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Anno XXXVIII n.

256 Settembre e Ottobre 2015

NOTIZIARIO

Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo


dei Frati Minori
Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

Indice
Riflessione del Ministro Generale Assemblea UFME

Consiglio di Cooperazione
Baccanello 5 settembre 2015

10

Assisi 8 e 9 ottobre 2015

11

Dal Definitorio
Monza 27 ottobre 2015

13

Testimonianze di vita fraterna


Nella Vigna del Signore

16

Poesia di fr. Pio Tagliabue

17

Ordinazione sacerdotale e diaconale 10 settembre 2015

18

Dai Monasteri

22

Quando il canto si fa interprete della Parola

25

Il magistero dei migranti

29

Poesia di fr. Pio Tagliabue

32

FilmiAmo

33

Notizie di Casa

35

In memoria fr. Carmelo Confalonieri

39

In memoria fr. Anacleto Mosconi

43

Anno XXXVII N. 255 Settembre-Novembre 2015

INCONTRO DELLE CONFERENZE DEUROPA - UFME


DUBROVNIK, CROAZIA - 19 OTTOBRE 2015
RIFLESSIONI DI FR. MICHAEL A. PERRY, OFM
MINISTRO GENERALE E SERVO
Siamo ad un bivio importante per la storia dellumanit. Un mondo
nuovo sta per nascere e soffre le doglie del parto. La donna che
partorisce soffre, ma quando nato il suo figlio ritrova la gioia

(Verso le periferie con la gioia del Vangelo (VPGV), Documento finale,


Capitolo generale 2015, par. 3)
Cari Fratelli Ministri delle Conferenze dEuropa, membri dell0UFME:
il Signore vi doni la sua pace!
una grande gioia per me e per i Definitori generali fr. Ivan, fr. Lrnt e fr. Antonio essere
qui con voi questi giorni riuniti in assemblea per condividere le preoccupazioni e gli
interessi comuni, per trovare nuove strategie di collaborazione e per riscoprire come
vivere i valori essenziali della nostra vita di Frati Minori in questo tempo. Questo, come ben
sapete, era il tema centrale del Capitolo generale 2015 e sar anche il tema che guider
il lavoro del Definitorio generale nel prossimo sessennio, durante il quale cercheremo di
liberarci per andare verso le periferie, verso i margini del nostro mondo contemporaneo.
Inoltre, molto chiara la chiamata dallinterno e dallesterno dellOrdine a ritornare ad
essere ancora itineranti e missionari, disposti a portare la Buona Notizia del Vangelo alle
periferie della nostra societ. E questo lo dobbiamo fare in un modo che sia capace di
risvegliare il mondo a nuove possibilit e nuove speranze, e che sappia offrire la
misericordia, il perdono e la potenza della riconciliazione di Dio. In tal modo corroboriamo
la grazia della nostra vocazione alla conclusione di questo speciale anno dedicato alla
Vita Consacrata e ci presentiamo come precursori che annunciano il tema centrale
dellAnno giubilare della misericordia ormai alle porte.
Siamo ad un bivio importante per la storia dellumanit: le nuove sfide che lOrdine dei
Frati Minori deve affrontare in Europa
Ci troviamo ad un bivio importante che plasmer il volto della comunit umana,
dellambiente, della Chiesa e dellOrdine nei prossimi anni.
Nel Documento finale del Capitolo (VPGV) troviamo queste sfide:
, la rivoluzione digitale, che con Internet permette di diffondere le notizie in tempo reale, e
la rivoluzione bioetica che sconvolge il nostro modo di agire sulla natura. Nuove forme di
povert sono nate, ad esempio la disoccupazione di molti giovani, la globalizzazione
della violenza e della paura e il problema dei movimenti migratori di enormi masse di
persone. A tutto questo bisogna aggiungere il cambiamento climatico, che comincia a
preoccupare tutti i governi, e altri grandi problemi ecologici come la deforestazione, la
perdita della bio-diversit e linquinamento dellacqua e della terra, che toccano
soprattutto i pi poveri
a. la rivoluzione economica legata alla globalizzazione;
b. la rivoluzione digitale;
c. la rivoluzione bioetica che sconvolge il nostro modo di agire sulla natura;
d. nuove forme di povert cronica e di disoccupazione;
e. la globalizzazione della violenza e le sue conseguenze;

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il problema dei movimenti migratori di enormi masse di persone, che sta avendo
effetti diretti su molti dei Paesi rappresentati nellUFME nel 2014 cerano 60
milioni di rifugiati o di migranti interni, 1 ogni 122 persone nel mondo (cf. D.
Graham, 17 giugno 2015, Violence Has Forced 60 Million People From Their
Homes,
The
Monthly
Atlantic,
http://www.
theatlantic.com/international/archive/2015/06/refugees-global-peaceindex/396122/);
g. una globalizzazione della retorica e della violenza terroristica;
h. innovazioni biotecnologiche che stanno avendo effetti irreversibili sullambiente;
i. un contributo negativo da parte delluomo al fenomeno del surriscaldamento
del pianeta, alla distruzione delle foreste e della biodiversit e allinquinamento
atmosferico.
Queste sfide alla qualit della vita umana e dellambiente esigono una maggiore
attenzione da parte della Chiesa, come Papa Francesco ha evidenziato tanto nella
Evangelii gaudium che nella Laudato Si. Ci che non ancora chiaro come noi Frati e
Minori nel nostro tempo risponderemo a queste gravi sfide. Dedicheremo il tempo
necessario ad approfondire la nostra conoscenza dei valori evangelici che sostengono la
nostra vita? Svilupperemo nuove strategie per vivere le Cinque Priorit personalmente e
fraternamente, nelle nostre Province e Custodie? Avremo il coraggio di tuffarci nel cuore
del mondo, analizzando le sfide che ci stanno davanti e usando i migliori strumenti
disponibili delle diverse scienze, unendo le forze con altre persone di buona volont, al
fine di proporre possibili soluzioni a queste domande cosi profonde? Lasceremo che
queste sfide aprano in noi un nuovo desiderio di fare nostra la vita di penitenza vissuta e
proposta da Francesco dAssisi e dai suoi primi Fratelli, semplificando il nostro stile di vita,
creando nelle nostre Fraternit oasi di misericordia, di riconciliazione, di autentico
dialogo e di incontro? Siamo pronti e disposti ad intraprendere il cammino meno battuto
(Robert Frost, The Road Not Taken), il cammino che richiede unautenticit negli obiettivi e
una testimonianza della speranza che ci data nella morte e risurrezione di Ges, un
cammino di penitenza e di gioia evangeliche, e sceglieremo di restare sul cammino
percorso dalla maggior parte dellumanit, un cammino che non ci porta al cuore di Dio
n dellumanit ma, che, al contrario, ci allontana da Dio, da noi stessi e dal mondo?

Nel bosco mi sono ritrovato ad un bivio e io


io ho preso quello solitario e meno battuto,
E questo ha fatto la grande differenza.

(Robert Frost, The Road Not Taken Il sentiero non intrapreso)


Guardare il mondo dalle periferie: sviluppare una nuova ermeneutica per la vita
francescana nel mondo doggi
Una delle cose pi sorprendenti che capitata nella Chiesa essersi spostata dal centro,
da Roma, per andare verso le periferie, le Chiese locali. Questo movimento cominciato
durante il Concilio Vaticano II, ha preso ulteriore forma nei vari Sinodi della Chiesa, a
cominciare da quello sullevangelizzazione del 1971, per passare poi nei successivi Sinodi
in Asia, nelle Americhe, in Africa e in Europa fuori Roma, ed ancora pi chiaro
nellattuale Sinodo sulla famiglia. Non stato un cammino lineare, bens si interrotto ed
stato ripreso pi volte. Il pericolo che la Chiesa e anche lOrdine ritornino al loro interno
e divorzino dalle realt del mondo e del creato resta una minaccia costante, da tenere
sempre sottocchio.

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Papa Francesco ha anche giocato un ruolo maggiore nel modo in cui la Chiesa vive,
riflette e testimonia attraverso i propri atti di giustizia e di carit. Il fatto che egli provenga
dallAmerica Latina ha avuto un impatto rilevante sul modo in cui egli percepisce il
mondo, la sua comprensione di come la Chiesa debba agire allinterno delle proprie
mura e ci come debba impegnarsi nel mondo composta da comunit ecumeniche,
inter-religiose e culturali. Non intendo offrire unanalisi esaustiva della visione che Papa
Francesco ha della Chiesa e del mondo perch io non ho ancora capito che cosa stia
succedendo nella sua testa gesuito-francescana, e credo che nemmeno nessun altro
sia riuscito a farlo! Comunque, si intravedono dei temi-chiave del suo pontificato, che
risuonano nei suoi scritti, nella sua testimonianza di vita e nel suo incarnare
concretamente ci che definiamo gli specifici valori francescani. Questi temi-chiave
erano gi presenti nella sua testimonianza di vita come Arcivescovo di Buenos Aires e
hanno trovato sviluppo in maniera chiara e sistematica nel suo contributo alla Chiesa
dellAmerica Latina ad Aparecida nel 2007 (cf. http://www.aecrc.org/documents/
Aparecida-Concluding%20Document.pdf ).
Vorrei sottolineare alcuni di questi temi per suggerire a voi, cari Fratelli delle Province e
Custodie delle Conferenze dEuropa, alcune linee di fondo che magari vorrete prendere
in considerazione, mentre lOrdine cerca di rispondere alla sfida di portare il Vangelo ai
confini, alle periferie, nel contesto della situazione storica attuale.
Temi centrali di Papa Francesco:
1.

2.

3.

Dio misericordia totale e non giudizio totale: il punto di partenza di Papa


Francesco riguardo al discepolato cristiano e alla vita di fede cattolica la
convinzione che Dio misericordioso e cerca ogni modo possibile per offrire
misericordia a tutti coloro che la chiedono, senza limiti n condizioni. LAnno
giubilare della Misericordia una chiamata rivolta a tutta la Chiesa ad
intraprendere la missione della misericordia verso tutti. [Ges Cristo il volto della
misericordia del Padre, Misericordiae vultus, 1]. Guardare Dio attraverso le lenti
della misericordia ci porta ad incontrarlo davvero per quel che , ossia il Dio
vivente e amante [cf. Evangelii gaudium, par. 3: Invito ogni cristiano, in qualsiasi
luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con es
Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo
ogni giorno senza sosta].
Dio si prende specialmente cura dei poveri, degli emarginati, di coloro che a causa
della violenza dei sistemi politici, economici e culturali che disumanizzano la gente
e la privano della capacit di vivere nella libert di figli di Dio. La sfida per la
Chiesa abbandonare qualsiasi diritto speciale o privilegio e la ricerca dellautoaccrescimento a motivo del Vangelo. La sfida per tutti i cristiani abbracciare gli
insegnamenti sociali della Chiesa come dimensione costitutiva della nostra fede.
Non riuscire ad integrare i valori evangelici di giustizia, pace, integrit del creato e
riconciliazione nella nostra vita e a cercare di camminare insieme con gli anawim
Adonai significa fallire nel comprendere chi sia Dio e come agisca nel suo e nostro
mondo (cf. Parte IV di Evangelii gaudium, par. 49; par. 176-221).
Dio cerca di abbattere i muri che ci separano gli uni dagli altri. Questi muri sono stati
costruiti allinterno della cristianit e tra il cristianesimo e le altre religioni; separano
le persone di buona volont dai credenti e impediscono loro di collaborare in
armonia per perseguire il bene comune. Per Papa Francesco compito del papa
creare opportunit di dialogo alla ricerca dellunit dei cristiani e ri-orientare
lidentit religiosa al fine di costruire ponti che permettano a persone di diversi
credo e diverse culture di ritrovarsi per cercare cammini di pace e di verit [cf.
Evangelii gaudium, par. 238-258, specialmente il par. 244, Dobbiamo sempre

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ricordare che siamo pellegrini, e che peregriniamo insieme. A tale scopo bisogna
affidare il cuore al compagno di strada senza sospetti, senza diffidenze, e guardare
anzitutto a quello che cerchiamo: la pace nel volto dellunico Dio].
Dio agisce dallesterno verso linterno e dal basso in alto e la Chiesa, che missione,
esce da s per andare dappertutto incontro al popolo di Dio. Questo risulta
evidente nelle omelie, negli scritti e nella testimonianza di vita del Cardinal
Bergogli0/Papa Francesco, che ha scelto coscientemente di vivere in semplicit,
permettendo ai poveri di raggiungerlo e permettendo a s stesso di raggiungere i
poveri. Le sue corse in autobus e metropolitana a Buenos Aires gli offrivano la
possibilit di avvicinarsi alla sua gente e toccare con mano il dramma della vita
umana in tutte le sue forme. Egli spinge la Chiesa a mettere al centro della propria
vita e testimonianza gli interessi altrui, specialmente quelli dei poveri e degli esclusi,
e non il carrierismo e labuso di potere [cf. Evangelii gaudium, par. 27: Sogno una
scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perch le consuetudini, gli stili,
gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per
levangelizzazione del mondo attuale, pi che per lautopreservazione.]
Dio non cerca il potere ,a preferisce lumilt, non crede nel formalismo ma cerca la
semplicit, laccessibilit e la condivisione del ruolo dellautorit in una maniera
che rifletta il rispetto reciproco, la promozione della corresponsabilit e lo sviluppo
della collegialit come modello del servizio dellautorit. Papa Francesco cerca di
potenziare le Chiese locali, affidando loro maggiori responsabilit e impegnandole
in modo pi chiaro e costruttivo in ogni settore della vita della Chiesa, imparando
ad ascoltare la voce dello Spirito che parla ovunque nella Chiesa, non solo nel suo
centro.
Dio desidera sporcarsi, entrare nella tragedia umana della vita della gente, nella
sofferenza del creato e dare voce alla gente e al mondo che soffrono. Ci
ricordiamo tutti la sua predica in cui ha invitato i pastori ad avere lodore del
gregge. Pertanto, la Chiesa chiamata ad uscire dalle sue strutture fisiche e
mentali per abbracciare gli essere umani e il creato in un modo che istilli fiducia,
costruisca confidenza e promuova coraggio e speranza per tutti i popoli.
Dio il Dio dellospitalit, che accoglie chi scappa dalla violenza e dalla minaccia
di morte verso posti dove poter trovare tranquillit e nuove opportunit di vita in
libert, per poter vivere una vita degna da esseri umani. Nonostante alcune
soluzioni proposte da Papa Francesco per rispondere alla crisi della migrazione
mondiale non siano praticabili n contengano dettagli sufficienti per aiutare la
gente a compiere le giuste decisioni, egli comunque d voce a uno dei
fondamenti biblici pi profondi: accogliere lo straniero, lorfano, la vedova e i
poveri. Papa Francesco estende questa esperienza di ospitalit a coloro che si
sono sentiti allontanati dalla Chiesa, i cattolici divorziati risposati, gli omosessuali, chi
ha praticato o provocato
laborto e tutti coloro che si
sono sentiti emarginati dalla
Chiesa istituzionale.

Una Chiesa che da testimonianza


alla vita, morte e risurrezione del
Signore Ges e ai valori proposti
dalle beatitudini del Regno di Dio
(cf. Mt 5) una Chiesa che,
secondo Papa Francesco, porta in
s e condivide col mondo la visione
di un Dio umile, che misericordia

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totale. Il Dio che adoriamo personale, amante, misericordioso e fedele. Il nostro Dio
esce da s e entra nellesperienza esistenziale di ogni singola persona e del creato
attraverso lIncarnazione. Il nostro Dio rimane fedele alla promessa fatta ad Abramo e
Sara di restare, abbracciare e accompagnare lumanit e il creato nella via verso la
piena realizzazione del Regno.
I temi-chiave del pontificato di Papa Francesco, che guidano la chiesa, delineano gli
elementi fondanti di quanto, vorrei suggerire, potrebbe costruire una nuova ermeneutica
francescana per vivere il Vangelo nel XXI secolo, qui in Europa e in ogni parte del mondo
francescano. Ecco questi elementi fondanti:
1.

2.

3.

4.

Un Ordine di Fratelli che cercano di rinnovare ogni giorno la propria relazione


personale con Ges Cristo e fanno s che Egli scorra nella loro vita la nostra vita!
con misericordia, perdono, accoglienza, amore e gioia. Le crisi che alcuni Fratelli
attraversano, la crisi economica che ha colpito fortemente la Curia generale e altre
Istituzioni dellOrdine in Europa e anche altrove e la crisi di umanit e di fede nella
vita fraterna e nel servizio dellautorit ci impongono di approfondire la nostra
relazione con Dio, lasciando che Dio ritorni al centro della nostra vita, del nostro
agire e del nostro servizio di autorit e di animazione. Dobbiamo, inoltre, cercare la
riconciliazione tra noi in uno spirito di rinnovamento, cercando di perdonarci a
vicenda, per ogni violenza che possiamo aver esercitato sugli altri, a livello personale
o istituzionale, nelle nostre Entit, a livello di Conferenza e a livello di UFME. Non
potremo procedere finch non ci saremo riconciliati, individualmente e
istituzionalmente.
Un Ordine che cerca la via della minorit e della semplicit di vita, abbracciando il
valore evangelico del vivere sine proprio, liberandosi per vivere e diventare amici e
fratelli dei poveri e degli emarginati, dei rifugiati, delle vittime di traffici umani e di
ogni forma di violenza, di ingiustizia e di disumanizzazione. Questo potrebbe avere
serie ripercussioni sulle scelte che compiamo rispetto a dove dobbiamo vivere e
lavorare e dove dobbiamo porre le fraternit di formazione, come molti voci al
Capitolo generale hanno evidenziato, specialmente voci dallAmerica Latina.
Un Ordine caratterizzato da uno spirito di dialogo in ogni settore di vita, sia allinterno
(tra i Fratelli) che allesterno con tutte le istituzioni e i popoli; un Ordine che
promuove i valori del Regno di Dio, che vive il sogno della riunificazione delle Chiese
cristiane, che cerca una maggiore prossimit e un senso di fraternit condivisa con
credenti di altre fedi, con non credenti e con tutte le persone di buona volont.
Sollecitando unaccesa discussione sulla crisi ecologica che il mondo sta
affrontando, Papa Francesco convinto che possiamo collaborare in tutte le
dimensioni della nostra vita: ecumenica, inter-religiosa, culturale e scientifica. un
ottimista radicale perch crede che il dialogo cominci quando viene fatta
riemergere limmagine di Dio iscritta in ogni singolo essere umano. E cos anche la
ricerca del bene comune arriva al centro degli interessi politici, economici e socioculturali. Noi Frati Minori, siamo pronti ad essere promotori di dialogo? Abbiamo le
qualit necessarie, personali e tecniche, per portare avanti la nostra vocazione di
uomini di fede e di dialogo?
Siamo convinti davvero che il dialogo sia una qualit essenziale della nostra vita e
vocazione?
Un Ordine caratterizzato da un rinnovato spirito missionario, dove i Fratelli si sentono
spinti da Cristo ad uscire e condividere la Buona Novella attraverso la testimonianza
di vita; dove le Province e le Custodie siano disposte a sacrificare i Frati migliori, per
lasciarli camminare in modi nuovi, sviluppando forme che possano incarnare i valori
francescani, forme in linea con i pi profondi valori della nostra tradizione ma che
possano anche offrire nuove opportunit affinch il popolo di Dio possa fare

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esperienza dellamore, della misericordia, della pace, della riconciliazione e della


gioia del Vangelo. Questo avr serie ripercussioni sulle nostre attuali buone opere
e strutture, nelle Provincie e nelle Custodie, come pure nella Curia generale. Questo
dovrebbe sfidarci ad interrogarci sulle strutture fisiche che attualmente usiamo per
realizzare la nostra missione di governo e amministrazione: sono le migliori possibili per
loggi? O forse dobbiamo riflettere e decidere di abbandonare queste strutture in
cerca di altre che ci aiutino a attuare la missione che Dio affida oggi al nostro
Ordine? Questo implica che anche il Governo generale dellOrdine dovr riflettere
sulla sua presenza nella Curia generale a Roma e sulla possibilit di aprirsi a nuove
opportunit in futuro.
Un Ordine profondamente impegnato a combattere ogni forma di peccato sociale
(S. Giovanni Paolo II, 1984, Riconciliazione e penitenza, par. 16), impegnato nei valori
trasversali di giustizia, pace, integrit del creato e riconciliazione. Il Capitolo generale
2015 ha dichiarato urgente il bisogno per tutti i Fratelli dellOrdine di integrare i valori
di GPIC e della Dottrina Sociale della Chiesa nelle dimensioni spirituale, fraterna e
missionaria della nostra vita. Ci sono ancora delle incomprensioni, delle paure e
delle reticenze tra i Frati in alcune parti dEuropa e in altre parti dellOrdine che
impediscono loro di abbracciare le dimensioni sociali del Vangelo, la Dottrina
Sociale della Chiesa, lasciando che essa dia forma alla loro spiritualit, alle loro
relazioni fraterne e alla loro testimonianza evangelica nel mondo. Lattuale crisi dei
rifugiati aggiunge ulteriore pressione sulle societ e sulla Chiesa, testando la
credibilit della nostra fede. possibile, inoltre, che i nostri Paesi lascino crescere le
nubi di un nuovo nazionalismo e protezionismo, che oscurano i valor pi profondi
che hanno permesso la fondazione di queste nazioni. Queste stesse nubi rischiano di
penetrare la corazza del nostro impegno evangelico, trasformando alcuni Fratelli in
nazionalisti esasperati, chiusi nei confronti di coloro che scappano da pericoli che
minacciano la loro vita. Non dobbiamo lasciarci fuorviare da questi venti di paura e
di xenofobia, n permettere che oscurino e trasformino il nostro cuore e la nostra
mente. Al tempo stesso, dobbiamo essere critici e analitici, riconoscendo il bisogno
di rispettare il dominio della legge e facendo molta attenzione ai singoli rifugiati, per
non permettere che individui violenti e dediti al terrorismo infiltrino violenza e odio in
Europa come in altre parti del mondo. E dobbiamo dialogare tra noi per vedere
come possiamo rispondere, in qualit di Fratelli nel Vangelo, alle difficolt dei poveri,
dei rifugiati, delle vittime di ingiustizie e allinarrestabile distruzione del creato. Al
Capitolo emersa chiaramente la preoccupazione per le condizioni di vita del
pianeta. Questa preoccupazione stata sollevata fortemente dai Fratelli asiatici,
che stanno sperimentando in prima persona le conseguenze negative delle crisi
umana ed ecologica di cui Papa Francesco parla nellEnciclica Laudato si. Il
Capitolo generale 2015 ha gi dato mandato al definitorio generale di preparare un
documento sulla salvaguardia del creato; ma io sollecito ogni vostra Entit a
intraprendere il processo di formazione alla luce della Laudato si e a verificare i
modi in cui state o meno rispondendo alla crisi ecologica.
Un Ordine che mostri i valori del sine proprio e della semplicit di vita nella gestione
economica. Come ricorderete, uno dei primi argomenti trattati nel Capitolo
generale 2015 stato quello della crisi economica, che sta impedendo alla Curia
generale di mantenere fede alle proprie responsabilit. emerso chiaramente che
molte altre Entit dellOrdine non stanno amministrando i beni che Dio e il popolo di
dio ci hanno affidato secondo i valori della nostra vocazione francescana e le
direttive della Chiesa. Non possiamo fare sconti alla trasparenza, al rispetto delle
leggi dei Paesi dove viviamo e in cui operiamo. Non ci sono modi miracolosi per
aumentare i guadagni e assicurarci cos una stabilit economica. La recente crisi
economica ha messo in luce tutto ci. Inoltre, dobbiamo aiutare i Fratelli a riscoprire

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la grazia del lavoro e della fatica.


Dobbiamo aiutarli ad rendersi conto di
essere corresponsabili di quanto riceviamo
come corrispettivo per il nostro servizio al
popolo di Dio e per il nostro lavoro. I nostri
Fratelli Cappuccini hanno scelto come
tema del loro Consiglio Plenario 2015 proprio
questo tema: La grazia del lavoro. Il
piccolo
manuale
Lamministrazione
francescana delleconomia offre una
visione semplice e chiara di come
dobbiamo usare delle risorse che sono state
messe a nostra disposizione per grazia di Dio. La presentazione dei valori biblici,
ecclesiali e francescani che devono guidare le nostre pratiche viene compendiata
da linee-guida molto specifiche e concrete. Questo documento e i passi concreti in
esso proposti in materia di trasparenza economica, dovrebbe essere studiato da tutti
i Frati, a livello personale, locale e provinciale. Per di pi, le line-guida dovrebbero
essere integrate in tutti i sistemi di rendicontazione economica, nella speranza che
questi possano essere legalmente conformi e possano riflettere i valori pi profondi
che diciamo di abbracciare come Frati e Minori.
Un Ordine i cui membri a livello di UFME, di Conferenze e di Province e Custodie sono
impegnati a scoprire nuove vie da percorrere per una collaborazione tra le
Conferenze, tra le Province e tra le Entit seria e sempre pi intensa. In unepoca di
diminuzione numerica, di invecchiamento (ingrigimento) e di decrescita delle
vocazioni, abbiamo davanti a noi due alternative tra cui scegliere in questo preciso
momento storico: la vita, che significa impegnarsi con altre Entit allinterno delle
Conferenze e dellUFME, convogliando le energie, le risorse e le forze che abbiamo
per condividerle e costruire qualcosa che serva a ciascuno e a tutti allo stesso
tempo; oppure la morte, ossia lasciarci consumare dalla decrescente capacit di
governarci, di animare e di impegnarci nellevangelizzazione missionaria della
Chiesa e dellOrdine. Il sentiero della morte smaschera la mancanza di fiducia che a
volte nutriamo reciprocamente tra diverse Entit dellOrdine. Riconosciamo e
onoriamo le esperienze e le sensibilit storiche e culturali, ma queste non possono
diventare una scusa che blocchi lazione. Alcune Entit preferiscono morire piuttosto
che collaborare. Altre Entit hanno scoperto una nuova energia e una rinascita
della speranza tra i Fratelli grazie al dono della collaborazione fraterna. Lo scopo
della collaborazione non deve mai essere la sopravvivenza. La collaborazione serve
a promuovere un rinnovamento nella visione, nel coraggio, nella speranza e nella
gioia e non a prolungare lagonia della morte e ad allungare la processione verso il
cimitero. Il prezzo da pagare per la collaborazione lasciar andare il potere e il
controllo, lasciando che Dio porti qualcosa di nuovo in noi e tra di noi. Sollecito tutte
le Entit dellUFME a seguire il cammino della collaborazione immediatamente e con
determinazione, lasciando spazio allaspettativa che Dio operer miracoli in noi e tra
di noi. Questo vale anche per i programmi di formazione iniziale come per ogni altro
aspetto di governo e di animazione della vita dei Fratelli.
Un Ordine che spera che tutto possa diventare unico, che i tre Primi Ordini OFM,
OFMConv e OFMCapp possano iniziare un processo di dialogo, di scambio e di
collaborazione, per intraprendere un cammino spirituale e fraterno che possa, un
giorno, creare le condizioni per la riunificazione degli Ordini in un unico Ordine dei
Frati Minori. Come gi sapete, la Pontificia Universit Antonianum, il Seraphicum e
lIstituto Francescano di Spiritualit diventeranno lunica Universit Francescana
entro Pasqua 2018. La decisione gi stata presa e si concretizzer senza se e senza

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ma. I rispettivi centri di studio hanno tempo fino a Pasqua 2018 per creare le strutture
necessarie per portare avanti questa unificazione.
Litinerario triennale verso il futuro
C anche il cammino di penitenza, riconciliazione e riscoperta del dono della nostra
comune vocazione condiviso tra OFM, OFMConv, OFMCapp e TOR. Questo cammino
avr luogo negli anni 2016-2018 e cercher di promuovere un maggior senso della
vocazione e della fraternit condivise. Nel 2016 lattenzione si concentrer sulla
commemorazione dellVIII centenario del Perdon dAssisi. Sar un tempo di penitenza, di
perdono e di riconciliazione tra i Fratelli dei differenti Primi Ordini e del TOR.
Nel 2017 si celebrer il V centenario della Bolla Ite vos che in realt divise i membri della
Famiglia Francescana in Frati Minori della Regolare Osservanza e Frati Minori Conventuali.
Ci sforzeremo di interpretare in una nuova prospettiva le forze e gli eventi che portarono
alla divisione dellOrdine dei Frati Minori, chiedendo perdono e cercando nuove strade
per superare le offese storiche e le diverse interpretazioni e nutrendo la speranza e il
sogno di uneventuale riunificazione. La visita di Papa Francesco ad Assisi e i suoi
suggerimenti ai Ministri generali hanno sollecitato fortemente il desiderio e il bisogno di
avvicinarci di pi gli uni agli altri e di cercare il sentiero dellunit.
Nel 2018 ci impegneremo a rafforzare sempre pi i legami gi esistenti, studiando nuove
possibilit per vivere e lavorare insieme in modo interobbedienziale. Lunica Universit a
Roma un asso in questa direzione. Si parla seriamente anche di creare diverse nuove
fraternit interobbedienziali in diverse parti del mondo. La speciale relazione che esiste da
tempo al centro studi S. Bonaventura di Lusaka, in Zambia, mostra come davvero sia
possibile lavorare, studiare, pregare e vivere insieme. I Frati delle Case generali OFM,
OFMConv e OFMCapp hanno cominciato ad incontrarsi condividendo la preghiera e il
pasto fraterno.
Cosa potrebbe essere fatto in pi a livello di Province e Custodie e a livello di Conferenze
Europee e di UFME per aiutare i Fratelli a entrare nello spirito di questo cammino triennale
di fede, speranza e amore? So che ci sono Fratelli ed Entit che troveranno difficolt a far
proprio questo suggerimento, a motivo di conflitti storici, di offese di diverso tipo e di
reciproca sfiducia. Allo stesso tempo, molti Frati Minori (OFM) in Europa hanno amici
Conventuali, Cappuccini e del TOR. Pertanto, non impossibile immaginare di
partecipare a questo cammino triennale di condivisione. Il Definitorio generale sostiene
appieno tale percorso e far tutto il possibile per incoraggiarlo e favorirne la piena
realizzazione. Riteniamo e speriamo che questo processo potr aiutarci a crescere nella
costruzione della fiducia fraterna vicendevole allinterno del nostro Ordine, favorendo la
disponibilit a edificare un futuro sempre pi condiviso.
Promuovere una maggiore collaborazione tra le Entit in Europa: quale futuro per lUFME?
Come molti di voi sanno, alcune entit dellUFME non sono pienamente rappresentate a
questo incontro. Diverse sono le motivazioni, che saranno esposte dal Vice-Presidente
dellUFME, fr. Michel Laloux. Questo fatto deve farci fermare a riflettere ed esiger
unanalisi seria dello scopo e della missione dellUFME in futuro. Limportante, credo,
continuare a promuovere vari forum di discussione in cui approfondire la nostra vocazione
comune, condividere quanto impariamo nelle nostre Entit e anche nel lavoro di
collaborazione con le altre Entit e cercare modalit per promuovere ulteriori progetti di
collaborazione che coinvolgano non solo le strutture interne ma che ci sfidino a crescere
nel nostro impegno verso il mondo doggi. Da questa analisi approfondita sullo stato
delle questioni umane ed ambientali lUFME e altri forum di condivisione tra Entit
potranno aiutarci a sviluppare una maggiore capacit di collaborazione, al fine di
reperire nuovi strumenti e metodi per portare avanti il programma specificamente

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francescano di evangelizzazione missionaria in ogni angolo dEuropa Est, Ovest, Nord e


Sud.
Suggerisco di non cercare i possibili sviluppi futuri dellUFME basandosi su quanto stato
fatto, elencando i successi o i fallimenti di alcuni progetti collaborativi del passato.
Dovremmo, invece, guardare al futuro del mondo, al futuro della risposta della Chiesa e
della nostra risposta alle sfide urgenti e pressanti che stanno di fronte ai nostri fratelli e
sorelle, specialmente i poveri e gli emarginati, e che stanno di fronte alla nostra casa
comune, al nostro pianeta. Dovremmo porci questa domanda centrale: come Ordine,
chi dobbiamo diventare, perch Dio ci chiama a diventare, per il bene del mondo, del
pianeta e dellEuropa? Limpegno a rispondere a questa domanda centrale richieder
molto sacrificio, limpiego delle nostre qualit migliori per compiere analisi e preparare
proposte dazione, e la disponibilit da parte di tutti i Fratelli ad impegnarsi
reciprocamente per il bene del pianeta, della comunit umana, della Chiesa e
dellOrdine.
Anche se lUFME non realizzasse mai pienamente le aspettative dei Fratelli delle diverse
Entit che la compongono, dovremo ritornare ancora e sempre alla fonte della nostra
comune vocazione e dovremo trovare nuove vie per collaborare pi strettamente per il
Regno di Dio, in nome della nostra presenza e testimonianza francescane e per il bene
del mondo e del pianeta. Io temo solamente che, se continueremo a lavorare nei nostri
piccoli, angusti mondi, chiudendoci in noi stessi, sperpereremo le nostre energie solo in
manutenzione e assistenza, derubandoci e derubando i Fratelli della possibilit di creare
una nuova visione, una nuova speranza e una nuova testimonianza condivisa della nostra
vita evangelica per il bene del mondo e del creato.
In ultima analisi, due sono le domande cui dobbiamo necessariamente rispondere.
Primo: crediamo di essere chiamati ad andare verso le periferie con la gioia del Vangelo?
Secondo: se rispondiamo positivamente e se questo impegno sta al centro della nostra
attenzione e del nostro impegno concreto di vita, come possiamo aiutarci lun laltro al di
l delle nostre rispettive identit e strutture provinciali o custodiali per realizzare questa
comune vocazione francescana in Europa e nel mondo doggi?
Grazie per la vostra cortese attenzione!

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Consiglio di Cooperazione
Fr. Massimo Fusarelli d inizio alle 9.30 allincontro odierno del Consiglio
di cooperazione con la preghiera ispirata al Vangelo liturgico del
giorno. I Ministri sono tutti presenti.
Il primo punto allOrdine del giorno la verifica della Assemblea dei
Definitri svoltasi a San Zeno di Montagna dal 24 al 28 agosto scorsi. Fr.
Massimo invita i Ministri ad uno scambio di valutazioni sullandamento
della esperienza.

Baccanello
5 settembre
2015

Assemblea Definitori:
Nello scambio viene sottolineata la positivit della esperienza, che
porta a compimento - dodicesimo anno - la tradizione di questo
appuntamento che anno dopo anno diventato uno strumento
importante per il cammino verso la unione delle Province: nonostante
la difficolt e la parziale novit degli argomenti trattati
(Amministrazione economica, Fondo Comune, Attivit commerciali), il
clima era molto buono. Lo spazio dedicato alla Evangelizzazione ha
visto la verifica dei Progetti di Evangelizzazione in atto, e la scelta della
Assemblea di dare particolare sottolineatura alla priorit della
Pastorale Giovanile e della Cura Pastorale delle Vocazioni.
Documento finale della Assemblea Definitri:
Viene dedicato uno spazio di confronto sul testo finale. Vengono
approvate la bozza di Introduzione e di conclusione. Viene concordato
di rinominare tutte le proposte come decisioni, in quanto approvate
allunanimit e quindi vincolanti, ad eccezione della 3.6 approvata a
maggioranza (orientamento); viene pertanto modificata la
numerazione dei punti 1 e 2.
Lineamenta Capituli:
Fr. Massimo Fusarelli presenta ai Ministri le modifiche operate nel testo
dei Lineamenta in base alle osservazioni emerse nel corso della
Assemblea. Viene ricordato che i Lineamenta raccolgono i contributi e
le proposte emerse durante la prima fase di preparazione al Capitolo,
che ha visto coinvolti Segretariati, Settori, Economi e Definitori, e
dovranno guidare la seconda fase di preparazione, aperta a tutti i frati.
Secondo la scelta votata allunanimit durante la Assemblea Definitri,
viene sottolineata con forza nel testo la priorit data alla Pastorale
Giovanile e Cura Pastorale delle Vocazioni.
Vengono suggerite lievi correzioni di forma che vengono inserite nel
testo.
Si concorda che nella presentazione che verr fatta per i Guardiani
durante la Assemblea di settembre, si aiuti a comprendere il senso del
cammino fatto ed il contesto generale

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Viene poi ricordato che la metodologia ad


imbuto che si scelto di seguire per la
preparazione
al
Capitolo
richiede
che
lInstrumentum Laboris debba essere pi
semplificato rispetto ai Lineamenta, anche per
aiutare a focalizzarsi - in sede di Capitolo - sulle
proposte emerse e sulle questioni pi importanti.
Si concorda infine che i Ministri possano inviare
commenti e correzioni sul testo dei Lineamenta
fino al 10 settembre prossimo.

Moderatore FoPe, e vengono concordati gli


interventi:
- Luned 28 settembre pomeriggio: sr. A. Smerilli;
- Marted 29 settembre Proposte e progetti per
la
gestione
economica:
a
cura
del
Coordinamento Economi;
- Mercoled 30 settembre:
Presentazione
Documento
Assemblea
Definitori: fr. Francesco Bravi;
Presentazione dei Lineamenta e del
cammino verso il Capitolo 2016: fr. Massimo
Fusarelli e fr. Stefano Dallarda;
Percorsi e iniziative FoPe 2015-16: fr. Fabio
Piasentin;
Presentazione del Documento COMPI
Criteri e percorsi pedagogici per le tappe
della Formazione iniziale: fr. Lorenzo
Raniero;

Gruppo di lavoro sulle Attivit commerciali:


Fr. Massimo Fusarelli introduce la discussione sul
Gruppo di lavoro per il discernimento da
operare sulle Attivit commerciali, come deciso
nella Assemblea Definitri di San Zeno di
Montagna, e vengono fatte alcune ipotesi di
nomi.
Bozza del nuovo Sito Web:
Fr. Stefano Dallarda presenta la bozza del Sito
Web della nuova Provincia, approntato da fr.
Giampietro Gobbo e dal sig. Francesco
Baratella. La bozza viene approvata. Si
concorda che il Sito, ancora nella sua veste
provvisoria, venga fatto conoscere ai frati, in
modo da avere qualche mese di tempo di
rodaggio per consigli e indicazioni prima della
nascita della nuova Provincia.
Lindirizzo per visitare la bozza il seguente:
http://www.ofmve.it/ofmni

Spesa Laboratori Territoriali:


Viene preso in esame il preventivo di spesa per le
3 giornate FoPe previste per ottobre. Si concorda
che la spesa venga coperta dagli Economati
provinciali in base al numero dei partecipanti per
ciascuna Provincia.

Assemblea Guardiani:
Viene preso visione del programma della
Assemblea, inviato da fr. Fabio Piasentin,

Lincontro del Consiglio si conclude con il


tradizionale Agimus alle ore 11.52 per poter
partecipare alla Iniziazione alla Vita Consacrata
dei nuovi novizi.

Varie ed eventuali:
Fr. Massimo Fusarelli comunica che Samuel, in
accoglienza ad Arco, ha lasciato la Casa e
terminato il cammino; pertanto lanno di
Postulato sar iniziato da 2 candidati.

Fr. Massimo Fusarelli d inizio alle 15.30 allincontro odierno del


Consiglio di cooperazione tenuto ad Assisi - Casa Leonori - dove i
Ministri provinciali sono riuniti per la annuale Assemblea COMPI. Come
di consueto lincontro incomincia con la preghiera ispirata al Vangelo
liturgico del giorno. I Ministri sono tutti presenti.

Assisi
8-9 ottobre
2015

Fr. Francesco Bravi condivide la sua esperienza ad Assisi nei primi giorni
di ottobre per lofferta dellolio della lampada votiva a san Francesco
offerto questanno dalla Regione Lombardia insieme ai Vescovi
lombardi.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Assemblea Guardiani:
Segue una valutazione dellandamento della
recente Assemblea Guardiani tenutasi a
Castelletto di Brenzone dal 28 al 30 settembre.
E stato molto apprezzato il contributo di
riflessione sulla economia di sr. Alessandra
Smerilli. Buona la partecipazione dei frati ed il
clima di condivisione e di familiarit, nel quale
si respirava gi laria della nuova Provincia.
Mappatura:
Viene dedicato un ampio spazio di riflessione
allesame della Mappatura delle presenze, in
vista della nascita della nuova Provincia.
Viene ripreso il lavoro della apposita
Commissione che aveva lavorato nel 20102011, poi discusso nella Assemblea Definitri di
Pergine dellagosto 2012, ed il mandato della
stessa Assemblea che affidava il proseguo del
discernimento della Mappatura al Collegio
dei Ministri . Viene sottolineato che il processo
di ridimensionamento e ridefinizione delle
nostre Presenze non legato se non
indirettamente al processo di unione delle
Province, ma si fonda su una valutazione
realistica delle proprie forze, che si desidera
vivere anche come opportunit per ridefinire
e rinnovare la nostra presenza come Frati
Minori nel Nord Italia. Vengono quindi fatte
alcune
valutazioni
anche
in
vista
dellInstrumentum Laboris del Capitolo.

Vescovo di Treviso (diocesi nella quale si trova


la Casa di Camposampiero ove verr
celebrato il Capitolo) mons. Agostino Gardin,
ex Ministro generale OFM Conv. e gi
Segretario
CIVCSVA,
verr
invitato
a
presiedere lEucaristia in una giornata della
seconda fase del Capitolo.

I lavori per questa


concludono alle 19.25.

Archivi provinciali:
Fr. Maggiorino Stoppa viene confermato
come Ministro referente per gli Archivi
provinciali, e al tempo stesso viene nominato il
dr. Riccardo Pedrini - laico archivista presso la
Curia OFM di Bologna - come perito referente
che sviluppi il lavoro necessario con le
competenze dovute, in particolare in
riferimento alle normative sugli archivi, alla
Mappatura degli Archivi provinciali, al
software ed ai criteri di catalogazione, ed ai
criteri per orientare il passaggio del materiale
vivo al nuovo Archivio provinciale corrente
che avr sede a Milano presso la Curia
provinciale.
Lincontro del Consiglio si conclude con il
tradizionale Agimus alle ore 19.11.

prima

giornata

Il discorso si allarga poi su altri aspetti della


preparazione del Capitolo provinciale. Fr.
Matteo Giuliani viene nominato perito
metodologo per facilitare i lavori capitolari
della seconda parte del Capitolo, ad
accezione delle unit di lavoro dedicate agli
Statuti particolari, per le quali viene nominato
fr. Cristoforo
Paskiewicz (della Casa di
Voghera)
in
quanto
presidente
della
Commissione preparatoria per la bozza Statuti
particolari.
Economia:
Fr. Mario Vaccari relaziona sul lavoro del
Coordinamento
Economi
riguardante
il
Budget di previsione, gli Uffici e la Mappatura
delle Attivit, ed il cammino di fusione degli
Enti.
Segue
uno
spazio
di
riflessione
e
discernimento, in particolare sugli Uffici del
nuovo Economato e sulla gestione dei
dipendenti.

si

Venerd 9 ottobre 9.00


Nella prima parte della mattina si prosegue
nel confronto sulla Mappatura.
Preparazione del Capitolo provinciale:
Fr. Mario Favretto presenta il verbale
dellincontro della Commissione liturgica per il
Capitolo 2016 e le proposte emerse. Lanalisi
verte soprattutto sulla celebrazione della
mattina del 16 maggio 2016, data della
nascita della nuova Provincia a Padova:
struttura della celebrazione e momenti di essa,
luoghi e spazi adatti.
Viene concordato di estendere linvito a
questo evento al Presidente e ai Ministri
provinciali COMPI, al Ministro provinciale
Conventuale
e
ai
Ministri
provinciali
Cappuccini, ai presidenti regionali OFS. Il

Il segretario
fr. Stefano Dallarda

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Dal Definitorio
Monza

27 ottobre

2015
I lavori iniziano alle ore 9.30 con una breve preghiera per la
famiglia, scritta in occasione della conclusione del recente Sinodo
sulla Famiglia. Segue lapprovazione unanime dei verbali del XXIV, XXV
e XXVI Congresso definitoriale.
Il Ministro informa circa le condizioni dei fratelli ammalati e
ricorda fr. Carmelo Confalonieri recentemente tornato alla casa del
Padre.
Il Ministro provinciale ripercorre velocemente gli eventi
significativi della vita della Provincia dellultimo periodo. Il 5 settembre,
a Baccanello, le vestizioni e professioni; il 25 settembre linaugurazione
della struttura polifunzionale che la Fondazione Piatti ha realizzato
nellex-seminario di Varese; dal 2 al 4 ottobre il pellegrinaggio ad Assisi
in occasione dellofferta dellolio per la lampada votiva da parte
della Regione Lombardia; dal 5 all8 ottobre lAssemblea COMPI ad
Assisi; il 9 ottobre, sempre ad Assisi, il Consiglio di Cooperazione. Il 10
ottobre, a Chiampo, presso il Santuario del Beato Claudio Granzotto,
lordinazione diaconale di fr. Cristiano Castegnaro.
Fr. Francesco Bravi ricorda inoltre che il 18 e 19 settembre fr.
Massimo Fusarelli, coadiuvato da fr. Roberto esperto in materia
economica, ha effettuato la visita canonica alla Curia provinciale.
Oltre allincontro fraterno con il Ministro, lEconomo e il Segretario, fr.
Massimo Fusarelli ha ripreso alcuni aspetti della gestione della
problematica finanziaria della Provincia.
Fr. Almiro Modonesi ha partecipato, in vece del Ministro
provinciale, allAssemblea dellUFME tenutasi a Dubrovink dal 19 al 24
ottobre u.s. Nel corso dei lavori, a cui ha partecipato anche il Ministro
generale, stata verificata lattuazione delle decisioni dellultima
Assemblea. In particolare, la scelta di aprire almeno una fraternit
internazionale in un paese del nord-europa ove non c la presenza di
francescani. Dopo aver chiarito la competenza per la costituzione
della suddetta fraternit, lUFME ha ribadito la stessa opzione espressa
nellAssemblea precedente. Nei lavori Assembleari stato altres
chiarito che la Comunit Europea dispone di fondi cui possono
accedere anche le strutture caritative conventuali che si adoperano
in favore dei migranti e dei rifugiati (ad es. mense, dormitori). E stato
deciso che lEuroframe verr organizzato con scadenze tali da non
sovrapporsi alla GMG, e con la collaborazione degli Assistenti GiFra e
degli Animatori vocazionali. Fr. Sabino Iannuzzi, attuale presidente
COMPI, stato eletto presidente dellUFME.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Fr. Marco Fossati ha partecipato, in vece del Ministro provinciale, allAssemblea regionale
della CISM. Si continuata la riflessione sulla struttura dellorganismo e sulla revisione dello statuto.
Fr. Marco parteciper anche alla prossima Assemblea nazionale CISM che si terr a Bari dal 4 al 6
novembre p.v. Il tema dellAssemblea sar: Il denaro deve servire e non governare. La
responsabilit del superiore maggiore e de suo consiglio per lamministrazione e gestione dei beni
ecclesiastici.
Il Ministro provinciale comunica che il Cardinale di Milano ha istituito chiese penitenziali, per
lanno della misericordia, le chiese di s. Antonio in Milano, di S. Maria delle Grazie in Monza e di S.
Maria nascente in Sabbioncello.
Dal 28 al 30 settembre si tenuta a Castelletto di Brenzone (VR) lannuale Assemblea dei
guardiani delle Province OFM del Nord Italia. Si lavorato per la preparazione del Capitolo di
unione e si sono affrontati argomenti di natura economica (bilancio preventivo, presentazione
della situazione patrimoniale e finanziaria della nuova Provincia, presentazione delle attivit
commerciali). E stato molto apprezzato lintervento di sr. Alessandra Smerilli, docente di
Economia alluniversit, che ha aiutato i guardiani a comprendere limportanza della dimensione
economica della vita, anche della vita consacrata. La valutazione complessiva dellesperienza
assai positiva, il Ministro comunica che anche nella nuova Provincia si organizzeranno degli incontri
di formazione per i guardiani.
Dal 12 al 15 ottobre u.s., in tre sedi diverse dislocate sul territorio del Nord Italia, si sono tenuti
i Laboratori territoriali. Tali incontri sono da collocarsi allinterno del cammino di preparazione del
Capitolo di Unione del maggio 2016. Complessivamente lesperienza stata molto buona, con
larga partecipazione di frati di tutte le Province (49 frati lombardi). E stata molto apprezzata la
modalit (una giornata intera di lavoro: da pranzo a pranzo con pernottamento) che ha favorito
la partecipazione. Qualche gruppo ha proposto di attuare la stessa modalit anche per gli
incontri della nuova Provincia. Unica avvertenza quella di lasciare un giorno libero tra un
incontro e laltro, in modo che anche le piccole fraternit possano allargare la partecipazione.
C stato un ottimo clima di condivisione, concentrando lattenzione sul positivo che gi c.
Limpressione che ci si incontrati tra frati appartenenti ad ununica realt, non si percepito
alcun senso di nostalgia per le vecchie province.
Il Ministro riferisce circa le decisioni del Consiglio di Cooperazione del 9 ottobre scorso (cfr.
apposito verbale). Si sofferma in particolare sulla ripresa della mappatura e consegna a tutti uno
schema riassuntivo che presenta lo status quaestionis. Il Consiglio di Cooperazione ha chiesto a
ciascuna Provincia di individuare un convento a cui attribuire personalit giuridica, per ottenere
eventuali finanziamenti regionali. Dopo breve confronto si ritiene che il convento pi adatto a tale
scopo sia il Convento di S. Antonio in Milano.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Dal Definitorio

Il Ministro legge e commenta la Decisione 1.1 dellAssemblea dei


Definitri di S. Zeno in Montagna ove si richiede unadeguata formazione
sia a livello provinciale che locale sui temi dellAmministrazione comune,
sulle Attivit non istituzionali non lucrative e commerciali. Si decide, su
proposta del CAE, di organizzare due incontri per gli economi locali: il 24
novembre, a s. Antonio in Milano, sul bilancio preventivo; un altro incontro
nel mese di dicembre per completare la formazione sul bilancio preventivo
e per informare su altri aspetti della vita economica (in questoccasione si
potrebbero raccogliere anche i premi assicurativi). Per informare
adeguatamente tutti i frati, non essendo possibile organizzare un incontro
assembleare, i membri del CAE si rendono disponibili per incontrare le
singole fraternit in occasione di uno dei capitoli (o altro incontro) gi
programmati dalle fraternit. Tale incontro dovrebbe avvenire entro il mese
di dicembre e avrebbe come oggetto: azzeramento del fondo presso
economato provinciale, trasferimento del fondo TFR dei dipendenti
alleconomato provinciale a partire dal 2016, informazioni su ogni altro
aspetto economico-amministrativo.
Si passa alla Decisione 2.3.2. LAssemblea di s. Zeno ha chiesto ai
singoli Definitri di verificare le attivit commerciali della propria Provincia al
fine di valutare la sostenibilit economica, le forze richieste, limpronta
carismatica, missionaria e sociale, procedendo ad eventuali chiusure o
ridisegno delle stesse, elaborando proposte concrete da sottoporre al
Capitolo provinciale di unione. Le uniche attivit commerciali della
Provincia sono il Centro dAccoglienza di Gargnano del Garda (BS) e le
Edizioni Biblioteca Francescana (EBF). Dopo un breve confronto si decide di
invitare al prossimo Congresso definitoriale fr. Paolo Canali cos che possa
presentare nel dettaglio lattivit delle EBF.
Il Ministro chiede a fr. Almiro Modonesi la disponibilit a visitare il
monastero delle sorelle clarisse di Lovere per la preparazione al capitolo
elettivo; fr. Almiro accetta. Fr. Francesco Bravi comunica che visiter
personalmente il monastero delle sorelle clarisse di Milano.
Il Definitorio incontra la fraternit di Monza per un momento di
fraterna condivisione sul cammino della comunit a partire dalla relazione
del Visitatore generale. Ci si sofferma in particolare sullimportanza di
definire un chiaro progetto di vita fraterna che integri i molti e diversificati
impegni dei frati (santuario, assistenza poveri, ostello, missioni al popolo,
pastorale ad extra). Si riflette anche su alcune questioni economiche
(lavori e aspetti finanziari) della Provincia e della fraternit.
Si decide che il prossimo Congresso definitoriale si terr a S. Angelo in
Milano il 1 dicembre 2015. I lavori del Congresso definitoriale si concludono
alle ore 16.35 circa. A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen!

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Testimonianze di vita Fraterna


NELLA VIGNA
DEL SIGNORE

Rezzato

11-13

Settembre
2015

L'estate sul finire, le ombre iniziano ad allungarsi, le foglie ad


ingiallirsi.. ma la gioia del Signore non si spegne e quale modo migliore
di condividerla se non con altri giovani, dividendosi tra canti, preghiere,
balli, riflessioni e lavoro nella natura?
Lo scorso fine settimana Ges ha invitato noi giovani a Caprino
Veronese, in mezzo ai filari, con Fra Matteo, Fra Enrico e Fra Gibo per
farci capire ancora una volta attraverso il lavoro e la condivisione che
lui la nostra vite e che solo insieme a lui possiamo generare frutti.
E' gi, lavoro e condivisione.. mica sempre facile il cammino
con Ges..!
Per portare frutto ci vuole un po' di impegno e la volont di
mettersi in discussione per capire in che modo lui ci chiama, cosa ha
pensato lui per noi.. qual , secondo lui, la nostra missione. Bisogna
tornare alla semplicit, alle cose essenziali e ci vuole il coraggio dire di
no quando ci accorgiamo che quello che ci circonda o la realt che
stiamo vivendo non ci appartiene.
Questo weekend con altri giovani in cammino come me e con
delle guide spirituali che portano Ges in mezzo a noi, posso dire di
aver gustato di nuovo la semplicit dei bambini che mangiano seduti
per terra nel cortile dell'oratorio o su un prato e sono felici, la tranquillit
e la pace del lavoro sano, quello in mezzo alla natura che rispetta i suoi
ritmi e le sue regole, l'allegria di ballare e cantare tutti insieme senza
pensare al giudizio degli altri, ma vivendo con gioia il momento e la
condivisione, s del cibo, s degli spazi comuni, ma soprattutto della vita
nella sua interezza, dei dubbi che attanagliano i giovani, delle loro
perplessit e anche delle rinascite e delle riscoperte gioiose.
Ora la vita s che ha un senso; non si va a letto insoddisfatti, non
ci si alza con la voglia di lamentarsi, ma si cammina per mano con
Ges, per portare la sua gioia in mezzo a tutti e per prendere per mano
tutti i tralci che si sono staccati dalla vite.

di Giulia
Aldeni

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Testimonianze di vita Fraterna


NELLA VIGNA
DEL SIGNORE

DI P. PIO TAGLIABUE

NOI TUTTI, ECCETTO I PIGRI, LAVORIAMO,


E QUANDO SIAMO INFERMI, NON POSSIAMO;
MA CA ANCHE CHI NON VEDE LORA
DI SUDARE PER USCIR DALLA MALORA.

DALLA BOLIVIA

COSCIENTE DEL PROBLEMA, IL BUON GES,


CHE SEMPRE CI SORVEGLIA DA LASS,
CI CHIAMA NELLA SUA VIGNA A LAVORARE

ANCHE SE STIAMO VIVI IN FONDO AL MARE.

LA VIGNA DEL SIGNORE IL SUO REGNO


E LA VITE DA CURARE OGNI ELETTO.
BISOGNA RIMANERVI CON IMPEGNO,

ZAPPANDO CON LA CROCE E RINUNCIANDO AL LETTO.

QUELLI CHE EGLI CHIAMA DI MATTINA,

NON DEVONO NASCONDERSI IN CANTINA,


MA ANDARE SOLLECITI AL LAVORO,

PREGANDO SOLI O CANTANDO IN CORO.

LE VITI HANNO SEMPRE ALCUNI TRALCI

CHE SEMBRANO CRESCIUTI A PUGNI E A CALCI,


E CHI LI VUOL POTARE AD ARTE,

NON PU LASCIAR LESPERTO DA UNA PARTE.

EGLI A MEZZOD TORNA A CHIAMARE

ANCHE CHI SI SEDUTO PER PRANZARE:

SI RESO CONTO CHE VIENE LA TEMPESTA,


ED HA BISOGNO DI UNA MANO LESTA.

NECESSARIO STENDERE LE RETI


SUI FILARI ED AIUTARE I VECCHI PRETI
CHE VANNO A BENEDIRE QUALCHE PIANTA

COL SECCHIO RICOLMO DI ACQUA SANTA.

NEL POMERIGGIO VISITA LA PIAZZA

E VEDE MOLTI SEDUTI CON LA TAZZA.

E AL CHIEDER: PERCH TANTI SFACCENDATI?


RISPONDON: PERCH NESSUNO CI HA CHIAMATI.
ALLORA EGLI DICE ANCHE AI REFRATTARI:
VI ASSUMO TUTTI COME MISSIONARI,
O COME SACERDOTI O RELIGIOSI,
MA NON VOGLIO N I LADRI N I MAFIOSI.
ANDATE ALLA MIA VIGNA, CHE UN CALVARIO:
L C LAVORO ANCHE FUORI ORARIO;
E PORTATE CON VOI IL FERTILIZZANTE

ALLIMBRUNIRE, QUANDO MANCA UNORA,


IL GRAN SIGNORE CHIAMA ALTRI ANCORA.
SON TRISTI, DEPRESSI ED ANNOIATI,
PERCH FINORA NESSUNO LI HA APPREZZATI.
MA CONFIDANDO NELLA SUA PROMESSA,
VANNO ALLA VIGNA, POI ANDRANNO A MESSA,
E INCOMINCIAN CON FERVORE A SRADICARE,
TRAPIANTARE ED INNESTARE A TUTTO DARE.
E GIUNTA LA DOLCE ORA DEL SALARIO,

RIUNISCE TUTTI QUANTI LIMPRESARIO,

E D LA STESSA PAGA AGLI INGAGGIATI,


ANCHE SE I PRIMI SI SONO LAMENTATI.

PERCH CRESCANO I TRALCI DELLE PIANTE.

E CHE SI COMPIA CI CHE IL PROFETA DICE:


DOVUNQUE LA VIGNA METTER RADICE
E DAR OMBRA, UVA E VINO BUONO
A CHI VIVE SOPRA E SOTTO IL TRONO!

MA CON CIASCUNO IL SIGNORE STATO BUONO


E GLI HA DATO MONETE DA ULTRASUONO,
PERCH LAVORARE PER LUI GI UN ONORE
ED ASSICURA PER SEMPRE IL GRANDE AMORE.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Testimonianze di vita Fraterna


ORDINAZIONE
DIACONALE
di fr. ALBERTO
BURATO e
fr. CRISTIANO
CASTEGNARO
ORDINAZIONE
SACERDOTALE
di fr. FRANCO
DRIGO

Chiampo

10 ottobre
2015

Mons.
DINO
DE ANTONI
Vescovo
Emerito di
Gorizia

E' con un po' di commozione che anch'io applaudo al vostro


"Eccomi", detto con entusiasmo giovanile, accompagnato dai vostri
genitori, familiari, superiori, amici e parrocchie che vi hanno seguito,
incoraggiato, supportato in questi anni di formazione.
Alla commozione si aggiunge la gioia personale di ordinare un
giovane al sacerdozio e altri due al diaconato nella famiglia
francescana che ha dato e d tanto alla Chiesa. Mi sento di dire che
siamo di fronte a un triplice miracolo che si compie in questo
incantevole nuovo tempio di Chiampo.
Il miracolo siete voi giunti ai piedi di questo altare, per mettervi al
servizio dei fratelli nella Chiesa con lo spirito francescano nel quale
siete stati formati.
Miracolo per le vostre storie personali.
La prima di fra Alberto, ragioniere, perito informatico,
programmatore, conoscitore dell'inglese e del russo, esperto in ambito
musicale (dentro il quale non si fatto mancare nulla: musica
religiosa, classica, gospel, spirituals), appassionato di computer, di
fumetti e di video giochi. Ha vissuto il servizio civile presso la Caritas di
Vicenza, si coinvolto nelle esperienze di Medjugorie, di Taiz, del
mondo focolarino, senza trascurare, tramite pap e mamma, il
Rinnovamento nello Spirito. Per ultimo arrivato s. Francesco ad
affascinarlo e Alberto si arreso. Ora, eccolo qua ad ammettere che
proprio camminando che si capisce la strada.
La seconda una storia, altrettanto interessante , quella di fra
Cristiano, inseguito dal Signore fin dalla terza elementare, quando
aveva scritto in un tema: "Voglio farmi sacerdote per aiutare gli altri".
Cristiano ha cercato pi volte di svicolare. Nel tentativo di defilarsi, il
Signore gli ha fatto incontrare l'amore della sua vita, Sandra, che lo
ha accompagnato per circa cinque anni e mezzo nel percorso di un
normale matrimonio. E' stata un 'esperienza ed un dono bellissimo,
anche se attraversato dalla sofferenza e dalla morte. Con Sandra,
Cristiano ha scoperto che bisogna fidarsi del Signore, di non temerlo,
perch Lui ci vuol bene. Ora dal cielo ti guarda, meglio ancora qui
presente, e ti ringrazia, fra Cristiano, perch anche tu sei stato per lei il
dono pi grande che Dio le abbia fatto. Attraverso anche il suo aiuto,
ora sai che cosa il Signore voleva da te, dopo la vostra storia di
amore.
Anche quella di frate Franco stata una vita ricca di esperienze
concrete: cantante, responsabile di un negozio di musica, fidanzato,
innamorato della Bibbia, in servizio agli ultimi, agli emarginati, alle
missioni, con un particolare interesse per il mondo mussulmano,
pronto ora a rispondere al Signore al modo di Francesco.
Frate Franco, come tu stesso racconti, un giorno hai incontrato il
Signore: " Mi colp - hai scritto - molto l 'atteggiamento di questo tale

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

[quello del vangelo di Marco di questa sera] che visto Ges, "gli corse incontro", e "gettandosi
in ginocchio davanti a lui", gli rivolse una domanda! Quando lessi - tu continui - che si trattava
di un tale, una persona anonima, [che normalmente sottintende il lettore] mi sentii interpellato,
come se parlasse di me, di ci che anch'io potevo vivere. Pensai che la domanda che
spingeva questo tale a correre incontro a Ges e mettersi in ginocchio davanti a Lui, era
urgente (correre), importante (gettandosi) e profonda (in ginocchio)... Era una domanda che
si portava dentro una risposta [ti sei detto] e che chiedeva di essere ascoltata per poter
permettere la giusta formulazione comprensibile anche al suo cuore". E cos la tua vita
divenuta una storia ricca di sorprese! Quell'intuizione ti risuona ancora dentro, sapendo che " Il
Vangelo stato scritto da chi ha vissuto molto per strada, e seduto per terra", in
atteggiamento umile per obbedire al Signore.
Queste le vostre storie personali, che ora vorrei inserire nelle pagine della Scrittura proposte
da questa celebrazione. Sono brani brevissimi, folgoranti, testi costitutivi del ministero
apostolico, che mettono in luce alcuni elementi essenziali dell'essere ministri del Signore, ai
quali dovrete ancorare la vostra vita sacerdotale e diaconale, se vorrete abitare da cristiani il
nostro tempo. Sono atteggiamenti che S. Francesco ha ritenuto essenziali per la vita dei suoi
frati.
l. Il primo l'ascolto. Ascolto che bisogna praticare
in primo luogo verso la Parola di Dio "pi tagliente di
una
spada",
non
dimenticando
per,
contemporaneamente, che egli ci parla anche nel
cuore del mondo. E allora ascoltare indica una
disposizione di apertura nei confronti dell'altro, una
volont di imparare dall'altro, un riconoscimento,
almeno implicito, del bisogno e del vuoto. Tutto ci
postula superare tutte le tentazioni di paura spesso
dovute alla diffidenza e alla rigidit delle nostre
posizioni. Francesco fu libero da queste paure. Non
lo spavent neppure la diversit del Sultano, dal
quale non temette di presentarsi. Ci viene chiesto
allora di imparare la pazienza e di mantenerci
aperti alla trascendenza in una relazione diretta
verso Dio nella preghiera. Ci che Francesco ha
sempre cercato nel suo rapporto con il Creatore,
con la natura e con l'uomo. La preghiera
certamente di somma importanza. Per questo un
diacono ed un presbitero, naturalmente, sono legati
alla partecipazione regolare alla celebrazione della
santa eucaristia e alla recita dell'ufficio divino. Ma
l'ascoltare ancora pi importante, in quanto la
preghiera non "performance", ma ascolto. Ascolto
di Dio per chiedergli: "Cosa vuoi che io faccia?";
"Che cosa stai facendo, Dio, in queste circostanze?".
E ancora: "Quelli che ascolto che cosa mi stanno
rivelando di ci che tu, Dio, dici e fai e vuoi che io
dica e faccia?". di fondamentale importanza che i
fedeli possano discernere, se si trovano di fronte a
un uomo che pratica la presenza di Dio o pratica la
presenza della propria presenza.

19

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Testimonianze di vita Fraterna


2. Una seconda esigenza ce l'ha presentata la prima lettura,

formulando la richiesta della prudenza e della sapienza, che si


concretizzano nel discernimento. Esso il criterio che ci permette di
riconoscere ci che possiamo imparare e prendere dalla nostra
attenzione a questo mondo che Dio ama. Discernere la capacit di
sentire un suono al di l del brusio della vita normale; esso rappresenta il
dono di vedere - attraverso le apparenze e al di l di essel'interconnessione fra tutte le cose in Dio e ci impegna a fare nostra
l'immagine di una Chiesa "aperta", senza smettere di essere critica,
fondamentalmente serena e a proprio agio, nella modernit. Ricordate
la grotta alla periferia di Assisi, dove, secondo il Celano, Francesco si
ritirava per conoscere la volont di Dio? Cercate spesso la "vostra"
grotta per capire voi stessi, gli altri e il mondo.
3. Un terzo atteggiamento caratteristico della vostra scelta di vita
l'itineranza che vi permetter di aprire delle strade, tracciare sentieri,
lungo i quali Dio si fa conoscere come compagno della nostra
umanit. Tutti i cristiani sono in cammino sulla strada del Vangelo, voi
ancora di pi perch avete lasciato tutto. La leggerezza della vostra
itineranza vi permetter di essere pi vicini ai poveri, solidali con quanti
vivono alla periferia della societ e della vita, a quanti sono ai margini,
resi fragili e in situazione di precariet. Il Poverello di Assisi fu in questo
un grande maestro! State per diventare ufficialmente presbitero e
diaconi, cio servitori, non solo per voi stessi, ma per esercitare e per
promuovere la dimensione collettiva della diaconia della Chiesa, in un
mondotentato dall' individualismo e da una eccessiva preoccupazione
della propria realizzazione. Come Francesco, cercate di camminare
insieme con tutta la Chiesa per abitare questo tempo; da lui imparate
ad amarla e a "parlare bene" di essa, non in termini di estraneit, ma in
termini di implicazione e di partecipazione. La Chiesa un nostro
affare, perch insieme, nella celebrazione della liturgia e dei
sacramenti, secondo la diversit dei carismi e dei ministeri, siamo tutti
chiamati ad esercitare la nostra diaconia a servizio dei nostri
contemporanei.
4. Lultimo elemento la fraternit francescana, facilitata dall'aver
lasciato padri, madri, fratelli e sorelle in nome suo. Essa funzioner per
solo se vissuta dentro una squadra nella quale ci sia moderazione e
sobriet, preghiera e carit, capacit di ospitare l'umano, dentro un
tessuto forte, vitale, dentro legami teneri e stabili. Essa vi chiede di
agire in equipe: "Ciascuno secondo il dono ricevuto". Non siete stati
chiamati ad entrare in un esercito, ma a far parte di un'orchestra dove
ognuno suona la sua parte, perch si esalti la musica comune. La
ricchezza inesauribile del mistero di Cristo ha bisogno di mille volti, di
mille doni. Ognuno deve contribuire a formare il volto del Maestro
secondo il dono ricevuto. Ci comporta di coltivare il ministero

20

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

dell'unit, di avere la passione di far suonare a tutti insieme la musica del mondo e della vita.
Non sognate di suonare tutti gli strumenti, n immaginatevi tutti direttori d'orchestra. Dal primo
violino all'ultimo strumentista, tutti, sono necessari per rendere straordinaria la sinfonia.
Ricordate Francesco? A chi gli chiedeva di indicargli il migliore dei suoi frati diceva: Guardate
i frati!, sottintendendo: Tutti insieme i frati formano il frate perfetto. Tutti insieme! La vostra
ordinazione vi inserisce infatti nel contesto numeroso e variegato di una grande famiglia che
cresce e celebra la straordinaria eredit spirituale di uno dei pi grandi santi di tutti i tempi:
Francesco, profondamente uomo e profondamene santo! Da lui traspare un fascino "unico e
irrepetibile", grazie alla sua grande audacia creativa e al coraggio innovativo del suo
approccio "sine glossa" al Vangelo: il vostro modello! Il suo carisma, che ha sedotto le vostre
vite ed all'origine della vostra vocazione e della vostra missione, vi sia caro! Siete figli di un
grande sognatore! Sognate, sognate anche voi! Sognate con gli occhi del cuore che sono
capaci di vedere e di riconoscere la presenza di Dio anche nel suo parlare in modo
misterioso, a volte, per vie non razionali [pensate alla predica agli uccelli]. E sperate, sperate
sempre di quella speranza che si fa operosit, per realizzare le cose grandi che il Signore vuole
compiere attraverso di voi!
La Vergine, Madre del Signore, per la quale Francesco era "animato da indicibile
affetto", venerata nei secoli dall'Ordine Francescano, come testimonia questo santuario
del beato Claudio, perch ha dato a Ges Cristo "la vera carne della nostra umanit e
fragilit ... rendendolo nostro fratello", la Vergine Madre del Signore vi accompagni e vi
protegga sempre. Amen.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

dai Monasteri

Risonanza
di
unesperienza
speciale

DopoORA
essere
statiDUE
accompagnati
alla Verna
domenica 8
ERA
CHE
MONDI COS
DISTANTI
settembre ed aver trascorso il giorno seguente in preghiera,
TROVASSERO
UNA QUALCHE
COLLISIONE!
ritrovandoci
solo per le celebrazioni
comunitarie
e per i pasti nel grande
refettorio,
stato
partire
(appartenente
alladifraternit
Cos
si espresse
donbello
Fabio,
unocon
dei Mario
cappellani
del carcere
Bollate
OFS di Baccanello)
la mattina
di marted 9, uscendo quasi di soppiatto
riferendoci
sulla positivit
dellincontro.
dalripercorriamo
cortile della
foresteria,
dato che
il dopo
nostro unabbigliamento
non
Ma
insieme
il cammino
sereno e fruttuoso
propriamentecomunitario
da pellegrini.
discernimento
ci ha guidate a varcare la soglia della Casa
Lasciato
il santuario
passando attraverso il grande e rigoglioso
di Reclusione
di Milano
Bollate.
bosco che
ne affianca
il viale
ci siamo
trovatiaiutarci
subito a
in
Qualche
parola
su questa
casadidiaccesso,
reclusione
forse pu
difficolt ad ilimboccare
il sentiero
giusto! Ilun
dilemma
ci vita
faceva
comprendere
senso del nostro
condividere
pezzettoche
della
che un
la
po ridere e un po arrabbiare, si sarebbe riproposto diverse volte
abita.
neireclusione
giorni seguenti:
eravamo
noi dei un
super
imbranati,
oppure
Laanche
Casa di
di Bollate
considerata
Istituto
di pena modello
lautrice
guida non
era chiarissima
sue indicazioni
pi
per
le tantedella
opportunit
lavorative,
di studio con
e di le
recupero
sociale che
romantiche
che
pertinenti?
Alla
fine,
in
quella
tragicomica
partenza,
offre ai carcerati. Bollate (con la presenza di circa 1200 detenuti) offre a
sotto
tra il di
divertito
e il compassionevole
gestore
del
tanti
di lo
lorosguardo
la possibilit
confrontarsi
con il mondo deldel
lavoro,
anche
piccolo
bar
in
legno
che
sta
preso
il
parcheggio
dei
pullman,
siamo
esterno con larticolo 21 (ora sono pi di 100). Evidentemente i problemi
finalmente diventano
indirizzati allimbocco
giusto
sentiero!
di stati
reinserimento
molto pi del
forti,
anche
dal punto di vista
Dopo
unora
di cammino
ci siamolaaccorti
di avere
personale;
il rientro
in famiglia,
la sussistenza,
responsabilit
di
Chinuovo
esce
sbagliato
per
mancanza
di
indicazioni
chiare,
prendendo
un
bivio
al
inizia a percepire che cos la vita fuori, la libert e cosa significa
contrario.
A queldipunto
qualche
accidente
allautrice della guida non
essere
responsabili
s e tornare
alla
vita normale.
risparmiato
Anchedi
i segnali
(tau oqui
frecce
di colore
A labbiamo
differenza proprio
per esempio
del carcere
San Vittore
diminuisce
il
giallo)
in
quel
primo
tratto
erano
scarsi
o
scarsamente
visibili
perch
non
bisogno primario, quello immediato, della sopravvivenza anche religiosa.
riverniciati
da anni.
Poi,
grazie al
stupendo
si godeva
Emerge
la ricerca
di un
rapporto
pipanorama
approfondito
con le che
persone
che si
dal
crinale
dei
monti,
i
nostri
animi
si
sono
addolciti...
troveranno a far fronte, dopo anni di reclusione, a tantissimi problemi,
Perso
ormai
il sentiero
canonico, solo grazie al telefono satellitare
non ultimo,
anche
quello
economico.
di momento
Mario, fornito
tracciante
i sentieri
di montagna,
siamo
Dal
chediprogramma
le celle non
sono chiuse,
i detenuti
si muovono
giunti
verso
sera
a
Pieve
Santo
Stefano,
sbucando
provvidenzialmente
liberamente entro alcuni confini ben definiti, percorrono lunghissimi
da unlesentiero
chesono
ci ha
condotto da
proprio
di fronte
al opere
B&B che
corridoi
cui pareti
vivacizzate
affreschi
moderni
di
avevamo
contattato
per lasosta
notturna.
dietro
il nome ulico del
detenuti
artisti
e il cui silenzio
abitato
da un Ma
tenue
accompagnamento
casolare (Il castellare) si celava la dura realt di una notte passata
musicale.
respirando
propriodia mantenere
pieni polmoni
Molte
attivitnon
cercano
vivi gli interessi di questi fratelli e
Appena
entrati
nella
stanza,
da un per
odore
acre
sorelle: laboratori artigianali, scuole con allarmati
corsi diversificati
gradi
e dae
persistente,
abbiamo
finalmente
trovato
il coraggio
di aprire
qualche
anno incontri
formativi
di carattere
religioso,
anche a gruppi,
tra
velocemente
le finestre
facendo
la drammatica scoperta: sotto di noi,
alcune
sezioni maschili
e quella
femminile.
appoggiati
alla parete
della
e a non
di un che
paio accoglie
di metri dal
Distinta
da quella
maschile
e casa
pi ridotta,
la pi
struttura
le
davanzale
finestra,
scorto
grossi maiali
mollemente
donne
vede della
allesterno
unabbiamo
bel giardino,
il due
parlatorio
esterno
dove le
sdraiati. Immediato
divertito allombra
stato il commento:
due
porci sottoIne
detenute
incontrano ei famigliari
di simpatici
ombrelloni.
due
porci
sopra?...
Questi
gli
inizi
genere il reparto femminile un po pi complesso per le dinamiche che
giorno
seguente
di sofferenza affettiva e di conflittualit
scattanoDal
tra le
detenute.
Il grado
bellodonne
percorrere
in rispetto agli uomini per cui vige nei loro
dastato
parte delle
superiore
assolutauna
solitudine
il tragitto
fino
confronti
vigilanza
e una disciplina
pi accurata.
a Montecasale, pernottando al
dopodel
una
EdPasso
eccodi
unViamaggio
giorno, allinizio
mese di maggio, don Fabio ci raggiunse
puntata
alleremo
telefonicamente
avanzando del
alla madre una richiesta da lui stessa
Cerbaiolo
e mantenendoci
ad tuttavia come consequenziale alla
ritenuta
inusuale
che percepiva
una
quota
variabile
dagli
800
tappa del cammino che stava ai
percorrendo con un gruppo di detenuti
1000 metri
quota.
insieme
ad di
alcuni
volontari dellOFS e della GIFRA. In un progressivo

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

dai Monasteri
percorso di conoscenza della spiritualit francescana, dopo la testimonianza di un frate
cappuccino che condivideva la propria esperienza con realt di emarginazione e accanto
alla testimonianza di una coppia di sposi che avrebbero condiviso la loro esperienza di
missione, sarebbe stato significativo lincrociarsi di due mondi reclusi per motivi
evidentemente diversi, per mettere a tema il senso della vita contemplativa allinterno della
famiglia francescana e della vita della Chiesa. La richiesta percorse le ordinarie tappe del
discernimento comunitario ed ebbe bisogno di essere illuminata non solo dalla luce dello
Spirito santo ma dallapporto di ciascuna sorella che nella libert espressiva contribu a
motivare e a maturare lessere comunit in uscita. Certamente le parole di papa
Francesco ebbero un peso non indifferente in ciascuna ma furono molto arricchenti gli
interventi che pur da angolature diverse mossero il motore di ricerca fraterna perch la
nostra adesione o meno fosse il frutto di una ricerca seria, appassionata alla nostra vita e
allumanit ferita. Fu subito evidente che qualora si fosse aderito la testimonianza sarebbe
stata di due sorelle per rendere anche visivamente chiara la nostra identit cos come fu
evidente che questo gruppo, a differenza di tutti gli altri che ci accostano, non avrebbe mai
avuto lopportunit di interpellare in modo relazionale il nostro mondo!
Come non ricordare al riguardo il gesto significativo del Cardinal Martini che scelse di
incominciare le proprie visite pastorali dal carcere di san Vittore (4 novembre 1981) e in una
intervista disse:
Vidi il carcere di San Vittore e sentii che l stava il cuore della citt: lo stimolo pi forte ad
amarla e superare quel muro di indifferenza e di omologazione che invece continuamente ci
tenta. Nel 1985 in unaltra intervista aggiunse. Il carcere il luogo nel quale i problemi della
societ emergono in maniera pi viva; come vedere la societ manifestarsi sotto una lente
di ingrandimento, nelle forme pi estreme: devianze sociali e tante povert, solitudini,
esasperazioni, sofferenze, i casi di chi patisce perch si ritiene innocente. V di tutto. Per cui
quando io posso vivere un po in questo ambiente mi sento molto vescovo, mi sento molto a
mio agio Si fa sentire a delle persone che ci si preoccupa di loro; ci di cui pi essi hanno
bisogno. Per me pi ci che ricavo di quel che posso dare concretamente. Ma un
mondo interessante, tanto pi che penso sempre che un giorno o laltro ci andremo a finire.
Nessuno sa lavvenire. Credo che sia prudente tenere sempre questa ipotesi aperta. Sono
tantissimi i vescovi che sono stati in prigione.
Il discernimento comunitario si orient
ad aderire a questa richiesta e due
sorelle scelte dalla madre iniziarono a
preparare
soprattutto
con
la
preghiera
la
testimonianza
da
rendere in un contesto davvero
speciale dove tutto o quasi veniva
lasciato
allimprevedibilit
delle
domande che sarebbero emerse dal
contesto e che avrebbero poi
orientato il seguito dellincontro.
Sabato 30 maggio alle ore 14.30
dopo vari accertamenti e permessi,
accompagnate da don Fabio, da
una suora che regolarmente affianca
i cappellani e da alcuni volontari,
siamo arrivate con passo spedito al

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

dai Monasteri
luogo dellincontro, una stanza multifunzionale molto sobria con sedie e
sgabelli e abbiamo incontrato e salutato i fratelli detenuti che arrivavano
da due reparti. Sono detenuti che per reati gravi, dopo essere stati
inizialmente al carcere di San Vittore, ora stanno continuando la loro
detenzione in questa casa di reclusione. Mentre gli uomini ci
raggiungevano con libert dazione accompagnati dai volontari, le
donne, arrivate ad incontro gi iniziato e in numero ridotto (solo 11) erano
scortate da una guardia femminile. Uno accanto allaltro, uno stretto
allaltro perch eravamo tanti (circa 70), abbiamo iniziato noi sorelle a
condividere le nostre storie vocazionali in un clima di silenzio e di ascolto,
mentre accompagnati dalla Bibbia, da un quaderno e quanto daltro
alcune penne scrivevano ed annotavano preparando le domande
che poi ordinatamente sarebbero seguite ininterrottamente. Tante
domande, tante sottolineature, tanti accostamenti pertinenti soprattutto
a parole di uso comune che ci vedevano ancor pi affratellati quali:
cella, parlatorio, grate, campana, silenzio, solitudine e vita condivisa,
povert e nostalgia Tutti figli di un solo Padre, tutti fratelli tra noi: nessuna
distinzione n separazione anzi a fatica, grazie semplicemente al
cartellino col nastrino colorato emergeva e si distingueva il fratello o la
sorella volontari da tutto linsieme. Volti attenti, riflessivi, a tratti pensosi ma
sempre molto puliti e curati cos come i portamenti distinti, in alcuni quasi
raffinati ed eleganti che tutto potevano far pensare eccetto il pesante
reato che abitava e tormentava la loro risalita dagli inferi. Le donne in
particolare esprimevano pi irrequietezza nella loro spiccata singolarit,
lasciando trasparire vissuti certamente non facili. Verso le ore 16.00 le
donne ci hanno lasciate, sempre scortate per rientrare nel loro reparto
mentre ci siamo trattenute con gli uomini che abbiamo salutato ad uno
ad uno consegnando a ciascuno unimmagine del mosaico di santa
Chiara del nostro monastero che portava nel retro la firma di ogni sorella
della fraternit come segno di un legame e di una comunione che ci
vedeva tutti insieme sia in quel momento che nei giorni a venire. Non
sono mancati brevi ma intensi colloqui personali in cui oltre al
ringraziamento per il passo compiuto nei loro confronti affioravano i
sentimenti pi immediati di affidamento, di ricordo soprattutto dei loro
cari. Alle ore 17.30 siamo rientrate nel nostro reparto speciale in quella
reclusione fraterna scelta e condivisa solo per grazia. Ci stato donato
un pomeriggio intenso, un velocissimo passaggio tra unumanit ferita e
provata ma non disperata che ha sicuramente rimotivato il significato del
nostro stare da pellegrine e forestiere in una vita contemplativa.
Sappiamo che questi fratelli e sorelle si ritroveranno dopo una settimana
per verificare laccaduto. Sar la Parola del Vangelo a guidarli, in una
revisione a gruppi, e a fare luce sui passi successivi del loro cammino.
Anche loro da pellegrini e forestieri nella ricerca della pace profonda,
quella del cuore, nella ricomposizione dei loro affetti pi cari, nella risalita
dal buio e dal silenzio di Dio verso lincontro col volto del Padre buono
che gi fin dora sta correndo loro incontro.
sr. Chiara Francesca e sr. Chiara Benedetta

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

QUANDO IL CANTO
SI FA INTERPRETE DELLA PAROLA
ANALISI VERBO-MELODICA DELL'ANTIFONA

SALVE, SANTCE PATER


di
fr. Gian
Carlo
Colombo

ottobre
2015
Antifona al Magnificat per i giorni nell'Ottava del Serafico Padre
Nostro Francesco. Di autore anonimo, riportata dal Codice
Vaticano latino 4354 (XIV secolo), al foglio 112. attribuita al
Cardinale Tommaso da Capua... (1).
Cos scrive fr Eliseo Bruning, ofm, nel suo Epilogus criticus al Cantuale
Romano-Seraphicum edito nel 1951.
Di composizione potremmo, quindi, dire recente, non risulta
ricalcata su melodia appartenente all'antico fondo gregoriano, ma
comunque - sapientemente costruita secondo quello stile
compositivo, ove la melodia tutta tesa ad evidenziare il testo, che
chiamata ad elevare ad altissima forma di preghiera.
Di che cosa abbiamo bisogno per comprendere la Bibbia? Ho
provato a porre questa semplice domanda alla mia comunit. Le
risposte ricevute oscillano da ingredienti spirituali, come la fede e
lamore, a strumenti pi concreti come un traduttore, qualcuno che
la spieghi, ecc. Tutti elementi utili, alcuni indispensabili.
(1) Tommaso, arcivescovo di Napoli nel 1216, nel medesino anno viene fatto Cardinale da papa Innocenzo III.
Partecipa all'elezione di Onorio III nel 1216, di Gregorio IX nel 1227, di Celestino IV nel 1241 e di Innocenzo IV nel
1241-43. Autore della Summa Dictaminis, uno dei monumenti della diplomazia medievale, noto anche come
poeta e oratore, compositore di inni per la Santa Vergine e i Santi. Morir in Anagni il 20 agosto 1243. Nella
Cronaca di fr Salimbene de Adam da Parma, l dove questi tratta della canonizzazione di Francesco (16 luglio
1228) e della successiva traslazione nella Basilica costruita in suo onore (25 maggio, durante il Capitolo generale
tenutosi nell'anno 1230), leggiamo: ... papa Gregorio (IX) compose in onore del Santo l'inno Proles de coelo
prodiit, il responsorio De paupertatis horreo, la prosa (= sequenza) Caput draconis ultimum.... Il cardinal
Tommaso da Capua poi compose, a onore del beato Francesco, l'inno In coelesti collegio e l'altro Decus
morume il responsorio Carnis spicam.... A quest'ultimo, la tradizione attribuisce anche la paternit della nostra
antifona.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Analisi testuale
Il testo dell'antifona - un unico periodo suddiviso in
due frasi: la prima un'invocazione al santo, del quale
vengono elencati alcuni appellativi di merito; la
seconda un'implorazione, sempre rivolta a lui, una
esplicita domanda di soccorso.
La prima frase, a sua volta si compone di due incisi:
- il primo costituito dall'invocazione di apertura:
Salve, sancte Pater, seguita dall'esposizione di
altri due appellativi: patriae lux, forma Minorum;
- il secondo da un' ulteriore serie di appellativi:
virtutis speculum, recti via, regula morum.
La seconda frase - carnis ab exilio, duc nos ad regna
polorum - l'implorazione verso cui tende tutta
l'antifona: va letta con unico respiro (anche fisico!). Se
proprio un respiro fosse necessario, questo brevissimo potr essere posto dopo exilio,
senza spezzare il flusso melodico che caratterizza la chiusura del brano.
Alcune osservazioni sul testo, alla luce del contesto in cui l'antifona ha origine e dei chiari
riferimenti al vocabolario di Francesco.
Il contesto celebrativo canonizzazione di Francesco e traslazione della sua salma nella
basilica a lui intitolata giustifica in pieno l'invocazione iniziale: Salve, sancte pater.
Seguono altri cinque appellativi nei quali non ci difficile scorgere un richiamo al
linguaggio dello stesso Francesco e dei suoi primi compagni.
1.

Patriae lux: chi canta oggi in Italia - questa antifona difficilmente sfugge al pericolo
di sentire questa espressione come rivolte a colui che Pio XII, proclamandolo - il 18
giugno 1939 - patrono d'Italia, definiva il pi italiano dei santi, il pi santo degli
italiani. Ma non certo a questo che pensava il cardinale Tommaso da Capua!
Francesco chiedeva ai suoi frati di vivere come ospiti e pellegrini in questo mondo.
Che significato dare, allora, all'appellativo patriae lux? Forse quello di luce che
illumina il cammino verso la vera patria (2)?

2.

Forma Minorum: chiaro qui un duplice riferimento: alla forma di vita che Francesco
stende per i fratelli che il Signore gli ha dato e a Francesco stesso che diviene per
loro un modello da seguire (3).

3.

Virtutis speculum: esprime un concetto che gi troviamo nella Vita prima di frate
Tommaso da Celano (4): Chi vuole mettere mano a cose grandi e conquistare i
doni pi alti della via della perfezione, guardi nello specchio della sua vita e
imparer ogni perfezione (1 Cel cap. 1 n. 90).

(2) Pacuvio (citato da Cicerone in Tusc. 3,37, 108 e successivamente ripreso anche da Seneca) scriveva patria
est ubicumque est bene. Un letterato qual era il cardinale Tommaso da Capua, potrebbe aver ravvisato in
Francesco la luce che guida al possesso del vero bene, nella patria verso la quale noi siamo ancora in
cammino?
(3) Scrive san Bonaventura nella Legenda majior (Cap. 3 n.8):Vedendo che il numero dei frati a poco a poco
cresceva, il servitore di Cristo scrisse per s e per i suoi frati con parole semplici, una formula di vita, nella quale,
posta come fondamento imprescindibile l'osservanza del santo Vangelo, inser poche altre cose...
(4) Questa prima opera del Celano, fu verosimilmente visionata e approvata da papa Gregorio IX, gi nel 1229.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

4-5. Recti via, regula morum: ritornano i concetti gi sopra espressi riguardo alla luce e
alla forma di vita, cos che potremmo, a questo punto, leggere i sei appellativi su
due colonne parallele e scoprirne le corrispondenze:
1. sancte pater
2. patriae lux
3. forma Minorum

4 (1a). virtutis speculum


5 (2a). recti via
6 (3a). regula morum

L'invocazione finale: carnis ab exilio, duc nos ad regna polorum il punto verso cui tende
l'intero brano e ben si inserisce nel contesto celebrativo della canonizzazione di Francesco
e della traslazione della sua salma, quel corpo che vissuto per quarantaquattro anni in
terra d'esilio e che ora ha raggiunto la citt stabile nella pace del Regno (5).
Analisi verbo-melodica
L'antifona, costruita nel secondo modo e nella sua forma plagale ruota interamente
attorno alla corda RE dalla quale partono e sulla quale concludono la maggior parte
(quattro su sei) degli incisi o sotto-incisi da cui il testo composto:
Sal-ve, sancte Pa-ter
pa-triae lux, forma mino-rum...
rec-ti via, regula mo-rum
car-nis ab exili-o
e sulla quale neessariamente si chiude il brano: po-lo-rum.
Nel suo complesso si tratta di una composizione di stile melodico ornato, anche se in forma
molto semplice. Su ogni sillaba (tranne poche eccezioni e tra queste il melisma finale su regna) troviamo al massimo neumi di due suoni, con un certa frequenza nel loro
accostamento (vedi, ad esempio: san-cte Pa-ter, re-gu-la mo-rum).
Vediamo ora come la melodia assolve al compito di sottolineare, volta per volta, le
affermazioni del testo.
La prima frase si apre con l'invocazione Salve, sancte Pater: la melodia, che come il brano
(nel suo complesso) ruota tutta attorno alla corda RE, quasi a segnare il reverente saluto a
Francesco, scende a toccare la nota pi bassa del brano (un la). Discesa che sar ripetuta
pi avanti, quasi a rimarcare la distanza tra l'esilio terreno e la patria celeste. In questo
primo inciso, l'innalzamento massimo alla nota mi, su san-cte.
La seconda parte di questo primo inciso conosce gi un pi ampio sviluppo, sia in fioritura
melodica che in altezza. Su for-ma (parola di rilievo nel testo dell'antifona) ogni sillaba
ornata con tre note e si supera in altezza il precedente mi, raggiungendo su for(ma) la nota
sol, per ridiscenere poi, gradatamente alla tonica re, su Mino-rum.
Inattesa giunge l'apertura del secondo inciso. Con una figura rispetto alle precedenti
rovesciata si attacca immediatamente sulla alta corda di la, ci si abbassa leggermente e
sul la ci si riporta nel finale: si tratta di sottolineare l'alta esemplarit del modello offerto da
Francesco, specchio di virt! Poi con melodia che presenta qualche assonanza con quella
che rivestiva le espressioni patriae lux, forma minorum, si rivestono le espressioni quasi
equivalenti (vedi analisi testuale) recti via, regula morum, anche qui salendo su re-gula a
toccare la nota sol con graduale discesa, anche qui, alla tonica re su mo-rum.
(5) Trasparenti i richiami a testi paolini: ... sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal
Signore finch abitiamo nel corpo... (Cor 5,1) e Usciamo dunque anche noi dall'accampamento e andiamo
verso di lui perch non abbiamo quaggi una citt stabile, ma cerchiamo quella futura (Eb 13,14).

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Sorprendente, la costruzione della seconda frase: dopo un attacco che ricalca


melodicamente la frase iniziale (Sal-ve = car-nis) e in modo simile, ma pi scarnificato
prosegue, eccoci all'implorazione finale: duc nos ad regna polorum.
Su car-nis si era nuovamente scesi a toccare il punto pi basso della melodia (gi
raggiunto su sal-ve). Da qui si risale gradatamente quasi a segnare il percorso in salita che
porta dall'esilio alla patria celeste e quando si raggiunge l'apice dell'invocazione (duc nos
ad re-gna polorum), la melodia non pu che espandersi in un esteso melisma che
sottolinea proprio lo stupore e la gioia per l'ingresso nel regno (la sillaba re di regna) e si
innalza fino a toccare la nota si (bemolle?): la massima elevazione melodica di tutto il
brano.
***
L'analisi verbo-melodica pu fermarsi qui, ma non possiamo slegare questa antifona del
suo contesto celebrativo: antifona al Magnificat. Essa quindi radice del Cantico di lode
che essa introduce (e conclude): il cantico di lode che la Chiesa, con le parole stesse della
vergine Maria, ogni giorno, a sera, eleva al Padre. Ed era sera anche quel sabato tre
ottobre dell'anno 1226, quando Francesco invocava per l'ultima volta il Padre con le parole
del salmo 141:
Io grido a te, Signore;
dico: Sei tu il mio rifugio,
sei tu la mia sorte nella terra dei viventi.
Ascolta la mia supplica:
ho toccato il fondo dell'angoscia.
Salvami dai miei persecutori
perch sono di me pi forti.
Strappa dal carcere la mia vita,
perch io renda grazie al tuo nome:
i giusti mi faranno corona
quando mi concederai la tua grazia.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

IL MAGISTERO
DEI MIGRANTI
LA BIBBIA SCRITTA E NARRATA DALLA PROSPETTIVA DEI MIGRANTI, DI
QUANTI SONO STATI COSTRETTI A VIAGGIARE IN CERCA DI UN FUTURO.
ACCOGLIERE I MIGRANTI OGGI UN ATTO DI SOLIDARIET MA ANCHE UNA
NECESSIT TEOLOGICA.

Relazione
di Lidia
Maggi

Il Signore disse ad Abramo: Va via dal tuo paese, dai tuoi parenti
e dalla casa di tuo padre, e va nel paese che io ti mostrer
(Genesi 12, 1).

Di che cosa abbiamo bisogno per comprendere la Bibbia? Ho


provato a porre questa semplice domanda alla mia comunit. Le
risposte ricevute oscillano da ingredienti spirituali, come la fede e
lamore, a strumenti pi concreti come un traduttore, qualcuno
che la spieghi, ecc. Tutti elementi utili, alcuni indispensabili.

ottobre
2015

Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come


straniero con poca gente e vi divent una nazione grande, potente
e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci oppressero e ci
imposero una dura schiavit. Allora gridammo al Signore, al Dio dei
nostri padri, e il Signore ud la nostra voce, vide la nostra
oppressione, il nostro travaglio e la nostra afflizione, e il Signore ci
fece uscire dallEgitto con potente mano e con braccio steso, con
grandi e tremendi miracoli e prodigi, ci ha condotti in questo luogo
e ci ha dato questo paese, paese dove scorrono il latte e il miele. E
ora io porto le primizie dei frutti della terra che tu, o Signore, mi hai
data! (Deuteronomio 26, 5-10).

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

La storia biblica non solo la vicenda di un popolo migrante, ma


soprattutto la storia raccontata dal punto di vista dei migranti.
Oggi, tuttavia, vorrei soffermarmi su una categoria di persone che, nella chiesa,
chiamata ad aiutare i credenti a comprendere meglio la Parola. Parlo dei dottori che Paolo,
nella chiesa, nomina al terzo posto, dopo gli apostoli e i profeti (I Cor. 12, 28). Ma che cosa
centrano i dottori con il cammino, la via? Per intuire il legame che intercorre tra i dottori
della chiesa e la fede come viaggio necessaria unaltra uscita, dal momento che
abbiamo trasformato la figura dei dottori in persone erudite e piene di titoli di studio.
evidente che, per comprendere la Bibbia, occorrano persone preparate, se non altro
perch la Parola di Dio si consegna come testo scritto, letterario. Mi chiedo, tuttavia, se
Paolo, parlando di dottori, pensasse ai nostri teologi preparati nelle universit o nei seminari.
Per non cadere in anacronismi interpretativi, occorre che ogni generazione si interroghi su
chi siano, oggi, i profeti della chiesa e i suoi dottori.
Forse uno dei criteri di discernimento per identificare il senso del carisma del dottore
pu essere ricercato nella capacit di saper aiutare chi crede, o chi cerca di credere, a
cambiare prospettiva, a modificare il proprio sguardo per provare a vedere il mondo dal
punto di vista della narrazione biblica. I dottori sono coloro che ci sollecitano a
comprendere che il nostro punto di vista non coincide con quello della Bibbia; e non
soltanto perch viviamo una distanza cronologica e geografica con un testo composto
nellarco di differenti secoli in una regione del mondo che non abitiamo. Piuttosto, perch la
Bibbia scritta e narrata dalla prospettiva dei migranti, di coloro che sono costretti a
lasciare la propria terra per le ragioni pi diverse: carestie, persecuzioni, una chiamata, una
cacciata
La storia biblica non solo la vicenda di un popolo migrante, ma soprattutto la
storia raccontata dal punto di vista dei migranti.
Un migrante non lascia la propria terra per turismo, per curiosit, ma per ricercare
una vita vivibile. Nella saga di Giuseppe, Giacobbe dice ai suoi figli in piena carestia:
Perch state a guardarvi lun laltro? Ho sentito dire che c grano in Egitto, scendete l a
comprarne, cos vivremo e non moriremo (Gen. 42, 1-2). Limmobilismo porta alla morte;
mettersi in viaggio apre a possibilit di vita. Il migrante affronta il rischio del viaggio alla
ricerca di una nuova possibilit, quando tutte le vie gli appaiono sbarrate. A volte meglio
affrontare il deserto, piuttosto che rimanere su una terra dove i propri figli sono condannati a
morte e il lavoro solo schiavit.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Non anche di questo che parla levento fondatore della storia di Israele, lesodo?
Fuggire dal genocidio, dalla schiavit, per sottrarsi alla persecuzione. Meglio il deserto, che
una terra apparentemente ricca ma segnata da un governo ingiusto.
La Bibbia, in quanto storia di migranti, affronta tutte le questioni che i migranti
ancora oggi affrontano, quando arrivano in una nuova terra. A iniziare dalla lingua. La
Bibbia uno strano testo, composto da una miscellanea di lingue: ebraico, aramaico,
greco. Noi non ci poniamo il problema della traduzione solo per rendere fruibile questo libro
a chiunque voglia leggerlo. La questione presente nel testo stesso. Come mai le parole di
Ges, che parla in aramaico, un dialetto ebraico, vengono riportate dai suoi testimoni in
greco, ovvero tradotte in una lingua straniera? Al di l della risposta tecnica, mi interessa qui
segnalare che, nello stesso testo biblico, esiste un passaggio da una lingua a unaltra. Tema
che non affronta una cultura stanziale. Chi nasce, vive e muore nello stesso posto, non si
trova sollecitato a dover ricercare una mediazione linguistica che, invece, di vitale
importanza per tutti coloro che emigrano. Il migrante deve imparare la lingua del posto,
oltre ai diversi usi e costumi. Si trova di continuo a dover definire i propri confini culturali, tra
desiderio di integrazione (come Israele in Egitto, ai tempi di Giuseppe), scelta del
nascondimento (come la regina Ester, che non rivela la sua identit religiosa e culturale) o
differenziazione (come Israele al tempo di Mos: Lascia andare il mio popolo! come nella
vicenda di Daniele e dei suoi amici, alla corte di Babilonia, che rifiutano di nutrirsi con il cibo
regale). Tutto il libro del Levitico, pur presentando leggi arcaiche a noi perlopi
incomprensibili, pu essere percorso con questa categoria: la necessit di un popolo, in una
terra abitata da altri popoli, di differenziare la propria identit un po come succede al
protestantesimo in Italia che, sentendosi accerchiato da un contesto culturale a
maggioranza cattolico, differenzia se stesso definendo la propria fede in contrapposizione
allaltro. Una medesima strategia connota il Levitico, il libro della santit, della separazione:
persino questo testo lo si comprende differentemente, se lo si considera un codice di
migranti, preoccupati di perdere la propria memoria culturale.

Il Dio biblico il Dio dei migranti


dal punto di vista del migrante che raccontata la vicenda della terra promessa,
poich quel territorio gi occupato da altra gente, non libero, vuoto. Questo genera
conflitti, tensioni, che devono essere affrontati per tentare una convivenza non sempre
facile.
Il Dio biblico il Dio dei migranti. Li chiama a uscire, a lasciare la propria terra
(Abramo), li forza a scappare da una situazione di morte (lesodo) e si mette in viaggio con
loro (i patriarchi e le matriarche, ma anche con il popolo in esilio, a Babilonia). Il protagonista
divino si sente pi a proprio agio in case precarie, nelle tende dei beduini, che nelle mura
del tempio. quanto intuisce il saggio Salomone, per quanto sia proprio lui a costruire un
tempio per Dio: Ma proprio vero che Dio abiter sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli
non ti possono contenere; quanto meno questa casa che io ho costruita! (I Re 8, 27).
Per comprendere questo Dio e la sua Parola, narrata dalla prospettiva dei migranti,
abbiamo bisogno di metterci in viaggio, di diventare a nostra volta migranti; oppure
abbiamo bisogno di dottori, uomini e donne che ci aiutino a leggere la realt dalla
prospettiva degli stranieri. I dottori della chiesa sono oggi proprio i migranti che con la loro
stessa esistenza preservano la memoria dello sguardo biblico. Accoglierli tra noi non solo
un atto di solidariet, ma una necessit teologica: abbiamo bisogno del loro magistero!
Noi che rischiamo di farci unidea del mettersi in cammino sui tapis roulants delle
nostre chiese statiche, abbiamo bisogno di chi ha sperimentato realmente che cosa
significhi essere dislocato, come i nostri padri, aramei erranti (Deut. 26, 5), come Ges che
non aveva dove posare il capo (Mt. 8, 20).

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Testimonianze di vita Fraterna


AVEVO
FAME

DI P. PIO TAGLIABUE

IO SONO UN VECCHIO MISSIONARIO.


PRESTO NON POTR PI DIRE IL MIO ROSARIO.
E QUANDO VERR ANCHE IL TUO TURNO,
NON VORREI VEDERTI CON SATURNO.

DALLA BOLIVIA

SE STAR, COME SPERO, ALLA SUA DESTRA,


POTR SALUTARTI DALLA MIA FINESTRA,
E, RICORDANDO BENE IL TUO PASSATO,
POTR FARTI ANCHE DA AVVOCATO.

SAR ORGOGLIOSO DI OFFRIRTI LA MIA ARRINGA,


BENCH LASS, PI CHE QUI, IL TEMPO STRINGA;
E VORR DIRE AI MEMBRI DEL GIURATO

CI CHE ORA SCRIVO CON UN PO DI FIATO.

QUI SI PRESENTA CON LA VALIGIA PIENA

QUESTO BUON UOMO MORTO SENZA CENA,


E DATO CHE SON IO IL DIFENSORE,

VI PROPONGO UN GIUDIZIO SULLAMORE.

QUANDO TUTTI SAREMO RADUNATI

CON GLI AGNELLI E I CAPRONI NON SALVATI,


IL GIUDICE DIR: AVEVO FAME;

E COSTUI CON ONOR PASS LESAME.

CUOCEVA MOLTO PANE PER I FRATI

E ANCHE SE I GRUPPI DELLA VECCHIA RAZZA


GRIDAVANO: NON VOGLIO CHI MAMMAZZA!,
EGLI, IN PIAZZA SAN PIETRO, COL CARTELLO,
DICEVA COL PAPA: AMO IL MIO FRATELLO.

E NE DAVA ANCHE AI POVERI AFFAMATI.

AVEVA UN PO DI SOLDI GI ALLA BANCA


E ME LI MANDAVA PER LA GENTE STANCA.
IL RE DIR ANCORA: ERO ASSETATO;
E IL MIO CLIENTE DI LUI SI INTERESSATO;

AGGIUNGER: IO ERO AMMALATO;


E IO SO CHE TU LHAI SPESSO VISITATO,

PENSANDO AL CAMPESINO CHE QUI MIETE,

ANCHE PERCH ENTRAVI IN PEDIATRIA

DAVA VINO CON ACQUA A CHI SOFFRIVA SETE.

AD ASSISTERE IL FIGLIO DI SUA ZIA.

E QUANDO SEPPE CHE PER IL MISSIONARIO


LA SCARSIT DELLACQUA ERA UN CALVARIO,

E QUANDO SOPRAVVENNE LALLUVIONE,

GLI HA PAGATO IL POZZO E PURE IL SECCHIO

PER RISCATTARE COL REMO E PER NIENTE

SEI SALITO COI POMPIERI SUL GOMMONE

PER DAR DA BERE AL BIMBO ED ANCHE AL VECCHIO.

NEL GIUDIZIO EGLI DIR: AVEVO FREDDO;


E QUESTO BUON UOMO LO HA VESTITO,

CHI STAVA AFFOGANDO SENZA SALVAGENTE.

CONCLUDER DICENDO: ERO IN PRIGIONE;


E TU NON GLI HAI DATO UNO SPINTONE,
PERCH LO HAI VISITATO CON DOLCEZZA,
LASCIANDOGLI SUL VISO UNA CAREZZA.

MANDANDO I SUOI PACCHI ALLE MISSIONI


CON CAMICE, MAGLIETTE E PANTALONI.

E SE INCONTRAVA UN FIGLIOL PERDUTO,


NON RIMANEVA CIECO O SORDOMUTO;
E, VEDENDO LE SUE SCARPE SENZA SUOLA,

E ASCOLTANDO COLPEVOLI E INNOCENTI,


PARLASTI AI CAPI ED AI VARI AGENTI

GLIELE DAVA NUOVE E LO MANDAVA A SCUOLA.

DIR PURE: ERO STRANIERO E PELLEGRINO;


E A UN SENZATETTO MAROCCHINO
SUBITO COSTUI APR CUORE E CASA,
QUANDO DI NUOVO LITALIA VENNE INVASA.

PER CHIEDERE CHE TUTTE LE MISURE

FOSSERO UN PO PI UMANE E MENO DURE.

PER QUESTO IO CHIEDO AL GRAN CONSESSO


CHE PRONUNCI IL SUO VERDETTO GIUSTO ADESSO
ED ASSOCI COSTUI AL RESUSCITATO,

PERCH NEI POVERI LHA SEMPRE AMATO.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

FilmiAmo
MERAVIGLIOSO BOCCACCIO
Una cornice: Firenze 1348, la peste imperversa e dieci giovani
decidono di lasciare la citt e ritirarsi in collina. Un quadro: cinque
novelle raccontate a turno per occupare il tempo e non pensare alla
dramma della malattia e della morte. Boccaccio e il suo Decamerone
riprendono vita grazie alle pennellate intense dei fratelli Taviani. Un
appello ai giovani di oggi da parte di due ultraottantenni: la
leggerezza della vita non pu essere dimenticanza del dolore.
Novellare non fuggire ma prendere coscienza del legame che
stringe vita e morte, dramma e gioia, fedelt e tradimento, amore e
odio, gelosia e donazione, sacrificio e risurrezione.

Paolo e Vittorio Taviani continuano a stupire. Per la loro


forza visionaria, per la temerariet giovanile con cui affrontano
testi sfidanti come le novelle di Boccaccio, per la passione che
alla loro et ancora testimoniano per larte cinematografica. Per
il tentativo di realizzare un cinema alto, che si ispira alla
letteratura, che evoca il teatro nellessenzialit della scenografia,
che lavora per sottrazione.
Un inizio drammatico e poetico, mostra Firenze invasa da
un aria mortifera, che si ha paura a respirare per non essere
contagiati dalla peste. Siamo nel 1348, la grande epidemia ha
falcidiato lEuropa. Ognuno tenta di sottrarsi al dolore di una fine
atroce scegliendo di togliersi la vita, di condividere la morte dei
cari, di rinchiudersi in luoghi sicuri o di fuggire lontano per evitare
il contatto con gli appestati, con laria malsana, con la morte.
Cos fanno sette fanciulle e tre giovani altolocati che decidono,
con qualche senso di colpa, di lasciare la citt e rifugiarsi in un
casale in collina. L iniziano una vita di condivisione, di gesti
quotidiani, di immaginazione. Per occupare le lunghe giornate a
turno uno di loro racconta una novella. E cos tra storie di
rinnegamenti, tradimenti, infedelt, burle e sogni, amori e gelosie,
devozione e passione, si scopre che tra finzione e realt, tra
raccontare e vivere, non ci pu essere separazione. Le novelle
coinvolgono i giovani che si immedesimano nei protagonisti delle
storie, protagonisti di fantasia eppur cos simili a loro, ai loro
desideri di vita e amore, di verit e giustizia.
Si narra la vicenda della bella Catalina (Vittoria Puccini)
restituita alla vita dallamore di Gentile (Riccardo Scamarcio); di
Calandrino (Kim Rossi Stuart) ingenuo e tonto a cui fanno
credere di essere diventato invisibile; della meravigliosa

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Scheda a cura di

fr. Davide Sironi

Meraviglioso
Boccaccio

di Paolo
e Vittorio Taviani

Drammatico
120 min
Italia
2015
Teodora Film

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Ghismunda (Kasia Smutniak) privata del suo amore per Guiscardo (Michele Riondino)
dalla folle gelosia del padre Tancredi (Lello Arena); della severa badessa Usimbalda
(Pala Cortellesi) che nel tentativo di punire la giovane suora (Carolina Crescentini)
caduta nella tentazione della carne dovr ammettere i suoi peccati; del cavalleresco
Federico degli Alberighi (Josafat Vagni) che per amore della incantevole Giovanna
(Jasmine Trinca) disposto a sacrificare ci che di pi caro possiede.
Tre storie di amori profondi, passionali e delicati capaci di restituite vita, di
affrontare lodio, di attendere e di sacrificarsi, amori che affrontano la realt dolorosa
e avversa, senza ritrarsi. S, i fratelli Taviani non scelgono a caso le novelle del
Decamerone, ma vogliono mostrare come i legami veri possano ridare speranza
perch sono per sempre. In un tempo odierno segnato dalla precariet anche
affettiva, dalla superficialit, dalla volubilit del sentire emotivo, questi giovani
ottantenni ricordano che qualsiasi peste si affronta con la forza del cuore, la dedizione
di s, con il sacrificio.
In questa trama amorosa si inseriscono, quasi come intermezzo, due storie
apparentemente buffe, certamente leggere, che ricordano per come i semplici e i
deboli non siano da colpire e condannare ma da comprendere perch tutti siamo
fragili. La tentazione di eclissare le debolezze rimane, di rendersi invisibili, di mostrare di
giorno la santit e di nascondere nella notte la peccaminosit. Di rifugiarsi nel giudizio
e nella vendetta, in una sorta di purit che allontana dal contatto con la realt
segnata dal limite umano. Non si pu fuggire da Firenze.
Il film va apprezzato pi per il suo senso celato, per lessenzialit della
rappresentazione, per le ambientazioni sobrie dove il vuoto comunica altro, per scorci
di un paesaggio magnifico, per la fotografia intensa, insomma per le pennellate
affascinanti con cui i Taviani dipingono il quadro. Le atmosfere boccaccesche sono
lontane, qui si punta sulla potenza dei moti dellanimo.
Certo, a volte si avverte un senso di sospensione, si vorrebbe vedere e sentire di pi,
resta la nostalgia di altro, ma forse questo che non fa dimenticare ci che si visto.
La cornice rimane esile, i giovani che si ritirano in collina a novellare a volte
sembrano spaesati, la loro recitazione di maniera. Ma per i registi importante il loro
raccontare: ha un effetto catartico, diventano consapevoli che a volte si pu rischiare
per un bene pi grande, per rimanere vicino a chi si ama. E cos fanno ritorno a Firenze,
diventano grandi.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NOTIZIE di CASA
LUGLIO 2015
Dopo una celebrazione eucaristica alle ore 08.15, il Ministro
provinciale fr. Francesco Bravi benedice le nuove stanze dellala
restaurata dellInfermeria provinciale.

11 Sabbioncello (LC)

Alle ore 09.30 nella chiesa del Monastero si celebrano i funerali di


sr. Chiara Daniela Pugliese, di anni 95. Sr. Chiara Daniela faceva
parte di quel gruppo di sorelle che, partite dal Protomonastero,
hanno fondato il Monastero di Milano.

11 Monastero s. Chiara
Milano

Nella parrocchia dei SS. Protaso e Gervaso, alle ore 09.00, si


celebrano i funerali del sig. Tagliabue Carlo, fratello di fr. Pio e fr.
Galdino, di anni 85.

21 Seveso (MB)

Ha inizio la Marcia Francescana che nella prima parte percorsa a


piedi attraverso il Montefeltro, giunge fino alla Verna. Come ogni
anno si conclude poi alla Porziuncola il giorno 3 agosto.

26 Rimini

Nella chiesa parrocchiale, alle ore 10.00, si celebrano i funerali


della sig.a Maria Garavaglia, sorella di fr. Virgilio.

29 Marcallo (MI)

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NOTIZIE di CASA
AGOSTO 2015
Vengono pubblicate le Carte di Famiglia 2015-2016 disposte nel
Congresso Definitoriale che si riunito a Lenno (CO) dal 22 al 25
Giugno e in seguito a Dongo (CO) dal 20 al 22 Luglio.

02 Curia Milano

Nella parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo, alle ore 10.00, si


celebrano i funerali della sig.ra Elisabetta Veneziani, di anni 92,
nonna di fr. Simone Menoni.

11 Virle Treponti (BS)

Presso la casa di riposo Madre Ada Bianchi dove da tempo era


ricoverata si celebrano i funerali della sig.ra Anna Labadini, di
anni 87, nonna di fr. Matteo Della Torre.

13 Agrate (MB)

I Definitri del Nord Italia si riuniscono per lAssemblea annuale.

24 - 28
S. Zeno in Montagna
(VR)

SETTEMBRE 2015
Si riunisce in mattinata il Consiglio di Cooperazione dei Ministri
provinciali. A fine mattinata si celebra il rito della Vestizione.
Vestono i panni della prova Eduard Ulaj della Provincia Veneta,
Samuele Canella della Provincia Trentina, Fabiano Fedrigo della
Provincia Lombarda. Presiede il Ministro del Trentino fr. Francesco
Patton , assieme al Ministro del Veneto fr. Mario Favretto, al
Ministro del Piemonte fr. Maggiorino Stoppa, al Ministro della
Liguria fr. Mario Vaccari, al Ministro di Emilia-Romagna fr. Bruno
Bartolini, al Ministro della Lombardia fr. Francesco Bravi. Nel
pomeriggio alle ore 16.00 concludono il Noviziato con la
Professione temporanea fr. Christian Vallarsa e fr. Daniele Viviani
della Provincia Veneta. LEucaristia presieduta dal Ministro del
Veneto fr. Mario Favretto.

05 Baccanello (BG)

Alle ore 21.00, nella chiesa parrocchiale, dopo la Messa


celebrata il giorno 14, si tiene una commemorazione di fr. Angelo
Redaelli a 10 anni dalla sua morte. Intervengono fr. Luca Volont,
fr. Luigi Cavagna e fr. Stefano Dallarda.

19 Turate (CO)

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NOTIZIE di CASA
SETTEMBRE 2015
Si svolge lannuale Assemblea Guardiani del Nord Italia. Nel
primo giorno suor Alessandra Smerilli relaziona su Economia e
uso dei beni nella vita consacrata. Il secondo giorno dedicato
a proposte e progetti per la gestione economica della nuova
Provincia. Il giorno conclusivo dedicato al cammino verso il
Capitolo provinciale 2016.

28 - 30
Castelletto di Brenzone
(VR)

Si inaugura la mostra dedicata ai genitori di s. Teresa di Ges


Bambino, i coniugi Luigi e Zelia Martin. Liniziativa, organizzata dal
Commissariato di Terra Santa in collaborazione con lO.F.S. e
lAssociazione Terra Santa, programmata fino al 18 ottobre.

29 S. Antonio (MI)

OTTOBRE 2015
Il Ministro provinciale fr. Francesco Bravi partecipa al
pellegrinaggio in occasione dellofferta dellolio per la lampada
votiva da parte della Regione Lombardia. In seguito partecipa,
dal 05 al 08, sempre ad Assisi, allAssemblea COMPI.

02 - 08
Assisi (PG)

Convento delle Grazie: con lintroduzione S. Luca e il Giubileo


della Misericordia ha inizio un cammino di lettura orante del
terzo Vangelo.

06 Monza

Si riunisce il Consiglio di Cooperazione.

09 Assisi (PG)

Nella chiesa del Beato Claudio Mons. Dino De Antoni presiede


allOrdinazione diaconale di fr. Cristiano Castegnaro e di fr.
Alberto Burato e allOrdinazione presbiterale di fr. Franco Drigo.

10 Chiampo (VI)

Convento delle Grazie: si tiene il primo incontro delle Feste degli


Araldini per conoscere san Francesco dAssisi araldo del Gran Re.

11 Monza

Circa 120 frati del Nord Italia si ritrovano per vivere lesperienza
dei Laboratori territoriali nella ricerca di criteri e direzioni nei
quali si crede stia il bene della nuova Provincia.

12 - 13
Torreglia (PD)

37

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

NOTIZIE di CASA
OTTOBRE 2015
Lo stesso incontro viene ripetuto il 13-14 a Montebello della
Battaglia (PV) e il 14-15 a Milano Marittima (RA), con la
partecipazione di circa un centinaio di frati.

13 - 15
Montebello (PV)
Milano Marittima (RA)

1Convento delle Grazie: in serata la Compagnia teatrale Carlo


Rivolta mette in scena una lettura scenica del libro di Giona
affidata a Luciano Bertoli.

16 Monza

Convento di Canepanova: inizia un percorso di otto incontri, uno


al mese da ottobre a maggio, per confrontarsi sulla fede e sulle
scelte della vita, attraverso la parola di Dio, a partire
dall'esperienza di San Francesco e Santa Chiara.

18 Pavia

Fr. Almiro Modonesi partecipa, in vece del Ministro provinciale,


allAssemblea dellUFME.

19 - 24
Dubrovnik

Alle 10.30, nella chiesa di s. Maria Nascente, si celebrano i


funerali di fr. Carmelo (Romildo) Confalonieri, sacerdote, di anni
94, nativo di Seregno (MI) e da tempo residente in Infermeria.
Viene tumulato nella cappella del cimitero di Dongo, dove per
molti anni ha svolto, mite e silenzioso, il suo ministero fraterno e
sacerdotale.

24 Sabbioncello

Leffige della Madonna di Loreto che sta


peregrinando per la Diocesi di Milano
sosta presso il Santuario della Madonna
delle Grazie
in Monza.

38

26 Monza

Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Fr. CARMELO CONFALONIERI

Questa la volont
del Padre mio:
che chiunque
vede il Figlio
e crede in lui
abbia la vita eterna;
e io lo risusciter
nell'ultimo giorno
Gv 6, 40

Fr. Carmelo nasce a Seregno (MI) il 12 febbraio 1921 e viene


battezzato con il nome di Romildo. Allet di dodici anni entra
nel seminario minore di Saiano, dove rimane -salvo una breve
permanenza nel convento di Cividino- fino a quando chiede
di entrare nellOrdine dei Frati Minori nella Provincia di
Lombardia S. Carlo Borromeo. L8 agosto 1938 inizia, a
Rezzato, con il nome di fr. Carmelo lanno del noviziato. Qui, il
12 agosto 1939, emette la Professione temporanea nelle mani
di fr. Sigismondo Bottarelli, Delegato del Ministro provinciale.
Nel periodo della professione temporanea attende agli studi
liceali e di teologia, dapprima nel convento di Sabbioncello e
quindi nei conventi di Busto Arsizio e di S. Antonio in Milano. Il 6
settembre 1942 nel Convento del S. Cuore in Busto Arsizio,
nelle mani di fr. Arcangelo Galli, Ministro Provinciale, emette i
voti solenni. Il 22 dicembre 1945 ordinato diacono; e il 6
aprile dellanno successivo ordinato sacerdote dal beato
Card. Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano.
Uomo dal carattere schivo ed essenziale nei modi, ma allo
stesso tempo arguto e ironico, lascia la traccia di una vita
semplice spesa nel servizio discreto e ponderato per il Regno
di Dio.
I primi quattro anni successivi alla professione solenne sono
contraddistinti dal susseguirsi di numerosi trasferimenti, dal
1947 al 1951 a S. Angelo, poi a S. Antonio in qualit di Vice
Cappellano al Cimitero Monumentale, successivamente a
Pavia e lanno successivo nuovamente a S. Antonio e, per
un breve periodo, Cappellano agli Spedali Civili di Brescia.
Nel 1951 lobbedienza lo conduce a Monza dove, per sette
anni, confessore nel Santuario della Madonna delle Grazie.
Dal 1958 al 1961, si succedono i trasferimenti a Milano S.
Antonio, a Cividino e quindi a Varese, dove risiede per un
triennio. Il triennio successivo a Cremona come Economo
della Casa, poi per un anno a Cividino ed infine a
Cermenate. Dal 1977 al 1983 si trasferisce nuovamente a
Monza, e quindi lobbedienza lo chiama a Dongo ove rimarr
per ben trentanni. Qui, rallegra la vita della fraternit, oltre
che con la sua originale simpatia, con il servizio di cantiniere,
offrendo a tutti i commensali un goccio di vino per
rallegrare il cuore delluomo. Nel 2013 laggravarsi delle
condizioni di salute, rende necessario il suo ricovero presso
linfermeria provinciale di Sabbioncello. Nel pomeriggio del 22
ottobre 2015 fr. Carmelo si addormenta per il riposo
pomeridiano e si risveglia nella festa del cielo. A laude di
Cristo e del Poverello Francesco. Amen.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Omelia di fr. Francesco Bravi

Letture: Sap 3,1-9 salmo 102 Gv 14,1-6

Sabbioncello di Merate (LC), 24 ottobre 2015

Fratelli e sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo


e di accettare la sua potest...
Non abbiate paura!
Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo...
Non abbiate paura! Cristo sa cosa dentro l'uomo. Solo lui lo sa.
Queste parole tratte dall'omelia per l'inizio del pontificato di San
Giovanni Paolo II nel giorno della sua memoria liturgica, sono risuonate come
l'ultimo invito al nostro confratello frate Carmelo. Lui che ha vissuto la sua lunga
esistenza aprendosi continuamente alla grazia della vocazione religiosa e
sacerdotale, stato invitato, nel suo ultimo giorno terreno e nel
novantaquattresimo anno di vita, ad aprirsi al Cristo risorto per affrontare il
passaggio da questa terra al cielo, a non avere paura di consegnarsi
definitivamente a colui che sa cosa c' nel cuore dell'uomo, a spalancare le
porte della sua vita a colui che lo introduce nella gloria dei santi invitandolo a
portare a compimento la sua consegna fatta un giorno nella professione della
forma di vita dei frati minori. L'invito ad entrare nel riposo di Dio come ci
ricorda la lettera agli Ebrei lo ha raggiunto proprio durante il sonno; l'ultimo
sonno terreno ha segnato il passaggio, come ci ripete questa liturgia esequiale,
alla gioia senza fine. stato il suo ultimo autostop lui che ne ha fatti molti nei
suoi spostamenti - ; lo ha caricato il Signore della gloria portandolo con se nel
viaggio pi importante, quello verso la terra dei viventi.
Nei giorni precedenti il transito del nostro confratello il Signore - buono
e pietoso grande nell'amore come ci ha ricordato il salmo responsoriale
ha voluto provvidenzialmente preparare il nostro confratello e tutti noi
ripetendoci pi volte l'invito a vigilare e ad essere pronti per la sua venuta.
Siate pronti ci ha detto per bocca dell'evangelista Luca con le vesti strette
ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro
padrone quando torna dalle nozze ( Lc 12,35 ). E il giorno seguente sempre il
testo lucano ci ripeteva Anche voi tenetevi pronti perch, nell'ora che non
immaginate, viene il Figlio dell'uomo. E cos per frate Carmelo si compiuta
l'attesa e il suo oggi divenuto l'oggi di Dio; cos l'invito a vigilare e ad essere
pronti si trasformato nell'incontro del servo con il suo padrone. E la Parola di
Dio continua anche oggi, mentre diamo l'ultimo saluto a questo frate minore e
sacerdote, ad accompagnare la vita e la morte dei credenti. Cos siamo
invitati ad avere uno sguardo di fede anche di fronte al dolore e alla fatica del
distacco. infatti la Parola accolta nella fede che ci fa credere che Le anime
dei giusti sono nelle mani di Dio e che essi sono nella pace... e la loro
speranza piena di immortalit. E tutto questo ci garantito dalla potenza e
dalla forza del mistero pasquale di Cristo, il quale ci ha appena ripetuto: Non
sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Fr. CARMELO CONFALONIERI


Nella casa del Padre mio vi sono molti posti... Io vado a prepararvi un posto. La
Parola che ci riempie di consolazione e di speranza ci permette cos di dire nella
verit che il nostro Dio in Cristo non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci
ripaga secondo le nostre colpe e ci prepara un posto: vi prender con me,
perch siate anche voi dove sono io. Una certezza questa che matura nella vita
percorrendo e ripercorrendo continuamente la Via che Cristo Signore: una
Via che ci porta alla vita, una Via che fa verit, che ci fa conoscere la verit, ci
permette di vivere nella verit: Quanti confidano in lui comprenderanno la
verit. Una Via da amare e da conoscere in continuazione perch Nessuno
viene al Padre se non per mezzo di me. Il mistero della Pasqua di Cristo diventa
cos e sempre pi il mistero della Pasqua del discepolo.
La Pasqua di Ges quanto di pi profondo un consacrato e un
sacerdote chiamato a celebrare nella sua vita. Leucaristia, questo atto
supremo di dedizione di Ges per la sua chiesa e per il mondo, posto nelle mani
povere e deboli di ogni sacerdote che ogni giorno deve dire: questo il mio
corpo donato, questo il mio sangue versato per voi. Cos ogni eucaristia, anche
quella delle ore pi stanche e monotone, anche quella concelebrata a fior di
labbra con i confratelli e magari sonnecchiando, fa della vita di un ministro
ordinato un dono per tutto il mondo. Il congedo da un frate minore e sacerdote
che ha condiviso con noi innanzitutto la fede, diviene allora momento privilegiato
per professare la nostra fede. Siamo qui per dire la nostra certezza di vivere oltre
il tempo. Siamo qui per dire che frate Carmelo vive nel Signore. Siamo qui per dire
la consapevolezza di un legame che sopravvive oltre la morte e ci dona di poter
ancora dialogare con i nostri cari. I cristiani chiamano questo comunione dei
santi. Siamo qui per dire che la vita del Signore risorto sar la nostra vita. Con
frate Carmelo diciamo anche noi, prendendo in prestito le parole del salmo 89:
Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore. Volgiti,
Signore; fino a quando? Muoviti a piet dei tuoi servi. Saziaci al mattino con la tua
grazia esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. la consapevolezza che ci
ha ripetuto il libro della Sapienza che coloro che gli sono fedeli vivranno presso
di lui nellamore.
La vita, la malattia e la morte di un frate rimanda ad una fitta trama di
relazioni, di persone, di amici, di confratelli che hanno aiutato e sostenuto frate
Carmelo; dunque bello, opportuno e doveroso ringraziare tutti coloro che gli
sono stati vicino in particolare i confratelli di Dongo e di Sabbioncello e tutto il
personale dellinfermeria.
Anche dalla morte impariamo qualcosa per la nostra vita; sorella morte si
fa paradossalmente maestra di vita. S. Antonio di Padova in uno dei suoi sermoni
ci ricorda: Chi si umilia nel pensiero della morte, regola al meglio tutta la sua vita
e si guarda intorno; sa scuotersi dalla pigrizia, resistere nella fatica, nelle avversit
confidare nella misericordia del Signore e guidare rettamente la sua vita al porto
della vita eterna. questo quello che chiediamo nella preghiera di suffragio per
frate Carmelo perch facendo nostre le parole della liturgia - ottenga il

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

perdono che ha sempre desiderato e possa esser liberato da ogni colpa


commessa per l'umana fragilit.
E tutti noi, ancora con le parole del dottore evangelico e grande
taumaturgo, innalzando la nostra fervente e corale preghiera diciamo: A te
dunque, o Trinit e Unit, supplici ci rivolgiamo, perch quando verranno i giorni
della sofferenza e della corruzione finale,....l'anima da te creata a te ritorni e tu
l'accolga affinch ...meriti di alzarsi in volo alla gloria della libert dei figli di Dio.
Accordacelo tu, Dio trino e uno, che sei benedetto per tutti i secoli dei secoli
Amen (cf. Sermoni).
A laude di Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Fr. ANACLETO MOSCONI

Tu vivi
nel tempo presente
da quando al mondo
festi udire uno strillo
tua prima parola,
fino allultimo tuo
silenzio.
Questo tuo viaggio
nel tempo
fluisce nel mar
delleterno
allor che tu entri
nel regno
che solo conosce
lamore
da Il Tempo Eternato
A. Mosconi

Fr. Anacleto nasce a Prevalle (BS) il 15 febbraio 1915 e viene


battezzato con il nome di Antonio. Compiute le prime tre classi
ginnasiali, quattordicenne, entra nel Collegio serafico dei Frati
minori a Saiano. Il 31 agosto 1932 inizia, a Rezzato, con il nome
di fr. Anacleto lanno del noviziato. Qui, il 14 settembre 1933,
emette la Professione temporanea. Il 19 ottobre 1936 nel
Convento di s. Antonio in Milano, nelle mani di fr. Dionisio
Mazzola, Ministro Provinciale, emette i voti solenni. Il periodo
della formazione si sovrappone alla difficile stagione del
conflitto mondiale, per questo si susseguono diversi
trasferimenti: dapprima a Cividino, poi a Sabbioncello, quindi
a Baccanello ed infine a Roma, dove si ferma per concludere
gli studi di teologia. Il 18 maggio 1940, proprio a Roma,
ordinato diacono da Mons. Pascucci, Vescovo titolare di Sion; e
il 16 giugno dello stesso anno ordinato sacerdote da Mons.
Traglia, Vicegerente del Vicariato di Roma.
Perdurando la guerra, fr. Anacleto lascia Roma e per un anno
nel Convento di s. Antonio a Milano, quindi a Monza in qualit
di Incaricato distrettuale del TOF (TerzOrdine Francescano). Nel
1943 lobbedienza lo conduce a Busto Arsizio dove inizia la sua
attivit di insegnante di Storia della Chiesa. Per circa ventanni
si prodiga per la formazione culturale delle giovani generazioni
di frati insegnando anche Patrologia, Storia dellArte e Storia
dellOrdine Francescano. Fr. Anacleto nutr una passione per la
storia e per tutto ci che legato al passato, riteneva infatti
che lincontro con la storia pur sempre una memoria, una
presenza, un far rivivere uomini e cose, passate nel tempo, ma
non nella mente e nel cuore.
Dal 1946 al 1949 si succedono i trasferimenti a Saiano, a
Gargnano e a Cremona, poi a Pavia e quindi a Busto Arsizio
dove rimane per nove anni. Nel 1958 , per un breve periodo, a
Varese, poi a S. Antonio in Milano fino a quando, nel 1960,
terminato linsegnamento, viene inviato a Cuasso al Monte
quale Cappellano e Delegato Arcivescovile dei degenti
dellIstituto climatico della Croce Rossa Italiana.
Conclusa questa esperienza, dal 1961, per un triennio,
lobbedienza lo chiama a Milano nella parrocchia di S.
Giovanni Battista alla Creta con lincarico di Assistente
Regionale dellOFS. Nel 1964 viene trasferito a S. Angelo in
Milano con lincarico di Archivista provinciale e di
Vicepostulatore delle Cause dei Santi. In questi anni si dedica
con entusiasmo alla riorganizzazione dellarchivio provinciale e
lo arricchisce con il ritrovamento di preziosi manoscritti e di
volumi antichi. In una sua memoria scrive: lamore al mio

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Ordine e la mia nomina ad Archivista provinciale ha accentuato la simpatia per


il passato cos da farmi dedicare tutto il tempo disponibile alle ricerche storiche
sul francescanesimo lombardo con lintento di far amare s. Francesco e il suo
ordine nel tempo anche quando io sar fuori del tempo. Lascia una ricca
bibliografia costituita da circa 30 volumi e da numerosissimi articoli su riviste e
giornali; degno di nota lapprofondito studio circa la storia dei tre Ordini
francescani in terra di Lombardia dalle origini fino agli anni 80.
Nel 1966, per un anno, Penitenziere nel Duomo di Milano e nel 1977, per un
anno, anche Cappellano dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore in Milano.
Dal 1982 al 2009 vive nella parrocchia di s. Giovanni Battista alla Creta in
Milano, fino a quando trasferito nel convento di S. Angelo.
Agli inizi del 2015 laggravarsi delle condizioni di salute, rende necessario il suo
ricovero presso linfermeria provinciale di Sabbioncello, qui il 9 novembre fr.
Anacleto si addormenta per incontrare il Signore della Storia. A Lui
immaginiamo che rivolga lultima e urgente domanda che risuona in una sua
poesia: La meta mia dov?. E l dove c un regno di pace e di bont,
l dove Chi tama attende il tuo ritorno.
A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen.

Omelia di fr. Francesco Bravi

letture: 1Tm 6,13-16; salmo 99; Luca 2,22-40

Prevalle (BS), 11 novembre 2015

In una premessa ad alcune notizie biografiche stese da padre


Anacleto, lo stesso scriveva: La mia simpatia per tutto ci che significa la storia
e il passato, mi ha portato a interessarmi delle vicende del mio paese, poi del
mio casato, e infine anche delle vicende della mia stessa vita, dato che essa si
prolungata per grazia del Signore fino a diventare essa stessa un passato.
La consuetudine poi di tenere la penna in attivit, ha fatto il resto, cio mi ha
indotto a scrivere queste mie note biografiche. Forse non troveranno chi abbia
la voglia di leggerle, ma certamente saranno servite almeno a me col
mantenermi vivi i ricordi e il conseguente compiacimento proprio di chi
essendo ormai vecchio ama riandare il suo passato, che forse quanto gli
rimasto. Notizie che infine dedicandole a parenti e amici, potranno essere a
loro gradite quale ricordo affettuoso, perch lo scritto pur sempre una
memoria, una presenza, un far rivivere uomini e cose, passate nel tempo, ma
non nella mente e nel cuore. Questo stato, almeno in parte, il nostro fratello
Anacleto, frate minore e sacerdote. Come non ricordare poi la sua passione
per la storia e in specie la storia francescana come abbiamo sentito allinizio
di questa celebrazione - e infine per la poesia con i diversi testi da lui composti.
Affidandolo ora, dopo la sua centenaria esistenza terrena, alla
misericordia del Signore, esclamiamo con il padre S. Francesco: Laudato sii mi

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Anno XXXVIII N. 256 Settembre-Ottobre 2015

Fr. ANACLETO MOSCONI


Signore per sora nostra morte corporale. La parola del Signore, proclamata nella
comunit dei credenti, ci invita fortemente alla lode; ci ha fatto dire infatti con le
parole del salmo responsoriale: Riconoscete che solo il Signore Dio: egli ci ha
fatti e noi siamo suoi. la certezza di essere suoi che ci fa cantare e lodare il
Signore; la certezza di essere suoi che ci fa andare incontro alla morte certi che il
Signore ci sosterr anche in questo oscuro passaggio; questa sicuramente la
certezza che ha sostenuto frate Anacleto nel suo transito, nel suo passaggio dalla
terra al cielo. Una certezza che la Parola di Dio ci ha ripetuto attraverso la prima
lettera di Paolo a Timoteo - che il Signore nostro Ges Cristo il solo che possiede
limmortalit e abita una luce inaccessibile e che al tempo stabilito sar a noi
mostrata da Dio. Tutto ci ora viene mostrato in pienezza di luce al nostro fratello
Anacleto lui che ci vedeva poco come spesso ripeteva - e lui, varcando le
porte con inni di grazie pu cantare davanti al beato e unico Sovrano, il Re dei
Re e Signore dei signori: buono il Signore, il suo amore per sempre, la sua
fedelt di generazione in generazione.
La vita del credente, la vita di Anacleto, frate minore e sacerdote, alla
luce del brano evangelico della festa della Presentazione del Signore, viene
descritta, nellesperienza dei due anziani Simeone ed Anna, come una attesa
ardente del Signore, consolazione e redenzione del suo popolo; attesa fatta di
perseverante preghiera. Lattesa viene colmata con il dono dellincontro, incontro
che viene anticipato in tanti momenti dellesistenza attraverso tanti doni e tante
grazie, attesa che da significato ad una vita in castit, povert e obbedienza,
attesa che si fa celebrazione dei santi misteri che compiono lopera della nostra
salvezza, attesa che nellincontro definitivo, desiderato per una intera esistenza,
trova il suo compimento facendosi visione. Quante volte, nel corso di suoi cento
anni, padre Anacleto ha detto nella preghiera di compieta Ora lascia o Signore
che il tuo servo vada in pace; ora lo ha detto in modo definitivo. I suoi occhi ora
vedono la salvezza, il Signore luce delle genti e gloria del suo popolo. Lui che ,
come la profetessa Anna, come frate minore e sacerdote, con la sua vita e il suo
operare, ha parlato del bambino a quanti aspettavano la redenzione, ora pu
contemplare nella pace colui che stato la sua attesa e la sua speranza. Sii
fedele fino alla morte, o carissima, - diceva santa Chiara nella sua lettera ad
Ermentrude Sii fedele fino alla morte ripete a ciascuno di noi frate Anacleto
Sii fedele fino alla morte a colui al quale ti sei promessa e da lui stesso sarai
coronata con la corona della vita ( cf. LErm 4 ).
Il lungo percorso terreno di frate Anacleto - da noi suoi fratelli chiamato
famigliarmente lo storico - terminato; ora Lui vede e contempla il mistero
creduto; ora Lui contempla il Re della gloria. La sua vita di consacrato stata, pur
tra i limiti della fragile umanit, una vita spesa in questa ricerca. Ora per Lui si
compiono in pienezza le parole di augurio e di saluto che santa Chiara rivolgeva a
santa Agnese di Boemia e cio linvito a cantare il cantico nuovo con gli altri
santissimi vergini davanti al trono di Dio e dellAgnello e di seguire lAgnello
dovunque vada ( 4LAg 3 ). E il cammino della fede che chiede di vivere la

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sequela di Ges e ci chiama a riconoscere il Cristo Signore, come dice S. Chiara,


come colui che si fatto per noi via (TestsC 5) e che ci permette di possedere
la vita beata senza fine (1LAg 30). Mentre godiamo degli splendidi giorni
dellestate di San Martino e affidiamo alla terra dove nato il nostro confratello
padre Anacleto in attesa del giorno beato della risurrezione dei corpi, riascoltiamo
lantifona al Benedictus che la liturgia di questo giorno ci ha fatto pregare alle
lodi: Beato Martino! La tua anima possiede il paradiso. Si rallegrano gli angeli e gli
arcangeli; i santi ti acclamano, le vergini cantano: Resta con noi per sempre; e ci
piace pensare che ora i celesti abitatori del cielo dicano la stessa cosa al nostro
fratello: Resta con noi per sempre e a questo invito si unisca la voce dei parenti,
degli amici e persino di questa sua terra natale che dicono in coro: Resta con noi
per sempre.
doveroso da parte mia ringraziare tutte le persone che sono state vicine
a padre Anacleto e lo hanno sostenuto e aiutato pazientemente in tanti modi: il
personale dellinfermeria, i confratelli di Milano e di Sabbioncello, gli amici e i
parenti tutti.
Quasi come ultima consegna, a mo di testamento spirituale, che il nostro
fratello ci offre, concludo queste mie parole con due strofe di una sua poesia:
Mistero la vita delluomo
dellora tua prima quaggi
non ti dato sapere il perch
e dellinizio ignori quand
Pi in alto tu devi guardare
pi luce tu devi invocare
finch il Signore del cielo
ti apra del mistero la porta
(La vita mistero, dalla raccolta di poesie Guardando oltre Milano 2002).
A laude di Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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