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ari parrocchiani, di vero cuore porgo a ciascuno di voi il mio pi cordiale augurio di Buona Pasqua. Lannuncio festoso della risurrezione del Signore Ges che risuona nella liturgia di questi giorni santi porti luce, speranza e gioia nella vostra vita, nelle situazioni concrete che ognuno di voi sta attraversando. La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello Spirito. Non raro che il vostro Spirito e il vostro cuore attraversino momenti di buio e di confusione. Penso a chi provato dalla perdita di una persona cara; a coloro che si trovano sul Calvario del dolore, inchiodati al legno della malattia del corpo o dellanima. Penso a quanti vivono le difficolt legate alla crisi economica e alla mancanza del lavoro; a chi, per motivi pi diversi, sta attraversando una situazione di prova e di sofferenza, ma anche a chi vive la situazione di lontananza da Dio, cio di peccato. Le parole della liturgia pasquale aprono i nostri cuori alla speranza: Non abbiate paura. Voi cercate Ges Nazareno, il crocifisso. risorto!. Sono parole che ci comunicano questo messaggio: Non abbiate paura! Dio, nostro Padre, non abbandona mai i suoi figli. La Pasqua di Ges n la conferma pi eloquente. Celebrare la Pasqua di Ges significa dunque accogliere, vivere e testimoniare questa certezza: lamore fedele di Dio pi forte di ogni nostra esperienza di male a anche di morte. Significa ribadire la nostra fiducia in Ges, il quale morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita. Sono sicuro che nel vostro cuore c gi quella disponibilit necessaria per capire che laugurio pasquale non una formalit. Ma un riferimento fondamentale per noi cristiani. Pertanto la Pasqua, che sigilla tutto questo, va attesa e vissuta con tutta la nostra speranza. Nelle pagine centrali del bollettino trovate gli orari delle celebrazioni di questo tempo santo. Confido tanto che sappiate tenerli in debito conto per vivere con fede la Pasqua, aiutati dalle ricche liturgie, specialmente quella del Triduo Sacro. Credo che si debba mettere al primo posto la celebrazione della Velia Pasquale. Auguro a tutti, di vero cuore, di sperimentare in questi giorni la potenza di amore e di vita che provengono dal Signore risorto. Rinnovati interiormente dal suo perdono e dallincanto eucaristico con lui, possiate comunicare questa novit di vita a quanti attendono un segno di speranza e di conforto.

Don Mario

LA PARTENZA DI UN AMICO DON COSTANTE MARTINELLI


uned 12 marzo 2012 don Costante Martinelli ha chiuso gli occhi su questa vita per spalancarli e immergerli nella fulgida luce del Paradiso... mentre tornava alla casa del Padre i colori del cielo al tramonto erano meravigliosi, quasi a dire: Vieni, servo buono e fedele, vieni a vedere cosho preparato per te!. Don Costante, nato a Civello il 4 marzo 1938, stato ordinato sacerdote il 23 giugno 1963. Il primo incarico stato a Uggiate come vicario, sotto la guida sapiente dellarciprete Virginio Sosio (1963 1970). Nel 1970 stato nominato parroco di Somaggia, dove rimasto fino al 1989, data in cui divenuto parroco di Bernate fino al 2010. Per ragioni di salute poi tornato a vivere nella casa natale, a Civello. Questa breve biografia racconta date e nomi di luoghi, che sono divenuti cari e familiari a don Costante. Ovunque stato ha vissuto il suo sacerdozio in spirito di servizio e di umilt. La sua fede profonda veniva trasmessa con una grande passione per la vita e nel rispetto della libert di ciascuna persona. Amava stare con la gente, in particolare con i bambini e i ragazzi. La notizia della sua morte ha toccato il cuore di tutte le persone che hanno ricevuto da lui un gesto di bene e la testimonianza di un sacerdote buono, generoso, dinamico e innamorato del Signore e delle sue creature.

arissimi Amici, oggi un grande amico se n andato alla casa del Padre. Desidero condividere con voi, che lo avete conosciuto e gli avete voluto bene, questi pensieri perch ritengo che sia importante ricordare una persona che ci ha toccato il cuore e che ha lasciato un segno nella nostra vita. I ricordi dei momenti passati insieme diventano un presente, dono di cui siamo grati. Ieri sera Judy, mia moglie, fece un sogno. Sulla riva di un ruscello cerano mio pap Secondo e la mia mamma Angelina, che ridevano contenti e avevano i piedi nella fresca acqua del ruscello. Con loro cera don Costante, anche lui tutto sorridente. Noi due cercavamo di raggiungerli, ma non riuscivamo. Cerano, infatti, molti ostacoli da superare. Loro ci dicevano che andava bene cos e di non preoccuparci perch non riuscivamo a raggiungerli. Questa mattina arrivata la telefonata che annunciava la partenza di don Costante. Lacrime! Judy ed io, abbracciati, abbiamo pianto per un amico che non vedremo pi su questa terra. Poi abbiamo acceso una grande candela e abbiamo messo degli angioletti intorno recitando una preghiera in silenzio. Se n andato in fretta, senza disturbare troppa gente, pochi giorni dopo che fu scoperta la sua malattia. morto dopo pochi giorni in ospedale. Don Costante ha riempito i cuori di tante persone con il suo calore e la sua fede, a Uggiate, a Somaggia, a Bernate. Una grande fede, semplice e profonda. Ci credeva davvero. Certe volte sembrava burbero: tutta una bella maschera sotto la quale si nascondeva un uomo dimmensa bont e sensibilit. Era contento quando era insieme con amici veri, quelli sinceri. Si arrabbiava quando scopriva che le relazioni erano false. Simmedesimava nei problemi di chi lo avvicinava. Era capace di trovare il tempo per giocare al tennis, alle carte e sinfervorava... le sue messe avevano un messaggio semplice, quello di una persona che credeva in un Vangelo vicino alla gente. Non tanti fronzoli. Un prete con una profonda umanit, dote indispensabile per essere un vero prete. Costante, per me sei un amico speciale. Mi hai sempre voluto bene. Non mi hai mai giudicato. Ogni volta che venivo a casa, mi hai invitato a parlare ai tuoi ragazzi. Quante volte ci hai portato sulle tue amate montagne della Valchiavenna. Quante piccole gentilezze hai mostrato a me e alla mia famiglia. Il nostro gruppo hawaiiano si ricorda di te e della tua bont quando siamo stati tuoi ospiti a Bernate per una serata sulle Hawaii. Quando sei venuto da noi, siamo andati a Kalaupapa a trovare i lebbrosi con cui lavoravo, da Jim che ancora continua la lotta per un mondo di pace. Qui hai conosciuto un altro grande uomo: il vescovo Ferrario, anche lui abbandonato da molti nella Chiesa. Ogni volta che ci sentivamo al telefono, anche qualche giorno fa allospedale, anche se non stavi bene, mi chiedevi come stava la nostra terra e dicevi che volevi ritornare. Ora sei qui con noi, Costante. Ti scrivo dal Centro della Pace che tu, con gli amici di Uggiate, sei venuto a inaugurare nel 1995. La tua presenza viva. I miei occhi si stanno riempiendo di lacrime. Pomaikai mi ha appena detto: Dobbiamo essere grati e felici di aver incontrato nella nostra

vita una persona speciale, un vero amico, e di essere diventati parte della sua vita. E vero, siamo fortunati. Grazie, don Costante, adesso sei con tanti amici e chiss quante storie e barzellette avrete da raccontarvi. Chiss che bellabbraccio ti ha dato Il Padre Eterno: Ci, Costante, vieni qui, mi hai sempre voluto bene e adesso sarai con noi per sempre. Grazie che sei venuto! Ti sento nel cuore, Costante, e ancora grazie!. gigi

RICORDO DI DON COSTANTE


Giorni allegri dun tempo ormai distante quando andavo in vacanza in quel dUggiate. Passavo in Oratorio le serate ed l che ho incontrato don Costante, prete che rispettavo riverente, poi diventato amico e confidente. Ore insieme, nel sacro e nel... veniale che han reso lamicizia ancor pi forte, coinvolgendo poi la mia consorte... Tanti incontri alla casa parrocchiale, prima a Somaggia, dopo su a Bernate con feste e ricorrenze celebrate. Nozze dargento assieme a don Costante. Quel prete, di larghissimi orizzonti, dopo la messa ci port sui monti per farci degustar cervo ruspante, e va da s che dentro una stanzetta piena di corna finiva in barzelletta. Per mantenere vivo quellaffetto, con tutti gli altri amici, in sintonia, lo invitavamo in casa o in pizzeria perch, nellatmosfera dun banchetto, si rafforzasse il vincolo morale che ci ha uniti ed sempre pi vitale. E andato in Cielo il nostro sacerdote! E stato certamente un buon Vicario, poi Parroco, valente intermediario tra noi e Dio. Questera la sua dote. Ciao don Costante! Resterai presente nei nostri cuori e nella nostra mente. Peppino e Rosalba, 12 marzo 2012

on Costante mi ha accompagnato nella crescita negli anni notoriamente pi difficili, dai miei 8 ai 15 anni, sempre alloratorio a giocare, a formarsi e crescere nella fede, a riflettere sulla vita, soprattutto a quella che si apriva davanti a noi, a fare esperienze di solidariet umana, sociale e missionaria come non mai. Ecco, Lui per me stato un vero riferimento, una testimonianza di vita piena di tutto, dallimpegno al divertimento. Rivedo come se fosse oggi le sue interminabili partite a tennis nel campetto delloratorio (che ora non c pi) con la tonaca (che raramente con don Sosio si poteva togliere) tirata su e infilata nelle tasche per non inciampare, ma anche i momenti di preghiera e la messa prima di tutto. Lui stato il primo ad affidarmi le prime responsabilit gestionali delloratorio, a farmi fare il catechista, nonostante la giovane et, a far parte del gruppo missionario e della schola cantorum. Quante cose, quanto tempo dedicato agli altri e condiviso con tanti coetanei (quante discussioni e chiacchierate fino a tarda notte in piazza)... e tutto per me cominciato da Lui, il Don del mio Oratorio! Che bello, che bei ricordi! E ora, finalmente scappato e si buttato tra le braccia del Padre a raccogliere il Premio Eterno insieme a tanti nostri cari. S, il premio, perch il nostro Dio un Dio che non dimentica il bene fatto e che anche disposto a perdonare 70 volte 7, come abbiamo letto nel Vangelo di stamattina nella Messa delle 6 alla novena di San Giuseppe di Somazzo. E abbiamo pregato anche per Lui, il Don che ieri ci ha lasciato, e che proprio nel nostro Santuario tante volte ha pregato e celebrato. Fortunato

PADRE GIUSEPPE AMbROSOLI


In questo periodo, in cui si ricorda con particolare intensit la figura di padre Ambrosoli, sentiamo viva la sua presenza tra noi. Camminando per le vie di Ronago vien proprio da pensare a lui e a quante volte avr percorso le stesse strade, si sar seduto a pregare nella nostra chiesa, avr alzato lo sguardo per ammirare lo stesso cielo... unemozione forte perch avvicina alla figura di un uomo della nostra terra innamorato di Dio e dei poveri, servo per amore tenace e convinto, essenziale e umile. Questo tempo, in cui si ricordano i venticinque anni dalla morte, davvero tempo favorevole per conoscere in profondit padre Giuseppe e lasciarsi guidare da lui a vivere il nostro essere cristiani in carit, sobriet e semplicit.

IL VESCOVO DIEGO SCRIVE DI PADRE AMBROSOLI


uella di padre Giuseppe Ambrosoli una figura luminosa. Una testimonianza limpida di cosa significhi amare i fratelli non come se stessi, ma pi di se stessi. lesempio di una umanit che non sa fermarsi alla superficie, va oltre le apparenze difficili e crude di chi povero, sofferente, malato, bisognoso di tutto e sa scorgere nello sguardo degli ultimi soprattutto coloro che pi ci mettono alla prova perch il dolore spaventa, disorienta e allontana il volto di Cristo. Padre Giuseppe stato definito medico della carit e, leggendo alcune note biografiche, sono stato colpito, in particolare, da un commento che lo riguarda: Nessuno mai si allontanato da lui a mani vuote o a cuore spento. Che bello! Il commento potr apparire ingenuo, magari infantile, ma lespressione mi si affacciata spontanea... Ambrosoli stato un uomo, un medico, un sacerdote, un missionario talmente infiammato dal calore dellamore sincero provato per il suo prossimo, da riuscire a coinvolgere chi lo incontrava e gli stava vicino. Un sentimento

cos radicato e profondo che ancora oggi capace di scaldare, di accendere il cuore e riempire le mani di centinaia di migliaia di persone che fanno rifermento alla Fondazione Ambrosoli al suo Ospedale e alla sua Scuola in Uganda, come in Italia, nella veste di volontari, pazienti, operatori, medici e studenti in formazione. La frase di padre Giuseppe Dio amore, c un prossimo che soffre e io sono il suo servitore un programma di vita che auguro a tutti, a partire da me stesso. Diventi anche un po nostro. (dalla pubblicazione inerente alla Mostra su P.Ambrosoli)

RIFLESSIONI SULLA VITA DI PADRE AMBROSOLI


i sono biografie straordinarie difficili da ripercorrere e da raccontare. Si corre il rischio concreto di tralasciare aspetti particolari e momenti significativi che potrebbero contribuire a svelarne la personalit o si pu scivolare, inconsapevolmente, nellagiografia. Di padre Giuseppe Ambrosoli molto gi si conosce. Sono stati scritti libri, sono state raccolte testimonianze ed stata costituita una Fondazione per ricordare la sua meravigliosa avventura di medico e di missionario comboniano. La sua parabola umana e spirituale, dal giorno della prima Santa Messa, celebrata nella Chiesa Parrocchiale di Ronago il 18 dicembre 1955, al giorno della sua prematura scomparsa, il 27 marzo 1987, stata un doloroso e consapevole viaggio incontro alluomo che soffre. La cifra della sua vocazione sacerdotale: una vocazione che lha spinto ad abbandonare la confortevole casa paterna per abbracciare un progetto che in quegli anni sembrava utopistico. Lospedale di Kalongo, in Uganda: un avamposto di speranza in una terra ciclicamente e drammaticamente attraversata da guerre e carestie devastanti. La sua mitezza di carattere: aspetto che gli consentiva di farsi benvolere da tutti, e la sua infaticabile capacit di lavoro in condizioni disagevoli sono rimaste proverbiali. Quando sento parlare di emancipazione della donna (spesso a sproposito), scatta in me un riflesso che mi fa pensare a questo uomo dalla fede salda che si speso tanto per ridare dignit alle ragazze africane, aiutandole a partorire in condizioni pi sicure. La sua scuola di ostetricia uno straordinario ed originale esempio di amore per le donne. C una scena dellultimo film di Ermanno Olmi Il villaggio di cartone in cui il regista inquadra i volti impauriti delle donne di colore che stringono al grembo i loro bambini in una chiesa sconsacrata, che mi ha particolarmente colpito e mi sembrata la metaforica continuazione dellopera di Padre Giuseppe. Una chiesa che intende sottolineare inequivocabilmente la sua vicinanza ai miseri della Terra, che li conforta e li assiste, che rid loro la dignit perduta. Ecco, in quella struggente e poetica scena, ho ritrovato lumanit profonda di padre Giuseppe

Ambrosoli, la sua tensione spirituale, la sua sofferta condivisione della condizione di povert degli ultimi. C una frase del poeta Mario Luzi che mi piace pensare sarebbe piaciuta a padre Giuseppe: Ho cercato a lungo da quella parte, dove il male oscuro dei pi umili punta il suo occhio smarrito nei cunicoli della sofferenza. Il compendio di tutta la sua vita, spesa a servizio di un umanit che soffre, come recita la frase da lui voluta sulla sua tomba africana.

PADRE GIUSEPPE E LOSPEDALE DI KALONGO


ondato nel 1957 da padre Giuseppe Ambrosoli, lOspedale di Kalongo garantisce assistenza sanitaria qualificata alla popolazione locale e in particolare alle fasce pi deboli e vulnerabili. Si trova nella savana del nord Uganda. La professionalit, la dedizione, le competenze mediche e lo spirito imprenditoriale del giovane sacerdote chirurgo, unitamente al supporto di tanti medici volontari e amici finanziatori, trasformano un piccolo ambulatorio in una delle pi importanti strutture sanitarie ugandesi. Circa quarantamila persone ogni anno beneficiano dei servizi di cura e assistenza dellOspedale, il settanta per cento donne e bambini minori di cinque anni. Dopo levacuazione forzata del 1987 per ordine delle truppe governative ugandesi e la drammatica morte di padre Giuseppe avvenuta poche settimane dopo, lOspedale viene riaperto nel 1989 da padre Egidio Tocalli ed intitolato al suo fondatore: nasce ufficialmente il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital.

KALONGO OGGI

Lettera di Giovanna Ambrosoli - Vice Presidente della Fondazione Dr. Ambrosoli

ari amici, ho inaugurato il 2012 con il mio ritorno a Kalongo, insieme a Padre Egidio e Paola Galbiati, dopo il primo viaggio in occasione delle celebrazioni per il 50 dellOspedale nel gennaio 2010. Una nuova ed entusiasmante esperienza che mi ha aiutato a comprendere molto di pi e meglio questa terra difficile, questa gente povera di tutto ma certamente non di coraggio e di positivit, del ruolo indispensabile che svolge questo Ospedale sperso in mezzo ad una natura aspra e selvaggia, ma al tempo stesso splendida e affascinante. Questi giorni hanno visto la nostra partecipazione alla riunione di Consiglio

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dellOspedale e numerosi incontri con gli operatori per discutere e fare con loro il punto sui maggiori problemi, sui progetti futuri, dopo un anno difficile, testimone di grandi cambiamenti. Il pi importante tra questi, di cui voglio fare partecipi tutti voi, linsediamento di un nuovo Direttore alla guida dellOspedale. Il Dottor Stefano Santini, manager di grande esperienza e conoscitore del sistema sanitario ugandese, ha lavorato negli ultimi venti anni come responsabile di progetti di sanit pubblica e privata in diverse realt di questo paese africano. Le sue competenze manageriali, unite alle qualifiche mediche, rappresentano per lOspedale un passo necessario per rispondere al cambiamento di contesto in atto in Uganda, caratterizzato da un generale aumento dei costi e dalla drammatica riduzione dei contributi delle organizzazioni non governative che hanno sostenuto lOspedale durante la guerra civile. Sotto la sua direzione lOspedale potr cos migliorare la qualit delle cure prestate, ma anche il livello di efficienza organizzativa, requisito ormai imprescindibile per lerogazione delle prestazioni mediche. I momenti di incontro e discussione con lui hanno rappresentato unoccasione fondamentale per pianificare il sostegno della Fondazione e definire le modalit pi efficaci di collaborazione. Voglio inoltre trasmettervi la nostra soddisfazione nellosservare lattivit della Scuola di Ostetricia, la grande professionalit di Suor Carmel che la dirige e lacquisita consapevolezza dellimportanza basilare che questistituzione svolge nel sostenere lattivit clinica della maternit dellOspedale: le sue studentesse ogni giorno riversano nella cura delle madri e dei loro piccoli appena nati, grande professionalit, capacit e dedizione. Loro rappresentano una parte essenziale del futuro di questOspedale e la loro formazione qualificata un tassello fondamentale per un futuro diverso per la donna in questo Paese. Questo viaggio stata loccasione speciale per ricordare padre Giuseppe nel venticinquesimo anniversario della sua morte, avvenuta a Lira in Uganda il 27 marzo 1987, che abbiamo commemorato con unemozionante Messa celebrata da padre Egidio tra i bellissimi colori del paesaggio che circonda il cimitero di Kalongo. Le celebrazioni questanno proseguono in Italia, a Como, nel mese di marzo, con la mostra fotografica Da Como a Kalongo sulle orme di padre Giuseppe Ambrosoli; a Ronago il 25 marzo con unElevazione Spirituale e il 27 marzo con la Santa Messa celebrata dal vescovo di Como Monsignor Diego Coletti. Da Kalongo limmensa gratitudine dei malati, delle allieve della scuola e di tutto il personale dellOspedale per tutto ci che viene fatto e si continua a fare per garantire il futuro di questopera e di questo Paese. (dalla newsletter della fondazione Dr.Ambrosoli)

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SINODO VICARIALE: IL SIGNIFICATO, I TEMI, LUNITARIET


Uggiate, 1 Aprile 2012
l Vicariato di Uggiate ha raccolto linvito del Vescovo alla celebrazione di un Sinodo vicariale per mettere a fuoco alcuni nodi pastorali gi emersi nel corso della Visita pastorale e ulteriormente precisati da alcune successive scelte diocesane. I temi sinodali sono di significativa rilevanza nella vita della Chiesa di oggi. Primo tra tutti quello della Pastorale integrata, unespressione difficile per esprimere la necessit di una maggiore collaborazione tra parrocchie, aspetto molto importante nel quadro del riassetto territoriale della nostra Diocesi con la costituzione delle Comunit pastorali. Un secondo tema quello della formazione dei laici, oggi vitale per la missione della Chiesa in un mondo sempre piu secolarizzato. La testimonianza di laici con una solida formazione alla fede e alla vita ecclesiale rappresenta oggi una necessit che non pu essere rimandata e deve essere affrontata con seriet e urgenza. Al tema della formazione si lega quello dellAzione Cattolica, associazione di laici che il Vescovo spera possa essere rilanciata e possa continuare quella azione formatrice che ha positivamente accompagnato la crescita di intere generazioni di fedeli. Nel contesto della formazione si inserisce anche il tema della iniziazione cristiana e del progetto predisposto in questo ambito dalla Diocesi. La nostra Comunit parrocchiale si gi mossa in questa direzione e sta gi sperimentando il positivo ritorno di una pi allargata corresponsabilit in ordine al grande tema delleducare. Vi sono poi due grandi tematiche, che riguardano il mondo giovanile e la realt della famiglia, alle quali rivolgere una attenzione non solo da un punto di vista formativo ma anche per il complesso delle dinamiche che le coinvolgono, riguardanti i temi della relazione interpersonale, del rapporto con la realt del mondo, del loro inserimento e della loro valorizzazione allinterno della comunit ecclesiale. Questo insieme di tematiche e di attenzioni trova una sintesi, molto bella, nella valorizzazione dellAnno Liturgico, cio nel cammino ordinario della Chiesa che ripercorrendo nel corso dellanno la vicenda umana di Ges Cristo, Figlio di Dio, dalla sua incarnazione e nascita (Natale) fino alla sua morte e risurrezione (Pasqua), attraverso il suo essere uomo tra gli uomini (tempo ordinario), illumina il significato e la vita del nostro essere cristiani. Al di l delle scelte concrete che questo Sinodo vicariale effettuer, resta lorizzonte di una comunit cristiana che desidera rinnovarsi, nel segno dei tempi, per annunciare a tutti il messaggio di salvezza che ha ricevuto dal suo Signore, con limpegno di annunciarlo alluomo di ogni tempo.

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iamo sempre pi vicini al grande appuntamento di Milano, il Family 2012: famiglie riunite in festa attorno al Pastore. Appuntamento dove laccoglienza, come succede normalmente in famiglia con lospite che per piacere o per necessit entra nelle nostre case, sar sicuramente calda, disponibile allascolto, ma anche a manifestare tutta la festosa attenzione per la gradita visita. Non comunque un appuntamento solitario, messo l su un calendario spesso gi pregno di appuntamenti e cose da fare; normale modus vivendi di ogni nucleo familiare. No, appuntamento atteso, voluto e per questo preparato; come si prepara in tutti i dettagli un pranzo e la relativa tavola quando si vuol onorare degnamente limpegno di un invito offerto a parenti o amici. Nella nostra Diocesi si sono scelte tappe di avvicinamento simili da ripetersi in diversi punti per permettere a tutti di poter essere presenti ed approfondire i temi, cos importanti, che verranno sviluppati nel convegno teologico che preceder la veglia delle testimonianze il sabato 2 giungo e la S. Messa celebrata dal Santo Padre la domenica 3 giugno; temi che ritorneranno anche in queste due occasioni di raduno di popolo a cui siamo invitati a prender parte. Famiglia: il lavoro e la festa; temi di grande attualit soggetti a veloci cambiamenti per scelte legislative o mentalit e costumi che si evolvono, non sempre nella migliore delle direzioni. Il luogo di preparazione a noi pi vicino il Santuario della Santissima Trinit Misericordia a Maccio di Villa Guardia dove si susseguono incontri mensili di preghiera, riflessione e testimonianza nel pomeriggio di alcune domeniche; la prossima il 25 marzo. Si voluto inserire anche un momento diocesano di festa, a voler sottolineare questa componente cos tipica della famiglia che spesso ha perso proprio la caratteristica principe di quando vissuta appunto in famiglia: la semplicit. Basta poco in casa per celebrare degnamente un compleanno: una torta ed i parenti; limportante non la location o le portate, limportante la relazione. Basta poco per un po di relax: una passeggiata tra i campi insieme; limportante non ci che si fa ma la relazione. Questo vuol essere lappuntamento fissato per il 15 APRILE a Maccio: uno stare insieme delle famiglie in semplicit. Tutti sono invitati: coloro che parteciperanno allincontro col Papa e coloro che per mille motivi non potranno essere presenti in quelloccasione, chi ha percorso un deciso cammino preparatorio e chi non ne ha avuto la voglia o loccasione per farlo, Lappuntamento fa parte di quelli diocesani in preparazione al Family 2012 e sar vissuto in modo simile in altre parti della nostra vasta diocesi. Ritrovo verso le 11, momento di accoglienza, pranzo al sacco insieme condividendo come susa in famiglia quello che ognuno ha preparato pensando anche agli altri, un giocone per entrare maggiormente in sintonia, una parte seriosa (per gli adulti) con alcune brevi testimonianze sui temi del Family 2012 per concludere con la Santa Messa celebrata, salvo imprevisti dellultimo minuto, dal nostro Pastore, il Vescovo Diego. Un modo dunque semplice, come semplici ma sostanziali sono i rapporti allinterno delle nostre famiglie; un appuntamento da non perdere. Segnatelo in rosso sul calendario!

Family 2012

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IN PREGHIERA... NELLA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


a Giornata Mondiale del Malato, che si celebra ogni anno l11 febbraio, anniversario dellapparizione della Beata Vergine di Lourdes, stata vissuta in modo intenso dagli ospiti della Casa Anziani di Uggiate e, nel pomeriggio di domenica 12, dalla Comunit Pastorale. In entrambe le celebrazioni i presenti si sono raccolti in preghiera, in comunione con tutti gli ammalati e gli infermi che nel mondo si affidano alla protezione di Maria, per alleviare le loro sofferenze e trovare conforto nellimmagine di Cristo Crocefisso sostenuto dalla dolce presenza della Madre. La recita del Santo Rosario, che sempre diventa ripetuta richiesta di consolazione e di aiuto nella vita di ogni giorno fino allora della morte, ha unito le voci dei fedeli in un solo coro animato dalla stessa fede con cui le persone si recano alla grotta di Lourdes, attingendo da quella fonte rinnovata speranza e forza per se stessi e per il prossimo. La benedizione Eucaristica con lostensorio portato tra i malati e gli anziani, quasi a voler idealmente raggiungere ogni angolo della terra, ha reso ancor pi solenne questi momenti, che sono stati vissuti con fede nella lode per il dono della vita, per chi si prende cura dei deboli e uninvocazione alla Madonna di Lourdes, perch non dimentichi mai le tristezze della terra, rivolga sempre uno sguardo di bont a chi soffre e dia a tutti la Speranza e la Pace.

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uando noi genitori accompagniamo i nostri figli a vivere le tappe importanti della loro vita, proviamo dentro di noi tanti sentimenti. Le emozioni che sanno trasmetterci con i loro gesti, le loro parole di bambini che stanno crescendo, ci toccano cos tanto da sentire il cuore quasi scoppiare damore. Domenica 11 marzo il nostro bambino, insieme a 60 suoi compagni, ha vissuto una tappa del suo cammino di figlio di Dio: la festa del perdono. Vederlo entrare in fila in chiesa con il viso un po teso, ci ha suscitato tenerezza e voglia di abbracciarlo. Lui sapeva che eravamo l per fargli sentire quanto era importante questo incontro particolare con Ges, il suo amico. Un amico cos grande nel suo amore da perdonare ogni sua piccola mancanza. Il sorriso radioso stampato sul suo viso dopo essersi confessato, quando venuto a darci un bacio, ci ha davvero commosso e colmato di riconoscenza verso il Signore che ce lha donato. E stata proprio una bella festa vissuta dai bambini e dai loro genitori con tanta partecipazione. Si condiviso poi tutti insieme un momento di gioia e di scambio di amicizia in oratorio per chiudere questa giornata cos importante. Don Mario, don Michele, i sacerdoti presenti e le catechiste hanno permesso di vivere serenamente la prima confessione. Grazie a tutti loro soprattutto grazie al Signore. Due genitori.

Festa del Perdono


11 marzo 2012

Catechiste: Aurora Cattaneo Vita Tammone BONETTI ALESSIO - CATTANEO RICCARDO - FASOLA GIORGIA - GJEKA DAVID - GIZZI ANDREA - GRISONI GABRIELE - MAFFIA SERGIO - AZZUCCHI SOFIA - NUOZZI GIULIA NATALIE - RIPAMONTI DANIELE - ROBBIANI LETIZIA - ROSSI GIULIA - SERANGELI ARNOLDAS FRANCESCO - SOMAINI GIOVANNI

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Catechista: Roberta Girola BRENNA LISA - LANZAFAME ALESSANDRO - LAURO KAROL - MARRONE MARCO NARDUZZI FRANCESCA - PESARESI LINDA - UCCELLI ALEX

Il giorno della Prima Confessione sono andata in chiesa con la catechista e i miei amici. Ci siamo confessati. Il momento pi bello stato quando ho ricevuto il crocefisso e quando abbiamo cantato. Domenica ho vissuto lesperienza della mia Prima Confessione. Allinizio abbiamo pregato e cantato, poi ci siamo confessati. Avevo timore di sbagliare. Prima di confessarmi ero felice e imbarazzato. Durante la Prima Confessione ero un po agitato e non sapevo bene cosa dire, poi per mi sono calmato. Ero emozionatissimo. Mi sono confessato. Quando ho fatto il segno della croce, mi sono tranquillizzato. Non ero pi preoccupato, ma commosso. stato bello quando abbiamo preso il ramoscello dulivo. Io sono andato subito a cercare i miei genitori. Ho dato un bacio al pap e uno alla mamma. Poi sono tornato al posto per cantare. Pensavo che quel pomeriggio sarebbe stato una noia mortale. Io avevo paura mentre si avvicinava il momento di confessarmi e riconciliarmi con il Signore.

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Catechista: Marinella Merlo ALQUATI ALESSANDRO - ARBORE VINCENZO ANGELO - BOATTO SAMUELE - CATTONI CRISTIAN - CHIODO FEDERICO - DIECIDUE ANDREA - GIUNTA SOFIA - LAMBRUGHI MATTEO - MAZZINI RICCARDO - PILI DENISE - STEFANETTI EMMA

Catechista: Elisabetta Masulli Tesoro BARILE ALICE - BERNASCONI ARIANNA - BOATTO FABIO - COCQUIO LUCA - DELLA BELLA DENNIS - DONADINI CHRISTIAN - GALLEGIONI CHIARA - GUFFANTI SIMONE LO MONACO RICCARDO - LUPPI ALESSIA - MASIA ALESSANDRO - PERRONE ARIANNA LUNA - RICETTI TOMMASO - STACCHIOTTI MATTEO - VASILE CHIARA

Catechista: Milena Molteni Merlo e Annabella Ocello BERNASCONI ELEONORA - BOATTO LUCA - COLOMBI FEDERICA - DI SIMONE ANDREA - FERRARIO FEDERICO - GARANTOLA MIRKO - LOFFREDO PAOLO MANISCALCO DAVIDE - MAZZA ANTONIO - MAZZUCCHI ALICE - PAPAGNI MATTEO PAVAN DAVIDE - SANELLA ANDREA - VECCHIO ANDREA

Il giorno della Confessione ero molto teso, non sapevo quasi cosa fare e quando toccava a me, ho pensato che avrei fatto una figuraccia. Invece tutto andato via liscio. stato bello far festa insieme. stata unesperienza indimenticabile. Ero contentissima!

omenica 11 marzo i bambini di terza elementare della Comunit Pastorale hanno incontrato Dio Padre Misericordioso celebrando per la prima volta il Sacramento del Perdono. In questi mesi abbiamo cercato di aiutare i bambini a scoprire lamore per Dio, per gli altri e per noi stessi, a trovare una guida, ad imparare a capire le scelte giuste e sbagliate delle loro giornate per riconoscere con responsabilit i propri errori. Li abbiamo guidati a capire che il peccato una mancanza damore, ma che il Signore il Padre buono che perdona sempre. Grazie, Signore, per i bambini che ci hai affidato, e aiutaci ad essere sempre testimoni entusiasti di Te, perch in noi vedano persone felici di seguirTi. Le catechiste
E possibile richiedere le foto di gruppo inviando una mail allindirizzo di posta elettronica del Bollettino: campane.uggiate_ronago@yahoo.it

CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA Ronago


Domenica 1 aprile Domenica delle Palme, nella Passione del Signore Giornata Mondiale della Giovent Ore 10.00 Piazzale Ambrosoli inizio della S. Messa con la benedizione dei rami di ulivo e la processione verso la chiesa

TRIDUO PASQUALE Gioved 5 aprile Gioved Santo ore 10.00 Cattedrale di Como: S. Messa Crismale concelebrata dai sacerdoti di tutta la Diocesi S. Messa in Coena Domini Accoglienza degli Oli benedetti, lavanda dei piedi, reposizione dellEucaristia, adorazione fino alle ore 22.00, consegna del salvadanaio quaresimale

ore 20.30

Venerd 6 aprile

Giornata di astinenza e digiuno

Venerd Santo ore 17.00 Azione liturgica Lettura della Passione Adorazione della Croce S. Comunione

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Sabato 7 aprile

Sabato Santo ore 8.30 ore 21.00 Celebrazione dellufficio delle Letture e delle Lodi Solenne Veglia Pasquale

Ad Uggiate

Domenica 8 aprile Pasqua di Risurrezione ore 7.30 ore 10.00 Luned 9 aprile S. Messa S. Messa

Luned dellAngelo ore 10.00 S. Messa

CONfESSIONI

Sabato 31 marzo

dalle ore 15.00 alle ore 17.00

Mercoled 4 aprile dalle ore 15.30 alle ore 18.00 Venerd 6 aprile Sabato 7 aprile dalle ore 9.00 alle ore 11.00 dalle ore 9.00 alle ore 11.00

inoltre possibile accostarsi al Sacramento della Penitenza prima e dopo le S. Messe dei giorni feriali, durante la Settimana Santa.

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CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA Uggiate


Domenica 1 aprile Domenica delle Palme, nella Passione del Signore Giornata Mondiale della Giovent Ore 10.00 davanti allOratorio nuovo: inizio della S. Messa con la benedizione dei rami di ulivo e la processione verso la chiesa

TRIDUO PASQUALE Gioved 5 aprile Gioved Santo ore 10.00 Cattedrale di Como: S. Messa Crismale concelebrata dai sacerdoti di tutta la Diocesi S. Messa in Coena Domini Accoglienza degli Oli benedetti, lavanda dei piedi, reposizione dellEucaristia, adorazione fino alle ore 22.30, consegna del salvadanaio quaresimale

ore 20.30

Venerd 6 aprile

Giornata di astinenza e digiuno

Venerd Santo ore 8.30 ore 15.00 Celebrazione dellUfficio delle Letture e delle Lodi Azione liturgica Lettura della Passione Adorazione della Croce S. Comunione Via Crucis dalla chiesa Parrocchiale alla chiesa di Somazzo

ore 20.30

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Sabato 7 aprile A Ronago ore 8.30 ore 21.00

Sabato Santo Celebrazione dellufficio delle Letture e delle Lodi Solenne Veglia Pasquale Liturgia della Luce Liturgia della Parola Liturgia Battesimale (Battesimo) Liturgia Eucaristica

Domenica 8 aprile Pasqua di Risurrezione SS. Messe ore 7.30 ore 8.30 ore 9.00 ore 10.00 ore 16.00 ore 18.00 Chiesa Parrocchiale Trevano Mulini Chiesa Parrocchiale Vespri solenni Chiesa Parrocchiale

Luned 9 aprile SS. Messe

Luned dellAngelo ore 7.30 ore 8.30 ore 9.00 ore 10.00 ore 15.30 Chiesa Parrocchiale Trevano Mulini Chiesa Parrocchiale Celebrazione Battesimi

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CONfESSIONI IN ChIESA PARROCChIALE - UGGIATE Sabato 31 marzo Luned 2 aprile Marted 3 aprile Gioved 5 aprile Venerd 6 aprile Sabato 7 aprile dalle ore 15.00 alle ore 18.00 dalle ore 9.00 alle ore 11.00 dalle ore 15.00 alle ore 18.00 dalle ore 15.00 alle ore 18.00 dalle ore 9.00 alle ore 11.30 dalle ore 9.00 alle ore 11.30 dalle ore 15.00 alle ore 18.30

inoltre possibile accostarsi al Sacramento della Penitenza prima e dopo le S. Messe dei giorni feriali, durante la Settimana Santa.

BUONA PASQUA
tre case e nelle vostre augurio della Pasqua arrivi gioioso nelle vos L famiglie. e della pace dei cuori. Il Cristo Risorto vi doni la luce dellamore civili, delle scuole e del augurio ai rappresentanti delle istituzioni Un consolazione ai oro e un abbraccio fraterno di speranza e mondo del lav malati e agli anziani. A tutti, Buona Pasqua I vostri sacerdoti don Mario, don Michele e don Angelo

OSTENSORIO SOLE RAGGIANTE

ostensorio sole raggiante, dal linguaggio contemporaneo semplice e lineare, stato ideato partendo da due realt fondamentali che sono alla base della fede cristiana: leucarestia il Sacramento che guida la vita del cristiano e che lo accompagna, che illumina i suoi passi leucarestia il Sacramento scaturito dalla Pasqua di Cristo

Per questo sono state usate le due simbologie del sole raggiante e della croce. Una grande croce parte dal basamento e va a segnare il centro dellostia consacrata. La croce segno universale, in tutte le culture, perch simbolo che unisce, connette due dimensioni, quella verticale il rapporto con Dio e quella orizzontale - la relazionalit tra gli uomini; il simbolo della trama, dellordito, della connessione tra una disposizione orizzontale ed una verticale dellessere. simbolo di un Dio che si fatto uomo e che ha vissuto in prima persona quella doppia dimensione: nellEucarestia Ges ci ha insegnato che lamore per i fratelli, la comunione con loro -dimensione orizzontale - ci permette di vivere appieno la comunione con il Padre - dimensione verticale. Non solo, la croce al tempo di Ges era simbolo di tortura, era formata da un lungo palo conficcato a terra su venivano crocifissi i nemici dellimpero romano. Per questo lostensorio pensato come una croce, che ha lasse verticale molto lungo e una finitura argentata lucida, in modo da essere molto luminosa e marcare con forza le due dimensioni.

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Ges nella sua Pasqua ha preso tutti questi simboli, che sono in tutte le culture, e li ha trasformati nella sua croce, nel suo atto damore per lumanit; e per far memoria della sua Pasqua ci ha lasciato il Sacramento dellEucarestia, proprio quel sacramento che nellostensorio viene posto al centro della croce. La seconda simbologia quella del sole raggiante. Dal punto di vista estetico il sole si presenta come una lamina argentata opaca che viene traforata con una serie di piccoli tagli a mandorla. Dietro questa prima lamina metallica ne troviamo unaltra dallaspetto luminosissimo, dorata lucida. Ci sono tanti rimandi biblici nel tema antichissimo del sole raggiante. Riferimento principale forse il vangelo della trasfigurazione E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brill come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce (Mt 17,2); lostensorio mette di fronte ai nostri occhi lEucarestia come prefigurazione dellincontro eterno che avremo con il volto del Padre cos come il banchetto eucaristico prefigurazione del banchetto eterno del cielo. Lultimo rimando fondamentale la bellissima profezia di Zaccaria Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiter un sole che sorge dallalto (Lc 1,78) che ci permette di vivere la nostra preghiera, anche di adorazione eucaristica nella dimensione escatologica dellattesa della seconda venuta di Cristo.

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on la Lettera apostolica Porta fidei dell11 ottobre 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto un Anno della fede. Esso avr inizio l11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dellapertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, e terminer il 24 novembre 2013, Solennit di Nostro Signore Ges Cristo Re dellUniverso. LAnno della fede costituir unoccasione propizia perch tutti i fedeli comprendano pi profondamente che il fondamento della fede cristiana lincontro con un avvenimento, con una Persona che d alla vita un nuovo orizzonte e con ci la direzione decisiva. Fondata sullincontro con Ges Cristo risorto, la fede potr essere riscoperta nella sua integrit e in tutto il suo splendore. Anche ai nostri giorni la fede un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare, perch il Signore conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dellessere cristiani. LAnno della fede vuol contribuire ad una rinnovata conversione al Signore Ges e alla riscoperta della fede, affinch tutti i membri della Chiesa siano testimoni credibili e gioiosi del Signore risorto nel mondo di oggi, capaci di indicare alle tante persone in ricerca la porta della fede. Questa porta spalanca lo sguardo delluomo su Ges Cristo, presente in mezzo a noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Egli ci mostra come larte del vivere si impara in un intenso rapporto con Lui. Con il suo amore, Ges Cristo attira a s gli uomini di ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la Chiesa affidandole lannuncio del Vangelo, con un mandato che sempre nuovo. Per questo anche oggi necessario un pi convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare lentusiasmo nel comunicare la fede. Durante questo tempo di grazia, saranno proposte numerose iniziative, sia a livello di Chiesa universale, sia a livello diocesano, sia a livello parrocchiale, che cercheranno di favorire lincontro con Cristo da parte di tutti i fedeli. La riscoperta gioiosa della fede potr anche contribuire a consolidare lunit e la comunione tra le diverse realt che compongono la grande famiglia della Chiesa. Il principale avvenimento ecclesiale allinizio dellAnno della fede sar la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata da Papa Benedetto XVI nel mese di ottobre 2012 e dedicata a La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. Durante questo Sinodo, nella data dell11 ottobre 2012, avr luogo una solenne celebrazione dinizio dellAnno della fede, nel ricordo del cinquantesimo anniversario di apertura del Concilio Vaticano II. La conclusione, invece, si avr nella Solennit di Nostro Signore Ges Cristo Re dellUniverso, il 24 novembre 2013, con unEucaristia celebrata dal Santo Padre, in cui rinnovare solennemente la professione della fede.

Anno della fede

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A n a g r a f e della Comunita Pastorale


Rinati in Cristo per il dono del Battesimo

Ronago - 5 febbra

io 2012

Matteo Reguzzoni di Massimiliano e Chiara Ghielmetti Evelin De Donati di Diego e Cristina Pinto Andrea Cesare Coduri di Carlo e Clara De Lucia

Uggiate - 26 febb

raio 2012

Lorenzo Chiodo di Alessandro e Monica Ratti Devond DAngelo di Emanuele e Noemi Sabatino Alice Dassi di Davide e Maria Letizia Volont

Per sempre con Dio nel suo Regno Pietro Roncoroni, coniugato con Maria Lanzoni di anni 71 Via S.Giovanni Bosco, 25 Uggiate Trevano (9 febbraio 2012) Rosaria Moretti, vedova di Romeo Turcato di anni 76 Via S.Giovanni Bosco, 20 Uggiate Trevano (12 febbraio 2012) Franco Bembo di anni 64 Via Lugano Ronago (12 febbraio 2012) Salvatore Lambrughi, coniugato con Alba Bernasconi di anni 89 Via XXV Aprile, 93 Uggiate Trevano (18 febbraio 2012) Ida De Togni, vedova di Nello Ziviani di anni 87 Piazza della Repubblica, 12 Uggiate Trevano (18 febbraio 2012) Umberto Della Marta, coniugato con Rosa Masa di anni 86 Via Roma, 78 Uggiate Trevano (27 febbraio 2012)

RESOCONTO ECONOMICO PARROCCHIA DI UGGIATE


Dall01.02.2012 al 29.02.2012

Entrate

Gruppo Donne offerta Festa S. Agata 895; N.N. 100; N.N. 1000; Testi Catechismo 444; Ammalati e Anziani 85; N.N. 50; N.N. 40; N.N. 50; N.N. 100; N.N. 100; Offerta pro statua Madonna di Lourdes 1000; Apostolato della preghiera 140; N.N. 100; Gruppo Uomini offerta per S. Antonio 730; N.N. 200; N.N. 20; N.N. 200; N.N. 30; Battesimi 130; N.N. 250; Coscritti 1940 in memoria di Pietro Roncoroni 100; Giancarlo Marchese (idraulico) 1651; Uso locali Mulini 280; Buste Giornate Eucaristiche 4820; Pro Bollettino Campane di Uggiate e Ronago 6339 (1 acc.).

Uscite

Enel Oratorio Nuovo 2120; Revisione pullmino 120; Fiori Stefanetti 490; Telecom 169; Periodici S. Paolo 167; Curia Conto Vicariale 1424; Lampade per chiesa parrocchiale 322; Libreria Ancora per sussidi liturgici 80; A Padre Emilio per SS. Quarantore 350; Art From Italy 400; Libreria S. Paolo 1075 (testi catechismo); Enel 1086; Marchese (idraulico) 1651; Pezzoli Petroli 2099; Per profughi 2011; Cancelleria 17.

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PARROCCHIA SS.PIETRO E PAOLO Uggiate Trevano

Lotteria di S.Giuseppe
Estrazione premi lotteria 18 marzo 2012
DESCRIZIONE PREMIO
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 BUONO COOP Euro 300,00 BUONO COOP Euro 200,00 TV 16 LED DVB T USB MOUNTAIN BIKE 26 CAMBIO SHIMANO 21 VEL. NAVIGATORE TOUCH SCREEN TELEFONO CELLULARE TOUCH SCREEN APPARECCHIO PER AEROSOLTERAPIA NUCLEO FERRO DA STIRO A VAPORE CON CALDAIA CONSOLLE WIRELESS 59 GIOCHI (3 CD) BUONO Euro 50,00 offerto da ESTETISTA B.& B. CESTO COOP UGGIATE CESTO COOP UGGIATE CESTO COOP UGGIATE SET 3 BARATTOLI + BISCOTTIERA CESTO AMBROSOLI UOVO PASQUA GIGANTE CONFEZIONE VINO CONFEZIONE VINO OROLOGIO DA PARETE OROLOGIO DA PARETE

NUMERO ESTRATTO
1400 659 931 4422 411 2743 5591 582 3367 5796 5640 2173 2780 651 5219 3867 4622 3583 6087 4554

I premi si possono ritirare presso la segreteria parrocchiale di Uggiate presentando il biglietto vincente, entro e non oltre 2 mesi dallestrazione (termine ultimo 18 maggio 2012).

ormai in diffusione la seconda edizione del Rito delle Esequie in lingua italiana che fa seguito alla prima edizione apparsa nel 1974. Il testo liturgico stato presentato a Roma il 2 marzo scorso. La nuova edizione del rito delle esequie pienamente conforme alledito che costituisce il testo base per tutta la Chiesa, contiene alcuni adattamenti rituali resisi necessari in seguito allesperienza maturata in questi quarantanni e alle mutate situazioni di vita. Se intatto rimane lobbiettivo di annunciare il Vangelo della risurrezione di Cristo, certamente il contesto umano e sociale marcato da trasformazioni vistose. Lespressione perentoria che apre le Premesse Generali al Rito delle Esequie la celebrazione cristiana dei funerali celebrazione del mistero pasquale di Cristo Signore sintetizza la visione cristiana del morire e la speranza che permea ogni atto del credente nel distacco da un proprio caro. Alla luce delle indicazione e suggerimenti del Nuovo Rito delle Esequie rifletto con voi sul senso della morte e del significato della sepoltura dei defunti, rispondendo anche ad alcune domande frequenti.
Cos la morte per il cristiano? La morte lunico evento prevedibile con sicurezza nel futuro di ciascuno. Eppure, oggi, il pi tenacemente ignorato, rimosso ed esorcizzato come gli antichi tab: la morte e i morti sono, infatti, considerati fattori di disturbo dallattuale stile di vita. In Cristo Ges, crocifisso risorto, la morte illumina la vita e ne rivela il senso. Sicch, accettare che il nostro giorno finisca e che sia notte, vorr dire prepararsi come a un giorno nuovo e a unalba nuova, dopo che essi hanno avuto il consolante anticipo nella vita di Ges Signore, primizia dellumanit redenta. E se Cristo davvero morto e risorto non pu essere buio sulla terra! Che significato ha la sepoltura dei defunti? La Chiesa Cattolica ha sempre indicato la sepoltura del corpo dei defunti come la forma pi idonea a esprimere la piet per i fedeli, oltre che a favorire il ricordo e la preghiera di suffragio da parte di familiari e amici. Attraverso la pratica della sepoltura nei cimiteri, la comunit cristiana onora il corpo del cristiano, diventato nel Battesimo tempio dello Spirito Santo e destinato alla risurrezione. Simboli, riti e luoghi della sepoltura esprimono, dunque, la cura e il rispetto dei cristiani per i defunti e sopprattutto la fede nella risurrezione dei corpi. Cosa pensa la Chiesa sulla cremazione dei defunti? In questi anni, anche in Italia, latteggiamento verso il morire e la morte cambiato. in aumento anche la richiesta di cremazione. Tale scelta, in passato, appariva soprattutto come opzione polemicamente atea. Oggi, per vari motivi, va diffondendosi anche tra i credenti. In assenza di motivazioni contrarie alla fede, la Chiesa non si oppone alla cremazione, purch lurna venga deposta nel cimitero. Che significato ha il cimitero? Fin dai primi secoli le tombe degli apostoli e dei martiri sono state contrassegnate con i nomi e i simboli della memoria o della risurrezione. I cimiteri (parola che significa dormitorio) divennero luoghi di culto e di pellegrinaggio, espressione positiva della memoria e del riconoscimento della dignit personale dei defunti, luoghi di annuncio della speranza cristiana nella risurrezione.

Esequie nel segno della Pasqua

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E cosa pensa la Chiesa sulla dispersione delle ceneri del defunto? Recentemente, la legislazione civile ha concesso la possibilit di spargere le ceneri in natura oppure di conservarle in altri luoghi diversi dal cimitero come, ad esempio, nelle abitazioni private. Tale prassi solleva molte domande e perplessit e la Chiesa ha molti motivi per essere contraria a simili scelte, che possono sottintendere mentalit panteistiche o naturalistiche. Soprattutto nel caso di spargimento delle ceneri o di sepolture anonime si impedisce la possibilit di esprimere con riferimento a un luogo preciso il dolore personale e comunitario. Per le generazioni successive la vita di coloro che le hanno precedute resta anonima e si fa strada una crescente assenza di storia. Avvalersi della facolt di spargere le ceneri, di conservare lurna cineraria in un luogo diverso dal cimitero o prassi simili, comunemente considerata segno di una scelta compiuta per ragioni contrarie alla fede cristiana e pertanto comporta la privazione delle esequie ecclesiastiche. Che significato hanno le Sante Messe di suffragio? Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi. Cos, in virt della comunione dei santi, i fedeli ancora pellegrini sulla terra possono aiutare le anime del purgatorio offrendo per loro preghiere di suffragio, in particolare il sacrificio eucaristico, affinch, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti. Quanto costa una Santa Messa di suffragio? Celebrare la Santa Messa non costa nulla. Viene richiesta unofferta (in modo indicativo, i Vescovi italiani hanno suggerito unofferta minima di quindici euro) per indicare la partecipazione attiva del fedele attraverso un sacrificio personale. Inoltre, in unepoca in cui tutto si pu ordinare attraverso una telefonata o un clic su internet, il gesto di recarsi personalmente in sacrestia o in segreteria parrocchiale per segnare il nome del defunto acquista un significato ancora pi importante. Esso rappresenta davvero un gesto concreto di affetto nei confronti della persona cara che si desidera ricordare. Alcune considerazioni finali in merito alle sepolture: * Prima di definire le modalit del funerale con lAgenzia di onoranze funebri necessario interpellare il parroco affinch data e orario della celebrazione risultino compatibili con le attivit pastorali precedentemente fissate. * necessario recarsi dal parroco per compilare latto di morte dopo la celebrazione del funerale. * Si invita a evitare sprechi per i fiori e preferire piuttosto autentici gesti di solidariet a vantaggio di reali necessit. * Non si portano davanti allaltare tutti i fiori che il defunto ha ricevuto da parenti e amici, ma solo quelli che si intendono donare alla chiesa. Tutti gli altri possono essere sistemati allesterno della chiesa. * Durante la celebrazione delle esequie in chiesa non previsto il saluto o la commemorazione da parte di parenti o amici del defunto. pi appropriato pronunciare eventuali discorsi al cimitero o alluscita dalla chiesa (in chiesa solo in caso di cattivo tempo e a celebrazione conclusa, quando il sacerdote gi tornato in sacrestia). * Lofferta alla parrocchia non il pagamento al parroco per il disturbo, ma il gesto responsabile di un credente che consapevole delle spese che la parrocchia deve sostenere (luce e riscaldamento in occasione di rosario e funerale).

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iene la primavera, linverno se ne va Con queste semplici parole, che aprono il cuore alla speranza e gli occhi alla luce di nuovi mattini di consolazione cristiana, abbiamo salutato insieme al nostro parroco don Mario lamata mamma Ida. tornata alla Casa del Signore il 18 febbraio, andando incontro a Ges Risorto e riunendosi, nellAmore che tutto trasfigura, al marito Nello e ai suoi cari defunti, portando loro il suo sorriso aperto e accogliente e il frutto di una vita donata alla famiglia e alla fedelt al Vangelo. giunta nella nostra Comunit Pastorale gi provata dalla malattia, bisognosa di cure e di attenzioni, che sapeva ricambiare con la gratitudine spontanea di chi si affida docilmente alla volont di Dio Padre. Le piaceva stare in compagnia e, di tanto in tanto, percorrere il corridoio dellOratorio per raggiungere unimmagine di Ges Crocefisso e l dire una preghiera a voce alta, decisa, sicura. Se incontrava qualcuno, le piaceva scambiare una parola e un saluto. Amava lallegria, i giovani, il canto. Amava la sua famiglia e i suoi figli, ai quali ha sempre donato tutto... una mamma, una nonna, una donna forte, dallo sguardo penetrante. La sua presenza tra noi stata un dono fecondo perch, comera solita dire, pregava per tutti e pregava anche per noi. Siamo certi che don Mario sentir la sua mancanza, il segno della sua presenza in casa, la certezza di uno sguardo materno che rassicura e rende sereni. Siamo vicini a lui e alla sorella Adriana, sicuri che nella preghiera e nella vita ritroveranno i semi di bene ricevuti da mamma Ida e pap Nello. Omelia di don Mario in saluto alla mamma Solo il Signore sa quanto mi sia difficile parlare a voi in questo momento. Vorrei solo tacere per riascoltare come il cuore sa fare la voce della mia mamma, quella un po affaticata degli ultimi giorni di gennaio, prima di entrare in coma luned 30. Forse lo vorrebbe anche lei non ci teneva che si parlasse in pubblico di lei... una signorile riservatezza lha accompagnata per tutta la vita. stata con me per ventotto anni, sempre vicina, sempre attenta, sempre discreta, sempre nellombra, desiderosa solo di servire in umilt e con il sorriso sul volto. Di quanto sentiva in casa, mai una sola parola usciva. Qui oggi voglio innanzitutto dare lode al Signore per il dono della mia mamma, per avermela donata tanti anni. Da lei non solo ho avuto la vita, ma da lei ho imparato a vivere da cristiano, da lei ho imparato alcune virt e attenzioni spirituali e umane che sono necessarie per un prete. Potrei dire, senza esagerare, che mi stata madre nella carne una volta, ma spirituale tutti i giorni. Grazie Signore, grazie mamma per quanto sei stata per me. Di fronte alla morte, oggi della mia mamma, sento come voi il tormento e la fatica. Sento la difficolt a trattenere le lacrime, sento il vuoto di una presenza amata che mi lascia, ma davanti a voi voglio proclamare la mia fede in Ges, risurrezione e vita, in Ges che d il perdono, in Ges che dona la vita eterna: come ci ha suggerito il Vangelo ascoltato. Io so che la mamma con il Signore, lo per una festa senza fine, so che prega con me e per me, so che c un mistero quello della comunione dei santi che ci assicura una reale vicinanza dei nostri cari. La sua carrozzina in casa sar vuota, ma non sar vuota la casa della sua presenza diversa, nuova. La fede ha accompagnato la sua vita fino allultimo. Tra le ultime parole dette nei

MAMMA IDA

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giorni precedenti il coma che ha ripetuto pi volte: sia fatta la volont di Dio. Vi assicuro che non stato facile ascoltare quelle parole; forse anche per lei non stato facile dirle, ma adesso mi riempie di dolcezza il sapere che in paradiso, con il Signore per sempre! Pur nella fragilit della vita la mamma stata una donna forte. Forte nella fede anche nelle tribolazioni della vita: lei che mi ha insegnato le orazioni, lei che mi ha insegnato a credere nella provvidenza di Dio. La nostra famiglia era modesta, si faticava ad arrivare alla fine del mese, la Provvidenza non ci ha mai abbandonato. Non cera il superfluo, ma sempre il necessario; lei che mi ha insegnato ad amare il Rosario (domenica 29 ho recitato il rosario con lei per i nostri ragazzi e giovani: era la festa delloratorio); stata forte fino allultimo senza piangersi addosso. In questi ultimi venti giorni non parlava pi, non sorrideva pi, aspettava un altro sorriso, il sorriso di Dio; le nostre parole di consolazione non risuonavano pi nel suo cuore, aspettava la parola di Dio. Mi ha seguito a Caravate, Fino Mornasco, Par, a Uggiate e Ronago. Quante persone sono passate in casa nostra; per lei era una gioia aprire e accogliere la gente, i ragazzi e i giovani che tante volte invadevano la nostra casa. Tante volte ha accolto i miei confratelli preti: era contenta quando si fermavano a pranzo o a cena sempre preoccupata che il cibo fosse buono e abbondante. Quanti poveri ha accolto alla porta di casa, qualche volta lamentandosi, ma nessuno mai andato via con niente. Ho detto solo alcune cose fra le tante che porto in cuore pensando alla mia mamma; alcune sono cos preziose che bene che restino custodite nel mio cuore. E ora permettete che dica una parola ai miei familiari. Mamma Ida ci ha amato e ha dato tutto per noi lasciando a ciascuno la sua libert. Non ha mai chiesto nulla per s, era contenta di vederci uniti. Nelle sue preghiere ciascuno di noi aveva il suo posto; quanto era felice di pranzare tutti insieme a Natale e a Pasqua! Ma mamma e nonna Ida ci lascia soprattutto una grande testimonianza di fede. Morendo ci passa il testimone. Se potesse parlarci in questo momento, direbbe: Non perdete la fede. Non manchi nulla in casa vostra, soprattutto non manchi Dio. Si trova tempo per tutto. Trovate un po di tempo per Dio. Quella della mamma e nonna non era una bont qualsiasi, ma una bont credente, radicata nellamore di Dio. Il 27 ottobre scorso ha compiuto ottantasette anni. Abbiamo festeggiato questo traguardo dicendogli che se arrivava ai novantanni avremmo fatto una grande festa. Ne era felice. Un disegno diverso dal nostro ce lha tolta. Non faremo festa qui; un Altro, il Signore Dio, far festa con lei in Paradiso e la festa sar certamente pi grande perch l ha trovato anche pap e nonno Nello. Non rattristiamoci, ma sentiamo Ges che ci dice: Il Signore ha preparato un posto per lei, l la festa gi iniziata e sar senza fine. Grazie mamma e arrivederci in cielo.

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er la quinta volta ho sentito che lAfrica mi chiamava. La decisione di intraprendere questo viaggio stata molto sofferta, prima per i costi che non sono indifferenti, poi per le paure che un viaggio del genere pu procurare. Alla fine per ha vinto il desiderio di rivedere le persone care che conosco da diversi anni, i luoghi ormai familiari, di staccare dalla mia quotidianit e immergermi ancora una volta in un mondo dove la povert regna dappertutto, nelle strade, nelle capanne, nel modo di vivere; ci che per noi sembra indispensabile l manca completamente. Non mancano per i sorrisi delle persone, soprattutto dei bambini che sincontrano per strada che ti guardano e chiamandoti Yowo salutano gioiosi, fanno festa anche se si bianchi, diversi da loro. Con questo viaggio avrei anche avuto modo di rendermi utile alla Croce Rossa di Uggiate, che gestisce ormai da diciassette anni un dispensario a ONA, incontrando le persone che si occupano della gestione. Devo ringraziare Suor Martha, che mi ha messo a disposizione una macchina, e Suor Delphine, che mi ha accompagnata. Con i miei compagni di viaggio: Palmirina, don Francesco, Dorina e Silvia, abbiamo trascorso queste tre settimane ospiti nella casa di accoglienza di don Emanuele, accolti con tanta delicatezza da Sorella Janette che, con una disponibilit quasi servile, era sempre pronta a staccare dai suoi impegni per metterci a nostro agio. Una buona parte del nostro tempo stata dedicata alla visita dellorfanotrofio di Kpedom, dove sono ospitati 100 bambini (dal 2007 sono pi che raddoppiati). Quando siamo arrivati, allo scorrere del portone dingresso cera un gran silenzio. I bambini, quelli piccoli inferiori ai tre anni, ci sono corsi incontro felici e desiderosi soltanto di essere presi in braccio e coccolati un po. I pi grandicelli erano a scuola. Oltre il primo cortile cera poi un grande fermento di maman indaffarate con secchi e bacinelle per fare il bagnetto ai bambini piccolissimi; atre intanto facevano il bucato e altre ancora si occupavano della cucina. Queste donne che sono nellorfanotrofio svolgono un lavoro grandissimo, accudiscono ai bambini con abnegazione e con tanto tanto amore, giorno e notte. Suor Marta si preoccupa anche dellistruzione dei bambini, infatti, allinterno dellorfanotrofio oltre alla Scuola Materna ci sono anche le Scuole Elementari. Alcuni momenti belli, che ricordo con piacere e commozione, sono stati quando ho preso in braccio Acuvi, una bambina di appena dieci giorni che ha perso la mamma durante il parto; quando le ho fatto il bagnetto tenendola sulle gambe, quando le ho dato il biberon e lho portata sulla schiena proprio come fanno le maman. E che dire dellorfanotrofio di Kovie? Che emozione rivedere alcuni bambini cresciuti, che avevo conosciuto da piccoli a Kpedom! Un altro momento bello e commovente stato condividere, lultima domenica del nostro viaggio, la celebrazione della Messa nella grande chiesa del centro Notre Dame de la Sant e il pranzo con la gente del posto. Per aver avuto lopportunit di questo viaggio devo ringraziare lAssociazione Amici di don Emanuele e complimentarmi per il grande impegno con cui da anni sostiene e realizza progetti in Togo. Enrica

AMICI IN bIANCO E NERO

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La testimonianza di Enrica, commovente e scritta con il cuore, divenuta una bella realt con larrivo di suor Martha tra noi. Pochi giorni di marzo, vissuti con amore, contornati da abbracci fraterni e da tanti baci, dati con calore e amicizia. Quando suor Martha viene a trovarci sempre una festa. Le sue parole portano i saluti affettuosi di tanti amici piccoli e grandi, che vivono in Togo, negli Orfanotrofi di suor Martha. Non nascondono le fatiche e le tensioni di una terra lontana, provata dalla siccit e dalla povert, piegata da tante sofferenze. Tra le righe appare evidente come la caparbiet e la convinzione, unite a una grande fede nel Signore, possono trasformare le lacrime in sorrisi e portare un seme di speranza e di bene. Nellanno 2011 la famiglia religiosa di suor Martha ha avuto la gioia di celebrare la festa per la professione religiosa di quindici novizie, tre hanno pronunciato i voti perpetui. NellOrfanotrofio di Nots i bambini sono in aumento; in questo periodo sono circa cento. Il lavoro piuttosto difficile. Il desiderio delle suore dincrementare il numero delle donne (le maman) che lavorano in Orfanotrofio per sostenere la loro opera. La salute dei piccoli ospiti controllata da un infermiere e da un medico, che due o tre volte la settimana li visitano. Avere un dispensario per la prima cura dei bambini un nuovo progetto che suor Martha ha nel cuore. Ora ci sono anche sei classi della Scuola Primaria, seguite da uno staff di cinque insegnanti. Nei giorni di permanenza tra noi, suor Martha ha incontrato molti amici, in particolare i bambini della Scuola dellInfanzia e della Scuola Primaria di Uggiate Trevano. In ogni occasione si espressa con delicata gratitudine e bont: Come potremo mai ringraziarvi abbastanza per laiuto che ci offrite e per i doni che ci fate? Non siamo capaci di esprimere tutta la nostra riconoscenza. Per realizzare le nostre attivit, contiamo sulla Provvidenza e sul vostro sostegno perch dobbiamo affrontare tanti problemi. Le nostre risorse finanziarie sono molto limitate; provengono dal lavoro dei campi e dalla vendita di qualche prodotto. Non permettono per di realizzare tutto ci che ci prefiggiamo. Nonostante ci, andiamo avanti... contiamo sulla Provvidenza, sul vostro aiuto e sostegno spirituale e materiale. Che Dio Onnipotente possa rendervi il centuplo. Lo scorso anno stato molto duro e il 2012 sar ancora peggio perch prevista una brutta situazione economica nel Paese. Siate certi, cari amici, che conserveremo sempre nel cuore il ricordo commosso della vostra gentilezza nei nostri confronti. Per noi siete un dono del cielo.

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GES CROCIFISSO
a morte di Ges sulla croce costituisce limmagine cardine delliconografia cristiana ed su questa che si concentra la contemplazione di noi fedeli, in maniera ancor pi profonda soprattutto nel periodo quaresimale e pasquale. I primi cristiani non rappresentarono mai questo delicato e doloroso momento. Preferivano raccontarlo raffigurando un agnello (lAgnello di Dio) insieme a una croce. Solo a partire dal IX secolo (800) la crocifissione venne inserita nei manoscritti per illustrare i testi o scolpita in piccoli ornamenti in avorio o metallo. Nello stesso periodo comparvero anche, accanto alla croce, le altre figure di cui narrano i Vangeli: la Vergine Maria, le pie donne, Giovanni evangelista, il centurione, il soldato che regge la spugna in cima alla canna, i due ladroni, i soldati che si disputano le vesti di Ges con il gioco dei dadi. In questo dato momento storico Ges veniva raffigurato con gli occhi aperti, trionfante. A partire dallXI secolo, Ges venne ritratto con il corpo livido e la testa reclinata su una spalla, solitamente la destra, fedele al racconto di Giovanni (Gv 19, 30): E chinato il capo, spir. Il motivo della corona di spine si diffuse invece a partire dal XIII secolo, quando Luigi IX, re di Francia, torn da una crociata portando con s la sacra reliquia. La crocifissione era una forma di pena capitale assai diffusa nellantichit, riservata ai peggiori criminali. Probabilmente la pena veniva inflitta in una maniera assai diversa da come larte ci ha abituati a credere. Il palo verticale (stipes) restava conficcato nel terreno sul luogo dellesecuzione e veniva usato pi volte. Il condannato era condotto sul posto carico della sola traversa (patibulum), alla quale gli erano legate le mani perch non potesse opporre resistenza. Una volta giunti sul luogo dellesecuzione gli venivano inchiodate le mani (o i polsi) sul legno della traversa, la quale veniva poi innalzata sul palo. I due elementi venivano incastrati tra loro. Infine si inchiodavano i piedi della vittima al palo verticale. Nellantichit, prima di condurre il condannato al supplizio gli si appendeva al collo una scritta (o titulus) a definire la natura del suo crimine. Questa veniva poi fissata in cima alla croce. Giovanni (Gv 19, 19-20) narra: Pilato compose anche liscrizione e la fece apporre sulla croce; vi era scritto: Ges il Nazareno, re dei Giudei () era scritta in ebraico, in latino e in greco. Nellarte occidentale liscrizione compare generalmente solo in latino (Jesus Nazarenus Rex Iudaeorum), nella forma abbreviata di JNRI. Il Crocifisso di Somazzo, tanto caro alla nostra devozione, che il venerd santo viene portato in processione dalla chiesa parrocchiale fino al Santuario, venne realizzato da

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Antonio Ferretti tra il 1742 e il 1744. Scultore e modellatore, era parte di una famiglia di artisti: insieme a Bernardo, architetto e scultore, e ad Alessandro, pittore, come molti altri artisti della Valle Intelvi fecero conoscere larte delle Valli Comacine nella Diocesi e in molte capitali europee. Nella realizzazione di questa Crocifissione, Antonio segu i tradizionali modelli iconografici. Rappresent Cristo con una particolare attenzione allanatomia del corpo: i muscoli delle braccia sono tesi, gli incavi delle ascelle pi profondi, il diaframma pronunciato e le ginocchia piegate sotto il peso del corpo che scivola verso il basso, appeso soltanto alle mani inchiodate al legno della croce. Il viso, reclinato sulla spalla destra emaciato ma sereno. Il sangue sgorga dalla ferita nel costato e rivoli scorrono lungo le braccia, sul torso e sulle gambe, mentre un vento soprannaturale sospinge gran parte del tessuto del perizoma verso sinistra. Tutto teso alla verosimiglianza, per consentire al fedele di immedesimarsi maggiormente nella scena evangelica. Ges raffigurato solo. Ad aumentare il senso di solitudine concorre il paesaggio dipinto in secondo piano, un paesaggio inanimato dove svettano cupole e palazzi nel quale sembrano stagliarsi solo due, indistinte figure.

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Festa di San Giuseppe

19 Marzo 2012:

il Vescovo Diego tra noi

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Gruppo Appoggio Missionario


G.A.M. via Milano 11, Ronago gam.ronago@gmail.com

Bilancio G.A.M. 2011


ENTRATE Per 50esimo Ospedale di kalongo Da vari benefattori di Kalongo Da un benefattore per Kalongo Per suor Caterina Marchetti Da adesioni mensili Giornata annuale GAM Banco vendita e mercato equosolidale Da scuola elementare di Ronago Fooc e Fiam Per suor Amelia da benefattori Per padre Philip Zema da benefattori Per adozioni scolari Pokot TOTALE ENTRATE USCITE Per Ospedale di KALONGO Per padre Philip Per suor Amelia Per suor Caterina Per suor Lucia e orfani di Kalongo Per la siccit nel Corno dAfrica, progetto dei Comboniani. Per adozioni scolari Pokot TOTALE USCITE 500,00 1.805,00 1.500,00 1.000,00 1.555,00 1.050,00 1.705,00 275,00 1.000,00 960,00 860,00 1.600,00 13.810,00

Come ogni anno rendiamo conto del denaro donato, tramite il Gruppo missionario GAM, ai missionari amici della nostra parrocchia da lungo tempo. Per loro ringraziamo tutti voi che con amore e determinazione continuate il vostro appoggio. Insieme chiediamo al Signore di continuare ad essere suoi strumenti per seminare piccole gocce di speranza e di pace: qui, nel nostro ambiente e lontano, accanto ai nostri amici ed amiche che si impegnano con il dono totale della loro vita a rendere concreta la speranza dei pi poveri curandone lalimentazione, la salute, leducazione.

5.200,00 1.730,00 2.900,00 1.000,00 500,00 880,00 1.600,00 13.810,00

In questi mesi il G.A.M. ha mandato per emergenza Corno dAfrica 880 il 9 gennaio 2012 e a P.Tomas Herrenas, per adozione scolari di Amakuriat (kenia), missione dove ha lavorato suor Amelia Ghielmetti, 1600 il 23 febbraio. In data 28 febbraio abbiamo ricevuto i ringraziamenti dai Missionari Comboniani, i quali anche attraverso la nostra generosit possono continuare la loro opera di evangelizzazione e promozione umana. 42

Riceviamo e pubblichiamo...

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NUOVI SACRESTANI A SOMAZZO


Dal mese di gennaio i signori Relenta Deniese e Jude Winson (Vincenzo) svolgono il servizio di sacrestani e custodi della chiesa di Somazzo, dedicata a san Giuseppe. I nuovi sacrestani sono originari dello Sri Lanka e provengono da Malnate, dove hanno abitato per quindici anni. Sono stretti collaboratori di don Nicolas, sacerdote cingalese, collaboratore nella parrocchia di Camnago, cappellano della comunit cristiana dello Sri Lanka nellItalia settentrionale. Auguriamo a Relenta e a Vincenzo di svolgere con gioia il loro servizio e di sentirsi accolti fraternamente nella nostra Comunit. Siamo loro grati di aver accettato la proposta di svolgere questo lavoro a volte impegnativo, soprattutto nel periodo di marzo, in cui si onora con particolari celebrazioni san Giuseppe. Il nostro fortissimo protettore li sostenga e li accompagni sempre.

AUGURI A DON LORENZO bUTTI


In data 24 febbraio 2012 don Lorenzo Butti, vicario a Uggiate Trevano dal 1979 al 1986 e ora parroco di Grandola e Uniti, stato nominato Responsabile Diocesano per la Pastorale della Salute. Lo raggiungiamo con un sincero augurio perch possa svolgere con proficui risultati questo incarico delicato e importante. Nella Nota Pastorale C.E.I. Predicate il Vangelo e curate i malati si afferma: Oggi la pastorale sanitaria ha bisogno certamente di persone che abbiano intelletto, ragione, generosit e risorse. Ma soprattutto ha bisogno di persone mistiche, che sappiano contemplare con gratitudine la meraviglia della vita che stata donata da Dio e guardare con stupore lUomo della Croce, che ha saputo ricreare luomo, dando un nuovo significato alla salute e alla malattia, alla gioia e alla sofferenza con la luce della risurrezione. Queste persone possiamo anche chiamarle con un neologismo contemplattive, coniato dal compianto vescovo don Tonino Bello, perch sanno coniugare contemporaneamente lazione e la contemplazione. Possa essere don Lorenzo uomo di fede e di carit cristiana, l dove il dolore e la sofferenza toccano la vita umana e la rendono icona del Cristo sofferente.

UN GRAZIE GRANDE GRANDE


La Comunit Pastorale e i suoi ambienti vivono e sono accoglienti grazie al lavoro silenzioso nascosto di tante persone, che mettono a disposizione tempo e capacit per dare una mano. Dalle pagine del nostro Bollettino si esprime, da parte di tutti, il grazie pi vero e profondo per un servizio svolto generosamente, esempio di come ci si pu rendere utili senza far troppo rumore e camminando quasi in punta di piedi. La Comunit proprio come una casa e come tale va tenuta pulita e ordinata, ha bisogno di riparazioni e manutenzione, richiede attenzioni e la presenza delicata di chi accende una luce, chiude una porta, sistema i fiori nei vasi, lava e stira i paramenti religiosi, offre una parola gentile... quanto mai necessaria. A queste persone vanno la stima e laffetto sincero di tutti.

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DON GUANELLA TRA NOI


l 14 marzo ripresa la peregrinatio dellUrna di San Luigi Guanella, iniziata a Barza dIspra lo scorso 14 gennaio. Un evento che raccoglier intorno al Santo le Comunit Religiose Guanelliane e le Parrocchie di diverse Diocesi. Don Guanella, montanaro e camminatore instancabile, non si risparmiava per andare incontro alla sua gente, ai suoi poveri, a chiunque avesse bisogno di lui, per dare a tutti Pane e Signore. E lo continua a fare ancora oggi, dopo che Benedetto XVI lo ha proclamato Santo lo scorso 23 ottobre. Le due Congregazioni da lui fondate (le Figlie di Santa Maria della Provvidenza e i Servi della Carit), per favorire la conoscenza della sua figura e del suo messaggio e per promuovere una rinnovata animazione vocazionale, propongono il pellegrinaggio della sua urna. Il pellegrinaggio terminer con un triduo nella cattedrale di Como e con una solenne celebrazione di ringraziamento il 21 ottobre 2012, presieduta dal vescovo di Como, seguita dalla processione dellurna fino al Santuario Sacro Cuore. Laugurio che il pellegrinaggio dellurna possa veramente aumentare la conoscenza di questo nostro conterraneo affascinante, che ha speso tutta la sua vita a mostrare al mondo lamore di Dio Padre provvidente attraverso lamore per i fratelli, e la cui opera continua ancora oggi con i suoi figli e figlie spirituali. Dalla sera di domenica 15 alla tarda mattinata di domenica 22 aprile lurna con la salma di san luigi Guanella sar ospite della Chiesa Parrocchiale di Olgiate Comasco; il Vicariato di Uggiate invitato VENERDI 20 APRILE alla celebrazione Eucaristica delle ore 20.30.

SALUTANDO MAMMA ROSARIA


intera Comunit esprime la propria vicinanza al sindaco di Uggiate Trevano Fortunato Turcato e ai suoi familiari nel ricordo affettuoso della mamma Rosaria Moretti, che tornata alla Casa del Padre nel luminoso mattino di domenica 12 febbraio. La sua vita stata un inno di puro amore, che lei cantato con tutte le sue note e melodie. Ora la pensiamo contenta nella quieta pace del Paradiso riunita ai suoi Cari, che lhanno preceduta in Paradiso. Il suo sorriso dolce e aperto si perde in quello del Signore e lascia tra noi una scia di luce: rimane, infatti, la sua testimonianza di vita vissuta nella splendente bellezza di chi tutto accoglie con bont e fiducia. Insieme al ricordo di Rosaria ci uniamo nella preghiera per tutte le persone che, provate dalle sofferenza e dalla malattia, portano nelle nostre famiglie il segno visibile della consolazione e della presenza di Dio.

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LULTIMO S - Un Dio che muore come un cane


Paolo Curtaz, Edizioni Sanpaolo n questo ultimo scorcio di Quaresima si propone alla lettura un bellissimo libro, scritto da un ex-sacerdote che medita il Vangelo e lo condivide sul sito www.tiraccontolaparola.it. Paolo Curtaz narra gli ultimi giorni di Ges, i suoi sentimenti e il suo amore per gli uomini e per il Padre. Ges consegnato, sconvolto, sanguinante, lacerato e letteralmente fatto a pezzi tutto si sta compiendo: il processo farsa finito, Dio consegnato alluomo che non sa consegnarsi al suo Dio. Tutto compiuto, il s stato detto, Dio ha dato tutto. A noi, ora, decidere: cadere in ginocchio, sbigottiti, o versagli addosso lamaro aceto dellincredulit. Quando vedremo un crocefisso dora in poi non dovremo fermarci al dolore, bens allAmore. Solo cos percepiremo che la presenza del Signore una forza che costruisce, scuote, rianima, sbalordisce.

FAI bEI SOGNI Massimo Gramellini, Longanesi ai bei sogni la storia di un segreto celato in una busta per quarantanni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparer ad affrontare il dolore pi grande, la perdita della mamma, e il mostro pi insidioso: il timore di vivere. Fai bei sogni dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realt, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perch il cielo lo spaventa, e anche la terra. soprattutto un libro sulla verit e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di l dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio pi solido. Una lotta incessante contro la solitudine, linadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sar la conquista dellamore e di unesistenza piena e autentica, che consentir finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo. Bello... 47

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SAN GIORGIO A MANDELLO


Cammina cammina i nostri sentieri sono giunti fino alla Zona Grigne, ai confini orientali della nostra Diocesi. La chiesa di San Giorgio, situata su uno sperone roccioso, si trova nel territorio del comune di Mandello del Lario e fa parte della parrocchia di SantAntonio di Crebbio. Ha origine molte antiche, probabile che risalga allAlto Medioevo, ma la sua struttura a capanna, con le capriate lignee a vista, le murature e le finestre a monofora, appartiene al XIII secolo. Invece larco trionfale a ogiva e il presbiterio con la volta a costoloni, che caratterizzano linterno, sono stati realizzati nei primi decenni del Quattrocento. Si tratta di una struttura architettonica semplice, riscontrabile anche in altre chiesette medievali della riviera del lago. Le informazioni pi antiche risalgono a un documento del 1461, nel quale si parla di una chiesa dedicata a San Giorgio nel territorio di Mandello, in aperta campagna. Gli atti delle visite pastorali ricordano spesso lesistenza di un luogo di sepoltura presso la chiesa di San Giorgio. La presenza del cimitero e luso della chiesa principalmente per riti funebri dovrebbero spiegare la scelta del tema illustrato dagli affreschi: la vita ultraterrena. Al vertice dellarco trionfale rappresentato Cristo giudice circondato dagli angeli e affiancato dai profeti Ezechiele e Isaia, sotto stanno a terne nove schiere angeliche e dei patriarchi. Sulla parete sinistra si delinea, oltre al Limbo, la risurrezione dei buoni che salgono in gerarchie entro un castello, accolti dai santi Pietro e Paolo;

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sulla destra, in alto, si vede la Vergine circondata da angeli che contempla, le sette Opere di Misericordia. Sulla parete destra rappresentato lInferno. In alto a sinistra si vedono i sette vizi capitali. Sotto, sempre a sinistra, si vede la porta dellInferno con un mostruoso diavolo che fa da custode. Al centro, un po rovinata, la figura del re dellInferno e si vedono anche i dannati che subiscono le pene. Tutta la parte destra dellaffresco caratterizzata da un originale albero secco sui cui rami infilzata una miriade di peccatori. Sulla parete di fondo del presbiterio affrescata una Crocifissione. Dopo la costituzione della parrocchia di SantAntonio (1621) comincer il progressivo abbandono e decadenza della chiesa. Nel 1685 il vescovo Carlo Ciceri parla di oratorio di forma antichissima, malamente custodito e aperto di rado. Nel 176 il vescovo Simonetta fece ricoprire con uno strato di calce le parti giudicate poco vestite. Nel 1776 il vescovo Neuroni afferma che la chiesa ridotta a estrema indigenza. Nel 1898 il vescovo in visita pastorale raccomanda la conservazione delle pitture antiche, e solo al tempo del parroco don Paolo Bertarelli iniziano i primi interventi di restauro. Lo scoprimento degli affreschi occultati dalla calce ebbe termine nel 1972. La chiesa aperta la domenica mattina dalle ore 8 alle 10, alle ore 9 viene celebrata la Santa Messa. La parrocchia di SantAntonio, in cui si trova la chiesa di San Giorgio, guidata attualmente dal parroco don Mario Conconi, nativo di Uggiate. Don Mario contento quando un uggiatese va in visita alla chiesa e gradisce incontrare i suoi compaesani. Si pu raggiungere la chiesa anche in auto, per si consiglia di posteggiare in un piccolo parcheggio sulla Provinciale di fronte al Centro Sportivo di Mandello e prendere la via per San Giorgio (5 - 10 min di cammino). Chi vuole fare una bella passeggiata tra i borghi pi antichi, pu percorrere il Sentiero del Viandante, che inizia da Abbadia Lariana e termina a Colico. La chiesa di san Giorgio, infatti, si trova lungo il primo tratto di sentiero. Il punto di partenza si trova lungo la strada provinciale del lago, subito dopo luscita della galleria (raccordo della superstrada). Una targhetta arancio indica il percorso da imboccare. Dallinizio sentiero alla chiesa di San Giorgio ci sono 45 minuti di cammino. Pu essere unidea per la gita di Pasquetta.

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D COME DONO

DallOratorio

l tempo che stiamo vivendo, di preparazione e celebrazione della Pasqua, viene molte volte presentato come un momento forte di impegno, che si concretizza, effettivamente, con le tre parole-chiave della Quaresima: preghiera, digiuno, elemosina. Altrettanto spesso, noi ci dimentichiamo che ogni anno la Pasqua , prima di tutto, un dono, anzi, il Dono della Nuova Alleanza che Dio stringe con gli uomini nel suo Figlio Ges. Lui, dunque, mettiamo al primo posto, perch come sempre liniziativa sua; solo in seguito, e se abbiamo compreso questo, tocca a noi. Mi piace suggerire due atteggiamenti (che, in realt, sono uno solo) con i quali accogliere, con cuore sereno e libero, il Regalo del Signore: quello del canto e della festa. La Risurrezione deve essere cantata. Ha bisogno di essere espressa. Non basta crederci solamente con la testa. Il corpo vuole risorgere: lo fa nel canto. Nel canto cresce in noi lamore verso colui che noi cantiamo. NellAlleluia della notte di Pasqua cantiamo noi stessi dentro il mistero dellamore, che pi forte della morte. Sperimenteremo personalmente la gioia per la risurrezione di Ges e per la nostra, solo se canteremo con tutto il cuore. Tutta la persona deve farsi canto: solo in questo modo sentir lamore che il Risorto vuole risvegliare in lei. Nel canto prende forma davanti ai nostri occhi limmagine di colui che noi cantiamo. Allora percepiamo che il Risorto in mezzo a noi e ci rende partecipi della potenza liberante della sua risurrezione. Pasqua la festa della vita, il superamento della morte per mezzo della vita. Cristo ha vinto la morte: la vita pi forte della morte e non ha pi fine. Questa vita deve essere celebrata, mentre ci auguriamo lun laltro Buona Pasqua. Che sogno e che spettacolo sarebbe vedere, soprattutto i nostri bambini, ragazzi e adolescenti ballare e danzare insieme, per la gioia della Risurrezione! Nella danza cadono le catene che tengono prigionieri. Percepiamo qualcosa della libert e della bellezza del nostro corpo. Danzando ci immergiamo nella vita che il Risorto ci dona. Miei cari giovani, mi sa proprio che, per vedervi cantare e ballare dal vivo dovremo attendere il GREST e i Campi Estivi, ma credetemi senza Ges la nostra euforia come un fuoco di paglia! Iniziamo, quindi insieme fin da subito a preparare il nostro cuore al fiume di entusiasmanti esperienze che ci attendono; non manchiamo di fare una buona confessione; non solo perch il don ci obbliga, ma come hanno fatto i personaggi della Passione che abbiamo incontrato nei venerd di Quaresima, trovandoci a leggere il Vangelo pur con i nostri limiti vogliamo scegliere il Signore. Lasciamolo agire da protagonista nella nostra vita! Coraggio e, a tutti, BUONA PASQUA! don Michele

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QUARESIMA DI FRATERNITA 2012


Egli entr per rimanere con loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero allo spezzare il PANE

ei sabati e nelle domeniche di Quaresima i nostri bambini e ragazzi con i catechisti si sono ritrovati di nuovo in Oratorio a fare il pane. Unesperienza semplice ma bella, soprattutto perch condivisa con entusiasmo da tante piccole mani e tanti cuori. Quando tocca a noi animare la Messa e fare il pane? E questanno per chi lo facciamo? E stata questa la domanda pi volte ripetuta a Catechismo, segno di una volont di condivisione e collaborazione che bello ritrovare nei ragazzi, dai pi piccoli ai pi grandi. Ancora una volta ci ha accompagnato con la sua pazienza e disponibilit Tina, che ha ricordato ai piccoli fornai i segreti di un cibo apparentemente cos semplice ma che richiede tante attenzioni: dosare scrupolosamente gli ingredienti, impastarli energicamente, dargli forma, saper aspettare i giusti tempi di lievitazione, scegliere i tempi di cottura con precisione. Ogni fase ha un suo segreto, C un tempo per ogni cosa. Cos per la farina: prima c il seme che per diventare pianta ha bisogno di terreno buono, di sole e di acqua; poi la spiga che mietuta diventa farina, pronta a diventare pane, per il quale per c ancora bisogno di altro: acqua, olio, sale e soprattutto lievito. Davvero c un tempo per ogni cosa, anche il tempo dellattesa che richiede tanta pazienza. Un po come per la crescita dei nostri ragazzi, che a volte vorrebbero crescere in fretta e che a volte noi adulti vorremmo crescessero in fretta. Anche per loro e per noi serve tempo e pazienza, il tempo della semina e della speranza, il tempo dellamore che educa, della fortezza che guida, della severit che corregge e del dialogo che costruisce, nella certezza dellunica vera Parola di Vita. Con questesperienza abbiamo voluto seminare nel cuore dei ragazzi la bellezza del camminare insieme anche con piccoli gesti di generosit e solidariet a sostegno dei progetti delle missioni Diocesane del Camerun e del Per. E con la bellezza e spontaneit di questesperienza, anche la consapevolezza che forse uno stile di vita pi sobrio ed essenziale, senza troppe pretese, aiuta a capire quello che conta davvero per diventare grandi.

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RICET TINA PER IL PANE a cura dei BAMBINI E RAGAZZI DELLORATORIO


INGREDIENTI (per 12 panini circa) - gr 500 farina 00 - gr. 200 acqua - gr. 50 olio doliva - gr. 50 latte - gr 25 lievito (in cubetto) - gr. 10/12 sale

- 1 cucchiaino di zucchero

Unire gli ingredienti in polvere e aggiungervi acqua, olio, latte e lievito gi sciolto con latte mescolare e impastare energicamente per 20 minuti circa lasciar lievitare limpasto in una terrina coperta da pellicola per 2 ore circa formare 12 panini con forme a piacere lasciar lievitare ancora per dora circa infornare a 200 per 20 minuti circa. DATE CAMPI ESTIVI 2 - 8 luglio: ragazzi e ragazze di V elementare e I media (frequentate) a PEDENOSSO (SO). 13 20 luglio: ragazzi e ragazze di II e III media (frequentate) a PESARO. 20 luglio 27 luglio: adolescenti e giovani delle Superiori a PESARO. Le date sono fornite con anticipo, in modo da dare tempo alle famiglie per organizzarsi. In seguito verranno comunicati i tempi e le modalit per le iscrizioni.

GIORNATA SULLA NEVE...

La giornata sulla neve, vissuta con lOratorio, stata stupenda, anche se abbiamo partecipato in pochi. Siamo partiti al mattino presto e siamo giunti in Valmalenco verso le dieci. Quando siamo scesi dal pullman, ci siamo avviati verso la funivia che conduce alle piste da sci. Giunti in vetta alla montagna, siamo andati a prendere il necessario per slittare con il bob e per sciare. Verso le tredici, don Michele ha celebrato la Messa. Il pomeriggio stato caratterizzato dal puro divertimento, durato finch siamo dovuti tornare alla funivia per scendere per dirigerci verso casa. La giornata stata soleggiata e, nel pomeriggio, caduto anche qualche fiocco di neve. stata unesperienza bella, da vivere ancora!

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SE PUOI SOGNARLO, PUOI FARLO!


e ne stavo tranquillo assieme ai miei amici in un ripostiglio dellOratorio quando, allimprovviso, qualcosa ci scosse violentemente. Ci avevano detto che quel giorno sarebbe giunto. Mamma diceva sempre che arriva il momento di crescere, ora toccava a me inseguire finalmente il mio sogno! Rosso, Fucsia, Verde, Giallo e io siamo stati catapultati su una superficie liscia e fredda, intorno a noi tanti colori e suoni nuovi. Io e Giallo eravamo incuriositi, Rosso era tutto un fuoco per lemozione, Verde non si sentiva molto bene (e anche il colorito non era dei migliori) e Fucsia, beh... per Fucsia non fu una bella esperienza, fu subito schiacciato da qualcosa di poco profumato. Eh, povero Fucsia era cos... giovane. Ed eccola l, in fondo alla stanza, con il suo vestito blu e giallo e i capelli corvini raccolti da quel cerchietto rosso che le stava dincanto... era circondata da tante creaturine saltellanti e strillanti: sapevo che sarebbe stato difficile, ma dovevo raggiungerla! Ero intento a progettare con Rosso un piano infallibile per arrivare a lei, quando due mani rugose mi afferrarono e catapultarono ancor pi lontano: quella stregaccia mi sempre stata antipatica. Ora non sapevo pi dove fossero i miei amici, sapevo solo che dovevo realizzare il mio sogno. Pensai di chiedere aiuto a un ometto minuscolo che portava un paio di occhiali. I bambini lo chiamavano Dotto. In effetti sembrava un tipo piuttosto intelligente. Cercai cos di contattarlo in qualche modo, ma ogni volta che tentavo di avvicinarmi a lui i bambini, correndo, mi spostavano di qua e di l. Finivo addosso a loro, addosso a palloncini di mille colori e una volta, non so come, sono anche riuscito a finire vicino a una mela che aveva al suo interno un anello. Ancora mi chiedo cosa ci facesse un anello in una mela! Questi umani sono strani, mangiano di tutto! Poi finalmente un colpo di fortuna: cerano alcuni bambini che ballavano a ritmo di musica con una scopa fra le mani (anche qui, ma che giochi strani fanno i bambini del giorno doggi?!). La musica si stopp e in un momento di furore una dolce bambina travestita da principessa raccolse me e una manciata di miei amici e ci lanci volammo in giro per la stanza per un tempo che mi sembr interminabile. Alla fine sapete dove finii? Ero l, proprio l, fra i capelli fluenti e profumanti della mia adorata! Ero riuscito a raggiungere Biancaneve, ero cos felice! Era magnifico starle vicino e sentirla parlare. Non pass molto tempo da quando le sue dolci mani mi presero e mi spostarono delicatamente dalla chioma e io tornai sul pavimento, ma non mi importava granch, devo essere sincero! Ero riuscito a stare con lei, nientaltro contava! Sicuramente stato il pi bel Carnevale di sempre, forse anche lunico, perch dei ragazzi mi raccolsero e misero in un sacco. Qui ritrovai Giallo, Rosso e Verde e raccontai loro la mia avventura! Non potevano credere che proprio io, Arancione, un piccolo coriandolo insignificante, ero riuscito a stare insieme a Biancaneve!!!

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Mattino di Pasqua
Io vorrei donare una cosa al Signore, ma non so che cosa. Andr in giro per le strade e mi fermer soprattutto coi bambini a giocare in periferia, e poi lascer un fiore ad ogni finestra dei poveri e saluter chiunque incontrer per via. E poi suoner con le mie mani le campane sulla torre. Andr nel bosco questa notte e abbraccer gli alberi. e star in ascolto dellusignolo, quellusignolo che canta sempre solo da mezzanotte allalba. E poi andr a lavarmi nel fiume e allalba passer sulle porte di tutti i miei fratelli e dir a ogni casa: Pace!