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Non posso arrivare

se non parto.
Non posso morire
se non mi sento nato.
Non posso parlare d'amore
se non conosco e accetto
la durezza del sacrificio.
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Quaresima '90
La parola del nostro Vescovo
La lettera del nostro Vescovo per la Quaresima "90 e per
ciascuno di noi: ci aiuta a prendere coscienza del cam-
mino di Iede, di preghiera e di Iraternita che siamo chia-
mati a Iare in questo tempo.
CONVERSIONE MISSIONARIA
La Quaresima e, tradizionalmente, nella Chiesa, un periodo liturgico "Iorte", in cui
siamo chiamati a rivivere la nostra conversione nella sequela e nella condivisione del
patire, del morire e del risorgere di Cristo.
Nella nostra Chiesa locale, la Quaresima e singolarmente dedicata all`attenzione e
alla dedizione all'aspetto missionario della vita cristiana: anzi, ad assumere le nostre
responsabilita Vescovo, Preti, Religiosi e Laici - soprattutto nei conIronti delle
"missioni diocesane" di Bimengue e di Santiago del Estero. Senza, ovviamente, di-
menticare le attivita missionarie della Chiesa Universale.
Mi sembra particolarmente, Ielice l`abbinamento tra la ripresa della preghiera, della
penitenza e della carita, e l`assunzione di una coscienza sempre maggiore del dovere
dell'evangelizzazione e della presenza della Chiesa.
L'impegno missionario non e qualcosa di superIluo o di estraneo all'esistenza della
Iede. Nasce esattamente dall'esistenza di Iede. La quale non puo "conservarsi", se non
la si "comunica" come un dono ricevuto e partecipato. O si e, in qualche modo, mis-
sionari, o non si e neppure credenti.
Dio vuol salvare tutti, e cio. Ia per vie a Lui solo note. Ma ha inviato Cristo e ha Ion-
dato e "sostiene" la sua Chiesa perche gli uomini abbiano la piena verita e la totale
salvezza dal peccato con la compiuta partecipazione alla sua vita.
Non ci e lecito, secondo il Vangelo e il Magistero della Chiesa, ridurre l'interesse mis-
sionario ad un interesse "umanitario".
Certo, occorre anche aiutare materialmente, economicamente, culturalmente il Terzo
Mondo. La vita cristiana ha bisogno delle sue "prove". Il Signore Gesu e venuto a oI-
Irirci la salvezza eterna e la promozione umana. L'opera di redenzione si dirige a tutto
l'uomo: anche alle sue esigenze di essere liberato dalle sue poverta terrene, vecchie e
nuove che siano.
Ma il primo servizio che siamo chiamati a rendere a chi non ha ancora la Iede e la ve-
rita che
:
Dio ci ha rivelato e la grazia che Dio ci ha oIIerto nella Chiesa.
La missione non e attivita individuale. I nostri missionari in AIrica e Argentina non
svolgono un compito per proprio conto. Sono inviati dalla Chiesa locale di Como alle
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Chiese locali in cui lavorano. Quando partono,, sono in diritto di sentirsi "inviati" dal-
la nostra comunita. Quando rimangono sul luogo di missione, sono m diritto di avver-
tire di essere sostenuti dalla loro - dalla nostra - comunita di origine. Quando ritorna-
no, hanno il diritto di essere riaccolti Iestosamente come membri a pieno titolo della
Chiesa comasca.
Sono passati i tempi del "colonialismo". Il rapporto e tra "Chiese sorelle". Abbiamo
da dare e da ricevere.
Tutti, comunque, siamo coinvolti nella vicenda diocesana.
Evidentemente e possibile sostenere iniziative promosse da singole parrocchie o da
singoli gruppi. Ma la priorita, va alle iniziative in cui si esprime la nostra Chiesa loca-
le nel concerto della Chiesa Universale.
Occorre unire gli gli sIorzi in questo senso. I Missionari che la Diocesi di Como ha
"mandato" ci rappresentano tutti.
Sta bene privarci di qualcosa per inviare ai nostri missionari soldi, medicinali, vestiti
ecc.. Ma lo sIorzo maggiore da Iare e quello di rendere Iedeli delle nostre missioni
capaci di "autopromuoversi".
Soprattutto va ricordato che, per l'annuncio evangelico e la crescita della nostra
Chiesa e delle Chiese in cui i nostri Missionari sono presenti, il dovere e quello di do-
nare il nostro tempo e noi stessi.
Dai soldi si deve passare alla preghiera, al "volontariato" temporaneo o deIinitivo,
alle vocazioni missionarie.
Interroghiamoci tutti davanti al Signore. E decidiamo senza troppo esitare.
Con il mio aIIetto e la mia benedizione.
Alessandro Maggiolini
Vescovo
Como, 28.2.1990
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LA MISSIONE INARGENTINA
Dal 1962 al 1970, sacerdoti e suore e un'assi-
stente sociale partivano dalla Diocesi di Como
per la parrocchia di Fernandez, per realizzare
una collaborazione Iraterna tra le Chiese.
Nel 1971 questa missione viene riconosciuta
come diocesana dal Vescovo, Mons. Felice Bo-
nomini.
Nel 1967 la collaborazione diventa piu uIIiciale
e piu intensa attraverso una "convenzione" stipu-
lata dal Vescovo di Santiago e il Vescovo Mons.
Ferraroni.
TANTO CAMMINO
All'inizio i sacerdoti vivevano nella stessa casa,
programmavano insieme le varie iniziative, dan-
do molta importanza all'aspetto comunitario.
Successivamente, per servire meglio la popola-
zione sparsa in un territorio molto vasto, suore e
preti si sono suddivisi in vari settori.
Ci sono stati diversi cambiamenti: e stata riIatta
la Chiesa di Fernandez, costruita la nuova Chie-
sa di Forres, le due case per le suore, sistemata
la scuola cattolica di Fernandez, aperta la EFA
(scuola per i Iigli degli agricoltori) a Forres, e in
costruzione un'altra EFA a Garza...
La catechesi attualmente e centrata sulla Iami-
glia, in base alle scelte pastorali diocesane; in
passato s'e data importanza alla presenza nelle
scuole statali, ora in quelle proIessionali create
dai sacerdoti; si valorizzano le Ieste popolari per
l'annuncio; si Iavorisce la nascita di cooperative
perche la gente impari a collaborare; si visitano
ammalati e anziani...
LA MISSIONE IN CAMEROUN
Nel clima del Concilio, l'Azione Cattolica di
Como inizia un collegamento con la Chiesa di
Sangmelima; nel 1965 a Mons. Celestino N'Kou
viene consegnate una autolettiga. Nel 1969 don
Gianni, Anita, Fausta, Mariuccia e Valerio rag-
giungono il lebbrosario di Sangmelima; succes-
sivamente., Mons. N'Kou aIIida all'equipe co-
masca la missione di Bimengue.
Bimengue, in piena Ioresta, ha subito grandi
cambiamenti esteriori: sono stati costruiti prima
il dispensario, poi l'ospedale, la scuola, l'ediIicio
della missione, pozzi, per migliorare le condizio-
ni di vita della gente.
Ma soprattutto ha preso avvio una comunita
viva: i consigli pastorali Iunzionano in tutti i vil-
laggi, le cappelle vengono costantemente Ire-
quentate per la liturgia Iestiva anche quando il
sacerdote non e presente, i gruppi di catechisti,
di mamme, di giovani sono attivi. Per i catecu-
meni si tengono corsi di Iormazione e il loro nu-
mero e in continuo aumento.
L'animazione sanitaria e la promozione della
donna nei villaggi cominciano a dare Irutti.
E OGGI?
A Bimengue e a Fernandez non ci sono piu vo-
lontari laici comaschi per continuare le opere di
promozione umana.
Per ora l'ospedale di Bimengue e stato chiuso.
L'attivita sanitaria nei dispensari e semiparaliz-
zata.
Manca l'animazione delle iniziative per la pro-
mozione della donna.
Quale Iuturo vogliamo dare a queste missioni?
Attualmente in esse ci sono i Sacerdoti e le Suo-
re che pero aspettano che qualcuno vada al loro
posto, poiche e da molti anni che sono partiti.
Presenze a Fernandez:
Don Savio Castelli, dal '74
Don Umberto Gosparini, dal '74
Don Giorgio Quaglia
Don Beniamino Riccardi, di Tortona
Suor Flavia Poletti, dal 70
Suor Erminia Bassi
Suor Maddalena Codenotti
Suor Angela Roncoroni, dal '70
Suor Maria Luisa Roncoroni.
Presenze a Bimengu
Don Gianni Allievi dal '69
Don Donato Giacomelli dal '89
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CONOSCERE PREGARE DONARE
DAL 15 AL 19 MARZO:
MOSTRA ITINERANTE DI BIMENGU
- 'Tutti siamo coinvolti nella vicenda delle mis-
sioni diocesane. Il primo passo da Iare e quel-
lo di conoscerle. Proprio per questo; nel salone
del Centro Parrocchiale, sara esposta una mo-
stra che illustra quanto e stato Iatto e si Ia nella
missione aIricana di Bimengue. Ci sara anche tra
noi Don Felice Cantoni, che ha passato 10 anni a
Bimengue, come sacerdote missionario, inviato
dalla nostra diocesi
- Il secondo passo da Iare per la nostra conver-
sione e quello della preghiera e del volontariato
per le missioni diocesane. Qui l'invito del Vesco-
vo si rivolge a ciascuno.: "... L'impegno nei
conIronti dei nostri missionari esige da ciascuno
di noi il dono di cio che siamo, tempo, Iatica,
servizio, per qualcuno esige anche una disponi-
bilita a partire per le missioni...
Mercoledi 14 marzo, alle ore 15, viviamo uri
momento di preghiera comune attraverso il rosa-
rio missionario.
Domenica 18 marzo, a Colico, ci sara il Conve-
gno Missionario Diocesano per giovani e adulti.
- Il terzo passo e quello di privarci di qualcosa
da inviare ai nostri missionari diocesani: oIIerte,
medicinali, ecc.
Come l'anno scorso, la nostra parrocchia desti-
nera il 10 delle oIIerte raccolte durante il pe-
riodo quaresimale, ma anche ogni Iamiglia deve
interrogarsi e agire su questo punto, per educarsi
ad uno stile di vita sobrio e aperto alla condivi-
sione dei propri beni.
BILANCIO G.A.M.
Anno 1989
ENTRATE
Banco Vendita '88 2.310.000
Adesioni e giornata G.A.M. 4.990.000
Per usa Briciola di Pace 1.109.000
Banco Vendita 89 3.400.000
N.N. per Suor Caterina 2.000.000
13.809.000
USCITE
Avvento di Fraternita `88 500.000
Per spese cartoncini G.A.M. 100.000
Per Padre Curie 300.000
Per Suor Francesca Pintonello 500.000
Per Philip Zema 3.000.000
Per Suor Amelia 4.000.000
Per Padre Tocalli 1.000.000
Avventa '89, Iraternita Liba-
nesi
1.000.000
Per Suor Caterina 2.000.000
12.400.000
Abbiamo deciso di Iar coincidere il bilancio
annuale del G.A.M. con quello dell'anno sola-
re, per renderlo piu semplice. Per questo, sta-
volta, tra le entrate ci sono due voci "banco
vendita", per l'88 e l'89.
Le ciIre ci possono dire molto o niente. Per
noi sono signiIicative, perche tra le ciIre leg-
giamo piccoli, ma importanti passi avanti
nella collaborazione reciproca, con il gruppo
dell'oratorio e verso tutte le realta che siamo
venuti a conoscere.
Grazie a tutti e soprattutto ringraziamo il Si-
gnore!
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da Kalongo ci scrive P. Egidio Tocalli
"ABBIAMO RIAPERTO L'OSPEDALE DI P. GIUSEPPE"
Kalongo, 20.1.90
Carissimi amici,
vi spero bene con tutte le vostre Iamiglie
e i vostri sacerdoti. Sono trascorsi alcuni mesi da
quando ci siamo lasciati e ora sono in grado di
darvi le prime positive notizie della riapertura
dell'Ospedale di Kalongo. Il 2 dicembre e stata,
per noi tutti, una giornata di intensa gioia: e ve-
nuto tra noi il Vescovo, Mons. Martino Luluga,
per ordinare sacerdote missionario Padre Aldo,
nativo di Kalongo e appartenente ad una congre-
gazione missionaria aIricana.
Dopo la S. Messa, in mezzo a due ali di Iolla
osannante, abbiamo accompagnato il Vescovo
all'ospedale, dove ha benedetto i vari reparti, di-
chiarando uIIicialmente aperto, dopo circa tre
anni di chiusura Iorzata a motivo della guerri-
glia.
La missione di Kalongo Iu Iondata dai Padri
Comboniani circa 60 anni or sono. Padre Giu-
seppe Ambrosoli vi arrivo nel 1960 e, piano pia-
no, grazie agli aiuti anche di innumerevoli bene-
Iattori, e riuscito a costruire e sviluppare un
ospedale di quasi 350 posti letto, con annessa
una scuola per inIermieri proIessionali e ostetri-
che, acquistando ampie benemerenze anche nel
campo della promozione sociale della donna
aIricana.
In questo momento, con l'aiuto di due medici di
Brescia, dott. Palmiro Donini e dott.sa Miriam
Donelli, siamo riusciti a rendere operante l'ospe-
dale nei suoi primi servizi essenziali: laborato-
rio, ambulatorio, maternita e sala operatoria.
E consolante vedere che ci sono medici disposti
a venire tra noi per donare parte della loro vita e
della loro proIessionalita, non per denaro (anzi,
si pagano da se il biglietto aereo), ma per amore
di Cristo e dei Iratelli piu poveri.
Non vi so descrivere la gioia emozionante della
prima operazione nella sala operatoria, quella
sala operatoria chiusa da tre anni, dove il com-
pianto P. Ambrosoii eIIuse tanto amore e compe-
tenza per lunghi anni e dove mi insegno - 14
anni Ia - tanti segreti della medicina tropicale.
Durante queste settimane, ho rivisto le varie
sale, reparti e magazzini dell'ospedale, ricevendo
conIerma di quanto gia mi avevano detto: dav-
vero l'ospedale Iu preservato dal saccheggio -
che capito ovunque in Uganda e Iuori dall'Ugan-
da - grazie ad una presenza provvidenziale e mi-
steriosa di Dio e dei nostri Padri e Suore Com-
boniani/e che dal cielo hanno vegliato sulla Mis-
sione e sull'ospedale.
Alla Iine di Gennaio 90 arrivano nuovamente le
Suore Comboniane-inIermiere che, aiutate da al-
cune Suore locali, renderanno molto piu Iacile il
nostro compito assistenziale.
Speriamo pure che a meta Iebbraio la scuola di
ostetricia possa Iare ritorno a Kalongo: per tre
anni e stata ospitata nell'ospedale di Angal, a cir-
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ca 350 Km di distanza.
Il 27 marzo ricorre il terzo anniversario della
morte di Padre Ambrosoli: siamo certi che dal
cielo sorride di gioia su noi tutti, che umilmente
cerchiamo di continuare la sua opera di assisten-
za e sollievo per chi soIIre e su tutti voi che ci
aiutate con le vostre preghiere e sacriIici.
Un caro saluto e augurio a voi tutti.
Con riconoscenza,
P. Egidio Tocalli
Ha raggiunto Lome, nel Togo
PADRE PHILIP ZEMA,
DA POCO MISSIONARIO
Lome, 27.1.90
Finalmente sono arrivato nella mia "terra pro-
messa", per il momento non posso raccontarvi
tante cose perche sono appena arrivato e non so
come vanno le cose. Quindi vi posso dare noti-
zie soltanto su di me stesso. Sono stato ben ac-
colto dai Comboniani che si trovano gia qui; cer-
cano il modo migliore per introdurmi alla vita
della gente ed alle abitudini del posto. Non capi-
sco assolutamente niente della lingua locale: la
lingua "ewe" e veramente diIIicile per tutti gli
stranieri, siano aIricani che europei. Per Iarsi ca-
pire bisogna usare il Irancese.
Il clima e piuttosto duro; Ia caldo ed e molto
umido, Iorse a causa della prossimita dell'Ocea-
no Atlantico.
Provvisoriamente mi hanno chiesto di dare una
mano in una parrocchia - Adidoyome - nella pe-
riIeria di Lome. In questa parrocchia ci sono an-
che i nostri seminaristi Comboniani di IilosoIia.
Trovandoci nella stessa comunita, spero che mi
aiuteranno ad imparare la lingua locale.
Per corrispondenza, potete usare il seguente in-
dirizzo della nostra casa provinciale che non e
lontano da qui:
Missionnaires Comboniens
B.P. 12777 LOME (TOGO)
Tanti cari saluti a tutti quanti. La pace e la gioia
del Signore siano sempre con voi.
Philip Zema Waigo
PROPOSTE
DIOCESANE
Destinare alle Missioni
Diocesane il 10 delle
entrate che ogni comunita
parrocchiale avra ricevuto
durante il periodo
quaresimale.
Proporre e stimolare la
vocazione missionaria, nelle
sue varie espressioni, perche
possa esserci continuita di
servizio e di scambio nelle
Missioni Diocesane e nella
missione universale.
CONVEGNO MISSIONARIO DIOCESANO
COLIC018 MARZO (ore 9-18)
Missione ad Gentes e Chiesa locale
Espressioni Missionarie a Convegno
Relatore: don Bruno Maggiori
Iscrizioni: don Alberto De Maron 261486
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L`IMPEGNO MISSIONARIO DELLA FAMIGLIA
FAMIGLIA LIBERA
Vive la Parola di Dio, possiede sani giudizi, prende Iorti decisioni contro
troppe convenzioni sociali, i Ialsi modelli ed esigenze moderne, le abitudini
che rendono schiavi.
FAMIGLIA ACCOGLIENTE
Ci si ama e ci si sta bene; si gioisce per i dono di nuovi Iigli; v'e spirito di
servizio nell'ospitalita di tutti; ci si dedica al bambino, al giovane ed
all'anziano, dando spazio, tempo e tanto calore umano.
FAMIGLIA RESPONSABILE
Inserita nel proprio ambiente, sente i problemi della comunita, si dedica
per la scuola, l'ospedale, il lavoro, i senza; lavoro, gli emarginati, condivide il
tempo libero e i beni con anziani, giovani e Ianciulli assumendo il peso della
poverta dei Iratelli vicini e lontani.
FAMIGLIA APERTA
Impegnata nell'inIormazione, sa scoprire e si interessa alle gioie e
soIIerenze di ogni uomo, condivide beni materiali e spirituali con chi e nel
bisogno; e vicina ai Iratelli nella preghiera e lotta per la loro liberazione.
FAMIGLIA EVANGELIZZATRICE
Partecipa con gioia agli altri che la i Parola di Dio libera, crea novita,
ConIronta gli avvenimenti quotidiani con la Luce della divina Sapienza. Fa il
suo cammino di conversione coi Iigli, parenti e conoscenti. Annuncia con la
testimonianza e la parola a tutti la speranza della risurrezione.
In fondo alla chiesa a disposizione il calendario che si pu seguire
come guida nella preghiera, nella riflessione e in gesti concreti di
solidariet. Chi vuole pu prenderlo e diffonderlo.
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dall`oratorio
IL CARNEVALE UN OSPITE D`ONORE
"Oh no, e gia arrivato?"
"E adesso cosa Iacciamo?"
"Ma se ho ancora nelle orecchie la canzone di
Natale!"
Il panico generale echeggio per tutto l'oratorio e
a noi animatrici cominciarono a tremare le gam-
be. Mancava poco al suo arrivo e non avevamo
ancora un'idea, non avevamo progettato niente.
'E ai bambini cosa diciamo?" - disse qualcuno.
Certamente non potevamo dire loro che non
lo volevamo, che si Iaceva Iinta di niente, perche
sarebbe stata, per loro, una grossa delusione.
Eh no, cosi non si poteva continuare. Dovevamo
trovare un modo per Iesteggiarlo. Festeggiarlo
ecco la parola magica che mancava . 'Iaccia-
mo una Iesta" - disse una di noi.
Gia, la Iesta, ma come? Non si poteva Iare una
Iesta con quattro biscotti e un'aranciata... in Ion-
do a lui piacciono la conIusione, le grida, la bal-
doria... si doveva stare al suo gioco: in Iondo era
lui l'ospite d'onore e noi dovevamo ballare al
ritmo della sua musica.
Dal panico si passo allo sconIorto. Cosa Iare? Il
tempo passava e noi niente...
Il Ioglio per gli appunti era tutto bianco, sembra-
va essere stato lavato con un detergente molto
potente. Macche, di idee non ne venivano...
"Ma Iorse potremmo Iare un gioco... tutto som-
mato a lui piacciono gli scherzi.
"E vero, un gioco; ed io potrei Iare dei canti..."
E cosi un primo sorriso si disegno sulla Iaccia
delle animatrici. La speranza di riuscire a Iare
qualcosa di bello per lui ci aiuto a riIlettere piu
serenamente su quello che avremmo potuto Iare.
E cosi l'oratorio si riempi di idee, di iniziative...
dovevamo solo rimboccarci le maniche per rea-
lizzare al meglio la Iesta, cosi da accontentare
tutti.
Ed allora cominciarono i progetti: schizzi, ap-
punti, scarabocchi e piano piano la Iesta cresce-
va. E piu la Iesta cresceva, piu ci eravamo con-
vinte che sarebbe stata bellissima.
Il tempo non era molto, ma ora eravamo prepa-
rate al suo arrivo, non ci Iaceva piu paura niente.
Ed alla domenica, con i bambini, era tutto un en-
tusiasmo a preparare canti teatri cartelloni, co-
stumi ecc. Era un cantiere unico, l'oratorio: Ior-
bici, carte, nastri, registratori... che conIusione!
E adesso; che arrivi pure! Noi ci siamo, con tan-
ta allegria, gioia, entusiasmo, serenita.
Siamo sicure di Iesteggiarlo degnamente e non
penso che potevamo Iare di meglio... provare
per credere.
A proposito: avete capito chi e l`ospite d'onore?
E chi, se non il carnevale?
Buoni coriandoli a tutti!
VITTORINA
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dall`archivio parrocchiale 1989
FIGLI DI DIO NELLA CHIESA,
CON IL BATTESIMO
GHIELMETTI DIEGO di Cesare e Somaini M. Cristina
nato il 14 novembre 1988 battezzato il 29 gennaio 1989
LUNATI MARCO LIONELLO di Adriano e Parissenti Rosanna
nato il 26 Iebbraio 1989 battezzato il 23 aprile 1989
TETTAMANTI ANDREA di Carlo e Grisoni Rita
nato il 10 marzo 1989 battezzato il 23 aprile 1989
FASOLA GRETA di Daniele e Ramusceilo Sandra
nata il 1 maggio 19S9 battezzata il 21 maggio 1989
FONTANA MARCO di Adriano e Matulic Franka
nato il 29 marzo 1989 battezzato l`11 giugno 1989
ALBINI THOMAS di Renato e Mazzucchi Marilena
nato il 26 aprile 1989 battezzato l`11 giugno 1989
QUADRANTI VALERIA di Andrea e Melchiori Maria Cristina
nata il 4 giugno 1989 battezzata il 25 giugno 1989
MAROZZI ERICA di Enzo e Rinaldi Maria
nata il 14 giugno 1989 battezzata il 10 settembre 1989
SOM AINI CHI ARA di Angelo e Perin Antonella
nata il 22 luglio 1989 battezzata il 10 settembre 1989
SAMUELLI EDORADO GUIDO di Marco e Risoleo Isabella
nato il 2 giugno 1989 battezzato il 1 ottobre 1989
AMBROSOLI FILIPPO GIUSEPPE di Luca e Biondi Elisabetta
nato il 14 settembre 1989 battezzato il 12 novembre 19S9
IANIA FRANCESCA di Giuseppe e Ghielmetti Erminia
nata il 17 ottobre 1989 battezzata l'8 dicembre 1989
GALLI LUCIA di Gianluigi e Castelli Maria
nata l'8 novembre 1989 battezzata l'8 dicembre 1989
LA PRIMA VOLTA ALLA MENSA EUCARISTICA
IL 21 MAGGIO
GOBBI MATTEO
MAFFIOLI IVAN
MELOTTI SAMANTHA
RAMUSCELLO DIANA
REZZONICO GABRIELA
TREZZI FABIO
VEZZARO DANIELE
BLANDINA GIANLUCA
CALLARI SILVIA
CAMELLITI DAVIS
CANTALUPPI ILARIA
CASOLINI MATTIA
CAVALLARO PAOLO
GALLI ALESSANDRO
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CONFERMATI NELLA FEDE
CON IL DONO DELLO SPIRITO SANTO
IL 30 APRILE 1989
BLANDINA KATIA
CANTALUPPI ALBA
CECCATO ALESSIA
DI SEVO SIMONA
FONTANA MAGDA
PEITI ANGELICA
RAVI M. CRISTINA
TETTAMANTI GLORIA
ANGELINETTA EMANUELE
CAPIAGHI RAFFAELE
FIENI SIMONE
FILACCHIONE DAVIDE
GHIELMETTI PAOLO
SIMIONI ANDREA
HANNO CONSACRATO IL LORO AMORE
NELLA CHIESA, DAVANTI A DIO,
CON IL MATRIMONIO
VIMERCATI ENRICO ( Lucino) e ZANGA MARA (Massagno CH) il 22 aprile 1989
GASPARINI PAOLO (Ronago) e CHIRIATTI NADIA (Ronago) il 7 ottobre 1989
MAZZUCCHI ENNIO (Ronago) e ZACCARIA MARIA ANNINA (Ronago) il 2 dicembre 1989
RIPOSANO IN PACE
NELL'ATTESA DELLA RISURREZIONE
GALARZO CUADROS SEBASTIAN MARTINELLI ANTONIA MARIA
di anni 88, morto il 1 marzo 1989 di anni 83, morta il 27 luglio 1989
BERNASCONI GUIDO COSSI SARA
di anni 7S, morto il 23 aprile 1989 di anni 83, morta il 27 luglio 1989
CONCONI ERMANNO PAPIS GIUSEPPE
di anni 80, morto il 6 maggio 1989 di anni 81, morto il 28 luglio 1989
BIANCHI EGIDIO GRISONI CARLO
di anni 71, morto il 10 maggio 1989 di anni 83, morto il 3 agosto 1989
MERLO GIUSEPPE BIANCHI SAVINA ved. FASOLA
di anni 86; morto l'11 maggio 1989 di anni 81, morta il 19 ottobre 1989
GHIELMETTI ENZO BOZZO MARIO
di anni 60, morto il 31 maggio 1989 di anni 74, morto il 18 novembre 1989
ROGANTINI VINCENZO GHIELMETTI VITTORE
di anni 75, morto il 6 giugno 1989 di anni 77, morto il 20 dicembre 1989
DE BASTIANI ELISA CRIGNOLA BIANCHI GIULIA ved. CORTI
di anni 65. morta il 7 giugno 1989 di anni 94, morta il 20 dicembre 1989
IEFFAUMBERTO RICCA GIUSEPPE
di anni 54, morto il 1 luglio 1989 di anni 39, morto il 28 dicembre 1989
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Incontro con il Vescovo ad Olgiate
ALCUNE INDICAZIONI E RIFLESSIONI
Lunedi 22 gennaio 1989, nel salone parrocchiale
di Olgiate Comasco, abbiamo incontrato per la
prima volta il nuovo Vescovo di Como, Mons.
Alessandro Maggiolini, in occasione della sua
visita alla Zona Pastorale Prealpi. La nostra Par-
rocchia era presente con una rappresentanza de-
signata durante l'assemblea parrocchiale del 16
gennaio.
All'incontro partecipavano anche i rappresentan-
ti delle 18 parrocchie che Iormano la nostra
Zona Pastorale (che comprende 14 comuni, per
un totale di 37.209 abitanti).
Dopo la preghiera d'apertura e la proclamazione
di un brano dei Vangelo di San Giovanni sul co-
mandamento della carita Iraterna, Mons. Vesco-
vo ha voluto sottolineare alcune caratteristiche
dell'incontro "di persone radunate nel Nome del
Signore". La sua presenza non era dettata dalla
volonta di proporre delle indicazioni operative,
bensi Iinalizzata alla conoscenza della realta zo-
nale e dei problemi in essa esistenti, in vista di
una preparazione di un piano pastorale diocesa-
no. Per questo, ha aIIermato che ogni intervento,
pur nella piu ampia liberta, doveva essere un se-
gno della volonta di collaborare nella ricerca
della verita.
Sono poi seguite brevi relazioni di responsabili
dei vari settori del Consiglio Pastorale: Zonale:
Don Lorenzo Calori per la. pastorale Iamiliare;
Don Luigi Savoldelli per l'attivita giovanile: la
proI. Gemma Tavasci per l`impegno missiona-
rio; Don AdolIo Bernasconi per la catechesi.
E intervenuta anche Suor Rosaria, a nome di tut-
te le 60 religiose presenti nelle varie comunita,
sottolineando la loro attivita educativo - assi-
stenziale e di sostegno alla vita delle parrocchie.
L'ing. Luciano Galletti, responsabile laico del
Consiglio Pastorale, ha ricordato due elementi
che caratterizzano l'attivita pastorale della nostra
zona:
1) Ha ribadito la Iorte tradizione che Ia ricono-
scere nella Chiesa e quindi nella Parrocchia un
punto importante di riIerimento e di aggregazio-
ne, da cui attingere un patrimonio di Iede e di
santita, ancora capaci di Iar Ironte alla crescente
secolarizzazione.
2) Ha inoltre riconosciuto una lentezza nella tra-
smissione, da parte delle comunita cristiane, dei
valori e della capacita di progettare e di lavorare
insieme, soprattutto nella pastorale verso i gio-
vani e nell'impegno caritativo.
Prendendo la parola, Mons. Vescovo ha risposto
ai vari interventi, esprimendo dapprima delle va-
lutazioni positive sulla presenza, nelle parroc-
chie, dei diversi movimenti ecclesiali (soprattut-
to dell'Azione Cattolica) purche insieme colla-
borino nella realizzazione di programmi indicati
dalla comunita parrocchiale.
Analizzando brevemente la cultura dei nostri
giorni, il Vescovo l'ha deIinita di tipo individua-
listico e consumistico, che non impone principi,
ma li Ia diventare gradualmente modelli di vita,
illudendo la gente. Per questo, sottolineava il
Vescovo, e necessario ricuperare l'originalita dei
messaggio cristiano e trovare il coraggio del
proprio credere, vincendo il rispetto umano, Ia-
cendo delle scelte coerenti nella vita personale,
Iamigliare e comunitaria e valorizzando elemen-
ti e proposte che vengono dalla tradizione e dalle
esigenze del mondo d'oggi.
L'incontro si e concluso con l'augurio che la
Zona pastorale sappia programmare, decidere e
vivere tutte le diverse iniziative con la "passio-
ne" dell'annuncio del Cristo e con la gioia di ap-
partenere alla Chiesa. Tutti siamo chiamati a ra-
gionare in termini di speranza cristiana per cui
non dobbiamo dire 'Pochi ma buoni, ma avere
la Iiducia di aIIermare 'tutti piu buoni.
13
ZONA PASTORALE PREALPI
INCONTRO PER FIDANZATI 1990
Per i giovani, appartenenti alla Chiesa che intendono contrarre il Matrimonio Cristiano, la parteci-
pazione a questi incontri, raccomandati dai Vescovi Italiani, e una prova di serieta, un segno di sin-
cera buona volonta e deve essere ritenuto un impegno morale.
CALENDARIO DEGLI INCONTRI
inizio ORE-21 presso le parrocchie indicate
ALBIOLO
MARZO:
(martedi - venerdi) 6 - 9 - 13 - 16 - 20 - 23
MACCIO
MARZO - APRILE: inizio venerdi 16 marzo
le altre date verranno concordate all'inizio dei corso
OLGIATE
MAGGIO: (martedi - venerdi) 8 - 11 - 15 - 18 - 22 - 25
SOLBIATE
SETTEMBRE: (martedi - venerdi) 11 - 14 - 18 - 21 - 25 - 28
OLGIATE
OTTOBRE: (martedi - venerdi) 9 - 12 - 16 - 19 - 23 - 26
UGGIATE
NOVEMBRE: (martedi - venerdi) 6 - 9 - 13 - 16 - 20 - 23
Per prenotarsi, ci si puo accordare con il proprio parroco o, eventualmente, teleIonare al n. 94 57 35
(dalle ore 18.30 alle ore 20).
14
MADRE ANTONIETTA CORTI, 50 ANNI DI VITA RELIGIOSA
UNATESTIMONIANZA VIVA E GIOIOSA
Domenica 4 febbraio, abbiamo ricordato nella
nostra comunita i 50 anni di vita religiosa di
Madre Antonietta Corti, canossiana.
In questa giornata della vita, sono felice di tro-
varmi in me::o a voi a lodare il Padre, autore e
sorgente della vita. Motivo di grande gioia e
pure per me, oggi ricorren:a del mio 50 di vita
religiosa, celebrare lEucarestia...`
Sono le parole con cui Madre Antonietta ha in-
trodotto la celebra:ione della messa concele-
brata da don Antonio, da don Albino e da don
Costantino.
Madre Antonietta ha accettato di dirci alcune
cose della sua voca:ione e della sua vita reli-
giosa.
Cari Amici di Ronago.
Don Antonio, nostro Parroco, mi chiede alcune
note inIormative sulla mia vita religiosa, giunta
ormai al traguardo del Giubileo d'Oro. Accon-
tentarlo? Personalmente, preIerirei tacere... Egli,
pero, insiste, oIIrendomi uno spazio nel Giorna-
lino della Comunita Parrocchiale. Poiche la sto-
ria di ogni persona e il racconto dell'amore di
Dio, sollevero il velo che ricopre la mia umile
esistenza solo per lodare e gloriIicare l'azione
misteriosa di Dio nelle sue creature.
Per chi ancora non mi conoscesse, ecco una ra-
pida presentazione.
Sono Madre Antonietta Corti, Suora Canossiana
nata e vissuta a Ronago per diciannove anni. Ho
grato ricordo del nostro paese, sua gente e parti-
colarmente dei sacerdoti che si sono succeduti in
Parrocchia ai miei tempi: Don Carlo Verga, Don
SteIano Moratti, Don Angelo Monti e Don Carlo
Porlezza. Sono stati veri pastori di anime, la cui
Iigura e legata alla storia della mia vocazione.
Don Angelo Monti e Don Carlo Porlezza soprat-
tutto mi hanno seguita spiritualmente e accom-
pagnata anche dopo la mia entrata nella Congre-
gazione Canossiana.
Essi curavano molto la porzione di Chiesa loro
aIIidata e valorizzavano assai l'Azione Cattolica.
Noi ragazze, per quanto rammento, eravamo as-
sidue nel Irequentare l'Oratorio (le Suore non
c'erano ancora a Ronago). Insieme partecipava-
mo, con entusiasmo e passione giovanile, alle
gare catechistiche diocesane, ai Concorsi indetti
dal Centro, agli incontri di Plaga - allora si usa-
va dire cosi - agli Esercizi annuali presso gli Isti-
tuti Religiosi cittadini e alle Settimane di Studio
estive della Gioventu Femminile, guidate
dall'Assistente Ecclesiastico Mons. Induni, che
si svolgevano a Gravedona, presso le Canossia-
ne.
Tutte queste attivita, sostenute dall'Eucaristia
quotidiana e dalla Meditazione, Iormavano un
clima spirituale tale da alimentare in me la Iiam-
ma della vocazione religiosa. Godevo tanto nel
rendermi disponibile per organizzare accademie,
Iesticciole, lotterie, per preparare e riordinare la
biancheria da altare, per tenere adunanze alle ra-
gazze e insegnare il catechismo.
A sedici anni chiesi ai miei genitori il permesso
di entrare a Iar parte della Congregazione delle
Madri Canossiane di Como.
Mamma Adele rispose con un "no" deciso e al-
trettanto Iece Papa Vittorio.
Don Angelo Monti getto acqua sul Iuoco, cosi
che per qualche anno restai in timorosa attesa di
un consenso.
Ma l'amore per Cristo era cosi grande e il suo in-
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vito cosi pressante che non potei resistergli, per-
cio a 19 anni, il 2 Iebbraio 1940, al Signore che
aveva pronunciato il mio nome dicendo "Vieni e
seguimi!" potei Iinalmente rispondere con gioia:
"Eccomi, Signore... Saro tua per sempre! Saro
Figlia della Carita Canossiana, serva dei
poveri!".
Dopo il Postulato, trascorso a Como, sotto la
guida di una saggia Madre Maestra, passai a
Bergamo per l'anno canonico di Noviziato e la
preparazione alla ProIessione Religiosa, che
emisi il 7 dicembre 1942, vigilia della solennita
dell'Immacolata.
La Iunzione si svolse privatamente nella Cappel-
la della Casa Provincializia tra un segnale
d'allarme iniziale ed un altro Iischio Iinale. Era-
vamo in tempo di guerra. Pur nel timore com-
prensibile dei bombardamenti, il cuore esultava
e cantava il "MagniIicat" della riconoscenza a
Dio, che continuava a tenermi per mano lungo il
cammino della vita, Iacendomi gustare la sua te-
nerezza di Padre e di Sposo.
Piena di stupore per il dono nuziale di Cristo,
che mi aveva eletta sua Sposa e madre dei pove-
ri, ritornai a Como per completare il tirocinio
della Scuola Magistrale e Irequentare a Milano
Corsi specializzati per audiolesi e logopatici,
presso la Regia Scuola "Gerolamo Cardano".
Conseguita l'Abilitazione magistrale, nel 1946
venni trasIerita a Vescovera di Broni (PV), dove
Iui per 24 anni impegnata nell'insegnamento agli
audiolesi e nei sei anni successivi come Respon-
sabile della Comunita. Terminati i sei anni, Iui in
altre Comunita della Provincia di S. Alessandro
con il medesimo ruolo. Attualmente, da cinque
anni sono a Como, in Via Balestra 10, nella stes-
sa Casa che mi accolse 50 anni Ia.
Ebbi la Iortuna di partecipare a numerosi Conve-
gni e quella di poter soggiornare a Roma per tre
mesi, per incarichi di Istituto. Mi sentivo in quel
tempo nel cuore della Chiesa e ne respiravo
l'universalita.
Nel corso della mia vita, il Signore mi apri piu
volte nuovi orizzonti e mi preparo sorprese me-
ravigliose, alternate, pero, talvolta al dono pre-
zioso della croce. Fu cosi che "l'amore Iedele a
Cristo Gesu e la volonta di conIormarmi a Lui
CrociIisso" mi Iurono stimolo "ad un generoso
cammino di ascesi" (R.V. 25).
Nella grazia della universale maternita di Maria
SS. Addolorata trovai sempre slancio costante e
sostegno per rivivere l'amore misericordioso con
il quale Ella, sul Calvario, mi accolse nel suo
amore di Madre.
A Lei guardo ancora oggi come a modello di
Iede e di speranza per continuare il mio cammi-
no.
Che altro dovrei dire di me? Forse ho gia detto
troppo, percio concludendo posso aIIermare che
i miei cinquantanni di vita religiosa testimoniano
che Dio e Iedele nell'amore e che sostiene quanti
hanno consapevolezza di essere poca cosa da-
vanti a Lui. Il protagonista della mia vita sia,
dunque, ancora e sempre Gesu CrociIisso: " "Te-
soro " dell'Istituto Canossiano, il quale Ionda il
suo carisma nel motto: 'Inspice et Iac secundum
exemplar.
La Vergine Addolorata e Santa Maddalena di
Canossa, mia Fondatrice, mi ottengano questo
insigne dono e dilatino il mio cuore alle dimen-
sioni del mondo, aIIinche tutto diventi in me se-
gno di speranza e di gloria dei Signore per il
bene dell'umanita.
MADRE ANTONIETTA CORTI
16
I 25 ANNI DI VITA DEL GRUPPO Anna B.
1964-1989: GLI ALPINI ARONAGO
Si sa che gli Alpini sono gente schiva, che preIerisce
i Iatti alle parole,, e anche il gruppo di Ronago non
Ia eccezione. E si che sono nuche numerosi (43
iscritti Ira 'Veci" e "bocia"), ma Iorse pochi di noi
sono a conoscenza dell'attivita e soprattutto delle Ii-
nalita di questo nucleo di Ronaghesi che si sono uniti
25 anni Ia in nome di un comune ideale vissuto con
la stessa divisa e la stessa bandiera in tempo di guer-
ra ed in tempo di pace.
Non ci sono in paese insegne o targhe che indichino
la sede di questa Associazione. InIatti non hanno una
vera e propria sede sociale, ma ugualmente si incon-
trano e si riuniscono periodicamente presso il Bar
Graziella di Lampona.
L'idea di Iondare una Sezione degli Alpini di Ronago
era venuta, nel 1964, al Giorgio Grisoni. Detto e Iat-
to. Messaggero dell'invito - da lui subito accolto in-
sieme al GianIranco Bernasconi (attuale capogruppo)
e all'Arnoldo Grisoni - e stato l'Angelo Dino che, con
il suo solito entusiasmo, l'ha portato a tutti gli altri.
L'adesione e stata unanime, anche da parte dei "veci"
del momento, tra cui: ul Giuvan Cruus, ul Carlu dala
Cuperativa (Carlo Ghiel-metti), ul Clanz (Andrea
Ghielmetti), ul Luisot (Luigi Curti), ul Gin Camana
(Gino Ghielmetti) e tutti gli altri che per questioni di
spazio non stiamo ad elencare, ma che ricordiamo
con aIIetto.
Tutti inIatti hanno risposto con entusiasmo. sottoscri-
vendo la relativa tesseri, che li legava alla Sede Na-
zionale Alpini di Milano.
In quel periodo, Don Carlo Porlezza era gia ammala-
to e cosi in una domenica di giugno del '64, la S.
Messa che segnava la cerimonia di costituzione dei
Gruppo Alpini di Ronago Iu celebrata sul piazzale
della nostra Chiesa da Padre Ercole Fontana che, ri-
partito poi per la sua missione di Shillong in India, vi
mori pochi mesi dopo.
In quella "storica" giornata, culminata poi con il ban-
chetto uIIiciate presso la trattoria dell'Angioletta, ul
Rino dal Foia (Vittore Ghielmetti) - scomparso re-
centemente - aveva donato ai nostri Alpini il Gagliar-
detto. che e divenuto il loro vessillo e che li ha sem-
pre accompagnati in questi 25 anni. Madrina dei Ga-
gliardetto e stata l'Angela Cantaluppi, il cui Iiglio
Luciano, alpino, era morto in Russia. Scegliendo
questa mamma, gli Alpini avevano voluto rappresen-
tare e condividere anche il dolore di altre Iamiglie di
Ronago, i cui cari non erano piu tornati.
Sempre attingendo ai memorabili eventi di quei gior-
no, vogliamo anche ricordare che Giuseppe Lurati ri-
cevette, dalla Sezione Alpini di Como, l'encomio per
meriti di guerra.
Adesso possiamo veramente dire che questi 25 anni
sorto stati coerenti con la volonta e gli intenti espres-
si dagli Alpini nel giorno della Iondazione del grup-
po: anche se non hanno suscitato tanto clamore, ci
hanno pero regalato momenti di proIonda commo-
zione e... anche qualcos'altro.
L'ho detto prima: gli Alpini non Ianno rumore e non
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hanno neanche un archivio pieno di scartoIIie da an-
dare a consultare. La loro storia e sempre stata scritta
con la vita e per la vita. Quindi, questi pochi appunti
strappati ai ricordi di qualcuno di loro, vogliono es-
sere il segno della riconoscenza di tutta la Comunita.
Scopi principali dell'Associazione sono quelli di te-
nere vivi gli ideali che contraddistinguono questo
Corpo e di devolvere in beneIicenza i Iondi raccolti
Ira gli iscritti.
Ogni anno, in concomitanza con l'Adunata Nazionale
Alpini, a Ronago si tiene la riunione per il tessera-
mento e, in questa occasione - come anche in altre a
seconda delle necessita - i soci Ianno un'oIIerta per-
sonale che verra poi destinata a sostegno di enti che
operano per il bene della collettivita.
Credo che, a testimonianza concreta di questa silen-
ziosa generosita, basti citare ie ciIre che riguardano
solo il 1989.
Lo scorso anno il Gruppo Alpini di Ronago ha devo-
luto:
L. 200.000 alla Scuola Materna
L. 100.000 a Don Antonio (Parrocchia)
L. 200.000 alla C.R.I. di Uggiate Trevano
L 100.000 a Don Albino (Casa di Gino)
L. 100.000 al giornale "il Baradello", organo uIIicia-
le degli Alpini per la Provincia di Como.
L. 100.000 alla Casa per Anziani "De Vecchi" di Bel-
lagio
L. 200.000 alla FanIara Alpini di Olgiate
L. 700.000 alla CR.I. per l'acquisto di un Cardiotele-
Iono. Questo contributo, unito a quello degli Alpini
di altri paesi della nostra zona, e servito all'acquisto
di un importante apparecchio sanitario, che permette
di trasmettere telegraIicamente i battiti cardiaci di un
paziente dai suo domicilio direttamente al Centro
Ospedaliero piu vicino e attrezzato per la ricezione.
La Croce Rossa di Uggiate, depositaria del Cardiote-
leIono, si e impegnata a metterlo a disposizione di
qualsiasi medico della nostra zona che ne Iacesse ri-
chiesta per un suo assistito.
Sono ciIre che non hanno bisogno di alcun commen-
to, salvo quello di poter aIIermare che negli Alpini
abbiamo trovato degli amici.
I rappresentanti del Gruppo partecipano inoltre alle
riunioni indette in altre localita: si discute di prote-
zione civile, di interventi o di Iondi di stanziare, di
maniIestazioni ecc...
Le "penne nere" vivono in mezzo i noi e nel contem-
po Iormano un importante tramite di Iraternita anche
con i paesi vicini.
Noi a volte ci limitiamo a commentare l'esteriorita.
Ci piacciono le loro sIilate, condividiamo le loro Ie-
ste (che sono autoIinanziate e di cui ricordiamo qui il
20.mo anniversario Iesteggiato nel 1984 e l'ultimo, il
25.mo del giugno dell'89).
Ci siamo commossi ascoltando il coro che cantava le
loro tipiche canzoni, cosi piene di sentimento e di
Iede.
Pero li vediamo presenti anche in altri momenti; ogni
anno organizzano la gara di pesca al laghetto. chia-
mata "Gara degli Alpini", ma in realta aperta i tutti.
In determinate occasioni sono presenti e partecipi an-
che nel ricordo dei loro compagni deIunti, deponen-
do la corona di Iiori sui Monumento dei Caduti e al
Cimitero. Sono Iortemente presenti, nella loro sem-
plice solennita, quando accompagnano l'ultimo viag-
gio di un loro compagno, onorandolo con la loro par-
tecipazione e con i simboli della loro unita: il Ga-
gliardetto e il Cappello. Questa presenza, proprio
perche vissuta senza ostentazione, continuera sicura-
mente anche nei "bocia" che verranno e che saranno
i depositari di una dalle piu belle eredita della nostra
Italia.
Tra le "penne nere" di Ronago questa e gia una real-
ta, che si maniIesta anche attraverso la sempre com-
patta e crescente adesione dei soci. E proprio questo
l'augurio che tutti noi vogliamo Iare ai "nostri" Alpi-
ni, anche per il Iuturo.
insieme a questo racconto, essi ci hanno regalato il
ricordo di tante persone che purtroppo non sono piu
tra noi, con pochissimi altri nomi, solo quelli indi-
spensabili.
Proprio perche, in perIetta adesione ai loro stile, pre-
Ieriscono restare solo "Gli Alpini".
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a ruota libera...
"EFFETTO SERRA" DA INQUINAMENTO TV..
Con una sola mandibola d'asino, ci narra la Bibbia,
Sansone Iece scempio di Filistei; a distanza di tanti
secoli, le mandibole di simili quadrupedi sono riap-
parse quanto mai numerose anche sugli schermi tele-
visivi, con eIIetti ancor piu rovinosi!
Tre esempi:
1) E stato esposto un colorito maniIesto, prodotto da
una nota "Iamiglia... cristiana", che di contenuto cri-
stiano, tuttavia, non ostenta una benche minima colo-
razione.
Quei maniIesto, inIatti, si picca di promulgare
un'esaltante ed esultante "buona novella" col propor-
re, sia alle buone cristiane Iamiglie che a ricercati
lettori neoIiti, l'opportunita di arricchir si... cristiana-
mente.
Un maniIesto che si presenta legittimato dal Iine di
poter aumentare le proprie vendite... Gesu, per molto
meno, bollo e censuro il suo amico Pietro con un ter-
riIicante: "Allontanati da me, satana, tu ragioni da
uomo"!
Se per adeguarsi ai complessi nuovi tempi tecnologi-
ci si devono ignorare i "vecchi" tempi del semplice
messaggio evangelico, quali credibili altri messaggi
potra mai... stampare?
I nostri ragazzi e giovani, gia imputati di edonismo,
scoprendo l'invitante ed appetibile possibilita di ar-
ricchimento con stile cristiano, come potranno mai
riIiutare le cento altre consimili possibilita... quoti-
diane?
Voler incrementare letture cristiane contro "Iortune
pecuniarie" sa piu di Machiavelli che di Gesu!
Gesu non lusingo mai i suoi, anzi!... 'volete andarve-
ne anche voi?
Paolo e Pietro oIIrivano Iorse monete d'oro o altri
premi alle loro comunita cristiane, o non persecuzio-
ni, soIIerenze, discriminazioni, catacombe e marti-
rio?
2) Traversone a sinistra, imperiosa, eccezionale, re-
pentina elevazione dell'attaccante e stupenda conclu-
sione a rete!... Amici, amici, ascoltatori, non e pos-
sibile non dibatterne, non riparlarne domani sera nei
"processo al campionato di calcio"!... E l'indomani
sera, puntualmente, una mareggiata di diccele, cian-
ce, cicalate!
. Un uomo venuto da lontano, un uomo uscito da
settantennale ateismo "scientiIico" di Stato (nel quale
ogni culto religioso era crimine!), si presenta, cap-
pello in mano, al Vicario di Cristo, il Papa!...
Nazioni per decenni soggiogate dallo stesso tragico
ateismo, ora Ianno a gara per ottenere la presenza del
Papa nelle loro martoriate nazioni!... "Goals planeta-
ri" prorompenti, "goals" che hanno sIondato, anzi la-
cerato, squarciato, stracciato reti di diIesa pur anno-
date col piu bieco, Ierreo, implacabile ateismo...ma
le televisive mascelle degli intellettual-Iaccendieri,
quotidianamente ciarliere, blaterone e garrule, ina-
spettatamente si sono... anchilosate!
3) L'insolenza, le provocazioni, le volgarita di tante
tele- mascelle possono ormai contare un vero eserci-
to di "pappagalli" e di scimmiottatori, di proseliti e di
gabbati creduloni, sia cristiani della Domenica e tre-
giornisti (di Pasqua, Natale, Iesta paesana) che di
protervi vendiIumo cristian-intellettual-progressisti...
Cioe a dire: cinici o sdegnosi silenzi, sottili e perIide
insinuazioni, proposte atee, suggerimenti cervellotici
o altri beIIardi atteggiamenti verso la nostra Santa
Chiesa e verso la stessa Gerarchia, trovano costante-
mente indecorosa acquiescenza! A ripetute intolle-
ranze religiose, accade addirittura che qualche debo-
le o Impaurito "cristiano" assuma il vile contegno del-
lo sconIitto quando non anche del colpevole, igno-
rando clamorosamente che da 2000 anni gli sconIitti,
i dispersi, i condannati a soccombere sono soltanto e
sempre "loro", le ruminanti mandibole anticlericali e
che da 2000 anni, inconIutabilmente, Gesu ci ripete:
'Non temere, piccolo gregge, non avere paura perche
io saro in mezzo a voi sino alla Iine dei secoli e le
porte degli inIeri non prevarranno"!
Gia! ma intanto siamo ad una tale insensata assueIa-
zione e teledipendenza da avvalerci addirittura delle
immutabili Iraseologie appartenenti al piu rancido
anticlericalismo per riutilizzarle contro "quei soliti
pochi che stanno sempre coi prete"!
Noi, "incapaci di tutto", che dovremmo quindi menar
vanto e Iierezza e gratitudine e solidarieta verso
19
"quei soliti pochi e Iedeli operai della vigna del Si-
gnore", ne diventiamo... i "Caini"!
Che ci andiamo a Iare, dunque, in Chiesa, la Dome-
nica, alla presenza sacramentale di Dio, quando poi,
in ogni altro giorno della settimana, siamo tanto... di-
stratti?
E che dire al sacerdote che di simili tradimenti ne di-
viene soltanto incolpevole e vittima?
GIUSEPPE G.
P.S. Un proverbio cinese: "Tutta l'oscurita, tutte le te-
nebre dell'intero universo, non potranno mai spegne-
re la pur piccola luce di una candela"!
Spegnere la nostra luce, quindi, dipende solo da noi,
non dalla TV!
27 MARZO, ALLE ORE 18
CON IL NOSTRO VESCOVO
RICORDIAMO P. GIUSEPPE AMBROSOLI
Martedi 27 marzo 1990 ricorre il terzo anniversario della morte di Padre Giuseppe Ambro-
soli. La nostra comunita parrocchiale conserva sempre vivo il ricordo della testimonianza
cristiana, sacerdotale e missionaria che ci ha trasmesso sia nei tempo vissuto in mezzo a noi
sia nella sua esperienza di medico-missionario in AIrica. Nella messa che celebreremo, alle
ore 18, nella chiesa dove e cresciuta e maturata la vocazione di P. Giuseppe, rinnoveremo
l'impegno di continuare a sostenere l'opera che Lui ha iniziato.
Presiedera la celebrazione della S. Messa il nostro Vescovo, Mons. Alessandro Maggiolini,
che ha accettato l'invito di vivere questo momento insieme a noi, ai Iamiliari e a tutti quelli
che hanno conosciuto e amato P. Giuseppe.
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