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Anno XXXVII n.

249 Dicembre 2014

NOTIZIARIO

Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo


dei Frati Minori

Sacra Famiglia
Anonimo, sec XVII, olio su tela, Convento Santa Maria in Canepanova, Pavia.
La tela esposta nel refettorio di Pavia ci invita a continuare la contemplazione della Sacra
Famiglia che in questo tempo di Natale abbiamo celebrato in pi momenti.
Il dipinto di cui non abbiamo notizie e attribuzioni collocabile nel XVII secolo per stile e
soggetto che riprende il motivo iconografico in cui San Giuseppe consegna o costruisce la croce
con Ges Bambino. Anche la luce tipicamente post-caravaggesca ci restituisce tutta la
drammaticit che quel secolo ricercava. E proprio la luce radente accompagna lo sguardo
dellosservatore da sinistra a destra, dalla luminosit di Maria allombra della croce. La
composizione sviluppandosi orizzontalmente si articola nei gesti e nei simboli avvolti da ricchi
panneggi.
A differenza di molte opere che ritraggono questo soggetto, la scena in cui questa sacra
conversazione si svolge non sembra essere la bottega di Giuseppe, ma un pi semplice e
anonimo spazio caratterizzato da una colonna sulla sinistra e una tenda sul fondo da cui a
stento si intravede un paesaggio nonostante la cupa pellicola pittorica. Il resto della tela
occupato dalle quattro figure: Maria, Ges, Giuseppe e un Angelo.
Ges, ormai un po cresciuto, campeggia luminosamente al centro della composizione. Il suo
abito bianco, risvoltato sulle braccia e rimborsato sulle gambe si confonde cromaticamente con
lincarnato eburneo di giovinetto che siede scomposto tra i genitori.
Con Maria manifesta una certa somiglianza non solo nellaspetto ma anche nella posizione,
soprattutto nel busto e nelle braccia. Maria seduta su una sedia, di cui spunta tra le pieghe del
manto un elegante bracciolo. Ella tiene in grembo una cesta di frutta e fiori da cui caduto un
giglio che sta in terra ai suoi piedi, simbolo della sua purezza. Dallo stesso cesto Maria trae una
pera che porge al figlio per sfamarlo. La pera il simbolo dellamore di Cristo per lumanit e
simbolo di dolcezza. Tale simbolo spesso associato direttamente a Maria che come madre
dona al Figlio la sua dolcezza ed lei a insegnare al piccolo Ges ad amare lumanit. Secondo
alcuni autori, che identificano con un pero lalbero del bene e del male del Paradiso Terrestre, la
pera rappresenta invece la morte e la resurrezione di Cristo perch un riferimento alla Croce,
ricavata, secondo questa tradizione, dal legno dellalbero della conoscenza. Maria allora
alimenta il Figlio con un frutto che lo renda capace di sopportare il peso della croce che gli sta di
fronte.
Sebbene sia rappresentato molto simile a Maria, Ges manifesta una forte relazione con
Giuseppe. Gli occhi delluno sono fissi in quelli dellaltro. Le due delicate mani di Ges
sembrano accarezzare e prendere confidenza con quella piccola croce che le mani di Giuseppe
sostengono e gli porgono. Il piccolo Ges sembra voler imitare Giuseppe anche nellindossare
labito lasciando le gambe scoperte. Tra le loro gambe, per terra, come usciti dalla bottega di
Giuseppe, martello, tenaglia e chiodi simboleggiano il lavoro del padre e la Passione del Figlio.
Nellangolo in alto a destra un angelo osserva da vicino la scena accompagnando la quotidianit
della sacra Famiglia e testimoniando la presenza e la custodia di Dio Padre.
I frati allora, nel loro desiderio di conformarsi a Cristo, sono chiamati a mangiare per poter
lavorare come Giuseppe, trarre energia e nutrimento dal cibo per poter imparare a portare la
croce amando lUmanit.
Fr. Carlo Cavallari

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

Indice
Lettera Apostolica di Papa Francesco
A tutti i consacrati II PARTE

Ministero episcopale e carisma della vita consacrata


in dialogo nelle Chiese di Lombardia

10

Consiglio di Cooperazione Provincie Nord Italia


Milano 12-13 dicembre

16

Dalla Provincia
Omelia per funerale di fr. Emilio Ceriotti
Vita di fr. Emilio Ceriotti

19
19
22

Testimonianze di Vita Fraterna


Pastorale Giovanile Ritiro di Avvento
Ulivi a Rezzato

24
24
26

FilmiAmo
torneranno i prati

27

Notizie di Casa

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Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

LETTERA APOSTOLICA
DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A TUTTI I CONSACRATI
IN OCCASIONE DELL'ANNO DELLA VITA CONSACRATA

Seconda parte
II Le attese per lAnno della Vita Consacrata
Che cosa mi attendo in particolare da questo Anno di grazia della vita consacrata?
1. Che sia sempre vero quello che ho detto una volta: Dove ci sono i religiosi c gioia. Siamo
chiamati a sperimentare e mostrare che Dio capace di colmare il nostro cuore e di renderci
felici, senza bisogno di cercare altrove la nostra felicit; che lautentica fraternit vissuta nelle
nostre comunit alimenta la nostra gioia; che il nostro dono totale nel servizio della Chiesa,
delle famiglie, dei giovani, degli anziani, dei poveri ci realizza come persone e d pienezza alla
nostra vita.
Che tra di noi non si vedano volti tristi, persone scontente e insoddisfatte, perch una sequela
triste una triste sequela. Anche noi, come tutti gli altri uomini e donne, proviamo difficolt,
notti dello spirito, delusioni, malattie, declino delle forze dovuto alla vecchiaia. Proprio in
questo dovremmo trovare la perfetta letizia, imparare a riconoscere il volto di Cristo che si
fatto in tutto simile a noi e quindi provare la gioia di saperci simili a Lui che, per amore nostro,
non ha ricusato di subire la croce.
In una societ che ostenta il culto dellefficienza, del salutismo, del successo e che marginalizza i
poveri ed esclude i perdenti, possiamo testimoniare, attraverso la nostra vita, la verit delle
parole della Scrittura: Quando sono debole, allora che sono forte (2 Cor 12,10).
Possiamo ben applicare alla vita consacrata quanto ho scritto nella Esortazione
apostolica Evangelii gaudium, citando unomelia di Benedetto XVI: La Chiesa non cresce per
proselitismo, ma per attrazione (n. 14). S, la vita consacrata non cresce se organizziamo delle
belle campagne vocazionali, ma se le giovani e i giovani che ci incontrano si sentono attratti da
noi, se ci vedono uomini e donne felici! Ugualmente la sua efficacia apostolica non dipende
dallefficienza e dalla potenza dei suoi mezzi. la vostra vita che deve parlare, una vita dalla
quale traspare la gioia e la bellezza di vivere il Vangelo e di seguire Cristo.
Ripeto anche a voi quanto ho detto nella scorsa Veglia di Pentecoste ai Movimenti ecclesiali: Il
valore della Chiesa, fondamentalmente, vivere il Vangelo e dare testimonianza della nostra
fede. La Chiesa sale della terra, luce del mondo, chiamata a rendere presente nella societ
il lievito del Regno di Dio e lo fa prima di tutto con la sua testimonianza, la testimonianza
dellamore fraterno, della solidariet, della condivisione (18 maggio 2013).
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2. Mi attendo che svegliate il mondo, perch la nota che caratterizza la vita consacrata la
profezia. Come ho detto ai Superiori Generali la radicalit evangelica non solamente dei
religiosi: richiesta a tutti. Ma i religiosi seguono il Signore in maniera speciale, in modo
profetico. questa la priorit che adesso richiesta: essere profeti che testimoniano come
Ges ha vissuto su questa terra Mai un religioso deve rinunciare alla profezia (29 novembre
2013).
Il profeta riceve da Dio la capacit di scrutare la storia nella quale vive e di interpretare gli
avvenimenti: come una sentinella che veglia durante la notte e sa quando arriva laurora
(cfr Is 21,11-12). Conosce Dio e conosce gli uomini e le donne suoi fratelli e sorelle. capace di
discernimento e anche di denunciare il male del peccato e le ingiustizie, perch libero, non
deve rispondere ad altri padroni se non a Dio, non ha altri interessi che quelli di Dio. Il profeta
sta abitualmente dalla parte dei poveri e degli indifesi, perch sa che Dio stesso dalla loro
parte.
Mi attendo dunque non che teniate vive delle utopie, ma
che sappiate creare altri luoghi, dove si viva la logica
evangelica del dono, della fraternit, dellaccoglienza della
diversit, dellamore reciproco. Monasteri, comunit, centri
di spiritualit, cittadelle, scuole, ospedali, case-famiglia e
tutti quei luoghi che la carit e la creativit carismatica
hanno fatto nascere, e che ancora faranno nascere con
ulteriore creativit, devono diventare sempre pi il lievito
per una societ ispirata al Vangelo, la citt sul monte che
dice la verit e la potenza delle parole di Ges.
A volte, come accadde a Elia e a Giona, pu venire la
tentazione di fuggire, di sottrarsi al compito di profeta,
perch troppo esigente, perch si stanchi, delusi dai
risultati. Ma il profeta sa di non essere mai solo. Anche a
noi, come a Geremia, Dio assicura: Non aver paura
perch io sono con te per proteggerti (Ger 1,8).
3. I religiosi e le religiose, al pari di tutte le altre persone
consacrate, sono chiamati ad essere esperti di
comunione. Mi aspetto pertanto che la spiritualit della
comunione, indicata da san Giovanni Paolo II, diventi realt e che voi siate in prima linea nel
cogliere la grande sfida che ci sta davanti in questo nuovo millennio: fare della Chiesa la
casa e la scuola della comunione[5]. Sono certo che in questo Anno lavorerete con seriet
perch lideale di fraternit perseguito dai Fondatori e dalle fondatrici cresca ai pi diversi
livelli, come a cerchi concentrici.
La comunione si esercita innanzitutto allinterno delle rispettive comunit dellIstituto. Al
riguardo vi invito a rileggere i miei frequenti interventi nei quali non mi stanco di ripetere che
critiche, pettegolezzi, invidie, gelosie, antagonismi sono atteggiamenti che non hanno diritto di
abitare nelle nostre case. Ma, posta questa premessa, il cammino della carit che si apre davanti
a noi pressoch infinito, perch si tratta di perseguire laccoglienza e lattenzione reciproche,
di praticare la comunione dei beni materiali e spirituali, la correzione fraterna, il rispetto per le
persone pi deboli
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la mistica di vivere
insieme, che fa della nostra
vita
un
santo
pellegrinaggio[6].
Dobbiamo
interrogarci
anche sul rapporto tra le
persone di culture diverse,
considerando che le nostre
comunit diventano sempre
pi internazionali.
Come consentire ad ognuno
di esprimersi, di essere
accolto con i suoi doni
specifici,
di
diventare
pienamente corresponsabile?
Mi aspetto inoltre che cresca
la comunione tra i membri dei diversi Istituti. Non potrebbe essere questAnno loccasione per
uscire con maggior coraggio dai confini del proprio Istituto per elaborare insieme, a livello
locale e globale, progetti comuni di formazione, di evangelizzazione, di interventi sociali? In
questo modo potr essere offerta pi efficacemente una reale testimonianza profetica. La
comunione e lincontro fra differenti carismi e vocazioni un cammino di speranza. Nessuno
costruisce il futuro isolandosi, n solo con le proprie forze, ma riconoscendosi nella verit di
una comunione che sempre si apre allincontro, al dialogo, allascolto, allaiuto reciproco e ci
preserva dalla malattia dellautoreferenzialit.
Nello stesso tempo la vita consacrata chiamata a perseguire una sincera sinergia tra tutte le
vocazioni nella Chiesa, a partire dai presbiteri e dai laici, cos da far crescere la spiritualit
della comunione prima di tutto al proprio interno e poi nella stessa comunit ecclesiale e oltre i
suoi confini[7].
4. Attendo ancora da voi quello che chiedo a tutti i membri della Chiesa: uscire da s stessi per
andare nelle periferie esistenziali. Andate in tutto il mondo fu lultima parola che Ges
rivolse ai suoi e che continua a rivolgere oggi a tutti noi (cfr Mc 16,15). C unumanit intera
che aspetta: persone che hanno perduto ogni speranza, famiglie in difficolt, bambini
abbandonati, giovani ai quali precluso ogni futuro, ammalati e vecchi abbandonati, ricchi sazi
di beni e con il vuoto nel cuore, uomini e donne in cerca del senso della vita, assetati di divino
Non ripiegatevi su voi stessi, non lasciatevi asfissiare dalle piccole beghe di casa, non rimanete
prigionieri dei vostri problemi. Questi si risolveranno se andrete fuori ad aiutare gli altri a
risolvere i loro problemi e ad annunciare la buona novella. Troverete la vita dando la vita, la
speranza dando speranza, lamore amando.
Aspetto da voi gesti concreti di accoglienza dei rifugiati, di vicinanza ai poveri, di creativit
nella catechesi, nellannuncio del Vangelo, nelliniziazione alla vita di preghiera. Di
conseguenza auspico lo snellimento delle strutture, il riutilizzo delle grandi case in favore di
opere pi rispondenti alle attuali esigenze dellevangelizzazione e della carit, ladeguamento
delle opere ai nuovi bisogni.

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5. Mi aspetto che ogni forma di vita consacrata si interroghi su quello che Dio e lumanit di
oggi domandano.
I monasteri e i gruppi di orientamento contemplativo potrebbero incontrarsi tra di loro, oppure
collegarsi nei modi pi differenti per scambiarsi le esperienze sulla vita di preghiera, su come
crescere nella comunione con tutta la Chiesa, su come sostenere i cristiani perseguitati, su come
accogliere e accompagnare quanti sono in ricerca di una vita spirituale pi intensa o hanno
bisogno di un sostegno morale o materiale.
Lo stesso potranno fare gli Istituti caritativi, dediti allinsegnamento, alla promozione della
cultura, quelli che si lanciano nellannuncio del Vangelo o che svolgono particolari ministeri
pastorali, gli Istituti secolari nella loro capillare presenza nelle strutture sociali. La fantasia dello
Spirito ha generato modi di vita e opere cos diversi che non possiamo facilmente catalogarli o
inserirli in schemi prefabbricati. Non mi quindi possibile riferirmi ad ogni singola forma
carismatica.
Nessuno tuttavia in questo Anno dovrebbe sottrarsi ad una seria verifica sulla sua presenza
nella vita della Chiesa e sul suo modo di rispondere alle continue e nuove domande che si
levano attorno a noi, al grido dei poveri.
Soltanto in questa attenzione ai bisogni del mondo e nella docilit agli impulsi dello Spirito,
questAnno della Vita Consacrata si trasformer in un autentico kairs, un tempo di Dio ricco di
grazie e di trasformazione.

III Gli orizzonti dellAnno della Vita Consacrata


1. Con questa mia lettera, oltre che alle persone consacrate, mi rivolgo ai laici che, con esse,
condividono ideali, spirito, missione. Alcuni Istituti religiosi hanno unantica tradizione al
riguardo, altri unesperienza pi recente. Di fatto attorno ad ogni famiglia religiosa, come anche
alle Societ di vita apostolica e agli stessi Istituti secolari, presente una famiglia pi grande, la
famiglia carismatica, che comprende pi Istituti che si riconoscono nel medesimo carisma, e
soprattutto cristiani laici che si sentono chiamati, proprio nella loro condizione laicale, a
partecipare della stessa realt carismatica.
Incoraggio anche voi, laici, a vivere questAnno della Vita Consacrata come una grazia che pu
rendervi pi consapevoli del dono ricevuto. Celebratelo con tutta la famiglia, per crescere e
rispondere insieme alle chiamate dello Spirito nella societ odierna. In alcune occasioni, quando
i consacrati di diversi Istituti questAnno si incontreranno tra loro, fate in modo di essere
presenti anche voi come espressione dellunico dono di Dio, cos da conoscere le esperienze
delle altre famiglie carismatiche, degli altri gruppi laicali e di arricchirvi e sostenervi
reciprocamente.
2. LAnno della Vita Consacrata non riguarda soltanto le persone consacrate, ma la Chiesa
intera. Mi rivolgo cos a tutto il popolo cristiano perch prenda sempre pi consapevolezza del
dono che la presenza di tante consacrate e consacrati, eredi di grandi santi che hanno fatto la
storia del cristianesimo. Cosa sarebbe la Chiesa senza san Benedetto e san Basilio, senza
santAgostino e san Bernardo, senza san Francesco e san Domenico, senza santIgnazio di
Loyola e santa Teresa dAvila, senza santAngela Merici e san Vincenzo de Paoli. Lelenco si
farebbe quasi infinito, fino a san Giovanni Bosco, alla beata Teresa di Calcutta?
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Il beato Paolo VI affermava: Senza questo segno concreto, la carit che anima lintera Chiesa
rischierebbe di raffreddarsi, il paradosso salvifico del vangelo di smussarsi, il sale della fede
di diluirsi in un mondo in fase di secolarizzazione (Evangelica testificatio, 3).
Invito dunque tutte le comunit cristiane a vivere
questo Anno anzitutto per ringraziare il Signore e fare
memoria grata dei doni ricevuti e che tuttora
riceviamo per mezzo della santit dei Fondatori e
delle Fondatrici e della fedelt di tanti consacrati al
proprio carisma. Vi invito tutti a stringervi attorno
alle persone consacrate, a gioire con loro, a
condividere le loro difficolt, a collaborare con esse,
nella misura del possibile, per il perseguimento del
loro ministero e della loro opera, che sono poi quelli
dellintera Chiesa. Fate sentire loro laffetto e il calore
di tutto il popolo cristiano.
Benedico il Signore per la felice coincidenza
dell'Anno della Vita Consacrata con il Sinodo sulla
famiglia. Famiglia e vita consacrata sono vocazioni
portatrici di ricchezza e grazia per tutti, spazi di
umanizzazione nella costruzione di relazioni vitali,
luoghi di evangelizzazione. Ci si pu aiutare gli uni
gli altri.
3. Con questa mia lettera oso rivolgermi anche alle persone consacrate e ai membri di fraternit e
comunit appartenenti a Chiese di tradizione diversa da quella cattolica. Il monachesimo un
patrimonio della Chiesa indivisa, tuttora vivissimo sia nelle Chiese ortodosse che nella Chiesa
cattolica. Ad esso, come ad altre successive esperienze del tempo nel quale la Chiesa
doccidente era ancora unita, si ispirano analoghe iniziative sorte nellambito delle Comunit
ecclesiali della Riforma, le quali hanno poi continuato a generare nel loro seno ulteriori
espressioni di comunit fraterne e di servizio.
La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Societ di vita apostolica ha
programmato delle iniziative per fare incontrare i membri appartenenti a esperienze di vita
consacrata e fraterna delle diverse Chiese. Incoraggio caldamente questi incontri perch cresca
la mutua conoscenza, la stima, la collaborazione reciproca, in modo che lecumenismo della vita
consacrata sia di aiuto al pi ampio cammino verso lunit tra tutte le Chiese.
4. Non possiamo poi dimenticare che il fenomeno del monachesimo e di altre espressioni di
fraternit religiose presente in tutte le grandi religioni. Non mancano esperienze, anche
consolidate, di dialogo inter-monastico tra la Chiesa cattolica e alcune delle grandi tradizioni
religiose. Auspico che lAnno della Vita Consacrata sia loccasione per valutare il cammino
percorso, per sensibilizzare le persone consacrate in questo campo, per chiederci quali ulteriori
passi compiere verso una reciproca conoscenza sempre pi profonda e per una collaborazione
in tanti ambiti comuni del servizio alla vita umana.
Camminare insieme sempre un arricchimento e pu aprire vie nuove a rapporti tra popoli e
culture che in questo periodo appaiono irti di difficolt.
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5. Mi rivolgo infine in modo particolare ai miei fratelli nellepiscopato. Sia questo Anno
unopportunit per accogliere cordialmente e con gioia la vita consacrata come un capitale
spirituale che contribuisce al bene di tutto il corpo di Cristo (cfr Lumen gentium, 43) e non solo
delle famiglie religiose. La vita consacrata dono alla Chiesa, nasce nella Chiesa, cresce nella
Chiesa, tutta orientata alla Chiesa[8]. Per questo, in quanto dono alla Chiesa, non una realt
isolata o marginale, ma appartiene intimamente ad essa, sta al cuore stesso della Chiesa come
elemento decisivo della sua missione, in quanto esprime l'intima natura della vocazione
cristiana e la tensione di tutta la Chiesa Sposa verso l'unione con l'unico Sposo; dunque
appartiene ... irremovibilmente alla sua vita e alla sua santit (ibid., 44).
In tale contesto, invito voi, Pastori delle Chiese particolari, a una speciale sollecitudine nel
promuovere nelle vostre comunit i distinti carismi, sia quelli storici sia i nuovi carismi,
sostenendo, animando, aiutando nel discernimento, facendovi vicini con tenerezza e amore alle
situazioni di sofferenza e di debolezza nelle quali possano trovarsi alcuni consacrati, e
soprattutto illuminando con il vostro insegnamento il popolo di Dio sul valore della vita
consacrata cos da farne risplendere la bellezza e la santit nella Chiesa.
Affido a Maria, la Vergine dellascolto e della contemplazione, prima discepola del suo amato
Figlio, questo Anno della Vita Consacrata. A Lei, figlia prediletta del Padre e rivestita di tutti i
doni di grazia, guardiamo come modello insuperabile di sequela nell'amore a Dio e nel servizio
al prossimo.
Grato fin dora con tutti voi per i doni di grazia e di luce con i quali il Signore vorr arricchirci,
tutti vi accompagno con la Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 21 novembre 2014, Festa della Presentazione della Beata Vergine Maria.
Francesco

[5] Lett. ap. Novo millennio ineunte, 6 gennaio 2001, 43.


[6] Esort. ap. Evangelii gaudium, 24 novembre 2013, 87.
[7] Giovanni Paolo II, Esort. ap. post-sin. Vita consecrata, 25 marzo 1996, 51.
[8] S.E. Mons. J. M. Bergoglio, Intervento al Sinodo sulla vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo, XVI Congregazione
generale, 13 ottobre 1994.

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Ministero episcopale
e carisma della vita consacrata
in dialogo nelle Chiese di Lombardia
Perch tutti siano una sola cosa; come tu, Padre,
sei in me e io in te, siano anch'essi in noi,
perch il mondo creda che tu mi hai mandato (Gv 17,21)

Il presente documento, costituisce una proposta di dialogo fra Vescovo e Vita consacrata su
alcuni aspetti concreti della collaborazione nella Chiesa locale, nello spirito di una effettiva
comunione ecclesiale.
0. PREMESSE ECCLESIOLOGICHE
a. Principio e fondamento
Lo Spirito unifica la chiesa nella comunione e nel servizio, la costruisce e la dirige mediante
diversi doni gerarchici e carismatici. Con la forza del Vangelo (lo Spirito) fa ringiovanire la
chiesa, la rinnova continuamente e la conduce allunione perfetta con il suo Sposo (LG 4).
Un ruolo significativo spetta alle persone consacrate all'interno delle Chiese particolari. () Appare in
tutta evidenza il fondamentale rilievo che la collaborazione delle persone consacrate con i Vescovi riveste
per larmonioso sviluppo della pastorale diocesana. Molto possono contribuire i carismi della vita
consacrata alledificazione della carit nella Chiesa particolare. () Lindole propria di ciascun Istituto
comporta uno stile particolare di santificazione e di apostolato, che tende a consolidarsi in una
determinata tradizione, caratterizzata da elementi oggettivi. () Una diocesi che restasse senza vita
consacrata, oltre a perdere tanti doni spirituali, appropriati luoghi di ricerca di Dio, specifiche attivit
apostoliche e metodologie pastorali, rischierebbe di trovarsi grandemente indebolita in quello spirito
missionario che proprio della maggioranza degli Istituti. pertanto doveroso corrispondere al dono della
vita consacrata, che lo Spirito suscita nella Chiesa particolare, accogliendolo generosamente con
rendimento di grazie ()Da parte loro, le persone di vita consacrata non mancheranno di offrire
generosamente la loro collaborazione alla Chiesa particolare secondo le proprie forze e nel rispetto del
proprio carisma, operando in piena comunione col Vescovo nellambito della evangelizzazione, della
catechesi, della vita delle parrocchie (cfr VC 48 e 49).
b. Dimensione ecclesiale
La vita consacrata speciale sequela di Cristo e memoria vivente del modo di esistere e di
agire di Ges cfr. Vita consecrata, n. 22 congiunge in modo speciale alla Chiesa e al suo
mistero coloro che professano i consigli evangelici.
Ogni carisma nasce nella chiesa e per il mondo (CIVCSVA, La vita fraterna in comunit, n. 60).

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I consacrati hanno il dovere di lavorare per il Regno di Cristo sia con la preghiera sia con
loperosa attivit, ognuno secondo la sua specifica vocazione (cfr. LG, 44).
E responsabilit di tutti i consacrati far s che la chiesa abbia a presentare ai fedeli e infedeli
limmagine di Cristo che sta pregando sul monte o che annuncia il Regno di Dio alle folle; il
Cristo che guarisce i malati e i feriti o converte a vita migliore i peccatori; il Cristo che benedice i
fanciulli e fa del bene a tutti in continua obbedienza alla volont del Padre (LG 46).
Riguardo alla missione cos si esprime Vita Consecrata al numero 72: Ad immagine di Ges, Figlio
diletto che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo (Gv 10, 36), anche coloro che Dio chiama alla
sua sequela sono consacrati ed inviati nel mondo per imitarne l'esempio e continuarne la missione.
Fondamentalmente, questo vale per ogni discepolo. In modo speciale, tuttavia, vale per quanti, nella forma
caratteristica della vita consacrata, sono chiamati a seguire Cristo pi da vicino, e a fare di Lui il
tutto della loro esistenza. Nella loro chiamata quindi compreso il compito di dedicarsi totalmente alla
missione ; anzi, la stessa vita consacrata, sotto l'azione dello Spirito Santo che all'origine di ogni
vocazione e di ogni carisma, diventa missione, come lo stata tutta la vita di Ges.
I membri degli istituti secolari, partecipano della funzione evangelizzatrice della Chiesa, a
modo di fermento, sforzandosi di permeare ogni realt di spirito evangelico per consolidare e
far crescere il Corpo di Cristo (cfr. CIC 713 1).
Riguardo alla testimonianza cos si esprime Vita Consecrata al numero 45: La Chiesa tutta, infatti,
conta molto sulla testimonianza di comunit ricche di gioia e di Spirito Santo (At 13, 52). Essa
desidera additare al mondo l'esempio di comunit nelle quali l'attenzione reciproca aiuta a superare la
solitudine, la comunicazione spinge tutti a sentirsi corresponsabili, il perdono rimargina le ferite,
rafforzando in ciascuno il proposito della comunione. In comunit di questo tipo, la natura del carisma
dirige le energie, sostiene la fedelt ed orienta il lavoro apostolico di tutti verso l'unica missione. Per
presentare all'umanit di oggi il suo vero volto, la Chiesa ha urgente bisogno di simili comunit fraterne,
le quali con la loro stessa esistenza costituiscono un contributo alla nuova evangelizzazione, poich
mostrano in modo concreto i frutti del comandamento nuovo.
c. Nella chiesa particolare
Carisma e Chiesa particolare non sono fatti per confrontarsi, ma per sorreggersi e completarsi
(CIVCSVA, La vita fraterna in comunit n. 60).
Una comunit religiosa alla chiesa particolare porta la ricchezza della sua consacrazione, della
sua vita fraterna e del suo carisma. Ogni consacrato, e ogni comunit, con la sua semplice
presenza un segno e una testimonianza vivente di Vangelo, annuncio efficace del messaggio
cristiano.
Le esigenze pastorali della Chiesa particolare e la specificit carismatica della comunit
religiosa devono condurre ad una cordiale e intensa collaborazione senza che sia sminuita
(osnaturata) lidentit propria di entrambe (ib.)
Riguardo alle iniziative pastorali delle persone consacrate cosi si esprime Vita Consecrata al
numero 49:

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occorre che le iniziative pastorali delle persone consacrate siano decise ed attuate sulla base di un dialogo
cordiale e aperto tra Vescovi e Superiori dei vari Istituti. La speciale attenzione da parte dei Vescovi alla
vocazione e missione degli Istituti e il rispetto, da parte di questi, del ministero dei Vescovi, con la pronta
accoglienza delle loro concrete indicazioni pastorali per la vita diocesana, rappresentano due forme
intimamente connesse di quell'unica carit ecclesiale che impegna tutti al servizio della comunione
organica carismatica e insieme gerarchicamente strutturata dell'intero Popolo di Dio.
I membri degli Istituti secolari offrono la propria collaborazione per il servizio della comunit
ecclesiale secondo lo stile di vita secolare loro proprio (cfr. CIC 713 2 ).
LOrdo Virginum una forma di vita che esalta il carisma della singola donna in quanto
persona, per cui non pu essere n identificato n ridotto ad una sola modalit di
realizzazione. Le tante donne che scelgono questa vocazione la vivono in modi diversi non per
contrapporsi, o differenziarsi ma per desiderio di essere fedeli a se stesse sperimentando la
propria originalit personale come dono di Dio per i fratelli (cfr Codice di Diritto Canonico al
canone 604).
1. RECIPROCA CONOSCENZA
a. La vita consacrata si impegna a:
riconoscere il necessario riferimento alla chiesa locale nella quale vive, tramite :
i.
dialogo cordiale con il Vescovo diocesano, con il vicario/delegato episcopale per la
Vita Consacrata, con il parroco locale e i parroci del vicariato;
ii.
conoscenza delle scelte pastorali della chiesa locale;
iii.
attenzione dei responsabili della Vita Consacrata, a collocare nei programmi
annuali di formazione permanente problematiche pastorali suggerite dalle chiese locali o dalla
CEL considerando il particolare momento storico che si sta attraversando;
iv.
partecipazione agli incontri pastorali promossi a livello zonale, decanale, vicariale.
b. La chiesa diocesana si impegna a:
i.
riconoscere e a far riconoscere il valore profeticodella vita consacrata, il suo essere,
nella comunit cristiana, memoria di radicalit evangelica, segno del Regno gi presente
nel mondo e testimonianza della speranza che si compir nel mondo futuro;
ii.
mantenere vincoli di fraternit con le diverse realt di vita consacrata presenti nel
proprio territorio, condividendo, con sincera attenzione, le reciproche situazioni critiche o
maggiormente segnate da difficolt o problemi;
iii.
sensibilizzare il presbiterio ed il laicato impegnatoad una sempre pi approfondita
conoscenza della specificit della vita consacrata e della sua importanza nel delineare il volto e
la struttura stessa della chiesa, realt carismatica e ministeriale;
iv.
invitare gli istituti di vita consacrata alle iniziative pastorali promosse a livello diocesano,
vicariale o parrocchiale.

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c. La CEL si impegna a :
incontrare periodicamente i rappresentanti degli organismi regionali CISM, USMI e CIIS, con
modalit e scadenze che verranno precisate.

2. COLLABORAZIONE
a. La vita consacrata si impegna a:
i.
favorire, con la ricchezza del proprio carisma fondativo, la partecipazione delle
Comunit religiose e degli Istituti secolari alla vita ecclesiale diocesana, offrendo, per quanto
possibile, la propria disponibilit in prospettiva comunionale;
ii.
offrire alla chiesa locale il servizio di religiosi, religiose e consacrati secolari a ricoprire
anche incarichi significativi nei vari ambiti della struttura e della organizzazione della vita
pastorale garantendone la continuit di presenza ove necessario;
iii.
garantire, per quanto possibile, la continuit della presenza dei segretari, delle delegate,
dei/delle responsabili diocesani/e.
b. La chiesa diocesana si impegna a:
i.
rispettare e tutelare la specifica identit carismatica delle diverse realt di vita
consacrata, valorizzandoli non solo in base alla funzione operativa o al servizio che di fatto essi
svolgono, ma considerandoli anche nella loro realt di segno della multiforme ricchezza dei
doni che lo Spirito suscita nella chiesa e per la chiesa;
ii.
con autentico stile sinodale, coinvolgere i membri delle diverse realt di vita
consacrata nei momenti di progettazione pastorale, accogliendo la ricchezza del loro carisma
specifico e della loro esperienza; susseguentemente, sollecitare ed attendere la loro disponibilit
per la fase operativa;
iii.
inserire negli organismi di partecipazione (diocesani, vicariali, parrocchiali)
rappresentanti delle diverse realt di vita consacrata idonei ad offrire il loro specifico apporto di
corresponsabilit ecclesiale;
iv.
riconoscere che le opere messe in atto dalle diverse realt di vita consacrata non
sono scelte e azioni avulse dal contesto ecclesiale, ma sono sempre espressione di chiesa e della
sua missione universale;
v.
curare, insieme con i responsabili della vita consacrata, la formazione di guide
spirituali per il discernimento vocazionale e per laccompagnamento sia di coloro che sono
ancora in fase di ricerca sia di coloro che stanno gi vivendo la scelta definitiva.
c. La CEL si impegna a:
favorire nella formazione iniziale e permanente del clero la conoscenza della teologia e delle
diverse tipologie della Vita Consacrata.

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

13

3. VITALIT E QUALIT DELLA PRESENZA


a. La vita consacrata con la Chiesa diocesana
si impegna a:
i.
privilegiare presenze e servizi nellambito del territorio delle diocesi pi povere di
presenze religiose e di clero, offrendo maggiore disponibilit anche per i nuovi servizi richiesti
dalle attuali congiunture socio-culturali emergenti, dalle situazioni di emarginazione e dalle
critiche condizioni in cui si trovano tante chiese locali;
ii.

restare aperta e disponibile ad un comune discernimento, nella prospettiva di


avviare nuove presenze o servizi, richiesti dalle trasformazioni ecclesiali e socio-culturali
emergenti;

iii.

di fronte alla necessit di passaggi di gestione e/o nella previsione di chiusure di


presenze e servizi, valutare insieme possibili soluzioni alternative per non privare le comunit
ecclesiali di opere significative, e per evitare di mettere la Chiesa locale di fronte al fatto
compiuto;

iv.

porre particolare attenzione, nellalienazione di immobili, ad attuare quanto


stabilito dal Codice di Diritto Canonico ai canoni 634 ss e 1290 ss, manifestando sensibilit al
contesto socio-ecclesiale.

4. PASTORALE VOCAZIONALE
a. La vita consacrata con la Chiesa diocesana
si impegna a:
i.
offrire un comune servizio ai ragazzi/e, ai/alle giovani perch imparino a cogliere e
vivere la loro vita come realizzazione di un progetto di Dio, docili alla libert ed ai tempi dello
Spirito;
ii.
presentare la prospettiva di una chiamata al ministero ordinato, alla vita consacrata
contemplativa o attiva, alla consacrazione nella secolarit; Tale impegno comune si espliciter
soprattutto con:

momenti di preghiera comune ( scuola della Parola, esercizi e ritiri spirituali.)

iniziative condivise (campi scuola vocazionali, esperienze caritative e missionarie,


animazione della giornata mondiale di preghiera per le vocazioni di speciale consacrazione,
gruppi di discernimento vocazionale locali e/o diocesani, materiale divulgativo per la
conoscenza delle diverse vocazioni, pellegrinaggi..)

opportune iniziative penitenziali comuni che corroborino la preghiera.

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

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5.

Problemi particolari

i.
Nei casi dincardinazione di religiosi presbiteri che lascino il proprio Istituto (cfr. CIC
693), oltre al rigoroso rispetto di quanto prescritto dalla normativa canonica, sia nelle modalit,
come nei tempi, vi sia un dialogo franco fra il Superiore Maggiore competente e il Vescovo
diocesano, per garantire il vero bene del religioso e della Diocesi che lo accoglie.
Il Vescovo diocesano ponga particolare attenzione nellaccogliere Istituti religiosi, soprattutto
femminili, che vengano da Paesi extra europei : in un costante dialogo con i/le Superiori/e
Maggiori competenti, ne verifichi il congruo inserimento nella concreta realt ecclesiale e sociale
diocesana, ed offra un cammino formativo utile ad una piena integrazione e proficua
collaborazione.

Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Oscar Cantoni


PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE REGIONALE PER LA VC
Vescovo di Crema - Delegato C.E.L. per la Vita Consacrata

C.I.I.S.
Coordinatrice regionale

C.I.S.M.
Presidente regionale

U.S.M.I.
Presidente regionale

Sua Em.za Rev.ma Cardinale. Angelo Scola


Arcivescovo di Milano
Presidente della Conferenza Episcopale Lombarda

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

15

Consiglio di Cooperazione Province Nord Italia


Iniziamo alle 9.30 con il momento di preghiera iniziale. Fr. Massimo
Fusarelli introduce la prima unit di lavoro. Fr. Bruno Bartolini arriva
alle 10.53 per guasto tecnico al treno da Bologna.
Nomina della Commissione preparatoria del Capitolo
Unitario 2016
La prima parte dellincontro viene riservata alla preparazione remota
del Capitolo 2016, innanzitutto nominando una Commissione che, in
collaborazione con il Consiglio FoPe, prepari e gestisca litinerario di
preparazione del Capitolo, lInstrumentum laboris e lo svolgimento
concreto del Capitolo stesso. Dopo un adeguato spazio di confronto ne
vengono individuati i componenti.
La Commissione risulta pertanto cos composta: fr. Stefano Dallarda
(Presidente), fr. Juri Leoni (Vicepresidente), fr. Franco Mirri, fr. Paolo
Moser, fr. Francesco Pasero, fr. Fabio Piasentin (Moderatore FoPe), fr.
Davide Sironi: Placet Omnibus.
Fr. Massimo Fusarelli scriver la lettera di nomina1 nella quale
convocher la Commissione stessa perch si incontri con il CdC nel
primo incontro di gennaio 2015.

Milano
12-13
Dicembre
2014

Proposta per la Preparazione del Cap Prov 2016


In questa seconda unit di lavoro il CdC delinea le linee di fondo
dellitinerario di preparazione al Capitolo, sulle quali la Commissione
dovr cominciare a lavorare a breve in vista dellincontro con il CdC il
prossimo 9 gennaio.
Si desidera coinvolgere nella preparazione al Capitolo il maggior
numero di frati, e tutti i Settori.
Revisione delle Norme transitorie per il Capitolo 2016
Riprendendo il lavoro dopo pranzo, un congruo spazio di tempo viene
impiegato nel discutere ed integrare le Norme Transitorie per il
Capitolo elaborate dalla Commissione giuridica - riguardanti la
indizione del Capitolo stesso, la nomina del Segretario, la votazione
orientativa per la designazione dei candidati a Ministro provinciale, il
numero dei Definitori, e la composizione del Capitolo. Tali Norme
verranno consegnate da fr. Massimo personalmente in Curia generale
in modo da avere al pi presto il testo approvato.

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

16

Confronto sugli Art. 40, 8997 dei nuovi SSPP


La Commissione giuridica che sta elaborando la bozza dei nuovi SSPP consegner a febbraio il
suo lavoro e sar oggetto di esame del CdC e della Assemblea dei Definitri. Alcuni articoli
richiedono per con urgenza di essere presi in esame fin da ora, e questo occupa un ulteriore
spazio di tempo.
Varie ed eventuali
Ci si confronta su alcuni aspetti riguardanti la preparazione del Capitolo delle Stuoie del
prossimo aprile 2015.
I lavori vengono sospesi alle 18.15, prima della celebrazione Eucaristica delle 18.30 nella
cappellina della Curia provinciale.

SABATO 13 DICEMBRE
Riprendiamo i lavori alle 9.10.
Aggiornamento sui Centri di Studio
Un primo spazio di lavoro nella mattina viene impiegato per un aggiornamento sul
discernimento riguardante i Centri di Studio che ogni Definitorio sta portando avanti dopo
lincontro del CdC con i 3 Presidi nel mese di novembre.
Elenco frati per il livello 3 del progetto Missioni al popolo
Viene abbozzato un elenco di frati - che sar comunicato ai Guardiani - disponibili per il livello
3 del progetto Missioni al popolo, cio a disposizione nei giorni dello svolgimento delle
Missioni. Lelenco verr confermato, approvato e comunicato dopo nel prossimo CdC di
gennaio.
Revisione della Carta di Intenti
Viene preso in esame il testo della Carta di Intenti nella sua versione estesa ed integrata con i
suggerimenti emersi nella Assemblea dei Definitri di Bardonecchia. Il testo verr riconsegnato
ai Guardiani, ai Segretariati, ai Settori e a tutti i frati, mediante una lettera di accompagnamento
perch faccia da base per il cammino di preparazione al Capitolo 2016.
Lettera di Natale 2014
La bozza della lettera con gli auguri di Natale scritta collegialmente dai 6 Ministri e da fr.
Massimo viene approvata e firmata, perch sia inviata ai frati il prossimo 17 dicembre, inizio
delle ferie maggiori di Avvento.

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

17

Calendario liturgico
Viene affrontato il problema del futuro calendario liturgico della Provincia. Sar cosa opportuna
riferirsi innanzitutto al Calendario francescano italiano approvato per le 4 famiglie francescane,
con laggiunta di una integrazione contenente i Santi locali e le Dedicazioni delle Chiese. A tal
riguardo verr nominata una commissione liturgica che valuti il grado di culto da proporre per
ciascun santo, in vista della approvazione da chiedere alla Congregazione.
Proposte per il Sito Web della nuova Provincia.
Vengono prese in esame alcune possibilit per cominciare a pensare al Sito Web della nuova
Provincia.
Varie ed eventuali.
Vengono comunicate notizie relativamente allo stato di salute di alcuni frati.
Il prossimo Incontro CdC di aprile slitta al 23 e 24 aprile, terminando con il pranzo (non il 24 e
25 come precedentemente comunicato).
Si concludono i lavori alle 12.57 con il tradizionale Agimus Tibi Gratias

fr. Stefano Dallarda


Segretario

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

18

Dalla Provincia
OMELIA FUNERALE FR. EMILIO CERIOTTI

Fr. Francesco
Bravi

Letture del marted della seconda settimana di Avvento


Mentre la liturgia ai primi vespri della seconda domenica di
avvento ci faceva innalzare questa preghiera: O Dio, Padre di ogni
consolazione, che agli uomini pellegrini nel tempo hai promesso terra
e cieli nuovi, parla oggi al cuore del tuo popolo, perch in purezza di
fede e santit di vita possa camminare verso il giorno in cui
manifesterai pienamente la gloria del tuo nome, il nostro fratello
Emilio, frate minore e sacerdote, concludeva la sua giornata terrena ed
entrava nella vita eterna. Oggi, in questa chiesa che lo ha visto
esercitare con passione per vent'anni il suo ministero sacerdotale, lo
accompagniamo nel suo passaggio da questo mondo al Padre, e
chiediamo al Dio di ogni consolazione di introdurre questo suo servo
fedele nella sua gloria. Sento ancora risuonare la sua voce in questa
chiesa, vedo ancora la sua disponibilit e la sua affabilit nella
accoglienza dei penitenti, rivedo le fraterne attenzioni verso i suoi
frati e verso i probandi manifestate in tanti modi, contemplo la dignit
con cui ha affrontato in questi ultimi anni la malattia. Ho insomma
davanti a me la figura di un credente, che segnata certamente dal
limite e dal peccato, ha cercato per con amore e con passione il
Regno di Dio e il bene dei fratelli; ho davanti a me un frate minore,
come spesso lui mi ha detto e ha detto a molti, contento di essere stato
chiamato al servizio di Dio, della sua Chiesa e dei fratelli.

Cermenate (CO)
5 Dicembre 2014

La Parola di Dio che accompagna il cammino di tutta la comunit


ecclesiale quelle proclamate sono infatti le letture di questo secondo
marted di avvento parola che se da una parte riempie il nostro
animo di speranza, dall'altro ci aiuta a rileggere la vita del nostro
fratello Emilio alla luce di quella fede che ha segnato anche tutta la
sua esistenza. una parola che parla innanzitutto di consolazione. Di
fronte alla fatica del distacco dai nostri cari abbiamo bisogno tutti,
amici, parenti, confratelli, di qualcuno che, come il profeta che parla al
cuore di Gerusalemme e annuncia la fine della tribolazione, parli al
nostro cuore e ci ridica che la morte non l'ultima parola sulla vita
dell'uomo.

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

19

Abbiamo bisogno di sentirci dire che il nostro Dio, che viene a noi con potenza, colui che in
Cristo ha vinto la morte; il buon Pastore che cerca continuamente le sue pecore e ci ripete che
neanche uno di questi piccoli andr perduto. Certo lo sappiamo e forse qualche volta anche noi
gridiamo: Ogni uomo come l'erba e tutta la sua grazia come un fiore del campo; ma noi
sappiamo anche e ci stato anche questo ripetuto - la parola del nostro Dio dura per
sempre. questa dunque la nostra consolazione, la nostra ferma speranza. L'abbiamo sentita e
accolta la parola del Signore Ges: Cos volont del Padre vostro che nei cieli che neanche
uno solo di questi piccoli si perda. Allora anche noi con il salmista possiamo dire senza la
paura di dire cose poco adatte per un funerale - Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al
Signore, uomini di tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunciate di giorno
in giorno la sua salvezza.
La Parola del Signore ci aiuta anche a rileggere la testimonianza di vita che il nostro confratello,
frate minore e sacerdote ci ha offerto. Ricordando, all'inizio di questa celebrazione, le diverse
tappe della sua vita francescana e sacerdotale, abbiamo visto come la passione per la
formazione della giovent, francescana e non, il suo impegno pastorale nelle comunit
parrocchiali che ha servito e la sua mai spenta passione missionaria, hanno segnato
profondamente la sua esistenza. Frate Emilio stato colui che con amore e con costante e
diuturno impegno ha continuato a ripetere all'umanit da lui incontrata, il grido e l'annuncio
del profeta: Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro
Dio; perch a Lui, come a tutti i servitori di Dio e annunciatori del Regno, come al suo serafico
padre San Francesco, sta a cuore quello che ci ha detto Isaia profeta: Allora si riveler la gloria
del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno perch la bocca del Signore ha parlato. Frate
Emilio nei diversi uffici ricoperti e nei diversi servizi che l'obbedienza gli ha affidato, non ha
fatto altro che fare quello che al profeta stato affidato come compito: Alza la voce non
temere, annuncia alle citt di Giuda: Ecco il vostro Dio; non ha fatto altro che vivere il
ministero del Buon Pastore nella continua cura del gregge e nella ricerca della pecora smarrita.
La liturgia di questo tempo di avvento ci sta facendo ripetere continuamente vieni Signore Ges
per abituarci a riconoscere la sua venuta nella nostra storia di tutti i giorni nella fiduciosa attesa
della sua venuta alla fine dei tempi. Mentre anche oggi diciamo il grido della fede Vieni
Signore Ges, ci accorgiamo che il Signore ci ha visitato con il dono di frate Emilio, con la sua
passione per l'annuncio del Vangelo, con la sua disponibilit e accoglienza, con la sua
attenzione premurosa per ogni persona incontrata, con la discrezione con cui ha affrontato il
venir meno delle forze e la malattia. A questo proposito voglio pubblicamente ringraziare i
confratelli di Sabbioncello e di Cermenate che gli sono stati vicino insieme al personale
dell'infermeria e alle persone che con generosit e amorevole cura lo hanno servito.
All'inizio delle note scritte per quello che lui ha chiamato il pellegrinaggio africano compiuto
nel settembre del 1997, Frate Emilio descrive cos la sua partenza per questa esperienza: I miei
sentimenti: quelli di sempre, quando lascio la mia fraternit interna ed esterna, anche per un po
di ferie: partire un po' morire, cominciando dal momento in cui preparo le valigie! Un senso di
sradicamento. Il tutto superato abbastanza presto perch mi immergo nell'ambiente, anche
della natura, che incontro, e questo mi arricchisce pure nei rapporti con la mia comunit di
partenza.
Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

20

Adesso che ha preparato le valigie per l'ultimo viaggio e me le immagino le sue valigie - gli
chiediamo di continuare a vivere quanto ha scritto perch possa essere per tutti coloro che
l'hanno conosciuto, apprezzato ed amato motivo di reciproco arricchimento spirituale.
Chiedendo in prestito al padre san Francesco le sue parole, vi invito a dire con me:
Padre che sei nei cieli, accogli il nostro fratello frate Emilio nel tuo regno, ove la visione di Te
senza veli, lamore di Te perfetto, la comunione di Te beata, il godimento di Te senza fine.

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CURRICULUM VITAE FR. EMILIO CERIOTTI


Ai primi vespri della seconda domenica di Avvento, lo scorso 6 dicembre, frate
Emilio Ceriotti, nella nostra infermeria di Sabbioncello di Merate, dove era ricoverato da
alcuni mesi, rendeva la sua anima a Dio. Mentre rendiamo grazie al Signore per il dono
di questo fratello ricordiamo il percorso della sua vita richiamando alla nostra memoria
le date fondamentali della sua esistenza. Mario, Ambrogio, Emilio Ceriotti, figlio di Luigi
e Santina Ferrario viene battezzato nella parrocchia di S. Genesio di Dairago di Arconate
lo stesso giorno della nascita: era il 14 aprile 1929. Il 20 maggio del 1939 viene cresimato
dal Cardinal Ildefonso Schuster che nel 1953 lo ordiner prima diacono, il 21 Marzo, e
poi presbitero il 28 Giugno.
Il 21 giugno del 1940 entra nel seminario minore di Saiano iniziando cos il suo
percorso nella fraternit provinciale dei frati minori di Lombardia. Dopo gli anni di
Saiano e di Cividino il 16 agosto del 1945 inizia a Rezzato il Noviziato che conclude con
la professione temporanea nelle mani di fr. Camillo Merazzi ministro provinciale il 28
agosto del 1946. Negli anni che vanno dal 1946 al 1953 prosegue la formazione filosofica
e teologica nei conventi di Sabbioncello, di Busto Arsizio, di Milano S. Antonio e di
Gargnano, preparandosi alla ordinazione sacerdotale.
Il 15 Aprile 1951 a Milano S. Antonio nelle mani di fr. Innocenzo Gorlani, Ministro
provinciale, emette la professione solenne che lo incorpora definitivamente all'Ordine dei
Frati minori. Nel 1953 riceve la sua prima destinazione; viene inviato a Varese come
assistente all'oratorio. Inizier cos un percorso di vita e di servizio che lo vedr
impegnato sostanzialmente su due fronti: la formazione dei giovani ( frati e laici ) e
l'impegno pastorale nelle parrocchie servite dai frati. Dal 1955 al 1957 si trasferisce a
Brescia come assistente al collegio Luzzago. Viene successivamente avviato agli studi
superiori e per questa ragione trasferito a Grottaferrata dove nel 1959 diviene Lettore
generale in Pedagogia.
Rientrato in Provincia lavorer, fino al 1966, nella formazione dei giovani
candidati all'ordine nel convento di Sabbioncello prima come vice rettore e poi come
rettore. Dopo la breve esperienza come assistente all'oratorio femminile di Bergamo nel
1967 inizia il lavoro pastorale come assistente nell'oratorio della parrocchia di S.
Giovanni Battista alla Creta in Milano ricoprendo anche per due trienni l'ufficio di
Guardiano della fraternit. Vista l'importante sua esperienza pastorale i superiori lo
nominano nel 1976 parroco della parrocchia di S. Antonio in Milano.
Il 1979 vede un altro trasferimento: frate Emilio diventa parroco a Bergamo nella
parrocchia affidata alla Provincia. Fino al 1994 si impegner con tutte le sue forze in
questo ministero pastorale ricoprendo anche gli uffici di Guardiano e di Vicario della
fraternit. Dopo il Capitolo provinciale del 1994, visti gli avvicendamenti nei diversi
uffici delle fraternit locali, a frate Emilio viene chiesto di trasferirsi a Cermenate come
Guardiano della fraternit di accoglienza vocazionale e probandato e come vice maestro
in aiuto a fr. Paolo Ferrario nuovo maestro.

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In questo nuovo ufficio mette a frutto tutta la sua esperienza e tutte le sue capacit non solo al
servizio dei giovani probandi ma anche nella cura pastorale della chiesa conventuale, nel
prezioso ministero della confessione, nella cura della fraternit locale dell'Ordine Francescano
secolare.
Frate Emilio ha sempre desiderato vivere la dimensione missionaria dell'annuncio del
Vangelo; nel 1967 vive alcuni mesi in Libia a Tripoli; per ragioni di salute deve interrompere
questa esperienza e trascorrere un po di tempo di convalescenza nel convento di Dongo. Non
spegner mai questa passione e nel corso degli anni trascorsi a Cermenate chieder di poter fare
due viaggi missionari, uno in Bolivia e l'altro in Africa, per condividere la vita con i frati in
missione. Conosciamo tutti il suo entusiasmo e la ripetuta descrizione delle due esperienze
vissute. L'ultimo ministero che il Signore gli ha chiesto stato quello della malattia e del venire
meno delle forze fisiche; un ministero vissuto con sobria dignit, nella preghiera e sostenuto dai
confratelli e da tante persone.
Che la sua testimonianza di vita francescana e sacerdotale sia di stimolo e di esempio a noi tutti.
Che il padre San Francesco accolga questo suo figlio nella terra dei viventi.
A lode e gloria dell'Altissimo onnipotente e buon Signore che vive e regna nei secoli e
chiama i suoi servi fedeli a partecipare alla sua gloria. Amen.

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Testimonianze di vita fraterna


Pastorale Giovanile
Ritiro di Avvento

Rezzato

Durante questo incontro di attesa mi sono appuntata qualcosa


che posso mettere a disposizione e condividere
Mi ha colpito molto il fatto che lepisodio di riferimento della nostra
riflessione sia stato LAdorazione dei Magi, cronologicamente lultimo,
dopo la nascita del Cristo, perch trattarlo adesso, nel periodo
dellattesa? Questo mi ha fatto riflettere sul mio atteggiamento di
attesa
Anchio Signore voglio Adorarti, permettimi, aiutami ad entrare nel
giusto clima per accoglierti.
Grazie ai vari spunti dati, ho provato ad imparare a vivere, a guardare, il
presepe con occhi nuovi e ad entrarci, essendo presente in prima
persona.
Attraverso il Bibliodramma ci siamo immedesimati e abbiamo
rappresentato i vari personaggi presenti nella scena dopo la nascita di
Ges.
Uno dei personaggi che mi ha colpito stato il locandiere, il quale non ha
accolto Giuseppe e Maria incinta, per quella notte.
Non sa cosa si perso e se si vuole vederla dal lato pratico, materiale,
quella nascita gli avrebbe potuto portare molti clienti che si sarebbero
fermati nella locanda per adorare il bambino, fama e prestigio la mia
riflessione stata: spesso anch io per paura, per pigrizia non colgo alcune
occasioni, per esempio se io per il mio dubbio e la mia indecisione non
avessi partecipato a questo incontro, avrei sicuramente perso una bella
occasione.

13-14
dicembre
2014

Penso allora alla difficolt nel saper riconoscere gli avvenimenti e


rischiare, allo stare in ascolto, cogliere le belle occasioni e non lasciarle
scappare; quindi grazie a tutti voi.
Alice

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

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Come molte volte accade nella vita il cammino verso Dio per me iniziato nella
tentazione di non mettermi in gioco lasciandomi trascinare dalla vita di tutti i giorni. Per
fortuna che ci sono i compagni e amici di viaggio che, nei momenti di stallo, ti prendono in
braccio e ti trasportano in un luogo migliore dove poter assaporare una nuova esperienza di
vita. E' cos che spesso si riprende a cercare quello che si era perso di vista, un po' come i
Magi che, dopo aver perso la stella a causa dell'incontro col Re Erode, hanno ripreso il
cammino verso la vera Gioia. E' quello che successo a me nel weekend trascorso nel
convento: soffocato dai pensieri della vita quotidiana che spesso ti occupano la mente senza
metterti pi di tanto in gioco ho ritrovato il silenzio necessario per ascoltare il messaggio del
natale. Con i miei amici e con i frati mi sono rimesso in viaggio verso la stella e verso quel
bimbo che, nella sua semplicit, venuto nel mondo per riempire la nostra vita con l'Amore
del Padre. Ed cos che nelle parole di un amico, nell'abbraccio fraterno, nel cantare, nel
ritagliare una stella di carta, nel pregare, nel freddo penetrante del mattino e nella nebbia
fitta riscopri di essere come un bimbo che abbraccia l'amore incondizionato dei genitori, del
Signore che si fatto piccolo per salvarci ed innalzarci a lui.
Simone

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

25

Rezzato

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

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FilmiAmo
torneranno i prati
1917 prima guerra mondiale. Linea di confine con lAustria. Trincea di
un caposaldo dellesercito italiano. Il punto pi avanzato a nord-est a
due passi dal nemico di cui quasi si sente il fiato. Le campane delle
mucche sul filo spinato tintinnano quando il pericolo si avvicina: le
cose della vita quotidiana vengono stravolte, annichilite dallassurdit
della guerra. Qui, nel gelo feroce, gli uomini rischiano di perdere la
loro dignit. Richiusi come topi in tane pronte a trasformarsi in tombe.
Nel silenzio il loro sacrificio. Ma non pu sparire nella dimenticanza la
loro storia, le loro vite segnate per sempre dallorrore della violenza.
Perch gli uomini che fanno la storia non facciano pi gli stessi errori.
A cento anni dallinizio del primo conflitto mondiale il maestro
Ermanno Olmi celebra il ricordo dei tanti soldati, sfigurati nel corpo e
nellanima dal male della guerra, con questo film intenso e
memorabile. Con una lirica che sussurra alluomo di oggi
linammissibilit della violenza fratricida.
In un avamposto sulle montagne coperte da una insormontabile
muraglia di neve, un gruppo di soldati cerca di sopravvivere al freddo
brutale, a condizioni disumane.
Un giovane capitano raggiunge questa frontiera per portare ordini di
suicide strategie militari decise nel caldo dei comandi, cos lontani e
cos esenti dal sentire lo stillicidio della guerra vera. Il comandante di
quel manipolo di soldati stremati, ormai in preda al delirio della
malattia, si ribella e impedisce che altri suoi uomini si sacrifichino per
portare poco pi in l un ponte radio. Riconsegna i gradi: non pu pi
tollerare una cos incomprensibile violenza. Lo sostituisce un giovane
tenete, cresciuto sui libri, che scaraventato nella realt della guerra
fatta di attesa della morte, sente che i minuti trascorsi in quelle tane
sono come anni che tutto rendono insensato.
E tutta qui la trama di questo film. Olmi racconta con il non detto, con
immagini gi indimenticabili, lesistenza di soldati che hanno dato la
vita in luoghi sperduti, in tempi lontani, perch oggi ci sia altra vita.
I grandi silenzi amplificano visioni spettrali, affascinanti, che
restituiscono lincanto della natura e la pazzia delluomo che trasforma
quei luoghi di vita in sepolcri imbiancati e sommersi dal tempo. E la
montagna bisbiglia la sua bellezza sacra, si fa eco per un canto capace
di ridare calore e di avvicinare i nemici.

Scheda
a cura di
Fr. Davide
Sironi

torneranno
i prati
di Ermanno
Olmi

Drammatico
Durata 80 min.
Italia
2014

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

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La natura maestosa e povera si sottopone allo scempio degli uomini che rompono lincanto con
i rumori assordanti delle bombe. Dal bianco della neve emerge la terra scura, lacerata: il nero
della morte. E sotto quella neve la si vuole nascondere, la morte, perch sia dimenticata.
In quegli spazi asfissianti il senso della vita ucciso dal dolore, luomo urla contro Dio.
Il Padreterno sembra essersi nascosto, non ha ascoltato il suo Figlio sulla croce non ascolter
quei cani. S, perch la guerra rende bestie, meno delle bestie. Dio sembra abbandonare luomo
o forse soffre con lui, perch dipende dove lo si cerca: l in quella trincea gelida, nei volti
emaciati, sfiniti, imbrattati di morte dei soldati che in silenzio fanno la loro parte.
Sembrano in balia del puro destino omicida, imprecano per stanare Dio, per chiedergli di farsi
vivo e lasciarli in vita.
Uomini, che si aggrappano alla loro dignit, alla fratellanza, ai legami familiari: unica speranza,
ma a volte fonte di ulteriore sofferenza. Le lacrime del soldato che non riceve neanche una
cartolina dalla moglie, che dopo sei mesi dalla sua partenza al fronte lha tradito, sono il dolore
aggiunto a chi gi patisce lattesa della fine.
La cosa pi difficile perdonare, ma se un uomo non perdona non un uomo.
Immagini bellissime, colore lividi, sembra una pellicola in bianco e nero fotografia del figlio
Fabio Olmi -, la forza dei dettagli cari al cinema di Olmi che restituiscono la quotidianit che fa
luomo, la vita semplice invasa dal delirio delle violenza. Un rimando al primo lungometraggio
del regista Il tempo si fermato in un altro luogo di confine, a contatto con la grandiosit della
natura dove le relazioni umane sono portate allessenziale e alla loro verit. Anche qui il tempo
sembra arrestato, sospeso. Sotto le coperte irrigidite dal freddo questi uomini lottano per restare
uomini.
Un film che entra nellanimo come le meravigliose note di Paolo Fresu, entra nelle ossa come il
freddo della trincea, ferisce il cuore come lo sguardo diretto dei soldati rivolto allo spettatore.
Uno sguardo che implora di ascoltare, di non dimenticare il loro sacrificio, il loro grido
smorzato dalla neve e dalla fatica, di non dimenticare lassurdit della guerra: una bestia che
continua ad aggirarsi per il mondo, famelica e spietata. Torner lerba e far dimenticare tutto
quello che abbiamo sofferto.
Il trionfo della guerra fa cadere nelloblio la tragedia della guerra, il dramma della morte
ingiusta, folle, le croci piantate a terra, cadenti, sembrano cos lontane dalle folle che festeggiano
la vittoria.
Ottanta minuti di poesia che scavano il cuore, che commuovono e interrogano. Che chiedono di
fare memoria dei nostri cari che hanno vissuto la guerra e per noi hanno dato la vita, per un
mondo pi umano, pi fraterno.

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

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Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

29

Notizie di Casa
A cura di
fr. Enzo
Pellegatta

Dicembre
Settimana di celebrazioni e incontri culturali in occasione del 50
dellIncoronazione della statua della Madonna delle Grazie. La conclusione, nel
pomeriggio dellImmacolata, vede la presenza dellArcivescovo di Trento, mons.
Luigi Bressan, che si ferma poi a cena con la fraternit.

30 novembre
Arco di Trento
(TN)

In mattinata si celebrano i funerali di fr. Emilio (Mario) Ceriotti, di anni 85,


deceduto nellInfermeria provinciale dove era ricoverato da qualche mese. Nativo
di Dairago (MI), era sacerdote animato da spiccato spirito pastorale, esercitato
soprattutto nelle parrocchie della Creta e di Bergamo e, negli ultimi venti anni, nel
convento di Cermenate. Riposa nel cimitero del paese natale.
Nel pomeriggio il Definitorio si riunisce per il XVI Congresso.

09
Cermenate (CO)

In mattinata, nella chiesa parrocchiale di s. Pancrazio, si celebrano i funerali della


sig.ra Giannina Santambrogio, nonna di fr. Carlo Cavallari.

11
Bovisio Masciago
(MI)

In serata si svolge una celebrazione in occasione del centenario della nascita e del
XXV della morte di mons. Attilio Previtali

11
Suisio (BG)

Presso la Curia provinciale di s. Antonio si riunisce il Consiglio di Cooperazione.

12-13
Milano

Con una massiccia partecipazione di frati ha luogo unAssemblea straordinaria


della Provincia per trattare temi economici.

15
Sabbioncello
di Merate (LC)

Ha luogo lAssemblea degli Economi locali.

19
Cermenate (CO)

Nella chiesa parrocchiale di s. Biagio si celebrano i funerali della sig.ra Antonietta


Del Bianco, nonna di fr. Michele Montemitro.

29
S. Nicandro
Garganico(FG)

Veglia di preghiera per giovani organizzata dalla Pastorale giovanile della


Provincia.

31
S. Angelo
Milano (MI)

Anno XXXVII n. 249 Dicembre 2014

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