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CAMPANE DI POSINA

FUSINE, CASTANA e LAGHI

Sede:
Piazza G. Marconi
36010 POSINA (Vicenza)
tel. 0445 748118

Pubblicazione PRO MANOSCRITTO


delle Parrocchie di:
S. Margherita V.M. in Posina, S. Rocco in Fusine,
S. Pietro Apostolo in Castana e S. Barnaba in Laghi

Foto:
Sito internet della diocesi di Vicenza,
Roberto Lorenzato, Gaetano Spezzapria, Studio Serafin, Roberto Salerno

Stampa:
Stab. Tip. G. Fuga & Figli - Arsiero

In copertina:
il nuovo Vescovo

Le offerte raccolte dalla distribuzione del bollettino


sono destinate alle opere parrocchiali.
Il Signore ama chi dona con gioia!
Benvenuto
caro Vescovo!
Il 30 novembre 2003 ha fatto il suo
ingresso nella nostra diocesi il nuovo
vescovo, mons. Cesare Nosiglia, pro-
veniente da Roma, dove rivestiva il
prestigioso incarico di Vicegerente
della Diocesi.
Il nuovo arcivescovo, nato in pro-
vincia di Genova nel 1944, sostituisce
mons. Pietro Nonis, che abbiamo
avuto la gioia di salutare insieme
durante la cresima, amministrata a
Posina il 19 ottobre 2003.
Al Vescovo Cesare, che ha già incontrato i preti, i catechisti, i giovani del
nostro vicariato di Arsiero il 21 gennaio 2004, auguriamo, prendendo a pre-
stito un augurio scout, buona strada.
Cordiali saluti
Salutiamo fin d'ora, dalle pagi-
ne del nostro bollettino, don
Stefano Bernardini e don Roberto
Xausa, nuovi co-parroci nominati
dal Vescovo per Arsiero, Castana,
Fusine, Laghi e Posina.

Il cordiale saluto si trasforma


in augurio: possano i nuovi sacer-
doti trovare cuori disponibili a
camminare insieme, uniti dalla
medesima fede, sostenuti dalla
stessa speranza, rinsaldati dall'u-
nica carità.

Da parte mia rinnovo l'invito


espresso la notte di Pasqua, invito
che ho voluto riassumere qui in
due foto: puntate verso l'alto, come ci indica il dito della statua di san Pietro,
senza accontentarvi del "qui si è sempre fatto così", senza paura di unire le
forze; non "lavatevene le mani" - come fece Pilato - di fronte ad un annuncio
più convinto, efficace, vissuto della nostra fede.

La Chiesa vicentina si sta rinnovando


per essere più efficace nell'annuncio di
Gesù Cristo risorto: non tagliatevi fuori
in nome di false autonomie.

Apritevi con fiducia al vento dello


Spirito Santo che porta aria fresca alla
Chiesa.

Il Signore vi benedica e doni a tutti la


pace pasquale.
Don Stefano, parroco uscente

—2—
Cristiano!
La parrocchia dove abiti è la tua casa!
È una gioia per un parroco certe convenienze sociali chiesa scelta per la cele-
o per un prete che svolge il (bisogna farlo!) e di certi brazione nuziale sia possi-
suo servizio regolarmente schemi mentali (tutta la bilmente quella della par-
in una o più parrocchie mia stirpe è stata battez- rocchia di provenienza di
battezzare un bambino, zata lì!). Il battesimo coin- uno degli sposi o della par-
inserirlo ufficialmente in volge tutta la famiglia e la rocchia in cui essi andran-
una comunità cristiana. È fa entrare maggiormente no ad abitare, oppure della
una gioia grande per un all'interno di una comunità parrocchia in cui i due
parroco avvicinare, in locale. hanno fatto il cammino di
occasione del battesimo, Ecco da dove parte il rifiu- fede, per sottolineare il
una f a m i g l i a , anche e to di battezzare bambini la rapporto di ogni sacra-
soprattutto se è venuta ad cui famiglia è residente mento con la comunità".
abitare in paese da poco. Il altrove, da poco o da tanto Certo, all'interno di una
battesimo può essere l'oc- tempo. Motivazioni lineari unità pastorale come la
casione per presentare alla e semplici, che qualcuno nostra se uno di Castana
comunità una nuova fami- però non ha capito, non volesse andare a sposarsi a
glia. È una gioia sentirsi capisce, non vuol capire. Laghi, non ci sarebbe un
chiamare da un confratel- Pazienza. Indietro non si gran problema.
lo: Guarda lì da te c'è una torna, pena il continuare a Ma se due, amanti dei
nuova famiglia, partita da prendere il nostro cristia- monti, venissero da fuori la
qui... devono battezzare... nesimo solo come un sem- Valposina, il problema sus-
fatti vivo. plice contorno alla vita di sisterebbe. Nel documento
Ed è stata una gioia per tutti i giorni e non come il c'è scritto "possibilmente":
me quando ho dovuto io vero suo fondamento. se due f u t u r i sposi non
chiamare qualche mio sono legati ad alcuna
confratello. Eppure qual- Anche per il matrimonio comunità cristiana, per
cuno, in nome di antiche riaffermiamo - perché di loro avrebbe senso sposarsi
origini o tradizioni ormai un valore si t r a t t a - dovunque - magari con la
sorpassate, vuole privare i l'importanza del legame di benedizione di qualche
parroci di queste gioie. due f u t u r i sposi con la prete bontempone - anche
Non ha senso battezzare al comunità cristiana di nella chiesa vicina al rifu-
di f u o r i della comunità appartenenza. Il matrimo- gio Papa. Ma il matrimo-
dove normalmente si vive, nio, come del resto il bat- nio-sacramento è una cosa
da tanto (lì sei inserito, lì tesimo e la confermazione, seria, non solo "questione
hai già intessuto delle rela- è un sacramento che ti di fotografie" o di bei sen-
zioni) o da poco (lì vivrai, lì inserisce ancora più piena- timenti legati agli antena-
farai nuove amicizie, lì i mente nella parrocchia in t i : "mio nonno è partito da
tuoi figli frequenteranno il cui vivi o nella quale lì!". Aiutiamoci a non sven-
catechismo). Certo, queste andrai a vivere. Il docu- dere quanto di più prezioso
argomentazioni valgono mento della nostra diocesi ci ha lasciato il Signore: i
per chi crede che il batte- (del 1990!) - firmato dal suoi sacramenti, segni del
simo vada ben al di là di vescovo - così scrive: "La rapporto con lui.

— 3 —
19 ottobre 2003:
il Vescovo Nonis
ha amministrato
la cresima a Posina
Il Vescovo ha invitato Gabriele Dal Maso,
Alice Lighezzolo, Krijstian Lukic, Rosita
Sortino e Raul Zentilin ad essere testimoni
coraggiosi e gioiosi del Signore Gesù
risorto, a coltivare l'amicizia con lui, a fre-
quentare i sacramenti,
in particolare la messa
domenicale.
È un invito che sentia-
mo esteso anche a cia-
scuno di noi.
Nelle f o t o i ragazzi
durante il ritiro a Villa
S.Carlo di Costabissara,
con la catechista,
Orietta Losco e il giorno
della cresima con il
Vescovo e il parroco.

16 maggio 2004:
Prima Comunione
a Posina
Giulia Vigna e Davide Mogentale da
Fusine, e Elia Zentilin da Posina parteci-
pano pienamente alla messa domenica-
le, accostandosi alle due mense: quella
della Parola e quella dell'Eucarestia.
Dalle nostre parti t a n t i cristiani si
accontentano di "ascoltare le letture" e
di rado si accostano all'Eucarestia, nutri-
mento fondamentale per il cristiano. Va
bene così ?

— 4 —
Festa dei lustri a Posina

Nella foto le coppie che il 23 novembre 2003 hanno festeggiato date significative del
loro matrimonio. Tra gioie e dolori, fatiche e speranze la vita matrimoniale va avanti,
segno visibile dell'amore di Dio per la sua Chiesa e per l'umanità.

Lavori L'organo
di ristrutturazione nella di Laghi
chiesa parrocchiale va... in vacanza
Dopo anni e anni di lodevole
di Posina servizio il prezioso organo
Dopo un importante, risolutivo incontro in Posina Pugina della chiesa parrocchiale
con i responsabili dell'Ufficio diocesano per i beni di Laghi si prenderà - per così
culturali e l'arte sacra - presenti i parroci, dire - un meritato periodo di
l'architetto, il titolare dell'impresa e alcuni mem- vacanza (circa un anno!): è
bri del comitato pro restauro - il progetto è stato stato firmato infatti il contratto
inviato alla Soprintendenza di Verona, in attesa con la Ditta Organaria
della sua approvazione, giunta la quale si proce- Paccagnella per il restauro con-
derà a mettere in campo iniziative specifiche per servativo dello strumento. Le
il reperimento dei fondi necessari. I lavori proce- "ferie" dell'organo costeranno
deranno a stralci, in base ai fondi raccolti. circa 36.000 euro! Si accettano
Si confida sulla generosità di tutti. donazioni liberali e generose!

—5—
Battesimo
a Posina
La pubblicazione della f o t o -
ricordo del battesimo di Elena
Lorenzato (Posina, 13 giugno
2004), terzogenita di Roberto e
Maurizia Frugani, si trasforma in
grazie sincero in particolare a
Roberto per aver spronato il
parroco, con la tenacia dei mon-
tanari, a continuare - nonostante il disinteresse di molti - la pubblicazione di
"Campane di...". Grazie e "Buona strada".
Il parroco

Battesimi
a Fusine
Rader Justin Matteo
di Claudio e M.Vidaliana De Jesus.
Zambon Vittoria
di Paolo e Dalla Fontana Lorita.
Losco Davide
di Fabio e Maraschin Sonia.
Croce Chiara
di Daniele e Costabeber Roberta

Quattro bambini che vengono ad


arricchire la comunità cristiana di
Fusine.
Questa ventata di novità raggiun-
ga tutti i cuori di chi si considera
non solo figlio di Dio ma anche
membro attivo della chiesa,
"famiglia di famiglie" come ama
chiamarla il nostro vescovo.

—6—
Tappe della vita 2003 - 2004
(dati aggiornati al 30 giugno 2004)

POSINA Battesimi Perkosan Beatrice di Sergio e Dall'Osto Paola


Nardello Pavel Giovanni di G.Franco e Tatakova Jana
Lorenzato Elena di Roberto e Frugani Maurizia

Morti Costa Margherita di anni 91


Losco Emilio di anni 81
Massiceti Caterina di anni 88
Benetti Luigia di anni 87
Sella Bruna di anni 84
Zambon Silvano di anni 82
Canderle Livia di anni 79
Cervo Marcella di anni 91
Zambon Teresina di anni 86
Sella Lino Francesco di anni 62
Rader Maria Gisella di anni 82
Maraschin Marcella di anni 87

FUSINE Battesimi Rader Justin Matteo di Claudio e M.Vidaliana De Jesus


Zambon Vittoria di Paolo e Dalla Fontana Lorita
Losco Davide di Fabio e Maraschin Sonia
Croce Chiara di Daniele e Costabeber Roberta

Morti Lanaro Rosa di anni 86


Bagattin Gina di anni 83
Croce Massimo di anni 34
Croce Tullio di anni 67
Vasic Vladan di anni 21
Res Giuseppe di anni 92
Bagattin Alessandrina di anni 81
Serman Ruggero di anni 56

CASTANA Battesimi Gecchelin Giovanni Remo di Stefano e Rader Paola


Beggiato William di Paolo e Comparin Elena

Morti Comparin Lucia di anni 95


Comparin Catterina di anni 88

Laghi Matrimoni Comparin Stefano e Comparin Tiziana

Morti Dal Molin Siro di anni 73


Dal Molin Secondo di anni 80
Lorenzato Rino di anni 75

— 7 —
Ecuador:
i lavori per le aule di catechismo
procedono!
Dal 2 al 16 gen-
naio 2004 don
Stefano e altri due
sacerdoti si sono
recati in visita alla
missione di don
Luciano, a Charapoto,
in Ecuador.
Lì hanno avuto
modo di constatare di
persona l'opera
importante di annun-
cio del vangelo e di
promozione umana svolta dai nostri preti diocesani, don Luciano, don Evariano, don
Aldo e don Gaetano (ex arciprete di Arsiero, ora rientrato definitivamente in Italia).
I soldi raccolti durante la campagna quaresimale "un pane per amor di Dio" e la
giornata missionaria mondiale sono andati a rimpolpare le magre entrate della parroc-
chia di Charapoto e destinati alla costruzione di semplici aule per il catechismo (come
si può vedere
dalle foto).
Il grazie di
don Luciano si
trasforma in
preghiera, la
nostra solida-
rietà si trasfor-
mi in gesti con-
creti di vicinan-
za e di aiuto a
chi è privo non
solo del super-
fluo ma anche e
soprattutto del
necessario.

—8—
Cervi,
27 luglio 2003
... a Firenze. È stato un la TV, cosa
giorno particolare. Avevo che non fac-
già organizzato tutto per cio mai. Ed
venire a Posina, poi uno ho t r o v a t o
sciopero delle ferrovie mi inquadrato
ha bloccato. Purtroppo alla un coro di
fine di luglio si susseguono A l p i n i !
vari impegni. Potevo venire Stavano tra-
dal 26 al 28 luglio, ma con smettendo
il caldo che faceva non me la S.Messa
la sono sentita. Ecco quindi da Temù ai
la cronaca della mia "ulti- p i e d i
ma domenica di luglio" a dell'Ada-
Firenze. mello.
Una telefonata al È stata
Comune di Posina, alle 9, una sorpresa
ha iniziato le mie celebra- bellissima:
zioni private. Un saluto ho seguito
foto: R. Lorenzato
affettuoso alla Signorina q u e l l a Chiesetta Madonna caduti del Monte Majo in Contrà Cervi
Ornella, per tutti, e poi il Messa, ed
silenzio di casa. alla fine un Pertile, con una serie di
Seguivo passo passo col celebrante, col cappello da fotografie della cerimonia.
pensiero la cerimonia, pre- Alpino, ha letto la Gli sono grata di questo
gavo davanti al Cristo Preghiera dell'Alpino. gentile pensiero. Oggi sono
M u t i l o , assistevo alla Seguendo la cerimonia realmente presente alla
deposizione delle corone. di Temù mi sono sentita cerimonia, che deve essere
Poi, su verso Cervi. più vicina a quella di stata bellissima.
Alle 10.30 i vari discorsi; Posina, ai suoi Alpini che, Mi dispiace di non essere
mi hanno detto che sono in quel momento, stavano intervenuta!
stata ricordata anche io. di sicuro dandosi da fare Purtroppo, sarò assente
Mi ha f a t t o piacere: per la buona riuscita della anche nel 2004. L'esatta
dopo tanti anni di presen- cerimonia e per preparare coincidenza dei miei impe-
za fisica, ero presente il pranzo. Mi sembrava di gni di fine luglio mi mette
almeno nel pensiero. sentire il profumino della in crisi. Solo un miracolo
E poi la Santa Messa, ai grigliata ... mi permetterebbe di essere
piedi del Monte Majo. Questo sogno, fatto ad ai Cervi l'ultima domenica
Ero con tutti i presenti, occhi aperti il 27 luglio, si di luglio. Ma lascio sempre
un'ombra lontana che cer- è materializzato il 27 uno spiraglio alla speran-
cava di distrarsi lavorando dicembre 2003, quando ho za... chissà!
in casa. Ad un certo punto, ricevuto una lettera dal Marzo 2004
per disperazione ho acceso Sindaco, prof. Paolo Augusta Ficalbi

—9—
2003:
anno internazionale dell'acqua
L'estate 2003 sarà sicuramente ricor-
data come una delle più torride sta-
gioni dal 1925 in poi. Già a fine
Febbraio alcune ordinanze del corpo
forestale proibivano l'accensione di
fuochi per il pericolo di incendi ai
prati e in particolar modo dei boschi.
La primavera già si annunciava sicci-
tosa; da immaginarsi come sarebbe
stato il periodo Giugno - Luglio senza
alcuna precipitazione, o quasi. E così
è stato. Scarso il raccolto di patate
anche se di ottima qualità, di fagioli,
di funghi, di castagne... Pure i pascoli
adiacenti alle malghe hanno subito il
colpo per la siccità con conseguenza
sulla resa dei bovini, nonché le pozze
per l'abbeveraggio. A dura prova sono
stati messi alcuni acquedotti comu-
nali in particolar modo quelli di
Bettale, Lambre, Sella, e località Orca.
Qui si vuol ringraziare l'intervento
dei tecnici dell " A.V.S." altovicentino-
servizi, che con alcune autobotti
sono riusciti a marginare in parte i
disagi patiti dalla popolazione. La
Valposina, da sempre conosciuta ed
apprezzata per la bontà e l'abbon- foto: R. Lorenzato
Anno internazionale dell 'acqua 2003.
danza d'acqua e delle sue sorgenti,
Quanto mai importante anche in Valposina, dopo la forte siccità avuta
entrava in crisi. L'emergenza si è
protratta per tutto l'Autunno nono-
stante alcune copiose precipitazioni in
Novembre. Insomma i livelli idrici delle Acqua in numeri:
sorgenti non erano ancora entrati nella Il 90% dell'acqua mondiale non è sfrutta-
normalità. Si spera in un inverno nevoso bile, trovandosi negli oceani.
soprattutto in montagna così da mantene- Un miliardo e cento milioni di persone non
re attive le fonti allo sciogliersi delle nevi. I hanno accesso ad acqua sicura e 2 miliardi
disagi subiti dalla siccità possano aiutarci a e 400 milioni di persone non dispongono
capire quanto preziosa possa essere l'acqua di impianti igienici adeguati.
anche nella nostra valle. Nel corso degli anni '90 le inondazioni

— 10 —
hanno interessato più del 75% di tutte le striale passerà da 754 km cubi nel 1995 a
persone colpite da disastri naturali. 1170 km cubi nel 2025.
Nelle zone umide del mondo, le montagne Dal 1950 a oggi l'estensione del ghiaccio
forniscono dal 30 al 60% dell'acqua dolce marino dell'artico si è ridotta di circa il
impiegata in pianura. Nelle regioni aride e 15% e lo spessore del 40%.
semiaride, la percentuale sale al 70-90%. Il 60% del nostro peso è acqua. Il 75-80%
Per produrre un kg. di riso sono necessari delle piante è costituito da acqua.
da 1 a 3 m. cubi di acqua. (continua)
Per un kg. di grano circa 10 m. cubi. Fonte: rivista della montagna
Il consumo annuo di acqua per uso indu- dicembre 2003 - gennaio 2004 • pag. 35

Il racconto di Mario
Mentre in mano osservava quella piccola statua, dal viso si vedeva trasparire un leggero
velo di emozione. Fu così che Mario mi raccontò la breve storia di quella statua raffigu-
rante S. Antonio. Nel maggio del 1947 dopo aver frequentato il catechismo e ricevuta la
prima comunione, tutti i bambini in
particolare coloro che si erano impe-
gnati di più nelle lezioni furono "pre-
miati".
Con caratteristici alquanto originali
riconoscimenti. Alcuni di questi raffi-
gurano i santi: statuine in gesso, pic-
coli quadretti con icone di Madonne,
angeli... Nell'anno successivo (1948)
Mario, che aveva 11 anni dovette emi-
grare con tutta la famiglia in Francia,
e tra le molte cose che doveva racco-
gliere e mettere nelle valigie con sé,
c'era pure quella statua di S. Antonio,
così importante per lui ma nello stesso
tempo anche molto fragile.
Chissà se sarebbe arrivata integra in
Francia durante il viaggio.
Così ebbe una singolare idea: la met-
terò nei pressi dell'altare della Madon-
na alla chiesetta dei Cervi, nei
momenti più difficili della vita chissà,
pensando a quella statuina sicura-
mente mi avrebbe aiutato. E così fu.
Oggi, 55 anni dopo, Mario Leder con
molta devozione è qui con me a rac-
contarmi questa breve sua storia.
foto: R. Lorenzato
R. Lorenzato Mario Leder con la sua statuina raffigurante S. Antonio

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Posina: terra degli antichi "cimbri"
Oltre che ricca di acque cristalline e aria antichi padri della Valle di Posina ma, sicu-
pura, Posina e la sua popolazione hanno ramente, fin dal lontano mondo medioe-
avuto origini "teutoniche". Autorevoli testi, vale, hanno indicato, con la tenacia di
che si basano su precisi documenti, citano conservazione e valorizzazione del territo-
che coloni Bavaro-Tirolesi arrivarono rio, la via da seguire.
anche nella Val Posina. Questo "seme" plurisecolare è ancora
Queste intere famiglie furono chiamate visibilmente presente nell'indole degli
"cimbri" appellativo che deriva dal tede- attuali abitanti. Esso si è rivelato essenziale
sco "ZIMMERER" ovvero lavorante del per affrontare le difficoltà esistenziali di
legno. oggi come allora.
Già nel 1053 nobili ed ecclesiastici favo- Non disperdiamolo!
rirono le immigrazioni di queste genti per
la necessità di disporre di boscaioli per la Posina, 2 giugno 2004
fornitura di legname, per la fabbricazione Renzo Fiorenzato
del carbone e per la difesa degli inospitali
territori montani.
Fu così, che intorno al 1150, un gruppo
di pastori e boscaioli si stabilì intorno a
Posina costituendo il nucleo originario che
colonizzò in seguito la zona di Lavarone-
Folgaria e tutta l'area cimbra trentina
compresa la Vallarsa (altri gruppi si stan-
ziarono sull'Altopiano di Asiago, Valle del
Chiampo, Valle dell'Agno e la Lessinia).
Per centinaia di anni questi antenati
parlarono l'antico tedesco "TAUTSCH" che
determinò anche la toponomastica locale.
Per le loro opere ottennero privilegi ed
esenzioni anche dalla Repubblica di
Venezia f i n o a dopo la Rivoluzione
Francese.
Usi e costumi di questa fiera e nobile
gente rimasero inalterati per oltre sei seco-
li!
Vivevano di frumento, legumi, segale
coltivati sia nel fondovalle, ma anche sui
declivi ben esposti a terrazzamento nelle
zone più impervie per sfruttare ogni lembo
di terra.
L'esbosco poi, permise di creare vasti
prati per l'allevamento del bestiame con i
conseguenti prodotti caseari delle malghe. foto: R. Lorenzato
Molto si potrebbe ancora dire di questi Posina: "ricca di natura e storia" così diceva uno slogan

— 12 —
L'osservatorio del Capitano Tron
contrade disseminate in
zona. La feritoia di destra
guarda direttamente su
Posina e i monti circostan-
t i , in modo particolare il
Gamonda, il Priaforà e il
M. Caliano (gruppo
Novegno). Il panorama è
vasto ed in continuazione
ci alterniamo nell'osserva-
zione in queste due feri-
toie. Da qui i soldati italia-
ni potevano controllare in
sicurezza tutti i movimenti
foto: R. Lorenzato Lapide posta sull'entrata dell'Osservatorio del campo avversario, in
modo particolare quelli dei
Era destino che qualcuno dopo 20 minuti circa siamo soldati a u s t r o - u n g a r i c i
mi parlasse di questo luogo in zona. L'ambiente è sug- sulle cime del M. Majo.
particolare. gestivo, con trincee, resti Usciamo dall'osservatorio e
Roberto Lorenzato già da di costruzioni in muratura risaliamo la ripida scalina-
diverso tempo mi diceva risalenti alla Grande ta. Giriamo verso destra e
che mi avrebbe portato su Guerra e segni evidenti di con qualche balzo in risali-
all'osservatorio del Capita- quell'epoca sparsi un pò ta tra roccette e carpini,
no Tron. dappertutto. L'osservatorio rimontiamo sulla testa del-
È proprio vero che in Val è nei dintorni, ma non è l'osservatorio.
Posina c'è tanto da scopri- mai tanto facile a trovarsi. Occorre fare attenzione in
re, perché in t a n t i anni Perlustriamo la zona e in questo punto perché il
non avevo mai sentito par- pochi minuti troviamo il vuoto è a un metro da noi.
lare di questo posto. Il punto: una ripida scalinata Qui l'osservazione è vera-
pomeriggio del giorno 20 scende all'ingresso della mente ampia e il colpo
Agosto 2003 mi telefona galleria dell'osservatorio d'occhio sulla valle e sui
dicendo: - Preparati, metti italiano i n t i t o l a t o al monti circostanti è ecce-
gli scarponi e un par de Capitano Tron, come indica zionale.
braghe longhe, che andia- la targa presente sull'in- Ritorniamo sui nostri passi
mo su all'osservatorio -. gresso. La discesa è molto ma, invece di tornare al
Poco dopo siamo in auto, ripida ed occorre fare Xomo per la strada percor-
su per la strada che porta attenzione. Entriamo in sa in precedenza, decidia-
al passo Xomo. Lasciamo questa stanza dove si evi- mo di aggirare la boscaglia
l'auto prima del passo e ci denziano due feritoie di per dirigerci verso
incamminiamo in direzione osservazione: quella di Campiglia. Non conoscia-
nord-ovest. Pochi passi e sinistra volge lo sguardo mo bene questo percorso,
siamo nel bosco. Si sale verso il passo della Borcola, ma sappiamo che la malga
con moderata pendenza e la costa del Majo e le varie è vicina ed anche il

— 13 —
posteggio delle auto nei ed è bene, per chi non Anche questa rimane un'e-
pressi della strada delle conosce la zona, che sia sperienza unica ed entu-
gallerie non è lontano. accompagnato. In questo siasmante. È proprio vero
Infatti, una volta usciti dal caso la salita pomeridiana che la nostra valle riserva
bosco, ci dirigiamo verso il è da preferire, in modo da sempre posti e luoghi
posteggio, poi verso la avere la luce del sole che magnifici a chi sa cercare e
bocchetta dello Xetele e illumina tutta la valle alle a chi sa apprezare questo
poi giù f i n o al bar del spalle dell'osservatorio. ambiente meraviglioso.
Xomo. Abbiamo così per- Ci f e r m i a m o al bar del Agosto 2003
corso un giro ad anello. Xomo a bere una birra e Roberto Salerno
Il sentiero non è segnalato poi torniamo in paese. robysale@inwind.it

La Madonnina del Priaforà Insomma, alla fine si decide


di partire, confidando nel
tempo e nella Madonna. Si
spera che almeno il mattino
Il 15 Agosto 2003 (Ferragosto), giorno sia sgombro di nuvole, tanto per compiere
dedicato all'Assunzione della Beata l'opera di sistemazione della Madonnina.
Vergine Maria, siamo saliti in gruppo sul Partiamo in gruppo (circa 20 persone), con
Priaforà per la collocazione di una scala, cemento, sabbia, acqua ed attrezzi
Madonnina nei pressi del "buso". vari, nonché con la statua della Madonna.
La giornata è stata senza dubbio avventu- L'entusiasmo è molto, ma è tanta anche la
rosa, ma tutto si è svolto secondo le nostre tensione che ci accompagna. Non vorrem-
intenzioni. mo trovarci nel bel mezzo di un temporale
Il giorno prima, 14, aveva piovuto in Val in alta quota. Partiamo con le macchine,
Posina, con temporali sparsi ed anche un su per il passo Xomo, via per la strada che
pò di grandine. Purtroppo le previsioni per porta a Vallortigara e il paese di Santa
il giorno seguente non erano a f f a t t o Caterina. Poi su per la contrada Rossi, dove
buone. Era alta la possibilità di pioggie e passa la strada che con una serie di innu-
temporali, tanto che io non avevo pensato merevoli tornanti ci porterà sulla conca del
a f f a t t o di salire sul Priaforà. Roberto Novegno, base di partenza per andare a
Lorenzato invece era convinto più di me passo Campedello e poi sul Priaforà.
per una possibile salita in gruppo, come Ma, proprio dopo la contrada Rossi, accade
previsto da alcuni giorni. La notte, alcuni un fatto strano. Vediamo una fila di alcune
di noi non hanno dormito molto bene, suore, vestite di bianco, distanti l'una dal-
pensando se salire o non salire su questo l'altra, che risalgono la china del monte
monte. Roberto L., dopo le tre di notte, si per la nostra strada. Sono circa le sette del
alzava ogni ora per osservare il cielo e mattino e queste suore camminano in sali-
l'andamento del tempo. ta, lentamente, recitando le loro orazioni
lo stesso mi alzo all'ultimo minuto, intorno del mattino.
alle ore 5,45 e vedo che il cielo è tutto Alla fine vediamo due suore che cammina-
sereno: sembra incredibile. Tutto l'opposto no insieme e Roberto L. decide di fermarsi
delle previsioni del tempo. per fare vedere la statua della Madonna e

— 14 —
per chiedere una ai vari paesi del fon-
preghiera per t u t t i dovalle. Firmiamo il
noi. Le suore, veden- libro giornale riposto
do questa bella sta- ai piedi della croce e
tua, si illuminano di riprendiamo il nostro
gioia e baciano il cammino in discesa.
volto della Alcuni di noi deviano
Madonna. per visitare le galle-
Ci congediamo e rie di guerra che
continuiamo per la traforano il Priaforà.
nostra via. Anche qui le emo-
Lasciate le macchine zioni non mancano
sotto la conca del e, grazie anche ad
Novegno proseguia- foto: R. Lorenzato una pila di scorta
Momento clou della giornata: Giuseppe Cervo con mirabile che tengo sempre
mo a piedi, c o n f i - maestria posa la Madonnina sul Priaforà
dando sempre nella nello zaino, possia-
Madonna, nelle suore e nel tempo. Tutto mo visitare le gallerie, composte da vari
procede bene. cunicoli, stanze e sbocchi per cannoni.
Il percorso è rallegrato anche da alcuni Le gallerie sono perfettamente percorribili
bambini che con grande volontà si cimen- e tutto è molto emozionante. Siamo ormai
tano nel percorso. sulla strada del ritorno e un sole brillante
Arrivati al "buso", inizia la preparazione e ci accompagna sempre. Ci fermiamo alla
l'allargamento della nicchia dove verrà Malga Novegno: pastasciutta per tutti e
riposta la statua. Terminato il lavoro, la "tochi de formajo", contornati da vino
statua della Madonna è nella piccola cripta rosso, denominato da noi tutti "vino de
e guarda verso la Val Posina e i monti cir- malga" e acqua a volontà.
costanti. Ripartiamo, raggiungiamo le auto e scen-
Roberto Lorenzato spiega il motivo di que- diamo a Santa Caterina. Ci fermiamo tutti
sta nostra salita. Tutto comincia nel a bere un caffè e ci salutiamo: sono le ore
Dicembre 2002, quando un manipolo di 15 circa.
coraggiosi paesani salgono al "buso" per Non potevamo passare un Ferragosto
togliere di mezzo alcune piante che ormai migliore di questo; una giornata veramen-
ostruivano la vista del foro da Posina. te indimenticabile.
Lavoro perfettamente riuscito, basta essere Piano piano t u t t i noi ritorniamo in Val
a Posina per vedere il risultato. Posina, alle nostre case, contenti di queste
In quella occasione, Giorgio dai Munari, ore trascorse insieme, del tempo meteoro-
lancia l'idea di collocare una Madonnina logico che è stato a nostro favore e della
nei pressi del "buso" che guarda verso la
protezione della Madonna che sempre ci
Val Posina.
ha accompagnato e che ora veglia su tutti
Ora questa idea si è concretizzata e tutti
noi da quel punto alto, da quel "buso"
noi siamo molto contenti di questo lavoro.
così caratteristico che dà il nome a questa
Proseguiamo in gruppo in salita e in pochi
straordinaria montagna: il Priaforà.
minuti siamo in vetta al Priaforà, dove tro-
neggia la grande croce.
Agosto 2003
Il tempo è sempre stabile, senza problemi e Roberto Salerno
la vista spazia su tutti i monti circostanti e robysale@inwind.it

— 15 —
La montagna, seguendo più lento una scansione diversa
e mi piace indugiare a contemplare, rac-
un silenzio colto.
Questa notte ho dormito giù in valle,
mentre il buio d'intorno lo sentivo solca-
Son salito quassù per Contrada dei Ressi, to dalle acque lontane; quanti anni dal-
come già alcune volte in tempi lontani; l'ultima volta, e a dormirci ho riscoperto
un sentiero nel bosco che si apre ogni qualcosa che mi lega ostinato a questi
tanto su raccolte contrade, poi improvvi- luoghi, e mi sembra di avere tanto a
sa, a sinistra, una svolta su verdissimi lungo cercato come fosse un amore che
prati e poche case isolate a segnare l'ini- temevo perduto; è un legame che la
zio del minuscolo luminoso altipiano di notte, lo trovo che mi ha trasformato.
Balan. Arrivato al muretto dove inizia il E riscopro diverse dimensioni del tempo,
sentiero che sale al monte Rivone, sosto e la vita che non è una tensione di cose
a lungo in silenzio; il respiro è leggero e da fare, non è circondarsi ogni momento
mi sento finalmente spogliato di rumori, di gente e nemmeno fuggire il presente
di affanni e di richiami insensati, e lo per riempire di progetti il futuro.
sguardo sconfina di crinale in crinale... E rifletto che il tempo della vita di giù
È da tempo che ho lasciato questi luoghi, sembra come ingabbiato e ridotto a una
sto cercando, con un po' di incertezza, di cosa come tutte le altre, sembra un
trovarne l'immagine trascorsa, collegarne tempo costretto tra numeri e agende,
i ricordi al presente, sto cercando, mi che ci scorre vicino come fossimo appena
sembra il ricordo che ho dentro di qual- lambiti.
cosa che ora è un'assenza. Sto girando Ma so bene che il tempo dell'uomo, del
per luoghi a cui da anni ripenso, e sor- mondo, della vita, non è riducibile al
preso ritrovo le cose familiari di un tempo della tecnica, degli affari, al
tempo, sono gli odori dell'erba a seccare tempo metrico di una coordinata, il
sul prato, sono gli incontri con la gente tempo dell'uomo è una cosa viva che si
del posto tra parole e silenzi, sono folate apre indefinitamente e dai numeri può
improvvise di vento tra i rami che insi- essere soltanto sfiorato.
stente sospinge il Pasubio, sono le nuvole Sono venuto come fosse un richiamo a
scure che anche oggi indugiano ferme cercare il segreto del tempo che, mutan-
sulla Borcola e la Val Sorapache... ma, do nei mesi, ripete senza posa le stagioni
ogni tanto, mi prende smarrito il pensie- negli anni, del tempo misterioso e
ro di qualcosa che mi sembra un'assenza profondo dei cieli d'inverno stellati e
che fatico a trovare. Sono rari i rumori ventosi, del tempo lontano ed oscuro
che mi giungono dall'ambiente, c'è un degli strati di roccia dei massi che incon-
silenzio dovunque che mi lascia indifeso, tro, del tempo quasi immobile, eterno, di
senza schermi: i progetti, i problemi, le un mondo d'intorno che parla dovunque
fatiche, le gioie sono le cose che mi trovo un linguaggio di simboli e di cifre di
di fronte, sento chiaro che il tempo sta senso.

— 16 —
che comunicano in uno scam-
bio continuo. Nel silenzio e
nel tempo diverso, ritrovo la
mia voce come fosse perduta,
ritrovo altre voci conosciute,
riodo parole pronunciate per
me ancora incomprese, ci sono
anche delle voci che rimango-
no mute e mi sembra che si
intessa con esse come un dia-
logo fatto di questo silenzio, e
mi sembra di intuire che pre-
senza ed assenza non sono tra
loro in contrasto, sono solo
due volti della stessa realtà. È
la vita di sempre che ricerca il
rumore e il contatto verbale
continuo, il silenzio è sentito
soltanto come un vuoto da
colmare, uno scomodo incon-
tro da tenere lontano...
Ho ripreso ad andare, sto
salendo al Colletto, sono
entrato nel bosco di faggi e
pregusto la vista che mi
attende verso valle e contrade
foto: R. Lorenzato
e, nella piana, paesi lontani.
Contrà Ressi. Sullo sfondo contrà Zamboni e in alto Malga Campiglia
con i Forni Alti avvolti dalla nebbia Camminare da solo mi aiuta
ad affinare l'ascolto dei luo-
Sono venuto a cercare questo ritmo ghi, camminando tra boschi, contrade e
diverso della nostra esistenza che non crinali mi sembra di cercare qualcosa cui
scorre uniforme come i numeri ottusi dei tengo e che qui scorre profondo.
nostri strumenti e ci svela un tempo pre- Nel silenzio e nel tempo diverso, ripenso
sente che alle volte lo sento nel vento a persone distanti che non sembrano
che trasporta presagi futuri, alle volte lontane e passate, ma più intenso perce-
sembra immobile come l'acqua nascosta pisco il richiamo di qualcosa che giunge
in una pozza tra l'erba, altre volte mi dai luoghi e che ora lo sento come fosse
sfiora un istante come un brivido che un incontro creduto perduto e tanto a
percorre uno stagno. lungo cercato, a cui ho dovuto tornare.
Presente, passato e futuro non sono più
separati e disposti in sequenza come fos- Paolo Campogalliani
sero numeri, sono diventati realtà vive

— 17 —
no ci sarei tornato certamente.
La strada L'anno seguente, diciasset-
tenne, partii da Posina per
delle gallerie - Ricordi esplorare ancora qualche deci-
na di gallerie con un amico
Sono passati più di t r e n t ' n n i da quell'a-
villeggiante, un certo Giorgio Scortegagna,
gosto del 1971. Mi ricordo bene di quel-
di Isola Vicentina.
l'anno perché finalmente qualcuno mi
Ma fu solo nel 1974 che finalmente
portò ad esplorare le prime gallerie della
arrivò l'occasione tanto desiderata.
Strada della 1 A Armata, più comunemente
lo e Tiziano Cecchellero, grandi amici da
conosciuta come "Strada delle Gallerie".
sempre, partimmo per l'escursione. Tiziano
Da sempre avevo sentito parlare di que-
conosceva meglio di me quei posti e si offrì
sto ardito tracciato, costruito dai soldati
come guida: il 18 agosto di quell'anno par-
nel periodo della Grande Guerra, ma per
timmo intorno alle ore 3,30 del mattino, a
diversi motivi non ero mai riuscito a salire
piedi, direttamente da Posina, come si
fin lassù.
faceva una volta. Quindi su a passo Xomo
Fin da piccolo avevo sempre avuto un per scorciatoie, poi a Campiglia ed infine
grande desiderio di esplorare i sentieri, i su per la Strada delle Gallerie.
luoghi e le montagne intorno a Posina, ma,
Come ogni escursione di questo genere,
chissà perché, nessuno mi accompagnava
intrapresa per la prima volta, fu vissuta
per conoscere questi luoghi. Conoscevo
con molta emozione. Arrivammo sul
alcuni percorsi tra i boschi vicino a Posina,
Pasubio fino alla chiesetta di S.Maria, dopo
ma per le quote più alte era troppo avven-
il rifugio Papa.
turoso e temerario avventurarsi da soli.
Al ritorno seguimmo l'itinerario classico
Finché un giorno di quel lontano mese
giù per la strada degli Scarubbi e poi anco-
di agosto, Josette Pietrobelli, suo marito
ra giù fino a Posina.
Henri, il loro piccolo Philippe, io e mio fra-
L'itinerario è sempre emozionante e la
tello Franco, anche lui piccolo, andammo a
Strada delle Gallerie si può definire un'o-
fare una scampagnata sui pascoli di
pera unica per le sue caratteristiche di
Campiglia: un classico picnic all'aria aper-
costruzione.
ta.
Non so se io e Tiziano siamo stati gli
lo non sapevo nemmeno da dove partis-
ultimi avventurieri che sono partiti a piedi
se la strada delle gallerie e chiesi informa-
da Posina per salire sul Pasubio. Quello che
zioni ad Henri, il quale mi spiegò alcune
so è che una volta questa era la normale
cose, ma non solo. Dato che eravamo a
prassi per avventurarsi su questa bella
Campiglia, ci volle poco a spostarsi e ad
montagna.
intraprendere l'inizio dell'ardita strada.
Ricorderò sempre con piacere queste
Come per incanto e quasi senza renderme-
prime escursioni sul Pasubio e non potrò
ne conto, finalmente percorrevo questa
dimenticare chi mi accompagnò nelle mie
mulattiera storica.
prime esplorazioni, conducendomi in un
Percorremmo circa 25 gallerie, senza mondo alpino a me tanto caro.
pile, un po' avventurosamente.
Per me fu una grande scoperta. Ormai Agosto 2003
conoscevo l'attacco della strada e un gior- Roberto Salerno robysale@inwind.it

— 18 —
Posina. Commemorate le 3mila vittime del Majo
«Ricordare i caduti e favorire la pace»
Presenti vari rappresentanti dei combattenti
di Giovanni M. Filosofo
"Ha ancora senso, ad oltre 85 anni di sociale, tenacia, solidarietà, tutti meritevoli
distanza, l'odierna commemorazione per i di essere assunti come modelli dai giovani
caduti della Val Posina? per essere onesti a tutti i livelli".
La risposta è sì, perché essa aiuta a ricor- È stato questo il nucleo centrale dell'o-
dare e a riflettere, trasmettendo valori di razione ufficiale che Artenio Gatto ex uffi-
pace, amicizia, fede nella patria, giustizia ciale e già sindaco di Torrebelvicino, ha
pronunciato al culmine dell' annuale pelle-
grinaggio in memoria delle 3 mila vittime
della valle e del Maio durante 41 mesi di
battaglie combattute nella Grande Guerra.
La prima parte della cerimonia aveva
visto la sfilata del lungo corteo a Posina,
tutta pavesata di tricolore e di stendardi
biancorossi, sulle note della banda di
Arsiero, con soste al capitello del "Cristo
Mutilo" e al monumento ai caduti.
Poi, per tutti, l'appuntamento è stato ai
Cervi, salendo la strada della Borcola,
accanto alla suggestiva chiesetta della
Madonna di Monte Majo, sulle pendici del-
l'omonima montagna da cui nel maggio
del '16 calarono a valanga i Kaiserjager.
Il sindaco, Paolo Pertile, ha dato il ben-
venuto alla f o l t a delegazione dell'
"Osterreichischen Schwarzen Kreuzes", di
Linz (alta Austria), sempre più legata ai
"fratelli" italiani da un'amicizia profonda,
coltivata con reciproci incontri, nella
comune commemorazione dei caduti e in
una visione sovranazionale della storia e
dei rapporti umani.
Sentimenti che hanno spinto molti sin-
daci dell' alto vicentino ad essere presenti,
accanto al senatore Franco e agli esponen-
ti di Provincia, Ana, Ancr del Vicentino, alle
numerose rappresentanze d'arma con
labari, gagliardetti, gonfaloni.
foto: R. Lorenzato
La banda, dopo l'alzabandiera, ha ese-
guito gli "Inni" di Mameli e di Mozart, e ha
Particolare dell'altare austriaco presso la Chiesetta dei Cervi intonato uno struggente onor caduti.

— 19 —
Forse era per questo
Amici di montagna ch'eravamo in pochi; ma
l'essere in pochi a volte è
All'ora stabilita arrivam- montagna.
un valore importante per-
mo tutti nel parcheggio del Quel giorno era stata ché permette una cono-
caseificio di Posina. organizzata una festa a scenza reciproca più rapida
È strano come ogni Malga Campiglia per ono- e sincera.
escursionista compia degli rare la montagna e i suoi
Nell'imboccare il sentie-
atti che lo accomunano prodotti. Il salire a piedi
ro, Roberto che faceva da
subito a tutti gli altri cam- fino alla malga aveva un
guida al gruppo, ci ha rac-
minatori: il semplice allac- significato particolare: un
c o n t a t o le storie delle
ciare gli scarponi con atto di umiltà per riportare
genti che hanno abitato la
movimenti lenti e precisi, l'uomo nella consapevolez-
valle; poi t u t t i ci siamo
oppure il controllare che za dei suoi limiti fisici, un
f e r m a t i ad ascoltare la
non manchi nulla nello modo per ricordarsi la con-
voce delle cascate del tor-
zaino, il guardare il cielo creta fatica del vivere vero;
rente Posina. Il percorso
per vedere che tempo farà, un dovuto segno di rispet-
s'insinuava nell'ombra della
sono gesti che fanno parte to verso la natura per esse-
valle, poi passava vicino
di un rituale che serve a re più vicini ai ritmi degli
alle contrade e nei pascoli,
prendere contatto con la altri esseri viventi.
poi di nuovo dentro al
bosco di faggio.
Le piccole tappe presso
le antiche fontane; qual-
che parola scambiata con
gli abitanti delle borgate;
le riflessioni amare fatte
osservando le case abban-
donate; la poesia strug-
gente degli antichi t e t t i
che emergevano dal verde;
sono stati i momenti più
importanti dell'escursione.
Ma un'altra cosa impor-
tante è accaduta lungo
quel percorso: donne,
uomini e bambini che non
si erano mai visti prima
camminavano insieme sul
sentiero e parlavano, si
raccontavano storie, osser-
vavano insieme erbe, albe-
ri, funghi e montagne, si
scambiavano esperienze.
Chi era più forte e cor-
foto: R. Lorenzato
reva veloce, poi si fermava
Tetti di contrà Zamboni in Valposina lungo il sentiero
Posina - colle Xomo ad aspettare chi era più

— 20 —
lento. nostrana; dopo aver ascol- spalla, ha percorso con lo
Mano a mano che si tato i meravigliosi canti del sguardo la folla e subito gli
saliva il rispettoso e distac- coro e osservato il sapiente escursionisti del gruppo si
cato "lei" sempre più spes- e antico lavoro degli arti- sono radunati intorno a lui.
so diventava un amichevo- giani, siamo t o r n a t i sul È straordinario come la
le e più caldo "tu". sentiero. montagna, in un solo gior-
Dopo la festa in malga, È stato in quel momento no, possa rendere amiche
con i dolci e le marmellate che mi sono reso conto di le persone che la amano.
fatte in casa, i formaggi, i un f a t t o interessante: la
panini imbottiti di sopressa guida, con lo zaino già in Giancarlo Ferron

Restaurato
il campanile
di contrà Brunelli
Il 17 Agosto 2003, alla mattina,
siamo saliti a contrà Brunelli.
Questa contrada si trova nella Val
del Tovo, vicino a Castana.
La valle è molto caratteristica, stret-
ta, selvaggia e avvolta nel silenzio.
Per un giorno questa bellissima valle
è stata percorsa da molte persone, in
occasione dell'inaugurazione del cam-
panile restaurato in contrà Brunelli.
Qui si assapora ancora uno stile di
vita antico e sembra che il tempo si sia
fermato.
Sono posti veramente caratteristici,
da conservare con cura e anche da
capire nella loro solitudine.
Dopo la S. Messa con la benedizione foto: R. Lorenzato
del campanile, molte persone si sono Inaugurazione del campanile di cantrà Brunelli
fermate in contrà, con pranzo comuni-
tario e musica. Cogliamo l'occasione per complimen-
Per un giorno questa antica contrada tarci con il Gruppo Alpini di Castana e
ha ritrovato grande vigore. Il camminare Laghi per questo intervento di restauro e
per queste strade e per questi sentieri con tutti i volontari che hanno contribuito
aiuta a capire la vita che si faceva una ai lavori di ripristino di questo caratteri-
volta. stico campanile.
Una vita dura, ma piena di generosità e Agosto 2003
bontà d'animo. Roberto S. e Roberto L.

— 21 —
I recuperanti
Anche l'intera zona della Valposina fu • Cosa ti spinge a fare il recuperante?
interessata dall'attività dei recuperanti.
Il fenomeno si potrebbe dividere in due • Ricordo che a l'età di 13 anni un kg. di
fasi: negli anni '20 - '30 si vide soprattutto ferro veniva pagato anche 46 £ (erava-
la ricerca dell'ottone, del piombo, e del mo alla metà degli anni 1950) assieme
rame (leghe e metalli pregiati) e il periodo all'amico Angelo dopo aver accumulato
del secondo dopoguerra fino alla fine degli un deposito di un paio di quintali, lo
anni '50, quando si recuperò soprattutto portavamo giù in periferia del paese e li
ferro. veniva caricato su dei camion dai com-
Nei citati decenni si batteva con il piccone mercianti.
svariate zone della valle: dal Monte Majo, In paese c'era ancora un po' di miseria,
al Monte Pasubio, dal Monte Alba, al e i soldi erano sempre pochi per poter
Monte Novegno. tirare avanti.
Il lavoro del recuperante fu senz'altro con- Oggi invece lo pratico solo per hobby,
siderato rischioso, per la pericolosità nel come svago insomma.
maneggiare gli oggetti che si trovavano, in
particolare i proiettili inesplosi, o i loro
depositi.
Un elenco di incidenti mortali dovuti allo • Come si diventa recuperante?
scoppio di ordigni bellici è tuttora conser-
vato negli archivi storici di Posina. • Secondo me si diventa recuperanti per
Quando giunse l'epoca dei metal-detector, curiosità: scoprire cosa si trova a pochi
la ricerca di materiale bellico era già centimetri nel sottosuolo, e poi anche
diventata un hobby. per passione della storia, raccogliere o
trovare ciò che hanno smarrito chi
E a proposito di ricerche, una breve testi- prima di noi ci ha preceduto nel nostro
monianza mi viene data dall'amico sig. passaggio.
Lino Ossato, forse il recuperante più anzia- C'è poi il contatto con la natura; cam-
no della Valposina. minare nei boschi è molto suggestivo in
qualsiasi stagione.
• Sig. Lino quando è iniziata l'attività del
recuperante in Valposina?

• Sicuramente dagli anni 1920 in poi, ho • Oggi ha ancora senso fare il recuperan-
conosciuto diversi recuperanti di te?
Posina, ora scomparsi che prima di me
hanno frequentato le zone montane del • Guarda, finché ero giovane eravamo qui
paese. a Posina una manciata di persone che
Ma i primi furono persone provenienti praticavano questa attività, oggi invece
da Asiago. se ne possono contare quasi una venti-

— 22 —
foto: R. Lorenzato incontro con Lino Ossato

na e per lo più giovani, dotati di grande nanza della stufa scoppiò in piena scuola,
passione per la storia, e per quelle cose dilaniando la porta e la stufa stessa.
che gli eventi bellici del passato hanno Fu un vero miracolo che non si ebbero vit-
lasciato sul suolo. time tra gli scolari.
C'è da dire una cosa: ormai il grosso del L'elenco continua con altri i n c i d e n t i :
materiale bellico è stato recuperato, Celeste Zambon che combattè negli arditi,
rimangono sicuramente alcuni oggetti, fu ferito a morte presso malga Valbona l'1
ad esempio fibie, medaglie ecc. che Agosto 1926, sempre per lo scoppio di un
hanno ancora un po' di valore storico- proiettile.
affettivo e sono ancora apprezzati da Vittima fu pure Antonio Bagattin di anni
alcuni collezionisti. 25 di Fusine, morto in val delle Lanze presso
i Fiorentini.
Si parlava della pericolosità del recuperan- Severino Cecchellero di contrà Benetti di
te, anche perché spesso si viene a contatto anni 15, rimase vittima presso i Pruste
con materiale esplosivo. (monte Majo).
Numerosi gli incidenti in passato, e anche L'elenco continua.
tragici: una numerosa schiera di ragazzi di Ma anche altrove ci furono gravi incidenti:
Posina furono vittime di violenti scoppi di l'ultimo che si ricordi fu nel Febbraio del
Bombe. 1974 in quel di Asiago, in un solo colpo
Il 25 Novembre 1921 un tubo di dinamite rimasero uccise sette persone, seguirono
(creduto scarico) raccolto dal maestro funerali di stato.
Cerruti, quale ricordo di guerra, per la vici- Roberto Lorenzato

— 23 —
notizie Un antico itinerario
storiche di lavoro e di fede
Nei secoli XI, XII e XIII, si verificò una gra- Sette e i Tredici Comuni, lungo il percorso
duale e sistematica migrazione di lavoratori Valdastico, Arsiero, Posina, Colletto di
germanici verso le zone incolte delle mon- Posina, Valli del Pasubio, Tretto, Rovegliana,
tagne del Trentino, dell'altopiano di Asiago Recoaro, Durlo, Boscochiesanuova, Roncà.
e della Lessinia veronese. Nel loro passaggio, questi coloni lasciaro-
Erano montanari, pastori, boscaioli, e in no tracce, presenti tuttora nei nomi, nei
seguito anche minatori, in cerca di lavoro e cognomi, nei soprannomi e nei nomi di
di nuove terre da dissodare. Tra i documenti località che rivelano l'origine germanica.
comprovanti la colonizzazione, è interes- Quando si fermavano, animati da una
sante ricordare un documento del 1216 profonda fede religiosa, accanto alle baite e
emanato dal principe vescovo di Trento. Si alle capanne, costruivano anche rustiche
tratta di una concessione fatta a Odolrico cappelle dedicate ai loro santi protettori, in
ed Enrico "teutono" di Posina di fondare particolare a S. Margherita di Antiochia e a
venti masi nel monte di Costa Cartura pres- S. Gertrude del Brabante. Sono così disse-
so Centa (Folgaria) e di condurvi "bonos et minate, lungo tutto il tragitto, le chiese
utiles et prudentes laboratores". dedicate a queste sante patrone.
Queste migrazioni diedero vita a nuovi È documentato anche un particolare
insediamenti e ad alcune comunità ammi- legame t r i b u t a r i o tra la chiesa di S.
nistrative autonome come quelle dei Sette Margherita di Rovegliana e la chiesa
Comuni Vicentini e dei Tredici Comuni "matrice" di S. Margherita di Rotzo.
Veronesi della Lessinia. Ma con l'andare del Questo particolare itinerario, che unisce
tempo, forse anche per l'aumento della idealmente alcune chiese delle montagne
popolazione, lo sfruttamento dei territori vicentine e veronesi, testimonia la grande
dell'altopiano dei Sette Comuni non era più fede che animava questi popoli. Essi, lonta-
sufficiente al sostentamento di questi colo- ni dalla loro terra d'origine, in una situazio-
ni. Era quindi necessario migrare nuova- ne di miseria e di lavoro durissimo, non
mente verso le zone pedemontane, in cerca avevano perso la fede in Dio e nei loro santi
di nuove terre da coltivare. protettori da cui attingevano la forza per
Fu così che dall'altopiano dei Sette continuare la loro difficile vita.
Comuni, in particolare dal territorio di Giuliana Rigon
Rotzo, alcuni roncatori tedeschi migrarono Tratto da: G. Rigon "Il Codice Wangiano
attraverso le zone pedemontane poste tra i e le migrazioni dei lavoratori cimbri"- 1997

— 24 —
Biblioteca Comunale di Posina
Fine anno tempo di "bilanci" anche ti dall'Istituto Mocheno Cimbro che ci ha
nel 2003 l'attività della Biblioteca accompagnati a visitare miniere, masi e
Comunale è stata incrementata (grazie mulini.
alla partecipazione di nuove persone
sempre disponibili) e siamo stati in grado La domenica precedente grande impe-
di svolgere e programmare nuove atti- gno per rifocillare la folla affamata alla
vità. mostra mercato dove, grazie agli ottimi
gnocchi preparati dalle nostre signore,
Tutto è iniziato con "La chiamata di abbiamo rafforzato la fama già diffusa di
Marzo": tra veti e paure un grande falò questo piatto delizioso e delle nostre
ha salutato l'inverno e accolto la prima- patate (anche questa è cultura).
vera.
L'Anno si è concluso con doni all'asilo
In estate, dopo la serata introduttiva e, la sera della Vigilia, con l'aiuto di
dell'amico guardiacaccia Giancarlo Babbo Natale, offrendo ai bimbi simpati-
Ferron, abbiamo spostato il divertimento ci regali.
in quota.
L'ultimo dell'anno ci siamo trovati
A malga Campiglia abbiamo infatti orga- infine tutti, grandi e piccini, ad una cena
nizzato la "2a festa della montagna" presso la Trattoria "I Tre garofani" dove,
durante la quale si è svolto un suggestivo tra portate e giochi, abbiamo detto addio
concerto di musica classica suonata dal- al 2003 e salutato l'arrivo del 2004
l'orchestra "Camerata Vicentina".
Il calendario per questo nuovo anno è
Nel pomeriggio grandi e piccini hanno già pronto, tante e nuove iniziative ver-
ballato e cantato insieme al gruppo folk- ranno promosse. Contiamo sulla vostra
loristico "I Tirimballo", specializzati in partecipazione!!
danze popolari. Ritornati a valle, abbia-
mo mantenuto la tradizione della "Sagra Colgo l'occasione per ringraziare tutti
della Consacrazione". Vento a parte, ben coloro che hanno reso possibile lo svol-
riuscita la serata con sfilata in costume gimento delle citate attività dedicando
tipico del gruppo Rikabère balli tradizio- ad esse parte del loro tempo libero.
nali delle nostre vallate alpine. Un ringraziamento sentito anche ai
commercianti che hanno contribuito
Con l'arrivo dell'autunno tutti alla generosamente.
scoperta di altre culture montane.
IL PRESIDENTE
Il giorno 2 novembre infatti: gita in Andrea Cecchellero

Valle dei Mocheni dove siamo stati accol-