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Analisi delle Forme Compositive

“Les Preludes - Franz Liszt”

Carlo Pisciotta
A.A. 2018/2019

ANALISI LES PRELUDES 1


Les Preludes
Poema Sinfonico di Franz Liszt

Les préludes è il terzo dei tredici poemi sinfonici di Franz


Liszt. La prima esecuzione venne diretta dallo stesso Liszt, ed
in aprile 1856 venne pubblicato lo spartito, mentre nel
gennaio 1865 fu la volta degli spartiti orchestrali. Fra i poemi
sinfonici di Liszt, Les préludes è sicuramente il più famoso.
Il titolo completo "Les préludes (d'après Lamartine)" si
riferiva all'ode di Alphonse de Lamartine, Nouvelles
méditations poétiques. La pubblicazione comprende una
prefazione, che non venne scritta da Lamartine.

«Che altro è la nostra vita, se non una serie di preludi a quell'inno


sconosciuto, la cui prima e solenne nota è intonata dalla morte? -
L'amore è l'alba luminosa di tutta l'esistenza: ma qual è il destino per
cui le prime delizie e felicità non sono interrotte da qualche tempesta,
l'esplosione mortale che dissipa le belle illusioni, il fulmine fatale che
consuma il suo altare, e dov'è l'anima crudelmente ferita, che, emersa
da una di queste tempeste, non cerca di riposare il suo ricordo nella
calma serenità della vita dei campi? Tuttavia l'uomo difficilmente si
dedica a lungo al godimento della quiete benefica che in un primo
momento ha condiviso nel seno della natura, e quando "la tromba
suona l'allarme", si precipita, verso qualsiasi posto pericoloso,
qualunque sia la guerra che lo chiama tra le sue fila, in modo da
recuperare finalmente nel combattimento la piena coscienza di sé e
del possesso di tutta la sua energia.»

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La composizione presenta un incipit nel quale gli archi eseguono due
pizzicati (bb. 1 e 2). La tonalità di inizio è DO Maggiore. Gli archi
rimangono gli unici protagonisti delle prime 5 battute in quanto tutti
gli altri strumenti presentano delle battute di pausa fin quando nella
battuta n.6 entrano i clarinetti, il fagotto e i flauti.
Nelle battute 3, 4 e 5 possiamo notare una prima idea di tema con
incipit acefalo, coerente alla tonalità di impianto, nel quale vengono

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utilizzate sonorità appartenenti alla scala pentafonica (mediante

l’utilizzo della 6ª).


Il suddetto tema si conclude a battuta 9 nella quale l’accordo di MI
minore introdotto nella battuta 8, viene fatto scivolare in un accordo
di LA Maggiore mediante legame armonico della nota mi.

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Tale accordo termina con una corona, che ci consente di separare

questa prima sezione e di cominciarne una nuova.

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La nuova sezione riproporrà l’iter affrontato nella prima sezione ,
tuttavia in una nuova tonalità : il RE Minore, della quale l’ultimo
accordo di chiusura della prima sezione ne costituisce il V Grado.

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Nella nuova sezione notiamo gli stessi pizzicati dell’inizio, in RE e
viene pertanto proposta la stessa figurazione dell’esposizione in RE

minore caratterizzata dalla dinamica “p” (piano) e dal "poco ritenuto”.

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A battuta 18 avviene una modulazione in LAb successivamente alla
quale possiamo notare l’accompagnamento armonico statico dei fiati.
Inoltre la dinamica comincia da “pp” e si arriva a “ff” tramite un
crescendo. A battuta 20 e 21 notiamo una risposta dei tromboni e
della tuba in aumentazione, riproponendo il medesimo tema a valori
più ampi. Inoltre nelle stesse battute abbiamo l’ingresso arpeggiato in
LA b dell’arpa ed in contemporanea gli archi effettuano una ripresa

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tematica in La b in una diversa pulsazione, cominciando sul 4°

movimento.
Nelle 3 battute successive si può osservare un crescendo armonico ,
melodico, grazie ai cromatismi, e dinamico.
A battuta 25 notiamo una seconda variazione tematica da parte degli
archi, sostenuti sempre dall’accompagnamento per semiminime dei

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fiati. Tale variazione prosegue con una progressione di crome nelle
battute 31,32 e 33 basata sull’armonia di sol, la quale termina appunto
con una cadenza V-I e riporta il costrutto in DO Maggiore, ovvero la
tonalità di partenza.
Tuttavia in corrispondenza del I grado successivo alla cadenza,
abbiamo un cambio di suddivisione: 12/8 nel quale abbiamo un
secondo tema proposto da violini e viole che eseguono un arpeggiato
staccato, supportato da un tappeto armonico degli altri strumenti,
tranne timpani e arpa che in questo momento non suonano. Il tutto è
in dinamica “ff” e in andante maestoso.
Tra le battute 22 e 25 è possibile notare un notevole utilizzo di accordi
di 7ª diminuita, anche chiamato in quell’epoca l’accordo della
“disperazione”.
Tale iter tematico proseguirà a battuta 23 e 24 andando il LA M, in Si
b a battuta 25 e 25 con una variazione tematica, per poi toccare il
Si♮ a battuta 27 e 28. A battuta 29 viene preso un accordo di SOL, il
quale verrà tenuto come pedale armonico fino a battuta 34, alla fine
della quale, con un movimento 5-6-7-1 si verificherà una cadenza V-I
che riporterà il costrutto in DO. È possibile notare come in Liszt non
ci sia un vero proprio asse armonico fondamentale ma che invece le
tonalità e gli accordi si intersecano fra loro, quasi senza bisogno di
particolari passaggi e vincoli di modulazione, introducendo nuove
armonie senza “preavviso” e in maniera immediata.

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A battuta 35 con l’andante
maestoso inizia il secondo
blocco tematico, caratterizzato
dalla tonalità DO M, nel quale
gli archi tengono un tappeto
arpeggiato in sedicesimi

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Scrivi per inserire una didascalia.
Scrivi per inserire una didascalia.
Scrivi per inserire una didascalia.
mentre ai fiati è affidata la melodia del tema. Le sequenze accordali
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che si susseguono sono: DO M,
FA M, SI b M dal quale con
movimento di 3ª min si passa al
SOL M per ritornare a DO M.

A battuta 41 abbiamo, con


carattere trionfale e possente,
mosso dalla spinta caratteriale
dei timpani, abbiamo la
sequenza accordale LAb M, FA
M e DO M, che viene ripetuta
nelle due battute a seguire

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(43,44) alle quali seguono in diminuendo due battute con accordo DO
M per arrivare a battuta 47 in
cui si verifica un cambio di
tempo: siamo in 9/8. (Vedi
pag. 13)

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In questo nuovo spazio, che
mantiene il tempo precedente (
“L’istesso tempo.”), gli archi sono
i protagonisti, fin quando a battuta
50 rispondono i fagotti.
Anche questo nuovo frammento
inizia in DO, ma già a battuta 47 e
48 (pag. 270 della partitura)

possiamo notare un utilizzo di


accordi diminuiti ( SI con
ritardo della 3ª ,e il MI) ai
quali segue una forma
cadenzale IV-iv-I con gli
accordi di FA M , FA m e DO
M. Lo stesso iter verrà
riproposto in maniera identica
fino a battuta 53, dalla quale
la forma cadenzale IV-iv ci
porterà tuttavia in una nuova
tonalità: Mi M.

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In questa nuova tonalità verrà ripercorso tutto l’iter tematico iniziato
nel 9/8, con utilizzo del RE# dim. a battuta 55, del SOL# dim. a
battuta 56 e della medesima forma cadenzale precedentemente
affrontata (IV-iv-I) ovviamente con accordi LA M, LA m e MI M.
Anche questa volta questa sezione verrà ripetuta due volte, con
eccezione che questa volta oltre alle entrate dei fagotti abbiamo anche
l’entrata del 1° corno che sostiene il soggetto tematico.
Tale sezione termina con un accordo di SOL # dim. che ci porta, a
battuta 63, in una nuova tonalità : FA m.
In corrispondenza di quest’ultima battuta viene ripristinato il tempo
12/8 e fanno la loro entrata rispettivamente l’Oboe e i Clarinetti ,
sostenuti dai Fagotti.
Tale frammento presenta le seguenti successioni accordali: FA m, RE
b M, SOL 7, MI b+, DO m, FA m, RE b M, SOL b M, ed infine MI b
m 7 dal quale parte un movimento discendente che porta il costrutto
in tonalità di MI M, in corrispondenza della quale sezione avviene un
cambio di suddivisone, viene ripristinato il 4/4 (C).
L’incipit di questa nuova parte inizia con un accordo di SOL # m, dal
quale dopo 3 battute si scivola sulla fondamentale, con un accordo di
MI M. Proprio li, a battuta 70, abbiamo la manifestazione del terzo
soggetto tematico che caratterizza il poema sinfonico. Il tema in
questione è iniziato dai 4 corni, mentre l’arpa getta degli accordi
arpeggiati , i violini sostengono l’armonia con movimenti di
pulsazione a 16esimi , le viole eseguono lo stesso tema dei corni
armonizzandolo, mentre violoncelli e bassi fungono quasi da basso
continuo movendosi per ampi valori, in questo caso per semibrevi.

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