di s. Atanasio
Terzi dice che dopo il concilio che fu rilegato nelle Gallie. Co-
per r osservanza delle leggi mo- stantino per una debolezza, che
laiche, ne celebrassero un altro gli non si sa comprendere, avea pre-
apostoli ch'eransi portati a Geru- stato fede alle calunnie de' nemici
salemme, per conferire in uno de- di Atanasio, che lo accusarono di
gli articoli principali della fede, aver minacciato d'impedire il tras-
colla composizione del simbolo, e porto delle biade da Egitto in
con stabilire ottanta canoni apo- Costantinopoli. Regia tom. II; Lab-
stolici pel regolamento della ge- bé tom. II; Arduino tom. I, e
rarchia e disciplina ecclesiastica; Dizion. de concila.
altri dissero che furono cinquanta, Il sesto del 348 o 349 o^^ei'O
indi condannati da s. Gelasio I 35o, si celebrò pel ritorno di s.
nel concilio romano come apocrifi. Atanasio ad Alessandria, col per-
Veramente non fu rigorosa con- messo dell'imperatore Costanzo, do-
danna; non furono approvati. po la morte di (rregorio l'intru-
11 ((uinto ebbe luogo nel 335 o so; imperciocché 1' illustre perse-
345, non riconosciuto, e tenuto guitato, essendo entrato nella Pa-
per conciliabolo. Lo convocarono lestina, impegnò da .sedici prela-
gli eusebiani ,
per la dedicazione ti , alla testa de' quali eravi san
della chiesa della Risurrezione, che Massimo vescovo di Gerusalemme,
Costantino aveva fallo edificare. a tenere questo concilio. Tutti i

Questo concilio fu numerosissimo, vescovi tolto Patrofilo, Scitoplo ,

imperciocché l'imperatore \i fece ed A cacio di Cesarea, Io accolsei"o


intervenire da tutte le parti un con quella stima che meritava
grandissimo numero di vescovi. abbracciarono la sua comunione,
Gli eusebiani approfittarono del- e si scusarono eziandio di avere
l' occasione per fare ricevere alla per r addietro sottosciitlo contro
comunione della Chiesa Alio , il di lui, dicendo di averlo fatto per
quale uvea Cbibilo a Coslaulino forza. Lasciarono anche una testi-
,

90 GER GER
monianza in iscrilto di avere rice- tomo I , e Dizionario de' conci-*
vuto Atanasio alla comunione, e Hi.

stesero a suo favore una lettera L' undecimo si adunò nel ^^3
sinodale ai vescovi dell' Egitto e per la conservazione della fede,
della Libia, nella quale confessaro- e fu composto dei vescovi delle
no che per I' assenza del santo tre Palestine, dopo il lislabilimen-
quella chiesa era stala senza pa- to di Giovenale, e la espulsione
store. Pvegia Arduino tomo
t. Ili; di Teodosio. Dizion. de' concilii.
1; Dizion. (1/ coiiciid. Il p. Mansi Il duodecimo ebbe luogo nel-
nel volume 1 del suo Siipplinicnlo l'anno 5 18, e vi si trovarono Iren-
alla raccolta de concila, col. 271, talre vescovi delle tre Palestine ,

fa menzione d'un concilio tenutosi che ammisero tultociò che si era


in Gerusalemme contro gli orige- fatto nei concilii di Calcedonia e
iiisti nel oc)Cf. Teofìlo d'Alessandiia di Costantinopoli, e condannarono
avendo diretta ai vescovi cattolici i severiani , e gli eutichiani. Il

radunati in Gerusalemme per la Mansi citato, a p. 4oi e ^01 par-


dedicazione della basilica del san- lando di questo concilio, dice che
to Sepolcro, una lettera sinodale fu im'assemblea di monaci e che ;

ron la quale ad essi cono-


fece non si può rivocare in dubbio,
scere la sentenza che avea pronun- per la testimonianza di Cirillo di
ziato contro gli eretici suindicati iScitopoli , che in detto anno ia
i prelati radunali in concilio ana- Gerusalemme fu tenuto un conci-
tematizzarono i discepoli di Orige- lio di molti vescovi, cui interven-
ne, e quelli che si erano lasciati ne il santo abbate Saba, ed un'im-
corrompere dalla falsa dottiina ,
mensa moltitudine monaci e lai- di
protestando che non avrebbeio ci. Il Terzi anno Sig registra all'

mai ricevuto nella comunione quel- questo concilio tenuto da Giovan-


li che Teofilo avesse condannati ni vescovo di Gerusalemme, dicen-
come credenti il Figliuolo di Dio do che questi con molti vescovi
non eguale in alcuna cosa al Pa- e metropolitani di Palestina, si a-
dre, a meno che ron avessero da- dunarono nella chiesa del santo
te prove di pentimento. Sepolcro, e vi approvarono de- i

Il settimo e 1' ottavo furono creti dei memorali concilii, dando


celebrati nell'anno 35o ; l'uno in lode a Dio della riunione della
favore di s. Atanasio, e l'altro con- chiesa orientale alla occidentale.
tro di lui, come propugnatore del- Il decimolerzo si celebrò l'anno
la fede Kicena ; ma poi il Ponte- 536 a' ig settembre, tenuto da
fice s. Liberio in un sinodo ro- Pietro vescovo di Gerusalemme, e
mano riconobbe la virtù di Ata- da quaranta vescovi che vi appro-
nasio , e la peiTidia degli ariani. varono tultociò ch'era stato latto
Terzi, Siria sacra p. 2 1-2. nello stesso anno a Costantinopoli
II nono venne adunato nel 4'^, contro Antimo patriarca di quel-
ed il decimo nel ^ì6, ambedue la città, Severo ed altri acefali ed
contro Pelagio, clic fu scacciato eutichiani, nel concilio celebrato
dalla città, e jimesso ai vescovi dal nuovo patriarca Menna ivi

latini per essere giudicato. Regia consacrato dal Papa sant'Agapito.


tom. IV; Labbc lom. Il; Arduino B-Cgia toni. X!; Labbé tom. V;
GER GER 91
Arduino tomo li ; e Diz. dei perchè avendo Goffredo di
1099,
concila. Ruglione conquistato coi crociati
Il decimoqiiaito tennlo dal pa- Gerusalemme, e trovando che un
triarca Giovenale nel 552 o 553, tale Arnolfo occupava la sede pa-
in cui questo patriarca, per pur- triarcale , Goffredo coi prelati e
gare dall'eresia la provincia, pro- principi dell' esercito deliberarono
pose a lutti di osservare la fede privarlo della dignità, procurando
cattolica , a seconda dell' epistola tutti che Daimberto o Teoberto
scrittagli da s. Leone I ; quindi i arcivescovo di Pisa e legato apo-
•vescovi provinciali della Palestina stolico divenisse patriarca, siccome
vi approvarono il V concilio ge- avvenne con comune plauso. Re-
nerale, tenutosi in Costantinopoli gia tom. XXVI; Labbc tom. X;
nell'istesso anno contro gli errori ed Arduino tom. VI,
di alcuni monaci seguaci di Ori- Il decimonono fu adunalo nel
gene, e i tre capitoli; ed Alessandro I 107, a cagione della deposizione
d'Abila non avendovi convenuto, di Daimberto o Teoberto per gli
fu deposto dal vescovato. Regia intrighi di Arnoldo ed Ebiemaro,
lom. XII; Labbé toni. V; e Ardui- e per Baldovino I re di Gerusa-
no tom. III. lemme. Daimberto ricorse al Papa
decimoquinto ebbe luogo nel
Il Pasquale II, il quale istruito da
634, composto dei vescovi della Pa- molti vescovi provinciali di sua
lestina. In questo concilio s. So- innocenza, lo reintegrò del patriar-
fronio pafriaica di Gerusalemme cato, sebbene egli nel suo ritorno
scrisse la bella lettera sinodale per morì in Messina. In pari tempo
dare avviso ai patriarclii di sua Ebremaro nazione francese, tro-
di
elezione. Egli ci prova in essa le vandosi pel regio favore in posses-
due volontà e le due operazioni so del patriarcato, udita la reinte-
in Gesù Cristo. Diz. eie' conci Hi. grazione di Daimberto passò an-
Il decimosesto 1' anno 638 per ch' egli in Roma per giustificarsi
mandare a Roma le reliquie di s. col Pontefice , e ripoitarne come
Ignazio martire. Tillemont, Ulema- i suoi predecessori la conferma
ne ecclesiastiche tom. II, dalla santa Sede. Ma Pasquale II
Il decimosettimo fu tenuto nel \oleodo conoscere il vero stato del-
764 contro gì' iconoclasti ed in , le, cose, spedi in oriente pei- le-

favore del culto delle sacre imma- gato apostolico Gibelino d' Arles,
gini. Ex epist. Adriani I Papae. il quale giunto in Gerusalemme
11 Mansi 1029 cita un conci-
p. raccolse in concilio i vescovi pro-
lio di Gerusalemme celebrato nel- •vinciali, e vi fu deposto Ebrema-
r 879, la di cui lettera sinodale, ro, come esaltato a quella sede
tendente a rimettere Fo7Ìo sulla dalla sola podestà laica, vivente
sede di Costantinopoli , fu letta ancora Daimberto, e siccome non
nel conciliabolo tenutosi nello stes- gli fu opposto altro fu trasferito ,

so anno in quesl' ultima città, u- alla chiesa di Cesarea in grazia di


nitamente ad una lettera simile sua semplicità. Dipoi Gibelino vi
dei concili) d' Antiochia e d'Ales- fu eletto patriarca di Gerusalem-
sandria. me. Regia tom. XXVI; Labbé t.
Il decimollavo si celebrò nel X Arduino tom. VI; e Diz. dei
;
92 GER GÈ 11
concini. Mansi nel tom. II, col.
Il gran numero i fedeli per impulso
275 e 276, fa menzione di un di divozione. Così appunto il cai-
concilio tenuto in Gerusidemnic tolico o patriarca degli armeni d'al-
l'anno iii?., da Gibelino legato lora, che avea giiuisdizione su
della santa Sede, nel quale fu pò- quelli del suo rito nella (^appado-
sto termine alla controversia che eia, Media, I*ersia, e ch'era prin-
esisteva tra il vescovo di Nazareth cipe della maggiore e minore Ar-
e l'abbate del monte Tabor. Vi fu menia, personaggio fornito di dot-
dunque deciso, che il vescovo di trina e virtù, vi giunse in tera-
JN'azareth avrebbe la superiorità pò, che pel medesimo fine erasi
su queir abbazia, dimodoché a lui lecato a Gerusalemme il cardinal
spetterebbe il benedire l'abbate, or- Alberico legato apostolico e vesco-
dinare monaci e consacrare la
i ,
vo d' Ostia. Dalla pietà di questi
chiesa in una parola da lui essi
; il cattolico fu disingannato in
avrebbero ricevuto il santo crisma molti che seguivano i di
errori
e l'olio per gl'infermi, come pure lui soggetti, laonde adunatosi un
un vicario per le funzioni curiali, smodo provinciale di molli vesco-
e che dal canto loro i monaci per- vi nel terzo giorno di Pasqua
cepirebbero il terzo di tutte le dentro il tempio del monte di
specie di decime della Tiberiade. Sion, il cattolico vi sedette in luo-
II vigesimo ebbe luogo nel 1 1 i3 go onorevole, restò persuaso e con-
più tardi, radunato dal legato vinto degli errori che seguiva, per
apostolico vescovo di Palestrina, e cui tutti i padri lo abbracciarono,
dal patriarca Guarimondo, con l'in- e lo trattarono con distinzione. Al
tervento dei vescovi piovinciali. concilio v'intervenne pure Joscelli-
Enrico V imperatore vi fu scomu- no conte di Edessa, celebre cava-
nicato pei cattivi trattamenti fatti liere tra i croccsignati , ed in tal
a Pasquale II; e l'estorto privile- congiuntura il Icj^ato apostolico
gio delle investiture ecclesiastiche, fece la funzione di dedicare quel
da quel Papa già condannate, fu tempio rinnovato dopo le vittorie
dichiarato irrito, ingiusto, e di niun dei crociati. Arduino tom. VI;
valore. Terzi, Siria sacra p. 222. Siria sacra p. 224.
Il vigesimo primo si adunò nel 11 vigesimo terzo fu adunato
1 1 36 sugli articoli controversi tra l'anno 1672 dal patriarca Dosi-
i cattolici, egli armeni. Arduino teo contro Lucar, ed i
Cirillo
tom. VI. calvinisti i quali pubblicavano
,

11 vigesimosecondo si celebrò falsamente, che gli orientali pen-


nel 114^ o 1143, contro gli er- savano com'essi intorno alla fede,
rori degli armeni. La memoria Arduino tom. VI.
che ogni anno suole rinnovare la GERVASIO e PROTASIO (ss.).

Chiesa della passione del Redento- Dicono alcuni scii Iteri ch'essi era-
re, era sotto il regno de' latini no fratelli, figli di s. Vitale e di s.
cosi solennemente celebrata nel Valeria, i quali versarono il loro
tempio del santo Sepolcro di Gè- sangue per la fede, l'uno a Ravenna,
rusalerame, che da regioni ancora l'altra a Milano. Sembra che i ss.
remotissime d' Europa , oltre di Gervasio e Protasio abbiano sof-
quelle d'Asia, vi concorrevano in fato il martirio sotto Nerone o
,

GES GES 93
ni più sollo Domiziano. Saiit' Am- cupare la cattedra di pubblico pro-
biogio li chiama i primi martiri fessore di leggi in tale università
tliMilano, e dice che si appaiec- . di Bologna. Abbracciato quindi lo
chiarono al martirio cogli esercizi stato ecclesiastico servì in qualità
di pietà e colia vittoriosa resisten- di vicario generale il vescovo di
za alla corruzione del secolo. Men- Rieti Cesare Segni suo zio mater-
tre egli disponevasi nell'anno 386 no, e l'arcivescovo di Benevento, e
a consagrare nuova chiesa chia-
la poi il cardinal Paleolto arcivesco-
mata di poi basilica Ambrosiana vo di Bologna, da cui nel i 79?. gli
scoperse per rivelazione i corpi di fu conferita la prepositura di quel-
questi santi, che riposavano igno- la metropolitana. Trasferitosi a Ro-
rati davanti a' cancelli circondanti ma, ottenne da Clemente Vili nel
la tomba de' ss. fs'abore e Felice; i-ligg il posto di luogotenente ci-

e con religiosa pompa li fece tras- vile, indi subilo quello di vicege-
portare nella nuova chiesa. Que- renle. Fu in seguito eletto segre-
sta traslazione fu accompagnata da tario de' vescovi e regolari, e nel
molti miracoli, e fra gli altri la 1 606 Paolo V lo nominò vescovo
guarigione di un cieco. Si celebra di Rimini, chiesa che rinunziò nel
questa scoperta nel giorno 19 di 1619, e nunzio alla repubblica di
giugno. donde nel 16 18 Io pro-
\ cnezia,
GESLUNA. Sede vescovile della mosse a governatore di Roma, e
provincia di Nisibi nella diocesi di Gregorio XV lo fece prefetto del
Caldea, sotto la metropoli di Nisi- palazzo apostolico, ritenendo la ca-
bi. Essa era vicina a Balada ch'eb- rica di governatore anche col nuo-
be qualche volta comune con tale vo Pontefice Urbano Vili, che an-
sede il vescovo, per cui alcuni cre- zi vi aggiunse l' incarico di vice-
dono sia Gelone vicino a Zab. Ab- prefetto della segnatura. Destinol-
bianìo Machica vescovo, che fece lo in governo dello stalo
seguilo al

alcune osservazioni sopra uno dei di Libino, ancor vivente l' ultimo
manoscritti siriaci che furono col- duca Francesco Maria II della Ro-
locati nella biblioteca vaticana nel vere, e ne prese possesso in nome
pontifiaito d'Innocenzo XllI; e di Urbano Vili. Egli si seppe in
Simeone vescovo di Balada e di questa gelosa commissione condur-
Gesluna, che assistette all' ordina- re con tal saviezza e moderazione,
zione di Zaballiitra III. che giunse a guadagnarsi l'animo
GESSI Berli>ghiero, Cardina- di quel principe, che lo lasciò tu-
le. Berlinghiero Gessi o de Gypsis tore e curatore di donna Vittoria
patrizio bolognese, fu chiamato a sua nipote, granduchessa di Tosca-
Roma dallo zio Berlinghiero, ch'e- na. Alla fine Urbano Vili premiò
ra uditore cugino di
di r<jta, e i suoi meriti nel concistoro de' 19
Gregorio XIII, alìlnchè apprendes- gennaio 1626, creandolo cardinale
se sotto il di lui magistero la pra- dell'ordine de' preti, ed assegnan-
tica della legge, di cui nella patria dogli per titolo la chiesa di s. A-
università ne avea imparata la goslino. Indi lo dichiarò prefetto
teoria. iVel 1389 quantunque in di segnatura, annoverandolo a quasi
florida età potè con gran ripula- tutte le con^recazioni cardinalizie.
zione ed islraordinario applauso oc- Morì d'anni seltautasei , torniea-
94 GES GES
tato fieramente dalla podagra, nel Michele vestito di turchino, avente
i63c). Fu sepolto nella chiesa di innanzi a sé una lunga croce di
s. Maria della Vittoria, nella cap- legno, nel mezzo della quale sareb-
pella della ss. Trinila eretta con be stato il nome di Gesù e sul ,

sua testamentaria disposizione, ed capo dell'arcangelo le parole: Quis


ove fu posta la sua efligie dipinta sicut Deiix. Di quest' ordine non
dal celebre Guido Pieni sulla porta si hanno altre notizie.
della medesima, con nobile epitaf- GESÙ' CRISTO. A moltissimi
fio. Dedito alla pietà, nemico dei articoli che risguardano il nostro
donativi, fornito di altre doli, di- divin Redentore si tratta di lutto
cesi clie ambisse il pontificato. ciò che gli appartiene, laonde
GESÙ', Ordine equestre cV Ale- qui brevissimamente accenneremo le
magna. Narra che a
il p. Helyot cose principali della sua vita. Gesù
Paolo V fu presentata T istituzione Cristo, vero Dio e vero uomo, Mes-
d'un ordine equestre sotto il lito- sia e Salvatore del mondo, conce-
Io di cavalieri della milizia di Ge- pito miracolosamente per opera del-
sù in Alemacjna ,
per liberare il lo Spirito Santo nel seno della B.
crisliaiiesimo dall' oppressione degli Vergine Maria, sposa a s. Giusep-
infedeli. Doveva avere due gradi pe, nacque in Betlemme il 2? di-
cavallereschi, uno di gran cavalie- cembre dell'anno del mondo 4ooo.
ri, l'altro di cavalieri aggiunti. Il Otto giorni dopo la sua nascita,
numero de' primi non doveva ol- secondo il costume ebreo fu cir-
trepassare quello di seltanladue, i conciso, e chiamato Gesù che si-
quali dovevano eleggere tra loro gnifica Salvatore. Adorato prima
dodici individui per sceglierne uno dai pastori di quelle vicinanze, po-
per dichiararlo cavaliere gran prin- scia dai magi venuti appositamen-
cipe della milizia di Gesù, lui altro te dall'oriente, fu dal santo vec-
gran generale, un terzo luogote- chio Simeone acclamato nel tem-
nente generale, e gli altri nove di- pio di Gerusalemme siccome \\ Sal-
chiarati cavalieri e gran senatori. vatore aspettato in Israele, quan-
Il numero de' cavalieri aggiunti do vi fu presentato nel quarante-
non doveva eccedere quello di cin- simo giorno. Dopo la quale pre-
queccntoquattro, dappoiché ognu- sentazione, un angelo avvertì in so-
no de' gran cavalieri doveva con- gno Giuseppe ( s' ignora il tempo
durre seco sette aggiunti. Princi- e il luogo preciso di questa appa-
pale scopo dell'ordine era di fare rizione) dover egli salvarlo con
perpetua guerra ai maomettani ,
pronta fuga in Egitto dalle insidie
finché non si fosse ricuperato il di Erode. Dopo la morte di questo,
santo sepolcro. Erano prescritte al- e regnando nella Giudea il suo fi-
cune pratiche religiose, e doveva- glio Archelao, passato perciò il pe-
no vestire abiti di scarlatto, e con ricolo e la strage degl'innocenti,
essi erano sepolti. Motti dell'ordi- per nuova angelica avvertenza Giu-
ne erano: Grada Dei sani id quod seppe ricondusse nella Giudea, e
sum; e Gloria in excelsis Deo, et in Nazaret Maria e Gesù, il quale
in terra pax honnnibiis bonae %'0- colà sommesso ed a
alla Madre
lunlatis. La divisa di quest'ordine Giuseppe condusse una povera esi-
doveva consistere nell'effigie di s. stenza all'officina del detto di lui
GES GES 9^
patire putativo, solo partendo d'an- tempio, istigandolo di gettarvisi, al
ni dodici per Gerusalemme onde che replicò il figliuolo di Dio, non
celebrarvi la Pas(|ua, e si tratten- doversi tentare Confu- il Signore.
ne per volere del suo padre Id- so il demonio si ritirò, e gli an-
dio.Frattanto la Madre e Giusep- geli ristorarono con cibo Gesù.
pe ignorando ove fosse andato il Alcun tempo dopo passando Ge-
loro diletto Gesù per tre inferi giorni, sù in Galilea dal Belhabara al di
e fra le più dolorose angustie lo cer- là del Giordano, e vedutolo Gio-
carono, e filialmente lo ritrovarono vanni Battista che ivi era ammi-
nel tempio circondato dai dottori nistrando il battesimo, disse a'suoi
che con loro disputava, meravigliati discepoli : Ecco l' agnello di Dioy
essi della sua profonda dottrina. ecco quegli che toglie i peccati dal
Giunto Gesù all'anno trentesimo di mondo. Allora due de' discepoli se-
sua età, epoca in cui volle inco- guirono il loro divino maestro per
minciare la sua divina predica/io- tutto quel giorno, e in sul far del-
ne, si presentò pel battesimo al la seraAndrea, ch'era uno dei due,
proprio precursore e parente Gio- visto Simone suo fratello, il pre-
vanni Battista. Mentre egli rice- sentò a Gesù, che gli disse: tu
veva il battesimo nel fiume Gior- sei Simone figliuolo di Gionaj md
dano, si aprirono i cieli, lo Spiri- d^ora innanzi sarai chiamato Ce-
to Santo in forma di colomba si fa cioè Pietra. Nel di seguente
posò sopra di lui, ed allora s' in- viaggiando Gesù per Nazaret s'im-
tese la di Dio esclamare
voce : battè in Filippo che chiamò a se-
Questo mio figlio diletto in cui
L' il guirlo, e questo pure avendo tro-
riposi la mia compiacenza. Manife- vato Natanaele il condusse a Gesù,
stata cos\ alla terra la sua divini- che vedutolo gli disse ecco un ve-
:

tà, volle pure esperimentare a no- ro israelita in cui non alligna la


stra istruzione le tentazioni dell'u- frode; ed alla dimanda di Nata-
manità. Condotto dallo Spirito San- naele: donde il conoscesse ? replicò
to nel deserto, ivi fu tentato dal Gesù: prima che chiamasse Fi- ti

demonio, vi digiunò quaranta gior- lippo, io ti vidi sotto la ficaia; per


ni, ed altrettante notti, poi ebbe le quali parole soi'prcso quel nuo-

fame, ed il tentatore allora Io ac- vo discepolo, esclamò: \'edo bene


costò, e gli disse di cangiar in pa- che voi siete il Figlio di Dio, il re
ne le pietre che gli presentava ,
d'Israele. Così il Messia incomin-
ma n'ebbe in risposta, che l'uomo ciava ad unire discepoli, ed a pel-
non vive di solo pane, ma di tutto- legrinar per la Giudea. Da Betha-
ciò che proviene dalla bocca di bara giunto a Caua di Galilea, as-
Dio; il demonio lo condusse so- sistendo con la sua madie Maria
pra un alto monte, e gli assicurò a certe nozze, operò il piimo mi-
la dominazione di tutti i regni sot- racolo, cangiando a mensa l'acqua
toposti, se determinasse di ado-
si in vino: passò a Cafarnao, e di là
rarlo; Gesù nella sua infinita sa- a Gerusalemme per celebrarvi la
pienza riprendendolo gli ricordò, Pasqua, ch'era la prima dacché
doversi adorare il Signore Iddio ; avea incominciato la sua predica-
dopo la qual nuova umiliazione il zione. Fu in quella occasione che
demonio lo tradusse sulla cima del armato di flagello percosse e scac-
c)G GES GES
ciò dal tempio quelli che lo pro- Tiberiade chiamò per la seconda
fanavano vendendo gli oggetti pei volta a seguirlo Pietro ed Andrea
sagiifjci. Fermatosi alcun tempo ch'erano inlenti alla pesca, poscia
nella città, accolse a religiose con- Giacomo e Giovanni figli di Ze-
ferenze, e convertì il timido Ni- bedeo che stavano nel loro navi-
codemo, che vi era andato di not- cello. Guarì in sabbato e nella si-

te, e passò dappoi lungo


il Gior- nagoga un'ossessa, e nella casa di
dano, dove si mise a battezzare di Simone la di lui suocera trava-
acqua e di Spirito Santo, come a- gliata da ardente febbre. Sul far
veva predetto il Battista e tanto : della sera dello stesso giorno die-
crebbe ogni giorno più il numero de la salute a tuUi gl'infermi di
de' suoi che quelli del
discepoli ,
quella città, e nel dì seguente di
Precursore ne furono così gelosi, buon mattino si ritirò solo a pre-
da obbligare Giovanni a rimpro- gare in un deserto, donde si con-
verarli, dichiarando egli non essere giunse a' discepoli, e ritornò ad
che l'amico ed il nunzio dello Spo- annunziar nella Galilea il regno
so.La prigionia del Precursore per del Signore. Frattanto la sua fama
comando di Erode Antipa, deter- erasi sparsa per tutta la Siria, e
minò Gesù a ritirarsi in Galilea, da tutte le parti venivano a lui

e traversando la Samaria si fermò malati. Reduce a Cafarnao, cir-


a ristorare le forze presso il pozzo condato da innumerabile turba, si
di Giacobbe, poco lunge dalla città pose a predicare nel naviglio di
di Sicliar. Quivi una donna sa- Pietro, e comandò dappoi di al-

maritana , venuta dalla città per largarsi in mare e gittarvi le reti,

attinger acqua, da lui convertila e tanto fu la pesca abbandonante


alla sua nuova religione, chiamò i che le reti si smagliavano. Fra i mi-
suoi concittadini ad udirlo, onde racoli colà operati è degna di ri-

portatosi Gesù nella città, si fermò marco la guarigione d'un paralitico


con loto due interi giorni; e dopo che nel suo letticciuolo fu a forza
di averne convertiti molti proseguì di funi calato dal tetto della stanza

il suo viaggio, predicò in diverse dove Gesù stava a parlare a una


sinagoghe, massime in quella di Na- sì grande moltitudine, che diversa-

zaret sua patria, ove gl'ingrati con- mente non era possibile avvicinar-
cittadini sdegnati de' suoi giusti lo. Al lago di Genezaret dove pas-

rimproveri alla loro incredulità, il sò, chiamò Matteo, prima nomina-

trascinarono sul monte per preci- to Levi, di professione pubblicano.


pitarlo: Gesù passando nel bel mez- Nel tempo Pasqua
della seconda
zo di loro se n'andò, ritornò a Ca- dalla sua predicazione, mentre tro-
farnao ove soleva abitare, e con- vavasi a celebrarla a Gerusalemme,
tinuò a predicare ne' dintorni e ad avendo guarito un paralitico da
operare stupendi miracoli. trent'otto anni infermo presso la

Portatosi a Cana per la seconda Frobatica piscina, con ordinargli di


volta, un ufficiale di Erode si re- portarsi a casa il proprio letto in
cò a pregarlo di guarirgli il figlio giorno di sabbato, i suoi nemici
infermo a Cafarnao, e n'ebbe in ne presero occasione di tramar la
risposta essere il figlio già sano. sua perdita siccome di nemico e
Alcuni giorni dopo sul mare di distruttore della legge. Passando
,

GES GES 97
quindi co'suoi per un discepoli una sola di lui parola bastava per
campo di maturo frumento, ancora risanar 1' infermo, e di non esser
in giorno di sabbatOj gli affamati degno di riceverlo in casa. Ammi-
seguaci presero a frullare fia le rando Gesù tanta fede operò il
palme delle mani alcune spighe prodigio, poscia a Naim risuscitò
per estrarne i grani, e da questo il figlio di una vedova che già
pure tolsero occasione i farisei di portavasi al sepolcro. Entrato in
accusarlo qual violatore del gior- quella città accettò l'invito di Si-
no a Dio sacro oppose ; ma Gesù mone che il volle commen-
fariseo
loro l'esempio di Davidde, che nel sale, e sedendo a mensa, una don-
bisogno estremo aveva mangiato na, Maria Maddalena detta la pec-
i pani della proposizione ; non catrice, venne a portarsi a' suoi
che quello de' sacerdoti che trava- piedi, bagnandoli delle sue lagrime
gliavano nel tempio in giorno di sab- ed asciugandoli de'suoi capelli, ed
baio. Nel successivo sabbato guarì egli commosso del suo pentimento
ancora un uomo nella sinagoga gli rimise i peccati. Percorse indi
di Cafarnao che avea una mano tutta la e tornò a Cafar-
Galilea,
disseccata, dimostrando a'farisei o- nao, dove fu così circondato dalla
stinati non esser questo contrario folla del popolo, che i di lui pa-

alla legge; ma costoro più che renti temendo quasi de'suoi gior-
mai inveleniti , congiurarono di ni vennero come per ritirarlo
perderlo, unitamente agli erodiùni. mentre egli liberò un ossesso cieco
Fu allora che Gesù si portò lun- e muto, attribuendo gelosi farisei i

go il mare di Tiberiade, e di là il miracolo a Beelzebub principe


attraversando le acque, salì sul vi- de' demoni. All'ora di vespero si
cino monte per involarsi alla tur- portò sulla spiaggia del mare di
ba che il seguiva avida della sua Tiberiade, e salila una nave propo-
dottrina, e vi passò pregando la se al popolo diverse parabole, quel-
notte. Le dimane discese, chiamò la del seminatore, della lampada
e scelse alcuni de'suoi discepoli, e che dovea collocarsi sul candela-
loro impose il nome di Apostoli bro, della zizzania che nemicoil

cioè inviali; poscia circondato da semina di notte nel campo, del gra-
questi eletti, e dal popolo che a- no di senape, e del lievito; e ri-
veva perseverato nell' aspettarlo ,
tornato a casa le spiegò a'discepo-
si assise sopra una elevazione di li, proponendone loro anche di
terreno a pie del monte, e tenne nuove quelle del tesoro nascosto,
:

quel famoso discorso detto della della perla per 1' acquisto della
montagna, che tutta comprende quale si vende ogni cosa, e della
la sua dottrina ed il compendio rete che gettata in mare raccoglie
del suo evangelo; insegnò l'orazio- insieme e i buoni e i cattivi pe-
ne del Pater nosler indi guarì , sci. Sul far della sera si mise in
un lebroso col solo toccarlo. mare, e sollevatasi una gran tem-
A Cafarnao, ov'era tornato, un pesta mentre dormiva, sveglialo
centurione lo fece pregare perchè dai discepoli, comandò ai venti e
si portasse da lui a guarirgli un ritornò la calma all'agitato mare.
servo gravemente malato poscia ; Nelle sue prediche dichiarava la
gli andò incontro, dicendogli che vera beatitudine solo trovarsi nella
VOL. XXX. 7
98 GES GES
povertà, nel dolore, nelle lagrime pra un monte co'suoi apostoli nel
della penitenza, nell' amor della deserto di Bethsaida. Il popolo se-
giustizia, neir esercizio delle opere guendolo nel numero di circa cin-
della misericordia, nella purità del quemila persone, senza contar le
cuore, nell'amor della pace, nella donne e fanciulli, preso di essi a
i

solTerenza nelle persecuzioni, nel compassione, con cinque pani e due


disprezzo de' beni, degli onori e pesci che gli presentarono gli apo-
della stima del mondo. Condanna- stoli, dopo averli moltiplicati sa-
A'a l'ipocrisia , la vanità, l'avarizia, ziò tutta quellaeoa moltitudine,
la sollecitudine de'beni della terra, tale abbondanza che ne avanzaro-
i giudizi temerari , e raccomanda- no dodici panieri di frammenti.
va per ultimo 1' orazione, la cari- Fu in quella occasione che il po-
tà, l'amor de'nemici, e concludeva polo entusiasta per sì grande be-
con gran regola di non fare a-
la nefizio determinò di crearlo re e ;

gli quello che non vorrem-


alti! Gesù costrinse gli apostoli a ripas-
mo fatto a noi stessi. Sbarcato nel sare soli il mare, e restò nascosto
cantone di Gerasa, liberò due in- sul monte. Contrariali dal vento
demoniati, mandando demoni che i nella notte i naviganti, anziché a
li possedevano in una mandra di Bethsaida, secondo lintelligenza col
porci che corse a precipitarsi nel maestro, si diressero verso Tibe-
mare. Spaventati a questo mira- riade; ma suU' albeggiare, lontani
colo i geraseni, lo pregarono di ancora da circa 3o stadi dalla ri-

ritirarsi, ed egli ripassò il mare, e va, videro un uomo camminare


andò in casa di Giairo principe sulle acque alla lor volta, e credu-
della sinagoga di Cafarnao per sa- tolo un fantasma furono assaliti da
nare una sua figlia di dodici anni, terrore; ma Gesù si fece conosce-
che risuscitò avendola trovata mor- re, e li rassicurò, poi entrato nella
ta mentre camminava a quella
; e nave, fu in un istante alla spiag-
volta, una donna malata per mol- gia. La moltitudine tornò a sti-

te perdite di sangue, si trovò gua- parsi intorno a lui reduce a Ca-


lita toccando di nascosto il lembo farnao, e della recente moltiplica-
(Iellasua veste. Così andando a zione profittando, disse essere egli
Nazaret guari due ciechi, ed un os- stesso il pane del cielo infinita-
sesso muto. Gli abitanti di quella mente più prezioso di quello che
città non vollero ancor profittare i loro padri mangiarono nel de-
de' suoi sermoni il perchè la ab-
; serto, e le sua carne essere vera-
bandonò per non più ritornarvi, mente un cibo, il suo sangue una
dicendo che ni uno è profeta in bevanda. Molli discepoli presero
patria. Poco dopo mandò a due scandalo da questo discorso, e lo
a due i suoi discepoli a predica- abbandonarono, ed egli invece di
re col potere de' miracoli ; ma richiamarli, e giustificar le sue
proibì loro di munirsi di provvi- parole, chiese agli apostoli se vo-
gioni, anni, da cambiare, e
abiti lessero pure andarsene, ma
essi
nemmeno un cambio di sandali, ed Pietro prontamente rispose, che
egli pure andò a predicare. le sue erano parole di vita eterna,
mare di Gcnesarclh
Passato nel e ch'egli era il vero Cristo, il Fi-
detto anche Tibeiiade, si ritirò so- glio di Dio vivo. Venne a quei
GES GES 99
dì il tempo della Pasqua, e por- apostoli Pietro, Giacomo, e Gio-
tatosi Geiusalem-
a celebrarla
in vanni; allora apparve nello splen-
ine, dacché predicava, ri-
la terza dore della gloria, risplendè il suo
tornò poi in Galilea, dove forte- volto come il sole, bianchi appa-
mente biasimò l'ipocrisia de' fari- rirono i suoi vestimenti siccome
sei prendevano occasione di
che neve, e gli stavano a lato Mosè
scandalo da questo che suoi di- i ed Elia, quasi confabulando del-
scepoli non si lavavano le mani l'opera delia redenzione, e una vo-
prima di sedere a mensa. Ne' pae- ce divina s'intese esclamare: que-
si di Tiro e Sidone, dov' era en- sti e ilmio figlio diletto, in cui ri-
trato, guari la figlia di una fenicia posi la mia compiacenza, lui ascol-
o cananea, ammirando ed esaltan- tate. Disceso dal monte guarì un
do la tanta fede di quella niadre; giovine muto , lunatico , epiletico
e seguendo il viaggio verso Sido- ed ossesso, che gli apostoli per di-
ne, andò per la via della Decapo- fetto di fede non poterono guarire.
Ir oltre
il mare di Tiberiade, do- Continuando Gesù la sua pre-
ve gli \ennc fatto di guarire un dicazione nella Galilea, fece ritor-
sordo-muto. Restò tre giorni sopra no a Cafarnao, quando lungo il

un monte, e nel discendere resti- mare disse a Pietro di gettar l'a-


tuì la salute ad un'infinità d'in- mo, che il primo pesce avrebbe
férmi, e saziò quattromila perso- dato di che pagare il tiibuto al
ne, oltre le donne e i fanciulli, tempio per ambedue; e Pietro ub-
con sette pani, e pochi piccoli pe- bidiente lo prese di fatto, gli tolse

sci, avanzandone sette panieri pie- di sotto la lingua un siclo d'ar-


ni. Poco dopo si pose in mare e gento, e pagò i ricevitori. Inviato-
si portò a Magedano nel distretto si poi il Maestro in Samaria, spe-
di Dalraanuta, verso la sorgente del dì alcuni degli apostoli in un bor-
Giordano. Un giorno i farisei ed i go per cercarvi ricovero , e come
saducei lo richiesero d'un segno cele- gli fu negato , dovette reprimere
ste, ed egli rispose loro non aver al- lo zeloimpetuoso di Giacomo e di
tro a dargli se non quello di Gio- Giovanni, che il richiedevano di
na, e alludeva così alla sua futu- fuoco dal cielo su quella gente
ra risurrezione; poi imbarcatosi sid scortese, e proseguì
il suo cammi-
mare venne a Belh-
di Tiberiade no verso Gerusalemme, fermandosi
saida, dove ridonò la vista ad un in Betania presso le due sorelle
cieco, e camminando dappoi verso Marta e Maria, delle quali la pri-
Cesarea di Filippo, richiese a' suoi ma affaccendala neh' allestire un
discepoli se conoscessero chi fosse ristoro di cibo, si lagnava con lui
egli, e lodando la fede di Pietro^ che la sorella Maria si stesse ai
che diceva, lui essere il Ciisto Fi- suoi piedi quieta ascoltatrice delle
gliuolo di Dio, aggiunse: Tu xei sue parole: ma
Maestro dolce- il

Pietro, e su questa pietra edifi- mente rimproverandola gli disse,


cherò la min Cide sa , e le porle essere ella troppo sollecita, e di
non pre^wileranno con-
dell' inferno troppe cose, una sola essere neces-
tro di lei. Sci giorni dopo operò saria, e Maria aver scelto la mi-
la sua grande Trasfigurazione sul- gliore, e che perciò non le sarà
le cime del Taborre, presenti gli tolta. Arrivato a Gerusalemme, a-
100 CES CES
Tendo guarito un ossesso ammu- Nel dì seguente passando Gesù
tolito, i farisei invidiosi l'accusaro- per una via, e vedendo un cieco
no nuovaniente, aver lui operato dalla nascita, sputò in terra, e fat-
il prodigio in nome del demonio, tone un loto lo applicò agli occhi
e mentre rispondeva alla loro ca- del misero, imponendogli di lavar-
lunnia, colse l'occasione di dare al si nel fonte di Siloe, lo che fatto,
popolo molte istruzioni , che con- immantinente vide perfettamente.
tinuò per tutto il tempo di sua Di ciò i farisei lo rampognarono
dimora. Ritornò a Cafarnao, guarì essendo giorno di sabbato, e di-
im idropico in giorno di sabbato, chiararono essere Cristo un pecca-
e alla presenza di tutti i farisei tore. Dopo questi miracoli Gesù
die malignamente lo guardavano, tornò in Galilea, e fermatovisi po-
e per meglio confonderli, si mise co tempo, fece ritorno a Gerusa-
a mangiare coi pubblicani e pec- lemme per la via di Samaria a
catori, ed essi non lasciarono per- celebrarvi la dedicazione fatta da
ciò di censurarlo : allora Gesìi pro- Giuda Maccabeo, che correva il
pose loro la parabola di un uo- i5 dicembre, e lungo la strada
mo, che padrone di cento pecore, incontratosi in dieci lebrosi, che il
perdutane una, abbandona le no- supplicarono di misericordia, disse
vantanove per correre in traccia loro di andare a mostrarsi ai sa-
della smarrita, e sulle spalle ada- cerdoti, lo che facendo essi obbe-
giatala la riconduce all'ovile. Venu- dienti, si trovarono guariti prima
ta la festa de'Tabernacoli nel mese ancora di presentarsi. Passeggiava
di ottobre, ritornò a Gerusalemme Gesù sotto il portico di Salomone,
ad insegnare nel tempio; ed in quando alcuni giudei circondando-
quella occasione il popolo concita- lo, così presero a interrogarlo : e
to dagli scribi e sacerdoti si mosse a fino a quando vorrete così tenerci
rumore, e lo circondò per impa- in sospeso? Se siete il Cristo dite-
dronirsene; ma l'ora non era per lo. Ve l'ho già detto, rispose Ge-
anco venuta, e li deluse. Alla sera sù, e voi non mi credete ; d'al-
dell'ultimo dì della festa passò la tronde le opere che io faccio ne
notte sul monte degli Olivi, e tor- sono una certa prova. Ma gl'ini-
nò nel mattino al tempio,
dove i qui, ancor più inveliniti contro di
farisei con
maligna intenzione di lui, raccolsero delle pietre per la-
sorprenderlo gli presentarono una pidarlo, ed egli scomparve di mez-
donna adultera colta in ^ul fatto, zo a loro, portandosi al di là del
richiedendolo del cosa dovessero Giordano a Bethabara, dove si fer-
farne; ma Gesìi non rispose, e mò per circa un mes«. Fu in quel
scrivendo col dito sulla terra, al- tempo che Lazzaro fratello di Mar-
zandosi pronunziò le memorabili ta e di Maria cadde malato, e mo-
parole : ha alcuno tra
se i'i voi rì; saputolo il Maestro si portò a
senza peccato sia il primo a sca- Betania, il risuscitò, e si ritirò di-
gliare la pietra j e seguitando a poi ad Efrem sul Giordano, dove
scrivere, mentre gli accusatori con- stette sino alli 24 marzo, e ritor-
fusi si ritirarono, egli benignamen- nò a Gerusalemme per l'ultima
te disse alla donna rimasta con lui Pasqua, e pel suo sacrifizio. Lun-
di non più ricadere in peccato. go il cammino presso Gerico do-
GES GES 101
nò la viita ad un cieco poscia ,
coiedì, primo di aprile, nel tempio.
vec'.iilo Zaccheo pubblicano, gli dis- Fu allora che i principi de'sacer-
se voler prendere alloggio in sua doti ed i senatori, sorpresi di que-
casa, ed egli convertitosi, restituì sto misterioso procedere, il richie-
tutto mal tolto. Arrivato a Ge-
il sero con quale autorità egli ope-
rusalemme alcuni giorni prima di rasse così da padrone ; e Gesù in
Pasqua, non si fece vedere nel tem- vece gl'interrogò se il battesimo di
pio, sapendo essere i giudei ancor Giovanni fosse del cielo, o della
più sdegnali contro di lui, ma terra, e replicando essi di non sa-
scelse d'aspettarne il tempo a Be- perlo, egli si tacque lasciando sen-
tania nella casa di Simone il le- za risposta la loro prima domanda.
broso, dorè Maria sorella di Laz- Poi rivoltosi nuovamente a loro,
zaro prese profumargli i piedi
a cui s'erano fatti insieme e dotto-
con un nardo prezioso, asciugando- ri, e farisei per conoscere di che
li co'suoi capelli, ei discepoli, spe- discorresse, propose alcune parabo-
cialmente Giuda Iscariote, disappro- le tendenti dimostrare che Dio
a
vando quell'atto, perchè col j)rezzo stava per abbandonarli nella loro
della vendita del balsamo si pote- infedeltà, e chiamare in vece i gen-
va sollevare alcun povero, Gesìi tili. Gli erodiani e i saducei, uni-
prese a difendere la pia donna di- nitamente ai farisei , che già gli
cendo essere quello un preludio di stavano intorno, gli richiesero co-
ciò che si sarebbe fatto al suo me per sorprenderlo ancora, e tro-
corpo, dopo la sua morte. Nel dì var pretesto per accusarlo, se fosse
seguente, eh' era il lunedì 3o mar- un obbligo per gli ebrei di pagare
zo, cinque giorni prima della Pa- a Cesare il tributo, cosa ne pen-
squa, ritornò Gerusalemme
a e , sasse della risurrezione , e quale
presso Belfage mandò due de' suoi credesse il più gran comandamen-
a quel paese, a prendervi un' asi- to della legge. Ma egli ancora con-
na ed un puledro, ed avutili mon- fuse i suoi nemici, sortì in sul tàr
tò sulla giovine cavalcatura, ed della sera dal tempio, ed enco-
entrò in Gerusalemme come in miandone i discepoli le bellezze,
trionfo, perchè una gran moltitu- commiserando ne predisse la di-
dine di popolo r incontrò ed il struzione; indi camminando verso
seguì acclamando: Osannaal fi- il monte degli Olivi, incominciò a
glio di Davidde , benedetto quegli parlare dell'assedio della città che
che viene nel nome del Signore. ne farebbero i romani, avvenuto
Gesù si portò immediatamente 34 anni dopo, e continuò il di-
al tempio a scacciarne i profana- scorso con alcune allusioni al finale
tori, ed a sanare tutti gì' infer- giudizio, conchiudendo con diverse
mi che ne occupavano l'atrio, poi parabole per incoraggirli alla fatica
tornò a lietania, ed il seguente ed alla vigilanza. In quel giorno stes-
mattino 3 1 marzo ritornò a Ge- so avvisò gli apostoli doversi celebra-
rusalemme, e scacciò nuovamente re la Pasqua fra due giorni, e che
i venditori degli oggetti pei sacri- sarebbe poi il Figlio dell'uomo ab-
fizi, e scomparve di nuovo ritor- bandonato a' suoi nemici, e croce-
nando in Betania per ricomparire fisso.Venuto il giovedì mandò
a Gerusalemme pel seguente mcr- Pietro e Giovanni a Gcrusalem-
102 GES GES
me per preparare una sala for- de; soggiungendo, die alIoi<{iiaiulo
nita di tutto il necessario a ce- si t'osse convertito , si adaticasse
lebraie la Pasqua, e sulla sera di in tener fermi i suoi fratelli ; e
quel giorno stesso entrò in Geru- dicendogli Pietro ch'era pronto a
salemme, si portò al luogo prefis- seguirlo in prigione ed alla morte,
so, sedette alla mensa apparecchia- e di dare la vita per lui, gli ri-
ta cogli apostoli, e parlò di un spose Gesù, che nella notte prima
traditore ; ricordò loro l' immenso che il gallo avesse cantato due
desiderio ch'egli ebbe di mangiar volte, tre volte avrebbe negato, Io
quella Pasqua con essi, ed isti- Pietro persistè nel dire, che quan-
tui ilsacramento del suo corpo d'anche gli fosse convenuto mori-
e del suo sangue, benedicendo il re non l'avrebbe negato, e tutti
pane e il vino che die a mangia- gli altri dissero la stessa cosa. Sor-
re e bere, dicendo agli apostoli: tito Gesù dalla città in compagnia
fate questo in memoria di me. E- degli avea dato alcu-
apostoli cui
gli già aveva lavato i piedi agli ne istruzioni, lungo il cammino
apostoli, e si rimise a mensa, quan- parlò della sua passione, morte
do per la seconda volta con tur- e risurrezione, della loro fuga e
bamento dichiarò esservi tra di patimenti, della discesa dello Spi-
loro il traditore. Giovanni pregò rito Santo ; e passato il torrente
il maestro a manifestarlo, ed egli Cedron gtunse al giardino o orto
lispose essere ponendo colui cui di Getsemani. Vi entrò con tutti,
sul piatto un tozzo di pane intin- e staccatosi dagli altri, coi tre
to nella salsa lo mangiava. Giuda più diletti, Pietro, Giacomo, e
ebbe la sfacciataggine di dire al Giovanni quindi
,
volendo dare
Maestro, sono io forse? e Gesù cominciamento alla sua dolorosa
gli lispose : voi l'avete detto. Quan- passione, s'abbandonò ad una pro-
do il traditore l'ebbe preso, il de- fonda tristezza e disse essere il
,

monio gli entrò addosso per fargli suo spirito tristo fino alla mor-
eseguire il crudele disegno che gli te. Quivi li fece fermare, e l'invi-

aveva posto nel cuore. Gesù aven- tò a vegliare e ad orare per non
dogli soggiunto fate presto ciò : cadere in tentazioni, come gli dis-
che avete da fare egli se ne par- ; se quando poi li trovò addormen-
ti, senza che gli altri apostoli sa- tatitre volte. Gesù si ritirò al-
pessero dove andava, credendo che quanto distante per fare orazione
il Maestro lo avesse mandato a prostrato, e rivolto al divin Padre
comprar qualche cosa, o a distribuì- gli disse: Padre mio, Padre mio,
le del denaro ai poveri, perch'egli tutto è possibile a voi; allontana-
custodiva la borsa comune del de- te da me questo calice; ma però
naro. sia fatta la volontà vostra, e non
Partito che fu Giuda, termina- la mia. Replicò colla faccia a ter-
ta la mensa gli apostoli dissero ra altra volta tal preghiera, quan-
col Signore un inno di ringrazia- do Gesùcadde in una dolorosa
mento, e si levarono da tavola, agonia, fino ad uscire dal suo cor-
Indi si rivolse Gesù a Pietro, e pò un sudore di goccie di sangue,
lo avvertì, che avea pregato per le quali irrigarono il terreno. Sve-
lui acciò non mancasse la sua fé- gliando gli apostoli li avvertì che
GES GES io3
uon era lontano il tradilore, e do- rolo Caifas si lacerò le vesti, e dis-
verlo incontrare. Giuda già si era se aver lui bestemmiato, onde tulli
affacciato all' orlo con una truppa concordemente esclamarono, è reo
di sgherri : si avvicinò al Rlaestro di morie. Nella notte Gesù fu ab-
come per baciarlo, ed egli dolce- bandonato agl'insulti più crudeli, i

mente lo rimproverò di tanto de- e spuntata l'alba fu di nuovo tra-


litto, dicendo: Giuda y tu coti un dotto dinanzi al tribunale. Inter-
bacio tradisci il Figliuolo dcWuo- rogato ancora se fosse il Cristo, e
mo ; e presentatosi agli armati li datane affermativa replica, i suoi
richiese di chi cercassero , e a- nemici rinnovarono la dichiarazio-
vutane risposta : Gesù Nazarenoj ne della sua reità, ed il consegna-
sono io, replicò il Maestro, ed rono a Ponzio Pilato, governatore
i soldati atterriti caddero a terra. romano della Giudea, con que-
Allora Gesù replicò loro la doman- sti capi d'accusa: d'aver turbata
da , e avutane la stessa risposta ,
la pubblica tranquillità; d'aver in-

soggiunse se cercate me solo, que- segnato non doversi pagare a Ce-


sti sieno liberi. Subito di ciò assi- sare il tributo; di essersi vantato
curandolo, gli sgherri si gettarono di distruggere il tempio, e riedi-
su di lui, e lo legarono, mentre il ficai Io dopo tre dì; d'essersi mil-
coraggioso Pietro con zelo sfoderò lantalo Figliuolo di Dio. Sottoposto
il coltello e tagliò l'orecchia a Mal- da Pilato a nuovo esame fu tro-
co servo del sommo sacerdote, ma vato innocente , e spedito quindi
Gesù impietosito lo risanò. Intanto ad Erode re di Galilea, che allora
Giuda, che per trenta denari avea trovavasi a Gerusalemme, il quale
dato nelle mani de' nemici il Mae- non avendo potuto conseguire ve-
stro, abbandonatosi alla disperazio runa risposta, lo schernì come un
ne s'appiccò dopo aver restituito il pazzo, e lo rimise a Pilato. Que-
denaro. sti dopo averlo interrogato lo di-
Il Signore fu immantinente por- chiarò non meritevole di morte, e
tato ad Anna , suocero e pre- lo propose a' giudei unitamente
decessore di Caifas sommo sacer- all' empio Barabba, chiedendo loro
dote; ivi venne interrogalo della chi volessero liberare, secondo l'uso
dottrina e de' discepoli. Gesù rispo- che dava loro il diritto di liberare
se tranquillamente, aver insegnato un reo di morte nella ricorrenza
in pubblico ed essere della sua dot- della Pasqua; ma giudei doman-i

trina testimoni tutti i giudei, men- darono la liberazione del ladro


tre un servo lo colpì d'uno schiaf- ed assassino Barabba, e che facesse
fo, dicendo non doversi così par- morire Gesù crocifiggendolo. Sog-
lare al pontefice. Anna rimise Ge- giunse Pilato, nulla trovar in Ini
sù a Caifas che avea già radunali degno di che gli avrebbe
morte,
intorno a sé i sacerdoti e i dot- dato piuttosto qualche castigo, in-
tori della legge, e Caifas scongiurò di rimandato a casa; ma i giudei
Gesù a dire s'egli fosse il Cristo : raddoppiando le grida, ad alla vo-
rispose di sì, e soggiunse, che lo ce replicarono crocifiggetelo, croci-
avrebbe un giorno veduto nelle figgetelo. Allora Pilato fallosi por-
nuvole assiso alla destra del Padre tare dell'acqua si lavò le mani,
seduto a giudicare. A queste pa- dichiarando così esser lui inuoceu-
,

io4 CES GES


te di sua morie, abbandouandolo le di lui veslimenta, in un alla to-
nelle loro mani per la crocifissione. naca inconsutile, magistrati, i sa- i

1 romani se ne impadro-
soldati cerdoti,ed il popolo non cessaro-
Birono, e lo balterono crudelmen- no d' insultarlo. Uno de' ladri ri-
te con verghe legato ad una co- conobbe la di lui innocenza, ed ot-
lonna, credendo Pilato che in tal tenne da Gesù il perdono, l' altro
guisa avrebbe quietato il furore ladro il beffeggiò.
degli ebrei. Alla flagellazione i sol- Maria Vergine, con Maria Mad-
dati aggiunsero le contumelie di dalena e Giovanni erano presso la
proprio arbitrio, onde Gesìx fu croce : Gesìi rivolto alla Madre gli
quindi dai soldati vestito di strac- disse accennando Giovanni Donna
:

cio di porpora, non che il coro- ecco il vostro figliuolo j e al disce-


narono di spine, ponendogli fra le polo: ecco vostra madre. Non era
mani una canna per scettro, e fin- ancora mezzogiorno quando Gesù
sero venerarlo per re, crudelmente fu crocifisso, e poco dopo ad ora
villaneggiandolo con sputi ed in- sesta il sole cominciò ad oscurar-
sulti, e salutandolo re de' giudei. si, e r aria si ricopri di tenebre
Cosi ridotto Gesìi, Pilato per muo- sino alle ventun'ora, e in queltem-
vere la compassione degli ebrei po Gesù gridò Dio mio, Dio mio,
:

in tal foggia e tutto ferito, contu- perche mi avete voi abbandonato?


so e grondante di sangue, dal bal- indi disse, ho sete. Subito uno dei
cone del suo palazzo lo presentò soldati corse a prendere una spu-
al popolo dicendo Ecco l'nonioj : gna, la intinse in un vaso pieno
ma gli ebrei in vece di muoversi di aceto e fiele che ivi era, e po-
a pietà, di nuovo dissero, crocifìg- nendola in cima ad una canna gli

getelo, crocifìggetelo. Pilato si pro- diede da bere. Gesù gustato l'ace-


testò di non trovarlo colpevole, e to, esclamò; Tutto e adempiuto; poi
perciò agli ebrei lo consegnava, con forte voce soggiunse: Padre, nelle
perchè eseguissero quanto brama- vostre mani raccomando lo spirilo
vano. Spogliato venne Gesù delle mio, e declinato il capo spirò. In
fìnte vesti reali, e condotto al Cal- queir istante si divise in mezzo il

vario, caricandogli le spalle della velo del tempio, e la terra tremò,


pesante croce su cui doveva essere si spezzarono gli scogli, si aperse-
inchiodato, aiutandolo a portar la ro tombe e ne risorsero molti.
le i

croce Simone di Cirene; s'incon- Intanto con un colpo di lancia fu


trò con le donne di Gerusalemme, aperto il costato di Gesù, per as-
e con Maria sua madre, che il se- sicurarsi veramente morto,
s'era
guì al Calvario, ove giunto fu cro- e ne uscì acqua e sangue. Indi
cifisso, e fra due ladri fu inalbe- Giuseppe d'Arimatea ottenne di po-
rata la sua croce, sulla quale Pi- ter collocare il venerabile corpo in
lato apporre il
fece titolo della uà sepolcro scavato in un vicino
causa di sua morte , con queste scoglio, e i sacerdoti temendo che
parole : Gesù Nazareno re de' giu- fosse rapito dai discepoli , fecero
dei. Rivoltosi Gesù a Dio suo Pa- apporre all'entrata suggelli, e lo i

dre, pregò per li suoi persecutori, fecero guardare da' soldati. Ma il


non sapendo ciò che facevano. Men- giorno dopo il gran sabbato ven-
tre i soldati si dividevaac a sorte nero alcune pie donne alla tomba
,,

CES GES io5


di buon mattino, per imbalsamare vano ricevuto dal loro divino mae-
il corpo del Maestro, quando due stro, ed il Signore confermò co' mi-
angeli sotto umana t'orma annun- racoli la dottrina che avea loro
ziarono loro essere risorto Gesù insegnata, ed ebbe principio il cri-
Cristo, il quale per quai-anta gior- stianesimo e la Chiesa, incomin-
ni continui si fece vedere ora al- ciando s. Pietro ad esercitare le
l'uno, ora all'altro, ora a tutti i funzioni di vicario di Gcsìi Cristo,
discepoli riuniti , a' quali impose oltre ({uanto già aveva tatto subito
convocarsi insieme a Gerusalemme dope l'Ascensione.
per vederlo salire alla gloria. Ri- GESÙ' CRISTO, Ordine eque-
tornò fra di loro, mangiò con essi, stre. Tutti gli storici riportano
come aveva fatto con due disce- che s. Domenico fondatore dell'or-
poli in Emaus, rimproverò la loro dine de' predicatori, istituisse an-
incredulità, e fece porre la mano che un ordine militare cui die il

di Tommaso nella ferita aperta del titolo di milizia di Gesìi Cristo,


costato. Agli apostoli e discepoli per combattere i nemici della fe-

dimostrò coH'autorità delle scrittu- de. Gli però dell'ordine


scrittori
re il suo operato, apri il loro in- de'predicatori non sono d'accordo se
telletto per intenderlo, e li spedi l'ordine sia stato fondato vivente il
ad annunziare l'evangelo su tutta santo, o dopo la sua morte, e se
la terra, dando loro il potere di gli ascritti deposte le armi pren-
operar miracoli, assicurandoli che dessero il nome di penitenti di s.

quelli cbc avrebbero creduto ai Domenico, da' quali ebbe origine


loro insegnamenti, ed avrebbero il terz' ordine de' medesimi predi-
ricevuto il battesimo sarebbero sal- catori. I principali doveri de' ca-
vi. Trascorso il prescritto tempo li valieri della milizia di Gesù Cristo
condusse tutti in Betania, e là sol- consistevano, nel riporre la Chies.i
levando gli occhi al cielo li bene- in possesso di quei diritti de'quali
disse, e si levò verso il cielo. Quan- era slata spogliata, di difenderla, e
do nell'ascensione scomparve al loro d' impiegare eziandio le loro armi
sguardo, due angeli discesero a dir a distruzione dell'eresia. Dovevano
loro, che non slassero così fissi a però giurare di spendere tutte le
tener sollevati gli occhi, poiché Ge- loro forze in tali opere, esponendo
sù Cristo era già salito, per non sostanze e vita per condurle a com-
ritornar quaggiù che nell' ultimo pimento ; alle loro mogli poi ve-
de' giorni, in cui rivedrà la terra niva ingiunto di giurare, non op-
con la stessa maestà divina. Allo- porsi giammai alle analoghe inten-
ra gli apostoli e discepoli ritornaro- zioni de' rispettivi mariti. L' abito
no monte degli Olivi a Geru-
dal de' cavalieri ne' combattimenti po-
salemme, dove si raccolsero tutti teva essere di qualunque forma
in orazione con Maria Vergine ma i colori dovevano essere il

nel cenacolo, fino a che arrivata bianco ed il nero, secondo le pre-


la Pentecoste, lo Spirito Santo di- scrizioni dell' istitutore. Il p. Rai-
scese sopra di loro sotto l'aspetto mondo da Capua generale de'pre-
di lingue di fuoco. Andarono poi dicatori scrisse di qiiest' online nel
a predicare l'evangelo da per tut- capitolo \IH della fila di s. Ca-
to, secondo il comaudo che ave» tcrina da Siena.
io6 GES GES
GESÙ' CRISTO, s. Dome.\ico, vedovile. Insegna de' cavalieri era
e s. Pietro martire, Ordine eque- una croce gigliata della forma di
stre. Non tulli gli scriltoii danno a quella de' cavalieri costantiniani ,

qiiest' Dicline luli nomi , dicendolo la melù nera e l'altra bianca u- ,

alcuni essere quello slesso descrit- sando abiti metà neri e metà
to nel precedente articolo, o Mili- bianchi, come un tempo vestirono
zia di Gesù Cristo, altri lo chia- i ministri del tribunale della sa-
mano col solo nome Dome-
di s. cra incjuisizionc. Il p. Helyot rac-
nico, cui poi fu aggiunto il nome conta alcune particolarità dei ca-
di s. Pietro martire. All' articolo valieri di quest' ordine, dice che
Fede di Cristo e della croce di avea un gran maestro, restaurato-
s. Pietro martire, parlammo di re, e commendatore generale del
quest' ordine equestre, cosi detto dai medesimo; che fu rinnovato nel
luoghi ove fiori. 11 p. Bonanni nel 1600, e che religiosi inquisitori
i

Catalogo degli ordini religiosi, a che creavano cavalieri secondo


i ,

pag. LV^, nel riportarne la figura, i luoghi gli dierono nomi e titoli
dice che s. Antonino nella sua Cro- dilferenti. Si può consultare il Giu-
naca, ed altri narrano, eh' essendo stiniani nelle Istorie degli ordini
nei paesi di Tolosa e Lombardia equestri, il quale a pag. 254 parla
di molto accresciuta la setta dea li de' cavalieri di Gesìi Cristo e s.

eretici albigesi, i quali colle loro Domenico di Tolosa ed a pag. ,

false dottrine infestavano le popo- 347 de' cavalieri di Gesù Cristo in


lazioni , s. Domenico non solo vi Italia.
si oppose energicamente con sode GESÙ' E MARIA, Ordine eque-
dottrine e con la predicazione, ma stre. Nel pontificato di Paolo V,
colla forza onde porre un riparo tra gli ordini cavallereschi che fio-
agl'immensi danni che recavano rivano, questo distinguevasi per
anche col ferro e col fuoco, ed a una croce di color turchino simile
tale elletto formò una milizia di nella forma alla croce di Malta
uomini valorosi e zelatori dell'onor o gerosolimitana, orlata d'oro, a-
di Dio, e della fede cattolica, che vente nel centro in cifra il nome
i'u denominata milizia di Gesù di Gesù, e nel rovescio quello di
Cristo e di s. Domenico. Onorio Maria. Tale colore era per signi-
IH, Gregorio IX, Innocenzo IV, ficare quello del manto della Bea-
Onorio IV, Giovanni XXII ed al- la Vergine. La veste che i cava-
tri Pontefici approvarono l'ordine, lieri usavano nelle funzioni era di
e lo colmarono di privilegi. Alcuni ciambellotto ondato bianco, con
di questi cavalieri eleggevano un sopravi la croce descritta, cucita
superiore, e professavano voto di nella parte sinistra del petto. Ri-
castità coniugale, ed eranvi ascritte conoscevano un gran maestro per
anche le mogli, acciò con le ora- superiore, ch'eleggevasi dal capitolo
zioni inlercedessero da Dio la con- in Roma , e scelto da quei tre ca-
versione o la distruzione di si pe- valieri giudicati dal Pontefice i più
stiferi eretici : tali donne promet- degni in concistoro ; il gran mae-
tevano di non impedire i maiiti a stro poteva dare la croce di giu-
guerreggiare contro gli eretici, ed stizia a tre cavalieri in ciascuna
iu caso di morte vivere in istato provincia. Gli statuti prescrivevano
-

GES GES 107


clic l'ordine avesse trentatre com- de. Entralo ncU' ordine de' vescovi
meiidatori o priori, in onore a^li suburbicari, nel i583 lo divenne
.limi clie Gesù disio visse sulla di Albano, poi di Frascati, e nel
terra, ed più aulico col nome
il i5c)i sotto Gregorio XIV d'Ostia
di grancroce. Vi erano de' cappel- e Velletri, decano del sacro colle-

lani e de' frali gervenli : i cavalieri gio. Clemente Vili nel i5c)6 lo creò
però avevano l'ubbligo di mante- arcivescovo di Napoli, e fu cospi-
nere un cavallo, ed il servente ar- cuo ristoratore di (juella chiesa ab- ;

malo per accori ere alla difesa del- bellì la melropolilana con magnifi-

lo stato ecclesiastico, ove il biso- che fabbriche ed eccellenti pittu-


gno lo richiedesse. Quelli che chie- re, con prodigiosa quantità di sup-

devano di entrare nell'ordine sen- pellettili di argento, e preziosi ar-


za far prova di loro nobiltà, era- redi; fondò quindici parroccliie, con
no obbligali a fondare una com- abitazione pel curalo, e migliorò
menda di scudi duecento di ren- l'episcopio. Vinse una questione col
dita almeno, della quale godevano cardinal Cellarmino sull'abbazia del-
in vita i frutti, e dopo morti re- la chiesa di Procida, che questo car-
slava all'ordine. Il p. Bonanni nel dinale credeva esente dagli arcivesco-
suo Catalogo ne tratta a pagina vi di Napoli. In Roma diede princi-
LVIll, e ne riporta la figura e le pio alla sontuosa chiesa di s. An-
insegne cavalleresche, ed il Giusti- drea della A'alle, in cui gettò la pri-

niani nelle sue Istorie a pag. 35 1. ma pietra, indi proseguita e compila


GESUALDO Alfonso, Cardina- dalla munificenza del cardinal Pe-
le. Alfonso Gesualdo de' principi di retli detto Monfalto. Gonsagrò il
Venosa conti di Compsa o Gonza, Papa Clemente Vili, e nell' anno

alla nobiltà del sangue unì singo- santo 1600 aprì e chiuse la porta
lare illibatezza di costumi, e non santa della basilica Ostiense. Con e-
mediocre scienza. Da protonotario dificante diligenza visitò le diocesi di

apostolico Pio IV a' 16 febbraio Ostia, e Velletri dove celebrò il si-

i56i lo creò cardinale diacono col nodo e riaprì il seminario, al quale


titolo di s. Cecilia per diaconia, e oltre avergli assegnato dalla mensa
passato poi all' ordine de' preli lo duecento scudi, ed alcuni benefi-
ritenne. Nel i5G3 lo fece a unni ni zi ecclesiastici per la sua sussisten-
slraloie della melropolilana di Gon- za, fu largo di altre beneficenze. Eb-
za, cui negli undici anni che gover- be gran compassione pei poveri, e
nò comp.irfi immensi e segnalali grande amore pei letterati, ([uali i

bene(i/.i; indi rinunziò in favore di soleva cercare per ogni parte e man-
Salvatore Garacciolo suo nipote. Pas- teneva onorevolmente, studiando il
sato al titolo di s. Anastasia fu pur modo per promoverli a cariche e a
con esso benefico, restaurando l'al- dignità ecclesiastiche. Dopo essere
tare di s. Girolamo, ed emanando intervenuto alla elezione di selle Pa-
utili decreti pel buon regolamento pi, morì a Napoli nel i6o3, ed ebbe

dell' insigne collegiata. Nel i585 Si- sepoltura in quella metropolitana,


sto V lo nominò legato della Marca, ove gli fu eretto un sontuoso monu-
prefetto della congregazione de'rili, mento da Carlo Gesualdo, ilecorato
e protettore de' regni di Portogallo di preziose colonne e fini marmi, e
e delle due Sicilie presso la santa Se- ili statue di eccellente scultura. Fu
,

io8 GES GES


di nobile e maestosa presenza, nemi- funzioni assumevano una cappa pa-
co del lusso ,
gentile, prudente, giu- rimenti di color tanè, coprendosi il

sto, in tutte le sue azioni fece ri- capo con velo nero e bianco. Que-
splcndcre rara modestia, e pari c- ste monache non furono comprese

seuiplaritìi di costumi. nella bolla, con la quale Clemente


GÌLSU iVIEymonache. Avendo ilb. IX soppresse i religiosi gesuali. Di
Giovanni Colombini istituito la con- queste monache trattano il p. Gio.
gregazione religiosa de' Gesuali {^Fe- Battista Rossi nella Fila del b. Gio-
di), dcsideiò vederla propagata anche vanni par. II, car. i4; e Fasti di
nelle donne, e perciò indusse con Siena nelle Vite del b. Giovanni e
santi ragionamenti la b. Caterina della b. Caterina.Eonanni nel
Il p.
Colombini sua cugina a darsi inte- Catalogo degli ordini religiosi ne
ramente a Dio, e seguire la pover- tratta a pag. LYIlj par. Il, e ne ri-
tà evangelica. Quindi Caterina, de- porta la figura. 11 p. Annibaldi da
posti gli abiti eleganti, si ricopri Latera nel suo Compendio discor-
d'una tonaca vile, il capo lo coprì re delle gesuate nel t. II, par. II,

con un panno di lino, distribuì le p. 343 e seg.


sue facoltà a' poveri, ed a piedi nu- GESUATl, Ordine religioso. I
di si recò per le strade a chiedere gesuati o chierici apostolici di s.

la limosina, impiegando il resto del Girolamo furono istituiti verso l'an-


tempo ed in altre ope-
in orazione, no i36o dal beato o santo Gio-
re di pietà. Si unirono ad essa di- vanni Colombini nobile sanese
verse divole e nobili compagne, tra già gonfaloniere della sua repub-
le quali furono le prime Giovanna blica, il quale si converti a vi-
Marescotti, Pietra di Pietro, Fran- ta penitente avendo letto a caso
cesca di Ambrogio, ed Andrea che la vita di s. Maria Egiziaca, dopo
fu poi fondatrice d' un monistero essersi separato dalla moglie con
a Firenze, e col nome di Povere suo consenso. In unione del suo
gesiiale della Visitazione della Ma- amico Francesco Mino Vincen-
di
donna visseio per qualche tempo ti si applicò all' esercizio di opere

nella casa di Caterina, ove si eser- buone, e pel di lui esempio si


citarono in sante pratiche, e solo mossero altri ad imitarlo, e dal
uscendo per mendicare o per eser- ripetere che faceva Giovanni di
citarsi inopere di carità. Osserva- frequente il nome di Gesù, furono
vano il silenzio, digiunavano fie- chiamati Gesuati. Portandosi il
quentemeute, ogni notte si flagella- Pontefice Urbano V nel 1367 in
vano due volte, dormivano sulla pa- Corneto, Giovanni si recò
il b.
glia, e spesso portavano il cilizio. ad incontrarlo con sessanta compa-
Accaduta poi nel iSGy la morte gni coronali d' olivo, ed il Papa
del b. Giovanni, fabbricarono un approvò l'ordine in Viterbo, con-
piccolo monistero a Valpiatta, con- cedendogli grazie e privilegi ; indi
trada di Siena, con perfetta clausu- adottarono la regola di s. Agosti-
ra, vivendo sotto la regola di s. no, quando il bealo Giovanni da
Agostino. Loro insegna era il no- Tossignano priore d'una delle lo-
me di Gesù, la veste una tonaca ro case, e poi vescovo di Ferrara,
bianca di lana con scapolare di co- compilò le costituzioni, dappoiché
lei' tanè, cintura di cuoio, e nelle sino al it\i^ sembra non avesse-
GES GES 109
10 regola slabile. Il bealo fondatore di due secoli questi religiosi non
dopo aver indotto la sua cugina furono che laici, i quali facevano
b. Caterina a vestire 1' abito re- i tre voti di castità, povertà, ed
ligioso, ond' ebbero origine le mo- ubbidienza. Si occupavano princi-
nacbe Gesuale (Vedi) passò a ,
palmente nella farmacia , distri-
miglior vita nell'abbazia di s. Sal- buendo gratuitamente medicamen-
vatore, quando da Viterbo passa- ti ai poveri, e dopo loro eser- i

va a Siena, a'3i luglio di dello cizi di religione^ andavano ad assi-

anno 1367, ed ove fu trasporta- stere gl'infermi negli ospedali ; al-


to il suo corpo. Il suo concittadi- tri in vece vendendo le acquavite
no Pio II lo venerò in Siena nel che distillavano, in qualche luogo
primo maggio i464j ^ 'o avrebbe si dissero i padri dell' acquatila.
canonizzalo, come dicono i Bollan- Austero era il loro tenore di vi-
disti, se la morte non l'avesse pre- vere, frequenti e rigorosi i loio di-
venuto. Dice non ostante il Grigli giuni. Dipoi s. Pio V nel iSGy
nel tom. II del Diario snnese, annoverò l'ordine tra quelli men-
p. 98, cbe Pio II lo beatificò. dicanti , con la bolla Romamn;
Il nome del b. Giovanni Colom- PonlifeXy de' 18 novembre, Bull.
bini per ordine di Gregorio XIII Rem. tomo IV par. II pag. , ,

fu messo nel martirologio romano. 4o5. Nel 1606 permise ad essi


Abbiamo la sua vita di Feo Bei- Paolo V di ricevere gli ordini sa-
cari pubblicata in Firenze, in Bre- cri e di grande ufiìzio
recitar il

scia nel i5o5, ed in altri luogbi. della Chiesa, secondo 1' uso della
La scrissero pure Ippolito Salviani, Chiesa romana ed allora si dice ,

il p. Giuseppe Bonafede, e Gio. che incominciaiono a chiamarsi


Battista Bossi, cimi commentano chierici apostolici : fino a quel
•praevio et notis Giiil. Ciiperii, tempo furono essi soltanto obbli-
presso i Bollandisti negli Ada ss. gali a recitare per cento giorni
julii VII, p. 333.
t. sessanlacinque Pater, ed altrettan-
Nicolò V
con bolla del primo te y^t'e, oltre cinque o sei ore di
gennaio 4^5, ad istanza del car-
1
orazione mentale ogni giorno , e
dinal Latino Orsini, tolse a' cano- due volle la disciplina, cioè matti-
nici la chiesa dei ss. Gio. e Pao- na e sera. Urbano Vili nel i6\o
lo al monte Celio, e la diede ai approvò le loro costituzioni, che
religiosi ebbero
gesuati , i quali furono stampate in Ferrara nel
in Roma pure la chiesa e moni- seguente anno, e nella bolla chia-
stero di s. Giovanni in Trasleve- mò questo istituto, congregazione
re, poi data ai genovesi, come di- de'gcsuatì di s. Girolamo sotto la
cemmo all' articolo Giìnova. Aven- regola di s. Agostino. Antonio
do questi religiosi preso per prolet- Corsetti che scrisse di essa, dice
tore dell'ordine S.Girolamo, cui pro- che i portarono in princi-
religiosi
fessavano molla divozione e dedicaro- pio una tonaca, e cappuccio qua-
no la maggioi- parte delle loro chie- drato di color bianco, che pende-
se ed approvare ciò
oralorii, nell' va dietro le spalle; ma che Urba-
con decreto Alessandro VI nel no V nel i3t)7 die loro una cap-
1499, ordinò che si chinmassero pa grigia, o di color tanè. P'uori
Gfsitali di s. Girolamo. Por più di casa, ili segno di sprezzare il
,

1 IO GES GES
inondo, coprivano il capo con co- cagioni soppresse quest'ordine, con
pertura bianca e lunga come una la bolla Honianus Ponlifex de' 6
manica, ma Urbano Vili con la dicembre , Bull. tom. VI
Boni.
bolla Onerosa permise loro eli la- part. VI, p. 3o4, cedendo alla re-
sciarla, eoa il cappuccio bianco qua- pubblica i loro beni onde soste-
(lrato,e in vece di esso assegnò il cap- nere la guerra coi turchi, che a-
puccio comune dei frali, di colore vevano assediato Candia. Il Papa
simile alla cappa, o mantello; ii- assegnò da tali rendite annui scu-
savano sandali di legno. Se ne ve- di quaranta ai chierici, e venti
de la figura presso il p. Bonanni ai laici esistenti nello stato vene-
Catalogo, p. LXXXll. Avevano to. Vuoisi che in altre parti d' Ita-
per istemma il nome di Gesù rag- lia sia restato qualche convento, che
giante d'oro in campo azzurro, e in processo di tempo andò ad e-
sopra di esso una colomba per al- stinguersi.
lusione al b. Giovanni Colombini GESUITESSE, monache. Ordi-
loro fondatore. ne di religiose d' Italia e di Fian-
Benché, come dicemmo^ non a- dra, che seguivano la regola dei
vesserò che frati laici nei primi Gesuiti (P'edi), e sebbene la loro
due secoli del loro slabilimentOj congregazione non fosse stata ap-
furonvi nondimeno tra di loro di- provata dalla santa Sede, avevano
verse persone illustri pei- santità molte case, cui davano il nome
e per dottrina , come il beato di collegi, e ad altre quello di case
Giovanni da Tossignano il beato , di noviziato, in cui eravi una su-
Antonio da Siena il beato Giro- , periora, davanti la quale pronun-
lamo da Venezia, il b. Giannetto ziavano le religiose i loro voti di
da Verona. Paolo Morigia, uno dei poverlàj di castità e d'ubbidienza,
loro generali , morto nel i6o4, 6 ma non avevano clausura. Vi fu-
laico, fra le opere che compose, ronoWarda e Tuitia donzelle in-
una porta per titolo: la Storia de- glesi , le quali portatesi in Fian-
gli uomini illustri del suo ordine, dra, fondarono questo istituto, col
ove si leggono le vite di sessanta consiglio, e sotto la direzione del
gesuati morti in odore di santità. p. Gerard rettore del collegio di
Dei gesuati scrissero pure, oltre gli Anversa, e di alcuni altri gesuiti.
scrittori degli oidini regolari, il
p. Ebbero per iscopo di spedire delle
d. Silvanio Pasio camaldolese, l'A- religiose in Inghilteria, per istrui-
zorio, Cherubini nelle no-
ed il re le persone del loro sesso. War-
te al Bollano. La Faille ne' suoi da divenne ben tosto superiora ge-
Annali di Tolosa, nota che i ge- nerale di più di duecento l'eligio-
suati si stabilirono a Tolosa l'an- se. Però Urbano Vili con breve
no ^^i5, che le loro celle erano de' i3 gennaio i63i, diretto al
piccole e basso a piana terra, e nunzio della bassa Alemagna, e che
in certa distanza le une dalle al- fu stampato in Roma nel i632 ,
tie, come quelle degli eremiti ca- soppresse quest' ordine, su di che
maldolesi. Finalmente nel 1668 la è a vedersi la Biblioteca critica
repubblica di Venezia avendo chie- di Riccardo Simon, pubblicata col
sto alla santa Sede la loro sop- nome di Sainjorre, tom. I, capo
pressione. Clemente IX per giuste 1. p. "289. Prima di questo tem-
,

GES GES III


no, e nel iGio, madama ili Le- (le Licona e Baldo, rullimo degli
stonnac aveva istituito una con- otto suoi fiatelli. J^. S. Ignazio di

grega7Ìoiic di religiose sotto il ti- Loioi A. Datosi alla professione del-

tolo di Nolre Dame [f^edi), che le armi, in essa si segnalò per la

tuttora fiorisce, come dicemmo ai rara sua intelligenza, intrepidezza


voi. XVII, p. 38 del Dizio/mrìOj e coraggio sino all'età d'anni ven-
mediante l'assistenza dei celebri tinove: la sua prima campagna fu
gesuiti pp. de Boides e Raimond,
i quella di ìVajara, dove non volle
per r istruzione cristiana sul mo- prender parte nel bottino , lipu-
dello della compagnia di Ge-;ìi. gnando il suo cuore generoso a
Laonde Paolo V nell' approvare trar vantaggio dalla disgrazia de-
questa congregazione , disse al p. Avendo avuto una gam-
gli infelici.

preposito generale dei gesuiti, che ba tutta fracassata all' assedio di


gli aveva dato delle sorelle de- Pamplona, essendo stalo mal cura-
stinate dalla Chiesa a rendere alle to si sottopose a nuova operazio-
persone del loro sesso scivigi i ne, che gli produsse una febbre
che gesuiti rendevano a tutta la
i ardentissima, per cui gli fuiono
cristianità, come si esprime il Ber- somministrati i ss. sagramenti nel-
castel, Histoire de VEglise , tomo la vigilia della festa del piincipe
XX, p. 172. É per altro da os- degli apostoli ; ma apparsogli nel-
servare che le diverse pie donne la notte .s. Pietro lo guarì dalla
ed anche religiose, che vennero febbre. Comparendo quindi infor-
chiamate col nome di gesni tesse, me la gamba per un osso che u-
non fecero mai parte della com- sciva fuori, si sottopo.se ad altra
pagnia di Gesù, né i gesuiti, né dolorosa operazione , e andando
il loro p. preposito generale si molto alla lunga la medicatura
presero mai l'incarico del governo dimandò iomanzo per di-
qiial.'^he

di tali comunità. vertire la noia. Quantunque li- i

GESUITI. Compagnia o società bri di cavalleria fossero alloia som-


di Gesù, ordine e congregazione di mamente comuni, soprattutto in
chierici regolari. Nell'anno i534, Ispagna, non se ne trovò però al-
nel tempo preciso in cui il veleno cuno in quel momento nel castel-
del luteranismo e quello del cal- lo di Loiola , ove l' infermo era
vinismo insieme riuniti fecero la stato trasportato, di un ed in vece
loro prima eruzione in Erancia romanzo gli fu presentata la vita
colle bestemmie pubblicamente af- di Gesù Cristo e de' santi. Egli la
fìsse nella capitale di questo re- lesse come per forza, e sulle prime
gno, Ignazio di Loiola formò la senza piacere ma operando ben ,

sua compagnia, e benché spagnuo- presto la grazia, trovò in quegli


lo di nascita, con la maggior par- esempi qualche cosa di più grande
te de' suoi primi discepoli , scelse che in tutto il favoloso eroismo di
però la detta città per esserne la cui aveva piena l' immaginazione,
culla.Era egli nato nel i49' '^ e dopo alcuni momenti d'incer-
Guipuscoa nella Biscaglia, aulica tezza e di conflitto fra la carne
dipendenza del regno di JN'avarra, e lo spirito, prese 1' assoluta riso-
da Bcllrando signore di Ognez e luzione d'imitaili. Dopo di essere
di Luibla, e da IMarina Sanchez guarito, restando però con uii;j
112 GES GES
gamba un poco più corta, inco- Iviraddoppiò le sue austerità in
minciò a trattare il suo corpo col modo, che restando quasi moriente,
massimo rigore, alzandosi tutte le fu portato all'ospedale di Manre-
notti a piangere ì suoi peccati. sa , Dio provare, per-
e volendolo
Trovandosi un giorno avanti ad mise clie fosse agitato da scrupoli
un' immagine della Beata Vergine, e da profonda tristezza. Però la
con istraordinari sentimenti di fer- calma e la pace tornarono nella
vore egli si olTrì a Gesìi Cristo per sua anima, e sovente provò delle
mezzo della stessa santa Vergine, estasi nelle orazioni, e celesti lumi
si consacrò al servigio del Figlio sulla conoscenza dei misteri della
e della Madre, e ad ambedue giu- religione, facendosi dirigere la co-
rò fedeltà inviolabile. Un'altra not- scienza da un religioso de' dome-
te vide Ignazio la Beata Vergine, nicani, che lo aveano preso nel
avente in braccio il bambino Gesù loro convento. Ignazio che dappri-
tutto circondato di luce; questa ma non si era proposta la pro-
\isione lo colmò di gioia, purificò pria perfezione, sentissi infuocare
il suo cuore, e cancellò dalla sua da un ardente desiderio di procu-
mente ogni sensualità. rare eziandio la santificazione degli
Indi si recò a Monserrato, cele- altri ,
quindi si pose ad esortare
bre abbazia de' benedettini , ove i peccatori alla penitenza e alla
al francese santo monaco Giovan- pratica delle viitili, e fu appunto
ni Scianone fece la confessione ge- allora che compose l' aureo libro
nerale de' suoi peccati, con sospiri degli Esercizi spirituali [f^edi), che
e lagrime, e consacrossi al Signo- poscia ritoccò e stampò in Roma
re con \oto di castità perpetua. nel i548, essendo affatto differen-
Vestito poscia di grossa tela, con te da quello composto da Garoia
cintura, sandali di corda e bordo- Cisneros o S^van abbate di Mon-
ne, partì da Monserrato per fare serrato. Sant' Ignazio die per fon-
im pellegrinaggio a Gerusalemme. damento a' suoi esercizi una me-
Si fermò alla piccola città di Man- ditazione assai toccante sul fine
resa, nell'ospedale pei pellegrini e dell'uomo, per mostrare che nulla
poveri malati de' domenicani , e si dee avere in pregio, né nulla
quivi confuso tra i poveri si die cercare, fuorché la gloria e il ser-
all'esercizio d'ogni virtù, ed a vita vigio di Dio. Egli fa conoscere gli

austera e penitente. Avendo colla effetti generali del peccato, colla


sua pazienza illuminato quelli che meditazione sulla caduta degli an-
l'oltraggiavano, e vedendo Ignazio geli e dell'uomo, sul castigo futu-
che alle beffe era succeduta la ri- ro del peccato, e sull'ultimo fine.
verenza, per evitare i lacci della Per mostrare i particolari disordi-
vanagloria si ritirò lungi seicento ni delle passioni, e per purificare
passi dalla città , in ima grotta il cuore, ci rappresenta due ves-
scavata nella roccia, che si apriva silli, l'uno di Gesìi Cristo, l' altro
dal lato d' una solitaria vallata, del demonio, e tutti gli uomini che
che chiamavasi del Paradiso, nella si mettono in ischiera sotto questi
qual grotta vi è chi crede gli fos- due diversi vessilli. Sua mira è
se rivelato il piano mirabile del ancora di eccitarci con ciò a strin-
benemerito ordine che poi fondò. gerci a Gesìi Cristo colle anime
,

GES GES it3


generose. Propone in seguito cpian- la grammatica, e pregò d'istruirlo
to questo fine esiga, e tu vedere le Girolamo Ardebalo, avendo allora
grandi obbligazioni di ritrarre in il santo trentatre anni. Intanto ri-
noi la perfetla somiglianza del Sal- formò le religiose del mouislero
vatore ,coi tre gradi deirumiltà degli Angeli, indi passò a far il
colla meditazione sui misteri della corso di filosofia all'università d'Ai--
vita diGesù Cristo, colla scelta di cala, e si mise in un ospedale ove
uno slato di vita, e col regola- vivea di limosina , con quattro
mento delle funzioni che vi sono compagni che si erano a lui asso-
annesse. Nella meditazione de' pa- ciati nelle sue buone opere, che gli
tinienti di Gesù Cristo, insegna e- procacciarono ammiratori , e ne-^
gli la dolcezza, la carità, la pa- mici detrattori, i quali gì' impedi-
zienza nei disastri ec. ; in quelle che rono portare un abito distinto. Re-
hanno per obbietto i suoi misteri catosi a Salamanca si pose a tra-
gloriosi, e la felicità di amar Dio, vagliare per la salute delle ani-
egli e' insegna a unire intimamen- me, ed ivi pure soffri persecuzioni
te i nostri cuori a lui. con le quali Dio lo provava per
In ogni tempo erasi conosciuta farlo giungere ad un'alta perfe-
la necessità della meditazione, e la zione ;
poscia risolvette ricomincia*
maniera di farla, ma s. Ignazio re i suoi studi a Parigi, in cui
pose a questo esercizio un ordine giunse nel cominciar di febbraio
nuovo e facile, che lo rende ac- i5i8. Due anni spese a perfezio-
concio per tutti, siccome libro pie- narsi nella lingua latina, dopo di
no dello spirito di Dio. Dopo aver che fece il suo corso di filosofia
soggiornato dieci mesi a Manresa, nel collegio di s. Barbara , ed in-
Ignazio a Barcellona imbarcò per s' dusse gli scolari alle buone opere,
l'Italia, celebrò la festa di Pasqua rendendo venerato il suo nome per
a Roma, e giunto a Venezia fece le conversioni che operava. Dopo
vela per Cipro, ove trovò un na- lo studio della filosofìa , Ignazio
viglio pieno di pellegrini che stava cominciò il corso della teologia
per salpare. Ignazio vi entrò, ar- presso i domenicani, mentre erano
rivò a Jaffa o loppe l' ultimo di suoi discepoli nell' esercizio delie
agosto, ed a Gerusalemme a' 4 set- virtù Pietro le Fevre savoiardo, e
tembre, ove provò, alla vista dei Francesco Saverio spagnuolo ; inol-
luoghi santificati dal Redentore, tre ad esso si unirono Jacopo Lai-
indicibili sentimenti di pietà e com- nez , Alfonso Salmerone , Nicolao
punzione. Ritornato in Europa giun- Alfonso detto Bobadilla, tutti spa-
se a Venezia sul fine di gennaio gnuoli, e Simone Rodriguez por-
i524, donde passò a Genova, indi toghese. Questi giovani animati dal-
a Barcellona. Acceso dal desiderio l'esempio ed istruzioni d'Ignazio,
di consacrarsi al servigio degli al- s'impegnarono a rinunziare al mon-
tari, e di faticare per la salute delle do, ed andare a predicare il van-
anime, intendendo quindi che per gelo in Palestina, e se tal disegno
la conversione de' peccatori erano andasse fallito, di recarsi ad offri-
necessarie molte cognizioni, e l'aiu- re i loro servigi al Papa vicario
to delle umane lettere, senza pun- di Gesù Cristo, per faticare a glo-
to vergognarsi si pose a studiare ria di Dio nel modo eh' egli ere-
voi. XXX.
ii4 CES GES
desse il [»iit acconcio, giaccliè era compagni di obbedire a Pietro
inteiuli mento d'Ignazio di stabilire ch'era il solo prete tia loro , e
a tal fino ima compagnia d'uomi- ch'essi onoravano come il più vec-
ni apostolici j i quali portassero gli chif). Mentre egli faticava nel suo

circlli del medesimo zelo fino agli paese, compagni continuavano gli
i

ultimi confini della terra. studi in Parigi, senza iscemare le

Per la consacrazione al Signo- pratiche di pietà. Il loro numero


re Ignazio scelse la cap[)clla del- crebbe di tre altri teologi che Pie-
la cliiesa sotterranea di s. Ma- tro trovò acconci all'opera di Dio,
ria del Monte de' Martiri ( Inogo cioè Claudio d'Annecy, le Jay
distante mezza lega da Parigi e , Giovanni Codure e Pascario Bro-
nel quale dopo duecento Itant'anni vet francesi, formando così il nu-
fu capitolala la detronizzazione di mero di dieci compreso il fonda-
Bonaparte ) o RIontmartre, ove si tore. Nel i536 questi passò a
crede fosse stato decapitato s. Dio- Venezia, ove lo raggiunsero com- i

nigi apostolo della Francia, quasi pagni nei primi del an- seguente
presago il santo del martirio di no, e vi occuparono principal-
si

molti suoi individui, e delle per- mente di opere di misericordia ed


secuzioni perenni che la sua com- umiltà. Si recarono agli ospedali
pagnia avrebbe a soffrire per la ad istruire gli ignoranti, servire i
causa di Dio. Nel giorno pertanto malati assistere i moribondi
, e ,

della festa dell'Assunzione dell'an- seppellire i morti, guadagnando


no i534 Ignazio ivi condusse i non poche anime a Dio. Ciò dis-
detti sei suoi compagni, ove Pietro piacendo ai libertini, sparsero voce
le Fevre disse messa, e tutti co- che Ignazio era un eretico venuto
municò dopo di che s. Ignazio
; dalla Spagna ad infettare l'Italia;
ed i compagni con alta voce e ma con sentenza giuridica del nun-
distinta fecero lutti il voto di an- zio apostolico fu dichiarato inno-
dare in Palestina per impiegarsi cente, locchè pur fece Giampietro
alla conversione degl' infedeli del Caraifa allora dimorante in Vene-
Levante, e qualora non potessero zia,che fu poi Papa col nome di
passarvi o stabilirvisi, di andare ad Paolo IV. Indi Ignazio mandò i
offrire i loro servigi al vicario di suoi compagni a Roma , ove il

Gesù Cristo, per esercitare il mi- Pontefice Paolo IH li eoa


accolse
nistero evangelico in qualunque molta amorevolezza, e permise a
paese della terra gli piacerebbe quelli che non erano ancor preti,
di spedirli. Nello slesso tempo si di ricevere gli ordini sacri da qua-
obbligarono ad abbandonare quan- lunque vescovo: il santo fu com-
to possedevano al mondo, ed an- preso in questo permesso, e tutti

zi a non esiger nulla per le fun- furono ordinati dal vescovo di Ar-
zioni del santo ministero, sì per be, nel giorno della Natività di s.

essere più liberi in queste sublinn Giovanni Battista, facendo voto di


funzioni, come per chiudere la povertà e di castità nelle mani del
bocca ai settarii sì eloquenti su la nunzio Veralli, come narra il p.
cupidigia degli ecclesiastici. A. ca- da Latera a pag. 55. Si riti-
gione di salute dovendo Ignazio rarono poscia in un luogo solita-
tornare in Ispagna , comandò ai rio presso Vicenza, onde prepararsi
,

GEU GER ni»


alla celebrazione della loro prima di una croce pesante sulle spalle,

messa, e tulli la dissero nei mesi gli promise di essergli propizio in


di seltembre e di ottobre, tranne Roma, avendolo [)ieso unitamente
Ignazio che volle aspettare sino a ai suoi discepoli sotto la speciale
jValale ; quindi nei contorni di Vi- sua protezione, con queste parole :

cenza e di Verona predicarono al Ego vohis Roìnac propitins ero. Per


popolo la necessità della peniten- memoria nella cappella furono esse
za, e vivendo del pane clic rice- scolpite, ed il quadro dell'altare mag-
vevano per carità. giore della chiesa di s. Ignazio di
Avendo rini|)eratore Carlo V
ed Roma, rappresenta tale apparizio-
i veneziani dichiarato la guerra ne. Incoraggilo Ignazio del divino
ai turchi, divenne pei nostri servi patrocinio, comunicò subito a' suoi
di Dio impossibile passare in Pa- discepoli r avvenimento e dopo ,

lestina, ed intanto Ignazio, Pietro essere giunti in Roma, non giudi-


e Laiiiez andarono a Roma, e qui- cando il santo ivi necessari tutti i
vi si gettai-ono ai piedi di Paolo suoi discepoli
• mentre si procac-
,

III, e gli olliirono il loro servigio ciava pel suo istituto la protezione
a qualunque buona opera lui pia- di Paolo III, ritenne seco Pietro e
cesse d'impiegarli, o per portare Lainez, e ripartì gli altri in di-
ovunque il vangelo, compiendo così versi luoghi d' per associarsi
Italia,

una palle del loio voto. Siccome quelli che la provvidenza destinas-
la loro unione e maniera di vi- se loro come fratelli : si vuole ave-
vere avea rivolli a loro tutti gli re Ignazio in questo tempo alber-
sguardi, e di frequente venivano gato nell' ospedale di s. Giacomo
richiesti qual fosse il loro istituto, degli spagnuoli di Roma. Prima
il santo fondatore, il quale nitro convennero di osservare
di separarsi
non cercava che di fare obliare la una maniera di vita uniforme, cioè
sua persona, disse, secondo le sue che alloggerebbero negli spedali, vi-
idee della prima sua professione vrebbero di limnsine ,. che quelli
che la loro società essendosi unita che abitassero insieme sarebbero
per combattere le eresie, i vizi ed superiori a vicenda peruna setti-
i nemici della religione sotto lo mana, che insegnerebbero ai fan-
stendardo di Gesìi Cristo, miglior ciulli la dottrina cristiana e i buo-
nome non si conveniva alla loio ni che predicherebbero
costumi ,

societàche quello di Compagnia ove gli permesso sulle sode


fosse
di Gesù, col quale tuttora si chia- verità evangeliche, che non pren-
ma, quindi i suoi mendjri furono derebbero retribuzione pel mini-
liciti tremili. Ma ciò che gli accad- stero, e che unicamente in tutte
ile nelle vicinanze di Roma pro- le azioni cercherebbero la salute
veniente da Siena, presso la sta- delle anime.
zione postale della Storta, non gli I discepoli d'Ignazio si conci-
lasciò più alcun dubbio, che que- liarono la stima e la venerazio-
sto nome non venisse dal cielo. ne de' popoli in tutte le buo-
Entrato il santo per orare in una ne città de' veneziani, e in diver-
vicina cappella diruta, ed essendo- se contrade d'Ilalia, venendo ovun-
gli apparso il l*adre Eterno che que riguardati quali pcrièlli mo-
gli presentava Gesìi Cristo carico delli della vita sacerdotale, inviali
,
,

iif) GES GES


per chiudere la bocca alla più ve- slesso gli aveva ispirali, e d'altro
lenosa malignità de' sellarli, e per più non si trattò the di ottenere
somminislrare alla Cliiesa soccorsi 1 ap[)rovazione dal capo della Chie-
proporzionati ai bisogni in cui es- sa. Essendo allora Paolo III assen-
sa trovavasi. I grandi e i prin- te da Roma per riconciliare Car-
cipi, come
in Ferrara la marche- lo V con Francesco I, volle Dio
sa Pescara e il duca Ercole II,
di che in (juesto intervallo i romani
egualmente che il popolo, ne di- fossero testimoni oculari, e speri-
vennero gli ammiratori e disce- i mentassero gli elfelti (li questi ope-
poli. Ignazio unitamente a Pietro rai evangelici, i quali con permes-
ed a Lainez non recarono minore so del cardinal legalo di Roma
edificazione in Roma. Fino dai predicarono per tutto, nelle chiese
primi giorni del loro arrivo nel- e quartieri della città. Immenso fu
l'alma città, furono ammessi all'u- il bene che se ne ritrasse, innumera-
dienza del sommo Pontefice, che bili le conversioni, generale la ri-

ricevette con giubilo le loro olVer- forma de' costumi. Frattanto Igna-
te, subito impiegando sì eccellenti zio co' discepoli risolsero non solo
operai. Siccome la loro dottrina di unire voto
d'ubbidienza a
il

andava del pari che la loro pietà, quelli della povertà e della castità,
Paolo III impiegò Pietro e Lainez ad che avevano già fatti in Venezia,
insegnar la teologia scolastica, ed a ma altresì di obbligarsi con un
spiegare la sacra Scrittura nel colle- quarto voto ad ubbidire al Papa,
gio della Sapienza o università ro- per andare, anche chiedendo la ele-
mana. Ignazio poi facendo uso del mosina, ove Io giudicasse opportu-
dono particolare che avea ricevu- no, ed operare per la salute delle
to dal cielo, e versatissimo nel di- anime per tutto ov' egli li volesse
scernimento degli animi, intrapre- mandare. Allora fu stabilito che i

se sotto r autorità dei vicario di professi non possederebbero nulla


Gesù Cristo a riformare i costu- neppure in comune, ma che però
mi, ed a ravvivare la pietà per i collegi, ossia case di studio, po-
mezzo degli esercizi spirituali. Il trebbero avere rendite e fondi ; e
memorato suo libro degli esercizi th eleggerebbero un superiore ge-
non mancò di acquistare in Roma nerale perpetuo cui ubbidirebbero
una celebrità, cui il Papa autoriz- tutti.
zò con autentica approvazione. In- Non mancò lo spirilo di er-
tanto Signore diede ad Ignazio
il rore e di menzogna di calunniar
nozioni più distinte sul!' istituto di Ignazio per un eietico mascherato,
cui doveva essere il glorioso fon- ma poi fu giustificato con somma
datore, e gì' inspirò un forte pen- gloria. Ritornalo Paolo 111 in Ro-
siero di stabilirlo senza indugio. ISe ma, Ignazio colla mediazione del
conferì da principio con Pietro e pio cardinal Gaspare Contarini
Lainez, poscia chiamò a sé gli al- presentò al Papa un ristretto del
tri suoi discepoli, i quali ricevutone suo istituto, di cui chiedeva l'appro-
appena l'ordine si trasferirono in vazione. Ricevendo Paolo HI con
Roma. Poco gli costò di far gu- bontà lo scritto, immediatamente
stare a uomini già tutti pieni del- lo consegnò al p. maestro del sa-
lo spirito di Dio, i disegni che Dio cro palazzo perchè lo esaminasse
GES GES 1 17
e gliene facesse il rapporto. Il p. ce, e i suoi compagni fecero pure
maestro dopo due mesi lo restiliù la loro a lui, come a loro gene-
al Pontefice, protestando non aver- rale e capo. Egli slese le costitu-
vi trovato cosa alcuna la quale non zioni o regole, alle quali ciascuno
mostrasse lo spirito di Dio. Dicesi doveva uniformarsi rispetto alla
che il Papa volle leggerlo, e quin- propria santificazione, e a quella
di esclamò " Il dito di Dio è qui: del suo prossimo, come all' educa-
se miei presagi si verificano, que-
i zione della gioventù non prescris- :

sta società contribuirà non poco ad se alcun obito particolare a' suoi
asciugar le lagrime delia Chiesa , religiosi , ma volle che usassero
nello stato di desolazione in cui quello che gli ecclesiastici portava-
essa si trova " Essendo Pao-
. no al suo tempo; non li assogget-
lo 111 iu Tivoli approvò verbal- tò al coro, perchè potessero i re-
mente la compagnia, vivac. vocis ligiosi impiegarsi unicamente nelle
oraculo, il 3 di settembre 53c), 1 funzioni del loro ministero. Queste
eh' è propriamente quello della sua costituzioni o l'egole furono appro-
istituzione. Nell'anno seguente, non vate dalla santa Sede senza can-
senza diflicoltà perchè si diceva che giarvi neppure una parola, dopo
gli ordini religiosi erano troppi ,
un esatto esame che ne fecero
dopo l'esame di tre cardinali dis- quattro cardinali commissari, dopo
putati, Paolo III solennemente ap- la morte di s. Ignazio, nel gene-
provò r istituto, sotto il nome e ralato del p. Lainez suo successo-
titolo d' Istituto de" chierici re-gola- re. Nel medesimo anno i54i, nel

ri (Iella compagnia di Gesìi, con visitare le sette chiese di Roma, il

l'autorità dell'onorifica bolla, Regi- p. Ignazio co' suoi compagni , nel-


mini militantis Ecclesiae^ &A\di ai 27 la patriarcale basilica di s. Paolo,
settembre i5^o,Bull. lioni. lomAW, volle fare in un ad essi la profes-
par. I, p. i85. In essa venne deter- sione solenne della sua regola ai
minato il numero dei professi, che 12 aprile, al modo che dicemmo
non doveva esseie maggiore di ses- al voi. XII, pag. 204 e 216 del
santa, ma dopo due anni per l'in- Dizionario , esistendone memoria
teresse del mondo cristiano, e per nell' iscrizione marmorea dietro l'al-

il gran frutto che producevano nel- tare del ss. Crocefisso.


la Chiesa, levò Paolo III questa Lo zelo di cui ardeva s. Ignazio
restrizione con nuova bolla de' i4 per la gloria di Dio, gì' ispirò il di-
marzo i543, Iiìjunctuin nohis, che segno dell'erezione, o ne fu bene-
venne confermata da altri Ponte- merito, di quei pii stabilimenti di
liei, colla concessione di molti pri- cui Roma è a lui debitrice, dei
vilegi. Ignazio fu eletto superiore quali se ne tratta a'rispettivi artico-
generale, ad onta di sua virtuosa li, come la pia casa de' catecumeni
ripugnanza, e secondo il p. da La- di cui parlasi all'articolo Neofiti, il

tera accettò a persuasione del p. Conservatorio dì Caterina de' Fa-


s.

Teodosio da Roma minore osser- nari, la pia casa delle mal marita-
vante suo confessore prese il go- : te, di cui facemmo cenno al voi.
verno della compagnia il giorno di XVII, p. 20 del medesimo Dizio-
Pasqua i54i, e tece immediata- nario, le pie case per gli orfani e
mente la sua promessa al Poutefì» per le orfane, di cui 6Ì ti'altò al
ji8 CES GES
voi. XIV, p. 208, ec. ec; nìonlrc rano spagnuoli di nascita, e perciò
la casa per le donne peiiilcnli il sudditi di Carlo V. Alcalà, Valen-
santo la fondò ov'c al presente il za, Gandia, Colonia, Lovanio, e Pa-
Dionistcìo di s. l\larta inconlro al dova furono le prime città in cui
collegioromanOj ed ove stettero si- dessa ebbe degli stabilimenti fissi,
no i56i, quando il luogo fu ce-
al divenendo ben presto questa con-
duto alle monaclie agostiniane, e le gregazione religiosa una delle più
donne passarono altiovo. Intanto numerose della Chiesa.
Paolo in, dietro le preghiere dei Paolo HI avendo chiesto due teologi
principi, de' vescovi, e di altri il- della società per assistere in suo no-
lustri personaggi, impiegò alcuni ge- me coi suoi legati
al concilio che stava

suiti negli urgenti bisogni delle di- per tenersi a Trento, il p. Ignazio
verse chiese. Simone Rodriguez an- scelse pp. Lainez e Salmeron, cui
i

dò in Portogallo ; Francesco Saverio diede utili avvertenze; il p. Clau-


nelle Indie orientali di cui divenne dio Jay assistette allo stesso conci-
l'apostolo: Claudio Jay fu spedito a lio in qualità di teologo del caidi-
Brescia per estirpare l'eresia che al- nal Ottone Truchses, vescovo d'Au-
cuni vi avevano disseminata. E per gusta, e dipoi Ferdinando 1 re dei
non dire di altri in diverse parti romani lo nominò vescovo di Trie-
d' Italia Giovanni Nugnez, e Luigi
, ste; quando il p. Ignazio, spaventa-
Conzalez passarono nei regni di Fez to che le promozioni alle cariche
e di Marocco per istruire gli schia- ecclesiastiche avesse a nuocere alla
vi cristiani; altri furono mandati sua nascente società, scongiurò il

nel Congo, nell'Africa, e nell'Abis- principe a desistere dalla nomina e


siuia ove il detto Nugnez poi fu fal- ne ottenne la grazia. Egli fece va-
lo patriarca d' Etiopia da Giulio lere le stesse ragioni presso il Pa-
III, mentre due gesuiti furono pur pa ed il sacro collegio, onde otte-
consacrati vescovi. Il re di Porto- nere che tutti i pathi della società
gallo ne domandò per le nuove con- fossero esclusi dalle dignità ecclesia-
quiste dell'America meridionale. Mi- stiche. Tra le altre cose rappresen-
rabili furono i progressi della com- tò che questo era il mezzo più si-
pagnia, ed in breve tempo fiori per curo a conservare Ira essi lo spiri-
tutte le contrade dell' uno e del- to d'umiltà e di povertà, ch'era l'a-
l'altro emisfero, singolarmente nella nima del loro stato, e che inoltre
Spagna ov' erano nati i primi suoi essendo missionari, maggior costrut-
padri, in Portogallo, in tutti i pae- to ne verrebbe alla Chiesa se essi
si d' Italia, nelle migliori città di rimanessero in tutta la loro vita
Germania, e perfino ne' regni ere- nello stato di semplici religiosi, per-
tici del nord. Di tutti paesi i cat- ciocché allora sarebbero più pron-
tolici, la Francia, che n' era stata ti a volareda un capo all'altro
la però il regno ove più
culla, fu del mondoj ove la gloria di Dio il
lenti ne furono i progressi, perchè richiedesse. Ottenuto quant' egli do-
la guerra animosa che facevasi tra mandava con tanta premura, ob-
il re Francesco I, e Carlo V im- bligò i gesuiti professi a stringersi
peratore, impediva di vedervi di con volo seuq)lice di non mai cer-
buon occhio una società il capo , care dignità ecclesiastiche, ed anche
e membri principali delia quale e- di rifiutarle se loro venissero ollcr-
GES GES ncj
te, Papa in \irlìi eli san-
quando il ti il collegio di Coimbra. Fra le al-

ta obbedienza non ve li obljligasse, lre regole e discipline che il p. I-

ed è perciò che si durò non poca gnazio prescrisse a quelli che inse-
fatica in liberarsi dal cardinalato il gnavano nei collegi, ordinò ad essi
dotto p. Lainez, e il p. Francesco di dare specialmente lezioni di pie-
Borgia già duca di Gandia, che in tà, di modestia e di umilia, di fa-

questa città fece per il primo fab- re ascoltare ogni giorno la messa
bricare un collegio ai gesuiti nel ai loro scolari, di obbligarli a con-
i546. Il p. Ignazio, coir approva- fessarsi ogni mese , di cominciar
zione del Papa, liberò altresì i suoi sempre i loro esercizi pubblici con
discepoli dal governo delle monache. l'orazione, di cogliere tulle le oc-
Ai rispettivi articoli non si manca casioni onde ispirare l' amore dei
di far menzione dei principali col- beni celesti a quelli che frequente-
legi e case che furono, o che so- rebl>ero le scuole loro, di ricorrere
no de' gesuiti. alla meditazione, alle letture pie, e
Il p. generale Ignazio avendo fis- ad allre somiglianti pratiche di re-
sato la sua residenza e quella dei ligione, per non lasciar spegnere
successori nella capitale del mondo in sé stejsi Io spirito del fervore
cristiano, cominciò a fare il suo ca- e del raccoglimenlo. Raccomandò
techismo nella chiesa di s. Maria loro di regolarsi per modo eh' es-
della Strada, o de Astallix, che gli si e gli scolari nulla facessero se non
fu donata, e si ap[)licb eziandio ad per maggior gloria di Dio.
la Sta-
altre opere di pietà e fli misericor- bilì inoltre molle discipline onde
dia. In questo luogo il magnanimo procacciare l'avanzamento dei mae-
cardinale Alessandro Farnese , ni- stri, ed eccitare l'emulazione degli
pote di Paolo HI, die principio al- scolari. Nell'interno della sua com-
l' erezione nel 1 5G8 della sontuosa pagnia il p. Ignazio raccomandava
chiesa, che dedicandola all' inelfabi- a tutti, e massime a quelli ch'era-
le nomeGesù, da questa alcu-
di no incaricali della condotta dei no-
ni dissero aver preso membri del- i vizi, le conferenze, la lettura delle
la compagnia di s. Ignazio il no- vite e degli scritti de' padri del de-
me di gesuiti. Di questa chiesa e serto, come ancora quella di altri
casa, come di tulle le allre che han- libri ascetici, che li potevano con-
no i gesuiti in Roma, ne parlere- durre alla perfezione. Quali ottimi
mo in fine dell' articolo. Nel i540 effetti producessero questi avverti-
i gesuiti incominciarono ad insegna- menti, lo si può giudicare dal libro
re in Europa, cioè nel detto colle- del p. Alfonso Rodriguez intitolato:
gio di Gandia, coi privilegi delle Pralica della perfezione cristiana,
università; e nell'islesso anno fu dalle Meditazioni del p. Luigi de
fondato loro il secondo collegio in Ponte, dagli scritti del p. Alva-
Europa nella città di Coimbra. 11 rez de Paz, dalle opere del p. Ral-
primo collegio propriamente creilo dassare Alvarcz, dal Calcclmnio del
ai gesuiti fu quello di Goa nelle In- p. Cattaneo, e di altri molli. Nel
die orientali, istituito da Giovanni fine del suo pontificato Paolo III
Ili re di Portogallo: il p. da Lu- con lettere apostoliche de' 18 ot-
terà a p. 59 scrive che questo re tobre \'j\c),UcLl dcbitnm pastoralis
fece nel 11142 fondare pei gcsui- olJìcii, Bull. 1. e, p. 243, diede allf.
lao GES GES
compagnia amplissimi privilegi, tra i reto, formando ivi un collegio di
quali dicliiarò, che l'indulto da lui dodici sacerdoti , a comodo dei
prima concesso ai prepositi generali pellegrini di tutte le nazioni. La
della medesima, di ammettere venti saviezza e la carità che il p. I-

sacerdoti in qualità di coadiutori gnazio usava rispetto ai suoi re-


spirituali, e di far loro parte delle fa- ligiosi gli guadagnò tutti i cuori ;

coltà; delle grazie, e dell'autorità, anziché comandare, egli pregava,


che si godono dagli stessi soci pro- sapeva accomodarsi a tutti gli spi-
fessi, si estendesse senza limitazione rili, rattemprando la fermezza col-

e determinazione di numero a chiun- la dolcezza. Ei riguardava la mo-

que altro sarebbe dagli stessi pre- destia esteriore come assolutamen-
positi generali giudicato idoneo. In- te necessaria a reprimere gli slan-
oltre esentò e sottrasse la società, ci dei sensi e delle ed passioni,
e tutti i suoi soci, le persone, e i essa fu sempre costantemente pra-
beni loro da qualunque sorta di ticata dai suoi lìgli. Gli amma-
superiorità, giurisdizione e corre- lati erano eziandio un oggetto
zione di qualsivoglia ordinario, e li della sua tenerezza, ed aveva una
prese sotto la protezione sua e della somma attenzione nel sommini-
santa Sede apostolica. strar loro i soccorsi di cui abbi-
Giulio Hi fu assai benevolo di sognavano sì per l'anima come pel
s. Ignazio e della sua compagnia. corpo. Le due principali virtù di
Nella consueta bolla di sospensio- cui l'accomandava la pratica ai

ne delle indulgenze per l'anno san- suoi novizi erano l' obbedienza e
to i55o, eccettuò quelle ch'erano la rinunzia a sé slessi: diceva a
state concesse dall'immediato pre- quelli che si presentavano per en-
decessore Paolo III alla medesima non do-
trare nella società, ch'essi
compagnia, la quale per la cogni- vevano avere più propria volontà.
zione ch'egli ne acquistò essendo Per allontanare poi con sicurezza
legato al concilio di Trento, ri- i pericoli che si possono incon-
colmò delle maggiori grazie e fa- trare nel frequentare le femmine,
vori della Sede apostolica con bol- proibì ad ogni religioso di uscire
le; la confermò di nuovo, e l'ono- solo dalle case, di trattenersi da
rò di grandissime lodi. Al Ponte- solo con alcuna d'esse, e quelli stessi
fice Giulio III ed a s. Ignazio ri- che andavano a confessare le donne
pete la primaria sua origine il inferme, dovevano avere un compa-
celebre Collegio gennanico ( Ve- gno collocato in modo che potesse,
di) di Roma, cui poi si unì il senza udir le parole, vedere tutto
collegio ungarico. Anche il famo- quello che vi si faceva. Neil' asse-
so Collegio romano [Fedi), che gnare i posti che doveano occu-
riguarda Gregorio XIII per prin- pare tutti membri della società
i

cipale fondatore riconosce la sua


, egli avea d'ordinario riguardo alle
primitiva istituzione sotto s. Igna- inclinazioni di ciascuno; esigeva per
zio, e per la generosità di s. Fran- altro che tutti fossero in una per-
cesco Borgia terzo generale della fetta indifferenza , e disposti sì ad

compagnia. Inoltre Giulio III nel accettare come anche a lasciare


i554 diede ai gesuiti la peni- qualunque offizio. Lo spirito di s.

teajieria della santa casa di Lo- Ignazio tuttora iuterameute si os=


CES CES 121
serva «lai gesuiti, e forma uno dei Roma un di loro in suo aiuto
loro piincipali elogi. Quantunque pel governo della compagnia, per
ii governo dell' ordine dasse al p. assisterlo, e per isgiavarsi in par-
Ignazio molte briglie, le (juali o- te d'una fatica a cui non poteva
gni di pili crescevano a seconda supphre, e la scelta cadde sul p.
del suo meraviglioso ingrandimen- Guolamo JVadal o datale. Voleva
to e propagazione, e molte fatiche per altro che gli si rendesse con-
gì' imponesse la sua carica, tutta- to almeno delle opere di edifica-
via egli era lutto fuoco quando si zione, che i suoi figli noli facevano
trattava di procacciare la gloria di a Roma, e nei paesi vicini. Intese
Dio coll'eslirpazione del vizio, o che a INIacerata, in cui in tempo
coir accrescimento della virtù nel- di carnovale si erano prepaiali
le anime. alcuni divertimenti poco cristiani,
Si narrano cose straordinarie alcuni padri che vi si trovavano
dei favori che s. Ignazio ,
pieno in missione avevano esposlo il ss.

dello spirito di orazione, ricevette Sagramenlo con molta solennità


nei suoi trattenimenti con Dio, che in forma di quaranl'ore; che vi
troppo lungo sarebbe il raccon- si erano fatte preci ed istruzioni
tarli. Amò ed esercitò in modo commoventi, nei tre giorni che
edilìcanle 1' umiltà, virtù ch'era ac- precedono il mercoledì delle ce-
compagnata ad im'intiera rinunzia neri ; e che il popolo tratto dalla
a se stesso. Se parlava del suo pompa ecclesiastica e dalla novità
ordine, non lo chiamava che col della cerimonia, aveva lasciato tut-
nome di minima società, volendo to per assistervi. Tanto piacque
con ciò insegnare che i suoi figli questa divozione al santo generale
dovevano porsi negli ultimi posti che volle che venisse ogni anno
della Chiesa di Gesù Cristo. La praticata in tutte le case del suo
carità coronava tutte le altre sue ordine, in tal modo ebbe princi-
virtù ; egli ripeteva sovente que- pio la divozione delle quarant' ore
ste parole, che avea prese per di- in tempo di carnovale, stabilita
visa : yJlla maggior gloria di Dio, dipoi in tal tempo per tutto con
il perchè il santo ordinariamente tanta buona riuscita , onde fare
viene efllgiato con un libro aper- una diversione alle sfienatezze ed
to in mano colle parole: ^d ma- alle prolàne follie carnevalesche.
jorem Dei gloriam. A questa e- Della medesima divozione che in
rano volte tutte le sue azioni, e tal tempo' ha luogo in Roma nel-
tutte quelle della sua società. Era la chiesa del Gesù, e in quella
il santo già da quindici anni ge- dell'oratorio del p. Caravita, ne
nerale della società, quando per trattammo ai voi. IX, p. 34, e 1

le crescenti sue iidt:rmità, ridotto X, p. 83 e 84 del Diziotiitrìo.


egli frequentemente a guardare il Sentendo finalmente il p. Igna-
letto, senza per altro lasciare il zio avvicinarsi l'ultima ora, prima
timone del governo , e ve<lendo di abbandonare i suoi figli volle
di giorno in giorno gli affali mol- lasciar loro un nuovo pegno della
tiplicarsi in proporzione dell' ac- sua tenerezza, dettando ad essi
crescimento della sua compagnia, alcune massime sui principali do-
fece eleggere dai padri ch'ciauo in veri della vita religiosa ; ricevette
,

I ?, '3 GES GES


il corpo ikl Signore con slraordi- non vi entrò che in ginocchioni,
jiari scnlimenti di pietà; mandò baciando la terra bagnata col san-
dal Pontefice Paolo IV il p. Pa- gue e colle lacrime di un peniten-
lanco suo segretario per implora- te che ne avea fatto tatiti altri.

re la benedizione apostolica e l'in- Il cadavere fu sepolto nella picco-


dulgenza in arliciilo niorlìs, indi la chiesa di s. Maria suddetta, nel
levali gli occhi e le mani al cielo, 1^87 fu trasferito nella chiesa del
e pronunziando il nome di Gesù Gesù, finché nel iGSy fu posto
spirò placidamente ai 3i luglio sotto l'altare della superba cappel-
i55G, in età di sessantacinque an- la che porla il nome del san-
ni. L'opinione universale che si a- to , racchiuso in preziosa cassa.
veva della sua santità, prima e Paolo V con decreto de'27 luglio
dopo la sua morte, fu confermala 1 609, e con breve de' 3 dicembre
da un gran numero di miracoli. del medesimo anno, ascrisse fra i
Lasciò questo mondo con la con- beali il p. Ignazio, e Gregorio XV
solazione di veder sparsa per tut- ai il marzo 1622 solennemente
to la sua compagnia, e divisa in lo canonizzò. Indi Clemente IX
dodici Provincie, che contavano ordinò che in tutta la Chiesa si
almeno cento tra case e collegi. celebrasse la memoria di questo
Venti anni dopo la sua morte si santo con offizio e messa di rito
fece una lista di trenlacinque pro- doppio; Alessandro VII confermò
\incie con due vice-provincicj di l'indulgenza plenaria concessa da
più di cinquecento collegi, di tren- Gregorio XV
a quelli che confes-
talre case professe, e quarant'ollo sati e comunicati visitassero nel
noviziati, senza contare i seminari, giorno di s. Ignazio e di s. Fran-
le residenze, e le missioni; in tutto cesco Saverio una chiesa de'gesui-
più di diecisettemila religiosi, e ti , trasferendo
però quella di s.
fia essi sette in otto mila sacer- Francesco dal giorno 2 a' 3 di-
doti. Ma appena s. Ignazio rese lo cemlire; ed Innocenzo XI lo di-
spirito a Dio, che in tutti i rioni chiarò protettore del regno di
di Roma s'intese eccheggiar le pa- Ciscaia. Il p. Luigi Gonzalez da
role: Jl santo e morto, il santo ci Camera gesuita scrisse gli Atti di
ì^ slato rapilo. Il popolo romano s. Ignazio, mentre la vita fu de-
corse in folla nel luogo ove era scritta dal p. Pietro Ribadineira
esposto , reputandosi felici quelli che dal santo ricevette l'abito di
cui fu dato baciargli le mani gesuita, dal p. Giampietro Matfei,
toccarne le vesti o rapirne alcuna dal p. Giuseppe JNieremberg, dal
particella. Il buon odore della di p. Andrea Laca de Arconcs, dai
lui santità si dilfuse rapidamente p. Daniele Bartoli, dal p. Luigi
da Roma fra tutte le nazioni, e Carnoli dal p. Paolo Rombini,
,

singolarmente nella Spagna sua pa- dal p. Antonfrancesco Mariani, dal


tria. Il castello di Loyola o Loio- p. Domenico Bouhours, e dal p.
la divenne una specie di tempio; Giovanni de Bussiers, in vari i-
la camera in cui si convertì, un diomi, per non dire di altri e del-
santuario, e nella caverna di Man- le traduzioni in più lingue. La
resa, depositaria delle intime sue statua di marmo rappresentante s.

comunicazioni con Dio, il popolo Ignazio, scolpita da Giuseppe Ru-


CES CES 123
scoili , fu collocata tra quelle dei to s. Pio V dimostrò il suo amo-
(ondatoli degli ordini religiosi, in re verso la compagnia, dappoiché
una delle nicchie della navata gran- passando a' 27 gennaio i566 in
ile della basilica vaticana. lettiga avanti la casa professa del
In Francia i gesuiti si dilTusero Gesù, nel recarsi a premiere il

in molti luoghi, e tra gli altri si solenne possesso della basilica la-
distinse pel suo zelo il p. Edmon- teranense , e vedendo che il p.
do Anger francese, che divenuto Francesco Borgia terzo generale
confessore del re, vuoisi ahhia con- era alla testa de'suoi religiosi per
vertilo dall' erroie circa <|narai)la- ricevere l'apostolica benedizione,
mila eretici, nella njaggior parte il Papa fece fermare magnifiia
la
ugonotti. Piccandosi verso i5Gi il cavalcata, chiamò il padre Borgia
in Francia il p. Lainez, immedia- alla lettiga, e con lui si trattenne
to successore di s. Ignazio, ne pro- amorevolmente per un quarto di
fittò per lo sltdjiliujento legale ilel- ora. Indi dopo avere con una co-
la sua società nella capitale del stituzione ampliate le esenzioni de-
regno, dopo che il parlamento ri- gli ordini mendicanti, e i loro pri-
mise ai vescovi congregali a Pois- vilegi, dichiarò ordine mendicante
sì l'esame della decisione sulle dif- la compagnia di Gesti, col dispo-
ficoltà che la riguardavano. Quei sto della bolla Dutji indcfessae, e-
prelati non esitarono a confei'ma- manata ai 7 luglio 1^71. Prima
re lo stabilimento a Paiigi, come di questo tempo, e nel '56r),
i beni lasciati ai gesuiti dal ve- con moto- proprio che fu deposi-
scovo di Clermont. Non approva- tato nella dateria apostolica , s.

rono però la compagnia come un Pio V diede la penitenzieria della


ordine religioso recentemente isti- patriarcale basiliea di s. Pietro ai
tuito, ma in forma di società so- gesuiti, i quali eoi rettore li sta-
lamente, o di collegio, sotto mol- bib nel numero di tredici per le

le altre condizioni che ovviavano lingue italiana, (iancese, spaglinola,


ai timori delle università, di al- portoghese, tedesca, unga rese, belgi-
cuni vescovi, ed anche alle riva- ca, polacca, inglescj greca ed illirica.
lità degli altri religiosi. Per que- Gregorio XIII, uno dePapi più
sto motivo fu loro ingiunto di benemeriti della compagnia di Ge-
premiere un altro nome fuorché sù, graziò [)er sempre i sacerdoti
(jucllo di gesuiti, e di compagnia di essa dall'intervenire alle sup[)li-
di Gesìi;ma il pubblico gli ave- cazioni o preghiere, o processioni,
va già nominati, e la legge dilU- perchè non volle che gesuiti fos- i

cilmcnte prevale sul linguaggio sero distolti per ([ualiinque cagio-


dei popoli. Nel pontificalo di Pio ne dagli studi, dalle lezioni, dal-
IV, benevolo coi gesuiti, ebbe ter- l'ascoltare le confc's>ioni, e ilal mi-
mine il sacrosanto concilio gcnc- nistero della parola di Dio, e da
i"ale di Trento questa veneranda : altre opere di pietà a cui di con-
assemblea nella sessione XXV, de tinuo attendevano ed attendono
lìcforni. cap. j G, chiamò questi ancora al presente con lode. Il ma-
religiosi chierici regolari, disse pio gnanimo Gregorio XIII, oltre l'a-

il lui») istillilo, e ilichiarò non vo- vere edificato l'università (irego-


lervi nulla alterare. Appena elei- riana e confermato nel collegio ro-
124 GES GES
mano i gesuiti, fondò in Roma il VII, quello di Gregorio XIV, que-
Collegio de M/ironiti, il Collegio sto Pontefice, già amico di sant'I-
greco, ed il Collegio inglese [Fe- gnazio, per dimostrare la ricono-
di), e li aflidò intioramenle alla scenza e r ammirazione che a-
dilezione e cura de'medesimi gesuiti. vea alle virtù del santo fondato-
Nel Giappone lo stesso Pontefice re ed alla compagnia, a' <28 giu-
fondò alia compagnia di Gesù la gno 1 5r) \ con la costituzione Ec-
casa professa, e tre seminari pei clesiae Calholicae, presso il Bull.
neofiti in Arinia, in Ansucci, ed Roin. tom. V, par. 1^ p. 279, con-
in Funai,ordinando in pari tempo fermò l'istitutOj le costituzioni, e
che ogni anno fossero mandati in i gradi della compagnia di Gesù,
quell' impero quattromila scudi fulminando scomunica latae seii-
d'oro, per mantenere tutti quelli lenliae riservata al Papa, contro
che si applicavano ad istruire quei gl'infamatori e calunniatori della
popoli nella dottrina delia Chiesa, medesima compagnia , dicendo il

Prima di morire Gregorio XIII Pontefice nella bolla: mentre re- '>

provò la consolazione di ricevere » putiamo essere cosa comune, ed


una solenne ambasceria di tre re » appartenere all'utilità o al dan-
del Giappone accompagnata da " no della Chiesa, l'utilità, la pa-
due gesuiti, e nel giorno del con- » ce, o il danno di questa com-

cistoro il p. Ma (Tei servì d'inter- » pagnia ".

prete agli amljascialori. Analoga- Prima che Clemente Vili as-


mente poi all' istituto^ Gregorio solvesse Enrico IV re Fran-
di
XI li col breve Satis sitperque, dei cia , due esecrandi fanatici Rar-
IO settembre 1584, ^'etò e proibì riere e Chatel attentarono alla vita
ai gesuiti il conseguimento de'be- monarca, il primo nell'an-
di questo
nefìzi e dignità ecclesiastiche. Gli no 1593, r altro nel i594. Non
successe nell'anno 1 585 Sisto V, il perdettero i nemici de'gesuiti l'oc-
quale concesse molte indulgenze casione di persuadere il re che da
alle pie congregazioni stabilite nei essi erano stati incitati que' due
collegi de'gesuiti; ma essendosi rin- malvagi furono dunque questi re-
:

novate alcune querele contro la ligiosi mandati in esilio dal regno.


compagnia, già portale avanti Pao- Ma Clemente Vili, che a ninno
lo IV e san Pio V per conto ,
de'suoi predecessori cedeva in isti-
dei gran privilegi che godeva, e ma ed in tenerezza verso la so-
contro la forma di governo della cietà, sì premurose istanze fece ad
società, Sisto V ad istanza di Fi- Enrico IV per mezzo del cardi-
lippo li re di Spagna deputò una nal d'Ossat incaricato degli affari
o seminari che la
visita de' collegi di Francia in Roma, e del nun-
compagnia aveva in Roma, dichia- zio Rarberini poi Urbano Vili,
rando visitatore il vescovo di Pia- che il re informato della loro in-
cenza Filippo Sega, e destinò una nocenza li richiamò nel 1604 dal-
congregazione di cardinali per tale l'esilio, non senza trovare opposi-
affare; venuto
morte Sisto V, a tori, restituendoli alle loro case, e
questa disposizione svanì, né ebbe fece atterrare una piramide eret-
elFetto alcuno. Anzi succedendo al ta in Parigi rimpetto al palazzo
brevissimo pontificato di Urbano pubblico, pei religiosi obbrobrio^
GES GES 123
sa. Malgrado gli sforzi del pnrla- apostolico. L'altro gesuita fu il

tuento ,primo presidente


e del ven. p. Roberto Bellarmino di INIon-
Achille d'Harlay, e dell'avvocato tepulciano, nipote di Marcello II,

generale Seivin , Enrico IV ripo- teologo e confessore di Clemente


se i gesuiti nel suo favore, e ri- Nili dopo la morte del preceden-
spose ai magistrati nemici di essi, te, consultore del s. oflizio, ed
« che dal punto che avea pensato esaminatore de' vescovi, nel i-^pQ
ai ristahiliinento de' gesuiti avea lo creò cardinale col titolo di s.

osservato, che due sorti di perso- Maria in Via, e con lo splendido


ne vi erano opposte, quelle del-
si elogio : huiic ellgùniis, quia parevi
la riforma
pretesa cioè gli ere- , non habet in Ecclesia quoad doclri-
tici e gli ecclesiastici poco edifi-
, nani morì nel noviziato di Roma
:

canti ". Fondò Enrico IV un col- ove fu a visitarlo Gregorio XV,


legio alla Fleche ov'era stato con- e nel per 1' elezione di
conclave
cepulo , e l'aftìdò alla direzione Paolo V
sarebbe stalo creato Pa-
de' gesuiti, giudicandoli più capaci pa, se non vi si fosse opposto con
di tutti di bene istruire la gio- tutta la fermezza. Oltre a ciò Cle-
ventù, ed in segno d'affetto lasciò mente Vili per la divozione che
alla loro chiesa
il suo cuore. L'e- avea pel ven. Ignazio istitutore dei
dilto richiamo pose in furore
di gesuiti, neir inserire il suo nome

gli ugonotti, e siccome prescrive- nel martirologio romano egli stes-

va che i gesuiti terrebbero uno so ne scrisse le onorevoli parole.


de! loro corpo in corte per ri- Essendo stato prescritto da Gre-
spondere di Enrico
tutti gli altri, gorio XIII, ciò che fu poi pari-
IV^ scelse il p. Colon che fece suo menti ordinalo dal re Filippo IV
confessore e suo amico, e tanto fu con decreto de' 6 giugno 1628,
il favore di cui l'onorò, che sor- che i gesuiti soltanto potessero
passò le bontà ordinarie de'sovra- [)ropagare la fede nei popoli del

ni rispetto ai loro sudditi. Così Giappone e della Cina, nei quali


una condizione poco lusinghiera il detto Pontefice considerava es-

per la compagnia produsse ad es- sere dai soli gesuiti introdotta la


sa il vantaggio maggiore che po- vera religione, Clemente \ III col-
tesse desiderare. la costituzione Onerosa, de i:ì di-
Clemente Vili per il primo cembre 1600, Bull. Rem. t. V,
comandò a due gesuiti, in virtù pari. IH, pag. SiS, estese que-
di santa obbedienza, di accettare sto glorioso ministero a tutti gli

la dignità cardinalizia. Nel ì^Q^ ordini religiosi principalmente men-


creò cardinale col titolo di santa dicanti Vedi Cina e Giappone.
Maria Tia spoti lina il
in p. Fran- Il Pontefice Paolo V affidò allo

cesco Toledo sp.'igiiuolo, fatto da zelo della compagnia di Gesù la

s. Pio V predicatore del palaz- direzione e cura del Collegio scoz-


zo apostolico, dove perseverò sot- zese [Vedi) di Roma. Per difen-
to sei pontificati , indi teologo del- dere poi 1' immunità ecclesiastica

la sacra penilenzieria e dei Papi, gravemente lesa dalla repubblica


consultore del s. offizio, consiglie- di Venezia, Paolo V fece intimare
re e confessore di Clemente \U\, un terribile monitorio a' 7 apri- 1

e perciò dimorante nel palazzo le 1606: la repubblica in vece


,

laG GES GES


ordinò che niuno ubbidisse all'iii- il peso dell'odio e delle preven-
teidetlo sotto pena di esilio. li zioni che si avevano contro la Chie-
nunzio usci da Venezia, ed i ge- sa romana. La parzialità in Olan-
suiti fecero altrettanto in fortna di da si spinse fino a proilùrc a tut-
processione,onde furono banditi in ti i sudditi della repubblica di
perpetuo dai veneti dominii, e non mandare i loro figliuoli a stu-
furono riammessi quando la re- diare nei collegi stianieri de'gesui-
pubblica si pacificò con Paolo V, ti ; mentre che in questa specie
ina solo die a sperare al Ponlefì- di persecuzione , temperata secon-
ce, che ne avea impegno che di- do l'usato dallo spirito d'interesse,
poi si sarebbe fatto. IN'el medesimo si ebbe per bastante, rispetto a-
anno 1606, a'i4 settembre, con gli altri cattolici, preti e religiosi,
decreto approvò quelli già pubblicati di ordinare che dassero ai magi-
nella quinta congregazione gene- strati de' rispettivi luoghi i loro
rale della compagnia, i quali se- nomi, ed il sito delle loro abita-
condo le prescrizioni del fondatore zioni, Gregorio oltre s. Igna- XV
ordinavano che i soci non si dovessero zio nella stessa solennità canoniz-
imbarazzare in quelle cose, che sono zò Francesco Saverio [Vedi) ,
s.

aliene dalla gesuitica professione, morto neir isola di Sanciano in


per togliere argomento ai malevo- faccia alla Cina a'2 dicembre i552
li di sparlare dell' ordine, per la d' anni quarantasei , onore della
maggior gloria di Dio, e pel buon compagnia di Gesù per essersi me-
odore di Cristo. Nel i6i5 Paolo ritato il titolo di Apostolo delle
V creò cardinale Alessandro Or- Indie orientali, onde poscia Bene-
sini romano, che poi mori in con- detto XIV ad istanza di Giovanni
cetto di santità d' anni trentatre, V re di Portogallo lo dichiarò
nel 1626, al quale non fu eonces- protettore principiale delle Indie
so di rinunziare il cardinalato per orientali, dal capo di Buona Spe-
ritirarsi nella compagnia di Gesìi, ranza, fino ai regni della Cina e
com' egli caldamente ne supplicò del Giappone. Scrissero la di lui
il generale p. Viteileschi, per me- vita il p. Orazio Tursellino il , p.
glio esercitare la sua rigorosa pe- Giovanni de Lucena il p. Da- ,

nitenza, e la sua vita contempla- niele Barloli il p. Giuseppe Maf-


,

tiva ; sicché solo ottenne d'essere fei, e il p. Domenico Bouhours


ascritto all' ordine, e di far i voti le quali vite ftuono tradotte in
con quei temperamenti eh' erano diversi idiomi. Nel pontificato di
compatibili con l'istituto, e colla Uibano Vili fu eretto il Collegio
dignità che a suo malgrado dovè Fiiccioli {^Vedi) , sotto il governo
conservale. e regolamento del p. generale del-
Nel pontificato di Gregorio XV, la compagnia di Gesù, ed il car-
in Olanda, ove si teneva la reli- dinal Lodovico Ludovisi nipote di
gione che più aggradiva, fu non- Gregorio XV làbbricò pei gesuiti
dimeno emanato un ordine che del collegio romano la grandiosa
cacciò gesuiti da
i quello stato. chiesa di s. ed istituì il
Ignazio,
La sorte di questi religiosi sotto Collegio irlandese Vedi) ^ die (

tutti i goveini eretici fu quasi afìldò alla direzione de' gesuiti. Ur-
sempre di portare personalmente bano Vili nel 1624 dichiarò che
GES GES 127
nessun religioso , fuorché della imnziò porpora
la si sposò con ,

compagnia Gesù, potesse essere


di Maria Gonzaga con pontificia di-
dal suo ordine o congregazione e- spensa, e mcritossi da Alessandro
spuiso, se non per incorreggibile. VII il titolo di re ortodosso. A-
Il medesimo Url)ano Vili con la vendo Francesco Sforza Pallavici-
costituzione Suh'aloris, de'i5 set- ni di Parma rinunziato la prela-
tembre 1627, Bull. Roìii. tom. tura romana per entrare nella
VI, par. I, p. 83, concesse ai ge- compagnia di Gesù Alessandro ,

suiti r uffìzio e la messa dei tic VII suo antico ed inlimo amico,
loro martiri Giovan-
Paolo Aliki , prima lo fece esaminatore de' ve-
ni de Goto, e Jacopo o Diego scovi e consultore del santo olfizio,

Risai martirizzati nel Giappone dal- quindi con espresso comando di


l'imperatore Taicosama a'6 febbraio accettare nel 1659 lo pubblicò
iSpy; indi con decreto presso il cardinale col titolo di s. Susanna,
Bull, loco citato, de' 26 settembre donde passò a quello di s. Salva-
1629, permise die nel giorno det- tore in Lauro; egli fu il celebre
to 6 febbraio della loro festività autore delia Storia del concilio
tutti i sacerdoti potessero celebra- di Trento. Trovandosi i gesuiti
re la messa nella chiesa de'gesui- esiliati dallo stato veneto per aver

ti. In detto anno 1629 Urbano prontamente osservalo l'interdetto


Vili, dopo avere obbligato il p. di Paolo V, avendo Alessandro
Pietro Pazmany gesuita ungarese VII grande amore e stima pei
di accettare l'arcivescovato di Stri- gesuiti, come si legge nella costi-
gonia siccome nominato dallimpe- tuzione Dchituni, del primo gen-
ratore Mattia, con precetto di ub- naio 1663, Bull. Reni. tom. VI,
bidienza lo creò cardinale del ti- pag. 279, s'impegnò con tutta
tolo di s. Girolamo degli schiavoni, l'ellicacia di ripristinaili in quello
ad istanza dell' im[)eiatore Ferdi- stato, come aveano procurato Gre-
nando II, il quale lo fece pure gorio XV, il di lui nipote cardinal
cancelliere, supremo segretario, ed Ludovisi, ed il re di Francia Lui-
ambasciatore cesareo in Roma. Nel gi XIII, come narra il suddetto
1643 Urbano Vili con espresso Pallavicini, insieme alla condotta
comando costrinse ad accettare il di questo negozio, nella vita m>s.
p. Giovanni Dclugo gesuita spa- di Alessandro A II, lib. IV, cap.
gnuolo, che creò cardiale del ti- XV e seg. Col Ijreve dunque dei
tolo di s. Stefano al monte Celio, 23 dicembre i656, diletto a quel
il primo che introdusse la china senato, Alessandro VII con ga-
in Italia a favore de'poveri, per- gliardi argomenti e premure Io
ciò detta poh'ere di Lugo. invitò a resliliiire i gesuiti all'an-
Innocenzo X nel \{i\(^ all'im- tico possesso delle loro case. Il di
provviso, con ordine di accettale, 19 gennaio 1637 fu perciò presa
creò caidinale Giancasimiro di Po- a Venezia dal senato la risoluzio-
lonia figlio del re Sigismondo III, ne di richiamare gesuiti con la i

che da quattro anni era religioso pluralità di centosedici voti con-


nella com[)agnia di Gesù ; ma tro dappoiché la
cinquanlalre ,

morto senza successione il re Ula- compagnia aveva amici più one- i

dislao suo fratello nel 16^8, ri- sti senatori, ed il noto (r. Paolo
ii8 GES GES
Salpi era morto. I gesuiti vi fu- Ionio Verìus, con traduzioni in pa-
i-oiìo ristabiliti, e la loro provin- recchie lingue.
cia (li Venezia fu sempre dipoi Il Gianneverardo Nidard di
p.
una delle più floride d'Italia. A- l'^alkstein gesuita,da confessore dei
lessandro VII ringraziò vivamente (igli dell' imperatore Ferdinando
il senato, ed in più modi gli mo- Ili, Leopoldo, e Marianna d'Au-
nstre la sua riconoscenza. Nel 1671 stria, che sposata a Filippo IV re
Clemente X canonizzò s. Idrati- di Spagna lo condusse seco, pel fa-
Cesco Borgia [Fedi), nipote di A- vore del re divenne con precetto
lessandro VI, terzo generale della pontificio grande inquisitore, primo
compagnia di Gesù, morto il dì pri- ministro, e poi ambasciatore di Spa-
mo ottobre i^y^ il suo corpo se-
: gna in Roma, dove fu consacrato
polto nella antica chiesa di s. Ma- arcivescovo d'Edessa, indi ad istan-
ria della Strada, a'?,3 febbraio i G 7 i za della regina, Clemente X l'ob-
fu trasferito nella sagrestia della nuo- bligò ad accettare il cardinalato
va, donde Francesco Sandoval du- nel 1672, col titolo di s. Bartolo-
ca di Lertua, nipote delsanto, ed meo all' Isola. Nel 1707 Clemente
ambasciatore di Spagna in Roma, XI ringraziò Pietro il Grande czar
lo fece trasportare nella sontuosa di Moscovia, il quale erasi deter-
chiesa da esso fabliricata a Madrid minato a permettere ne' suoi stati
presso la casa professa de' gesuiti, il pubblico e libero esercizio del-
lasciando in Roma un osso del brac- la religione cattolica, e la fondazione
cio. Con dolore dobbiamo notaie, di una casa con scuole pei gesuiti.
che delta chiesa, uno de' più belli Questo Pontefice creò cardinali tre
monumenti d'architettura, venne di- gesuiti,cioè il p. Giambattista To«
strutta in questi ultimi trambusti lomei di Pistoia oriundo di Siena,
della Spagna, malgrado più forti i procuratore generale della compa-
reclami della stessa accademia delle gnia di Gesù, rettore del collegio
belle arti in Madrid. L'uffizio e germanico, consultore de' riti, del-
messa il Papa la stabilì a' 3 otto- l' indice, e delle indulgenze, ed e-
bre, e poi Innocenzo XI al giorno saminatore de' vescovi; dopo molta
IO, nel quale ora si celebra la fe- resistenza Clemente XI nel 7 i 2 i

sta, con indulgenza plenaria conces- lo costrinse ad accettare la digni-


sa dallo stesso Clemente X col bre- tà cardinalizia, col titolo di s. Pie-
ve Redcinploris, Bull. Roni. tom. tro Montorio. Il secondo fu il p.
VII, p. 129, de'3 luglio 1671. A- Gio. Battista Salerno napoletano,
lessandro Vili estese a tutta la Chie- esaminatore de'vescovi, teologo del-
sa con rito seraidoppio la messa la nunziatura di Germania e di Po-
e l'uffizio. Fu il santo eletto patro- lonia del nipote del Papa Annibale
no contro i terremoti dai regni di Albani; che convertì dal luteranismo
Granata, Napoli, Sicilia, e Porto- Federico Augusto di Sassonia figlio
gallo. La vita di s. Francesco Ror- del re di Polonia, della quale an-
gia la scrissero il p. Pietro Riba- cor lui divenne re, e conchiuse il

dineira, il p. Virgilio Cepari, il di luimatrimonio con la figlia mag-


p. Eusebio Nieremberg il p. Al- , giore di Carlo VI; creato cardina-
varo Cienfuegos poi caixlinale il , le col titolo di s. Stefano a mon-
p. Giovanni Adamo , e il p. An- te Celio nel 17 «9- Il terzo fu il p.
CES CES 129
AlvaroCienfiiegos spaguuolo, niini- Benedetto XIII nell'anno 1726
stio in Portogallo di Carlo VI, pol- canonizzò s. Luigi Gonzaga gesui-
le preghiere deli' imperatore Carlo ta, de'marchesi sovrani di Castiglio-

VI nel 1720 creato cardinale del ne, morto nelle stanze del collegio
titolo di s. Bartolomeo all' Isola, romano a'2 1 giugno i5qi, perla
indi vescovo di Catania, ed arci- peste contratta nel servire gli ap-
vescovo di Monreale, ministro ce- pestati, indi lo dichiarò prolettore
sareo, e protettore dell'impero pres- degli scolari : Clemente XII nel
so la santa Sede. Per molto tem- 1787 distese a tutta l'Italia ed iso-

po avea resistito Clemente XI alle le adiacenti 1' uHizio e messa di rito


vive replicate istanze che gli face- doppio, già concesso ad alcune Pro-
va l'imperatore per esaltare alla vincie, ed il regnante Papa Gre-
porpora il cardinal Cienfiicgos, non gorio XVI lo ha esteso a tutto
per mancanza di meriti in questo l'orbe cattolico con rescritto dei
distinto soggetto, che avea prestato 23 1842. Il suo corpo
luglio si

a Carlo VI rilevanti servigi, come venera nel magnifico altare a lui

si protestò col monarca e col reli- dedicato nella chiesa di s. Ignazio.


gioso con epistola che si legge nel La di lui vita la scrissero il p. Vir-
t. II, p. 776 e 777, Epist. et Brev. gilio Cepari, con giunte il p. Gian-
Clem. XI, ma per ripugnanza sol- ningo, più Annibale Marchetti, il

tanto di mettere così frequenti e- p. Jacopo Grassetti, il p. Alessan-


sempi nella compagnia di Gesù, il dro IMaincri, ed i padri Croiset e
di cui istituto vieta le dignità ec- d'Orleans, senza rammentar le tra-
clesiastiche con voto particolare, duzioni. Qui però è da avvertirsi,
principalmente le sublimi, dappoiché che s. Luigi visse bensì in una
in breve spazio di tempo e sotto delle stanze ora cappellelte di s.

il suo pontificato era il terzo e- Luigi, ma non vi mori. In quel


sempio. Ma Clemente XI alla fi- tempo r infermeria del collegio era
ne superò ogni renitenza, colla fi- dove presentemente sta la chiesa
ducia che nell'esaltazione d'un per- di s. Ignazio, e il silo della stan-
sonaggio a Cesare tanto accetto, do- za in cui morì s. Luigi corrispon-
vesse produrre agli altari della Se- deva alla parte superiore dell' at-
de apostolica felice evento. Alle ri- tuale cappella di s. Giuseppe, e
spettive biografie sono riportate precisamente là dove si vede una
quelle dei dieci cardinali gesuiti. pittura rappresentante la morte di
Nei conclavi del 1721 e del 1728 s. Luigi. Nella medesima solennità
entrarono gli ultimi tre cardinali Benedetto XIII canonizzò s. Stani-
gesuiti.Nel primo fu eletto Inno- slao Kostka novizio della compa-
cenzo XIII, che avea l'alto gli stu- gnia di Gesù, nato in Bostoho^^',
di nel collegio romano, nel secon- feudo di sua casa nella Polonia, e
do Benedetto XIII per opera prin- morto a'i5 agosto i5G8, d'anni
cipalmente dei tre cardinali gesui- dieciotto, liei noviziato di Roma, ove
ti, avendo egli in Napoli dato
1'
a- si venerano le sue camere, e per-
bito religioso al Salerno. E qui no- ciò ilprimo confessore di minore
teremo che i cardinali gesuiti ve- età canonizzato. Clemente X già
stono come i chierici regolari, e co- lo avea dichiaralo protettore prin-
me i barnabiti elevali al cardiualalu. cipale di Polonia; non ostante il de •

VOL. XXX. 9
I 3o G ES GKS
crcfo de' riti che vieln di potersi ve li gittarono in mare. Benedet-
eleggere a prolettori i beati. Il suo to XIV dichiarò anche martire il

corpo si venera nella sua c;ippeila, ven. Andrea Bobola, e volle an-
in chiesa di s, Andrea del novi/iato. cora il giorno stesso della sua mor-
jVe scrissero la vita il p. France- te segnar il decreto delle virtìi del

sco Sacchini, il p. Daniele Bartoli, ven. p. Francesco di Geronimo ora


il Giuseppe Perdicnlo, il p. Lon-
p. canonizzato. Volendo dare Benedet-
garo degli Oddi, il p. Pier Giu- to XIV altra testimonianza di sli-

seppe d' Orleans, ed il p. Giu- ma verso la compagnia di Gesù,


seppe Cassani , delle quali furo- benché nella congregazione de'rili
no falle varie traduzioni. Clemen- vi fosse allora per consultore un
te XII nel 1787 canonizzò solen- gesuita, non solo fece altro consul-
nemente Giovanni Francesco Re-
s. tore il p. Emanuele Azevedo gesui-
gis francese della compagnia di Ge- ta portoghese, ma con la costitu-
sti, morto in Lovesci a'3i dicem- zione Coiislanteni de'2 4apiile i 74^>
bre 1640, ove si venera il suo cor- Bull. Magli, tom, XVII, p. 227,
po. Benedetto XIV nel 174'^ co- dispose che dopo morte di
la

mandò che la sua festa non si ce- ambedue fosse perpetuamente sosti-
lebrasse più ai 24 di maggio, co- tuito un gesuita per consultore in
me avea stabilito Clemente XI, gior- della Siccome poi
congregazione.
no di sua beatilicazione, ma ai 16 la compagnia gode che il privilegio,
giugno in cui fu canonizzalo. Ne un suo individuo è sempre teologo
scrissero la vita il p. Guglielmo di del tribunale della sacra penilen-
Aubenton, il p. Paolo Clerc, ed zieria, è da sapersi che Benedetto
altri, senza nominare le traduzioni XIV nella costituzione. In Aposlo-
in diversi idiomi. Nel 1741 Bene- licae poenitenliariae, de' i 3 aprile
detto XIV, con decreto de'20 ago- 1744) ^suppone il teologato nella
sto, dichiarò che constava del mar- compagnia di Gesìi, da lungo tem-
tirio dei servi di Dio E.idolfo Ac- po senza interrompimento, come
quavi va. Alfonso Paciecco, Antonio lo gode tuttora.
Franceschi, Pietro Berni, tutti sa- Ed eccoci alle lagrimevoli vi-

cerdoti della compagnia di Gesù, cende che produssero la soppres-


e Francesco Aranha laico della me- sione della benemerita compagnia
desima, uccisi dai barbari in odio di Gesti, sebbene la divina prov-
della fede nell' isole Salzette delle videnza la fece poscia ripristinare e
Indie orientali. Quindi lo stesso trionfare vieppii^i gloriosa, e quale
Pontefice settembre 1742 ap-
a' 2 I l'ammiriamo. Giovanni V re di
provò il decreto della congregazio- Portogallo morendo nel 1730 la-
ne de'riti che dichiarava constare sciò il trono
al suo figlio il re

del mai'lirio del ven. Ignazio de Giuseppe che ad istanza de' ge-
I,

Azevedo con altri trentanove suoi suiti e della regina madre, dichia-

compagni anche gesuiti, mandati rò segretario di stato Sebastiano


dal p. generale s. Francesco Bor- Giuseppe Carvaglio poi conte di
gia a predicar la fede nel Brasile, Oeyras e marchese di Pombal.
e martirizzali a' i5 luglio1570 dai Questo ambizioso ministro, per do-
calvinisti, su una nave che pre-
di minare assolutamente la monarchia
darono avanti l'isola di Palma, do- portoghese, avea fatto la corte ai
,

GES GES i3i


gesuiti confossori della fiimiglia ven- perchè Clemente XIII non sop-
ficio,

ie, ma arrivato all'apice del potere, primeva la perseguitala società, per


colla più nera ingralitudine, volen- sostenere la quale giunse a spen-
do dispoticamente condannare e dere ottantotto mila zecchini, ed
massacrare clìiunrjuc, pensò di al- allri dicono un milione e duecento
lontanare dal fianco della famiglia mila scudi. Le principali vicende
reale i gesuiti, coli' imputargli i più che precedettero, accompagnarono
enormi delitti, e persino di avere e seguirono l'espulsione de' gesuiti
attentato alla vita del sovrano : in Portogallo, le riportiamo in com-
contemporaneamente Carvaglio eb- pendio agli articoli Portogallo, e
be molti imitatori nelle corti di Clemente XIII. Solo qui noteremo
gran parte de' sovrani di Europa, che nel 1777, divenuta regina di
die in unione ai filosofi incieduli, Portogallo IMaria figlia del defun-
ai novatori e settari, ovunque mi- to Giuseppe I, spalancò le prigio-
narono la compagnia, che riguar- ni agi' innocenti gesuiti, condannò
davano quale insormontabile osta- alla morte, che commutò nell'esi-
colo alle loro prave intenzioni di lio, l'esecrabile Carvaglio, e si dice
sovvertire il mondo come pur , che mandò a Pio VI delle somme
troppo fatalmente gli riuscì. Nel per rimborsare il tesoro pontifìcio
1 ^58 Carvaglio im[)lorò da Bene- delle spese fatte pei gesuiti esilia-

detto XIV il decreto di riforma ti dal Portogallo, e lasciati semi-


che dispiacente dovette concedergli, nudi sulle spiagge del littorale
sulle case e collegi dei gesuiti nel della Chiesa. Le quali somme il

regno di Portogallo e degli Al- generoso Pio VI erogò a sosten-


garvi, ciò che preparò la rovina tamento degli ex - gesuiti ancora
de' gesuiti, e sforzò il re, ad onta superstiti ne' suoi stati. Inoltre Pio
delle giuste ed energiche rappre- VI per viste prudenziali dissuase la
sentanze di Clemente XIII, a pub- regina di pubblicare gli atti dimo-
blicare a' 3 settembre 1739 il de- strativi dell' innocenza de' gesuiti,
creto di snaturalizzazione e di per- ed invece le impose, come per e-
petuo esilio dei gesuiti da tutti i menda onorevole del passato, di
dominii portoghesi, per aver de- fabbricare a Lisbona una chiesa
generato dall'istituto, ed essere rei in onore del sacro Cuor di Gesù,
di atroci delitti; e con sua lettera il che fu eseguito. Sia qui pure
Carvaglio ne die parte al cardinal avvertito, che ai relativi articoli
Saldagna patiiarca di Lisbona, co- vi sono riportate altre notizie re-
me Ve-
loro riformatore deputato. lative alle funeste narrazioni che
dendo poi r iniquo ministro che andiamo a fare.
(Jlemente XIII accoglieva ne' suoi ìMenlre era cominciata l'epoca
slati gì' innocenti gesuiti paterna- delle tribolazioni per la società di
mente aiutando gì' infelici emi-
, Gesù, fatalmente in Francia uno
grati con ogni maniera ospitale, de'suoi socii diede motivo non so-
lece ogni sfoiv.o per romperla con lo a continuarle, ma a renderle
la santa Sede, cacciando dal re- più acerbe e dolorose. Il p. La
gno il nunzio cardinal Acciaiuoli, Vallette missionario alla Martinica,
e richiamando lutti sudditi por- i procuratore o supcriore delle mis-
toghesi dimoranti nello slato ponli- sioni che i suoi fratelli avevano
,

i32 CES GES


nelle Aulille, oUiepassando la sua SII non volle pagare
con- i debiti
facoltà, senza consenso de' superio- tratti dal p. La que- Vallclle, fu
ri maggiori, intraprese delle cose sto dai consoli di IMarsiglia con-

troppo grandi, e contrasse de' de- dannato al pagamento. La causa


bili, che per le disgrazie soprav- con eclatanza fu portata al parla-
venute non potè soddisfare. Stando mento, ove fu citato l'istituto dei
alle narrazioni, più o meno tutte gesuiti, ed suoi difensori appena
i

esagerate, diremo adunque che il ascoltati, volendosi in tutti i mo-


p. La Vallette occupandosi in cer- di far cadere il fallo del p. La
te speculazioni onde coltivare al- Vallette sui confratelli innocenti.
cune isole deserte in gran parte, Il parlamento condannò il p. ge-
come la Dominica e s. Lucia, e- nerale e con esso tutta la società
resse in breve tempo un banco a pagare i danni, vietando a tutti
che divenne come il canale per gli altri gesuiti del regno mai più

cui dovevano scorrere tutte le ric- d' ingerirsi in alcun traffico, ed or-

chezze della IMartinica. Quindi cor- dinando loro di rimettere copia


rispondenze da ogni parte, un cre- delle costituzioni delia compagnia
dito oltre ogni credere grande e alla cancelleria del tribunale, per
un' intera popolazione da
stabilito, esservi esaminate. una lite Così
lui dipendente , ricchi magazzini di commercio diventò uno de' più
fabbriche sontuose, bastimenti sul scrii afì'ari di religione e di stato,
mare, furono il frutto delle spe- essendone conseguenza l'abolizione
culazioni di questo religioso, nella delle leggi d'una società religiosa
vasta e difficile materia del com- sparsa per tutto il mondo, e l'es-
mercio e del cambio. Aumentan- pulsione della medesima dalla mo-
dosi prodigiosamente il suo com- narchia. Nel 1707 gesuiti ot- i

mercio, venne giudicato esclusivo, tennero dal re che avocasse a sé


ed i coloni della Martinica come questa causa, mentre Cliauvelin
ì negozianti francesi ne soffrirono consigliere ecclesiastico alla gran
egualmente, per cui le doglianze camera, denunziò l'istituto gesui-
contro di lui giunsero naturalmen- tico sotto i colori i più odiosi, ed
te esagerate sino a Luigi XV. Fu avente per iscopo la dominazione
chiamato a Parigi, ove si giustifi- universale^ venendo tutto travisa-
cò,con soddisfazione del ministe- to, non risparmiando le più nere
ro, onde tornato alla Martinica calunnie. Fu accusato il p. gene-
intraprese progetti maggiori dei rale di assoluto dispotismo, e le
primi con buon successo, quando più venerabili opere di tanti illu-

in una spedizione gl'inglesi, che stri suoi membri furono condan-


sino dal lySS erano in ostilità nate ad essere bruciate dal car-
con la Francia, s' impadronirono nefice, qualificate sediziose ed ab-
dei vascelli carichi di mercanzie, bominevoli.
che dall'America portavano a IMar- Concorse alla rovina dell'istitu-
siglia prodotti coloniali pel valore to in Francia,un'opera piena di
di due milioni, ciocché produsse imprudenza e di malafede usci- ,

un fallimento enorme nei corri- ta monastero de'maurini, e


dal
spondenti negozianti , e siccome dalla penna del monaco Clemen-
giustamente la compagnia di Ge- cet, che avea per titolo EUratio :
GES GES i33
delle assei'zioni pericolose e per- case, che nell' esterno. Un tale giu-
niciose in ogni genere, che i ge- dizio dei primi prelati della Chie-
suiti hanno in tutti i tempi e per- sa fu la miglior apologia che po-
scK'eranteinenle sostenute, insegnate tesse farsi agli oppressi gesuiti, e
e pubblicate nei loro libri. I priu- questa sola basterebbe a provare
cipali passi aveano per oggetto la la loro innocenza agli occhi della
purità de' costumi, il regicidio, ed posterità. Il solo vescovo di Sois-
il tirannicidio, e di aver insegnato sons monsignor di Fitz-James, l'e-

e sparso ree dottrine : di queste roe dei giansenisti, fu ad con- essi

asserzioni ne parlammo all' artico- trario. Sì pensò allora in Francia


lo Francia. Non vi è memoria di ad una riforma de'gesuiti, e sic-
uno scandalo pubblico dato dai come teraevasi la potenza del ge-
gesuiti; non vi è stata mai socie- nerale sempre residente in Roma,
tà di uomini in cui la decenza perpetuo, ed illuminato dai suoi
fosse più rispellata, la regolarità quattro assistenti d'Italia^ di Fran-
de' costumi piìi esatta, e le pre- cia, di Spagna, e di Germania,
cauzioni per farla osservare più così bramava si lo stabilimento di
custodite. I parlamenti di Tolosa un vicario generale in Francia, la
e di Bretagna imitarono quello di cui nomina fosse confermata dal
Parigi, neir esigere dai gesuiti del- generale, senza aver con esso re-
le loro giurisdizioni copia delle co- lazione, con limitata autorità.
e
stituzioni della compagnia, la qua- Vegliando la provvidenza sopra i
le se per tutto aveva de' protetto- gesuiti, per buona ventura questa
ri, nella corte di contava Fiancia proposta riforma non ebbe luogo;
tra gli che di concerto
avversari, si sarebbe ritardata la loro perdi-

col parlamento agivano per la sua ta, ma avrebbe intanto tirato so-
distruzione, la marchesa di Pom- pra di sé il disonore e la vergo-
padour, il duca di Choiseul, ed il gna. Dipoi il parlamento di Nor-
guarda-sigilli Berruyer. La regina, mandia ordinò che i gesuiti ab-
il delfino , e tutto il resto della bandonassero le loro case e col-
famiglia reale, e Lamoignon can- legi, quello di Bretagna decise che

celliere di Francia, erano pei ge- l'istituto era attentatorio all'auto-


suiti, e desideravano conservarli. rità della Chiesa e dei sovrani ; e
Trovandosi Luigi or deferente XV le città di LaonMauriac, e di
cogli uni, ed or con gli altri, agi- come il consiglio sovrano di Ros-
va con contraddizione finche col , siglione, intimarono ai gesuiti la
suo consiglio decretò doversi con- partenza.
sultare sull'aflare de' gesuiti il clero Avendo preso gl'inglesi la Mar-
di Francia, alline d'intendere il tinica per distrane nazione da
la

suo parere sopra una materia e- un oggetto SI doloroso, il mini-


gualmente delicata che importante. stero lasciò il parlamento di Pa-
La decisione si fu, che l'istituto rigi in libertà di operare, e que-
de' gesuiti era buono, lodevole e sto a'6 agosto 17G2 pronunziò il

pio ; che la loro conservazione era decreto definitivo, che intimò a


utile alla Chiesa ed allo stato; e tutti i gesuiti che dovessero usci-
che la loro condotta eia edifican- re da tutte le loro case e collegi
te, tanto neir interno delle loro di qualunque specie , ritirarsi in
i34 <^ES CES
qualclie luogo sotto 1' ubbidien- luoghi conformandosi alle leggi
,

za del re, e l'autorità degli ordi- del regno. Per altre analoghe no-
nari , senza potersi riunire in so- tizie è a vedersi l' articolo Fran-
cietà, professar l'antica regola, por- cia. Vedendo 1' afflitto Clemente
tare l'abito ce. ec., e prescrivendo XI It i da ogni banda ber-
gesuiti

loro una formula di giuramento. sagliati j e considerando per una


11 parlamento di Provenza si uni- delle principali cure dell'apostolica
formò alla sentenza di quello di autorità la tutela degli ordini re-
Parigi. Intanto avendo l'inquisizio- golari dalla santa Sede approvati,
uè romana condannata la pasto- e riconoscendo che l'istituto della
rale che il suddetto vescovo di compagnia di Gesù, fondato da un
Soissons avea mandato a Clemen- santo già canonizzato, e dopo di-
te XIII, il parlamento di Parigi ligente esame approvato da Paolo
riprovò e condannò tale censura. HI, Giulio HI, Paolo IV, Grego-
Espulsi i gesuiti dalle loro case, rio XllI, e Paolo V, più volte
ed obbligati a vagar per le strade da altri Pontefici confermato e di
privi di alloggio, ed in cerca di particolari grazie ornato, dai ve-
cibo e del necessario sostentamen- scovi d'ogni tempo singolarmente
to, offrirono nel cuore dell' Europa commendato, dai maggiori princi-
cattolica, nel sedicente secolo dei pi particolarmente protetto , dal
lumi e del sapere, uno spettacolo concilio di Trento dichiarato per
commovente, per cui il zelante pio, e che di esso erano stati no-
arcivescovo di Parigi monsignor ve santi, stimò suo dovere di non
Cristofoi'o de Beaumont pubblicò indugiar più il rimedio al male
due opere in favore de' gesuiti: che alla Chiesa proveniva dalle
il parlamento le condannò ambe- ingiurie che contro 1' istituto si

due, rappresentò il prelato al re spacciavano, con la bolla


e però
co'più tristi colori, e 1' arcivescovo Apostolicuni pascendi monus, da-
fu esiliato cinquanta leghe lonta- ta a' 7 gennaio 1765, di moto
no da Parigi, ove fu grandemen- proprio emanata, nuovamente lo
te incoraggito e lodato dal Papa approvò, altamente encomiandolo,
Clemente XIII. Ricusando gesui- i e per soddistare ai desideni di tut-
ti di prestar il giuramento per es- ti i vescovi, che da tutte le parti
sere cattivo, il parlamento di Pa- lo sollecitavano, dichiarava questo
rigi nel 1764 esiliò tutti i gesuiti istituto , co' ministeri che in esso
dal regno, e sebbene Luigi XV li si esercitano, pio, utile al vantag-
richiamò nel novembre del mede- gio della Chiesa, e degno delle co-
simo anno, ma pronunziando la stituzioni colle quali diecinove Pon-
loro totale distruzione jie' suoi sta- tellci r avevano approvato e com-
ti, approvò in tal modo i decreti mendato.
del parlamento. L'editto regio por- Appena fu divulgata questa bulla^
tava, che la società de'gesuili non che dall' immense calunnie allora
avrebbe più luogo in Francia, da per tutto affastellate contro i
pernieltendo per altro a coloro che gesuiti, pienamente li giustificava,
la componevano di vivere in par- si vide subito un libro in Napoli
ticolare negli stati del re, sotto l'au- contro di essa con questo titolo :

torità spirituale degli ordinali dei Istruzioni intonio la santa Sede,


-

GKS GES i35


Buglione 1765 per Guglielmo E- sia che gli spagnuofi avevano con-
viaicii, tiaduzionedal francese. Que- cepito per gì' italiani cui il re a-
sto libro per ordine dell' inquisi- veva dato le prime cariche, ed al
zione romana fu abbruciato per solito si giudicarono segreti moto-

roano del boia agli i settembre, i ri della rivolta dappoiché


i gesuiti:
e condannato da Clemente XIII questi religiosi Ispagnaanche in
come contenente proposizioni er- avevano tanti nemici, quanto lo- i

ronee, false, promoventi lo scisma, ro confratelli ne avevano avuto in


calunniose, temerarie, sediziose, ed Portogallo ed in Francia, Final-
all'autorità della santa Sede soprani mente Carlo III nel febbraio 1767
modo ingiuriose, per le quali cau- segnò il decreto dell'espulsione dei
se fu ancora abbruciato pubbli- gesuiti da tutta la Spagna, afìi-
camente per ordine della ineilesi- dandone 1' esecuzione al conte di
nia inquisizione un altro libro si- A randa. Questi scrisse una circo-
mile, die restò condannalo e proi- lare a lutti i giudici reali del re-
bito con decreto de -2 marzo i 766. gno, imponendo loro di api ire il

11 libro era intitolato: Brevi di S. plico che acchiudeva, il giorno 2


S. Clemente Xl/f, cnumati in fa- aprile, in cui si conteneva l'ordine
vore de' gesuiti, colle osservazioni dell'espulsione della compagnia: e-
sovra medesimi, e sopra la bol-
i gli fu puntualmente obbedito, e
la /Ipostolieiim Venezia presso ,
nella notte del 2 aprile nella me-
Vincenzo Radici 1766. Per ordine desima ora alcune compagnie di

della stessa infpiisizione a' ro di soldati armati investirono le case


luglio fu parimenti abbruciato per de' gesuiti in tutta la Spagna. Si
mano del boia un altro libro della notificarono loro gli ordini del re,
slessa materia : Lettera I, II, e che portavano che fossero cacciati
III, contro la bolla che comincia dal regno e da tutti i dominii
/4postolicitm, Napoli presso Seba- della corona , con proibizione di
stiano Paletti 1765. Questo libro ritornarvi sotto pena della vita :

fu proibito con decreto


leggersi dovevano recarsi nei porti indi-
de'4 di detto mese, approvalo dal cati per essere messi a bordo di
Ponlelìce, clic si riserbò la facoltà alcuni vascelli, non potendo tras-
di darne licenza, ed all'articolo portare seco che quel poco che
Francia ciedemmo oppoituno far gli si voleva concedere, e niuno
menzione di tali libri e decreti venne eccettuato da tal proscri-
pontificii. Mentre nella Spagna an- zione, né si fecero comunicare nep-
cora si preparava la procella con- pure coi parenti.
tro i gesuiti, ne dissipò lo scoppio Nel giorno medesimo di tale e-
la vedova Elisabetta Far-
regina secuzione Carlo III pubblicò in
nese, che stimava e proteggeva
li Madrid il decreto di espulsione, e
presso il re suo figlio Carlo III; la confisca de'beni dei gesuiti, e la
disgraziatamente essa mori poco proibizione di scrivere prò conira
dopo, e quindi restarono privi del senza licenza. Partiti i gesuiti dalla

loro più forte appoggio. ìNoii tar- Spagna, il conte d'A randa fece esa-
dò molto a manifestarsi iti I\Ia- minare tutte le loro carte dal cele-
drid ed in altri luoghi della Spa- bre Campomanes, e nulla risultò

gna una sollevazione, per la gclo- in aggravio di essi ; ed intanto i


i36 GES GES
vascelli approdando alle spiaggle appunto che il conte d'Aranda a-
dello stalo pontificio, ivi secondo vca con lutto l'impegno eseguito
gli ordini regi dovevano sbarcare i supremi comandi del re, il prin-
i gesuiti; ma Clemente XllI dopo cipe di Campofiorito eseguì nel
quanto avea sofferto col Portogallo, regno di Napoli quelli del suo so-
non tollerando l' insulto, ricusò di vrano. In uno slesso momento e
riceverli. Dovettero risolcarc il Me- nel