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All'Ill.

mo Procuratore della Repubblica Tribunale di Bolzano


Oggetto: ESPOSTO relativo alla valutazione di impatto ambientale del progetto di costruzione di un impianto per lincenerimento dei rifiuti a Bolzano. I sottoscritti Maria Teresa Fortini nata a Bolzano il 12/02/1961 residente a Bolzano in viale Venezia 41 (presidente associazione Ambiente e Salute), Paola Dispoto nata a Bari il 05/06/1968 residente a Bolzano in viale Europa 65 (Associazione Ambiente e Salute), Alessandro Cosi nato a Vienna il 04/07/1963 residente a Laives (BZ) in via Thaler 19 (Associazione Ambiente e Salute), Argante Brancalion nato a Fratta Polesine (RO) il 24/05/1952 residente a Bolzano Piazza delle Erbe 44/A (Associazione Ambiente e Salute), Roman Zanon nato a Merano il 15/04/1947 residente a Pr delle Suore 3/B (Bressanone) (presidente Dachverband fr Natur- und Umweltschutz), Andreas Riedl nato a Merano il 01/06/1979 residente a Merano via Karl Wolf 28 (direttore Dachverband fr Natur- und Umweltschutz), Pierluigi Gaianigo nato a Vicenza il 18/10/1975 residente a Bolzano via Defregger 2F (medico, referente WWF), Claudio Vedovelli nato a Bolzano il 28/11/1955 residente a Bolzano in viale Venezia 41(medico referente Andrea Terrigno nato a Bolzano il 2004/1974 residente a Bolzano in ISDE Italia ), Claudio Campedelli nato a Bolzano il 23/03/1964 residente a Bolzano via del Parco 36, viale Europa 124 (presidente Umweltgruppe Bozen), tutti selettivamente domiciliati agli effetti della presente procedura a Bolzano, viale Venezia 41 presso l'associazione Ambiente e Salute, in qualit di cittadini direttamente interessati e di associazioni/enti sensibili alla tutela della salute delle persone e del territorio, in relazione alla costruzione dell'impianto di incenerimento dei rifiuti previsto a Bolzano in sostituzione dellattuale, in via Lungo Isarco Sinistro 57, espongono quanto segue alla S.V. Ill.ma.

Premessa in fatto
Si presentano innanzitutto alcuni elementi di informazione relativi: A) al processo decisionale e amministrativo che ha portato la Provincia di Bolzano alla scelta di costruire un nuovo impianto di incenerimento dei rifiuti urbani nella citt di Bolzano; B) al contesto geografico e insediativo su cui insiste il progetto di costruzione dell'inceneritore. A. Processo decisionale e amministrativo Stanno iniziando in queste settimane i lavori accessori e preparativi alla costruzione di un impianto di incenerimento dei rifiuti urbani nella provincia di Bolzano. I lavori sono stati appaltati, dalla Provincia Autonoma, al terzo tentativo di gara, ad una Associazione Temporanea dImpresa guidata
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dalla ditta Atzwanger Spa, unico concorrente ad essersi presentato, che ha inglobato tutte le ditte concorrenti nelle precedenti gare. Nelle dichiarazioni degli amministratori provinciali, limpianto dovrebbe essere ultimato per la fine del 2010. Il nuovo impianto di incenerimento andrebbe a sostituire linceneritore attualmente in funzione, sito nel comune di Bolzano, in via lungo Isarco Sinistro 57, a circa 5 km da piazza Walther (ma solo a 1,5 km dalla nuova zona di espansione residenziale di Casanova E 2,5 km dal nuovo quartiere di Firmian). Il vecchio impianto di incenerimento dei rifiuti che la Provincia intenderebbe sostituire con quello in oggetto della VIA di cui al presente esposto, in attivit dal 1988 ed ha funzionato su una linea (forno) sino al 1994, quando stata attivata una seconda linea che lo ha portato alla capacit attuale

di 94.000 tn/anno. Nel 2001 la prima linea stata oggetto di un adeguamento funzionale al fine di allungare la vita dellimpianto stesso, stimata sino a circa il 2009. Il nuovo impianto di incenerimento, che dovrebbe sostituire lattuale in dismissione, previsto dal Piano Gestione Rifiuti 2000 (da ora in poi PGR), redatto nel 1993, aggiornato una prima volta nel 1999 quando ancora si pensava a due impianti di incenerimento, uno a Bolzano e uno in Val Pusteria,- e una seconda volta nel 2005. L'iter finalizzato all'elaborazione ed approvazione del PGR ha preso avvio con la delibera n 6801 dell8 novembre 1993 con cui la giunta provinciale ha approvato la prima versione del PGR nel
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quale viene previsto il passaggio dal solo conferimento in discarica al recupero e pretrattamento (incenerimento) dei rifiuti. La giunta provinciale ha poi approvato il primo aggiornamento al PGR con delibera n285 del 1.2.1999, nel quale si definiscono le misure per il pretrattamento dei rifiuti, tramite due impianti di incenerimento, uno nella conca di Bolzano e uno in Val Pusteria, in previsione di un continuo incremento dei rifiuti urbani prodotti in provincia, la cui quantit non sarebbe smaltibile solo in discarica. Con la DGP n 3387 del 29.9.2003 si stabilisce che linceneritore da costruire sar unico per tutta la provincia. Il 18 luglio 2005 la Provincia di Bolzano, nell'esercizio delle sue competenze, ha siglato la delibera n2593 Approvazione del 2 aggiornamento del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti 2000 capitolo 5,7 e 9 con la quale ha confermato la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento. Il nuovo inceneritore sostituir il vecchio in dismissione, e aumenter la capacit di smaltimento, dalle attuali 94.000 tonnellate a 130.000 tn annue, per far fronte alle ipotizzate esigenze di smaltimento di tutta la provincia, cos come deliberato nel settembre 2003. Come previsto dalle normative vigenti, per il progetto di costruzione dellimpianto di incenerimento richiesta per parte dellUfficio impianti smaltimento rifiuti della provincia di Bolzano, committente del progetto, una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). La normativa di riferimento europea, nazionale e provinciale dellepoca : Direttiva Europea 85/337/CEE del 1985 e relativi aggiornamenti sino all'anno 2003, D.P.C.M. del 27.12.1988, Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilit di cui all'art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell'art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377. la Legge Provinciale n 7 del 24.7.1998, Valutazione di Impatto Ambientale, il Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n 15 del 26 .3.1999, Regolamento relativo alla valutazione dellimpatto ambientale. In data 20 dicembre 2004 lassociazione temporanea di professionisti MVA BZ cui era stato assegnato lincarico, deposita lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) relativo al succitato impianto. In ottemperanza allart. 6 della L.P. n7 del 24 luglio 1998, in data 5 gennaio 2005 con una comunicazione pubblicata sui due principali quotidiani locali, viene resa visionabile una copia dello Studio di Impatto ambientale in una versione quasi completamente in lingua tedesca e quindi di non facile lettura per per eventuali osservazioni anche da parte della popolazione di madre lingua italiana- e un riassunto non tecnico anche in lingua italiana. Da questa data decorreranno i 30 giorni previsti per effettuare osservazioni.
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Contestualmente, in data 4 gennaio 2005 viene consegnata una copia dello SIA al comune di Bolzano che effettuer una serie di osservazioni, riportate in allegato (allegato n 1). In data 21 febbraio 2005 viene consegnato il parere tecnico scientifico del gruppo di lavoro VIA dellAPPA (Agenzia Provinciale per lAmbiente) (allegato n2). Con la DGP n 1071 del 4 aprile 2005 viene approvato il progetto per la costruzione dellimpianto di incenerimento dei rifiuti, comprensivo dello Studio di Impatto Ambientale (allegato n3). La DPG n 2593 del 18 luglio 2005 rettifica la precedente delibera relativamente allindicazione delle quantit limite di inquinanti da rispettare nelle emissioni. Il progetto esecutivo dellimpianto viene depositato presso lufficio VIA della Provincia di Bolzano in data 1 marzo 2006. In data 29 marzo 2006 il comitato VIA rilascia parere favorevole n5/2006 ai sensi dellart.3, comma 4, della L.P. n 7 del 24 luglio 1998, circa il progetto esecutivo dellimpianto di incenerimento di rifiuti. Con la DPG n1465 del 2 maggio 2006, la Provincia approva il progetto esecutivo per la costruzione dellimpianto di incenerimento di rifiuti.

B. Descrizione del contesto territoriale con le diverse fonti di inquinamento e le caratteristiche degli insediamenti di popolazione, pi alcune caratteristiche ambientali. a)il contesto territoriale nel quale verr costruito il nuovo impianto di incenerimento, cio la conca di Bolzano, viene cos definito all'interno del Piano della qualit dell'aria redatto dall'Agenzia Provinciale per l'ambiente e approvato in via definitiva con Deliberazione della Giunta Provinciale n. 1992 del 6 giugno 2005 : Nome e codice dellagglomerato: Conca di Bolzano / 402 Qualit dellaria: Superamento di almeno un limite di legge e quindi ricadente nella fattispecie prevista dalla lettera a) dellart. 3 del Regolamento sulla qualit dellaria. Dimensioni: Lagglomerato si estende per circa 47 Km ed ha un limite superiore posto a circa 250 metri sopra il fondo valle, ovvero a circa 500 metri di altitudine Caratteristiche orografiche: Agglomerato posto a fondo valle in corrispondenza della confluenza tra tre importanti corsi dacqua e dove confluiscono tre valli principali ed alcune valli secondarie. Caratteristiche meteo: Lagglomerato interessato durante i periodi invernali da frequenti e perduranti fenomeni di inversione termica con scarso ricambio daria. Altre caratteristiche: Lagglomerato caratterizzato da unaltissima densit abitativa (2.275,3 ab. /Km), da una fitta rete viaria e dalla presenza di numerose attivit produttive.
( PIANO DELLA QUALITA' DELL'ARIA, APPA, parte A , pag.1) 4

(Fonte: http://www.provinz.bz.it/guteluft/ambienteSalute/polveri.asp) La compresenza nella conca di Bolzano di una trafficata arteria autostradale, di una estesa zona produttiva con impianti industriali (inceneritore compreso) e di uno scalo aeroportuale rendono problematica la qualit dell'aria per la salute della cittadinanza. Questo quanto riportato nel riassunto non tecnico dello Studio di Impatto Ambientale (di seguito definito SIA) per l'impianto di incenerimento (allegato n 5): La qualit dellaria della provincia di Bolzano caratterizzata dal fatto di presentare in diverse zone un superamento dei limiti massimi di legge. Le componenti critiche sono le polveri fini, ossidi di azoto, benzolo e ozono. (Riassunto non tecnico, Cap. 6.1.1 Qualit dellaria, pag. 64)

(Fonte: APPA, PIANO DELLA QUALITA' DELL'ARIA, pag. 41)


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b) La problematica ancora pi rilevante se se si considera l'alta densit abitativa della conca di Bolzano. All'interno dello SIA del nuovo impianto di incenerimento, relativamente al contesto geografico viene rilevata la presenza di punti e attivit sensibili fra cui viene citato un biotopo alla distanza di ca. 2 Km, tralasciando del tutto la presenza di unarea a solo 1,5 km dallinceneritore - la zona di espansione residenziale C2 Casanova Bivio/Kaiserau- prevista dal PUC di Bolzano, il cui piano di attuazione allepoca della stesura della relazione dello SIA era gi stata approvata con due delibere del Consiglio Comunale di Bolzano (Delibera n2 del 15.01.2004 e Delibere n51 del 29.06.2004). Tali delibere comunali sono state inoltre approvate con Delibera della Giunta Provinciale rispettivamente DPG n2964 del 11.08.2004 e DPG n3491 del 27.09.2004, il che fa presupporre la consapevolezza degli amministratori riguardo il futuro utilizzo delle aree.
(allegato n5, Riassunto non tecnico della VIA, Cap. 2.1 Contesto Geografico, pagg. 3-4 )

Poco pi in la, a circa 2,5 km, sorto un altro popoloso quartiere, Firmian. Complessivamente le zone della citt pi vicine all'inceneritore sono proprio le due circoscrizioni a pi alta densit abitativa: Don Bosco e Europa Novacella. c)Le caratteristiche ambientali della conca - la sua configurazione orografica e la circolazione dei venti- sono spesso citate nei documenti ufficiali come una delle cause all'origine del ristagno degli inquinanti prodotti dal traffico automobilistico e industriale. Riportiamo di seguito le affermazioni del dott. Geiger -Ufficio idrografico della Provincia di Bolzano- riguardo I venti a Bolzano e la loro influenza sul microclima urbano riportate per esteso nell'intervista concessa al periodico QuiBz nello Speciale Inceneritore dell'ottobre 2007 (allegato n 6):
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I venti giungono, dunque, su Bolzano in diversi momenti della giornata, secondo determinati cicli naturali ? D'inverno il vento manca; durante la notte abbiamo venti settentrionali, poi si orientano leggermente da sud. Il sole, per, molto meno forte e ci si nota sia per le direzioni, sia per l'intensit del vento, infatti, le velocit sono molto basse. Ci determina il grave problema delle polveri e dello smog su Bolzano nei mesi invernali: pochi venti e bassissime velocit, quando ci sono. D'estate il problema in parte mitigato in quanti i venti, con le loro discrete velocit e intensit, spazzano letteralmente l'aria su Bolzano. D'inverno l'aria si muove molto lentamente o non si muove e quindi tutto lo smog che produciamo rimane nella nostra conca. (...) Quando, a Bolzano, l'aria nelle migliori condizioni di salute? Durante e dopo gli episodi di Fhn, d'inverno, l'aria molto secca e abbiamo le condizioni migliori; poi d'estate, grazie all'azione del sole che riesce a rimescolare tutta l'atmosfera creando correnti verticali. Non dimentichiamo che d'inverno abbiamo anche il problema dell'inversione termica: si stabilizzano temperature pi alte in quota che a quelle sottostanti, bloccando il ricircolo dell'aria, quindi tra l'inquinamento industriale, quello legato al traffico e agli impianti di riscaldamento, l'aria di pessima qualit. Per la morfologia della citt di Bolzano possibile individuare zone pi o meno svantaggiate in relazione alla distribuzione dei venti? Vi sono angoli o nicchie in cui il ricircolo dell'aria pi difficile? Si, sicuramente a Bolzano nella zona del Talvera pi ventoso essendoci lo sbocco della Val Sarentino, cos come nella zona della stazione in cui evidente l'azione dei venti provenienti dalla Val d'Isarco. Invece, vicino all'ospedale non ci sono venti forti in quanto siamo a ridosso della montagna e i venti, anche quelli provenienti da Merano, non riescono ad entrare cos come quelli dalla Val Sarentino. Il vento molto "locale", ogni 100 metri possibile riscontrare una situazione diversa; abbiamo avuto forti venti che hanno schiantato alberi in viale stazione, mentre in Via Mendola abbiamo misurato velocit intorno ai 50 km/h. Tra i vari parametri meteorologici, il vento quello che varia di pi anche spostandosi di poche centinaia di metri. Sig. Geier, assai interessante scoprire che la zona di San Maurizio, dove localizzato l'ospedale cittadino, non gode di un grande ricambio d'aria a causa dei motivi che ci ha chiarito poc'anzi; viene da pensare che nello sviluppo urbanistico di Bolzano, ragionare sulla localizzazione di un quartiere, piuttosto che di una nuova arteria, o di una nuova ciminiera, non dovrebbe prescindere - visti i problemi d'inquinamento - dall'analisi dei movimenti del vento. In questo senso, per esempio, la posizione dell

Bolzano che non adatta al nostro attuale standard di vita. Poich non possiamo modificare la geografia dei luoghi, dovremo cercare di cambiare i nostri modelli. Ma questo un problema politico. Tecnicamente sappiamo benissimo come stanno le cose e lo sanno anche i nostri amministratori. d)Un'ultima osservazione riguardo lo stato di salute della cittadinanza nella conca di Bolzano: non sono mai stati realizzati studi epidemiologici sugli effetti dell'inquinamento. Tanto meno nell'analisi del rischio che costituisce parte integrante dello SIA sono citate indagini sanitarie di alcun tipo, se si escludono le statistiche di mortalit per singola causa dell'anno 1994 (Istituto Superiore di Sanit 1998).

Considerazioni di merito Gli atti formali che consentono la costruzione del nuovo inceneritore e alcuni passaggi procedurali per il perfezionamento di tali atti formali mettono in evidenza, a giudizio dei sottoscritti , fatti e decisioni delle competenti autorit provinciali da cui: 1.si evince limpiego erroneo, inadatto e nella sostanza profondamente sviante di tecniche e modelli previsionali inadeguati al caso in esame per inadeguati si intende non rispondenti al livello delle conoscenze scientifiche raggiunte all'epoca-; si evince quindi che tale erronea impostazione ha prodotto - nello SIA fornito per la VIA e nella relativa pronuncia di compatibilit - la mancata considerazione di aspetti ed elementi fondamentali e decisivi per la valutazione degli effetti dellopera sulla salute umana, in quanto i modelli utilizzati non erano e non sono in grado di modellare gli effetti dei carichi di inquinamento nella zona presa in considerazione; 2.appare come le autorit provinciali competenti non abbiano considerato tutti i possibili potenziali danni alla salute pubblica che dovevano essere valutati secondo le conoscenze disponibili ovvero normalmente accessibili al momento delle decisioni contestate, tanto meno abbiano tenuto nella dovuta considerazione il Principio di Precauzione - enunciato nella Dichiarazione di Rio del 1992 e ratificato dalla Comunicazione COM (2000) 1 del 2 febbraio 2000- che corrisponderebbe al principio della buona amministrazione della cosa pubblica. 1. Lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) consegnato alla Provincia per la procedura VIA alla fine del 2004, consta di: a.una relazione sul progetto redatta quasi esclusivamente in lingua tedesca ( allegato n4); b.quattro allegati alla relazione tra cui unanalisi sulla previsione di dispersione degli inquinanti emessi dal nuovo inceneritore svolta dallo studio Knzler Bossert und Partners di Berna (allegato n9); c.due riassunti non tecnici della relazione, redatti rispettivamente in italiano (allegato n5) e tedesco. La struttura della relazione integrale sul progetto la seguente: 1.Einfhrung (Introduzione) 2.Projektperimeter (Inquadramento territoriale) 3.Anlageleistung und typ (Potenzialit e tipologia dellimpianto) 4.Normen und raumplanerischer Rahmen (Quadro normativo e pianificatorio) 5.Projektbezugsrahmen (Quadro di riferimento progettuale)
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6.Umweltbezugsrahmen (Quadro di riferimento ambientale) 7.Auswirkungen auf die Umwelt un Massnahmen zu deren Verringerung (Stima degli impatti e misure di mitigazione) Il capitolo 7 della relazione integrale riguardo la stima degli impatti e le misure d mitigazione, comprende anche un breve capitolo sulla Salute pubblica (allegato n4, pag. 97). La valutazione del rischio per la salute umana una parte fondamentale dello Studio di Impatto Ambientale e in genere segue quattro passaggi ormai classici (National Research Council, 1983): 1.Hazard identification: Determina l'identit e la quantit delle sostanze chimiche presenti nell'ambiente o prodotte per vari usi o emesse e i tipi di possibili conseguenze pericolose (hazards) per la salute umana 2.Dose-response assessment: Valuta la relazione tra la concentrazione di sostanze chimiche cui i soggetti vengono esposti (dose) e l'incidenza di effetti dannosi nell'uomo o in altre specie (risposta) 3.Exsposure assessment: determina gli scenari di esposizione e le dosi che possono risultarne 4.Risk characterization: Descrive la natura degli effetti dannosi che possono essere attribuiti ai contaminanti chimici, stima la loro probabilit nelle popolazioni esposte e valuta l'evidenza e l'incertezza delle stime del rischio (La valutazione del rischio, di P. Rubini, in Valutazione di impatto ambientale, a cura di V. Bettini, ed. UTET, Torino, 2002) Nello SIA relativo al nuovo impianto di incenerimento la valutazione del rischio si basa su tre documenti, fondamentali per le nostre osservazioni: a)Studio delle emissioni, della diffusione in atmosfera e della deposizione al suolo degli inquinanti emessi dallimpianto di termodistruzione di Bolzano e dalla discarica di Vadena, finalizzato allindividuazione degli effetti ambientali che tali emissioni determinano nella conca di Bolzano - Universit di Trento, dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, anno 2001 (allegato n7) b)Valutazione dei rischi connessi con lesposizione umana (relazione integrativa allo studio dell'Universit di Trento) - Gruppo di lavoro del Politecnico di Milano D.I.I.A.R. sez. Ambientale, anno 2001 (allegato n 8) c)MVA Bozen: Prognose der Luftbelastung datato dicembre 2004 e redatto dallo studio Knzler Bossert und Partner GmbH, di Berna, anno 2004 (allegato n 9).
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I primi due studi sono stati commissionati all'Universit di Trento dal Comune di Bolzano in occasione della ristrutturazione della prima linea dellinceneritore e sono stati effettuati sullimpianto di incenerimento esistente. Nello specifico, il primo studio presenta: la caratterizzazione degli scenari meteorologici della conca di Bolzano la caratterizzazione della composizione chimica e delle caratteristiche fisiche degli inquinanti emessi dall'inceneritore uno studio modellistico di dispersione e ricaduta al suolo degli inquinanti emessi. Il secondo studio invece affronta : la valutazione dei rischi connessi con l'esposizione umana, in relazione ai dati di dispersione degli inquinanti rilevati dal precedente studio. Questi due studi, pur non essendo stati realizzati in funzione della costruzione del nuovo inceneritore, sono stati utilizzati perch riportavano a parere dei tecnici sufficienti indicazioni utili a misurare gli impatti dell'impianto di incenerimento sulla salute umana e sull'ambiente. I risultati del rapporto del politecnico di Milano hanno rilevato che: "Il rischio individuale per emissioni di inquinanti potenzialmente cancerogeni dallimpianto, si attesta su livelli medi pari a ca. 10-10. I risultati appaiono del tutto trascurabili sia rispetto ai valori di riferimento considerati accettabili in ambito normativo internazionale (10-5, 10-6) che in confronto alla situazione di base dellarea di studio. Il ruolo dellimpianto risulta sostanzialmente irrilevante, con un contributo massimo attorno all1/1000 del rischio esistente. Considerazioni del tutto analoghe valgono per gli inquinanti non cancerogeni (piombo e mercurio), con esposizioni risultanti che presentano ampissimi margini di sicurezza rispetto alle dosi massime ammissibili". Per convalidare la stima dei rischi effettuata dal Politecnico di Milano sul vecchio impianto, era necessario confermare sostanzialmente l'analisi della dispersione degli inquinanti previsionale rispetto alle emissioni attese per il nuovo impianto di incenerimento. A questo scopo stato commissionato il terzo studio MVA Bozen: Prognose der Luftbelastung, citato nel capitolo 7.12 della relazione integrale sulle emissioni e immissioni dellinceneritore (allegato n4 pag. 78), che conferma sostanzialmente lo schema di dispersione degli inquinanti realizzato dall'Universit di Trento. In questa maniera stato possibile confermare anche per il nuovo impianto di incenerimento la stessa valutazione del rischio effettuata per il vecchio impianto, e riportata nella relazione integrale dello SIA, nel breve capitolo sulla Salute pubblica cui si accennava in precedenza. quindi su tale terzo studio che si focalizzata lattenzione del consulente ambientale in via

dellUmweltnetzwerk- Bro fr Umweltfragen - di Amburgo, Dott. Klaus Koch, nella sua analisi Perizia e parere tecnico riguardo alla previsione dinquinamento atmosferico dellimpianto dincenerimento dei rifiuti Bolzano 2 del dicembre 2004(allegato n10). Tale analisi il risultato
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della consulenza richiesta al dott. Koch da alcune associazioni protezioniste per lambiente dellAlto Adige. Qui di seguito riportiamo in sintesi quanto afferma il tecnico di Amburgo. Su incarico dellAssociazione Ambiente e Salute e del Dachverband fr Natur und Umweltschutz, lufficio di consulenza ambientale di Amburgo Umweltnetzwerk (rete ambientale) ha predisposto un giudizio sulla previsione delle emissioni dell'impianto di termodistruzione effettuato dalla ditta Knzler Bossert e Partner GmbH. Questa previsione stata utilizzata dalla Provincia Autonoma di Bolzano come base essenziale per emettere la delibera nr.1071 del 4.4.2005 di approvazione del progetto di costruzione del nuovo inceneritore di Bolzano. Infatti allinterno della delibera (allegato n3) viene riportata losservazione del Comune di Bolzano allo SIA punto 6: il confronto tra le concentrazioni di inquinanti indotte dallimpianto e quelle di fondo presenti in atmosfera esplicitato in termini di valori annui. Non sono esplicitati i valori massimi orari, importanti per verificare la compatibilit dellimpianto durante i periodi critici invernali, alla quale osservazione la Provincia replica, sempre allinterno della delibera n 1071: ()Sono state tralasciate indicazioni circa il contributo del nuovo impianto alle immissioni in situazioni critiche nel periodo invernale (inversione termica) in quanto trattasi di correlazioni molto complesse ed i modelli di calcolo utilizzati in entrambi gli studi (impianto esistente e nuovo) non consentono previsioni affidabili per periodi limitati a poche ore.() Proseguendo con la sintesi del dott. Koch: Lo studio delle emissioni lelemento principale della Valutazione di Impatto Ambientale per valutare i possibili effetti sullambiente e i danni arrecati su uomini, animali e piante. Non essendoci in Italia disposizioni dettagliate per la realizzazione degli studi sulle emissioni sono state utilizzate due procedure di elaborazione basate sui modelli americani e sulle normative tedesche". La Umweltnetzwerk ha dunque risposto nel dettaglio ai seguenti quesiti: I calcoli presentati nello studio delle emissioni rispondono alle richieste della normativa TA-Luft del 2002, cos come dichiarano di voler fare (pag. 3 allegato n9)? I calcoli adottati sono appropriati per rappresentare realisticamente la diffusione in atmosfera delle emissioni nocive relativamente alla specifica posizione dellimpianto di termodistruzione? L'esame arriva al risultato che i calcoli presentati finora non solo non corrispondono allo stato della scienza e della tecnica attuale ma nemmeno a quello relativo al momento dellelaborazione dei calcoli nell'anno 2004 e nel 2001. Il territorio di Bolzano infatti caratterizzato da una vallata chiusa a conca. Tipicamente per tali zone le correnti di aria fredda generate possono raggiungere un'altezza superiore a 100 m. Quando tali correnti di aria fredda si manifestano le emissioni dell'inceneritore vengono trasportate a fondo valle a sud dell'impianto creando un notevole carico inquinante. I modelli di elaborazione usati per predisporre lo SIA non sono in grado di tenere in considerazione le correnti di aria fredda.
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Notevoli contributi allinquinamento sono da attendersi anche l dove il pennacchio dei fumi emessi dal camino colpisce i ripidi pendii dei monti. Questo fattore venne esaminato solo approssimativamente nei calcoli di allora e solo per una zona disabitata vicino allimpianto. Il fatto che il pennacchio dei fumi possa portare a rilevanti carichi inquinanti anche in altre zone abitate colpendo i versanti a nord dellimpianto non venne considerato e con i modelli adottati non lo si sarebbe nemmeno potuto prendere in considerazione. Questo proprio ci che si deve temere. Il sito prescelto per il nuovo inceneritore - a causa della sua peculiarit - soggetto a ricorrenti fenomeni di inversione termica. In queste circostanze si crea una stratificazione dellaria che si posa sulla valle come un coperchio, portando a situazioni con uno scarso ricambio di aria. In queste condizioni si potrebbero manifestare dei carichi di inquinanti tossici particolarmente elevati. Anche questi carichi dovuti alle particolari condizioni climatiche e/o meteorologiche non potevano essere quantificati con i modelli previsionali e di calcolo adottati negli studi posti alla base dello SIA, tanto meno con altri sistemi di rilevazione, quindi non si pu escludere che si verifichino pesanti ricadute sulla salute umana non previste nello SIA. Gli esperti della "Umweltnetzwerk giungono in sintesi alla seguente conclusione: "Gli studi esaminati utilizzando dei modelli non aggiornati non possono in nessun modo tenere conto delle particolari peculiarit geografiche e climatiche della zona di Bolzano. I modelli di elaborazione presi in considerazione non sono in grado di rappresentare le localit con i loro valori di inquinamento realmente attesi. Si ritiene perci prioritaria la necessit di effettuare una nuova stima delle emissioni in atmosfera e poter appurare obbiettivamente il reale carico inquinante che verr emesso dal progettato inceneritore di Bolzano. I risultati dellufficio di consulenza ambientale di Amburgo Umweltnetzwerk mostrano come la pronuncia positiva di compatibilit ambientale e l'autorizzazione per la costruzione dellinceneritore di Bolzano sembrano essere state assunte sulla base di una erronea rappresentazione della reale portata e dei reali effetti delle emissioni dell'impianto. Tali provvedimenti appaiono nello stesso tempo non la conseguenza di imprecisioni tecniche o di disattenzione da parte degli organi competenti bens l'effetto di un processo conoscitivo e decisionale che avrebbe dovuto e invece non ha condotto gli accertamenti necessari - del tutto possibili al momento della elaborazione dello SIA e della successiva decisione favorevole - ed appaiono quindi sostanzialmente sviati, a causa di omissioni e negligenze che al Sig. giudice si domanda di qualificare. In particolare, non sono stati valutati dalla Commissione VIA della Provincia di Bolzano, i potenziali gravi danni alla salute pubblica che potrebbero derivare da un errato apprezzamento delle modalit con cui le emissioni dell'inceneritore in questione si propagano nell'ambiente coinvolto. Esiste tuttavia un secondo profilo di potenziale danno alla salute pubblica - a parte gli aspetti di danno erariale e di violazione delle norme UE sulla concorrenza (l'inceneritore cos configurato un'opera incongrua, produce un evidente spreco di risorse pubbliche, ed inoltre funzioner e
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produrr energia da rifiuti in condizioni artificialmente favorevoli), da prospettare in altra sede - che deve essere affrontato e che consiste in sintesi nella necessit che il decisore pubblico prenda in considerazione tutti i fattori di rischio conosciuti o conoscibili al momento della decisione.

2. Come rappresentato nel precedente punto 1., lanalisi del dott. Koch evidenzia come lutilizzo di modelli inadeguati alla situazione possa avere conseguenze fondamentali nella valutazione del rischio per la salute della popolazione della conca di Bolzano. Tuttavia questo uso erroneo degli strumenti di valutazione non , sotto il profilo dell'attenzione alla salute pubblica, lunica carenza rilevabile allinterno dello SIA e degli studi ad esso allegati. Abbiamo rilevato in precedenza come la valutazione del rischio sanitario, nello SIA, si basi sull'analisi della dispersione degli inquinanti, effettuata sia sull'impianto esistente (Studio Universit di Trento, 2001, allegato n7) sia sull'impianto da costruire, con una simulazione matematica studio quest'ultimo sulla cui affidabilit si espresso il dott. Koch nella sua analisi precedentemente citata (studio Knzler Bossert e Partner GmbH, 2004, allegato n9), mentre lo studio del Politecnico di Milano ha effettuato un'analisi sull'impatto della ricaduta degli inquinanti in termini di rischio sanitario per la popolazione (studio 2001). La conclusione sui rischi sanitari, riportata nello SIA , cita espressamente lo studio del Politecnico di Milano, in quanto unica valutazione del rischio all'interno dello SIA (Gruppo di lavoro del Politecnico di Milano D.I.I.A.R. sez. Ambientale, 2001, allegato n 8). E' fondamentale allora rilevare di quali strumenti di indagine sulla reale salute della popolazione coinvolta dalle emissioni dell'impianto si avvalso il Politecnico di Milano nella sua valutazione. Per quanto riguarda lo stato della salute della popolazione lunico dato preso in considerazione il tasso di mortalit per singola causa nellanno 1994 (Istituto Superiore di Sanit, 1998), utilizzato come dato di fondo atteso per l'area presa in considerazione (allegato n9, pag 66). Per quanto riguarda lesposizione di gruppi di individui particolarmente sensibili (anziani, bambini, donne in gravidanza, ecc.) non sembra esserci alcuna menzione, mentre relativamente agli effetti da esposizione combinata di differenti fonti di inquinamento, viene affermato esplicitamente che non stata presa in considerazione nella valutazione del rischio sanitario per la salute umana: Secondo le stime preliminari, il rischio individuale complessivo associato alle emissioni di

inquinanti cancerogeni, stimato considerando la semplice sovrapposizione degli effetti (senza alcuna sinergia o antagonismo), presenta un valore medio pari a 10-11 (massimo circa a 10-10), pressoch totalmente imputabile alle diossine.
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(Studio Universit di Trento 2001, allegato n 7, pag. 5) Nel campo delle basse e bassissime dosi, l'EPA consiglia di utilizzare l'ipotesi di additivit degli effetti: sia per composti non cancerogeni sia per quelli cancerogeni, il rischio complessivo pertanto costituito dalla somma dei rischi derivanti dalla presenza di ogni singola sostanza (UESPA, 1993). E' evidente che la sommatoria dei rischi dovuti a diversi percorsi di esposizione e a pi inquinanti ha senso solo se gli effetti riguardano gli stessi organi bersaglio. (Studio Politecnico di Milano, 2001, allegato n8, pag. 58) Tali valutazioni non sono quindi il risultato di indagini epidemiologiche sulla popolazione, ma esclusivamente deduzioni, effettuate in base alla quantit di inquinanti immessi in atmosfera, alla dispersione degli inquinanti stessi nell'ambiente circostante e agli effetti di questi inquinanti sulla salute umana, rilevati dalla bibliografia scientifica dell'epoca. Risulta quindi evidente ai sottoscritti come le valutazioni fondamentali per la stima degli impatti sulla salute pubblica, e quindi per la valutazione del rischio, siano basate su analisi insufficienti sia dal punto quantitativo (valutazione e peso effettivo di alcuni fattori di rischio) che qualitativo (incidenza effettiva sulla salute di alcuni fattori di rischio) e quindi fuorvianti. Lanalisi del rischio riveste un ruolo fondamentale nella prassi di autorizzazione di un impianto che pu avere un impatto nocivo su persone e ambiente circostante. In particolar modo se si tratta di un impianto di incenerimento di rifiuti, per i quali attualmente la letteratura scientifica ed epidemiologica in grado di stabilire delle strette correlazioni con determinate patologie quasi sempre mortali. Nel nostro caso un impianto che dovrebbe essere messo in funzione nel 2010 e che dovrebbe funzionare per circa 30 anni, stato autorizzato anche in base alle conoscenze mediche della letteratura scientifica precedente al 2001, quando gi attualmente si consapevoli delle gravissime correlazioni tra emissioni da incenerimento e incidenza di patologie mortali. A tale riguardo riportiamo di seguito una disamina effettuata da un gruppo di medici italiani dellISDE ( International Society of Doctors for the Environment) all'interno di un documento presentato presso la Procura di Ferrara nel 2007.

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CORRELAZIONE TRA PATOLOGIE UMANE ED INQUINAMENTO AMBIENTALE DA INCENERIMENTO DEI RIFIUTI La prima ovvia considerazione che in impianti di incenerimento per riuti tal quali, non potendo sapere con esattezza quale il combustibile in entrata, a differenza di quanto avviene in un processo industriale, non possibile identicare con ragionevole certezza le sostanze chimiche che si formeranno all'uscita. Sappiamo bene che nei cassonetti stradali, in mancanza di qualunque tipo di controllo ed in assenza di una incentivazione concreta alla raccolta differenziata spinta, pu entrare di tutto: pile esauste, lastre di eternit, vernici, batterie di veicoli, vetro, carta e plastica. Inoltre la mescolanza assolutamente casuale che si realizza fra i materiali introdotti, la temperatura non costante e comunque elevata di combustione, le diverse condizioni sico-chimiche presenti, condizionano ci che esce dai camini. Nelle emissioni da inceneritori per RSU sono state identicate oltre 250 sostanze chimiche, ma queste rappresentano solo una minima parte (10-20%) di quelle emesse, per cui il reale potenziale di nocivit rimane tuttora ignoto. La combustione trasforma sostanze relativamente innocue ed inerti in composti altamente tossici e pericolosi; rende ad esempio biodisponibili i metalli pesanti e produce composti organici clorurati quali le diossine che sono tra i pi tossici esistenti. I principali gruppi di sostanze inquinanti verranno di seguito brevemente illustrate. Composti organici clorurati Questi composti costituiscono le pi pericolose emissioni da inceneritori ed originano soprattutto dalla combustione della plastica e sostanze analoghe. Un elenco dettagliato di essi riportato nell'articolo: "Identication and Quantication of Volatile Organic Components in Emissions of Waste Incineration Plants" (2). Fra esse si annoverano: gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), i ritardanti di amma bromurati, i Policlorobifenili (PCB), le Diossine, i Policlorodibenzofurani (furani). Molte di queste sostanze, soprattutto le diossine ed i furani, sono persistenti, liposolubili, bioaccumulabili, e si "legano" a specici recettori cellulari competendo cos con le siologiche molecole che devono portare le "giuste informazioni" alle cellule deputate ad esempio alla produzione di ormoni. In conseguenza di questa competizione si crea quindi una "interferenza" ed un "disturbo" nei meccanismi di comunicazione e controllo di apparati e sistemi strategici del nostro organismo. Si possono cos innescare effetti a cascata di complesse funzioni cellulari, sia in senso di amplicazione che di soppressione, e per tale motivo questi agenti sono indicati col nome di "Endocrine Disruptor". E' ormai assodato che essi agiscono su molteplici altri apparati, in particolare sul riproduttivo, immunitario, sul sistema nervoso centrale specie in via di sviluppo del feto e del neonato. Inoltre hanno effetti cancerogeni, in particolare per lo sviluppo di tumori ormono correlati a livello di prostata e mammella, e dei linfomi non Hodgkin. Del tutto recentemente si assodato inoltre che essi sono in grado di indurre alterazioni nelle cellule germinali con alterazioni del patrimonio genetico della nostra specie, inducendo danni trasmissibili di generazione in generazione, con conseguenze che non possono essere neppure minimamente ipotizzate.
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La classe chimica delle diossine proviene fondamentalmente dagli inceneritori (3-4). Si tratta di composti con bassissima solubilit in H2O, scarsissima degradabilit per via chimica e biologica e con elevata liposolubilit. La diossina una dei dodici composti chimici organici persistenti (POP's). Vengono assunte per il 95% tramite la catena alimentare in quanto si accumulano in cibi quali carne, pesce, latte, latticini, compreso il latte materno; si accumulano nel fegato e nella placenta. Ci consente il passaggio al feto, realizzando quindi un accumulo generazionale. Queste sostanze sono tossiche a dosi innitesimali, picogrammi (pg), ossia miliardesimi di milligrammi. E proprio l'esposizione prolungata cronica di tipo non professionale a dosi molto basse sembra essere la pi pericolosa (5-6). Si valuta infatti che la dose annua tollerabile per persona del peso di circa 60 Kg equivalga a 0,22 microgrammi; un solo grammo di diossina rappresenta la dose massima tollerabile per un anno (ITEQ) per 4,5 milioni di persone. L'OMS che aveva stabilito nel 1991 la dose massima tollerabile giornaliera in 10 pg/kg peso, ha ridotto questi valori nel 1998 ad 1-4 pg/kg peso, e nel 2001 una strategia comunitaria sulle diossine ne ssa la dose tollerabile giornaliera a 2 pg/kg peso. Le diossine, come i furani, hanno una emivita nei tessuti umani che varia da 5,8 ad 11,3 anni. Nel 1997 la TCDD (2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-dioxin) stata classicata a livello I dalla IARC (International Agency of Research on Cancer), quindi come cancerogeno certo per l' uomo e, di recente, questo ruolo stato ulteriormente riconsiderato e rafforzato (7). Le diossine, in particolare la pi conosciuta TCDD nota tristemente come "la diossina di Seveso", esplicano infatti complessi effetti sulla salute umana in quanto sono in grado di legarsi ad uno specico recettore nucleare, AhR (aryl hydrocarbon), presente sia nell'uomo che negli animali, che esercita funzione di fattore di trascrizione. Una volta avvenuto il legame fra TCDD e recettore con la formazione del complesso ARNT/HIF-1B, la trascrizione di numerosi geni, in particolare P4501A1, viene alterata sia in senso di soppressione che di attivazione, con conseguente turbamento di molteplici funzioni cellulari. Recenti studi di biologia molecolare e tossicologia (89) hanno identicato ulteriori frazioni proteiche coinvolte in questo complesso sistema ed i loro effetti sulla salute umana (10). Una esposizione di breve durata ad alti livelli di diossine causa tipiche lesioni cutanee e danni epatici. L'esposizione protratta anche a basse dosi danneggia invece il sistema nervoso in via di sviluppo, quindi dei bambini, il sistema immunitario, quello endocrino ed il riproduttivo, con possibili effetti mutageni e cancerogeni. Sono stati segnalati casi di ipotiroidismo, diabete, endometriosi, ritardo nello sviluppo puberale, disturbi nel comportamento, prevalenza di nati femmine, parti gemellari e, soprattutto, per esposizione trans placentare, alterazioni al sistema nervoso centrale (11). La ricordata persistenza ed accumulo nell'organismo umano di diossine e di furani, cos come degli Idrocarburi Policiclici Aromatici e dei Poli-Cloro-Bifenili, rendono non protettivi ed inutili il rispetto dei limiti ssati attualmente dalla legge per limitare le concentrazioni di tali sostanze nei fumi. Ci vale soprattutto per la popolazione infantile. Particolato ne ed ultrane (PM2,5 e PM 0,1)
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Le polveri ni sono prodotte principalmente da processi di combustione e pi sono piccole le loro dimensioni pi risultano dannose per l'uomo. Sono infatti in grado di superare agevolmente l'interfaccia alveolo capillare e penetrare nel torrente circolatorio. Si ipotizza che il danno possa essere sistemico a livello dell'intima vasale, grazie all'attivazione a cascata dei fattori dell'inammazione e della coagulazione ematica in senso pro trombotico. Tra l'altro accertato che quanto pi alta la temperatura di combustione, quanto pi si ha la formazione di particolato ultrane (nanoparticelle) non biocompatibile, in grado di entrare addirittura all'interno delle cellule. Va inoltre operata una distinzione all'interno dell'enorme quantit di particolato emesso dagli inceneritori. Infatti mentre la quota di PM10 (particolato "grossolano") immessa in atmosfera pu essere signicativamente ridotta dall'uso di adeguati ltri, per il PM2,5 (particolato "ne") solo una minima parte (5-30%) pu essere trattenuta dai ltri a manica. Per il PM0,1 (particolato "ultrane"), non esiste alcuna possibilit di rimozione. E' importante notare che gli effetti sulla salute non sono tanto legati al peso del particolato per unit di volume, aspetto che privilegiato dalla normativa vigente sul territorio nazionale quando si riferisce al limite di 50 /m3 di PM10; si trascurano infatti le pi pericolose PM2,5. Il danno invece correlato al numero delle particelle presenti che inversamente proporzionale al loro volume aerodinamico. Bisogna quindi passare da una prevenzione che deve prediligere non tanto il calcolo meramente basato su di una unit di peso, ma la stima numerica degli inquinanti micro aerodispersi. Infatti alcuni dei dispositivi adottati per abbattere il peso degli inquinanti emessi nell'ambiente possono comunque facilmente consentire il raddoppio del volume totale delle polveri emesse, poich consentono la produzione di particelle utrani secondarie; che si formano cio in atmosfera. Per quanto riguarda il danno oncogeno bene ricordare che la parte organica delle PM composta da idrocarburi policiclici aromatici di varia origine. Ruolo importante tra questi svolge il 3-4 alfa benzo pirene che lo stesso agente nocivo che si libera dalla combustione del tabacco. Su tale categoria di I.P.A. interviene l'enzima aril idrocarburo idrossilasi trasformandoli in epossidi alchilanti, che come sostanze cancerogene esplicano il loro effetto sull'epitelio delle ultime vie respiratorie, oltre a svolgere azione mutagena sul DNA. Lo studio MISA 2 (12), ha preso in esame 9.100.000 abitanti residenti in 15 citt italiane dal 1996 al 2002. Ha dimostrato una signicativa variazione percentuale positiva della mortalit e della morbosit (ricoveri ospedalieri) in relazione ad aumenti di 10 microgrammi per metro cubo (/m3) di NO2 SO2 e PM10 e di un milligrammo per metro cubo (mg/m3) di CO. Importante la positiva correlazione per l'aumento della mortalit/die per tutte la cause in relazione ai suddetti inquinanti, specialmente per le patologie cardio respiratorie. I danni maggiori riguardavano le classi di et estreme, dai 0 ai 24 mesi ed oltre gli 85 anni; le patologie degli apparati bersaglio erano preponderanti due giorni dopo il picco di PM10, sino a 4 giorni dopo per quanto riguarda l'NO2 ed il CO; l'incremento dei decessi avveniva entro 15 giorni, dimostrandosi ancora pi accentuato nei mesi caldi. Riferendoci al PM10, se fosse gi stato applicato il limite di 20 /m3 come previsto dalle normative europee dal 2010, si sarebbero evitati 900 decessi (pari al 1,4% sul totale); analogamente i valori inferiori di NO2 avrebbero comportato il risparmio di 1400 vite (pari all'1,7%).
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L'effetto del particolato ne e grossolano, PM 2,5 e PM10 , comunque da tempo documentato per quanto riguarda le patologie respiratorie quali l'asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva, e quelle cardiovascolari di carattere ischemico. Due grossi studi di coorte in America hanno mostrato che l'inquinamento atmosferico dovuto alle polveri ni causa aumenti nella mortalit per tutte le cause, ed in particolare per malattie cardiache e per tumori polmonari (1314). Un aumento di 24,5 g/m3 nell'inquinamento da polveri PM2,5 risultato associato con un aumento del 31% nella mortalit per cause cardiopolmonari. E' stato anche dimostrato che bruschi aumenti nelle polveri ni emesse da inceneritori, per esempio a seguito di cambiamento nella direzione del vento, causano aumenti signicativi negli infarti del miocardio. La OMS, con un comunicato emesso il 14 Aprile 2005 (15), dichiara che non esiste livello accettabile di sicurezza per il PM2.5; e ci contrasta con l'attuale assenza di limiti di legge. Ancora la OMS, il 15 giugno 2006, ha calcolato che in 13 citt d'Italia con oltre 200.000 abitanti si sono vericati 8220 decessi/anno in conseguenza all'inquinamento da PM10 (16). La dispersione ambientale di microinquinanti da parte dell'inceneritore poi pi pericolosa perch meno controllabile di quella proveniente da altre attivit antropomorche quali il trafco veicolare e le attivit industriali. Nel mese di giugno del corrente anno, all'interno della Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute nelle aree ad alto rischio in Italia, contributo del CNR per i lavori dell'VIII Commissione permanente ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, il dott. Bertolini, direttore del Programma Salute e Ambiente dell'OMS, ha rilasciato preoccupanti dichiarazioni. A proposito degli effetti dannosi delle polveri sottili ha sostenuto che "in Italia il 20% della mortalit riconducibile a cause ambientali prevenibili", precisando che la pianura padana come alcune aree geograche del Belgio e dell'Olanda tra le pi inquinate del mondo, specie per quanto riguarda le micropolveri. Ha inoltre ricordato che il pericolo principale dovuto alle P.M2,5 che entrano subito in circolo nel torrente ematico. Il CNR sostiene inoltre che lo smog uccide in media 8200 persone all'anno nelle maggiori citt italiane. Metalli pesanti I metalli pesanti quali Nichel, Berillio, Cromo, Cadmio e Arsenico aumentano il rischio di cancro al polmone. Alcuni subiscono un processo di bioaccumulazione nel corpo umano; il cadmio ad esempio ha un'emivita di 30 anni. Altri poi sono tossici a concentrazioni estremamente basse. Sempre il Cadmio per quanto riguarda l'assorbimento a dosi elevate correlato al rischio di cancro e cardiopatie ischemiche; mentre anche a dosi bassissime interferisce coi meccanismi di riparazione del DNA ed aumenta la suscettibilit ad altri cancerogeni. Il Mercurio in presenza di elevate temperature diventa un gas rimosso solo parzialmente da ltri speciali con carboni attivi. Si pensi che la maggior parte delle 6.000 tonnellate rilasciate annualmente in atmosfera a livello mondiale siano di prevalente provenienza dagli impianti di incenerimento. E' una sostanza neurotossica che pare essere implicata nelle encefalopatie degenerative quali il morbo di Alzheimer, nei processi di difcolt dell'apprendimento e nella sindrome da iperattivit. Particolarmente pericolosa l'assunzione di questo metallo in gravidanza
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per i danni encefalici del nascituro. Ossidi di azoto Il Biossido di Azoto (NO2) determina una serie di danni principalmente sui polmoni, ma anche su milza, fegato e sistema emopoietico, dimostrati in studi su animali. Si stima che nei bambini di et compresa fra i 5 e 12 anni ci sia un aumento del 20% di sintomi respiratori per ogni suo incremento di 28 g/m3. Studi in Giappone hanno mostrato un'incidenza pi elevata di asma ed un aumento di mortalit per cancro del polmone in relazione a livelli crescenti di NO2. Nelle emissioni degli inceneritori esiste una sinergia di effetti nocivi sulla salute fra ossidi nitrosi, polveri e metalli (17). Orientamento della letteratura medica Numerosi studi sono stati condotti dagli anni `80 ad oggi per valutare l'impatto sulla salute umana degli impianti di incenerimento: 46 di questi, condotti fra il 1987 e il 2003 sono recentemente stati oggetto di revisione (18). Ben 32 hanno riguardato la salute della popolazione residente in aree vicine agli inceneritori, 11 sono stati condotti su lavoratori addetti agli impianti, 2 su popolazione residente e lavoratori, ed uno condotto in Giappone ha valutato l'impatto di alti livelli di diossine ed analoghi sui residenti in prossimit di tali insediamenti. In 14 studi si anche ricercata la presenza di biomarcatori e sostanze ad effetto mutageno (policlorodibenzodiossine - dibenzofurani, idrossipirene, tioeteri) nei liquidi biologici, riscontrando eccessi signicativi in oltre la met di essi. Le neoplasie infantili, che sono fortunatamente patologie relativamente rare, stanno registrando un costante aumento che desta allarme; in Europa si registra un aumento negli ultimi 30 anni dell' 1% / anno per l'et da 0 a 14 anni e dell'1,5% / anno da 14 a 19 anni, con trend in crescita (19). In prossimit di impianti di incenerimento stato segnalato un aumento di mortalit per neoplasie infantili con Rischio Relativo, RR, variabile da 2 a 2,2. Si tratta quindi di una correlazione statistica fortemente signicativa. I principali effetti indagati sono quelli legati ad un aumentato rischio di neoplasie solide ed ematologiche. Infatti in 2/3 degli studi condotti per indagare la relazione col cancro in quanto a mortalit incidenza e prevalenza, si riscontrata una associazione signicativa per neoplasie a carico di: esofago, stomaco, intestino, fegato, sarcomi dei tessuti molli, linfomi non Hodgkin, neoplasie infantili e soprattutto neoplasie polmonari. Ulteriori danni sulla salute umana sono stati oggetto di indagine con riscontro di riduzione della funzionalit respiratoria, riduzione degli ormoni tiroidei nei bambini, problemi di accrescimento e sviluppo sessuale negli adolescenti, aumento di malformazioni, parti gemellari, proporzione pi alta di nati femmine. Si inoltre notato un aumento degli eventi sfavorevoli a carico della sfera riproduttiva quali aborto spontaneo, basso peso alla nascita, malformazioni, mortalit perinatale. Inne un incremento delle patologie ischemiche e cardiovascolari, dislipidemie, alterazioni del sistema immunitario ed allergie. Nonostante la intuibile complessit di tutti questi studi (tempo di esposizione, migrazione di
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popolazione, altri fattori concomitanti di rischio, stato socio economico, relativa rarit delle patologie in esame), la review del 2004 a cui si fa riferimento conclude comunque per un documentato aumento di rischio per linfomi non Hodgkin, sarcomi dei tessuti molli, neoplasie polmonari, e neoplasie nell'infanzia per la popolazione residente in prossimit degli impianti di incenerimento. Gli studi pi importanti in ambito nazionale sulla patogenicit della diossina sono stati quelli elaborati sulla coorte di Seveso, che hanno dimostrato un aumento della incidenza e della mortalit per tutti i tumori. Negli ultimi anni apparsa una pubblicazione che metteva in rilievo la presenza di un cluster di sarcomi molli tra i residenti nel raggio di due chilometri da un inceneritore per residui industriali di Mantova (20). Pi recentemente stato evidenziato un altro cluster di tale tipo di sarcomi e di linfomi non Hodgkin nel comune di Campi Bisenzio, nella zona dell'inceneritore di San Donnino (21). BIBLIOGRAFIA: 1) Direttiva 2001/80CE; "Condanna dell'Italia per emissioni in atmosfera dai grandi impianti di combustione". Maggio 2005. 2) Comunicato stampa Articolo: "Identication and Quantication of Volatile Organic Components in Emissions of Waste Incineration Plants". OMS 15 giugno 2006. 3) "Impatto sanitario dell' incenerimento di RSU"; GEA 1/2006. 4) "Health effects of exposure to waste incinerator emissions: a rewiew of epidemiological studies". Annali Istituto Superiore Sanit, 2004. 5) "Salute in cenere?", e "Vivere vicino agli inceneritori: le esperienze italiane". SNOP, Societ nazionale degli operatori della prevenzione, aprile 2006. 6) "Studio MISA- 2, in citt si muore d'aria" ARPA Rivista, n. 4, luglio/agosto 2005. 7) "Sanit: diossina, ricerca nesso inceneritori-tumori". Studio pubblicato da ANSA, Venezia, 4 settembre 2006. 8) "Etude d'incidence des cancers proximit des usines d'incenration d'ordures mnagres". Invs, Departement sant environnement, 2006. 9) "Long-term exposure to air pollution and incidence of cardiovascular events in women". New England Journal of Medicine - febbraio 2007. 10) Posizione ufciale ISDE (associazione medici per l 'ambiente). 11) Documento realizzato dall' ISDE - Sezione Provinciale di Parma. 12) "MISA; metanalisi italiana degli studi sugli effetti a breve termine dell'inquinamento atmosferico 1996-2002". Epidemiologia & Prevenzione; anno 28 (4-5) Luglio-Ottobre 2004, supplemento. 13) "Spatial analysis of air pollution and mortality in Los Angeles"; Jerret Michael e coll.; Epidemiology vol. 16 (6), Nov. 2005, p.727-736. 14) "Particolato atmosferico ne e ricoveri ospedalieri per cause cardiovascolari e respiratorie"; F.Dominici e coll.: Jama 295; p.1127-1134; 8 marzo 2006". 15) Comunicato OMS "Particulate matter air pollution: how it harms health" - 14/04/2005. 16) Comunicato stampa Articolo: "Identication and Quantication of Volatile Organic
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Components in Emissions of Waste Incineration Plants".OMS del 15 giugno 2006. 17) "Analisi medica riguardante il progetto di ampliamento dell'inceneritore di riuti solidi urbani nel territorio forlivese"; R.Ridol e P.Gentilini, 23 ottobre 2006. 18) Quarto Rapporto della Societ Britannica di Medicina Ecologica - dicembre 2005. 19) Incidenza e mortalit di cancro in bambini e adolescenti europei. Lancet - dicembre 2004. 20) "Cluster di sarcomi molli tra i residenti nel raggio di 2 km da un inceneritore per residui industriali di Mantova". Comba e coll.; Occup.Environ.med. 2003;60;680-683. 21) "Clusters di sarcomi dei tessuti molli e di linfomi non Hodgkin nel comune di Campi Bisenzio; inceneritore di San Donnino". Biggeri,Catelan; Epid.&Prev.29, maggio-agosto 2005, 156-59. 22) "Relazione della Commissione Scientica Universitaria sulla Centrale Turbogas". Sito internet del Comune di Ferrara. 23) "Rapporto ambiente-salute nel prolo di salute della popolazione del comune di Ferrara per l'anno 2001". Dipartimento Sanit Pubblica, modulo di epidemiologia , 2006. 24) "I tumori in Italia - Rapporto 2006. Incidenza, mortalit e stime". Epidemiologia & Prevenzione; anno 30 (1) gennaio-febbraio 2006 supplemento 2. In fede Dott. Francesca Cigala Fulgosi Dott. Giancarlo Rasconi Dott. Valerio Vicentini Dott. Liliana Pittini Dott. Mauro Navarra

Alla documentazione medico-scientifica gi indicata dal gruppo di medici dell'ISDE, aggiungiamo le conclusioni e le raccomandazioni di un recentissimo studio Incenerimento dei rifiuti ed effetti sulla salute- 4 Rapporto della societ britannica di Medicina Ecologica - Giugno 2008 (allegato n11)

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Conclusioni 1) Lincenerimento non elimina i riuti. Semplicemente li trasforma in fumi, particolati e ceneri che sono pi pericolosi, sebbene meno visibili, della forma originale. 2) Studi epidemiologici condotti su vasta scala hanno evidenziato che nei pressi degli inceneritori si riscontrano tassi pi elevati di tumori negli adulti e nei bambini e di difetti alla nascita. Studi di portata pi limitata e una grossa mole di ricerche correlate confermano questi risultati e suggeriscono che possa esserci una relazione di causa ed effetto e una serie molto pi ampia di malattie riscontrabili in questo contesto. 3) Recenti ricerche hanno confermato che linquinamento da particolati, specialmente quello da particolati ni (PM2,5), tipico delle emissioni da inceneritori, concorre in modo pesante allinsorgenza di malattie cardiache, del cancro del polmone e di una gamma di altre malattie, causando un aumento lineare della mortalit. Ricerche pi recenti hanno evidenziato aumenti della mortalit ancora maggiori di quanto fosse emerso in precedenza e aumenti della morbilit e mortalit cardiovascolare e cerebrovascolare a seguito di esposizioni agli inquinanti degli inceneritori, sia a breve che a lungo termine. I particolati provenienti dagli inceneritori sono particolarmente pericolosi a causa delle sostanze chimiche tossiche che aderiscono alle loro superci. 4) Tra gli altri inquinanti emessi dagli inceneritori ci sono i metalli pesanti e una gran variet di sostanze chimiche organiche. Tra queste sostanze ci sono cancerogeni accertati, interferenti endocrini e sostanze che possono aderire ai geni, alterare il comportamento, danneggiare il sistema immunitario e diminuire lintelligenza. Per alcuni di questi effetti, quali linterferenza endocrina, sembra non esista alcuna soglia.. I pericoli legati a queste sostanze sono di per s evidenti. Alcuni di questi composti sono stati rilevati a centinaia di migliaia di miglia dalla loro fonte. 5) I pericoli legati allincenerimento dei riuti radioattivi meritano una speciale menzione. Lincenerimento trasforma i riuti radioattivi in migliaia di miliardi di particelle radioattive. Queste particelle introducono il materiale radioattivo nel corpo umano, con un sistema di consegna quasi perfetto. Allinterno del corpo umano il materiale agisce come un emittente interna di radiazioni alfa e beta. Questi tipi di radiazione sono qualitativamente diversi, molto pi pericolosi e molto pi sinistri della radiazione di fondo. Luso di questo metodo per trattare i riuti radioattivi non pu essere giusticato. 6) Gli inceneritori moderni producono ceneri leggere molto pi tossiche che in passato, in quanto contengono grosse quantit di materiale ricco di diossine per le quali non esiste metodo di smaltimento sicuro, tranne la vetricazione, metodo che non viene usato nel Regno Unito. Lo smaltimento delle ceneri in discarica rappresenta una minaccia a lungo termine per gli acquiferi e le relative falde, con il rischio di incidenti abbastanza gravi da richiedere levacuazione dellarea coinvolta. 7) Non sono mai stati affrontati i rischi a cui si espongono le popolazioni locali quando un inceneritore lavora non a regime. Sono in particolar modo rischiose le emissioni durante le fasi di accensione e di spegnimento in cui possono essere rilasciate in due giorni, quantit di diossine maggiori che in 6 mesi di funzionamento a regime..
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8) La preoccupazione pi grande riguarda gli effetti a lungo termine delle emissioni prodotte dagli inceneritori sullembrione in via di sviluppo e sul neonato, con la possibilit concreta di cambiamenti genetici trasmessi alle generazioni future. stata documentata una vulnerabilit alle sostanze tossiche di gran lunga maggiore nellinfanzia, in particolare nei feti, con rischi di cancro, di aborto spontaneo, di difetti alla nascita e di danni cognitivi permanenti. Due recenti studi condotti sul sangue del cordone ombelicale hanno trovato preoccupanti livelli di carichi corporei di inquinanti. 9) I costi dellincenerimento dei riuti diventano proibitivi quando si tiene conto dei costi per la salute. Diversi studi, tra cui quello del governo, indicano che un singolo inceneritore di grosse dimensioni potrebbe costare al contribuente molti milioni di sterline lanno in costi per la salute. In altre parole, sono gli stessi dati del governo che dimostrano come gli inceneritori siano un grosso pericolo per la salute. Quando lindustria dei riuti verr inclusa, come previsto, nel Piano dellUnione europea riguardante gli Scambi delle Quote per le Emissioni (NdT di gas serra), i contribuenti che risiedono in aree dove presente un inceneritore, dovranno non solo vivere in una zona inquinata, ma dovendo anche rispettare il Piano suddetto, si troveranno gravati da milioni di sterline lanno. 10) Lincenerimento dei riuti ingiusto perch ha il suo massimo impatto tossico sui membri pi vulnerabili della societ, durante la gravidanza, nellinfanzia, sui poveri e su coloro che hanno una maggiore sensibilit alle sostanze chimiche Contravviene alla Commissione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, alla Convenzione europea sui Diritti Umani (Diritto alla Vita) ed alla Convenzione di Stoccolma, viola la Legge sulla Protezione Ambientale del 1990 dove si afferma che il Regno Unito deve impedire che le emissioni danneggino la salute umana. Raccomandazioni Per lo smaltimento dei riuti si devono usare i metodi pi sicuri Nel decidere le strategie da seguire per lo smaltimento dei riuti, si dovrebbe sempre tener conto dei costi per la salute. Il metodo per la valutazione dei rischi oggi utilizzato non adeguato. Non garantisce la sicurezza degli impianti progettati, pu facilmente essere di parte, favorendo il gestore dei riuti, non d garanzie scientiche e andrebbe sostituito. E di vitale importanza affrontare il problema sia della quantit che della qualit dei riuti prodotti, mettendo laccento sulla riduzione della produzione di riuti e sul riciclo. Negli ultimi dieci anni sono emerse chiaramente le gravi conseguenze sulla salute dovute allinquinamento da particolati ni; di cui gli inceneritori sono una fonte importante, confermando sempre pi che lincenerimento lopzione meno opportuna per smaltire i riuti. N abbiamo ragione di credere che gli inceneritori pi moderni siano sostanzialmente pi sicuri di quelli precedenti, tenendo conto di tutte le informazioni disponibili e delle ricerche dalle quali risulta che non esistono livelli sicuri per i particolati ni. Inoltre va tenuto conto delle quantit crescenti di plastiche e di sostanze correlate presenti nel usso dei riuti e delle ceneri altamente tossiche prodotte dagli inceneritori moderni,
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Questo rapporto richiama lattenzione verso le numerose insufcienze e la scarsa qualit degli attuali sistemi di controllo. Noi raccomandiamo che per tutti gli impianti di incenerimento dei riuti venga introdotto un sistema di monitoraggio di gran lunga pi rigoroso ed esteso al maggior numero di inquinanti. Chiediamo che il monitoraggio venga effettuato da un istituzione totalmente indipendente, che preveda visite casuali, non preavvisate. Il monitoraggio dovrebbe includere: Il monitoraggio in continuo delle diossine, assolutamente necessario e non a caso obbligatorio in alcuni paesi. Questo tipo di monitoraggio essenziale, considerata la natura estremamente tossica degli inquinanti emessi quando vengono aggirati i sistemi di controllo dellinceneritore. Il Regno Unito non dovrebbe avere gli standard di sicurezza attuali, vista la loro qualit scadente. o Il monitoraggio in continuo dei particolati PM2,5 ed il monitoraggio dei difenil eteri polibromurati (DEPB) (NdT = ritardanti di amma). o Un sistema di rilevamento esteso, collocato intorno agli inceneritori, realizzato dalle Amministrazioni locali per misurare i particolati ed i metalli pesanti. o Il monitoraggio delle diossine nel bestiame allevato nel raggio di 5 miglia intorno agli inceneritori, necessario per il rischio grave e noto del loro bio accumulo nei cibi. o Il monitoraggio periodico dei metalli pesanti e delle diossine nelle ceneri leggere. o Un progetto per monitorare i carichi corporei di alcuni dei principali inquinanti nei residenti presso gli inceneritori. o Il monitoraggio periodico della polvere presente nelle abitazioni delle localit interessate. E particolarmente importante che gli inceneritori non vengano collocati in zone povere o con alti tassi di mortalit, dove probabilmente il loro impatto sulla salute sarebbe massimo. Questo peserebbe ulteriormente sulla disuguaglianze di carattere sanitario. (N.B. attualmente 9 inceneritori su 14 sono stati costruiti nel 20% delle circoscrizioni pi disagiate 329 ). Dovrebbero essere eliminati gli attuali sussidi e vantaggi scali a favore degli inceneritori. Meritano di essere presi seriamente in considerazione i divieti oppure un sistema di tassazione sui materiali riciclabili smaltiti negli inceneritori o in discariche. assurdo considerare le ceneri pesanti come sostanze inerti, dato il loro contenuto elevato di diossine. La loro collocazione in discarica dovrebbero essere gravato da un sistema di tassazione pi elevata. Raccomandiamo che non vengano pi costruiti inceneritori.

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CONCLUSIONI
-Considerato

che le Direttive CEE, e le norme nazionali d'attuazione, insistono sulla prevenzione e

riduzione integrate dell'inquinamento, cio si pongono come obiettivo quello di evitare o ridurre al minimo le emissioni nell'aria, nell'acqua e nel terreno, allo scopo di conseguire un elevato livello di protezione dell'ambiente;
-considerato

che il D.Lgs 3/4/2006, n. 162, parte quarta, invita le Autorit competenti nella

pianificazione sui rifiuti a recuperare o smaltire i rifiuti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente, precisando all'articolo 178, comma 3, che: "La gestione dei rifiuti effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalit, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell'utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nel rispetto dei principi dell'ordinamento nazionale e comunitario, con particolare riferimento al principio comunitario "chi inquina paga"". -considerato che gli inceneritori sono classificati fra le industrie insalubri di Classe I in base all'Art. 216 del testo unico delle Leggi Sanitarie (G.U. n 220 del 20/09/1994, s.o.n.129). -valutato che, con l'entrata in funzione del nuovo impianto di incenerimento, nella sua massima potenzialit di 130.000 tonnellate annue, si otterr un sicuro peggioramento della qualit ambientale della citt con inevitabili quanto prevedibili ricadute sulla salute della popolazione nella sua generalit; -tenuto conto che dalla letteratura sono noti esempi eclatanti di inquinamenti causati da sostanze prodotte dagli inceneritori come le diossine e i furani (sostanze cancerogene e mutagene), metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio), e nanopolveri (PM 2,5 e PM 1); -ricordando la necessit di applicare i Principi della Legislazione Ambientale della Unione Europea (art. 174-176), sanciti con i trattati di Maastricht ed Amsterdam, che si fondano sul Principio della Precauzione, principio n. 15 della Dichiarazione di Rio de Janeiro, "Quando vi la minaccia di un danno serio ed irreversibile, la mancanza di una piena certezza scientifica non deve essere utilizzata come motivo per rinviare l'adozione di misure i cui risultati sono proporzionali ai costi al fine di prevenire la degradazione dell' ambiente" e sul Principio di Prevenzione "correzione in via prioritaria alla fonte dei danni causati all'ambiente", appare dunque evidente l'esposizione della popolazione a pericoli ulteriori per la salute che la realizzazione di cui si discute andrebbe ad aggravare.

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Tanto esposto, si richiede di valutare se sia stata effettuata una corretta procedura di tutela della salute umana, animale e ambientale, ed in caso negativo valutare se ricorrano ipotesi di reato.
Dichiarano, altres, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 408 c.p.p., di voler essere informati in caso di richiesta di archiviazione della presente notizia.

Bolzano,

IN FEDE

Maria Teresa Fortini Paola Dispoto Alessandro Cosi Argante Brancalion Roman Zanon Andreas Riedl Pierluigi Gaianigo Claudio Vedovelli Claudio Campedelli

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