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Anno XXXVIII n.

257 Novembre e Dicembre 2015

NOTIZIARIO

Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo


dei Frati Minori
Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

Indice
Auguri natalizi del Ministro Generale

Lettera del Ministro Generale - GPIC

Consiglio di Cooperazione
Milano 20 e 21 novembre 2015

Bologna 18 e 19 novembre 2015

10

Incontro economi locali Milano 24 novembre 2015

13

Poesia di fr. Pio Tagliabue

14

Testimonianze di vita fraterna


Non spingete, scappiamo anche noi

15

Nutrire la memoria

17

Francesco, il volto della misericordia

20

Il messaggio della misericordia Prima parte

22

Le opere di misericordia I e II

28

LeggiAmo

33

FilmiAmo

36

Notizie di Casa

38

Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

LETTERA DEL MINISTRO GENERALE


SOLENNIT DEL NATALE DI GES 2015
FR. MICHAEL A. PERRY, OFM

MINISTRO GENERALE E SERVO

CON L'INCARNAZIONE LA MISERICORDIA


HA ASSUNTO UN VOLTO
A tutti i Frati dell'Ordine! Carissimi Fratelli, Il Signore vi doni la sua pace!
Mentre vi scrivo questa lettera, si sta per aprire il Giubileo della Misericordia, che,
come ha scritto Papa Francesco nella Bolla d'Indizione, un momento nel quale
"in modo ancora pi forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla
misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell'agire del Padre" (MV 3).
Potremo sopportare lo sguardo di questa misericordia mentre tanta cieca violenza,
cos numerosi segni di terrore e di morte ci colpiscono, entrano dai nostri occhi
nell'immaginazione, nelle emozioni, nell'intelligenza? Certo tutto questo non ci
aiuta a maturare uno sguardo capace di compassione.
Abbiamo bisogno di uno scatto del cuore, per poter vedere in modo nuovo e
riconoscere i segni di una misericordia che ci viene incontro in molti modi, proprio
in questo tempo e in questo mondo, cos apparentemente ad essa estranei e al
contempo tanto assetati.
Nella Santa Notte di Natale canteremo la Misericordia del Padre, che apparsa tra
noi e si rivelata nella carne della nostra fragilit, che il Signore Ges ha ricevuto
dalla Vergine Maria, che lo ha reso nostro fratello e ci ha ottenuto la misericordia
(cf. LegM 9,3). Quella carne debole di fanciullo la medesima che attraverser le
vie della Palestina, accarezzer i poveri e i malati, si chiner sui peccatori, non
avr paura di lasciarsi toccare con tenerezza dai bambini e dalle donne. Quella
carne che pass per tutte le afflizioni degli uomini (S. Basilio Magno, Omelia
sull'umilt, 6), sino alla morte di croce. Veramente stiamo per celebrare con il
Natale la vera Pasqua dell'Incarnazione (Paul Evdokimov)!
La fragile carne di ogni uomo, donna, bambino, anziano e giovane stata toccata
e plasmata dal contatto con la misericordia, che porta i tratti del volto di Ges di
Nazareth, nato per noi. Nella nostra carne, dunque, gi inscritto il mistero di un
amore che dona tutto, che perdona, che sempre apre, anzi spalanca, una porta di
misericordia per chi lo accoglie.
Non abbiamo scelta, Fratelli! La misericordia il DNA della persona umana e con
essa del credente. Non esclusiva dei cristiani, perch non appena una virt tra
le altre o un'attitudine umana qualsiasi. Essa piuttosto il cuore di ci che
semplicemente umano. Potremmo dire che l'immagine che il Creatore ha impresso
in noi sin dal principio segnata dalla misericordia, perch siamo stati creati per
amore e nell'amore, cos come tutta quella "casa comune" che il creato, a noi
affidato in custodia.

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Seguire cos la via della misericordia significa vivere secondo ragione, vale a dire
secondo il senso profondo del nostro essere al mondo, fratelli gli uni in relazione
con gli altri, in comunione con tutte le creature. Se la misericordia ha tanto a che
fare con la nostra umanit in cammino, allora con l'Incarnazione essa il luogo
fecondo di ogni umana ricerca del Mistero. Infatti, dove la grazia dell'Incarnazione
esplode nella nostra realt di creature, ci fa diventare veramente umani! E non ci
sembri poco! Qui si compie l'unica vocazione dell'uomo (cf. GS 19): essere
partecipi della natura divina (2Pt 1,4), riconoscere che con l'incarnazione il Figlio
di Dio si unito in un certo modo ad ogni uomo (GS 22). da qui che possiamo
riconoscere il movimento incessante che anima il cammino di tanti uomini e
donne e dei popoli, chiamati a diventare una sola famiglia: la misericordia ne
costituisce l'anima profonda, che traluce in tante lingue, culture e ricerche
religiose.
Le forze oscure del male, che in questo nostro tempo sembrano scatenarsi con
forza inusitata sino a paralizzarci e che toccano con forza anche nostra madre
terra sembrano sovrastare col loro rumore questo bene che cresce nei solchi
profondi dell'umanit. E ci fanno paura! Eppure possiamo dire che non sono la
realt definitiva: il male non per sempre (Ap. 12,12b).
Il Natale allora non una dolce festa che ci anestetizza dal dramma che si
consuma nella storia. Proprio la presenza in essa del Bambino, debole e povero,
destinato alla morte di croce, rivela che il mistero dell'iniquit gi in atto, ma
necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene (2Ts 2,7). L'identit di
chi lo trattiene resta misteriosa, ma possiamo provare a pensare che ogni ritardo e
freno opposto alla misericordia sia complice del ritardo della venuta del Signore,
perch riduce lo spazio della vita e quindi della salvezza che Cristo ci ha donato.
Se col Natale apparsa la grazia di Dio, che porta la salvezza a tutti gli uomini (Tt
2, 11), la misericordia, che e il sapore, la luce, il calore di quella grazia, la realt
che manifesta la novit della vita nuova in Cristo, il tratto decisivo dei discepolo di
Ges.
L'architrave che sorregge la vita della Chiesa la misericordia. Tutto della sua
azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai
credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo pu
essere privo di misericordia. La credibilit della Chiesa passa attraverso la strada
dell'amore misericordioso e compassionevole (MV10).
San Francesco ci dice che la misericordia il cuore della sequela di Ges come
fratelli: che non ci sia alcun frale al mondo, che abbia peccato, quanto
possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne torni via senza il tuo
perdono, se egli io chiede; e se non chiedesse perdono, chiedi tu a lui se vuole
essere perdonalo (Lmin 9-11).
Mentre ci preoccupa il male che c' nel mondo, non giriamo la testa davanti a
quello che abita in noi e tra noi! Diventiamo fratelli minori nella misura in cui la
misericordia cresce e guarisce le tante nostre divisioni e ferite, peccati e chiusure
all'amore del Padre, mancanze di stima e di bene reciproco, tiepidezza nel
rispondere al dono della vocazione ricevuta, comodit e appropriazione di beni
che ci sfigurano.

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Camminiamo come fratelli e minori in questa nostra epoca nel segno della
misericordia. su questa strada che incontreremo Colui che per noi nato lungo
la via deposto in una mangiatoia, perch non c'era posto nell'albergo (UffPass
15,7), straniero e pellegrino, rifiutato e marginalizzato come i tanti reietti della storia
che affollano anche oggi tante nostre terre, spiagge e mari, saltano muri e
barriere, sono fatti nuovamente schiavi e profughi, muoiono senza speranza di un
futuro possibile.
su questa strada che potremo ricevere un impulso nuovo, che tanti fratelli tra noi
cercano e desiderano, per ridare forza e luce alla nostra vita evangelica di fratelli
minori. su questa strada che la nostra umanit potr crescere e diventare
capace di tenerezza e di lacrime, di vicinanza ai piccoli e di conversione nella
carit. su questa strada che la gioia del Vangelo potr divenire contagiosa nella
testimonianza resa con la vita, senza far liti e dispute e restando soggetti ad ogni
creatura umana per amore di Dio (cf. Rnb 16, 6).
su questa strada battuta dalla misericordia che auguro a tutti voi, Fratelli, un
Natale scomodo perch ricco di questa misericordia che sovverte le nostre
abitudini, mette forza ai nostri passi per incontrare gli altri, rianima le nostre forme di
stanchezza e di sfiducia. su questa strada di misericordia che vogliamo
camminare con gli uomini e le donne, i piccoli e i grandi, i poveri e i ricchi, i
giovani e gli anziani e le famiglie del
nostro tempo.
Con San Francesco cantiamo con
gioia al mondo che in quel giorno il
Signore
ha
mandato
la
sua
misericordia, nella notte si udito il
suo cantico (UffPass 15,5).
Buon Natale a tutti e a ciascuno!
fr. Michael Perry
Roma, 8 dicembre 2015
Solennit dellImmacolata
Concezione
ed apertura della Porta Santa

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LETTERA DEL MINISTRO GENERALE


GIUSTIZIA PACE E INTEGRITA DEL CREATO
Al PROVINCIALI E AGLI ANIMATORI GPIC
Cari fratelli in Cristo, Francesco e Chiara, Pace e Bene!
Come parte del piano di formazione dell'Ordine per tutti i fratelli, ho il piacere
di informarvi che il nostro Ufficio di Giustizia e Pace, in collaborazione con la
Pontificia Universit Antonianum di Roma (PUA), ha confermato la realizzazione
del corso che - in sintonia con lo spirito del nostro ultimo Capitolo Generale
(maggio 2015) - promuove la formazione dei nostri Animatori GPIC (soprattutto
dei nuovi Animatori) rispetto alle esigenze della nostra storia e alla necessit di
offrire una formazione permanente a tutti i fratelli.
Il corso programmato per i giorni 4-15 aprile 2016 e si svolger in due
momenti: a) 4-8 Aprile-2016: dedicato all'approfondimento dei temi di GPIC
proposti; b) 11-15 APRILE-2016: specificamente dedicato alla formazione degli
Animatori GPIC dell'Ordine. Il corso si terr nelle tre lingue ufficiali dell'Ordine
(spagnolo, inglese e italiano). L"asse trasversale" del corso sar l'enciclica
"Laudato Si"' di Papa Francesco. Tuttavia si terr presente anche la questione
interreligiosa, la visione del mondo dalla prospettiva Nord-Sud e OrienteOccidente, il cambio di stile di vita, ed ancora, i temi dei rifugiati e dei
mutamenti climatici. La prima parte del corso sar di taglio pi sistematico,
cercando di dare gli strumenti per costruire una visione che aiuti ad affrontare
gli urgenti cambiamenti del mondo attuale. La seconda parte sar
specificamente rivolta agli Animatori di GPIC dell'Ordine ed offrir la possibilit
di costruire insieme - in base alla esperienza e riflessione di ciascuno - percorsi
che accompagnino al meglio i processi di cambiamento a partire dal nostro
spirito evangelico e francescano- clariano.
Apprezziamo lo sforzo congiunto che l'Ufficio di Giustizia e Pace dell'Ordine e la
Pontificia Universit Antonianum di Roma stanno realizzando per offrire questo
momento forte di formazione permanente. In risposta alle sfide della realt in
cui siamo presenti nel mondo e in fedelt alla nostra forma di vita, chiedo in
modo fraterno di incoraggiare la partecipazione a questo corso da parte degli
Animatori GPIC, soprattutto di coloro che stanno iniziando il loro servizio.
Potremo inoltre incoraggiare i laici, uomini e donne, a partecipare a questo
corso, come opportunit per rafforzare e approfondire il loro impegno a vivere
il Vangelo nel mondo di oggi e come via per lavorare tutti assieme nella nostra
comune missione evangelica. Qui di seguito trovate il programma del corso ed
alcuni altri dettagli. Per ulteriori informazioni sul corso, si prega di contattare
l'Ufficio di GPIC qui in Curia: pax@ofm.org Sono molto contento che
l'Antonianum e il nostro ufficio GPIC stiano collaborando nell'organizzazione di
questo corso. Spero che sia una possibilit affinch molte persone ed altri frati
uniscano le forze per promuovere i valori evangelici di Pace, Giustizia e
Salvaguardia del creato. Dio benedica questo progetto!
fr. Michael Perry

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Consiglio di Cooperazione
Fr. Massimo Fusarelli d inizio alle 9.30 allincontro odierno del Consiglio
di cooperazione tenuto a Milano nella Curia provinciale. Come di
consueto lapertura consiste nella preghiera ispirata al Vangelo
liturgico del giorno. I Ministri sono tutti presenti.
Segue una breve condivisione di fr. Massimo riguardante la sua
recente visita alla missione di Kayongozi, in Burundi.
Incontro Rete Stabile Formatori:
Fr. Massimo Fusarelli saluta i formatori - fr. Giambattista Delpozzo, fr.
Michele Passamani, fr. Devis Rutigliano, fr. Lorenzo Roncareggi, fr.
Andrea Contini - e d la parola a fr. Andrea che ringrazia della
opportunit concessa ed introduce il suo discorso articolandolo in 3
punti: a. Fraternit formativa; b. Continuit/salto formativo tra tappe
del cammino; c. Complessit in corso riferita soprattutto al noviziato.
Dopo un adeguato spazio di interventi e di dialogo, vengono fissati
alcuni punti che vengono posti a tema per il lavoro dei prossimi mesi:
La Rete Stabile dei Formatori ringrazia il CdC per questa opportunit di
confronto.
Il grazie reciproco, anche da parte del CdC per lo scambio avuto.
Lincontro viene quindi sospeso per il pranzo.

Milano
20-21
Novembre
2015

Si riprende - come CdC - alle ore 15.30.


Uffici Economato:
Nel pomeriggio Fr. Mario Vaccari e fr. Maggiorino Stoppa presentano
la proposta di strutturazione degli Uffici dellEconomato provinciale, in
vista della nuova Provincia. Segue spazio di discussione.
Sigillo nuova Provincia:
Vengono presi in esame i bozzetti giunti dai 5 frati a cui era stato esteso
linvito , e allAntoniano di Bologna. Vengono fatte alcune ipotesi ed
alcune scelte che hanno bisogno di ulteriore maturazione e sviluppo.
Sabato 21 novembre:
Preparazione Capitolo provinciale:
Lintera mattina viene impiegata nel prendere in esame vari aspetti
della preparazione del Capitolo provinciale.
Viene approvata la bozza di Schede per i Capitoli locali preparata
dalla Commissione apposita e dal Consiglio FoPe.
Vengono presi in esame altri aspetti della preparazione, in particolare
la celebrazione del 16 maggio mattina a Padova, la Agenda del
Capitolo, ed alcune ipotesi riguardanti gli Ufficiali del Capitolo ed altri
servizi.

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Dopo adeguato spazio di confronto si decide di


passare alla nomina del Segretario del Capitolo.
Viene proposto fr. Stefano Dallarda: Placet
omnibus.
Viene anche nominato un Vice Segretario: fr.
Rino Sgarbossa. Placet omnibus.

Si passa quindi alla votazione per la


accettazione di questo programma di lavoro
come stato formulato: Placet omnibus.
Convocazione dei Commissari di Terra Santa al
CdC:
I Commissari sono stati gi avvertiti della
convocazione ma la data da definire. Per
questa occasione i Ministri faranno avere alla
Segreteria OFM Nord il testo delle convenzioni tra
Custodia TS e Provincia religiosa. Emerge tra i
temi allODG la questione delle zone di
animazione.

Economia e processo verso la fusione per


incorporazione:
Viene preso in esame il programma di lavoro
congiunto preparato dai legali coinvolti nel
processo di fusione per incorporazione,
chiarendone alcuni passaggi ed il senso
generale.
I legali che seguono questo cammino hanno
avanzato
la
richiesta
di
avere
un
supervisore/coordinatore del lavoro con cui
possano interfacciarsi.
Viene proposto fr. Mario Vaccari, in quanto gi
Ministro referente del gruppo degli Economi:
Placet omnibus.

Lappuntamento per il prossimo CdC a


Bologna Osservanza venerd 18 dicembre alle
ore 9.30.
Lincontro del Consiglio di cooperazione si
conclude con il tradizionale Agimus alle ore
12.45.

Fr. Massimo Fusarelli d inizio alle ore 10.00 allincontro odierno del
Consiglio di cooperazione, ospitato nella Casa di Bologna Osservanza.
Come di consueto i lavori iniziano con la preghiera ispirata al Vangelo
liturgico del giorno. I Ministri sono tutti presenti.
Incontro con fr. Guido Ravaglia riguardo agli sviluppi del Progetto
Missioni-Migranti e alle zone di animazione
Nella prima unit di lavoro, come da OdG, viene accolto fr. Guido
Ravaglia per un aggiornamento sugli sviluppi del Progetto MissioniMigranti. Emerge la necessit di un referente tra gli Economi provinciali
che faccia da riferimento per il lavoro degli Animatori Ad Gentes,
soprattutto in merito alla rendicontazione economica integrata con gli
Uffici del nuovo Economato provinciale.
Nella seconda unit di lavoro viene preso in esame lo schema inviato
da fr. Guido riguardante una proposta per le zone di animazione
missionaria.

Bologna
18-19
dicembre
2015

A questo punto fr. Massimo Fusarelli ringrazia fr. Guido della sua
proposta e del suo lavoro a favore di questo progetto.
Segue la prevista Visita ai locali del Centro missionario, ed il pranzo
fraterno alle ore 12.45.
I lavori riprendono alle ore 15.00.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Incontro con Viaggeria francescana


Viene accolta la sig.ra Gabriella Pizzi, direttrice
di Viaggeria francescana Frate Sole, la
quale illustra - con grande passione ed arte la storia della Attivit commerciale, i progetti
passati, le iniziative recenti e quelle in via di
realizzazione, come ad esempio i percorsi
pastorali pensati per dare continuit al
pellegrinaggio, o nei casi in cui il
pellegrinaggio non fosse possibile, nel
tentativo di far diventare ogni proposta un
percorso spirituale.
Fr. Massimo ringrazia e congeda la sig.
Gabriella a nome del CdC, per il suo impegno
decennale a favore della Terra Santa e per la
passione con cui vive il suo lavoro ed il servizio
alla missione francescana.

Organigramma Uffici Curia rivisto


Fr. Mario Vaccari presenta al CdC lo schema
dellOrganigramma degli Uffici Provincia s.
Antonio, con le modifiche richieste nellultimo
incontro. Vengono fatte alcune osservazioni e
correzioni.
Si rimane daccordo che ogni Ministro si
confronti su questa tematica con il proprio
Rappresentante legale ed Economo; il tutto
verr poi ripreso nel CdC di gennaio.
Zone di Animazione
Viene dedicato uno spazio al discernimento
sulle Zone di animazione della nuova
Provincia. Vengono ricordate le finalit che
tali Zone andranno a ricoprire, e fatte alcune
ipotesi in merito.
Dopo ulteriore spazio di discussione viene
concordato che fr. Francesco Patton prepari
una bozza di schema per le Zone, che verr
preso in esame nel CdC di gennaio.
Si concorda anche che nel CdC di gennaio
vengano rivisti anche gli SSPP con le correzioni
apportate da fr. Jorge Horta, giurista
dellAntonianum di Roma, che diventeranno
Norme transitorie della nuova Provincia per i
primi mesi.

Mappatura
Viene ripreso il discernimento sulla Mappatura
delle presenze. Fr. Massimo introduce i lavori
ricordando la necessit di aggiornare la
mappa delle presenze inserendo gli ultimi
sviluppi e dando spazio ad un lavoro di
discernimento, affidato al CdC, per poter
indicare ai lavori del Capitolo (ed in seguito al
nuovo Governo) criteri e linee di azione. Viene
ribadito che il ridimensionamento delle Case
un processo iniziato gi negli anni 80 ed
dettato da una necessit contingente di
ridimensionamento che va al di l del
processo di unione delle Province.
Il lavoro di discernimento sulla Mappatura
verr ripreso nel prossimo incontro del
Consiglio nel mese di gennaio.
I lavori vengono sospesi per permettere la
celebrazione della s. Messa e dei Vespri.

Commissione proposta culturale francescana


a Verona
Fr. Massimo riprende il discorso riguardante la
Commissione di studio per una proposta
culturale francescana a Verona, gi nominata
lo scorso 8 maggio (Prot. 34/2015), ma rimasta
in sospeso dopo la nomina di fr. Cesare Vaiani
a Segretario generale Formazione e Studi.
Dopo un adeguato spazio di confronto, la
commissione viene cos ricostituita: fr. Paolo
Dozio Coordinatore, con fr. Lorenzo Raniero, fr.
Andrea Bizzozero, fr. Daris Schiopetto, fr.
Ernesto Dezza. La lettera di nomina verr
inviata per conoscenza anche a fr. Stefano
Cavalli (Preside ISE) e fr. Guido Ravaglia
(Studio teologico Bologna), fr. Cesare Vaiani.
Compito della Commissione sar ripensare il
materiale ed il mandato affidato, e portare al
Capitolo una proposta in merito, per una
ricerca che continuer anche in futuro.

Sabato 19 dicembre
Iniziamo alle 8.45 dopo la celebrazione della s.
Messa e delle Lodi alle ore 7.30.
Iter del processo di fusione per incorporazione
Viene dedicato uno spazio di aggiornamento
e di discernimento sulliter del processo di
fusione, affidato alla competenza dei
consulenti a cui ci si sta rivolgendo, che si
incontreranno a Milano il prossimo 21
dicembre. Vengono fatti alcuni chiarimenti e
ribadite alcune priorit, dopo di che si passa
ad un altro argomento.

Studi superiori
Il discorso si allarga con un confronto su
possibili candidati a studi superiori. A questo

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proposito si concorda sulla opportunit di inviare gli studenti che verranno nominati a Roma e
non altrove, per permettere loro unautentica esperienza di internazionalit.
Preparazione del Capitolo provinciale
Fr. Stefano Dallarda presenta al CdC la proposta formulata dalla Commissione liturgica
preparatoria del Capitolo provinciale nellincontro del 9 dicembre scorso. La proposta viene
valutata con alcune sottolineature e correzioni.
Lo schema verr riadattato e preso in esame durante il CdC di gennaio.
Varie

Fr. Massimo relaziona brevemente sullincontro delle fraternit nuove a Rezzato lo


scorso 11 e 121 novembre. Il prossimo incontro previsto sempre a Rezzato per il 16 e
17 marzo.
Fr. Maggiorino riferisce riguardo alla richiesta di un nuovo servizio di cappellania presso
la stazione FFSS di Torino Porta Susa, che la Diocesi di Torino desidera affidare ai Frati
minori. La richiesta viene valutata positivamente, come buona opportunit pastorale.
La proposta viene accettata ed affidata alla fraternit di Torino s. Antonio.
Fr. Massimo riferisce in merito alla richiesta del Ministro provinciale di Francia, fr. Michel
Laloux, di avere indicazioni riguardo alla ospitalit estiva per i 3 postulanti francesi per
la scuola di italiano in vista dellanno di noviziato a Baccanello. Si concorda di indicare
3 luoghi diversi per ciascun Postulante: ad esempio Milano, Torino e Verona, indicando
per ciascun luogo un frate di riferimento.
Si concorda di estendere linvito a partecipare alla nascita della nuova Provincia a
Padova il 16 maggio anche ai Ministri provinciali di Francia, Austria e Slovenia, nazioni
confinanti con il nostro territorio.
Fr. Francesco Bravi riferisce riguardo allincontro avuto con la fraternit di Baccanello,
con una buona impressione di cammino fraterno di crescita realizzato come fraternit
formativa.
Fr. Mario Vaccari comunica che la Casa di Genova NS al Monte stata scelta come
santuario giubilare per alcuni periodi del prossimo anno.

Lincontro del Consiglio di cooperazione si conclude con il tradizionale Agimus alle ore 12.40.
Il segretario
fr. Stefano Dallarda

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Incontro Economi Locali


Milano

24 novembre

Con il mio pi cordiale e fraterno buongiorno vi do il benvenuto


a questo incontro, salutando ciascuno di voi fraternamente e
ringraziandovi di vero cuore per il delicato e prezioso servizio che
state svolgendo a beneficio delle fraternit locali.
Lodierna liturgia nella memoria dei santi martiri Andrea DungLac e compagni, ci aiuta ad inserire nel contesto ecclesiale pi ampio
questo nostro incontro. Lorazione di questa memoria ci fa chiedere,
per lintercessione dei martiri, di poter diventare missionari e testimoni
del tuo amore fra gli uomini, per chiamarci ed essere tuoi figli,
indicandoci cos come vivere ogni nostro servizio - e in particolare il
servizio delleconomato - facendolo diventare una testimonianza
evangelica che aiuta noi e i nostri fratelli a vivere la dimensione
fondamentale della nostra forma di vita che il vivere sine proprio. La
prima lettura dellUfficio, tratta dalla seconda lettera di san Pietro,
apostolo ci offre poi un percorso di vita e di virt che porta ogni
credente a vivere ogni cosa - anche lumile e impegnativo servizio
delleconomo - nella pienezza della carit: Mettete ogni impegno per
aggiungere alla vostra fede la virt, alla virt la conoscenza, alla
conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla
pazienza la piet, alla piet l'amore fraterno, all'amore fraterno la
carit.
con questi sentimenti e accogliendo questi forti inviti che ci
disponiamo a vivere questa giornata che, come indicato nella lettera
di indizione, da concreta attuazione, per la nostra Provincia, alle
decisioni dellultima assemblea dei definitori circa la formazione sulle
diverse questioni economiche in vista della nascita della nuova entit.
Come sapete previsto - e qualche fraternit lo ha gi vissuto - un
incontro nelle singole fraternit per informare tutti i frati.
Questa giornata in particolare vi vedr impegnati - come risulta
dal programma inviato dalleconomo provinciale - ad affrontare i
temi dellamministrazione dei beni, dellamministrazione comune e
soprattutto quello nuovo del bilancio preventivo.
Ringrazio di cuore coloro che hanno preparato questo
appuntamento, insieme alla visita alle fraternit locali. In particolare
esprimo il mio personale apprezzamento e quello di tutto il Definitorio
alleconomo provinciale, fr. Marco Fossati, e a tutto il CAE per la
competenza, la discrezione e la passione che continuamente
dimostrano.

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2015
Curia
Provinciale

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Tenendo ben presente quello che successo e si sta cercando di affrontare, potrebbe
sembrare quasi poco opportuno richiamare la vostra attenzione sul grande valore del rendiconto
e della trasparenza nella gestione economica. Luso evangelico dei beni, come ricordato nella
lettera di convocazione, richiede anche limpegno a ricostruire un tessuto di fiducia e di reale
collaborazione che ci aiuta ad affrontare uniti la situazione che dal punto di vista finanziario ed
economico non certo facile.
La prossima Assemblea economica, prevista per l11 aprile 2016, alla vigilia del Capitolo per
la nascita della nuova provincia, sar loccasione per fare con precisione il punto della situazione.
Mentre ancora vi ringrazio per aver raccolto linvito a partecipare a questa giornata, vi
auguro buon lavoro. Vi accompagno con la mia preghiera invocando su ciascuno di voi la
benedizione del Signore per lintercessione dei santi martiri vietnamiti.
A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen!

LOBOLO DELLA VEDOVA Fr. PIO TAGLIABUE


Per mantenere il Tempio con decoro,
avevano posto un urna in pietra ed oro
presso laltare dellincenso e delle offerte
per chi volesse offrire a mano aperte.

Quando Ges vide una vecchietta


avvicinarsi senza tanta fretta,
chiam i discepoli ad osservare
ci che ella in segreto andava a fare.

Venivano vari ricchi col borsone


e gettavan molti soldi nel cassone,
e le monete pesanti, nel cadere,
suonavano come le pietre del cantiere.

La vedova, come un ombra e rossa in volto,


savvicin a quellurna a fiato corto,
gett due monete di rame allimbeccata
e fugg via quasi vergognata.

La gente interrompeva la orazione,


colpita da una grande ammirazione,
e prima che il ricco andasse via
voleva fargli la fotografia.

Ges profondamente si commosse


nel vedere le sue guance rosse,
e a bassa voce disse ai suoi vicini
che tal donna meritava molti inchini.

Succedeva proprio tutto il contrario


della dottrina sul dono volontario,
annunciata da Ges l nella piazza
tra la folla saggia o mezzo pazza.

Ed aggiunse anche questa spiegazione


per coloro che suonano il trombone:
Le sue due monete sono pi preziose
di tutte le altre offerte rumorose;

Egli diceva che la nostra offerta


vale molto se non scoperta,
e che la sinistra deve ignorare
ci che la destra sta per donare.

perch gli altri han dato quello che avanzava,


ma lei ha dato tutto ci che aveva
e le era estremamente necessario
per mangiare oggi un pan precario.

Ma questi ricchi venivano con pompa


per essere incensati a suon di tromba,
e invece di dar a Dio la gloria,
si credevano signori della storia.

Quanto ci consola questo detto,


dato che pure sotto il nostro tetto
c gente che di cuore lo d tutto,
anche se al momento non ne vede il frutto!

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Testimonianze di vita Fraterna


NON
SPINGETE,
SCAPPIAMO
ANCHE NOI!

di fr. Franco
Naldi

Non spingete, scappiamo anche noi cos recitava il ritornello


di una canzone satirica di molti anni fa, riferendosi a vari fatti storici e
politici, ormai morti e sepolti.
Mi fa molto pensare, in questo tempo post-natalizio, il volere (o
dovere?) essere buoni per forza, che dura lo spazio di un battito di
ciglia; il partito dei buonisti che sembra vincere sempre, ma solo per tre
giorni. Passata per la bolla di sapone, tutte le feste finiscono in gloria;
tutto riprende come prima, come se nulla fosse successo.
E la misericordia, quella ipotetica misericordia strombazzata
dai pi per essere a posto con la propria coscienza, dov andata a
finire? Forse buttata nella spazzatura, come la carta luccicante di
qualche inutile pacco-regalo. Leccezionale novit del Bambino di
Betlemme diventa subito vecchia, obsoleta, ammuffita, inutile. La
maggior parte dellumanit si prepara a fuggire (anzi, gi pronta) da
ogni responsabilit: per stare pi tranquilli, per dare sempre la colpa
agli altri, per non togliere il cappello a chicchessia, Dio compreso.
Forse perch si sta meglio cos.
Ma noi cristiani (e lo pronunciamo con orgoglio questo nome)
non siamo disposti a vivere sepolti in questo menefreghismo. La grotta
di Betlemme ci ha trasformati, ci ha cambiato la vita, ha eliminato la
nostra indifferenza, ci ha insegnato da che parte stare. Non possiamo
pi vivere come prima. Possiamo ancora essere persone nuove,
diverse, alternative, nonostante la nostra povera umanit. Possiamo
ancora una volta essere punto di riferimento per gli scoraggiati, per
coloro che sono fiaccati nel corpo e nello spirito. Per i delusi, che non
vedono ahim pi in l del proprio naso. Per i frustrati, che cercano un
barlume di novit anche l dove sembra esserci solo tenebra e
sciatteria. Per chi cerca la speranza, quella vera, fatta di coraggio e di
sano rischio per decisioni di cui (pare) non si veda il fondo.
Di desideri inaspettati o lungamente coccolati, fatti per di
meraviglia e stupore. In altre parole: possiamo ancora essere
autenticamente evangelici, pur abitando a casa nostra e facendo le
solite cose. Il Natale per noi una porta che continua a spalancarsi,
sempre, giorno dopo giorno, per accogliere chiunque sia disposto a
non scappare pi, per essere noi stessi comunque sempre giovani,
maestri di futuro per gli altri, con quel sano spirito di avventura che
caratterizz un tempo gli anni della nostra giovent, quando potevamo
dire, a ragion veduta, noi che abitavamo in campagna, che eravamo
in grado di saltare i fossi per la lunga. Questa la nostra grande
novit, la nostra perenne giovinezza, anche se di anta ne abbiamo

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NON
SPINGETE,
SCAPPIAMO
ANCHE NOI!

qualcuno sulle spalle. Buon dopo Natale dunque: perch tutti noi
possiamo aderire liberamente e responsabilmente a qualcosa che
forse pi grande di noi, ma che non progredir se noi non ci
impegniamo seriamente, in prima persona; perch tutti possiamo,
dobbiamo, vogliamo guardare con gli occhi del corpo quanto gi
contempliamo con gli occhi dello Spirito; perch tutti ci riempiamo
esageratamente di quella felicit donata (e non rubata),
sullesempio del protagonista della grotta di Betlemme; perch la
gratificazione, ogni gratificazione nel Signore sia per noi precorritrice di
novit inattese e per questo motivo accolte con tutta la benevolenza
di cui siamo capaci.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NUTRIRE LA MEMORIA

di
fr. Gian
Carlo
Colombo

Non sono mancati, nei mesi scorsi a fianco all'invito istituzionale a


nutrire il pianeta - numerosi inviti a nutrire lo spirito, anzi, come
intitolava, qui a Milano, il nutritissimo programma dell'Orchestra Verdi
ad un feeding the soul.
Ma non sull'onda di questa abbuffata musicale che nasce
questa pagina. Concepita in una soffocante giornata estiva, ha avuto
una lunga gestazione. Il parto, solo oggi! Grazie ad una fastidiosa
tendinite che mi costringe da qualche giorno ad un forzato riposo.
Due sono i genitori:
genitore a: il ricordo dei miei primi giorni da aspirante-frate-minore,
ricordi che pi vivi affiorano in questo anno 50 dal mio ingresso in
noviziato;
genitore b: la catalogazione a cui foglio dopo foglio mi sto
dedicando nell'archivio di questa nostra quasi-ex-Provincia,
Ricordo come in quel lontano 1962 quando Rezzato, oltre che
Convento di noviziato, era anche luogo di accoglienza per quelle che
allora si chiamavano vocazioni tardive - io, allora dicianovenne, e gli
altri tardivi, si pranzava nella saletta di fronte alla cucina. Quando nel '64
tornai a Rezzato per l'ingresso in noviziato, la prassi era la medesima: fu
solamene dopo la vestizione che potemmo accedere al refettorio della
comunit religiosa. E qui il primo impatto con la storia: alle pareti del
refettorio infatti stava appesa una nutrita (si pu dire?) serie di ritratti di
frati che dall'alto ci scrutavano e non ci perdevano d'occhio neppure
un istante.
Sui cartigli apposti sotto ogni ritratto avremmo potuto - volendo! leggere qualche nota biografica con cenni alla loro dottrina e - per
alcuni - anche alla fama di santit. Ma nessuno, lungo tutto il corso del
noviziato, ci parl mai di loro.
Quale piacevole sorpresa, allora, quando durante il mio recente
scartabellare tra i documenti d'archivio mi sono di nuovo imbattuto nella
medesima schiera di fratelli e ora nel mio compito di archivista (tardivo
s, questa volta!) anche col dovere di indagare pi a fondo su di loro.
Non si trattava per di osservare dei dipinti o di leggere dei cartigli
che parlavano di loro, ma di accedere direttamente alle loro carte, ai
loro scritti, di entrare, sia pure in punta di piedi, nella loro vita.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Cos mi sono incontrato di nuovo con padre Giampietro Ferrari da


Bergamo (classe 1829) che dopo vari decenni passati sui monti
d'Albania nel 1888, tornato in patria, veniva eletto Ministro provinciale e
che festegger a Cividino, nel 1912, le sue nozze di diamante, salutato
da un poetico indirizzo augurale da parte della stessa comunit (1).
Entrambi dalla plaga bresciana, dopo aver fatto pure loro tappa nel
refettorio di Rezzato, mi aspettavano qui anche fr Pasquale Patti da
Ponte di Legno (classe 1777), indomito e, soprattutto, santo questuante e
fr Giovanni Baccaglioni da Vobarno (classe 1798) del quale
conserviamo anche un buon numero di discorsi d'occasione: vestizioni,
professioni, visite canoniche. Era Ministro provinciale nella confinante
Insubria e quando, dopo la soppressione italica, pot ricostituirsi una
Provincia Riformata di Lombardia, lo si volle come Ministro della rinata
Provincia. Cos scriveva in quei giorni al Ministro generale: Ieri ho
compiuto il 25 anno di Abito Religioso in questa Provincia e dopo
celebrato il mio giorno onomastico e dato un cordiale abbracciamento
a miei confratelli, ho dato un addio al Convento e alla Provincia per
fare la volont del Signore. Ci dicono le cronache che fr Giovanni
volesse sempre accanto a s, durante la sua predicazione, la presenza
di fr Pasquale alla cui preghiera affidava la conversione dei peccatori
pi induriti.
Ancora pi a ritroso nel tempo, ho re-incontrato fr Lodovico
Ballardini da Breno. Mi guardava, un tempo, dalla parete est del
summenzionato refettorio! Fu predicatore intrepido in terra calvinista...
Ora mi parla attraverso le numerose edizioni del Compendio della vita
morte e miracoli del padre fra Ludovico da Breno.
In questi tempi di interprovincialit bello venire a scoprire come il
19 giugno 1687 (erano trascorsi appena sei anni dalla morte di fr
Lodovico!), fr Fortunato da Verona, Commissario Visitatore della
Riformata Provincia Romana, supplicasse la bont di una non
identificata Signoria Illustrissima a volersi degnare interporre il suo
efficacissimo Patrocinio per la causa della sua beatificazione. Infatti un
processo si apr a distanza di tre anni, un altro segu due anni dopo ed
infine nel 1700 inizi il processo romano con regolamentari raccolte di
Articoli delle virt, Attestati autentici delle grazie e persino una
particolareggiata Nota spese. Ma, come gi per fr Pasquale, anche
questa causa si insabbi.
(1) Di lui - oltre a ben 21 faldoni di documenti riguardanti il suo apostolato in Albania e ancora tutti da esaminare e
inventariare - possediamo anche (datati 1846/47) gli attestati presentati per la sua ammissione tra i Riformati:
- la dichiarazione della mamma disposta a permettere che il figlio Andrea vesta le serafiche lane nel rispettabile
convento de' Reverendi Padri Minori Riformati di San Geatano in Brescia,
- la dichiarazione del medico che certifica che Ferrari Andrea del fu Luigi e di Cattarina Terzi, domiciliato in Bergamo,
Contrada San Benedetto, sano di corpo e di mente ed stato regolarmente vaccinato,
- la testimoniale del Parroco di S. Alessandro in Colonna, che certifica che Andrea Luigi Ferrari, nato e domiciliato in
Parrocchia, nubile, persona di ottimi costumi, buona vita e fama,
- l'attestato finale rilasciato il 4 settembre 1846 (Andrea aveva allora 17 anni) dal Ginnasio Imperiale di Bergamo, con
le valutazioni relative alla prima, seconda, terza e quarta classe di Gramatica e alla prima e seconda classe di
Umanit.
Cinquantasei anni dopo, fr Giampietro stender un autografo di sette pagine (da lui firmato e datato Cividino 18
maggio 1902) titolato: M. R. P. Giampietro Ferrari da Bergamo. Note della sua vita, scritte da lui medesimo.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Ho lasciato per ultimo chi pi mi ha dato da fare. Pensate: ci ha lasciato 120


cataloghi comprendenti venerabili, beati, santi raggruppati per luogo di nascita, stato
sociale o religioso, ordine o congregazione di appartenenza..., 74 cataloghi di vescovi e
prelati, 88 cataloghi di personaggi illustri e notanti, 80 cataloghi relativi al nostro Ordine, alle
sue Province e ai suoi Conventi. Oltre a questo, un'ottantina di omelie per domeniche e
varie solennit, discorsi mariani per ogni giorno del mese di maggio, 29 panegirici di santi, 93
discorsi su ecclesiologia, dogmatica, morale. Il tutto ben schedato in due indici: per
argomento il primo, per giorno e luogo di predicazione il secondo! E, infine, corrispondenza,
poesie, appunti vari e, naturalmente, pubblicazioni a stampa, sempre orientate alla
divulgazione storica. Tra queste non poteva mancare quella titolata: Scriptores Ord. Minor.
Observ. Reform. Provinciae brixiensis. E quando questo volumetto venne dal medesimo
estensore - aggiornato con un Supplementum, al LX posto (primo del Supplementum) chi
troviamo? Lui: fr Costantino Mutinelli di Valcamonica, che ogni giorno, nel refettorio di
Rezzato, dalla parete di fronte, mi guardava nel piatto!
Ma, a questo punto, sono assalito da un dubbio.
La storia nutre ancora la nostra vita?

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

FRANCESCO,
IL VOLTO DELLA MISERICORDIA

di Luciano
Manicardi
Monastero
Bose

Articolo tratto da
La Rivista del Clero
Italiano
(Vita e Pensiero)
n. 11/2015

Le parole con cui papa Francesco, nella Bolla di indizione del


Giubileo, ci invita a riflettere e riscoprire le opere di misericordia, sono
un grido accorato in cui si riflette la sua sensibilit personale, il suo
senso dei poveri, la sua empatia con i sofferenti e gli oppressi, il suo
sdegno di fronte alle ingiustizie, sentimenti questi, e opzioni, maturati e
affinati in decenni di servizio nel ministero presbiterale ed episcopale
in Argentina.
Sono un grido anche estremamente autorevole perch nasce da
unesperienza, da un vissuto che cosa piuttosto rara ai nostri tempi
riuscito a divenire esperienza e pu dunque essere raccontato e
testimoniato. In questo papa lautorit non si fonda sulla posizione
ricoperta, non si esibisce in titoli magniloquenti, non si afferma con
posture ieratiche, non si impone per lo sfarzo delle vesti e dei
paramenti, non si mostra con linguaggio teologico raffinato e con
esibizione di conoscenza, anzi, si nutre di semplicit umana, e si
esprime in modo testimoniale e narrativo.
Con papa Francesco la modalit narrativa esce dagli spazi esegetici
e teologici (per lo meno di quegli esegeti e di quei teologi attenti a
questa dimensione) e diviene prassi, quotidianit di gesti e di parole,
informa la stessa comunicazione magisteriale al suo livello pi alto
nella Chiesa cattolica, suscitando le reazioni sdegnate di chi lamenta
la carente o assente teologia di papa
Francesco.
Egli comunica con un moderno linguaggio parabolico in cui le storie
della pi ordinaria quotidianit, le osservazioni tratte dalla vita delle
persone, le immagini forgiate dal vissuto, narrano l'agire misericordioso
di Dio. Stupisce, in tutto questo, che tra i suoi tanti e raffinati esegeti
non vi sia chi abbia ancora colto che lautorit di cui egli portatore
e che viene percepita da credenti e da non-credenti, si fonda
sullesperienza. E che in questo egli compie un gesto di grande
portata culturale.
Quellincapacit di trasmettere esperienze denunciata gi negli anni
30 del secolo scorso da Walter Benjamin e ripresa con raffinatezza da
Giorgio
Agamben, quando
ha
parlato dell'espropriazione
dell'esperienza a cui stato sottoposto l'uomo moderno, sembra
trovare in papa Francesco un elemento di smentita: egli fonda la sua
autorit sullesperienza, riesce cio a fare del vissuto quotidiano
qualcosa che traducibile in esperienza e che trova nel racconto e
nella narrazione la sua modalit propria di trasmissione. []
Scriveva Agamben nel 1978: Lesperienza ha il suo necessario
correlato non nella conoscenza, ma nellautorit, cio nella parola e
nel racconto, e oggi nessuno sembra pi disporre di autorit
sufficiente a garantire unesperienza e, se se ne dispone, non
nemmeno sfiorato dallidea di allegare in unesperienza il
fondamento della propria autorit.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

In papa Francesco invece ci dato di vedere ci che da tempo non si


vedeva e che a tuttoggi non si vede soprattutto nelle persone che
hanno una responsabilit della cosa pubblica. Certamente, il
fondamento dellautorit di un vescovo di Roma non risiede
unicamente nella propria esperienza e nella propria coerenza, ma
pur vero che le scelte e le azioni quotidiane, le parole e i gesti
quotidiani di papa Francesco fanno emergere unautorit non
semplicemente di ruolo, ma che rimanda a un vissuto personale
divenuto esperienza, unesperienza che viene trasmessa per via di
narrazione.
Rivista del Clero Italiano 11/2011
E questo ripeto colpisce perch raro, o forse addirittura unico ai
nostri giorni. E forse, la credibilit di papa Francesco risiede anche nel
fatto che il grido di cui parlavamo nasce da radici molto profonde e
antiche, nasce dal vangelo e dalla testimonianza di Ges narrata nei
vangeli, vangelo che si dimostra essere, in Francesco, un vissuto
divenuto esperienza. Ecco allora che indicendo il Giubileo della
Misericordia, papa Francesco rinvia al vangelo e lo fa rinviando a una
tradizione antica e veneranda nella storia della spiritualit cristiana: la
tradizione delle opere di misericordia. Nella speranza che essa possa
suscitare vissuti che diventino esperienze e siano trasmessi con la
parola, con il racconto, con la narrazione testimoniale. []
La tradizione delle opere di misericordia parla di vestire e vestirsi, di
mangiare e di dar da mangiare (dunque anche di far da mangiare,
per qualcuno), di bere e di dar da bere, di senza casa da ospitare, di
malati da curare e visitare, di morti da seppellire, di afflitti da consolare,
di antipatici da sopportare, di offensori da perdonare, di ignoranti da
istruire, di dubbiosi da consigliare. In tutto questo non difficile
riconoscere noi stessi e altri che intersecano la nostra vita quotidiana.
Non difficile vedere le situazioni quotidiane della morte di un
congiunto e del lavoro del lutto, della malattia cronica di un familiare e
della fatica dellassistenza e della vicinanza, del dramma vissuto da un
carcerato e dai suoi familiari, della condizione penosa di tanti
immigrati, dellardua convivenza quotidiana con una persona
problematica o con un carattere diffi cile, con una persona pesante
da sopportare
Non difficile cogliere che questa tradizione cerca di radicare il
vangelo
nella
quotidianit,
di
farlo
divenire
esperienza
quotidiana
grazie
allincontro con il volto di
unaltra
persona
nel
bisogno.
Da
quellesperienza
pu
nascere
una
testimonianza
e
una
narrazione,
ovvero
levangelizzazione.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Il messaggio
della Misericordia
Innanzitutto vorrei ringraziare di cuore lUniversit Vita-Salute San Raffaele di Milano per
lonorificenza della laurea honoris causa. Ringrazio i membri della Facolt di Filosofia,
ringrazio il Prof. Cacciari per la laudatio e il Dott. Vito Limone per la collaborazione.
Infine, ringrazio tutti voi, che siete venuti per la celebrazione di questo evento.

1. La misericordia: ripresa di un tema trascurato

Lectio
Magistralis
S.E. Card.

WALTER
KASPER
Innaugurazione
Anno
Accademico
2014-2015

PRIMA
PARTE

Gentilmente la Facolt di Filosofia mi ha invitato a parlare sul tema della


misericordia un tema che centrale nella Bibbia, sia nellAntico che
nel Nuovo Testamento, ed fondamentale per unUniversit dalle radici
cristiane, quale lUniversit Vita-Salute San Raffaele. Se si volesse,
sarebbe possibile riassumere tutto il Vangelo sotto il titolo della
misericordia. Non di rado misericordia diventato il termine-chiave del
presente Pontificato, e con questo messaggio Papa Francesco ha
toccato i cuori di moltissime persone nella Chiesa cattolica e fuori di
essa. Chi di noi non bisognoso di misericordia e di uomini
misericordiosi?
Tanto pi sono stato sorpreso quando alcuni anni fa ho voluto preparare
una conferenza sulla misericordia. Questa conferenza non voleva
vedere la luce. Ho consultato i manuali teologici e gli articoli sulla
misericordia nei lessici teologici, ma non mi sono stati di alcun aiuto.
Pensavo: questo non pu essere vero che un tema tanto centrale e
fondamentale sia imperdonabilmente trascurato nella teologia
sistematica e ridotto a un piccolo sottolemma della giustizia, su cui,
inoltre, gli autori spesso si mostrano in difficolt. Infatti, si domandano in
che modo un Dio, che per loro primariamente giusto, possa essere
misericordioso, perch, in quanto giusto, Egli deve condannare e
punire i cattivi e premiare i buoni. Che idea povera e miserabile di Dio,
di un Dio che costretto ad agire secondo le nostre regole della
giustizia, un Dio che un idolo delle nostre concezioni e
unideologizzazione, un esecutore e il prigioniero delle nostre richieste di
un ordine presumibilmente giusto! Un tale Dio non sarebbe pi Dio, ma
un idolo che diventa ideologia.
Per molto presto ho scoperto che la misericordia non solo un
problema della teologia dei manuali neoscolastici, ma anche un
problema della filosofia, o per meglio dire, di alcune tendenze
filosofiche. Secondo il filosofo moderno per eccellenza Immanuel Kant,
letica deve essere guidata non da emozioni, come la misericordia e la
compassione, ma dalla stessa coscienza del dovere morale. Si pensi
anche a filosofie di tipo marxista o socialista, che sospettano che la
misericordia sia un sostituto della giustizia, il tentativo di rammendare
buche individuali di bisogno sociale invece di riformare lo stesso sistema
sociale e creare un nuovo ordine di giustizia per tutti. Sentiamo il grido:
Non vogliamo misericordia, no, vogliamo giustizia, vogliamo i nostri diritti!

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Non vogliamo uno Stato o un imprenditore, che ci faccia misericordiosamente lelemosina, no,
abbiamo diritto a uno stipendio giusto!
bene che il nostro sistema politico sia basato sullideale della giustizia e ne siamo grati. Per il
nostro sistema economico e sociale basato anche sulla competizione. Non c spazio per la
compassione e la misericordia. Prevale il pi intelligente che ha pi successo, prevale spesso il
pi forte o il pi furbo, che ha la capacit di imporsi contro gli interessi degli altri e non si cura
degli altri. Spesso prevalgono nella nostra societ tendenze sociali darwiniste, cio il diritto del
pi forte e laffermazione senza riguardi dei propri interessi egoistici. La Parola di Ges nel suo
Discorso sulla Montagna: Beati i misericordiosi, suona strana in questo contesto.
Da ultimo Friedrich Nietzsche ha disprezzato la misericordia, come espressione di debolezza,
indegna delluomo signorile (Herrenmensch) forte e duro. Nietzsche, nel suo libro Cos parl
Zarathustra, disegnava un vero contro-vangelo al Discorso sulla Montagna. Le conseguenze
del nazismo, o meglio gli abusi che ne facevano i nazisti, erano terribili con la loro ideologia
della razza signorile e il loro disprezzo dei deboli, degli handicappati, delle cosiddette razze
indegne della vita.
Sono state addirittura le due ideologie del marxismo e del nazismo, che tantissimo hanno
devastato il ventesimo secolo e che hanno causato tanti dolori a tantissimi uomini, che hanno
portato ad un ripensamento dellidea di misericordia. Un mondo senza compassione e senza
misericordia un mondo freddo. Esistono testimonianze sconvolgenti a proposito della miseria
umana e la disperazione in cui si trovava il mondo ateo del marxismo dellUnione Sovietica,
dove si viveva nella totale assenza di misericordia. Sappiamo che alla fine con la misericordia
anche la giustizia era perduta e calpestata.
Gi Papa Giovanni XXIII, nel suo discorso di apertura del Concilio Vaticano II, ha detto: Oggi
la Chiesa preferisce usare la medicina della misericordia piuttosto che della severit. Il futuro

nel nostro sistema economico e sociale non c spazio per la compassione e la


misericordia. Prevale il pi intelligente che ha pi successo, prevale spesso il pi
forte o il pi furbo, che ha la capacit di imporsi contro gli interessi degli altri
Papa Giovanni Paolo II ha vissuto il terrore della Seconda Guerra Mondiale, la dittatura nazista
e comunista in Polonia, una situazione di ingiustizia, di mancanza di diritto e di misericordia. In
tale situazione ha scoperto di nuovo limportanza della misericordia biblica e ha promulgato la
sua seconda enciclica del suo Pontificato sul tema della misericordia, Dives in misericordia.
Come risposta ai terrori del secolo scorso, Papa Benedetto ha approfondito questo messaggio
nella sua enciclica Dio amore.
Adesso Papa Francesco ha fatto della misericordia il tema centrale e fondamentale del suo
Pontificato. Anche in lui c un fondo di esperienza personale. Negli slum di Buenos Aires ha
incontrato gente che si sente considerata ed considerata come scarto, uomini e donne,
bambini e anziani che sono esclusi dal progresso economico e culturale, bambini di strada,
spesso abusati. Anche oggi si parla di almeno dodici milioni di schiavi a livello mondiale, esseri
umani che sono costretti a vivere in situazioni miserabili e sono costretti al lavoro forzato. E chi
di noi non pensa al destino di milioni di persone esposte al terrorismo brutale e cinico, ai rifugiati
nelle mani di trafficanti senza coscienza? Il tema della misericordia non superato, il
messaggio della misericordia di grande attualit.

2. Primi approcci alla misericordia


Lattualit della misericordia ci stimola a scavare nella tradizione del pensiero umano per una
risposta alla nostra situazione. Bench la parola misericordia sia specifica nella Bibbia e nella
tradizione biblica, se ne trovano preparazioni e anticipazioni nella tradizione umana
dellOccidente. La tradizione della filosofia e anche della teoria della tragedia nellOccidente

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

conosce la compassione. La tragedia


classica vuole che lo spettatore
sperimenti compassione con il destino
delleroe e in lui sperimenti il suo
proprio destino. Da l nella teoria
moderna
del
teatro
spesso

provenuto
linteresse
per
linsegnamento e leducazione morale
dello spettatore. I principi di empatia e
di simpatia (syn-pathein, compassione)
sono,
dunque,
costitutivi
della

tradizione umanistica.
In quasi tutte le religioni dellumanit si trova la cosiddetta regola doro: Ci che non vuoi
che sia fatto a te, non farlo ad un altro, o nella sua formulazione positiva: Ci che vuoi che sia
fatto a te, fallo anche allaltro. Questa regola doro uneredit di tutta lumanit. Essa
una regola di empatia, che chiede di oltrepassare il proprio io, di mettersi nella situazione
dellaltro e di agire come io desidererei che laltro agisse in tale situazione con me.
Questi esempi mostrano una concezione delluomo che non autoreferenziale e rinchiuso in
se stesso, ma di un uomo che deve aprirsi allaltro, unantropologia dellempathein e del
sympathein con laltro, e una comprensione di se stesso dallaltro, allaltro e nellaltro.
La tradizione biblica come vedremo subito va oltre. Tuttavia, il caso di aggiungere gi
adesso che il Corano islamico partecipa, in una certa misura, alla tradizione biblica. Ogni Sura
coranica (tranne uneccezione) inizia con linvocazione di Alla onnipotente e tuttomisericordioso. Ci sono, dunque, similitudini con la concezione biblica della misericordia,

Con la misericordia tocchiamo la vera identit del cristianesimo.


Essa presuppone un fondamento generale, che risale alla creazione delluomo,
per cui non bene che egli sia da solo
similitudini che sono importanti per il dialogo interreligioso e per lautocomprensione dellIslam,
che contraddice il terrorismo. Eppure, proprio l dove appare la similitudine, anche appare la
dissimilitudine decisiva fra la Bibbia e il Corano. Infatti, la concezione di Alla come Dio non la
stessa che si ha di Jaweh nellAntico Testamento e del Dio Padre di Ges. Un Dio che, in
ragione della sua misericordia, si abbassa fino al punto di diventare uomo e morire sulla croce,
una tale concezione del tutto inimmaginabile per lIslam, anzi essa viene fortemente rifiutata
e considerata in stretta contraddizione con la trascendenza assoluta di Dio.
Cos, gi a questo punto si evidenzia che con lidea della misericordia non solo la concezione
delluomo come essere con e per gli altri, ma anche la concezione giudeo-cristiana di Dio
stesso entra in gioco. Con la misericordia tocchiamo la vera identit del cristianesimo. Essa
presuppone un fondamento generale, che risale alla creazione delluomo, per cui non bene
che egli sia da solo; cos esiste una salda base comune per il dialogo interreligioso, che oggi
tanto importante per la pace e la sopravvivenza dellumanit. Esistono approcci umani
ermeneutici alla concezione della misericordia. Per, una religione umanistica generale, che
oltrepassa la differenza specifica cristiana, oltrepassa anche il contributo specifico del
cristianesimo in questo dialogo per il bene di tutti.

3. Misericordia nellAntico Testamento


Se apriamo la Bibbia, troviamo gi nelle prime pagine che Dio ha creato tutto nel bene, ma
tramite il peccato il caos entrato nel mondo. Nei primi capitoli della Bibbia non troviamo
ancora la parola misericordia. Tuttavia, troviamo che Dio dallinizio ha resistito al male e al

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caos. Dopo il diluvio ha garantito lordine del mondo e ha dato alluomo uno spazio di vita e di
sopravvivenza (Gen 8-9). Dio vuole la vita e protegge la vita e anche dopo il peccato d un
nuovo inizio, una nuova chance. Lo stesso si vede dopo il disastro della torre di Babele e la
disgregazione e la dispersione degli uomini. Con Abramo Dio ha iniziato una nuova storia e una
nuova congregazione e riunione di tutta la famiglia umana. La benedizione data ad Abramo
era una benedizione per tutte le nazioni: In te tutte le nazioni saranno benedette (Gen
12,3;18,18; 22,18; 28,14 et al.). Anche qui il termine misericordia non c ancora, eppure la
realt della misericordia gi presente. Dio non vuole la morte, ma la vita. Dio non
abbandona la sua creatura, non abbandoner mai luomo. Dio offre sempre una nuova
chance.
Una nuova tappa nella storia della salvezza si riscontra con Mos e la liberazione del popolo
dIsraele dallEgitto. Dio si rivela a Mos nel roveto ardente come Dio che ascolta il grido del
suo popolo e che vede la sua miseria. Notiamo: Dio ascolta, Dio vede; il suo cuore con gli
uomini (Es 3,14). Il suo nome, che rivela a Mos, YHWH (Es 3,14) nella LXX e nella Vulgata va
tradotto: Sono chi sono, sono lessere (ho n). Da questa traduzione scaturiscono tutta la
dottrina di Dio e il concetto metafisico di Dio come essere assoluto. Questo concetto non
sbagliato. In verit, il significato originale di YHWH pi profondo. YHWH significa: Io sono e
sar presente, io sono e sar con voi; io sono il vostro Dio e voi siete il mio popolo (Es 6,7). Con
il suo nome Dio mostra commozione e sensazione dolorosa, compassione e prontezza ad
aiutare. Dio il Dio con il suo popolo. Dio il Dio che cammina con il suo popolo e lo
accompagna sul cammino della sua storia. Egli il Dio che libera il suo popolo.
Nella seconda rivelazione Dio dice a Mos: A chi voglio fare grazia e di chi voglio avere
misericordia, avr misericordia (Es 33,19). Misericordia, dunque, non solo espressione di un
compiacimento, ma di sovranit, di libert, di indipendenza e di signoria. Il significato

Il mio cuore si rivolta contro di me.


Pi correttamente opportuno tradurre:
Dio capovolge la propria giustizia, per cos dire, la getta via.
metafisico implicitamente presente. Il significato biblico, per, pi dinamico e personale. In
quanto Dio Dio, Egli anche misericordioso. In quanto Dio assoluto, Egli anche
misericordioso. La misericordia il suo essere assoluto.
Un terzo aspetto occorre nella terza rivelazione a Mos: JHWH un Dio misericordioso e
pietoso, lento allira e ricco di amore e di fedelt (Es 34,6). Adesso misericordia non solo
espressione della sovranit e della libert, ma anche della fedelt di Dio. A Lui possiamo
affidarci in ogni situazione. Nella Bibbia la formula della terza rivelazione va considerata come
nome di Dio e quasi come definizione dellessenza di Dio. Pertanto nellAntico Testamento,
soprattutto nei Salmi, sempre nuovamente ripetuta (Dt 4,31; Sal 86,15; 103,8; 116,5; 145,8 et
al.).
Lapice della rivelazione antico-testamentaria della misericordia di Dio si trova nel profeta
Osea. Egli visse e oper in una situazione drammatica. Alla drammaticit della situazione
corrisponde la drammaticit del suo messaggio. Il popolo ha infranto lalleanza ed diventato
una prostituta disonorata. Perci, Dio ha rotto con il suo popolo e ha deciso di non mostrare
pi nessuna misericordia al popolo infedele. Il suo popolo non e non sar pi il suo popolo
(Os 1,6. 9). Tutta lalleanza pare finita, e non sintravvede pi alcun futuro. Poi avviene la svolta
drammatica: Il mio cuore si rivolta contro di me. Pi correttamente opportuno tradurre: Dio
capovolge la propria giustizia, per cos dire, la getta via. Il posto dello sconvolgimento
annientatore preso dallo sconvolgimento allinterno di Dio stesso. La sua compassione
esplode e in Lui la misericordia prevale sulla giustizia. La motivazione di questo sconvolgimento
manifesta tutto labisso del mistero divino: Perch sono Dio e non un uomo; sono il Santo in
mezzo a te e non verr da te nella mia ira (Os 11,9).

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Con questaffermazione sorprendente si


intende ci: la santit di Dio, il suo essere
totalmente diverso da tutto lumano, non si
manifesta nella giusta ira e neppure nella
sua
trascendenza
inaccessibile
e
insondabile alluomo. Lessere di Dio si
manifesta nella sua misericordia. La
misericordia espressione della sua
essenza divina. La misericordia lo distingue
completamente dagli uomini e lo eleva al
di sopra di tutto lumano. Essa la sua
sublimit e la sua sovranit. Il profeta
Michea dice: Egli si compiace di
manifestare il suo amore (Mich 7,18).
A questo punto devo fermarmi con
lesposizione
dellAntico
Testamento.
Tralascio le lodi della misericordia nei Salmi
e la dimensione sociale della misericordia
nellAntico Testamento. Per il momento
basta aver evidenziato che lAntico
Testamento non , come molti sospettano,
solo un messaggio di giustizia, oppure della
vendetta e dellira di Dio. LAntico
Testamento gi prepara il messaggio di Ges e del Nuovo Testamento sulla misericordia di Dio.

Al centro del messaggio di Ges


sta il messaggio di Dio come Abb, Padre.
4. Misericordia nel Nuovo Testamento
Al centro del messaggio di Ges sta il messaggio di Dio come Abb, Padre. Vorrei ricordare la
bellissima parabola di Ges del figliol prodigo, che piuttosto dovrebbe essere chiamata
parabola del padre misericordioso (Lc 15,11-32). commovente: il padre aspetta il figlio e gli
va incontro. Dio aspetta, ci aspetta, ci viene incontro, ci abbraccia e restituisce al suo figlio
prodigo tutti i suoi diritti di figlio. Dio particolarmente ci venuto incontro con la missione del
suo unico Figlio, che si abbassato ed divenuto uomo fino alla morte sulla croce (Fil 2,5-11). Il
crocifisso limmagine concreta della misericordia di Dio. Si pu ricordare anche la parabola
del buon samaritano, che diventata proverbiale anche al di fuori del campo cristiano ed
ecclesiale (Lc 10,25-37). Questa parabola dimostra uninversione e conversione della
prospettiva, un vero cambiamento del paradigma. Alla domanda: Chi il mio prossimo?,
Ges non risponde con una deduzione da alti principi, ma immagina la situazione di un uomo
che soffre e che non pu pi essere daiuto a se stesso, un uomo che io trovo e incontro in
mezzo alla strada. Questuomo sofferente linterpretazione della volont concreta di Dio per
me. Interpretando in modo concreto la volont di Dio, sarebbe sbagliato intendere il
messaggio della parabola nel senso di un umanesimo universale. La parabola illustra il
comportamento di Ges che, da parte sua, manifestazione del comportamento di Dio e che
pot dire di s: Io sono mite e umile di cuore (Mt 11,19).
Alla fine Ges ha sacrificato la sua vita per riscattare molti, cio per ognuno di noi e per tutti
noi (Mc 10,45; cfr. 1 Tim 2,3). Questa morte vicaria di Cristo, che commemoriamo e si rende

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

presente ogni volta nella celebrazione eucaristica, non ha solo il significato di solidariet con
noi, non solo una realt morale. Infatti, non esiste solo il bisogno sociale e morale. Pi
profondo il bisogno metafisico: il destino della morte, che pone nella sua profondit la
domanda sul significato della nostra vita. Tramite il peccato abbiamo guadagnato la morte
(Gen 2,17; Rom 5,12). Dalla morte non possiamo liberarci da noi stessi. Noi siamo preda della
morte, la morte il nostro destino. Solo Dio, che Signore della vita e della morte, pu venire in
nostro aiuto e liberarci. In Ges Dio stesso per la sua misericordia venuto al nostro posto. In
quanto era Dio, la morte non prevalse su di lui. Cos, per mezzo della sua morte ha distrutto la
morte e la vita ha vinto (cfr. la liturgia pasquale). Ges Cristo ha sacrificato la sua vita affinch
noi possiamo vivere.
La giustificazione del peccatore il grande tema di Lutero e della Riforma, oggi spesso poco
inteso significa questo: normalmente il colpevole deve essere condannato a morte, per noi,
grazie alla misericordia di Dio, siamo condannati alla vita. Siamo assolti, liberati dalla morte e
chiamati alla libert cristiana (Gal 5,1). Cos il messaggio della misericordia tocca il centro della
teologia e della soteriologia e, possiamo anche dire, tocca il centro della nostra esistenza
umana e cristiana. In nessuna situazione umana, neppure nella situazione della nostra morte,
possiamo cadere pi in profondit quanto nelle mani di Dio misericordioso. La Lettera agli
Efesini riassume tutto ci nelle parole: Dio pieno di misericordia (Ef 2,4).
Con questa frase vorrei terminare le riflessioni bibliche. Vorrei aggiungere adesso riflessioni pi
sistematiche, soprattutto sul concetto di Dio, poi sulla vita cristiana e sulla Chiesa. Tuttavia, non
possibile parlare di tutti questi temi in modo sufficiente. Dunque, mi limiter solo ad alcuni
aspetti.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISRICORDIA:

Dare da mangiare agli affamati


e dare da bere agli assetati
mio vivo
desiderio che il
popolo cristiano
rifletta durante il
Giubileo sulle
opere di
misericordia
corporale e
spirituale.
Sar un modo per
risvegliare la nostra
coscienza spesso
assopita davanti al
dramma della
povert e per
entrare sempre di
pi nel cuore del
Vangelo, dove i
poveri sono i
privilegiati della
misericordia
divina.
La predicazione di
Ges ci presenta
queste opere di
misericordia
perch possiamo
capire se viviamo
o no come suoi
discepoli.
papa Francesco

Dare da mangiare agli affamati


LA GRATUITA
PROVOCAZIONE
I numeri della fame e lo scandalo dello spreco alimentare Se
guardiamo la fotografia della situazione attuale, su quasi 850
milioni di abitanti del pianeta Terra (degli oltre 7 miliardi che la
abitano) grava ancora la fame cronica (definita come
lassunzione di meno di 1.800 kcal al giorno), mentre 1 miliardo e
300 milioni si trova in una situazione completamente diversa, in
condizioni di obesit e sovrappeso (Rapporto FAO Lo stato
dellinsicurezza alimentare nel mondo-SOFI 2013). La fame di chi
soffre ogni giorno di malnutrizione invece meno visibile, ma
colpisce un numero assai maggiore di persone, dalle
baraccopoli di Giacarta in Indonesia e Phnom Penh in
Cambogia, ai villaggi di montagna in Bolivia e in Nepal. In queste
zone, la fame significa molto pi di uno stomaco vuoto. Chi soffre
la fame vive per settimane, addirittura mesi, assumendo meno
delle 2,100 calorie necessarie a condurre una vita sana. Il corpo
compensa il debito d'energia rallentando le sue attivit fisiche e
mentali. Una mente affamata non riesce a concentrarsi, un
corpo affamato si lascia andare, un bambino affamato perde
ogni desiderio di giocare e di studiare. La fame indebolisce
anche il sistema immunitario. Senza il nutrimento adeguato, i
bambini affamati sono particolarmente vulnerabili, diventano
troppo deboli per combattere anche una semplice malattia
come il morbillo o un'infezione come la diarrea, che possono
dunque diventare causa di morte. Ogni anno, quasi 11 milioni di
bambini muoiono prima di raggiungere i 5 anni; la malnutrizione
la concausa del 53 per cento di queste morti. Per contro in
Europa lo spreco di cibo che avviene a livello domestico a
causa di comportamenti sbagliati (eccedenza delle porzioni

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISRICORDIA:

Dare da mangiare agli affamati


e dare da bere agli assetati
servite, sovrabbondanza degli alimenti acquistati o delle
quantit di cibo preparate, incapacit di consumare entro la
scadenza, difficolt di interpretare correttamente le indicazioni
di conservazione fornite dalletichetta) annualmente pari a 76
kg di cibo procapite. Il tutto, mentre ancora 79 milioni di persone
in Europa vivono al di sotto della soglia di povert. Ogni anno in
Italia vengono gettati in media 8,7 miliardi di euro a causa dello
spreco
alimentare:
ogni
famiglia
spreca
in
media
settimanalmente circa 213 grammi di cibo, per un costo di 7,06
a famiglia, che annualmente arriva alla cifra di circa 370 euro
(Rapporto 2013 sullo spreco domestico - Knowledge for EXPO).
Gli americani sprecano il 40% del cibo: in termini economici si
tratta di 165 miliardi di dollari che anzich nella bocca dei
cittadini finiscono nelle discariche, trasformandosi cos in un costo
per la collettivit, quello dello smaltimento. Negli Usa ogni
famiglia manda in fumo oltre 2000 dollari di cibo all'anno perch
pane, carne e pesce costano ancora relativamente poco. E i
consumatori acquistano quantit superiori al loro fabbisogno. Lo
spreco alimentare non solo un problema di alimenti, ma anche
di impatti sulla biodiversit: per produrre tutto il cibo che
sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1226
milioni di metri cubi di acqua, pari allacqua consumata ogni
anno da 19 milioni di italiani e
circa 24,5 milioni di tonnellate
di CO2e pari a circa il 20%
delle emissioni di gas serra del
settore dei trasporti. Inoltre,
gettiamo via anche il 36%
dellazoto
da
fertilizzanti,
utilizzati inutilmente con tutti
gli impatti e i costi ambientali
che ne conseguono.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISRICORDIA:

Dare da mangiare agli affamati


e dare da bere agli assetati
Dare da bere agli assetati

LATTENZIONE AL CREATO

PROVOCAZIONE
In Colombia una diga minaccia una delle zono pi fertili del paese
con lo zampino italiano El Quimbo la diga che la multinazionale
italo-spagnola ENEL ENDESA, attraverso la sua controllata EMGESA,
intenzionata a costruire nel Dipartimento di Huila, nel sudovest
della Colombia. Si tratta di unopera gigantesca (il bacino sar
lungo 55 km e largo massimo 4 km) che inonder 8.500 ettari di terre
agricole, tra le pi fertili della zona, per produrre energia destinata
allesportazione e a coprire il fabbisogno energetico delle miniere di
oro e carbone diffuse sul territorio colombiano. Si suppone che El
Quimbo, insieme alla centrale di Betania, potr rispondere all8%
della domanda energetica colombiana fino al 2034. Dal 2008 le
comunit residenti si oppongono pacificamente alla costruzione
della diga per difendere le loro attivit tradizionali, quali la pesca e
lagricoltura e le proprie terre, ricche di biodiversit, natura e cultura,
abitate da circa 3.000 persone, di cui pi della met verrebbero
sfollate. Le comunit locali denunciano in particolare la carenza di
pratiche di consultazione e il loro mancato coinvolgimento nelle
decisioni riguardanti il loro territorio. Inoltre, secondo gli oppositori, la
costruzione della centrale provocherebbe nel Dipartimento
profonde trasformazioni a livello economico e di offerta produttiva,
condizionandone lo sviluppo futuro. Il piano del governo ha
concesso alle multinazionali straniere, inizialmente spagnole e poi
italiane con il colosso Impregilo, di aprire un cantiere dopo aver
espropriato delle terre coltivate a caff, malgrado le lunghe proteste
dei cittadini che difendono il loro territorio e la loro indipendenza
economica. L'opera porter come beneficio immediato 3000 posti
di lavoro per il periodo della costruzione della diga e poi non pi di
40 posti di lavoro che serviranno per la manutenzione durante i
successivi 20 anni. ENEL partecipata al 31% dal nostro Ministero
dellEconomia, quindi dallo stato italiano.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISRICORDIA:

Dare da mangiare agli affamati


e dare da bere agli assetati

determinante
per la Chiesa
e per la credibilit
del suo annuncio
che essa viva e
testimoni in prima
persona la
misericordia.
Il suo linguaggio
e i suoi gesti
devono
trasmettere
misericordia per
penetrare nel
cuore delle
persone e
provocarle a
ritrovare la strada
per ritornare
al Padre.
papa Francesco

Il verbo con cui si aprono quelle che abbiamo imparato a


chiamare fin dal tempo del catechismo opere di misericordia il
verbo DARE che viene coniugato con il mangiare e con il bere, con
il pane e con lacqua.
Un verbo che parla di un gesto contro corrente rispetto agli
atteggiamenti ben pi spontanei come quelli di prendere, tenere,
accaparrare, accumulare. Un verbo che contiene in s una
promessa, non solo un sacrificio, dal momento che Dio ama chi
dona con gioia (2Cor 9,7). Un verbo che permette alluomo di
immettersi nella corrente della benedizione di un Dio che la Scrittura
non smette di presentare come colui che ascolta il grido dei poveri
per cui rimanere sordi a quel grido ... ci pone fuori dalla volont del
Padre e dal suo progetto (EG 187).
Dunque vale la pena di sgombrare il campo da ogni
equivoco: al centro di questo impegno-dovere non c chiss quale
visione sociologica o politica, bens una precisa teologia, un preciso
modo di pensare al mistero del Dio cristiano che non chiede
anzitutto di non uccidere, non rubare, non commettere
adulterio, ... ma soprattutto di dare, affinch la ricchezza presente
nel mondo sia sempre pi equamente distribuita.
Le opere di misericordia hanno di mira gli ultimi, i pi appartati
dalla vita sociale e ci ricordano che quando una persona non ha
lessenziale perch la societ gli sta negando quanto gli
appartiene, qualcosa di suo. Restituirglielo non bont: mera
giustizia.
Comprendiamo tutti che ci di cui stiamo parlando non si
esaurisce in qualche gesto di pur generosa elemosina.
La posta in gioco riguarda un preciso stile di vita da favorire e
da far crescere, fatto di alcuni ingredienti ben precisi: un coraggioso
sguardo di fraternit, la libert dallossessione di un consumismo che
illude di trovare la felicit nel possesso delle cose, la sconfitta della
cultura dello scarto che parte dalle cose per poi giungere alle
persone. Uno stile di vita de-centrata, dove al cuore di tutto non c
il mio interesse egoistico, ma la ricerca del benessere di quanti ho
accanto a me. Ma, lo ripeto a costo di essere noioso: non per
obbedire a chiss quale teoria di sapore vagamente comunista,
bens per mostrare come la comunione che si instaura con lessere

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISRICORDIA:

Dare da mangiare agli affamati


e dare da bere agli assetati
discepoli di Ges ha sempre un carattere sociale, una forza di
trasformazione delle relazioni tra le persone, le famiglie, addirittura gli
Stati, contro ogni forma di paganesimo individualista.
Quando facciamo lelemosina, quando andiamo incontro
allaltro in una sua necessit, quando diamo da mangiare a chi ha
fame e da bere a chi ha sete diventiamo simili a Dio, direbbe san
Tommaso dAquino: se la maggiore virt di Dio la misericordia,
spetta alla misericordia donare ad altri e sollevare le miserie altrui.
Una misericordia che anzitutto dono di Dio alluomo, ad ogni
uomo, ma che deve diventare opera delluomo. Un Dio che non ha
bisogno dei nostri atti di culto, ma che ha bisogno di noi per
raggiungere con il suo amore e il suo aiuto chi ha fame e chi ha
sete.
Ma se il dar da mangiare trova una sua plastica attuazione
nelle innumerevoli attivit caritative come mense, distribuzione di
alimenti, empori solidali ... almeno nei nostri territori il dar da bere ha
bisogno di una diversa applicazione che potrebbe ruotare attorno a
quei bisogni anche immateriali che sono la sete di essere valorizzati,
riconosciuti nella propria dignit, di essere rispettati e tenuti in
considerazione. Ci sono persone che vivono la solitudine con un
dolore profondo e intenso quasi fosse mancanza
dacqua. Dobbiamo quindi ampliare il senso di
dare da bere intendendolo come dare sollievo a
chi si trova in unangoscia simile a quella che prova
lassetato nel deserto. Dunque non devo andare
per forza in Africa per dar da bere agli assetati, ma
certamente devo imparare a usare bene lacqua
per loro, perch i beni di questo mondo sono per
tutti. E senza mai scoraggiarsi.
Non bisogna pensare che questi sforzi non
cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un
bene nella societ che sempre produce frutti al di
l di quanto si possa constatare, perch provocano
in seno a questa terra un bene che tende sempre a
diffondersi, a volte invisibilmente (LS 212).
don Roberto Davanzo
Direttore Caritas Ambrosiana

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LeggiAmo
CUORE DEL MONDO
In occasione del Giubileo fr. Paolo ha pensato di scrivere, a
quattro mani come solito fare con sr. Nadiamaria clarissa di Lovere,
un nuovo libro della Collana Contemplando EBF, dedicato a Ges
Cristo, Signore di Misericordia e Cuore del mondo. Ecco una breve
presentazione.

Scrive papa Francesco nel primo paragrafo della Bolla di


indizione del Giubileo straordinario della misericordia: Ges
Cristo il volto della misericordia del Padre. Ges di Nazareth
con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona
rivela la misericordia di Dio (cfr. n. 1). E aggiunge che abbiamo
sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia.
fonte di gioia, di serenit e di pace. condizione della nostra
salvezza. Misericordia: la parola che rivela il mistero della SS.
Trinit. Misericordia: latto ultimo e supremo con il quale Dio ci
viene incontro. Misericordia: la legge fondamentale che abita
nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il
fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: la via
che unisce Dio e luomo, perch apre il cuore alla speranza di
essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato
(cfr. n. 2).
Con questa consapevolezza nato ed stato scritto
questo fascicolo, che nel sottotitolo posto sul retro della
copertina si presenta da se stesso: Strumento semplice e prezioso
per illuminare la mente, nutrire il cuore e guidare le opere nel
tempo del Giubileo della misericordia
Le 74 pagine sono divise in quattro capitoli.
Nel Primo Capitolo viene presentata ai nostri occhi lIcona
di Ges Cristo, Signore di misericordia e Cuore del mondo, scritta
dalliconografa Domenica Ghidotti ed esposta alla devozione
dei fedeli durante questo Giubileo nella nostra chiesa di San
Giovanni Battista alla Creta. Cos, il volto della misericordia di Dio
ci raggiunge ed illumina il mistero del perdono che rigenera in
noi gioia e speranza per renderci testimoni sereni e affidabili di un
dono che colora la vita di speranza e di pace.
Nel Secondo Capitolo viene offerto alla nostra preghiera
un canto di lode nella forma dellInno Akathistos in onore di Ges
Cristo, Signore di misericordia e Cuore del mondo scritto da suor
Nadiamaria e da frate Paolo, e proposto per la celebrazione in
forma privata o comunitaria. Su questa via, ancora inesplorata, i

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Cuore del
Mondo

Un volto e un canto
per conoscere
misericordia
di fr. Paolo
Ferrario

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

nostri passi iniziano a conoscere il Signore e a cantare le meraviglie compiute dal


Cuore del mondo.
Nel Terzo Capitolo vengono presentati alcuni brani di un testo di spiritualit
francescana, antico ma sempre suggestivo: le Meditazioni sulla vita di Cristo di fra
Giovanni de Caulibus, frate minore del XIV secolo, che ci fa incontrare una proposta
francescana sul mistero e sulla verit di Dio, Signore di Misericordia e Cuore del mondo.
Il Quarto Capitolo conclude il nostro cammino con un possibile programma di
vita o un sogno bello iniziato alcuni anni fa con ununica intenzione, imparata da Dio e
fatta nostra: Voglio misericordia! (cfr. Mt 9,13).
Preparando questo libro fr. Paolo e sr. Nadiamaria hanno cercato di raccogliere
linvito del papa: Ci sono momenti nei quali in modo ancora pi forte siamo chiamati
a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace
dellagire del Padre. per questo che ho indetto un Giubileo Straordinario della
Misericordia come tempo favorevole per la Chiesa, perch renda pi forte ed efficace
la testimonianza dei credenti (cfr. n. 3).
E condividono profondamente il suo auspicio: Come desidero che gli anni a
venire siano intrisi di misericordia per andare incontro ad ogni persona portando la
bont e la tenerezza di Dio! A tutti, credenti e lontani, possa giungere il balsamo della
misericordia come segno del Regno di Dio gi presente in mezzo a noi (cfr. n. 3).
Possano davvero queste pagine, scritte con fede e con amore, diventare uno
strumento semplice e prezioso per vivere il Giubileo secondo le intenzioni del papa: Un
Anno Santo straordinario, dunque, per vivere nella vita di ogni giorno la misericordia
che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere
da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci
ama e vuole condividere con noi la sua vita. La Chiesa sente in maniera forte lurgenza
di annunciare la misericordia di Dio. La sua vita autentica e credibile quando fa della
misericordia il suo annuncio convinto. Essa sa che il suo primo compito, soprattutto in
un momento come il nostro colmo di grandi speranze e forti contraddizioni, quello di
introdurre tutti nel grande mistero della misericordia di Dio, contemplando il volto di
Cristo. La Chiesa chiamata per prima ad essere testimone veritiera della misericordia
professandola e vivendola come il centro della Rivelazione di Ges Cristo... (cfr. n 25).
Queste pagine sono presentate con una dedica, un augurio e un desiderio.
La dedica a padre Emilio Ceriotti, frate minore tutto dedito a Dio che circa un
anno fa, il 6 dicembre 2014, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno per entrare nel
grande abbraccio di misericordia dove il Signore accoglie i suoi amici pi cari e
consegna la ricompensa promessa ai suoi servitori fedeli. Molto padre Emilio stato e
ha fatto per noi, in particolare per fr. Paolo che ha dedicato a lui questo scritto, ancora
grato per il tempo vissuto con lui e per lamicizia profonda nata tra loro. L'augurio
che queste pagine possano essere un umile strumento capace di farci incontrare la
grande misericordia di Dio, ammirando il suo Volto fatto di luce ed ascoltando la sua
Voce piena di bont. Il grido del Poverello dAssisi: Voglio mandarvi tutti in Paradiso,
sia per tutti e per ciascuno un segno dellaffettuosa misericordia di Dio che mai ci
abbandona. E il desiderio che in questo lungo tempo di grazia e di consolazione, inizi
a realizzarsi per ciascuno di noi la benedizione che san Francesco e santa Chiara, con
parole simili, hanno lasciato in eredit come ultimo saluto alle persone che amavano:
Il Signore ti benedica e ti custodisca, mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.
Rivolga verso di te il suo volto e ti dia pace!

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LA MISERICORDIA DI DIO
NELLANNO LITURGICO

di fr. Tarcisio
Colombotti

Un libro che conduce alla scoperta della Misericordia di


Dio nel cammino dell'Anno Liturgico meditando i testi della
Messa Romana e della Liturgia delle Ore.

Il libro si pu acquistare sul sito www.lulu.com inserendo nel


motore di ricerca la parola chiave: Colombotti

I SALMI DELLA MISERICORDIA


"Paziente e misericordioso" il binomio che ricorre spesso
nell'Antico Testamento per descrivere la natura di Dio...
I Salmi, in modo particolare, fanno emergere questa grandezza
dell'agire divino. (Misericordiae Vultus, 6)
Nei Salmi si riflette la vita di ogni uomo. Quanti vi si accostano,
credenti e no, presto o tardi trovano un riflesso della loro
esistenza in queste antiche poesie che sono diventate
patrimonio di preghiera per generazioni di persone. La nascita e
la morte, la sofferenza della malattia e il dolore dellabbandono,
la guerra e la pace, la solitudine e la ricerca di Dio tutto
dellesperienza personale si rispecchia nei Salmi.
I Salmi della Misericordia sono come una guida che pu
accompagnare il pellegrinaggio verso la Porta Santa per scoprire
la misericordia di Dio come una vicinanza di tenerezza e di
consolazione che non ha confronti.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

FilmiAmo
45 ANNI

Scheda a cura di

fr. Davide Sironi

Kate e Geoff Mercer: una vita vissuta insieme per 45 anni, nella
tranquillit della campagna inglese di Norfolk. Prossimi a festeggiare
lanniversario di matrimonio, la loro relazione fatta di cose semplici, di
silenzi, di attimi condivisi, viene scossa da una lettera. Geoff scopre che
Katia la sua ex compagna, precipitata in un burrone cinquantanni
prima durante unescursione in montagna, stata ritrovata, il suo
corpo stato conservato dal ghiacciaio. Il suo ricordo tenuto vivo. Il
tempo si fermato. Il passato interpella la verit del presente.

Presentato al Festival del Cinema di Berlino 2015 dove i due


attori protagonisti Charlotte Rampling Kate - e Tom Courtenay
Geoff - hanno vinto lOrso dargento come migliori attori, il film
presenta come una relazione duratura, apparentemente solida e
serena, possa essere messa in discussione da un passato taciuto
e mai superato.
La tranquilla vita abitudinaria dei coniugi Mercer, dove i
piccoli gesti quotidiani di due persone ormai attempate danno il
senso del vivere, dellappartenenza, del tempo che trascorre
lieve, subisce un contraccolpo quando giunge la notizia che il
corpo della donna amata da Geoff in giovent stato ritrovato l
dove era scomparso mezzo secolo prima in un crepaccio in
montagna. Kate rimane perplessa dalla reazione del marito,
addirittura intenzionato ad andare sul luogo del ritrovamento,
nonostante le sue condizioni di salute.
Tra marito e moglie si insinua una sottile tensione, Kate
cerca di capire i sentimenti di Geoff e di comprendere anche i
propri. Sembra infastidita dalla memoria di questa donna
capace di toccare cos profondamente luomo con cui ha
condiviso unintera vita.
Mentre si stanno ultimando i preparativi per i
festeggiamenti dei loro 45 anni di matrimonio, il rapporto
matrimoniale,
nonostante
i
tentativi
di
superare
le
incomprensioni, deve fare i conti con una presenza che appare
viva, conservata integra non solo dal ghiaccio della montagna,
ma anche dal cuore di Geoff. Kate scopre che il marito ha
custodito un diario con i ricordi della sua relazione con Katia e
soprattutto una serie di diapositive che ritraggono la giovane
donna. Immagini conservate in soffitta non dentro vecchie
scatole ma pronte per essere viste e riviste.
L Kate viene a conoscenza di una verit che la sconvolge
ancora di pi. Le sue certezze vacillano. Non una gelosia fuori

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45 Anni

di Andrew
Haigh

con Charlotte
Rampling,
Tom Courtenay,
Geraldine James,
Dolly Wells,
David Sibley

Drammatico
95 min
Gran Bretagna
2015
Teodora Film

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

tempo massimo, inutile e adolescenziale, ma qualcosa di pi profondo: quanto una


relazione cos lontana nel tempo abbia potuto condizionato il suo matrimonio e le
scelte vitali prese insieme, o forse solo subite. Viene alla luce da un proiettore per
diapositive la verit di un uomo che sembra aver condotto unesistenza dove il
passato non mai stato rielaborato, ma conservato gelosamente nel nascondimento.
E la canzone del Platters scelta per aprire le danze della festa per lanniversario si
trasforma da memoria di un passato felice a cruda realt che lacera: "Smoke Gets in
Your Eyes". La nebbia mattutina della campagna inglese non ha pi il sapore
dellintimit ma diventata fumo che offusca lo sguardo.
Andrew Haigh realizza un piccolo gioiello impreziosito dalla meravigliosa
interpretazione di Charlotte Rampling e Tom Courtenay. E un film intimista, che scava
nel vissuto, che chiede di interrogarsi su ci che appare conosciuto, risaputo, ormai
tranquillizzante. Ma che pu celare segreti, silenzi che non sono comunione profonda
ma protezione di una parte di s che non si vuole condividere.
E un racconto sul tempo, che sembra passare e lasciare dietro di s esperienze,
nostalgie e ferite e che invece bussa alle coscienze per fare verit. Un tempo scandito
dalla ritualit domestica, segnalato dallorologio della cucina, un tempo che scorre e
conduce verso un tempo altro. Un tempo attraversato dai protagonisti che appaiono
quasi sospesi, fuori dallo scorrere frenetico dei giorni. Ma che ora si rivela come un
tempo sfuggito, mai immortalato in fotografie con istanti di vita insieme.
Il tempo passato ritorna, interpella il presente e rende incerto il futuro. Un tempo
non pi alleato di vita ma greve, che si vuole negare e non si vuole pi neppure
regalare. Tutto si ferma.
Anche dopo 45 anni di vita insieme il cuore dellaltro rimane un ministero a volte
inaccessibile, pu contenere affetti irrisolti, ignorati. Nulla va dato per scontato.
Occorre sempre riaprirsi alla comunione, alla donazione di s. E a volte le parole non
bastano. Il tempo che scorre non sufficiente per superare le criticit dellesistere e per
divenire adulti, per essere relazione.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NOTIZIE di CASA
NOVEMBRE 2015
Nel pomeriggio nella Chiesa parrocchiale si celebrano i funerali
della sig.ra Maria Andreoletti, di anni 95, sorella di fr. Flaviano.

08 Bargnano (BS)

Nella Chiesa parrocchiale di san Michele, alle ore 14.30, si


celebrano i funerali di fr. Anacleto Mosconi, sacerdote, di anni
100, deceduto il giorno 09 nellInfermeria di Sabbioncello. Nella
lunga esistenza imprezios la sua testimonianza francescana e
sacerdotale con la passione per la storia, come Archivista
provinciale e ricercatore e divulgatore delle vicende del
francescanesimo lombardo. Riposa nel cimitero di Prevalle, suo
paese natio.

11 Prevalle (BS)

Ha luogo il primo dei fine-settimana vocazionali. Lincontro ha


come titolo Io ti sar padre e tu mi sarai figlio, sul tema identit
e relazione.

14 - 15
Rezzato (BS)

Convento delle Grazie: si tiene il secondo incontro delle Feste


degli Araldini per conoscere san Francesco dAssisi araldo del
Gran Re.

15 Monza

Con la proposta del tema La forza dellamore inizia un


percorso rivolto ai giovani che gradualmente vuol portare a
prendere consapevolezza dell'amore che ci abita e ci circonda.

20 - 22
Rezzato (BS)

Convento di Canepanova: ha luogo il secondo di otto incontri


sulla fede e sulle scelte della vita, attraverso la parola di Dio, a
partire dall'esperienza di San Francesco e Santa Chiara.

22 Pavia

24, Milano s. Antonio: si riuniscono gli economi locali per un


incontro di formazione sul Bilancio preventivo.

24 Curia provinciale

Si celebrano i funerali della sig.ra Maria (Mary) Colombo, di anni


90, per circa ventanni fedele custode della Cappella del
Cimitero monumentale di Milano e insignita del Diploma di
fraternit,

25 Binasco (MI)

Nella chiesa parrocchiale si celebrano nel pomeriggio i funerali


della sig.ra Elvira Brunelli, sorella di fr. Maurizio, per tanti anni
collaboratrice dei campeggi dei ragazzi di Saiano.

26 Gussago (BS)

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NOTIZIE di CASA
NOVEMBRE 2015
27 Montodine (CR)
Nella Chiesa parrocchiale, nel pomeriggio, si celebrano i funerali
della sig.ra Santina Piloni, mamma di fr. Giuseppe Branchi.

28 - 29
Rezzato (BS)

Nel locale Convento lquipe Missioni al Popolo cura un incontro


di formazione sulla comunicazione dal titolo Forza venite gente,
impariamo a comunicare.

DICEMBRE 2015

01 Milano
Monastero delle sorelle clarisse: in mattinata si riunisce il
Definitorio provinciale alla presenza del Delegato del Ministro
generale. Nel pomeriggio sono
convocati i guardiani per
comunicazioni sulla questione economico-finanziaria della
Provincia.
In serata si tiene il primo di tre incontri Pizza e Vangelo nei
gioved dellAvvento.
Con la proposta del tema La speranza dellamore si svolge il
secondo incontro rivolto ai giovani che gradualmente vuol
portare a prendere consapevolezza dell'amore che ci abita e ci
circonda
Viene aperta la porta santa del santuario della Madonna delle
Grazie, designato come chiesa giubilare della Zona pastorale
dellAlto Garda. Il Delegato vescovile mons. Giovanni Binda,
dopo la cerimonia dellapertura, presiede lEucaristia
concelebrata da 35 sacerdoti e partecipata da circa 600 fedeli
che riempiono il santuario.
Nella chiesa parrocchiale di S. Giuseppe si celebrano i funerali
del fratello di sr. Maria Antonietta del Monastero delle sorelle
clarisse di Milano.

03 Rezzato (BS)
11 - 13
Rezzato (BS)

13 Arco (TN)

22 Busto Arsizio (VA)


30 Monza

Convento delle Grazie: nel pomeriggio inizia lincontro Non


accontentarti dellorizzonte, cerca sempre linfinito rivolto ai
giovani per ringraziare il Signore dellanno e per accogliere il
nuovo come dono. Lincontro termina la mattina
dell1 gennaio.
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