Sei sulla pagina 1di 39

Anno XXXIX n.

258 Gennaio e Febbraio 2016

NOTIZIARIO

Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo


dei Frati Minori
Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

Indice
Consiglio di Cooperazione
Milano 8 e 9 gennaio 2016

Milano 11 e 12 febbraio 2016

Dal Definitorio
Milano 19 gennaio 2016

Rezzato 16 febbraio 2016

10

XXIV Giornata mondale del Malato

12

Testimonianze di vita fraterna


Commissione Pastorale giovanile e vocazionale

14

XDonati XDonare

16

Come piedi di cerva sulle alte vette

18

Diploma di fraternit

19

CROCE: albero della speranza, luogo della misericordia

20

Ci che si vede,

23

Non mi rompete

24

Il messaggio della misericordia Seconda parte

26

Le opere di misericordia

32

FilmiAmo

36

Notizie di Casa

38

Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

Consiglio di Cooperazione
Fr. Massimo Fusarelli d inizio alle 9.30 allincontro del Consiglio di
cooperazione tenuto a Milano nella Curia provinciale, in via Farini 10.
Come di consueto i lavori incominciano con la preghiera ispirata al
Vangelo liturgico del giorno. I Ministri sono tutti presenti.
Incontro Commissari Terra Santa:
Vengono accolti fr. Piero Di Luca, fr. Adriano Contran, fr. Francesco
Ielpo, fr. Giorgio Vigna, convocati al CdC in quanto Commissari di Terra
Santa (cfr. Lettera Prot. 93/2015 del 3/12/2015) per ascoltare la loro
esperienza e riflettere sulla struttura del Commissariato nella nuova
Provincia, anche in riferimento alla bozza dei nuovi Statuti particolari
(art. 47). Fr. Bruno Bartolini presente anche in quanto Commissario di
Terra Santa per la Emilia-Romagna. Fr. Massimo introduce i lavori
richiamando la ipotesi riguardo alla struttura del Commissariato
espressa nella bozza degli SSPP. Viene quindi lasciata la parola ai
Commissari. Vengono fatte alcune ipotesi, facendo riferimento alla
recente normativa emanata dalla Custodia sui Commissariati di Terra
Santa (Vademecum), riguardanti la animazione delle varie zone, il
rapporto tra Provincia e Custodia, la sinergia con la animazione
missionaria. Fr. Massimo ringrazia e congeda i Commissari.

Milano
8-9
Gennaio
2016

Mappatura Case:
Nella seconda sessione del pomeriggio si d spazio al discernimento
sulla Mappatura delle Case, allo scopo di consegnare al Capitolo ed
al nuovo Governo uno spazio di riflessione con criteri e prospettive per
gli anni a venire, secondo il mandato che la Assemblea dei Definitri
aveva dato al Consiglio di Cooperazione. Viene sottolineato che la
Mappatura delle nostre presenze ed il ridimensionamento che si sta
operando non sono determinati dalla unione delle Province ma sono la
conseguenza di una contrazione di forze che ha origine decenni
orsono, ed una risposta alla esigenza di curare essenzialmente la
qualit della nostra forma vitae, in modo che la nostra vita di frati
minori sia centrata sulla nostra identit carismatica e non
essenzialmente sulle attivit che svolgiamo.
Si concorda sulla necessit di riprendere in un prossimo CdC questo
lavoro di Mappatura in modo da elaborare per il Capitolo in forma
compiuta una riflessione da consegnare al nuovo Governo.
Zone di animazione:
Fr. Francesco Patton presenta la sua proposta di zone di animazione
della futura Provincia: i criteri seguiti sono stati - tenendo presenti la
cartina e lo stradario del Nord Italia - cercare di superare i vecchi
confini provinciali, mettere pi o meno il medesimo n di Case in
ciascuna zona, anche se il n dei frati non pu essere lo stesso. In
ciascuna zona le distanze massime da percorrere in incontri di zona

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

di circa 2 ore; in questo modo sarebbe possibile


riuscire a trovare un luogo comune ad 1 ora di
strada da percorrere. Sono state inserite anche
le Case affidate ad altre Province perch
integrate con il nostro cammino. Seguono
alcune riflessioni suscitate dallo schema, che
viene accolto con apprezzamento e verr
presentato al nuovo Governo. Placet omnibus.

provinciale, in modo che la sezione informativa


sul Capitolo possa essere ospitata da sito
medesimo.
Proposta caritativa ATS per la Quaresima:
Viene preso in esame il progetto caritativo richiesta
ad ATS come proposta caritativa per la quaresima,
a beneficio delle opere educative in Siria e
Palestina. La proposta viene accettata e verr
presentata al pi presto ai frati mediante una
lettera per la quaresima come lo scorso anno.

Uffici Economato:
Fr. Massimo Fusarelli presenta la proposta degli
Uffici dellEconomato provinciale rivista da fr.
Roberto Bongianni. Segue spazio di discussione
e di modifica.

Spoglio seconda votazione orientativa Ministro


provinciale:
Fr. Massimo Fusarelli ricorda ai Ministri che nel
pomeriggio verr fatto lo spoglio delle schede
della seconda votazione orientativa per il
Ministro provinciale, il cui risultato rimarr segreto
e verr consegnato direttamente al Ministro
generale.
Fr. Massimo ricorda ai Ministri che - dopo aver
ascoltato da ciascun candidato le proprie
motivazioni - si entra ormai con questo atto nel
vivo della preparazione immediata al Capitolo
ed alla nascita della nuova Provincia e del
Governo. Sar quindi il Ministro generale a
contattare direttamente i candidati. Fr. Massimo
invita i Ministri ad entrare in questa ultima fase
con spirito di discernimento e di disponibilit alla
obbedienza.
Il Prossimo CdC viene spostato al 11 e 12
febbraio. Lincontro si conclude con il
tradizionale Agimus alle ore 12.48.

Preparazione del Capitolo provinciale:


Fr. Stefano Dallarda, Segretario del Capitolo,
presenta la bozza di agenda dei lavori del
Capitolo con le ultime modifiche. Stante la brevit
del tempo a disposizione, viene affrontata insieme
la scelta dei relatori, lasciando al prossimo CdC la
analisi dei Gruppi di lavoro.
Bozzetto Sigillo:
Viene presa in esame la proposta di Sigillo della
nuova Provincia. La proposta viene accolta,
con alcune modifiche. Inoltre verr preparata la
immagine pi grande per lo svelamento
durante la cerimonia del 16 maggio a Padova.
Sito Web nuova Provincia:
Si concorda che il Sito Web della nuova
Provincia sia operativo per il Capitolo

Fr. Massimo Fusarelli d inizio alle 9.30 allincontro del Consiglio di


cooperazione tenuto a Milano nella Curia provinciale, in via Carlo
Farini 10. I Ministri sono tutti presenti.
La prima unit di lavoro dedicata alla preghiera, nella cappellina
della Curia: come inizio del tempo di quaresima si dedica un tempo
pi prolungato ad un Lectio divina sul Vangelo della prima domenica
di Quaresima, presentato da fr. Stefano; segue un esteso spazio di
silenzio e di condivisione.

Milano
11-12
febbraio
2016

Preparazione del Capitolo provinciale:


Fr. Stefano Dallarda, Segretario del Capitolo, presenta al Consiglio la
proposta di struttura per lInstrumentum Laboris preparata della
Commissione, che si riunita a Verona s. Bernardino il 9 febbraio dopo
aver preso visione delle proposte giunte dai Capitoli locali delle

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Bozza preghiera Assemblee provinciali:


Viene presa in esame la bozza con lo schema
dellincontro preparata da fr. Massimo e fr.
Stefano.
Come schema generale per lincontro si
concorda su quanto segue: preghiera iniziale
e richiesta di perdono, intervento del
Visitatore, contributo sulla storia della
Provincia, intervento del Ministro provinciale,
interventi liberi, Eucaristia e rendimento di
grazie.
Luoghi e date:
7 marzo - Torino s. Bernardino,
14 marzo - Motta,
15 marzo - Arco,
12 aprile - Sabbioncello,
18 aprile - Genova NS Monte o Voltri,
19 aprile - Bologna s. Antonio.
Lo schema viene approvato.
Incontro PG-CPV:
Fr. Massimo relaziona sullincontro del 26
gennaio scorso a Verona con gli animatori
PG-CPV ed i frati operanti nel settore della
pastorale giovanile. Lintento dellincontro era
di rendere edotti gli addetti ai lavori del
progetto unitario PG-CPV: la risposta stata
buona e la partecipazione piena e numerosa.
E stata ampiamente sottolineata la priorit di
rimettere al centro della nostra vita la persona
del frate. Ne seguita una condivisione molto
sentita, che attestava che questa esigenza
era davvero percepita come forte priorit. Si
attende la elaborazione della relazione del
settore per il Capitolo.

fraternit programmati per i mesi di dicembre


2015 e gennaio 2016. Vengono quindi
formulate alcune osservazioni e variazioni, che
verranno successivamente prese in esame
dalla Commissione e da fr. Matteo Giuliani,
metodologo del Capitolo.
Viene presa in esame la Agenda del Capitolo
provinciale con le ultime modifiche proposte
dalla Commissione liturgica.
Si concorda che per il prossimo CdC venga
preparata una bozza del Regolamento del
Capitolo provinciale che verr esaminata in
quella occasione.. Si rimanda al prossimo
CdC anche la nomina di moderatori, verbalisti
e scrutatori, dopo lo spoglio delle schede
della elezione dei Deputati al Capitolo.
Mappatura:
Viene presa in esame la bozza di documento
per la mappatura delle Case gi abbozzato
nellultimo incontro CdC, e viene lasciato un
ampio spazio di intervento in vista della
definizione del testo che andr inserito
nellInstrumentum laboris del Capitolo.
Viene innanzitutto ricordato che il frutto del
lavoro della apposita Commissione capitolare
sar la elaborazione dei criteri su cui il
Definitorio potr lavorare, non una decisione
sui conventi da tenere o da lasciare.
Organigramma Uffici:
Regolarizzazione dei contratti dei dipendenti:
necessario regolarizzare lassunzione di molti
tra i dipendenti dei conventi, in accordo con i
consulenti per studiare la modalit pi
opportuna.
Nel processo di fusione per incorporazione
infatti
i
contratti
vengono
trasferiti
automaticamente, ma i dipendenti godono di
una tutela particolare. Viene studiata con i
consulenti la procedura pi adatta.

Necrologio provinciale:
Viene presa in esame la bozza del necrologio
preparata da fr. Stefano sul modello di quello
in uso nel Noviziato di Baccanello e vengono
fatti alcuni rilievi ed alcune ipotesi per la
preparazione e la stampa del volume.
Viene infine confermato che il prossimo
incontro CdC sar l11 e 12 marzo a Milano s.
Antonio, con visita giubilare a S. Ambrogio
nel pomeriggio di sabato 12.
Lincontro termina con il tradizionale Agimus
alle ore 13.

Alcune questioni concrete in merito alla


fusione:
La seguente unit di lavoro viene impiegata
per la presa visione di un preventivo di
adeguamento
dei
locali
della
Curia
provinciale in preparazione alla nascita della
nuova Provincia. Inoltre, vengono affrontate
alcune questioni concrete in merito alle quali
gli Economi e Legali Rappresentanti di
ciascuna Provincia si stanno interrogando.

Il segretario
fr. Stefano Dallarda

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Dal Definitorio
Milano

19 gennaio

I lavori iniziano alle ore 9.00 con una breve preghiera ecumenica,
segue lapprovazione unanime del verbale del XXVIII Congresso
definitoriale. Fr. Giampaolo Possenti assente a causa di un forte mal
di schiena.
Il Ministro informa circa le condizioni dei fratelli ammalati ricoverati
presso lInfermeria di Sabbioncello, non ci sono situazioni di particolare
gravit.
Il Ministro comunica che: fr. Enzo Maggioni stato nominato Visitatore
generale della Provincia OFM S. Michele Arcangelo in Puglia-Molise; fr.
Ernesto Dezza stato nominato Assistente centrale dellIstituto delle
Missionarie della Regalit di Cristo.
Il Ministro riferisce circa le decisioni del Consiglio di Cooperazione del
18-19 dicembre 2015 a Bologna e dell8-9 gennaio 2016 a Milano (cfr.
appositi verbali). Si sofferma in particolare su quanto discusso in merito
al progetto-fraternit per lEvangelizzazione missionaria e per la
pastorale dei migranti. Presenta inoltre lo stato attuale della
mappatura, integrato con lipotesi delle zone di animazione della
futura Provincia.
Fr. Francesco Bravi presenta la proposta di organizzazione dellUfficio
Economico della nuova Provincia elaborato dal Coordinamento degli
Economi provinciali e integrato dai Ministri provinciali. Il Definitorio
approva nel complesso, pur facendo alcune precisazioni sulla
proposta di costituire un ufficio di Fund Raising.
Fr. Giambattista Delpozzo, Animatore Vocazionale del Nord Italia,
comunica che il 18 gennaio 2016 altri due giovani hanno iniziato
laccoglienza nella FAV. Sono: Daniele del Veneto e Alessandro della
Lombardia, essi si aggiungono a Cristian della Lombardia che ha
iniziato laccoglienza nel mese di ottobre. Altri segni incoraggianti
vengono dal percorso di discernimento vocazionale Vieni e vedi, ci
sono infatti 6 giovani in cammino (2 veneti, 3 lombardi, 1 piemontese).
Fr. Marco Fossati, Economo provinciale, riferisce circa gli incontri di
formazione per gli economi locali tenutisi a novembre (informazione
sulle attivit commerciali della nuova Provincia, presentazione del
nuovo modello di fondo comune, presentazione del bilancio
preventivo) e a dicembre (esercitazione pratica sulla redazione del
bilancio preventivo e presentazione dellapposito strumento
informatico legato al CO.GE.). La partecipazione stata corale e gli
economi si sono dimostrati interessati agli argomenti discussi. In

2016
Curia
Provinciale

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

qualche fraternit stato fatto lincontro sui temi economici, a cura del CAE, secondo quanto era
stato preventivato.
Fr. Michele Cafagna viene ammesso al Congresso per riferire circa il lavoro della
Commissione per le Attivit Commerciali della nuova Provincia. Il Definitorio presenter a fr.
Massimo Fusarelli la richiesta di informazioni aggiuntive al fine di ottenere un quadro pi completo.
Dopo aver congedato fr. Michele, si passa alla valutazione delle due attivit commerciali della
Provincia: accoglienza presso Convento di Gargnano e Edizioni Biblioteca Francescana.
Fr. Paolo Canali, Responsabile EBF e Biblioteca Francescana, viene ammesso al Congresso
per presentare lattivit. Innanzitutto ringrazia il Definitorio per avergli affidato un servizio che lo
appassiona. Spiega la distinzione tra EBF e Biblioteca, e auspica che la suddivisione diventi sempre
pi chiara anche dal punto di vista amministrativo e contabile. Spera che anche la futura
Provincia continui a finanziare la Biblioteca che molto ricca e apprezzata per la sua particolarit.
Auspica il coinvolgimento di altri frati, perch la Provincia consideri le EBF e la Biblioteca come
proprie attivit e non come un hortus conclusus. Fr. Paolo poi presenta i Bilanci delle attivit, le
collane e i libri pubblicati nel 2015. Si evince che le EBF producono utile, mentre la Biblioteca solo
una fonte di costi. LEconomo provinciale esorta fr. Paolo a continuare sulla via della separazione
contabile-amministrativa tra EBF e Biblioteca per ragioni di chiarezza e di trasparenza. Prima di
lasciare il Congresso fr. Paolo lamenta la ristrettezza degli spazi a disposizione delle EBF (ritiene
invece adeguati quelli della Biblioteca).
Si affrontano alcune questioni di economia e di legale rappresentanza. Si aggiorna il
Definitorio circa la questione giudiziaria in corso e tutte le problematiche connesse.
Fr. Francesco Ielpo viene ammesso al Congresso definitoriale per relazionare circa il recente
incontro dei Commissari di Terra Santa delle Province OFM del Nord Italia con il Consiglio di
Cooperazione. Fr. Francesco vede il rischio di concentrare eccessivamente lattenzione sulla
scelta della sede del Commissariato di Terra Santa della nuova Provincia, mentre le problematiche
sono pi ampie e questa fase storica potrebbe essere una buona occasione per ripensare il
servizio alla Custodia.
Attualmente 5 Province hanno nominato il Commissario, ciascuna con una impostazione
molto diversa. Solo la Provincia lombarda organizza e realizza in modo sistematico pellegrinaggi in
Terra Santa. La Custodia, da tempo, consapevole che i Commissari sono in via di estinzione, per
questo ha costituito lAssociazione ATS. Fr. Francesco Ielpo ritiene che il nuovo Commissario del
Nord Italia debba collaborare con ATS e con le Edizioni ETS. Compito precipuo del Commissario
sar quello di sviluppare laspetto dellevangelizzazione e del primo annuncio attraverso
lorganizzazione di pellegrinaggi. Dovrebbe poi investire sullaspetto culturale e inventare nuove
proposte per portare lesperienza del pellegrinaggio nella quotidianit della vita di fede (ad es.
giornate bibliche). Fr. Francesco Ielpo ricorda inoltre limportanza per la Custodia della Colletta
del Venerd Santo. Essa infatti la prima entrata della Custodia, ma negli ultimi anni
drasticamente calata fino a dimezzarsi. Per questo si dovr intensificare il rapporto con i vescovi, e
sar necessaria una segreteria per mantenere i contatti e rivitalizzare lo strumento della colletta
del venerd santo. Infine ricorda limportanza della collaborazione con lagenzia viaggi Frate
Sole di Bologna.
Il Ministro provinciale conferir il Diploma di fraternit alla sig.a Anna Cremonesi (fraternit di
Rezzato BRESCIA) il prossimo 31 gennaio 2016.
Si decide che il prossimo Congresso Definitoriale si terr il 16 febbraio 2016 presso la Curia
provinciale. I lavori del Congresso Definitoriale si concludono alle ore 18.15 circa. A laude di Cristo
e del Poverello Francesco. Amen!

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Dal Definitorio
Rezzato

16 febbraio

2016
I lavori iniziano alle ore 9.20 con una breve preghiera, segue
lapprovazione unanime del verbale del XXIX Congresso definitoriale.
Fr. Massimo Fusarelli partecipa ai lavori del Congresso.
Il Ministro informa circa le condizioni dei fratelli ammalati ricoverati
presso lInfermeria di Sabbioncello. L11 febbraio, memoria della
B.V.M. di Lourdes, stata celebrata la giornata mondiale degli
ammalati; questanno il Ministro non ha potuto visitare i fratelli di
Sabbioncello perch impegnato con Il Consiglio di Cooperazione, ma
ha mandato ai malati un messaggio scritto.
Il Ministro informa circa lesito del Capitolo elettivo delle sorelle
Clarisse del Monastero di Milano. Fr. Almiro Modonesi ha concluso la
visita canonica del Monastero delle sorelle clarisse di Lovere; il 25
febbraio mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia e Ordinario del
Monastero, presieder il Capitolo elettivo. A Cademario, il 3 aprile, sr.
Paola emetter la prima professione. Il Ministro e fr. Marco Fossati
hanno visitato il Monastero delle sorelle clarisse di Bienno.
Il 1 febbraio u.s. fr. Italo Maria Palleschi ha festeggiato l80
compleanno coronato da tutta la fraternit e dalla presenza del
Ministro provinciale. Il 7 febbraio, a Virle, mons. Giorgio Bertin ha
celebrato leucarestia in occasione del XXV anniversario
dellassassinio di fr. Pietro Turati.
Fr. Massimo Fusarelli, Visitatore generale, comunica che stato
concluso liter per la designazione dei deputati al Capitolo di
costituzione della nuova Provincia.
Il Ministro riferisce circa le decisioni del Consiglio di Cooperazione
dell11 e 12 febbraio 2016 a Milano. Il Ministro si sofferma in particolare
sul lavoro di preparazione dellInstrumentum Laboris per il Capitolo e
sullaggiornamento della mappatura. A tal proposito fr. Massimo
Fusarelli ricorda che si discusso non solo delle chiusure ma anche
sulla filosofia di fondo, per far maturare una sensibilit matura da
consegnare al Capitolo. Egli ritiene che la nuova Provincia non possa
nascere solo per mantenere lesistente. Fr. Massimo ribadisce
limportanza di mantenere viva la riflessione su quali presenze
riqualificare ed eventualmente su quali nuove presenze promuovere e
realizzare. Ritiene che non si possa disattendere quel desiderio
trasversale di novit che ha colto nel corso della visita canonica.
Il Ministro poi comunica che il Consiglio di Cooperazione ha deciso di
porre il fundraising tra gli argomenti da discutere al Capitolo. Fr

10

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Massimo Fusarelli ribadisce che lattivit di fundraising sottende la logica del dono e della gratuit
a sostegno della missione dei frati, e che tale attivit non sostituisce in alcun modo le iniziative
locali di raccolta fondi. Si propone una forma di sinergia per coadiuvare e migliorare le tradizionali
forme di raccolta. Si pensa di implementare un unico ufficio a Bologna con un dipendente
dedicato alla raccolta di fondi per la Provincia (distinto da quello che gi lavora per la raccolta
fondi dellAntoniano). Il Consiglio di Cooperazione ha ritenuto di sottoporre questo argomento alla
discussione capitolare, dal momento che una realt nuova per molte Province.
Il Consiglio di Cooperazione ha preso visione dei locali a disposizione della nuova Curia
provinciale: al primo piano si insedier lufficio economico mentre al secondo piano ci saranno gli
uffici del Ministro provinciale, del Vicario provinciale e della Segreteria.
Si affrontano alcune questioni di Economia e di Legale rappresentanza, soffermandosi a lungo
sulla vicenda giudiziaria in cui coinvolta la Provincia. Si discute di alcune situazioni personali.
Si passa poi alla programmazione della Assemblea economica (11 aprile a Monza). Si incarica il
CAE di presentare una proposta organizzativa da sottoporre al prossimo Congresso, tenendo
conto che oltre alla presentazione del bilancio consolidato, si dovr riservare uno spazio adeguato
per linformazione circa la situazione economica-finanziaria della Provincia. Si pensa che sia
importante offrire una opportunit di riflessione e di un confronto sugli effetti ingenerati nella vita e
nel sentire comune dei frati.
Il Ministro presenta poi la bozza preparata dal Consiglio di Cooperazione per la Festa della
Fraternit Provinciale (12 aprile a Sabbioncello). Si affida alla fraternit di Pavia lincarico di
preparare una proposta da sottoporre al prossimo Congresso, tenendo conto che sarebbe bello
ripercorre la storia recente della Provincia evidenziando luci e ombre a partire dalla icona
evangelica del grano della zizzania.
Fr. Francesco Bravi comunica che nei prossimi mesi visiter le fraternit della Provincia per un
incontro fraterno di preghiera, condivisione, rendimento di grazie Contatter i guardiani per
concordare tale inziativa.
Si decide che il prossimo Congresso Definitoriale si terr il 15 marzo 2016 presso la Cappellania
degli Spedali Civili di Brescia. I lavori del Congresso Definitoriale si concludono alle ore 16.10 circa.
A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen!

11

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Saluto ai fratelli dell'infermeria e della fraternit di Sabbioncello


Giornata mondiale del malato 11 febbraio 2016
Ai carissimi fratelli della fraternit di Sabbioncello e, in particolare, ai frati residenti in
infermeria giunga il mio pi cordiale e fraterno saluto ed augurio: il Signore vi dia Pace.
Questanno non posso essere con voi (e mi dispiace sinceramente) per lormai tradizionale
appuntamento dell11 febbraio che ci ha visti in questi anni vivere insieme la Giornata mondiale
del Malato, celebrando leucaristia e lUnzione degli Infermi. I giorni 11 e 12 febbraio si riuniscono a
Milano i Ministri provinciali del Nord Italia insieme al Visitatore generale, fr. Massimo Fusarelli, per
verificare, programmare e organizzare tutte le cose necessarie per lormai imminente Capitolo di
unione e di nascita della nuova Provincia; seguite i nostri lavori con la vostra preghiera.
San Giovanni Paolo II nella lettera istitutiva della giornata ha espresso il senso di questa
ricorrenza: Tale giornata per i malati, per gli operatori sanitari, per i fedeli cristiani e per tutte le
persone di buona volont momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza
per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo
Volto di Cristo che, soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell'umanit.
Facciamo nostre queste intenzioni e uniamoci spiritualmente alla solenne celebrazione mondiale
che questanno si tiene nella nostra Basilica dellannunciazione a Nazareth.
Papa Francesco, nel messaggio per questa giornata, ci chiede di sostenere la nostra
preghiera e la nostra meditazione, rileggendo il testo evangelico delle nozze di Cana (Gv 2, 1s) e
di soffermarci in particolare sul versetto 5, dove la Vergine rivolgendosi ai servi e indicando suo
Figlio li esorta: Qualsiasi cosa vi dica, fatela. Nella sollecitudine di Maria, che rimanda al suo
Figlio, - afferma il santo padre si rispecchia la tenerezza di Dio. Il mio augurio e la mia preghiera
si fa invocazione ardente perch siamo capaci, gli uni per gli altri, di avere lo stesso cuore, la
stessa attenzione, la stessa premura della Vergine, per indicare sempre, con le parole e con la
testimonianza di una vita coerente, Colui che solo pu riempire lesistenza di speranza e di

12

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

serenit.
Certo che vivere la malattia non n semplice n facile; lo sto sperimentando anchio
sulla mia pelle. Ho trovato profondo conforto nelle parole che papa Francesco ha scritto nel
messaggio per la Giornata Mondiale del Malato di questanno. Le voglio condividere con voi: In
queste situazioni, la fede in Dio , da una parte, messa alla prova, ma nello stesso tempo rivela
tutta la sua potenzialit positiva. Non perch la fede faccia sparire la malattia, il dolore, o le
domande che ne derivano; ma perch offre una chiave con cui possiamo scoprire il senso pi
profondo di ci che stiamo vivendo; una chiave che ci aiuta a vedere come la malattia pu
essere la via per arrivare ad una pi stretta vicinanza con Ges, che cammina al nostro fianco,
caricato della Croce. E questa chiave ce la consegna la Madre, Maria, esperta di questa via.
Nella comune e reciproca preghiera affidiamoci lun laltro alla grazia e alla forza dello
Spirito perch il Signore ci sostenga e ci benedica. Affidiamo al Signore tutti i malati e gli infermi,
specialmente quelli pi soli ed abbandonati.
poi doveroso da parte mia, e di tutta la fraternit provinciale, ringraziare la fraternit di
Sabbioncello per laccoglienza e la cura che offre ai fratelli dellinfermeria. Ringrazio di cuore i
confratelli pi specificamente incaricati di questo servizio per la loro dedizione e abnegazione;
con loro ringrazio anche il personale addetto. A tutti coloro che sono al servizio dei malati e dei
sofferenti scrive papa Francesco - auguro di essere animati dallo spirito di Maria, madre della
Misericordia.
Con il desiderio nel cuore di essere con voi
a celebrare questa giornata, con il rinnovato
augurio di ogni pace e bene nel Signore, con la
promessa
di
incontrarci
presto,
saluto
personalmente ciascuno di voi e tutti voi insieme.
Concludo
queste
semplici
parole,
ascoltando con voi la conclusione del messaggio
pontificio per questa circostanza: Affidiamo
allintercessione della Vergine le ansie e le
tribolazioni, insieme alle gioie e alle consolazioni,
e rivolgiamo a lei la nostra preghiera, perch
rivolga a noi i suoi occhi misericordiosi,
specialmente nei momenti di dolore, e ci renda
degni di contemplare oggi e per sempre il Volto
della misericordia, il suo Figlio Ges.
Fraternamente,
fr. FrancescoBravi ofm
Ministro provinciale

13

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Testimonianze di vita Fraterna


UN

LABORATORIO
DI
FRATERNITA

Commissione
Pastorale
giovanile e
vocazionale

Tra le diverse iniziative di comunione tra il Primo e il


Secondo Ordine che hanno arricchito il cammino dellultimo
triennio ha trovato posto una singolare esperienza vissuta da un
piccolo gruppo di frati e sorelle coinvolti a vario titolo nella
pastorale giovanile e vocazionale.
La proposta, nata nellambito dellultima Assemblea
Federale delle sorelle (giugno 2013), era stata favorevolmente
accolta dal Definitorio Provinciale della Lombardia e dalle
Abbadesse dei quattro monasteri lombardi, riuniti a Milano il 12
novembre 2013. Si trattava di dare lavvio ad un percorso inedito
di confronto e di scambio, limitato nel tempo, di creare una sorta
di laboratorio di fraternit caratterizzato dal piccolo numero dei
partecipanti e dallassenza di particolari finalit pratiche legate
ad eventuali collaborazioni sul campo, uno spazio gratuito in cui
sperimentarci nella reciprocit, crescere nella conoscenza e
formarci insieme nel servizio di annuncio e accompagnamento
dei giovani.
La nostra piccola commissione, composta dai responsabili
di Pastorale Giovanile e Animazione Vocazionale (fr. Giambattista
Delpozzo, fr. Matteo Della Torre, fr. Enrico Russotto) e da una
sorella per ogni monastero lombardo (sr. Chiara Amata Tognali,
sr. Chiara Gioia Valsecchi, sr. Emanuela Roberta Coppetti, sr.
Chiara Beatrice Calvi) ha raccolto la sfida, incontrandosi cinque
volte lungo il triennio. Ospitati di volta in volta in una delle nostre
fraternit di appartenenza (i quattro monasteri e il convento di
Rezzato), abbiamo sempre dedicato lintera mattinata al lavoro
tra noi, condividendo poi lOra Media e il pranzo con le nostre
comunit.
Dopo un incontro dedicato ad una prima indispensabile
conoscenza reciproca, in cui ciascuno si raccontato,
presentando la propria fraternit soprattutto in relazione al
servizio offerto ai giovani, ci siamo fatti guidare in un secondo
incontro nellesperienza, familiare ai frati e pressoch sconosciuta
alle sorelle, del bibliodramma. I tre incontri successivi sono stati
dedicati al confronto su alcuni temi concordati insieme: lattualit
e
i
punti
di
forza
del
nostro
comune
carisma,
laccompagnamento personale dei giovani, la problematica del
linguaggio con il quale annunciare loro il Vangelo, e
lintroduzione dei giovani alla vita di preghiera.
Abbiamo cercato di mantenere sempre nello scambio un
taglio esperienziale, privilegiando la consegna reciproca di
risorse, fatiche, interrogativi e gioie. Laspetto pi fecondo del

14

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

percorso fatto insieme stato senza dubbio il fatto che fosse tutto
da inventare. Lungo la strada abbiamo dovuto comprendere
meglio il senso del nostro incontrarci, ridefinendone obiettivi e
modalit. Labbiamo fatto con uno stile franco e aperto, non
nascondendo le fatiche e sostenendoci reciprocamente nel
desiderio, in tutti sincero, di crescere nella comunione facendo
anche delle nostre differenze unopportunit. Ci siamo sentiti
realmente accompagnati dallo Spirito, che sa fare armonia
giocando con le differenze, valorizzando le diverse sensibilit, i
punti di vista, le conoscenze acquisite Siamo certi che anche
questa piccola esperienza di fraternit porter frutti buoni nel
cammino futuro, contribuendo a farci crescere nella comune
vocazione e facendo di noi quel segno di vita evangelica che
Dio desidera per la Chiesa, per il mondo e per i giovani che
incontrano le nostre forme di vita.

15

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Testimonianze di vita Fraterna


XDonati
XDonare

Rezzato
20-22
novembre
e
12-13
dicembre
2015

Monza
5-7
febbraio
2016

FORZA, SPERANZA, FOLLIA:


TRE MODI DI VIVERE L'AMORE
Forza, speranza, follia... certo l'Amore non si esaurisce con queste
parole, bens ne esprimono alcune delle migliori qualit.
E' una FORZA che muove tutte le dimensioni della nostra vita,
facendo luce e verit su chi siamo e sulla nostra storia. Una forza che
non possiede ma ci invita a diventarle simili entrando in relazione e
consegnandoci totalmente. Infatti negli altri che ci riflettiamo ed essi
ci permettono di accorgerci dei nostri difetti e mancanze. Essa ci viene
donata fin dalla nascita e non si ferma mai, dentro di noi, ci
appartiene. L'Amore ci che unisce il corpo all'anima, e senza la sua
forza potrebbe decadere tutto.
Una SPERANZA che passa attraverso il dialogo nato da un cuore
totalmente fedele, capace di plasmarne il pi intimo desiderio di
generativit. E' una cordicella di filo scarlatto, appesa al balcone della
nostra vita, alla quale ci aggrappiamo, perch sappiamo che il capo
del filo rosso della storia saldamente nelle mani di Dio. Una storia, il
passato, che non va rimosso: parte della nostra esperienza di vita.
Infine una FOLLIA che conduce al sacrificio di s e al perdono
totale. Una follia generativa: la FOLLIA DELLA CROCE. Alla luce di tutto
questo nessun uomo pu dirsi capace di amare, se non attingendo a
Colui che solo Amore.
A nulla servono le chiacchiere sull'innamoramento se alla base
non vi un'adesione libera e totale al progetto d'amore pensato per
noi. A volte capita di non amarci perch c' qualcosa dentro e fuori di
noi che nega la nostra bellezza, ma se noi siamo il Suo specchio come
possiamo non amarci? Non lo facciamo perch in quanto uomini il
nostro cuore fragile, ferito dal peccato e da tutto ci che esso
comporta: la forza diventa possessione; la speranza di generativit si
muta in meschino e sterile ripiegamento su di s; la follia, invece,
diventa disperazione. Ovviamente nessuno escluso da queste logiche
di peccato. Tutto sta al modo di ognuno di approcciarsi alla logica di
Dio: accettando il suo "folle" atto d'Amore e di perdono quale la
Croce accettiamo le nostre fragilit per abbandonarci al dolcissimo
abbraccio paterno della sua misericordia.
Fuori da questa logica di Fede, il suo sacrificio pura pazzia. Al
centro di esso ci stanno tutte le nostre gioie, i dolori e siamo presenti
con tutto noi stessi, anima e corpo, per lasciare che Dio realizzi in noi le
sue promesse senza voler fare tutto di testa nostra. Sta a noi metterci in
gioco e lavorare sulla nostra identit, sul nostro carattere, sui lati bui e i
dubbi che sentiamo nel nostro cuore.
Una vita vissuta per Amore rischiosa e San Francesco ce lo
insegna bene: egli aveva un desiderio preciso, diventare cavaliere, e
impieg anima e corpo per questo desiderio. Tuttavia era autocentrato

16

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

e Dio lo trasfigura decentrandolo. Questa trasfigurazione avviene attraverso un momento di


preghiera profondo nel quale poi San Francesco verr condotto da Dio allincontro con i lebbrosi.
Ecco il setaccio privilegiato per discernere i i desideri pi profondi: la preghiera, la quale li purifica.
Ora il passo grande da fare dare continuit a questo percorso di coscienza, per arrivare al
testamento di ci che voglio essere, di ci che voglio donare agli altri. Per quanto difficile possa
essere, allora, pensiamo valga la pena mettersi in gioco, accogliendo riconoscente giorno per
giorno quel dono gratuito, l'Amore, senza il quale la vita non vale la pena d'essere vissuta
profondamente. E con questa consapevolezza il nostro viaggio si concluso per aprirsi alla
Quaresima: tempo di grazia per accogliere concretamente lAmore totale donatoci da Cristo sulla
croce e per imparare ad amare in questa unica e possibile modalit!
Anna, Angelo, Radha, Federica, Eleonora

17

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Testimonianze di vita Fraterna


Come
piedi di
cerva
sulle alte
vette

Bormio
26-28
febbraio
2016

Nel fare memoria prima di tutto viene la gratitudine.


Gratitudine a Dio: mio Dio, Signore, nulla pari a te, Tu
mi chiami sulle alte vette e accarezzi il mio volto con lieve neve e
tutto silenzio e bellezza ed facile sentirti vicino.
Il grido di tutti i miei dubbi, delle mie paure, della sera prima
lontano, Ti riconosco e non posso non vederTi.
Ti ringrazio per il senso fraterno dello stare insieme in
semplicit, ricchezza che san Francesco ci tramanda da secoli.
Grazie poi a chi, dicendo il suo piccolo s, rende possibili
esperienze di vera e profonda condivisione, il giocarsi nella vita
non tanto diverso da questi giorni vissuti insieme, chiede la
disponibilit di un cuore aperto e di mani che lavorano.
Perch stata una bella esperienza di fraternit? Per me
perch ognuno, a modo suo, si speso senza pretese,
preparando il pasto con cura, gli spunti di riflessione, ascoltando
laltro e donando un pezzo di s e della propria storia. Tutte storie
con ferite e bellezze, tanto uniche quanto diverse ma
riconoscendoci fratelli perch figli dello stesso Amore.
Tornare, scendere dai monti, richiede la fatica
dellimpegno concreto di portare frutto. Non facile.
Quanto tempo bisogna aspettare perch il fico porti
frutto Nel frattempo, magari, il terreno sar stato annaffiato da
abbondanti lacrime prima di essere esauditi al momento
favorevole.
In tutte le mie povert linfinito mi ha guardata e io ho
creduto alla sua promessa di bene per la mia vita.
Quando mi accontento della tristezza, per comodit,
dimentico quello sguardo e quella promessa, divento immobile,
la mia vita non decolla.
Quello
che
maggiormente
mi
hanno dato questi
giorni

stato
decidermi per la
speranza, unica via
per una vita felice e
santa come figlia,
sposa, moglie.
Sara

18

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Testimonianze di vita Fraterna


Diploma di
fraternit
ANNA
CREMONESI

Carissimi tutti, fratelli conosciuti e non, quelli passati da


Rezzato sono tutti presenti nelle mie preghiere e affetto per i
ricordi di iniziative vissute insieme.
Tanti anni ho esercitato il servizio di Ministra dell'O.F.S., ho
conosciuto tanti Guardiani, con i quali ho condiviso il lungo
cammino (nel 1960 ho fatto la mia Professione), ma anche prima
salivo al Convento e non mi sona mai pentita della mia scelta.
Ora che ho lasciato incarico di Ministra e Delegata Regionale,
per lasciare spazio ai pi giovani, cerco ancora di rendermi utile
nel fare quello che le mie "forze" mi permettono per il bene della
mia Fraternit, per il Convento sicura che il Signore della Vita e
San Francesco mi aiutano.
Quando il Guardiano mi disse che non dovevo prendere
impegni per il 31 Gennaio, io e i miei famigliari, ho subito rifiutato
perch non mi sentivo degna di tanto riconoscimento, perch
non meritavo tanto... dopo un po' di riflessione e preghiera
davanti al Signore ho accettato!
E' stata una giornata indimenticabile: la presenza di tanti
frati, quasi tutti i miei cari familiari. La Santa Messa stato un
momento molto emozionante e il pranzo gioioso e fraterno che
mi hanno fatto sentire a casa perch mi sono sentita circondata
da tutti. Per tutto questo, che non merito, non so, come
ringraziare quelli che hanno voluto questo evento e quelli che
hanno preparato la giornata... affido tutto al Buon Dio, sia Lui a
ricompensarvi, Lui che sa fare bene ogni cosa. Il servizio che
ancora offrir, sempre secondo le mie possibilit, la risposta alla
Chiamata che il Signore con San Francesco mi hanno rivolto per
la realizzazione piena della mia vita. Ancora grazie, vi assicuro la
mia preghiera per valorizzare il mio grazie per quello che mi avete
donato. Con affetto e riconoscenza,
Anna Cremonesi

Rezzato
31 gennaio
2016
19

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Testimonianze di vita Fraterna


CROCE:

albero della
speranza,
luogo della
misericordia

di fr.
Celeste
Vecchi

Il segno che ci accompagna da sempre la Croce e che


offre un tracciato unico d'amore, albero di vita che si riconosce
dal frutto e linfa scaturita dal sacrificio e dal dono. Possiamo
sempre accostare e portare la croce, il simbolo intrinseco della
storia, sempre memoria viva del Signore Ges. All'inizio della
Quaresima abbiamo innalzato l'albero, dove il Figlio di Dio stato
crocifisso, all'aprirsi della settimana santa questa storia si fa
intensa "coinvolgimento e fiducia" e nei tre giorni della Pasqua la
vera vita raggiunge il vertice: il sacrificio della croce
pienamente espresso e nella gioia della Risurrezione rifulge la luce
nello stupore pi grande.
In questo spazio di tempo viene delineato il fatto pi
importante e siamo chiamati a viverlo con-passione. Il Figlio di Dio
ha operato in nostro favore con la sua originale presentazione al
Padre come Figlio dell'Uomo. Egli nella notte del Getsemani si
immerge nella notte mortale della pi alta angoscia e
contemporaneamente della pi grande speranza: "Ora l'anima
mia turbata... ma per questo sono giunto a quest'ora!" (Gv
12,27). E' l'affermazione dell'amore folle del Dio-Uomo, il suo
amore al massimo del limite per la salvezza. Ges sceso al buio
della morte e il Padre della tenerezza ha operato lo splendore
della Risurrezione. Il Padre dona il calice amaro al Figlio colmo
delle iniquit della nostra umanit e sembra che l'Amore venga
crocifisso, ma la potenza invincibile del Figlio pur mantenendo le
caratteristiche della sofferenza, incontra la storia vissuta e ci
permette di vivere il mistero di questo amore trasformandolo in
dono gioioso di vita.
Con la croce di Ges la vita non pi abbandonata, tanto
da poter affermare che Dio ha talmente amato la vita del Figlio
da donarla al mondo, a ogni uomo amato che vive in questo
terreno l'esperienza della misericordia. La croce vivificante la
risposta di Dio all'uomo, il segno della debolezza che fortifica la
creatura e che permette di avere in dono la salvezza. La
crocifissione e la morte del Cristo ci permettono di sentire e
vedere la nostra vita continuamente attraversata dall'amore. Il
miracolo si realizza proprio perch il nostro essere trafitto con
insistenza dall' Amore.
Il Padre ci chiede di "alzarci", di "intraprendere" il cammino
buono, di vivere sempre con il coraggio rinnovato, di cercare
sempre il benessere della sua compagnia nel profondo del cuore.
Il Venerd Santo di Ges gi Pasqua per noi, la sua potenza
dissipa la tristezza della solitudine, le tenebre situate nel cuore si

20

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

di fr.
Celeste
Vecchi

rivestono di armoniosa luce e il regno della morte non ha pi


nessun spazio, perch colmato dalla misericordia. All'uomo che
abbraccia il discepolato, lo Spirito Santo infonde ogni genere di
forza e permette l'apertura al tesoro della vita con i fatti reali
degli accadimenti. L'arte orientale presenta il Cristo in abito da
Re anche sulla croce, egli il Signore, il suo potere regale
l'amore crocifisso e risorto, strappa dagli inferi Adamo ed Eva che
si sono smarriti: "Adamo dove sei?"(Gn 3,9). Lui scende negli inferi
dicendo: "Vieni dunque, mia immagine e mia somiglianza" (Inno
di s. Efrem). Di conseguenza nessun uomo muore in solitudine,
perch il Cristo muore con lui per risuscitarlo con lui.
Stando sotto la croce, a quell'albero nobile che porta il
Signore, venuto a morire e salvare, scopriamo il tempo della vita
trascorso nella comunione con il Padre, i giorni dell'ubbidienza
della fede. "Io sono venuto perch abbiano la vita e l'abbiano in
abbondanza" (Gv 10,10). La croce di Ges viene a noi e
comincia con il dono della sua vita, con il suo modo di nascere,
di condividere, di amare, tutto sommato la forma della
misericordia che molte volte ci sfugge. L incomincia il travaglio di
riconoscere Dio, che si fatto uno di noi e che vuol farsi
riconoscere con la sua infinita bont: la vera sua immagine la
misericordia. Alla tomba di Ges le donne si sentono dire "Non
qui, risorto". La tomba non pi abitata, rimangono le bende
che avvolgevano il corpo, richiamano le fasce del bambino della
Nativit. Tutta la vita fasciata, avvolta dalla dolcezza e
affettivit che solo Dio pu dare al Figlio. Il sepolcro diventato
la "tenda dell'incontro" dove si compiuto il Mistero della salvezza
e sempre quelle donne se ne andarono rallegrate.
In una omelia di San Giovanni Crisostomo, alla mattina di
Pasqua dice: "il Signore generoso, egli riceve l'ultimo come il
primo, egli rimette l'operaio dell'undicesima ora come quello che
ha lavorato fin dalla prima ora... Entrate dunque tutti nella gioia
del vostro Signore: ricevete la ricompensa, i primi come gli ultimi;
ricchi e poveri, giubilate insieme; astinenti e pigri, onorate tutti
questo giorno; voi che avete digiunato e voi che non avete
digiunato, rallegratevi oggi... Tutti si dilettino al banchetto della
gioia... La pi grande armonia avviene nei tre giorni della
Pasqua dove il Mistero viene cantato in ogni dettaglio nel cuore
della Chiesa: l'alfa e l'omega si congiungono. La storia cambia
per davvero con la venuta di Ges, nel suo volto deposto dalla
croce risplende una luce nuova, non il volto di un vinto, ma di
un vincitore. Mentre il suo corpo scende dalla croce, tutta
l'umanit ascende verso nuove possibilit. I cieli nuovi e la terra
nuova scaturiscono come sorgente dal vecchio mondo
consunto.

21

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

"E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di


prima infatti erano scomparsi e il mare non c'era pi... Ecco la
tenda di Dio con gli uomini! Egli abiter con loro ed essi saranno
suoi popoli ed egli sar il Dio con loro, il loro Dio. E asciugher
ogni lacrima dai loro occhi e non vi sar pi la morte n lutto n
lamento n affanno, perch le cose di prima sono passate" (Ap
21,1.3-4). La tenda di Dio con gli uomini l'abitazione della
misericordia che abbraccia, accoglie, spiega e perdona e vuol
dire "starci dentro". Etimologicamente, misericordia significa aprire
il cuore al mistero e lasciare che il mistero ci avvolga. Dio ci ama
in questo modo con compassione e misericordia come ci ricorda
con insistenza Papa Francesco. Di questa compassione c'
bisogno oggi, per vincere la globalizzazione dell'indifferenza. Di
questo dolce sguardo c' bisogno quando ci troviamo di fronte a
un povero, a un emarginato, a un uomo peccatore.
La croce del Signore ci mette
in questa ottica, ci orienta nel vero
cammino di vita e ci aiuta a capire
la
sovrabbondanza
della
misericordia, la logica di Dio. Mi
sembra che non ci sia molto da
spiegare se serviamo Ges crocifisso
innanzitutto
con
la
nostra
testimonianza
povera
o
abbondante che sia. Anche questi
intensi quaranta giorni che ci
apprestiamo a vivere sono un invito
ad amare nella verit Lui, le sue
Parole, che rimangono sempre
dono squisito.

22

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Testimonianze di vita Fraterna


CI

CHE SI
VEDE,

Possiamo chiedere a Dio di conoscere il suo significato ultimo?


Possiamo avere unidea, seppur vaga, di Dio, signore e padrone del
tempo? Cos la verit? La domanda che Pilato, ironicamente,
rivolgeva a Ges il condannato pu diventare la misura di ogni nostro
dubbio. Secoli e secoli di storia pare che non vogliano distaccarci dalla
nostra pretesa autonomia. Anche nei testi dei poeti cosiddetti
contemporanei presente lidea che luomo possa bastare a s
stesso, relegando Dio stesso entro certi limiti che altro non dicono se
non una sua incompiutezza:
Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo, o Astolfo,
e sfrena il tuo volo dove pi ferve l'opera dell'uomo.
Per non ingannarmi con false immagini ma lascia che io veda la verit
e possa poi toccare il giusto. Da qui, messere, si domina la valle.
CI CHE SI VEDE, .
Ma se l'imago scarna al vostro occhio,
scendiamo a rimirarla da pi in basso e planeremo in un galoppo alato
entro il cratere ove gorgoglia il tempo
Francesco Di Giacomo

di fr. Franco
Naldi

Secondo questi testi, il Signore ci che si vede, anche agli


occhi pi sprovveduti, limitandone di fatto loperativit alle cose che,
sensorialmente, riusciamo a misurare. Tutto ci che riusciamo a
riconoscere esistente, tutto ci che si nasconde inesistente. Come si
percepisce, il discorso sulla fede (Eb 11,1) mostra qui tutta la sua
irrealt, non gli si lascia nemmeno il fiato di una sua possibile presenza,
di un suo possibile valore. La finitudine di Dio viene innalzata a simbolo;
tutto il resto non viene riconosciuto e perci non considerato. E sia
arriva addirittura a negare lesistenza di un qualcosa che sta al di l
della nostra povera esperienza umana. C qualcosa di pi oltre?
Riusciamo a credere e ad avere la certezza in ci che non vediamo?
Va da s che questi calcoli li risolve definitivamente Dio. Solo Dio
stesso ne conosce i confini. una lunga storia, che tuttavia non si misura
come fossimo al mercato, pesando il prodotto desiderato.
Il cristiano, lo sappiamo bene, pretende da s limpossibile,
spera contro ogni speranza, vede pi in l del proprio naso, a garanzia
di quella credibilit che Dio offre a tutti. Tutto ci perch egli stesso ha
la presunzione orgogliosa di dare valore ad un qualcosa che non
riesce a riconoscere, n a vedere e n a controllare, ma non ne nega
la possibilit reale; anzi, questa realt diventa la sua forza, diventa
intuizione e chiarezza assoluta. Trasformiamo allora una esperienza
autoreferenziata in possibilit di vedere oltre, anche se ci
garantisce tempo mal speso e fatica per s, dove la certezza delle
cose al di l (leggi: la fede) diventano fondamento delle cose che si
sperano e prova di quelle che non si vedono.
In altre parole: diamo la possibilit alla fede di diventare tempo,

23

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

di essere verit, di calarsi nella nostra vita, allontanandoci da ogni dericonoscenza. A queste condizioni faremo una straordinaria esperienza:
fede e realt umana si accompagneranno, andranno a braccetto,
indispensabili una allaltra. Si guarderanno negli occhi e nel cuore: e si
piaceranno!

NON

MI
ROMPETE

Tutti gli avvenimenti che precedono immediatamente la


Risurrezione non sono da leggersi non come unarida cronaca di
episodi successi molto tempo fa, bens come scene dellavvenimento
centrale della nostra salvezza. In altre parole: cosa ha da dire a noi,
oggi, il palcoscenico, meraviglioso e drammatico, di Ges che entra a
Gerusalemme salutato come un re dai suoi concittadini? Ci sporchiamo
le mani con Lui? Entriamo a pieno titolo nella sua vita, con tutte le
conseguenze del caso, coinvolgendoci personalmente e come
comunit, o ci limitiamo a stendere i nostri mantelli e ad agitare
qualche frasca, rimanendo comunque fuori dalla scena? Che
cammino stiamo iniziando/proseguendo? Se ci pensiamo bene, la
nostra riflessione pu portarci molto lontano, su strade impensabili.
Magari partendo da episodi avvenuti dopo la croce e la risurrezione. Il
tutto per leggere in modo corretto il nostro passato di persone fatte di
carne ed ossa e non di ferro, creature sensibili che sanno scegliere in
tutta libert. Perch la libert dono di Dio e come tale va usata. Cos,
per contemplare gli avvenimenti della passione e risurrezione,
dobbiamo considerare tutta la Scrittura, liberando mente e cuore da
tutte le ragnatele che ci impediscono di muoverci nella storia terrena di
Cristo, che passa alla gloria affrontando la morte in croce. Un
passaggio obbligato, uno spartiacque da superare solo se si

24

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Testimonianze di vita Fraterna


considera questa scomparsa affogata nella delusione come il primo
passo verso lintimit eterna con Dio.

NON

MI
ROMPETE

di fr. Franco
Naldi

Non mi rompete Non mi svegliate ve ne prego,


ma lasciate che io dorma questo sonno...
perch volete disturbarmi...c' ancora tempo per il giorno...
quando gli occhi si imbevono di pianto, i miei occhi... di pianto
Cos si cantava, molto tempo fa, nel furore e nella passione degli
anni giovanili, quando tutto sembrava inginocchiarsi davanti a noi,
quando la verit era l, a portata di mano, e niente poteva farci paura;
quando si aveva la certezza di campare mille anni e, per i pi fortunati,
anche di pi; quando la morte, pur essendo di fatto libera da tutti e da
tutto, non era un problema per nessuno. Un sonno che non deve essere
disturbato, perch segno di un compimento che sconvolger vita,
tempi, mode, modi. Un sonno che un atto di ribellione contro la
morte, intesa come la fine di tutto. Un sonno che ha ununica
fotografia: un sepolcro vuoto e le bende ripiegate. Un unico sforzo: la
pietra rotolata. Un unico futuro: la morte non c pi, ha perso i suoi
artigli. Un sonno che sconfigge il pianto. Un sonno che mostrer a
chiare lettere che il buio scappato davanti alla luce e che non
torner mai pi. E il tempo del giorno infinito, senza et, senza termine,
pieno di senso: la vita torna a vivere, e questa volta per sempre! Il legno
maledetto rifiorito ed diventato benedetto. Un sonno che non pi
solo buio, tenebra, riposo, ma una battaglia vinta. Un sonno contro la
morte, contro il peccato, contro lassurda pretesa di essere come Dio o
addirittura di sostituirlo. Ricordiamoci dellesperienza di San Francesco,
che chiama la morte con il titolo familiare e intimo di sorella. Non ci
sar quindi delusione o turbamento nellincontrare oggi lo spettacolo
del dolore; non dovremo scappare di fronte alla declamazione della
croce e al terrore del sepolcro; il Cristo cammina con noi, allora come
oggi. E allora come oggi ci mostra segni, gesti e parole per la nostra
salvezza. Non sar pi il tempo del pianto, il tempo della supplica
angosciata fine a se stessa, il tempo della disperazione infinita; la gioia
senza tempo invader di fatto i nostri percorsi pi di quanto riusciamo a
pensarli e a viverli.
Sapremo riconoscerlo anche negli avvenimenti ordinari della
nostra vita, e non solo nelle scene straordinarie, nelle scelte per il futuro,
il nostro futuro, anche se non immediatamente percettibile?
Leggiamo dunque la nostra storia con questo spirito: non ci vogliamo
fermare ad acclamare qualcuno che chiacchiera, non rispondiamo
alle domande dellimbonitore di turno, non vogliamo vedere lo svolgersi
delle varie scene da lontano, senza impegnarci in prima persona;
vogliamo essere davvero protagonisti, fino in fondo, costi quel che
costi, a partire dal tempo e dalla fatica che riserveremo a questo
impegno.

25

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

Il messaggio
della Misericordia
continua dal n. 257

5. Misericordia, il nome del nostro Dio

Lectio
Magistralis
S.E. Card.

WALTER
KASPER
Innaugurazione
Anno
Accademico
2014-2015

SECONDA
PARTE

Innanzitutto, come abbiamo visto gi allinizio, la misericordia tocca la


questione di Dio. La questione di Dio riguarda la crisi pi profonda di oggi,
ed anche la questione oggi pi importante. Sebbene gi in passato siano
stati prevalenti lateismo e lagnosticismo di alcuni filosofi, lateismo e
lagnosticismo delle masse sono un fenomeno recente della civilt
occidentale secolarizzata, mentre in tutta la storia pi antica dellumanit
non mai esistita alcuna cultura senza religione. Il Concilio Vaticano II ha
affermato che lateismo nelle sue diverse forme uno dei problemi pi seri,
ma il Concilio ha anche aggiunto che di esso i Cristiani hanno una colpa
(GS 19-21). Infatti, come dice il Concilio, spesso abbiamo oscurato
limmagine di Dio. Spesso abbiamo annunciato unilateralmente il Dio giusto
che punisce e talvolta abbiamo disegnato limmagine di un Dio della
vendetta, e abbiamo piuttosto sottovalutato il messaggio di un Dio
misericordioso, che nella sua misericordia non vuole la morte del
peccatore, ma la vita. Abbiamo sovraccaricato limmagine del Dio
vivente, che cammina con il suo popolo ed presente in ogni situazione,
con idee speculative sullimmobilit di Dio, che non sono sbagliate, ma,
intese unilateralmente, hanno allontanato Dio dalla vita.
La Bibbia ci dice: Dio amore (1 Gv 4,8), cio comunicazione di se stesso.
Prima di tutto, Dio comunicazione di se stesso nella Trinit. Dio non un
Dio solitario, il Dio trinitario comunione. Laspetto esteriore di questamore
e di questa comunicazione in se stessa la misericordia. Essa la fedelt
di Dio a se stesso, che amore. Poich Dio fedele a se stesso, Egli vuole
comunicare il suo essere prima nella creazione, poi nella storia della
salvezza; Egli non pu fare altrimenti che perdonare e dare una nuova
chance a ogni peccatore che si pente e si converte. La misericordia
diventa cos lo specchio della Trinit e, secondo San Tommaso dAquino,
essa la prima propriet di Dio. Nella sua misericordia Dio apre il suo cuore
e ci lascia guardare nel suo cuore. Cos Papa Francesco, quando gli ho
dato il libro sulla misericordia solo qualche giorno dopo che era stato
pubblicato in traduzione spagnola, mi ha detto: Misericordia, questo il
nome del nostro Dio!.
Laffermazione: Dio
misericordia significa che
Dio ha un cuore per i
miseri. Egli non un Dio,
per cos dire, sopra le
nuvole, disinteressato al
destino degli uomini, ma
piuttosto
si
lascia
commuovere e toccare

26

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

dalla miseria delluomo. Egli un Dio compassionevole, un Dio simpatico (nel senso originale
di questa parola). Tali e altri argomenti hanno portato la teologia recente a una nuova
riflessione sullimmutabilit e limpassibilit di Dio. Certo e resta vero che Dio sempre lo
stesso e che non c sviluppo in Dio. Dio non , in un senso passivo, toccato dal male; in questo
senso non ci sono n passione n sofferenza in Dio. A causa della sua perfezione assoluta Dio
non si commuove, ma a causa della sua sovranit nella carit in un senso attivo e libero si
lascia commuovere e toccare dalla miseria delluomo. Non c passione, ma c compassione
in Dio.
A questo punto arriviamo ai problemi pi profondi della teologia: Dio e il male, Dio e la
sofferenza innocente, Dio e lingiustizia e la cattiveria nel mondo problemi che ci sfidano,
come la Sho nel ventesimo secolo o le inedite brutalit cui siamo sottoposti nel nostro
ventunesimo secolo. Una risposta teorica nel senso della teodicea tradizionale, ossia nel senso
della giustificazione di Dio, come ha tentato Leibniz, mi pare impossibile. Non possiamo
immaginare una teoria che trascenda e superi i misteri di Dio e il mistero della persona
sofferente, che non pu essere strumentalizzata da una teoria n da unideologia astratta. La
risposta non pu essere teorica, ma deve essere pratica. La domanda una sfida per la nostra
misericordia. Noi dobbiamo portare almeno un debole raggio della misericordia divina nel buio
del mondo.

6. Misericordia, chiave dellesistenza cristiana nella societ


Credere in questo Dio della misericordia non vuol dire credere che un Dio in qualche mode
esista, forse da qualche parte sopra le nuvole. No, se Dio misericordioso esiste, questo cambia
tutta la mia vita. Il principio fondamentale della Bibbia per la vita del cristiano suona: Essere
imitatore di Dio (Ef 5,1). Siamo chiamati a imitare Dio. In questo senso Ges dice: Siate perfetti

Egli un Dio compassionevole, un Dio simpatico


sul modello di Dio (Mt 5,48). Levangelista Luca presenta probabilmente il testo originale:
Siate misericordiosi sul modello di Dio (Lc 6,36).
In questo senso, nel primo e pi grande comandamento lamore con Dio e lamore con il
nostro prossimo sono inscindibilmente connessi (Mt 22,34-40). Nessuno pu amare Dio senza
anche amare il suo prossimo (1 Gv 4,20; cfr. 3,10-18). Ecco la centralit del Discorso sulla
Montagna: Beati i misericordiosi (Mt 5,7). Nel suo discorso sullultimo giudizio, Ges conosce
solo un criterio: il nostro comportamento con gli affamati, gli assetati, gli ignudi, gli ammalati, i
prigionieri ... Ges non ci domander se avremo rispettato il sesto comandamento. Certo,
anche quello importante, perch anche quello fa riferimento al rispetto degli altri, cio al
vero amore, che altra cosa dal piacere e soddisfare i propri desideri. Eppure, decisivi saranno
solo lamore e la misericordia. Solo lamore e la misericordia saranno lunica cosa che potremo
portare con noi e presentare al giudizio di Ges. Perch nei poveri incontriamo Ges stesso, e
lui ci riconoscer quando lo incontreremo (Mt 25,31-46).
La tradizione cristiana elenca sette opere di misericordia corporale e sette opere di
misericordia spirituale. Le opere di misericordia corporale sono: dare da mangiare agli
affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, ospitare i forestieri, visitare gli ammalati,
liberare i prigionieri, seppellire i morti. Alcune di queste opere sono molto attuali: dare da
mangiare e bere ci chiama alla giustizia in un mondo in cui le risorse della vita sono distribuite in
un modo molto ingiusto; ospitare i forestieri diventa una questione di coscienza di fronte a
milioni di rifugiati, questione che oggi un segno dei tempi; visitare i malati e gli anziani diventa
sempre pi importante in una societ in cui conta spesso solo chi giovane, chi sano e forte

27

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

e chi ha successo, mentre nella nostra societ aumenta il numero degli anziani che spesso
rimangono da soli; liberare i prigionieri significa migliorare e umanizzare la situazione dei
prigionieri e impegnarsi per coloro che ingiustamente sono in prigione (prigionieri politici,
prigionieri a causa della religione, per non dimenticare i cristiani perseguitati, ecc.).
Tutto il realismo cristiano viene alla luce quando ci rivolgiamo alle opere della misericordia
spirituale. Infatti, non esiste solo la povert materiale, ma anche la povert culturale, quella
povert di coloro che non hanno accesso alla cultura (veniamo al problema
dellanalfabetismo), la povert relazionale, cio la povert di comunicazione di chi in
solitudine, non ultima la povert spirituale, il vuoto e sempre crescente deserto interiore, la

Il malato ha bisogno di misericordia,

cio di un cuore per i miseri

mancanza e lo smarrimento di orientamento nella vita. In questo senso, le opere della


misericordia spirituale diventano di nuovo molto attuali: istruire gli ignoranti, consigliare i
dubbiosi, confortare gli afflitti, correggere i peccatori, perdonare chi ci ha offeso, sopportare gli
antipatici (il che la cosa pi difficile), pregare per tutti.
Queste opere della misericordia corporale e spirituale non sostituiscono affatto lordine di una
societ giusta. Lidea di uno stato sociale, che preveda una vita umana degna dellessere
umano, esistita sin dallOttocento, perch la povert non solo un problema individuale, ma
anche un male e una disfunzione sociale. Abbiamo ogni ragione di conservare e migliorare il
nostro sistema sociale.
Eppure, si devono anche riconoscere i limiti di questo nostro sistema sociale. Il bisogno ha molte
facce, e il bisogno spesso cambia molto velocemente. Non possibile regolare e prevedere
ogni situazione individuale e chi prova a farlo finisce col creare un sistema burocratico pieno di
regole, e anche l sempre si sguscer tra le maglie di questo sistema, cosicch come gi gli
antichi Romani dicevano summum ius diventer summa iniuria. La burocratizzazione
dellambito sociale e sanitario, fino a un certo grado inevitabile, crea nuovi problemi e finisce
spesso con un sistema freddo, impersonale e anonimo. Per esempio, una malattia non solo
un problema di un particolare organo delluomo, ma un problema della stessa persona, un
problema emozionale ed esistenziale. Il malato ha bisogno di aiuto professionale, ma anche di
empatia e di simpatia nel senso originale della parola: egli ha bisogno di misericordia, cio di
un cuore per i miseri. Infatti, spesso una parola confortante e incoraggiante sostituisce la
medicina e, anzi, proprio a causa del sistema e dellunit psicosomatica delluomo, risulta la

28

Anno XXXIX N. 258 Gennaio-Febbraio 2016

migliore medicina.
Il problema si aggrava sempre di pi in ragione di una crescente economicizzazione e
commercializzazione dei servizi sanitari e sociali. Detto questo, non ho ancora parlato di molti
dei problemi futuri, tra cui quello riguardante lambito demografico. Come potr un numero
sempre pi basso di giovani prendersi cura personalmente ed economicamente di un numero
sempre pi alto di anziani che oggi, a confronto con il passato, grazie al progresso della
medicina, hanno una vita pi lunga e hanno bisogno di cure sempre pi lunghe e sempre pi
costose?
Di fronte a tali e molti altri problemi la misericordia e le opere di misericordia rivelano la loro
attualit non solo in situazioni particolari, ma anche in un senso pi generale. Lordine sociale
non pu sopravvivere senza liniziativa e limpegno personale e privato nellambito della
famiglia, del vicinato e del volontariato.
Tuttavia, per fare questo ci vuole motivazione, ci vuole misericordia, ci vuole cio un cuore
(cor) per i miseri, un cuore aperto che tiene le mani aperte e mette in moto le nostre gambe
per aiutare chi ha bisogno. La misericordia individuale non vuole e non pu sostituire la giustizia
sociale, ma pu essere lispirazione e la motivazione a darsi da fare.
Sono necessarie delle persone che percepiscano il bisogno che spesso sorge
inaspettatamente, e che si lascino commuovere da esso, delle persone che abbiano un cuore,
che si prendano a cuore gli altri e che nel caso concreto cerchino di aiutare meglio che
possono. Senza una simile misericordia la base motivazionale per un ulteriore sviluppo della
legislazione sociale si perde.
Pertanto, la nostra societ non pu cavarsela senza la misericordia. Oggi, davanti agli enormi
problemi cui dobbiamo far fronte, senza una base religiosa, viene a mancare limpulso emotivo
necessario per impegnarsi per un mondo migliore. Senza la misericordia rischiamo che la nostra

Sono necessarie delle persone che percepiscano il bisogno che spesso

sorge inaspettatamente, e che si lascino commuovere da esso,


delle persone che abbiano un cuore

societ si trasformi in un deserto. Possiamo, perci, intendere la misericordia come il


fondamento e la fonte innovativa e motivazionale della giustizia sociale. La misericordia, che
una virt soprannaturale, ha la sua razionalit e la sua urgenza naturali.
Questaffermazione devessere confrontata con il comandamento pi forte di Ges. Egli dice:
Come Dio ci perdona settanta volte sette, cos dobbiamo anche noi perdonare ed amare
finanche i nostri nemici (Mt 4,43s; 18,21s).
Sigmund Freud ha detto che il comandamento di amare il proprio nemico un
comandamento assurdo perch impossibile. Certo non facile, e spesso ci vuole un lungo
camino per arrivare a perdonare e amare il nemico. Per, Dio ha fatto cos con noi. E solo cos
ha chiuso quel circolo vizioso secondo cui ogni ingiustizia causa vendetta e la vendetta causa
nuova ingiustizia e cos via.
La misericordia frantuma questo circolo vizioso e permette un nuovo inizio, una nuova via
comune verso il futuro. La misericordia fino al perdono del nemico certo non facile, eppure
non assurdo, ma ragionevole. Solo per mezzo della misericordia e del perdono possiamo
essere operatori di pace (Mt 5,9).
Questa era la saggezza dei grandi politici italiani, francesi e tedeschi dopo il disastro della
Seconda Guerra Mondiale; da popoli nemici sono divenuti popoli amici. Cos furono fondati la
pace e il futuro dellEuropa, e speriamo che oggi non prevalgano di nuovo legoismo
nazionale e i risentimenti irrazionali del passato, affinch la pace e il futuro dellEuropa esistano
per sempre.

29

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

7. La Chiesa, sacramento della misericordia


Per concludere, parliamo adesso in un ultimo capitolo della dimensione ecclesiale della
misericordia. Il Concilio Vaticano II ha definito la Chiesa quasi come un sacramento di Cristo,
cio segno e strumento di Cristo (LG 1). Cos la Chiesa anche sacramento, ossia segno e
strumento della misericordia di Cristo. Essa nella sua dimensione visibile, sociale e istituzionale
deve rappresentare e rendere visibile il Cristo misericordioso. In questa prospettiva si capisce
qual lo scandalo per cui la Chiesa spesso viene considerata, talvolta anche denunciata, non
misericordiosa, ma piuttosto dura e severa.
Fu in ragione della sua genialit spirituale che Papa Giovanni XXIII disse nel suo famoso discorso
allinizio del Concilio Vaticano II: Non c nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a
questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severit. Quanto al
tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di
imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessit odierne,
esponendo pi chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando.
Con queste parole il Papa diede inizio non solo al Concilio, ma anche allorientamento
pastorale postconciliare. Papa Paolo VI ha confermato questa scelta e ha continuato su
questa scia. Nella sua ultima allocuzione al Concilio ha detto che il comportamento del buon
samaritano la spiritualit del Concilio. Papa Giovanni Paolo II ha pubblicato la sua seconda
enciclica sulla misericordia. Cos Papa Francesco, con lEvangelii gaudium, in ottima
continuit con il Concilio e i suoi predecessori. Misericordia il termine-chiave del suo
Pontificato.
C una triplice missione della Chiesa riguardo alla misericordia. La Chiesa deve predicare la
misericordia, deve celebrare la misericordia nella liturgia dei sacramenti, soprattutto nel
sacramento della misericordia, nel sacramento della penitenza e nella liturgia eucaristica, e

La Chiesa deve predicare la misericordia, deve celebrare

la misericordia, deve praticare la misericordia

deve praticare la misericordia nella sua prassi pastorale. La pastorale misericordiosa non va
confusa con una pseudo-misericordia, cio con una prassi pastorale di compiacimento e di un
cristianesimo light e a buon mercato.
La stessa misericordia la verit fondamentale della fede cristiana. Perci, essa non pu essere
contrapposta alla testimonianza della verit. teologicamente del tutto insensato metterla in
contrapposizione alla verit, ovvero sospettare che essa indebolisca le altre verit e i
comandamenti di Dio, o dispensi dalla conversione. Anzi, come verit fondamentale secondo
la gerarchia delle verit, la misericordia deve essere intesa come il principio ermeneutico per
linterpretazione e lapplicazione delle verit di fede e per linterpretazione e lapplicazione del
diritto canonico, la cui legge suprema la salvezza delle anime. Cos la misericordia fa brillare
sempre di nuovo la bellezza del Vangelo e della fede, che non mai fuori moda, bens sempre
attuale, sempre nuova e sempre sorprendente.
Nella misericordia la Chiesa si presenta come Madre misericordiosa, la cui casa sempre
aperta ai suoi figli, una Chiesa dalle porte aperte e non dai ponti levatoi chiusi. In questo
contesto non voglio entrare in problemi pastorali concreti e in situazioni complesse, come, ad
esempio, il problema dei divorziati risposati, che stato discusso in modo controverso durante il
Sinodo straordinario nellOttobre scorso. Sono convinto che nel Sinodo ordinario previsto per
lOttobre di questanno si raggiunger un largo consenso, come stato fatto dal Concilio
Vaticano II, il cui cinquantesimo anniversario della chiusura commemoriamo questanno.
Anche in quel Concilio ci furono molti lunghi dibattiti e controversie, ma alla fine si sempre
raggiunto un largo consenso ben oltre i due terzi dei voti. Lo stesso avverr questa volta.

30

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

In questo contesto voglio indicare solo la dimensione pi profonda della misericordia. Essa non
ha solo una dimensione sociale ed ecclesiale, ma una dimensione cristologica e mistica. Ges
venuto per predicare il Vangelo, la lieta novella per i poveri (Lc 4,18).
Lui che era ricco si abbassato e si fatto povero e debole fino alla croce (2 Cor 8,9). Questa
knosis, cio questo auto-abbassamento, questa auto-spoliazione ed auto-umiliazione
continua nel suo corpo mistico che la Chiesa, continua nei poveri. Papa Francesco spesso
ripete che nelle piaghe dei lacerati e dei poveri possiamo toccare Ges. Ci che abbiamo
fatto ai poveri e ai miseri, lo abbiamo fatto a Lui stesso (Mt 25,40).
Questo aspetto cristologico e mistico della misericordia molto caro a Papa Francesco. Il suo
programma profondamente radicato nella tradizione della Bibbia e nella tradizione
agiografica. San Benedetto ammonisce i monaci di accogliere uno straniero come Cristo. San
Francesco dAssisi, allinizio del suo cammino spirituale, ha abbracciato e baciato un lebbroso.
Madre Teresa ha ricevuto la sua vocazione originale quando sulle strade di Calcutta ha trovato
un moribondo, lo ha portato nel suo monastero e ha avuto la sensazione di portare tra le sue
mani Cristo in persona.
Lultimo Concilio ha riscoperto questa dimensione nella Lumen gentium (LG 8,3). Con il suo
insegnamento Papa Francesco segue unantichissima tradizione e inizia una nuova fase della
ricezione del Concilio Vaticano II.
Daltra parte, questo insegnamento corrisponde benissimo alla situazione attuale del mondo,
dove pi di due terzi degli uomini e anche dei cristiani vivono in povert e miseria, mentre noi
nel mondo occidentale viviamo in una societ di abbondanza. Cos aumenta labisso sociale
fra benestanti e poveri, e soprattutto aumenta il deserto spirituale, nel quale molti si
domandano: Come posso, in questo mondo profondamente secolarizzato, trovare e
incontrare Cristo?
In questa situazione la misericordia e la sua spiritualit diventano chiave dellesistenza cristiana.
La sua mistica non quella degli occhi chiusi, ma degli occhi aperti, occhi che ci portano ai
cuori aperti, alle mani aperte, alle gambe veloci per venire incontro a coloro che sono nel
bisogno e nella miseria. Cos
la
misericordia
diventa
fondamentale
per
una
spiritualit e una mistica non
solo monastiche e clericali,
ma per una mistica laica in
mezzo al mondo.
Questa la spiritualit di San
Raffaele, uno degli sette
angeli, il cui nome significa:
Dio guarisce, Dio si mostra
come medico. Come tale,
San Raffaele messaggero
di Dio e compagno di
viaggio nella vita, esperto di
salute e rivelatore del piano
salvifico e misericordioso di
Dio.
Pertanto
San
Raffaele,
patrono di questa Universit
ci sia un messaggero della
misericordia, di cui abbiamo
bisogno tutti noi.

31

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISERICORDIA:
Insegnare agli ignoranti
e consigliare i dubbiosi

mio vivo
desiderio che il
popolo cristiano
rifletta durante il
Giubileo sulle
opere di
misericordia
corporale e
spirituale.
Sar un modo per
risvegliare la nostra
coscienza spesso
assopita davanti al
dramma della
povert e per
entrare sempre di
pi nel cuore del
Vangelo, dove i
poveri sono i
privilegiati della
misericordia
divina.
La predicazione di
Ges ci presenta
queste opere di
misericordia
perch possiamo
capire se viviamo
o no come suoi
discepoli.
papa Francesco

Insegnare agli ignoranti


Qualcuno sostiene che forse questa opera di misericordia sia un
po fuori corso nel tempo che viviamo, il tempo di Internet, il
tempo in cui quasi ogni forma di sapere parrebbe a portata di
mouse. Non ci sono dubbi che nellepoca di Google laccesso alle
informazioni abbia raggiunto un livello di facilit mai sperimentato
prima nella storia dellumanit (almeno di quella cosiddetta
connessa), ma intuiamo tutti che una cosa avere informazioni,
altro conoscere, cio cambiare il nostro modo di vedere e
interagire con il mondo. Unesperienza, quella del conoscere, che
il grande Agostino di Ippona legava allamore, per dire che senza
una qualche forma di attrazione, di passione, di trasporto, di
mutamento, non pu esistere una vera conoscenza.
Detto ci, per entrare nello specifico di questa opera di
misericordia che potrebbe essere la traduzione di quella che
Rosmini chiamava la carit intellettuale, abbiamo bisogno di
analizzare i due termini del nome: lignoranza e linsegnamento.
Chi sono oggi gli ignoranti, dunque i destinatari di questa opera di
misericordia spirituale? O meglio, si pu ancora parlare di
ignoranza in questo tempo in cui Wikipedia ci ha illuso di poter
trovare tutte le informazioni che vogliamo, a condizione di avere
un PC e una connessione Internet? La risposta a questa domanda
dipende dal fatto che la conoscenza vera non solo un insieme
di informazioni accumulate una sullaltra, ma dalla capacit di
passare da un sapere le cose ad un vivere in modo diverso, ad un
guardare il mondo e le persone con altri occhi, a partire da quel
sapere. Dunque un sapere che dia alla vita un sapore differente.
Ecco perch ciascuno di noi sar sempre un po ignorante:
proprio perch le tante cose che impariamo, sappiamo,
immagazziniamo, ... non diventano subito e automaticamente
sapienza di vita. Se non attraverso laiuto di qualcuno che ci
insegni.
Ed eccoci allora al secondo termine del nome di questa opere di
misericordia: linsegnamento.

32

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISERICORDIA:
Insegnare agli ignoranti
e consigliare i dubbiosi

di don
Roberto
Davanzo

In un recente saggio ho trovato questo splendido detto attribuito


a Plutarco, filosofo greco vissuto allinizio dellera cristiana: il
maestro non uno che riempie un sacco, ma uno che accende
delle fiamme, a dire che insegnare non certo predeterminare il
destino di qualcuno, ma allargare i suoi orizzonti, sprigionare in lui
immensi interessi, spalancare i suoi occhi sulla bellezza sconfinata
della realt. E perch questo avvenga necessario che
linsegnamento passi attraverso listruzione che un po costruire
una struttura ordinata fatta secondo una logica precisa e
sequenziale. E dopo listruzione anche lacquisizione di un metodo
attraverso il quale determinati contenuti vengono acquisiti e
saputi.
Un sapere che diventa capace di orientare, cio di far volgere lo
sguardo verso la luce, loriente da dove sorge il sole, senza aver
paura del buio della non conoscenza, visto che di notte che le
stelle si vedono meglio. Per arrivare ad addomesticare, cio a far
s che la persona si senta a casa nel mondo che abita, sentendolo
affidabile e attendibile. Ed infine per abituare, cio a far s che ci
che si imparato e conosciuto divenga gesto ripetuto habitus in
latino e dunque abitudine che rivela chi noi siamo, agli altri e a
noi stessi. Il tutto per dire che insegnare dare tempo perch
ciascuno possa scoprire le proprie inclinazioni e lavorarci sopra in
modo costante e regolare. Papa Francesco nella bolla di indizione
del giubileo ha scritto che al termine della nostra vita ci verr
chiesto se saremo stati capaci di vincere lignoranza in cui vivono
milioni di persone, soprattutto i bambini privati dellaiuto
necessario per essere riscattati dalla povert e perch possano
trovarsi bene nella grande casa del mondo, capaci di orientarsi
nel cammino verso la loro pienezza di vita.

Direttore
Caritas
Ambrosiana

33

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISERICORDIA:
Insegnare agli ignoranti
e consigliare i dubbiosi
Consigliare i dubbiosi

determinante
per la Chiesa
e per la credibilit
del suo annuncio
che essa viva e
testimoni in prima
persona la
misericordia.
Il suo linguaggio
e i suoi gesti
devono
trasmettere
misericordia per
penetrare nel
cuore delle
persone e
provocarle a
ritrovare la strada
per ritornare
al Padre.
papa Francesco

Non so se possiamo parlare dellopera pi difficile, ma certamente


consigliare i dubbiosi si pone come unopera di misericordia spirituale
per nulla scontata, tanto preziosa quanto coinvolgente per colui che
chiamato ad offrire consiglio. Da leggersi assieme a quelle che
prevedono di ammonire i peccatori e insegnare agli ignoranti.
Possiamo pensarla come unopera che domanda una carit che si
esercita nel servizio della verit, nel sostenere la difficolt di colui
che incerto rispetto alle scelte da fare, ai passi da compiere.
Ma una parola va detta a proposito del dubbio e degli equivoci che
questo termine pu portare con s. Il modo corretto di pensarlo
riguarda il fatto che la condizione delluomo intermedia, n di sola
luce, n di totale oscurit. In bilico tra il rischio di un dubbio radicale
che alla fine ti impedisce di vivere (che ne sappiamo che gli edifici in
cui viviamo siano ben costruiti o che laereo sul quale voliamo sia
pilotato da una persona competente e sana di mente?) e la
sicumera arrogante di chi non si mette mai in discussione, di chi non
sa dove stia di casa lumilt, di chi giudica il mondo e gli altri con
dogmatismi che sfociano facilmente nellintolleranza e nella
violenza.
Qui noi parliamo di quel dubbio benefico che ti fa sentire sempre in
cammino, mai appagato, sempre prudente, consapevole della
complessit e per questo capace di apprezzare il contributo altrui.
Nella fede come nella vita. a questo punto che possiamo parlare
di consiglio e dunque dellarte di consigliare. Chi pretende certezze
assolute non chieder mai consiglio. Solo chi parte da una fiducia
originaria in qualcosa riconosciuto come fondamento sentir il
bisogno di ulteriori valutazioni e decisioni che possono essere offerte
solo da una persona altra da s. Persona che non si improvvisa
capace di consiglio, dal momento che come minimo dovr
riscuotere fiducia dalla persona nellincertezza e dunque dovr
sapersi mostrare umile e consapevole rispetto alle proprie aree
critiche su cui sentirsi bisognosi di soccorso. Guai al consigliere che
dovesse presumere troppo di s, guai al consigliere che non dovesse
conoscere il dubbio, guai al consigliere che dovesse ritenersi migliore
degli altri. Non si buoni consiglieri senza coltivare virt come la
purezza
di
cuore,
la

34

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

LE OPERE DI MISERICORDIA:
Insegnare agli ignoranti
e consigliare i dubbiosi

di don
Roberto
Davanzo
Direttore
Caritas
Ambrosiana

trasparenza e la docilit, la misericordia e la prudenza. Senza


sapere rispettare la responsabilit del dubbioso che, lui solo, dovr
trovare la risposta al suo quesito, alla sua incertezza.
Ecco dunque che possiamo meglio entrare nel senso di questa
opera di misericordia che si giustifica ancora di pi nellattuale
societ complessa e senza apparenti punti di riferimento. Una
societ nella quale il dubbio svolge un ruolo positivo in quanto aiuta
a fare chiarezza, mettendo in discussione presupposti, modi di
pensare, abitudini date per scontate. Senza scordare che latto del
consigliare non sar mai una specie di oracolo costringente, non
toglier mai spazio alla libert di colui che nel dubbio e che
dunque potr anche rifiutare il responso, il suggerimento, il consiglio.
Cos si esprimeva il Card. Martini: Il dono del consiglio ci consente
di vivere pacificamente questa situazione conflittuale e ambigua,
di viverla senza angosce ... Il dono del consiglio non consiste in una
luce chiarissima ... Esso ci viene in aiuto quando la situazione
incerta per permetterci di andare avanti con fiducia, scegliendo
ragionevolmente dopo aver pregato, pensato, riflettuto, essersi
consigliati la via che sembra al momento migliore, pronti a
correggerla.
Dunque unopera di misericordia che non si esaurisce nel dialogo
col dubbioso, ma che ha bisogno del tempo successivo, della
verifica nella vita concreta della possibile bont del suggerimento
offerto. Un tempo successivo in cui il
dubbioso chiamato ad esercitare una
qualche determinazione con continuit e
perseveranza. Lindeciso e il titubante,
trovandosi
sempre
inquieti,
restano
destabilizzati, incapaci di portare a termine
la buona impresa.
Senza
temere
la
complessit,
ma
accettando la sfida che rende la vita
bella, degna di essere vissuta, e che
consente al contrario della generazione
che resta a guardare, rimproverata da
Ges di esercitare nella maniera migliore
le proprie capacit.

35

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

FilmiAmo
LA CORRISPONDENZA
Due amanti si cercano, si parlano, si guardano, sono connessi
grazie alla tecnologia nonostante la distanza e le vite diverse. Sono Ed,
un affermato professore di astrofisica orami sessantenne, e la sua
giovane ex allieva Amy, languida e irrisolta. C uno spazio che li
separa, c il corso drammatico della vita che impedisce di esserci. E
c il tentativo di Ed di oltrepassare il tempo e rendere eterno il suo
amore. Ma le stelle, anche le pi luminose, si spengono.

Il nuovo film di Giuseppe Tornatore sonda ancora la


misteriosa esperienza dellamore. Dopo le drammatiche illusioni
del cuore che derubano la vita, presentate in La miglior offerta,
in questo racconto il regista siciliano offre una riflessione sul
desiderio viscerale di vincere le limitazioni spazio temporali delle
relazioni umane.
Ed - Jeremy Irons un astrofisico di fama internazionale
che ha studiato e divulgato laffascinate e infinita vita delle
stelle. Sposato con due figli, si innamora perdutamente di una
sua ex allieva Amy - Olga Kurylenko stuntwoman per pagarsi gli
studi e per esorcizzare il passato. La loro relazione coltivata
soprattutto attraverso la mediazione tecnologica.
Lunico contatto fisico presentato avviene in una camera
dalbergo dove i due amanti si salutano prima di separarsi con
un affetto tenero e struggente, che lascia presagire ombre
future.
La giovane donna costantemente raggiunta dai
messaggi di Ed, ma durante una conferenza scientifica sul
mondo celeste, scopre che la realt drammaticamente
diversa dalla virtualit. Sconvolta e incredula cerca di capire
come possa continuare a ricevere parole e affetto da parte di
Ed, nonostante Ed non ci sia pi. Luomo ha escogitato un
sofisticato e ingegnoso sistema per mantenersi in vita e non
interrompere la corrispondenza del cuore con Amy. La donna si
aggrapper alle cose e ai ricordi, a una presenza consolante ma
ben presto irritante. Cercher poi di recuperare il legame etereo:
di ricevere tutti i messaggi, i video, le lettere che Ed aveva
preparato per lei.
Tra luoghi familiari e luoghi dellanima, tra una realt mai
affrontata la famiglia di Ed - e i sensi di colpa irrisolti del passato,
tra limmobilit soffocante e la voglia di vivere, Amy giunger a
concludere il suo percorso di studi grazie allaiuto dellamato,
previdente fin oltre la morte. Giunger anche a una

36

Scheda a cura di

fr. Davide Sironi

La
corrispondenza
di Giuseppe
Tornatore

con Jeremy Irons,


Olga Kurylenko,
Simon Anthony
Johns, James
Warren, Shauna
Macdonald

Drammatico
116 min
Italia
2015
01 Distribution

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

riconciliazione con la sua esistenza segnata da ferite dolorose. Giunger alla libert.
Tornatore realizza un film a tratti commovente, con ambientazioni suggestive ed
evocative, un film curato nella messa in scena. Il tocco di qualit del regista traspare,
ma la storia presenta punti deboli: una trama un po contorta, qualche lentezza, risvolti
psicologici dei personaggi un po scontati - come affrontare la morte nella finzione
cinematografica per non affrontare la morte reale. Certamente tematizza
unesperienza umana cruciale: il limite dello spazio, del tempo e della morte. E la
possibilit di varcarlo per non far svanire nel nulla la bellezza delle relazioni affettive.
Continuare ad essere presente con la propria luce, come le stelle che vediamo
nel loro splendore quando ormai si sono spente, sfruttando la tecnologia e
compassione umana non una via percorribile a lungo. I legami hanno bisogno di
altro.
E lamore in s, quello profondo e gratuito, che pu perdurare oltre i confini
dello spazio e del tempo. Un amore che sa sostenere anche la perdita sapendo che ci
sar un tempo senza tempo in cui ritrovarsi. Ma questa uneccedenza riservata alla
fede. Nel film non c questa apertura religiosa. C lo sforzo umano, basato su un
affetto intenso ma segnato dalla debolezza e dal tradimento.
Lamore per essere eterno non pu affidarsi alla tecnica, ma alla verit.

37

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NOTIZIE di CASA
GENNAIO 2016
Presso la Curia Provinciale, Convento s. Antonio: si riunisce il
Consiglio di Cooperazione.

08 - 09
Milano

Nella chiesa parrocchiale si celebrano nel pomeriggio i funerali


del sig. Valentino Olgiati, fratello di fr. Simplicio e fr. Feliciano.

13 Dairago (MI)

Presso la Curia Provinciale: il Definitorio si riunisce per il XXIX


Congresso. Viene comunicato che fr. Enzo Maggioni stato
nominato Visitatore generale della Provincia OFM S. Michele
Arcangelo in Puglia-Molise e che fr. Ernesto Dezza stato
nominato Assistente centrale dellIstituto delle Missionarie della
Regalit di Cristo.

19
Milano

Monastero S. Chiara di Milano: sotto la presidenza del Ministro fr.


Francesco Bravi si celebra il Capitolo elettivo. Questo lesito:
madre, sr. Enrica Serena Villa; vicaria, sr. Chiara Benedetta
Conte; discrete: sr. Maria Letizia Casiraghi, sr. Chiara Francesca
Visconti, Sr. Chiara Beatrice Calvi.

21 Milano

Don Francesco Zenna, Vicario generale della Diocesi di


Chioggia, predica un corso di Esercizi sulla 1a Lettera di Pietro.
Dalla Lombardia partecipano fr. Valeriano Sandrinelli e fr. Enzo
Pellegatta.

25 - 30
Chiampo (VI)

Il Ministro provinciale fr. Francesco Bravi conferisce il Diploma di


fraternit alla sig.ra Anna Cremonesi, per molti anni Ministra
dellOFS locale.

31 Rezzato (BS)

FEBBRAIO 2016
Fr. Italo Maria Palleschi festeggia l80 compleanno coronato da
tutta la fraternit e dalla presenza del Ministro provinciale.

01 Dongo (CO)

Mons. Giorgio Bertin celebra leucarestia in occasione del XXV


anniversario dellassassinio di fr. Pietro Turati.

07 Rezzato Virle (BS)

Presso la Curia Provinciale, Convento s. Antonio: si riunisce il


Consiglio di Cooperazione.

11 - 12
Milano

38

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NOTIZIE di CASA
FEBBRAIO 2016
Ha luogo lincontro vocazionale Abbiamo trovato il Messia.

13 - 14
Rezzato (BS)

Fr. Andrea Bizzozero anima il primo di cinque incontri sulla cura


della casa comune, dal titolo Lenciclica Laudato sii, invito alla
lettura.

14 Cermenate (CO)

Nel locale convento s: Pietro apostolo il Definitorio si riunisce per il


XXX Congresso.

16 Rezzato (BS)

Nel pomeriggio si svolge lincontro La tenda del pellegrino. Il


Commissario per la Terra Santa fr. Francesco Ielpo , il prof. Marco
Tibaldi e la dott.ssa Gabriella Pizzi presentano un itinerario
attraverso la Parola e le immagini per incontrare la terra dove
scorre latte e miele (Es 3,17).

21 Sabbioncello (LC)

Fr. Luigi Cavagna guida il secondo incontro sulla cura della casa
comune presentando il tema Fondamenti biblici e prospettiva
francescana dellenciclica Laudato sii.

21 Cermenate (CO)

Nel Monastero di Bergamo: si celebra il Capitolo elettivo. Questo


lesito: Suor Grazia Maria madre; Suor Maria Letizia vicaria;
discrete Suor Miriam, Suor Benedetta, Suor Chiara Gioia.

22 Bergamo

Casa Leonori: ha luogo lAssemblea dei Ministri provinciali delle


Famiglie Francescane dItalia. Dal 24 al 26 febbraio inclusa
lAssemblea della COMPI.

22 - 26
Assisi (PG)

Nella chiesa parrocchiale, nellambito delle Catechesi


quaresimali, fr. Federico Righetti parla sul tema Il peccato e la
gioia del perdono ritrovato.

24 Rezzato (BS)

Nel Monastero di Lovere: mons. Luciano Monari, Vescovo di


Brescia e Ordinario del Monastero, presiede il Capitolo Elettivo.

25 Lovere (BG)

In Convento il terzo incontro sulla cura della casa comune


affidato alleconomista dr. Miglietta che parla sulla Cura della
casa comune e questioni economiche.

28 Cermenate (CO)

39

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015