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Anno XXXVII n.

247 Ottobre 2014

NOTIZIARIO

Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo


dei Frati Minori

Scena dai Fioretti, affresco, 1946 ca, Convento di Monza


Nella penombra del refettorio di Monza, sulla parete di fondo, campeggia un delicato affresco di tema francescano.
Ispirato a un episodio dei Fioretti (FF 1841), venne dipinto dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando
anche il convento ritorn ad uso dei frati. Come ci racconta un bollettino del convento, il dipinto opera di due
pittori milanesi (a noi ignoti), amici di uno dei frati della comunit che un due giorni e due notti, senza spesa,
eseguirono il dipinto. Il tema venne scelto su indicazioni del guardiano fra Ireneo Mazzotti. Si opt per un tema
francescano che sottolineasse la povert, che in quellambiente era da perseguirsi, che era stata vissuta dagli sfollati
che per gli anni della guerra avevano trovato in quegli ambienti dimora, e che caratterizzava in maniera tangibile
la vita dei frati in quel momento storico in cui bisognava rimettere in sesto tutto il convento.
La scena rappresenta lepisodio dei Fioretti in cui Francesco e Masseo sulla strada verso la Francia, dopo aver
questuato si accingono a mangiare. Francesco era riuscito a raccattare solo qualche piccolo tozzo di pane mentre
Masseo aveva recuperato una bella pagnotta intera pi altri pezzi. Quando Francesco, grato, loda il Signore per
quel gran tesoro, Masseo perplesso rispose Padre carissimo, come si pu chiamare tesoro, dov tanta povertade e
mancamento di quelle cose che bisognano? Qui non tovaglia n coltello n tagliere n scodelle n casa n mensa
n fante ne fancella! Disse Santo Francesco: E questo quello che io reputo grande tesoro, ove non cosa veruna
apparecchiata per industria umana; ma ci che ci , si apparecchiato dalla Provvidenza divina, siccome si vede
manifestamente nel pane accattato, nella mensa della pietra cos bella e nella fonte cos chiara Lestrema povert
di quella mensa rende visibilmente manifesta la Provvidenza di Dio.
Laffresco dai toni limpidi e tenui, raffigura unambientazione spoglia, fatta prevalentemente di rocce punteggiate
da qualche ciuffo derba. In secondo piano due quinte dalberi raccolgono lo sguardo sui lati e un torrente che
scende traversale limita lo spazio oltre il quale si intravedono le cime di monti lontani. Un cielo solcato da nuvole
riempie il resto della parete.
In primo piano le figure dei due frati; Francesco a sinistra in piedi mentre parla, istruisce Masseo, loda il Signore
con lo sguardo rivolto verso i cielo. A destra Masseo, genuflesso, con le braccia incrociate sul petto, ascolta con
sguardo devoto le parole di Francesco. Di fronte a loro, poggiati sulla nuda roccia che incornicia la porta
sottostante, i frutti della rispettiva questua, un solo tozzo di pane per Francesco e unintera pagnotta pi un altro
pezzo per Masseo.
La composizione della scena e il punto di vista ribassato accompagnano lo sguardo in un breve itinerario
simbolico, dallaltare della nuda roccia su cui posato il pane, pi oltre verso lacqua, in su verso il cielo. Il Creato e
i frati fanno da corona.
Laffresco rammenta a coloro che si trovano a mangiare in quel refettorio lo stile che Francesco ci insegna: il senso
di gratitudine per ci che ci donato e di questo accontentarci, non affannarci per ci che mangeremo, non
ricercare sofisticazioni frutto di industrie umane ma gustare la semplicit di ci che il Signore ci dona.
Latteggiamento eucaristico che Francesco visse nella sua esistenza proposto nel pasto quotidiano, dove siamo
ancora chiamati a rendere grazie al Signore per ci che ci dona e offrire a lui, restituendoli con gratitudine, i doni
che ci ha fatto. La sobriet degli alimenti, degli arredi, delle stoviglie, secondo lo stile essenziale e povero di
Francesco sono occasione e strumento per rendere visibilmente manifesta la Provvidenza di Dio per noi e la nostra
fiducia in Lui.
Fr. Carlo Cavallari

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

Indice

Consiglio di Cooperazione Provincie Nord Italia


Castelletto di Brenzone 14-15 ottobre

4
4

Dalla Provincia
Riflessioni del Ministro provinciale
Vescovo e guardiani: un parallelismo possibile

9
9
16

Testimonianze di Vita Fraterna


Professioni solenni
Ricordo di suor Maria fedele Rizzi
Preghiera interreligiosa

22
22
25
27

FilmiAmo

28

Notizie di Casa

31

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

Consiglio di Cooperazione Province Nord Italia


Presiede lincontro Fr. Massimo Fusarelli. I Ministri sono tutti
presenti: fr. Bruno Bartolini, fr. Francesco Bravi, fr. Francesco Patton
(assente nella sessione di marted 14 mattina per partecipazione a
Consiglio presbiterale diocesano), fr. Antonio Scabio, fr. Maggiorino
Stoppa, fr. Mario Vaccari.
Lincontro del Consiglio di Cooperazione avviene in due sessioni, il 14 e
15 ottobre, a Castelletto di Brenzone (VR) nel corso della annuale
Assemblea dei Guardiani del Nord Italia, nei tempi occupati dai lavori di
gruppo.

Castelletto
di Brenzone
14-15
Settembre
2014

Lincontro inizia con la preghiera seguita da una breve condivisione


sullandamento della Assemblea dei Guardiani: le impressioni sono
unanimemente positive.
Analisi bozza lettera sulla preparazione alla Visita canonica
Fr. Massimo Fusarelli consegna ai Ministri la bozza della lettera (Prot.
44/2014) indirizzata a tutti i Guardiani riguardante lelenco degli ambiti
concreti che saranno oggetto di Visita canonica. Dopo adeguato spazio di
confronto, alla lettera vengono apportate alcune modifiche e ne viene
approvata la stesura finale1 perch sia consegnata ai Guardiani nella
ultima sessione di lavoro di marted 14 ottobre.
Per quanto riguarda lInventario dei beni artistici, richiesto per la Visita
canonica, si concorda che un elenco anche solo cartaceo sia pronto per i
giorni previsti dalla Visita, o se non fosse possibile - per il 31 dicembre
2015. Si concorda inoltre che, coinvolgendo gli archivisti provinciali e
locali, si studi un progetto di archiviazione dellinventario dei beni
artistici, che necessita assolutamente di essere effettuato, da affidarsi ad
una agenzia competente e cercando anche opportune sovvenzioni.
Consegna Carta di Intenti rivista dopo la Assemblea di Bardonecchia
Fr. Massimo Fusarelli consegna ai Ministri la bozza della Carta di Intenti
rivista dopo le proposte di modifica approvate durante la Assemblea
Definitri di Bardonecchia. Verr ripresa per la stesura finale durante il
prossimo CdC di novembre.

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

Ratifica Uffici fraternit Baccanello


Essendo gi state fatte nel settembre 2013 per la fraternit di noviziato di Baccanello le elezioni
per ballottaggio e beneplacito ad triennium, ci si limita a ratificare linserimento di fr. Ambrogio
Pessina nel coetus formatorum del Noviziato che risulta cos composto:
fr. Marco Tomasi, Guardiano
fr. Luigi Dima, Vicario
fr. Lorenzo Roncareggi, Maestro
fr. Pio Prandina, Vicemaestro
fr. Ivan Dalpiaz, Economo
Fr. Ambrogio Pessina.
Impostazione del lavoro di Database completo dei frati
Al fine di non appesantire ulteriormente il lavoro al futuro Segretario della nuova Provincia, si
rende necessario pensare per tempo a come unificare in modo informatizzato i dati relativi a
ciascun frate che ogni Segreteria provinciale custodisce. Dopo adeguato spazio di confronto tra i
Ministri si concorda su un lavoro in due tempi: in questi mesi prima del Capitolo i 6 Segretari
con fr. Stefano si serviranno del Database che verr appositamente approntato, e cercheranno nei
limiti del possibile di inserirvi i dati mancanti, facendo riferimento per i campi da utilizzare allo
Schematismus dellOrdine 1, oltre a indirizzo mail e telefono cellulare. In un secondo tempo, dopo
la nascita della nuova Provincia, si potr completare il lavoro procedendo verso una completa
informatizzazione dei dati e dei documenti legati ad ogni frate.
Varie ed eventuali:
Si concorda che fr. Michele Passamani si iscriva ad un corso per formatori a Bologna che
valorizza una serie di sessioni residenziali durante lanno.
Nellultima parte dellincontro vengono affrontate alcune questioni personali relative ai frati.
Lincontro CdC termina mercoled 15 ottobre alle ore 12.

fr. Stefano Dallarda


Segretario

Cognome e Nome religioso, Nome di battesimo o civilmente riconosciuto, Data e luogo di nascita, Diocesi di nascita,
Cognome e Nome dei genitori, Data di entrata in noviziato, Data professione temporanea, Data professione solenne, Data
ordinazione sacerdotale (episcopale, diaconato permanente).
Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

Allegato 1
Prot. 44/2014
Milano, 14 ottobre 2014

A tutti i Guardiani delle Province del Nord Italia

OGGETTO: Visita canonica alle sei Province del Nord Italia


Cari Fratelli,
Il Signore vi dia pace!
Con lapprossimarsi dellinizio della Visita canonica, in riferimento alla Lettera di indizione
promulgata lo scorso 29 agosto al termine della Assemblea Definitri di Bardonecchia, desidero
ricordare a ciascuno di voi gli ambiti concreti nei quali la Visita si svolger, secondo il
calendario che vi stato inviato.
Il fine primario della Visita canonica quanto ci viene ricordato negli apposti Statuti peculiari
della Visita canonica (OFM, 2007) al n 3 2. Si tratta in fondo di un:
1. Tempo

favorevole

per

uscire

da

noi

stessi

verso

laltro,

personalmente

comunitariamente. Laltro sono i fratelli della fraternit locale, della futura nuova
Provincia, dellOrdine, la Chiesa locale e il territorio in cui viviamo come pellegrini e
forestieri. Nella verifica di questi elementi, ogni pensiero e azione che favorisce la
staticit non aiuta il tempo della Visita. Al contrario, il dialogo aperto, il confronto
sincero, la verifica puntuale, lespressione dei propri sentimenti e delle proprie idee e
attese sono passaggi vitali e ineludibili;

Art. 3: Fine principale della Visita :


1. salutare ciascun frate con tanta benignit e familiarit sicch possa parlare e fare con il Visitatore come i padroni con i
loro servi (cf. Rb 10,5);
2. confortare, ammonire e, se fosse necessario, umilmente e caritatevolmente correggere i frati (cf. Rb 10,1; CG 213; 221
1);
3. conoscere ed esaminare le condizioni e le iniziative dei frati, delle Case e delle Province;
4. valutare e stimolare le attivit delle Case e delle Province;
5. promuovere la formazione sia permanente che iniziale, tanto scientifica e ministeriale che professionale;
6. promuovere presso i frati la coscienza di appartenenza e di solidariet con la Fraternit universale, ossia di essere
partecipi della vita e dellattivit di tutto lOrdine;
7. investigare sullo stato personale ed economico;
8. verificare se una Provincia o Custodia autonoma ha i requisiti necessari per svolgere in modo sufficiente la vita e la
missione dellOrdine secondo lart. 115 degli SG;
9. far s, insomma, che ciascuno osservi meglio ci che nei documenti e nella legislazione della Chiesa e dellOrdine
sancito, e parimenti stimolare tutti e tutto dal buono al meglio (cf. CG 213 ).
Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

2. tempo favorevole per verificare le vie che stiamo percorrendo. Tempo di pausa per

rientrare in noi stessi e riconoscere il bene che il Signore semina e lascia crescere tra noi,
insieme ai limiti che denunciano i passi da compiere cordialmente e con speranza;
3. tempo favorevole per verificare luscita dai nostri conflitti e affari interni verso la terra

vasta della Chiesa pellegrina nel mondo, con la Fraternit dell'Ordine, per riconoscerci
fratelli che cercano il volto del Signore nella condivisione della vita e in quella
testimonianza che annuncio del Vangelo.
Sul piano interno poi, al fine di preparare per tempo ci che necessario, elenco gli ambiti
concreti che saranno oggetto di verifica, anche in vista dell'organizzazione della futura
Provincia, in modo da disporre di informazioni utili da raccogliere e trasmettere:

VERBALI DEI CAPITOLI LOCALI e CRONACA LOCALE. Inoltre per le Case di


formazione i VERBALI DEL COETUS.

REGISTRI SANTE MESSE 3: per la verifica delle registrazione, dei suffragi e delle
applicazioni secondo le consuetudini di ciascuna Provincia.

CONTABILITA' 4: bilancio economico e patrimoniale della fraternit al trimestre


precedente la Visita (es.: Visita canonica a novembre, presentare bilancio al 30 settembre),
con allegato estratto conto al mese corrispondente, inerente gli istituti bancarii o/e postali
attivi. Il Segretario di visita verificher la retta catalogazione e conservazione delle
fatture.

cfr. Statuti peculiari della Visita canonica (SPVC) art. 30,2: Il Visitatore deve verificare se si osservano le leggi ecclesiastiche
sullofferta e lapplicazione delle Messe nonch sulle pie volont e fondazioni (cf. CIC 945ss; 958 2; 1385; 199 n. 5; 1300ss). A
questo fine controlli sia il registro delle Messe, sia il libro delle elemosine destinate a cause pie, perch gli consti della retta
amministrazione di questi beni e delladempimento esatto degli oneri annessi.
4
cfr. SPVC art. 31: Il Visitatore conosca e investighi sullordinaria e straordinaria amministrazione economica della rispettiva
Provincia, delle singole Case e opere gestite e amministrate dai frati. A tale scopo esamini i libri damministrazione. In
particolare, indaghi sulluso trasparente e solidale del denaro, il suo accumulo e luso di capitalizzazione (cf. CG 32); se ci
sono debiti che gravino sulla Provincia e sulla Casa; se nel contrarre i debiti o nellalienazione delle cose sono state osservate
le prescrizioni del diritto comune e proprio circa il modo di ottenere le licenze e losservanza delle condizioni nella
concessione delle licenze; infine, per quali scopi sono stati contratti i debiti (cf. CG 244-250; SG 241-246).
Il Visitatore indaghi accuratamente se lamministrazione delle opere devangelizzazione, specialmente delle parrocchie, sia
distinta dallamministrazione dei beni della Provincia e delle Case e se i rendiconti sono stati debitamente mostrati alla
competente autorit ecclesiastica.
Il Visitatore controlli come la Provincia effettua la solidariet con lOrdine universale (per es., Fondo formazione, Fondo
solidariet ecc.), con attenzione speciale ai contributi obbligatori (per es. il contributo al Segretariato generale per
levangelizzazione, la percentuale sul ricavato delle vendite, ecc.).
Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

BANCHE: elenco aggiornato delle coordinate bancarie e/o postali in essere, corredate
dall'indicazione dei relativi firmatari.

AMMINISTRAZIONI PARROCCHIALI: registri della amministrazione per presa


visione e Convenzione Diocesi/Provincia.

AMMINISTRAZIONI PERSONALI AUTORIZZATE e RESPONSABILI DI UFFICI


PROVINCIALI ED INTERPROVINCIALI: bilancio dell'attivit autorizzata dal
rispettivo Ministro, con allegato estratto conto al mese corrispondente, inerente gli istituti
bancari o/e postali in essere.

AUTOVEICOLI: elenco aggiornato degli automezzi.

PERSONALE DI SERVIZIO: elenco aggiornato dei dipendenti, ed eventuali volontari o


collaboratori e loro inquadramento.

INVENTARIO 5: elenco almeno cartaceo - delle opere d'arte ed oggetti di valore 6, se


possibile entro i giorni previsti per la Visita, altrimenti entro il 31 dicembre 2015. Inoltre,
il Segretario di visita verificher come sono mantenuti e custoditi i vasi sacri e gli arredi
liturgici.

DOCUMENTI PER OGNI FRATE: elenco aggiornato riportante i dati di ogni frate:
anagrafe, codice fiscale, libretto/tessera sanitaria, pensione sociale, riferimento ai parenti.

Vi prego di avvisare lEconomo, chi autorizzato a tenere una amministrazione personale, i


responsabili degli uffici e incarichi locali (designati a norma degli SS.PP.) in modo che possano
preparare quanto sopra elencato.
Nellattesa di incontrarvi personalmente e di condividere la vita della vostra fraternit, vi saluto
fraternamente.

fr. Massimo Fusarelli ofm


Visitatore generale
fr. Stefano Dallarda ofm
Segretario

cfr. SPVC art. 32, 2: Il Visitatore controlli se con grande cura siano conservate le biblioteche, gli archivi, i musei e le opere
darte, specialmente le pi insigni e importanti (cf. SG 26 2). Cfr. art. 30,1: Il Visitatore presti particolare attenzione a tutto
quello che si riferisce al rispetto per laltare, i vasi sacri e i testi liturgici.
6
cfr. SPVC art. 32, 1: Il Visitatore si rechi in tutti gli ambienti della Casa, per verificare se tutto ci che riguarda lonest, la
pulizia e la clausura sia rettamente disposto.
Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

Dalla Provincia
DEFINITORIO E GUARDIANI
RIFLESSIONI DEL MINISTRO PROVINCIALE
Carissimi fratelli Guardiani e fratelli del Definitorio provinciale,
benvenuti a questo incontro dopo i giorni di formazione per tutti i
guardiani del Nord Italia. Mentre ci salutiamo fraternamente faccio
nostra l'orazione di questa settimana del tempo ordinario e con voi
chiedo:
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perch, sorretti
dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Si tratta di fare il bene dei fratelli che il Signore ci ha affidato e di fare
bene il nostro servizio di animazione e di governo. Il cammino verso
la nuova Provincia e tutto quanto aiuta ad animare il cammino
ordinario delle nostre fraternit sono stati il riferimento importante ed
ultimo di tutte le cose che sono state presentate e offerte alla vostra
attenzione e alla vostra responsabilit. Abbiamo infatti iniziato
l'assemblea con un momento di Lettura orante della Parola di Dio per
ridirci l'importanza per la vita delle nostre fraternit locali di questo
momento di condivisione. Con i due relatori abbiamo poi vissuto la
parte pi propriamente formativa del nostro incontro riprendendo
alcune tematiche affrontate nei corsi di formazione dello scorso anno e
sottolineando il tema dell'ascolto e della compassione nell'animazione
della fraternit. Il percorso verso la nascita della nuova Provincia ci ha
visti poi impegnati a recepire le indicazioni del documento finale della
Assemblea dei Definitori e a conoscere le varie iniziative e i diversi
sussidi di Fo.Pe. per animare il cammino di ogni nostro fratello. Infine
il lavoro sui Lineamenta del Capitolo Generale ci ha messo in
comunione con il cammino della fraternit universale.
Ho pensato di collocare all'inizio del nostro incontro, tra gli argomenti
all'ordine del giorno, una mia riflessione sul come vivere il servizio
dell'autorit e su questa aprire un confronto. una riflessione che sto
maturando da tempo e che accompagna da un po i miei giorni; una
riflessione che tiene presente quanto emerso negli interessanti incontri
personali vissuti con ciascuno di voi lo scorso anno, che fa
necessariamente riferimento al mio vissuto personale che anche
segnato dalla malattia, che tiene in conto come i fratelli leggono e ti
comunicano come vedono il tuo servizio ( non sempre in modo chiaro
e diretto ) e che da ultimo ma non meno importante si sviluppa
dentro l'intenso lavoro del definitorio e nel rapporto con i fratelli del
definitorio stesso.

Fr. Francesco
Bravi
Castelletto di
Brenzone
16 ottobre 2014

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

Ho sentito spesso affermare da diversi di voi come il servizio dell'autorit sembra essere oggi
quasi depotenziato, accolto formalmente ma di fatto non accolto nella sostanza e nel suo
significato pi profondo di guida e di animazione; molti di voi mi hanno manifestato un certo
sconforto e una non leggera fatica nel sentirsi accolti in questo servizio. Sono sentimenti ed
atteggiamenti che spesso anche a me capita di vivere di fronte ai fratelli ai quali devi chiedere
una obbedienza impegnativa e ti senti dire che non capisci, che non fai il bene della persona, o
peggio ancora quando ti accorgi che c' un ascolto e una accoglienza solo formale se non
superficiale non solo della proposta che fai ma della tua persona, magari considerata debole,
con visioni troppo semplicistiche, tendenti al buonismo, e infine, perch no, guidata da interessi
particolari di altri che sembrano condizionare la tua opera e il tuo servizio. Corriamo cos il
rischio e alcuni di voi me lo hanno confidato anche di recente - di sentirci soli o di vivere una
solitudine alienante, non abitata dalla carit, che ci avvicina solo formalmente ai fratelli ma
pone il nostro cuore di fatto lontano dalla fraternit; una solitudine che ci fa organizzare tutto
per bene ma rende il nostro cuore chiuso ad ogni speranza di cambiamento; una solitudine che
non preserva il cuore e la mente per servire all'unico Dio, ma che si riempie di pensieri e di cose
che possono frantumare il cuore non centrato sull'Unico necessario. Non ovviamente tutto
cos negativo. per a partire da queste note che vorrei offrire a me e a ciascuno di voi alcune
linee di riflessione per saper vivere con vero spirito di fede un servizio certamente impegnativo
ma anche stimolante, per vivere concretamente la nostra via alla santit.
Se Dio si rivela nell'onnipotenza, la parola
ultima e definitiva che fa la verit di Dio
stesso, dell'uomo e della storia la Pasqua
di Ges, che mistero di impotenza, di
svuotamento di se da parte di Dio, di
kenosi del Figlio. La testimonianza
cristiana chiede che vi sia, come tensione
permanente,
come
permanente
sbilanciamento
evangelico,
questa
inclinazione allo svuotamento, alla kenosi
che si spoglia di ogni privilegio, di ogni
violenza, di ogni serie di potere e
dominio. Cos anche l'autorit e il potere
nella comunit ecclesiale. Karl Rahner, che ha proposto negli anni '60 una lucida e articolata
riflessione teologica, ha scritto che il potere dovrebbe essere perfezionato e consumato un po' alla
volta dalla verit e dall'amore... dovrebbe venire adoperato per il suo superamento. Il cristiano sa che
pu e deve esercitare il potere come lo sforzo della fede che nonostante tutto accetta in obbedienza il
potere che sempre fallisce, che non vale la pena, cio come una missione di Dio, finch egli vorr. Solo
chi esercita cos il potere lo redime e lo santifica. Soltanto chi lo depotenzia, accettando l'impotenza
della croce, della vanit e della morte come salvezza, soltanto chi disposto a fallire anche l, dove
combatte coraggiosamente, con fiducia e accanimento, perfino per il potere, soltanto costui non pecca
usando il potere. Infatti chi lo usa senza la fede, ne abusa. 7

cf. K. Rahner, Teologia del potere, in Id., Saggi di spiritualit, Roma, Paoline,1965, 297-330.
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E' solo vivendo sulla propria pelle questa radicale contraddizione che si diventa capaci di
accogliere le contraddizioni dei fratelli; solo accogliendola in se stessi che si diventa capaci di
accogliere e di superare le contraddizioni negli altri. solo vivendo una autorit depotenziata,
marginale, che siamo allora capaci di vivere un reale servizio ai fratelli; solo entrando nella
logica della kenosi che trasformiamo una fatica, un peso, forse un alienante incarico in una vera
occasione di grazia. Forse anche noi come l'apostolo Paolo abbiamo pi volte pregato di essere
liberati da questa spina nella carne; cos anche noi ci sentiamo rispondere: Ti basta la mia
grazia, la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza. 8 E' questa in fondo la logica che il
padre serafico ci chiede di avere nel vivere il servizio dell'autorit come il servizio del lavare i
piedi dei fratelli. 9 Il dottore evangelico, Antonio di Padova, nei sermoni scritti per aiutare la
predicazione dei frati, ci ricorda: Se tu avessi un po di Spirito di fede, vedresti Cristo Ges nel tuo
prossimo. Allora ti verrebbe spontaneo prendere il contegno dellumile Giovanni Battista che si giudicava
indegno di togliere i sandali a Ges. Vedi di farti piccolo sgabello del Signore, di metterti per amor suo ai
suoi piedi e ai piedi di tutti: e questo fallo in spirito di adorazione, per amarlo, per servirlo e per stare al
tuo posto, cio sempre ai piedi di Ges.10

8
9

10

2 Cor 12,7
cf. Ammonizione IV

cf. Sermone domenica di Pentecoste


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Personalmente mi ritrovo poi molto in una lettera di Alcide De Gasperi scritta negli anni del
fascismo, quando la sua brillante carriera politica era stata bruscamente interrotta dall'arresto e
dalla condanna a quattro anni di carcere. qui che l'uomo di potere cristiano comincia a
sperimentare, insieme alla bruciante inutilit dell'astensione dal potere e dall'azione, la
purificazione che viene dall'essere tra gli ultimi e l'umiliante, ma feconda inerzia della croce.
Si rovesciato su di noi come un nubifragio e, chi pi chi meno, ne siamo usciti tutti malconci. Non
chiudo nel petto un animo d'eroe, n mi illumina la luce interiore d'un santo; tuttavia lodato sia il
Signore il quale mi fa comprendere come fosse giusto che nella disgrazia di tutti, io, ch'ero nei primi posti,
per un equo compenso, debba ora trascinarmi sulla via pi lacero e pi malconcio degli altri. Non c'
nessun merito ad essere i primi, quando si marcia sotto un sole trionfante e una bandiera, avvezza alle
vittorie. C' forse qualche merito nel trascinarsi avanti nel fango della via, dopo la rotta... O amico caro
dei giorni febbrili, ritorneranno mai i tempi delle opere?... voi che mi siete congiunti da tanta solidariet
spirituale, ricordatevi di me presso il Signore, affinch se cos debba essere, affronti con coraggio il mio
destino, faccia cio n pi ne meno del mio dovere. Perch questo cammino della Croce pur anche un
cammino e quest'inerzia io mi lusingo che possa essere azione. Se soffrendo dignitosamente e virilmente
dar buon esempio, se portando il peso che pur tocca a tanti, meno sorretti da forze morali, porter pi in
alto anche la fama della nostra idea, non vero, che anche tale servizio, umile ma tenace, sar pure un
servizio utile? Ben t'accorgi da queste mie domande come nell'uomo d'azione ultimo a spegnersi
l'orgoglio di fare, e quanto mi pesi l'umiliazione di confessarmi servus inutilis. una colpa? Certo non
un elemento di perfezione, ma Dio mio, ne ho bisogno, ho bisogno di crederlo, perch oramai tutta la mia
struttura psichica era cos ordinata ed attrezzata pi per la funzione di Marta che di Maria. 11
Per vivere il servizio di animazione e di governo necessario saper vivere una solitudine
abitata. Cerco di spiegarmi facendo riferimento all'esperienza del profeta Elia. 12 Accennavo
sopra al fatto che il nostro servizio ci fa spesso vivere momenti e spazi di solitudine e di
incomprensione, di non accoglienza o semplicemente di cose e fatti che vanno portati nel
silenzio per il rispetto delle persone e per prudenza. Pu capitare e di fatto succede che il
sentirci soli rischi di chiuderci ad ogni visione di speranza e ci faccia sperimentare la pesantezza
di un servizio vivendo una formale e apparente apertura ai fratelli chiudendoci in una spirale
che porta solo a visioni negative che nutrono, sostengono e danno forza al pensare che sono
rimasto solo. La rilettura dell'esperienza del profeta Elia credo ci possa aiutare a vivere il
passaggio da una solitudine subita ad una solitudine abitata che ti fa ritrovare la gioia di
servire e amare i fratelli. Elia nella difesa della vera fede passa da un atteggiamento di decisione
e quasi di onnipotenza, mostrandosi un uomo che non ha paura di niente, ad un atteggiamento
di paura e di stanchezza, dove tocca con mano i propri limiti diventando persino desideroso di
morire: Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perch io non sono migliore dei miei padri, 13
Sentendosi poi l'unico rimasto a combattere per la vera fede arriva ad esclamare sono rimasto
solo. 14 Il Signore lo conduce sull'Oreb per manifestarsi e per sostenere il suo profeta. Elia vive
un momento di profondo incontro con il suo Dio e lo vive nel mormorio di una brezza leggera o
traducendo letteralmente il testo nella voce di un silenzio sottile. Quello che Elia ode sul monte
non il mormorio di un vento, ma la voce, o il suono sottile, del silenzio.
11
A. DE GASPERI, Lettera a Giovanni Ciccolini, 7 Gennaio 1928, in M.R.DE GASPERI ( ed.), De Gasperi scrive, vol. I,
Brescia, Morcelliana.
12
1 Re 18 - 19
13
1 Re 19,4
14
1 Re 19,10
Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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una percezione interiore; Elia sente la voce


del silenzio, sente cio la voce di Dio che gli
parla nel silenzio. Il silenzio non solo assenza
di rumori, soprattutto la percezione interiore
di chi ha fatto silenzio dentro di s, e cos pu
ascoltare Dio. Il silenzio ha una sua voce.
L'essenziale nell'incontro con Dio una voce
che
parla
silenziosamente.

difficile
sintonizzarsi su questa lunghezza d'onda,
finch siamo preda delle nostre emozioni. Ma
una volta che siamo arrivati a percepire il
silenzio sottile della voce di Dio, allora in
tutto il nostro essere che si stabilisce la pace:
anche nella nostra volont, nella nostra
sensibilit, nei nostri affetti. solo questa
esperienza di Dio che, come per Elia, ci
permette di essere rimandati ai fratelli,
riscoprendo la loro presenza e il loro impegno
a vivere la Parola del Signore: Io, poi, riserver
per me in Israele settemila persone 15 si sente dire
Elia dopo la teofania. Se non passiamo
continuamente per questa abitata solitudine, il
peso del sentirci soli rischier di schiacciarci e
di appiattirci in un ruolo da svolgere, in un compito da portare avanti con poco entusiasmo.
Solo il coraggio di un perseverante ascolto della voce di Dio ci render capaci di vivere il
servizio di animazione e di governo sostenuti da una Presenza che non solo ci fa vivere la
necessaria solitudine legata all'ufficio e perch no come dimensione fondamentale della nostra
vita consacrata ma ci fa riscoprire continuamente il fratello e il suo desiderio di fedelt a
quanto promesso al Signore. importante poi notare come il Signore risponde ad Elia parlando
al futuro: io riserver per me. Solo se passi da questo silenzio dove Dio parla ti fiderai di una
parola che promette un dono, i fratelli; solo se ascolti questo silenzio parlante ti apri alla
speranza e leggi la storia in maniera diversa; solo se vivi questa solitudine abitata potrai essere
abitato da una profonda consapevolezza: chi si lascia abitare da Dio si lascia abitare anche dai
fratelli. E la tua solitudine non ti far pi paura perch io riserver per me... settemila persone,
una moltitudine, una pienezza che diventa dono da accogliere e da saper vedere, anche nella
sua sconcertante piccolezza.
Il fratello in autorit che sa vivere il suo servizio in un continuo depotenziamento e nel silenzio
orante si lascia abitare da Dio ritrovando cos i fratelli, il fratello che sa vivere anche la
dimensione profetica del ministero che gli affidato indicando cammini di speranza, aprendo
percorsi di vita nuova, suggerendo letture della realt che non sono alienanti o segnate solo
dallo sconforto e dalla fatica, offrendo visioni di futuro realistico e possibile. Se il profeta ,
come ha detto qualcuno, colui che vede il futuro come lo vede Dio, il fratello in autorit che
vigila continuamente su se stesso in un confronto costante con il Signore e vivendo la
15

1 Re 19,18
Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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consapevolezza del suo essere piccolo e minore, diventa capace non solo di guardare al futuro
con uno sguardo di fede ma di anticipare lo stesso futuro indicando, con la coerenza della sua
vita, scelte e percorsi che di fatto aiutano a costruirlo questo futuro. Emblematico a questo
proposito il brano che conclude il libro del profeta Amos. 16 Il profeta parla di prospettive di
restaurazione e di fecondit paradisiaca indicando concretamente la restaurazione del regno
davidico ( 9,11-12), la prospettiva di un benessere materiale ( 9,13-14), la permanenza continua
nella patria recuperata ( 9,15). Non pu essere questa pagina del profeta Amos il testo sul quale
ci confrontiamo continuamente per vedere come stiamo vivendo il nostro servizio? Non pu
essere questa la pagina della Scrittura che misura ogni giorno come riusciamo ad essere
profeti nella povert delle nostre persone e delle nostre iniziative? Non pu essere questa la
pagina sulla quale fermarsi spesso per entrare in quel silenzio abitato che ci fa ritrovare il senso
di un servizio e con esso ci fa ritrovare i fratelli? questo il testo che riconsegno a me e a voi
tutti nella certezza che, come ci ricorda Isaia, cos sar della mia parola uscita dalla mia bocca: non
ritorner a me senza effetto, senza aver operato ci che desidero e senza aver compiuto ci per cui l'ho
mandata. 17

Dal libro del profeta Amos:


In quel giorno rialzer la capanna di Davide, che caduta,
ne riparer le brecce, ne rialzer le rovine,la ricostruir come ai tempi antichi,
perch conquistino il resto di Edom e tutte le nazioni sulle quali stato invocato il mio nome,
dice il Signore, che far tutto questo.
Ecco, verranno giorni,- dice il Signore in cui chi ara s'incontrer con chi miete e chi pigia l'uva con chi getta il seme;
dai monti stiller il vino nuovo e coler gi per le colline.
Far tornare gli esuli del mio popolo Israele,
e ricostruiranno le citt devastate e vi abiteranno;
pianteranno vigne e ne berranno il vino;
coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.
Li pianter nella loro terra e non saranno mai divelti da quel suolo
che io ho concesso loro, dice il Signore tuo Dio.
16
17

Amos 9,11 - 15
Isaia 55,11
Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Dopo la mia riflessione e il confronto fraterno, all'ordine del giorno del nostro incontro
troviamo gli altri argomenti gi indicati nella lettera di convocazione: la verifica della
Assemblea dei Guardiani; la discussione e le decisioni sul come continuare l'animazione dei
Guardiani; la raccolta di suggerimenti per la prossima ( ultima ) festa della Provincia; infine
alcune note sulla visita canonica alle fraternit della Provincia.
Non mi resta che augurare un buon lavoro a tutti rinnovando il mio personale grazie a tutti
voi, guardiani e definitori, per il vostro generoso servizio e il vostro impegno quotidiano.
Sappia ricompensarvi il Signore per la vostra dedizione.

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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VESCOVO E GUARDIANO: UN PARALLELISMO POSSIBILE


Riflessione in margine al discorso del Papa (18.9.2014)
ai nuovi vescovi.

Fr. Tarcisio
Colombotti

Dalla Leggenda Maggiore di S. Bonaventura


1080.10. Quando, con l'andar del tempo, i frati erano ormai
diventati molto numerosi, il premuroso pastore incominci a
radunarli nel luogo di Santa Maria della Porziuncola per il Capitolo
generale, in cui poteva assegnare a ciascuno di loro una porzione di
obbedienza nel regno dei poveri, secondo la misura voluta da Dio.
1095 7. Bench, poi, con tutte le sue forze stimolasse i frati ad una
vita austera, pure non amava quella severit intransigente che non
riveste viscere di piet e non condita con il sale della discrezione.
Un frate, a causa dei digiuni eccessivi, una notte non riusciva
assolutamente a dormire, tormentato com'era dalla fame.
Comprendendo il pietoso pastore che la sua pecorella si trovava
in pericolo, chiam il frate, gli mise davanti un po' di pane e, per
evitargli il rossore, incominci a mangiare lui per primo, mentre
con dolcezza invitava l'altro a mangiare.
Il frate scacci la vergogna e prese il cibo con grandissima gioia,
giacch, con la sua vigilanza e la sua accondiscendenza, il Padre gli
aveva evitato il danno del corpo e gli aveva offerto motivo di
grande edificazione.
In questi due passaggi Francesco si presenta come il premuroso e pietoso
pastore! Se Lui cammina davanti a noi perch ne abbiamo a seguire le
orme, a maggior ragione lo deve imitare colui che lobbedienza
chiama al servizio di guardiano. Al guardiano affidato un gregge e
lui, come Francesco, deve impegnarsi ad essere innanzitutto pastore,
ma pastore premuroso e pietoso.
Il Guardiano perci deve crescere nella consapevolezza che
innanzitutto pastore dei frati che gli sono affidati. Quanto il Papa ha detto
ai Pastori delle Chiese, i Vescovi, in qualche modo si pu tradurre
anche per i guardiani. Pertanto propongo il testo indirizzato ai
Vescovi e nel testo scritto in corsivo, lo rileggo interpretato per i
guardiani.

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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giornate di incontro, sicuramente feconde, nelle quali si gusta la gioia di essere Vescovi non
isolati ma in comunione, di sentire la corresponsabilit del ministero episcopale e la
sollecitudine per lintera Chiesa di Dio.
giornate di incontro, sicuramente feconde, nelle quali si gusta la gioia di essere Guardiani non
isolati ma in comunione, di sentire la corresponsabilit del ministero di Guardiano e la
sollecitudine per lintera Provincia.
consolante poter constatare che Dio non lascia mancare alla sua Sposa i Pastori secondo il suo
cuore.
consolante poter constatare che Dio non lascia mancare alle sue Fraternit i Guardiani secondo
il suo cuore.
Sento il dovere di ricordare
ai Pastori della Chiesa
linscindibile legame tra la
stabile
presenza
del
Vescovo e la crescita del
gregge.
Ogni
riforma
autentica della Chiesa di
Cristo
comincia
dalla
presenza, da quella di
Cristo che non manca mai,
ma anche da quella del
Pastore che regge in nome
di Cristo. E questa non
una pia raccomandazione.
Quando latita il Pastore o
non reperibile, sono in
gioco la cura pastorale e la
salvezza delle anime
Sento il dovere di ricordare ai Guardiani linscindibile legame tra la stabile presenza del
Guardiano e la crescita dei fratelli. Ogni riforma autentica della Fraternit comincia dalla
presenza, da quella di Cristo che non manca mai, ma anche da quella del Guardiano che (in qualche
modo!) regge in nome di Cristo. E questa non una pia raccomandazione. Quando latita il
Guardiano o non reperibile, sono in gioco la cura pastorale e la salvezza delle anime
Lamore per la Sposa di Cristo gradualmente vi consente di imprimere traccia di voi nel suo
volto e al tempo stesso di portare in voi i tratti della sua fisionomia. Perci serve lintimit,
lassiduit, la costanza, la pazienza.
Lamore per la Fraternit gradualmente vi consente di imprimere traccia di voi nel suo volto e al
tempo stesso di portare in voi i tratti della sua fisionomia. Perci serve lintimit, lassiduit, la
costanza, la pazienza.

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Per abitare pienamente nelle vostre Chiese necessario abitare sempre in Lui e da Lui non
scappare: dimorare nella sua Parola, nella sua Eucaristia, nelle cose del Padre suo (cfr Lc 2,49), e
soprattutto nella sua croce. Non fermarsi di passaggio, ma lungamente soggiornare!
Per abitare pienamente nelle vostre Fraternit necessario abitare sempre in Lui e da Lui non
scappare: dimorare nella sua Parola, nella sua Eucaristia, nelle cose del Padre suo (cfr Lc 2,49),
e soprattutto nella sua croce. Non fermarsi di passaggio, ma lungamente soggiornare!

nel vostro sguardo il Gregge non manchi di incontrare la fiamma del Risorto. Pertanto, non
Vescovi spenti o pessimisti, che, poggiati solo su s stessi e quindi arresi alloscurit del mondo
o rassegnati allapparente sconfitta del bene, ormai invano gridano che il fortino assalito.
La vostra vocazione non di essere guardiani di una massa fallita, ma custodi dellEvangelii
gaudium, e pertanto non potete essere privi dellunica ricchezza che veramente abbiamo da
donare e che il mondo non pu dare a s stesso: la gioia dellamore di Dio.
nel vostro sguardo il Gregge non manchi di incontrare la fiamma del Risorto. Pertanto, non
Guardiani spenti o pessimisti, che, poggiati solo su s stessi e quindi arresi alloscurit del mondo o
rassegnati allapparente sconfitta del bene, ormai invano gridano che il fortino assalito. La vostra
vocazione non di essere guardiani di una massa fallita, ma custodi dellEvangelii
gaudium, e pertanto non potete essere privi dellunica ricchezza che veramente abbiamo da
donare e che il mondo non pu dare a s stesso: la gioia dellamore di Dio (lAmore non amato!).

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Anche la missione, resasi cos urgente, nasce da quel vedere dove dimora il Signore e rimanere con
lui (cfr Gv 1,39). Solo chi incontra, rimane e dimora acquisisce il fascino e lautorevolezza per
condurre il mondo a Cristo (cfr Gv 1,40-42). Penso a tante persone da portare a Lui. Ai vostri
sacerdoti, in primis. Ce ne sono tanti che non cercano pi dove Lui abita, o che dimorano in altre
latitudini esistenziali, alcuni nei bassifondi. Altri, dimentichi della paternit episcopale o magari
stanchi di cercarla invano, ora vivono come se non ci fossero pi padri o si illudono di non aver
bisogno di padri. Vi esorto a coltivare in voi, Padri e Pastori, un tempo interiore nel quale si
possa trovare spazio per i vostri sacerdoti: riceverli, accoglierli, ascoltarli, guidarli. Vi vorrei
Vescovi rintracciabili non per la quantit dei mezzi di comunicazione di cui disponete, ma per
lo spazio interiore che offrite per accogliere le persone e i loro concreti bisogni, dando loro
linterezza e la larghezza dellinsegnamento della Chiesa, e non un catalogo di rimpianti. E
laccoglienza sia per tutti senza discriminazione, offrendo la fermezza dellautorit che fa
crescere e la dolcezza della paternit che genera. E, per favore, non cadete nella tentazione di
sacrificare la vostra libert circondandovi di corti, cordate o cori di consenso, poich nelle labbra
del Vescovo la Chiesa e il mondo hanno il diritto di trovare sempre il Vangelo che rende liberi.
Anche la missione, resasi cos urgente, nasce da quel vedere dove dimora il Signore e rimanere con
lui (cfr Gv 1,39). Solo chi incontra, rimane e dimora acquisisce il fascino e lautorevolezza
per condurre il mondo a Cristo (cfr Gv 1,40-42).
a)= Penso a tante persone da portare a Lui. Ai vostri frati,
in primis. Ce ne sono tanti che non cercano pi dove Lui
abita, o che dimorano in altre latitudini esistenziali, alcuni
nei bassifondi. Altri, dimentichi della paternit del
guardiano o magari stanchi di cercarla invano, ora vivono
come se non ci fossero pi padri o si illudono di non aver
bisogno di padri.
b)= Vi esorto a coltivare in voi, Guardiani e Pastori, un
tempo interiore nel quale si possa trovare spazio per i
vostri frati: riceverli, accoglierli, ascoltarli, guidarli.
c)= Vi vorrei Guardiani rintracciabili non per la quantit
dei mezzi di comunicazione di cui disponete, ma per lo
spazio interiore che offrite per accogliere i frati e i loro
concreti bisogni, dando loro linterezza e la larghezza
dellinsegnamento di san Francesco.
d)= E laccoglienza sia per tutti senza discriminazione,
offrendo la fermezza dellautorit che fa crescere e la
dolcezza della paternit che genera.
e)= E, per favore, non cadete nella tentazione di
sacrificare la vostra libert circondandovi di corti,
cordate o cori di consenso, poich nelle labbra del Guardiano la Fraternit e il mondo hanno il
diritto di trovare sempre il Vangelo che rende liberi.
Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Questo Popolo ha bisogno della vostra pazienza per curarlo, per farlo crescere. So bene quanto
si reso deserto il nostro tempo. Serve, poi, imitare la pazienza di Mos per guidare la vostra
gente, senza paura di morire come esuli, ma consumando fino allultima energia vostra non per
voi ma per far entrare in Dio coloro che guidate. Niente pi importante che introdurre le
persone in Dio! Vi raccomando soprattutto i giovani e gli anziani. I primi perch sono le nostre
ali, e i secondi perch sono le nostre radici. Ali e radici senza le quali non sappiamo che cosa
siamo e nemmeno dove dovremo andare.
Questi frati hanno bisogno della vostra pazienza per curarli, per farli crescere. So bene
quanto si reso deserto il nostro tempo. Serve, poi, imitare la pazienza di Mos per guidare i vostri
frati, senza paura di morire come esuli, ma consumando fino allultima energia vostra non per voi
ma per far entrare in Dio coloro che guidate. Niente pi importante che introdurre le persone
in Dio! Vi raccomando soprattutto i frati giovani e gli anziani. I primi perch sono le nostre
ali, e i secondi perch sono le nostre radici. Ali e radici senza le quali non sappiamo che cosa
siamo e nemmeno dove dovremo andare.
Vedo in voi le sentinelle, capaci di svegliare le vostre Chiese, alzandovi prima dellalba o in
mezzo alla notte per ridestare la fede, la speranza, la carit; senza lasciarvi assopire o
conformare con il lamento nostalgico di un passato fecondo ma ormai tramontato. Scavate
ancora nelle vostre sorgenti, con il coraggio di rimuovere le incrostazioni che hanno coperto la
bellezza e il vigore dei vostri antenati pellegrini e missionari che hanno impiantato Chiese e
creato civilt.
Vedo in voi le sentinelle, capaci di svegliare le vostre Fraternit, alzandovi prima dellalba o in
mezzo alla notte per ridestare la fede, la speranza, la carit; senza lasciarvi assopire o
conformare con il lamento nostalgico di un passato fecondo ma ormai tramontato. Scavate
ancora nelle vostre sorgenti, con il coraggio di rimuovere le incrostazioni che hanno coperto la
bellezza e il vigore dei vostri antenati pellegrini e missionari che hanno impiantato Fraternit e
creato civilt.
Vedo in voi uomini capaci di
coltivare e di far maturare i
campi di Dio, nei quali le
giovani seminature attendono
mani disposte ad annaffiare
quotidianamente per sperare
raccolti generosi.
Vedo in voi uomini capaci
di coltivare e di far
maturare i campi di Dio,
nei
quali
le
giovani
seminature attendono mani
disposte
ad
annaffiare
quotidianamente per sperare
raccolti generosi.
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Vedo infine in voi Pastori in grado di ricomporre lunit, di tessere reti, di ricucire, di vincere la
frammentariet. Dialogate con rispetto con le grandi tradizioni nelle quali siete immersi, senza
paura di perdervi e senza bisogno di difendere le vostre frontiere, perch lidentit della Chiesa
definita dallamore di Cristo che non conosce frontiera.
Pur custodendo gelosamente la passione per la verit, non sprecate energie per contrapporsi e
scontrarsi ma per costruire e amare.
Vedo infine in voi Guardiani in grado di ricomporre lunit, di tessere reti, di ricucire, di
vincere la frammentariet. Dialogate con rispetto con le grandi tradizioni nelle quali siete
immersi, senza paura di perdervi e senza bisogno di difendere le vostre frontiere, perch lidentit
della Chiesa (Fraternit) definita dallamore di Cristo che non conosce frontiera. Pur
custodendo gelosamente la passione per la verit, non sprecate energie per contrapporsi e scontrarsi
ma per costruire e amare.
Cos, sentinelle, uomini capaci di curare i campi di Dio, pastori che camminano davanti, in
mezzo e dietro al gregge, vi congedo, vi abbraccio, augurando fecondit, pazienza, umilt e
molta preghiera. Grazie.
Cos, sentinelle, uomini capaci di curare i campi di Dio, guardiani pastori che camminano
davanti, in mezzo e dietro al gregge, vi congedo, vi abbraccio, augurando fecondit, pazienza,
umilt e molta preghiera. Grazie.

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Testimonianze di vita fraterna


Professioni solenni
Tanto tempo fa, allincontro con la Parola di Dio e con Francesco di
Assisi, sentivo in me qualcosa che voleva vivere, e al quale non lasciavo
spazio. Sentivo che la Parola mi provocava, mi stanava, mincuriosiva,
metteva un fuoco e sentivo che era affidabile. San Francesco, poi, era un
uomo che aveva vissuto a pieno, aveva camminato con Dio: i due erano
persone che si conoscevano, intimamente, si amavano, si regalavano l'uno
all'altro sentivo che questo era possibile, e che mi chiamava... E pian piano
ho cominciato ad arrendermi.
Ho bussato alla porta di Monza nel 2004, lanno dopo cominciato il
postulato ad Arco, poi Baccanello, Verona, Meknes, ancora Verona,
Roncajette, fino alla professione solenne. Finalmente.
Dopo lo slancio iniziale ci sono voluti anni perch il Signore arrivasse a
trovare un piccolo spazio, perch il s che gli avevo detto partendo dalla
vita di prima fosse vero, e fosse di cuore. C voluta tanta sua Pazienza,
perch trovasse un millimetro disponibile, un momento in cui mi fidassi
davvero. Ma quando lha trovato, s tuffato nel cuore, come una vita nuova
che s' annidata, ed gioia nuova.
La solenne partita da l, da quel piccolo millimetro, e ne domanda gi un
altro, e poi ancora. Perch tutto me, ci che desidera liberare, ed tutto me,
che desidero sia in Lui. Perch credo che ci che gli lasciamo - o restituiamo lo trasforma, lo vivifica, lo ama, lo abita
Lode al Signore allora, perch Lui stato Fedelt nel cammino fatto finora,
Lui stato Provvidenza, Misericordia, Forza, Dolcezza. Lode a Lui perch in
questi anni mi ha fatto bene, Lui di Persona e tramite tanti fratelli, ai quali
ora, dopo essermi a loro affidato con tutto il cuore, chiedo di aiutarmi a
fidarmi di pi, amarlo di pi, lasciargli fare in me e di me, ci che vuole. Che
il Signore continui ci che sta facendo in noi, e trovi spazio sempre di pi in
noi. Pace!

Verona

Basilica
di san Zeno

11 ottobre
2014

Fr. Gabriele
DallAcqua

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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E stato un giorno di festa Sabato 11 Ottobre, tante persone sono


arrivate a Verona nella basilica di san Zeno, pi di quante avevamo pensato,
per partecipare alla celebrazione della professione solenne di otto frati minori
delle province del nord Italia. La chiesa era colma, tutte le sedie che avevamo
preparato erano occupate e molte persone avevano preso posto in ogni
angolo, almeno della parte superiore della Basilica. Una domanda mi sorge
spontanea: perch cos tante persone hanno accettato il nostro invito? Tante
possono essere le risposte: lamicizia, la parentela, una parola di conforto o di
speranza che avevamo detto nei momenti di difficolt a quelle persone che
frequentavano la comunit di san Bernardino, forse . Io credo che ci sia una
risposta che risuona dentro di noi in modo conscio per alcuni e inconscio per
tutti gli altri. E questa risposta sta nel desiderio di trovare quellAmore che d
senso a tutto quello che facciamo.
Parto da qui, dal desiderio di Amore che c in ognuno di noi anche in coloro
che nella loro vita hanno ricevuto solo dolore e sofferenza. In mezzo alla
confusione che viviamo nella nostra vita c per qualcuno che non si scorda
mai di Amarci e che ci porta a s, ci chiama, ci indica la via Ma come
difficile, anche per un frate, fermarsi e stare con Lui. E strano come il Signore
chiama ciascuno di noi ad un progetto diverso da quello che il mondo ti
propone. Un progetto in cui la nostra vita si innesta come il tralcio nella vite
che il Padre. Guardandomi indietro vedo una strada ricca di incontri, di
persone che mi hanno voluto bene ma di fronte a tutto questo continuo
sempre a chiedermi perch hai scelto me? Sento dentro di me tutta la mia
inadeguatezza e tutto il mio peccato nel non riuscire a corrispondere
pienamente al suo Amore, ma soprattutto sento il suo abbraccio di Padre che
mi AMA al di l di quello che sono e mi chiede di stare con Lui. Ricordati
Cristiano che di fronte a tutte le tue difficolt io sar sempre con te. Quel S
detto sabato stato proprio, come il medesimo s che dissi 13 anni fa a mia
moglie Sandra. E come recita la formula della professione .poich il Signore
mi ha ispirato di seguire pi da vicino il Vangelo e le orme di nostro Signore Ges
Cristo , poich tu mi hai sedotto e mi hai parlato di Totalit, ho scelto Te
che sei Pienezza, che sei Vita, che sei Amore vero. E con questa certezza ho
potuto pronunciare il mio Si con fede salda e volont decisa in questa
fraternit cos ricca di umanit e contraddizioni come la mia vita, perch
insieme possiamo aiutarci a vivere pi concretamente il Vangelo da frati
minori ...in obbedienza, senza nulla di proprio e in castit e ...sostenuto dal vostro
fraterno aiuto possa tendere costantemente alla perfetta carit nel servizio di Dio,
della Chiesa e degli uomini. Il desiderio pi grande il potere essere a Servizio
anche quando non voglio, anche quando fatica, anche quando non vorrei
sentire e vedere. Perch solo donando la vita, solo perseguendo la gioia
degli ultimi posti che allora la nostra vita sar piena e sar vera vita da
frate minore.

Fr. Cristiano
Castegnaro

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Ricordo di suor Maria Fedele Rizzi

Lovere (BG)

Ti rendo lode, Padre,


Signore del cielo e della terra,
perch ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
(Mt 11,25)

\ Bergamo 27 febbraio 1927


\ Lovere 04 luglio 2014
Memori delle ripetute raccomandazioni di suor Fedele riguardo alla
brevit per il suo necrologio, cerchiamo di essere sintetiche nel tracciare
alcune righe che ripercorrono il suo cammino terreno.
Fernanda Rizzi nacque a Bergamo, nella parrocchia di S. Anna in Borgo
Palazzo, il 27 febbraio 1927; giovane vivace ed esuberante, frequentatrice del
convento dei Cappuccini che le fecero conoscere la nostra comunit, entr in
monastero il 4 ottobre 1948, dopo numerosi viaggi per lItalia, cosa insolita a
quei tempi.
Nei suoi lunghi anni ha vissuto varie volte la dura esperienza della malattia,
riprendendo sempre il cammino nella fiducia e nellabbandono al Signore e
alle sorelle.
Suor Fedele ben conosciuta da tante sorelle della federazione e di altri
monasteri per i suoi pupazzi variegati e originali. Ha rallegrato sino alla fine
le feste della nostra fraternit con il dono delle sue creazioni e con le sue
poesie.

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Una sua caratteristica era quella di essere sempre la prima, o meglio di essere in anticipo,
cominciando dallinizio della giornata: per tanti anni stata la nostra svegliatrice; ci chiamava
alla preghiera con il suono della campana, precedendoci tutte in coro di buon ora. Quando noi
arrivavamo lei aveva gi recitato i suoi rosari per le tante intenzioni a noi affidate. Per tanti anni
ha avuto cura del nostro giardino ed stata sollecita sarta per i nostri abiti.
Ricordiamo la sua passione per la lettura: amava le biografie dei santi, in particolare dei santi
uomini avventurosi e missionari. Con attenzione ed entusiasmo seguiva il ministero di papa
Francesco, ed ha mantenuto una particolare devozione a papa Paolo VI, del quale attendeva la
beatificazione. Con il vescovo emerito Bruno Foresti, bergamasco come lei, ha tenuto negli anni
una corrispondenza assidua, semplice, avvalorata da affettuosa preghiera.
La verit e solidit del suo rapporto con il Signore ci sono state particolarmente svelate
nellultimo tratto del suo cammino: diminuendo le forze e lindipendenza si piano piano
consegnata, serenamente e liberamente, alla cura delle sorelle, con tanta gratitudine. Sovente la
vedevamo soffermarsi con stupore a contemplare la natura e il creato che poteva scorgere dalla
sua finestra o dalle soste sul loggiato. Unaltra testimonianza che suor Fedele ci lascia quella
della sua fedelt nellessere accanto, come sorella, amica, confidente, interprete e consolatrice, a
suor Ermanna, colpita da un grave ictus nel 1999,.
Per il suo tocco originale e super veloce, a volte riceveva fraterni richiami e rimproveri, ma
era pronta ad andare oltre, offrendo ancora i suoi piccoli segni di riconoscenza e di affetto, per
ciascuna e per tutte.
Ti saranno venuti incontro, carissima Fedele, i tuoi amici santi e ora accompagnata da madre
Caterina sarai impegnata a prendere visione della nuova dimora che ti ha preparato il Signore!
Immaginiamo che il Padre buono non avr tralasciato di predisporre per te in cielo anche un
piccolo laboratorio artistico!

Date significative :
Nascita :
27 febbraio 1927
Entrata in monastero: 04 ottobre 1948
Vestizione:
04 maggio 1949

Professione semplice: 24 giugno 1950


Professione solenne: 16 luglio 1953
Nascita al cielo:
04 luglio 2014

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Preghiera interreligiosa
Nello spirito di Assisi preghiera per la pace

Rezzato
(BS)

27 ottobre
2014

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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FilmiAmo
Il regno dinverno
In un piccolo albergo scavato nella roccia, nei pressi di un villaggio
dellAnatolia, immerso in un paesaggio silente e imponente, vive
Aydin con la giovane e bella moglie e la sorella divorziata. Possidente
di diverse propriet ereditate dal padre, stato per venticinque anni
attore di teatro, e ora nei rigidi inverni pubblica articoli sul giornale
locale, e si prepara a scrivere un libro sulla storia del teatro turco.
Gestisce il suo piccolo impero con apparente affabilit, ma sembra
incapace di gestire le sue relazione affettive. Immobilit, freddo,
isolamento dello sconfinato territorio rivelano lanimo di un uomo
imprigionato nel suo regno vuoto.
Palma doro allultimo Festival di Cannes il film del regista Ceylan
un viaggio dentro le sottili pieghe dellanimo umano, verso linverno
della vita. Unopera straordinaria nella durata, nella visionariet, nella
simbolicit, nellimpegno che chiede allo spettatore nel lasciarsi
coinvolgere dalincanto delle immagini, dal fluire di parole che
raccontano lordinariet e la complessit della vita. Non c una trama
avvincente, non ci sono colpi di scena, non si va da nessuna parte,
eppure si partecipa delle vicende minime ma radicali dei protagonisti.
I gesti quotidiani, i dialoghi, gli incontri, trasmettono unattesa, una
sottile drammaticit.
Aydin un uomo colto, un uomo che ha calcato i palcoscenici per pi
di ventanni, abbiente, con numerose propriet che lascia gestire dal
suo dipendente tuttofare. E un uomo che con le sue idee e riflessioni
cerca di orientare lopinione comune, ma soprattutto dirigere la vita
degli altri. Della giovane moglie: rinchiusa nella torre davorio del suo
castello, regina di un regno che le estraneo dove non pu esprimersi.
Della sorella divorziata che intrattiene con lui discorsi che si
trasformano in confronti lancinanti, in conflitti tragici. La sua
bonariet, il tentativo di sottrarsi a un litigio con i suoi morosi e
ipotecati affittuari un iman e la sua famiglia , cela superiorit, la sua
educata diplomazia rivela insofferenza. La sua pungente risata un
giudizio annientante.
Nello svolgersi del racconto la sua figura assume tratti diversi:
alliniziale alone di saggezza, lungimiranza e giustizia, si sostituisce
lombra del re soffocante e assoluto: slegato dagli altri.

Scheda
a cura di
Fr. Davide
Sironi

Il regno
dinverno

di Nuri Bilge
Ceylan

Drammatico
Durata 196 min.
Turchia-Francia
2014

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Ceylan realizza unopera in cui lazione data dalla parola, dalla recitazione, dai primi
piani intesi degli attori, dai chiari scuri degli ambienti interni. La staticit resa dinamica
dal parlare che tocca temi fondanti lesistenza: il male, il perdono, lingiustizia, laiuto al
povero, la religione, i rapporti umani, il potere, laffetto, la prossimit e la lontananza, la
comprensione e lincomunicabilit. Ci restituisce la contrapposizione tra ambiente esterno,
lunare, desolato ma incantevole, freddo e infinito, e ambienti interni: finiti, raccolti, caldi,
intimi, curati, eleganti. Ma ci che appare interno non rispecchia linteriorit dei personaggi
ma forse i loro desideri frustrati. Il loro cuore rivelato invece proprio da ci che sta fuori
ed rigido, quasi invivibile, coperto dalla neve.
I personaggi si ritrovano vicini senza intimit, non si sa laltro dove sta, cosa fa, come vive. I
dialoghi sono duelli condotti con larma affilata e mortale della parola, della dialettica.
Le scene in interno ricordano vere rappresentazioni teatrali, siamo spettatori di un dramma
shakespeariano lhotel si chiama Othello e il drammaturgo viene espressamente citato. La
macchina da presa spesso fissa, immobile, al servizio del dialogo. I pochi spostamenti
servono per entrare in altri luoghi chiusi, separarti, riscaldati ma freddi: senza comunione.
La vita pu essere recitazione, nascondimento in personaggi letterari. Un modo per gestire
la realt, per controllarla. Per essere re del proprio piccolo regno. Senza muoversi, senza
spostarsi. L la vita capita mentre fai i tuoi progetti: occorre viverla.
C una sottile violenza che inquieta inconsciamente lo spettatore: quella delle parole
taglienti, dellincomprensione, della prevaricazione, del dominio del pi forte sul pi
debole. Violenza simbolicamente manifestata nella cattura del cavallo, nelluccisione della
lepre: di quel mondo esterno, quasi ostile eppure cos incantevole che appunto il mondo
interiore dellaltro e di s.
Si cerca di liberare ci che si tiene legato, ma lorgoglio, il rigido inverno si oppone. Le
parole vere da dire sono taciute: quelle della verit del proprio cuore.
Aydin vorrebbe liberare i sentimenti, essere perdonato e perdonare, ma rimane chiuso in se
stesso e nel suo regno, nelle sue piccole passioni, nel ruolo di attore che forse continua a
svolgere per compensare il successo non raggiunto. Il teatro appare come il filo conduttore
di questo film: luomo combattuto tra il recitare un personaggio ed essere una persona.
Tra il vivere relazioni strutturate dai ruoli e vivere rapporti di autentica prossimit e
accoglienza.
Regno dinverno, winter speel: avere tanto ed essere solo, il sonno invernale dellanima. La
storia del teatro lunico ambiente dove ritrovare se stesso, lessere attore.
Un film che per la sua poesia e unicit da vedere.

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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Notizie di Casa
A cura di
fr. Enzo
Pellegatta

Ottobre
Il Definitorio si riunisce per il XIII Congresso.

30 settembre
Rezzato
(BS)

Nel Santuario della Madonna delle Grazie si celebrano in mattinata i funerali della
sig.a Nuccia Mereghetti, insignita del Diploma di fraternit presso la fraternit di
Monza.

09
Monza

Alle ore 15.30, nella suggestiva cornice dell antica Cattedrale di san Zeno
Maggiore, si celebra la professione solenne di fr. Gabriele DallAcqua e fr. Cristiano
Castegnaro (Provincia lombarda), di fr. Alberto Burato, fr. Federico Rovarin, fra
Giulio Callegaro, fr. Tullio Bonollo e fr. Walter Casagrande (Provincia veneta) e di
fr. Francesco Grassi (Provincia trentina).

11
Verona

Ha luogo lannuale Assemblea dei guardiani del Nord Italia. Partecipano come
relatori i coniugi proff. Mario Becciu e Anna Rita Colasanti, sulle tematiche
riguardanti la gestione dellautorit. Nella mattinata di gioved 16 si svolge l
incontro del Definitorio con i guardiani.

13-16
Castelletto
di Brenzone (VR)

Nei locali e nel cortile del Liceo Luzzago si svolge, con grande partecipazione e
successo, lincontro degli ex-allievi maturati dal 1955 al 1985.

18
Brescia

Nella locale Parrocchia e in quelle di Carcano e di Albese con Cassano si svolge la


Missione Giovani animata da frati dellquipe.

19-26
Albavilla (CO)

Nel ricordo dello Spirito di Assisi preghiera per la pace, in contemporanea, nel
chiostro del Convento di Rezzato (BS) e nel teatro Angelicum Convento S.
Angelo (MI) si celebra un incontro inter-religioso ove si condivide il desiderio della
pace e dellunit.

27
Rezzato - Milano

Anno XXXVII n. 247 Ottobre 2014

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