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Comunità Viva luglio 2013

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Bollettino parrocchiale Castions di Zoppola
Bollettino parrocchiale Castions di Zoppola

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11/09/2013

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Comunità Viva

vita nuova e profezia cristiana

Anno 42° - N° 140 luglio 2013

bollettino parrocchiale di castions
BOLLETTINO PARROCCHIALE - Castions di Zoppola - Dir. resp. Mons. Bruno Cescon - New Print Fossalta di Portogruaro (VE) Sped. in a.p. art. 2 / 20/c legge 662/96 - Udine - Mittente PARROCO 33080 CASTIONS di Z. (PN) - Tel. (0434) 97241

PAPA FRANCESCO
“Io, vescovo di Roma, preso quasi alla fine del mondo”

nato in Piemonte a Portacomaro in provincia di Asti e faceva il ferroviere, era emigrato a vent’anni in Argentina. La madre Regina Sivori faceva la casalinga. Jorge Mario si diplomò prima come perito chimico e poi a 21 anni entrò in Seminario come novizio nella Compagnia di Gesù; si laureò in filosofia e in teologia, con una tesi dottorale in Germania. A 37 anni era già provinciale e quindi capo dei Gesuiti in Argentina. Arcivescovo di Buenos Aires dal 28 febbraio 1998. Venne nominato cardinale nel 2001 da Giovanni Paolo Il. La scelta del nome Francesco, diventa profezia di povertà, santità di vita e volontà di portare Gesù Cristo fino ai confini della terra. Francesco, un nome che richiama la Chiesa alla sua originaria forza rivoluzionaria, la richiama al dovere di mettersi il grembiule e farsi serva per ridare speranza. Fin dalle prime parole si possono comprendere tante cose importanti e significative. Il proclamarsi vescovo, cioè pastore con la gente e tra la gente, l’invito alla preghiera per il predecessore e anche per sé, la richiesta del silenzio nella Piazza gremita di migliaia di fedeli. Egli viene da una comunità povera, questa sarà perciò la nuova ricchezza, la possibilità di ritrovare il Signore attraverso il coraggio dell’ umiltà. Già abbiamo accolto molti dei suoi messaggi forti e chiari, espressi in modo semplice e immediato. Eccone alcuni: l’invito ai giovani “non lasciatevi rubare la speranza” e “giocate la vita per grandi ideali”, “Scommette sui grandi ideali, sulle cose grandi. Non siamo stati scelti dal Signore per “cosine” piccole: andate sempre al di là, verso le cose grandi. Cari amici - ha aggiunto papa Francesco -, spalanchiamo la porta della vita alla novità di Dio che ci dona lo Spirito Santo, perché ci trasformi, ci renda forti nelle tribolazioni, rafforzi la nostra unione con il Signore, il nostro rimanere saldi in lui: questa sarà una vera gioia!”. L’invito “ad andare controcorrente”, andare controcorrente è possibile: contando un po’ sulle nostre (povere) forze, e molto sulla misericordia infinita di Dio (tema ricorrente nel magistero di papa Francesco). «Non ci sono difficoltà, tribolazioni, incomprensioni che ci devono far paura se rimaniamo uniti a Dio come i tralci sono uniti alla vite, se non perdiamo l’amicizia con lui. È tanto misericordioso il Signore: sempre, se andiamo da lui, ci perdona». Impressionanti e forti le parole del papa all’isola di Lampedusa, pochi giorni fa: Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere! … Domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, di piangere sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo”. Da tanti messaggi comprendiamo come Papa Francesco, pur rivolgendosi ad ogni uomo, vuole scuotere soprattutto noi cristiani per risvegliare in ognuno la bellezza, la novità e la forza della fede. Le sue parole sono un invito costante alla speranza, al rinnovamento, a lasciarci spingere dallo Spirito Santo per passare da una chiesa preoccupata di conservare l’esistente, ad una Chiesa “missionaria”: testimone di un amore che opera nascostamente e fa nuove tutte le cose. Don Ugo

www.ilroma.net

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Alle 19.06 del 13 marzo, dopo 2 giorni di Conclave, la fumata bianca ha annunciato al mondo la scelta del successore di Benedetto XVI. Un’esplosione di gioia dalla folla riunita in Piazza San Pietro ha accolto il primo Pontefice sudamericano della storia: Jorge Mario Bergoglio. Ecco le sue prime commoventi e indimenticabili parole che ha rivolto il 13 marzo 2013 alle ore 20.22 ai numerosi fedeli presenti in piazza San Pietro e al mondo: “Fratelli e sorelle, buona sera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma, sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo... Ma siamo qui! Vi ringrazio dell’accoglienza! La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo. Grazie! E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca (il Papa recita con tutti i fedeli il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre). E adesso incominciamo questo cammino, vescovo e popolo, vescovo e popolo, questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, d’amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo, e nel quale mi aiuterà il mio cardinale vicario qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa tanto bella città. E adesso vorrei dare la benedizione, ma prima - prima vi chiedo un favore. Prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la benedizione per il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me (silenzio). Adesso darò la benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e donne di buona volontà (segue la formula di benedizione). Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto! Domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo! Jorge Mario Bergoglio è nato a Buenos Aires in Argentina il 17 dicembre 1936. Il padre, che si chiamava Mario come lui, era

PRIMA COMUNIONE
Abbiamo accompagnato con gioia questi bambini verso la loro Prima Comunione: E’ stato un anno catechistico intenso ma sereno e piacevole, nel quale i bambini si sono preparati responsabilmente. Alcuni incontri hanno unito ancora di più il gruppo, ad esempio la pizza organizzata in oratorio sabato 2 marzo, alla quale hanno partecipato con molta disponibilità e allegria anche i genitori. Coinvolgente ancora di più l’uscita di domenica 14 aprile con i bambini, i loro genitori, le catechiste, don Ugo e Andrea, tutti insieme ci siamo reacati con le proprie auto (un serpentone lungo una vita!) al santuario della Madonna Del Monte sopra Marsure di Aviano, per preparare insieme la messa di Prima Comunione: i canti, le letture, i commenti e le preghiere. Dopo un tempo di preghiera e di lavori di gruppo abbiamo celebrato la Messa e per diversi genitori c’è stata la possibilità di accostarsi al sacramento della confessione (ringraziamo da queste pagine don Sergio Moretto, Rettore del santuario, che si è reso disponibile per questo). Poi il pranzo conviviale al sacco e frizzanti e divertenti giochi con bambini e genitori. Non possiamo dimenticare la bella giornata di sole e di caldo dopo tante giornate di pioggia e di freddo… anche questo lo consideriamo un piccolo regalo di Dio. Nell’ultimo mese di preparazione c’è stata una bellissima sorpresa quando i genitori di loro iniziativa hanno organizzato le musiche e i canti per la messa di Prima Comunione con diverse prove per bambini e genitori. Questo percorso così ricco ha fatto sì che uno dei momenti più belli per un bambino, ricevere l’Eucarestia, sia riuscito nel migliore dei modi per la felicità di tutti. Ora non ci resta che pregare perchè il Signore possa continuare la sua opera e mantenga vivo nel cuore di tutti la bellissima giornata vissuta con Lui.

CATECHISMO IN FAMIGLIA
Durante lo scorso anno catechistico, Don Ugo e la catechista Patrizia ci hanno chiesto se fossimo stati disponibili ad ospitare a casa nostra il gruppo di ragazzi di prima superiore che si stanno preparando alla cresima. Il Catechismo In Famiglia e’ un nuovo modo di fare catechismo, promosso dal Vescovo di Pordenone, Mons. Pellegrini, per coinvolgere in maniera diretta i genitori nella preparazione religiosa dei propri figli. Inizialmente la richiesta di Patrizia e Don Ugo ci ha un po’ sorpresi ed eravamo un po’ incerti, perché non sapevamo proprio come poter gestire una lezione di catechismo. Riparlandone con loro, ci siamo quindi convinti a procedere con “l’esperimento”. Abbiamo incontrato di nuovo Patrizia e Don Ugo, i quali ci hanno “preparato” alla lezione di catechismo che avremmo dovuto tenere a casa nostra, illustrandoci il Vangelo che avremmo dovuto esporre, e spiegandoci anche come dovevamo procedere alla sua discussione. Un sabato pomeriggio abbiamo perciò accolto nella nostra casa i ragazzi del catechismo. Dopo aver letto il Vangelo della domenica seguente, abbiamo posto loro alcune domande per invitarli alla discussione, e per farli ragionare sul significato della lettura. E’ stata un’ esperienza veramente utile ed interessante, sia per noi genitori che per i ragazzi. Per noi, perché abbiamo potuto partecipare direttamente ed attivamente alla preparazione catechistica dei nostri figli. Per i giovani, che hanno svolto una lezione di catechismo diversa dal solito, ed alla fine si sono pure guadagnati una sostanziosa merenda... Se possiamo dare un consiglio, invitiamo anche altri genitori ad aprirsi a fare la nostra stessa esperienza, senza timori, perché non servono conoscenze particolari, ma soltanto essere disponibili ad aiutare i nostri figli nel loro cammino di crescita e responsabilità religiosa. Stefano e Nerella Piccoli

Ecco i nomi dei 25 bambini, come potete vedere nella foto: Giulia Maria Buttazzo, Andrea Correale, Andrea Damiano, Melissa D’Andrea, Davide Del Pin, Enrico De Piero, Yan Malpaga, Desy Marchi, Giuseppe Mauceri, Chiara Michieli, Cristian Moretto, Sara Moras, Marco Moro, Marco Murador, Mattyas Nardi, Nicola Ornella, Michele Peruch, Sara Pilutti, Riccardo Pilosio, Eleonora Semeraro, Martina Sisto, Francesco Sisto, Alex Tollon, Enrico Tramontin, Giulia Trevisan.

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“Accendi il Fuoco che c’è in me”
Veglia Diocesana di Pentecoste con Mons. Giuseppe Pellegrini Sabato 18 maggio 2013, più di duecento ragazzi provenienti da tutta la Diocesi si sono riuniti nella chiesa parrocchiale di Castions di Zoppola per invocare insieme il dono dello Spirito nella solennità di Pentecoste. Per la veglia, dal titolo “Accendi il fuoco che c’è in me”, non è stata scelta a caso la Pieve della nostra parrocchia, alla quale, nel 1638, papa Urbano VIII concesse l’indulgenza plenaria annuale nel giorno di Pentecoste. Questa tradizione storica, che ormai continua da secoli a Castions di Zoppola, è stata quest’anno arricchita dall’appuntamento promosso per la prima volta a livello diocesano dalla nascente Pastorale Adolescenti e Giovani, diretta da Franco Canzian e da don Ivano Zaupa. La serata si è svolta all’insegna della scoperta dei doni dello Spirito Santo: oltre che nella preghiera, i ragazzi hanno avuto modo di approfondire i sette doni dello Spirito attraverso sette attività pensate per loro e il racconto di altrettanti testimoni. Dopo il ritrovo iniziale, i ragazzi si sono radunati in piccoli gruppi intorno a sette fuochi allestiti all’esterno della chiesa, dove i testimoni hanno potuto raccontare loro alcuni fatti salienti della loro vita di fede. Il dono della sapienza, dell’intelletto, del consiglio, della fortezza, della scienza, della pietà e del timore di Dio sono emersi così come parte, sostegno della loro esistenza e non come concetti astratti. Da ultimo, ha preso la parola anche il nostro vescovo, sua Ecc.za Mons. Giuseppe Pellegrini, che ha lanciato ai giovani presenti un forte messaggio di fiducia e di incoraggiamento: il fuoco dello Spirito è già presente dentro ciascuno di noi, anche se spesso viene soffocato dalla fretta del ‘tutto e subito’ e dal timore di essere cristiani “controcorrente”.  Per questo c’è bisogno dello Spirito Santo: Lui solo può rimettere in circolo i suoi doni. Infine il vescovo, sulla scia di quanto fece più volte papa Giovanni Paolo II nel corso del suo pontificato, ha esortato i giovani presenti a non avere paura, a prendere il largo e a lasciarsi sospingere dalla brezza dello Spirito. La veglia si è conclusa con la tradizionale benedizione e consegna del pane di Pentecoste a ciascun partecipante.

IL NUOVO CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE (C.P.P.)
Sabato 16 e domenica 17 marzo è stato avviato il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale. In realtà era scaduto circa due anni fa, ma l’arrivo del nuovo parroco don Ugo ha fatto slittare i tempi del rinnovo. Qualche chiarimento sul ruolo del CPP. Cos’è il CPP? Il CPP è un gruppo di persone che affiancano il parroco nella conduzione della vita cristiana di una Comunità. Ha funzioni solo consultive poiché la presidenza e la decisione finale sul da farsi attiene comunque e sempre al parroco. Chi ne fa parte? Alcuni sono membri di diritto come il Parroco, i rappresentanti delle Associazioni cattoliche, dei movimenti e gruppi ecclesiali. Per la nostra Comunità, c’è il rappresentante dell’azione Cattolica, dei Catechisti, degli animatori dei ragazzi, del Gruppo Caritas e del Consiglio per gli affari economici (ex- fabbricieri). La parte più consistente di membri viene eletta dalla Comunità. Altri tre membri possono essere nominati direttamente dal parroco per le loro competenze. Quali i compiti? Stabilito che il primo compito per un membro del CPP è vivere e testimoniare la propria fede, l’azione successiva è quella di sostenere unitamente al parroco, l’azione pastorale della parrocchia. Come? Promuovendo e portando a termine delle iniziative che si propongono e trovano il loro sviluppo in opportune Commissioni di studio. Qualche esempio: la Commissione Caritativa ha il compito di andare incontro alle emergenze di povertà che affiorano nella nostra Comunità e in senso più ampio nel nostro Comune, predisponendo raccolte di cibo, vestiario, di informazioni e di supporto anche ai tanti stranieri che abitano il nostro territorio. La Commissione Liturgica, interviene nei momenti forti del nostro vivere cristiano, il tempo dell’Avvento, il Natale, la Quaresima, la Settimana Santa con la Pasqua, la Pentecoste, gli incontri di preghiera come l’appuntamento mensile del “Venite in disparte”, processioni e altro. Di fatto gli appartenenti a questa commissione devono predisporre e pensare a come la Liturgia possa venire offerta in modo nuovo all’uomo d’oggi. La Commissione famiglia invece si occupa delle problematiche della famiglia, intendo i rapporti che intercorrono tra genitori, tra genitori e figli, con i nonni o gli anziani che vivono in famiglia. Oltre ad alcune iniziative già poste in atto come ” Il gruppo coppie sposi”, la giornata della famiglia, la festa degli anziani, la commissione può avviare anche cicli di conferenze con esperti nelle tematiche che si pensa possano essere di utilità alla famiglia. La Commissione giovani si occupa dei giovani, promuovendo iniziative che possano sviluppare il senso religioso, solidale e civico dei nostri ragazzi. Non solo campeggi o esperienze simili quindi, ma anche percorsi formativi. La Commissione per gli affari economici (CPAE) si occupa delle esigenze parrocchiali che comportano un impegno economico: manutenzioni , spese per innovazioni tecnologiche, acquisti, ecc. . Il ruolo del CPP oggi, confrontandolo solo a qualche decina di anni fa, è radicalmente cambiato. I laici nella Chiesa trovano un nuovo stare, grazie alle precise indicazioni del Concilio Vaticano II°. In uno specifico documento si ribadisce l’importanza dei laici nella Chiesa, proprio perché cristiani e quindi persone che vivono la loro fede in Cristo e

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quindi, al tempo stesso, testimoni e missionari. Bisogna ricordare che fino a poco tempo fa, i laici erano chiamati solamente a collaborare con il parroco e tutto finiva lì. Come si può ben capire, collaborare è un conto, la responsabilità in fin dei conti non investe mai il collaboratore, ma essere corresponsabili è tutta un’altra cosa. Decidere insieme per portare insieme il peso delle scelte positive o negative che ne conseguono è la linea indicata dalla Chiesa oggi. Un cenno alle votazioni. I membri del CPP durano in carica cinque anni. Oltre alla disponibilità data da alcuni membri del CPP appena scaduto, si è integrata la lista delle persone con le preferenze indicate dai fedeli che hanno partecipato alle Sante Messe del 16 e 17 marzo scorso. La nota di fondo riguarda il modo con cui il CPP lavora: il clima è di ascolto, di un sereno confronto, di rispetto nella ricerca unanime delle soluzioni alle problematiche che si presentano per la crescita della comunità. Enzo Barabas I NUOVI MEMBRI DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Giovani: Cavalsi Giulia - Colautti Martina - Cucit Elia - Ius Emanuele - Monestier Vanessa - Pizzato Sara - Pagura Luana - Mistruzzi Letizia Adulti: Barabas Enzo - Bertolo Ivana - Borean Angela - Borean Severino - Bortolussi Giuseppe - Brun Luigina - Corazza Domenico - Cozzarini Luigino - Cucit Sergio - Della Libera Jenny - Fornasier Elena - Furlanetto Carla - Galvanin Michela - Ius Massimo - Ius Mirella - Ius Miriam - Ius Roberto - Martin Elisa - Moro Nereo - Nonis Renato - Ornella Silvano - Pagura Marco - Pagura Rita - Sartori Marina - Silan Luisa - Vendramini Donatella - Zamuner Roberta Presidente: Gaspardo don Ugo

ne della Chiesa, in virtù dei sacramenti che hanno ricevuto e che li accomuna alla missione di Cristo. Essi inoltre sono coloro che trattano le cose di questo mondo e lo orientano verso Dio. “I preti sono la memoria, i religiosi sono il futuro, i laici sono il presente pieno di gioia e di speranza insieme agli altri.” Il Consiglio Pastorale E’ l’espressione più concreta della corresponsabilità dei laici ed è il luogo privilegiato nel quale realizzare in concreto il concilio nella Comunione, corresponsabilità e testimonianza . La chiesa nel mondo contemporaneo La riflessione del concilio sulla chiesa nel mondo contemporaneo pone al centro il valore della dignità della persona umana fatta a immagine e somiglianza di Dio e illuminata da Gesù Cristo “uomo nuovo”. Un nuovo stile di Chiesa Nel rapporto tra chiesa e mondo il concilio propone lo stile del dialogo, dell’ascolto e del servizio. La Parola di Dio Dimensione fondamentale della chiesa, è l’ascolto della Parola di Dio. La chiesa non è la fonte della verità ma piuttosto si pone in ascolto della Verità. Essa è veramente se stessa se rimane in ascolto della Parola di Dio. Il cristiano è anzitutto un “uditore della Parola”. Ogni dimensione e azione della chiesa deve partire da un attento, assiduo, amoroso ascolto della sua parola, che discerne, illumina, guarisce, dona gioia e spinge alla testimonianza. Il concilio dono dello Spirito A cinquant’anni dal concilio possiamo chiederci se il concilio sia vicino o lontano? Il concilio è sicuramente lontano ma sta anche davanti a noi. Dobbiamo ritenerlo uno dei più bei doni che lo Spirito Santo ha fatto alla Chiesa. Siamo dunque chiamati a riscoprirlo e reinterpretarlo secondo le esigenze della chiesa e del mondo di oggi. Don Ugo

QUATTRO INCONTRI SUL CONCILIO
Nei mesi di aprile e maggio la parrocchia di Castions unitamente all’unità pastorale di Zoppola ha organizzato quattro incontri sul Concilio Vaticano II° presso la parrocchia di Orcenico Inferiore. Gli incontri sono stati tenuti da don Giosuè Tosoni, don Orioldo Marson e Don Maurizio Girolami. Ecco alcuni spunti raccolti nel corso degli incontri. La Chiesa popolo di Dio Se precedentemente si parlava di chiesa ponendo l’accento innanzitutto sulla chiesa come gerarchia: preti, vescovi, papa. Ora invece si parla di Chiesa come popolo di Dio all’interno del quale ci sono ruoli, servizi, ministeri diversi. La Chiesa comunione Per qualche teologo questa affermazione è la più grande novità del concilio. Una Chiesa intesa come popolo di Dio é una Chiesa-comunione. Questo aspetto esprime l’identità più profonda della chiesa chiamata ad essere segno concreto (sacramento) dell’amore e della comunione di Dio con gli uomini; come il prolungamento e la continuazione della missione stessa di Gesù. I laici corresponsabili Prima del concilio i laici avevano un ruolo piuttosto passivo nella vita della Chiesa. Nell’Azione Cattolica, ad esempio, i laici collaboravano con i preti e la gerarchia. Il concilio afferma che i laici partecipano in maniera attiva alla vita e alla missio-

TROFEO DON BOSCO A CASTIONS DI ZOPPOLA

Era il febbraio 2012 ed una cospicua nevicata fece posticipare di due settimane il Trofeo Don Bosco proposto dagli exallievi di Pordenone. Poi, per quasi un anno, la parrocchia di Sant’Andrea ha ospitato quella statuetta al cui interno è contenuta una piccola reliquia del Padre e Maestro della gioventù. Nell’ultimo periodo dell’anno con Don Bosco si sono succeduti vari momenti di incontro e di arricchimento tra exallievi, ragazzi di Castions e parrocchiani.

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Un piccolo esempio è avvenuto con la tradizionale castagnata che è stata organizzata con i giovani di Orcenico Inferiore dove don Ugo è parroco, abbinando così le due parrocchie da lui gestite: Castions e Orcenico. E’ stato un bel pomeriggio, anche meteorologico, dove un nutrito gruppo di giovani e animatori assieme ad alcuni exallievi hanno dato vita ad alcuni giochi simpatici in attesa delle caldarroste, veramente squisite. Poi, con il Trofeo davanti all’altare, don Ugo ci ha invitato alla Santa Messa presso la splendida chiesetta del borgo di Cevraia, nei pressi di Castions. Le parole del parroco sono state di riconoscenza agli exallievi ed ai salesiani di Pordenone che, insieme, continuano a proporre l’opera educativa di Don Bosco. Per i presenti, ed in particolare noi exallievi, è stata una giornata vissuta con i giovani all’aria aperta e con il Signore durante l’eucarestia, naturalmente sempre con l’amorevole protezione dell’Ausiliatrice e l’affetto paterno di Don Bosco, questa volta, veramente itinerante e, se mi è permesso, sempre più universale. Siamo arrivati poi alla conclusione: domenica 20 gennaio il Trofeo Don Bosco ha terminato la sua permanenza nella parrocchia di Castions alla quale molte persone del paese ed exallievi del Don Bosco di Pordenone hanno partecipato con gran entusiasmo. La mattinata è iniziata con il ritrovo presso la Galleria d’Arte Civica allestita nella restaurata casa natale di mons. Gelso Costantini, dove l’assessore del Comune di Zoppola Lindo Pagura ha esposto la vita del cardinale mostrando alcuni ritratti e sculture. La mattinata è poi proseguita con la Santa Messa presieduta da don Ugo insieme a don Pierino Trentin, già animatore spirituale del Don Bosco di Pordenone. La celebrazione è stata un momento di riflessione non solo per gli exallievi, ma anche per la comunità di Castions, la quale si è dimostrata aperta nell’ accogliere il carisma e i valori di San Giovanni Bosco. Al termine della messa, gli exallievi si sono ritrovati nell’oratorio di Castions per festeggiare e concludere la mattinata all’insegna della compagnia, con la promessa che l’amicizia e la collaborazione continueranno anche in futuro. Infatti la collaborazione è continuata nel marzo scorso con la rappresentazione dell’opera “Torna a casa Tomaso” proposta dalla compagnia “Giù dai colli” formata dagli exallievi. Il poter recitare all’interno della Pieve di Sant’Andrea è stato

La presentazione di “Foglie secche” a Roma il 21 giugno 2013
Il nome di Castions di Zoppola è risuonato molte volte venerdì 21 giungo 2013 all’Università della Santa Croce a Roma, in piazza Navona. Là si è tenuta la presentazione del volume “Foglie secche”, scritto dal Cardinale Celso Costantini, ora pubblicato in edizione critica curata dal prof. Bruno Fabio Pighin per i tipi di Marcianum Press (Venezia). Per la circostanza, i vertici della Chiesa e dello Stato hanno inteso rendere omaggio al Cardinale nato nella parrocchia di Castions, nella quale trascorse l’infanzia e l’adolescenza e dove, dopo ripetuti ritorni, volle che riposassero le sue spoglie mortali. I messaggi di Papa Francesco e del Presidente Napolitano sono stati letti in apertura della presentazione dell’opera davanti a un’Aula Magna gremita di cardinali e di vescovi, di esponenti politici e della cultura, di ambasciatori e di semplici cittadini. Dalla nostra diocesi hanno partecipato 120 persone, tra le quali una quindicina provenienti dal comune di Zoppola, ma altre sono giunte da molto più lontano. È il caso di Padre Pietro Zhang, arrivato da Pechino per la circostanza che tanto ha onorato la sua Congregatio Discipulorum Domini (CDD), fondata da mons. Costantini tra gli eredi del Celeste Impero e della quale egli ora è Vicario generale. L’evento, presieduto dal cardinale Fernando Filoni, è stato aperto dal saluto del sindaco di Zoppola, dottoressa Francesca Papais, intervenuta anche a nome del primo cittadino di Concordia Sagittaria e del rappresentante della Provincia di Pordenone, Bressa, pure presenti alla manifestazione. Quindi è intervenuto il nostro vescovo mons. Giuseppe Pellegrini per sottolineare che Costantini si rivela all’origine del trasferimento della sede diocesana da Concordia a Pordenone. Nelle sue mani si trovò la diocesi dopo le devastazioni della prima guerra mondiale: «L’avere salvato la vita a ben 355 bambini, da lui chiamati Figli della guerra”», ha concluso il Presule, «rimane un monumento insigne, che lo qualifica come degno candidato per un processo di beatificazione». Le relazioni su “Foglie secche” sono state svolte da personaggi di grosso calibro: l’arcivescovo cinese Savio Hon Tai Fai, che per ben due volte venne da noi a rendere omaggio a Celso Costantini, il direttore de L’Osservatore Romano prof. Giovanni Maria Vian, il vescovo spagnolo mons. Juan Igancio Arrieta, a nome della Facoltà di diritto canonico di Venezia, e l’avvocato Pompeo Pitter, nuovo presidente dell’Associazione “Amici del cardinale Celso Costantini”. In estrema sintesi, i relatori hanno definito l’opera il “capolavoro letterario” di Celso Costantini, la quale dà un notevole contributo alla verità storica, evidenziata dall’apparato critico del testo fornito dal curatore. Eccezionale è stata considerata la testimonianza sulla prima guerra mondiale, come anche il ritratto composto dal futuro Cardinale su Gabriele D’Annunzio che egli seppe fronteggiare a Fiume, ora in Croazia, evitando un bagno di sangue alla città martoriata e favorendo l’uscita di scena del comandante poeta. L’evento si è concluso con un vivo ringraziamento da parte del curatore del volume, che ha spiegato in cosa è consistito il suo lavoro. La nuova pubblicazione riporta il testo integrale dell’opera come è uscita dalla penna di Porporato originario di Castions, vanta quasi 600 note aggiunte per rendere ben identificabili le figure che compaiono nella trama, riceve un

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veramente emozionante e di questo ringraziamo con affetto don Ugo e tutta la comunità parrocchiale per l’ospitalità. Quest’anno il Trofeo è ospitato presso la parrocchia di Santa Lucia di Budoia ma siamo certi che l’amicizia sincera che ci lega con gli amici di Castions continuerà negli anni avvenire con proposte e idee. Daniele Rampogna (exallievo)

quadro storico con introduzioni e indici che conferiscono un notevole risalto allo scritto dell’illustre Porporato. Per il gruppo di pordenonesi il programma nella capitale è proseguito con visite in Vaticano ottenute con permessi speciali ai Giardini, dove abita il Papa emerito Benedetto XVI, alla sede della Pontificia Accademia delle Scienze e alla splendida cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico, residenza ufficiale di Papa Francesco. Ma l’epilogo si è verificato domenica 23 giugno in Piazza San Pietro, dove Papa Francesco ha salutato gli amici del cardinale Costantini, i quali hanno risposto sventolando le 120 bandiere pontificie portate per la irripetibile circostanza. Bruno Fabio Pighin

Relazione sulla Casa di Riposo
Riportiamo l’intervento del Presidente della Fondazione Micoli-Toscano di Castions, Bruno Ius alla seduta del Consiglio Pastorale del 27-02-2013 Buona sera, innanzitutto ringrazio il Consiglio Pastorale per l’invito a quest’incontro che si propone di dare uno sguardo d’insieme sulla Fondazione Micoli-Toscano, il cui Consiglio di Amministrazione gestisce la Casa di Riposo, la scuola materna, il nido e la sezione primavera dell’Istituto Favetti. La Fondazione L’ente ha assunto l’attuale status giuridico di Fondazione di diritto privato con decorrenza dal 01.01.2004, in seguito alla delibera della Giunta Regionale n. 3745 del 28.11.2003, che ha “depubblicizzato” l’Istituzione di Pubblica Assistenza e Beneficenza (IPAB) “Casa di Riposo Gianni Micoli-Toscano e pensionato Nicola Brussa”. L’attuale Statuto che regola l’attività sociale, è stato deliberato dal consiglio di amministrazione il 14.03.2006 ed approvato dalla Regione F.V.G., con decreto n. 0155/Pres. del 18.05.2006 - pubblicato sul BUR n. 22 del 31.05.2006.Inoltre, con atto di devoluzione del 21.04.2005, 1’”Associazione Asilo Infantile Vincenzo Favetti” con sede in Castions di Zoppola, ha devoluto alla Fondazione tutto il patrimonio attivo e passivo, con il vincolo alla Fondazione della continuazione delle attività scolastiche. La Casa di Riposo La Casa di Riposo ospita attualmente 106 persone anziane non autosufficienti. Lo stato di salute degli ospiti accolti evidenzia un progressivo peggioramento, causa l’aumento delle patologie che affliggono le persone, che trovano difficoltà a permanere a domicilio, anche di fronte alla sensibile diminuzione delle giornate di ricovero ospedaliere. Appare evidente, come conseguenza, che il compito di cura ed assistenza del personale, oltre che a crescere sotto il profilo numerico e quindi dell’onere economico, si rende

ISCRIZIONI ANCORA APERTE AL NIDO FAVETTI
La Fondazione Micoli-Toscano che gestisce la Scuola Favetti di Castions di Zoppola fa sapere che vi è ancora la possibilità di accettare iscrizioni all’asilo nido. Il nido è un servizio integrato alla sezione primavera ed alla scuola dell’infanzia, che si rivolge ai bambini compresi fra 1 e 3 anni e che prevede la presenza di un’educatrice ogni 7 bambini frequentanti. Gli orari di funzionamento vanno dalle 8.30 alle 16.30 con possibilità di anticipo dalle 07.30.

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La filosofia educativa del Nido si fonda sull’immagine di un bambino considerato come cittadino, soggetto unico e irripetibile, in evoluzione continua e portatore di competenze. L’impegno del personale educativo è quindi rivolto a rendere reali e tangibili le competenze del bambino, permettendogli di fare da solo, dandogli fiducia, in un ambiente i cui spazi cambiano con il suo evolversi, impiegando materiali insoliti che ne stimolino la creatività, attraverso una progettazione in itinere che non risenta dei rigidi vincoli della preventiva programmazione. Presso il nido si sviluppano progetti di psicomotricità, lettura animata, sperimentazione di materiali (farina, foglie, tappi di sughero ecc.) e oggetti provenienti da lavori dei genitori utilizzati come risorse e motivo di scoperte. Il personale del nido ha seguito la formazione con i relatori dei nidi e delle scuole dell’infanzia del comune di Reggio Emilia “Reggio Children” (vedi sito www.reggiochildren.it), che mette concretamente al centro di tutto il bambino. Esistono diverse modalità di contribuzione e di deduzioni per recuperare parte delle rette versate. Per maggiori informazioni su rette, contributi, orari di ricevimento o altre necessità delle famiglie, telefonare dalle 08.30 alle 16.30 al nr. 0434 574263.

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sempre più gravoso dal punto di vista fisico. Nell’anno 2013 la retta di ricovero (€ 73,00, di cui fino a € 19,10 coperti da contribuzione regionale, per un netto che varia fra € 53,90 e € 56,40) è rimasta invariata rispetto quella decisa a dicembre 2011 per l’anno 2012. Tramite una convenzione sottoscritta con l’azienda sanitaria n. 6 di Pordenone vengono rimborsati il costo dei servizi infermieristico professionale e di fisioterapia, che non gravano quindi sulla retta degli ospiti. Così che gli anziani fruiscono delle prestazioni di circa 8 infermieri e 2 fisioterapisti, che si alternano in turni continui sulle 24 ore in modo da garantire la presenza di un’infermiera anche durante le ore notturne. L’assistenza medica invece è fornita dai medici del territorio (abitualmente 4 medici), di libera scelta, con oneri a carico del servizio sanitario regionale. I servizi gestiti dalla Fondazione in forma diretta sono: amministrazione (n. 3 dipendenti), ristorazione (n. 12 dipendenti), lavanderia e guardaroba (n. 6 dipendenti), animazione (n. 1 dipendente), manutenzione generica (n. 1 dipendente) e coordinamento socio-assistenziale (n. 2 dipendenti) per un totale di 25 dipendenti. Nell’anno 2012 si è dato ampio spazio alla formazione del personale dipendente, sia in materie riguardanti i servizi istituzionali che in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. I servizi esternalizzati sono svolti su contratto dalla Cooperativa Ambra, e sono: servizio infermieristico, assistenza generica, pulizia e sanificazione degli ambienti, parrucchiera e pedicure (50 addetti circa). Nel 2013 il Consiglio di Amministrazione si è dato un obiettivo molto importante, rivolto sia alla soddisfazione del bisogno che all’incoraggiamento all’esercizio dell’autonomia degli anziani. In tale ottica è stata molto utile la collaborazione con la psicologa dott.ssa Erma Zucco nel lavoro di analisi e costruzione di ipotesi per contribuire al miglioramento dell’assistenza agli ospiti e per la soddisfazione dei famigliari. Alla Fondazione sta a cuore il benessere dei propri ospiti. Per questo motivo con le attività di animazione si tende a favorire la socializzazione e l’orientamento spazio-tempo, favorendo occasioni di stimolo, all’interno ed all’esterno della struttura, limitando l’isolamento e la regressione delle capacità degli anziani, nei limiti del possibile. Gli ospiti vengono impegnati in attività di gruppo quali il gioco delle carte, la tombola, il canto, le feste di compleanno; ma anche in attività singole che trovano collocazione all’interno dei laboratori, di pittura, di taglio e cucito, disegno, giardinaggio ecc. - Molto importante è anche il lavoro individuale sulle persone, favorendo il dialogo e l’ascolto. Fondamentale per tutto questo insieme di attività è l’apporto dei volontari; alle attività di animazione partecipano oggi 42 volontari di cui 13 del gruppo degli Alpini, questi ultimi impegnati particolarmente nella manutenzione del giardino antistante la casa e nella costruzione del presepio. La gestione delle varie fasi della vita degli ospiti all’interno di una struttura complessa come la casa di riposo, presuppone una continua vigilanza sull’adeguatezza degli immobili che la ospitano. Per tal fine sono costantemente in essere interventi edilizi che riguardano sia la manutenzione delle strutture esistenti, che la realizzazione di nuove opere funzionali all’attività. Nel 2013 quindi, il Consiglio di Amministrazione, ultimate le opere murarie, esito degli ultimi interventi finanziati dalla Regione, completerà la viabilità, i parcheggi e l’illuminazione. Altro servizio di particolare importanza è quello relativo

all’assistenza religiosa. Nello scorso anno 2012 è stata inaugurata la chiesetta interna dedicata a San Filippo Neri, nella quale vengono celebrate regolarmente due Sante Messe settimanali, con la partecipazione di una cinquantina di ospiti della Fondazione ma anche di alcuni abitanti di Castions. L’attività religiosa viene svolta dal Parroco don Ugo che voglio ringraziare personalmente per l’impegno e da dedizione. L’Asilo Favetti L’Asilo Favetti è frequentato, nelle varie articolazioni educative, materna, primavera e nido, da 94 bambini di età compresa tra i 13 mesi ed i 6 anni. Il personale dipendente è di 11 unità lavorative fra insegnanti e operatori tecnici. Dall’anno 2011, grazie all’apporto della coordinatrice scolastica, dr.ssa Cristina Borsoi, ma anche all’impegno del personale docente oltre che di quello educativo, è stato dato particolare impulso alle attività formative che articolate anche in numerosi laboratori, hanno consentito ai piccoli alunni, di sviluppare le abilità necessarie per la prosecuzione del cammino educativo nei successivi gradi scolastici; a ciò ha corrisposto la costante crescita del numero dei bambini frequentanti che, per l’anno scolastico 2012 - 2013 ha visto la quasi completa occupazione di tutti i posti disponibili. La gestione economica della Fondazione Negli esercizi 2009 e 2010 la Fondazione ha sofferto di una serie di criticità economiche legate a vari fattori (interventi manutentivi straordinari, razionalizzazione delle passività derivanti dalle attività scolastiche, ecc.). In relazione ai disavanzi di gestione realizzati negli esercizi 2009 e 2010, nel corso del 2011 si è resa indispensabile un’attenta politica di contenimento dei costi unitamente alla ricerca di ottimizzazione delle potenzialità delle strutture, potendo finalmente ottenere l’incremento del numero degli ospiti della Casa di Riposo a seguito dell’ultimazione di tutte le opere utili per conseguire le certificazioni necessarie sotto il profilo della prevenzione incendi, con la definitiva attestazione regionale per l’esercizio dell’attività su ulteriori 20 posti letto. Tale politica gestionale ha portato alla ricostituzione integrale del patrimonio dell’ente, a cui si era attinto per la copertura dei precedenti disavanzi, che, vista la natura giuridica, rappresenta lo strumento principale a cui attingere per il raggiungimento degli scopi sociali. Il Bilancio dell’esercizio 2012, che approveremo nei prossimi mesi, si preannuncia in linea con quanto fin qui detto, evidenziando un sostanziale pareggio nel conto economico. In conclusione è doveroso ricordare da parte mia che se la gestione è migliorata sia nel settore assistenziale che nei servizi, un plauso va rivolto a tutto il personale che è stato guidato bene da un esperto e saggio coordinatore come Marco Pagura. A nome dell’intero Consiglio di amministrazione, Amedeo Burgos, Gianluigi Ornella, Paola Ius, don Ugo Gaspardo e mio personale, vi ringrazio per l’attenzione. Bruno Ius

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Nel disegno di Dio ogni vita è vocazione e ogni uomo è responsabile della sua crescita come della sua salvezza.
(Dal Catechismo)

PREGHIERA NELLA VECCHIAIA
Sto invecchiando, Signore ed è dura da accettare. Non posso più correre, agli occhi ho problemi e si affaticano presto, la memoria si indebolisce e dimentico nomi e date. I legami affettivi si allontanano uno ad uno e talvolta si spezzano. Sono tante le persone conosciute e care che ora non ci sono più. Ogni giorno, Signore, mi ritrovo sempre più sola con i miei ricordi belli e brutti, le pene e le gioie provate. Non so cosa mi riservi il futuro, c’è la paura della malattia e del dolore, ma Tu sai quello che è bene per me, mi rimetto quindi nelle tue mani. Ho fatto tante cose buone, almeno credo. Ho fatto anche sbagli e peccati, affido tutto a Te. Il passato alla tua misericordia, il mio presente al tuo amore, il mio futuro alla tua Provvidenza. Aiutami a fare del bene nel tempo che ancora mi dai. Così quando mi chiamerai sarò pronta ad incontrarmi con Te e con tutti i miei cari. Evelina Paola Fabbro ved. Brustolin

volta in volta rinnovandone il repertorio, quest’anno abbiamo avuto davvero parecchie opportunità di ”cambiare aria” ed affrontare in diverse occasioni brani anche non strettamente religiosi. L’attività è cominciata con la Messa per l’inaugurazione del Monumento al Bersagliere, il 22 settembre in borgo Borean assieme alla Fanfara, per andare poi volentieri a “ritrovare” don Pino a Ligugnana, domenica 14 ottobre, regalandogli anche un po’ di Majero e De Marzi, sua grande passione; dopo la festa di Tutti i Santi, il 4 novembre c’è stata la celebrazione della Festa delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia, organizzata dall’Amministrazione comunale, alla quale aderiamo volentieri ogni anno, assieme alla Corale S. Cecilia di Zoppola ed al Coro di Orcenico Superiore. Sempre presenti a S. Andrea dove si rimane anche in buona compagnia nel prosieguo social-gastronomico; la messa serale, nella fitta giornata del 13 dicembre per le celebrazioni in onore di S. Lucia, è un appuntamento annuale irrinunciabile, arricchito quest’anno, su invito del S. Cecilia che lo organizza da qualche anno, dalla partecipazione al concerto che si è tenuto il sabato sera nella chiesa di Murlis, gremita per l’occasione, dove abbiamo proposto il sublime canto natalizio “Adventi enek” dell’ungherese Kodaly. Il 15 dicembre a Ovoledo per dare solennità alla messa celebrata per festeggiare e ricordare “tutti quelli del ‘41”; poi in prossimità del Natale, un pomeriggio in Casa di Riposo con canti tradizionali, allegramente condivisi dai nostri nonni adottivi, ed altri in polifonia per rinnovare la magia dell’Avvento. Natale in parrocchia e S.Stefano a Cevraja, impegni canonici che passano troppo in fretta... All’inizio della Quaresima don Ugo ha rinnovato la serata mistica per eccellenza, la Lettura continua del Vangelo, inframezzata dai canti scelti con cura per adattarsi al testo ed al clima che si crea, celestiali (per loro natura, non perché li abbiamo eseguiti noi!) “Ave Verum” di Mozart, “Signore dolce volto” di Bach e ”O bone Jesu” di Palestrina, riproposti alla Via Crucis del Venerdì Santo. A Pasqua il nuovo canto d’ingresso, particolarmente festoso e solenne,”Jubilate Deo” di Mozart. Il 7 aprile abbiamo avuto la fortuna di essere richiamati a Motta di Livenza (ci eravamo già stati nel 500° del Miracolo della Madonna della Salute) dove hanno ottenuto dispensa di rinnovare tale celebrazione ogni prima domenica del mese, cantare e ascoltare in quella chiesa pone in una condizione che favorisce sicuramente l’estasi, tale è la qualità dell’acustica. Quindi è stata la volta di ricambiare il Coro di Blessa-

Tiriamo le somme...
Anche per noi, attempati studenti serali, l’anno scolastico volge al termine, tempo di bilanci... Per il Coro parrocchiale S. Andrea è stato un anno intenso e qualche volta faticoso, soprattutto quando la maestra Letizia era ormai “sfinita” (ma noi assieme a lei) di ripetere, riprovare e ancora reiterare le stesse indicazioni a questo gruppo di “cjavons” (come ci definisce amorevolmente includendo anche se stessa, Lilia, la nostra decana, che ha continuato a partecipare fino a che le è stato possibile, con l’entusiasmo di una ventenne); faticoso dicevo, ma sempre ricco di stimoli e provvido di soddisfazioni, confermando che... il lavoro paga, sempre! Oltre alle scadenze parrocchiali legate al calendario liturgico, diventate una pietra miliare, che ci impegniamo a preparare sempre accuratamente cercando di rinfrescarle di

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no, debitore di un vecchio scambio tra cori, che ci ha dato la possibilità di metterci ancora alla prova assieme a loro ed al Coro di Timau, tutti bravi (noi compresi, modestia a parte), complice anche in quella chiesa un’acustica eccezionale, abbiamo eseguito un “Graduale” di Leos Janaceck da “pelle d’oca” (detto da persona al di sopra di ogni sospetto). E siamo finalmente alla Nostra rassegna di Pentecoste, 19 maggio 3a edizione, noi allenati fino allo spasimo abbiamo dato veramente TUTTO, sicuramente sostenuti dalla sensibilità e bravura di Eleonora, che ha saputo calarsi e calarci perfettamente nel significato di quello che introduceva; era soddisfatta dei frutti del suo duro lavoro persino la Maestra... A parte gli scherzi, alla riuscita del concerto ha dato un determinante contributo l’Ottetto del Lussari, otto vocalità che definire compagine dilettantistica è veramente una bestemmia, mi dispiace profondamente per chi se l’è perduto... la classe non è acqua. L’ultimo “giro d’aria” è stato il 25 maggio a Fiume Veneto ospiti, ancora per via di vecchi debiti, dell’Acqua Fluminis, che forse ricorderete come Coral di Pais... vi dice niente? Nata e cresciuta a Castions, ormai 30 anni fa! Ma siamo seri, sono cresciuti molto da quella volta e si sente! Anche se nel clima e nelle sonorità molto diversa dalla rassegna a Castions (e meno male, perché altrimenti che noia...) un’occasione da ricordare e imprimere negli annali dei Cori. Al rientro dopo la pacchia estiva, saremo pronti per la serata organizzata dalla gruppo Alpini di Castions, per la ricorrenza del 50° anniversario di fondazione, assieme al Coro ANA di Aviano, speriamo altrettanto bene... Però mi sento di ripetere, il lavoro... paga, sempre! Romano Fabbro

con gli animali, musica, progettare e realizzare un orto, laboratori artistici e di pittura, cucina, tradizioni locali, banca del tempo, gruppo di acquisto, convegni e incontri, assistenza psicologica, fiscale, giuridica. Il risultato atteso è quello di: • Offrire ai ragazzi di età minore occasioni di tempo libero intelligenti e divertenti in cui si apprendono abilità e conoscenze legate a le tradizioni del nostro territorio regionale. • Offrire alle famiglie un aiuto e supporto educativo per i figli di età minore. • Aiutare le famiglie ad evitare comportamenti economici rischiosi con il controllo di atteggiamenti di spesa compulsivi • Favorire il dialogo tra generazioni valorizzando le competenze e le esperienze degli anziani che vengono messe a disposizione dei ragazzi per integrare la propria attività e conoscenza spesso virtuale con attività pratiche e laboratoriali che permetteranno loro di affrontare con maggiore serenità e creatività il futuro. • Conoscere e apprezzare usi, costumi, prodotti locali favorendo l’identità e rafforzando un rapporto positivo con il proprio territorio. • Aiutare i ragazzi e le loro famiglie a superare le difficoltà nello studio. • Aiutare i ragazzi di età minore a riscoprire la natura e le notevoli risorse che essa può offrire. • Fornire agli adulti con responsabilità educative aiuto e supporto nel campo educativo, guida nell’individuare comportamenti a rischio, assistenza nei campi economico-fiscale, del lavoro, psicologico e relazionale. • Costruire una rete di relazioni che permetta uno scambio di attività e servizi tra famiglie. Le attività estive In giugno abbiamo organizzato un incontro sul tema: “Gestione del reddito e del patrimonio familiare: tassazione, Equitalia, pignoramenti e dintorni...” e una gita a Gardaland. I dirigenti di Panerose hanno avuto un incontro con il parroco don Ugo in cui hanno messo a disposizione loro risorse umane per contribuire alla realizzazione del GREST. Invece di farsi concorrenza fra enti abbiamo pensato più sensata la strada della collaborazione. Pertanto nostri operatori si metteranno a disposizione all’interno delle strutture e del programma della parrocchia per realizzare alcuni laboratori (mosaico, ferri/uncinetto, truccabimbi, origami, scooby doo, braccialetti, figure con palloncini, ceramica a freddo...). È prevista inoltre una conferenza su: “I patti di famiglia, difesa del patrimonio, trust, evoluzione della normativa” per Giovedì 4 luglio ore 21.00. Per Sabato 20 luglio (data da riconfermare) è prevista una “tavola rotonda” /dibattito con genitori di figli adolescenti sul tema: “Identità virtuale: i ragazzi e i social network: opportunità, rischi”. Seguirà incontro conviviale. Queste sono le attività a Castions. Contemporaneamente altri gruppi di famiglie Panerose stanno realizzando un programma simile a Pordenone/Fontanafredda e, in parte, a Polcenigo. La “rete” degli associati e utenti delle iniziative Panerose si sta allargando sfiorando i 100 iscritti e speriamo che questa prima esperienza possa essere ripetuta e consolidata negli anni futuri perché siamo convinti che i figli sono l’investimento più importante e affascinante.

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Panerose. Ci presentiamo
Pane: lavoro, fatica, durezza della realtà ma anche nutrimento e sostentamento. Rose: simbolo per eccellenza di amore, devozione, ammirazione, bellezza e perfezione. Come tutti i fiori sta a indicare il lato non utilitaristico della vita, la coltivazione dello “spirito” delle persone. Nel nome della nostra associazione c’è quindi durezza e poesia. Panerose è una giovane associazione costituita nel 2012 su iniziativa di 7 persone, quasi tutti genitori di figli in età minore. Panerose è una associazione costituita da famiglie per le famiglie. Dice infatti l’Atto costitutivo che il fine è: a) sviluppare la centralità della famiglia così come previsto dalla Costituzione Italiana art. 29, 30, 31. b) rendere la famiglia consapevole della propria identità e del ruolo originario e insostituibile che è chiamata a svolgere nella società, per la promozione della persona e del bene comune; e) favorire a tutti i livelli, culturale, sociale, politico ed economico il riconoscimento della famiglia come risorsa e soggetto sociale, con pieno diritto di cittadinanza; (art.4). Da settembre Panerose ha iniziato ha realizzare un articolato progetto di attività a favore dei ragazzi e delle loro famiglie, specialmente adolescenti. Il progetto, finanziato in base alla legge regionale n.11/2006 art. 18, si articola in una serie di attività: motivazione e metodo di studio, educare

IL NUOVO PRESIDENTE

Buon giorno a tutti i Castionesi! Sono Fabio Marchi, il nuovo presidente dell’Associazione La Piazza (che cà fà sagra, tant par capìsi!); ho 22 anni e da sempre vivo a Castions... Gran paese il nostro! Cari paesani, vi sto scrivendo perché da gennaio di quest’anno ho sostituito Elisa Pasut alla guida di questa incredibile Associazione e vorrei raccontarvi questa mia nuova esperienza e condividerla con tutti voi. Da consigliere vedevo il ruolo di presidente come una figura saggia e di una certa maturità sia mentale che anagrafica, quindi, vista la mia età ho sempre pensato che per me fosse ancora presto oppure che non toccasse a me farlo, invece da settembre 2012 ho iniziato a cambiare idea, anche a causa dell’opera di convincimento che Elisa ha fatto su di me. Con il passare dei mesi, mi sono sentito sempre più parte attiva di questo gruppo di giovani qual’è il nostro consiglio, tanto che a gennaio mi sono chiesto: - Posso essere in grado di portare avanti la nuova generazione di sagra? - Grazie alle persone a me vicine che credono in me, mi sono dato una risposta: - Sì! - Ed ecco che poco dopo, mi sono trovato alla prima riunione 2013 come Presidente... impacciato, senza parole, molto emozionato ma consapevole di aver fatto la scelta giusta, anche grazie al momento di cambio generazionale che sta attraversando la nostra associazione. Ero consapevole che conquistare la fiducia senza deludere le aspettative delle persone all’interno del consiglio e all’esterno sarebbe stato molto difficile, infatti questo è stato il mio primo obbiettivo e lo sarà per tutto il periodo di questo mio impegno perché per me è importante, se non fondamentale, avere persone che mi sostengono e che credono quanto me in questa realtà che è la sagra. Fin dall’ inizio avevo diversi timori dovuti a continue raccomandazioni da parte dei miei familiari e persone più anziane di me, le quali giustamente mi ripetevano i vari rischi che avrei incontrato nel portare avanti un gruppo di persone giovani, ma, sapete cosa mi ha spinto a credere ancora di più nella sagra e nel gruppo che ne fa parte? Vedere persone che piangono per la commozione alla fine dei festeggiamenti, che si sentono vuote dopo un mese passato al parco a pulire, preparare, sistemare e festeggiare, ma che, allo stesso tempo, si abbracciano e si sentono arricchite perché consapevoli di aver fatto qualcosa di bello per gli altri e per se stessi... Questo per me significa che chi in passato ci ha preceduto in questa magnifica avventura è riuscito a trasmettere i valori fondamentali su cui si è sempre basata la nostra associazione ed io mi auguro di poter trasmettere ancora una volta ciò che i “senatori” ci hanno insegnato. Dopo questi primi mesi, dopo aver realizzato i primi obbiettivi che mi ero prefissato, sono soddisfatto e contento in quanto molte persone della comunità mi hanno incitato a continuare così il percorso iniziato. Ora, a 3 mesi e mezzo dai festeggiamenti al Parco Burgos 2013, si inizierà a raccogliere i primi frutti di questa nuova esperienza. Le emozioni sono tante infatti il Consiglio è già impaziente di aspettare il

fatidico 22 AGOSTO 2013, data di inizio della 20a edizione di questa SAGRA; sinceramente, anche io non vedo l’ora di riassaporare quell’aria magica del mese di agosto che si respira al parco! Sicuramente questa sarà un’esperienza formativa a 360° in quanto prendendomi questa responsabilità avrò modo di crescere caratterialmente e di confrontarmi con persone di qualunque età. Credo fortemente in questa forma di aggregazione perché unisce pensieri, idee, valori, momenti e soprattutto esperienze di tante persone in un unico e meraviglioso contesto quale è la sagra! Spero un giorno, tra molti anni, di trovarmi al parco in compagnia di una persona molto più giovane di me e condividere con lei le stesse emozioni che provo adesso io nel sentirmi parte viva di questa comunità. Vorrei trasmettere a tutti voi la passione e la voglia di tenere viva la tradizione della NOSTRA sagra, perché è vero che io sono il presidente... ma senza voi io non faccio niente! Fabio Marchi

Domenica 8 settembre il nostro Gruppo festeggerà il 50° Anniversario della sua fondazione. Per tale occasione sono previsti diversi momenti celebrativi e la pubblicazione di un libro che raccoglie i fatti salienti di questo lungo periodo del Gruppo. Approfittiamo di questa pagina per anticiparvi quanto abbiamo previsto di fare, invitando tutti gli amici e la popolazione a partecipare a questa importante ricorrenza. Pensiamo di chiedere, per quanto possibile, la collaborazio-

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GRUPPO ALPINI DI CASTIONS FESTA PER I 50 ANNI DI FONDAZIONE

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ne delle varie Associazioni castionesi nell’allestimento della manifestazione, che se pure non complessa, comporterà un impegno non indifferente. A questo proposito il Gruppo ha già ottenuto dai giovani de La Piazza un ampio ed indispensabile appoggio per vari aspetti della manifestazione. – Le celebrazioni avranno inizio sabato 7 settembre con il ritrovo degli Alpini, degli sportivi e di tutti coloro che vorranno partecipare, all’entrata del campo sportivo per deporre un omaggio floreale alla targa commemorativa del propugnatore e fondatore del gruppo, il Dottor Nico Fortuni. – Successivamente ci trasferiremo al Parco, per ricordare con un omaggio floreale presso lo “Scrigno” a lei dedicato, la Contessa Burgos, grande amica e sostenitrice del Gruppo. – La sera, sempre al Parco, si svolgerà un concerto con la partecipazione del Coro ANA di Aviano e della nostra Corale S. Andrea. – La giornata di Domenica 8 Settembre prevede il ritrovo di “noi” alpini e di quelli dei Gruppi ospiti per la cerimonia di omaggio ai Caduti, in Piazza Micoli-Toscano. Seguirà lo sfilamento per le vie cittadine, accompagnato della Banda di Valvasone, fino al Parco Burgos, dove sarà celebrata la S. Messa e avranno luogo i discorsi ufficiali. A conclusione il consueto Rancio Alpino per il quale, per ragioni organizzative, sarà necessaria la prenotazione. Il Gruppo Alpini di Castions

Ho avuto modo di conoscere Alfio un po’ più da vicino, all’inizio degli anni ’80, nel corso dei lavori per il ripristino del Parco Burgos, durante i quali ha dato una grossa mano. In particolare lui stesso era solito ricordare con orgoglio di essere stato con trattore e rimorchio a scegliere e raccogliere sassi sul greto del Cellina – Meduna, per il rifacimento del muretto sulle sponde del fosso e del laghetto situati al centro del parco. A quel tempo noi Alpini ci eravamo tenuti un po’ bassi, poi saranno i ragazzi della “Piazza” a ultimare l’opera alzando un po’ di più le sponde. In questi ultimi anni era solito venire a trovarci in sede, con l’amico Alfredo, alla domenica mattina per qualche racconto sul tempo passato e per un bicchiere di vino quale aperitivo. Era solito partecipare a tutte le manifestazioni proposte dal Gruppo Alpini, vicine o all’interno del paese. Discorrendo di soldati e guerre, la moglie Sig.ra Domenica, senza nascondere un po’ di orgoglio oserei dire giustificato, ci ha informato che suo nonno Domenico fu premiato con una medaglia al valore da Garibaldi a Ponte di Legno. Grazie Alfio per l’amicizia che ci hai dato, ed un affettuoso saluto alla moglie Domenica e a tutti i tuoi famigliari che noi abbiamo il piacere di conoscere. Per il Gruppo Alpini, Giorgio Rosin

ALFIO JUS CI HA LASCIATI
Il giorno 2 marzo 2013 è andato avanti, come diciamo noi Alpini, il socio Jus Alfio, classe 1933. Alfio nasce e vive a Castions fino al 1953, anno in cui emigra in Svizzera dove lo ha preceduto il fratello Bruno. Rientra presto in Italia nel 1955 per adempiere al servizio militare, prima a Como per l’addestramento, poi a Piacenza presso la Scuola Allievi operai Artiglieria di Piacenza. Viene infine trasferito all’Officina Mobile della Brigata Alpina Julia di Basiliano dove si congeda il 9 agosto 1956. Nello stesso anno si iscrive all’A.N.A. Sezionale e ritornato in Svizzera, conosce Domenica Foppoli, che sposerà poi nel 1959. Da questa unione nascono i figli Pierangelo (1960) e Claudio (1968), entrambi in Svizzera. Nello stesso 1968 Alfio, con la famiglia rientra definitivamente in Italia trovando occupazione prima alla Zanussi e poi alla Savio, fino al momento della pensione. Vivrà nella casa che si era costruito a Castions nel 1965, fino alla sua dipartita. Negli anni della pensione aiuterà la moglie nell’assistere i suoceri e il cognato, colpiti da malattie invalidanti che vivevano a Mazzo in Valtellina, un bel paese posto a 600 m d’altezza, all’inizio della vallata. Durante i tragici giorni dell’alluvione che ha colpito e devastato questa valle, avranno modo di incontrarsi con il socio Alpino Vittorio Tesolat a Tirano, mentre prestava la sua opera di soccorso alla popolazione del luogo, quale membro del Gruppo di intervento organizzato dall’A.N.A.

JUS BRUNO DEL FOGOLÀR FURLAN DI SAN GALLO CI SCRIVE
Egregio Don Ugo Gaspardo Carissimi Castionesi Chi vi scrive è il Presidente Cav. Jus Bruno del Fogolàr Furlan di San Gallo (Svizzera). Essendo stato presente al funerale di mio fratello Alfio, con tanto dolore nella stessa e con emozione nel vedere tanta partecipazione del paese, attorno a una persona di famiglia. Con queste righe vorrei ringraziare tutti in particolare Don Ugo per le sue parole nella cerimonia e un grande grazie al Gruppo Alpini per la loro numerosa presenza a dare l’ultimo saluto a un loro socio. Essendo io da 60 anni all’estero e lavorando per tanti anni per l’emigrazione in tante Associazioni Italiane e come Membro del Direttivo del Gruppo Alpino sul Lago di Costanza (Svizzera) vi lascio a voi immaginare la mia commozione, questa volta non da organizzatore ma da una famiglia colpita. Termino di nuovo col dire grazie a tutti i Castionesi e non. Sono orgoglioso del mio paese nativo e orgoglioso di essere un Castionese. Cari saluti, Cav. Jus Bruno

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CELESTE BOMBEN
Celeste Bomben, nacque il 12 agosto 1921 a Zoppola, primo di sette figli. Prestò servizio militare a partire dal 1941; con il suo battaglione (XIV mitraglieri di Corpo d’armata) operò in Montenegro. Fu fatto prigioniero dai tedeschi dai quali riuscì a fuggire. Dopo un periodo passato alla macchia, fu “agganciato” dai partigiani albanesi e quindi da quelli titini.

Da Durazzo (Albania) rimpatriò a Brindisi. Nel 1948 si sposò con Raffaella Pagura e lo stesso anno emigrò in Argentina dove nacquero Luciano e Gustavo, rispettivamente nel ‘49 e ‘52. Rimpatriò e quindi emigrò, da solo, in Canada permanendovi per circa 7 anni (dal ’54 al ‘61). Con i risparmi della emigrazione riuscì, alla fine degli anni ‘50. a costruire una casa a Pordenone: inoltre, nella seconda metà degli anni ‘60, grazie anche alla collaborazione di tutta la famiglia, ha edificato casa anche a Castions, dove poi ha sempre abitato aprendo anche un negozio di frutta e verdura. Fino ad oltre ottant’anni coltivò la passione per il dipinto e per le opere a intarsio; molte di quest’ultime adornano la chiesa parrocchiale e quella di Cevraia. Fu per molti anni presidente della sezione di Castions dell’Associazione Combattenti e reduci. Queste notizie sono state tratte dal libretto di memorie “Il tempo passa ma i ricordi restano” che il Circolo Culturale Ricreativo Castions gli ha dedicato in occasione dei suoi novant’anni. Noi possiamo aggiungere questo a nome del Gruppo Alpini: - Celeste nel suo ruolo di Presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci di Castions è sempre stato vicino al Gruppo Alpini. Ci ha sempre invitato a celebrazioni promosse dalla sua Ass.ne e alla cena sociale per il 4 novembre. Proprio pochi giorni prima dell’ultima ricorrenza ha fermato uno di noi, vicino a casa sua, per chiedergli se avremmo fatto l’alzabandiera anche presso la nostra sede. Avendo ricevuto risposta affermativa ha chiesto di poter proferire in quell’occasione un breve discorso. Naturalmente la risposta è stata positiva, anzi gli fu confermato che ne saremmo stati onorati. Arrivò il giorno e il momento dell’alzabandiera: appena ultimata la breve cerimonia, gli fu data la parola. Lui cominciò subito un discorso a voce alta che probabilmente si era preparato, ma dopo alcune frasi, (noi pensiamo sia stato preso dall’emozione) sembrò per un attimo farfugliare ma con un improvviso alto tono di voce gridò: - Viva l’Italia! – Ci fu un lungo battimani; tutti noi presenti avevamo capito che troppi pensieri e troppe parole gli erano arrivate in mente solamente accennando alla sua storia di soldato, qui sopra descritta solo per sommi capi. Riposa in pace caro Celeste, noi ti sentiremo sempre vicino così come la cara moglie Raffaella e la bella e numerosa tua famiglia. Ti ringraziamo di cuore per la tua amicizia. Per il Gruppo Alpini – Giorgio Rosin

di Pomaretto; Quattrin Angelo reduce della battaglia di Nervesa, sul Piave nel 1918; Sig.ra Vanda Fortuni vedova del Capitano medico Nico Fortuni; Bomben Celeste reduce dai Balcani, nella seconda guerra; Lena Enrico bersagliere, reduce del Carso, monte Grappa e Piave; Bertolin Pietro reduce da vari settori del fronte nel 1915-1918; tutti pluridecorati. La foto ci è stata gentilmente messa a disposizione dalla Sig.ra Marina Fortuni

FRANCESCO ORNELLA
Il 7 giugno 2013 è venuto a mancare il CHECU ORNELLA. Era nato il 18 giugno 1924. Della sua non breve esistenza, ha lasciato ai suoi famigliari sicuramente moltissimi privati ricordi. A noi, che non abbiamo né arte ne parte, qualche tempo fa ha pensato di lasciarci memorie di un tempo andato, Il suo. Della gioventù trascorsa nella semplicità di un mondo, che non offriva gran che, se non una tranquillità di vita in un ambiente prevalentemente agricolo. Allora non ti disturbava la televisione. Non eri distratto da avvenimenti che con immediatezza ti colpiscono e ti bombardano come se fossero vicende tue. Anche se nulla puoi fare per cambiarne l’esito e forse, finisci con l’esserne inutilmente condizionato. Nella gioventù di Francesco e dei suoi coetanei, se volevano uno svago extra al lavoro nei campi, o i più fortunati che frequentassero le scuole superiori avrebbero dovuto inventarselo, dando libero sfogo alla creatività. Per superare il trauma della guerra che in quegli anni era da poco finita, bisognava rivitalizzare se stessi, anche per dare un significato al proprio futuro. Magari con attività che potremmo definire caserecce, alla buona, ma proprio per questo maggiormente preziose, poiché frutto dell’ingegno del singolo o del gruppo. Tanto per chiarire il concetto e il valore della creatività si può osservare anche ai giorni nostri guardando un bambino giocare con un tappo o con qualcos’altro, che la sua fantasia trasforma in oggetti fantastici. Certamente qualsiasi gioco ricco di particolari, commercialmente prodotto magari in plastica colorata, proprio perché definito non stimolerà nel giocatore né la fantasia né la creatività. Il CHECU facendoci cosa gradita ha cercato, rivisitandoli, avvenimenti che assieme a suoi quasi coetanei si erano inventati. “LA COMPAGNIA SBRIDINA”. Per quanti sono arrivati più tardi, dirò che il teatro era il salone grande dell’asilo Favetti. Il palco era sopraelevato di 1-2 m dalla sala. Per raggiungerlo dall’esterno, bisognava superare sette gradini. Come un teatro moderno aveva tutto perché si potesse esercitare al meglio l’arte; sipario, quinte, fondale e buca del suggeritore, anche se, per questa funzione rimaneva sospeso sulla sottostante cantina. Pareva un uccello appollaiato su un trespolo in modo che solo la testa sporgesse dal pavimento del palco. Ora non c’è più. Esigenze didattiche richiedevano più spazio. Su quel palco, fino a qualche anno fa si sono esibite compagnie più o meno improvvisate, o singoli. Mi ricordo di “Dumitresc” un illusio-

Foto ricordo scattata durante un incontro annuale dell’Associazione Combattenti e Reduci a Castions. Da sinistra: Contessa Burgos vedova dell’Amiraglio Burgos

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nista che si diceva venisse dalla Romania e per ultimo Dario Zampa in un paio di apparizioni. Era però soprattutto, il palcoscenico per i bambini dell’asilo. Francesco Pagura QUESTA È UNA STORIA DI TANTI ANNI FA A Castions negli anni 40-50 esisteva una compagnia filodrammatica, formata da 20-25 elementi. Era nata nell’oratorio per divertire non solo i Castionesi, ma si esibiva anche nei paesi limitrofi, (Casarsa, San Giovanni, Rauscedo, Zoppola, Orcenico ecc.). I testi che proponevamo erano drammatici o almeno seri, però, la serata finiva sempre, anche per alleggerire l’atmosfera seriosa, con il genere comico, una farsa. Noi ragazzi, eravamo diretti da persone molto valide, ricordo il prof. Oreste Mistruzzi, insegnante allo Zanon di Udine, il dottor Felice Cimatti e il nostro indimenticato parroco, Don Giuseppe Cristante. Avevamo anche una canzone a noi dedicata, “Castions il bel paese dai tipi scapestrati”, che il duo Cimatti–Cristante ci confezionò. Componevano il gruppo: Pagura Serafino (di flap), Francesco Ornella (il Checu), Battista Ius, Gino Ornella, Egidio Ornella, Angelo (Gigi) Zabeo, Amedeo Brusutti. Gli altri componenti, pure molto bravi ai quali va molta riconoscenza, erano: Domenico Pagura (da la Giovannina da la sgnapa), Bruno Pagura (da la posta), Francesco Ius (Cuti), Pancrazio Borean (di rosul), Adriano Pagura (di Gigiuti), Fausto Borean (faneis), Luigi Ius, Bepi Cigolotti, Achille Pagura (di bugnigul), Tarcisio Campagna, Amedeo Michieli (il muni), Vittorio Rosin, Pierino Martin, Enea Borean, il mo. Matteo Malusà, Romano Ornella (di Toni), Mario e Duilio Ius. Quando la compagnia doveva spostarsi fuori paese, usavamo un carro fornito con canne di bambù, trainato da una coppia di bei cavalli da corsa, che i tedeschi lasciarono a guerra finita. Come sedili usavamo delle balle di paglia. In mezzo sedeva Duilio, che con la fisarmonica stimolava l’allegria. Lui suonava e noi in coro gridavamo... Oplà! Duilio era molto giovane ma bravissimo, tanto che lo chiamavano a suonare nei matrimoni. In seguito si laureò e divenne professore di disegno ma soprattutto quotatissimo pittore. Delle avventure con i cavalli ne ho già parlato. Ora racconterò di una mussa, la Filista di Serafino Pagura (Fino Flap), che ebbe una parte da protagonista nella farsa finale di un’esibizione a Castions. Nella farsa post dramma era previsto che la mussa dovesse salire sul palco. Il problema era farla salire per quei sette gradini. Come fare? Ci siamo radunati in cerchio a far consiglio per sentire le varie opinioni. Come primo tentativo abbiamo deciso di provare con la porta del salone. L’abbiamo distesa sul pavimento con sotto una coperta in modo che non scivolasse. Abbiamo fatto salire la Filista e ci siamo messi tutti a torno per tenerla in equilibrio. Tra le risate abbiamo provato più volte ad alzarla, ma non ci siamo riusciti. Allora altro consiglio e ne abbiamo escogitata un’altra. Ci siamo recati dal vicino, un certo Giovanni Merocul, per chiedere in prestito la robusta scala del fienile. Abbiamo quindi incominciato la seconda prova. Distesa la scala sul pavimento, abbiamo fatto camminare l’asina fin sopra. Eravamo in tanti, chi tirava e chi spingeva e quando la Filista ha raggiunto la posizione ideale, abbiamo sollevato la scala. Non avevamo previsto quello che stava per succedere. Prima di staccarsi dal pavimento, la Filista, ha cominciato a pedalare con

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una velocità pazzesca e i ferri sotto le zampe, strisciando sul cemento mandavano scintille come fossero fuochi d’artificio. Lo spettacolo era esilarante e noi tutti ridevamo a crepapelle fino ad accasciarci a terra. Il peggio doveva ancora arrivare: i pioli della scala, i spargui, gli premevano sotto la pancia. Per dimostrare il suo disappunto, l’asina alzando la coda ha cominciato a sparare a zampe unite dei colpi come fucilate, e noi, tra il preoccupato e il divertito abbiamo mollato tutto. Serafino, il padrone della Filisata, fattosi serio diceva, “sa lu sà me pari al mi copa”. Anche il secondo tentativo era fallito. La farsa però si doveva fare ed ecco la terza soluzione. Siamo tornati da Giovanni a chiedere il pianale del carro, il quale molto gentile e divertito c’è l’ha prestato. Era quasi notte, poiché le prove si facevano sempre dopo cena. Abbiamo appoggiato il pianale sopra gli scalini fin che, con molta soddisfazione siamo riusciti a far salire l’asina sul palco. Nella scena che dovevamo interpretare la Filista, era la protagonista. La farsa riguardava una divisione ereditaria tra due fratelli. I contendenti erano d’accordo su tutto salvo che tutti e due volevano l’asina. Serafino interpretava la parte di notaio. Nella ribalta del palcoscenico c’erano dei fari molto potenti. Al vedere quelle luci la Filista, che i due contendenti tenevano per la briglia, si spaventò e cominciò a indietreggiare. A nulla valsero li sforzi dei fratelli che quasi distesi, tentavano di contrastarne il rinculo. Stava per succedere un patatrac… Il fondale del palcoscenico era un nuovissimo scenario, che il maestro Giuseppe Peloi di San Giovanni, aveva da poco dipinto. Era di una bellezza unica. L’asina se avesse continuato a indietreggiare lo avrebbe sicuramente rovinato. Serafino che ben conosceva la bestia con un salto si è messo a spingerla da dietro. La manovra riuscì soltanto che forse disorientata si è girata con il posteriore verso la platea. Il bello sta per arrivare. Era il mese di luglio e gli animali erano alimentati anche con cime di granturco (i penas). Sarà per quelli, o per l’emozione, nella pancia della mussa si è verificata una reazione. L’asina alzando la coda, non certo per salutare, come una pompa ha cominciato a scaricare abbondantemente sul pavimento del palco. Le scariche, però, essendo molto liquide e veloci, mandavano gli schizzi in un ampio raggio. Il peggio è toccato al suggeritore che stava seduto sotto la ribalta, il quale, si è trovato la faccia e gli occhiali pieni, tanto che non riusciva più a vedere. Serafino che stava seduto alla scrivania con prontezza ha fatto un salto indietro riuscendo a sottrarsi alla pioggia di schizzi. Lo spettacolo si è concluso con la gente che impazziva tra risate, urla e battimani, ridevano come matti, con un’intensità che non si poteva quantificare. Queste cose non erano previste, ma sono accadute e rimarranno nella storia della “Compagnia Sbridina”, cosi pure come la mussa che ci ha fatto ridere... ridere... ridere... Non sarà mai dimenticata. Francesco Ornella

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All’amore che chiama si può rispondere solo con l’amore che liberamente si dona.
(Enzo Bianchi)

CASTIONS IL BEL PAESE DAI TIPI SCAPESTRATI Castions il bel paese dai tipi scapestrati compose la ventina della compagnia Sbridina. Se stiamo recitando nei fiaschi sorseggiamo facciam bella comparsa nel dramma serio e nella farsa. Il mondo ormai conosce le nostre liete facce olè noi siam dell’arte fina olè evviva la compagnia Sbridina. Tornando nella notte tra il vin e l’entusiasmo ne combiniam di belle da far brillar le stelle. Tornando nella notte tra il vin e l’allegria la nostra compagnia si scioglie in allegria. Evviva la Sbridina ! (Parole e musica del dott. Felice Cimatti e don Giuseppe Cristante)

L’AUDAX AMATORI CALCIO FESTEGGIA IL 20° ANNIVERSARIO
La storia della più antica società di calcio del comune di Zoppola - Racconto tratto dalle memorie di Giampaolo Ornella, colui che è da considerare in assoluto, con la progressiva collaborazione di altri amici, l’artefice della nascita degli Amatori Calcio in comune di Zoppola. Senza voler fare della facile retorica, questo scritto serva ai giovani amici del calcio che si avvicinino al nostro gruppo affinché sappiano valorizzare e non disperdere questo nostro patrimonio che ora appartiene alla collettività. La nostra storia ebbe inizio nel periodo tardo primaverile / estivo dell’anno 1992 quando un gruppo di ragazzotti allora poco più che ventenni, si trovavano regolarmente la sera a frequentare il campetto parrocchiale di Castions, per la classica partitella tra amici. Si trattava perlopiù di persone “non rientranti” nei piani dell’allora squadra di calcio locale, la Società Sportiva Doria. Era un gruppo eterogeneo e dalle doti tecniche individuali a volte diametralmente opposte ma caratterizzato da valori comuni che si andavano piano piano delineando. Spirito di aggregazione, voglia di stare insieme e di divertirsi innanzitutto, erano le peculiarità fondamentali di quel gruppo di amici. Tra tutti, spiccavano per spirito di iniziativa ed intraprendenza Gianpaolo Ornella e Nicola Cantarutti, il primo con

alle spalle una breve esperienza vissuta tra gli amatori di Villa D’Arco ed il secondo dotato di una visione assolutamente ottimistica delle cose. I due si divisero subito i compiti, Giampaolo si sarebbe occupato delle incombenze burocratiche mentre Nicola si sarebbe occupato di caccia, caccia allo sponsor. Ecco quindi i primi segnali di una divisione precisa delle mansioni tra i componenti dell’associazione, caratteristica che ci ha contraddistinto fin dalla fondazione. Era a questo punto necessario condividere il progetto che stava prendendo corpo con altri amici del gruppo, pertanto iniziarono a fioccare gli incontri e le riunioni serali che videro la partecipazione di: Mariano Tedesco, Fabio Borean, Massimo Morettin, Guido Chiandotto. Il periodo successivo, fu quello dedicato alla logistica. Per partecipare ad una competizione, soprattutto recitando la parte degli emeriti sconosciuti, servivano un campo per gli allenamenti, uno per le partite e le divise da gioco. Fu quindi naturale rivolgersi alla società sportiva di Castions, l’allora S.S. DORIA, che fornì a Giampaolo una bozza di statuto da elaborare e la disponibilità ad utilizzare il campo di Castions per gli allenamenti a patto di non interferire con le attività della società e di provvedere alla successiva pulizia degli spogliatoi. Per le partite casalinghe, da disputarsi la domenica mattina, grazie all’interessamento di Mariano, si trovò un accordo con l’Orcenico Superiore. Lire 120 mila da versare cash al fischio finale di ogni partita! Arrivarono i primi sponsor grazie all’impegno di tutti, Flavio Raminelli con qualche soldino, Sicla sport con una muta di maglie simile a quella che la Germania indossò ai mondiali negli anni 70, Ideal Standard con le prime borse e Zanella cicli con una muta estiva. Uno tra i più interessati all’iniziativa si dimostrò Vittorio Pitton, il decano degli allenatori di Castions che propose a Giampaolo ed agli altri di presentare il progetto al gruppo delle vecchie glorie di Castions per una possibile collaborazione tra le due realtà. L’incontro avvenne all’allora C.R.A.L. e l’esito non fu certo dei migliori. Questo in sostanza, il giudizio dei veterani: “Fioi, ma dulà pensaisu di zì, i la fasèis màsa fasil! I no sèis affidabili, i no duràis pì di un àn.” Giampaolo, Nicola e gli altri uscirono da quell’incontro più forti, convinti e determinati di prima. All’inizio del 1993, molti aspetti erano già definiti: gruppo, divise, campi. Ma . . . un momento, e il nome? Bisognava pur dare un nome e dei colori sociali alla squadra . . . Giampaolo propose così agli altri amici di trovarsi una sera ed ognuno avrebbe dovuto proporre un nome. Sarebbe stato scelto il più originale tra quelli proposti, a patto che non fosse legato a squadre esistenti ed in particolare al paese

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di Castions proprio perché quella squadra doveva essere la prima squadra di calcio amatoriale del comune di Zoppola aperta a tutti gli appassionati residenti sul territorio, al di sopra di tutti i campanilismi. A dire il vero le idee non furono tantissime tant’è che solo Giampaolo propose un nome, scovato sfogliando le pagine dedicate al calcio sudamericano del Guerin sportivo, direttamente dal campionato cileno, “Audax club sportivo italiano”. Tutti gli altri approvarono, per cui la squadra fu battezzata: AUDAX. Fu immediatamente coniato il logo, un quadrifoglio stilizzato con al centro la lettera alfa, prima lettera dell’alfabeto greco che stava ad indicare il fatto che l’Audax era la prima squadra amatoriale di calcio aperta a tutti i cittadini del Comune di Zoppola. Per i colori sociali, si optò per il nero verde, tinte utilizzate da nessuna squadra amatoriale dell’epoca. A marzo 1993, lo statuto venne depositato in Comune, Giampaolo Ornella e Nicola Cantarutti si presentarono all’allora assessore allo sport Mussio rispettivamente come presidente e vice-presidente dell’associazione e l’idea di una squadra amatoriale aperta principalmente ai residenti in comune di Zoppola fu molto apprezzata. Durante l’estate del 1993 la squadra fu completata con l’arrivo di ex giocatori del settore giovanile allora poco più che ventenni e da alcune vecchie glorie S.S Doria. Fu arruolato quello che per molti anni costituì lo zoccolo duro dell’Audax amatori calcio. Furono chiamati a far parte della squadra Massimo Paltrinieri, Pietro Sellan, Remo Moro, Paolo Bonavolta, Sergio Gardin, Michele Gottardi, Stefano Malfante, Andrea Bianchet, Michele Zanchin, Flavio Pagura, Maurizio Bortolussi, Ottavio Marcocchio, Walter Pilosio, Daniele Ius, Luciano Borean e Marcello Volpatti. La squadra fu iscritta per la prima volta al campionato amatoriale “Amici del calcio” per partecipare alla stagione 1993-1994. A settembre poco prima dell’inizio lasciò il gruppo mister Pitton, ingaggiato da una squadra di categoria. La squadra fu quindi affidata definitivamente Daniele Ius. L’elemento che contraddistinse quella prima stagione fu il grande entusiasmo per l’avventura appena iniziata, era bello per coloro che avevano smesso da qualche anno riassaporare il clima dello spogliatoio prima delle gare, l’appello dell’arbitro, l’odore dell’olio canforato . . . Da ricordare, in quel primo campionato, i ritrovi da Bruno Mus dopo quasi ogni partita, e lo spirito di gruppo sempre crescente. I risultati in campo non furono altrettanto lusinghieri, ma del resto era il primo anno . . . ed i risultati per il gruppo non erano una priorità. Di quella prima stagione restano memorabili: il primo goal della storia dell’Audax segnato da Paolo Bonavolta a Fiume Veneto in una partita finita 1-1. La prima e unica vittoria per 3 a 2 in trasferta a Fagnigola. Le regole all’interno del gruppo erano chiare, tutti dovevano giocare purché l’impegno e la partecipazione agli allenamenti fossero costanti, a prescindere da doti tecniche reali o presunte. Grazie a queste regole, siamo sopravvissuti 20 anni a differenza di altre realtà che, proiettate alla ricerca a tutti i costi del “campione” o del “campionato vincente”, si sono sciolte come neve al sole. Gli anni successivi non furono facili, non tanto per le vicissitudini legate ai fatti puramente sportivi (i risultati in campo infatti iniziarono ad arrivare), quanto per il fatto di non aver avuto la possibilità di godere di una tranquillità dal punto di vista dell’ utilizzo degli impianti. Innanzitutto l’accordo con la Società Sportiva Doria che, dopo estenuanti trattative, avrebbe dovuto concedere l’utilizzo del campo sportivo di Castions anche per le partite oltre che per gli allenamenti, in cambio dell’impegno di Mariano

Tedesco, Giampaolo Ornella e Massimo Paltrinieri all’interno del settore giovanile della società stessa. L’impegno da parte nostra nel settore giovanile durò 2 anni, la contropartita del Doria 3 partite, dovemmo ripiegare in un campaccio in terra battuta alla periferia di Pordenone, il mitico CAL. Verso il 1995, grazie alla preziosa mediazione di Mariano Tedesco, l’Ideal Standard avanzò una proposta per consentirci di utilizzare per gli allenamenti il loro campo posto sul retro dell’azienda e da anni inutilizzato. Da parte nostra dovevamo provvedere alla manutenzione del campo che inizialmente si presentava come un grande incolto con l’erba alta circa 1 metro, ed alla posa di 6 pali per l’illuminazione. L’azienda avrebbe completato l’impianto con la stesa dei cavi ed avrebbe fornito l’energia. Fu dura! Giornate intere a lavorare per la sistemazione del campo, estenuanti trattative da parte di Nicola Cantarutti per trovare uno sponsor disposto ad accollarsi la spesa dei pali, tempi biblici per l’intervento degli elettricisti dell’azienda, ma alla fine il risultato fu eccezionale. Un campo dalle dimensioni regolari e curato alla perfezione solo per gli allenamenti. Un sogno! Questa fu una fase cruciale per la storia dell’Audax, durante la quale molte persone dimostrarono una volta di più tenacia, spirito di sacrificio e voglia di non mollare. Tutto questo durò parecchi anni, finché un giorno, in occasione di un allenamento, trovammo un altro lucchetto a chiusura del cancello. La direzione dell’Ideal Standard, con giustificazioni assai fumose e richiamando alcune norme di legge in tema di sicurezza, ci diede il benservito. Addio per sempre! Contemporaneamente, l’Orcenico Superiore smise la propria attività ed il Comune ci propose di gestire quel campo. Dall’anno 2005, iscritta al campionato Amici Del Calcio, l’AUDAX si allena e gioca stabilmente ad Orcenico Superiore, provvedendo direttamente alla cura e manutenzione dell’impianto sportivo. Disputa un ottimo calcio pur non selezionando i giocatori, ma tenendo le porte degli spogliatoi aperte a tutti i residenti del comune di Zoppola che desiderano praticare questo bellissimo sport. Grazie a tutti, ma proprio a tutti! Grazie ai fondatori, grazie ai presidenti che si sono alternati alla guida dell’ Associazione Audax Amatori Calcio, grazie ai circa 150 calciatori che in vent’anni hanno vestito questi colori, grazie ai mister che li hanno sopportati, grazie all’Amministrazione Comunale per il supporto, e un ciao a Nicola Cantarutti che non è più tra noi. “Amici del Calcio AUDAX”

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THE MAGIC TEAM Under 12 volley Zoppola
Tanti non sapranno che esistono, tanti non le avranno mai viste, forse qualcuno ne ha sentito parlare, qualcun altro avrà letto un trafiletto sul giornale, ma queste ragazze hanno dominato il loro girone del campionato provinciale Under 12 di Pallavolo vincendo tutte le partite senza mai perdere un set (unica squadra in provincia) approdando così alle finali provinciali disputate il 19 maggio a San Quirino. Le finali purtroppo non sono andate come si sperava ma le nostre atlete hanno meritatamente conquistato il terzo posto provinciale su 23 squadre. Alla fine delle attività agonistiche ufficiali le ragazze, divise in due squadre, Aurora, Giulia, Kimberly, Michelle e Teresa -

squadra A e Alice, Daria, Gaia, Giorgia e Sara - squadra B, hanno partecipato al torneo a 16 squadre di Beach Volley a Cordenons arrivando entrambe a pari merito della vincitrice (Fiume Veneto) ma classificandosi seconde e terze solo per differenza tra i punti fatti e quelli subiti. Anche se questa squadra rappresenta il comune di Zoppola, possiamo orgogliosamente dire che ha il cuore di Castions, infatti è composta per 10/13 da ragazze della nostra parrocchia. Passando per le tante vittorie e le poche sconfitte, il più grande risultato ottenuto da queste ragazze è quello di aver dimostrato di essere un gruppo di Amiche unito e affiatato sia in campo che fuori, lavorando assieme, sudando assieme, incitandosi reciprocamente, festeggiando assieme e anche piangendo assieme. Brave, Brave, e ancora Brave. Francesco Cicutto

GIOVANISSIMI REAL CASTELLANA 2012 / 2013
I Fioi a sòn diventàs fantàs (i bambini sono diventati ragazzi). Abbiamo terminato la stagione calcistica dei “Giovanissimi I° anno 2012-2013” e siamo contenti anche questa volta di come siamo stati bravi a portare a termine in modo positivo questa nuova avventura. Ci siamo confrontati con squadre con un anno anagrafico in più e con quelle alla pari, i risultati sono stati più che soddisfacenti. Come scritto sopra una delle cose che si è potuto notare di più è stata la trasformazione fisica dei nostri, ormai ragazzi. Dalla scorsa stagione ci sono stati dei cambiamenti notevoli; in questo campionato c’erano 15 squadre, e quindi è stato lungo e impegnativo. Durante l’anno abbiamo avuto un crescendo di risultati, soprattutto nella seconda parte del campionato. Abbiamo fatto giocare tutti, in modo tale da far crescere il gruppo e siamo arrivati nella parte alta della classifica. Il gruppo è bello compatto e oltre ad aver lavorato bene in campo si comporta bene anche in altre iniziative, infatti ad ogni proposta alternativa sono sempre tutti presenti. Anche da parte dei genitori c’è sempre molta disponibilità e questo è stupendo. Con i tempi che corrono è importantissimo, così come il volontariato di tutti coloro che ci aiutano. Adesso andiamo tutti in vacanza per riprendere le energie, scaricare le fatiche e poter riprendere una nuova stagione. Un ringraziamento a tutti quelli che durante l’anno hanno fatto in modo che tutto questo si potesse realizzare. Un grande in bocca al lupo ai ragazzi per gli esami e per la nuova scuola che quest’autunno dovranno iniziare. Un ringraziamento particolare per l’ottimo lavoro svolto va, a Renzo Ornella, Alfredo Pizzin, Daniele Lombardo, Claudio Ius. - Forza Real Castellana! Ezio Tonizzo

Alice, Aurora, Daria, Emiliana, Gaia, Giorgia, Giulia, Kimberly, Michelle, Nicole, Sara, Silvia e Teresa - allenatrice Miriam

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CLASSE 1963
Noi, “ragazzi” del 1963 abbiamo deciso di lasciarci alle spalle per un giorno i nostri problemi... La vita è breve e merita di essere vissuta, nel rispetto degli altri e se possibile, nella gloria di Dio. Questa è la gita a cui, alcuni di noi hanno partecipato il nove giugno che è partita per Trieste, passando per Isola, arrivando fino a Capodistria. Una giornata da ricordare. “Il tempo galoppa, la vita sfugge tra le mani: ma può sfuggire come sabbia, oppure come una semente”.

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incontra conoscenti e famigliari. In questi anni i suoi nipoti e pronipoti le sono stati sempre vicino con affetto e non le hanno fatto mancare nulla. La vicinanza dei suoi famigliari, le cure della Casa di Riposo e prima fra tutte la sua salute di ferro senz’altro hanno contribuito con l’aiuto di Dio, a raggiungere questo traguardo dei 104 anni. Ora, da subito puntiamo a raggiungere i 105 anni per eguagliare e superare il primato dell’agna Catina classe 1900 rimasta fra noi fino all’età di 105 anni. Rinnoviamo allora a Geltrude l’augurio di buon compleanno e che il Signore le conceda ancora tempo e salute. E ora ci portiamo in salone per continuare la festa con un brindisi in compagnia. Buona giornata a tutti. Casa di Riposo di Castions, 4 marzo 2013

FESTA DI COMPLEANNO DELLA SIGNORA GELTRUDE TONEGUZZI
Buon giorno a tutti. Oggi festeggiamo una rara ricorrenza: i 104 anni della cara Geltrude Toneguzzi che... pensate... è nata nel 1909, cioè 6 anni prima che cominciasse la prima guerra mondiale. Da allora ne sono successe di cose e Geltrude è qui tra noi, testimone attraverso i suoi tanti ricordi degli inimmaginabili cambiamenti avvenuti nel mondo in questo periodo di tempo. Già da 12 anni è residente presso la Casa di Riposo di Castions, infatti è arrivata il 20 marzo del 2001 perché a causa della rottura del femore non era in grado di continuare a gestirsi in autonomia presso la propria abitazione. In questi anni grazie al suo carattere molto socievole ma anche determinato, si è inserita molto bene nella vita di comunità partecipando volentieri a tutte le iniziative proposte. Anche ora nonostante il calo della vista e dell’udito non manca di partecipare alla Messa, alle feste, alle gite fuori dalla struttura specialmente quando la méta è il mercato di Fiume Veneto dove regolarmente

LA FONTANA
Forse è già passato più di un anno dalla sera in cui mi sono fermato a salutare l’amico Battista che avevo visto chino sulla conca della fontana, all’ingresso dello stadio “G. MicoliToscano. Era intento a restaurare con la sua innata maestria e con l’aiuto di un paio di amici, questo importante angolo del nostro paese. Per un attimo mi sono lasciato travolgere dai ricordi: ho visto tantissime persone, bambini e adulti come me ed i miei genitori mentre andavano alle “grave”, si fermavano a dissetarsi sia prima che dopo la fatica del lavoro, così come le mucche e i buoi che trainavano i carri e gli aratri. Naturalmente si dissetava non solo chi andava al lavoro: ad esempio alla domenica, prima o dopo la Messa , si fermavano un po’ tutti. Ricordo poi, che dopo le partite di calcio, delle quali anch’io sono stato per diversi anni partecipe, le squadre intere dei “casalinghi” (S.s. Doria – Castellana) e degli ospiti si dissetavano e lavavano con quest’acqua, sempre fresca e genuina com’è ancora adesso anche se per qualcuna di queste ultime estati ha sofferto un po’ la siccità e poi, sicuramente, un po’ di abbandono. Per questo dico grazie all’amico Alpino che si è assunto il compito, come ha già fatto per altri, di ridare splendore a questo luogo importantissimo di un recente passato ed an-

Giorgio Rosin

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cora tutt’oggi importante anche per i ricordi che scaturiscono freschi, genuini, abbondanti come l’acqua. Questi ricordi mi hanno riportato al passato quando ero ancora un bambino frequentante le vicine scuole elementari e i paesani erano soliti chiamare la fontana in diversi modi, probabilmente secondo l’età: - la fontana “dal For” (che si trovava allora sulla destra guardando dalla strada) – la fontana “da li scuelis” (che si trovava sulla sinistra) – la fontana “dal campo sportivo” (che si trova tutt’ora sullo sfondo). Folgorato dalle mie riflessioni sono rimasto sbalordito dal triangolo che si era formato nella mente: un vero e proprio triangolo della vita al centro del quale, protagonista, era proprio la fontana che riassumeva in sé tre bisogni essenziali: - il pane, indispensabile primo alimento per tutti, - l’istruzione, indispensabile per la crescita intellettuale e per una buona vita civile nei rapporti con gli altri, – il gioco, inteso come buona salute e cura del corpo. È stato sicuramente il caso a creare questo triangolo del vivere con al centro l’essenziale elemento che è l’acqua. Spero quindi, che questo luogo possa riprendere almeno un po’ della sua passata importanza: la sua storia lo merita sicuramente.

cronaca in briciole
Gennaio
Domenica 20 alla Messa delle ore 11.15 conclusione anno di Don Bosco.

febbraio
Domenica 3 Festa della Vita, alla messa sono presenti le coppie sposi che hanno battezzato i figli nel corso dell’anno precedente. Sabato 9 carnevale dei ragazzi in oratorio in due edizioni: alle 15 per i bambini delle Elementari, alle 20.30 per i ragazzi delle Medie. Naturalmente un grazie ai bravi animatori. Giovedì 21 in chiesa lettura continua del vangelo di Luca accompagnata da alcuni brani eseguiti dal Coro Sant’Andrea. Giovedì 28 pizza con le “donne del tempio”. Un modo semplice ma genuino per stare insieme e dire grazie per il loro umile e prezioso servizio.

marzo

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Sabato 9 in chiesa rappresentazione “Torna a casa Tomaso” ad opera degli Ex Salesiani di Pordenone. Rappresentazione che propone una rifessione sul tema delicato e avvincente della fede. Domenica 17 presentazione nei nuovi membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Sabato Santo 30 Veglia Pasquale. Il contributo dei giovani la rende più convolgente e significativa.

Aprile
Mercoledì 10 primo dei quattro incontri sul Concilio Vaticano II. Relatore don Giosuè Tosoni. Domenica 14 uscita dei genitori dei bambini della Prima Comunione al santuario di Madonna del Monte in preparazione alla messa di Prima comunione. Giornata molto bella per il tempo (finalmente il sole) ma soprattutto per il clima spirituale che la caratterizza. Domenica 21 nel pomeriggio Prima Confessione per i bambini di terza elementare . Domenica 28 messa solenne di Prima Comunione per 25 bambini della nostra comunità.

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Maggio
Mercoledì 1 maggio con il rosario al capitello della Madonna delle Grazie inizia il mese dedicato a Maria la madre di Gesù e nostra. Il rosario viene recitato in alcune vie e case della comunità. Giovedì 9 un gruppo di malesi di una quarantina di persone, accompagnati da Padre Lukas e Padre Simone della Comunità dei Discepoli del Signore e da Mons. Bruno Fabio Pighin, visita i luoghi che ricordano la vita del Cardinal Costantini. Sabato 18 al mattino festa di fine anno catechistico con giochi e pranzo comunitario. Alla sera Veglia di Pentecoste organizzata dal centro di pastorale gio-

vanile della diocesi per tutti i giovani della diocesi. Presiede il Vescovo. Domenica 19 Festa di Pentecoste con la benedizione del pane dello Spirito Santo. Nel pomeriggio terza edizione del Concerto di Pentecoste da parte della nostra Corale parrocchiale. Lunedì tradizionale Veglia di Pentecoste. Domenica 26 maggio ore 9 solenne messa in memoria di san Filippo Neri in Casa di Riposo. Per l’occasione viene rimessa in funzione la campanella della Chiesetta che riprende a suonare per scandire le ore e per annunciare la santa messa il mercoledì e il venerdì. Venerdì 31 chiusura del mese di maggio. Presso la Galleria Civica Giovanni e Celso Costantini presentazione del libro autobiografico del cardinale Costantini “Fogli secche”.

Giugno
Domenica 9 gita delle Donne del Tempio all’abbazia di Follina e visita al castello Castelbrando. Sabato 15 gita dei chierichetti a Concordia, visita della cattedrale e degli scavi archeologici e poi giochi a non finire all’oratorio di Teson. Mercoledì 19 presso il duomo di San Marco in Pordenone il vescovo Mons. Pellegrini consegna ai rappresentanti delle parrocchie il Progetto Pastorale per il prossimo anno dal titolo: “Comunità che celebra e condivide” che sarà oggetto di studio e approfondimento da parte del nuovo Consiglio Parrocchiale. Mercoledì 26 inizia il Fantasy Grest proposto ai ragazzi delle parrocchie di Castions, di Orcenico di Sopra e di Sotto. Lo anima un bel gruppo di animatori entusiasti ed affiatati ai quali va il nostro più sentito grazie.

Sulla campanella è stata posta in bassorilievo quella significativa frase: “Laudate pueri Dominum”

Comunità Viva
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50°ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO
Pighin Giancarlo e Pradetto Flora 26 febbraio 2013

Comunità Viva

CONTABILITÀ 2012
ENTRATE 2012 Elemosine festive Elemosine feriali Candele Stampa Cevraia S. Marco Offerte parrocchia Raccolta ferro Madonnina Bollettino Attività parrocchiali Solidarietà TOTALE 8.486,15 4.106,21 3.536,05 422,27 2.782,59 1.856,48 19.515,01 4.055,95 332,81 2.466,13 3.715,00 2.033,00 53.307,65 USCITE 2012 Culto Manutenzione Stampa Spese gestionali Imperate Assicurazione Attività parrocchiali Bollettino Cancelleria Curia Solidarietà TOTALE 4.091,10 4.410,50 577,92 17.980,66 250,00 1.785,75 3.870,75 3.125,98 1.647,76 1.838,29 2.033,00 41.611,71

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L’attivo registrato nel 2012 è andato a coprire, in parte, il debito (20.000 euro) accumulato nel 2011 per i lavori straordinari nelle centrali termiche della Chiesa Parrocchiale e del Centro S. Andrea

Ho letto con interesse la vita di molte persone che hanno saputo dire il loro “sì” e vivere in maniera coerente tutta la loro vita ed ho capito anche che “pietre, mattoni e tegole” sono importanti, nella costruzione della casa se sono messe a servizio di un progetto. Signore, aiutami a vivere il mio progetto, quel progetto che mi precede e mi accompagna per darmi la felicità.
(Centro Casa Serena)

OFFERTE PARROCCHIA
Bartolomea 20, Fortuni Marina 100, Famiglia Lorusso 25, Ornella Francesco 50, Pagura Lilia 50, NN 50, Olimpia 50, famiglia Simonella 40, in Memoria De Carli Rino 100, Borean Marisa 20, Cavalsi Bruno 100, Battesimo Andriulli Asia 100, Borean Giuseppe 50, Comunione anziani 40, in memoria Pagura Emilio 250, 50° di matrimonio di Pighin Giancarlo e Flora 150, De Carli Rino 40, NN 20, Minato 20, Club Arcobaleno 303 - 200, Famiglie 31 dicembre 150, i nonni per la nascita di Giacomo 500, in memoria Michieli Egidio 135, in memoria Michieli Egidio 300, Moglie Lucia in memoria Michieli Egidio per pulitura di una lampada della Madonna 300, NN per doratura due pissidi 200, NN 50, per il 60° di matrimonio di Ornella Francesco e Rina 100, NN 5, in memoria Michieli Egidio per pulitura seconda lampada della Madonna 250, per doratura pissidi 20, Sartor Antonietta 20, NN 70, pro Madonna di Lourdes 20, per Battesimo 30, Battesimo di Marilia 50, NN 30, Bortolussi Gabriele 50, Tramontin Lorenzo 25, Antonioli Davide 40, NN 50, Celeste 40, Pagura Maria in Pippo 50, Donne del Tempio 100, NN 50, in onore della Madonna 1.000, famiglia Pippo Francesco 100, NN 50, NN 50, benedizione auto 10, pro restauri 500, pro comunione ammalati 20, Borean Luisa 50, i familiari in memoria Settecasi Pietro 100, i figli in memoria Pagura Regina 300, i parenti in memoria Pagura Regina 280, i familiari in memoria Ius Alfio 200, NN in memoria Ius Alfio 50, i familiari in memoria Dolfo Vaniglio 150, battesimo Agàte Pietro 50, Brussa Nadia 100, i familiari in memoria Zanet Faenza 100, Verardo Romano 20, Moro Gianfranco 50, in memoria Allegrini Giovanna 100, NN 100, Vido Stefano ed Elisa 50, NN 20, NN 50, Andreotto Elena 30, Battesimo Salvatore Giulia 100, NN 50, NN 50, NN 10, Benedizione famiglie 190, NN 40, Minato Emanuele 40, NN 20, in onore Madonna di Fatima 20, NN 20, i familiari in memoria Ornella Gino 150, NN 100, Battesimo Martin Leonardo 70, NN 10, i familiari in memoria Bomben Celeste 400, NN 20, Pagurut Joe 30, NN 50, Galvanin Valeriano 30, Borean Daria 25, Genitori quinta elementare 50, Galvanin Valeriano 30, NN 20, per la Madonnina delle Grazie 20, per la Lampada al Sacro Cuore 20, NN 25, i familiari in memoria Ornella Francesco 200, NN 50. OFFERTE BOLLETTINO Trabucco Maria 10, NN 15, NN 50, NN 50, NN 5, NN 5, NN 20, NN 20, NN 10, NN 2, NN 5, NN 5, NN 10, da Cevraia 96, Pagura Dorino 50, Salvatore Pietro 100, in Chiesa 68, Sartori Marina 30, NN 50, NN 35, Borean Ferdinando 30, Canella Buosi Antonia 30, NN 20, Cevraia 15, Borean Sergio e Anita 100 dollari canadesi, NN 100, Pagurut Joe 20, NN 10, M.V. 20. (Salvo errori od omissioni di cui ci scusiamo con i lettori)

Per chi volesse inviare direttamente le proprie offerte, tramite Bonifico bancario e senza uso di contante, forniamo di seguito le coordinate bancarie: IT58 S063 4065 0600 7404 042488W Importante: indicare sempre la causale del versamento (pro Chiesa, pro Bollettino ecc.) e la eventuale volontà di anonimato, nella pubblicazione su questo Bollettino.

NOTE DELLA REDAZIONE
NUOVO SERVIZIO VIA COMPUTER
Chi volesse ricevere “Comunità viva” in formato elettronico (PDF) sulla propria casella di posta elettronica, è pregato di farne richiesta fornendo il proprio indirizzo al: Parroco don Ugo Gaspardo; tel. 0434 97241; email: “parrocchiacastions2011@gmail.com”

INFORMIAMO INVITO

inoltre che è già possibile leggere e scaricare sul proprio computer “Comunità viva” visitando il sito: www.acastions.it Coloro che desiderano pubblicare alcuni eventi che possono interessare la vita di comunità (es.: matrimoni fuori parrocchia, lauree, ecc.) lo facciano presente.

Comunità Viva
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DEFUNTI

PAGURA EMILIO di anni 96 il 19 dicembre 2012

TAVIAN PAOLINA di anni 87 il 4 gennaio 2013

MICHIELI EGIDIO di anni 69 l’8 gennaio 2013

DOLFO VANIGLIO di anni 90 il 18 febbraio 2013

IUS ALFIO di anni 80 il 2 marzo 2013

ZANET FAENZA ved. Moro di anni 89 il 13 marzo 2013

Anagrafe Parrocchiale
gennaio - giugno 2013

Comunità Viva

SETTECASI PIETRO di anni 85 il 17 marzo 2013

ALLEGRINI GIOVANNA di anni 90 il 20 marzo 2013

PAGURA REGINA ved. Benedet di anni 93 il 23 marzo 2013

ORNELLA GINO di anni 85 il 6 maggio 2013

Battesimi
BOMBEN Cav. CELESTE di anni 91 il 10 maggio 2013 ORNELLA FRANCESCO (Checu) di anni 88 il 7 giugno 2013 BINCOLETTO GIOVANNINA ved. Simonella di anni 76 il 28 giugno 2013

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TURCHETTO CECILIA di Stefano e Redivo Laura 26.12.2012 FARFANTE NICOLE di Giacomo e Baban Cristina 27.01.2013 AGATE PIETRO-VINCENZO di Giuseppe e Pizzin Arianna 03.02.2013 D’ANDREA DAVIDE di Alessio e Bonavolta Anna 03.02.2013

DEFUNTI FUORI PARROCCHIA

PAGURA LIDIA di anni 79 il 3 agosto 2012 a Milano

DEL RIZZO VITTORIO di anni 73 il 22 dicembre 2012 in Svizzera

ORNELLA ISIDORO (Rino) di anni 82 l’11 febbraio 2013 a Trento

ZANELLA GIULIANA di anni 23 a Trieste

SALVATORE GIULIA di Kristijan Molin Marta 07.04.2013 MARTIN LEONARDO di Daniele e Babuin Soraya 12.05.2013 BRUSUTTI TOMMASO di Claudio e Rosset Vanessa 30.06.2013

anniversari

ALOISI FRANCESCO il 6 giugno 1988

MORO BRUNO il 21 agosto 1993

ORNELLA ROMANO il 1 agosto 2002

BREDA ASSUNTA il 19 giugno 2012

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