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Anno XXXVI n.

242 Marzo 2014

NOTIZIARIO

Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo dei Frati Minori

Crocifissione, affresco, 1949, Convento di Busto Arsizio. Costantino dipinge il Calvario con Francesco e i suoi frati, che disposti in due gruppi ai lati della scena contemplano, piangono, pregano. Oltre ai frati sono presenti altre figure, non precisamente riconducibili ai personaggi indicati dai Vangeli. Una Madonna popolana, in ginocchio in primo piano sfigurata dal dolore; con una mano trattiene il velo che rischia di scivolare dalla testa, che solleva per guardare il Crocifisso che la sovrasta. La scena non rappresenta solo Maria che piange la morte di Ges suo figlio, ma anche ogni madre che perde il proprio figlio, rendendo universale e attuale il dramma; avvicinandolo nella sua umanit alluomo contemporaneo.
fr. Carlo Cavallari

Anno XXXVI n. 242 Marzo 2014

Indice
Relazione del Ministro generale Dal Definitorio Riflessione del Card. C. M. Martini Testimonianze di vita fraterna Incontro Frati U5 Ritiro Quaresima Giovani S. Giuseppe: via i frati, ecco le Carmelitane FilmiAmo Notizie di Casa 5 8 10 14 14 18 20 22 25

Anno XXXVI n. 242 Marzo 2014

Anno XXXVI n. 242 Marzo 2014

Relazione del Ministro generale


Il futuro delle nostre strutture al servizio della fraternit e della missione
Cambiamenti nelle Entit, risultato della revisione e della ristrutturazione Negli ultimi anni un certo numero di Entit allinterno dellOrdine hanno iniziato, stanno continuando o hanno completato il cammino di revisione e ristrutturazione che sta cambiando la mappa dellOrdine. Province, Custodie (autonome o dipendenti) o Fondazioni una volta esistenti si sono fuse con altre Entit per rafforzare tutti gli aspetti della nostra identit, fraternit e attivit missionaria francescane. La Germania, che una volta aveva 4 Province, ora ne ha solo una. La precedente Provincia di San Giuseppe in Belgio diventata Custodia dipendente delle Provincia di Olanda (Paesi Bassi). Sei Province e una Fondazione in Spagna si stanno preparando allunificazione che avverr il prossimo 1 gennaio 2015, lasciando nella loro scia una Conferenza che avr solo 4 Entit, ma che sar comunque composta da pi di 800 Frati. Nel Nord Italia, nel 2016, 6 Province diventeranno una sola, con circa 650 frati. Negli Stati Uniti, 7 Province con pi di 1100 frati hanno intrapreso un processo di revisione per assicurare la vitalit e la presenza futura dellOrdine e del carisma francescano in quella regione. Questo processo potrebbe portare alla ristrutturazione e ad una possibile riduzione del numero delle Province. Il Canada ha iniziato un analogo processo di dialogo tra le due Province, un processo che a un certo punto dovr coinvolgere tutte le diverse presenze OFM nel territorio canadese. Al centro di tutti questi processi, dobbiamo tenere sempre ben presente la conversione interiore, in modo che qualsiasi struttura ne risulter possa riflettere ci che noi cerchiamo di diventare in Ges Cristo. In tutti questi processi necessari e negli altri cambiamenti che si stanno verificando nellOrdine, si avverte a tratti unenorme resistenza. Fratelli che non intendono perdere lidentit che hanno ereditato o creato; non vogliono staccarsi dalla visione e dalla pratica della vita francescana che credono essere santa, buona, vera e assolutamente necessaria. Questo vero anche a livello delle Entit dellOrdine, a livello delle Conferenze e anche a livello del Governo generale. Ma tutti riconosciamo che il mondo e la Chiesa, come ho gi detto prima, stanno cambiando.

Fr. Michael A.Perry

Consiglio Plenario OFM

17-19 novembre 2013

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Questi cambiamenti non si possono compiere senza la preghiera, tanta preghiera, e il discernimento, n si scelgono solo per rendere pi efficiente ed efficace la nostra vita. Si fanno in ragione di un sincero desiderio di promuovere il nostro comune impegno a servizio del Vangelo e per assicurare che la nostra vita di Frati Minori resti capace di accogliere linvito di Dio e di andare quando e dove lo Spirito di Dio ci guida. Ridimensionamento e ristrutturazione nella vita dellOrdine non sono solo una risposta alla diminuzione, allinvecchiamento e al desiderio di assicurare una presenza francescana vivace per le future generazioni in una determinata regione. In India, nelle Filippine, nella Repubblica Democratica del Congo, nellAfrica Occidentale e Meridionale (la ragione del cosiddetto Progetto Africa) e in altre parti del mondo francescano, lOrdine sperimenta una crescita numerica e un certo ringiovanimento. Si stanno creando nuove Entit in risposta allaumento numerico dei Frati e al bisogno di strutture che assicurino una buona qualit di vita, di servizio dellautorit e di missione evangelica dinamica. Allo stesso tempo, queste nuove Entit dovrebbero imparare dagli errori commessi nel passato da parte delle Province che le hanno fondate, sia missionarie che locali. Devono sforzarsi al massimo di aprirsi ad ogni forma di collaborazione e cooperazione con altre Entit dellOrdine, specialmente con le Province da cui hanno avuto origine. Queste nuove Entit devono intraprendere il difficile compito di aggiornare il loro modo di comprendere lautorit e le strutture, riflettendo sulla necessit di sviluppare nuove modalit di comprensione allinterno della Chiesa e dellOrdine, sullo scopo e sulla maniera di esercitare lautorit come pratica di giustizia, verit, servizio e amore. Le nuove Entit devono impegnarsi non semplicemente per copiare le pratiche e gli insegnamenti ricevuti, ma devono sforzarsi di intraprendere larduo compito di ridefinire le strutture e i ruoli, assicurandosi che questi trovino risonanza nel mondo culturale dove essi saranno esercitati. In tal modo si potr realizzare lo sviluppo di un inculturazione sana e creativa dei principi fondamentali che guidano la nostra forma vitae. A livello pratico, mentre si formano nuove Entit e quelle vecchie si fondono o cambiano, c un urgente bisogno di sviluppare un forte senso di fraternit universale, di forgiare un nuovo senso evangelico di solidariet, di condividere le risorse umane e materiali e di sviluppare meccanismi maggiori per la trasparenza e la gestione responsabile di tali risorse, umane e materiali. Questi diventano ingredienti essenziali per lo sviluppo di nuovi modelli di governo, per lesercizio del servizio dellautorit, che devono essere relazionali, e per la creazione o ricreazione delle principali strutture dellOrdine che potrebbero essere in grado di trasmettere la nostra identit nella vita dellOrdine, della Chiesa e del mondo in questo particolare momento storico. Il cambiamento a livello della vita dei Frati e dellOrdine comporta necessariamente delle conseguenze su tutti gli altri Frati e sulla Fraternit a livello di Entit, di Conferenza, di SuperConferenza e di Ordine.
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I cambiamenti che avvengono allinterno di determinate Entit dellOrdine non interessano solo le Entit stesse, ma riguardano le altre Province, toccano le Conferenze e lintero Ordine. A livello di Province si sta lentamente radicando un nuovo spirito di identit universale della nostra vocazione e missione francescane. I risultati dello studio sociologico e del questionario rivelano un desiderio crescente tra i Frati di rafforzare i legami di solidariet e la collaborazione interprovinciale in tutti i settori della nostra vita; di abbattere le barriere che ci impediscono di muoverci con maggiore libert e responsabilmente tra le diverse Entit e di essere al servizio dellOrdine intero per progetti missionari che sono stati approvati dalla pi alta autorit dellOrdine, ossia dai Capitoli generali. A livello di Conferenze, che sono costituite secondo un numero minimo di cinque entit (SSGG 200 4), anche i cambiamenti nella geografia delle Province e delle Custodie autonome toccano le Conferenze e, secondo la nostra legislazione, chiamano in causa la loro legittimit. Dobbiamo ripensare nuovamente se vogliamo continuare ad usare efficacemente la struttura della Conferenza e anche della SuperConferenza, che hanno come obiettivo primario la promozione dellunit, il coordinamento e la collaborazione nella vita e missione dellOrdine (SSGG, 200 1). chiaro negli Statuti generali dellOrdine che tutte le nostre strutture sono organizzate e orientate verso il pi alto livello del bene comune, la Fraternit universale. Tutti coloro che servono lOrdine a livello universale sono consapevoli che la loro primaria responsabilit per lintero Ordine, sebbene debbano lottare per rispondere ai bisogni specifici e per aiutare i Ministri nellambito di una determinata regione a portare avanti il servizio di animazione e a gestire la comunicazione e la comunione tra regioni, allinterno delle Conferenze, e con il Governo centrale dellOrdine.

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Dal Definitorio
Alle ore 9.00, insieme alla fraternit di s. Gaetano, si celebra lOra Terza, cui segue un ricordo di fr. Emanuele Pedrini. Si saluta con particolare affetto fr. Nazareno Panzeri, recentemente ritornato in convento dopo la lunga degenza post-operatoria. Segue un fraterno confronto che ha per oggetto la chiusura del convento di s. Gaetano con le prossime Carte di famiglia (agosto-settembre 2014). Il Ministro ricorda il precorso di discernimento fatto sulla fraternit nel triennio 2010-2013 e la scelta confermata dal Capitolo 2013 (cfr. Orientamento n. 4.1) di procedere con la chiusura. Fr. Marco Fossati, Economo provinciale, spiega sinteticamente il punto della situazione per il passaggio dellIstituto Luzzago alla erigenda Fondazione Simpliciano Olgiati e le diverse ipotesi per la cessione del Franciscanum e del Convento. Conclusa la presentazione, il Ministro ribadisce che la presenza della fraternit di s. Gaetano si concluder con le prossime Carte di famiglia 2014-2015. Fr. Paolo Dozio, guardiano, dopo aver sottolineato limportanza del lavoro svolto nel sostegno alle famiglie e ai bisognosi che quotidianamente bussano alla porta del convento, ribadisce il coinvolgimento di numerosi volontari e delle istituzioni e auspica che lattivit caritativa possa continuare. Il Definitorio suggerisce alla fraternit di contattare le realt caritative delle parrocchie del centro storico per valutare una collaborazione e/o un eventuale trasferimento della mensa dei frati altrove. Fr. Paolo infine esprime la fatica nel vivere questo tempo di attesa e di avvicinamento alla chiusura, dicendo che la difficolt accresciuta per la mancanza di una continuit sia per la presenza religiosa che per lattivit caritativa. Il Ministro e il Definitorio esprimono comprensione e solidariet ai frati di s. Gaetano e li incoraggiano a continuare con serenit lungo il cammino indicato. I lavori proseguono alla presenza del solo Definitorio; si procede allapprovazione unanime del verbale del VI Congresso definitoriale. Il Ministro informa circa le condizioni dei frati ammalati, le condizioni dei frati ricoverati in infermeria sono stabili. Fr. Pasquale Ghezzi stato operato alla prostata, la sua ripresa piuttosto lenta a causa di uninfezione e di alcuni problemi con lanestesia. Il 14 febbraio fr. Giuseppe Maffeis ha incontrato il vescovo di Brescia, in vece del Ministro provinciale, indisponibile per un improvviso malore. Nel colloquio, molto fraterno e cordiale, il Vescovo stato aggiornato circa il futuro dellIstituto Luzzago, del Franciscanum e del convento di s. Gaetano.

S. Gaetano Brescia 4 marzo 2014

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Rammaricato per la chiusura del convento, si invece detto compiaciuto per la soluzione prospettata per il liceo, esso non solo continuer la sua attivit ma sar garantita anche lidentit di scuola cattolica. Fr. Francesco Ielpo, Commissario di Terra Santa, sta incontrando i vescovi della Regione Lombardia per presentare le attivit di promozione della perla delle missioni francescane, dice di essere benevolmente accolto da tutti. Il 15 febbraio, nel Convento di s. Angelo, alla presenza del Ministro provinciale e di diversi confratelli, il decano della Provincia, fr. Anacleto Mosconi, ha festeggiato il traguardo di 99 anni. Presso la Curia provinciale, il 18 febbraio u.s., i Ministri provinciali delle diverse obbedienze hanno incontrato il Consiglio regionale OFS (Ministro regionale, consiglieri, assistenti spirituali delle 4 obbedienze) con alcuni rappresentanti della Gi.Fra. (Presidente regionale e assistenti spirituali). Tra gli argomenti discussi, si affrontato il tema dellAssistenza spirituale. Si deciso lincontro degli Assistenti locali delle fraternit OFS per il 20 settembre 2014, riprendendo il tradizionale incontro sospeso a causa della scarsa partecipazione degli assistenti locali. Il Ministro comunica di essere stato in visita ai frati di Cermenate e di aver gi fissato gli incontri con i fratelli delle comunit di s. Giovanni Battista alla Creta e di Pavia. Fr. Francesco si dice soddisfatto dellincontro con i frati di Cermenate e di aver trovato un clima sereno e fraterno. Il 27-28 febbraio, presso la Curia provinciale di Milano, si tenuto il secondo incontro del Consiglio di Cooperazione. Gran parte del tempo stata dedicato allaggiornamento della mappatura nelle diverse Province e alla riflessione sulle case di formazione. Fr. Massimo Fusarelli ha presentato al Consiglio di Cooperazione una proposta di lavoro risultante dalla sintesi delle riflessioni emerse nei colloqui personali con i Ministri provinciali, con i formatori e dallo studio della documentazione presentata dalle Province (riflessioni dei Definitori). Non si ancora giunti ad una decisione definitiva, per questo sono state formulate alcune richieste specifiche ai Definitri provinciali. E stata consegnata la lettera del Ministro generale per la preparazione del Capitolo generale che si celebrer nel 2015; oltre a chiedere una preparazione spirituale, fatta di preghiera, il Ministro generale chiede di far pervenire, entro giugno 2014, eventuali suggerimenti per modificare gli SS.GG.; chiede infine che ogni Provincia dedichi uno spazio informativo adeguato sul proprio sito web. Si affrontano alcune questioni di economia e di legale rappresentanza. Si discute poi circa lattuazione degli Orientamenti capitolari riguardanti la Fondazione Fratelli di s. Francesco. Il Capitolo provinciale ha chiesto al Ministro e al Definitorio di chiarire in tutte le sedi e gli ambiti opportuni che la Fondazione Fratelli di s. Francesco una realt autonoma, le cui scelte operative non dipendono dalla Provincia (4.2.1). Inoltre Il Ministro con il Definitorio dovranno invitare la Fondazione a non utilizzare immagini o simboli riferibili allente Provincia e alle sue strutture (4.2.2). Con il parere favorevole del Capitolo del Guardianato di s. Antonio, il Definitorio approva la richiesta dellATS (Associazione Terra Santa) relativa allutilizzo di alcuni locali del convento di S. Angelo, fino al 2016. Fr. Massimo Cocchetti comunica il programma definitivo della giornata-pellegrinaggio al Sotto il Monte (BG) nei luoghi di s. Giovanni XXIII del 6 giugno 2014. I lavori del Congresso definitoriale si concludono alle ore 15.45 circa. A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen!
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Un uso evangelico dei beni rallegra la vita e risana il mondo intero


Card. Carlo Maria Martini Incontro dei membri dei Consigli per gli Affari Economici delle parrocchie Milano, 18 dicembre 2001

Questa sera vorrei fermarmi sul testo evangelico (Lc 12, 32-48) che stato proclamato, e trarne alcune conclusioni e suggerimenti pratici. Non certo per insegnarvi cose che conoscete meglio di me, ma per esprimervi riconoscenza e stima in merito al lavoro e al servizio che rendete alla Chiesa e al Signore, un servizio veramente cristiano ed evangelico.

Il contesto odierno Prima di sottolineare l'aspetto spirituale e la delicatezza propria del trattare i b eni ecclesiastici, mi sembra utile collocare il nostro incontro nel contesto pi ampio in cui ci stiamo muovendo a livello internazionale. Il Natale ormai imminente si situa infatti in un momento particolarmente drammatico della storia contemporanea. Il Papa ne ha parlato tante volte e ha detto, tra l'altro: "Nubi oscure si addensano sull'orizzonte del mondo. L'umanit, che ha salutato con speranza l'aurora del terzo millennio, sente come incombere su di s la minaccia di nuovi, sconvolgenti conflitti". Tutto ha avuto origine da quel "crimine di orribile gravit" perpetrato "nel giro di pochi minuti", con l'uccisione di "migliaia di persone innocenti di varie provenienze etniche", che ha sconvolto il mondo l'11 settembre scorso (GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per la Giornata mondiale della pace, n.1). Da allora abbiamo sperimentato con nuova consapevolezza l'amara verit della nostra vulnerabilit personale e collettiva; e insieme abbiamo capito che necessario un impegno morale di grande rilievo, se vogliamo vincere la battaglia contro il terrorismo e le sue cause. Nel quadro di questo impegno morale, che la gente sente un po' di nuovo oggi, viviamo il nostro incontro. Al contesto internazionale molto serio, che ci sollecita a vivere pi fortemente i valori della giustizia e della condivisione, direttamente contrari ai mali seminati dal terrorismo, aggiungo un contesto ecclesiale. Alla fine del mese di ottobre si concluso il Sinodo universale dei Vescovi, a cui ho partecipato.

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Mi piace richiamare alcune parole dell'omelia del Papa, nella celebrazione eucaristica del 30 settembre, all'inizio dei lavori; parole che hanno fatto molto pensare noi Vescovi. Commentando il brano del profeta Amos, proposto dalla liturgia di quel giorno, e il testo evangelico di Luca, con la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro, diceva: "La beatitudine evangelica della povert costituisce un messaggio prezioso per l'Assemblea sinodale che stiamo iniziando. La povert , infatti, un tratto essenziale della persona di Ges e del suo ministero di salvezza e rappresenta uno dei requisiti indispensabili, perch l'annuncio evangelico trovi ascolto e accoglienza presso l'umanit di oggi". E aggiungeva: Venerati Fratelli, siamo stimolati a esaminarci circa il nostro atteggiamento verso i beni terreni e circa l'uso che se ne fa. Siamo in- vitati a verificare a che punto nella Chiesa sia la conversione personale e comunitaria a una effettiva povert evangelica". Emerge qui il problema gravissimo, di fronte al quale siamo sempre un po' impari: che cosa significa reggere i beni ecclesiastici in una societ come la nostra, che necessariamente abbastanza ricca di beni - beni di edifici, beni artistici, beni economici per il bene della gente - Che cosa significa reggerli con spirito evangelico? Non facile rispondere, anche se questa la grande sfida a cui siamo chiamati. Spesso mi interrogo in proposito. Monsignor Attilio Nicora, un grande vescovo italiano che si occupa soprattutto dei rapporti riguardanti il Concordato tra la santa Sede e l'Italia, affermava qualche mese fa, in una conferenza tenuta a Milano, che probabilmente la nostra Chiesa non ha ancora risposto alla domanda: cosa vuol dire vivere la povert evangelica in una societ opulenta come la nostra? Il saggio amministratore Dopo le premesse, rileggo ora brevemente il testo evangelico che potrebbe essere intitolato: Il saggio amministratore (cf. Lc 12,32-48). Di fatto il brano ha un andamento escatologico, concerne gli ultimi tempi, e dovremmo considerare centrale il v. 40: "Anche voi tenetevi pronti, perch il Figlio dell'uomo verr nell'ora che non pensate". un invito a tenerci pronti per la venuta del Figlio dell'uomo, che arriva nelle maniere pi impensate: nei momenti della fatica, della malattia, della morte, nei momenti nei quali il mondo va verso il suo compimento. A partire per dalla tensione escatologica, tutto il testo parla del ben amministrare la casa di Dio, con delle conseguenze etiche che trae proprio dalla tensione escatologica. Al v. 42 Ges domanda: "Qual dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porr a capo della sua servit, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?". Dunque ciascuno di voi, ogni prete nella sua parrocchia e il Vescovo per la diocesi, devono essere amministratori fedeli e saggi. Il termine italiano "amministratori" traduce il vocabolo greco "oikonomoi", economi, cio persone che presiedono alla legge della casa. La casa ha una legge di ordine, di trasparenza, di giustizia, e gli economi o amministratori vi presiedono. Nell'antica Grecia era un titolo molto nobile, "oikonomoi" indicava anche i tesorieri della citt, i ministri - possiamo dire - del tesoro, del bilancio, quasi i responsabili della cosa pubblica. E voi portate in particolare una grossa responsabilit insieme con gli altri membri del Consiglio, per la vostra comunit parrocchiale.
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Il brano evangelico si trova nel contesto del cap. 12 di Luca, dove si parla spesso del buon uso dei beni del mondo: che senso hanno e come usarne bene? Il brano ci d alcune risposte che esprimo in cinque brevi tesi. La tesi centrale o chiave ermeneutica sottolinea che il vero tesoro in cielo. il principio fondamentale del cristiano: il vero tesoro non in banca, non nei beni immobili, nelle opere d'arte, ma in cielo. un tesoro spirituale, fatto di fede, speranza e carit. Tutti gli altri tesori - pur se importanti - sono relativi a questo tesoro e vanno amministrati tenendo presente la priorit del tesoro che in cielo. Un secondo principio espresso in maniera forte dal v. 33: "Vendete ci che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli". Se il tesoro vero nei cieli, i beni materiali contano poco, servono per la carit. Qui si pensa a chi chiamato a lasciare tutto per seguire Ges. Il principio per generale: i beni di questo mondo e anche i beni della Chiesa servono per il prossimo, per far crescere la condivisione, l'amore, la fraternit, la carit. Se nel mondo si osservasse tale regola, non ci sarebbero ingiustizie, violenze, terrorismi, guerre. Ed comunque la regola cui devono ispirarsi in particolare i beni ecclesiastici. Possiamo dire che i beni materiali hanno il loro massimo significato quando vengono destinati a servizi di amore, servizi di culto, di manutenzione degli edifici, servizi di promozione umana, di attenzione ai poveri, di promozione culturale del cristiano. Il terzo principio lo cogliamo nei vv. 35-37: "Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze... Beati quei servi che il padrone al suo ritorno trover ancora svegli...". Un saggio amministratore colui che vigila sempre sui conti, che trasparente, preciso, cos da essere pronto anche se il padrone ritorna all'improvviso o di notte. Con un'immagine molto efficace Ges ci ricorda la cura, la diligenza dell'amministratore saggio. Queste parole valgono per tutti gli amministratori dei beni privati e pubblici della nostra Repubblica e, se fossero stati davvero cos, non avremmo avuto il fenomeno di Tangentepoli. Ma noi pensiamo in particolare all'amministratore ecclesiastico, che deve essere trasparente proprio per evitare incidenti spiacevoli. Il quarto principio espresso al v. 42: "Qual dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porr a capo della sua servit, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?". Il buon economo colui che fa attenzione a tutto l'insieme, che tiene conto di tutte le necessit, che non ne ha in mente una sola (pensiamo soltanto all'oratorio, a costruire un certo edificio, a una certa linea pastorale), ma l'insieme della comunit parrocchiale. Quindi deve aiutare il parroco a fare i conti sulle diverse realt, in modo che il parroco successivo non possa dire: stato messo un pavimento lussuosissimo di marmo e si sono trascurati gli impianti... L'ultimo principio, che certamente non tocca voi, lo leggiamo nei vv. 45 e seguenti: g uai a chi pensa ai propri interessi! Dice Ges: "Se quel servo dicesse in cuor suo: il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriver nel giorno in cui meno se l'aspetta... e lo punir con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli...". Non il vostro caso sia perch siete persone estremamente fidate sia perch spesso i beni della parrocchia sono pi in rosso che in nero, e quindi non tentano nessuno.
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Comunque il brano del Vangelo rileva giustamente che l'amministratore deve dare l'esempio di libert totale da interessi propri. Alcune indicazioni concrete I cinque principi che ho richiamato ci pongono di fronte al grande problema: come fare in modo che i beni ecclesiastici - beni della Chiesa, dei poveri, della carit - siano amministrati non soltanto secondo un criterio economico, finanziario, di reddito e di buona amministrazione, ma vadano a buon fine? Vi offro quattro suggerimenti o indicazioni concrete con le quali concludo la riflessione. I. Mi pare molto importante educare le parrocchie alla perequazione e alla condivisione sia all'interno della parrocchia sia fra parrocchie. un problema che quando giunsi a Milano vent'anni fa, esisteva ancora ampiamente, in tutta Italia e in altre nazioni, gi tra preti stessi. La situazione economica del clero privilegiava infatti alcuni preti in parrocchie redditizie e rendeva difficile la vita a preti di parrocchie poverissime. Ora, dopo il Concordato, la CEI ha provveduto e cos ogni parroco, ogni prete che ha un mandato dal Vescovo, riceve la stessa somma base. Si quindi stabilita una sostanziale uguaglianza fra tutti i preti. In Italia i preti hanno accettato il provvedimento nuovo con gioia e talora con spirito di sacrificio (per alcuni si trattato di diminuire nettamente il reddito mensile). Tuttavia fra le comunit permangono enormi differenze: le parrocchie che hanno molti beni o li ricevono possono dotarsi di uno splendido palazzetto dello sport e di una casa di montagna; le parrocchie povere non riescono nemmeno a riparare il tetto della chiesa. Di qui l'importanza di promuovere una condivisione fra le comunit. Al riguardo non ci sono regole giuridiche precise da far valere. vero che c' il sistema della tassazione, per cui le comunit pi ricche pagano pi tasse; per questo non sufficiente. Bisogna abituare al concetto del gemellaggio - oggi abbastanza diffuso con le comunit in terra di missione -; bisogna accorgersi che nello stesso decanato c' una parrocchia che fa fatica, mentre la propria ha dei beni magari eccessivi per le sue necessit. Si tratta di un dovere grave di carit. Ed compito del parroco, del Consiglio pastorale e del Consiglio per gli affari economici, valutare ci di cui la parrocchia ha bisogno per condividere il di pi con parrocchie povere di mezzi. II. Occorre educare alla sobriet e all'essenzialit. Alcune parrocchie lo fanno, mentre altre programmano opere "faraoniche" e insistono per ottenere tutti i permessi, anche dalla Curia, per riuscire a superare le difficolt. Credo che debba intervenire il buon senso, il giudizio che dice: questo veramente necessario, quello no. Ci vale soprattutto nei caso delle unit pastorali. Quando parrocchie piccolissime sono gi in unit pastorale o la saranno presto, non ha senso moltiplicare per ogni parrocchia lo s tesso edificio, rinnovare in maniera suntuosa i tre oratori, dal momento che poi le parrocchie, essendo piccole, non potranno reggersi da sole.

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una decisione non facile, che richiede coraggio, saggezza amministrativa, richiede uno sguardo rivolto al futuro, per non essere gravati da edifici che non serviranno pi perch troppo grandi. Educare alla sobriet e all'essenzialit significa educare alla povert evangelica. Le parrocchie, ovviamente, hanno diritto di avere edifici belli, puliti, ben tenuti, non per lussuosi o sovrabbondanti rispetto alle reali necessit (anzi qualche volta occorre poi cercare chi li potrebbe affittare utilizzandoli per altri usi, perch non servono per la vita della parrocchia). III. Educare alla valorizzazione culturale dei beni artistici delle parrocchie. Le nostre parrocchie hanno una straordinaria ricchezza di questi beni. Certo non siamo n la Toscana n Roma che hanno una densit unica al mondo di beni artistici. Rispetto per alla pi gran parte delle regioni della terra, siamo una di quelle pi ricche di quadri, affreschi, edifici sacri grandi e piccoli di notevole rilievo architettonico, di statue splendide. Le nostre parrocchie, fino a 30-40 anni fa trascuravano queste opere d'arte, magari le mettevano in solaio o in qualche ripostiglio. Oggi la cura cresciuta, e le stesse comunit civili si preoccupano della cura dei beni artistici. IV. L'ultima raccomandazione quella di stanziare fondi non solo per le strutture, ma pure per la formazione e la cultura. Le nostre parrocchie sono talora affette dal "male della pietra" e si spende molto per gli edifici, magari per il campanile che deve essere pi alto del campanile della parrocchia vicina, per le porte artistiche. Tutte cose belle, ma dobbiamo ricordare l'importanza fondamentale della formazione culturale e spirituale dei laici, che richiede investimenti forti; il rischio di avere delle cose molto belle e per dei laici impreparati. Le spese per favorire l'impegno culturale, la partecipazione a corsi di Esercizi spirituali, a corsi di aggiornamento, la facilitazione a iniziative decanali di questo tipo, sono parte integrante del bilancio di una parrocchia che non de ve solo custodire una bella chiesa, ma formare una comunit intelligente, pronta e preparata. Ho cos cercato di tradurre concretamente alcuni stimoli ricavati dalla pagina evangelica di Luca. Conclusione Concludo rileggendo ancora un passo dell'omelia del Papa nella Messa celebrata il 30 settembre per l'inizio del Sinodo universale dei Vescovi. Un'omelia che ci ha fatto molto pensare e che deve rimanere come una spina nella carne, perch mostra come siamo lontani dal vivere l'esempio di Ges. " la via della povert che ci permetter di trasmettere ai nostri con- temporanei i frutti della salvezza. Come Vescovi siamo chiamati pertanto a es- sere poveri al servizio del Vangelo. Essere servitori della parola rivelata, che all'occorrenza levano la loro voce in difesa degli ultimi, denunciano i soprusi. Essere profeti che evidenziano con coraggio i peccati sociali legati al consumismo, all'edonismo, a un'economia che produce un inaccettabile divario tra lusso e miseria, tra pochi 'epuloni' e innumerevoli 'Lazzaro'.
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In ogni epoca, la Chiesa si fatta solidale con questi ultimi, e ha avuto Pastori santi, che si sono schierati, come apostoli intrepidi della carit, dalla parte dei poveri. Uno dei modi di essere una Chiesa povera quello di preoccuparsi per i poveri, di levare la voce alta per loro, come talora tentiamo di fare, come ho cercato di fare nel discorso di S. Ambrogio; levare la voce contro le in giustizie del mondo, imitando l'esempio di San Carlo che era vicino soprattutto ai poveri, ai malati, ai sofferenti - lo mostrano i quadroni di san Carlo presenti sulle pareti di questa chiesa -. Abbiamo tanti esempi di santi; San Carlo proveniva da una famiglia molto ricca, aveva molti beni, eppure si dedicato totalmente ai poveri. A lui chiediamo di aiutarci, perch possiamo servire una Chiesa nella quale la voce della carit e dell'amore sia attenta sempre a levarsi al di sopra di tutte le voci mondane. In prossimit del Natale mi recher a visitare in citt una Casa che si apre a ospitare i poveri abbandonati che nelle notti gelide rischiano di morire di freddo e inaugurer anche un servizio mobile che giri per le strade durante la notte alla ricerca dei senza tetto. un altro modo con cui la nostra Chiesa pensa ai poveri. So che ogni parrocchia fa molto per i suoi poveri e io vi dico: non abbiate paura di dare parte del bilancio parrocchiale anche per loro. Ricordiamoci che un uso evangelico dei beni rallegra la vita e risana il nostro mondo, turbato dai fumi dell'egoismo, dell'odio e della guerra. Con tale speranza di vittoria sull'egoismo, sull'odio e sulla guerra auguro buon Natale a voi, alle vostre famiglie e alle vostre parrocchie.

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Testimonianze di vita fraterna


Incontro Frati Under 5
Chiamati a qualificare la nostra vita
Il 7 e 8 marzo nel convento di S. Pietro apostolo a Rezzato si sono ritrovati per il secondo incontro annuale i frati U5 . A questo appuntamento si unito anche fra Massimo Fusarelli, Delegato del Ministro Generale, che ha desiderato incontrare il gruppo per condividere e conoscere le attese, paure, timori, speranze di ciascun frate. Dopo aver condiviso la cena con la fraternit ospitante, la serata trascorsa in un tempo di semplice fraternit. La mattina seguente fra Massimo facendo riferimento allEsortazione Apostolica Evangelii Gaudium ha invitato a non fuggire dalla risurrezione di Ges e a non darsi mai per vinti (cfr. EG8); vivere come fratelli in missione il cuore della nostra vita: prima che alla diminuzione numerica si assiste ad una diminuzione di speranza, ma la fede fa dire che proprio qui Dio si manifesta e riaccende la speranza, infatti giungiamo ad essere pienamente umani quando siamo pi che umani, quando permettiamo a Dio di condurci al di l di noi stessi perch raggiungiamo il nostro essere pi vero (EG8). Da queste provocazioni sono emerse nella condivisione che seguita diverse domande, che si possono sintetizzare con queste espressioni: Calo numerico; Strutture: quali criteri?; Ruolo dei laici; Individualismo; Solitudine; Significativit della nostra vita; Fatiche a conciliare formazioni ed et diverse. Nella ripresa pomeridiana fra Massimo ha evidenziato come i nostri dubbi e domande si inseriscono dentro il cammino verso la nuova entit che stiamo costruendo e che ha come macro-obiettivo la RIQUALIFICAZIONE DELLA NOSTRA VITA. Ho sviluppato un forte senso della realt e avendo girato 70 Provincie dellOrdine non mi faccio illusioni; la forma di Provincia che ho ricevuta crollata e sono chiamato a prendere atto della realt, del venir meno di un mondo e del nascere di un nuovo mondo senzaltro pi povero, che certamente genera inquietudine in tanti frati. La nuova Provincia non porter alla risoluzione di tutti i problemi!.

Rezzato BS 7-8 marzo 2014

Fr. Enrico Russotto e fr. Sandro Audagna

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Ma che cosa sta nascendo? Siamo chiamati a fare esodo, soprattutto dentro di noi. Facciamo fatica a vedere con occhi nuovi la realt che sta cambiando: siamo come il popolo di Dio nel deserto. Occorre alleggerire le strutture con fantasia per liberare energie verso una NUOVA QUALIT DI VITA. Occorre ripensare il nostro modo di abitare i conventi: in passato costruiti per rispondere a bisogni che oggi con evidenza sono cambiati. Siamo dentro una forma di vita dinamica che riceviamo da Ges Cristo e che rompe tutte le nostre forme: occorre passare da ciascuno fa il suo ad un progetto condiviso. Abbiamo una ricca storia alle spalle e occorre conservare questa pluriformit creando una nostra specificit, questo possibile mettendoci in ascolto dei bisogni del territorio nel quale viviamo e centrando la fraternit sullincontro fraterno pi che sui compiti assegnati ad ognuno. Nel pomeriggio del sabato, dopo la celebrazione dellEucaristia presieduta da fra Massimo e un lauto pranzo fraterno, salutando il Delegato del Ministro Generale, sono stati ripresi i lavori con un confronto fraterno che ha fatto emergere il desiderio di poter creare pi occasioni per vederci e di programmare gli esercizi spirituali per tutti gli U5 lanno venturo.

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Ritiro di Quaresima per Giovani


IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME

E tu come accompagni Cristo verso Gerusalemme?. Con questa domanda ha preso il via il ritiro quaresimale organizzato a Monza dai frati, per giovani decisi a fermarsi un momento, a staccare la spina dalla routine quotidiana, per immergersi in quello che il vero e autentico periodo forte per tutti noi cristiani. Fermarsi ora significa riflettere, meditare, pregare. Fermarsi anche un modo per conoscere, conoscersi e conoscerLo, scoprendo cos una presenza costante, in cammino con noi e per noi. Un cammino difficile, pieno di inciampi e tentazioni che spesso e volentieri ci portano a imboccare strade spiacevoli. E sono proprio le tentazioni la pietra dinciampo nella quale i nostri piedi tendono a scontrarsi pi di frequente: quando abbiamo fame di tutto ma ci dimentichiamo che il vero cibo la parola di Dio, una fame che divora il nostro rapporto; quando vogliamo piegare lonnipotenza di Dio per i nostri capricci, pretendendo, e dimenticandoci dellimportanza del nostro rapporto con Lui nella preghiera; quando divinizziamo e idolatriamo ci che ci rende la vita comoda, dimenticandoci di Dio. Un momento, questo, volto alla verifica della nostra libert, del nostro stare con il Signore e con gli altri un deserto per uscire dagli schemi mentali che quotidianamente ci incatenano. Un ritiro fatto, per, di incontri, di condivisione, di risate e gioia che hanno fatto nascere amicizie nuove e belle proprio perch unite dalla stessa ricerca, ognuno con strade e percorsi diversi che per pochi giorni si sono incrociate sulla strada verso Gerusalemme, in compagnia di un Amico che non lascer mai soli. Un cammino verso lAmore di quel crocifisso che parla: ha parlato a S. Francesco e non smette di parlare al cuore di tutti, chiedendo di amarlo. Che questa Pasqua possa donare a tutti la consapevolezza che il Risorto cammina sempre accanto a ciascuno, mostrandoci la bellezza della libert, se solo la vogliamo.

Monza 28-30 marzo 2014

Eleonora

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A Cividino, proprio sul confine tracciato dal fiume Oglio tra la provincia bresciana da quella bergamasca, nata recentemente una nuova realt monastica. Le mura del seicentesco convento, denominato monastero S. Giuseppe, che per oltre 400 anni hanno ospitato i frati minori francescani, ora sono abitate da una comunit di undici monache appartenenti allordine delle carmelitane scalze. Il passaggio di testimone avvenuto, a detta delle sorelle che abitano il convento, in modo provvidenziale. Nel 2012, infatti, i frati dovevano abbandonare il loro abituale domicilio perch incluso nella serie di conventi del Nord Italia che sarebbero stati chiusi. Nello stesso tempo, una numerosa comunit di Carmelitane scalze del monastero di Montecchio, in provincia di Vicenza, era alla ricerca di una dimora fissa e stabile. La segnalazione della partenza dei francescani ha aperto cos le porte del convento alla comunit vicentina che, in data 12 giugno 2012, ha fatto il suo ingresso nella nuova casa. La trasformazione della struttura conventuale in monastica ha richiesto dei lavori di ristrutturazione per i quali le carmelitane si stanno tuttora impegnando pazientemente. Tra le priorit, la creazione di ambienti che caratterizzano la loro vita quotidiana, come ad esempio lintroduzione della grata che separa il coro dallaltare allinterno della Chiesa accessibile ai laici tutti i giorni durante le orazione e la Messa, che viene celebrata dai frati Carmelitani di Adro con i quali le monache sono in stretto contatto. La grata, elemento caratterizzante la clausura, nella percezione comune legata a unidea di isolamento dal mondo che spesso vede nella vita claustrale una scelta estrema, quasi una privazione. In parte vero: una monaca di clausura dopo la professione solenne non uscir pi da quelle mura. Solo il diritto di voto e i problemi di salute, costituiscono eccezioni alla regola. Ma una religiosa che fa questa scelta non isolata: la grata solo una separazione materiale che nulla toglie alla ricchezza di uno scambio che pu avvenire anche attraverso di essa. E un abbraccio, un modo per dire al mondo che solo Dio basta, come confida una sorella che dal parlatoio, unico luogo del monastero accessibile (su richiesta) alle persone, non esita ad ascoltare una domanda, una confidenza, un semplice racconto.

dal GIORNALE di BRESCIA 21 gennaio 2014

Cristina Fratus
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Cos, costantemente a contatto con il mondo circostante attraverso i giornali, la tecnologia e i parlatoi, la vita monacale si svolge in una lunga giornata che, dalle 5.30 del mattino, vede lalternanza di attimi di lavoro (sempre individuale, come vuole la regola) e orazioni (sono ben sei i momenti di preghiera al giorno), il tutto inframezzato da momenti di comunione e meditazione personale. Nellautonomia in cui vivono e che le ha rese abili a ogni tipo di lavoro, vi soprattutto lazione della Provvidenza: qui davvero si prende ci che passa il convento, vale a dire che letteralmente i bisogni materiali e alimentari sono soddisfatti da ci che viene donato da privati, liberamente. Una volta ci hanno portato tantissime zucche, le abbiamo dovute mangiare tutti i giorni tutto il mese. Lo racconta, affettuosamente, una sorella, poi sorride in modo amorevole: si percepisce una serenit interiore, ma al tempo stesso una grande umanit. Dopotutto sono persone non molto distanti da noi: pregano molto, certo, ma sanno sorridere, scherzare, ascoltare e cantare. C, infatti, unaltra cosa che non tutti sanno: possibile ascoltarle alle 18.30 di ogni sera, quando accompagnate da arpa e chitarra, intonano brani che accompagnano la Messa del Monastero di s. Giuseppe in Cividino.

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FilmiAmo
Il capitale umano
Un cameriere dopo il lavoro torna a casa in bicicletta, notte fonda e su una carreggiata stretta e insidiosa spinto fuori strada da un Suv che cerca di evitare un furgone proveniente in senso opposto. Si cerca il colpevole e ci si imbatte nelle vicende finanziarie, nelle aspirazioni, nelle solitudini, di due famiglie brianzole i cui destini si intrecciano grazie ai legami affettivi dei figli. La realt non sempre come appare, ognuno nasconde dietro la foschia del Nord furbizie, piccolezze, bugie, desideri, verit. I conti alla fine si devono fare, ma pare che a pagare siano sempre i pi deboli.

Scheda a cura di Fr. Davide Sironi

Il capitale umano il valore economico di una persona calcolato considerando le sue doti e soprattutto la sua capacit produttiva. E la cifra con cui unAssicurazione quantifica il valore di una vita. Tutto ha un costo, tutto si pu liquidare. E uno degli effetti cinici del capitalismo disumanizzato che il nuovo film di Paolo Virz tematizza presentando, questa volta, una storia che vira verso il noir. Liberamente ispirato al romanzo di Stephen Amidon, il regista livornese realizza unopera dalla sceneggiatura incalzante scritta con Francesco Bruni e Francesco Piccolo -, con una fotografia incisiva dai contrasti netti, con un cast di attori italiani meraviglioso, con una struttura narrativa sorprendente: la stessa storia vista da tre personaggi. Il primo punto di vista quello di Dino Fabrizio Bentivoglio un immobiliarista a cui non mancano i soldi, ma ne vuole di pi. Crede di poter fare il salto di qualit, entrare nel top dei benestanti, con unoperazione finanziaria spregiudicata. Affida tutti i suoi averi a uno squalo della finanza di casa nostra, lenigmatico e magnetico Giovanni Bernasconi Fabrizio Gifuni - di cui invidia il successo, la magnifica casa, e non solo. I due si incontrano a casa del Bernasconi mentre Dino accompagna la figlia Serena dal suo ragazzo, Massimiliano, il figlio di Giovanni. Il secondo punto di vista con cui si narrano incontri, intrecci e fatti, quello della moglie di Giovanni, Carla Valeria Bruni Tedeschi una donna che occupa il suo tempo andato a fare shopping, visitando le amiche, girovagando senza meta accompagnata dallautista.

Il capitale umano
di Paolo Virz

Trhiller Durata 109 min. Italia 2014

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Pare ritrovare un senso esistenziale quando decide di restaurare lunico teatro rimasto in citt che, ormai decadente, rischia la chiusura. Costituisce una commissione di esperti per rilanciare larte e la cultura in quelle terre troppo fredde e troppo occupate a guadagnare. Sar in realt solo loccasione per rivedere uno scrittore e critico teatrale, Donato Luigi Lo Cascio - e concedersi una passionale evasione. Ma sfuggendo le conseguenze. Il terzo sguardo soggettivo offerto allo spettatore da Serena, una ragazza volitiva, anticonvenzionale, che sta terminando il liceo ed alla ricerca di se stessa. Finge di essere ancora la ragazza di Massimiliano, ma in realt ha il cuore altrove: si innamora di Luca, un ragazzo fragile, dal passato problematico, ma trasparente. Un ragazzo in cura da Roberta Valeria Golino - psicologa e compagna del padre, da cui aspetta un figlio. Tutti i personaggi si ritrovano alla festa della scuola frequentata da Serena e Massimiliano, la sera in cui si assegna il premio per il miglior studente. Il giovane Bernasconi il lizza, ma non riesce a soddisfare le attese opprimenti del padre. Dopo quel ricevimento un fatto drammatico invade le vite di queste due famiglie. Uno dei camerieri, mentre rientra a casa a notte fonda, viene investito da una grossa automobile e lasciato agonizzante sulla strada. Si scopre che la macchina quella di Massimiliano, ma chi cera alla guida? La polizia indaga, forza le vite di questi personaggi. Le ipotesi, le angosce, le menzogne, si rincorrono. La ricerca della verit mette pressione e fa emergere lati oscuri, rabbie, desideri, cinismo. Si complotta, apparentemente per salvare laltro, ma forse solo per salvare egoisticamente se stessi, il proprio patrimonio investito, la propria rispettabilit, i propri agi, i propri affari. Tutto ha un costo, tutto si pu comprare o liquidare, ma chi non ha i soldi tagliato fuori. Virz con questo film scava nelle dinamiche politiche, economiche, relazionali, dei nostri giorni. Nei miraggi, nelle ambizioni, nella freddezza e nel calore del cuore delle persone. Pone interrogativi, offre acuti spunti di riflessione. La commedia amara dei suoi film precedenti si trasforma in un dramma dolente e tagliente. Il colpevole dellincidente viene trovato, ma nessuno sembra davvero innocente. Ognuno ha le sue colpe, anche se alcune sono decisamente pi gravi e altre pi lievi e mosse dallaffetto per laltro. Solo la delicata Roberta appare come un personaggio positivo. C qualcuno che investe sulla rovina di questo Paese e vince, e la scena finale sembra dire che nessuno pu sentirsi escluso. Ma c anche chi rimane vittima di un sistema spietato. Un sistema che chiede il conto e qualcuno lo deve pagare: i pi fragili, spesso quelli estranei alle dinamiche di potere e di interesse. Questo sistema, perch possa sopravvivere, ha bisogno di qualcuno da sacrificare. Il potere disposto a pagare purch tutto continui come prima, perch la festa non si interrompa. E gi messo in conto che si possa perdere il capitale umano. Riamane una speranza: il sorriso di Serena e Luca.

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Notizie di Casa
Marzo
Nel locale Convento il Definitorio si riunisce per il suo VII Congresso.

A cura di fr. Enzo Pellegatta


04 S. Gaetano Brescia 07-98 Rezzato (BS) 08 La Creta Milano

Nel locale convento di s. Pietro fr. Massimo Fusarelli incontra i frati Under 5 del Nord Italia. In serata per le vie della parrocchia e con larrivo in chiesa si svolge una fiaccolata per ricordare Libbany e suo figlio Denzel, di santo Domingo e residenti nel quartiere, vittime della follia omicida di cui hanno dato notizia i media. Frati minori del Nord Italia e suore di diverse congregazioni animano le Missioni al Popolo.

08-23 Magenta (MI)

Ha luogo il Convegno degli Economi provinciali e dei Legali rappresentanti COMPI.

10-12 Casa Leonori Assisi 25

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Sullonda del successo della Carciofata viene organizzata lanaloga iniziativa Mela-tagli per vivere in modo solidale un venerd di Quaresima. Presso la Casa di riposo Cottolengo si celebrano in mattinata i funerali di sr. Caterina Pedrini, di anni 91, sorella di fr. Emanuele. Nellambito delliniziativa Cosa nutre la vita si svolge nel Salone dellImmacolata la conversazione sulla musica con Roberto Nazari, insegnante di educazione musicale e attivo nel campo della composizione e consulenza musicale. I Ministri provinciali delle Famiglie francescane dItalia si riuniscono per la XXXVIII Assemblea generale dellUnione delle Conferenze. Per la Lombardia partecipa fr. Almiro Modonesi. Nella chiesa del Sacro Cuore si celebrano i funerali della sig.ra Lisetta (Elisabetta) Frizzele. Nel 2012 Lisetta stata insignita del Diploma di fraternit per la generosit e la dedizione materna che ha dimostrato nei confronti di tanti frati che hanno vissuto nel convento di Busto Arsizio. 22-25, Monza: nel santuario di Santa Maria delle Grazie si celebra prima la Festa votiva cittadina e in seguito la Festa liturgica dellAnnunciazione. Ha luogo lincontro del Segretariato Formazione e Studi, partecipa fr. Massimo Fusarelli 25-27: Visita fraterna a S. Bernardino a Verona. Nel convento si s. Pancrazio fr. Massimo Fusarelli si incontra con lquipe degli Animatori Vocazionali del Nord Italia. Presso il locale convento si svolge il ritiro quaresimale per giovani In cammino verso Gerusalemme. Inizia la Missioni Giovani che si concluder il 13 aprile. Nellambito delliniziativa Cosa nutre la vita si svolge nel Salone dellImmacolata la conversazione sulla letteratura con Edoardo Rialti, insegnante di letteratura comparata in Italia e in Canada, collaboratore de "Il Foglio" e traduttore e curatore di Letteratura angloamericana per diverse case editrici.

14 S. Antonio Milano 17 Cerro Maggiore Milano 17 S. Antonio Milano

17-22 S. Giovanni Rotondo 20 Busto Arsizio (VA)

22-25 Monza 24 Bologna 28 Barbarano (VI) 28-30 Monza 30 Desio (MI) 31 S. Antonio Milano

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