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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
OHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. XLVIII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLVIII
.

^ i". ?^ .*.
,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

N
NIC NIC

N,ICOLO' Fattore (beato), frate za, Ti fece il noviziato, ricevette


minore dell'osservanza. Suo padre gli ordini sacri, e si diede poscia
era nato a Siracusa, ma abitò qual- al ministero della predicazione, in
che tempo a Valenza in Ispagna, cui raccolse copiosissimo frutto. Ri-
dove venne al mondo Nicolò il 29 gido osservatore della regola, visse
giugno i52o. La sua divozione e nella pratica esatta e costante del-
la sua gravità si manifestarono fi- l' obbedienza, della povertà e di
no da' suoi più teneri anni. Nella una specchiata castità. Non avvi
sua fanciullezza egli digiunava tre pratica di mortificazione approvata
giorni per settimana, e le sue au- dall'esempio de' santi, di cui egli
sterità aumentarono sempre col non facesse uso in tutto il suo ri-

tempo. Si distinse pure per la ca- gore: tuttavia, malgrado la sua au-
rità verso i poveri e gì' infermi stera penitenza, il suo volto appa-
che assisteva secondo il suo potere riva ognora fresco e piacevole. La
con grande amore, privandosi spes- sua prudenza ed abilità lo fecero
so per essi del proprio cibo. Suo scegliere per guardiano, e poi per
padre destinavalo al commercio, e maestro de'novizi. Chiamato a Ma-
gli propose un utile matrimonio; drid da Giovanna d'Austria, sorel-
ma Nicolò lo ricusò rispettosamen- la di Filippo per dirigere le
II,
te^ e pregò suo padre di disporre religiose che si chiamano
scalze
a prò de' poveri una considerabile reali, tenne questo posto con tal
somma denari destinata pel suo
di saggezza che gli meritò nuovi elo-
collocamento. Entrato nel iSSy nel gi. Ma qualunque fossero le sue
convento degli osservanti di Valeu- occupazioni esteriori, egli era sem-
6 NIC NIC
pie uuito a Dio coH'orazìone e col* la terra, e santificava il suo lavo-
la meditazione: soprannaturali e ro coll'orazione e colla meditazio-
straordinari favori uè furono la ri* ne, digiunando in pane ed acqua
compensa. Ciò che la voce pubbli- il venerdì ed il sabbato. Desideran-
ca riferiva, e certe pratiche divote do di unirsi vieppiù intimamente
de'suoi discepoli, trassero l'attenzio- al Signore, risolvette di entrare in
ne dell'inquisizione. 11 santo reli- un ordine religioso, e sollecitò il

gioso fu chiamato al tribunale di favore d'essere ammesso, come fia-

Toledo, il quale dopo un severo te laico, fra i minimi istituiti da


esame, non solo dichiarò che la s. Francesco di Paola nella Cala-
sua condotta era irreprensibile, ma bria Citeriore. Fatto il noviziato,
espresse l'alta sua ammirazione per si legò coi voti solenni, e per al-
le sue virtù, e fecegli grandi elo- quanti anni dimorò in quel con-
gi. Non molto dopo questo avve- vento, edificando tutti i frati col-
nimento il p. Nicolò cadde amma- la sua divozione, colla sua obbe-
lato: egli conobbe certo ch'era vi- dienza e colle sue austerità. Si re-
cino suo fine, perchè si occupò
il cò poscia a Roma, coU'approvazio-
del luogo di sua sepoltura, e per ne de'suoi superiori, visitò il san-
singolare umiltà domandò istante- tuario di Loreto, e ne ritornò con
mente di essere seppellito in una accrescimento di fervore ammira-
stalla. Finalmente pieno di meri- bile. D'allora in poi egli menò una
ti , rese pacificamente vita che rassomigliava quella degli
la sua a-
uima a Dio, Ge- .angeli. Sempre assorto nell'orazio-
nel convento di
sù a Valenza, li 23 dicembre i583, ne, riportò le più intime comuni-
in età di sessantatre anni. La gran- cazioni di cui il Signore favorisce
de riputazione di santità che que- certe anime privilegiate, ed ebbe
sto perfetto religioso goduto aveva eziandio il dono dei miracoli. Di-
in tempo di sua vita, non iscemò giunava rigorosamente e castiga-
punto dopo la sua morte. Il re di va la sua carne con grandi auste-
Spagna Filippo II, i magistrati ed rità. Afflitto sovente da crudeli ma-
il popolo di Valenza presentarono lattie, sopportavale colla più edifi-
nel i586 una supplica al Papa cante pazienza. Fu singolarmente
Sisto V, per ottenere la sua cano- stimato nei conventi in cui visse.
nizzazione, e Pio VI lo inscrisse I poveri fra i quali i suoi doveri
nel catalogo dei beati il 26 ago* esteriori lo conducevano di spesso,
sto del 1786. lo riguardavano con venerazione,
NICOLO' DI Longobardi (beato), cosi pure le persone più ragguar-
frate laico minimo. Nacque a' 6 devoli. I Colonna, i Borghesi, i Ro-
gennaio 1649, da Fulvio Saggio e spigliosi, e parecchie delle più il-

da Aurelìa Pizzini, e ricevette al lustri famiglie romane, gli mostra-


sacro fonte il nome di Giovanni vano pubblicamente il loro rispet-
Battista. Non gli fu data alcuna to; anzi parecchi di loro lo servi-
istruzione nelle scienze umane; ma rono diligentemente ne'suoi ultimi
i suoi buoni genitori gì' insegnaro- istanti, e vollero ricevere allora la
no la dottrina cristiana, e lo for- sua benedizione. Spirò colla pace
marono alla pietà coi loro precetti del giusto a' 12 1709, nel
febbraio
ed esempi. Egli lavorava commessi sessantesimo anno di sua età. L'im-
NIC NIC 7
pressione che produsse la sua santa sitarlo coi magnati^ romani, incon-
allegrezza al momento delia
sua mor- trato per circa mille passi dall'im-
te fu tale, che quelli che
erano pre- vi peratore, il quale vedendolo scese
senti, invece di recitare il De pro- da cavallo, prese le redini di quel-
fundis, per simultaneo impulso in- lo che cavalcava Nicolò I e lo
tuonarono il Te Deum. Fu beati- condusse ove dimorava, ossequio
ficato dal Papa Pio VI a' 12 set- che ripetè alla di lui partenza, do-
tembre 1786. po averlo solennemente convitato,
NICOLO' I (s.), Papa CVIII, de- come il Papaavea fatto con lui al
nominato Magno. Nacque da Teo- modo narrato da Muratori, Script,
doro Conti nobile romano. Fino dai rer. Ital. t. Ili, par. I, p. 252,
più teneri anni fu santamente al- e dal Bianchini t. I, p. 4o6, Ana-
levato. Sergio II l'ordinò suddia- stas. Fin d'allora cominciò il san-
conOj e s. Leone IV lo creò car- to Pontefice ad esercitare quelle
dinale diacono. In questo sublime magnanime azioni, che resero co-
grado non si rimase giammai di sì celebre il suo pontificato ed il
usare ogni maniera di alti di ca- suo nome, meritandosi per le sue
rila e pietà, quando gli si presen- grandi virtù il titolo di Magno.
tò opportuna occasione. Con le sue Difese con mirabile costanza s. Igna-
mani, e non senza molte lagrime zio patriarca di Costantinopoli, con-
seppellii Benedetto III; e compite tro l'eunuco Fozio, che il Papa
le di lui esequie, dovendo provve- scomunicò in un concilio. Costrin-
dersi la chiesa romana di nuovo se con scomunica Lotario re di Lo-
pastore, dopo fervorosa orazione rena a ripigliar Tietberga sua spo-
tàtta dal clero e popolo, unita al sa, e abbandonar la concubina Wal-
digiuno, afìinchè il Signore si vo- clrada. In uno de'sette concilii che
lessedegnare di concedere alla sua celebrò in Roma, estinse la rina-
dilettaChiesa un degno Pontefice, scente eresia de* teopaschiti, i qua-
nel tempio di s. Dionisio pres- ,
li, co m* egli afferma nell' epist. 7,
so la chiesa di s. Silvestro in Ca- presso Labbé t. Vili Concil. p. 289
pite, con matura discussione e quan- e 788, sostenevano che Cristo aves-
tunque assente, fu malgrado la sua se patito sulla croce secondo la di-
renitenza eletto Papa. Poiché, per- vinità. Neir86i fece convertire al-
venuta a di lui notizia la propria la fede la Bulgaria (Fedi), ed al-
esaltazione, andò a nascondersi nel- tre nazioni. Confermò l'unione del-
la basilica Vaticana, ma alla fine le chiese di Brema ed Ambuigo
ritrovato, venne contro sua voglia in favore di s. Anscario, e la dot-
riposto nella sedia di s, Pietro, e trina cattolica riguardante la gra-
consagrato Pontefice a'24 aprile 858, zia del libero arbitrio; scomunicò
alla presenza di Lodovico II, il Giovanni arcivescovo di Ravenna
quale gli tenne la staffa allorché per le concussioni usate verso gli
cavalcò nel possesso. Fu egli il pri- abitanti ; e pel suo zelo instanca-
mo Papa coronato colla pontifìcia bile venne consultato da molte par-
Tiara (Vedi). Dopo pochi giorni ti per diverse questioni, onde ab-
partito da Roma Lodovico II, si biamo più di cento lettere nella
fermò a Tor di Quinto passato raccolta de^ concilii. Governò nove
Ponte Molle. Il Papa si recò a vi- anni, sei mesi e venti giorni. In
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diverse ordinazioni creò sessantacin- ci ed i sagramentari seguaci di Be-
que vescovi, sette preti, quattro dia- rengario, ove a persuasione d'Ilde-
coni, oltre tre cardinali. Il concilio brando, ponendo un argine ai pas-
generale Vili lo chiamò nuovo Elia, sati scandali, decretò al collegio dei
nuovo Finees, nuovo Daniele e nuo- cardinali adldata l'elezione canonica
vo Martino; ed Anastasio nella pre- del Papa, sottraendone il popolo, al
fazione dì tal concilio, uomo cele- quale col clero lasciò la semplice
ste ed angelo terrestre. Era ma- approvazione: il decreto lo riportai
gnifico nel ristabilimento delle chie- nel voi. XXI, p. 209 e 2 io del Di-
se di Roma, insigne nella protezio- zionariOy e ne parlai nell'altro cita-
ne de'poveri, de'quali non volle che to. Da quel punto la santa Sede
alcuno in Roma restasse privo del- fu liberata dall' abuso de' secoli e
le sue liberalità; penitente, divoto, dal giogo de' profani. In Amalfi
acerrimo difensore de' diritti del- (Fedi) celebrò altro concilio, sciolse
la Chiesa e restauratore di sua di- dalla scomunica da lui fulminata i
sciplina. Di lui abbiamo Epistolae^ normanni, come occupatorì delle
Romae i542. Mori a*i3 novem- terre della Chiesa, e concesse in in-
bre 867, e fu sepolto avanti le vestitura a Riccardo il principato
porte di s. Pietro. Vacò la santa di Capua, ed a Roberto Guiscardo
Sede un mese. la Calabria, Puglia e Sicilia, con
NICOLO' II, Papa CLXII. Gè- annuo censo , e giuramento di fe-
rardo di Borgogna, o meglio sa- deltà e vassallaggio; quindi istituì

voiardo, vescovo di Firenze (f^edi)y il vescovato di Melfi. Tornato in


chiesa che governò ancora dopo fat- Roma vi celebrò nel 1060 un con-
to Papa, fu esaltato al pontificato cilio^ in cui concesse il pallio al ve-
per opera d'Ildebrando poi s. Gre- scovo d'York con diversi privilegi.
gorio VII, al modo narrato nel voi. Trattò con severità i potenti roma-
XXXI I, p. 193 del Dizionario f nel ni, onde frenar le loro prepotenze,
duomo di Siena a' 28 dicembre che rinnovarono per l'elezione del
io58, onde poi gli afHdò la somma successore, nel modo detto al voi.
delle cose. Nel recarsi in Roma de- XXXI I, p. 194 e seg., poiché colle
pose nel concilio di Sutri l'antipa- armi di Roberto normanno represse
pa Benedetto X
[Vedi)^ e ricevuto la tracotanza de' conti del Tuscolo,
dal clero e popolo romano che l'a- del conte di Galeria, e di altri si-

veano bramato per Pontefice con gnorotti. Prese cura delle cose che
ogni onorificenza, fu intronizzato straziavano la chiesa di Milano, e
sulla cattedra di s. Pietro dopo gli TI spedì legati s. Pier Damiani e
8 e prima de' 18 gennaio loSg, e s. Anselmo vescovo di Lucca. Ri-
coronato con Tiara [fedi) or-
la tornato per la seconda volta a Fi-
nata di due corone. Poco dopo si renze, ivi morì 22 luglio io6r,
a*

portò a visitare la Marca d'Anco- e fu sepolto nelduomo, come a


na, Spoleto e Osimo, ove fece una quell'articolo descrissi. Governò due
promozione di cardinali, dieci essen- anni, sei mesi e venticinque giorni,
do quelli ch'egli nel suo pontificato pieno di meriti e di virtù, mai pas-
elevò a questa dignità. Nel concilio sando giorno senza eh' egli avesse
romano fece leggi contro i nico- lavato i piedi a dodici poveri, ver-
laiti sul celibato, contro i simonia- so i quaU fu liberale. Lasciò nove
NIC NIG 9
fettereche riguardano gli affari di fragio alTelezione di selle Papi, e fu

Francia, ed una raccolta di canoni nel numero de' sei in cui si com-
o di ordini da lui emanati, che tro- promise il sacro collegio per quella
vansi presso Leone Ostiense lib. 3, di Gregorio X, al quale e ad altri,
e. 12, ed altri scrittori. Il cardinal come arcidiacono, impose solenne-
Roselli d'Aragona ne compilò la vi- mente la pontificia tiara. Dopo lun-
ta, presso il Muratori, Script, rer, ga sede vacante, nel conclave di Vi-
t. Ili, par.
Ital. i. Vacò la Chiesa terbo, a fronte ch% il re Carlo I,
romana due mesi e nove giorni. che ne slava alla guardia come se-

NICOLO' III, Papa CXCVI. Gio- natore, volesse un francese, fu eletto

vanni Gaetano Orsini nobilissimo Papa dagli otto cardinali che com-
romano, nacque da Matteo Rossi ponevano il sacro collegio, a'^S no-
Orsini e da Perna Caetani. Egli era vembre 1277, prendendo il nome
ben fatto di persona, e comparve di Nicolò III, da quello di sua dia-

sino dall'adolescenza così serio, mo- conia, dignità che gli aveva predet-
desto e grave di costumi , che fu ta s. Francesco d'Asisi, a cui il pa-
chiamalo il Composto. Per tempo dre lo presentò fanciullo. In Roma
venne provveduto a dovizia di be- fu ordinalo prete a' 18 dicembre,
nefizi ecclesiastici nelle chiese di consagrato a' 19 e coronato a' 26.
York, di Soissons e di Lione, ed Ottenne dall'imperatore Rodolfo, un
in Roma gli fu affidata l'ammini- diploma di conferma delle conces-
strazione della basilica di s. Loren- sioni e privilegi de' suoi predeces-
zo in Damaso, e della chiesa di s. sori, fatte alla santa Sede sul domì-
Grisogono, Quindi in età ancor gio- nio temporale, e destinò conte di
vanile da Innocenzo IV nel dicem- Romagna il nipote Bertoldo. Quin-
bre 1244 in Lione fu creato cardi- di tolse il vicariato di Toscana al
nal diacono di s. Nicolò in Carcere, re Carlo I, e lo indusse a spogliarsi
e generale inquisitore, ed ebbe poi della dignità di senatore di Roma,
la protettoriade'minori,chegli venne decretando che non piti si conferis-

assegnata da Alessandro IV. In alto se a principe straniero, ne durasse


pregio l'ebbe pure Urbano IV, che più d'un anno ; si dichiarò egli stes-
gli conferì il governo o legazione so senatore, facendone esercitare le

diSabina e Campagna, e Clemente funzioni dai suoi parenti; ma il Ga-


IV Io spedì insieme con due car- rampi a p. 534 delle Memorie pro-
dinali a Viterbo, per quietare le gra- va non esser vero ch'egli si dichia-
vissime turbolenze eh' eransi susci- rasse perpetuo senatore, e giammai
tale tra l'imperatore Rodolfo e Car- pensò perpetuare tal grado nella
lo I re di Sicilia , tra' quali solo persona de' Papi, con analoghe eru-
ottenne tregua. Giovanni XXI_, che dizioni. Scrisse all'imperatore d'o-
nella stima verso di lui non la ce- riente Michele Paleologo, ad An-
deva ai predecessori, lo decorò del- dronico suo figlio , ai patriarchi e
l'arciprelura vaticana, nella
qual prelati greci a confermar l'unione
chiesa al modo riferito nel suo ar- tra le chiese latina e greca stabili-
ticolo, il cardinale stabilì savi e op- ta nel concilio di Lione II, e rice-
portuni regolamenti per lo splen- vette risposte dì sommessione, ma
dore e decoro della medesima e senza buon successo; come non l'eb-

de' canonici. Contribuì col suo suf- be la sua iutcrposizioue tra i re di


IO NIC NIC
Francia e di Casliglia. Creò dieci spirili, di gran cuore , benemerito
curdinnli, fra'quali il proprio con- dell'Italia e della Chiesa, protesse i

fessore, il nipote b. Malabranca e il dotti ben sapeva essere il


eh' egli
fratello Giordano, nominando il ni- nerbo d'ogni dominazione. Dotato
pote legato di Toscana per riporvi di singoiar prudenza e giustizia, spe-
i ghibellini in istato ed udìcio. Es- diva con maggior brevità che niu-
pulse dalla curia i notari e procu- no de* suoi predecessori i vescovati
ratori, come fomentatori di liti; fab- vacanti; nel conferire il sacerdozio
bricò un sontuoso palazzo presso s. sceglieva uomini piuttosto santi che
Pietro, con ampio giardino; termi- dotti, dicendo che la dottrina senza
nò il Lateranense, e dai fondamen- bontà era veleno senza medicina ;
ti rifabbricò la cappella di Sancla amatore de* religiosi, distinse i fran-
Sanctonim, nuovamente ponendovi cescani, approvando la sentenza di
le teste de* ss. Pietro e Paolo, che Gregorio IX sulle stimmate del fon-
colle sue 'proprie mani aveva por- datore ; di somma purità di costu-
tate nel detto palazzo allorché in- mi e compostezza nelle azioni, gran
cominciò l'edilìzio. Rinnovò la ba- limosiniere; zelante della religione
silica Vaticana, e ne aumentò il ca- mandò missionari ai tartari; cele-
pitolo, onde è celebrato qual suo brando la messa si commoveva al
insigne benefattore, come lo fu della pianto, e di altre belle virtù fu
basilica Ostiense. Per la pace ira i adorno, le quali sarebbe a deside-
principi cristiani, ordinò il canto rare ch'egli non le avesse in qual-
del salmo Laetatus siim nella mes- che maniera adombrate colla so-
sa solenne, con alcuni versetti e la verchia brama di arricchire e in-
colletta prò pace. grandire i propri parenti. Dante fie-

Con sua bolla spiegò la regola ramente lo rampognò di nepotismo,


àQ* Francescani [Vedi); ad Ancona ma la posterità che giudica senza
accordò esenzioni e libertà di na- amore e senza ira, come lungi da
vigare, onde gli abitanti gli eresse- pericoli e da speranze, onora Ni-
ro una statua. Malcontento di Carlo colò III. P^. Orsini Famiglia. Di-
I, esorlò Pietro 111 re d'Aragona a ri- cesi che volea dividere l'impero in
vendicar la Sicilia per le ragioni quattro regni, cioè di Germania,
che ne avea, per la sua moglie Co- di Vienna nel Delfinato, di Lom-
stanza figlia di Manfredi, ciò ch'eb- bardia e di Toscana. Gli si attri-

be eifelto nel pontificato del suc- buisce il trattato: De electione di-


cessore. Ritiratosi il Pontefice per gnitatum. Vacò la santa Sede sei

cagione de' gran caldi da Viterbo mesi.


a Soriano, castello eh' egli fortificò NICOLO' IV, Papa CXCIX. GÌ-
e con altri die a' suoi nipoti, quivi rolamo Ma scio, Massi o Massio det-
morì d'apoplessia a'22 agosto 1280, to Ti lieo, nacque di bassa famiglia
dopo aver governato due anni, otto in Alesslano o Capradosso o Liscia-
mesi e ventinove giorni. Il suo cor- no diocesi d'Ascoli. Dopo aver stu-
po portato in Pioma, fu sepolto nella diato in Perugia si fece religioso con-
cappella di s. Nicolò, da lui edifi- ventuale, dove riuscì eccellente non
cata nella basilica Vaticana, in una meno che nelle teo-
nelle filosofiche,
tomba di marmo abbellita di mu- logiche facoltà, come ne die mani-
saico. Questo Pontefice di grandi festo saggio nelle opere che pub-
IVIC NIC II

blicò alla luce, e delle quali diven- voi. XXVI, p. 85 del Dizionario.
ne maestro ia Roma ; fu pure va- Sì trattenne un anno il cardinale
lente predicatore. Unito in istietta nelle Gallie, ritenendo per ordine
amicizia con s. Francesco fondato- del Papa il generalato sino al nuo-
re del suo ordine, fu verace imi- vo capitolo, al quale impedito da
tatore delle di lui virtù, onde col malattia non potè trovarsi presente.
suo zelo ridusse non pochi tartari Risanato che fu, dovette trasferirsi
alla fede. Pel suo merito, s. Bona- alla corte dell'imperatore Rodolfo,
ventura nel capitolo di Pisa lo di- per aggiustare le controversie na-
chiarò ministro nella Dalmazia, e te con Carlo I re di Sicilia, e Mar-
Gregorio X lo spedì insieme con gherita vedova di s. Luigi IX. In-
altri religiosi suoi confratelli, legato tervenne ai conclavi di Martino
in Costantinopoli all'imperatore Mi- IV e di Onorio IV, per la cui ele-
chele, dove ridusse i greci all' ob- zione ebbe grande impegno, e dal
bedienza e comunione della chiesa quale ottenne la chiesa di s. Sil-

romana, e invitò il patriarca al vestro in Capite per le monache


concilio generale di Lione IL Nel- di s. Chiara. Tornato in Roma,
r esercizio di questa legazione fu nel conclave di santa Sabina , fu
eletto di universal consenso mini- eletto Papa d'anni sessanta, mal-
stro generale dell'ordine, nel capi- grado la sincera e costante sua ri-
tolo tenuto in detta città nel l'ij^. pugnanza di sette giorni, col voto
Quindi col carattere nunzio a- di di tutti i sacri elettori, a' 22 feb-
postolico, insieme con Giovanni da braio 1288, ed in onore di Nico-
Vercelli generale de'domenicani, co- lò III prese il nome di Nicolò
me abile politico,, ebbe la commis- IV : del conclave di s. Sabina fa-

sione di riconciliare Filippo IV re cemmo parola nel voi. XV, p. 279


di Francia con Alfonso X re di del Dizionario. La lunghezza fu
Casliglia. Finalmente in ricompen- cagionata dalla pestilenza, onde sei
sa di tante fatiche sostenute per la cardinali ne morirono ed altri am-
romana chiesa, Nicolò HI a' 12 mar- malarono, per cui il luogo fu ab-
zo 1278, benché assente, lo creò car- bandonato e solo vi restò il cardi-
dinale del titolo di Pudenziana^ da
s. nal Mascio, che in mezzo al caldo
cui nel 1281 Martino IV lo passò dell'estate si faceva fare un gran
al vescovato di Paleslrina. Alla noti- fuoco intorno
per purificar l'aria
zia di sua esaltazione al cardinalato, infetta. Fu
coronato a' 24 febbraio,
non si gonfiò punto il suo pio benché altri scrivono che nello stes-
cuore, il quale dovendo far vio- so giorno dell'elezione, sacro alla
lenza alla sua umiltà in accettarlo, cattedra di s. Pietro, che cadde dì
ricusò poi costantemente quelle domenica, fosse ancora coronato e
provviste che il Pontefice nel pro- consagrato. Creò nove cardinali, fra
muoverlo avea ingiuuto ai vescovi i quali il generale de'suoi francesca-
di Francia di somministrargli, on- ni, di cui fu il primo Papa, e ne
de sostenere con decoro la nuova propagò l'ordine.
dignità, protestandosi che l'avrebbe Levò dal Portogallo l'interdetto,
di buon grado rifiutata se non a- e dalla repubblica di Venezia ot-
vesse temuto disgustare i suoi fra- tenne l'istituzione del tribunal d'in-
ti; e quanto li amasse lo dissi nel quisizione. Nella basilica Vaticana
Il NIC NIC
coronò Carlo II re di Sicilia colla colla basilica Lateranense, massime
sposa Maria, investendolo del rea- pel gran musaico dell'abside; e nel
me. A cagione delle turbolenze di duomo di Orvieto pose la prima
Roma si ritirò a Rieti per alcun pietra. Con instancabile zelo esortò
tempo, e procurò pacificare la Ro- tutti i principi a ritentare una
magna e l'Umbria agitate dalle nuova crociata, per arrestare i pro-
fazioni , come s' interpose a sedar gressi che in Palestina faceva il

le discordie tra i re di Francia e sultano di Babilonia , che avendo


d'Inghilterra. Ammonì gravemente preso Tripoli, assediò Acri, l'unica
Ladislao IV re d'Ungheria, richia- città restata ai cristiani. Venuta in
mandolo a più onesto vivere. Ap- suo potere, furono ban-
i cristiani
provò il terz'ordine di s. France- diti da tutta la Soria con sommo

sco, e le stimmate di esso. Divise dolore di Nicolò IV, onde per af-
le rendite della chiesa romana in flizione cessò di vivere nel venerdì
due una pel Papa, l'altra pei
parli, santo del 1292, a' 4 aprile. Volle
cardinali. Fondò le università di essere sepolto in umile luogo nella
Montepulciano, Macerata e Mont- Chiesa di s. Maria Maggiore
pellier, e concesse privilegi a quel- {f^edi)f da ed abbel-
lui restaurata
la di Lisbona : permise che si sta- lita di musaici, che volle asso-
in
bilisse una nuova università in ciarvi il cardinal Colonna; avendo
Gray nella contea di Borgogna, e abitato il contiguo palazzo, dopo il
che si riaprissero le pubbliche scuo- ritorno da Rieti, quando i romani
le di Padova. Amante della patria, eransi tranquillati. Ma Sisto V gli
non isdegnò accettare la podesteria eresse quel magnifico mausoleo con
d'Ascoli, della quale alcuni lo pre- lunga iscrizione, rammentato in detto
tendono nativo e di ragguardevole articolo, ove si parlò del suo preteso
famiglia signora della vicina Liscia- culto; egli vi é rappresentato in istatua
no: fece esercitarne l'uffizio da Mo- sedente, avendo ai lati quelle delle
retlino Bonatti nobile di Lucca, e sue principali virtù. Quanto egli a-
fece alcuni donativi a varie chiese masse ed esaltasse i Colonna, onde
e monasteri della città; ne protes- ne fu censurato, lo indicammo nel
se il commercio, e difese le castel- voi.XIV, p. 282 del Dizionario,
la del territorio dalla prepotenza Furono in lui mirabili lo zelo ec-
d'alcuni, oltre le scuole che vi fon- clesiastico, la rettitudine e l'umiltà :

dò. Dicesi che favorisse i ghibelli- ne riconobbe per parenti che quelli
ni, ed abbassò i guelfi e Carlo H, cui la virtù e la dottrina rendeva-
che però avea liberato dalla pri- no cospicui. Tacciato parziale dei
gionia del re d'Aragona. Zelante ghibellini che
e de' Colonnesi, quei
della religione, mandò missionari mirano da basso facilmente notano
nelle più remote regioni. Cono- anche le poche macchie nel sole, il
scendo l'importanza del conferire quale è sempre sole, innanzi a cui
le dignità, vi scelse quelli che ri- fuggono le ombre, le nebbie si dis-
fulgevano in virtù, prudenza ed sipano, e la vera luce risplende sfol-
altre qualità. Protesse non solo le gorantissima. Gli si attribuiscono al-
ma anche le arti, abbellen-
scienze, cuni commentari sulla Scrittura, sul
do Roma di nobili edifizi, di gran- Maestro delle sentenze, ed alcune al-
di strade e di piazze: fu benefico tre opere registrale dal p. Wadin-
NIC NIC i3
go. Governò qualtr*anni , un mese glia, ed insieme virtuosa, onesta e
e quattordici giorni. Ne scrìssero la illustre matrona, non l'attribuisce
vita il p. Francesco Maria de A- però alla prosapia dei Bonaparte, e
matis gesuita, nella dissertazione: dice che portò in dote j^oo libbre
Clarorum asculajiorum praeclara imperiali di moneta. Il Cardella nel-
facinora a Josepho Lento asculano le Mem. stor. de' cardinali, vorreb-
exposila, Romae 1622. 11 p. Anton- be meglio chiamare Nicolò V Ca-
felice Mattei de' conventuali pubbli- landrinij perchè chiamò sorella ger-
cò con sue dissertazioni e note la mana Caterina di tal cognome, e
vita che di questo Pontefice avea Filippo poi cardinale, fratello ger-
scritto Girolamo Rossi, col titolo : mano, riportando varie testimonian-
Vita Nicolai IV ex codicihus vati- ze, colle opinioni sulla nascita e
canis cuni observationibus et disser- condizione. Tommaso dopo aver per-
tationibus variis, ec, Pisis 1761 e duto il padre in età di sette anni, e
1766. Altre notizie si possono legge- dopo guarito da mortale malattia
re nella bella biografia del cb. ascola- quando ne avea dieci, prese l'abi-
no Giacinto Canlalamessa Carboni, to clericale, e subito gli ordini mi-
Memorie ec. p. 34- Vacò la santa nori. Di dodici anni passò in Bo-
Sede due anni, tre mesi e due giorni. logna a studiar le lettere, ma dipoi
NICOLO' V, Papa CCXVIII. non potendo aver soccorso dalla ma-
Tommaso Parentucelli nacque in dre rimaritata, si trasferì a Firenze,
Sarzana nel iSSg da Bartolomeo chiamato da due cavalieri, per in-
Parentucelli dotto medico di pro- segnare le discipline liberali ai loro
fessione, la cui famiglia nobile ori- figli ,
quando era di diciott' anni.
ginaria di Pisa vi si era stabilita Corsi quattr'anni in questo mini-
da cent'anni, e da madonna An- stero in Firenze, ritornò a studia-
dreola de Putti, poi Calderini o re le sacre lettere in Bologna,
Calandrini dal cognome del secon- ove lo ricevette fra' suoi famigliari
do marito, Tommaso nobile sarza- il b. cardinal Albergali vescovo della
nese,che sposò dopo circa sett' an- città, prima per ammaestrare i suoi
ni di vedovanza, e non come si nipoti, e ravvisando in lui indole
disse da alcuni allevatrice di gal- e carattere che potevano tornare
line. 11 Giorgi lo dice di oscuri utili alla Chiesa, lo destinò a pre-
natali, ma il Piccolomini, poscia siedere alla propria corte, e lo fece
Pio llj suo intrinseco amico, lo suo maestro di casa o maggiordo-
chiama nobile nel Comment. de Ba- mo, quindi non si divise mai piti
sileae p. 11 5. Nelle Memorie della da lui. All'età di 25 anni si or-
Lunigiana dell' ab. Cerini di Fi- dinò prete, e divenne pel suo be-
vizzano, voi. I, p. 53, si legge che nefattore canonico della cattedrale
la madre era figlia di messer Tom- di Bologna, poiché il beato cardi-
meo de Bosi notaro imperiale del nale gli lasciò tutto l'agio di viep-
Foro di Verrucola Bosi, cioè di Fi- più istruirsi nelle scienze, alle qua-
vizzano, ove forse nacque, mentre li applicato con fervore fu fatto
il Manetli lo avea detto nato in dottore in teologia; si distinse pel
Pisa nel 1398. Nel voi. II, p. 107, suo elevato ingegno, e acquistò fa-
il Cerini dichiara Andreola Bosi ma di ottimo letterato, onde strin-
di antica, nobile e doviziosa fami- se amicizia coi migliori scienziati
i4 NIC NIC
del suo tempo. Accompagnò il car- motore gli disse ciò essere volere
dinal Albergali ne' suoi l'iaggi e di Dio; p!d)l)licandolo al popolo al-
legazioni sostenute d'ordine di Mar- le ore 9 il detto cardinal Colonna
tino V, e può dirsi che avesse gran primo diacono, col nome di Nicolò
parte nella conclusione di quei gra- V, ch'egli prese in venerazione del
'vissimi all'ari ch'erano siali affidati b. Nicolò Albergali suo insigne pro-
al cardinale, cui fu sempre altac- tettore , che gli avea profetizzato
catissimo, teneramente lo corri»
e il pontificalo, ancora eragli
quale
spose, servendolo anche da segreta- stato predetto da Eugenio IV, quan-
rio. Dodici giorni dopo la di lui do a lui rese conto della legazio-
morte, a' 12 maggio i443, Eugenio ne di Germania. Del conclave ave-
IV fece Tommaso suddiacono apo- vano fatto la guardia alla prima
stolico, priore di Montpellier e vi- porla quattro prelati, alla seconda
cecamerlengo; indi lo mandò nun- Enea Silvio Piccolomini ambascia-
zio ai fiorentini pel concilio, in cui tore cesareo, cogli altri ambascia-
si fece onore nelle dispule, e ad tori, lo che meglio si narrò con al-
Alfonso V d'Aragona re di Napoli; tre notizie, nei voi. XV, p. !x82,
poi a' 2 7 novembre i444 dichia- e XXI, 2 1 3 del Dizionario. Nel-
p.
rollo, benché assente, vescovo di Bo- l'uscir da esso il cardinal Chaves, do-
logna, per aver fatto risplendere il mandandogli romani chi avevano
i

suo valore, ed incontrata la piena eletto perPapa, rispose Noi Ni' :

sua soddisfazione. Inoltre l' inviò colOf ma Dìo elesse il Pontefice j


nunzio in Germania alla dieta di onde non hanno fede quelli che
Francforte per l'estinzione dello sci- scrissero, avervi avuto parte le ma-
sma, e al duca di Borgogna ; final- li arti, come ben dimostra il Gior-
mente a'i6 novembre i44^ ^o creò gi. A' 19 marzo fu solennemente
rnrdinale del Susanna,
titolo di s. coronato in s. Pietro, ed essendo
mentre era fuori di Roma, alla qua- la IV domenica di quaresima, nel
le ritornando di Germania lo di- recarsi Giovanni portò la ro-
a s.

stinse con mandargli il cappello car- sa d' oro in mani, preceduto dalla
dinalizio fino alla porta Flaminia. ss. Eucaristia. Quindi adottò per
Morto Eugenio IV, dieciolto car- insegna gentilizia le chiavi della ro-
dinali, de* ventiquattro che viveva- mana motto ne'diplo-
chiesa, e per
no, a'4 marzo i447 entrarono nel mi: Pai alimi cor meuni Deus.
conclave del convento di s. Maria Allorché prese le redini del ponti-
sopra Minerva ; il cardinal Caprani- ficato era la repubblica cristiana in

ca ebbe cito voli, il cardinal Co- sommo sconvolgimento lo scisma :

lonna dieci, e furono vicini al pa- di Basilea, ancor non estinto per-
pato i cardinali Le Jeun e Cha- ché sostenuto dall'antipapa Felice
"ves; ma per opera del cardinal Be- V, lacerava crudelmente la Chiesa;
i^ardi arcivescovo di Taranto, lutti la Germania e l' Ungheria erano
cospirarono nel cardinal di Bologna vessate dalla guerra intestina ; la \
o Parenlucelli. A* 6 marzo i447» Francia e T Inghilterra erano con
nella vigilia di s. Tommaso, festa mutuo odio in discordia; l'unione
del suo nome, benché renitente, lo de'greci e orientali colla santa Se-
elessero Papa, ed egli accettò quan- de, stabilita poco prima nel conci-

do il medesimo cardinal suo prò- lio di Firenze, andava ogni giorno


NIC NIC i5
a guastarsi ; l'Italia divìsa in fazio- ta Sedcj assolvendoli dalle ribellio-
ni, era tribolata dai comandanti ni , e rinnovando con nuovi censi
gli eserciti, da per tutto pre-
che le investiture e i vicariati, cose tut-
davano e portavano la desolazio- te che riportammo ai molti loro
ne ; nello stato ecclesiastico i baro- articoli; altrettanto dicasi di quan-
ni, che dalla Chiesa avevano i vi- to accenniamo in questa biografia.
cariati, n' erano diventati tiranni ; Confermò i privilegi de'fermani,
i veneziani, i genovesi, i fiorentini camerinesi, norcini, bolognesi, spo-
erano sulle armi ; e il tesoro pon- letini ed altri popoli, e quelli del
tificio era oppresso dai debiti. Al senato romano, cui concesse la pu-
rimedio di tutto questo applicò su- nizione de' ladri. Introdusse l'uso
bito Nicolò tutto il suo zelo,V di portarsi dal Sagra- Papa il ss.

grande animo ed ingegno, come mento Corpus


nella processione del
si può vedere a tutti i relativi ar- Domini. Nella Bretagna minore per-
ticoli. Spedi quindi legati in Ger- mise la prammatica sanzione, e con-
mania; scrisse al re di Francia per fermò privilegi accordali dai pre-
i

terminare le conseguenze del con- decessori ai duchi; regolò la pro-


ciliabolo di Basilea (Fedi); resti- cessione per la festa di s. Marco ;

Gnes-
tuì alle dignità l'arcivescovo di ed a mezzo del cardinal Carvajal,
na fautore dell'antipapa; raccoman- conchiuse il famoso concordato col-
dò agli ambasciatori la pace d'Ita- la Germania, riguardo ai benefizi
lia, piìx che mai turbata per la ecclesiastici, e ricevette splendida
morte del duca di Milano; inviò ambasceria del re di Francia che
nella Marca legato il cardinal Ca- gli rese obbedienza. Fece provve-
pranica ; impose tregua agii unghe- dimenti sui riti greci e latini, e
ri, che guerreggiavano coll'impera- sulle indulgenze; migliorò l'univer-
tore; confermò i privilegi degli ar- sità di Bologna, istituì quelle di Vai-
civescovi di Salisburgo; approvò la son, di Barcellona, diGlascowedi
concordia stabilita colla Borgogna, Treviri, ed ornò di privilegi quel-
e la pace tra questa e Carlo VII la di Cambridge, oltre d'avere rin-
re di Francia. In questo regno, in novata la costituzione di Bonifacio
Bosnia, in Cipro, nell'Albania, in Vili per l'università romana, e con-
Bulgaria, in Italia a diversi prin- fermata quella di Caen. Afferma
cipi, Boemia, in Por-
in Polonia, in l'Arteaga che in Bologna istituì la
togallo, in Aragona, in Valenza, prima scuola di musica. Ratificò
neir isole Baleari, in Borgogna, in le costituzioni della Marca d'An-
Inghilterra, in Svezia, Danimarca, cona, esentando dai vescovi l'ordi-
Norvegia^ Prussia, e in luoghi di- ne della Mercede, e confermando i
versi, spedì legati in differenti tem- privilegi de' domenicani e dell' or-
pi per accomodarne le vertenze, o dine militare di s. Giacomo della
per gli affari ecclesiastici. Condan- Spada. Ebbe la consolazione di ve-
nò r eresia del milanese Landi, e dersi riconosciuto dagli abitanti di
quella de'fraticelli ch'estirpò, e de- Basilea; ed accordò indulgenze e pre-
cretò pene contro gli usurai. Per mi ai crociati contro i turchi ed
amore della pace, in tempi diversi, i mori di Spagna. Si collegò coi
molti atti d'indulgenza usò coi po- fiorentini e con Alfonso V onde
poli e baroni feudatari della saa- conservar la quiete d'Italia per la
i6 NIC NIC
successione del Milanese, e fu rico- per sublimi doli. Portatasi al co-
nosciuto arbitro della pace. Nei spetto del Pontefice vestila pompo-
1449 assolvè i ribelli camcrinesi, samente, si narra che il figlio la
nepesinì, e conte d'Anguillaia, ed respingesse, dicendole rivederla in
altri ancora. Per le sue esortazioni più onesti panni; questi assunti, fu
i sacri oratori con gran fervore teneramente accolta, indi grande-
di prediche eccitarono i popoli al- mente onorata da tutta Roma. Pie-
la penitenza e all'emendazione dei na dì si raro contento, mentre rì-
peccati, massime in Dalmazia, Bo- palriava mori nel i45'i in Spole-
snia, Croazia, Servia, Albania ed to, ed il corpo per opera del fi-

Ungheria. Soppresse l'eresia de'wMO- glio cardinale fu trasferito nella


vi crisLiani in Benevento e nel re- cappella Calandrini da lui eretta in
gno di Napoli; e dichiarò idonei s. Maria di Sarzana. Afflitta Roma
ai benefizi e dignità i neofiti. Di- dalla peste nel i45o, Nicolò V ri-
chiarò inoltre nulle le alienazioni tornò nell'Umbria e nella Marca,
delle terre del Venaissìno, impose esercitandovi anco in questa volta
scomunica a chi molestasse gli abi- atti di magnanimità e beneficen-
tanti d'Avignone, e per veri cardi- za. Ordinò che le robe naufraga-
nali riconobbe tre de'creati da Fe- te si debbano restituire ai proprie-

lice V e uno deposto da Eugenio tari; stabili che i rei dello sta-

IV. Nell'istesso anno i449 i*estituì to pontificio e del regno di Napo-


per le sue energrche industrie la li fossero ne' due dominii arrestati ;
pace alla Chiesa, per la famosa e impose gravi pene tra i duellan-
desiderata rinunzia che fece in Lo- ti ; e quanto dispose per V ordine
sanna Felice (Vedi) del pseu- V Gerosolimitano a questo articolo
do pontificato, grave argomento lo dissi. Fissò a sette i chierici di
trattato anche in altri articoli. Si camera, e per l'interesse di questa
recò nella Marca e nell'Umbria, a dichiarò nulle le donazioni a suo
Spoleto, a Fabriano, a Tolentino, pregiudizio. Compose le differenze
in Asisi e in altri luoghi. Cele- tra i fiorentini e lucchesi, trasferì
brò nel 145*0 V Anno santo sesto il patriarcato di Grado a Venezia,
(Vedi)y in cui fece tenere in Ro- e divise le chiese di Porto e s.

ma i capitoli generali dai france- Ruffina. Coronò in Roma l'impe-


scani, e canonizzò s. Bernardino da ratore Federico III, il quale vi fe«

Siena, il quale tra le altre bene- ce solenne ingresso, e benedi il suo


merenze avea in gran parte estin- matrimonio con Lionora, cui die la
to le guerre tra* guelfi e ghibelli- rosa d'oro benedetta, che pur do-
ni peste d'Italia. Andreola madre nò al re di Polonia, al re di Por-
di Nicolò V ancor vivente, in età togallo, e ad Alfonso V. L'impe-
molto grave, per divozione e per ratore ottenne dal Papa le preci
rivedere i figli si recò in Roma: primarie o facoltà di conferire i
uno sedeva sulla cattedra apostoli- benefizi alla prima vacanza; così
ca, l'altro Filippo Calandrini fra- Lodovico duca di Savoia, figlio del-
tello uterino di Nicolò V, era uno l' antipapa Felice V, ricevette da
de'sette cardinali da lui creati, aven- Nicolò l'indulto di nominare i be-
dogli conferito lo stesso suo titolo, nefizi non esenti.
e il vescovato di Bologna, illustre Ordinò la visita delle chiese di
NIC NIC 17
Rotua^ la riforma elei capitolo va- me di libertà, unione civile, giu-
ticano, emanando pene gravi ai stizia pubblica : il Papa si era con-
falsificatori degli Jgniis Deìj ed ai tentato rilegarlo a Bologna col
falsi collettori. Rivolse il suo zelo precetto di presentarsi ogni giorno
per riunire la chiesa greca alla la- al legato, e ne deluse la vigilanza
tina,minacciando Costantino XII colla fuga. L'orrendo misfatto vo-
imperatore, che altrimenti Dio gli levasi consumare in s. Pietro alla,

avrebbe tolto V impero, ciò che fa- messa solenne dell' Epifania, con
talmente si verificò, quando Mao- uccidervi il Papa e i cardinali, al
metto II imperatore de' turchi nel grido di libertà. Stefano fu impic-
t^53 s'impadronì di Costantinopoli, cato, in un ad Angelo Massa col
al quale articolo e a Grecia raccon- figlioed un compagno, a Battista
tai i grandi sforzi fatti da Nicolò V Serra o Sciarra,, Francesco Gaba-
per aiutare i greci con denari ed dei e Pietro Monterotondo. Ne fe-
armati , restando trafitto di dolore ci parola altrove , come nel voi.
per l'avvenimento. In quest'occa- VII ,
pag. 139. Nicolòche V
sione con eterna lode accolse favo- fino allora avea colmato di favo-
revolmente gli eruditi e dotti i ri i romani, si mostrò più cauto, e
che fuggirono dalla Grecia ne : se prima più degli altri predecessori
acquistò con grande spesa le opere, si faceva vedere per Roma, rare vol-
le fece generosamente tradurre, e te lo fece di poi; più tardo si rese
con esse ed altre formò la nuo- con tutti e più difficile nell' am-
va biblioteca Vaticana, ove col- mettere all' udienza, per cui si ag-
locò i codici fatti cercare in mol- giunse la podagra che molto lo
te parti, onde presso tutti si de- travagliava. Nel i45»4 »! Pontefi-
stò lo studio de' classici greci ,
ce provò gran piacere per la pa-
per cui contribuì al risorgimento ce d' Italia, pel terrore sparso in
delle lettere greche e latine, di che Europa dai turchi colle loro vitto-
tenni proposito in vari luoghi, co- rie, conchiusa in Lodi per la sua
me all'articolo Erudizione, cioè nei destrezza ed interessamento, e la con-
voi. XXII, p. 66 e 67, XXXII, fermò con bolla, interponendosi con
p. i38 e 139, eXXXVlII, p. i25 Alfonso V e collo Sforza nuovo
del Dizionario. A Cosimo de Me- duca di Milano che volevano alte-
dici die il primo regolamento d'u- rarla, e fu stabilito il fiume Sesia

na biblioteca in tutte le facoltà di nel Novarese per confine tra lo sta-


scienze, per cui ne venne la fioren- to di Milano e quel di Piemonte,
tina libreria di s. Marco. Ad onta Indi difese Norcia dalle armi degli
di tante benemerenze, generosità e spoletìni e del conte d'Anguillaraj
clemenza, nello stesso anno fu sco- e pacificò i perugini. Dichiarò ap-
perta in Roma un' empia congiura partenere al re di Portogallo le

di scellerati romani contro la vita conquiste fatte sino al Capo di Buo-


del buon Pontefice, capo de' quali na Speranza; die la chiesa de' ss.
era Stelano Porcari, nobile fazioso Gio. e Paolo ai gesuati, e quella
e potente in eloquenza, già da Ni- di s. Stefano al Monte Celio ai
colò V beneficato; poiché in tem- frati di s. Paolo primo eremita; e
po di conclave aveva invitato il pubblicò una bolla contro Giaco-
popolo a tumultuare col lalso no- mo ceinino più masnadiere che
Piccini^,
VOL. XLVIH.

I
i8 NIC NIC
capitano, il quale dopo aver afflitto veri, maritando
co* suoi risparmi le
la Toscana avea occupato molti giovani senza dote, ed essendo ge-
luoghi della Chiesa, e vietò che gli neroso particolarmente coi nobili
fosse dato soccorso, passaggio o pas- decaduti ; per 1'
amore che dimo-
saporto. Le d'indulgenza
lettere strò sempre alla pace della Chiesa,
accordate da lui al regno di Cipro e ai letterati ch'egli ebbe in luo-
poco prima della sua morte, vuoi- go di parenti, la sua corte essendo
si che sieno i più autentici monu- aperta agli eruditi
che vi conven-
menti conosciuti deirarte tipogra- nero in gran numero e n'ebbero
fica, che nuova era al suo tempo. cariche, doni, onori e conforti d' o-
Afflitto Nicolò V per l'estinzione gni specie; per le sue magnanime
dell'impero greco e ingrandimento idee nell'accrescimento e ornamento
della potenza ottomana, non che di Roma per la sua rigorosa custo-
per la tentata congiura, consumato dia del culto divino e de' sacri riti,

dalla podagra, dopo aver governa- che vuoisi sia stato chierico delle ceri-
lo otto anni e diecinove giorni, e monie pontificie; pel suo universal
dopo aver fatto un lungo discorso sapere anche nella medicina, per
ai cardinali, detto testamento e ri- cui Marini e altri lo numeraro-
il

portato dal Vernino, SLoria delV e- no fra i medici divenuti Papi, e


resie t. IV, p. 168, in cui fece per le mirabili doti dell' animo, tut-
iu ristretto la storia del suo pon- te copiosamente descritte nel C0//2-
tificato, morì a' 24 marzo 145» 5, a ment. di Piccolomini, che lo rese-
ore sei, d'anni 5^ come dice il No- ro uno de' piti grandi Papi che oc-
vaes, ma se egli nacque nel iSSg cuparono la sedia di s. Pietro. Al-
dovrà dirsi 66. Fu sepolto nel Va- cuni lo dicono di natura bilioso e
ticano, in sepolcro la cui figura ri- però facile a montare in ira, come
porta r Oldoino t. Il, p. 968, i cui per lo più é proprio degli alti spi-
frammenti sono nelle sacre grotte riti, ma ancora a tornar be-
facile
ove fu trasportato , con epitaOìo nevolo; tuttavolta si narra che in
composto da Enea Silvio Piccolo- un impeto di collera, per sospetto
mini suo segretario, altri dicono da d' infedeltà, condannò a morte An-
Maffeo Vegio, e si legge nel p. Gia- gelo Rancone capitano delle mili-
cobbe, Bibl. Pont. p. 157. 11 Ma- zie, morte che gli cagionò dolore e
nelti descrive Nicolò V di piccola pentimento, siccome era facile al
statura, di colore bianchiccio, che perdono benché amante della giu-
nel pontificato si cambiò in neric- stizia; donde, aggiunge il Platina,
cio, di bocca larga, di voce grave presero ansa i malevoli a calunniare
e sonora, di occhi neri e di pro- questo Pontefice, di Dio e degli uo-
spera salute che a poco a poco an- mini benemerito. Altri col Vol-
dò perdendo colle cure del ponti- terrano lo accusano del dilettarsi

ficato. molto della passione de' vini, fa-


Sarà sempre in benedizione la cendo da per tutto ricerca de' più
sua memoria per aver governata squisiti ; ma tante virtù raccolte,
la Chiesa con prudenza, colla qua- per confessione di tutti, in questo
le ristabilì la pace d'Italia; per Papa per T intiera sua vita, abba-
essere stato lontano dal nepotismo; stanza dimostrano la calunnia dei
per la hberalità die usava co'po- suoi nemici. Merita Nicolò V par-
,

NIC NIC ,c)

ticolar lode per la munificenza sua ria di Vezzano al capitolo di Sar-


nella fabbrica di tante opere pub- zana, e così pure di belle prero-
bliche, a fronte de'tempi procellosi gative d' indulgenze privilegiò s.

in cui visse, il che servì al risoir- Giovanni di Fivizzano con bolla del
gimeiito delle arti, eccitando i begli 144^3 i'T cui fa conoscere essere
ingegni, con risarcire i raonumenli tale chiesa fondata dai suoi avi
dell' antica Roma e col farne dei materni. Nella zecca pontificia vi
nuovi. Abbellì e rinnovò dalle fon- sono tre conii di sue medaglie. Do-
damenta quaranta delle principali nò a molte chiese vasi d'oro e
chiese di Roma. Meditava di rie- di argento, croci gemmate, ricche
dificar la basilica di s. Pietro e di vesti, sacre e preziose tappezzerie. A-
alzarvi innanzi un obelisco, comin- mò i religiosi, che beneficò con
ciò tuttavia il musaico della tribu- provviste ecclesiastiche, perchè nella
na. Rifabbricò le chiese di s. Fran- santità del ministero potessero con
cesco in Fabriano ed Asisi ; in agio attendere ai buoni studi che
Gualdo rifece quella di s. Bene- vogliono animo sereno e cuore tran-
detto. Voleva fortificare e abbellire quillo. Nicolò V in una parola fece
la Città Leonina e ampliare il pa- se e il suo secolo immortale, e la-
lazzo Vaticano, ove fabbricòun ma- sciò begli esempi a' successori. Que-
gnifico appartamento, e le due cap- sto insigne Pontefice fece conoscere
pelle ivi edificate le descrivemmo al mondo quanto fosse dotto, per
nel voi. IX, p. 54 e, 55 del Di- 1 1 le molte cose eziandio che lasciò
zionario. Egli lo abitò, facendo pu- scritte sopra le decretali, e per la

re residenza presso s. Pudenziana. lettera che indirizzò all'ultimo impe-


Un palazzo eresse contiguo alla ba- ratore greco. Ne scrissero la vita Ve-
silica Liberiana, e rifece il ponte spasiana, Giannozzo Manetti, Fran-
Milvio e molle strade della città. cesco Filelfo, il cardinal Giovanni
Fabbricò due torri sul ponte s. An- le Jeune, e più ampiamente Bona-

gelo e fortificò il vicino Castello, ventura de'Rossi, e Domenico Giorgi


le torri e le porte di Campidoglio. per volere di Benedetto XIV di cui
Restaurò le mura di R^oma e per era cappellano e a cui la dedicò con
trasportarvi i materiali spurgò l' al- questo titolo : Vita Nicolai V Pont.
veo dell' Aniene ; restaurando V ac- Max. ad fideni vetenim monumen-'
quedotto deli' acqua Vergine. In toriim. Accedit ejusdem disqidsilìo
Fabriano costruì la piazza, in Ci- de Nicolai V erga litteras et lit-

vitavecchia molti edifizi in Narni , teralos viros patrocinio^ Romae


la fortezza, così in Orvieto, restau- 174^- Vacò la s.Chiesa i4 giorni.
rando quella di Spoleto, mentre in NICOLO' V, Antipapa. F. An-
Viterbo innalzò edifizi pei bagni. TiPAPA XXXIV, e gli altri articoli
In Roma impiegò pennelli di Me- i che lo riguardano.
lozzo da Forlì, Agostino di Braman NICOLO', Cardinale. V. s. Ni-
lino, del b. Angelico da Fiesole e colò I Papa.
altri. Non dimentico della patria NICOLO', Cardinale. Nicolò fu
volle anche ad essa grata ricordan- creato cardinale prete del titolo dei
za lasciare di lui per la bolla del ss. Giovanni e Paolo, da Pasquale
1453, con cui unì l'antica abbazia Il del 1099, ed intervenne nel i iS i

del Corvo e il priorato di s. Ma- all'elezione di Gelasio IL


20 NIC NIC
NICOLO', Cardinale. Nicolò di nei martirologi di s. Girolamo, di
nazione tedesco, fu da Lncio II Beda, ec.

nelle tempora dell'avvento ii44 NICOMEDIA. Città vescovile del-


creato cardinale diacono, o come la Turchia Asiatica nel!' Anatolia ,
altri vogliono prete di s. Lorenzo capoluogo del sangiacalo di Codjiih-
in Damaso; ma il Vitlorelli dice eì'li, in fondo al golfo del suo no-
ignorare chi lo elevò al cardinala- mCj Astacenus sinits, a 20 leghe da
to. Per reccellente sua erudizione Costantinopoli. Sta eretta in anfi-
lo slessoLucio II lo trascelse a hi- teatro sul declivio meridionale d'u-
bli(.lecario di s. Chiesa: fu infatti na collina, con case la maggior par-
dottissimo nelle lingue greca ed te fornite di molte mo-
giardini,
ebraica, e scrisse un erudito volume schee, chiese greca ed armena ed ,

sulla correzione della Bibbia, assai alcuni bagni. Col mezzo del suo
apprezzato dal cardinal Bessarione. porto poco importante, si fa qual-
Morì verso il 1 1^5. che commercio. Questa città è il
NICOLO, Cardinale. Nicolò ro- luogo in cui si portano gran caro-
mano fu da Clemente III suo con- vane al fine del loro viaggio, ed al-
cittadino nel settembre 1190 crea- lora vi è mollo movimento. I suoi
to cardinale diacono di s. Maria in dintorni assai deliziosi, offrono una
Cosmedin, e morì nel suo ponti- fila continua di giardini e vigneti;
ficato. all'ovest evvi una sorgente mine-
NICOLO, Cardinale. Nicolò ven- rale frequentatissima. Dopo che se
ne da Innocenzo IV nel dicembre ne impadronirono i turchi si chia-
12 52 o 1253 creato cardinale ve- ma Ismid o Isnik-Mìdy ma non oc-
scovo di Sabina, per le beneme- cupa tutto il luogo dell'antica Ni-
renze che avea colla santa Sede^ comedia; le mura che ne forma-
per la quale sino dal 1244 aveva vano il circuito sono meno danneg-
sostenuta la legazione della Prussia, giate che le torri dalle quali era-
ad efifetto di arruolare i crocesi- no fiancheggiate. Il solo monumento
gnati per la guerra di Terrasanta, antico ancora riconoscibile è una
nella a compagno il
quale ebbe vecchia chiesa de' primi tempi del
domenicano Enrico, insigne predi- cristianesimo: fu spesse volte vitti-
catore. Dopo dodici mesi di cardi- ma del terremoto. Fu chiamata O/-
nalato morì, verso il 1254. bia, e prese il nome di Nicomedia,

NICOMEDE (s.), martire. Sa- da Nicomede I il Grande re di Bi-


cerdote di Roma, che fu preso nel- tinia, che la fabbricò sulle rovine
la persecuzione di Domiziano per dell'anfica Astaco. Vi si rifugiò An-
la sua assiduità nell'assistere i con- nibale sotto Prusia re di Bitinia, si

fessori, e pel suo zelo verso dei rese celebre nell'impero romano, e
martiri, de* quali involava i corpi fu la patria del celebre filosofo ed
per seppellirli. Avendo rifiutato di istorico Arviano, e della gloriosa s.

sagrificare agl'idoli, venne ucciso a Barbara vergine e martire. Nel de-


colpi di bastone verso V anno 90. clinar del 11 secolo e principio del
Vedeasi altra volta la sua tomba IH divenne sede imperiale, dimo-
sulla via Nomentana. Esso è no- randovi gl'imperatori Diocleziano e
minato i5 settembre nel sacra-
a* Galerio. Siccome fu una delle pri-

mentano di s. Gregorio Magno, e me città dell'impero ad abbracciare


,

NIC NIC 21
la religione cristiana, da qui usci- XXXVII, i36 e i37 del Dizio-
p.
rono sotto Diocleziano e Galeno gli nario 3 morendo quell'imperatore in
editti contro i cristiani per quella vicinanza di questa città nel borgo
feroce persecuzione che produsse un di Acciron o Achyron, nel 337 ^'^^

macello di martiri, incominciando maggio. Il suo figlio Costanzo, fau-


dalla città stessa, uno de* quali fu tore degli ariani, si pose in cuore
s. Adriano, tuttonarrando il Ri- di celebrare nel 358 in Nicomedia
naldi all'anno 3oi, n. 4' e 4^> 6 un conciliabolo, ma per prodigio di
3o2, n. 27 e seg. ed il Bercastel, , Dio ne fu impedito, poiché un ter-
Storia del crisi. Questa persecuzio- remoto abbattè la città, della quale
ne che costò laute migliaia di mar- sotto Giuliano l' apostata, e da lui
tiri bruciamento di libri santi e
, tanto amala, perì il resto nel ter-
demolizione di chiese , fu eccitata remoto del 362. Secondo il Balu-
dalla fanatica superstizione della ma- zio t. I, prima di quel tempo e nel
dre di Calerlo, proponendosi l'an- 328 o 329 sarebbe stato tenuto in
nientamento del cristianesimo. La Nicomedia o Antiochia un concilio
carneficina s'incominciò in Nicome- dagli slessi ariani contro Eustazio
dia a' 2 3 febbraio 3o3, con mano- falsamente accusato d'adulterio. A-
mettere il tempio, bruciarne le scrit- vendo l' imperatore Giustiniano II
ture e derubarne i vasi sacri Ga- : invitato in oriente Papa Costanti-
leno volea che si bruciasse, ma Dio- no, questi si recò in Costantinopoli;
cleziano l'impedì temendo un incen- ma essendo l'imperatore in Bitinia,
dio generale , e preferì la demoli- scrisse al santo Padre una rispetto-
zione. Di ciò non contento Calerio sa lettera, pregandolo a trasferirsi
fece appiccare il fuoco al palazzo, in Nicomedia, siccome fece nel 71 1.
e ne accusò i cristiani, fìngendo a- Quivi incontratisi, l'imperatore colla
verne paura. L'imperatrice Prisca corona in testa si prostrò in terra,
moglie di Diocleziano e Valeria sua gli baciò i piedi e poi si abbrac-
figliamaritata a Calerio, furono sti- ciarono; indi accomodarono le con*
molate a sacrificare, e benché cri- troversie nate pel concilio in Trullo.
stiane ebbero la viltà di farlo ; al- Nicomedia fu metropoli della pri-
tri principali ulfiziali perirono nei ma Bitinia, nell'esarcato di Ponto,
tormenti, ed una moltitudine di fe- sede vescovile nel primo secolo, me-
deli soffri il martirio, e vi furono tropoli nel IV, ed esarcato di Biti-
più di mille campioni della fede. nia nel XIII, essendo stata la ca-
Quanto all'incendio del palazzo, il pitale di tutta la Bitinia. Il titolo
Binaldi lo dice arso dal fulmine , di metropoli et prima Dithyniae fu
che ferendo Diocleziano restò infe- causa di lunghe gare con Nicea, ma
lice finche visse. Questa fu l' ulti- Nicomedia fu fatta metropoli civile
ma persecuzione, poiché assunto al- verso i tempi di Domiziano, finche
l'impero nel 3o6 Costantino il Gran- Valente e Valentiniano divisero la
de, poco dopo rese la pace alla Bitinia in due provincie, dichiaran-
Chiesa e si fece cristiano: sulla que- done capi Nicomedia e Nicea. Le
stione del di lui battesimo , se lo sedi vescovili suffraganee di Nico-
ricevesse al Laterano da s. Silvestro media furono le seguenti Calcedo- ;

J, o vicino a morte in Nicomedia nia, Prusa, Apamia, Cium, Prane-


ne parlammo ne'vol, XU, p. 17,6 tu, Elenopoli, 13aroliuopoli Basi»
in NIC NIC
linopoli o Basilopoll, Apollonia, Neo- comedia vi risiedono un metropo-
cesarea, Adriana, Cesarea, Galli o Lo- litano greco ed un arcivescovo ar-
Petavium, Da-
pi, Dophijusia, Arista, meno.
blis e Dascilium. primo vescovo
Il NICONE (s.), soprannominalo
di Nicomedia fu Procoro, uno dei Mctanoita. Nato nel Ponto, di no-
sette diaconiche gli apostoli crea- bile famiglia, fuggi segretamente in

rono in Gerusalemme: venne ordi- sua gioventù, e andò a chiudersi


nato da s. Pietro e fu martirizzato nel monastero detto Pietra d! oro^
in Antiochia a' 9 aprile. Fra i suc- ove per dodici anni menò ausle-
cessori vi fu Eusebio che il conci- rissima vila. Le istruzioni eh' egli
lio di depose per aver ri-
Nicea I faceva portarono tanto buon frut-
cusato sottoscriverela formola di to, che i suoi superiori lo destina-

fede composta dai padri, quale ac- rono a predicare la parola di Dio,
cettata nel 329 fu restituito alla se- e spedironlo in qualità di missio-
de; ma la posteriore sua condotta nario nell'Armenia, da cui passò in
con s. Atanasio d* Alessandria e s. Creta, ch'era allora sotto il giogo
Paolo di Costantinopoli, mostrò non dei saraceni. La penitenza era l'ar-

sincera la sua adesione. Nel SSg gomento ordinario de' suoi discorsi,
fatto cacciare il pastore dalla sede che soleva cominciare con questa
.

di Costantinopoli, Eusebio l'occupò, parola Metanoite^ che vuol àwQ fa-


e in Nicomedia gli successe Amfìoiie te penitenza : donde gli venne poi

che ne avea diretto il governo nella tal soprannome. L' unzione colla
sua deposizione. Quanto ai succes- quale spiegava le massime più au-
sori fino ad Alberto francescano del stere del vangelo, rendevanle ama-
1348, morto nel i35i, vedasi i'O- bili sino ai maomettani. Predicò
riens chrìsl. t. Ili, p. io 18. Nico- più di vent'anni in Creta, e rimi-
media, Nicomediefi, divenne un ti- se r ordine in tutte le chiese di
tolo arcivescovile in partibus che quest* isola. Passò in appresso nel-
conferisce la santa Sede, avente suf- r Europa ed annunziò il vangelo
fraganei i titoli vescovili in partibus nel Peloponneso, nell'Acaia, nelTE-
di Basilopoli ed Elenopoli. Alessan- piro e nelle altre contrade della
dro Vili nel 1691 fece arcivescovo Grecia. un monastero del
Morì in
di Nicomedia Lorenzo Corsini , e Peloponneso nell' anno 998 e il ,

nunzio di Vienna, poi nel lySo suo nome si trova nei calendari
Clemente XII. Per morte dell'arci- greci e latini al giorno 26 no-
vescovo Salvatore Ventimiglia, Gie- vembre.
gorio XVI nel concistoro de' 22 gen- NICOPOLI (Nicopolitan). Città
naio 1844 nominò arcivescovo mon- vescovile di Bulgaria , nella Tur-
signor Gio. Francesco Cornetti ro- chia Europea, capoluogo del sangia-
mano, maestro delle cerimonie pon- cato di Rustchuk, a 3o leghe da
tificie, e da lui fatto canonico Li- Bucharest, e a 100 da Costantino-
beriano. Quanto alle missioni, Nico- poli, sulla destra del Danubio , un
media è sotto il vicarialo patriar- poco al disotto del confluente di
cale di Costantinopoli, e il prefetto questo fiume con l'Aiuta e l'Osma;
di quei domenicani, alla qual città sede d'un arcivescovo greco scismati-
si recano i pochi cattolici per sod- co, e di un vescovo cattolico il quale
disfare al precetto pasquale. In Ni- risiede in Bellini, dove per la sua si-
-

NTC NIC 23
tiiazione in mezzo agli altri villaggi ritrattare l'unione stabilita nel con-
tiene domicilio anche il vicario gene- cilio di Firenze; N. che il sultano
rale. Nicopoli o JSikopol o Nìkopolij turco mandò a Vienna col principe
in turco Tchi/ìgani'Kalc, ed in la- di Valachia, sul finir del secolo XV f,

tino Nicopolis ad Istrurn, è diversa per trattare la pace coH'imperatore.


da Nicopolis ad latrimi già città Oriens dir. t. I, p. 1224. La sede
della Mesia inferiore a piedi del vescovile latina di Nicopoli è suffra-
monte Hemus, verso la sorgente del ganea dell' arcivescovo di s. Sofia.
fiume latrus, benché la nostra Ni- Nelle annuali Notizie di Roma sono
copoli ancora appartenne alla Me- registrali i seguenti vescovi. 1724
sia seconda nell'esarcato di Dacia : fr. Nicolò Stanislavich minore os-
sia sopra un'altura, cinta da bastio- servante di Crajova nella Vallachia.
ni e difesa da un antico castello for- 1743 Antonio Becich di Buda. 1752
tificalo, circondata da molti sobbor- Nicola Pugliesi di Ragusa. 1767 Se-
ghi. Vi sono alcune case di bellis- bastiano Canepa de' battislini geno-
sima apparenza, molte moschee e vese. 1771 fr. Giacomo Antonio
tre bagni. La navigazione del Da- Riccardi ni conventuale della diocesi
nubio rende questa piazza assai com- di Fermo. 1776 Paolo Dovanlia di
merciante. I sobborghi sono princi- i8o5 Fran-
Filippopoli in Bulgaria.
palmente abitati da greci e bulga- cesco Maria Ferreri de' passionisti
ri: i dintorni vedonsi coperti di giar- di Piemonte. 181 5 Fortunato Ma-
dini, e sulla riva sinistra evvi un ria Ercolani passionista della dio-
piccolo forte. Nicopoli fu fondata da cesi di Tivoli, 1822 tras-
nell'anno
Traiano dopo la vittoria riportata lato a Civita Castellana Leone .

contro Decebalo, e vi si osservano XII a' 23 settembre 1825 fece ve-


tuttavia molte facciate delle sue an- scovo di Nicopoli e amministrato-
tiche mura. È celebre per la vit- re apostolico del vicariato di Fai-
toria guadagnata nel 896 da Baja- 1 lachia [Vedi), monsignor Giuseppe
zet I contro l'armata di Sigismon- Maria Molajoni passionista romano.
do re d' Ungheria ed elettore di La diocesi ha per confini a setten-
]jrandeburgo. Nel 1798 fu incen- trione il Danubio, ad occidente Vi-
diata da PasswanOglù, e presa dai dino, a mezzogiorno Ternoo e Pie-
russi nel 18 io. V. Bulgaria. "vigni, ossia il ad
vicariato di Sofia,
La sede vescovile fu istituita pri- oriente Varna, Sciumna , Oracho-
ma del V secolo, indi divenula me- no, Zimbre e Scalaron. La mede-
tropoli, questa dignità passò a Mar- sima diocesi contiene tre città, Ni-
cianopoli (Vedi), restando arcive- copoli, Sistof e Roskuk senza cat-
scovato. Si conoscono quattro ve- tolici. I villaggi della diocesi sono
scovi: Marcello che sottoscrisse la cinque, Orese, Bellini, Franci vizza,
lettera del concilio della Mesia in- Laxeni e Peticlenens con circa 2000
feriore aU'iDjperatore Leone; Aman- cattolici. Vi si parla il dialetto sla-
zio che firmò la relazione che il vo-illirico. Pel terribile incendio scop-
concilio di Costantinopoli fece al pa- piato inBukarest, capitale della Val*
triarca Giovanni, relativamente a Se- lachia, nel giorno di Pasqua 1847»
vero ed altri erelicij Niceforo che as- il lodato vescovo monsignor Mola-

sistette al concilio de' greci scisma joni vi perdette co' suoi effetti la

liei tenuto in s. Sofia nel i44<^> P<^^*


propria casa, in cui aveva istituita
1

à4 NIC NIC
a sue spese una scuola di fanciul- latini Luca; Pietro agostiniano de)
:

le; di ciò afllilto, portatosi in Ro- 1890; Martino del i394; Giovan-
ma sospirando l'antica vita religio- ni Cecchi del 1396, ec.
sa, rinunziò la sede. Riassunto l' a- NICOPOLl. Sede vescovile della
bito de' passionisti passò a dimora- Palestina prima, sotto la metropoli
re nel loro convento di Monte Ar- di Cesarea, nel patriarcato di Ge-
genlaro nell'abbazia nullius dioece- rusalemme, eretta nel V secolo. Si
sis de' ss. Vincenzo ed Anastasio chiamò prima Enimaus, fu abbru-
alle tre fontane, di cui fu fatto suf- ciata dopo la morte di Erode Ma-
fraganeo. In sua vece nell'agosto il gno, da Quintilio Varo^ per aver
regnante Pio IX nominò vescovo preso parte nella rivoluzione degli
diNicopoli monsignor Angelo Parsi ebrei. Dopo la rovina di Gerusa-
di detta congregazione, che fu con- lemme, Vespasiano la die a 8oq
sagrato nel successivo settembre in soldati veterani ; indi formossi la
ss. Gio. e Paolo degli stessi passio- città detta Nicopoli, in memoria
La cura della missione, dipen-
nisti. della vittoria de'romani contro gli

dente dalla congregazione di propa- ebrei, e fu celebre per le sue ac{[ue.


ganda fide^ è allidala ai religiosi Ebbe per vescovi, Longino che nel
passionisti. In Orese ed in Laxeni ZiS sottoscrisse concilio di Nicea;
il

vi sono due chiere; il vescovo ri- Rufo che fu al II di Costantinopo-


siede ancora in Bukarest, li; Zenobio intervenne a quello di
NICOPOLl. Sede vescovile, detta Gerusalemme nel 536; Giulio lo
anche Cassiopea, metropoli dell'an- era prima del secolo X. Qrieiis dir.
tico Epiro, nell'esarcato di Mace- t. Ili, p. 590.
donia, eretta nel V secolo, e nel NICOPOLl. Sede vescovile di
IX trasferita a Lepanto. La città fu Tracia nell'esarcato del suo nome,
capitale dell'antico Epiro, fabbricata presso la metropoli di Filippopoli,
sulgolfo di Ambracia da Augusto, eretta nel V secolo, e nel IX dir
dopo la vittoria di Azio, per cui si venne arcivescovato onorario. Corr
chiamò pure Aclia NicopoUs , ed risponde a Nica o Nicea, dove gli
ora Prevesa. L'apostolo s. Paolo vi ariani si riunirono per compilare
predicò il vangelo; ed il Papa s. E- una professione di fede, in vece di
leutero del 179 si dice greco di Ni- quella fatta nel concilio generale di
copoli o Prevesa, o della Magna Gre- Nicea di Bitinia gli si danno an-
:

cia secondo altri. Ne furono vescovi che nomi di Neurocopo e Usto-


i

Eliodoro che fu al concilio di Sar- dizo. Si conoscono per vescovi, Po-


dica; Donato che intervenne nel 43 licarpo; Giovanni che assistette al
a quello di Efeso; Attico ritrattò nel VII concilio; Nicola I che fu a quel-
concilio di Calcedonia ciò che aveva lo diFozio; Nicola li che sottoscrisse
approvato nel brigandaggio d'Efeso, la deposizione del patriarca Cosimo
e si recò da s. Leone I per chiedere Attico; Basilio che fu al concilio
giustizia contro Anastasio di Tessa- tenuto in Costantinopoli da Criso-
lonica. Allorché la metropoli si tras- bergo. Orlens dir. t. I, p. 1 1 69.
ferì a Lepanto, il vescovo Daniele NICOPOLl. Sede vescovile del-
venne traslato ad Ancii'a. Oriens l'Armenia maggiore nell'esarcato di
christ. t. II, p. 34. Nel t. Ili, p, Ponto, sotto la metropoli di Seba-
998 sono registrati questi vescovi ste, eretta nel lY secolo. Fabbri-
NIC NIC 25
cala la da Pompeo, si disse
città francese in Egitto, pure non po-
Nicopolis Pompeiì. La lodò s. Ba- trebbero sostenere assedio, essendo
silio, dichiarando die la sua chie- la città dominata dalle alture. Si
sa godeva alcuni diritti metropoli- entra in Nicosia per tre porte, quel»
tani. 11 primo vescovo conosciuto la di Famagosta o Lamica è bel-
è Teodoto del 872; indi Frontone lissima, come beile sono le strade
poi apostata; Eufronio trasferito a del quartiere de'greci. Alcune case so-
Colonia; Panostio; Giovanni che fu no ben fabbricate e circondale di giar-
al brigandaggio d'Efeso; N. del dini. L'antico palazzo de're di Ci-
499, anno in cui la città soffri pro è assai deterioralo; essendo va-?
moltissimo dal terremoto; Fozio che stissimo, serve di residenza al go-
sottoscrisse i canoni in Trullo; Gre- vernatore; molto spazioso è anche
gorio arcivescovo che si recò in il palazzo arcivescovile. Vi sono ot-
Francia ne' primi del secolo XI, e to moschee, una delle quali è l'an-
venerato per santo in alcune chie- tica cattedrale di s. Sofia, superbo
se d'Orleans, onde il suo corpo fu gotico edifìzio, che dicesi eretto da
portato a Pluviers. Oriens chr. t. Giustiniano. Nella chiesa di s. Do-
1, 428. Nel 372 vi
p. fu tenuto un menico, sonovi i sepolcri di molti
concilio. Mansi, Sappi, t. 1, p. 32 i. principi della casa di Lusignano.
NICOSIA o LEUCOSIA. Città Tra gli altri edifizi nomineremo
vescovile della Turchia Asiatica, ca- quatlro bagni pubblici. Vi sono
poluogo dell'isola di Cipro [Fedi) diverse manifatture. Le parti vici-

e del sangiacato del suo nome, a ne alla città sono paludose. Sotto
3 leghe dalla costa settentrionale il regno de' Lusignani, antichi re
dell'isola, a 70 da A leppo o Ber- latini di Cipro, era molto più con-
rea, e a 180 da Costantinopoli. E siderabile, perchè rinchiudeva 3oo
residenza d'un arcivescovo greco chiese, ed un gran numero di pa-
che vi ha chiese e conventi, e d'un lazzi e monasteri. Divenutine signo-
governatore turco. Sta sopra un ri i veneziani, fortificandola ne re-
terreno elevato, nel centro di vasta strinsero le dimensioni. A quesli
pianura cinta da montagne, delle ultimi nel settembre 1570 la pre-
quali le più alte sommità sono co- se Selim lì, dopo l'assedio di 4^
perte di neve, e i di cui fianchi giorni, e da quel tempo rimase iu
producono gran quantità quel
in potere de'turchi. Conta la città due-
vino di Cipro tanto rinomato. I mila famiglie turche, cento greche,
giardini che racchiude le numero- cinquanta armene, e dodici maro-
se torri che s'innalzano leggiermen- nite. I copti, i siri, i maroniti e
te al di sopra degli alberi, e la gli armeni vi ebbero de' vescovi, ed
estensione e la solidità delle sue alte Anastasio arcivescovo di rito arme-
mura presentano un aspetto il più no, abrogò lo scisma, e si sottopo-
bello, quantunque si possa dire molto se a Clemente XI. Questa celebre
decaduta dal suo antico splendore. città, già capitale dell'isola e del re-
11 clima è salubre. I baluardi furono gno di Cipro, si crede fondata da Leu-
costrutti in pietra dai veneziani, carpe compagno di Enea, onde i

con con fos-


tredici grandi bastioni, greci la chiamarono Leucolhela,
se oia ricolme, fortificazioni che ri- Leuchoieon, nome poi corrotto in
parate ali' epoca della spedizione Lcucosia, indi Nicosia, onde alcu-
1

a6 NIC NIC
Ili di Nicosia e Leucosia erronea* turchi. L'ultimo arcivescovo latino
niente ne fecero due città e due di Nicosia fu Filippo
Mocenigo no-
sedi vescovili. Si disse anche ^Leii- bile veneto, eletto nel i56o, che
etra, né va confusa con l'antica Tre- fu al concilio di Trento e ne sot-
mùOy come avverte il Terzi nella toscrisse gli atti, morto nel i5'jy,

Sìria sacra, nel descriverne gli an- Oriens christ. t. Ili, p. 1202. Ai
tichi pregi, ed i suoi celebri mo- tempo degli arcivescovi latini, due
nasteri basiliani. concilii si tennero in Nicosia, il pri-
La sede vescovile fu eretta nel mo i3i3, sulla disciplina; il
nel
IV secolo, e diventò metropoli sul secondo nel i34o, sulla fede e di-
finire del XII secolo, trasferendovi sciplina, piesieduto dall'arcivescovo
ne' primi del XIII Innocenzo III i Elia.Labbc t. XI; Reg. t. XXIX;
diritti metropolitici di Famagosta, Arduino t. Vili.
che ne divenne sufl'raganea con le Nicosia o Leucosia, Nicosien seit

seguenti sedi. Pafo Arsi noe, Ne- , Leucosieiiy è un titolo arcivescovile


mesi, Amato o Lemisso, Cerines, in parti bus che conferisce il Papa,
Carpasia, Chite, Curium o Pisco- avente suffraganee Famagosta e Ne-
pia, Solia, Lapilho, Thamaso, Chi- mesi. Benedetto XIV nel 1747 col-
tri, Trimituge, Canteriopoli o Cen- la costituzione Romani Pontificis,
tria, Ledra e Teodosiopoli. Tra ì con raro esempio, ad istanza del
vescovi greci merita menzione il re di Sardegna e di Cipro, lo die
glorioso s. Trifilii che fu presente al cardinal delle Zitz^se, che lo con-
ai concini di Nicea e Sardica. II servò fin che visse. Per morte di
primo degli arcivescovi latini di Giuseppe Rossi essendo vacante, Leo-
JXicosia N. morì nel 1206, ed il ne Xll nel concistoro de' 2 3 giu-
capitolo nominò successore nel 1 2 1 gno 1828 lo conferì a monsignor
Durando tesoriere della stessa chie- Albertino Bellenghi camaldolese, che
sa; ma Innocenzo III invece di con- deputò delegato e visitatore apo-
fermarlo elesse N. con lettera dei stolico in Sardegna, e lo celebram-
19 aprile 121 3. A questi succedet- mo nel voi. XXV, p. 3i5del Di.
tero Eustorgio consagrato nel conci- zionario. Gregorio XVI nel i832
lio di Laterano IV; Elia al cui tem- fece arcivescovo di Nicosia monsi-
po s. IX nel 1248 approdò
Luigi gnor Gio, Nicola Tanara, poi da
nell'isola; Ugo eletto nel I25r, con- lui trasferito ad Urbino e al pa-
temporaneo di Germano arcivesco- triarcato d'Antiochia, essendo stato
vo de' greci, il quale pure risiede- prima di lui arcivescovo di Leuco-
va nella stessa città ; ma siccome i sia monsignor Antonio Ferdinando
due prelati talvolta erano in dispu- d'Echanove-yZaldivar , nel 1826
ta tra loro, Alessandro IV ordinò traslato a Tarragona. Inoltre Gre-
che dopo la morte di Germano, non gorio XVI nel concistoro de' 1 3 lu-
sarebbero più nominati altri vesco- glio 1840 dichiarò arcivescovo di
vi pei greci, e che quella nazione Leucosia monsignor Pietro de'prin-
non avrebbe che quattro vescovi cipi Naselli d'Aragona palermitano,
nell'isola, dipendenti dall'arcivesco- già filippino e vescovo di Piazza.
vo latino; quindi i greci restarono Quanto alle missioni Nicosia è nella
senza metropolitano del loro rito giurisdizione di quella di Cipro o cu-
tino alia presa deli' isola fatta dai stodia di Terrasanta, con ospizio e
MG NIC 27
collegio tli minori osservanti spa- La cattedrale, ottimo edifizio, è sot-
gnuoli, ed ospizio di cappuccini. to l'invocazione di s. Nicola di Ba-
Sono i cattolici più di loo di di- ri arcivescovo di Mira, patrono del-
verso rito. La chiesa di Terrasan- la città, il cui braccio ivi si vene-
ta è pan-occhiale; vi è chiesa in raj coi corpi de'ss. Faustino e Fe-
Comarciti , e cappella del conso- lice martiri, e vi è il battisterio. Il

lalo sardo nel villaggio della Scala, capitolo si compone di cinque di-

vicino al mare. gnità, essendo la maggiore 1' arci-


NICOSIA (Nìcosien Herhilen). prete che funge l'uflìzio di parro-
Città con residenza vescovile nel co, di sedici canonici colle preben-
regno due Sicilie, nella pro-
delle de del teologo e penitenziere, di
vincia Valle minore di Catania, da quattordici mansionari, chiamati ca-
cui è distante i5 leghe, e 25 da nonici secondari, e di altri preti e
Palermo, capoluogo di distretto e chierici.Non vi è l'episcopio, ed il
di cantone, posta sopra due alte vescovo abita una casa decente. Nel-
colline alle falde dei monti Erèi, la città vi sono altre quattro chie-

presso la sorgente del Simeto. Ha se parrocchiali, una delle quali è


molte chiese e conventi, e fa traf- collegiata basilica sotto il titolo di

fico del suo fertilissimo territorio, s. Maria. Quattro sono i conventi


essendo ne'dintorni miniere e mol- di religiosi e tre i monasteri di mo-
te sorgenti zolforose. È patria del- nache; vi è l'orfanotrofio, la pia
l'arcivescovo e letterato Francesco casa delle donzelle^ diverse confra-
Testa, e di altri uomini illustri. ternite, l'ospedale, il monte di pie-
Nella città si venera s. Luca Casa- tà, ma il seminario a detta epoca
li, ma Benedetto XIV solo lo rico- si desiderava. Ogni nuovo vescovo
nobbe per beato col breve Jam è tassato in fiorini 533, ascenden-
pn'dem, deiS febbraio l'j^j. Cre- do le rendile a 3ooo ducali.

desi da molli corrispondere all'an- NlCOTERA(iV/co^ere4 Città ve-


tica Evhila di Tolomeo o Herhita scovile del regno delle due Sicilie,

di Cicerone, la cui origine risale nella provincia di Calabria Ulterio-


ad un'epoca remotissima; è celebre re seconda, distretto a 5 leghe da
nella storia della Sicilia per la va- Monteleone, e i5 da Catanzaro,
lorosa resistenza fatta a Dionigi ti- capoluogo di cantone. È posta in
ranno di Siracusa : altri dicono che riva al mare e sulla destra spon-
]\icosia ebbe origine dalle rovine di da del Mesi ma, presso la sua foce
Iltrhua. Pio VII nel i8 i6, colla bol- nel golfo di Gioia determinato dai
la Super addilo diei^ del i
7 marzo due capi Vaticano e Scilla. Nella
eresse la sede vescovile suffraganea parte piti alta ha una bella piaz-
dell'arcivescovo di Messina, ed a' 26 za, e diverse pur belle case, come
giugno 18 18 dichiarò primo vescovo un bel palazzo vescovile. Fu in gran
Gaetano Maria Avarna di Messina, parte distrutta dal terremoto del
già di Zama in parlibas. Per sua mor- 1783, ed i contorni offrono ancora
te, Gregorio XVI nel concistoro dei tracce di questo flagello. La cattedra-
23 luglio 844 f^ce l'odierno vescovo
1 le, buono edifizio, è dedicata alla
monsignor Rosario Benza di s. Ca- Beata Vergine Assunta, con fonte
terina diocesi di Caltanisetta, già battesimale, essendone parrochi l'ar-

visitatore della diocesi di Girgeuli, cidiacono e l'arciprete. Vi sono l'o»


a8 NIC NIC
spedale, il monte di pietà e il se* fu vescovo il fratello Giulio; nel
luinario. Neiritinerario d'Anlonino 1573 Leonardo Liparoli di Massa
Bru-
è inenzionatu questa città del Lubronse, nel 1578 Luca Antonio
Unni, ed è marcata sulla via Ap- Kesla de Montagnana d' Otranto,
pia, fra Vibo e Malias, venendo nel i582 Ottaviano Cf^pece napo-
anche chiamata Nicodro e Meda' letano, lodato da Clemente Vili ia
ina. Edificata dai locresi, fu cele- concistoro per avere offerto cospi-
bre emporio di commercio. Soffri cua somnja per la spedizione di
molto dai saraceni di Tunisi, che Ferrara; nel 16 16 Carlo Pinto sa-
ne fecero schiavi gli abitanti; come lernitano nobile, di singoiar pru-
pure dai normanni, e poi dai tur- denza, zelo e innocenza, che si di-
chi. Fa copiosa pescagione, ed ha stinse in beneficenza pel tristo av-
feraci campagne. venimento in cui a'20 giugno i638
La sede vescovile esisteva dopo il i turchi presa la città in gran par-
VII secolo suffraganea dell' arcive- te la distrussero, recando schiavi
scovo di Reggio, come io è anco- molti abitanti. Nel i645 Innocen-
ra, anzi la massa di Nicolera esi- zo X elesse vescovo Camillo Baldo
steva nel 600 a' tempi di s. Gre- a lui caro e celebre nella curia ro-
gorio I. Prima di questo tempo mana. Nel i65o Lodovico Cento-
iiorì nel SgS Proculo, vescovo di fiorini di Civitanova, fratello del
IVicolera, Sergio vescovo di Nicotera maestro di camera d' Innocenzo X,
intervenne al concilio di Nicea li in ogni erudizione eccellente e lo-
nel 787, ma di rito greco, come dato per altri pregi. Indi furono
abbiamo da Commanville. Bonifa- vescovi, i65i Francesco Cop-
nel
cio IX nel 1892 ripristinò la se-- pola di Gallipoli, nel i658 Fran-
de vescovile, ad istanza di Enrico cesco Cribari di Cosenza, nel 1667
Sanseverino signore di Nicotera, no- Gio. Francesco Biancolella d'Aver-
minando in pari tempo per vesco- sa, nel 1670 fr. Francesco Arri-^
vo fr. Giacomo di s. Angelo nel- ghi siciliano de'minimi, nel
1691
l'Abruzzo Ulteriore, agostiniano in- Bartolomeo de Ribero spagnuolo
signe oer
pe dottrina e pi e la Gli suo-
uielà. mercedario, nel 1703 Antonio Man-
cessero; Pietro, e nel \l^i5 fr. Cle- so di Tricarico, nel 17 17 fr. Gen^
mente carmelitano di Napoli, nel naro Mattei de'minimi della dioce-
1432 Floridazio, nel i/\57. Fran- si di Mileto, col quale nell' Italia

cesco, nel i46i Pietro Balbo o Bar- sacra dell' Ughelli t. IX, p. 4 '2,
bo veneto, nel i47 Francesco Bran-
i si termina la serie de' vescovi. I se-

da d'Amalfi cistcrciense, nel i474 guenti sono riportati nelle annuali


Nicola Guidiccioni arcidiacono e no- Notizie di Roma. 1726 fr. Paolo
bile di Lucca, nel 1487 Antonio Collia de'minimi di Zaccanopoli,

Lucidi napoletano poi di Nicaslro, della diocesi di Tropea, traslato da


nel 1490 Arduino Pantaleoni ca- Larino. 1735 Francesco de Novel-
nonico di Capua, ch'ebbe in coadiu- lis napoletano. 1738 fr. Eustachio
tore e nel \5\'j successore Giulio Enlreri de' minimi della diocesi di
Cesare Gennari napoletano de'conti Cosenza, traslato da Samaria. 174^
di Nicotera. Nel i53o successe il Francesco Franco della diocesi di
fratello Princivalle, nel i^^i mori Mileto, trasferito da Bitetto. 1777
Camillo Genaari uapoktauo, iudi Fraocesc Aatuuio Attalli della dÌQ»
NTD NID :>9

cesi di 1791 dopo lunga


Sqiiillace. si però dai grandi Spagna, e
di
sede Giuseppe Marra di
vacante molto piì^ da d. Giovanni d' Au-
Beggio. Quindi Pio VII nel 1818 stria, presa in assai sinistra parte
colla lettera De utiliori^ unì la se- la predilezione che godeva della re-
de di Nicotera a quella di Tropea gina, e la privativa direzione dei
(f^edi), dovendo il vescovo portare maggiori affini della monarchia, ad
i due titoli. 11 capitolo si compone esclusione de'naturali del regno, si

di cinque dignità, decano, arcidia- eccitarono querele e sedizioni tali,


cono, cantore, tesoriere e arciprete, che poco mancò non iscoppiasse in
ed altra; di dieciotto canonici com- aperto tumulto. Quindi si vide la
presi il penitenziere e il teologo, regina costretta a moderare i suoi
mansionari ed altri chierici. favori, e dividere con altri parte
NIDARDO Gio. Everardo, Car- delle molte incombenze che eser-
dinale. Gio. Everardo Nidardo te- citava jNidardo. Dopo poco tempo
desco, nato in Austria nel castello la regina gli restituì l'intera sua
di Falkestein, abbracciato l'istituto fiducia, e lo fece arbitro nel go-
della compagnia di Gesù , appli- verno del regno. Rinnovatesi le que-
cossi con tutto il fervore allo stu- rele, e temendosi una ribellione uni-
dio delle lettere, dove diede chiari versale, la regina' al fine dovette
argomenti di vasto ingegno, acuto, suo malgrado consentire che Wi-
solido e penetrante. L'imperatore dardo fosse mandato a Roma col
Ferdinando III lo chiamò alla sua carattere d'ambasciatore, dove con-
corte, e gli conferì l'uffizio di con- sacrato arcivescovo di Edessa, ad
fessore de' suoi figli Leopoldo, e istanza della stessa regina. Clemen-
Maria Anna che sposatasi poi nel te X a'22 febbraio 1672 lo creò
1649 a Filippo IV re di Spagna, cardinale prete del titolo di s. Barto-
lo volle seco con eguale ministero. lomeo all'Isola. Lo ascrisse alla
Introdottolo in corte, gli conciliò la congregazioni del s. offizio, del con-
grazia del monarca, il quale volle cilio, propaganda ed altre^ colla
di
ch'egli avesse luogo in tutti i con- proteltoria del regno di Portogal-
sigli riguardanti le materie eccle- lo. Finalmente dopo essere inter-
: siastiche, e quindi determinò di no- venuto al conclave d'Innocenzo XI,
minarlo al cardinalato, come avreb- morì in Roma nel 1681 d'anni 74.
be eseguito se Giovanni non lo aves- Rimase sepolto nella chiesa del Ge-
se con grandi istanze frastornato, a sù, al manco lato della sontuosa
cui si unì r essere il re occupato cappella di s. Ignazio, sotto lapide
in gravissimi altari, sopravvenuti elegantemente adorna, con breve
quando di ciò voleva pregare il elogio. AbbianSiO l'opuscolo stampa-
Papa. Morto il re, fu dalla regina to in Colonia nel 1687: Relation
goveraatrice promosso grado di al des dìfferents entre d. Jean d'Antri-
grande inquisitore, carica che non che, et le card. Nidard.
volle accettare senza un precetto NIDDA. Luogo d' Inghilterra
pontificio. Inoltre la regina lo di- presso il fiume Nid, nel Northum-
chiarò primo ministro e consiglie- berland. JN'el yoS vi fu celebrato
re di stato, per cui senza il di lui un concilio presieduto da Beroaldo
oracolo non risolvevasi alcuna cosa di Cantorbery, in cui i vescovi in-
importante dal gabinetto. Essendo- glesi si riconciliarono con s. Vilfii-
,

3o NID NID
do di York. Regia t. XVII; LablK- cascate del Leer-Fossen e dai laghi
t. Vii Arduino t. Ili; Augi. t. I. di Josvandet. Il nome di Dron-
KIDROSIA o DIIONTUEIM . theim o Trondhiem, JVìdrosìa, de-
Città già arcivescovile della Norve- riva dalla circonvicina contrada
gia, capoluogo di diocesi e del ba- così chiamata anticamente, di cui
liaggio di Drontheioi meridionale, gli abitanti ebbero il nome di Tròu-

air imboccatura del JNid-elv, laddo- der. Fu fondata questa città nel
ve mette foce in un lungo e stret- 997 dal re Olao 1, e fu la resi-
to braccio di mare, a 90 leghe da denza degli antichi regoli della
Cristiania. È sede di un vescovo Norvegia, e poscia degli arcivescovi
luterano e residenza d' un governa- cattolici, eh' estendevano la loro
tore. È cinta di mura ed era dife- giurisdizione ecclesiastica su tutta
sa da due forti ora in rovina, cioè la Norvegia [Vedi). Decaduta dal
Cbristiansbolm fabbricato nel 1680 suo antico splendore, quando in
sopra un'altura presso la città, e progresso di tempo i viceré di Nor-
Munkholm posto nell'isola di tal vegia fecero a Bergen il loro ordina-
nome. Gli editìzi più considerabili rio soggiorno, fu quindi molto dan-
sono il palazzo del governatore, neggiala dal fuoco nel i522, i65o e
1' edifìzio della società delle scienze 168 1. Presa dagli svedesi nel i658,
che contiene la scuola cattedratica, ripresa dai danesi l' anno stesso,
come pure una bella biblioteca ed ne fu loro confermato il possesso
un gabinetto di storia naturale ; la col trattatoCopenhagendi nel
chiesa cattedrale, che arse nel i53o, 1660. Nel 1719 un corpo di sve-
sotto r invocazione del re s. Olao desi che volevano attaccar la città
li martire, ove venerano le sue
si perì nelle nevi delle montagne
reliquie^ che prima attiravano un che separano la Svezia dalla Nor-
gran numero di pellegrini. È ri- vegia.
marcabile per la sua bella archi- La sede vescovile di Nidrosia fu
tettura gotica; quivi i re di Nor- eretta nel secolo X. Il vescovo
vegia erano incoronati, e nel 18 18 Grimkele nel io3i seppellì nella
anche il re Carlo Giovanni vi si cattedrale con culto di martire il
fece incoronare comere di Nor- re s. Olao II di Norvegia, e fu di-
vegia. Vi è un grande ospedale chiarato suo patrono ; essa fu ri-
con chiesa, il seminario, molte scuo- fabbricata con una magnificenza,
le elementari, orfanotrofio, casa di che divenne la gloria di tutto il
correzione con fabbriche, le quali Nord. Mentre Nidrosia era capitale
sono altresì nell' ospizio de' poveri. della Norvegia, il cardinal Brack-
Ha belle strade e piazze ; è ben speare legato pontificio di Euge-
fabbricata, ma in legno. 11 porto è nio III, poi fatto Papa col nome
sicuro e comodo, ma l' ingresso vi di Adriano IV, nel secolo XII e
è pericoloso. Questa città è il prin- nel II 48 l'eresse in sede arcive-
cipale mercato di tutta la Norve- scovile e cessando
metropolitana,
gia settentrionale, non che d' una così l'arcivescovo di Lundeii [Vedi)
parte della Svezia, perchè floridis- di aver soggetta alla sua giurisdi-
sima. I suoi dintorni sono pittore- zione metropolitica la Norvegia. A
schi e sparsi di belle case di cam- Nidrosia furono assegnati per suf-
pagna ; sono anche abbelliti dalle fraganei i seguenti vescovati. Ber-
,

NID NIG 3f
gen, Bergae, eretto nel secolo XT. non potendo che la santa Sede as-
Ansio, Ansloa^ eretto nel secolo XI, solvere i da lei anatematizzati.
poi trasferito a Cristiania. Ham- Nel i52 3 al detronizzamento di
niar, Hammaria^ instituilo nel se- Crìstierno II e assunzione al trono
colo XI ed unito ad Ansio. Slaffan- di Federico I, in Norvegia meglio si
ger, Staffangrìa^ fondato nel secolo consumò la così delta riforma re-
XI. Hola, Holamense, in Islanda, ligiosa, allo scopo di usurpare i

eretto nel secolo X. Groenlandia beni delle chiese, come altrove.


Groenlandensey nelT isola, fondato Lorenzo ed Olao Petri discepoli di
nel secolo XI, con residenza a Beat- Lutero vi propagarono con ener-
fort, soppresso nel XIII. Schalhot, gia i loro errori, che furono fataU
Scalcliota^ nell'Islanda, eretto nel se- mente seguiti, favoriti e predicati,
colo X. Così li registra Com man- anche dai giovani svedesi e danesi
ville, Hist. de tous les ardi, et éves. reduci in patria dagli studi fatti in
11 p. Mirco, Notitìa epis. vi aggiun- Germania, ove il luteranismo già
ge il vescovato di Sodre, Sodren- era slato abbracciato e insegnavasi
sis che altri vesco-
vel Iiisulaiius^ e con sommo ardore. In tal modo
vi suffraganei furono quelli delle caddero in aberrazione religiosa i
isole Orcadi, dalla Norvegia poi ce- popoli de' tre regni del Nord. Cri-
duto alla Scozia, e cita Alberto stierno II che pel primo avea se-
Crantzio, Sarmatiam. Enrico vesco- guito la riforma, con atroci cru-
vo di Stavanger o di Stregnes fu deltà la propagò, e voleva far bru-
eletto dal capitolo all' arcivescovato ciar vivo Erico Valchendorp arci-
di Dronlbeim o Nidrosia, a secon- vescovo di Nidrosia, primate di Nor-
da dei consigli del morienle arci- vegia, perchè lo avea ripreso delle
vescovo Enrico essendo
Eystein. oscene sue tresche, per cui Erico
della famiglia reale di Norvegia, per solo trovò scampo con pronta fu-
le sue pretensioni al trono mosse ga in Pioma. Allora il re s* impos-
guerra a Suero cheo Suerrero, sessò delle sue sostanze, confiscan-
l'avea occupato nel i i85. L'arci- do i beni patrimoniali e le pro-
vescovo si ricusò di coronare il re, prietà della sede arcivescovile, del
e quando questi l' invitò a scema- capitolo metropolitano e degli altri
re il numero de' suoi armati e di ecclesiastici, che in barbari modi
non tener più alcuna militare ma- straziò, restando soppressa 1 illustre
rineria, si rifugiò presso l'arcive- sede metropolitana di Nidrosia e
scovo di Lunden, ed ambedue por- quelle de' suffraganei, e bandito il

taronsi in Roma a far le loro do- cattolicismo.


onde fu Suero scomunicato.
glianze, NlGELLI Ridolfo, Cardinale. Ri-
Nel 1202 succedutogli il figlio A- dolfo pisano secondo Panvinio e Ciac-
quino IV, reintegrò i vescovi, se- conio, o veramente dell'illustre fa-
condo r ordine paterno, dei gra- miglia di Nesle, come vogliono Fri-
vami da lui esercitati, ed ottenne zonio ed Aubery, insignito col ti-
che Enrico, divenuto cieco, levasse la tolo di maestro, fu da Lucio HI nel
scomunica fulminata già contro il II 83 o ii84 creato cardinale dia-
re e i suoi consiglieri. Ciò saputosi cono di s. Giorgio in Velabro, e poi
da Innocenzo III, fece gravi rimpro- da Clemente III nel ii88 dichia-
veri air arcivescovo e sutfraganei, rato prete del titolo di s. Prassede.
Si NIG NTG
Ad eminente dottrina seppe congiiin* Ma, Guinea e Congo ; secondo it

gere singolare integrità di vita, siti- Balbi potrebbero essere ripartite in


cela e costante pietà verso Dio. Segui tre grandi contrade geografiche, da
Lucio III nel viaggio a Verona, e nominarsi Nigrizia occidentale, cor-
trovossi fra gli elettori di Urbano rispondente alla Senegambia, Nigri-
111, Gregorio Vili e Clemente III, zia centrale, che comprenderel)be
nel cui pontificato passò a Q<iglior il Soudan e la Guinea, e linaluien-
vita nel i 190. te Nigrizia meridionale, che com-
NIGRIZIA. Contrada interna bo- prenderebbe il Congo. Vi si tro-
reale dell' Africa , composta di un vano circa un migliaio di stati; gli
gran numero di regni o paesi, con abitanti in generale sono presso-
montagne e rainiere, i cui abitanti ché selvaggi e immersi nella super-
professano il maomettismo, il cui stizione.
colore nerissimo die il suo nome La religione cattolica non vi
fra gli europei alla regione. Diffe- conta molti seguaci , ed ecco le
rendo da quasi tutti gli altri negri missioni o stabilimenti cattolici che
che sono divisi in piccole tribù, vi si trovano, secondo le ultime
formarono alcuni stati considerabili notizie. Possessioni e stabilimenti
con governi assai regolari, il piti francesi del Senegal nella Sene-
possente è quello de' Feiani, popo- gambia. Queste sono divise in due
lo di color bronzino carico, che si distretti : i." distretto di s. Luigij
collega di rado coi Negri (J^edi). che comprende l' isola di s. Luigi,
Gli abitanti della Nigrizia sono più quella di Babaguè, Safar e Guim-
industriosi che i negri delle coste. bar formate dal Senegal, ed i va-
La corrisponde in parte
Nigrizia ri stabilimenti su questo fiume;
all'interiore Edopia [Fedi) degli 2." distretto di Gorea, che compren-

antichi, i quali ne avevano nozioni de, oltre quest'isola, tutta la costa


incerte. Nel XV secolo i portoghesi della baia d' lof fino alla Cambia. La
pei primi le somministrarono; nel missione a richiesta del re di Fran-
secolo seguente die preziosi schia- cia fu fondata nel 1765, e fu aflidata
rimenti Leone V africano ; alla fine ai religiosi francescani recoUetti, dai
del XVIII e principio del XIX due quali passò ai preti secolari. La pre-
coraggiosi ma sfortunati inglesi ,
fettura apostolica del Senegal ora è
Browne e Mungo-Park esplorarono amministrata dai sacerdoti del semi-
le parti orientali e il corso del nario delle missioni di s. Spirito di
Biali-ba. Nel 1824 tre viaggiatori Parigi. Eranvi due curati compreso
della stessa nazione, Oudney, Den- il prefetto, due chiese in s. Luigi e
ham e Clapperton gettarono una in Gorea, due ospedali, una scuola,
gran luce sulla geografìa del cen- due case e quattordici religiose di s.
tro ; ed il viaggiatore padovano Bel- Giuseppe. Guinea settentrionale e
zoiii ci lasciò importanti notizie di vicariato apostolico della Guinea
questi paesi. Finalmente il france- superiore e inferiore, eretto da Gre-
se Caillié ed altri fecero nuove sco- gorio XVI nel 1B42. Si estende a
perte. Le immense regioni de' ne- tutta la Guinea, alla Liberia, alla
gri comunemente dai geografi si colonia del Capo Pal-
JVlayriland,
dividono in quattro parti assai dis- mas ec. Lo stesso Papa nel i844
eguali, chiamate Soudan, Senegam- nominò vicario apostolico monsignor
NIL 33
Eduardo Barron vescovo Eacar- d* de nella bassa Guinea vi fu por-
pi a, cui fece succedere monsignor tata nel i5oo da un prete porto-
Benedetto Truffet. Vi sono più di ghese, che nella città di s. Salva-
dodici cappuccini e diversi preti ir- tore vi battezzò il re e la famiglia
landesi. Monrovia capitale" del capo reale. Ad Africa, a Portogallo, a
Mesurado detto Liberia, prese tal Congregazione di Propaganda, a
nome da Monroe presidente degli Sta- Missioni pontificie ed altri artico-
ti-Uniti, sotto i cui auspicii si e- li sono analoghe notizie. Nico-
vi

manciparono gli schiavi nell'America lò V, Paolo V, Urbano Vili, Cle-


meridionale, ivi trasportati nel 1882 mente XI ed altri Pontefici furono,
in circa 2000 compresi i cattolici, oltre Gregorio XVI, benemeriti di
essendovi nella Liberia libertà di queste missioni Paolo V ricevette
:

culto. Congo, Angola e Benguela. un ambasciatore del re di Congo (di


Congo è regno nella bassa Guinea, cui feci parola nel voi. XII, p. 122),
con s. Salvatore per capitale. An- ed a questi Clemente XI mandò
gola è regno del sud del Cóngo^ scettro e corona Sotto Urbano
.

con s. Paolo per capitale. Una se- VIII nel i6.à4 a nome del re pre-
de vescovile fu eretta da Clemen- stò obbedienza alla santa Sede
te Vili in s. Salvatore, e la imi a monsignor Vives segretario di pro-
quella ò* Angola (P^edi), i di cui paganda, quale ambasciatore depu-
vescovi fissarono poi la residenza tato dal re.
in s. Paolo di Loango, ossia la ca- NILAMMONE (s.), detto il Rin-
pitale del regno di Angola. Questa chiuso. Viveva nel V secolo, ritira-
diocesi comprendeva i regni di Con- to in una celletta vicina a Pelusio
go, Angola e Benguela con altri nell'Egitto. La città di Geres a-
stati. i832 vi era un vicario
Nel vendolo eletto a suo vescovo, egli
capitolare con quattro canonici e addusse tutte le ragioni che la sua
l'arcidiacono; questo capitolo do- umiltà suggerivagli, per esentarsene,
mandò r uso del rocchetto e la fa- e ricorse alle lagrime per muovere
coltà di celebrare in paramenti pon- in suo favore Teofilo patriarca di
tificali nelle maggiori solennità. Del- Alessandria che avealo giudicato
la cattedrale di s. Salvatore, appe- degno deirepiscopato. Ma tutto riu-
na si vedono gli avanzi ; è incerto scendo inutile, si volse con confi-
se sussista quella di s. Paolo ; in- denza a Dio, e Io pregò di levar-
vece evvi ancora la sede vescovile lo di vita, più presto che permet-
iV Angola, e Gregorio XVI nel 1 844 tere che gli fosse imposto un tale
la tolse dalla giurisdizione di s. formidabile carico. La sua preghie-
Salvatore del Brasile e dichiarò suf- ra fu esaudita, poiché morì prima
fraganea di Lisbona, indi a' 16 a- d'averla interamente finita. Il suo
prile 1846 fece vescovo monsignor nome è notato ai 6 di gennaio nel
Sebastiano de Lemos car-
Gomes martirologio romano.
melitano scalzo della diocesi di A- NILO (s.), anacoreta. Visse tal-
•veiro. Ne' tempi passati vi erano mente sconosciuto al mondo nel
molli missionari cappuccini, stabiliti suo ritiro, che non si sa quale ma-
sino dal 1674 lache prima volta, niera di vita menasse egli nel de-
vi avevano una prefettura aposto- serto; e tutto quello che sappiamo
lica, molti conventi ed ospizi. La fe- di questo padre della Chiesa, »i

VOL XLVIII 3
34 NIL NIL
riduce ad alcune circostanze gene- avea allora ciiiquanf'anni. Ritorna-
rali. È comune opinione che fosse to col (ìglio nel deserto, morì, in
originario di Ancira nella Galazia; età avanzata, sotto il
assai regno
e si può giudicare da' suoi scritti dell'imperatore Marciano. Non si

ch'egli avesse ricevuto un'ottima e- sa Tanno,


né le circostanze della
ducazioae. Sarebbe difficile stabilire sua morte, e neppure di quella di
il tempo in a maestro
cui scelse Teodulo. Le sue reliquie furono
s. Crisostomo: sembra
Giovanni trasportate dal monte Sinai a Co-
che ciò dovesse essere in Antiochia, stantinopoli, sotto il regno di Giu-
ove potè trarlo la riputazione del slino il Giovane, e deposte nella
santo dottore, quand'egli ebbe ri- chiesa degli Apostoli, a detta di Ni-
nunzialo al mondo. S. Nilo sposò ceforo La sua festa è
e de' menci.
una donna degna di lui, e n'ebbe segnata 12 novembre. Ecco i ti-
il

due figli. Ebbe la carica di prefet- Ioli delle opere di s. Nilo. i. Trat-
to o governatore di Costanlinopo- tato della vita monasticay ordinaria-
li ; ma i vizi che regnavano nella mente appellato V Ascetico. 1. Trat-
corte di Arcadio, lo disgustarono tato della pratica della virtù e dd-
del mondo, per cui risolse di ab- la fuga dei vizi^ altrimenti detto
bandonarlo. Sua moglie acconsentì Peristeria. 3. Trattato della pO'
al suo ritiro, ed egli lasciò a lei i'ertà volontaria^ una conti-
eh' è
nua figlia, e menò seco il figlio nuazione dell' Ascetico. 4* Della
Teodulo nel deserto di Sinai, ver- preferenza che si deve dare alla
so l'anno 890. Colà praticarono in- vita eremitica. 5. Trattato ad Eu-
sierae gli esercizi della più perfet- logio. 6. Trattalo sugli otto spìriti
ta vita monastica. S. Nilo impiegò della malizia. 7. Trattato dell'ora-
il tempo che sopravanzava nel-
gli zione, 8. Trattato dei cattivi pen-
lo scrivere diverse opere, che sono sieri. 9. Cinque raccolte di Sen-
im monumento dell'eminente sua tenze ; ma non è certo che siano
santità e della sua rara eloquenza, opera di s. Nilo. io. Un sermone
per cui gli antichi lo avevano in sulle parole di s. Luca: Quegli vile
grande stima. Egli veniva consuU ha una bisaccia o una borsa la
tato da ogni parte, per l'alto con- prenda^ ec. ii.\)^\\fi Sentenze, c\ìq

cetto che aveasi della sua santità, trovansi nel t. Il della Biblioleca
Avendo i saraceni trucidato un gran de'padri, e che il Suarez, il quale
numero di monaci nella solitudine fece stampare a Roma 1673
nel
di Sinai, rapirono Teodulo, e lo le opere di s. Nilo, non ha credu-
menarono seco con altri prigionie- to d'inserire nella sua edizione, co-
ri. S. Nilo, non trovando il figlio, me jiieppure il trattato seguente. 12.
andò a cercarlo per ogni dove, e Dell'uccisione dei solitari di Sinai
Tenne egli stesso a cadere nelle ma- e delia cattività di Teodulo. 1 3.

ni dei barbari, che gli resero su- Discorsi sulle feste di Pasqua e

bito dopo la libertà. Da ultimo dell' Ascensione. \^. Un gran nu-


trovò Teodulo ad Eleusi, ch'era mero di Lettere: il p. Pietro Pous-
stato riscattato dal vescovo di quel- pubblicò 335 a Parigi nel
sines ne.

]a città, il quale fu oltremodo lie- j(>57, e Leone Allacci ne fece


to di renderglielo; ma costrinse s. stampare un numero assai maggio-
Nilo a lasciarsi ordinar piete: esso re a Roma itfl 1668. Vi sono al-
NIL NTL S')

tri scrìtti attribuiti a s. Nilo, ma dimostrazioni di rispetto, e gli pro-


che non sono di lui. mise di aver riguardo alle sue rac-
NILO (s.), il Giovane. Di origi- comandazioni. Essendo dipoi l' im-
ne greca, nacque a Rossana in Ca- peratore andato a visitare s. Nilo
labria nel 910 : ebbe nel battesi- nel suo monastero, che non era se
mo, il nome di Nicolò,, ma prese non un' unione di povere capanne,
quello di Nilo nella sua professio- gli offerse un luogo per fabbricar-
ne religiosa. Mostrò fino dall' in- ne un altro, promettendogli di do-
fanzia molto fervore, e fece grandi tarlo, e lo invitò a domandargli
progressi nelle lettere divine ed u- ciò che più gli piacesse ; ma il

mane. Legatosi matrimo-


allo stato santo non approfìllò delle sue of-
niale, continuò tuttavia ad atten- ferte, come non volle accettare il

dere alle pratiche di pietà ; ma vescovato di R.ossana, né dar retta


raffreddatosi in lui il primiero fer- alle inchieste che gii vennero fatte di
vore, a poco a poco contrasse de- recarsi alla corte di Costantinopo-
gli abiti vrziosi. Rimasto vedovo, li. Dilatandosi l'invasione e i gua-
conobbe il pericolo di questo suo sti de' saraceni nella Calabria, s.

stato, laonde deliberò di ritirarsi in Nilo si monaci a


ritirò co' suoi
un monastero, e scelse quello di Monte Cassino. L'abbate Aligerno
Rossana, ove si votò solennemente lo accolse in modo onorevole, e
al Signore, essendo allora in età qualche tempo appresso gli donò
di trent' anni. Visitò in appresso il monastero di Val di Lucia; ma
vari monasteri, e poco dopo aver s. Nilo lo lasciò poco dopo, perchè
preso l'abito nella badia di s. Mer- questo luogo non gli pareva abba-
curio, ritirossi in quella di s. Na- stanza solingo. Passati dieci anni
zari© detta poi di s. Filarete. Qui- nel monastero di Serperi posto sul-
vi egli portò ad alto grado di per- la riva del mare, si trasferì co'suoi
fezione l'obbedienza, l' umiltà, la discepoli al Tusculo, e sì pose nel
mortificazione dei sensi e la con- romitaggio di s. Agata, ove mori
templazione; e in capo a qualche nel ioo5, in età di novantacinque
anno ottenne il permesso di andar anni, modello di perfezione ai suoi
a vivere in una foresta vicina, e religiosi, di cui non volle mai ar-
di porre dimora in un ro-
la sua rogarsi l'autorità di superiore. Le
mitaggio attinente ad una piccola sue reliquie furono portate a Grot-
cappella di s. Michele. Colà rice- ta ferrata, ove fu trasferita ezian-
vette in seguito dei discepoli, se- dio la sua comunità ; e la sua fe-

guendo la regola di s. Basilio, e sta ci 26 di settembre.


celebra il

divenne ben presto celebre per le NILO o EL-NIL. Sede vescovile


sue predizioni e miracoli. Avendo di Babilonia nella diocesi de' cal-
r imperatore Ottone III cacciato da dei,unita alle chiese di Naamania,
Roma Filagato vescovo di Piacenza, di Naphac e di Badraia. Ne furo-
già fatto antipapa dal senatore no vescovi N. che trovossi all'" ele-

Crescenzio, s. Nilo si recò a inter- zione del cattolico Elia I, Marès che
ceder grazia per lui, pregando l'im- fu a quella di Ebedjesu, Emmanue-
peratore di non obbliare nel casti- le consagrato dal cattolico Elia II,
garlo il carattere di cui era rive- e Giovanni del secolo XI H. Oriens
stito. Ottone IH lo ricevette con christ.tlì, p, 1328.
,

3G WIM NIM
NILOPOLI, NilopoUs, Sede ve- mondo, la corona mdiata è diven*
scovile d'Arcadia, nel patriarcato di tata il simbolo dell'eternità e della
Alessandria , eretta nel IV secolo. potenza protettrice e benefattrice
Nilopoli o città del Nilo è situata secondo alcuni scrittori. I romani
nell'interno dell'Egitto, e anticamen- ornarono del nimbo Apollo ed altri
te chiamavasi Pousìri o Bousirì^ e numi; indi si adoperò, come molte
venne dai nominata Nilopoli
greci altre cose, ch'erano proprie e riser-
per la venerazione particolare che i bate agli dei per adornar le teste
,

suoi abitanti avevano pel Nilo, cui di gran personaggi tenuti dai
certi
consagrarono un magnifico tempio. gentili per dei ancor viventi. Alcu-
Ne furono vescovi Cheremone, Teo- ni re dell'oriente furono i primi ad
ne, Adelfio, Eusebio, Pietro, Miche- appropriarsi la corona radiata, per-
le, ec. Oriens chrìst. t. I, p. 587. chè si paragonavano al sole per l'e-
Nilopoli, Nilopolìeriyè un titolo ve- ternità della potenza loro, come lo
scovile in partibus che conferiscono attestano i loro medaglioni. Cesare
i Papi, e Gregorio XVI a' i4 giu- fu il primo presso romani , che i

gno i833 vi nominò monsignor Ste- ottenne la corona radiata, la quale


fano Rouchouze, che pur fece ve- aveva d'ordinario dodici raggi, per-
scovo vicario apostolico dell'Oceania chè come simbolo del sole, e per-
orientale. chè questi raggi indicano il numero
NIMBO, Ninibas. Cerchio o or- de' segni del zodiaco e de' mesi.
namento del capo, rotondo, in for- Dipoi si usò dagl'imperatori e dalle
ma di splendore circolare , che si Né quest'uso venne me-
imperatrici.
inette alle sacre Immagini (P^edi) no mancare l'idolatria, perchè
col
di Gesù Cristo, della Beata Vergi- fu anche ritenuto da alcuni impe-
ne e de' santi ; è segno di santità ratori greci, come ne fan fede le
e culto ecclesiastico dato a' servi di monete dopo Costantino; quindi si
Dio. A Diadema, ne dicemmo il si- dà luogo a credere che fedeli o i

gnificato, e parlammo de' raggi po- apprendessero questo rito dai gen-
sti sui capi di dette immagini. Ne tili, oppure dalle sagre carte nelle ,

trattammo ancora ad Aureola, cir- quali non mancano esempi, che i


colo o corona di luce , simbolo di volti de' servi di Dio apparissero

perfezione. Corona. La corona


P^. alcune volle circondati di splendo-
radiata deve la sua origine al nim- re e di luce; e considerassero da
bo, col quale si rappresentavano gli prima il nimbo per un mero ador-
dei. Si ornavano le statue del Soie namento di maestà e di religione,

con simili corone, a cagione della poiché i pittori cristiani seguitaro-


eccellenza della sua luce; se ne ador- no a porlo nelle figure de' principi
navano pure le statue di Giove, e e di alcun'altre persone di singoiar
si rappresentavano le divinità e i qualità, nello stesso tempo che ne
discendenti del Sole col capo radia- fregiarono le immagini del Salva-
to. Il nimbo fu usato dapprima da^ tore, indi degli angeli, poi degli e-
gli egizi per rappresentare il sole vangelisti e de' loro animali , ap-
che tanta luce da sé tramanda, e presso degli apostoli, e finalmente
altre deità : dagli egizi passò questo di tutti i santi, come può vedersi
costume ad altri popoli. Il sole es- nella Roma sotterranea di Arringhi,
sendo eterno e il benefattore del nei Monumenti antichi del Ciam-
.

N l M NIM 37
pini, nel Menologio di Basilio, ed cazioni. Nel palazzo della città, bel-
in altri libii ; finalmente nel secolo lissimo edifizio, si vedono i ritratti
Xll divenne esclusivamente univer- degli ambasciatori delle potenze che
sale nelle sacre immagini, solo de- vi segnarono a* io agosto 1678 il
cerandosi Papi e altri personaggi
i celebre trattalo di pace, perciò detto
viventi, anche prima di tal tempo, di Nimega, e di cui fu benemerito
colla corona quadrata, di che te- Clemente X
per averla provocata
nemmo proposito ne' citati articoli, col suo zelo, tra la Spagna, l'Olan-
e si riserbò come un distintivo del da e la Francia, a cui ivi accedet-
loi'o capo. Il Macri, verbo Ninibus^ tero l'impero nel 1679 a' 5 feb-
dice che questa parola propriamente braio colla Svezia, leggendosene gli
significa una fascietta tessuta con articoli nel t. II del Teatro della
oro, con la quale le donne lega- pace. Fra le chiese si distingue quel-
vansi la fronte, come scrisse Arno- la di s. Stefano. È patria di di-
bio ; e meglio quel diadema o cer- versi uomipi illustri. Le sue anti-
chio che si pone in testa ai santi. chità romane provano la sua vetu-
Si osserva che il Giotto dipingendo stà. Nel IV secolo era già impor-
la Cena del Signore nel monastero tante, e fu compresa nel regno di
di Pomposa, si vede Giuda col nim- Austrasia. Nimega ottenne molti pri-
bo come gli altri apostoli, perchè vilegi dagl'imperatori tedeschi e fu
il nimbo non solo fu usato come nel numero delle città anseatiche.
segno per esprimere Iq santità, ma Vi dominarono gli spagnuoli ed i

a nelle la dignità della persona. An- francesi, finché si riunì agli olan-
che il re Erode e altri tiranni si desi. NeU'BSo vi fu tenuto un con-
vedono in alcuni monumenti ornati cilio, in cui Gesseo vescovo d' A-
col nimbo. Il Buonarroti ne' Fetri mieus vi fu deposto per essersi di-
antichi lo chiamò diadema, ma il chiarato uno de' capi della ribellio-
Borgia aggiunge inipropri amente, e ne contro Timperatore Lodovico 1.

ne dà le erudite ragioni nelle Me- Diz. de' conc.


morie t. I, p. 259, e nella Vaticana NIMES {Nemausen). Città con re-
Confessio p. 117. Altre illustrazio- sidenza vescovile in Francia, capo-
ni del nimbo e sua origine si posso- luogo del dipartimento del Gard a
no leggere nel Donati, Dittici sacri e 23 leghe da Marsiglia, presso la
profani p. 193 e seg.; nel p. Lupi, destra della Vistre. E sede di corte
Dissertazioni, t. I, p. 245 e 246; e reale, di tribunali di prima istanza
nel Marangoni, Delle cose gentile- e di commercio e d'altre autorità»
sche trasportate ad uso delle chiese Situata sotto un cielo- puro e sere-
p. i4o e seg., e p. 120 e seg., ove no, è in una pianura deliziosa al
parla delie diverse specie delle an- piede di molte coltivate colline. La
tiche corone e loro uso. città propriamente detta è cinta di
ìNIMEGA, Novioniagus. Cìii'd for- baluardi sostituiti agli antichi ba-
te della provincia di Gueldria nei stioni che dividono dai sobbor-
la
Paesi-Bassi, capoluogo di circonda- ghi, i quali sono grandi almeno
rio e di cantone sulla sinistra del quanto la città. I principali edifizi
\Vhaal, a 2(^ leghe da Amsterdam. sono il palazzo di giustizia, l'ospe-
E piantata su cinque colline, in un dale, il teatro, la chiesa del colle-
paese pittoresco, con buone fortifi- gio, la cattedrale dedicala alla Bea-
38 NIM NIM
ta Vergine con batlisteno di recen- cale una «opra l'altra, formate di
te ricostruzione, giù tempio sacro enormi massi di pietra mirabilmen-
ad Augusto, che rinchiude le tom- te a. secco, monumento imponente
be del suo vescovo Flechier e del con quattro porte. La fontana di
cai'dinal de Bernis, mentre il cuore Diana, le cui acque formano una
e le viscere di quest'ultimo sono nel piccola riviera rinchiusa in un bel ca-
deposito di s. Luigi de* francesi in nale in pietra, fiancheggiata d'alberi:
Koma ; vicino alla cattedrale vi è essa alimentava i magnifici bagni ri-

ampio Vi sono cinque chic


episcopio. parati nel 1774? che per le pianta-
se parrocchiali col fonie sacro, non gioni che li circondano, ne fanno
che monasteri di religiose e ospedali, un luogo delizioso. Il vicino tem-
confraternite, grande e piccolo semi- pio di Diana, estremamente danneg-
nario. Nimes possiede un'accademia giato. La torre Magna, bella rovina
universitaria, collegio reale, scuola fuori della città sopra una collina,
di disegno, accademia reale del Gard, che forse servì di Faro. In molti
gabinetto di storia naturale , corso luoghi si trovarono bellissimi mu-
di chimica applicata alle arti, pub- saici, antichità ed un gran numero
blica biblioteca con circa ii,ooò d'iscrizioni greche e latine. Vedasi
Tolumi ; società di agiicoltura di , r Hìstoire abrégé de la ville de Ni-
medicina e biblica j commissione di rnesy Amsterdam 1767. Nimes fu
monumenti antichi, casa di deten- pure patria Domizio Afer mae-
di
zione con officine di lavoro. Essen- stro di Quintiliano, di Giovanni Ni-
zialmente manifatturiera, considera- col medico che portò il tabacco in
bile è il commercio , ed il centro Francia nel 1^59, di Dorthez na-
di queHo di molte parti. Si osser- turalista, del teologo Cassaigne, del
vano pure i pubblici lavatoi e be- dotto Gio. Battista Cotelier, di Gio-
veratoi, ed i magnifici passeggi dei vanni Fabre calvinista che volle su-
baluardi e de' corsi , oltre la spia- bire sei anni di galera pel padre
nata. La fortezza eretta da Luigi condannato per aver clandestina-
XIV serve al deposito della men- mente abbracciato la riforma, di Sa-
dicità. Dopo Roma e qualche altra muel Petit, di Giacomo Sauiin, di
città, Nimes è d'Eu-
forse la città Court de Gebelin, di Rabaud s. E-
ropa che conserva in maggior nu- tienne deputato alla convenzione, e
mero de' monumenti della grandez- di altri.

za romana, che nella maggior parte Nimes o Nismes si presume che


si credono ordinati dai due Anto- debba la sua origine ai focesi della
nini, in segno d'affetto al luogo di Jonia, che fondarono Marsiglia, sem-
cui erano originari. Fra gli altri vi brando confermare una tale opinio-
si trova la cosi detta casa quadra- ne i greci epitaffi quivi ritrovati j
ta, antico tempio eretto da Adria- essi l'occuparono per circa quattro
no, della forma di un lungo qua- secoli. E certo, che al tempo in cui
drato isolato, decorato di 3o colon- Fabio Massimo la conquistò pei ro-
ne e restaurato da Luigi XIV, e di mani, essa chiama va si Neniausus ed
nuovo nei 1820, in cui vi si stabili il Urbs Volscoruni Arecomicorunif es-
museo detto di Maria Teresa. L'an- sendo allora capitale dei volsci are-
fiteatro chiamato le Arene circo , comici, ciò che fa credere che questi
maestoso, composta di due Illa d'ar- popoli l'avessero conquistata sui suoi
, u

NIM NIM 39
fondatori qualche tempo prima dei denza pontificia. Nel i/m7 ^^ presa
romani. Diversi antichi marnir e dal principe d'Orange, comandante
"varie iscrizioni attestano che i ro- di un'armata inglese, ed in tal in-
mani vi mandarono delle colonie contro fu rovinato il suo bel anfi-
ed anzi varie medaglie assicurano teatro. Il tempio innalzato dai cal-
che fosse una colonia di soldati, i vinisti sussistè fino al i685, in cui
quali Augusto aveva ricondotti dal- fu demolito per ordine di Luigi XIV
l'Egitto, dopo la conquista di quella appena riconquistata la città. Nel
provincia. Fu
governala dai consoli secolo XVIcalvinismo gettò pro-
il

e decemviri, che l'abbellirono d'una fonde radici, e fu Nimes per lun-


quantità di bei monumenti; eranvi go tempo il teatro delle guerre di
degli edili come a Roma, un se- religione le più sanguinose, e cru-
nato de' decurioni un collegio di
, deli reazioni vi acca dettero nel 1791
sacerdoti edun tempio dedicato ad e i8i5.
Augusto. Convien però dire che que- La sede vescovile fu eretta ver-
sta città seppe sottrarsi a questa so il 4? 3 néìa. prima Narbonese
nuova dominazione, se si osserva nella bassa Linguadoca, suffraganea
che fu nel numero delle SSy città di Narbona; indi nel 1694 fii dis-
che conquistò Pompeo nelle sue spe- membrata per formare la diocesi
dizioni dalle Alpi sino alle ultime di Alais, e fatta suffraganea d'Avi-
estremità della Spagna. Quando crol- gnone, di cui è ancora. Al tem-
lo
lò l'imperio sotto Onorio ed Arca- po di Costantino Nimes si trovava
dio, la città di Nimes cadde fra le ancora soggetta ai suoi falsi dei, lo
mani de' goti nel V secolo , dopo che deplorando Eu verte vescovo di
essere stata per circa 5oo anni sot- Orleans, Rodile discepolo di lui ne
to la potenza de' romani. Nel VI concepì dolore, e benché suddiaco-
secolo i visigoti se rie impadroniro- no si sentì disposto convertire i nis-
no, e neU'Vlil passò sotto il giogo mesi, pregò quindi ed ottenne di
de' saraceni, che con altre piazze, e- partire per Nimes colla benedizione
gualmente che Nimes da essi dan- del vescovo. Giunto che vi fu^ trovan-
neggiale, conservarono per circa ven- do che stava per celebrarsi gran fe-

l'auni, finché furono scacciati da Pi- sta anniversaria al genio della cit-

pino il Piccolo. Fu in seguito go- tà, nel suo zelo rimproverò agli a-
•vernata dai visconti sotto l'autorità bitanti le adorazioni sacrileghe, l
de' duchi di Seltimiana, e se ne re- suoi discorsi resero furiosi i sacri-
sero padroni nel X secolo. Raimon- ficatori ch'eccitarono la moltitudine,
do ne usurpò l'alto do-
di Tolosa quindi fu tormentato e decapitato,
niinio,ed i re d'Aragona sì attri- forse sotto Giuliano apostata, ond'è
buirono in progresso Io stesso di- venerato per apostolo di Nimes, ed il
ritto su questa città e sul territo- suo martirio nel i838 fu pubblicato
rio; ma Giacomo 1 d'Aragona vi ivi dall'ab. Mathon; altri lo chiama-
rinunciò a favore di s. IX per
Luigi no s. Bauddio. 11 primo vescovo
una transazione del i258. Nel iSoq fu s. Felice, massacrato dai vandali
il Papa Clemente V l'onorò di sua che devastavano le Gallie in prin-
presenza , accompagnato da nove cipio del V secolo : per gli altri

cardinali, recandosi da Montpellier vescovi sino a Gio. Cesare R ossea


ad Avignone per stabilirvi la resi- de la Parisiére del 1786, vedasi la
4o RIM NlN
Gallia chr. VI. Gli successero i
t. Reg. t. XXVI ; Labbé t. X; Ardui-
seguenti riportati nelle annuali No- no t. VI Mansi,
; Sappi, t. II, p. 147.
tizie di Roma. 1787, 3o settembre, quarto nel 1284, in cui si fe^
Il

Carlo Prudenzo de Beo de Lieure cero molti regolamenti suU' ammi-


di Nantes. 1784 Pietro Maria Mad- nistrazione de* sacramenti e sulla di-
dalena Cortois de Balore della dio- sciplina. Labbé t.XI; Arduino t. VII.
cesi di Dijon, traslato d'Alais : sotto Il quinto si tenne nel i3o2. Gal-

di lui Pio VII pel concordalo sop- lia Chris t. t. VI, p. 85.
presse la sede nel 1801, indi la NliNFA (s.), vergine e martire.
ristablFi, e nel 1821 nominò vesco- Nacque a Palermo in Sicilia. Nelle
vo Claudio Francesco Maria Petit scorrerie de'goti, nel quinto secolo, si

Benoit de ChalFoy di Besancon. Per riparò in Italia, ove servi il Signore


sua morte, Gregorio XVI nel con- con grande santità, e morì in pace a
cistoro de' 12 febbraio i838 pre- Soana in Toscana. Il martirologio
conizzò r odierno monsignor Gio. romano la nomina a' io novembre
Francesco Cart di Mouthe arcidio- coi santi martiri Trifone e Respi-
cesi di Besancon, di essa già par- cio, perchè i corpi di essi sono nel-
roco e vicario generale. Il capitolo la stessa chiesa eli s. Agostino e di

si compone di otto canonici titolari, s. Spirito in Sassia a Roma.


di più canonici onorari, e de* pueri NINFEA o NINFEO. Luogo di
de choro: il parroco della catte- Bitinia Ponto Eussino. Fuvvi
sul
drale siede tra' canonici. La diocesi nel 1234 un concilio non ricono-
è ampia e comprende il diparti- sciuto,tenuto dai greci per la riu-
mento. Ogni vescovo è tassato in nione coi latini, alla presenza del-
fiorini 370. Nel i838 in Nimes si l'imperatore Giovanni Ducas o Va-
pubblicò da M. G erma in, Hisloire tace.I greci vi dispularono coi quat-

de Veglise de Nimes. tro apocrisari di Papa Gregorio IX,


sopra la processione dello Spirilo
Concila di Nimes. Santo, e sopra il pane azimo, non
che sull'addizione Filioque. I greci
Il primo fu tenuto nel 386 in restarono nelle loro false opinioni.
favore della fede cattolica. Reg. t. Diz. dé'conc; Labbé t. XI ; Ardui-
Ili; Labbé Arduino t. I.
t. II; no t.VI; Mansi, Sappi, t. I, p. ggS.
U secondo neir886 contro Selva NINI Jacopo Filippo, Cardina-
ecclesiasticospagnuolo che insultava le. Jacopo Filippo Nini patrizio sa-
r arcivescovo di Narbona Reg. t. nese, per un avventuroso incontro,
XXIV; Labbé t. IX; Arduino t, VL fu condotto rapidamente alia subli-
Il terzo nel 1096 sulla discipli- mità degli ecclesiastici onori; poi-
na, in luglio, da Papa Urbano II, ché nel ritornare nel i652 Fabio
con quattro cardinali e molti ve- Chigi dalla nunziatura di Colonia,
scovi. I canoni nella maggior parte trattenutosi per alcun tempo in
sono quelli di Clermont conferma- Siena sua patria, e veduto a caso
ti; il più rimarchevole è quello che Jacopo ancor giovanetto, rimase
conferma ai monaci il diritto di e- colpito nell'animo dalle sue belle
sercitar le funzioni sacerdotali. Il re doti d'ingegno e di modestia, che
Filippo I fu assolto dalla scomuni- risolvè di condurlo seco in Roma
ca, perchè promise lasciar Bertrada. quasi a compagno di studio. Fece
NIN NIN 4i
il Nini tal profitto presso si illu- moria, a tenore della sua testamen-
utinato e dotto precettore , e gli taria disposizione. Amatore delle
prestò con tal. diligenza e fedeltà buone lettere, fu mecenate impe-
l'opera sua, singolarmente nella se* gnatissimo de'letterati, come sì di-
greteria di stato, quando Chigi la stinse qual difensore acerrimo della
dirigeva da prelato e da cardina- cattolica fede e dignità della sede
le, che divenuto Papa Alessandro apostolica.
VII lo dichiarò canonico di s. Ma- .NlNlANO (s.). Ebbe a padre un
ria Maggiore, nel i656 segretario principe dei bretoni-cumbri che a-
de'menioriali, e poi maestro di ca- bitavano la contea di Cumberland
mera, ed in seguito maggiordomo. e di Galloway. Sì recò a Roma per
A corona di tanti favori lo pub- applicarsi allo studio e alla pratica
blicò a' i5 febbraio 1666 cardi- della religione, in cui fece rapidi
nale prete del titolo di s. Maria progressi. Animato dallo zelo della
della Pace, e lo ascrisse alle con- gloria di Dio, tornò al suo paese,
gregazioni della consulta, del con- ove finì d'istruire quelli che aveva-
cilio, di propaganda ed altre, colla no già qualche cognizione delle ve-
protettoria dell'ordine cistcrciense. rità del vangelo, ritrasse dall'idola-
Lo ritenne il Papa in palazzo pres- tria quelli ch'erano ancora immersi
so di sé, e non avendo carica di nelle tenebre di essa, raddolcì la

considerazione da conferirgli, lo di- Tudovaldo


fierezza di re de'pitli, e
chiarò pro-maggiordomo, e si pre- fabbricò una chiesa di pietra nel
valse di lui e de'suoi consigli non paese conosciuto oggi sotto il no-
solo nel governo del dominio pon- me di Galloway , ivi ponendo la

tifìcio, ma in quello eziandio della sua sede episcopale. Sembra che il


Chiesa universale, quantunque dal- santo fosse slato consacrato vescovo
lo scrivere gentilmente in toscano a Roma, prima che ne partisse. E-
in fuori, non avesse gran dottrina gli recò la luce della fede ai cum-
e capacità. La sua applicazione pe- bri e a tutte le provincie abitate
rò lo rese lodevole, ancora per la dai pitti meridionali, de' quali vie-
connaturale gentilezza del tratto, ne qualificato l'apostolo. Morì a' 16
accoppiala a bella presenza; ma i di settembre del 4^2; ed in tal

fjequenti incomodi di salute cui giorno celebrasi la sua festa. Molti


andò soggetto, amareggiarono
gli miracoli si operarono per di lui in-
la dignità, e il godimento delle tercessione. Le sue reliquie furono
rendite ecclesiastiche, che in abbon- custodite a Whitehern sino alla pre-
danza gli furono assegnale. Tro- tesa riforma: avvi un di lui brac-
vossi ai conclavi di Clemente IX cio a Donai , nella chiesa che ap-
e Clemente X, ed a quello pure parteneva ai gesuiti.
d' Innocenzo XI, il primo de'quali NINIVE. Sede vescovile della
volle che per alcun tempo conti- quinta provincia della diocesi dei
nuasse nella carica di prò- maggior- caldei, sotto la metropoli di Mos-
domo. Morì nel 1680 d'anni 52, soul, sul Tigri, forse fabbricata sulle
e fu sepolto nella basilica Liberia- rovine dell' antica" Ninive capitale
na, alla quale in vita ed in morte dell' Assiria e tanto famosa. Ne fu-

compartì segnalati benefizi, nella rono vescovi, Basohebe massacralo


tomba de'cauonici senza alcuna me- con altri cattolici, perchè si oppo-
4» NIS NIS
DevaDO agli eirori de* nesloiiani; e l(»Iici ed ecclesiastici graduati, ecl

quei registrali ueWOrìeus christ. t. ai vescovi, come dicemmo nel voi.


II, p. i:i24- XLIV, p. 59 del PizionariOy par-
NIOo JOS. Sede vescovile nel- lando di quella del Nisciani Iflihar
Tisola dcir Arcipelago , oggi Eiiios conferita io brillanti. Nisciani Ifti-
delle Cicladi meridionali, nel regno har in italiano significa decorazio-
di Grecia. I Ialini vi ebbero i se- ne o segno onorifico; ha propria-
guenti vescovi. Ettore; Michele Pa- mente una sola denominazione, e
drolo domenicano del i443i Pietro si distingue solamente dalla mag-
de Xaca domenicano spaguuolo del giore o minore grandezza e valore
i56o; Girolamo Clavigo pur do- della decorazione stessa, che il grau
menicano del i56/{.. Oriens christ, signore conferisce col nome gene-
t. Ili, p. II 35. rale di JVisciani Iftihar. Volendo
NISA, Nysa. Sede vescovile del- Mahmud padre del regnante sul-
II

l'Asia proconsolare, sul Meandro, tano guiderdonare i servigi e me- i

sotto la metropoli d'Efeso, eretta riti di parecchi distinti personaggi


i»el V secolo, detta pure Nice. Eb- turchi ed europei, pensò di sostituire
be per vescovi, Teodoro die fu al alla vieta decorazione della Luna{Fe-
primo concilio d'Efeso; Meonio in- di)j della atìche 31ezza Luna
omai y

tervenne a quello di Calcedonia; Si- caduta in disuso, un nuovo e più


fciunio fu al VI concilio generale ; accettevole segno d'onore, e ira-
Teodosio si recò al VII ; NicoU scelse a tal uopo nell' inverno del
air Vili, e Michele a quello pel ri- 1808 il Tura (ossia la cifra, che
stabilimento di Fozio. Oriens chrisl. indica il nome del sultano e del
t. I, p. 708. suo genitore), il quale posto in
NISA o NISI, Nysa, Nyssa. Se- campo d'oro, e circondato di ric-

de vescovile della prima Cappado- chi diamanti, divenne cosi il primo


cia, sotto la metropoli di Cesarea ,
e più cospicuo ordine cavalleresco
eretta nel IV secolo. Il primo ve- dell'impero ottomano, ove tutt'ora
scovo fu Gregorio, di cui si lagna s.. conservasi in grandissimo lustro sot-
Basilio nella lettera 266 j poi s. Gre- to il titolo di Niscian- fflihar, cioè
gorio Nisseno fratello di tal santo, decorazione ed insegna dell'onore,
eletto nel 372, uno de' più illustri la quale però, come dicemmo, è
prelati del suo tempo quanto ai : maggiore a minore secondo la qua-
successori vedasi V Oriens christ. t. lità delle persone alle quali viene
J, p. 392. data. Abbiamo anche la decorazio-
NISA o NISSA o NESSA, Nesa, ne o Niscian istituita da Ahmed
JSfaissus. Sede vescovile di Licia celebre bey di Tunisi, salito al tro-
nell'esarcato d'Asia, sotto la metro- no nel 1837, amico sincero della
poli di Mira, eretta nel secolo V. Francia e civilizzatore del proprio
Giorgio suo vescovo fu al concilio stato, ove regna da sovrano assolu-
VII generale. Oriens christ. t. I , to; decorazione da lui fondata pel
p. 988. civile e pel militare, quale onorifico
r^lSCIAN o NrSCI ANI IFTIHAR. guiderdone per coloro che se ne
Decorazione equestre della Porta mostrano degni, sieno statisti o no.
ottomana di più specie, che con- La decorazione è di più classi, di
ferisce il gran sultano anche ai cat- forma ovale con cifra in mezzo ^
NIS NIS 43
appesa ad ima mezza luna e ad cipi d*orieute pel suo acquisto, so-
una stella, a quella incisa
simile no un testimonio di sua antica gran-
nel num. a Giornale militare
del dezza. Divenne colonia romana sot-

italiano del 1847, che si pubblica to Settimio Severo, ma dopo la


in Firenze dal eh. cav. Dragoman- spedizione dell'imperatore Giuliano
ni. Nella splendida accoglienza che l'apostata in Persia, Gioviano suo
r illuminato bey ricevette nel 1846 successore restituì ai persiani que-
in Francia, egli di sua mano con- sto baluardo dell'impero romano,
ferì ladecorazione tunisina del Ni- con grandissimo rammarico degli
scian a molti ragguardevoli perso- abitanti, i quali dovettero andare
naggi; e ritornato nel suo stalo a stabilirsi altrove, ed Ammianq
rimise l'insegne del Niscian di pri- rimproverò a Gioviano fortemente
ma classe al maresciallo Bugeaud la resa vergognosa di questa piaz-

governatore dell'Algeria, di secon- za al re Sapore IL In conseguenza


da classe ai generali Lamoricière e di questo cambiamento, la sede ve-
Bedeau, ed al contr'ammiraglio Ri- scovile di Nisibi eretta nel IV se-
godit di Algeri. Nella lettera accom- colo, passò dalla giurisdizione del
pagnatoria del bey al maresciallo, patriarca d'Antiochia, sotto quelU
chiama la decorazione » splendido del cattolico di Caldea. Questa chie-
fregio, che occupa un luogo distin- sa fino dai tempi della persecuzio-
to nell'opinione di tutti gli uomi- ne di Diocleziano, e da quelli di
ni d'onore. Sovr'esso è scritto il Costantino, era eretta dal vescovo
nostro nome, e lo stemma della e cittadino di Nisibi s. Giacomo
dignità dell'ordine : ti piaccia ac- (Fedi), detto perciò Nisibeno, il

cettarlo ". suo primo celebre confessore della


NISIBI. Città vescovile dell'Asia fede, chiaro per dottrina e mira-
nella Mesopotamia^ nel patriarcato coli, maestro del siro s. Efrem. Nel

d'Antiochia, sotto la metropoli d'A- concilio I di Nicea si distinse co-


mida ora , nella Turchia asiatica. Eu- me uno de* più intrepidi difensori
sebio di Cesarea, Edes-
s. Efrem di della consustanzialità del Verbo con-
sa, e s. Girolamo la mettono ira tro l'eresiarca Ario, e mori nel fi-

le ci.ltà più antiche, e credono che ne del IV secolo : Teodoreto ne


sia {'Acliady di cui è fatta menzio- scrisse la vita, e s. Atanasio anco-
ne nella Genesi cap. io, v. io, edi- ra fece menzione dell'illustre pre-
ficata da Nembrod, e che restò poi lato, Orat. I, contra Arian. Il Maz-
celebrata con molti nomi, di Naca' zuchelli nel t. I, par. II degli Scrit*
bin, Ntsihiy ed Antiochia Migdonia tori d'Italia, fece onorevole menzio-
perchè situata nel fianco australe ne di sue opere, che pubblicò in
del fiume Migdonio, come narra Roma nel 1^56, colla dissertazione
anche Plinio. La sua felice situa- De ascetiSf il cardinal Nicolò Anto-
zione accrebbe la sua magnificenza ;
nelli . Altro vescovo che governò
posta tra Charra e Seleucia, 35 la chiesa di Nisibi sotto i patriar-
nìiglia distante dal Tigri e 5o da chi d'Antiochia è Volageso, al qua-
Amida, le sovrastava il monte Ma* le fu attribuita una lettera, in cui
sio in lontananza, circondata da spa- si narra il modo come la città per
ziosa campagna terminante all'Eu- le preghiere di s. Giacomo suo pre-
frate. La gara de'romaui e de'priu- decessore fu liberata dall'assedio che
2

44 Nis NIS
Sapore II gli fece nel 35o, alTer- di lui
massime, ch'egli pure inse-
itiandolo il Oriens
p. Le Quieti, gnò nella scuola nestoriana, famosa
ifirìsUanus, 99^. In Nisi-
t. II, p. perchè Nisibi con Edessa furono le
Ijì fu eretto uu tempio al culto eli due principali cillà di Caldea. Quan-
s. Giacomo, al cui sepolcro si di- to agli altri vescovi nestoriani di
scendeva pei* una scala sotterranea, Nisibi, dipendenti dal cattolico di
ed all'epoca dell'imperatore Giulia- Caldea, fino al i33o ne riporta la
no questa chiesa fu bagnata dal serie menzionato p. Le Quien t.
il

sangue de'martiri s. Dionisio o De- II, p. 1589. Commanville, Hist.das

metrio monaco e compagni, per ave- arch., dice che in Nisibi vi ebbero
le rinfacciata al tiranno la sua apo- i vescovi gli armeni e i; nestoriani
>tasia in Nisibi stessa. Nel secolo VI de* quali divennero pastori nel se-
Nisibi diventò sede arcivescovile, e colo IX sotto Seleucia. Per gli an-
nel 645» vi fu celebralo un conci» tichi pregi della chiesa di Nisibi,
lio da Gussia, forse allora suo ar- la santa Sede ne conferì il titolo
civescovo, che vi fece alcuni cano- arcivescovile di Nisibi, Nisibeii in
ni a suo capriccio, come rilevasi partibus, a diversi personaggi: di
dall'Assemani, Bibl. orìent. t. IH, Gio. Battista Braschi ne parlammo
p. 142. Vedi Siria sacra
134, p. nel voi. VI, p. 97 del Dizionario.
e l'annalista Rinaldi agli anni 338, Dipoi fu fatto arcivescovo di Nisi-
II. 18 e 19, e 363, n, 38 e 121, bi Francesco de Bolanos della dio-
fr.

dal quale si apprende che il corpo cesi di Toledo. Pio VI fece arcive-

di s. Giacomo fu trasportato altro- scovo di Nisibi e superiore delle mis-


ve d'ordine di Giuliano, con pro- sioni di Olanda Cesare Brancadoro
fondo dolore de'suoi divoti nisibeni. poi cardinale, il quale ne. dichiarò la

Quando la chiesa di Nisibi pas- singoiar compiacenza pel lustro di


so sotto la giurisdizione del catto- questa chiesa, e per averne portato
lico Caldea^ ne fu nominato ve-
di il titolo il Braschi antenate del Papa,

scovo Barsuma, di cui parlammo a nella prefazione erudita del suo li-
quell'articolo, primo empio precet- bro: Pio VI in Sabiaco. Rileva il
tore della scuola nestoriana istitui- De Angelis, Coniment. di Montefia-
ta in Nisibi: gli autori contempo- scone p. 76, che avendone portato
ranei parlano di lui come d'un uo- il titolo il cardinal Caleppi, lo pre-
mo pessimo per le sue massime, e ferì qualunque altro monsignor
a
corrotto ne' suoi costumi. Barsuma Vincenzo Macchi oggi cardinal de-
introdusse la poligamia nella sua cano del sacro collegio, quando nel
jsetta, ed invitò sacerdoti ed ve- i i 18 8 Pio VII glielo conferì colla
i

scovi ad ammogliarsi pubblicamen- nunziatura Elvetica. Essendo va-


te, avendo egli medesimo sposato cante, Gregorio XVI nel concisto-
Mammea religiosa, su di che si po- ro de' 1 aprile i845>, vi nominò
trà consultare il citalo Assemani t. monsignor Carlo Luigi Morichini
Il, p. 4^3, il quale racconta altre- romano, prelato domestico e chie-
sì, che Barsuma essendo entrato rico della camera apostolica, che
nella chiesa del monastero di Tu* insieme promosse a nunzio di Mo-
Abdin, venne colà trucidato dalle naco o Baviera Questo dotto e .

religiose medesime del monastero. rispettabile lodato autore


prelato,
Gii successe Oaca anche uell'empie di utili opere (del cui celebre pu«
ISIT NIV 4*
tire parlammo con enoomi nel voi. quelli che registrati nelle annuali
XLIV, p, i4o dei Dizionario ed Notizie di Roma qui riportiamo.
altrove), il regnante Pio IX nel 1 847 1787 Gio. Ernesto de'conti di Har-
Io fece prò- tesoriere generale e mi- rac di Vienna. 174^ EmericoEsler-
nistro delie finanze. hazy de Galanta di Giavarino, tras-
NITRIA con resi-
{Nilìien). Citlà laloda Dor^. 1763 Giovanni Gusz-
denza vescovile in Ungheria, capo- liny della diocesi di Strigonia, suc-
luogo del comitato del suo nome, ceduto per coadiutoria. 1780 An-
marca di IVeulra, a 27 leghe da tonio de Revay della diocesi di Stri-
Buda, sulla destra della riviera del gonia trasferito da Bosnavia. 1788
suo nome, chiamala pure Neutra^ Francesco Saverio Fuchs della dio-
in ungherese Nyitra ed in islavo cesi di Giavarino. 1808 Giuseppe

Nilra. Sta sopra due alturCj una Kluck della diocesi di Neosolio. 1827
delle quali è occupata da un for- Giuseppe Vurum, traslato da Va-
te castello, e l'altra dalla città pro- radino, della diocesi di Grem. Per
priamente detta. La cattedrale, re- sua morte, Gregorio XVI nel con-
cente edifìzio di solida struttura sot- cistoro de' 18 febbraio i838 dichia-
to l'invocazione di s. Emeramo ve- rò r odierno vescovo, già di Casso-
scovo e martire, è posta sopra un via, monsignor Emerico Palugyayn,
monte, onde nelT inverno diflìcile nato in RisPalugya diocesi di Sce-
n* è r accesso vi si venerano insi-
j pusio. 11 capitolo si compone di
gni reliquie, tra le quali quelle dei quattro dignità, prima delle quali
ss. Andrea e Benedetto patroni è il preposto che gode la preben-
della diocesi. JNella città vi sono da del penitenziere, di dieci cano-
due chiese parrocchiali con Jjatti- nici, e di altri preti e chierici. La
sterio^ un convento di religiosi, ed diocesi è ampia, contiene due cit-

una gran casa di quelli delle scuo- tà, diversi luoghi, e i^5 chiese par-
le pie, il collegio, il seminario, l'o- rocchiali. Ogni nuovo vescovo è
spedale, il palazzo vescovile ampio tassato in 275 fiorini, corrisponden-
e magnifico adiacente alla cattedra- ti a 97,000 di rendite, però gra-
le; inoltre il vescovo ha nella dio- vati di 57,000 fiorini ungheresi.
cesi altre quattro residenze. La se- NIVELLE o NIVELLES, iV/V/-

de vescovile fu secondo alcuni eret- gella. Città de'Paesi Bassi nel Bra-
ta nel 1000 da s. Stefano I re bante meridionale, capoluogo di cir-

d'Ungheria, dicesi prima dell'arri- condario e di cantone, a 6 leghe


vo dei Magiari, sulfraganeo di Gran da Brusselles, sulla Thienne. È an-
o Strigonia di cui è tuttora. Sem- tica, ed ha la chiesa collegiata di
bra però che questa sede abbia più s. Geltrude, con bel collegio. Ivi
antica origine, poiché da quanto di- tal santa, figlia di Pipino figlio di

cemmo a MoEAviA era stata prov- Carlomanno, e sua madre Iduber-


veduta di vescovo nell'880 dal Pa- ga nel 645 fondarono il celebre
pa Giovanni Vili; anzi tra i vesco- monastero di benedettine poi cano-
vi suffraganei di Urolfo arcivescovo nichesse, che die origine alia città,
di Lorr.k dell'SaS, si novera Nitria, di cui si chiamò principessa la pri-

come riporta l'Ansizio in Germania ma. Divenne capoluogo di baronia,


sacra t. I, p. i46. Ne furono vesco- e celebre fu Giovanni di Nivelle
vi nel secolo passato e nei corrente suo signore i francesi nel combat-
:
-

46 NIZ NIZ
timento di SeneflT, nel 1674 vi ri- fale. Si divide in vecchia e nuova
portarono sugli olandesi strepitosa città; quest'ultima ha case di bello
vittoria. In Nivelle nel 1200 si aspetto, sopra tutto quelle del sob-
tenne un concilio, suU' interdetto borgo della Croce di marmo, e del
della Francia. Labbc t. XIj Ardui- quartiere Nuovo che lo segue, delle
no t. VII. quali la maggior parte delle mura-
NIZERIA. Sede rescovile dell'e- glie esterne sono dipinte a fresco; i

sarcato d'Asia, nella prima provin- giardini della maggior parte di esse,
cia delle Cicladi nell' Arcipelago, congiuntamente al bel cielo ed al-
sotto la metropoli di Rodi, eretta l'aria pura di Nizza, le fanno ri-
nel secolo IX. È pure chiamata cercar molto dai. forestieri che con-
Icaria i
Nicari a o NicoUri, così det- corrono in questa città. E osserva-
ta dagli antichi da Icaro figlio di bile la piazza di s. Agostino, qua-
Dedalo, la cui isola appartenne ai drato cinto da portici, ed una del-
Giustiniani di Genova signori di le più belle d'Italia, ed un'altra
Scio, donde passò ai turchi. Ne fu- vicina al mare, fiancheggiata da al-
rono vescovi Giovanni del i353j beri, e presso a cui evvi un largo
Guglielmo Alboni de* minori; Gu- terrazzo che serve di passeggio e
glielmo trasferito da Colosso nel di •
diga, donde si distinguono le

i365; Tommaso di Negroponte dei montagne della Corsica. I bastioni


minori; Guglielmo Capellaii agosti- offrono altri passeggi e vedute pit-
niano del 1426; Giovanni domeni- toresche. I principali pubblici edi-
cano del i5o8. Oriens chris. t. Ili, fìzi sono: il palazzo del governato-
p. 1054. re, l'antico convento de' domenica-
NIZZA (Tf/c/e/i).* Città con resi- ni, il collegio de'gesuiti, gli edifizi
denza vescovile negli stati sardi, ca- Lascaris, s. Andrea, e l' ospedale,
poluogo di divisione, di provincia vasto fabbricato di moderna costru-
e di due mandamenti, a 35 leghe zione. La cattedrale è sotto Ti n vo-
da Torino e da Genova, sul Me- cazione Reparata, con batti
di s*

diterraneo all'imboccatura del Pa- sterio, sono altre tre chiese


e vi
glion che si attraversa sopra un parrocchiali, pure col fonte sacro;
ponte, ond'è detta Nizza marittima. diversi conventi di religiosi, un mo-
E sede d'un senato reale o corte nastero di monache, due orfanotro-
di giustizia superiore, per la divi- fi, monte di pietà e seminario. Vi
sione. Deliziosamente situala^ sta al è la biblioteca pubblica, due stabi-
piede d'un anfiteatro di colline co- limenti di bagni ed il teatro. Il

perte di case di delizia, e di bo- porto che sta all'est della città è
schetti di aranci, cedri, ec. Le Al* piccolo, ma sicuro, ed assai profon-
pi vi compiscono la veramente lo- do, essendo difeso da un forte sul
ro pittoresca prospettiva da un la- capo di s. Albano. Vi sono diver-
to, ed il more dall'altro. Sorpren- se fabbriche; la pesca vi è attiva,
dente e incantevole è la strada e quella delle sardelle abbondante.
detta della Cornice, perchè prima in E patria del matematico Maraldi,
molti luoghi era strettissima, lungo del lessicografo Alberti di Villano-
il Mediterraneo da Nizza a Genova. va, del pittore Vanloo, dell'astro-
Cinta da mura bastionate, ha tre nomo Domenico Cassini, e di altri
porte, una delle quali di forma tiion- personaggi illustri. Il Papa regnau-
NIZ NF-Z 47
te nel 1847 creò cardinale Giaco- e municipio de'romani, ed ebbe i

mo Maria Antonio Celestino Du- tre soliti ordini di cavalieri, senato


pont di Villafranca diocesi di Niz- e plebe, e nel suo distretto com-
za, fatto da Gregorio XVI arcive- prendeva i popoli vedianzi^ capii*
scovo di Bourges: ne parlammo lati, alpini e salii, e sembra che i

nel voi. Ili, p. 291 del Diziona- marsigliesi ne sieno stali i fondatori
rio. Kizza fu capitale dell' antica come Nizza. Ambedue città libere,
contea d* Italia del suo nome, che indi suddite airomani, finche nella
per molli secoli fece parte della decadenza dell'imperò dai longo-
Gallia JVarbonese, e quindi della bardi conquistate, poscia da loro
contea di Provenza, da cui fu di- massime Cimella nel 787,
distrutte,
visa per essersi i suoi abitanti spon- onde Nizza non divenne più che
taneamente dedicati ad Amadeo VII un luogo di riposo: a questa ulti-
conte di Savoia nel i388; laonde ma epoca incominciò Nizza a ri-

si Nizza nella Francia Nar-


disse popolarsi, ed alla fine del secolo
bohese, o Nizza di Provenza. XII era la capitale della contea
I focesi fondatori della città di del suo nome. Nella sua origine
Marsiglia, vedendo le loro colonie costrutta sopra una roccia domi-
considerabilmente accresciute, si e- nante il mare, si estese poscia ha
slesero lungo la avendo
cosla^ ed il Paglion e la Limpia. La roccia
ritrovato sul Varo un luogo ame- a pino fu coronala in progresso
nissimo, vi fondarono la città di da una fortezza, che resister seppe
Nizza, a cui diedero il nome di iVi- spesso agli sforzi del pirata Barba-
caea che significa vittoriosa^ in me- rossa, il quale per non poter pren-
moria de* vantaggi da loro quivi derla saccheggiò la città. Soggetta

riportati sui liguri. Teneva un po- ai re di Borgogna ed ai conti di


sto distinto tra le città dei gaulesi, Provenza, i suoi abitanti, come di-

quando romani intrapresero


i la con- cemmo, si diedero ad Amadeo VII,
quista della Provenza^ circa i58 più tardi abbellendola Carlo Em-
anni avanti Gesù Cristo. Era della manuele II e Vittorio Amadeo IF.

più grande celebrità al tempo di Quando il Papa Adriano VI nel


Tolomeo. I romani, pnma di Cesa- i522 dalla Spagna si recò navi-
re, avevano ottenuto dai marsigliesi gando a Iloma, pernottò nel porlo
il porto di Nizza, di cui fecero un di Villafranca, complimentato dal-
arsenale marittimo appunto per le l' ambasciatore mandato da Fran-
loro guerre in Provenza sotto Au- : cesco I re di Francia, la cui ar-
gusto questo arsenale fu trasferito mata sotto il comando diFrance-
a Frejus, e Nizza, che ritornò in sco di Borbone se ne impadronì.
potere de* marsigliesi, fu loro alfine Nel i538 ebbe luogo in questa cit-

tolta dopo la morte di Tiberio; tà famoso congresso del Ponte-


il

ma il suo porto essendo in pessi- fice Paolo III, coir imperatore Car-
mo stato, i romani trasportarono lo V e con Francesco I, in conse-
la sede della provincia a Cimella, guenza di che per mediazione di
Cemeliiim, oggidì piccolo luogo ad Paolo IH fu conchiusa una tregua
una lega da Nizza, detto Cimiez. di dieci anni fra i due monarchi.
Fu Cimella capo delle Alpi marit- Il Giovio eh' era presente, narra
time, sede dei presidenti, colonia che nel giugno i due sovrani se-
48 NIZ NIZ
paratamente ossequiarono il Papa, piedi con tali principi. Entrò in
il quale non potè riuscire di finii Nizza tra una folla immensa di
abboccare insieme, ed inutilmente popolo giubilante di divozione, o
gl'invito a portarsi in Vicenza per prese alloggio nel palazzo della
la celebrazione del concilio . Ac- prefettura. Ne' tre giorni che vi di-
compagnalo da Carb V, colle ga- morò fu una continua festa e la
lere francesi verso il fine di giugno sera illuminazione . Il Papa vi
Paolo III approdò a Genova. Il Fer- celebrò ogni giorno la messa, ascol-
lone, De viaggi intrapresi dai Poh* tata dalle dame e da altre persone;
teficiy racconta che Paolo HI giun- accolse benignamente il vescovo, i

se a Nizza a' r8 maggio, incon- parrochi de' dintorni e chi volle


trato tìair imperatore a Mona- ossequiarlo, e sette od otto volte
co, e che non essendo il Papa al dì compartiva la benedizione
ammesso in città per le gelosie dei dal balcone, innanzi al quale una
savoiardi, alloggiò di fuori nel con- volta schieraronsi 72 barche di pe-
vento de' francescani, mentre Fran- scatori e più di 1 6,000 persone,
cesco I era in Villafranca, e mai per applaudire il Pontefice ed es-
potè riunire insieme i due sovrani, sere benedetti. Alla sua partenza
benché piti volte si portasse da un popolo immenso con dimostra-
loro, solo ottenne la detta tregua. zioni religiose concorse a veder par-
Sotto Luigi XIV, Catinai prese tire Pio VII per Savona, e gli a-
Nizza nel 169 1 e la restituì pel bilanti delle vicine comuni posero
trattato di pace col duca di Savoia le campane sugli alberi e mortari
nel 1696. Fu ripresa dal mare- in più luoghi per celebrarne il pas-
sciallo diBerwick nel lyoS, che saggio. La seconda volta che Nizza
s'impadronì anche della fortezza vide Pio VII fu nel i8i4, quando
Tannò seguente, e dopo essere sta- ritornava dalla sua prigionia a Ro-
ta r una e 1' altra quasi distrutte, ma, proveniente da Aix, a modo
ritornò colla contea in potere del di trionfo, a'2 febbraio: si mosse-
duca di Savoia pel trattalo d' U- ro ad incontrarlo le confraternite,

trecht del 171 3. Fu presa nuova- gli alunni del seminario, i5o sa-
mente dar francesi nel 1744 ^ cerdoti in cotta. Arrivato a Croix-
1792, e riunita alla Francia nel du-Marbre il popolo staccò i ca-
1793, in seguito divenne il capo- valli della vettura e la portarono
luogo del dipartimento delle Alpi sino alla chiesa e alla prefettura
marittime, formalo dalla contea di tra gli evviva.
Nizza, sino al i8i4, epoca in cui Prima del vangelo, tanto in Niz-
fu restituita colla contea al re di za che in Cimella, l'idolatria fu la
Sardegna, formando una divisione religione dominante, e da più iscri-
de' suoi stati. Due volte Nizza fu zioni «e ne hanno i sacrifizi, i mi-
onorata dalla presenza di Pio VII; nistri, i ed i sepolcri; se poi
riti

Ja prima fu nel 1809 deportato, e da s. Barnaba o da s. Nazario, o


•vi giunse da Aix a' 7 agosto, in- da altri siasi introdotta la religio-
contrato al ponte del Varo dal ve- ne cristiana, è cosa assai diffìcile a
scovo e dalla regina d' Etruria col potersi stabilire ,
potendosi leggere
principe suo figlio, in modo com- l'erudita Dissertazione III del p.
nìovenle, percorrendo il ponte a Pietro Paganelli nella Storia della
o1

NIZ NIZ 49
chiesa Ligure.Egualmente s'ignora vocazione, detta volgarmente dell'o-
precisamente quando e da chi fos- spedale, perchè unita all'antico ospe-
se eretta la sede vescovile, e nep- dale della città, e l'altare maggiore
pure se in principio le due città è pure a lui sacro. Gli successe s.

ebbero due vescovi^ o per ambedue Ponzio romano, che venera mar- si

uno solo ; in progresso il vescovo tire a' i4 maggio; nel 3o2 Vale-

l'ebbe ognuna delle due chiese con rio I, nel 337 Basso II, nel 38
sedi distinte, ridotte poi ad una sola s. Amanzio , nel 4^7 *• Amanzio
dai Papi ; e sia per questa unione, francese, che nel \5o d'ordine pon-
. sia perchè avessero un vescovo solo, tifìcio uni le due diocesi di Cimel-
or di Cimella, or di Nizza ed ora la e Nizza, ciò che il Barali attri-

di ambedue queste chiese s' intito- buisce al Papa s. Leone I, essendo


lava. In origine fu suffraganea d'Am- vescovo Valeriano. Nel 460 s. Va-
brun, indi d'Aix, e dal i8i4 lo è lerio monaco lerinense, nel 467 Au-
di Genova. Il primo vescovo che xiano, nel 490 s. Dolerlo cittadino di
rUghelli, neW Italia sacra t. IV, Nizza, ucciso in Toul a' 2 8 agosto
p. I io3, registra con altri, è s. Bas* nella cattedrale, mentre pregava con
so che governò circa vent'anni, na- s. Graziano vescovo; nel 52 o Ber-
tivo di Nizza, apprende come si nardo, nel 563 s. Magno, nel 58
dall' iscrizione Marano,
scoperta in Austadiojche seppellì il corpo di s.
Corpus s. Bassi episcopi et marty- Ospizio, che altri dicono tumulato
ris JViciensis. Eletto forse sotto A- da s. Magno. Nomineremo i vescovi
lessandro Severo, sembra martiriz- degni di particolar menzione. Nel 767
zato neir impero di Decio circa l'an- s. Siagrio parente di Carlo Magno,
no 25o o 253. Il suo corpo inte- ma la lacuna di 200 anni sino a
ro, flessibile e odoroso si conserva Frodonio del 998, lasciata dall'U-
in Marano di Fermo, nel governo ghelli, viene riempita dal ch.can. Bi-

di Grottamare, con collegiata chie- ma nella Serie cronologica de' vescovi


sa già di s. Maria di Castello, ora di Nizza, che la descrive sino ad
di s. Basso; la cui identità, tanto oggi. Nel 1004 Bernardo II che
contrastata, fu vittoriosamente soste- confermò la nomina di Giovanni
nula. Presso una famiglia del luo- abbate di s. Ponzio; nel io 18 Pon-
go si conserva un antico e impor- zio II arricchì de' suoi beni la cat-
tante mss. latino riferibile al mar- tedrale; nel io37 Nittardo di Niz-
tirio di s. Basso, del quale tratta- za chiamato il Buono; nel 1064
no Baronio, Spondano e Bzovio al- Raimondo che ricevette in donazio-
l'anno 253, ed altri: il p. Civalli ne il contado di Drappo; nel 1078
presso il Colucci t. XXV, p. 32, Archimbaldo che arricchì il mona-
parla del convento di s. Basso fuori stero di s. Ponzio, e consacrò la
di Mai-ano, in cui sotto l'altare mag- chiesa della Turbia; nel 1 100 s. An-
giore fu trovalo il corpo di s. Bas- selmo; nel 1 1 20 Pietro III, eletto
so poi trasportato in Marano, ove dal Papa Calisto 11^ che introdusse
se ne celebra la fesla a' 5 dicem- la vita regolare e il chiostro tra i

bre. Vedasi ancora Catalani, De eccl. suoi canonici; nel 1166 Raimondo
Firmana p. 44- Anche in altri luo- II, eletto dai canonici di s. Maria,
ghi è venerato s. Basso, ed in Ca- giusta il da Pietro
privilegio avuto
po d'Istria ha chiesa sotto la sua in- li; nel ii68 Stefano che si oppose
VOL. XLVIII. 4
So NIZ NIZ
all'unione cìi questa chiesa con (niel- feritoda Marsico Gio. Lodovico dei
la di Genova; nel i ^38 Manfredo che marchesi di Ceva. Nel 1600 fr.
ricevette in Nizza nel I25i il Pon> Francesco Risirio de'minori, egregio
tefìce Innocenzo IV reduce da Lione. predicatore, confessore di Carlo Em-
Nel iiS'j Pietro V Bono, isti- manuele 1 duca di vSavoiij, che pub-
tuì la compagnia del Gonfalone ;
blicò i decreti sinodali da lui liitli.

nel i3io Raimondo IH cittadino Nel 1G22 Pietro Francesco JMnletlo


di Nizza; fr. Guglielmo de'minori, di Vercelli, abbate generale de' ca-
insigne teologo, ài cui tempo nel nonici lateranensi , scrittore della
1822 passò in Nizza s. Rocco in- vita del b. Amadeo di Savoia. Ur-
cognito. Nel 1829 ^^' Giovanni IV bano Vili nel 1634 da Saluzzo vi
di Nizza; nel i342 Filippo Guastono trasferì Giacobino Marengo di Mon-
traslato da Sion; nel i36o Lorenzo dovi. Gli successe nel i658 Deside-
già prevostodella cattedrale; nel 1873 rio Paletta di Vercelli, abbate di s.

Rocca Salva, ricevette nel 1376 Andrea de' canonici regolari, zelan-
Gregorio XI, che da Avignone re- te del culto divino, riedificò la cat-
stituì la residenza papale a Roma. tedrale. Poi successero, nel 1659
Nel i4o6 Francesco ricevette, se- Giacinto Solaio traslato da Mon-
condo il Bicna, Gregorio XII nel dovi; nel i663 Diego della Chiesa
suo viaggio per Costanza, ma non vi piemontese, dotato di molte virtù ;

convengo pei che inverosimile, forse nel 1671 Enrico IV Provana car-
e meglio dovrà dirsi Giovanni XXI li. melitano, dotto, zelante e munifico,
Aimone benedettino del 1/I12 rinun- che in cattedrale eresse un bell'al-

ziò nel 1428, dopo che sotto di lui tare di marmo, istituì il seminario
"venne istituita la confralernila della cuilasciò beni quando mori a' 3o
Misericordia. Lodovico II Bardalo novembre 1706, anno in cui av-
del i4^8, fu ai concilii di Basilea venne la presa e demolizione del
e Firenze. Nel 1461 Grassi eletto castello di Nizza. Conquesti si ter-
dai canonici di s. Maria non fu ap- mina la serie wqW Italia sacra. Do-
provato dal Papa; nel 1462 Bar- po 2 1 anni di sede vacante nel ,

tolomeo Cuetti che ornò la catte- 1727 Raimondo 111 Recrosio bar-
drale, e donò molte suppellettili, nabita di Vercelli, col quale inco-
limosiniero co' poveri. Nel i5oi il mincia la serie de' vescovi di Nizza
cardinal Bonifacio Ferrerò vescovo nelle annuali Notizie di Roma. Do-
d'Ivrea, amministratore. Nel i5ii po altra sede vacante, nel 174^
Girolamo de Auzago milanese, in- Carlo Francesco Cantono della dio-
tervenne al concilio di Laterano V. cesi di Vercelli. 1764 fi". Giacomo
Nel 1542 Girolamo CnpodifcrrOj Tommaso Astesan di Chambery do-
poi cardinale, che nel i546 rasse- menicano , Iraslato ad Oristano.
gnò con regresso la sede a Gio. 1780 Carlo Eugenio Valperga di
Battista Provana. Morto il quale nel Maglione diocesi di Torino : per l'in-

settembre i547, '^ cardinale ripre- vasione francese rinunziò nel 1801
se il suo consenso
vescovato, e di a Pio VIL 1802 Gio. Battista Co-
l'ebbero nel i55o Filippo III, e nel lonna di Bachisano diocesi di A-
i552 Francesco Lambert di Cham- jaccio, rinunziò a Gregorio XVI
bery che fu al concilio di Trento. nell'agosto i833, e mori in Roma
Per sua moiie nel i583 vi fu Iras- nel i835. In sua vece il medesimo
,

NOA NO A 5i
Papa a* 3o settembre i833 preco- la regolarità nel clero, pubblicando
nizzò l'odierno vescovo ruonsignor eccellenti decreti e savie costituzio-
Domenico Galvano di Bibiana dio- ni. Dolce, affabile e benigno, acco-
cesi di Pineroloj già di tal catte- glieva del pari i ricchi come i po-
drale canonico arcidiacono, vicario veri, e verso di questi mostrossi as-
generale d'Annecy ed amministra- sai caritatevole e generoso, fino al
tole apostolico della diocesi di Pi- punto di dare quanto avea per
nerolo. 11 capitolo si compone della sovvenire alle loro miserie in tem-
dignità del decano , di quattordici po di fame. Ad istanza di detto re,
canonici colle prebende del teologo Innocenzo XII a' 1 4 novembre 1699
e del penitenziere, di altrettanti ca- lo creò cardinale prete, e per ti-

nonici onorari , oltre altri preti e tolo ebbe poi la chiesa di s. Ma-
chierici: un canonico fa da parroco ria sopra Minerva, che in seguito
nella cattedrale. La diocesi è am- cambiò con quella di s. Sisto. E-
pia; ogni nuovo vescovo è tassato letto provvisore della Sorbona e ,

per 3oo fiorini, ascendenti le ren- commendatore del regio ordine del-
dite a 10,000 librarum monetae lo Spirito Santo ,
presiedè diverse
pedemonlanae. volte all'assemblee del clero, ed am-
JXOAILLES Lodovico Antonio, ministrò la confermazione a Luigi
Cardinale. Lodovico Antonio Noail- XV. Nel 1709 afflitta la Francia
les, nato nel suo castello di Noail- da fiera carestia , convertì in de-
les nel Limosino^ della primaria naro tutti i suoi argenti lavorali
nobiltà di Parigi, ottenuta la lau- per soccorrere alle calamità de'mi-
rea dottorale nell'università di Sor- serabili, non lasciando nel tempo
bona, precedeva lutti gli altri come istesso d'intervenire a divote pro-
nel talento così ancora nella esem- cessioni di penitenza da lui intima-
plarità de'costumi per condotta pia te, a fine di placare l'ira del cielo.
e irreprensibile. Informato il re di Si oppose con zelo ai nascenti er-
sì egregie doti, lo nominò nel 1679 rori del quietismo , le cui conse-
al vescovato di Chaors, e gli fu guenze potevano riuscire fatali al-
conferito da Innocenzo XI che a la sua arcidiocesi. Disgraziatamente
quello di Chalons lo trasferì nel se- non si diportò così per quelli di
guente anno. In ambedue le diocesi Quesnello, come videsi con iscanda-
diede prove di vigilanza e di carità lo dalla ostinata e riprovevole resi-
veramente pastorale, onde fu sli- slenza da lui mostrata contro la
mato opportuno di destinarlo alla bolla Clemente XI,
Unigenitiis di
sede di Parigi , lo che da lui pe- emanata a danno del giansenismo,
netrato non mancò di adoperarsi in virtìi della quale furono proscrit-
con ardore per rimuovere Luigi te cent' una proposizioni
di Ques-
XIV dalla presa risoluzione. Gli fu nello, dannate ancora dall'università
forza cedere, ed Innocenzo XII nei di Sorbona e dalla massima parte
1695 l'elevò a quella metropoli, e de' vescovi del regno, e da tutta la
per la fanoa di sua pietà gli fece Chiesa cattolica. Però prima di
spedire gratis le bolle. Entrato al morire si ravvide del suo gravis-

k possesso della chiesa,


minario, convocò il
fondò il se-
sinodo, e slu-
simo errore e fu a tempo di ri-
,

trattare formalmente quanto di ma-


diossi di far rifiorire la scienza e le aveva fatto e detto contro la
è

52 NOB NOB
memorata bolla , riparando così lore alla nobiltà ottenuta col me-
allo scandalodato ed alla perdu- rito, che a quella fondata soltanto
ta fama, dandone avviso a Bene- sopra una serie di antenati. »» Lacu-
detto XIII, al cui giudizio come na non influisce all' ingegno. »• Me-
obbediente figlio della Chiesa si as- glio* è per certo, la nobiltà crear-

soggettò. Mon in Parigi nel 1729 sela, che ricevuta contaminarla. ** Per

d'anni seltant'otto, e fu sepolto in le azioni, la nobiltà in alcuni fini-

quella metropolitana , ed alla sua sce, in altri principia : sola virlits

tomba, giusta il costume francese in nobilitai, w La nobiltà ed i titoli sti-

fatto d'iscrizioni, fu posto lunghis* molar deggiono alla virtù. « L'uo-

Simo elogio. mo destinato dalla provvidenza ad


NOBILE e NOBILTÀ', Nohilis, innalzarsi per meriti non da mag-
Nohìliias. Onore che i principi, le giori ereditali, non abbisogna d'una
repubbliche ed i corpi municipali chiara origine, dono delia cieca e
danno alle persone o alle famiglie, mobil fortuna; dappoiché sarebbe
in premio di virtù o d'industria, o un oltraggio alla virtù il credere
di alcuna azione lodevole, e che spes- che solo dalla nascita riceva essa
so per legge trapassa ne' discendenti. ornamento e splendore. E come no,
Dante nel Convivio ricercò l'origine se molte volte da illustri famiglie
del vocabolo nobile^ che da alcuni sorgono taluni uomini , sentina di
derivare volevasi dal verbo nascere vizi e flagello dell'umanità? «Seb-
de* latini , che significa conoscere. bene N. nascesse di bassa condizio-
Falsissimo, dice Dante, che nobile ne, tuttavia quasi dai più teneri
Tenga da quel verbo, ma viene da anni si propose di acquistarsi una
non vilCf onde nobile è quasi nou riputazione, un nome, una gloria
vile. I nostri antichi scrittori però tutta sua propria, tanto più lodevo-
aveano idee piìi chiare più esatte le, onorata e nobile ; e sebbene al-
della nobiltà; parlarono sovente del- la gloria tenne dietro la maligna
la nobiltà dell'ingegno, della nobil- invidia, perchè agli occhi di questa
tà de' costumi, della nobiltà eh' la gloria è delitto, l'invidia è certa

nell'anima per natura, della nobil- prova del merito di chi venne invi-

Dante dice inoltre


tà delle cose, ec. diato; quantunque essa, come capace
nel Convivio, che ad alquanti, cioè di qualunque eccesso, è solita fare
a quelli che hanno intelletto, che uso della perfida e malvagia ca-

son pochi, è manifesto non altro es- lunnia, nella sicura lusinga che il

sere nobiltà umana, se non che se- male è creduto quasi sempre senza
me di felicità; e lo stesso autore esame. » Rade volte discende per li

nel Purgatorio compiange la povera rami la prudenza ed il valore, né


nobiltà di sangue. 11 Boccaccio nella si scambia un basso in un eminen-

vita del medesimo Dante dichiara, te stato da chi in sé stesso non ha

che non ostante il padre di lui fos- gli elementi di quella grandezza ,

se lutifigolo o vasaio (tuttavolta i cui per proprio impulso, più che


suoi biografi lo dicono di famiglia per casi fortuiti ordinariamente suol
nobile), essodi tutti era stato no- pervenire. « I re possono dare agli

bilitatore. Da tutto questo può rac- uomini senza merito onori e ric-
cogliersi che i nostri antichi scrit- chezze, ma non appartiene che alle
tori attribuivano un più grande va- loro qualità personali il riscuotere
,

NOB NOB 53
riputazione e ^\oi'm (Fedi voi. XXIII, grado distinto da quello di Cesare
p. 2o3 del Dizionario). Una nasci- (Fedi); Costantino fece nobilissimo
ta illustre tuttavia, e le altre even- Costanzo suo fratello, e Annibaliano
tualità della fortuna, molto contri- nipote di fratello ; e perchè per lo
buiscono a stabilire ed a sostenere più i princìpi erano fatti nobilissi-
una grande riputazione personale, mi appena nati, furono perciò detti
perchè pongono l'uomo in circostan- nobilissimi piieri; e veramente non
ze favorevoli di mettere in attività si poteva trovare un titolo più con-
il suo ingegno. In una fortuna me- forme air espettazione de' giovani
diocre ,
priva di questi vantaggi, i principi, avendo questi necessità di
pili grandi talenti sono continua- pigliare, piucchè ogni altra sorta di
mente ristretti e incatenati dall'au- persone, ed' imbeversi de' dettami
torità de' superiori, dalla gelosia e d'un animo veramente nobile; con-
dalla malizia degli uomini più fa- sistendo r utile della nobiltà in un
voriti, che s' immaginano aver di- eccitamento o accrescimento, cagio-
ritto a tutto, benché senza talenti, nato dalla buona educazione e dal-
e senza essersi occupati nell'acqui- l'esempio de' maggiori, dello stimolo
stare alcuna capacità al disimpegno verso le virtù ,
particolarmente di
degli impieghi, ai quali essi aspi- quelle che riguardano il bene pub-

rano. >» Dobbiamo conoscere e con- blico, e d'una premura d'aver più
vincerci che oramai nella società a cuore l' utile altrui che il pro-
umana ogni uomo è valutato sol- prio, e di posporre a questo fine
tanto per quello che personalmea* le comodità ed i piaceri alle fati-
te vale, e nulla più ". che , parli tutte necessarie ad un
Ragionando il Parisi nelle I- perfetto monarca. Nel principio del
striizioni per segreteria tom. Ili, secolo XI s'intitolavano nobiles i

pag. 4^ 6 seg., de' titoli onori- personaggi molto distinti , ed alle

fici e di quelli di Nobilis ^ Nobi- loro mogli si dava volentieri il ti-

litas e Nohìlissimus ^ dice che no- tolo di nobilissima foemina. Gl'im-


bilissimi erano i Cesari ed i loro peratori Io davano ai signori di fa-
figliuoli e Costantino il Grande ,
; miglie le più cospicue. Nelle lettere
perchè più fumassero i cammini di de' Papi si dà il titolo di Dilecte
Costantinopoh, creò la dignità del fili nobilis vir, ed in corpo nobili tas
nobilissimato : a quali si dasse que- tua. Paolo V a d. Francesco de Me-
sto titolo in appresso, può vedersi dici di Toscana scrisse : Z?//ecte ^/r,
nel Du Cange, Gloss. verbo Nobilis. nobilis vir ; in corpo vostra eccel-
Del titolo di nobilissimo AugustOj lenza. Altri Pontefici trattarono col
il p. Lupi parlò nel t. II, p. i5o Nobilis vir, i signori Caetani, Co-
delle Dissert.j ed Buonarroti nei il lonna, Conti, Doria, Frangipani, Or-
suoi Medaglioni di esso parla a p. sini, Savelli, e di altre famiglie co-
333. Dice egli che nobilissimi Ce- spicue, non meno d'Italia che di ab
sari fu attribuito agl'imperatori ro- trove. Non a tutti però dierono in
mani, e loro particolare divenne corpo della lettera, Nobilitas tua :

fra' quali prima volta fu dato


la Clemente Vili, scrivendo a Brada-
ne' marmi a Massimo, e nelle me- mante Estense Bevilacqua Dilecta :

daglie a Filippo. Ne' tempi più bassi in Chrisio filia nobilis mulier , in
del nobilissimo solo ne fu fatto un corpo Te; né l'aggiunto Nobilis vie-
54 NOB NOB
ne sempi-e apposto in luogo di li- mo adorna; in generale però tal
si

tolo, poiché talvolta trovasi dui Pa- predicato si ha per denolante no-
pi aggiunto per indicare la nobiltà biltà, mentre intorno ai titoli ono-
locale, o sia qualità naturale della rifici è legge la massinin, lene, quod
persona, come rilevasi in un breve tenet usus; ed in Germania il pre-
di Paolo IH: Dilecto fllio Scipioni dicato di cavaliere è speciale titolo
Caffarello nobili romano. Fin qui di nobiltà, superiore a cpiello di no-
il Parisi , che quanto al titolo di bile. Il predicato di nohil uomo,
Nohil uomo nella soprascritta delle nobiles viros, fu già distintissimo, e
lettere, ecco quanto dice nel t. Il, Sisto IV nel i474 ^^ <1'^ ai Vis-
p. 266. È cosa notissima che tale conti de* duchi di Milano, e nel se-
titolo , come proprio de' gentiluo- colo precedente valeva più di Mi-
mini di primo ordine, che sono par- lite (Vedi), li predicato di nobile
tecipi della sovranità in dominio a- patrizio ripete l'origine dal senato
ristocratico, è il distintivo di fami- di Roma, e patrizi erano i discendenti
glie cospicue nelle repubbliche; e dai senatori o padri del senato (Vedi
sebbene possa accomodarsi ad altri Padre); l'ordine de'patrizi costituiva
individui di case assai distinte per allora la nobiltà romana, e patrizi i

antica nobiltà, che non hanno o di nascita preferivansi per legge alle
non si sono curate d'avere alcun dignità senatorie, cui poscia era dato
titolo di marchesato, contea, ec, tut- anche l'aggiungere a qualunque in-
tavia non conviene in altri, acquali genuo o libero dalla sua natività,
mancano tali condizioni, sebbene fa quando non avesse mai esercitato
d'uopo accomodarsi all'uso, e ne' ti- arte abbietta alcuna. Onde nel se-
toli è meglio abbondare ch'esserne nato tanto si ammettevano i patri-
parco in un tempo in cui si faci- zi, quanto i plebei, mentre alla virtù
lita con eccesso. Quindi il Parisi ed alle lettere tribulavasi onore. E
conviene darsi il titolo di nobile uo- però plebei nobili dicevansi quelli
mo agli ascritti alla nobiltà patria, che alle senatorie onorificenze par-
o titolati senza signorie o giurisdi- tecipavano. A queste poi facevano
zione in esse; ai cittadini che per strada i pubblici uffici e i servigi
le loro ricchezze, nobile professione segnalati offerti in tempo di guerra;
e privilegi sono equiparati ai no- ma per venirvi ammesso bisogna-
bili, citando circa il valore del ti- va aver compiti trent' anni, e pos-
tolo Nohilis^ Tiraquello, Exco-
il sedere una ragguardevole facoltà.
bar, Mastrillo, Luca. De In Roma r occupare i seggi delle
Il eh. del Bue, Dell'origine del- somme magistrature era gran lu-
taraldica, nobiltà, titoli, predicati stro e venerazione alle famiglie.
d'onore, ec. § IV, discorrendo del Quelli che reggevano tra i romani,
predicato di nobile, che altri dico- o avevano tali maggiori uffi-
retti
no Gentiluomo (Vedi) o Cavaliere ci, chiamavansi nobili, quasi nosci-

(Vedi), dice che nell'antica Italia il bile.?, ed avevano diritto ad espor-

predicato di nobile, come abbiamo re nell'atrio della casa le proprie


detto in principio, non valse che a immagini ; le quali poi erano por-
distinguere coloro che un tal poco tate attorno ne' loro funerali. Il

levavansi fuori de' plebei per ec- primo della famiglia innalzato alle
,

cellenza di virtù arte di cui l'uo- più emiaenti dignità chiamavasi ho-
NOB NOB 55
mo novus. II patriziato adunque le prove di nobiltà procedenti da
presso i romani era nobiltà e di- matrimoni illustri, da cariche ed
gnità dal nascimento ingenerate . impieghi che d'ordinario s'appoggia-
Questo fu dipoi i) predicalo, secon- no a' soli nobili, da patronati, da
do il Muratori, nel cui titolo gl'im- ricchezza; delle prove di nobiltà
peratori greci conferirono la pode- tratte da palazzi magnifici antichi,
stà principesca , indi la dignità di stali incontinua possessione dei mag-
Patrìzio di Roma (Vedi)^£.\o che*in giori di quella famiglia che le pro-
appresso fecero i Papi con diversi duce, le loro torri antiche, gli edi-
sovrani. Al patriziato della repub- fizi pubblici e pie fondazioni, i ti-

blica veneta si ascrissero re ed al- toh, i diplomi, le medaglie, le mo-


tri principi . L'ordine patrizio fu nete, i sigilli antichi, i monumen-
in progresso di tempo accolto da ti sepolcrali, le onoranze pubbliche
tulle le altre città d' Italia, quando o principesche, gli ordini cavallere-
reggevansi a forma di repubbliche schi conferiti dai sovrani, ed altre;
aristocratiche, mentre gli statuti di delle prove di nobiltà
per via di
alcune prescrivevano le prove di tornei, o derivanti dal decurionato
nobiltà, ond' essere asciitti nel cor- o cariche civiche; di quelle proce-
po de' decurioni, che a tenore di denti da feudi cospicui, dall' identi-
quelli erano quanto di patrizi ed , tà de'cognomi o degli Stemmi genti-
in alcuni luoghi i patrizi si distin- lizì (Vedi). Gli scrittori di questo
sero dai nobili ,
godendo maggior argomento osservano, che la natu-
estimazione il patriziato , formante ra fece tutti gli uomini eguali; es-
in diverse città il così detto consi- sa non istabilì alcuna distinzione
glio di credenza, di che parlammo tra di loro, se non quella che ri-
in più articoli. sulta dal merito e dalla virili. Ma
AFamiglie nobili di Roma di- gli uomini corrotti e degenerali,
cemmo ancora dell'ammissione di gelosi d' innalzarsi al di sopra dei
esse alla nobiltà romana, per otte- loro simili, mostrarono usi ingegno-
nere la quale occorrono le prove si nel creare varie distinzioni arti-
volute da Benedetto XIV, colla bol- ficiali, delle quali una delle prin-
la Urhem Romani, de' 4 gennaio cipali è la nobiltà. Ciò che avvi
1746. Essa però nulla dispone sul- di più singolare e quasi sorpren-
le donne, ma vi sono degli esem- dente si è, che questa prerogativa
pi, che donne sole, superstiti di fa- che deprime gli uni in proporzio-
miglie nobili romane, hanno impe- ne che solleva gli altri, trovasi sta-
trato ed ottenuto dalla congregazio- bilita fino dalla più remota anti-
ne araldica Capitolina, di essere chità presso la maggior parte del-
riconosciute per nobili romane, e le nazioni Si vuole che
incivilite.
come tali sono slate iscritte perso- nel Deuteronomio si parli di no-
nalmente al libro d'oro. Quest'ono- biltà, come nobili ripulavansi pres-
re lo conseguirono anche donne let- so gli ebrei coloro che conosciuti
terate, senza relazione al lustro del- e distinti erano in mezzo alla co-
le loro famiglie, che in quanto a munità ed al popolo, e che slabi-
materia di nobiltà deve meritare litifurono principi e capi per go-
il primo riguardo. Fedi Lettera- Ternare il popolo medesimo; e l'an-
to. 11 de hi\e nel § V tratta del- tica legge attribuiva una specie di
-

se NOB NOB
nobiltà ai capi o ai piti vecchi del- re l'emulazione, risvegliare V amor
le e a coloro che desti-
famigllej proprio de' corpi subalterni, e in
nali erano al servizio degli altari, fine promovere il germoglio della
*
nobiltà che nasceva naturalmente virtù onde cresca e fruttifichi. Ilo-
dal merito. Dicesi che Teseo pres- ma ne sia l'esempio di tante eroi-
so i greci diede una prima idea che azioni, per le quali si giun-
della nobiltà, col separare il popo- geva all'acquisto di tanto pregio.
lo di Atene in due classi, distin- L'è magistrature curiali, così chia-
guendo i possessori di terre dagli mate perchè davano diritto di far-
artigiani. Così pure avanti Licurgo si portare in una sedia d' avorio,
distinguevansi a Sparta due classi fra le quali v'erano il consolato,
di cittadini, di persone facoltose la dittatura, la pretura e l'edilità,
dette grandi, e del popolo minuto tramandavano esse il titolo di no-
i cui individui appellavansi piccoli, bile ai discendenti di quelli che con
distinzioni che soppresse il legisla- generose ed eroiche azioni se ne
tore, indi il solo merito personale erano resi degni. La toga e la spa-
ed i servigi resi alla patria tenne- da furono riguardate fonti vere di
ro il luogo di nobiltà. Tra i ro- nobiltà, che venne riconosciuta pres-
mani la nobiltà trasse l'origine da so tutte le colte nazioni per il più
Bomolo, nella divisione che fece dei desiderabile e adattato premio al
suoi sudditi, tra' quali riparti gli merito della virtù. P^edi Giuris-
onori e le cariche, ond'ebbe prin- prudenza, Magistrato, Milizia. Il

cipio la nobiltà di merito presso il feudalismo introdotto nella maggior


senato . In Francia la nobiltà de- parte delle nazioni, come si disse
rivò dai galli, presso i quali si nar- a Feudo, palesa a qual grado era
ra esistesse un ordine di militi o elevato il nobile. In alcune parli
di soldati, separato dai druidi e d'Italia fu costume che quando mo-
dal basso popolo; più credibile si riva un nobile, il pretore e il ca-
fa derivare la nobiltà in Francia pitano si recavano ad onorarne il

dopo la conquista che ne fecero i funerale. A Modena si concesse l'ono-


romani, mentre in Germania già re del suono funebre delle campa-
esisteva, ed i loro re si sceglieva- ne del pubblico, che per un gior-
no dal corpo della nobiltà. no intero davano segno, e pubbli-
Ai loro articoli parliamo de'pri- cavano la morte delle persone no-
vilegi, prerogative, insegne e distin- bili: P^. Funerali; ed a Lutto si
zioni de' nobili. Il nobile ceto, che parlò di quello de'nobili, con altre
forma oggetto di particolare consi- notizie. In diversi luoghi i diritti

derazione, viene riguardato dal pub- di caccia e l'esenzioni di alcuni pa-


blico qual decoro della città, dote gamenti si concessero ai nobili, men-
la più bella delle famiglie. La no- tre in altri ad alcune classi l'esu-
biltà, salendo alle epoche più ri- berante lusso fu represso con leg-
mote, perchè primeggia sulle altre gi , ad esempio degli ateniesi e dei
classi, venne riguardata con occhio romani P^. Caccia; mentre a Lus-
:

di predilezione dai principi, ed am- so colle relative nozioni, si rilevò


messa alle distinzioni ed ai privi- come i nobili foderavano gli abiti
legi che la rendevano ancor più di vaio, in un a diversi usi delle
pregevole. Ciò appunto per eccita donne, riguardanti pure il loro ac-
.

NOB NOB 57
cesso ne* sacri templi. Anticamente nobiltà con rispettive norme. Nel-
fu riserbato a'nobili il privilegio di l'articolo Gerosolimitano ordine di

porre gii slemmi ne'sepolcri, ne'si- Malta, ed in altri cavallereschi, trat-

giili domestici, negli anelli, e colla tammo delle prove e gradi di no-
loro effigie, sulle gualdrappe de'ca- biltà che si esigono pel consegui-
valli, sui cocchi, sulle livree de'do- mento delle insegne e decorazioni
mestici screziate, delle quali si fece equestri. citato Buonarroti, a p.
Il

parola a Famigliare. Sotto Carlo V 281, discorre della nobiltà delle cit-
re di Francia i nobili d'ambo i tà, dimostrata ne' teatri e luoghi
sessi blasonavano i loro abiti e li pubblici; ed il Colucci nelle Anti-
coprivano dall'alto al basso di tutti chità Picene^ t. XXVIII, p. 60, ra-

gli stemmi del loro scudo; le don- giona della nobiltà delle terre e dei
ne portavano sulle loro vesti, a di- loro magistrati, proporzionata al
ritta l'arma de'Ioro mariti, ed a si- loro grado. Nel Suppl. del giorn.
nistra la propria. In vari luoghi fu eccl. di Roma 1795, si tratta dei
esclusivo alla nobiltà il privilegio disordini che dominano nella no-
d'instituire Fideconimessi [Vedi)y e biltà, specialmente circa l'educa-
primogeniture fino al quarto gra- zione della prole ; della giusta eco-
do, riprovati in altri. Ai nobili fu nomia di loro rendite, e del ve-
permessa mercatura, ciò che si
la stiario. Vedasi Piccolomini, Della
toccò a Mercante. Altrove facem- situazione della vita dell uomo no-
mo parola come i nobili antica- hile^ Venezia 1545. Osorii, De no-
mente in Roma, Firenze ed altre bilitate civdiet Christiana^ Florentiae
parti, si distinguevano anche con i552.Nolden, Z?e statu nohilium ci-

avere ne'Ioro palazzi loggie, porti- vili synoptica tractatio, Giessae 1 623
cali e torri. In Francia, Germania Andrea Tiraquello, De nobilitate,
ed altre regioni, furono segni di no- Lugduni 1673. Matlhaei, Tracia-
biltà insigne e di giurisdizione, le tus de nobilitate^ Lugduni 1686.
forche patibolari nelle terre de'feu- Benvenga, Eminenza della dignità
dì, e neir ingresso de'palazzi baro- cardinalizia con la definizione deh
nali si pose una grossa catena con la nobiltà, Roma 1716. Il Mura-
collana di ferro, colla quale mette- tori, Delle antichità Estensi, t. I, cap.
vansi in berlina i ladri, truffatori V, parla de' nobili, e con quali ti-

ed altri rei che cadevano in delitti toli distinti, punto che noi in pa-
nella giurisdizione di que' magnati. recchi articoli discorriamo.
La nobiltà di nome provasi col- NOBILI Roberto, Cardinale. Ro-
l'aggregazione di 200 anni addie- berto de Nobili di Montepulciano,
tro alla nobiltà di qualche città, nipote di Giulio III per parte di
od altrimenti; laddove la nobiltà sorella, in età di dieci anni appre-
delle armi si giustifica coll'uso del- se con tal possesso le lingue greca
la medesima arme per tal corso di e latina, che divenne l'oggetto del-
tempo ne'quattro quarti o famiglie l' altrui ammirazione. Recitò avan-
del padre, madre, ed avole de'ge- ti il Papa un' orazione con tal gra-
nilori : le dignità di corte, l'avere zia ed energia di spirito, che fino
appartenuto alla corte nobile, e l'am- d'allora lo degno del-
zio lo credè
missione agli onori di corte, sono la porpora, a cui conduceva il lo
altrettanti distintivi accordali alla sublime suo ingegno, ma molto più
58 NOB NOB
la rara pietà e illibatozza do' suoi Roma nella sua carrozza a bandi-
costumi. Essendo stato il di ini nelle calale, per islare colla men-
padre destinato al governo delia to più sollevata in Dio. Non permi-
città d'Ancona, seco recossi Rober- se giammai che il suo volto fosse
to, il quale mentre ivi applicatosi dipinto in tela, e se lo fece, fu per
stava agli studi, Giulio 111 a' 22 obbediie al proprio genitore, ch'e-
dicembre i553 lo cieò cardinale spressamente glielo comandò. Per
diacono in età dì quattordici anni, vieppiù avanzarsi nella cristiana per-
indi per diaconia gli assegnò la fezione, risolvè di rinunziare alla
chiesa di Maria in Domnica. Do-
s. porpora, e ritirarsi tra i cappucci-
po la morte di Giulio 111, per la ni o tra i gesuiti. Non potendo
consumata sua pietà fu in molto però eseguire il concepito disegno,
credito presso Marcello II e Paolo determinò di rinunziare tutti be- i

IV, quantunque non oltrepassasse nefìzi che possedeva a Paolo IV,


l'età di quindici anni, il primo dei il quale lodò ma non volle esegui-
quali nel i555 lo promosse a bi- re la risoluzione del giovane cardi-
bliotecario di s. Chiesa, ma preve- nale. II Torrigio nella vita di que-
nuto dalia morte non potè spedirgli sto insigne cardinale osserva che si

il breve, cbe poi ottenne dal secon- contentò della sola abbazia di Spi-
do, il quale usato era di chiamarlo, netta, e non volle mai altro bene-
non meno per l'eleganza e venu- fìcio,quantunque nella prima par-
stà dell'aspetto, che per la sua ra- te sbagli, avendone avuta un'altra,
ra modestia e verecondia, in pub- che insieme colla prima fu da Pao-
blico concistoro Angelo del Signo- lo IV dopo la morte del porpora-
re, col qual nome
fu costantemen- to conferita a' suoi fratelli. Com-
te chiamato eziandio dai cardinali. pensò egli però la perdita che fa-
1 suoi digiuni erano assidui e quo- ceva, con moltiplicare le austerità
tidiani, a' quali univa la frequenza e macerazioni del proprio corpo,
de'sacraraenti, e la visita delle ba- che riduceva in servitù, usando un
siliche consecrate dalle reliquie e aspro cilizio armato di acute punte
dal sangue de'martiri, e quelle fra di ferro, e prendendo i suoi disa-
le altre ch'erano fuori della città giati riposi per lo più sulla nuda
di Pioma, dove usato era di con- terra o sopra le tavole. Geloso so-
dursi sovente, singolarmente in tem- pra ogni credere della castità, la
po di carnevale, in compagnia di mantenne illibata morte,
fino alla
sua famiglia e di altre onestissime vicino alla quale riguardò con or-
e nobili pei*sone, in presenza delle rore il consiglio datogli da alcuni
quali salito sul pulpito recitava con medici di farne luttuosa perdita.
gran fervore il panegirico di quel La preghiera e la lettura dei pa-
santo, al cui nome era quella chie- dri erano il suo giornaliero pasco-
sa consacrata, o di cui ricorreva in lo. Acceso di zelo per la salute del-
quel giorno la festiva ricordanza. le anime, faceva a' suoi domestici
Non mancava di portarsi con fre- frequenti e fervorose esortazioni, e
quenza a udire la divina parola in studiavasi di ridurre gli eretici e i

quelle chiese nelle quali sapeva che traviati alla cognizione della verità
predicava qualche rinomato ed ec- e della giustizia. Divotissimo del
cellente oratore. Se ne andava per ss. Sagrameuto, non meno che della
NOB NOG 59
Peata Vergine, guardava con rigO' da ultimo venne restaurato dal
roso digiuno ogni sabbato, e fa- commend. Agricola: le sue interiora
cendo in tal giorno assidero a men- furono collocate nella chiesa di s.

sa tutti i suoi famigliari e dome- Bernardo alle Terme, nella cappella


sliei, dal primo al più infimo, ser- di s. Francesco, dove sotto il bu-
viva loro colle proprie mani. Con- sto del cardinale, espresso assai al
tralta con questo aspro e peniten- naturale in candido marmo, legge-
te tenore di vita una grave e pe- si elegante iscrizione. Il compendio
nosa infermità che lo afflisse per di sua vita fu corretto ed ampliato
sei mesi, spirò la purissima anima dal prelato Bernardino Naro, e
Ira gli amplessi del Crocefisso, nel stampato in Urbino nel 1628, e
principio del i SSg, in età di i8 dall'abbate Bartolucci in Roma nel
anni non compiti, e cinque di car- 1675, e da Francesco Maria Tor-
dinalato. Divulgatasi appena per rigio in Roma nel 1622. Il com-
Roma la morte dell'angelico giova- pendio del p. Francesco Sacchini
ne, fu universale il dolore ed il lut- gesuita, lo riprodussero Giacconio e
to. Paolo IV uditane la funesta no* Petramellara. Abbiamo pure di A.
tizia nell'atto di alzarsi da mensa, Parigi ; Notizie del cardinal Ro-
si gittò subito in ginocchione, e berto Nobili ed altri illustri poli-
dopo aver orato buono spazio di zìani,Montepulciano i836. Lasciò
tempo, fece un lungo elogio delle questo cardinale alcuni mss. che
virtù del cardinale, concludendo che religiosamente presero in custodia i

sarebbe stato felice il sacro collegio suoi eredi.


se avesse avuto molti soggetti a NOCERA (Niicerin). Città con
lui somiglianti. Più di tutto prova residenza vescovile dello stato pon-
la di lui santità, V opinione che tificio neir Umbria, delegazione a-
avea della virtù e pietà di Rober- postolica di Perugia, a sei leghe e
to, s. Carlo Borromeo, che per sua mezzo da Foligno, e nove miglia
umiltà diceva, che sarebbesi chia* da Gualdo Tadino. E situala in
niato contento se avesse potuto ar- colle alle falde dell'A pennino, po-
rivarlo nella santità. Il cardinal chi passi a destra della via Fla-
Polo lo disse ornamento e gloria minia, non lungi dalla sorgente del
del sacro collegio ; ed il cardinal fiume Tenna o Topino, in aria buo-
Ridolfo Pio, lume sfolgoreggiante na. Le sue strade sono scoscese, con
del senato apostolico, e degno del- alti fabbricati, e la piazza del boi-
la pontificia tiara. A questa lo vo- go fuori della sua porta principale
leva Paolo IV. Il vener. cardinal è la più agiata. La cattedrale con
Bellarmino tenne nella sua camera battisterio fu jiedificata dall' attua-
il ritratto del Nobili, protestando le vescovo, è sacra alla Beata Ver-
di venerarlo per santo. Il morda- gine Assunta ed al patrono e ve-
cissimo Garimberti dovette chia- scovo s. Rinaldo, e trovasi nel silo

marlo Angelo inviato dal cielo, de- il più elevato. Lo slesso beneme-
gno di essere ascritto nel numero lito pastore rifabbricò il seminario
de' santi. Ebbe sepoltura nella chie- e lo dotò, fiorendo per la sua di-
sa di s. Pietro Montorio con un sciplina. A tal prelato si deve pu-
magnifico elogio, ed il suo superbo re il ristorato episcopio vicino alla
ritratto che ne decora il deposilo, cattedrale. Vi sono altre chiese, due
6o NOC NOC
conventi di religiosi ed i filippini, seu de halnco Nucerino^ Perusiae
due monasteri di monache, confra- 1599. Cammilli, Del bagno di No-
ternite, monte di pietà e ospedale. cera neW Umbria^ Perugia 1627.
Nocera die molti uomini illustri, e Bagno di Nocera nelC Umbria po-
di Fossato sua diocesi fu il cardi- tentissimo per i morsi velenosi^ Fo-
nal Cesare Gherardi, e molti ve- ligno 1689, opera d' un medico nu-
scovi uscirono dalla città e diocesi: cerino. De Plumbis, Disserl. histor.
sono viventi monsignor Felicissimo medica de saluberrimo Nuceriae
Salviiii arcivescovo di Camerino; in Umbriae erumpenti latice, Ve-
monsignor Guglielmo Aretini Sil- netiis 174^. Massimi, Acque salu-
lani vescovo di Terracina, Piperno bri e bagni di Nocera, Roma 1 774.
e Sezze, di Sigillo: di Nocera fu il Per ultimo eruditamente ne scrisse
gesuita Francesco Acerbo. Tra le il dott. e cav. Lino Morichini, Sag-
famiglie ragguardevoli quella dei gio sopra Vacqua di Nocera, Roma
conti Olivieri die uomini che si 1807. Rinomata fu la rocca di
distinsero in lettere e dignità eccle- Nocera, se pure non fu Gualdo
siastiche. È sede di un
governa- Tadino, chiamata Arx Nucerina.
tore, e soggiace alsuo governo la Nocera, Noceria, detta da Cluve-
comune di Valtopina coi molti ca- rio e da altri Camellaria o Camela-
sali che la compongono, con l'ap- r/Vz, e chiamata nelle medaglie antiche

podiato Colle con otto rurali par- Nuceria Constantia o Costantiana


rocchie da esso dipendenti. Fra i perchè restaurata da Costantino il
molti villaggi annessi al comune è Grande. Altri vi aggiungono il co-
celebre quello de' Bagni di Nocera gnome Alphaterna o Alfatenìa, che
posto al sud-est nella distanza di altri invece attribuiscono a Nocera

due leghe, tanto per la salubrità de' Pagani. Fu detta Nuceria, se-
delle acque leggere e medicinali e condo Strabone, perchè ivi si fa-
blandamente purganti, che vi si vedo- cevano belli vasi di legno ; pari-
no sorgere ed influiscono poscia nel menti così è chiamata da Tolomeo
Tenna, quanto pel bel palazzo e co- e da Plinio, il quale à\sse favonesi
modi fabbricati destinati a ricevere ì nuceriui. il Volterrano vuole che
nell'estate i molti forestieri che con- Alfatenia sia stata un'altra città
corrono a giovarsene. Fu Clemen- dell' Umbria da questa distinta e
te XI che fabbricò ai bagni di No- totalmente rovinata. L' Alberti è
cera, per comodo del pubblico, la di parere che Alfatenia, di cui par-
chiesa e gli edifizi ; e tra i coiiii lò Plinio, sorgesse nelle vicinanze
pontificii abbiamo due medaglie di Nocera, e fosse assediata dal con-
che ciò celebrano^ una coli' epigra- sole Livio, indi costretta all' obbe-
fe Ecclesia novisq. aechhus ad
: dienza del popolo romano. Certo è
halnea Nucerina construclìs. L'al- che Nocera vanta antichissima ori-
tra con r iscrizione Ecclesia et : gine, fu colonia romana, fu fatta
domibus ad balnea Nucerina con- città nel l[Oi di Roma e soggiac-
struct. MDCCXIV, col prospet- que alle vicende dell'Umbria, sia

to della chiesa e fabbriche dei sotto i romani che nel disciogli-

bagni. Rinomata è pure la terra mento dell' impero, alle invasioni


di Nocera. Diversi scrissero su que- barbariche de* goti e de' longobar-
ste acque. Marianus , De alhida di che la rovinarono. Per la di-
NOC NOC 6[
versila che passa fra Nuceria Fa- tello Rartolomeo nel r4^i furono
voniese e la Camelaria^ e del sito uccisi nella rocca di Nocera. Di poi
occupato da questa, che il Lancel- Eugenio IV, a mezzo del celebre
lotli prelese abbia esistito vicino a Vitelleschi, tolse Nocera alla fami-
Pitulo e Roccacontrada (ossia Ar- glia Trinci, sul dominio della qua-
cevia, di cui parlai a Jesi) presso le può leggersi il Durante, Istoria

il monte Caniiliano, i5 miglia di- della famiglia Trinci, con memo-


stante dall'odierna Nocera, si può rie di Nocera. A Foligno dissi che
leggere le lettere erudite che ri- i governatori pontificii di tal cittàj
guardano Pitulo e r antica città di lo erano pure di Nocera.
Kuceria Camelaria, riportate dal Nel i45>8, per la sede vacante
Colucci, Antichità Picene XI, p. t. di Calisto III, Giacomo Piccinino
II 3. JNd secolo Vili Nocera fece che d'ordine del re di Napoli era
parte dei dominii della chiesa ro- andato ad aiutare Federico conte
mana, come abbiamo dall'Anasta- di Urbino, invece colle sue genti
sio nella vita di Stefano II detto occupò Asisi , Nocera e Gualdo,
III, il quale nel ySS avendo ri- lasciando il conte esposto nella guer-
corso a Pipino re di Francia con- ra coi Malatesta. Già nel pontificato
tro Astolfo re de' longobardi, che di Eugenio IV, Nicolò Piccinino a-
avea occupate varie terre della vea invase Nocera e Gualdo. Elet-
Chiesa, tra quelle che costrinse a I to Pio II, Ferdinando re di Na-
restituire novera Nocera. Verso
si poli comandò a Giacomo di trala-
questo tempo Nocera era un ca- sciar le molestie dello stato ponti-
staldato del ducato di Spoleto, e ficio e abbandonare Nocera e
di
nel placito del duca Gisolfo, tenuto gli altri luoghi, laonde obbedì an-
in Rieti nel 761, vi si legge tra co perchè non avrebbe pofuto col-
gli altri giudici assessori Eleuterio le sue forze conservarne l' acquisto.
castaido di Nocera, come riferisce In seguito Nocera seguì i destini
il Fai teschi, Mem.
del ducato di dell' Umbria e la dominazione fran-
Spoleto, p.Quindi ebbe i
169. cese nel declinare del secolo scor-
suoi conti, e nel 980 Lupo Vico so e ne' primi anni del corrente.
figlio del conte Monaldo, edificò Talvolta Nocera fu onorata dalla
Fossato ed ampliò Sigillo, de* quali presenza de' Papi, e 1* ultimo fu
luoghi parlai a Gualdo Tadino , Gregorio XVI reduce dal viaggio
tutti compresi nella diocesi di No- al santuario di Loreto nel 1841.
cera. Narra il Reposati, Della zec- Martedì 2 1 settembre partendo da
ca di Gubbio, che appartenendo Gualdo Tadino, il Pontefice, percor-
Nocera al ducato di Spoleto, quando rendo la via nazionale per Foli-
questo ricuperò Innocenzo III, No- gno, passò per i territorii di Re-
cera tornò in potere della Chiesa. Al gali e di Teopano, i cui abitanti
tempo delle fazioni de' guelfi e ghi- si erano raccolti presso alcune cap-
anche questa città ne pro-
bellini, pel lette rurali esistenti sulla strada
vò le conseguenze Bonifacio IX . e sotto archi di verzura eretti per
nel 1892 creò vicario di Nocera festeggiare il suo passaggio, echeg-
Ugolino Trinci di Foligno, ciò che gianti di giulive acclamazioni. I
confermò Giovanni XXIII; il suo nucerini per significare al santo
figlio e successore Nicolò col fra- Padre la venerazione e il fedele
62 NOC NOC
loro allaccamento, avevano eretto preteso sopprimerla Napoleone con
all'ingresso della gran piazza, posta decreto de' 5 agosto loro. L* U-
a piedi montuosa città, un
tlella ghelli che neW Italia sacra t. I,
grande arco trionfale, mentre sul- p. io63, e t. X, p. 3o2, ci dà la
r ingresso della città medesima, si- serie de* suoi vescovi, dice che vi
tuato nel fondo della piazza dirim- predicò la fede Crispoldo di Foli-
petto al detto arco, erasi innalzata gno discepolo di s. Pietro verso
la bandiera pontifìcia con analoga l'anno 58, su di che potrà vedersi
iscrizione, altre essendone all'arco. l'articolo Foligno. Nella persecu-
Qui la magistratura civica umiliò zione di Nerone furono martirizza-
le proteste di divozione e suddi- ti s. Felice prete e s. Costanza ma-
tanza, ed un drappello di giovani trona 17 settembre del 6g, i
a'
presa la carrozza del Papa la tras- cui corpi furono deposti nella chiesa
se fìno presso una loggia costruita di s. Maria Maddalena, donde nel
sulla piazza stessa,da dove Grego- 1590 furono trasportati in catte-
rio XVJ accompagnato da monsi- drale e le loro teste in Pesaro. Ne
gnor vescovo e da tutto il clero fu primo vescovo Felice, cui scris-
compartì all'affollato popolo la sua se s. Innocenzo I Papa, ed inter-
apostolica benedizione fra più , i venne al concilio con Decenzio. Se-
commoventi viva di giubilo e di condo vescovo fu Celio Lorenzo
riverenza. Quindi con lo stesso ac- cardinale e Antipapa IV (Fedi)
compagnamento e sotto baldacchi- nel 498 contro s. Simmaco, il qua-
no si portò alla casa del conte le benignamente lo fece vescovo di
Giuseppe Olivieri, ove ammise al Nocera, mosso a pietà del suo
bacio del piede il clero, il gover- competitore ; questi, passati quattro
natore, magistratura e molte al-
la anni, spalleggiato dalla sua fazione
tre persone, mentre il popolo con ritornò in Roma e rinnovò lo sci-

fervorosa divozione si portò in fol- sma, ma in un sinodo fu deposto,


la a baciare il luogo donde il Pon- cacciato in scomunicato,
esilio e
tefice l'avea benedetto. Ripreso il morendo cosi suo
ne' poderi del
"viaggio, dirigendosi per Foligno, sostenitore Festo; narrando tutto
Gregorio XVI incontrò altre dimo- distesamente Agnello Anastasio, cap.
strazioni di popolare esultanza a V, Storia degli Antipapi. Papa s.

Ponte Centesimo e quindi presso alla Simmaco nel S02 in sostituzione


Vescia, ove venne alzato sulla strada di Lorenzo consacrò Aprile; quar-
di passaggio un grandioso altare, sul to vescovo fu Primerio cui scrisse
fjuale fu esposto il ss. Sagramento, nel 598 s. Gregorio ì. Luitardo
laonde essendo il Papa disceso fìoii sotto Eugenio II nell* 826;
ne ricevette la benedizione, come Reperto o Ramperto intervenne
avea fatto in una delle suddette alla consecrazione dell' imperatore
rnppellette, indi egli slesso appagò Lodovico II in s. Pietro, ed al con-
il popolo colle sue benedizioni e cilio romano dell' 86 1. Indi succes-
parole benigne. sero Severino dell' 887, Benedetto
La sede vescovile fu eretta nei del 900 che restaurò la chiesa di
primi secoli della Chiesa, immedia- s. Martino,Giuliano si trovò al
tamente soggetta alla santa Sede, concilio celebrato da Giovanni XIII
come lo è tuttora, invano avendo nel 967, Gilberto Ala cremonese
NOC NOC 63
lììonaco benedettino
986. Al- tìel vescovi che promulgò l' indulgen-
berto o Adalberto monaco bene- za perpetua della Porziuncula, e vo-
dettino, figlio di Roderico conte di lò al cielo a'ig febbraio 1222, e
Noccra, creato nel 1007 da Giovan- fu sepolto nella cattedrale, di cui
ni XVill, il quale pei* essere sta- divenne titolare.
te rovinate dai longobardi e dai Pelagio lo consagrò nel i223
saraceni le città vescovili di Tadi- Onorio 111, indi successero Costan-
no, Rosella, Usenti e Plestea, alle zo del 1218, Bevegnato Cnppuzzi
quali l' Ughelli aggiunge Lucefòli di Foligno nel i2 3o, cui Innocen-
cioè Luccoli ( la cui diocesi fu di- zo commise T amministrazione
IV
visa tra Gubbio e Noce4'a), le unì della sede di Foligno Guido Ne- ;

a Nocera aumentandone colle loro gosanti di Fano, eletto nel 12 52


sedi la diocesi laonde non pare
; da detto Papa, che amico di s. Sil-
che Nocera divenisse allora vesco- vestro donò ai suoi monaci molti
vato, come si ha dalla storia del- beni; Bernardo del i252 ; beato
l' antica Tadino. Romano monaco Filippo de' conti d'Antignano foli-
di Sassoferrato del monastero di gnate del i254, monaco di Avel-
Silria, discepolo di s. Romualdo, gli lana, morto santamente a' 2 gen- 1

successe nel 1012, ma dicesi per naio 1285, nel calendario di Avel-
simonia, e visse due anni. Dodo lana si legge a' 17 settembre; le
fu al sinodo romano del 1029, per sue reliquie dalla chiesa de' ss. Fi-
la causa del patriarca di Grado ; lippo ed Agnese presso Gualdo, nel
Lodovico a quello celebrato in s. 1623 furono trasferite nella catte-
Pietro da Nicolò II nel 1059. Pa- drale di Nocera. Fidemondo cano-
squale li nel Ilio
elesse Agostino nico di essa, richiesto dal capitolo,
detto che concesse un
Arcoletti , fu confermato da Onorio IV nel
privilegio al monastero di s. Pie- 1285, 8 idus augusti. Giovanni dei
tro de Andolina, ciò che confer- conti di Antignano folignate, cano-
mò nel I ia5 il successore Lotario. nico della cattedrale, richiesto dal
Indi fìoriionoLorenzo del ii3r, capitolo, nel 1288 l'approvò Nicolò
Monaldo Monaldeschi orvietano del IV, che introdusse i francescani
I i44> Offredo de' conti di Nocera in s. Maria della Misericordia di
del 1164, Anselmo nobile di Fo- Gualdo. Beato Alessandro Vincioli
ligno arcidiacono della cattedrale perugino, de'minori e penitenziere,
e vescovo di sua patria, poi nel fatto da Giovanni XXII, di gran
1170 pe' suoi meriti da Alessandro santità di vita autenticata da mi-
Jll fatto anche vescovo di Nocera racoli, e per le sue preghiere Sas-
che sapientemente amministrò ; gli soferrato fu liberato da male con-
successe verso il 1 196 Ugo. Indi tagioso, ed ivi fu sepolto nel coro
s. Rinaldo figlio di Napoleone Trin- de' francescani nel 1 363, essendo
ci signore di Foligno, benedettino morto a' 3 maggio. Urbano V nel-
dell' Avellana, per le sue virtù ven- lo stesso anno gli surrogò Luca
ne creato vescovo dal clero con Ridolfuccio Gentili (Fedì) arcidia-
mirabile consenso, e confermato nel cono di Camerino, vicario genera-
12 18 da Onorio III: fu chiamato le dell' Umbria e cardinale. Gli
il padre de' poveri, menò vita au- successe Sentio che celebrò il si-

stera ed esemplare, fu uno de' sette nodo nel 1397; fr. Andrea di Moa-
64 NOG NOC
te Falco franoescano del i4o4; co verde al cappello, e ciò per de-
Oio. Tommaso de Margariti Ibli- creto concistoriale de* i3 dicem-
gnale, cistcrciense di Sassovivo, nel bre i5i7.
i4'9 traslato dal vescovato Ly- A lui nell'anno i52i Leone X
ciense, acclamato pastore sapiente, die per coadiutore con futura suc-
sepolto in s. Domenico di Foligno cessione, che si verificò nel i53.7.
nella cappella da lui eretta. An- Angelo Colocci di Jesi segretario pon-
tonio Bolognini di Foligno priore tificio, insigne nella filosofia, nel-
della cattedrale del i438; trasfe- la teologia e nelle matematiche,
rito in patria nel i444> g'' succes- buon poeta, tesoriere generale di
se Giovanni Marcolini france-
fr. Paolo III. Vigilante pastore, fece
scano di Fano, insigne teologo, che ottime leggi, ingrandì il palazzo ve-
nella riedificazione della cattedrale scovile e l'abbellì di vari ornamen-
pose la prima pietra. Nel i^65 ti, fabbricando il campanile della
divenne vescovo Antonio Viminali cattedrale : in Sassoferralo eresse un
di Terni, e nel 147' Sisto IV fece altare a s. Pietro, oltre altre ope-
Giacomo Minutoli di Lucca, per- re pie. Stanco di tante fatiche, nel
sonaggio illustre per le cariche sos- 1543 o i545> ottenne il vescovato
tenute sotto Pio II e Paolo U, pel nipote Girolamo Mannelli di
compagno del cardinal Giovanni Roccacontrada, e ritornato in Ro-
Balve legato in Francia, ove si ma, con dispiacere degli eruditi mo-
fece tanto amare che Luigi XI lo rìnel 1549, tiasferendosi il cada-
dichiarò suo consigliere, ministro vere nella patria cattedrale di cui
suo presso la santa Sede, lo fece era stato canonico. Lo celebrammo
trasferire al vescovato d' Agde, con anche nel voi. XXXVI, p. 263 del
altre beneficenze e distinzioni. Nel Dizionario. A
Girolamo nel 1592
1 481 Giovanni Cerretano, nel 1492 successe Roberto Pierbenedetti ca-
Giacomo de Breusquelh di Limo- merinese, già canonico di s. Ange-
ges, procuratore generale de' cistcr- lo in Pescheria, morto nel i6o5 in
ciensi in Roma; donò alla catte- Sassoferrato, mentre faceva la visi-
drale preziose suppellettili, e nel ta, e trasportato in cattedrale, alla
1498 fu sepolto in Vaticano. Mat- quale il fratello cardinale donò sa-
teo Baldeschi perugino uditore di cre vesti ed istituì un anniversario.
rota, nel i5o8 trasferito alla pa- Virgilio Florenzi Perugino eletto
tria da Giulio II, che nominò Lo- nel i6o5} per sua morte nel i645
dovico Clodio di Calderola e di Orazio Giustiniani (Fedi)y genove-
essa arciprete. Nel i5i4 Leone X se, trasferito da Montalto, indi car-

nominò vescovo il suo precettore dinale. Per sua dimissione nel 1646
Varino o Guarino Favorino di Ca- fu vescovo Muzio Montano di Ve-
merino silvestrino, dotto nelle let- tralla, e governò soavemente. Nel
tere greche e latine, autore di di- 1669 Gio. Battista Amati nobile
Terse opere che fece da diacono
: di Pistoia, già di essa canonico e
greco in cappella pontifìcia, lo dis- vicario generale, lodato per dottri-
si nel voi. Vili, p. 144 del Di- na. Nel 1 690 Marco Battaglini ri-

zionario ed altrove; mentre nel minese, ornato di molteplice erudi-


voi. IX, p. 194 notai che fu il pri- zione, autore di diverse opere, e
mo vescovo regolare ad usare fioc- della storia de'principali concilii; di
NOC NOC 65
somma prudenza, era slato impie- rico. Il capitolo si compone di due
galo dal Papa a governare varie dignità, la prima delle quali è il
città, poi visitatore apostolico di Por- priore, di dodici canonici, compre-
to e Sabina, e nel 1716 traslato a so il penitenziere e il teologo, di
Cesena. Alessandro Borgia nobile di altrettanti mansionari, e di altri
Velletri, protonotario apostolico, udi- preti e chierici : il priore è il par-
tore della nunziatura di Colonia^ roco della cattedrale, coadiuvato da
indi internunzio e governatore d'A- un sacerdote deputato dal capitolo.
sisi, fatto vescovo nel 17 16, che Pio VI col breve Dunt insignem,
pubblicò nel 1723 la storia patriaj de'29 luglio 1 794, Bull. Rom. Coni.
e nel 17^4 f^i trasferito a Fermo. t. IXj p. 394, concesse ai canoni-
Egli è l'ultimo registrato nell'ir^^- ci e dignità la cappa con fodera
Ua sacra j i seguenti lo sono nel- di pelli, ed il rocchetto. La dioce-
le annuali Notizie di Roma. Note- si si estende per circa trenta mi-
remo, che nel secolo decorso i ve- glia. Ogni nuovo vescovo è tassata
scovi tralasciarono d'intitolarsi, ve- in fiorini 4^0, ed all'epoca dell'ul-
scovo di Nocera e di Sentino, cioè tima proposizione concistoriale era
Sassoferralo (Vedi)^ ma solo di No- di scudi i5oo la rendita, però au-
cera. 1724 fr. Gio. Battista Chiap- mentata dall'encomiato vescovo.
pi de'girolamini del b. Pietro da NOCERA DE' PAGANI (Nuce^
Pisa, della diocesi d'Albenga. Gli rin Paganorum). Città con residen-
successe nel 1768 Francesco Lo- za vescovile nel regno delle due
renzo Massaioli della diocesi di Gub- Sicilie, nella provincia del Princi-

bio. In sua morte Pio VII nel con- pato Citeriore, distretto a 3 leghe
cistorode' 22 dicembre 1800 no- da Salerno e 7 da Napoli, capo-
minò Todierno degno vescovo, mon- luogo di cantone. È posta su di
signor Francesco Luigi Piervisani un colle, e vi si vedono gli avan-
d' Asisi ,
già canonico teologo di zi del suo grandioso castello, ove
quella cattedrale, e rettore del se- Carlo HI Durazzo assediò Urbano
minario. Questo insigne prelato, mo- VL Nel vecchio monastero basilia-
dello dei pastori j è divenuto ir.^de- no di Mater Domini vi è la tom-
cano de' vescovi dello stato pon- ba di Carlo d'Angiò e della re-
I

tificio, ed ha operato immensi be- gina Beatrice. Vi sono molti rag-


ni nella sua diocesi, donde usciro- guardevoli edifici, fra i quali la cat-
no dal suo dotto e ottimo clero tedrale con battislerio, sotto l'invo-
diversi vescovi a Gualbo Tadino
; cazione di s. Marco evangelista; la
ne riparlammo, e si disse come Pio chiesa ed monastero de'benedet-
il

VII lo dichiarò abbate di quella tini di Monte Vergine sotto il ti-

abbazia di s. Benedetto. Giacinto tolo di s. Giovanni, di maestosa


Vincioli ci diede il catalogo de' ve- apparenza, sopra un'altura delizio-
scovi di Nocera j nelle Notizie sto- sa^ donde si contempla un gran
riche de^ cardinali perugini ^ stam- tratto di mare e la Campania. Il
pate nel 1730; e prima di lui nel santuario della Madonna de'bagni^
i653 in Foligno si pubblicò di Lo- assai frequentato nel dì dell'Ascen-
dovico Jacobilli: Nocera nelf Um- sione, bevendosi con divozione l'ac-
bria e sua diocesi, e cronologia dei qua della vicina sorgente. Vi sono
vescovi di essa cittàt discorso istO' altre sei chiese parrocchiali col fon-
voi. XLVlIh
,

6$ NOC NOC
te sacro, conventi di religiosi e mo* me dì pagani o abitatori de'paghi.
iiasleri di monache, conservatorio,- Dopo la vittoria di Carlo I d'An-
confraternite, ospedale, éenakiai*io, « giò, vi fu fatto aspro macello dei
palazzo vescovile aderente alla cat- saraceni, che avevano parteggiato
tedrale, Borboni I vi eressero una per Corradino, l'ultimo rampollo de-
vasta caserma per la cavalleria. Fa gU svevi. Vi nacque s. Lodovico fi»
un rilevante commercio coi prodot- glio di Carlod'Angiò. Nello sci-
II

ti del suo fertile territorio, special- sma di Clemente VII antipapa, vi


mente in frumento, vino squisito, si ritirò nel castello il Pontefice
bestiame eccellente, e lane. Fu con- Urbano VI, come una delle tante
tea della famiglia Zurla, e ducato terre cedute al suo nipote Fran-
di quella dei Carafa. cesco Prignani da Carlo III che
Nocera, Nuceria Paganorum , fu avea investito del reame di Napo-
denominata de'Pagani sia per distin- li. Il Papa vi si recò nel 1882, in-
guerla da quella dell* Umbria, che di passò a Napoli, ma inimicatosi
come questa alcuni chiamarono Al- col re che non voleva più. dare le
plialenia^ sia per avervi lungamen- terre promesse, a' 26 maggio i384
te dimorato i saraceni dopo la rot- ritornò a Nocera colla corte e coi
ta del Garigliano nel 9 1 5, o per es- cardinali. Questi temendo qualche
servisi ritii-ati sotto Federico II quan- sorpresa, e standovi poco comodi,
do furono cacciati dalla Sicilia, sia l'abbandonarono, e fecero passag-
per averne abitato i dintorni i po- gio in Napoli, non cedendo alle pon-
poli paghif secondo l'Alberti, sia per tifìcie preghiere perchè restassero
essere stata divisa in molti paghi, in fortezza. Adombrato Carlo IH
dopo i vari disastri sofferti nella guer- della permanenza d' Urbayo VI in
ra punica e in quella sociale: al- Nocera, lo pregò ritornare in Na-
tri meno verosimilmente cosi la dis- poli, ma venendogli risposto essere
sero dai greci paghi. Alcuni auto- soliti i re portarsi a' piedi de'Papi
ri pretendono che sia stata fonda- si venne in aperta guerra, ed il re
ta dagli etruschi, sulle rovine del- con alcuni cardinali tramò congiu-
l' antica JVbceria. Sotto la repub- ra contro Urbano VI che voleva
blica romana divenne colonia mili- privarlo del regno. I cinque o sei
tare, e si distinse per la sua fedel- cardinali ch'erano col Papa furono
tà nella seconda guerra punica. Di- imprigionati e straziati colle tor-
strutta prima in parte da Anniba- ture, come creduti ribelli; alcuni
le, poscia dai normanni, o nei i i3i dicono che ivi li facesse morire, al-
dal re Ruggiero, lo fu interamen- tri in Genova, al quale articolo li

te da un orribile terremoto. Nelle nominammo, e dicemmo come il


sue vicinanze Narsete riportò vit- Papa assediato in Nocera, tre o
toria su Teia re de'goti, che vi re- quattro volte al giorno compariva
stò ucciso nel 553, terminando co- alla sua finestra, e al suono di cam-
s'i il domìnio goto in Italia. Verso pane, con torcia accesa in mano,
la metà del secolo XI essendo sta- scomunicava suoi nemici, e co-
i

ta conquistata dai normanni e di- me a' 7 luglio 1 385 potè fuggire


strutta, gli abitanti furono costretti da Nocera e s'imbarcò per Geno-
ad abitar divisi in molti villaggi o pa- va. Questa tragedia dettagliatamen-
ghi, eda ciò vuoisi derivato il cogao- te si legge in Lodovico Agnello Ana»
NOC N.OC 67
slasìo, Storia degli antipapi, t. IT, slinlanò, egregio teologo, versato in
p. 179 e seg. : ne feci parola anco altre scienze ed eloquente, autore
nel voi. XLVI,
178. Nel seco- p. di diverse opere, e martello degli
lo apprCvSso, avendo la regina Gio- eretici fraticelli. Gli successero, nel
vanna II adottato per figlio il re 1433 Giuliano Angrerani nucerino,
Alfonso V di Aragona, a pregiu- nel 1436 Giacomo Benedetti d'A-
dizio di Renato d'Angiò, Nocera fu dria traslato ad Orvieto^ nel i443
presa dagli aragonesi, e per la pri- Bartolomeo Micheli nobile sanese,
ma ne alzò il vessillo. di grande autorità presso Alfonso V
La sede vescovile fu eretta nei d'Aragona, famigliare di Calisto III.
primi secoli della Chiesa, e fatta Questi nel i^55 fece vescovo del-
sufìraganea dell' arcivescovo di Sa- la patria fr. Pietro domenicano, e
lerno, di cui lo è ancora. Ne fu dopo IV nel 1478 Gio-
di lui Sisto
primo vescovo s. Prisco che patì vanni Cerretano sanese, chiaro per
il martirio a'g maggio sotto Nero- nobiltà, virtù e scienza legale, in-
ne-, onde la cattedrale era prima di uditore di rota. Nel 1480 Pie-
colla sua invocazione. Il secondo tro Strambotti napoletano, nel i5o3
fu Numesio diacono di questa chie- Bernardino Orsini romano, nel i5i i
sa, cui scrisse nel 592 s. Gregorio Domenico Giacobazzi [Vedi), poi
3; indi Primerio, al quale tal Pa- cardinale, che con regresso nel i5i7
pa diresse un'epistola. Amato o cede la sede al nipote Andrea Gia-
Amanzio nel n^S intervenne al si- cobazzi canonico vaticano, dotto, pio
nodo romano di s. Zaccaria; N. e versato nelle lingue: per sua mor-
visse a' lempi
Gregorio IV, in- di te nel 15^4 ne riprese il governo
di non si conoscono i successori lo zio. Nel i528 Clemente VII no-
sino a Landò che governò dal io6f minò il dotto Paolo Giovio di Co-
al 1073, deposlo dalla santa Sede. mo, il più celebre storico del suo
Dopo lunga lacuna apparisce Fe- tempo, eloquente, eruditissimo, mor-
lice, cui diresse una lettera Inno- to in Firenze nel i552. Gli suc-
cenzo III; poscia V^alerio Orsini ro- cesse il nipote e coadiutore Giu-
n)ano del 12*28; N. assassinato em- lio Giovio che governò lodevolmen-
piamente dagli, abitanti nel [260, te, ed ottenne in coadiuto il nipote
onde la cit^à restò priva del seg- Paolo giuniore che gli successe, lo-
gio episcopale per decreto di Ales- dato per erudizione e poesia, sto-
sandro IV, che divise la diocesi Ira rico de'vescovi di Como. Nel i585
gli arcivescovi di Salerno e d'Amal- Sulpizio Costantini nobile fermano,
fi. Al dire di Novaes, Bonifacio Vili superiore de' minimi, che compì il

nel 1295 ripristinò la sede, ma palazzo vescovile incomincialo dal


non sembra avesse effetto, poiché predecessore, e fu lodato assai. Nel
tale dignità la ripristinò nel i386 1602 Simone Lunadoro nobile sa-
Urbano VI, che nominò per ve- nese, canonico della patria e pro-
scovo fr. Francesco de' minori, so- tonotario, zelante di sua chiesa, scris-
lo ordinato sotto Bonifacio IX, il se la serie de'vescovi. Nel 1621 fr.

quale nel 1402 gli die a successo- Serafino de Vicari piemontese, do-
re Angelo abbate benedettino di s. menicano insigne per dottrina, e
Maria di Castellaneta. Nel 14^9 commissario del s. offìzio. Indi fu-
Ir. Gabriele Gaiofali spolelino ago- roiK) vescovi, nel 1621 Francesco
68 NOD NOE
Trivulzi milanese, referendario e trimonio con Luigi principe di Tnf-
commissario (Iella camera; nel i63?, ranto, pel quale si restituì la pace
Ippolito Franconi delia diocesi di al regno, dopo la guerra sostenuta

Trivenlo; nel i654 Tr. Bonaventu- contro LuigiI re d' Ungheria l'ap- :

ra d'Avalos agostiniano, traslato da provò Clemente VI, sotto la prole-


Volturaria; nel 1659 per sua di- zione di s. Nicola e la regola di s.

missione fr. Felice Gabrielli gene- Basilio, ma cessò colla morte de'suoi
rale de' conventuali, della diocesi istitutori il re e la regina. Si com-
d'Ascoli; nel i685 Emidio Lenti pose di 60 cavalieri sì francesi che
di tal diocesi canonico, giù vicario napoletani, che portavano per in-
di Farfa; nel 1692 Sebastiano Pe- segna sul braccio un cordone di
rissi sanese, poi trasferito a
Gros- seta rossa e d'oro ornato di perle.
seto; nel 1700 Gio. Balista Ca- Si portava ancora sul petto con
rafa nobile napoletano; nel 17 18 medaglia pendente. Il p. Bonanni
Nicola de Dominicis napoletano, col che ne riporta la figura nel suo
quale si compie la cronologia dei Catalogo a p. 87, dice che il nodo
escovi neW'ICalìa sacra dell'Ughel- non si vede espresso, e che il nome
li, t. VII, p. 524. Nelle annuali No- di nodo fu dato acciò restasse il
tìziedi Roma sono registrati. 1744 cuore di ciascuno legato di una sta-
Geraldo Volpi della diocesi di Bo- bile e stretta amicizia, piti che il

vino. 1768 Benedetto Maria Mon- braccio.


tesanfelice olivetano di Napoli, che NOELLET Guglielmo, Cardi-
Tivea nel 1808. Pio VII colla let- nale. Guglielmo Noeilet o Noeileti,
tera De utìliori soppresse il vesco- nato nella diocesi d'AngouIéme, es-
vato e Tunì a Cava; ma Gregorio sendo professore nel diritto civile
XVI colla bolla In vinca Domini nell'università di Tolosa, dove nel
electa, a'3 dicembre i833 lo sepa- i365 ottenne da Guglielmo d' A-
rò da Cava e nuovamente lo ri- grifoglio giuniore, poi cardinale, le
pristinò, preconizzando per vescovo insegne di dottore, canonico di
nel concistoro de'23 giugno i834, Bayeux, arcidiacono di Chartres, re-
l'attuale monsignor Agnello Giu- ferendario apostolico, e domestico
seppe d'Auria di Napoli, già di quel- del cardinal Pietro lioger poi Gre-
la cattedrale penitenziere minore e gorio XI. Urbano V nel i366 Io
vicario curato. Il capitolo si com- spedì a Costantinopoli per la riu-
pone di quattro dignità, la prima nione della chiesa orientale coll'oc-
delle quali è l'arcidiacono, di do- cidentale. Promosso quindi a udi-
dici canonici comprese le prebende tore di , Gregorio XI nel
rota
del teologo e del penitenziere, e maggio o
giugno 1371 lo creò
di altri ecclesiastici. La diocesi si cardinale diacono di s. Angelo, in^
comprende in dieciotto miglia di di destinatolo alla legazione in al-
territorio, e contiene cinque luoghi. cune parti d'Italia, durante la qua-
Ogni nuovo vescovo è tassato in le male accolto e peggio trattato
166 fìorini, e le rendite ascendono dai bolognesi amanti di lil3ertà, fu
a circa 2000 ducati napoletani. nel 1375 posto in carcere, e spo-
NODO, ordine equestre. Fu isti- gliato di quanto avea, quantunque
tuito da Giovanna I regina di Na- il Rossi nella Storia di Ravenna
poli nel 1 352, iiel suo secondo ma« scriva che fu soltanto ed
cacciato
NOG NOG 69
esiliato da Bologna, avendo insie- di quelle di s. Melanio di Ptennes,
coe co'bolognesi cospirato contro di di Granselva , di san Vittore di
lui anche i fiorenlini : Io che inte- Marsiglia, di Saturnino di Tolo-
s.

so dal Papa fulminò sentenza di sa, e di s. Martino de' Campi, fino


scomunica contro i bolognesi ed i al numero di otto, e da Paolo V
fiorentini. Fu insieme con altri car- nel 16 14, in età di 21 anni, venne
dinali ad esaminare gli
deputato promosso all'arcivescovato di Tolo-
errori di Bonageta e di
Pietro sa, e poi agli II gennaio 162 1 lo
Raimondo ^'eofito, che furono da stesso Papa lo creò cardinale prete
lui prosciilti e dannati. Segui Gre- assente, avendo poi per titolo la
gorio XI nel viaggio di Roma, ed chiesa di s. Adriano. Ebbe gravi
in seguito abbandonato Urbano VI, controversie col suo capitolo, che
alla cui elezione trovossi presente, non voleva per arcivescovo uno che
si um all'antipapa Clemente VII, e non era sacerdote, protestando che
mori in Avignone nel i394' se non si ordinava avrebbe gover-
NOEZIANI. Eretici così chiamati nata la metropoli come in sede va-
da Noeto loro capo e maestro di cante. Le insorte differenze furono
Sabellio. Noeto era un filosofo d'E- quietate coU'interposizione del car-
feso, che visse nel 240, che diceva dinal de Richelieu, che nel i633
non esservi che una sola persona in lo fece dichiarare commendatore
Dio, cioè il Padre ; che il Verbo e dell'ordine dello Spirito Santo. Ri-
Io Spirito Santo non erano che de- nunziata la sua chiesa, come senza
nominazioni esteriori date a Dio, in ordini sacri, si diede al mestiere
conseguenza delle sue operazioni vi- delle armi, per cui aveva sino dal-
sibili; che come creatore chiama- la gioventù avuto del trasporto, e
vasi egli Padre ; che sotto la figura riportò in qualità di capitano di-
dell'umanità egli avea preso il no- verse vittorie, che lo fecero avere
me di Figlio, e eh' era stato chia- in conto di valoroso soldato, anzi-
mato Spirito Santo, dopo di essere ché di zelante ecclesiastico, corris-
disceso sugli apostoli. Sosteneva per pondendo perfettamente colla liber-
conseguenza che il Padre avea sof- tà di costume alla militare profes-
ferto. Questo eresiarca aveva altresì sione. Presiedè all'esercito di Fran-
la follia di spacciare ch'era egli un cia in Germania ed iq Italia, in-
secondo Mosè mandato da Dio, e sieme al duca di Candale suo fra-
che suo fratello era un nuovo A- tello, a cui in apparenza era stato

ronne. La chiesa d'Efeso lo scomu- conferito il comando dell' armata,


nicò, ed il Papa s. Felice I condannò mentre in effetto il cardinale avea
Sabellio. l'assoluto dominio sopra tutto. Tre
WOGARET Lodovico,Cardina- volte trovossi presente all'assemblea
le, Lodovico di Nogaret de la Val- del clero, dicendosi che il re di
lette, nato di generosa stirpe in An- Francia non ebbe ministro più
gouléme in Francia, più per secon- sviscerato, avendo profuso in ser-
dare la volontà del padre,^ che per vigio della corona le proprie ric-
vocazione, applicatosi allo stato ec- chezze, per cui in morte lasciò ri-

clesiastico, vestito appena 1' abito levanti debiti. Dalla Fiandra pas-
clericale , fu provveduto di mol- sò in Italia coli' esercito francese
ta e pingui abbazie, e tra le altre a difendere il duca di Savoia -, ma
70 NOL NOI.
sorpreso nel di lui stato da vio- Sicilie, nello Terra
provincia della
lenta malattia che fece sospetta- di Lavoro, capoluogo di distretto e
re di veleno, in Rivoli castello poco di cantone a 5 leghe da Napoli.
distante da Torino, mori nell'anno Taluni compresero (juesta anticfi e
1639 in età di 4^ anni, pieno di cospicua città nel Sannio, altri nella

disgusti ed accorato per gì' infelici Campania ed i suoi popoli


Felice,
ultimi successi del suo generalato. si dissero anche mamertini dal cul-
Traslèrito il cadavere per ordine to di Marte. La cattedrale è sacra
del padre a Cadiliaco, venne ivi alla Beata Vergine Assunta, con bat-
onorevolmente sepolto. Fu lodato tisterio e palazzo vescovile contiguo:
per grande spirito, vantaggiosa statu- vi si venera tra le reliquie il cor-
ra, prudenza, pratica negli affari di po di s. Felice vescovo e martire,
stato, per consiglio, amante della patrono della città. Presso al suo
Luona fama, e sulHcientemente i- tumulo visse in pia solitudine s.

struito nella teologia. Suoi difetti Paolino prima di divenirne vescovo.


furono il voler soddisfare tutti Vi sono altre chiese, due conventi
quelli che a lui ricorrevano ciò , di religiosi, due monasteri di mo-
che lo rendeva lento e irresoluto in nache, due conservatorii, l'ospedale,
tutte le azioni militari, ecclesiastico il monte di pietà, e il seminario
involontario, soldato licenzioso, ma costruito fuori le mura nel passato
nell'agonia pianse l'improprietà del- secolo dal vescovo. Il collegio dei
ia che avea
vita menato, mentre gesuiti venne ediHcato cogli avanzi
la terminava. del sontuoso tempio di Augusto, da
NOGARET o NOGARO, Nu^a^ Tiberio costruitovi, donde trasse il
riolum. Città di Francia , diparti- feudatario Carafa le pietre pel suo
mento del Gers, distante circa 4 le- magnifico palazzo di Napoli. Rimar-
ghe da Auch, capoluogo di cantone, chevole è pure il palazzo governa-
sulla sinistra del Midou già capi- ,
tivo, ed una caserma militare. L'an-
tale del paese e contea d'Armagnac. tica chiesa di s. Felice, ove restò iu
Vi si tennero due concilii. Il pri- prima tumulato, è circa mezza lega
mo nel 1290 a' 29 agosto, in cui lungi dalla città , ed ivi fu eretta
Amaneo arcivescovo d'Auch assisti- la riccaabbazia de' monaci di Mon-
lo da sei suffragane!, vi esaminò la te Vergine, detta di Casa Marcia-
querela di Sancio vescovo di Lescar, na, ove godesi la vista deliziosa di
il quale si lagnava delle usurpazio- tutta la Campania, e l'ameno spet-
ni di Ruggiero Bernardo conte di tacolo di vaghissimi giardini. Se qui-
Foix. II secondo nel i3i5 dallo vi si facessero le prime Campane^
stesso arcivescovo con sei vescovi e lo dissi a quell'articolo. Tra i suoi
i deputali degli altri suffraganei. Vi uomini illustri nomineremo il poe-
si fecei;o quattro articoli, il terzo ta Transillo, Giovanni di Nola e
de' quali condanna 1' abuso di ne- Giordano Bruno.
gare il sagramento
della penitenza Questa città , di cui gli storici
a quelli che sono condannati all'ul- ed i geografi parlano come di una
timo supplizio, e che lo domandano. piazza fòrte, secondo Giustino fu
Diz. de conciai. fondata dai greci calcidii, e secondo
NOLA (Nolan). Città con resi- Velleio Patercolo dai tusci o etru-
denza veiìcuvile nel regno delle due schi, 4^ 3uui priu^u di ZlQma, 1 io-
,

NOL NOt 71
mnni la presero, durante la guerra niore di Nola verso il a 54, zelante
de' sanniti, e divenne poscia colo- promulgatore della fede ; governo
nia romana, a cui, al dir di Fron- la sua chiesa cinque anni, e fu mar-
tino, fu dato da Vespasiano il no- tirizzato con trenta suoi compagni
me di Colonia Augusta. Annibale sotto il prefetto Marciano, durante
l'assediò invano nel 54o di Roma, la persecuzione di Valeriano, a' i5
e sotto le sue mura il console Mar- novembre. Gli successe s. Gallono
cello lo vinse per la prima volta ,
che sparse il sangue per la fede,
indi due altre rotte gli toccarono indi s. Aureliano di esimia santità
ne' dintorni. Come i suoi abitanti che governò 38 anni; s. Massimo
si erano valorosamente con-
difesi che ne emulò le virtù, e patì nelle
tro cartaginesi, i romani ricom-
i persecuzioni di Diocleziano e Mas-
pensarono tanto forte attaccamento, simiano ; Quinto
suo discepolo
s.

e la dichiararono municipio, deco- verso il 3 20, nel qual tempo fiorì


randola di magnifici edifici e di an- altro s. Felice di Nola, che avea
fiteatro. Marco Agrippa vi morì aiutato il predecessore nel governo
l'anno 12 avanti l'era cristiana, e pastorale. Sesto vescovo fu s. Patri-
l'imperatore Augusto l'anno i4 di zio, poi Paolo di Nola che consa-
detta era, compiacendosi del suo grò la chiesa à\ s. Felice; s. Pao-
soggiorno. Nola fu saccheggiata e lino ornamento e gloria della chie-
distruttada Alarico, e nel 4^6 nuo- sa dì Nola, nominato vescovo nel
vo eccidio ebbe dai vandali d'Afri- 409 da alcune lettere di s. Ago-
:

ca condotti da Genserico , i quali stino, e da quella che scrisse a s.


trassero in cattività lo stesso s. Pao- Paolino l'imperatore Onorio, per pre-
lino giuniore. Vi si scopersero di garlo ad assistere al concilio radu-
tempo in tempo de' vasi antichi nato contro lo scisma d'Eulalio,
osservabili per eleganza di forme, sembra che il santo fosse conside-
bellezza di vernice e correzione di rato come uno de' più dotti e santi
disegno. La tardanza della conver- vescovi de' suoi tempi. Gh autori
sione de' nolani alla vera credenza che hanno parlato di sua vita, no-
moltiplicò i martiri in que' dintorni, tano le tante sue virtù e di aveu
e specialmente sotto il prefetto Mar- offerto se stesso pel riscatto d' un
ciano ne fu fatta orrenda strage. prigioniero; volò al cielo nel ^"òi.
Celebre è il cimiterio o catacomba Gli successero Paolino II, che accu-
di Nola pei santi martiri e vescovi sato a Valentiniano II ne uscì in-
che vi furono deposti. Vedasi il nocente Adeodato suo discepolo,
; s.

Remondini, Storia ecclesiastica No- insigne in santità col dono della pro-
lana, Napoli 1747- Fu contea del- fezia, eletto dal clero e dal popo-
la nobile famiglia Orsini, e Carlo U lo; Giovanni Talaya nel 4^4 ^i ^^
nel 1293 ne fece primo conte Ro- trasferito dal patriarcato d' Ales-
manello. sandria ; s. Rufo , Teodosio che
La sede vescovile fu eretta nel fu al concilio romano dell' anno
secolo III, e da Alessandro HI di- 499, Sireno che intervenne ai se-
chiarata suffraganea di Napoli , co- guenti ; indi s. Lorenzo, s. Felice
me lo è ancora ; prima lo era stala giuniore, s. Paolino III, assai dot-
della santa Sede e poi di Salerno. to e santo , al cui tempo visse s.

Ne fu primo vescovo s. Felice se- Reparato diacono e martire. Leone i


,

ya NOL NOL
tu legato nel 535 in oriente di Pa- pò Raimondo Orsini conte di Noli^
pa s. Agapito I, e fu tumulato nel fabbricò convento pei minori. Mar-
il

celebre ciniiterio di Nola, presso al- co Fìgerio (Fedi) cardinale, già pre-
tri Lupeno, Basilio, Leone li,
santi. cettore di Sisto IV. Gio. Antonio
Teodosio, Gaudenzio del 595, Da- Buccarello nel 14^9 traslato da A-
uiaso del 670, Aurelio del 679, scoli di Puglia, sotto del quale Or-
Leone III che nella chiesa fece vari so Oisiui principe di Nola prosegui
ornamenti in onore de' santi mar- la cattedrale.
tiri
; Bernardo, Pietro, Giovanni, Nel i^jS Orlando Orsini roma-
Landò e Giacomo dell' 843. Sasso no, illustre per erudizione e scienza
celebre vescovo del 1093, Gugliel- legale, rettore dell'università roma-
mo del I io5, Bartolomeo del 1 143, na, assai lodato. Gio. Francesco Bru-
Bernardo intervenne nel 1
1 79 al ni protonotario, fatto nel i5o5, in-
concilio Laterano IH
di Rullino , tervenne al concilio Lateranense V,
trasferito a Rimini poi cardinale, e morì di 100 anni, succeduto nel
fr. Pietro» M. Perrone eletto da una i546 coadiuto Antonio Sca-
dal
parte del capitolo mentre l' altra
, rampo piemontese de* conti Can-
nominò Pietro Milone, onde si appel- nella, vescovo lodatissimo, che fu al
larono nel 1225 ad Onorio III. In- concilio di Trento, ed eresse il se-
di lo furono Eligio, e Giovanni tras- minario pel suo zelo Maria Sanse-
:

lato d'Anglona nel 1254- Per sua verino moglie di Enrico Orsini con-
morte Bouifacio Vili ne fece am- te di Nola edificò da' fondamenti il

iTìinistratore Francesco Fontana, già collegio de' gesuiti, e nel 1569 ven-
arcivescovo di Messina, e nel 1296 ne traslato a Lodi, succedendogli Fi-
gli sostituì Pietro Guerra arcivesco- lippo Spinola vescovo di BisignanOj
vo di Capua, trasferendovi nel 1298 poi cardinale. Per sua rassegna
da Soana Landò, cui successe nel neir anno i585 divenne vescovo
i3ii Giacomo. Nel i328 Pietro Fabrizio Gallo napoletano, che rav-
già vescovo di Venafro, nel i33i vivò lo spirito ecclesiastico nel cle-
Pietro, nel i34o Ligo d'Orvieto ro, fu profuso co' poveri, restituì \a^.

cappellano pontificio, nel 1 349 Ni- cattedrale al primiero splendore da


colò Oserio nobile di Ra vello, mor- quanto aveva sofferto, difese la li-

to prima della consacrazione, onde bertà della chiesa, ampliò il capi-


subito venne surrogato Francesco tolo, aumentò nella diocesi le chie-
Rufo napoletano , uditore di rota. se collegiate ed istituì gli eremiti
Francesco Scaccano di Nola cano- camaldolesi. Fu pure benefico del-
nico della cattedrale, egregio per- l'ospedale e del monte di pietà, ce-
sonaggio e perito nelle leggi, eletto lebrò il minimi presso
sinodo, pose i

nel 1370 : fu nunzio di Bonifacio il cimiterio de' martiri e di s. Fe-


IX in Sicilia e vicario di Roma; lice prete; a tutti caro e pianto mori

per l'antichità delia cattedrale la nel 16 14, fu sepolto in cattedrale


demolì, e ne incominciò la riedifi- nella cappella di s. Stefano da lui
cazione. Nel i4oo Flameugo o Fla- eretta, vivendo la sua memoria in
minio Minutolo nobile napoletano, benedizione anco presso i riformati
fu al concilio di Costanza; gli suc- cui die chiesa e convento in Pal-
cesse nel144^ i^ coadiutore Leone ma. Gli successe Gio. Battista Lan-
^e Simone amdlacuao, al cui tem- cellotti romano, che aumentò gli
,

NOL NOL 73
t)rnamenti della cattedrale, abbellì Gio. Vincenzo Monforte di Sorrento,
con pitture l'episcopio, ripristinò alla trasferito da Tropea. i8o4 Vincen-
venerazione de' fedeli il carcere di zo Maria Torrusio della diocesi di
s. Gennaro, ove cinque martiri fu- Capaccio, traslato da questa chiesa.
rono straziati nella fornace, il quale 1823 Nicola Coppola napoletano fi-

luogo dipoi nel 1700 restaurò la lippino, trasferito da Bari. Per sua
città di Nripoli. Nel 1657 quivi fu morte Leone XII nel concistoro dei
trasferito d'Acerenza e Cariati, Fran- 23 giugno 1828 dichiarò vescovo
cesco Gonzaga mantovano teatino l'attuale monsignor Gennaro Pasca
zelantissimo pastore , difensore dei napoletano, già di Bojano. Il capi-
poveri; tolse nella visita diversi abu- tolo si compone delle dignità del
si, donò alla cattedrale preziose sup- decano, arcidiacono, tesoriere e can-
pellettili, perfezionò l'episcopio, e tore, di sedici canonici colle preben-
celebrò il sinodo. Nel 1675 da Mon- de penitenziaria e canonicale, di do-
te Peloso venne traslato Filippo Ce- dici beneficiati, e di altri ecclesia-
sari ni patrizio nolano e romano, ge- stici. La cura della cattedrale è affi-
neroso colle chiese: gli successero data al cantore, all' arcidiacono e
Francesco Maria Moles napoletano ad un canonico, che l'esercitano pel
nobile spagnuolo , teatino dotto e sacrista curato a disposizione del ve-
celebratissimo predicatore, magnifi- scovo. Ampia è la diocesi ogni :

co ne' doni che fece alla cattedrale, vescovo è tassalo di 4of> fiorini, es-
lodato pastore; nel 1695 fr. Danie- sendo le rendite 3700 ducati.
le Scoppa francescano della stretta NOLI {Naulen). Città vescovile
osservanza e commissario generale, del Genovesato negli stati sardi, ca-
celebrò il sinodo, fiorì in dottrina poluogo di mandamento, sul golfo di
e nelle più belle virtù; nel 1704 Genova. In generale ben fabbricata,
Francesco Maria Carafa nobile na- sta fra due roccie scoscese, una delle

poletano e teatino, traslato da s. quali è coronata da un castello che


Marco, introdusse nella diocesi i ci- la domina, e difende il suo piccolo

stcrciensi, rinnovò il seminario ri- , porto di poca conseguenza. La cat-


dusse a miglior forma l'episcopio e tedrale è sotto l'invocazione del prin-
la via pubblica, accrescendo la men- cipe degli apostoli s. Pietro, con
sa. Con esso ntWItalia sacra del- battisterio, e tra le reliquie si ve-
rUghelli, t. compie la
VI, p. '2^1, si nera il corpo di s. Eugenio vesco-
serie de' vescovi, che continueremo vo patrono della città : l'episcopio,
colle annuali Notizie di Roma. i'j/\^ buon edifizio, è alquanto distante.
Gerardo Volpi della diocesi di Bo- Vi sono altre chiese, conventi, mo-
vino. 1764 Nicolò Sanchez de Lu- nasteri, conservatorio, confraternita,
na napoletano, traslato da Chieti da ospedale e monte di pietà. Sull'o-
Clemente Xlli che gli scrisse il bre- rigine e fondazione di questa città
ve Jucundus nobisy in cui lodò al- sono favolose le cronache che la ri-
tamente gesuiti per quegli enco-
i petono dai tempi di Mosè e San-
mi che gli aveva fatti lo stesso ve- sone ; più ragionevole è V opinione
scovo cheli avea esperimenlati. 1768 di quelli che credono edificata
la
Filippo Lopez-y-Royo teatino della dai genovesi. Un tempo fu molto
diocesi di Lecce. 1778 Benedetto più popolala , e si governò antica-
polari domenicano genovese. 1798 inenle a forma di repubblica. Non
74 NOL NOL
trovansi più le ricche case di com- air imperatore eransi assoggettate,
iiieicioche sostenevano il glielo di ne le esortazioni di lui valessero
sua ricchezza, e dalle guerre geno- punto smuovere la fede e la co-
a
vesi, nou che dal saccheggio cui l'ab- stanza che al Papa aveano promes-
baadonò Alfonso re d'Aragona e di so. Essendo pertanto così beneme-

Napoli, ebbe principio la sua deca- riti del governo di Genova e della

denza. Vi è tuttavia l'ordinaria giu- Chiesa i nolesi, Gregorio IX calda-


dicatura. Al tempo di Adriano VI mente pregato dalla repubblica con-
era molto guarnita e fortificata di sentì nel 1289 a decorare il bor-

torri, con rocca inespugnabile, come go col nome e privilegi di città, e


narra TOrtiz, perchè prima i citta- ad erigervi la sede vescovile affat-
dini nel fabbricare una nave edifi- to indipendente da Savona. L'ere-
cavano pure uria torre. Il dello rione si fece dal cardinal Giacomo
Papa Spagna recandosi a Ro-
dalla Pecoraria per commissione
special
lììa, approdò nel i522 all'isola di del Papa, nel recarsi suo legato ia
Ruenga in faccia a Noli, proseguen- Francia. Per la sua piccolezza, l'U-
do la navigazione per Savona. ghelli, Italia sacra t. IV, p. ioo4,

L'attuale diocesi di Noli forma- osserva che venne perciò detta :

va anticamente una parte di quella Urbs meruit dici, mutato nomine


di Savona. Reggendo questa dioce- vici. Per tal sua mediocrità il car-
si nel principio del secolo XIII il dinale l'unì alla sede di Briignato
vescovo Alberto, avvenne che gli (P^edi), con che aumentò un suffra-
abitanti di Noli per una propria ganeo a Genova. Guglielmo Con-
loro pretensione occuparono il ca- lardi vescovo di Brugnato, fu an-
stello di Spotorno, che nello spiri- che il primo vescovo di Noli; si-
tuale e dipendeva dai
teinporale mile unione per altio non ebbe du-
vescovi savonesi ; s' impadronirono rala, poiché quanto era forte il mo-
inoltre de'beni che alla mensa epi- tivo per la tenuità delle rendite di
scopale appartenevano. Di questa unire i due vescovati, altrettanto
usurpazione non volendo riconosce- più forte era di separarli, per la
re il proprio errore, né le altrui distanza de' luoghi ed impossibihtà
ragioni,il vescovo Alberto nel 1227 di ben reggerli ambedue, per cui
fulminò l'interdetto agli abitanti, Innocenzo IV colla bolla In sacra
pena terribile che vieppiù gl'irrito Petri sede, nel 12 45' la sciolse, e
oontro il pastore. Di tal cosa fu al- d'allora sino al 1820 ebbe Noli
tamente commossa la repubblica di sempre i suoi vescovi, cessando Gu-
Genova, giacché i nolesi aveano glielmo dall'amministrazione, e no-
prestato nelle intraprese delle cro- minando vescovo F. Filippo, con-
ciate molti segnalati servigi, e per sagrato dall'arcivescovo di Genova
gliarmamenti e pel valore si erano a' 5 aprile 1248. Inoltre il Papa
bravamente distinti. Non minor dis- soppresse in Noli l' antichissimo mo-
piacere ne provò il Papa Gregorio nastero di s. Eugenio, e ne assegnò
IX, il quale sapeva che Noli, allora le rendite alla mensa vescovile.
piccolo borgo, avea resistito intre- Successivamente furono vescovi,
pidamente al gran nemico della nel 1265 Antonio, nel 1298 Ugo-
Chiesa Federico IIj senza che gli lino, nel i3i7 Sinibaldo o Singue-
£:»£mpi delle terre conviciue che baldo, nel i328 Teodesco o Teo-
5 ,

NOL NOL 75
disio, contro il qual^ scrisse Bene- insigne letterato e professore di teo-
detto XI 1 per le sevizie die usava logia e njetafisica ; nel 16 16 An-
ai henedetlini del dello monastero gelo Mascardi Sarzana nobile ;
di
di s. Eugenio; nel i346 fr. Ama- nel 1647 Stefano
Martini nobile
deo de' minori; nel i366 Giovan- d' Alassio referendario, governò con
ni Fiesco genovese; nel i38i Lu- lode ; 1687 Giangiacomo Por-
nel
ca; nel i383 Marco, non però con- rata Genova
di arcidiacono di ,

secrato nel i385 Leonardo Fie-


; quella metropolitana; nel 1700
schi genovese; nel iSga fr. Luchi- Paolo Andrea Borello genovese bar-
no de'minori, traslato a Neopatra; nabita, maestro in filosofia e teo-
nel 1396 Corrado Chiavica, trasla- logia, consultore dell' indice; nel
to da Oristano; nel i4o7 Marco 1710 Giuseppe Sauli Bargali o
li Vigerio. Nel i447 ^" <^^«ta in Bargagli chierico regolare minore ;

commenda al cardinal Giorgio Fie- nel 1713 Marco Giacinto Gandol-


schij per sua cessione nel i44^ fo genovese, dotto e pio prelato,
Napoleone Fieschi, trasferito ad Al- che riedificò 1' episcopio, accrebbe
benga ; nel i4^9 I^'^olo Giustinia- le rendile della mensa, ebbe a sof-
ni, altro nobile genovese; nel i485 frire per ingiuste accuse , da cui
Domenico Vaccari genovese, traslato però fu fortunato uscirne vittorioso,
a Venlimiglia; nel looa Galeotto e morì da tutti pianto nel 1737.
FrancioUi della Rovere ammini- Con questi nell' Ughelli si termina
stratore, indi i5o3
cardinale; nel la serie de' vescovi, che continue-
per sua rinunzia il cardinal Lorenzo remo colie annuali Notizie di Ro-
Ciùo amministratore ; agli 8 gen- ma e colla Serie cronologica del
naio i5o4 Antonio Ferrerio Fer- can. Bima, p. 265.
reri maestro di casa di Giulio II 1737 Costantino Serra romano
che a' 2 3 agosto lo trasferì a Gub- genovese, nel 1746 trasferito ad
bio e creò cardinale, sostituendogli Albenga. 1746 li". Antonio Maria
Gio. Vincenzo Fodrati come il pre- Arduini conventuale di Albenga,
decessore di Savona. Di questa cit- eresse del proprio due canonicati e
tà lo fu pure Vincenzo Doveri del quattro mansionari nella cattedrale,
i5o6, dotto e caro ai principi. Leo- e ne dotò le prebende, lodato per
ne X nel 1 1 9 fece vescovo Ga- erudizione, vigilanza
e pietà. Per
spare Doria di Genova; nel i54o sua morte Pio VI nel primo giu-
divenne amministratore il cardinal gno 1778 fece vescovo, e fu l'ulti-
Girolamo Doria j nel i548 Massi- mo litolare di Noli, fr. Benedetto
miliano Doria genovese intervenne Solari genovese domenicano, d'infe-
al concilio Trento ; nel
di iSya lice rinomanza, benché di vasta
Leonardo Trucco o Turco d' Al- scienza, sollecito e zelante pastore,
benga, il quale coli' autorizzazione padre de' poveri, pio, sobrio, ver-
di Gregorio XIII, Superna dispo- satissimo nella storia ecclesiastica,
sitiorWj breve de' 22 ottobre, la cat- nelle questioni scolastiche e nelle
tedrale di s. Paragono che sussi- cose disciplinari antiche e moder-
steva fuori le mura, la trasferì in ne. Ma quando godeva tale ripu-
città nella chiesa di s. Pietro. Nel tazione, Pio VI nel 1794? colla ce-
1 588 Timoteo Berardi genovese pro- lebre bolla doni malica AuctorenL
cui-ai(^i'c ^eueialc; da' cunutiliiaui ^ fìdci^ couduuuò il conciliabolo di
76 NOL NOM
Pistoia (Fedi)j e per essere stata rici addetti all' ufiiziatura : l'arci-
allissa alle porte della cattedrale prete ha cura delle anime.
d'ordine dell' inquisitore di Geno- NOMADIA o NOMESA (s.), ver-
va, altamente se ne offese. La tolse gine. Consacratasi a Dio fino dalla
subito e non volle annunziarla al sua giovinezza, perfezionò il sagii-
suo clero, e pretese dimostrare al fizio della sua virginità col fervore
Saio governo essere ingiusta la pon- della carità, e colla pratica di tutte
tifìcia condanna e illegale per al- le virtù. Ella viveva nel quinto seco-
cune formalità. Questo procedere lo, nel Poitou, dalla parte di Tours.
di erigersi a censore della santa E onoratai4 gennaio, ed invo-
a*

Sede, cagionò gravissimo scandalo cata contro mal caduco.il

ovunque, errore che in certo mo- NOME, Nomea. Vocabolo col


do poi confessò ai comizi de' ve- quale propriamente s'appella cia-
scovi costituzionali radunati in Pa- scuna cosa. Si dubita nello stabi-
rigi. Accecato e sedotto dall' orgo- lire l'uso degli antichi circa l' im-
glio, cadde nelle perniciose dottri- posizione de'nomi, cioè se la madre
ne, quali pubÌ3licò in due volumi o il padre Io dassero ai figli. Nel-
con falsi raziocini!, trionfalmente la sacra Scrittura si legge che spes-
confutato dal sommo cardinal Ger- so le madri fecero questo uffizio ;

elli (Fedi): altra opera contro que- così Eva prima madre de' viventi
sto vescovo, la citai nel voi. XLI, con Caino ed Abele; le figlie di
pag. 1 1 7. Di errore in errore Lot a Moab ed Ammon; Lia a
precipitando, fece causa coi vescovi Ruben, Simeone e Levi ed anco- ;

costituzionali scismatici, soppresse ra a Gad, Aser, Issacar, Zàbulon;


l'uffizio e messa del gran s. Gre- Rachele a Dan, Neftali, e poi a
gorio VII, con circolare ingiuriosa Giuseppe e Beniamino: quest'ultimo
e calunniosa alla Sede apostolica. veramente fu così chiamato da Gia-
Tenace nelle sue illusioni il Solari cobbe, da Benoni ch'era il primo
non volle dar mai a conoscere di nome. Tuttavolta l'ufficio d'impor-
aver errato, e per questa ragione ere- re il nome fu più proprio del pa-
desi che non abbia fatto visita di dre che della madre ,
quale atto
rispetto a Pio VII relegato a Savo- di dominio competente al capo del-
na, onde così non si congetturasse di la famiglia. Adamo l'impose agli
sua ritrattazione, mentre ne deplo- animali. Set al figlio Enoc , La-
rava la prigionia. Morì in Genova mech a Noè; e quanto agli addotti
a' i3 aprile 1814, e fu sepolto nel- esempi delle donne che posero il

la cattedrale di Noli. Altre notizie nome probabilmente ciò


ai figli,

le riporta V ab. Semeria, Storia fecero con partecipazione e appro*


ucci, di Genova, p. 182. Pio VII vazione de'loro mariti. Vedasi il p.
fece allora amministratore apostor Menochio, Sluore t. II, cent.
6,
lieo di Noli il vescovo di Savona cap. 22, dell'imposizione de'nomi,
Maggioli, finche con bolla del 9 Da principio gl'individui non eb-
ottobre 1820 l'unì perpetuamente bero presso gli ebrei se non che
a Savona (Fedì) aeque principa- un sol nome proprio, nel quale i

liler. Il capitolo si compone della genitoriesprimevano ciò ch'essi de-


dignità dell'arciprete, con sette ca- sideravano o auguravano al loro
nonici, di beaefìciati ed alUi ghie- figliuola, se pure non pigliavasi \\
NOM NOM rjrj

nome eia qualche occasione parti- i nomi dell'agnazione e della co-


colare o da qualche avvenimento. gnazione. L'uso di portar due no-
Il nome di Adamo significo uomo mi tra greci risale alla più
i re-
di lena rossa j perchè era stato for- mota antichità, e se ne trovano va-
mato del fango della terra;
Abele ri esempi in Omero.

nominato per indicare ch'egli


fu così I soprannomi si divisero in so-
non avea alcuna successione, signi- prannomi propriamente detti, e in
ficando quel vocabolo niente o va- soprannomi caratteristici, o satirici
nità; il nome di Selh significò ri- o irrisoni : i primi traevansi d'or-
surrezionCj perchè scelto fu per ri- dinario da un'azione memorabile,
parare la perdita d'Abele; Esaìi dallo splendore delle vittorie, dal-
, fu soprannomato Edem, donde gli la superiorità del coraggio o de'lu-
edomiti, perchè quel nome signifi- mi, da qualche vantaggio corpo-
cava sanguigno o rosso ^ avendo rale, dalle fisiche o morali costi-
egli la chioma rubiconda. Nella sa- tuzioni una prosperità rico-
, da
cra Scrittura sì vede inoltre, che nosciuta, ec; quanto agli altri,
gli ebrei conoscevano l'uso dei so- è ben naturale che in un popo-
prannomi o d'un secondo nome; lo tanto spiritoso, faceto e mor-
generalmente non avevano essi, co- dace come greci, essi dovevano
me l'ebbero in tutte le età gli ara- essere prodigati a tutti gì individui,
bi, se non che un mezzo per di- ai quali potevano applicarsi. Al-
stinguere le famiglie^ e questo con- lorché due sposi credevano di aver
sisteva nel porre in seguito al no- ottenuto colle preghiere loro la na-
me la familiazione; dicevasi quin- scita d'un figlio, aggiungevano al
di SauUe figlio di CiSj David figlio nome della divinità protettrice l'ag-
di Isai. Gli ebrei usarono talvolta giunto dorali che significa donati-
sino a tre nomi, cioè dopo il loro vo. In questo modo si formarono
commercio colle nazioni straniere, i nomi copiosissimi colla termina-
dopo la dispersione delle tribù, e zione in doro, I soprannomi im-
massime allorché la Giudea diven- posti per significare qualche distin-
ne provincia romana. Ordinariamen- tiva qualifica, essendo poi passati
te quella moltiplicità di nomi avea nelle diverse classi de'cittadini, pre-
luogo in favore di coloro che si sentarono frequenti singolari con-
distinguevano grandemente per vir- trasti col carattere, stato e azioni
tù o talenti. Sovente in famiglia si di coloro che li avevano ricevuti
pigliava il nome de'congiunti o del nell'infanzia. 1 romani, come pur
padre stesso. Presso i greci il no- tutti gli altri popoli,non ebbero
me s'imponeva nel giorno settimo verosimilmente da principio se non
dopo la nascita del bambino, altri che un solo nome proprio; secon-
dicono nel decimo. In Atene la leg- do Eutropio cominciarono a pren-
ge dava al padre il diritto d'im- derne due dopo essersi mescolati
porre il nome, che spesso era quel- coi sabini, poiché il trattato di pa-
lo dell'avo, massime se illustre, cioè ce portò la prescrizione che onde
al primogenito quello dell'avo pa- formare un solo popolo^ pigliereb-
terno, al secondo quello dell'avo bero reciprocamente i nomi delle
materno, e quelli che nascevano in nazioni contraenti, il romano ag-
seguito portavano indistintamente giungerebbe al suo quel d'un sa?
7» NOM NOM
bino, ed un sabino quel d'un ro- me delle sottoscrizioni col solo no-
mano. In appresso i romani assiin- me de'principi, vescovi, cardinali e
sei*o Ire e talvolta quattro nomi. Papi, di che si tratta ancora a Cro-
"Vi avera dapprima il nome di fa- ce SEGNO, ed altrove. Il Sarnelli,
mìglia, e quello chiamossi propria- Lett. eccl. l. V, lett. 53 : Per qnal
mente nomen; questo era comune ragione i prelati sottoscrivano col-
a tutti discendenti da una me-
i la prima lettera del loro no-
sola
desima stirpe^ o gcjitìs, e a tutte me. Dopo aver detto che roma- i

com'era il no-
le loro diran»azioni, ni usavano pronomi, nomi e co-
me Julius de* Giuli che credevano gnomi, osserva che forse ne'prelati
discendere da Jnlo figlio d'Enea. cominciò l' uso di usare la prima
Venivano in appresso il pronome, lettera del nome per la stravagan-
praenomen, col quale distingucvausi za de' loro nomi, e siccome i pre-
le persone di una stessa famiglia; lati devono fare molte sottoscrizio-
il soprannome, Cognomen, ch'era ni, per brevità cominciarono a far-
per alcuni un titolo onorifico o un le colla iniziale del proprio nome,
vocabolo indicativo de'vizi o delle tanto più che vi aggiunsero il ti-

buone qualità di coloro che lo por- tolo dell' udìcio o della dignità di
tavanoj Vedi Cognome; finalmen- cui erano insigniti. Del cambiamen-
te il quarto nome che alcuni assu- to del Nome de'Papi, parliamo a
mevano,, chiamavasi agnomen, ed quell'articolo: anticamente anche ì

era un'altra specie di soprannome. vescovi si cambiavano il nome, mas-


Da principio al momento della na- sime se era barbaro quello che pri-
scila i romani imponevano a* loro ma avevano.
il nome della famiglia alla qua-
figli Dei nomi imposti ai primi Cri'
le appartenevanoj in appresso s'im- stiani {Vedi); di quelli che s'im-
poneva il nome a'bambini nel gior- pongono nel Battesimo f Vedi Com-
no della loro purificazione^ e que- paratico e Padrino: talora, massi-
sto era l'ottavo dopo la nascita per me anticamente, si variarono nella
le fanciulle, e ilnono per i ma- Confermazione [Vedi) , e neh' or-
schi; ma l'imperatore Antonino Pio dinazione in vescovo. Le leggi del-
ordinò che i bambini ricevessero il la chiesa prescrivono: chi avesse
nome nel terzo giorno della loro qualche nome profano o indecente
nascita, e che lo stesso giorno s'in- ad un cristiano ,
gli verrà mutato
scrivesse quel nome ne'regislri pub- dal vescovo cresimante nel nome
blici. 1 greci imponevano il nome di qualche santo o santa, per aver
nel settimo, secondo altri nel de- così motivo d'imitarne le virtù ed
cimo giorno dopo la nascita ; i ottenerne il patrocinio. Gli antichi
franchi nel nono: gli odierni gre- cristiani si conformarono in parte alle

ci danno il nome a' fanciulli otto superstizioni de' gentili quanto alla

giorni dopo la loro nascita. Altre imposizione de'nomi ai neonati. Sic-


nozioni si possono vedere in Char- come questi ne'primi cinque o sei

don, Storia de* sacramenti , t. 1, p. secoli non si battezzavano subito,


looeseg. Dell'origine de'nomi e co- tranne il pericolo di morte; quin-
gnomi de'romani e di altre nazioni di i fanciulli e gli adulti avendo
se ne parla in vari luoghi e a Co- già il nome quando ricevevano il

gnome, e delle loro derivazioni j co- battesimo, d'ordinario lo riteneva-


-

NOM NOM 79
no; anzi molti giorni prima di progresso di tempo fu statuito co-
battezzarsi, si prendeva da ciascuno me cosa ordinaria, avuto talvolta
il nome
per iscriverlo nella Matrico- riguardo ni desiderii dei genitori.
la [Vedi) della chiesa, il che facevasi Il nome battesimale s'impone dun-
nel giorno del grande scrutinio. que, per porre chi riceve il sagra
Al tempo di s. Siricio, Papa del mento sotto la protezione speciale
385, ciò facevasi quaranta giorni di chi gli si dà il nome, dal che
e più avanti il battesimo, avendo deriva che i cattolici devono pren-
egli prescritto che non si dasse il dere questo nome dal catalogo dei
1 battesimo a quelli che non dasse> santi della nuova legge. I prote-
^ ro il nome quaranta giorni prima. stanti affettano di dare a' loro fi-

Non mancano però esempi che fu gli il nome de'patriarchi dell' anti-
cambiato il nome a'fanciuUi e a- co Testamento; e ciò indusse mol-
dulti nel battesimo: Carlo Magno ti vescovi a vietare ai loro parro-
fece battezzare il figlio a Papa A.- chi di ammettere simili sorta di no-
driano I, il quale gli mutò il no- mi ne'loro battesimi. Non si de-
me il Carlomanno iu quello di Pi- vono parimenti ammettere nomi pro-
pino. L'uso di porre i nomi nel bat- fani, favolosi, poetici, ridicoli, empi,
tesimo ai figli subito nati, incominciò vergognosi, indecenti, ne quelli che
propriamente nel secolo XIl circa, la Scrittura attribuisce a Dio, né
cioè dopo che si obbligarono i quelli degl'idoli e delle false divini-
genitori a non differire di troppo tà de'pagani. Vedasi Domenico Pas-
il necessario benefizio del battesi- sini : De
veterum quorumdani cìiri'
mo ai figli. Costumandosi prima stianorum proprits, selectìsque nO'
imporre i nomi dai genitori in minibus disscrlatio, Veneliis 1772.
quelli degli ascendenti più accredi- Muratori nella Dissert. 4' tratta
tati o anche di quegli stranieri cui de'nomi e soprannomi degli anti-
erano affezionati, spesso nomi pro- chi, di quelli de* longobardi aspri
fani erano imposti. Solo alia fine di suono, di quelli obbrobriosi; co-
del secolo XII e principio del XIH me di un solo nome senza cogno-
si cominciò comunemente a dare me si servivano ne' tempi antichi,
il nome de' santi ai fanciulli nel per cui nacque gran confusione nel-
battesimo, e ne'primi tempi, ag- le persone d'allora; come veniva
giunto al nome della famiglia, del aggiunto il nome della patria o
luogo della nascita, o del suo paese : del padre per distinguere le perso-
così in Italia, Francia e Germania, ne, ed in qual maniera si distin-
ove in avanti un solo nome por- guessero allora le persone del me-
tavasi. Tuttavolta in alcune chiese desimo nome. Molle erudizieni an-
occidentali (poiché nell'oriente già che bibliografiche sui nomi d'ogni
nel IV secolo portavansi i nomi specie, le produsse il Cancellieri,
degli apostoli e de'martiri), è più nella Dissert. sulle ss. Sìniplicia ed
antico il pio costume di dare ai Orsa. 11 p. Lupij Dissert. t. I, p.
fanciulli nel battesimo i nomi dei i57 e iSijdiscorre de'nomi de'pri-
santi, onde invocarne la protezio- mitivi cristiani che non si mutava-
ne. Anticamente di rado padrini i no nel battesimo, né erano diversi
e le madrine imponevano il nome da quelli de'genlili. A. Dittici di-
ai figliocci o fi^lioccie, ciò che in cemmo quali vi si registravano, ciò

I
fio NOM NOM
che pure notammo ngll annloj^hl e fri. del Sarnelli. Vedi Nome ni?t

articoli; ed Donali ne* suoi Dit-


il Papi.
tici p. i54, ragionò de' nomi mol- NOME (ss.) DI GESÙ . Questo
tiplicati nella slessa persona, facen- nome adorabde significa Salvatore;
do altrettanto il Garampi nelle Me- esprime quanto egli ha fatto per
morie. W Buonarroti we Vetri anti- le anime nostre versando tutto il

chi parla de'nomi dati nel battesi- suo prezioso Sangue, e dando la

mo e imposti ai bambini^ di quel- vita sua sulla croce; ci ricorda


li mutati dai catecumeni nel loro quanto dobbiamo essergli grati e
battesimo, specialmente quando i corrispondenti, e nel tempo slesso
primi erano superstiziosi, ritenendo- quanta speranza e fiducia dobbia-
si talvolta ambedue; del nome de- mo porre in lui di conseguire l'eter-
gli apostoli ed altri santi posti ai na salvezza. Nec aliud no-
enini
nuovi cristiani ; mol-
di quelli in men est sub coelo, in quo oporteat
tissimo uso in occidente ne' tempi nos sah'os fieri^ nisi Nomen Jesu.
dell'impero di mezzo^ dall' ultimo Act. e. 4> v* i^- Nell'epistola ai Fi-
de'quali si denominavano le perso- lippensi, e. 2, V. 8, s. Paolo dice
ne, onde dicevasi nome e non più che Gesù Cristo, humiliavit semeti-
cognome, ec. Un tempo gli erudi- psiim faclus obediens usque ad mor-
ti si cambiarono il nome con quel- temi mortem aiitem crucis. Proptcr
lo degli antichi romani, e di quel- quod et Deus
exaltavit illi nomen^
li accademici se ne tiene proposito quod super omne nomen j ut
est
ai loro luoghi. Antichissimo è lo in nomine Jesu omne gemifléctalur,
stile degli artefici di porre i nomi coelestium, terrestrium et inferno-
nelle loro opere. A Natale facem- rum. Quindi i veri fedeli non pro-
mo parola della festa anniversaria nunziano il ss. Nome di Gesù sen-
del nome^ la quale ebbe origine za fare un segno di rispetto. V.
dal celebrare la memoria del più Dio, Cristo, Monogramma. Questo
grande benefizio della redenzione nome gli fu imposto nella CircoU'
e rigenerazione alla grazia, anni- cisione (P'^edi). È in nome di Gesù
versario d'un sagramento senza cui Cristo, che gli apostoli fecero mi- i

niun'altra grazia sagramentale, né racoli, ed a lui ne riferivano altre-


l'eterna salvezza si può conseguire. sì tutta la gloria ; Act. e. 3^ v. 4-'

Antico è il costume che i religiosi Seguendo il loro esempio fu sem-


e le religiose, per dimostrare nella pre dai cristiani venerato e invoca*
professione eh' essi hanno tutto ab- lo con particolar culto il nome di
bandonato e perfino il loro nome, Gesùj ed in varie occasioni ne rin-
non che per denotare che chi ab- novarono la festiva memoria. Nel
braccia lo stato regolare , deposto 1267 Clemente IV, ad istanza di
r uomo Tecchio, secondo la frase s. Luigi IX re di Francia, conces-
dell'Apostolo, si veste del nuovo se- se tre anni d' indulgenza a chiun-
condo Dio : di ciò meglio ai loro que pronunziasse nomi ss. di Ge-i

parziali articoli. A quelli delle Caivì- sù e Maria, col Nos cuni prole pia
PANE, CiTTA^ ed altre cose, si par- henedicat Virgo Maria. Vedasi, Wer-
la de' loro nomi. A Donna, dissi dei nero Rolen winck in Fasciculo tempor.
nomi diminutivi. Altre notizie sui ad an. 1 264, inter Script, rer. Gernt.
nomi si possono vedere nelle Lett, t. II, p. 558. Gregorio X nel con-
j

NOM NOM 8t
cìlio generale di Lione II oifìlnò suoi nemici presero sigle per
le

a tutti di chinare il capo al nome caratteri magici, e l'accusarono d'i-


ss. di Gesù, con epist. presso il Mar- dolatria, o di voler introdurre un
lene IV, p. 1776, AnecdoL, e si
t. nuovo culto nella Chiesa, a Marti-
rileva pure dai canoni del condì. no V ad Eugenio IV. Ne prese
e
Avenion. cap. 4> ^^ Biterens. can. le difeseil suo discepolo s. Giovan-

I, presso Labbé, Concil. t. XI, p. ni da Capistrano con famosa dispu-


1721 e 1923. Narra il Bonucci ta nel 14*^7 in s. Pietro, e con
neli'75/. del b. Gregorio X, p. 196, tanta forza ed energia, che non so-
ch'egli pel primo fece predicare dai lo il santo fu dichiarato immune
domenicani la riverenza che si de- da ogni taccia, ma inoltre il culto
ve portare a iì venerabilissimo no- del ss. Nome riportò l'approvazio-
me, per cui nelle loro chiese si eres- ne della santa Sede. Analoghe eru-
sero in di lui onore altari e cap- dite notizie sono nelle Dissert. epist.
pelle. Ciò fece il Pontefice per aver- del Cancellieri p. IlL
lo inleso bestemmiare dai saraceni Quindi l'altro francescano fr.

nella sua legazione in Soria. Aggiun- Bernardino de Bustis celebre pre-


ge il Bonucci^ che vi ha chi dice, dicatore, si adoperò perchè nella
aver Gregorio X
ordinato che ogni Chiesa fosse venerato con partico-
volta che fedeli sentissero pronun-
i lare uffizio che compose e presentò
ziare non solo il nome di Gesti a Sisto IV e Innocenzo Vili, i
ma anco quello di Maria, dovesse- quali nulla risolvettero, finché Cle-
ro piegar le ginocchia col cuore, mente VII con breve de' 26 feb-
dandone segno esterno coH'inchinar braio i53o istituì la festa solenne
il capo. Gran propagatore e pre- del Nome di Gesù, da celebrar-
ss.

dicatore della divozione al nome si a' i4 gennaio col predetto uffi-


di Gesù fu il francescano s. Ber- zio di rito doppio di seconda clas-
nardino da Siena [f^edi), con som- se dall' órdine francescano, che ne
mo frutto, e soleva metterlo in prin- avea fatto istanza. Nel i582 l'uf-
cipio di tutte le sue carte, come fizio fu esteso a Siena e sua dio»
ordinariamente praticano le perso- cesi, ov'era nato 1' aumento di eul-

ne religiose. Trovandosi la Chiesa to a questo ss. Nome, come patria


sul principio del secolo XV lacera- di s. Bernardino. Nel Pio i566 s.

ta dal lungo scisma, a ripararvi il V con Cimi primiim,


la costituzione

santo con l'ardente suo zelo intraprese del primo aprile, ordinò sotto gra-
delle missioni sotto il patrocinio del vi pene di chinar il, capo al ss.
ss. Nome, esortando i fedeli a pe- Nome di Gesù ; e Sisto V braman-
nitenza per ottener la pace alla do che frequentemente in
i fedeli
Chiesa^ e la tranquillità e la con- vita abbiano nel cuore e nella boc-
cordia ne' popoli. 11 santo fece di- ca il Nome di Gesù in un con
pingere su tabelle il ss. Nome in quello di Maria, per averlo poi
sigle con lettere d'oro: IHS nel anche in morte, colla bolla Reddi-
mezzo d' un sole con raggi, e lo turij degli 11 luglio 1587, conces-
mostrava in fine delle sue prediche se in perpetuo cento giorni d' in-
al popolo affinchè l'adorasse; quin- dulgenza per ogni volta che salu-
di con molte contraddizioni vi ag- tandosi r un con r altro si dirà in
giunse In croce con tre chiodi, I latino o italiano o in altro idioma;
VOL. XLVIII. 6
8a NO M NOM
Laudetur Jesu Chris tus ^ sia loda- iSai ed applicabili ai defunti, come
to Gesù Cristoj e si risponderà: In si legge nella Raccolta delle indul-
saeadnìy Ameny ovvei'o sempre sia genze. Vedi Christ. Remnilius, De
lodato. A chi poi invocherà di vota- Nomine Jesu, in tom. I , Thes^.
mente ss. iNomi di Gesù e di thcol. phil. P. M. Sagittali i , Je-
Maria concesse per ogni volta ven- su Nonien pronunciatuni genujle-
ticinque giorni d' indulgenza; ed ctionCf capitìsque denudatione hO'
avendo avuto in vita il divoto co- ttoranduni , Altenburgo 1677. ^*
stume di salutarsi e rispondere co- Ziegra , De Nomine suavissimo sa-
me sopra, o di spesso invocare i lulisque pienissimo^ quod est Je-
delti Nomi ss., concesse indulgenza siiyW^ittembergae 1697. M. Hoi-
plenaria in artìcido viortis^ invo- novius. De Nomine Jesii^ Regio-
cando allora i lodati ss. Nomi col monte 1702. B. Sanden, De ss. No-
cuore almeno contrito, non poten- me Jesu, Regiomonte 1702. Frid.
do colla bocca. Finalmente Sisto Spauheraium De inclinatìone corpo-,

V concesse le sopraddette indulgen- ris vel aperitione capilis ad appella-


ze ai predicatori ed a tutti coloro tuni nomen Jesu, in t. II Operuni
i quali esorteranno i fedeli a salu- p. 916. Sainelii , Lett. eccl. l. X,

tarsi nel modo accennato ed a spes- lett. 71, del ss. Nome di Gesù e
so invocare Nomi ss, di Gesù e
i suoi misteri. Quanto al suo uffizio

di Maria. In progresso 1* uffizio fu vedasi il Diclich , Diz. sacro-litur-


esteso ad altri ordini religiosi e cit- gico.
tà, come nel i643 ai certosini nel- NOME DI GESÙ*, ordine eque-
la seconda domenica dopo l'Epifa- stre. Fu istituito nel i334 in Svezia
nia, e nel 1684 a Firenze e suo da Magno II re di Svezia e Vili
stato. Per decreto della congrega- come re di Norvegia, detto anco dei
zione de' riti fu accordato ai regni Serafini, per difendere i suoi slati
di Spagna e molte altre prò-
in dalle scorrerìe e depredazioni dei
\incie e religiose comunità, ed In- barbari, onde i cavalieri resero poi
nocenzo XIII ad istanza dell* impe- grandi servigi alla religione, impe-
ratore Carlo VI, con decreto de'29 dendo agli eretici che vi propagas-

novembre 1721 comandò si cele- sero i loro ;


errori. Ma nel secolo
brasse dalla Chiesa universale nella XVI il luteranismo essendo stato
seconda domenica dopo l'Epifania abbraccialo dai tre regni del Nord,
con rito doppio. Benedetto XI li r ordine rimase estinto. La collana
per ottenere il divina aiuto nei de' cavalieri era composta di figure

flagelli del terremoto e delle piog- di serafini in ismalto rosso e di


gìe,con decreto della congregazio- croci patriarcali d' oro, in memo*
ne delle indulgenze de* 12 gennaio ria della sede episcopale d' Upsala.

1728, Clini justus, confermò in per- Dalla collana pendeva un ovato con
petuo tutte le indulgenze di Sisto entro il Nome di Gesù in sigle, in

V, ed altrettanto fece Pio VII ai campo azzurro, essendovi quattro


i3 giugno 181 5, anco di quelle chiodi bianco e neri.
concesse a chi divotamente reciterà NOME DI GESÙ' o CEBU'
i salmi, le cui lettere iniziali com- (Nominis Jesu). Città con residen-
pongono il Nome ss. di Gesù, con za vescovile nelle Indie orientali,

inni e orazione, indi estese nel capoluogo dell* isola del suo nome
3

NO IVI NOM 83
fielle Filippine soggette nlla Spagna, mez Marannon di Vallndolid. Per
che alcuni geografi pongono nel- sua morte, Gregorio XVI nel con-
J'Asia, altri nell' Oceania. L'isola cistoro de* rg gennaio 1846 vi tras-

di Cebù o Zebù nell'arcipelago lalòda Ruspa in parlihus l'attuale


delle Filippine {Vedi), fertile e po- monsignor Romualdo Ximeno do-
polosa, ha diversi fiumi con sabbie menicano della provincia del ss.
d'oro, la prima che nel i52i sco- Rosario, già coadiutore del vicario
prì Magellano, come fu la prima apostolico del Tonchino. La catte-
occupala dagli spagnuoli^ ma a sten- drale, ottimo edifizio, è sotto l'invo-
to, per la vigorosa resistenza degli cazione de' ss. Angeli custodi , con
abitanti e de' cinesi ivi stabiliti, i l'episcopio vicino. Il capitolo non
quali lasciarono poi sul campo di ha più ne dignità, ne canonici, solo
battaglia 27,000 uomini. Gli spa- due cappellani addetti ai divini uf-
gnuoli la chiamarono l' isola dei di- Ha il fonte battesimale, e la
fici.

pinti, perchè trovarono gli abitanti cura d'anime è affidata al parroco,


con il viso macchiato di vari colo- non essendovi nella città altre par-
ri, e vi edificarono un porto con rocchie. Vi è un convento di re-
Leila città che chiamarono Cebn, ligiosi e l'ospedale. La diocesi è am-

Zebù o Nome di Gesù; e introdu- pia, contenente più luoghi. Ogni


cendovi i francescanij i domenicani, nuovo vescovo è tassato in fiorini
i gesuiti ,
gli agostiniani calzali e 33, essendo le rendite 3ooo mo-
scalzi, essi convertirono nelle isole nete del paese, pagate dal pubblico
circa due milioni d'anime. La cit- erario.
tà trovasi situata sulla costa orien- NOME (ss.) DI MARIA. Nome
tale dell'isola, ed è composta di santissimo in somma venerazione
5ooo case. Ampio n*è il porto, va- presso tutta la Chiesa, siccome del-
lidamente munito con forte e for- la nostra madre pietosa, della me-
tificazioni di terra, risiedendovi il diatrice nostra amorosa, della teso-
governatore spagnuolo. In poca di- riera di tutte le grazie, della regi-
stanza trovasi la piccola isola vul- na dell'universo, della madre stessa
canica di Fuegos. La sede vescovi- di Dio; nome che in se racchiude
chiamata pure Nova Caures, fu
le, tanti mistici significati, di stella del
eretta da Paolo IV ne' primi anni mare, à* illuminatrice del mondo
dopo la metà del secolo XVI;, e fat- quali sono di gloria a lei e di con-
ta suffraganea di Manila, di cui lo forto per noi ; nome che dobbiamo
è ancora. Ecco i vescovi registrati aver sempre nel nostro cuore e sul-
nelle annuali Notizie di Roma. 1 740 le nostre labbra nel corso di nostra

Protasio Cavezas della diocesi di vita e molto più nella nostra mor-
Manila. 1757 Michele de Ezpeleta te. Per animare i fedeli a spesso
di Manila. 177.5 Matteo Gioacchi- invocare Nome di Maria [Fe-
il ss.

no Rubio de A rebaio di Quito. 1792 di), unitamente al Nome ss. di Ge-


Ignazio de Salamanca di Manila. sù (Fedi)y Sisto V concesse alcune
i8o4, dopo sede vacante, Gioacchi- indulgenze, confermate da Benedet-
no della Vergine di Sopetran ago- to XIII. Tra le pratiche divote per
stiniano, della diocesi di Placencia. onorare questo ss. Nome una delle
1825 Francesco Genoves domeni- più antiche è quella della recita dei
cano di Valenza. 182^ Santos Go. cinque salmi, le cui lettere iniziali

i
,

84 NOM NOM
locompongono; divozione fin dalla SII ; ma la loro inetta obbiezione
metà del secolo XII già conosciuta fu dileguata fra gli altri dal Bat-
in Italia, nelki Francia e in altri taglini, Annal eccL IV, an. 1684,
t.

regni, per la cui recita Innocenzo e dal Baillet, Fite desantiy agli 8
XI concesse alcune indulgenze, che settembre, ove tratta di questa fe-
altri Papi confermarono , fra' quali sta. Quanto al rito dell'uffizio e mes-
Pio VII nel 18 15, riportate nella sa, vedasi Diclich, Diz. sacro-llturg.
Raccolta delle indulgenze. Questo NOMEDEI PAPI. L'eletto Pon-
venerabile Nome è in tanta rive- tefice[Fedi) viene interpellato dal
renza presso i polacchi, che Casi- cardinal decano se accetta la subli-
miro I re di Polonia, nel prendere me dignità del pontificato, e dato-
in moglie Maria figlia del grandu- ne il consenso, il cardinale gli do-
ca di Russia, le fece cambiare il manda qual nome voglia prendersi,
nome, e dicesi che d'allora in poi col quale subito si annunzia al po-
non sMmpose più a veruna bam- polo dal cardinal primo diacono.
bina, come afferma Raynaud, Diptyc. Nel rendere quindi i cardinali la
Marian. t. Vili, pun. 2, n. 22. Quan- prima adorazione al novello supre-
to alla festa del ss. Nome di Maria, mo Gerarca (Fedi), il cardinal ca-
Giulio II nel i5r3 la concesse alla merlengo gli pone in dito V Anello
città e diocesi di Cuenca nella Spa- Pescatorio (Fedi), che il Pontefice
gna ove si propagò. La tolse s. Pio consegna al prefetto de' maestri di
V, ma Sisto V ad istanza del car- cerimonie per farvi incidere il no-
dinal Pietro Deza la ripristinò. Que- me assunto, e poi n' è custode il

sta festività dalla Spagna si propa- Maestro di camera (Fedi). Questo


gò in altre regioni, ed allora cele- è il Sigillo pontificio de Brevi (Fe-
bravasì a'22 settembre, cioè quin- di), per le Bolle (Fedi) adoperan-
dici giorni dopo la festa della Na- dosene altro. Dei nomi del Papa.
tività di Maria, seguendo così l'o- (Fedi), che si pongono nelle inte-
pinione di coloro che pensano non stazioni o sottoscrizioni delle Bolle,
essere i giudei stati soliti di mettere Brevi, Diplomi, Lettere apostoliche.
a* loro bambini il nome se non Moto-propri, Chirografi, e delle lo-
quindici giorni appresso il loro na- ro particolarità, sono a vedersi tali
scimento. Innocenzo XI attribuendo articoli, e quelli che vi hanno rap-
a Maria Vergine l' insigne vittoria porto, come Monogramma ed al-
riportata a* i4 luglio i683 dai cri- tri. Nei voi. VI, p. 117, e XIX, p.
stiani sui turchi colla liberazione di 119, 120 e 121 de\ Dizionario, si
Vienna, in memoria e ringraziamen- rende ragione perchè il Papa firmi
to di tanto patrocinio, nel 1684 le carte de' brevi e di dateria colla
con decreto stabilì per tutto il mon- lettera iniziale del nome battesimale
do cattolico la festa del ss. Nome o religioso. anco vedere
Si possono
di Maria, da celebrarsi nella dome- Medaglie Pontificie e Monete Pon-
nica fra la Natività sua, ed istituì tificie pel nome de' Papi in esse
inRoma V A rciconfraternila del ss, impresso, e molte ne furono coniate
Nome di Maria [Vedi). Alcuni dis- celebranti il santo del nome che
ai>provaiono il pontificio decreto aveano prima del pontificato, e di
ccuie per silFalto culto il Nome di quello da loro preso. Dei moltissi-
Maria si eguagliasse a quello di Gè- mi onorifici titoli di distinzione da-
NOM NOM 85
to ai Papi, olire quelli che andre- e Benedetto XII 1. In memoria della
mo accennando, si possono vedere chiesa titolare o diaconale, Adria-
ai loro articoli, avendo detto a Bea- no V e Nicolò III, e Martino IV
TiTuniNE e Macabiotato de' titoli della chiesa di cui era stato cano-
di Beatissimo e Beatitudine; ed a nico, oltre Gregorio XVI di quella
Maestà, che questo titolo talvolta già sua abbazia. Per seguire le vir-
fu dato ai Pontefici. Innumerabili tù e qualità esprimenti il nome,
poi e sommamente gloriosi e signi- Urbano V, Pio IV, Urbano VII e
ficanti fiu'ono titoli che
i ai som- Urbano Vili. Per compiacere il car-
mi Pontefici romani dierono con- i dinal promotore dell'elezione, s. Pio
cilii generali e particolari, i padri V, Sisto V, Alessandro YII, Inno-
della Chiesa, i vescovi, gl'impera- cenzo XI, Alessandro YIII. Per me-
tori, i re ed altri, come notammo moria de' concittadini , Innocenzo
a'ioro luoghi: quarant'otto ne ri- VIII Gregorio XV e Alessandro
,

porta il Piazza neir Enierologio di VI ; de' parenti. Pio III, Leone XI,
Romay t.I, p. 23, ed un gran nu- Innocenzo XIII.
mero il Tamagna, Origini de' car- Ne' tempi antichi non era sem-
dinali, par. II, cap. 2, del Romano pre libero al nuovo Papa, come Io
Pontefice. La parola Domniis nei è al presente, il prendere da sé il
primi secoli della Chiesa sembra es- nome. Nel cerimoniale del cardinal
sere stata consacrala a denotare il Cencio Savelli del secolo XII, si leg-
Pontefice romano, che nelle anti- ge che il cardinal primo diacono
chissime Litanie, nominate dal Se- all'eletto Pontefice imponeva il no-
rario,che in questo non sono state me, poiché allora non lo sceglieva
cambiate , seguitiamo a chiamare il Papa, ma ghelo imponevano i
Donimun Jpostolicuni, il Signore a- sacri elettori. L'abbiamo più ma-
postolico. Fu detto il Papa in di- nifesto da Leone Ostiense, Chron,
versi monumenti e dai concilii, Do- Cassia, lib. Ili, cap. 21, presso il
miiiiis o Domnus ^postolicus, e noi Muratori, Script, rer. Ital. 1. 1, p.
in italiano diciamo Nostro Signore. 43 I, il quale ci assicura, che aven-
V. DOM, DoMINUSj JUBE DOMNE BE- do i nel 1061 eletto 'n\
cardinali
NEDicEBE, e Apostolico. Alle bio- Pontefice Anselmo arcivescovo di
grafie de* Papi riportiamo le ragio- Lucca, essi medesimi eum Alexan-
ni dei nomi da loro assunti nell'ac- drum II vocari decernunt, come ap-
cettare la somma dignità papale. punto fecero nel oSy con Federico i

Quando incominciò il mutamento di Lorena, ch'essi Stephanuni X, quo-


del nome battesimale o religioso, i niam festum s. Stephani Papae eo
due esempi che in contrario ab- die celehrahatur, appellari decer-
biamo, andremo notando nelle se- nuutj con Ildebrando cui nel loyS
guenti erudizioni. Presero il nome dierono il nome di Gregorio YH,
del santo nel cui giorno fi-uono e- e con Desiderio al quale nel 1086
lelti, Stefano X, Martino V, Leo- imposero quello di Vittore III, come
ne X e Clemente XI oltre Cle- , riporta il citato Leone lib. II, cap.
mente IV che prese quello del santo 97 ; lib. Ili, cap. 36, 4^ e 66. Da
nel cui giorno nacque. Assunsero il Pietro Diacono, Chron. Cassia, lib,
nome de' fondatori o correligiosi dei IV, cap. 2, si apprende che dal ve-
loro ordini, Benedetto XII, Sisto V scovo cardinal d' Albano fu dclcr-

h
se NO M NOM
minato nel 1088 il nome di Ur- pientiani Ecclesiani regat, Aposlo-
bano II: vedasi Della Noce nelle licani sedem conservet, si;>eob aliani
note in Chron. lib. Il, cap. 8 in Leo- quanicunique causani ad hujusmodi
ne IX, lib. Ili, cap. 66 in Vitto- jormulani usurpandani inducentem.
re III, e lib. IV, cap. 1 in Urbano V. Sede vacante. Della formola
II. Il Platina parlando nella vita di Regnante Christo, flicemmo parola
Pasquale II di sua elezione nel 1
099 ,
nel voi. XXXVI, p. 53 del Dizio-
sanclus Petrus Raiiierhun vìruni opti- nario. Il Muratori, negli Annali d'I-
munì elegìe, cui poslea primi seri- talia, osserva che nel secolo XII
narii et scribae regionarii Pasclialis solevano i Papi ricercare nomi dei i

Il nomen inciidere. Il Berlendi, Del- celebri Pontefici che fiorirono nei


le oblazioni par. II, § V, parlando primi secoli della Chiesa, mentre
dell'infelice secolo X, in cui per tan- oggidì ordinariamente sogliono assu-
ti modi si vide deturpata la Chie- mere quello di chi lo ha creato car-
sa, confuso il sacro col profano, in- dinale, secondo l'antichissimo costu-
truse le sedi vescovili, invasa la cat- me, ovvero di quello ch'è stato il loro
tedra apostolica con violenze , tal- primo benefattore, ed ancora per
volta riuscendo oscuro il possesso- rinnovar la memoria d' alcuno cui
re legittimo di essa, per cui dice hanno particolar venerazione. Al no-
che ne' diplomi di que' tempi, par- me preso dal nuovo Pontefice suole
ticolarmente delTAquitania, nel vo- egli aggiungere il numero di quelli
lersi dai cancellieri unire l'anno dei che l'hanno avuto. Il primo ad in-
re franchi con quello de' Pontefici trodurre quest'uso fu, come vuole
romani, venne dato'a questi il nome Papebrochio, in t. II Respons. ad
di Salomone, come osservò Beslio exhib. error.f Urbano IV del 1261,
neir^/5^ p. i36 de' conti di Poi- il quale s'intitolava Urbanus Papa
tiers e de' duchi d'Aquitania Da- : quartus, avendolo preceduto tre altri
tu ni mense Junio regnante Lothario del suo nome. Vedasi ancora il p.
regCj D. N. Jesu Chris ti 974, Sa- Sebastiani a s. Paolo, presso il Ri-
lomone Papa. Datuni mense februa- ganti, Commentar, in Reg. 44 ^^'*-
rio regnante Hugone rege anno ab celiar, t. Ili, n. i65. Nel Bol-
26, p.
Incarnatione Domini Jesu Christi lario del Cherubini trovasi una bol-
996, Salomone Papa. Non perchè la di Pelagio II, eletto nel 578, col
alcun Pontefice d' allora il nome titolo Pelagius Papa secundus; ma
avesse di Salomone, attesoché negli oggi tutti i critici la stimano sup-
anni del primo diploma i conten- almeno pel titolo, che in quel
posta,
denti del papato erano Benedetto tempo non usavasi in tal maniera.
VII e Bonifacio VII antipapa, e quel- F. Cronologfa de' romani Ponte-
li del secondo Gregorio V e Gio- fici, ove si riportò anche quella de-
vanni XVII antipapa, ma perchè in gli antipapi,dicendosi de'nomi pon-
tali confusioni e dubbiezze del vero tificiida loro assunti, che dai Papi
Vicario di Cristo [Fedi), col nome legittimi non considerali, li presero
di Salomone significato restasse. 11 ancor essi. Quanto al titolo crono-
perchè Papebrochio, in Propylaeo logico de' Papi , in diversi luoghi
p. i63, e Antonio Pagi, in Critic, pubblicai monumenti ad
anteriori
an. 964^ n. 5, ecco come si espres- Urbano IV, circa il numerico loro
sero: Deuni esse, cujus suprema sa- ordine aggiunto al nome. Sulle
NOM NOM 87
compulazioni thìV Indizione e An- de fortasse factum, soggiunse l'Ol-
no del Pontifica tOy vedasi tali ar- doino, addii, in Ciacon. Vit. Pont.,
ticoli. ut Sigisbertus Marianus Scotus et
Il primo sommo Pontefice roma- quenidani Agapetum inter Marinuni
no fu s. Pif Ira, principe degli apo- et Hadrianum III interje cerini Av- .

stoli, era chiamato Simone prima verte Novaes, che l'opinione che
il

che Gesù Cristo fondasse in esso la Adriano HI fosse chiamato Agapito


sua Chiesa, e poi da lui cognomi- abbia avuto l'origine perchè Sigi-
nato Cefas , cioè Pietra: vedasi il berto nel suo Chron. e lo Scoto
Ferrari, Bibl. can. t. VI, verbo Pa- introdussero avanti Adriano III un
pa, n.° ^Q. Alcuni dicono che s. supposto Agapito. Sembrerebbe del
Sisto I del i32 si chiamò pel pri- sentimento di Sigonio il Mabilloo,
mo Vescovo de vescovi. A s. Siri- mentre in praef. ad par. II saec,
ci© I del 385 si attribuisce che pel VI Bened. §2, n. 39, scrive Has :

primo si chiamò Papa, mentre di observationes honoris caussa ordiri


s. Zosimo del 4^7 si dice che al par est a Pontificibus romanis, qui-
nome di Vescovo o di Papa ag- bus ab hoc saeculo XI no-
electis
giunse il nome di Roma, rsell'arco mina mutari consueverunt. Id qui-
maggiore della basilica Liberiana e- dem fani factum erat sub finem sae-
retloda s. Sisto III del 432, fece culi IXy in Adriano III^ qui antea
egli porre questa iscrizione, poi ri- diclus Agapilus. Ma parlando egli
petuta in altri luoghi da diversi slesso di Giovanni XII, praef ad
Pontefici : xystus EPiscorus plebi dei, saec. V, § r, n. 7, scrisse: primuni
e ne riporta gli esempi l'Alemanni, novali in romano Ponti/Ice nomi-
De Lateran. pariet. p. i 1 1 . Nel 44^ nis exemplum, tanto più conferma
divenne Papa s. Leone /, che pel l'opinione contraria al Sigonio. Il

primo Pontefice si meritò il nome citato Piazza, con l'autorità del Ma-
di Magno o Grande. Pelagio II del gri, asserisce che il mutarsi i Papi il

578 dichiarò solo proprio del ro- nome che sono creati, incomin-
tosto
mano Pontefice il titolo di Univer- ciò da Giovanni Xll del g^G, che
sale. Anche Gregorio I del 5go
s. prima chiamavasi Ottaviano Tiran-
fu gloriosamente denominato Ma* no ,
per togliere il cognome d'in-
gno; egli assunse la formola Servo fausto prognostico. Il Novaes, Dis"
de' servi di Dio, della quale in più sert, t. I, p. 23 j, seguendo il pa-
luoghi si parlò, e fu adottata dai rere del Baronio, Annal. an. 844i
successori, benché sul fine del se- num. I , an. gSG, num. 4, dice che
colo X
volevano pure usarne alcuni Giovanni Xll chiamato prima Ot-
vescovi. Per le sue grandi virtù fu taviano, fatto Pontefice prese il

dato il titolo di Magno anche a s. nome di Giovanni , non però on-


Nicolò I deir858. Vedasi il Sarnelli, de sentirsi dire nelle acclamazio-
Lume a' principianti^ par. I, quest. nid'adulazione, fuit homo missus a
33, p. 100: se il titolo di Magno Deo cui nomea erat Joannes, come
sìè dato in vita ad alcuni. Cre- scrisse Burlo , Notitia RR. PP. p.
dette il Sigonio, De
regno Ital. lib. i5o, ma piuttosto per rinnovar la
V, an. 884, p. 2 2 3, che Adriano III memoria di Giovanni XI suo zio,
avesse mutato il nome^ chiamandosi servendosi poi de'due nomi, cioè di
Agapito prima del poutiflcato; un- Otlaviauo nelle cose temporali, e di
88 NOM NOM
Giovanni nelle spirituali, al dire del tedeschi, i quali per non percuote-
Borgia, Apologia del pont. di Be- re le orecchie italiane, avvezze alla
nedeUo X, par. I, cap. i, annot. 7. dolcezza della propria lingua, col-
Il medesimo Novaes nella vita Tasprezza de'loro nomi battesimali,
di Giovanni XI P^ del 984, dice se ne presero altri più grati all'u-
che chiamandosi prima Pietro di dito(come fecero moltissimi che li
Canevanova, si mutò il nome in avevano quando furono elevati al-
riverenza a s. Pietro, di cui niuno l' episcopatoe ciò successe con
),

prese il nome, benché frequente nei Gregorio V


prima Brunone, con
cristiani fin dai tempi di Costanti- Clemente li prima Svidegero, con
no. In proposito si legge nel Pa- Damaso II prima Poppone, con s.
pebrochio, Propylaeo p. 168, n. 3. Leone IX prima Brunone, con Vit-
» Non fu certamente in questo Pon- tore 11 prima Gebeardo. Avanti pe-
tefice lo stesso motivo per mutar- rò Clemente II e successori nomi-
si il nome, che fu in Ottaviano nati, nel 1009 fu creato Sergio IF^y
(Giovanni XII), e in Francone (Bo- chiamato prima Pietro Bocca di
nifacio VII antipapa), passati poco porco, nel quale meglio fu stabili-
prima, ma bens\ un altro, pieno di to il costume che l'eletto Papa la-
riverenza verso il principe degli sci il nome ricevuto nel battesimo.
apostoli, pel quale ancora nessuno Errarono Platina e Martino Polono,
de' suoi successori ardi di prender- in dire che Sergio li deir844 fiot-
si il nome di Pietro, ne anche do- to Pontefice fosse il primo a mu-
po che cominciò l'uso costante nei tarsi il nome, chiamandosi prima
Pontefici di cambiarsi il nome nel- secondo essi Bocca di porco, nome
le loro elezioni. È questa una cosa indecente che solo Sergio IV ebbe,
•veramente meravigliosa e degna di e prova il Novaes, Disscrt. p.
Io
considerazione, eh' essendo il nome 2 33 , affermando il di lui cam-
di Pietro frequente in Roma fin biamento di nome, non perchè si
dal tempo di Costantino, come si chiamava per soprannome Bacca
scorge dalle soscrizioni de'concilii, porci seu Os porci, ma pel primo
nessuno fino a'dì nostri che prima nome Pietro. Fu il vescovo di Al-
avesse il nome Pietro (come Ser- bano che lo nominò Sergio IV. Se-
gio IV, Clemente VI, Gregorio XI, condo il Piazza, a Fittore li del
Paolo II, Alessandro Vili, e Paolo io55 gì' imposero il nome i capo-
JV che prima chiamavasi Giampie- seri nari o protonotari. 11 Borgia
tro, e Benedetto XI li che nel bat- nelle Memorie di Benevento t. IH,
tesimo fìj chiamato Pietro France- p. 233, scrive che Vittore II s'inti-
sco), volesse anche nel pontificato tolò dux et marchio, come duca
essere, col nome pure, successore di Spoleto e marchese della Mar-
di s. non saprei
Pietro, ciò che io ca. In memoria di Gregorio VI che

se si possa ascrivere puramente a r avea educato, nel 1073 cardi- i

caso ". Parlando il Novaes dell'ele- nali chiamarono Gregorio VII l'elet-
zione di Gregorio P^ del 996, detto to, che poi vietò ai vescovi l'inti-
Gregorio il Minore^ dice che da Gio- tolarsi Papa. Clemente fu eletto V
vanni XII Pontefici cominciarono
i nel i3o5 assente dal conclave^ e
a cambiar il nome che aveano pri- chiamavasi Bertrando; però ne'Co/^^
ma del papato, particolarmente i davi de Pontefici romani p. 8, di-.
,

NOM NOM 89
cesi che non \olle cambiarsi il no* voleva ritenere il nome di Giulio,,
me battesimale, onde fu da una fi- ma ne depose il pensiero quando
nestra pubblicato al popolo dal car- gli supposto che poco avrebbe
fu
dinal Giacomo Colonna ad alta vo- vissuto^ poiché Adriano VI avea
ce: Papani hahemus Clementem epi- regnato venti mesi. Giulio ///nel
scopimi Burdegalensem, nometi ejus i55o successe a Paolo IH che lo
est Clemens V. Forse avrà a vii li aveva creato cardinale ed amava,
j nomi di Clemente e Bertrando. prese il nome di Giulio II, princi-
Tanto egli che il successore Gio- pio della fortuna di sua famiglia,
K'anni XXII batterono moneta col per averlo fatto arcivescovo di Man-
titolo di Conte del Vetiaissia. Lo- fredonia, ed elevato lo zio al cardi-
dovico il Bavaro contro quest'ulti- nalato. Nel i555 ebbe in succes-
mo Pontefice nel i328 fece anti- sore Marcello II, che per venera-
papa Pietro da Corbara, e gì' im- zione a s. Marcello I protettore di
pose il nome di Nicolò V: anche sua famiglia, come per dimostrare
l'antipapa Benedetto XIII ebbe no- che nulla voleva cambiare nel pon-
me Pietro, come il VI Antipapa tificato, ritenne il nome battesima-
del 686. le, mori dopo 22 giorni. Opina-
e
Calisto III del i455 essendo va s. Pio V
ritenere il suo nome
cardinale, con tal nome sottoscris- religioso di Michele, ma s. Carlo
se il voto di guerra ai turchi : gli cardinal Borromeo lo persuase al-

successe Pio II, già Enea Silvio Pic- trimenti, pregò a prendere
e lo

colomini, che soleva dire. « Quan- quello del proprio zio Pio JV il :

do era Enea niiin mi conoscea Papa avrebbe preferito l'altro di


ora che son Pio tutti mi chiaman Paolo IV suo benefattore, se non
zio! Alessandro VI del '49^ 3 temeva che il popolo, che ne odia-
d'alti spiriti, prese tal nome onde va a torlo la memoria, credesse ri-

essere emulo d'Alessandro il Gran- vivere in che però glorificò rein-


lui,

de conquistatore. Si vuole che Giu- tegrando e beneficando parenti e i

lio II dei i5o3 abbia preso questo famigliari già perseguitati. Gregorio
nome o per similitudine di quello di XIII in memoria di s. Gregorio
Giuliano che avea prima, o per I, sì perchè suo protettore sino dal-
non cedere in celebrità a Giulio la fanciullezza, che per essere stato
Cesare. Nel i52 2 a'9 gennaio elet- crealo cardinale nel dì della sua
to il cardinal Adriano Florenzi men- festa da Pio IV, ne prese il nome
tre trovavasi nella Spagna, contro nel 1572, ed il francese Dorato ne
la consuetudine costante di cinque formò questo anagramma che il Bian-
secoli,non cambiò nome, onde fu chi illustrò con distico riportato dal
chiamato Adriano VI, con dispia- Novaes: Dei
Gregis Securi Tutor
cere di molti cardinali per la no- Sum. Gregorio XIV, come
Poscia
vità, che r aveano appresa dalle tanti altri, per onorare chi l'avea
lettele credenziali di Guglielmo En- esaltato alia porpora, cioè Gregorio
chem'oer agente del cardinal Flo- XIII, ne prese il nome nel iSgo, egli
renzi in Roma, che poi gli conferì fu composto questo anagramma Mu- :

tal dignità, e così fu pubblicato il rus Custodiacjue Gregis .Qm\\à\ Inno-


nome del nuovo Papa. Il successo- cenzo IX nel \^c)i assunse tal nor
le Cknicnic VII a di lui esempio me, o in memoria d'Innocenzo III
90 NOM NOM
celebre giureconsulto, come dice Ciac- 1590. Egidio Hochmuth predican-
conio, o per condiscendere alle pie- te di Mulbach: Schediasma histo-
ghiere del Maestro del sacro pa- vico litlerarium de nominum ini-
lazzOj come vuole TOldoino. Scri- positione et mutatione^ Vittember-
•ve il Bagalta, che Innocenzo X nel gae 1723. Gianfederico Krebs, De
1644 piese questo nome per rin- nominum mutatione, potissimum in
novare la memoria d'Innocenzo VII! religiosorum professione , atque Pon-
parente e benefattore di sua fami- tificum romanorum inauguratione,
glia Pamphilj. Pio FI nel 1770 dissertationes mine denuo editae,
prese tal nome in onore di s. Pio cum argumento, Norim-
inultiplice

V : essendo il nome numerico di bergae. Fedi inoltre Anno del pon-


Sesto in cattivo augurio dopo i pou- tificato. Data, Indizione.
lilìcati di Urbano FI e Alessan- NOMENCLATORE, NOMEN-
dro FI^ si pubblicò il seguente di- CALATOR, Nomenclator, Offizio
stico. antico della chiesa romana e della
corte o famiglia che avea l'incom-
Sextus Tarquinius^ Sextus Ne-
benza di chiamare o di nominare
ro, Sextus et iste^
quei che si doveano invitare alla
Semper sub Sextis perdita Roma
mensa del Papa, ed era uno dei
fuit.
sette ufìTuiali maggiori palatini del-
Gli fu quindi opposto questo al- la santa Sede, cliierici. Nelle caval-
tro distico. cate del Papa il nomenclatore lo
seguiva a cavallo col vicedomino,
Si fuitf ut jactantf sub Sextis
col vestarario ed il saccellario. Al-
perdita Roma,
lorché il Pontefice celebrava la mes-
Roma est sub Sexto reddita et
sa, dopo Y Agnus Dei il nomencla-
aucta, Pio.
tore, il saccellario col notaio del
Finalmente in molti articoli no- vicedomiuo ascendevano all'altare,
tammo che il nome de'sommi Pon- e si ponevano al cospetto del Pa-

tefici furono imposti alle città da pa per aspettare che accennasse lo-
loro fabbricate, o in loro onore ro i nomi di quei che si doveano
erette o denominate, come Alessan- invitare alla mensa. Quei che ave-
dria della Paglia, Pienza, Gregorio- vano luogo alla tavola del Ponte-
poli, Città Leonina, Urbania, ec. AU fice erano invitati dallo stesso no-
treltanto si dica di pubbliche stra* menclatore, e quei che dovevano
de, edifizi, porte, ponti, acquedotti, intervenire alla mensa del Ficedo-
canali, porti, chiese, basiliche, cap- mino [Fedi) erano invitati dal suo
pellcj palazzi, musei, istituzioni scien- notaio scritti ch'erano i nomi, di-
;

tifiche o artistiche o pie, monete, scendevano a far l'invito, poscia il


fortezze, canto^ ec. Sopra i nomi nomenclatore riceveva dal Papa la
ile'Papi si possono leggere. Rocca, comunione. Era altresì suo uffizio
Opera t. I, p. i, De romani Pon- il terminar le cause ch'erano por-

tificis nomenclatura variis muneri- tate al Pontefice, e ciò insieme col


bus referta co m me alarius. Nicolò Saccellario [Fedi). Abbiamo nel-
Angelini, Discorso curiosissimo in- r Ordine romano : Si quis auteni
torno alla mutazione de' nomi dei adire voluerit PontifLcem, si equi-
Papi nella loro creazione, Venezia tatj statim ut eum viderit descen-
^

NOM NOM 91
dlt de equo, et ex lalere viae ex- 11 gennaio 817, in cui confermò
pectat usqiieduni ah eo possìt aii- i beni del monastero di Farfa, co-
diri, et petita benediclione discuti' si un'altra dello stesso argomento
tur a nomenclatore vel sacce Ilario del seguente Papa. Eletto s. Pa-
causa ej'uSf et ipsi indicant Ponti- squale I l'inviò legato al detto im-
fici finiunt. Il nomenclatore intro- peratore con lettera di partecipa-
duceva ancora nel concilio quei zione di sua esaltazione, e l'incari-
che i pachi volevano ascoltare, e di cò di rinnovare la confederazione
ciò si ha r esempia xlel sinodo ro- e amicizia tra la santa Sede e l'irn-
mano del 745. Alcuna volta il no- pero ; l'ottenne col celebre diploma
menclatore è detto ancora Admi- di conferma ai pontificii dominii,
niculalor, e vuole il Panvinio che riportato dal Cenni.
sia cosi appellato ab ad/ìiiniculan- Leone nell'S^S con Teodoro pri-
do , cioè ab adiuvando Sembra . micero suo genero, dai loro emoli
ch'egli lo creda diverso dal nomen- furono accecati ed uccisi.
clatore, e lo somiglia a quello che Teofilatto fu legato di Eugenio
oggi avvocato de* poveri, di
dicesi II neir826 alla dieta d'Hildesheim.
cui parlammo a Avvocati conci- Benedetto neir843 si trovò pre-
storiali,Camera apostolica, Difen- sente alla donazione beni che
di
sori, Governatore di Roma, Man- Stefania fece al monastero di s.
tellone, ec. Il Galletti, Del Frinii- Paolo.
cero p. 162, trattando del Nomen- Gregorio dell' 87 5 era figlio di
clatore crede in vece questi una Teofilatto pur nomenclatore, fu sco-
cosa stessa àeW Adminiculator, si municato da Giovanni Vili come
perchè rarissime volte s' incontra fazionario di Formoso e reo di gra-
che sia chiamato Amminiculatore, vissimi delitti^ d* invadere lo stesso
e sì perchè se fossero stati due uf- papato, d'intelligenze coi saraceni,
fizi distinti, allora i primi uffiziali e di avere rubato i tesori della
palatini della chiesa romana non Chiesa.
sarebbero piti sette ma otto. Le Greg-ono deir885i apocrisario del-
notizie dei soggettiche ne occupa- la santa Sede, spedi una bolla di
rono il posto, si leggono nel Gal- Adriano III, di conferma al mona
letti, che noi solo accenneremo, stero di s. Sisto di Piacenza de'be-
dalle quali si rileverà quali impor- ni e privilegi.
tanti incumbenze disimpegnarono. Stefano nell' 897 spedi la bolla
Sisinnio accompagnò a Costan- di Romano Papa, con cui confer-
tinopoli il Papa Costantino che , mò i privilegi e beni della chiesa
s'imbarcò a'5 ottobre 710. di Rossilione.
Gregorio intervenne al concilio Stefano del 963 adminiculatore
romano del 74?, ed era pui^ no- intervenne al conciliabolo di Roma
laro regionario. contro Giovanni XII.
Teodoro fu nell'SiS legalo di Leone del 1099 nomenclatore
s. Leone III a Bernardo re d'Ita- e giudice del sacro palazzo.
lia, figlio dell'imperatore Lodovico Crescenzo fu al concilio romano
1, che recavasi in R.oma per difen- del io33, e nel io35 s'interpose
dere il Papa da nuova congiura. la sua ordinaria autorità, perchè
Spedi una bolla di Steflmo IV del Coufigliuolo da lui costituito cn-f
,

92 NOM NOM
ratore d'un fanciullo venisse a con- che affine di conseguire gli uffici e i

cordia coH'abbadessa di s. Ciriaco, gradi, onde ilnomenclatore faceva


avendo il nomenclatore la cura dei buoni guadagni, ledi il Biondo,
pupilli e degli orfani. Roma trionf. p. 210, ed il p. Ca-
Arrigo del i i Sg nomenclatore simiro, Memorie d'Araceli^ p. 3oo.
e giudice. NOMENTO, Nomenlnm. Antica
11 Macri, Hierolexicon, e Not. dei città e sede vescovile, ora Mentana^

vocaboli eccl. , dice che questo di terra della Comarca di Roma, nel
Nomenclatore o Nonicncalalor^ deri - disfretto di Tivoli, governo di Pa-
va da voce greco- latina, che signi- lombara, diocesi di Sabina e già una
fica chiamare o intimare, dal no- delle sue principali città, ora esisten-
uiiuare a voce alta gì' invitati alla te sopra
il ripiano d'un colle. Men-
mensa che risiedeva nel
pontificia; tana o Lamentana è succeduta a
palazzo apostolico, e corrispondere JVomentum, sovente celebrata dagli
il suo ofiicio a quello (XeW Uditore antichi scrittori, da' quali apparisce
della camera [Vedi), poiché rico- che fu colonia albana, o sia de* pri-
nosceva le cause di coloro che ri- schi latini, fondata nel territorio
<orrevano al Papa per ottenere giu- Sabino conquistato da Latino Sil-
stizia, ed a tal fine cavalcava vici- vio terzo re d'Albalonga. Nomento
no al Papa per ricevere i Memo- fu involta nella guerra di Tarqui-
riali (Vedi), i quali poi erano ben nio Prisco contro le colonie alba-
considerati da esso in compagnia ne ; ma siccome si arrese suppliche-
del saccellario o tesoriere, per in- vole, fu trattata con clemenza. I
formare il Pontefice del contenuto. nomentani presero parte alla famosa
Il nomenclatore presso gli antichi lega per ripristinare in Roma il go-
romani era ministro del censore verno monarchico e Tarqui nio il
consistendo il suo offizio nel nomi- Superbo. Sconfitta dal valore roma-
nare e chiamare le persone parti- no, nomentani restarono fedeli ai
i

colari per proprio nome, e ciò per romani sino all'ultimo general mo-
comando del censore, siccome co- vimento del Lazio, e furono am-
noscitore particolare di qualunque messi alla cittadinanza di Roma ed
condizione. Del suo ministero si ser- ai suoi sagrifizi come fossero un me-

vivano i senatori ne* comizi, man- desimo popolo. Quindi Nomento sin
dandosi a partito per l'elezione dei dall'anno 4' 7 di Roma fu munici-
maestrali delie cariche e delle di- pio, ma la vicinanza alla metropoli
gnità civili, i cittadini particolari. contribuì insensibilmente al suo spo-
Ciascuno per ordine era nominato polamento e decadenza, restando me-
dal nomenclatore prima che si fa- morie della bontà de* suoi fruiti ed
cesse lo scrutinio e la votazione eccellenti vini. L'essere attraversata
dei senatori.nomenclatore si Del dalla via IS'omentana, ed il riflusso
servivano pure i candidati o novi- continuo del popolo che dalla ca-
zi, e quei che aspiravano ai mae- pitale spandevasi nelle terre d' in-
strali ed alle dignità , ricercando torno, onde v'ebbero fondi e ville

il nome di ciascun cittadino che Ovidio, Seneca e Marziale, fece du-


interveniva al consiglio per dare il rante l'impero risalire Nomento , e
suffragio, e ciò serviva loro per pro- nel secolo III era sede vescovile, de^
cacciarsi il favore, e per far prati- scritta dall' Ughelli colla serie de'se-
,

NOM NOM 93
guenti suoi vescovi, Italia sacra t. nò; indi Nomento con altre chiese
X, p. 46. Orso del 4 ^ 5 ricorse al
1 formarono il vescovato suburbicario
Papa Innocenzo I contro il ve-
s. di Sabina [Fedi). Di alcuni vesco-
scovo Fiorenzo che ne usurpava i vi e notizie di Nomento, ne tratta
confini della jjropria giurisdizione. il Galletti nella sua Capena. Se-
Servus-Dei intervenne nel 4^^ al condo il Marini, Memorie di s. Bar-
sinodo romano. Cipriano sedè tra i bara p. 96 e seg., Nomento surse non
padri del concilio del 4^7- Sereno molto distante da Scandriglia, e Tu
fu a quelli del 49^ ^ 499* I^oma- chiamato anche Num anzia, e con tnl
no sottoscrisse concilii tenuti da i frase nel concilio del loSg di Ni-
Papa s. Simmaco nel 5oi, 5o2, colò 11, si sottoscrisse Hugo episco-
5o3 e 5o4- Risiedendo il vescovo pus NuTìiantinus , che crede propria-
nella via Nomentana presso il ci- mente l'ultimo vescovo di Nomento.
miterio di s. Restituta, di cui par- Però lo Sperandio, che nella Sabi-
lammo Roma, in un a
a CiMiTEEi DI na sagra p. 43 tratta di Nomento,
quelli Primo e Feliciano no-
de* ss. a p. 4? cagiona di Numanzia, quale
bili nomentanì con basilica, e di s. città o foro di Sabina, diverso da
Alessandro I Papa, oltre l'altro di Nomento e vicino a Scandriglia, a
s. Nicomede pure della via Nomen- fronte dell'autorità del Marini da
tana, di cui si disse a Catacombe, lui con lode rammentato. Delle ce-
e con magnifica chiesa , ne' quali lebri memorie della via Nomenta-
moltissimi martiri vi fi.irono depo- na, di quelle ecclesiastiche e civili
sti, verso questo tempo pare che di Nomento tratta eruditamente il

trasportasse la sua residenza in No- Piazza Gerarchia cardinalizia p.


,

mento, per cui divenne cattedrale la i59 e seg., 602 e seg., non che del
chiesa di s. Nicolò. Indi il vescovo ponte che sul Teverone distrutto da
Felice fu al concilio del 53 1, adu- Totila nella guerra gotica, riedifjc(>

nato da s. Bonifacio II. Redento nel Narsele, poi rifatto da Nicolò V, e


553 corroborò colla sua soscrizione delle salutifereacque Lebane. Di
il decreto del Pontefice Vigilio, per queste monsignor Nicolai, Meni, sulle
l'aflare de' tre capitoli. Essendo ve- camp, di Roma t. I, p. 279, rac-
scovo Grazioso , s. Gregorio I nel conta che inondando stagnanti par(e
593, con epistola prodotta dall' U- del territorio, Cesare meditava di
ghelli ,
gli affidò governo della
il prosciugarle, mentre il Piazza riferi-

chiesa di s. Antimo o di Curi (Fe- sce averle diseccate e che ne proven-


di), e la uiù alla sede Nomentana; ne fertilissimo agro. Avanzi delle
indi nel 595 Grazioso o Graziano celebre acque Lebane sono i bagni
sottoscrisse al concilio di Roma. Co- di Grotta Marozza.
stanzo del 6oor Generoso del 601, Le notizie che si hannodi No-
dopo il quale nel 649 si fa men- mento, anco ne'tempi posteriori, le
zione di Sapienzo, intervenuto al raccolse il Nibby , Analisi de' din-
celebre concilio di s. Martino I. Nel torni di Roma t. II, p. 4^9 ^ s*^g>
679 fiori Paolo, nel 743 Benedet- avvertendo che al primitivo suo no-
to, nel 753 Villano o Vulgario me, si sostituì quello di Civitas No-
nell'SsG Cosmo, nel 964 Giovanni mentana, poscia Castrimi Nomenta-
che nel sinodo riprovò lo scisma di nae^ donde derivò il moderno di
Leone Vili antipapa, e lo condari- MeiiUina. Il territorio nomenlano

i
94 NOM NON
essendo divenuto palrimonìo della fortissimo terremoto. Due anni do-
Chiesa l'omana, l'invase Luilpraiido po venne in parte spianata d'ordi-
re de' longobardi, il quale lo resti- ne d'Innocenzo Vili, come troppo
tuì nel 74' a Papa s. Zaccaria. partigiana degli Orsini. Gregorio
Nana il Piazza che recandosi nel- XI 11 dichiarò marchesato Mentana,
1*800 Carlo Magno in Roma, tenne e ne fu primo marchese Latino Or-
)a via di Sabina, onde s. Leone III sini.Nel 1594 la terra con tulle le
andò ad incontrarlo col senato ro- sue dipendenze fu venduta per scu-
mano, col clero e con tutte le cor- di 25o,ooo da Fabio e Virginio
porazioni di Roma fino a Nornen- Orsini a Michele Peretli principe di
to,dove pranzò insieme col princi- Venafro, indi pochi anni dopo pas-
pe e col quale entrò in Roma, di sò in potere dei Borghese (VediJ^
che facemmo parola a Ingressi e che ne sono i signori attuali. Con-
s. Leone III. Nel secolo seguente in tigua al palazzo baronale è la nuo-
Nomento ebbe famoso e i natali il va chiesa di s. Maria della Pietà,
potente Crescenzio Numentano o Nu- la cui immagine il capìtolo vatica-
manziano, che per qualche tempo no ornò d'oro, e poste-
di corona
regolò i destini di Roma col nome riormente vi il corpo
fu trasferito
di console e duca, impadronendosi di s. Felice I Papa. Dessa rimpiaz-
di CastelAngelo (Fedi) e facen-
s. za l'ospedale fondato nel i55o da
do eleggere V Antipapa Giovanni Camillo Orsini, e vi è pure un con-
XVII (Fedi)j Ottone III che lo fe- vento di francescani riformati con
ce morire fu poi avvelenato dalla chiesa di s. Maria degli Angeli. Per
moglie, al modo detto nel voi. XXIX, tutta la terra veggonsi sparsi fram-
p. i32 e i33 del Dizionario. Nel menti di marmo, residui dell'antica
IO 59 nomentani coi tusculani e
i Nomento e de' sepolcri eh' erano
prenestini ribellandosi a Nicolò II, lungo la via Nomenlana : di quelli
questi chiamò a reprimerli il nor- di maggior importanza e di alcune
manno Roberto Guiscardo, che per iscrizioni parla il Nibby.
le sue vittorie prese il nome di NOMESIA (s.). F. NoMAsiA.
NonienlanOj come meglio descrissi NONA, Aenona. Città vescovile
nel voi. XXVIT, p. 195 del Dizio- della Dalmazia, circolo a 4 leghe
nario. Rovinata cosi la città , si da Zara, in una piccola isola con-
estinse la sede episcopale, e ridotta giunta al continente da due ponti.
allo stalo di castello passò in pote- Decaduta da quel posto onorevole
re de' monaci di s. Paolo, ai quaU che possedeva fra le antiche citlà
fu confermala con bolle d'Innocen- Liburniche, più non si vedono che
zo III, d'Onorio III e di Gregorio ammassi di rovine, un centinaio
IX; che se sotto il primo divenne circa di case sparse qua e là, una
feudo de' Capocci , deve intendersi cattedrale e qualche altra chiesa.
dipendenti dal nominato monnstero. Il porto che riceveva de' grossi na-

Nel declinar del secolo XIII Nicolò vigli, ora non è piìi che una palude

III die Lamentana o Mentana ad infetta. Sotto romani ed re schia-


i i

Orso Orsini suo nipote, la qual fa- voni'Croati questa città era opulen-
mìglia continuò a signoreggiarla nei ta e magnifica, facendo di ciò te-
seguenti tre secoli, edificandovi un stimonianza, oltre la menzione di
castello, e nel 14^4 soggiacque a Plinio, le statue colossali e gli al-
^

jNON NON 95
tri pregiali perai di antichi edifizi Cbartres, o secondo altri in Pari-
scavati nel suo recinto. La chiesa gi, denominato perciò il parigino,
di Nona fu fondata da s. Anselmo, da s. Celestino V nel settembre
uno de' 72 discepoli di Gesù Cri- 1294 fu creato cardinale prete del
sto, che fu suo primo vescovo, on- titolo di s. Lorenzo in Dama so.
de sotto la sua invocazione è la Dopo essere intervenuto all'elezione
cattedrale. Dopo di lui furono ve- di Bonifacio Vili, e fatto il suo
scovi Teodosio dell'Svg, Alfredo del- testamento in Anagni, morì in Ro-
rSgo, e quegli altri registrati sino ma nel I
^99.
ad Antonio Tripcovic della diocesi NONANTÒLA, abbazia. V.^lo^
di Cattar© del 1754, da Daniele DENA.
Parlato, ///yr/cf sacri t. IV, p. 10^ NONNATO Raimondo (s.), Car-^
e seg., in episcopi Nonenses. Indi dinaie. Raimondo Nonnato da Por-
nel 1771 fu fatto vescovo Gio. Bat- tello nella diocesi di Urgel nella
tista Jurileo da
di Trati traslato Spagna, dove nacque nel 1204 da
Arbe, e nel 1789 Giuseppe Grego- nobili genitori di poche fortune,
rip Scolti della diocesi di Traìi, che ma denominato Nomiato per esse-
viveva ne* primi anni del corrente re stato estratto dal ventre delia
secolo, ma fu l'ultimo, benché nelle madre già morta, a mezzo dell' o-
annuali Notizie di Roma si legga perazione cesarea, così chiamata
registrata questa antica sede vesco- perchè salvò la vita a Scipione
vile fino al i83o. Essa fu sufTra- l'africano Cesare
soprannominato
ganea di Spalatro, e diversa da ed a Giulio Cesare, come afferma-
Aemonia o Città Nova. Fu la sola no diversi scrittori. Il padre per
sede vescovile di Croazia (Vcdi)^ trarlo dall'applicazione agli studi e
finche col suo smembramento si e- dalla risoluzione cK abbracciare la
ressero le sedi di Belgrado e Tinia, vita ecclesiastica, lo mandò in vil-

V. Dalmazia. la, dove lo destinò a guardare un


NONA. Quinta ora canonica . piccolo giegge e la campagna, in
S' instituì di recitarsi Torà nona una possessione che avea presa in
del giorno, ch'era la terza dopo il affitto. Nel territorio era vi ima
mezzodì, in memoria del Salvatore, chiesa dedicata a s. Nicolò di Mi-
che a quest'ora spirò l'anima in ra, nella quale si venerava una di-
croce per redimere il genere uma- vota immagine della Beata Vergi-
no. Mese Barcesa dice che in que- ne, avanti a cui il santo giovane,
st'ora furono scacciati dal paradiso che n'era divotissimo, sfoijava l'in-
terrestre Adamo ed Eva. Però da- terno affetto del suo cuore ; onde
gli Atti degli apostoli cap. 8, ab- è fama che Nostra Signora lo as-
biamo che i ss. apostoli Pietro e sicurasse,con voce sensibile uscita
Giovanni ascesero tempio a pre- al dall'immagine, di sua speciale Iti-
gare in ora nona, onde poi fu es- tela e protezione. Ogni volta che
sa stabilita nella Chiesa. V. Ore Raimondo si portava a venerare la

CANONICHE. medesima immagine, si narra che


NONANCOUR Nicolò, Cardi- un angelo in forma di leggiadro
nale. Nicolò della nobilissima fami- giovine vegliasse alla custodia del
glia di Nonancour, nato nel castel- suo gregge, e che fosse veduto an^
lo di questo nome nella diocesi di co una volta dal padre del santo.
96 NON NON
Ad insinuazione della Madonna vo- sistere qtiei miserabili che si ritro-
lò a Dio la sua virginità, die col- vavano in pericolo di rinegare la
la di lei valida prolezione manten- cattolica fede, quale egli pieno di
ne illibata fino all' ultimo respiro^ zelo predicava con apostolica liber-
e si condusse in Barcellona, dove tà, con gran fruito de* cristiani e
con esultazione di spirilo vestì l'a- de' saraceni. Perlo che que' barba-
bito delTordine della Mercede, ri- ri gli chiusero con inaudita crudel-
cevendolo dalle mani di s. Pietro No- tà le labbra con una spranga o
lasco fondatore dell'ordine, sempre lucchetto di ferro, dopo averglie-
avendo rigettato il consiglio di re- le forate con un ferro arroventa-
carsi alla corte d' Aragona come to; martirio che dovette sostene-
parente de'conli di Foix e di Car- re per lo spazio di otto mesi , a-
dona. Il b. Sera pione che ivi fu prendoglisi le labbra sol per dargli
suo maestro nel tempo del novi- da mangiare, oltre tormenti senza
ziato, e poi glorioso martire, gli numero di fame, sete, carcere e di
predisse i disagi e patimenti che battiture, che per tal nobile e san-
avrebbe dopo molti anni sofferti to motivo soffri con invitta pazien-
nell'Africa per amore di Gesù Cri- za e generosità di cuore. I mao-
sto : ed in falli divenuto il model- mettani temendo poi che morisse,
lo de* suoi fratelli, fu giudicato de- perdendo così la somma stipulata,
gno di esercitare in detta regione il governatore della città ordino
l'ufficio di redentore, e di sotten- che si lasciasse girar libero per Al-
trare in quel grado a s. Pietro No- geri, ed allora si recò a visitare e
lasco. Iniziato nel sacerdozio, si die consolare i cristiani, e convertì pa-
al ministero della predicazione, per re parecchi mussulmani alla reli-
mezzo della quale ridusse non po- gione cristiana. Allora il governa-
chi peccatori alla via della salute, tore voleva farlo impalare; ma pel
tanto più che oltre il fervore che timore di perdere le somme con-
avea nel!' esporre l'evangeliche ve- venute pei riscatti degli schiavi,
rità , quel tanto che proponeva al- quei che ne aveano interesse ot-
trui era usato di praticarlo prima tennero che tramutasse la condan-
seco medesimo, gastigando il pro- na in molle ed aspre bastona-
prio corpo con frequenti e lunghi te, e poi lo fece frustare per le
digiuni, con assidue vigilie, con diu- strade pubbliche. Dopo essere sta-
turne flagellazioni, e con l'esercizio to in carcere carico di catene ,

continuo di una non interrotta pre- i suoi correli giosi lo riscattarono,


ghiera. Avvertimmo a Mercede, che ad onta eh* egli preferiva resta-
non è vero eh' egli abbia eser- re fra gli schiavi. Mosso Gregorio
citalo in Pioma , il primo fra IX dalla fama della santità di Rai-
tutti, l'impiego di procuratore ge- mondo, affmchè questa scintillante
nerale del suo
i23o. ordine nel lumiera non si restasse più lunga-
liichiamalo in Ispagna, fu per la mente nascosta sotto il moggio, nel
terza volta spedito in Africa ed in 1237 o più tardi lo creò cardina-
Algeri, dove non avendo più che le diacono di s. Eustachio, e chia-
dare pel riscatto degli schiavi, die- mollo a Roma : in questa dignità
de sé stesso in pegno, per essere in conservò il suo abito e la sua ma-
tal maniera meglio a portata di as- niera di vivere. Mentre recavasi in
NON NOR
97
Roma, perchè il Papa voleva ser- i655 pel Lazzarini ed ia Mila- ,

virsene pel governo delia Chiesa, ar- no pel Monza nel i656. La ri-
rivalo a Gardena, città distante sei stampò il mercedario p. Sebastia-
miglia da Barcellona, fu assalilo da no della concessione nell* anno
febbre violenta, morendo a'3 ago- 1 16 65, come avea fatto un suo
sto, maturo già pel paradiso, nel correligioso nel i663. Vogliono al-
1240, nella vigorosa età di 87 anni. cuni che il culto a questo santo
Prima della morte è fama che ri- pel primo glielo concedesse lo stesso
cevesse per le mani degli angeli il Gregorio IX, altri che fosse cano-
ss. Viatico. Non ebbe campo di de- nizzato dall'antipapa Benedetto XHI,
corare più a lungo la dignità car- e che la sua canonizzazione fosse
dinalizia collo splendore di sue vir- approvata dal concilio di Costan-
tù e strepitosi miracoli: alcuni dei za ^ e non mai riprovata dai le-
più insigni furono riportati dagli Urbano Vili
gittimi Pontefici, anzi
scrittori di sua vita e dai boUan- a'9 novembre dell'anno iGaS avea
disli. Gregorio IX al funesto avvi- concesso all'ordine della Mercede
so di sua morte proruppe in que- di poterne celebrare l'uffizio e mes-
ste parole : l' ordine di s. Maria sa, lo che a' 5 dello stesso mese
della Mercede in una sola ora ha avea permesso ai religiosi scalzi
perduto il padre e il protettore, dell* ordine. F. il Lambertini, De
la provincia Catalogna il figlio,
di canon, ss. lib. I, cap. 4i> § V.
la cattolica Chiesa un uomo santo. NORBA. F. Norma.
Il suo sacro corpo rimase sepolto NORBERTO (s.), arcivescovo di
onorevolmente nella chiesa di s. Magdeburgo, fondatore dell' ordine
Nicolò di Portello, dove dalla pietà diPremonstrato o Premostrato. Nac-
e religione de' fedeli con gran fre- que a Santen nel ducato di Cleves,
quenza e divozione è venerato; a- l'anno 1080, da Eriberto conte di
vendovi fatto fabbricare un con- Gennep, parente dell' imperatore, e
vento s. Pietio Nolasco nel i255. da Adwiga, la quale discendeva dalla
Alessandro VII fece iscrivere il suo casa di Lorena. Applicò allo studio e
nome nel martirologio romano nel s'iniziò negli ordini sacri ; ma in-
1657, nel giorno 3i agosto, in clinatissimo ai piaceri, si abbando-
cui celebrasi la sua festa. Quindi nò ad una vita tutt'atfatto monda-
Clemente IX nel 1669 estese a na benché fosse stato ordinato
,

tutta la Chiesa lo stesso uffizio ad suddiacono, e gli fosse stato con-


libitum con rito semidoppio, con- ferito un canonicato a Santen. Vi-
cessioni equivalenti a beatificazione vendo brillantemente alla corte di
equipollente. Finalmente il Papa Enrico IV, di cui fu nominato li-
Innocenzo XI, riconoscendo il suo mosiniere, era inutilmente pressato
culto immemorabile, lo canonizzò a ricevere gli altri ordini sacri, i

senza solennità e per equipollenza, quali l'avrebbero obbligato ad una


col comandare a' io marzo 1681 maniera di vita eh' egli abborriva.
che la sua memoria si celebrasse Soprappreso un giorno da violenta
per tutta la Chiesa con messa ed procella, mentre recavasi ad un
uffizio di rito doppio. Il p. Ippoli- villaggio per oggetto di piacere, e
to Marracci pubblicò la Vita di stramazzato a terra dal suo caval-
san Raimondo Nonnato , Roma lo spaventato da una folgore che
VOL. xLvni. 7
98 NOR NOR
con oiTÌbil fracasso cadde a' suoi il suo ordine novello, il quale non
piedi, ne ricevette tanta impressio- era che una riforma di canonici
ne, che formò sai punto il divisa- regolari sotto s. Ago-
la regola di
inento di espiare i passati disordi- stino.Air articolo Premostratensi o
ni con una sincera penitenza. Quin- Premonstratesi diremo di quest'or-
di anziché ritornare alla corte, si dine e delle diverse fondazioni che ne
recò a Santen, ov'era il suo canoni- fece il santo, il quale fu poi con
cato, e si consacrò alla preghiera ed sua ripugnanza costretto ad accet-
alla meditazione, ritirandosi poscia tare Madgeburgo
l'arcivescovato di
nel monastero di s. Sigiberto presso nel II 26. Nella nuova dignità non
Colonia. Egli era allora nel tren- diminuì esso nulla delle austerità che
tesimo anno di età. Due anni do- da lungo tempo praticava ; e la
po la sua conversione, Federico ar- sua umiltà parve più mirabile che
civescovo di Colonia l'ordino dia- nel chiostro. I suoi discorsi ed i

cono e prete in uno stesso giorno. suoi esempli resero efficaci le fati-

Norberto rinunziò poi a tutti i che eh' egli intraprese per la ri-

suoi benefìzi, vendette i suoi beni, forma della diocesi ; ricuperò al-

e ne distribuì il prezzo a' poveri ;


la sua chiesa una pai te delle ter-
dopo di che si portò a' piedi del re di cui i laici eransi impadroni-
pontefice Gelasio II, ch'era allora ti ; si adoperò a lutto potere con
a s. Gilles nella Lìnguadoca, e gli s. Bernardo per rimediare ai dis-
fece una confessione generale della ordini dello scisma cagionato per
sua vita. Avendogli il Papa accor- l'elezione dell'antipapa Anacleto II
dato ampio potere di predicare il contro il legittimo Iiuiocenzo II,

vangelo ovunque lo credesse oppor- ed a questo fine intervenne nel


tuno, Norberto intraprese subito ii3i al concilio di Reims. Accom-
delle missioni nella Linguadoca, pagnò in Italia l' imperatore Lota-
nella Guienna, nel Poitou, nell'Or- rio II, che mise il Papa in pos-
leanese, nell'Hainaut, nel Brabante sesso del Laterano ; e ritornalo
e nel paese di Liegi, le quali pro- nella sua diocesi, uìorì pieno di
dussero per tutto frutti meraviglio- meriti il 6 giugno 11 34, dopo
si. Bartoloniraeo vescovo di Laon, quattro mesi di patimenti. Grego-
conoscendo assai bene il merito di rio XIII lonel canonizzò
i582,
Norberto, domandò a Calisto II, ed Urbano Vili stabilì la sua fe-
succeduto nel 11 19 a Gelasio II, sta a'6 di giugno. Il suo corpo fu
la permissione di ritenerlo nella custodito a Magdeburgo , finché
sua diocesi, acciocché mettesse la l'imperatore Ferdinando II fece
riforma fra i canonici regolari di trasportarne le reliquie a Praga nel
s. Martino. Il Papa gliel' accordò ; 1627, ove furono solennemente de-
ma i canonici non vollero sotto- poste nella chiesa del Monte Sion.
mettersi a quanto da loro si esi- NORCIA [Nursin). Città con re-
geva. Perciò il vescovo pregò Nor- sidenza vescovile dello stato ponti-
berto di scegliersi nella sua dioce- ficio, nella delegazione apostolica di
si un sito ove poter fabbricare un Spoleto, antica e posta in mezzo
monastero. Il santo scelse una val- gli Apennini, su d'un fertile ripia-
le deserta, delta Premonstrato, nel- no con molta diligenza coltivato,
la foresta di Coucy, ed ivi fondò che le dà un aspetto ameno, quan-
^

NOR 3S0R 99
tio le rìgide nevi non lo rallrista- io3. I suoi glandiferi boschi ali-

no air intorno. E cinta di buone mentano numerose mandre, special-


mura, ed ha regolari vie ed edi- mente di animali neri, de' quali si
fizi, con vaga piazza e conveniente fa un gran traffico. Norcia è patria

teatro. La galledrale con baltiste» di moltissimi illustri personaggi, pri-

rio è sotto l'invocazione della Bea- mieramente del patriarca de'mona-


ta Vergine della Plebe o della Mi- ci d'occidente s. Benedetto e di s.

sericordia ; poco dislaute vi è l'epi- Scolastica sua sorella, essendo la


scopio. Vi sono tre altre chiese par- loro madre Abbondanza, figlia di
rocchiali senza il fonte sacro, tre Milleo e Diana conti di Norcia. Non
conventi di religiosi, due monaste- solo Norcia vanta preclare glorie
ri di monache, l'orfanotrofio di re- per l'antica origine, anche pei* ma
cente istituzione, confraternite, o- le avite prodezze. Anteriormente a

spedale, monte di pietà, e semina- Boma per molli secoli, ebbe fama
rio con alunni. Vi risiede un go- ne'sommi poemi d'Omero e di Vir-
vernatore distrettuale, come capo- gilio, aver spedito guerrieri al-
di
luogo del distretto del suo nome, l'assedio di Troia, e nelle guerre
che comprende i governi di Cascia latine si nomina qual eroe il nur-
e di Visso. Dalla sua municipale sino UfentCj spedito a Turno re dei
amministrazione dipendono venti* rutuli per combattere Enea troia-
quattro casali sparsi ne' monti cir- no. Ne mancarono nursi ni nell'al-
costanti, oltre l'appodiato Castelluc- leanza sabina per vendicar i'onia
cio, e soggiace pure al suo gover- del rapimento delle donne ordina-
no la comune di Preci con altri to da Romolo, onde poi furono
quindici Casali. Appartenne già al- messi a parte de' romani privilegi,
la Sabina, che fu lungamente divi- e potè il suo municipio chiamarsi
sa nelle quattro prefetture di Nor- almo sino a'tempi di Leone X, che
cia, Rieti, Curi e Nomento. Sotto ne rese testimonianza nell'epistola
i Papi ancora appellossi prefettura, 33, lib^ 5, diretta al cardinal Bem-
governandosi da un prelato con ti- bo. La fecero eziandio chiara nel-
tolo di prefetto. Sisto V tolse dal- l'epoca delle romane grandezze mol-
la sua prefettura Monte Monaco ti vi si noverano
suoi cittadini, e
e Monte Fortino per unirli al pre- Lucio Plozio due volte console lo-
sidato di Montalto. Ad istanza de- dalo da Cicerone, Quinto Sertorio
gli abitanti, Gregorio XVI nel i83i emulo nelle Spagne della potenza
v'istituì il tribunale collegiale di di Roma, e Polla Vespasia madre
prmia istanza, coi relativi ammini- dell'imperatore Vespasiano.
strativi dicasteri; ma poi a deside- Elogio però ad ogni altro supe-
rio de'medesimi, nel iSSg, non pro- riore del valore de' nursi ni,
si ha
ducendo il tribunale que' vantaggi dal principe degli storici, quando par^
che si ebbero in vista nell'istituir- landò del celebre Scipione, afferma
lo, aboh tal tribunale civile e cri- che le truppe nursine decisero dei
minale e la sua giurisdizione, non suoi trionfi in Africa. Nella batta-
che la conservazione delle ipoteche, glia di Modena, combattendo sotto
con quelle altre disposizioni che si i vessilli d'Augusto, sette campioiii
leggono nella Raccolta delle leggi nursini rinfrancarono il vacillante
\ol. V, p. 3 16, e voi. XVn, p. romano esercito, e rimasti vittima

I
oo NOR NOR
del proprio coraggio, ottennero que- della medesima
il cardinal Ludovisi

sta sepolcrale epigrafe: Hi sani nipote di Gregorio XV, questi con


septeni Nursini, seu septem Nursi- breve de' 4 febbraio 162^ l'elevò
noruni facies^ qui strenue prò li- al grado di arciconfraternita. Le sue

beriate certantes accuhuere. Le fa- opere pie sono descritte dal Piazza,
miglie romane degli Orsini e dei vestendo i confrati sacco di tela ne-
Savelii ebbero pur da Norcia deri* ro con cappuccio, con mozzetta di
Tazioue, oltre i conti di Belvedere, saia nera, con le immagini a sini-
di Sasso, di Giove, di RofTiano, ed al« stra de'santi protettori. Essendo pre-
tri molti. Dopo l'infortunio de'Trin- sidente di questa chiesa il lodato
ci o Trincia signori di Foligno, i prelato o Alessi, nel 1841
Alesij
superstiti della nobilissima famiglia la fece restaurare ed abbellire con

si ritirarono parte in Norcia e par- pitture. Il riaprimento ebbe luogo


te in Roma. Giambattista Lalli ed previo un solenne triduo in onore
il Querenghi sono nursini. Così il di Maria Vergine Addolorata pro-
cardinal Teodino degli Atti, ed il tettrice di Norcia, ne' tre primi
cardinal Gio. Quarantot-
Battista giorni di novembre, con indulgenza
to di nobile famiglia oriunda di concessa da Gregorio XVI.
Norcia. Vi fiorirono molti prelati, Norcia, Nurcia/ Nursia, è una
e per ultimo monsignor Gio. Car- delle piti vetuste città d'Italia, e di
lo Alesij de' conti Castelli, fatto da. quelle in cui stanziarono i primi
Gregorio XVI segretario della con- abitatori della penisola ;
gli uni la
gregazione del concilio, discenden- dissero capitale de' sabini sotto il

te degno dai Liviani di Mevale, fa- re SongOj altri la chiamarono Pi-


miglia feconda d'illustri uomini, fra i cena; si crede edificata dagli etru-
quali un Gian Carlo generale de'bar- schi, i497 anni avanti la nascita di

nabiti. In Roma Eusta-


nel rione s. Gesù Cristo, e perciò da Enotrio re
chio all'Arco della Ciambella vi è arcade l'anno del mondo 25 3. 1 Il

la chiesa de'ss. Benedetto e Scola- Fatteschi nelle Mem. del ducalo di


stica di giurisdizione e patronato Spoleto p. iSg, ecco quanto ne scri-

della città di Norcia. Fu edificata ve. Norcia, oggi ultima città de'sa-
nel 1619 dall' arciconfraternita dei biui, decaduta ne' tempi di mezzo
ss. Benedetto e Scolastica , di cui dal suo splendore, avendo primeg-
trattano il Piazza nell' Eusevologio giato anche per la maestranza del
romano p. 4^6.» ^^ '^ Venuti in suo decurionalo, fu la città più ri-
Roma moderna p. 628, ma ora estin- marchevole, benché da' longobardi,
ta. Alcuni nursini eressero il na- dopo averla rovinata, fosse resa sog-
zionale sodalizio nella chiesa di s. getta al Castaldo di Ponte, che nei
Eustachio, approvato da Paolo V bassi tempi fu castello con am-
con 16 15. Fiorendo la
privilegi nel plissimo castaldato. Dagli antichi
confraternita, i cassinesi ed i cele- geografi fu Norcia computata nel-
stini l'aggregarono alla partecipa- la Sabina, benché poi fu attribuita
zione de^ loro beni spirituali, e per- all'Umbria, e dell'una e dell'altra
chè essi ne fondarono altre, la con- ne seguì le vicende. E ben vicina
fraternita ne ottenne i loro privile- a'monti della Sibilla, e ad altri
gi, indi si trasferì nel detto orato- più elevati, che dividono la Sabi-
rio e chiesa. Essendo protettore na dal Piceno, cioè i monti Fi-
NOR NOR IDI

r scello, Buibei'O, e Tetrico,


elevato ed alpestre tra essi; dal Fi-
ch'è il più nessi,
dagli Alviani.
terre ch'erano state acquistate

scello nasce Nera


la Di Norcia . 1 nursini in diversi tempi guer-
fa menzione Paolo Diacono, e che reggiarono con le comuni convicine,
avesse un ampio territorio si de- e talvolta si collegarono con esse a
duce dai Dialoghi lib. Il, di san danno di altre. Talvolta si ribellaro-
Gregorio I del Sgo^ parlando della no ai Papi, secondo le circostanze dei
patria di s. Benedetto nato ex pro- tempi, ed essendo stati condannati

vincia Nursiae. DaW Epistole di tal rei di lesa maestà per aver distrut-.
Pontefice si ha che già la santa Se- to la terra di Cerreto, essendo i
de vi possedeva un Patrimonio, che nursini ricorsi a Nicolò V per l'as-

faceva amministrare da unode'prin- benignamente


soluzione, l'ottennero
cipali chierici della chiesa romana, nel i447- Insorte guerre tra Spo-
con titolo di difensore o rettore. leto e Norcia, a' 26 aprile i45'0
A' tempi Carolini e propriamente Nicolò V approvò la tregua tra lo-
neir82 I fu in Norcia tenuto un gran ro stabilita, commettendone l'osser-
placito da Alessandro conte e da Ade- vanza a Nicolò vescovo di Tivoli.
lardo e Leone, messi spedili dall'im- Anche in Norcia gli odii civili la-
peratore Lodovico I, nel quale furono cerarono la città nelle fazioni, quali
restituite al monastero di Farfa le si rinnovarono nel medesimo seco-
sostanze che a danno del monaste- lo XVcon immensi danni, e siccome
ro medesimo il duca di Spoleto Everso conte potente d'Anguillara si
Guinighiso avea credute devolute fece condottiere de'faziosi di Norcia,
al regio fisco vi si trovarono pre-
: degli spoletini, casciani ed altri popoli
senti lo stesso duca, Gerardo duca umbri per assalir la città, questa nel
di Camerino , quattro vescovi del i4^3 di nuovo ricorse a Nicolò V, il
ducato e due abbati. Norcia si die- quale comandò al conte e compagni
de spontaneamente al dominio del- di desistere dall'impresa e deporre le
la Sede apostolica, con riserva di armi, pel qual fine vi spedX Giorgio
molli privilegi, conservati sino al- Cesarini protonotario apostolico. Ciò
l'invasione francese. Tu Ita voi la Tim- non pertanto Everso per non per-
peralore Ottone I, allorché fu nel dere lo stipendio pattuito assalì Nor-
962 coronato in Roma
da Giovan- cia, ma il prelato vi si oppose va-
ni Xll, nel confermare i dominii lorosamente, e costrinse il conte a
della Chiesa romana, gli donò sette levar l'assedio e ritirarsi. Ritornato
città situate parte nell' Abruzzo e alle sue terre reclutò nuove genti
parte nell'Umbria, di diritto allora per fare ritorno contro Norcia , e
del regno d'Italia, frale quali Nor- per un tempo proseguì le sue in-
cia. In progresso e nel io32 si e- festazioni, finché il cardinal Barbo,
resse in repubblica, e progredì in poi Paolo H, estinse questa guerra
questo stalo sino al ii5o, benché e ridusse Everso all'obbedienza del
poscia si governò con proprie par- Papa, edificando poi nel suo pon-
ticolari leggi. Bonifacio IX nel iSgS tificato la fortezza di Cascia. Norcia
con breve concesse alla municipale il giorno 12 maggio lySo fu quasi
magistratura, con piena giurisdizio- distrutta dal terremoto , che fece
ne, Mevale castello con titolo di perire molti suoi abitanti ; laonde
marchese; Riofreddo e luoghi an- il nuovo Pontefice Clemente XU
loa KOll NOR
-vi rivolse le sue prime cure con menti prodotti dal Fatteschi a p.
copiosi soccorsi. Di Norcia tratta- 23 1. De' conventi delia ss. Annun-
jouo il Blavio Tlieatrum civita', ziata, della Madonna di Montesanto,

tnm. Giacomo Lauro , Ilistoria e di s. Pellegrino di Norcia e del mo-


pianta di Norcia, Roma i635. E- nastero di Maria
della Pace di
s.

gidio Mocavino Lefradomaco , An^ Norcia, tratta Antonio da Or-


il p.
tisatira alle satire de* poco infor- vieto nella sua Cronologia dell' Uni-
mali della città di Norcia, Foligno ùria. Pio VII per venerazione a s.
i63i. Benedetto, la cui regola monastica
Quivi anticamente prestavasi cuU avea professalo, e pei pregi della
to alla dea Nortia ossia Fortu- città di Norcia, nel 1820 a'5 gen-
na cullo idolatrico ch'ebbe fine nel
, naio, colla bolla Ad tuendani tra-
a5o per opera di s. Feliciano ve- dilani sanclis fideni , vi ripristinò
scovo di Foro Flaminio, e quei tem- la sede vescovile, dichiarandola im-
pio uominossi basilica argentea. La mediatamente soggetta alla santa
sede vescovile fu eretta nel V se- Sede, e nel concistoro de'27 giugno
colo;, e rUghelli Italia sacra tom. 1821 nominò vescovo monsig. Gae-
X, p. i5o, registra i seguenti ve- tano Bonuani romano. Per sua spon-
scovi. che sottoscrisse ai
Stefano tanea rinunzia, Gregorio XVI nel
concilii romani del 49^ di s. Gela- concistoro de' 3 aprile i843 gli die
sio I, e del 499 di s. Simmaco. Pri- in successore l'odierno monsignor
mevo che fiorì sotto s. Gregorio I Letterio Turchi di Apiro arcidio-
Del 594. Giovanni che intervenne cesi di Camerino, già vicario apo-
al sinodo di Roma adunato da s. stolico di questa, canonico teologo
Agatone nel 680. Ma la ferocia dei della metropolitana, professore del-
barbari invasori, rovinando la cit- l'università, presidente del collegio
tà, Norcia restò priva dell'onore teologico, rettore del seminario e
del seggio vescovile per molti se- vicario generale de' due ultimi ar-
coli, venendo compresa nella dio- civescovi. II capitolo si compone di
cesi di Spoleto, li citato Fatteschi due dignità, la prima delle quali è
parla de' suoi tre antichi monaste- l'arciprete, di tredici canonici, com-
ri , uno dentro la città detto di s. prese le prebende del teologo e del
Benedetto, l'altro nel suo distretto penitenziere, e di altri chierici ad-
detto di s. Eutichio, ed il terzo di detti al servigio divino: l'arciprete
s. Tizio nella valle Castoriana. Che ha cura delle anime, coadiuvato da
in questi monasteri e ne' villaggi un sacerdote. La diocesi si estende
dell'agro nursino fiorissero negli an- per venticinque miglia di territorio,
tichi tempi molti santi anacoreti, Io e contiene diversi luoghi. Ogni ve-
riferisce s. Gregorio I, dove discor- scovo è tassato in fiorini 209, es-
re di s. Santolo e dei suoi miracoli, sendo le rendite scudi i5oo, gra-
Jib. in, e. 37 de' Dialoghi. L' U- vate di alcuni pesi, cioè d'una pen-
ghelli menzione de' ss.
fa. onorata sione di 5o scudi, e di alimentare
Florenzio abbate ed Eutichio mona- due alunni nel seminario.
co. E molto probabile che nel ter- NORI o NUORO (Noren). Città
ritorio di Norcia avesse il monaste- con residenza vescovile in Sardegna,
10 di Farfa la cella di s. Angelo divisione del Capo-Cagliari. Pio VI
in Sabelli , rammentata oe'monu- con la bolla Eani iriler caeteras, dei
NOR NOR io3
2 1 giugno 1779, ^"^^' Rom. coni. gli onori che da ogni parte si ren-
t. VI, p. 116, ripristinò la sede ve- devano al merito di un tanto uo«
scovile di Gallclly (Vcdi)^ e ne sta- mo, sentì accendersi l'animo di un
bilì la residenza à Nori o Nuoro, nobile ardore d'imitarlo, come quel-
di clima più salubre e di popola- lo che pel sodo giudizio, raro in-
zione più numerosa. All'ultimo ve- gegno , critica e profonda erudi-
scovo nel 1828 fu fatto ammini- zione, non ebbe pari in Italia ai
stratore apostolico Gio. Maria d' O- tempi suoi. Cominciò ad impiegare
schiri Bua arcivescovo d'Oristano, allo studio quattordici ore del gior-
che edificò il seminario, die ma- no, facendo sommi progressi nella
no alia edificazione della nuova cat- teologia, nella storia, nell' antiqua-
tedrale, e contribuì del suo 5oo scu- ria e nella numismatica. Dopo aver
di sardi per formare il locale delle insegnato con reputazione la teolo»
scuole di latinità nel luogo dell'an- già suo
nelle principali cattedre del
tica chiesa di s. Gio. Battista. Per ordine, a Pesaro, a Perugia ed a
sua morte, nel 1840 Gregorio XVI Padova, in quest'ultima città diede
nominò amministratore d. Ciriaco l'ultima mano alla Storia dell'ere'
Pala canonico della cattedrale, indi sia pelagiana^ colla difesa di s. Ago-
nel 1843 gli sostituì Todierno ar- stino. Quest'opera acquistò all'au-
civescovo di Sassari, monsignor A- tore dei grandi ammiratori, e nel
lessandro Domenico Varesino, om- tempo stesso dei gran contradditto-
niesso dalle annuali Notizie di Ro- ri, che Io imputarono come segua-
ma, come ha rimarcato il eh. can. ce degli errori di Baio e di Gian-
Bima nella Serie cron. de' vescovi senio, e però venne denunziato a

del regno di Sardegna. Roma, dove esaminate più volte le


NORIS Enrico, Cardinale. En- sue opere, non furono giammai
rico Noris nacque a Verona il 29 condannate, e l'autore vi fu in più
agosto i63r, da una famiglia origina- maniere distinto ed onorato; essen-
ria dell'Inghilterra, che ha prodotto do tra le altre cose, dopo la revi-
vari uomini di merito. Mostrò fi- sione della medesima, stato anno-
no dall'infanzia le più felici dispo- verato tra i qualificatori del s. of-
sizioni allo studio, e terminalo
che fìzio. Cosimogranduca di To-
III
ebbe quello dell' umanità recossi a scana, informato del suo straordi-
Rimini per apprendervi la filosofia nario merito, lo chiamò a Firenze
e la teologia. La lettura delle ope- ad insinuazione del celebre Anto-
re di s. Agostino gì' ispirò tanta nio Magliabecchi, nel 1674 lo di-
venerazione pel santo dottore, che chiarò suo teologo e pubblico pro-
risolvette entrare nel suo illustre fessore di storia ecclesiastica nell'u*
ordine. Vestito Tabito degli eremi- niversità di Pisa, collo stipendio di
tani di s. Agostino non tardò a di- 380 scudi l'anno, non che precet-
stinguersi, per cui fu dai superiori tore di Gio. Gastone
suo figlio ,
mandato in Roma, ove trovò nelle e gli offrì il vescovato di Pistoia,
biblioteche e nella società de'dotli i ch'egli costantemente ricusò. Lo
mezzi di cui abbisognava. Ivi ebbe stesso fecero i Pontefici Clemente
X
l la sorte di conoscervi
Cristiano
reduce dalle
Lupo, altro
Fiandre;
il celebre p.
agostiniano
e vedendo
eInnocenzo XI ,
contento di menare
rinunziò le offertegli
ma
vita
dignità.
il Noris
privala
Gli

I
io4 NOR NOR
pubblicò sopra diver-
scritti ch'egli leggesi l'epitaffio composto in versi,
si argomenti archeologici accrebbe- La vita di questo dotto cardinale
ro sempre più la sua fama, per Io fu scritta dal p. Girolamo Razze-
che dalla regina di Svezia Cristi- rio agostiniano che
la pubblicò col-

na gli fu diploma di
spedito il le sue opere teologiche in Padova
membro dell' accademia che aveva nel 1708; e dal celebre letterato
istituita nel suo palazzo, e che die* monsignor Francesco Bianchini, qua-
de origine a quella degli arcadi. le si legge nel t. I, p. 199 delle
IVel pontificato d' Innocenzo XII Vite degli arcadi illustri del Cre-
furono rinnovate le accuse contro scimbeni. Nel pontificato di Bene-
la memorata opera, per cui il Pa- detto XIV furono dall'inquisizione
pa commise ad alcuni teologi l'esa- di Spagna poste nel catalogo de'li-
me accurato di essa, ma ne risul- bri proibiti le sue opere, cioè la
tò il favorevole giudizio di non storia pelagiana, e la dissertazione
trovarvisi cosa che meritasse cen- sul V concilio ecumenico; ma il
sura, che anzi dovea somma
gli si giudizio di quel Papa giustificò ab-
lode. Il Pontefice chiamò allora in bastanza la dottrina del cardinale,
Roma ilNoris, gli offrì la palatina le cui opere furono completamente
carica di sacrista, da lui però ri- raccolte in Verona in cinque volu-
cusata, lo nominò consultore del s. mi in foglio nel 1729-41 dai fra-
oflìzio, e nel 1692 primo custode telli Ballerini, colla vita dell'auto-
della biblioteca Vaticana, e poi vo- re in latino. Nello stesso idioma la
lendolo preservare dai frequenti at- scrisse pure monsignor Angelo Fa-
tacchi de'suoi nemici, che per di- bioni, pubblicata nel 1780 nelle
fendersi facevano perdere un
gli Vite viror. VI, p. 8.
illust. ital. t.

tempo ch'egli avrebbe potuto im- I veronesi alzarono a questo gran


piegare assai utilmente, per la be- cardinale nella loro cattedrale un
nevolenza di dui l'onorava, a' 12 nobile monumento di marmo, co-
dicembre i6g5 lo creò cardinale me sogliono fare con lodevole in-
prete del titolo di s. Agostino, e tendimento con tutti concittadini i

Io ascrisse alle primarie congrega- che si segnalarono nelle lettere e


zioni di Roma, e nel 1700 lo fece nelle scienze. Chi volesse raccoglier
bibliotecario di s. Chiesa colla pensio- re le giuste lodi che da gravi scrit-
ne di 5585 scudi annui. Le nuove di- tori gli furono date, formerebbe un
gnità non lo distolsero dalle sue libro. Chiarissimo ed eruditissimo
occupazioni letterarie^ e stava ter- della dottrina di s. Agostina, vindice
minando la Storia dei donatisliyoA' ed interprete, lo chiamano i padri di
lorchè vide appressarsi il suo fine. s. Mauro nella prefazione della lo-
Mori nel pontificato di Clemente ro edizione di s. Agostino. II Cel-
XI, al cui conclave intervenne, d'i- lario gli die il titolo di Massima,
dropisia, in Roma, a' 23 febbraio nell'Ortografia latina; erudìtorwn
1704 d'anni 73, e fu sepolto [nella in Urbe aeternum dccus lo appellò
chiesa del suo titolo ed ordine, nel- Spanemio nell'Orbe romano; eMas-
la quale sotto il suo busto scolpito son nel suo Tempio di Giano aper'^
in marmo bianco, e collocato in to, lo disse eruditorum longe da-
una nicchia al destro lato della ctissiniuni. Il Maffèi nella sua Fé-,
po^'ta phe introduce ir^ sagrestia, rgna illusCra^ta^ dice che non hc^
3 ,

NOR NOR io5


genso chi non ammira le nuove 39, chiama una
la prime co-delle
scoperte falle da questo cardinale Ionie romane, fatta tale con Velle-
nella storia ecclesiastica e nell'eru- tri, che fu fortezza de' volsci, ed i

dizione più scelta.Ebbe molti ami- romani la stimarono come rocca in


ci,che meritava pel suo carattere, difesa della città di Pontia, venen-
e carteggiava coi primari dolti del- do saccheggiata dai pipernesi nel
l'Italia e della Francia. Le princi- consolato CXI. I norbani presero
pali sue opere sono: i. Hìstoria parte nella guerra contro Roma sta-
Pelagianaj et Dissertatio de syno- bilita a Ferentino [Fedi). Nei 262
do FaecumenicOy Padova 167 di Roma il senato dopo la peste
ed altrove: l'edizioni di Lovanio spedi colonie a Velletri e a Norba
1702 e di Padova 1708 sono au- la cui fortezza gli serviva anche per
mentate di cinque dissertazioni che reprimere le mosse e tentativi dei
i

erano comparse separatamente, e volsci e de' latini. Questa colonia


nelle quali l'autore risponde alle nella ribellione delle altre conservò
diverse critiche fatte alla sua ope- singoiar fedeltà a Roma, per cui
ra. 2. Hìstoria Donalistnrurn ex irritati i pipernesi di tanta costan-
JVorisìanis schedis excerpta in or- za, nel 4' 3 per la guerra sannitica
dinem dissesta et supplela, con ap- devastarono il territorio norbano, e
pendice. 3. Storia delle investiture quantunque fossero puniti , nondi-
delle dignità ecclesiastiche. La me- meno nel4^5 tornarono a commet-
daglia dall'accademia di
coniata tervi danni eccessivi. Dopo la bat-
Pisa onore del cardinal Noris,
in taglia diCanne, ridotta Roma quasi
è descritta nelle Ricreazioni numis- agli estremi
, i norbani furono di
matiche di Roehler, par. i3, pag. que' pochi che con aiuti la salva-
rono. Questa antichissima ed illustre
NORMA o NORBA, ISorham. An- città conservò florida fino agli
si

tica città e sede vescovile, ora co- ultimitempi della repubblica ro»
mune soggetto al governo di Sez- mana, ma avendo i norbani segui-
ze, nella legazione apostolica e dio- to il partito di Mario, furono asse-
cesi di Velletri , con piti di 2000 diati da Emilio Lepido generale di
abitanti. Narra il Nicolai, Delle ter- Siila, e accortisi ohe per un tradi-
re Pontine p. 47, che i corani con- mento la città era presa irrepara-
finando con Norba, e vantando Er- bilmente, appiccato il fuoco alle ca-

I cole per fondatore di Cori, raccon-


tano che fabbricò Norba per tenere
se, vollero disperati uccidersi tra lo-
ro e andar colla patria in fiamme,
in freno i ladroni che infestavano piuttosto che soggiacere alla crudel-
quelle contrade ; altri la dicono co- tà e orgoglio del vincitore. Si rieb-
lonia d'Alba, edificata o meglio ri- be Norba da tanta rovina, ma tar-
storata dagli albani. Certo è che di, peixihè a tempo di Plinio non
all'antica città situata sul monte che era ancora risorta. Altre notizie e
guarda campagne pontine, in mez-
le de' suoi importanti avanzi , come
zo ai fiumi Amaseno e Ninfeo che delle sue mura di massi quadran-
scorrono sotto il piano, poco lunge golari di buona scoltura , tratta il

gli successe l'odierna terra che ha Ricchi, Reggia de' volsci p. 8g. Dice
variato d'una sola lettera il primie- pure che fu chiamata Civita la Pen-
ro nome. Il Theuli, Teatro ist. p. na, ed essere ora piccolo castello

I
io6 NOR NOR
cinto di mura in forma di for- aggiunse un monastero di benedet-
tezfa. tini, poscia rovinato da Federico I.

Il Borgia, Storia di Velletri p. Eugenio HI del i r4') ricuperò Nor-

143, afierma che l'imperatore Co- ma ed luoghi vicini. Eletto nel


altri

stantino VI, grato ai Papa s. Zac I iSc) Alessandro IH, ed essendo in-

caria per quanto con Luitpranclo sorto l'antipapa Vittore V, fuggì ia


re de' longobardi erasi affaticato per Ninfa, ove a' 20 settembre fu con-
la conservazione dell* esarcato gli ,
sacralo e coronato. Federico I per
donò secondo la sua richiesta le due dispetto rovinò il come sos-
castello,

masse, o unione di vari predi e pos- tenitore del falso Pontefice. Nel 1216
sessioni, di Norma e Ninfa ch'erano il cardinal Ugolino, poi Gregorio IX,
di pubblica ragione, le quali poi i presso il suddetto monastero fondò
Papi dierono in feudo ad altri, ri- quello di s. Maria del Monte Mir-
manendo nella spirituale giurisdi- teto, pei benedettini di Firenze, cui
zione di Velletri. Ciò confermano, Federico lì donò l'abbazia della
l'altro Borgia nelle Meni, di Bene- Grangia di s. Maria di Castro: a
vento t. I, p. IO, che aggiunge aver quel monastero e chiesa era sog-
riportalo la concessione il pontificio getta l'abbazia di s. Erasmo di Co-
apociisario a Costantinopoli ; ed il ri. Nel I 3oo Ninfa fu data in feu-
Nicolai a p. 106, meglio assegnan- do da Bonifacio Vili alla sua fa-
do per epoca l'anno 743, e dicen- miglia Caelani si ha però dal Piaz-
:

do che quindi soggiacquero alle in- za, Gerarchla cardinalizia p. 52 8,

vasioni de' longobardi. Dipoi Nor- che Ninfa nel iSSy apparteneva
ma fu onorata della sede vescovile, alla chiesa e ospedale di s. Matteo

come si apprende dall'Ughelli, Ita- in Merulana. Dipoi Norma diven-


Ha sacra t. X, p. i48, ed uno dei ne proprietà del principe Borghe-
suoi vescovi chiamato Giovanni as- se. Della sua chiesa collegiata con
sistè al conciliabolo tenuto nel g6^3 arciprete e quattro canonici, parla
in Roma, per la deposizione di Gio- il citato Piazza a p. 49- Altre no-
vanni XII, ed elezione di Leone Vili tizie si possono leggere nel p.Kir-
antipapa. Avendo Norma sofferta al- cher, Latiiuìiy e nel Volpi, Vetns
tra distruzione, il vescovo trasferì a Latiuni t. HI, de Norbanis^ Pala vii
Ninfa la sede, città edificata alle ra- 1726. Così Compendio della
nel
dici del monte di Norba. Diroccata storia veliternaf del sacerdote Bau-
anche Ninfa in progresso di tempo, co voi. II: da esso si apprende che
i suoi cittadini passarono ad abi- il capitolo ha pure due beneficiati,
tare nel castello di Norma, fabbri- essendo la chiesa dedicata alla ss.
cato presso l'antica Norba. Il Nin- Annunziata, venerando la terra per
feo, antichissimo tempio dedicato protettrice s. Barbara vergine e mar-
alle ninfe , innalzavasi sulla costa tire.

della montagna di Norba, con ma- NORMANDIA, Normanìa, Neu-


gnifica architettura, presso la sor- stria. Antica provincia di Francia,
gente del fiume Ninfeo, vicino ad col titolo di ducato, confinante col-

un lago assai venerato dai norba- la Manica, Picardia, isola di Fran-


nì per due prodigiosi fenomeni. Ivi cia e Bretagna. Si divide piii co-
i cristiani eressero una chiesa in o- munemente, in alta Normandia con
nore di s. Michele arcangelo, cui si Rouen capitale di tutta la provin-
JSOR KOR 107
eia, e bassaNormandia di cui Caen dizione di ed omag-
prestar fede
era il capoluogo. La Normandia è gio alla corona per questa provia-
una delle contrade le più ricche e eia, mezzo di Francone arcive-
a
fertili della Francia, e la bassa ha scovo Roueu. Avendo Rollone
di

eccellenti pascoli. Vi sono molte sa- promesso di farsi cristiano, ebbe pei*
line e miniere. Anticamente con- moglie Gisella figlia del re. Questo
tava sei vescovati sulfraganei di fulmine di guerra, ammaestrato da
Rouen, con 80 abbazie e 4^'^9 P^''" Francone, in detto anno ricevette
rocchie, con più di ^1 città e i5o il battesimo, gli fuimposto il no-
grossi borghi. Oggi questa provin- me di Roberto, ed in brevissimo
eia forma i dipartimenti della Stw- tempo fece istruire e battezzare i

na inferióre^ dell' Eure, del Calva- suoi conti, i suoi cavalieri e lutto
dos, della Manica, e della maggior l'esercito, mostrandosi pio e gene-

parte di quello dell' Orne. Abitata roso colle chiese: quindi Hervé ar-
anlicamente dai veliocassi^ dai ca- ci vescovo di Rouen, avendo doman-
leli^ dagli aulerci eburovici, dai le- dato istruzioni Giovannia in- X
xoviij dai bajocassij dagli abrincaiui torno alla maniera di condurre que-
e dagli lineili^ questa contrada fu sti nuovi cristiani, il Papa dopo
compresa nella seconda Lionese del- aver mostrato il suo giubilo per
la Gallia Romana. Clodoveo I la la una rispo-
loro conversione, die
rium ai suoi stati, e sotto i suoi sta piena di senno. Egli ebbe dei
discendenti fece parte dei regno di duchi successori che andiamo a re-
Neustria. normanni, cioè a dire
1 gistrare, i quali videro la loro po-
iiomini appunto
del Nord, perchè tenza progressivamente aumentarsi,
esciti dal Nord, selvaggi abitatori Nel 927 gli successe Guglielmo I,

della Danimarca, della Norvegia e indi nel 94^ Riccardo I, nel 99G
de' vici ni paesi, mostri d'empietà e Riccardo 11, nel 1027 R.iccardo llf,

di barbarie,nemici dell'umanità e nel 1028 Roberto I, nel io35 Gu-


del cristianesimo, dopo aver saccheg- glielmo che conquistò l'Inghilterra
giato le coste del mare di Neustria, (Fedi), e per tal motivo si trovò
come formidabili in mare, si getta- annessa la Normandia alla Gran
rono sotto i deboli successori di Bretagna. Egli poi volle essere se-
Cario Magno nella Francia, ed al polto nella celebre abbazia di san
tempo di Carlo 1 il Calvo vi fece- Stefano di Caen, una delle due
ro guasti incalcolabili. Queste scor- magnifiche fondazioni religiose da
rerie durarono circa 80 anni, nei lui e da sua moglie fatte in tal
quali la resistenza fu spesso inuti- città, lasciandogli corona, scettro
le. Conveime venire a vergognosi e altre preziose insegue. Verso
tributi, che sempre più vi attirare* lo slesso tempo
normanni altri
no barbari in maggior copia, ed
i s'impadronirono di Napoli ( Ve-
assediarono Parigi tre volte. Il re di) e della Sicilia [Fedi) e ben ,

Carlo IH il Semplice non potendo presto portarono armi loro si- le


riparare a tante angustie, prese il no nell'Africa. Nel 1087 divenne
partito di trattare col terribile Rol- duca di Normandia Roberto II, nel
Ione capo di tali popoli avventu- 1096 Guglielmo IH, nel 1106 En-
rieri, e nel 912 gli cedette la Nor- rico I, nel 11 35 Stefano di Blois,
muadia col titolo di ducato, a cou- nel 11 44- Groffredo Plautageneto,
itìS NOR NOR
nel ii5t Enrico II, nel 1 184 Rie- le coste dell'Oceano. Rinnovandosi
cnrdo IV Cuor di leone^ nel 199 i le incursioni de'saraceni, aiutati dai
Giovanni 6V/iSti ^^/vv/, ed Arturo. Al greci, verso il 1000 una mano di
primo Filippo H Augusto nel i2o3 normanni avventurieri, reduci dal
tolse la Normandia e la riunì alla pellegrinaggio di Gerusalemme, per
corona di Francia [f'^edi). Da tale visitare il santuario di s. Michele
epoca alcuni re di Francia, sino al nel Monte Gargano approdò a Sa-
fine del XIV secolo, diedero al lo- lerno, mentre stretta la città dai
ro primogenito il titolo di duca di saraceni conveniva del suo riscatto
Noruàandia, al quale prevalse in a prezzo d'oro. I normanni in nu-
progiesso quello di Delfino. Odoar- mero circa di sessanta, rimproverati
do III re d'Inghilteira invase que* i salernitani di viltà, e fattisi loro
sta provincia nel i 346 sotto Filip- duci, piombarono con furore sui
po VI, ma Cario V il Saggio la nemici, che massacrarono o costrin-
riprese.Enrico V re d' Ingiù llerra sero alla fuga, e del ricco bottino
se ne rese padrone sotto lo sgra- generosamente nulla vollero, onde
ziato regno di Carlo VI, ed in fi- partirono fra le benedizioni; ma-
ne ripassò sotto il dominio france- gnanimità e valore che destò am-
se nel 14^0/ regnando Carlo VII mirazione negl'italiani. Il perchè
il Fitlorioso. A'nostri giorni un vi- quando Papa Benedetto Vili nel
sionario impostore prese il nome IO 16 volle porre un riparo alle
di duca di Normandia, spacciando- incursioni de'saraceni che facevano
si pel delfino Luigi XVII figlio di trepidare la stessa Roma, essetidovi
Luigi XVI, e come
padre infelice.
il giunto Piaolfo signore normanno,
La storia de'normanni per diver- eh' era incorso nella disgrazia di
si secoli, massime dal X al XIII, Riccardo II, gli aflldò il comando
essendo coliegata colla storia eccle- delie milizie^ che riportarono subito
siasticade' Papi, con quella de'do- de'vantaggi sul nemico, la fama dei
minii della santa Sede e dell' Ita- quali trasse in Italia molti norman-
lia, sono a vedersi gli analoghi ar- ni, alcuni dicono chiamativi da Guai-
ticoli e per le pionete Moneta ,
niario longobardo principe di Sa-
onde in questo appena per accen- lerno per combattere i greci. Ver-
narli, indicheremo le cose prin- so questotempo passò nella Puglia
cipali . Nel secolo VII i saraceni Tancredi normanno signore d'Alta-
cominciarono a dare il guasto alla villa o Hauteville co'suoi dodici fi-

Sicilia, e poco dopo se ne insigno- gli,insieme ad un'armata di pro-


rirono , come della Calabria e di di avventurieri, e riportò considera-

alile vicine contrade. Ottone I li bili vantaggi sui saraceni e sui gre-
cacciò dall'Italia, ma ritenne la Pu- ci, celebrandone le conquiste Gu-
glia e la Calabria a titolo di con- glielmo Pugliese nel suo poema:
quista, e sebbene i greci cedettero De Normannis. Divennero quindi
alle loro ragioni, dipoi uniti ai sa- i normanni tanto potenti, che l'im-
raceni procurarono di spogliarne i peratore Corrado li stimò opporr
tedeschi. I normanni impadroniti- tuno ceder loro Ascoli, Canosa ed
si della Normandia, questa divenne altri luoghi della Puglia^ per viep-
una barriera contro que* normanni piìi impegnarli a difendere i confi-^

indisciplinati ch'erranti infestavano ni de'pvincipati di Benevento e di


NOR NOR 109
Capua signoreggiati dai longobar- ce il supremo diritto, ofFrirono inu-

di , dalle usurpazioni de' greci. Nel tilmenle di prestargli per esse vas-
io38 tornato Corrado II in Italia sallaggio. Venuti a battaglia, i nor-
investì Rainolfo normanno del con- manni restarono vincitori nel io53,
tado d' Aversa, città edificata dai facendo prigione il Papa, essendo
normanni, e di più compose le con- di fresco venuti di Francia Rober-
tese insorte fra i vecchi e nuovi to Guiscardo e Ruggero, altri figli

normanni. Pioseguendo questi le di Tancredi. In nome di s. Pietro


conquiste nella Puglia contro i gre- il Pontefice concesse qual feudo del-
ci, rivolsero eziandio le loro armi la chiesa romana l'investitura ai
contro que'medesimi signori longo- normanni delle conquiste fatte, e
bardi che ve li aveano chiamati, che farebbero in avvenire nelle due
II principe di Benevento Pandolfo Sicilie, escluso Benevento, vendican-
III fu perciò spogliato di Siponto do cos\ gli antichi diritti della se-
e del Monte Gargano, onde dive- de ne ricevette giura-
apostolica, e
nuti padroni di tutta la Puglia, se mento di fedeltà dal conte Unfre-
ne divisero fra loro il governo, tran- do figlio di Tancredi. Quindi nor- i

ne Melfi, costituendovi molti con- manni prima ferocissimi, divenne-


ti o governatori, subordinali al 10 mansueti, dolci e benefici colle
capo della nazione come conte di chiese. Nicolò II nel loSg con an-
Puglia. nuo censo die l' investitura a Ro-
Braccio di ferro, pri-
Guglielrao I berte Guiscardo, col titolo di duca
mogenito di Tancredi, nel io43 di Puglia, Calabria e Sicilia, ec-
divenne primo conte di Puglia, i cettuato Benevento; ed investì del
cui successori riportammo a Napo- principato di Capua Riccardo cou-
Li, Drogone suo fratello, che gli sue- te d' A versa con censo annuale, ri-
cesse, l'imperatore Enrico 111 lo portandone da ambedue giuramen-
investì di quanto possedeva e del- to di fedeltà. Alessandro II nel io63
le terre tolte ai longobardi e gre- donò al conte Ruggero lo steudar-
ci nel 1046, probabilmente col con- do di s. Pietro per aver vinti i
senso di Papa Clemente II ch'era saraceni, ma nel 066 avendo Rie- 1

in sua compagnia, come luoghi del- cardo suddetto fratello di Robeito


la santa Sede. Ma il di lui succes- invaso le terre della Chiesa, il Pa-
sore Leone IX, vedendo che i
s. pa si fece difendere dal duca di
normanni nelle loro scorrerie non Toscana. Di quanto riguarda le di-
rispettavano cosa sacra e profana, verse vicende tra i normanni e s.

reputò punirne l'audacia e frenar- Gregorio VII , veggasi la bio-


li, pregato a ciò anche dai signori grafia di quel Papa, il quale con-
longobardi che ne temevano il for- tro Enrico IVda Rober-
fu difeso
midabile ingrandimento. Armate to Guiscardo che però grande-
,

le proprie milizie e unitele con mente danneggiò Roma col fuo-


quelle di Enrico III, le condusse co. Urbano II nell'anno 1097 in-
conlio i normanni e gl'invito a vestì R.uggiero de' ducati di Pu-
sgombrare l'Italia; e siccome avea glia e di Calabria, e dicesi ch'egli
loro imposto restituirgli le terre abbia concesso il privilegio chiama-
usuipate di ragione della Chiesa, i to monarchia di Sicilia. Pasquale
normanni riconoscendo nel Pontefi- II fu aiutato dai normanni suoi
1 3

irò VOR NOR


feudatari, e Gelasio II nel iiiS e delle sue conseguenze sino a' no'
ricevè il giuramento di fedeltà e stri giorni, Milano 1887. Depping,
-vassallaggio da Ruggiero 11 e da Histoire des expédìtions maritinies
Guglielmo I suo figlio. Calisto II des norniands^ et de leur étahlis-
dai secondo ricevette omaggio in senient en France à X siecle^ Pa-
Troia. Onorio II nel 1127 scomu- ris 1 844*
nicò Ruggiero II per aver occupa-
ta la Puglia senza il consenso del- Concila di Normandia.
la santa Sede, ma poi lo assolse
e costituì duca di essa, previo il 11 primo fu tenuto nel 588 sot-
giuramento di feudatario. Contro to Pretestato vescovo di Rouen.
Innocenzo II insorto l'antipapa Ana- Ressi n, in concil. Norman.
cleto II, questi nel i 1 3o die il ti- Il secondo neir878 contro Ugo
tolo di re di Sicilia a Ruggiero li, figlio naturale di Lotario 1. Lab-
e spalleggiato dai normanni succes- he t. IX.
se nell'antipapato Vittore IV. Dipoi Il terzo nel 900: il luogo è in-
Innocenzo li facendo guerra a Rug- certo, come il tempo, e riguarda
giero II, nel 1 39 fu fatto prigio- la disciplina. Bessin.
ne, e nella pace gli confermò l'in- Il quarto nel 1070, d'ordine di
\eslitura col titolo di re di Sicilia; Guglielmo il Conquistatore, alla pre-
indi Lucio II gli concesse diverse senza del legato Ermanfredo. Lan-
insegne vescovili. Nel 11 55 Adria- franco fu costretto passare alla se-
no JV scomunicò Guglielmo I, e de di Cantorbery, a cui il re l'a-
gli dichiarò guerra : assediato in vea nominato. Bessin.
lienevento dovè far concessioni che JNORMANDIS Stefano, Cardi-
poi annullò Innocenzo III. Alessan- nale. Stefano deNormandis roma-
dro IH perseguitato da Federico I no, che altri vogliono nato in Pe-
imperatore, ricevette aiuti di gale- rugia, e congiunto in matrimonio,
re dal re Guglielmo II normanno. da cui si dice ne riportasse un fi-
Estinto il sangue normanno, le loro glio chiamato Filippo, che preso
terre passarono negli svevi per Co- l'abito de'minori divenne familiare
stanza superstite negli Hohenstaufen di Alessandro IV. Pei suoi meriti,
pel suo maritaggio con Enrico VI, Innocenzo III nel 12 12 o 121
onde il Papa Innocenzo 111 ne die lo creò cardinale diacono di s.
l'investitura al loro figlio Federico II. Adriano, e poi da Onorio IH o
Molte notizie dei normanni si leg- forse da Gregorio IX trasferito al-
gono nelle opere del cardinal Ste- l'ordine de' preti, col titolo di s.

fano Borgia, nel Rodotà t. I, p. 271 Maria in Trastevere, venne pur


e seg., Del rito greco in Italia. Si fatto arciprete della basilica Vatica-
possono meglio apprenderle ne' se- na. Secondo alcuni fu vicario di
guenti autori. Hisloire de V origine Roma di Gregorio IX ed Innocen-
du royaume de Sicile et de Na- zo IV; certo è che sotto Onorio
•ples^ contenant les avvenlures et III fu deputato per uditore o giu-
les conquèles des princes normands^ dice in molte cause ardue e inte-
qui V ont établìe , Paris 1700. ressanti. Innocenzo IV gli diede la
Thierry, Storia della conquista del- commissione di restituire all'antico
l' Inghilterra fatta dai normanni ,
suo lustro e splendore la diaconia
NOR NOR III
di s. Lucia, dove essendovi prima de'diaconi. Quindi inviò a Lisbona
dodici monaci, in quel tempo eran- in qualità di corriere a portargli
vi rimasti appena due chierici. Lo la nuova di tal promozione col ber-
stesso Innocenzo IV gli ordinò di rettino cardinalizio, la guardia no-
riformare i canonici delle due prin- bile pontificia d. Leonardo de' du-
cipali basiliche Lateranense e Va- chi Bonelli. E con biglietto di se-
ticana, perchè eransi rilassati nel- greteria di stato destinò a recar-
l'ecclesiastica disciplina, e di ridur- gli la berretta cardinalizia monsi-
re quelli della seconda, dal nume- gnor Gio. Tiberio Pacca suo ca-
ro di trentasei a quello di venti- meriere segreto, poi governatore di
cinque. Dopo di avere colla sua R.oma. Però pochissimo godè della
prudenza quietate le sedizioni di sublime dignità, poiché mori in
Perugia e di Toscana, fu spedito Lisbona a' 6 settembre del medesi-
legato in Sicilia insieme al cardi- mo anno i8o3, d'anni 5g, ed ivi
nal Raniero Capocci, per pubbli- fu sepolto, compianto per le sue
care in quelle parti la sentenza di qualità.
scomunica fulminala contro T im- NORTFOLCH Filippo Tomma-
peratore Federico II, e per assolvere so, Cardinale. V^ Hovard, Cardi'
quei popoli dal giuramento di fe- naie.
deltà che a lui avevano prestato. NORTHAMPTONoNORTHAM-
Nelle lettere della legazione, il Pa- PTONSHIRE. Contea nel centro
pa chiamò i due cardinali , nobili d'Inghilterra, la di cui capitale
e principali sostegni della chiesa porta lo stesso nome, ed in latino
romana, chiari per sapienza e vir- Comudolannni NorlanLonia^ sulla
tù. Destinatogoverno delle pro-
al sinistra del Nen. Questo paese era
Tincie di Sabina, e di Marittima e anticamente abitalo dai coritani. I
Campagna, si diportò con tale pru- romani lo compresero nella provin-
denza e discrezione che guadagnos- cia Flavia Caesariensis , e duran-
si l'amore e stima di que' popoli. te la ettarchia faceva parte del re-
Diede il suo sufìfrasrio
o nelle elezioni gno di Mercia. Nella città di Nor-
di Onorio III, Gregorio IX, Cele- thampton vi sono quattro chiese
stino IV ed Innocenzo IV, nella parrocchiali; quella di Tutti i San-
cui sede vacante
morì in Napoli ti fu fabbricata nel 1680. Vi so-
nel 1254, dopo ^i anni di cardi- no altresì dei templi per i presbi-
nalato, e fu sepolto nella metro- lerani, anabattisti, quacqueri e me-
politana. todisti. La piazza del mercato è
NORMANNI, r. Normandia. una delle più belle d'Inghilterra.
NOROGNA e ABRANCHES Car- L'ospedale generale e la prigione
lo Lorenzo, Cardinale. Carlo Loren- moderna sono begli edifizi. Il suo
zo Norogna e Abranches de'tìonti di castello fu formidabile, onde il re
Valladares, nacque in Lisbona a'6 no- Giovanni malcontento degli abi-
vembre 1744- Essendo grande del tanti di Londra vi trasportò la se-
regno di Portogallo, e principale nel- de del governo per qualche tem-
la chiesa patriarcale di Lisbona, pei po, ed Edoardo I vi tenne lun-
suoi meriti con bello elogio Pio gamente una corte brillante. In
VII nel concistoro de' 16 maggio vicinanza nell'anno 14^0, dai parti-
i8o3 lo creò cardinale dell'ordine giani di casa di York fu vinto e

i
112 jyoR NOR
fatto prigione Enrico Per le
VI. dominio prussiano. Nel lió5 vi fu
notizie attuali ecclesiastiche, Vedi celebrato un concilio per la rifor-
voi. XXXV, pag. i56 dei Dizio- ma dc^costmni degli ecclesiastici,
Ilario. invitandosi quelli di Halberstadt a
ritornare al grembo della Chiesa:
Concila di Norlliampton. per ordine del Papa vi fu pubbli-

cato digiuno delle quattro tem-


il

Il primo fu tenuto nel ii33 pora nella prima settimana di qua-


per la consecrazione di molti ve- resima ed in quella di Pentecoste,
scovi e benedizione di molti abba- come a Roma. Mansi, Sappi, t. II,
ti. Reg. t. XXVil; Labbé t. X; pag. 217.
Arduino t. VI. NORTH UMBRIA o NORTH-
secondo nel iiS'j. Angl. t. I.
Il UMBERLAND. Contea che for-
Il terzo nel 1164 a' 12 ottobre, ma la parte più settentrionale del-
non riconosciuto, contro s. Tom- ringhilterra, ricchissima di miniere
maso di Cantorbery, che vi fu ac- di carbone, oltre altre miniere: ha
cusato e condannato dal re, signo- Newcastle per capoluogo. Antica-
ri e vescovi, come spergiuro e tra- mente abitata dagli ottadini, i ro-
ditore. Il santo appellò al Papa, mani la compresero nella provincia
che annullò questa sentenza. Angl. di Valentia. Neil' eltarchia si for-
tom. I. mò un regno di Northumbria, che
Il quarto nel 1 76 fu presiedu- perdendo poscia la sua esteusione,
1

to dal cardinal Giovanni Ugo le- ebbe dei conti sino alquanto dopo
gato: vi venne separata la chiesa la conquista. Nel 680 vi si celebrò
di da quella d'Inghilterra.
Scozia un concilio. Angl. t. I. Nel 11 36
Mansi, Sappi, t. II, p. 673. a' 29 marzo vi fu tenuto un altro
Il quinto nel 11 77 sulla disci- concilio, in cui si elesse 1' arcidia-
plina e sulla giurisdizione ecclesia- cono Roberto per occupare la se-
stica. Angl. t. I. de di Excester, vacante per la mor-
Il sesto nel I265, in cui il car- te di Guglieìmo Varelvast, e vi si
dinal Ottone Fiesco legato, scomu- nominarono inoltre due abbadesse.
nicò tutti vescovi e chierici che
i Diz. dei concila. Per le attuali
aveano aiutato o favorito Simone notizie ecclesiastiche, Vedi il voi.
di Monfort contro il re. Diz. dei XXX, p. i63 del Dizionario.
concila. NORVEGIA, Noriniannia. Con-
NORTHAUSEN o NORDHAU- trada d'Europa con titolo di re-
SEN, Northusìa. Città degli stati gno, formante ora la parte occi-
prussiani in Sassonia, capoluogo di dentale della monarchia svedese, o
circolo, sulla Zorge, cinta da mu- della penisola della Scandinava fra
ra fiancheggiate di torri. Vi sono 57° 38', e 71° io' di latitudine
molte chiese luterane, una cappel- nord, e fra 2" e 29" di longitudi-
la cattolica e diversi ospizi. Sog- ne est. I suoi limiti sono l'Oceano
giacque a sei incendi. Era sotto la Ghiacciale artico, l'Atlantico e il

protezione dell'elettore di Sassonia, mare del Nord, lo stretto Skager-


fu ceduta alla Prussia nel i8o3, rack che la divide dal Jutland, la
poi unita al regno di Westfalia, Svezia e la Russia. Le coste sono
e dì nuovo passò poscia sotto il generalmente scoscese e spezzate da
NOR NOI! n3
molti sibncUimenli profondissimi. In- poeti del paese si servono ancora
numerevoli isole cingono le coste. della danese. 1 laponi vivono da
La Norvegia è ovunque coperta di nomadi nelle contrade settentriona-
montagne con moltissimi laghi, e li, malgrado le cure per civilizzare

si repula il paese più montuoso del i fanciulli nel collegio di Nidrosia.


mondo. L'aspetto di questa contra- Sulla costa settentrionale vi sono
da è grande e maestoso, ma di ra- moltissimi coloni stranieri chiamati
do ameno, essendo le sue alte mon- fìnnesi, onde da loro la Laponia
tagne nelle sommità coperte di ne- norvegiana prese il nome di Fin-
vi perpetue e di ghiacciaie, li cli- mark ; per le abitudini somigliano
ma è in ragione della latitudine^ agli abitanti della Finlandia. La
e non vi due stagioni,
sono che pretesa religione riformata luterana
l'estate e l'inverno^ il primo cor- domina in Norvegia, ove ha cin-
tissimo e assai caldo. Ha immense que vescovati e quarantotto prevo-
foreste , fonti di ricchezze, buoni stati;un gran numero di laponi
pascoli, il selvoggiume vi abbonda, non professa il cristianesimo che
così pesce ; ed è feconda di mine-
il in apparenza. La Norvegia forma
rali, con miniere d'oro, d* argento un regno particolare, indivisibile ed
assai ricca, di ferro numerose, di ereditario, soggetto al re di Svezia
rame, di piombo, di sale e di pietre [Fedi). 11 governo è una monar-
diverse. Gli scavi e la fusione dei chia limitata; il re vi esercita il

metalli sono la principale industria potere esecutivo ; lo sforihing o


del paese, fabbriche di vetro, d'armi dieta fa le leggi, vota le imposte
ed altre. La navigazione e la pesca e fissa la iomma della lista civile.
sono le altre sue risorse, avendo Quest'assemblea apre d'ordinario
un gran numero di buoni porti. I le sue sessioni ogni tre anni a Cri-
norvegiani sono d'origine germano- stiania il primo giorno non feriato
celtica, vigorosi »? longevi. La loro di febbraio ; il re può convocarla
lìngua è un dialetto dell'antico lin- per circostanze straordinarie, e an-
guaggio scandinavo, partecipando che assegnar altro luogo per le sue
delle lingue svedese, danese e te- sessioni. che d'ordinario tie-
Il re,
desca, ma piti di esse sonora , e- ne in Isvezia sua corte, è rap-
la
nergica e maschia. Il loro vestire presentato in Norvegia' da un luo-
e la forma di loro abitazioni han- gotenente che risiede in Cristiania,
no molta somiglianza con qualche assistito da un consiglio di stato,
cantone della Svizzera. Amano assai due membri del quale restano sem-
i teatri, i quali trovano in tutte
si pre presso il re ; gii altri sono in-
le città. L'educazione e l'istruzione caricati dell'amministrazione del re-
si coltiva. Crisùaiiia [Fedi), capi- gno, divisa in sette dipartimenti, che
tale del regno, possiede un' univer- sono quelli della giustizia, della guer-
sità ed altri stabili nienti; Dron- ra, della marina, degli affari eccle-
theim o Nidrosìa [Vedi) ha l'acca- siastici e istruzione pubblica, della
demia reale delle scienze che pub- polizia, dell'interno, e delle finanze,
blica memorie sulle antichità e l' i- commercio e dogane. Evvi un tri-
storia naturale del Nord. Però la bunale supremo che giudica in ul-
lingua norvegiana può dirsi senza timo appello tutti gli affari civili
letteratura, mentj-e gli scrittori e i e criminali^ vi sono anche de' tri-
VOL XL\T

fc
'ii4 NOR NOR
bunali in ciascuna diocesi, i cui giu- scario monaco di Gorbia,
(Fedi),
dizi possono essere appellati all'alta che l'annunziò pure agli svedesi e
corte, e delle corti di giustizia in- danesi, per cui il Papa Gregorio
feriori in ciascun baliaggio. Ancor IV lo fece legalo della santa Sede
quando i norvegi erano retti dalla e arcivescovo d'Amburgo, che di-
Danimarca, fino dal regno di Cri- strutta dai normanni, s. Nicolò I
stierno V, goderono d' un separato l'uni a quella di Brema (Fedi), che
codice di leggi compilato da Grief- commise al santo: dipoi il vescovo
felfeld, ne mai i suoi contadini sog- di Brema esercitò la giurisdizione
giacquero al giogo servile, come lo sui vescovi del nord, finche Upsa-
sono presso i danesi ed i russi. La la, Lunden , e Nidrosia o Dron-
Norvegia è divisa attualmente in theira non furono esaltate al gra-
cinque Hist o diocesi, cioè Agger- do arcivescovile. In seguito nor- i

huus, Christiansand, Bergen^ Dron- vegi ricaddero nell'idolatria, a fron-


theii^ e Finmark. La sua popola- te dei missionari speditivi da s. An-
zione è di circa un milione e tre- scario, il quale pel suo zelo vi fece

centomila abitanti. ritorno, e potè fondarvi alcune chie-


La Norvegia sembra essere stala se. Il re Araldo
abdicò nel 98 r, I

disegnata dai romani sotto il nome e mori nel 934:


successe Eri- gli

di Nericos ; essi vi conoscevano va- co Blodoexo deposto nel 936, che


gamente la popolazione dei Sitoniy terminò i suoi giorni nel 954. Nel
che fece in progresso sì grandi stra- 936 divenne re Aquino I, nel 963
gi neir Europa meridionale, sotto il Araldo lì, nel 978 Aquino II. Nel
nome di Normanni [Vedi), o uomini 995 sali al trono Olao l, sotto il

del nord. Anche i Goti o Ostrogoti quale i norvegiani definitivamente


(^erf/) uscirono dalle regioni scandi- abbracciarono il cristianesimo, e veiì'
nave, ed è noto furto tremendo che ne istituita la sede vescovile di Ni-
ne provò lo stesso romano impero, drosia. Nell'anno 1000 gli successe
e l'estese conquiste che fecero. Que- Svenone re di Danimarca (Fedi);
sto paese fu per molto tempo diviso ma s. Olao II (Fedi), liberò il suo
fra molte piccole monarchie, che tut- paese dagli svedesi, e divenuto re nel
te riunite poi furono in un sol re- ioi4, con sommo zelo procurò l'e-

gno da Harald o Haarfager o A- stirpazione dell'idolatria e la pro-


raldo 1 del 900, chiamato pure Foe- pagazione della fede. Ribellatisi i

ger verso il 910; per tal ragione pagani, lo deposero nel 1028, e vo-
molti principi spogliati dei propri lendo ricuperare il regno patì il

slati emigrarono, e Ganga Hrolf o martirio nel io3o, come afferma il

RoUone, uno di essi, sbarcato sulle Butler , Fite de' santi.' Noteremo
coste di Francia conquistò ed ot- che il re regnante di Norvegia e
tenne poscia il possesso della Nor- di Svezia nell' istituire l'ordine ca-
mandia [Fedi), abbracciando co'suoi valleresco di s. Olao (Fedi), dichia-
il cristianesimo. Indi i normanni rò ciò aver fatto in memoria di s.
s'impadronirono de' regni di Napoli Olao I, nato nel 9^3, morto nel
e di Sicilia, e diverse volte i re di 1009, p6''ct*^ introdusse il cristia-

Norvegia tentarono d' impossessarsi nesimo e liberò la Norvegia dalla


dell'Inghilterra. In Norvegia il pri- dominazione straniera. Vi è dunque
mo che ^i predicò la fede fu s. An^ discrepanza di date e di numero
,

NOR NOR 115


cronologico.Canuto IT il Grande re gno VI, nel 11 85 Suerrero o Sue-
di Danimarca fece viceré di Nor- ro che pervenne alla corona nella
vegia il proprio figlio Svenone II. discordia e guerra civile che da più.
Magno I figlio del santo re, ch'era anni lacerava la Norvegia, e per
in Russia, fu richiamato nel io35, ben due secoli assicurò lo scettro
e messo sul trono. Nel io47 '"^o* alla sua dinastia. Alcuni lo dissero
raincib suo regno Araldo III, gio«
il figlio di Sigur Araldo, e perciò del-
vane e feroce guerriero, che agognò la famiglia reale, e ordinato contro
sempre conquisti ; nemico de'cristia- sua voglia sacerdote. Potente nella
ni, non risparmiò chiese, reliquie e spada e nella parola, per la morte
benefizi. Irritato dalle ammonizioni di Magno Vi avvenuta alla batta-
di Adalberto vescovo di Brema, glia di Forteita , ne occupò il so-
arcivescovo di Amburgo e vicario glio. Venuto a rottura cogli arci-
della santa Sede, ne cacciò via i vescovi di Nidrosia e di Lunden
legati, per cui il Papa Alessandro essi Papa Celestino III,
ricorsero al
II scrisse un breve al re acciò gli che inviò in Norvegia un cardinal
prestasse obbedienza ed omaggio, per legato. Questo trovando riprove-
la giurisdizione suprema ecclesiasti- vole la condotta del re, ricusò co-
ca che avea sulla Norvegia. Nel 1066 ronarlo e venne licenziato, mandan-
ascese al trono Magno II che sot- do Suero due ambasciatori a Roma^
tomise le Ebridi e le Orcadi, iso- ma fu scomunicato. Da allora in
perdute pò-
le dell'oceano Atlantico, poi il re conferì vescovati a piacer
scia dalla Norvegia nel secolo XIII. suo, cambiò certe parrocchie in cap-
Nel 1069 divenne re Olao III, sot- pelle reali, dispose de* beni eccle-
to del quale il Pontefice Urbano siastici e li dispensò a piacimento.
li sottrasse Land [Vedi) e la Da- Ad onta delle censure da cui era
nimarca dalla giurisdizione ecclesia- allacciato, alcuni vescovi si portaro-
stica d'Amburgo, e la fece metro- no alla sua corte, celebrarono i

poli della Svezia e Norvegia, non divini misteri e lo coronarono in


che primate della Scandinavia. In- Berghen, antica capitale del regno,
di furono re. Magno III del 1098, nel II 94' ^^^^ si mise a falsifica-

Olao IV iio3, Eysten I del


del re le bolle pontificie, a incendiar
II 16, Sigur del 1122, Magno IV le chiese, a perseguitare i sacerdoti,
del ii3o. Araldo IV del 11 35; onde ogni istituzione ecclesiastica aii- ,

quindi insorsero tre re, Ingo I dal dò perduta in Norvegia, e la disci-


li 36 al 1161, Sigur II dal 11 36 plina della Chiesa videsi distrutta
al II 55, Eysten II dal 114*2 al e senza vigore. Il vescovo Nicolò
1 1 57, oltre Magno V del i \^i. Ver- fratellodel re Ingo I suscitò con-
so questo tempo il Papa Eugenio tro Suero un giovane danese, che
III spedi il cardinal Nicolò Brack- spacciò per figlio di Magno VI e che
speare inglese, legato apostolico nel riportò alcune vittorie. Nel 1
1
9S
nord e in Norvegia per confermar eletto Innocenzo III, il re mandò a
nella fede i norvegi , ed elevare lui un'ambasceria, ma il Papa co-
ad arcivescovato Nidrosia , allora noscendo le sue infami azioni, impose
capitale del regno. all'arcivescovo espulso di esortare il

Nel ii6r fiorì il re Aquino III, popolo norvegio più obbe- a non
nel 1162 Sigur III, nel 11 63 Ma- dire all'usurpatore e a minacciarlo
ii<5 NOR NOR
d'interdetto, come pure a minacciar d'Ingo II rigettarono
tal proposi/io-
di scomunica il vescovo di Berglien ne, e venuto ciò in cognizione d'In-
suo sufìfraganeo, se non recavasi in nocenzo III nulla volle intrapren-
Roma a giustificarsi. Il re di Dani- dere prima delle positive informa-
marca e quello di Svezia cognato di zioni dell'arcivescovo di Nidrosia.
Suero, furono invitati a difendere la Ad Ingo n nel 12 [7 successe
Chiesa ed i suoi pastori , e abbat- Aquino V
o Accone o Hakon VI,
tere l'empio principe, prendendo sotto del quale più volte fu spedito
Innocenzo III anco provvidenze sul- legato in Norvegia il cardinal Gu-
le cose ecclesiastiche di Danimarca glielmo, che ridusse all' obbedienza
e d'Islanda. Nel 1202 mori Suero, d'Innocenzo IV e della santa Sede,
raccomandando al suo figlio e suc- e solennemente coronò il re, aven-
cessore Aquino IV o Accone o dogli il Papa tolto con un breve il

Hakon di pacificarsi coi vescovi esi- difetto di nascita illegittima: alcu-


liati, ciò ch'eseguì, ed Enrico arci- ni chiamarono Aquino V anche col
vescovo di Nidrosia levò la scomu- nome di Gioacchino.
Nel 1261 a luì
nica. Se ne offese Innocenzo HI, per- si diede volontariamente l'Islanda,

chè scomunica era stala pronun-


la che reggevasi in repubblica, grande
ziata dal Papa, rimproverò il pre- isola quasi interamente compresa
lato, obbligandolo ad assolvere dalle nell'Atlantico settentrionale, che al-
censure, sotto condizione che alcuni cuni geografi considerarono appar-
sarebbero andati in Roma a doman- tenere a\V America (redi): un tem-
dar perdono in nome di tutti. La po vi fiorirono le scienze, e nel
guerra civile per la morte di Sue- 1397 venne riunita alla Danimar-
ro si riaccese, nel 1 204 occupò per ca. Successivamente regnarono nel
un anno il trono Gottorm , ed i nel 1263 Magno VII, nel 1280 E-
suoi stessi aderenti nel i2o5 fecero rico, nel 1299 Aquino VI, nel i3i9

re il nipote Ingo II, mentre un'al- Magno Vili che abdicò nel i35o
tra fazione affezionata all'antica di- e morì nel i374. Aquino VH o
nastia elesse il giovane Filippo, di- Hakon Vili salì al trono nel i35o
scendente dagli antichi re cattolici e morì nel i38o; gli successe sino
Magno IV ed Ingo I, corona che al 1 387 Olao V, ma l' ambiziosa
meritava anco per le sue qualità Margherita vedova del precedente,
personali. Le due parti dierono di e figlia di Valdemaro IV re di Da-
piglio alle armi e guastarono il nimarca, avendo ottenuto che dopo
paese, finche l'arcivescovo di Nidro- la sua morte il principe cui la sua

sia o Drontheim ed il vescovo di nascita chiamava al trono dovesse


Abo si frapposero, salvo l'approva* abdicare in suo favore , nel 1 388
zione della santa Sede, ai due pre- divenne regina di Danimarca, Nor-
tendenti che conservarono entrambi vegia e Svezia, ed una tal riunio-
il titolo di re , regnando ognuno ne della Norvegia alla Danimarca
sopra una parte delia Norvegia. Si venne confermata nel 1397 dal trat-
eonchiuse poi fra essi un abbocca- tato di Colmar nel quale ebbero
,

mento, ma Filippo tradito si volle termine le ostilità tra tre regni del i

obbligare alla rinunzia, quando egli nord. D'allora in poi la Norvegia


piotestò rimettersi al Papa la de- seguì i Danimarca. Al-
destini della
cisione d» loro ragioni. Gli aderenti la regina nel 14^2 successe Enrico

I
NOR NOR 117
IX re di Danimarca e Svezia. Al chiese. Nel i658 cominciarono gU
tempo del grande scisma incomin- svedesi a rivolgere le loro mire sulla
ciato nel 1 378 e terminato nel 14*7» Norvegia per farne il conquisto, ma
la Norvegia segui contro il legitti- le truppe di Carlo X
piegarono sem-
mo Urbano VI e successori, l'an- pre sotto Fredericshall, ed il bravo
tipapa Clemente VII e gli altri Normann seppe nel 1660 liberar
pseudo pontefici. Noteremo che fra quella piazza e resistere a tre as-
gli stati che spontaneamente si fecero salti. Ben pili serie aggressioni ef-

in epoche diverse tributari della fettuò sulle contrade norvegie nel


santa Sede, il Gretsero, De munifl- 1716 il fulmine di guerra Carlo XII
centia principiimj vi annovera la re di Svezia, ma rinnovati si videro
Norvegia. Quantunque la indipen- i prodigi di valore de' norvegi, e
denza del regno pel trattalo di Col- Colbiornsen si ricopri di gloria, on-
mar lesse riconosciuta, però la Nor- de Carlo XII dolente rientrò nella
vegia venne governala come una Scania pei rovesci sofferti. Tutta-
provincia, ma i governatori della Da- volta vi ritornò nel 17 18, ma la-
nimarca, onde conciliarsi in qualche sciò la vita sotto le mura di Fre-
modo raffezione degli abitanti, por- dericshall, ritornando la Norvegia
tarono sempre come titolo distinti- in pace e tranquillità.
To quello di re di Norvegia, ed in Nel 1812, all'epoca della guerra
tutti i trattati diplomatici fecero con- tra la Francia e la Russia, l'Inghil-
siderare questo reame come indi- terra volendo assicurarsi la neutra-
pendente dalla Danimarca. La Nor- lità o l'alleanza della Svezia, e la
vegia godette cosi per quattro se- Russia non essendo determinata a
coli de' vantaggi commerciali che restituire la Finlandia, che avea tolta
ad essa assicurava la moderata e a quest'ultima potenza, fu conve-
pacifica politica de' suoi sovrani. Ni- nuto fra queste tre corti che la Sve-
colò V
nel i45i spedi Bartolomeo zia sarebbe indennizzata della Fin-
vescovo Coronense, in nunzio apo- landia colla Norvegia, ed in conse-
stolico ne' regni di Svezia, Danimar- guenza di ciò, dopo la ritirata di
ca e Norvegia, invitandoli a soccor- Napoleone e de' francesi dall'AIema-
rere i principi cristiani che facevano gna, il principe reale di Svezia, poi
guerra ai turchi dopo la presa di re Carlo XIV Giovanni Bernardotte,
Costantinopoli. Non meritano cre- diresse un corpo numeroso di sve-
denza quelli che scrissero aver In- desi contro l'Holslein, e forzò il re
nocenzo Vili concesso ai norvegi di Danimarca Cristiano Federico VI
consacrare il calice senza vino, nella a firmare il i4 gennaio i8i4 il
supposizione che questo non potesse trattato di Riel, pel quale cede la
conservarsi per l'estremo freddo. Re- Norvegia in cambio della Pomera-
gnando Federico I e Crislierno III nia svedese e dell'isola di Rugen.
re di Norvegia e Danimarca, fu abro- ) norvegi indignati di questo cam-

gata la cattolica religione e infeli- bio, che non volevano riconoscere^


cemente introdotta la prelesa rifor- proclamarono l'indipendenza del lo-
ma di Lutero, compiendo così l'o- ro paese, ed elessero a loro sovrano
pera incominciata dal crudele Cri- Cristiano Federico principe eredita-
slierno II, allo scopo principalmente, rio di Danimarca , allora governa-
come altrove, di usurpare i beni delle tore della Norvegia, ed armati, ri-

I
ii8 NOR NOR
solsero di sostenere colla forza i loro tribuilo ai sassoni, con bel ponte dì
sacri diritti; ma convenne cedere un solo arco, il più grande e per-
alle armi riunite della Svezia e del- fetto del regno. Meritano menzione
l' Inghillerra ed il giorno 20 ot-
, il palazzo comunale, la cattedrale
tobre 18 14 il nuovo re rimise la bella e vasta, rimarchevole per la
sua corona fra le mani della dieta, facciata, sua nave e torre; la sala
che decise che la Norvegia sarebbe delle assemblee della contea, il tea-
governala dallo stesso re di Svezia, tro, il grande ospedale e la sala di

ma sempre come uno stato separato s. Andrea. L'episcopio edificato nel


ed indipendente, li primo re di i3i8 soggiacque a molti cangia-
Svezia e Norvegia fu Carlo XIII, e menti. Rinchiude moltissime altre
la nazione degli antichi normanni chiese ; primeggiando quella di s.
seguì le sorti svedesi. Nella Norve- Pietro di Mancroft, ed fiammin- i

gia si trovano cattolici e special- ghi cattolici ve ne fondarono una


mente in Cristiania sua capitale. La cattolica. Numerosi sono i stabili-
congregazione di propaganda fide menti di beneficenza, d'istruzione
vi mandò de' missionari fino dalla e scientifici, non che di stoffe in-
sua prima istituzione, si trattò di trodottevi dai fiamminghi nel se-
fondarvi una missione e di spedir- colo XVI. È patria di diversi uo-
vi un vescovo. I rigori della pro- mini illustri, come di Samuele Clark,
scrizione della religione cattolica da di Wiston, di Bergames, di Vander-
questo regno l'impedirono. Nel voi. does, ec. Norwich è antichissima ,

II, p. i3f degli Annali delle scien» credendosi da alcuni fondata dai
ze religiose^ seconda serie, si leggo- sassoni sulle rovine di F'entu Ice-
no comprovanti la tendenza
notizie norunij e da altri a poca distanza
del governo allo stabilimento della da essa. Al tempo degli anglosas-
tolleranza religiosa in Norvegia ed soni era la capitale degl'inglesi o-
in Svezia. Per la storia di Norve- rientali. Un tempo il mare del Nord
gia si possono leggere Giona, Ramo, ivi essendo, più alto, vi approdavano
Sturico, Torfeo, Bleskenio, Torloc- le navi. Incendiata da Svenone re
ci, Arngrimo, Liscandro, Gebhard, de' danesi , indi restaurata , fu ob-
Storia di JSorvegia. Munster, Storia bligata per fame alla resa da Gu-
della chiesa di Danimarca e di Nor- glielmo il Conquistatore. La .
ribel-
vegia. Si può consultare: Deliciae lione suscitatavi Kett sotto E-
da
sive amoenitates regnoruni Dani- doardo VI cagionò la rovina della
ntarcae, JVorveglae, Slesiae, Halsa- città, che potè riaversi nel regno
tiae , omniumque ad ea pertinen- d'Elisabetta, avendo in altre epoche
liwn regionunij Lugd. Bat. 17 16. sofferto per peste, carestia e incendi.
NORWICH, Norvicuni, Nordo- Guglielmo Erberto Losinga d'Ox-
vìcum. Città vescovile d' Inghilterra, Feca mp
ford, priore dell'abbazia di
capoluogo della contea di Norfolk, in Normandia, chiamato in Inghil-
residenza d'un vescovo ora anglicano terra da Guglielmo II, avendo in
suffraganeo di Cantorbery, a 35 le- pensiero di fondare un vescovato a
ghe da Londra, sul Wensom na- Norwich, col consenso del Papa e
vigabile e sopra una collina. Fu già del re fabbricò a sue spese la cat-
cinta da muraglia con 4o torri, è tedrale in onore della ss. Trinità ^
difesa da un castello fortificato, at- ed egU medesimo nel 1087 ne (u
5 ,

KOS NOS 119


ilprimo vescovo, suffiaganeo di Can- passarono a Nancy sotto la prote-
torbery: egli edificò pure un rnona- zione del cardinal Carlo di Lorena,
slero per gli uomini, cinque chiese, che quale legato apostolico le con-
e morì nel li 19. Gli successe E- fermò nel i6o3. Paolo nel 161 V
verardo arcidiacono di Salisburgo, eresse in monasteri le loro case, e
morto nel ii5o circa. Quanto agli nel 161 6 le pose sotto la regola di
altri vescovi sino a Giovanni Stop- s. Agostino. Avendo il b. Pietro
ton nominato dalla regina Maria compilate le costituzioni con appro-
nel 1 554 vedasi il t. I óeWJnglia
, vazione del vescovo di Toul , nel
sacra. Egli fu l'ultimo pastore cat- 1617, nella festa della Presentazio-
tolico a cagione dello scisma. ne, Alice con dodici religiose vesti-
rono l'abito e poi professarono. Il
Concila di Norwich. loro principale oggetto è l'istruzio-
ne gratuita delle fanciulle, nella pie-
Il primo fu adunalo nel i 169 tà, ne' buoni costumi, nel leggere,
per separarsi di comunione dal ve- scrivere e nei lavori propri del ses-
scovo di Londra, che atlribuivasi i so. Il fondatore nel i636, prima di
diritti della chiesa di Cantorbery. morire, ebbe la consolazione di ve-
Mansi, Sappi, t. II, p. 575. der fiorire 82 case, che ne* primi
Il secondo nel i255 relativamen- del secolo passato giunsero a più di
te alle rendite delle chiese vacanti. cento. La congregazione delle reli-
Angl t. I. giose di Nótre Dame fondata nel
Il terzo nel 1272 sulla disciplina. 1610 in Bordeaux dalla ven. ma-
Ivi. dama vedova del mar-
di LestOnnac,
NOSTRA SIGNORA o Nòtre chese di Montférrand , a consiglio
Dame , Nuestra Senora , Nostra del pio cardinal de Sourdis, fiorisce
Donna, Domina Nostra. Nome col al modo detto ne* voi. XVII, p. 38,
quale gl'italiani, i francesi, gli spa- e XXX, p. I IO e 1 1 1 del Diziona-
glinoli ed altre nazioni chiamano rio. Gregorio XVI nel 184^ donò
per eccellenza la Beata Vergine Ma- a queste monache il corpo di s. Ur-
ria madre di Dio , sotto al quale sia vergine e martire, nel 1826 tro-
titolo e invocazione sono dedicate vato nelle catacombe di s. Calisto
chiese e congregazioni religiose. V. di Roma. Per la congregazione di
Dama, Donna, Madonna. Tra le con- religiose di Nostra Signora della
gregazioni, qui ne ricorderemo tre. Carità, V. Carità della Madonna.
Il b. Pietro Fourrier y come indi- NOSTRO SIGNORE, Dominus
cammo nel voi. VII, p. 279 del Noster. Nome e titolo che per ec-
Dizionario^ canonico regolare, nel- cellenza si dà a Gesù Cristo re dei
Tanno 1597 con Alice le Clerc di re e signore de* signori. Nelle lette-
Miremont, istituì la congregazio- re, ne' memoriali diretti al Papa
ne Nostra Signora, in Poussey
di o parlandosi di lui, da tutto il mon-
parrocchia di Mathaincourt nella do cattolico, dai sovrani, e princi-
Lorena, con regola approvata dal palmente dai sudditi de' suoi do-
vescovo di Toul. Nel iSgS la con- minii temporali ,
gli si dà questo
tessa d^Aspremont comprò una casa titolo di Nostro Signore. V. Nome
in Mathaincourt, e quivi nel 160 i dr' Papi , ed il Parisi, Istruzioni t,

le religiose furono trasferite, poscia III, p. 61, Diversi sudditi chiama-


.

170 NOT NOT


no Nòstro Signore il loro sovrano notari, che i greci chiamarono ta-^

f^.Signore e Dominus. 11 Sarnelli, chì^rafi , scrittori veloci , dicendoi


Leu. eccl. t. V, le». 4? Perchè le - Tdchigrafia la professione di scri-
peVsone costituite dicono Noi e par- vere con molta celerità. Da que-Jle
lano in plurale. Nostro, prooorae etimologie si allontana il Baronio,
possessivo, che vale di noi. Talora, e volendo che i notai ancora detti fos-
specialmente quando parlano o scri- sero dal notìficare che facevano al-
vono gran pei'sonaggi, si usa Noi^
i cuna cosa. Si chiamò note tironia-
per lo stesso che io, costumato pul- ne quella scrittura notarile, con cui
ciai latini. Il Parisi nel t. II, p. 187, la penna nello scrivere corre con
e t. IH, p. 4) 63 6 ii4) spiega il maggior rapidità, che non la lingua
Noi^ il nostro^ per io, mioy e con chi nel pronunziare il discorso. Forse
sì parlando di se solo. Osserva il
usi furono dette Tironiane da Tirone
Sarnelli che quel Noi e quel par- liberto di Cicerone peritissimo ii^

lare in plurale denoti che il prin- quest'arte, ed il Carpentier pubbli-


cipe o superiore ordini e comandi, cò Alphabetuni Tyronianwn. Altri
non senza però aver prima consul- attribuirono l'invenzione di queste
tata la cosa co' suoi consiglieri. Quan- note ad Aquila, liberto di Mecena-
to agli scrittori che usano il iVb/, te. Consistono le dette note in si-

aggiunge^ forse poter denotare tan- i gle, in cifre, in lettere legate o con-
ti autori che studiano, seguitano e giunte, o composte, o inclinate, o
adducono in testimonio, ovvero il rovesciate, o poste al contrario, a
loro opinamento risultato de* loro tronche, o dimezzate: vi si adoperano
particolari studi e cognizioni. pure monogrammi o altre abbre-
NOTARO o NOTAIO, Scriba, viature, alcune note sono in carat-
Tahellìoy Notarius. Quegli che scri- tere corsivo, altre in maiuscolo. Ri-
ve e nota le cose e gli atti pub- monta questa scrittura alla più alta
hlici. Ne' secoli antichi officio e antichità , essendo stata adoperata
dignità della Chiesa romana , il dagli ebrei, dai greci e dai roma-
collegio de' quali era chiamato Scho- ni ; ai greci però
vanto di si dà il

la noiariorum. Erano di due sor- averla perfezionata. Facevasi uso di


ta, ordinari e regionari, i quali queste note per iscrivere i discorsi
erano promossi a questi gradi in che recitavansi in pubblico, e le ar-
riguardo de* loro meriti e servi- ringhe pronunziate nel foro ; servi-
gi prestati alla Chiesa romana, dei vano anche pei testamenti e per
cui patrimoni avevano cura cosi : le interlocuzioni ne' giudizi e negli
il Macri, Notizia de' vocab. eccl. atti giudiziali, il quale ufficio ai no-
Anticamente chiama vansi note quel- tari spettava. Era poi loro incuni-
le abbreviature quei nessi d* una
,
henza il ridurre le medesime note
con 1* altra lettera e que' segni o , o minute, a scrittura comune. Dal-
cifre determinali a significare alcu- l'uso civile passarono queste note,
ne parole. Poiché servivano le note all'ecclesiastico, e s. Cipriano al prin-
per iscrivere con grandissima cele- cipio del IH secolo ne aggiunse al-
rità quanto alcuno dettava, o an- cune, che in particojar modo appar-
cora velocemente recitava. Dall'uso tenere potevano ai cristiani. Ne fu
di queste note venne a coloro che conjosciuto per maestro nel IV se-
le Msavano p^llo scrivere il nome d,i colo s. Cassiano martire, e tale arU
,

NOT NOT lai


esercitarono pure Genesìo d' Ar-
s. principe , come la salute e fidu-
les e s. Epifanio vescovo di Pavia, cia de' sudditi, coi più alti enco-
e tutti quegli altri santi e perso- mi raccolse tutti gli onorevoli epir
naggi riportati dal Piazza neh' Eu- teti cui furono chiamati , come di
scvologio romano, tratt. XI, cap. I, custodi delle pubbliche e private
del collegio ovvero università de'no- azioni degli uomini, ministri e de-
lari. Gli atti de'concilii ed i ser- positari della fede pubblica, mante-
luoni de' vescovi furono spesso rnc- nitori delle fjicoltà altrui, sì del ric-

colti con note tironiane, non sem- co come del povero e del pupillo,
pre però colle medesime si colpi sentinelle vigilanti dei pubblici alfari
nel segno, e nel secolo X essendo e testimoni irrefragabili del tempo.
state abbandonate, ne appena se Egli dice che furono appellali no-
trova vestigio nel secolo seguen- tari,perchè notano ne' registri fe-
te Ci studiarono Tritemio , Gru-
. delmente pubblici affari ; tabellio-
i

tero, Mabillon, Carpentier ed altri. ni o (ahellionari, perchè anticamen-


Dalla suddetta arte compendiosa di te costumava scrivere in tavole
si

scrivere deiivo la stenografia o scri- di legno;


scrinari ed archwiari
vere in ristretto e nel tempo che perchè conservavano le scritture ec-
uno parla, con caratteri convenzio- clesiastiche con gelosia, negli scrigni
nali o con segni abbreviatori, chia- o archivi, facendo pubblici istro-
mata ancora brachigrafia, crittogra- menti librari, perchè loro offizio è
;

fia e tachigrafia. Si pratica oggi in di bilanciare e scandagliare i negozi


Inghilterra, in Francia, in Italia e ed interessi che passano per le iorp
in altri luoghi. Probabilmente si mani ; di scribi, e forse questo fu il
crede nata la stenografìa in Italia più antico, per l'esercizio continua-
nel secolo XV, quando nella filoso- to di scrivere ; di cancellieri, per-
fìa e teologia scolastiche se ne scri- chè i luoghi di loro residenza, per
vevano le lezioni con una quantità maggior sicurezza e custodia degli
grandissima di abbreviature, costu- alti e scritture, erano circondati da

me che poi s'introdusse in Germa- cancelli ; di attuari ^ perchè registra-


uia. La stenografia pei dibattimenti no tutti gli atti delle cause; e di

dellecamere e tribunali di Parigi segretari, perchè custodiscono secre-


e Londra si perfezionò, dovendosi tamente le disposizioni non pubbli-
pubblicare i discorsi degli oratori, cate.Parlando il medesimo Piazza
appena pronunziati , ne' pubblici delle funzioni e facoltà proprie dei
giornali. Adottato questo metodo in notari, dice che ad essi apparten-
più luoghi d'Italia , l'arte fu ridot- gono le stipulazioni de' contralti di
ta a regolare insegnamento, anche vendite e coaiprite, di donazioni e
da vari professori italiani, le opere rinunzie, di patti, ratifiche, appel-
de'quali sono notate dal eh. Ptam- lazioni, denunzie, testamenti, legati,
belli, lett. XXX, Stenografia, uelle codicilli, fidecomissi, doti, sposalizi,
sue Lettere intorno all'invenzione e processi, citazioni, intimazioni, cau-
scoperte italiane. zioni ed ogni altro istromenlo dei
licitato Piazza, parlando dell'ori- pubblici e privati interessi , dove
gine de'notari e del loro grave mi- v'intervenga l'autorità del principe
nistero, in cui è appoggiata la mae- e il vigor delle leggi. Molte sono le
stà delle leggi, della giustizia e d.^ì ceriiupuie e solennità che si ricei;.-
latà NOT NOT
cnno nella slipulazior^e degli alli Tano e dichiaravano i notati col
legali, cioè l'invocazione del nome calamaio e colla penna, come gli

di Dio, l'anno, il mese, il giorno, antichi scrinari pontificii che ve-


l'indizione, il nome del Papa e an- nivano dal Papa investiti per peri'
no suo pontificato, o dell' im-
del nani et calamariunt.
|»eralore, re, principe o repubblica; E opinione di molti che la prima
il luogo dove si roga l'istromento; volta che in Roma siasi fatto uso
i te>timoni necessari e presenti; il di notari, fu a tempo di Cicerone,

nome e il segno o sigillo del no- e pare che in origine il notariato


tare, della patria e di chi è figlio; non né consta che
fosse urtìzio legale,

particolarità tutte indispensabili e dai notari fossero sottoscritti od au-


importanti per la validità delle scrit- tenticati gì* ìstromenti : coloro che
ture, che a un tempo fanno spic- anticamente mettevano in iscritto

care la dignità ed eccellenza dell'of- i testamenti, i contratti e gli altri

flzio e ministero di notaro, in ogni atti pubblici chiamavansi conimeli-


epoca distinto e decorato di privi- tarienses, scrmarif, tabelliones, ta^
legio prerogative; laonde, come re- hiilarii, scribae. Di quali doli do-
sponsabili della fede pubblica, tutte vessero i notari essere forniti, rile-
le leggi richiedono da loro speciali vasi da una novella dell' imperato-
requisiti e idoneità per l' esercizio re Leone, nella quale esige in essi
del notariato, essendo con esso in- una probità sperimentata, e ben fon-
compatibili vari pubblici ministeri, data istruzione neh' arte di scrive-
severe essendo le pene contro i fal- re e di ragionare, come anche nel-
sificatori degli atti, e contro quelli lo studio delle leggi. Si conferiva
che indebitamente percepiscono esu- il notariato con formola riferita da
beranti emolumenti. Contro quelli Cassiodoro, Variar, ep. lib. 6. \

che abusarono in sì nobile ed im- sovrani de* secoli di mezzo con nuo-
portante ministero, in tutti i tempi vi titoli accrebbero i privilegi, gli

procederono le veglianti leggi, e tra onori e gli emolumenti de* notari:


i Papi, in modo particolare, Gre- i referendari, i cancellieri, i tribuni
gorio X, Giovanni XXI, Nicolò III, o conti de' notari, i protonotari, i

Paolo II, Paolo V, Innocenzo XII, i primiceri ed altri simili uftiziali

Benedetto XIV, I Papi e gl'impe- nominati spesso ne* documenti di


ratori abilitarono ad esercitare il que* tempi, altro non sono che no-
notariato in Inghilterra, Francia ed tari di un grado maggiore, più di-
altrove, ma furono aboliti successi- stinto e privilegiato degli altri del
vamente da loro slessi e dai rispet- loro ceto. Portarono spesso il tito-

tivi sovrani. Inoltre i Pontefici, gli lo di notaro anche i giudici del


imperatori ed altri principi concesse- sacro palazzo ed i messi reali e
ro privilegi di creare notari, che per imperiali, indizio chiaro del singo-
gli abusi che ne provennero, tra- iar concetto e della estimazione
lasciarono di più dispensarli ne go- : grande, a cui era asceso il nota-
derono tra gli altri i cardinali le- riato,che nei successivi secoli per-
gali, i vescovi assistenti al soglio, i de molto degli antichi suoi pregi.
conti palatini, i feudatari, i cava- Come il foro laico, cosi l'ecclesia-
lieri di alcuni ordini, come dello stico ancora ebbe ed ha suoi no- i

fiperon d'oro ed altri, e s'investi' tari, anticamente cavali dal corpo


NOT NOT 123
del clero. Avendo s. Clemente I come scritti nelle pubbliche tavole,
Papa del gS diviso Roma in sette e siccome essi tornavano a gloria
regioni ecclesiastiche, le assegnò ad de' cristiani, molti ne fece bruciare
altrettanti perchè ciascuno
notari, Diocleziano. Devesi anco sapere, che
nella sua tenesse conto degli alti quelli che notavano le cose dei
de* Marlin (Fedi); quindi essi fu- martiri extra cancelloSy erano chia-
rono detti notari regionari , e cia- mati notari semplicemente; quelli
scuno può ben comprendere di poi che le notavano inter canccl-
qual fedeltà e diligenza dovessero los,ab aneto uclo coram judicihus^
essere dotali, onde tramandare ai erano chiamati exceplores^ ovvero
posteri documenti sì interessanti e notari pubblici.
preziosi, ond' ebbero principio i Cessate le persecuzioni e perciò
Martirologi (P^edi). Riconoscendosi tolta a' notai regionari V occasione
pertanto così gelosa la materia che di registrare i venerandi atti dei
i notari aveano a trattare, s. Fa- martiri, s. Giulio I Pontefice del
biano Papa del 2 38, non volle ri- 336, emanò un costituto, con cui
posare totalmente su di essi, ben- dette loro nuove Or-
incurabenze.
ché sceglievansi uomini d* indubitata dinò adunque che niun chierico
integrità e reputazione; ma per as- trattasse di qualunque sorte di cau-
sicurarsi che tutte le particolarità se innanzi a'magislrati secolari, ma
eh' essi notavano, quelle fossero che le agitasse solo nel tribunale della
erano degne di memoria, e che ciò Chiesa, che le notizie o sieno de-
si eseguisse colla dovuta esattezza, creti emanati nella risoluzione di
destinò sette suddiaconi, assegnan- così fatte cause da rimanere au-
do a ciascuno di essi una regione, tentici a' posteri, da essi soli notai
acciocché soprintendessero e invi- si dovessero raccoglierej che il ro-
gilassero sui sette notari, che forse gito degli ecclesiastici monumenti
li notavano troppo compendiosa- dal primo degli stessi notai, cioè
mente. Questi notari erano indu- dal Pritnicero (Fedi) ^ si celebras-
bitatamente chierici, ma di un gra- se, e che
i chierici o fossero cau- .

do inferiore a quello de' suddiaco- zioni,o istromenti, o donazioni, o


ni, però probabilmente il notariato permute, o consegne, o testamenti,
formò il primo grado del chieri- o allegazioni, o manumessioni, ed
cato. Papa s. Damaso I del 36^^ in somma qualunque atto, dovesse
essendo ancor fanciullo, fu annove- farlo stipulare dai ministri della
rato Ira i notai e lettori della chie- Chiesa col mezzo dello scrinio san-
sa romana. Il Sarnelli, Lett. eccl. io, cioè di que' che aveano la cu-
t. YII, lett. procon-
53, degli alti stodia del sacro archivio della ro-
solari de' santi martiri, avverte che mana chiesa. Fedi Archivi della
essi erano scritti da notai gentili SANTA Sede, e Archivisti della chie-
avanti il giudice eh' esaminava i sa ROMANA. Questi scrigni o archii-
santi martiri e li condannava; e per- vi della sede apostolica erano il
ché nelle provincie questo giudizio fonie della ragione canonica, dal
spettava ai proconsoli, gli alti che quale in tutte le occasioni che si
si stendevano dai loro notai avanti davano, trae vasi ciò che bisognava
il proconsole dicevansi
atti procon- pel retto uso della fede e dell' ec'
solari. Questi atti erano verissimi, clesiastica disciplina. Alla custodia
.

ìli NOT NOT


di tali scrigni furono destinati i se per l'eccellenza del loro grado
notai regionari, ed altri ministri e per dislinguerli poi ne* tempi po-
che scrinari semplicemente si dis- steriori dal restante del comune dei
sero, il quale utlizio sebbene di- notari, s' incominciarono a denomi-
>tinto da quello de* notai, tuttavia nare Proloiiotari apostolici (f^edi)
ni medesimi notai non poteva dis- quei eh' erano di così antico e iU
convenire, perchè spettava pure agli lustre collegio, che sino al secolo
scrinari leggere e pubblicare al XV sedevano sopra i vescovi, ciò
popolo gli atti e le definizioni dei che loro tolse Pio II. Dell' inter-
coucilii che in Roma si celebrava- vento de* notari regionari alle pon-r
no. Una delle incumbenze de' no- tificie funzioni, trattiamo ove descri^
lai e degli scnnari era lo stendere viamo queste, come a PriinicevQ
e lo scrivere l' epistole decretali dei della santa Sede apostolica, primo
Papi, secondosuggerimento che il de* notari regionari, secondo dei
il

questi loro davano, ontle richiede- quali era il Secomlicero [Vedi).


vasi in essi dottrina e facilità di Anche le altre chiese, tanto del-
òcrivere egregiamente in latino l'oriente,quanto dell'occidente, eb-
Spesso trovansi i notai regionari bero loro notai, ed anche in nu»
i

scrittori di decretali o di altro gè- mero di sette gli ebbero diverse cit-
nere di monumenti, intitolati anche tà. Gli atti de'concilii erano per lo

scrinari della santa romana chiesa, più stesi da loro, ed essi pure in
fàcilmente quando il notaio era in- note ridncevano le omelie de'vesco-
sieme addetto al sacro scrigno. Nel vi, ai quali spesso servivano come
secolo XI questi notai incomincia* segretari ; e s. Gregorio I allorché
rono a denominarsi qualche volta era impedito recitarle, le faceva leg-
lion regionari, ma notai del sacro gere da un notaio. Quando i ve-
palazzo. Gli scrinari per parecchi se- scovi e gliabbati cominciarono ad
coli furono soggetti al collegio dei aver le loro curie civili e crimina-
uotai, poiché il Protoscrinarlo (Ve- li, vi deputarono i propri notai, ma
di) loro capo comparisce nell'SSa, laici, per gli affari ad essi spettan-
quando pel numero cresciuto degli ti, essendo agli ecclesiastici vietato
sorinari, si formò di loro un col- l'esercitare tale uffizio negli affari

iegio a parte. Dipoi fu istituita la civili e secolareschi. Giustiniano I

Cancelleria apostolica [Vedi)y che proibì il notariato agli ecclesiastici


ripete l' origine dalla primiera of- in genere, Carlo Magno vi com-
flcina palatina de' notai regionari, prese specialmente i preti, ed la-
JVe' monumenti antichi si trovano nocenzo HI l'estese ai diaconi e
i notai regionari adoperati ne* ser- suddiaconi. Conluttociò anche do-
vigi più importanti della chiesa ro- pò queste non pochi strumen«r
leggi
mana, e occupati in que'gravissimi ti si hanno da preti, da dia-
rogati
alfariche oggi disimpegnano pre- i coni, e persino da monaci e da
lati romana, con lega-
della curia canonici regolari, come dal cano-
zioni e con titolo di maestri, come nico archivista àe\V Ospedale di s.

si un documento d' Inno-


legge in Spirito, fino ai nostri giorni; pare
cenzo III non è dunque meravi-
; quindi assai probabile che tal di-
glia, osserva il Galletti, Del pruni- vieto abbia avuto di mira soltanto
cero ed altri uffiziali maggiori p. 7, gli atti speltauli ai laici, e cosli la
NOT NOT 125
trasgressione della legge ridotta sa- dei notari detti maestri che per 18
rehbesi a più pochi, dalla quale anni esercitano l'ufBzio di cancel-
trasgressione vanno eccettuati gli liere, f^. Uditori di rota.
autorizzati da altri principi e dai Sisto V colla costituzione Utlitium
Papi. Veggasi il Zaccaria, dissert. diuturnitati, de'29 dicembre i586j
IX, sopra i notai ecclesiastici. Il riformò il gran numero de'notari
Martinetti nel Codice de* doveri di Campidoglio, essendovene inabili
pag. 386 e seg. , eruditamente e negligenti che perdevano le scrit-
anche con notizie bibliografiche ture, e li ridusse a trenta, asse-
tratta dell'origine de'notari e loro gnandone quindici al primo col-
condizione antica, pubblici, crimi- laterale, e altrettanti al secondo:
nali, apostolici. I notari degli im- ne dichiarò gli uffizi vacabili per
peratori romani erano loro segre- scudi 5oo r uno, conferendoli egli
tari e insieme senatori. Negli statu- stesso. La seconda collazione l'asse*
ti di Roma si ordinava che nella gnò al datario, e le altre ai con-
morte di qualsivoglia notaio, il qua- servatori di Roma e priore de'ca-
le non lasciasse eredi della sua pro- porioni. Innocenzo Xll soppresse i

fessione, fossero portate le di lui notariati vacabili capitolini. Clemen-


scritture nella sacrestia della chie- te XI nominò un cardinal visitato-
sa di Araceli presso il Campidoglio, re per esaminare lutti gli archivi
dentro il termine di otto giorni, de'tribunali che par-
e notari, di
da computarsi a die scientiae. Ab- lai ad Archivi. Benedetto XIII con
biamo il libro intitolato: Raccolta moto-proprio de' 23 ottobre 1728^
esattissima di tutti i notari della unì l'uffizio de'maestri di giustizia
città di Roma dal tSo'j a tutto al collegio de'notari della curia ca-
Vanno 1785, ossia dell'erezione del pitolina, dopo aver terminato la vi-
collegio de' scrittori istituito da Giu- sita apostolica decretata da Clemen-
lio Ily Boma 1785. Il nome di te XI. Dipoi Clemente XIII abolì
questo Papa lo prese l'antica via gli uffizi notarili vacabili della ro-
rectaj poi Florida^ indi via magi- ta, erigendo il loro collegio ; e me-
stralis a motivo che quivi i nota- diante la costituzione Licei, de' 28
ri anticamente tenevano i loro of- dicembre 1761, soppresse i notaria-

fici , quando coli' opera di Bra- ti venali o vacabili del tribunale


mante la raddrizzò. All' articolo dell'uditore del Papa, e stabilì nuo-
Curia romana parlai de'notari del- vi metodi per l'esercizio del loro
l'arciconfraternita di s. Maria salu- Pio VII e Gregorio XVI
uffizio.

te degl'infeimi, e de'ss. Egidio, Ivo- emanarono utili provvidenze sui


ne e Ginnesio de' curiali e notari, notari ed archivi riportate nella ,

non che degli uflìci de'notari del- Raccolta delle leggi, in parte cita-
l'uditore della camera, da Innocen- te all'articolo Archivi, ove pur di-
zo XII trasportati da Banchi alla cemmo della giurisdizione che ha
curia Innocenziana. Il Bovio, La sui notari il prelato presidente de-
pietà trionfanle, discorre dei nota- gli archivi Chierico di camera (P'e-
ri delia cancelleria apostolica, cioè di): va però avvertito che il re-
del notaro delle contraddette, del gnante Pio IX, col moto proprio
lìotaro de' consensi, del notaro de del i." ottobre 1847, affidò alla cu-
consuetis, dei notari della rota, e ra e sorveglianza della magistratu-

k
,

126 NOT NOT


ra di Roma l'archivio e deposito tutta la copiosissima e rarissima col-
degli atti notarili o sia uibano lezione, e fattone per la sua preziosa
abolendo la corrisposta che alla ma- 4mportanza e per mio particolare uso
gistratura pagava il collegio de'no- un voluminoso repertorio, cos'i nel
tari detti già capitolini. Lo stesso voi. XX, p. 26 e seg. del Dizionario^
Papa col moto- proprio del 29 di- all'articolo Diario di Roma (Vedi)^
cembre, sul consiglio de'ministri, potei dare del mio repertorio un
dichiarò dipendere da quello del- piccolo estratto, sull'origine delle
l' interno gli archivi e notari dello Notizie di Roma annuali, successi-
stato pontifìcio. Dei notari degli al- vo incremento e variazioni, ed at-
tri tribunali romani, se ne parla ai tuale contenuto, con analoghe os-
loro articoli. Vedasi il Plettemberg, servazioni. Dell'origine poi delle
Nolitia congr. Notaiius^ove discor- gazzette o giornali, diari, fogli pub-
re de'notari di camera, dell'inqui- blici, ne parliamo agli articoli Dia-
sizione e di altri. Pio Vili e Gre- rio DIRoma, Notizie del giorno
gorio XVI dichiararono notari di DI Roma, Erudizione.
titolo, del Papa e della Sede aposto- NOTIZIE DEL GIORNO DI
lica, a forma della costituzione, Cuni ROMA. Foglio o gazzetta, o gior-
innumeri del 1 8 1 8 di Pio VII, con-
y i nale periodico .quasi ufficiale, che
clavisti de' due conclavi in cui fu- sino al gennaio 1848 si stampava
rono esaltati al pontificnto. Nel 1824 e pubblicava in Roma in lingua
si pubblicò in Roma: // notavo priii- italiana, il giovedì, e se questo fe-
cipianle ìsiruitOy edizione rinnovata stivo nel dì precedente. Ebbe prin-
sullo stato attuale della romana cipio nel pontificato di Pio VII ai

giurisprudenza y ivi. Gio. Battista 27 aprile 18 15, al modo detto a


Falconi nel i832 stampò: Tratta- Diario Roma, il quale cominciò
di

lo teorico-pratico ad uso denotai. sotto Clemente XI. Ivi si parlò


NOTIZIE DI ROMA ANNUALI. ancora di diversi giornali romani
Libro o effemeridi o almanacco uf- periodici, letterari ed artistici, e del-
ficiale, detto volgarmente Cracas l' origine delle gazzette o giornali,
dal cognome del suo primo compi- diari, e di queste Notizie del gior-
latore Luca Antonio, che pel pri- no di Roma. Nel medesimo artico-
mo le pubblicò in Roma coi tipi lo si dice com'ebbero esse origine, le
del fratello Gio. Francesco, onde la loro variazioni, sistema e cosa ordina-
stamperia ove s^imprime ancora ne riamente contenevano, precisamen-
porta il cognome. Esse incomincia- te nel voi. XX, p. 2 5 e seg. del

rono nel 7 6 sotto Clemente XI,


I 1 Dizionario. Essendo stati pubblica-
e nel 1725 Benedetto XIII ne con- ti ne! numero i3 delle Notizie del
cesse la privativa ai Cracas, si « del giorno 1822 dei cenni suH' origine
libro delle Notizie, seu Ephemerides, delle gazzette^ cioè a* 28 marzo,
come de' Diari di Roma^ o Diari quindi a' i4 aprile l'avv. Giuseppe
di avvisi in lingua italiana « pri- Gaetano Martinetti eruditissimo in-
vativa che prorogata da altri Pon- viò una Lettera polemica sull'ori-
tefici, venne da Pio VII accordata gine de' fogli pubblicif al redattore
all'imolese Ajani e suoi discenden- delle stesse Notizie del giorno, con-
ti maschi. Di queste annuali Noti- tenente alcune importanti riflessio-

zie di Roma avendone letta nel i834 ni e nozioni critiche, colle quali
NOT NOT J27
il lustrò e corresse molli punti del portentoso, come se il fulmine avea
pubblicato articolo sull'origine del* tocco alcuna cosa, e le risse che
le gazzette. Di questa lettera si accadevano nelle osterie di Traste-
legge breve estratto nel numero 17 vere. I frammenti di tali diari o
delle citate Notizie del giornOy e diurni il Grevio gl'inseri nelle note
nel medesimo anno per intero fu che fece a Svetonio. Questi atti
resa di pubblica ragione dal tipo- venendo pubblicati, li ripeterono
grafo romano Giuseppe Salviucci Tito Livio, Giulio Ossequente, Cor-
con opuscolo, e di questo qui da- rado Licostene, ed altri storici rac-
remo un compendioso sunto. coglitori di cose straordinarie e pro-
II mondo sempre pieno
è stato digiose. Quanto alla materia e for-
dì politici e novellieri, onde l'ori- ma con cui erano scritti i diari, il

gine primitiva di comunicare e si- Martinetti, fatta distinzione delle ta-


stemare queste novelle, devesi ad volette scrittorie di legno, di bron-
ima necessità conseguita dal con- zo, di cera e di gesso, determina
tatto sociale. In Platone si ha me- la redazione de'diari nelle cosi no-
moria che le pubbliche notizie gi- mate tavolette gipsec dealbate, as-
ravano in tavolette di cipresso, on- segnando r officio di adattarle, se-
de rimanessero alla posterità. Af- condo i diversi sesti atti alla cir-
ferma Demostene che in Atene e colazione, ai cosi detti Dealbatores^
in altre città greche v'erano gior- i di cui privilègi si rammentano
nali in cui si ragguagliava il pub- nelle leggi romane, senza che Cu-
blico delle forze navali, delle vi- iacio abbiavi potuto rinvenirne le

cende delle città, de' denari pub- attribuzioni ; colle quali tavolette si
blici e de'trofei che si accordava- ebbero molli frammenti degli anti-
no : inoltre i greci promulgavano chi diari di Roma. Si osservi che
leggi, avvisi itfterni, ed elogi di sotto il nome di Albo si compren-
persone illustri , con iscrizioni di- devano i regolamenti de'pretori, giu-
segnate o scolpite sulle colonne dei dici, decurioni, e fino de' suona tori
templi. Tra i romani Giulio Ce- e commedianti che troppo regnava-
sare fu il primo che istituì gli at- no a tempo di Nerone. » Ne solo
ti diurni del senato e popolo ro- troviamo tra i romani l'origine e
mano, ne'quali per distrarre il po- la circolazione dell'antico Diario di
polo incostante e lacerato da fazio- Romay ma troviamo anco la men-
ni, vi amalgamava i suoi decreti zione nomenclature dei
delle varie
leggi, le narrazioni portentose che fogli pubblici. Abbiamo la menzio-
raccoglieva qua e là, onde alimen- ne de' fogli chiamati 3Ionilori o
tar la sua tendenza superstiziosa, MonitoreSy e presso Festo e piesso
con che la moltitudine si distrae- 33rissonio. Abbiamo la menzione
va e non faceva caso dei gran pas- delle Effemeridi, presso Gellio e
si che portavano Cesare alla supre- presso Properzio; del Cracas ( P^.

mazia dell'impero. In mancanza di Notizie di R.oma) o descrizione del-


portenti da notificare in questi fo- le cariche, impiegati ad ammini-
gli, forse talvolta si riferivano cose strazioni dello stato, delle altrimen-
triviali e indifferenti che anco suc- ti lalcrculum , presso Appiano; delle
cedevano nella città^ alle quali pe- Notizie del giorno^ delle Nolitiae,
rò si dava sempre un carattere di presso gl'imperatori giuniori (nei

I
ii8 NOT WOT
tempi d'Arcadio e Onorio si pub- lità ne' tre libri del codice Giusti-
blicavano e non diderivano dai dia- nianeo; si dissero pure maestri, ma'
ri, ed in fine dell'anno si pubbli- giuri rationarii, magistri tabidarii,
cavano le notizie dell'aniininistra- magistri kalendarii aia catalogi fo'
zione pubblica, sullo slato politico rensis; e non solo le dignità di con-
dell'impelo, con le attribuzioni di ti o senatori, ma il magistero an-
tutti gli impiegati, di che facemmo tico romano si conferiva, secondo
parola a Impero e Italia); dei gior- Festo, ai soli uomini stimati, dot-
nali di commercio detti Rationariaj tori di arti o capi d'ordine. Nel
delle notizie compendiate di culto medio evo e ne' tempi di barbarie
(redatte dai Pontefici), dette Iiidi- pochi giornali letterari si trovano,
gUamenta, e fino dei giornali del- mentre de'politici sempre se ne con-
l'asta, delti Auctionariae tabulae, e servò la specie dai tempi di Pla-
dei giornali del foro, detti Kalen- tone sino a noi, e s. Agostino si

daria forensia ovvero catalogì fo- dolse del numero delle effemeridi
renses ". politiche che circolavano a' tempi
Le nomenclature nominati de' suoi, e della loro cattiva qualità.
fogli pubblici combinano con 1* an- Né solo i fogli periodici, ma le cro-
tica età, non con quelle de* fo- nache, i diari, i commentarii e le
gli pubblici del medio evo roma- notìzie diurne formicolarono tanto
no, ossia de'tempi d'Alcuino fino a ne'secoli piti ignoranti, che sembra
noi, che dividonsi in politici, lette- non aver avuto gli uomini diversa
tari od ecclesiastici, e a'ebbero in applicazione, che di scrivere o tra-
numero esorbitante e rivalizzarono scrivere queste materie; Tutte le
tra di loro, assumendo le più stra- biblioteche ridondano di questi co-
ne e stravolte nomenclature per dici cron-istorici, di questi diari, che
distinguersi. Alcuni rigettando Teti- poi hanno proseguito e si sono me-
niologia della parola Gazzetta, dal- glio classificali dopo l' invenzione

la moneta veneziana di questo no- della stampa. Senza di questi aiiiti

me, deducano la sua origine dal- il Baronio, il Tiraboschi, il Mabil-


la parola ebraica zgao^ messaggiere, lon, il Dumont, il Cancellieri , il

e sono anche oggi alcuni gior-


vi cardinal Fea, e tanti altri
Mai, il

nali chiamati Messaggiere; né sem- uomini grandi ed eradili, non avreb-


bra strano di dedurre l'origine dal- bero fatto quelle vaste ed utili fa-
la parola persiana Gaza, cioè pre- tiche, che ci guidano ne'piìi oscuri
Uosa suppelleXy e Gazzetta, parva Testiboli dell'antichità. Dopo la slam-
Gaza, volendo indicare che le no- pa, cronache o le notizie politi-
le
tizie politiche, benché compendiate, che si trovano senza molte varian-
sono sempre una gradita suppellet- ti, e forse con maggior sincerità,
tile. L'ofìicio dei redattori è stato poiché l'era della slampa precorse
sempre onorato dagli antichi. Giu- l'era letteraria, e gli uomini trova-
lio Cesare destinò un senatore alla rono migliori occupazioni, che per-
redazione degli atti diurni, e gli al- dersi a scrivere, rescrivere e tra-
tri redattori si onoravano coi tito- scrivere le notizie del giorno. Pri«l
li di cónti, comiles acluarìi, comi- ma della stampa era non solo in-
tes scrìnariiy comites latevculenses, finito il numero de' redattori delle
parlandosi de'loro privilegi e quii- cronache e dei diari, ma infiniti^-
-, ,

NOT NOT 129


stfno era quello degli amanuensi mato e titolo, uscirà un solo gior-
die interpolavano e viziavano non nale officiale. Il nuovo foglio sarà
solo gli originali, ma li riproduce- pubblicato tutti i giorni, tranne le

vano con diverse nomenclature, ren- domeniche, gli altri giorni festivi, e
dendo con ciò confusione, inventan- il mercoledì d'ogni settimana fino ,

do cose portentose per sorprender che in questo ultimo giorno non


i curiosi a loro prò fìtto. Il peri odi venga fissato un corso postale. Che
srao ossia giornalismo ai nostri gior- la gazzetta di Roma avrà due par-
ni occupandosi de omnibus rebus, ti; offiziale l'una, e l'altra non of-
et de quibusdam aliis^ ha acquista- ficiale. Essa uscirà in sesto grande.
to un' estensione veramente mon- 1 prezzi di associazione vengono fis-

diale, ed una potenza maggiore de- sati a paoli 25 per trimestre in


gli eserciti, de' cannoni e del va- Roma, e a paoU 28 per le provin-
pore, come si esprime il eh. avv. cieed all' estero franca di posta.
Stefano Camilli nell'erudito artico- Uscendo ancora nel mercoledì, il
lo : / periodici^ i periodi'sti ed il prezzo di associazione verrà aumen-
periodisnio, pubblicato daW Album tato in proporzione di un sesto ".

giornale romano, num. 28 e 29 del- Tutto egregiamente venne effettua-


l'anno XIV. to, riuscendo la nuova Gazzetta di
11 Diario di Roma e le Notizie Roma pifi copios!i e importante,
del giorno, hanno cessato di pub- perciò gradita, anche per la miglio-
blicarsi nel gennaio 1848; cioè il re qualità di carta e caratteri. Pel
primo col n.° 4 ^^* i^ detto, le se- moto-proprio de' 29 dicembre 1847,
conde col n.° 2 de' 1 3 gennaio stes- il Pontefice stabilì, che al ministe-

so. In luogo di tali due giornali è ro dell'interno appartiene la supre-


stato sostituito altro foglio periodi- ma direzione del giornale officiale
co, col titolo di Gazzetta di Roma. di Pioma; e da lui altresì dipende
Rammentiamo che al citato artico- la censura degli altri giornali e della
lo Diario m Roma, parlammo an- stampa periodica, a forma delle leg-
cora di altra Gazzetta romana^ che gi emanate in proposito.
grimperiali francesi incominciarono NOTO (iVeten). Città con resi-
a pubblicare in Roma 5 aprile
a' denza vescovile nel regno delle due
»5 1808, benché si proseguissero i Dia- Sicilie, nella provincia della Valle
"^ ri, ì quali restarono sospesi a' 6 minore di Siracusa, da cui è lunge
luglio 1809. Quindi nel primo di 6 leghe^ capoluogo di distretto è
tal alla Gazzetta romana suc-
mese di cantone, deliziosamente situata
cesse il Giornale di Campidoglio, sopra un' altura che domina una
egualmente per ordine del governo ricca valle, presso la riva sinistra
francese. L'odierna nuova Gazzetta del Noto e della sua foce nel ma-
di Roma si è principiala a pubbli- re Ionio; altri geografi la pongo-
care col n.° I, lunedì i^ gennaio no sulla sinistra riva dell' Eloro al
1848, fregiata dello stemma del nord- ovest del promontorio Pachi-
Papa regnante. Preventivamente era- no. Dopo essere stala distrutta nel-
no stati autorizzati dal superiore l'orrendo terremoto del 1690 fu
governo i due nominati periodici vagamente ricostruita a qualche pic-
ad annunziare la loro cessazione, e cola distanza del suo primo luogo.
che « cambiando redazione, carta, for- Molti sono e ben architettnti i pa-
voL. xtvin. 9
i3o NOT NOT
lazzi, le ampie vie mettono capo di Casanuova arcidiocesi di C»pua,
ad una piazza ben ornata. Elegan- già canonico di quella metropolita-
ti sono le chiese : la cattedrale con na, indi teologo e priraicero delia
battisterio è sotto l'invocazione di medesima, rettore del seminario e
s. Nicola di Cari arcivescovo di Mi- promotore fiscale della curia arci-
ra, venerandosi in essa tra le reli- vescovile.
quie corpo di s. Corrado eremi-
-il NOTTURNO, Nocturmis. Terza
ta. Vi sono altre chiese, conventi, parte del Mattutino (Fedi)^ la qua-
monasteri, confraternite, un celebre le anticamente gii ecclesiastici divi-
ospizio de'poveri, un collegio ed il devano in tre parti, che avevano
seminario. La famiglia Astuto pos- correlazione colla notte de' soldati
siede un museo archeologico, numis- svegliatori, poiché gli antichi cri-
matico , e di iiaturaU meraviglie stiaui compartivano la notte a gui-
tratte dai tre vulcani del reame, sa de' soldati in tre vigilie, in o-
con rare medaglie greche, romane gnuna recitavano un solo notturno,
e moresche. A due leghe di distan- lodando il Signore per tempo e
za si vedono gli avanzi dell' anti- riserbando le laudi per la mattina,
chissiraa Nea^ Nectum^ Netum o Nee- La Chiesa poi, come pietosa e in-
tuni, onde venne alla parte sud- dulgeute madre, vedendo intiepidi-
est dell'isola di Sicilia il nome di to a poco a poco il fervore degli
Val ha Pa-
di Noto. Nel distretto ecclesiastici, concesse V unione dei
chino^ borgo con porto al sudest tre notturni, insieme colle Laudi
del promontorio celebrato da Ome- (Fedi). I tre notturni allegorica-
ro, ove esisteva la città e porto mente denotano i tre stati della
d'Odissea in cui approdò Ulisse. Vi- Chiesa, cioè naturale, legale ed e-
cini sono i templi di Apollo Libi- vangelico; perciò nel terzo si dice
stino e di Ecate. Il Papa Grego- il vangelo; oppure significano le

rio XVI colla lettera apostolica Gra- tre orazioni di Cristo nell'orto.
vissimuni sane munus^ data idibus Queste quattro parti del maltuti-
niaii i844> vi eresse la sede ve- no, cioè i tre notturni e le lau-
scovile, che dichiarò suffraganea di dij sono chiamate da Ugone di s.
Siracusa, stabilendone la diocesi con Vittore, Canticiniuni^ Inlcnipestum^
quindici luoghi, e che si dovesse Galliciniuni e Jntelucanum, giusta
stabilire l'episcopio. 11 capitolo lo la divisione della nòtte. Nei giorni
compose della dignità del preposi* ferialisi recita un solo notturno
to, di dieci canonici comprese le con dodici salmi, perchè una sola
prebende del teologo e penitenzie- volta apparve ai monaci l'angelo
re, di otto beneficiati e di altri cantando dodici salmi, e terminan-
chiericì. Al proposito fu assegnata doli ognuno coll'antifona Alleluja,
la cura della cattedrale. Ogni ve- come racconta Cassiano , Instit.

scovo fu tassato ne'libri della carne- coenoh. 1. ^^ questa vi-


2, e. 4*
ra apostolica in fiorini 253, essen- sione facendone menzione anche il
dosi assegnato per mensa vescovile sinodo Turonensc, ordinò poscia
2400 scudi romani. Gregorio XVI che si dovessero recitare ne* giorni
quindi nel concistoro de'22 luglio ferialidodici salmi; e s. Gregorio
1844 primo vescovo l'at-
dichiarò VII, con decreto, dichiarò doversi
tualc monsignor Giuseppe Mendilto osservare lo stesso rito. Tre dun-
,

NOV NOV i3i


quc sono i notturni distribuiti nel re Carlo Alberto dichiarò che al
corso della settimana, ciascuno di circondario e provincia Novara di
essi è composto di tre salmi ed si restituissero i mandamenti di
altrettante lezioni e responsorii, on- Biandrate e Borgovercelli, di Lo-
de meditiamo le tre divine perso- mellina , Pallanza, Ossola e Val-
ne, ed insieme tre tempi della i sesia. una muraglia ba-
Cinta da
Terginità sacratissima di Maria, a- stionata preceduta da una fossa
,

vanti il parto, nel parto e dopo il e difesa da un castello, è una del-


parto, e la medesima pia medita- le più cospicue e principali città

zione cade nel numero delle lezio- deU'Insubria . Sonovi alcuni bei
ni e de' salmi di prima, terza, se- palazzi, distinguendosi per ricchez-
sta, nona. Vedi Lezioni e Uffizio za e maestà quello de' Bellini. Ha
DIVINO . Gli antichi cristiani sole- bellissima piazza d'armi, caserme
vano nella notte precedente al gio- assai vaste e deliziosi passeggi. La
vedì santo e nelle due seguenti cattedrale basilica è sacra alla Bea-
recitare nelle chiese Tuffizio detto ta Vergine Assunta, con battisteiio
perciò Notturno o delle tenebre, e e bellissima torre, ed è buon edifi-

benché ora si dica di giorno glie- zio : tra le insigni reliquie vi si

ne sono rimaste le denominazioni, venerano i corpi de' ss. Lorenzo


argomento trattato nel voi. Vili, prete e martire, che vi predicò la
p. 2o4, 3o4 e 3i5 del Dizionario. fede, Bernardo e Agabio vescovi
NOVA AULA. SQi\e vescovile della città. Vi sono altre tre chie-
della provincia d'Asia, sotto la me- se parrocchiali, una delle quali è
tropoli d'Efeso, eretta nel V seco- sotto l'invocazione di s. Gaudenzio
lo, e vuoisi chiamata anche Teo- vescovo, collegiata, con la dignità
dosiopoli. Il vescovo Filippo fu al del preposito e dodici canonici, es-
concilio di Calcedonia. Oriens christ. sendo uno de'più magnifici templi
t. I, 709.
p. della Lombardia ; un convento di re-
NOVAE o NOBAE. Sede vesco- ligiosi, due monasteri di monache ,

vile della bassa Mesia, sotto la n)e- confraternite, due ospedali, uno ci-

tropoli di Marcianopoli, eretta nel vile, l'altro militare, monte di pie-


V secolo. Ne furono vescovi Petro- tà, e cospicuo seminario. Nel sob-
nio, Secondino e Pietro. Oriens borgo quattro chiese parrocchiali
christ. t. I, p. 1221. sono chiamate sussidiarie. Avvi pu-
NOVARA {Novarìen). Città con re due collegi, uno de'quali in cu-
residenza vescovile Piemonte,
nel ra de' gesuiti, una casa degli obla-
degli stati sardi, capoluogo della ti di s. Carlo, altra de' filippini;
divisione, della provincia e del man- gli stabilimenti delle orfànelle, del-
damento dei suo nome, a ^^o mi- l'orfanotrofio, l'istituto di arti e
glia da Torino, 10 da Vercelli e mestieri formato in due convitti
20 da Milano, posta in luogo e- maschile e femminile fondali dalla
minente, sulla sinistra della Mora, contessa Tornielli ; un bel teatro
che si riunisce in vicinanza all' A- e diverse fabbriche. Pvinchiude mol-
gogna, in mezzo ad ampia e uber- timonumenti d'antichità, special-
tosa pianura. È sede d'un tribu- mente presso la cattedrale. E pa-
nale dipendente dal senato reale tria del famoso oratore Caio Al-
di Torino. Nel novembre 1847 il buzio Silone, del secolo d'Augusto;
i32 NOV NOV
(ìi Dulcino d'infelice fama pe'suoi mi cittadini, onde per loro discor-
errori, onde fu condannato a mor- die L'oll'altra possentefamiglia dei
te nel i3o7 (al modo dello a Dul- Bruscali, la città patì gravi vicen-
cimsTi, ove per errore di slampa de. Fatta suddita dei Visconti signo-
si disse di Navorra); di Pietro ri di Milano, ne seguì le vicende :

Lombardo celebre teologo del se- la signoreggiarono pure i duchi


colo XIII, e vescovo di Parigi; dei di Parma. I francesi vi presero
cardinali Ardicino della Porta se- Lodovico Sforza nel i5oo: nel i5i2
niore, Ardici no della Porta giunìo- assediandola, vi furono sconfitti da-
re, e Giovanni Cacciapiatti ; di mol- gli svizzeri nelle sue vicinanze, pen-
li valorosi capitani, di diversi in- titi di avergli dato nelle mani det-
dividui delle famiglie Caccia, Bru- to duca, e nel i5i5 gli scacciarono
sciali e principalmente de'Torniel- da Novara. Allorché i francesi vi
li,come diremo a Ottoboni, par- furono assediati dai veneti e dagli
lando di Vittoria Tornielli madre Sforzeschi, sostituirono nella valu-
del Papa Alessandro Vili, per non ta monete di rame a quelle di
le

dire di altri uomini illustri. argento. Un tempo soggiacque an-


Questa città, l'antica Novaria, cora alla signoria de'Farnesi. Fu
Nova Aracy o Nova Ara, detta presa dal principe Eugenio nel-
così da quelli che ammettono qui l'anno 1 706, dal maresciallo di Coi-
il sacrifizio fatto a Venere da El- gny nel 17 12, e poscia ancora
tio suo figlio, che gli die tal no- dai francesi nel 1796 e nel 1800.
me. Fu compresa nella Gallia Tras- Riunita al regno d'Italia, Novara
padana al nord posta da Tacito
,
divenne il capoluogo del diparti-
nel rango delle sue città muni- mento dell'Agogna. Novara seguì i

cipali, quantunque altri autori la destini del Novarese, antico paese


diano agi' insubri , essendo di di- d'Italia nel Milanese-Sardo, diviso
versa opinione sull'antica fondazio- in alto e basso, formante il primo
ne, che pure concedono agli etruschi la provincia di Pallanza, ed il se-
e che Plinio dice fabbricata dai galli condo la provincia di Novara. Fu
vocontini, fu spesso il teatro della, ceduta alla Savoia pel trattato di
guerra. Fu popolosa e ricca fino dal Vienna del 1736, e riunita alla
tempo de' romani, e Giulio Cesare repubblica 1800, e
italiana nel
la innalzò al rango di colonia ro- quindi al regnoi8o5,
italico nel
mana. Le guerre la rovinarono e nel 181 4 ritornò sotto il dominio
desolarono in più occasioni. Sos- della casa di Savoia. Vedasi F. A.
tenne un forte assedio contro Ar- Bianchini, Compendio storico di
duino re d'Italia a favore dell' im- Novara^ 1828. Carlo Morbio,
ivi

peratore Enrico II. Nel 1 1 1 o, al Storia di Novara dalla prigionia


tempo Enrico V, fu tra le pri-
di di Lodovico Sforza i sino alla do-
me città lombarde a prendere le mìnazione de' Farnesi ^ Vigevano
armi contro quell'augusto, il qua- i83i.
le la punì con saccheggio e incen- La sede vescovile fu eretta nel

dio. In tempo della lega lombarda IV secolo, suffraganea dell'arcive-


concorse essa pure alla edificazione scovo di Milano, dal quale fu da
d'Alessandria. Un tempo la domi- Pio VII separata nel 18 17, e dichia-
narono i Tornielli, suoi potentissi- rata suffragauea di Vercelli. Il pri-

I
NOV NOV i33
mo vescovo Gaudenzio d'Ivrea^
ili 8. ce donazione di alcune terre alla
ei'udito da s. Eusebio nella fede, in* chiesa di s. Gaudioso. Nel 962
timo di s. Ambrogio, che gli pre- Pietro II, cui Ottone I restituì l'i-

disse questo vescovato, e ordinalo sola di s. Giulio (già sede del


nel 397 dal successore s, Simpli- principato de* vescovi di Novara ),

ciano ; edificò la sua chiesa collo tolta da Berengario li; nel 965
zelo e colla santità, e mori nel 4^7 Opoldo o Aupaldo Toruielli, a cui
nonagenario. Gli successe subito s. Ottone I confermò le concessioni
Agabio novarese, discepolo de' ss. de'precedenti, essendo intervenuto
Lorenzo Alpozzo e Gaudenzio, elet- alla sua coronazione in Roma; nel
to da questi, e mori nel 44? dopo 996 Pietro IH Tornielli che ot-
aver governato con egual zelo e tenne da Ottone III la conferma
santità del predecessore. Indi furo- de' privilegi, e da Enrico li la re-
no vescovi, nel 44? Diogene disce- stituzione di quanto aveva usurpa-
polo del precedente, nel 449 ^^^' to Arduino; nel 1026 Gualberto
scenzio, nel /^5i Simplicio o Sim- che donò beni ai canonici dell' i-
pliciano che intervenne al sinodo sola di S.Giulio; nelio34 Ripran-
di Milano, nel 4^^ s. Maromio do amministratore, vivente il pre-
morto martire in Colonia, nel 471 decessore; nel 1048 Oddone II che
Vittore al cui tempo Teodorico re intervenne al concilio di Nicolò II;
de' goti invase l' Insubria, nel 49^ nel 1075 Alberto ucciso dal conte
Onorato, nel 5oo Pacaziano, nel di Blandrata, per cui Enrico IV
529 Opilio, nel Ambrogio I,
548 nel 1078 v'intruse Anselmo, cui nel
nel 5^0 Ilario morto nel 553, nel 1090 successe l'altro intruso Eppo-
587 nel 610 Spettabile,
Agnello, ne, ambedue scomunicati dal Papa.
nel 6i5 Marcello, nel 627 Severo, Nel iii6 Riccardo, nel 1122 La-
nel 640 Lupicino, nel 65o Probino, tifredo che riunì nel claustro i

nel 657 Virginio, nel 660 Flavia- canonici dispersi per la città, fece
no, nel 670 Pampronio, nel 679 ottime leggi, ed ottenne privilegi
Graziano che fu al sinodo romano pei successori e pei canonici da
di s. Agatone^ nel 685 Probo, nel Innocenzo Nel 11 53 Guglielmo
II.

690 Laureolo, nel 700 Leone, nel Tornielli nobile di Novara, otten-
708 Ambrogio li, nel 717 Grazio- ne un privilegio da Federico I,
soj nel 731 Benedetto, nel 733 seguì lo scisma dell'antipapa Vit-
Pietro, nel 74 1 Sicardo, nel 751 tore V, scomunicato perciò e de-
Tito, nel 781 Attone, nell'Si i posto da Alessandro III, e Federi-
s. Adelgisio della stirpe degli anti- co I nel 1 168 gli sostituì Gugliel-
chi re longobardi. Neir849 Oddo- mo Faletli intruso. Nel 1172 Bo-
ne, neir 852 Dotterminio, neir879 nifacio che fu al concilio di Late-
Nottingo,neir889 Lamberto, nel- rano III; nel 1192 Ottone o Od-
r89o Ernulfo, neir89i Gandolfo, done III Casah; nel 1196 Pietro
neli'898 Leuterio, nell' 899 Gari- IV Verolla, già canonico della cat-
baldo, nel 918 Dagilberto Pio che tedrale, ch'ebbe vertenze col capi-
donò beni ai canonici col peso di tolo.
alimentare i poveri in diverse e» Nel 1 2 o Gerardo Sessìo^ eletto
1

poche. Nel 946 Rodolfo, in riguar- da Innocenzo III, che poi lo creò
do del quale Lotario re d'Italia fe- cardinale e vescovo d' Albano, col-
i34 NOV NOV
)a ritenzione dell' nmministrazionc fatto da Giovanni XXII per avere
di Novara ( i cardinali hanno le rinunziato la porpora
antipapa dell*
loro biografie). Gli successe nel 127.4 Nicolò V, traslato a Milano conti-
Odelberlo Tornielli nobile di No- nuò ad amministrar Novara sino
vara, già prevosto di s. Gauden^ al i34i. Gli successe fr. Gugliel-
zio , difese la chiesa contro gli mo Amidano di Cremona,, insigne
usurpatori, e ne fu benemerito. teologo e giureconsulto, priore ge-
Quindi nel i237 0Idone Tettone; nerale degli agostiniani ; costruì u-
nel 1240 Odelmario, naorto nel- na munitissima fortezza, rifece di-
l'isola di s. Giulio; nel i25o Si- versi edifizi , ampliò il convento
gebaldo che celebrò il sinodo nel- degli agostiniani, ingrandì ed ornò
r episcopio nel iiSj , lodato pa- r episcopio, altro fabbricandone nel-
store. 11 capitolo nel 1272 elesse r isola di s. Giulio ed altro in Ve-
Guido Pinzio, e confermalo da Gre- spolato. Zelante pastore, vegliò sul-
gorio X. Dopo otto anni di sede la condotta de' chierici, pubblicò gli

vacante, nel 1287 fr. Englesio Ca- statuti della cattedrale, e pacificò
A n gel ucci di Novara fran-
va Ila zio o i guelfi coi ghibellini, lasciando di-
cescano. Matteo Visconti eletto dal verse opere. Nel i357 Oldrado ;
capitolo in contesa con Enrico ar- nel i388 Pietro Filargo de' mino-
ciprete di Novara, benché non ap- ri, traslato da Vicenza, indi nel
provato dal Papa, volle esercitare i4o2 a Milano; ottenne dall'im-
l'autorità vescovile e mori intruso peratore Venceslao la conferma dei
nel 1296. Papiniano della Rovere privilegi della chiesa di Novara, in
nobile torinese, cappellano o udi- un al titolo di principe del sacro
tore di rota di Bonifacio Vili, impero, poi cardinale e Papa /iles-
questi lo nominò a succederlo, dili- Sandro V
(f^edi). Giovanni Capo-
genlissimo dell' ecclesiastica disci- gallo romano benedettino gli succes-
plinaj la restaurò nel clero, cele- se, trasferito da
Belluno e Feltre,
brò il sinodo nel 1298, e consacrò facondo oratore, come mostrò nel
la chiesa di s. Gaudenzio. Per sua concilio di Pisa, per 1' elezione del
traslazione a Parma, nel i3o2 da predecessore. Nel i4i3 Pietro De-
Venezia fu qui trasferito Bartolo- giorgi detto Petrosino di Pavia, già
meo Quirini veneto, poi vescovo di di Tortona nell' episcopio ricevet-
:

Trento. Nel i3o4 Uguccio Borro- te Martino V reduce da Costanza,


meo di Vercelli, che assistendo alla che lo trasferì a Genova. Nel 14*29
coronazione di Enrico VII, ebbe Bartolomeo Visconti Scaramuccia,
confermati da lui i privilegi in un fatto anticardinale dall' antipapa
al titolo di conte di Novara: pro- Felice V, contro Eugenio IV, a cui
mulgò gli statuti pei canonici di s. danno avea cospirato : le importan-
Giusto, fu zelante della disciplina ti sue notizie sono nel voi. IV,
ecclesiastica, istituì quattro cappel- p. i58, iSg e 160 del Dizionario.
lanie nella cattedrale, in s. Gauden- Nel 1458 Giacomo Filippo Cribollo
zio, in s. Giulio e in s. Giuliano ; milanese; nel 1466 Bernardo del-
donò molti vasi d'argento a diver- la Rovere di Parma; nel 1468
se chiese, e fu benefico coi poveri Giovanni Arcimholdo poi cardinale;
e coi monasteri. Nel i33o Giovan- nel 1484 Girolamo Pallavicino di
ni Visconti de' signori di Milano, Parma amministratore, al cui lem-
NOV NOV i3f)

no assai soffii la chiesa di Novara na, pubblicò nel sinodo sante leg-
dagli svizzeri e dal duca di Milano. gi, ornò e rese più comodo V epi-
Divennero amministratori nel i5o4 scopio, donò alla cattedrale preziosi
il cardinal Ascanio Maria Sfor- paramenti ed arredi, fu traslato in
za, nel i5o5 il cardinal Federico patria, e la morte di Gregorio XIV
Sanseverino, i5ii il cardinal
nel impedì che l' onorasse della porpo-
Matteo Schiner, iSiy il cardi- nel ra. Nel iSgi Pietro Martire Pon-
nal Antonio del Monte, che otten- zonio cremonese, poco visse. Nel
ne dal re Francesco I un diploma i5g3 Carlo Bescapè nobile mila-
confermativo de* privilegi. nese, generale de' barnabiti, insigne
iVel i525 per cessione del pre- giureconsulto, confessore e nunzio
cedente divenne vescovo Ermete di s. Carlo a Filippo II ; zelantis-
Stampa di Milano, che morendo simo pastore, celebrò più sinodi, fu
nell'istesso anno, gli successe Gio. autore della Novaria sacra, de e-
Angelo Arcimboldo milanese, che piscopalis officiì, de immunilate ec-
ricuperò molti diritti della chiesa clesiastica, de metropoli Mediola-
e fece confermarli da Carlo V, in- nensi : mori santamente, venne a-
di traslato a Milano. Nel i55o il scritto tra i venerabili, e sepolto in
cardinal Ippolito ù' Este ammini- s. Marco nella cappella di s. Fe-
stratore; i553 il cardinal Gio-
nel bronia da lui magnificamente edi-
vanni Moìoni che fece molli decreti ficata, indi trasferito nella catte-
pel culto divino e pei costumi dei drale. Nel 161 5 Ferdinando Ta-
chierici, benemerito di molti mo- Berna cardinale, lodato per somma
nasteri: per sua rinunzia, nel i56o diligenzae prudenza. Nel 1619
il cardinal Gio. Antonio Serbellonì, Volpiano Volpi di Novara erudito
che istituì il seminario, celebrò il e pieno di cognizioni, segretario dei
sinodo, confermò gli statuti di s. vescovi e regolari, che Paolo vo- V
Gaudenzio e fu zelante pastore. Gli leva creare cardinale, se non mo-
successe nel i5n^ Romolo Archin- riva, e Urbano Vili lo fece mag-
to nobile milanese, insigne per vir- giordomo, onde ne parlammo già
tù, illustrò la diocesi con esse, ten- nel voi. XLI del Dizionario. Nel
ne il sinodo e perfezionò il semi- 1629 Pietro Volpi coadiutore sino
nario. Nel iSyG Girolamo Ragaz- dal 1622 e nipote del precedente;
zoni veneto, già di Famagosta, vi- nel i636 Antonio Tornielli di No-
sitatore delle chiese d' Italia, poi vara, referendario di segnatura, se-
traslato a Bergamo. Nel 1577 Pom- gretario de' vescovi e regolari, vice-
ponio Cotta Milano, uditore di
di gerente di Roma, ove morì d'apo-
rotaj nel 1^79 Francesco Bosco, plessia nel i65o, e fu sepolto in s.
già di Perugia, protouotario apo- Maria d'Araceli. Gli successe Bene-
stolico, governatore di varie città detto Odescalchi, ottimo vescovo,
della Chiesa, che prescrìsse i rego- che fatto cardinale rinunziò al fra-
lamenti pel seminario, ed altro ne tello, poi divenne Innocenzo XI
istituì nell'isola di s. Giulio, eri- (Fedi). Nel i656 Giulio Maria O-
gendo la prebenda teologale; me- descalchi di Como benedettino, che
ritò di essere sepolto nella catte- governò con massima pietà e pru-
drale da Carlo Borromeo. Nel
s. denza. Nel 1667 Giuseppe Maria
i585 Cesare Spaciano di Cremo- Meraviglia milanese, generale dei
4

i36 NOV NOV


Ivarnobiti, piissimo, autore di dotte Giuseppe Morozzo^ colla ritenzione
opere. Wel 1688 Innocenzo XI fe- del titolo arcivescovile che avca, ni-
ce vescovo Gianrtbaltista Visconti pote di monsignor Bertone; nel
milanese, dotto barnabita; nel 1 7 1
1826 celebrò e stampò il suo si-
Giberto Borromeo^ già patriarca di nodo, e Gregorio XVI lo fece vi-
Antiochia, colla ritenzione del titolo, sitatore apostolico di tutto il clero
poi cardinale ; sepolto iu s. Marco regolare negli stati sardi di terrafer-
nella cappella di s. Carlo Borromeo, ma : delle sue grandi benemerenze
nel 1801 fu trasferito in cattedrale. e governo, trattammo alla sua bio-
Con questi nell' Italia sacra d' U- grafìa, ove riportammo notizie in-
ghelli, t. IV, p. 689, si termina la teressanti Novara e la diocesi. Ac-
serie de' vescovi , che compiremo crebbe il culto de' santi della chie-
colle Notizie di Roma, e col can. sa Novarese; ottenne la croce ar-
Cima, Serie cron. de* vescovi di civescovile per sé e per tutti i ve-
Novara^ p. lyS. scovi di Novara, e la regia decora-
1741 Bernardino Rovero di Cor- zione dell'Assunta a tutti i canonici
tanze d* Asti cappuccino, traslato della cattedrale, avendo a tutti i

da Sassari, morì nel 174? "^^ capitoli aumentate le rendite e cre-


palazzo proprio di Trecate. 1748 sciuto il lustro. Fu decorato del
Giambattista Baratta di Possano grado di cavaliere dell'ordine su-
filippino, morto in Macerata recan- premo della ss. Annunziata e di
dosi alla sua chiesa. 174^ Ignazio quello di s. Gennaro. Abbiamo :

Rovero Sanseverino di Torino, già Delle sacre cerimonie^ trattati pro-


governatore di Sabina, Città di posti dal cardinal Morozzo arcive-
Castello e Fano, istituì sua erede scovo vescovo di Novara^ principe
la cappella di s. Agabio. 17^7 di s. Orta e Vespolate^ al
Giulioy
Marc' Aurelio Balbis Bertone di ven. clero dellasua diocesi^ Nova-
Chieri, cancelliere dell' ordine della ra 1827. Per sua morte Gregorio
ss. Annunziata, celebrò nel 1778 XVI nel concistoro de' 27 gennaio
il sinodo. Sotto di lui nel 1789 1843 dichiarò vescovo l'attuale
a* 27 aprile segui la traslazione del monsignor Giacomo Filippo dei
corpo di s. Agabio, coli' intervento marchesi Gentile di Genova, già
dell' arcivescovo di Torino, de' ve- abbate dell'insigne collegiata di s.

scovi Acqui e Vigevano, del re


d' Maria del Rimedio, esaminatore si-

e regina di Sardegna, laonde d. nodale e regio elemosiniere di Geno-


Gaudenzio Locali pubblicò in Ver- va. Suo degno vicario generale è il

celli Istruttiva narrazione di aU


: dotto canonico preposto d. Pietro
cune memorie della vita di s. Aga- Scavioi, autore della Theologia mo-
bio e de vescovi successori. 1795 ralis universa ad usuni clericoruni
Carlo Luigi Buronzo del Signore di dioecesis Novariensis , che meritò
Vercelli, traslalo d'Acqui, indi a To- già la terza edizione, e gli encomi
rino. 1 797 Vittorio Filippo Melano degli Annali delle scienze religio-
di Portula di Cuneo, trasferito da se, serie seconda, voi. V, pag. 3,
Cagliari, e secondo 1' ultima volon- scritti dal celebre gesuita p. G.
tà nel 181 3 dovea essere sepolto Perrone sommo in detta scienza.
nel cimiterio comune a s. Nazzaro Il capitolo si compone delle di-
da lui benedetto. 1817 cardinal gnità dell' arcidiacono e dell' ar-
NOV NOV i37
ciprete, di quindici canonici com- stretto amicizia con lui, potè forlo
prese le prebende del teologo e ordinare primo antipapa , e ritor-
del penitenziere, di nove beneficiati nato nell'Africa vi fece rinascere gli
chiamati coristi, di quattro ostiari e errori de' 31ontanisii (Fedi), ed eb-
di altri preti e chierici. La cura della be l'ardire d'insegnare che il sagra-
cattedrale è afljdata al detto arci- menlo della penitenza era inutile
prete e a due coadiutori eletti per per la remissione de' peccati, e che
concorso e approvati dal vescovo. le seconde nozze erano criminose :
La diocesi è ampia e contiene mol- s. Cipriano lo combattè, e fu con-
tissime parrocchie. Ogni nuovo ve- dannato da tutte le chiese d'oriente
scoTO è tassato di 800 fiorini, con e d'occidente. Novaziano eccitò il
iy,ooo scudi di rendita. primo scisma che straziò la Chiesa,
NOVATORE. Così chiamasi co- ed allo scisma aggiunse l'eresia, in-
luiche insegna una nuova dottri- segnando:I." che non bisognava am-

na in materia di fede. La Chiesa mettere all'assoluzione quelli che


cristiana ha sempre fatto professione avevano peccato mortalmente dojK)
di non seguire altre dottrine che il battesimo, di qualunque natura
quelle che le furono insegnate da fosse il loro errore, e quelli che per
Gesù Cristo e dagli apostoli, e per timore de' tormenti erano caduti nel-
conseguenza ha condannati co-
es'sa la persecuzione; 2." che bisognava
me eretici coloro che vollero cor- jibattezzare quelli che aveanola stessa
reggerla e farvi dei cambiamenti. fede del Papa s. Cornelio, e rimet-
Fedi il Bergier, Diz, teoL ^ ed il tere la i4 della luna come
Pasqua a'

p. Cappellari poi Gregorio XVI, gli ebrei; 3." che le seconde nozze
// trionfo della santa Sede e della erano cattive ed illecite , rinnovan-
Chiesa contro gli assalti de'novaio- do altresì molti errori de' monta-
rijcombattuti e respinti colle stes- nisli, laoride fu costui, secondo al-

se loro anni. cuni, e non Novato, che diede il suo


NOVAZIANI, Novatiani. Eretici nome agli eretici novaziani : le sue
che presero anco il nome di Cata- opere nel 1728 furono pubblicate
ri o Pwn, discepoli e seguaci di No- in Londra, per cura di Jackson.
vato e Novaziano. Novato iniquis- Nel 254 s. Cornelio scomunicò in
simo sacerdote della chiesa di Car- un concilio romano Novaziano etl
tagine nel terzo secolo, per evitar i suoi seguaci; e s. Celestino I del
la punizione de'suoi delitti,, gettossi 4^3 non potendo tollerare che i
nel partito di Felicissimo diacono novaziani tenessero ancora molte
della stessa chiesa, e si fece oppo- chiese aperte in Roma, confinò Ru-
sitore di s. Cipriano (Fedi), sotto sticola, loro ultimo vescovo, in una
pretesto che non era abbastanza in- vile casa, e gli proibì di tener piti

dulgente verso quelli che doman- adiuianze co* suoi settari. Novazia-
davano la penitenza , dopo essere no condannato nel concilio
fu pure
caduti per la persecuzione nell'ido- di Cartagineed in molti altri, e
latria. F. Lassi. Portatosi in Roma combattuto da s. Cipriano, da s. Eu-
vi trovò Novaziano [Vedi), sacer- logio patriarca d' Alessandria, e da
dote ambizioso e malcontento per- quasi tutti i padri suoi contempo-
chè nel 254 gli avevano preferito ranei, e dopo di lui fino al VI se-

s. Cornelio al pontificalo,. Avendo colo. Gli eretici novaziani spinsero


-
,

i38 NOV NOV


rcrroi'c fino a togliere alla Cliiesa to nella sua antica abbazia vi fu
tutto il poleic di legare o eli assol- sepolto avanti Y altare maggiore
vere; esortavano i peccatori a pe- della chiesa.
nitenza,mentre toglievano loro ogni NOVENA , Sacrutn novendiale,
speranza di essere ricevuti nel grem- Supplicatio novendialis. Spazio di
bo della Chiesa. Il concilio di Nicea I nove giorni continui , ne' quali si

fece de' regolamenti per forma


la fanno delle divozioni e preghiere
del loro ricevimento alla comunione appositamente composte in onore
cattolica. In occidente sussistettero della ss. Trinità, di Gesù Cristo,
fino a s. Leone I , e neiroriente fino dello Spirito Santo, della Beata Ver-
al VII secolo. gine, dei ss. Angeli e dei santi in
NOVAZIANO, Antipapa. V. No- preparazione alle loro feste, o per
vAziANi e Antipapa I. implorare il loro soccorso ne' nostri
NOVELLI Arnaldo, Cardinale. bisogni. Sono accompagnate queste
Arnaldo Novelli guascone di nasci- novene, secondo che sono pubbli-
ta, o più probabilmente della con- che o private, da messe, prediche o
tea di Foix, monaco cistcrciense di sermoni, da oblazioni, da austerità,
professione, e poi abbate di ^ Fon te da limosine, da sacri pellegrinaggi
freddo, per la sua morigeratezza e e da altre pie pratiche. Le novene
specchiato costume, singoiar pietà, o supplicazioni Novendiali (Fedi),
prudenza ed eccellente dottrina cioè di nove giorni, furono usate dai
Clemente V l'ebbe in gran conto pagani nei Funerali (Fedi), e ne
e nel i3o5 lo fece vice-cancelliere parlai pure a Fepja, con che onora-
di s. Chiesa, e gli die con altri la vano l'esequie de' morti, ed giuo- i

commissione di riformare i mona- chi che in tale tempo facevansi si


ci di Grandemont, per cui stabih chiarhavano ludi novendiales ed i
alcune leggi ch'ebbero la sanzione sagrifizi novendialiaj e siccome ad
Indi a*i8 o 19 dicem-
apostolica. imitazione de' gentili i primi cri-
bre i3io lo creò cardinale prete stiani celebrarono talvolta esequie
di s. Prisca e legato in Inghilter- novendiali, per quanto solo riguar-
ra, dove si condusse con Arnaldo dava le cerimonie civili, riprovan-
vescovo di Poitiers poi cardinale, done il superstizioso , tuttavolta s.

per riconciliare i baroni del regno Agostino nelle sue questioni sopra
con Edoardo II. Nel tempo slesso la Genesi non sembra che le ap-
trattò di proposito con quel sovra- provasse. Si celebrarono novendiali
no, che i beni stabili de'cavalieri esequie pei cardinali, ed ora solo
templari d'Inghilterra fossero dati pel Pupa. Il Berlendi, Delle obla-
ai cavalieri gerosolimitani, al che zioniy p. 179, parlando degli anti-
si opposero i grandi della nazione, chi anniversari de'defunti, dice che
onde il legato se ne dovette toma- ne' primi secoli della Chiesa si

ie senza aver potuto far nulla. Fi- celebrava la messa nel terzo giorno
lippo IV re di Francia gli accor- della sepoltura de' morti, pure cos'i

dò la facoltà di concedere a qua- nel giorno settimo, nel giorno nono,


lunque persona gli fosse piaciuto nel trentesimo e nel quarantesimo,
una pensione di 5o lire turonesi da in suffragio de' medesimi. Il giorno
pagarsi dalla camera regia. Morì terzo si osservava per sollecitare il

in Avignone nel iSiy, e trasfcri- riposo a' defunti; il settimo, come


NOV INOV ,39
scrive s. Agostino, septenarìus mi' festa del Natale, e con essi ricevere
vicrus propler sabbaU sacramento- il Signore ; il che diede motivo ai
rum praccìpue qiiielis indicìum estj divoti di aggiungere un altro gior-
linde merito mortnis tamquam re- no e far nove, in memoria de' no-
quiescr.ntibus exhibctur. Del nono il ve mesi che il Verbo incarnalo stet-
Durando ne rilevò così il niistero: te ueir immacolato seno della Ver-
Officium novem dìerum, ut per hoc gine. Dice inoltre che i principii di
off/cium mortuorum aniniae a poe- questa novena, con parole non oscu-
nis liberatae novem Angelorum or- re si trovano nel concilio di Tole-
dinibus associenliir. 11 trentesimo, do, celebrato nel 694, e fu praticata
secondo l'Amalario si celebra , per- dalla chiesa Toletana, la cui celebre
chè Mosè ed Aronne per trenta gior- consuetudine fu confermala coll'au-
ni furono pianti. Il quarantesimo torità di s. Idelfonso suo arcivesco-
vuole Eustrazio che la Chiesa lo ap- vo, onde si propagò per tutta la
plichi in suffragio de' defunti , in Spagna il divoto uso della novena
memoria che il Redentore dopo 4o avanti il santo Natale. Quindi pas-
giorni di sua resurrezione ascese al sò in Italia ed altrove. Il Cancel-
cielo. lieri nell'erudite Notizie intorno alla
Giustiniano I imperatore avea novena di Natale, nulla riferisce
ordinato, che hacredes non tene- di sua origine, solo che in Roma
rentur credi toribns defaneti respon- l'introdusse nella chiesa di s. Maria
dere ante novem dies ah obitu de- sopra Minerva il domenicano e servo
fiincti; ne' quali giorni gli eredi e di Dio Giacomo Colta figlio di tal
p.
tutta la famiglia vestivano a Lutto convento, il quale ho potuto conosce-

(Vedi). Il p. Menochio nelle Stuorc^ re che ivi l'istituì nel 1618 solenne-
centuria V, cap. ^o Che nelle no-
: mente, e poi si propagò per tulio
vene che si fanno
onore de'santi in l'orbe cattolico. Il medesimo Can-
non ci è superstizione, sembra che cellieri a p. 89 e io5 delle Notizie
già a suo tempo piaticavansi, senza istoriche delle chiese^ tratta della re-
però dichiararlo egli mori nel i656.
: cita di 4^ Ave Maria e 4^ bene-
Solo riporta due esempi, la nove- dizioni, dal 29 novembre al 23 di-
na che in Francia si fa al sepolcro cembre, in preparazione alla festa
di s. Marcolfo, e quella che si ce- di Natale,ad imitazione di s. Cate-
lebra in Andaino per s. Uberto ve- rina da Bologna, morta nel ilfiZ.
scovo, con particolari osservanze. 11 Dal grande ed universale profitto
Sarnelli, che morì nel 1724, nelle che si ricavò dalla novena di Na-
Leu. eccl t. IV, lett. XI : Dell'ori- tale, s'introdussero le altre novene,
gine delle sacre novene, riproducen- essendo il numero nove, numero di
do diverse erudizioni del p. Meno- lustrazioni, di perfezione e di peni-
chio, aggiunge di potersi supporre, lenza, per cui si giunge all'allegrez-
che come la Chiesa prorogò le fe- za spirituale del decimo, eh' è il

stività più celebri coW Ottava (Ve- giorno della solennità. Osserva il
di)y così introdusse il prevenire tali Sarnelli, che chiamandosi le feste
solennità con altre ottave che ser- de' santi giorni natalizi, ne' nove pre-
vono di preparazione, come avea cedenti si rappresenta tutta la loro
istituito che con particolari uflìzi vita mortale impiegata ne' combat-
per otto giorni ci preparassimo alla timenti contro il mondo, il demo-
i4o NOV NOV
nio e la carim, essendo tutta la no* fatta colla esposizione del ss. Sagra-
stra vita milizia e tentazione, e nei mento, per cui poi furono con si-

decimo si celebra il trionfo e la fe- mile rito introdotte le altre in pre-


sta; e come noi in que* note giorni parazione alle feste della ss. Ver-
gì'imitiamo nelle orazioni e nelle gine. Nella Vita della serva, di Dio
opere buone, cosi siamo partecipi Lucia Filippini^ istitutrice delle Mae-
della loro allegrezza ricevendo nella stre pie {P'edi), i57 si legge, a p.
festività le desiderate spirituali con- che pel tenero amor suo v«rso la
solazioni. Clemente XI a' 4 febbraio Beota Vergine, adoperossi per ista-
1714, colla cosUtuzione Ad confo- bilire nella città di Montellascone
vendam^ ordinò la festa di s. Giu- le sette novene che precedono le di

seppe sposo di Maria Vergine, con lei principali feste, e vide prima del
indulgenza a quelli che nella chiesa 1782 esauditi suoi desiderii. I Papi
i

di s. Ignazio di Roma interverreb* col premio delle indulgenze furono


Ijero all'esposizione del ss. Sagra- assai benemeriti della propagazione
meoto, nei nove giorni precedenti del pio esercizio delle novene, e di-
alla festa del medesimo santo. Da verse concessioni si leggono nel li-

ciò il Novaes, nella Fiia dì Cle- bro Raccolta di orazioni e pie o-


:

mente A'/, crede originale e intro- pere con indulgenze. Sulle novene
dotte le novene ad onore de' santi, scrissero , Giuseppe M. Frola De :

delle •
quali Lambertini, poi Bene- novendialibus supplicalionibus in ho-
detto XIV, dichiara non aver tro- norem sanctorum i Romae 1714-
vato memorie di altre novene pri- Rondet Sur les prieres des heures,
,

ma di questa, De canon, ss. ììb. IV, et reniarques sur l'origine des neu-
par. 2, cap. XIII, n. 8. Narra il p. vaineSy t. 5'j del Journ. eccl. de Di-
Memmi, Notizie ìstor. dell' oratorio nouarty p. 75, e t. 60, p. 175. Gio-
del p. Caravita, p. 228, che il car- vanni Gerson e Guglielmo Marlot,
dinal Giuseppe Sacripanti avendo in Hist. Renten. ap. Dan. Papebro-
edificato in s. Ignazio una nobile chium t. I, Maii, Bolland. t. I. Sa-
cappella a s. Giuseppe, dispose che verio Vanalesti, Discorsi per le

ogni anno ivi se ne celebrasse la novene y Venezia. Liguori, Brevi


festa previa una divola novena, con meditazioni distribuite per novene ^
istruzioni morali, esposizione del ss. Monza 1824. Cav. Fabi Montani,
Sagramento, recita di alcune preci, Costumi sacri roniaid , fase. 20.
discorsoa lòggia di meditazione, in l\ Tridui e Festa.
cui s' innestava alcuna virtù del NOVENDIALI. P^. Funerali, No-
santo per muovere all'imitazione, il vena, Orazioni funebri.
canto delle litanie e benedizione col NOVIZIO, Novitius. Religioso o
Venerabile. Nella festa del santo fa- religiosa che non ha ancor fatto i

cevasi la comunione, e nelle ore po- suoi votij e ch'è nel suo anno di

meridiane il panegirico in lode del prova, che chiamasi noviziato, du-


santo stesso, con infinito concorso rante quale si prova la sua vo-
il

di popolo. Nel 1723 s'incominciò cazione. Decretò il concilio di Tren-


in Roma a praticarsi nella chiesa to, che non si devono ammettere
di s. Maria in Cosmedin, la nove- i novizi alla vestizione, se non pas-
na della Natività di Maria Verdine, sata l'età della pubertà. Le regole
e fu la prima che in Roma tosse generali stabilite per il noviziato e

I
Nov frov i4f
la professione religiosa, sono appli- Sonovi in Novogorocl alcune grandi
cabili tanto ai religiosi che alle piazze, circa 60 e più chiese, ti ne
religiose; ma per certe considera- conventi, nna casa d'orfani, un bel
zioni vennero stabilite alcune rego- bazar, una biblioteca non molti mss.
le particolari, concernenti ia reli- gieci, e due slavi de'secoli Xlll e
giosa professione delle donne. 1^. e XIV, contenenti i quattro evan-
Frate, Monaco, Monaca^ Odiata, geli; un seminario, e diverse istitu-
e gli articoli relativi. zioni elementari. Le sue chiese nu-
NOVGOROD, NOVOGOROD, merose coi loro campanili, nella mag-
o VELIRI NOVOGOUOD , No- gior parte dorati, e le antiche fortifìc
vogardia Magna. Città vescovile zioni •
danno ancora a questa città
della Russia europea, capoluogo del un aspetto imponente, e richiamano
governo e del distretto del suo no- alla memoria la grandezza di que-
me, distante 87 leghe da Pietro* sta antica metropoli degli slavi, che
borgo e i\i da Mosca,, sul Wol- prima del secolo XV si pretende
kov, attraversato da un bel ponte avesse quattrocento mila abitanti,
di legno, presso l' uscita del lago che oggi ascendono a più di venti
llmen. E la residenza del gover- mila. Fa un commercio assai atti-

natore militare di Novogorod e di vo con Pietroburgo, e presso la ri-


Tver, di un governatore civile, e va dell' llmen vi è il monastero di
sede di un arcivescovo greco. Si- s. Sergio.
tuata una bella pianura, è di-
in JVovogorod soprannominata Veliki
visa in due parli dalla riviera; quel- ossia la grande, onde distinguerla
la della riva destra si chiama Tor- dalle altre dello slesso nome, è una
govaia o del Mercato, e quella del- delle città più antiche e celebri del-
la sinistra Sophiiskaia o quartiere la Russia. Sembra probabile che
di s. Sofia. Quest'ultima vedesi cin- sia stata fondala dagli slavi nel V
fa da un bastione di terra altissi- secolo, presso poco all'epoca stes-
mo, e da una fossa profonda. Rin- sa di Kiovia (f^edì). Si governò
chiude il Kreml, antica fortezza eret- per lungo tempo in repubblica
la nel io44 ^^^ granduca Uladimi- e divenne possente, ma lacerata
ro laroslavitch e dove si trovano, da interne dissensioni ,
passò ad
il palazzo deir arcivescovo, il conci- essere tributaria de' varegui ;
qual-
storo, il tribunale, e la cattedrale che tempo dopo ne scosse il gio-
di s. Sofia, grande edifizio, uno dei go, ma ricominciati i torbidi civi-
più antichi dell'impero, in cui sono li chiamò, al suo governo nell' 862
le famose porte di bronzo, e si' ve- tre principi \areguo-russi. Ruric,
dono i sepolcri di molti sunti e uno di essi, rimase il solo sovrano
de' principi russi che regnarono in per la morte de' suoi fratelli, in-
quesla città; vi si conservano pure grandi