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Anno XXXVIII n.

250 Gennaio 2015

NOTIZIARIO

Provincia di Lombardia S. Carlo Borromeo


dei Frati Minori

Cena a casa del Fariseo


Anonimo lombardo - Sec XVII - Affresco
Convento di S.Pietro Apostolo, Rezzato (BS)
Laffresco che campeggia nel luminoso refettorio del Convento di Rezzato ci introduce e accoglie in uno
spazio e un tempo ulteriore a quello della quotidianit, il tempo del Vangelo. Anche in questo caso larte si fa
alimento, companatico per i frati che nel refettorio si nutrono.
Aperto il sipario di due rosse cortine siamo invitati a partecipare al banchetto che si offre nella casa del ricco fariseo
Simone. ((Lc 7, 36-50) La scena si svolge in un fastoso vestibolo colonnato che immette su un cortile. Chiude il
fondale un monumentale arco oltre il quale si pu vedere unesedra barocca che raccoglie lo sguardo in una fuga
prospettica centrale, verso un viale alberato. Larchitettura e limpianto prospettico, lalternato susseguirsi di spazi
chiusi e aperti, creano una prospettiva del tutto barocca che ingombra la parte superiore del dipinto invitando
locchio a scoprire sempre un oltre, verso linfinito.
Occupa il centro della scena un tavolo quadrato che corrisponde prospetticamente al sovrastante soffitto a
cassettoni. La scansione prospettica del soffitto infranta dalle linee asimmetriche della cortina e da quelle curve
del cordone che la trattiene. Allestremit del cordone una robusta nappa riconduce lo sguardo sulla tavola dove
stanno poche stoviglie e vivande. Al fasto architettonico che attornia la tavola non corrisponde una gran generosit
di alimenti, simbolo della formale accoglienza che Ges rimprovera a Simone. Attorno allampia tavola che appare
spoglia nel candore della tovaglia stanno tre gruppi di personaggi: sul lato del tavolo opposto allosservatore
stanno quattro canuti ospiti, in primo piano sulla destra sta il padrone di casa con due servi e sulla sinistra sta
seduto Ges e ai suoi piedi la donna peccatrice. I quattro anziani ospiti si appoggiano accigliati alla tavola,
alternandosi nelle pose enfatiche e nelle delicate gradazioni degli abiti. Il primo a sinistra unisce le mani e volge la
testa per capire cosa sta succedendo ai piedi del tavolo, al suo fianco un altro volge lo sguardo dalla parte opposta
per non vedere e innervosito brandisce un pane come pietra da scagliare sulla peccatrice. Il terzo con gesto teatrale
sembra volersi alzare per guardare cosa combina questa donna o per andarsene. Il quarto anch egli inclinato verso
sinistra appoggia la testa annoiato allavambraccio destro mentre con la mano sinistra impugna minacciosamente
un coltello. Lasimmetria di questa quinta umana distoglie lo sguardo dal punto focale proposto dallimpianto
prospettico per condurlo al centro drammatico che prende luogo sulla sinistra della scena. Alla destra in primo
piano sta sontuosamente vestito il fariseo Simone, padrone di casa. Egli indossa una tunica verde dal panneggio
spigoloso, allacciata sul davanti. Anche lampia cappa azzurrina che lo ricopre si caratterizza per un panneggio
tagliente e rigido. Le forme taglienti e i colori freddi che caratterizzano gli abiti di Simone possono farci
immaginare la sua personalit e ospitalit. I suoi piedi sono calzati in eleganti pantofole di cuoio e il capo cinto da
un ampio turbante rosso come limbottitura dellimportante sedile su cui siede. Indispettito dal gesto della donna
Simone alza una mano in segno di distanza e volge lo sguardo altrove verso il servo che gli sta alle spalle. Il
domestico, vestito in giallo si accosta allo schienale del padrone per ascoltare gli ordini che questo gli rivolge.
Completa questo gruppo di persone un paffuto paggio in abiti secenteschi con tanto di gorgera e calzamaglia. Egli
procede in primissimo piano dallestrema destra portando una brocca e si volge incuriosito ad osservare linsolita
scena che prende luogo nella casa del suo padrone.
Sul lato opposto sta Ges, ritratto in uniconografia ordinaria, con tanto di aureola. Egli indossa una tunica dalle
sfumature rosacee che alludono in maniera delicata al pi comune rosso, simbolo di regalit e di umanit. Lo
avvolge un ampio e morbido mantello azzurro, delicato blu, che simbolicamente allude alla sua divinit. A
differenza del padrone di casa Ges seduto su uno sgabello con una semplice decorazione, e se con il braccio
sinistro si appoggia allangolo del tavolo, con il destro alzato esprime la sorpresa e lapertura al gesto della donna.
E lei la protagonista della scena, prostrata per terra, sulle ginocchia in primissimo piano. Vestita di una delicata e
leggera veste azzurra e di un manto dorato che le sfugge dalla schiena, sta china con i capelli sciolti ma divisi in
ciocche. Il suo viso che sta per toccare il piede di Ges che ella tiene nella mano destra, appoggiandosi sul gomito.
Nella mano sinistra tiene il prezioso vaso di unguento che le servir per ungere Ges .
E dal basso che questa donna accoglie Ges, riconoscendo il proprio peccato e la propria condizione davanti a Lui.
Lacrime baci e unguento; contrizione , affetto e cura. Cos laffresco suggerisce ai frati di accogliere lospite , il
fratello, e in essi Ges, alla propria tavola e nelle propria vita: non nellostentazione e nellopulenza ma nellumile
servizio.
Fr. Carlo Cavallari

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

Indice
Diocesi di Bergamo
Questionario sulla vita consacrata

Comunicato del Comitato interreligioso


della Famiglia Francescana francese

14

Consiglio di Cooperazione Provincie Nord Italia


Milano 9-10 gennaio

16

Dalla Provincia
Dal Definitorio

19
19

FilmiAmo
Due giorni, una notte

21

Notizie di Casa

24

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

DIOCESI DI BERGAMO
Questionario sulla Vita Consacrata

PREMESSA:
- Chi sono gli intervistati: persone tutte impegnate pastoralmente nella Chiesa locale
- Vicariati coinvolti: 28 stata piena e molto apprezzata la disponibilit dei sacerdoti
contattati, pronti a rispondere su questo tema
- Consigli pastorali: Diocesano, 8 Vicariale, 18 Parrocchiale
- Quanti sono gli intervistati:
520 di cui 295 maschi, il 56%
206 femmine, il 40%
19 questionari non indicato se m/f, il 4%
Sposati: 271 il 52%
non sposati: 127 il 24%
Catechisti: 103 il 20%
Sacerdoti: 66 il 13%
Consacrati: 15 il 3%
-

Fasce di et:
i giovanissimi (18-25 anni): 15
i giovani adulti (26-40): 70
dai 41 ai 60 anni: 172
oltre 61: 224
n.r. 139

3%
13%
33%
43%

Scopo del questionario: cosa pensano dei Consacrati le persone impegnate;


come li vedono
iniziative di preghiera in Parrocchia per le vocazioni

Le risposte qui sintetizzate si riferiscono ai consacrati presenti in Diocesi, in riferimento


allesperienza vissuta. Molto spesso sono state recuperate le stesse risposte per la rilettura
dei dati acquisiti.

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

1.1 Conosci Consacrati nativi della tua Parrocchia, tuttora viventi?


I s sono 85%: questo denota che in passato (e con riflessi anche sul presente) c stata
fioritura di vocazioni in Diocesi.
(NB.: Anche per i giovanissimi la risposta s!).

1.2 Certamente nella tua vita avrai incontrato persone consacrate a Dio in forma speciale:
cosa hai ammirato in loro (laico/a; suora; religioso/a; monaco/a).
Le risposte, nella stragrande maggioranza, sono
positive. Ha colpito anzitutto lo spirito di servizio che
i consacrati hanno nel rapportarsi con le persone:
semplicit, disponibilit, ascolto, laboriosit, il donarsi
senza aspettarsi un ricambio o un grazie. Attraverso
questo, si coglie bont e umanit.
Il modo speciale di rapportarsi con gli altri, lo stile di vita
pervaso dallamore di Colui che li ha chiamati. Nei pi
anziani si coglie pacatezza, sapienza, intuizione dei bisogni;
nei pi giovani traspare la bellezza di vita.
Il 44% ha sottolineato il richiamo a verticalizzare la
vita: la preghiera, il vivere appellandosi al Vangelo, lo
spirito di fede e di abbandono alla Provvidenza
danno senso al loro vivere e al loro donarsi: ecco, allora, in loro la bellezza di sguardi puliti
e puri, occhi gioiosi, spirito accogliente.
La serenit nel leggere la vita quotidiana non in termini di distacco, ma di capacit a
cogliere lessenza positiva di ogni accadimento e a vedere nelle persone dei fratelli, perch
abitati da Dio: quindi non semplice filantropia, ma vero amore cristiano che si fa
dedizione. Lo stile di vita pervaso dallamore di Colui che li ha chiamati. La capacit di stare
soli, anche se a contatto con tanti.
Interessante sottolineare, infine, che un buon 33% ha colto nei Consacrati serenit, gioia,
entusiasmo, saggezza, pienezza di vita e coraggio: siamo nello spirito dell Evangelii
Gaudium di Papa Francesco.

1.3 Che ricordi e messaggi conservi di tali incontri?


Questo passaggio stato voluto per verificare se i motivi di ammirazione nei riguardi dei
Consacrati, espressi nella precedente domanda, erano frutto di semplici impressioni, di
desiderio di parlare comunque bene, di frasi raccolte presso altri, quindi scritte in modo
distaccato e anche disinteressato, oppure frutto di esperienza vissuta.
Ebbene: le risposte dicono che esperienza vissuta. Quindi si conferma tutto quanto di buono
stato espresso precedentemente. Infatti, quasi tutte le risposte sottolineano la
testimonianza di servizio che i Consacrati danno nella loro quotidianit: un servizio vissuto
nella serenit e basato sulla gratuit.

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Dicono pure che motivazione di fondo per questo loro stile di vita la fede nel Dio che
seguono incontrandolo nella preghiera, ascoltandolo nella Parola e seguendolo nella carit
evangelica. E gli intervistati dicono che incontrando e/o stando con tali persone hanno
trovato pace, serenit, fiducia, coraggio e soprattutto adultit nella fede.
Mi ha sempre interessato la vita religiosa, la fortuna e la fatica di vivere insieme, la voglia di
conoscere la loro storia di ieri e di oggi. Il fascino di una vocazione vissuta coerentemente, il
contagio di una testimonianza credibile, ancora attuale Lo sguardo reale sul mondo, linvito alla
pazienza pastorale, linvito a stare in ginocchio davanti al Signore, la custodia e la testimonianza della
vita comunitaria.

1.4 Che cosa non hai gradito?


Ci sono anzitutto due tipi di risposte chiare: il 24% degli intervistati risponde
semplicemente di non aver nulla da dire.
E forse da intendere: Nulla di negativo da dire? E possibile ammettere che sia cos!
Un altro 16% non risponde a questa domanda. Anche qui possibile accettare la
precedente interpretazione, ma non inverosimile conservare il dubbio che non abbiano
voluto esprimersi su questo punto, considerandolo delicato.
Comunque: di un buon 40% (202 schede) degli intervistati non conosciamo il pensiero su
ci che non gradiscono nei Consacrati.
Quanti hanno risposto sottolineano tre aspetti:
- problemi riguardanti le singole persone: poca sensibilit, senso di superiorit, rigidit
mentale, superficialit, pettegolezzo e gelosia.
- problemi imputabili allIstituto: difficolt nella vita comunitaria, troppa chiusura e poca
libert, attenzione esagerata alla vita economica, distacco dal reale.
- problemi riguardanti la pastorale: difficolt con il Clero (7 questionari).
Utile riportare le seguenti risposte: Non ho gradito, soprattutto da parte di alcune Suore, il tono
nellesprimere i propri concetti, come se fossero standardizzati, come se dovessero rispondere a un
clich. Il percepire da parte di alcune persone il peso e la fatica del dover fare, trascurando il
cuore, la preghiera, la relazione con le persone. I Consacrati?... molti insignificanti, pochi
speciali!

2.1 Si dice che il Consacrato segno per le persone.


Cosa significa?
Nella totalit gli intervistati danno risposte indicanti che
il Consacrato nella sua vita d il primato a Dio e cos egli
di fatto: una vetrata che lascia passare la luce divina, una
luce che illumina il presente richiamando i beni futuri. La
sua vita chiaramente fuori moda oggi, apparentemente
assurda, per se vissuta con coerenza e nella gioia fa scaturire

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negli altri sia il richiamo dei beni futuri, sia il bisogno di ricercare lessenzialit e la radicalit nel
quotidiano, sia la certezza che il Regno gi lievita in mezzo a noi. Pertanto, nel concreto,
segno annuncio di speranza, fiducia, ascolto, apertura, dono. Testimone autentico di un
amore che ci precede e ci perdona. Segno di una vita tutta donata a Dio e alle persone; segno di una
sapienza che si nutre alla scuola del Vangelo, della preghiera, della conoscenza del cuore umano.
Una voce fuori del coro: Non credo siano pi cos necessarie queste forme di consacrazione, come
in passato. Serve un ripensamento profondo, come del resto per tutto il mondo ecclesiale. un segno
incomprensibile!

2.2 Cosa ti aspetti da una persona consacrata?


Le richieste sono moltissime, tutte per
chiaramente gravitanti attorno a due poli:
anzitutto lasciar trasparire la presenza di Dio
nel proprio vivere quotidiano e ci diventa
un sicuro e attraente richiamo alla meta
ultima della nostra vita (quindi: gioia e
bellezza di incontrare Dio; sguardo di fiducia
di Dio su ogni persona e in qualunque
situazione; capacit di leggere la storia con
gli occhi di Dio); poi: coerente e concreto stile
di vita evangelica (quindi: rettitudine,
prossimit, libert interiore, umilt, sobriet,
speranza. Attestazione che possibile vivere
in un altro modo!).
Una voce: Mi aspetto che sia una persona pienamente realizzata, con le proprie bellezze e grettezze,
senza imbarazzi, paure, inibizioni; una persona che si affida davvero al Signore, perch possibile che
lincontro con Cristo cambi la vita. Sia lo sguardo di fiducia di Dio su ogni persona.

2.3 Cosa pu significare avere in Parrocchia una comunit di religiosi?


Nelle risposte il 72% afferma che avere in Parrocchia una comunit religiosa una risorsa, una
grazia, una ricchezza perch:
1. Tali comunit sono un richiamo visibile e concreto per tutti a dare un orientamento
verticalizzante alla propria vita: il Vangelo vivo nella vita di queste persone e quindi sono
esempio e modello su come rapportarsi con Dio.
2. Sono segno di una vita schiettamente fraterna, in quanto lesperienza della vita
comunitaria con i suoi momenti di gioia e di sofferenza li allena alla gratuit, alla
comprensione, allapertura, ascolto, spirito di servizio. La fraternit possibile proprio
dentro i difetti e le divergenze.

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3. Sono un valore aggiunto nella pastorale parrocchiale, collaborando alle varie iniziative,
condividendone le linee e mettendosi disponibili verso i fedeli per un confronto e un
conforto. Conferma pluralit e ricchezza dei doni dello Spirito, carismi per ledificazione comune.
Tuttavia, anche se davvero poche, non sono mancate voci di perplessit e di richiamo: Nella
pastorale parrocchiale possono essere un aiuto, ma anche un intoppo se non c sinergia. Occorre pi
aggiornamento culturale. C troppo impegno nella scuola e scarsa presenza nella pastorale.

2.4 Quale ricchezza pu essere lavere laici consacrati che vivono nel mondo?
Quasi allunanimit gli intervistati danno pareri di consenso circa la positivit e la
significativit della presenza - oggi - del Laico Consacrato: i primi evangelizzatori dei laici sono
i laici.
1. Segno chiaro della infinita fantasia di Dio nel distribuire i suoi carismi. E lo fa con
persone di ogni et, luogo, cultura e professione. Quindi anche oggi Dio si fa carne nella
nostra storia chiamando alla sua sequela persone che vivono nelle case degli uomini, magari
anche in situazioni difficili, dove occorre andare controcorrente, ed essere sale e lievito per la
crescita del Regno.
2. Una testimonianza significativa che la santit una chiamata per tutti, anche per chi vive
nel mondo, impegnato nelle varie attivit e vicende comuni.
3. Un insegnamento che il mondo non da fuggire, criticare, disprezzare in maniera
prevenuta, ma da amare come luogo della incarnazione dellamore di Dio. Pertanto la
vita concreta di questi Laici consacrati dice la bellezza di una esistenza illuminata dal Vangelo
e capace di contagiare la societ.
4. Sono il futuro della Chiesa perch impegnati a vivere il Vangelo nelle periferie esistenziali.
Non mancano alcuni dissensi, pochissimi: Quella del Laico Consacrato rimane sempre una scelta
parziale. E Sono poco visibili nella societ!.

3.1

I religiosi fanno voto di castit-obbedienza-povert. Secondo te ha ancora senso


oggi? Perch?

I s raggiungono il 95% sulle risposte


raccolte. Il NO chiaro e secco espresso dal
5%. Su 15 schede i pi giovani rispondono s in
12; su 70 giovani adulti, 65 sono per il s.
Motivazioni che accompagnano il s:
1. Radicalit evangelica: il Vangelo esigente,
infatti chiede di lasciare tutto per seguire il
Signore senza voltarsi indietro.
2. Misura alta dellamore cristiano: e ci dona
bellezza, gioia, pienezza alla vita perch le
relazioni con le persone sono vissute con
gratuit e distacco.
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3. Garanzia di piena libert: i voti liberano da ogni condizionamento e aiutano a


relativizzare gli idoli oggi imperanti. Hanno senso perch segni profetici, anche se
comprenderli e viverli pura grazia.
Certo: questa unanimit a favore dei voti sottoposta a ununica ma indispensabile
condizione: che siano vissuti in pienezza!
Un 10% esprime delle perplessit sulle validit e necessit oggi di questi voti:
Se la vita fondata sullamore cristiano, i voti non sono necessari: infatti ama e fa ci che vuoi!
Perplessit sulla necessit della castit E necessaria una rilettura e una diversa presentazione
di questi voti, alla luce della attuale cultura!.

3.2

Cosa pensi di chi si consacra nella verginit?

Lassenso per la verginit anche qui quasi unanime: il 90% dice s.


- Si tratta di una scelta coraggiosa, dura perch radicale. Risposta damore!
- Scelta profetica, risposta a una precisa chiamata di Dio e sostenuta dalla grazia dello Spirito,
dice una fecondit diversa dal comune.
- Scelta damore ai fratelli perch porta al dono di s in forma gratuita e totale.
- Scelta provocatoria di fronte al comune sentire, oggi, della gente ben pensante, anche
cattolica.
- E il silenzio di tutte le cose per far spazio a Dio e ai fratelli.
Il 5% per la pensa diversamente perch la ritiene una scelta difficile da capire considerando
le tendenze della natura umana e il clima creato dalla cultura attuale, ma anche perch, per
capire meglio le dinamiche della quotidianit, necessario avere famiglia.
Infine: c pure un 11% che non risponde. Perch?
(NB. 3 giovanissimi hanno difficolt a capire: 6 tra i giovani-adulti, li considerano non
indispensabili).

3.3

Qual la tua reazione di fronte a un giovane o una giovane che sta decidendo per la
vita di totale consacrazione a Dio?
Due sono gli atteggiamenti dichiarati:
- Ringraziamento a Dio che ancora oggi
chiama: un grazie che si attua nella preghiera
intensa e fervorosa, perch quel s a Dio si
rafforzi sempre pi e sia costante e fedele.
- Gioia, commozione, stima e desiderio di
essere vicino al candidato per testimoniargli il
proprio sostegno e incoraggiamento visto che si
tratta di andare controcorrente.
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Solo 5 intervistati dicono di non comprendere tale scelta.


Ma che cosa dire in concreto al candidato?
Una risposta c, in dialetto:
Pensega so be, po va nnac sensa pura e arda mia ndre!
La risposta dei giovanissimi conferma la consapevolezza di un dono grande, prezioso,
fragile che chiede gratitudine, stima, preghiera, accompagnamento, sostegno e sana
trepidazione!
Dio trova sempre i modi per riempire i cuori del suo Spirito e donare il coraggio di servirlo:
conferma che origine di ogni chiamata Dio e solo Dio chiama, pur servendosi di altri.
Tutti pensano per almeno per un istante alla possibilit della consacrazione a Dio, ma spesso pi
facile sfuggire per paura di non essere capace.
Considero grazia per me se uno dei miei figli facesse questa scelta di vita.
I giovani: ancora stupore e ammirazione unite a gioia e speranza.

3. 4. Nella tua vita, hai mai pensato di poterti consacrare?


A parte il 16% dei questionari che sono tornati bianchi in relazione a questa domanda, le
risposte sono state per il 40% positive, s, ci ho pensato; il 44% negative, cio 229 persone
non hanno pensato alla consacrazione come possibilit di scelta nella propria vita.
Anche le risposte di sacerdoti e consacrati confermano di aver fatto della consacrazione la
risposta fondamentale al Signore che, unico, pu chiamare ad un dono cos radicale e totale
di tutta lesistenza.
I pi giovani, sono molto incerti: hanno molte domande sul loro futuro ancora tutto da
scoprire, anche se la scelta molto valutata.
Per quanto riguarda i giovani adulti: 31 ci hanno pensato e 36 no.
Una seconda parte a questa domanda: Ti capitato di proporre questa scelta a qualcuno?
La percezione di annunciare qualcosa di grande, il mistero che avvolge la persona, una realt molto
personale e delicata non aiuta ad essere voce che propone, che annuncia. 50% conferma che
capitato; il 49% no.
Papa Francesco parlerebbe di contagio, quel contagio naturale che viene dalla pienezza di
una vita felicemente realizzata.
Qualche adulto, per, si trovato a fare questa proposta ai propri figli; c chi ha pregato
perch ci avvenisse nella propria vita Il Signore ha chiesto altro!
Le risposte di sacerdoti e consacrati dicono di averci pensato, e non solo!
I pi giovani non ne parlano; i giovani adulti s, il 30% ne parla.

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3.5 C nella tua parrocchia di appartenenza unoccasione particolare di preghiera per le


vocazioni?
S: 334, cio il 64% ha risposto che ci sono diverse occasioni di preghiera per le vocazioni
No e Non so: 81 risposte, il 16%; n.r. 105, cio il 20%.
I giovanissimi dicono s 13 su 15; stessa media per i giovani adulti.
Sacerdoti e Consacrati confermano la preghiera frequente e in pi occasioni (adorazione
settimanale e mensile)
Sono molteplici le occasioni di preghiera che vengono esplicitate nelle risposte raccolte:
spesso nella preghiera dei fedeli
nella giornata missionaria,
nella giornata del seminario,
nella giornata vocazionale o dedicata alla vita consacrata, 2 febbraio
nelladorazione settimanale e mensile,
nella messa del gioved, nel primo venerd
nella domenica del Buon Pastore,
in occasione della festa degli anniversari di preti, suore e missionari
E opportuno rilevare la necessit pastorale di rivalutare e apprezzare maggiormente
lattenzione al discorso vocazionale, in quanto alcuni Laici hanno risposto che ci sono
occasioni di preghiera, ma poco partecipate e scarsamente incisive, perch non
sufficientemente contestualizzate.
Si apre qui una possibilit pastorale da rivalutare e apprezzare maggiormente, con particolare
attenzione al discorso vocazionale.
Emerge che il 36% non a conoscenza di intenzioni particolari di preghiera per le
vocazioni: forse lo si dice poco? o chi ascolta distratto? Meglio allora, ripetere per
mantenere viva lintenzione? Oppure?
Certo , e papa Francesco lo ribadisce, occorre intensificare le richieste a Colui che, padrone della
vigna, pu chiamare operai a questo esaltante compito.
Occorre ringraziare il Signore perch chiama, e chiama ancora oggi.
La preghiera fra i mezzi pi importanti: preghiera gratuita, di lode e di adorazione. la condizione
perch il vino sia nuovo e non diventi aceto!(alla Plenaria della Congregazione Istituti Vita
Consacrata e Societ di Vita Apostolica).

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3.6 Hai parlato qualche volta con i ragazzi, gli adolescenti della vita consacrata?
S, ne hanno parlato il 54%, poco o tanto non importa, ma si trovata loccasione per far
conoscere, per incontrare testimoni, per condividere vissuti e scelte possibili.
C anche chi non ne parla, non trova loccasione o non ritiene necessario parlarne, e siamo
al 29%.
Anche i giovanissimi hanno parlato con i pi piccoli della consacrazione come scelta di
vita: 11 su 15;
i giovani adulti, hanno risposto s in 52 su 70
Alla domanda su come hanno reagito i ragazzi si sottolineano curiosit, interesse verso
questa modalit particolare di seguire il Signore, per qualcuno estrema.
Accanto ad ammirazione e rispetto, emerge la paura, la non comprensione, la radicalit e la
limitazione della libert.
Dalla condivisione si coglie ancora, che si ha poco coraggio di proporre, di far conoscere. Si
teme di non essere ascoltati, di non essere capiti, a causa proprio del modo di vivere dei
ragazzi e dei pi giovani di oggi, che appare superficiale.
Eppure, alla domanda precedente, stato sottolineato che proprio oggi, ha senso professare
i consigli evangelici di castit, povert e obbedienza, perch sono un richiamo forte alle
esigenze del Vangelo, perch rimandano ad un Oltre, perch ricordano che la nostra vita nelle mani
di Dio.
C chi ne parla cos: Il problema che oggi non si sceglie pi.
Dobbiamo forse osare di pi?
Ci sono questionari dove si ribadito di aver condiviso la possibilit di una vita consacrata,
con i propri figli anzi si pregato perch avvenisse.
Il gruppo catechisti nell83% ha trovato strategie e modi diversi per presentare, nel
ventaglio delle vocazioni, quella alla vita consacrata.
Anche sacerdoti e consacrati sanno far tesoro degli incontri di catechesi per presentare la
consacrazione come possibile strada per rispondere allappello di sequela del Signore.

Conclusione
Dallinchiesta risulta che i pi stretti collaboratori in parrocchia hanno unidea molto alta della
vita consacrata e di grande utilit per la Comunit sia come segno, sia come aiuto prezioso per
la pastorale.
Risulta molto apprezzata e desiderata la presenza dei Consacrati.
Resta anche vera la poca conoscenza della realt di una vita spesa cos!
C tuttavia, piena consapevolezza del crollo del numero dei consacrati e della situazione di
invecchiamento dei soggetti.
inevitabile allora, interrogarsi su quanto, la vita delle nostre comunit, interpelli, dal punto di
vista vocazionale, per vocazionale intendo la vita come vocazione, la vita come risposta ad una
chiamata;

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la pastorale nei vari ambiti, et evolutiva, catechesi, scuola, Tempi dello Spirito ecc, mantiene
viva unattenzione particolare per la domanda sulla pastorale vocazionale in parrocchia, nei
Vicariati, e a livello associativo.
Dallinchiesta risulta che qualcosa si fa, in particolare sono proposti momenti di preghiera adorazione, ma non risulta sufficientemente coinvolgente e partecipata.
Inoltre gli intervistati sono esitanti nel fare essi stessi proposte vocazionali, sia per la delicatezza
del problema, sia perch non supportati, sia per la cultura oggi diffusa non favorevole a un
discorso di consacrazione per sempre.
Sono domande aperte che potrebbero avere il contributo del nostro lavoro in gruppo.
- Come far conoscere e sostenere la dimensione vocazionale nella pastorale della
Diocesi in generale e in particolare e, attualmente, ha iniziative circa la proposta
vocazionale?
- Cosa pu maggiormente curare la parrocchia:
incontri di preghiera pi frequenti? maggiormente coinvolgenti?
catechisti: attenzione alla loro formazione? Ricordare e ricordarci che la
vita chiamata!
Incontri formativi per giovani, forse caratterizzando diversamente le
offerte per maschi e femmine
Coinvolgere genitori ed operatori pastorali perch non cresca il concetto e il
senso di delega nellimpegno educativo?
- Cosa possono fare gli Istituti religiosi e i Laici Consacrati?
incontrare periodicamente i rappresentanti degli organismi regionali CISM, USMI e CIIS, con
modalit e scadenze che verranno precisate.

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COMUNICATO DEL COMITATO INTERRELIGIOSO


DELLA FAMIGLIA FRANCESCANA FRANCESE
10 gennaio 2015

Quanto accaduto lo scorso 7 e 9 gennaio 2015 nel nostro paese, nella sua capitale,
Parigi, in due luoghi simbolici, luno dellesercizio estremo della libert despressione e laltro
della vita quotidiana della comunit ebraica, non pu essere in nessun caso giustificato o
scusato. Si pu pensare che un certo umorismo non affatto divertente, o persino francamente
offensivo, ma questo non giustifica per niente lassassinio, che la sola vera profanazione
religiosa, in questo caso e ovunque questo avviene in nome di Dio.
Quanto allantisemitismo, una piaga da combattere sempre in tutte le sue forme e con tutte le
nostre forze. Noi siamo solidali con tutte le vittime e denunciamo la violenza ovunque essa si
eserciti.
Dallumorismo ebraico fino ai racconti di Nasreddin Hodja (Joha in Africa del Nord) 1, senza
dimenticare Golias 2, vediamo che la dimensione tradizionale dellautoderisione puo essere
esercitata nelle societ o comunit relativamente omogenee, dove lidentit religiosa
sufficientemente fondata e stabile. Non prendersi troppo sul serio fa parte del cammino
spirituale. Lumorismo indispensabile per combattere contro ogni forma di religiosit, e pi
ancora di bigotteria, dove lAmore dellUno rischia di diventare lodio dellaltro lodio della
diversit. Il fondamentalismo ne il nemico principale.
Ma la caricatura, lironia, la derisione non possono esercitare il loro effetto pedagogico,
salutare, incisivo, che costitisce il loro valore, se non in un contesto fraterno e relazionale. Per
noi, membri del Comitato interreligioso della famiglia francescana, il rispetto assoluto delle
persone, nella loro storia e nella loro identit, viene prima di ogni altra considerazione,
compresa quella di una pretesa libert che lascerebbe credere che tutto le sia permesso.
Come dice il nostro motto repubblicano, la fraternit equilibra la libert e a sua volta le dona
la sua ragion dessere e il suo ambito di esercizio, che infinito.
Gli assassini del 7 e 9 gennaio 2015 sono figli della nostra Repubblica, accolti, allevati, educati
in una nazione che oggi in lutto e indignata, ci auguriamo a doppio titolo. Perch al di l di
questa indignazione, bisogner riflettere tutti su un esercizio della libert pi responsabile, sulla
presa in carico, nel nostro corpo sociale, delle identit rese fragili non soltanto da una
concezione angusta di laicit, ma soprattutto da disuguaglianze sociali crescenti, fonte di
risentimento, di violenza sorda e di squilibri insopportabili. Era pi facile puntare il dito sul
terrorismo venuto dallestero. Cosa dire di quello che nasce nelle nostre famiglie, nelle nostre
scuole, nei nostri quartieri, nelle nostre universit? Questo dramma ci rimanda alla necessaria
costruzione modesta, paziente e responsabile di un nuovo vivere insieme.
Dapprima, molto concretamente, giorno dopo giorno, parola dopo parola, pagina dopo
pagina, gesto dopo gesto. E poi, in un secondo movimento, attraverso lelaborazione di una
visione comune del nostro destino collettivo.
1

Nasreddin fu un sufi vissuto nellattuale Turchia nel XIII secolo; saggio filosofo popolare, famoso per i suoi racconti spesso
buffi, le battute umoristiche, tanto da diventare un personaggio simbolico dellarguzia popolare.
2
Si fa riferimento allApocalissi di Golia, un testo satirico latino del XII secolo, con una feroce satira della gerarchia
ecclesiastica del tempo e dei suoi vizi. Idea ripresa ai nostri giorni da una rivista critico-satirica delle vicende ecclesiali dal
titolo Golias.
Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

14

Il mondo attende da un paese come il nostro che sappia inventare ancora, anche attraverso il
mezzo della caricatura e dellautoironia, ma soprattutto grazie al suo motto repubblicano e alle
sue risorse spirituali, in senso ampio, una maniera di vivere insieme in pluralit che lo
trascenda e mostri la via. Noi crediamo che questo possibile!

Il Comitato interreligioso della famiglia francescana


Amina Maret, musulmana della Scuola Sufi internazionale, Le Plessis-Trvise,
Christine Delmas, membro della Fraternit Francescana Secolare, Paris,
Emmanuel Ollivier, buddista di tradizione zen, Issy les Moulineaux,
Gabriel Haga, rabbino cabbalista e universitario, Paris,
Gabrielle Marguin, Suora francescana della propagazione della fede, Francheville,
Jasvir Singh, sikh, Bobigny,
Jean-Marie Landrin, frate minore francescano, Fontenay s/bois,
Justine Ramon, membro del Mouvement Juif Libral de France, Torcy,
Karim Ifrak, musulmano universitario, Paris,
Lucette Anthonioz-Blanc, buddista di tradizione tibetana, Lentigny,
Michel Dubois, buddista di tradizione zen, Montreuil,
Pascal Aude, frate minore cappuccino, Villeneuve-Saint-Georges,
Rany Rouabah, musulmano della confraternita Al 'Alawiya, Yerres.
Il Comitato esprime il suo sostegno e invita ciascuno a partecipare ad ogni manifestazione pubblica che si
terr particolarmente domenica 11 gennaio in tutta la Francia, in memoria delle vittime di questi odiosi
assassinati.

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

15

Consiglio di Cooperazione Province Nord Italia


Iniziamo alle 9.30 con il momento di preghiera iniziale e un breve
scambio di notizie sullo stato di salute di alcuni confratelli.
Incontro con la Commissione preparatoria Capitolo 2016
Fr. Massimo Fusarelli introduce il primo spazio di lavoro, che
occuper quasi tutta la giornata di oggi, accogliendo la Commissione
preparatoria del Capitolo 2016, che si gi incontrata il 30 dicembre
per elaborare lo Schema dellItinerario di preparazione abbozzato nello
scorso CdC. Fra Stefano, presidente della Commissione, presenta la
proposta elaborata. Segue uno spazio di discussione. Il clima di lavoro
buono e proficuo, e pian piano comincia a prendere forma il
cammino di preparazione che segner per tutti i frati questo nuovo
anno fino al Capitolo unitario del maggio-giugno 2016.
I lavori proseguono fino al pranzo delle ore 13 e riprendono alle ore
14.30. Alle ore 16.30 la Commissione preparatoria viene ringraziata e
congedata. Dopo una breve paura, riprendono i lavori del CdC.

Milano
9-10 Gennaio
2015

Aggiornamento sui Centri di studio


Uno spazio di lavoro viene dedicato allaggiornamento sui Centri di
Studio di Bologna, Venezia e Verona, in vista del discernimento che a
breve bisogner operare. Il confronto si allarga comunque anche alla
importanza degli studi e della dimensione culturale nella nostra vita,
da sempre ritenuta importante insieme alla fraternit, alla carit e alla
evangelizzazione.
Calendario liturgico
In vista della costituzione della nuova Provincia bisogner redigere il
calendario liturgico unificato e chiederne la approvazione alla
Congregazione per il Culto divino. E stato fatto un primo lavoro di
unione dei 6 Calendari provinciali, prendendo come base comune il
Calendario liturgico francescano per lItalia approvato nel 2008. E
necessario tuttavia operare delle scelte generali per quanto riguarda le
memorie locali. Dopo la approvazione ed in occasione del Capitolo, il
libretto verr stampato per tutti i frati.
I lavori terminano alle ore 18.55 per poter celebrare la Messa e il
Vespro nella cappellina della Curia.

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

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SABATO 10 GENNAIO
Dopo la celebrazione della Messa e delle Lodi mattutine alle ore 7.30, i lavori riprendono alle
9.00.
Libretto preghiere della fraternit
Viene presa in esame la bozza di un libretto contenente le preghiere della fraternit, contenente
oltre alle preghiere di s. Francesco e alle preghiere comuni nel testo latino e nella versione
ufficiale della CEI, anche schemi di preghiere per iniziare il tempo della meditazione, o il
Capitolo locale o altri tempi fraterni.
Il libretto verr stampato in occasione del Capitolo 2016 e vuole essere uno strumento per
crescere nella unit e nella appartenenza.
A breve verr stampato e distribuito a tutti i frati un cartoncino da inserire nel breviario,
riportante la traduzione del Ti adoriamo e lAngelus Domini nella versione della CEI. Viene
sottolineato che questultima preghiera ci molto cara, in quanto si radica in modo peculiare
nella nostra tradizione francescana.

Progetto Bologna Osservanza


Uno spazio di lavoro viene dedicato al Progetto Missioni ad Gentes Migranti in cantiere a
Bologna Osservanza, ed al suo coordinamento con i Centri missionari delle altre Province, al
fine di avviare un confronto tra esperienze missionarie non sempre convergenti.
Norme transitorie Capitolo 2016
Vengono distribuite le Norme Transitorie per il Capitolo 2013 per le ultime variazioni in vista
della consegna in Curia generale per la approvazione.
Livello 3 Missioni al popolo
Viene redatto un elenco di frati che costituiscono il livello3 del Progetto Missioni al popolo,
cio i frati che concretamente si sono resi disponibili per animare le Missioni al popolo nei
giorni del loro svolgimento effettivo. Si concorda che venga redatta una lettera a questi frati,
ringraziandoli per la disponibilit, ed inviata per conoscenza ai rispettivi Guardiani. Il Progetto
Missioni al popolo infatti strutturato a 3 livelli:

Livello 1 (nucleo di 2 frati appositamente dedicati alla progettazione delle Missioni al


Popolo) viene identificata come casa il Convento di Rezzato (BS): responsabili e residenti
in loco sono fr. Federico Righetti e fr. Michele Montemitro;

Livello 2 (responsabili locali) per la zona Est viene identificata come casa il Convento di
Chiampo (VI): i referenti sono fr. Lorenzo Assolani (che risieder a Chiampo) e fr. Aldo
Pancheri (a Pergine);

Livello 2 (responsabili locali) per la zona Ovest viene identificata come casa il Convento
di Monte Mesma (NO): i referenti sono fr. Gabriele Cadorin (che risieder a Monte
Mesma) e fr. Riccardo Gallina (a Torino s. Antonio).

Livello 3: sono i frati che collaborano concretamente a realizzare le Missioni nei giorni in
cui vengono effettuate.
Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

17

Lettera di quaresima:
I Ministri scriveranno una lettera unitaria a tutti i frati allinizio della Quaresima, come
esortazione a vivere con impegno questo tempo forte, e suggerendo una finalit caritativa
concreta a cui destinare i frutti del digiuno e della astinenza.
I lavori si concludono alle 12.52 con il tradizionale Agimus Tibi Gratias.

fr. Stefano Dallarda


Segretario

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

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Dal Definitorio
I lavori iniziano alle ore 9.00 con la lettura breve di Terza, segue
poi lapprovazione dei verbali del XVI e del XVII Congresso
definitoriale.
l Ministro informa circa le condizioni dei fratelli ammalati e ricoverati
in infermeria. Fr. Anacleto Mosconi stato trasferito nellInfermeria di
Sabbioncello.
Il Ministro ricorda che l11 dicembre, a Suisio (BG), fr. Almiro
Modonesi ha partecipato alla celebrazione eucaristica nella ricorrenza

Milano
Curia
Provinciale
13 gennaio
2015

dei 100 anni dalla nascita e dei 25 anni dalla morte di mons. Previtali.
Il 31 dicembre, nella Chiesa di s. Angelo, i frati della Pastorale
giovanile hanno organizzato una veglia di preghiera in attesa del
nuovo anno. Hanno partecipato circa 130 persone, per lo pi giovani,
con una buon numero di persone che frequentano il corso dei Dieci
Comandamenti. La veglia stata ben preparata ed altrettanto
partecipata. Due ballerini hanno danzato il canto di lode del
Magnificat.
Il 10 gennaio, a Bergamo, fr. Almiro Modonesi ha partecipato ad un
incontro tra il vescovo, Mons. Francesco Beschi ed i superiori
maggiori degli istituti religiosi presenti nella Diocesi. E stata
presentata la lettera scritta dalla Conferenza Episcopale Lombarda in
occasione dellAnno della Vita Consacrata. In essa si sottolinea
limportanza dei religiosi nella vita della comunit diocesana. Anche
se si rischia di vedere la vita consacrata a partire da aspetti funzionali
(presenza nelle scuole, nelle strutture sanitarie, nella catechesi) e si
fatica ancora a riconoscerne il valore in s. Nellincontro stato
presentato un interessante questionario, compilato da persone che
hanno

un

ruolo

attivo

in

parrocchia

(sacerdoti,

catechisti,

animatori), con lo scopo di capire come i laici vedono la vita


consacrata. Sono pervenute circa 500 risposte, da queste emerge una
quasi unanime (eccetto 5%) visione positiva della vita consacrata, i
religiosi sono visti come una ricchezza per la vita della comunit.
Il Ministro poi informa circa gli argomenti discussi e le decisioni prese
negli ultimi due incontri del Consiglio di Cooperazione (cfr. Verbali
appositi).

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

19

Fr. Francesco Bravi si sofferma in particolar modo sul lavoro di preparazione del Capitolo di
unione, ricordando che al secondo incontro ha partecipato anche la Commissione di
preparazione del Capitolo. LAssemblea dei guardiani stata anticipata al 27-29 settembre 2015
per avere il tempo di lavorare nelle fraternit locale sui Lineamenta (con ausilio di due schede). Il
Consiglio di Cooperazione sta ridefinendo le Norme transitorie per la celebrazione del Capitolo
(la prima bozza gi stata supervisionata dalla Curia generale, che ha inviato alcune
osservazioni).
Gli Statuti particolari della nuova Provincia sono in fase di elaborazione, saranno approvati dal
Capitolo di unione e saranno in vigore per il primo triennio della vita della Nuova Provincia
(una bozza, gi visionata dal Consiglio di Cooperazione, sar presentata allAssemblea dei
Definitri 2015; lapprovazione definitiva sar fatta nel Capitolo di unione).
Si discutono alcune questioni economiche e di legale rappresentanza. Si continua la riflessione
circa la situazione finanziaria della Provincia e i problemi connessi.
Si passa alla programmazione della prossima Assembla economica che, diversamente da
quanto precedentemente comunicato, si svolger a Sabbioncello il 17 marzo e sar aperta a
tutti i frati della Provincia. Il Definitorio incarica il CAE di presentare al prossimo Congresso
definitoriale unipotesi di lavoro per lAssemblea.
Il Definitorio, con il consenso del Visitatore generale, elegge per ballottaggio fr. Giuseppe
DellOrto quale Guardiano del Convento di Dongo.
Si stabilisce che il prossimo Congresso si terr il 17 febbraio nel Convento di Dongo.
I lavori si concludono alle ore 16.00 circa.
A laude di Cristo e del Poverello Francesco. Amen!

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

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FilmiAmo
Due giorni, una notte
Una giovane donna sposata e madre di due figli, dopo un periodo di
malattia, torna al lavoro ma rischia di perde il posto perch il titolare
della piccola impresa di pannelli solari ha chiesto ai suoi dipendenti di
scegliere se reintegrare Sandr o avere un bonus di mille euro. La
maggioranza opta per i soldi, ma la votazione va rifatta per le
pressioni del caporeparto. C la possibilit di far cambiare opinione ai
colleghi. Due giorni e una notte a disposizione. Per la protagonista
inizia un viaggio tra la vita degli altri, i loro problemi, le loro ferite,
rabbie, speranze, tra egoismo e solidariet. Ma un viaggio anche
dentro se stessa, le proprie paure, il proprio vuoto, dentro il bisogno di
recuperare la fiducia, il sorriso oltre le lacrime.
Lo sguardo dei fratelli Dardenne segue questa volta la vicenda umana
e lavorativa della fragile Sandr Marion Cotillard: misurata,
sensibile, carismatica una donna che cerca di ritrovare un suo posto
nel mondo, prima ancora che nella sua azienda. Il film ci presenta temi
cari e ricorrenti nella filmografia dei due cineasti belgi: il ruolo civile
del lavoro, i limiti di una societ vulnerabile e cinica, il desiderio
delluomo di stabilit e affetto.
In una cittadina della provincia di Liegi, Sandr vive con il marito
Manu Fabrizio Rongione - e due figli, e dopo un periodo di
depressione sta cercando di riprendere unesistenza al di fuori delle
mura domestiche che sono state rifugio dal mondo esterno ma anche
luogo oscuro, di isolamento. Vorrebbe riprendere il proprio lavoro,
reinserirsi nel tessuto sociale, dimostrare di poter ancora essere utile.
Ma la maggioranza dei suoi colleghi ha deciso di assicurarsi una
gratifica piuttosto che averla ancora come compagna di lavoro.
Aleggia poi il sospetto che Sandr non possa pi essere efficiente come
prima. Lamica Juliette ottiene per dal padrone di rifare le votazioni
perch il caporeparto ha influenzato la scelta di alcuni operai. Sandr
ha la possibilit di far cambiare loro idea, ha un fine settimana per
incontrali e parlargli del suo desiderio di tornare a lavorare. Non
vorrebbe, ma viene spronata dallamica e soprattutto convinta e
sostenuta dal marito. La sua timidezza e fragilit, il dover affrontare
tutte quelle persone e sostenere un confronto, la spaventato e la
bloccano dallintraprendere questa avventura umana. E solo grazie
alla vicinanza di Manu, al suo credere in lei, al suo amore delicato, che
Sandr riesce ad uscire dalle sue paure e mostrare il suo cuore.

Scheda
a cura di
Fr. Davide
Sironi

Due giorni,
una notte
di Luc e
Jean-Pierre
Dardenne

Drammatico
Durata 95 min.
Belgio
2014

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

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Sar un percorso di crescita, di libert, di condivisione, con alti e bassi, con sorrisi e pianti, con
accoglienze e rifiuti, con comprensione e delusione. Un percorso ancora insinuato dalla fuga nel
buio di una stanza, dal ricorso a psicofarmaci, dalla tentazione di farla finita, ma attraversato
anche dalla voglia di rinascere e soprattutto dallaffetto delle persone care.
Sandr incontra altre situazioni di vita difficili, altre persone in condizioni di necessit
economica come la sua. Persone che non hanno votato contro di lei, ma a favore di un aiuto
economico a volte necessario per tirare avanti. La donna entra nelle case degli altri, in altri
mondi con le loro complesse vicende e nascosti problemi.
Luc e Jean-Pierre Dardenne realizzano un film secondo i loro canoni stilisti, con una macchina
da presa incollata alla protagonista, raffigurata nella sua vulnerabilit ed essenzialit.
Riprendendo le vite degli altri in quei luoghi marginali, non visti. Mostrano un eterogeneo
campionario di umanit attraverso le persone che Sand incontra, diverse provenienze, diverse
culture, persone che cercano di sopravvivere, accumunate dalla preoccupazione di mantenere
un lavoro, di rendere un poco migliore la propria esistenza, di abbellire la propria casa, di
realizzare i propri progetti. In questa umanit diversifica vive il timore del domani che a volte
pone sulle difensive e vede laltro come una minaccia, ma dove possibile trovare ancora
vicinanza, solidariet, la disponibilit a rinunciare a qualcosa per un bene pi grande: per ridare
vita allaltro. Sandr, prima raggomitolata sotto le coperte, sotto il peso dellinerzia e della
disistima in s, al buio, separata, riscopre passo dopo passo, sotto un luminoso sole, una
postura che esprime una riassaporata dignit. Ritrova il sorriso e questo grazie al volto
accogliente dellaltro, di chi le rid fiducia, di chi la accompagna motivandola a vedere se stessa
e la realt con speranza. Questo racconto un inno allaffetto generativo che dovrebbe esserci in
una coppia e in una famiglia. Un inno al coraggio, a non arrendersi, a non avere paura di
affrontare chi non ti ha scelto, chi ha unaltra visione del mondo, il coraggio di essere umili e
trasparenti, di dire le cose che stanno a cuore con semplicit, consegnandosi a chi ti sta di fronte
con le proprie vulnerabilit ma con verit.

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

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Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

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Notizie di Casa
A cura di
fr. Enzo
Pellegatta

Gennaio
Nel corso di un incontro tra il vescovo Mons. Francesco Beschi ed i superiori
maggiori degli istituti religiosi presenti nella Diocesi viene presentata la
lettera scritta dalla Conferenza Episcopale Lombarda in occasione dellAnno
della Vita Consacrata. Per la Provincia partecipa fr. Almiro.

30 gennaio
Bergamo

Curia provinciale: il Definitorio si riunisce per il XVIII Congresso.

13
Milano

Don Francesco Zenna predica un corso di Esercizi spirituali sul tema Le


conversioni di Pietro. Partecipano 28 frati; dalla Lombardia fr. Valeriano
Sandrinelli e fr. Enzo Pellegatta.

19-24
Chiampo(VI)

Curia provinciale: si riunisce il Consiglio per gli Affari Economici (CAE).

27
Milano

Si svolgono le giornate FoPe con la partecipazione di frati e di clarisse.

26-28
Armeno (NO)

Anno XXXVII n. 250 Gennaio 2015

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