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Come Giuseppe e Maria

Canto

Esposizione Eucaristica

Eccomi davanti a questo mistero d’Amore: Gesù-


Eucarestia, a questo mistero “tutto mio”, tutto per me.
Non c’è nulla e nessuno, all’infuori di Dio che sia “tutto per
me”,che mi ama con tutto se stesso. Sì. Essere qui, è
prendere coscienza di essere amati da Dio, è scoprire come
Dio è nella mia vita, come mi guida e come l’unica cosa che
posso fare è quella di abbandonarmi a Lui.
- Adorare è abbandonarsi a Lui. Fra le sue braccia
spalancate. E’ rifugiarsi “all’ombra delle sue ali”
Adorare è accogliere ciò che Lui mi vuole donare.
- E’ vero, spesso non so adorare perché penso di essere
io a donare qualcosa a Lui ed invece è vero il
contrario: io devo accogliere ciò che Lui mi dona: la
sua presenza, la sua parola, il suo sguardo.la sua
vita,il suo cuore, il suo stesso essere.
- La mia adorazione si fonda sull’umile scoperta, sulla
sconvolgente esperienza che Lui mi ama. Lo stare
davanti a Te è accogliere come amore della mia
stessa vita.

Tutti Signore Gesù, Parola fatta carne,


tu sei il segreto svelato dal Padre, vedendo te, vediamo il
Padre, ascoltando te, ascoltiamo il Padre, seguendo te,
raggiungiamo il Padre.
Signore Gesù, Vangelo vivente,
tu sei la buona notizia, in cui Dio ci rivela
il nostro destino eterno;
tu sei la regola di vita in cui Dio orienta la nostra esistenza
alla salvezza;
con cui Dio consola, fin nella sua ultima fibra, la nostra
vita.
Signore Gesù, modello di ogni perfezione,
solo in te troviamo la nostra misura di uomini,
la nostra identità di cristiani;
perciò tu mostrati a noi, nelle parole forti e lievi del
vangelo, così, noi compiremo il tuo mistero nella nostra vita
e lo disegneremo in quella dei fratelli.
Ci aiuti Maria, la tua discepola fedele,
la nostra migliore compagna di vita. Amen

Vangelo Lc.1,26-38

Dal vangelo secondo Luca


In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una
città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine,
promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome
Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei,
disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A
queste parole ella fu molto turbata e si domandava che
senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non
temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed
ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai
Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il
Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà
per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà
fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo,
poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo
Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti
coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà
santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta,
tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un
figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile:
nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la
serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l’angelo si allontanò da lei.

Silenzio di adorazione

Canto

- Adorare significa essere testimoni di quello che


abbiamo visto. Dio si rivela quando tu sei disposto a
guardare per vedere, si rivela quando tu sei disposto
ad amare senza vedere.

Tutti Signore, donaci occhi per vedere l’invisibile. Donaci


occhi per vedere l’inaccessibile, donaci occhi per vedere ciò
che ci fa paura guardare, donaci occhi pieni di luce, perché
non si perdano nel buio, donaci occhi che non si
accontentano solo di guardare.
- Donaci occhi che non si stanchino, che non si
addormentino, che non divaghino, che non si
chiudano. Donaci occhi che ti amino, occhi pieni di
stupore e di meraviglia, occhi da “innamorati” che
ti sappiano riconoscere sempre.

Silenzio

Dal Vangelo di Matteo 1,18-25

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre


Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che
andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello
Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non
voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre
però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in
sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di
Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa,
perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito
Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli
infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era
stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la
vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con
noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva
ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la
quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che
egli chiamò Gesù.

Silenzio
Adorare è fare la scelta di ciò che non appare agli occhi
degli uomini, di ciò che non luccica, di ciò che non si può
pensare di sostituire con il “vitello d’oro”, fatto dalle nostri
mani.
La scelta da parte di Dio della mia povertà, che non riesco
ad accettare, provoca sempre in me un disturbo: il passaggio
dell’apparenza alla realtà, dall’idealismo alla verità

Tutti Non fa paura Dio, ma la strada che Lui ha scelto


per venirmi incontro, la nostra fede scontata, la nostra
carità organizzata, la nostra speranza “assicurata” e
sotto controllo.
- Adorare è accettare Dio nella sua “presenza
povera”, è scoprire il mistero dell’Incarnazione
perché Lui si è fatto “come me”, ed è proprio a
partire dalla mia povertà che posso toccare Dio,
posso sentirlo: sono immerso nella sua presenza,
è dentro il mio povero cuore e mi fa sentire che
io sono la cosa più importante del suo amore.
- Adorare è accettare Dio nella povertà del mio
essere, è nella mia povertà che Egli si fa presente,
e il suo desiderio d’amore è quello di fare “unico
corpo” con me. Vuol prendere posto nel mio
corpo, nella mia vita, nella mia volontà, anzi lui
stesso vuole essere la mia stessa libertà, il mio
stesso amore.

Canto

Matteo 2,13-15

Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore


apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi
con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là
finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il
bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé
il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove
rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò
che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.

- Quando diciamo a qualcuno:”Ti voglio bene”,


certamente non si vuole intendere “ ma io sono più
grande di te, io valgo più di te”.

- L’amore non si fa cadere dall’alto e Gesù per


insegnarci ad amare prima di farsi infinito dono
d’amore, lava i piedi agli apostoli, cioè li guarda dal
basso verso l’alto.
Con questo atteggiamento, dice tutto il suo amore, il suo
essere Dio.
Non parte dall’essere “in mezzo”, ma incomincia “dal
basso”, proprio per recuperare tutto.
- Incontro Dio non nelle cose astratte, ma attraverso la
“crudezza della vita” Questa la lezione
di Dio. E in questo gesto “dal basso” Dio mi si rivela per
quello che è.

Tutti Prima di essere innalzato sugli “altari” del mondo,


Gesù è passato attraverso l’indifferenza degli uomini, si è
inginocchiato davanti ai loro piedi, si è impolverato lungo
la via dolorosa del Calvario, è stato innalzato sul legno
della croce, è stato trafitto, spezzato, abbandonato.
Adorare è accogliere la persona di Gesù che ancora una
volta mi si pone davanti avvolto nel silenzio, nello
sguardo, nell’attesa. Dio non può mettersi più in basso
perché è amore.

Silenzio

Canto

I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme


per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi
salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni
della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il
fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori
se ne accorgessero... Dopo tre giorni lo trovarono nel
tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li
interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di
stupore per la sua intelligenza e le sue risposte» (Lc 2, 41-
47)

- Ho capito che non basta stare qui davanti a te, Gesù,


ma che ho bisogno della tua luce affinché io penetri
nel tuo mistero. Solo quando mi apri il tuo cuore io
posso entrare. Ecco allora che questa “presenza”che
mi si svela nella preghiera, è propriamente il cuore di
Dio aperto sul mondo. Dio che mi guarda.
- Ma cosa vuol dirmi? Cosa mi vuol donare?
Preghiera è “presenza”- “rimedio” “nutrimento” “amore”

Silenzio
Canto

- Adorare è intuire il desiderio di Dio verso di me :


Egli desidera essere “un cuor solo ed un’anima sola”;
e solo quando questo avviene io stesso trovo il mio
posto, la mia pace.
Tutti Adorare è trovare il nostro posto nel corpo
dell’umanità, nel cuore di ogni uomo. Lo stare davanti a
Dio, è anche trovare il nostro posto in mezzo agli uomini, è
importante scoprire come il nostro cuore non solo è fatto
per Dio, ma anche per i fratelli.
La sua presenza è un punto di riferimento per tutte le mie
piaghe, per tutti i miei disorientamenti. E’ una certezza che
oggi mi dice: sono amato con tutte le mie nullità, con tutto
ciò che in me è bello e che io non so più vedere.
Sono amato così come sono. Adorare, allora, è scoprire che
Dio mi ama così come sono e che non devo essere perfetto
per ricevere il suo amore.
Si dona per me,”in remissione” per i miei peccati, non per i
miei meriti.
Ecco la novità della nostra preghiera di adorazione: Dio mi
ama così come sono oggi, e anch’io ho diritto di amarmi per
ciò che sono.
Adorare, non è solo stare davanti a Dio, ma iniziare a
leggere la propria vita in lui.
E’ proprio a partire dalla mia storia quotidiana, da questo
tempo difficile della preghiera che avverto la presenza di
Dio.
La vera preghiera, allora, non è questione di tempo, ma di
volontà.E’ questione d’amore

Silenzio
Canto

Luca 2,51,52

Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro


sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo
cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a
Dio e agli uomini.

- Chi non ama ha la pretesa di “prendere”, di poter


disporre anche sulle cose più sacre degli altri.
- Chi non ama “invade” “occupa”, “strappa” prima che
con le mani, con gli occhi, anche la carne di un
‘innocente.
- Chi non ama crede che “lo strappare via” sia la sua
forza, la sua potenza…..
”dopo essersi divise le vesti, le tirarono a sorte”

Tutti Tu, Gesù, avevi preso nelle tue mani i piedi dei tuoi
amici per dare l’esempio di come amare. Sei partito dal
basso per ricrearci dall’alto.
Quanti passi hanno fatto i tuoi piedi per venirci a cercare.
Quante strade hanno aperto nel cuore dell’uomo. Purtroppo
non sappiamo vedere le mani di coloro che si protendono
verso di noi, non sappiamo più vedere il cammino incerto e
doloroso di tanti fratelli che si protendono verso di noi, non
sappiamo più vedere il cammino incerto e doloroso di tanti
fratelli che si sono smaltiti in “contorti” sentieri.

Tutti. Non sappiamo più amare chi vuol “capire”


Signore che ti lasci afferrare
Signore che ti lasci inchiodare
Signore che ti lasci guardare

Padre nostro
Benedizione Eucaristica

Dio sia benedetto


Benedetto il Suo Santo Nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore
Benedetto il Suo preziosissimo Sangue
Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima
Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione
Benedetta la Sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo
Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi
Canto finale

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