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Intervistiamo il maestro di cappella della Cattedrale di Pisa, una figura importante nel panorama culturale della nostra citt

e che ha portato alto il nome di Pisa nel mondo.


Il suo incontro con la musica stato molto precoce. Come ha iniziato lattivit di musicista? Nel 1971, allet di sei anni, da piccolo chierichetto divento assorto ascoltatore dei suoni prodotti dallorgano della chiesa di Zambra, il paese dove sono cresciuto. Lorgano non era solo uno strumento musicale ma una e vera e propria macchina sonora cos affascinante da esercitare su di me la stessa attrazione che potevano avere sugli altri bambini i divertimenti del Luna Park. Il parroco, Don Franco Baggiani, si accorge di questa mia predisposizione dal punto di vista musicale e mi mette a sedere sulla panca a tu per tu con quella macchina magica, facendomi entrare in confidenza con i due manuali a pedaliera intera di cui lorgano era dotato : di l a poco comincio a suonare senza ancora conoscere la musica scritta, scoperta successivamente con i primi libri di solfeggio. Nel 1977 la nomina di Don Franco Baggiani a maestro di cappella della Cattedrale di Pisa mi permette di entrare in contatto, come organista, con una realt musicale ben strutturata e di immergermi in una sorta di bottega dellarte dove studio e lavoro si mescolano. Questi due fronti, studio e lavoro, iniziano a mescolarsi ufficialmente dal 1978, quando inizio il mio percorso formativo iscrivendomi allIstituto Diocesano di Musica sacra di Firenze e continuo a praticare lattivit musicale vera e propria facendo lorganista di chiesa ed esibendomi nei primi concerti. E stato un impatto molto forte e oneroso sotto ogni punto di vista : dividevo lo studio portato verso la crescita formativa con la formazione del repertorio che mi serviva per le esibizioni, erano due grossi macigni da sopportare. Nel 1989 conseguo il diploma in organo e composizione organistica e nel 1992 vengo nominato dallArcivescovo Alessandro Plotti maestro di cappella della cattedrale di Pisa. La sua vita artistica, divisa tra la stagione da organista e quella da maestro di cappella dura da trentatr anni. Se dovesse tracciare una mappa dei sentimenti legati a queste due stagioni cosa evidenzierebbe? Il ricordo della prima stagione della mia vita artistica va al 1989, anno in cui due avvenimenti molto significativi e vicini luno allaltro mi segnano per sempre : il diploma in organo, conseguito in giugno, e lincontro con Giovanni Paolo II, avvenuto nel settembre successivo. Il Santo Padre, in visita pastorale a Pisa, come molti ricorderanno, ha modo di sussurrarmi da molto vicino parole che porto ancora oggi dentro di me come attenta sentinella del mio operato e che mi

hanno riempito di responsabilit : Mi raccomando porta in chiesa la musica, come la porti nel cuore La nomina a direttore del coro della cattedrale arriva dopo anni di studio e di lavoro, anni in cui le molte soddisfazioni sono state accompagnate anche da forti delusioni e amarezze, che sono servite a fortificarmi nellanimo e che non hanno mai intaccato la passione con cui ho sempre svolto questo compito. Ho sempre cercato di considerare lattivit musicale come qualcosa di pi di un semplice compito da svolgere con diligenza e questa credo sia la vera sorgente alla quale desidero abbeverarmi. Il bilancio rimane sempre positivo, nella vita anche ci che negativo, preso con le giuste considerazioni, diventa positivo e anche gli errori sono motivo di crescita. In tutti questi anni ne ho viste e ne ho sentite tante. Le cose non proprio positive sono riuscito a trasformarle in positive e a farle diventare strumento di crescita anche dal punto di vista formativo e umano. Dopo molte peripezie il mio lavoro oggi si svolge ordinatamente, con la tranquillit di sapere che le mie esigenze da musicista sono conformi a quanto mi richiesto. Il suo operato come maestro di cappella si caratterizza fin da subito per lintroduzione di unimportante innovazione allinterno del coro della Cattedrale. Fino al 1992 il coro era formato esclusivamente da voci maschili, voci che erano anche anziane. Cera bisogno di un rinnovamento da un punto di vista del materiale umano e del repertorio. Per poter cambiare repertorio a un coro di chiesa che lavora da decenni sulla stessa falsa riga stato necessario attuare delle innovazioni radicali: ho aggiunto quindi le voci femminili e ho svecchiato il coro inserendo elementi pi giovani e pi ricettivi rispetto a elementi artistici nuovi ed emergenti. Lintroduzione delle voci femminili mi ha permesso di rinnovare il repertorio e questo rinnovamento non ancora finito perch il repertorio deve vivere come e con il coro, ha bisogno di unevoluzione , di unespansione, di un cambiamento. Ogni 4 o 5 anni cerco sempre di cambiare le musiche o di dare perlomeno un indirizzo diverso. Questo percorso si completato nel 2004, quando ho inserito ufficialmente le voci femminili nellorganico della cappella musicale, in quanto esistevano dal 1992 ma non avevano ancora una denominazione ufficiale. Con il termine cappella musicale si identificava ancora il coro maschile, con laggiunta della schola cantorum che identificava le voci femminili. Era giusto che anche le voci femminili facessero parte dello stesso organico e fossero messe sullo stesso piano delle voci maschili. Questanno abbiamo concluso quel grande viaggio iniziato nel 1992 istituendo lassociazione Cappella Musicale, che diventata un organismo a s stante e che da questanno si organizzer autonomamente dal punto di vista economico e artistico. La sua attivit musicale di oggi si svolge su due fronti : la musica liturgica utilizzata in chiesa e i concerti di musica sacra e polifonica che il coro e lorchestra da lei diretti eseguono anche fuori dalla cattedrale. Molte corrispondenze tra i due registri ma un diverso modus operandi.

La musica utilizzata per la liturgia e lattivit musicale sono vicine ma viaggiano su due binari paralleli. La musica liturgica il compito principale di questo coro, il coro della cattedrale esiste perch la liturgia ha bisogno della musica. La musica liturgica non pu essere utilizzata per sua natura nelle esibizioni, per contro quando facciamo dei concerti utilizziamo della musica polifonica di carattere sacro che di di per s o in parte non utilizzata nelle celebrazioni e se usata lo con molto tatto, parsimonia e sensibilit. Quindi, da una parte c la musica strettamente legata alla sopravvivenza della liturgia e dallaltra lattivit artistica che cammina parallelamente alla musica liturgica ma non la incontra quasi mai. Dopo il Concilio Vaticano II e le disposizioni che sono state enunciate riguardo alla liturgia musicale diventa difficile pensare di eseguire una messa per intero durante una celebrazione liturgica. Tra i concerti che ha diretto in giro per il mondo qual quello che ricorda con maggiore emozione? Nel giugno del 2007 ho avuto lonore di dirigere un concerto polifonico presso il Teatro Nazionale di Belgrado : si trattava di una iniziativa patrocinata dalla Presidenza della Repubblica Serba e dallOrdine dei Cavalieri di Malta. Linvito ci stato rivolto direttamente dalla moglie del Presidente della Repubblica Serba, Tadic, in qualit del suo ruolo di responsabile di unassociazione di carattere umanitario. Era una serata di beneficienza con la presenza di molte autorit e capi di Stato, esibirsi di fronte a quel tipo di platea stato motivo di grande soddisfazione. Abbiamo portato canti della tradizione della Chiesa di Roma in un contesto ortodosso e questo stato molto significativo. Il 18 dicembre la cappella musicale eseguir il concerto di Natale. Qual il programma dellevento? Ho pensato alla musica popolare europea, volevo riportare allattenzione generale musiche che oggi difficile oggi ascoltare e che fanno riferimento alla tradizione e al canto del popolo. Eseguiremo dei carols inglesi e dei noels francesi e li metteremo insieme a delle pastorali italiane. Nello specifico il programma prevede i Ceremonies of Carols di Britten, la Messe de Minuit di Charpentier, scritta sulla base degli antichi noels francesi e due brani tratti dalla tradizione popolare italiana : Dormi non piangere di Lorenzo Perosi e una ninna nanna di Bonaventura Somma. Ho messo tutto insieme in un concerto solo, per coro e orchestra, facendo risaltare le differenze tra i canti popolari della tradizione europea. I Ceremonies saranno accompagnati dallarpa, uno strumento che di solito si sente pochissimo e invece avr un ruolo determinante.

Quali sono le iniziative in programma per il 2011? Attraverso lo strumento dellassociazione ci proporremo per divulgare ancora di pi la musica sacra, allestiremo anche un sito Internet e sar molto interessante portare in giro con il coro o con varie formazioni del coro tutta la tradizione della musica sacra latina. Inoltre vorrei portare a Pisa Serge Wilfart, studioso che con i suoi corsi di voce e di canto ha introdotto un metodo rivoluzionario di fare musica attraverso il canto, che permette a chi utilizza la voce per motivi artistici di scoprire la propria natura e la propria sensibilit pi autentiche e quindi di ottimizzare i risultati del proprio lavoro. Ho presentato ai miei coristi il suo metodo e hanno dimostrato di apprezzarlo, quindi mi piacerebbe molto che venisse di persona a fare uno stage presso lAuditorium dellOpera della Primaziale. Quali sono i personaggi legati al mondo della musica che ha avuto modo di incontrare? Sono stato il primo ad aver portato il pianista Giovanni Allevi a Pisa, permettendogli di suonare nellambito della rassegna Musica sotto la Torre, che si tiene ogni estate nel chiostro del Museo dellOpera del Duomo. Ho incontrato anche grandissimi musicisti e direttori dorchestra, venuti a Pisa grazie al Festival Anima Mundi. Ho conosciuto Riccardo Muti e Zubin Mehta, sono state esperienze bellissime sotto ogni aspetto.

-Pubblicato su La Voce del Serchio il 26 novembre 2010